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RIVISTA MILITARE 1878 TOMO II

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RIVISTA MILITARE ITALIAN'A RACCOLTA MENSILE

Serie III. -

Anno XXI H

Tomo II .

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ROMA, 1878 VOGH ERA CARLO , TfPOGRA FO-E DITORI!: Via Nazionale.


ORDINE DI BATTAGLIA DELLA BRIGATADI FANTERIA

P r oprietà lette,·aria.

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Il nostro regolamento di esercizi e di evoluzioni per la fanteria (Parte prima, 1w,ova edizione approvatl:t da S. M. in udienza del 30 giugno 11876)', nelle evoluzioni di brigata (N . 587), considera la brigata forma ta . in due linee, con un reggimento in prima ed . uno in seconda linea, e, mai con un reggimento disposto in due linee l'uno a fianco dell'altro, e non pada della formazione .in lre _linee. Ciò stante, si potrebbe credere che il nostro regolàmento tattico impongtt come normale la disposi.zione dei reggimenti per lineci ed escluda. quelia pe1· ala e non ammetta la formazione su tre linee. PL1ò darsi che nella sua parte seconda-applicazione delle evol1izio?1,i- annunciala neH' av·vertenza in principiodella nL1ova edizione, ma non ancora pubblicata, si venga poi a dichiarare com.e le due disposizioni si possano adoperare a seconda dei cas i e delle circo.stanze e che si possano a.nche Mere fre Iinee. Ma si può e:;ser indotti a dubitarne, se si riflette che in qùestointendimentolanu.ovaedizione avrebbe dovuto inserire nella sua p1·ùrna pa·rte apposite nonne e prescrizioni per la. disposizione per ala, analoghe a quelle che vi si contengono per la. disposizione per linea, p. e. circa la posi1.ione dei battaglioni-dei due reggiment.( nell e dne linee, il posto dei colonnelli, la par'tizi one del comando diversa da quella fissata assolutamente per linea dal .N. ~%, e le evoluzioni differenti ne'clue casi, in quantn che nella, clispo:;iz ione per linea. l'unità cli comando e


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ORDINE

or

llATTAGLTA

di condotta sia nel senso della lal'gltezzn, ccl in quello per ala 11eI s~nso della profondità; ed aHebbe pur dOHtto dir<' una parola circa nlla possibili Lit dell a l'ol'mn zionc in L1·c lin ee . '-." <Itrn~e man~anzn òi nol'me e prcscTizioHi regolamenlal'i e per la d,spo,rnr.ione de, l'Cggimen ti per ala nella briga la e per la formnz ion~ in 11·e. li11rc, si fu l'isenti1·0 ogniq nalvoll~ 01·.corre di applicarla: il che accade più sO\rnle per e;;.,a f'IH' per l'altra. T~1 CJ'.rn;;lo stato <li cose spero 11011 saranno tro,atc inoppvrrnne ed 111ultlr nlcmw 1·ons idernz ion i Cl'il il'lte I' comparal ivr intorno ai dur modi di dispo,-izione rrl alla loro applirn;,;ionr.

I.

i{rnr hè oggidì In di::-posizione pel' ala, e 11 or1 so lo 11ella hl'icrata' 0 ma rziandio ne'rninol'i I' nr'maggiori riparli. sia generalmente con~ sidel'nln ro111r preff•J'il1ile : nondimeno I.a lJILÌslioniiò t11 ltora ,·ontrovel'sa, ed io ,·.redo r.lie ess,1 non J)Ol l'it arer mai una definizione a;;solnta, c.:ome in generale 11011 po,-sono averne lr quistioni di laHica; anzi io pen,-o e.Il e JJer la hri gala ed a11r.lw ,per la dìvi:;ione neppure po~sa risolversi no1·malmenl<\ atte;:ol'lrù n .-:et·onda del ròmpit.o tattico <' drUa situazioni' al momento <IC'llo spicgamenlo e a seconda clol le circostnnze dr l terreno n del coin lmttime11 to può 0s,c;er più 1·on,enientt'. rd anche iudispensahile, di prender or l'una or l'alln1. del lr due rli,;posizioni, e taholta l'nna l' l'altrn (nellér IJrigalil l'eggimc 111.i por· ala: nella divisione brigate per li nea; o l'iceYer,;a). Del resto non !-. poi da annettersi e('{:essirn imporlanza alle fnr rnc, bensì. ai rnodi di au1rnaestrnre le trn ppe nI cornhat.Liltlento e di condu1:f'le ('.Oll roe,;ioJ1l', rhial'C'ZZH di t"011Cetto e 1·i,;0Julezza. I lattici tedeschi, i quali hn11110 om, e a b11on dirillo, prernlente aulorilit, co11rn1To1w in coucreto 1Lell 'op inio1ie che 110 accennata, ch0 cioù la disposizione gt'neralme11le preferibile sia quella !lCr ala, senza per nlrro escludere qnella per linea, la quale può tro,,nre u Lili e nf'1~essnrie applicazio1ti; ed a1mnetL01w nltresi la 11ece.-:siULdi tre linee pei corpi di più rhe 1111 rcggimenlo, e tanto per l'allacco

DELLA BRIGATA DI l'ANTERIA

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quanto per fa difesa. E malgrado nel rcgolamenlo prussia.no la l'ol'mazione normale della brigala sia quella per linea . mentre quella per ala è soltanto penne.sui, t11L1,wia ~ia nei wmbaUimenli della guerra 1870-71, e sia cli poi nelle grandi manovre, come lo hanno ron.-:lalalo gli 11rnciali no~tri ehP Yi assi~lettero, la disposizione più frequon temente i mp iega.l.a è quel!,~ dei reggirnen l i accollati. TI wlonnellu Schern· ( I) , iI l[ltale pel hatlagli one in pl'illla sch iern si dichinra co,;i recisamente fautore, nell'ofTensiva della disposiziono per linea. (inLm·,~ wmpagnie in rat.enn. e intere 1;ompagnie in ~o,-tegno). o nella difen:;ira df>Jla disposizione per ala (compagn ie ripartite in r;tlena, sostegno e riserva. oppure compagnie in t:alena e sostegno e le allre in ·r iserva), allorquando egli viene a. ragiona.l'e intorno ad un 1·orpo all.accante di tal forza da do,ersi ordinare iu p iù schiere, e~prime l'opi nion e che non corm:)llga prescrivergli l'orma imariahile. (( Per li odierni hi:;ogn i della tattim, egli dice, la regolamentazione deve finire col reggimento. Se nella brigata siano eia disporsi i reggimenLÌ per ala (11no a lato dell'a ltro) ovvel"O per linea (uno dietro l'altro), i1 cosa da decidersi dal comandante del In brigala, ! [l lltl ginclire di prima istanza nella quistione delle linee il. l<:gli 1·onchiude QCr alLro che in genern lc, ragion vorrebbe che la ,;cconda linea fosse vintolata alla prima nel senso della profonditii - il che implica la disposizione per ala- e clic la tcrwavesse comando a parte - il che può l'ilrsi sia disponendo un in1oro reggimento in terza ~1'11 iera, sia raccogliendo sollo n11 particolare comandanl.e i battaglioni in t.crzn linen dr.i diversi reggimonli ordinali su Ire linee per ala. TI generale Yerdy d11 Vernni,; (2) nltene che per dirigere un tombaUimenLo e per pol,er irnpegnare al momento opportuno le truppe appart<',nenti allo ste;;:;o rorpo. convenga non di ,;piegarle in larghezza. bensì cl i schierarle in prnfonditil, onerossìa di ~ollocare i reggimen ti a fiauco l'un dell 'n lLr·o nell a brigata. « Con questa formazione, egli dice, si prepara il com battimento colla pri ma linea 1:ostituita dai battaglioni in testa, spiegati in parte o in tolali tà a norma del bisogno; i hai.tagli oni che seguono, pro"'" (1) Nel suoi pregiutissimi Stuai per !a n11ova lattica. della (cmtcria. {2j Nella ~ua opero di grand issimo pl'Cgio avente por titolo: , S tudi sull'arle d i condun·e le trllppt ~.


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OR DINE DI BATT AGLIA

DE LLA BRIGATA Dl FANTERIA

~ungano la linea o la appoggiano direttamente; gli ultimi, a distanza 1~Lera, p~ssono a~che proteggere i fianchi o minacciare quelli del1avversano. - Ctascun colonnello può così fin dal primo momento giudicare le circostame nelle quali il suo reggimento entra nel combattimento; egli è in grado di rinforzare quelli che combattono sulla fronte, con compagnie proprie. - La missione del aenerale di brigata consiste sempre nel mantenere l' insieme nece~ario fra i due reggimenti e nel dirigere la riserva, composta dei due ultimi b~tlaglioni, che egli serba a sua disposizione. Mediante questa rrserva gli sarà fattibile di mantenere la direzione del combattimenlo più lungamenLe, che· se fin dapprincipio i suoi due rea. . . • e g1menL1 s1 Jossero posti in linea l'uno dietro l'allrn, e si fossero poi fram:giischiati nella prima linea >> . E laddove parla della dif~nsiva, egli conferma lo stesso -princip io anche èon maggiore insistenza . Il colonnelJo Helvig (11), sulle traccie del Peuker e dello Scherlf, crede egli pure che la. quistione non possa risolversi in modo assoluto, ma ·debba lasciarsene la soluzione caso per caso a chi coma1~da. :rant'è che nei.5uoi esempi tatt,ici di 'bi·igata egli impi.ega or _l ordme per ala or quello per linea, ma però più sornnte il prtmo . Il colonnello Tellenbach (2) ri tiene come normale la fo rmazione della brigata per ala in due linee, formate, la prima da due battaglion i d'ogni regginiento, e la seconda dagli altri due battaglioni, disposti dietro gli intervalli dei due battaglioni dèl proprio rea. . o g1mento. Il capita.no del grande stalo maggiore V . Meckel, nel suo recentissimo tratta.lo di tattica (3) ammette per la brigata lo schieramento in due o tre linee, ma vuole che nello avanzare e particolarmente nello avanzare per l'atlacco sia sempre in tre linee. « Lo schieramento per linea., egli dice, è un parto degli antich i tempi; quello per ala corrisponde meglio al principio del combattimento in ordine profondo, poiché in questo Je forz e combattenti di prima linea sono sostenute da battaglioni dello stesso reggimento (e sotto la CO-

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roune condotta del comandante del reggimento) . - La terza linea rappresenta in massima una ri.serva ,. clisp,osizioue del comandante della brigata ». Se ricerchiamo , come già ho eletto, nei combattimenli della guerra. del 11870-7'1, troviamo esempi dell 'una e dell'altra. disposizione dalh pa.rle dei Tedeschi, ma maggiori quell i della disposizione per ala. E per citarne alcuni, ricorderò : ·Nel fatto d'arme di Weissemburg (Ii, agosto) : lo spiegamento per -ala delta ,, 7"- brigata. prc~so Klein-Steinfel d, e quello per schiera della. 4 1" brigata diconLro al Geissherg. In quello , ciascun colonnello comandò la sua trnppa: in questo, i clne colonnell i. dovettero comandare ciascuno un battaglion e proprio ed un battaglione dell 'al tro reggimento, cosicchè se lo sch ieramento ebbe luogo per linea, il comando fu per ala . Nella battaglia di WorLh (6 agosto): disposi;t,ione per ala della ·I ga brigata all'attacco di FrOschwiller, e così pure della :i?'1 brigata bavarese; e clisposizioue per Jinea della'P brigala bavarese, che s' im])egnò successivamente a destra della 2" brigata per allargarne la fronLe d'attacco e renderla avviluppante. Nella battaglia cli Sp icheren (6 agosto), schieramenti per ala della 2'?' e 28" brigala. Nelln batlagliRdi Yionville-'.Vfars hl Tour (-1 G agosto): schieramen to della 6" divisione per linea di brigaLe e di reggimenLi presso Buxières, poi, mediante una co nversione ,l cleslra per brigata, disposizione delle brigate per ala e di reggimenti per linea ( I) ; sch ierarnen to bellissimo per ala della 38a brigata nel su.o attacco delle altnre di Bruville, auacco che fallì nulgrndo prod igi cli v::tlore, perchè eseguito contro rorze granclemenLe soperch ianti ed in forte posizione. . Nella hRtlaglia. di Gravellotte ('18 agosto) , mo lti esempi. cli disposizione per ala., tra i quali i pi.ù sp iccati: la 47" brigata (sassone) per conconere all' assalto di S. ~forie (un battaglione di cacciatori .steso innanzi, poi i due reggimenti uno accanto all'altro in tre 1

(l ì Un csall)e a t fonto delle alterna te vicen(le cli quella cEv,sione duran te la battaglia ·dimostra facilmente come le sarebbe stato assai p iù acconcia la disposiziooe per ala anche d ei reggi me nLi. Forse il 24° non si sarcbbo lcrova to nella grave sit uazione in cui · .s i trovò, a rneu.odi, pre sso a ViOnl' ill e . .

Esemp i tattici . (2) Elementi per tm 1·egolamento di ese,·cita~ione della fanteria (1875) . (3) Elementi di tattica (setteinLre 1877) . (1'

. I


iO

ORDINE

Iinee, di cui le due prime in colonne di compagni.a, e la terza coi due terz i battaglioni in colonne serrate di bàuaglione), e nello slesso assalto la 2n brig-ata. di fanteria della g-uardia· l:1 3 1• bl'i.,ata nella n sua mossa verso }focou a sussidio dell,1, 115" clivisione; la. 2G" brigata, attaccando Vaux; la /4." brig,1La di fan teria della guard ia, all'atta.eco di: S. Privat-la-Montagne; la ·I" brignta di fanteria della guardia, all'attacco, di S. Privat (4.· compagnie in cacciatOl'i, ~piccate dai 2 . ba.t.la.glion i di prima li11ea, e tutte le linee formate in eo lonna di mezzi bal.Laglion i); ,i.,y e /4.8" brigaLR contro Roncourl. Sd1 iernmento per li nea il i l.Jrigate e di reggimenti della 20" divisione iiell ' anmzat.a da S. Ai! a S. Privat; h1· quale disposizione, appnnto perchè per linea anzichè per ala, si dovette scompaginare per eseguire l'aggirc1men 1.o del villaggio. · Nell~ battaglia di. Baumont (30 agosto) : sch icrnmento della 7" divisione per linea di briga,te, parte per linea e parte per ala di reggimenti, contro le posizioni pres1'o Mouzon . ì\elln battaglia di Sedan (311 agosto e ,! settembre) : la (5'1 brigata (2° corpo bavarese) nel movere all'auacco di Sedan dalla parte di Balan, si dispose in clne linee l'un reggimento dietro l'altro, riso!- . vendosi poi in una so la linea, che per essere troppo debole ru sf'ondata: ugual c~sa accadde ,dia ,~3.:, brigata nell'aU~~co di J<'loing. Nel.la battaglia di Noissevillc(3,I agi-1sto e 1::-ett.): la 3" brigata di fanteria, ch'ebbe viva parte in quelle due giornate, si dispose in tre linee- per ala di reggimen Li nell'avanzar.a contro Monto".? (oomeriaofo \J: t>O del 3,1 agosto); più la1·di, dopo perduto }fontoy e attaecando NoisseviIl e, la stess,t brigata venne formata in due linee l' un reao imen to· e'l 'tetro l'al1:1·0 . rna·perchè il 44,0 rante1·in. era stato molto rnaltraLLato e pel momento non era in condizioni di agire in prima sch iera; nel giorno successivo vediam di nuovo la 3nibrigatr~ assalta.re Noi::;:;eville ordinafo per reggimenti accollati . ~on ho riportalo che pochi esempi, pres i qua e lit saJLuariamentenellaH.elazione urtì(;iale tedesca; ma r·.li i abbia minutamente studiato, al pnnto di vista delle formazioni tattiche, tutli i combatLimenti di quella guerra, av ritdovu.to dedurne che la nrns;:;imaparte decrli sd1ieramenti per linea. di reggimenti, e specialmente di brigate,,~,vennero o per maschernre a.nolgimenti o forzatamente pel successivo anivo de i reggimenti e defle b1\gate sul s·ito dell o spiegamen to, ,

V

!

V

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DELLA BRl GATA 1)1 FANTEHIA

J)J BATTAGL I A

1

=

m~ntre quasi sempre, negli altri ca.si, s'impiegò la disposizione p~r ala, particolannenLe per le due prime linee; e avrà. veduto e,.,1andw come nelle divisioni e nelle hrignte ordiiute r ispettosa.mente per linee cl i brigate è reggimenti, si siano dovuti ron:nnrè €lvcntualment~ comandi d' a.la, toglieiido così parte delle truppe ai loro comandanti natorali, r ipiego questo non sc.evro d' inconvenienti assai gravi .. A confer rrm poi éli queste deduzion i sta. ii fa tto che nell'esemto ,rermanico oggidì così si 1mttica, che cioè lit for maz ione per ala è ~uella generaimente usata, nel conc:eLto ch'e la più ~onve~icn t:e. pe_r potere mantenere nel combattimento qmrnto possi bil e e rrst.abd 1i·e il più pres to possibile lit connes;:;ione organica, e con es:m la coesione nei corpi, l'ordine e l' rrn ità d' azione e di comando . _ . lvi la più frequente disposizione d'attacco del reggunento, sia nella. brigata (l'u n n~ggimento ,1, lato dell'altro), si.a da sè (p . e. es~r.ndo d';tvancruardia onpu1 ·c destinato all'att,1cco di qualcl1e loca.. ~ . t> ' t" . lità.) è in tre linee, ciascuna di an Qattaglione . . . . Il haWl.!d ione iwprirn ,1 linea ha. normaimente: due compagme m avanlinea: t;iascmrn .con fl1ieplotoni, cml ina.riam.entequell i d'ala, sulla linea di fuoco (in catena), e il ter;w in sosLegno 1130"' dietro l'ala esterna; e le altre due compagnie in risen'a 2k0"' dietro ltt linea di fuo co . Qnesta è for mata in dL1e righe : il tiratore di. seconda r iga smà:c;cherato dal proprio capo tìla. ogni ftl a ocrnpa 1"', 60 in fron te; .i· plotoni intervallati di sm e i 1ne1.zi ploton i. di i"' JO . I ploton i di sostegno sµ iegati in due righe. l:e compagnie cli riserva (grosso); 1:iunite o :;eparate in colonna di compagnia o spiegate a seconda del ter reno . clell<t distanza del nemico e dell,1 intensità del Juoco di qtiesLo.·T comandanti cl.elle compagnie in avanlinen., sempre poi plotoni dell a linea di fuoco, a.rn:he qLw.ndo è dist.eso un sol plotone, e ciò per poter meglio vedere e pronta.mente provvedere. - Se occorre prolungare la crttena, vi si impiega uno dei plotoni di sostegno, es.e nou basta, co l distendere una terza compagnia (ti). 1

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- - - --

(1) Ques ta forma elci ballaglionc in pri ma linea è recen tissima , del J87'7.

.era:

.

ll ;i pprima l'ordino normalo da combattimento del battaglione dLWCOmpagme (_quelle 3°) !n Uragl!~ton, . e gli altri d'ala per regola) in ava nlinea con ciascun a un plotone <1un a 75 o 100"' indie tl'o t ome sostegn i: le altl'e due compagnie circa 2~0"' dietro la linea (li fuoco , un itr: o se parn lP. , spieg~tc ovvero in colonne di co mpagnia o di meno batta-

(d

gli o11e.

,

11 battnglione aveva quindi '/, della forza sul la lin e~ di fuoco, 'ha sostegno e u11 '/• àl grosso (:: 1: 2: 3): oggi invece hl p1;opor1.ione è '/~: 'I. 'I• (:: 2: I: 3) ; sono cioè mvcr li t i in due primi termini. E questo cambia mento fu fotto nel conceu o c!1e in ge,:erale con venga iniziar il combatLimen to con una linea di fuoco densa e potente


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ORDI NE 0 1 BAT TAGLIA

DELLA BHIGA TA D I FAN T ERIA

Gli altri due battagli oni d'ogni reggimento, a norma del terreno e della situazione del combauimento, o in dlte linee di colonne di compagnie, disposte a scacchiera; ovvero la seconda linea spiegata o in colonne cli compagnia n intervalli di spiegamento, e la terza in colonne di compagnia o dimezzo battaglione(duccompagnicaccollate) od anche di battaglione (col centro in tesla), in ordine ristretto; od anche tanto i battagli oni della seconda come quelli clella terza. linea in colonne di compagni,t in ordine ristretto, ver:.;o un'ala, ed a sçaglioni . Le tre linee a dislanzn, ntriab ile tra 200 a 400"' l'una dall 'altra: le qua li distanze s'accorciano al momento dell'assalto . Quando lfl. brigata deve occupare più larga fronte, si formano due sole linee: la primrteli 3 o 4, battaglioni , e la seconda degli altri ; ma sempre i reggimen ti l' uno accanto all'altro, ciascuno con 1 o 2 battaglioni in prima linea ed il restante della fo rza in seconda. In questi casi per altro la brigat.1 è sostenuta da altra truppa (a ltrn brigata, od anche cavalleria) . Se eccezionalmente la brigata si schic,:a per lince di reggi1~1enLi, il secondo rcggimenLo f'orrna due linee di co loHne di compagnia, disposte a scacéhiera o a scaglioni; e se bastano due battaglioni sulla fronte, i due terzi battaglion i costituiscono la terza finea (il) . 1

Di vero, se si traUa di appicca re la pugna da un a p,1rte per mascheral'e l'altacco decisivo dall'alt1·a, non sarà certo una lin<'a di fuoco rada e senza effetti che inga nnerà l'avversario; come non sarà mai una linea di fuoco s illàtta quella acconcia ad iniziare e prcpara1·c un attacco diretto che debba essere decisivo. E come nell'offonsil'a convicn principiar l' .. ttacco sia finto o vero con un fuoco ,,igoroso, cosl anello nella diren~iva rari si prese ntano i casi, nei c1uali possa convenire di ricevere l'at tacca nte con un fuoco fiacco e in effìcaco a con tenerlo e neppure a ritardarne l'a"anzata. Chi confronti la nuova forma t.edesra con <1uclla del 1·cyolamenio di manoiwa per la fan teria di r.u i si ern già pobblicato s ino alla scuola di compagnia nel IS7G, c. la cui pubblkaziono fu sopp,·essa, t ro1•erà mol:i punti d'uguaglia nza, particolarmente nel con·cett-0. E (JuesLa ,•olla noi sa remmo stati non già gli imitaiori, ma gli inizi.itori. · (l) Nello gl'andi ma novre del XIV co,·po d'armata nell o ,corso autu nno presso a Rastatt, una brigata ma,.ciò all'attacco di una linea cli t1·incco tli battaglia nel modo seguente: I due reggim enti l' uno dietro all'alt1·0 a 500"' di dista r. ,a da tesi.a a testa, ciascuno formato in due li neo di colon no di compagnia, dista1Hi circa 200"', quelle delle due prime lince ad in~crvallo di s1>icgamento e quelle del secondo reggimento a minori inter rnlli: la .fron te cope1·ta, 1~0111 innanzi, da un plotone dis teso da ciascuna com p,igni,, clella p,·ima linea . Giunti i tiragliatol'i a circa 300"' da <1uclli del difensore, i due plo toni. rimasti in ol'lli ne chiuso, delle compagnie di p1·ima hnea si portat'ono di corsa e sp:egati con tro il rispetth·o ploto ne in catena, di guisa a fornil·o una linea di fuoco su 3 ,·ig he: le com pagnie di seconda linea a t~rra. Sotto la protezione di questo potente fuoco e masrho·ra~o da un :,t tacco di cavalleria, il soco:ido ,·eggimen lo con un a rapida evoluzione si pon ò avanti obbliqnamentc a sinistra per ispunLare e avviluppare il lìanco destro del difensore. h·i dunque la doppia applicazione dell'ordine lineare e a i quello per ala.

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E la prevalenz,t dell'ordine per ala su quello per linea, come pure la fo rmazione in tre linee, è oggi data n~n solamente dall'esercito genua.nico, nm eziandi.o dall 'austro-ungan co e dal francese, ell anche dal russo come può rileva'r·si dalle relazioni part.ico-1areggiate di qualche loro recente falLo d'armi ('I). Ne p~trebbe essere diversamente, avvegnacchè in generale i va.ntagg1 della disposizione per Ria rispetto a quelli per li ne:1, sono evidenti e incont.estabil i. Facciamo brev'ementc questo riscontro; ma prima accenniamo 'al còmpit.o particolare di ciascuna linea nell'attacco e nella difesa.

11.

Non mi fermerò a dimostrare ·1n. necessità di ordinarsi in tre J inee tanto per l'attacco come per la difesa, per un corpo di truppa che superi il reggimento : questa necessità emerge d'altron·de dalla definizione dell'ufficio di ciascuna linea. La prima linea attacca o con tiene l' attaccante col fuoco; la seconda sovviene immediatamente alle debole;.::ze dell.a prima; la terza è riserva. Esaminiam.o particolarmente questi diversi còmpiti. Nell'offensiva: . La prima linea inizia l'auacco con i suoi cac~iat~ri, .e lo co~pie esecruendo l'assalto con Lutte ·le sue forze riumt.e 111 fitta schiera. La. seconda linea è il supplemenLo imm ediato e rein tegrante clella prima, destinato ai!. entrare in azion e laddove venga a. farsi qualche vano nella fronte d'attacco , o per il diminuirsi fortuito élel~a prima schiera nello avanzare e particolar~1e1Hc st~ terreno acc1-_ dentato, o per lo sfondarsi di qualch e suo nparto riscontro ad un contrattacco parziale dell'avversario. Se l'assalto riesce, la seconda. linea occupa i I margine ant.eriore della posizione nemica per isch!acciare gli avanzi ancora riluttanti della. difesa., mentre la pnma ( l) E specialmente ne' combattimenti contro Plewna e in qu elli di Metchka e Tresténik_


OHOINF. DI UATTAGI.IA

linea provvederà ad impadronirsi. del margine posteriore. Se l'assalto é rc:;pinto, spetta alla seconda linea d i fare ogni sfor;,;o per sostenere difensivamente la ritirata della prima (,1). Alla t.erza linen incombe e:-;sen7.iahnenLe di s.occorrere l'aLLacco della prima schiera, collo opporsi ai conl.rauacchi di ria.neo del difensore e principn lmen Le tl cp 1.ello, più peri coloso, al momento dell'assai I.o, cli stab ilirsi come ri:serva e;;terna della posi7.ione conquistata o sewudo i casi attendere allo inseguimento; e quando l'aLLacco f'aliisce, so;;Lenel'c da posizione lalemle, la ritirata delle !.ruppe respinte. Nella difensiva : Alla prima. linea appattiene di opporre la m.a..ssim.a. resistenza col fnoco e col rantaggio della po:; izione opporLnnainenLe prescella e possibilmenle afforzala con trincee. La seconda lin ea serve di sostegno alla prinrn, pronla a difendere i ·punti principali della posizione ed a riemp ire i moti che fossero fatti clall'auaccante nella p1·ima linea. La ter1.a linea (come riserva generale) co,,titu isce . l'e:;senza, il Yero nerbo de!ltt dife,;a; << es~a rafforza, se occorre, le truppe dell e due prime lince, si oppone agl i attorn ia:1ilen1.i, ma il suo còmpito pl'inc ipale è quello ~li eseguire il conlraltacco al momento opportuno, <li insegnire il nemico respinto o cl i proteggere lari.tiraLa )> . Vediamo ora quale delle due disposi7.ioni per linea o per ala, meglio si a.ccqnci ai còmpiti delle var ie linee, in particolare ed in comples~o.

Hl.

Se prendiamo a considerare la prima. e la seconda. linea, troviamo l'ra cli esse nn' immediata ed. incessante connessione(rj nfor7.o e cambio) tanto nell'offesa come 'nella difesa, e troviamo poi che (!; !l colonn ell o Schedi' osserva giud iziosamente che bastano .due solo schiere allorquando la fronte d'attacco e così ristretta (mono di 1000ml che dalle ali si possa avere col fuoco azione emcaco contro una punta ctell'a,•,ersa rio. l n q nesto cueo alla seconda ·linea appartieu~ il cò mpito della terza linea, cioè quello d i riser ra.

DEL L A 13Rl GATA DI FANT E RIA

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nel momenlo della crisi finale esse sono insieme coinvolte. Indi necessità dell'unità cli comando e la cbrrvenienza del!' unità di composizione delle I inee ( lrnppe dello stesso reggimento) nel senso clella profonditi:t . Se inve1:e consideriamo la ter7.a linea rispetto alle altre do.e, 'troviamo non più rapporti così intrinseci nè intimità assoluta di cooperazione, di quella con queste, ma bensì rapporti es~rir~se? i. e concorrenza obbiettiva; ond'è che in generale entro cer'L1 lnmtt di rorm e di estensione di fro nt.e, l' unith di comando non solo non è più necessal'ia. nel senso !lelltt profondil.it, ma si. es ige jnvece nel senso della lrtrglietza (speciale cornanclo per hl t.er7.a linea), e. wnsegtterucmente, la tel'l.a linea meglio sarnhbe composta, semprechè fa ttibile, di corpi interi, anzid1è di re.pRrli cli diversi reggiment.i o di diverse brigale. La. lJeee~sitit riell'uniLit di comando ver ala delle due prime linee e evidente. Se i t.mtt.i corrispondenti delle due linee hanno comandanti indipendenti, conte assicurare cl1e lti ·:seconch linea riesca alla prima di quel!' immediaLo ccl inlimo suss idio che é còmpilo sno e:-;senzia.le? Come i mpeclire che nel rnlo1;e del combattimento non agi:;ca per con to ,mo, impegnandosi fuor i tempo ".1 E come poi avere u.uilit di comando e cli a7.ione nel momento cl.ella crisi, all orcbè le due linee vengono a formarne quasi una sola? 0 1tre a, ciò bisogna wche riflettere alle maggio1·i difftcoll.i, ci1e, nell a brigata :;chiera ta per linee di reggimenl.o, inconLrn. J' esereizio del comando dei dtte co lonnelli , i quali hanno i loro reggimcn Li ciascuno sopra Lma. fronte di 1~irrn 11ooom, e soventi più. A questo r iguardo il generale \f el'(ly èlu 'Vernois porge cons iderazi;1ni del , mass imo peso . Quando nella prirn.a li nè,t della brigata sia sch ieralo un intero reggimento, come pol.rfr il suo colonnello trovarsi nel momento opport.nno in tutti i punti ove la sna presenza può essere necessaria ·t Se per esempio il comba.ttirn.ento volgendo a male ~oprn. un'ala esige quivi il suo intervento, egli null a potrà più sapere di ciò ehe avviene all'al tra estremità della linea. D'al tra parte, se la prima linea ,,iene ad.aver bisogno di r inforzi , gli è dal seconélo reggimento in secondèL linea che gli devono essere somministra.Li. Indi un fra.mmischiarnento dei due reggimenti nell a linea di balta.glia, e i . loro colonnelli

,la


DELLA BRIGATA DI F ANTERIA

lG

OHOINE D I flA TTAG L IA

obbligati a scorazzare da un capo ali ' altro della linea e a di:-porre delle compagnie l'uno dell' a!Lro . Divien così inevitabi le che gli ordin i si contrappongano e si avversino e che una parte degli :::forzi n1da perduta. Si può certo diminuire questo inconvenien te dando il comando dell'afa destra a un colonnello e quello dell'ala sinislt'a all'altro (ciò che fu fatto quasi sempre in consim iIi casi da parte dei Tede~c hi nei combattimenti delle guerre del •1866 e del ,1870-7 1); rna, osserva il generale Verdy du Vernoi~, ne consegue che ciascuno di essi deve allora. dirigere compagnie dell'allro reggimentsr, mentre parte delle sue non sono più so tto i suoi ordini. Di più, quest,él, r ipartizi o.[le di cornanclo non :::i sarà potuta fare se non dopo che uno clei colonne!li nvrà già sostenuta la lotta da solo e per un r,erto tempo col sno reggimento . Ed è allora che il suo comando viene limjtalo ad una sola parlo della linea" L'altro c0lonnelio, entrando nel combattimento non può sapere ciò che è accaduto all'altra pa.rte, e deve proseguire un'azione che egli non Ila nè impegnato, nè progettai o I A che si ridurrebbe dunque l'unità del reggimenlo, se la si mole infrangere nel momento in cui esso ha fatto le sue prove le più difficili nel momento della pugna? ]ifa ri guardo al frammischiamento cli Lruppe di corpi di,,ersi, si dice « or,qani::::iwno ,i,l clisordine J> . Sta bene; ma, a me pare che prima cli tulto occorra elimina1·c per quanto possibile tutte te cause di disordini . Ed è questa convimione che sostengo doversi preferire l'orèline per ala nell a brigata, semprequando imperiose circostanze non impongono altrimenti: ed è per la stessa ragione cl1e neppur soscri vcrei all e proposte del colonnello Scherff di introdurre la disposizione per linea nell'ordine span,o, cioè di formare catene e sostegni con compagn ie diverse: proposta che d'altra parte non fu amm.essa dal regolarnento d' esercizio per la fan Leria tedesca, ultimamente rimaneggialo e noteYolmente modificato. Sicuramente che il frammischiamento dei soldati di diversi riparli e di riparti cli cliYerse unità organiche non potrà mai interamente evitarsi: ci basta aver assistito nel un combattimento, e direi quasi ad una faz ione campale, per persuadercene. E sicuramente è indi:;pensabite che il regolamento contenga prescrizioni 1

i,:

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per sistemare in qualche modo il comando in tali circostanze, e che se ne facc ia o<raeLLo delle esercitazioni di pace. l\fa non •è men t>t> certo che il clisorcline sor1t tanto meno diffi cilmente 01:ganizzato, quante minori cause gli :;i saranno date coll e forme e colle clisposizioni normali. Le cose'cambin.no relativamente all a tcrmlinea. Non a,vendo come la seconda un uflicio assolutamente SOl(gettivo e cli supplemento, ma bensì oggetti, o e cli complemento, meglio s,wcbbc, come già notai , che fosso costituita. da. un intero corpo o da riparti dello stesso corpo; e deYe arer un particolare comandante, che la Lratteng1i fl10 1·i dell 'azione e lrt. impedisca clal convolgersi in. qu~lla delle altre cluc, lino a che sia ven uto il ,mo momento, e la impegni allora i.:onforme gl i ordini del comanclantc :;uperior~. A que:;to doppio punto di vista non co rwerrcbbc dunque d1sporl"e la brigala con due battagl ioni cli un rrggimento in prima linea, un battaglione del primo e 11110 del ~econdo reggimento in seconda linea, e i clne 1"est,inli di qiiest'ultimo in terza linea, e dare al colonnello elci primo reggimento il coma ndo delle due prime linee, e a quell o del secondo il comando .della terza linea.~ . E nella divisione non converrebbe schierare nelle clne pnme linee tre reggimenti per ala . e mettere il quarto in terza linea per intc1'0? . . . Pel peimo c·aso risponderei no: perchè l'rnconvenient.e eh aver un ballaglione clel secondo reggimento in seconda linea ad un battagl ione del primo, non troverebbe compenso nello . av~re l:l Lerza li nea tutta formata. dai secondo reggimento e nell' nnpiegarè il colonnello di que,-to al comando della lerza linea medesima. Megli o è assai., ,t mio veclcro, che ciascuno dei colonnelli comandi due elci propri battaglioni ad ogni ala in 1a e 2" linea: e~ è un comando abbastanza rilernnte; e che i due terzi batLaglrom in terz:t linea siano so tto gl i ol'èlini elci più anzi,1110 dei loro due comandanti, a disposizione elci comandante della brigata, il quale ttVl'it ben sorentc ocra~ ione tli dirigere personnlmentc qLU?..Sla riserva nel sup1·crn o momento in cui dcrn adoperarsi. Il secondo caso non presenta l'incomcniente cl i a.Ycr tratti della 9" Ìinca forma.I.i con teuppe cli diverso reggim ento dei corrispondenti tratti di ,1a linea : ma uno clei due brigadieri si trova con ANNO XX!ll, VOI, . I I.

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ORDINE DI BATTAGLIA

DELLA DRIGATA 0 1 FANTERIA

co1na.ndo dimezzato e reso inutile. Ond'è che semprequando non sia opportuno di tenere nn'intiera brigata in terza linea (riserva) stimerei piil conveniente formar questa coi terzi bauagl ioni dei quattro reggimenti a diretta disposizione, o tutti del comandnnt.e della divisione, o due a due del comandant e della propria. brigala: lasciando così i comandanti dei reggimenti e qnelli delle brigate ai rispettivi ed importanti loro uffìci della linea di battaglia. Ninn dubbio però che sono a cpiesto aspetto sarebbe assai acconcia la formazione binaria del reggimento e quella ternaria della hrigata e della divi.sione; e non esito a credere che fii1iremo per venirci ('1). l'er amore cli brevità ommetlo molte altre considerazioni che varreb bero a constatare vieppiù come la forma per ala, non solo sia la più acconcia a mantenere i vincoli lattici e l'unità d'az ione e cli comando, ma nella general ità de' ca:;i si pre.,La megli o che l'ordine per linea alla successivilà dello schieramento, all'attuazione delle mosse spun tanti e avviiuppanti, che oggi, per In. estrema di mcoltà di riuscita degli attacch i diretti ed in fronte, hanno grandissima importm1za. E se quanto ho deLto non bastnsse ·a mettere .in sodo le mie tesi, prego il lettore di mediLaro quesla nota che si legge in fine della narrazione della ballngl ia di Gra,·elotte nella Re.lazione nffic iale della guena franco-germanicn scritta soLlo la direzione clel maresciallo IWoltke: .... « Certamente cagion arono sorpresa sulle prime quei nuovi aspetti che presentava il com batlimento ; tuttavia. e capi e trup1le seppero ben presto accomodarsi alle mut,tle esigenze, e cono bbero com.e anzitibtto iniporti - a qiielli, non lasciarsi sfuggil'e di mano anche in quelle diffu;oltà la condotta

che sia possibile sotto ai lo1·0 capi e 1iei loro 'Vincoli tattici. Im-

del combattimento,- a qiieste, rimettersi di per se stesse più presto (l! li reggimento di 20~0 baionette coslituiscc un comando abbastanza ragguarde\'Ole, e il dirigere clue bat1aglinni, oggi che sul campo di battaglia. si spargono sempre a com pagnie, non è la ro1·tc hisogna. Cou 3 reggimenti o due bil Uoglioni la brip;ilt,, 3Vi'Cbbe lo ~lesso nnm oro cli battaglio ni cho ha nLLualmcntc, o la sua tow1 linea polrclilJo allora. constare sempre di un intel'o

reg~tmcnto.

perr iocchè la generale bramosia di Yenir pre.,;to alle strette col nem ico non lasciò, se non rare volt e, osser vare correttamente la rego la rli combattere dal fondo ('1), e l)I'<Hlnsse le più volte un focoso lanciarsi innanzi , senza aspetlal'e che fos.sero sch iorale e spiegate le truppe seguenti . E perciò, come a Worth e a Spicheren, così p11re nell e b.1llaglie dinnanzi a Metz si ebbero molte volte atti spicciolati e sconnessi e frequente r imescolio e sfasciamento delle un ità tnlliche ». 1 quali inconvenienti nvvertiti . fecero sì che nell e haLtaglie successive si adoperò più soYenle l'o rdine per a.la, che oggidì è normale pc1' la fante ri a tedesca . Aggiungerò ora alcune considerazioni intorno a.Ila forza e alla .distanza. delle diverse linee ed alla forma talLica delle 1rnppe di cia.scuna ai esse.

IY.

La forza di ciascuna. linea dere evidentemente Yariare a seconda dello scopti lattico; e cosi anche la distanza. Per corpo di truppe che debbn, eseguire un rtttacco decisil'o e non al>b ia altre truppe nll e spille, le tre li nee dernno essere cli ugual fo,w. Se poi gli ò forzn. di abbraccia re r,olla sua fronte maggiore spai io di q11 ell o normalmente corrispo ndente al terzo della sua foàa (per la brigala 600 - iOOm) , hi,,ognerà. indebolire piuttosto la seconda. che non In terza linea, e ciò in considerazione dell'irupor1anza del computo rispettirn . E così una hrigata metterà in prima linea 3 ballaglioni (:2 di un rc-ggimenlo ed uno deil'all.ro), la,-ciantlone un ~olo in seconda linea. Ma il più delle volle sarà meglio si riduca a clu.e

·

Solt..into la di,·isio,c \'Crrebbc a.i accrescere h sua forza attuale lii uM metà; ma io penso che non sarchllc un incon,·cn icote, ma fo1·so 1111 ,·anta~::;io t.ittico: cosi la d il'isione pOll'chbe e~so1· meglio In vcrà uniti! cli l>uttaglia, poi· suflkie nto norbo d i tu t.to lo armi, o cos't potrebbe anc he essere più economico l'ordinamento di pace dell'esercito.

(l) Tr:idazione lcltcr~le del t eslo che dice: A11s der Tic(e .rn fcchten. J.a ve rsione italiana (pubblicata clul Voghera) inte r pre ta cosi: la 1·egola dello sviluJ)))O pi-og,·esstvo della ( o,.za clalla tes ta alla coda, e questa non mi pal'e 1·onda perfotta mm1te il con-cetto orig nate, che vuol piuttosto esprimere: combattere nel senso della profondità.


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ORDINE DI BATTAGLIA

DELLA BR IGATA DC FANTERIA

sole linee, ciascuna formata con due battaglioni di un reggi-mento ed uno dell'altro. Qui la seconda linea ha il. compito della terza, ma quando occorrano rinforzi alla prima linea dovrà sup-plirvi essa. · Nella divisione per altro (e sempre nell'ipotesi che non siavi indietro altra truppa di sostegno), una almeno delle d,ie brigate, dovrà sempre avere una vera terza li.nea, sia pur di soli due· l)attaglioni. Quando invece, e già ebbi a notarlo, hannosi altre truppe all'ufficio cli riserva, le brigate in prima schiera. possono formarsi in sole due linee, ambedue di ugual forza, o la prima di forza, doppia della seconda; ed una ~ivisione può aver così : In pri1mi linea 6, o 8, o 7 battaglioni, In seconda linea 6, o 4, o i:i battaglion i,

Rispetto alle distanze da linea .a linea, è ovvio come debbono -soddisfare alla doppia condizione che la seconda li nea non sia èoinvolta nell e perdila. della prima, e che la terza possa manteners i intatta sino al momento della sua entrata in azione; e questa doppia condizione è vari.ab il e intrinsecamente ecl estrinsicamente, a seconda del terreno, della rorza propria, dei mezz i offensivi dell'avversario, e dell a direzione probabile degli attacch i decisivi e dei con trattacchi. Come norma per Ja brigata: ,nell'aLLacco profondità uguale alla front.e, e così 300m tra le linee; nella difensiva, come pure nell' atlacco all' appressarsi della crisi, al più 150 tra la 1" e la 2a li nea, e 200 - 300 sempre lra fa 2a e la 8a. S'intende hene che se il l.erreno presenta dei. Ti pari, giov,1 in· generale che le distanze siano miùori. La forma: delle truppe è diversa, secondo che per far fuo co., ·per marciare, o slar ferme. l)er far fuoco: la catena per iniziare l'aLLacco tanto nell'offesa come nellti difesa.; poi al momento della crisi (800 - 400m di. · ,clisLanza) h1 lin-ea spiegata. e denrn . .Per n'iarciare: colonne per ba.llaglione sino a ·I200"' dal nemico, se il fuoco dell,1 smi artiglieria l'lOn è troppo sensibile; altrimenti colonne ·di comuagnia. A. meno di 11200111 , colonne di compagnie, salvo rruanllo si si,1 a riparo dal fuo co dell'avversario. i,fai iin linea spiegala (sa!Yo casi di assoJut.a. necessil~t, per evilare perdite troppo considere\ oli del fuoco), perchò così si marcia male. È però necessario di lasciare all'a.rlJiLrio dei comandanti di battaglione di modifìcare la fornm a seconda delle alt.crnalive del terreno e delle altre circostanze, purchè co ll'obbligo ad. e$Si di man. tenere, nell' insieme de!le rispettive uniti!, internilli, clislanze e altezze, come pure il collegamento eoi ripari.i laterali. A fermo : fonntt sottile e m<la sotto il :ruoco; Cuori del fuoco, quella che più può convenire per trarre partito del terreno, o per esser proni.e a marciare od a ricevere l'avversario. Ora, alla conclusione.

secondo cl~e le proprie brigate avranno ciascuna nelle line·e oppure

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2

battaglioni, ovvero l'una·-

3

3

e l'altra

~

4 . 2

Per un attacco dimostrativo bas~2ranno in generale due sok lince: e la brigala po!rà anche ridursi all a rorma'½ (cioè ogni reggimento con 2 battaglioni in ,1• linea e I in 2~). Nella difensiva a fermo, come ho già accennato, giova rise1·-· bare la maggior forza possib.ile per la terza linea, per potersene· servire in modo decisivo, allorquando l'avversario abbia smascherato i suoi intendimenti. La forza della seconda linea dipende dai minori o maggiori vani.aggi che il terreno porge alla prima linea.La forza di questa dev'essere tale da poter conc1uassrtre l'attaccante, col fuoeo e mantenere la posizione. Qui dunque le proporzioni; sono variabilissime, e per le circostanze topografiche e lattiche,. e per l'estensione della posizione che si deve difendere. Come norma generale per una brigata: con fronte di(ens iva di 700 80001 , 2 battaglio;1i in prima linea, 11 in second;t ('I) ed nn intero reggimento in terza (riserrn); con fronte difensi1°a 800 - 900"' (mas. simo) 2 lrn.ttaglioni per linea. (i reggimenti per tda in tre linee) .. (l) Oppure anco J battaglione 'h per l inea.

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1

0


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.

I

ORDINE DI BATTAGLIA

V.

La mia conclusione è ~n sostanza questa - e coincide colla pre-· messa - che siccome attualmente la disposizione per alét dei reggimenti ·nella brigala è quella di più frequente ed utile applicazione, è neéessario che il regola1ne1ito di esercizio ne faccin. parola, di guisa ad autorizz:irne esplicitamente l'impiego. E non solò, ma è altresì necessario che il regolamento stesso, come determina la forma e le evoluzioni della brigata considerandola in due linee l'un reggimento dietro l'altro, le determini ugualmente consJderandola. in due e tre linee coi reggimenti . a lato l'uno dell'altro. A far questo, che al mio vedere è indispensab ile quanto urgente, non è necessario di scompaginare h.t parte che contiene le· evoliizioni cli bri§cita: basta un' append ir,e cli pochi paragrafi, purchè poi nella parte seconda del. regolamento, quella per la appljcaiione della evoluzioni e la pubblicaiione della quale affretto con tutti i miei. voti, si spieghi bene la prevalenza. che deve avere l'ordine per ala su quclfrt per li.nea, e si indichino' i casi cl' opportunità per l'uno e per l'altro.

G. Convr:no .

TRÀINO E SOMEGGIO

Un recente opuscolo del ca.pilano Clavarino (I) mi spinge a trattare quesl'interessant.e quist.ione che una volta sollevata merita di essere scioltit. Sono precisamente fra. << coloro che fidenti nello studio delle questioni in sè stesse col semplice aiuto del mziocir~io, ~ùtnn~ bisogno , (ed io ci aggiungerei necessità) dell'appogg10 cle, fat.t1, . e cler,li insegnamenti della storia )). b Io credo fermamente nell'arte nostra essere assolutamente 111dispensabile che qualunque proposta dimostrata ec~ellente dal raziocinio venga sempre prima dell'RcceLLazione ·samrnnata dalla pratica. Pel lungo servizio prestato nei reggimenti , per aver preso pari.e alle esperienze col nuovo materiale da campagna e da montaona. Mattei-Rossi nelle va.Ili della Stura e della Dora (,1868) ; 0 e per avere avuto infine il comando nella campagna d~l ,1866 (alta valle del Chiese) cli due batterie da montagna e eh Lre dtt campagna, spero che alle mie contro-osservazioni si vorrà · concedere un posticino tra le molte considerazioni svolte e da svolgersi su tale ccuestione. << Il traino deve essere abolito (secondo il Clavarino) perchè ( ,..r

(I) SttWartiglieria. da montagnà. Considerazioni e proposte, traino e somei;gio. '

•


TRAINO

E SOMEGGIO

« il trasporto per traino dell' artiglieria da monlagna non è ne« cessario - non è neppure conven ienLe, anzi è dannoso ».

rìenze (di traino e someggio) eseguite alla scuola di tiro del 14:0 reggimento artiglieria nel 11877 . col nuovo materiale da montagna 2 muli porLa-pezzo, senza timonella; 2 )) porta-afiusto; porta-cofani da munizioni; 2 )) ,1 )) porta-cofani da attrezzi (con due timonelle);

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Esaminiamo più da vicino codesta conclusione.

I.

7

Il modo di distribuzione del ca.neo della bocca a fuoco e del!' aJTusto sul basto, è il peggiore possibile, perchè il peso non è già ripartito in modo eguale sui due fiand1i del mulo (come succede pei cofani ecc.) ma direttamente sulla sommità del hasLo. Tali condizioni di c,{i:ico non potranno così facilmente venire modificate, perchè dipendenti esclusivamente· dalla fonna della bocca a fuo co e dell'affusto. Esse portano per conseguenza : 1° Gravi ferite sul dorso, e sulla groppa del mulo. 2° Spostamenti laterali e lon.gitu.dinal i Laii, nel basto portapezzo, ccl in quello porta-alfosto, da coslrìngere ben S}')e5so i serventi a sostenere il carico durante la marcia è i1on di rado ad arrestare la bal.l:criri per sca.ricare i muli , e rifame , il caricamento. Questi gravissimi inconvenienti furono da me, e da quanti hanno marciato colle batterie da mo1Ha1rna in regioni montuose constatati in modo tale da non lasciare dubbio alcuno sulla loro importanza. senMt nutrire però molte speranze cl i efficaci mod ificazioni, non potenclo$i mutare che di poco le condizioni del ripari.o del carico . Ammesse queste gra.vi conseguenze del someggio, sarà giuocoforza cli accel.tare il Ll'aino, quando questo sia climostr:tto possibile e non dannoso. Il oapitano Clavarino, a pagina 6 scrisse : che ad ogni modo questo (il traino) non sarebbe applicabile a tutto il carico, rimanendone seinpre a soma la m:tggior parte quale si è appunto ... .. ecc. Attenendomi alla seguente formazione per una sezione da_ montagna (batterie da manovra) prescritta nelle ullime espe1

t ..1

( J

'

.crederei di poter conchiudere che il traino sarebbe l)recisamente applicabile non solo alla massima parte del carico, ma a ,quella_ parte del medesimo che si trova in condizioni peggiori di sorn.eggio, ossia che di 7 muli, 4 sarebbero complcLarnente .scarichi, ed uno liberato dalle due timonelle . TI carico cl.ei muli porla.-cofani è trnppo comodo, è troppo ben distrib uii.o per rendere necessario il traino . C:.·li inconven ienti da me citati li trovo benissimo descritti a pagina. ,1,, do\'e citandovi il ilfemorfo.l cl'artillerie si legge: « Ainsi, en 11835, lorti clcs expédilions élel Tlemcen ed de la « Tafna, les bàts caLalans; en scrvice clans une batterie, avo ienL (< un remhou rrage cn fort ma.uvais ètaL; beaucoup . de rrmlets « forenL hlessés, et l'on fut obligé d'alleler. Ce mode de tran<c sport devinL hahi.tnel dans la province cl'Onrn, jusqn\i la fin « de 1184--1 . A. cetLe époque euL lieu une ex:pédition dans la <e quelle de:!- chemins impraticables pour l'affùt rendirnnt néces« sa.ire le trnn~port à. dos; on cha.rgea les rnu let.s; eL, au bout << cle sept il huiL heures de marche, Lo us l'nrenL blessés. 11 fa ll ut << revenii· au Lrainage, eL l'on se tira cles plus mauvais pa~ en << tra.nsportanL le 1natériel h bras. ' « Le:; blcssnrer,, des mulels, -pendant celte marche, tenaient . « à ce que les JJàts n'avaicnt J)(~s élé clwrgés dcpuis plus d' un « an, et s'éLaient ainsi raçonnés au dos ne l'animai, SOllS l'ac<c tion de leur poids seulement : lorsqu.' ils reçurent le charge« menL, le dos clu mu let pénùtra plùs avant clans la garniturc; (( le par ties saillantes des épaule;;, des reins, etc., ne corre<< spondant plus aux. parties rentranles dù rembourragc, furent { < fortement comprimées et bientòt écor-chécs .


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E SOMEGG IO

TRA I NO

« On refit le rembourrage en entier; puis, les mulets furent « chargés, le primier jot.ir,. pendant une heure; le seconcl, pen« clant cleux; et progressivement, pendanL l'étape entiére; cle(< puis lors, le mode de transport à clos fut presque exclusive« ment ernployé dans la. bauerie, et ne présenta plus d'in« convénients. Il esL mème à remarquer que, dans la plaine « d'Eybres, sur un terrain aussi favorable que possible au trai(< nage, on fit atteler un jour par expérience, att retour d'une « expéclition où les a.nimaux n'avaienL nullementc sonffert et (< s'étaient, au contraire, mis en haleine. Au bout de peu de « ternps, Ics mulets étaient en sueur, ainsi quc Ì.es servants placés (C à l'écouvillon. 011 fit recharger pour soulager les uns et !es « a.ut1;es n donde si concl1ittde che molLi muli essendo staLi feriti si dovette di necessità passare al traino del materiale. Più sotto però si aggittnge che le cause principali cli tali ferite si erano i l cattivo stato dei basti ecl il difetto cli eserciz'iO dei q1baclnipecli al someggio . Dopo la riparazione delle bardature non si eb lJero più a fare osserva.zioni di rilievo su Lale modo di trasporlo. Io sono pienamente coiJVinto che con buoni. basti, e con muli molto avvezzi al someggio si diminuiranno sens.ibilmente gli incon venienti. SLrnccennati; mri ripeto, si diminuiranno ma non si potranno eliminare; e dato e non concesso che potessero venire eliminati, rimanà sempre il fatto che il someggio produrrà nel. mulo molta maggior stanchezza che non il traino. In quanto poi ai guasti nelle bardature, l'esperienza _mi ha pienamente convinto che questi sono di gran lunga maggiori dopo ma.rcie a someggio che a traino . • Nel 1lfémoricil cle l'artillerie, soventi citato nel pregevole scritto del capitano signor Clavarino, a pagina 18 l'autore spinge la sua ammirazione pel someggio al punto di esclamare che : << On fìt recharger pour soulager les uns et les autres I J> l\fa egli stesso si affretta a conchiudere col 1l[émo1·ial « il (trasporto a someggio) ne doit pas cependant etre adopté ·d'une manière exclusive n; e continuando ei ricorda. che l< il ne faut pas oublier que la Limonière, d'aborcl écartée ... .. etc. y fut rétablie dès que ce matériel euL été soumis à l'expérience de la guerre JJ . .. 1

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Quindi l'esperienza della guerra (sola ed unica vera maestra neJJ 'arte nostra) ha. dimostrato la neccssitit del traino. Dunque si pttò senz'altro conchiudere: clte il mezzo di trasporto a someggio del materiale di montagna non è il più con- · veniente, sebbene il solo possibile nelle regioni montuose; e che è utile di ricorrere al traino ogn,i qualvolta questo sia possibile · e non dannoso.

n. U generale Ricci nel suo aureo scritto -Appunti sulla cli/'esa dell'Itdia ùi gen,erale, e della .ma frontiera 1\'orcl-Ovest in particolare, suddivise in tre periodi le di verse Jasi per le quali deve passare l'offensivtt per il passaggio delle Alpi. Nel 1° periodo (traversata delle Alpi sino allo sbocco delle valli italiane) dovranno concorrere efficacemente alla difesa le truppe a.Jpine un itamente col l'a.rtigl ieria da montagna. Ed a questo proposito non esito tl dichiararmi apertamente · fautore ilellti formazione cli unti polente artiglieria da. montagna.; cop.dividendo l'op inione ora11rni contestata. da pochi che: sulla zona alpina, sulJti corazza montai1a. (come la defìnisce con frase felice il maggiore Perrucchelti) si élovrit opporre la difesa più energica, e tale da costringere l'invasore all'imp iego cli molte forze, ed a subire molte perdite e molti guasti nei suoi . materiali . Ora se l'artiglieria da montagna potrà soddisfare al. suo compilo nel 1° periodo della difesa., non vi dovrà concorrere che mediocremente nel 2°, nel quale avrà principio l'azione dell'artiglierif1 da campagna. Or bene le batterie da montagna per Lrasportarsi (in caso di mobilitazione) dalla loro stanza ordinaria. sulle zone montuose nelle quali si svolgerà il 1° periodo delh difesa, dovranno percorrere strade carreggiabili per qualunque veicolo, e strade di montagna, nelle quali è ancora possibile il traino. Perchè con tali strade si eseguirebbe il trasporto a someggio · 1

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TRAINO

E S0l-1EGG IO

correndo rischio di affaticare i muli di soverchio, e di recar danno e guasLi all e bardature non fac ilmente ripara.bili in montagna "? L'auLore dello scriuo volle accennftre alle esperienze esecruile <) nelle valli della SLura e della Dora con materiale da campagna e da montagna. assicurare che col materiale da montaona Ebbene io posso . o aLtuale si sarebbe potuto pervenire a traino per esempio fino a Lemie (val Stura), ,L non molLa disLanza dall e esLreme falde det Rocciamelone, ed eseguire poi la Lraver:;ata del Colombarclo ,c;empre ,L traino per scendere nella valle della Dora. Coll'aumento continuo di strade comunali e consortili questa possibil iI.il cli traino sarà sempre maggiore; e se gli abolizionisti del n·aino percorressero molte vallaLe del nostro Piemonte, rimarrebbero convinLi che il medesimo è quasi sempre possibile a 2/ 3 circa dallo sbocco delle valli nella pianura. Accennando al materiale da mont,tgna dell'artiglier ia piemontese (affusto a cavalleLto con rotelle),_- che lrn fatto buona prova nelle campagne del 11792-96, si' soggiungo che diede ottimi r isultati nelle faz ioni combatLutc sullo Alpi maritLime, all' Aulh ion, a )lilleforchc, a .Fcltz e Colle Anlente (pag. ,JO) . Io non dubito punto cli tali risnltati, ma nessuno potrit co:nLeslarmi che il trasporlo per raggiungere quelle regioni rnontnose non avrebbe potuto effettnarsi a, traino piuttosto che a someggio. Come si spiegherebbe (dopo i risul ta ti sopra enunciati) l'adozione di un materialo a traino 'Cd a soma per parte del l'esercito piemontese nel1'anno ,18,28? · ~; form conchiudere come a,ppunto l'esperienza delle guerre combnltute abbia influito sull'abbandono rl i un 1naleriale possibile solo 01 • someggio . L'autore del !1lé1norial de l'lirtillerie scri.vcva « que l'expérience de la guerre n aveva deciso l'adoz ione cli una timonella. Il generale Berge (citato cl~l Clavarino) nel 1823 conchiude per I' abolizione della Limonellrt e rinnova tale conclusione nel

d'atteler l'alTut ètaiL un avantage dont il était important que l'arc< tillerie dc montagne ne fùt pas pri vée 1> . Ripeterò per la terza, volta che l'esperienza della guerra. è favorevole al traino (la guena, collaudatrice infallibile di tutte le proposte) . li fatto citalo a pagina 23, della marcia cioè cli due batterie da montagna inglesi in AbissiniéLcol materiale sempre a someggio senza. ineonvehienti notevoli, è veramente sorprendente, e mi sarà permesso cli st1pporrc che moltissi111 i fossero gli animali da. soma in riserva per ciascuna hatterirt. 'Il terreno perwrw era favorevole al traino ? No dubito perchè il suolo .d'Abissinia è solcato in tutti sensi da spa.ccature e burroni, non vi sono strade, il fondo è sabbioso ccl in certi pun Li nella stagione delle pioggie tul,Lo affo11da nel fango . i\fa venendo in Europa, le stesse compagnie alpine non hanno lo loro carrette speciali che le seguono fino all'estremo limite del carreggiabile'? A pagina 20-2·1 si accenna al le eserciLrv,ioni cli m.arcia d1e nello inverno del 1864 si facevano d,dle compagnie del già. 2° reggimento da piazza sui coll i di Torino e Supcrga, all'Eremo, al Pino ecc. con artiglierie dél montagna a traino , e si prende l'occasione appunto da Lali marcie per dire che in cpielle circostanze era sorta la, convinzione della ùiiitililà anzi del danno che 1 a1Teca i l tmi1w clei pezzi da montagna. · Lo scrittore non accenna alle cause che avrebbero contribuito alla produzione di una tale convinzione; 111 a conchiude coll'assicu.rnre i suoi lettori che lm'o 1·iiisciva, cli/ficile di trcittenersi da nno sfogo cli ilwrità nel vecle,r e qiiel 7Jiccolo carretto cli cliie q,uintali cli · peso , che un uomo solo può tl'aina,re con fac ilità, àttacccito ci dne , grossi 1n1hli, i quali non potevano a meno dì' curarsene ben poco.. Io sono certo che i lNtori dello scriLLo in discorso, al termine cli una. tale conclusione saranno tutti favorevoli al tra,ino. Come non esserlo, quando sono assicurati che un uomo solo può trainare il pezzo, o d1e i clue muli non si accorgono nemmeno del poso che Lrasportono? Questo vuol dire elle a Lraino con grande facilità si potrà · sempre trasportare il ma.teriale da montagna l'acendo riposare gli . anima1i da soma.

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ln quell'epoca il nuovo materiale (senza traino) viene sperimentalo nella spedizione in Grecia (pag . ,t 6) e si conchiucle che « on eut << sujet de rcgrcllcr la tirnonière, et l'on reconnut que la facultè

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TRAINO

' Quando la batteria da monlagna sa lto gli ordini del capilano Sforza dovette nel ,1876 dirigersi al forLe di Bard a lappe seguendo le strade ordinarie per eseguire esercitazioni tattiche colle compagnie alpine, compì gran parte delle sue marcie a traino; ecl il comandanle la batteria ru pienamente soddisfatto di essersi attenuto a tale sistema.

III.

Io ritengo che coll'attuale m,etodo di attacco della timonell a al baslo ed al pettorale sia ineYila.bile uno spostamento nella posizione del basto, ed un fregamento clel pcUo sulle spalle del mulo. La qu.csLi one del traino vorrebbe essere pitt studiala ancora nei suoi particolari in modo da renderlo indipendente dal basto, ed adoua.ndo un leggiero bilancino di ferro, per sostituire al movimento del petto sulle spalle del mulo, quello del bilanci.no al-. torno al suo rnaschio. Ammesstt l'utili fo del traino, nari per queslo scemere bbe l'importama clell'avvezzarc i 1nil!li al someggio anche in strade favorevoli al traino. Per rendere mobile veramente un a balleria da montagna occorre che ciascun mulo abbia il suo basi.o adatto e provato da lunghe marcie tt someggi o. . .I muli ..potranno essere .1.vvezzi benissimo al sorne,rnio senza t>V ' " che per questo si deb lia rinunciare al bcncfì 1.i n del • traino oani t> qual volta, lo pennetLcranno l'amp iezz.1. delle strade o sentieri. Chi ha rlovu.to cornanclare e dirigere batterie da montagna in vera guerra, ed in regioni mo lto alpcsr.ri , non ignora che anche nei siti pièt montuosi, e specialmente sulle sommi!à delle catene principali, si . ri nvengono lrnll.i cli !erreno adattiss imo al traino . Or bene è evidente come trovandos i tali hauerie di fronte al nemico sia mollo pili. conveniente di potere a hràccia d'uomini od anche coi muli attaccati forc avnnzare o retrocedere le bocche

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E SOMEGGIO

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a fuoco, che di fare continuamente caricare o scaricare i muli. Le rotelle che l'autore proporrebbe per faci li tare appunto tali movimenti, non potrebbero certamente dare risultati eguali a iquell i. dGlle ruote aLtuali o di altre aventi diametro di poco minore. Infatti nel Jl1"émorial de l'a;rtillen:e a pagina 116 e n dello scritto clel capitano signor Clavarino, io rileggo che « !es partisans de ce mode de transport (traino) répondent que, ..... la bouche it feu .peut enLrer imrnécliatemcnt en action ... etc. ,, . Lo scrittore poco dopo soggiunge che (< avec une troupe bien exercéc, on peut, en moins d'une minute, décharger la pièce, charger, pointer, et tirer le premier coup ,, . .E·n mo·vns cl'une 1nim,1itel Io non esito un istanLe a dichiarare che una tale asserzione non è confermata cl::clla pratica; e che in prati'ca appunto non si ottengono tali risultati da nessuna troiipe bien exercée . Un tale r isultalo forse non sarà del tutto impossibile (~ol pezzo _a .traino.

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La lolla nel 4° periodo della difesa della zona alpi1;a sari1 accani tà cerlamente. Gravi saranno le perdite, e molto probab ilmente alle batterie da montagna non sarh. più possibile cli potere fare , someggiare tutto il loro materiale; cd in questo caso ocl a braccia d'uomini, o con cltvalli da monLagna, alternando il someggio éol traino secondo che lo acconsentiranno le condizioni della ;,,ona montuosa, si potrà fare ritirare tutto il materiale principale, il quale verrit -poi molto ulilmenté utiliuato nella difesa cli altre posizioni o di fortilizi occasionali. Con affusto cl: ruote saril (lo confesso) giuocoforza di ricorrere a freni per diminuire il rinculo, aumentando per tal modo il peso dello affusto . Ma ho avuto la fortuna di assistere ai tiri di prova col-


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TJHJNO

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E SOMEGGIO

l'affosto in ferro a cavalletLo Mattei-Rossi ;. ed i risùltati ottenuti non furono certamente in suo favore perchè all'atto dello sparo, invece di r inculare, a(fos.to e bocca a fuoco si rovesciavano, separandosi l'uno dall'altrn. Ora. sarebbe a sperimentare (quando andie si ammettesse la non convenienza del traino) qual peso si dovrebbe dare ail un affusto a cavalletLo (a striscio) . per impedirne il rovesciamento all'atbo dello sparo sopra. terreno pl'ohabilmenLe i1iegua.Je e sassoso . Io temo fortemenle che a.cl un tale affL1sto si dovrebbero dare dimensioni tali da oltrepassare forse di gran lungit nel peso quei limiLi, al di !il dei quali sarebbe ben lieve il vantaggio cli sostituire piccole rotelle alle mote attua.li, od a mote di poco dissimili. Accettando la. formazione della sezione cli balleria da montagna prescritta nelle esperier.ze per traino e someggio durante la scuola. di tiro del "4° reggimento artiglieria del 1877,appare eYidente che colh aboliz ione della timonella e colla adoz ione di un affusto ti stri -· scio con piccole rotelle non si otterr·ebbe, diminuzione alcuna nel numero degli animai i cla soma occorrenti. Si ollerrebbe una diminu.::ione cli peso pei mul i porta-affusto ed in quelli porta-cofani per attrezzi ; diminuzione che avri1, ben poca inGllenza snl someggio . Se le ragion i addotte .11 cli fesa del mio tema, sulla conservazione del traino nelfartiglieria d~i montagm, saranno giudicate buone io a.vrò dimostrato che: . ,1" 11 trasporto del materiale tL someggio lieve venire impiegato ogni qualvolta le concli;,,ioni delle strade o sentieri non permettaho il Lra.ino. :,2° Il trasporto a. traino deve venil'e impiegato ogni qualvolta. le condizioni delle strade sono favorevoli al medesimo. 3° Devono venire modifica.I.e le bardature e la timonella in modo cla rendere ineno rigido il sistema di attacco del mnlo alla :medesima; e nello stesso mentre indipendente dal basto. 1

NOTA 11 capitano Clavarino accenna alle proposte del Gribeauval, del gran padre dell'artiglieria, circa una artiglieria da fanteria, la quale venisse assegna.La. ai. battaglioni di. fanteria. Una tale proposta venne ripetuta e spiegata nello scritto consegnato alla puhhlicità. nell'anno 11861 per cura del defunto re Carlo XV di s,,eziasotto il titolo cli Illée et 1·é(lexions siw les mowvements de la tactique model'ne. Io- nel 118.69, per mezzo della Rivistci il[ilita'r. e, propugnai lo studio di una tale proposta, adducendo quelle mgioni chi? mi parvero più convenienti a sostegno di .una mo(j,ificaz ione a mio parere necessaria nel nostro ordinamento mili ta.re . Un'artiglieria speciale per la. fanteria, ed alht medesima assegnai.a permanentemente anche in pace, permetterebbe all e batterie . divisionali di manovrare riunite (almeno per batteria) e non frazionate, come pur troppo succede attualmente. Non sarà. forse inuLile di ripetere le conclusioni dei mio scritto in favore: (< Quando si formasse quest'artiglieria da fanteria, allora ri(( marrebbe non solo ben definito il còmpito dell'artiglieria élivisio<< nale, ma praticamente eseguibile in tutto il suo sviluppo. (< Queste batterie mai verrebbero frazionate ed imtLilmente disse<< minate sul campo di battaglia (parte questa riservata nll'artiglieria « da fanteria), ma sempre riunite almeno per unità tattic,~ (per baL(< teria), sotto il co111a.ndo diretto o del genera le di divisione o dei « comandanti cli colonne miste, staccate, ecc. ». (y]i inconvenienti di tali frazionamenti sono ampiamente dimostrati dallo scrittore degli articoli inseriti nell'.Ttcilia ilfìl-itat·e; coi quali vorrebbe concludere che una batteria non è frazionabile, stante il poco valore assoluto e relativo delle sne sezioni isolate: ÙRAZTO DOGLIOTTI

Colonnello d'At·tiglim·ia. ANNO X:Xll l , YOL. JJ.

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ARMAMENTO DEL LA. CAVALLER IA

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~he manca specialmente si è la fiducia in ·essi , ed un'idea precisa .del'modo di. valersene. Se si parla di tocèare il modo di combauere della cavalleria, mille sorgono a gridare che si vuole distruggere lo spirito del.rarma, quasi che ques·t.o spirito fosse incatenato a forme, che avessero sole a rimanere immutabili in mezzo a tutti i cambiamenti -degli eserciti . Il cavallo certo sarà sempre il primo mezzo della cavalleria, la -sua arma principale; ma la velocità e la resistenza, del cavallo non ;aumentano, mentre sono a,umentati i mezzi di offesa contro i quali esso ha da combattere. Per seguire il progresso delle altre armi, è .dunque necessario -che la c1walleria cerch i al di fuori del cantllo i mezzi di conservare la propria importanza a confronto di quell e. La velocità della cavalleria nella carica a fondo, sotto il fuoco, si può cli re él.iminuita perchè sono .di molto aumentate la portala e la velocità di tiro cl.elle armi; quelli adunque che Yorrebbero far stare lo spiri to della cavalleria unicmnente nella veloc;ità della carica, dovrebbero confessare che quest'arma è cadùta in uno sta.Lo irrimediahile d'inferiorith.. Ma essa possiede un'altra veloc;ità, che ha acq11istaLa speciale importanza nelle ultime guerre, la velocità di marcia, quelltt per cui essn, può rapida.mente portare nel punto conveniente la sua offesa; di quesL~t velocità è necessario tirare il miglior partito , · .e perciò bisogna. che anche i mezzi di offesa della cavalleria. siano aumentai.i in proporzione di quelli delle altre armi. L'arma bianca ha sempre avuto poco effetto materiale; ora, cli fronte a.lle anni a retrocarica, ha anche perduto moll.issimo del suo effetto morale ed è quindi di molto diminuito l'effetto morale degli attacehi della cavalleria. Crediamo che per rialzarlo e per ottenere anche un effetto reale essa non abb ia che a valersi del gran pe1;fozionamento delle armi a fuoco. Il primo, incontestab ile in$egnamenLo cl.elle ultime guerre, si è che ornai l'importanza delle cariche èli cavalleria sul campo di battaglia è di molto diminuita, conseguenza inevitabile della gran portat.R e della eelerità di tiro dei nuovi fucili, dei proieLti esplodenLi. dell'artiglieria, del!R maggior difficoltf.t di eseguire le cariche con .sorpresa, ora che la po tente azione del fooco obbliga la cavalleria

ARMAMENTO DELLA CAVALLERIA

Tutti convengono nei principali servigi che si possono richiedere dalla cavalleria; ma non tutti negli importanti cambiamenti che . deve sub ire. n tenente colonnello Denison, in una sua recente pubblicazione, la sto1·ia clella cwvalle-ria, conclude l'esame delle fasi per cui è pas_sata quest'arma con queste parole: « L'intiera esperienztt del passato ci mostra essere inutile per « la cavalleria guard are nella storia e volere che la. cavalleria « riesca perchè altre volte è riuscita. Val meglio fare come fe« cero i nostri predecessori, rinunziare a tentar l'applicaz ione di « un sistema d'impiegare la cavalleria, che ha fauo il suo tempo, « ora che sono cambiate le c.ondizioni che sole gli diedero così « buon successo » . Ci sia permesso appoggiarci a questa opinione di un ufficiale tanto autorevole per i suoi servigi ed i suoi studi, per esprimere la convinzione che la cavalleria, quale fu sinora impiegata da noi, deve subire non lievi trasformazioni per essere in grado di riacquistare l'importanza che le spella accanto alle altre armi, e rendere all'esercito tutti quei servigi che si possono pretendere da essa nel corso di una guerra.. Ci sembra che i mezzi più o meno efficaci, per raggiungere questo scopo siano gia. stati mess i a portata della cavalleria; ma ciò

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ARMAMENTO

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DELLA CAVALLERIA

a t_enersi c_operta a ~1aggiore distanza. Non è certo più il tempo in cm potenti masse d1 cavalleria. lanciate contro la fanteria nemica potevano decidere della vittoria, come ad Austerlitz, ad Echmu.hl a Wagram. · · ' Anche nelFinseguimento si ebbe a vedere che nuclei di fanter ia sbandata riesci vano ancora a trattener.e col fuoco i cavalieri che li i~calzav~no senza avere mollo a soffrire dai loro att,techi. È perciò rieonoscLUto che non sarit più il campo di battagli.a il Leatro principale delle operazioni di cavalleria. Pm·e ci sia lecito osservare che a due ragioni devesi attribuire quesLa inefficacia; la prima alle maggiori perdite cui. è esposta. la cavalleria, questa· iÌTimediabile; la seconda. al poco danno ehe fa la cavalleria quando ha raggiunto le trupp_e sulle quali si è slaneiata, questa rimedia.bile, migliorando l'armamento delta cavalleria, perfozionandone il modo di combattere, e così. aumentandon e l'efficacia anche sul campo di battaglia. Dove senza dubbio si è fatta maggior.e l'importanza. dell,1 cavalleria, si è 1:el servizio di esplor-az,ione, e ciò perchèlo sv iluppo delle strade ordmarie, e l'impiego delle ferrovie nei movimenti militari danno all e operazioni una nuova celerità, mentre, d'altra IJa.rte, i grossi eserciti si sono fatti più pesanti. È aclunque assai più ;necessario di prima coprirli a grn.Q. distanza da una sorpresa, tenerli informati delle mosse del nemico, celare le loro manovre, e proteggerne l'eseguirnento. Una huorni c,mllleria., sp inta sul fronle e sui fiancb i dell'esercito se bene impiega.La, può addossarsi tutto il servizio di: sicurezza, al~ levi.anelo così. di molto le fatiche della fanteria e permettendo alle truppe accantonamenti assai più comodi. Ma, per ciò è necessario che la c:.LValleria sia istruita ed armata in modo da prestarsi efficacemente al servizio di avamposti . A questi servigi aggiungansi tutte quelle operazioni che richiedono anzi tutto celerità ed a.rditezza, come prevenire il nemico nel-· l'occupazione di un punto é sostenervisi momentaneamente. conquis~al'lo anc~e in certi ca.si, eseguire requisiz~oni su te:r,riLorio nemico_, sorp~·enderc colonne o convogli in marcia, impedire la, formaz ione cl , nuovi corpi nemìci sul territorio invaso, eec., molteplici operazioni insomma, che furono eseguite o tentlltenelle ultime .gnerre, e che richiedono l'impiego cli corpi di cavalleria. isolati.

Simili operazioni furono specialmente usate nellti guen'a di secessione cl' America, vi furono chiamate raicls, vocabolo che potremmo tradurre con pwnte ai cavall eria. ,Esse acquistano speciale importanza quando, per eO:elto di un'invasione eseguita o temuta, il teatro di guerra si allarga di molto, come è nel caratlcl'e dell e guerre contemporanee. Queste pwite cli cavalieri.a ebbero grandè importanza nellà guerra cl' America, poca nelle guerre cl' Europa, e ciò non solo perchò in quella l' immenso teatro vi era piL \ favorevole, rna ancorn perchè i generali americani intesero meglio degli altri i.I llUO ì' O impiego della cavalleria. Dalla gnerra del 'i 866 abbiamo ::t trarre un grnnde insegnarnento, quello cioè: che masse di cavall eria. tenni.e in riserva, diÙìcilmente utili, spesso saranno cl' impaceio alle colonn e, e r~l1e, se verranno a cozzare contro allra cavalleria in qualche parte del campo <'li baLtaglia, pure non avranno seria influenza. su.II.' anda1nento della guerra. In quella guerra inoltre incominciò a provai-si il fatto ehe gli altacchi dell:t carnll cria contro la fo.1Heria munita di armi a retroearica di[(i cilrnenle po tevano riescire e che anche ii.ell' inseguimenlo 'la cavall eria .era assai meno errìcace di prinm (esempio, la battaglia di Langensal7.a.). Nè un belligerante nè .l'allro aveva ancora inte;;o il nu~vo im-. piego della r:a.valleria; si nllennero e1u rambi al Yecchio sistema, e la cavall eria si provò utile meno che nelle guerre pas~ale. Nella guerra franco-german ic.a clel ,1870-7 1, vediamo la. rnvalleria l'rances~ assai mrde diretta; non fece nulla per hi sicure1.za dell'esercìto, non contrnstò l'avarizare della crn;al leri,t tede,:;ca; pure . ~eclel e nll c tradizioni napoleoniche, si sp inse più voli.e con gran valore alla carica contro la fanter ia, come a. Wo rt.h ed ,t Sedan, vi fu distrutta senza risuHamento ccl infl iggendo al nemico perdite insign ifì ca1ili. . In quànl.o all a cavalleria tedesca, essa provò fi n dal principio cl.ella. gnerrn di aver inteso che la sicurezza deli'esercito e l' esploraZLOn e erano le prirn:ipali sue missioni. Essa. di,,impegnò il suo servizio con grande intelligenza, e, (ino alla capitolazione cli Sedan, ~on esito Lrillanle. È pur vero che in questo primo periodo non rncontrò seria opposizione, le sue operazioni si svolsero senzR com1

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. ARMAMENTO

battimento; sicchè non si può dedurre con fondamento che quel sistemtt cli esplorazione darà buoni 1:isullati quando ht cavalleria. nemica vi si opporrà, come probab ilmenle sarà in una guerra fotura. Della . inefficacia dell'armamento deÌla cavalleria, si ebbe pro,,a evidente nella hattaglia di Mars la Tour, ove avvenne un gran combatlim.ento cli· cavalleria, 6 reggimenti da una parte, e 11O dall'altra. Migliaia di cavalieri si cozzarono senza che da quella mischia straordinaria cli uom ini e cavalli , da quegli aLl.acchi e contro-· altacch i con sciabole e lancie si ottenesse un risultamento di qualche· importanza. Dopo varie fluttuazioni, la camll eria frnncese si ritirò per riordinarsi. poco piLL qcldi_elro; pochissimi morti r i.masero sul terreno, cd è certo che se la cavalleria tedesca avesse avuto da continuare l'offensiva per raggiungere qualche obbiettivo, avrebbe avuto da combattere molte volte ancora, forse non vittoriosamente, con quella sl.e,,sa. cavall eria che avev11.. respinta, perchb l' urto solo· non può basta.re a raggiungere risultamenti positi vi se non è accompagnalo dall'effetto micidiale del fuoco . In quella stessa baltaglia di i\fars la Tour la. briga.La Bredo w r iescì, con una carica eseguita con raro valore, a fermare un movimento offensivo dell'ala destrn de' Francesi. Questa carica non ebbe altro e[etto che quello di guadagnare tempo, efT.eLto importante in qLiel caso speciale, ma costò alla. brigala cruasi- rn.clù del suo effett ivo . Nel 2° periodo della guerra, un largo campo di azione si apriva. alla cavalleria tedesca.: Coprire le truppe distaccate in varie direzioni, fare requisizion i, disperdere i corpi di franchi tiratori, impedire la formazione di nuove Lrnppe regolari, estendere la invasione a grandi distanze da Parigi; non erano còrnpiti questi che una cavalieri.:~ cli 70,000 uomini non potesse assumersi, dopo le brillami viuorie dell'esercito, in seguito all e quali erano state prese o rinchiuse tutt<~ le truppe regolari francesi'? Ma la carnlleria peradempiere a queste missioni. aveva bisogno di urùtzione assai maggiore nel combattimento; era necessario che ricol'!'esse all'appiedamento su larga scala per vincere lo resistenze che·un solo distaccamento cli fanteria potevn, opporlo in terreno rouo, per· difendere i vili aggi occupnLi, od occupar! i, per combattere i franchi tiratori, ecc. La cavalleria tedesca non eea istruita nè armata per queste opera-·

DELLA CA V ALLERJA

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zioni, e la sua uzione fo incagliata, dovette aggregarsi truppe di fanteria; e questo mezzo era contrario allo spirito dell'arma, assai p:iù. che combattere a piedi. Domandiamo infatti qLiali delle due truppe soddisfi meglio al compito di una buona cavalleria, quella che si porla a veloce andatura in qualunque direzione, col ricorrere all'uso del fuoco, appiedando parte anche grande dei suoi soldati, oppure quella., i cui uomini non scendono di sella, ma sono costretti per recarsi là dove sono m,andati con premura, ,t regolare le propria marcia su quella di distaccamenti di fanteria che sono spesso la loro avanguardia? Ci sia lecit9 di credere che, ·malgrado di tutte le tradizioni del passato, ma lgrado delle cattive prove fatte da dragoni male armati , pesantemente manovranti, rn.algraclo dell e declamazioni sullo spirito della cavall eria., nessuno metterà in dubbio che la ,m,igliore cavalleria è quella che p'l~Ò 1JÌÙ presto portarsi clave è richiesta, ed ivi giwnta, trova1·e 'Ìn sè i mezzi di 1vn,'ene1·giw offesa. · Riportiamo per conclusione di questo ragionamento le parole stesse del capitano Boguslawski nelle sue .Decltizioni tattiche dalla 91.ierrn 1iel 187 0-71 : « Nelle sue corse sulla Loira, in Brettagna ecc., nelle numerose << scaramuccie che ne risultarono, la nostra. cava.lleriR fo spesso ri« cevuta e fermata tt colpi di chassepot dai cavalieri francesi appie« dati. In terreno rotto, gli nlani non potevano f'ar 1iiente; i clra,<< goni e gli usseri si ritiravano, appiedavano , e capitò loro spesso << di combattere con buon successo nei 'lillaggi, anche contro fan<< lef'ia .francese. « Perciò i nostri squadroni cli nlani domandavano con insistenza << cli essere armati cli chassepot; a parere degli uffi ciali la carabvna << ad ago dei nostri dragoni e dei nostri 1t.sseri era ins·uffic'iente. « Tutti gli interessati chiedevano per la cavalleria arm1i cli lunga (< po1·tata,». Negli asseclii intorno a Metz ed a Parigi, si provò d'i adoperare la cava.lleria nel servizio di avamposto; ma si dovette rinunziarvi, mentre la scarsezut ~elle truppe assediant i, in principio, i1Horno a Parigi rende'ra quasi necessaria quella. misura. Così, per i mezzi insufficienti di combattere che aveva la cavalJeria, 25 interi reggimenti furono a1:pena adoperati, mentre le truppe di fanteria si


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DELLA CAVALLERIA

ARMAMENTO

trovavano a sostenere combattimenti disuguali in parecchie provincie di Francia., ed erano costrette a muoversi a marcie forzate per fare fronte a tutte le mina.ccie. Risulta dai rapporti ufficia} i tedeschi, che su 6B, mo uomini'perduti fra. morti e feriti, soltanto 2118, fra tutte le armi, furono colpiti di sciabola, dei qua.li soltanto 6 morLi. La numerosissima cavalleria francese in 6 mesi di guerra, nelle cariche impeLuose contro '.fanteria, che le cosLarono perdite tanto crudeìi, nelle mischie accanite contro la cavalleria prussiana., non cagionò all'esercito tedesco, per efTetLo cli sciabola, altre perdite che 2'12 feriti ·e 6 morti ! Che hl lancia abbia dato risLLltamenti anche inferiori, basta. a. provarlo il fatto che non se ne fa. menzione nel rapporto delle perdite e che i Francesi l'abolirono subito dopo la guerra. Del resto , dagli esempi tratLi dai numerosi combatlimenli cli cavalleria, risulta che la superiorità tanto vanLaLa della lancia sulla sciabola si deve attribuire non allo eITeLto più micicliale di CfLLBlla, ma in part.e al suo effetto morale, soltanto contro trnppe non agguerrite, e specialmente alle migliori condizioni dei cav,;tl li dei lancieri per l'urto, di frnnte alla cavalleria. leggiera . Nè sono vari i casi in cui lancieri strettamenteimpegnati con cavalléggieri geuarono via le lancie per impugnare le sciabole, ciò anche prima dell'urto. Accanto alla cifrn citata più Sll per dimostrare l'inefficacia della sciabola nel combattimento, porremo un episodio tratto dalla guerra d'America, narrato dal maggiore Scott: In uno scontro cli cavallerja fra 100 confederati ed altrettanti federali di tru1)pa regolare, i primi adoperando quasi esclusivamente il revolver, i federali la sciabola, i confeclen1ti non ebbero a subire alwna perdita, i feclerali invece percletlero 26 uomini fra morti e feriti , 54 pr igionieri ed 80 cavalli. Ci si potrà osservare che, quando pure fosse din10strato che il modo di combattere della cavalleria adoperato nelle ultime guerre europee sia erronea, non perciò rimane provato che l'uso esteso delle armi da fuoco, carabina cla piede e revolve1' da. cavall o, condurrebbe ad un efficace impiego della cavalleria. Appunto per poter rispondere a questa obbi ezione abbiamo indugiato a parlare della guerra cli secessione d'America, la quale segna un gran progresso nell'impiego della cavaHeria. 1

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I seguenti esempi sono tolti dalla Storia della Cavalleria. del co1onello Dcnison, uno clei più bei. lavori del genere. Egli studiò accuratamente la guerra d'America, ed attinse molte infomiazioni direttamente dai generali che vi presero parte. La cavalleria ebbe p:irte essenzial.e in quella guena, perchè fu adoperata in u.n m.odo interamente nuovo, consentaneo al nuovo armamento; essa fece tuuociò che si dimostrò insufficiente a fare nelle guerre successi ve i.n Europa e che gran · parte degli ufficiali dell'arma negano ancora al giorno d'oggi ch'essa possa fore. Al principio della .guerra ritenevasi, come in ·Europa, che hl cavalleria a1resse perd~tto d'importanza di fronte all e nuove armi a fuoco, ed infatti a.lla battaglia di Bull's Run, i federali non avevano che un piccolo reggimento di c:walleria su fi.0,000 combattenti, i .confederati poco di più.. l\fa si accrebbe talmente l'importanza della caYalleria durante la guerra, che nell'u ltima parte di essa, i federal i disponevano di circa 80,000 c,walieri arnmti quasi Lui.ti di carabina. Il primo a scorgére la rorza che 1111 corpo di cavalleria potea trarre . dalla hrnga pot"lclla e dalla velocità di tiro delle nuove armi ru il generale wnfederato Morgan, uorno privo di pratica e cli studi ri1i1itari, che pure seppe acquistarsi così alta fama durante [a campagna. Tra i con federa ti era sorto, sin dal. principio della guerra, un gran disprezzo per l'arma bianca, adoperata. esclusivamente dai federai i negli attacchi di cavalleria. l soldati del·sud spingevano questo dispreuo a tal segno che aspettavano scherzando le ctiriche della cavalleria regolare del nord e di.cevano fr:l loro : « Eccoli ancora qui << quei maLt.i con .le loro sciabole. Orn. li aecomodererno noi)). Col. procedere della guerra e dopo dure .lezioni , la cavalleria del norcl dovetle pur convinc;ersi dell'inefficacia dell'arma ll iancl1 e ricorrere anch'essa quasi esclusivamente all'impiego del revolver e della carabina.; così r iparlò pur essa hriJl anti successi. Per indicare il partilo che :'l'forgan sapeva lraere dal corpo di c.1valleria armato di carabina da lui formato, hasLi dire che con 4000 uomini uccise o'ferì. un egual numero di nemici e ne prese 1Iò,OOOl Nellf\ sua punta. (rciid) nel l(en tuchy, con 900 uomini, percorse più di if 000 miglia in 24 giorn i, prese diciassette città, distrusse tutte le r isorse del nemico, disperse 11500 guardie nazionali, fece deporre. le armi a '1'.200 regolari, perdendo rn lullo 90 dei suoi.


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Ad Hartsville combatté contro il generale federale Ionhson, che era stato mandato espressamente contro di lui col meglio della cavalleria regolare. Morgan fece appiedare una parte clei suoi uomini formando con essi una lunga linea a larghi intervalli; la cavalleria feclera}e l'attaccò, caricando con la sciabola, fu respinta e inseguita per tre mi.glia dagli uomini montati, e non potè fermarsi, che appiedando anch'essa una parte del le sue fol'ze in buona posizione su di una collina, posizione che gli uomini cli Morgan appiedando nuovamente attaccarono e conquistarono. Un aHro genera.le confederato, Stuart, fece pure mirabil i prove di questo nuovo impiego delht cavalleria. Per dne volte si spinse alle spalle dell'esercito nemico girandone per intiero tulle le posizioni, riconoscendone perfettamente la forza, distruggendone 1~10lte risorse, rovesciando col fuoco gli ostacoli che la fanteria gli opponeva, e caricando arditamentela cavalleria nemica in campo aperto. Raggiunse col suo corpo tale velociU~ di marcia da fare sino a 90 miglia in 36 ore. · Anche nelle lotte fra sole truppe cli cavalleria si era sentita !'utilifa dello appiedamento. Nel giugno 63, alla }Jattagli.l di Brandy Station, principale azione cli cavalleria della guerra, iJ.2,000 cavalieri del generale Stuart. furono impegnati con H>,000 dei federali, con artiglieria da ambe le parti; mentre le cariche di cavalleria si succedavano con varie vicende, nei boschi combattevano moltissimi uomini appiedati. Una carica di .2 brigate cli Stuart,· sul fianco destro dei federal i, decise della vittoria in suo favore. Un altro generale confederato, Forrest, forse il migl ior generale di cavalleria che quella guerra abbia prodotto, dovette pure i suoi brillanti successi al si:;t.ema inaugurato da Morgan . In una r itirala delle tr uppe del sud, Forrest stava, all'estrema retroguardia con 1500 cavalieri; presso Monteras, trovandosi inseguito. da 2 reggimenti di cavalleria e da uno di fanteria dei federa] i, egli si volse contro di loro e li caricò; i suoi cavalieri fecero fuoco a 20 metri dal nemico e continuarono la ca.rica con sciabola e revolver rovescia ndo la cavalleria adosso al la fanLeria, disperdendo l'una ~ l'altra con l' impeto e l'effetto micidiale delle loro armi sì che non ' ebbero campo di riannodarsi. A Trenton nel 62, inseguendo il nemico con 275 cavalieri, l'ob-

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DELLA CAVALLERIA

ARMAMENTO

bligò a rinchiudersi in una posizione afforzata con balle cli cotone; appiedò i suoi uomini a 200 metri e, con l'aiuto cli qualche pezzo, s'impadronl della posizione prenclenclo ,1.QO soldati, 300 negri e gran quantifa lii provviste e munizioni. Più tardi , a Parkes' s Cross Road, Forrest, aHa testa di 1200 cavalieri, si trovava impegnato con ,1800 fanLaccini fecleral i; la maggior parte dei suoi uomini erano appiedati formando una lunga linea sostenut,i da 6 pezzi e protetta ad ogni ala da 1100 uomini rnonLati; i federali avevano già alzata bandiera bia,nca, ciuando comparvero alle spalle di Forrest clue brigate di fanteria nemica con artiglieria; i primi tornarono allora alle armi. ForresL caricò con 75 cavalieri i pezzi che allora si erano rn.essi in balleria, dtLndo così tempo cli montare a cavallo ai suoi uomini app iedati, riesci così non solo ad allontanarsi·con tu na la su.a l'orza, ma ancora a piombare poco dopo alle spalle del nemico e portargli via LnLto il suo carreggio. Non in tendiamo con ciò asserire che questo modo di guerreggiare sia intieramente applicabil e alle nostre guerre; ·vogliamo sol tanto prova.re che una bu.ona cavalleria può essere utilmente appiedata senza nnlla perdere delle SLLe qttal iI à. Cin;a l'efficacia del revolver nel combattimen to citeremo gli esempi seguen ti : Nel 6-1, Forrest inseguiva un corpo di cavalleria federa le; il grosso dei con l'cderati nvevii clovuto fermarsi per riordinarsi, e Forrest, più avanti, con un piccolo nncleo èl' uomini app iedal.i copriva i suoi da una controffensi ni.. I federali tentarono di sbaragliarli con cariche successive; le 3 prime furono resp inte dal fuoco delle carabi ne, ma alla quarfo. i federali ginnsero addosso agli uomini app iedati, che allora adoperarono il revol\rer; ne segui umi mischia acca,nita., assai strana, che terminò con la foga clei cavalieri federali. Similmente nel 64, a Tischimango-CL"eek, alcuni cavalieri cli J?orrest appiedati forono attacca.ti da. fanter ia federale, che si spinse arditamente fino · a 25 metri dalla loro linea; i confederali fecero allora uso del ·revolver, ed i federa li furono respinti con perdite assai gravi . Poco tempo dopo ,W eavalieri di Forrest caricarono, con revolver alla mano, una batteria di 6 pezzi, e la presero uccidendo 20 dei cannonieri. 1

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DELLA CA VALLE RlA

ARMAMENTO

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Tutti gli esempi ora citati si riferiscono ad imprese de' confederati. Ma anche i federali lìnirono con cap irne la superiorità, imitarono i loro nemici, e, grazie alle maggiori risorse di cui potevano disporre, riescirono a baU.erli con ·1c loro stesse armi. Cosi nel 65 il generale Wilson, del Nord, formò un corpo di cavalleri,i forte di ·12,000 uomini arma.Li di carabina e forniti di artiglieria, corpo ordinalo in modo eh poter servire di modello ad una spedizione di cavalleria leggi.era . Wibon penetrò con essi nell'.Alabama, e dopo una serie cli combattimenti a piedi cd a cavallo, giunse solLo gli im~1onenti trinceramenti di Selma; li prese di assalto coi suoi uomini appiedati e con l'aiuLo di soli 8 pezzi. Nello sLesso anno il generale ferlerale Sheridan, con un corpo di 40,000 cavalieri armati di carabina, compì un seguito di operazioni, the contribuirono po Lenlcmcn te alla evacuazione di llichrnond, alla· resa.dell'esercito di. Lec, al termine della guerra.Egli si era portato all'estrema sinistra dell'esercito federale; al ·1° combauimcnto di Five Forks, gli. auacch i delle Lruppe che avern allR sua desLra 'furono resp inLi, cd (1\lora i confeclera,ti gli si volsero contro, con la loro r,a,vall eria e cou due divisioni di fanter ia. Per r ispondere , a questo attacco, Sheridan non disponeva !5he di t; brigate di cavalleria; fece appiedLLre una gran parte dei cavalieri, dte si afforzarop.o rapidameillc con Lr inceramenti fa,LLi con rotaie, e così riescì a resp ingere tu.tti gli attacch i del nemico . JI Dcnison osserva. in proposito che: « Ccroallerici euro peci in siniiti ci1·costanze, con la ragione che non dispone di mezzi difensivi, dopo molti ini1,tili sac'ri:fk:-i per f'ermnre il nem,ico con Ga'l"iche si1,ccessive, av1·ebbe dovuto ritirm·si stil grosso, rin11,nziando ai uaiita,ggi sino allora conse,quiti )) .. Shericlan, all' indoman i di quel comhattimen.lo, contribuì con tre brigate appiedate alla viLtoria di FiYe l?orks, che tagliò fuori dall'esercito di Lee ,J 3,000 uom ini dei 40,000 che possedeva, facendo subito 5,000 prigionieri , Dopo quella hattagli:t incominciò la ritirata dei confederati. Sherida11, inseguendo la forte co lonna che si rilitava da l?ive Porks, adoperò a, questo swpo la sua cavalleria in un modo jnteramente nuovo, che condusse alla cattura di tutto il corpo nemico. Egli si spingeva lìno all 'a!Lezza della coda della colonna, man-

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dava conlro il fianco sinistro la sua divisione di testa che molestava il nemico con molti cavalieri appiedati; dietro questa prima divisione sfilavano al coperto le altre divisioni che venivano a formarsi s!lccessivame!He più in avanti contro il fianco della colonna n·emica, operando similmente alla prima,; questa si ripiegava a sua vece al coperto degli uomini app iedati delle altre divisi.ani di cavalleria. E così 8hericfan riesciva a sopravanzare con la sua cavalleria Lu Lt.a la colonna nemica, e sbarrarle diretlamenLe la si.mela; conseguenza di tal manovra fu la resa di t.uLLo I' eserr.ito di Lee, co'n b quale fu term inattt la guerra. Denison trae dalla guerra cl' America, la seguente conclusione: « Nessuno p11ò leggere le relazioni. clell c pivnte (raitls) di Mor(< gan, delle spedizioni di Fonest, dell e grandi ricognizioni distrut(< Live di Stuart, delle operazioni di Grier;;on nel Mississipì , ~ella << armata invadente di caval leria di Wilson, dei movimenti aggi(( ranti di Sheridan a. Peter:;burg, dei suo i combaUimenti in linea (( di batta.gl ia , dei suo inseguim en ti ecc., senza senti re che il si(< sterna dei caval ieri armati cli carabina è st.:tto di meraYig!'ioso << effetto; e che esso è il vero sistema di adoperare la cavalleria, << nelle condizioni miglioraLe dell e armi a fuoco n. • Ci sia permesso aggiungere a,ncora. alcune citazioni tolLc da una lctLera del tenente generale Lec al cofonnello Denison. Il genera.le Lee comandò i confederati fino al termine cloll a guerra, con rara abili Là, ed ebbe sotto ai suo i ordin i generali di cavallèria impareggiabi li; le sue op inion i possono achrnqoe reputarsi autorevol i: cc La sciaJiola hr1 perd11to mollo elci suoi rneriti, dopo che i revol« vers sono stai.i perfezioMti. 11 vero armamento per i I ca.va.liere, (< col quale inLendo ogni uomo montato, è la leggiera, can1~ina arie< petizione, due grossi revolver;; a sei colp i, una sci:tbola disposta m << -modo cla r imanere col cavallo, quando l' uomo smonta. Con questo << armamento , il cavaliere ò sempre pronto a caricare con fiducia, e << può sempre essere adoperato app iedato, si.a contro cavalleria, sia <( contro fan teria . « La lancia è im,ntile contro le anni moclerne perfe.zionnte. La << sciabola è una lmona arma, quantunqlte pqco adoperata nell'ul« tima guerra; ha perduto certamente molto del suo e[etto di fronte<< al revolver perfezionato, col quale il cavaliere carica con più {i-


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ARMAMEN•ro

ducia. La mia esperienza fu che il cavaliere era tùn,ido, combat« te·ndo con la sciabola contro i,l revolver, e finivé1con lasciar cadere « la sciabola per prendere il revolver, ed.in parecch i casi era co« stretto a ciò, in reale combattimenlo, per le i.rregohrilà del ler« r'eno, gli ost;1coli ecc. Il 1·evolve·r è l'r.wma pe1· eccellenza del ca« valiere vnmovimento, ed è 'indispensabile nel sno armamen,to. « La carabina a r ipelizioue ne fa un tiratore montato, ed è di tutta · << importanza dopo i grandi miglioramenti delle armi a fuoco in por« lala ed effi cacia. A piedi il cavaliere è quasi eguale al fantaccino, « ecl in 01:dinarie circoslam;e la sua arma è di altrettanta efficacia. << Non esita più come altre volte ad impegnarsi. contro fanteria . .. . << Il melodo migli ore di combattere, a piedi od a cavallo, deve « essere determinato dalle circostanze. « .Il modo più efficace è da piede con la carabina, e le carabine di (< lunga portata costringono quasi a combattete a piedi in ogni even(< tualil:à. Nel caso cli qualch e buon successo, o se il morale è evi« clentemente dalla vostra parte, il combattimento va sempre con« dolto da cava ilo e col revofoe1·. \( L' armamento del cavaliere colla recente carabina a r ipetizione (< ed i revolvers di moderna invenzione, a parer mio, ha aumentato ·« la sua efficacia in proporzione maggiore cli quanto siti aumentata (< quella della fanteria o dell'arliglieria con le' invenzioni a_gplicabili << a quelle armi >>. Da, una lettera del maggior generale di cavalleria FiLzug Lee togliamo la seguenLe osservazione : (1 La lancia fu largamenLe provala nell'ultima guerra, ma non · « corrispose, e fu. abbandonata come arma clelltLcavalleria )) . Le opinioni ora citale sono il frutto dell;esperien7.a cli una gltena accanita di ,~ a,nni, combattuta in terren i tl'ogn i specie, pure generalmente boschivi e collinosi, contro truppe reclutate in una popolazione intell igente, agguerrite dai numerosi combaLlimenti e piene di nat1ll'ale valore. Qnelle opinion i, nel corso della guerra, finirono con \mporsi ai due belligeranti e valsero ad accrescere presso cli · 1oro l'importanza della cavalleria. Esse si avvalorano dal genio inventivo e pratico di quella nazione e élallé1 lunga durata della guerra, l'unica contemporanea, nella quale si sperimentarono eliet.ti vamen le i clì[erenti modi di combatlere della cavalleria . <<

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DELLA CAVA L LEl~IA

Ed ora, chiediamo se, nel secondo periodo della guerra franco_germanica, qlteslo modo di combattere non avrebbe moltiplicato l'utilità della cavalleria tedesca, se quei 70,0 00 cavalieri, quando fossel"o stati a.rmati ed instruiti a. seconda degli insegnamenti della guerra d'America, non avrebbero avulo uno sLupendo campo d'operazioni nelle provincie cli Francia, di fron te a truppe irregolari, non agguerrite, in un terreno assai più favorevole alla cavalleria che non fosse in generale quello d'America, perchè ricco di villaggi -e cli strade, e non desolato da immensi spazi incolti, nè tanto coperto di boschi. Ma è tempo che raccogliamo istruzioni pratiche . La cavalleria che carica con l'arma bianca non è quasi armata che di slancio, e se ciò bast,wa al tempo in cui le armi da fuoco non permettevano all a fanteria,, disordinata da una sorpresa, di opporre alla cavalleria una efficace e pronta i;esislenza, ora ciò non basla più perchè è cli molto scern.ato l'eITetto morale dell e cariche, effetto che sarà sempre un fattore essenziale del buon successo. Al giorno d'oggi gli attacchi di cavalleria con l'arma bianca contro fanteria non possono consegl1ire che risultamenti alfa Lto momentanei con gravissime perdite; contro cavalleria sono impotenti a scuotere sufD cien temente le urtità nemiche. Nel revolv~r invece il cavaliere ha l'arma più terrib ile che sia, stata inventata per ù.cciclere da vir~ino . Nelle mani cli un uomo calmo, quasi ogni colpo è mortale, e la simpatia che cohe fra l'occhio ed il pvgno per la punteri<1, il vanlaggio cli tirare clall'a,lto al basso, la facilità cli' rivolgere l'arma in qualunque direzione ed il meccan ismo a movimento continuo, danno al cavaliere un vantaggio incontestabi le nel combattimento a breve distànza, vantaggio che gli farà cercare l,~ sua salvezza nello spingere la carica a fondo; sicchè è probabile che, una volt,1 acquistala fiducia nel revolver, non lo si vedrà più, come nelle ultime guerre d'Europà, voltar faccia a pochi metr i dal nemico , proprio quanclo le maggiori difficoltà erano superate, oppure sfilare lungo i grupp i del nemico o fra i suoi cacciatori, senzci sapere che fare della sciabola. o della lancia. Inoltre, non basterà più al solclal.o cli fanter ia., passare un fos·setto, e ripararsi dietro un meschino ostacolo per essere al sicuro


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ARMAMENTO

DELLA CA VALLERJA

dal cavaliere: non potrà più pararne i colpi, e l'effetto morale degli attacchi di cavalleria crescerà in proporzione dei loro effetti micidiali. Lo stesso dicasi per l'artiglieria, ed in quanto a parn.re i colpi. di altra cavajleria, un grosso revolver vi si può presta.re benissimo. La sciabola pttre deve sempre rimanere al cavaliere, da adoperarsi in mancanza. ili munizion i, in un inseguimento ecc. L'impiego del revolver non deve per nulht rallentare la carica; va. sparato a bruciapelo; soltanto truppa bene istruita può tirare un colpo a 20 passi; la prima riga sola deve fa.rneuso nell'atLacco; la seconda deve impugnar la sciabola. In quanto all'uso della, carabina da piede, non si può negare ch'esso s(.)lo può da.re alla cnvalleria il mezzo di bastarsi da sè. L'appiedamento anzichè nuocere allo sp irito della cavallerià, le permetterà di 1:imanere sempre vera cavalleria, perchè la dispenserà cl' impacciare la sua marcia con truppe a piedi. Faro il servizio di avamposti; mantenere temporaneamente una posizione, che ~i è clovuto occupare celeremente; sor.montare gli ostacoli éhe l'orze irregolari o piccoli nuclei di truppa oppongono ad una massa di cavalleria nell'esegu irnento di unn. missione; penetrare di forza in un Yillaggio nemico, difendere rnoment,anearnente una stretta in una ritirata ecc., sono tutte operazioni queste, che nessuno vorrà negare non entrino essenzialmente nel servizio di una buona cavalleria, ed è certo che non le si possono eseguire senza app ie'dare truppa,. Oggigiorno l'appiedamento è assai più facile d'una volta, perchè il lempo per montare a cavallo è sempre lo stesso, mentre sono di molto aumentate la portata e l'efficacia clelle a.rmi a fuoco. Con le attuali cara.bine, il soldato di cavalleria ha tntteleprobn.bilità di vedere .l'azione decisa. prima che il nemico gli sia troppo vicino. Certamente sarebbe errore pretendere che il cavaliere appiHdato manovri come un soldato di fanteria; egl1 deve essere semplicemente un discreto tiratore. La tattica della cava.llel'ia appiedata deve avere nn carauere semplice, spigliato, Lutlo suo. Il sistema adottato dal generale confederato iVIorgan ci sembra da imitarsi; egli formava semplicemente i suoi uomini sopra una linea. sola, ti comodi intervalli, poss"ibimente con le ali spinte in avanti; questa linea avanzava anche e retrocedeva con molta precisione, presentava al nemico un

bersaglio incertissimo, mentre i suoi uomini n.vevano tutto l'agio di tirare con calma e precisione. Il sistema dei dragoni r't1ssi che manovravano come perfeUa fanteria non è da acln.ttarsi alla cayaJleria, Abbiamo tralasciat.o di pa.dare di un a.ttsiliario importante delle masse cli cavalleria., dell'artiglieria leggiera, e ciò perchè non è questione che meriti più discussione. Ne è ammessa cla tutli la 11ec)essità per preparare gli atta.echi, clare punti d'appoggio n.d una linea di cavalleria, fermare un movimento offensivo del nemico, distrnggere un ostacolo di qualche entità, ecc. (ai esempi storici, ed il parere di tutti gli uomini cornpelenti indicano come una necessiti~ che ogni massa ragguardevole éli cavalleria sia accompagna.ta da artiglieria leggiera. Tornando all'arm.mnento della cn.valleria aggiungeremo che, sotto quest'aspetto, la vorremmo divisa in due sole categorie; cavalleggieri e cavalleria lli linea. i primi con unn. cn.rabina cli buona portala a tracolh .in combau·irnento, ed un revolver alla cinla; gli aJtri con due revolvers, nno alla cin-la, l'altro in arci.one; tutti inoltre armn.ti cli sci.abohdissatn. allt'l. sella. Vorremmo l'abolizion e delhi lancia; per quanto quest'arma vada unita a belle tradizioni cl.ella cavalleria. Il gran vanto della lancin. è il suo effetto morale, in terreno libero nelle cariche contro cavalleria; ma essa è pressochè inutile contro artiglieria e fanteria; è inutile ai cavalieri impiegati a.lla spicciolata nella mischia; ò incomoda nel montare n. cn.vaUo, i.ncomoda a portarsi; stanca l'uomo e il cavallo; è di serio impedimento ne'. terreni boschivi, ne' camp i, lungo le stesse strade ombreggiate; non permette l' impiego efficace del revolver; non ha che un effetto mi.ci.diate dimostrato praticamente minimo perchè pochissimi imparano a maneggiarla. bene Si potrebbero certamente presenLare occasioni d'impiegare lancieri, ben montati, con vantaggio contro n.ltra cavalleria; ma, ne' nosLri terreni queste occasioni sarebbero assai rare, e non varrebbero certo a compensare le molLe occasioni in cui non potrebbero venire impiegati convenientemente. Perciò rilcniamo i reggimenti lancieri trn lusso che non siam? in grado di permetterci; e comerrtt che anche la nostra cavalleria di linea rinunzi alla lancia., e ricorra per completare l'effetto deH'urto, alla scia]JOla oél assai. meglio ancora, al revoher. ANNO XX•ll, VOL . l r •

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ARMAMENTO DELLA CAVALLERI A

La carabina che abbiamo attualmente non ci semhra di sufficiente portata; tuLli i fautori dell' appiedmnento chiedono che il cavali ere sia munito di una ca..ra.bina aJlìnchè abbia azione efficace prinrn che il nemico gli sia. molto vicino e che non lo ponga in condizione di troppa inferiorità di fronte a fanteria'.. Questa · carabina deve potersi portare anche a tracolla specialmente per risparmio di tempo nello appiedare e nel. montare a cavallo. In quanto al revolver in distribuz ione ai nostri lancieri, non ha di certo la sicurezza di scatto indispensabile perchè l'uomo , vi acquisti fiduci;i;· forse si potrà rimediare agli inconvenienti in esso vel'ificati. In ogni modo crediamo conveniente · di passarlo a.i cavalleggieri e dare alla cavalleria,· che abbiamo <:hiamal:a cli linea, due revolvers per uomo, più solidi e di ottima costruzione . Le istru1.ioni che, a parer nostro, dovrebbero essere più curate in cavalleria sarebbero, oltre l'equitazione, il tiro del revolver da cavallo a brevi distanze, il tiro .da piede èon la ca.rabina, il servizio di sicurezza e d'esplorazione e le ma.rcie lunghè e rapide. Chiuderemo questo studio su l'armamento clella ca'valleria,. ripetendo la nostra convinzione, che quella cavalleria che saprtt far miglior uso clel fuoco del revolver e della carabina, nelle guerre future, avrà il vanto di ristabilire, al di sopra di ogni gloria del passa to. il prestigio dell'arma.

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GLI ASSEDI D'ANCONA NEL 1799 , NEL 1.849 E

NEL 1860

II . Assedio del 1849 ('1).

L'Austria, dopo la battaglia di Novara, spedi va nell'Italia Centrale, a ristabilirvi i governi dispotici, due corpi d'armata, q1tello del generale d'artiglieria. D'Aspre iù Toscmm e cruello del tenente maresciallo Wimpffen ne1l'Emilia. Il corpo di Wimpffen, for te di circa 111 mila uomini (2), dopo la (l) 1o Vedi D. DsL VEccnro. La di fesa d'Ancona, col diario del colonnello Lino ZAt11oxc(nei Do mm enti della guerra santa, Torino 1850-51) . 2° TORRE. Jiemorie stoi·iche sull'intervento fran cese a, Roma, - Torino 18~2. 3° nusrow. Dei· italienische J(i·ieg von 1848 und 1849 - ZU1·ik , 1862 . ,1• Fetdmg ,ter Òsterreichischen .4rmee in Italien im Jalwe 184.9 - zrer n a nd W ien, 18~4. (2) L'ordine di battaglia dol corpo del tenente maresciallo Wimptren, alla partenza da Bologna, e,-a il seguente: · Coma ndante - te nente maresciallo Wi mpffen. Capo di s tato maggion~ - colonello De Jlagy . A) B1·igata, à '(wangua,rdia, - · generai maggiore P{a,n,elter. 10° Bat taglione cacciatori. l O Battaglione bersaglieri st iriani. 3° Battaglione volontari vienn esi. Una d ivisione d'ussari naùetzki. Batte ria di cavalleria n. 4. B) Divisione di {ante·>·ia, - Tenente maresciallo Stra.s soldo . l" Brigata - Comanda nte l'.4rcid11ca, Ernesto. neggimen to di fanteria Ilohenlohe (<! battaglioni). Uno squadrone dei cavalleggeri Windischgri\tz. Ba tteria a piedi da 6 n. l.

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A t FONSO CARINr

Tenente di cavalleria.

...

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GL I A SSEDI D' A NC01'A

2" Brigala -

Colonnello Tlnm. Reggimento di fanteria Are . Carlo (2 bnttaglioni). Battagli one Jandwher ciel rogglmento Deutschmois tor, Uuo squadrone dei cava lleggeri Windischgrtitz, Batlerln a piedi da G N, 23.

C) l'arco cl' a1·tiglie,·ia , Batteria eia 12, n. 7,

l)alleria cl'ohici da 10, n. L BatLel'ie ,li racchette n. 5 e G, U n moi-taio da 12 polL In tutto, 10 battaglioni, 4 squadroni o 7 batterie, ossia 11 mila uomini, 470 cavalli e 43 bocche da fuoco. (1) La squadra austriaca si componen, dal 23 al 31 maggio, dri legni seguenti: Fl'ogata a vela Bellona. ...

Piroscafo

...

NEL

181,9

E NEI.

1860

:')3

da rrnilnppare i tl.'e fronti estern i della cittadella e da aumcnLarne consiclerevolme11te l'azione sia difensirn sia offensiva; la cittaclolla stessa, mercè la ricoslruzione del bastione Gregoriano (fatto saltare nel I8,1!j dagli Austriaci) e alcnni miglioramenti in1 erni, era slala posi.a in buon sLaLo cli difesa. Due opere avanzate, il Garcletto e S. Stefano, avevano raITorzalo il 'fronte meridionale della piazza . Sul Gardcuo, sin dai tempi del governo napoleonico, era stata costruua un'opera permanente rormata da un hastioneass:ii schiacciato, addossato colla golrr alla cosliern, con rive!Iino e con :-carpa e controscarpa r ivestite: a S. Stefano era staia eretta una lunella, in terra, chinsa alla gola da palizzata, non pronisla cli r icornri nè armata con artiglieria. Queste due opere avrrnzate rendevano difficil e un aLtacco cli viva forza contro il tratto debole della cin la, fra porla Calamo e porta Farina, ma, per la loro troppa vicinanza alla piazza, non proleggevano la, città da un bomba rdamento da lle posizioni ,di Mont e Pelago , i\fonte Pulito e ~fonte Mn.1·i.no, sulle cruali avevano azione limitala ('I) . La repubblica romana, fra le difficoltit di governo nuorn e le miuaccc di nemici interni cd esterni , non aveva potulo provvedere, ·se non scarsamente, ai bisogni della difesa. L'armarnenLo constava di ,1,1\) hocche da l'uoco di cali b1·0 e modello diver:;i (2) : le munizioni non abbondavano per un armamento così limitato. Le

resa di Bologna, ricevev,i ordine di marciare su Ancona,, d'impadronirsene e di ristabilire il governo dei preti nelle tlomagne e nelle Marche: concorre"a a tale impresa una squadra cli selle navi sotto ali ordini del ricc mnmiraglio nahlrup ( l) . °Ẩ Caduta Bologrntin mano degli Austri,1ci, Ancona era l'unica piazza forte che rimaneva alla repubblica romana nel versante dcll ' Adriatico; essa aveva :;pecialc impor tanza sia come centro della cli fesa nell e Marche, sia per richiamare su di lei gli Austri aci e impcrlirne in tal modo o almeno riLru·tlarne la marcia evenL@lc su Rornn. Le fortificaz ioni della piazza, rafforzate durante il governo napoleonico erano :;tate in parie demolite dagli Auslriaci nel 18 1ij e quindi :-estat1mte eclampliatc durante il pontiri calo di Gregorio XVI. Dal lal,o cli mnre, alla batLeria scoperta, della Lantcma era si.ala so-, stitnita una batteria casamallata a due ordini cli fnochi, il sup<'riore in harbetk1,, l' inferiore in ca;;amatta; l'imboccatura del porto era sk'lla risLrcl.Lrrmercù i Ipl'Olungamento clclla scoglieradel Lazzaretto. Dal 1.ato di Lerm. il campo trinceralo era slato riparato e sislemato in maniera

,:o,

1799,

(lJ Durante il governo nopoleonico, anche su S. S lof~ no era stata costrntta un'opera permanente, la quale fu smantellata dagli Austriaci nel 1815. La lunelut fu ricoslrutta durante l'occupazione francese dal 1831 al 1838. Secondo l'opera Feldzug der 011err. Armee tn Itatien diaozi citata, in quost'u!Lima epoca sarebbe s tata allresi incominciata la costruzione d'un trinceramento in terra fra il Gardelto o s, Stefano, destinato o. coprire i borghi Calamo o Farina, e il cu i tracciato era a un dipresso qu ello della nuo~a -0ostru tta dopo il 1860. Nel 1849 dove va essere stato abbandonato, poichò lo Zacnbeccari, ,nel suo Diario non ne fa menzio ne, (2) Secondo lo Zambeccari e il Torre, tale armamento, il !!3 maggio era cosl distribuito:

l'ene,·e. Guer·,·iera

Curtal-One ,

Bocdoe

Custo:a. Jfai·ia Dor otea,. • 1'rìeste, Di questi leg ni non restarono davan ti Ancona, pel' tutta la durata dell' ossecllo, se non lo fregate Yene1·e e G11en·iera; la Bellona pnrtl p~r rar ritorno ,nello acque di Ve-: nezia il 31 maggio ins;eme colla Custo:a e colla Ilaria Do~otea; Il ~111·l,'.1to'.1e parti pelta stessa destin3zione il 5 giugno: la, cust~ta l~rnò darnntt A~:~na 11 I:, giugno .. Il Tr ies te fn adde tto specialmente al ser1·11.10 ,J1 corrispondenza ro n l11este e, Dl tras~o, to di materiale eia guci·ra. - Sul 1"rieste erano s tato imbarcata duo com pagnw del I egg 1mento Hess, le quoli furono sba rcate il 23 maggio a Sinigaglia e addette dapp rima al parco d"artiglioria e poscia alla brigala Pfanzelter.

O ( t10CO

Porta Pia . . . 2 eta 18, Bo tteria S. Lucia G 2 da 9 e ,t da SG. Lazzaretto . . . l eia 36, 4 da ;,.I. Batteria Dorica . > S. Agostino . . 3 1 da 36, 2 da !l. Cìttadella e campo trincerato 35 di calibri diversi ; fra essi 5 mortai. Por~a Ca po di mo nte . . 2 di piccolo calibro. Portino della Darsena . 3 da 18, Da riportare

>

56


54

GLI ASSE DI D'ANCONA

provv1g10ni, col mare li bero prima clell' assedio e col buon animo della popolazione del contad,o, non sarebbero mancu.1.e quando vi si fosse pensato per tempo; ma forse fece difetto previdenza nel governo locale. Finalmente, ·oltre le vettovaglie, da.va pensiero l'acqua, mancando i pozzi nella città ed essendo le fontane alimentate eh condotti so t.terranei eh.e vi po rtano l'acqua dalla Pinna degli Orti e da S. Margherita; pochissime vi sono le cislerne. Comandava la piazza il colonnello Livio Zambeccari, egregio patriota, militare poco sperimentato. La guarnigione noverava 4000 uomini fra truppa di linea, volontari e guardia. nazionale (,1); pochi J1ip o,·to

Battei·ia del Molo . . }latteria del la Lan terna Jlatteria di i\I. Marano F orte Cappuccini . For te Gardetto . . Bast.ione S. Pietro . Porta Farina . . . " Cala mo . . . Presso i T anoni . . Batteria dei Zoccolanti Mezza batteria da cam pagna Pezzi s mon tati . . . . S ui bast imenti nel porlo

56 4 11 S 8 4 6 1

da B6. 7 da 54 e I da 54 e 1 da 36, 3 da 24 . di piccolo caronada.

4 da 36. 3 da 18. da 27 1 4 d i piècolo calibro.

calibro.

2 da campagna . 5

4 3 10

To tale . . . 11 9 Il 24 maggio giunsero nella piazza al tri 6 pezzi provenien ti dalle batterie da costa d isarmate di Magnavacca e Volano. Durante l'assedio l'armamento del Gardetto venne a umentato d'altri 8 pezzi, de' quali 2 da 86, 4 da 27, 2 da campagna . Secondo l'opera, Feldzug de,· osterr. A1·mee ecc. alla rosa della piazza vi furono trovate 145 bor,che a fuoco delle qu ali 180 e rano in batteria, 8 e rano s tate smontato d uran te l'assedio e 7 erano senza a ffusti. (!) Comandant e superiore della piaz·w. - colonnello Zamheccar i. ,, la d ivisione militare .,, Gariboldi. » di pinzza - tenen te colonnello Cocchi. " l' ar ti:;lieria " ,. Espe ro. Direttore d el genio - Ca pitano Pin to. Cor11i com.ponen ti la guarnigione : 1° battaglio ne del , 0 reggimento di linea. 1• ,, dell' 8° » " {già cacciatori dell' Alto Reno). Battagllone degli isolati. > bersaglfer i del Po . .. mobil e d i Pesaro-Urbino. Ca rabinieri e finanzieri. Me tà della · ! a. batter ia da ca mpagna. Artiglieria della linea e d ella guardia nazionale. Tre baUagtioni della guard ia nazionale. ln tu tto. 1000 uomini tra cui 380 cannonieri.

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erano i cannonieri, mancavano a.lfatto truppe del genio: la marina contava un solo piroscafo, il B.oma, e alcuni trabaccol i armati . La popolaz ione era in generale anima.La da odio profondo contro il governo papale; la guardia nazionale, e i marinari in special modo erano determinati a dividere colla guarnigione le fatiche e i pel'icoli dell'assedio . Il colonnello Zam beccari aveva assunto il comando superiore della piau a sul finire d'aprile, ecl aveva tosto dato opera a provvedere ai più urgenti bisogni della difesa. Oltre ordinare i restauri occorrenti ai parapetti e alle banchine e completare l'armamento d_eHe varie opere, fa coslrurre una strada coperta difesa da muro a feritoie per collegare il Garcletto coi Cappuccini; barricare gl i ingressi. cli. Borgo Pio e di Borgo Calamo e prepararne la difesa mediante mine; ehiude re con catena sorretta da pontoni armati. con arti glieria l'imboccatura del porto e, ad accrescere le difese di questo, costrurre la batteria Doric:1 sopra porta Pia. Isti tuisce una compagnia. cli pompieri, fa requisire nellé cau1pagne e trasportare in città viveri, e riempil'c le cisterne; finalmen te, ~L frenare i tentativi ostili di pochi faùtori del governo papa:lc, proclama lo stato d'assedio. Il corpo di Wimpffen partiva da Bologna il 17 maggio e, a rapide. marce e senza incontra.re resisLenza, s'avanzava nelle Roma,rne o caccwnclo dayanti a sè un corpo di volonLaì'i e truppe cli linea, formato in buona parte colla guarnigione cl' Ancona, e ehe sotto, il comando del colonnello (lariboldi, erndestina.to a soccorrere Bologna. Dopo la resa di Bologna, tale corpo si proponeva cli difendere la strett,1 clell~t Catto lica; ma, all 'approssimar;,i degli Austriaci,' una piccola parte si sbandava e la maggior parte rientrava il 23 macraio . vv m Ancona (11) . In quel giorno stesso, 11eolonnello Zambeccari èlivi1

(I) La comp.o sizione e forza del corpo di Gariboldi il 20 maggio in Rimini e rano come in a ppresso: Bat taglioni cacci3tori dell' A.lt o Reno 597 " bersaglieri del Po . . , 450 ~ · > delle Roniagne . 580 Art iglieri di linea (11'.l della l " batteria) 54

Ra vina (senza mate riale) . Cara binieri e ausilia ri . Finanzieri . . . . . c ,, mpagn ia d i Pesaro • Totale

16 .220 150 114

. .2181


GLl ASSEDI D'ANCO NA 56 deva la piazza in scompartimenti e vi ripartiva la guarnigione nel modo seguente:

·,1° -

Cittaclella, campo trincerato e luneLLaS . Stefano. - 1° battaglione del 7° di, linea e ba.ttaglioni isolati ; 2°-:- Gardetto, Cappuccini e bastione S. Pietro . - 1° battaglione dell' 8° di linea e pa1·te del battaglione Pesa1·0-U1·bimo; 3° - Dal bastione S. P ietro ai Zoccolanti . - Giiardia nazionale e parte del battaglione Pesaro-U1·bino; 4° - Da .Porta Capodimonte a Porta Pia, col Lazzaretto . Battaglione bersaglieri clel Po; 5° - Front.e a mare . - Giia1·dùi 1icizi:onale, marinai e cannonier'~.

I carabinieri, i finanzieri, la mezza batteria da campagmt e una parte della guardia !1azionale costituivano la r iserva. Il .23 maggio il corpo d'armala austriaco giungeva a Sinigagha, e si metteva in comunicazione co lla squadra, di conserva colla quale procedeva all'indomani su Ancona, ed aJl:1, sera occupava le seguenti posizioni: Quartier genernle. - Villa Camerata, presso Colle Ameno ; Brigata Pf'anz elter. - Montagnolo; n Are. E1·1wsto. - Un battaglione al Posatore, il grosso al Seminario, dietro il Posatore; » Thun . - Torrette; Parco di r iserva. - Fiumicino, sotto scorta d1un battaglione della brigata Thun e delle due comyagnie del reggimento Hess sbarcate dalla squadra. Gli avamposti sulla strada d'Osimo tra le Forrntei AlberLini e le Grazie; la squadra ancorala davanti al porto, fuori tiro dalla piazza. Il 25 la brigata Pfanzelter occupa le Grazie; il 26 111anda quattro compagnie ttd ocCL1pare il vi llaggio di Viè della Croce dove il 28 si trasferisce l'intera brigata. Alla sera del 28 l'investimento della piazza è compiuto e il corpo di assedio trovasi cosi dislocato:

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Quartier generale - Co lle Ameno; BriRata P/'anzelter. - 'Pietro della Croce, con avamposti a Monte Pulito e S. Margherita; A.re. Ernesto. - Dietro le Grazie, con un battaglione al Pedocchio e gli avamposti fra S. Lazzaro e NlonLe Marino, ove si collegano con quelli del la brigata Pfanzelter; » 1'h1.11n. - Al Seminario dietro il Posatore, cogli avamposti fra S. Lazzaro e il quadrivio . .1 Parco di r iserva . - Presso la Torretta, sulla strada di Sinigagl ia.

,i

La squadra. era rimasta a.I l'ancoraggio dei giorni precedenti. Solt,rnto il Ciirtatone, nellct notte del 25 al 2.6 s'era avvicinato alla piazza per r iconoscerne le difese, ma era stato costretto bentosto dall e batterie da cosla ad allontanarsi. Sino dal giorno .25 il quartiere generale s'era posto in comunicazione diretta colllt sqnadra per mezzo di telegra(o aereo; le brigale del corpo d'assedio s'era.no garantite all e spall e, contro eventuali tentativi cli corpi di volontari, per mezzo di posti d'avviso e di segnali d'aHarme stapiliti a Monte Acuto , a. Torre cl' Ago e sul Montagnolo, ed avevano spediti partiti di cavalleria a battere la campagna. verso J esi e Macerata. Queste prime operazioni. d'investimen to si compiono senza che la guarnigione della pia1.za le molesti con sor tite; essa si limi.La a scaramucciare colle pattuglie e coi posti avanzati dell'assedian te. Ad accrescere gli imbarazzi della difesa concorreva l:1, presenza d'alcuni legni francesi davanti Ancona e il contegno equivoco del contrammiraglio Belvese che li comandava (4 ). In quei giorni infatti il rappresentante della repubblica francese in Roma cercava cli lusingare il governo della repubblica romam e d'ingannarlo sul vero scopo dell'intervento francese : éliguisachè la speranza d'azione com,medei Francesi e dei Homani contto gli Austriaci, od almeno di neutraliLà per parte dei l?rancesi, sorrideva tal (1) La divisione navale francese si componeva della pil'Ofregata Panama e Pliiton e del

piroscafo JJras,er.


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Una, batteria cli 6 obici cla -1Oli bbre- cla Monte Pulito, Una batteria cli racchette - da Monte Marino, Una batteria da 112 - dallo Scrima.

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Sotto lo Scri1.na, alle Foniaci Albertini, Yiene posto in batteria,. nella notte dal 25 al 26 il mortaio da, 12 pollici che faceva parte del parco d'assedio. Le artigl ieri e della piazza cer0ano, ·ma senza successo, di molestare là costruz ione delle batterie, la guarnigione si tiene nella più stretta difensiva, Il fuoco delle bal:-terie d'obici e cli racchette cagiona lievissimi danni alla piazza; cli molto maggiori ne cRgiona invece quello dei cannoni cla 12 e del mortaio da bombe. Nella n;tte dal 1 al 2 giugno, una conrpagni,L e mezza del ,10° battagl ione cacciatori attacci.i per sorpresa la. barricata avanzata di Borgo Farina, per proteggere la distruzione dell'~icqueclotto, intrapres,1 dai pi~ni~1:i della br~ga_ta kfo_nzelter; contempo1:aneamente una compagnia cli volontan v10nnes1 tenta un colpo cli mano sul Gardetto : ma la guarnigione, che stava all'erta, fa una sortùa energica, respinge il doppio attacco, e rigetta gli assalitori su M. Pulito i ,, (, e S. Margherita , malgrado i rinforzi che iccorrono in loro sostegno. Dopo questo insuccesso, gli Austri~ci stimano prudente rafforzare la destra e perciò concentrano fra S. Margheritti e M. __ Pelago l'intera brigata Pfanzelter, e occ0,pano Monte Marino con un battttglione della brigata Arciduca Ernesto. Nella notte stessa dal ,1° al 2, il Oiwtatone, con tre barche armate cli racchette, si ayyicina alla piazza, per fare cliversione sul fronte a mare, mentre le . Lruppe tentano la sorpresa snl fronte cli teiTa; scambia alcuni colpi colla balleria della Lanterna, ma è costretto in breve a prendere il largo. Sin dal 3,1 maggio il vice ammiraglio Dahlrup era partito per le · acque di Venezia con una fregata. e due piroscafi; alla sera del 2 1

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I

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e penosi lavori d'approccio, attacchi di viva forza contro la cinta e forse combattimenti nell' interno della ciLLà. Ordina pertanto che le batter:ie cla 12, quelle d'obici e cli racchette, siano postate su Monte Pulito , su Monte _Marino e sullo Scrima; fin dalla-sera del 28 maggio vien posto mano all a costruzione delle batterie ed al mattino del 30 aprono il fuoco contro la piazza:

mente al Triumvirato che il generale in capo Rosselli annunziava allo Zamheccari, che per la fine di maggio con parte èlella guarnigione di Roma , sarebbe accorso a liberare Ancona dall'assedio. Lo Zambeccari però, meno· confidando nella politica francese, . non si lasciava. ingannare dalla proposta cbe gli faceva il contrammiraglio Belvese di occupare con un distaccamen to t'l.e' suoi marinai la cillaclella, affine cli proteggere colla bandiera francese la citLà contro gli Ausbriaci; gli rispondeva sdegnosamente che nei Francesi come negl i Austriaci non ravvisava se non nemici dell:i repubblica. romana , e gli intimav~ di allonLanarsi dal porto. 11 govemo nustrjaco àveva avuto sentore di questi maneggi politici dei Francesi e ne aveva informato il maresciallo Racletzk i, il quale perlanlo ordinava al tenente maresciallo Wimpffen di stare pronto a levar l'àsseclio nel caso che i Francesi o i repubblicani cla llomri accorressero in soccorso della piazza, e al generale D' Aspre, comandante delle forze austriache in Toscana, di inviare nelle Marche nna brigata ad occupare quelle provincie e ,i rafforzare eventualmente il corpo d'asseélio. A tale missione veni va, destinata la brigata Liechten,;tein, la quale alli 2 cli giugno giLmgeva a Foligno ed alt i 5 a Macerata; ove si stabiliva come corpo. d'osservazione e d'onde spedi.va co lonne mobili nelle Marche a ffìne specialmente cl' impedire iI formarvisi di bande cli volontari ( 1) . Compiuto così facilmente l'investimento della piaua, il tenente maresciallo Wi.mpffen stabil isce il piano delle operazioni ulteriori cl'assedio e sceglie c,ome fronte principale d'attacco quello fra hi cittadella e i Cappuccini. Egli non intende fare un assedio regolare, ma col bombardamento ridurre la piazza alla ~:esa; ciò eh.e invero non riusci va difficile dopo ocrnpati Monte Pulito e Mo4te Marino, sui quali ·si possono stabilire le batterie cli bombardamento a circa,1 000111 dal corpo di piazza. Inoltre ev itava in Lai modo lunghi (lì La brigata Liechtenstein ora così composta: Reggimen to di fan tel'ia Fòrstenwarther 2° Ba ttaglione YO!ontari viennesi 2° Battaglione cacciatori Imperatore Una divisione ussari Principe di Reuss Batteria da 12 numero 2 Batteria di racchette In tutto 5000 uomini circa .

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3 ba ttaglion i. l battaglione, I battaglione, .2 squadroni. I batteria. I batteria,

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giugno anche il Civrtatone l'avev,1 seguito, non restando cosi da·vanti Ancona se non llue fregale a vela . I l piroscafo Bom,a, ap.proffittando della calma. di veuLo che impedisce alle due fre rrate di navigare in guisa da 1nantenere rigoroso il blocco, nei gi~rni ·3, 4 e 5 fa frequenti sortite dal porto e si porta drwanti all a Torretta a molestare il parco d'assedio; per proteggerlo, gli Austriaci costruiscono sulla spiaggia una batteria. armata con 2 cannoni da 6. Il tenente 1:narcsciàllo Wimplfon, sin dal princip io dell'invesLiment~ della piazza., _aveva. ri~onosciuta l'insufficienza del parco di. assedio, del quale dtsponeva, ed avev.1 ch iesti soll eci.ti rinforzi, i quali infatti, dalli 2 ag-J i 1111 di V0 iuO'IlO da.( Bo·loù'n't o 't>oli t>(riunù'ono . o o ,. , dall~LToscana, da Mestre e da Trieste ( 1); egli ripartirsceli fra i due _gruppi di batterie dello Scr ima e di Monte Pulito - Monte l\'Iarino . llparco principale d'artiglieria resta, dm:ante tutto l'assedio. alla 'Torreua; un pa.rc.o_ sussidi~rio, pel servir.i.o delle batterie del g1:uppo d1 destra, è stab ili to a. Pré della Croce; i due parchi comunicano l'r~, loro p~r mezzo della. strada che dall a Torretta, pel Montagnolo e .I orre cl Ago, conduce a Mon Le Acnlo e di lit a Piè della Croce. La sera. del o una ba.Lteria di mortai sta.b iliLa su }fonte Pulito prende a. lanciare ogni mezz'ora bombe sulla ciLth; una di esse fa salta.re, all'indomani, il magazzino a. po ivere della batteria di Sani;' Agostino, e cagiona gravi danni agli edilì.:r.i adiacenti. Le artiglierie della piazza rispondono con calore, ma non riescono ad impedire la costruzione delle nuove batterie e l'ampl iamento dell e già -costru tle . A stanca.re la guarnigione, quasi ogni nolle gli Austriaci tentano sorprend.ere gli avamposti dei repubblicani alla lunetta di'S. Stefano, agli Arch i in Borgo Pio, e alle barricate di Borgo Calamo e •

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GLI ASS801 D'ANCONA

{l) Il parco d'assedio fu aum entato delle seguen ti bocche da fuoc;: . 2. mortai da 1:2 poli. con una dotaziùne d i 200 bombe ciascuno, g iunti da Bologna ·11 2 giugno . 4 obic i da 10 giunti il 5 giugno dal parco d'artiglieria del ;10 corpo d'ar mata ,t cannoni da IS in Toscana. 6 morta id.a601 ibbre 4 <:annoni da 18 giunti I' 11 g iugno eia Mes tre . 2 can noni da 24 ,1 ca n ,ioni da 18 l 6 obici da 7 j provenienti da Trieste o sbarcati dalla squadra.

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Borgo Farina; ma. incontra.no dappertutto buona resistenza. negli assedia.ti vigilanti e valorosi ('I). 11 giorno ·12 tutte le batterie del gruppo cli destra (.Monte Pulito.Monte Marino) e quelle cli mortai del gruppo cli sinistra. aprono, all'una. pomeridiana, un fuoco generale vivissimo, al ql~ale la piazza risponde con pari calore sin verso le 6, quando rallentato momentaneamente il fuoco, grossi partiti austriaci si avanza.no verso la. luneLt.a cl~ S. Stefano e iI. campo trincerato. La guarnigione fa una sortita con due piccole colonne !'orti in tutto di 300 uomini. respinge gli Austriaci su. Monte Marino e malgrado che sia con~ trattaccata da forze triple accorse dalle Grazie e cla. Monte Pela.go non rientra nella piazza r,he sul!' imbrnnire. In questa. giornata tanto la ciLli.1. quanto le fortificaz ioni soffersero gravissimi da.nni, a ripara.re i quali lavorarono alacremente la popolazi.one e la guarnigione durante la notte e il giorno seguente; i I nrnleriale d'artiglieria in particolar modo, f'u molto danneggiato , con grande pregiudizio della difesa, facenilo difetto i ricamb i. .. La sem del 15 gli avamposti ausl.l'iaci pel' ìsta.ncare gli assediati e distogli.ere la loro attenzione, assaltano gli avamposti dei repubblican i su tu tto il fro nte di terra e nella notte unageossacolonna. del la brigata. Pfanzelter tenta una -sorpresa contro il GarcletLo: ma i difensori, riparati dentro buche di ·tiratori scavate nello spalto, resistono finché la gttarnigione del for te fa una sortita, respinge gli assalitori e li. insegue fi no ai piedi di Monte Pulito. Nella notte stessa, il piroscafo il Ct1t8to.::a, il quale era. tornato davanti. Ancona al mattino, si avvicina alla holteria della Lanterna, colla q1iale scamb ia parecchie cannonate, e si r itirn dopo aver tentato invano·· un colpo di mano contro le difese del porto. Nel porn.eriggio dell'indomani, ·16, essendo ultirn,ata. la costruzione e l'armamento delle baLlerie, Wjmpffen ordi1m che si apra il fuoco e, alle 6 pomeridiane, comin<:iano a. fulminare la piazza 52 bocche da ruoco così ripartite: 1

(1) S! distinse in particolar moclo, in questi combattimen ti, una compagn ii scelta, det.ta.. la Compagnia infernale, c omandata dal conto F ,;zioli, a ttualmc.n tc maggior gene rale nel nostro eserc ito .


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GLI ASSEDI D'ANCONA

Grnppo di destra (10 bocche da fuoco). A. Monte Pulùo (in direzione da nord a sud). 1° una batteria di 1 cannone da 12 libbre · 2° Jl di .2 mortai da 60 . » · 3° n cli. 6 obi ci d,t 11O J) 22 bocche da fuoco )) di 3 cannoni da 112. )) )) di 8 cannoni da· 118 )) )) )) di 2 obici eh 7 1

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B. Monte Marino . ' 7° urni LatLeria di ,i. obic:i da ,JO libbre\ 8° Jl cli 4 rnortai da 60 >> { c1·, . d ~s J> ~118 bocche da fuoco >) 1 11: cannom a ·• 90 ,10° » di 6.ra.ccheLte

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Le artiglierie della piazza rispondono _dapprima con calore, ma non pqnno durare a lungo; chè già al mattino del 17, essendo stanchi i pochi arLiglieri che le servivano, rallentano il Juoco , mentre diventa preponderante quello delle batterie dell'assedi.ante. Le bombe e le ra.cdieue, ell e cadono in gran copia nell'in terno della città, vi appiccano numerosi incendi; nella sola sera del 117 ventotto i1e sono segnalati in diversi punti . Nella notte dal iJ7 al 118 ~essa il fuoco· è!ei cannoni, ma seguita quello dei mortai ; nuovi incendi minacciano riéturre in cenere la città, ma la pop6lazione e la guarnigione unanimi persistono nella difesa. All'alba del ·18 tutte le·batterie riprenélono il fuo co e cercano ridurre al silenzio le poche artiglierie della piazza che lentamente ancora rispondono: 1

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frattanto alcuni stormi di cacciat.ori si avanzano verso il Gardetto per molestarne i difensori, e le truppe delle brigate Pfanzelter e Arciduca Ernesto si ammassano dietro Monte Pulito e Monte Marino, sia per respingere le sortite, sia per proçedere all ·attacco della cinta meridionale quando si.a spento il ft10co della difesa. La brigata Thun, a sua volta, spinge un battaglione ad occupare Borgo Pio, per fare una. dimostrazione contro Porta Pia; .il C1istoza appoggia questa mossa avvìcinanclosi alle difese del porlo. Troppo gnwi erano i. danni sofierti dalla piazza e specialmente dal Gardelto e dalla cittadella, nei tre giorni cli bombardamento mai interrotto, perchè fosse possibi le continuare la difesa; la guarnigione e una parte della guardia nazionale erano bensì cletem).inate acl ulteriori sacrifiz i, ma nell,t popolazione, specialmente nel municipio, si agitavano più miti consigli. E pertanto la sera clel 18 il municipio sia, perchè al comandante della piazza ri.pugnava entrare in Lrauative cogli Austriaci, sia perchè egli sperava con ragion e di ottenere patti migl iori, manda a traUare col tenente maresf:iallo Wimpffen la resa, la quale viene stabilita con patti assai onorevoli per la guamigione e per la città; l'indomani gli Austriaci occupano la piazia. Durante l'assedio furono lanciate sulla citLà più cli 600 grosse bombe, oltre un gran numero di racchette e di granate. Le perdite della gLtarnigione ascesero a 39 morti e 1'12 feriti; quelle della guardia nazionale e della po1io lazfone oltrepassarono il centinaio. Gli Austriaci ebbero 22 morti, ·104 feriti e .{ dispersi.. L'assedio del 118,.1-9 ci offre l'esempio d.'una energica clifesa p~ssiva fatta, da milizie improvvisate contro trnppe ag,guerrite. La guarnigione, debole per numero e non proporzionata peniò a.ll'estensione delle fortificazioni, composta. in buona parte . di corpi di volontari e cli guardia naz ionale, con poche artiglierie e pochi cannonieri, non potendo contra.stare all'assediante l'occupazione del terreno esterno e specialmente di }i. Pelago, M. Pulito e M. Marino (come avvenne nell'assedio del 1799), si limita a difendere I~ opere avanzate del Gàrdetto e di S. Stefano e il corpo della prnzza, senza compromeuersi con grandi sortite. Ma, come gia verme osservalo, la piazza non aveva. azione ~e non limitala sulle alture che, a buona portala delle artiglierie, la dominano a mez1

G,ruppo cli sinistra (il2 bo~che da fuoco) . Scrima e adiacenze (da est ad ovest) . 1 ·1 ° una batteria di 2 obici 'da 7 libbre ,]2° JJ di,3 racchette ,13° JJ di 2 cannoni da 24 Jl ,J2 bocche da fuoco 14° J> di 2 obi ci da 7 Jl 15° » cli 3 mortai da 12 polliéi

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zodì; laoncle ocwpate queste, l'~ssediante, rinunziando ad attacchi di viva forza, poteva costringere la città alla resa mediante il bombardamento come difalti avvenne. Le operazioni dell\tssediante, sebbene un po' lente, Jurono condotte con giusti criteri; la scelta del fronte d'attacco e l'impiego del bombardamento come mezzo principale per costringere la piazza. alla resa, corrisposero ad un giusto apprezzamento delle condizioni della piazza e della guarnigione. Occupati, senz1.i incontrar resistenza, M. Pulii.o e M. llfarino, l'assediante stab ilisce le batterie di bombardamento a ·I000 m.eLri dal corpo di p iazza; tenta, alcuni colpi cli mano contro il G·ardelto e S. Stefano, rn.a non si avventura ad attacchi. di vivtl fon:a. contro la ~inta, . vol~ndo ev itare, dopo le recenti esperienze di Milano, cli Brescia e di Bologna, i combattimenti nell'interno della città. Mediante un concentramento d'artiglierie sui punti più favorevol i, in breve l'a.ttàcco diventa preponderante sulla difesa, e lit piazza, malgrado il patriottismo della popolazione e il valore cleHa guarnigione, è costretta•\1Ua resa. In quest'assedio, come in quell o d.el ·1799, risultò comprovata la importanza nel contrafforte fra h1 costiera e la valle. di Mia.no, e specialmente dei. M. Pelago, Pulito e )farino, come ezianclio, fu dimostratti l'insufficiente protezione che la cittadella e il campo trincerato offrono contro l'azione di batterie postate sullo Scrima. Tratt,mdo dèll'assedio del 11860, vedremo come siasi in seguito benchè in modo insufficiente, ripa.rato a questi due difetti.

z.

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J LE THINC EE Dl BATTAGLIA

r

A mio credere l'importante argomento delle trincee di battaglia no,n fu peranco tratlato con sviluppo suffi ciente., perchè qgnuno possa farsene quel chiaro concetto che è indispensabile di averne per sapere non tanto ove e come tali trincee possano essere utilizzate, ma essenzialmente in qual i circostanze di luogo 'e di tempo la loro materiale esecuzione sia realmente possibile in guerra. Infatti anche gli autori di maggior rinomanza s'estesero · bensì nel dimostrarne la necessità, nello additarne minutamente i più opportuni profili, e nel calcoìare il tempo necessario alla loro effettiva costruzione, ed in ciò tutti fecero sfoggio di storica erudizione, di saggie consicleraz iqni, e di calcoli forse persino troppo minuti e precisi; ma allorchè parlarono delle condizioni di tempo e di luogo · nelle quali il loro uso può essere opportuno, forono troppo vaghi ; mentre quando scesero a traLtare della possibilità., del modo e del tempo per procurarsi gli istrumenti necess,iri all~ loro costruzione, non furono, panni, sufììcientemenLe pÌ'aLici, epperò non caddero cli comune accordo. Mentre gli uhi. sol'volarono su tutte le reali difficoltù di provvista e distribuzione degli strumenti che le più elementari espe·rienze di, guerra ·insegnano effettivamente esistere, gli altr.i. accrebbero a dismisura le diJ(ìc?ltà stesse. A sentire . i primi si d,oyrebbe quasi credere che dappoichè un soldato pLlÒ in 30 minuti smuoANNO

xxu r,

YOL. II.

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vere tanta terra da porsi al riparo della moschetteria nemica, un . intero esercito possa fare altrettanto, poi·si cioè al riparo dietro una trincea di bau.aglia in tempo uguale decorribile di1l momento in cui il comandante ne spicchi l'ordine. A, sentire i secondi, questo elemento di difesa, da essi pure in massima riconosciuto ottimo, sarebbe sventuratamente di nessuna pratica attuabilità in guerra, salvo si possa disporre di almeno 2, o 3 giorni di tempo. La verità non è nè coi primi, nè coi secondi: essa sta fra questi due estremi; ed è Ja ricerca di questo vero che io mi propongo.

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DI BATTAGLIA

Epperò al fine del combattimento si trovavano di f1:onte 93 uomini contro 56, cioè sempre all'incirca nel rapporto primitivo di 10 contro 6, ossia di 5 contro 3. · Le perdite essendo minime dalle due parti, la difesa non sentiva naturalmente vivo il bisogno di coprirsi con trincee o ripari quals.iansi. Ora invece colle armi a, retrocarica la gettata essendo almeno raddoppiatrt e la celerità quadruplicai.a ne consegue potersi ammettere che, fermi restando i principii di cui alla. lettera d, che cioè 2 colpi siano solamente utili su 100 : a} lo spa.zio di terreno che l'atta.cca.nte deve percorrere sotto il fuoco eCfìcace del difensore sia non più cli 2,i-0 metri, bensì -di ,i,80; b} che tale spazio pnossi percorrere in 8 minuti dedicandone 3 al fuoco e facendo non più due colpi al minuto, bensì 6, cioè 18 .colpi.(per tener conto di una celerità media) nei 3 degli 8 minuti nei quali non cammina; e) che in tale tempo, cio~ in 8 mihuti, la difesa può tirare, tenuto conto delle diverse distan.ze alle quali fa.rà fuoco, 7 colpi per minuto, ed in totale 5G, i quafr però vanno ridotti a ,i.9 per la so' spensionc del fuoco all'ultimo minuto. Con létli basi, se calcoliamo cli bel nuovo le condizioni dei due contendenti alla. :fine dell'attacco, avi:emo che i ,100 bianchi ·avranno perduto: 1

J.

1

Le trincee di battaglia riconosciute utili fino dall'epoca dei più rozzi moschetti caricantisi dalla bocca, sono ora rese di vitale necessità, di fronte al perfezionato fucile a retrocarica. Infatti allorchè combattevasi con armi caricantisi per la bocca si ammetteva generalmente che: a) lo spazio di terreno che l'attaccante doveva percorrere sotto il fuoco efficace del difensore era di 240 metri circa; b} che 1.ale spazio potevasi percorrere in tre minuti pur facendo due colpi di fuoco; e} che in tal tempo, cioè in 3 minuti, l'attacco poteva fare 6 colpi; d} che di 100 colpi, 2 soli fossero utili. Con tale ipotesi se 1100 bianchi atta.ccavano 60 neri, mediocremente appostati, si poteva ritenere che i ,100 bianchi, compiuto l'attacco, avevano perduti 60 X 6 X 2 100 1

=

720 100

= 7 ,20 ,

60 X 49 X 2 100

100 X 2 X 2 100

=4.

60 ;>< 98 = 5880 = 58,80 , . 100 '100

mentre i 60 neri avranno perduto: 100 X 18 X 2 1

100

I bianchi saranno così ridotti a ·100 -

mentre i 60 ne avevano fuori di combattimento 1

=

58

= 42,

mentre i neri sa.ranno 60-36

= 24.

36 .


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LE TRINCEE

DI BATTAGLIA

Vedesi pertanto che la sLessa operazione taLtica, l'assalto cioè di una posizione, la qua.le colle armi antiche poteva attuarsi senza quasi perdite cli sorta, ora colle nuorn armi diviene miciclialissinia. .e tale da cagion:i.re a.I difensore un danno quasi uguale a quello sofferto dall o attaccante, se questo lo osasse. Pertanto, se le esigenze portano che l'attacco della posizione ~ebba assolutarnen Le tentarsi, l'atta,ccante non a vendo rimedio per diminuire le perd ite vi si assoggetterà, non cosi la difesa la quale ricorrendo alle trincee cli battagl ia può ridurre, come è generalmente ammesso, le sue perdite _di 2/ 3 , riduzione che se era quasi trascurabile colle antiche armi, diviene ora di utilità immensa. Infatti i 4 perduti dai 60 neri aLl.accanti colle anl.iche armi, .diverranno 4/ 3 , cioè 1 o ~: ma i 36 perduti dalli sLessi colle armi a reLrocarica diverranno solo 42; perciò menLre i 1100 bianchi proce. dendo all'attacco non hanno modo cli r ipararsi d1tl gran danno Cfle li altende, di esser cioè rido l:Li a meno che alla metà, il difensore, coll'aiuto delle Lrincee, può talmente ridurl'e le sue pel'dite da accettare impavido l'assa.lto con quasi cerLezza di respingerlo. Ciò è appunto in armonia colle aLLual i norme tattiche, le qual i annneLLono non potersi in massima a tlacrnrsi da fanteria al tra. fante1:ia bene a'.ppostal;a, se questa non è dDpprim~t fortemente sco:ssa. Ed invero abbiamo veclulo che i 100 bianchi. alla fine·dell'at1acco di vengono 4,2, mentre i 60 neri, non perdendo più cli 12 uomini rimangono nel nurnero cli &.8, il che, invertendo affatto le condizioni dei contendenti, favoreggia l:i. difesa per modo da renderla di gran lungtt superiore all"altacco . . Ecco il grande beneftc io che, ora p_iù che mai, arrecano le trincèe. Queste come prima riparano bensì soltanto dai 2/ 3 del danno che arreca l'aLLaccante alla difesa, m:t questa ridu~ione, dapprima quasi trascombile, dhrenta ora importan tissima. Il vanLaggio quindi o1Terto ora dalle tt'incee cli bauagli:i. al difensore, in più di quello cl1e le stesse o1Trivano prima, può esser rappresentato dal lasciar a. prò dell:i. di fesa tutta l'efficacia delle nuove armi e di 1.·idurla per contro a soli !/3 per il nemico a!.t:i.ccante. Dal che deducesi una pi·ova del (illto, semp eo avverato fin qui, che tuLli i perfezionarncnLì appo rtati alle armi Lornano a prò di una intelligen Le difesa, che cioè tutti i ritrovati dello ingegno umano

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vanno sempre, se bene interpretati, ·a vai1taggio .del debole, non mai del forte, ?' vantaggio cioè della giustizia. quale la v't10le la ra-· gione e l'intelligenza, non qttale la vorrebbe la forza brutale .

IL

Ma entriamo nella questione delle ti'incee di b:i.ttaglia . I vari profili proposti, e già noti, sodrlisfano perfett1imente al duplice scopo di favorire l'effi caci:i. <lel fuoco al. soldato che le occ.upa, e di proteggere dal fuoco nemico. Rimane la. questione del tempo di. costr:uzione. Essa, limiLata allo sterro, sebbene forse una delle meno interessanti, fo quella che maggiormente preoccupò fin qui i sostenitori a qualn'n<jue costo di tal i trincee. Dico meno importante, giacchè collegandosi essa all altre operazioni. che in Lulale non richiedono cli sol ito mai meno di 7, od 8 ore, poco monLn.. invero che l'opet;azione dello sc:i.vo e r inler-ro e~iga rnedor:i., o tre quarti d'ora. Che lo assieme dell e operazion i per le trincee non richiegga tempo minore cli quello testò indicato, appare chia,rament.e se si pensa che prima. di battere il primo co'lpo di grnvina occorre studinre la posizione, tracciar materialmente le trincee nei siLi e nelli sviI oppi voluti, provvcnere gli strnnieuLi, portarli sulla linea di battaglia, distril1uirli lungo essa in vari grnpp i, e finalmente <lisl.ribnirli, ferro per. ferro, a ciascun soldato. Il voler troppo insistere sul preciso nurner:o di minuti occo1Tenti per l'cffeUi\'o rnovi.mento di Lerra, e, rwro-io ancorn il voler trnscnrare tutte le indispensabili operazioni .t O<'.> . ' •• prel iminari, è voler ingannare noi slessì e g!i altri, ed es:;er causa di deplorabili il l11sioni. Que,,ta insi:;tenza. che P!'Csso molti si $enLe nel. élich1ara.re che le trin cee cli ba.ttaglia si ponno attuare in ,20 o 30 minùti, riclùarna alla mente cruell'al~rn ines::i.Ltezza, che pnre suolsi ripetere d:t coloro che non sono famigliari in cose di gnerra., i quali sentendo tome i nosLri pontieri geWtno lui1gh issi1rti ponti impiegando un tempo che · può in media riteners i di 30 a 40 minuLi pe1· 1100 meLri lineari, si

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LE TRINCEE

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rallegrano nell'illusione che, in guerra, si possa ovunque stabi,Iireponti con uguale prontezza. Essi non sanno che avanti di accingersi alla prima operazione conviene riconoscere il Gume, stabilirela locali là ove si vuol gettare il ponte, indi, d'accordo fra pontieri e zappatori, precisare esattamente il puntò d'onde deve partire; cosa questa non agevole, giacchè le esigenze del pontiere, che deve lavorare nell'acqua, raramente collimano con quelle dello zappatore che deve lavorare nelle sponde od in golena per prepara le strade e le rampe d'accesso. Egli è solo dopo trascorso tutto il tempo necessario alli accordi ed alla ultimazione dei lavori dei zappatori che decorre il prim() dei 30 o 50 minuti occorrenti per getlare e_ffettivamente il ponte.

Relativamente poi ai punti che esse son chiamate a collegare, sarà sempre bene siano alqtianto ritirate onde rimaner sotto l'effi-:cace protezione dei punti ste3si, e ciò salvo il caso tra.ttisi·cli quelle 1rincee che coronassero un'altura già per natura sufficientemente protetta. Ciò basti quanto al tracciato; veniamo allo sviluppo. Questo pa.rticolare richiede d'esser trattato con qualche maggiore estr,nsione, giacchè è su di esso che gli oppositori di tali trincee fonfano in gran parte i loro argomenti. E,ssi dicono : se un corpo d'armata vuol rafforzare la. sua fronte di battaglia con simili trincee, esso deve coslru rne almeno per lo sviluppo del fronte di una divisione, cioè da 5 a 6 chilometri, che se, come alcuno consiglia, continuano, anche la seconda linea deve il più delle volte coprire le proprie truppe con trincee cli battaglia, lo sviluppo di queste sarit di circa ,10 chilometri, e quindi tale da richiedere eccessivo numero di uomini e di istrumenti. Anzi tutto, come risulla da quanto precede, puossi·dire che se un corpo d'armata è costretto a coprire l'intero suo fronte con trincee, la località da esso scelta può ach1irittura giudicarsi cattiva e quindi tale da doversi abbandonare, giacchè le trincee non varranno mai da s.ole a dar carauere difensivo acl una posizione che -già non l'abbia. Quanto al ~aso di dover rnettere pure la seconda linea, anche solo parzialmente, al riparo cliet!'o triilcee, esso non devesi considerare se non affatto eccez ionale, e non è certo sui ca.si eccezionali che clevonsi basare i-principii. Potrà bensì verificar,,i cli cbver rafforzare i fianchi, o meglio le estremità delle clue ali della seconéh linea, gìacchè se è inverosimile che la prima linea non possa appoggiarsi acl ostacoli naturali, non così puossi dire della seconda, salvo però se tratti si cli corp i isolati. Saranno solo le truppe d'ala che oltre al loro fronte dovranno preoccuparsi dell'ala esterna della loro 2'l linea, ed essenzialmente ·del chiudere il varco che rimane fra ,Ja e 2• linea, non che fra queste e le riserve . In ogni moclo si può, anzi si deve ammettere, che un campo di battaglia per un corpo d'armala anche isolalo è mal scelto,' se esso esige lungo il suo fronte ed i suoi fianchi uno sviluppo di trincee di

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4

III.

Le trincee di battaglia non de\lono mai in massima applicarsi se non per rafforzare una posizione già forte per natura, eéi è loro scopo collegare fra loro vari punti del fronte cli battaglia che per natura od arte trovinsi già convenientemente disposti per una energica difesa. Epperò potranno occorrere per coprire i vasti spazi che separano, · i vari forti staccati di u11 campo o di una piazza; per chiudere il vano lasciato fra un'altura inaccessibi le o fortemente munila ed il margine di un bosco o di un villaggio, o la riva cli un fiume o di uno stagno; in una parola, per impédire che il nemico irrompa fra due punti di una determinata linea o di un fronte, sui quali si ha fondata certezza non potranno esser forzati dal nemico. Quanto alla loro posizione devesi per massima ritenere che relativamente al· terreno saranno ben situate quante volte, pur conser. vando loro tutto il necessariCl dominio sul terreno in avanti, riesci. ranno quasi non viste, perchè coperte da. leggera ondulazione dr terreno o da siepe, esse pure quasi invisibili, giacçhè solo allora, non costituendo un benaglio ben determinato, non saranno troppo, prese dì mira.

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batt~glta maggiore di 2 i 3 ch ilometri. Comprendo che si sia cost1~etti a conibauere anche su un terreno che ne esiga assai di più; i ma in tali casi .è molto improbabile che si lasci al difensore tai1to tempo quanto ne occorrerebbe per coprirsi con 8 o ·1O chilometri • di trincee, ed avendolo, questo Lempo sarà meglio impiegato concentrando lo sforzo dei lavoratori alle ali , sui fian chi, od in qu.ei punti nei qual i il terre110 faciliti la iinprovvisa costruzione di ~·idotti o cli batterie che servir pos:;ano qual i centri di difesa, anziehè volersi rafforzare ovunque ugua.hi1ente · con trincee che hanno poco valore se non appoggiate ad ostacoli. In tali condiii oni, pare siasi appunto 'trovata l'estrema destra francese a S . Pri vat. Il villaggio di Gravelotte, situato sulla sorn.mitò. di un dosso affatto sgombro e scendente tt1it.o aJl' intorno con dolce pendio verso la linea nemica per circa due chilometr i, offre bensì una buoM posizione per una difesa attiva, ma non per una difesa pura come .r ichiedevan le condizioni francesi in quella giornata C,18 agosto ,'1870). · Epperò in tutta la distesa che corre da Roncourt al nord fino a Amanvill ers al st1cl per lo sv il uppo di circa 4 ch il ometri, l' unico punto cl'accentramento di difesa e%endo S. Privat, rimanevano a . 110rd ed a sud cli esso quasi 2 chil ometri di terreno affatLo piano e sgombro che non offrendo difese natltrali avrebbe do,1 uw essere rafforzato con opere passaggere, i>pecialmente a. protezione del fianco destro fra RoncotirL ecl il retrostante bosco di Jaumont, che costituendo l'estrema ala dell'inl.ero fronte francese, poteva esser girato, com.e infatti lo fu, dal soH~rchiante numero.dei Tedeschi. Tale appunto era l'intendim'ent.o del maresciallo Canroherl; ma il suo corpo si trovava privo del parco del genio; per cui , non potendo disporre che dei pochi utensili delle truppe e delle compagnie del gen io, si limitò a porre S. Privat in istato di difesa, ed a coprire la sua prima linea con qualche trincea di battaglia. Senonchè queste, per essere il tei;reno molto aperto, furon presto spianate dalla potente artiglieria nemica; per cu i quando si acldi venne al secondo al tacco della, fanteria, questa, perfettamente allo scoperto (sfth'o che al margine del villaggio), fece bensì, come sempre, prodigi di valore; ma. non avendo potuto resistere a lungo, tutti gli sforzi della difesa forono concentrati al villaggio, ~ome

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-lo provano le ventitrè batterie che verso le ore 7 di sera, di.sposl:e quasi a semicerchio concentrarono ~uu.i i loro fuoch i sugli intrepidi difensori de'suoi recinti e dell e sue case, le quali ben presto crollarono in preda alle riamme, aumen tando così. il disordine ed il danno clei Francesi che furono finalmente costretti a ritirarsi. · Se pari coraggio, oggetto di tanta e ben dovuta ammirazione per parte clel vincitore, fosse slato svolto in altre condizioni, se cioè vari fossero stati i centri di difesa, minore sareb be stato lo a r,ofameramento di truppe a S. Pr ivat., minore d'assai il danno a;r~eca'to clai proiettili dell'artiglieria nemica, perchè caélenti su bersagloio più vasto; e forse l'esito della giornala, già tanto srmguinosa l)er parte del vincitore, sarebbe stato diverso. Conchiuclo pertanto che le t rincee cli bai.tagli a le quali, come saggiamente è sanzionato dal manuale dei zappatori di fanteria, devono servire ,tl r;ollegamenLo dei punti forti per . natura, non dovrebbero mai avere uno sviluppo superiore al terzo od. alla metà, del fro1He, cioè mai eccedere per un corpo d'a,·nrnt.a i 2 o 3 chilometri, lunghezza questa che, come si Yeélrit, non eccede i mezzi in per:;ona!e ed in materiale éii coi un corpo d'armaL,1 può di-

sporre .

IV.

Veniamo ora alla più im1)ortante fra le qoistioni, a quella cioè della provvista degli strnmenti occorrenti alla esecuz ione delle trincee . Il loro andamento generale sarh stalo segnato dai capi di stato ma()'giore mediante l' indicazione genera.le dei fronl.i di bandiera c1elle vi1rie divisioni e brigate; per cu i ai comandrmti di reggimento rirn ,uTà a fissn.re i vari tratti i cprnli per cu.ra dei zappatori di fanteria saranno materialmente tracciati sul terreno. Su ciò invero non pare possasi solle,,nre questione di 11,ttmtbilità, salvo quella del tempo , la. cinale, non è certamente trascurabile. Verò un : tal tempo si può rilenerc con certezza inferiore a l

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LE TRINCEE

DI DAT'l'AGLIA

quello occorrente per procurar3i e distribuire gli istrumenti; operazione questa che potendo, anzi dovendo, farsi con altro personale, non implica in realtà e[eltivo ritardo. Veniamo agli istrumenti. Io credo si possa stabilire per massima che quando trattasi di costrurre trincee per una estensione di qualche rilievo, non debbasi mai fare assegnamento su quelli propri dei zappatori dei reggiment.i di linea, e tanto meno poi su quelli dei parchi delle compagnie zappatori che sono in numero di 100 badili e 60 gravine, giacchè elessi saranno utilizzati assai meglio nel pone in istato di difesa quei punti che costituir dovranno, per così dire, i bastioni del fronte, dei quali le trincee saranno le cortine, o più chiaramente, le linee rientranti che collegar.. dovranno i punti forti per natura che la. località presenta. Ciò premesso, se gli eserciti moderni potessero adottare il principio voluto da. Napoleone J, che cioè ciascun fantaccino avesse il suo istrumento da. zappatore, ogni clifficoltà. sarebbe tolta, giacehè il soldato, deposto il suo fucile ed il sacco, potrebbe senz'altro accingersi a smuovere ht terra sul sito stesso che gli spellasse sul fronte di ballaglia. Sventuratamente fino ad ora. pare che solo l'esercito danese, e forse qualche corpo speciale di altri eserciti, p. e. 1 cacciatori. prussiani, trovinsi in graclo di dare al soldato questo sopracarico oltre quello del consueto equipaggiamento. In quelle nori!iche regioni il rigido clima ed ahre circostanze potranno forse permettere l'attuazione di tale innovazione sono tanti rapporti utilissima; ma in clima. come il nostro che, particolarmente nelle provincie meridionali, è caldo e spossante, è dubbio assai se, tenL1to conto d'ogni cosa, l'aggiungere ai 26 chilogr. di cui è già gravato il soldato, il peso di una pala o di una gravina. sia di danno o di vantag:gio; tanto più in un' epoca in cui. la. sorte delle baltaglia dipende in grandissima parte dalla mobilità delle truppe. Notisi che questo peso non pare possa essere inferiore di 2 chilogr. per la pala e di 3 per la gravina, giacché questi sono i li miti cui si s~ende col ridurre al minimo le dimensioni sia delle parti in legno sia di quelle metalliche, quando pure, qae3te ultime, si facciano totalmente in acciaio, come già si pratica per le pale.

Nè il peso stesso può ulteriormente esser ridotto in base alla proposta da molti accettata di cfare ad ui:i soldato il ferro ecl all'altro il manico, inquantochè esso manca di pratica attuabilità. Infatti anche qualora si facessero sopra di un unico stampo tanto i ferri quanto i manici, la salda unione al momento del lavoro non si potrebbe ma.i ottenere, e quindi gli utensili rimarrebbero per la maggior parte inutilizzabili. . perciò proprio nece3sario, per ora a.Imeno, e lìno a che non si trovi modo d'alleggerire l'attuale equipaggiamento del soldato, che gli eserciti portino al loro seguito dei carri contenenti simili· strumenti, al che si provvede appunto da no i coi. parchi del genio. l<'ra il portare tali parchi nl segu ito dell'esercito e l'averli a disposizione quando occorrono passa però un gran tratto, giacché quando pltre si volessero far seguire irrimediatamente qlla coda, della colonna cui sarebbero destinati, trattandosi p. e. di un corpo d'arma ta, non potrebbero nel le condizioni più favorevo li giungere al centro della linea di battaglia della divisione di testa che 3 o 4 ore dopo dell'av venuto suo spiega.mento . Infa tti, salvo che le due divi;;ioni' nel corpo 'd'armata _abbiano per eccezionale fortuna a. disposhione due distinte strade per giungere alla locali tà che si vuol difendere, allorché la 11" divisione avrà: ultimato il suo spiegamento, rima.rrit alla colonna dei carri, che cammina dietriJ la di visione di coda, a. percorrere tanta. strada quanto ne occupa I.a 0racletl.a. divisione di coda, in colonna, e buona partedella colonna stessa dei carri, cioì~ da. ,J2 a ,1'1, d1ilometri prima di giungere alla linea di spiegamento della. prima, il che corrisponde appunto. a. 3 o /4. ore di tempo . Senonchè sarebbe imperdonabile, più che ad altri eserciti al nostro, l'ammettere il principio che i carri occorrenti alle t.ruppein 0auerra e che i Romani così opportunamente eh. iamavano . « im,peclimenta, )) , seguano im mediata mente le co~onne m ma: c!a, oiacchè noi più che altri abb iamo avuto nello rnsuccesso d1 Cu;toza a provarne le gravi conseguenze. Epperò questi carri e quindi questi istru1nenti clovrann1 esser relegati a.Imeno mezzo giornata di marcia dietro il retr-ogllarclo delle truppe combattenti, il che caus~ na.l.uralmente un altr.'.) r itardo di 3 o /i. ore; e quindi in massima si può asse~·ire che i parchi dovranno attendersi da

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circa 7 ore prima che giungano all'altezza del fronte della 1• divi.si.one del corpo d'armata. Po i anche supposLe le condizion i piLL favorevoli, non oceorrerà meno di 11 ora e 11/ 2 o 2 dal. momento dell'anivo dei carri a quello in cui gli strurnenli disl.ribuiti permetteranno di incom inciare il -lavoro; giacchè da. I O a 20 minuti si rich iedono per parcare i . carri, scarìcar gli sl.rumenti e corn,egnarli ai portai.ori, un'ora circa per portarli lungo il fronte, avendosi a percorrere dai due lati da 3 a .f. chil ometri ; fi nalmente altri ·10 o 20 rninuti se ne vanno nel clistrihnirli ai hwor,1tori sul posi.o ste,so dell e trincee. Devesi crnindi conclu dere, che nelle ordinarie condiz ioni di marcia di una 1:olonna di cot'po d'armata non potrassi prnvvedere gli istromenti d,L zappatore alle trnppe SQI fronte di battaglia che dopo 9 ore dallo spiegamento delle truppe di ,J • linea. Ciò p1'emesso la. parola di forLif.icazioni improvvi:::ate non pare s'.allagli troppo rii le opere che si ponno fare in simii.i ·condizioni, ad opere cioè che non potrebbero attuarsi che .il giorno successivo ali ' arrivo, delle ti-uppe; quindi il facile entusiasmo che la fant eria pnò in meno di 30 minut i porsi al ripD l'O .dietro opponune trincee, svanisce ancora più facilmente di cruanto non nasca . Senonchè nò ent.usiasmo, nè scoraggiamento devono guidare l'uomo cli guerra; egli deve nella ralma se non nella sereni là dell a sna mente, tenuto conto di tu tte le circostanze, appreuare se ciò che sareb be imprndenza come pl'incipio di massima non possa in cletel'rninal.e condizioni esser consigliab ile ed opportuno; epperò es;;o non cleve rigett.are pel' le conclu;;ioni cu i sopra giungemmo, i grandi vantaggi che dalle trincee di battaglia oggi più che ma i. prinu~ cl'ol'a si ponno att.rnclere; bensì dovrà studiare quando ed in qual i limiti possano es~er eveul.urdmente applicnLe . Ed anzi tntto f'ra il far seguire immediata meni.e alla colon na delle truppe com.battenti l'immenso atl.iraglio dei carr-i in un corpo d'armata che consttt di hen 500 vetture occllnanLi non meno di 7 od 8 ch ilomytri, e l'ammettere che eccezion;lrnente 7 cani del parco ciel genio del corpo d'arm.ala conLeneuLi i materi.lii del genio seguitino la divisione di coda, e se vuolsi pure quella di testa, havvi gran difTerenza . Gli inconvenienti eventuali, minimi invero

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rispeLto a quelli effetti vi provenienti ·dal tra inare colla colonna lutti gli impedimenti, sarebbero compensati dalle maggiori precauzion i istinti varnente suggeri te a.He Li·uppe, le quali dalla pre·senza dei 7 carri snrebbero avvertile che assai probabilmente si verrà ad urtare contro il nemico . Vorrei con ciò dire che tale eccezionale clisposi1.ione dovrebbe darsi allora solo che speciali circostanze lo cons igliassero, p. e'. quando volendo occupare fortemente una posii ione già minacciata dal nemico, si intenda, tosto gi unti e spiegati, rn(Torzarlacon opere in terra. In tRli crisi, nei quali ogni cosa cons iglierebbe a tener lontani · tutti gli altri cmTi di non asso luto innnediato bisogno, i 7 carri con materiale del genio che fanno parte del parco del genio, non farebbero serio ingombro, men Lre o.ITrirebbero incalcolabili vantaggi. Se questi 7 carri s1 pongono nell'ordine cli colonna fra le due divisioni, o se pur vuolsi fra le due brigate di testa, evidentemenle per considerazioni analoghe a quelle poc'anzi svolte, gli slrumen'ti potranno dist:ribuir:;i allé truppe lungo il tracciato delle triIÌc<~e in un tempo che p~ò restringersi fra 11 ora, ed ·1 ora e ·I/2 al più; e poichè tani.o tempo occorre generalmen te per fissare l'andarnen to generale del fronte di battaglia e tracci are materi al mente le trincee, cosi la perdi.ta di tempo per l'arrivo e di- · strihuz ione degl i istrumenti puoss i consièlet·are come nulla . Si potrà. ammelLere che in massima ( dato sufficiente il numero degli elementi) dopo 1 ora e 1/2 circa dallo spiegamen Lo delle truppe, élopo cioe tanto tempo quanto almeno ne occorre per porre i caseggiati e recinti in . istato di difesa per cu1-;-1.· d~i zappatori del genio, pure le trincee <li balta.glia sarebbero u!Limate e qnindi il Lutto pronto a sostenere l'attacco. !\fa un parco del genio del corpo d'armata contiene solo 386 gravine e 800 circa badili; epperò essendo slab iI ito che gravine e pale devono essere per sirnili lavori distribuite in numero ug11ale, ·cnsì vedesi che non si potranno nrmare che 386 coppie cli lnvoratori le quali distese a tre metri una, chi.ll'altra dai-anno uno sviluppo cli soli ·l HO metri, sviluppo che ò uguale solo a poco più della metà dell'estensione minima d 1e presnrn ibilmente occone ad ·un co1·po d'armata. 1

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Pertanto non potendosi, salvo circostanze affatto eccezionali , .fare assegnamento sul parco del genio d'armata, converrii che ultimato metà del lavoro, i ferri passino ad altri battaglioni per ,,essere impiegati nella costruzione di altri tratti di trincea, i quali subiranno un ritardo di altra ora e mezza, giacche un'ora verra impiegata nella riconsegna e trasporto mediamente a 3 chilometri di distanza ed una 11/2 ora nella costruzione, Questo nuovo ritardo, il quale porta da 4 ora e 1/ 2 a circa 3 , ore il tempo per ultimare lo intero sviluppo delle trincee; è certamente lamentevole, ma non gli si deve dar troppo peso inquantochè varia essendo l'importanza e l'urgenza di fortificare i vari punti ,.di uno stesso fronte di, battaglia., si patrii incominciare appunto dai più importanti ed urgenti per pensare poi agli altri. In ogni .modo, 1000 metri di trincea di batta.glia, ben collocati, basteranno sempre da loro a favorire notevolmente la difesa, D'altra parte o la battaglia avviene proprio per sorpresa. in marcia, ed allora pur avendo ogni cosa in pronto non si potrà pensare a far trincee, giat:chè sarà mol Lo che le truppe di avan.guardia diano il tempo al grosso di spiegarsi; oppure l'attacco non avviene per sorpresa in marcia, ma le truppe di avanguardia -non si scontrano ·che a spiegamento compiuto nella località che giii si aveva in ani.mo di difendere, ed allora si può ammettere -che per le disposizioni date, per la forza cioè assegnata all'avanguardia che avrà preso posizione di avamposti, e per la. lontananza alla quale questi si saranno spinti, si può ammettere, dico, che sconano effettivamente da 2 a 3 ore prima che il grosso dell'attaccante a.bb"ia raggiunto la posizione trincerata. Infatti generalmente una divisione ·accampata deve spingere le riserve delle gran gnardie a .2000 metri in avanti, e le gran guardie a 1000 metri più in là, ed indi i piccoli posti a 300 o 500, metri più oltre verso i possibili attacchi; ora se questo è norma ·per una dfvisione accampata, si può certamente ritenere che per 1m intero corpo d'armata la distanza dei piccoli posti dal fronte di bal):aglia sarit non solo di 3 eh ilo metri é ·1/,2, bensì almeno <la 4 a 5, tanto più nei. casi nei quali, come nel nostro supposto, J'att.accQ è conosciuto preventivamente. D'altro canto le colonne nemiche che in tendono procedere al-

>l'attacco, per quanto facciano assegnamento sul loro maggiore n"umero, non potranno mai trascurare le precauzioni di inarcia, ,e quindi appunto per essere in forza superiori a quelle che intendono attaccare, porranno d'ordinario l'estremo della propria avanguardia a distanza maggiore di quella che prima fu assegnata alla difesa; e cioè a non meno di 5 chilometri dal grosso della colonna. Epperò la_distanza fra il nucleo delle forze che devono venire ad_urtarsi riuscendo di circa 1 O chilometri, nel momento in cui esse verranno segnalate, chiaramente appare che tali 1 O chilometri richiederanno da .2 a 3 ore , tanto più · che la marcia dell'attaccante verrà rallentata sia dai necessari spiegamenti, sia dal fuoco degli avamposti, sia dalle difficoltà materiali che questi avranno preparate allo inoltrarsi del nemico col Wgliare_strade, far saltare ponti, e con tutti quei mezzi che· in oggi i zappatori di fanteria stessi sanno perfettamente ed opport.unamente impiegare. Si potrà, ed a ragione, obbiettare che l'attaccante, certo della sua superiorità numerica, e rassicunÌto contro attacchi di sorpresa per la po3izione difensiva presa d,Ll nemico, non avrà bisogno di spinger tanto oltre la sua avangi.iardia, e che quindi i . 1O chilo·metri potrebbero anche scendere a 7 od a 6. Ma se ciò è innegabile, non è men vero che anche la difesa potrà impiegare la sua cavalleria per spingerla assai più oltre di 5 chilometri e porsi in grado di far conoscere in tempo l'avanzare del nemico e quindi 'l'urgenza di fermare ht mafoia e di pensare alla difesa . Certamente le vicende e. gli imprevisti che ponno presentarsi in guerra sonq infiniti. Ma se la difesa sarà avveduta, preYidente e cauta, è a ritenersi che nella plu~alità dei casi potrà fermare le proprie colonne in tempo e prepararsi in posizione conveniente allo attacco con quasi certezza di avere da .2 a 3 ore di tempo disponibile prima di trovarsi alle prese <.:ol grosso delle forze Mmiche, tempo che appunto può bastare per fare da 2 a 3 chilometri di trincea di battaglia.

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Le trincee di bauaglia vanno costruite dagli individui clestinati a difenderle perchè così più operos~t ~e sarà la costruzione,' più · inLelligenl.e, più attiva e più tenace ne sarà la difesa. A me p~tre che quanto è stabililo nel regolamento di manovra per la fa;1teria circa al modo di combattere élel baLLn.glion~ in o~dine misto, si possa iri massima, salvo qmmto ha tratto ai mov1·menLi delle frazioni sLese in catena, a9plicare al modo di combattere coll'uso delle trincee cli b:tlLaglia. E così., analogamente a quanto è deLto in tal regoh~ne~to, .ogni battaglione di ,1" linea do,1rebbe avere due compagrne destinate alla di[esa immediala delle Lrincee, mentre le altre due starebbern a 800 o 400 metri più indietro, o stese al suolo o comunque da esso protette. . . . . · Sul principio .del comb-attimento, cioè fino a che 11 nemico e ancora lonla~o, occorre che i tiratori possano con facilità aggiusLare il loro tiro; epperò non vanno troppo addensati, e potrà .quindi adottarsi il principio sanzionato da.l riclet~o nostro 1:~golarnento ~i manovra e da quell'aureo libretto che è 1l Combait1;mento (li località, che cioè le file si stendano a. 3 o 4 passi fra. lo:o e che gli uo1:nini di 2a riga prendano posto ,1 sinist~·a del propno capofila. Per tal modo ogni uomo viene ad occupare nella Lrincea uno· spazio di metri 1,30 acl. 1,50, e la forza di una intera compagnia, 0 meglio, cli due me;r.ze compagnie occuperà abbondantemente il fronte dell 'intero battagli one che è cli circa 300 metri . Dappoi quando il nemico più vicino offre un più sicuro bersaglio, la catena pntrà essere rinforzatct su tutla, o parte, élella sua estensione: con tulle clue, o solo una, delle due mezze compagnie rimaste a disposizione dopo di aver stesa la catena. Finai'rnènte quando è imminente l'atto risolutivo ed il fuoco deve esser portato al massimo della sua celeritit, ·cioè qua11do il nemico è 1

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a distanza di 350 o 400 metri, le due compagnie còstituenti il grosso le quali sì sa~anno avvicinale manovrando in ordine sparso, analogamente a quanto fecero le due compagnie gi~ impegnate, raJiorzeranno la catena su tutta la sua estensione o solo su d'una parte, a. seconda delle circostanze, costituendo una seconda riga; oppure agiranno in ordine serrato su quei punti che più sembrassero dal nemico minacciati, seconda.Li in ciò, ove occorra, dalle compagnie del 3° battaglione che dovrà, nella plurali tà dei casi, costituire un'ultima riserva del reggimen Lo . Respi~to l'attacco, le truppe p1;enclerebbero cli nuovo l'ordine unito ritirando, a seconda delle esigenze del momento, i successivi sostegni e cambiando, ove occorra, le trnppe che prim·a furono stese, o che più avessero sofferto. Ora, come saggiamente viene raccomandato dai tattici , conviene evitare che pel successivo rinforzare della catena le truppe si abbiano a frammischiare. Perciò ecco come proporrei fosse attuato l'òra descritLo modo di. combattere coll'aiuto delle trincee, sia per quanto ha tratto alla prima occupazione di queste, sia pel successivo arrivo dei rinforzi: La prima. occupazione cli cadun Lratto cli trincea da battaglione sarebbe fatta dai due plotoni dispari o dai clue plotoni pari di caduna delle due compagnie a ciò destinate; il primo rinforzo della catena, per riempire i vani lasciati per caclaun cacciatore, sarebbe fa_tto per cadun plotone già impegnato col plotone disponibile col quale fa '/ 2 compagnia. . Con tale sistema il frammischiRni.ento sarà ristretto fra individui cli una stessa mezza compagn ia. I successivi rinforzi se si porteranno direttamente nella trincea (ritenuto non esser conveniente cli far serrare o raddoppiare la catena già stesa) porteranno bensì, comunque si.facc iano, frammischiamenti di inclivicluidicornpagniedifferenti, nmsiccomei soldati ultimi giunti non potranno rimRnere che ip. 2a riga, una certa separazione esisterà pur sempre, mentre se i rinforzi agiranno in orcline serrai.o sui fianchi esterni a foggia di contrattacchi Jateridi, non si verificheranno frammischiamenti di sorta. Stabilito così che ogni tratto di trincea destinato a.cl un battaglione éleb'ba essere in tal modo difeso, chiaro appare che.nello scopo suacANNO XXUI, YOL. )T.

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cennato, di affidare cioè la difesa della trincea a coloro stessi che per averla costrutLa hanno più interesse a conservarla, converrà affidarne la costruzione alle due compagnie stesse che prima do,rranno effettivamente occuparla e difendere. E poiché il fronte di un battaglione può valutarsi a 300 metri circa e che cacluna coppia di lavoratori deve disporsi a 3 o 4 passi di distanza, e cioè a metri 2,50, o 3,00, così occorreranno 100 file che non vorrei fossero prese da una sola compagnia, ma da tutte e due, .e preferibilmente, sempre nello scopo suaccennato, destinerei i 4 plotoni impari, o pari, che primi dovranno stabilirvisi in catena. Che se raggiunto i.I profilo regolamentare il nemico ci lasciasse tempo, potreb,besi, a mezzo degli altri 4 plotoni delle due compagnie prime occupate, Lramutar!o in quello rafforzato regolamentare,· seppure non sarà preferibile di allargarne alquanto il fondo onde, arn:.i.logamei;i te a quanto usavasi dagli Americani nella guerrn di secessione, rendervi poss ibile pure l'access9 dei senafile allorchè le due compagnie costituenti il grosso pxendano parte alla difesa diretta della trincea. Infatti questi serrafile dovrebbero altrimenti o coricarsi a terra sul rovescio dell~ trincea, ciò che per più ragioni sarebbe sconveniente, oppure scendere essi pure nella trincea che, per esser troppo ristretta, incepperebbe ancor più i già poco liberi movimenti delle due righe. H i tenuto pertanto che per la costruzione cli una trincea cli battaglia basta 1/, della fona che dev:e esser destinata alla sua difesa, si può pure ammettere che gli uomini non faranno mai difetto e che, purchè siano state date in tempo le disposizioni per porre eccezionalrnent~ i 7 carri del pa,rco clel genio di corpo d'armata al seguito della divisione di testa, un corpo d'armata poti'à, dopo un'ora e 1/, -dallo spiegamento della 1a linea, imprendere le trincee e averne compiuto un chilometro e mezzo dopo 1/, ora, ed altrettanto dopo altra ora e 1/, . Rimarrebbe ora a dire clei casi in cui per essere un corpo d'armatèL isolato, o per costituire un'ala seriamente minacciata dal nemico, sensibilmente maggiore fosse lo sviluppo delle occorrenti trincee, e quindi gli strumenti. forniti dal parco del genio di corpo d'armata non fossero sufHcienti per ottenere che ogni cosa fosse

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,compiuta nel tempo ristretto di cui si presume poter disporre . In tali casi, come negli altri non pochi che ponno presentarci le sempre svariate esigenze di guerra., tutto sta nella· previdenza dei capi, cioè nell'idea chiara delle condizioni topo$rafiche militari delle località che si intende occupare, nell'aver informazioni ab ba.stanza precise sul nemico e sul tempo disponibile, negli ordini tempestivi per la somministrazione dei necessari strumenti. Ragionamenti analoghi a quelli per un corpo d'armata possono .additare in ogni circostanza alle frazioni maggiori o minori, se o meno, ed in qual limite e condizioni possano coprirsi con trincee di battaglia. Questo importante argomento meriterebbe un più profondo studio pel quale meglio venissero rilevati i vari casi in cui queste trincee ·possono con vantaggio essere impiegate, . Per noi basti l'aver cercato di spogliarlo da ogni esagerazione, ,di aver ravvicinato i troppo discordi pareri e fatto pàssare questa questione dal campo quasi puramente teo1:ico , quale parmi sia • ri~asta fin qui, in alt.ro alquantò più pmtico. E questa una questione . che intel'essa. tanto l' inveonere milio o tare quanto il tattico, e forse più questo che quello : epperò in -0ggi che fortunatamente lo studio è, assai più che prima, dote di tuue Ie armi1 il numero degli individui che ponno trattarla . essendosi grandemente aumentato , non vi ha dltbbio troverassi chi sappia svolgerla col nesessario sviluppo e tatto pratico; ed 'Ì.o sarò lieto se queste mie poche pagine avranno servito di esca a nuovi studi, fosse pure per combatterle, purché gl i studi stessi :Servano a raggiungere più presto la verità pratica di tale imporitante particolare di guerra. r.asale, ,J O aprile ,J 877,.

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MASSAI.U .

Colonnello del genio.

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LE COMPAGNIE ALPINE

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Natura divise l'llalia dalle altre regioni del continente per mezzo. delle Alpi. Queste, essendo irte cli ostacoli che non permettono l' operare per grandi masse e munite di strette e lungheYalli, ove la difesa trova vantaggiose posizioni, formano un solido antemurale contro le invasioni straniere. A rendere più difficile perun esercito invasore il loro passaggio, oltre alle costruzioni dei fo1'Li cli sbarramento, servono le compagnie alpine. . Còmpito delle compagnie alpine in caso di guerra è di 'l'itardan sia da sole sia unitamente ad altre triippe l'avanzare clel nemico a t?·ave1·so cl,elle Alpi, allo scopo di giwdagnare te1npo per comple·tare la nostra mobilitazione e concentrare t'esercito i1i posizione tale da ciii manovrando, per linee im,terne, poter accor1·ere nel momento oppm·tuno allo sbocco delle valli e tentm·e di battere sepa1·r1,tamente le 1:Jarie colonne nem,iche. Ora, siccome l'impiego d'una truppa varia a seconda della missione che le viene affidata, ne consegue che le compagnie alpine avendo un còmpito speciale dovranno pure essere impiegate in modo speciale. Procurerò di mettere in evidenza il loro impiego servendomi cli esempi pratici. Irrcaso di guerra tra noi ed una delle potenze vicine in cui l'Italia volesseten.ersi sullà difensiva, la prima fase di essa .donà necessa- . riamente avere il suo sv iluppo sulle Alpi, ovvero ai piedi delle me-=-desime. Divido questa. prima fase in due parti :

LE COMP;\.GN!E ALPINE

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Nella prima parte, cioè quando la guerra è imminente, ~e di_spo,sizioni tanto di difesa quanto di offesa si accentuano; .il nermco s1 appressa ai valichi mina~ciandoli t_utti allo scopo _d'indurci in err~re -sulle vere linee cl' operaz10ne; la. eh fesa tenta ogm mezzo per scoprire il suo giuoco,. rinforza. le valli, specialmente le più impo_rt.ai~t.i, oc~upa fortemen te·quelle posizioni in cui secondo i suoi disegni ha mtenz10ne · d'opporre maggior resistenza: In questo primo stadio delh clifosa le . compagnie alpine tenendosi sulle vette e guardando i passi lungo la. frontiera procurano d'esercitare la massima. sorveglianza sulle mosse -dell'avversario; distaccano piccoli drappelli di soldati intelligenti e ben pratici dei luoghi presso le altre· truppe per servire di guida; prendono parte ai JavoTi cli costruzione e dist.ruzione, somministrano schiarimenti ed informazioni a chi è incaricato cli stabilire l' accordo fra le varie truppe e le modalità della difesa . Nella seconda parte, che comincia all'atto della. dichiarazione -della guerrit e termina collo sbocco nel piano delle colonne invadenti, le operazioni sono più complesse. Il nemico, che nel periodo antecedente ha cercato cli trarci in errore sulle vere sue linee cl' operazione, si spinge ardi.tamente ai .valichi; colonne secondarie fian·cheggiano le principali ; for ti ava,nguardie, e con esse drappelli di zappatori, prec,cclonò a distanie considerevoli. Se al valico trova -serio intoppo, manovra. allo scopo di minaccia.re i fianchi e le spal!e ,della. posizione, e non s'irnpegn,1 sul fronte che quanto è necessano per tenere a bada le Lrllppe della difesa; se al valico irn:ontra poc:t rn,istenza attacca di fronte; l'attacco cli fianco risparmierebbe forse ,qualche decina cl'uomini, ma farebbe perdere del tempo, e siccome per lui si tratta cli far presto, così non v'ha. a.lcun dub~io sulla scelta ,del vero punto d'attacco . . Da parte nost.ra o la difesa ai valichi è fatLa allo scopo di ritardare la marcia del nemico per un·tempo considerevole, ed allora . SL. de.ve :i:tvere una quantità conveniente di truppe cli fan teria. e cl'art1gherH1: -Ovvero scopo dell,1 difesa è semplicemente di molestare e di ritardare alquanto la marcia del neinico, ed ,illora poche forze sono sufficienti. Nel 1° caso le truppe cli fanteria cli°linea con'l'arLiglieria occupano :i l fronte e le partic più accessibili sui fianch i; le truppe alpine si spinO'ono avanti per sorve1rliare le mosse dell.'a.vversario nella stessa . è> V .guis~ che opererebbe la cavalleria in pianura; cercano di molestare 1


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LE COMP AG NIE

le colonne fiancheggianti attaccandole di sorpresa, occupano le parti meno accessibili della posizione. Nel secondo caso, nel quale non è necessario il concorso di molte tr@po, qualche volla bastano leco~pagnio alpino. Queste devono sapersi dividere per sorvegliare, unire per combatlore. Se la posizione è troppo estesa si limitano all'occupazione d'uno dei fianchi, quello che ba maggior dominio sul valico e che permette u M più sicura ritirata; non aspettano che raramente l'attacco nemico, maauaccano esse stesse ogniqualvolta se ne presenta l'opportun ità. Pongnsi bene monto che si è in monLagna· dove la sorpresa ha maggior effetto morale e materiale, e che, quando si proceda con prudenza nella scelta del luogo o clel momento, con audacia nell'attacco, può unche una sola compagnia rendere se•,na0 lati servizi. Taccio della di fesa accennata nel secondo caso , non potendosi ossa sviluppare con norme certe, ma variando secondo l'in-· dole del comandante, lo spirito della popolazione·clella valle la con, . ' i1gnrazrono, la natura, l'estensione di questa e ùi molti altri fatto ri , e ritorno al primo caso. Dopo imtt resistenza più. o meno ostinala, ha rn,giono il nurnern; il valico è superalo, le nostre truppe si ritirano al hasso, il nemico le . insegue allo scopo princip,tlmenLo di non lasciare loro il tempo di guastare le strade e di riordinarsi. Anche qui è importante il còmpito degli alpini perchò. è ad essi che preferibilmente viene affidata la missione di coprire la ritirata; pri mi acl attaccare devono essern gli ultimi ad abbandonare la posiziono; la loro tattica, come quella del Parto che gotta il, <lardo fuggendo, si è di approfiLtare dei vantac00 ,c,i del terreno lungo i versanli per rifar Lesk1. al nemico, minacciarlo di fianco e costringerlo a forniarsi. · l ntanto l'invasore, padrone dei vali chi ed incanalato Junrro la valle, seguita ad n,vanzarsi; il suo progredire più o meno lenti dipende dalla natura degli ostacoli che incontra, e dall.a quantilit e qualità di lTuppe di cui la cli fesa può disporre. Se questo sono poche e le disposizioni mediocri, esso trovasi in grado d'avanzare senza gnn,i perdiLe nè di uomini nè di tempo; se lJOi la difesa oltre al vantaggio d'u_n~ buona posizione può giovarsi anche dell'appoggio cli un forte cli sLarramcnto e dispone cli convenienlc quanti tà di truppe, allora è costretto ad arreslarsi e prendere tutte le disposizioni per

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un attacco serio. In questo secondo caso la difesa ali 'offensiva risponde con la controffensiva; lo truppe alpine tengono in comunicazione i vari corpi, sorvegliano e molesLano il nemico, ecl al momento opport~no, cioè quando maggiormente ferve la lotta, il loro apparire improvviso sopra un dirupo credulo inaccessi bile, alle sue spalle, o sui fianchi, può produrre su di esso tale effetto morale da indurlo alla ritirata. Anche queste volta però l'invasore, dopo avere impiegato un Lempo preziosissimo, riuscirà probabilmente a sloggiarci dalla nostra posizione e ad appressarsi allo sbocco della valle; ma la diresa cli questa essendo stata lunga ed ostinata il nostro esercito nel piano avrà avuto agio cli portarsi and1'esso allo sbocco per contrastargliene il passo. Da una parte l'atlaccante cerca d'allargare la propria sfera d'azione occupando quei passi.che portano nello valli attigue e facendo per esse discenclerc·colonne di ~ruppa che minn,cciano i fianchi del difensore; dall'altra la difesa tenta di tener l'invasore nella più stretta corchia possibile onde non abbia campo di sp iegal'o le suo forze. II' còmpito delie compagni'e alpine in quest' nllimo periodo della difesa della valle è presso a poco uguale a cruello loro assegnato nel primo p'eriodo, cioè occupare quei posti ove sarebbe difficile l'azione cli altre truppe, sor,ogliare le colonne laterali dell'offesa, molestarlo con attacchi improvvisi, avYisare in tempo delle lorn mosse quelle truppe che hanno l'incarico cli arrestarle, e quanclo si riuscisse a respingerle (cosa probabile potendo noi in quest'ultimo periodo disporre di forze preponderanti), tentare cli cadere sulla loro via cli ritirata.

II. Abbiamo esaminato le fasi principali della difesa lungo una delle val li di pri m'ordi ne e la, p,u'Le che in ossa spetterebbe aHe compagnie alpino; m.~ ciò non è sufficiente, poichè la difesa cli una vall e non va considerata isolatamente, bensì in relazione colle valli alligue, anzi d'una porzione più o meno vasta cli zona alpina .

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LE COMPA GNIE

Così ad es. la difesa in v:alle Stura è intimamente collegata a quella della Verrnenagna, Gesso, Maira e Vraita, e dei conLrafforti che le dividono, e per conseguenza nel tratto ·c1i montagna tra. il M. Viso ed il M. Frontè deve uniformarsi ad un concetto solo. Uno essendo il concetto, una deve essere la direzione, e le operazioni nelle varie valli dovendo mirare ad un fine comune, è necessario procedano di mutuo accordo, e per quanto possibile, si appoggino reciprocamente. i\~a come stabil ire quest'accordo, quest'appoggio reciproco tra valle e valle se i contrafforti che le dividono sono aspri, dirupati, di altezza considerevole e quasi affatto impervii? Tale compito difficilissimo e non attuabile che in limiti assai ristretLi è c·onvèniente sia affidato alle compagnie alp ine, le quali procedendo per b.alze e dirnpi a cavallo dei contrafforti devono trovarsi in misura d'operare tanto in umi quanto nell 'altra delle due valli attigue, e per me,,zo di segnal i da convenirsi d'informarn i difensori d'unn, valle di quauto succecle nell'altrn. A truppe alpine sole viene pure affidata c1ualche·volla la. difesa d'un passo ocl anche d'una intiera v_allata, vuoi per la sua importanza second,1ria, vuoi per la natura asprissima del terreno. Così ad esempio la valle del Gesso irta di montagne quasi inaccessib.ili, alla cui tesLata non si trova verun passo di prim'ordine, è .adattissima alle opèrazioni cli truppe alpine, e male si presterebbe alle operazioni di altre truppe meno pratiche della monlagna. Nè qui termina il loro impiego della difesa. Le Alpi non si possono considerare dapertulto come prima lineà difensiva, poichè trovandosi pol'zioni considerevoli del versante iLaliano in mano delle potenze vicine, da tale p.arte invece che di vantn,ggio per noi, servirebbero di appoggio ad un' i.nvasione straniera. Le operazioni che potrebbero quivi aver luogo, dovendo essere intimamenle collegale con q_uelle cli maggior importanza che avrebhero contemporaneamente il loro sviluppo nel .piano, non rivestirebbero probabilmente un caraLtere così dil'ensi.vo nè così metodico come là dove no i sia1~0 padroni dell a linea principale di displuvio . Così ad esempio suppo}Harno_ due eserciti nemici procedenti. l'uno, il pl'incipale, dall'Isonzo, l'altro dal Tirolo con obbiettivo comune Verona. Se per arresl:aré l'invasione noi lasciamo un corpo di truppe a fronteggiare· il nemico in Tirolo e ci portiamo col _grosso delle nostre

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forze a prendei'e posizione sulla lineà' del Piave, è necessario di occùpare fortemente la parte montana di questa valle, mentre il -corpo d"esercito che fronteggia il Tirolo si preparerebbe non solo a difendere gli sbocchi delle varie valli nei piani di Lombardia e del Veneto, ma eziandio a prenclere esso stesso, se l'occasione gli si presenta propizia, l'offensivaaffine di tentare d'avanzarsi su Trento ed occupare il Trentino, perchè il nemico non possa per il Brenta e gli affluenti di destra del Piave minacciare alle spalle l'esercito principale. Basta l'accennare a questo fatto per vedere quanto vasto campo avrebbero le compagp.ie alpine per il loro impiego . Infaui ad esse specialmente spetterebbe di contrapporsi alle milizie tiro- . lesi; ad esse. la cli fesa della Valtellina e della Valcam.onica nelle quali U nemico d.ifficilmente agirebbe con molle truppe, perchè soverchiamente clivergenti dalla linea principale dell'Adige; ad esse di tenere collegate le truppe nostre operanti nelle varie valli, ad esse gli ardi ti colpi di mano e le sorprese; ad·esse la manovra sui fiand1i ed alle spalle dell'avversario quando si prendesse l'offensiva; ad esse infine il mantenere viva la piccola guerra dopo che il nostro -esercì to fosse stato costretto a r itirarsi.

III.

Sinora noi abbia,rno considerato l'impiego clell e compagnie alpine sotto il solo aspetto della difesa; e realmente l'istituzione di esse ha uno scopo strategicamente difensivo. Ma potrebbe pure succedere che, date certe favorevoli ' circostanze, l'Italia invece di .stare sulla difensivà dovesse prendere l'offensiva. Chi posa lo sguardo sopra una carta d'Europa scorge a prima ;vi'sta qua.le compiicato sistema di montagne e per conseguenza quante -difficoltà avrebbe a superare un esercito nostro destinato a prendere -l'offensiva e ad avanzarsi verso il Rodano od il Danubio. _In.fati.i dovendo operare verso il Rodano si troverebbe di fronte ad una larga ed intricata zona montagnosa solcata da valli longitudi nali, parallele o divergenti divise da giogaie lunghe ed asprissime;


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dovendo operare verso il Danubio, con l'Austria padrona della: valle superiore dell'Adige, della linea dell'Isonzo e di tutti i principali ,,alichi alpini, non si troverebbe al certo in condizioni migliori. 1 Ma' in · una guerra offensiva fra le Alpi, come evitare i pericoli della controffensiva nemica? Con marcie celeri e manovre .arélite, unico mezzo per sventare i piani dell'avv~rsario; quando cionondimeno fossimo attaccati, se noi abb iamo un buòn servizio d'informa- . zioni e truppe scelte in avangmu·dia e sui fianchi, difficilmente correremmo il rischio d'essere sorpresi, e mancata la sorpresa manca al nemico il principale fattore di buon SllCCesso. In quanto all'attacco che si dovrebbe iniziare da parte nostra contro il nemico in posiz.ione, questo probabil mente sarà già stato previsto dal comandante delle nostre truppe, vuoi per le notizie che, esso è in grado cli procura.rsi sulle mosse nemiche, vuoi per la conoscema che deve avere dei punti principali di difesa. della valle· in cui opera; ed in previsione saranno stati dati ordini non solo alla colonna principale ma pur anche alle fianchegg ianti ed a quelle che opera.no nelle vall i laterali e che si trovano in misura di prendere parte all'azionè, sul da farsi e sul còmpito,td ognuha assegnato . Giunto il momento clell'attàcco, anche ammettendo la massima diligenza da parte dei ·singoli comandanti in sotL'ordine, tante sono le difficoltà. impreviste cui. si può andare incontro nella guerra di montagna, che difficilmente le ,,arie colonne concorrerebbero nella. azione al momento designato . Ma supponiamo che l'attacco sia sLaLo bene combinato e si,1 ril1scito bene; non si può avere un adeguato compenso alle perdite sofierle e conseguire grandi risultati sè non s'incalza il nemico con la massima energia e non si Lenta di prevenirlo con piccole colonne sulla sua via di ritirata ..! principali fatti d'armi successi in Tirolo nel ,J7~6 confermano a sufficienza quesla mi a asserzione. .Ora nei fatti sovra esposti quale impiego potrebbero avere le compagnie alpine? OH.re al servizio d" esplorazione ed agli al tr.i impieghi che abbiamo loro assegnato parlando della guerra difensiva, dovl·ebhero formare le teste delle avanguardie, poichè in montagna ove sono difficili gli spieganientì non cli rado si è costretti ad agire colJe sole teste di coloT)na; potrebbero essere adoperate·

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utilmente nei fiancheggiamenti, perchè le truppe poco pratiche della montagna, muovono troppo lentamente; ad esse preferibilmente do ' vrebbero essere affidate lo mosse aggiranti se vuolsi eh.e siano fatte in tempo ; ad esse pure l'inseguimento del nemico in ritirata. Inoltre quando il nostro esercito già si trovasse di molto inoltrato nel territorio nemico, nessun'altra Lruppa meglio delle compagnie alpine sarebbe in grado di mantenere libere le nostre linee di comuriicazione, attraverso la massa montana. Da quanto si è detto riguardo a!Fimpiego delle compagnie alpine· risulta essere essenzialmente necessario : ,1° Che siano in quantità sufficiente; :2° Che siano istruite nei lavori da zapp:.itore occorrenti in montagna; 3° Che siano composte cli soldati robusti, disciplinati, arditi ed intelligenti; 4° Che abbiano conoscenza esatla del terreno in cui devono }

aoire; 0

0° Che parte dei soJclati sia capace di far b_ene il servizio cli guida; · 6° Che siano bene istrni.Le in Lutto quanto r iguarda la tattica di montagna.

IV.

Il numero delle compagnie alpine, quando sara 111 vigore il nuovo ordinamento essendo di 36, e la loro forza nella fornwz ione tanto di pace quanto di guerra di 256 uomini compresi gli ufficiali, ne risulta in totale una forza di 921 t3 uomini sparsi sopra una frontiera che oltrepassa mille e cinquecento ~hilometri . :Ma anche supponendo, cÒme succederebbe infatti, che in caso di e,ruerra tutte le compac,nie si. portino sulla frontiera rninac-. . o cia.ta, questa forza sarebbe pur sempre limiLaLa .per adempiere a1 molti incarichi cui può essere ch iamata, sia debbasi contrastare l'avanzare del nemi~o tra il coll e di Caclibona ed il Monte. Bianco,


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zona qucsLa assai esLesa, sia debbasi operare conLro Austria dove avrebbe ad occupare una zona meno e~l.esa, ma che si presta assai meglio aJl e opcl'azioni della gncrra di montagna, ccl ove si avrebbero di fronle i caccialori tirolesi, cu i sarebbe bene contrapporre buon nucleo di trnppe alpine. Come si potrebbe aumentare la forza delle truppe alpine"? Colla formazione di altrettante compagnie di rnilizir~ mobile quante sono le compagnie alpine ·permanenti. i\fa il far concorrere con cruesle per una difesa alliva le corrispondenti compagnie cli mii izia mobile non snrebùe cosa scevra d' inconven icnti, poichè se in quanto a soldn.Li esse si tro,•erebbcro in buone condi1.ion i, potendo essere formate con individui che già servirono per 3 anni sotto le armi, non si può dire la stessa cosa dei quadri . Infatti, ammesso i quadri compiti , non si potrebbe ad essi, e qni intendo parlare degli uffi cial i, affi dare il comando d'una compagnia alpina di milizia mobile che deve opernre in prima linea, poichè se provenienti dagli ufficiali dimissionari o giubilati, è facile che non conoscano le locali là in cui cle,·ono agire, elle non siano pl'atici del modo di guerreggiare in montagna, ell e siano disavezzi dal comando rla troppo tempo , che si lrorino cogli anni al di lit della cinquantina o quindi poco atti agl i sforzi che esigono le operazioni in monLagna; s(provenientj dai volonl.a l'i d'un anno, che non abb iano pratica di serv izio nè autorità. sufficiente per fare anche mediocri ufficiali alpini. Ci sarebbe nn terzo elemento, cioòi sollotenent.i della milizia provenienti clai sotL'ufficiali congedali con più di ·11 anni di servizio e gih appartenenti alle compagnie rtlpine; questo sarebhe l'elemento migliore, ma sinol'a scarseggia assai, e solo coll'anclal'e del tempo poi l'à fornire un conlingente di qualche rigua rdo . TI problema sarebbe dunque di t1;ovare il mezzo per aver buoni quadri e poler cosi impiegare nel modo più proficuo un elemento preziosissimo cli forza quali sarebbero parcccl1ie migliaia cli so ldati alpini, i quali in mezzo ai monti ore nacquero e Yissero si troverebbero in caso di rendere importanti servizi. E:;so è cl' un interesse troppo vitale perchè non si cerchi di darne in qualche modo la soluz ione: Per avere quad1·i buoni sì potrebbe, com.e è opinion e cli taluno, richiamare all'atto della mobilitazione al comando delle compagnie

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alpine di milizia mobile ufficiali dell'esercit~ attivo che g_ià prestarono servizio nelle corrispondenti compagllle pcrmanent1. Questa misura non la credo buona, poichè non è giusto nè conrenientc che, nel momento in cui urge che Lutti indistintamente i corpi sieno al completo, si depaupel'ino i quadri clegli uni per migliorare quelli degli altri. Giudico sarebbe più opportuno che le compagnie alpine permanen ti avessero in tempo cli pace 11 ufficiale subalterno e i sott'ufficiali, di cui uno contabile in più dell'organico. Prcsenlanclosi il bisogno di chiamare sotto le armi le compagnie di milizia mobile, il comando di esse sarebbe affidato al tenente più anziano delle corrispondenti compagnie permanenti , il C{Ualevi farebbe passaggio nnilame11te al sergente contabile e ad nn altro sott'ufl~1:iale; e così ogni compagnia cli milizia mobile resterebbe proYri_sta del proprj o comancl.ante e cli due sergenti, di cui uno in graclo cli tcne:c la contabilità, senza recare danno alla corrisponclenle compagnia permanente, che non avrebbe cedui.o se non q~mnto aveva i~ pi~1. Si pl'ovveèlerebbe agli altri ufficiali mancanti p~r mezz_o. ~1 ufficiali scelti con curn spccinle tra quell i appartenenti alla mtl 1Z1a mobile, ed ai sott'u ffl ciali, con sergenti oppn re eon capol'ali maggiori e caporali promossi a sergenti della stessa milizia. In tale modo le compagnie permanenti e di mili.zia mob il e le ((Li.ali sono cli iarnate ad. operare nelle slcsse Yalli e devono essere inlimame~te collegate, formereh bero come du o pari.i cl' un solo tutto, essendovi · perfetta comunanza d'idee fra i due comandanti, ecl avendo uno di essi, cioè il capitano, una certa aulorità morale anche sulla compagnia di mifoi~. mobile. Quanclo si attuasse ht mia proposta si aumenlerebbero 1 quadri dell~ compagnie alpine permanenti di 36 tenenti e n s.ouo ufficiali , ed in compenso le compagnie di milizia mobile ncqutsterebbero un valore reale molto maggiore. Altra osservazione cla farsi intorno alle com1Jagnie alpine di milizia mobile ri "ttarda ltt mobilitazione. Se intendesi che esse debbano prender~.., parte alle operazioni colle Lruppe di ,1a linea, è_ne~ cessa.rio che la loro mobil itazione sia pronta; sarehbo qumch conveniente che la medesima non avesse luogo presso i distretti, ma presso le corrisponclenli compngnie permanenti_, _le ~u~l! d_o~ vrebbero tenerne i'r uoli, ed essere provviste sino cla1 pr1m1 md 11.1 di guerra di tutto il necessario per il loro equipaggiamento ed


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.armamento . Viene l'ordine della mobilitazione delle compagnie alpine di milizia mobile? Si procede alla chiamata sotto le armi di tutti gli individui in congedo ad esse apparten~nti, ed appena ,essi a:rrivano alle sedi delle corrispondenti compagnie permanenti sono immediatamente vestiti ed armati, e cosi le due compagnie pronte ad agire qùasi nello stesso tempo. Quando coi sovra accennati, 01,vero con altri mezzi, si rendessero le compagnie di milizia mobile atte ad agire con vantaggio in ,1a linea assieme alle compagnie permanenti, le truppe alpine verrebbero a duplicarsi e, ammettendo i.I concorso sulla frontiera minacciata delle compagnie che si trovano nelle altre frontiere, sarebbero meglio in grado di adempiere ai mandati di varia natura che possono essere loro .affidati. Per esempio si fa probabile una guerra contro Francia? Le compagnie, che già si trovano molto op·portunatarn.ente dislocate nella zona alpina tra il ·M. Bianco ed il mare, agirebbero colle corrispondenti compagnie di milizia mobile nelle rispettive valli; le altre compagnie che hanno sede verso Svizzera ed Austria servirebbero a rinforzare i punti più importanti ed a riempire Ie lacune che per avventura potessero verificarsi t ra le prime.

Telativamente lunghissimo contrariamente a quanto dovrebbe suc,cedere all'atto pratico. -Nella stagione estiva le molteplici occupazioni, la mancanza clei mezzi occorrenti, la poca importanza c~1e forse taluno dà a questo ramo d'istruzione e molte altre piccole cause fanno sì che la scuola dei zappatori non è curata abbastanza . .Come fare ' ad istruire la compagnia intiera. nei lavori di trincee, se non hannosi gli utensili che per i soldati zap,Patori? Come si pÙò insegnare la costruzion~ d'~rn f?rnello d_a mina ed il suo caricamento sia con polvere ordmarrn, . sia con d11iamite, se le compagnie non tengono a: loro disposizione nè la materia esplosiva, nò gli utensili da perforare la roccia? Anche altualmente esistono compagnie in cui forse nemmeno un zappatore sarebbe in grado di procedere a tutte le operazioni necessarie per fare brillare una mina, come pure vi sono ufficiali alpini i quali teoricamente conoscono benissimo gli e[etti che possono produrre le mine per averne studiato le formo le in qualche trattato, ma non hanno mai avuto occasione di constatare se alla teoria corrisponde la pratica. L'anno scorso mi fo dato per la prima volta di assistere al brillamento di molte mine, e potei convincermi come in simili lavori poca pratica valga assai J)iù che molta teoria. Infatti la pratica sola può fare conoscere { siti ove con vantaggio possono le mine essere applicate; se sia più conveniente caricarle con dinamite ovvero con polvere ordinari,1, la disgregazione che possono produrre nella roccia a seconda della natura. cli questa. In conseguenza se si vuole che le compagnie alpine siano sufficientemente istruite nei lavori cli zappatore, è necessario che vengano loro forniti i mezzi, e che qualunque lavoro si faccia abbia un caraLte1:e essenzialmente pratico . Mi spiegherò meglio con esempi. SuppÒniamo vengano annuahnenle somministrati ad una compagnia per servire d'esercizio 40 k.ilogrammi di dinamite e 40 di polvere ordinaria. Il comandante di essa non solo fa eseguire colle reaole volute tante mine quante ne com1)orta la quantità di 0 rn.ateria esplode11te e sua disposizione, ma procede ad esperimenti in roccia di differente natura. Sa che la strada A in caso· cli guerra si dovrebbe rendere inservibile nel 'punto B staccando a forza cli mine dalla roccia che le sorpiomba grossi massi che cadendo rie-

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VI.

Fra i lavori di zappatore r,he possono occorrere alle compagnie :alpine tengono il primo posto l'escavazione di mine, il riahamento e distruzione di strade e ponti, la costruzione di opere di fortificazione eventmile e cli qualche ricovero. A me pare che in Lali lavori i nostri soldati non siano sufficientemente esercitati. Nella slagionè invernale i zappatori uniti per battaglione attendono alla loro istruzione sotto la sorveglianza di un uffìciale ad hoc, ma sia pel calli vo tempo, sia. per mancanza di luoghi adatti, sia per altri motivi, tale istruzione riesce più teorica che prq,tica, limitandosi la parte pratica alla costruzione di qualche trincea o ricovero ovvero di qualche ponticello fatti con tutte le regole dell'arte? ed in un tempo-


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scano ad ingombrarla ? Esamina bene le condizioni della roccia rn cu i all'atto pralico si fareblJero le mine, poi va in cerca d'un altro lratto di roccia che si presenti presso a poco nelle stesse condizioni, e là. fa le sue pro,e. In tal modo esercita non solo i zappatol'i nei lavori di mina,, ma si fa un giusto criterio di quell i da eseguirsi per rendere impraticabi le la strada A nel punto B. Fra le strade di cui è progettata la distruzione in caso di guerra trovasi la mulattiera C; invece di esercitare la compagnia a distruggere traui di mulal:licre in altri siti, la esercita di preferenza a distruggere tratti di questa poi a 1·ifarli. . ~ell'insellatura P è progettato un trinceramento che non è conveniente costruire in lempo di pace; si cerca un'altra insellatura che· t.rovisi presso a poco nelle siesse condizioni e là si fa coMrurre. Così non si esercita solo la compagnia nei lavori cli trincea, ma si viene a conoscere che, quando si do,e:-se all'ioseilatura A costrurre quel dato trinceramento, sarebbero necessari tanti uomini , tanl e ore di lavoro e si avrebbero da vincere tante difficoltà.

libertà di scelta. Non conosco abbastan7.a le condizioni delle singole compagn ie per avanzare delle proposte pmticolareggi~te, solo dirò a titolo d'esempio, che la 18", di cui faccio parte, ha la zona di reclutamento così ristretta da non aver potuto nello scorso anno trarne il contingente prescritto; si potrebbe comprendere nella. sua cerchia. la vallo del Posio, Ja quale si lrova strelta relazione con quella di Vermenagna e H.oia, senza che ciò rechi il minim.o ritardo in caso di mobilitazion e. l nostri soldati oll.ro ad essore robusti sono per lo più. anche disciplinati, potendosi senza grave fatica. infonclere nei loro a.nimi il principio della disciplina cui già sono portali per indole e per educazione. Vi sono però certe mancanze abbastanza. comuni, quali il bere soverchio, il ritardare alla visiUt serale, il comportarsi con poca deferenza verso i caporali. cui di preferenza vanno soggetti. A tali mancanze, conseguenza elci sistema territoriale di reclutamento, deYc specialmente essere rivolta l'attenzione degli uffìciali, i quali coll'istruzione morale, co ll ri. persuasione, colle punizioni severissime hanno da cercare ogni mezr.o per eliminarle. ~elle compagn ie alpino la discipl ina sia sotto ogni aspetto inappuntabile, imperocchè il soldat9 alpino più che qu(llunque altro può essere ehiamato a disimpegnare incarichi specia·1i, sopportar fatiche e privazioni ccl affrontare pericoli. I nostri montanari godono generalmente riputazione di gente ardita ed intelligente. Eppure se si giudicasse dalle apparenze, semhrorobbe il contrario. Il montanaro le pL'im.e volte che scende alla, pianura non sa piì1 camminare, è diffidente, cli carauere tacitumo, di maniere assai rozze, semb ra lardo nel concepire, poco fel ice nello esprimersi; qualunque cosa debba fare si trova a disagio; lontano dai monti in CLli nacque e ,,isse gli pare di essere in un mondo che non è il suo. Prendete lo stesso individuo e trasportatelo in montagna. Coll'agi lità del camoscio voi lo vedei.e arrampicarsi fra roccie e dirupi, scivolare lu.ngo le nevose ecl erte pendici, superare passi diUicili. NOO])osa mai piede in fai~, in vernnacircostanzn.perde·la serenità della mente e la sua calma abituale, quasi mai il suo occhio vigile lo lrae in inganno . Parlatogli cli valichi, clisentieri, di roccie, di cose clrn abbiano attinenza alla montagna., ed il fl. UO sguardo si anima, la bocca atteggia acl un sorriso qualche volta di fine ironia,

VII.

Le caratteristiche del soldato alpino devono essere robustezza, disciplina, ordine ed intelligenza. Le compagnie alpine avendo la preferenza nella scelta delle reclute delle valli in cui hanno sedo, dovrebbero essere composte di soldati rohustissimi , come lo sono infatti, meno poche eccezioni. Queste eccezioni derivano dall'essere le zone cli reclutamento per qualche compagnia. troppo risLrellc, cosa questa che noutmlizza i buoni effe li i della preferenza nella scelta. Ed invero quale y:rntaggio si pnò ricavarn e quando i comuni designati pc1· fornire ad esemp io 40 reclute ad una compagnia non ne possoµo dare in totale che 4i.i od anche meno? Si de,·e per necessitiL prendere il buono, il mediocre e qualche volta anche il m.eno che meclioci'e. Ad evitare questo inconveniente si potrebbe allargare la cerchia di reclutamen to delle compagnie che hanno minore

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risponde laconicamente ma a tono perchè capisce e sa farsi capire, le sue osservazioni sono quasi sempre giuste. Continuamente in lotta con la natura, all'ardire accoppia la prudenza; la stessa. tatl:ica che adopera nel guadagnare un'alta cima, l'adopera nel superare un pericolo; non indietreggia in faccia ad esso, ma piirttosto che affrontarlo cerca di preriderlo di fianco. La sua intelligenza, la sua arditezza hanno un'impronta speciale e lo rendono atto più di qualunque altro a fare un buon soldato alpino; sta a noi il procurare di sviluppare ed acàescere queste sue doti naturali con un ragio- · nato e conlinuo esercizio del corpo e della mente on·de trarre da esso il massimo utile.

VIII. La conoscenza. esatta. del terreno è per le compagnie alpine cosa della. massima importam~a. Questa conoscenza non è necessario sia posseduta da tutti nel medesimo grado . Per i soldati · e caporali basta il conoscere i vari valichi, le strade carreggiabili, le mulattiere ed i sentieri più importanti, le ore di marcia che s'impiegano a portarsi da un luogo all'altro, la. percorribilità delle linee di displuvio, i principali siti d'accampamento, i dati statistici essenziali. I sol:t'uffìciali, oltre .a quanto è richiesto per il soldato, è bene conoscano ·1e stradè tutte di qualunque natura esse, siano, i p1rnti in cui è conveniente la loro distruzione e con quali mezzi si debba questa effettuare, in che modo si possa tenere il collegamento colle valli attigue . Inoltre devono avere un'idea somm.arià delle varie posizioni militari e della loro importanza sia relativa, che assoluta, nonchè della parte di territorio nemico più vicino alla frontiera su cui potrebbe la compagnia essere chiamata ad operare. Gli uffrciali dovrebbero conoscere esatLamente e minutamente tutt9 il terriLorio compreso nella zona montana assegnata alla compagnia, le porzioni di quello assegnato aìle compagnie laterali che hanno con esso qualche relazione, porzione del territorio nemico vicino al)a frontiera, la geografia militare di tutta la catena alpina,

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i metodi ed i mezzi principali tanto dell'offesa quanto della difesa nel caso una delle potenze limitrofe tentasse un'invasione nel paese ì1ostro. I soldati al loro giungere sotto le armi hanno del terreno conoscemm limitata. Se contrabbandieri o pastori ne conoscono assai bene una data porzione, quella in cui esercitavano il contrabbando o la pastorizia, ma all'infuori di essa cessa ordinaria.mente ia loro pratica della montagna; se commercianti, artigiani o contadini, la loro conoscenza del terreno non si estencle molto al di là di poche ore cli marcia dalla propria borgata e delle strade che scendono lungo le valli . Vi sarebbero i cacciatori i quali, scorrazzando per valli e per monti a distanze consid~reyoli, potrebbero conoscere anche vaste porzioni di montagna, ma essi si trovano in piccolissimo mnJ1ero . Durante le escursioni estive fatte da.Ha compagnia negli scorsi anni sino che trattavasi di marciare per le mulattiere e sentieri più. ,frequentati si trovavano molti soldati pratici della.via, ma quando si trattava d'un terreno rotto, intricato e fuori mano tlove si perdevano le traccie della strada, allora succedeva. che p ochissimi e qualche volta anche nessuno sopra più. di 100 individui presenti fosse esperto del luogo. Per ottenere che i soldati siano tutti sufficientemente istruiti in proposito, sarebbe bene clte ogni compagi1ia riparlisse la propria zona in quattro parti, delle quali una comprendesse i dintorni del paese in cui la compagnia tiene la. sede ad una distanza di 5 o 6 ore di marcia, le altre tre le porzioni pi ù lontane classificate per ordine d'importanza. La prima. parte si dovrebbe riconoscere nelle passeggiate militari che si fanno settimanalmente, le altre una per anno durante le escursioni. Al momento del bisogno si avrebbe 'così la compagnia sufficientemente pratica cli tutto il terreno compreso nella zona acl essa a.ssegna.ta. Qui mi viene a. proposito un'osservazione. Se i comandi di divisione autorizzasserò le compagnie a pernottare fuori delle sedi due volte al mese, le passeggiate militari si po trebh~ro estendere assai più lontano, e calcolando che le compagnie abbiano in tal modo a pernottare fuori dieci volte all'anno, durante i tre a.nni cli servizio i soldati guadagnerebbero 60 giorni di escursione senza. .detrimen!.o delle altre istruzioni. . 1


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I sott'ufficiali allorchè sono destinali ad una compagnia alpina, hanno meno pratica del tel'l'eno che non i soitlati, poichè i più provengono dai haLtaglioni d'istn1zione e non appartengono alla valle in cui la compagnia ha sede, ma dornndo servire otto anni hanno maggior tempo per acquistarlo . Essi devono prendere parte a. tulle le esercitazioni di marcia ed - alle escursioni estive assieme ai soldati, colla sola difTerenza che il capitano, ogni qnrth'olt~ se ne presenta l'opportnn i tit, spiega loro quelle cose che è bene sappiano. Si arrirn ad un colle? Se al soldato basta dirgliene il nome, fargli Yedere le , ie che vi adducono dai due Yersanti, le acciclenta.litit del tenono che cosliLuiscono i (ianclri e l a percorribilità nelle vicinanze della cresta da un fianco all'altro, al sotl'uffì.ciale è utile spiegarne ancora 1' importanza, derivante in special 1riodo dalla l)ontà delle strade che lo attraversano e clnlle località. che mette in comunicazione, le qualità tattiche, e come si pobrebbe . di queste approfittare. Inoltre sarebbe bene che quando il ca.pilano od allro ufficiale· si assenta temporariamente per attendere allo studio d'una porzione cli valle, cli massima fosse accompagnalo da un sott'u!Tì ciale; di più che i sott'officiali fossero riuniti di quando in qltanclo dal comandante cli compagnia il quale dovrebbe per mezzo cli utili considerazioni procurare di meglio istruirli snlln. parte di teneno gifi. stato percorso, e.di far loro conoscere coJJa carta alla mano il territorio nemico vicino alla frontiera. che può interessare la difesa. Anche gli ufficiali, meno poche eccezioni, nei primi tempi che si trornno pl'esso una compagni~ hanno poca o nessuna conoscen:w, del tel'l'eno a questa assegnato . Oltre al prendere parte a tutte le passeggia.L:e militari ed aJJe escursioni devono per turno riconoscere nei suoi particolari ora una parte ora un'altm del nostro territorio studi~mdolo sotto l'aspetto militare. Perchè tale sluclio riesca proficuo è necessario venga dato ·al medesimo un indirizzo giusto e che -ri sia unità d'idee non ,solo fra gli ufiìciali di una compagnia o d'un battaglione ma fra quell i di tutte le compagnie alpi11e. Quest'indirizzo giusto, quest'unità d'idee sinora non si lui che in pane. A completarlo sarebbe Lene che presso Lutti i lrnttaglioni si tenessero nella stagione invernale conferenze in cui fossero prese in esame le linee d'operazione nemiche, la loro impor-

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tanza, il territorio per cui passano, la bonlii delle nostre posizioni, i metodi di difesa, il collegamento tra rnlle e valle, in una parola r111.elle cose che è necessario sappiano gli ufficiali per facilitare loro il modo di studiare il terreno con vera cognizione di causa e d'inquadrare in tale studio i particolari lavori che alLualmente si fanno cioè: diari, itinerari, studio di posizioni, ecc. E sempre allo scopo essenziale dell'indirizzo unico sarebbe pure molto utile che le confel'enze da farsi per batlaglione fossero precedute da un corso di conferenze fatte ai capi battaglione da un colonnello o generale appositamente delegalo dal· Ministero, ed inoltre che fosse per parte dei comandi cli divisione esercitato sui lavori de!Je compagnie e specialmente nel periodo delle escursio11i cd esercitazioni un controllo più diretto. Senza cli ciò anche ammettendo che ogni singo la compagnia, ogni battaglione facc ia bene, Yi sarà pur sempre differenza di metodo nei lavoh, diffe1·enza di apprezzamenti nei giudizi e poco legame ll'a le compagnie d'ala d' un hallaglione con quell e dei battaglioni vicini.

IX. La famigliaritii del terreno che si disse dorer acquistare i soidatì clurnnte le passeggiate mili tm'i ed il periodo delle escursion i non ba. la perchè si possa fare di essi tante buone 11uide. Il servizio di guida in montagna è difficile e richiede p;atica ed attitudine speciale. l?acciamo il caso d'un drappello di truppa non alpma destinato per qualche operazione in montagna ed assegnmn~gli per guida un solclalp alpino in grado cli disimpegnarsi propno hene. Esso marcia in testa alla colonna Yicino al comandante il drappello, e senza nemmeno averno l'on'!bnì, funziona, quasi direi, come un piccolo capo di stato maggiore. Perdonsi le traccie d'un sent(er~? Si ferma, esamina il terreno attorno, alza il capo quasi vogha interrogare il vento che so ma ocl il monte che ha di fronte' . po, con passo sicuro riprende la via in una data direzione. Il mi-


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compagnia dovrebbero tenere d'occhio quei tali che per sveltezz~t di mente , carattere , mestiere e pratica della montagna , pare loro che abbiano attitudine a riescire buone guide, e per un anno nel!' occasione della. scuola d' orientame-nto, delle passeggiate militari e delle escursioni procurare di studìare meglio questa loro nt.titudine. Passato l'anno i dieci giudicati più cttpaci potrebbero far parte d'un drappello guide da istituirsi, che sarebbe composto cli 20 soldati, •1Oper cacluna delle classi più anziane. Sarebbe bene che questi soldati avessero un distintivo speciale sul braccio sinistro, come si pratica per i zn.ppatori, tiratori scelti, e trombettieri, e Ja paga di appuntato cioè un soldo di più al giorno . Al drappello guide sitrebbe per cura del capitano o cli un ufficiale fatta una. istruzione speciale sul servizio di guida, senza che fosse per questo dispensato da veruna clelle istruzi.oni degli altri soldati. ln tal modo in caso di guerra ogni compagnia potrebbe disporre d'un numero di guide sufficiente per i bisogni delle truppe non alpine operanti in una chlta valle.

nimo indizio è bastato per metterlo sul giusto cammino. Che il capo drappello lo seguiti fidente senza fargli delle obbif\zioni o delle ·interrogazioni; imperocchè ciò che si intuisce difficilmente si spiega e nove volte su dieci le sue ragioni. non lo persuaderebbero. Si alza la nebbia sopra ùn· dato monte? Ei vi,consiglierà ad affrettare il passo se volete giungere a destinazione prima d'essere sorpresi dall'uragano . Piove? Saprà dirvi dal vento che spira se è probabile che la pioggia. duri a lungo o se ritornerà presto il bel tempo . Il .terreno è avvolto in una densa nebb ia? A seconda. del l nogo, clella stagione e della direzione del vento vi dirà se è probabile che la nebbia s'i diradi presto o no, ed intanto iseguita fa sua marcia in mezzo ad un terreno difficile ed intricato colla stessa apparente disinvoltur,. con cui marcierebhe sopra una buona strada. Dovete portarvi sopra un monte alto e scosceso ove non esiste traccia di sentiero? Vi guiderà per quell o dei fianchr per il quale la. salita è più convenienl:Q. Vi trovate di fron te ad una. estesa parete rocciosa che vi sl.Htrrn h:t via'? Invece cli costringervi acl un lungo giro vi farà salii'e aura verso la medesima per un passo di cui sarebbe stato quasi impossibile immaginare l'esistenza. Siete sorpresi dal nemiço, attorniati? Calmo e coraggioso v'addita una frana., un burrone non mai calcato da piede umano, vi si lascia per il prvmo sci1Jola1·e ent1·0, ed il suo esempio seguitato dall a truppa vi libera dalle strette del nemico . Questi e moltissimi altri esempi potrei ci.tare per dimostrarecome non sia sufficiente la conoscenztt delle strnde e dell e ore di marcia che s'_impiegano a portarsi da un luogo all'altro , é che solo può riescire a fa.re un<t buona guida colui che è per natura calmo, coraggioso, attento osservatore, e che ha passato buona parte della. sua vita sui monti. Ora quanti indivic1ui. si possono trovare in una compagnia che abbiano questi requisiti? 1 più intelligenJi fra quelli che chtpprima esercitavano la pastorizia, il contrabbando e la caccia e qualche ,contadino; in totale forse un der:imo od ·anche meno della forza presente. Ebbene invece di molte guide mediocri, cosa più dannosa che utile, io mi contenterei cli questo decimo; ed ecco secondo il mi.o parere come sarehhe il caso cli regolarsi . ()uando viene una nuova classe sollo le armi, gli ufficiali della

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Le èompagnie alpine dovendo agire in tèreno montuoso, vuoi da sole vuoi unite acl altre truppe, è necessario che siano perfettamente istruite nella guerra di montagna. Questa istruzione la cliviclo in due parti, unascie1Ùifica, l'altra. pratica. La parte scientifica, che dovrebbe essere famigliare ft tutti gli ufficiali, consiste particolarmente nello studio delle · campagne cli guerrn più importctnti che ebbero il loro svolgimento parziale o totale in montagna., imperocchè senza la storitt a ben poco servirebbe la. conoscenza anche dei migliori trattati di I.attica, i quali i.nta.volano il problema e ne danno il risultalo finale, ma non mostrano il modo più razionale, modo che varia a seconda del variare di ternpo, luoghi e circostanze, per conseguirlo . Non ho esperienza. delle compagnie alpine in guerra per giudicare sino a qLtal punto siano istruite nei modi in cui deve essere

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LB COMPAGN!E

A LPJNE

condotta la gtierra di montagna; solo faccio osservare che se in esse abbondano gli ufficiali che hanno un buon corredo ·di cognizioni militari, poco sinora si è fatto per dare loro un'isLrnzione più larga e particolareggiata sulla guerra di montagna in genere e nei servizi speciali che le trupp~ alpine possono essere chiamate aprestare in ispecie. InLerrogate ufficiali cli differenti battagl·ioni, e probabilmenJe non ne trovereLe due che vedano le cose .sotto lo stesso punto di vista, e da questa differenza di vedute naturalmente nascono differenze nell'istruzione prati ca. Sarebbe util e che annualmente, nel!' ocicasione stessa in cui già si disse dover essere riuniti. i comandanti di battaglione per uicevere un incliriizo unico circa allo studio . del terreno, fossero tenute eonferenze sopra alcune delle campagne che hanno avuto parte del loro svolgimento in niontagna , fermandosi su quan~o può interessare maggiormente le Lruppe alpine , e che queste conferenze fossero poi ripetute dai maggiori agii ufficiali dei battaglioni. In ta,le modo dopo due o tre anni si potrebbe avere la quasi certezza che buon numero ·degli uffièi~tli conosce il vero spirito dellf.Ì. guerra di montagna, e ehe gindieanclosi da -tutti le cose presso a poco sotto il medesimo punto cli vista, le compagnie alpine, sebbene isolate e quasi abbandonate a se stesse , opererebbero in modo quasi tdentico, come se fossero sotto la continu a e stretta sorveglianza d'un solo. Dato un unico e razionale indirizzo e fatto conoscere lo spirito che deve animare le operazioni cui possono essere chiamate le compagnie alpine in guerra, si dovrebbe poi alimentare questo spirito procurando cli agevolare agli ufficiali la lettura di quei libri che meglio servono allo scopo. Se presso ogni battaglione alpino esistesse tma piccola raccolta delle migliori opere che trattano della guerra cli montagna, e se queste opere nella stagione invernale fossero lasciate a disposizione degli ufficiali, sono persuaso che questa misura semplicissima, e che in totale porterebbe la spesa di poche centinaia di lire, forse basterebbe. La, parte. essenzialmente pratica non è altro che una eonseguenza della scientifica. Chi conosèe il vero spirito della guerra di montagna ha un giusto criterio del modo con cui una truppa a seconda delle circostanze si deve comportare; · questo criterio

è quello che le serve di guida per dare l'indirizzo all'istruzione pratica; epperciò il criterio essendo giL1sto, l'indirizzo dato all'istn1zione pratica sarà razionàle, altrimenti no . Qualche esempio servirà. fone meglio di qualunque ragionamento a ciò dimostrare. Prendiamo l' istruzione sul tiro, che nel suo complesso comprende il tiro al bersaglio e la disciplinatezza del fuoco. Chi ha studia.Lo la guerra di montagrm conosce le difficoltà. cui si va incontro per fornire il soldato· di nuove cartuccie, ed i molti casi di truppe costrette ad abbandonare una buona posizione per mancanza di munizioni l'avranno profondamente convinto di questa. verità che esso cercherà con ogni mezzo cli far penetrare nei suoi dipendenti non stancandosi mai di ripetere loro,. che il soldato alpino più di qualunque altro deve essere parco nel consumo di munizioni. Chi ha studiato la storia militare conosce ebe le buone posizioni in montagna non furono mai difese con il tiro di fucileria a grandi distanze; che quasi sempre il nemico ha potuto senza gravi perdite arrivare si110 a 200 o 300 metri dall e medesime, che solo alle distanze minori ha incoùtrato serio intoppo, e che per conseguenza la difesa alle distanze maggiori cli 300 metri deve limitarsi ad un fuoco molt;o lento, riservandosi a svilupparne tu.Lta la potenza più da vicino. Chi 'ha studiato la storia milita.re sarà non poehe volle stato .sorpreso dal fatto che dopo un combattimento di qnalche ora fra due truppe cli forza considerevole . non si abbia avuto in tutto che poch i rn.orti o feriti, ed indagandone bene le ragioni · non avrà durato fatica a convincersi essenie stata causa il combattimento condotto troppo da lungi, e le probabilità di c.olpire assai mi110ri in montagna che non in pianura, epperciò si penetrerà bene dell'importanza per le compagnie alpine d'avere buoni tiratori, e eurerà l'istruzione del tiro al bersaglio in modo specialissimo. Facciamo un altro esempio e prendiamo il servizio di perlustrazione, esplorazione e sorveglianza. Chi non conosce bene la storia militare e la taLLica della guerra di m9ntagna invano cereherh di applicare quanto a proposito di qtiesto servizio prè-

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LE COMPAGNIE

ALPl ìsE

scrive il regolnmcnt.o sull'anuuaestrrtmcnLo tattico per la fanteria, il quale dà rego le per i casi generali , mentre le operazioni in monLagna sono quasi sempre eccezioni a questi casi . Solo lo studio della storia pnò pnlesarci lo spiril o che ci deve guidare in queste operazioni; le sorprese e gli ar;gù·(irnenti tanto pericolosi e tanto faci li nelle gueno di montagna, di cni si trovano casi frequentissimi, ci moslrcranno come l'esplorazione e la sorvegl ianza debbano essere spinte a distanza considerevole; le cattive disposizioni prose da . un corpo di trnppa in seguito ad un rapporto inesatto di chi et·n, incaricalo dell'esplorazione, clisposizioni che non poterono più essere cambiate in tempo a causa delle difficoltà del terreno, ci convinceranno dell 'importanza capitale che hanno le informazion i giuste intorno le mosse e la forza del nemico; gli ingegnosi ri,rovati, il sangue freddo, l'ardire che a volta a Yolta furono impiegati con succe~o in questo genere cli serviiio, ci additeranno quanto 'il farlo bene sia difficile ccc.; e l'istruz ione dft noi fatta all a Lruppa sarà informata a queste considernzioni. Ammesso che gli ufficiali s1cno bene infol'mati allo spirto dell,t g1ierrn cli montagna e che procurino d'infondere questo spil'iLo in tutte le istrnzioni ed operazioni, ciò non basta ancora. Bisogm che tanto gli ufficiali quanto i soldati abbiano campo di mettere in pratica quello che hanno imparato, vale a dire di applicare al terreno qnnnto pnò riflettere ai loro servizi in caso di guerra. Nelle esercitazioni ttppl icate al terreno fai Le per compagnia e per battaglione nelln, stagione estiva non si possono considerare LllUi i casi di guerra. Riesce quindi ncces::ario che le truppe alpine prendano paste alle esercii.azioni di brigala che con savio consiglio si fanno da qualche anno presso lo sbocco e lungo le valli nostre più importanti. In questo modo le compagnie alpine imparerebbero a far bene il loro servizio unitamente ad all.l'e l.rnppe, ed i comrrnda.nti di quesl.e a servirsene in modo conforme al loro ca rattère cd alla loro istituzione speciale.

107

XI.

Dalle considerazioni srnltc intorno all'impiego ecl istrnzione delle compagnie alpine possiamo dedur11 e come consogue1~~a c~1e l'instil.uzione di queste non aveebbe potuto essere 1tè pm util e • nè pilt opportuna. . È hen:;i ,ero che non tutto procede ancora nel modo mtaliore, come avviene in tutto ciò che ò per[eltibilc, e che non ;oche cose sarebbero a fars i; ma nutri::nno ferm~ spcranzn gradatamente ccl a misLucl. che \' esperienza ne cl, mostr~ l' ul'. 1t La saranno introdotte le Yolute riforme, e che le compagme alpine, le quali nel poco tempo da. cui fum.ionano hanno già sa.puto acquistarsi un posLo onorevole nella famiglia mililore, polranno in .tal modo giungere completamente all'altezza della loro mi~sione. Sia nostra precipua cura di tenlare ogni mezzo, non nspa.nniando nè studio nè fati ca, per toccada. In mezzo ai mo~H(, clove siamo obbligati a passare buona parte dell'anno lontam 1~ più delle volte non solo da ogni conso1·1.io civile ma quasi da ogn i consorzio umano, mai venga in noi meno la costanza e lo zelo nel disimpegno dei nostri do"xeri . Lét patria affidanclo a noi I.a custodia clel suo piLL potente baluardo, le Alpi , ci ha clato u.n incarico che alLamcnte ci onora e di cui dobbiamo essere clegn1. Che l'amore di e;;sa, il sentimento del dovere e clell'onore, il desiderio clella gloria infondano in noi quel fuo co sacro . senz.a cui non sono possibili i glorio:;i fatti, e così al momento del bisogno le compngn ie alpine sapranno rispondere ~e~amcnte alla fiducia che in loro hanno riposto il Re e la l\a.zLOnc.

.c!1~

SOMALE FRA1'CESCO

Capitano Comandante la 1ga compagnia alpim,a~

f 1.


IMPIEGO DELLA DINAMITE NELLA P ICCO LA GUERRA

IMPIEGO DELLA DINAMITE NELLA PILLOLA GUERRA<·>

PARTE SECONDA

Chi dicesse che la vittoria cli un esercito non può essere in O'enerale se non il risultato cli un supremo sforzo l'atto sopra ~n punto della linea dell'avversario .c.ol maggior nerbo di forze ,e nel momento opportuno, ripeterebbe cosa notissima. a tutti. Ma chi aggiungesse che per po.ter muovere a questa vigorosa oJiensiva su cli una parte del proprio fronte , è indispensabile, salvo un predominio eccezionale di forze, l'assicurarsi una potente difensiva, affidata solo a. poche truppe, nelle altre parti del fronte, direbbe cosa. su. cui non sarà mai superfluo il meditare. Troppo leggermente si grida da taluni contro l'idea di rendere familiari alle truppe la forlificazione speditiva e le difese accessorie, avvegna.chè costoro non riflettono che la difensiva, bene impiegata in alcuni punti di una linea di battaglia, sia il più potente ausi lio per rivolgere l' oJiensi.va in altri punti . Di fatto, nel caso di forze quasi pari a quelle del · nemico, com'è possibile concentra.re grandi masse su quella parte del fr9nte, che i moderni chiamano cam,po offens'ivo, per scaglia.rl~ a Lt~mpo sul nemico, senza sguernire le alt.re parti della inea? .E queste pa.rLi, rimaste così in mano di poca gente ,

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rJV. dispense di agosto, settembre e novembre !8i7.

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come potranno essere al sicuro dai m9vimenLi aggiranti del nemico, dalle sorprese, e dalle sue ardite manovre, che pa.ralizzerebbero tutti i vosLri piani, se i difensori non abbiano saputo servirsi di tutti i mezzi che l'arte insegna affinchè pochi possano resistere validamente a. molLi? Adunque più una truppa saprà avvalersi delle difese a.rt.ificiali in alcuni punti del suo fronte, più essa potrà ivi impiega.re poche forze, e averne di maggiori disponibili per opera,re ardita.mente in altri punLi. Imperocchè si può aJiermare che « un trinceramento occupato da « 200 uomfoi offre a.ltrettant:1 resistenza quanto un battaglione « in rasa cam1)agna, e che il la,, oro fatto da il000 uomini « in 5 a 6 ore, nella posizione occupata. da una divisione, « equivale al rinforzo ·cli una. brigata )) . Ed ecco a.lLreuanti uomini dippiù che si potranno avere disponibili nel campo offensivo di un fronte di battaglia, senza compromettere menomamente Ja sicurezza del can1;po cli/'ensùvo, ed ecco la vera armonia tra la. difensiva e l'offensiva, tra le posizioni ·organate a. difesa e la mobilità degli eserciti. . Ma si dirà che i Turchi ultimamente seppero fortificare benissimo le loro posizioni, ma mancarono di mobilità e d'.iniziaLiva. Peggio per loro; ma non s'i gridi perciò contro le difese artificiali, nè si creda che a cagion di esse le truppe perda.no della loro mobilità. Questo è un errore gravissimo, perchè si eleva a principio general!3 un fatto particolare dipendente dai difètti ·di questo o dl quell'esercito o dalle condizioni peculiari di questa o di quella gente. L'arte della guerra ha già insegnato a tutti che per quanto sono utili le difese artificiali bene in tese, altrettffnto possono tornare funeste quando · tendessero a. chiudere le forze mobili in un cerchio rigido, cioè fossero troppo estese e talmente passi ve da. impedire la controL · fesa. Questa sentenza deve basta.re per evitare gli opposti errori. E se l'esempio dei Romani, i quali seppero a.cc:oppia.re .in guerra, al più largo impiego della fortificaz ione campa.le, la mobilità e l'ardire, non basta a raddrizzare i torti giudizii, la colp,1 non è clegl'ingegneri militari ma di chi non intende in qual modo e in quale misum la loro arte si debba adoprare in guerra. te qua.li cose ho volu to qui ricordare cli volo per da.re ai mezzi àrtificiali di difesa. l'importanza che meritano, massime oggidì


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IMP IEGO DELLA DINA:\HT E

NELLA P~COLA GUERRA

in cui la fortificaz ione campale offre il miglior modo di utilizzare quel potente mezzo d'azione che è il fuoco celere. Scri,,endo dell'impiego ·militare della dinamite, sono ben lontano dal credere che senza questi:t sostanza non si ·vincano battaglie, o che senzct la chimica non si possa condurre bene una campagM, ma ritengo che più un esercito saprà servirsi a tempo e a luogo dei trovati che la scienza moderna pone nelle sue mani, tanto più è probabile che egli vincerà, poichè potrà attuare più facilmente i snoi piani di guerra, e accoppiare a una solida resistenza in pochi punti di appoggio, la maggiol'e mobilita e la concentrazione delle forze in altri punti. E però non sarà forse inutile di diffondere maggior1nentenell;esercil.o la c9noscenza éli alcuni mezzi arti ficiali capaci di aumentare d'assai, con poca fatica, la forza éli una posizione. Certo l'arte dell'ingegnere militare non potrà mai tener luogo, neanche in menoma parte·, cli quel complesso di solide qualità che sono necessarie ad un eser- · cito per vincere; ma quest'arte può· essere anch'essa un fatttore dell a vittoria; e però se la ponete da un canto, vi priverete volontariamente di molti aiuti dei quali un ab ile nemico saprà ,ceruunenLe far tesoro a vostro danno .

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gli autol"i di fortificazione. Q11esti osLaco li hanno acquistato ai nostri giorni una efficacia molto maggiore che in addietro, a causa del ti ro celere che si può rare fin dalla /distanza cli 300 metri coi fuc ili a retrocarica; il che rende numerosissime le perdite per poco che gli assalitori siano inceppati nella loro marcia e costretti a sofiermarsi sotto il fuoco di fanteria trincerata. Lem,ine1nilitari o mine di campagna sono poi, fra le difese accessorie, quelle che prodùcono il maggior effetto é che possono essere utilissime in parecchi casi, come nella difesa di una stretta, di una via ferra la o ordinaria, o per interdire al nemico gli accessi a una posizione, e in generale a quelle parti cli una linea di battaglia che costiLuiscono il cmnpo clifensi'Vo del fronte, cioè quello guardato da poca gente che lu il mandato di tenersi sulla difensiva. Le mine di campagna, che costituiscono un mezzo di difesa. essenzialmente passi'lJo, possono anche seryire pei· pro~eggere la gola delle opere eampn 1i, e in generale quei luoghi dove si temono le sorprese, o i colpi di rn.rino , i q,rnli potrebbero . costar caro a un nemico che, volendo approfittare delle tenebre per tentare q@lche ardita impresa, dovesse calpesta.re un terreno minato. Nulla quanlo un sistema di mine ~ene ordinate, le quali scoppiassero in buon punto, può meglio infrenare l'impeto di un assalto; e però le mine sono sempre state raccomandate per difendere il piede della scarpa esterna dai parapetti, massime quando questi sieno molto alLi, o il piede delle brecce. Le mine, com'è noto, sono intese non tanto a impedire in modo assoluto l'incedere del nemico quanto a ritarclà.rne le mosse, e a prodq.rgli meno un danno materiale che morale, cioè renderlo incerto e titubante qLrnndo s'accorge che il difensore impiega su larga scala. l'opera del minatore. Le mine gettRno lo scoramento nei combattenti e spengono il loro ardire, poichè l'idea di una morte subitanea e ingloriosa non può non agghiacciare il cuore del più valoroso soldato ! Facendo brillare i fomelli precisamenle quando le colonne di assalto sono giunte sul terreno minato, se non si riuscirà. a distrug-· gere del tutto gli assalitori, si porterà lo scompiglio e lo spavento nelle loro file. !rottami possoJ:!O con la loro caduta scuotere le truppe che si .trovino nelle vicinanze del Iuogo di esplosione, e talvolta andare a. colpire anche molto lontano il nemico, se si tratta di mine assai potenti. Così si potrà mandare · a vuoto un primo tentativo

l. Le mine . ·Mine di proiezione con la dinamite. - M.ine forate : esperienze dell'autore. Torpediòi sotterranee.- Detonatori per le torpedini automatiche. - Spoletta a reazione chimica per le torpedini automatiche: esperi_enze dell'autore.

jJJ,i,ne di proiezione con la di11,am,ite. - È noto che nel le posizioni trincerate si possono impiegare utilmente tdcuni mezzi artificialj per avvalorare la difesa vicina, ossia perrintuzzare gli assalti del nemico e rompere l'impeto delle colonne di assalto, i quali mezzi costituiscono la famigliadelledi/èse ciccessor·ie o ostacoli .~uppletivio addizionali che dir si vogliano, ampiamente descritti da tutti

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NELLA PICCOL A GUEHRA

JMPJEGO DELLA DI NA,VIITE

di àssalto, massime quando le mine sieno combinate con altre difese accessorie, o indurre il nemico ad arrestarsi soho il fuoco celere del le moderne armi portatili, non potendo egli. avanzarsi se non cautamente, e perdendo un tempo che può tornare preziosissimo alla difesa. Talvolk1. si può finan che costringer·e i_! nemico a battere in ritirata, per la tema di essere involto ad ogni istante' nella clist:ruzione del terreno sul quale si avanza. Le mine si potrebbero adoperare oggidì molto più largamente che non si è fatto nelle passate guerre, per due ragioni: •IO per la grande facilità cli prepararle con la dina.mite senza ricorrere ai penosi lavori d1L minato1·e, ma avvalendosi dell'opera dei semplici zappa.tor-i di fanteria: 2° in grazia dell'a.ccensione antom'atica, ossia quella in cui le mine scoppiano per semplice pressione sul_l'iunesco o per un piccolo urto, prodotti dal nemico nel suo passaggw, senza che i difensori debba.no aver cura di dare il fuoco a tempo . Di fatto se nelle passate guerre non si sono impiegate su larga scal?, le mine di campagna (che pure sono descritte ampiamente da antichissimi autori di fortificazione) è da aseriversi a.Ila lentezza e alla difficoltà del lavoro di prepanizione necessario, il quale richied~ uòmìni esperti. e nn materiale aclauo . Aggiungi le difficoltà dell'accensione, per la qua.le si avevano dei mezzi molto imperfett i, '.nenlre_ il ·s~ccesso delle mine dipende in gran parte dalla buona 1slnllazt0ne del processo di accensione. Dipp iu è stato sempre necessario t1·ovare un riparo assai ravvicinalo per tenervi appostati gli uomini incaricati di far partire a tempo la mina; ma questa. necessitit non si farà più sentire quando i modi per ottenere l'accensione automatica saranno più cli vulgati, ed allora credo che diverrà più frecrtJente in campagna l'impiego del le mine. Se la gu,erm sotte1Tcmea, nell'assedio e nella difesa dell e piazze, non può non appartenere al genio rn il itare, perchè richiede cognizioni speciali e mol.ta esperienza, per essere ben condo t.~a, le mine di campagna invece, nttesa la semplici.fa a cui sono r1cloue oo-<fidì familiari aali ulliciali cli c1ual11nque arma. 0?) ) del)bono essere • Im:t)er6cchè se il tattico deve utilizzare i risultati tli queste mme, è importante che abbia delle nozioni precise sul tempo, sul materiale, e sÌ1l personale necessario per prepararle, e possa for;;i una idea abbastanza. esatta delle diJJicoWt di eseguirle e dell'effeLLo che se ne può ottenere. V

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Si rimprovera_alle mine che esse lasci.ano do~o lo ~co?pi<l u_n tmbuto più o meno grande, i.I quale potrebbe servire di rr.pa'.·o rn!errato ai tiratori nemici . Questo può esser vero; ma 1Jella d1fens1vaoffensiva, queste grandi buohe, create dalleesplosioni, non potreb~ bero essere utilizzate dagli stessi difensorio/ Non dovrebbero questi impadronirsene, assalend.o il nemico s~bito. dopo lo sc~ppio '?_ . Adoprando la polvere da sparo ordmaria, gh auton cons1glrano di fare a 12 o 15 metri dalla controscarpa delle opere quelle piccole mine elette anche fo,qate,. n_~lle qu~li l~.. camera .delle polveri si pratica da 2 a 4 meLn d1 profondrta sotto 11 terreno naturale. Ma questo richiede l'opera del minatore, perchè, si debbono fare tanLi piccoli pozzi alla Bo1Ile; oppure, si deve fare una cralleria inclinata o orizzontale, che dalla conteosca~·pa metta sott~ la zona di terreno che si vuol minare; indi dal!' estremo di questa galleria si deve sboccare con alcuni rami all'olandese per giungere ai singoli fornelli . Onde per poco che si vocr!ia estendere l'impiego delle mine attorno a una posizione o .. . . importante, il lavoro divi ene lunghi.ssimo. Lo stesso d1cas1 se s1 volessero impiegare le m,ine cli prniezione ossi,L le f'o.c;ate pet1·ier·e, le quali sono bensì più• faeili a farsi che non le mine ordinarie, ma richieggono sempr:e l'opera di uomini lecnici. Adunque non sarà privo d'interesse il rillettere che, adoperando la dinamite, si potrebbero fare con poco lavoro de!].e mine di proiezione paragonabili, nel loro e[etto, alle f'ogate petriere. Di fa tto per difendere i principali accessi a un Lrinceram.ent.o o a una posizione qualunque AB C· (fig. 1), si possono fare uno o più fosseLti, a guisa di. piccole trincee, lungh i e poco profondi come e, e.... ; poi prendere delle cartucce di dinamite e racchiuderle o in tubi metallici (che sm·ebbe la miglior cosa) come quelli per la conduttura dell'acqua o del gas, o in t.ubi di lamiera, o di laLta, o finalmente in guaine di tela impermeabile per porre il composto esplosivo al riparo dell'umidità. Mancando questi involucri, potrebbero anche unirsi fra loro alléL meglio delle cartucce stagne con opport.u1~e ligature, in guisa da formare dell e cariche allungate di uno sviluppo pari alla lunghezza di ciascuno dei fossetti. Nel fondo di questi si collochi uno strato di pietre (fig. 2), sul qnale si adagerà la detta carica di dinamite, ricoprendola. poscia 1

ANNO '.XX1! 1, VOL. IL

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NRLLA P ICCOLA GUE RRA

IMP\ j::GO DELLA D I NAMITE

con pietre, con pallette da mitragli.a, con schegge, ciottoli ecc. : al di sopra posta fin.almente della terra, si spianerà bene ii suolo per non htsc1are akun in di zio della presenza della mina. In un punLo qLrnlunqne della carica di uno dei fosseui si coll ocherà la cartuccia armala con In sna wrda miccia di piombo o di gaLLaperca, la quale, nascosi.a sotterra, metta capo nell' interno dr.I trinceramento, sttlvo che non si volesse impiegare il processo n,utomatico, di cui parleremo in seguito. Si potrebbe anr:he comunicare l'accensione a tempo clebiLo con l'eleUrico, quando si avessero gli appositi apparecchi e gli uomin i capaci di adoperarli; ii -che sarebbe utile sop rat1.utt.o per ottenere lo scoppio simullaneo di parecchie cariche poste in diversi ro~setti distanti fra loro . Jfa non si deve dimenticl).re che se gli apparati eleltrici danno la possibilità dell'accensione simultanea di più caricile, non consentono sempre cli contare in modo assoluLo sulla certezza del la r iuscii.a, perchè molte piccole cause la possono far mancare. Si potrebbe and1e supplire (quando le cariche fossero a Ji mitaLe cl.istanze scamb ievoli) con 11no dei mezzi. già descritti nella prima p;u'Le di questo h1voro, cioè collegando frn loro !e cariche e, e... con sals icce dinamitiche o tnb i metall i.ci, e ponendo sempre del le forti capsule fulminanti ne!l e cartucce elle sono all'estremo delhl comunicazionr. frn una carica allungata e l'altm. Accennato c,osì, soJm~ariamente, l' uLil e imp iego c;lte potrebbe fars i della dinamite per, le mine cli proiezione, ci affrettiamo ad aggiungere che solo m.ercè ripetuLe esperienze si potrebbe trovare ia relazione che éleve correre fra la profondità dei fossetti, la quantiLil delle pietre, e il peso della carica per metro lineare, a fine di ottenere, .col minimo lavoro, il ma$simo effetto di proiezi.one al111. superficie del suolo, il quale effetto costituisce lò scopo principale delle mine militari. Ed ecco uno studio sperimentale che sarebbe importantissimo per dare ab i.litil anche al la fanteria di preparare rap idamente clelle mine cli proiezione, efficaci per lo me~o quanto le fogate petriere ordina1:ie. Aggiungasi che la forma aHungata.·delle cariche rende più estesa la proiezione delle schegge su lunghi tratti di teneno, senza menomare l'istantaneità della detonazione.' Soprattutto si dovrebbe ritrovare dinamite più acconèia in questo easo·, in cui trattandosi di avere effetti di

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proiezione e non di rottura, si ha ragion di credere che non sarebbe · opportuna la dinamite N. ,1. del Nobel ma un' altra meno dirompente, altrimenti (per quell o che sappiamo dell'effeLLo della dinamite nelle terre) ('') l)Otrebbe, nella detonazione, la massima parte della forza svilupparsi in pura perdita, cioè spendersi a comprimere le pareti dei fossetti tanto maggiormente quanto più leggeri e cedevo Ii fossero le terre; ed allom l' effetto di pro iezione non potrehbe non esser poch issi;ma cosa. Invece, qtrnndo la dinamite fosse un po' pilt tenta nella detonazione, come p. e. la dinamite N: 2 o N. 3 del Nobel, la massima parte dello sforzo si spenderà nella direzione clèlla minor resistenz~t, cioè contro le pietre, sulle quali i gas avranno campo di poter accumulare una certa velociLà, quasi come fanno i nuicli elastici della polvere per tutto il tempo impercettibi le in cui il pro ietto rimane neH'anima delle boeche da fuoco nel!'n,tto dello sparo . A conferma cli che riportiamo le seguenti parole del Fritsch C"'f.) « Quando si è spe« r imentata l'az ione della dinamite nelle fogate:peLr iere, si sono « ottenuti in alcani casi dei bu.oni r isultati, paragon:tbili a quelli « ottenuti dalla po lvere. In alLri casi non si sono ottenuti che ef« fotti dirompenti (brisants) e assai poche proie"ioni, e questi « insuccessi si µ,·esentavano sovente nei casi in wi si erano « prese le maggiori precauzioni per la riusC:ita delle sperienze, <1 massime quando s' imp iegarono delle capsule più forti, cioè (< qualche volta doppie 1J tl'ip le ecc . )) QuesL'ultima ossen'azione del Fritsch è 1111a luminosa conferma · 0 o' _del fatto &,!llmesso ,rla .insign i, èlU[,Oti, e ,che' ..libhiamÒ ,à ·:soo. luii. O. • . . ~. . · , . accennato, cioù c.hé l\ntens'Ìtà deliri è$plosione ·a.i· unn~st'è~sii di'ria:.:-:· mite può non essere sempre la medesìn:ia, cioi p1i6"va1:iare s·econdo la rniggiore o mi11ore intensità dell'azione iniziale dell' innesco· ·il che semhni vero per tutti i composti esplosivi in genera.le. In ;ltri . termini, la dinamite non sviluppa in un modo completo tutta I.a sua forza, cioè non dà luogo all'esplosione di ,JO ordine o deto;n~zione che dir vogliamo 1 se non quando la forla clell'innesco·1'as-g1unge un certo limite, al di sotto del quale si ha non più una deto.(') Dispensa di novembre 1877, pag. '206. (") Mémorial de Coflìcier du Genie, 1871, n, 2.2, pag. 447,

...t°'·


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IMPIEGO DF.LLA DlNAMl'fE

NELLA PICCOLA GUERRA

nazione ma una. esplosione di 2° ordine. Di fauo << si è veduto che << in certe condizioni clelle ainamiti contenenti pt'oporzioni eguali « di nitroglicerina banno esercilato cITetti di rottura iliffel'entis<< simi, e si è anche veduto che una carica cli dinamite ha prodotto << la stessa aiione o un'azione più grnnde che lo stesso peso di « un'altra dinamite più cal'ica in ·nitrnglicerina che la prim,lt. Si << era. conchinso da ciò che In. forza cl i una dinamite a base inerte << non el'à esattamente proporzionale al suo closamenLo in nitro1< glicerina: invece semb ra, più pr·obab ile cho si sieno prollol.Le « delle esplosioni di ordine di verso ». L'esplosione di '.il 0 ordine C') ha minor forza , perchè qui la. decomposizione della massa dinamilica, henchè rapidissima, è più lenta che nell a deto naz ione proprìamente detta, in w i la disgregazione delle melecole è adcliriltura istantanea. ~ella esplosione di 2° ol'dine l'infiammazione destata in un punto si propaga, è vero, 'in tutta la. ma::,.sa, ma qnesta propagazione facendosi meno rapidamcnLe che nel la detonazione, si hanno effetti paragonabili a qL1elli della polrnre da sparo ordinaria. Così, dalle esperienze dei sigg. Ronx e Srtrrau sembrn r isulLare che l'esplosione cli second'orcline della dinamite al 50 per cento cli nitrogliceri na produca ,m effetto uaualeaquello di un egual peso di polvere ordinaria, e c:he l'esplosio~lC di seconcl'orcline della. rlinamite al 00 per cento di nilrogliceri na ha tale forza che I di nitroglice~·ina risponde a 2 di polvere. Adunque sembra potersi conchindere che se non si avesse che la dinamite N. ·I del Nobel, si polrel.Jbero ancora ottenere buoni riSLLllaLi. nelle mine di proiezione, quando si. trovasse il modo di provocare certamente un'esplosione di second'ordine anzicltè di primo ordine.

Mine fora,te . - Le cosi dette mine forate, o anche mine trivellate, che i reggimenti del· genio hanno già sperimentato da parecchi a.nni, sono nna fe lir:issim:i applicazione della dinamite per ottenere facilmente la camera delle polveri sotterra, quando si vuol prepa.rnre .una mina cli campagna, senza che si cleblm far prima il po;,zo alla Boule, il quale, oltre di un Lempo maggiore, richiede il

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legname, i materiali adatti, e l'opera di esperti uomin~. Oltre cli ciò con le mine forale, è r idoua a pochissima cosa la la.boriosa operazione che si deve fare per l'intasamento ordinario tlelle mine comuni , la qual e non è faci le che rie~ca sempre bene: tutto il lavoro in complesso è di tale sempliciLà da poter essere esegu ito benissimo da soldati di fanLeria. Con una barrà d'accia.io, falla appositamente, e c·on l'opera di pochi uomini si può l'are nella terra un foro più o meno profondo, cli 5 o o ceutimeLri cli diametro, il quale può beniss imo giungere fin o a 8"',50 o anche 4-'U, che sono le profonditiL massime alle qua.li si ~ogliono collocare i fornelli delle foga Le. Or bene, una volla stab iI itél La linea di minor resistenza che vorrà darsi al la mina, si farà questo foro dell a giusta. profondità df (fig. 3). Calcolata la carica di poh ere, con Le regole espo,;te in Lutt' i trai.Lati, si prendano delle cartucce del commercio cli dinamite N. ·I clel :.'iohel, le quali formino insieme un peso che può oscillare fra ,J J•I 00 e ·I J l 50 della caric,t di po lvere calcola.la(..), e, sem~a disfare queste cartucce, ::;i legh ino bene insieme L'una dopo L'altra, in guisa da formarne u1m sola, all'estremo del In. quale si aèlatL·i, con le note regole, la capsula fu lminante, wi è affidata la corda miccia di lunghezr.a su rriciente. Si cali pian piano, per mezzo di questa c:orcla miccia, il cartoccio sin o al fondo del foro, il cui diametro permette a quella cli anelar: giù liberamente senm urti o clirncollil di sorla. Quando il cartoccio ha toccato il fondo{, si dà. fuoco senz'altro all'estremo 1· della corcla miccia rimasto fuor:i ten a. J>er le cose dette a suo luogo ( 0 ) si udrà un licrecolpo; si vedrà una piccola massa gassosa escire a modo cli forn o dall'orilìz io del foro , e si potrà. esser certi chela delonazione della dinamite avrà 11rodoll.o un vacuo più

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("i Dispcns3. di agosto 1877, par;. 167.

(') Ques ti numeri, forniti da q ualcho auto1·e, son o in verità un po ' vagh i, da poi che nel fatto il vacuo, prodotto sotterra dallo scoppio di una carica di. dinamite, varia non puro col peso di questa ma altresì coll'indole delle t erre , la qual.e , m uno stesso luogo'. può ,·a1·iare con la profondità. E però sarebbe desidcrabilo che si facesse u'.1a seri~ di_ esperienze su questo proposito per avere dei dati più sicuri s~condo le vari~ specie ~1 terra. In mancanza d i ciò è prudente il fo ro nei cosi particolon q ua lche espencnzo prehmi naro, quando in un terreno si dovessero preparnrn molto mino forate. Nell'incertezza gio,·crà meglio abbondare piuttosto nella carica di dinamite; dacchò se la camera dello polveri riescirà pi(t grande del pu.-o ne~essal'i o, essa sarà col mata dalle terre clell'i nta.samonto; montre noi caso con tral"io la carica di polvere assumerebbe u na forma troppo an;rngata, a svantaggio della simultaneità dell'accensione. ("J Dispenso d i novcmbro 1877, pog. 206.

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IMPIEGO DF.LT.A DINAMITE

NELLA PICCOLA GUl.::HRA

o menogra.nde abc (fig. ka), cheèappunlo l:i cameradeUe polveri che si Yolev/ottenere. Talvolta dopo lo scoppio si può trovare l'orifizio d elci foro oslruito da poca terra, ma sarà faf'ilc liberarnelo. rimuovendo le terre con le mani . Un po' di terru potendo anche ricadere nel Condo del rorn , dopo lo scoppio della dinam ite (come spesso inco11Lra) sarà hene dare alla sua profondità. d f (fìg. 3) un I Oo zO tcnlimetri piu di quella che clovrit avere la camem delle polveri. Dopo avere ben l'inettato I' oririziodclcl l'ol'o vi si può adattare un picco lo imbuto di legno e fa r cadere man in:ino la. polvC\re nelh1 camera ab e.·\'ersala la ll1Ptà ci rea della carica, s' in trodurrit nel foro un pezzo di corda micc ia, di lunghezza sufficì<'11le, v.i ,-i spin!l'ei·à in modo che nno degli estremi vada a toccare l:t polvere e l'altro rimnngafuol'i terra. Dopo ciò :<i far.\ cadere nel fol'O la r inmnenlecarica, la quale finirit perriempiere tutta laC"ameraabc ('). L npiccolo ;;pazio pot6t rimanere libel'o vcr,;o la sornmilà di qucsla e qualche volta 1111 po' di polvere occuperà anche un 1 .n1.tto del foro cilindrico . In ogni caso, quando si 0 versala Lull:i la carica, si l'aràcade!'e nel l'oro della terra rPgetale. e si pigieril man mano forlrmente, anche con un calcatoio di ferro $O occorre; ma cercando sempre di non mal1.r·aLl.arn la COl'da 111icc;ia, lti quale perciò polrchb'esserc rnccomandala a una linrcheLta di legno, se si \ noie. L'es:;enziale è cl i ol.tP.nere il migl iore intasamento possibile, da cui diprnde in gran patte il bnon effetlo di nna data carica di poi vere in nna data terra: a segno che sarcbhe l'orse ulil e il provare !'>e desse hnon 1 risull.n.l.i il cemento di rapida prc;;a vrr"alo nel foro della.mina, dopo avervi introclolto un lappo qualnnqtLe che impcdi~ca il conlallo della pa;;ta liquida con lepolveri . lndi, non r imaneche dar fnocoall'e~lremodi questa, per pro<'lurrc lo ~coppio della mina.. Da. ciò si. vede con quanta fa cili lit si possano ora prepa rare le ordinarie mino di campagna, mercè l'azione comb inata di un palo di acciaio e di una picco I.a ca.rie.a cli dinamite, :;alvo che non si dovesse operare nella sabbia

· sciolta, o in terl'eni assai leggeri e sabb iosi, nel qual caso questo metodo è inapplicabi le. Giova clel pari rine1 iNe che quesle mine J'ol'ate danno risullati migliori di quelle preparate c·oi mezzi ordinari, perchè non dovcndo:;i prati care nessul\ pozzo o gaIlcl'ia, non :-i procltice discontinui U1 cli sorta noi l.Cl'reno Gir·costa.nr.e all a èa.rica , iI 1ruale si pnò dil'C che riwane intatto. L' inla::amenlo fai.In ron huona terra lungo un foro di :;oli 5 o 6 cpntimetri di diametro l'iesce pel'l'etlo; e però lo scoppio rlella polvere clarit il massimo l'isultalo relntivo alln data carica e all'indole rlci terl'eno in cui si oprl'a, nna ,,olla clrn ~ono soppressi quegli sravi artilil'in li. che ,;rmp1·p più o meno para lizzano nna parte ciel conato delle polrnri. ,.\ vendo a, 0 10 occasione di fare alcnne esperienze sulle .mine l'ora te, lto potuto pci·srrnderrni d.ellasupE:r iorili1 delpaloèl'a.cciaio sulla trivella per fore i fori ver1.i,·,1li . Dopo parerd1i ,,aggi ho avulo i migliori risnltati dal palo rappl'Csentatò dalla rig. 6, in rui tulio il fnsLo Ira la. :=:cziont) ab cd (li g. 7) che è olt.augolare, pr rchè l'i,;Ln1me11to possa p iù facil mente 111aueggiarsi. rt palo finisce con .un rigonfiamento 111 nit kp, di arciaio tempralo, terminalo a pnnla, il qna le è anche ottangnh1rc e si ac('orcla con le sll's:--e facce ciel fusto. L'estremitit acuminala è urnt pil'arn.ide olta.ngolnre ro,' est:ia. La chiaue d'acGiaio a c.ern iern, rapprnseutaLa dalla , fig . 8, e la ma::::<t cli ferro (lig. 9) completano gli ordegui necessari per preparare 1rna mi,m w n l'opera cli quattro uomini e un grnduato. Due uomini, postisi 1' 11 110 dirimpcllo all'altl'o, i111pugHa.no il palo o lo tengono verticalmente con l'estremo awruinato poggialo su l suolo: gli ,lllri dne tengono in pronto la chiarn e si collocano l'uno di contro all 'alll'o, da una parte e rlall'alt.rn ciel palo, in direzione normale a quella degli alLri du e uom ini, a/Tinclic LutLi e qnallro possano lavora re intorno al palo senza clisturbar,-i rnenom.arn('nte. I primi due uomini (;Omincìano ad aprire il forb, "ollernn(lo il palo e facendolo ricadere sul suolo. Anzi è heue che l'opernzionesia iniziala da nn :<olo, perchù all ora più· esali.amen te il palo nei p rimi colpi non si diparle dal la slessa verlicale. Dopo ciascun colpo si deve agilare il palo, facendogli descrivere drlle superfiGie coniche nel fin<' cli elargare il più che "i può il l'oro sin dri.l pl'incipio. Quando il palo si sari1 cosi profondato più o meno nel terreno, si com incerà.a provare una crrla cli01coltà per estrarnelo. Allora subentra l'opera dei due

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(') Ad•>perando l'elettricità per dar fuoco allo mine forate, si è certi cho l'accensione ricsc!e centralo, quando si colloca l'innesco nella poh·crc dopo a,·er versata circa la metà ùclla carica laddove con la corda m:c~ia ordinUl'ia spesso la polvere può pigliar fuoco p1·irna che tultn l'anima çli poh·c1·lno, dal tr11 t. to di corda imm erso nolla carica, si sia brnciato. Giovel'Obl>o adu nq ue introd urre la corda miccia Bik ford in un tubo cli lutto, di 8 a 9 millimetri Ili diametro, fatto di più pezzi i quali si possano bene innestare l'uno nell'altro sul luogo .

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I MPIEGO OEL LA D I NAMITE

i'< ELLA P ICCOLA GU ERRA

uomini che maneggiano la chiave, i quali, a un cenno del graduato, incastrano in essa il palo, dopo ciascun colpo, e gl'imprimono dei movimenti di rotazione in un senso o in un altro : ed è bene che la chiave si adatti al palo a non più di 0"',30 da terra, perché cosi l'azione cli quella riesce più ef1i cace e pronta. In ta l guisa, attesa la forma poligonale della se7.ione trasversale della part.e infima m, np del palo (rìg. 7), la terra è obbligata. a cedere sotto la pressione degli spigoli vivi clell'islrumento, il fol'o si allarga, e così il pafo si può estrarre Sl1bito per farlo ricadere nuovamente e continuare il lavoro . Di tanto in tanto si versi un po'di acqua nel foro, per facilitare il movimento del palo, e quando si vegga della terra bagnata rimanere aderente ad esso, è bene estrarlo tutto· e rinettarlo. Del pari giova. rimuovere la terra sciolta dagli orli dell'orifizio del foro, onde questa non cada giù e n?n int.ralci il movimento del palo. Quando il foro non è molto inoltrato, sì che sporga fn ori Lerrrr una parte del palo più luùga. di quella. interrata , è bene agitarla vivamente dopo ciascun colpo, e farle descrivere, conte dicevamo, delle superficie coniche, nel fine di cosLipare me·gl io le terre e fovorìre l'elargmnento del foro. Si può in tal guisa conlinurrre il lavorò' finché si giunga. a tale profondi Là che si vegga che gli urti prodotti dalle successive cadute del palo sieno sensihi.Jmente anunorza.ti dall'attrito contro le parei.i più o meno sca bre del foro. All ora, perchè il traforo proceda speditmnente e non affatichi di troppo i soldati, si deve ricorrere subito all' impiego dell a. mazza (fig. H) precisrtmente come ~i fa nel pratirnre i fornelli da mina nell e rocce compatte. Uno dei due uomini, che maneggiavano il palo, batte con la mazza sulla testa di esso, e l'altro ti.en fermo il palo. Il battimento deve però alterna.rsi con l'imp iego della chiave, cioè dopo ogni 4 o 5 colpi. T due solcfo. Li deslinati a questo ordigno, debbono, a un cenno del graduato, incasLrani sub it.o il palo e farlo girare in un senso e in un altro lìno a che s·i vegga che esso si rnnora abbastan:m liberamen Le: ~ lo allora si potrà. r i.co m.i.nciare a hctttere. Alternando così, regolarmenLe, l'opera della mazza con quella della chiave, il lavoro procedera speditamente e tornerà poi facilissimo estrarre l'isLn1men to dal foro. Che se nel fare questa estrazione il palo, giunto in un punto della sua salita, presentasse (come talvolta incontra) una forte resistenza, basta che due uomini lo tengano sospeso e che gli altri

facciano giocare la chi<tve per vincere subito l'ìncaglio e trarre su il palo. Col meLodo descritto si vengono a unire i vantaggi della semplice barra con quell i della trivella. La percossa produce l'a[ondamento, il quale è favorito dagli spigoli vivi della part.c infima del palo; e l'impiego alternaLo della chiave all arga il foro e fac ili.la potentemente l'estrazione dell'istrumento. (~iova anzi rinetLere che quanto più presto si r icorrerà.all'impiego della maua, tanto più. speditoproceclerà il lavoro; cosicché è vantaggioso avere tre pali, lunghi 2"\50, 3 ,50 e 4-'U,50 rispeUivamente, per essere sicmi cli poter fare, nei casi più comuni, clei fori fino a 4 metri profondi . Cominciata I' operazion_e col palo di 2m, 50, quando esso si sarà affonda I.o fino a sporgere di un 3Ò centimetri da Lena, si può subilo sostituirgli il palo di 3m,50, e ricominciare l'operazione del battere. Che se non si avessero questi pali di lnnghezza crescenti, non è difficile in campagna con sacchi da terra, con pietre, o altro, fare in modo che l'uomo, che maneggia la mazza, possa collocarsi a 0"',80 o a 1"' da terra per poter cominciare al più presto l'operazione del battimento. Del rimanente se per , fare delle grandi tagliate sulle strade, potrà. esser necessar io collocare i forn elli damina da/4. a più metri cli profondità, per le mine invece che abbiano il solo scopo cli offe11dere il nemico eon la pro iezione dei materiali, sarebbe inutil e ostinarsi a profondare di molto la carnera. élelle polveri, quando l'indole del suolo lo rendesse diffici le, e varrebbe meglio moltiplicare il numero delle mine, farle poco profonde, e r icorrere a fornelli sopracca1·icat'i. Avendo l'at.l.o qualehe esperienza comparaliva fra questo me Lodo e quell o della semplice trivella, ho veduto che il fo ro progredisce mollo più lentamente con questa, senza. che i. soldati si a.lfoLichino meno. OlLre di che, se per poco la punta. della trivella incontra qualche grossa pietra dura, essa essendo impotente a forarla, obbliga pure a ricorrere al palo per rompe1fa. Con la barra di a.cciaio. (fig. 6) sono giunto ad oLLen ere i.l i1'1 111arzo, al pol igono della brigata feiTovieri di Torino, un foro di. 3 meLr.i in 20 minuti primi precisi con l'opera di quattro uomini. Certo io non pretendo di dare a questo risultato un valore assoluto, potendo esso variare da un .caso all'altro, secondo l'indole del sottosuolÒ; ma mi sembra che 111


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ÌMPIEGO DELLA DINAMlTE

questo fatto basLi a dare un'idea clella bontà del metodo, massime se si riflette che fuori l'abitato di Torino, clopo uno strato poco profondo di terra vegeLale, forma.Lo. dai prodotti della decomposizione delle sottostanti rocce e di tutti i resti :mimali e vegetali, si trov,t della ghiaia mist,t a grossi ciottoli, e un conglorne1:aLo diffi cile a forare, il qnale è cementato qua e là da calcare. Cosicchè nell'esperienza suddeua si udin benissimo lo scricch iolare delle pieLresoUo l'azione dell,t chiave, il clie, congiunto alla resistcma che . i sol da.ti provavano nel far girare il pa.lo, dimostra.va chiaramente che la parte rigo11(ia1a di esso mordeva. vivnme11te' il conglomeralo ('''). 1'01·peclini sotterra,nee. - Nell' ulLima gLLerra cl' America i confederati adoperarono non pure le torpedini sottomarine, ma anche quelle sottern1Ì1ee, èon le qu.al i mandarono in aria più volte interi convogli sull e ferrovie. In generale qo.este Lorpedini consisLono in solidi recipienLi stagni, come delle casse di ferro od.i legno molto resistenti e bene incatramate, o anche delle bombe o delle granale piene della loro carica ordinaria cli esplosione, o di di.namite, o <li fulmicotone, le quali si coll ocano soUerra a poca profondità, si muniscono cli apposita spoleua, e si ricoprono di terra a fine di oceultarle al nemico . Certo non si possono pretendere su.ll a terraferma e/fotti così potenti contro le forze mobili nemiche come quelli delle torpedini sottomarine, una sola. delle quali può mandare a picco la più formidabile nave. Nondimeno le torpedini sotterranee, considerale come semplici difese accessorie, hanno un grandissimo valore se si paragonano i loro effetti al loro piccolo cosi.o eél alla. facilità clell.'istaìJazioue, la quale non richiede nè grandi scavi, nè il penoso (') Ecco i dati relativ i ad alcuni dei cennati istrumcnti, fatti costrnire per la scuola di guerra. Palo d i 2 01 ,50 dì lunghezza cli accia io della fabbl'ica Mongenet (fig. 9): peso chilo-· gra ro mi . . . . . . . . . . . . . . 1\),00, Palo di 8111 ,,1s iJ. id.: peso ch ilog . . 24,00 Pa lo di 4"' ,58 ict. id.: peso chilog . . . . . . . 30,50 Chiave <.l cllo stesso acciaio /Og. 8), luilghczza, 0"',80: peso chilog . . . ,3,60 Mazza (fig. 9), lunghezza, om,so: peso chilog . . . . . . . . . . . 8,70 , peso totale ch ilog. 85,70 Diametro del cerchio in cui è scritto l'oUag_ono rappresen tante la sezione trasvet·sa!e de i fusti delle barre 0"',034. Dia metro del cerch io iu cui ò iscl'itto l'ottagono rappresentante la sezione tras,•ersale del massimo rigonfiamento all 'estremo delle barre 0 '"055. Co n questi istrumen ti si ebbe il giorno G aprilo un foro di 2'",60 in 16 mio uti, e un roro di l"\53 in 8 minuti il giorno 8 aprile.

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NELLA PICCOLA GUERHA

lavorio dei pozzi o delle gallerie necessario per preparare, cogli antichi metodi, delle mine militari. Il vantaggio dell'impiego della dinamite o del fulmicotone sulla polvere ordinaria, per caricare le torpedini, consiste pQi in questo che, se si adopera la polvere, la grossezza delle pareti del i·ecipiente, e qu.indi il pesq cli questo, deve essere considerevole, afflnchè l'infìammazione provocata. in un punto possa comunicarsi a tutta la cari cn prima che l'inviluppo si rompa, mentre la. dinamite consente l' impiego di recipi.enLi meno resistenti, e quindi più Jeggieei e r.rasportabili . Così, per le torpedini sottomarine, la polvere vuo le recipienti di ferro battuto cli 12 a 116 rni llimet.r i di grossezza; ma. _pel folm ico tone o per la dinam iLe basta una grosseua cli 4. o 5 mil limetri("'). Qtiesto è un reale vantaggio, <lacchè il peso e il volume dei recip ienti. sono un ostacolo serio all'aumento della potenza delle· torpedini, non solo per la difficoll:à dei trasporti ma aJtresì per il prezzo, il quale cresce con le dirnen-· sioni. 11 rapporto fra i volumi di•.due recipienti di ferro capaci di contenere due cariche, l'una di polvere e l'n.lLra di dinamite o cli fulmicotone, valevo li ,L produrre degli. effetti presso a poco e(fitiva-· lenti, può essere consideralo nèlle condizion i ordina.rie della pratica come /i. a 5: 1 (""") . E se al ma.ggior volume si aggiunga la maggior grossezza necessariii, nelle pareti, si vedrà che, sol.Lo una stessa forza, una torpedine carica cli polvere, oltre cli essere più vol urninosa, peserà dippiLi di un'altra carica di dinamite. Cosicchè, r ias-sumenclo, si scorge che, per avere il massimo e/letto da una data carica di pol vere ordinaria, si deve o interrarla più o meno nel suolo, secondo le form ole. della Leo eia delle· mine, e qu·indi sob ba.rcarsi, con gli anticl1i metodi dei pozzi o delle gaJierie, a penosi lavo11i di scavo, oppure si deve collocare bensì la carica a poca pr-ofond ità 1na ch iuderla in robusti 'recipienLi, .i quali possano dare molte schegge micidiali. Laddove una carica di clinam.iLe può dare effetti egualmente dannosi, quando sia app'ena nascosLa nella terra e contenuta in deboli. recipenti, come· l'ultima c,ttastrofe cli Pal'ma ne ha dat.o por troppo una doforosa prova! La differenza fra i diversi tipi ·di Lorpedi11i non consiste tanto. 1

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(·) Revue ma~it. et colon. 'l'<im. 4. 1876, pag. 4 t.8. (") I bid. T . !. 1$75, pag . 426.


NELLA P ICCOLA GUF.:RRA

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D<IJ' Ii.:GO DE I. LA DINAMITE

nella loro forma, o nella materia esplosiva con cui sono caricati, quanto nel processo di accensio110 che pu ò essere a volontlÌ., rnisto, o aiitomatico . L'accensione a Yolontà può comunicarsi a grandi di stanze, quando si ahhia110 apposit i apparnl i elettrici coi fili conduttori, i qnali però debboHO essere nascosi i accural.amente sotterra. Nelle minori di,;lanze si potrebbe impiegare (in mancanza dell'elettricità) la corda miccia cli sicurezza, la quale però rich iede che l'operatore sin posto al riparo clall.1 e::;plosione, od abb ia mollo sangue freddo por fare scoppiare la mina proprio nel momento opportuno. Questo proce~so d'accensione a volonlA oJTre alle trnppe amiche il vantaggio cli poter circolare li beramente sul terreno minato senza pericoli, porchè il difensore può fare agire gl'inneschi delle min e soJ quando gli talenta . Il 1n·ocesso misto è J'or.,e il migliore, perchè, quando le truppe amiche debbono circolare sul terreno minato, si può togliere alle torpedini la faco ltà d'e~plodere, s,~'~nga_n_o_u~·tati i loro _inneschi , e si può n darla quando si n 1ole che gli arLtflZI s,eno pronti ad operare contro il nemi co al menomo urlo , senza che Yi sia hisogno di osservatori. l\fo questo processo rich iccle appositi apparecchi elettrici co i conclnllori a doppio interrnttorc, e però riguarda il corpo del genio. Il processo automatico cons iste in tilla spolella congegnata in guisa da scoppiare al più piccolo urlo cagiona Lori clal pa,;saggio di pedoni, di carri, o di ca.valli, e produrre ltL de!o nazinnr della to rpedine. Questo proces,;o rende piLt insidio5e le mine. e permellc di 1enderc in ogni punto rnme nn agguato al nemico; eosicl'l1ègioverà meglio, in genera le, preparare molte torpedin i automatiche con piccole cariche anzi che poche con gmndi cariche. li proce:;so automatico sareb be opportunissimo lalrolt.a pci piccoli distaccamenti posti a guardia di punli importanti, po tendr> essi supplil'e alla pochezza delle forze col roHire la loro po;;izione mcrcè una o più linee di Lorpoclini automatiche, le quali premuniscano i difensori dalle sorprese che il nemico potrebbe !entare durante una fitla nebbia, o di noué, e li aiutino a sostenere dei combattimenti temporeggianti. Si rimprovera all e lorpedini automatiche elle il uem.ico, ell e avesse sentore della loro e3istenz,1, potre~be tal voiLa farle esplodere con l'urto di corpi duri lanciali sugl' inneschi; ma questo non è

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facile, nè sempre possibile. Queste torped ini possono dar luogo a disgrazi e nel caso di ricognizioni , durante la vigilanza nollurna afrìclata ai piccoli posti, o anche poi transito fortuito di gente neutrnle o amica sul terreno minalo . Ecco perchè sarebbe importante indicare sul terreno, mercèsegnali prestab iliti, i limitidollc zone in cui sono le 111 ine ,mtomatiche; salYO che non si traili di un terreno che si abbandoni del tutto al nemico, rome p. e. quando si copre una ritirala, o quando si vogliano rendere perico lose al nemico le proprie t:omunicazioni, interrando, lnngo le strade o lungo qualche streua, delle torpedini automa! iche che scoppino sotto l'unghia dei cavalli o le ruote dei carri. Nell 'ultinia g1ierra d'America si solevano segnare i limiti del terreno sotto il quale erano preparate le torpedini automatiche per mezzo di banderuole, a lìne di evitare qualu rH[ne peri1;0Jo all o truppe amiche. « Ebbene i soldati del nord << conosce,,ano il significato di siffatte handeruole, ed era tanto il << timore che loro ispiravano le Lorpeclini , che spesso le loro co« lonn e di assalto si sono arrestfl'te innanzi a piccole lrn nderuole « piantate amn i i a posizioni fortificate ,;u terreno nel quale non « era mina cli sm'La >l ("'). Le lorpedin i antomatiche, oltre di es ·ere adatte per rendere impraticabili le brecce all e C<\lonno di assalto, ::;ono anche opportune quando si collocano in mezzo alle rovine cli un'opera cl'arle, come u11 ponte, p. e:. che si sia demoliLo, e che si voglia impedire al nemico rli r iparare; posci:i.chè esse aumenteranno le diffico lti'L e cagioneranno un pericolo reale pei lavoratori, sui quali produrranno un grande effeuo morale. t:osi pure, combinando p. e. rlell e torpedini . snba,cqu ee colle :nnondazioni, qneste ultime diverrebbero nn ostacolo più serio pel nemico, quand'anche avessero poca nlLezza, cli acqua. J<: lo -,tesso dicasi delle ceppate, delle tagl iate d'alberi e simili , le quali sarebhero pitì. difficilmente distrutte dagli zappatori nemici, quando sotto di esse vi fossero nascoste qua e là delle torpedini · automatiche. Del pari , coprendo· il fron te clel campo dil'ensivo di una linea di battaglia, con pal'ecchie lince di torpedini a scacchiera, si darebbe una resistenz:L molto maggioro alle posizioni occupate. (' ) Co3R~nso. Forti(iea:ione, pag. 112.


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IMPIEGO DEL LA DINAMITF.

Non tralasceremo acci nnare l'utile impiego _che potrebbe farsi .di queste mi.ne rwtomatiche per far sa!Lare lungo una ferrovia un cori~oglio nemico. Di fatto, dopo avere scoperto dalla parLe di uno dei rnargin i della ferrovia un tra Lto di rotn ia compreso fra due traversine consecutive , si scavi un po' il terreno 11aturale nel mezzo (fig. 13) di questo tratto, in g11isa da po tervi co llocare una carica cli dinaiùite, la quale può essere di fo rma parallellepipeda ed esser contenuta in un i.nvolucro 1netnllico, di legno, o anche di teln. o d.i car!a, quando non dovesse r imanere molto lempo sotterrn . Alla ca1·tnccia cirmatci cli questa cari.ca di dinamite Sfl.rebbe fissata nna spoletta , co l !"HO tletoua Lore automatico posto prec;is,t1.nente sotto ta suola, dell a rotaia . Nel passaggio della locomotiv,t del treno, la parte di ro taia, che incombe sulla spo.letta, s'inl1eue alquanto per la propria elastici.ta. e·proè(uce cosi um press ione (più. o meno gr.anilc secondo l' intervallo f'ra le traversine e il peso della iocornitiva), la quale, in uno dei modi che .diremo in seguito, fa detonare la spoletta e quindi la carica. NaturnJmenLe la spoletta· dovrebbe avere una sensibilità tale da non scoppiare ct1e solo GOl passaggio di un peso proporzionato a quello di una Jocomoliva, alLrirnen ti il nemico poLrebbe spingere innanzi . ~lei piccol i carri sui hinari a fine di riconoscere la linert prima di avventurarvi. un intero convogl io. Notiamo del pari. che le torpecliui auLomaLiche potrebbero ,iver.e u.n largo impiego nella difesa delle nostre Alpi, perchò . in qnelle regioni non sempre si può trovare uno strato di Lerra così profondo che permetta l' impiego él'elle min e ordinarie cli i:amprtgna; quirnli sono preferibili le torpedini'. poichè si possono metter quasi a fior cl.i terl'a. 8e si sta sulla. difensiva, si noti che alcune delle co lonne leggiere e alcune compagnie alpine, dopo aver esercitata la difesa attiva nei. monti coi1 la massima energia, ,possono pure essere sopra/Talle dall 'ingrossare del nemico, e costrette a ripiegare man m,.no sui forti di sbarramento o sui nuclei maggiori cl.elle for1.e m.obili, alJhandonando il terreno all' invasore. A qur,li'epoca (ma solo alloni ben inteso) nulla S,lrebbe tan l:O util e quanto il disseminare delle torp(ldini automatiche sui passi più importanti, sulle strade, e su quei punLi , ben no ti al difensoee. in cni il nemico dovrà necessariamen te piantare le sue batterie

NELLA P ICCO!, A GUERRA

'127

per smantellare forti. Questo non costerebbe gran fatica al difensore, dovendo essere le torpedini piuttosto in gran numero ma piccole e però di facile trasporto; nè vi sarebbe alcun peri.colo, dn,cchè solo all'Liltirn'ora, e quando tutto fosse prepa.rato, si colloc~herebbero le spole~te auto matiche. Così voi gettereste lo sgomento e la titubanw nelle fde nemiche, tnntn più ~e si r iflette che la c;nstrnzione élelle batteri.e cl'assetlio s'inizia quns i sempre di notte, e che allora gl i scoppi agirebbero maggiormente sul morale del nemico e gli farebbero però.ere maggio1· tempo con grandissimo vantaggio della difesa. (fo cel"LO numero di queste torpedini , con la 1nateria esp losiva e le spolette mtl.omaLiche, potrebbe far parte del materiale da guerra di c:iaswn forte di i, barramen Lo . Del pari, nell a cl ifesR delle piazze forti, un,~ guarnigione attiva e intra,prendente potrebbe impiegare la.rgmnent.e !e torpedini automatiche su I terrenu degli approcci per rar perdere tempo e uomini al l'assediante, e rendere perplessi i lavorntori delle trin-cee. Di che abbiamo 1m bell'escmpi.o nella difesa del forte Wagner durante l'nltim,t guerra d'America, poi che nei terreno innanzi al suo front.e i federali r invennero durante l'assedio più di sessanta torpedini « acconciaLe mediante apposito apparecchio » per gu isa che in esse inciampando il passo degli uomini for11 mati in colonna d.'as~nJto, ne conseguiva l'esplosione . Quest'ostai> colo si estendeva l u.ngo l'i.nLier!i fronte meridionale clel1' opera. 11 dalla palude allc.~ controscarpa, e la pi.ù copiosa parte di queste ,1 torpedini era. suU'angusta fronte presso il margine sul qua.le » dovè passar la massa della colonna d'assalto >l ("} Queste torpedini consistevano o in bombe sepolte a fior cli terra con il hocchino in allo, in guisa che la parLe superiore dell a spoletta risullavR a. Jivello della. supedicie clel suolo, o in b,trili . di legno agli estremi clei quali erano connesse due appendici coniche pure di legno . L'apparecchio presentava la stessa forma che sogliono avere le torpedini galleggianti ecl era rafforzato da. robusti cerchi di fer ro fermati con ertviglie e con viti alle doghe di legno. In generale poi, nella gu~rra delle fortezze, la dinamite o il (·) (!iornale del Geni o, pag. 438. Anno 1865.


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lM PlEGO DELLA DINAM IT E

fulmicotone compresso dando il modo d'imprigionare in uno spazio relaLivamente piccolo una grande potenza di scoppio, permetteranno numerose combiw1zioni Javorevoli a chi sarà il primo ad aLtuarle. E però ù importanLissimo tener diet1:o ai progressi degli studi tecnici relativi ai moderni composti esplosivi, perchè una sorpresa d11 parte del nemico intorno ai mezzi di distruzione ci potrebbe costare assai caro in una guerra.

Detonatori pede torped·ini ai&tornatiche. - Sia che nelle torpedini si _adoperi la polvere pi.rica. ordinaria, sia che la dinamite, si. possono impiegare gli sLessi inneschi per l'accensione automatica, salvo, ben inteso, a tener modo i:he,nelcaso ctellaclinciniite, si.pro·vochi clirettam,ente l'accensione clella ca.7milci /idrninante della cart1icC'ia cmnata; mentre nel c~so clella polvere, l'accensione può dall'innesco. conwni.carsi immediatamente alla ca rica. Quest'inneschi si possono dividere in due grandi famiglie cioè, detonatori d1Jimici o mùciiqli pirotec1iici, i quali operano perreaiione chimica, cioè sono miscele intime di sostanze tali che con la rottura di qual.che diafragma si versa su di esse un liquido eccitatore, che dà luogo a una subitanea deflagrazione: e detonatori /ìdm,inanti che operano pel' azione meccanica, cioè sono tali che una leggera percussi.one o lo strofinio di un organo dell'a.ppara.to contro un composto chimico produce l'accensione. Lachimic,1 moderna. possiede molti miscugli pirntecnici, enulla è più foci le che esporne tutte le ricette; ma questa s1trebhe oziosa opera e tale da appagare forse gli eruditi ma non da giovare a noi mii ilari, i quaJi non dobbiamo andar dietro al recondito e al difficile, ma appiglial'ci alle soluzioni più semplici. E però basterà riflettere che il miglior miscuglio pirotecnico, per le torpedini sotterranee, è quello che soddisfa alle seguenti condizioni: ,1° Essere formato di sostanze fac ili <t trovarsi abbastanz,t pure nel commercio; · 2° Che queste sostan;~e sieno inalterabili all'aria, e dotate dì u~a stabilità d1imica Lale che si possano maneggiare impunemente q1ianclo sono isolate, cioè non ancora mescola.te insieme; 3° Gl'inneschi debbono essere sensibili in una misura proporzionala alla scopo cui debbono servire; racil~ a prepararsi , e non

129

NEL LA P ICCOLA GUERRA

debbono temere le scosse nè gli urti accidentali . Anèhe dopo un certo lasso di tempo, debbono poter dare la certezza della esplosione e di una costante sensibilità. fa Leoria di questi miscu.gli. è della massima semplicità. Essi sono d'ordinario cl.elle miscele ternarie. Uno dei corpi fornisce l'ossigeno necessario alla combustione; l'altro, che gli è a conLa.Llo intimo, brucia; e il terzo opera come eccitatore, cioè rompe r equilibrio molecolare del primo corpo in un punto qualunque della miscela, e pone ivi l'ossigeno di quello in libertà. Eccitata così la combustione, ess,t si propaga con rapidiL/1. in tutta la massa del miscuglio, il quale perciò di vampa in un istante. Questa semplice nozione basta per stabilire teoricamente la proporzione più razionale degl'ingreclienti, la quale dev'essere tale che il corpo combusLibile possa bruciare i1ueramente coll'ossigeno fornito dall'altro corpo. Tn altri termini, non vi dovrebb'essere eccesso nè clel corpo c.hehain sè imnrngaainato l'ossigeno, nè del corpo combustibile; ma qu.es.to non éieve intendersi in un senso troppo assoluto, non potendosi molte volLe d!:lterminare esattamente in qual modo accade l.1 decomposizione dei miscugli pirotecnici, poi che l'affinità dei corpi, posti a contatto ft;a loro, può esser modificata d,1 circostanze accesso rie, e vi possono essere delle reazioni secondarie e sopra tutto dei fenomeni di dissociazione, l' influenza delle quali cose non è ancora ben conosciuta.. Il miscuglio pirotecnico piLt acconcio per le torpedin i è il più conosciuto, cioè quello formato da clorato cli potassio, che è inaltembile all'(IJt·ia, e da. zucchero, o solforo di antimonio, che sono del pari inalterahili all'aria; le quali sostanze sono LutLe comunissime in cornrnercjo. Poche gocce di n.cido solforico concentrato, ch iuse in un tn.bicino cli vetro, comp ieLano l'innesco. Il clorato . di potassiB e l'una o l'altra. del.le detie sostanze non essendo pericolosi, quando sono maneggiati da soli , nè divenendo tal i se non qtlando sono mescolati insieme, si debbono triturare e polvetizzare separataniente in piccoli morta.i di porcel.J ana o anche di legno duro, fino a ridurle in polveri impDlpabili. Jn alcuni labomtorii, nei qua.li al' rn.iscuglio cli clorato di po Lassi o e cli solfuro di antimonio si deve aggiungere del fulminato di mercurio, si ha l'avvertenza cli passare il doralo e iI solfuro sepa.ratamente ANNO

x xur,

VOL. H .

\)


130

ad uno staccio frnissimo per espellerne qualche granello un po' più grosso, il quale, massime se di solforo, poLrebbe far nascere per la sua dui'ezza una esplosione nel comprimere la miscela Lernaria nella capsula d te deve contenerla. Ma trattandosi della semplice miscela cli clorato e di solfuro l'operazione dello staccio non è indispensabile. Si può · operare in questo caso su dieci o venti grammi di ciascuna sostanza per volta, avvertendo che i morLai e gli stacci adopera.Li pel clorato non debbono servire per lo zucchero e spec;ialmente per il solfuro, se non dopo che si sieno perfettamente ripuliti; auzi sarebbe prudente adoperare due mortai cl.istinti l'uno pel clorato e l'altro pel solfuro o per lo zucchero . I componenti clel miscuglio esplosivo, così polverizzati e posti in boccette distinte, si possono conservare per un tempo indet:ermina.to . Tutto al più sarebbe prudente cli non tenerli in sito umido, perchè è vero the le sostanze di cui si tral.ta sono in,a lterabili all'aria, ma. si deve semprc1 riflettere che LutL' i corpi, · ridotti allo si~1 to di estrema cli 11isione, acquistano una tendenza maggiore o m111ore, secondo la. loro natura, ad assorb ire l'umidità. Quando si vuol formare il miscuglio piro tecnico è bene prepa.: rarne una quantità tale eh~ basti per gl' inneschi che si vogliono earicare; e questo per evitare cli dover conservare una miscela p~:ricolosa. Si pesano separaLam.ente le cl.osi dei · due componenti con una sensibil e bilancia., si collocano insieme su cli un fogllo cli carta., che è necessario che sia ben liscia (glacée) e si rimescola.no per lo spazio di circa mezz'ora, mercè due o tre barbe di piuma, o anche servendosi cli ul'l piccolo slaccio di crine; il che favor isce l'intima miscela de_i componenti, che è condiz ione indispensabile onde si abb ia. I.a maggiore omogeneità nella. composizione, e cruindi un'accensione rapida e sicura. Nell'atto ehe il clorato di potassio e lo zucchero o il solfuro cli antimonio si mescolano insieme, nel modo che abbiamo descritto , non si desta fra loro alcnn'azione, perché le due materie, essendo sol1de, hanno le loro molecole per così dire legate e saldai.e insieme· cli .sorta che solo una causil esterna, che venisse .a turbare l' equili~ brio eh imico, potrebbe produrre la deflagrazione. QLtesLa. causa può essere un urto , il calorico, o un agente chimico. Rammentiamo che il clorato di_potassio contiene circa. 0,44 del suo peso di ossi.geno

131

NELLA PICCOLA GUERRA

IMPIEGO DELLA DINAMITE

couclensaLo, ma questo è manten~tto così debolmente in combinazio!1e, cioè l'equilibrio molecolare del clorato è cosìlabile, che basta un piccolo perturbamento perchè esso auhandoni tutto il suo ossigeno, tanto più rap idamente quanto più il sale sia in intimo contaLLo con sostanze pofrerulenti e combustib ili, le quali peniò bruceranno vivamente. Ora, l'acido solforico ha la virtù cli decompone prontamente il clorato di potassio alle ordinarie temperatu re, e di porre in ultim'analisi (a traverso parecchie reazioni intermedie) LuU.o il suo ossigeno in libertà. Ecco perchè basta far cadere la più piccola stilla di acido solforico su cli una quantità comunque grande della miscela di clorato cli potassio e zucchero, oppure di clorato e solfuro , perchè essa divampi istantaneamente. La seguente propoùione nella miscela, cioè: Zuechero in polvere finiss ima parti ,1; Clora.to cli potassio icl. id . 3; risponde alla teoria, cioè contiene ossigeno più ehe sufficiente per bruciare lo zucchero ("), e dà un miscuglio che, mentre divampa non appena tocco da una punta. qualunque intinta nell'acido solforico, è poi meno sensibil e agli urli che non la miscela cli clorato e di solfuro di antimonio; quindi è più sicuro di quest'ultima, e dà altresì una vampa più Yoluminosa, come tutti possono verificare. (1) Nella deflagrazione del miscuglio di clorato di potassio e di zucchero si deve ammettere che l'ossigeno e l' idrogeno, che entrano nella composizione chimica dello zuc chero, rimangano inattivi (percl10 essi vi sono nelle giuste pro porzioni da formare acqua) e che il carbonio dello zucchero bruci istant~neameute a spese dell'ossigeno del clorato. Cosl essendo, la reazio ne chimica può teo1'icamente rappresentarsi mcrcè la seguent e equatione: · C12 H 22 O"

..-----..

+ 8 K Cl 0 3 ~ potassio

zucchero

= 11 11'

0 + S K Cl + 12 C o• , acqua·.. ~ aO'idlTciè

potassio carbonica.

Introducendo in questa equazione i pesi mole.colat·i, desunti dalla tabr.lla dei pesi ato~ miei dei corpi semplici, si ha: 342

()80

+

=

198

wcciwÒ ~ ' acqua potassio

+

-------

596 + 528 ,..._,.._...._ clo ruro di anidride potassio carbonica.

Dnnque per bruciare completamente 3,1~ parti cli zucchero, ci vogliono !)80 pa rti di clorato di potassio; .

ma si ba

~ 980

=

_ I _ ossia prossima mente 2,86

1/ . •

.,

dunque rimane

dimostrato che la proporzione enunciata, di 3 parti di clorato di potassio e 1 di zucchero, è quella che risponde largamente alla teoria.


132

133

ùlPJEGO DELLA DI NA'.\UTE

NELLA P ICCOLA GUERRA

Avendo preparato parecchi di questi miscugl i pirotecnici nel htbora.Lorio della scuola di guerra, pregai l'egl'egio signor Parone di volerli sperimenLare con la piccola berla del laboraLorio di precisione di Torino. Egli Lro,;òcheunmassodi ferrod i 1IO chilogrammi, quando cade dall'altezza. di 60 millirn.eLri, può fare scoppia,re una piccola quanLi.La (6 o 7 centigrammi) del miscuglio di una parte di solfuro d'anLimonio e una parte di cloraLo di potassio, avvallo in un po' cli stagnola e posto su di una incudine di ferro; ma che per fare scopp iare il descritto miscugl io di clorato di potassio e di ;ucchero, posto nel le identiche condi.àoni, il piccolo masso della berta doveva cadere da un'altezza non minore di ,j 50 millimetri. Se invece dello_ zucchero si voi. esse adoperare il solforo di antimonio, è bene riflettere che fo, proporzione che in c.ifre l't)toncle meglio soddisfa :tl la (.eoria è quesLa (11): Clomto di potassio parli 11; Solf'u ro cli antimonio id. >I. Questo rniscugl io, come abbiamo detto, ò più sensibile agli urti che non il precedente, e però richiecle maggior i precauzioni. Anche la. celerità di eombustioneèmoltomaggiore; dappo ichèavendo l'iempite due capsule fulminanti del Nobel, l'una di 25 centigrammi del mi-

scuglio cli clorato e zucchero, e l'altra dello stesso peso della miscela cli clomto e solfuro, avendole poste verticalmente a terra, e fatto cadere su ciascu na di esse umt goccia di acido solforico, ho veduto che nell,t capstlla co llo zucchero è perceLtibil issimo e valutabile l'intervallo di tempo che corre datl.'istan te in cui il miscuglio comincia a bruciare e l'istante in cui si ode la detonazione clella capsul a, mentre co l solfuro questo tempo si può dire impercettibi le. ' In quanto a.i detomttori fulminanti. ne abb iamo èlue esemp i comunissimi nei cannelli. da innesco ,L sfregamen to delle a.rliglierie, e nelle cartucce dei nostri fucil i. Cosi. cchè s'intende subito che, un deLonatore fulminante per le Lorpedini sotterranee potrebb'essere congegnato in vari modi, e dovrebbe consistere,in una capsula, fortemen te raccomandata ad alcuni pezzi rigidi, e r ipiena del miscuglio fulm inante, sul quale agirebbe per strofini o o meglio per urto (sia. diecLLo, sia provocalo dallo scatto cli. una molla) un organo dell'apparecchio, quando l'innesco fosse calpestato o \Lt'lalo in nn modo qualsiasi.

(1) Di fatto, po nend o da part() lè reazioni secoudaric che accadono sempre in rAccola scala nelle detonazioni, e anche le dissociazioni cbe possono accadere, e che non è focile pre vedere in uu modo generale, egli è certo che la reazione chimica che accompagna la deflag,·azione della miscela di clorato di potassio e di solfuro d'an timonio , può rap presentarsi con l'equazione seguente:

sii• sa

+

~

ar.timonio

e K c1 o•

= a s o•

clorato di potassio

~ solfo,·osa

---------

+

+ s1J 2 o•

3 K c1

...------._

~

ossido di an timonio

cloruro di potassio

-----------residui che l'i01angono allo sta to soliào.

Ed è Yerosimile cbe si formi dell'anidriJe solforosa , perché essa è più stablle clell'auidride ~olforica - S0 3 - la quale atl <1lta tem peratur.a si decompone in so• e in ossigeno. Sostituendo i pesi molecolari ai simboli, questa equazione diviene: 3!C

,~

solfuro di antimonio

+

3G7.8

élÒratodi potassio

·=

!92 ~

anidr[ùe sol forosa

+

292

ossidodÌ

antimonio

+

223,8

éioroi~ potassio.

Onde si vede elle per bruciarn del tutto 310 parti di solforo di auli mouio, ci voglio,;o ~67,8 partì di clorato di potassio; ma il numero 310 è cli poco inferiore a 3C7,8, d1111qu 0 n mane d11nostrato che la proporzione di pa,·li eguali di clorato di potassio e di solfuro di antimonio è quella che sorldisfa larg<1mente alla teoria.

'

Spoletta e reazione chim,ica per le toriJeclini mitomatiche: espaie1ue dell'aiitore. L'accensione automatica delle torpedini può

essei' congegnata in vari modi. e anche improvvisata coi mezz i che in campagna si avranno sotto la mano. Senza voler discutere se sieno· da preferire le spolette fu lminanti o quello a reazione chimica, io mi limil o a descrivere una spoletta cli questa seconda specie, che mi semlm.t moli.o semplice e sicura, e che ho sperimentato con buon sncce~so. Questa spoletta può servini ugualmente, sia che la torpedine debba e;;3er caricata con dinamite, sia con la polvere ordinal'ia, dacché l'accensione si conrnnica in essa direttam ente a una capsula fulm inante Nobel. Le capsule privilegiate cli tal nome, vendib ili presso gli spacci di dinnm'il.e, sono eccellenti .eél offrono nella praticrt la maggiore garanzia, come dimostra il grandissimo consumo che s~ ne fa in Europa, dovunque s' impi ega la dinamite. Cosicché, nel congegnare la semplicissima spoletta cli cui parlo, mi sono proposto non solo cli renderla innocua nei. trasporti, ma di utilizzttl'e le stesse capsule Nobel del eommercio. Le varie spolette a l'eazione chimica, per torpedini, descritte


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IMPIEG O DELLA DINA:MITE

NELLA P ICCOLA GUERR A

dagli at~tori han~10 in s~, fin dalla loro fabbricaz ione , tutti gli el~rn e'.11.1 ~ecessa~·1 per drnimpare, cioè e il miscuglio pi1·otecn ico e 11 hqu_i~o ecc1La!ore, separati da qualche fragile diafragma, ma contenu~t m nno stesso p_icco lo tubo; perciò esse debbono essere maneggiale co n cautela, nè ~ono scene di pericoli nei rrasporti. Invee~ ho separata la. capsula contenente la materia fn lminanr.e da~ p1ccolo s.erhatoio di verro di acido solfo rico, cosicchè la loro unione no.n s1 opera come diremo, se .non quando si de,,e armare ln. torpedine. Per rn ggiungel'e questo scopo ho do vnto com inciare p~r tro, a1:e il modo .di fi$sare :;Labilmente pochi centigrammi della m1scela cli cl~1·a Lo _eh po tass io e di zncchero, che ò I.a più adatra, su.Ila snperfic,e superiore del fulmin alo dellE' capsul e, senza che il miscuglio pel'da me110111amenle della sua sensibilità all'a;;ione dell'cidclo solfo1·foo . ~ o Lrova~o, di etro pu l'ecclri snggi, che stemperando con una punta cl, legno circa sei centigrammi del eletto miscuo-Jio (pr~p~nllo nel modo giit descr ilto) con due gocce di nlcool onlin: rio pnnss1~no,.pos1e su di una Jastra di marmo, si oLtiene una pasta la qualest puo, mentr'è ancora umida, introdurre con la stessa punta di legno nella caps11Ia e fermarvela premendola leggermente s~ fulminato, con un cilindretto di legno dello stesso diametro della capsula e bagnaLo nell 'alcool perchè sin più s~urrevo lc. Si l'orina così un~ strato di pochi mill imetri, che ho ,eduto per esperienza nderirc pe1foltam~nte alle pareli della capsula e ind11l'irsi in guisa éla rima~er~ sta l~il~ente al s.u~ p~s~o. È nece~sario però preparare la pasla 111 p,ccol1ss11na quantrta, c1oe quanto è ,suffìcie11te , 1a . . pet· una, rap,,u alln. volta., salvo che parccchi individu i non 1-t,, ,.. ·n Jr. . ., . , 0 1 e155 ' • " 1 0 :,; 1 1Il. .ane,ì.mente. E qu~slo I!erchè la pronta ernporazione dell'alcool fa si che la p;:"La mdurnce prnsto all'aria Jibera, mentr·e è d'uopo che essa sut introdotta ancora. umida nella capsn la, lasciando che ivi l''.tlcool fr nisca di evapor,u·5i, l1 I Lriruen Lì Ia posta non acleririL stahilme.nl.e. Cinqne o sei centigrmnmi mi sembrano sufficienl i: una mag?ror dose renderebbe un po· più lenta l'azione, perchèdonebbe bruc,are nna rnaggior tfunnLiLit del miscuglio prima. che il fuoco potesse apprendersi al folminato. A, endo preparale in tnl modo mo lte cap~ule del Nob_el , e tenutele per mesi interi su di una lavola, ho potuto sempre ver1fìcare la solidità della pasta, la sua costante aderenza al fulminato, e la sna perfella sens ibililit all'azione delJ

1

·[!35

l'acido solforico . Onde ho ragion di credere che k capsule ~obel, con l'aggiunta. del mi~cuglio prnparato nel modo descritto, si conserveranno inderinitamente al pari di quell e 01·d inarie , senz,t che i pericoli sieno crc:.;ciuti, e!'sendo nolissimo che il miscuglio di clorn lo e di zucchero è rnolLo meno sensibile agli urli che non il fulminato . Le piccole scatole di latta, nelle cruali sono ntcch inse le ca.p snle Nobel del commercio, contengono mo lta segatura cli legno che riempie gli interstizi e anche le i.:apsule :-Lesse, su ll 'ullirno stra to delle quali Yi h,t nnchc trn po' di bambagia: µarimente si potrebbero con::enarc le cap:;ule preparate nel rnodo desi;ritto. Ciò prcme:sso, la spoletla che ho fotto costru ire consi,;te in un ci lindretlo a b e cl ( fig. 11O) di robusta lamiera cli ottone, del cl iameLl'O inLerno di :30 millirnetl'i e dell'altezza di 0"' .05, il qual<' t) chiu:;o in ab ed aperto nella parte :srrperior~. Un primo coperchio im esle e:;ternamentc il dello ci li ndro a vit e, alfoichè la spolella sia slagna, e pos.sa se rvire anche soLL'acqna. La parte :;;nperiore del coperchio è di duro mettlllo fuso ed ha ht pare10 infima e cl piri na, e la pnrel.c snpèriore,..:: sfoggiala ad imbuto col foro;; nel mezzo, del diamctrn di 4 millimeLl'i. Un tnhicino lnngo poc;hi millimetri forma corn eunn. protrazione di questo imbuto. l'na piccola gh iera mrla llica (coperla. cl i cuoio) rn n, di pochi mili irneLri cli largh ezza, è lissa la alla superfi cie esterna dd cilind retto. La spolcLl ,L ha nn secondo coperchi o, indicato sulla figura, la cui parete .::.nperiore è formata da una calotta sol.l ile cli lamina di piombo forl:emenl c salcl:1 La lun go il :suo lembo . Questo secondo coperchio si adatta :-ul primo e l'arvolge u.nchc a vite. l!na sferetta di vetro (a cui rimane, nel !'\Offi nrla, sempre u1m piccola appendice a punta) è ripiena di a,· ido solforico, ermeticamente chiuso\ti, e si p11ò Dèlagiarc ::ul pit:colo irnbuLo meLalli co r::s come indica la ligura ("'). La piccola ghiera nw, di rui ahbiamo pa.rlaLo , è collocal.a. a Lale altezza che aclatLnndo s1illa spoletta il seconclo coperc hio (dopo nvE'r me.,,so al ~110 poslo la si'erclta di vetro) f[ltesto è arreslulo qmrnclo rimane ancora qualche

(') Ques te sferette di Yetro, piene di acido solforico, si preparano facilmenLe da coloro che lavorano al cannello. Quello cb' io ho sperimentate per l a spoletta di cui parlo, sono state ratte dal signor Duroni di Torino.


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n!PJEGO DEL LA D{'IAM ITJ::

NP.LLA PICCOLA GUF.H RA

millimetro fra la calotta e la superficie. del veLro, onde non ,;i abbia mai a produrre urto o rottura. :\fa la ralot.ta essendo di piombo non impedisce menomamente che la sfereLla si sch ia(:ci non si to::;1.0 quella sia calpestata, cnrne ttitLi. possono verificare. Questi picco Ii serbato i di acido solfori co si. debhono trasporLn re a parte in scaLoie divise in piccoli scom1)ar1.imenti rivestii.i di stoffa, e copert.i con bambagia. Il ci lindretlo al.JCCl, una volta chiuso coi due d.escritt.i coperchi, costituisce la spoletta vuota· e trasportabile. Le cartucce din a.mitiche comuni della fabbrica di Avigliana entrano a perfetto com bacimnentn nel cilindro abcd; cosicchù quelle più piccole, che sono in ciascuna cassetta del commenio e eh~ servono per formare la carLuccia armata, possono sen·ire senz'al tro per lu detta spoletta. Solo è necessario che queste picco le cartucce, anzi che avere, coù1e tutte le :;i,Hre, la cari.a pergamena r ipiegata su sè stessa in entrarn.be le estremitù, ab biano da una parte un semplice fonde llo di carLa, il quale si possa facilmente bucare e porti un piccolo segno a colore chR ne indichi con precisione il centro . . Atl'ultim' ora, quamlo tutto sia JJen preparato, e la torped iue soLterranea già a post.o, lrnster;ì,, per innescada, che un solo individuo prenda, seco la descritta spoletta Yllola, una delle sferette di acido, una capsulu Nobel X. 3 (preparata nel moèlo che or ora abbiamo accenrn1lo) e una piccola cartuccia di dinamite lunga quanto il ~ilindretto 11bcd. Insomma è necessario che egli faccia delle open11.ion i ana loghe a quelle che tuui siamo abiLuati n, fare quando, dopo aver preparata una cari.ca cruaJsiasi di dinamite' vooforn10 . b innescarla. Toll i i dne coperch i chtl cili ndretto abcd, vi s'introduca la piccola cartuccia dinarnitica col fondello liscio di carta in alto. Si fori col solito spuntone di legno questo fondeJlo, e· si prolunghi il fo ro nella pasta per una lunghezza precisamente uguale a quel.la della C(lpsuln: indi s'introduca questa in modo che il suo orlo superiol'e collimi con la superficie cd, come i.ndica la figura, e si adatti il primo coperchio ad imbuto . Fatto cruest:o, s'introduca con cautela il cilin~reLto nell'occhio del!,~ torpedine; e qmuido esso cilindretto è hen fermo al sno posto, sì che non debhasi più rimuovere, all ora si adagerà la sferetta di vetro (fig. ;I O) dopo che l'operatore si sarà assicurato, nel prenderla, che quesLa sia inl,ttta, il che certo11on è

difficile. lndi si porrit il secondo coperch io, e cosi la Lorpedine rinurrtt bella e annata, cioè prontft a detonare cprnnclò l:J calotta di piombo sia calpestata. Di fatto, ammaccatosi. quest(l, e rottasi la sferetta, l'acido si verserà, e siccome è confinato da tutte parti nel piccolo imlmlo, così non potrà non co lare subito giLL pel tub icino di 4 millimetri di dia.metro che ò avviluppato dRUa capsula In quale ha 5 miHirnetri di diametro : ora, lrnst,t cl1e la più picco la ·stilla di acido arrivi entro la, capsula perchè la detona:1,ione accada inl'allantemente. Da ultimo notimno dm se lit d<'}scritt.a spoletta si vorrà fare a vite, ricavala sulla superficie esLerna del cilindro a,bcd, essa si potrit avvitare nell'occhio dellagranata torpedine q di qual alt.ro recipien!.e contenga la carica cli dinamite, purchò vi sia la ch iocciola corrispond1,mle. iVfa se la spoletta non san\ a vile, allora si Cermerà al Lrimenti eil megli o che si po trà, nell,t carica, essendo.i mportan te cheessariman<sa immobile: cosicchè se si 1.raua di un recipiente di legno improv~isalo per farne um torpedine, è necessario dispone le <',ose in modo cl1e, quando la spo letta. è messa a po:;to, r imanga come un piccolo dado rigido di legno (fig. Hl) interposto fra il fonélo di e:;s,t e quello del rncipiente, onde non vi sia il menomo dubbio che la spoletta, possa cedere e affonda1·,,i solt.o quella pressione che deye produrre Ia rot tura del la sferetta di vett·o . · 1t superfluo il dire che se mai la <'letta spoleLL,l dovess'essere adoprata sott'acqmt, dovrebbe fermarsi sulla torpen ine a vite, o in altro modo sta,gno, e in tal caso essa agirebbe ugualmenLe bene come a fior di terra. , Da crueste cose si vede che la spo letta, di cui parliamo offre la .Jnètssima siCLLrezza nei trasporti, poi che non obbliga dipar tirsi dalht regola, di Lenere le capsule fu lminanti separnLe dall e cartucce clinami Liche. TI trnsportar yuote le spo lette descr itte non dà ole,un fastidio, e, tutto al più, si potrebbero fornire cli un terzo coperchio di latta (punteggiato nella fig . ,1O) per meglio preservare la caloua di piombo. Cosicchè l'unica cura, ,da aversi sarit per le sfereue di Yelro piene di acido solforico; m.a questa cura di più mi sembra l,trgamente compensata ·.dall a sicurezza e dall a semplicilit del sistema. Del resto queste sferette di vetro piene di liquido, meni.re si schi,icc·iano infallanLemente quando l'uomo Yt passa SOJ)rit col

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'137


1;~8

IMPIEGO DE LLA D!N AMIT E NELLA P ICCOL A GUE RRA

piede, ancorchè siano collocate sul la terr~ vegetale, d'altra parte resistono agli urti più di quanto non parrebbe a prima giunta . Così, _lasciate cadere a terra su di un pavimento -cli legno cluro, non s1rompono se non q1iando l'altezza della caduta sia di <;irca ,1 metro , e su di un pavimento alla veuezi.ana si rompono quando cadono cla 0"', 90 di altezza. Cadendo poi su cli un suolo erboso, è impossiùile che si rompa.no , salvo che non vadano a battere su qualche pietra ; cosicchè l'opel'azione semplicissima di estrarre una cli queste sferette dalla loro custodia e andarla ad adagial'e sulla spolett.:t non può isp irare alcun timore che il vetro si rompa. Le figure ·I 1 e ·I 2 danno un' idea di alcuni dei modi in cui si poli'ebbero collocare nel terreno le torpedini automatiche. Nella figura 1,1 è una granata che fa da lOrpedine: nella figura ,12 la carica è racchiusa in una cassetta. Lii figora -I4. dà un'idea del modo in cui r imarrebbe la spoletta qua1;do si Yolesse collocare la torpedine a fior cli terra ~enza l'aggiunta di alcun pezzo di tavola sovrapposto. La fig . t1 fa vedere con quanla fac ilità si potrebbero rendere automatiche anche le mine ordina.rie, per m.ezzo di tubi metallici pieni di carica contirnrn o discontinua di dinamite ( 1), i quali collegassero la spoletta posta. in s, con un' allra cartuccia di dinami te C posta all'altro esterno del tubo, il quale è immerso nell a carica di polvere e poggia stabilmente sul fondo del foro. · Le esperienze eseguite con la descr itta spoletta hanno consistito nel farne armare parecchie da sempli.ci soldati con la so la. capsula e con l:L sfereW,1 di acido solforico, ma senza. dinamite, e nel colloc~rle _a fior dit erra., _nei vari modi accenna.ti nelle figure. Il passaggio cl1 un soldato cl1sarmato, al passo, il qua.le ab bia calpestala la spo_letta., ha sempre fatto scoppiare la capsula. E superfluo il dire che per maggior sicurezza si potrebbe armare ciascuna torpedine con dne o anche più spolette automaliche, anzichè con una sola. (Continiia) .

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DEL LA.

LEV A SUI GIOVANI NATI NELL'ANNO 1856 E

DELLE VICENDE DELL'ESERCITO ITALIANO dal ~· ottobre ~ 8i6 al 30 settembre -1 877

1

1

B. DE BENEDICTIS . Tenente colo11m,ello del genio. (l )

Dispensa di novembre 1877.

R elazione del tenente genera le F s DE lU CO a S. E. i l Min istro della gue r ra.

TORRE

Quest.o libro è parte cli quell'opera vastissima che il tenente generale Federico Torre, direttore delle leve, annual mente con assidua cura viene pubblicando; opera la quale è già tamo nota e già in tanta generak estimazione, pcrche possa fornire materia di novità alla critica illustrativa o riccyeme rinomanza. Esso non ò un lavoro il cui rinnovamento pci·iodico possa fa r perdere il merito e l'utilità delle precedenti pubblicazioni, come ordinariamente accade del maggioÌ· numero delle opere di statistica, ma è un'ordinata esposizione cli fatti che sono in modo indiscutibi le certificati ogni anno, e il cui legarne non può sfuggire a chi sa dai fenonìcni risalire alla percezione delle cause. Perciò oltre al valore intrinseco ohe ha come descrizione dello stato att\ulle dell'escrcit.o e della natura dei snoi clementi, ne riceve di riflesso un altro dalla possibilità elci raffronti coi oorrispon<lenti da ti cli nn'aln·:1 epoca, dalla · quale operazione comparativa si è certi di ricavare non incl1fferenti cognizioni, Le cifre che d'alt.ronde costituiscono la parte princi p,tlissima della statistica, sono per sè stesse mute e sterili, ma se si rannodano alle cagioni che le influenzano, alle circostanze che le rnodificano, riescono interessanti ed 'istrnttivc . È infatti il paragone dei risultati delle cose di un tempo con quelli di medesima natura cli altr} tempi, accompagnato clall 'att.ento esame delle condizioni in cui si producono i di[erenti effetti, quello che può condurre a scoprire la legge da cui dipendono , e la cui conoscenza è indispensabile per migliornre le istituzioni.


HO

DELLA LEVA

sur

G IOVANI NATI NELT.'ANXO

.

18;)G

Non bisogna pe1·i>. nllargaro troppo il campo delle intlagazioni per non. propagare crron, o conformare principi i contrastati fon dimostmz1om, pur c~s~ fondate snl sistema dei 11umeri. Si sn che la statisti<'a n~~~ '.: nna sc'.<~11 1.a /i~sa, ma variabi le e JH!ogrossiva, che 11011 insegna ve 11'.a gc•nc•ral,,. massnne assolute, ma 11otn se111pl icementc' i risultati a_ 1~1s'.1ra d_ie s1 prnducono, li aggruppn e li <'samina per trarne raz1ocm1 pratici e ;,datti ai kmpi . Chi <l'altra partr, llù"lrnrobhe che dall'_ossor:azionc dei dati, i r11wli rap prrseuta110 111 cose ~ei loro diff(•renti stati successivi, si possa a,·ere ,111alche lume sugli a, ,,•nimenti del pas~ato e su quell i che prrpara l',n venire? · Se l_o i11d~gi 1~i ,i spinsel'O talvolta tl'Oppo ol tre r, si cadd(l in confuse d1vagaz10111, drl'c~i pe1· questo iufPrire cli ;• iw~suu ragionamen to pos~a fondarsi sopra gli clementi che offro la statistica? Egli i• n•ro che• S_m, th_ prr~tav~ poca fede all'a ri tmet.iea politica, a quella coinbinazion 1, cl: dati co11_ cm si c·crca di ani,are n risultati, ni quali n011 si puù 1,tm_u~erc• c_lirettanwnte: ma l,llc sfiducia rra cau$ala cfall'ahu,;o di calcoli . 1rotet1ci, che si pretemlc>rn spacciare per tnnte rcri ti1. . St comprende lwne come siano <prnsi sempre i11certe, dirfi cilmeiHti ~-ll.'. ste_ le c·ongcttur_t1 mi cprnd ri di ,a lnt;iziouc pt'r dcdunc la pro,;pe111.t cl, _un paese, il :-no andamento progre:ssiYo o rPtrogrado, la media deUa ~nta urnana, clic è Yariahile scro11do la costituzione n~ica, In ab1Ludm 1, le '.·eg? le d_el _virnn.i _di ~iascn110 individuo. E fu i·ono appun_t_o_ 1 ~alla('! g1~11li.z1, 1_ mal .:,1cun docunwnti di C'ui :.-i rnl$rro alcuni ~~n.li::.t1, I ahuso ~I, ~1tar;1 a \ 11·enda ;cm:a trorpo npprofo 11 dire e ,·ruficaro I~ ''.sscrz101H accettate pr.r buono, che spnr,-01,0 Ja dil'fid enza sulla ~tat1,;t1ra clic tnnclc ari r lr,ar::i a f>iit alto c·oncetto ehi• 110u .· , ~ia rrur.11o er1 ~rna fu:?gi~i,a enumerazione, NI a p1·,,pnram all't•c·onomia li· basi su cui r1ucsta lon da 1a s11a anal isi. )I.a pe1· rontro sta il ratto, che !\OlanieHte per lll<'ZZO dcli,• riccrehc statistiche r del sistema delle induzioni ~i pr1Tr11np a dinw,·rar, che_ <l' iu I11ghiltcna [, , il numero <lrgli indiizenti anmrntav-1 iu ,.:'.,,'011~:.r, 1rctt.a Le, ~agrifìzi r.lin si limivano peli' diminui rl i. Fu fa ~tatis.tica ?Ile ~enn'.1c1 1ì alla eil'ile coscie11za la terribile mortalità, clw innanzi infìe~-n-a lll akuui o~pizi cli troratelli, ra/{giung,•ncl,l I' imma 11 p proporzwne dol :2G per cento. I

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1:~1 '. ili.tà di ciucsta sdenza. sia e~$a dcscritt.iva, ;:ia spcl'imeutale 011 rnc J::t.l1~1le, ed e prr tale c~ns1dera1.wnc che si a!'crnnò in principio 1 dupliet ' .alore drlla cnunc1ata Rela:sirme, tanto come c111u11era-

1 •, 1 •_

.z'. onc dt d11t1; rprnnto come ha~n di con f'1·onlo. Luuga rn ontc in ltnlia 51 ebbero acl invidiare' i resòco11ti statistici :?OVernnti,·i della Svezia,

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E DELLF,; VICENO!': DELL'ESERCITO ITALI.\NO

Hl

culla della statistica uflìciale, e i laY01·i teclesclt i di simile genere, 111a sotto il benefico influsso delle libere istituzioni anche questo ramo della ci, ile sapienza si avanzò nella , ia del progres;o, clw per tanto tempo f'n contr.1stato dalla i11q uietezza lloi caduti govel'll i, tla lla riif'ridenza e cattiva Yoloutà dei prirnli, thi lla iucuria ed inesperienza di coloro ('he doveH1no raccogliere le nccc:;saric parLicolarilit. Om 11ossediamo , arie preg,·,·oli opere di statistica, e se11za tema di csagcrru·•~ può a ffermal'si elio per l.:i (li I igonza co11 cui f'u 1'0110 racco I ti i clat.i 11umerici, l'arte cvu con la quale wnncro registrati cd ordinati, poche pubblicazioni del gc11creoffrono tanta guarantigia di n,ri\it, quanta 11c dà q1wlla snllo leve. I~ ciò è spiega bile pen;li è le du o rpialitù, che diffki!rnrute :;i troYnno in llltO slll tisla, cioè di buon osservatore e r[i arere una fornrerole posizione per os~errare. ;;ono riunite• nel no;;tro au torè, il 1rualc por [' alta sua carica r, per la lunga '.ma esperienza ha c;1111 po cli hc11 pondcrnro tntti gli elementi del rno lavoro. J I lilJro, schbcnr ricco di notizie, 1100 è poi volumino~o, ciò cllù formn 1111 pregio di tali $prcie di compilazioni, che periodicamente sono cln riunovarsi e debbono prestarsi nel essere raci lrne11tc consultate. E:;so ù clivi:;o in due pn l'ti; la prima espoue il proced imento delle operazioni che riflcuouo la lern; nella secondn :,i tratl/1 delle rnriazion i conccrncuti 1· esercito; inrine ~0110 allegati parecch i documenti . I L1tti registrati 11ou lrn n110 solamente i111portanzn poi 111 il it;wi ma per f'hiun11uc· atteudr a studi rconomici; lt' particolaritit raccolte snno appunto quelle ~og;rtte a mutazione, e perciò tali da do,er e~scrc notale, alfinchii non se 1HJ perda la traccia noli· anenirc . li prnrrnio è <la considera1·si come il [)l'OSJJOtlo delle rilPva11ti modilicazioni recate al nostro ordinamento militare ucl corso dell'anno della dcscrilla Relazio11e; ma se poi :;j collega con gli altri proemi tielle Rel:izioni pu bblica te 1101 1187'2, ,t87J, 1187;\., 11875 e,1876, si ha nell'insiClllC il ~ero ~ommario storico dc•lle leggi , dei de~r<•ti e di ogni specie di proY1ecli111euti, cl11• formaro110 ['attualt• nostro sistema militare. Ecl a chi alluutarnentc lng-ge quo.;ln prefo1,io1te non p11ù sfnggiro il rile, alllo hworo f'ompiuto dnll' amm inistrnzìone del la gnerrn per attuare le modificazioni ricono,;!'iute opportune e rese possihili iu seguito alla legge del 30 cliccmbrl' cH ·I87G, che appro,ù lo s lll lO di prinrn JH'CYisionc della spe,a del Min istero della guerra per l'a11110 1877. Oltre ai cam- . biamcnli recJti agli orgau ici, i sette comandi di corpo d'armata, colla legge ':l2 marzo ·I 8ìi iutoruo alla nno, a circoscrizione territoriale dl'I regno, furono port,1ti a rli c<.:i, le scùici divisioni e le al~retta11te direzioni di sauit:, r di to111111issariato a vou li , e ad ow111t0Lto i sottnntadue di-


142

1856

DELLA LEVA SUI GIOVAN I NA T I NELL'ANNO

stretti , colla ist.ituzione di 20 comandi superiori dei distretti medesimi. Coi successivi decreti si pubblicarono le tavole di circoscrizioni pcl servizio dei vari comandi, si fissarono le sedi dei tribunali militari territoriali, rlei tribunali mili tari speciali e fu stabilita la giurisdizione delle undici legioni dei carabinieri roa li. La fab bricazione di un maggior numero di fucili, moschetti ed accessori, munizioni ccc.; il riordinamento della scuola di guorra, le fortificazioni per la difesa di Roma e molti altri fatti importanti furono Qggctto di ulteriori leggi e decreti, fracuipossono annoverarsi le disposizioni per l'orùinamento dell'esercito di 2a linea . Dopo ·rruesta ràpicla rassegna della legislazione, indispensabile a sapersi per meglio intendere taluni rapporti dei dati numerici, si entra nel proemio medesimo nel campo della sta tistica, dal quale giova spigolare alcune interessanti particolarità. Il 30 settembre ,1871 l'Italia aveva tra eserci to permanente e milizia mobile descritti nei moli 9 19, 94-0 uomini: 659,(3'15 clell'cserci to permanente, 260,32.5 della milizia mobile. L' esercito permanente era ripartito nel modo seguente: Reggimenti di fa nteria 24-98 13 Distretti militari . 2.·155 17 Compagnié alpine 75tii Bersaglieri. . . 42557 Cavall1~ria . 232,1s Artiglieri a 59932. · ,, ,j 22.8 Genio . . Carabinieri Reali e aggiunti . . . 18983 Scuole militari e reparti d'istruzione 11723 Compagnie di sanità . 3909 Corpo invalidi e veterani •1175 Depositi dei cavalli stalloni 2.32. Compagnie di disciplina ·1395 353 Sta.bi li rr.1enti ( Uomini ,cli governo .. . ) Carcerati 363 U:11 1!lan ) Reclusi . 390 I li pena ~ nei recl Llsori . . 799 Ufficiali in servizio attivo, in disponibilità ,, o in aspettativa . •I •I 42.3 Ufficiali cli complemento . 2.05!1: La milizia mobile contava Fanteria cli linea e Bersaglieri 2.,i3050 A rtiglicria ·124-46 Genfo . 250(3 260325 Ufficiali . . . . . 2•179 Ufficiali cli complemento Hi 9•1994-0 1

1

1

H3

E DELLE VlCENDE DELL'ESERCIT O ITALIAN O

A questi 9,19940 aggiui1ti i 2.·167 uffìciali della riser~a ed i '2.9.0ti·I 3 uomini ascri~ti alla milizia territoriale si ave·vano u1 quel giorno ~ ,2·12,620 nomini. . Numero quest'ulti mo abbastanza eloquente per se. medesu~o, .e che paragonato con gli analoghi risul tati ~legli ~quivalent'. calcoli latti neg!t .anni precedenti, dimostra il pl'Ogress1vo sv1 luppo dei nostri orclllll militari e come ]' I talia possa ornai degnamente ass1clers1 nel com;esso delle forti nazioni. . . . Dato poi uno sguardo alla climo: trazione della forwdell',c=~1:c1to cli VJ$0 per armi e classi, si rileva che v1 erano Stl tto le arrnt 2 13031 uom1n1, in congedo illimitato, in disponibi li tà, e in a~pct.t~tiva 999~83 . .. . . Dai quali dati anche l'economista più int.rans1gente pno t.rarre 1. ~tde ammaestramento, come cioè si possa provvedere ad assicurare la d1lesa, la grand e1,za e ]a gloria di un popolo, secondo le necessità cle1 tem~)J: senza togliere al paese i mezzi per lo svolgimento defl a sua prospenta economica. .. . Non contando i '179137 ufficiali dell'esercito permanente, della m1liz1a mobile e della riserva ccl i 290i'H 3 uomini della milizia territoriale, restano 90/~·1110 uomini di truppa, tra esercito permanente e milizia mobile, dei quali: 1

Esercit,o permanente

Sott' ufficiali Caporali . Soldati .

Milizia mobile

3708

1o041 68958 5621133

,1,1,344 2391~50

6/~6 1138

258002

1

II numero è oggidì principale fattore della potenza militare, ma non certamente il solo. Essa si sa che dipende da un concorso d1 cause d'ordine economico, morale, intellettuale e fisico, che con metodi di osservazione diretta sopra fatti incontrastabili e con vigorosi raziocini si possono valutare. E. come uno degli elementi importanti per giudicare delle condizioni fisiche degli uomini è l'età, così riesce molto ist.ruttiva la situazione che li rappresenta clisLinti per anni, dalla crualc son tolti i seguenti dati:


1H

DEL LA LE VA S UI GIOVANI. NA'tl NE LL'ANNO

permanente

Minori di anni ,J8 Dai 18 ai 2 1 . » 2·1 ai 25 . » 25 ai 30 . » 30 ai fi.O. Oltre i 40 ..

342

!)930 4-55·195 ·165430 112834 2.407

1

I

:'llil izia mobile

254 1>287 ·17891,i. 73487

I

))

Neppure un giorno . . . Da ·un giorno a sei mesi Da sei mesi a un anno )) 1 a 2 anni. 2 a 3 3 a 4 )) 4 a 5 5 a 6 6 a 7 7 a 8 8 a 9 9 a 1O 1O a H 1) H a 12 12 a 13 )) 13 a '14 Ha 45 15 a 20 )> 20 a 25 Più di 25 anni . ))

))

646•138

I I

sotto ìn le armi _con~edo , li hm1tato

))

~58002

Il grande aumento numerico degli cscr·citi indusse i governi a di-

minuire il tempo del servizio militare sotto le armi nel limite giusto e necessario per l'istruzione e la discipliM, senza le quali non si hanno truppe lJene orrli uate e atte alla guerra odierna. Però per la stessa ragione non si è pot.uto dare nn. uguale valore a tutti gli elementi del nuovo sistema miJitare, ma si dovè in tutti gli Stati pensare a costituire µiù solidamente l'esercito di prima linea. Ora dal prospetto che segue qui appresso è faci.l e dedurre il. grado d' istruzione delle nostre truppt{ dal tempo che rimasero sotto le anni.

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Millzia m ob il e

Truppa

Tempo passato sotto le armi

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Totale

'145

E DELLE VICENDE DELL'ESERCITO ITAL IANO

Esercito permanente

Esercito

!:'l'.~

1

1856

))

- Igenerale ITruppa

366 394 610 359•1 29223 328·14 60046 442·1 64'\.67 58804 ,16•170 7497,\. 44,15!1 15'1048 ,195202 7700 32305 40005 7937 9994 ,17936 3 133 472 3305 40118 36 ,i,084 2537 6 2543 1 ·1252 1251 844 8Ml 590 590 11660 Hi60 97!1 974 5,10 5 1O !~91 /197 ,16,14 lM4 ,1045 •1045 970 970

666 H26 245 33059 279 6Vi46 3847 78821 5'108,1 246283 29575 69580 1022 18958 23 3328 1·1 4095 3 2M6 5 ,1251 844 590

1

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1

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1

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--- Totale

totale

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- -

~

Totale

-

-

·1660

914 5'10 497 •1614-

1045 970

- --

202211 243115 /146046 86757 532803

I Truppa di compl emento

Neppure un giorno . .. .. . Non oltre 2 mesi per la semplice ist.ruzione . . . . . . .

96023 96023

»

))

1 196 972·19 1

·104069 ·1011069 "70049 274•1,j 8

- - - - - --·- --- -- Totale della truppa di complemento . . . · . . . . . .

200092 200092 17•1245 371337

»

Totale generale . , . 20227 1 ,t43867 646,138 258002 904·140 1

Non meno interessanti saranno i dati che riportiamo qui appresso intorno alla milizia territoriale; la quale può. dirsi costituita da poco ANNO XXIII, VOL. II,

10


146

DELLA LEVA SUI GfOV ANI NATI NELL' ANNO

1856

più di un anno, cioè in seguito alla legge fondamentale del 30 giugno ·1876. Al 30 settembre ,1876 la milizia territoriale contava ;143,%3 uomini; Nel giorno e mese corrispondente del ·1877 si aveva nei ruoli . ))

Di essi provenivano : Dall'esercito permanente dopo compiuta la ferma temporanea di anni 112 . . · •10,1'14 uomini; Dall'esercito permanente dopo compiuta la forma p,ermanente . /~,2·13 Della milizia mobile al termine della ferma temporanea (uomini delle classi 1843 e 184,,\.) . . . 67,209 Dalla milizia mobile (uomini di :Z." c;ategoria delle classi ,18,rn e ,18~.7) . 94,842 Dalla leva sulle classi 1185l'S- 1I856 (uomini assegnati alla 3a çatogoria) . ·10\l,2.57 Dall'esercito permanente e dalla milizia mobile (uomini di 2.• categoria delle classi precedenti a quella del 1856 passati alla 3• categoria) . . . . . . 2.,•HO Dall'esercito permaneut11 n della milizia mobile ( uomini di 11• e 2." categoria delle classi precedenti a quella del 11856 passati alla 3" categoria) · 2., 768 2.90, :s 1;3 ))

1

1

Le successive cancellazioni fatte eseguirn dai consigli

di leva furono·

4,1%, le qnali avrebbero potuto essere chieste dai sindaci prima

-della estrazione a sorte, se, come si osserva nella Relazione, in tutti fosse stato eguale lo zelo per gli interessi dei loro amministrati. ' Un breve quadro statistico q~tinquennalè dimostra che il" numero dei riformati va ogni anno diminuendo; ma si vede per contro che aumenta quello dei rivedibili; fatto che attenua in parte il vaut.aggio che a prima ginnta apparisce . Ad ogni modo i 72,56 1 riformati sui 291,774 inscritti rappresentano il 24,87 °lo, proporzione abbastanza notevole ' e che adduc~ scco non liete considerazioni. 1

72,56•1 3 1,613

Aggiungendo ai riformati . i rivedibili che sono

1

))

))

))

))

))

1

))

. ~:ntriamo ~ra a discorrere della prima parte del libro, di quella 01oe c~rn ne e Ye_ramente la sostanza, e che dopo l'ampio e part.icolaregg1ato proemio meglio s'inte11dc, poichè già si conosce in tutti i suoi particolari quel sistema di ordini e di forze distribuite, il quale riceve vita appunto dalla leva. I giovani nati nell'anno 1856 che risultarono inscritti sulle liste di lev1,1 erano: 3'10, 0116, cioè capilista . omessi di leve anteriori. nati nell'anno ·1856 .

147

E DELLE VICENDE DELL'ESERCITO ITAL f ANO

'

30,067 2,615 277,364 310,046

. Efi~iÙando 5,_280 inscritti che dovevano far parte della speciale leva d1 mare, p1ù 12,992 che vennc~ro cancellati, si trovavano sulle. liste di leva prima dell'estrazione a sorte 29·1 ,7711.

si avrà un totale di cioè· i.I 35,73 °/0 da eliminarsi dalla leva sui giovani nati nel 4856. - Non entriamo in particolari confronti di questi dati con gli equivalenti degli anni scorsi, perehè ciò ci corn;lurrebbe uoppo lungi dal nostro scopo; ma accenniamo soltanto che combinando uria serie di osservazioni, per le qllal'i offrono c;ampo vastissimo le tabelle staListiche, ricche di dati sulle cause delle riforme colle rispettive proporzioni per provincie e per circondari, si possono fare moltissime induzioni sulle abitudini · clelfo vita, sul benessere materiale e morale, sullo svilu ppn delle popolazioni . Ma proeediamo nella nostra rassegna. Gli im;c;ri t.t.i dichiarati abi li al servizio, ma d1C per ragloni di fami glia ottennero l'esenr.ione· dàl servizio di ,t • e 2"' categoria e vennero assegnati alla 3a, furono :'.>783,~, nella proporzione cioè del ,19,82. per cento sul numero totale degli inscritti sulle liste d'e5trazione. Furono rimandati alla leva sulla classe 1851 per i rnot.ivi <[ui sotto indicati 3 1673 inscritti, cioè: 1

1

Per difetto di statura . Per infermità presun to ::;ana~ili Per inabilità riconosciuta nella visita all'estero Per legall e comprovati motivi .

10085 19696 59 11833 3,1673.

I volontari di un anno appartenenti alla 1a categoria che in questa leva chiesero di fruire di passare alla 2a mediante il pagamento di una tassa di lire 600 furono 206 .


148

DELLA LEVA SUI GlOVANI NATI NELL'ANNO

1856

o9

Ufficiali . Allievi negli istituti militari . Volonta1·i ordinari.

if'.:U. 1%0

1

oltre a qu.esti vi furono 502. volontari di un anno nati nel 1856 ammessi :a ritardare il servizio, e .735 ammessi a far subito l'anno di servizio. Gli studenti dell'università che ottennero di ritardare il servizio fino al 2.6°' anno di età. furono 475; ma vennero calcolati nel contingente di 1a categoria soli Hl.8, che aggiunti ad altri 5 mandati rivedibili a questa leva ammontarono a ·133. Furono dichiarati renitenti perchè non si presentarono all'esame ed all'arruolamento 9687, in ragione minore di quella della leva precedente. Colla legge del •18 giugno 1876 il contingente di 1a categoria fu fissato a 65,000 uomini. Ultimate tutte le operazioni della leva si ebbero i seguenti risultati: 1

1

Uomini di ,fa categoria . ))

))

))

))

(50950 52.2.67 57834

Agricoltori e pastori. 938 1'1 Uomini di fa tica 11519 Artigiani diversi. 8754: Muratori, scalpellini e simili . 8010 Impiegati, esercenti professioni libere e studenti 7221 Calzolai ed operai in pelJe. 6603 656/1Bovari e cavallari Operai in legno . 52.47 Proprietari 4975 Addetti alla fa bbricazione, preparazione e spaccio di ,1,590 · .commestibili Commercianti in genere 4468 fi,075 Operai in ferro ed·in al tri metalli Servitori in genere . 2.250 Barcaiuoli e pescatori . 98 1 Esercenti l)elle arti . 702 Artefici in metalli preziosi . 613 Maniscalch i . 356 Esercenti arti salutari . 2.03 Veteri nari. 43 Ufficiali, allievi negli istituti militari , volontari di nn anno in servizio, volont.ari che ritardano l'anno di servizio e studenti universitari 1553 1

1

Di questi sapevano leggere e scrivere. .sapevano soltanto .leggere ' . non sa pevano nè leggere nè scrivere.

174 051.

A questa cifra aggiunt( altri 1553 inscritti non calcolat.i nel contingente effettivo di ,fa categoria, cioè i 59 ufficiali, i 1237 volontari di lin anno, i 2.4, allievi negli istituti militari, ed i 133 studenti 1111iversitari, si avrà il numero totale degli inscritti disponibili 172.604. Ripartiti secondo le loro pr?fessioni, arti e mestieri si avranno i dati che possono giovare alla valutazione di alcuni rapporti fra le differenti classi sociali. 1

1

149

E DELLE VICENDE DELL'ESERCIT O ITALIANO

Il numero degli inscritti che sì fecero surrogare nel servizio militare dai propri fratelli furono 86. I volont~ri che già si trovavano in parte al servizio militare al tempo della leva erano:

172.604 17·162 cioè il Mt-,7·1 ) 5698 Il 3,30 , 010 89747 » 5•1,99} ,t 72.604 ,foo~.

Lè spese fatte. dal governo e dalle provincie per tutte le operazioni di questa leva furono L. •! ,733, 956 e 39, colla recapitolazione dei principali risultati esposti in succinto si chiude la parte prima . Nella seconda si compendiano tutte le fasi le quali, come fn accennato innanzi, arrecarono aumento o diminuzione all'esercito; ma si andrebbe troppo per le lunghe se si pretendesse farne un minuto esame. Rileviamo però che dal 1! 0 ottobre 1876 al 30 settembre 1877 vi furono 2.2.67 volontari ordinari. Al 2.8 febbraio 1877 vennero licenziali per termine di servizio 42.9 volontari di un anno; ma al p. ottobre 1876 se ne ebbero 63i, poichè U1 chiesero di ritardare il servizio. 1


E DELLE V ICENDE DELL'ESERCITO ITA LI ANO

DELLA L EVA SUI GIOVANI NATI NELL'ANNO 1856 150 In base al nuovo regolamento al 4° novembre ,1877 presero servizio 3~H altri volÒntari di nn anno . 4.g5 Chiesero di ritardarlo fi no nl '.26° .anno di età.

favoriscono ogni pubblico bene, e l' inGuenza delle buone leggi, tra cui annoveriamo principnlissima quella snll' istruzione obbligatoria, giungerà a cancellare le tracce delle passate ca lami tà cd ::iccrescerà la classe degli uomini vigorosi cli corpo e di spirito. Non è ignorato il fatto che i miglioramenti apportati dall'igiene sono più sensibili Mite classi istruite e l)ene educate, che esse sono le prime ad approfittare dei vantaggi cli ogni progresso, e .che lrmtamen te s'insinuano i buoni metodi e le buone abitudini nelle classi laboriose. Ma dopo questa osservazione è bcJte ri porta r·e alcuni ultimi dati della elaborata Relazione e propriamente tolti dal prospetto indicante il grado cl' istruzione let.teraria che gli uomini cli 1° c::itegoria della classe 1854: possedevano quando giunsero sotto le armi, in confronto al grado d'istruzione che risultò invece all 'atto (lel loro invio in congedo illimitato.

819 Dalla fine del 1876 ai primi mesi del ·I817 entrarono nei reparti di i8truzione 47r.>O gi9vnui; 110 u.scirono 1960 col grado di sergente dopo 48 a 24 mesi d'.istrnzione. I militari raffermati senza premio furono 794 . l raffermati con premio al 30 settembre 11877 erano 3677. Dal ·I O ouobre del ·1876 al 30 settembre ·1877 avvennero nella truppa del!' esercito permanente 0597 promozioni, 339 sospensioni e 99 1 retrocessioni di grado. Si trovavano al 30 settembre} del •1876 assegnali alle classi di punizione 685 rnilital'i; nel corso· clell' mrno della Relazione vi fu un aumento di altri 3,15 cd una cliµri nuzione cli 82J ; cli guisa che ne rimasero soltanto ,J77. 1

1

1

La classe cli cui si tratt.a era alla ·data del licenziamento di 54540 .

Qnando giun~ero sotto le armi sapevano leggere e scrivere '.26355 Sapevano soltanto leggere . · 4249 Non sapevano nè leggere nè scrive!'e 23936

Erano alle compagnie di disciplina 477 uomini, Vi passarono . ,13:H

5fi.MO

Alla data dcll' invio della classe in congedo illirni ta.to s·i ebbero per contro i risultnti qui appresso inclicati :

·1808

~e uscirono Rimasero .

1:286

Sapevano leggere e scrivere . . Non sapevano nè leggere nè scrivere soltanto

1

Disertarono nel corso clell' anno 838 uomini, dei r1uali ·1$) erano sottufficiali, 25 caporal i e 79.1, soldati. I militari riconosciuLi dietro rassegna di rimando non più idonei al servizio miìitare furono 2559. (i)uelli collocati a riposo e giubilati 233, ai quali si possono aggiungere 21 ammessi a pensione in seguito a riforma . I cancellati dai ruoli, perchè riconosciu ti indegni cli più appartenere aJI' esercito furono . ·107. · Infine si ebbero nell'esercito permanente e sotto le armi ;20,iO morti. Nel discorrere la Relazione cli cui trattiamo due nnmeri hanno.. più fortemente colpi ta la nostra attenzione, i quali sebLcuc indichino un miglioramento relafrvo agli anni, scorsi, t uttavia posti a confronto si . osse'i·va che hanno un nesso tra loro e che si è lontan i per ora dal. fondarvi sopra soddisfacenti considerazioni. Sono questi il numero dei riformati e quello degli illetterati. Però le nostre libere istituzioni ed jJ patriottismo degli uomini cui stn ::i cuore la prosperità ciel paese

151

5,1,122.

34,18

MMO

/

Cifre queste ultime che non hanno bisogno di molti commenti , e che va lgono a rettificare quelle 0ol le r1uali talvolta si pretende dimostrare · la quantità di produzione materiale perduta per causa del numero delle braccia tolte · ( però solo temporane;uncnte) al lavoro; essendo altronde noto, senza dire altro, che .tanto più si produce in un tempo, quante più cognizioni e capacità si hanno. Moltissime sono le indagini che, sulla base dei fatti descritti nell' opera cli cui abbiamo dato un saggio, si possono compiere coll'aiuto di raziocini scevri da fallaci sistemi; poich/.~ sia coloro che fanno della popolazione il centro, cui convergono (utte le ricerche della scienza st_atistica , sia quelli che abbracciano un ramo speciale di essa, come prù particolarmente chi stnrlia gli ordinamenti militari , trovano abbondanza di risultati.


152

DELLA LEVA SUI GIOVANI NATI NELL'ANNO

1856,

ECC.

Il metodo ordinato, semplice e rigoroso con cui· è fatta la enumerazione, le appropriate osservazioni, l' evidenza delle relazioni fra i dati e le cause che l' influenzarono, l'opportunità delle medie stabilite, sono i principali pregi di questo volume. ilqualecompendia quanto si riferisce alla_ vita, allo sviluppo, alle fasi dell'esercito nel periodo di un anno, e c1 rammenta un' osservazione di µno statista, cioè che la storia è la statistica in movimento e la stat'lstica è la storia in riposo.

LIBRI E PERIODICI R. C.

I.e re,•,•ovie ed i .I , •egg·iniento f'e1•1•ovie1•i nell'-e-

per GIUSEPPE DoN ESANA, capitano-Roma, tipografi.a Voghera, 1877.

se,•eito ge,•tHtlHieo,

del genio. -

'

.

Ecco nn opuscolo che in brevi pagine~ racchiude molta sostanza e tale che sarebbe utile cadesse sott'occhio e fermasse l'attenzione non solo dei mili tari studiosi, ma anche dei legislatori, degli amministratori delle strade ferrate, di tutti coloro cbe debbono interessarsi cli questi grandi e potenti mezzi della civiltà e della guerra . Non basta che l'opinione pubblica abbia l'idea astraua della importanza militare delle ferrovie; r.na è necessario che da tutti si riconosca quanto sia necessario predisporre ogni cosa pei movimenti e i trasporti, di comune accordo fra le amministrazioni mil itari e le civili, e ciò qualunque sia il sistema che si voglia adottare. Sul soggetto delle ferrovie in Italia abbiamo una grande questione sospesa ; ma comunque la si voglia risolvere, coll'esercizio o in mano di società privato o per -eonto proprio del governo, dovrà tosto o tardi riconoswrsi la necessità di regolare il servizio militare e ]a debi ta ingerenza del rninistero della guerra fin dal tempo cli pace sia nelle convenzioni con amministrazioni private, sia coll'ordinamento governativo . Sappiamo che in questa materia pur molto si ì) fatto dal nostro ministero della guerra e sappiamo cziandio che le società ferroviarie si prestarono alla richiesta cli quello e l'avorirono lo studio e l'azione dei militari; ma codesta non è materia che si possa lasciare all'arbitrio {li società o di uffici civili più o meno pieglìevoli e ben disposti; oc-


154,

'155

LIBRI

E PER IODIC I

corre sia catc~oricamcnte dctrrminato il diritto, dcli' amn1inistrazione della gnerra d'inter venire nelle cose ferroviarie. L'esempio della Germania, con molti particolari esposto in questo libreuo del capitano Dones,rna, reca rnolllì luce su quel soggetto . Qu i rilovin mo quanta sia l'importanìn ('. he nri rapporti militari fu data in Germania alle fcrrov ir ; qu.11 cura siasi posta ad organizzare .il ~ervizio militare ferroviario, nel mentre, mcrcè J' unfo111• clelle cN•rez-ioll'i delle /"errotie tedesche, lo Stato rnlle stabilirr tale :sistema per cui le di.verse li11cc fo:;scrn costruito ed cscl'citaLC seco 11do identici principii , per soddisfare ad llll tempo agli iuteressi 1·om111crciali cd ai militari . Le dirczioHi delle feçrovi1\ iu Germa nia, forouo obbligate eia una d<'liberazione del Heichstay ,ì presentare ogni due anni alla l'ancelleria federalo numerose- e partic-0lareggia1e notizie sullo stato delle rispettive ferrovie, e cii> per tm1ero inl'ormato il groudc stato maggioro circa la loro organizzazione e i mezzi di ('ui dispongono. Ad una sezione dello stesso stato maggiore venne affidato in tempo di pace il ser vizio militare forroYiario, e c·on quale ampia ingerenza lo ~i può dedurre dagli uffici tli sua particolare speltanza, che sono: ·I O i;;trniro ufficiali nel scr\'i;:io militarn delle fer rovie; 2° dirigere i trasporti militari, in tempo di paco, in occasioue tielle manovre o quanJo vengono licenziale o rh iama te le i;lassi; 3° preparnm i trasporti militari per il caso di guerra; 4° raccogliere dati str1 Listici i11tor110 alle ferrovi e proprie cd estere; 5° esaminare clnl punto cli Yist.a militare i pl'ogetti cli nuove linee ferrovia rie ; G ~tucliarc infine tutlr le altrr rrtrn~tioni che riguardano il servizio militare dl'i le strade ferra te. Si diri1 fhc tutte que$te l'Ose si fauno 1rnrP presso cli noi , e che 11oi put'C abJ,iarno al 11ostro corpo di stato maggiore 1111n ,;ezione trasporti lwne ord inata cd intrlligentement.e diretta . \'erissimo; ma chi sa di rci qual i_al.Iriti qunll:ì sezione, o l'autori tà sup1irio1·e per essa , avrit !in qui dovuto super,ll'e prr eseguire ben,• il suo còmpito? Quali sono lr sue fncolt.:t di front<' alle ammi 11istrazioni ci, ili delle ferrovie? È nf'cossa1·io, in una paro la, progaro le soeietit cho penttcttano si faccia sulle !iure e nelle stazioni riò che la prcparazi,ooe di guerra richiede, od. è questo. 11n diritto dell 'mnministrazio11.o mi li tnre? -Potremmo infìn,c an<'he Hire che ci si citi uu solo esempio in cui in I talia siasi re~pi nto o alm.e110 postergato il progetto cl i una linea, perchè gl'interos:;i militari ne avrehbero richiesta un'altra .

Dalle pubblicazioni adunque simili a rp1csta del Done~ana staturiscono inclirottamcnte ammaestr::nnenti per tutti. Quanto ai militari v'il ampia materia ili studio ~otto il loro aspetto_ spc~i~le._ r; autore de~ scrive rniuntameute tntlo. ciò che ritl ctte In d1spos1z1oni rogola111cn~ar1 pci ti;asporti di truppa e cli mat.erialc• da guerra, .l'organameuto l~r-:roviario todesw in gne1'ra, l'organizzazione del reggimento ferr:ovien in Prussia, Ja sua istruzione elementare tecnica e militare, la 1:trnzionc delle compagnie di co~trnziouc, l'ordi namento cl! guerra de_1. ferrovieri, r tuttr infine le disposizion i fìnorn cmann te rn Gcrma uia pel servizio militare ferroviario. .. . . l pa nicolari rli qnesl~ s·ingoie matr}rie si prc:storebbero ad ntd1ss11~1 confronti con quanto di analogo :;i P fatto ncll'e::-1'rcito nostro; tnttan~ cc ne asteniamo, aniitutto perchè le istituzioni analoghe presso !1'. noi Pbhero ,ita da troppo breve tempo, ed i11 secondo luogo perche 1 ~esiden che potremmo esporre e le proposte troverebbero pronta obbiezione nella scarsitit dei nostl'i mezzi rconornit;i'. i quali an'.·h c pe_r <1uesto so,metto non t'i permettono cli c-011:-rguirc quella perfezione di prepara;,~nc a cui potè _g iungere uno Stato ritco e potente come I~ ~-ermania. Del rc,;to le nostre parole tornerebbero superOnc per gl JUtcl\icrenti, } qnnli dalla lett11 rn. dell'o puscolo possono giungoce all e mcd~simc dPduzioui e conclusioni . E per que~to appunto lo raccomandialllo .

.•

c ,uasitle,·tt~ioni ,,ailittn•i sull'tellttccia,ne,do re,·J•ovitn•io dellte a•ete tosctenti colla ,·ete ptttltinn.

0

- Lettere del maggiore A. MASSA a l presidente ciel comitato modenese promotore della ferrovia Modena-Lucca. - Modena, tipografia Moneti, 1877. (Pagine 26). L'a,itore fu invitato dai componouti il comitalo sopraci tato ad esporre Jo ragioni tecniche, più propriamente mi litari, che stanno a favore dell::i linea Mocleua-Lucca a preferenza di altrP linee progeuate per uu nuovo valico r1,rroviai·io attraver-;o l' ApE-nnino toscano; e risponde a quello invito con q11P!-te lNtere. Egli prima di procedere alla dimostrazione, cosi sta bili~ce la c~ndiziouc principale del problema: neces.s1tà pel momento d:1 rostrn1 r e l, I


156

1;; PERIODI CI

L IBR I

ima linea {1Yrr01yi,~r:ia che pM' le e..~igenze dii giie;rra abbia ,;,z miglio1·e collegmne;nto possibile fra l'alta e lei media Italia nel nostro attiiale siste1~a fer·r?via:1:·i~. Entra cruindi ad esaminare questo sistema, ne tracpia lmee d1rettr1c!, alle quali, come ad a~si p1:incipali, devesi riferire l ~n~amento d~gh allacciamenti diversi in progetto raccordati colle ra.d1~li. del!a pcru~ola e del bacino del Po . Svi luppato questo concetto, ed elrrnmat1 <1uegh allacciamenti fra i proposti che più se ne scostano, l'autore vuole provare: Che _la .linea Modena-Lucca è il raccordamento più naturale e dirett? :r~ 11 nodo delle radiali mediane nell'Alta Italia e il nodo delle radiali mterne nelì'Italia peninsulare; che/~ l'allaccia'ment.0 fra Ja rete padana e toscana il quale offre, in caso cli mobilitazione condizioni migliori di indipendenza <! sicurezza sulle radia li disponibiÙ dell'intero sistema ; che è la linea la quale si presta alla maggiore latitudine di n~~nov1:a possibile Mila difesa della li nea del Po in eutrambe le ipotesi d rnva~1one; cl~. ultnno che è la linea che più di ogni altra servirebbe a co~r1re la ditesa della piazza-posizione di Bologna , sia contro attacchi da terra, sia contro attacchi da mare. Il Massa combatte le lince progettate Parma-Spezia e PontassieveFaenza. ·

l;

Nella soluzione del problema di un nuovo valico ferrov iario attraverso l' Apcnnino, crediamo che anche questo opuscolo meriti considerazione. I,

Histoi,•e ~,e l11 gue,•1•e ~,e C , •inaée par

CAMILLE Rou ssE'l'

de l'Académie fran çaise. - Paris, Hachette et comp. 1877. , Dopo le opere del Bazancourt, del Kinglake, del Todle])Cn e i lavori spe~iali di 1\uger, di Niel, di Elphistone poteva credersi che 'ima nuova stor1~ dellaguerra di Crimea non dovesse trova re posto; pvre, il libro del s1~nor R.o,usset ~arà .letto.con vivo interessamento per la purezza della lrng~ta, l armonra della Jorrna, la scorrevolezza del lo stile, le risorse dcli arguta parola . . L'a lto' pos_to che l'autore occupa fra gli scrittori francesi ci dispensa di altro aggmnger~ per dimostrare che la sua opera porta nuovo lustro alla letteratura stonca della guerra; ma non ci esime per ciò dall'obbligo

157

di es~minarne l'indole generale, apprezzarne il valore storico, fa rne risaltare le considerazioni politiche e militari che per avventnra valessero a meglio illuminare quell'episodio precursore della trasformazione del diritto cl.elle genti e dell'art<~ della guerra. Nel 18(19 il signor Camilla Roussct, conservatore degli archivi al Depot de la yiie1Te a .Par.igi , pubblicava un libro « I volontar1 del ·179 1-94: » con cui scm.brava volesse romperla con quel la letteratura che, eccitando la troppo sensibile fib ra dr~ll'amor proprio nazionale francese, suscitava l'esagerato sentimento della propria superiorità militare, non ultima ca usa di dolorosi disinganni. Oggi, il signor R.ousset, membro dell'accademia francese, ritorna 5ulla falsariga di cri.ml classicismo che per tanto tem po ha coperto la storia di una vernice esclusivamente francese. Sembra anzi che tale ritoroo sia . lo scopo principaJc~ dell'opera, quasi per presentare un modello del gerierc, pl'Ofhtanclo di un brano cli storia militare dalle più accreditate relazioni riguardato pri11cipalrnente dal punto di vista i;1giese o russo . Nella leuera indirizzata al generale Trochu, la quale a guisa di dedica precède il libro, l'autore espone le generali considerazioni che gli hanno consigliato cli t.rattare l'argomento della guerra di Crimea. Iu essa, fra altro, vi è detto: « Vi ha in qnesto momento conl.ro la guerra di Crimea, << di cui il minaccioso risvegliarsi della quistione d'Oriente ha ravvivato cc il ricordo, una certa opinione retroattiva, che non credo giusta. È vero « che la strana prernu ra e il disordine inesplicabile del suo iniziamento << sono stati cli un certo .funesto esempio. Non s'era fatto alcun prepa« rativo e nondimeno si riuscì; cl'ònde si Lirò la conclusione dai logici « d'allora che la preparazione alla guerra fosse un preliminare vera« mente inuti le. Nessuno perciò si diede la pena di preparare la guerra << del 1859, e ancora meno ahimè ! - la guerra del ,1870 . Ma non « è cli quest'errore che si occupano oggi i critici; ciò ch'cs,;;i rimpro« veruno alla guerra di Crimea è che avrebbe alienato la Russia dalla « :Francia . .Hanno torto. Nou soltanto v'è~ stato, durante IB osti lità, fra « l'esercito f'raucese e quello russo una notorih simpatia, ma, fatto al« tret.tanto notorio e pi ù ·importante, mai la .Francia e la Russia sono « state così vicine ad intendersi quanto dopo il trattato di Pari'gi. Furono « necessari gli errori poli tici di Napoleone III, segnatamente la sua con« nivcnza disgraziata all'insunezionc cli Polonia, per stornare da lui il « governo dello czar ed obbligare questo a cercare altrove un'alleanza. « Ciò ch'è vero dire è che la guerra di Cri mea ebbe per conseguenza, « per fa tto solo dell'imperatore, 00 11 per conseguenza necessaria, la guerra 1

1

1


15!)

LIBRI

E PERIODICI

d'Italia; che per consenso dell'impcratòre la .guerra d'l tf,llia produsse la guerra dol 1866, e rrucsLa fatalmente la guerra del ·I 870. Dopo la, un itit italiana, l'nnitù gnrmanica era logica; ma, invero, la guerra di « Crimea fau,1, nulla obbli/rnva Napoleouc TII a sccondare il conte di << Cavour ,i . An1.ituUo osserviamo che se dal modo con cui fu iniziata la gnr rra di Crirrìca v'è sLato taluno il quale abbia concluso c:;scre inutil i i pr({parativi di guc•rra per assicurarne la riuscita, ciò è a, ,·ennto solamente in Francia e pC'r opera 11011 ine!Jicace di quella lettcrn tura storicn di cui oggi il signor ll ousset sembra volei' presentare un nuovo tipo. Ad ogni modo, q ucsto Ln luno non meri ta il nome cl i logico, uè di allora, nè di qual:;iyoglia altro tempo . Lasciarno poi In conuiwnza rlcll'impcratore Xapolcone alt'i u,nrrezionc pola<'t:i. di cui non è forse oggi opportuno fr1r parola; ru:i constatinmo ('. ho, secondo il RousseL, I.i guerra d'l111 lia del· .JSJ!l f'u fa tta dnll'imperatorc 'ìapolconr, se non ronlro, aluwno senza l'espressa ,olonlit della Fr:inci.i, cosn che dispen;:;PrPbbc· gli Italiani di serbar<' grata memoria d(•.I saugue, rrsato dai lìgli della Fra ncia per la causa dell'n rri tit itali;rna. \ioi perù non ~farno di questo parere; o :;,• egli per 1wr:;onalc sentimento dcplom la rostituzione drllc nazionalitit italiana e germaniea, non do,•rebbe almeno, come storico, attribuirne la causa a )fopoloouc Ili . Via ... la poli tica tl'nn uomo, sia nuche l'imperatore dei l<'rauccsi, non i• CPrtamentP <1uclla che possa deciden' dell'aneuire delle n.izioni . È ben ,·ero che Xnpoleonc fil doveue sprsso far guerr1• nlferrando pretesti lnwni e çatti, i per nrnn.Lc11cre il prestigio della di1rnstia mediante una apparente grnndcw i militare ed nsce1ulenza politicn; ma le lPggi <lolle co11scµ-11enze l':rn tore doHrblie cercarl e in cause molto più purt' e gcnrmli che non l'interesse cli un uomo ~olo: questa Italia e quella Germa nia che gli riarmo la1110 :;ull'occhio, lwn fatto pu re rrnalco~:i per la loro rigencrniorr e. l\fa conrnnqnc sia, s'egli trova clro l'unità gcrmanicn ùopo quella itn liana è nn rauo logico, <lo, rebbe anche ammettere che s.irebhe stata c¾!u.ilmentc lo¾!ica l'unità itnliana dopo rruella :?ermanica: o che la Francia 11011 potoya impedire qnest'ultimo fatto lo ha dimostrai.o Jn gucrrn ,t 870-i ·I . Por fa r op1•1·a da storico ~incero e 4la profondo pcns.itorc, J':intore n, rebbe dovuto, non giù scemare al propl'io paese l'incontestabile merito rl'aYCf' sec.onda to e poteulcrnente favorita l'opera dell'unità i1alinn.1, ma ri mpianger() clrc la Francia invece di farsi guirl::u·c dalla cieca e me~chi na gelosia di prcdomiuio politico e militare, invece di senti rsi ferita

a Sadowa come se vi avesse toccaLn la ptopria disfattn, non abbia siu d'allorn aiutala coi suoi voti o collr, sue fo rze• la costituzione dcll'uuiti1 germanica. Forse avrebbe potuto .iggiuugere che così facendo la Francia non nHchbc perduto l'.\ !sazia e la Lorena, come con la guerrn per l'Italia av-eva in vece guadagnato Nizza r. S:woia. Ancora un'osservnzion e sull ' indole generale del libro. L'autore si laona che una certa 01lcra scritta in Inghil terra sia inspirat.1 da odio e che la l1•nltà dclln nazione inglese ripudia, e che è un lungo libello contro ht Francia, la sua marina ed il suo cscn:ito . Nomlirnono, il traduttore frauccsc clcll'opora, alla qu1de evidentemente .illude il signo r Rousset, così si e:;prime in proposi to: « Si accusa l'autore di mostrar:;i « infl pssibitc nemico della Francia, e si :iggiunge aYer rgli taccialo il « soldato francese di vigl iacchcrin. Io, n~n sa prei accetlarP tale in tcr« protuziou!}, e clt i11nrru e leggerà questo lavMo con auo11r.ionc vedrà di « leggeri tome l'autoro uon attacchi in nlcun rnodo le truppe stesso, ma « solamente qualchr wmerale me~so alia loro testa .... l'nutore, cli cui « rcudo il pensiero, 11011 hn forn111 ln1011uest'at(·,11!-a; egli non ha nrni nvl1 LO « intcmioue cli lancinrla » . - Dunque qu el Francese, oblJligato dalla trnduziorw a leggrre « con attenzione ,i lo pa role che tanto imprc;sionano il signor Rous:-.et, non , i hn tron1to altro se non il libero giudizio rl'1111 Inglese sulla condotta 111 ilitare di qualche generale franccsn . Nla uostro intoulo uon è di entrar' terzi uol In divergenza; solo è. interesse co11sta tare come nemmeno l'opera del signol' Roussnt sia prirn lli mal celato rancore contro l'alleato esercito inglese; e se il sig. Rou!\set ri fugge dal parlare aspro e reci~o. ii ~olamento porchè egli è troppo abi le nel fa!' nso della lino ironia .

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Nell'esporre le ragion i della guerra l'autore è molto pnrco in citaiioni di documenti, o, per mrglio dire, ue cita solamente quei brani che più rispo.udono n preseularc dal sno particolare pnnto cli vista la ingcre11zn della Francia. ~ on i: però mcuo interessante rileggere oggi quello pagine. La lunga enumerazione dei sollerfngi diplomalici, non vela la ragione istori('a di quella guei'ra, ma fo meglio risnltare i raffrouti con l'nttualo ngi wrsi della diplomazia por dnro un definito asseuo alla qu estione d'Oriento .. Nei preparativi lo11 ti, nella fo rmazione a spizzichi elci corpo di spedizione, negli insufficieuti trasporti marittimi messi da principio a disposizione del maresciallo Saiut-A ruaud, si scorge evidentemente non gi,\ l' imprevidenza dcll 'impr-csa mi litare, corno l'autore vorrebbe far supporre, ma la mancanza di un ben determinalo scopo assegnato alla guerra. -'


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F. PERlODJCI

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Lo stesso può dirsi dello sbarco a Gallipoli e del fastoso piano concertato a Varna con le titubanze e i pentimenti che lo seguirono. Quando le ·forzo alleate andavano raccogliendosi a Varna, cioè due mesi e mezzo dopo che le prime truppe inglesi o francesi erano sbarc11te a Gal lipoli , i Russi abbandooarono l'o.ssedio di Silistria, ripassarono il Danubio cd iniziarono la loro ritirata. " La Turchia (dico il Roussct) aveva di nuovo ben meritato dal« l'Europ11. L'anno innanzi, la sagacit.\ dei suoi ministri rosisrnndo alla « conl'crenza di Vienna, aveva salvato dal ridicolo gli autori della famosa " Nota; tenendo testa all'esercito russo, dando agli eserciti di Francia e « cl'Inghillena iI ternpo di costituirsi, l'ostinata rosistenw di Silistria " aveva a questi risparmiato le provoc:izioni d'uu nemico preparato alla «· lotta, l' umiliazione d'un'attitudine forzatamente difonsiYa e forse il << pericolo d'u11a ritirata ,, . Dunque per merito priuci pale della Turchine del suo esercito l'iuvasiouu russa era statn respinta. Qna l parte rimaneva ngli alleati della Turchia? Coutinuare offeusi,·ameutc cd a fondo la guerra contro la Russia per imporre a qu esta potcnzo condizioni tali da impedirle por l'avvenire di più t'ipeterc il tentati vo d'aggressione sarebbe stato logico, qualora se ne a , esse avuta la forza; ma i corpi di spedizione francese cd inglese presi assieme arrivavano appen.:i a 50000 uomini a quell'epoca . Non restava che abbandonar l'i mpresa con poca gloria, e senza raggiungere lo scopo che in fondo in fondo si proponevano Francia cd Inghilterra; l' una mantenere vivo il prestigio delle armi, l'altra abbattere la mari na militare rnssa. Quindi si spiegano beuissimo le risoluzion i prese a Parigi e a Londra. « li 23 giugno, dice il sig. Rousset, l' impcrat-0re ~apoleonc III « indiri.1.1.ava, da Saint-Clond, al marescia llo Saint-Arnancl una Jet« tera il di cui Luono 110 11 era nè soddisfatto, 11ò soddisfacente. L' im« peratore infatti , rimprove;rava al maresciallo d'a,'er negletta l'acca« sione di gettare i Russi nel Danubio; poi, siccome era as.~olntamente « necesscwfo di {'n r rziialche rosa, di rlare un col po prima doIla fin e cl clIn « campngna, an·cunarn vagamente a due obbiettivi, fra i quali si poteva « scegliere: An.:ipa o la Crimea ..... « A Londra si ora hen ii ltrimenti espliciti perchè vi si aveva una << risoluzione fortemente presa . La ritil"ata dei Russi appena conosciuta, « islruzioni precise Furono mandale a lord Raglan, il 29 giugno, dai " ~1inistri della regina. Gli fu espressamente i11terdetto d'entrar nella <e Dobcuccia e d'inseguire il nemico al di lit del Danu bio. Di tutte « le possibili spedizioni, nessuna, agli occhi del governo inglese, era

meglio iudicata, nè più necessaria dell'assedio di Sebastopoli. Per giungere a termiue di questa capitale impresa, hisognaYa soprattutto « c-0ndnrla prontamente, prc,·cnire lo arrivo di rinforzi nemici e, per « conseguenza, coucertar:si al più presto col maresciallo Sa int-Arnaud « e coi comandanti delle flotto. Un corpo turco con1anclato da uffiziali " francesi ed ingle~i $arebbc incaricato d'oe-cupnrc l'istmo di Pcrkop, « mentrr nna flotti gli~ , passando a fo rza lo stretto di Jeuik::dè, intcr<c cettcrohhe le conrnnicazioui della Russia con la Crimea sul mar <e d'A.zof. » Dopo molte titnbnnze, il maresciallo Saint- ArJJand avendo accettat(I in massima l' idea <lcll' assedio di Scbnstopoli, nna commissione di ufficiali francesi ed inglesi fu :;pcdita a ricouoscero le coste della Crimea; ma intanto il marescinllo Yollc tentare una punta ardita nella Dobrnccia con Lre divisioni precedute da un corpo cl.i cavalleria, da lui organizzalo sotto il pomposo uorne di Spah:is d'Oriente, e com pO$lO di circa 3000 basci-bu;;uk comandati da uflicinli francesi. Questa spedizione, la quale ebbe il disastroso Jinc che tutti sanno, vione dal sig. Rousset attribuita alla speranza di sottrarre l' esercito all' influenza colerica chn t>"ià co• . mmc1ava a manifestnrsi a Varna e ali' i11 tento di fare una seria dimostrnzione ,erso il Danubio mentre si facevauo i prcparati,·i per la spedizione di Crimea; però sir Kil./glal-u nella 7nva::;ione di C1·imea, crede poter asserire che il mnrcsciallo Saint-An1aud facesse la spedizione in Dobruccia n spiuto dall'amhi1.ione di lanciare un colpo sulle e< colonne del lo czar. » 11 7 settembre, qnrisi cill<flJC Lilesi dopù che l'u~crciLo ~nglo-franccse 1'ra scBso i11 Turchia, le flotte mossero dalla baia cli Balcik , orso la Crimea. " La flotta che porta,,a I' esercito francese ~i componeva di « ·15 vascel li cli linea, di cui ,\. ad clice, di 5 fregale n vela, di 35 << fregate, co1 'vetle o aYvisi a rnpore, r di ·I ·17 bastimenti dcll:i marina « mercantile, in totale I 7ì rnffi . 9 Yascclli di liuca della marina ot« tomana portavano la divisio11c turca. La flotta inglese compreudeva u prima tf O vascell i di linea e ,15 l'rcg-1ite o corvcLLC a v:iporc, questa <e era la squadra da combaLtimonto; le truppe cli tcl'ra dov·cvano prcn" dere imbarco sopra 150 magnifici trasporti del commercio, a \'apore «edavrla . ,, · L'autore non dà n1olti schiarimenti ~ui risultati della e~pJorazione anglo-franc,~se, ni• snlle ragioni che fecero preferire come pnnto di sbarco la rada segnala sulle carte ingl<'si col nome rii Old-fort, dalle rovine di un antico for le gr11ovesc, allo sbocco del Bulgauak. Le oprrazioni di sbarco furono eseguite fra il I l~ e il 18 settembre, <<

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ANNO XXT!I, VOL. I l.

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LIBRI 162 senza che i Russi vi opponessero ili11icoltà . .L'autore asserisce che lo sbarco si sarebbe finito il 16 per parte dei Francesi, e che il ritardo fu ca.usato dagli Inglesi; ma non fa cenno alcuno di no inconveniente di cui si son lamc11t:iti gli I nglesi. « La spiaggia situata in facci:i a Old -fort, « dice in proposito sir Kinglnke, era il pnn to di sbarco che lord Raglan « aveva scelto per Lutte le truppe all(~at.e. « Si era couYennt.o di mettere un ga,itcllo di rimpello al centro « ciel terreno designato, per indicare la linea di demarcazione fra le « srpiadre francesi cd inglesi . Le navi francesi o turche dovevano tro« varsi al sud del gnvitcllo, le inglesi al nord. Nella sera e durante « la notte elci 13, le navi delle tre nazioni s'appressarono il più pos<c sibile ai punti cli sbarco loro a:;scgnaii. e< ~fa nclln stessa noue ebbe luogo un:i manovra che minacciò di « rovesciai· tutti i progetti e di metter f:\Criarnentc in perico lo l'armonia « fra lo tl'll ppc francesi e le inglesi. Protetti da llo tenebre, i Francesi « posero ìl gaYitello, 11011 già in fnccia al centro, ma di rimpetto al « punto più settentriona le del terreno scelto . Quando apparve l'alba ,, si vide che lo navi inglesi, tJuantnnque realmente si trovassero al u posto assegnato, erano dal lato oppostv del prestabilito rispetto al u ga,itello, o piuttosto che il gavitello era dal lato opposto rispetto cc alle navi . e, Che l' atto·, causa cli questo inconvoniente, fosse semplice sbaglio da <e parte elci nostri alleati, oppure gl'andc avidi tà d' avere uno spazio « esteso, o che abbia avuto origine in un progetto più tenebroso, ad <e ogni modo esso _rispondeva perfcttnmente allo scopo degl i ufficiali « francesi, i quali aveva,10 cercato di fermar la spedizione. << Che si doveva fare? Se gli l nglcsi, sclegnanclo di prenrlero in con« siclerazione il cambiamento di posizione del gaviteJlo, nvessero per« sistito a :;barcare snl posto assegnato, tutta la loro squadra, le loro <e imbarcar.ioni si sarebbero mischiate ai Francc:;i; non ne poteva ri« sultare che confusione o forse anche un violcuto conflitto fra le due « forze alleate. Proporre cli trasportare il gavitello più lontano, oppure <e appiccare una discussione coi Francesi in tal momento, sal'ebbe stato ,e ritardare e far pericolare l' impresa. E no11dimeno iI li mite , tal « CjL lale era situato, escludeva gli lnglcsi dal punto di sbarco scelto. « ... .. Egli (sir Edmond Lyons) aveva osservato un miglio a nord u' di Old- fort una striscia cli terra che separa il lago Kamishlu dal <e mare, Lord Raglan o lui risolvettero di farvi sbarcare Jc truppe << britanniche. Questo progetto sepnrava, è vero, lo forze fr::mccsi d~Jlc « inglesi durante lo sbarco, ma questo inconveniente era cento volte

'163 « minore di quello elle si voleva evitare. Infatti, anche in presenza « del nemico, una separazione sarebbe stata proferibile alla confusione « o al litigio. « .. .. . ... La squadra inglese avendo dovuto trasportarsi. sopra un « nuovo punto di sbarco , lo disposizioni già stabili te fra i coman« danti furono necessariamente disturbato. Nondimeno la dilazione e « la confusione furono minori di q-uanto potevasi aspettare da un cnm« biamento così completo e subitaneo, e le navi inglesi si trovarono « ben presto nella posiziono prescelta. << Fra le migliaia di persone che erano a bordo, pochissime cnp i« ro110 il cambiamento fatto; non s'accorsero nemmeno ch'erano in <1 faccia a un nuovo punto cli sbarco .. ... Sin oggi si credo comune« mente che l'esercito inglese abbia effettuato lo sbarco ad Old- fort ». E PERIODICI

La ba ttaglia dell'Alma è descritta con impareggiabile chiarezza, con invidiabile facil ità d'espressione. Forse un militare vi anebbe tro,·ato posto per molte osservazioni ; l'autore vi trova solamente occasione per lagnarsi nuovamente della lentezza dogli Inglesi, o crode cho il maresciallo Saint-Aruaud abbia perfettamente dipinta la battaglia con le parole: « J'ai couru, les J nylais ont marchi » . :\la dimentica di soggiungere che nppunto per correre, avendo lasciato gli zaini della tru ppa in basso ne!Ja vallo dell'Alma , nou potè poi procedere ad un attivo inscguimc11 to del nemicò come, con ".ive i~tanzc, chiedeva lord Raglan . Del resto è da notare che le massimo perdite, 312·1 su 5709, furono inl}itte ai Russi a monto della strada Eupatoria-Sebastopoli, dove combattevano gli Inglesi, i quali dal canto loro subirono anche m~ssirne perdite fra gli alleati, 2000 su 3500, qunntunque fossero m mmor numero dèi Francesi e Turchi riuniti ('I). E non soltanto non s'inseguì il nemico, ma gli alleati rimasero auc?ra due interi giorni sul campo cli battaglia senza nulla operare . Por. gmsti lìcare questo ritardo, l'nutore riporta un brano di lettera del marescia Ilo Saint- Arnaud , in data del 2~ settembre, in cui è dello : « Ol'Inglcsi non sono ancora pl'onti, ed io son qui trattenuto come e, a. Balcik, come a Old- fort . A vero dire, essi hanno avuto più feriti « dt me o sono più lontani dal mare. Infi ne cloman i sera pernotterò <e alla Kaccia ,, . ~olla storia dell'invasione della Crimea del Kinglake, troviamo invece che e< lord Raglan fu d'avviso che la spedizione tutta aveva il

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/I) Vedi ToDiens~. -

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Défcnse dc Sébaitopoi. -

Tomo I , pag. 202.


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carattere della sorpresa; ch'essa era stata iniziata senza uua conosccnza esatta delle forze e del le risorse del nemico, e che gìi al« leati rmrno ancora nella più grande ignoranza su tale proposito; che « sapevano soltanto in modo positivo la viuoria dell'Al ma essere « stata un Jìcro colpo pel nemico, e che la migliore opportunità di « continuare il successo era data dal proseguire rapidamente e cer" care d'impossessarsi dei forti del nord con un colpo di mano .. ... . « Convinto dell'utilità d'un movimento immediato in avanti e cl' un « attacco dei forti elci nord, lord.. Raglan espose le sue icl.ee al mare« sciallo cli Francia, e gìi propose di marciare immctliatarnente sul " .Belhek, di passare questo corso d'acqua e di attaccare in seguito i « forti . ' « In risposta a tale propoRta cli marciare immodintameute inuaini « e cli attaccare i forti del nord, il maresciallo Sainl-Arnaud disse (( che le sue truppe erano stanche e che ciò 11011 si potevn ..... . Piu ,, tardi lord Raglan ebbe col maresciallo Saint-Arnaucl nn altro ab<< hoccamento, nel cruale fece i più grandi sforzi pc~r indurre il gene« raie francese a passare il Belbek. I l lllaresciallo rispose questa volta ·« c~ssersi egli assicurato che i Russi avevano erette forti opere in terra « sulla riva del torrente, e che quantunrrue egli non dubitasse della « capaciLù degli alleati a forzarle; come avevano forzato i trincera« menti sull'Alma, pur non poteva sopportare le perdite che ne sa« rebbero la conseguenza ».

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gioni che adduce non ci semhri1no mo lto convincent.i. In sostanza egli vuole provare che la prndenza fu giustificabile, ma si astiene perfino cli far c.enno del le ragioni che poteva_qo consigliare l'ardire e l'attacco immediato. Or ecco l'opinione espressa in proposito dal generale Tocllebeu nel suo stupendo lavoro « Défense de Séba.stopol » . Parlando cl ella possibilità d'un attacco improv·viso dopo clw gli alleati s'erano stabi liti a sud della piazza e mentre \Vlencikof era ancora lontano, egli dice : « Le opere del lato sud essendo sì deboli e la guarnigione sì poco << numerosa, era impossibi le sperare, anche supponendo una difesa delle « più valorose, di poter giungere a respingere nn nemico tanto su« p<>.riore in numero e d,i cui le forze, come abbiamo deLto, si ek- · « vavano a non meno cli 60000 uomi ni...... il nemico attaccando la « citt;1 o il sobborgo del la Karahelnaia non aveva in ciascuna volta <1 che 8000 uomini contro cli lui.. ...": i. difensori di Sebastopoli non « potevano contare sopra alcun soccorso, e ~i è visto che loro era di « assoluta impossibilità di respingere il nemico cou le sole forze clr~lla « guarnigione ... .. nò l'esaltazione delle truppe, nè la loro risoìuzione ,, di battersi sino all'ultima estrem ità avrebbero potuto salvar Seba« stopoli, se il nemico l'avesse attaccata immediatamente dopo il pas« saggio della Cernaia ». E descrilla con profonda conoscenza militare la reciproca condizione dopo ·il ritonio sotto la piazzn del principe Mencikof, e dimostrata la convenienza e la possi bili tà d'un attacco immediato da parte degli alleati, il generale Todlpben cosi conchiude: « Non ostante l'au« mento ·importante della guarnigione, Sebasto poli si trovava, ancora « a quest'epoca, ben luugì dalla condizione di 'non temere le conse« guenze rl\m attacco cli viva forza ». Abbiamo creduto di riportare questi brani dell'opera del generale 'l'oclleben perchò ci sembra che il signor Rousset non avrebbe dovuto così lep-germeute sorvolare su conclusioni cli una delle principa li autorità militari viventi, solamente per giùstifi,can~ l'operato dei Francesi; e diciamo dei Frnnccsi perchi: dal Kinglake sappiamo d 1c lord Raglan propose due voite di assaltare la piazza, il 27 e il ~9 settembre, Ìna che il generale Canrobert vi si ricusò nettamrmte, adducendo per ra-. gioni: le gravi perdite che si avrebbero dovuto subire attaccando la pia1,za prima di aver mezzo di rarnc tacere l'artiglieria; il pericolo che ne sarebbe derivato in caso d'insuccesso . Quando poi si crecleucro pronti a fulminare l'artiglieria della piHzza, ;gli alleati si dovettero convincere che anché i Russi avevano lavorato.

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Finaimente il ~6 settembre, dopo la marcia di !ÌDnco nella quale incontrarono a iVIackeusie la coda cli colonna dell'armata del principe cli Mencikof che si ritirava su Bakcisarai, gli alleati vennero a porsi a sud della piazza di Sebastopoli. F u in questo giorno che il maresciallo Saint-Arnaud dovette, per lo stato grave di sua salute, lasciare il comando in capo al generale Canrohert, il. qua le del resto era già mu11ito, all'insaputa del maresciallo, d'un ordine scritto dall'imperatore che gli dava il potere di ·assumerlo al bisogno . Saint-Arnaucl morì il ~9 . Gli alleati erano venuti sotto Sebastopoli nella piena convinzione della sollecita caduta della piazza; ma ben presto dovettero disingannarsi, e decidersi per l'attacco regolare. E e.erto. che l'assedio cli Sebastopoli sarà sempre ltna bellissima pagina di storia militare, vuoi per gli Httaccanti, vuoi pel difensore; ma, fu egli pro1lrio necessario quell'assedio dove s'impiegarono tanti mezzi, tanto tempo e tante vite? L'autore si sforza a dimostrarlo, ma le ra)


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167 « evidentemente al f)'i,ll d'arrolamento all'estero . Vi era in un canto cc d'Europa un piccolo popolo attivo, irrequiet.o, impaziente d'ingran« dire, un principe abile per tradizione cli famigl ia, un ministro ca« pace di tutto per soddisfa're le ambizioni del popolo e elci pri ncipe. · « Attenta a spingere la fortuna del Piemonte e del rf~ Vittorio Ema" nuc!c, nulla poteva stupire, sembrava, la politica del conte di Cavour. « L'lnghilterrn vi s'ingannò ; col dcuaro alla mano, e::;sa credette com" prare l'esercito piemontese. L'esercito piemontese non rm1 da ven« clere; se doveva entrare rrclla guerra, doveva essere a titolo di al« leato,. non di mercenario. L'Austria avea allora concluso il pauo « del ~ dicembre; il conte di Cavour volle trattare come l'Austria, <e e da pari a pari, con l'Inghilterra e la Francia .. ... " Il 112 gennaio 118i:i5 un protocollo constatò da pruna in guisa gec< nera le l'adesione della corte cli Torino ai princi pii che regolavano <e l'accordo dello potenze occidentali; il 26 tre convenzioni furo no fir« mate; le due prime consacravano l'alleanza politica · e militare del « Piemonte con l'J.nghilterra e la Francia; un corpo di ,15000 uomini « doveva r~ssere, nel più breve tempo, organizzato a.Torino, provvisto cc di ogni accessorio, e pronto a partire peJ teatro di guerra. La terza « convenzione, puramente finanziaria, stipulava nn prestito di un mie< lioue di lire sterline fatto dall'Inghilterra al Piemonte, con l'aggio cc del quattro per cento, interessi e ammortizzazione compresi ». Poco dopo l'autore continua: << Il generale Alfoùso della l\1armora, il qua.l e pel comando del « corpo ausiliario piemontese abbandonava il ministero della guerra, cc si sentiva si poco obbligato verso gl'Inglesi, che si n dal ,15 gennaio « egli scriveva al generale Canrobert in maniera da mettersi in qualche ,, modo e anticipatamente sotto i suoi ordini » . Noi veramente non sappiamo se il generale La Marmora sentivasi o no obbliga~o verso gl'Inglesi; po'Ssiamo tuttavia affermare che allo stesso modo con cui il governo piemontese volle tra ttare da pari a pari coi governi di Francia e d'Inghilterra, cosi il suo generale senti sempre di stare a pari dei comandanti in capo degli altri corpi di spèdizione in Cri111ea, dal momento che a nessuno era conferito il comando supremo delle fo rze alleate. Nè il brano di scritto dello stesso ' generale La Marmora, che l'autore riporta più tardi, prova altro se non che il generale piemontese non ern per tolleràre' ·nè dipendenza di sorta, nè un posto secondario per le sue truppe. Del resto per quanto fosse stata la premura del grmera le La Marmora di mettersi anticipcitam,ente sotto gli ordini del generale fr~ncese , la data del 15 E PERIODICI

Il bombardamento del 17 ottobre, nel quale le batterie dell'attacco furono messe in silenzio da quelle della difesa, fu per gli alleati la prova più cònvincente delle difficoltà grandissime che oramai dovevano aspettarsi nell'appena iniziata impresa. · Nella narrazione delle riprese offensive del principe di' l\'I:encikof, le quali diedero lnogo alle azioni cli Balaclava e d'Inkermann, dobbiamo lodare lo stile brioso, ma non vi troviamo eguale chiarezza d'esposizione. La battaglia d'Inkermann segnatamente vi è esposta per aneddoti artisticamente dipinti, ma nei quali il lettore incontra molta difficoltà acl afferrare immediatamente l'insieme generale del l'azione. L'autore, dopo aver tributato la sua ammirazione all'eroica resistenza del le truppe inglesi, ci dic<~ che queste, estenuate dalla fatica e da lle perdite, non più potevano arresi.are il so-verchiaute numero dei nemici, e .la battaglia precipitava a danno degli alleati, quando intervenne il generale Bosquet alla testa di pochi battaglioni francesi. Dopo breve ma fiero contrasto l<1- scena cambiò; i Russi sorpresi alla vista dei pantaloni rossi rincularono d'un grande spazio, poscia dovunque incalzai.i _voi. tarono in rotta precipitando in gran numero dalle balze del monte Sapune, sotto 1a cui muraglia rocciosa "7 mesi dopo poteronsi pietosamente raccogliersi le ossa lavate dalla pioggia e imbianchite dal sole. La vittoria fu dunque dei Francesi; ma tlopo tutto non si spiega come il generale Bosquct ch'ei·a a immediata portata dell'azione avesse aspettato dalle 6 del mattino fin dopo le 11Oper condurre i suoi rinforzi agli Inglesi, e come non fosse riuscito a raccogliere un maggior nucleo di truppe. La battaglia d'Inkcrmann, combattuta il 5 novembre, venne in punto a disturbare i progetti d'assalto della piazza già formati eia qualche giorno e che dovevano attuarsi il 7. Fu deciso in.vece di aspettare i chiesti rinforzi dalla Francia e dall'Inghilterra . Da questo momento cominciarono le operazioni difensive e le cure per lo svernamento degli eserciti alleati. Fu appunto sul principio del 1855 che il Piemonte entrò nell'alleanza contro la Russia. A tale proposito l'autore dice che il governo inglese per rifornire il suo esercito in Crimea si .era veduto costretto di domandare al Parlamenlo la facol tà cli reclutare 10000 stranieri, poscia aggiornò le Camere. « Nell'intervallo, il governo della regina si affrettò di riprendere « una negoziazione cominciata sin dal mese cli novembre e connessa 1

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E PE FUO D1C I

gennaio ci srlmhra anche Lroppo anticipaLa, pcrchè sarebbe non solo ante1·iorc alla sua nomina a comandante in capo del corpo di spedizione, che avvenne in data del 1° aprile, ma anche prima di stipulare la convenzione.

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della Cernaia, ma per climostrnre la tendenza dell'autore di esaltare l'opera dei Francesi anche a t isch io di maltrattare la storia. · Non ci siamo occupati !li csamiMre la descrizione che l'autore fa delle opere e clella guerra d'assed io propriamente detta, perchè troppo avremmo dovuto eccedere lo spazio consen ti to ad un semplice cen110 hibliogra6co, segnatamente se nvessimo voluto entrare nei particolari tecnici . Diremo soltanto che in complesso le operazioni vi sono esposte con chi2rezza ecl ordino, e l'nutore ha sap uto trovar modo, pure in mezzo all'aridezza del tecnicismo, di rendere at.t.raenle e hriosa fa sua descrizione; anch e in qnesta pane però, come in tutto, prevale il scnt.imento esclnsivamente francese, e qna e Jit lascia a desidcrnrc quakosa dal punto cli vist::i. puramente militare. Dopo la caduta rii Sebastopoli, l'autore ci ripresenta il conte di Cavonr al congresso di Parigi, dove « sostenuto da lord Clareudon, « battagliò energicame11te contro i plcnipotcnziarii dell'Austria ». Egli soO'n'itt1we che la discus:-;ione « non ebhc una conclusione, m:i, con la ç)t) ç) « connivenza dei go,·erni di Francifl e cl'Ingh il terra, la situazione « degli affari italiani era stata soleunemenle tracloLta innanzi al giu« dizio d'Europa» . Pure l'autore non fa riìevare un particolare che -ci sHmhra meritar la pena di essere rammentato, perchè caratterizza meglio di ogni altro l'ingegno e l'abilità diplomalica dol plenipotenziario piemo11tesc. Nella sedu ta del .J.i. aprile il plenipotenziario dell'Inghilterra avendo proposto di ammettére di doversi per l'avYcnirc ricorrere alla mediazione d'una potenza amica prima di risofrersi a definire cou la forza i conllitti internazionnli, il co11te di Cavour domnndò sr~ fosse nell'intenzione elci proponente di estendere la massima anche agli intervetui militari diretti contro governi, cli {atto, citando come esempio l'intervento ftllstr iaco nel regno di Napoli nel 1182.,f. A tal.e suggestione il conte di Bnol plen,ipotenziario austriaco, dichiarò che il suo g;vcrno uon potrebbe aderire alla proposta , qu.:ilora ad essa si volesse clare un sign ificato troppo largo « o dedurne delle conseguenze favo<c revoli ai governi di ratto n a dotL1 'ine ch'egli non saprebbe a111« mettere ». . t'esplicita dichiarazione che il conte di Cavom seppe provocare dovette certamente riuscir sgradita all'imperatore ~apolcone, C.'lpo dell'un ico governo di fatt.o, secondo le teorie allora professate dall'Austria, che fosse rappresentat,o al congresso . Da quel momento egli doveue certamente proporsi di rintuzzare le dottrine anstrii.1che.

li principio del ,1855 fu pure f'econdo di trattative diplomatiche, in conseguenza della morto dell'imperatore Nicolò J e dei più miti propositi ciel suo successore Alessandro II. Nondime.uo tlopo lo svernamento, le operazioni. mi li tari ricominciarono con nuovo vigore, segnatamente dopo che il generale Caurobert, avendo domandato cl' essere esonerato del comando iu capo del corpo di spedizione francese , fu sostituito dal genrirale Pòlissier. Kou c'intrnttor-rcmo su questi fatti che nulla valgono a caratterizzare l'opera ciel Rousset. Dobbiamo però ancora aggiuogere ([llalche parola a proposito della battaglia della Cernaia, o cli Traktir, come la chiamano i Francesi. Dopo aver descritto la disposizione.. delle truppe f'rancesi sui monti. Fediu khine e di quelle sarde sul monte Hasfort, ed accennato alle disposizioni del nemico, l'autoni dice: " Protetti dalla nebbia, i plo« toni di testa del corpo di Liprancli avevano provato di sorprcurlerc « sulle alture cli Giuhù gli avamposti occupati dai bersaglieri; ma « rruesti., che si guardavano bene, contennero il nemico per un tempo « assai Juugo ; poi si ritirarono metodicamente da un trinceramento « all'altro sino all'ultimo, che s'elevava immediatamente sopra la « Cernaia. Lo si chiamava il Pogg'io de'i P'ieinontes'i ; era nn buon « posto, molto hùn scelto, assa i forte; quiv·i furono ben sostenuti e « vi si manteunero duraute tutta la hattaglia » . Poscia non si parla più dei Sardi, e ~oilrnrnnte sul fin ir della Jmuaglia si tro va ancora menzionata la divisione Trotti, come se uon avesse contrihnito al!a vittorin che facendo ntto cli presenza. « Tal cm ancora, vi è detto, presso a poco la sorte del l:i 17° di« visione (rmsa), discesa dalle alture sopra Ciorgunn e venuta a « passare il torrente i.1Yanti lo sbocco fra il monte Hasfon e i monti « Fedinkh1ne. Ricevuta cl.alla 1° brigata della di visione Fauchcux, « dalla brigata Seucier della divisione Herhillon e da una pi.1rte della « brigata Cier, minacciata sul suo fianco sinistro dalla divisione sard.:i « del' geoerale Trotti, essa non tardò a riguadagnare nella più grande << confusione la riYa destra della Cernaia " . E facciamo tali osservazioni non per puerile recri minazione contro la ,dimenticanza del valido concorso dnlle tru ppc sarde alla vittoria 1

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Questo spiega le segLrnnti parole con le quali il signor Rouss~t chiude la sua opera : « Al di sopra di tutti trionfava Napoleone III. Egli aveva dato « alla Francia la gloria delle armi e resa la pace all'Europa . Un figlio « gl i era nato: tutto gli sorrideva . L'oracolo che poco prima si cer« cava a Pietroburgo, lo si veniva a cercare a Parigi. È vero, l'im« peratore ha tenuto nelle sue mani le fila della poli tica europea, « ma spesso sono stati altri che l' han fatto muovere. In quel tempo, quando , finiva la guerra di Crimea, era l'abile uomo il quale na« turalmente più preoccupato del suo paese che della Francia , fece (< fare l'Italia da Napoleone III: qnesti fu Cavour ».

L'autore, riassumendo la prima parte, nota, come ad onta degli onormi ostacoli che si opponevano alla marcia in avanti dei Rvssi, · mercè la d'isciplina, l' ordine, e la 1·esistenza delle truppe, che ben ·vestite però e ben nutrite, sostennero per due mesi i piLt grandi strapazzi, fu possibile di riunire in Rumania: · 15 giorni dopo la dichiarazione di guerra circa 100,000 uomini. 30 « « (( « « ,174,000 « 44 « « « « « 220 ,000 « ba un'interessante tabella relativa al passaggio del Danubio presso Sistova, si rileva come il primo giorno del pass::iggio ('27 giugno) posero piede in Bulgaria 25,000 Russi, dopo 2 giorni 35,000, dopo 6 giorni 5'.2,000, dopo ·H giorni 7'7,000, e dopo 43 giorni, il ~0 luglio, 100,000. E l'autore dice, con ragione, che per quanto considerevoli fossero i vantaggi ottenuti dai Russi il ,17 giugno, pur tuttavia non erano essi in alcun modo padroni della situazione. Per qnanto ha trntto alla spedizione del generale Gurko, il capitano Regenspursky cmde che possa essere giustificata, se il compito di quell' woang1iardia consistevo, nell' influire in modo decisivo sulla presa del più imiportcinle passaggio dei Balcani, nell'agù·e dal punto di vista morale, per 'mezzo d:i, audaci scorrerfo della cavaller,ia, sulle mis·ure di difesa dell' a'vversario ,' e nel rilirM·si senz' altro nel passaggio conquistcito all' a'IYIJicimarsi cli {orze siiperiori nemiche. Le perdite del corpo di avanguardia, composto dapprima da 8000 uomini di fanteria, e '1000 di c:walleria, e dopo l' arrivo della 13 brigata dall::i 9a divisione di circa ,12000 fanti e iOOO cavalieri, furono dal 114 luglio al 1 agosto di Morti ,1O ufficiali 118'1 gregari Feriti 2.-i << .709 " Dispersi 57 «

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T'o,•t1•iige iibe1· tlt!n ,•t•ssisc1i:..t11,1•cliiscl1en Rrieg,.

(Conferenze sulla guerra turco-russa) di KARL REGENSPURSKY, capitano nel corpo di stato maggiore - Wien, vVald'heim,

1878. Il capitano Regcnspursky tenne nel ci rcolo militare di Vienna, nel dicembre 1877 e gennaio ,1878, queste conferenze sulla guerra turco- mssa, le quali Jurono ora pubblicate per cura del nolo Organ des mibi,tdr - wissenschaf'tbi,chen Vereine . L' autore, non potendo abbracciare la narrazione dell'intera campagna, ne scelse a soggetto del suo lavoro alcnne delle parti salienti. Appoggiandosi ai rapporti ufficia.li conosciuti, e riferendo delle singole operazioni i soli particolari ben constau1ti, coll'aggiunta di assennate osservazioni e deduzioni, il capitano Regenspursky compilò un pregevole lavoro, che nel complesso non perderà molto della sua importanza, anche quando si avrà una vera storia di questa grande campagna. Oltre ad una introduzione, nella quale è riassunto con poche parole l' andamento generale della guerra, l'opera è divisa in quattro parti, le quali trauano : la prima: dello spiegamento dell'armata russa presso il Danubio; 1a seconda : del passaggio del Danubio; la terza: della prima scorrei:ii\ di Gurko neiBalcani nel luglio ~ 877; la quarta: dei combattimenti nel passo di Sipka nell' agosto e "· settembre ,t 877.

In totale di 3'1 ufficiali 9ft.7 gregari La condotta poi di Suleyman pascià non è giudicata molto favo~ revolmentc; « il suo trattenersi innanzi al passo di Sipka alla fine dt « agosto, o la sua inazione sino alla mct.it di seuembre non !;i pos« sono spiegare iri alcuna guisa. >> Accrescono pregio all' opera le tre carte che vi sono unite.

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tlie li.11,nst tle1· T1•up11eufulu·HHfl, -

(La teoria dell'impiego delle truppe quale prepa.razione all'arte della condotta delle tr·11ppe). -- Di Vv. V. ScnERFF, colonnello di stato maggiore, professore all'accademia di guena. - 2° vol., 1° fasc icolo (1). - Berlin, Bath 1878. - Prezzo L. 5,80. Qn<'~lo fa::cicolo, seguito dell'opera che l'egregio untore sli:I pubblicando, tralln ckl comba LLilllcnto e comprnnde dnc libri, il 7° e 1'8°; nel pl'imo di questi sono discusse le questioni generali attiucnti .,I medesimo (.l/lgemeines) : 1t<'I :;econdo H' 1w esamina lo sYolginwnto ( Gefethl,.,furncllw19 ). È di special() i1n portanza il tener co1Ho della disti11zione prrceclc11trmente stabilita tra lotta r combattimento, e il 1·icordare chr questo fu µiii definito c~sere una <lclerm inala combinazioni' di lotte (2) . Qtw~lc delJbono esserr tra di loro iu tnle rc·laziont• di tempo e di luogo, che, ottC'1111 ta la vittoria di iottn i11 1111 punto, le rim:rncuti trnppc cl<'ll'avvcrsario, uo11 i111prgnate nella lot1<1 111ccl,,si1na, ahbi:1110 a subin' l'effl'tto morale•, e rinu11ciuo spontancamenle .1 continmH'<' nella intraprrsa misura di forza (l<raftabnw;.~1111y) . La lotta puii e,;scrc imperfetta (lla/bkcw17>/') od anchr solo appa1·cu te (SchrinkrimpD; 11m 1p1nndo è porfotla (Vollkamp/'), il l'isultato i11 Li e1·0 che prncl11cc è la fH!,(ll, auo della truppa spontaneo e alfaLLo indipendc•11to cfall':izione del comnndo. Il combattimento però non pnò esscJ'r irupcrfl'tto rd apparente; <'Sso si deYe s1•mpre co111piere, e passa11do per le cliYcrse snr fa,;i, deYc giungere alla dccisio11 r. per J11czzo rlcll'oll'cusi vn . ID ratti il cornlmuimc11 Lo si sn ppo11e sem11re ori11innto eia una , iuoria di lotta, ,topo dlllla quale, sia chr il rimanente odella truppa 1w111ica si ritiri, sia che co11Li11ui a lottare, 1·1 comb,1ttimento si donà sempre compirrn cou risultato manifesto. Xon sari, però la fu g,, il risultato ordinario del eombat1.imon Lo, ma la ritirn la; cio/• una opcraiionc che la truppa compie non giil spootaneamr11te, ma !lotto l'influenza del comando. I.a foga e la ritirata sono egunlmcntr g<'ncr.~te dalln prrci•zionc del pt•ricolc imminente e dalla coscieu1.n della

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propria dobolr.zza, la quale 11el primo caso ò sentita dall:i truppa, nel secondo caso invee<' dal comando . La truppa nel combattim.euto ,noi ess,•ro considernta siccome _semplice $l.n1mento in mano del comando, clrn deve adopernrla con rntelligrmza. I.I comlJatti meuto iu t11 I C'aso non è t'.iù coutesa di truppe_, '.11,n di comandi , e l'energia fisica e 111orale, cli cui r1ueste ~ono ,mscett1b1l1 , in rela1.ione al grado di valori• e disciplina di cui ~ono dotate, cede il posto alla potrnza dell'intelleuo, che le ~nida verso lo scopo prefisso con piena respon8ahiliti1. Si deve pertnnto riteucrn ossere la lotta « una speciale attiviL ù della trup[ia » e il com battimen to« una speciale alliYilà del cornaudo ». La f,n ore,ole riu:;ci ta del combauimento ùi pende da rapporti di spazio e rli tcrnpo, l'iunuonza dei qua li non è concepibile scnz:i nna distribuzio11,) delle truppe variabile rispeuo ai nwdesimi, · iu guisa tale da produrre quell'efTicncia di azione, elle altrinrnuti questo non avrebbero. Se non si tenesse conto di questi rapporti di spazio e di tempo, il concollo di lotta e qnello cli combattimeuto si fonderobbero iH uno solo. La m::issa indi visibile delln l'a iange non era su.sceLLibile che di lotta, cd è soltanto col rrazionamrnto della legione che incomincia ad apparire il concetU> tli combattimeut-0. Sarit portant-0 precipua cura del comando cp1ella cli $CCglierc taln clistribuziouc della forza disponibi le in ordille al luogo o al Lempo, che .agevoli la vittoria cl i lotta e valga ad accrcseere l'imprrssionc prodotta dalla medesima. . Son potendo!'i c•strndere in maggior-i partieolari, ci contenteremo di acce111u11·p come lo s,·olgimento riel combattimento venga dall'autore diviso in tre stadi i,, che sono : l'iu trodm:iono (Eir,,leitnng), l'esec11zione (J)1m:hfiihrnn9 ) e lo sfrutta111ento (Attsniilzung). Ln relazione con questi stadii la fom1 disponibile è divisa in trr parti : 1° l':n·angnardia di combattimento, da non confondersi con l'a,•angu{lrdi,, cli marcia; la sna l'orr.a varia da '/o ad '/,, del totale, ccl i: destinata all'introduzio1w del cornhattimento; ',2•1 il grosso rhe comprende circa la 111 0!;'1 dHlla forw e rimane a di:;posizionc del comando per il disimpegno dei Yari uffici di lolla; 3° la riserva la cui forza nria fra '/, e 's, e serve ad esteudcro i risul tati ottenuti dalla vi ltoria cli. lotta, o ad imped ire quesLo fauo all'avversario, quando l'esito della lottn 1;ia riuscilo sfavorevolu. Questi tre gruppi 11011 Yogliono 1'ssere confusi con le schiere, quantnnqur sicno destinati a funzionare uei conisponclenti si.adii del comhattimell lo. La lotta , che si presupone in ogni cornbnttimento, deve esserfl perfetta ed <'S~uclersi sopra una pnrlc sola delle forze dell' a vyersario, 1

(I) V. Rivista Jlilttare llallana, dispensa di magsio e settembre 187S. (~) Vesgasi il \'I fascicolo 1°. p.ig. &.>. f


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la quale costituisce l'obbiouivo di lotta (Karnp fobjekt). Il rimanente deJla for1.a costituisce l'obbicllivo del combattimento (Gefecht.sobjekt). Tale separazione è necessaria se si voglia trar partito dall'elTétto morale, che si. produco con la vittoria ,Ii lotta. ]t pertanto di sommo interesso l'assicurarsi quella vittoria, ed è per questo che l'autore non cessa dal ripetere, che « contro l'obbiettivo di lotta non si è mai troppo fo rti ». Egli aggiunge ancora, che l'elemento di forza principale sta nel numero, specialmente se si consideri che oggidì l'individuo presenta nei diversi eserciti differenze troppo loggiere per essere apprezzabili. L'ohbiottivo•?i lotta è quello che orclioariamonte si suole indicare collo espressioni di obbiettivo tattico, o chiave della posizione. Havvi però notevole differenza fra l'aspetto sotto il quale lo considera l'autore, e 'luello sotto il quale viene in generalo considerato negli altri tratt-ati . Secondo l'autore gli clementi ,Ii forza concorrono in relaziono con la loro importanza a costituire l'obbiettivo di lotta; essi però rimangono indeterminati essendo quest'obbiettivo una porzione (Bruchtheil) ùol' totale delle fo rze nemiche. L'obbiettivo tattico invece, secondo il modo con cui suole essere volgarmente int.eso, specialmente C{ltando ad indicarlo viene adoperata l'espressione di chiave della posizione, è sempre un punto elci terreno; questo è l'elemento principale che si considera, od è molto so gli altri elementi di forza concorrono in modo accessorio ad accrescerne il valore. Siccome la distribuzione dello forze disponibi li dipende da rapporti di luogo e di tempo, è necessario vedere qua le influenza que$ti possono esercitare. Qualnnque dispo:;izioue, per rispetto al luogo, presenta nella fronte e noi fianchi rispettivamente un pnnto forte e elci punti deboli. L'attacco di fia nco, co l quale si present<1 iI nostre forte al debole dcll'avver5<'lrio, è pertanto il migliore mezzo cli combauimento, la regola miglioro rispetto al luogo . È ben vero che l'avversario potrà rapidamente far fronte sul fi anco minacciato, servendosi por questo dello svil uppo dello sue forze noi senso della profondità; ciò non pertan·to l'anacco di fianco conserva sempre la superiorità di forza, perch<l offre maggiore svilnppo cli fronte con azione concentrica, mentre l'avversario è costretto ad aziono cccontriCll. In questo caso l'a ttacco di fianco entra nella categoria degli att.acchi parziali, che vengono ;dirotti contro un'ala, o contro il contro (j.clla fronte nemica, e rappresentano altro mezzo conveniente cli combattimento, altra buona regola da seguire per rispetto al luogo. In questi atlacchi si cerca di ottenere pre-

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ponclern uza di forza non gi,\ col mezzo dolio sviluppo fron tale, sibbcno col maggior sviluppo nel senso della profondi tà. Sono questi i tre mocli di combattimento convenienti rispetto al luogo; .cioè: attacco di fianco, attacco d'ala, atlacco al contro . Siccome però il nemico potr:\ sempre ~istabilirc l'equilibrio del le forzo su questi punti, c-o:;ì la q11 cstioueclella superiorità di forza non si risolverà in nostro fayore, se non si tenga conto dell'altro fattore, del tempo . Rispotlo al tempo la trnp pa non ò sempre cgualmento pronta in ogni istan te a far uso della sua potenza cli lotta; basta perciò la sorpresa ad ottenere quella preponderanza cli forza che si niol conseguire. Tale preponderanza può essere pura mente parziale, perchè non è pu 11 to necessario che gli eITet_ti si manifestino e si estc11dano su lla truppa cli tutto un partito; può anche essere temporanea, bastando un temporaneo successo a rompere l'equilibrio in nostro fayore . ] I trattenere (T-Jimha,it1ing)~d il temporeggiare (Verzogerung) rispetto al Lempo sono i mozzi opposti al ,-orprendcre e al prevenire. Lo scopo desiderato, cioè la superiorità cli forza locale e temporanea, si potrit ottenere meclianlo nn ragionato collegamento dello condizioni di spazio e di tempo; vale a dire mediante il movimento, la manovra. Il moYiroento nel combauimento si distingue dal moYiment-0 nella lotta por il fatto, cl1e in questa l'obhiottiYo ò uno solo, ccl una sola è la di rezione; noi combattimento invece gli obbiettivi sono due, o la direziono è doppia. Perchè un attacco di fianco o lo sfondamento al centro possano riuscire, si richiedo sempre, in quanto al tempo, l' impiego della sorpresa al più alto grado contro quella parte dell'avversario che è sta ta scella cenale obbietti,o di lotta, ccontomporaucamentc l'occupazione (hinhallen) clel rosLo delle fo rzo avvor~:nie con suffi ciente forza . Rispetto allo sp:1zio, all'a Llacco di lìa11co rispondo prirna un movimento eccentrico per dirigere la propria fronte contro il fianco nemico; poscia uu mo,,imento concentrico per avvilupparlo. L'auacco d'ala, come lo sfondamento del centro, richiedono anzitutto un movimento concentrico por conseguire la maggioro intensitil di forza che occorre, poscia un movimento eccentrico per usufruire ciel parziale successo contro l'obbiettivo di com battimento. Perchò il trauonere e il sorprendere possano prodnrro il loro effetto, devono essere separati nello spazio ad intervallo o a clist.im.a, secondo la posizione degli vbbiettivi contro cui sono diretti ; inoltre per l'efficacia del sorpronclore /} necessaria azione concentrica, per quella ciel trattenere occorre azione eccentrica; in quanto al tempo, si sorprende


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il nemico simultancamenLc con tutte le forze lo si trattiene invece impegnando la ro·rza a poco a poco gra<latarn:nte. ll combattimento deve adunquc svolgersi in duplice forma, e sotto questo aspetto esso non può essere considerato che come azione di ar,mi combinate. Esso .richiede nella truppa grande attitudine di manovra, e non può svolgersi genza largo impiego dell'azione lontana; per la quale-i il concorso dell' artiglieria è Lauto necessario, che diiricilmcntc si potrebbe oggi concepire, come possa svolgersi un combattimento senza di essa. È còmpito della condotta, o non scevro di ditlìcoll./t , il determinare l'obbiettivo di lotta. l~ agevole il compremlere, che quanto più grande è l'obJJicttivo, tanto più diirici!c risul ta la vittoria cli lotta; ma una volta ottenuta questa, tanto meglio assicurato sirà il successo del comhauimcnto. Il contrario avviene col diminuire di questo obbiettivo stesso. la forza de]I' obliiettivo cli lotta è pure dipendente dalla sua posizione rispetto a quello di combattimento. Se sono collocati lateralmente l' uno all'altro, css:i possono operare di conserva, ma possono pnrc essete impegnati nello stesso tempo ; se invece sono collocati l'uno innanzi e l'altro indietro, la loro azione non può essere si multanea, ma non possono neppur<) essere impegnati entrambi ad un tempo . Chi sceglie tutta la fronte nemica coruc obhieuivo di loua non pnò opporsi al successivo rinforzo di questo obbiettivo per parte dcil'avversario; chi ne sceglie nna parte, o sceglie il fianco, potrit tenere impegnate le rimanenti forze dell'a vvcrsario col rne7,zo di. una lotta apparente o imperfetta. 1\'el primo caso il comhaLtimm1to è lineare (T1'e(fengef'echt) , nel secondo caso si ha il combaLtimento d'ala (Fliigelgef'echt). Qnauclo il combattimento cl' ala, per la grande teuacit./t cfoi parti ti contendenti, si prolunga ecccssivamcutc, finisce per 'Convertirsi. esso pure in combattimento lineare. Sta però sempre il fatto, che in. rrnello lineare l'azioue del comando rimane pregiudicata sin dal principio; mentre in ·quello <l'ala essa si mantiene durante il c;ombattimento, e 110 regola lo svolgimento nei diversi stadii. Sotto questo aspetto il comhaLLi mento d'ala rappresenta il vero tipo da seguire, il combatti mento artistico, studiato e dedotto dalle leggi nigionali !lcll'impi<~go della forzn. JI combattimento lineare all'incontro poco o nulla differisce dalla lotta ; eri. è quello che naturalmente :;i svolge quando fa clifetto l'influenza del comando sulla truppa dipendente. La manifestazione di tale influenza cosi,ituisce adunque ancora una differenza fra lotta e combattim ento. Nel combattimento d'ala la parte destinata allo svolgimento della

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lotta perfetta è detta ala dec;is,iJDa ; l'altra parte destinata alla lotta imperfetta od apparente prende il nome di ala diinostrat'i'i)a. Quando questa parte viene offerta al nemico siccome obbiettivo di lotta, allora vien detta ala di(en,sù;a, e il comba ttimento risultante è di fensivo-offensivo, a di(fcrenza del com battimento offensivo nel ((Uale l'obbiettivo rl i lotta è diretta incute cercato . Poichè il combattimento rapprcsentn una speciale attività del comancfo, l'autore, come /} naturale, se ne occupa di preferenza, e formnla una serie di quesiti che ogni comandante cli trnppe dovrà risolvere successivamente al suo iucontro col nc.rn ico, e man mano che procedendo nel combattimento le forze da lui di.pendenti si vanno impegnando. In questo prirno momento, il comando domina ancora tutti i rapporti, cd ù nel la piena potenza di giudizio e di vol.ouLit ; man mano però che le forze si vanno impegnando,· qttcsta potenza $Gema, e subisce I' inlluenza del nemico e q uell,a (!el la trnppa a lui soggcua. « Ma quanto più chiara e determinata si manil'esta la decisione del comando iu quel primo momento, tanto maggiorrn ente cresce la probabilità di trionfare degli accidcati con trari; avverrii invece l'opposto, se rruesta volontà si mani fosti con inclecisioue e scHZa chiarezza >>. Lo sforzo con tinuo dei due partiti. per assicurarsi le condizioni uecessarie acl u11a ragio11a1a decisione porta allo scontro per conoscere le inte1nioni dell'avversario e nascondere le proprie. Ciascun co mando ha bisogno tl i orientar::;i prima cli decidere, ;J dal p1:imo orientamento si cledncc se il c;orn ha ttimento sia cl.a acceltare o da evitare. La prima notizia necessaria a conoscersi è lo sviluppo della posizione ormica nel senso della fronte e in quello della profo11clità . Per <ruèsLo è necessario arnnzare o battere co11 l'a rtiglieria tntt.a la fronte nemica. Le armi più convenienti ad impiegarsi nell'introduzione del combattimento sono : l'al'Liglieria e la cava ll<1ria . La fanteria preci pi tcrebbe 'l'azione, non c:;scnclo at.t.a a mantenersi lungo tempo in una situazione troppo tesa, come può fa re l'artiglieria, e non essendo neppure in grado cli sottrarsene rapidamente , come pnù ram la Gavalleria. 11 hisogno di co prin;i e scoprire sentito dai p:nti ti contrapposti li porla ad una vicendevole tendenza a su perare le ,1li l'uno dell'altro, prolungando la fronte; e perciò ad impegnare sem fH'C Huovc forze nel combattimento, vincol~ndo così gradatamente la propria libertà di azione, fino a tal pnnto che il tornare indietro nou sarebbe più possibile senza gravissimo danno . A questo punto non bisogna arrivare, se non siasi prima acquistata la certezza di ùsserc abbastanza forti per la decisione. E qui l'au.torc, considerando che qnel primo impegnarsi delle truppe . ~

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*' LfBRI

pregiudiça l'ulteriore svolgimento dcli' :izione, è spinto a studiare a chi spetti la responsabiliti:t cli quel primo passo in assenza del comando supremo delle forze presenti, cui spetta di diritto, e conchiude tale decisione dovessi per regola riservare al comando della divisione, o ai comandi più elevati. Nella soluzione di tale questione l'autore esamina quali siano· i riparti atti per la loro forza a convenientemente sostenere il combattimen to, e trov:a il battaglione e il reggimen to essere i minimi, il corpo d'armata il massimo, e la divisione ucl giusto meiio. Da ciò trac la conseguenza, a conferma del concetto esposto altrove, che la divisione deve essere ampiamente fornita di artiglieria. L'orientamento ottenuto neJlo stad io dell'introduzione costi tuisce il punto di partenza per la decisione: se si debba entrare nel secondo stadio della esecuzione, o si clebha interrompere il combattimento, iniiiando la ritirata. La esecuzione può essere decisiva e dimostrativa, e quando si risolva per lu decisiva 1 questa può ancora essere offensiva o difensiva-offensiva. Non ci è consemito di seguire l'autore nello svolgimento delle questioni che riguardano, nel combauirnento d'ala, l'impiego dell'ala decisiva e di quella dimosl.rativa per ciascuno dei casi sopraccennati. Tale esame ci porterebbe troppo lontano, e noi lo lasciamo, quantunque mal Yolentieri; perchè se pure non spiccasse nessun concetto nuovo, come modestamente sostiene l'autore, vi sarebbe pu1'· sempre da ammirare il metodo e la ragionata disposizione della materia trattata. Certo ii, che se con l'una e l'altra di ctueste cose egli si è. proposto di agevolare il passaggio dalla teoria alla pratica, noi c;rediamo che questo suo scopo sia pienamente raggiunto. Ne Ilo stael io della esecuzione Lutti gli sforzi della condotta devono essere inces$anternentc rivolti ad assicurare Ja vittoria locale sull'obbiettivo di lotta; ad altro non deve pone cura, nè altra cosa intraprendere, se prima non sia avvc~nu ta la decisione su cruesto punto. Ottenuta rp1esta vittoria locale, com incia il periodo dello sfrut, I.amento, il quale consiste appunto nell'estendern all'obbiettivo di combattirnent.o la vittoria ot.tenuta su.ll'obbiettivo di loua, nell'abbattere con preponderanza di forza ognora crescente gli ulteriori tentativi dell'avversario, finchc questi, sotto l'impressione del crescenti., pericolo di una piena sconfitta frna\e, si trovi costretto a desistere della lotta per salvare, intanto che è in tempo, le forze che per avventura ancora gli rjmangono, e riparare al danno sofferto . Il <;ornbattimet1t9 adunquc non rimane deciso con quella prima vittoria; essa serve soltanto a rendere pili. faci li le vittorie successive. · « Ogni successo di, combattimento >>, conchiude l'autore, e, dipende

179 da un precedente successo di lotta, rruant1,11Hrue non ogni successo di lotta possa costituire un successo di combattimento . Ordinariamente avviene, che ogni combatti mento si componga cli una serie di rnornenti, ciascuno dei quali si chiude in fa vore dell'uno o dell'altro partito mediante uu successo di lotta, finchè la somma dei successi di un partito costringe quello avversario al!a ritirata . Ognuna rli rp1este ll'ecisioni singolari richiede uu nuovo intervento del eomando, una nu.ova disposizione; ·così la necessiLit come la possibilità cli iali ripetuti al.ti d'in0 uenza dipenderà cssenzialmeulc da lfo prim itiva disposizione del combattimento, con la rpiale quanto più chiaramente e precisamente determinerà il comau'do il primo scopo da raggiungere, tanto più raramentr sarà obbliga to a intervenire in seguito, e tanto più facil mente si potranno raggiungere gli sco pi nl teriori ». · E PEfl IODICI

J'cilirbuche,·• riir die t.le1etsclte

1(1•,nee

·und ,?ln-

...,.e.Puntat11 di febbraio 1878. - Berlino, F . Schneider e C. Scorrer·ie dJi Ric1;iotti Ga·ribald:i, nel dipartimento della Cote d: Or nel dicembre 4870 e genncl'io 1874, pel cap-ita:no FabrfoiitB. - È pubblicata so ltanto nna parte cli questo lavoro, ed in essa sono narrate in modo particolareggiato lrJ marcie, contromarcie, e piccole operazioni di guerra compiute dalla ti.• brigala agli ordini di Ricciotti Garibaldi, dal 2,3 dìc;cmbrc ·1870 ai primi cli gennnio 1871. I.I gcne1:alc Garibaldi, comandante in eapo tlellc ti·uppc: raccolte intorno ad Autun I) Oijon, per co 1irirc la sua fronte e aver sicure notizie intorno ·aJ nemico, aveva spinto innanzi sopra A.va llon questo piccolo corpo, il quale componevasi dei: Chass(mrs cl.es Aipcs . ·100 uomin i Rranc-tireur,; cles Vosgcs . 90 » Franc- tirem;; 'Dà! vis 45 » Ecl1rireurs du Doubs .\O » Chasseurs du Ra vre i 00 » ,f 80 Baw1glione Nicolai » Compagnia . de la Croix-de-Nicc » 60 Franc- tireurs' Toulousains . 80 • Franc-tircurs de l' Aveyron . 85 "


180

E PERJODICC

LIBRI

Chasseurs du Mont- Blanc 90 uomini Chasscurs républicains de la Loirc 70 » Éclaireurs de l' Allier 52 " 70 » Franc- ti1•curs d,u Gers G·uide de· Chàtillon circa 70 cavalli, presi eia B.iciotti Garibaldi ai caval ieri prussiani nella sorpresa di Chàtillon. In totale 1200 uomini senza artiglieria. Caratteris/Jica del modo di g1.l&rrcggiare d:i Napoleone, pel tenente 11. V. I v1m1,. - È fa continwnione dell'articolo inserto nella dispensa di gennaio. L' autore preude dapprima in esame gli accerchiamenti strategici compiuti da Nnpoleone nelle campagne del ·1800, 1800 e ·1806; poi le battaglie. In queste ul ti'me i suoi attacchi di massima non erano mai puramente fronta li, ma combinati con un avviluppnmento dei fìa uchi, come rileva:;i dalle battngÌit> di lu i più · decisive, qual i Arcole, Rivoli, Anstcrlitz (che ii delta la più splendida Yit.torin di Napoleone), Jena, Boroclino, Wagram. Pel resta11te è sovratuuo caratteristico il principio dcli' imperatore d'impiegare le singole armi a masse; così sono masse d'artiglieria che prepal"a no gli attacchi, rna::;se di f'anterin che va irno all'assalto, e ma:;sc di cr1valleria che ne trauno/ profitlo. Napoleone pertanto f'u il primo ma.estro della tatti çi odierna dcli' impiego delle rnas:;e; il suo occhio gli faceva nel primo momento dell'azione scoprire il pn nto decisivo dell' in ticro c.ampo di batt.aglia. N'apoleone inol tre volse le cure più assidue e iutclligenti ni particolari dcli' arma,mento, del!' istruzioue, e dell'ordi11a111ento dell'esercito, e nel l'intera i1nrministrnione non l'uvvi cosa che non fosse da lui sol'vcgliatn personalmoutc. Nei preparati vi specialmente per le campagne del 1809 con tro l'Am,tria, del '1812 contro la Russia, e del 18 13 e ·l 4, egl i si dimostrò abile ordinai.ore- cd ar:n ministratote di esercì ti . Le operazfon-i del/.e flo tte nel.la guerm turw-·i·,.tssa rfarÙntc l'anno 1877. - Una flottn deve essere in grado: 1° Di mettere f'uori di azione ln flo tta , dcli ' avversario o di distruggerla; 2° Di danneggiare il nemico colla sue minaccia delle lince di col]egamento col paese, e coll' impedire l' ingresso dei viveri dal ma.re; 3° Di appoggiare le operazioni del proprio esercito. In 'base a q ue:;;te premesse l' autore esamina brevemente le varie operazioni delle due flotte avversarie, e uc dqduco le seguenti conclusioni: ~ 0 La flotta turca :;ul Danubio cm in vantaggiose condizioni per

....

1·enderne a1 .Russi assai difficile il passaggio; però ùon seppe fare niente di buono. 2° Lt flotta turca nel Mar Nero per lnngo tempo non prestò cruei servizi che per la sua forinazio11c nominale dovevan:ii ripromettere. Le care e potenti nav-i eorauate furono impiegate quasi u.niearnente nei trasporti di truppe, ed in questo servi1,io si dimostrarono molto ada tt<~. 3° La flotta russa ne! M.ar Xcro, posta in uua 3it~wzione .:issa i inferiore per le sue sfavorevoli cond izioni, tentò con atti coraggiosi ma isolati <li recar clauno all'avversario; tutt.11vfa non potè rendere grandi servigi. 4, 0 La flo tta russ(I da l mar dcll' t•:st a (;agio11e dell,1 situazione politica, non pot/i essere irn.piegat.a nel Sud. Considernzfoni, snll' 'Ìlinp·iego del/: artiglieria ci cn·nallo 1iélrletla ad

unci d.·i.tvi,sione 1h cC1;1;alleria, pel maggiore S1•HCK . - L'm1torc prende in esame molti casi in eui può trov:.ir~i l' artiglieria addetta ad uua divisione cli c,wallcl'ia, sia nel servizio di esplorazioM, sia uci combattimeotì cd aggiunge le uorme a seguirsi, dcWlte da molto senso praiico. !l'[i:;;iire rl:iploinatiche e m i/fitcvri . dti !Va;poleone 1 ver l'-inl!roduzione <Lella campagna 1nl 1812. Carnpagne nel 1'ene8see or ientale e.d occidentale nel 1863, nella guerra (l'i. seccessione rli America. ' Bi bliogra.Ììa.

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1

1

'181

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u,ilitii,·-•~isseucluift'Uehen 'Jre,•eine.

2• puntata, 1878, \Vien, Walc!he im

1

C ordinamento 1n;ihtcvre degli Sta,t;i, che p1·ese-?"O pm·t1! alla guerra J;urco- russa del 1877, pel tenen te co lonnello hLIA Wo1NOW1T::;.

Per quanto ha tratto alla .Russia, !'aut.ore prende in esame tutte le. fasi

1

pEw le qnali passò il suo ord inamento dall'epoca cli Crimea al 18i6.

. ~sso.è l'opera dell'attun le ministro, aiutante genera le Demetrio MilJ ntm, J l quale assunse In dirnzionc dell'amrnini,;trazione della guerra sin dal ·186 1. La forza totale dell'a ri11ata regolare è ::;ti mata cli 2.,if'.2,il ,000 :!,IOmini, dei quali ,1 , 183,000 formano le truppe campa li, ol tre le truppe 1

1

m egolari. L'ordinamento mi litare della Turchia data dal 118!~3; subì in s(1guito parecch ie modificazioni, e l'uh ima nel 11869, sotto iI ministro della guerra Hussei11 A.vni Paschà; esso è basato sul si;;tema prussiano t.erritoriale e ,della lwndwehr. · L'armata turca dovrebbe annoverare sul piede di guerra 611,870

'


...l

182

LIBRI E PERIOD ICI

uomini di fanteria, H7 squadroni, 103 batterie a 6 pezzi. Nell'ultima campagua se1~1bra eh? le a~mate turche abbiano raggiunta la massima forza nella pruna meta dell ottobro (1877), avanti la catastrofe di Aldscadag. In detta epoca cmmo sotto le armi: ·1 s,1 battaglioni Nizam 150 » Redi f di •1a categoria ·1 50 )> » cli 2.a » mo )) " di 3a » Totale 6?! bauas lio~i di fanteria a. circa 600 !10.mini __:_ 360,600 uomini i ,:i:, squaclrom al massimo di 100 uom1m . = H,700 ,, 130 batterie a 6 pezzi a 12.0 uomini . . ,ns 600 » Artiglieria da piazza ·14.' 000 >> Genio . . . . 3 000 ,. Reparli vari : . 2'.100 » Cl corpo dei Zaptiè 30,000 » Totale 44-0,000 uomini Delle truppe campa li erano: Nell'Armenia : 11 O bauaglioni 66,000 uomini 40 squadroni 4-, 000 » . 20 bauerie . 2.,!iOO » / Totale 72,'l:00 uomini 1n Bulgaria : 400 battagl ioni . 21:0,000 uomioi 120 squadroni . = '12,000 » ·100 batterie . = il:2; 000 » Totale 2.62., 000 uomini senza tener calcolo delle ultime riservi~ chiamate nel corso della <>uerra cl<J.e si possono slimare a circa 50,000 uomi ni. t> ~ L'.e.sercito della Rumenia, .fra. armata permll_nenLe, truppe territoria li e milma, contll 86 1/, _bauagliom, 7 1 squadroni e 33 batterie dn campo. Le fo_rze della. Serbw. c!ie presr~ro pnrte alla g1rnrra possono va lutarsi al massimo : a 4b,OOO d1 lanteria, a 2,000 cavalleria e a200 pezzi. L f!, 1nanovre prussiane di corpo d' M·mata siil Reno nell' aiitiinno 1877. - E la narra,7.ione particolarepgiata delle /![aneli nwnovre ehe furon~ escg111te nell anno scorso clall VIII corpo d. annata prn6siano, sotto gli ordini del geoernle di fanteria v. Goebcn . .(( Qu_el!e 1~umovre hanno _dimostra~o l'a lta intell igenza delle truppe, e dCI suoi capi, la grande res1st~nzade1 soldati agli strapazzi ed ll] le fatiche delle marc1e, e uno spirito militare eleva to ». ' le operazioni della flotta tu1'ca .ml Danub-io dwmnte la giwrra twco- . t·ussa_nel;l'çinno 1877, poi ca pitano di fregata ENRICO BuCH'l'A. ~ Prima che si 11111.iasse la guerrn t.urco-ru.ssa, ritenevasi nei circoli mi litari che la fi?t.ta turca avrebbe avu to nelle operazioni della campao-na· uoa parte assa1,nn.portante .. L'autore col narrare le spedizioni e le catistrofì toccate alle varie cannonwrc turd1e sul Danubio, crcd<l di avere climost.rato « che l~ fl ottiglia .sarebbe stata in grado di esercitare una "Tanclc influenzn sul] an~ame~to della guerra, se Ja si fosse irnpieo-ata cinvenien temente ,> . 0 C'irca 1l nutrimento d/!li Cf)jljalh di t1•uppa. Il nuovo ordinwrn/!lnto del ministero della g1.wrra francese.

.,

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Il seriyi,zi.o dell' nrtig l~eria russa nel passaggio delDanub i o~ Zvrnnitza nel giugno 1877, co~npilato da l. tenente STBFANO DRAG.\S in base ai rapporti russi. - Considerata 1~1 s1tuazrone generale delle truppe russe ai primi di _giugn.o dopo esegurto. lo schiernmento strategico sul Danubio, sono presi partic:olarineme m esa!ne: la scell.a del p11 n1.o di passa'-'gio, il bornbardamenL ;o d1 Rustscuk e il bombardamento di Ni.copoli. ~ Uno ~tiMl!io S'nl vc!,lore lCJ:tliico del tiro lontmio, 1-isposta all'opera collo ste,so t-itolo del capitano Hou.SETZKY von Hol\NTHAr.. Note per lo studiio della guerra. ·tm.r co-r·ussci clel 1877. - La direzione del ~iornale si _propone. cli.Pubblicare i rapporti orig!nnIi della campagna P!ù 111lcressant1 ; e comin~ia m quest~ puntata c'.ol riportare il rapporto d1 S. A. I. 11comandante m ca po del] armata attiva a S . .M.. l'imperntore, in <lata del 18 giugno ·I877, estratto dalla Gazzetta di Aetrobwrgo, N. 17·1. Il rapporto è nel fatto assai interessautc, e comprende un ceoùo riassuntivo degli avvrmimen ti ch'ebbero luogo dal giorno della dichiarazione di guerra, sino al passaggio del Danubio a ZinÌnitza. Bigliografia.

Strefp,e,4,r',<J Osterrefohiscl1.e Zeitschrift. -

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183

di febbraio e marzo. -

Puntata.

Vrenna, Waldhe im, 1878.

, L'ist•ruz•ion1i_provoisoria p~l Se?"O·i;;,i_o dell:ar_viglicw,i,a, .da campo in !"ran~ia. -:- L auto1:e preu~lc m esame I punt, prù sal1ent1 della nuova 1?truz1~n e_(rancese, m particolar modo quanto ha tratto all'inJ piego cielI art1~hen a, al .s~10 co1~auc_la1! te .presso l'arrna~a, alle prescrizion i per le ruarc1e, al ~en:1z10_ d~ll art.1sl1erra nel c-0mbatt1mento, ecc.; pone a confronto le p~·rnc1pal1 chspos1z10!11. de~ testo francesfJ con quelle del regola-:mc~t? P.':u,,~1ano, ~ cita l? oprn10111 en!essc al nguardo dagli serittori tatt1c1 prn rmomat1 , quali lo Scil erff, 11. BO'g uslawski e il. Leo. . Dell' aggriippamento delle, forze nelleposiz-ion'id;i,1·iposo, nel/.e -marcie dii cornllci:tt·imento ç d:1, attacco e, nel combatti.1nento in piamira e negli altip,iam: C,1). -:-- E la continuai.ione dell'articolo pubblica to nella dispensa d1 gennaw; e contien.o interossa nti considerazioni: sull'ordine di marcia nel]~ riti.rate, () s~l!a n~CC5$ità_di _C?[)l'i1·e per mez~O cli una colonna fiancheggiante la linea cl,1 marcia p1n breve nella r1t1 rata eh una c~lonna, l::i quale è obbliguta a cambiarn fa primitiva clireziorw di marcia. T~ ~utore segue s~mpre come nella pri,r~a parte, il suo sistema di applicai e esemp1 pratici ad un certo tratto dr terreno dell' Ungheria. L'assalto dli lCars eseguito daiRuss'inellanottedel17 al18 nm,emb-re ~.877, pel tei~eute S-rBFANO DHA.GAS. - Aci una particolareggiata descriz10ne del.la_ piazza e delle suc1 opere esterne, segue la narrazione dei preparatlVl e delle disposizioni per l'attacco . Quc~t? doveva essere eseguito da sette colonne, e principiare alle 8 1/, pomeridiane. Era stabilito:

1

(1) Vedi pu ntata di febbr aio dell a R ivista. .

.t


:L 84

LIBRI E P ERIODJCI

,1° Che obbiettivi cli ,Htacco fossero i forti Suvary, Kanly e Haliz.:

Paschà;

.

2° Che l'a ttacco di quesLi obbiel.livi avesse luogo col la massima e-

nergia, e che la guarnigioue fosse uccisa o fatta prigionic~ra:. . . 3° Che contemporaueaniente si palesassero energiche dnnostraz1on1 contro altri punLi, per ingaunare il 11emico, ed obbligarlo a dividere le sue forze ; 4° Che nel caso, in cui le colonne dimostranti, incoutrassero rlebole resistenz.:i, approlìuassero di tale vanlaggio e si avanzas~cro come le colonne rl'auacco ; . 5° Che qualora riuscisse agli assalitori di penetrare ne!Jc opere, preparasser? iri:unediaLamente _l'even~uale difesa ,contro i L,~nlativi di ll~l _ritorno offens,vo, e se 11 nemico s1r1t1rasse senz altro nell mterno, lo si rnsegnisse, per swbilirsi sul margine della cilli1 e neWoper~ Tsch im. 6° Che qualora dalla superiorità delle forze nemiche s1 fosse costretti ad abhandou::ire le opere conquistate, si compiesse la ritirata in ordine, dopo aver arrecato alle opere il maggior danno possibile. 7° Che i singoli conHmdanti dell e colonne si mantenessero in continua conoscenza della situazione generale, a fine di agirc cli accordo. In base a questi criteri (smr1pre buoni e perfino ovii in simi li casi), fu più particolarmeulc deciso di aLtaccare con cinque colonne l'intieta fronte sud dal l'opera Tochmaz siuo.alla parte sud del Karadagh, e di dirigere 1'11tt;s1cco principale contro le ~pere :. Hafo_, Kanly, Suvany e Tschirn . Le nitre due colonne ebbero J mcarico cli la re ue!Jo stesso tern po del le dimo,,trazioni,contro i forti Tochrnaz, Tich, L\z, Tepesi, e coutro J\rab .e Karadagh. · Al le quattro del mattino tutle le opere della fortezza erano nel.le mani dei Russi, con 303 cannoni, e~ 700 prigionieri, fra i quali 5 paschii e 800 ufficiali. · Le perdi te dei Russi_fnron~ d! 1 [en~ralc, . ·1_7 uiyi~iali e (r70. 11omini_ morti; di ·I generale, b8 u1lìc1al 1e •I 1'.26 uom1n1 fen t1. Quell e dei furc ln ammon tarono a 2,500 morti , e /1500 fer iti. Dell'irnp·iego della ,i.;anga d:i- f'antl!!l··ia. Bibliogrnlia. Alla r_mntata di febbraio e marzo è uni to un supp lemento (Se1Jara,t.1Je;ilage), che comprende : L'istruzione nell'esercito austriaco dalla guerrn dei 30 anni si110 al giorno d'oggi pcl maggiore cav. RECf!ERGEU von REcnnoK; Lll biografi a del felci maresciallo v. W urmser ; per GuGLJF.LMO Enr.F,;.r von J'ANKO; .( rapporti dell'Austria rispeLto alla R ussia e alla Turchia europea, considerati specià Imente dal punto di vista austriaco e militare, pel maggior generaìe L1n1s uo NAGY von ALsò-SzoPAl\ Patente degli zingari nel 16° secolo. ,Tutti questi lavori , assai i11Leressanti, sono compilati in baseni documenti conservati nell'i. r. arch ivio della guerra.

APPUNT I , SULL'

AMMAESTRAMENTO· TATTILO DELL'ARTIGLIERIA

L

1

Fine principale dell'a.mmaestramento tattico di una truppa. qualun~ue, è q_uello di adopera.re le sue armi con destrezza ed opportumtà, di combattere traendo il ma.ggior vantaggio dal terreno, dalle proprie armi e dalle disposizioni e mosse dell'avversario, cioè a combattere con abili tà. L'artiglieria nel raggiungere questo scopo,' dovendo inoltre coordinare le proprie mosse a quelle dell'arma colla quale combatte, è f~rza convenire che il suo còmpito è per quest'ultima parte reso smgolarmente più difficile. . Chi h/'L assistito a qualche manovra, avrà osservato che nel magg10r numero dei casi, !',artiglieria viene abbandonala alla direzione del suo comar1dante, mentre l'azione del combattimento si svolo-e . per tutto il tempo senza che ordini e neanche indicazioni somma.rie le vengano impartite. Qualche altra. volta invece le prescrizioni date sono cosi assolute, che al comandante l'artiglieria è tolta ooni occa_sione di dirigere convenientemente l'impiego dei suoi pezz(ed a lm è ~asciata J'intiera responsabilità, anche quando quell'impiego è fatto m modo poco giudizioso. ~

I

[

ANNO XX ill, V OL. li.

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186

APPUNTI SULL'AMMAESTRAMENTO TATTICO

Un tale inconveniente rivela una lacuna assai grande, quella di un'istruzione tattica per le tre armi . Se ad un ulflciale superiore di fante ria o di cavalleria sarà difficile di possedere la pratica necessaria per maneggiare sul terreno l'artiglieri~t, farla muovere opportunamente sotto certe condizioni di tempo e di località, dar ordini cui l'ufficiale d'artiglieria possa in tutti i casi uniformarsi, come potrà d'altra parte un ufficiale d'artiglieria coùoscere bene gli obblighi che gli incombono e la missione che gli viene affidata, di sostenere le armi colle quali combatte, proteggerne i movimenh, favorirne gli attacchi, se non ne avrà. acquistata l'abitudine in tempo di pace? - In qual parte de' suo i, reg?lamenti egli apprenderà le norme e studierà. i modi di risolvere i casi che si presentano nelle peripezie di un combattimento? Si è pensato cbe, facendo intervenire ogni anno alcune bauerie alle grandi manovre, si sarebbe dato a tutta la truppa d'artiglieria il complemento necessario alle sue istruzioni specia.li, ma il fatto non ha corrisposto alle intenzioni. Le batterie non sono impegnate che per segnare con qualche colpo a polvere le posizioni da esse occupate, mentre le altre truppe seguitano le loro operazioni, senza preoccuparsi gran i:he della presenza di quelle ; per cni, il tempo impiegato utilmente dalla cavalleria e dalla fanteria, non trascorre per l'arLigl ieria che in una monotona e noiosa eseC1lzione di cariche simulate senza serio profiuo e con grande spreco di vestiario, di bardature e di mnteriale. · Colla scorta dell'istruzione tattica per le tre armi, l'ufficiale siiperiore nelle manovre combinate si abituerà invece a tener conto e valersi dei i:hezzi che l'artiglieria gli può offrire e, venuto · poi ·11 caso della guerra, saprà mandare ordini alle batterie come alle .1lt1•e truppe; la direzione del combattimento cesserà di assumere le form·e vaghe, i tasteggiamenti viziosi di una volta, ma essa si spiegherà decisamente intorno ai punti fissi che avrà fatto occupare dall'airti,glieria ~d il cui spostamenlo opportuno, raziona.le e p11lltico può decidere, come un'abile mossa nel giuoco degli scacchi, d'el bu@n esito d:ella partita. · Jl,'uffièfale d'artiglieria d'al<tra parte avrà acquistalo la cèrtezia che la mente direttrice della forza d'ell'arma sua ne conosce l'im-

DELL'ARTIGLIERIA

187

portanza e saprà adoperarla convenientemente; non sarà quindi più abbandonato a sè stesso; ma. liberato da una responsftbilità. che non gli compe.te, cercherà. di sviluppare tutta la potenza delle su.e bocche da fuoco, npplicando quelle massime ed uniformandosi a quelle prescrizioni che la presenzét delle altre truppe gli impongono. Non è a dire che le relazioni tattiche fra le batterie e le altre truppe non si ansi migliorate dopo che furono istituite le manovre auLunnà.li; ma vi è ancora molto da fare perchè l'artiglieria da campo giunga da. una parle a guadagnarsi ·1a considerazione necessaria perché nelle manovre ·come nel cùn1battimento la sua tattica· abbia la inlluenza che le compete, e perchè dal l'a!Lra gli ufficiali di . fanteria specialnente imparino a tener conto della presenza di quest'arma che non può dir.si ormai più ausiliari~t, ma cli principale interesse. I principii che hanno guidato l'artiglieria prussiana nel ,1870-711 ai suoi splendidi successi, Lradotti in regole tali da farne applicare i precetti senza esitazione nel maggior numero delle circostanze, potrebbero a:ppur1to costituire un regolamento il quale, lasciando meno campo alle discussioni di quello che lo possa fare un trattato di tattica, renderebbe alla qttasi torn.lità degli ufficiali un segnalato servigio. Se alcuni studiosi ·possono trarre dalla lettma delle relazioni delle ultime campagne il criterio secondo il quale guidarsi nei diversi casi della guerra senza il bisogno di ricordare il tale o tal altro paragrafo dell'istruzione-, in genernle qttesta facoltà non è comune ed è necessario di svilupparla. Valgano i seguenti appunti a chiarire maggiormente l'utilità che potrebbe offrire un' istruzione tattica per le tre armi. La gran giustezza di tiro dei nuovi cannoni a distanze considerevoli ba indotto molti a credere che l'artiglieria debba quasi rimanere stazionaria durante il combattimento, perchè i suoi proietti conservano una potenza sufficiente alle grandi distanze. Questa ragione non è la minore che si adduce dai comandanti cli partito nelle manovre per spogliarsi della responsabilità di dirigere convenientemente quest' arma; e così si assegna generalmente alle batterie una posizione qua.Iunquè fin dal principio del combattimento, e dopo non si pensa più ad essa, colla convinzione che tutto si è fatto e che il rimanente spetta agli ufficiali d'artiglieria.


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APPUNTI StJLL'AMMAESTIHMEN'l'O TATTICO

Che accadrà alla guerra quando lrovancloci di fronle Llll nemico intrnprenclcnle, la c1Li artiglieria agisce e rnnnovra offensivamente in linea con le al.t.1·e truppe, senzn preoccuparsi clelI.e vecchie regole, dovremo ad ogn i momento vederci sopraffatti dal fuoco di questa'? Con quali norme e con quali cri teri diri gerà il nostro comandante i movimenti cl' artiglieria, se questa per lunga abitudine di pace non sarà stata addestrala a segu.ire le forme e le prescrizioni del com baUimento della fanter ia'? Arriverà uno di quesli due casi: o la batteria condotta dal suo <'Omandanle, ignaro il più delle ,,olte di qmuHo succede intorno a sè, sal'h impiegata inopportunamente, oppure questa non agidt affatto perclui, sopraffatta dall'accorrere delle altre armi, perderà l'occasione di essere impiegal<J:. L'artiglieria nel combattimento offensivo è in dovere dunque di agire a seconda dell e peripezie di questo, ccl il suo ufftcio c,onsisle: 1° Nell'incominciare la lotta, e nel proteggern lo spiegamento clelle altre truppe; 2° Nel preparare l'atla.cco; 3° Nell'appoggiare e sostenere la fanteria durante e dopo l'allacco. Esaminiamo prima di tutto in qual modo saranno disposte le linee della fantel'ia durante i tre periodi sopraccennati, pei quali dovrà pure passare l'ar.ione di qncsla. Per iniziare il com balli mento, s'impiega. la metà<' qualche volta anche più, della forza loWlc disposta in due sch iere, la prima spiegata sopra un fronte egual e cd anehe superi ore a quell o che occuperebbe l'intiera forta, e l'altra sopra una linea più densa dietro atla pl'ima. . Se si prende per unità un battaglione, trueslo si formerit su tre linee: catena, sostegno, grosso, a distanza tale l'una dall'altra, che si possano portare i sostegni, più o meno rapidamente, sulla linea dei cacciatori ed il grosso sui

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sostegni. Normalmente queste distanze sono fissate a 150m fra il 4° ed il 2° riparto e 200 fra iI 2° ed il 3°. l)rendeudo per tipo un'nnitù anche maggiore, per esempio il remrimen to, questo sarà così schieralo: 00 un hatu,.glione per. eominciare il com battimento spiegato nel modo anzidetto; On bnttaglione di sostegno a. 1-00 metri dal primo; On ha tlaglione pel grosso a. 300 metri dal precede11 te. Per riparli maggiori del reggimento le clistame variano naturalmenle fra limi ti maggiori; e ciò .i ragion e, poichè la resistenza di cui· è suscettibi le ciascuna schiern·tend c ad a11rn cnlare non solo in racrionts della macrcriore fo1~ta numerica ehe forni~ce mezzi più ampi o oe . d'ar.ione, ma. anche in ragione del maggiore spar.10 occupato e quindi della maggior varielil cl'accidenti topogralici compresi nel suo raggio. . Snpponiamo che il comlmttimenlo siasi cornirleia.to a 800 metn; l'inlera l'route della catena farii fuoco ,l\ anr.anclo sostenuta man mano e rinforzata da piccole frazioni clistaccaLe da prima cla i sostegni, quindi dc1 I grosso. La seconda e terza I ine:i reg~ler:nnno_ ~a loro marcia su quella dei hau.aglioni di 1• linea . ai qt1ah si avvicineranno gradatmnente coprendosi il più possib ile, rtnchè il comhaLtimenlo sì approssimerà al seco ndo periodo, quello dell a preparazione per l'atlacro. A questo momento la. prima. linea. che continuerà ad nvanzarsi rin[o rzata chi ba.Llaglioni in ~ost.cgno . convr.rgerà. i suoi fuochi sul punto cl('cisivo, linchò ginnta l'occasione favorevole che sarit indicata. dal con legno del nemico, e dalla distanza cui esso si Lrova In seconda linea si con f011der(1. colla prima e la terza verrà occupare il po:.;to della seconda per procedere così orclinate all'allaeco. Vecliaino in qual modo dovrà intanto essere regolat,1 l'azione dell'arLigl ieri a. . . Supponendo che qoelln, del nemico sia posta m balleria a 600m tlielro alla catena dei caccialori, l'artiglieria dcll'attnccante, ehe avrà marciato in testa alla colonna cli fa.uteria, prenderà posizione ell ap1:ir1.t il suo fnoco tosto che le truppe nemiche ap~ariranno in vista e acl una distanza che per ipolesij ,mpporremo di '14-00'\ ma che dipenderà essenzialmente dal terreno. '

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DELL'ARTIGLIERIA.

APPUNTI SULL' AMMAE$TR.AJ\'1ENTO TATTICO

GiunLi a 2000m dal nemico, i battaglioni di prima linea si sa.ranno spiegati pel combattimento nel modo sopra indicato ed avanz.a~do man mano mentre che l'artiglieria è impiegata nei primi tiri, la oltrepasseranno d_apprim a eolla catena, quindi coi sostegni e finalmente col grosso. . Supponendo ora che alla fine del primo momento dell a battaglia. le cat.ene sie110 giunte a 4.00 metri dal nemico, il grosso delle forze che si sarà. ravvicinai.o, si troverà a circa ,I000 da esso, vale :'I dire a 200 111• avanti alle posizioni dell'artigliei'ia. Nella seconda fase, nella preparazione delJ'atLacco, l'artiglieria non potrà più rimanere nella sna prima posizione, gia.cchè l,i )onLananza del combattimento, la incertezza dei punti da battere, la necessità. di sostenere il morale delle truppe a.miche, esigeranno che essa si porti riso lutamente avanti in una seconda posiz ione muovendo per iscaglioni al trotto finchè si trovi a circa ~)00"' dalla catena del nemico, epperciò a. ,150 metri dietro a.i sostegni della nostra linea. Questo è il momento nel quale essa deve spiegare tutta la sua potenza ed ~1.L ilità; dipenderà. da essa la riuscila o no dell'attacco. La scelta conveniente dei bersagli , la concentrazione dei fuochi, la specie di tiro, la rapiditi:t. di questo eçl il modo di eseguirlo, debbono essere altrettanti problemi da risolvere, tanto dal comandante generale delle Lrnppe quanto da qoello d'artiglieria; e siccome il tempo farà difetto, bisognerà che l'uno e l'altro siano ab iLuati nelle manovre di pace,~ prendere risolutamente la decisione più conveniente senza tiLubanza e senza confusione . N~l terzo periodo, cioè qnahclo la linea cli battagl ia si spinge a sbalzi verso 11 nemico e fino al momento dell'assalto , l'aitiglieria dovrà qualche volta, e sempre quando lo ·possa senza troppe perdite, appoggiare i I mavimento offensivo con un altro 'movimento a vanti per portàrsi su, on terreno, d'onde possa battere, sia le prime line~ del nemico, sia i suoi sostegni, i quali accorreranno a rinforzarne la resistenza ed a respingere l'assalto . Il'prendere questa terza posizione sarà 6osa molto critica; ma il v~ntaggi~ :sarà anche decisivo e compenserà l.argmnente del Iè perdite;. la chffìcoltà. maggiore sarà quella di r i.mettere e levare gli avantrem, ed a tale proposito parmi che il modo impiegato dall 'arti-

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glieria prussiana sarebbe nelle circostanze accennate più vantaggioso, del nostro (if). Da tutto questo appare la necessità per l'artiglieria di sub{>rdinare la su.a azione a quella delle altre armi per proteggerle nei loro movimenti in avanti fino all'ultim,~ fase del combatt.imento. Perciò la preoccupazione costante e principale del corna.ndante di essa deve essere quella di. tenersi slrettameJlt.e collegato colle altre armi, e quella del com.andante generale di mandare ttll'artiglieria informazioni ed ordini precisamente come li manclf1 acl una brigala e ad un regg·imento di fanLer.iit, affinchè nei momenti più difficili e sopratutto nei terreni frastagliati e coperti, nei quali la vista è ad ogni momento impedi ta anche alle medie distanze, l'artiglieria non sia esposta col progredire del combattimento a far mancare la sua azione efficace. · L'azione combinata dell 'artiglieria con l,L fanteria deve però essere subordinata a precetti non meno importanti, come sono quelli che wacciano i casi ecl i mo(li co i qual i devono farsi gJ i spiegamenti di artiglieria. Che se questa cleve portarsi in linea il più presto possibile, non deve però esagerarsi questa tendenza, giacchè sarebbe un errore lanciare l'artiglieria suU'estreme linee d'avanguardia senza assicurarle m,rn. protezione suffi.ciente; Lll1 tal modo di agire darebbe nelle manovre idee fa.lse sulla tattica cli quest'arma ed alla guerra potrebbe esporla a terribili sorprese. Può darsi il caso che nelle manovre l'artiglieria ricern l'ordine cl'occupare una. posizione eoeonata dalle catene che frontegg iano quelle nemiche. Se per la configura.zio ne del teneno i pe,.zi saranno in gntdo cli arriYare a. porsi in batteria nascosLamente dalla visté~clel nemico, sarà possibile di eseguire quest'ordine anche sotto il ruoco clella fantéria alle piecole cl istanze; ma se il caso opposto ha luogo, per cui si giudichi quella essere una impresn. Lroppo temeraria, a.llornil comandante delli:1Lruppa, prima di mandare quell'ordine ' dovrà spinaere avanti altre cittene cli fanteria 0 . o di cavalleria e fare indietreggiare il nemico almeno di 400 metri,

(l) 'L'al'tiglieria prussiana per togl iere l' avantreno fa staccare questo dall'affu,to e lo

allonta nare semplicemente 8 pJssi dal pezzo nella di,·eziono in cui si tro"a, per rim.ettere l'avantl'eno fa retroceùere questo e fa fare contemporaneamente br.acc-indletro al pezzo. fa


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DEL.L' A RTIGLJERI A

APPUNTI SULL'AMMAESTRAMENTO TATTICO

affine di mettere in grado l'artiglieria di spiegare efficacemente la. sua azione. La scelta del bersaglio da battersi coll'ar~iglieria non è cosa di minore importanza di quella fin qui accennata; né essa pttò lasciarsi al solo cri terio del comandante l'artiglieria, bensì generalmente questi ne riceve l'i ndicazione dal comandante le truppe. F, quali saranno i bersagli da scegliersi nel easo di un combattim ento offensivo? Quali quelli nel caso della difensiva? Un capitolo speciale, volendo compilare l'istruzione su ll'ammaestramento tatti co dell e tre armi, sarft pure consacrai.o al posto che deve oc:cupareil comandante dell 'artiglieria, all'ufficio ea ll erelazioni che egli deve mnntenere col comandante della truppa ( I). Nei trattri,ti queste prescrizioni non si riscontrano che accennnte di sf1,1ggita quasi fossel'o di poca impor111.nza, e generalmente è stab ili to che il comandante dell'mtiglieria rimanga al fianco del comandante generale. ln tal modo le batterie si privano del loro capo diretto, e per ciò l'unità dell'azione pericola di andare perduta, o per lo meno di non arrivàre direttamente essendo soggel.k'l a traviarsi colla successione di ordini spediti da lontano. Ammettendo che ocrnioiorno la . =n unità. tattica dell'arLigliel'ia è la brig~.la od il reggimento, che solo in via eccezionale la battel'ia è impiegata sola, ne viene per conseguenza che il capo cleYe rimanere colle sue batterie, ed è quindi necessario dare questi a tali prescrizioni perchè sappia quando egli deve agire senza attendere ordini superiori e c1uanclo invece deve attenderne, il che servirà mollo acl evi I.are i conflitti di attribuzione. L'impiego dell'artiglieria. nel combatlimenLo deve far:;i in masse ~onsiderevoli. Ora il far muovere Cflteste masse, è egli possibile colla sola conoscenza, delle evoluzioni di brigata e di più brigate? È egli necessario di dare altre nonne a questo rignardo, applicabili non all a compassa ta manonn di piazza d'armi, ma al muoversi di una o più brigate sulle strade, sui campi , in presenza al nemico od in marcia per occupare unn posizi one? E l'ordine col quale devono giungere in linea, prima l'artiglieria. cli di.visione, poscia quella di corpo: non è egli suscettibile di essere svolto con regole fisse, al(1) Nello Studio sulla tattica de!l'ai·tig!ieria campa le <li A. voN SCHIILL, tr adotto dal capitano Pcdrazzoli questo capitolo ò aropiarocoto 'tratt;,to .

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trettanto opportune a conoscersi dal comandante le truppe quanto difficili ad esegu irsi con scioltezza e senza confusione? Nei comba:ttirnenti moderni l'azione avrà princip io con un duello d' artiglieria , l' azione di. quesl.' arma dovendo precedere quell'a delle altre. Come si regolerit dunque un'artiglieria, che si riconosca inferiore all'avversaria, sia in numero, sia in forza? Dovr1t essa . · esporsi ad affrontare una distruzione quasi ceri.a, oppure dovrà manovrare in modo da com.pensare la sna inferiorità'? Q itali saranno i mezzi per rendere meno sentita una Late inl'eriorità.'> Il concentrament~ dell'artigli eria essendo lo scopo che.si prefiggerit ogni comandan Le, per rompere la resistenza del nemico sopra un dato punto e penetrare nelle sue posizioni colla fanteria e colla cavalleria, egli dovrà conoscere nei suoi particolari il modo cli riunire e Car marciare le masse d' artiglieria; epperciò non dovrà ignorare (per esempio) che in un lungo tragitlo si dovranno utilizzare le vie laterali dte éondncòno parall elamente alla posizione indicata, che lét marcia attraverso ai campi si fa ad inLervalli aperti, che in terreni fraslagliali il passaggio cli ostacoli esige che le colonne sieno formate per pezzi; che trattandosi di più haLl.erie queste dovranno rna.rciare possibilmente in colonne di batterie, che pei movim enti di fianco è preferibile la eolonn,1 peÌ' sezioni, che gli ' spiegamenti in battaglia debbono essere fatti al coperto dal nemico, e molte altre cose che sarebbe utile di riunire in un codice uffici ale. Non mi dilungherò colla citazione di altri esemp i non essendo qui il luogo di comp ilare una istruz ione tattica, nè il farlo essendo cos;i tanto fac ile corne potreb be parere, giacché introdurre in un regolamento un nume1'0 cli casi concr-eli sufficienti per servire cli guida. nella soluzione regolamentare dei problemi di tatlica., è opera di analisi profonda che richiede un' ahilità ed un' esperi enza non comune. Un lavoro cli sim.il genere fu in parte compi la~o con successo élal generale Sdmeegans, comandante la scuola d'applicaz ione e genio in U'ra.ncia. Esso racchiude fra gli ai'tri uno studio analiLico sulla formaz ione dei diversi terreni che potrebbe nel easo nostro essere modifi cato con vantaggio non piccolo per chi è chiamato a dirigere operazioni e manovre con ai'L iglieria . .Ahri utilissimi precetti pos-· sono anche ricavarsi da stu.di già fatti da ·scrittoti competenti, come


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APPU NTI SULL' A1DIA ESTRAMEN'f0 TA'f 'rlCO

DELL'ARTIGLIERIA

sono il maggior Miiller dell'artiglieria tedesca, il quale appunto ha accennato all'utilità di rendere regolamentare la tattica dell'artiglieria; il colonnello de Sauer deH' artiglieria bavarese, ~he ha esposto un metodo di manovre per l'artiglieria e finalmente i maggiori Hoffbauer, Schell e Thùrheim , i quali estesamente hanno trattato della stessa quistione valendosi tutti delle esperi enze offerte dalle ultime campagne: Se l'avere accennato a qttesta lacuna potesse invogliare qualcuno di buona volonttt a riempirla, o se chi ha l'autorità necessaria per ordinarla. lo facesse, ne avrebbe il nostro esercito un huon servigio.

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zioni di batteria e di brigata; rna poco si é aggiunto di nuovo a quella già esistente da moltissimi anni, per cui mancano ancora prescrizioni particolareggiate sul modo di. rifornire le munizioni sul campo di battaglia, su qltello con cui i cassoni debbono essere collocati e debbono manovrare, sul miglior metodo per esercitare una o più · ballerie alla disciplina del fuoco, alla smi condotta, all'osservazione del tiro ed all'nnità di comando. È naturale quindi. che nasca. il desiclerio negli ufficiali di avere norme sicure cui attenersi e che sia altresì indicato da un'autoriLà superiore il riparto ariuuale più conveniente per sviluppare nelle Lruppe .cli quest'arma la loro istruzione specialr. I perfezionamenti relativi al nrnteriale d'artiglieria essendo stati introdotti in quasi tutti gli eserciti, la superiorità rimarrà. in quello che ne saprà fare il miglioi- uso. Ora chi non sa quanta energia, sangue freddo e disciplina éleve spiegare al fooco una balleria? Chi non sa che per eseguire convenientemente la mano.vra più facile sul campo di baLtaglia e per sRper prendere la decisione pitt naturale, conviene che la truppa si.a rntta in tempo cli pace all'esecuzi one dei casi ·più difficili e che gli uflìcialì abbiano sempre presente alla mente gli ordini chi dare adattandoli alle di verse circostanze? Vediamo dunque quale può essere il metodo migl iore per addestrare le Lruppe d'artiglieria; e ccuali sieno le parti delle quali difettano le nostre istruzioni. Col metodo attuale s'impiegano cfa 4 a 5 mesi per insegnare alle reclute il servizio del peuo ed il pmHamento; manovre puramente meccirniche, fatte per lo pitt nei ·cortili dei quartieri.. Alla scuola di tiro succede l'epoca dei campi ·di brigala e delle grandi manovre, ai quali le reclute dell'anno prendono parte come serventi, eccezione fatta cli quelle batterie ch e non sono clesLi.naLe acl intervenirvi, le quali allora co1µpletano nelle guarnigioni la scuola del condurre e cominciano le evol.uzioni di batteria e di brigata. Non rimane dopo le grandi manovre che un mese circa per esercitare Lutte le batterie a prendere posi7.ione, eseguire passaggi difficili, fare eserci7.i cli tiro simulati, ecc. ecc., poichè ricominciando le istruzioni invernali, le scuole ecc., si può dir-e che il periodo atLivo dell'istruzione a questo punto è terminato. Invece di procede·re in questo modo, ecco come parmi sarebbe

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Jfa l'artiglieria una tattica speciale indipendente dall'unione delle altre anni ed è egli nec~ssario che sia meglio insegnata. alle truppe? Fin qttasi nl giorno d'oggi si è creduto che la Lattica dell'artiglieria fosse molto sempl ice è che si potesse quindi compendiare in poche massime. Parmi invece che il quadro ristretto a così piccole proporzioni, ne prenda delle colossali quando si pensa a qL1 ello clrn succede in realLà negli atto.ali combattimenti. La necessiLà di rendere regolamentare la talli ca clell 'arLiglieria fu da. parecchi anni già riconosciuta dallo sta.to maggiore tedesco, il quale nel ricompilare il regolamento d'eserci1,io cli ([Ltest'arma ha messo pure al concorso la reda7.ione cl' nrn1 teoria. di 00mbaLtirnento, declucendola principitlment,e dal modo d'azione della fanteri.a e della cavalleria ed appoggiandola sull'esperienza della campagna del ,1870-7·1. L'artiglieria fran cese parimente lrn r:ico1npi lato le istruzioni concernenti il suo sen,izio meuendole in relazione coll e nuove condizion i della tattica, ecl un'istruzion e provvisoria sul servizio dell'artiglieria cla campagna è stata approvata con decisione ministeriale Ml ,1876, come pure per decisione ministeriale furono approvale alcune. norme sul modo di prendere posizione e di costruire ripari in terra. per coprirsi dall.e offese. In Italia si è pubbli ct\to non ha guuri un'istruzione sulle evolu-

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APPU NTI SULL'AMMAESTRAMENTO TATTICO

più profitlevole di dividere i,I tempo per le varie istruzioni spe:ciali e per quelle d'insieme. Per le prime ( nomenclatura e servizio del pezzo, esecuz ione della carica, modo elementare cli puntare co ll'alzo, istruzioni elementari a piedi, maneggio del moschetto) non vorrei impi egare più cli nn mese e mezzo, dopo il quale farei manovrare le sezioni separat~unenLe cogli anziani da condu centi e sotto il. comando ·del pi-oprio ufficiale, per ouenere non già l'insieme della manovra, mR perché i cannonier.i potessero essere esellcitati in modo intelligente nl vero servizio del µeào $Ul campo di battaglia. ln questa manovra, che serv irebhe di scuola di condurre pegli anziani, si ultimerebbe l'istruzione sul servizio del pezzo alle reclute, e si svilnpperebhe quella so,la JJarte che lutl.i clehbono conoscere dcll 'islrnzione sul puntamento , abituando i puntatori a dirigere la linea di mira sempre su bersagli natura li ed alle distanze date dalle ,tavole di tiro, menLre sarebbe r:iservat,t i.u un'ora della giornata un'istruzi one specia le per la formnzìon e dei puntatori , alla quale dovrebbero inter venire, oltre i caporali , quei cannon ieri che pe1· disposiz;ioni nal.urnIi e per maggiore intel Iigenza oO'rissero· garan7,ia di diventare abili puntaLori. li numero dei puntatori da scegli ere per impartire l'istruzione specia le, potrebbe e.;sere fi:;sato in ogni batteria a quell o occorrente in campagna con una piccola riserva, cioè a Lre pei· pezzo , compresi i caporali. A questi si farebbe seguire un corso graduale di eserci7,i cli [H1111 amenlo sopra bersagli natura.li, alle clisl.nnw real.i in diverse circostanze di luce e di Lerreno. sopra bersagli in moto e facendo u~o della vite di mira, non dimenticando di ave7,z.1rli ad eseguire rap idamente anche il puntam ento col filo ,t piomho su bersagli nascosi.i. Sarebbe imporlante che fos~ero abi tuati i N. :3 a seguire senza troppe incertezze le ·inèlicaiioni dei N. 2 per pol"tare ID coda [t destra o<l a ~inistra e che entrambi si avezznssero a diri.ger·e subito il peu o sul bersagli o indicato nel coma.ndo. Si dovrebbe trar partito d'ogni ow 1sione per perfezi o·11are i cannonieri in questa istrnzio.ne, e sapere render.la interessante variando oppo.rl.una.m enl.e gli esercizi, i qnal i saranno completati quando i punta Lori avranno l'abiLudine di non punLare i loro pezzi

J)l':LL' A HTIGLIP.RTA

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mai diversamente da. quello che è loro ordinato, qt1esta essendo condizione essenziale perchè il comandante di batterià possa convenientemente correggere in prr,tica il liro. Quando le sezi oni isolate al't'a.nno acq11istato sciol.tezza, e precisione nella maùovra dei pezzi e che i cDpi di questi saranno pure stati abifoati a so rvegliarne l'andamento, a riparare agli inconven ienti, a fa.r eseguire le manovre di forza, a r isolvere tutte quelle piccole difficoltà che possono presentarsi in pratiea, allora il comandante farà procedere all'istruzione d'insieme di tutta la batteria attaccata.. In essa i mov imenti di mettere in balleria, levare l'avantreno e rimetterlo, saranno specialmente curati arfinchè si facciano nel più breve tempo pos~ibi le, ·senza confusione ed in qtta!unq'.ie ter~ reno, ed il comé:llldanLe di batteria avrà. specialmente m vista di infondere in tutti i suoi dipenden ti la disciplina clel fuoco , che consiste, nell'azione regolare e simultanea degli elementì della batteria. nella sicurezz,1 imperturbab ile di capi sez ione, capi pe7,zo e p~ntatori , . nell'assenm assolttta di esitanza, nello sc.or~ere il bersaglio indica.Lo, nella. esecuzione esalta ~!elle c?rrez,oni pre:scritte; in fine nel l'ab ilità e rapi dita d'esecuzwne cl I tutte le operazioni affinchè il fuoco continui regolare e senza confus ione. (',li eserciii ·in discor~o dovranno essere con doli.i innanzi, se è possibile, parallelamente alla scuola del condurre per le re~l~te, per poi procedere al termine cli esse, e prima della s~uol~ d_1 tiro, ar,li e.;ercizi d'osservazione clei colpi, sper:ialme1~te destmat1 a.1 puntatori ed ai capi-pezzo. . Slabili to il principio che la ballel'ia una. volta in posizione n?n ha altra azione che quella d.el tiro, e che perciò il suo còmpito consiste nell'esc~cu7,ione di fuochi eflìca.ci; elimi.natét In. falsa idea <;he dai soli r-isul tn.t.i del tiro al poligono si possa, a.rgomentai:e della buona qua,Iità di un'artiglieria, e che questa sola deve n sult:u·e dai suoi fuoch i fatt i in presenza delle truppe dell e altre arrrii ed avuto rig,rnrdo alh fo rma e naLL1ra clel terreno, non_ già da quelli, contro bersagli artifìciali in terreno perfetLarnenle prn.no e scoperto , ne r isulta che l'istru7,ione che si dà alle tr~ppe_ colle auu.ali scuole di tiro è imperfetta. Percij sarà necessario dt preè)


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APPUNTI SULL'AMMAES TRAME:N'fO TATTICO

pararvel~ coll 'addestrar.e tutLi, ma specialmente i puntatori ed i capi pezzo, a dir igere e rettificare il tiro ('I). La nostra teoria sul puntamento contiene in riassunto buonis_simi precelti per gli e.,ercizi d'ossorvazioue del tiro, da farsi eseguire dalla batteria in questo periodo; solo meri.terobbero d'essere svolti sotto forma più chiara, partendo dal principio che, tutti quei precetti essendo fonda.ti sull'osservazione dei punti di caduta dei proietti, lo scoppio di questi deve praticamente essere simulato, giacchè il solo supporli teoricamente non è sufficiente ad imprimere l'idea nella mente. Ecco come il colonnello De Sauer propone sia svolla questa parte del l'istruzione: · « La batteria essendo sta ta. condotta dal suo capitano sopra una posizione nei dintorni della guarnigione, prende tutte le prescrizioni regolamentari per mettersi in caso di simula.re il fuoco sopra un pun to del Leneno circostante, antocec1enl.emente scelto dal comandante stesso, e dove egli avrà avuto cura di dirigere un pic~olo distaccamento formato di alcnni cassoni , qualche uomo a piedi, alcune parigli e, ecc., e comandato da un ufficiale che avl'it ri cevuto dal capitano alcune istruzioni relative. La posizione di questi· bersagli sarà diversa ogni giorno; cioè ora sarà in teramente scoperta, ora semiscopert.a; un giorno sarà dominata éln1la posi7.ione della batteria, un altro giol'no in vece dominerà questa. « I capi pezzo della batteria saranno quindi invitati ad osservare il modo diverso dì presentarsi del bersaglio (il quale potrà qualcl1 e volta anche essere segnato da una caLena di uomini facienti fooco col moschetto) a determinarne la forza, la disposizione · e simili. « ln seguito la batteria segna. la sua. posizione con un colpo a polvere, oppure con un altro $egnale qualunque, e a partire da quel tempo· ad ogni colpo çhe parte sarà faLto corrispondere al bersaglio lo scoppio d'una castagnola. Il tiro seguirò. in Lai modo per un certo tempo, coll'osserva.nza della più stretla disciplina; (1) Ad,aum entaro il profitto della scuola di tiro sarebbe necessaria l'isti tuzione di una scuola normale di tiro por l'artiglieria, a somiglianza di quella di Tcr1ol in Prussia o di Brasschaet in Belgio, sull'utilità della quale sono ormai quasi tutti ~li ~fficiali d'arUslieria concordi.

UELI;' AHT!GLIERI A

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ogni · colpo sarà fatto seguire dalla relativa correzione, secondo 1'0sservazionr, dei punti di scoppio, e secondo le indicazioni che l'ufficiale aL bersaglio darà, in relazione alle convenzioni prestabilite, ed i capi pezzo, acquistando così una ronfidenza assoluta. nel valore delle regole di tiro, saranno in grado d'i ottenere i ,migliori risultati tanto sul poligono quanto sul campo di batta.glia. « Per µrocedere in seguito ad esercizi più complicati, si potranno contrapporre fra loro due sezioni cli una stessa batteria o due bat;terie sopra terreni in cui riesca più dificile l'osservazione degli scoppi; si t.irerit partito da qualche cartoceio a polvere, per fare vedere la diffi.coltil. di osservarli, mentre· un pezzo fa fuoco nella vicinanza del punt.o di cadLtta n. In cpiesto'modo un coma.nd,mte di battei'ia potrà esercita.re un'ora o due giornalmente i suoi uomini, senza c,he l'interesse languisca, ed ottenere oltre all'is.truzione C[llell'educazione militare che per il passato, quando la ferma sotto le armi era di 5 anni , si procurava coll'istruzione a. piedi e col moschetto. Ultimati tali e somiglianti cserf~izi si può dare principio alla esecuzione della scuola. di, tiro al poli gono, dalla quale, !perché sia verflmente profittevole al persdnale dei reggimenti da. campagna, parmi dovrebbero esser tolLi tutti o la. maggior parte dei tiri colle artiglierie da, muro, meni.re d'altro lato si élovrebbe dare mtig- · giore estensione al tiro di combattimento ed al tiro indiretto. Attualmente infatti dei 15 giorni assegnati per ogni brigata di tre batterie è somma ventura se appena quattro giorni per batteria sono impiegati nell'esecuzione dei tiri . È generalmente dopo la scuola, di tiro che.cominciano le evoluzioni di batteria e di brigata sulle piazze d'armi; ma non darei a queste l'estensione che si è loro mantenuta . Non voglio con questo asserire che esse, quali sono descritte dalla nuov::i..teoria, sieno inutili. Se non sono l' elemenLo principale cli successo alla guerra, queste evoluzioni sono ciò nu.llameno necessarie perchè abituano la truppa ad un'atl.enzione sostenuta e la preparano ad eseguire prontamente e correltamente gli ordini che partono dal suo capo, vale a dire alla. disciplina [del combattimento; e servono poi anche coine scuola di condurre. Un capitolo sulle relazioni del comandante d'artiglieria (nel caso 1


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APPUN T I SULL' AMMA t::STR \MENTO TA TTJCO

di più ballerie riunite) col comandanle le truppe, dovrebbe in questa teoria diffond ersi pi ù ancora che nel Hegolamento pel' l'am,maestramento tattico delle tre arnii, di cni ho giit parlato. Si polt"ebbe all'uopo consultare quanto ha fatto osservare l'Hoffbauer nel suo recente Lrnllato di Lattica. Le -attribuzioni indeterruina.le d'ogni grado, tanto più quando si I ratta cli gradi elevati, possono in una battaglia cagionare attriti e malumori, o suscitare passioni Lati di rivalità da neotraiizzare le forze che si hanno da lanciare nella lolla; mentre cr,uando 1~ assegnalo ad ognuno il su.o posto ed ognuno sa fin dove si estendo la sua sfera d'azione, l'unittt che deve agire, sia questa una balleria ocl un inLiero reggimento, si muoverà con scioltezz,1, e senza tilttbamu, al minimo cenno e concorrerà nel minor tempo possibile, e col.lo spreco minore. di forze, allo scopo da conseguire. Nè sarebbe di minor importanza il tra~ciare alcune norme per colpire nel miglior modo i vari bersagli che si presenlano alla g11erra e per delineare le forme di qnesti . Si può ottenere nn resultato 1Jii1 decisivo, co1lcentrando alcuni colpi sopra un punto determinalo nnzichè, pur uccidendo molta gente, dissem inandone un numero maggiore sopra una grande estensione. I bcr:;agli differenti che si possono presentare all'artiglieria sono: le colonne cli fanter ia., di caval_l cria e d'arligliet"ia; la fanteria in ordine cli combattimento; la cava.lleria in fornggieri ; l'artiglieria a grandi intervalli se6 uiln dagli avantreni e dai cassoni; gli ed iOzi ecl allri ripari. Contro le colonne di fanteria sarà conveniente puntare all a tesla od ai piedi scc;onclo che cruella o c1uesti sieno pitt visibili; contro le colonne di cavalleria sui ca.valli o sn qualche punto illuminato dcli' equipaggiamento. Se le co lonne sono viste di fronte si concentrer:pino i fuochi sul centro , se di fian co o di sco rcio si r ipartiranno i tiri su tutta la estensione clella parto vi!-ibile. . Quanclo umt trupp'.l. di fanteria. o di .cavalleria. è sp iegata, bisognerà rip:trlirc i colpi su tutta. l'e~Lensione del fronte; e siccome per 'la poca prol'ondi th di un tal ber.;aglio i colpi scoppiati al di là saranno generalmenLe cnlpi rn1nc'.lti, così si avrà cura cli l'estringerne il numero o d'impiegare pit1ttosto lo shrapnel.

OELL' ARTIGLIERIA

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Se la troppa spiegata si coricherà, il ri~ultato s~r~ a_ltreLk:nto più piccolo, di quanto l'altezza del bersaglio sarà ~r~llltllt~i; I osservazione dei punti cli scoppio, rispetto alla, pos1z1o~e d1 quello: resa più. difficile, e quindi senza cessare in~eramente il f~oco, sara meolio rallentarlo molto, e se la truppa s1 nasconde dietro una pie;a ciel terreno bisognerà usare il _tiro inclircuo. . _ Quando le ca.tene spiegate in otdm~ molto 1:ado fa nno part~ d'una truppa cli fanteria in formazione cli combaU_tmen to, non _sara contro di loro che agirà l'artiglieria, ma contro L loro sostegrn, ed il tiro non potendolo regola.re su questi a motiv~ d~l fum~ eh~ si soll everà. dalle catene, e che nasCOfl:clerà i punti d1 scoppio, s1 regolerà sempre :;u\l e catene, e poscia si allnn?herà ~i 200 o ioo metri seconclo il poslo che si sttpporrà occupino le riserve. . Quando poi le calene saranno rese più dense dall'accorrere dei sostegni, all ora il tiro tornerà a dirigersi su qu~ll~, pe1:chè assumeranno la fonna delle trnppe spiegate, alle quali si a:ppltcheranno le regole precedenti. . . . . . . Sarà però generalmente contro le batterie che s1 _dmg~r~ _1~ fuoco d'artiglieria, ecl in tal caso il concentra~eulo d1 _tultt 1tm su una. sola parte di esse avrà sempre grandt :a11tagg1. . Le norme sul collocamen Lo delle diverse parlt clella balleria. al fuoco, il meccanismo clel rifornimento delle mnnizioni, la t~t_t1c~ del combattimento, del tiro, le norme per la scelta. della pos1ZJ~m e per la costruzione dei ripari cla campagn_a, .donebbc~o _servire per le istruziont da (arsi dopo la scuola cli I 11·0 e poss1bilmenle prima llelle grandi manovre . . . . Colla scorta cli esse un comandante d1 battena potrn a questo punto dell'anno (periodo preccdenlè le manovre combinate ~Ile altre armi) :;volgere tutti i problemi che oftre la condotta dell artiglieria. sul campo cli battaglia ed essere l' istrnllore della sua batteria. . Quanlunque egli non possa che simttla re l' ese~uzione della :11"agg1or parte dei diver:;i esercizi speciali, pure mcdi_ante ~ assi_duo, _lavoro, egli avì·i.t sempre presente alla memona le chlfi colta e I m~porlanza del suo còmpito e riuscirà a. dare al personale ~ella. batteri~ un'immagine di quanto deve succedere nel combatt1~ento . _Egh avrà preparato con un tal metodo il personale ed 1 cavalli ad .t.:-.NO X'XIII. VOI.. li,


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DELL' A l'\TI GLIER!A

APPUNTI SU L L' AMMAE:Sl'f\AMENTO TATTICO

eserruire colle altre armi le manovre combinate, colle quali si darà o il complemento necessario all.'istruzione, specialmente a quella degli ufficiali, le cui norme dovr:mno essere, come già dissi, compendiate in una istruzione speciale. Le manovre combinate saranno importanti sotto il punto di vista che per loro mezzo si troverà l'occasione 1.vnica di avere dei veri bersagli di guerra che si muovono; vi s' imparerà a distinguere le truppe nmic~he dalle nemiche, a ben riconoscere il bersaglio sul quale si tira, a mettersi in posizione in modo da non essere veduto, a tener conto delle munizioni che si consumano ed a dirigere il fuoco. · Il comandante di batteria avrà. campo di esaminare molti di quei casi che si present13ranno alla guerra, nella scelta delle posizioni in relazione con quelle delle altre truppe, e si abituerà a tenere strelLissimo conto della presenza di queste, tanto negli spie. gamenti quanto nelle marce, allo scopo di non impedirne il libero movimento, cli non essere mascherato in nessun momento massime ·negli ultimi istanti decisivi del combattimento. Egli si avvezzerà ad informarsi delle truppe che gli stanno sui foi.l).ohi, ad avvcrLire della sua presenza i capi di queste trnppe, e se ordini ed informazioni non gli furono mandati, si abituerà a.procurarseli di propria iniziativa; imparerà a esegL1ire lo !;Volgimento di Ltn' azione nel suo complesso, a prestare un'attenzione marcata all'arrivo in linea di truppe fresche nemiche e alla loro direaione per avvertire all'occorrenza i suoi capi diretti, a sLudiare la forma e natura del terreno avanti e dietro ai propri pezni e le vie che se ne partono, a cogliere il momento favorevole pec- l'attacco per prepararlo convèllientemente coi suoi fuo chi o.per respingere il contrattacco nemico. Manovrando in q1ies,to modo, anche le altre armi saranno tratte a tenere in grande stima l'artiglieria, e la considerazione di cui essa è circondata in tempo di guerra, non le mancherit nep·pure nelle manovre di pace. A tal.e scopo nelle conferenze che le seguono, i capi partito avranno cura di far rilevare sempre il numer_o e la specie dei colpi che le batterie avranno simulato ·nel tale o tal altro momento, contro la tale o tal altra frazione di truppa, e porranno per tal modo un salutare ritegno a quei coman-

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danti in sottordine che spesso si dimenticano di questo dato tanto essenziale e spiegano ar.ioni di valore colle loro tmppe, dopo aver subito impavidi nn fuoco simulato di parecchi pezzi e di parecchie batterie. Ricapitolando, per l'addestramento delle truppe d'arLiglieria, è urgente che le nostre istruzioni sieno alquanto ampliate. Lasciando qu~lle che già esistono e. che servono pei particolari del servizio del pezzo, del cavalcare, del condurre, dell'istruzione a .piedi, si dovrebbe prescrivere il modo cd il tempo con cui queste debbono essere impartite, onde poter dare lo sviluppo necessario alle ma.novre Lattiche. A queste dovranno ·precedere il metodo per formare buoni puntatori, la scuola delle distanze, quella di tiro e le evoluzjoni cli hatteria e brigata, in modo che nn quatto almeno dell'anno sia impiegato: 0 ,( A riunire tutte le istruzioni speciali per applicarle alla soluzione di problemi Lattici semplici, riguardanti la sola artiglieria. 2° Ad applicare queste soluzioni al caso della tatlica combinala. All'uopo occorrerebbe: IO Un'istruzione metodica per la formazione dei puntatori : 2° Alcuni precetti per indicare ai comandanti di batteria il modo di fare eseguire l'istruz ione d' insieme del pezzo e del puntamento, la rettifica ciel tiro, la sua condotla colla batteria attaccata.: 3° Vari capitoli da inserirsi in seguito alle evoluzioni di batteria e cli brigala, contetenti: a) la disposizione dell e vetture d' una balleria nel le marce in presenza del nemico : b} la disposizione dei cassoni nel combattimento: e) il meccanismo del rifornimento delle munizioni : d} le norme tatti che per il combattimento : e) le norme per l'acldeslram~nto in tempo di pace sul modo più conveniente di scegliere e prendere una posizione con esempi tattici elementari, nonchè alcuni dati sulla costruzione dei ripari da campagna. · ft.0 Un' istruzione particolareggiata sul modo di esercitare la batteria all'osservazione dei punti di scoppio.

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APPUNTI SUL.L'AMMAESTRAMENTO TATTICO OEL!..'ARTJGLIERIA

/5° Modificare l'istruzione sulla scuola di tiro, dando uno sviluppo maggiore-al tiro di combattimento. Per co~1plèt~re_ poi l'istruzione tattica dell'artiglieria e per esig:re d,'.gh ufficrnh delle altre anni la perfetta conoscenza cÌell' irn~1ego d1 quest'arma, sa~'it ancora necessario un Re,qolamento per · l _a1rm~aesvramento tattico delle tre a1·1ni, ricompilando quello che già esrste per la fanter ia; e ciò allo scopo di far tenere ben presente ad ognmrn. _che tulle e 1:re le armi. hanno acquistato oggigiorno un nesso maggiore che pei passato. . In que~to regolamento sarebbe opportuno, allo scopo di far ris~ettare _,I fuoco dell'artiglieria nelle manovre, d'introdurre l'uso d1 segnali a colore per indicare dal posto occupato dalle batterie s_e 1pezz, tu·ano_ su fanteria, su cavalleria od artigliei:ia. e di stabi~ hre· che dai comancln ,.· 1· ] ' ·al · ttermme delle manovre si esponaano e:> , , .llsl Cd art,g 1En-m 1. numero e qualità delle muni.zioni consumate. '~e1:mi_nerò_ques~o studio coll'osservare che l'ordinamento della art1gltern1 nei corpr d'armata come è _attualmente manca fot"·e d' ·, . T, . 1· . ~ t omogenew.1. , a~·~1g iem~ tende a, divenire come Ja fanteria più rna~.eggevole, pm elastica, per cui non sarà cliflicile che essa, subisca ancora delle modificazioni fra cui accennerò a quelle eh~ il magg. P. Henrard dell' al'tigliel'ia lJelga sviluppava in un suo recente scritto sull a B.emw Jlfilitaire Belge e che sono : ,t La riél.u.1.ione ad un calibro unico . 2° La. formazione di altrettante batterie quanti sono i battaglioni. · · 3° La. soppressione della dis~inzione del!' artiglieria in di visionale e di corpo.

I SOTTUF~\ICIALI ED I RErARTl ff ISTRUllONE

L I

11 solo pronunciare la parola soltufrìciale equivnle ad en unciare i termini di un serio e delicato problema economico, socia.le e militare di ardua, per 11011 dire cli impossibile soiuzioite. Nè ciò può retar meraviglia, se per poco si pensa che si tratta: di concili are cla un lato l'interc:isse dell'esercito, ii quale, in massima, ha bisogno di utilizzare il graduato d'ordine durante i migliori anni (li sua vita, e di soddisfare dall'altro alle esigenze (a volte liriche) cli. una classe, nella quale, scomparso in gran parte l' elemento dei campi e delle officine, pullula invece, pr-oveniente per lo più dai banchi del le SCL1.ole elemen tari, una gioventù a toppe e a colori, che presenta come in un fascio tltlte le gradazioni sociali e 1norali, e che estranea in massima parte acl ogni altra aLtività. produttiva, è cosLreLta a far della vita militare unn professione cli ripiego, cercando in essa quell'a:vvenire che le è precluso, o non azzarda rieercare altrove, in causa dell'imminer1te obbligo cli ·leva. i\'.Ia intanto chi si volg~ indietro per evocare ii sotturriciale d'un tempo, e per inneggiare a.Ila contentabilità cli una. voll:a, dimostra cli porre in non cale quel benedetto criterio cli rela1,ione che non dovrebbe discompagna.rsi mai dai nostri giudizii. comparativi. . t@Il volonLariaLo di un anno; la diminuzione della ferma Lempo; i ; la lunghezza dell a ferma permanente; i favolosi ascensi cli

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FASCE GIOVANNI

Capitano di Artigl'ieria.

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l SOTTli FFJCJALI

un _periodo_ non ancora abbastanza i·emoto; e più di tulto Ja rivo!luz,~ne soc,al~ del ventennio trascorso, hanno creato un abisso tra 1 P1esente e Il passato Il sott ffi · 1 I . · · u lCW e la e <Juale Io v·tghe,1,.riamo colla memona, è un tipo leO'l:r d· .· . . l . . ., "" l , I . . noen .u ,o, ta e quale rnvece possono eaice o , tem~,, è pur lroppo un mezzo termine considera.Lo militarmente; considerato socialmente po·1 :. Id'II,· , , d .. , . .. , e ac tLtuia un terzo O'enere elJa g1ande Jamrgha umanitaria divisa così in uo1n lo sotturnciale ! ' · · , o, eonna e P~r.c01uprend~re siffatta definiz ione, nella quale non v' esarcasmo davv e, o, basta riflettere che la perm'lllenzi al le. . . 1· d t (1 · · ' ,, · rll fili ( I (fU CStO <JTaUa ~o _ratto ~ggr ~e.r l_o più ?alle classi medie) non significa c~me pel ::.oldaro la :,odd1slaz1one di un tributo ch'errl'I I - non 6 ~ , . . . o paga a suo paese pu e:ose, e considerata ll1 genen1le, come per l'ulf' c·· I . vera e pi· .· . . . , u e, una. . opua carnera garantita dalle le<.rO' i , SOl'l'etta da un po' d' 0 1 d ' " esistenza . "'. pnvata . , ', e no b·1· i ila.la all'elevatezza de11Ji si udi e delle 0 aLtribuz,0111 - 1u·t è piutto ·to . 1 ·taneocollocamento chesi ac, . ' . .· s un su>1 celta. m m.anc~nza d_i megli~; _è una sospensione di viLa che dopo qu~lc~e an~o s1 h~l bisogno d, rilegare con i rapporti farni"liari della soc1ela, n nnLraccrare i quali il più delle volte il sottuffi<~ale sballottato Lra Ja caserma, l'osteria e la casa. di tolleranza, è Lentato ad abbandonar~ .l'esercito, inconscio della propria sorte, ed anche a costo delle pw alllal'e delusioni. Ch;~chè se ~e dica, dobbiamo tenere conto deila na.tnra umana e dell mdole d1 u~1 po~olo_vivo e vago di noYità quale è il nostro'. Checché se ne d1cn, 1prrncip ii di libertà e di erruaulia.nza assocint.1. al.la p1·eval:n7:a ~legl i into_ri;ssi materiali , h~lll;o spogti,:to, il mest1ere delle arm~ d, i~olle d, qu~lle speciali attrattive che possedeva un ~erupo. h~ oggi come oggt, consacrai·si all'esercito non pe.r . llll ecc1taiO selll11nento di patriottismo ' llOll IJCl' asp' ,. , ', d' • . . Jl ,Il e cl Jven,re ufr1c,ale, chè una. ta le asp irazione è fonte in nlass,· 111. 1· • · -r d . . <l (Il spiaCe\O I elus1~rn; ma s~I? pe1· contentarsi di un grado socialmente effin~~l'~ e d.1 una pos1z10ne eh.e, in apparenza almeno , manca di s_l.abi_h1_a e _cl_r legame avveuire, e Lutto ciò attrnverso ai ri;:chi del tll'oc1010 mtlrt~re, è rosa che, a torto o a ragione, non si combina molto :ol suscitato positivismo del seco lo in cui vi1riamo. Ed aJL,.oncle, se l'oneslo alfonnarsi poi· il pane della vecch iaia si apprezza nella vita civ ile, perchè vorrem noi stirnatizzarlo in quella

ED I REPARTI D'ISTRUZIONE

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roililal'e, in una età come la nosLm che ha un carattere potentemente livellatore contro cui sarebbe vano ribellarsi? Chi potrà sc,tgliare la. prima pietra.? Cl1i fì.losoficamenLe esclamare: <' Le commerce des hommes ll étrit le croyances clu coeur I » E qui strappo dallo Spectateu,1· ilfilitaire di novembre un brano nel quale si parla cli sotLufficiali e si dice: (J.>ag. 258) « E perchè resterebbero e,;~ i. all'armala.? il graclo « che loro si accorda non è una posizione; i vantaggi che loro « si conferiscono son deboli, il benefizio cleJJ'avvenire è nullo. « Se un sottufficiale ringaggiato, giunto a termine del suo secondo « periodo di servizio, vuole abbandonare l'esercito, rientra nella « vita civile senza risorse, senza posizione, senza sicmezza di poler « sovvenire ai propri bisogni, ed egli stesso è invecchiato e non « ha. più il coraggio e 1~. giovinezza necessaria. per intraprendere « una carriera. Gli si prometton bene degli impieghi pel giorno <( nel quale lfl::;cerà il servizio; ma egli sa che nulla. v'ha di piu « incerto di q11ella promessa - niun dir iLLo ha acqu istato dinnnzi « alla legge, e una influenza superiore può far passare il prolet.to « dinanzi al mil itare meritevole>>. Secondo ii mio modo di veclere nell'aLLuale stadio Ol'ganico dellèL societ.it miliLare, fare a fidanza sopra sentimenti ecceiionali, ma di corta durata., o farn assegnamento sulle men floricle condizioni generali clel paese per cosLi tuiesi uM gerarchia gi:c1duata conveniente e a })Oca spesa, non sarebbe nè giusto, nè ret to principio di solido e forte organismo rnilital'e. Chi ,·noie il fine deve volere i mezzi. Diminuiamo se occorre il numer·o dei sol.tuflìciali propriamente' detti , ma. facciamo loro per quanlo è possibile una. posizione nctla, determinata e tale, che senza ambagi assicuri definitiva.mente a quella cl.asse una modesta, ma possibile esistenza. dopo tanti an ni di servizio. Cosi soltanto è probabile che troveremo l'ele.ment.o che ci conviene e che ci serva a dovere, anche pri vandolo di tutte quelle supe1%1iLà e condiscencleme ell e invece cli incoraggiarlo lo guastano. Le son cose queste che qualche volta possiamo e dobbiamo ben dircele col cuor~ in ma.no, e col beneplacito di chi si esngera l'ideale puro e disinteressato di un esercito nazionale; poichè in esse più


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I SOTTUFFI C(AL!

ED I REPART I D'ISTRUZI ONE

che in altro fa d'uopo ricercare la spiegazione di certi fatti che giudicati con supel'ficialità si attribuiscono a cause estranee, o secondarie affatto.

È un fatto che se la proporzione ch'egli stabilisce tra gli oneri del prolungamento del servizio aLtivo e il compenso dell o svincolo anticipato, entrasse nella, coscienza nazionale, potremmo dire di aver r isolula, in una proporzione a ricercarsi, una delle incognite del gran problema, e quasi la più importante, quella cioè : di arricchire l'esercito, sem:a alterare la legge, di elemen ti utilizzabilissimi e tali da. non creare nè pensieri nè imbarazzi per l'avvenire, e di permetterci cli esser più guardinghi nell'accettazione di volontari aspiranti a sergente, tuttavi,t necessari.i per completà.re l'organico. Ma egli stess.o deplora che qLrnlchecosa. siavi di vero nel raziocinio che guida il giovane a preferire all'istante del congedo della classe l'1wvo del ,qiomo alla gallùia rlel clorn,a,n i., e per quanto soggiunga l< moralizziamo la massa, combattiamo quella tendenza che porta a << prediligere un simile ragionamento >> temo che mai proverbio abbia colto meglio nel segno di quello ci.Lato, e che Jo stesso generale cerchi cli infondere negli altri qnella fi ducia ch'egli medesimo, pel momento almeno, mi pare che intera non abbia. ll maggiòr Sismondo invece è più radicale. Con profusione di dati statistic~ e con vivace argomentazione, si prefigge di dimostrare la opportunità di estendere ad una parte dell 'annuo contingente assegnato allè diverse armi, gli obblighi di lern attualmente imposti alla canlleria, per trarre da questo contingente una quantità di gradnati, caporali maggiori. o so tto ufficial i, che secondo un per cento di probabilità, a cui. egli si affida, fa ascendere al q11into anno alla cifra cli 47.28, cioè ad un terzo <:ircà della somma comp]essiva dei caporali maggiori e sottufficiali occor renti al! ' organico di pace che è di 16056 . Non impugno l'utilità pratic.J. cl\ quesca proposta; ma, a par te le difficoltà e le pertur hazioni che potrebbero nascere dall'applicazione di una legge siffatta, noto che rimarrebber-pur sempre a provvedere i due terzi circa dei sotto ufJìciali mancanti pel fa bisogno dell'esercito. · Il capitano lVIauri-Mori infine prende ad esame i I progetto di legge elaborato non è guarì dal generale Berthaut in Franci.a. Questo progeuo sommariamente consideralo si inspira alla convenienza di agevolare il ritorno del sottufficiale alla vita civil e dopo il 12° anno di serviz io, alla qual epoca riceverebbe :

II.

Tre importanti pubblicazioni venute in luce or non è molto trattano dilìusamente intorno ai sottufficiali, partendo da punti di vista divers i, cioè: un opuscolo del maggior generale Veroggio sotto.il titolo Il SM·gente, a seguito cli un precedente suo scritto Il Cavorale, tendenti entrambi a studial'e il modo di regolare la promozione dei graduati di tmppa; uno scritto del maggiore Sismondo: La quistione de,qliufficiali e dei sottiifficial'i in Ttalia; ed una monografia del capitano i\iauri-Mori : Sulla quù;tione dei sottufficiali fri Francia - parallelo coll'ltalia - queste uI time apparse nella Rii>ista 1'filìtare. Non è mio.assunto seguire icompetentissimi autori nel vasto campo delle dòtte loro clisqL1.isizioni tecniche, filoso(ìche estalistiche; ma solo di cogliere qua e là qualQhe idea pl'incipale per formulare a mia volta alcune brevi considerazioni sul reclutamento dei soUuffìciali. Il generale Yeroggio, con quella chiara coscie1~za e con quello spirito anal itico che controdistinguono tutti i suoi lavori, accarezza l'idea di ripristinal'e il sergente a femu( temporanea, previo il prolungamento a cinque anni del_la permanenza sotto le armi; riducendo però, come compenso, la ferma temporanea a. soli sette anni, dei qual.i sei nell'esercito permanente ed uno nella milizia mobile. Egli muove a questa proposta da. due ragio:qi essenziali: dal... bisogno di preparare un elemento di sergenti per la guerra., massime pér la milizia mob ile; e dal timore che coll'anda.l'e del tempo s' incontrino maggiori difucollà a reclutare gio,vani con ferma permanente.

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J SOTTUFFICIALI

1° Una pensione di L . 200 circa all'anno; 2° Un titolo di rendita di L. 3000 circa di capitale corrispondente ad un riassolclamento per setle anni e ad una parte degli interessi accumulati. 3° Un impiego civile oscillante tra. i 500 ed i 11200 franchi all'anno, o una retribuzione giornaliera di L 4 ,50, lìnchè il governo non l'avrà provveduto cli cotesto impiego. Oltre i dodici anni la posizione del sottufficiale non avvantaggerebbe che nell'n.urnento della pensione, l::t quale a2/S anni di servizio raggiunge il minimo di 565, 465 o 4 15 secondo il grado, e nell'aumento del capitale per effetto degli interessi accumulati. È bene notare che tanto il progeuo cli cui si occi1pa il capi Lano Mori, quanto le ultime proposte del generale Bore!, di ctti ci dà conto l' Aveni'I· ilifilitai1·e del dì. ,J ·I febbraio e che presso a poco si compendiano nella gratificazione cli L. 2500 per il riassoldamento di 5 anni e di L. 3000 per quelli di. 7 (terw pagabile all'atto della fama) e nel collocamento in ritiro con pensione proporzionale a partire dal Hl° anno cli servizio, non rappresentano che una opposizione officiale alle teorie che si vanno da qualche tempo propltgnando intorno alla necessità di creare crna legge sullo sta.Lo dei sottufficiali per rialzare la situazione e le funzioni morali cli quella classe, ed una smentita all'articolo 2° della legge del 27 luglio ,J872 nel quale è eletto « che non v'ha. nelht truppa francese nè premio in argento, « nè alcun prezzo di assoldamento >>. . Ecco a questo riguardo ciò che si legge nella cronaca mensile cli agosto dello Spectateiw Rfilitai'l·e. cc Dopo qualche esperimento mesch ino e mancato per sollevare la << posizione dei sottufficiali , mercè la concessione di vantarro-i avenli Oè> cc per scopo di rialzare il prestigio del grado e di assicurare ai sot<< tuffi ciali stessi una carriera onorevole e in rapporto a quel I.a che « loro offre il commercio e l'industria, si proclama l'impotenza di « quel sistema, e si ritorna in un modo appena velato al sistema dei « premii di assoldamento . Noi pensammo che in una. armata nacc zi9nale fosse indispensabile eeclutare i sottufficiali rea. l'eletta « delle classi la.boriose ; la misura proposta dal governo conduce a « reclutarli fra gli apprendisti agli impieghi di uséieri, cli guardiani « da passeggiate pubbliche, di sorveglianti di prigioni che la legge 1

ED I REPARTI D'IS TRUZIONE

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del 24 luglio 11873 riserva a coloro le cui attitudini non vanno più cc lungi. Questa misuta. va giusto ad urtare le id·ee che a:vevano preso cc corso in questi ultimi ann i, e all'applicazione delle quali lavocc ravano con una sorprendente unanimi là d'opini on i le diverse fracc zioni dell 'u ltima camera dei deputali )) . Astrazion falla da questa lotta di opinioni, il progelt.o francese raffrontato nell a sua parte sostanziale colla legge italiana, differirebbe da questa: nell'esigere un minor numero di a.nn i di servizio ('I2 soltanto) per accordare la, pensione di ritiro, e ncll'ofJ'rire maggior ga.ranzia di un impiego civile, coll'assicurare cioè in mancanza di questo l'assegno mensile di L. 45. Il capitano ì\lauri-)iori pare che appartenga alla schiera di coloro · che son favorevoli al progetto stesso, tanlo più che lo crede atto a facilitare il reclutamento dell'elemento leva, che prevale in Francia e desidererebbe prevalente a.nche presso di no i, siccome quello che rappresenta nella, sua generalità. il meglio delle classi agricole ed operaie da. cui trae origine. Non starò a iliscut.ere sulla giusl.ena ed opportunità di un tal desi<lerio, tanto più che egli stesso cita cc come oltre Alpe sieno ben <( lungi dal ritenere sufficiente la ferma di 5 anni ad abituare ed al« lettare il soldato al mestiere e che questi lontano di ambire ad « un grado il più delle volt.e lo teme, nel sospetto che possa meno « facilmente ottenergli il congedo e il suo ritorno in famigli a)) . Dirò solo che l'attuale minisl;ro preoccupfmdosi precisamente di queste sfavorevoli condizioni' di fatto, ha proposto la creazione cli battaglioni-scuole per ogni due corpi d'armata costituiti siti modello italiano, senza però alterare la permanenm sotto le. armi; accordando anzi un premio di L. 11000 ai ,•olontarii di ,17 anni che farebbero un servizio attivo di 7 anni. E ciò « per reclutare un gran (< numero di buoni so ttufficiali che occuperebbero vantaggiosacc mente nelle compagnie i gradi di primo sergente e che si riassol<c derebbero , tibenllti d;1lla. prospettiva cli posizioni civili, . se1·ie e (< sicwre )) ; la qùal cosa ci pro:va con sufficiente evidenza che anche colà., quanto a sottufficiali, non si nav iga. davvero in un mare · meno tempestoso del nostro (•I). cc

(I) Questo era già scritto quando apparvero sui periodici francesi le nuovo proposte fatte dal Ministro alla Commissione della Camera dei deputati, che· Mn corrisponderebbero più con quello da me cita te.


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ED I .REPARTI D'ISTRUZIONE

T SOTTUFFIC IALI

Co~unque sia, dalle particolari viste e proposte contenute in codesti preg~v_oli scritti, parmi poter inferire, che se in generale si tene~~ a pre.d1hgere un elemento di verso da quello che costituisce in oggi 11 nerbo sottufficiali, eioè del cosi detto volontario, non possiamo, no.stro malgrado, concesse anr~he le migliori soluzioni, rinunziare affatto al volon_tario stesso tale qual è, ma n.bb iamo di gra1.ia di accet_tar!o e coltJYa!fo ~iel 1?igli~r modo possibile, senza fallaci preven7:10~1 e senza nmpiant1; po1chè sarà sempre quello che dovrà costrtu1~·e la ~lassa principale dei sottu mci.al i occorrenti per inquadrare l es.erc1to. Sarebbe perciò conveniente a mio parere: ,1°_ Ponderare se la ridnzi.one dell'attuale ferma permanente da o_llo a crnque anni, seguit,i da tre in congedo illimitato, e Ia fissaz10ne ad età pit1 mat:u,ra dell'arrnolamento volontario, non avessero 11er elfello di farci attinger qualche cosa cli più nell'elemento leva e .qualche cosa di meno precoce ne/ volontariato : anche a costo di una diminuzione ?rganica_dei sottufficiali, che sarebbe in pmte almen o compensata, m caso dr guerra, dal richiamo di coloro che avessero preferit.o o a cui fosse stato d'autori t.à accorda to il con aedo illim itato. . 2°. ~ iminuire il tempo prescr iuo per la. pensione cli ritiro, af.finehe, m ~1~alu~que evento, possa, .relativamente giovane, cercare ogn~no al di luon dell'esercito un collocamento definitivo . 3° Stabilire, in massima, il cumulo a fru tto cli ogn i premio cli rafferma a tutela degli i.nteressi individuali futuri. instillando così l'idea d~l rispari~io; e dare invece un pi'ù largo svÙuppo all e g-ratificaz10m annuali o semestrali di condotta e cli lavoro. . La ~idt'.zione ?ella ferma. permanente associata alla disposizione di capitalizzar~ ~l ~remio, o!Irirebbe il doppio vantaggio: di parificare le cond1z10m economiche di tutti i sottnffìciali durante il servizio milit.are, la qual cosa contribuirebbe ad evitare innumerevoli perdite prodotte d,dla differenza dei mezzi pecuniar-ii; di permettere ad un giovane di .20 ann i di concorrere a qnaLtr-o rafferme e di costituirsi al 36° o 37° anno di età un:t rendi La mensile d~ ci1·ca L. 60, 1~ quale aggiunta o al conseguimento di un impiego, o_mmanca_n,.ad, questo alla pensione di ritiro, cost.ituirehbe unaposizwne avvenire soddisfacente e certa, anche in vista di una foturn,· vita domestica, alla quale mirano prima o poi le aspirazioni dell'uomo.

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Non mi nascondo che in questo caso la sorte cleJ sottufficiale di 36 anni 3 economicamente parlando_, sarebbe quasi qu;isi più vantaggiosa di quella attuale del suba lterno di 45 o 50 anni, al .· quale occorrono 25 ann i di ser vizio per ottenere una pensione di non molto superiol'e agli emolumenti clel p1'imo senza posse- · derne i capitali. - Debbo perciò dichiarare che nel perorare la cama del sollull1ciale, io parto dalla convinzione profonda che il governo e il pttese vogliano provvedere e seriamente e presto a migliomrc le condi zioni dell'onorato ritiro degli ufficiali, come si 0 già. fatto altrove, per assicnra.re tanlo ad essi, quanto alle rispettive farn.iglie, la possibilitlt di vivere, al momenlo in cui oggi, :;ia_eletto senza iperbole, comincia una elegia di stenti. )fa ritorniamo ai sottuffi.cia li. Oltre agli enunciali provveclimenti sarebbe altresì indicato: fi. 0 Studiare quelle l"estriz ioni punitive compatibili colla disciplina che potessern giovare a rialzare il morale del sottu/Ticiale ed a l'a$sicm;arlo un po' più circa la sospens_ion e e la retrocessione cla l grado. 5° [ntenderci meglio circa le allribuzioni e le cognizioni tecniche di questo gradttato, dal quale alcuni pretendono un:t intelligenza e una in izia.t.i va superiori al suo grado, ed altri invece lo vogliono per proposito mo lto al di sotto di quello officiàlmente delineato rlall 'articolo 3° del regolamento sul servizio interno, nonchè elci pr9gramma per la scuola di aspiranti a sergen ti; imperocchè è su questo accordo reciproco che deve fondarsi in massima- il normale orgauarnenlo cli questa parte della gerarchia - l,t sc;elta più. o meno accurata (qn:rnto a coltma) cla l'a.rsi presso i di,,e,·si rnpani - e sopratuuo· l' uniformità dell'istruzione, di cui si fa sentire quasi io ogni ramo il bisogno. 6° Convincer·si dell'inutili tà. di far rivivere il so li.ufficiale di vecchio stampo , poichù la speran1/.a di riprod111'lo, più che poesia, è sogno . Sarebbe come voler far rinascere tuLta una società tramontala, in mezzo alla qua.le il soLttdiìciale d'allora attecchiva, e si fortificava. (( quasi in proporz ione diretta della « poca tencrez1/.a che si mostrava in quei giorni per circondarlo « cli prestigio e di benessere >) C,I) . Acc~etlare invece il nuovo tale (1) Sm10,oo -

La questione degli 11ffì.ciali e sottufficiali in Italia.


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EO I REPARTI D' ISTRUZIONE

I SOTT UFFICIALI

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Comprendo anch'io che lfL necessità. di pesca,re nel mare magno dei giovani di professione sttLclenti, e la naturale tendenza di prediligere tra costoro i più istruiti ed educati, ci può condurre sem:a volerlo a noiosi compromessi, e alla riproduzione della temuta categoria degli spostati. - È questo un pericolo, ne convengo; - ma è un pericolo di tale natura che invece di esagerarcelo dovremmo desiderarlo maggiore per carità di patria - ed augura,rci che l'istruzione e la coltura generale fosse più diffusa e tendente a scopo morale, per servire cli vero ecl efficace· moderatore della gioventù in genere e di quello che assorbifllmo in specie, alla quale pur troppo, salvo non poche -eccezioni, mancano le più elementari cognizioni della vila civile che si acquistano tra le pareti della famiglia e della scuola. Ben lungi del resto clall' inneggiare al sottufficiale saccente, al manipolatore di tattica, al piccolo ufficiale del depltlato Gambetta, non possiamo nemmen disconoscere dal punto di vista tecnico, che alla fin fine oggigiorno. si ha bisogno, non fosse altro in omacrcrio al recrolmnento di istrn1.ione, cli qualche cosa 01' " -di più dell'invidiato materialismo cli Lm tempo, e del F'ilisteo dell'Heine. Strappo due altri brani abbastanza incisivi ed espliciti dallo Spectate111r Jlfilitaire del novembre e clel febbraio : [l primo dice : « Il soldato ~11 termine del suo terzo anno, <e come al .termine dei primi se.i mesi di servizio, è ignorante « del mestiere... . . perchè '? perchè il suo sottufficiale non lo << ha istruito ... . "È difatti il sottufficiale che foggia assolutamente _ « il soldato, e se quegl i è ignorante, questi deve esserlo del « pari; tale è il professore, tale l'allievo; e il sottufficiale è igno<( rante ... ... L'armata francese manca in verità. di bnoni sottuf(( ficiali )) . Il secondo soggiunge : (( Ma ohimè I che cosa sono oggimai i « nostri sottufficiali.I "Può clavvero esser lecito parlare di-prestigio, « di confidenza, di piedistallo quando si tratta di clisgra:iiati che <( una cattiva legge militare costringe a portare dei galloni troppo « pesanti per le loro braccia, ad assumere una responsabilità <( di cui nemmeno si adclanno ..... un giorno viene nel quale bi« sogna combattere, ed il sottufficiale si trova allora di fronLe ad

q_ual è, e concentrare .tu~la la nosLra particolare at.tenzione per r.1.conqscere le caratteristiche buone e cattive, per migliorarlo nel~ 1mteresse dell'armata, della società e di sè stesso. 7° Analizzare infine come lo propone il colonelJo Corsi nel suo opuscolo - JJi alcwni /h itti della gue,·ra 1870-74 _ le c~n~izioni soci~li. del nostro paese, ed in particolare quelle speciali della fam,gha militare e dei molti impiegati dello Stato per vedere se a favorire· lo scarso censo di questa casta e di q.uella di mo)t.i .altri cittadini poveri e onesti, nonché a procacciare alla m1hz1a graduati istruiti e possibilmente buoni, non convenga ricostituire, con altro carattere e sotto altro recrime, gli antichi istituti militari gratuiti, onde accogliervi ed edicarvi quei ragaui non peranco guasti o sfrenati, pei quali un collocamento siffatto sarebbe salvezza e pronidenza; e domandare loro . io ricambio nn obbligo di servizio effettivo maggiore di quello comune agli altri cittadini dello Staio. A questo riguardo so cosa mi si potrebbe obbiettare ma io risponderei: . ' 1° Che in marina si è costituita e recentemente su questa base la scuola dei mozzi ; · 2° C~he n~Jla si dà di perfetto nell e istituzioni di questo mondo; . 3° l,he 11 vero segreto, come diceva Platone, per la virlù è nposto senz'altro nell'evitate gli est,remi. Comprendo anch'io che la cosa più semplice e conveniente sarebbe quella di poter introdurre nell'esercito un elemento transitorio. che at~ratto solo dall'idea di procacciarsi un primo risparn110 supenore a quéllo che potrebbe offrirgli la vita borghe~e, si adattasse a rimanere qualche anno di più sòtLo le armi; ma pur Lroppo è giocoforza persuadersi, che chi ha nelle sue bracci.i o nel suo mestiere la possibili Là di rintracciare un'esistenza libera e proporzionata ai prowi bis~crui difficilmente . . 1 I) ' si piega alle aurauive di un piccolo capitale posto com'è, tra ~na fe~·m~ brevissima _che gli fa intravedere un pronto ritorno m~ ~am,gha e non gh dà tempo di prender gusto al servizio mih~are! ed alle piccole soddisfazioni del comando; ed una ferma assai lunga, circondata di ma e di se circa al diritto di ottenere presto il premio e quindi il riassoldamenLo .

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I S0TTl.i l'FICJJ\ I.I

un mandalo dei più impol'lanti. - ~oi parliamo dei vir.ii della nostra, armaL,}; eccone uno brnLale, Oagrante che s'impone! « Ben altri lo hanno constatato, molti, noi i primi, ahbiamo pro« posto il rimedio: win.n.do dnmrue sal'it applicato·? - L'armata « non può re:;Lar co:;i disorganizzala, senza consistenza, senza base « slabiliUtl Ciò che pl'emc si è che co loro i qua li in pace formano << il soldalo, che in guerra lo conducono, lo dil'igono, gli trasmet« tono immediatamen te gli ordini , siano scelti Lm coloro, che siano « aui a qne.,;tc f1mzioni capita li, che siano degni di adempierle ... ». )fa a prtrte ogni possibile esage1•azio11c .... se non in pn ce, in guerra almeno fa duopo inl'aLti di maggior intelligenza. cl.i _maggiore valore intrinseco in t11 tLi gli ordin i delln gerarc;h,a militare, per governare, stringere e trascinare una massa, a formare la quale concorro no tutte le classi sociali. Volere o no, allorrhè per grandinal'e di proietti i grossi e piccoli frammenti dell'onlineniisto sonoaltralti irresistibilmentedagli accidenti loc;ali , e si determina un nuovo ed inatteso organismo, non di rado sono i graduati che, obbedienti, sia pure all'impulso d~gli ufficiali, clebhono far appell o a tutta l'energia, a tulle le lacoll~ del: l'intellello e dello spirito, a tutta la potenzit di aurnziono dt cui son capaci per mantenere l,t coesione, irnpri.mcre ~·itu , e _gove1:no in mezzo a quella fnraggine. nella quale l'onentars1 e I agire esige nel sottnlTìciri lc, rispetto all'ulftciale, qualche cosa, cli più delle doli che si l'ichie""<>no in un capo maestro muratore, o. in un oo . capo olli. dna, rispetto all-'anhitetto o all'ingegnern meccamco siccome opin_,L il capitano )Jauri-)lori. - E laccio del!~ cav~lleria e cl~ll'al't1g-lieria, nelle quali armi di certo al sottufficrn~e ~· "-[letl,tno. 1n pac~ ccl in guerra, attribuzioni di gran lunga supenon a quelle alle quali deve ~oddisfarc in fanteria. Onde negare alfatto, come fanno taluni, la noces:;ilà di innalzare propol'zionn.lmcnte il livello istruttivo di quella cla_s:;e eh~ dove servire come da anello di congiunzione Lra l'urlìc1ale e tl solclaLo, mentre il primo si eleva e grandeggia di giorno i11 giorno, e .il secondo progredisce per forza. cli civiltà, mi pare un andare a ntro.,o per vezzo di corteggiare il passalo: tanto che ci sarebbe davv~ro cla. clisperare dell'avvenire delle istituzioni militari, se ~a ma~mwr prova di spirito consistes:;e nel nascondet'e lo spirito che si possiede.

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«

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Accettiamo con allegro cuore (dice il Marselli) i benefizi della

« nuo,'a civiltà, tanto più che nessun ordinamento al mondo salve« rebbe l'eserciLo dallo scomporsi quando la. soc;ietà no~tra, comin<< ciasse a decadere. Kè ci lasciamo intimorire oltre misura da quei

« difetti, da quei mali che sono il rovescio della medaglia su cui è <<

stampata l'effige di Minerva: sarebbe indizio di fiacchezza in-

« degna di una gente che ha sempre rappresentato la forza ccl il « coraggio, e che ora de\'e più di prima rappresentare l'intelli« genza e il sapere! n.

Ma a questo riguardo mi si potrà ossen•are, che le risor:;e isl rnttive a cui alludo, le non si riscontrano poi sempre nel nuovo elemento co i siamo costreUi ricon'ere per la necessità del le circostanze; mentre andiamo perdendo darvero una parte di quella solidi Lii e interezza che formava il pregio caratteristi co del sottufficiale di un tempo. A tale oh biezione, giusta sino acl un certo segno, non so l'ispondere altro, che non essendo in nostra facoltà di scegliere, l'unico rimedio si è quello di contentarci pel mornenLo cli ciò che c~i offre il paese; di essere via Yia più accurati ed esigenti nella scolla del personale; di sperare nel progressivo migl iorarnenLo dell 'ed.uc;azione famigliare su cui, non dimentichiamolo, si basano le virtù citlndine e rn ili tari di una nazione, e cli contrilrnire per pnrte nostra a quest'opera di redenzione morale. Ecl ora passo alla parte, dirò così, obiettiva di questo scritto, cioè ai riparti d'istrnzione.

Ili.

Al chiudersi di ogni campagna si è manil'eslato nella classe sottuffì ciali un momento cli crisi, la quale dal più al men'O ha dato luogo a speciali prov, edimenti per porre un argine alla minacciata penu1·ia d,i graduati. Dopo il 1870, nonostante la legge del 7 luglio 4866, il numero di sottufficiali si assottigliava in guisa, che cresciute le apprenANNO

xx,n. voi.. u.

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I SOTTUFFICIALI

sioni, nacque l'idea della costituzione in ciascun'arma di un reparto che servir dovesse come d\ vivaio pei sottufficiali, per tentare di ottenere con iina forma 1i1.wva, ciò che si stentava a conseguire cogl i studiati benefizi. Non rianderò la lotta sostenuta al momento in cui si tratLò quasi improvvisamente di assicurarci con una dichiarazione firmata, del consentimento individuale ad intraprendere la ferina permaneni:e all'atto della promozione a sergente, il che si era dimenticato o non ·si era voluto far prima: non rianderò le difficoHà ed i contrasti incontrati e snperati all'epoca della promozione stessa per dar forza di legalità. ad una firma ottenuta non sempre e da tutti con la de~ siderahile spontaneità; dirò solo, per dare a Cesare quel che è cli Cesare, che si deve più che a.d altri al tatto e all'energia del tenente colonnello Coppier se l'istituzione non ha fallito per questa causa fin dal suo primo nascere! 1 Comunque sia i fatLi dimostrarono che si era colpito nel segno, e dileguate in breve le apprensioni di qiiantità, si affidò al tempo ed ai possibili perfezionamenti il còmpito di correggere più o meno presto le possibili e dirò ai1zi, le inevitabili mende di qualità. È egli tl'ascorso rruésto tempo materialmente e moralmente necessario? Io credo di no I Come credo che sia prematuro di pronunziare un giudizio definitivo prima che siasi dilegua.Lo l'antico. sottufficiale non troppo.tenero veri>o il nuovo elemento, non troppo atto a servirgli di esempio (salvo rispettabilissime eccezioni); prima infine che una rivoluzione di ferma abbia offerto l'opportunità di valutare meglio, in onta ai perduti, il va!ol'e intrinseco e numerico di soLLufficiali superstiti. Eppure a tutti non par così I Il maggior Sismondo, come stretta finale del suo interessante lavoro si dichiara <( propenso alla soppressione dei reparti d'islru« zione come sono aLLualmente costituiti, ed alla istituzione in loro « vece e colle stesse norme di reclutamento e di avanzamento di « una sez'ione di allievi sottufficiali pi·esso ciascun corpo JJ . È vero che nel pronu.nziare questa sentenza capitale contro i reparti d'isJruzione, confessa: << a trattare con tutto lo sviluppo che si « merita la quistione dell'utilità ed opportunità di um misura così << radicale, mancargli buona parte di ~uel corredo di dati di fatto e

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« di personali osservazioni che sarebbe necessario, » pur tuttavil}

l

I:,)

I

vediamo e cerchiamo di confutare le ragioni eh' egli adduce per giustificare questo pensiero cli dernolizione, pensiero che fornrnlato daun uffi ciale repuLatissirno, non può a meno di produrre una certa sensazione e di nuoc~ere indirettamente al modesto incremenLo di una ist1Luzione, che peÌ· soddisfare il meglio possibile ai bisogni pei quali fo creata vuol essere circondata e sorretta dalla fiducia, e dirò di più dalla simpatia dell'esercito; di una istituzione che, rappresentando infine una 1wstra, creazione, rneriterebbe di essere piuttosto sollevala dinanzi agli apprezzamenLi stranieri , i qual i, a q.nanto pare, ne hanno un ben diverso concetto. La prima e principale considerazione in omaggio alla quale il prefato maggiore si palesa inclinato alla soppressione dell'istituzione, è pressapoco la seguente : << I reparti d'istruz ione sono un mondo a sè. - Manca in essi l'e<1 lemento ess~nziale SlL cui la disciplina si esercita, cioè il soldato « coll'impronta delle atl.itudini e dell'indole del soldato di leva, co« sicché quanclo l'alli evo, conseguita la promozione, arriva al reg« gimento per esercitarvi fino dal primo momento delle fomion i im« portan ti, Lrova. tanta difficoltà a mettersi nll'unissono colla « intonazione che regna nel nuovo ambiente in cui egli è lanciato, « da rendere necessario un nuovo e non breve lirocinio .... « Solo dal contatto continuo col soldato, egli soggi1inge, si può « assorbire quasi senza accorgersene tutto quel complesso di. tradi<< zioni, di abitudini e _ di sentimenti che costituiscono la, caratteri« stica dello stato mili tare in genere e la fisonomia particolare del « reggimento; solo dall'aver fin da principio respirata' l'atm,osfera ,< della caserma, della camerata, del <,orpo di guardici. e del campo « veri e 1·eali, può nascere e svilupparsi quella specie cli istintiva « faco ltà di sentire e di esprimersi, come sent~ e si espri.me il « soldato >) • ••• Non nego-punLo l'e1IetLo a sensaz ione di quesLe parole, cos:ì bene scelte per so lleticare l'amor proprio dei corpi. J\fa domando anzitutto se son variate le condizioni che inspirarono ht creazione di questi reparti e lo scopo vero per cui venivano insLituiti; quello cioè, non di f~ggiare sottufficiali migl iori di quelli si sarebbero po tu I.i produrre nei corpi, ma di soccorrere questi ultimi nel reclutamento


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I SOTTUFFJCIALI

di soggetti àtti a divenirlo, « hrig:.t che torna a i corpi stessi assai « malagevole pel rapido succedersi delle classi di levti sotfo le armi . <<

e per le mo lte occupazioni cli. servizio, e talvolta per insufficienza

« di scelta nel contingente» siccome dice testualmente la Relazione ,, 11 novernbre ;I 87·1.

A me pare, che nò le condizioni generali, nè lo spirito di quellrt disposizione abbiano cangiato di molto . Comunque sia, ammesso che ogni corpo possa 'oggi provvedersi direttamente il numero occorrente di aspiranti sottufllciali, è poi proprio vero che nn giovane volontario, nuovo ed inesperto, non possa, non altrimenti che al contatto del camerata di leva, assorbire t1Jtto q'llel complesso di trnclizioni, di abit1,idini e di sentimenti, che solo pare si sprigionino dalla bocca del soldato; tanto che mancandogli da bet principio quell'elemento, l'allievo sergente non sia suscettibile di acqu istare in seguito cruella esperi.enza e quelio spirito di famiglia di <:ui difetta? Strappo un quinto ed ultimo brano dallo Spectciteiw rnilitriire, là dove accennando n!la poca disciplina del soldato francese sr esprime : « E l'ostacolo il più serio a questa disciplina è creato ancora clat « sottufficiale. Il so ttuffici,ale giunse al reggimento con gli uomini· << stessi che comanda qualche m.ese appresso, e che ba avuti e ri« guardati sin lì come camerati, può egli dar loro gli ordini necessari, « avere sudi essi l'autoritiL indispensabi le neJlarlis.ciplinamiliLarn'?' « Dopo tutLo il soldato non avverte fra quel graduato e sè stesso « una differem:a ben definiLa. - Si ricorda quest'uomo arrivato ;11 << reggimento insieme a lui ; lo vede studiare in seguito al suo stesso « fi,anco; ha constatato che i galloni. non rappresenlàno che il valore « di un'islrnz. ione assai rapida ed effimera. -Ladistanzasi è allar<< gat.-i, sotto i suoi ocd1i: egli l'ha misurato troppo da vicino ». Non rispondono esse all a mia tesi queste sconfortanti considerazioni? Se non m'inganno, nei primordi della vita militare dell'aspirante sottufficiale non si tratttt tanto cli fargli esercitai;e una qualche autorità (che del resto esercita a sufficienza anche presso i reparti d'istru,,ione nel secondo anno di corso verso i nuovi arruolatit ma pìuttosto di imprimergli nella mente e nell'animo una chiara ecl

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elevata idea della sottomissione in mezzo acl abitudini di ordine, di esattezze e cli forrne, che cause indipendenti dall'altrui volontà allerano talvolta presso i corpi. - Se non m'inganno il curare altenlamenle l'istruzione tecnica ·e l'educazione del cuore di questo speciale elemento, non sempre si concili,L colle oscillazioni e colle esigenze della. vita della caserma. propriamente detta e sopratutto · coli' atmos/erci clei corpi di, giuwdia I .... tanlo è vero che presso i reggimenti si ha l'abitudine di costiluire plotoni a parte per gli stessi aspiranti caporali, ed. a più forte ragione si costitui_rebbel'o per gli aspiranti a sergenti; siccome lo stesso autore lo amm.ette implicitamente allorchè parla di sezion1: . E chi mai polri\. sostenere che ht posizione cle!l.'arruolato volontario di otto anni in un reggimento composto di soldati a ferma temporanea brevissima, pei quali il nuovo venuto signifìea un n,on senso, per non dire la vera parola, sia proprio ·fa più adat.1:ata per favorire le prime i.mpress ioni di una carriera intrapresa la. maggior parte delle volle colla virtù della n1ssegnaz ione? · È questo un tasto moltq delieato, nel qnale polrei volontariamente sdrucciol:u·e, senz,t perciò riuscire a dire a)Jbaslanza ... . Preferisco che l'altrni perspicacia e coscien7.a indovin i ciò che per convenienza io son cosireUo a tacere . .Rimpiango p-erò che pochi conoscano da vicino queste nostre st1Te calde, ove, al dire forbito e figurato del. 1mggiote Sismondo, si maturano frutt i più appariscenti, ma men succosi. e saporiti di quel li che vengono coJtiYati all'aria aperla. Jo'confido che vedendoli al lavoro i piitsi peT:;uaclerebbero che il meLoclo istruttivo, educativo e disciplina-re che li governa, non è poi così arlific:iale, scolastico ed issim il e da quello praticato nei reggirnei1ti. - E consultando la propria cos<~ienza converrebbero meco che la virtù di un sottufficiale non consiste solo in quella istùitiva facoltà di senti:n e di esprimersi conie sente e si esp1·im,e il soldat.o (aHunesso, e non concesso, che :1\ so ldato debba inspinnsi il sottufficiale o non piutlosto quegli a questi); ma più di tutto nello sLudiar singolarmente le tendenze e i bisogni degli indi,,iclui loro aJficlali, nell'incoraggiarli, sostenerli, e additar loro coll'esemp io la via del dovere, còmpito che. esige una preliminare e ser,a educazione, r invigorita poco a poco, non si dimentichi, da quella benedetta esperienza che viene cogli


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I SOTTUFFÌC!ALI

anni, e che non va scambiata alfalto colla famigliarità cl,)iassosa de~la ~ame1:ata, e_ coll'intimità non sempre salutare del tn a. tu; a ~u, gli stc.ss, re~g11ne~ti si sludi~no, l'ho già detto, di soLLrane quelI elemento che e des11nato nn giorno a far da superiore e da maestro agl i altri. · · Rimpiango che uel giudicare di una isliluziooe si rruarclino solo o più specialmente, i cattivi prodotti, e maneurriando ti abilmente le' ·r .. I oèl ci r·estalrsL1c 1enon si tenga conto di ogni alLt'o favot'evole dnto di fatto_: ~ ."o~ra~ullo di ogni altra considerazione di etù, di precedenti, clt lmruglrnre 1°dttcazione, scogli natan ti contro i quali si rrnngono le cui'<' mora li degli ulTì,·iali dei reparti cl'i.:;Lrnzi~·ue, come si frao~ere_hhct'o le più assidu e sollecitudini degli ufficiali dei corpi . . ~11~pi;u1~0 fina lmente che r10n si abbia un' idea precisa delle cond1z1on1 assai sronfot't,'.nti _cli (anta parie della nos(ra società, pe1· 1·omP'.'e'.1der~ a t~uanta m1~ena ~ervono di pro, videnza Asti, }faddaloni, Srn1gagl_ rn., Laserfa, Pisa, !J1J1erolo e Casale: n quan le umaue debolezze. _ri~~ellal~ili infine, valgono di mantello e conforto questi re~arL1_ cl 1~Ln1z1one, clte: con senso di compassionevole amor proprio, s1 ch1n111ano colte_qi da non poche fam iglie, cosLrelte a salvare le apparenze per l'ignard i olTicial i, nelle qnal i iI volere ù ben spesso alle prese col poteni .... l J\1a il ~n.1ggiore Sismondo dice anzitutto ehe « il neo sero·enle <,< pr?_venien~c da questi centri educati,·i ha hisogno per accon~iai·si .<: all rnl.onawme del 11novo .imb ienl.c di llil no11 breve tirocinio» E qi~esto da, vero un serio appunto, dopo che egli stesso descrivendo un lipo sp~ ·i;:ile di sottuflicinle, rappresenta.lo secondo lui da un fant;tccmo destro.' al.liv~ e_di huona conclotta., si esprime a pag. 363 « che anclw col L1po r·os1 ndotto l'alluale ferma di tre anni conrede « t'1it.to_al pi~ì, cli forn~.ilre questo sott11fliciale'? » dopo che egl i stesso parln.ndo d_e1 capora li a pag. ;~:n soggiunge: « non è superfluo il ri« pclcrlo, li , ero lato dehole della ferma di tre anni sla appunto «n~l non co1~cerlere :n.urgine di tempo sufficiente pe,. valer~ i del« I o~era de, caporali dopo fcmnati ,> .. _C~nfessi_amo francamente che si è bene esigenti, quando in onta ai g~·1d1che si elevarono si11ora por dimostrare che la ferma di Lre anni circ~ è Lro~po breve, per formare un soldalo reclutato a 2•1 anni, si voglionpo, a forza sulTicienLi •18a2~- mesj in parto nominali, per

ED I REPARTI D' ISTRUZIONE

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trasformare un giovane di 17 a 18 anni in soltuflìciale calmo, pratico, serio, che sprezzi il mondo o le sne pompe, e a cui dir si possa come Cl'isto a Lazzaro « alza,# e cam,mina !>> anzichè « alzati e « mangia, perocchè lungci è la strada che ti 1·imane a percorrere » come disse l'Angelo del Signore al ProfeUl Elia . « :Non ci dimentichiamo che Dio stesso non ha scolpito ad un 1< tratto il Re dellti creazione a sua immagine. - Avanti d'impa« stare un uomo ha fatLo un pétpagallo , una scim.inia.e senzadubhio << un castoro - ~oi portiamo le traccia di quei tentennamenti» (I). Il passaggio da quesLe specie di scuole (e sien pure scuole) ai corpi cO!\lit11iscc un momento di crisi, e dii. luogo ad un pc,.iodo più o meno lungo durnnte il quale il nuovo serA'ente ha bisogno di soggezione ed insieme cli sostegno e di incorn.ggiamenl.o. Se h\ tutela palern,t pl'eviggenl.e, e al tempo stesso seria e correttiva del superiore, gli Yien meno in quei primi istanti, addio I Tutto il lavorio educativo mili Lare, che nei più non è pa~sa.to certo nè allo stato di rnnrincimento, nr a quello cli abiLttdine, si altera a poco a poco, e tanto più presto, diciamolo addirittura, quanto più larghi e diver:;i dai pri 111 i sono i vinco li cliscipliruu·i da w i ((Ltei giovani si sentono governati. -Guai se mentre si compie quel processo di cristallizzazione le atLratLi\e di una grnn cillit, il mal esemp io di cattivi compagni e la scarsezza dei mezzi economici cosp irnno a di!\l.urbarne oprecipitarne il raffreddamento . Ond.' è che mentre i reparti di istnrt.ione, come altra. volta ho scritto, hanno l'ohbligo di isolarsi e di auingere in mezzo alla vi Lo vera ed animata dei corpi inclit-ir.zo ed impulso per progredire in armonia coll'eserciLo, e per evitare cosi all'epoca delle promozioni perturbazioni dannose alle impression i ed abitudini già contratte dagli allievi, anche i corpi hanno ciel pari il dovere di volgersi qualche volta verso questi centri prepara.tori, non solo per comrincersi che in essi si rende neces:;aria una maggiore tensione di forma e di condotta; ma più di Lutto per con Lin1rnre in quel senso l'opera educativa di giovani dei quali devono raffennaro la personali t1t miliLm·e. - Non dimenticando sopra! utto chela spensieratezza dei vent'anni, gl i allettamenti delle guarnigioni, e la moncanza dei me~zi pecuniari, preparano la (I) L'année daos la société mo1eroe.


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1 SOTTUFFICIALI

ED I HEPARTI D'ISTfWZIONE

perdita di tanti di coloro sui quali si fa a volte troppo a fidanza. Come seconda considerazione, l'egregio ufficiale superiore si fa a dimostrare, che, « stemperando in tutt:i, la massa dell' esercito << quegli speciali elementi fra éui si rec!Lttano i reparti d'istruzione « attuali, si ovvierebbe al danno che potrebbe derivare qualora pel << condensarsi in una sola massa di elementi di una sola specie, f'ra. « le tante che concorrono a compone la massa totale dell'esercito , <<potessero fel'ment'are e sviluppars i ab itudini, tendenze ecl aspira« zioni non perfettamente all'unisso no con quelle che devono clesi« derarsi prevalenti nell'esercito stesso >>. Per fortuna, enunci,~to appena il timore che venga ad introrl.ursi nell'esercito un qualcliesoffio di regionalismo, l'autore si affretta a soggi.ungere, essere ben lontano dal pensare che ciò possa assumere proporzioni tali da creare per sè stesso un pericolo, e mi dispensa. così clal preoccuparmi di distruggere l'effetto morale di quest' alla1·rne. Quanlo agli effetti materiaJ i, non ho che a i·itorcer-e a mio favore i dubbi espressi, dimostrando: che coll'arruolainento ai corpi il fatto di accumulare elementi <'Li una, sola regione, si verifichereb be precisamente ad ogni lunga permanenza di un reggimento in una provincia; senza tener conto del noto e troppo presto dimenticato inconveniente, che avrebbe per effetto di fare affluire gli elementi volontarii nei soli corpi di guarnigione nei grandi centri , e di irnmiserire per contro rru.ell i. distaccati nei p iceoIi paesi. Come terza considerazione egli esprime la convenienza « che i cc due cespiti (volontai'i di un anno e volontari di leva) donde si << traggono le due specie di graduati, che pure si troveranno accanto << sul campo di battaglia, vengano posti a conta tto fra loro nel « periodo del tirocinio, anziché in quello dell'esercizi o del grado « conseguito >l . Mi si permetta di osservare che il volontario di un anno e il volontario aspirante a sergente rappresentano una a;'btitesi sociale. Mettiamoli a. contatto e al cospetto del soldato, che invidia il primo 'è.. .... non si spie,qa il secondo; e poi mi si dica sesi crede sul serio che nelle pareti deih caserma possa.no, in questo caso, sprigionarsi una efficente emulazione e un ricambio di sentimenti militari forti e aenerosi ·' o se non sia merr\io attendere che si spriv o

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gionino sul campo di battaglia, ove la reciprocità del pericolo e il sacrificio della vita hanno soli la potenza di livellare tutte le l)rovenienze e tLtlte le fortune? E poi, come concilittre il processo istruttivo ed eclucativo cli queste clu.e individuali.là, che arruolate contemporamente o quasi, l'una pnò esser promossa a sottL1fficiale dopo un anno, mentre per l'altra oeconono almeno 118 mesi? « Solo una esatta statistica (conchiude come quinta ed ultima « considerazione) potrebbe dirci in quale misura sarebbe impor<( tante il far sì che pell 'allievo soLluflìciale cessassero i pericoli << inerenti al salto repentino dal regime del r ipa.rto d'istruzione in 1< cui era allievo, a quell o del reggimento in cu.i entra colla posizione « di sottufficiale >). Ecco il campo nel quale non è difficile intenderci.

IV. L'elemento che ci offre il paese, tranne por;he eccezioni, è rappresentalo ali' ingrosso da numero 8 per °lo cli volontari cli avvenire; da >> ,.I2 » °lo cli volontari senza volontà; da >' 50 >> ¼ di vol onttu·i per bisogno; da >> 30 >> °/o di assentali di. leva (•I). Se a questa enumerazionè non è lecito sorridere cli ~ompiacenza, non è nemrnen il caso di disperare, come si può scorgere dall'analisi che segue. . .. Appartengono alla prima categoria C[Llei giovani forn iti di sufucjente istruzione, i cui parenti non veggono nei nostri reparti che un lirnbo gratui to, donde si può aspirare al Paradiso di Modena. Questi volontari se non fu in essi trascurat,1 l'educazione del cuore, formano l'aureola dell' istituzione, e saranno onche i miglio1·i· elementi dei corpi, mci I... l'abbiamo già detto, portano in sè stessi il peccato d'origine e minacciano. se sfuma ·il sogno intraYisto, éli languire ·per (1) A questa propol'zior.o centesimale convicn daro un valore nè assoluto , nè costante ,

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I SO'f'fUFFICIALJ

estinzione di calore; ammesso che per forza di carattere non riescano, ciò che non sappiamo ancora, ad adattarsi all'esistenza modesta del semplice sottufficiale. Appartengor{o alla seconcla. categoria, fortunatamente non molto numerosa, quei giovani oziosi, trascurati e guasti, le cui Camiglie non vecJ'crono nei re111: a.rti d'istruzione che l'uhimo ri rugio di correc:m zione. Di costoro, dal più a.I meno un certo numero rimane per via, pod1issimi si correggono radicalmente, e la maggior parte rappezzati aHa meglio, evaporano al loro passaggio d.allo stato cli pressione a quello più libero rlei corpi, quel po' di buono che hanno artiflcialmenLe assorb i.lo. Appartengono alla terza categoria, di tutte, per grazia di Dio, la più nùmerosa, una quantità straordinaria di poveri figl iuoli, che di. peso alle proprie famiglie, o nell'incertezza di dover interrompere trn breve qualunque altro avviamento, fanno ài necessiLa virtù e si arru.olano, onde assicurarsi pel momento quell.'avven ire che non possono o non conviene loro r intrncci,ire altrove. Le condizioni economiche in cui vers,tno, associate pel' lo più ad una scarsa istruzione, non permettono loro di aver grandi pretensioni; per cui non è difficile che si affeàonino abbastanza alla carriera militare, nella quale spemno raggiungere una discreta posizione sociale; ma tutto sta, al solito, che ottenuto J'ìntenlo, prima quasi di averlo meritato con veri e J)roprii. servizi mil.itari, non ci abbandon ino tJuamfo più si ha. bisogno dell'opera. loro; ciò che è probabile, perchè appunto non hanno quasi al Lro ,t desiderare. Appartengono infine alla quarLa categori.a gl i inscFitti di leva che, tutto sommato, rispondono forse meglio al carattere ed allo scopo .di questa, istituzione, perchè hanno desideri limitati, perchè in generale han.no m.inori vizi e più abitudine al lavoro, e perché quasi quasi sono più volontari clei volontari stessi, se si considera che si obbligano ,1ll' elà di vent'anni a perconere la ferma permanente; il che li legtt fino ad età più matura a quel!' esercito, da cui più difficilmente saranno tentati a distaccarsi. E quando a buoni o almeno discreti fondamenti morali accoppino una sufficiente istruzione intellettuale, rappresentano ciò che vi ha di più. conl'aceuLe colle aspirazioni , vita e missione di un sottuffi ciale. Tratteggiate cosìle diverse caratteristiche di quella gioventtì, che

F.D l REPARTI D',J S'fRU ZIONE

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in meno di.due anni manipolata nei reparti d'istruzione viene irradiata nell'esercito, con un grado del quale non ha che una cognizione teorie.i, con dei rlifetti, o con dei pregi latenti, che non hanno avuto campo cli svil upparsi, io domando: « è egli colpa clell'istituzione se gettai-i i pr111ni ge'l'mi di ima ediica.::;) one che si inspira a prin_cipii d'ordbne, di 1·ispeUo e di lcvooro, non 1··iesce a fa?'li ,qerrnogl1are e 1·c1,dfoa1·e, sia pel' la giovanile età, sici pel' le nat-1.wali tendenze, sia per la sccirsità del tenipo material mente e mornlmente ùisiif'fic'iente? E ast1·azion fattci da og·ni ciltrn considel'azione, si p1iù pì'oprio p1·etende1·e dagli stessi cillievi, diventavi sergenti, qiiella matul'ità d-i se111no, q1iella coscienza della vitci, qiMl gooerno cli sè, virtù positi:ve nelle qtwli pw,. troppo ha ,i l .mo centro di gravità l'opera del sottii/'(icicile? n . . Rammentiamoci che sulla cifra cli .1,:332 individui entrati net repasti d'istruzione fino all'anno scono; se ne cont,mo 3735 di un~ età inferiore ai .20 anni, per i qual i il conseguimento del grado dt . . sergente oscilla fra i 118 anni e ,1l~ ed i 2·1 e 11T'.2: . . l-larnmentiamoci, come dice il capitano .\faur1-l\'lon, che m quei limiti di età l'uomo non può avere acquistata tutta quella serietà. di procedere, tuUit c1uelltt ~ons istenza di camLtere, colanlo neces~ari~ nei seraenli destinali a vivere qnasi a fianco del soldato ed a serv1rgh di cost;nte esempio personale; che in quei limiti di elh l'ini'.onsiderntezza giovanile, il timore del frizzo di compagni già ?uas.t1,_ o camuffali a sp iriti fo rti, e le primitive e men gasLigate ab1tndrnt della vita privat~, non tardano a prendere il sopravvento in fo rza di quella ,11aior liuertà che il oarado stes,,o e la vita del reggimento. a.cm·""o cordano, qmLsi a contrasto clell' occupazione costante all_a quale luron so<rcretli sino allora nei reparti d' istruzione : e concludinmo che per• <?O . ev itare in parte i pericoli inereiui al salto repentino cl.a qu~s~t c~nLn ai corpi è indispensabile sopra ogni cosa ,~he gli uffic1al1s1 la~cmno una legge ,insienw ed ùi soliclo di non abbandonare un solo istante il fragile elemento che è loro man mano con (i dato, per lo m.eno fin eh è l'intelligenza e l'esperienza non sieno in perfeWt relazwne col mandato che ad esso si. assegna, poichè sperare o pretendere diverso sareb be lo stesso che disconoscere ciò che è connaturale coll'evoluzione dell'umano pi:ogresso e coll'.affcrmazione di ogni statO' sociale. Questo per altro non esclucle il bisogno di quei correttivi che .


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I SOTTUl~FIC[Al,f

ED I l:\EPAHTI n'JSTRUZ[()NE

più valgono ad attenuare le scosse dello sbalzo improvviso di cui è parola; e a dare un po' pjù di valore ad un grado ed a dei vantaggi conseguiti con t1·oppa sollecitudine - Vediamo - R.epetita juvant (1) . I nostri sergenti escono dai reparti d' istt·ozione e prima quasi d'incominciare un utile servizio hanno già ottenuto ciò che nella generalità riassume quasi LuUo quello a cui possono aspirare duran te l'intera loro carriera. Non è questo, a pari.e ogni altr:.t considerazione, un CaLLo contrario alla natura dell'uomo, il qLtale dal più aì meno prende a norma dell e propri.e azioni la maggiore o minore speranza di un migli.oramento avvenir-e? Non è questo un minorare il prestigio dell'anzi anità, dal mornenlo che quello che si è il primo giorno, si è anche l' ultimo del serviz~o? All'uscita dai reparti istruui vi, eccezione fatta cli un numero .indeterminato di OLI.imi, che per premio potrebbero essere promossi sergenti, tutti gli aHri dovrebbero fare ingresso nei corpi, ed il più lum,qi possibile da.i paesi nati.i, per ragione che è· superfluo rico rdare, o 'come caporali maggiori o come caporali con afficlam.ento al grado di sergente, trascorsi 4 o 6 mesi di servizio · utile, e per conseguenza di pro,,a. Ritengo che sarebbero più accetti, penhè meno irnposti e meglio conosciuti. In omaggio poi alla conven ienza di usare rtgevolezze e·riguardi man mano che cresce l'anzianità di senrizio, che aumentano gli anni e si rassoda il carn ti.ere, giovetehbe accordare il caposoldo e la li bera uscila serale solo a coloro che dopo un anno e pi.ù di grado di sergen Le, abbiano dato garanz ia cli serietà, economia ediligenza, e sarebbe anche il caso di studiare se non rosse conven iente aggiungere un'allra serie di henefizi rappresentnt:.t su per giù: dal camb io cli ,mino in borsa di pelle da portarsi solo in occasione di c:unp i o di guerra per i soLtuffi ciali delle ai'lui a. piedi che abbiano ollrepassata l'età cli 30 anni; da un distintiyo appagante l'estetica dopo 10 o ,12 anni di soddisfacente servizio, associ.ato (a pariLà di merito) alla preferenza nelle gratificazio ni e alla facollà di percepire un tanto al mese sugli interessi di rafferma;

dall'abitazione in stanze separate; da una maggior libertà personale nelle ore non di servizio che sarebbe stimolato ognuno a meritare mercè la propria condotta. Ianoro in p,u'te almeno, quali serie difficoltà potrebbero oppor~ alla reaÙzzazione delle idee non nuove nè peregrine di ~er~o che ho brevexnente esposte, qLtell o solo che so e che vorrei npeLere tl guisa di refrain è questo : Che per c1uanli correLtivi si immaginino e si attuin?, le. attrattive della vita esterna, la mancanza di mezzi per sodd1sfarv1, la spensi.eratezza caratteristica di una non piccola parte della nostra gioventù, e pur troppo, come dice il Giusti :

1

('.) Italia militare n. 70, 71, 73, del 12, H, 19 giugno 1$77.

La scintillaccia che martre natura Pianta pel'fìno in corpo alla torpedine,

·"

costituiranno sempre il maggior pericolo che si tratta di scongiurare a forza, di ·consi.gli, di vigilanza, e, se occorre, di eccezionali éautele preventive; senut lasciarsi illudere dalla inappun_tabi~e condotta militare, dal!' eà.ucnzione e d:.tlla simpaLitt che può rnsp1.rare questo o quel souuJfì ciale pcl complesso c'.ei preg_i ~1~de va adorno; essendo che <1bbiam visto, come non d1 rado s1 rimanga delusi e sconfortati dall a ro,1 ina improvvisa, dalla rovina morale di certi giovani sui quali avevamo fo.tto assegnamento, e, conl'essiamcelo pure, fidato più del dovere. Che ir~porta armarsi di pazienza per so llevare quanto piLÌ è possibile il sottufficiale, anche mecliocee, dinnanzi agli occhi clel solclaLo. sia coll'evitare di rimproverarlo e punirlo alla presenza di lui, come i nvolontariam.ente può accadere, sia coll'affì.dargli servizi El attribuzi oni che lo solletichino nell'amor proprio e nel prestio-io del o-rado, preciso in caserm.a ove si esplica il suo mandato disciplin~re educativo: poichè è provato che in, quell_e .a.r~i nelle C{Ltali il sottufficiale lta da esercitare hl propna a.ttlVI tn._ m compiti che moralmente lo appagano, si compor(,~ ~on maggior dign iLà ed apprezza ;ti suo giusto valore lfL s?dd1staz10_nf) p'.·ovenienLe dal lavoro e dall'esatto ademp imento dei. propri dover1. Che è urrren te scongilll'iu·e lr~ t.ollerama a.Ha tenuta, come unn. clelle prime° cause che concorre a ribadire i primi anelli della


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I SOTTU l'FICIAl.T "0 l REPARTI D' ISTRUZIONE

faLal catena dei dissesti economici . Non vo disclllere se conven(Ja o no, concedere al sotLo!ficiale una tenuta più fina e più elerra:te ~e,~_1 esLo}ella tru_ppa, _d1c~ so lo,esser desidera bil e per mille una, rn':'1one e_ ,rn que~L1graduai i provenienti oggi quasi tu lli da nn cespite _uni co abbrnno una sola tenuta, sia pure di un panno diverso m.a sia sempre la stessa. E _qui __n:i ~rTesLo, non senza augurare all'esercito che i capitani e g~1 ulf1c1alt ~nbalterni, evocando spesso il ricordo dei loro 48 an~1, ra1~1111enlino << la r ita del soLLurficiale svolgcr·si sema interru« z10ne m mezzo a cure miu ule, serio, rnonoto11e, Lutelari le quali « sembrano la cosa più volgare e naLuntle del mondo m:n11·e ._ (( l">(Jono un esuberante e a·ismleressalo . ' ;;entimento del dovere I e es1 che « ~ c~mprender~ e a tradune in fa llo questa nobiliss ima virLù « m~1can_t~ la più alla perfezione del carattere dell'uomo . occorron~ « I.ah doti 1ntelle1Lu·11 . 1·1, che non si· improvvisano · · . •· 1·e moia dall'ocr,,1 (( al dom·11 ' . · . m, . ..i i , ma s1 msL1lla110 poco a poco o si fecondano coli · « pazienza, col tempo e col wore ». a

ed

Paucos "iro, rortcs natura pro·:reot • llona istituLione plures rcddi t in dusLl'ia.

«

Maddalon i, 1° marzo 1878.

N. Hrmscn

Tenente colonnello.

TRASPORT I IN CAM PAGNA DELL'ESERCITO I'T ALIANO

.,_ Un esercito che viene mobi li tato deve avere a sua disposizione un cerlo numero di velLure destinate a seguire i di versi corpi nelle loro marrie in prossimità del nemico. Di qL~oste veLlure alcune trasportano munizioni; altre utensili cd attrezzi di ogni specie pel' riparare il ma teriale deterioralo e per eseguire con rapiditii i vari lavori di gLLcrra. Una ter:t.a calegoria serve al trasporto dei viveri, dei foraggi e dei materiali speciali per servizio delle sussisten:t.e, una qnarta alle var ie provviste cli oggetti di equipaggiamento cd ai bagagli. In0nc il traspo1to degli ammalali e dei feriti ed in pari tempo dei materiali occorrenti alle CL1re mediche, si compie con ona qu inta, specie cli vetture indica.te d'ordinario col nome cli Pettimi di sanitcì e che la eroce rossa stabil ila dalla Convenzione di Ginevra serve a distinguere dalle altre. Ho diviso il lavoro in cinq11e parli, una per eioscuna delle categorie sopra accennate. Nel penultimo capito lo bo ruccolli i dati numerici più importanti relativi alle vetture dei cinque gt'Uppi, e nell'ultimo ho volnlo dire poche pu role intorno al per5onale al quale è t iservala lo. parte esccnliva dei trasporli e dare anche un cenno della. trazione a vapore su.Ile strade ordinarie e sulle ferrov ie.


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I TRASPORTI JN CAMPAGNA

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DELL'ESERCITO ITALIANO

Essi sono così ripartiti : Cannone da

l. Vetture pel trasporto delle munizioni.

colla batteria (avantreno e cassone), colpi . 160 130 4° munizionamento col parco d'artiglieria cli divisione, colpi . .w I 10 col parco d'artiglieria di corpo . . cl'armal.a, colpi . . . . 100 100 2 0 mumz10namento . . . col parco d'arl.1gltena d'armata, colpi . . . . . . . ,100 100 1

·1 • Hipart'i.zione clelle nvuniz,ion'~(ra le wnitcì e i parchi. - È noto che le munizion i cli guerra sono per una par'Le portate dalle singole unità combattenti, e per l'alti'a dai parchi. No i abbiamo tre specie di parchi i quali , benchè servano al r ifornimento delle tre arm i, sono tutti tre chiamati parch1; d'art·iglie1·ia; essi sono : 1° Il parco d'artiglie1·ia, di di1visio,ne che, oltre ad avere una riserva di materiale da trasporto e di quadrupedi, carreggia munizioni di artigli eria e cartucce per le truppe della divisione; 2° U pa1·co cl'aniglieJ'ia di co1po cl'a,rmcita, il quale ha esso pure un'altra riserva di materi ali da trasporto e di. quadrupedi. e traina altre muniz ioni d'artiglieria e cn rtncce per le truppe del corpo d'armala a cui appartiene; · 3° ll parco cl'a1·tigliuia d'armata il quale, oltre ai materiali di ricambio e quadrupedi di riserva, ha. una dotazione r ilevante di munizion i da guerra, di cui però una parte soltanto, circa un terzo, è trainata. al seguito dell.'esercito. L'assieme di tutte l~ munizioni, che ogni. unità comhaLtente ha a. sua disposizione nel. periodo di una campagna, costil.uisce il suo mu, ni;1,ionamento tota.le, il quale viene diviso in primo e secondo muniziona111e-nto. li primo, che comp_rende quelle munir,ioni che si devono trovare, durante l'azione, ,vicino alle LJ:uppe sul campo di battaglia, è formato dalle munir,ioni che ogni singola unità porta seco direttamenl.e e da quelle fornite dal parco d'articrlieria clivisio,, ' t> na.le, il quale segue immediatamente le truppe della divisione. li secondo è dato dai parchi d'artiglieria éli corpo d'armata e di annata. Il munizionamen Lo totale delle due bocche da. fuoco da campagna, da cent. 7 BR. (Retr.) e da cent. 9 AH.C. (Retr.), è per ciascuna di r~oo colpi per pezzo, dei queli 200 formano il primo munizionamento e gli altri 200 ii secondo.

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Per ogni' cannone da cent. 8 BR. delle batterie da. montagna si hanno 150 colpi_per pez;1,o, di cui 80 colla batteria. di manovra e 70 colla colonna cli munizioni, la quale, per queste batterie, sosti Luisce il parco divisionale e perciò trasporta anche munizioni di fanteria. Al parco d':,1.nnatc1 sono ino ltre r iuniLe le colonne di munir,ioni di riserva. delle batterie da montagna eventLrnlmenLe assegnate al corpo; non è però noto q1rnl sit1. il numero di colpi per pezzo che esse trasportano. Non so ancora come verrà ripartito il muniziom@ento ·pelle nuove batterie da monLagna da cent. 7 BR (H.etr .) . U munizionamento totale del soldato di fanteria armato di fucile mod. 1870 è di 238 cartucce, così r iparti te: (col soldato . . . . • • cartucce 88 ,10 mumzwnamento ì -. . . l {co1parco e1t v1st0na e » 50 )) 50 "o .. col parco di, corpo "i mun!Zlonamento · d'armata . 1 col parco d armata. . . . > 50 Ogni soldato cl'arLiglieria, del genio e del treno porta seco 24- cartucce ed ha inoltre un piccolo numero cli c.olpi di risenra ai parchi di-visionali di corpo d'armata e Ll'annata. Nelh1. cavalleria gli armali di pistola a rotazione sono provvisLi di 118 colpi ciascuno e 40 ne hanno quelli armati di moschetto . 2 . Vetture pel trnspo1·to delle m.unizfoni dell'a:rti:g lieria da carnpo. - Il trasporto delle munizioni alle batterie da cent. 7 si fa parte 1

·1 '

ANNO XXlll, VOL. II.

16


I TRASPORTI IN CA MPAGNA

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D:EL t .'1,:SERC[T O ITALIANO

coll'avantreno del pez7.o ( 1) e parte coi carri da munizioni. È nolo che t11tto il carreggio di qneste hallerie è cost.rut.to in lamiera di ferro con r note di legno a mozzo me1allico, le quali sono le stesse per i due treni di un carro non solo. ma altresì per tulli i ca rri. L'avantreno del c,uTQ da munizion i, che è lo stesso di quello della vell.nrapezw, porla un cofa110 in legno, con coperchio rivestit o in lamiera di ferro, e contiene 4-6 proielli e.46 cartocci; il retrotreno .ha nn co• fano simile rna più ampio, con1enenLe 66 colpi, e~ un pi.cr,olo cofano che nicch iude attrezz i cd og~etli neeessari al la pLdizi::i e conservazione della hocca da fnoco e del material e relativo . Pqsteriormente alp iecolowl':rnovi è nna sa.letLa atta a sosten ere una 1·uota di ricambio dell a lJuale però ne è fornita soltanto la metà dei cal'l"i da munizioni di una ball eria . Un freno ad attrito che si fa agire contro il cerchione delle ruote del retrotreno per mezzo di unn leva ad eccentrico è utilissimg a moderare la velocità nelle discese . L'unione dei due treni ù a cont.raslo o li hera, a volontà ; il traino di ogn i vettura è eseguilo da dne sole pariglie. Pel cannone cla cent. 9 AllC (Retr .) mentre si sta studiando un maLerinle in ferro; è stato per ora nàottato, con alquante rnodilìcazi on i, l'antico mat.eriale cli legno mocl. 18U, di cni ogni vettura è trninala da 6 cavalli. T:arantreno, comune all'affosto ed al carro da m1mizion i, ha un cofano che con ti ene 32 proietti coi rela tivi cartocci ed accessorii ( 1); il retrotreno del carro da munizioni ha due cofirni eguali a quell o dell'avn rllreno cd egualmente caricati; sono disposti parnllelamenLe all a sala, uno anteriorm ente e l'altro poste. riormente ad essa; vi i> altresì ad ogni caiTo un ceppo con saletla porla ruota. cli ricamb io bencM sieno due sole le ruote di ricamhio per ogni batt eria . Contro ·il cerchione delle ruote di retrotreno può agire un freno ad attrito il quale differisce da qnello del materiale da 7, in ciò che qL1.esl.o è messo in m-:ione da una vite a ma11Lr.llrio invece che da una leva ad eccentrico. L' u.nionc dei due treni è a. contrasto, ·la si rende libera col mezzo di una corona di cord,t. La vettura-pezzo ed il cano da muniz ioni contengono : 1

(I) In <lua fori appositamente praticati alla coda dell'afl"u~to, sono con tenute 2 scatole di mitr~glia.

Ì

~I

Vettura- I uell:av_nntreno , colpi 2~, 20 ~ j ,i.81 ·l 5 ~ 34 pez1.o (snllallusto . . » - 2 l 1 Carro. n. ell'avanlreno . » '.24- 20 2 11 21 1G -15 I I 96 a ~u~t- nel relrolreno . » 30 ( 32 - j

l

ZlOlll

361

Ì

Totale per pezzo , colpi 84\ 701- 6 ·160

l,

I

321

Gtl 621- 4 130

Pel trasp.orto delle munizioni d'artiglierin ai parchi si usano i can:i da munizi oni idenLir:i a quelli clell e halterie, e le carrette cla, mimizioni stale adottate nel corrente anno . Sono a du e sole ruote che hanno il mozzo cli legno e In. f\ala rinforzfl.t.n da. gru;cio di sala.. Due starwhe , fra le cui estremil~l anteriori viene altaceato un cavall o, clue ;ra\'erse e dne calastrelli che le collegano costitui:;cono l' impalcala della CiUTetl,L Due riancctte formate ciascona dn 3 ritti e da un correnl ino, ne compleLano il corpo. Fra e,se lltie cofan i per mun izioni sono disposli perpendicolarmente alle stanghe ccl in modo che uno trovasi anterinnnentc e l'altro posLeriorrnc111.e id ia $ala. Dietro ,l quest'ull imo vi ò 11n cofo.11etlo ed innanzi al primo un ca~setl ino, l'uno e l'alLro contenerono attreai cd ac:ccssorii . Una. capra numta a. snon .. datura nlle duo sHmgh c e munii.il cli due ca.Lene, nna d.1 r1Le~no, l'altre cli mane3gib, permette di tener sollernta la parte ~ntenor~ delle stanohe qnando il eavallo non è attaccalo. Nelle clr;;ce:;e si modera I,~ vel~ciUt della carretta con un freno nel attrito a leva, disposto alla parte posteriore e rhc si può aprire e eh iu~er~ solo µorlandosi. dietro nllft carretl a. Un caval lo di rinforzo s1 dr:;pone generalm ente sul fianco de,;tro di quello di stanghe rncrcè un bi la.ncino appeso lateralmente e collegato da _un~ catena, all'cstremi~i. sinistra del guscio cli sa.la. I due ca val II s1 possono attaccare ,_n punta soltanto in via eccezionale. Se µer la natura del terreno abbtsogna un terzo cavallo lo si aLLacca in punta a. quello di stanghe.

l~ -

..


236 •

r I TRASPORTI IN CAMPAGNA

Ecco il caricamento in munizioni dei due cofani della carretta:

Gran a te Shrap ne ls

Se caricata con proietti da 7 cent. Se caricata con proietti da 9 cent.

ifOO

50

Scatole di

mitraglia

42

8

30

4.·

j

'l'otale

'150 48

3. Trasporto delle m,iinizioni da 1nonta_qna. - Nell e batterie da montagna da cent. 8 s.i hanno pel trasporto delle munizioni dei cofani p~r munizioni da cent. 8 e dei cofani per cartucce, gli uni come glt altri sono someggiaLi da muli ciascuno dei quali portct due cofani. Entrambi sono di legno e. non differiscono che per la disposizione interna. Hanno "il coperchio a cerniera ricoperto di tela incerata, sono 1ri.uniti ad un fianco di due pezzi di catena per poter essere assicurati al basto, ed a ciascuna.testata di una maniglia di corda per Lrasportarli a mano . Il cofano per munizioni da cannoni è diviso in due scompartimenti ove in caselle stanno 9 granate ed 1 scatola di mitraglia. Superior~ente ai proieui in una scatola di latta sono contenuti 11O cartocci. Il cofano da cartucce è privo di tramezzi e contiene, 880 cartucce per armi mod. 11870. Pel nuovo materiale da montagna da cenL. 7 (R.etr.) so~o stati. adol:lali gli stessi cofani del materiale da 8; però quello per numizioni d'artiglieria fo alquanto modificato nella sua disposizione interna. Esso ha uno scomprtrf;imento centrale pei cartocci e ,J Ocaselle,. 5 per ciascuna parte, destinate a 6 granate e 4- shrapnels. Inoll:re i cofani da a.ttrezzi , dei qLtali ve n'è uno per sezione, sono capaci. ciaswno di 3 colpi a. metragl ia. . 4. Vettwre pel trasporto clelle m,umùioni di fantei·ia. - Il rifornimento delle munizioni di fanteria è fotto ai. parchi per rne1.7,o di carri per cartucce, di carreLte per ca.rtncce e di carri del commercio. S_i hann_o tre di verse specie di carri per cartucce i quali possono ntenerst ancora appartenenti all'antico materiale di legno, sistema Cavalli. Essi sono: 1° Il carro per cartucce detto clel mod. 1844, co11avantrenn e retrotreno entrambi di mocl. 184-4; trasporta 24-,000 cartucce per 1

.-, .

OELL'f;SERCIT O ITALIANO

armi mod. 1 870, ovvero 119,200 a pallottola da. mili. 115 per fucili o rnoschetl.i a retrocarica, trasf"ormati. i>, 0 Il carro per cartucce detto del mod. 11863, con avantreno di moèl. ,J.863 e retro treno di mod. 'I 844, che viene cari.catodi 26,000 cartucce perarmi mod . 11870, o cli 22,000perarrni trasformate. 3° ll carro per cartucce detto clel rnocl. 11850, con avantreno di mocl. ,1·844 e retrotreno di mod. "8ti0: contiene la medesima quantità cli cartucce clel carro precedente. Questi carri , acl eccezione di piccole differenze nella forma e nelle dimensioni cli alcuni parlicolari, non differiscono rla, quelli per munizioni cla cent. 9 (Bet.) ; mancano però cli quelle modi!ìcazioni fatte a questi allorchè vennero provvisoriamente adattali pel nuovo materiale pesrmte da campagna; il loro freno, per esempio, è ancora a scarpa. Frà di essi vi sono differenze poco rilevanti meno che nei cofani . Il cofano dell'avantreno mod. 11863, è alquanto più amp io di quello di mod. ,18J-fi.; i co fani del retrotreno mod. 11800 sono anch'essi più· grancli e sono disposti col loro lato maggiore in senso perpendiwlare alla sala. Tutti questi cofani , poi ' non banno nell'interno che un solo tram.ezw, paI rallelo alle testale, il quale divide ciascuno di essi in due swmpartimenti. eguali . Il c11ricamento dei tre carri per cartucce è il. seguente:


238

I TRASPORTI IN CAMPAGNA

.DELL'ESERCITO ITA LIA NO

Arm imod . 1870 Arm i trasformate

....------..,..----- .....----..----

Pacchi Car tucce Pacch i Cat·tuccè

Carro per ca1·tucce mod. l 844

Cofano <l'avantreno Cofano di retrotreno anteriore . Cofano di retrotreno posteriore.

20 20 20

8000 8000 8000

,16

'16 16

1

64.00 64-00 6400

- - ·- - ---Totale

60

%000

- - - -- -

.i-8 -

,19~00

- --

Ca1-ro ptjl' can,ucce mod. 1803

Cofano d'avantreno Cofano di retrotreno anteriore . Cofano di retrotl'eno posteriore. Totale . .

25 ,20 20

,10000 8000 8000

,23

1J6 ,16

9200 6400 6400

- - -- - - - - -22000 65 ,26000 155

·1-

Carro pe1· cartu,cce mod. l 850

Cofano d'avantreno . . Corano di retrotreno di destra . Cofano di retrotreno di sinistra Totale

I

• I 20

8000 8800 9200 -- --65 .26000 22 23 .

116 20

rn

64-00 8000 7600

155

.2 2000

La carretta per cartucce è la stessa di quella. che serve al trasporto delle munizioni da cent. 7 (ReL.) e cla. cent. 9 (H.et.) . I suoi due co ran i sono caricttti di 20,000 cartucce per armi di mod. rn70, ovvero di '16,000 per armi trasformate; es,;i possono invece contenere anche 38,400 cartucce per pistole a rota1/.ione. I carri del commercio vengono requisiti al bisogrio, .han.no generalmente due sole rnote e sono trainati da due cavalli. Essi sono guidati d,d treno borghese e trasportano ciascuno, racchiuse in casse, 32,000 cartucce P.er anni moèl. 11870 ovvero 24,000 per armi trasformate. 1. Ripa1·tizione delle 1Jettii1·e f1·a le bcitterie ed i parchi . Ogni baLteria da campagna traina seco per ogni pezzo un carro da munizioni . 1

239

Le batterie da montagna da cent. ·s trasportano ciascuna : colla baLteria di manovra 48 cofani per munizioni da cannone, e colla colonna di munizioni, .i-2 cofani per munizioni da cannone e 30 cofani cla cartucce. Non conosco ancora né il muni1/.i.onamento, nè la formazione in materiale delle mtove baLleriè da montagna cla ceni:. 7 (R.et.). U parco d'artiglieria da cli visione; traina : N. 6 carri per munizioni cla cen t. 7 (B.et.), » 6 )> n da cent. 9 (Ret.), >l ,18 >> . per cartucce. Non è stabililo in qual proporzione concorrano in questo numero le tre diverse specie di carri per cartucce ; sarebbe senza ·dubbio preferibile; dovendo il parco di visionaie essere molto mobile, che essi fossero tulli del mod . ·I 844: pércllè più leggieri; quando tullavia con ciò si~i completamente provveduto al trasporto delle I.SO cartucce per ogni soldato di fanteria e di quella piccola quantità di cartucce che possono tornare utili al rifornimento delle munizioni dei soldati delle altre armi. Il parco d'tutiglieri:1 da corpo d'armata, train;i, : N. 20 carri per munizioni da cent. 7 (Het.), >> 2,i. >) » da cent. 9 (Ret.), >> 24 11. cartucce, i qml.li possono essere clelle tre diverse specie. N. 20 Carrette per munizioni da ccnt. 7 (Rrt.) . » » da cent. 9 (Ret.) » 2k ll ;24 >> cartucce Le munizioni di riserva dell e batterie di montagna, che può eventualmente avere con sè il parco di c,orpo d'm·ma,t,~, non sono some.ggiate ma trninate da carri clel commercio a due rnote ed a clue cavalli, ciascuno dei quali può essere cari.calo di 384 granate da cent. 8, oppure, come si è già detto, di ' 32 ,000 cartucce per arrnimocl. ,J870. Si avrebbero, in quel caso, ila aggiungere al parco cli corpo d'armata,: N. 2 carri del commercio per munizioni da cen t. 8; )) 8 >> » per carLucce. Pel traino della porzione mobilizzata (circa un terzo) delle mu-


240

l TRASPORTI IN CAMPAGNA

nizioni che sono in dot.azione al parco d'armata, questo ha a sua disposizione: N. 8 carri per munizioni da ceni.. 7 (Ret.); » 8 » » da cent. 9 (Ret.); n ,ro >> per carLucce; )) 6 carrette per lllunizioni da cent. 7 (Ret.); )) 8 >> » da cent. 9 (Ret.); » 8 >> per cartucce; ed un numero sufficiente di carri del commercio a due ruote i quali trasportano munizioni d'artiglieria e di fanteria racchiuse in casse. 6. Considemzioni. - Codeste vetture per le munizioni rispondono esse nel miglior modo allo scopo loro? Le vetture di lamiera di ferro o di acciaio hanno, in confronto con quelle di legno, maggiori garanzie cli resistenza e di durata, sono robuste e leggere ad un tempo e possono essere costituite di parti, il più possibile, uniform i e ricambiabili. In lamiera di ferro dovrebhero quindi essere alrn.eno quei carri per munizioni che seguono le batterie-ed i parchi divisionali perchè di soventi obbligati a percorrere terreni frastaglin ti , alle celeri :mdature, e più degli altri esposti ai proietti nemici. Si potrebbero però aumentare i vantaggi di questo nuovo modo di costruzione ado!:tando, come fo frtUo in alcune poten1..e, anche per i carri che devono servire al trasporto delle muni1..ioni, il si- sterna da tutti seguito per le vettltre d'ambulanza ed altre. cioè di sospendere sa molle il corpo del carro . La maggior spesa e le maggiori complicazioni sarebbero senza · dubbio compensate dalli1 migli.ol'e conservazione delle munizioni e dai minori guasti alle vetture, senza . contrtre cbe con un tale sistema. è maggiore la facilità del traino, minore la fatica sop. portata dai quadrupedi cd assai meno sensibili le scosse che risentono, specialmente alle celeri andature, quei serventi costretti a sedere sui cofani. Un'altra cosa ché sarebbe, a mio avviso, conveniente si è l'aumento nelle proporzioni dei carri a due ruote non solo per le vetture delle munizioni ma a.nche per I.e altre. Sono incontrastabili, è vero, i vantaggi dell e vetture a quattro ruote su quelle a due,

DELL'ESERCITO ITALIANO

241

relativi alla facilità del traino, tutte le volte che debbonsi percorrere lunghi spazi al trou.o od in terreno accidentato, come può avvenii·e ai carri delle batterie da campagna ed anche dei parchi divisionali. Ma nelle lunghe colonne dei parclli di cor:po d'armata e d'armata, che percorrono generalmente strade batLuLe e facili e .che camminano quasi sempre ·di passo, servendosi cli veicoli a due ruote si potrebbero utilizzare i vantaggi di_ questi, senza sentire la mancanza di quelli delle vetture n. due treni. E diffatti una vettura a clue ruote confrontata con una ·,i quattro, tt·asporta un peso lllile assai maggiore relativamente a quello delle parti che ·la costituiscono, ha sempre minor lunghezza:, necessita pel traino minor numero cli quadrupedi e quindi permette, ciò è importantissimo, un rilevante accorciamento delle colonne; ha anche magoior facilità di volta. Si avverta .I)Oi che facendo le carrette con e . ruote di grande diametro, 11sando delle cure nella dispos i1.ione del carico e non aggravando le eccessivamente si possono rendere quasi trascura bili i difeui che ad esse· ordinariamente si :ittribuiscono. Colla recente adozione della carretta da munizioni nei parchi di corpo d'armata e d'armata si è fa tto presso di noi un passo nel senso orn. accennato. Ma oltr-e che rimangono ai parchi suddetti ancora gran m1.rn.ero di veicoli a quattro ruote, ;,areb bero ad essa necessarie alcune varianti. Il modo d'attacco del cavallo di rinforzo ad un bilancino collocato sulla clestra non v:i esente da difetti; poichè lo sforzo c1· questo cava.lJo non è tutto u~il izzato nel t,:aino, m.a. una parte è consumala in.u.tilmente, anzi con danno, nel far ruotare il carro dal lato opposto e quinrli nello spingere la stanga destra. contro il. cavallo di stanghe; inoltre si r ichiede per .il passaggio della carretta una larghezza cli strada maggiore di quella suificienLe nel caso in cui i cavall i fossero simmetricamente siLu.ati r ispetto alla linea di mezzo del carro. Per queste ragioni io credo che, prima di adotLare ·éleftn itivamenLe quelle carrette, sarebbe stato conveniente, o Io studiare un altro modo di attacco, od almeno provare con maggior sicurezza, di <iuella che sembra risu!Lare da.I rapporto delle eseguite esperienze (il), che il sistemR di attacco con due tl) Giornale d'artiglieria e genio, anno 1Si7, parlo 2a, punta ta 2~.


24,2

I 'fHASPORTI IN CAMPAGNA

DELL'ESERCITO ITALIANO

e

stanghe'. di cui l'una centrale l'ultra laterale debba, respingersi, tanto più che esso è adoll.ato in alcuni eserciti stranieri ( 1) . Inoltre il freno ad attril:o a stanga, di cui é munita la carrella, · costringendo il conducenle, cruando voglia adoperarlo, a scendel'e dalla veltura e a porlarsi él ielrn acl essa, è assai incomodo e potrebbe essere con vantaggio sosl ituito da 1111 l'reno a porlala del conducenle e possib ilmente a vite. Per il servi;.,,io speeiale che deve disi mpegnare In caneLLa ~arebbe poi vantaggioso che si -ndat.lasse al suo porta-carico il sistema. di sospensione a iuolle. Un'altra. cosa che merita di essere esaminala, è iJ modo di disposizione delle munizioni d'artiglieria , nell' interno dei co fani, a.dollato in Prussia ed in Austria. Questi pro ietti, contenuti nei cofan i, sono riuniti in cassette di legno, che ne contengono un num ero tale da poter essere por1~1Lo eon facilità. da tm sol::i soldato . Essi sono in 5 o 6 per ciascuna cassetta , a seco11da del calibro; anche i cartocci sono riu1tit.i nello stesso numero in cassette cli legno o scntole di cuoio . Con ciò mentre si semp lifica il servizio della bocca da fuoco si possono tenere gl.i avantreni cd i carri da mnnizioni della balleria assai pi ii lontan i dai pezzi e quindi più riparati dal foo co nemico . · E questa disposi;.,,ione sareb be poi ancora più ·vantaggiosa per i · cofani delle ba.Uerie da montagna., ove il 1.1'asporto dei auc cofrmi di nn mulo ('I00 chi!. di peso), che si 1.t.sa in alcune circo.~tanze, mcdianle due ca!lnonieri, l'uno ,m1nti e l'altro ind ietro, ò faticoso in pianura e diventa ineseg11ibilc in Ler1·eno montuo:)o, mas,;ime se accidentnt.o. ·· Tnfine, una. semplificH;.,,ione utilis~ ima al r ifornimento delle munizioni di fanterin è quella aclotlala negli eserciti germanic;o, austriaco e francese . fo essi fanno parte del earrcggio reggimentale carr-etl e o carri a quattro ruote per munizioni, uno per bat/.aglione, i qnali co~tituiscono nno ::;cagliorie intermedio fr'a. le tmppe ed il parco <livisionale .

243

1

(I) I carri da cJmpagll3 inglesi, ta nto q uelli a duo come quelli a qunttro ruo te, han rio tutti questo 1no,10 di attacco; no tisi che tale sistema è stai.o colà adotta lo lio dal 1830 e non si ò ancora senti to il bisogno èi camoiarlo.

II .

Vetture per -strumenti da riparazioni e da lavori di guerra.

Di queste, le une sono affidal,e al servizio d'artiglieria e le altr~, il maggior numero , sono specialmenLe affidate alle truppe, del gemo mili Lare. ,1. Vett-ure d'ci·r tiglieria - Oltre agli attrezzi, agli oggetti di ricarn bio ed a quelli aui al la ripara7.ione e conservazione del materiale, contenuti nei piccoli cofani e nei coranetti della vettura-pezzo o del carro da munizioni, le batterie ed i parchi ne trasportano altri colla fiicinci eta wm-poqna, la quale è anc;Jie cari cata di un'offìcina eomplela da man isr:alco. Essa fucina ha !o stesso avantreno del carro da munizion i da cent 9 (Ret.) , ed il retro treno ·è costituito in modo a.ualogo . Due cofani assai stretti, per strumenti e materie prirn.e, sono clisposLi sui fianch i, perpendicolarmente alla sala, vc1;so le ruote; così lasciano fra loro uno spazio vuoto nel quale sono assestati il fo colare ed il nrnntice. N~lle discese un freno a scarpa rende immobil e ona delle ruote del re.trolreno .. Le btitlerie da mon 1:agna provvedono al trasporto de, loro attrez7.i ccl ogget.L i su rldeui col mezz.o di cofani di rlil~ens ioni eguali a qLtelle dei cofani da munizioni e che, come quesl1 , ven~on_o someggiati a.ttaccanclone uno per parte a ciascun mulo. Essi oflrono scompartimenti e guarnizioni . varie secondo che servo1io p~r strumenti da. legnaiuolo, da faLbro, da veterinario, da sellaio e da maniscalco . La fucina però si assesta dentro un cofano più largo e più al.to degli altri. Essa è completata cla un secondo corano, di egnale capacità coù.tenente gli strumenti . . . . Questi mezzi. di trasporto affidati al senrizio clell'artrglieria. s_ono così distribuiti: Ogni ha.tteria. -da campagna traina seco un~ ~ucrna; una ne ha pure· il parco a·a.rt.iglieria. divisionale; 2 quello d1 corpo d'armai.a e 4- q11ello d.'armala. La balleria cla montagna ha ~eco 2 cofani da fucina, 2 per attrezzi da maniscako, ,1 per attrent cla


2H

I Tl1ASPORTI I N · CAMPAGNA OELL'ESEHCITO ITALIANO

veterinario, 3 per aLLrezzi da sellaio, J. peristrumenli da for,naiuolo 0 ~ 2 per istrumenti da fabbro. 2. Vettw·e del qe1iio militare. - Le vellure specialmente affidate alle truppe del geni o sono di diverse specie: · ,1° Quelle destinate al .servizio dell e compagnie · zappai.ori ; 2° Quelle delle compagni·e ferrovieri; 3° Quelle pel Lraspo l'LO degli equipaggi da ponLe: ,i,0 Quelle da 1na1eri.ale telegrafico. Le compagnie r.appatori dispongono di ca1·1·i pel materiale del genio; son~ in legno, a quattro ruote e trainati da due pariglie. I due trem, frn loro a. conLatLo mercè due mezzi tondi , son.o r iu.niLi da un maschio eretto in metà d'uno scannello fisso sul guscio di sala d.~II'avantreno. li COl'JJO del ret.rotreno è costituito cli un;i lunga cassa m legno eon fiancate e sportelli all e due Leslate; sotto di que~La, due ~otLo-casse, J'1tna anteriore e l'alti·a, più grande, posteri ore, lascinno fra loro uno spazio libero che permette al carro di eseguire la volta intera.; t.re centine in ferro a semicerchio, adattate alle fianca.te della. cassa servono a sostenere una rrran coperta di tela g'.·eggin per riparo del carico . UH cofano èdisposto -alla parte anLenore della cassa e può giovar da sedile n tre soldati. Un freno n. scai·pa renden:clo imm9bil e nna delle ruote del retrotreno diminnisce la v.elocitiL del cae\·o nelle disce:;e. Questi c;irri con tengono strnmenti ed al.lrezzi <la wppal.ore, da 1~inalore, da mn rato re, da fal egname; strumenti topogtafici, oggetti di ém~cell cria, c~rdami per rnanopere di l'orza; il c?rano-sedile ed un co fanetto del! a,Tantreno contengono gli oggetl i cli caricamento più 1ninuti. Inoltre un timone e una ruòLa di ricambio fanno parte del caricamento esterno. · Le compagnie ferrov ier i trasportano il materia.le e gli attrezzi occorrenti in c.:i rri che lwnno un caricamento speciale e si eh iamano cal'ri. con mate,·iale speciale per compagnie fe1To1,ieri. · S0~10 can:i de(lo st:s~o .modello di quell i dell e compagnie zap~aton,. 1~1od1G~a.~1 e r1doLL1 nelle pari.i accessorie e nei compa1·t1ment1 mtern1 111 modo da potervi al loaare convenientemente oJi ·1· t> t> 11tens1 1 comuni e speciali da trasportarsi.

245

Il parco d'una. compagnia ferrovieri ha 4. di questi carri distinti con le lettere A, ·B, C, D. L' A ed il B contengono utensili. pel 1·iauamento e pel g'Uasto, dell'armamento ferrovia1·io; il C trasporta la. /iw·ina a niantice stmr ptice da ferrovieri e gli att.rezzi inerenti; ha inoltre una dotazione complementare degli oggetti clel cnrro D. Questo lritsporta utensil i e meni d'opera necessari per manopere di forza e per altri lavori .. Pel trasporto d'una compagnia ferrovier.i su via ferrata viene a costituirsi i'I treno parco lli com,tJagnia ferrovieri, il quale consta di una· locomotiva. con tender e di H> vagoni-parco. Di questi vagon i: 5 sono pel trasporto dei carri A, B, C, D e della carretta. da. ba:ttaglione che segue sempre il parco; 5 sono vetture dr terza classe pel trasporto degli uomini cli trnppa della compagnia., 11 è veUura di seconcla. classe con· infermeria e pel trasporto degli ufficiali; 3 sono vetture chiuse per merci e bestiame capaci di 7 quadrupedi l'uno, ed uno è vagone scuderia per 5 ca.valli degli ufficiali. Le compa.gnie pontieri trasport:mo il materiale eegol~mentare necessario per stab ilire un ponte provvisorio che permetta ad un corpo di trnppa di passa.re dall'una all'altra sponda cli un corso di acqua di una certa. importanza. [ nostr.i carri destinati ,il. 'Lrasporto di materiale rego lamentare da ponte (11) sono di tre diverse specie: a) 11 ca1·1·0 da ponte mocl . .f 8(i0 pe1' bat:che e travicelli; b) Il carro da ponte 1nod. 1860 pe1· ba1·che e tavole; e) Il carrn da ponte mod. ·f 860 pel' cavalletti e tavole. Questi carri hanno l'ava.ntre~o comune il quale non differisce che per alcuni a<:c11s~orii rlall'rrvantreno clei carri con materiale del genio . (1) Vi sono duo sistemi di ponti militari : qu<,llo a sostegni aa.lleggi~nti cho si compone di barche clisposte nel senso della con·cn te o ricoperte ù: tra"ice ll i e tavole· fol'manti il tavolato del pont~, e quello a sosteynt fissi cos tituito da cavalletti che appoggiano sul letto del tìume ~ vi sono mantenuti aueren li dnl loro peso e da qu~llo dei tra"icelli e delle tavole che sono ad ess i sovra pposti. Q,wsti due sist,emi sono entr,imbi regolamenttÌr i in Ital ia ed i nostl'i equipa~gi trnspcr tano il materin le necessol'io per rostruire inditre,·entemente l'uno e l'nltl'O di questi uue ponti oli anche un ponte misto di· b3rrhe o carnl!etti.


246

DELL'ESERCITO ITALI ANO

l TRASPORTI IN CAMPA(;NA

.n corpo del retrotreno del carro

247

vernicia.La, é git:evole attorno ad una èern iera applicata alla sommità del fianco destro . È munito di un freno a scarpa simile a quello dei carri pel materiale del genio . Questo carro ha funi cli ricamb io, funi di vario genere, trinell e da ghindare, uno squadro agrÌmensorio . misure metriche, un cursore d:t porto scorrevole, carruco le varie, attrezzi proprii alla navigazione, cassella da strumenti da minatore e da lattaio, cassett.a cl'istrument.i da sellaio e da veterinario . b) La fiwina, per 1ncite1··iali da, ponte la quale non differisce da quell a delle batterie d~~ campagna ehe pel caricamento alquanto diverso. Contiene strumenti éla limatore e da aggiustatore, da. fabbro, da, maniscalco, ferro in ·verghe di varie dimensioni., ferr i élacavallo, ecc., i_nol!.re parti in [erro di rieambio del materiale da ponte. Fino a consumazione é in servizio il materiale da ponte, modello Birago (il). J. carri pel trasporlo di questo materiale sono di due specie: il cci1-ro pe1· bci1·che e travicelli ed il ca1·1·0 per ca,valletti . Il primo di questi porta un pezzo di barca comp iutamente fornita di attrezzi, 5 travicell e lunghe, 2l) tavole, /4. gamhe di cavalletti ed un eofano; l'altro reca 2 caYalletl.i compiuti con gambe di ricambio, travicelle mezza.ne, oggetti e strumenti per le c9scie. Questi carri sono di' una. costruzione alquanto somiglian te a quell i rnoél. 11860, ma sono fae ilmente rieonoscihili perchè le stanghe dei loro retrotreni sono incli nate verso la parte posteriore della. vettura. Si ha ancora uno speci11Je 1mteriale adottato nel ,1860 per la costruzione, sul fiume Po, di ponti capaci di reggere al passaggio- dei lungh i e pesanti traini che seguono da lungi l'esereito. Esso non è trainato da carri, bensì. rimorc,hiato cl'a piroscafi a ruote. Si può anche caricare con ripieghi special i sulla ferrovia, com e si fece nel 11866 . li governo, non ne conosco le ragioni, è venuto nella dec,isione di vendere questo materiale del Po. Egli potrà. sempre, é vero, requv:;ido all'occorrenza dai compratori.

per barche e travicelli è .costitu1t~ ~a du~ lunghe stanghe. c_ollegate. da due traverse appoggiate merce uno :,Cannello e due ritti al guscio di sala e tenute aìHeriormente sollevate al ~isopra dell e ruote dell' av:mtreno da 1_111 alto conLroscannello; halreno ad attrito che si mette in azione con una le,v~1. La barca ~ collocata sr'. l carro colle suole appoggiate alle st,mghe, le travi.celle sono disposte longitudinalmente al di sotto deU~ stanghe e posano sullo scannello e sul éon t;.·oscannello alle qu~l t le sta~ghe non sono perciò collegate che c_ol mezzo di ascialoni laterali. ~( retr~Lreno rlel carro per barche e tavole differ·isce da quello desc~1tto, _n~peUo agli ascialon i che sono più alti, a.no scann~Jlo che è pnvo d1 riL~1, alle traverse dell e stanghe clic sono in numero di tre e coll~cate diversamente. Ed ha di più, sospesa al disotto e verso la meta dell_c ~tanghe, um~ t-rcwersa reggi-tavole e posteriormente una sba1·,ra cli ntegno delle tavole. La barca è colloeata, come nell'altro · cano, sulle stanghe, le tavole sono disposte di fi,wco snllo scannello e sulla Lraversa reggi-tavole r sono trattenute anteriormente dalla traversa di mezzo delle stanghe e posteriormente da!Ja sbarra di · ritegno. Un cofano Lrova poslo fra le stanghe sotto la prora della ba,rca. Questo carro ha lo stesso rreno ad atLrito con leva. · Il retrotreno del carro per cavalletU e tavo le ha le stanghe piil eone e collegate da quaU.ro traverse, il suo caricamento è diversa~ mente disposto secondo che deve portare tavole o cavali.etti; ha esso pure lo stesso freno degli alLri due. Il primo di questi tre carri porla una ba.rea, ,, o travicelle e 3 t~vole; ti secondo.' una barca e 28 tavole; il terzo, 50 tavole oppul'e, d'. vers,nnente caricato, 3 cavalletti, 6 tavole cd il materiale per 1:impianlo delle coscie. Pel serviz io degli equ ipaggi da ponte si ha inoltre: a) Il carro da parco cope1·to anch'esso a due treni e come ali altri, train~.L~ da due pariglie. Si distingue dagli. altri ca/ri , di !ui ho data un ,dea, perchè sulle stanghe e calastrelli. del retrotreno è ~i°;trutta ~ma gra'.1 cassa eope1ta, o~e l'impalcata, che ne costituisce 1 ondo, 1 fianchi e la testai.a anteriore sono formati da tavole fra loro . conness~; posteriormente dne sportelli si aprono a guisa· di porla e superiormente un coperchio ricurvo, rivestito di tela d'Olona

(lì l n questo mater iale il corpo di sostegno pri nc ipale è il cavalletto a gamhe mobili; la borea è sostegno accessorio da impiegare coli1 dove la profonJità dell'acqua escludo il collocamento dei caval letti, essa consta di du e pezzi cl i cu i u·no è chiamato pezzo a prota e l' altro pezzo p_rismatico, i quali vengono fra loro riuniti quando sono messi in opera.

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248

I TRASPORT J JN CAMPAGNA

Non si ha un personale apposito pel servizio militare telegrafico. Esso ò disimpegnato nel.la "ona delle truppe, cioè fm queste ed il quartier generale, dalle compagnie zappai.ori. del genio, coadiuvate all'octorrenza da truppe di fanteria od anche da lavoranti borghesi. I carri destinati al trasporto del materiale sono: a) Il ca:1To da materiale telegrafico a. due treni, cd il cui avantreno è identico a qnello dei carri con materia]e del genio delle comp~gn ic "appai.ori o dei carri con materiale speciale delle compagni e ferrovieri. Nel retrotreno sonvi poco sensibili diJiercnze, avuto riguarn.o ,d di.verso caricamento. Esso contiene il rnater·iale necessari9 per lo stabilimento di una Iinea telegrafica lunga ,1O chilometri, se trattasi di 1nateriale telegrnfico pesante, e lunga chilometri ,14- se trai.I.asi di materiale volante. Nel prim o caso il carro, oltre alla quantità occorrente di filo conduttore(di ferro galvanizzato) è caricalo dai relativi allrez"i, e di pal i di sostegno per uno sviluppo di circa 6 chilometri, pel rimanentè si utili"zano le case e gli alberi che si trovano sulla via; nel secondo caso reca, oltre agii attrezzi occorrenti e parti di r.i cambio, 14 chilometri di filo di rame, i$olaLo per mez"o di .un involucro cli gu ltapèrca, che viene abbandonalo a .sè sLesso lungo ht I inea, cioò poggia a terra per tu Uo iI suo , sviluppo. Nei due casi il filo è avvolto sn tamburi di lam iera. b) Il ca1-ro-stazwne il quale contiene pile, macchi ne e qmtt1Lo occorre all'impùmLo di stazioni telegrafiche e serve inoltre al trasporto cli alcuni dei soldati telegrnfisti . Esso ò a due treni ed a volLa intern; il corpo dell'avantreno e quello del retro treno sono sospm,i su 111olle; il reirotreno è costiluito cla una cassa a·It.a e mollo lunga nella quale si en tra, salendo apposito predellino, dallft parte posteriore del carro; due finestruole per ciascuna delle pareti laterali di essa e l'apertura posLeriore che può chiudersi in parte, dann o Juee nell' interno, due sec~ili laterali ed 11n tavolo contro la parete i nteriore, sul quale sono fissi tutti gli apparecchi di due sta"ioni danno all 'interno della vettura l'aspetto di un piccolo ufficio telegrafico . Anteriormente a questa cassa, fisso all 'esterno della sua parete, vi è un sed ile che può ricevere tre soldati; al cli sotto di ess'ò e della relati va pedana sonvi speciali scompartimenti che con tengono, ciliusi in cofani o no , altri oggetti del materiale telegrafico. Nell' interno le macch.ine occupano la patte. anteriore e sono 1

l

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DELL'r::s c,HCITO I T A LJANO

collocate sul tavo_lo; sotto di questo stanno le pile. Gli altri oggetti sono distribuiti nei diversi corani della vettura ed appesi alle pareti del carro. Nel cofano dell'avantreno sono due altre cassette da apparati telegrafici, ed altre dtl'e da pile sono contenute nel cofano trasversale della vettura. Questo carro vien trainato da clue pariglie ed è munito di un freno ad attrito a vite il wi manubrio è mosso dall'uomo seduto a destra sul sedile esterno. Sull'imperiale del carro sono disposti entro zaini altri oggetti necessari. e vi è altresì caricata una tenda stazione colle armat.ure relative e tutto l'occorrente per drizzarla al bisogno. . È d'uopo qui aggi.ungere che quando · si devono spedire, dai parc~hi di compagnie zappatori e dalle sezioni telegrafiehe, piccoli drappelli per eseguire lavori di lieve enti.Là, od in siti a cui non possa accedersi coi carri, gli oggetti necessari possono essere trasportati st1 basti da mul i. Come è naturale sono stabiliti cliversi modi di caricamento dei basti, secondo che essi devono servire al trasporto di materiale per.· l~tvori da. zappatore o di materiale telegrafico ed anche secondo la natura dei lavori da, eseguirsi o della specie di materiale da, trasportarsi. Ogni carro con materiale del genio port~t uno cli questi basti, e dtte ne [ha ciascun carro telegrafico volante. Il com,mdo generale del genio dell'esercito ed il comando del genio d'armata hanno ciascuno una compag~ia di zappatori, ed il comando del genio di corpo di armata ne ha due. Ogni compagnia ha un parco che traina: Carri con materiale del genio Carretta da battaglione (per bagagli) ('I)

N. .2 )) 1

Dalla direzione dei trasporti d'armai.a dipende una compagnia ferrovieri il w i parco è così c?stituitu: Carri co!k materia] e speci a.le per compagnie ferrovieri N. 4 i> 1 Carretta da battaglione (per bagagli)

(] ) Vedi per la descr izione sommaria della car;ctta da battagt:ono e del carro da trasporto mod 1S7G, il capitolo Ili. ANNO :X:X:lll, VOL. )I.

17


I

~

2,50

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I TRASPORTI IN CA?-'f PAGNA

DEL.I.'.ESF.RCITO ITALJANO

Ogni corpo d'armata ha un equipaggio da ponte da corpo dì armata; con esso si ottiene un ponte galleggiante di 112 metri, lunghezza che si può estendere a 1156 metri,· aggiungendo dei cavalleLLi per punti di sostegno ed oltenendo così. un ponte misto di banhe e cavalletti. La co,mposizione dell'equipaggio è la seguente:

Carri dtl ponte n'lod. 1860 per barche e travicelli N. 22 )) . 8 >) )> per barche e tavole )) 7. » » per tavole . )) ,, )) per cavalletti 2 )) 2 Fucina pel materiale da ponte )) 2 Carri da parco coperto )I Carl'i da haUeria . 3

Carri da ponte mod. 11860 con barche e travicelli N. 15 ,, » ton tavole . 8 )) )) )) 3 con travicelli )) ·1 Carro da parco coperto )) 1 l<'ucina pel materiale da ponte Carri da trasporto mod. 11876 (pel personale) (11). )) 2 N. 30 Totale 1

))

Totale

N. 46

Si facevano con questo equipaggio 200m di ponte tutto gfilleg-

giante, cioè senza comprendervi i 6 cavalletti. S'ì poteva suddividere in due sez ioni cli 100 metri per ciaseuna. È stabilito anche pel materiale modello Birago un equipaggio cli 150m, così costituito: 1

1

Q,uesto equipaggio si può dividere in tre sezioni capaci di gettare ognuna 50 metri di ponte circa, composta di:

Carri per cavalleui. mocl. Birago >) per barche e travicelli ·Fucina. pel materiale da ponte Carri da batteria

Carri da ponte mod. 11866 con barche e tra\;icelli N. 5 >> » con tavole » 3 o2 » >> con cavall etti . >) 3 Con due carri da barche e travicelli ed un carro da tavole si hànno due impalcate, poiché per ciascuna impalcata di 7 metri dì ponte di barche semplici occorrono: 11 barca e 7 travicelli (comprese .le due pel ghindamento) e 211 tavole. Per cui ogniqualvolta s'abbi~L a gettare, col materiale degli equipaggi, ponti di lunghezza minore di quella contemplata. nella loro formazione, si destina il numero e specie di carri necessario affinchè, oltre alle coscie, si abbia quanto occorre, sulla base sovra.indicata, per fo rmare 14, 211 e 28 ecc. metri di ponte. Dovendosi per contro getlare ponti di lunghezza maggiore l'aumento si fa in proporzioni analoghe. Si aveva prima del 11874 anche un equipaggio da ponte di riserva, il quale si chiam.erebbe ora equipaggio da ponte d'armata, che non sappiamo per quale ragione non apparisca più sulla .nuova Istruzione ·per la mobilitazione e formazione cli guerra dell'esercito. Esso era . cosi costituito : • I

(1) Vedi per la descrizione sommaria della carretta da battaglione e del cariO da trasporto mod. 1876, il capitolo III.

N. 12 » 24 ))

Totale lf''

1

)) 3 N. ,i-O

'

Da quesla somma si scorge subito il vantaggio del ri10d. 1860 sul Birago; poichè mentre col primo bastano 30 carri per 1150 metri di ponte, con questo ne occorro'no 4-0, e sì gli uni che gli altri sono a due pariglie. La composizione comune a ~utte le sezioni telegrafiche, tanto di quelle del parco del genio di corpo d'armata, quanto cli qu(;)lle distaccate presso ì comandi generale e d'armata del· genio, è la se'guente: Carri stazione . n da materia.le telegrafico >> con materiale del genio >> da trasporto mod. 1876 ( da foraggio) . Totale 1

N. 2 )) 5 >1 1 » 1 N. 9

Tenulo conlo delle curve e delle accidentalità del terreno, ogni sezione verrà così ad avere con sè circa 50 chilometri di linea telegrafica.


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I TRASPORTI IN CAMPAGNA

DELL'ESERCITO ITALIANO

Inoltre il parco del genio di corpo d'armata. carreggia quale riserva:

periore della cassella vi è il foco lare che comunica pe1· un corto tubo col mantice. Pel' ciò che ha riguardo ai carri affidati al servizio del genio esporrò le opinioni di alcuni disLinLi ufficiali di quest'arma. 1 carri pel materiale del genio delle compagnie zappatori funzionano in modo $Odclisl'acente come carri da trasporto. Essi formano colonne al segui i.o delle Lrnppe supplclLive di corpo d'armata o dei comandi del genio , d'atmata e dell 'esercito; il loro traino per conseguenza non può esscl'C oggetto di ~er ie dirlicollà, tanto più che essi in generale trasportano i materiali e gli strumenti solo quan do le compagnie zappatori non devono entrnrc nel campo dell'azione tattica assieme all e n.lLt·e truppe. ln questo caso i materiali sogliono, per maggior facilità e per non incagliare l'azione delle truppe, essere distribuiti ai zappatori e da essi pol'lal i a spalla; i carri si lasciano all orn in posiz ione ceulrnlo e relaLivarnenLe sicura. Il peso di qnesti carri fn sempre ritenuLo piuLLoslo grande, specialmente prima delle ultime modificazioni per le quali l'u diminuito il loro caricamento. Ma qlteslo inconveniente, per la non grande mobil ità necessaria a.i carri e pc1· le buone si.rade cli.e devono generalmente perconere, non diede mai, e probab ilmente non darà mai per l'a,,,enirc, danni cli rilcYanza, tanto più adesso che la nuova Istruzione sulla mobilitazione assicura ai parchi del genio, in tempo debito ecl i.n giusta qu;1 ntit~t, uom in i e cavalli. I carri con materiale speciale per compagnie f'erl'ovieri non hanno mesl¼eri di soddisfare a condizioni di mobilitit maggiori di quelle dei carri dell e compagnie zappatori, dai quali non differiscono che pelle pal'Li accessorie o negli scompartimenLi interni . Essi devono possedere però al sommo grado la faci lità cli caricamento o di scaric·amento sui rngoni del treno parco dal quale, nel maggior numero dei casi, vengono trasporlat.i. A que:;ta ed a. quelle altre qualità, · proprie al loro speciale servizio, sarà senza du bbio provveduto nelle· istrur.ioni relative ai parchi del le compagnie ferrovieri. I nost1·i carri regolamentari, mod. ,1860, destinali agii equipaggi da ponte,· non sono inferiori a quelli dell e altre potenze; scarichi, sono, in confronto, assai leggicri; carichi , sono forse un po' troppo pesanti. )la la è questa una non grave conseguenza del grande

Carri con materiale del genio Carro da polvere . Fucina da campagna. .

N. G )) 1 )) 1

Il carro da polvere ha la stessa forma, anzi è identico al carro da parco coperto degli equipaggi da ponte; però è destinato al trasporto di polvere da. mina della quale ne contiene 720 chilogrammi . l<'i nahnent.e il parco del genio d'armata ha esso pure quale riserva :

Carri con materiale del geni o n » telegrafico » stazione . Fucine Carrel.le da battaglione

N. ..\. )) ,i. ))

()

)) 2 )) :I

Di più 14. carri del commercio a due ruote pel. trasporln di materiale telegrafi.co ed altro materiale rlel geni o. 3. Considerazioni . - Dei mezzi di trasporto compresi in questa categoria, i primi, quelli cioè affidati al servizio dell'artiglieria, finora hanno soddisfai.Lo abbastanza bene allo scopo loro. La fucin,L da campagna, sebbene del mod. 184-4, ha sufficiente mobilità, poichè il suo peso non supera i 2000 chilogjammi: però nel nuovo armamenlo da campagna, essendo necessario che anche la fucina ahb i,t .la stessa Cal'reggiala degli allri carri, ed avendosi senza dubbio vantaggio costruendola in lamiern di ferro e modificando quel grosso mantice, la fucina suddetta non fu adottala che provvisoriamente. Pare abb ia molta probab iliUt d'essere adoLL,tl.a in sua vece una fucina portatil e che verrebbe caricala s11 di un carro trasporto mod. ·l 8'ì6 il <1ualc chiamerebbesi da fncina e trasporterebbe anche tull.o il materiale ad essa. relativo . Questa rucina è cosliLuila da una casseLl.,L in larniern, di ferro mnnita di picd.i che ne.tengono il fondo alzalo da terra e r:ontenente il manlice messo in az ione da una leva sporgente ft.tori da uno dei fianchi. Sulla faccia su1


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DELL'ESERCITO ITALIANO ·

l TRASPORTI JN CAMPAGNA

' vantaggio che ha il nostro materiale da ponte, il cui corpo di sostegno,.la barca, è in un sol pezzo. Si noti ancora che la forma ed il modo di costruzione di questi carri sono troppo collegati col materiale che trasportano perohè, indipendentemente da questo, vi sì possano fare grandi modificazioni. Le condizioni di mobilità dei carri delle nostre sezioni teJeeyrao fiche non sono troppo soddisfacenti. Il carro per linee aeree, cioè con materiale grave, pesa 2335 kilogr. e 2,000 se porta il materia.le volante, ed è regolamentarmente trainato da due st>le pariglie . Anche il carro stazione, al quale sarebbe necessaria grandissima mobilità, non è troppo leggero poi.chè il suo J.)eso è cli H60 ki logr., ai quali debbonsi aggiungere quelli rappresentanti il peso degli uomini che trasporta. I carri telegrafici delle altre potenze sono in co11dizioni di mobilità assai migliori. È d'uopo quindi che o si pensi a ridurre il caricamento dei [c,trri e specialmente di. quelli da. materiale, o si aumenti il numero delle pariglie. Il capitano G. Donesana del genio, in un SLLO pregevole articolo sul!' ordinamento del servizio telegrafico presso gli eserciti (if), dal quale ho Loito quel poco che ho detto sul carreggio dei parchi telegrafici, fa giustamente osservare che mentre il carro stazione è abbondantemenLe fornito di cassette da apparati tel.egralìci e per pile, gli altri carri del parco telegrafico, non esclusi quelli d.i riserva, ne vanno affatto sprovvisti. « Non sarebbe meglio , « chiede egli, distribuire le cassette da pile e da apparaLi non ne« cessarii. all'impianto delle due stazioni, sulle altre vetture, to« gliendo cosi la possi.bilità che la per-dita del càrro stazione abbia « per conseguenza l'istantanea inazione della linea per mancanza << di mezzi di esercitarla? }} Egli fa osservare che i Francesi. nella ricostituzione dei loro parchi telegrafici hanno , adottato il provvedimento di ,1ssegnare ad ogni carro telegrafico, indistintamente, un cofano completamente forn ito del necessario per impiantare una stazione, mettendo così and1e i carri d,1 materiale nella condizione di ·somministrare l'occorrente per l'esercizio di una linea. Con ciò lo scrittore fa nascere ai lettori il dubbio sull'utilità dei carri stazione; eglr ci dice che la questione dell'abolizione di questi carri è (lj Rivista milita1·e Italiana. Dispense di gennaio e febbraio 1877.

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stata trattata in Italia anche dal lato della maggior mobilità. necessaria alle sezioni telegrafiche, e così conchiÌ.tde: « più si sentirà il « bisogno di dotare le sezioni telegrafiche da campo di una grande « mobilità e piit si. sentirà la necessità. di abolire il carro stazione o « di dar ad esso una forma ben <lifferente da quella che ha. « oggidì >}.

III. Modi di trasporto dei viveri e dei foraggi.

4. Vettovagliarnento del soldato in campagna. - Il tomo I delle nostre Istruzioni per la mobilitazione e formazione di guerra dell'esercito dice: « l · viveri ordinari sono generalmente sommi1< nistrati. da apposite imprese, oppure sono comperati diretta<< mente ed anche requisiti. Venendo a mancare tutli od alcuni « dei generi per le disLribuii9ni, ordinarie da parte delle imprese, « nè potendosi provvedere con compere dirette e. neppure con re« quisizi.oni, vi si supplisce coi parchi viveri di riserva, ecc. Queste poche righe <;i lasciano comprendere che in caso di guerra sarà. presso di noi affidato in massima parte il servizio di vettovagliamento, il più importante e il più ditlìcile dei 'Servizi milìtQ;ri in campagna, alle imprese. - - ~ - ~ - ., Escirei dal còmpito prefissomi' se volessi enumerare qui i molti inconvenienti cui si può andare incontro seguendo tale sisLem.a. Del resto molti pregiati ufficiali hanno scritto sul vettovagliamento dell'esercito col mezzo di imprese. Fra qu.esti nomino il nostro capitano di stato maggiore G. F. Moreno, il quale ha trattato pi11ttosto estesamente questo argomento nell a sua memoria Sul mwnizionam,ento dei, servizi logistici ùi cam1pagna, pubblicata nei primi numeri èleH' Italia irlilitltre dello scorso anno . Quasi tutti si accordano nel dimost1'arne gli innumerevoli svantaggi, appoggiati alle sto~ie delle ultime guerre. Le imprese non riuscirono mai a soddisfare ai loro impegni specialmente sul teatro d'ope-

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I TRASPORTI IN CAMPAGNA

DELL'ESERC ITO ITALIANO

razioni; quivi e nei casi in cui il loro còmpìto sarebbe stato più necessario, si dimostrarono talora insufficienti, soventi inutili, obbligando a sosti tuirle l'amministrazione militare, alla quale il più dell e volle non rimane più il tempo di pronedere. In seconda · linea soll:anto, esse possono, meglio forse dell'amministrazione militare, essere utili al vettovagl iamento dell'esercito, limitandone però gli incarichi agli acquisti dei generi ·e lasciando ancora all'amministrazione militare quello del trasporlo ai luoghi di distribuz ione. Comunque sia, presso di noi, i viveri somministrati o dalle. im· P\'ese, o dall'amministrazione militare, o comprati direttamente od anche requisiti, sono poi distribuii.i aUe truppe dalle sezioni sussistenz e, delle quali se ne ha una per ciascumt divis ione, ed una per ogni corpo d'armata pel servizio delle rispeHive truppe suppletive. Ciascun r iparto di truppe giovasi poi dei mezzi cli cui è forn ito, per trasportare i viveri dal lllogo di distribuzione a qLtello ove si trova . Le sezioni sussistenze -eseguiscono anche la disLribllzione del pane da munizione, il qua.le vi è giornalmente portato dalla colonna traino pane del proprio corpo cl'arma.ta. Questa è rifornita continuamente dalle sezione p-anattieri in numel'o ç_li tre per ogn i intendenza d'armata. Una sezione panattieri dispone, per la fabbricazione del pane, di forni rotabili da campagna; questi non devono però essere adoperati dalle sezioni che in caso di mancanza od insufficienza di forni locali. Il forno rotabile da campagna (sistema Epinasse con modificazioni Rossi), auualmente in servizio, è capace di 1150 pani., cioè 300 razioni . In previsione del caso in cui per un'eccessiva rapidità nei movimenti o per difetto di ferrovie venissero a mancare totalmente od in pari.e le somministrazioni giornaliere dell'impresa, nè v,ll.essero, a causa della povertà del paese, le l'equ isizioni ocl incette snl luogo • dell'amministrazione militare, abb iamo : le razioni cli r isern in distribuzione -ad ogni sol.dato, i parchi viveri di riserva di corpo di annata ecl i parchi viveri di. riserrn d'armata. Ogni soldato porta sempre seco due razioni di riserva, le quali all'occorrenza sono rinnovate dai magazzini, ed al cui propos ito la Istruzione sulla mobilitazione già citata, dice: << Le razioni viveri di << riserva che il soldato porta seco, non devono essere consumate

« che in 01so di assoluta necessità, quando cioè la truppa si trovi « nell'impossibilità di avere altri viveri ii. Il parco di riserva del corpo d'armata, che si rifornisce da quello d'armata, trasporta: N. ;129 ,600 razioni cli sale; )) 53,460 razioni. di galletta; )) 1~9,600 razioni di caffe e zucchero o vino;

~ioè, per ciascun soldato· del corpo d'arma,ta: N. )> ii

/4. razion i di sale; 2 circa razioni di galletta, e 4, razioni di caffè e zucchero o vino.

' Il parco viveri di. riserva cl'armata, deve in ogni caso aTere con sè, mediante un r ifornim ento continuo dai magazzini:

N. 300,000 )) 300,000 )) ,100,000 )) 200,000 )) 300,000

razioni razioni razioni razioni razioni

cli di di di di

sale; gallettf1; carne in conserva; caffè e zucchero a vino e tabacco;

cioè, per ciasc;un soldato dell'armatct: N. 8 razioni di sale;

3 n ,1 (< 2 ii 3

>l

•

razioni razione razioni razioni

di di cli di

gall ette; carne in conserva; zucchero e caffè o vino e tabacco .

Non si traina al seguito delle truppe nè paglia, nè fieno, a cagione clel loro eccessivo volume. Egli è perciò che co i parchi viveri di riserva éli (:orpo d'armata e cl i armata si trasporta solo dell'avena ecl, in ciascun parco, una. sola razione per ogni quaélropecle. Si consideri però che alla inancanza di fo raggio si può pone riparo, assai pi1ì facilmente che a quella di vettovaglie, con compere e requisizioni sul luogo . Eccezionalmente e per brevi tratti si potrà trasportare, con veico li reqllisiti, il fieno compresso in bottoli. 2. Vett1.ire . - I diversi riparti di truppa, pel trasporto dei viveri


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DELL'ESERCITO ITAl.lANO

I TRASPOHTI lN CAMPAGNA

grossi bottoli di fieno o paglia.; di più vengono anche tolte élalf?ndo della cassa. quelle tavole che la separano dalla. ~otto~1ssa post_enore: Una cnrretta <la battaglione è · assegnata all ogm batLa.gl,.o~e d'. fanteria cli linea o di bersagli eri , pel trasporto quo tidiano de, v~vei_·1 e delle poche razioni di foraggio di ~ui abbisogna dal luogo d, d,. . s.tribuzione a quell o ove es:;o trova,st. . . ·Per lo stesso scopo ogni squadrone di cavall en a. chsp~ne di ~n~ carretta cla battaglione, \a quale è inoltre _caricala degli oggetti cl, c11cina occonenti nl confezionamento del rancio; ad esso è.a~segn~t.~ anche un carro dn trasporLO mod. 11876 pel forn ggto qu ot,dian? éte, cavalli dello squadrone. . • I due O tre carl'i da trasporto di cui clispone ciasc~na batl~na da campagna (due SC è in.seconda fo rmazione, e \t'C se ll1 terza}orma: zione) 'servono anch'essi . benchè non esclus,vament~, ali 1~cetta oiornalicra dalla sezioni di sussistenza, ·dei viveri e de, foraggi per o ' gli uomini e pei ca.valli cl el~n. batteri;~. . n carreggio per una sezione sussistenze consiste in

e dei foraggi, daJla loro sezione di sussistenza, cioè dal luogo di distribuzione, a cruclJo ove si trovano si sen•ono di carrette da ba.I.taglione o di carri da trasporto mod. ,1876. Le ca r1·ette da ba,ttaglione sono veicoli a due sole ruote molto simili a quelle per munizioni d'artigl ieria o per cartucce. Sulla impalcata della carretta. da bauaglione non vi sono nè i clne cofani nè il cofanetto di quella da munizion i, le sue (iancate sono pure alquanto diYerse. Il stto carico può ven ire riparato dalle intemperie da una coperta di tela greggia sosten111n. da archi di legno applicati alle fianca te e riuniti fra loro alla somm ità dtt un baslonc pure di legno. I cal'l'i da trnsporlo nwd. ,f 876 che vennero recentemente adottati, non solo per il trasporto dei viveri e pei foraggi, ma per uso di lutti quei sen' izi dell'esercito che 11011 ricliicggouo l'irupiego cli carri di 11na CO$truzione sp{'cinle, sono a due treni e coMruU.i in lamiera. di ferro. L'a.rnntreno con piccole ruote a mozzo mcLallico, porta il maschio; i im.oi coscial i riun endosi, in .forma cli <:em icerchio, dietro a lfLlCSto. coslituiscono il tondo. fl relrolrcno ha ruolc dello stesso sistema ii1a di niametro più grande; e costituito d'una lung:l cassa in legno con fiancate e sportelli. appoggiata su due sottocasse di porn lunghezzn . una nnterio,·e e l'altra :mperiore; questa sta sulla sala cli rclrolreno, !fuello porta in fe rio rmente il contro1.onclo ed il foro pel maschio col quale il retrotreno si unis1;e all'avantreno. Le d11e souocassc lnsciano fra loro uno spar.io libero che perm.elte al carro di e,.;rg1tire la ,•oll n inlern. Per le discese esso ha n11 freno nel. atLrito a vi1,e il cui manubrio lrovasi a.lln p<1rle posteriore. U carro h,l la 111edesima c,irreggiata di quell i del materiale da cent. 7 da rarnpagna, ed è .il pari òi esso trainalo da cl.ne sole pnriglir. In molti casi, e specialmenLc allorchè è impiegato al trasporto dei viveri e dei bagagli, alle fiancate della cassa superiore ,engono adattati cinque archi di JeJTo vuoto, riuniti fra loro alla sommitit dn un'asta longitudinale anche di ferro, e destinata. a sostenere una gran coperta di tela greggia pc,· riparo del carico. Quando invece è impiegato al trasporto dei foraggi, al posto degli archi vencrono inalberati alti bastoni i quali, aumentando in certo modo l'atfezza delle fia,H·ate della rassa superiore, possono contenere fra essi 1

Carri da trasporto Ca.rrettelle cla. baltaglione .

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)) 2

La coloòna traino-pane cli un corpo d'armala, pel rifornimento quotidiano del pane da munizione, rlispone di: I fncina da campagna; ·I cano da. trasporlo e

!S9 carri per pane. Le prime due vetture :;ervono, l'una, per le rip,~razioni eh~ possono occorrere per via al materiale di una.co.sì luuga. colonna d1 carri; .l'altra pcl trasporlo dei ba.gagli ecl oggeLl.1cl, arredamento, ecc ., necessari alla C'O lonna. .. I carri pel pane trasportano il pane cfo mun,~ione'. v~nner~ adottali nel ·I 87,I, e souo una trasro1·_mazio:1e degli i111L'.~lu CiHT1 ·· ···I. 1 cl·t• fot"'""'O mocl. •18n 9. l due leooel'I· (1a tl'él$])0l' tO e (10·I Ccll "l'~ , tr~~i, di cui cinscuno di c::si carri è compos_to, . s.ono fra l-0ro _a contati.o per mezzo di cllle mezzi tond i e sono nunilt da. un maschio eretto in ~orrispondenza del punto di mezzo della sala clcll':wanlreno. Il retrotreno è costituito da una gran cassa coperla, della quale

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260

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I TRA S PORTI IN CAMPAGNA

il fondo cd i fianchi sono formati da, tavol e che lasciano piccoli vani fra l'una e l'a ltra; il coperchio consta cli regolett.i di legno disposti longi tudinalmente e di archi a piccola monta nel senso trasversale, collegai.i alle testate, ai ·fianchi e fra di loro, e ricoperti da una sottile lamiera alquanto $porgente dai quallro lati. Le due testate hanno ciascuna alla. parte inferiore uno)portcllo, già. esislente prima della, trasformaziùn'e di questi carri in carri a pane, che si apre dall'alto al .basso, attorno ad UIHt cerniera. orizzontale siLuata all'altezia del fondo della cassa.; superiormente sono fo rmate da. due sportelli a doppio haltente che vengono chiusi con un saliscendi e che, quando son chi usi, impediscono allo sportello inferiore di aprir-si . Ai Jianchi ed agli sportelli sono appese delle Lendine, due per ogni fianco ed una per ogni battente cli sportello, che possono essere tenute a volonti, avvolte o distese. L' interno delht cassa è diviso a due piani da appositi telaieui mobili che a.ppoggiano su d~1e ca lastrclli longitudinali collega ti , uno a ciascun fian co della cassa. Il carro è a. volt.a intera ed è munito per le discese di 1m f'reno a scarpa; è trainato da due pariglie. Il carreggio di una sezione panau.ieri consta ordinariamente di il6 carri del commercio a due ruote, 114. dei qmdi servono al trasporto di seue forni cl.a campagna e relativi acce~sori, gli altri d.ue sono caricati dei bagagli e degli altri oggetti di equipaggiamento, cli aneclamento, di cucina, ecc. cl.ella sezione. Tutti questi carri sono guida.Li dal treno borghese; però il personale rimauente della sezione è tutto militare cd i soldati pannltier.i che lo compongono sono in numero sufficiente all'esercizio cli 14 dei fo rni in t'erro suddetti; ed un lai numero ne viene difatti eccez ionalmente trasportato quando le condizioni del paese che si auraversn. possono fare supporre l'assoluta mancanza cli fol'rli locali dei quali, negli altri casi, devo sempre a pref'erenza valersi il comandante la. sezione. Il parco viveri cli riserva di corpo d'armata. è composto di 56 cttrrell,e cla battaglione le quali al momento della sua formazione sono fornite da reggim enti cli fanteria cl.i linea e di her;;agli eri del corpo d'armata.. Ad ogni reggimento di fanter ia di I inea. sono appunto assegna te a questo scopo 6 carrette da viveri di ri!,cn a. ed 8 a.cl ogni reggimento di ber:;aglieri. Si deve ben osservare che quesla. disposizione è d(tta solo per facili tare la mobilitazione del parco, e elle in

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DELL'ESERC ITO ITALIANO

nessun caso, staccandosi il reggimento dal corpo d'armata., esso deve portar seco le proprie carrette di viveri cli r iserva. ~i quest~ 56 carrette, 36 Lrasportano viveri per le truppe, le 20 nmanent1 vencrono caricale di avena per i q1rndrupedi; sono tutte condotte da altr:uan_ti conducenti rnili tari appartenenti ai reggimenti che forniscono le ca.rretle. II parco t i ver i di r isena d'arma.t,1 dispone ~i ,150 cal'ri del com~ mercio a. èlue ruote, condotti da una squadra dt treno borghese, de, quali una pa.rté serve pel trasporto di viveri , ed il rimanente è caricata di avena. Considerazioni. - Colle Istruzioni. per la mobilitazione dell' esercito, il personale dei parchi viveri di riserva di corpo d'armata. venne costituito cli elementi esclusivamente militari, seguendo quanto era imperiosamente r ichiesto dall'esperienza delle ultime rruerre nelle quali i pareh i viveri cli prima linea., aflìdati al treno borghese, di edero catti,1 i risulta.I.i. Ed io credo che anche i veicoli assegnati al servi7,io delle sezion i panattieri dovrebbero _a.vere con~ ducenti miliLari; benchè queste sezioni non abbiano mai a Lrovars1 in vicinanza del nemico, pure, non parrni conveniente che si lascino in balì:.t di conducenti borghesi i mezzi. necessari alla fabbricazione dell'elemento principale di al imenLazione del soldato. ~ A proposito del pane e clell a sua fabb1:ic:~zione, ecco qu_ant? s.cri~ veva; fin dal 1863, l'or-a gene.raie A. H1cc1 : « Una delle qmsl1om << più serie. ~h,e .s'incollt~·i ~e]l ~ suss istenze ,in Camparla è.(1L~el la \ « della parnf\caz1one, po1cl1c un arm~ta poLieb be mOI 11 ~ cli tam~ << in mezzo alle piÌl. grandi provviste di grano, se non hanno_ << mezzi di ridurlo in pane, come accadde all'armata francese 111 « Ecritto all'epoca. del suo nrrivo e della sua. marcia sul Cairo. . ò « Ouando si hanno delle fenovie dietro l'armai.a, la solmaone << clelht quisLione non presenta cliflicollà. poich~ i gr'.1n_ cli ~ent'.'i « di popolazione, ch'essa. attraversa, possedon<J' m rnohnt e Jor~t, . « gli elementi neeessa.rii alla panificazione. Il problema resta. rn« tatto quando si manca cli tale potente ausiliario e più ancora nei « paesi poco abitati. ll bisco tto supplisce, è vero, rino a.d un cer~o « punto, al bisogno, ma. il soldato generalmente non ne è sodcl1« sfatto come del.pane fresco; e perciò il problema. vuol essere sLu« cliato >l . E seguitando egli accenna a mo lini e forni portatili pro1

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J I TRASPORTI I N CAMPAGNA

posti dal maresciallo ·Marmont, ed ai vantaggi che si potrebbero oltenere comprendendo dei panalti eri nel corpo d'amminisfrazione. Si sono fatti in pochi anni, come altrove, dei progressi reali anche a questo riguardo. Il forno Epinasse-Ross i di cui sono dotare le sezioni panaHieri soddisfa assai bene all o scopo suo, però gli è proba.bile che esso venga quanto prima sostituito dal forno areotermo Taddei sul. quale tma noslra commissione militare si é favorevolmente decisa. Esso è capace di 1140 pani (280 razion i), numero alquanto minore di quello relativo al forno Epinasse, ma ollre ali' offrire il vantaggio di una non dubbia economia di combustibile, richiede assai minor tempo per scaldarlo e può dare 5600 nizioni di pane nelle 24 ore. Inoltre, in caso di assoluta necessilà, si può con esso procedere alla fabbricazione del pane anche lungo il c:.unmin!J, cioè senza essere costretti a fennarsi. . No i non abbiamo, come altri esercili hanno, viveri di riserva né al seguito d'ogn.i singo lo corpo, nè di una. divisione. Ed· è ciò senza dubbio, un vantaggio, restando cosi. assai minore il numero degli impedimenti che il reggimrnto · o la divisione dovrebbero lasciare dietro di loro, quando fossero per presentarsi sul campo di battaglia. Del resto le riserve viveri trainate al seguito del corpo d'armata, condotte dal treno militare, sono abbastanza vicine alle truppe perchè il vettovagliamento di queste sia ancor faciJe e pronto .. Nel ca.so in cui una divisione od una coJonna minore cli truppa dovesse di troppo allontanarsi dal. rimanente del suo corpo d'armata, si potranno ammettere al segni to cli essa alcune vetture cli sussistenza, non s.otto la. fonna. di veicoli reggimentali, ma sott.o quella d'una frazione del parco viveri di l'iserva. del corpo d'armata. Ciò nonostante parmi che le razioni di r iserva. che il soldato porta seco non debbano, con1e Io prescri ve l'Istruzione sulla mobi1itazione, considerarsi quale una. riserva preziosa da dover ben guardarsi dal toccare ed il cui uso avverrebbe perciò rarissimamente, due o tre volte soltanto nel corso d'una campagna. Trr questa guisa i viveri si conservano a lungo, od almeno lo si crede, i soldati ne sbocconcellano un poco ogni giorno per accrescere il loro nulrimento giornaliero, e nel momento del bisogno non rimane loro più nulla. Io credo si debbano in ca.mpagn,1 far consumare di sovente le razil:mi di riserva e rirupiaziarle con nuove; solo in tal

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DELL' ESI::RC!TO ITALIANO

· . . ..1e. Coll'alternarsi . soldati staninno attent.1. a r1spett,u . . ·1 della moci o 1 . ·· d. •1:· •veri si ha 1 mezzo rinnovamento l ques i vt . ve Uma, zione e del cons · . . appena .,m a· nrrono al Juo 0 ·o o . . . . , ntamehte ali uomini o . ' . d1 nutru e Pl? . . ~ . di porre r iparo al ritarclo, spesse volt~ devono fare il 101 o _rtc10 ~ distribuzioni quando le risòrse locah grande, col quu~e s1 anno e , ' e)

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sono insuffìcient1. · . . terza. categoria. di trasporti Relativamente alle vetture di questa dirò poche parole: . oli stessi inconvenienti, n llarer La carr:'t~a da _battaglwn~ h\~ d'.atté~cco dei cavalli, che ho già mio, rel~t1~1 ·slpnecd1oa~:~1:t~a:T:~ .da munizioni con \a quale ha c~accenna.t1pm a ' ·. . . . I f "ma ed il sistema di costruzione. . mune a o1 . . 8'"'6 he essendo d1 recente ado,.. I l carro cl.a trasporto, mocl. ·I . ' ,' dcto il soo inappellabile giu. l' .· enza non ne ha. ancor a . a . d. z10ne espe1 i . ·'. . . . . . ,a,ritao-oi di costruzione e L clizio, credo rrnmsca m se tut_t1 quei , ' . . , . · catTLche ha sostltmt1. forma che mancavano ai . . cl 'endo percorrere . . . er ane benche eh legno, non ov Il carr o p p , n 1.n I)rossnrn . ·1:·a del ne1n·.1co ' credo sia assat ch e buone stracle e no . ·. nente dopo le ultime . . . venne adotta.to specw.1I . . utile allo scopo pei cut , . ,, ' Si potrebbe forse ancora modifi.cazioni fatte ad ~sso lo sco1sol;n~:i carro da trttsporto al suo sostituire un freno ~1 ,•ite come que O , incomodo freno a. scarpa· e)~

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IV . Vetture pei bagagli e pei servizi speciali del tesoro, delle poste, eco. ~

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· delle truppe, quanto g11- .stati m·v,rriori i comandi, Tanto i corpi .· · 'oa . ' . · le direzioni ed i riparti incaricati cli servlZI a~ces:on sodno costtre:~ o-• rrr1 e oo-li orrrrett1 d1 arre amen o,, t· l a trasporta.r seco. 1.·p1,opn. ba"ao <:0 . .. . . . . ·t c11· cucina eél altri, m veicoli loro assegna i. , 00 equ1parrrriamen o, · .. . · · 1·t· d Ile I a e · Tutti. questi. bagagli. ed oggett'1• per climrnuire la profonc ·


I TRASPOR TI l N CAMPAGNA

colonne ed aumentarne la mobilitlt devono necesimriamente esser e limitati. alla qLrnntilà stretLam.ente necessaria. Formano la. categoria di vetture di cui parliamo i carri per lo stato maggiore, i carri trasporto mod. 1876, e le· carrette per bagagli e da cucina. Il carro per lo stato ma_qgiore entra nel carreggio dei diversi stai.i maggiori , comandi e direzioni che seguono o precedono, secondo i casi, i corpi di truppa. Esso è quel.I.o anti camente detto {01·gone, ha form a di om.nibus a. coupè. I1 coupè può contenere 3 persone sedu te. La. cassa. invece è di,,isa in quatLro scompartimenti, due superiori e due inferiori, l'interno dei quuli è disposto per contenere quell i oggetti che t'ichiedono inaggiori cure, consistenti in ca.1t e geografiche e topograftche, nel mater iale d'ufficio, ecc. Questo carro, a clue treni, è trainato da. quattro cavalli . Il car1·0 tra.sporto, mod . ./ 876 , che già conosciamo , concorre col carro ora accennato al trasporto degli oggetti e bagagli dei comandi suddetti e può anche talvolta sostituirlo. Esso fa. parte inoltre clel carreggio delle batterie, dei reggimenti e dei parchi d'artigl ieria , ove nel trasporto dei bagagli sostitu isce i soppressi ca1'1-i 'da batteria pel per.~onale. Lo si ha pure allo si.es. o scopo nei parchi e nei di versi riparti del genio. Trasporta bagagli , tende, oggetti di cucina e razi oni cli viveri per gli ufficia.li e per la truppa. Un carro trasporto mod . ,1876, al seguito degli stati maggt0n generale e di armata, ha an che nel suo caricamen to un torchio li tografico col materiale relativo; questo carro sostituisce l'antico carro con torchio litografico. Le carn tte da bagagli, le quali non sono altro che carrelle da battaglione, fan no parte più comunemente del carreggio dei ba.uaglioni o reggimenti di fanteria di linea o cli bersaglieri, degli squadroni di cavalleria, dei comandi di brigala di fanteria o di 'CavalAeria, delle sezioni di carabinieri rea.li , e cli quelli altri ripari.i che non hanno in dotazione veicoli di maggiori dimensioni . Queste ca.nelle essenclo a due sole ruote, hanno maggiot:e rnoh ili tit. e possono quindi , nelle marcie in prossimifa del nemico, portarsi con prontezza indietro alla colonna delle impedimenla, o da questa ragg iungere in poco tempo i corpi ai quali appa1·tengon o. Esse l.ra-

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DELL'ESERCITO ITALIANO

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sport.'l.no il bagaglio degli ufficiali, cassette di cancelleria, casse per armaiuolo, ed altri oggetti necessari in campagna. Se sono caricate cli oggetti di cucina e cli alcune razioni viveri, sia per gli ufficiali che per la truppa, allot;a prendono il nome di ca1-reite da ciw·ina. In quei riparti ai quali è addetta urnt squadra di treno borghese e che non hanno veLture speciali pel trasporto dei loro bagagli, questi sono caricati su qualcuno dei carri del commercio della squadra stessa. Ciò avviene appunto pella direzione di veterinaria d'armata, che ha una squadra di treno borghese addetta al trasporto delle inferme1:ie cavall i, pel parco viveri di riserva d'armata, per l'ospedale da campo e pelle sezioni panattieri. 2. Vett'lwe pei servizii specicili. - Pei senizi speciali del tesoro, delle poste e degli altri che dipendono dall'intendenza d'armata, si hanno ancora delle altre vetture, fra cui il ca1'?'0 coperto co1i cassa forte , il quale fa parte dell~ stato maggiore dell' intendeP-za generale e delle direzioni di commissariato d'armata e di corpo d'armata, e che, come lo dice il suo nome, trasporta il danaro océorrenle per gli a.oquisti in natura dei generi necessari alla sussistenza dell'esercito, o per far fronte a tu tte le alLre grandi spese elle l'esercito inconLra nelle diverse zone cl'operazioni. È nn carro di recente aélozione; il corpo dell'avantreno e quello del retrotreno sono entrambi sospesi sulle rispettive sale, col mezzo di molle (due perpendicolari alla sala ed una parallela collegaui atl esse per ciascun treno). Il corpo del retrotreno è formato di due parti ben distin te; qL1ella anteriore è costituita da una specie di coupè a soffietto, nel q[tale un comodo sedile può servire per tre persone; quell a posteriore consiste in una cassa piuttosto bassa a due piani, divisa da pareti verticali in parecchi scompartimenti che contengono la cassa forte pel danaro, registri, carte geografi.che, ecc. Gli sportelli di questi scomr,artimenti si aprono dal'l'alto al basso e riescono utilissimi quali tavolini nel disimpegno delle operazioni cli cassa. · Contro le rnote del retrotreno può farsi agire un freno ad attrito a leva ed a vite, il cui manubrio vien mosso da una delle persone sedute nel coupè. Il carro è a volta intem e trainato da due pariglie. ANNO XXIII, VO. li.

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I1 TRASPOR'fl IN CAMPAGNA DELL'ESERCITO ITALIANO

II servizio postale è disimpegnato dai diversi stati maggiori dell'esercito. A questi sono assegnate vetture per posta per il trasporto. delle corrispondenze. Sono veicol i a due sole ruote, leggerissimi, . guidati a lunghe briglie e Lrainati da un solo cavallo attaccato fra due stanghe. Il corpo della vettura è sospeso' su due molle fissate sulla sala perpendicolarmente ad essa; una specie di coupè con sedile, per due persone, e soffietto, è ·fissato sulle stanghe; dietro ad esso una piccola cassa molto bassa e leggiera, che si apre posteriormente, è destinata a contenere le corrispondenze. In mancanza di ,,euure per posta, occorrendo di valersi di veicoli noleggiati, questi debbono sempre portare una piccola bn'.nderuola collo scritto poste ·rnilùa'ri ed in caratteri più grandi: passaggio libero. Ai diversi stati maggiori, alle varie direzioni di commissariato ed agli ospedali da campo sono assegnati onvn,ib1.1,s che vengono requisiti all'aprirsi della campagna e che servono pel trasporto degli ufficiali ed occorrendo anche per quello degli ammalati; gli. omnibus di requisizione sono trainati da due pariglie del treno di artiglieria. Al seguito di ogni armata, dipendente dalla direzione di commissarialo d'armata, si ha un parco di vestiario ed equipaggiamento d'armata il quale traina tutto il suo materiale ed i suoi bagagli in 3.0 carri a due ruote, del commercio, condotti da una.squadra di treno borghese.

LE TRUPPE SUPPLETIVE E L'ORGANIZZAZIONE DELLA NOSTRA CAVALLERIA

Lo scopo principalissimo che l'organica si deve proporre è di dare all'esercito una potenzialità d'azione tale, che possa essere logisticarn.ente conservata e tatticamente sviluppata.; questa condizione è l'intimo legame che unisce l'organica agli altri due rami dell'arte militare coi quali concorre all'attuazione dei concepimenti strategici. Ogni disposizione organica la qua.l e, sebbene commendevole per ragione d'ordine, di disciplina o d'amministrazione, non si adatta completamente alle esigenze della logistica ed alle applicazion i della tattica., manca evidentemente allo scopo finale che si vuol conseguire. La proposizione inversa è anche vera: la logistica. deve mi.rare a mantenere irrtatta la potenzialità d'azione dell'esercito, e la tattica a svilupparla al massimo grado. Senonché, sotto questo rispetto, le mansioni della logistica. e della'tattica sono molto agevolate dal fatto ch'esse tengono conto solamente dei qati concreti dei particolari problemi che volta per volta devono risolvere; esse, cioè, vengono a trovarsi di fronte a problemi già determinati. dalla reciproca condizione dei due ~serciti in azione e daJ paese sul quale opera.no. ' L'organica invece non può presupporre un caso determinato, né una particolare ipotesi; essa deve muovere da criterii generalissimi che comprendono tutti i casi possibili. Ciò che solo le resta de-

(Continiia)

F.

CLAVARINO

Tene,nte d' A.rtiglieria.

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E L'ORGANIZZAZIONE DELLA NOSTRA CAVALLERIA ,

LE TRUPPE SUPPLETIVE

terminato è di dover ordinare l'esercito per modo che logisticamente si muova con la massima facilità e sic1wezza, tatticamente agisca con la massima forza.

I primarii elemenLi tauici d'un esercito sono le divisioni le qual~,. per la. possibil ità e facilità di direzione, sogliono raggrupparsi 10 corpi cl'armaL,l ed in armate. Però ciascuna divisione dovrebbe essere simile all'esercito intero, e comprendere le varie armi nella stessa proporzion e <~he ncll.' intero esercito sono contenute. )fa questa proporzione delle rnrie armi nell'intero esercito n?n è solamente, nè sempre, cleLerm inala dalle esigenze militari; v1 concone benanche, e potentemente, la condizione sociale, industriale e finanziaria dello Stato a cui l'eserci to appartiene. Cosi, per esempio, nelle condizioui attuali deJ nostro paese sarebbe nssurdo pretendere che l'esercito italiano avesse tanta cavalleria quanta in proporzione ne li:t l'esercì.lo russo. Quindi lit proporzionali tà delle armi non si può prelendere che sia quale le esi01fenze 1at1iche e !ogis~ic~e la ric~iederebbero, ma è necessario che quesle traggano 11_ miglior profitto dalla proporzionalità che è comportala dalla. rrsultante dalle accennnLe condiz ioni. L'organica nel dare forma a tale concelLo è costreLl.a qualche volta a ricorrel'e a ripie•rhi cl1e 0 modificano la simililLtdine fra la divisione e l'esercito. Cor~incianclo d.<1Il'esnminal'e le esigenze logistiche e t:1tticl1e più genenche. osserviamo che la.di,,isioue, come elemento costiLutivo dell'esercito, deve possedere la massirna mobilità, e la massima c?r~anclauilità, e che perciò dev'essere del la minima forz,t poss1b1Ie. Ma quale sarà il criterio che può limitare questo minimo di forza della divisione? È rilenuto che Lill' arma, affinchè possa sviluppare tutta la sua potenza d'azione, come ente collettivo indipendente, dev'essere rappresentata da un certo numero cli elementi tallici cooperanti verso Io stesso scopo: il minimo di questi clementi per la cuvallerirt è generahne11tc /issato a quaLLt:o squadroni, per l'at'Ligl ieria. a tre o qualtrn batterie, secondo che quesLe sono su otto o su sei pezzi. Nella divisione, unità di guerra. specialmente destinata a far concorrere l'azione colletliva delle v:irie armi verso l'unico scopo, deve pertanto l'arma che vi è meno rappresentata non scenclere al di souo del min imo accennato.

Se potessimo senz'altro applicare questa teoria al nostro eser,ci1 0, dove si hanno 1120 squadroni e,(00 batl erie su 1 it'.20 compagnie, dovremmo dividere il numero degli squadroni per quattro, minimo clegli elementi tr1.ttici. cli quest'arnm da clo\'ersi tener riuniti, e il quoziente, trenta, ci darebbe il numero delle divisioni da potersi formare della minima forza: ognuna risulterebbe di 87 o 38 compagnie, &, squadroni. e I re o q1mttro Jmtterie; con umt forzR combattente media di 7500 fanti, i:80 caYalli e z7 pezzi. T:na divisione così J'ormatn. sarebbe SLtfficient.emenLe adatta al complclo svolgimento dell'azione lalticèt delle tre armi rinniLe, e nell o stesso tempo pl'eseoterehbe la minima forza o, più precisamente, il minimo numero di elementi tal Lici di ciascuna arma. Senonchè l'organica non de\'e $Odd isfare solamente alle generalissime esigenze logistiche e tattiche; essa deve anche prenderne in considerazione alcune altre, imprescindibili egualmente se non così generidie. Frn queste influiscono principalmente due pat'licolari e.~igenze: l'una logistica, ht quale \'Uole che pel servizio di sicurezza si possa disporre cli masse piuttosto forti cli cavalleria, l'altra tattica, per cui le divisioni le quali prima delle altre incontrn.no il nemico hanno bisogno cli una quantità d'artiglieria mollo maggiore per trattenere l'azione anersa.ria o rendere possibil e lo spiegamento di tulle le proprie forze. Le divisioni di caYalleria messe a. dipendenza delle armate, e le brigate di batterie assegnate ai corpi d'a11nata sono i mezzi coi quali l'o1·ganic:t provvede a questa doppia es igenza. Nell'agosto 1870 l'esercito tedesco ,wern clisponibili 409 battaglioni, 304, squadroni e 246 hatt.erie. Di queste forze, 208 squadl'oni con 12 ballerie furono destinati a formare norn divisioni .di cavalleria., e 98 haLterie fnrono messe a disposizione dei comanclanti di corpo d'armala (artiglieri:t di corpo) per 'gli eventuali concentramenti di quest'arma. l 409 battaglioni coi rimanenti ,14-6 squadroni e ,136 batterie furono dist1,ilmiti in 82 divisioni della forza ciascuna di 12 o 13 baLlaglioni, 4. squadroni e 1· batterie (,1); cioè pel servizio divisional e era impiegata tutta (I) Facevano ecceziono: In 25"' divisione (ussiona) cho aveva 8 squadl'on i e 6 batterie la di\'isono wllrtombcrghesc che aveva IO " e9 • la divisione badese che a,·c,·a l'.! • e 5

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ad otto pezzi, e quanto le divisioni francesi e germaniche che hanno quattro batterie ma a sei pezzi. In quanto ad arliglieriadovrebbero pettanto le truppe suppletive rispondere unicamente allo scopo di fornire cli una maggio're dote di quesL'at'ma quella divisione del corpo d'armata, che prima fosse per incontrare il nemico, se non clovessero anche fornire cl'a1tiglieria, come or ora diremo, le divisioni speciali cli cavalleria. Si può fin cl' ora calcolare che per quest'ultimo servizio sarà, se non si provvede in moclo speciale, impiegala tanta artiglieria cla corrispondere a diminuire cli circa mezza batLeria l'artiglieria. assegnata alle trnppe suppletive di ogni corpo d'armata, che resterà a tre batterie e mezza. L'artiglieria di corpo d'armata nell'esercito austro-ungarico ha tre batLerie cli1: otto pe:.:zi, ma 'il corpo d'annata coni.a tre forti divisioni, così che effettivamente sono nella proporzione di otto pezzi per clivisione, mentre da noi sono, nella peggiore ipot~si, nella ptoporzione di quattordici pezzi per divi:;ioné. Questa proporzionale inferiorità quantitativa, nei corpi d'armata a Lt·e divisioni è meno sentita, perchè infine la divisione di testa può fare pressoché lo stesso sp iegamento cli pezzi; ma resla un altro inconveniente, ed è quello che siffau.i corpi d'annata sono Di.ltural.mente portati ad assumere orclini cli battaglia troppo profondi e perciò più pe5anti, sebbene più resistenti. L'artiglieria cli corpo d'armata. nell'eserciLo francese si compone di otto batLerie da bttLLaglia e tre a cavallo, tutte aG pezzi; cli queste ultime però dlte dovranno essere impiegate alle clivisioni e brigate indipenclenti di ca.valleria, cosicchè in effetti le rimangonQ 9 batterie o 54. pezzi con un totale vantaggio di 26 pezzi sull'identica nostra formazione. Infine nell'esercito tedesco l'artiglieria di corpo l}a sei batterie da battaglia. e tre a cavallo (a sei pez:.:i), di cui, assegnandone due alle divisioni di cavalleria, resta.no disponibili s~l.te batterie, o 42 pezzi, con un vantaggio cli H pezzi sulla nostra formazione. Dunque l'artiglieria alle Lruppe suppletive dei nostri corpi di armata, rispondente neJln. funzione di artigl ieria di corpo cl'armata deg!i eserciti tedesco e francese, ed all'artiglieria cli riserva dell'esercito austro-ungarico, si trova per quan LiLà. in condizioni alquanto migliori che non in quest'ultimo esercito, ma con sensibile inferio-

la fan teria, 4,1 centesimi della cavalleria e 515 centesimi dell'artiglieria. Se queste.pro~orzioni, riconosciute generalmente opportune, voless~r~ ap.p~1~ars1 al nostro_esercito, resLerebbero disponibili pel serv1z10 dms1onale 49 squadroni e 55 batterie; e se nondimeno si v_olessero .lasciare nelle divisioni almeno qua.uro squadroni riuniti, risulterebbero dodici divisioni formate ciascuna da circa 93 compagnie, 4 squadroni e 4 o 5 batterie con una forza media di ,f 9000 fanLi, 480 cavalli e 36 pezzi. Questa forza evidentemente sarebbe eccessi va. sotto l'aspetto della facilità di comando e di movimenti. Per eviLare il gravissimo inconveniente delle divisioni troppo grosse, da noi si è dovuto seguire un altro processo cbe certarnenLe ha i suoi difetLi, ma dai quali non ·si poteva prescindere. Si è .fissato dapprima a circa ,, 0000 uomini, ossi ano 4,8 compagnie, la for~a della fa~teria da assegnarsi ad ogni di visione e poi distribuire fra le multanti divisioni gli squadroni e le batterie che rimanevan~ disponibili. Ma anche così facéndo si sarebbero potuto forrn.are, 1_n numer~ rotondo, ,,entiquaLtro divisioni per le quali la parte cl, cavalleria e d'artiglieria assegnabile rimanev~t affatto insufficiente, ad onla cli ogni temperamento correttivo che si avesse potuto prendere; si è risoluto perciò di fissare anche il numero delle divisioni, e se ne sono formate 20, assegnando a ciascuna J8_ compagnie: 2 ~quadroni e 3 batterie, ma con le 160 compagnte, 80 squadrom e 40 batterie rimanenti si sono formate delle trnppe_ sibpplet:ive_ egualinenLe disLribuiLe _fra i dieci corpi d'armata e destrnate prmctpalm.ente a correggere la. proporzione delle varie armi nelle clivisio'ni del corpo d'armata stesso, aseconclR del bisogno che se ne potesse sperim.entare durante l' impiego. La parte combattente delle truppe suppletive in ciascun corpo d'armata risulta. così di ,16 compagnie, 8 squadroni e 4 batterie. 1

Esaminiamo più da vicino quanto cli opportuno vi è nella composizione cli queste truppe suppletive. · . Le nostr.e divisioni, per gli ordinari bisogni tattici, sono sufficien~e~~nt~ provvisle d'artiglieria. Ne posseggono tanto quanlo le clms10m austriache, le quali hanno come da noi tre batterie

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LE TRUrPP. SUPPLETIVE

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rità rispetto al tedesco e molto piu. al francese. Sarebbe perciò desiderabile che· almeno delle quattro batterie non ne venisse distraLla alcuna parLe pel servizio cou la cavalleria . In quanto alla cavalleria devesi osservare che presso le divisioni degli altri principali eserciti d'Europa vi è adetto a ciascuna un intero reggim ento di caYalleria, cioè da 4. a 6 squadroni (/4. in Germania, :j in Francia, 6 in Austria), mentre da noi la diYisione non lrn ctie due squadroni, quantità generalmente riconosciuta insufficiente a sviluppare con la massima efficacia l'azione tattica collettiva di cui l'arma è capace ( 1). Se noi avessimo una quantità di cavalleria sufficiente per darne quattro squadroni per divisione sarebbe inutil e di a, ere truppe di questa arma alle truppe suppletive; non potendolo, ci dobbiamo accontentare cli ridurre al minimo il difetto, cioè toglierlo almeno a quella di, isione che nel caso concreto verrà a lronirsi nella condizione di f'arne miglior uso . Così. con due squadroni al le truppe suppletive si può, secondo il maggior bisogno, completare la cav'llleria all'una o all'tiltra divisione del corpo d'armata. Effetl ivamente le truppe suppletivo dei nostri corpi d'armata contengono otto squadroni, nè YeramenLe si comprende lo scopo di questa. straordinaria raccolt a di cavalleria; se si volesse pl'evedero il caso <ihe una delle divisioni del corpo d'armata potesse avere bisogno di una straordinaria quantit/l. di CJlLC:;t'at·ma, si donehbc prima provvedere all'indispens,1bile bisogno ordinario di ambedue. Si de,'e quindi suppmTe, però che nessun regolamento od istrnzione u!Ticiale lo dichiara nellamente, che una parte clegli squadroni assegnati ai corpi d'armata siano destinati a servi.re ai bisogni della sicurezza logisLica. Ma in tal caso sarebbe utile che gli squadl'oni da assegnarsi all'avnnscoperta, siano affatto separali dalle trnppe suppletive di corpo d'a rmala, sia per precisare le ideo sull'impiego di queste trnppe, sia perchè, come diremo, un tale serrizio non può utilmente essere direU.o dai corpi d'armata. T1 cr ora riterremo che degli otto squadroni assegnati al corpo di armata, due soli fanno veramente parte delle truppe suppletiYe. (I) I due reggimenti di cavalleria organicamente assegna ii al corpo d'armata francese, nell'impiego souo da cnnsidorarsi come ca,•allcria di,·isionalc.

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Restano infine le sedici compagn ie di cui non soltanto non si ba esempio in :iltri eserciLi, ma di cui a prima vista uo~ si s~pt>ebb~ spiegare l' esistenza neanche presso le trnppe suppletLV~ ~c_i n.ostn ,eorpi d'annata; perocchè essendo la forza. delle nostre dlVlsiom stabili ta su qnella della fanLor ia e sono le allre armi ccuelle che v1 s1 troYano in deficienza, si sente il hisogno di Mere dei supplementi cli artigl ieria e di cavalleria, ma non mai di fanteria, chè l'aumento di quest'arma non farebbe che ancor più senLire la. deficienza delle armi au;;iliarie. È da o:-servare nondimeno che presso noi esiste una ragione spt>r ciale in favore della fante ria che fa parte delle truppe suppletiYe, cioè dei hersaglieri. Si deve rammentare che :illorquando le truppe di fan Leria di linea, e di bersaglieri ebbero un eguale armamento ed un solo regolamenlo lallico, cessò la ragione di considerare i bersi1glieri come una fa.nteria speciale. Fu anche m.essa la que:;Lione s~ convenis~e di abolirli per non impoverire col loro recl[LLamenLo dei mio-Jiori clementi la massa della fanteria; senonchè, considerando n .. che le qun.lilà militari che tanto si ammirano 11ei hersagllen non sono dovnte solamente al più accurato loro reclutamento, ma molto più alla potenza delle loro gloriose tradizioni, e che questa andrebbe as;oluLamenLe perduLa qual. ora, sciogliendosi i corpi cli hersnglieri . quegli stes::.i elementi fossero distribuiti fra gli allri cli fanteria di Iinea, si decise di conservare i bersaglieri non più come fanteria speciale, ma come fanteria scelta: se non esistessero dei bersaglie1:i, si dis ·e, o non anssero quel ricco palrimonio di_ tradizioni che posseggono, non vi sareh be ragion e di crearli; ma esistendo bisogna conservar Ii con cu rn. . . . . ~la anche abol ita la cli!Terenza formale fra. L her,;aghen e ti rimanente della fanteria, resLa nondimeno sempre la differenza sostanzì,tle; se i bersaglieri nou sono più nna specialitiJ poi modo d_i comhatlere, lo sono ancora pel differente impieg? che posso.no rice,~re su quei punti del campo di J,aLtagl.ia dove bisogna uno sforzo rapido e straordinario pel' Yincere la resistenza nemica. Sotto queslo aspet~o le truppe di bersaglieri rnnno soggette alla legge _doli~ altre armi'. ~ che cioè, per svil uppare tutta, l'azione co_ll ettiva di cm .son? capacL cleYono essere rappresentati da un sufficiente numero d1 un1l/l. orga\ niche cooperanti allo stesso scopo: se venissero frazionate fra le di-


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visioni, la somma degli sforzi isolati esercitati dalle duefrazioni nelle divisioni d'uno stesso corpo d'arnmLa sarebbe certamente minore dell'unico sforzo possibile alle stesse due frazioni cooperanLi. Devesi quindi ritenere opportuno che ciascun reggimento bersaglieri sia tenuto raccolto presso le truppe suppletive d'un corpo d'armata, affine cli poterlo intero assegnare all'una o all'altra delle divisioni, secondo che il comandante del corpo d'armata stesso potrà-giudicarlo opporLuno dall'andamento dell'azione. Unici péricoli di questa istituzione sono: o che il reggimento bersaglieri_ possa essere impiegato inopportunamente per eccessiva premura d1 metterlo in azione, o che possa non essere affatto impiegato pel contrario eccesso di prudenza; ma siffatti pericoli possono essere evitati qua.ndo si abbia un'idea ben netta della particolare fum:ione delle Lruppe suppletive. Perciò ci sembra opportuno osservare che l'impiego cli tutte le forze d'un corpo d'armata è fotto per divisione, e le truppe suppletive non costituiscono una rise1'1Ja tattica nello stretto senso di questa parola, ma solamente un mezzo lasciato ~t c}isposizione cl~! comandante del corpo d'armata col quale questi possa, secondo le Cll'costanze, variare la proporzione delle am1i nelle due divisioni. In sostanza son sempre, una riserva ma una 'l'ise1'va organic~, val quanto dire che il comm1dante cli corpo d'armata, quando ha impegnate ambedue le divisioni, non ha più mezzo cli moclilìcare direttamente l'azione mediante l'intervento di un coi:po tattico oraanicamente formato, ma solo p11ò modificarla indirettamente moilifi.cando la costituzione organica dell'una o dell'altra delle due divisioni. D:>bbia~n~ quindi riconoscere opportuno ed util e che, per {agioni a noi speciali, le nostre truppe suppletive di corpo d'armata siano composte delle tre armi e non di sola arLiglieria come si pratica negli. eserciti francese, austro-ungatico e germanico; sol~ che, mentre è desiderabile che l'artiglieria se non può aumentarsi sia almeno mantenuta intatta con le sue quattro batterie, la cavalleria plLÒ limitarsi a soli due squadroni. In tal modo, come un rerrO"imento di artiglieria basta a somministrare tutti i sèrvizi di un co~;o d'm:mata sotto la vigilanza del proprio colonnello , così pure hasterebne allo stesso scopo un reggimento di cavalleria, ecl il naLurale comando _de_l colonnello durante l'azione sarebbe quello dei quattro squadrom nuniti nell'una o nell'altra divisione. •

E L'ORGANIZZAZIONE DELLA NOSTRA CAVALLERIA

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Da 'quanto abbiamo tentato di esporre sulla composizione delle truppe suppletive cli corpo d'armata emerge la conseguenza che dieci reggimenti di cav~t!leria rimarrebbero liberi per formare delle masse di quest'arma pel servizio della sicurezza· logistica delle armate. Ma prima d'inolLrarci in tnle argomento ci pare utile cli fare una domanda: CILLale è stata la mente dell'organizzatore n~ll'assegnare otto squadroni alle truppe suppletive cli corpo d'annata? Evidentemenle non ha poLuLo essere la previsione che i bisogni tattici delle lltte divisioni sul campo cli battaglia potessero in rma richiedere l'impiego di dieci squadroni, mentre nel.l'altro potesse bastare quello cli due; prima cli pensare ad essere tanto prodighi 'di cavalleria yerso una divisione si dovrebbe pensare a dare almeno i quattro squadroni necessari all'alLra. Si deve quindi supporre che sei degli squadroni alle truppe suppletive, possibilmente un intero reggimento, sono destinati pel servizio d'avanscoperta. Ma ciò farebbe anche facilmente supporre che questo servizio dovesse essere eseguito per corpo d'armata e con reggimenti cli sei squadroni, o, tutto al più, con brigate di otto squndroni, sopprimendo affaLto la cavnlleria. dalle trnppe suppletive, come autorizzerebbe a credere la disposizione per cui ciascuno clei due reggimenti di cavallerin del corpo d'armata fomisce due squadroni a ciascuna delle due divisioni. È a considera.re invece che il .servizio d'avanscoperta fatto per corpo d'armata, e perciò con reparti da sei o otto sqo.aélroni, probabilmente riuscirebbe insufficiente, certamenLe meno utile che fatto per armate e quindi con più grosse .masse di cavalleria. Due ragiop.i confermano in questo giudizio. In primo luogo col servizio d'avanscoperta fatto per corpi d'anmta 11011 tutta la cavnlleria disponibile vi può essere imp iegata contemporaneamente:.infatti la zona di utile esplorazione non è gia quella che circonda tutt'attorno un esercito in ·campagna, ma generalmente è solo h fronte oèl un fianco, spesso una direzione intermedia, qualche rara Yolta l'intiera rronte e tutto un fianco nello stesso tempo. Nella dislocazione ordinaria dei corpi di armata sulla zona d'operazione non sono che tre o quattro al più quelli che si trovano dalla parte di <1uesLa zona d'oti.le e necessaria esplorazione, gli altri rimanendo a tergo; saranno quindi solamente: le cavallerie cli tali tre o quattro corpo d'armata quelle che potranno,


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LE TRUPPE SUPPLETI VE

deslinarsi all'avanscoperta, le altre rimanendo coperte dalle proprie truppe. ln secondo luogo, ammesso pure che le cavallerie di soli Lre o quattro corpi d'armata siano suffi cienti a fornire tutte le notizie che .si desiderano sul nemico, non è men vero che le varie fraiioni di cavalleria, facendo ciascuna capo ad un cenLro differente, non possono ottenere un pratico risultato tanto utile quanto I'otLerrehbero ·Certamente se riun ite sotto umt solaeclappos iLadirezionesuperiore; perchè le notizie raccolte da unR delle frazion i non sarebbero accertate col confronto di quelle raccolte dalle altre, nè gli atti delle uue sarebbero él.'accordo con quelli delle altre. Se dunque si ammette, come del resto è generalmente ammesso, che il servizio d'avanscoperta debba esser fatto con grossi corpi di cavalleria indipendenti dai corpi d'armata, devesi giudicare inopportuno che la nostra cavaJJeria venga dal regolamento sulla formaz~one di guerra distr~buita tutta fra i corp i d'armata, giacché non Sl fa c~ 1e falsare Je idee sulla fu nzione delle truppe sul campo di bauagll a, per formare poi in guerra delle avventizie divisioni di cavalleria per la cui direzione e eondotta manca nei capi la pratica, come manca loro la completa ronoscenza del personale che devono impiegare. Se infine un cerlo numero di reggimenti di cavalleria dovrà. in guerra formare dell e divisioni di. quest'arma è mei:r!io dirlo prima, e molto più ancora, farlo prima. a Dalla formazione permanente cli grossi corpi di cavalleria forniti de~Ja. co1~pe~ente _::uyglieria se ne trarrebbero molti vantaggi, i prrnc1pah det quali c1 sembrano essere: la miglior divisione di lavoro cl_1e si o~terrehbe .nell'istruzione della truppa, e la più opportuna d1slocaz10ne che si potrebbe dare ai reggimenti di cavalleria rispeLto ·ai bisogni della mohiJitaz ione. I reggimenti destinati al servizio divisionale resterebbero dislocati in massima presso i corpi d'annata, •esercitati nella tattica speciale alla cavalleria che opera.con1e a:rma ~11,silia:ria di conserva allei fanter ia ed artiglieria ed abituati al contmuo contatto con queste armi; i reggimenti raccolti in grossi corpi pot1:eb?ero avere stanza nei paesi della pianura padana, ed esercitarsi, sia le truppe che i comandi, alla tattica dì cavalleria come a·1·ma principale alla particolare funzione che dovranno disimpegnare in campRgna. . •

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Comprendiamo che un tale esclusivismo nell'istruzione non incontrerà l'approvazione di molti urnciali di caval leria, i qual i, per amore dell'arma, Yorrebbero che ognuno clei loro reggimenti fosse capace di disimpegnare tutte le funzioni proprie all'arma stessa, nè mancherebbero certamente di huone ragioni per dimostrarne l'utilità; anche noi vorremmo che ciò fosse attuabi le, ma temiamo fortemente che l'enciclopedismo ncll' istruzione <lella. truppa sia appunto uno di quei meglio nemici del bene. Del resto, ancl1e ammesso che siffatto timore sia esagerato, nulla impedirebbe che, coi camb i di guarnigione, nei grossi corpi cli cavalleria si alternassero tutti i reggimenti dell'arma. I •IO reggim enti cli ctrv.:ill eggieri, che pel loro armamento sono più ada tti al servizio cli avanscoperta, sembrano qu.elli inclicnti alla formazione di grossi corpi . Se ne potrebbero formare tre per farli corrispondere al nurn,ero normale delle arma.te: una divisione di due brigate a clue reggimenti con una brigata di tre batterie a cavallo da sei pezzi; due brigate indipendenti, ognuna éli tre reggimenti eél una brigata di due batterie a cavallo egualmente a sei pezzi. Questa formazione, che ci sembra la più corrispondente alla formazi.one di guerrn del nostro esercìt.o, avrebbe il vantaggio che, qualora due o tutti e tre i corpi cli cavalleria dovessero agire sulla stessa zona d'esplorazione, la di.rezione superiore del servizio di avanscoperla sarebbe autorevolmente assunta dal com~tndante della divisione, al quale, sin dal tempo cli pace, oltre il comando diretto della prop ria clivisio1Je, si potrebbe utilmente affidare l'alta direzione dell'i.struzione delle altre (lue brigate a guisa cl'un ispetlore dei tre corpi cosLiluili. Ripetiamo, l'essere il servizio d'avanscoperta clireLl.o quando è possibile da una sola persona autorevole, di provata capacità e ahitualo al maneggio speciale delle sue truppe, è di grandissimo vantaggio; ecl infaLti quando le ·notizie raecolte in più centri devono pr:imaani.vare al comando in capo per essere confrontate ed appurate, non si fa in sostanza che sost.iLuire il comando in capo al mancante unico comando di cavalleria. Abbiamo dclto che l'artiglieria addetta alla divisione ed alle briga.Le di cavall eria. dovrebl)e essere a ca.vallo, e nìolti converranno cerLa:mente nell'opinione d'essere Lll11L quasi necessitit quello di ritornare all'uso delle batterie a cavallo.


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Anche ultimamente il generale di Revel, nella sua Relazione sulle grandi manovre di canlleria. eseguite lo scorso anno nel II corpo di annata, dichiara che le batlerie da centimetri 7 attualmente in uso non sono completamente adatte al servizio di sostegno della cavalleria esplorante. Considerando inoltre che l'artiglieria per cooperare efficacemente negli atlacchi di cavalleria deve spingersi alla massima andatura, sino a precedere la propria cavalleria e prendere posizione di fianco a sei o settecento metri dal punto in cui dovra avvenire l' urto con la. cavalleria nemica, ne conclude che (( credere che ciò si possa conseguire con batterie che non hanno ca« valli adatti all'uopo e di cui il personale non ha ricevuta un'istru(( zione speciale, sarebbe mera illusione» . E poco dopo soggiunge: « quella batteria che volesse tentare la prova. lascerebbe per strada « parte dei suoi serventi, i quali per le scosse che cagionerebbero « gl i ostacoli incontrati dalle ruote, halzerebbero dai cofani, come <e lo provano tutte le esperienze eseguite in varie circostanze ». Perchè po i le briga Le cl'artigliel"ia a cavallo rimangano in continuo contatto con le truppe cli cavalleria di cui de,ono scconclare le operazioni , sarebbe desiderabi le forse ch' esse fossern autonome fra loro, e dipendenti solamente dal comandante di clivisioné, o dai comandanti di brigate di cavalleria: se questi ufficiafi. gen erali dovranno incontrare qualche clifficoltà a dirigere!' istruzione di un'ai·ma speciale, è meglio che ne facciano esperimento in Lempo di pace anzichè in guerra, dove è pur forza abbiano tutta la pratica per dirigerne l'azione. Ciò non toglie la possibiJiLh cli riunire le tre brigate in un rnggimen to; ma anche in tal caso e almeno nelle manovre d'insieme, le brigate stesse dovrebbero sempre trovarsi presso i rispettivi corpi cli cavalleria. Infine abbiamo pure accennato che le batterie doHebbero essere a sci pezzi. Non Leniamo certamente mollo a questo secondario particolare; ma ci sembra che alle batterie a èavallo sia utile non soltanto la leggerezza del materiale, ma anche la maneggevolezza delle un ità Lattiche, ed una batteria a cavallo è sempre meno comanda.bile da un solo capo, che un'altra montata, cli egual numero di pezzi.

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Ci rimane in ultimo a trattare del!' ordinamento interno dei reggimenti di cavalleria, argomento cli cui ultimamente si è molto occupato ia, stampa rnililare. . . . Alcuni vorrebbero i regg1ment1 a quattro squadron~, al_tri a sei; i primi vorrebbero che il reggimento sia a?li ordini ~tr~tt1 del ,colonnello, gli altri che fra il colonnello e gli squadrom v1 f?ss~ l autorevole mezzo dei comandanti di divisione (due squaclrom);_rn una rola O') i uni vorrebbero che il reggimento di cavalleria fosse 0 pa · ' a·1 cornJa I tunità''cli manovra composto di un certo numero a·1 unita timento come lo è il battaglione di fanteria, gli altri che fosse un corpò tattico paragonabile al reggimento di fanteria, e come questo composto di un certo numero _cli u~i~.à di ~:na~ov~'a. .. , I sostenitori di cinscuno cl.1 tah s1stem1 d ordrnamento, dai l~i o particolari punti di vista, hanno b_uone ragioni_ da ~~ld1~rr~, ,ne : nostro intendimento cli entrar terzi nella polemica. I ero ci ba~t stabilire che in sostanza la controversia., riguardo alla .s_ua ~attica importanza, si riduce a giudicar~ se val megli_o_ eh~ l'umta .d1 manovra clella cavalleria consti eh quauro umta cli com l:aLL1~t~e~to'. oppure di due . Non è mestieri di entr::i,re in t~tticbe_d1sqms17:1on'. per dimostrare che. amb_eclue h~n~o ,va~~,g~1 ecl 1~convement~ propri ma che a parità eh condwon1 l umta. d1 manov1 a della ca valleri~ a. quattro squailroni è meno mobile e meno maneggevole che quella a due. . . , A tale proposito ci sembra opportuno_~1 r.ammentare ~na teIZa proposta; qt1el1a di reggimenti a tre umta cb l~anovra, ~l~SCU~a, a tre unitit d.i combattimento. Ql1esta proposta è forse la pm 0 ~1c,1 , ma è tale che ancora per un pezzo incontrerà viva oppos1z1one, lonta~a com'è dalle contralte abitudini. ,. . Ma il dispa.n~re principale non è tanto rispetto all nnpiego tattico del regcrimento ordinato nell'uno o nell'nJtr~ modo, . q_uanto invece è yj;,issimo rispelto .alle condizioni òrganiche che dai due sistemi risultano . . . Si clice che nel reggimento a. sei squadro~i l'autontà. dei_ comandanti di scflladrone resLa in parte assorbita da quella _dei co~ mandanti di divisione, con scapito evidenle dell'~utonomt~ degh squadroni tanto necessaria nell'arma di cavalleria. Esammando la questione senza idee .preconcette non si saprebbe veramente

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E L'O RGANIZZAZIONE DELLA NOSTRA CAVALLERIA

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vedere la ragione per cui un certo numero di compagnie possono essere raccolte in battaglione nel reggimento cli fanteria, e non P?ssano eg~alrnente essere raccolti in divisioni un certo numero d1 squadroni sotto un comando intermedio fra il colonnello e il capitano . Si può bensì asserire che in cavalleria il numero delle unità di combattimento nell'unità di manovra dovrà essere minore che.quello delle compagnie nel battaglione, ma ciò è solo con trario alla formazione del reggimento su quattro squadroni aol i ordin· dirett( del colonnello, non alla divisione di d~te squ.adro1~i com~ da noi e nell'esercito austriaco, perocchè l'autol'itit del comandante ·della divisione non fa che accrescere la sufficienza del comando d_el reggim~nto ta~to nell'impiego tattico quanto nella preparaz10ne or-gamca. Se e vero che il comando di divisione assorbe una parte ~l.ell'autoritit dei comandanti di squadrone, sarà questo un male non dipendente dal sistema, e da doversi cli.minare; che ciò sia possibile lo dimostra la fanteria dove i comandanti di battaglione es~rci tano h loro utilissima funzione senza che perciò l'a1:torità de, ~~manda~~i ~li c~mpagnia ne resti scemata. Si può credere tutto al Plll che l 1st1t.uztone nuova nella. nostra cavalleria non siasi ancora ben radicata, ma ogni possibile inco1rveniente sarà certamente elirninato quando sia passato nella comune convinzione ch e !'.autorità dei maggiori dev'essere una parte di quella che prima esercitavano dU'ettarnente i colonnelli; in altri termini l'autorità dei ~aggiori dev'essere il discentramento cli quella dei' colonnelli, n?n l acce~tra~ent~ ~ell'autol'ità dei capitani. In oggi i colonnelti di cavalleria, s1tuat1 m un punto più alto e più generale, non co~ta~cfa.no più degli squadroni, ma, sul campo di battaglia dirigono l azione concorde delle proprie divisioni, nel governo organico moderano e rendono uniforme l'opera dei maggim·i . Del resto , nel servizio d'avanscoperta, il reggi1nento di cavalleria formato s:u tre divisioni è molto più adatto che non· quello a quattro squadr?n1. In cpiesto sen·izio, bisognando spesso rompere il reggimento m colonne esploranti e riserva, i comandi iute/medii fra il colonnel_lo e i capitani non possono che riuscire di grandissima utilità, come 11 numero_ di tre divisioni si presta a destinarne due per le colonne esploranti ed una come riserva, restando al colonnello completa Iibertà di tenersi là dove la sua presenza possa essere più itile.

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Non lo stesso potrebbe dirsi per la cavall eria dirisionale, quando, si potessero assegnare quatt.ro squadroni per divisione di fanteria: in Lale caso sarebbe utile che ogni reparto di cavalleria diYisionale formasse un reggimenlo . Ma cl,i no i, non potendosi dare alle divi-· sioni di fanteria che reparti di dne S(p1aélro1;ii, lasciandone aHri due alle truppe suppletive di corpo èl'"tmnala, la formazione élel reggimento in tre reparti di due squadroni l'uno sotto speciale comando si mostra In più aèlat.ta; si arri.t in ogni corpo d'annata m1'intiero reggimenlo sotto la vigilann del proprio colonn~llo, ed u.na identica formazione per tutli i reggi.menti cli cavalleria. Neppure quest'ultimo yantaggio sar(~ube disprezz.abile, qunndo si volesse poter élesLinare indifferentemente i reggimenti di cavalleria tanto nel servizio d'avanscoperta qnanto in q1iello divisionale. Si dice pnre che per avere in guen,1 il reggimento di sei squadroni se ne 'dovrebLe conservare in pace un numero maggiore: questa yJ iù che ogni allra ragione fa propendere veri-o il reggimento ordinato su cinqrie scruaclroni in pace (~ sr1 quattro in guerra come in Germania ed in Francia. Gli uffiziali prn.Lici dei bisogni dell'arma asseriscono che al moni.enlo di entrare in campagrnt fra cavalli troppo vecchi, e perciò inutili al servizio, e candii giovani e non ancora istrniti, la forza. degli squadroni si assottiglia cli molto, senza neppure tener conto che con l'auuale organic() ogni squaclrone deve dare ot.to o nove candli per la formazione dei clue ploloni guide. Secondo essi col reggimenLo a cinque squadroni, il quinto squadrone, non destinato a mobilitarsi, potrebbe coi propri cavalli a.tli al scnrizi_o aumentare la forza degli altri quattro, e cambiare in essi i cavalli non alti nll'uso immedialo . !V.fa dal canto nostro asseriamo che il creare un organismo il quale non è orga.n icamente necesst1rio e che non sarà logisticamente conservato, nè tatticamente imp iegato, non ci sembra opportuno. Infatti cosa rappresenta organicamenle qu.esto quinto squadrone, se non solo un aumento di forza cavalli in tempo cli pace per rimpiazzare quelli non impiegabili in guerra'? }fa per ouenere ciò è neces-· sario creare unrt :!ìttizia unità tattico-am1ninist.ratirn destinalèt unicamente a servire da spogliatoio agli altri squadroni del reggimenlo't Quale capitano ambiriJ. di comandarla 1 t ben vero che se non vi è· un quinto squadrone sar~t necessario un deposito; ma il depositoANNO XXIII, VO. Il,

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LE TRUPPE SUPPLETIVE

in pace è un <rnadro senza solclaLi e senza cavalli, e , i si può legit1imarne111e desLinare ufTiziali meno atti al ser,izio di _guerra : qLwli ufficiali di buona vogliu, si adatteranno invece aèl islruire, ,eclucare, discipli nare in pace uno squadrone di cui soldati e cavalli faranno la gtterra, mentre essi soli resteranno a dil'ozzare puledri ,e coscritti , e n rndclrizzare le gambe a tutti i cattivi soggetti del reggimcnlo :> S'invoca l'esempio della Francia e della Germania. J\Ia. èda notare che mentre 1wi sappiamo che i 70 reggimenti di cavalleria francese dell'interno sono a cinque i,;quadroni in tempo di pace, non sappiam o egualmente quale sar~i la loro formazione in tempo di guel'ra. In quanto poi ai reggimen Li di cavalleria. tedesca, è lJen Ycro che da cinque squadroni sul piede di pace passano a quatLro sul piede di guerra, lasciando il qnin Lo come complemenlo; ma le ragioni di qu esto fallo non sono precisamente le sLesse di quelle che si adducono per fnr prevnlere da noi lo stesso sistemn. Lo squaclro11c tedesco in tempo di pace ha ,(,rn uomini e 147 carnlli cla sella, mentre in tempo di guel'ra si pot'la a 163 uom ini e ,!_67 cavnlli cla sell a; si aggi,rnga a. ciò il fati.o che nn buon numero di soldati cli rnvalleria in Germania assumono la ferma special e di quattro anni sotto le armi per pa.ssare poi direttamente ·all:i lanclwehr ove servono ancorn tre anni . Unendo 'l'aumento della forza dello squadrone per mobilitarsi alla diminuzione degli uomini cli quest'arma alla riserva dell'esercito perrnanenLc si ha che la cavalleria esaurisce pel fatto della mobilitazione tutta o (1uasi la propria riserrn. Cosa. resterebbe acl essa di truppe di complemento se non avesse un quinto squadrone per reggimento, slanLechè in Germania la riserva di complemento, come da noi la 2a categoria, non viene assegnata alla cavalleria? Per noi non yige la stessa ragione gia.cchè kt riserva dell.1 cavalleria non solo può costituire b trnppa di complemento, ma assegna ancora le due ultime classi come conducenti della milizia mobile d'artiglieria. Invece clunque di creare uno squadrone fillizio nei nostri reggimenti cli cavall eria, noi possiamo accrescere in tempo di pace la forza clegli squadroni destinali acl entrare in campagna cli tanto quanto . sono i non rnlori che devono necessariamente escludersi nel~aLLo

E L'ORGAN IZ ZAZIONE DELLA NOSTRA CAVALLERIA

<lolla mol,il itazione; fare cioè che gli ~quacll'Oni abbiano in pace quel tauto cli forza rea le che vogliamo ,1 bhiano in guerl'a. Con 1u1 esempio pratico SLLl pL'opugnato reggimento ,1 cinque str11 a.clroni ,si vcdriL che, per axere squadroni di guerl'a a I ?O caYa lli, cioè 1-80 per re<,o-imcnt.o in JJace se ne Lenl:!ono GOO; chhene si divida 1300 pel' Où ' ,i. e si élica che lo squadrone ha 1:.>0 carnlli in pace e ·120 in campagna; i :30 caYa lli in più rappresen(ano i 12 rhe formeranno i -plotoni guide, e i il8 cavalli. gionni d,1 lasçiar:;i al deposito. Tanto no1t si oLtcrrcbbe di piiL a.,enclo il 0° struadronc, ma si sconvolgcrehbel'o lutti gli squad,·oni. Col reggimento a sci squadroni, ogn uno di <Jltesti, ·volendolo sempre a 1.20 cantlli in guerra, clo\l'eb he ,u-ere in pace 11-,; cavalli , di cui ollo da destinarsi ai plotoni guicle e -17 i ca\alli giovani <la lasr- ial'si al drposilo. )la, si diri1, il bilancio non permette cli a, erc in pace una forza superiore a 130 ca mlii per squadrone, ciò vuol cl.ire che siffatti sqnadron i avranno in cnmpag1m solamente 106 carni! i, prrrhè ,(6 puledri li c1 vranno pur essi, e 8 guide bisognerit. forn irle egualmente. Xon pare, i sia clc1. scegliere troppo: o si lasr.i,rno gli squadL' Oili come sono cèl accontentarsi di averli a I 06 cavalli in guerra, o si aumentano nell'organico di pace; uno ì\quaclrone di p iù non moclifica. le condizioni elci bilancio, o se le modifirn ù solo per aggr-avarlo. I.J

Riopil ogai1clo pos:;iarn cos.ì l'onuularc (pianLo ci pare desiderabile moclificare nel nostro ordinmnento a proposilo elci le 1ruppc snpplet i, e e della cavall eria: 11° Assegnaec un solo reggim.ento cli c.nval Ieria a ciascun corpo d'armala, in modo da aver le Lruppe suppletive composle da un reggimento bersagl ieri, da du e sqLrndroni e da quattro batterie di ballnglia; 2° Formare sin dal tempo cli pace nna di, i~ione cli cavalle1·i,1 e dLrn brigate nutonome coi di cci reggimenLi non addeLli ai corpi d'a1111ata; 3° Creare sette hallerie a ca.rnllo da sei pezzi l'una per assegnarle alla unitiLdi guerro. così formate; /r. 0 Lasciar l'organismo interno dei reggimenti di cavalleria come si trova atlualmcnle, sah'o a portare la forza degli squadroni


LE TRUP!'E S L"PPLl::Tl\·E ECC.

ahne1w a J ',.:i caHtlli ~ul piede di pnce l)er ,n-erl i a 1120 in guern1. · Con ,.;ifl'atle dispn:,izion i ci ;;mn !,ra che il n()sfro ordinamento r iusi:ircl.il,e mrl!l iù ri:;1)onden1e ai h.isogni di guerra e 1a moliilitazione :, i r lfel !Herc~be più fac illnen1'e, senza :-;co:;se e senza pertur bazioni.

G-LI ASSEDI D'ANCONA NEL 1. 799, NE L

)]01u,;;,o l;-E,.\ Al\ 0

:1.849 E

NEL 1.SGO (i)

l<'ERDJK.\t'IJ}O

Cop irnno 1/i. Stuto .'Uaygiote.

Assedio del 1860 (2)

Kel seLtemLn·e <le[ 1860, mentre i volnnl,:u·i di. Gai.·ilJtddi lthera.vano l'll,1lia. meridionale dalla dom.inazione del Bol'hone, ri cnccianclone l'esercito dietro il Vollurno, l'esercito regolare italiano entrar .1 nell.' Umhrirt e nelle i\farcli e colla. missione d'aff,·,mcare queste pl'Ovincie dal giogo del go,-erno papali} e quindi marciare r e1·.,o le provincie 1wpo!eurne ,t compierr.i I'openLcosi he11e ini,.,iata 'd,1i. rn-

lòntar i garibaldini . Colla pre~,1, di Perllgia., di Spo leto, di l'e,-aro e di, Fano , e colla, lmttagfot di Castel tidardo, l'e:;el'òto itn liano, in otto giorni, ,n-ern di,-pc1·;;c o fa tte prigtoniere quasi tutLt1 le sr:hicrc di mercenari d'ogni nazione dcli.e qual i si cornponent l'e,,el'òto pontificio e a\·eva ricacci.al.e le l'imanenti, ii1sieme col generale Lamoric.:ière lol'O com:111.d.,ml.e, ·dentro le munt d.' Ancona, dove non ta,·daY,t a "lringerle d',t;;scdio e obliligarle al la ·re:-a. · Le fortificai ioni de!la pia.zza él'Ancon,t sia. dal la.to di mare, sia. rlal lato di. tel'J'a, non erano sta.te, dopo il I8Hl, a.11u1.entate e rnigli.orate in guisn da modifìcame considerevol.meute il valore difensivo . Le di.fese del rvonte a mare t:onsisteqno nd!e oprrc seguenti:

-----·

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(l ) Vedi ltiviita mi!itMe, dispense <li ma,-zo e aprile. (,t) l O La campagna di gncrra ncll' ti mb1·ia e nelle (lltvista 1nWta1·e de l 1SG\).

Yin-che - :Ya1·1·a.::ione mtlUm·e

2° Rappol't div généi'a-l de r:amo1·tciè1'e s;o· !es opéra-ttons de l'a1·mée pontificale contrc !'lnvasioit piéniontaise da-ns les JTa,·ches et l' Om&ric - Paris, ISGO. 0 :~ Opera::ioni dell'a,·tigtieria ne'gti asse1tì di Gaeta e Messina (e ,!ncona.) neglt anni

•

.1860

e 1sc,, . - Torino 1861. .

4° Il genio nella camipagna d'Jncona e del.la nassa llalla nei 1860 e ·1861. -Torino, ISO-!.'


GLI ASSED I D'ANCONA

286

,1° La batteria del J,azzaretto (3 pezzi); 2° La balleria della Lmterna ( I.? pezzi, dei qw1l i 9 in casamatla e 3 in barbetta); 3° Il bastione cli S. Lucia (3 pezzi); fi. 11 bastione S. Agostino (,1 pezzo); 5° La balleria della Sanitil (2 pezzi); / 6° La hatlcria di Ì\I. )!arano (t pezzi) . Avevano inol1re azione indiretta o sull 'imùoccn 1m·a elci porto t1. sulla r"ctda ·alwne delle arLiglieri~ élella cit1 adella, (lei Cappuccin i e del Gardetto . L'ingresso elci porto ern sbarrato cla una gros,:a enlena tesa fra i'capi dei due moli e sorretta. da due pontoni co1n-erLiti in hatleric galleggian ti e da cpwttro palanclre ancorate ed armale di un pezzo ciascuna . Le difese del fronte di LeITa erano slale aumçnlalo del!e tre lunette cli .M. Pelago, di )I. Pul ito e dell o Scrima e dell'opern permnnen.Le cli S. Stefano. La lnnetta di S. Stefa110, in seguito alla hella parte nrnta nella difesa clel ·18H), éra slata convertila in opera permanente, con !;Carpe ri'"'e:-Lite. chiu~a alla gola da more a fer itoie e difesa da un riclolto che al lernpo sle:-so ser;-iva dn rapooi ern alla gola; i suo i. fi nn.chi casrrmn l:ta,l.i incroeia,vano i foo chi da una parte col Gardetto, dall'allrn col campo Lrinccralo ( I) . Le lunette di ?II. Pelago e '.'li. Pulito, di:;lanti rispeltirnmente 2000 e ,1200 metri dalla cintri, erano fel icemente sii.nate per difenclcre l'imporlanLe contra/Torte .fra la costiera e hl ,alle di Mia11 0, ma per profilo e per svi I11ppo erano affo.tto insul'fieicnli all'importanz,t delle posi1.ioni a cui difesa erano :-tate erC'llc: imperocchè. constavano di un sempl ice parapetto in terrn, a debole profilo, sen1.a difese alla gola e senm rico,-eri; la prima ora annata C'Otl r, cnn~oni, la !-econcla con :3. La lunetta dello Scrima, a •1300 111 dalla cillnclella, sia per profilo. sin per po:;izione, trorarnsi incondi1.ion i ancora peggior.i delle clt1 c precedenli , essendo opern campale cleholissirmt e in:;ustcnibile perchè dominn la da molli punti vicini . Qu este opere aranzate non poterano poi gio, are gran fallo alla difesa della piazza, inquantorhè per la loro di~tanza dalla cinta, e per la, deho lez1.n. del pre!;idio, non pote;-ano e:;:;c rc occupate con for1.e numerose senza gra\'C pregiudiz io della tlifosa principnl~. (Il r.o !un;;;; di S Stefano non era ancora ultimat.i al principio dell' .issedio (1. r~

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ope1·a:ioni dell'arll9lie1·ia ecc. dianzi citato)

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1791),

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1849

E NE L

1860

287

<< Alle fortificazioni della cinl~ mancava pressochè dappertutto la <' strada coperta od esiste,·a in i:;tato insen ibile. « Gli spalti e tuua la zona estema erano tntta,ia coperti e intri<c caLissimi cla giardini, da siep i, da vigne ccl aneli e da case che cc non si ebbe il tempo di abbattere. << La piazza era armala di I:H pezzi di cannone (dei quali 30 cc ;-erso la marina) e di questi, I t erano pezzi da campo : numero « per ,ero insufficiente anche per un sempli ce armamen10, r elati vacc mente al circu ito difensivo della piazza e delle sne opere cli:itaccc cate , Di queste ar·t iglieric, cli forma e pro,enienze quasi tutte di« verse, epperc io di malage, ole ::ervizio sian te la moltiplicità dei « cal ibri, "8 appena erano da. 3G, le altre inferiori tutte a questo, « calibro, e ni una riga ta. « La piazza era male '"'ettorngliata, e le pronigioni che, al s1w cc arriro, il generale Lamoricii·re cercò cl'a.cci'escere con requi~i<< zioni nel contado, non potevano bastare che per pochi giorni , a cc meno che, affine di :;famarc il presidio, ::; i affamasse la citlacli« nanza derubandola cl' ogni sua annomt che giil. ben scarsegcc giava » (,1) , La guarnigione si componeva di circa 7/i,OO uomin i (fra i qual i 3 generali e 348 urlìciali superiori e inferiori) delle cliYerse armì e non conlarn se non 450 saldali d'artiglieria, e 20 del genio (2); (l) La campagna dt (JIIC?·ra nell' U,nbi·ta e nelle 11/ai·o/11!, -

Capo XX IX. (2) La gunrn igione com ponevasi dei corpi e distaccame nti seguenti:

1° rcugimenlo di linea (indigeno) . . . . . . . . , 1°. 3 e 4° battaglione bersaglieri (aus triaci e ba,·aresi) . 5' battnglionc bersa~lieri (austriaci o bararesi) (') . . , Una metà del banuglione s, Patrizio (il'la ndesi) l)n b11 ttngliono misto Una çompagn ia di i;:cndarmeria mobilo a piedi Un distacca mento di gendarmeria n cnvallo . , lllezzo squ~drone di cavalleggeri (""i , . . . . Due haucr1e (7" o IO"') e frazioni d'altre batterio Un d,staccamento di operai del ge nio, . , , . Totale,

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(') Era in formaziono e contarn appeno 4 deboli compagnie. ('") Composto d i duo compagnie e del deposito .:lei 1• reggimento straniero e del distaccament o scampato n Castcl fidardo o ,·e nuto in Ancona col generalo Lamoriciòre, (" ..) Scorta del generalo Lamoricière da Castellìdardo nd Ancona.


·288

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GLI ASSEDI D'ANCONA

forza insufGciente per èlifendere ùna piazia., il cui sviluppo si estende a rr~ssochè 7000 metri, contro forze terrestri quadruple forn ite 'di potenti rnezzi d'atl:a.cco e sussidiate da \rnti poderosa squadra navale. Inoltre, sia per le sconfi.tte precedentemente toccate, sia per la loro composizione eterogenea, le troppe della {lifèsa non erano per certo determinate a far quella resistenrn che lo slalo delh piazza, malgrado le- sfavorevo}i condizioni dianzi ac-cennale, avrebbe tutta.vi.a comportaLo . Già prima che incominciasse l'assedio, in alcuni coi:pi si. manifes tarono segni. d' indi.sciplina; una parte degli ufficiali stessi partecipava, come confessò il generale Lamoricière nel suo rapporto, ai rumori dei soldati. Disposto Lultavia a resistere finchè !ti resa fosse acldi venuta una necessità compatibile coi principii dell'onore rn ii itare, il generale Lamori<;ière appena giunto nella piazzà (I) dava le disposizioni per l:J. ,difesa e distribuiva i coma.ndi nel modo seguenLe : al general De Courten aflì.d1wa il comando della cinla, del Lazznretto e della iunetta clello Scrima; al generale Ka1nler quello dei fort i esterni e· delle lunette di)'{. Pelago e M. Puli.Lo; al colonnello Gudenhoven · il comando clella piazza . Due balLag1Ìoni di bersaglieri fui·ono destinati ad :Occupare alternativamente il GaùleLto e le open1 di M. Pelago e )I. Puli to ; du.e compagnie per turno fltrono comandate alla difesa clell.tt lunetta di. S. Stefano ccl lina compagnia alla. difesa, della lunetta. dell o Scrima. Dieci compagnie presi diarono il campo l;l'incera.r.o e chi.e la cilla.della. Alle truppe rìmanenLi venne affidata la difesa della cinlrt; la gendarmeria, e i ca·vallcggeri, -sotto gli ordini del colonnello Zambelli ,· formarono la. riservo, alla quale si cloveva poi aggiungere il ba.ttaglione bersaglieri desti.nato alla clifern della lunetta cli ~1. Pelago e l\I. · l)ulito, to:;tochè queste opere fos:;ero abbandonate. Le fo rze clell'assecliante ammontavano a 28, 000 uomini, ripaniti (lj li generale Lamoricière, scampa to con piccola scorta alla sconfitta cli Castelfidardo, -0ra riuscito ad entrare in Ancona la sera stessa della ba ttaglia, dopo aver- sacrifìcata una parte de.Ha scorta· stessa.

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'18!~9

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'1860

in due corpi d'armata ( I), con un parco d'assedio cli 21: bocche da fuoco una buonR parte delle quali rigate (2). (1) o,.dine di balta.glia del. coi·po d'assedio

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Coma ndante in capo - luogotenente generale Fanti. rv r:oi·po d'Anna.l a - luogotenente generale Ci<ildini. 3, . .· · nrigata Regina (9° e 10° regg. fa nteria) 4. "(1iv_is,one . > Sa\'ona (15° e 16° • · " J {ma, 9 g ,0 1 ~~nei. i;o c 7• battaglione bers~gli eri. . . . I i Ila-mai ina) Truppe arcessorie (artiglièri a e gAniol . ~:,. . . . in,·igaLa Como 123° e 2,1• regg. fan teria\ , ~·v1s1one » BerNamò 1250 e ~Go ,, )'.

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(maggw r g~ner l l o e 120 1fa ttagli'onn bersaglieri . . . Leot.al'di) Truppe accessorie (artiglieria e genio) . . " d' .· . l Brigata Pis 1,oia (35° e 35° regg. fonteri") . 13 . . ms,on.e ,. Parma (4\Jo e 50' ;> )• (m,i~gior. gener. ~~o e 20° ba Ltaglione bersagliel'i . . . . cado, na) 'l'l'u ppe accessol'ie (>U' tiglieria e ger.ìo) . .

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:i 3'! 1 Brigata di cavall.)Regg,men to Ja1:cie1·, di Novara. . . . . . . • 4 " • (rrwgg,01· gcner. . eh Milano . . . . . . . » 4 »• • • G?·if'{!ni) . 1 , » • Vittorio Em anuele. »· 4 » • y• Corpo d'a1·mata - !uogo 1,e nente generale ))ella llocca. . P . .. . e (Brigata granatieri di Sa,·degna (1° e 2° l'egg. granatieri). 8 .,, 1 11

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(m,•ggiol' g<1~er. j 1.10 e 16• b" ttaglione bersaglieri' . . . . . . . ' . · '. 2 • " • De Sonna- ) ~Trn ppe nccessorie (,ll't.iglicl'i:J. e genio) . . . . . . . ,, ,, 2 l . . . ( .Bl'igata Bologna. (3!Y1 e ·:10° r~gg. fanteria) D1Y1S. d i 1·1se1·va\~3o e 25-0 ba ttaglione bers:-1glrer1 ,r·; (.. ) . {maggio1· gener .( Roggi.mento Niz,;a c;;1va11er1a t·) . : · .

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Po.r eo ((arti glieria e del genio.' ,.::. _: _: Totale. . . . . . . . . 72 14 14!0

(') li 30 reggimento g!·anatie,·i, il o0 battaglione bersagli~t·i, due sq uadroni del l'eggimento Nizza cavalleria e una battel'ia erano distaccati nell'Umbr:a sotto gli ordini del n1aggiol' gener ale Ill'ignone. (" ) li 2l 0 ba ttaglione bersaglieri era s ta to inviat.o nell' Ascolano.

(. ..) Tn colonna mobile nelle Marche. (''"') Tre compagme cl'artiglicria da piazza e una compagnia del genio. (2) Il pa rco d'assedio imbarcato a Genova sull a Do·ra. e sul Ta ,uwo, si componeva di ,4 cannon i da '10 F. riga ti, (IG cen t.) 4 cannoni da 16 ll. riga ti da ca mpagna , (12 cen t.) 2 cannoni da 16 n. rigati da muro, (l'.l cent.J 8 obici da ccnt. 22 F. 2 mol'ta i (la cen t. 22 F. ,1 ,norta i da cent. 15 Il. Erano addette al parco d'assedio 3 compagnie ù'a1·tiglieria da piazza e on distaccamento di maestranza. Le com pagnie del genio che· presero parte all' assedio furono sei, delle qual i cinque addette alle divisioni ed nna adde_ti.a al parco del lV0 corpo.


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NEL

GLI ASSEDI D'ANCONA

La squadra, sotto gli ordini del contrammiraglio Persano, noverava sei bnsLimenti a ,apore ed uno a vela, oltre quattro legni da trasporto ( I). La squadra, fin dal giorno 117 settembre, era comparsa ébwanti Ancona e, fotta h ricognizione del fron te a mare, era andata ad ancora.r~i nelle acque di Sinigaglia. L'indomani, a seconda dei concerti l)resi fra il generale Cia.ldini e il contrammiraglio .Persano, ria))pariva davanti la piazza, ))er contenerv i la guarnigione, mentre il co11Jo di Cialdin i sconfiggeva l'esercito di Lamoricière a Castelfidardo . Le baLLerie da costa., e, prima di tutte, (![Lella della Lanteljna, le apri vano con lro un fuoco vivissimo al quale essa rispondeva con tale vigore e Lale successo da causare loro gravi danni, specialmente alla batteria di !W. iVIarano (che ebbe t.re pezzi smontati) e al GardeLto . Nei giorni seguenti continurrva il canno.negg·iamenlo, ma. moderatamente, contro le difese marittirn.e della piazza, impiegando i pezzi rigati; ciò che permelt.eva alle navi di tenersi a 3000 111 dalla piazza e perciò fuori del (.jro delle artiglierie di questa. Il giorno 23 il generale Fanti. riconosceva la piazza dal lato di mare, concertava le operazioni della squadra e, determinata la scelta del fron te d'attacco, ordim1n lo sbarco del pa.rco d'assedio nel })Orto di umana. Ecco quali ragioni consigliarono la scel ta del fronte · d'attacco: << Dalla parte cli terra -a punto piu irnportan te della piazza d' An« cona. e quello di cui l'assediante deve fare il suo obb iet.Livo , è senw « dubbio la ciLta.clclla, il di cui possesso dù. quello dell'intera città; << ma per un asseclio comb ina.Lo per terra. e per ma.re questa. impor(i) La squadra navale, si compooern delle navi seguenti: For;-c della. nio.ccl;in(t cavalli

Fregata a elice - Mal'ia Adela ide. . . . . 600 ,. » · - Yittol'io Emanuele . 500 > » - Ca rlo Alhet·to . . ,(00 a ruote - Governolo . 15() > » - Costituziooo . 400 Corve tta " - Ma lfatano . 200 Fregata a Yela - S. Mic hele . . Trasr,orto a clice - Dora . . . !HO > .., - Tanaro . . 200 > • Conto Cavou r . 300 Trasporto a Yela - Azzardoso Totale. .

32

na,·e ammiraglia

51 51 12

10 4

42 2 jdcstin ati a t,·aportare 2 il par.co ct·assed io. 2 / pel trasporto del car" I bo ne e dei vi veri. 208

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1799,

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« ta.nza si trasferisce ovviamente sul G-ardetto, all'atta.eco del quale « panno efficacement:e con~orrere e le Lruppe di terra e, con tiri cli << Tovescio, hi squadra. Da questo forLe si comanda e si po.ò batter~ « con pronto successo le rimu.nent.i difese della piazza. OJLre a ciò, « la. presa del Gardetto presenta all'assediante hen minori élifficoWt « per giacitura e fort\ficazioni che non la. ciU,adeJl a, fri quale a.Jfor-' << zata del suo camp~·;t;Ì·incerato, ricltiecle approcci regolari . « Queste considerazioni indussero il generale Fanti a prcsce« gliere .il Gardetl.o quale obbieLtivo principale, cni dovevano diri<< gersi i. principali attacchi combinati per terra. e per mare . • << A raggiungere questo obhieLlifo, importa.va anzitutto d'impncc dronirsi delle posizioni fortificate di M. Pelago e IVI. Pulii.o, o-re « impiantar le nostre batterie per battere la lunetta cli S. SLefo,no « e il G:1rclett.o e facilitarne così l'assalto. Import.ani altresi, per la « c.elere riuscila delle operazioni, di di,·ergere l'attenzione e le forze << dell'assediato dalla nostra. destra con un falso attacco ben pro<< :nunziato sulla. nostra. sinistra, mentre la squadra si occuperebbe << a distruggere lf} basse batterie del molo e della rn:arina, o nel' esse << non ci molestassero negli alLacch i cli terrn . << Ji'anti ordinava impertanto che si concentrasse I.osto umi gra.nde « C[U(l11Citt1 di fuochi d'artiglieria sulla cittadella e sul campo trin<< cerato e che si prenélessero di vin~ forza la lunetta di M. Scrima << e il Lazzaretto )) (11). Conformemente a questo pia.no, il generitle Fan Li assegna.rn al 5° · corpo l'attacco di destra, cioè quell o contro M. Pelago , M. Pulì Lo e il fronte st1d-ovest della cinta, e al 4° corpo quello éli sinistra.. Ordinava pertanto che, al mattino del 24-, i due corpi, per mezzo d'una marciagenerale in a rnnti, compiessero l'investimento in parte iniziato sin dal giorno 20. Alla sera del giorno stesso, essi occupavano le seguenti posizioni: Il 5° corpo, tra 1tI. A.ciito e JJ[. d'Ago; la. divisione di risena. tra M. Acuto e 1''1. Balclino (meno un reggim.ento, il 40°, il quale trovavasi a Umana per proteggere lo sbarco del pnrco d'assedio); de!fa 1" divisione, una. parLe alle Tavernelle, sulla destra della str(lda chi Camerano ad Ancona, l'altm in riserva a Varano. 1

(1) La. Ca,inpagna. di yuei·ra. neU' umvi-ia e nelle .Ua.1·che. Capo XlX.


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GLI ASSEDI D'ANCONA

Il 4° corpo, tra. J{. cl'Ago e la f<{mdci di Sinigaglia; la. •7a diYision·e occupava, colla brigata Como, Torre d.' Ago, colla brigat,t Bergamo, il Pedocc!tio; la 1:1" di r i:;; ione colla. JJi·igala Pisto.ia sul Montagnolo e colla brigata Parm.a tra il :Posatore e la strada di. Sinigaglia.; della 4" divisione, l[t hr igata Regina. a S. Silvestro in r iscera alla 7"- divisione, e la JJrignt,1. Srtvona alla Maélornm del Carmine in riserva ~dl,1. ·I 3a divi,;ione. Della briga ta, di cavalleria, un reggimento in Vallelunga e due in val d' Esino, trii. ChiaraYal.ìc e il mare. Il quartier generale principale si stabiliva alla Favorita. Nel. pomeriggio del giomo :;t.e:;so, le batterie da campagna apriva.no il fuo co contro la pia.zza, con due pezzi riga Lipostati su .\I . .Buldino e llirel.li cnqlro I.i luneW1. di M. Pelago e con ,J2 pezzi rig[ll.t postati sul ìllonlagnolo e diretti cont;·o fa cittadella. La. squadra avcYa pro lelt.i i mOYimenti delle Lrnppc di terra can11oriegg1amlo, coi su oi grossi pCZ,Zi r igati, il t}ardct.to e l\I. Pe!ngo; aHa sera, sette barcacce armate , rimorchiate dal Jlfon:ainbano, si avvicinavano all'entrata del porto, poncano in. grande alfarm e Jr1, . piazza, ma erano costrette a ritirarsi dal fuoeo vio!en to tielle batterie cfa costa . Nella. sera :;tes:;r1, il 22° l,t1.tlaglione hersagli.eri occupava ht tu.netta élello Scrima abbandonata dai pontitìci i; nel la notte una compagnia del. genio apri ni un pa:;saggio al sagliente clell' opera e ne chiudeva la gola trasformandola in ba.Ucria per 6 cannoni. da 116, i quali nli'inètornani aprivano il fuo co ; un'altra hat(eria per G obici (b l 5 e destinata a balLere specialmente il Lazzaretto, veniva costrul:ta sulla sinistm dclhi, pr~ceclente. Il giorno :25, essendo ultima.I.o lo sbarco del parco d'assedio, iI -i 0° reggimento raggiunge,,a la sua divisione a }f . Baldino. I! generale Fm1ti. ordinava al 5° corpo di occupare le a.lt.ure presso l'Alt,tvilltt affine di prepa.rare l'attacco di M. Pelago. Le truppe dclhl divisione di riserva si avanz,rvano JJerciò ad occupare le po~izioni fra .I' Alta·vill:t e Casa ·Trinchel.li, spingenclo gli. avamposti sino a Piè é~lla Croce, tenuht dai post.i arnnzati del difensore; la P divisione si scliierarn in second,1, linea . A facilitare l'a.ttncco clell,L luneLl:,L di ;\I'. Pelago venirn tosi.o inLrapresa hi costruzione di due batterie, una. presso il casino AH.a.v illa. e che venne armata con 6 cannoni da 16 lisci e con 4 obic:i da ,J i>, delle batterie del 5° co1·po , l'altnt un po' indietro e a sinistra. dell.a prima, annata con 2 cminoni da ,1G 1

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r igati, fornit i dal parco d'asse!lio. i'\cl pomeriggio le due batlerie ap1·irono· il fuoco contro la luneua, la crualc r ispose ossn i vi n:menle, sebbene fosse molestatn, ollrechè dalle dne ba tterie, anche dai l iri di ,ilcun i legni cl ella sq nadra . Il mn.Uino del 26, le truppe deìla divisione di t i:;etTa, J9Cr proteggere la costru?.ioni tl' nùa terza bal lerirL presso .l'.\ l to villa, attaccavano il casale di Piè della Crnee, ne scacciavano gli avamposti nemici e eo llocuYuno i propri poco lungi dagli spn lìi della lunetta . Verso le 9 ia guarnigione fr;,ccra una sortita, tentando ·di riprcndcn· il vil laggio, m:i le due compagHie della brigata Bologna che si 1rovan1110 ugli ayumposti la resp ingernno, inseguendola fin sugl i spall i di ) f. Pelago. Il comandante della dirisione di riserrn, sco rgendo il disonline del nem ico, ordinaYH ra~salto dell'opera e hen to~to i cru.atl.ro Jialtaglioni della briga la Bologna e il 23° e il .2.o" lh ttag:lione ber:mglieri 1nn<n-enn0 risolutmneute all' assalto, s' irnpadroniYano di i\'I . Pelago e, inseguendo i dil'ensor.i dell'opera che fuggivano Yerso la piazza, prosegnivano Yerso la lunetta di M. Pulito che veniv:.i. essa pure abbandonala e occ n.pata dai 1mtt.agl ioui vincitori. A.vcvu prest.ato efficace concorso a !Jl.iest'attaeco I' -H baLtaglioue bersaglieri, il quale, dall'Osteria delle Ta:vernelle, pas,;ando diet ro i1I. Marino, si era avanzalo inosserrnto l'ra M. :Pelago e JL Pulito. Le Iruppe del 5° corpo occuprmrno fortemente le posiz ioni conquislaLc e due compagnie llel genio intrapnmélevuno tosto . i lavori occorrenti per coprire le truppe dalle offese della JJiazza e per port'e in hatteri,1 su '.)1 . Pelago i due cannoni da ,J6 r igati po:;tati pt·ecedenlemenLe all'Altav illa e che la sera stessa ::iprivano il 1:uoco contro il campo trincerato. Frattanlo anche sul fronte cl'atlacco di sinistra si compi.era ala.:. c~1·ernente la costruzione clelle ba tl.erie sullo Scrima, cd al mattino' del 26 aprii-ano il fooeo: , 1 1~ carmon ! da 1G J i_:;ci . ) cou tro la ciUadella e il campo trin6 cannoni da 8 ngat.1 ~ cerato; 6 obici da ,1~) con tro il lazzarelto, e lo nrnntencrnno vi,~i:ssimo tutta. lct giornaLn, malgraclo che il difensore loro ric;pondessr. calorosam(:\ntc. Questo c.annoneggiamento preparaya l'occupazione rli Borgo l'io, !a cpwlP, mentre le truppe del i.>" corpo si irnpadroO

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GLI ASSEDI D'ANCONA

nivano delle luneue di l'\f. Peìago e NI. Pulito, compievasi dal -;0 battaglione bersaglieri che risolutamente si slanciav,1 nelle case del borgo, e cacciaLi i post.i avanzati nemici, lo occupava provvedendo alle prime difese. Verso sera, dite altri battaglioni di Lersaglieri andavano a raffon:are il 7°. In tal modo alla sera del 26 il difensore era ricacciai.o denlro Ia. cinta, non conservando fuori cli cruesta se non le due opere avanz,tte del G-ardetto e di S-. Stefano. Il giorno 21 essendo compit1to l'arrivo del parco d'assedio, il generale Fanti, allo scopo : << 11° Di paralizzare la lunelta di S. Stefano, di cni ht faccia « sinisLra aveva azione sul. front.e d'attacco; « 2° di im.padronirsi di M. Garcletto, per procedere poi al« l'attacco dei Capucci ni >> (I). Ordinava la costruzione delle se,guen ti batteri e, a) Due batteri.e presso Casa Moroni , a cavallo della strada <l i S. :Margherita, da armarsi con 6 cannoni da ·I6 rigati, per in (ilare il Garcletto; b) Una batteria per 3 cannoni da .f.0 rigati su llo spallo della luneua di )I. Pelago, per battere il GardetLo, j Cappuccini e la lunetta di S. Stefano ; · e) Urnt batteria per 8 ohici da. 22 SLtlla destra della lunetta cli. M. PLùil.o per Lattere il C,anletto; cl) Una balLeria per 4 mortai da ,r 5 nel fosso della lunetta di )f. l)uliLo per battere S. Stefano; e) Una haLteria per 2 mortai da 22 cent. sulla sinistra di M. Pulito per battere S. Stefano; {) Una, liatteria per ,J cannone da 40 su M. Baldino, presso la Casetla del Castellano, per battere il campo trincerato. Quattro compagnie del genio e tre compagnie d'artiglieria lavorarono alacremente attomo a. (fueste batterie, il i guisachè~1Jla sera del 28 tutte erano pronte ad aprire il fuoco . Gli avamposti furono ravvicinati alla cinta, ricacciando dentro qnesla i posti esterni de.l d.ifensore, affine di coprire, dalle sorprese i lavoratori .a.lle batterie. (l) Operazi oni dell'1wtiglie1·ia negli a$sed·i, ecc., .già citata·.

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La sera, del 27 il 6° lntttagl ione l)ersaglieri, con un colpo cli mano arditissimo, si impadroniva del LazzaretLo e vi si :manteneva malgraclo il fuoco vivissimo ttperto contro e~so dalle mura e specinlmente da alcuni pezzi da campagna stabil iti presso Porta Capodimonte. Contemporaneamente ven iva intrapresa, sullo slradone di Borgo Pio, a 500 metri dalle nrnra, la costruz.ione d'una batteria in ga.bbioni e.sacchi di terra; al maLLino essa apriva il ftwco con tre pezzi, ma lo cessava ben tosto, sia per aspettare a riprenderlo, a norma degli ordini del generale Fanti, quando s11Ha destra si prommciasse l'attacco del Gardetto, sia perchè si decise di ampi iarla e consolidarla,. Vi si lttvorò il giorno .28 per prolungarlrt rerso il mare in guisa da ricevere 4 cannoni da iJ 6, .2 obici. da iJ i:i e 2 cannon i da 40 sbarcati dalla sc1uadra. Kella stessa notte, il contrammiraglio Persano, colie barcacce della squadra, tentava con ardito colpo di mano di tagliare la grossa catena che sbarrava l'entrata del porto, ma non riusciv,t a svell ere i forti ritegni che la fissavano sott'acqua e dovel.te desistere dall'impresa. faJ. piazza avern soJTerto gravi da.uni dal cannoneggiamento dei giorni preceden ti e s~cialmente da quello del 26; a ripararli si Javorò indefessamente il gioi'no 27 e 28. i\ia la gu.amigione, in segu ito alla perdila cli M. Pelago e di M. ])uliLo e del Lazzaretto, era scoraggiata a segno tale da.non potersene più ripromettere un'energica. difesa; l'artiglieria, in special modo, sentiv~t la propria inferiori Lit a fronte dell'avversaria meglio istrntta. e fornita di bocche da fuoco più potenti. Il giorno 28, essendo crtrnsi ultimata la oostru.zione e l'armamento delle batterie, il generale Fanti ordina.va che nel pomeriggio del giorno stesso si aprisse il fooco da tutte le batterie e dalla sqLtadra, e precisamente dall e batterie del fronte cli destra contro il Gardetto e S. Stefano, da quelle del fronte di sinistra contro Porta Pia, dalla squadra contro le batterie della. Lanterna, e del molo per impedire che queste molestassero l'attacco progettalo contro Porta Pia; Scosse le difese della piazza, egli si proponevtt di assaltarla con due colonne, una del 5° corpo che doveva attaccare le.porte r,alamo e Farina, l'altra del 4° corpo contro Porta Pia (,1). {l) Si voleva pure assalire con una colonna il Gardetto, ma vi si rinunziò essendo poco


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Verso le <lne pomeridiane, la squadra avvi cinaLasi a J>n on tiro all a batlc1·i,1 della. L1.nLcrna, pre11dcr:1. a fu lmi1rn.da. ed in IJ1·eve ridL1CeYa al silenzio i pezzi clel piano in barbella. ma quelli in rnsamu.lla scgu ilavano a rispondere con mol la vivacità e giustezza; qoando yer~o le 4. l.t frega.La il ViUo·l'io Emcmiiele con ,1rdilissi1m manoYra si porla rn a llleno di l 00 mclri dalla balleria e le lunciava con 11·0 un' inlcra bordala; una granala penelnna nell'interno della J.rnlLeria, appiccarn fu.oro alle muuiz ioni e la fa ceva sallarc in aria. 1)er e!Tell.o di Ltile scoppio la. catcnn che slmrrnva l'enlrnl.a d.cl porto, essendo stati nffondali dai tiri delle nayi i ponton i èhe la sorrcggcynno e rorinata l'eslrcmità · elci molo cui ern li~sata, spari,a; la baller ia dclht Sanilii pre;;it cl'in!ilnta e di rovescio, ,enira. nlibandonata: a tli fesn del fronlc :i mare non restavano che i quattro pezzi delle bnllcric di S. Agostino e cli S. Lucia e le debolissime mura ond 'è cinlo il porto. E pertanto, all e 4 ¼, il genera le Lamoricière focern inalhemre la bandiera bianca e mantlav:1 un parlnmcnl.ario a bordo del legno ammiraglio. Ma il conlrarnmiragli o rispondeva non aYer egli facolfa cli tmltare o perciò essere mestieri si riYolge.;;;e al conrnndanle in capo dell<' 1rnppe . .\'la, nudg1·ndo che cfa più ore sui for i.i clcll,L piazza fosse slala inalberata la bandiera bianca, no:;sun parlamentario si prcscntav,i al uenentlo Fanti; laonde quegli ordinarn che alle ·IO di sera :.i aprisse il fuoco éla tulle le batLerie ( 1), afTine di togliere ogm til"}

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tubanza, al nemico ccl accelerare la resa; che una colonna del w• corpo, fol' Le dì sci baltaglioni, nna sez;ioue d'artigl icria e lllla compagnia del genio, all'alba tentasse un ,igoro,;o colpo di mano conl1·0 le pori.e Calamo e Farina, e clic I.re bauaglioni della 1-3" divisione, falla sal Lal'e con u 11 pc Lardo la J>orla Pin, pcnetrn;:;scro i)O L' questa in cillà. La squacka fratlanlo s'ern ormegginla a I,jQ metri dalla bocca del porto ccl a,eva posi i a. I.erra i dislaccamenli da sbarco, i quali, occupata la porta clel molo, er:ino soliti a stabilirsi sul pianale clel duomo . Alle /4. anl. già. erano in morimento le colonne d'attacco e quella del 5° corpo anzi gii1 disponcvasi ad assaltare Porta Farina, quando il genera.le Lamoricière, esaurili lutli. gli espedienti coi <[Ll:tìi aveva fino allora temporeggiato, mandava pa1fa111enlari co i poteri necessari per trattare la resa; e pertanto yen iYa spedito ordine alle colonne d'attacco di a1Tes°L::1rsi, e più tardi alfe baltel'ic di cessare il fuoco. Nel pomeriggio veniva firmata la capilolazione e prima di nolle le truppe italiane onLrMano nella piazza.

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danneggiato lo scarpe dell'opera, il fosso guarnito d i palizzate o riuscendo pei·ciò assai difficile dargli la scatata. (La divisione (I! ,·!serva nella campagna dell'Um!J1·ia e delle ,lla1·che- R ivista mili/art del 186s) . (i) Le batterio pr onto ad aprire il fuoco , alla sera del 28 , crnno le seguenti : Sul f1·0 111e d'attacco dL dest.-a: a,) Ouo batterie presso Casa Moron i. !,) Una balleria a l I. Pelago

e) Tre batterio a l i. Pulito.

d ) Ila tleri,1 del C,Jmp3ccio .

G cannon i da 16 riga!i 3 da dO ,.

S obir.i da 22 cent. 4 mortai da 15 cent. 2 morlai da 22 cent. 1 cannone da 40 rigato.

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Stil fronte 1l'a ttacco di stnisl·ra ~ a) Ilatleria de!lo Scrima. . b) Batteria e) Balleria

ciel Posatore . del Borgo l' io .

8 cannoni da 16 lisci.

6 obici da 15 cent. 8 , i;ati.

S canuo11i ùn 4 cannoni eia 2 obici cln 15 2 cannoni da

16. cent. -10 rigati. A NNO

xxur, vo.

tr.

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LIBRI E PERIODICI

Le st,•,ule /'e1J•1J•tite 'H ell,, .1n·o'l•inci11 ,li 111,,ntovti e U,111,U1rof'c, considerate nell'interesse locale ed in quello

dello Stato, tanto economico che militare; ed appendice: il 11J'Oqetto

:61Cll<t C08b•u,::;i,t1He

tli

H'HOVC re1•1•tn;ie,

presentato al P arlamento nel novembre scorso anno. Mantova, Stab. Tip. eredi Segni, 1878. Autore di questo scr·itto ù il generalo G-1ANr, nno dei molti che dopo avere spesi gli anni tlclla gio,,entù e della virilitit per l'indipendenza italiana, anche se sortiti dalle file dell'esercito attivo continuano ad occnparsi con alacrità al benessere <lel paese. L'ordi11nmcnto (lcllc nostro l'errovio tocca ni più alti in teressi della nazione, come quello che dcrn coutemporaneamc11te soddisfare ai bisogui del commercio cd alle esigenze della difesa dello Stato. Il problema, por sò arduo, lo di vioue ancor più nel caso nostro, impcrocchè nella scelta e nel tracciato delle lince esic;tcnti, le ragioni strategiche non ebbero influ enza; anzi si potrebbe dire che c1uesto e quello ve11ncro per intiero suhonlinaLi agl i interessi locali o politici elci singoli Stati 01Hl'cra divisa l'Italia nostra . Tale condizione di cose rende desidPrato il consiglio di tutti gli uomini i qu~,li per studio cd esperienza posson cou tribuire a diradare la nebbia che ancor offusca l'importm1lc soggetto, o che idc~ attinte ::igli interessi locali cercano di maggiormcnLc condensargli attorno. • È debito quindi della critic~ di salut.1ro l'apparire di mio scritto che considerando la rruestion c dell'orclioarnento complessivo della nostra rote ferroviaria sotto il ùuplice aspetto degli interessi economici e militari dello Stato, espone il parere di un proYetto ingegnere e soldato, sul definitivo assestamento dolio nostre ferrovie. Il lavoro del genera le Giani acquista maggior interesse dal fo tLo che l'autore fu per molto tempo comandante territoriale del genio a

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LTO!U E PEnlODICJ

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Verona . La maggior partr. d1'i prog<' lti che si 1·ifcriscono allo sharrnmento elci passi alvini nella regione orientale, ·nlla sistemazione delle piazze costituenti il qnadrilatc1'0 e cl i 11ologna, si elahorurouo moutr'egli · teneva quell'nlto' posLo. Siffa tta cir'costa11 za gli dit grande competenza a giudicare rrnali lince meglio com-engano per aumentare .l a efficacia delle piazzo di Verona, PPschi<'ra, Lt'gnago e i\T.11110,a, d1t.hiarate dall'ora disciolta Commissione pcrmauc11 tù por In di f'csa dello Stato « ottimo perno di mrinorm 1Je1· la &ifesa dr/ Yenelo » . · )lautorn, che la ,;tcs::a Commis~ionr' ritene,n ridotto " ercntuale e natumle » di rru 11s1a Ya~ta e for tis;;i ma rcgio11('., gl i dicdr. i nntali. Quivi r.gl i principiò la · ,ua .izionc C:llmc ingrgnere ciYill', e fJ.Uivi chiuse la sua carric•ra come !-oldato, clop·o aH'n i occupnto il po:;to di comaudante il 1n·c$idio e la for t~zza. Diffìcilmcntc aclunqne altri meglio di lni potri, avr.ro le c.:og-nizioni loca li indispcusabili in (;.hi s'assumo di indicar la migl ior via pcrchè le liue<' ancor da costruirsi riescano di reale vantaggio alle proYincc ('(l allo Stato, pur ,;odtli,;facendo alle esigenze della di fesa del paese. Il lavo1·0 s'insp ira a quc:,;Li 1•rincipi i, eLl i tl'oncl1i proposti, sia nella pro,·incia di )fanto,a, sia nelle limitrofo, hanno per iscopo di fa,orirc la comunicaziouo diretta di c:;,n con l'Austria , la Germania ccnt.rale r la Svizzcr,1, verso non]; con la Lombardia ed il Pinrnonto, vo1'so ovest; con la Liguria, verso sutl-c~l; infi11ci con la parte peninsulare d'Italin, verso gucl . Gli interessi locali e gcnernli dello Stato sono, a sno avvi:,;o, picnnmenLc gL1.1rentiti dulie lince Dùscuzano ( Lonato)-Mantova; i\iantoYa-Lcgnago e continuazione fino a Chioggia per Esle e i\lonsclicc; SuzzaraParrna e continuazione fino n Ilorgotaro, ove si SJH'zzerebhe pr.r congiungere Genova e Spezia con Pn rma mediante i tronchi Ilorgo taro-Cumcglia- Chiavari e Borgotaro-Sarzaua; infine Suzznra- Fcrrarn, passauclo per Sermide ~ n onrlc~o. Quest'ultima pro~eguircbbe per Lngo, girando Bologna, e da Forii metterebbe ad Arezzo. L'at1toro combatte la Geuon-Piacenza, e la Li,rorno- Lucca-M.oclcna, passi quest'ultima per Pescia o per Diecirno. Gli argomenti addolli a sostegno delle lince Chiavari- Borgotaro o Borgota 1·0- Parma, le quali rgl i classifi ca fra le necessario, hasano su clati ricava Li tla i rispottivi progoLLi , che si confrontano con quol li studiali per le linee a...-...-crsatc. Tanto la GenoYa-Piacenza quanto la Gcnorn-Borgotaro-Parma (dice l'autore), tendono a mettere il nostro principale emporio commerciale, per il llrcnnero, in diretta comunicazione con ln Germania ccnlrnlc; ma la Geuova-Piacenza-Cremo.Qa-Veroua misura 26!~ chilometri, e la Ge-


300 LJBHI nova-Chiavari- Borgotaro-Parma-iVIantova- Verona %~ . Jt bcnsi vero· che questa ·richiede ,156. chilometri cli strada nuova, .e •Jnclla soli ,12.0; ma la Genova-Piacenza servirebbe unicamente al porto di Genon1, mentre la competitrice darebbe sf'ogo a due porti, cioè a quello di Genova e di Spezia, allaccia udo Sarzana coi~ Borgo taro por le valli della Vara, oppure della ~!agra. Alcuni, pt:coccupati dalla considerazione che la Parma- Spezia in una guerra contro la Francia cadrcbbù nelle mani del nemico tostochè il nostro esercito fosse costretto ad ahhandouarc la posizione di Piacenza ed a ripiegare sopra Boiogna, combattono questa linea, come pericolosa. Ma è pur d'u0po considerarn che essa giovereb])C alla difesa di Piacenza, e ne costituirebbe un elemento di resistenza, essendo linea di rifomimento alle spalle di una delle.posizioni organiche più importami nella difesa della valle padana. Essa gioverebbe pure alla difesa dell'arsenale, perchè in comunicazione diretta con l'Alta Italia, da doi-e potrebhesr mandare rinforzi alla Spcz.ia, senza pericolo di interruzione. Il generale Giani sostiene dunque essere la soluzione da lni vao·hcagiata nell' interesse generale dello Slalo vantaggiosa, militarmenfe l;~i necessaria. Più necessaria anche della Lucca-Modena, suppo·sto che si. volesse costruire un solo nuovo valico ferroviario attraverso gli Appennini? Ecco ciò che egli implicitamente ammette; ma che altri autori militari, quali il Pozzolini, il M:arselli, il ' Pullè ecc. contestano. La convi11zione. che la Lucca- Modena sia meno vantaggiosa della Spezia-Parma, trae origine 'dalla circostanza che il Giani ritiene la Pistoia-Boloo-na, linea militare, vale a dire atta al trasporto ·continuato di o•Yrande masie ·cli " truppa. Ora i calcoli fatti rlal Pozzolini dim.ostrano che .per portare da Pistoia a Bologna 60000 uomini occorrono 8 giorni, se le condizioni sono favorevoli, e ,12. se sfavot1evoli, nel <p1al ultimo caso conyenebbe meglio·mandare le truppe a tappe. Ed il deputato Marselli nella sua interrogazione sulla import1,1nza militare di alcune ferrovie, svolta nella tornata _del. 2.9 gennaio rl877, considerando lo stato attna·le della rete ferroviaria,· osseTvava come • l',unico nostro valico interno attraverso 1'Appem1i110 avesse cattive proprietà militari. « Si può c?lcolare (egli dice) che due corpi d'armata, quelli cli Firenze e di Roma, se dovessero esso.re trasporrati .semplicemente per questo valico forroviario, .senza cioè fare uso d-ell-c strade ord:inarie, avrebbero mestieri di un mese» (1). ·(1) Utti pai·la,nrentari, sessione del '1876..'i1, pog. 9<12.

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A questo giudizio clc~lle autorità ital iane fa riscontro quello del generale pr,ussiano Bronsart von Schcllend.orfT, il quale stabi!isce· che il nnrnero cl~gli assi debba da 100 ridursi a i-iO o liO per le pendenze superiori all'1i80, cd ancor pi(t qnanclo esse arrivano nel ,1;11.0 . In questo caso conviene spezzare i treni . « Ogni spezzamento cli treno riduce la potenza logis~ica della linea alla metil» ('I) . La linea della .Porret.ta, a 1°endo pcntlcazc del 25 °0 / 00 e più, e curve moito fort.i, nou può adunque dir~i linea mi litare. Nè l'impiego di locomoti ve più potenti cli rruclle per c~sa adottate dalla società dell'Alta Italia pnò riJ.are a questa linea il cont;estato camttcre di mili tare, come crede il generale Giaui. Auzichè ricorrere all'espediente ora ci Lato, i provvedimenti presi per i I passaggio della PorreLta, eia d1i esercita q,uella linea, S[liegano come di tanto iLi miuuisca la sua prodottivit,'.t nei grandi trasporti militari. Oltre all'ordinare lo spozzamento dei treu i, riducendo a 34.- il nnrnr~ro clùgli assi, la società non · ammette che nua velocith M ASSIMA di 25 chilom . all'orn per la traversata dell'Appcuuino nel punto di cui trattasi, mentre la spinge a 45 chilom . per ora nei movimenti militari, se i treni portano uomini e cavalli ed anche soli carri e cava ll i ~ulle linee che non superano il 112 °0 / 0 0 , ed a H5 chilom. nel caso primo accennato e 2.5 nel secondo, crunndo le pendenF~ raggiungono il 20 °0 /oo (Avvertasi che le veloci t!L ora indicate sono 111,assimi·, mai ~t.tuaLi in ptatica). Ecl anche l'intervallo fra due Lreni successivi, che sulle lince ordinarie può essere di ,15- minnti, su qnella Pistoia- Bologna è di 40 minuti. Abbiamo creduto uti le entrare in questi particolari, affine di dimostrare come. anche attribuendo alla linea Pistoin-Bologna una potenza logistica che in realti1 non possiede, essa non possa sostituir<~, nei trasporti militari, la Lucca- '.Y1oclena ovvero la Pontassieve-Imola . La vera ragione che induce il generale Giani a giudicare la linea <lella Porretta migliore di rrucllo che è, sta nel timore che costruendo la linea )Iodena, non abbiasi acl attuare la Spezia- Parma. D::t questo timore scn tuTisce fors' anchc la tenerezza che egli nutre per la Arezzo-Forlì, nel caso si avessero n eostrnire due JiJ10c attraverso gli Appennini . .Quest'ultima liuca clopo l'acquisto di Roma hn aumentato cl'importanza; nè si può non convenire con l'autore lflWntlo sostiene che le grandi lince cli strade ferra te debbono mirare nlla metropoli, e drn perciò non Firenze ma Roma, centro della nazione, sia da considernrsi punto carclinale cl'ogni nostro ordinamento (t) < Dei·

Dienst des Gener;lsta./Jes • volume 1, pag. 2~3.


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E PERIODICI

LIBRI

fcn o,·iario. Se poi si :,gginnge C"he Ja ,\rezzo-Forlì ha snlla Lnc:ca1.\fodrua il ,autaggio di cl1icdere minore 11nmero cli chilometri di nuoYe guide, c·ontaudonc quesl.n 166 e quella ·l~:J, r' di meglio ii.Crvin' il \'eueto nel suo comlllc·1Tio cou l'Italia t'P1ttrnlr r 111ericlio11alc, ,:pccialmcntc quando si costrui:;C"n la Lugo-F1'1Tara, Jwn :;i comprcucle come uell'iutertlssn economico dt' llo Stnto l:ì Arn1,zo-Forlì meri ti cl'c~S(T preferita :illa Lncca-:.'llodrna r Pontassi!', e-Imola. Ma soddisfa la Ji,wa Yagheggiala clall':mtore 11gualn11•11l<' beue agli inl<•rrssi mi li tari? l i st10 pnuto d'allac('iauwnto con l':irleria atlriutica dista 6:\. chilo,n. da Bologna; si sollrac quindi pc1· intino all'azionl' di questa pi:17.7.a, la q11alc è de~tiuata a difendere i ,alichi dell'Appennino a noni di 1\ucoun, cd offrn al iwinico il mezzo di ,1vanzarc sn,Romu , senza clic gli :iia HCccs:;ario di prima forrnrc qnrsto nostro haluardo. Ia F1·rrara-L11goforli-J\reao rom11cll<lo nello il norlo rii Bolorrnn din1i. ~ 11111.scn quind i IP prnprict;'\ difc11~ivc di CJU('sta posi:1.io11e ta 11 10 f,:n-ori 1:i dalla natura, e ('he, per il co11rn 11c cou:;cu~o di t11t1i gli uomini competenti , dey'cs~1·r,, la chiave delle conrnuicazioui rlic ~cuono all'ltnlia cc11traln e merid ionale ~nl w r:;:1ntc occithm tale degl i Ap[H'lllli11i. l\"'01 1 è egli aduuc1uc il caso di sagrifìtarle alrnu i lici rnntaggi clH' i1rcsc111a In .Arezzo- Forlì dal lato tlconomico, per non distrug~ere d::i noi quanto natura fece iu foyoro ,fol la di fesa rl ctl'.!1.,d ia pcni11s11larn? Kè ta!n dn111tosa · propriet:1 tHla Arczzo-Ih>rli sfu~uirn al pron:uo fortifìcatore · cpper('iìi amml'ttl'rn pol<'rsi il lraccia~~ parzialm,' utc modiftcarn 11ci senso di ayyici11are-l"os1remit~ ~l' ltl'n triona ln a Bologrw; 11011 dice pcrù in quale guisa. Souo questi gli appunti che crediamo po~sauo farsi al le propo:;te del gt•ucra lc c;inHi. ~cl resto diYidi:1 1110 piew.1111N1te lo suo ideo, e riteniamo con lvi opportuno irn ic.: inarc la uno, a liuea da costruirsi sulla destra del Po maggiormenll' a qur,;ta base d'oper:11.ionc, facendola passare IH'l' Suzzarn-Serillitlc-Hontluno-Fena r.:i, aniichò per ~Iirauclola-Firwlo-J'oggio Heuatico, come da altri , iene proposto. t a .\Icmoria ,:rhbcnc' lasci a desiderare por la forma , merita d'esser lotta con attc11zio,w. .fii poche pagine l'aHlorc lia srnlto tilt 11,ma molto Yasto, e i-iprodotli nrnn(•rosi dati ~tatisliti, i <[Hali se no11 sono di ,:;_ tura da rend1•rc 1a forma a11rae11tc•, gioyauo però a%ai alla so.stanza. Il_ genera le Gia11i, cui toro ,lc1g!i studi sori i, si preortmpa cs~cuzi(llnwn tn d1 questi; ma il paziculo lettore non ne ~ari1 malconten to, imperoc('hi: i i dilrttant-e si tro,eri1 cla ultimo arricchilo di ('O"flÌzioni utili ' <·cl i~ e-tocu ico rinwrrù idtle nnol'e, degno d'c:;se 1· preso iu c:onsiù<·razioue.

»ie ,ieu.tocl,e A1•iilfe1•ie ,s,,, tlen ScltlucT«ien untl x,•elfen tles 1leHlscT,-f,·t1Hz6siscl1en, Ii.1·ieges :I.S'1tJ-'H . (L'arti_qlieri·a tedesca nelle battagUe e nei

combattimenti della gi,erra franco-germanica del i8i0-71.) Rtttft1qli,,. tli Sétlttn. - Volume 8° (1), per il maggior e L EO dell'artiglieria germanica. - E rnst-Siegfr ied Mittler nnd Sohn, Berlino 1878,

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fo una prcfazio1JC rli trn cnpitolì, l'aulorc indica lo posiiioni dell'esercito di Chàlons nelle ore mattutine elci ·1° settembre ,1870, ricorda le (lisposizioui prcsn dai Tedeschi per contiunarc la rn:ircia offensiva clel 3° n~ercito e ùi quello· della iVfosa, presenta le forze <lei due an•ersari , de~crirn il terreno notandone gli alterni vantaggi cd incoUYenicmti, rileva infi11e gli errori in cui cadde il maresciallo Mac- Mn hon ripurnbili ancora 11el la notte del 3 1' agosto al •1° scttomhre, se ec,Ji arosse arnto cono~cenza ,let:o stato vero drllc cosr . la dlls<Tizionc della ballaglia in 17 capi toli, resa chiara dalh~or diviso il tcrrcHo in tanti scuori quanti furono i corpi d'ar-· mala tedeschi che com1lierono pc'r primi il totale anolgimPnto dell'esercito ili Chùlon,, Lrall.:rndone partit:JJnrntc e. presentando poi l'insiomo <lcllo svo lgimento mediante .l'i ndicazione dell'ora in Ctti i fatLi salienti ebbero origine o compimc•nto. Qua~i a ciascuno elci ,17 capitoli scgno110 le « Considerazioni » nollc~ quali si fa l'esame critico delle opcrnzion i. Dovendo giudicare di cl~terminazioni e <li atti di ,:upcriori e di colleghi, in gran parto ancor Y1Yeuti ) e navi,.,ando c1nindi in un mare di suscettività, J'antorc, per o tutto ciù che riflcLLc i Tedeschi , loda appc11a lo può, e dove non lotla fa ogni sforzo per giustificare l'operato elci ,~u·i comandanti. Quest~ sistema, per altro, non gli impedisce di dire t.ah·olta francamcn t.c, o d1 lasciare abbastanza trasparire, col p·iù scrupoloso riguardo il pensiersuo. Se lo spazio non ci vietasEe un breve riassunto di parecchi dei 17 capitoli suindicati, siamo certi che questa rivi:;La riuscirebbe molto interessa nte agli studiosi dello impiego dell'artiglieria da campo. Noi· Yedremmo l'i1~1menso aiuto dnto dall'artiglieria agli eserciti tedeschi non

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(1) veggasi pe r le battaglie ,mtcccdenti lo. nfoista militare l O trimesti-e 1876, pag. 182 e 3-!S; o 1° trimcsb-e 1877, pag. 332.

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L IBRI

appena sparrn la folta nebhin d ie copriYa il terreno, vedremmo formar:;i' sollecit:unente, e per ogni dove, masse cli cannoni per proteggere lo spiegamcuto e prcpnrarc poscia gli attacchi decisivi della fau teria, Yedrcmmo, infine l'iHustre comundautc dell' artiglieria della Guarclin, principe Ho hcnlolie-Ingelfìnghen, npplicare sul terreno i principii sull'impiego dcll':miglieria nelle bauaglie sostenuti da lui nella celebre sua conferenza del •1869. Notevolissimo è il capitolo in.titolato " Situazione generale verso l'·I pomeridiana » . « L'esercito cli Chàlons era dunque interamente chiuso nel quadrilatero areutc ai vertici Gaulier, Calvaire d'Illy, l'altura a ponente di Hayhcs e di Da igny ed il saliente sud-est della for tezza cli Sédan . « Contro la fronte nord- oYest di detto esercito stavano clue corpi d'armata cd una massa d.i 156 cannoni; contro fa meridionale una divisione cli fan teria ccl una massa di 78 pezzi; contro le fronti sud-est ccl est, quattro corpi d'armata con- ~~~ bocche da fuoco divise in due masse, J'nna di 132 volta contro la fronte sud- est, l'altra di !JO volta contro quella orientale. Potenti riserve erauo prònte a sostegno di questa prima liuea di combattenti. « 456 cannoni concentravano quindi i loro tiri sul breve spazio in ~ui era stretto l'esercito francese, ed altri 2.28 potevano, gradatamente ecl in poco tempo, accrescere gli effetti distruttivi dei primi. I l bosco {lella Garcnue, chiave _della posizio11e ed ohl.Jiettivo di 200 pezzi t.e<lesc!ti , non era più tenibile, e le masse di .Francesi fu ggenti verso Séclan non uveano 1Uodo di riunirsi e di riordinarsi per opporre nuova resisteor.a. · L'artiglieri:i francese, che ostinata <~cl eroica tentava cli ri-' prendere la lotta CO!ltro la nemica, soccombeva rapit;lamente; le sue p·erditc in uomini e cav-alli, la distruzione di una parte dei suoi cannoni, l'esplosione di m.oiti dei st10i nvantrcni e dei suoi carri cli munizioni, dopo il mezzogiorno ognor crc,,centi iu intensità, l'anelavano ·sfracellando . « Ad 1 ora pomerid. la distruzione totale d ell'esercito di Chiìlons non era più che questione cl'i tempo e cli un sufficiente rifornimento <li m_unir.ioni per artiglieria; non occorreva omai più_ elle i Tedeschi si lanciassero ollre nell'olfou;;i,;1a. Tuttavia il tentativo del \Vimpffen di aprirsi la strada in direzione di Bazeilles, la carica glor iosa, ma infelice, déi generali Margueri'tt.e e Gallifet, l'estensione del campo cli 1Jattaglia non permettevano ai comandami dei vari corpi tedeschi di rendersi conto della situazione; e cp1esto era causa che nuovo sangue, -0 per più ore, ancor si spargesse.

E P ERIODICI

Respinto il tentati ro del generale Wimpffen, i Tedcsd1i e1·àno padroni di tUJ;to il terreno an.testanrn a Sédan tanto da nord, qua nto da est e cla ovest, cd alle 4 poni. il n ; di Prussia orclinnYa a batterie della si11ist1·a della ì\fosa cli concen trare ·il loro fuoco su Sédai14·I i · pezzi nccorrevnno dietro l'ordine di S. l\I. , cd alle 6 pom. la cillil prendeva fnoco in ·IO punti diversi, mentre la baudiera bianca veniYa issata sugli insanguinati bastioni » . Passiamo ora a ricavare rlall'u ltirna parte del libro intitolata « Sguardo retrospettivo allo svolgimento della battaglia » alcune clelle cose più importanti sull'impiego dell'artiglieria in genere, è cli quella tedesca a Sédan in ispecie. <e La battaglia di Sédan non era nelle previsioni del comando supremo dei Tedeschi. Soltanto al mattino del 1° settembre esso seppe che trovavasi in quel luogo concentrato t(Ltlo l'esercito di Chàlons, e solo allora le due ali delle masse tedesche ebbero incarico di manovrare por avvolgerlo.-·Nondimcno s11 lvo il p1:imo attncco cÌei Havnresi contro Ilazeillet, che poco potè essere sostenuto dall'artiglieria-, colpa l'oscurità prima, la nebbia e la natura del combattimento dopo, noi vediamo quest'arma avere nella battaglia un'effi cacia straordinaria. Il ,1:t.0 corpo (sassone), che accorre in aiuto dei Bavaresi, e deve spiegarsi mentre· i Francesi si lanciano all'offensiYa, può farlo perchè protetto da qnnsi t.utta la sua artiglieriu . :\ Ile 9 ant.. , infatti , 66 cannoni sost<:mevano l'avanguardia del corpo spiegata sulla sponda 01·ientale della GiYon.ne, e la qun le, per aver dr~posto gli zaini prima cli attaccare il nemico, avC'a giil consumato quasi por intero .le sue cartucce. Interviene il 4° corpo , cd il suo nrrivo è per i Sassoni il segnale di avviarsi più n nord per inizinre la manovra avvolgente ; ma questo spostamento produce una lacnna pericolosa fra i Sassoni ' stessi ed i Bavaresi; poca fanteria e quattro batterie divisionali del 4° co1:po tolgono ogni pericolo, mentre l'artiglieria di corpo del eletto !~ 0 si sostituisce a quella bavarese la quale, per tal modo, accorre sulla fronte di battaglia della propria fanteria . Più a nord ancora il corpo della Guardia, tta le 8 e le 9 antim., urta nel nemico, il qunle osti11atamento resiste, ecl alle 9 ant. si è già spiegata una massa di 4~ pezzi sull'altura a ponente di Villers-Cernay, mentre che alle. 9 '/, ant. un' nltra dr '.:H pezzi §i forma alquanto più a sud . A mezzogiorno l'ai'tiglieria della Gqardia ba 60 pezzi in batteria ad est di Givonne, ~ (k a nord-est di Daigny, e 6 alr1uanto più ritira ti nell'intervallo delle due n~asse. Quest'artiglieria, dopo aver sostenuto qnasi da sola e fino a mezzogiorno il peso della loua, prepnra energicamente ed in modo eccellente il progettato attacco della fanteria. «

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E PBRIODICI

(< L' ,J,1° corpo clcvc spiegarsi n nord-ovest di floing, e n cannoni, con rapida ma11ovra, si mettono in grado di lottare con sncccsso contro numerose batterie francesi di cannoni e di mitragliere, poste tra Floiug ed il bosco della G:arenne e tra Floing e c·azal, coprendo per tnl modo lo schieramento dclìe proprie truppe. Il b0 corpo, che deve prolungare l'ala sinistra delJ'H 0 e compiere da uord l'avvolgimento del nemico cd è impacciato 'eia diflìcolt!t <li terreno, trova ageYola!a Ja sua missione dalle batterie dell',H 0 e dalla sua propria art.iglictia la <prnle, a mezzogiorno, avea collocn lo accanto a quelle bèn 60 cannoni . A snd di Sécbn una sola divisione bavarese, sostenuta da non meno cli 48 cannoni, è ritennt.a capace cli arrestare qualsiasi , tentativo dei 11rancesi di aprirsi i1 varco per qnalcuuo degli shocchi compresi tra Fre11ois e Waclclincourt. « ;,\cl pomeriggio, allorcpwndo lo spiegamento tnttico dei Tedeschi è nhimato, tuua la loro artiglieria si trova schierata sulla froute di Jiattaglia, solo eccettuate le batterie Yurtemburghesi, ~.nelle rlclla 'i" divisione e dire della 9°. Epp ure lino a quel momento il solo !0 corpo bavarese ed il gassane sono stnti irnpegnati seriamente nella .lotta, lo masse di fanteria degli nlt.ri corpi e tutta la cavalleria sono ancora incolumi! , « In questo momento l'esercito di Cliùlons non solo t\ avvolto, ma è giù assicurata la sua i11tcra disfatta, perchè J'aniglicria tedesca lo ha già scosso proronclamente e m1Jla pnò omai impedirle di disiruggcl'io con una st1llìciente continuazione del fuoco. « Tuttavia le seguenti circostanze contribuirono agli splendidi risultati dell'nrtiglieria germanica: , « La sua prnpondnranza in lwntit rli materiale, in efficacia di proietti, in numero . J. Frauccsì, al principio <lolla battagl ia, non aveano che H,,j. lJocche da fuoco tra cannoni e mitra gli ero; i Tedeschi, a mezzogìoruo, ne aveano giù spiegate 456, ed al fine della battaglia heu fi94 aveano fatto fuoco , mentre 86 erano pronte a cominciarlo ved altre 54 erano più inc\ietro in riserva . « I.a difesa passiva dei Francesi in pòsizioni tali per le <pwli, verso il fine della battaglia, ogni colpo delle batterie germaniche toccava giusto . « la faci litit cli difondcrf) con poca fanteria favorita dallo posizioni Je batLerie tedesche. « L'aver collocato l'::irtiglieria verso la testa delle colonne di marcia riusci. pure cosa <li molta utilità, perchè, por tal guisa , questa potè sollec1tamento ccl agoyo]mente corrispondere agli inviti dei vari coman-

danti generali, entrare in lot.ta prima del grosso delle fan terie, e formare presto quel le masse cli caunoui che spazzarono il terreno ~ scossero i battndioni dei Francesi, senza lasciar loro il tempo eh lanciarsi al co1~tratlacco . Si iwti che le masse d'artiglieria le qnali risuharono :maggiormente emcrici furono cp1ellc per cui 11011 venne meno J'nnit.\ cli direzione e l'esecuzione sistematica clol fuoco " . L'autore, dopo arnr osservato che anche nella battaglia di Sédau ripetutamente andarono rotti i legami tra le bnttùrie costituenti u11a stessa briaala clì, isionale, e che questo avYcnne non solo per la na~tua del t; rreuo o ,per ragioni accidentali ma heu anco per necessità. tattiche, riconfonna nondimcuo il principio della convenienza della conccutrazionr) di nn grau nnrnero di pezzi, e delia loro direzione uuic:L La di visione (egli dice), è l'unità di combattimento in cui .tutte le :~nni si compenetrano; alla divìsioue spetta dnnc1no l'ad~mprn~eut~ di un còrnpito $J1CCialo e determinato. Corto che raramente s1 ~)Otl_'a ~v, t~rc l~ sepnrazione in clnc della cl i,·iswne; ma uua delle due frazwn1 r,marl'a se111pre la maggiore e ad essa spcuerà il còrn pi to sopn~clctto. . ". .que:;t.a frnzioue qnincli si assegnìuo tre batterie almeno dnlla lmgnta clrv1s1011ale, all'altra frazione una sola. Così ad e,;. in una marcia offeusini, quando si abhia sicnrczzn che ii grn:;so della clivisioue clovril pronunciare ln sua, oO:ensivn nella stessa direzione dcll'ava11gunnlia, si assegnino t.ro bnttcric, ed anche quattro, all'avangnnrdin, e, tutt'nl più, si lasci una sola delle qnattl'O J1atterie al géosso per parare .i circostanze impreviste; :se in,,eco non s·ì ha qucstu :,ictirezza sì proceda in modo inverse: :\naloga~ mente si osserYi il principio nel combattimouto. Col;\ dove ns1cdc, o s1 cerca che risieda, la decisione dì nsso si spieghino alrncuo tre delle quattro batterie della hrigat.1 diYisio1wlc, e si diriga la quarta colà dove VUOlSi ottenere una dÌYCr:;ione, O riuscire ad Un cornbattimeutO tem poreggiante. . . Dalle esposi.e consiclcr,,zioni risu lta quindi che la vera lm?ata cli a~-: 'tigl ieria consta cli tre batterie, che di tre batterie soltunt~ conv1oue perc10 sieno composte le brigate cloll'artìglieria di corpo, d, qna.tt.ro rnveco quelle cl.ivisionali dovendosi considerare la loro qu.a~'ta ba.ttoria co1~1e unn. ~[)pendice resa necessaria da I bisogno di frn ionars1 !ll crn spessos1 trova la divisione. Circa l'artiglierin di corpo ( ossia artiglieria suppletiva) l'~nitore osser.va. che, a differenza della di,,isioriale, la quak sempre dee nrnanerc unita alla propria fanteria , c~saè.indipemlentedallealtre truppe suppl cti,:c; c.lie quindi Jo scopo primo dell'a1'tiglicria di corpo devees~ere quello d1 sp1~garsi colù dove gravita il peso princìpnlc della lotta sostenuta dal proprio

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corpo d'armatn, etl iu secondo luogo di raggiLwgcl'e quei fìni che non sono il cùmpito clrlle dnc diTisioni drl corpo. - La detta artiglieria, i11oltrn, <leve giil essere prepondera11te nel la lotta priwn che n ,rue::ta piglino parte le masse di fanteria . In tnl ca,-o può darsi che l'artiglieria di corpo :sì mescoli colln di,·isìonale e Yadano rotti i legnmi stri11gcnti le batterie di u11n stes~a brigaLn, lega mi elie è coJ1vcnic11 tissimo cli conserval'e per uua dìreziouc efficace del fuoco e pec 1111 più facile rifornimento delle munizioni . Questa dissolu:,ione dei legami tattici delle batterie tlì una brigata s::irit però evi tata con maggiore fac ilità , sù nelle colonne di marcia l'al'L iglieria di corpo sarà fatta seguil'e a quella della di,isione di testa anzichè essc1Ti in framezzata. ~cl primo caso in fatti 11011 v'è possibilitù tli frarmniscliiamenLo di b:HLeri(), giacchè anche cruautlo l'actigl icria di corpo debba essere impiegata sullo strsso terreno della di, isionalc potrà prima essel'c sempre ·spiegata In cli visionale o poscia quella cli corpo. L'autorn osserYa poi, in un capitolo spccinle, che n Sé1la11 il comau<l::mto generale clell'artiglicl'ia tli ciascuno dei due eserciti tedeschi non pre,;c mai partea1ti,a nella dircziouc dell'artiglieria ila lni dipendente. Di ciò egli dii, in rt lctmi ciisi , spiegozionc soddisfacente, per ahri va iu cerca di scuse nè, per ra!?ioni facili a comprendersi, dice nello il pensier suo . .i\Ia sì capisce che egli J10n approrn in ispecie l'operato <lcl comandante dcll':ntiglieria dell:1 311 anuatn, sia pcrchè in caso div1·1·so non manterrebbe quella riservatezza di linguaggio, sia perchè nei tre ,olumi giit da lui pubblicati, si è 111ostrato seguace di idee diverse. Circa la direzioue del fuoco di n11a massa di aniglicria, riproduce i principii della conferenza clet· generale principe Hohenlohe-Ingelfìn ghen e dnl rnriggiore Hoffbauor, e noi ri111nndiamo il lettore che tlcsideri saperne cli più a que;;ti due libri, di cui e:;istooo auche le Yer,-ioui italiane ( I). Egli inoltre Ynole un buono e pratico telcmct.ro per cinscuH comand:llltc cl i briga ta; e ciò non tan to nell'inteHdimento di trovare la distanza a cui la brigata dcrn aprire il fuoco contro il lJc•rsaglio che le è assegnato appena ~piegata, quanto p1'r procurarsi, <.lul'ante questo fuoco, la distanza approssiniaLiva a cui sì trovano bersagli già battttlì dalle brigate più vicine e che improv, isamente, neUo SYolgcrsi dell'azioue, potrebbe occorrergli di dover battere sollecitamcnLe e con efficacia. Lo spcdiente infatti, a cui ricorse il principe

di Hohenlohe f[nando, doYcndo far cambiare di obbicttirn alla masrn di 60 caunoni ch'egli dirig<'va in persona, non riusciva a trov:ire le nnove distanze eolio sparo snccc,;sivo dei pezzi, ,;e f'u giovcYole in quelle circo~tanzc, è clubhio potrebbe riuscirlo del pari in un momento cli loua vivace, o contro uu nemico in buone posizioni, armato di buone m'Liglierie o soddisfo ccntemcntc es1'rcilato nel tiro. Lo spcclìen te consistcuc nel far tacere tutta la ma5;;a di pezzi e quindi, ~uccessivamentc, ~parare <la ogni hatteria nna snlYa con 11/.(n:1li dati di puntamento. Il gmppo degli scoppi delle 6 granate forniva rnrzzo alla batteria di regolal'e il proprio tiro. Nel la battaglia cli Séclan il 96 ¾ dei colpi foro no tirati a granata. È bene pe1·ò il ricordare che le batterie prussi:me 11011 avevano $Imi pncl~. Le baYarcsi e le sassoni ue :n-crnno, e le sassoni ne reccro U11 coD,,umo piuttosto largo; una di esse anzi potè ripetntamente arrestare la fautcria fran cese che, piena cl'cutusiasmo, muoveva nl contrattacco. Le batterie b:waresi lanciarono contro Sédan c Torcy più di 6.00 granate incendiarie ottenc11clo in _parecchi punti uu torrisponcll'nte sviluppo d'iuccucli. L'nutorn null'altro aggiunge a tale proposito. Noi osserTiarno che anche le granate ordinarie suscitarono gran incendi quando con esse venucro yi,·:.nnonte hauuti caseggiati isolati e villaggi, e che fa poca utilità di muuire le batterie da campo di granate incendiarie venne pm· rilernta dall'IJoffhancr nel 3° ,olume dell'opera di Clli questo 8° fa parte. L'impiecro della metrarrlia ( dice il Leo) iu alcuni momenti della ,:, o b . batt-aglia, e specialmente in tre di essi, Jn importan_te.. Uua ~ttena, <lopo av()r tirato inutilmente a granata contro cavallen::i lrancese irrompente da Balau, ::ip1·ì da poco piLL di 200 nintri ìl l'noco a motraglia, e questo fece sì che solo alcuni canlieri shand::iti giungessero sui pezzi. Un'nltra balleria coli due salve a metraglia cosLrirn;e n ritirata definiLi rn la fanteria francese, che per ])en due vo'lte si slanciaYa da Daigny al contrattacco. Una terza haucria con 2/i, colpi a metraglia fece retrocedere fanteria francese, che minacci.osa marciava all'assalto delle batterie tcùosche a nord di Bazeillcs. Anche in questa llattaglia il tiro n metracrlia si mostrò come ult.imo <'cl ntilisgimo mezzo di dio . fesa nella lotta ravvicinata contro fan teria e cavt11le1·1a. Ricordiamo a nostra volta che il Leo, nelle consiclernioni sulla battaglia di "\"\"iirth (Volume 6°), chiamò la metraglia la Yera arma .bìanc~ dell'artiglieria. Ci sembra che l'insistenza sull'utilitil d~ questo proietto miri a combattere indirettamente l'opinione contraria, avere cioè la metraglia omai fatto il suo tem po, poter fra non molto Yen ire sosti-

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(I ) La Conferenza 11011 porta nome di l.radu-ttore, e fu pubblicata nel 18i2 coi t ipi del Voghera . La tattica dell'Ilolibaucr è versione del capitano d 'artiglieria Pie tro Darabino, e fu pubblicala nel 18:'6 con gli stessi tipi.

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tnita dallo shrapnel. Noi, divitlendo interamente le snc idee, siamo di parere cito i sei colpi ,a mctraglia per pezzo da ccnt. ·1 ed i 4 di ugual specie vcr pezzO da cen.t. 9, forrrw nti l'armamento delle nostre batterie da campo siano un m1in'i1num, assolutamente indi~pensahile. Le distanze di tiro furono svariatissime; si ebbe tut. tavo lta nuova conferma che, specialmente nei duelli con urtiglieria nemica, i migliori ri;;ultati si ottengono d« distanze comprese tra i '1'.200 cd i 2000 metri, e che da oltre i 3000 metri il tiro, non diretto contro masse notevoli, è difficile possa dare risultati. Merita qui cli essere ricor. data una sezione della 3" batteria leggiera del 1° bavarese che, comandata dal tenente Frickcr, tolse gli avantreni al coperto di una casa entro il villaggio di Bar.eilles, avanzò poscia a brnccià i soli pezzi fino a 50 rnetri da allro caseggiato, in cui i Fra ncesi erano hnrricati e sbarravano la via di Bazeilles per Balan, e con 6 granate ne scacciù i difensori, senza riportare perdite. Il Leo osserva pure che, ripetutamente e per lu ngo tempo, molte batterie tedesche si mantennero in posizioni comprese nella sfera di azione del fuoco di fucileria, e che ciò malgrado solo due batterie cd una sezione di un'altra (la sezione appunto del tenente Fricker nell'attacco della vi lla Bcnrrnann· da 900 metri) ne riuscirono assai rnalconcie. Quest.o fatto dimostra chiaramente la possibilità dell'impiego dell'artiglieria sul terreno stesso della lotta della propria fanteria, ed, a parer nostro, dimostra eziandio come sul campo di battaglia il tiro a shrapnr~I eseguito ad ordinaria distanza di cornbauimcHtO contrò artiglieria allo scoperto e nei lunghi periodi di fuoco lento, possa, forse, ritenersi in molti casi di minor com'enienza del tiro a granata. Nel capitolo sul rifornimcntò dcli~} mnnizioni l'autore dicl1 iara: che, in massima, il sisterna ili uso nel i1870 presso l'escrci to prussiano hast~va nd assicurarlo non solo per la dnrata di una battaglin , ma ben anco per una conveniente ripresa del fuoco nel giorno dopo; che i carri per munizioni di 11 na batteria debbono avCÌ'c nna mohibi lità non inferiore a quella _clei pezzi; che i secondi rcpart.i di carri per munizioni lasciati indietro dalle bawme debbono essere possiliilmentc riuniti in parecchi ~otto il comando di un uf'ficiale energico e previdente; che l'unitit assoluta di calibro ·nell'artiglieria da campo agcvolerctibe molto il rifornimeilto delle munizioni; che le ·coloirne di munizioni debbono avere mobifaà suffici ente, e che il loro comandante non ha da attendere ordini per avanzarsi verso if campo di battaglia, quando può farlo senza che ne nàscano· inconvenienti; che

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E PER!ODlCl

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il comanclante l'artiglieria di un corpo d'armata deve per tempo informare i comandanti del le colonne dipendenti dei ca mbi di direzione delle brigate d'artiglieria a suoi ordini; che la fan teria la quale non depone gli zain i quando · comhallc non avrà, in genere, bisogno cli rifornirsi di cartucce durante la b1Htagli:1 . Le pcrdite per parte dei Tedeschi ::i scesero a ti ufficiali uccisi e 2t feri ti, a 36 gregari uccisi e 372 f'eriti, a 703 cavalli fnori servizio. Le munizioni consumate sommarono a 3·18,18 granate, comprese 4-23 granate incendiarie, ,f 276 shrapnel:,, 50 scatole a me traglia. Una batteria sparò 939 colpi; un'altra 81~0; sette ne spararono da 700 ad 800 per ciascuna; sci da 600 a 700; sette da 500 a 600; ven ti'trè da fi:00 a ;soo; nove da 300 a 4:00 ; sei da 200 a 300 ; dicio lto da 100 a 200; le rimanenti mc:mo di ,t 00 colpi . Una batteria eblrn 3 ufficiali fuori combattimento; quattro ue ebbero 2 per ciascuna . Una batteria cblJc fuori combattimento 22 grcguri; una ne ebbe 18; undici ne ebbero da ,fO a '15 per ciascuna; le rimanenti ne ebbero un numero inferiore. Una batteria ebbe 1,1 cavall i foori servizio; una ne el)be fi:1; tre da '.2.0 a 30 ; vcnLuna da 1O a 20; le rimanenti un mmtero minore. I guasti nel materiale dell'artiglieria tedesca, causati dai t.iri dei Frai1ccsi, furono poch issimi. Non così pare si possa dire di quelli sofferti dall'artiglieria francese per ragione dei cannoni germanici. A pag. 80 Ilei libro, là dove pàrla degli eJTetti della massa d'artiglieria de!l',f,1° corpo prussiano, l'autore dice che l'efficac,ia prevalente di qucst'artiglierin sulla nemica si mostrava pure per le ripetute esplosioni che, avvenivano nelle bauerie francesi, ed a pag. 1'.2.'.2. (!ice che le perdite in nomini e cavalli, la distruzione di una parte dei pezzi, e numerose esplosioni di avantreni e di carri per munizioni, affievolivano ognora più, dal mezzogiorno in poi, la potenza dell'artiglieria fr,rncesc. All'interessante volume sono annessi alcuni specchi delle perdite, del consumo delle munizioni, dei gLrnsti al materiale dell'artiglieria , tedesca , uno schizzo della dislocazione degli eserciti germanici la sera del 3•1 agosto, e dell'esercito di Chalons il mattino del •1° settembre, ed una carta della battaglia al 25,000. 1

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A Hislm,•g@f'c,evçtla•i;, 'f'1•tnn tJ'ie etn•lies tti,nes'l),qJitlt lefJS@ttr. f'm· tl'1,e fQu.hu·e. ( La storia della cavalle,·z·a dai

,.,

tempi più, rernoti con lezioni per l'avvenire) by lieut. colonel George T. DENISON, commanding the governor general's body guard, Canada. London, Macmillan and Co . 1877. Nel 1814 il granduca Nicola, quale ispettore genernle della cavalleria rnssa, aprì uu concorso internazionale con premio perchiscrivesse la miglior opera intorno alla storia della cavalleria. Il colonnello Denison il quale si foce notare Jra gli aspir;niti al snddetto concorso, compilò all'uopo questo pregevole lavoro, che presentato a.I la commis. sione esaminatrice in lingua russa, fu poi pul)blicato in inglese sullo scornio del passato mmo. · Secondo un articolo contemlto nel n° lk della Fedette cli Vienna del 113 gennaio scorso., la commissione non avrebbe ritenuto degno di premio il lavoro del colonnello Denison, ma riconoscendolo meritevole di una particolare distinzione, gli avrebbe accordato l' importo del primo premio, 5000 rubli, come indennità delle spese so[ erte e qual segno éli stima; 1'1illgerne;~ne Jlfil1tti-r Zeitwig n° 9 del a, Jnarzo, asserisce invece . che il Denison ebbe il •I O prern io. Comunque sia, egli è un faito che la stwia deUa 1;11/oalle;r,ia, del tenente colonnello Deni,soni, è la prima opera completa apparsa su questo importante argomento, e merita di v.enire annoverata fra le più inter.essanti puhblicazioru militari odierne. Scritta da un ufficialuli cavalleria, già noto scrittore militare per "'llll lodato lavoro sulla tattica della ca/oall&t'ia, mostra in ogni pagina l'uomo interngente delle cose di guerra, ed amantissimo del1a r roplia arma, della quale comprende in alto grado la missione. L'opera si divide in sci parti: la prima comprende il periodo sino alla caduta dell'impero romano d'occidente, ]a seconda quello sino al.la scoperta delle~ armi. da fuoco,, -il terzo sino a Federic0 il grande, il quart.o sino all'adozione rlelle armi rigate, il quinto sino alla fine dell'anno ,1876, e il sesto infine una serie di proposte intorno l'impiego, l'ordinamento e l'armamento della cavalleria, basate sulle dednz!oni, e sull'esperienza delle ultime campagne. I limiti impost.i ad un breve cenno bibliografico non ci consentono di prenderne in esame le singole pani; vogliamo però riassumere in 1

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poche parole le proposte dc{ll 'ultirna parte, che del resto è, a nostro parere, la più importauLe. IL Denison, non bisogna dimenticarlo, è ufficiale americano, e porciò non ci deve arrecare mera viglia s'egli è rautore di Llil genere di cavalleria che più propriamente: ::;i chiamerebbe fanter ia montata. Egli aclunque vorrebbe d.ui: specie di cavalleria, l'mrn grave, con elmo (ma senza corazza), sciabola e pistola a rotazione, come cavallr{ria di battaglia; J'allra composta di dragoni o propriamente cacciaLori .montati, armati cou nn moschetto di lunga gittata . la prima combatterebbe sul campo di battaglia a cavallo e in luogo di fa r uso della sciabola si servirebbe della pistola, la quale, secondo l'autore, cagiona nella mischia ben più. gravi danni che non l'arma bianca. · I dragoni invece sarebbero specialmente destinati nelle operazioni della piccola guerra, nel servizio di esplorazione e cli sicurezza innanzi alla fronte delle proprie truppe, e nell'attorniamento delle ali o dei fianchi nemici sul campo di battaglia; essi combatterebbero · principalmente a piedi coll'arma da fuoco. , Ed in appoggio delle sue idee ]'(1u torn porta numerosi esempi storici, tratti qu11si Lutti dalla carn pagua di sece~sione di America. Non sono que~te proposte troppo radicali? ln Europa certamen tf; non possono sembrare che tali, poichè ::;e da un lato si conviene generalmente dell'utili tà cli addestrare la cavalleria nel comba ttimento a piedi, dall'altro è opinione generale~ che non debba appiedare che in quei casi eccezionali , nei r[ual i non sia possibile combattere a cavallo , e possa invece riuscire vantaggioso il combattintento coli' arma a fuoco . Ma d.:i qni alJ'aven1 una specie ·cti. fanteria montata corre nn bel t.ratto . E così pnre difficilmcmte si vorranno adouare due generi di cavaileria, l'nn.a ~peciale pel campo di battaglia, e l'altra pcl servizio di esplorazione e cli sicurezza. Circa poi all'armamento colla pistola a rotazione, e ull'imponanza massima che il Denisorr vorcebbe le foss(\ uccordalà, è d'uopo osservare come per l'eccitaziJne prodotta negli animi dei soldati dalla carica, e per la conrnsione cl:ic deve naturalm,}nt.e a0caclere . nelle righe, cprnndo l'attacco conduca alla lolla corpo a corpo, nou s1 pogsa senza benelìcio d'inventario farn assegnamento sulla calma indispensabile per ottenere giustezza di ti ro, senza rlella quale ~i corre rischio di produrre maggior danno ai propri compagni ed ai propri cavalli di quello che àl nemico . E <•iova pure rammentare che la cavalleria divfmtò veramente arma terribile soltanto allora che lasciato l'uso da cavallo delle armi da ANNO XXlll . VOL, Il.

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fuoco, fu addestrata nel caricare· a galoppo allungato e col l'armi bianche in pugno. Per ec'rl,o uo11 3bbinmo arnto l'inteuzione con queste poche righe di confutare lfl idee dell'autore, ma hensì di dimostrare come esse sicuo interessa nti e merìtino di Yenin• sottoposte ad uua seria e profonda discussione. E. gli ufficiali di cavalleria che conoscono 1' inglese non po~sono t.ro,are libro miglioro per ayvantaggiare la loro istruzione.

Jou1·11td ,ies scie,-,ces 11iili,tt1i1•es. Puntate di marzo

e aprile 1878. -

Pari~, Dumaine.

Saggio sulla pa1·te dello stato , nar;r1iore nel seni.zio di esplorazione. - Sino ad ora si considerò l'esplorazione semplicemente come un cordone di sicurezza spiegato innanzi alle colonne; allo scopo di proteggerne la marri:i, di prendl'rP il contallo al nemico, cli assumernr informazioni. Ma l':111torc crede d1c i serTizi eia eh icdero al l'esplorazione no11 dcbhansi limitare alla !-ola sicurezza della marcia dell'armata e vuole cl1 n per 111Bzzo della stcssn si ahbiauo tutte lo notizie occo 1·rcnti. Egli propone che, rnentn• la ('a,·allcria attende al l'esplorazione del nemico, :ilcnui nfficiali tolti dallo sLato Jllaggiore gencrulc eseguiscano uua particolarc•ggiata ricognizionr del tPrreuo, cioi:: •IO ricognizione degli shocchi " rlei punt.i di passaggio dei · corsi d';w1uu per la preparazione Mila marcia rlelrindomarri ; 2° H.icogni:r.ione tattica del terreno dal punto di vi,;ta ciel combatti mento e rl ellc posizioui sull.: qna li clobhonsi stabili 1·e le linee degli av.nnposti; 3° R.icog11izionc delle localilù dal punto di vista degli accanto11amen t.i e degli a ppro, vigio.namenti delle truppe. la questionr dell'm·tiglieriadn, (ortez:ui, por il comandante M.1r.con. - L'autore prende in esarne i vantaggi o ~!i incouvonienti che presenterebbe la scparnione dell'artigli,•ria da campo da quella cli fortez:r.a, tan Lo co111plela, cio1': degli 11ffici:i li e truppa , <1u:1uto purziale, cioè dell:i truppa sollanto. Cou,·hiudc ~ol dire che gli inconvenienti sono assai maggiori dei vantaggi, e molto gl'avi. li p1·or11·esso, ii 7'P.ro progre.çso sta nell'ordinamento attua.le dell'n rtiglicria, il rrual" è giunto a tal risultato " di rlarc 11 ll'arma ua.'onwgcneitil che fa In sua forza, r. urt'istruzionP. complel3 che le pcrmeu.ccl'esscre prcpnra.l3 a tutte le c,entualità

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tanto del suo servmo special(• negl i assedi, ,mila difc;;a delle piazz1· e · clellr l'Oste, quanto sul campo di bauaglia » . l.11 y1ie1'}'(i ·in Ori.ente, per nn ufncialn superiore. ConLio11c la na rrazione dei fatti e dello tratlatiw diplomaticlw che prcccdrttero e seguirono l'a rmistizio; il tesLo dolio stesso, il traLtnto <l,i S. ~Lefa110, e uno :;tuclio particolareggiato di alcuni artiroli del rnrdc ·imo. L'a.~sedio cii ilfae;/irù:ht, JH:1· il cupiLa110 HAnD1' . - È la ua rrnziouc dell'operazioni doll'armat,, di Sarnbra r 1\losa durantr la camp3gua cli anlu.1tno elci "7%, compilat;i su docume11 ti ufficia li e memorie incrlite (mauoscritti del generale' Rard y). Nella part'6 pubbli('nta m.'l la puntata di marzo si comprendo: la battagl iu di Afrlrmho v1m co mhattuLa il :2 ottobre, ncllH qualc i Fraucc:;i capitanati da Jourdan scoufi:;sero complelalllento l'armata austriaca del generale Clairfayt; la. descr izione della fortezza di ~faestricht falla clal geuerale )farescoL, e il piano cli all<).cco della medesi ma fi ssalo cl.il go11cralo I<lebcl', ch,i al'eva as~unto il coma11do delle truppe riunite sotto quella piazza. La storia dei dragoni, poi tenente C110 P1.'l (Continuazione) .. - È brevemente riai;sun to il periodo della gnerra per la successiono cli Spagna, dal 170,ì al '17 15, 1lal puuto di \ista specialn delle gesta compiutn dai clrago11 i. La pittura milita,·e a proposi,to di iuia pubblicazione artù;tica; per Au'1n:oo De,r A LNE . lntroduzion~ cilla tattica positiva, conferen:w, tentLta il 28 marzo 1878, dal generale Li,;wAL. - Le neces:;ilà della gue1Tfl moderna tendono a diminuire sempre più l'importanza dclln strategia, a profitto di queiIn della tattica. Courunemoutc si dico: tntt:ica generale o pa1·t'icolare , tattica delle tre armi, piccola o grande tattica; espressioni che non rispondono a 1111 coucctto es:itto e 1·ea le della situazione delle truppe o delle cose . .Pcrtiò (lcYesi dire tattica di mobiiitazionc, tauic-a di combattimento, di 1;tarcia, ·ctegli asscidii, ecc.; defiuizione C'nrattcrisLica che non lascia alcun clubbio. Higmwdo ulla tattic:i, aueso che l'esperienza è insufficiente a formarn gli urtì ciali , e che è ml)stieri approfittare delle le1.ioni do! passato e preparare nuovi mezzi, dPYesi giungere a quella positiva, a quella che nff'ennci (fW1,lche rosa, stab'il'isce 1n·incipili, dà norme, 'Ìnclica i miglfori metodi conosci.ttti, i procedimenti più rantaqyfosi,, ·i mezzi J)iù .~emplici, le, d'isposizimvi più 8imii·e; ... . in una pa,rola, {omisce pe;· 09ni caso wt tipo normale. L'autor1· dimost.ra quindi la uccessità di codesti tipi normali; come essi 11011 co11Lri bniscano a creare un impedimento , come le stesse considerazioni morali esigano una tatticn positiva, e come le soluzioni positive abbiauo sem pre esistito.


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Ogni prob!enrn cli guerra, per giungere ad una soluzione esatta, lo si studierà c1uindi: ,1° Teoricamente, coll 'esposizione di principii e la declu;,,ione delle conseguenze che ne scaturiscono; 2° Storicamente, ricercando ciò che fu compiuto, per dedurne, in via cl i anàlogia, le possibilità praLiche; 3° Paragonando le soluzio11i 11111messe nei , differenti paesi o dai vari serittori. La Russia e l'Inghilterra nell'1isia centrale per il capitano PAQUJN. - È uno studio interessante, e ricco cli partico lari , geogra fi co, storico, statistico e mi litare intorno ai possedimenti russi, ed inglesi nell'Asia centrale, la Persia, l'Afghanistan, il Béloutchistan e K11schgar. Az-ione del fuoco della f'ante1·,ia1i gmncl!i, dùtcinze. - È la traduzione del l'opuscolo Uber den Werlh des Infcinterie-Feiiers auf' grossen Di.stanzen: Hr,ien, S&idel; pubblicato dal tenente colonnello austriaco CARLO GRossMANN, n ei quale si raccomanda l'adozione per la fanteria di un fucile a ripetizione. Libri 1nilita1·i, e , .,if,jista bibliogra(ìw militare.

llecuez'l de science, d'm;t et Mstoz're mi'litaire. Puntate di marzo e aprile 1878, Parigi.

Le S11ect,deu:1· 'n iilit,d,·e~

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Esempi di combattiment'i o eseniz,i, pe1· l' appliwz·ione pr-atica del

regola.mento del 12 giugno 1875 sn/1.e ma,nov,re della, fanteria. (2° e 3° articolo) . - L'au tore in base a differenti ipotesi svilnppa il meccanismo del comba tti mento offensivo, dimostrativo, difensivo, ed in ritirata di Lln battaglione in pri ma linea ed in quadrato. Giusta le prescrizioni del regolamento francese, l'applicazione teorica del combattimento offensivo è la seguente : A 800 metri dal nemico: i cacciatori cominciano il fuoco; spiegamento dei grnppi della catena. Da 800 a 600: marc'ia :ivanti per sbalzi successivi di 50 metri. A 600 metri : tutl.a la catena apre il fuoco, entrano in linea i primi rinforzi. Da 600 a 4-00 nrntri: marcia per scaglioni; fuoco lento e al ternato per scaglioni; entrano in Jioea i rimanenti rinforzi. Da 4-00 a 300 metri: eutr.mo in linea i sostegni, in guisa di avere giunti a 300 metri, un Cucile per ogni metro; fuoco celenl sn tueta la linea. A 300 metri: si continua la marcia per scaglioni, e per sbalzi cli mano in mano più piccoli; fuoco accelerato ad ogni fermata; entra in linea una compagnia di riserva. Da 100 re oò metri : attacco alla baionetta, arrivo dell'ultima compagnia di riserva compatta nella mano del suo comandante .. St01•iadellci giiei·,ra d'Or·iente nel 1875, 76, 77 e 78. 1

La 1nwr~na· militan in Frnncia cil pr,incip'io della guerra dei cento anni, per l'archi vista pa leografo DGFoucti,1A.N'l'ELLE . - L'epoca çlel medio evo, nella quale gl i avveni men ti mari ttimi presentano lo spettacolo più grande e nello slesso tempo più snnguinoso, è quella in cui f'erveva la lotta fra Fil ippo .VI di Francia e Edoardo III d'Inghil terra . L'autore si ~tudia dimostrnre che sotto Filip'po di Valoi,; eravi un vero ordinamento mat'iUimo, che il ne possedeva navi in proprio, e che per conseguenza esisteva già un principio cli armata navale permanente, che i marinai francesi per la loro audacia ed abil ità non la cedevano ad alcun altra nazione, ed infine che è probabile si costruissero speciali bastiment.i per la guerra, ed esistessero arsenali pr,ovvisti di artiglieria, e cli tutlo il rnatr~riale necessario. Storia, della giierm di C1··fonea, per lt,rn~BGEL . .È un rc~soconlo assai particolareggiato clr~ll'opera dello sLosw titolo di Cam iIlo RousseL L'autore si or.;cupa in special modo della corrispomleuza epistolare scambiatasi fra l'Imperatore Napoleone ed i comandanti del corpo francese, per mettere in chiaro la leggerezza colla quale fo intrapresa la spedizione di Crimea, fo discordia intenta che regnava nel quartier generale e il poco o nessuno accordo cli idee sul modo di condur la guerta che correva particolarmente. fra il sovrano e il generale Pe!issier.

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Conwiderazionesiil 1xilo?·e rnorale dell'armata. - Incli$pfmsabile alla costituzione dell'esercito è l'elemento morale. Esso riposa: .-J O sullo spiri to mi litare, 2. 0 sulln subordinazione, 3° sul corpo di ufficiali, 4° sul punto d'onore, _['\0 sull'istl'uzione e l'<!clncazionc. Saggio d~ iin sunto della filosofia, della g•uen·a, o raccolta. di massime , -nilitari, per il capitano H1rnnY. Memorie 1nililari del generafo H.àrdy - Quest'articolo comprende le operar.ioni dell'a la de:;t.ra dell'armata cli Sambra e Mosa durante i mesi di novembr'e e dicembre •I 795, sino all'armistizio proposto dagli Austriaci il ,19 dicembre, e accettato da Jonrdan a pauo di estenderlo all'armata di Reno e Mosella . I,a Russ'i-a nell' .tls'ia centra,le. Lei sped:izione cleJi R:ussi nel T{hanato di Kokhand dall'agosto ,J 875 al f'ebbra,io 1876. (Continuazione). Contiene la narrazione ciel secondo pe1'iodo della spedizione; l'offensiva contro Kokhand. ; :

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Studio regolariwntwre. La ba:i.onettci della fanteria, per ìl tenente colonnello HoTzE . - L'autore propone che venga accoreiata la baionetta della fan teria, ess<mdo sufficiente c,h'essa .sia lunga come la ]ama del'l a lancia '.2, . 11 cent, per soddisfare nllo :,.copo, quello cioè di uccidere un uomo. In siffatla gnisa si otterrebbero i vantaggi di alleviare il peso del soldato, cli fqci lita re il maneggio del fu cile colla b ionetta ionastata, e cli diminuire sensibilmente la grande differenza nella giustezza del tiro con o senza baionetta. Del/:imp,iego cle/la 'IJanga d,,i fante-ria, e dei lwvo1·i d:i /or·tificazioni, da erigersi colla stemi dal 7ninlo di vi.sta dell'iif'fìciale dii, fanteria, per il capitano IlH UKNER . Libri e periodici .

Due grandi in:.,;ognamenti, a parere dell'Erdnegel, ;;i possono dedurre da codest., cam.p1igna: il primo elle quando si intraprende una g1rnrra senza esservi preparati, anche ottenendo un ravorevole risuitato, lo si paga caramente, e se ne esçe indeboliti. J.l secondo scaturisce dal ratto che non si potò conseguire alcnn risultato rlecisivo se non 4uanclo un.i volontà ferma prese una risoluzione vigorosa, ed operò con energia mirando dri tto allo scopo prefissosi (it ) . c,ronaca m,ensi/.e. R,f!l)ista b,ibbiogra(ica.

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St1•efP,e111:,•'s Oste1•1•eickische Hlilila,•ische Zeitsclu•ifl . Puntata di aprile. - Vienna, Waldheim, 1878.

R ·i vista 1,1Uita11•e R1r,ss,e. -

·Unci mano1;ra coi quadri, per il capitano

~iAYB R

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E PERIODICI

(J'VttJennJ'i Sbo1•,i·i k).

mese di mario, Pie trobu rgo 1878.

M:AHUEGG . -

È la narrazione della manovra coi qnadri, eseguita dall'autore cogli allievi del 4° anno cl0,ll'accadem.ia militare tecnica nell'agosto ,1877. Il ca-

pitano :Niayer esprime, con ragione, l'opinione, che nello studio applieato della tattica si_ deve wner calcolo anche degli elementi teenici, poi<:hè il comando e l'impiego di un reparto non possono limitarsi soltanto alla truppa, ma iJ mosLieri ubbraccin~ ancora gli clementi coi quali è unita in via organica, e dei quali ha bisogno in guerra. Co;;ì nel 3° e /~ 0 giorno di esercitazione gli allievi ebbero a sciogliere vari terni tecnici , come la riparazione cli un ponte danneggiato, ecc.;., sotto hi direzione di NJanrizio v. Brunner, capitano del genio, o lor-o istruttore di forti fi eaziono. c,ùrca l'armriippamento delle forze, nelle posiz'ioni lh 1·iposo, neUa niC1Jrtili di comba.ttùnento e di a,ltacco, e nel combattimento in ten·eno picino e montagnoso, per J. C. (continuazione) . -Iu questo artieolo si proude in e,same: fo rnarcia cli lillneo di una clivi-sione allo scppo cli concriun "er;;;i con un corpo d'armata lontano; le marcio per la riun ione. cli. 0 O , corpi d'armata di visi in prossimità del nemico, e rilcuno cousicloraz1001 intorno alla marcio di attacco, e alle misul"e acconcie per im peclirle; fi-. nalmenté la marcia cli Jìauco cli un corpo d'armata lungo una stretta situata sul fi anco noo minacciato dal nemico. (1 ) Dell'opera di Roussn ba dato un osteso recrdiconto la 1li11tsta mHitare di aprile.

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Operazioni del gene;rale Toma.sow nel Ca1.ica.so (fine). Reminiscenze llella carnpagna, i,n Polonia neU' anno 1831 ( parte seconda) . .4.lcwne pa1·ole still'·importanza delle(ortifiwzioni,passaggiere (In occasione dei combattimenti avvenuti sotto Plc:wna) . Costrtiz,ione ecl assed:io deUe attiial·i p'iazze fort'i. Popolaz,ior11ieterr·itor'io d&i Cosacchi cl' Ewropned'Asici(partequarta). Ce;nno sidla Kasega,r·ia (parte qua rta). Diario dello assed!io rùi Ka1rs nell'cinno 4855 (fin e). Ve;nticimque anni di se1·vizio nel 1·egg,imento cacc'iatori della giiardia (parte ulti ma). ll telegm{o nelle man-i, cli cavalleria, pel capit.ano H1mscHELMAN'N del corpo del genio clella guardia. - MoÌti vantaggi un esereito potrebbe ritrarre nelle sue operazioni di gnorra e principalmente nella eventualitil cli un'incursione strategica, qualora alcuni ufficiali cli un distaci;amento di cava lleria inviato in avansco perta, fossero in grado di valersi clel telegrafo. Dopo la battaglia di Woerth la città di Hagenarc fu tosto occupat.a dalla· cavalleria tetlesea; in rrufisto momento vi giunse da Strasburgo, dove non si conosceva ancora l'esito della battaglia, un dispaccio contenente la clomanda, so la linea ferroviaria fosse libera e se potevasi


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spedire un battaglione nuovo formato':> I Tedeschi, risposero che la via era libera . - Il ha ttagl ione fu spedilo H natura lmente fu inviato in Prussia senza cambiar di convoglio. A. raggiungere lo scopo della sua prnpO$k'\ l'autore dà i particolari per l'ordiuamento di un plotone d'allicvi telegrafìsti pres::;o ciascun reggimento di cavalleria, e chiude l'arcicolo avvisando che sta per pubblicare un Vade meonm, telegrafico per gli ufficiali ed una Gwida, pmtica per l' istruzione degli uomini di cavalleria nell'arte di telegra lìa mi litare. Alcune parole sul traino 1·er;gimentale ('iln Pn1.Ssia). C,irca la prontli co.sl!ruzione dellet1·ùicee pe;r lafc1;1iter iaet'arl!igliiel"ia (con sclvizz·i) . Tenente PAPKOwrc del corpo del genio. · Qnesil!i taUÙJi (con due schizzi) . H. Ln11 . Fa segui to all'articolo accennato nella nostra Rivistli del marzo . L'autore in appoggio alle sue teorie narra come fu preparato e diretto dalla guardia prnssiana il primo attacco coutro S. Privat (agosto ·1870) e conclu de US$erendo, che la condotta non risnltavaabbastanza metorlica, stante il superono impiego delle trup pe iu principio dell'auacco, la poca profondità dell'ordine di battaglia ed il quasi istantaneo passaggio all'ultimo periodo cli combattimento, ove tutti si. geuarono nella prima linea, le riserve sparirono e con queste sparì eziandio la possibilità ai cornand.anti di 17alersi delle regole normali. Segue la narrazione di un altro esempio p1·atico tol to dall'attacco della seconda posizione di Lowcia, eseguito da nn reggimento russo (Presa di Lo,1~cia ·1877), oe\la quale si enumerano a pratico 11,nmaestramento gli errori commessi tanto da una parte quanto dall'altra. ' Cemii snl Montenegrn C. IluAno . Bibbiografia: Guerra russo-turca negli anni ·I828-"829. ScmLDEH . Opinioni degli strani<Wi sulla guerra russo-turca degli anni ! 877- 1878 . Osservazioni sulla ta ttica nella guerra :russo-turca per BocusLAWSKJ. Riflessioni militari sulla guerra russo- turca . Tenente generale HAN1

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SERVITU MILITARI DI QUELLA DETTA DI R AMPARO NELL'EX-REGNO DELLE DUE SICILIE

-S. E. il MinisLro della guerra (Generale Bruzzo), nella l.qrnata del 4 aprile di quest'anno, alla Camera ~ei ~eputati in risp~ista _a~ una in terroo-azione dell'onorevole Manfnn, n cordando la drvers1ta della IegisI:zione che or vige, nelle varie provincie .d'_Italia, a proposito dell e servitù mi.li tari, disse creder necessanss1~0 che si venga ad una unificazione, èd Eispresse la speranza dt poLer presto presentare un progetto di legge al ri_gliarclo. ~opo questa dichiarazione non sembrerà fuor i cli opportumtà pubblicar qualche studio sn tale argomento . Vero è che la materia, a~tru~a per la s~a specialità e tecnicismo , risulta poco accetta a molt1 de1 lettort m1htari- ma sarò breve. Come è noto, scopo principale d'una legge di servitù militare è di rendere libera la visuale al difensore di una for tificazione perchè ;iesca a battere efficacemente il terreno che potrebbe essere occupato dal nemico. A questo scopo essa generalmente determina una certa zona avanti. alla linea di fuoco della fortificazione stessa e stabilisce vincol'i alle proprietà fondiarie comprese in questa; generalmente per ciò che riguarda le costrnzioni, ma all~ volte anche per ciò che concerne la coltura. Le pr?prietà eh: su~1scono qu:sto vincolo, stanno necessariamenLe avanti alla fort1ficaz10ne che I 1m-

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~EKEN.

Rassegna n1,ilita1·e russa. Guerra russo-turca fi no al 144- gennaio 1878. Rassegna mibitare estera. Corazzate inglesi (con schizzi) . Francia - Bilancio del Ministero della guerra.

A NNO XXIII, VOL . II .

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SERVITÙ MILITARI

pone, ossia fuori del recinto da essa formato; perciò per fa. locai itil in cu i si sviluppa, questa servitù poteva essere denominala esterna, mentre la stessa qnalifica le co nveniva per lo scopo cui essa è diretta, quello di au inentare l'azione esterna delle fortificazioni. Inspiralo queste leggi dal supremo bisogno di provvedere alla difesa del paese, attingono dal caraùere stesso della necessità la l'orza cli imporre a qualche pL'ivato proprietario oneri specinli dai qna.ti gli altri resi.ano irnmuni. Desse quindi appartengono alla categoria delle leggi di eccezione. Come lali vennero in parecchie circo:itanze da. mo lti c:ombaltule, e come disse esn ttarnente il l\'linislro della guerra nella circostanza sopraccennata: « Sii questa. 111((,leria f11r ·rono scritti dei volumi, e qiianclo si apn'nì una clisciissione, si trovemn,no nat1imlmente di f'ronte delle ,qmvissime qnestioni, di p1·incipio . /Jisognei·à che·i:lPa1'lam,en,f.o cletermini si11,o aqnal 1mnto gli interessi privali debbano so,qgiacue a,qli interessi genemli "· Unip iccolo volu me scrissi io pnresu questo tema ('I), ed. uno degli argomen ti in esso s,·olti fu quello che legittimerehhe, contenendola frR cet'li lim iLi, la d.isposizione di 1m gravame sulla priva tu prop l'ietà per assicurare alle fol'lilicazioni maggior ellìcacia di tiro. Xt\ su quanto scrissi allora intendo di ritornare. Ma da qualche legislatore, unitamente al concetto di prov, edere pe1·chè non sia pregiudicata l'ell-ìcacia del tiro; si volle seguire pur qnel lo di pl'ocnrare che il difensore delle fortificazioni potesse accedere facilmente a qualsinsi punto della loro linea di fuoco per armarl,l e pe1· tirare sul nemico, senza dover interrompere gl i al1ri mo,·imenli che durante la lolla fossero necessal'i alle sue spalle. Di qui ebbe origine la se1·vitù così eletta clelln slradn di rnmparo. La qtial e venendo a colpire proprietà che stanno dietro le fortificar.ioni, ossia dietro del ree inLo da essa formato, pre::;e la denominazione di servi lù interna, e sempre con·errò tale qualifira. perchè lo scopo cni mirava era di migliorare l'azione all' intcmo delle fo rtificazion i. Il l'alto, che non in Lulte le disposizioni di sen·ilù, da noi conosciute, fu gnesla compresa, potrebbe generare il dnbhio che il concetto da cui essa parte abbia minore importanza di quello a cui è ispirala la servitit esterna. Ma è facile persuadersi che se è necessario

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per Ja difesa di una fortif icazione che i suoi tiri sieno efficaci, non ~o è meno che sieno possibili; che anzi non sarebbe ottenibile l'effìcac1a se non si presupponesse la possibilità. Così se la servitù interna sod~ disfacesse al còmpilo cli rendere possibile ln difesa, il concetto a cui sarebbe informala godrebbe certo della stessa i111portan1.a che ha quello dell'esterna coll'assicurarne l'efficacia. . .. 11 vero motivo però per cni questo seconrlo genere cli serv1tu non fu imposlo da iuli.i i legislatori si scopre in un alLr? ordine di !dee. iccolo: seni bisogno di aver sgomb ro il suo lo avanti ad 1nmfort1ficazione proY,ecle il divieto di fahhrican'i portalo dalla servitù esterna, por avere invece la strada di ramparo non b~sta_più. che l'aron. necessaria a costruirla sia sgombra da coslruz10H1. ma resta ancor dn farne In ~istemazione. La servitù interna perciò non è per sè stessa una di:-posizione completa, è solamente la preparatoria cli quella che as!'-icurerebbe il risullat.o clesidernto; la quale a suti volta clovrehlle scomporsi nella.compera dell'area, e nell'e:;egnirni:mto dei lavori occorrenti per darle il carattere della,.iahililit. . Da. questa considerazione clrn la serYitù militrtre interna n_o~ _risolve da se ste;;sa il problema, che per arri,·are al risultato deh111llvo resta ancor di r icorrere ali' espropriazione, io credo spiegarsi il perchè non fu generalmente adottata. come la e~tern~. . . . Comunque però spieghisi la cosa, nell e v:me leg1slar.1on1dell e diverse provincie d'Italia è con:;acraLo questo genere di :;erritù dalla legge ,1!) ottobre 1859 avente vigore nel Piemonte, Liguria,_ Sardegna. Lombardia, e }forche. t o è pure clalle norme relallre al raggio di piaize fonifica.te, gi,'t emanate dal Governo austriaco e tuLlora applicate alle provincie reneLe. Non fanno invece di essa menzione alcuna le noti(wazfoni colle c1uali il Hoverno toscano regolava le senitù militari in quelle provincie; come neppure ne fa la disposizione che dal Governo parmeusc era stata emn.nata per la piazza cli l'iaconza . ln quanto poi all'ex-reameclelle 01teSici liela contemplava un orclinania del ,183,1; ma piit non ne fecero pn rola gli atti legislativi ulteriori che furono emmessi in quel Regno . Quindi l'esame se per quelle provincie questo genere di serv itLt fosse in vigore all 'epoca. in cui passarono a far parte del regno d'Italia, epperciò se atlualmentevi si debba considerare come esisten te o no questo vincolo, il che forma l'o"'rettoclellapre:iente Memoria. m, 1

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(1) Seroilà mtlitari. Osser\'azioni sulle leggi francesi e sulle italiane del 19 ottobre 1859 Casale, Tipografia Bertoro, 1870.

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Per quanto se ne conosce, quella dell'ordinanza del ,J83,J è la più antica delle disposizioni seri tte intorno le seni Lù mili lari di quello $tato. Per valutarne l'importam:a. con viene quindi farsi un'idea di quel documento. ~sso aveva per tf tolo : Ordinanza pel governo, pel servi.zio e per la disciplina delle reali Lmppc nell e piazze. Portava la data del 26 gennaio e fu approvata con .D. R. dello stesso giomo. Occupa un volume intiero, non dei più piccoli, supplemento al primo della collezione delle leggi e decreti reali di quel!' anno. Consta di /4. titoli, dei qual i il primo relativo ai comandi, alle ispezioni ed alle direzioni generali. Il secondo riflettente il servizio che i co.rpi presLavano nelle piazze, il modo di comandarlo, di ripartirlo e di es~guirJo. Il terzo concernente la pulizia ed il governo delle piazze e delle trnppe, la disciplina ed il servizio . interno dei. corp i, e le truppe in movimento. II quarto risguardanLe gli onori e le ceri)11onie. Tu Lta questù materia è sviluppata in 2276 paragrafi che tratteggiano i dover i e le relazioni, sia in pace che in guerra, fra i diversi gradi della gerarchia, dal generale in capo ai ta,mburi e pifferi. Questa, ordinanza qltindi corrisponde a ciò che nell'organisn;o dell'e~ercito italiano rappresentano il regolamento di èrisciplina, quello per il servizio interno dei corpi, quello di amministrazione·, quello pel servi.zio delle truppe ·in campagna e quanto dovrà col tempo rappresentare il futuro regolamento per il servizio di piazza; ol.Lrnchè si espande in attribuzioni che secondo ta nostra costituzione sa,rehhero cli competenza di leggi o regolamenti per là pubblica sicurezza. Da siffatto documento, che era il ·vade niecnm della truppa, essa attingeva i più svariati particolari di servizio, Così a mo' d'ese1npio il modo in cui doveano essere fatLe le intesta1.ioni ao·li , o ordini che emeLtevano i diversi comandi; a quali domande il comandante di una guardia alle porte di una città fortiucRta dovea, pretendere che fosse data rispost~ dai viandanti che si presentavano per entrare; l'adempimento cli qua.li obblighi poteva pretendere da ;m macellaio in caso d'incendio il comandante di una piazza; in qual modo si doveano fare e riep ilogare i honi pei viveri e foraggi; a qual ora del giorno lo incaricato da un corpo per ritirare le leLtere dalla posta poteva distribuire le personali ai destinaLari secondo il grado di ctti ciasCllno

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cli essi era rivestito; a quale ora gli uomini cli guardia potevano far uso del .berretto di quartiere, e simili minuzie che non val la pena di richiamare . Però unila.mente a tante disposizioni cli importanza secondaria eranvene altre di maggior conto, come sarebbero quelle dei §§ 93 e 272, dei quali il primo determina vai limiti della pulizia mil itare del governatore o comandante di una piazza, di guerra e l'altro stabiliva il còmpito speeiale dei com,mda.nti locai i dei corp i facoltat ivi per cooperare colle peeclctle m1toritiL ad eserci Lar~ la puliz_i~· . Appena ebbi conoscenza di siffaLLo documento 10 mLfeci d quesito se di esso po tea sostenersi la vitali là, in materia di servitù militare, come si r iconosce la vitali Là dell e norme austriache gii citate per le ,provincie venete, delle notificazioni per lo, Toscana, .della disposizione per P iacenz,t. È vero d1e, per ciò che riguarda la forniu, I' ordinanza. mpoletana approvata con R. D. non sareh be un documento meno so lennemente promulgato di quelli. relativi al Veneto, alla Toscana, a Piacenza. Ma è da avvertirsi che questi erano stati emanati allo scopo speciale di regolare I.a materia delle serv itù, mentre nella ordinanza napolitana clel 183'1 questa vi entra per frazione Lenuissima in confronto al resto. Quindi gli argomenti pei qnali quei documenti cli carattere _Lutto speciale mantengono l'obbligatorietà, a.a onta della,cambiata forma di governo più non servirebbero a provare che anche l'ordinanza napoletana debba esser osservata. Ammesso che_di Cfllell'ordinam:a dovessero cqntinuare ad a,,er valore i clue già indicati paragra.fì, perché dovrebbero considerarsi come lettera m.orLa tutti gli'alLri 2271'? Forse che tutti, ad eccezione dei due riflettenti la servitù, furono abroga.Li per legge? Oh non sarebbe più ginsto il dire.che lo stesso obl:ìo il.eve coprire i_dtte qu~.nto quelli pei quaJi dovea osservarsi la gerarchia per la d1stnbuz10ne delle lettere particolari? · Con ciò v~rrei a dire che qLrnll'ordinanza dovea. perdere il valore giuridico per effetto clel cambimnento cli governo . Non è invece su questo ten:eno che intendo di portar la questione. La mia tesi è di provare che in materia di servitù. n1iliLare quell'ordinanza non ha mai avuto suflìéiente valore legale, che perciò il Governo deve bensì ,considetarla come lettera morta ma non per fatto proprio. Facendo attenzione. al modo con cui fu emessa si vede che sin 1


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da allora doveva comprendersi che. tale atto non era creduto dotato del carattere di legge. Infatù essa fo. resa pubbl ica con supplemento a parte della.raccolla degli atti governativi, menLre con altro speciale deèreLo era già staLo insetto in essa un sunto delle disposizioni principali che la costi tuivano. La distinzione fra l'intera ordinanza ed il sunto ra scorgere che non a tutte Je disposizioni che quella conteneva. annettevas i eguale importanza. R siccome le disposizioni relative alle servitù non erano fra quel le che faceano parte del sumo, rilevasi che ad esse specialmente non era attribnita l'import.ama di legge. Dall'autoritit militare però segnalato il bisogno di impedire le costruzioni che di Lempo in tempo si cercava di fare, s'inrlusse quel governo a provvedere ~he il divieto cui alludeva l'ordinanza potesse ottenere la sanzione legale: Per dargliela di fatto, se non di diritto, il Ministero della g[1erra vagheggiava l'idea di apporre· dei corpi di guardia che impedissero le costruzioni Lolla volta che accerLaLa fosse la contravvenzione, e di incaricare le truppe della demolizione delle porzioni di fabbr ica. già. elevate a. élispeÙo dell'ordinanza. Questo procedere non potè ottenere l'assenso dei ministri di grazia e ,giustizia e di quello di polizia, perchè da , essi non ravvisato corn~iliabile col rispetto alla propriet:ò. privata, appoggiandosi all e idee, che malgrado lo stato infermo delle popò Iazion i a quel tem1)0, non poLeano essere arrestate. Riconobbe quindi il Governo che, tal quale cornprendevasi nell'ordinanza di piana, la disposizione sulle servitù militari, se Lastava a stab il ir dell e incuml)en1.e da disimpegnarsi dalla gerarchia militare, era lungi. dall'avere tutla la solennifa eél indirizzo per prescrivere oneri agli arnm inistrnt.i, per stabilire dei vinco.I i alle private proprietit e perché potesse essere 1;ispettata senza l' impiego della forza materiale. Veduto perc iò il bisogno di nuove dispos i,,ioni sovrane, fu emanato il Il . D. del 6 giugno ,1832 . È da osservarsi che quest'atto per la sua forma è più solenne dell 'ordinanza dell'anno p1'.ecedente. ~on portit più la firnm del solo ministro della guerra, ma altresì quella del Ministro di grazia e giustizia come incaricati ambedue di darvi esecuzione. Deferisce poi questo decreto all'autorità giudiziaria la deois1one sulle infrazioni alle norme sta bi Iite per la servitù mili Lare.

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L'importanza di questa determina,,ione non clà fatica per essere posta in rilievo. Da una parLc era la solenne dichiarazione che il Governo avrebbe rinunziato a.ll'impiego clella. forza materiale che sola avrebbe potuto valere per dal' eseguimenlo alf'orclinanza del 183 1. Dal l'altr~L Ia delegazione al1'rrntoritit giLtdiziaria per r isolvere quelle vertenze sulle servitù militari, intomo all e quali non restava più altro còmpito all'autoritlt mili tare che cli sollevarle, col denunzia.re la violazione di legge commess,t da qualche privalo. Questa importan,,a del resto si rileva principalmente dalla considerazione cl1e l'autorità giudiziaria. dov·ea. considerare questo decreto come base di ogni suo procedimento in proposiLo, menLre a termini della citafa ordinanza essa non avrebue potuto inter,loquire . A.uunesso acl.unque cl1e dall'ordinam,a datasse la. faco ltà al militare di inipedire le èostru,,ioni che erano state dichiarate dannose .alla difesa e da questo Il. O. invece la faco ltà aH'autorita. giudiziaria di aprire dei procedimenti in proposito, che cioè da ll'ordinanza datnsse l'autorizzazione ai comandanti mil itari d'impiegare a questo riguardo la l'orza materiale, e dal R. O. in vece quello dell'impiego dei mez1.i legali ad oLLenere lo s_tesso risultato, dovremo noi esitare un momento nello scegliere fra la data del procedimento legale e quella clelrarb iLri o"? Che po i questo R. D. l'accia memione dell'ord inanza di piazza del 1183•1 nel determ inare il còmpilo dle stabiliva per l'autorità giudiziaria, non infirma menoma.mente questo ragionamento. 11 richiamo cli C.f11el documento non costituiva altro che HOit maggiore precisione dell'indicazi one stessa. È anzi da osservarsi come sebbene es$o rich iamasse qu ell'orclinanza, pure non estendeva il còmpiLo dell'autorit à giudizi aria a garantire l'osservanza di tutte le prescrizioni che in fallo cli sel'vitù militari quel documento comprendeva. Che invece clelle disposizioni, l'inosservanza delle quali intendev,a far combauere dall'autorità giudiziaria, ne faceva l'enunciazione completa, come se il corrispondente articolo dell'ordinanza avesse poLuto cadere in oblio. Ciò posi.o, è b·en da avvertire che quel R. O. non fa pa1·ola. a.lcnn_a della servitù interna o di ramparo. E siccome data. da esso la facoltà <.lell'autorll~ ,giudiziaria in materia di servitù militare, bisogna con1


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SERVITÙ M!LIT ART

clu~erne che in_quel regno non siasi mai potuto incoar-e un proced1m~n Lo pe~' l'mosservanza della servitù di ramparo . La quale osservaz10ne spiega il perchè nelle pratiche relative a questa materia, che consenansi negli archivi di Stato di Napo li , non si ha Lmccia di liti consimili. Non figura in esse che la sola serviLù esterna. . Chi volesse adunque sost.enere che in quelle provincie la servitù d1 ramparo si mantenne viva dopo l'emanaz ione del R. :O . del ,1832, dovrebbe indicare in qual modo potesse ess;t sostenei·si malarado l'autorità giudiziari.1. non vi dovesse prendere ingerenza. t>Nessuno rnvece dovrebbe negare che i proprietari potessero allora considerare come lettera morta la disposizione dell'ordinanza del ·'.183,J, dalln quale el'a min~.cciata questa servitù di rarnpal'o; che 11 Governo già fin da qaell'epoca non avesse più l'intenzione di attuarla . Ma questo Il. D. non è l'ultimo atto legislativo del o·overno borbonico a riguardo dell e servit~ mi litari. Prima di tutto ~nesto stesso decreto stabilendo con term iile generico l'intervento dell'autorità giudii iaria. ,. a definire siffatte controversie, non ern abbastanza concreto. Dalla sua emanazione si fo nnarono tosto due conenti é~istinte. Per la. wnsiderflzione che trattandosi di questi on i relative aUa proprietà di immobili , la competenza avrebbe dovuto essere dei tribunali ordinari, si formò la corrente che domimtva al ministero di grazia e giustizia. Per la ·considerazion e invece ch_e trattanclosi di affari che interessavano l'amministmzionc pu bbl,_ca e la _proprietà di immobili che non po Leano essere posseduti a l:tLolo pr, vato, fol'mossi l'opinione del ministero della guerra, che concll1deva perchè queste pratiche fossero deferte ai giudici del contenzioso amministrativo secondo una Iegge del '.~l'I ma1°w 18fi. . Il risultato del primo conflitto fu che controversie di questo genere foron_o deferte ai tribunali ordinari; ma allora ne nacquero due dubb1. 1° Se trattandosi di costruzioni private, delle quali i1 nLlore oltrepassasse una data somma.(300 ducati), la competenza dovesse essere del giudice regio, oppure del tribunale . 2° Se nelle contestazioni della fattispecie dovesse o no serbarsi il procedimento ordinario. Di qui ebbe origine il rescritto regio del 6 settembre 11833, col quale fu disposto appartenere ai tribunali ci~ili il giudizio di cui 1

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sovra. al primo dubbio, e relativamente all'altro fu stabilito doversi serbare l' impiego delle formalità della procedura comune. Il qual R. rescritto venne emesso ad islanza cl.cl minisLero di grazia e ·giustizia senza che fosse inteso il ramo di guerra, come e.vincesi ·c1a documenti esistenLi negli archivi di Stato . Un'ulteriore spon tanea determinazione sovrana cercò di perfeziorn1rE: . il complesso di ·siffatte clisposizioni col R. rescriti.o del 5 maggio 11837. 11 qual.e stabilì di contrassegnarsi con limi I.i il raggio difensivo :;LabiliLo di lasciare sussistere entro alln. zona da esso determinala gli e;lif"izi che al Ioni vi si trornvr.i.~o, senza pe/ò che vi si permettessero migliorie di sorta, di far demolire co lle forrne legali quelli che ~arebhero stati dichinrati costrutti in contravvenz ione. Infine per com pleLare la. pratica ru proposi.o e definito in consiglio dei ministri di far constare con re;1le determinaz ione quali. fossero . le piazze di guorra alle quali erano appli cabili le notìlll') emanate . Di qLti il R. rescritto del ,15 novembre 1837 col quale f11rono indicate dette piazze, tanto per i dominii dall'una che per quell i dall'altra parte del Faro . Malgrado il conedo di tante aggiunte il R. D. del 11832 si focea conoscere insufficiente per far inculcare dni trihunali ordinari il risJ:>etto elle il goYerno avr-ehbe voluto a.vessero i proprietari per le servitù mil itari. Ne veni va, sia per le lungaggini di procedura , sia perineffica.cia della legge stessa, elle il. governo non ri uscirn ad impeélire quelle costrnzioni che non anehbe voluto tollerare: Risulta da un rapporto che il ministro della. guerra ne BrochetL, inoltrava a quello cli grazia e giustizia, in data 2(i agosto ,J 839, che a quell'epoca J'arnministraz ione della guerra era obbligata a sostene,;·e conii;i1ui lit1: ed i,nterm,ùw,bili dùpendi-i d1irnnte le q1wli liti le fabbriche ùitrnprese da JJcwt,icolari si p01·ta:vano a comp'Ìr m,ento con disprezzo della lhfesa delle piazze di, giu}1·,,·a. Partirono perciò da.quel dicastero dell e nuove proposte.per rinnovare le legge affinch è r iuscisse più chiara, più precisa e più eflica~e. . . . I.a prima fu conforme all' idea da. esso sosteJ1uta, c10è: dL tare dìchiarare di competenza clei giuéli.ci del contenzioso amministrativo, anz ichè dei tribuna.li ordinari, le ca.use che insorgevano. Il consiglio dei ministri [ece buon viso a quella proposta ecl il Re 1


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specificazione della natura degli oneri, e le _disposizioni. di p1:o~cedura per reprimerne l'inosservanza. Ma il genere eh &er~itµ è esclusiva.mente quello che riguarda l'azione esterna dell e fortificazioni. A tale rio-uardo merita Lu tLa l'atten;.,,ione uno schiarimento . I corpi facoltativi di quel tempo, net segnalare all' mrtorità su?~riore l'inconveniente che motivò la seconda proposLa del Mmistero élella guerra, denominarono serviLù interna quella che le cittaclelle, i castelli, i for ti, si.ti nell'interno di una piazza, avrebbero dovuto imporre esternamente al loro recinto, nui internamente a. quello cl.elfo piazza stessa. Denominarono così questa servitù per indicare che ne sarebbero state colpite proprietti interne, in analoO'itt al modo con cui denoruinavasi quella che, gravando sulle pr~prietà ester iori, ora detta esterna. l<'ec:ero co~i dipendere Ja qualifica della servitù esclusivamen te dalla_loca~ita sulla qua~e ~i sviluppava, mentre sarebbe stato più prec.1so d1 av~r p~.re r '.guardo alla sua essenza, Inaugurarono perciò una specie cli_eq~1voco chiamando interna una servitù che avea la nat1Lra del! estermt, e che lo era anche cffettivmnente per la località sulla quale si sarebbe sviluppata se questa si considerava risp_elLo all'opera da cui sarebbe stata imposta la serviLù. Questa mesattezza fu q1J.incli consacrata dal R. D. di cui trattasi. Ma non pu~ es~eryi dubbio a chi lo legge attenta.mente, cl.le malgrado LratlL d1 scrviLù interna non accenna menomamente a quella cli ramparo. Riepilogando arlunque il già eletto risulLa che, sebbene di qu:esLç1. speciale servitù fosse fa.lta menzion e nella già tante volt.e citata ordinanza di piazza del ;I 33,1, pure di essa si tacque asso! utamente in tutti i documenti per i quali la tr~sgressione avrebbe potuto essere perseguitata dall' auLor'ità giudiziaria . . Può essere dunque che nel moélo di vedere di qualche militare dell'ex-gornrno, perchè di essa far:easi menzione nell'ordinanza, testo ufficiale dell e norme tutte del suo procedere, ravvisasse in buona. fede che il governo desi~lerava di vederla rispeUa.ta. Osservando invece che lo stesso governo, mentre addimostrò cura costante per far rispettare la servitù esterna, non fece più il menomo atto per (f\lesta, siamo costretti a. concluderne che il governo stesso , 1wn vole.ndo la servitù di ramparo, non J' ha legalmente stabilila.

stesso si mostrò disposlo a darvi .il suo _assenso. Epperciò di concerto fra i dicasteri della guerra, della grazia e giusLizia, e di quello di polizia, al quale dal Re era stato n.Jfidato l'in carico di riassumere lo stato della (lltestione, stavasi elaborando un progetto di nuovo Regio Decreto per aLLuarla. Quando troyavansi già assai inoltrati gli studi a questo riguardo, .il dicastero della gnena foce una seconda proposta. Avea scono che una gran parte dell e li ti, nelle quali era rimasto soccombente, erano state risolte contrariamente agli interessi da lni sosteHuti per vizio intrinseco della. disposizione; epperciò a questo intendeva cli rimedi are.• Il difetto consisteva in ciò che tanto l'ordinanza del ·1831 quanto il ll. D. ·1832, contemplando avanti all e for[.iocazioni una zona di 500 Lese dal sopraciglio del para.petto dei camini coperti. più avanzati nel la campagna, il vin colo che pe1: questa zona prescrivevano non pote,,asi riconoscere attorn_o alle citladelle, ai forti e castelli sii.i ·nell'interno di una piazia, per la parte òi loro drcuito che corrispondeva all'abitalo . R~tenenélo invece necessario che la legge dovesse assicurare anche da queJla parte mio spazio Jibero per poter esercìlare senza impedimento la loro azione, malgrado che ,perciò non ritenesse occorrere tutla I' e:; tensione delle 500 tose, la proposta aveva due scopi: Primo quello di uon più specificare che la zona del raggio di difesa clo.,,esse esclusivamente ricercarsi nella campagna, cioè fuori del recinto, epperciò che dovesse sosti1,uirsi, alla frase che esprimeva tale icleD, quella più generica che la servitù colpisse ·tutto il raggio difensivo delle piazze forti e casteli i; iI secondo , quell o di Jimitare a. solo ,, 00 Lese iI raggio dirensivo nell'interno delle piazze. Pervenuta ques1,a seconda pr-oposta al ministero di poi izia, dopochè era :;tata anche esaminata da quello di grazia e giustizia, fu deciso che il nuovo R. D. che sarebbe stato emesso . avrebbe clovuLo correggere ad un tempo ed il di(et.to di procedura e C[uello dell'in efficacia provenienLe chtlla redazione. Qnincli ne venl)e il R. D. del ·18'1:3, 30 novembre. Questo, che è l'ultimo atto legisl:1tivo di quel govemo in sirfatta mater ia, dovea soddisfare _al cQmpito di stabilire definitivç1.1nente le 1wrnie pe1· le servitù m'ilita1·i come Je0'ov11esi nel suo , .. preambolo. Comprendeva perciò lt_t_Lt_o quanto vi si riferisce, e la I

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SERVITU MILITA RI

Così stando le cose sembrerà. però a qualcuno che quella lerrislazione fasciasse un'importante lacuna nella materia. Si dirit co~e mai provvide all'efficacia dei fuoch j all'esterno e non Clll·ossi che i fuoch i stessi risultassero possibili in ogni occasione? Per rispondere a <ruesta obbiezione · non ho che richiamare quanto ho già accennato, che cioè la servitu riOettente la, strada di ramparo 110n è necessaria, non e sempre efficace, e da sola non riso lve, ma prepara semplicemente la soluzione cl.cl pl'oblema di rendere sempre possibil i i rLwchi della piazza. Per spiegar ciò con qual che sviluppo dovrei ripetere le osservazioni che contro consimile servitù, sancita dalla legge sarda del •18!59, esposi nella Memori.i, soprari.cordata. Riferendomi alle stesse idee, ma della loro espos izione racendo grazia a.I lel.tore, aggiungerò che non vi ha dubbio costituire la legge di servitù militare una legge di eccezione , UtnLo quando traila dell a servitù e:c:ternn, che quando di quella relatirn al l'amparo . Che nel rapporto del ministero e real segreteria· di Stato della polizia generale borbonica in data '.ì8 febbraio ·I84-3, col quale il tito lare cli quel dicastero, il Del Ca.rretto, il quale pLtre non lasciò fama cl i cultore dei principii di libertà, comunicava ai rninisLri di grazia e giustizia e dellaguernt e mari na il progetlo di Decreto co me intendeva di proporre nlla firmn. reale, os::;ervava, t elativa men Le allo no rm e di eccezione, che egli credevaswno pl'incipio di dil'itto pu,IJblico do1,e,-si enita1·e fitno a ché wn'ùnperiosa necessità non le im.poneoa. Le quali parole ,ci porterehbern a credere che se in quella legislazione fu ommesso cli considerare la servitù cli ramparn, l'ammissione può e1;sere Ja conseguenza del raziocinio, che abl> ia r,ttto trovare la disposizione eccezionale su questa maLeria non cosi necessarin come quella riguardo alla servitù esterna. Concluderò adunque c~he sarebbe pur meno esatto il dire che la legislazione napoletana abbia. lasciato formarsi una lacuna col non mantenere in vila la servitLt di ramparo . Che invece potrebbe esser qu.esLo consi.derato come un passo avanti fatto da quel governo nel cammino della civiltà. Prima di abbandonare l'argomento, siccome nella logge di unificazione, promessa dal minislro della guerra, dovrassi trai.Lare o ,di estendere ai due terzi delle provincie d' Ilali,i che ora ne sono

Dl QUELLA DETTA DI RAMPARO ECC.

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immuni, o cli sopprimere qLiesta speciale servitù nell'altro terzo (') .,, sembrami che sia il caso di notare come in forza Ove e: in virrore della legge sulle espropriaz ioni per c,rnsa d'utilità pubblica, in data 2o giugno ,1865, avente vigore in tntto lo Stato, la questione si dehba già dire risolta nel senso che il vincolo di servitù per la strada di ramparo abbia ad essere a!Jolito . Infatti non potendosi a meno di ricorrere nll' espropriaz ione quando occorresse di procedere alla cosLrnzione cli qualche strada· di ramparo, il Governo, che dovesse farla , non potrebbe sourarsi dall'.osservanza. delle forme della detta legge, in confonnilit <li quanto essa slessa sLa.bilisce col primo ftrticolo. Dovre!Jbe quindi , a termini clell'arL. 4 1° esser fatto con Decreto· reale sulla propost,t clel ministro della guerra la dichiarazione di pubblica utilità per la costruzione dell'opera, ed in base all'art. 74: designate quindi con Decreto del ministro del la gLìerra .le proprietà private che per tal causa. do. vessero essere espropriale . Ora si osserva co1'ÌJ.e coll'articolo •I3 della legge stessa è stabilito che nell'atto in cui si di<;hiarn. un'opera di pubblica utililà, per motivarne delle espropriazioni, devono essere fissati \ termini entro i quali cominciarsi e compiersi detLe espropriazioni e lavori . Vuole insomma quesla legge che tale élichfa.razione di pubblica utilità a.bbia. v.i,lore solamente per un lempo determinato. Quella invece di servitù, proibendo incondizionatamente le costruzioni in quell a zona, riservata all'espropriazione, verrebbe a costituire Lllla dichiara:1. ione di pubblica utili là per un tempo indet~rminato, lasciando sempre i proprietari nell'incertezza di quando potrebbe aver luogo l. 'tHlo cleflnitivo che sempre sarebbe l'espropriazione. Da ciò ne verrebbe che o la legge di espropriazione, la quale appositamente comanda essere I.a dichi:.trazione d.' utilità pubblic_a inefficace trascorsi i termini prestabiliti, dovtebbe essere modi-· ficata, D non dovrebbesi fare. un'altra legge improntata ad un principio opposto. Napoli, 9 maggio •1878 1

B. VEROGGIO. 1}lagg. Gen. Com.te Territ. del Genio.


NO'l'F: SULl, A CAM~AGNA DEL

NO T E SULLA

CAMPAGNA DEL _1813 IN lTALIA(I)

La campagna di Russ ia aveva distrutto /' - ,.· . . es~1c1Lo I~apoleomco: della grande armala non restavano eh ricordi. Napoleon e avev fi . ' , e p.ocJu avanzi e dolorosi seguace di una politica n:n~~~'l ·~·loo:1a1 .cct11~qdu.'.~ta(.o por ' .irtu di armi, · o 1 1a 1r.1one stonca e d' · autonomia nazionale. L'Europa a s I . .. ogni colle firmi . . l . . . ' ' . . ua vo la, St nhollava alla forza , , ,11 co p, rnaspcltatt violenti ,·, I . . rato re delle lotte insisten ti o . I ' n:.o ut1v1, col lavoro logo. pro unO'ate Secondo ·11 . · lore, Napoleone èl"le cond·cll1Uato . da . 0una • slor', . un t. .ustro scrll.stare cd a sprofondare l'un . I' 1' . ic,t necessita a conqui' ' a cosa. J Il . a soc,elà europea. Dal ,fs,10 i11 poi· I\T 1 e a tra con .profitto ne ..., , i,apo eone sprofondò . f .. cidere l'opera propria · m·1 ·tnche 1. . m atti imo ad ucnon è meno O'J"rnde p~r 1'. .n' 1._ . ~ .q_ue5ta lotta per l'esislenza,·egfi . b ' , a 1ica 1li 1ita del suo ()"e . 1 .. . sno1 pensieri militari . o mo e a vast1ta do, Così, nel ,1s,13, mentre si com l1~•t . "" ono grosse battaglie ,n Ger(1) Si posson o consultar e:

, . opcratto,18 mi/1/-afl·es dc t'armée d'ltalte en 1313 o GEN. VANDO~counr - Campa ne i· Du C•sst - Jtémoil-cs du ~ " Jtalie en 1SJ3- t,f. Lonùres 1817. l'ELDZ!OO.IIEIS!IR ,. Wzl _P' mce E~gènc - V. IX. Paris 1860. F DHN - Der Rrtene der o 1 r ..nzosen in der la hren 18!3 ~ ea erreicher in llalica 9c9en dte imrl 1811. Gratz 1855. GBN. V1Gn ONBL1.• -

1814. Paris 1816.

h

•

Précis des

1813

1N ITA LI A

335

mania, ·in [Lalia un piccolo esercito, meno che esercito, una raccolta di armati, coml1atte sulle Alpi orienta li , in Tirolo e sull'Adige, per salva.re quella larva cli regno che Napoleone aveva dato agli Italiani. Le operar.ioni del principe Eugen io, inspirate da.Ile diretti ire dell' imperatore, quasi contemporanee a. quelle di BauLr.en, di Lipsia e di Dresda, l'imasero nella situazione generale d'Europa. un incidenLe: furono dimenlica.te pe/ciò quando con Napoleone caddero i grandi feud i militari che egli a\•eva creai.i e da ti rl. guisa di corone alla Francia, e quando di venl.'anni cii guerre non rimasero ricordi immediati cl1e la personalità del grande cap itano, e le sue baLLnglie. L'importanza storica delle operazioni di Beaoharnais ha speciale carattere negli studi miI itari del nostro paese. Compi11te da soldati per il maggior numero italiani, furono condotte con pensiero :;Lrategico itali ano. Perciò ahb iamo raccolte le Note che seguono . Esse non sono la nal'rnzione di quella campagna: sono piuttosto lo studio cli aleune situazioni mili tari, i11segnamenLo di ciò che potrebbe ancora ripetersi nelle guerre avvenire - data l'immutahililà. delle grandi linee d'ostacolo geogrnfico e tenuto conto della forza e della nafli1·a 01·ganica clei nuovi eserciti.

J.

Nel febbraio del "81il, Napoleone decreta la formazione di tre coq)i d'osservazione : uno sul H.eno, l'altro sull'Elba, il ter:,,o sull'Adige . Al gencmle Bcrtrancl, che deve comandare quello d'Italia, raccomanda. la pi1ì grande a.l.lività. È per Napoleone di importanza capitale che questo corpo sia prima di marzo raccolto attorno a Yicenza-Bassano-Verona- Brescin, pel' essere cli poi porl.uto in German ia. È nn grnrn sacrifizio militare per l'Italia, perchè le toglie quanto ancora di forz:t organ iu ata le rimane R difesa propria; ma Napoleone non se ne preoccupa. Por l'imperatore, l'anrenire degli Stati feudali mil iLari è legato nll'avveniro dell' impero: la grande lotta si combatte in Germania; le vit.Lorie riportate sull'Elba devono rispondere agli attacchi portali dai suoi nemici in llalia.


3:36

NOTE

Gli avvenimenti consigliarono Xapoleone a creare più tardi una nella valle del Po: il corpo d'osservazione dell'Adige, solo 1restigio ili difesa preparnLa per il momento, divenn e il pun lo cli partenza dell'ai-mata d'Italia del 18 13. Capo naturale di un siffalLo esercito non poteva essere che il princi._pe Eugenio: Napoleone gli concesse la più grande libertà di poteri, la più grande libertà cli mezzi. Non gli domandò che rapidità. nell'esecuzione. « È « necessario che voi formiate, con tu Lta l'attiviLit di cui siete capace. << l'esercito che sarà sotto i vostri ordini>> . arm.aflL_anche

II. Primo pensiero del principe Eugenio, allorq uando assunse il comando in Italia, si fu quello di centralizzare la formazion e del corpo d'osservazione dell'Adige. e stabil ire i punti di radunata in una zona ristretta per potere sempl'e e prontam ente trarre partito di ciò che sarebbe in caso di combattere, e riservarsi la facoltà.cli marciare al nord per congiungersi coll'imperatore, o cli sp ingersi verso l'est, per mii1a.cciare d,~lle Al1Ji orienlnI i il cuore delln monarchia austriaca. Nella situazione generale, e specialmente di frnnte alla Francia, la po li Li ca dell'Austl'in. era tlnbbia; la neutralilA diett·o la quale quella potenza.cerca,·a nascondere la poca beneYolenza verso Napoleone, non era evidentemente che n11 Rtlo politico transitori.o : l'Austria. per la, Francia, non era quindi ancora nemica dich iarata, ma minacciava di di, entarlo. Una siffaLLa condizione di cose aveva naturalmente condotto all'aperLura di olCllne trallativfl, alle quali Napoleone faceva concorrere ,··armala d'Ttalia, minaccia immediata e vicina per l' Austrin. Come sempre, così anche nel 1813, Napoleone era troppo soldato in politica. La zona di formazione dell'armata d' Italia, che il principe Eugenio dovev,L scegliere in bnse al doppio scopo di congiungersi coll'irnperaLore o di marciare sulle Alpi orientali, doveva naturalmente essere centrale ,rispetto a queste due I inee di movimento.

SULLA CAMPAGNA DEL

'1813

IN ITALIA

337

Scelse il terreno che si stende a cavallo del\' Adige da un lato fino. a Conealiano-Treviso-Venezia, dall'altra fino a Brescia-Cremona. In ques~a zona fanno appunto capo le clue grandi linee di operazione: Dre; da-Monaco-Verona. e Verona-Tarvis-Yienna. . Nel maggio, il principe Eugenio ordimwa in.falli alle _quatLr~ divisioni componenti il corpo d'osservazione, laseguented1slocaz1one; .madivisione- Padova-Treviso-Bassano, 47a » - Vicenr.a-Veron:t-Roveredo, 4,sa » - )lantova-Bozzolo-Montechiaro, 4,9a » - Brescia, Cavalleria - Creroona-Valleggio-Castiglione delle Stivi ere. Il corpo d'osservazione era dislocato così in modo simmetrico: due divisioni sulla destra e due sulla sinistra dell'Adige. La situazione politica generale in giu~no si aggra-:ava. L' '\ustri_a tentennava sempre più: ern a prevedersi cbe allo sptrare dell armistizio si su.rebbe giLl.ata in braccio alla coali z.ionc: era pure a temere che coli' Austria abbandonassero le bandiere francesi anche gli Stati minori. della Germania. Napoleone s_cri~eva infatt~ il 1° giugno al principe Eugenio : << La casa cl' Austria e troppo estgente. « Bisogna aspettarsi la guerra .... Fate come se doveste essere at« taccato alla fine di giugno .... Tosto che avrete la vostra armata « in Verona, sarete in misura cli spingerla su Laibach .. ... Operate « in conseguenza. ~ on perdete un momento. Non lasciatevi arre<< stare da nulla n. In quel momento cli la,,oro politico concitato, !n quello stato cli crisi la neutralilà dell'Austria, conservata. o resprnta, poteva essere per Napoleone un l'atto decisivo. Egli cercava la neutralità a~striaca. con negoziati; ma più che tutto tentava imporla colle an1~1 mercè Je rni1iacce d'ima qiversione. Secondo il pensiero napoleonwo, una for te armala schierata sulla fronti era orientale doveva, se non impedire, almeno neutralizzare gli effetti d'una alleanza austriaca c?l_la Russia e colla Prussia. In fondo il suo pensiero poteva tradursi m un g·uadagno d:i tempo. All ora una o due vittoùe, di quel_le ~ittorie che Napoleone sapeva cogliere, gli avrebbero permesso d1 ridurre una altra volta l'Europa ossequiente ai suoi voleri. Lo sperava, senza accorgersi che l'Europa era stanca d'un go:erno condott~ soldatescamente. Eppure, forse nessuno meglio d1 .Napoleone nassumeva la ANNO XXlll, VOL , II,

23


338

NOTE

SULLA CAMPAG~A DEL

situazione reale nella quale era costretto ad operare. « Non devo dis« simularvi che ciò che a1Testa il corso delle mie vilLorie (Lul.zen e <e Bautzen) sono gli adunamenti dell'Austria ed il desidM·io che ho e< di, giiadagncwe tempo, perchè il vostl'o eserciLo possa essere ac<c campato a Laibach e d.ue alLri lo siano sulla Regnilz ed a Pirna. « L'insolenza dell'Austria non ha. termine che la qualifich i.... Spero (( che l'armistizio durerà fino al il O di agosto, e spero pure che nei (< primi gio1;ni cli luglio .-oi possiate essere accampalo a Lai bach con « 50,000 uomini e 1'00 pezzi. C,iò ènecessa1·io, per iri,ff,1,àre sni necc goz·iati , se tntta'V'ia debbono cmda,re bene, cosa di ciii cliibi.to; ma « non sarà possibile di ciò ottenere, se non rninacciando di niarcial'e cc s·n Vie,1w1,a col vost1'0 esercito, e po1-tando quello di Magonza sulla cc Regnitz ed al campo di Pirna, che conto cli riconoscere io stesso. « Quando l'Austria vedrà Lre armate preste ad esserle contrapposte, << cornincierà ad aprire gli occhi sulla fo llia e ridicolezza delle sue «pretensioni » (4) . Un'aLLività febbrile ani.rnava Napoleone. La sua febb re si trasmetteva come corrente magnetica in tutti gli agenti di qnel vasto organismo militare in cui egli aveva. 1nu.Lalo l' Enropa. Era divorato da impazienr,a: avrebbe vol nLo vincere il tempo anche nella sua corsa verso l'avvenire. Scriveva ad Eugenio da .BunzlaÙ (2) <e Fa Le in modo, « per l'ordinamento clelhmiaarmalad'Italia, che le giornate siano « di 48 ore, e che al 1° luglio, almeno, /4,0,000 uomini _siano in <e marcia per riunirsi a Veeona-Vicenza-Bassano ed in marcia verso (< il Fri.ul i. >l. E 1' 11:l giugno domanda.vada Dresda : « fateini scipe1·e « se il 15 liiglio potete p01·tar-e il 'Vostro quartiere ,qeneiale a « Lliibach l> . Le nuove esigenze della situazione, il dispiegarsi sempre più ilella condotta ausLriaca, e più che tutto gli. ordini dell'imperatore, tracciavano ormai eh iaramenle la condotta del principe Eugenio. L'esercito d'Italia era chiamato ad operare sul confine orientale: a sfilare cioè verso l'est, copeno al nord dall a Baviera, amica della Francia, ed a minacciare il centro della po Lenza austriaca dalla sommità cl.elle Alpi orientali. La, situazione poliLico-militare richiedeva celerità di.

(1) VJGNO f,l,E. -- Op. Cit.

(l) Neumork, 2 giugno. ,.

7

I N ITALI A

339

movimento; ma ad essa si opponeva, come grande attrito, la situazione organica della nuova armala. Napoleone aveva dati da Parigi i decreLi che dovevano e.ssere base dell'ordinamento dell'armata d'Italia. Li aveva annunziati con q[tella pubblicità grandissima che era un mezzo della sua politica. Ricomparvero sui Bullettini anche i numeri. dei vecchi reggimenti che più non esistevano, e l'armattt riapparve in hreve tempo all' Europa.sotto tinte splendidissime. Era la ragione politica che ne imponeva. alla realtà dei fatti; ma dell'anLica armala d'Italia non restavano che i nomi dei reggimenLi e invece di vecch i soldati francesi non vi erano che giovani coscri ti.i i taliani. e, Essi furono esercitati con perseveranza ccsempre crescente, e diedero il più grande numero di sottufficiaJ-i cc che li guidarono e comandarono dinnanzi al nemico. Quando l'ar« mala entrò in campagna, si videro reclute l,1 maggior parLe in e< abito e berretto di fatica, condo tte da alLre reclute, combattere « valorosamente e sostenere la riputazione elci corpi ai quali appar« Lene vano e dei qual i non a ve vano ereditato cb e il solo nome n (1). La prima. dislocnzione data a questa armaLa in formazione, mentre rispondeva alla situa:lione generale, aveva ancora il vantaggio di essere cenLrale rispetto all o risorse del paese. Quell'esercito dicoscritti, trovava nei grandi centri di Milano-Piacenza-Mantova-Verona. e Bologna i mezzi indispensa.bili ,per soddisfare alle prirne esigenze militari. Ma d'altra parte la situazione generale richiedeva in giugno , cioè quando si era ancora fatto poco in equipaggiamento, in materia.le da guerra, in ordinamento dei servizi diversi, che l'esercito del principe Eugenio incominciasse il movimento verso l'est, al- · lontanandosi conseguentemente dalla zona di maggiori risorse. Eppure sevi era necessità imperiosa per un esercito di coscriu,i, era appunto quella di portarlo sul teatro delle operazioni il meglio armato, equipaggiato, ed inquadrato che fosse possibile. A.I vicerè parve vi fosse una solur,ione del problema che conciliasse ad un tenlpo le esigenze militari generali e quelle di ordinamenLo. P1·e1ide?·e cioè dislocaz,ioni successi'Oe all'est clell'Aclige, le qiiali, mentre avvicma:vwno sempre più l'esercito alle Alpi orientali, ,ritarda-vano

1

(2)

18'13

giugno.

r


340

NOTE

il meno possibile qu,el lavo1·0 di costituzione e di ordinmnento indispensabile percM esso ·n:spondesse ai bisogn,i, della gue1-ra. A questo concetto ci sembra informata la dislocazione dell'armata d'Italia nel giugno. 1 ·•, a 1uogo tenenza [48a divisione(1 l 5. .batt.), Udine-Civitale-Gemona . . ' 46a » ( 15 td.) 1 rev1so-Bassano- Pordenone ,2a luogotenenza 147• » (15 !d.)Verona-Vicenza (49a >> ( 16 1d.) Padova-Venezia Divisione riserva (,15 id.) Montechiaro (deve an· cora formarsi) . Cavalleria ( 48 squad.) Castiglione-MantovaVerona Guardia reale (6 battag.) Brescia.

Il principe Eugenio scriveva. all'imperatore il ,J4 giugno « Come V. t\'L avrà potuto vedere, tutte le truppe sono in movimento « per raggillngere le loro destinazi.oni ..... Quando gli ultùni batta« glioni avranno qualche gio1·no d'organizzazione, li metterò in « movimento su Laibach, se non vi saranno ordini in contra.rio da « V. M. Vi è in tll.Lti i nostri corpi molLo lavoro per metterli in « buono stato; mase V. ivi. potesse .fissarn al ,1° di agosto l'intera .« riunione delle truppe a Laibach, potrei assiCllmre che tutto sa« rebbe in buone condizioni. La vicinanza dell'armata a Verona, (< produrrà sull' Au~tria lo stesso effetto politi.co ». Il 27 giugno ripeteva : « ..... Infine, se V. M. ha la bontà di (< rispondermi e dirmi: siate il 1° di agosto con tutto l'esercito . « a Laibach, tiitte le m,isiire sono prese per l'esecU:zione dell'ordine. << Se V. M. mi dice al contrario : portatevi tosto a La.ihach e « concentratevi le truppe il :più pr~ntamente possibile, il movi« rnento non potrebbe aver luogo che successivamente e senzci q·uella « sirn1.iltaneità che pi11re è 1iecessaria ». Nella nuova dislocazione il grosso dell'esercito era sulla sinistra dell'Adi.ge, scaglionato lungo la grande strada Verona-Udine. Le due teste del movimento verso Sava, giunte a Gemona e a Udine, non distavano che quattro tappe da· quella linea.

SULLA CAMPAGNA DEL

1813

IN ITALIA

341

III. Napoleone, mentre spinge vigorosamente gli armam.ent, m ,Prancia, in Germania ed in Italia, mentre concep isce le bellè operazioni che tenterà attorno a Dresda, traccia anche R grandi ·tratti la condotta della sua armata d'Italia. Dresda, 1111 giugno. << ••••• Bisogna far studiare una pÒsizione sulle alture tra Laiba.eh ed Adelsberg ... in modo da trovarsi in una posizione of(< fensiva, restando pur sempre std territorio delle provincie il<( liriche; da atl.irare l'attenzione del nemico, ed impedire a « partili d~ trupp,t di penetrare in Tirolo ed in Italia. Questa « posizione non sarebbe ostile ( 1), visto che le trnppe resterebbero << accantonate nelle vicinanze di Laibach: ma la dislocazione dovrà « essere ben riconoscillla prima, e cosi pure i punLi sui quali si « potrebbero costrurre ridotte. Una eguale armata sarà accampata ·« a Pirna, allo sbocco della. Boemia, ed una le1'za sulla Reguitz, « dinnanzi a Bayruth . .[ Bavaresi avranno un corpo per guar« dare l'Inn . .Bisognerà. a.dunque che l'Austria abb ia piLL di 200 « mila uomini , sforzo che ora è fuori caso di fare e che poLrehbe « solo realizzare nella prossima primavera». Ed il 29 ripeteva : (< • • • ma è. importante che i vosLri ingegneri ed ufficiali « abbiano ben riconosciute tutte le catene di montagne della « Dra,•a e della Sava, da Willach fino a Gralz e Laibach, ed << è necessario che voi possiate prendere colà una posizione che « copra il Fr.iuli, le provincie Il!iriche e trattenga il Tirolo » . Il problema militare posto da Napoleone, appare chiaramente dalla sua corrispondenza.: Cercare wna posizione fr-a l'Italia e la Stvtia cowveniente pt·Midersi da u-n' a1·1nata pe1· 1ninaccian l'A'/Jr

<(

1

a

(l) Intende per l'Austria, la quale non aveva allora ancora dichiarata la guerra.


34,2

SULLA CAMPAGNA DEL

'NOTE

st_l'ia, c~prire l'Italia, e nella quale, col soccorso della {01·tificazione, si possa dare 11antar;.r;iosanumte battaglia. Le comunicazioni che aUraversano le Alpi orienlnli, si ,wiluppano secondo i lati di un triangolo stl'rrdale che l1a il vertice su l Tagli amento, a, Codroipo, e la base sulla linea Villach-Laibach . L' interno del triangolo, verso la base, è occupalo dalle pt·ealpi friulane e dal mnsso del Torglou. Le comnuicazion i che si sviluppano attorno al lato settentrional<' del rriangolo, shoccano su lla Drava a Villach; rruello che si sviluppano aLto1·no al la!omeridionalc sboccano sulla Sarn a Laibach. Si hanno rosi due linee -d'opet:azi?ni distinte, per Tarvis o per Adelsbcrg, legate sul versante 1taltano dall.a srrada Ta1Tis-C:apore1to-Gorizia; legale sul ,ersante austriaco da quella. Tarvis-Jfrainbni-g-Lnihach (,1). . La linea per il colle di Tarvis, minaccia, a più direttamente Vienna. Napoleone lo aveva dimostrnto nel "7Di . Q1tella per il colle d'Adelsberg copri,•a più di1·e1tamen1e le provincie Illiriche e Trieste. ll principe Eugen io, calcolando sul concol'so della Baviera, per la difesa dil'ol la dell'alta Dran, e del Tirolo, e pern:ando alle difficolUt di condnrr:e con successo operazioni offensive, manovrate, con un eserciro di coscritti, sceli;e la linea per Adelsherg. Con ciò, egli non rinunci:na e non poteva rinunciare all'occupazione fii-sa, di Tarvis-Villaclt, il punto d'ala naturale e romune dello linee difon~iye della Dra,n, deliri Sava o dcli' Isonzo. In segu ilo alle ricogniz io11i falle dal generale d'AnLl1oual'd, il principe Eugenio deci,;e di prendere posizione :rnlla linea OberLni bach-Adelshol'g. Ess:1 nou offri va, secondo lo consiclcl'nzioni del principe, il rnnlnggio militar<' che certamente pre.sentm a Laihach quale nodo di strade; ma rispondeva pur sempre al rriandal.o di coprire Trieste e una grand'entrata d'Italia. « ... Di là dalla Sava, « scriveva aJJ' irnpera.l.o ro, il terreno è GompletamenLe l'avorcvole « ad un esercito sboccnntc da Cilli. La per.,izione di Krainburg ha << contro cli sè il clifelLo di non cop1·i1·e nessuna dello comnnicazioni «d'Italia. Infine quella di Laibach, quantunque preferibile, dà. « lnogo ad alcune osservar.ion i. Lo vicina,nze di Laibach sono « malsane a, motivo delle paludi che circo~dano una parte di

<<

,

• • •

343

quella cii tà. Le a!Lu1·e che la dominano sono hrnlle, senza coltura,

« e sarehbe quindi di, iso dal fiume di Laibach, ciò che rende-

« rebbe, attraverso la citltL, le comunica,.ion i difficili da un'ala

« all'altra. Infine si arrebbe dietro immense paludi e la sola strada « da Trieste a. Laibacl1 (ii).

,

La tinca di :.-ehieramento dell'esercito francese, scelta dal principe Eugenio, posta a.I centro della rett,1 che unisce il masso del Torglou con Fiume, sbarra direttmueute le comunicazioni che dalle regioni meridional i dcli' impero austriaco mettono in Italia. Uno schieramento :;ilTa.uo, è bene ricordrrrlo. era basalo sul concorso dell'alleanza bavarese, c,ioè su lla, difesa diretta, por parte della Baviera, dell'allaDrava, dell'alta Piave e dell 'alto Adige . Napoleone, fino dal ·18 maggio, da Dresda, aveva scritto al principe Eugenio: <e Invitate il r·o di Baviera a fortificare nel Tirolo « qualche gola, qualche chiusa ed a fabhricare qnalche fortino, per « essere padroni dei passaggi e t1·attenerc gli abitanti >1. Il viccrè avern infatti pensato al modo di coordinare colla BaYiera una difesa dell'a lto Tirolo. « Ho scriLl.o, rispondeva a Napoleone, al re di « BaYiera snHe strade che sarebbe necessario ristabilire in Tit"olo. « Gli bo indicato quelb di ì\Hi.lbach, tra lkessanono e J3 1'Llneckcn ». Quella strada doYoYa infatti porre il corpo bavare:;c, posto sull'alto Inn ,i Kul':stein, in rapporto coli' esercito d' ltnlia, per Trento e Verona.

IV.

In luglio, la situazione generale si delinea con ti1He più sicure: l'Austria., allo spirare cleJl'armistizio, va considomta wme un nemico di più per la Francia. L'imperatore dà perciò ordine alla sua armala d'I!nlia di avanzare verso l'est. « Desidero che Grenier « porti il suo tpiartiere aenerale ad Udine, e vi sia il O11iorno I5·) (l) Lettera del 23 luglio.

,#

IN ITALJA

« senza alberi, e sarebbe perciò difficile creare un campo . Infine « un esercì Lo avrebbe I.i destrn a. Talberg e la sinistra. al Rosberg,

V

Il) Nel 1813 non era carreggiabile la strada di Tolmino.

1813


344

NOTE

SUf,LA CAM PAGNA . DEL

« Udine e Gorizia ll. Il principe Eugenio rispondeva : « le truppe

15"

Piave e due divisioni sulla Brenta ll. Poscia comunicava all'esercito la formazione di guerra definitiva. <<

uomini

1(generale

Ì I ( Verona-Vicenza ) l Vicenza-Bassano Ì ( Castel franco .) [ Tr.evìso - Porde-) none . . . . . j { Udine- Palma-) ( nuova . . . . )

pezzi

Mentre l'armata d'Italifi così procedeva, avvicinandosi al confine austriaco, il feld-màresciallo Hiller era giunto nei p~·imi giorni di agosto ad A.gram, ed aveva intrapresi armamenti . Notizie erano stf).te comunicate al vicerè di questo accrescersi di forze austriache .. cc I rapporti annunziano un aumento di truppe a l\farburg, a Pet« L<),u ed a Warasdin; egualmente che sui punti di J3othenman, di « Kristenfold. Di queste truppe, pare che quelle di Bothenman e< ed i 7 od 8 mila uomini che sono ad Agrmn, formanti -la destra e « la sinistra del corpo austriaco, sieno destinate a penetrare, una <l parte in Tirolo, per Rastadt e Sp ital; l'altra in Carniola per « Agram e KarlsLadt Il centro a Pett.au e l\farburg non agirebbe che << più tarcli, quando avessero operato con successo le truppe d'ala. << Per fare fronte a qtiesti di[erenti attacchi, bisognerebbe porre ~< un forte corpo a Spi tal. , un corpo a Karlstadl ed il centro a Lai{< bach. ~fa allor:i questi due corpi, soprnllltlO quello dell'ala sini<< stra, si troverebbero a cinque giornate dal centro, e per conse<< guenza quasi inutili per un'azione generale che potrebbe ,{< luogo tra Laibach e Marburg .... Se ricevo ordine cli avanzare « e di far passare l'Isonzo alle truppe, crederei opportuno dirigere e< su Villach una divisione ... » (2). Dato lo schieramento del grosso austriaco sulla lin ea dellaDrava, coi còrpi d'ala ~1vanzali sulla Sava e sull' Ems il progetto di schieramento del principe Eugenio vi risponde in modo simmetrico . Al centro austriaco, rra Marburg, Pettau e Warasdin, contrapporre il centro francese a Laibach; all'ala avanzata d'Agram, contrapporre

1

Ì

Luogotenenza

frl Divisi.one ) 'I a Brig. a Brescia (generale Lecchi) 2~, i~. Fiume-i 7891 I neste. . .. , Riserva (generale Bonfanti) . . . . . . . . . . 24-69 Cavalleria (gener. Mennet) Cremona-Lodi-Brescia ,1800 16 Parco artiglieria . . . . . . . . . 8

Totale

)>

è)

Quesnel) 7777 Luogotenenza 3" Divisione 8200 16 (generale Gratien) i• Divisione 74 6 '18 8 2" (generale Veì·dier) Luogotenenza ) 4a Divisione 7 189 20 \ (gener. l\farcognet) ' 1 1 o• Divisione Ì 3a (gener. Palomhini) ~ Padova'.-;\'lestre . ) 9562 ,]6 ,p

345

Gen. Grenier ( 2a ll Tagliamento (28a brigata a Villach) 2° Luogo tenenza I 4a )) Vicenza-Castelfranco. Gen. (,1) · { 3a Bassano-Feltre. tenenza Divisione, Verona-Padova . 3• 1 uo 110p· . 6" >> Verona-Padova ( una brigala Lai. , . Gen. mo bach- rneste). Cavalleria. Padova-Treviso. Montechiaro . Riserva ..

~e saranno così ripartite: due divisioni nel Frinii, dtte di,,isioni sul

1 a Divisione

IN ITALI A

1• Lu9gotenenza. I 4"- Divisione. Isonzo.

« che dal 15 al 20 luglio, due divisioni, colla loro artiglieria ep « al?~ne trupp~ ~li cavalleria, si riuniscano nel Friuli, tra Osopo;

'

1813

46374 1128

àver

~li ordini dell: i~nperatore si rinnovano il 28 luglio. « È probacc ~li~ che le ?st1htà ~on comincino che H ,15 od il n agosto . È « md1spensal~lle che 11 11O agosto abbiate il vostro quartiere gene<< rale ad Udme, e che tutte le truppe vi siano riunite, e che 1Joi « possi_ate, it giomo l 1, m,ette1·1ri vn marcia pe1· Gratz )) . Per tradurre_ 111. auo le disposizioni dell'imperatore, il principe Eugenio dava ti gtorno 4 gli ordin i per il movimento; ma siccome abbisognavano trentasei ore perchè gli ordini fossero pervenuti a tutte le_~ruppe_, S•Jlo il giorno Hl le ultime colonne poterono giungere a Udme. 81 ebbe cosi la dislocazione iniziale delle operazioni.

(IJ Non era ancora deciso quale generale dovesse comandarla. (2) 8 agosto .

;


346

NOTE

quellà di Carlstadt; a quella di 13oLhemnan, il corpo di Spital. I[ concentra.mento delle truppe fran cesi su una delle ali avrehbe così richiesto non meno di dieci giorni, mentre sul centro ci11qtte erano suffi cien ti. Il conconlramenLo del grosso austriaco nei cnmpi di Pettau aveva. però il vantaggio di minacciare contemporaneamente il centrn dello sclliermuento francese sboccando da Cill i, e la sinistra sboccando cla Klagc>nl'urt su Villach . Lo !schieramento progettato dal principe Eugenio era fondalo sulla supposizione che l'esercii.o l'r·ancese lo compiesse prima che gli Austriaci passa;;scro la linea clc>lla Sava. Ad ogni rnodo, la ragione politica imponendone alla mil itare, impedi,a che il movimento generale cieli' esercìLo del vicerè com i neiasse prima dello spira re clell' armisti;1,io; d'altra parte, portare l'esercito prima di quel giorno sulla linea cli manovra più meridionale, era uno s,elare il concetto clf:\lle operazioni posteriori, ccl un invito al nemico di controm11novrarc per Vi llach e Tarvis. Colla dislocazione invece presa il giorno l'.ì dal principe, l'esercito si tro,a,a raccolto in due nuclei; uno, sulla strada della Pontebba, accennava manovrnrc per Tarvis; l'altro, su quella d'Adelsberg, rninaccian Laibach. In questa disloca1.ione, occupando Tarvis rome punto d'appoggio, lo sch ieramento del grosso francese sulla linea. OberLa.ibach-Adelsborg non r ichiedeva meno di tre giorn i. Orn, supposta con temporaneità di manona, il grosso austriaco, sfilando da Pellan per Klagenfurl s1t Villach e Tarvis non vi polel'a giungere d1c quattro giorni dopo lo sch ierarnento fnrncese. IJ vicerè si trovava perciò in caso di appogginre la sua sinistra a 'l\u·vi,: con manovrf' ofTcnsi\e sulla linea Laibarh-Klagenfurl. li priJLcipe, cl i fronte alla. dislocazione ausl,riaca, capirn lulLc1. l'importanza clell'occupazio11c cli Tnrvis; capiva che solo dalla sicurezza di possedere quel punto derirnrn la facoltà di manonare più all'rst della linea di schieramento scelta ccl anche pi rì a sud verso Finme. Egli scriveva infatti al generale Antho rwrcl : ... « clo,elc far comprendere al generale che comanda la 3a divisione, « che è eh iamato a difendere in questo punto uno shocco d' I Lalia n ... e ripeteva il gio mo dopo: . . . (( bisogna ricordargl i cito egli Il a « sempl'c a difeodcre (anche perduto 1.'arvis) nella Yalle dell'Isonzo « le posizioni di Pletz e di Caporeuo; nella ,alle elci Fella, le

SUL LA CAMPAGNA OBL

.

1813

I N ITALIA

347

·« posi;1,ioni di ~la!borghct.to e di Ospcdalet.Lo. I~nc, ci~ che .' '. •· ·t fa1·e ' è tenere lunrramenlo Tan1s, fort1ficarv1s1 . m·e0' (( l lé(, d l , v 110 e e . l')

« e darci tempo cli operar'C per La i bach n.

. , . Alla vigilia del giorno in cui doveva. essere ~lenunciato l a1~11·. · ( 16 aaoslo) le informazioni su l nemico gmnLe al quartiere StJ:t,I 0 e> ' ' • • f" aenernle del principe non modiflcavnno la s1Luaz10ne:. << Pare, r~o : al presente, che l'armata auslriaca sia co_mpost:t d1 due corpt: « uno n Àlarhurg e Petlan , l'altro a Rruck rn;alente la. valle _d~lla « )'lohr . Si dice una riserva urganiz1.arsi a Vcmleburg >l . TI pnnerpe ave,·a domandato ali' imperatore isLruzioni per regolare la su~ c01~dotta mil itare. ~apoleone, per quanto grami.e fosse il suo g_emo m,litarc , non poLeva d.irigel'c da Drcscla, attr~vcr:so le Alp i, lo ope. · el' Ita1·.1<1 • Jndi·co· ,,.:.olo •·11 , icer,\' la direzione• generale elci le raz1on1 • • • •• operazioni. « Sono Lroµpo lontano da voi per darvi ord,,m p~s1_l'"'. · ((Coprite le provincie illiriche e l' Ita li a; prondet~ buone posrzwni, << attaccate il nem ico ~e ù inferiore in l'orze e ;;prngcLclo vigorosa« mente su Gratz >>.

V. 1n Illiria scoppia la ini-nrrezione, preparala. ed incoraggiata (la_gli Ausll'ifl ci, i quali denunziano l'annisti;1,io e passano I.a Sava. Il ~w,ncipe Eugenio porla innanzi rapiclan~c?~e lu sua ·:r'.nala. Il gi~rno 19 n,uosto occupa Villach con una. d1v1Stone e Gonzia e )Ionfalc one col g~·osso; il '20 giunge ad Adelsberg cd il '.2(3 l:t Lc~ta d~lla, sua ~rmaln tocéa Ober-Laibach. Contemporaneamente alla moss,i f, a11:'ese, cr!i Austriaci ocwpano colla sinistra, Cn.rl:;tadt, ;;pingentlo on di~tac~amenlo nella èlirezione di Fiume; con p,trlc del cenLro_ marcmno su Cilli, menlre il rinrnnente è, da più giorni, in ~ arcta su Klagenfurt, e la dc,-tra da Brnck è in movimenl~ su ~pil,~l. · Il 1rrosso dell 'esercito a.ustriaro ,,i raccoglte cosi cl,. fronlo ,\Ila sinisL~a francese . Il principe Eugeni o non ne è avv1s~to se non · no", ·tcl \drlsberO'a, e la prececlenza..del monmento , , qua11(l o gm . . ne0 mico aggrava d'un subilo la sitna;1,ione. « ... Siccome tutti I rap-


SU LLA CAMPAGNA DEL

348

NOTE

« porti mi annunziavano che le principali forze del nemico sì riu« nivano Ira Marburg e Pettau, doveui mel.Lere in movimento l'ar<< mata nella direzioue di LaihaclL Oggi (20 agosto) ho porlaLo il « quartiere generale ad Adelsberg. La 3° divisione era già stata « diretta su Tarvis; occupa con due battnglioni Vilhich, per clifen« dere queJlo sbocco. Oggi ricevo notizie che il rn~rnico ha fai.Lo un « movimento di rianco colla destra, per riunire le sue forr.e prin« cipali a K lagenfu1t. tanche probab ile che questa mattina Villach « sia stata atlaccata. « Dopo la certezza che il generale Hill er si è portalo col maggior « numero delle forze su Klagenfurt, ho diretto al punto importante << di Tarvis una seconda divisione che parte domani dn. Gorizia» ( 1). Ali' imperatore, al quale dà le stesse notizie aggiunge : « Le co<1 tonne che hanno passata la Sava ad Agram sono, fino ad ora, << poco considerevoli; se ne valulil, la fo rza a 3000 nomini. « i? ,,vn « {<dsò attacco che il nemico ha /'atto sulla sna 'e.~ti·ema siwi.~tra, « per attimrvi la nostra atten.=ione e per nascondere il suo mo'l>i« mento verso destra >) • La situa1/.ione delle due parli il giorno 2,1 era la seguente: 1

Fmn~si .

1 Divisione - Tarvis-Villach. 4 Divisioni - Ober-Laibach-Adelsberg-Prewalcl-Yippach. 4 Divisione - Canal e(?).

Altstriaci. Destra - Spi tal. Centro (grosso) - KlagenfurtVillach (sinisLm Drava). SinisLra·- CarlstadL-Neustadt.

La situar.ione reciproca del grosso delle forze doveva modificare il primo con celio . direttivo tracciai.o dal principe Eugenio. Poichè l'attacco della sin istra nustriaca non era che una cl imoslrazione per coprire un attacco vigoroso contro Tarvis, il grosso della difesa doveva a sua voi la gravitare :;u Tarvis, strategicamente il punto più importante, come raccordament.o dell a linea. di clifesa dell'alta Sava, dell'alta Drava e dell'Json1.o. Il principe deliberò portarvi il grosso dell 'esercito - il quale non aveva ancora completamente raggiunta I.a prima linea di sch ieramento. -

.

(I) Lettera a Clarke.

e

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JN lTA LlA

349

Il movimento comincialo nello stesso giorno ili! - per Canale e Caporetlo - fu compiuto il giorno i.7 (1) . La 5a _divisione ebbe ordine di marciare su Lailmch e coprire lo sbocco d, Adelsberg. Le fu arraiunla una brigata di cavalleria. 1:;osituazione generale militare alla ~era del '27, cioè all'arrivo del grosso a Tarv is, non era ancora. ben chiara a~ q~artie1:e generale francese, iJ0L' rapporLo allo scopo delle operazwn1 a.nstnachc. « Nulla ancora ,-piega i disegni del nemico . Ha lancialo partile « di Lrnppa su cli,,ersi punLi : in Croazi a, per minacciare Fium~ et< Neustadt" verso la Sava, sulla strada di Laih,Lch, e sulla grande << strada d~l Ti rolo; ma non sono ancora state spinte mollo innanzi (2). . . . . Infatti il corpo cli Spital non avevn ratti molLi mov1ment1. Lungo la Drava gli Austriaci mantenevano la difensiva, sebbene avessero comball11Lo in più pLrnLi. grano padroni di Villach, ma l'occupa.vano co n poche fo,rie; avevanò gcWtlo un ponte. a Ros~gg (3! e _lo copri vano con trincera.meni.i; ave vano costrutti lavori a Fe1stn tz per coprire il ponte di Holenburg e la comunicazione da KlaugenfurL a Laibach; avevano roLla la stracla di Loehel ed avevano costrulli trincenunenti a S. )faddalena. Era, clifensiva, ID,L accennava. a. tradursi in olTen:;iva a momento opportuno. TI principeclecise prevenirltt attaccando e rompendo quella specie di velo che siffatti lavori creavano s1tgli inte~climenti degli Austriaci. Villach fu ripreso- i Lrinceramenli di Rosegg presi e clistrntli;_- ma l'o~ensiva francese fu a su:t volLa arrestata dalla difficollè\ d1 passaggw della Drava. Il giorno 29 il principe Eugenio comunica.va all'c.c;ercito una . nuova formazione: 1 ,1a Luog." \ 'I" Divisione - Gen. Qttesnel ì uom. ,t7,4:08 ·;;: ~ Gen. Grenier 4,.• )> » Marcognel) 38 pezzi. J: ( 2a Luog.• 2• n » Rouger ) uom.·'16,~29 (}en. Yerdier 3a » >J Gratien j 31, pezz1. ~ ~ 3a Luog. a \ 5" >> >> Palom_ bini ì uom. 116,:86 '.§ i Gen. Pino 63 >> » Lecchi } 32 pezzi. Cavalleria >> MermeL. Riserva >> Bonfanti.

I

(l)

VAUPONCOURT,

(2) A Napoleon e. - 27

agosto.

(8ì All'nngok• che lo Drara forma verso S, Micholc, ori os~ di Villoch.


• 350

SULLA CA.M PAGNA DEL

NOTE

L'esercito era diviso cosi in tre I uogoLenenze, cli cui due raccolte attorno aTarvis e la terza attorno a Laibaeh. La destra non ]JOLeva comunicare colla sinistra che per Wurzen, lungo la Sava. Gli Austriaci, padroni di Neustadt e di Fiume, minacciavano la linea Laibach-Gorizia; padroni di Klagenrurt e di Loebel, mimcciavano di spezr.are la linea Tarvis-Krainburg-Laibach. Per mantenere Laibnch era pet'ciò neeessario assicurare il possesso di Krainburg al generale Pino, sia occupandolo fortemente, sia aua.cca.nclo gli A.ustriaei a FreisLri.tz per eo~tringerli a ripassare sulla sinisr,ra della Drava. Il principe Eugenio decise uno spostamenLo del grnsso verso Krainburg e l'attac?o di Freistritz. (}li Austriaci furono battuLi, il qLrn.rLierc generale del principe portato ,t Laibach e l'al'mata francese schierata da Tanis ad Adelsberg. In quesLa dislocazione, l'esercito francese occupava un fronte di più di ceni.o chilomel.ri, sul quale le !inee çli ritirata si sviluppavano per le due ali. Esse costituivano perciò due centri d'nLtrnzione attorno ai quali gra.vil:avano insensibilmente le forze dell'esercito, rendendone debole il centrn aKrainburg, stil quale appunto da Klagenfmt minacciava shoccare il grosso austriaco . Il punto di Krainburg, centro della linea dif'ensi.va Tarvis-Adelsherg, non aveva allora dietro di. sè la linea di manovra. di Tolmino che lo lega alla pane. centrale deJJa Iinea delJ'Ison:w. La manovra ceni.raie ~;be il principe Eugenio voleva fare d,t Krainburg sn Tarvis e ·La,ibach era quindi pericolosa. Cli avvenimenti che si succedeuero, accentuarono ,-empre più questa a.l:trar.ione verso i due estremi della linea. All 'ala, destra nemica, un corpo minaccia per Lienz di penetrare in Tirolo mentre . alcun i corpi di partigiani marciano su Bressanone; allq, slnistra gli attacchi di S. Marin, sulla. strada Neustadt-Laiba.ch, e cl i Felschune, su quella Fiumc-Aldelsberg, richiamano sempre più il principe Eugenio verso sud. Egli ordina infatti alla divisione di riserva di marciare in Tirolo, e fa. occupare prima Adelsberg, per minacciare contemporaneamenl:e le strade di Fiume e di Trieste, poi Lippa.. « L'estensione, scriveva egli, della Iinea a guardare, la grande « di.fficoltàdelle comunicazioni. fm i corpi e sopratiitto le corn,wnica(( ziowi cofreame, che non p0880no aver liwgo che per la Pontebba e -~< Ta1·vis a sinistra, .rie1· Gorizia ed A.delbe 1·g a destra~ mi costrin1

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IN l'l'ALIA

351

« gono dividere l'esercito i?idiie corpi. Io comando quello di destra, « e rimelto il comando di quello cli sinistra. al genera.le Grenier. Il « mio centro era aKrainburg, ma in seguito agli ultimi avvenimenti, « quel punto non rimane più che un posto di prima linea per « comunicare dalla. destra alla sinisLra. È possibile che il nemico <e l'attacchi in forza e se ne impadronisca : ho ca.lcohtto anche .« questo caso nelltt decisione che ho presa» (11). Ù nemico superiore in forze,operava per le due ali a fine di logorare Ja difensiva francese. Da una situa.zione così grave, che conduceva Jentamente alla sconfiLta definitiva, non er-a forse possibile sortirne che con un'offensiva .vigorosa, la quale rid1iamassc a sua volta J'aUacco alla difesa. Riunire il grosso dell'esercito su una delle ali, aUaccare e battere il nemico,.,per marciare poi rapidamente su l'a ltra fra1.ione del nemico e ripetere il giL1 oco, era una manovra che Napoleone aveva insegnata splendidamente in Haifa. ~fa per l'arht si richiecleva il genio di Napoleone, i soldati della. :vecchia a.rmata d' Italia e nemici che non avessero fallo tesoro di venti anni di guerra . L' idea cl'una offensiva vigorosa era. venuta, al principe Eugenio; ma si era trovato impotente di fronte alla situazione reale delle cose. « Sw1. Maestà, scriveva, potrebbe domanclarnìi « perchè io non opero offensivamente. Bisogna osservare che il « nemico ha sulla Drava, fra SpitaJ, Villach e Klagenfurt, quasi <( 20 mila uomini, aggruppati a forti posizioni natura.li ed a t.rin« ceramenti; più cli 20 mila uomini sono sulla Sava fino a ù 1rlstadt (( e nella. direzione di Fiume, non com.prese alcune truppe di lancl(( 'l'ltehr e l'insurrezione croata. Potrei, riunendo due o tre divisioni, (< spingei·mi sulla strada di Cilli; ma allora il nemico, cedendo (( ten eno, si geUerebbe con forze sui mie:i fianchi, sopratutto verso (( Fiume e Laiba.ch; e mi CO$tringerebbe ad arrestarmi e anche « a retrocedere per coprire una delle lince d'operazioni che mi « potrebbe essere tagliata. Sembra deciso elle il nemico non voglia <e ingaggiare alcun combattimento serio; si presenta su tutti i punti « e si ritira. ,toslo che incontra. forze superiori: è in parLicolar « moclo avvantaggiato dal terreno e dalle numerose comunicazioni (< coll'interno >> (2) . (1) Lettera del 20 settembre. (2) All' imper atore. - 20 settembre.


SULLA CAMPAG:N,\ OBL

352

IN ITALIA

353

l'>OTE

Il .22 settembre, ritornava sullo slesso pensiero e scriveva all'imperatore: « Vostra Maeslà avrebbe senza dubbio desiderato pi,ì felici ri<1 sullati, ma degnerà considerare che la sua armala in Italia non « era che formala al momento in. cui le oslili tà scoppiarono; che << in questi giovani soldati, senza esperienza di guerra, il fisico « non risponde sempre al morale, il quale, sebbene buono, « deve essere sperimentato; che, infine, oltre alla mancanza di « tma sufficienle quantità di buoni ufficiali superiori, la scelta dei « generali lascia molto éL desidernre. Sono U'oppo fort111nato se « i miei sfol'.=i riescono a siipernre /ante di fficoltà>) . L'esercilo anstriaco si poteva ormai clire raccolto in due grossi nuclei ciascuno di forza quasi eguale all'intero esercito rra.ncese: uno l'rn SpiLal e Klagenfort, sulla. cliretlrice di Tm:vis; l'altro frn, Agram e Carlst.adt, sulla direllrice cli Adelsherg. Se il principe Eugenio muoveva. per soccorrere la sua sinistra, la sinistra aristriac,L, sotto gli ordini di lladivojevitch, poteni marciarè sul basso Isonzo; se atlaccava la. sin isLra austriaca, la destra, sotto HiUer, vi, rispondeva coll'atlacco cli TarTis e di Vi llach. Era perciò costretto a subire l'offensi.va nemica, la. quale, stahilita su larga lJase, Lenéleva spuntare pe1· le ali l'esercito francese.« lo non mi potevo concentrare, « perchè allorquando mi sono portato SLl Yillach in forze, il nemico « ha attaccala la mia destra guadagnando terreno por Laibach; mi « sono portato a Lai ba.eh ed il nemico, avendo ricevuto rinforzi, << ha. l'orzalo Villach » ('I). Negli ultimi giorni di settembre la situazione era cosi grave che il principe Eugenio dovette pensai·e a retrocedere sull'Isonzo. Era in ciò anche indotto da ·un'altra considerazione: « Tutto annunciava << un pcossim.o cambiamento nelln, situaz ione politica della Baviera, « e questo ne produceva uno tot.:ile nella posiziono militare del<< l'armata in Italia. L'istante in cui la 13aviera separerebbe i suoi « interessi da quelli della Francia, era pure quello in cui il cuore << del reame sarebbe mimwciato . L'inazione bavarese sull 'Inn, l'e-· « vacuazione del salzburghese e del Tirolo superiore, aprivano al (< nemico le vallate clella Drava o l'accesso a quella dell'Adige. (l) All'imperatoro, 8 ottobre.

181 3

VI.

e

Il 26· settembre, giorno in cui il principe Eugenio si risolveva ~ retrocedere colla destra sull'Isonzo, la situazione clelle due parti era la seguente:

Francesi. Sitnistra - Bressanone-Miilbach. Centro - Tarvis. Destra - Ober-Laibach-Prewald.

e

Austriaci. Destra - Linz. Centro - Spital-Yillach-Klagenfurt. Sinistra -Neustadt-ZirknitzFiume.

I due eserciti si trovano così schierati in modo simmeLrico su due e archi di cerchio ' il cenLrn comune dei quali si trova fra Padova . . Lecrnaoo. Unicamente r,uardando alla situazione geografica, il mov1m:nLc°offensivo clegli Austriaci, procedendo lungo le direttrici sulle c.ruali è iniziato, verreblle a cadere sull'Adige, gira~do colla destra le linee difensive nell a pia11ura, ecl mumclolo direttamente col cenLro O colla sinistra, le quali formerebbero una sola massa una volla. r,iunte sul Taofonnenlo. Di fronte a q1lest'azione, Ltn parall elismo d'operazioni parte del principe Eugenio 1,'avr~bhe condotto nat11ralmente a eaccogl icrsi sull'Adige. Ma. la s11.unz1one reale era da parte francese aggnwata clal fatto, che la defezione della Baviera allarga.11do la. base a.ustriacn verso il uord, pen~ett~va. a~l'esercito cli Hiller di raccogliere il maggior numero d1 minaccte sulla. linea d'operazione dell'alta Dea.va, alto Aòige, la quale cadeva al ceny'<> delle risorse francesi e nel cuore d~I ~·egno. Or~, giacchè le conclizioni cli for.zanon permettevan~ al prn~cipe E.ugento un'azione contt·o[ensì\a cla Tarvis, per paralizzare 11 movimento verso il Tirolo, e da Aclelsberg, per tratLenere la marcia della sinistra austriaca. la ritirala era una. necessità strategica, la quale provava ancora una volta che la difesa delle provincie venete

da

.UlNO XXIII, VOL. Il .


354

NOTE

r isiede specialmente nel possesso militare delle testate dell'Adige e della Drava (1). Rimaneva a determinare il momento in cui l'esercito francese avrebbe dovuto intraprendere la ritirata. - Questo momento era naturalmente subordinato all'iniziativa austriaca ed al tempo che avrebbe impiegato l'esercito di Hiller per raggiungere la linea del1' Adiae al ]Yllnto di Tt·ento centmle agli sbocchi di Bassano, di Vero~a E' di Brescia. - Da Klagenl'url a Trento, per Linz, si richiedevano non meno di quattordici marc.ie; da Laibach a Verona, centrale agli sbocchi di .Brescia e Bassano, se ne richiedevano altrettante. - L'esercito di llalia poteva perciò ini1.iare la sua mossa conlemporane.amente a quella austriaca. L'estrema destra austriaca, sollo gli ordini di Fenner, che rappresentava la minaccia più vicina alla base francese, non era considerata dal principe Eugenio che come distaccamento il quale doveva essere arrestato e trattenuto dalla divisione di riserva che era entrata in Tirolo. - A.I cominciare cli ottobre, il generale (hflenga, che la comandava, era ancora a Bruneck, cioè ad lllla elisi.ama da Verona quasi eglutle a. quella da Verona all'lsouzo, linea sulla quale appun~o retrocedeva il principe. La ritirata dell'armata francese fu cominciala il giorno 27 settembre -1>er :;caglioni dalla dcsl.ra. - La ·I · e 4,a divisione per la grande strada cli Gorizia, per Adelsberg· e Wipp_a~h_, le divisioni ad una aiornatadi distanza l'una dall'altra; la 5• d1v1s1one a sua volla su G~ri1.ia, per Prewald, Opschina e Dueno. - Il movimento dell~ destra ern. termina.Lo il giorno 5 ottohre. - Il corpo clel centro s1 raccolse a Tarris, facendo occupare cla distaccamento Caporetto, e per la valle del Folla gi1mse il giorno 11 ad Ospiclaletto e Gemon~. Nello ~tesso giorno il corpo austriaco di Fenner erasi arrestalo 111 valle di Adige fra S. Michele e Lavis; il grosso, col generale Radivajovitch erasi arreslalO nella zona cli riva sinistra dell',ls~t~zo_. Il movimento avvolgente austriaco s'andava però sempre l)lll disegnando. - L'ala sinistra aveva ordine di tutto tentare per tratLenere (1) È vero però che dal momento che il principe abbandonava TarYis, gli Austriaci potevano ini1.iare il loro mo,· irnonLo su I Tirolo, e che neppure lo linea dell'Isonzo non poleva essere tènuta lungo tempo percbè minacciata nel suo fianco sinistro dal Fella e dal Tagliamento.

SULLA CAMPAGNA DEL

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IN lTALlA

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il nemico verso l'est e di lentamente inseguirlo nella ritirala eventuale e sotto nessun pretesto impegnarsi in un grande combattimento risolutivo. - Per coprire la marcia dell'a la. destra, la brigata EckardL doveva marciare da SilJian, per il Kreutzbcrg, su Pi eve di Cadore, Belluno e Fe!Lre minacc.ianclo Cornuda e .Bassano. La colonna. principale doveva marciare senza inte1Tu1.ione per Bressanone-Uolzano e Trento, mentre l'avanguardia doveva respingere dinnanzi a sè tutti i distaccamenti francesi esistenti in vali ed' Adige. TI principe Eugenio era più che deliberato a retrocederesull' Adige; ma vol eva farlo più tardi e.be fosse poss ibile. Le perdite erano state gravi e tanto più sentite in un esercito di co~critti. Non sperava soccorsi dalla Francia, perchè l'imperatore chiamava a sè le riserve rflccolLe ancora prima che avessero forma cli corpi combattenti. Si trovava perciò abbandonato ai mezzi che il regno d'Italia polevadare. Fino dal 5 ottobre aveva ordinata la formazione di una divisione di sei battaglioni a Verona; dati gli ordini per accre~cere la guarnigione di Palmanova e pornpprovvigionare Venezia. L' 1 1 otto brc chiama va 15 mila coscritti alle armi, e faceva appello al sentimento nazionale ·con un proclama agli Italiani. Vi si ,diceva: <e • •• • facciamo si che il « nemico sia costretto ad abbandonare il nostro territorio, e che da « noi si possa dire: eravamo degni di averewna patria, perchè l'ab<< biamo saputa difendere ". Ma le belle parole non trovarono eco, risultato naturale dell'esaurimento politico e militare in cui era stentat..-imente vissuto fino allora il regno d'Italia. La marcia ritardata del vicerè verso l'Adige, aveva appunto per iscopo cli dare tempo a quel lavoro di riordinamento di cui si sentiva tanto bisogno, e che non sarebbe stato possibile compiere prontamente abhanclonanclo d'un trauo le pro, incie fra l'Adige e l' Isonzo. Questa insistenza, però a rimanere nella pianura veneta, poteva, in date situazioni, diventare pericolosa. Tl principe Eugenio lo prevedeva e cercava porvi riparo. Il suo pensiero è consegnato in una lettera diretta al ministro di Stato, ducn di Lodi. Ne riassumiamo le idee p1·incipali ( 11). << ••.• Cercherò di farvi conoscere la situazione per int~ro. Se « nel mio dire troverete qualche ragione d'inquietudine, vi troverete 1 1

(1) Gradisca. -

17 ottobre.


1. 356

SULLA CAMPAGNA DEL

NOTE

1

I

IN ITALiA

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perazione, e dalle Alpi occidentali porLal'la sul basso Po e sull'Appennino. La linea di manovra del principe che correva prima da Udine, per Verona e Brescia, su Milano, si cambiava allora in quella di Udine-Padova-Bologna, che gli dava facoltà.di operare, appoggiato a Mantova ed a Venezia, fra il Mincio ed il Piave. Il principe Eugenio si creava una nuova situazione slralegica che gli dava agio di aspeLLare, nel centro della valle del Po, i risultati cl.elle battaglie ,combattute sull'Elba dalle quali dipendeva di fatto l'avvenire del regno e dell'esercito italiano. Nella nuova situazione, fino a che l' eserr;i Lo francese si manteneva padrone della linea Trento-Primolano-Belluno, le truppe ,rnstriache non potevano congiungersi e formare una sola massa di fronte all'esercito francese, raccollo fra l'Adige ecl il Pi ave, ed adoperabile nella direzione più efficace. Ma era però necessario, di fronte al movimento austriaco su Trento e su P.ieve di Cadore, abbandonare la linea dell'Isonzo e retrocedere su quella della Piave. « 11ino a .che il principe Eugenio rimaneva sul Piave s'appog<c giava e copriva ·venezia. Bisognava perdere una bauagl ia priina « di abbandonare quel grande arsenale e quella grande città. » Tale era stata almeno altra volta l'opinione di Nap·oleone, il quale aveva ancora comunicate alcune idee sul funzionamento strategico cli Venezia considerala come punto d'appoggio per operazioni offensiv.e dal basso Po al Friuli, e come testa di sbocco sul fianco dell'attacco proveniente dal!' est. · Le lagune danno infatti carattere particolare alla piazza di Vene, zia, legandola coi canali navigabili alle linee della Livenza, dei Piave, del Sile, dell'Adige e del Po ; all' AdriaLico per le uscite attraverso le dune, e colla terraferma mediante gli sbocchi cli Campalto, di Mestre e di Fusina. Un atto controffensivo ad ovesL della laguna non può intraprendersi se non dopo avere acquistato colle fortificazion i spazio sufficiente perchè le truppe possano stabilirsi saldamente a terra. e presentarsi con fronte d'attacco sufficiente. Napoleone aveva perçiò raccomandato al principe che fossero accresciute dal hHo di terra le difese di Veneiia, e maggiormente assicurato il suo collegamento colla linea dell'Adige. Nel gennaio 1809, Napoleone aveva scritto al principe: «..• Non

del pari molte altre ragioni per essere calmi e per avere confi<( denza. La linea che occupo sull'Isonzo è buona e forte; il nemico « non ha tentato ancora seriamente di forzarla, e vi sono ragioni che << inducono a crederè che non lo tenterà, almeno così prontamente. <( Eccole: 1° Non vi è dubbio che il corpo che mi sta da fronte non « è per numero mollo forte; 2° supponendo ci{e mi costringa acl « .abbandonare l'Isonzo, dubito ch'egli abbia forze sufficienti da la« sciare dinnanzi ad Osopo , Palmanova e Venezia; 3° Non vuol « battersi in un'azione decisiva perché questa fu la sua tattica fino « ad ora, e che avanzandosi dall'Isonzo non potrebbe più conti« nuare. Queste considerazioni mi fanno cre~ere che possiamo essere << tranquilli, per pw·ecchi giorni, SLti. paesi ex-veneti ...... Senza « dubbio siamo meno forti dal lato del Tirolo; ma lo è del pari << il nemico . Spero adunque che le forze che sono a disposizione del « generale Giflenga, quelle che raccoglie in questo momento il ge« nerale Pino, ed un corpo sotto gli ordini del generale Palomhini, . « che dirigo oggi su Bassano, saranno sufficienti perarresLare i ten« tativi del nemico e trattenerlo almeno a Trento ....... ». Ora suppon iamo gli avvenimeùli più gravi, perché << è bene di « lutto prevedere ..... Supponiamo che il nemico, riunito ingrossi « corpi, mi costringa ad appoggiarmi su Mantova e Venezia, e che « possa occupare per un momento la Lom bai;clia. - Che hiso« gnerebbe fare allora?- Il governo , informato dell'avvicinarsi · « del nemico in grossi, c01pi, pubblichei'à un proclama nel quale « annuncierà. che la fedeltà al sovrano gli. fa una legge di non com« promeuere la dignità degl i uomini che egli ha onorati della sua « confidenza, lasciandoli in halìa degli insulti del nemico; che per « consegnemrn. si ritira per un momento dietro al Po . Ciò fallo, i « grandi ufficiali della Corona e del regno, i ministri, il senato ed « consiglio cli Stato passerebbeYo il Po e si di1·iqe1·ebbe1·0 s1h Bo« lo_qna in attesa d'altri avvenimenti,». Se ci fosse possibile e ci fosse permesso di dare tinta più viva al pensiero militare del principe Eugenio, si potrebbe dire che egli si proponeva di dare nuovo indirizzo a:llo.guerra facendola più italiana. , Abbandonai.o a se stesso nel centro militare dellti penisola e capo d'un go,,erno che ha nome cl.'italiano e d'un esercito .formato per lil più grande parlc di soldati italiani, pensava spostare la sua base d'o«

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358

NOTE

SUL LA CAMPAGNA DEL

« sarebbe possibi1e dare alla linea dell'Adige le stesse proprietà di

quella del Piav,e? La linea dell'Adige non potrà mai avere la pro. <t prietà di coprire Venezia, perchè non è sufficientement.e innanzi: <i ma si possono trarre acqu~ dal Brenta, dall'Adige e dai torrenti « che si gittano in essi, riunire queste acque, e rendere il terreno « talmente impraticabile tra l'Adige ed il Brenta, che sia impossibile « al nemico separare Venezia dall'Adige, così che sia costretto a <1 passare l'Adige per bloccare Yenezia ... Ciò fatto, l'esercito fran« cese ha di grandi vantaggi: una corrente d'acqua considerevole << e ripidissima, delle dighe sulla riva destra che rendono facile « la difesa, una grande vicinanza a Mantova ed a Peschiera, « l'esisten:1.a d'una piazza centrale considerevole (Legnago). Per << mezzo di questa linea, :Mantova, Peschiera, Legnago, che sono <e state costrutte nei luoghi ove sono dal caso, che erano separate << e senza legame fra esse, si spalleggiano, non fanno che un tutto, << e riuniscono la loro opera d'attiv1 tà per la difesa dell'Italia. ... >>. r , Gli ordini dati dal principe Eugenio dovevano portare a 12,000 (4) . uomini la guarnigione cli Venezia e provvederla di mezzi per resistere ad un assedio di sei mesi. La difesa terrestre, divisa in qu~Uro settori, u affidata al genera.I.e Seras; quella. dal lato di mare al contro ammira., glio Duperé. Costrutte ba.tterie galleggianti e battelli cannoniere, che urono poste nei canali accessibili al nemico; le entrate della laguna chiuse da steccate galleggianti e i legni da.gu.ena, che erano nel porto, ~ <.... 1!}lbozzati nei punti più efficaci per spalleggiarne la. difesa di retta. Gli avvenimenti in Tirolo e nell'alto Pieve si succedevano rapida'niente. Il genera.le Fenner, sempre respingendo la divisione Giflenga, entrava il giorno 4-6 ottobre a '.Prento; il generale Eckn.rdt nello stesso giorno si impossessava di Pieve di Cadore dopo aveme battuta la guarnigione. Le linee di ritirata del principe Eugen io erano perciò minaccia~e dagli sbocchi del Piave e del Brenta. Il viceré, per rispondere all a esigenza della nuova situazione, cvedeLte che sLaccando il genera.le Grenier con tlue divisioni, la marcia delle quali precedesse di tre giorni quella del grosso, e spingendolo nella direzione di Belluno-Primola.no, forzerebLe, unitamente alla divisione Palombi.ni che doveva. marciare su Bassano e risalire val Brenta, le avanguardie nemiche a. ripiegarsi più <t

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(·J La guarnigione oon raggiunse di fatto che 8000 unmirii o 320 marinai.

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IN !TALIA

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i,ndietr6 nel Tir0fo, ed avvicinarsi al l0ro grosso g1unt0- a Brune.ci'iei:t. Liberato dagli attacchi sul fianco ed alle spalle, spera-va il :printipe Eugenio d1 riunire una grossa parte dell'es~rdto sul Piave e restarvi per qualche tempo. La su,L estrema sm1stra doveva essere assicurata dalla divisione GiO.enga posta sul Monte Baldo e sull'altipiano di 'Rivoli . La ritirata progettata si inizia. il giorno 17. Il generale Grenier marcia su Conegliano. - Lo procede la divisione Palombini, la quale lascia una brigata a Codroipo, a.Ila. testa di. ponLe sul Tagliamento. Il '23 il movini.ento verso l'ovest del corpo di Grenier è ben pronunciato, ecl il principe si raccoglie ad Udine. L'importanza del movimento, e la zona ristrelta di manovra. in cui si trova l'esercito francese, ci consiglia.no il seguente diario delle operazioni recipro,che dei diM ese1·citi. Tfrolo

23 ott. -.IlgeneraleHiller giunge

a .Bressanone, I' avanguardia a Bolzano. 25 » - L'avanguardia cli Hille~· ginnge a. Lavis. Il generale l?enner a Mattarello . Il Q. G. A. a. Trento. 26 n - Attacco di Calliano. Ritirata dei FrancesisuSerra:valle.' Gli Austriaci orcupano S. Ma.reo . 27 >) - Il generale Giflenga attacca gli Austriaci, ma è respinto su A.la. 28 » - Il grosso del!' esercito

di Hiller si raccoglie a Trento.

.29 » - Segue il movimento di raccolta del!' esercito di Hiller a Trento.

Friuli La divisione Palombini arriva a Conegliano. Il generale Grenier seguita il movimento. Segue il movimento di ritirata di Palombini e Grenier. Il principe Eugenio si spiega. sul Tagliamento. Il generale Grenier occupa Castelfranco e Rossano. Il principe Eugenio seguita: la. ritirata. Il corpo austriaco passa il Tagliamento. Il gen~ral~ Gre-:nier riconosce nelJa dll'ez1one d1 Bassano. Il principe Eugeni? giunge a Fontana Fredda; decide restare due criorni sulla Livenza, per dare tempo al generale Grenier di respingere gli Austriaci ·da Bàssano. Il princ. Eugenio si stabilisce dietrò la Livenza. Gli Austriaci giungono a Pordenone e sboc_cano da Bassano.


360

SU LLA CAMPAGNA PEL

NOTE

La situazione militare nel giorno 29,°si accentuava in modo grave per i F1:ancesi. Lo spazio di manovra si restringeva sempre più, ed i combattimenti decisivi parevano imminenti. Il corpo austriac:i del · Friuli era a Pordenone, poteva il giorno dopo auaccare la linea della Livenza; nello stesso giorno quello disceso dal Piave si er.:t reso padrone dello sbocco diBRssano, era cioè ad unRmarciHlaìlastrada. Treviso-Ver?na, a clue da quella Mestre-Padova-Legnago. li corpo di Fenner, impadronitosi di Ala, non era. a sua volta, che ad una marcia da Verona; mentre il grosso dell'esercito di Hiller. a Trento , era in faeolta di gettarsi ·in due giorni o tutto su Bassano o tutto su Rivoli. Al principe Eugenio si richiedevano due giorni di marcia per giungere a Bassano, e cinque per arrivare a Verona. Poteva, perciò essere attaccato in questi due punti dal grosso dell'esercito austriaco. La battaglia che poteva conseguirne, data dalle due parti col maggior numero delle truppe, doveva essere r isolutiva. Combattuta a Bnssano e perdùta, l'esercito francese poteva essere gettato su Venezia e sul basso Adige; combattuta a Verona e perduta, potev,l essere spinto su Mantova e sul basso Po. La situazione giustificava cosi nel principe Eugenio la.scelta della linea eventuale del basso Po, che egli aveva fatta fin cla quando si trovava sull'Isonio. Milano era però sempre il primo e il. più grande pensiero del viceré. Milano, centro del regno d'Italia, capita.le dello Stato, era la sua grande base naturale, tanto più ·che era l'anell o di congiungimento colla Francia, la ,Tera base ultima dell'esercito france~e in Italia. Si è perciò, che pur prevedendo ;:i.i più gravi pericoli, egli. pcnSf\Va cli guadagnare di preferenza la sua linea di manovra dell'ovest. (( .... :nella mia, opinione. aveva scritto nl duca « cli Lodi, il regno d'Italia è seriamente comp romesso il giorno « in cui è .i nteramente abbandonato dai suoi funzionari; da cui (( segue che essi non devono sortirne che al momento del più qra'Ve « perièolo )) . Perciò in quel giorno la situazione preoccupava granclemente il principe, il, quale scriveva a Clattke << •••. il fatto è che << in questo momento ho realmente di nnanzi a me tutto· ciò che « ha passato l'Isonzo, che è sboccato da Caporetto e dal Fella .... (< un corpo cli 32 mila uomini almeno. Contrappongo a questa (< massa la ,p e 4a divisione e una br.igata italiana, formanti 14 « mila uomini. Se, come temo, il nemico ha gittato in Tirolo, e

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ÌN ITALIA

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<< nell'alto Piave, 18 o 20 mila uomini, bisogna ch'io mi ritiri sul« l'Adige. Ho distaccato nell'alto Piitve (doveva marciare su Feltre)

ii generale Grenier con due divisioni francesi ed una brigata ita<< liana : dispone dì 14 mila uomin i sein a contare la divisione di ri« serva che difende la ,,aIJata dell'Adige. QuesLo geJierale è sotto le cc mura di Bassano, dove il nemico pare si sia fortifi cato . Il r1;sultato ~< dell'attacco che egli è sul punto lli intraprendere può avere una (e grande ùi(l1.Mnza snlla nostra si t1uizione. Aspetto q,iiesto 1·isMltato cc con impazi~nza tanto più tJiva, in qiianto il genernle Gi(lenga è (( stato 1·espi11,to da Rovereclo, e che il 1iern;i.co a1Janza ùi forze da « qiiel lato, pe1· c-ià non posso pensare tranqi1,illarnente di Verona . ll generale Grenier non rispondeva all'impazienza del principe Eugenio, ed alla situazione difficile. Era giunto dinnanzi a Bassano il 25; non aveva che debolmente attaf:cat:o il .corpo austriaco ed era stai.o respinto . Rimase inattivo il 27 e il 28 . I( 2~ il corpo austriaco prende a sua volta l'offensiva ecl attacca Grenier il quale r imane nella sua posizione. L'attacco rende sempre più tit1,1bante Grenier, il quale chiama ~occorsì al vicerè . <e Ricevo lettera di Grenier, scrive <( al ministro della guerra. 'l'eme che il nemico sia .in forze maggiorì <e di lui a Bassano. Mi f'a premura di retrocedere ::;u.ll a Piave, facendo (l anche scorgere di temere che il nemico lo attacd1i e non renda la << sua situazione difficile. Comprenderete faci lmente come la mia po<( sizione sulla Li,,en"a sia pericolosa. Cosi mi decido d'andare oggi « io stesso sulla :Piave, colla cavalleria e con otto hattaglioni. Domani (< il rim anente dell e truppe mi seguirà )l . Prco.ccupato da quesLo mov imento re~rogrado che è costretto a fare e dalla situazione che gli ha creata l'inazion e di Grenier, temendo gli avvenimenti che ne possono conseguire: prima di retrocedere e nel rapportarne al minisLro della guerra, pa.re voglia giustificare la sua condotta e la riassume: « Signor duca, di Feltre . Già come vi avevo comunicato, •e se( c condo i rapporti cla me ricevuti, era in diritto di credere che la << divisione del generale Fenner, composta di 8 mila uomini, si <l r iunisse a Trento e minacciasse Verona, mentre quella del gene<( rale Eckardt discendesse per Belluno, su Feltre e Bassano. << Ecco contro qtiesti movimenLi le disposi1,ioni da me date : Ero <( riuscito a raccogliere a Roveredo circa 5000 .uomini. sotto gli or<e

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362

SULLA CAMPAGNA DEL

NOTE

« clini del generale Gi.tlenga. Egli aive:va per compito: di copr'ire

Ve1·ona e cli difendere ad oltr·a·n za ib terre,no, come pure di coope« rare al rno'Vùnen,to o/fensfoo çhe 'ÌO medita'VO (11). A. vevo distaccato « dall'Isonzo il generale Grenier, con due divisioni, una brigata << italiana e '1200 cavalli , coll'ordine: di portarsi s-ulla Piave, di « marciare stil nemico, sia su Feltire , sia su Bassano, allo gcopo di « attaccarlo e rigettarlo nelle montagne. Allontanavo con dolore<( tla'lne tanta gente, _ ma vedevo l'imporfanza di rendersi padrone di « ql1egli sbocchi, ed io non do'Vevo tentenna1·e un solo momento per <( mandarvi gente a sufficienza per riuscire ad ottenere anche qua.I<< che felice risultato . Mi riservava., colla iJ'l e 4a divisione, una «· brigata. italiana e 1800 cavalli, di trattenere le principali forze << nemiche e di r itirarmi lentamente sul Taglia.mento, la Livenza << ed infine sulla Piave, per ultima linea . « Nulla fino ad oggi ha risposto alla mia aspettativa » . Nell:1 sera del 29, il principe Eugenio raggiunge le truppe del gegerale Grenier e decide per l'indomani l'attacco di Bassano. Il giorno 30 .la città è presn. e si respingono gli Austriaci su Cismon. 11 4° novembre le truppe del vicerè intraprendono la ritirala dietro l'Adige, d1e t.ermina il giorno ,~. Solo il giorno 6, il generate Hiller marcia da Trento su Bassano. Vi arriva il giorno '12 e si unisce col corpo del Fritdi (-2). Giunto sull'Adige, il principe vi sch iera il suo esercito: Due divisioni a Verona - con ·posti aZevio 'e Bussolencro· v t «

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(I) Questo passo risponde al 'g enera le a ust.ri aco Vclden il qua le accusa il principe di avero assegnata per linea di ritira ta a l corpo di Gillenga la s tra d a Tren lo-Bassaoo, in· .. ece c he di quella Verona che co priva lo sbocco piu d iretto nella valle d~I Po. (:!) La dislocazione austriaca alla sera del 6 novembre era la segue n te: / ) I brigata 3fcstrc 1d. l'cidova Divisione Marshall I ::: 1 1d. Chioggi a ·E • . \ I brigata in marc ia su Legnago "" . Me rnlle I I 1d. da V1cen.:a s u Pa ldino I Id. Vi cenza • \ • Pllachcr - 3 brigat e Bassano- Caste!(ranco- Clltade!la Fenuer I I brigata Osenigo- Per i t l id. ,4la -Borg hetto • Marliani I I id. Roveredo-.4 la l I id. Rocca à'.4n(o-Lago di Garda-Brentonico -Donale. Il rimanente delle forze austriache era s ulle retrovie, Co1,ì: 1 brigat.a ic1 Dalmazia, l e, Tr.estc, l a l'alma nova , l ad Osoppo .

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IN ITALIA

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Una divisione a Legnago - con posti a Zevio; Una divisione a Corona.-Rivoli; D'istaccamento fra Legnago-Roverchiaro; Distaccamento fra Desenzano a S_alò; Avanguardia a S. Michele-S. Martino e Vago; Cavalleria a Isola Porcarezza-S. Pietro e S. Giovanni Lupa.toto; GuardiéL real.e a Villafranca. · Quale doveva essere la condotta del principe Eugenio per la d.ifesa attiva di una linea militare cosi importante come quella del1' Adige, e già illustrata dal genio napoleonico? - L' imperatore aveYa. anche su ciò espo$te alcune idee al vicerè: le riassumiamo ·perchè nella siLuazione divenivano direttive: « Il viceré non deve « abbandonare l'Adige senza una batt.agl ia . .. . Abbandonare l'Adige « senza battersi è un disonore. È meglio essere battuto .. . . Una « manovra che io accenno, ma che non consiglio, che io farei, sa« 11ebbe di passare per Brondolo su Mestre e di spingermi su Treviso (< e sulla Piave con 30,000 ltomini. Non mancano trasporti a Venezia. « Léi farei, ma non la consigl io se non mi si capisce; si otterrebbero <( risultati incalcolabi li . Il nemico opera per Conegliano e Treviso, (( lo si taglia, lo si dispei·de, lo si distrugge, e se bisogna ritirarsi, << lo si fa su 1 \falghet·a e sull'Adige. Ma io non consiglio questa ma« novra ardita; è questo il mio modo di operare, ma bisogna capire « ed afferrare tutli i particolar i ~d i mezzi d'esecuzione, lo, scopo (< che si vuole ottenere e i colpi che si vogliono dare n ... La manovra non fu tentala. E noi ci arresteremo qui nel racconto storico.

VII .

Le situazioni mili tari che abbiamo cercato di tratteggia-re in queste Note, ci sembrano la dimostrazione storica di alcuni principii ~he la geografia mi litare pone a base della difesa delle nostre provincie del nord-est. « So come voi, che è nell'alto Adige, dove risiede la principale


634

.... NOTE

« difesa d'Italia» ·scriveva il principe Eugenio quando gli avveni-

menti di Baviera minacciavano di gettare nel cuore del regno un esercito, mentre egli erasi spinto sulle Alpi Giulie. « Ne sono cosi <l convinto che io non mi sarei inoltrato nelle provinciè illiriche se <1 avessi potuto sosp~t.tare sim il caso ii. AveV'a ragione. L'offensiva verso l'est, sul.la linea più diretta fra il centro della valle del l'o e l~i capitale dell'impero austriaco, non è possibile, se non quando quella massa di grandi Alpi che si proietta nella pianura veneta, non è in potere dell'esercito che ha base sul Po e sul Mincio. Se certe situazioni mili tari non fossero il portato d'una quantità di elementi che s(uggono aJle misure geometriche, si potrebbe dire: d1e la storia ha geome~ricament.e dimostrato che· l'offensiva nella stretta veneta dev'essere di tanto sp inta verso l'est, cli quanto l'offensiva si $ innalzata sul élisplllvio alpino. Il principe Eugenio a Tarvis, la divisione di riserva a Brunecken; il principe Eugenio sul. Tagliamento, la divisione cli r iserva a Bolzano; il principe sul Piave, la divisione di riserva sul Montebaldo, possono es~ ·serne una prova. Quando gli avvenimenti incalzano, quando si minaccia dal l'iave e dall'Adige il centro politico-mili tare dell'e.-;ercito francese, la posizione del vicerè sull'Isonzo si · fa prima difficile e poi così pericolosa, che egli è costretto senza combattere a r~l:r:ocedere, per assicurarsi la r ilirata sull 'Adige. Allora all a manovra necessariamente divergente degli A.ustriaci, egli vorrebbe opporre quella centrale. Lo potrebbe fare, perchè retroccclen.d.o sul!' Adige, s'avvicina a.I centro geografico in cui si ri1miscono le linee di marcia del l<'riuli, del Piave e dell'Adige; per cui il movimento concentrico delle Slle forze lo porta naturalmente a formare una sola massa fra queUe ancora separate del nemico. Ma per mantenersi slllla Li,,enza, ultima linea, che separa le operazioni di nl di Piave e cl' Adige cla quelle di Friuli, per compiere insomma la. sua manovra centrale, gli abhisogna spazio a nord, e precisamente gli è necessario il possesso dei punti di Trento, Peltre e Belluno; e quando l'attacco ,nemico è padrone di Bassano, doè del centro della linea che con. giunge Verona con Sacile, l'ostacolo della Livenza è a sua volta _girato, e la ritirata sull'Adige compromessa. · Raccogliendosi dietro la linea del!' Adige colla sinistra a Verona,

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SULLA CAMPAGNA DEL

1s1a IN

JTALI A

365

il centro a Legnago e la destra vçrso le foci di quel fiume, non toalie acrli Austriaci la, facoilà di manovrare in una sola massa da "' o Trento alla pianura che si estende all'est dell'Adige; ma oppone ancora all'entrata nella valle del Po ltna grande linea d'ostacolo, il cui valore difensivo già grande, cresce in ragione diretta delle masse che vi sono chiamate a com battere in modo uLile; una grande linea di ostacolo che si salda alle Alpi col Montebaldo, coll'altipiano di Rivoli, e che tiene ancora divise le operazioni svolgentisi all'esLdel lago di Garda da quelle svolgentisi all'ovest di esso. Gli ordinamenti moderni, i grandi eserciti , i larghi scacchieri, le armi, il telegrafo, il vapore, tuLto fu chiamato a prova per dimosLrare che le manovre interne sono oggidì difficil i per non clire impossibili. Ecl impossibili potrebbero clir:;i di fatto, se restr]ngenclosi lo spaz io , per l'impiego delle grandi masse, mancasse ancora l'altro elemento fondamentale di qnesle manovre, cioè il tempo . )la allora bisognernbbe pLire accettare come verità assoluta del problema na1.ionale quella: che i l 1niglfor nwdo cli di fendersi sta nell'attaccare, e stabilire come conseguenza immediata del principio: che gli ordinament'i, militatri i giiali non sono a base eminentemente offensicoa sono erronei, e come tah da·r11nosi allo s1Yolgimento della potenza m'ilitare dello Stato. Che se q11esLo carattere ofiensivo degli ordinamenti militari non è possibi le sancirlo ed altamente proclafrmrlo per ragion.e politica o per altra che si traduca nella impossibilità o nell'inopportuniLà di farlo, allora bisogna subire le leggi della geografia e fare delle manovre interne il fondamento della. difesa nazionale, sino a che le grandi linee d'ostacolo saranno convergenti e che ad una base avviluppante non si potrà contrapporre che una base avviluppala.

G.

ZAYATTARI

Tenente nei bersaglieri ..

~ I


SULLE SCOflTE D'·ARTIGLIEflIA

367

I.

È n0to che l'artiglieria.1prussiaina, dopo la campagna di Boemia, fu severamente censurata, per non aver saputo dimostrare sul

.SULLE SCORTE D'ARTIGLIERIA

Avevamo appena fra le mani questo scritto quando improvvisamente, sul fiore degli anni, fu tolto alla famiglia, agli studi, all'esercito il solerte, colto ed intelligente autore. Noi lo pubbli- · chiamo in omaggio alla di lui memoria ed a qualche conforto dei . suoi cari lasciati così immaturamente senza l'alletto suo.

La Dù·ezione.

La questione delle scorte cl'artigJieria non è risolta. Secondo molti scrittori tedeschi il nuovo impieaò delle arti~ glierie in grandi masse renderebbe inutili le sco1~te · ed è sull'autorità cli quegli scrittori che anche presso di noi ~i manifesta una tendema ad abolirle. . Ben è vero ~he _siffatta tendenz~i non è per anco si pronunziata che talurn dei nostri comandanti di trnppe non mostrinsi . tuttavia esita:nti nel segltirla addirittura.. A togliere queste esitazioni una istruzione ufficiale ben particolareggiata sarebbe necessaria. In mancanza di questa, qualunque s~rilto il quale concorra ad allargare il campo della discussione, od. a far dare alla questione un passo verso una soluzione pratica, può avere la sua parte di opportunità e di utilità.

orum.po di battaglia quello ardire ,e quel'l'intetligenza, che le vals~uo, quatt:ro anni pi1ì tardi, gli splend idi successi della g·uerra cont'l'o la Francia. Si tro'Viò, per esempio, che in quella prima campagna l'artigl ieria prussiana a;priva il fuoco a distanze enormi; si ·criticò la tema eccessiva che dimostrarono in generale gli artiglieri di esporre :i proprii pezzi; per cui, nella giornata di 'l'rautenau, di nn centinaio circa di cannoni che si avevano sul campo di baWtglia, pochissimi vennero impegnati, ed anche quei pochi furono ritirati, quando appunto avrebbero dovuto eomincia.re la loro azione più efficace. Intanto,' m1entre si fecero i più grandi elogi della artiglieria. aust11iMa, che ,particolarmente i.11 quella g,iornata non lasciò un momento t\bi far fuoco, e che a, Koniggratz seppe saigrificarsi per la salvezza dell'esercito, da un'altra parte si misero in evidenza i molli insuccessi avuti dall'arLig1ieria prussiana in quel'la campagna, e si ,git1nse ~ersino· a scriv.ere, troppo ::;evera.menteforse « quando gli « ufficiali -d'artiglieria manchino d'istruzione ·tattica e di arcliment0, <e ed altra abihHt non abbia:no che nelhi pratica materiale del tiro, << trcxveram10 sempre delle scuse e dell e impossihil ità)) ( 1). L'autore anonimo attribuisee la cagione principale di codesto difeLt©, appunto alla imperfetta costituzione delle scorte . Certo eg~i è però che, dopo quella campagna, fu riconoseiuta la necessità di dare un diverso indirizzo all'istruzione tattica dell'ar1;i-..: glieria in Prussia., alla sua formazione di guerra e più di tutLo al suo impiego; nel che, si disse, bisognava mintre essenzialmente allo scopo del comhattimen~o, punto curandosi della perdita di qualche pezzo; in una parola era viva in tutti gli animi la preoccupazione di eliminare i difetti che si erano osser'Vati nella carnpagna del 1866. (I) Sguardo tattico ret·rospett-ivo aÌ 1866.


368

SULLE SCORTF:

Allorchè nel 1869, il principe di Hohenlohe (1) delineò in una conferenza. le norme secondo le quali doveva esser impiegata l'artiglieria in una nuova campagna, stabilendo il principio dell' impiego delle hatterie, non più isolatamente, ma in grandi masse, venne i~ conchiudere, che, lo sviliippo della linea combattente doveva costitwire 1m .ni/'(iciente sostegno alle batte,rie, senza che occorressel'O distaccamenti temporanei di scorta, da riservarsi soltanto per casi speciali. Di più, richiamava a termini più precisi il mandato importante che incombe all'artiglieria in determinate circostanze, rammentando come in mllssima essa debba rimanere nella posizione che le fu assegnala, per continuare il l'uoco anche all'avvicinarsi dei Liraglialori nemici, e preoccnparsi in tal modo più clell'utile delle altre truppe, che del pericolo di perdere 1pezzi. Di fronte al 66, ben altro è l'ardire che dimostrò la artiglieria tedesr,n nella cnrnpagnn del ·I870-71 I << Ferma, i,npavida lit dove s'è posta, costitu isce dessa, per cosi « dire, la solida armatura clell'orcline di batlaglia (2). 1< Le batterie Leclesche si sp insero quasi troppo audncern.ente e « troppo per loro conto oltre la linea delle proprie trnppe, come nel « malli no del IGagosto pre~so Vionville e nel mezzodì elci 18 presso « Verneville; elJeno sorpresero bensi col loro J'uow il 11ernico, ma « Lrovaronsi poscia a loro volta in periglio >) (3). Prendendo ammaestramento da quella campagna, un altro ufficiale cl'a.rtiglicria tedesco, ridu,;se a for ma regolamentare la nuova tattica dell'artiglieria, in uno scrilto che si può ben chiamare una parafrnsi della citata conferenza del principe cli Hohenlohe (ii). In quello $C1·itto, l'impiego dell'artigli eria in grandi masse è s~a bilito come principio generale, e da t>,SSO, quasi a modo di corollar10'. si trae elle la protézionc dei pezzi è intieramenle affidata ai ccpartt (I) Idee sull'impiego dell'a1·tiglieria eta campagna in combinari~ne colle tre armi dopo t'introdu.ione delle armi rtgate. Conferenza del principe di Il o u&NL011• INGR~. . d • . do (2) Storia della gue1·ra {'ranco- ge1·manica compilala dalla sezione sto1·1ca e1 S1on stato maggiore tcdusco. Parto 1a, versione italiuna. (3) Sto1·1a citata al :-1° 3. . . . . . . d' 11 (4) r"tttca de/L'artiglieria Ila campo ad uso de(lh 11ffic1ah di t11ttc le a, ,ni 1 , . O•rn.1us11, ma , gio1·0 nel 2• reggimento d'arligliel'in badese N. 90. Versione di P. B,1.uoiNO capitano d'artiglieria. Roma 1876. lfU. t.nN.

O'ART IGL!ERIA

369

cli trnppe che loro stanno piit vicini: Con ciò s'intendono abolite in massima le scorte particolari, le quali solnmenLe occorrerebbero, qnando l'a1·tiglieria non si trovasse collegala colle altre truppe, od avesse a temere una minaccia contro il suo fianco. A questo punto, si può chiedere so ciò basi.i perché noi dobbiamo accettare e far nostre quelle massime, ed elevare a principio assoluto ed incontrovertibile quoll' impi ego tattico dell'arLiglieria, qualun(Jue sieno le condizioni clel terreno dove si ha a combattere, e quelle materiali e morali dei due eserciti. avversari? Si può chiedere ancora, se non vi sarà mestieri della sanzione d'un'altra campagna, perché sia tolto ogn i dubbio sull'appl'i cazione di cosiffatte massime, supposto che pochi :immaestramenti si abbiano per ora dalla guerra d'Oriente?

II.

È discuti bile anzitutto l'impiego dell'artiglieria in grandi masse in [talia, con quel mirabile ncconlo cli movimènti avanti, indietro, di fianco, e di fuochi, cli cui diede prova l'artiglieria tedesca nella guerra del 70-7·1. Risognerebbe proprio, il che non è davvero da augurarsi, che l'andamento clella campagna ci portasse a dover combattPre nei terreni attorno a Roma od in quelli del campo di Somma, le sole loca.lità for:se in Italia nell e qual.i il terreno si presenta dell' isfossa natura cl i quelli clcwe fu comba_ttuta. quella guel'l'a. Basterà rammentare qual fu l'impiego della nostra arLiglieria nella campn.gna clel •I866, come in Lutte quelle che la precedettero sugli stessi terreni. Salve poche eccezioni, era ben cliflicile che un comanclanLe <li batteria avesse la fortuna di vedere tutti i suoi pezzi sch ierati sull'istessa fronte, di dirigere i fuochi contro lo stesso bersaglio. Il caso più generale era l'impiego per sezioni isolate, e quando s~ volle formare un concentramento maggiore cli pezzi, non fu sempre senza gravi danni pel materiale, o senza che qualche pezzo si rovesciasse o rovinasse nl basso per la ristrettezza della ANNO Xl:t lI , VO L , ll.

1~


.. SULLE SCORTE

370

J)'p. flTIG!.11:;nlA

posizione(!). In cerLi casi furono persino lasciati dei pezzi ìnaLLivi sulle strade per non aver modo di uli Iizzarli ( ì). Così ,riustameuLe ossenra uno scriLLore francese (3) che noi considerav.~mo la sezione come l.1 vera nnità tattica dell 'a niglieria. a ciò costretti dai terreni accidentali che non consentivano di tener uni ta l'intera lJat.tcria. Si p i1ò trovar perciò alrptanto esagerato per noi lo sLnbilire la massima che« la brigata d'artiglieria dirisionale s' abhia a conside<c rare d'or innanzi come In vera un itit lattica 1>(4,). Lascimno se sifl davvero così estremamente pericoloso il ma110vrarc <'<>n più di due balterie riunite sotto il fuoco nemico (5), e che perciò la vera.unità tattica dell'artiglieria. continui .a~l es~cr h~ batteria. Certo egli è (~he noi troveremo nelln generali La dei casi difficoltà grandi a superare, sol che vogliamo impiegare più cli un:~ sezione per volta, e molto opportunamente perciò nella Tstrnkione per l'a,1nmaest-ramento tatlti,co della fantel'ia alla. pa~in'.t 'l_7fi- ci si ramm<'n la che« nella sezione, minimo reparto cl'art1gl1cria, non <e sono mai da dis11iungersi i due pezzi che la compongono >l poichè o .. altrimenLi potrebbesi da re talvolta. anche il caso che la nostra !11111.u Lattica divenisse il pezzo isohtlo . . Qui torna a proposito osserrnre che i nostri campi di brigala, 11~ 111.cn Li di fanteria neuli ultimi 20 giorni del c,trnpo s1 Cui dii e re,rni Oò contendono fra loro il possesso di una sola Latteria su qualLro pew, sembrano inslituiti appositamente in conformità allo scarso impicg~ che si può fare dell'artiglieria nei noslri ter reni; per cu i i_nostri comandanti di tl'llppc non possono all.rimenti che addestrarsi nell a tattica delle sezioni staccate. Nè le esercitazioni del periodo autunnale, nella maggior parte dei presidii , co11sentono un più largo campo d'a.pplicnzione a tale ' LI

•

(I) La ca,111pag11a deL 1866 in Italia, reda tta dalla seziono sl.orica del corpo di stato

maggioro, Tomo T. Vedi lo pagir10 210, 218, 236, 245, ~Si, 304. ' (2) Storia citat a. Vedi lo pagine .us, 221, 245. .

•

(8) ractique de l'at·tillerie pendant l a guerre de 1866. Jlata, lle de Custoza,, 11a, F. BauoÈRP. chef cL'e3caJ.ron d'artiLlerie (Dalla n evut d'artllle1·ie). (4) Organ de,· Militar Wissenscllaftiichen Ve1·eine. Dispensa 63 e 76 del IS76. Tenente ScuMsn,u . Die e ,·{otge cLer Prct1ssischen Felcl-Artillerie fa der Campagne 1870-71. von

Ro1rnnt

D scK&R.

•

(5) Battaglia di Wòrtll G agosto 1870 per cura del capitDno d'artiglieria LEo. nerhno 18i6. Dalla Rfvi$ta. Militare ltalta11a. Dispensa del febbraio 1876.

371

riguardo, raro essendo il caso !' he i parli li contrapposti abbiano piu. di una sezione ciascuno . In Lal modo, tnUa la nosll'il. :;cuol,t elci tempo cli pace si riduce a quei quindici giorni di grandi niaum re, nelle quali, se rienc d'ordinario aumentata la proporzione dell'ar·tiglieria col le altre armi, a differcnz,t di quauto si è detto dei campi dr brigai.a, codeslo aumento non è ma i lale da consentire che i comandanti i part1l1 si fonnino alla pratira del nuo,o impiego dell'artiglieria secondo i principii degli scrill.ol"i tede:,chi. )fa, è bene notarlo, non diversameulc praticarono gli allri eserciti quando ebbero a combattere nei nostri terreni (I); e chi sa quale sarebbe stnlo il risultar.o della gncrrn del 70-7·1, in cui ebbe appunto lanta purle il largo impiego dell e grandi masse d'artigìieria, se le vallate della Saat· e della Mosel la avessero prcscutati gli stC3si caratteri topografici di quella del Po! D'allra parte J'.inrpiego dolJ'arLiglieria in gra11cli masse, 11canche dai Tedeschi nella guerra del 70-71 polè effelluarsi senza inconvenienti, i cui efTcui furono talvolta pcl'niciosi (2); così la tlifTicollil. di regolare il tiro, e di fa r Lacere al ginsLo momento tutta nn' estesa Iinea di batterie, i diss idi i fra i diversi comandanti le frazioni d'artiglieria e loro capi immediati ccc. Inconvenienti i quali aumenteranno auche più in I Lai ia, particolanuen Le per la difficollà di seg-nire lo svolgimenlo del la hallaglia e di distinguere continuamente le truppe amiche dall<' nemiche, e per la cliflìcoltit di direzione in terreni Lauto coperti, e di provvedere a. qua111.o r i.guarda l'imJJ iego taltico delJ 'artiglieria. Chi potrebbe i111magina1·si nei terreni della , allaLa del Po, linee d'artiglieria come quella tra Vionvillc e Tionvillc di qun:;i &- chil ometri nella giornala di .lHan;-la-Tour, e quella più cste~a ancora ùi Gmvelottc, a.volgente ad arco la posizione di St-Prirnt? Soi possiamo sognarli qnci grandi concentramenti di hauerie, possiamo anche darci il lusso cli. effettu.arl i come muslrit di materiale al campo d1 Somma, ma è di!Ticile che ci sia dalo ,eclerli su nn teatro ,ero di guerra, almeno finchè le condizioni nostre politico-militari (I) Dt alc,mt fruttt della guerra del 1870-11, del colonnello C• RLO Cons1, di stato maggiore 18;.J. (2) lfor101u1n. Scritto citato al N. li.


3i2

SULLE SCORTE

ci porteranno a difenderci irf casa. nostra, o api;ena appena sul versante opposlo delle Alpi, dove i terreni sono a un dipres 'O della natura medesima dei nostri, sia che si scenda verso il Rodano, o che si marci \erso il Danubio. Si può dunque desiderare che si:i da riguardarsi anche presso di noi, non più la batteria, come l'unità tattica dell'artiglieria, ma la brigata; però il veder attuato qtteslo principio in Italia sarà assai difficile, almeno finchè nell'imitare le innovazioni introdoLte presso gli altri eserciti, ci studieremo saggiamente di attenerci più allo spirito che alla lettera delle inno\'azioni stesse, e sapremo tener conto di quelle condizioni peculiari che dipendono direllamenle dalla natum dei terreni dove si combatte. E riassumendo si può aggiungere che le massi mc del p1·incipe di Hohenlohe sull' impiego dell'artiglieria in grandi masse, pote, ano. esser buone per gli eserciti tedesch i, e pei terreni dove si combattè la guerrn clel 70-7 11, non pei nostri paesi, tanto diversi da q1telli, e dove i Tedeschi medesimi ,.;arebbe1·0 costretti a cambiare l'azione tallica della loro artiglieria. .\follo opportunamente si ricorda perciò quella antiea dislinzione che si faceva fra i nostri pa.osi e quei d' oltr' Alpe, dicendo che « quelli « ~ono campi da artiglieria, questi da fanteria» ( I).

III.

Da ciò ad1L11qlte che non è appl icabile in Ttal ia l'impiego df\!l'artiglieria in grandi mas:::e. con,.;egue che l'argomento principale sul quale si fonda l'abolizione delle scorte, non anehbe alcun valore per noi. Noi, continmmclo ad iinpiegare l'artiglieria in piccoli rcpm·li nella. grande maggioranza dei casi, avremo sempre lo stesso hisogno di scorte, che aclopreremo mo.clificanclone il modo d'azione nel senso di adattarle· allo nuove esigenze di difesa delle batterie, contro gli stormi di tiragliatori nemici. O) Colonnello Co~sr, scritto giit citato.

D'ARTIGLIERIA

Si deve ritenere però che tali scorte siano necessarie anche am, messo l'impiego dell'artiglieria in grandi masse, e che lo sviluppo della linea combauente non possa offrire un sufficiente $Ostegno alle · baUerie, se non a condizione clic in quella Iinea Yi siano detenninati reparti di trnppa, i quali a.bhi rmo tassativamente il mandato di proleggere le artiglierie ste::se, e di guarenl il'le da quel fnoco Lanlo micidiale dei tiragliatori nemici, i quali a 600, 700 metri di distanza. sono capaci di cl istrnggere iI personale di una bai te ria in brcwe tempo ( 1). Aqne:;10 punto non possono a meno che fermare la no::lra allenzione le seguenti linee che riproduciamo dalla citata storia ufficiale tedesca. dellagucna del 11870-7 11 a pagina 83 11. « ~fa le aumentate perdiLe dell'artiglieria per e/Tetto del fuoco di << moschetteria, esigono pure che quell'arme sia sufficientemente cc protetta con drappelli avanzati di fanteria >>. Sono in vero 'rimarchevoli i r isulta.ti delle perdite (2) sofferte dalle batterie tedesche nelle giornate cleJ 1-1-, ,16 e 18 agosto altorno a )Ielz . Alcune di queste bll lterie perdettero in una sola giornata tutti gli uffi ciali , tre quarti degli uomini e tutti i cavalli, e ciò pcl solo effcl.to del fuoco di fuciler ill. ~on era possibile acl una batteria, senza , enir quasi completa. mente clistnitta, nè avànzarsi a 700 od 800 passi dalla fanteria nemica senza lapro tezione di altre trnppe, nè resistere all'aLLacco' vigoroso cli una linea di cacciatori. E ciò che è da notare sopratutto si è che, anche i guasti cli poca entitit nel materiale, in quelle batterie che vennero pi(L colpite dall'artiglieria nemica, anche rruei guasti furono prodotti da fuo chi di fucileria. Ciò trae alla necessaria conseguenza che le scorte non hanno più semplicemente un mandato difensivo che le porterebbe ad entrare in 1

(I) Confere11::e s1illa g11erra det 1810-71 del generalo russo L11t11. GeneraloBoaRBAru allo truppe del campo di Chàlons 1869. (2) Die deutsche .J.rtiltei·ie in den Sc/llachtè>i bei lfet::, ,·on . E. ITOFFDAUBR. Borlin 187~-73-75. I.'artiglierta tede.~ca nelle battaglie e nei combatltmenti della [Jtic1·ra franco-germanica aei 18i0-11. Per il capita no Lso dell'artigliel'ia tedesca 1876. Dalla Rivista mtli.tare del febbraio 1877.


374

SULLE SCORTE

azione soltanto all'ultimo momento, quando cioè i pezzi stanno per L',.dere in mani del nemico; ma invece queste scorte debbono avere un carattere essenzialmenteoffensivo, e concorrere al combattimento fin dai primi momenti che si \"edono prBse ~i mira dai tiragliatori, clelJbono in sostanza guarentire i serventi dei pezzi cd i cavalli contro questo fuoco distruttore. Per tener lontani, i tiragfo~tori nemici, non vi può essere mezzo miglioi·e che contra.porne altri i quali, mettendo in pratica le istesse formazi,oni Lattiche cli, quctJi, utilizzando con pari art{'l i cuo primenLi del terreno ed usando armi di pari efficacia e con eoualc . v abilità di tiro, sieno in grado di tener- loro fronte, mandando a vuoto qualunque tentativo d'attacco contro le nostre liatLerie e persino di o1Tesa col fuoco lontano . · Or siffo tto bisogno di guarentire le batterie dal fuoco lontano come dagli attacchi vicini, suss iste egualmente, sia che esse trovinsi impi,egate in piccoli reparti isolati, ossivero in grandi masse, cd anzi tanto più in questo secondo caso; perchè se il nemico non avrà, pe1~ honlit e per numero dell e sue artiglieri e, o per vantaggio di posizioni, una marcala superiorità su di noi, cerehcra di bilanciare almeno le partite col mettei· fuor i di combattimento il più che potrà dei nostri cannonieri, a1Jpunto co l lanciare avanti i suoi stormi di tirnofouori . V t le sne fan terie scelte; e queste e quelli troveranno tanto miglior giuoco, quanto meno noi saremo stati avveduti nel guarentire le nostre batterie con quei drappelli a.vamati, che non sono nll:ro che ·vere e ptop1·ie scorte, nel senso che si è sempre loeo a~trihuilo, con . una parte però più attiva nel combattimento. Che se i Tedeschi nella guerrn del ;f 870-711 operarono altrimenti, ht storia aggiunge 1iure cl1e << nelle condizioni d'allora non sempre << era possibile sp inger tant' oltre la fanteria tedesca che ella. potesse « assicmare completamente le proprie artiglierie contro un avver<< sario munito di un fucile di più lunga gittala cli e il suo ». L'HofTbauer dii. tanta importanza ai drappell i di t iragliatori llmcia:ti avanti ,l 500on e sul fìanco delle batterie per preservar! e dal ruoco dei tiragliatori nemici, che vuole persino preparate loro fosse dai cacciatori, nell'angolo morto della posizione dell'artiglieria che ess 11anno a difendere. Ma come potranno a meno allora cli considerarsi quei drappelli 1

375

D' A RTJGLIERIA

,,

·veree proprie scorte dell'artiglieria, quaiido con_ ciò si viene a s~abilire tale un legame di reciproéo appoggio quale Iorse non hama1 e::.,stito in simili casi? . È in alti'i termini un cambiamento radicale nella tattica delle scorte d'artiglieria, che non debbono più mettersi a fianco alle ba~. terie, come guardie inattive, in posJzil~ne c~perta,. per aLle~1dere 11 momento di res:pingere un assalto eh (antena o dt cavalleu~, ma prendono posizione avanti ad esse, a buona. portata,yer prnv.emre c~l manovrare opportunamente quell'assalto, ed attirar Sll se sless~ 11 fooco, cli e altrimentiandreb be amolestare e indebolire quelle hattene. Il comandante cli una di tali scorte avrà. così ora un mandato ~a adempiere ben più importante di una,volta; e_v_i si dovranno perc~ò , destinare gli ufficiali più intelligenti ed cn~rg1c> e 1~ Lrupp~,meglto addestrate nel tiro e nell'utilizzamenLo degh acc1de11Ll d~l ~e1 :eno. Non è vero però che quanto è piLL forte la massa. cl' arttghena. ~~m~ battente, lanto meno abbisogna di scorta e tanto più ha la capacita d1 sostenersi da sè stessa ( 1). Contro una gran massa d'artiglieria, noi non p0Lrc1:no forse lottar~ con intieri reo·o-imenti schierati in linea, nell~t formazione normale ~1 combattimenfc~ colle ca,tene di cacci.atori avanti ed i sostegm e le r~serve al loro posto, perchè eonLro di essi avrà. effetto veramente ~istruttore il Liro a shrapneldi qnella linea di bocche a fuoeo, a commciare élalla clistanza cli 2500"1 sino a quella di 400"' (2) ·. M_a. r.om~aonie isolate di buoni tiratori, o battaglioni di cacciatori, m ordm~ ~olto rado, favoriti da pochi coprimenLi cli terreno potranno a~anzars1 contro alla. massct cl'artigl.ieria e moleslarl:t talrn.ente col loro h10co, da neutral.izzarne quasi la gran potenia, e quanto meno renderla momentaneamente ineffieace. Perciò anche per le grandi masse d'artiglieria occ_orr~ril. Lllla sr,o~"ta di fanteria, e non solo pel momento in cui le battene_s 1_ stanno spi~gando, come vorrebbero alcuni (3), non solo alle ~h delle .batteri~ stesse, come vorrebbero altri scrittori (4), per ass1rnrarne 1 fianchi 1

(1) DuNeue-Organisation de>· Felà-ArtiUerie wridilu·e SteUunqxur InfanterieDivision

von O. unrl M. Berlin 1878. (2)

HOFBBAUBB,

(3)

fCOVFUlU8f\,

Scritto citato.

.

.

Scritto citato - HOllBN LOUR Scritto citato. . . (4) Impiego dell'artiglieria d·i riserva come arma pnnc,pale. Esempi delle ultime campagne. IIENM.<N colonnello tedesco.


376

SULLE SCORTE

e mantenerne libere le mosse, ma in ogni caso, assolidamem,t1, ep1w tutta la di11rata clell'azione delle batterie. Vi sarà solamente una gran difficoltà da superare nel collocamento di queste scorte, se le b_atterie che formano la massa d'artiglieria occupano una linea contmua e molto estesa, perchè rièlolla quesLa scorta ad agire sulle ali deJla gran massa, non potrebbe avere azione d.ifensiùi verso il · centro, contr9 il quale si rivolgeranno allora di preferenza i tentativi dei cacciatori nemi.ci. Ma sarà un caso questo che si presenLerà ben raramente e che anzi potrà sempre evitarsi, scomponendo tutta la massa d'artiglieria in riparti di due, Lre o più halterie, collocali a di~ stanza l'uno dall'altro, per modo di lasciar libero gioco all'azione di quei drappelli di scorta intermedi. Ciò che è possibile sempre, come si~ ve_duLo delle batterie tedesche nella campagna del 11 870-711, dappo1che per concentramento cli batterie non s'intende già la disposizione materiale di esse l'nna accanto all'altra in modo di formare una linea continua di pezzi; si sa essere solumen te necessario eh e le batterie stesse, comunque disposte le une per rispello alte alt.re, possano concentrare il loro fuoco sullo stesso bersaglio sot.to una direzione unica. E qui tengo a dichiarare che quando ho deLto di assicurare in ogni caso, assolutamente con truppe di scorta le batterie contro • ò:>.,.li attacd1i del nemico, non ho già. avnto in animo di dire che le batterie stesse abbiano una scona permanente per tutta la dural:;1 di una carn.pagna, come succede in Austria colle truppe a tal fine aggregate alle batterie; ma sì che a queste per ogni schieramento in posizione, sia per l'oliensiva, sia })er la difensiva, vengano assegnati in modo ben de!iniLo e preciso quei dati riparti cli truppe delle altre armi che conservano per tuLla la durata dell'azione il mnndafo di appoggiare e guarenti re i'artigheria in qualunque evenienza.

377

O' ARTIGLIERIA

lV.

Che cosa si vuol significare col dire che (< la complessiva disposizione e la direzione delle truppe debbono esser tali, che siano ·« protette le·artiglierie contro attacchi parziali o contro il fuoco ben « diretto di picco li stormi di cacciatori? » ( 1) L'espressione è alquanto vaga perchè codesta. compJessiva dispo.sizione·è subordinata alle qualità taLliche delle truppe, al terreno ed alle condizioni generali a.e! combattimento. 11 . Qualità 'tattiche. a) È positivo che vi sono truppe sulle quali sollo tal riguardo si potrebbe !ìclare interamente, e che anche rion avendo avLlto l'incarico di proteggere un reparto d'arLiglieria, si sacri ficano spontanea.mente per la sua salvezza. Ma vi sono anche truppe' le quali non hanno siliatto spirùo di cameratismo, e per queste è da ritenersi non basterebbe neppure la minaccia di un consiglio di guerra (2); esse Lroveranno sempre che è un incomodo non giustificai.o da.Ila necessi Là il salvare,per esempio, due pezzi i cui serventi sieno gih. tutti fuori di combauimento. b} A parte ciò; vi sono truppe le qunli, meglio comandate, meglio costituite, o per influenza. del loro ca:po o per proprio impulso, sono più pronte di certe altre nel prendere un partito e gettarsi in mez1.o al pericolo, falla in ciò astrazione da qualsiasi quéstione di camera;tisrno. e) Vi. sono poi truppe le quali meglio addestrate a combattere ottengono risultati più vanLaggiosi di cerLe altre, e più focilmenLe si prestano in caso di necessitò. a difesa dell'artiglieria perchè maggiormente fidano nelle proprie forze. <(

1

(1) Quali sono le essenziali qual-ii{,, che deve ave·re ta nuova a1·1'iglieria da campagna, ecc., per il generale Du V1G~AN, nerlino 1870. Dallo scrit to suLl'arl'iglie1·iada cam-

pagna pr ussiama, del capitano d'art iglieria A. MAZZA. Vedi la R ivista militare del settembre 1872. '(2) Ordine del gion10 del maresciallo B·uic«ER del 1813, pubblicato dal Militar Wochenblatt nel n. 28 del 1860.


378

SULT,E SCORTE

d) Anche le condizioni dell'armamento è mestieri considerare, e la quanti Là del le munizioni disponihìl i che rappt'esentano un coefficcnte importante nell'azione difensiva di un roparto di fanteria, per salvare una baucria in pericolo. e) Il numero ha pure la sua parte d'influenza, perchè quanto più numerose saranno le LrupJ)e che quella disposizione complessiva avrà riportatevicino a quel da10 riparto d'arLiglieria, !anLo più sarà facile che questo rrovi appoggio in esse, indipendentemente dalle loro qun litit tattiche. Infine si consideri che le truppe più vicine all'artigli erin. possono avere più o meno sofferto ed essere siate o no an ettite a tempo . 2. Diverse sorta di terreni. Se una disposizione sirnme,t l'i ca fosse possibile nello schieramento su una dala posizione, noì potremmo, secondo il generale Du Vignan, collocare le nostre al'tiglierie in modo cl i assicurnrle colleallre truppe tanto contl'o attacchi parz iali quanto contro i fuoch i di cacciatori nemici. Siamo però ben lungi da ciò; che i terreni il più delle volte mal corrispondono ai nostri bisogni del momento, o poi' lri loro stessa mtLura o pedatlo del nemico, il qnale ne abbia già ocwpata 1111a pari.e, -e quindi anche per questa grande influenza che esercita il terreno, si è tratti a considerare se ~ia sempre possibile l'adatt,u·e una disposizione che basti a guarentire pienamente le bnLleri o. 3. lnlluenze morali, andamento generale del cornballimento. Le ·influ enze morflli hanno in ultimo un gran peso, sopratutto sull'nndamento generale del com balli111enLo, per cui secondo che questo sarà più o meno favorevole, e più o me110 noi polremo affidare le nostre batterie all'appoggio delle truppe che agiscono in loro vici nunza. · Ai Tedeschi nel 70, i qual i Cin dal principio della campacrna videro la fortuna delle hattaglie volgere sempre in loro favo,~, non mettev:t coni.o cerl.arne_nl.e l'assegnare· trnppe cli scorta. all e batterie, cui i Francesi, sempre battuti, mal potevano riuscire a mi~acciare_ seriamente. E si è anche accennato alla ragione per cui i Iedesch 1 non pensarono nemmeno di coprire lt} baLterie eou clrappell i avanza Li, attesa la inferiol'i Là dell 'ai-01amen lo della loro fanteria di fronte al Chassepol.

o' AllTIGLTERTA

3i9

Deve invece wccedero il contral'io quando l'andamento della campagna o del comba.Ltimento sia sf,worevole a noi, pei·chè allora, oltrechè il nemico imbaldanzito. dal successo, sarà più intraprendente nell'attacco , e le nostre trnppe, scosse nel morale, e second.o ogni prohabilità disordinate clai fuochi nemici, presenteran no minori condizioni di difesa per:sevemnle cd attiva attorno n crielle batterie, quando, data alle truppe medesime cruella comnnquc ben intesa disposizione complessiva. noi, etTemo a la:,;çiar quasi in balia del caso la :s icurezza dei nostri pezzi. E ciò per tralascia re delle mille alLrc inlluem~c morali ell e nella guerra pos~ono determinare in un senso od in un allro la condotta cli un dato reparto cli truppe, co me un panico, un falso allarme, un avviso fal~amente inLc'rpretato, un ordino non pcl'venuto, e simili. Riassumendo sem brerebbe che la disposizione complessiva, qualunque essa sia, e la direzione delle truppe non bastino a guarentire la sicurezza dell'artiglieria in o~ni caso, in ogni terrnno, con ogni specie di truppa.

V. Questo è lo stesso caso del d'estinaro a scoria delle batlerie le truppe che eventualmente vengono ad essere vicine sul campo di battaglia ( 11). E quando non si trovi presente « 111n'a-nto1·ità snperiore » per dare gli ordini occorrenti, l'artiglieria cleve richiedere direttamente l'appoggio di quelle tmppe, le quali hanno il dovere di prestarsi acl ima tale 1·ichiesta. Che ne abbiano il dovere non si può fare a meno di convenirne. Già il nostro Regolamento cli servi1.io per le truppe in campagna, approvalo con R. Decreto del 119 no,1cmbre 11883 e r isLampato nel 1860, al § 940, prescriveva <t le varie parti dell'armata debbono « prestarsi scambievolmente aiuto >) . (1) Shuli sull'a,·te di condurre le truppe, di Vsnov ou VsRNOJS. 1° studio. La àivisiono di fanteria nel corpo d'armata. 3~ sezione.


o'AaTIGLIEB.IA

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SULLE SCORTE

Cile sia però loro sempre possibile il farlo, anche indipendenLemenLe dalla loro volontà, è una. questione assai discutibile, quando si ponga mente alle mille combinazioni che possono arrestare l'azione di un reparto sul campo cli battagli a, o farla vQlgol'e in dire-zione ben di versa da Cflrnnto anebbe in animo il suo comandante. Dol resto, lo :;Lesso Verdy du Verno is aggim1ge nel lo studio cilalo, che se non altro quelle truppe arranno il dovere di oltempera.ro alla richiesta secontlo la misura delle loro forze; dal cl~e si può concludere, che quando la misura di quelle forze sia realmente o la si gindich i inferiore a.l grado di difesa che si deve soslenere, quell'artiglieria si Lroverù priva dell'appoggio che lo è necessario .o non sufficientemente protetta. Intanto, trnLLandosi di artiglieria a. cavallo, andiè il Verdy du Yernois ammelle che sia indispensabile una scorta particolare alle baLLerie (11), perchè il campo di battaglia può essere completamente innonclato dall'avversario e l'artiglieria trovarsi esposta a non a, ere in sna prossimità alcuna lrnppa per sostenerla. Ma e se questo caso si veriricasso per le batterie non montate o da campagna, invece che per quelle a c,tYallo, anà. tempo il rispeUivo comandante cli ricltiedere l'appoggio di truppe anche vicine'. e queste potranno accorrere così opportunamente per arrestare gl 1 e[elti di quell'ilTompere della cavalleria arversaria~ Quanti di tali esempi non si potrebbero citare nnche semplicemen le 'compu lsando le slorie delle ultime guerre? Le grandi cariche della. cavalleria tedesca a ì\fars-la-Tou~ furo~o spinte oltre la linea cli fuoco nemica e quella dei sostegm fino rn mez7.o alle ba.l.lerie. A Loigny, nel Amiens :;i rinnovarono altri casi di squadroni tedesch i che caricarono co~·ì bruscamente le ballcrie l'rnncesi. Lo stab ilire. che« qualsiasi reparl o di truppe, nelle cu i vicinanze « una batteria troYasi in pericolo, è obbligalo ad accorrere in ::;uo « ain.to >i può essere una buona. massima, ma l'appoggiar;;i ad_ ess~ per soslenere che una scorta specin le non è necessaria che nei casi in cui l' artiglieria non sin più, collegata colle altre truppe (2) può (l) Studi still'at·te di condurre le truppe, di Veaov ou VsnNots. '.l• Studio. l,a divisione di cavaUerta facente parte d'un esercito. 2" parte. (2) HoFFTIAUBR, - ScriUo citato.

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non essere cosa egnalmonte giusta. Infatti è da corsideraro che, par. ticolarmente in lenoni coperti come i nostri, il più dello ,olle l'arti i:>ll'lieria non sarit veduta llOmmono dall e truppe che lo stanno vicinissime, lo quali potrebbero quindi non avvedersi del pericolo che corrono le batterie, in tempo opportuno per socconerle efficacomen te; perciò qnelle truppe dovrebbero e;;ercitaro una sorveglianza speciale clalla parte dove sono situate le batterie, anzi occuparsi quasi esclusivamente della loro sicurezza piuttosto che << al« tendere agli altri rispollivi loro incarich i >i ecl allora ecco le scorte venir fnori naturalmente, come se ne avessero avuto il mandato particolare da una autorità superiore. D,t un'altra parto sembra che l'assegnar truppe di scorta soltanto in caso di bisogno ed a richiesta. dell'artiglieria. stes;;a, sia come stabilire il principio che le ballerie siano appoggiate solament~ quando stanno per essere perdute, e quindi non più in tempo. E a ritenersi invece che si clehba prevenire questo pericolo, che si debba evitare che l'arligli et·ia si trovi in circostanze tali da aver biso"no di chieder soccorso alle altre lmppe, porchè il più delle o Yolle qncslo appoggio g-iungerit in rilarclo. Anche il Becker ( 1) è d'opinione che l'artiglieria trovi appoggio nel comhallimcnto , icino alle ali re armi, supponendo che In fanteria. 110n nspeLti altro che di 1·,igeuare incliet1ro lo sconce1'Wto nemico . L'idea che qncsta fanteria possa im ece essere rigettala essa stessa indietro e coslrella ad abbandonare l'arligl ieria alle sue risor,:,e proprie. non è accennnta; forse l'autore ;;uppono questo caso impo,-::.ibiie, od ammette già senza discussione che la. fanterin non dimenticherà i doveri tli cameratismo che le sono imvosti. Ma., e !-e li dimenli<·as:::e? E il principe cli. rTohenloh c premetlendo clte i comballimenti d~vranno sempre aggirarsi attorno alle posizioni occupale dall'a1t1glie1·ia (2), concl1iude ('lte il succPssi·IJo entnu·e in a:ione clelle varie armi co.~tiuiil'à lri mi_glior scorta per l'arli,glierici stessa. ,\Tn e se l'andamento allontanasse invèce in qualsiasi direzione le altre armi dall'artiglierin,, non potendo quest~ segu ire colla stessa prontezza i movimenti, chi provvederà alla. sua sicurezza? (I) RoJIP.RT IhcuR. Scritto citalo.

12) Scritto citato.


D'ARTIGL!EfllA

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SUJ. LF: SCORTE

Bisogna perciò entrare iu LutLe le ipoLesi, e dopo a vere considerato il caso che.il comhattirneuto proceda a seconda dei nostri calcoli,. immaginare anche il caso opposto . Si supponga il caso di una di, isione, la quale siasi schierata in una data posizioue da dover muovere ad attaccare il nemico , ccl abb ia nisposto le soe batteri e precisamente in modo di trornre appoggio i1i caso cli pericolo nelle allrn truppe che completano lo svilnppo della linea combattente. Finchè la divisione clorrà rimanere in quella posizione o che potrà avanzarsi per aver il nemico ceduta la sua, la sicurezza della, noslrn artigli eria sarà guarentila e non avrà bisogno di ricercare l'appoggio delle truppe vicine. Ma è sempre certo che la divisione -possa conservare la sua posizione o pori.arsi più avanti'> Non può clar:;i il caso che, prima ancorn che te nostre l1atterie co rrano alcnn pericolo, la i10stra linea debba iniziare un movi111en lo di r itirata, il quale lanto meno si avrù lernpo cli eseguirlo con ordine ·e con calma, quanlo piit sarà si.ala inopinala ccl energica la mos;;a offensiva del nemico? Ora in l11l caso ch i provvederà alla sicurezza delle haLleric? Quando si presenta il pericolo, le altre lruppc si saranno portate tutte 11iù indietro, perchè a nessu1rn i11curn beva particolarmente il manclato d'fodugicm: la riti l'ala per cl;tr tempo all e balterie èli e.,cg11ire il movimento, e succcclerit che queste rimarrnn no sole alle prose. Sta.lii lito per: massima che l'artiglieria debba tenersi pre;;s'a poco all'altezza delle seconde linee di fn rHeria (I), dove sarebbe a buo11a portata di tiro e non troppo esposta ai tiri della fauteria nemica, se si ('Ollsidera il caso che i tirngliatori della prima linea siano resp inti all'altezza dell'arLiglieria, non è sempre possibile che quesl.a ,;egna, il movimento re!rograclo della l'anlcria, e d'altronde se essa continuerit a far fuoco in quel momento, sarà più facile l'arrestare il nemi<:o etl impedirgli d'impadronirsi della posiz ione, anzi sarà for:$e qn.esLo il. mezzo più sicuro . ,\la una ,olta iniziata quella mossa retrograda, noH vi sarannno che le Lrnppe di scorta, già in llrc,·enzione di qneslit eventualità assegnate all'artiglieria, atto a darle la necessaria calmn. (1) Dell'impiego delt'arli!Jllèria di campagna nelle manovre. Estratto dal .11WtilrWochenbl1,tt, N. l'.l del 1876.

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Che monta se Ll'ovandosi l'ari iglieÌ·ia sulla linc:t dei sosLegni, vi saranno oltre a questi anehe altri reparli di tmppa col manda.Lo ben preciso cli appoggiare le batterie in <late crnntualitt1 ... Del resto questi reparti !'.i sudtlivideranno loslo anch'cs~1 m drappelli di cacciatori, cla sp ingersi più arnn.Li, ecl in !iOstcg~r, e pren. cleranno <:ome quelli parte al comhalLnncnto, sul~orclmntamente però alla sorveglianza speciale _che debbono esercitare per gu.trent.ire la sicurezza delle battene.

VL Comprcnclo da un'altrn parte che non è il raso di preocc'.1parsi eccessirnniente della perdila dei pezzi, ora poi meno c(1e mai clopo che tanti s<:ritLori militari attribuiscono a tal perchta, quando fatta, per la salvezza delle I.ruppe, i~ n~erito clella lolle ('I). . . . . . Bisounn però con!'iiclerar la qu1st1onc da un punto d1v1~la µiu rriusLo ~ non trasCormarht in nna qui:;Lioncella <l'amor propr1_0 mal teso cli ufficiali cli ari iglicria, q11asi che si , olesse loro nsparmiare un'nmilia~ione. . Intendo dire che è necessario sah are i pezzi perchè ci serrnno a fare fuoco, perchè cosliLuiscono la ba:-e prinripale ~lC'I '.1ostro armamento, perchè sono per noi un elemento indispensabile cl, forza contro il ne111ico, e che cadcnclo in di lui potere potrnbbe.ro anche e!\ser<' \"olti contro di noi :;tessi, non gii1 perchè an~ell1a1110 erroneamente ad nn cannone lo :;Lesso Yalore conrnnzwnalc come ad una bandiera od altro qualsiasi Lrofco di riltoria.

hl

(I , l)a Tt:ll'H , colonnello. - Trallé de taclique, 183~01.Ucusu . - Ordini del giorno citali. 1;,ss1NDt - Scritlt ,·3ri. . · 87 TAuRKRT, colonnello tedesco. - L'impiego 1lel cannone 1h battaglia. l O.

nooKuT 13KCK6J\, - Scritt.o citalo. , . ~.. ·• · , campa,. 1,a e si,lle grandi ma110,;re delt esercito prusRegoIamen Io sul st, • 1• 10 11 ~ -3iano. 1S72. d I 1866 \acio~c., ALni;111o. - Jslra:loni alle 1rup11e per la campagna e · ~oncrnlo PiANBI.L. _ Ricorcll tattici pc,- le gl'at1di man-011,·e cle_l '1871. Rivista militare italiana. - L'artiglieria da campagna prussiana dal 1866 al 1810-71 - A. M.i.nA capiLano d'artiglieria.


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SULLE SCORTE

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D' ARTIGLIERIA

L'annunzio nei boll eltini, dopo Lm fatto d'armi, del numero clei pezzi che furono tolti al vinto, nòn ha gii't un signifi.cato morale di maggior onla pel vinto slesso, ma quello materiale, posilivo dell'aveme diminuiti i mezzi d'offesa, perchè i cannoni non·si rim-· piazzano così facilmente come i fuc ili . Ormai è certo chè tutti gli ufficiali d'arliglieria nella eventualità di umt guerra si proporranno di mostrare lo stesso ardire, la stessa fermezza di cui diede sì splendida prova l'artiglieria ledesca nella guerra del ,1870-7 1, sia per sostenere le allre truppe, sia peL' agire come arma principale. ~fa anche a questa fermezza, anche a. questo ardire v'e un limi te. Il farsi prendere i pezzi può essere semplicemente una. questione di coraggio personale; ma è necessario che in ciò concorrano anche la intelligenza ecl il senso pratico di chi ne ha la responsabilità direi.la, perchè 1a loro perdita soddisfi alle necessarie conclii.: ioni di opportunità; in caso contrario c1uella perdila materiale è U""Ta, Ot> vata dal danno morale che si riversa interamente sulle truppe. Ora per giudicare di siffatta opportunità, è mestieri avere una idea almeno approssimata del concetlo generale dell'operazione. che si st.a svolgendo in quel determinato punto tlel campo di battaglia; e ciò non è dato se non ai comandanti i grandi riparti delle varie armi, i quali solo per conseguenza debbono decidere del come, del dove e del quando la difesa cli una. data posizione abbia ad esser prolllngata fino a quel limite estrcmo in cui può avvenire che i pezz i cadano in ma.no del nemico. Ed a tal concetto appunto sono informali i principi i della nuova tattica d'artiglieria, secondo i quali non deve una h·aucria abbandonare una posizione se non dieG:o un ordine del.comandante del corpo cli truppe al crua.le essa è assegnata. In tal modo si potrebbe persino ritenere tolto agli ufficiali d'artiglieria il merito del sacrifizio per la salvezza delle altre armi, dal momento che un tale sacrifìzio viene loro imposto da un articolo cli regolamento, regolamento il quale non ammette come motivo sufficiente perchè l'artiglieria sospenda il fuoco e lasci la posiziop.e, anche le pe1·ditepiil gravi (,J) e considera in quei mo-

menti decisivi l'appoggio dell'artiglieria come di maggior iitile alle alt1·e Pl"1ippe che di dann,o per sè rnedesirna (,1 ) . Ma come potran~o le batterie rimanere nella posizione assegnata e perdurare nella. res1stenza anche all'avvicinani dei tiratm'inemiici' . con cruella calma indispensabile acl eseguire un tiro efficace. se non si darà loro un valido appoggio coll'assegnazione della scorta? Si noti che le difficoltà di puntare e dirigere bene ii pezzo aumenteranno appunto coll'avvicinarsi dei liragliatori nemici e collo spesseggiar dei colpi e cadere degli uomini ~ Se vogliamo pretendere che un comandante di batteria agisca arditamente, .bisogna anzitutto porlo in grado di farlo con fiducia (2) e cruesLa fiducia egli non la. ri ceve che da. una scorta. La sicurezza. cli una. batteria è una delle condizioni per ottenere J'eHicacia del tiro, perchè tanto più calma avrà nell'agire quanto più saprà di essere appoggiata (3).

1

VII.

. In un al~ro punto di questo scritto si è accennato allo spirito d1 cameratismo delle truppe che in pRrte dovrebbe o-arantiJ,ci la sicurezza delle batterie e, secondo taluni seriLtori, c:ncorrere a dimostrare la inutilit1t delle scorte. Ma siamo noi davvero sicuri di questo spirito delle truppe in guisa cli poter fidare intieramente sugli sforzi che esse faranno per la salvezza delle batterie in ogni evenienza? · Qui è il caso di dire che, a meno di voler fare della poesia, non sarebbe sostenibile il sentimento dell'abnègazione così fortemente penetrato nella gran massa delle truppe, che in dati momenti qualunque reparto di esse abbia da ..provvedere· ' meo-lio che alla sale vezza propria, a quella del materiale d'artiglieria. (1) lJo ,,,nAuen, scri tto ci tato . (2) Sg,iardo tattico 'ret·rospettivo ai 1866 . (3) A lcu-ne conside,·azioni siiita tatt·ica cl elle batterie cot nuovi cannoni rigati da

( I) Fl.OYF8 AUF.1t , l:IOHRNLOJJB, scritti citati.

campagna, del capitano d'artiglieria ENnrco CAIRE. nfo:sia militare italiana. Dispensa. del maggio e aprile 1874.

]

ANN O XX l !l, VOL . I!.

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SULLE SCORTE

n' A RTTG LJERIA

È positivo che lo scorlar le arLiglierie è un servizio poco mnbi(o ('I); che generalmente si osserva uno sluclio ;;peciale per esimersi cla quel servi;,;io, e che si accetta con ben poco entusiasmo qucll'incahco ingrato e malagevole (2) . È pure innegabile che cli fronte agli esempi di Vionville e Marsla-Tour, in cui lo squadrone Ilinclenburg · si slanciò sulla cavalleria del nemico, che era molto superiore in numero, per disimpegnare h.t batteria a ca:vallo von der Planitz 1°; di fronte all'es.empio del battaglione cli fucilieri dell'8o 0 che agi nell'istesso modo il 118 agosto riguardo alle lrnLLerie del 1)0 corpo, perdendovi il comandante, rn umciali e 370 uomini (3), allri esempi si possono citDre in cui Je batterie caddero in mani del nem ico o doYeLtero tentare di difendersi da se sole, per mancanm as.solut.:i di scorl.e, o per non esser state efficacemente cd opportunamente appoggiate dalle trupf>e che si trovavano vicine. Così nell a ba.tLaglia cli Gravelol.te, la 4a batteria grave del 9° corpo tedesco, in posizione molto arrischiata sull'n 1mra a sud cl.cl Bois de la Cusse, cloJ)O aver sofferti gravi, danni pel fuoco della fanteria e ~[elle miLragliere francesi, si vide ad Llll tratto assalita ila grossi stuoli di fa,nl.e1·ia della difisione Gren icr, e non ostante gli sforzi clisperaLi del suo capo quasi tutti i suoi pezzi caddero in mani del nemiw . Quando arrivò una compagnia dell'84° reggimento arichiesta elci generale v. Putlkamer, la, catastro/e·ei·a già-avvenuta (4). Così pure nella hattaglia di Noisseville, 11Obauerie tedesc.he sp iegate fra Poix e Senigny, attaccate da tre divisioni francc1si (.\fetmann, Cissey e Grenier), si "difendono senza scorta a colpi di mitraglia, e riescono tt mantenersi sino a noLle (5). Ma nemweno i Tedeschi hanno sempre la certezza della hnona conclottD delle lrnppe in simili e1 0nienze; infatti il manuale d'artiglieria tedesco (6) prescrife di notar-e nei rapporti, che i coman-

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1

(1) Ube,· Geschutz-Jledechungen dell'Arciduca Gro,·. o'A usmIA. 'Dall' Oi·gan der Militar Wisse11scha.(tlfohen Ye,·eille. Vienna 1877. (2) Sgua,·do tatt'ico 1·etrospettivo al 1866. (3) V,mov ou Vr.nN01s. Scritto citnto. (4) Storia delta guerra f°1-anco-germanica, già citata (5) J/ese.rcito d'i Steinmet~ nella guerra clel 1870-71, per A. von Scunr.t, 1s;2. (6/ Manuale d'a,·tiglie1·ia tedesco pubblicato dopo la guerra del 1870-71 e che tratta dell'impiego dell'artiglieria in campagna, fascicolo 15°. v. Giornale d'artiglieria 1873,

danti l'arLigl ieria devono compilare dopo il combatLimènto, anche le . trwppe che erano contigue alle batt&rie, oltre all'indicazione dell'appoggio avuto cla altre truppe. t e~,iclcnte in ciò lo scopo di controllarne la. condotta. E del resto che altro vorreb be significare la citazione frequente che vediamo fatta, persino dagli stessi autori tedeschi ('I), degli ordini del giorno del maresciallo Blùcher nel ,J 8113, se non che è tuttora riconosciuto il bisogno cli ricordare questa specie di minaccia d'un consiglio di guerra? Vuol dire che questo spirito d'abnegazione, questo sentimento di frat.ellanza miiilare, non è ancora siffattamente penelrato che si possa essere appieno guarentiti sull'appoggio che in caso éli pericolo dovranno ricevere le batterie dalle truppe più vicine, e quindi ~ necessario darne loro l'incarico in modo ben determinato e tassativo, renden done strettamente responsabili i comandanti, o, in altri termini, è necessario ricorrere alla prolezione delle scorte. Scorte o drappelli avcinzati a, difesa dell'artiglieria divisionale, che sostanzialmente sono la cosa medesima, lo stesso Hofl1nrncr (2) li ammette quando scrive che << le linee di. cacciatori lanciate dal << difensore oltre la prop.rfa principale posizione da combaLLimento, « sono in certo qual modo a considerarsi come una scorta parti« colare dell'artiglieria >> . Qui poi non sarà foor di luogo l'ossèrvare che, da un canto si stabilisce come princi.pio assoluto, che l'artiglier·ia assegnata dall'ordi1ie di battaglia ad ima t?·t/l]J]Ja, debba cost'i.t1.ifre parte in,tegrante della meclesi;ma, con che si viene appunto a cementare quello spiri lo di fra.tellanza, di vicendevole appoggio che renderebbe poi inuti li le scorte speciali (3), e cli più si dichiara elle 1Jer 1iess1M1, motivo devono anda1· rotti i legar1vi che 1.vniscono t'a1·tiglieria alla fanteria cui è assegnata (4), mentre dall'altro canto si ammette pure che in certi casi, dietro semplice r ichiesta delle truppe impegnate nell'azione, i comanclanli di corpo d'armata possono prendere l'iniziativa di distaccare da quelli più vicini un cerLo nuVmrno1s. ScriUo citato. ,1Iilitar-Wochenblatt, citato. (2) Scritto ci tato.

(1) VRnov ou

(S) Honr.xtOHE, (4) HOBVOAUBR.

puntata 1a .

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mero di batterie, per costituire una massa d'artiglieria in un dato punto del campo di batta.glia; e si soggiunge che queste baLterie divengono allora invece pa1·te integ1·ante di q11,ella tal massa di a1·tiglieria e non debbono e.,;ser restituile alle truppe alle quali erano assegnate sino a che il comandante della massa d'artiglieria non ne ordini lo scioglimento, o per propria iniziativn, od in seguito ad ordine ri cevuto ('I). · Ora, ,;iccome non è specificalo se qui si tratti semplicemente dell'artiglieria di corpo d'armata. od anche delle batterie delle clivisioni, dobbiamo ritenere che quella misura sia applj cabile tanto all'una quanto alle altt'e, ed all orn viene spontanea la dimanda, come potrà cementarsi quello spiri to vicendevole di appoggio fra le batterie e le truppe, come si potrà dìre che quelle costituisca.no pari.e integrante éli queste e non possano per nessun motivo andar rotti i legami fra loro esistenti? E badisi che oggi la tendenza generale è appunto cli formare masse d'artigli eria, che lo spirito d'imitare i Tedeschi può l.rnscinare l'uor di proposito anche generali di perizia riconosciuta e di calma a tutta pt'ova, pe1· cui non sarebbe a stupirsi. se una facoltà accordata dai Teclesch i per soli cas i eccez ionalissimi, diventasse presso di noi regola generale. l\on pochi pot.rebbero crecle1·e aun punto daLo cli imitare l'esempio del generale Sénarmont a Friedland (2) il quale di sua in iziativa, comunque col consenso del generale Victor, riunì in una sola massa tntta l'arLigl ieria del IO corpo d'armata, malgrado le reclamazion i dei generali cli divisione, e decise della giornata con un diluvio di mitraglia. ~la quanti sarebbero certi di saper cogliere il momenlo opportuno e cli non compromettere invece le sori.i della giornata? Il maggiore Hofrbauèr (3) nelle considerazioni sulla battaglia di 1\letz osserva che erano gli stessi comanclant.i di divisione e di corpo d'armata i quali si privavano volontariamente delle loro batterie per avviarle in aiuto delle truppe combattenti, e che (1) HOFUIIAUER , (2) 1807, 14 giugno. Fu dopo questo fatto cbo l'artiglieria cominc iò ad essere impiegata in grandi masse con molto successo. (a) Dte deutsche .4rttllerle tn àe11 Schlaeht.e" bd .11et: E. HOPrB!CtR.

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in tali casi le ·inviavano persino senza scorta, se il fornirne ad oani batteria poleYa cagional'e ritardo. 0 È sempre questione cli giudicare se un tal invio di batterie abbia sempre lo stesso successo come a Melz, e se in caso cli i·oyescio il trovarsi quelle divisioni senza le loro batterie, o il riaverle dopo che hanno sparato tutte le munizioni - non sempre si possono rifornire lì su duo piedi - o molto danneggiate dal f~oco nemico , non costituisca uno svantaggio di gl'an lunga supen ore al vantaggio che si voleva ottenere collo spedirle innanzi. Si deve anche considerare la ·superiorità numerica che ebbero sempre i Tedeschi cli fronte ai Francesi, per cui andavano al combattimento colla quasi certezza di vincere, e poco si preoccupavano di misure difensive. Per questo è che le batterie dei Tedeschi, come scrive J'Hoffbauer, s'incamminavano ~enza scorta per portarsi innanzi sfrw a t1·averso terreni dove non M'a stato neppiw 'tin esplomtor·e eh (anterfo o cli cavalleria. TI <;he per altro avrebhe potuto dar luogo a serie conseguenze, con un nemico più. preparato alla guel'ra e più intraprendente.

VIII. È sempre un gran. princip io, comunque vecchio, che l'artiglieria tràe la sua forza dalle truppe e che queste solo possono profittare dei suoi successi (1). . . Da ciò quell' inlimo legame fra l'artiglieria e la fanteria, ntenuto ihd.ispensabile oggimai, e che perchè .riesca veramen_te _ef~Lcace dev· essere inteso nel senso che ciascuna di queste arm1 sia rn grado di combattere per conto proprio, pur cooperando entra~be a raggiungere lo stesso scopo. Bisogna che l'artiglieria sappia cli esser così indipendente dalla fanteria da potersi muovere liberamente in ogni verso, da poter fare a meno in dati momenti dell'appoggio diretto cli quella ed (l) D1 TiaNn, colone!. Traité de ta~tiqut 183!.


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anche distaccarsene per costituire massa in quei punti dove sia per rich iederlo l'andame.11to dell'azione. E da un'altra parte 1Jisogr~a che la fanteria nel combattere non ahbia Ja preoccupa~ione della difesa clell'n rtiglieria, se vogliamo cl_i~ essa proceda risoluta nelle sue mosse offensive, le quali il pru delle volte la porteranno lontana dall'artiglieria. · La fanl.etia e l'artiglieria dunque debbono considera1:si come due forr.e cospiranti mosse dallo stesso centro d'azione ma aventi . . ' crns~una. qual I tò. sufficienti in ~è per colpire come per di!'euders,. S1 comprende che riposa interamente sulla intelliirnnza dei comandanti e sulla loro capacilà di dirigere le trupp~, ·comc sulle buone qualità Lattiche cli c1ue!-le, il mantenersi iii' queJJ'accordo che potrebbe esser rollo nelle lluttuar.ioni del combattimento a moti'Vo di questa. liberlù. d'azione che vogliamo nel le anni stes~e. Ora siITauo modo d'interpretare il legame lallico fra la fanteria e l'artigl ieria, che credo sia il più conforme al caraLtere della. guerra odierna. porta con sè la neces!-ilit delle scorte, le quali diventano ,ere appendici delle hatterie e prendono con egse parte nltiva al combat.Limento.

1° Che queste tl'uppe , icine potrebbero non avvedersi in tempo del bisogno cli soccorso; 2° Che esse attirale più innanzi, o più indietro da una batteria, dopo :ner esitato sul da fare, la lascieranno sola all e prese col nemico o le porteranno uu socco1·so tardivo; 3° Che le scorte d'oggidì hanno un mandato essenzialmente offensivo; i,° Che stanle la gran portata delle onierne artiglierie e la temperanza di movimento che lor si conviene sul campo di battagl ia, è assai più facile il mantenere collegala l'ar'liglie1·ia colla funteria, se anche questa non ha la stessa rapidità di mossa di quella; 5° Che infine lo spirito di cameratismo nello truppe non è ancora spinto al punto cli fal' loro considerare come un mandato onero\'ole e gradito ciò clre (ìno adesso esse hanno riguardato sempre come clisaggradeYole ed incomoclo. Tn quanto poi al considerar le scorte come utili soltanto in dati casi è bene osservare che sono tante in un comballimento le combinazioni possibili. per una hatteria, e tao L<, repentino l'avvicendarsi cli situazioni diverse l'una. dall'altra, che codesti casi antmettono un numero sl.ragrnncle di forme e cli gradnzioni differenti. Un'a ltra consi1lerazio11e è che, a seconda del diverso criterio dei comandanti, potranno quei casi ven i1· interprntrati in un modo od in un alt.ro, vale a dire ell e lo si.esso caso potrebbe da un comandante es:;ere riguardato come compreso fra quelli pei quali è necessaria la scorta, e da nn al l.ro invece non esserlo.

TX.. Frattanto nello n?stre Istru~ioni peì' l'ammaestmmento umico delta fantel'ia, clte per ora sono la nostrn. guida nella condot.ta élelle truppe nel comballimento. da una parte si ammette la protezione c~ie debbono trovare le batterie nelle tl'uppe vicine; infatti a pagma 23.S, è dello che « sarà riprensibile ch i, :;alvo .il caso di ne« cessità, allontana le proprie artiglierie per modo che non si tro<< vino a portata lli esse1·e di.fese (lalle alt-re t·mppe, senza munirJc di « una scorta sufficiente ». Da 11n'altra parte si considerano le scorte come utili soltan10 in dati casi: cosi a pa"ina ,174 è doti.o che« al« l'artiglieria il comandante del hattagli~neassegnerà, quando oc« CO?'?'a, Un'apposita scorta .... J>. . ~ntorn~ all'appoggio che le batterie possono trovare nelle truppe vicine, gioverà qui, riassumendo, ripetere:

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X. [I generale Pianell nei suoi ricordi tauici per le grandi manovre dice « che il trovarsi senza scorta coslituirìt per l'a1tiglie1'ia inferiorità di manovra ». È hcnsì vero che alLrove egli sci·ive non doversi esagerare la preoccupazione della ,;al,ezza dei pezzi quando questi abbiano fatto


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D'ARTIGLIERIA

fuoco fino all'ultimo, ma egli calcola, pJ1re che una buona fanteria destinata di scorta ai pezzi, non abbandonerà. il suo mandato al momerito del bisogno. · Chi è d'avviso che l'artiglieria debba essere in ogni caso scortata è il colonnello Corsi nel suo trattato di tauica del 11873. Parlando dello schieramento dei corpi misti, egli scrive che « nel« l'occupare una posizione coll'artiglieria, i più prossimi sosLegni si « disporranno in modo di poter concorrere alla difesa di quell'art.i<< glieria insieme colla sua scorta. Così, per esempio, una. batteria << appostata 100 pa~si dietro la linea dei tiratori, oltre quella scorta << che le sarà stata assegnata, avrà pronti ad aiutarla i. vicini drap« pelli cli sostegno e di riserva della truppa sparsa, tra la quale essa << sarà venuta ad incastrarsi e che si troveranno opportunamente « scaglionati sui suoi fianchi ». E altrove dice: << Nelle manovre ed atti da combattimento dei « corpi misti, l'artiglieria prende posizione mentre le avanguardie « si svolgono e combatl:ono. Si capisce che ella non correrà alcun << pericolo avanzandosi o discostandosi in quel momento alcune cen<< tinaia di passi dalle truppe. Ciò non ostante ella dovrà esser già. << provvista della sua scorta onde non avvenga. che ella abbia a << trovarsi sola in qualche grave frangente nel corso della bat« taglia i>. È tanto vero che le scorte sono necessarie omrigiorno che i Tedeschi non poterono prendei·e i pezzi al nemico se non in quei casi nei quali la fanteria francese non .era in grado di difendere le proprie batterie (11); e che i Tedeschi stessi non perdettero dei pezzi se non quando le batterie non si trovarono in contatto colla propria fanteria (2) . . 1

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'

(1) A. von Boous r., wscKI - Dei!u:ioni tattiche della gtiei·ra del 1870-ì!. (2) HOFBBAUBR. Scritto citato. •

393

XI. Si è detto (,1) che le scorte fisse sono uno spreco inutile di uomini tutte le volte che non ve n'è bisogno . È forse vero, ma chi può prevedere quali saranno i casi nei quali occorrera.nno quelle truppe e quali altri no? In quanto alla obbiezione chè col sistema delle scorte si disseminano le forze, si potrebbe rispondere, che nel periodo cli guerre ultimo in cui abbiamo vechtlo alla prova i comandanti di truppe di tutti gli eserciti d'Eutopa, si è verificato molle volte il caso in cui sieno mancate le riserve; si è pltr dato il caso che non sieno state opportunamente condotte al combattimento tutte le truppe a portata sul campo di battaglia; ma infin d.ei conti si finì per attribuir ciò sempre all'imprevidenza, all'imperizia dei comandanti, non alle scorte delle batterie. · Si è pur detto che le scorte quando non sono inutili sono insuffìcient'i (2); ma dov'è la regola. che fissa in modo assoluto la forza da assegnarsi volta per volta ad o.gni reparto d'artiglieria? Se tale assegnazione sarà fatta con giusto crilerio, com'è da supporsi, << se si « saprà prendere norma dalla maggiore o minor distanza a cui l'ar« tiglieria si troverà dalle altre truppe colle quali è collegata; dal << terreno dalle maoaiori o minori probabilità che sor c 0rano contin« genze pericolose; dall'armamento delle truppe che l'avversario « potrà opporre, ecc. )) (3) non è ammessibile che abbiasi a verificare, a meno di circosLa.nze eccezionali, questa insufficienza di forze nelle truppe di scorta. Non bisogna neppure scordare che coi fucili d'oggigiorno anch~ un semplice plotone di fanteria rappresenta un nucleo importante d1 difesa,particolarmente se condotto c9n energia e con intelligenza,per modo che la. 0aran potenza. di fuoco delle armi cli cui è munito sia efficacemente ai utata da un ben inteso valersi del terreno . · '

(1)

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•

AUC[ÒOC< GtO\'ANN[ p' AUSTlllA -

(2) ARClUUCA G IOVANNI D' AuSTRU•.

(3) Hoern.wsn. Scritto citato.

Scritto citato .


394

SULLE SCORTE

A portata di mitraglia fa più danno oggidì un plotone di buoni . tiratori eh e un'intera batterici (,1). A parte poi questa forza. è certo che nel maggior numero dei casi, un solo plotone il quale non distolto da altra cura si dedichi interamente alla. difesa di quel dato riparto d'artiglieria cui fu assegnato di scorta, varrà sempre più di un'intiera compagnia od anche di due, le quali per solo dovere di vicinanza, per solo spirito di cameratismo accorrano a difesa, preoccupate dal timore di perdere il proprio collegamento colle altre compagnie, o di aUontanarsi di . troppo dall'obbiettivo verso cui miravano, e pel quale si trovavano forse già impegmrLe sulla linea combattente. Del rimanente non si ripeterà mai abbastanza, ch·e la campagnt). del ,t 870-7'1 nçm costituisce ancora una snilki.ente prova per fondare sull'andamento di essa tutta una nuova taUica, e che certe massime utili in quella campagna potrebbero, quando ripetute rra du13 eserciti in altre condi7,ioni, condurre a risultati finali ben differenti.

dei colpi sparati nella gu~rra c!cl 7.0-1,1, per conch_i~1de1_'.e cl~e in sostanza.,se le esperienze dei pol,gom .fatte ne_l tem~o cli p~1,e da~no l)er risultato una clistinzion: completad~lle lm~e d1 fo~ t:r:a n_em1~_a'. in realtà poi nella guerra s1 or.tengono nsultat1 ben d1nerent1, e tctll che forse il picco! numero élei co lpiti non c~~1pensa . la .gran quantità dei colpi sparati, fatte, s'intende, le debite ecce7,10~L . Un comandante di compagnia intelligente ed energico, il; quale abbia davvero i suoi soldati àlla mano e sappia sc~g!iere _una form~: zione tr~ttica pieghevole .al terreno ecl efficace pei tuoc_hi, non a.vl a . pet' oaiunrrere a.cl 800 o a ,1000 metn, cla una. • batpo1· ·tan t O ae penare e t> cl ' teria nemica che tira a shrapnel, e di là far passare sui serven t1 e1 pezzi ·l'azione distruggitri.ce dei suoi più abili tiratori. . . . . Si rifletta soltanto che a 800, 11000"; una catena. ih ca~ciator~ favor ita da pochi fogliami, non sarà veduta aifa_tto c~alla It_nea cl~ · 1nen·t1··e ·1· c:>cci arLiglier,a, •• .atori vedranno bemssnno 1 pe:t,7,t ecl 1 serventi.

XII1. .

XII. Così è sempre una questione a diswtersi, se coll'ado~ione dei cannoni da 9 tedeschi· delle hatterie._cosi dette gravi, siasi risolto completamente il problema di accrescere la potenzade!J'artigli.eria, senza molto danno per la sua. mobilità, ma in modo di farle r iacquistare la superiori.tà che aveva perduta di fronte al fuoco di fucileria. È certo che le forme di combattimento, quasi esclusivamente usate dalla fanteria. in stormi. di cacciatori, sconcerta.no non poco i comandanti di batteri~. intenti a risparmiare i loro tiri per dirigerli contro le colonne nemiche. Fu bensì introdotto il tiro a shrapnel, come una. specie di tiro livellatcn-e, atto a sconvolgere e disordinare al tempo medesimo e le colonne profonde e le Jinee distese in ordine rado . Però bisogna considerare qual fu la proporzione dei colpi ti di. shrapnel col totale 11} HO>J8HOIII:,

ScriUo citato.

395

n' ARTIGLIERIA

Quando si scrive che la fanteria. non può seguire i _rapidi movimenti dell'artiglieria. nel campo di battaglia., per cm sarebbe _un arma poco adatta al servizio di scorta, ~1on dobb_iam? neppure. n~maginarci che le batterie sul campo cl, baLta?ha. siano sempt e 1~ movimento, così da. giustificare il nome che s1 clava una volta dai profani alle batterie a cavallo cl,i ctt1·ti9h~1·ia o?la%te. , . _ . . . Basterà qui citare il colonnello Corsi ( 1) la clcnr~ s1xne eh~ « 1 1< frequenti cambiamenti cli posizione noc10110 grandemente ~ll_e1f:<< cacia del fuo co >> e alLrove << la grande portata cl~lle ar~,g~iene cc oggi usate permette cli risparmiare parecchi cambiamenti cli po-: « sizione >>. per l'artiglieria. saranno Ta.l., cambiamenti di ·posizione . . . anche l' meno frecinenti sui nostri Lea.Lri di guerra, dove, i copnment1 ,e1 ter1

1

(1) Scritto citato.


.. 396

SULLE SCORTE

D'ARTIGLIERIA

Teno intercettano la vista in ogni direzione; quando una balleria sia riescita a Lrovar una posizione appena mediocre, potrà dirsi forlunata e quando possa ancora ·tirare da essa, aumentando la distanza di tiro , farà male a lasciarla per anclctre a cercarne un'altra che forse sarà peggiore, senza Lener conto dello spreco di ~empo e di munizioni pei tiri di prova.. , Faccio appello ai nostri ufficiali d'(lrLiglieria perchè dicano quanti di essi credono che su questi terreni sarebbe possibile,. od almeno facile, il portarsi ad occupare una prima posizione p'rinci;pale colla· batteria, a distanza dai 11300 ai 11500mdal nemico, per preparare un aLtacco, e poi prendere unasecondaposizionep1·incipale a circa 700m, anche ammettendo che fra la prima é la seconda si possa aver il sussidio di.tulle le altre posizioni da considerarsi provvisorie(1). ~ bensì vero che sotto tutto iÌ fuoco del nemico l'artiglieria s'avanza sempre di trotto e fin di galoppo a seconda delle cinostanze del terreno (2), ma dobbiamo supporre che questi casi sieno in massima i meno freq uenti, in quanto che o quel Cuoco è di sola fanter ia e qtìanto più l'artiglieria s'avanzerà, tanto più le riuscirà poi difficile l'occupare la posizione verso la quale era diretta e meno ancora il mettersi in batteria; od è fuoco d'artiglieria nemica, che dobbiamo . supporre meno numerosa, e questa .aVl'à con sè i suoi drappelli di scorta i quali si comporteranno come la fanteria considerata nell'altro caso supposto . Il direcheavanzandosi in terreno dominato dal fuoco nemico l'artiglieria deve muovere sempre a celere andatu1-a,equivale a stabil ire per massima. che in ogni altro caso l'artiglieria debba muovere ad andatura ordinaria, ossia al passo, salvo per correre a.cl occupare qualche posizione lontana.; anzi nei movimenti in ritirata l'IIoffbauer scrive che l'artiglieria. marcia al passo, e si comprende che si voglia evitare con ciò l'effeLLo demoralizzante che produrrebbe sulle altre 'truppe il veder l'artiglieria. parlarsi indietro ad andatura celere. SosLanzialmente poi le distanze che può aver a percorrere una batteria sul campo di battaglia, quando non voglia perdere il le.game tattico colla truppa cui fu assegnata, non sono mai così no-

tevoli, e quando al comando della scorta sia preposto un ufficiale intelligente ed energico, non gli riuscirà difficile il tenersi collegato colla batteria stessa per modo cli continuare a guarentirla, anche a qualche distanza da essa. Comunque sia però dal fatto solo che la fanteria non potrebbe seguire l'artiglieria in ogni suo movimento, mal si trarreb be la conseguenza che c1uesta non debba esser scortata. Quando non si. trovasse modo di dare alla fanteria appunto questa facoltà cli seguire le batterie anche nei loro movimenti più rapidi, sarebbe sempre possibi le il combinare scorte di fanteria e insieme di cavalleria.

·XIV.

È utile, si scrive (,I), che l'artiglieria non perda il suo collegamento colle altre armi . Ma sono già tante le preoccupazioni dell'artiglieria , e tante le difficoltà che ha da sirperare ·prima di poter trarre partiLo del la propria efncacia, che non mi sembra. sia il caso cli aumentarle coll'.imporle codesto precetto. Val meglio ricorrere ai gruppi di scorta, col mandato appunto di mantenere quel collegamento continuo. Quanto si troverebbe ridotta a mal partito quell'artiglieria che doYesse provvedervi in una campagna sfortunata I È mestieri considerare qui che siccome i combattimenLi si aggirano pe~' lo più attorno alle posii1oni occupate dall'artiglieria, suceede di qu.est.a lo stesso che delle truppe di avanguardia nelle marcie o1Tensive o cli retroguardia nelle riLirale. Un'avanguardia potrà. certa.mente attaccare con tutto il vigore anche un nemico superiore in foric, poichè essa avrà la sicurezza cli esser sostenuta da tutte le truppe che marciano addietro, le quali tenderanno ad ingrossare gradatamente ltt linea combattente e finiranno il più spesso per entrar tutte in azione. Mentre una retroguardia, quando ·

(1) HoFPOAusn. Scritto citato .

.12;

ROFFBAOBR .

Scritto citato.

39T

·,i

(] ) fIOFF BA OSR .

Scrit(o citato.


398

399

SUI.LE SCORTE

D'ARTIGLIERIA

attaccata, non potrà far calcolo che sulle forze proprie ed anche queste avranno una tendenza ad assottigliarsi sempre più a misura che il nemico rinvigorisce i suoi allacchi e che l'azione volge meno fortunata. Succederà lo stesso per l'artiglieriit. Se l'andamento dell'azione volgerà in sno farore, essa potri\.facilmente aver l'appoggio di tul.la la linea còmbattente; ma l'opposto accadritnel caso contrario, poichè la situazione morale delle truppe richiederà. che l'artiglieria mostri, loro cli essere in grado di sostenerle, non che dia segno di trovarsi essa mede:;ima in estremo bisogno; altrimenti esse inclietrcggerairno. L'Hofibauer per dimostrare come l'indieLreggiar delle trnppe sia molle volte una qD.estione di abbattimento morale, contro il quale nulla può lo spirito ilare, lo spirito di cameratismo, cita il caso cli Worth, dove hastò che le baLleric del Tl corpo togliessero gli arnntreni presso Elsasshausen, porche la fa1ùeria cessai'>se dal retrocedere (,1).

miei, vedrebbero senza ciò compromessa seriamente la sicurezza propria. Se si dice che le scorte sono in_ulil i .perc~1è all'occorrenza una batteria può difendersi col tiro a m1Lragha, bisogna pur tener: conto di questi casi possibili nei quali essa non a.vreb be rn odo d1 difendersi alLrimenLi che coll'aùL!.o degli scovoli e delle daghe.

mii

xv. Lo stesso Ho[hauer fa ossèrvare come per il grnnde consumo di munizioni che si faceva nella guerra del 70-7 1, non poche bat.terie doveLLe1·0 rimanere inoperose un certo tempo fino all'anivo clcllc colonne clei parchi. Si può ritenere sin d'ora che la questione clel rifornimento delle munizioni alle batterie, comuncrue si sLudi ogni giorno il modo di perfczional'lo, clarit ancora hwgo a inconvenienti, a, ritardi, e che batterie si troveranno m10vame11te per qualche tempo .nella impossibilità di agire per aver consumale tul.le le rnunizio11i. Or come questo fauo non è prevedibile, ' come non lo sono moltissimi altri in guerra, sern bra che fo rmi una ragione di pitì per assegnare una scorta alle b,1tterie, le quali attaccale in quei inomcnli d'inazione anche da. pochi cavalieri ne(1)

HOFFBAUE tl.

Scritto citato.

XVI.

Il maggiore Ki.ihne ('I) ed il J?oolman (2) sono fra coloro Jquali ammettono IR sostanza delle scorte ma sotto altro nome. E certo che se << l'artiglieria deve tenersi lontana assai più di prima dalla <l fanteria nemica, ha hisogno di essere coperta da dra.ppelli della << propria fanteria a buona distanza )); quando i'.w~ce_ sia la .fan~eri~ nemica che ,~oglia avvicinarsi. alla nostra arl1gheria alle mmon distanze per colpirla, quei drappelli. non potranno agire a~trirn enti che come vere e proprie scorte difensive . · Si può ben esser contrari alle scorte pet'manenti e dimostrare con mille racrioni che esse quando non sono inutili sono insufficienti; ma anch: qui può essere una· queslione cli espressione letterale più o meno precisa, per cui dircnga conciliabile il dichiarars i avversari delle scorte perinanMii'Ìt e allo stesso tempo ammettere la massima che le artiglierie sieno scottate ,i,n pernianenzci. L'essenzi~Lle si è il combinare queste scorte in modo che soddisfino onninamente al loroscop.o, e cìò dev'essere in ogni. caso lasci.aLO al criterio pratico ecl alla capacità militare di chi comanda, non poLendosi in alcun mod.o stabil ire regole fisse per una disposizione che deve emergere naturalmente dalle circostanze del mo?J.ento e dalle condizion·i peculiari del combattimento.

( i ) Krittsche wtd u.nki·itische w,:mderu.ngen uber die Ge{echtsfel.dei· <ler Pi·eussischen ..trmeen ·in JJohmen Jse,;, per Kunn, maggiore . /2) krtil!eristische Jl?'ie{e, di EM 11,10 PcouIA~- Lipsia, 1872. Lettere che si riferiscono allo scritt.o del Becker. r successi deH'ai·ti!Jlieria pi·u.sstana,, citato.


400

l

SULLE SCORTE

I

•

XVII. t

Gli ultimi scritti tedeschi risentono tutti I' influenza delle vittorie del ,1870-71; per cui al leggerli noi vediamo un nemico che si ritira e sfuma da.vanti agli attacchi. Però un libro di guerra deve non solo insegnare a vincere, ma anche a rimediare alle di~fa.tte che sono _altrettanto probab ili quanto le vittorie; ed appunto m questa questwne non sembra sia il caso di far troppo a fidanza colla vittoria, trascurando quelle misure di precauzione che sole possono guarentire la sicurezza delle artiglierie, oggi 1anto costose e si indispensabili in guerra. Si noti che gli stessi Tedeschi i quali, sebbene con tutta la ragione citino la campagna del 70-7 1 come il non plibs 'lbltra della scienza e dell'arte della guerra, e che scrivono i loro libri sulla tattica delle tre armi, prendendo appunto anunaestramento da quella, non possono a meno di ammettere che pur la fortuna delle battaglie ebbe la sua parte d'inffoenza sui risultati cosi splendidi (I), e lo stesso Hoffbauer a proposito di Sedan (2) scrive: « Egli è d'uopo « però di osservare che questo grandioso fatto fo il portato di una « tale concatenazione di circost~nze favorevoli, che non puossi « credere sarà per rinnovarsi in avvenire Jl. Tanto si mostrano contrari alle.scorte o0 li scrittori tedeschi ' ·altrettanto vi sono favorevoli gli avversari loro de{ 66 e del 70-711; gli Austriaci le vorrebbero adottate in modo permanente (3). • Lo stesso Arciduca Giova~ni (4-) comunque limiti l' uso delle 1

scort.e a pochi casi, dimostra. però nel suo scritto di preoccuparsi della protezione dell'artigl ieria. . I Francesi si occuparono pure essi della questione, come lo dimostrano i risultati dell'inchiesta fatta sull'organizzazione più conveniente a darsi al personale d'artiglieria nel ,t 873. Se ne desume che la maggior parte degli ufficiali consultati opinarono pel sistema. de!Je scorte, qua.le sotto una forma, quale sotto un'altra, e pochissimi furono quelli che vorrebbero lasciata ai generali la cura di prendere le misure meglio adatte a gnarentire Ja sicurezza delle batterie a norma detie diverse circostanze. Ma anch~ fra i Prussiani vi fu chi si occupò seriamente della questione delle scorte (11), scrivendo sotto la impressione di Trautenau, e propose di mutare il sistema destinando, in modo permanente alle batterie, in ti ere compagnie di cacciatori . Si noti che quest'autore il quale voleva mantenute le scol'te, prediceva già quale sarebJJe stato nella gLierra del 70-7·1 l'impiego dell'artiglieria in grandi masse. È arduo còmpito il voler andar contro la corrente degli scritti tedeschi, dopo i successi della guerra 11870-7,( e quando si sa che quegli scritti furono il frutto della esperienza. personale, acquistato dai loro autori in mezzo alle file dei. combattenti. Ma, per quanta deferenza noi dobbiamo avere nelle cose militari verso i sapienti e fortunali yincitori di Boemia e di Francia, il giiwa1· sempre come suol dirsi, ,i,n, ,ve1·ba magist1·i non sarebbe dar pTova cli quel carattere serio, riflessivo e dedito allo studio che, se molto innalza gli ufficiali dell'esercito germanico, comincia pure a formarsi tra quelli del nostro esercito desiderosi non d'altro, e questo possiamo dirlo col cuore sulle labbra , che di guadagnarsi appunto quei titoii a discutere di cose militari, che sola può dare la condotta intelligente e fortunata di una campagna.

(1.) Allgemeine mL. zeitu.ng. Sunto di uno scritto pubblicato nei N. 46, 47, 48 e 51 del 1876 s11U-organizzazione, arn1a mento e tattica dell'al'tiglieria tedesca dal 1871 in poi. Dalla Cronaca m ilitciu este·r a, del 1 semestre 18'76.

°

FRANCESCO SERRA

(2) Scritto cit.ato.

:si

Delle scorte tJ:arttglie·1·ta, per

110Fv1i11

primo tenente: Dispensa del fébbt·aio

e

401

D'ARTIGLIER IA

Jfaggiore di stato maggiore.

marzo

1872 dello Sbreff/,erw•s Oeste·r reic/tische Mtlitcwische zeitschrift. Vienna. Sulle scorte

d'a·1·t·! glieria, del capita no Tnonono Y. MEYun. Dall'Oi·gm, der Militai·-Wissensclla{ti.chen Vereme. Xl 1'0lume, 4a. dispensa, 1875. (1) Vbe·r Geschiilz-JJedeckungen, deli' Arciduca G10 VANNI D'Ausrnu. Pubblicazione clello·

stesso periodico austriaco.

(1) Sg11ardo tattico i·el?·ospettivo al 1866. • 1

J

ANNO

xxur,

YO. Il.

27


SUI SBRVI Z I AMMI NISTRA TI VI MILl'l'ARI

SUI

SERVIZI AMMINISTRATIVI MILITARI LETTERA AS. E. IL MfNISTRO DELl,A GUERRA « Batti ma ascolta •. TB!d1ST0CL8 .

Qualche volta il dato alla debolezza od alle passioni degli uomini di sospendere l'clfetto delle istituzioni; ma la virtù delle medesime tosto o tardi dovD trionfare della debolezza, o (!elio passioni umane.

Chiedo venia all'E. Y., se, per esporle alcune mie idee sui nosLri servizi amministrativi, mi valgo della forma quasi confidenziale di una letlera. Vi sono spinto dalla necessiLit di esser sollecito per guadagnare in pro della causa che m'incluce a parlare Lutto il tempo che lo studio dell a forma richiede. Se si volesse dire che i nostri servizi amministrativi sono ordinati in modo razionale, stabile, u.n iforme e regolare, come si convien e ad un grande esercito, clirebbesi certa.mente cosa non vera : e per altra parte peccherebbe d'inesattezza chi -volesse asserire che le faccende amministrative militari procedono in fotlia in modo arruffato e dispendioso. L'amministrazione ~ilitare italiana - e questa è la verità vera non si è ancorn. affermala; essa procede a tastoni, parte sorreua dalle tradizioni , parte guidata dalle consuetudini e tutta poi operante sotto l'impulso diretto e quotidiano del potere contrale.

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403

Quesl'ulti~o è, a parer mio, il guaio maggioro; perocchè una macchrna cosi grande e cosi. compiica.ta, che funziona in tutte le sue pa.rti,. anche minime'. per l'az ione continua di un solo ce~1Lro, o - megl10 ancora - dr nna sola persona, rischia, al menomo urto od alla più piccola oscillazione, di scomporsi od arrestarsi. Io sono convinto che voro ordinamento wnministrativo non si potrà .av~rc fincl~è, fissati in maniera stahile i principii genorali, che richiedono il concorso dei grand i poteri dello Stato o11ni servizio non abbia il proprio regolamento, per modo che,ve:"a d~termina_lo quale sia e fin dove arrivi il compito delle a.utorUà d1~endenl.1, e come debba esplicarsi l'aziono del potere centrale; ~z,one che donebbe ~sere estranea a tutti i dellagli, per lasciare il te~po_o _t~ mente d1 attendere con p1·oritto e spigliatozza alle q'.1est_10m p,u elevate che risguardano le migliorie, onero all'alta d1r?z1one ed al controllo. Xon vi sono parole sufficienti per descr11:ere e ?ondann~.re un sistema che impedisce ad un capo di ~tudiare a, !onda_, d1 ~Uuare il bene che vede, e lo affoga iin-ece in un vortice cli particolari, di noie, di })righe che finiscono per oscurarne l'intelletto ed esn.u rime le forze fisiche. _Cer~mente per a'.Tivare alla meta ch'io mi propongo il cammmo e lungo e faticoso ; perocchè non sempre hasta il buon volere ed il buon giudiz io di eh i ha in mano la sommn, delle cose, o di chi è ch iamato a cooperare direttamente con lui· ma si richiede un co11corso favorevole di persone e di circos(.:mz~ est1·anee a quella che chiamerò la famiglia nostra, cd attinenti alle ,icende politiche e padamentnri in primo luogo, ed in secondo all e altre amministrazioni dello Stato, e più specialrnente a quella delle finanze. Perchè, come nessuno ignora che il nostro soldato vive magramente, veste da povero e dorme sul pa.,liericcio che i nostri uffiziali hanno uno stipendio che appena li salva d;Ua miseria· così Lutti conoscono, ocl almeno dovrebbero conoscere, clie all; non_ llo!·ido condizioni fin:inziarie del nostro giovane regno, devesi aUr1bu1re tale stato di cose veramente poco lusi.ngh iero. Ecl oltre a ciò non poche sono le leggi e regolamenti d'ordine generale che da sè l' amministrazione della guerra uon potrebbe correggere.


404

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SUI SERVIZI AMM IN ISTRATIVI

MILITARI

Ciò nullameno - anzi appunLo perchè il cammino è lungo e l'opera difficile - conviene mettersi in via, e per farlo mi pare che i tempi sieno maturi. Finchè il nostro esercito era nel suo periodo di formazione o, dirò meglio di trasformazione, non era possibile, non era prudente pensare ai provvedimenti d'indole a1mninistrativa,. Doveva avere - ed ebbe- la precedenza l'ordinamento militare, come quello su cui dee foggiarsi l'amministrazione. _ Operando diversamente si sarebbe edificato sull'arena. Ora che gli ordinamenti militari, se non compiuti, possono dirsi assicurati, almeno nelle parti fondamental i, sarebbe veramente improvvido non pensare al perfezionamento dell'amminisLrazione.

della gillstizia distributiva; poichè, dopo · i miglioramenti a~cordati in questi ultimi tempi ai funzionari- delle .altre amministrazioni , hi condizione fatta agli uffiziali è più dura di quella decrJi impier,ati (;ivili (almeno in gran parte); IJ1enLre poi le esio 0 r.·1 crenze speciali della vita, l'esercizio continuo delle forze 11s1c1e e l'instabilitii della residenza, si tradLtconò in maggiore spesa . pel sostentamento e pel vestiario. Conseguem:a naturale dell a revisione su lla legge degli stipendi è la riforma di quella sulle pensioni . Si può anzi -dire di più, che questa, legge dovrebb'essere modifica.La quand'anche i tempi n~n fossero ancora propizi per quella degl i stipendi; perocchè no11 è m armonia colla legge 119 marzo 1874. In qLtesti ultimi tempi si è molto discusso ed anche operaLo per dare ai più valenti fra gli ufficiali le più importanti fra le cariche; ma ad arrestare l' irnpresa osLacoli sorsero e non lievi. Quanti non ne farebbe scomparire una provvida legge sulle pensioni!

Nell'ordine legisla:tivo si richiede: ,1° La revisione della legge sugli gtipendi e di quella sulle pengimii. ' La prima ha - è vero - una data recente (119 marzo 1874); ma disgraziatamente venne alla luce in un'epoca, in cui la preoc- . cupazione maggiore del paese e del Governo _era quella dell'equilibrio fra le entrate e le spese dello Stato. Essa per conseguenza è affetta da tutti i mali derivanti. dal tempo sfavorevole in cui nacque: e non è certamente colpa d'alctmo se una legge presentata il 115 gennaio ,1872, timasta gia- , cente lungo tempo negli uffizi, discussa lungamente ed a:pprovata dopo due anni, sia riuscita più un monumento cli buon volere e cli rette intenzioni, che un vantaggio al la classe di persone per le quali era stata faua. Migliorare con ragionevole aumento di i·etribuzione la condizione dei nostri uffiziali, specialmente nei gra.di inferiori, è debito d'onore pel paese, è misura reclamata dalla necess itò. di rinrnnerare adeguatamente i senizi, di compensare i dispendi che portano seco la vita militare e le es igenze di decoro maggiori che nelle altre profession i; e finalmente dal bi.sogno cli assicurare la tranquillità eh coloro che consacrano l'esistenza a tutelare quanto una nazione ha di pitì sacro; vale a dire l'indipendenza, l'integrità, e a mantenere il paese nella giusta estimazione degli alLri popoli. Inoltre è provvedimento che oggidì può reclamarsi in nome-

2° Variare in alcune parti la legge sull'as~della truppa. Oggidì i criteri che regolano questa materia si pallJno riassumere: a) nell'appalto o cottimo fra lo Stato ed i corpi; b) nella fissazione ratta per legge dell'assegno in ·denaro. È molto discutibile se amministrativamente eél economicarnente il primo possa dirsi un buon concetto: ed è certo poi che è impossibile poter fissare per legge, vale a dire in modo stab ile, il prezzo di cose mutabilissimo per natura. L'esperienza ha infatti dimostrato che, mentre lo Stato int_endev_a quasi, ed anzi senza quasi, di creare una specie d'impresa co1 corpi, dando una tangente fissa per ogni soldato·, fo po i costretto n ripi. gliarsi la inaggior parte di queste assegnazioni-, accollandosi i servizi del pane, del foracraio del vestiario, del casermaa°·io, ecc., e d'altra 0 • 00 ' parte la mutabi lità dei prezzi ha, costreLto l'amministrazione a stanziare in bilancio parecch i milioni sotto il titolo di sovvenzioni, le quali non rappresentano in ul tinrn analisi che un aumento dell'assegno . Non parlo delle complicazioni nei conti, del bisogno di maggiori scritture e quindi di più numerosi impiegati., cui dà luog~ il siV

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S UI SERVIZI AMMINISTE\A TI VI

s:e~a _i~ disco'.·s~, i_l quale ha 'inoltre lo sva.ntaggio di creare condiz10~1 d1fferent1 ai diversi corpi. E que:to .un argomento importantissimo che meriterebbe uno sviluppo, dt gran fanga maggiore di quanto comporti qLrnsta lettera perc~e da un lato riflette il benessere del soldato e la reLta ammini~ straz10ne; e dall'altro ha influenza grandissima SLll bilancio dello Stato e su i conti interni delle amministrazioni. , . 3° Alc~ne modificazioni alla legge 30 settembre 1873 sull'ordma.mento dell'esercito nella parte che ha tratto alJ 'mmhinistraz ione. Non, ~ono molte, ma di capitale importanza; tali anzi che, trnscurandole, ogn'altro provvedimento sarebbe monco e di contestabile . utilità. Noi abbiamo bisogno: . a) di qualche modificazione nel corpo del commissariato militare ~p~ci~.lmente ri~petto alla gerarchia, at reclutamento ed alla parteche defrn1sce le aLLr1buzioni; . _b) di si~temare delìnitivarnente la posizione dei personali con-. tab1lt, esclusi da.Ila legge dell'ordinamento e mantenuti sino aél estinzione; e) di una scuola permanente per dare all'esercito buoni mnministra tori; · d) di creare venti compagnie di operai delle sussistem:e, Addu;rre tutte le ragioni che consigliano questi provvedimenti porterebbe troppo in lungo, e tuttavia ho ferma convinzione che essi sono non ~~lo ~ecessari ma urgenti, perocchè si legano slretLamente colla mob1htaz1one e col servizio in guerra, anzi ne sono i fatto ri principali.

_L'ar_restare al _grado di colonnello la carriera nel corpo del commissanato, specialmente dopo aver dato il grado effettivo, non è consentaneo nè all'importanza delle mansioni, nè all'interesse del servizio; perocchè non si tratta di dare uno sfogo ad amb izioni, d'altronde legittime; ma di coordinare il grado e l'autorità corrispon~ente _.tll'elevatezza della posizione, specialmente in guerra, ed alI ufficio che deve esercitare il capo dei servizi di un'a;nnata. Ed in tempo di pace la necessità di dare al personale del com-

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missariato ed a quello delle sussistenze e del vestiario, 1111'1, cen,tro pote,nte ed operoso che lo p1·ote_gga,, lo sorvegli, lo niantenga nella binea clel do-vere è talmente riconosciuta, che ha per sè il suffragio di tutte le persone autorevoli del nostro esercito, le quali sanno per prov,t che, ove manca un c,tpo, la disciplina decade, lo spirito di corpo si spegne, l'amore per il servizio vien meno. Di capitale importanza. io considero la questione dei con tabili civili applical.i al servizio delle sus:sistenze e del vestiario, crue.lla dei primi in ispecial modo . Non si possono misurare le .tristi conseguenze alle qual i ci troveremmo esposti ov'essa non fosse risoluta prima che si presenti il bisogno éli mobilitare l'esercilo . Il personale sopra.vvissuto al na.u f"ragio del 30 settembre ,J 873 conta oggi circa 200 individui. fra grandi e piccini . Sono dunque scarsi di numero·, stremati d'autorità; deboli mora.1m~Le e, per dir Lutto in una parola, demoralizza.ti per In. loro posi-: zione precaria ed umiliante. E tuttavia sono ancora troppi., per poter i,peral'e che in bre~e volger di tempo essi abbiano a scomparire ed essere surrogati da uffizia I i come dispone l'art. 38 della legge. Per mo lti anni ci si dovrebbe qn inéli rassegnare a tollerare un dualismo che nuoce granclem.enle in tempi normali e rende impossib ile, o quasi, organizzare il servizio in campagna. Tl persona le civile non è al giorno d'oggi snfficiente per disimpegnare il servizio ordina rio. Non sono molti, ma tuttavia si dovettero assegnare ai panifici alçuni ufficiali - e·non si tardò a provare it danno che inevitabilmente doveva produrre quest'unione, mi si passi h1 frase, malamente assortita. 01·a che avverri1 allorquando il personale dovrà essere duplicato, triplicato pei servizi cli guerra~ Si lascierà il personale civil e al servizio territoriale e si destineranno presso l'esercito in campagna esclusivamente dei militari? Impossibile perchè a. questi mancherebbero le cognizioni e la pratica necessaria. Si farà una miscela propoezionata dell'elemento ci-vi.le e '11vili ta1·e? Ma, in questo caso, chi avrà la direzione?


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Il primo no certamente, perchè non avrebbe nè autorità, nè modo· per esercitarla, e sarebbe contrario a tulle le tradizioni militari che un uffiziale con grado efTeuivo riceYes:;e ordini da chi è estraneo alla gerarchi ii mii itare. Lo potre~be, è vero, il secondo ; ma solo p-ei suoi requisiti estrimseci, vale a dire per l'autorità che proviene dal grado, non già per quella che deriva dal sapere e dall'esperienza. E così stando le cose, come si può vivere tranquilli nel vedere servizi di tanla importanza affidati a persone inesperte, le quali si troverebbero pur troppo in balia di dipendenti, che avrebbero bisogno di uno sforzo di generosità per bandire dall'an imo loro le ostili intenz ioni? Bisogna qu indi rifarci indietro, bisognn togliere di mezzo questo attrito, spegnere qnesto dualismo. F. per farlo 1liH1 vi sono che due modi: o l'ondere !I personale civi le col militare, bene inteso con tntte quell e pL'ecauzio11i e quelle guarentigie che richiede la graYità della cosa; o creare novellamenl.e nn personale pel servizio delle sussiston~e e del vesLiario, nella. stessa maniera che son mantenu Li e regr,ln I i quelli dell'n~·tiglieria e del genio.

E co11 questo mezzo non solo l'arte e la scie1iza non si troveranno in disaccordo; ma si a, viveranno reciprocame.nte nell'armonia dell'intento comune: e mentre questa insegnerà, quella eseguirà; e, come saggiainente e poeticamente dice il Lampertico nei suoi Stiidi sidl'econom,ia dei popoli e degli Stati(< avremo un'arte « che opererà con ragione, anemo una scienza che si adopereril «- per rimuovere gli ostacoli che l'arLe troveri1 sul suo cammino, (< percM la scienza ò la Rachele. di Dante che siede tttl.to il giorno (< al miraglio : l'arte .è la Lia che muoYe lo mani per farsi ghir« landa ».

L'amministrazione milil.nl'e, per mo llo tempo, ~i è cons idel'ata un'a1·te : non l'arte 1~el senso nobile ed elevato della parola, che traduce in atto le verità messe in sodo dalla scienza, ma quella che più propriamente direbbesi mestiere od empir·ismo. Fortunalamente assistiamo ad una reazione salutare dovuta alle colossali guerre dei nostri tempi che dimostrarono quant~ scienza domandi il proVYedere ali ' approvvigionamento d' ingenti masse . ·di truppa che si muovono per cenno istantaneo di telegrafo colla divorante celeritit del vapore. Ma appunto pe1· questo ò necessario creare e mantenere le sorgenti della coltura , la tradizione dei btioni studi ed eccitare lo spirito d'emulazione. A tale intento rispondel'cbbe una scuola permanente d'amministrazione militare, destin ala a prendere con onore il suo posto fra tanti istituli soni o ricostituiti col proposito cli migliorare la coltura generale dell'esercito.

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Le sLesse considerazioni svolte per dimostrare la necessiti! e l'urgenzn di un soll ecito ordinamento del personale superio re di esecu,:rione, possono applicarsi al personale inferiore delle sussistenze. · In tempo di pace il servizio è fatto mediante operai borghesi, · i quali sono per la maggior parte le ultime reliquie dell'antiC'o corpo d'amministrazione. Si destinano, è vero, alcuni soldati nei principal i punifici allo scopo d' istrnirli nel mestiere; ma, sia pel breve periodo di tempo che vi rimangono, sia per un concorso di altre circostanze, questi soldal i, che rapprcsenlano tutle le risorse dell'amministrazione por l'esercito i11 campagna, se ne tornano alle loro case ab ili tutto al più a disimpegnare quelli che, in linguaggio convenz ionale, clùamànsi servizi cli'Versi; mie a dire le infime operazioni di magazzino. E con questi efementi noi do,Temo al momento della niobilitazione improvvisare 2311Opanattieri e ,J 720 operai del'Je sussistenze, chè tanti ne abbisognanq per la formazion e in guerra. delle rispettive sezioni, nelle quali non è possibile, ed oYe il fosse, non sarebbe ·prudente, impiegare operai borghes i per le stesse ragioni esposte padando degli ufCiciali e degli imp iegati civi li: . e perché sarà gran ventura se gli operai boeghesi ci resteranno pel servizio tei-ritoriale. Alfreu iamoci qllindi a creare le compagnie delle sussistenze, come abbiamo le compagnie di sanità, o P.ensiamo, che, se 11el 1873 fu creduto necessario provvedere in modo regolare al basso personale pel servizio 'd'infermeria, è ben giusto ~he, dopo cinque ('l


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anni, si abb ia a sistemare quello pel servizio dell e sussistenze, il quale abbisogna cli cognizioni tecniche e pratica di mestiere superiori a quanto si f'ichiecle per l'assistenza dei malati.

credito per colui che ha cura dei propri effetti ed in un debito pel dissipatore, e siccome lo Stato paga. il primo e deve per forza r:inunciare a farsi pagare dal •secondo; così ne deriva che il vantaggio è più ipotetico che re~de. Del resto non è difficile dimostrare che l'argomento malgrad.o il rispetto dovuto agli egregi uomini che lo difendono, è più for tu. nato che verò : perchè l'economia, l'ordine, la cura deìle proprie robe è emanazione più del senso morale che dell'.interesse, e, nell'esercito, è inoltre emanazione della disciplina e della sorveglianza dei capi; perchè le occupazioni del soldato non sono faeolttttive ma. obbligatorie; perchè l'utile speciale, attesa la poca durata della Jerma, è tanto poca cosa, che, scompagnai.o dall'affez1one che una volta pona,•asi ai proprì indumenti, ossia dal senso della proprietà, non può dare alcun risultato. E se taluno credesse di sostenere la bont/i del sistema col fatto che in Italia, apparentemente, non si spende gnrn che. per qnesla bisogna, clovrehbe disingannarsi al solo riflettere che non al prineipio in sè deve attribuirsi il fatto, ma alla sua applieazione, la quale appunto ne eorregge i difetti, anche in pregiudizio della. legalità e della. giustizia. Lo Stato infatti assegna. all'individuo una somma in clanaro tanto per il primo corredo, quanto per il mantenimento . In segLtito lo Stato riprende il danaro al soldato e gl i Yende il corredo: poi, quando egli se ne va, lo ricompra. Da queste due operazioni scaturisce l'utile vero dell'azienda ed utile cospicuo, perchè la differenza fra il prezzo ·di costo e quello cli tariffa è tanto, che permette rilevanti economie. Con tutto ciò lo Stato perde ancora una somma. annua. che, per essere discreti, si può valuta.re più cli. mézzo milione. Che avverrebbe poi se il sistema fosse o.pplicato con maggiore legalità, vale a dire se il so ldato pagasse veramente i suoi indumenti qLwllo che costano?

4° Sancire per legge la soppressione delle 1nasse imcl.i'Vicl1iali. È quesLo un argomento del quale si è molto parlato in questi

ullimi tempi. A parer mio la quislione si è ingranclila più cli quanto il comportasse l'indole sua, nè sempre è stata posta sul suo vero terreno: e da questo doppio errore è derivato il .danno che non si è pervenuti a risolverla con quella facilità e con quella sollecitudine che invero sarebbe -stato ed 'è tutlavia desiderabi le. Il sistema di vestizione della truppa, quale ru ideato. e quale fu praticato. per lungo tempo nell'esercito sardo; sistema pel qua.le l'individuo era una specie di appaltatore del suo corredo, non esiste ·più. Esso ha subìt.o niodificazioni tali che · si può dire giustamente di lui: Eh1u q1,wm mutalus ab illo . Il maggior colpo lo ebbe nel l'anno 1872, quando si prescrisse che ai soldati i quali parti vano in congedo illimitato, dovessero r itirarsi tutti gli e[etti di corredo che non fossero strettamente necessa.ri per rimpatriare. Con quesLa disposizione, che, per le muLat.e condizioni clel nosLro Stato e del nostro esercito, può dirsi veramente provvida., perchè era. divcnuLo orma.i impossibil e lusingarsi che il so ldato potesse ritornare sotto le bamliere completamente vestito n1entre era necessario avere nei magazzini le ·necessarie riserve ciel vestiario; si tolse al sistema il suo carattere speciale, e rimase quasi la sola . parte che è cli peso all 'erario. È infatti un'assioina che di tu.tl.i i soldati i quali ritornano ai loro foco lari, appena la. decima parte paga il del1ilo di mass,t. Lo Stato, per contro, paga inesorabilmente il credito a tutti. I fautori dell'antico sistema sostengono che, per l'interesse che ha .il soldato in quest'azienda, egli conserva maggiormente il suo vestiario e quindi lq Stato se ne avvantaggia.. Ammettiamo per un momento che tale raziocinio sia vero; ma siccome qu~sto interesse del soldato si traduce appunto in un 1

5° ~fodificare in alcune parti la legge sulla contabilità. gene.raie dello Stato.


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È questa una delle materie che, como accennai, l'amministra-

zione della guerra non può mutare di propria iniziativa. La legge sulla contabilità generale a-bbraccia tutte le anuninisLl'azioni dello Stato, anzi ho per tutte normo iilentichc; eppure l'amministrazione mili tare è talmente dissimile dalle altre, che mal può adagi.arsi in quelle norme, e ne rimane paral izzata e contrariata ne' suoi movimen ti. A tempi riposati, ed ove si trattasse di rifare di sana pianta la legge del 1869, sa1·ebbe il caso di studiare se non convenga introdurvi una parte speciale che regoli l'anuninistrazione militare, :J. , la qua.l e, nessuno potrebbo negal'lo, ha scopo, modi e necessità .~ diverse da tulle le altre. · 1 1 Por ora siamo nel periodo dello rammende e, purchè fatto saviamonte, siano OS80 pure le benvenute, rnemori dell'adagio che il meglio è ·nemico clel bene. Nell'anno passato una commissione avea l'incarico di studiaro le modificazioni da· apportarsi alla suddetta legge: il ministero della guerra vi P"ese pari.e e form ulò alcune proposte, l'ra le q1wli cilerò le principali : facoltà di acquistare i gran i ed i \'ireri di riserva a Ll'attali\'a priva La; estendere ai bisogni <lolle tnippe le occezioni ·ancite dall'articolo fi. per le /'orte::ze e le regie navi; concedere la facollà di fare pagamenti in conto per tuUe le provr isto militari; portare a L. ·l 00000 per l'arnminisLrnzione mi litare la cifra dei mandaf.i a disposi:ione; · elevaro la cifra delle anticipazion i per lc·provviste cho si fan no all'estoro; dcl.errnin.are co n maggior precisione e latitudine il tempo utile per la resa dei con Li; esoneraro dalla cauzione gti ufficiali dei corpi incaricati della gestiono, e considerare i consigli d'amministrazione quali a,qent'i 1·e.sponsabili nel senso portalo dalla legge. . S'aggiungevano a queste alcune altre proposte delle quali la commissione 1~on volle o non polè prendere nota, e che tuttavia potevano, sebbene meno importanti delle prime ' tornaro tiarande1

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. mente profittevoli all'amministrazione militare, la quale sente più d'ogni altra il bisogno cli evita.re le lungaggini e di procedere sci olla o spedila. Pare che h commissiqne abbia fatto buon viso alle giuste domande del min istero della guerra ed è quindi desiclerabi le che il relativo progetto sia presto discusso ed approvato . . Esso darà adito ai due ministeri dell a guerra e del tesoro - o delle finanze, secondo il mular degli eventi, - di modificare i rispettivi regolamenti, vale a dire quello /4. settembre 1870 per la contab ilità.generale, e quello ·1° luglio "87t.i per l'amministrazione e contabilità dei corpi. E sarà gran ventma ; perocchè oggi le relazioni fra. il ministero della guerra e la corte ·dei conti sono, appunto pe1: la poca chiarezza e - diciamolo pure - per la contraddizione delle leggi organi che. quasi cli pace armata ..... fino ai denti. · E di tutto ciò nessuno verninente è in colpa. Da una parte la. corte dei con ti ha diritto di esercitare il suo controllo : dall'altra, l'amministrazione mi litare ha il dovere di raggiungere il suo scopo, e cli mggiungerlo nel modo migliore. \'i dove essere - v'ù. io non ne dubito - la maniera di conciliare cp1e~ti due principi i, percl1è il movente supremo è lo stesso per entrambi « l'inleresse della cosa pubblica n. Quesla maniera potrebbe così formu larsi: al po~to della diffidenza e del sospetto cli chi co11Lrolla, al posto clelle piccole, quantrLnque innocen ti furberi e di chi opera, collocare la riclucia e la lealtà nella loro espressione più elevala. Oggi abbiamo una strana condizione di cose; tanto strana che bisogna essere bene adclontro nelle se,q1·ete cose ... .. della bnrocrazia per poterla credere e sp iegare. La COl'te dei conti non volle 1·iconoscere il regoiamenlo d'amministrazione compi lato clal rninisLero della guerra, perché, al suo modo di vedoro, è un eretico in faccia alla legge su.Ila con lal.Jilità generale. D'altra parte questo regolamento è in vigore da parecchi anni e ' forma anzi il vangelo amministrativo dei corpi. E la stessa Corte ne accetta lo conseguenze, approvando i conti'. Ma ciò non basta. - Dopo la legge 19 marzo 1873, che muta sostanzialmento il modo col quale si corrisponde l'assegno per la


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truppa, anz i ne varia la natura, creando ,fra i corpi e lo StaLo una specie d'appalto; si può ancora ritenere eretico il regolamento di ·amministra;::ione? Dopo quella legge non ù più lo Stato che somministra al soldato quanto gli abbisogna per il vitto, i.I vestito, l'alloggio, ecc. È il corpo che provvede da sè a tulto ciò: e se di nuovo c'entra lo Stato non è più com_e Stato, ma come un provveditore qualsiasi Si dirà che tutto ciò è un non senso. E sia: ma questa circostanza non muta. la posizione giuridica crea La dalla.suddetta legge, la.quale, se vera.mente dovesse a;pplicarsi, porterebbe alla conseguenza che la corte dei conti donebbe esercitare il suo controllo giudizial e escltisivamente sulla_ giusta co1·responsione clell' asseg1~0. ·· Ciò veramente sarebbe soverch io ed infatti non si pratica; ma poi .si procede Ìn modo che l' incertezza e la contraddizione sorgono ad ogni passo come i. denti di Cadmo. La corte dei conti approva i cont'i, ,qiiuliziali dei panifici e dei magàzz ini centrali del vestiario: mentre tanto cruelli che questi vivono con una parte dell'assegno restituito dai corpi. Per il passato, al contrario, la corte dei con ti non ha mai verificala la gestione dei magazzini vestiario dei distretti e dei corpi, quali magazzini sono un complemento di quelli ceµtrali: e solo dall'anno scorso il ministero della gt1erra. tra.smetLe a.Ila. medesima i conti relativi. · Il resto poi dell 'assegno, quello cioè col quale . si provvede alla carne, alla zuppa, alle spese varie, viene amministrato e speso dai corpi, col so lo controllo del ministero della guerra. Dunque dei 96 centesimi (prendendo l'assegno del soldato di fanteria) la corte dei conti neriscontra. 55, calcolando anche i lettiela legna; gli altri 4·1 vengono erogati dai corpi e sfuggono per conseguenza, al riscontro giudiziale. È egli logico , è regolare, ~ possibile perdurare in questa condizione di cose? 6° Legge sulle somministrazioni faU.eda.i comuni all'esercito. Anche questa è materia cli competenza promiscua; perocchè tocca le attrilmzioni del ministero dell 'interno e quello della guerra. In Ùl<:une p~u·ti del regno sono in vigore le RR. patenti 11836, i

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decreti 27 settembre 18511, legge 4 agosto ,186 1 e regio decreto 24 settembre 1865: nelle provincie.venete, nel territorio mantovano e in alcune provincie dell'ex Stato pon~ificio, le antiche leggi . . Quindi disparità di trattamento·, contestazioni, lagnanze, imbarazzi amministrativi che rendono manifesta la necessità di una lerrislazione unica. . t> E per vero dire a ciò si era provveduto, presentando nella pas·sata sessione un progetto di legge per estendere a tulto il regno le RR. patenti •I836. . . .. Esso però non venne discusso, e pare anzi trovasse ~egli_.uHIZl seria opposizione: ciò che varrebbe a dimostrare come sia, pm c!ie mai necessaria una nuova legge per tutlolo Stato; legge che, tenendo conto cleÙe mutale condizioni economiche drl paese, del rincaro avvenuto nei prezzi delle derra1.e, nei noli, negli affitt! dei locali. e~ altro, stabilisca norme chiare e correspettivi adeguati ~1lle sommm1strazioni. Rimane c:on ciò esauriLa la parte legislatint delle riforme dell'am~ rninisti'azione; non credendo necessario dilungarmi per alcune leggi di secondaria importanza, come quella di estendere agli operai de! I~ sussistenzé e del reclusorio i vantaggi concessi·a quelli dei magazzm1 cenLrali e derrli stab ilimenti d'artiglieria, ovvero quelle che si possono presentare in occasione dei bi!:mci d~ prn~a. 1~r~v1s1one: assegni eventuali, variazioni cli quadn orgamc1 e s1m1ll . . . . Non è certamente agevole cosa ottenere l' approvazione d1 sei rretti. di lerr&e Pro~ =' fra i ciuali alcuni di aggravio per lo Stato. . s·arehbe però grave errore il credere che si possa senarnenle or~ dina.re l'amministrazione,rnilitare, senza che siano almeno approvali quelli relativi agi.i assegni, al vestim·io, ,Lll 'ordima11ie1ito clei personali amministrativi ed alla contabil-ità generale clello Stato. Senza i primi élue è impossibile semplificare le contabili~it dei corpi, gravaLi oggi a di~misura dall'obbligo cli dimostrare nei loro conti assegni che non amministrano come quello pel pan~, pel foraggio, pei letti,, legna, ecc., e d~ll~ nec~ssità di ten~re reg1stn ~ -conti correnti a migliaia per l'ammrmstraz1one del correcl.o: .senza 11 terzo, organizzare a dovere i servizi amminis~;r~tivi, ~p~cialmenle i_n campagna, e senza l'ultimo liberare 1.'ammm1s~raz1on~ da ~astoie che la paralizzano e le impediscono di rendere 1 propn contt come .si conviene. 1

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Rimane ora la parte che chiamerò reqolamenta1·e. Essa comprende: O ,f Il regolamento suH'amministrazione e contabilità dei corpi; 2° ~l regolamento sul servizio del commissariato tanto in pace· quanto m guerra; 3° L'istruzione sul servizio dell e sussistenze· ' 4, 0 Quella del servizio sul vestiario; 5° Quella sul servizio del casermaggio. « Ab Jove principium J). Fra tutte le materie amministrative, quella che merita maggiore attenzione è indubbiamente l'amministrazione interna dei corpi e stabilimenti, perchò abbra~cia la paga, il vitto, il vestiario, i piccoli bisogni, le spese d'ordine genera!;, e comprende una l'ilevantissirna parte delle somme assegnate in bilancio. Sarebbe quindi desiderabile; dirò meglio, sarebbe indispensabile, che il codice regolatore di questa parte dell',amministrazione corrispondesse nel più alto grado alle qualità che <.levono avere le buone leggi: vale a dire fosse: soln'io nella parte dispositiva; chia1·0 e preciso nei conceLLi per modo che ognuno potesse facilmente intenderlo e più fac ilmente applicarlo; semplice ed ordinato nella forma., affinchè non nascessero continui dubbi nell'applicazione; esplicito nel deGnire le attribuzioni, più esplicito ancora n~l delineal'e la responsabi.1 ità; sem1plice infine ed alieno da dettagli inutili - che fan-no perdere tem~o e_hworo - n e ~~ tratt~ 5leJl~ ~ .sa <ki conti e n~~ 11 metodo. · . E qttest'ul thÙaparte io reputo importantissima non solo per coJ!siderazioni generali. d'ordine, ma per ragioni d'economia. . Non c'è dubbio che le nostre amministrazioni costano troppo,. colpa il numeroso personale che richiedono: Nei reggimen ti, per la sola contabilitil.-chè all;a.mministrazione attende il Consiglio - s'impiegano quattro ufnztali e una folla cli amanuensi . Nei distretti cinque e più uffiziali e più di sei scrivani in media: e così di seguito.

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La resa dei conti e il lavoro d'ordine impiegano in totale circa 1300 uffiziali e 11700 scrivani, e quindi un complesso, oltre i sottuffiziali, di 3000 persone, senza contare gli scrivani straordinari, altra piaga moderna delle nostre amministrazioni, a toglier la quale non si è. ancora pensato abbastanza. · Nè di minor conto è la parte che risguarda il controllo, il quale /si esercita col mezzo dell'uffizio di 1·evisione e dell e ispezioni. Io credo che l'uffizio di re_yisione, specialmente dopo che prevalse l'idea. di togliere aJ commissario, almeno come tale, l'esercizio del controllo, sia un'ottima istituzione . . , Si può discutere in teoria se sia opportuno ch'esso si componga · 1~i uffiziali commissari e di uffizia.li contabili; mentre ai primi ven'nero tolte dalla. legge le antiche ingerem:e di sindacato, ed è più utile che attendano ai. veri e propri servizi di commissai·iato che devono poi esercitare in.campagna: mentre i secondi sono quelli che compitano i conti, o per lo meno sono membri della stessa farnigl ia. Si può, progredendo sempre, esaminare se, ad esemp io di quanto ; ultimamente fece la Francia, non risponda meglio allo scopo avere, / Ì\ per esercitat:e quesla parte di controllo, un corpo specialé di revi, i so1·i, 1Je1·i(icato1·i, o co1i1Jrollo1·i che dir si vogliano , estranei alla gerarchia militare. ( I Ma tutto ciò non sarebbe che affare di modaJ1tà, avente per ' iscopo, non già di demolire, ma di pet'fezionare un' isti.tur,ione che lllidato buon i risultai.i e poi.rii. ·c1arne dei migliori, OYe sia posttL in grado di esercitare su tutte le parti dell'amministrazione il suo còmpito inditgatore, sul qual ptrnto molto ancorn rimane da fare, specialmente in ordine a quelle verificaz.ioni che cli necessità debbono operarsi sopra luoqo. :Ed alLrettanto s~ dica delle ispezioni, cui spella il nori facile ed importante ufficio di consolida.re, anzi di ravvivare l'azione del controllo, che s'indebolisce naturalmente e decade come tuLLo ciò che è umano. Sarebbe troppo lungo, e per verità fuori di proposito ora, il venire enumerando tutti gli altri punti che nel regolamento in discorso dovrebbero essere trattati. Basti aver accennato a.i principali per rivolgere a noi medesimi questa domanda:

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L'attuale 1·accolta, che porta la data del 1° luglio 1875, corrisponde a questo concetto, riunisce simili requisiti? Essa non vi corrisponde: sarebbe.inutile, sarebbe anzi dannoso sostenere il contrario: e ciò, per dire il vero, è dichiarato esplicitamente nella stessa prefazione, la quale così si esprime: « l?inchè non sia possibi le emanare il regolamento d'amministra« zione definitivo, ne terrà luogo la presente raccolta, ecc. n. Ed è appunto questo regolamento definitivo, che è reclamato dalla nostra amministrazione e che, approvate le leggi sugli assegni, , sul vestiario, sulla contabilità generale, essa deve ottenere. Il serviziq del commissariato è uno di quelli app~nto che cammina più per forza di consuetudine che per norme stabili e razionali. E fossero queste consuetttdin i tutte col'!'ette, si potrebbe ancora dire «plus boni mores, quam bonffi leges valent». Ma pur troppo non lo sono sempre e d'alt.ronde il fatto che, da vent'anni a questa parte, è avvenuta in quesla materia una vera rivoluzione di principi i ed una sequela di provvedimenti intesi. oca ad uno scopo, ora ad un altro, · ha dato luogo ~1 tale mobilità cll norme da creare di necessità l'incoerenza e da renderne imbarazzatissima la esecuzione. · De';re l'uffiziale commissario esercitare la di1'ezione, o deve solo attendere alla 'Vi_qila,nza dei servizi amministrativi? Deve avere a.zione su tutti i servizi vale a dire sussistenze, vestiario, casermaggio, trasporti , tesoro ecc., ovvero sopra alcuni soltanto~ Deve, oltre la direziMie, esercitare il contr·ollo come proprio ufficio, ovvero deve esseme escluso? Deve fa responsabilità dei servizi tanto in pace che in guerra pesare esdusivamente sul commissario, oYvero far parte delle attribuzioni del comando al quale è soU.oposto ~ Sono tutte questioni vitali, dalla cui soluzione dipende esclusivamr.nte il buono od il cattivo assetto dei servizi: e che, o non l'urono studiai.e a fondo, o vennero toccate per incidenza ed in maniera indeterminata, come p. e. nell'articolo 37 della legge d'ordinamento, e nel ·§ 112 dell'Tstruzioue sulla mobilitazione. Infatti la definizione portata dall'ari.. 37 della legge 30 setLem~ . bre 11873 differisce essenzialmente cta quella contenuta nel decreto

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M!LlTARl

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organico 26 settembre 1853, col quale si stabilivano le attribuzioni del corpo d'intendenza; perocchè della direzione e del controllo non rim,1se che la sopraintendenza ed anche questa limitata. E l'istruzione sulla rnobilil.a7,ione accenrni. a due maniere di funzioni: infatti la. direzione d'armala sebbene sottornessa all'i?itendente, serberebbe una autonomi.a relativa, mentre le direzioni di corpo d'.armata e cli. divisione funzionerebbero addirittura sotto la dipendenzci clel coma1·idante ge1ierale, ed anzi fa1·ebbm·o pat·te del quartier generale . .È èvidente che tutto questo ha bisogno di essere chiaramente determinato; perchè, se in tempo di pace, anche i',Oppicanclo, si può camminare; in tempo di guerra ci vogliono gambe lesLe e sane. E noi sappiamo per esperienz,1, che, nei. campi, l'amministrazione, andie bene organizzata, tende pur troppo a dissolversi, e quella scomposta. e non saviamente preparata in tempo di pace, dissolve l'esercito. Il regolamento sul servi7,io del commissariato, ollre al risolvere queste questioni che possono dirsi fonclcv;ne1ntali, dovrebbe dare { l'inclir-izz.o gener-ale per luUi i servizi: determinare cioè netlamente i limiti della direzione e della ·vigilanza su tutti i rami amministrativi, lasciando poi la parte ri ferentesi all' esec·uzione, alle istruzioni speciali , che dovrebbero essere qiìasi- alC r e t ~ e l

Il ~;~esimo.

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Per tal modo le fila amministrative dal ministero, cui farebbero capo, scenderebbero riunite nell'autorità dipendente, mantenendo l'unità d'az'io,ie, sola garanz ia di buon successo nel!' amministrazione militare: per tal modo le attribuzioni sa1:ebbero ben definite e la re.;ponsabi litit nettamente del ineala: per Lai modo non si avrebbero nei senizi movimenti scomposti e divergenti che allontanano dallo scopo e creano la con[usi.one. } ,Le istruzioni speciali dei vari servi1.i clovreb bero comprendere f, tutta la parte esecutiva, tutti i dettagli tecnici: anzi abbondare in questi, appunto perchè fo.3sero la guida costante per bene operare. E come tali istruzioni dovrebbero essere quasi un allegato del )' regolamento di servizio del commissariato; così le medesime avrebbero alht lor volta. a coi;redo tutti i capitoli d'onere relativi alla specialità del servizio;J>érocchè in molti casi gran parte delle norme d'esecuzione è nei mefdesimi compendiala. ·


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SUI SERVIZI AMMINISTRA'I'!VI

D'altro lato è necessario che detti capitoli siano costantemente sotto gli occhi e nella mente di chi deve farli osservar-e e rispettare, il che malamente s'ottiene ove non s'abbia l'abitudine <li leggerli e di interpretarli a dovere. Ogni istruzione dovrebhe essere divisa in due parti, l'una pei servizi di pace, l'altra per quelli di guerra, e _contene~ l~ norme per compierli tanto ~ }$<?.P.oruia o, _sorri~, sg,91 .d_içsi, .~ gestione diretta, quàn(opéTiµczw d'appalto. . =suf'quafè~'p1:Òposilo''nlette conto di porre in luce questa veri lit: che cioè i servizi pitì imporLa.nLi, come ad esempio quello delle sussistenze, devono essere eseguiti direuamenlé dagli agenti dell'amministrazione militare . Lo consiglia la necessità di avere in guerra tutti i persona! i istrutti e pratici per clilttnrno esercizio fino dal tempo di pace; perocchè non è possibile, o è acl ogni modo perieoloso, abbandonare ai fornitori l' eseeuzione dei servizi in campagna. Lo consigliano il bisogno e l'utilità di provvedere con sollecitudine alla mobilitazione e formazione di guerra, obiettivo al quale con- · vergono oggidì tutli gli sforzi, e che, certo, non si potrebbe ottenere che in modo imperfetto, qualora s'aspettasse lo scoppio delle ostilità. per orga.niziare j servizi amministrrtlivi del!' esercito com baLten te. Lo consigliano, .infine, considerazioni d'ordine, di disciplintt e di previdenza morale, le quali ci ammoniscono che quanto minori sono i contaLli delle truppe coi fornitori, tanto più si serbano illese quelle virtù che, pregevoli in ogni classe cli ciWtdini, sono poi preziose in chi vesle la divisa del soldato. Nè si opponga che il servizio diretto è più oneroso per I.o Stato, invoèando teorie economiche, che in pa1-Le hanno fo.u.o il loro tempo . ed in parte possono essel'e applicali ili ad altre amministraiiom, ma non di certo a quella militare, che il suo fine precipu.o non devo ricercar-e nell'economia, ma nel benessere del soldato e nel preparare la gu.erra. Qui n'On è il caso d'entrare nel le dotte disquisir.ioni alle quali assistiamo Lutto giorno l.ra i fautori della Scnola di 'Jlfanchester ed i così detti Socialisti della cattecfra per determinare se lo Stato debba considerarsi come il dispensatore del bene universale, ovvero come un nemico.

MILITAfU

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Siamo sopra un terreno circoscritto in cui non ci si può muov~re -a proprio talento. Siamo dinanzi ad un'islit~1zione tuLta convenz10-_ nale qual è l'esercito, che ha un fine specrnle e deve per conseguenza valersi cli mezz_i affa_Uo s~1~cia!i. . . . . . . , , .. E d'altronde accura.LLstudi fotti m questi ult1m1 tempi sul sei v1z10 del pane, che per la maggior parte si fa. direL_tam~nte, hanno posto in sodo che, all'infoori di eircostanze straordmane, esso costa allo Sla.to menò di quanto lo farebbe costare un appaltatore; fa,tlo co~esto che dovrebbe persuadere anche i p iù timorosi ad estenderlo ai servizi dei foraggi e delltt carne. . . Perocchè non aumenLanclosi per questo fatto le spese generali dt amministrazione, di locali, di. personale, eec . ecc., lo Stato i'isparmierebbe evidentemente tutto quello ehe i fornitori meLtono in conto per le medesime, non che.per gl'inleressi dei cap itali e per gli utili. Le condizioni della Camera in quest'ultima legislatura non furono, ·come notai fayorevoli alla discuss ione di leggi amministrative che, forse a tort~, si considerano d' importanza secondaria. Jt perciò che l'amministrazione della gtterra, nell'ordine dei provvedimenti organici, ha pottito appena condurre in porto la legge sulla circoscri~ zione territori.elle. Pei servizi amministrativi propriamente cletL1 non spirò a11rn benefica, ad eccezion e di quella parte ~he è co1:1p_resa nella suddetta legge, voglio dire l'istilm:ione di Lant1rnagazzrn1vestiario quanti sono i corpi d'armata. . · Al .Parlamento furono presentati tre progetti di legge: cruello per la som'.ministraz-ione e manutenzione del vestiario della truppa; quello pel condono dei debiti di massa che si connette col P'.'imo e 'lo completa, e quello per estendere all e provincie Venete, d1 Ma~tova e di Roma 1e disposizioni vigenti nelle al tre pari.i del regno m ,ordine alle somministrazioni dei comuni. La direzione generale èlei servizi amministrativi fu 1:iord_ina.ta· iu modo corrispondente al suo ufficio, riparLendo le attnbuz'.orn. con più omoo-eneità, di maniera che ogni rlivisione avesse la direzione di un sol~ servizio o quanl·o meno di serviii. affini; evitando il r;umulo di soverchie attribuzioni che impediscono al capo di dedicarsi allo studio deoli affari' e delle questioni p·iù. importanti; ed infine concentrando in chi ha la resp~nsab ililà del servizio · tutto quello .che ha relazione coi persoJiali che lo dirigono e lo eompiono.


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MILITARI

SU I SERVJ7.i AMMINISTRATIVI

A completare questo nuovo ordinamento, mancherebbe solo la riunione in una delle due ragionerie, quella cioè dei corpi e quella dei se,r1Jizi dùJeni, che non hanno ragione alcuna di rimanere· divise, come non avevano ragione d'essere le tre ragionerie. create col decreto reale 8 ottobre 1870. Esse infatt i hanno attribuzioni idenliche: anzi si può dire che la ragioneria corpi non è che un complemento di quella dei servizi diversi, e la divisione a nulf'altro approda se non a sciupio di tempo, ad aumento di scrilturazioni e a dispendio maggiore. Due grandi lac~une esistevano rapporto al comm issariato militare e risguardavrmo l'insegnamenLo ed il rectut1:1mento . Ì"~e entrambe non [urono colmate, perocchè il farlo non era in facoltà clel potere eseca1tivo; si provvide momentaneamente istituendo in Roma una scuola temporanea d'ammin istrazione ed economia con progrmùmi confacenti alla missione degli ufficiali commissari, destinali, come sono, n. rendere all'esercito segnalati servigi, specialmente in guerra: e forrnando gli ufficiali commissari di complement() dai quali poi avere i sottotenenLi comm issari. I corsi della scuo la temporanea che durano da quasi un anno e lo svilnppo dato alle singole materie cominciano fin d'ora a portare i loro frutti. Essi l'urono frequentfl.ti da più che ,120 allievi, hanno sviluppato l'amore allo studio e lo spirito d'emulazione. La nomirrn degl i ufficiali commissari di complemento, oltre allo avere colmale le deficienze sens ibili dell'organico, ci ha posti in grado di guardare in fac<~ia meno trepidanti l'eventualità cli una mobilitazione. Coll'istruzione 22 ottobre dello scorso anno fo provveduto alle. ispezioni dei servizi amministrati vi. Furono altres.i riveduti e ristampali ,i principali capitoli d'onere per le forniture, vale a dire: a) pel casermaaoio· V tl ' b) per i panni; e) per le tele; d) per velluti; e) per il pane; f) per il foraggio;

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g) per le provviste degli speclali militari; h) per la macinazi.one dei grani; ·

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e<l oni r imangono sollanto quelli degli oggetti secondari relativi al serviz_io del vestiario. I criteri che servirono di guida in questo lavoro si possono compendiare nei seguenti: aumentare le garanzie per l'.amm.inistrazione militare; dare disposizione pi.ù logica, più ordinata, più chiara alle singole disposizioni per modo d1e tanto i dirilti come i doveri sia dell'amministrazione sia dei fornitori apparissero in modo chiaro, ~eliminassero, per quanto è possibile, gli. attriti e le contestazioni. togliere dai medesimi le parti inutili e le ripetiz ioni che ne facevano grave la 1nole, nuocendo, anzichè giovare, alla chiarezza. È que~Lft dei cfl.pitolati materia ìmportantissim,t. - Essi sono la base di LuUe le transazioni, la legge che regola Lui.ti i contratti e sono molti - la garanzia maggiore che abbia l'amministrazione tanto pel denaro che spende, quanto pel materiale di sua proprietà che affida ai privati; mfl.teriale che, speciahnenle nel servizio del casermagg·io, ascende alla cospicua somma cli ,1t> milioni circa. Si sono condoLt i a. terrnine gli studi per la rev isione e ristampa del Regolamento cl egli inventari, il quale potrà essere pubblicato quanto prima. È lavoro lungo e di somma pazienza. - reclamato dalle innovazioni (atte negli ultimi anni in tutLi i servizi . Parirnente si sono portate a compimento le due parti del Regolamento d'amnlinistrnzioHe e contabil ità dei corpi ancora mancanti, vale a dire quellfl. per le clirezion i di sani Lit e quella pei carabinieri reali. Tlllto ciò nell'ordine dispositivo . - Nel campo poi -mi si passi la frase - dell' cizio%e, basti citare: 1° Le pratiche quasi portate a fine per i forni locomobili areotermi, che risolverebbero in modo completo l'eterno problema della somministrazione del pane alle truppe in campagna, della qual cosfl. l'amministrazione militare italiana avrebbe il vanto; 2° L'averé assicurato per tre anni ed a prezzi eccezionalmente favorevoli le maggiori provviste del vestiario, cioè panni e tele, di maniera che l'amministrazione, oltre all'economia cli


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SUI SERVIZI AMMINISTRA TlVI MILITAR I I

una somma di pa~·ecchi . milioni nei tre anni, s'è messa al riparo per un lungo periodo d1 tempo dalle eventualità di rincaro che potrebbero derivare da avvenimenti straordinari, misura questa h_a ~ bisogna dirlo - ecci tato al pjù alto grado I~ oppos1zwm di coloro che a.vevano per l'appunto interessi r.ontrari a quelli dell'amministrazione militare; :i0 La ripartizione del servizio di casermaggio in modo armonico colla circoscrizione terr itoriale, ossia per corpo d'annata; la q~ale fra l3reve sarà. compita nei comandi di Roma, Napoli, ·Bari, Milano, come lo è già in quelli di Verona e Firenze, e nell'anno 1880, allo scadere dei contratti in corso, lo sarà in tutto il Regno; 4, 0 La grarluale riforma del materiale di casermao-oio e s1)e/ è)è:) ' cialmente dei letti, r iforma che ~i è iniziata in quest'anno, e dovrebbe procedere d'anno in anno onde portarla a compimento s~nza ~ggravare il bilancio dello Stato, valendosi cioè. con sagace d1scernnuent.o delle snrrogazioni alle quali annualm~nte sono tenuti .

c!1~

E qui pongo fine al mio dire, chè non è questo il luogo di · tel}er parola d'altre disposizioni di minore importanza. Ho posto ogni mio studio per esser breve: Jo fui meno dei miei propositi, più assai di qirnnto il richiedessero la ara.vità. e l'importanza dell'argomento. PLlò essere che non sempre io mi sia giusta:ment.e apposto spesso anche potrei avere errato; ad ogni modo se potessi lusingarmi di essei'e riuscito a provocare una. discussione feconda, mi 1·eputerei compensato ad esuberanza delle mie fatiche. V

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Roma, '.iH marzo 1878.

GIACOMO SAIO.

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TRASPORTI IN CAMPAGNA DELL'ESERCITO ITALI.AN0<1>

V. Servizio di sanità e di veterinaria.

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Il materiale destinato al trasporto dei malati e dei feriti in campàgna si può classific:,,re come segue: 11° Mezzi di trasporto a bracc ia d'uomini; '.2° Mezzi di trasporto con bestie da soma; 3° Vetture trai'nate da cavalli ; 4° Treni sanitari milita.ri. 1 mezzi cli trasporto a bracr:ia d'uomini, comprendono le differenti specie di barelle. Noi abbiamo in Italia, come appare da un opnscolo del dottor Solaro, due specie di barelle: la barella oi·cl'inq,rici e la barella flessibile. ·La prima è costituita da una robusta te]a fissata a due aste di' sostegno formate d'un sol pezzo e tenute discoste l'una dall'altra da due stanghette trasversali di i'erro; nell'altra le due aste sono div ise in due pez,1,i eguali uniti a cerniera. Tulle e due possono essere facilmente smontate e poscia ripiegate su se stesse per evitare soverchio ingomhro (2) . (1 ) Vedi Ri·vtsta militare dispenga di maggio. (2) Pel materiale italiano reggausi in fino lo notizie speciali.

La Di,·ezione.


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l TRASPORTI IN CAMPAGNA

All'esposizione di Vienna del 1873 in un piccolo padiglione di modesta apparenza visitato da vari curiosi e sdegnalo generalmente dalla gran massa del pltbblico, si poteva constatare in un,t sola visita i molti progressi ottenuti in Europa nel campo della chirurgia di guerra. l mezzi di trasporto per condurre i feriti successivamente dal campo di . battagl ia ali' ambulanza, da questa all'ospedale da campo e dall'ospedale da campo agli ospedali dell'interno, vi erano abbondantemen te rappresentati. Un gran numero di hàrelle di modelli s11ariati vi figurava. Fra queste merita ptirticolare memione la barella francese. È costituita da due aste longitudinali in un so l pezzo, collegnte mercè due traverse; due piedi impediscono che il malato appoggi SJll suolo quando la barella è a terra; tanto le traverse, come i piedi, possono ripiegarsi lungo le aste a cui sono uniti a cerniera. La tela. si fissa per mezzo d' occhielli e chiodi a testa. rntonda sporgenti sulle aste. Questo sistema è molto portatile, e di più permette di avvolgere la barella su $8 stessa senza smontarla. Si potrebbe, crediamo, agginnget:vi, come in altre barell e pre- · sentaLe alla stessa esposizione, un congegno cbe permetta al ferito di tenere il capo sollevnto . In ogni modo essa soddisfa alle condizioni seguenti che il medico generale inglese Longmore considera come indispensabili : « Porgere al malato un sostegno resistente ma non duro; il sangue ed il pui; debbono poter venirne fac ilmente tolti; << Essere leggera e di facile trasporto; « Essere solida e resistere agli urti; « Essere di semplice costl'uzione; (( Potersi arrotolare alìine di occupare meno spazio e di essere e( meno soggett:i. a rovinarsi; « Esser composta di parti costitutive tali che non vi sia rischio e< di vederne mancare qualcuna al momento di sei·virsene; (( Esser l'atta in modo che la tela non tocchi direttarnente il suolo quando è appoggiata a terra; « Esser di poco costo; A queste condizioni si aggiunge la seguente important.1ssrma: · << La barella deve essere imJJierrata in tutti o·li scarrl ioni della a n ·o « linea che l'ammalato percorre per giungere dal campo di bat-

DELL'ESERC ITO 1T ALIANO

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« taglia agli. ospedali dell'interno; gli stabilimenti sanitari, le co« tonne dei convogli sanitari, devono impiegare uno stesso modello « di barella, identico a CfLtello cleJla barelli,t coll a quale il ferito

« è trasportato dal campo cli battaglia alla vellura per 1~al:ati. Co~

ciò soltanto si ottiene di non esporre il ferito a que1 frequenti cambii che gli sono causa di sofferenze ed anche cli pericoli >l ( 1). Presso alcuni eserciti sono usate le barelle a ruote, Lrainate a. braccia d'uomini. Quelle acl unit sola ruota, della forma delle comuni carriuole da muratore, devono a. nostro avviso etcludcrsi dal servizio sanitario per la loro poca stab iliLii,; potendo fa.cii mente rovesciarsi, esse sono assa i improprie alla sicure,,,za del ferito. Quelle a due ruote, di cui un modello è adottato nell'esercito prussiano, non possono essere che di uso mo lto ristretto . }'lontre eh un lato con ·questo mezzo si possono è vero trasportare gli ammal~ti i1: modo assai spedito ed ottenere anche una notevole economia dt porta fer iti, dall'alLro lato esso non è possibil e che in ~iano e non può essere sopportato dal malato che su buone strade; m terreno irrecrolare ed attraverso ai campi esso non è applicabile. t> • l I mezzi cli trasporto a dorso di mulo cornprenclono le seggiuo e e lettighe distinte generalmente col nome speciale cl.i .cacolet,~. ~e abbi,lffio anclte in Itafoi e sono parli colannente utll r, anzi mdr.spensab ili , nei lu.oghi priv i di vie carreggiab ili ; di[eriscono le un_e dalle altre in ciò , che nella seggiolai! ferito non può stare a.ltnmenti che seduto, mentre nella lettiga può comodamente giacere. Le seggiol e sono sospese urnt per parte ad un l'. asto ed !1,mno un appoggio laterale, una spalliera ccl un preclellrno, _a crò che il ferito non vi stia a disagio. Una tela robusta allawata ad un telaio· di ferro, forma il fondo clella lettign . Il telaio è composto di tre parti unite fra di loro a cerniera in modo cl\e 1~na di esse tenuta più sollevata serve d'appoggio td capo clel terrto . Superiormente al telaio alcuni archi cli grnsso filo di ferro ed alcune corerraie formano il soffietto o tettiwòo della lettiga, il quale rico· · clal so Ie e pertooòda una tela permette che il ferito sia riparato dalla pioggia. (<

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tl) Revue militair e de l'Etranger.


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I THASPOl'lTJ IN CAMPAGNA,

~~ commissione d'inchiesta inglese sui mezzi di traspoho per fent1 nel suo r~pporto del 22 giugno ,f 872 C,1), rapporto che può essere considerato u~1 .importante documento, il pitì importante. forse da c:onsultarsi. da coloro che si occupano della diJlicile questrn.ne, conc.hmde, relativamente ai cacolets, r,o!Je parole seguenti: «. V tsle le cldlìco~Li:i. pratiche che s' incontrano nel suo impieao, « visto che e~so .esige muli di oltima c1ualitit (per poter sopport~re « un peso d1 circa 150 . chilog.) e che necessita un lunao eser. . D <e c~z10 per parte sia dell'animale sia del conducente, la commìs« srone non raccomanda, nelle circostanze ordinarie, di comprencc d.ere questo .apparecchio nel numero dei mezzi di trasporto « regolamenlarr delle ambulanze. Esso non deve essere adottato << che dove l'impiego dei veicoli a ruote non è applicabile ». ~~Jla gi~erra attuale russo-turca pare siano state adottate, per fent1 grav,, barell e ciascuna delle c1uali è portata da dLte muli . Seguendo l'ordine prefissoci siamo così giunti a trattare dei mezzi pel trasporto dei ferii.i, traina.ti da cava.Ili . « Una vettura d'ambulanza, più ancora che ogni altro mezzo di <e lrasp.o~'to ~ei feriti (2), deve soddisfare acl un sì gran numero di cc c~n.ct1_zrom che la scelta del miglior modello è un problema. ben <( difhcile a nsolversi. Il cosLrnttor·e non può socldisfa!"e a tutte le « esigenze del medico; questi non tiene sempre abba.stan:1.a conto « d~l.le condizioni di equilibrio, di mobilità, di leggerezza, di soli« dita, ecc., l'uno e l'altro trascurano talora le condizioni rich iesl.e <c dal com,mclo e dal sel'viz.io del treno; in altri termini nel tenere ·<e u~ giusto co~Lo dei ~isogni del servizio militare, di ~Ju~lli delle « scienze mediche e deHe impossihilità tecniche di costruzione, <e non si è ancor giunti a trovare, non diremo mica la vel.luratl'am<( bul~nza perfett,1, ma neppure una vettura cbe risponda approssì<( ma.1.,varnente, da tutti i lati, alle necessità del servizio ». Codeste vetture devono avere eziandio le seguenti qualità: E:sere .due. tr~n'. e quindi a quaur·o ruote: la poca stabilita di tutti 1 ve1colr rn forma di carretta, e la diretta comuni-. cazione esistente fra la parte cui è attaccato il motore e la cassa,

DELL'ESERCITO ITALIANO

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(1) Vedi la Rev1ie militaire de l'éti·anger, 1° febbraio 18i4. 2 "( J Dana relazione sul materiale sanitario all'esposizio ne di Vien o.i IletJue milttare d8 ~ étranpe,·, I O settembrn 1873. '

costituiscono gravi ostacol i al loro impiego come niezzi di trasporto di fer iti. II. La cassa, cioè la parte della vettura destinala a ricevere gli ammalati, deve appoggiar sul retrolren.o mercè molle, o con disposizioni tal i da impedire che le scosse risentìte dalla vettura nel suo cammino si.eno direuamente trasmesse al malato. HL Lèt veuvra dev'essere cosi costrutttt che si possano introdurvr o togliervi i feriti gravi con facilità e senza pericolo per gli ammalati. IV. L'interno della vettura deve poter adattarsi a ricevere, si.iferiti leggeri che possano star seduti, sia ferit i gravi che debbano starvi corica.ti, ed ò indispensab il e che dì questi ultimi, dì cui bisogna maggiormente preoccuparsi, ne possa al bisogno .ricevere on numero non tanto piccolo, quallro almeno . V. T feriti gravi debbono essere coricati nella vellura, sulla barella stessa che li ha portati dal campo di battagli.a, e perciò l'interno della vettura sa.rii, così fatto che vi sì possano sospen-· dere le barelle o dìsporve[·e in altro modo conveniente. VI. La vettura deve esser provvista cli barelle identiche a quelle in uso peesso i r,orpi o presso le sezioni di sanità, per darle ai porta-feriti in sostituzione di qLtelle che lasciano cogli ammalati. VJI.'Deve difendere i malati contro il sole, la pioggia o la polvere; lasciando facilmente circolare l'aria sdvratutto nella parte occupata dai feriti coricati. VlH. Deve porgere facile comunicazione fra gli ammalati e chi li custodisce. IX. Deve poter trasportare con essa acqua, alcune barelle, medicinali ed oggetLi di medicazione. . X. Deve avere un silo riservato alle armi e bagagli dei feriti. Per quanto ha riguardò alla mobilità di una. veu.ura aùa al trasporto dei feriti, qualitit che dipende essenzialmente dal suo peso e dal nume1·0 dei cavall i, crediarni) che non debbansi dividere le opinioni del dottor Michaclis, medico di reggimento dell'esercito austro-ungarico, il quale in un suo articolo (1) pùbhlicalo a proposit<! della riforma del parco sanitario austriaco, (l) Pubblicato ò;illa Welu·.:eitung di Vienna nei numeri 20 e 2~ dicembre 1S72 .

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I TRASPORTI JN CAMPAGNA

OELL'ESERC ITO l T ALIANO

sostiene e tenta di dimostrare che una vettura d'ambulanza (< deve << .P.ot_er e~e.ttuare il suo servizio colla più grande velocità pose< sibde .cioe al trotto ». Ed oltre a ciò egli aggiunge: « Ma nes« suno ignora che ?u~ presentarsi anche il caso in cui queste « vetture Lrovandos, d1 botto in una posizione pericolosn debbono <e eziandio prendere il galoppo . Un piccolo fosso deve appena « essere 1.111 ostacolo 1> . L'autore ha viste ~etture sanitarie fare il salto dei fossi col più gran successo; non dice però con quale vantaggio pei gravi feriti. No, le vetture per malati non debbono, come il dottore ci.lato pretende, poter andare per tutto ove vanno le vellure a munizioni d'artiglieria; coadiuvate da ·un bnon servizio di barelle e di porta-feriti, e protette dalla convenzione di Ginevra, esse non possono esser ch iamate a servire che su strade carreggiabili ed alle lente. andature, condizioni troppo imperiosamente richieste dallo· _stato _riguarde1,ole dei feriti . Una sola pariglia può bastare al tramo d1 queste vetture,. specialmente se il conducente non è mont~Lo· ma se_duto a cassetta; con due pariglie si può ottenere · maggior m.ob1lrtà, superare pendenze più sentite e tenere il cond~cen~e. montato , avendo cosi un posto di più sulla vettura a d1spos1z1one d'un ferito seduto. Fra le di verse veLture per feriti·, descriLte dalla R.evue m,ilitd:ire de l'étranger, credo degne di speciale mem ione le seguenti: l. La vettti1·a pel trnsporto dei feriti appartenente all'ordine dei cavalieri tedeschi: _ln questa l'av_antreno ed il. retrotreno portano ciascuno un analogosistema di sospensione della cassa. consistente in due mollelongitudinali ed umt trasvernile Lt1tte di for1;10. serni-elittica. Le pareli latera:li de(la, cassa presentano ampie aperture che permettono un attil'O rinnovamento dell 'aria ìntema. Queste finestre possono chiudersi abbassando tende di tela impermeabile rotolate alla pane superiore. Lo sportello che costiLt1isce quasi interamente la parete posteriore, rnercè una cerniera che ne unisce l'orlo inferior~ coll'~rlo posteriore del p1tvimento della vettura, può abbassar~, tutto mtero, non tanto però da prendere la posiz ione verticale; cos1 abhallula, la sua faccia intema di ventata faccia.esterna, presenta dlle predellini ripiegati contro questa parete, i quali abbas~ali rendono faci le l'accesso. Alle due estremità dell'asse dell a cassa, una

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forte asta di ferro riunisce la parte media del pavimento colla parte media del soffitto, a ciascuna di queste aste . sono fissati sei anelli, tre a desl.ra e tre a sinistra. In questi anelli passano corte e solide correggie cli cuojo con ubbia, destinale a ricevere le aste delle barelle che si possono sospendere nella cassa. Tre anelli e tre correggie affatto simili sono fissati in corrispondenza a quelli, in ciascuna delle pareti lateral i della cassa ecl allo stesso scopo. Si vede da ciò che la vellura è disposta per ri cevere 6 barelle su 3 piani, 2 per piano . Qllando le barelle sono a posto si vede ripiegato con Lro la faccia interna, di ciascuna delle parei.i laterali u.n sedile ed i suo i appoggi; ma quando non vi sono le barelle si possono dispone questi sedili come quell i d'un omnibus e su essi possono allora seclere 8 malati. Si può anche clisporre il sedile acl un lai.o della vettura l)er quattro feri ti seduti ed all'alLro lato sospendere, negli anell i elevati, 2 barelle per ferii. i coricati . Dei cuscini longitudinali fissati alla faccia interna· <lella parete laterale, all'altezrn cli ciascuno dei tre piani di barelle, rendono meno intensi gli urli laLerali che queste poli:ebbero pro vare ,l causri dei movimenti irregolari della vettura. L,a parete anteriore della cassa non è chit1sa, ess~t è comp letamente aperta; sul davanti dei tre piani di barelle trovasi uno spaz10 vuoto . coperto in al Lo da un pro Iungamento del soffitto. Due piccoli sedili a cerniera ripiegati sul pavimento clell,t cassa possono raddrizzarsi rimanendo cosl disposto ciascuno fra le estremità anteriori delle aste delle barelle. Questa vettorn ha !'orse l'inconveniente di avere il centro di gravitò. troppo alto quando è ca.rica. · IL Vettiira per il //l'asporto Mi feril'i, sistema Locati., 1lfod. 1866 . CostruLLa dal fabbr icante T.ocati di 'l'orino s_oi dati del doLLore .Bertani, medico capo-dei volontari, fu adottata dal corni ta.to fiorentino cli soccorsi ai feriti. Essa differisce in molti punti dagli altri sistemi, Osservala (in dal 4867 tdla esposizione di ·rarigi, ha servito già nella guerra del Tirolo nel 11866, nella campagna di Mentana del 4867 e nel ,t 870-7 11 nell'armata dei \:osgi. Questa vellura sospesa sui due treni in modo analogo a quello della vettura già descritta, ha la forma d'un grande omn·ibus con coupè; questo però può comunicare coll'interno. CiriqL1e ferit i coricati, cloe per ogni lato, e uno sul pavimento possono essere contenu.ti nell'interno, ecl ivi introdotti

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I T R ASPORT I I N CA MPA GN A

DELL'ESERC IT O ITALIANO

non dalla parte posteriore della vettura ma bensi dalle duo pareti laterali che possono totalmente aprir:ii mercè sportelli a doppio battente; mediante un ingegnoso meccanismo si possono sollernl'e i malati al sito loro de!,tinato. L'interno può altresì contenere due feriti coricati o cinque seduti, oppul'e if O l'eriti sed.1tti. Il coupè riceve su di un sedile trasver,;ale tre feriti; un seggio lo posto sul davanti è destinato al co11ducente. Ili. Vettiu·n Evan.ç. Idrntico modo di sospensione delle vetture des,;rìtte; lo scompartimerlLo interno pnò contenere quattro barelle, sorn:rpposle in modo da co,;tìtuil'e due pì,u1i, le harelle del piano inferiore appoggiano coi loro piedi su molle di acciaio lisi>.ate sul pavimento della veLl.1u·a; CJLtell e elci piano superiore sono sospe.~c, e la sospensione è resa piL1 elastica perchè fatta con anelli di gnua-percha; lo stesso scompartimento pnò ricevere, rnorcè sedili, 8 l'eril i seduti. Lo scompartimento antel'iorc o cou,pè ha un sedile per il conducente e per due fer ii.i . I V. Vett-1iminglese ·1·egolamcntare p1'DpoNllt dalln commissione del 1872. La cassa comprende 8 scomparlirnenti, uno anteriore per tre feriti seduti, imo medio perclue feri ti coricali, uno posteriore per tre feriti seduti. l due feriti coricati riposano su bal'elle disposte nel senso longitud inale; esse sono quelle regoln.rmenlo adot.tal.e per tulti ì servi1.i san itari dell'esel'cito inglese. Codeste vetlure se hanno vantaggi non vanno esenti d:i inconveuìenLi , i qnali al certo non permettono cbe siono scelte a modello. li nostro carro per malati mod. 1861 ha esso pure l'a;;pctto di onmibus wn co,ipè; si entra nell' inl.crno con una. clisposizioHe anaJoga a quella della vettura per feriti dell'ordine dei r.avalieri tedeschi. L'interno presenlél due sed iI i imbottiLi con schienale pnri in enti imhottil.o, può con tenere otto fe riti seduti, quattro per partr e può trasformarsi in modo da permettere vi stiano coricali due od anche tre feriti gravi. Nel cmipè , i ha pure un scclile con schienale iml.>oltito, per tre persone; :-otto vi ha una cassetta in cu i si tengono mecl ic,inali od oggetti di medicazione. ()uesto scompartimento comunica coll'interno dcll,t vettura mercè due fi nestrini a vetri cd uno sportello di legno. Aprendosi quelli e questo sì apre un vano all'infermiere che va nell'interno senza che

sia necessario discendere dalla vettura e risal ire dalla parte opposta. La \ cttura ha al disotto ed alln parte anteriore del retrotreno un recipiente per l'acqua. Gli zaini si collocano sull'impel'iale sul quale alcune traverse servono pure pei fuc il i. Una gran tela verniciata ricopre t~Lto ci~ eh~ è caricalo sull' imperiale. Lit vettura può trasportare I I mfen111lutt'. sedu ti, oppurn 7 seduti ecl uno co ricato, e volcnclo lo anche tre seclull e Lre coricati . Essa è e, id~ntementc d'as~ai inferiore alle altre desCl'iLtc sia pel nnrnero dei feri ti cor icati che trnsporta, sia porchè non si po~sono adallare in essa le stesse harelle che hanno trasporLato il ·ferito dal campo di battaglia ( 1) . li rnezr.o che mrglio d'ogni altro risponde allo scopo di trn~porlare feri ti ed ammalati alle grandi t1islanze ci ù offerto dall e vie ferrale. ln treno ferroviario qualunque può essere utilizzato; le vet1.u1·e clelle classi più. elevate servono pei ferìti leggeri sednti o coricati, ed i co1ipé a. lcllo, le vetture coperle per merci e quelle di ,i·" classe (2) per i ferit i gravi. Questi ultimi sono coricati s11. paglia distesa. sul foutlo della ,·ettura, e su lm1·elle poste _o sosfes~ nell e rntture. Quando si ha accesso alle veuure da vani prat1calt nell e pareii anteriore e posteriore, come in Svizze1·a, nel Wurtelllberg, in Russia, ecc., è possibile ai medici ed agli infermieri di circolare lungo il viaggio e clipa:;saredall' unaall'alt.ra. Però qnasi tulti i paesi hanno treni sanitari speciali . Giova sperare che ·in llalia nelle disposizion i _che sar~nno _em~nate perrcnder e fac ili e pronti i trasporli rn.ili tan sulle lerrov1e m tempo di gnerrn, e sull'i:;trnzione speciale del sen·izio di sanità in cnmpagwt che deve ancor publ\licarsi, si provvederiu1. questa ~ a~canza. Tali treni sono veri ospedali in movimento prov-vedL1ti m pet·sonale, in materiale ccl in approvvigionamenti di tutto ciò che è necessario per curare ecl alimentare gli ammalati. I treni che nella campagna clel 1870- 7 1 servirono al trasporto dei feriti germanici, costrutti snl modello di quelli american i, erano (I) Pel nuovo cai·i·o italiano rima ndiamo

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lettori nll'articolo SOVl'ac1taio.

. La Dire~ione. (2) Vetture per viag~iatori scnu sedili esistenti in qualche tronco delle lince meri-

dionali. ANNO XXIII, VOL. Il.

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I TRASPORTI IN CAMPAGNA

DELL'ESERCITO ITALfANO

in generale composti di 28 vetture, delle quali 20 per i feriti, 1 per i medici, 1 per le suore ed infermiere, 1 per la cucina, '1 per l'amministrazione, 3 per il materiale e provviste varie, 11 per legna e carbone. Le vetture della cucina, dell'amministrazione e delle provvisioni si trovavano al centro del treno, quella dei medici in testa, quelle delle infermiere in coda; fra il centro ed ognuna di queste due vetture erano 11O vetture per ammalati. Le vetture del materiale e del combustibile aveano posto immediatamente dopo il tender, o dietro la vettura delle infermiere. Dall'una all'altra estremitàdel treno un lungo corridoio centrale, mette tutte le vetture in comunicazione fra di loro; a ciascun ponte volante; munito di parapetto, che unisce una vettura alla successiva, si accede mei'cè porte munite di paravento. Nella cucina oltre agli arnesi soliti si ha un gran serbatoio d'acqua. e due serbatoi per ghiaccio; e la vettura per l'amministrazione, oltre all'ufficio colle relati ve carte, contiene ia farmacia, gli attrezzi e gli · istrumenti chirurgici; apparecchi, macchine e sostanze per medicinali. Le vetture per mal::tti contengono tanto a destra quanto a sinistra clel corridoio centrale, quattro coppie di colonne in legno che vanno dal pavimento al soffitto; le conpie esterne sono sol"Lanto pochi centimelri discoste dalle pareti anteriore e posteriore della vettura; ciascuna coppia di colonne rispettivamente dista circa 2m ,50. In questo spazio longitudinale che si. ba per le colonne, col mezzo cli anelli in ferro muniti di correggie di cuoio o di anelli di caoiitchoiic, vengono SOflpese due. ba1·elle, una verso il basso, l'altra verso l'alto a guisa delle cabine dei bastimenti; queste barelle cosLiLui Le di. un fotte telaio cli legno a cui si unisce una solida tela, porgono il mezzo di tenere più o meno sollevata la testa dell'ammalato; hanno quatLro piedi affinchè il ferito non, tocchi il suolo quando si appoggia la barella a terra, e sponcle che gl;impediscono di cadere. Ogni veltura può contenere •12 ,1mma.Jati, 6 per ciascuna parte. Per la rigida stagione in cui si e[elluò il trasporlo di una parte dei feriti nella guerra franco-prussiana, in ogni vettura si mettevano 40 soli feriti; lo spazio rimasto libero, dalla parte ove non vi erano altro che quattro letti, era occupato da una stufa di ferro

per riscaldare la vettura; vi si aggiungeva un tavolino ed una sedia per l'infermiere. Ogni convoglio trasporlav,L adunque 200 ammalati nell'inverno e a.vrebbe potuto trasportame 240 nella buona stagione. Nei treni sani Lari bavaresi le vetLure pei feriti _avevano comodità assai maggiori; non conteneva,no che cinque letti, Lre da un lato e due dall'altro lasciando da questo uno spazio libero per la stufa; i letti non erano adunque disposti a due piani; essi non s Lavano sospesi ma i loro piedi appoggiavano sopra moll e d'acciaio, ,simili a quelle delle vetLure, ciò che è in vero prefèribile al modo di sospensione che abbiamo sopra descritto; in ciascuno dei due lati della vettura.si aprivano cinque belle fìnestreguarn ite cli cortine, ecc. Anche in essi si pot.eva, mercè una pia.ttaforma, comuni care dall'una all'altra vettura. Dopo l'ultima guen:a, dove i treni sanitari dell;.i. Germania. le hanno resi immensi servigi, si è maggiormente riconosciuta l'utilità di tal me7,zo di trasporto per ma.lati e la necessità che ogni potenza ne sia ampiamente forn ita a.I momento di entrare in campagn:i.. L'ammin istraz ione militare francese fu sorpresa dalla guerra del 1870-711 senza ch'essaav_esse organizzato un ~ervizio di trasporto sulle strade ferrate pei suo i malati e pei suoi feriti. Quelt i fra questi che non potevano essere ricoverati nelle case e negli ospedali dei paesi vicini al campo di battaglia, vennero alla meglio trasportati nelle ,,etture ordin;.i.rie senza alcumi disposizione speciale, senza barella, senza materiale, senza provvigioni e di sovente anche senza medici. Solo più tardi vennero date le disposizioni necessarie ad un r~golare, trasporlo di feriti; ma. l'armistizio e poi la pace definitiva le resero inutili . Il dottor 1lforache, maggiore medico francese, autore di un- lungo e pregiato articolo sui treni sanitari pttbblicato nel Joiinial des sciences 1nilitaires, propone al suo Governo una speciale organizzazione e composizione dei treni sanitari militari; dà inoltre la descrizione ed il disegno di una vettura per feriti . Questa vettura alla costituzione della quale possono servire alcuni vagoni merci delle ,,arie ferrovie l'rancesi, può contenere •IO feriti oltre al posto destinato per la stufa e pel tavol ino come quella prus-. siana. Però i 5 letti che c:ostitu\scono if piano inferiore non sono so-

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I T RASPORTI JN CAM PAGNA

spesi ma bensì appoggiano su molle fissate per un csLremo al pn:vimenLo clella vettura, analogamente al sistema bavarese. Ciascuno dei letti che formano il piano superiore è ingegnosamente sospeso mercè anelli di. g·iitta-pe1·chu a spranghe orizzontali di ferrn vuoto che appoggiano sulle p<1,reti al disoLLo del cielo della vett.ura. I letti possano servire come barella al trasporto dei fer iti dall'una all'altra località. · · Il sullodato dottore termina così il SLLO scritto manifestando un desiderio ed un voto che noi dividiamo pel nostro paese. « En terminanl cet aperçu sur l'orga.nisation dcs traines sani« Lai res, no us desirons ,,ivement que l'exernple des rcma.rquaLles << resultats obLcnus par !es Americains et !es Allemnncls ne soiL pas <( abso lu.ment perdu pour nous . Si l'avenir nous réserve des nou« velles campagnes, puissent nos soldats blessés et malades, proGLer << des a.vantages de la clisseminaLion et du. repntriement, que seuls << des trains sa.nita.ires, hien organisés eLpreparés en ternps de paix, <e pourront permeLtre d'obtenir pendant la periode de guerre» . Termineremo questo argomento colle pa.role che seguono, pronunciate fin dal!' invemo del ·1833 da un nòstro ufficiale, ora colonnello di stato maggio1·e, in un suo corso chute militare che ha più tardi pubJ)licaLo. Parlando del serv izio sanita rio in campngna, egli dice: cc Una buona amn1inisLrazione non farà ma.i abbastanza soLto << questo rapporto . Lo spettacolo al quale si è talora obbligati di cc assisLere, di uomini fe riti ed ammalati abbandonati per insuffi<< cienza di mezzi, o trasportati in un modo deplorabil e, per la e< catt.iva organizzazione di essi; è uno spettacolo che oltre ad es~ere <e immorale, ha. sui soldati benestan ti una influenza troppo dan-. <e nosa perchè non si debba fare ogni sforzo onde esso non si rin<( no~ri tanto faci lmente>). 11 materiale destinato presso di noi a contenere gli oggelli necessa,ri alla cura dei fori ti od ammalati è il seguente: 1° H pacchetto di 1nedicazfone che ogni soldato ha scco, e gli porge un primo mezzo di cura in caso di fer ite.· ConLiene beJ1lle di tela, filacce ed uno spillo di forma speciale, che possono giovare al soldnto, per arrestare un'emorragia, cd operare una prima fa1

DELL'ESERCIT O JTALI ANO

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sciatura. coll'aiuto, occorrendo, dei suoi compagni, mentre sta iu attesa del!' ufficiale ·medico addeLto al corpo. 2° Lo zaùio cli scmit~ del quale è munito ogni battaglioHe di. fanteria e bersaglieri, ogn i brigata cli. artiglieria da forLezza, o del genio ed ogni compagnia alpina. È alquanto pi[t grande degl i zaini ordinari; contiene una pi.eco la farmacia, cl iversi apparecchi di fasciature, oggetLi cli medicazione, qualche oggeLto di cancelleria ed una busta con istrumenti chirCtrgici. Il peso del caricamento inLcrno è di 3 ch ilog . Lo zaino è portato dal soldato attendente del tenente rn.eclico del battaglione, brigala o compagnia. 3° Le borse di sanità delle quali ne ha due ciascuna divisione .di cavall eria (2 sqnadron i),e ciascuna. brigata di artiglieria da campagna; sono saccoeie di cuo io cJie · per ogni due contengono un caricamento interno pressochè identico a quello dello zaino di san ità. 4° I cofani lli sa?bi.tà. Ogni reggimento di fanteria. e di bersaglieri ne ha tre coppi.e, ed ogni reggimento di cavalleria due coppie; ogni coppia d te contiene una. dotazione di apparecch i e di sLrumenti c.hirurgici, di oggetti di medicazione, di medicinnli, di alcuni oggetti di càncelleria, eec., pesa col completo caricamento · interno chilog. 60 e t>OO gramini. Tntti i cofani cli sanità del reg- . gimento sono caricati su di una carretta da bn,Ltaglione. Potrebbe darsi peraltro che Ja difficoltà. delle strade impedisse a questa cli seguire la truppa o che uno o più battaglioni o divisioni di cavalleria., dovessero staccarsi dal reggimento e quindi esser forn iti di una coppia di cofani. In tali casi i cofani vengono caricati $Ugli stessi quadrupedi destinati al traino , giovandosi delle bardature da salma di cui sono dota Li i reggimenti di fan teria, bersaglieri e cavall eria. 5° La car·1·etta cli sanitcì; si dà questo nome alla ca.rreLta da battaglione menzionata, che per ogni reggimento Lrnsporla le diverse coppie di cofani di sanità. Essa hR cari camento diverso secondochè appartiene ad un reggimento di fanteria, ad uno di cavalleria o ad una. sezione di sanità. I~a carretta di sanità di un reggimenlo di fanteria di linea, o di bersnglieri , ol tre al cari camento esterno com une a tutLe le carrette da battaglione, ad un finimen to da tiro ,di rinfoi-zo (di rican~bio), ha due nizioni di foraggio, e trasporta:


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DELL'ESERC ITO ITALIANO

I TfiA SPO RTJ IN CAM PAGNA

N. 3 coppie di cofani di sani là, » 3 bardature da salma per cofani, » 3 coperte di lana per maiali, » 3 barelle, pl~ò . in_oltrn trasportare un numero, che non può determinarsi, cli zam1 cl1 malati e fe ri ti. La carrcUa di sanità di un reggimento di cavalleria trasporta un carico certo cli: N. 2 coppie di cofani di sanità, >) z bardature da sal ma per cofani, >> .3 coperte di lana per f'eriti, » 2 barelle, >> I lanterna da campagna, >> '.2 raz ion ì di fora ggio per ca vall ì della carrella, » I sacco col corredo del conducente ed un cal'ico eventuale composto dei sacchi' col corredo degli ammalali. Ol tre ai primi ,;occorsi elle possono ciarsi ai ferì li sul c,rn1 ro cl i bauagl ìa. dai medici del lol'O corpo coi diver:;i materinli che abbiamo 01·a descriuì, il serrizio di sanità dell'esercito in guerra ù esecutivmnentc disimpegnato dalle sezioni di sanità e dagli ospecla.li da campagna. Le sezioni di sanità sono assegnate ima per di1·isione ed 11,na alle truppe suppleti ve dì ogni co rpo d'armai.a. La sezion e di sanità ad~el.La ad una divisione rir:eve gli ammalali o fer iLi , dà ad e~si le prnne c_urc e li dirige quindi agli ospedali da campo, onero agli ospedali ,;tab iliti fuori del teatro delle operazioni. TuUavia la sezione di san ilà, ollre u quattro carreLLe di sanitit reggimenLali, segue la parte mm hattenLe della divisione nella sLw formazione in prossi.111il.it del campo di haLlagli,L L~ ~ezion~ di sanità addella ad un corpo d'armala provvede al s~r~1z.t0 sun1tan o delle truppe suppletive del corpo d'armalà e sussidia il sel'Vizìo di imnità delle divisioni cli COl'po d'armata. Ogni sezione di sa nità carreggia per ora: Ca rri per maiali mocl. I86 1 . . . . . . :'{. 5 Carreue da lrnLLaglione per medicinali , apparecchi chirur» 2 gici, strumenti, oggeui di med icazione, ecc. . . 1

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Carrette per trasporlo d'acqua pegli ammalati N. 1 Id. per barelle cd accessori necessari acl uno stab ilimento provvisorio per l'icoverare e soccorrere feriti » 1 Id. col hagaglio e l'equipaggiamento della. sezione i> •I .\1enLrc in passato i nostri cal'l'i per medicinali erano a quattro ruote e per conseguenza molto pesanti, t'tl.lualmente sosLituiti con carrette da battaglione, sono a due sole rnote. Acquistano così le condizioni necessarie per soddisfare ad un grado maggiore di mobilità. Le divisioni di fanteria che fossero destinate ad operare in.montagna avl'cbbero il materi.aie speciale cli srmità composto dì 31, cofani portati da 12 mu li; in questi cofani sarebuero contenuti tu I.I.i i medicinali, strumenti ed ogge.tti che formano il cariC'a menlo interno dell e due carretto dn bai.I.agiione per medicinali, occ., delle sezioni di sanità. Gli ospedali da campo sono assegnati alle armate. Ogni intendenza d'a.rma;ta. Ila. nella smt do tazione cli mob ilizzazione il materia.le rarreggiahile per 2i- ospedali da campo, capaci ciascuno cli 200 letli . Normalm ente però, in principi.o d'nna campngna, non ne conduce seco che fl e lascia gli a.Itri al proprio deposito permanente (ordinariamente in 11 na delle principali pinzze forti dello ~lato) per Lradi secondo il hisogno. Il carreggio d'un ospedale da. campo è ser vilo dal treno borghese o trainalo da locomotive ,;tradali <' con:;tn di : · N. Hl carri ,t due r 11 ote del commercio; i qn,tli trasportano i lelti ed il materiale necesr.:ario allo stabilim ento dell 'ospeda le. ~. I omnibus a quattro ruote: l'omnilms è di requisizione e se1·ve aI Lrasport.o degl i utliciaJi medi ci, ed occorrendo a.nche per quello di malati. 1

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ll sei·vi.zio veterinario ih campagna è disimpegnalo presso i reggimenti di cavalleria e di arligli eria cla haltaglia e presso le direzioni, comandi o sta.I.i ma ggiori ove è riunito un bLion numero di quadrupedi, dagli ufficiaii veterin ari ad del.li ad essa. U materiale è contenuto nelle fucine, le quali sono dotate di una officina. completa da maniscalco, <li stnnnenti e ro be da sellaio, ecc.; ed inollre di arnt>si, strumenti o medicinali per la cura dei qua-


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I TRASPORTI IN CAMPAGNA

drupedi e di una busta completa da veteri nario. La fucina di cavall eria è a due sole ruote, trainala da due quadrupedi, contiene i sudcleui oggetti entro un cofano ·anteriore e due piccoli cofani lateraìi che comprendono fra di loro un mantice ed un focolare. Fra i cliver~ i cofani che seco trn.sporta una batteria da montao-~a . e si ha pure un co/a1w per aUre.z.,-:i da veterinario . Oltre alle cure che si possono prestare ai quadrupedi presso i .corpi; si stabiliscono in campagna speciali infermerie nella dipendenza di ciascuna intendenza. d'armata. Quèsta h:i a sua dispos izione il personale ed iI materiale occorrente per l'impianto di tre infermerie-ca.valli, nei siti elle l'intendenza d'armata giudicherà. più convenienti per accogliervi e per curarvi quei cavalli che i corpi sono costretti a lasciare indietro avendo bisogno di mezzi complicati di cura. Ciascuna di queste infermerie J.JUò curare 250 ca.valli ' e collo stesso materiale e personale, si possono all'occot'renza impiantare 6 infei·rnerie di 11150 cavalli ciascuna. Il materiale pel trasporlo è affidato ad una squadra di treno borghese e consta di: 11O carri del commercio a due ruote e a due cavalli, nei qua.li so1~0 caricati i cassoni di medicinali ed alt.ri oggeui necessari all'imp ianto delle infermerie.

VI. 11 treno militare, il treno sussidiario, le locomotive stradali e le ferrovie.

Tutto il materiale di un esercito in campagna, in viveri, munizioni, ecc., ha bisogno cli una grande quantità di mezzi. di trasporto . , Sarebbe uno spreco inutile il tenere nei. lunghi periodi cli pace un'organizzazione completa di tali mezzi , ragione per cÙi se ne conserva quel tanto che è necessario per i bisogni correnti. A tale scopo in quasi tutti i paesi si ha il corpo speciale del tr·eno m,ili-

OELL'ESERCI'f O ITALIANO

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ta1·e susce!lib ile di un rapido aumento, che si ottiene ·dàpclo ai q uadri una cerla latitudine proporzionata ai bisogni ed avendo sempre in pronto il materiale necessario. . . Olt.re a questi mezzi ordi1iari, all'aprirsi di una campagna s1 ncorre a mezzi straordinari di trasporto, reclutandoli nei veicoli del paese e dando ad essi una $pecie d'organizzazione provvisoria. Si ha per tal guisa in tuUi i paesi t1m- treno militare ed un treno sussidia-1·io . In Italia abbiamo: 11° I mozzi di trasporto propri dei corpi di truppa; 2° Quelli forniti dal treno d'artiglieria e del genio; 3° Ouelli forniti dal 'treno sussidiario o borghese. I regg~nenti di l'anLeria, di bersaglieri e di c~walleria, per il tra·sporto di tutti i loro effetti sono forniti in tempo di guerra ( come abbiamo veduto) di un carreggio proprio. In tem.po di pace e$iste presso ogni reggimento cli fan Lel'ia e di bersaglieri una parte di questa dotazione cli mezzi di trasporto. All'aLto poi della mobilita1.ione prelevano dai distretti il materi'ale e la bardò.tura necessaria per completarla. I reo-iJ'imenLi di cavalleria invece hanno in tempo cli pace nei. loro cn · magazzini tutto il materiale occorrente al senizio dei trasporti in campagna. Tanto gli uni qmuHo gli allri ricevono i cavalli dalle commissioni incaricate, ai. incettarli e di requisirli nelle varie prov incie. I con- . ducenti sono·presi tra i solda ti del reggimento. Il 1·ifornimen t.o di que::;ti mezzi di trasporto e dei quadrupedi, nel corso della campagna., è fatto dai pa.rchi cl'artiglieri,L I reggimenti cl'mtiglieria da campagna provvedono, co lle rispettive compagnie di treno, il personale, i quadrupedi ed il materiale per il servizio di carreggio: a) Di tutti i qunrtieri generali; b} Dei parchi cl'aetigl ieri,1 cl~ corpo d'annata e da di\'isione'. e) Delle sezioni cli. sanità; d} Delle sezioni sussistenze; e) Delle colonne traino-pane; f) Dell'intendenza generale e delle intendenze d'armata col ·sussidio del treno borghese (eccet ione fatta del parco del genio di .armata). ,


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I T RASPO RTI IN CAMPAGNA

·I reggimenti del genio provvedono colle rispettive compagnie di treno al servizio di carreggio: a) Di carri da parco delle proprie compagnie; b} Dei parch i del genio d'armata (col sussidio del treno borghese) e dei parehi del genio di corpo d'armala; e) Degli.,.equipaggi da ponte da corpo d'armata; d} Delle sezioni telegrafi.che. Le compagnie del treno in tempo di pace sono di una ·forza minima, rispetto a quellrt che devono avere in guerra. Al momento della mobilitazione si corre quindi il pericolo di mancare dei mezzi necessari per dar loro il necessario sviluppo se con anteriori disposizioni non vi si provvede. Così nell,1 guerra del 1866 non avendo potuto dare al treno militare il. numero di c:tvalli e di veicoli necessari, si è dovuto impiegare in alcuni servizi , come ad esempio nelle sussistenze, il treno sussidiario, incorrendo nell ' inconven iente di portare tanto vicino alla line,1 d'opera.zione eolonne di treno borghese male oro·aniuate n e peggio disciplinate . Sono importantissimi i servizi resi ovunque ecl in tutte le ca.mpagne dal treno militare. Si sa con quale devozione e con quanta abnegazione il suo persona le superi sovente dinìcoltà inaudite. Ciò che gli impedisce di renderne di. più si è sovratutto l'insufficienza del suo effetlivo e dei suoi mezzi di trasporlo . Vi rimedia la legge ·1° ottobre "873, nella quale sono saneite le norme per le requisizioni dei. quadruped i e dei veicoli di qualsiasi specie pel servizio dell'esercito. Di massima tutti ·i trasporti r.;he hanno luogo fra la fronte d'operazione dell'esercito e la Jinea dei quartieri generali di co l'po di armata devono essere fatti dal treno militare. lndietro invece cli questa Iinea i trasporli in generale sono eseguiti colle locomotive stradali , colle fer rovie, ovvero con carri del commercio appositamente appaltai.i o requisiti, sia per un deterrninato trasporto, sia per lulLa l'intera durata della guerra. l condLLCenti borghesi appaltati per l'intera. durata della guerra costituiscono il t1·eno borghese, che serve nei seguenti servizi: a) Parchi d'artiglieria e pard ti del genio d'annata (a sussidio de! treno d'armat:1 dell'arnia l'ispettiva); 1

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b} Parchi di viveri e parchi di vestiario e di equipaggiamento d'armata; c) Carreggio degli ospedali da campo e delle infermerie cavalli; d} Carreggio delle sezioni panauieri; e) Squadre di riserva del treno borghese presso le direzioni dei trasporti d'armata per provvedere ai servizi event.uali di trasporto. Il treno borghese vien costituito all'atto della mobili tazione dalle direzioni territori ali cli commissariato, con carrettieri borghesi, appaltati per l'intera guerra coi loro cavalli e il più sovente anche coi loro carri. Essi sono formati in altrettante squadre quanti sono i servizi a cui sono addetti . Per le passate campagne la sorvegl ianza. nell e colonne di ~reno sussidiario fo sempre qnasi nulla, le riparazioni ai veic;oli impossibi li, eppure era ad essi speciàlmente affidato il servizio delle sussistenze. Sotto la dipendenza di uno o due ullìciali conta bi I i già sovraccaricati di sel'vizio poteva prevedersi in qual modo .infelice sarebbe stai.o condotto un convogli.o che può soventi constare di ben 100 vetture . Queste colonne di treno sussidiario ~ono la piag:1 dell e armate non avendo l'autorità. militare un numero su.fficiente di baionette disponibili non tani o per proteggerle quanto per sorvegliarl e e fa.rie cammina re. È poeo confortante il sapere che grosse colonne di viveri, di materiale per ospedali da campo, per infermerie cava lli, per sezioni ·panau.ieri, ecc., sono completamen te al la mercè del buon volere, del patriottismo e del coraggio, assai prob lematici, di .'.conducenti pagati o requisiti. La Jea< crià citata. per· la requisiz ione dei veicoli e dei eavalli ci t>vre o . rende più tranquilli da questo lalo; bisognerà. anche far molta atten-· zio ne nella scelta. dei comlucenLi . « Ma 11011 basta (·1) avere bnoni « veicoli e conclucenti scelti meglio che per il pa::;sato; bisogna.costi« tuire loro una. guardia d'uomini arn1ati, che servirà. egualmente e (I} Scrivo il signor Cu1to l\ooe~T, intendento generalo francese, in un suo al'ticolo riportato dal Journal des sciences militaires .


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l TRASPORTI lN C,UIP,\ Gi\"A

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ntilmente ancora quando si dovril ricorrei:e al di là della fron' « fiera, in paese amico o nemico, alle requisizioni ordinnrie dei « mezzi di trasporlo. GJi è- dalla ri.i;erva che si prenderanno questi « uomini annalti non solo per mantenere la discipl inn fra i carret« Iieri, ma per far ch iudere Je distnnze fra le veuure in marcia e ob-. « hligarle a tenere nno stesso lato della strada, affine di lasciar co« ::,tantemente il passaggio lilJero per le truppe ed il materiale di «guerra ...... . Si sa come la maggior parte dei convogli ausi liari, al « segui to delle nostre armate, hanno servito irregolarmente e come « èssi si sono allungati quando, come è spesso avvenuto, non si è « potuto dar loro una guardia snffi.ciente . .Le vetture pagate a caro « prezzo e condotte da carrettieri civili hanno finito per dare in <i qualche pnnto dei risultati non tanto difettosi; ·1e vetture reqnisite <e in fretta hanno sempre resi cattivi servizi, e più d'una ha fallo in « modo da J)Qn giungere a destinazione. Gli slessi contadini requi« siti, gli è triste il confessarlo, hanno ..proceduto meo-fio nelle coo · e< !onne del nemico, ove la paurn li dominava . << Il treno borghese ha gli stessi bisogni del treno militare (11). Gli « è mestieri una direzione speciale, esercitala da un personale atto « e s11fficiente, che vegli alle riunioni, alla marcia, agli acc;:impa. << menti, all':llimenlazione degli animali, alle l'iparazioni dei for« nimenti e delle vetture. Q11esta direzi one non può essere esercitata « che da quadri regolnri, abitufìti alla. disciplina. cd al comando, cacc paci di assicurare Ja rego larità delle marcie, aventi la l'orza per « impiegare, al bisogno, i mezzi coercitivi, istruiti sni movimenti e 1 < le formazion i delle. truppe, per seguirle, ed eseguire gli ordini Glie « loro si trrismettono ». I nostri regolamenti $Ottopongono gli ascritti al treno borghese alla giurisdizione ed alla. disciplina mili lare. Il parco viveri di riserva d'armata ha. una guardia di .200 uomini di milizia .mobil e; cli più gli ufficiali da cu i dipendono le singole sqnadre di treno borghese, dispongono di buon numero di carabi' nieri. \Via non pare che basti; Cacciamo voti perchè con nuoYc dispo. silioni vi si provveda. Cl) Da un artico!~ del genera lo L•w.n. Jou·m al ctes sciences militail-es, novembre JSiG.

DELL'F.SERC!TO ITALIANO

Le numerose e difficili qLLestioni sui trasporti, e fra esse l_a più seria i[ veltovagliamenLo, saranno in caso cli una guerrn semplificate d'assai, mercè le locomotive sLraclali . . . In Halia l'idea cli adoperarle in guerra fo emessa pe_l ~nmo capitano cli stato maggiore L. Gileua fin dal ,1869. Par_t1g~a_no fo1 :-;e un po' troppo spinlo di questo modo cli tras~orto,_ . ~gl_, 1~trnn e _che possa venire ut.i lment~-a1~plicato non solo nei serv1z1 di 2 e,311 lrnca ma anche nella. zona d .azione. . , La mancanza, sentità più nel nostro paese che altrove, d1 C1l'.ad1 u: ecli da tiro necessari in numero considere,,_ole nel passaggw cla1 .P. de cli pace a quello di guerra, le difficoltà cli provvedersene anche pie · · ·one dellae ()'ue1Ta 'estero ' non tardarono a spingere J'ammin1straz1 o ,. a]l . . a fare sperimentare il nuovo mezzo ~li traino . ,. . , . ,_ Acquistata nel ,1872 una locomo tiva strada.le, ~s~a !~ce rn quei l'anno le sue prime prove a Verona ed al ca~po cli _~,ouc1to sotto la Stelh. . · c] 1rez10ne e·teI cap'l'tno t ., · , cl'arLioo·lieria. Più. tardi . la stessa nrnc. china venne sottomessèl in Torino ad LLOa s~n ? clt prov~ per ~,~~uffic1 ren(·1. spec·e 1 d't ,lr'",.Ìni, cui presenziavano · . ah de! comitato . l l d arl1glieria e ·di altre ar~1i, esi feccco~~orrere po1al trasporto ee cannone da cenL. 32 al campo di S. Maum10. . . , . . I soddisfacenti rirnltati ottenuti ne constgliarono l acq1u~Lo di altre ,J o, affine di procedere ad esperienze·su più vasla scala, m seguito alle quali il (;overno prnp_oneva alle Camer~, e quesle approvavan9, la spesa di ,1,200,000 ltre per 60 lo_comot1ve. . '"' Il nostro esercito avrà dunque nel caso cli· una guerra. .l'l locomotive strada li, colle quali potrit sostituirecirc_a _2000 cavalli e po_rre u_~ certo riparo all e numerose cli.fficoltàdi requ1s1Z1one; con esse s1 poti a sostituire c1uasi per intero il treno borghese d~e f'u finora _una dolorosct necessi tà : ton esse si polrà anche provvedere soll ecitamente allo sgombero dei malati e feriti . , , . , , . "· Delle locomo tive acqLListate alcune sono dell a fo~z_a dt_6 allie c1_1 ii cavalli-vapore; la velocità a cui per un buon servizio s1 può spm. vana . ela. 11·r a 6_ciu L ·1 ffi all'ora gere un co11vogl10, o · ' . . :. . , o. Il focolare è costrutto in modo da potervi bru?ia.1 e leona, so!o combLLstihi le sul quale si possa far assegnament_o m campagna; ciò . ben inteso non impedisce l' impiego più vantagg1?so del_bc~lrbon fossile, del cok, della torba, ecc., sempre quando sia poss1 1 e procurarsene.

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l TRASPORTI IN CAMPAGNA

Le vetture 1.rainate dalle locomotive devono essere della forma di qu.elle usale nei convogli e nei parchi, affinchè si possa, oYe la macchina si guastasse, continuare la marcia attaccando ad essa cavalli. Le sali te co lla pendenza dai 13 ai 11.1, °.lo non possono essere supe" rate che dalla locomotiva sola. Quando s'incontrano di tali salite e. che la lor~ lungh~zza non è considerevole, la locomotiva. le supera sola dapprima, poi, agendo come una locomo bile, tira a sè le vetture col mezzo di una gomena avvolta ad una puleggia fissala all 'albero del volante . Se la salha è più lunga della gomena, l'opera;i:ione ha Juogo nello stesso modo, ma in parecchie volte. Le locomotive presentano vantaggi incontestabili; riduzione notevole a.cl 11/ 3 circa della lunghez;i:a. delle colonne, grandissima di~i_nu~ione del numero di nomini impiegati nel convogl io, bastando -d!laU1 3 ed anche 2 ~oli individui addetti ad essa.; fac ilità di sorve~ glianza e di direzione; possibilità di lavorare senza interruzione giorno e notte, ed anche di ·impiegare queste macchine come locomobili per scaricare i pezzi che trasportano . Il ?ostro Oi~rna_le d'arti,glie1·ir1, e genio, dal quale abl)iamo presi questi ragguagli, dimostra con un esempio numerico la nol.evole economi1t che si potrà ouenere coll1t sostituzione delle locomotive strada.li al treno borghese. Oltre a ciò l'impiego della locomotiva importa una spesa, hl quale costantemente si mantiene in relazione col peso effettivo che trasportà, mentre iI treno borghese costa sempre ste.ss? , c~si nei v~aggi che esso fa coi veicol i caricl1i come quell o m cu I l1 trama vuoti, ed anche nei periodi d'inazione che sopravvengono talvo lta nel corso di una campagna; le locomotive non ri.chieggono in Lale circostanza che l:l piccola spesa· di manutenzione. .La locomo~va Av~lin,q-Porter, da no i adottala, ha dato prova in t~tle le esp~ne~1.e_d1 una grande semplicità e so lidità e si può considerarla, dice r1 citato giornale, come atla a sormontare · tutte le ·diffic_oltà che ~' incontrano in campagna anche impiegandola in viaggi non m~e'.Tott1 da 80 a ,100 ch_ilom. Essa può attraversare i prati, le l~rre eh lresco lavorate e camminare su slrnde coperte di ghiaccio di recente formato, o di 6 a 8 centim . di nern. D~remo poche cose sui trasporti mi litari per via ferrata. . ~rn ~alla nostra campagna del 1859 si poteva ritenere come sta. b1Il La l lillporlanza delle reti cli via ferrata per tutti i tra.sporti di 2a

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OELL'ESEl~C(TO ITAL IANO

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linea cioè fuori del teatro delle operazioni, come quelli dei con:ogli di viveri, di munizioni, di feriti, di prigionieri e pei trasporti del personale e del mat.eriale necessari alla . mobilitazio1~e ,e radu_nat~ dell'esercito . Questa stessa campagna ci offre altres1 I ese~tp'.o d~ trasporti di corpi d'armata fin sul teatro d'operazioni, e le pn nc1pah battaglie, Montebell o, ~fagenta., S. ~arl;~no_, ~fel.egnano, . ,rm:o_n~ combattute assai vicino a stazioni principali di v1a lerr;1tr1. L ut1hta Jelle ferrovie anche pei trasporti_ di ,1a linea fu po i dimostrala fino all'evidenza nelle guerre d'America, ove cli pi(l si giunse per fino a fare delle locomotive e elci vagoni delle vere macchine di g1.1erra. I risultati ottenuti coll e ferrovie agli Stati Uniti non aodaron~ perduti per lo stn to maggiore prnssiano, sempre be1:e istrut:o, sm progressi mi litari degli altri paesi. Esso ado.tlò un s1s.tenrn cl O\gan i,zza.zione militare delle ferrovie in tempo d1 guerra, il quale Ieee le sue prime prove nella campagna del 11856. Questa orga~iz~:1zione . migliorata in molti punti, che l'esperienza. aveva dimostrati ~lfe ~tos1, esercitò la grande influenza che ognuno sa sulle operaziorn del 1870-7 11. In Francia invece

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(< L'errore

dell'I mperatore, sono parole di Na<< poleone III medesimo, fn di credere che col -~ezz~ delle ~ ·er_rovi~ « la concentrazione di sì gran qu.antità d'~om1111, eh ma.tenah e eh cc cavalli, po t~sse farsi col l'ordine, la regolari.Là e la pre_cisione ne(( cessarie, senza che ogni cosa fosse stata regolata cl~ppnma da una (( yjrrila.nte amministrazione)) . o ' Dopo la guerra del,, 870 tutte le na;i:ioni europ~e_hanno compre:a la necessità cli avere rego le e norme fisse pel serv!Zlo delle ferro':,'.e in campagna. La /le1nie Belge nel suo 11° volume dello scorso 11816 pubblica una interessantissima memoria del tenente colonn~ll o del Genio El. Wa1Hve-rniam,s sull'organ izzazione mii.itare del servm o delle ferrovie dal punto di vista militare. È un sunto delle sue lezio~~ alla scuola di guerra. Egli fa vedere come nell 'organizzazione m'.h~ar~ del servizio fer roviario due sistemi possono essere e sono mla.t11 seguiti ; entrambi presentano vantaggi. che si bilancia~o. Il prim~ ad~ttato in Germania, tende evidentementé a d~re, m tempo d1 . gnerra ooni autorità sull e ferrovie all'amministrazione militare; l'altro Ìascia l'amministrazione civile al servizio, ma I~ dà carauere militare al momento della guerra, utilizza allora tutte le risorse


DELL'ESE RCITO l'tALIANO

I TRASPOlU'I I N CAMPAGNA

p.repa1:ate l_ung.o ta pa~e e sottrae l'amminist.razione civile alla pressione mev1tabile che deve su ess,t esercii.are l'elemento mili tare. L'autore dimostra l'insufficienza dell'amministrazione civile nei serviz i dei trasporli militari citando fotti ed inconvenienti avvenuti 0 nelle ultime campagne, specialmente in qnella del 11870-7,J, e fa vedere la necessità di una autori lit mii ita re fortemente costituita che si incarichi della sicurezm e della direzione del servizio riunisca. nelle sue atLribuzioni le di11e1'se amministrazioni della' rete occmpata dal la truppa, ed a,l bisogno possa essa stessa sostituirsi completamente all'amministrazione . Egl i ci persuade che soltanto una Lale-antorità milita.re, in rela1.ione diretta coll o stato maggiore dell 'armata, è competente per prepara.re e dirigere le distruzioni di strade ed opere d'arte, lavori questi affatto estranei al servizio delle amminis!,razioni civili e spesso contrari ai loro interessi pecuniari. Còmpito cli quest.e autorità. militari che possono costituil'e, egli dice, clfrezioni 1nilitwri pe;r le fe1Tovie e cli1·ezfoni locali, deve essere anche di rendere il massimo numero delle stazioni atte allo imbarco ed allo sbarco di grande quantità cli truppa e di rna~eriale da guerra, ad approvvigionare le locòmotive d'acqua e carbone, a distribuire . alle Lruppè il loro nutrimento bello e preparato per non prolungare inutilmente le formate , Egli dimostra. l'utilità. della creazione di un corpo di f'erro1 ieri; descrive poscia l'organizzazione militare tedesca e propone un progetto d'organizzazi;ne pel suo pa.ese. Anche il nostro capitano d'artiglierip. C, Ponza di S. )fortino, nei suoi Stiuli sulla conrZotta delle tnippe e sni servi.:n: di 2" linea pubblicati nel ,187k, tratta a lungo del servizio militare delle ferrovie. Egl i scrive molto estesamente sulJe condizioni rich ieste dall e linee fenov iarie, parla del loro materiale rnobile, della loro produttività, dei modi da tenersi e delle condizioni da richiedersi per esegui.re il carico e lo scarico dei corpi di truppa, dei quadrnpedi, del carreggio delle sussistenze; ecc., dà. una eh iara idea del come debbono eseguirsi i trasporti per la mobilitazione e durante le operazioni; anche egli parla di corpi ferroviari e dell'ordinamento del servizio ferroviario in Italia sia in tempo cli pace sia in tempo di guerra. , Lo st.ato ~elle nostre ferrovie non è certamente il più vantaggioso ,1 1 Joro 1mp10go pel servizio militare. Scrisse .dottamente e diffusarnente a questo riguardo il Gabelli, clepuiato al Parlume1~to, in alcuni

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numeri della Nu()va Antologia, anno '1873, La situazione·delle nostre ferrovie può così compendiarsi: Reti limitate di numero e di estensione, costrutle anzitutto in vista degl'interessi commereiali; nei rapporti strategici difettose di sviluppo e di tracciato; Linee o troppo esposte lungo la costa o di una potenzialità militare limitata nelle traversate dell' A.pennino, scarsissime di doppi binarii e quindi insufficienti nei rappbrti logistici: Scarso il ma,teriale da trasporto · e non specialmente adatto a raccogliere il grosso materia.le militare; Sta1.ioni nella maggior parte sprovviste di mezzi di caricamento e di scaricamento per carreggio, cavall i ed artiglierie. A tali condizioni cli cose non essendo possib ile un rimedio radicale, bisogm1 accontentarsi, come si.è fatto, di provvedimenti intesi a trarre il maggior utile possibile, e dalleAinee esistenti e dal matel'ia.le di cui si pu.ò disporre, consacrando però una spesa (Legge 29 giugno 11875) alla eostruzione di qualche stazione milita.re, al l'ampliazione di parecchie delle stazioni esistenti, alla costruzione di fianchi caricatori o scaricatori , ed a provvedere materiali per facilitare il carico e lo scarico . Ma ciò che import.ava cli più assicurare nel caso .nostro consisteva sopratutto nell'ordine e nella rapidità dei trasporti militari. A questo scopo rìno dal 1 fr. dicembre :1_872, il direttore generale delle ferrovie dell'alta Italia con tre ufficiali superiori dell 'esercito, incaricati di pr·eparare con lui le bàsi del servizio militare delle ferrovie, presentavano UJ(rapporto al Ministro della. guerra, in cui si limita.no a considerare il caso cli una guerra nell' ·interno del paese, Fondandosi sull'esperien1.a degli ultimi avvenimenti mii itari, ammettono la necessità. cli eseguire i trasporti militari sulle basi seguenti : I. Lasciare il personale della società come agente attivo di tutti i movimenti militari; IL Stabilire ali latiis di questo personale un personale militare che avrebbe per còmpito: a) di servire <l'intermediario fra il gran quartiere genèrale e la società., per combinare tu!.ti i movimenti della ferrovia.; · b) di sorveglia.re l'esecuzione <)elle disposizioni prese di con· certo fra la società e le autorità militari; ANNO XXlll. VOL, Il,

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I TRA SPORTI 1N C'A Mj'AHNA DELL'ESERCITO ITALIANO

e) di ma:ntenere il buon ordine nelle stazioni di partenza, di transito e di arrivo ; di regolare il succeder;;i dei treni secondo le disposizioni prese e gli ordini rice,uti, senza tener conto del desiderio di ciascun comandante o di ciaswna autoritit, di ottenere fa precedenza sugli altri; d,) nel caso si trattasse di far f1mzionare il servizio militrire snll e ferrovie in pros,;irnilA di luoghi esposli :11 · fno co del nemico, il personalr rnililare potrà occupare una parte della linea ed eseguirvi tutLo quanto sarh richiesto dalle circostanze. L'ammini,-tr:1zione drlla guerra eh iama ogn i anno asè ufficiali di ogni rirmn drll'eserrilo pPrmanentn e della milizia mobile che istruisce con corsi speciali sulle ferrovie e cl1e costringe ad imprnticarsi del servizio mandandoli pe1· parecchi mesi addetti al movimento, nl traffico, alle sLazioni di transito ed a quelle cli ul'rivo o di partenza. Quesl i ufficiali coadiuveranno i I personale tecniro delle ferrovie nei movimenti di mobilitazione . Si ha già fin d'ora un commissario mili tare per ognuna del lo grandi socielà ferro\ iarie del regno, e venne anche istituì La una direzione dei trnspol'ti preS$0 iI corpo di stato maggiore. Nelle istrur.ioni per la mohilitazione e la formazione di guerra dell'esercito è provveduto e regolato, bench é in modo s11 crin1.o, al servizio feiToviario in guerrn. Infine nell'ordinamento dell'esercito venne compresa fin dal ·1873 l'organizzazione di /i. compagnie ferrovieri del cui còmpilo abbiamo già parlato allrove. Confrontando qlteslo poco che si è fatto da noi con l'attuale organizzazi one mii itaregermanièa per le rerrovie, ci persuadiamo che non ostante il sistema alquanto diverso che noi seguiamo, ci rimane ancor molto da fare perchè al momento di una guerra le nostre ferrovie siano in grado di darci quanto il paese è in diritto di attenderne. I!'.

CLAVARI:\'O.

NOTIZIE

SUL NOSTRO NUOVOMATERIALE DI SANlTÀ MILITARE

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Barella.

La nuova barella adottata pel nostro esercito è stata composta attenendosi al doppio principio st,tbilito dnlle autorità più competenti nell'Esposizione di Vienna dell'anno 11873, e nel Congresso d'igiene e salvataggio di Brusselles nel settembre del ·I876; cioè che le barelle per uso di guerra devono essere di un tipo unico e a telaio rigido (il'ulecomponibile) per potere servire al trasporto ~ei f~rit! tanto sul campo, a braccia d'uomini, qua.nto per mezzo dei carri d, ambulanza e dei ronvogli ferroviari . Essa è di leano di frassino, ed è costitu ila di . dne stanghe e di due o traverse, che insieme unite forma.no un rettangolo rigiclo . La stanga rappresenta. un paralellopipedo, con l'angolo superiore interno smussato per evitare penosi contatti al. giacente. Le due sue estremità sono lc"oermonte rotondate e terminate a foggia di pomo per servire comodamente da mani.chi. Ogni stanga ha clue piedi; ci~scuno è fatto da una lamina di ferro ripiegata a l'oggia di Y ad angolo troncato, co l quale poggia sul suolo . T.e due branche montanti del pi ede si continuano a modo di croce con una lamina trasversale nel <)è)

(I) All'ar ticolo che precede e cho tratto d i tutti i trasporti dell'esercito italia no crediamo opportuno cli far seguire queste notizie sugli ultimi studi fatti sul nfatcriale recenlissimamente adottato, notizie tanto più interessanti quanto meno conosciute.

La Direzione.


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NOT!Zl i, SUL NOST RO NUOVO MATERIALE

punto in cui dimno ::;ost~gno alla ~ta~ga; e di esse lamine quella appartenente alla branca tnlermi si fissa alla stanga, circondandola strellamenle a guisa di anello; l'altra, quella della branca csLerna abbraccia e tiene uni te nell o stesso punto la : - tanga e l'estremiL~ della lmversa di legno. Con tale sistema non solo sta ughe e traverse sono congiunte fra loro solidamente, ma il piede, che è forgiato di un sol pezzo con le lamine mediante le qoali è fis~u.Lo ,i llc stan"h c, n~n può fare movimenti osci l lauti che lo dev iino dal piano rerticale di queste; condi1. ione cssenzin.lissirn;L percl1è possa adawu·si e scorrere sulle guide di ferro, collocate nei ca1Ti d'ambulanza a rendere più 1.·acilc l' introduzione e l'asportaz ione delle barelle cariche. A contatto della faccia este1'na di una delle traverse è adall.aLo un arco di legno, le basi del quale sono abbracciate, ~iascnna, da nna ghiera di ferro , irnpernata al di deutro delle stanghe nelle 1am inc che promanano dai piedi opposti. L'arco per Lai modo è o-il'evole all'indietro, e può restare Rbbattuto e disposto l'ra i due m; nichi della barella nello slesso pia no orizzonta le di essa, qnando deve essere collocata, vLlO l.a, · sui carri da trasporto . Qnando deve usar:-;i, l'arco si rialza. formando, 1nercè la tela, un piano inclinalo che serve da guanciale al giacente. Ut tela, cho complet.n il piano dell,i barelltt, è di Olona, senr.a tinta, e può togliersi affatto per lavarla al bisogno. Essa abbraccia le st3:nghe e si ripiega da sotto, ove è tenut,t tesa eia una cordicella che passa in una serie cli bnchi (disposti negli orl i) rafforzati con cuoio ccl occhielli di metallo. Si comporta al modo stesso pa"sanclo sopra le traverse; e in quella corrispondente al capo nel ripiegarsi tiene sol lernLo P fermo l'arco-guanciale, co,-ì che non può nhhaLtersi più da sù, se pri ma non si rn llenta, la. con ia che congiu ngo rrue:,;to lembo col capo principale della Lf' la. Tirando contemporaneamen te i due capi della corda l'arco.in un auimo si rialza; si uhhalte con · altreLtanLa fa cilità.. all entandoli . l n corrisponden:w alla base del torace del ferito la tela mancln due lar,,he fasce che .si concriunaono r, n t> mediani.e una coeeggia. sul petlo del giacente, per assicucunu-lo nei trasporti a forti pendenze e nel caricarlo nei carri cl'amhu lan;,:a e nelle vet.tLtre fcrroviai·ie. Tranne l'arco, la barella non ha altro pezw mobile; nè le sl.anghc hanno vii.i o chiodi di sorta, che ne diminuiscano la solidità a tulla prova.

01 SA NITÀ MILITA RE

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Le dimensioni sono le seguenti: Lunghezzn metri 2,M5, cli cui 60 centim . pei manichi; Larghezza meLr i 0,60; Alter.:r.a dei piedi metr i 0, 15; Peso circa c:hilog. 14. Facenclo le gtanghe pi ù sottili si sarebbe potuta tilleggerire cli due chilogrammi ; rna fo spci·irnent.almcnte provato che I.aie alleggerimento , di va ntaggio poco sensibile ai porta feriti nel trasporto a braccia, cli veni va cagione cli rilevanti inconvenienti quan~o la barella era sospesa col sislema del genera lo russo Zawodovski nei carri · fèrroviari. Le stanghe assottigliate ,ibr;wano, con movimento sussultorio, i11 modo assa,i penoso ai sani e sen1.a dubbio dannoso ai feri ti, specialment<' ai fralturati. La barella ell e, per sempli cità cli costruzion e, por saldezza, per comoditù, pel modo col quale si presta tanto nl trasporto dei feriti a braccia qnanto al loro collocamento nei carri , così bene corrisponde alle esigenze pratiche di guerra si deve a l clott. Guida, capitano medico acldello al nostro Ministero della guerra. 1

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Cacolèts .

Il più grave in con veniente, oltre i notati, che olTrono i nostri cacolèL5, sopratutto le lettighe, è che non se ne può adattare una sola sp i dorso elci mulo ; ma devono e::-ser due, sospese ai fianch i. Esse allora presentano una larghezza che supera i 2 metri , e quindi non possono avere che un ristrettiss imo impiego dove non vi siano stracle carreggiabi li , cioè precis,tmenle l~L ove dovrebbero servire in sostituzione dei carri, specialmente io montaf!na. Un Cèu.:olèt per ~oddisfare il meno 1nnle dovrebbe potersi aclnLtare, solo o a coppia (quando si avessero muli forti , addestra.ti, e pendenze non gravi da superare) secondo i casi, sullo stes,-o basto. (.) 11ando è solo, avere tale sistema di appoggio da non l'ar risentire troppo i successi,·i colpi di ,;palla e di anca impre:;sigli dal passo dell'animitlc. Quando è doppio, dovrebbe anche non supcrnre la larghezza del carico elci mulo che porta la mu nizione d'artiglieria di


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NOTIZIE SUL NOST,RO NUOVO MATERIALE

montagna. Questo problema, che si sta studiando così presso cli noi come all'estero, non ha ricevuto ancora una soddisfacente soluzione; e per la speciale condi1.ione del nostro terreno, quasi tutto montuoso, è per noi di singolare importanza .

Carri per feriti . gravi.

Nella trasformaiicine che si sta facendo del noHro·rnateriale sanitario d'ambula.nza., i carri per malati, mod. 18(-ìil, saranno assegnati in ~rnmero cli tre per ogni sezione di sanità e dovranno servire pel traspo rto d'inf'ermi e feriti -leggieri, che possono viaggiitre seduti. La sezione a.vrà inoltre due cani per feri ti eerravi I coricati in . barelle . . Furono fatti studi ed esperienze per determinare quale fra i vari tipi di carei adatti al trasporl.o de' feriti gravi fosse piu conveniente per noi . Si fece peroiò costruire un carro quasi identico · a quello presentato dal Meyer d' Annover all'Esposizione del Congresso cl' igiene e salvataggio di Brusselles, nel 11876, e che dalle persone più competenti, colà convenute, fu giudicato il migliore dei moltì tipi esposti. Gli esperimenti fatti (11) dimostrarono che esso non poteva essere trainato da una sola J)ariglia nei nostri terreni; ma ·nello stesso tempo giovarono a. porre in chiaro le condizioni cui de,~e soddisfare un carro destina.Lo a quello scopo speciale. Esse sono state poste per nonne della cosln11.ione dei nuovi carri; e noi crediamo che sia interessante il darne un ·sunto . Il carro deve essere a quattro ruote e due treni, c;on freno. Deve porLà.re nell'interno quattro barelle rego lamentari, di.sposte su due piani, distanti fra. loro da 65 a 70 centimetri; altrettanto deve distare il piano superiore dalla tetLoia. · Le barelle devono entrarvi scorrendo coi loro piedi di ferro su guide dello stesso metallo. Le guide del piano inferiore sono applicate sul p_avimento, e vi restano fisse; quelle · dell'ordine supe1

(I) Nello stesso t<impo che da noi, furono fatto dell'esperien ze col carro Meycr dal Govemo p1·ussiano; o se non andiamo errati le conclusioni prese colà furono identiche alle nostre.

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DI SANlTA MILITARE

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riore costituiscono due clistinLi parallelogrammi (uno per barella), articolatì a cerniera alle pareti laterali contro le quali devono potersi abbattere. È di somma importanza che il piano dei detti pa.rallelogrmmni non si ele,vi sul terreno più di metri 11 ,.i,6; altrimenti diventa troppo penoso .lo sforzo che un portaferito di bassa statltra deve fare per collocarvi sopra la barella. Ripiegando i parallelogrammi contro le pareti, dopo di aver alzate e fissate con appositi ,:ranc;i alla superficie interriadel\a tet.toia le barell e del piano supe~iore, e trasporta.te al di fuori sull'imperiale quelle del pia.no inferiore, l'interno della cassa. resta sgombro. Facendovi ai lati due leggieri sedili (da abbattersi comro le pareti cpianclo le. barelle inferiori sono a posto) il carro viene trasformato in 01nn,ib14s, oapace di portare seduti 6 od anche 8 infermi, secondo la d'. fficol~à del terreno . Si può anche fare ocCLlpare metà del carro da giacent1, e metà. da malati sedut:L o da infermieri e medici assistenti, secondo sia ridriesto da casi di speciale riguardo per l'importanza della persona o :per la singolaritil della lesione del ferito. . Deve avere una cassetta.metallica capace di circa ·I 5 Jjtri d'acqua, e un picco lo deposito di oggetti di medica1.ione e cli vi veri di conforto . Là regola della proporzionale ripartizione del carico fra i due trenr dàrà il posto ove devono coilocarsi cosi questi accessod, come gli zaini, ai cp1ali non è difficile 'di trova.re il voJuto collocamento si,1 all'interno, nei vuoti che stanno fra i manichi delle barelle, sia all'esterno, appesi a. ganci. I fucili staranno sotto le barelle del.l'ordine inferiore, o sul l'imperiale nella trasformaiione ad uso oninibus. Sull'imperiale saranno cqllocate cli norma quattro barelle, ed eventualmente sei, quando si tolgono _quelle dell 'ordine inferiore, come si è detto avanti; disponendole m du,e o tre piani. . . . Altri particolari da tenersi presenti nella costruz10ne sono 1 seguenti : Anzichè ·da.re molta rigidità alle molle, val meglio aggiungere alle solite una molla. di soccorso (a somiglianza della. molla di sicurezza della vettura regolamentare inglese), la qnale entri in giuoco soltanto nelle brusche e forti scosse non potute vincere dalle altre. · L'imperiale deve avere una o due piccole aperture per la ventilazione, affinchè i giacenti nell'ordine superioee non sentano di


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NOTIZIE SU I, NOSTHO NUOVO MATERIALE

DI SANITÀ MILITARE

troppo l'irraggiamento calorifico della tettoia, quando è stata esposta al sole per ~ualche _tempo, dopo Loll.ene le barelle da trasporto. Le pareti laterali devono avere aperture grandi per modo che vi circoli li berarnente l'aria, e si possa senza imbarazzo apprestare rimedi ai giacenti . Devono poi con ben disposte tendine essere schermii.e dal vento, dalla pioggia e dalla polvere della strada. All'esterno devono farv isi nei lati delle staffe o piceol i marciapiedi (anche mobili), perchè possa. ali' occorrem.a. ~alirvi l'inferm iere per porgere un momentaneo soccorso, senza biso"no di arrestare il carro. E deve anche esservi un campanello a sca~to, con un co rdone per ogni giacente, af'finchè possa chiamare l' infermiere. Il carro, dovendo di rnassirrm servire per feriti gravi, nou avrà coupè, ma llfl semplice sedile per il conducente. n carico ordinario del cano è fatto da 4·. feriti, con rirmi e zaino, peso complessivo chilog. 340 1 conducente . » 70 8 barelle . » ,J12 Acqua e piccoli accessori )) 28 Totale chilog. 550 11 peso proprio del carro non deve superare i 650 chil., come si deduce facilmente dal confronto col peso e il carico dei carrisimil i, che figurarono nell'esposizione di Brussell esdel 11876 ( 1). Essendo cosi il peso complessivo del carro e del suo carico di circa chi!. 1200, esso é nelle cond-izioni normali per venir lrain ato da una pariglia su tutti i terreni che deve poter percorrere. E qui è mesti.eri agginngere che nella costruzione di quesLi carri · ;non bisogna lasciarsi gltidare da quei criteri di massima resistenza

che sono di recrola per tutti gli altri destinati agli svariati usi mili" nelle corse di prova richiedere sforzi maggiori di tari. Nè si deve quelli che effettivamen te hada sostenere in campagna. Esso, vuoto, talvolta è trascinato al I.rollo ed ha da superare qualche piccolo ostacolo, o fosso, per giungere più presto in soccorso dei ferii.i; ma ciò deve assolutamente esser vieLato quando è ca1·ico. I feri ti, gia·centi in esso, sono per ordinario dellc1categoria più. grave; di quella detta dei non wasportabih, perchè non devono esse1'e mandati n·egli ospe_dali dell'i nterno, ma te11llti in cura. nelle vicinanze del campo; potend.o loro riuscir mortali le sc:osse del viaggio, anche se fatto con i mezzi di trasporto più comodi, come i treni-ospedali. Il carro, che necessariamente deve trasportare questi ferì ti gravissimi dal luogo . del combattimento alla stazione principale di medicatura o al più vicino ospedale da campo, presceglierit sempre le vie più facili , anche se più. lunghe; afliclandosi alla bandiera di Ginevré1 da cui è coperto. Proporzionando quindi la resistenza del carro -al suo speciale impiego, ne consegue che non abbisogna di una supernua solidità, la quale ri esce a inutile consumo della forza motrice.

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Tasca di sanità.

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(i) Eccone alcun! e i migliori: l,a vettura del Comitato della Croce rossa di Slesia è trainata da 2 cavalli, trasporta 4 feriti coricati in duo ordinì di barelle e q ua ttro seduti, pi(, due barelle sull':01perialo o · i soliti accessori. Essa pés a, vuota, c hilog. 700, La vettura Lohner di Vienna (mod. 1875) il tl'ainata da 2 cavall i; sen·e al trasporto di sei foriti coricati e d ue seduti; ovvero di IO seduti. Pesa, comprese solta nto lo sei barelle, chil. 728. · L'Ol'dine dei cavalieri teuto nic i possiPde 16) di questo vetture . li fourgon d'hupitat degli stessi cavalieri è un C1JI't'O pe1· traspol'ta,·o materiale d'ospeèlale ; ma _può all'occorre nza trasforniars i i n vettura di ambu lanza, capace di qu~ttro feriti coricati. E trainato da 2 cavalli e pe~a, vuoto, chi l. 6ì0. Altrettanto pesa la vettura danP-se, che tras (>0r ta sei uommi coricati, .su barelle disposte In due piani, e due seduti. È tra inata da 2 cavalli.

I modelli degli zaini e delle borse di sanit1t dell'esercito saranno .prossimamente sosLilu.i ti da altri, cli uso senza paragone più comodo . degli antich i, the erano di diflìcil e maneggio . I nuovi modelli nella forma esterna ricordano quelli dell'esercito belga; nell 'interno ne differiscono molto per adattarli a contenere gli oggetti propri della loro dotazione, anch'essa in buo1H1 parte modificata seconclo le modeme esigenze. È stata poi aclotw.ta una nuova raccolta cli meui di medicazione, destinala per i portaforiti della sezione di sanità. Essa è la tasca di sanità. ConsisLe in una specie di grossa giberna sospesa. ad una cinghia. Nellé marce ordinarie è portala ad armacollo, o come meglio torna; ma quando il portt:1Jeri to è nell'esercizio dellé sue funzion i sul campo la portà sospesa sul davanti a modo di collana, tenendola a livello


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della base del torace e fermandola al cinturino mediante una coreggiuola, come le antiche giberne. Essa ò cli tela di Russia coperta di una speciale verni<;e nera, che la rende impermeabile all'acqua. IJ coperchio è r icoperto da una catinella di latta e verniciata di nero, che, oltre a dare solidità ed eleganza alla tasca, serve princip~lmente per contenere l'acqua per lavare le ferite. La cosa più interessante e speciale di questa tasca è una lanterm collocétta sul davanti con un semplice meccanismo fatto a posta perché essa, nelle marcie di giorno e quando non deve funzionare, rimanga col suo unico vetro rivolto e .adattato contro la tasca; vJceversa poi quando occorre servirsene. Il portaferito tenendo accesa e tt posto la lanterna, nella visita notturna del campo di battaglia. illumina il ferito nello stesso tempo che può apprestargli i necessari soccorsi, avendo libere le mani; e nel trasportarlo poi colla barell a fa lume ai propri passi. Nella tasca sono conten11tedo dioi semplici medicazioni e mezzi per arrestare le emorragie e dare un provvisorio sostegno all e membra fratturate. Ad ogni sezione cli sanità saranno cfate 40 di queste tasche da portarsi da 40 portal'eriti anzimt i, che ranno d,t capi-quadriglia clei quattro uomi.ni che sono, in massima, destinati a. portare nna barella. Agli altri portaferiti sarà data una borraccia, contenente litri '' 4/.2 d'acquil.; essendo questa, come si sa, il più urgente soccorso reclamato da ogni fer ito. L'autore cli questa ingegnosissirn,i tasc,t per portaferiti e della trasformazione dei modell i belgi di zaini e borse di sanità ad uso del nostro esercito è il capitano medico dott. Guida ,a cui si deve la barella sopra descritLa.

Carre ggio della sezione di sanità.

ll carreggio della sezione di sanità sarà modificato così : N° Carri per malati mod. 186 1 . » Id. per feriti gravi modello nuovo Carri di sanitit, per medicinali ecc. \) Canette cli battaglione pel bagaglio ed .eq,uipaggio deJla sezione, e alcuni oggetti accessori (le due tende di medicazione ecc.) . . . >> 1

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NOTI ZIE SUL NOSTRO NUOVO MATERIALE

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I carri di sanità sono gli antichi cassoni d'ambulanza, modifìo1ti nell'interno per adatta.rii a contenere più acconciamente e

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con più facile uso la loro dotazione, notevolmente diminuita di peso negli oggetti antichi e comuni, e arricchita di molti strumenti e mezzi speciali cli nuova invenzione. Ad ognuno di essi sono stai.e aggiunte due casse metalliche, capaci di circa 1160 litri d'acqua; altri 1120 li tri d'acqua in due barili sono porLati da ognuna delle due carrette di battaglione. Mentre si è potuto così sopprimere la cmTeWt speciale per a.equa. che prima vi era, si è otten~to l'altro vantaggio <;he quando la sezion~ di sanità debba suddivider;;i in due (caso questo non infrequen.te, e si potrebbe anzi eh.iamare ordinario) una delle fra1.i0Il'i non resti priva affatto di quel necessario elemenl,o, come accadeva prima, quando era tuLto raccolto sopra un'unica carretta. Si ha poi l' intenzione di passare, quando si ;poLrà, all'esercito di seconda linea i detti carri di sanità e fornire le truppe· di prima linea di altri nuovi .a due ruote, che si. prestino ad un grado maggiore cli mobilità. · · Per la guerra in ri10ntagna non si è ancora rinnovato nulla .dell'antico materiale.

Trasporto per ferrovie.

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trasporto .dei malati o dei Jeriti dal .campo all'interno del paese :rnediémLe le ferrovie si può rare con due modi. Se basta trasportarli soltanto a qualche ora di distanzr1 si può usare un carro coperto ·q1ialunque fra quelli che sqno venuti carichi cli ma.teriale da guerra o di viveri, adattandolo estemporaneamente; questo è il carro-ambulanza. On certo numero cli tali carri indipendenti r uno clal l'altro, faranno un treno-trasporto cli fel"iti omalati. Se occorre invece inviarli a grandi distanze è necessario che i èa1Ti .ferroviari (carri cli viaggiatori di 3" cJasse e carri merci), abbiano un apparecchio f~tLo pri ma, aJfinchè possano alla circostanza facilmente essere adoperati all'uso speciale. Questi cai·ri, ri LllliLi in un certo prestabilito numero e comunicanti fra loro, formano il treno-osp·e-


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NOTIZIE SUL NOSTR'O NUOVO MATERIALE:

dale; che, accompagnato da medici, infermieri e Lutto il necessario materiale di medicazione e di viveri , può stare anche alcuni giorni consecutivi in viaggio, Un carro merci si riduce a carro-ambulanza secondo il sistema del generale russo Zawodovski mediante quattro canapi che si tendono fra otto grossi ganci orizzontalmenté nell'interno e sull'alto delle pareti laterali, Ad ogni canapo è legala per la lunghezza una stanga di faggio o di altro legno forte ed elastico; e d,t essa pendono verticalmente alcune corde le quali neUe loro anse sostengono . 1 manichi delle barelle ove sono coricati i feriti, Ogn i sistema di due Larelle, disposte su due piani, per mezzo di una cordicella che passa pei rnanich i della ba.rella inferiore è fiss,ito a piccoli ganci impiantati a vite sul pavimento del carro; ne r i.mangono così impeclili il ballottamenLo e le ondulazioni, I grossi ganci possono essere sosti Lui ti da ·fori fatti nelle pareti, nei quali si passa il canapo, La elasticità di questo, della stanga e delle corde verticali vinwno la soYcrch ia r igi, dilà de,ll e molli del carro-merci, e il giacente non ne soffre affatto, Ogni carro con tiene otto barelle, e basta che tutti i carri-merci, -che possono essere adopera.t.i agli. srnriati bisogni dei trasporti di un esercito, siano stati in previsione fornit i dei grossi ganci superiori,(cosa che non è di ostacolo a nessllno degli usi del carro) e che si abbiano a disposi7.ione grosse funi e mezzane e piccoli ganci a vile, percbè in pocb i minuti il carro sia trasfol'lmtto dii poter ricevere otto in fermi, i\fa, come si è detto, i carri non avendo comunicazione fra loro, nè possedendo in dotazione mezzi di medi_cazione, non è ·possibile che pochi medici ed infermieri assista.no lungo il viaggio un rnuneroso convoglio di feriti; e qirin<li i treni-trasporli. non si debbono usare che per isgombrare con tutta prontezza il teatro delle -operazioni militari, specialrnente dopo grandi comb,1ttimenti, Lraspot'tandone i fer iti o gl i infermi sino agli ospedali delle prime linee . I tre11i.-o:;pedali, invece, possono trasportare feriti od infermi, sia dal teatro del comhattimcnLo, sia dagli ospedali di prima linea, ai più lontani paesi alle ,;p,dle dell'esercito. Per rnezzo loro .si pttò specialmente mantenere sempre sgombri gli ospedali da campo af·fìnchè possano seguire l'esercito combattente, Essi portano con 101•0 ·ogni mezzo per curare e alimentare i malati per un certo numero di giorni, ed hanno il personale sanitario necessario , il quale può

01 SANIT,\ 'M llfTARE

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facilmente attendere alle sue funzioni per l'intercomunicazione che è !;tabilita fra tutti i carri costituenti il treno-ospedale, Il treno poi o è composto di carri costruiti espres~ame~te ed unicamente per questo uso (come quelli che possiede l'ord1~e di ~alta in Austria e altri che ~1rono fatti da Principi e da Soctetà d1 soccorso nella gue1Ta franco-alemanna, e nell'attuale russo-turca); o è allestito con carri destinati alle merci o ài via.ggiatori di 3a class~, facendo in antecedenza le necessarie modificazioni perchè al b1soonq si posstt con facilità stabilire fra loro la comunicazione e sia re;a agevole l'introdttzione · de' feriti so. i loro lettucci; ~ a?pr~sla!ldo infine quanto occorre per le cucine, la dispensa dei v1Ver1 , il magazzino eec, A dare poi ai vagoni~mer~i. la COff:e~ie~te elasticità furono escogitati varii sistemi, dei quRh 11 prefenh1le e quello del Brockmann, Consiste in una trasposizione delle lastre che compollgono la molla, per modo che soltanto restino attive qu.elle che servono a dare al vagone l'elasticità bastante al nuovo canco. La direzione trasporti del corpo di stato maggiol'e .ha, fatto ~rn~ studio completo eél esperimenti coronati da felicissimi rnu~tal.1 d, tutta questa materia de' treni-trasporti ~ dei tr~ni-ospedah, cos,a affatto nuova presso di noi, Essa ha modificato mg~~nosamen,te 1! sistema fun icolare dello ZRwodovski pertogliere alcun, mconvementi che si erano tmvati nella praticR, Circa ai treni-ospedali, oltre allo a.ver risolte nel 1nodo più soddisfacente tutte le questioni del,l'ada:ttamento dei carri merci a.I nuovo uso, ha inventato uno specrnlc lettuccio-barella, e (cosa qt1esta cli somma importanza) ha trnva~o un modo ingegnoso, ~empiice insierne ed economico, di allogare 1 ~et: tucci deÌl'~rdine superiore; quelli dell'inferiore essen~o pogg,~t, sul pavimento, Consiste in una rnensola ~i ferro, a tn~n,go~o, mfil7.aLa in due camere clcl lo slesso metallo, disposte nelle pa1et1. Due di queste mensole sopportano un letLuc<:io, che, v,i si può me~te1:e e togliere con h,, maggiore, fac ilità, Q1~esli la:~r1 s',,devo~o prm~1~ palrnente al maggiore m0-cl1co cav, Tosi, c'.he, dmgc l 1struz10ne de.,h ufficiali medici destinati al corso fcrrovtano.


l,IBRf I:: 1' 1::lUOD!CI

L I B R I. E P E R I O O I CI

..1Yorn1e di servi,:,io pe.r una 61•iq<1ta d'artiglieria in canapagna, compilate da C. DE MALDÉ, capitano nel

7° artiglieria. -

Pisa. T. Nistri 1878, pag. 215.

L:autore ha voluto riempire una lacuna lascia ta tra i nostri regolamenti. A prima giunta, il tito lo dell'opera ed il programma ci hanno fauo argomentare che si trattasse realmente di un li bro ori<>in.:ile offerto a"'li ufficiali d1artigli1wia. Se non che la nostra aspettazione vnon venne soddisfatta per intero, poichè dopo l'attenta lettura di esso, abbiamo dovuto ~:om,i~cerci ~he le norrn~ pcl servizio-d'artiglieria, almeno nel senso m cui sono mtese anche dall'autore, in gran parte già esistevano, e eh~ le,r~oche, sebben.e nuove: pregevoli, aggiunte, e quelle che qua e la s rncontrano, ngunrdantl i! servizio dei cassoni, non ~astano a dare al lavoro un sufficiente carattere di originalità. Un _rapido esame del libro vanii a giustificare questo nostro asserto. D titolo I è diviso in due paragrafi : il pri mo · cli essi tratta della mobili!ar.i_one della ~ri_gata, e vi sono molto bene delineate le singole op~r~z,om_ da esegmrs1, e sono tracciati i doveri dei capitani, degli llfficiah, dc, sergenti guarda-batteria e guarda-selleria; il secondo paragrafo tratta dr~llc disposir.ioni per la parten:i:a. . . Il. titolo _II si -occupa delle brigate in marcia di prima radunata o d1 ch.slocazw_ne, ed è diviso in cruattro paragrafi i qual i danno le norme per la marcia della brigata, . pel suo eventuale trasporto in feÌTovia o sul mare, e pel suo anivo alla meta. - Le considerazioni di cui è og-

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get.to qLtesta parte ·del lavoro, furono già es pòste più' o meno diffusarrtente in altri libri noti agli ulnciali della scuola d'applicazione delle armi d'artiglieria e genio e nelle scuole reggimentali dell'arma. Ma nel titolo III, i I quale tratta degli aceantonamenti ed accampamenti della brigata, e specialmente nei paragrafi che danno le norme per regolare il lavoro, mantenere la disciplina e l'igiene nella truppa, e· per sostenerne il morale, l'autore si rivela perfetto conoscitore del proprio servizio e dei scutimenti che vivol!o ne! soldato; quelle norme dettate da una lunga esperienza l'atta a contatto di esso, benchè semplici, sono una guida. sicura per poter ottenere in ogni eventualità dai propri subordinati, l'abnegazione ed· i sacrifici che sono richiesti . II pensiero che traspare dai precetti scritti con tanta nawralezza nei pamgrafi 'indicati, è troppo giusto e forse talvol.ta troppo dimenticato, perchè noi non ci sentiamo trascinati ad esprimerlo chiaramente; l'i ndustri.:i mcccanic.:i può operare me1'aviglie nel perfezionare e render sempre più potenti gli ordigni cli distruzione posti a disposizimrn degli eserciti, ma vi ha pure un altro elemento, l'uomo, al quale si debbono tutte le nostre cure per istruido ed educarlo affinchè in ògui circostanza, dalla sua azioue esercitata con quegli istromenti da guerra, si possa aspettarsi la massi rna ellìcacia. L'interesse scema leggendo il_contenuto nei titoli seguenti. li titolo IV tratta del.l'artiglieria in marcia manovra;' il titolo V si occupa clell'artiglieria sul campo di battaglia, e vengono date le regole per la sua condotta secondo le vnrie fasi del combattimento . Dopo le pubblica zioni recenti su tal materia e che secondo _lo stegso autore sono ormai passate nel clonij;n;io della scienza, le norme da esso compilate non possono aspirare a novità . · Tuttavia negli ultimi due paragrafi del titolo V, cioè in quelli che tra·ttano del rifornimento delle munizioni, della cura che clebhouo avere gli lifficiali pei loro soldati, dell'allont.anamento dei feriti, e nel titolo VI cd, ultimo, cioè, dopo il combattimento, le istruzioni acquistano nuovamente un valore pratico, tanto maggiore quanto è grande la provàta esperienza ciel capitano DeMaldé. - Non clnhitiamo che se egli si fosse se1,vito unicamente di essa lasciando da parte le cose già note, egli avrcl)be interamente raggmnto lo !,Copo propostosi e riernpiuta la lacuna da esso lamentata, mentre ora gli si può esser grati soltanto iu parte, cioè di aver raccolto in un sol libro il materiale in parte sparso in vari altri. Primn di terminare questo cenno vogliamo dire di un particolare degno di nota. È verissimo che nessuna disposiiione regolamentare sta-


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bilisce la ripartizione dei cassoni della nostra batterja in due scaglioni,. come è parimenti vero che lìnora non esiste una raccolta di precetti tattici pc~r l'artiglieria appropriati ai nostri lerreni, sui qua li quelli bel·Jissimi scritti dal l'HoITbauer, dallo Sehell, dal Th iirheirn , non sono sempre applicabili. Però non crediamo cli lanciare una troppo arrischiata· asserzione, dicendo che nell'artiglieria italiana ,;i divide l'idea della . ripartizione della batteria in campagna, come essa è fatta in Germania. Noi crediamo che più presso di noi che in altri paesi, sarebbe a raccomandarsi la divisione prestabilita del la batteria in tre riparti, poichè la natuf'/1 impacciata dei nostri, terreni è già di grave ostacolo alla mobilità richiesta dell'artiglieria net combattimento; mobi lit.it, la qnale in omaggio ai principii che sembrnno ora dirigere la ta ttica di quest'arma, deve permettere ad essa di seguire e sostenerc la fanteria nel suo attacco decisivo fino a 700m dalle linee nemiche.

E PERIODICI

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ras::;ero male a proposito, e furono fa bbricate '17,000 granate e più di 700 quintali cli polvere, tutto a forza di braccia , perchè i Mmici aveano tagliato l'acqua ai rnolini. Ma questa pagina di storia rimarrà sempre uu grande esempio di tenacità e d'abnegazione lasciato all'imitazione dei posteri. · Fece quindi bono il Manno a pubblicare tutte le notizie che trovò nei vari archivi, ed aveano interesse coll'assedio di 'l'orino. Tra esse le più importa nti sono una relazione dell'assed io, una bibliografia, nel la quale stupisce il non vedere citata l'opera ciel De Pautt sulla guerra di successione puhblicat.a per cura del Pelet, alcune notizie sul Bertola, ed una specie di studio critico su Pietro Micca . Il fatto di questo minatore riassume come in una sintesi tntti i ~a crifici fatti dai Piemontesi a quell'epoca per sostenere la politica del loro duca, in cui stava come ·in germe l'avvenire dell'Italia. Gli storici sono d'accordo su per giù nel narrare il l'atto; ma, arrivati all'istante più solenne, si lasciano invadere dalla mania ed al terano la verità, facendo credere che il Micca toccasse proprio la polvere coJJa bracia della sua miccia. Il Manno dopo avere messo a confronto tutti quelli che hanno parlato ctell'eroico minatore, conclude che la versione vera deve essere l[uella, secondo la quale, egli impaziente disse al compagno: « Levati, sei più lungo d'una giornata senza pane: lasciami : salvati>>, ed applicata una miccìa troppo corta alla mina preparata sotto Ja scala che couéluce alla galleria di contromina, l'accese. Poi .net rit.it'ar~i fu colpito dallo ~cop pio a quaranta passi più lontano. Le parole dette al compagno rivelano tutta la coscienza del pericolo imminente; l'aver tentato cli cercare uno scampo anclùgli, cedendo al dovere di conservare la vita, non scema ;i/Tatto la nobil tit dell'eroismo e 1a grandezza del sacrificio del Micca .

Bela~ione e doe,.unenti sull'asse,:tio di Tarino nel :l.'106, raccolti, p!,lbblicati annotati da ANTONIO MANNO.

- Torino. · Stamp. Paravi a e · comp . 18ì8. - Edizione di sole ·50 copie, estratto dalla Miscellanea di Storia Ita-

liana. L'a:;sedio di Torino fu uno dei fatti più memorabili clet secolo scorso. Tutta l'Europa teneva gli occhi addosso a questo terribile duello comhattuto tra i.I duca cli Savoia ed iI re cli !?rancia, dal cui esito doveano dipendere le sorti di tutta l'Europa. L'esercito francese acc11rnpato intorno a Torino era forte cli 67 battaglioni e di 7·1 squadroni; i ,Piemontesi coll'aiuto degli imperiali non aveano più. cli 2 battaglioni entro la città: si conosce lo scioglimento del terribile dram ma dopo cui il gran re dovette a poco a poco abbandonare l'Italia. La scienza militare, per le mutazioni avvenute uei mezzi ·di guerra nou ha più nul la o poco assai da impararn in questo assedio, nel quale i difensori da 9996 ch'erano al principio furono ridotti alla fine a 4876, nel quale. furono spa rati 6·1, 940 colpi cli ·petriere, 7,028 bombe, i ,500 granate rea li, 73,620 mlpi cl.i cannone, 30, 183 a sola polvere, !8,800 granate a mano, o non meno di 30,000 col pi di fucile per notte: in cui si sono bruciati 60,000 corbelli di pece, e 4 ,000 palle incendiarie, per illuminare le campagne di notte, acciocchè i soldati non ti-

Il gene,•ale ,1,ronso

,1,,,,,,.,,.,.,,,,,,,.,,,.ff. - Gommemora-

zi'one funeb1·e detta nell'ossario di S. Martino il 5 febbraio 1.878, da PAULO al Parlamento. -

antico capitano del genio, deputato Padova. Tipografia della Minerva, 1878.

FAMBRI,

L'onorare l'onesta operosità, la fermezza del carattere, la vita privata e cittadina sul sepolcro degli uomini che seppero con esse segnalarsi, non è solo un giusto tributo di venerazione che si rende alla loro memoria, ma è pure un atto benefizio che si fa ai viventi, ve-

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A N NO XXII) , VO.L . l!.

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L IB RI

stendo di bella luce gli esempi cbe possono accendere l'animo ad imitarne colle azioni la grandezza. La vita esemplare del generale Alfonso lamarmora tnt.ta dedicata all'istruzione, alla disciplina, all'amore per l'esercito, la sua costante abnegazione, i limghi servizi resi al re ed alla patria, meri tano oltre il compianto che sì fece per tanta pi:wçlita, anche una profonda gratitudine. Ed è questo il sentim ento che spira dalle parole della commemorazione detta dal deputato Fambri nel luogo dove hanno onore e riposo le reliquie di coloro che al dovere ed alla patria indi pendenza offri rono i I più generoso elci sacrifizi. Lodevole è perciò l'intenzione che ebbe l'autore cli dare alla stampa la sua pregevole orazione a benefizio degli ossari di S. Martino e Solferino . Così anche dopo la tomba il ricordo delle eccellenti doti del ca pitano fruttano onoranze ai valorosi che perirono combattendo. Pensiero forte e nel tempo stesso pietoso, come vibrata e commovente è la forma con cui è rappresentato il nobile argomento. A brevi tratti è deliueata la vita del generale Lamarmora, l'indole, le inclinazioni, le lotte con se medesimo, colle tradizioni , colle antiche consuetudini dell'esercito e elci popolo a cui apparteneva, lotte delle · quali quasi sempre seppe tl'ionfare alla luce della suprema sua religione, del dovere. Nel primi anni della sua carriera militare egli ci apparisçe intento a fortificarsi l'ingegno cli buoni stndi e cli larghe esperienze, spirito analitico e vago di slanciare le sue osservazioni al di là dei confini alquanto ristretti del uatio paese. Salito ai più elevati gradi della gerarchia militare, all' appressarsi degli avvenim enti politici in Italia prende parte con tutto il suo senno, l'attività, la fede patriottica all'opera del nazionale risorgimento. Dopo cli aver n)Qstra tq in lu i il va loroso so ldato, il solerte e provvido ordinatore cli quell'esercito che fu la base su cui si formò il fascio delle italia~1e bandiere e di aver lodato il capo delle truppe piemontesi, le cp1ali alla Cernaia si distinsero, in presenza delle an ni dei più potenti Stati d'Europa, l'onorevoìe Fambri accenna ai pregi che come ministro ebbe l'estinto. Considerandolo poi come generale egli cerca rivendicare alln fiducia ed all'annegazione di lui parte dell'universale estimazione, che negli ultimi eve.nti della vita militare del Lamarmora l'imparità della fortuna e la com.mossa suscettibilità della nazione gli avevano menomata. A patrocinare questa causa l'autore pone in opera non solo il suo cuore di amico per colui che difende da lla severità dei giudici, ma l'in-

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E PERIODICI

·gegno e le molte cognizion i militari che possiede,_le quali a questo 1mn_to lo conducono forse più lun·gi della meta che s1 era prefissa . Nond1meno la sua narrazione ha una conveniente brevi tà che nop trascura 11li importanti elementi della materia storica del soggetto e lo stile corre :enza soverchio raffinamento nitido e forte, quale si conveniva alla degna occasione ed al nobile scopo per cui fu dettato.

..No~i,;;;;: "~i sft•t1tegi,, t11.1,1li1Jt1,t,1,

di P . A.Lv1sr. 1878, prezzo L. 2.

st1•(1,t ive

co,,, fi.gu-.·e tliut.o-.

Firenze, Tipografia Gal letti,

La sintesi di qnelle teorie strategiche, che po trebbero denominarsi classiche, trovasi esposta in questo opuscoletto e chiarita con brevi esempi tratti anche dalle guerre più recenti e s<>-gnatamente da quelle comh.itttutesi su territorio italiano. In due parti distinte l'autore tratta dei diversi problemi relativi alla strategia, seguendo nella prima il sistema del Jomini e ne.Ila seconda i principii con tanta semplicità e chiarezza dettati dall'arciduca Carlo. Seguono alcuni dati elementari su !le pendenze, sulla celerità delle marce, sulla profondità_delle co-: ]onne, sui trasporti, sulla gnaclabilità delle correnti e sui pr?blem1 relativi alle scale. Infine l'ul tima pagtna presenta una tavola cli ragguaglio delle frazioni rappresentanti le sca lo, colle indicazioni per l'uso delle scale medesime.

Cfl,'IIHJlfl(l'H,(t,. Conferenze fatte al rl'esi~io di Torino, dal capitano d'ariiglieria U. ALLASON . - vend1b1le

A'l·titJlie,•i(I, dtt,

presso. la divisione mili tare di Torino, prezzo L. 1,50. È molto probabi le che non Lutti gl i ufficiali de! le armi ~i linea a_b~ biano potuto seguire i cambiamenti cd i perfe1.10nament1 success1v1 introdotti nel nostro materiale di artigli'eria da campagna. Molto meno poi si saranno potu to fare un'idea dei principii che . ora re<,11ono l'i mpie11o dell'artiglieria, i quali vennero maestrevolmente nassu:l~i da parcc~hi scrittori militari tedeschi , dietro l'esperienza della c,nerra franco - germanica . 0 Il capitano Allason, mosso da inv_i to superiore, ha pensato cli venire


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LIBR I

in ainto ai suoi colleghi delle altre armi , c:;poneudo loro tutto ciò che potr•vn loro interessare sulla llO$tra artigli eria ùa cain pagna, e si può dire....chc vi è riuscito a 111eraYiglia. Il libro contiene dati prrziosi, i quali po,-~ono essere utilissimi anche agli nfftciali dell 'arma. - Esso è diviso in Lre parti: descrizione del no:,;tro 111:iteriale; ordinamento <lell'artiglieria si::i in Itnli:i sia presso le principali potenw europee : norme per l'impiego d<'ll' artiglieria nel combattimento. Raccomandia 1110 vivamente questo libro a tutti gli u lliciaJi, i quali vogliono rendersi conto dei mozzi di cui dispone la nostra artiglicri:i da campagna, e del modo di ' 111ellerli in azioue .

Tacti<Jue ,1e11 t , •ois n1•1nes s,11• le clu,,,.,,>s ,le battnille. - 'l'rois conferances doonées à l'école de guerre

de Belgique par le capitaine d'infanterie F1scH, repetiteur à l'ecole mi lita.ire. - Avec u ne planche. - B ruxelles, Muquardt. - Paris, Dumaioe, 1877. L'argomento di rruest.o libro è il più complesso che l)Os!\a preseutarsi nello sLnclio dell'arte di comba ttere, sia perchè in esso si compr<:: ndo,111 i priucipii direttivi dell'azion o combÌnata, le regole dei modi e delle forme per applicarli, sia perchè vi si co1111ettono le pil't ampie e controvcn;c ùiscussioni che si agitano sulle rispettive teoriche e sui differenti sistcrni. .VT:\ ladrlove si consideri l'elasticità di rprnsta 111ateria e Lutto qul'l lo che intorno ad rssa fu scritto con diffusa rrudizione, 11011 !'i potr,ì fon~ a 11111110 di rico110,;crre l'ntilit;'1 dei libri in rni si cerchi di coll(len~a re ider li:;sc e precise, che esprimano i ri~n lt:Hi di un cu11111 lo di ossnrvazio11 i e <li csper-ionze autorevoli . Allo sta.Lo attuale dell'arte tnnto progred ita e dello sviluppo clrn oggi ha raggiunto la let.teratnra milit;ire cittadina di tuttr le nazioni, è ben diffici le cli potere• escogitare per ora nuov i secreti sul modo cl' incn l. enare la vittoria t1llc proprie hancliere e protendere di svolgere tcoriclrn originali. Quindi ciò che cli meglio rirnaue :i chi ama di spigolare tuttora nrl campo della t~ttica è di ordinar<' e collegare fru loro le cog11izioni pitì pratiche e più uti li intorno a tale soggetto. L'n ntore ha cl irno,trat.o di avere iutc~o questa veriI..\ cd ha sap uto trov:ir1• nna forma rlickit1ica bene adatta alla materia eia lui $CPltn .

F. Pr.R.IODICI

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La prima parte è 1111 sornrna,·io storico delle fasi della tattica moderna dnlla sua origine nella glorio~a epocn napoleonica, al suo cntminant<' progrnsso nella attuai(• preponderanza gormani<"a. La narrazione di questo periodo è assa i rapida e succinta, ma uon manca di op portu no osservazioui critiche, special mente sui fatti pit't im porta11 ti e sulle pilt sostaH7.iali modificazioni dell'arte di adoperarP le truppe sul campo di baw1glia iu sc¾!nito all'invenzione ed ai sorprendenti effetti del fucile a retrocarica. Se in questo qunclro storico apparisce qnalcho lavn rui è però nelle 1101,ioni cli poco interesse, mentre è abbastanza :;piogativo rrclla :;intesi tlcgli eventi che da pochi anni a quesln parte hanno trasformato radicalm<'nte la mani<'l'n di guerreggiare. Lo ~copo della seconda p-arte del libro è quello di ass<'gnare le rcoole che nello st::ito nttuale dell'arte militn ro occorrono per impegnare 0 i combattimenti offensivi, quelli difensivi e quelli dirnostrntivi, r di studiarn le propriNi1 f' l'opportunità nel carnpo cl'azimw cli questi diffcre11ti metodi . Dopo una breve esposizione dei princi pii su cui si h:isn l'offensiva , segue lo rnauiera di ripartire le tl'nppe di l'antoria per l'nttacco, e qui1uli un ccrrno :;ulle formazioni della medesima nelle tre diver,-c 7.0 IH', in cui si di,ide lo spnio che rimnne fra i due aYversari giunti in prcsenw l'u no dell'altro. Sulla forza munorica di ciascuna delle tre liuec, sul modo di ava11zare, sulla pnrLe che dchGono prendcr'O nel combalti111e11to, come intorno alle relazioni fra le medesime sono dato uornw che non differiscono di metto da quelle geueralment-0 indicate. Non rncno couci~a i: l:i teorica su ll;i scctt.a delle posizion i, sulle loro propriot.'1 , sul più orn cace rnocln (li difonclorlc, elle in ,~1t,s~im~ consi;;t~ nel prendere l'iniziativa dell'offcs:i qnando meno l'assalitore è 1n ca,.o dr prevederla. Circa poi al c-0mbattimento climostratiYo sono pure acce~natP delle generalità rnlati vc allo sco po di esso, ai limiti della sua a1.1onc, alle l'onne del l'orcl i11n da adoporaro, alle condizioni poi bnou successo. Nella 3a ·od ulti111a parte infine lo scritLon.l esamina n1pida01ente il còmpito di ognuna delle due armi ausiliarie, l'artiglieria e la ?avalleri~, ed analizza i di, ersi periodi tiella toro posizion e sul campo d1 bauaglia con metodo coni;;pondonte a qnollo seguiw nello stnd io doll'i111 piego deìla fontoria. Le modeste proporzioni date allo. sYolgimento del tema, _la form,\ semplice e piana, In ~iusta distribuzione doltr cose trattnte, rendono questo vo lumetto utilr. a coloro i quali attendono in certi limiti alte -discipli ne militari .


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LIBR I

Lett,·es ,le C1•i1né e, souveni,• tle gue1•1•e, par CHARLES BocHER. - Paris, Cal roann Levy, 1878. · Queste lettere, intime confidenze di subitanee impressioni, di Yin ricordi, di rapidi giudizi intorno agli eventi del la guerra di Cri mea, a1 personaggi ed agl i eserciti che vi ebbero parte, scriLte i11 wrnzi ai baluardi della formidabile Sebastopoli, furono in priucipio cl<•stinate a non uscire dai limiti di un fami liare carteggio. Ma la sanguinosa lotta di recente sopita fra i secolari avversari cli ~rie~te e uou ha guarì mina('ciosa sotto le conlro, ersie diplomat:cho d1 chvampare nuornmonte, diede opportuna occasio11e cli trarle dalla loro morlesta esistenza alla pnbblicità. Però l':'mtorn ha volu to conservare alle sue corrispondenze tutto il loro carattere d'improvvi~azione, lo stile piano e scorrevole, quale si aclclice a rpiesta sorta cli componimento, e tutta la primitiva forma e si.gnifi ca'.1za clella narrazione, cosicchè non riescano prive di movimento, cli colorito loc~le, e cli attualo interesse. Con uua semplicità senza a1·tifìzio sono sparse serie considerazioni e [Jarticol:wi notizie sul le vicende di quel tenibile drainrna, che si svolse in. que(l'epoca, soLLo la celebre fo rtew1 russa, della quale parw da prmc1p10 non bastassero a trionfare la costanza, l'abnegazione, gli eroici sacrifìzi delle truppe alleate. P<~rò con cri tica troppo severa e spll'llo escln,ivarnentn francese s?no giudic~te la _consistenza e la Yaliclitù degli aiuti degli alleali, spoc1almenre d1 r1uell1 d'oltre l\Ianic·a . )fa questi tratti, in cui lo scrittore manifesta liberamente i suoi sentimenti, pnre giovino a for rillotterc Ono a riuali limiti possono manteuersi gli accordi e l'uni tà di nzione tra le forze cli potenze di,·erse, unite momentaneamente dalla convenienza cl' identici in te ressi poi itici. Sebbene la descrizione possn sembrare ad alcuno troppo s11 ccin ta ed alfreuata, non mancano in essa soggetti per abozzare q ttadretti cli gen_ere alternnti alln pittura cli tipi e caratteri, sui qua li ben volentieri s1 ferma I'auenzione. Così con pochi cenni sono deli neate le più spiccate individualità di quel tempo, alcune delle quali ebbero più tardi parte.d principalissima negli av,enimenti o"Uerreschi che ca"iouarono . o cons1 erevoh conseguenze per l'Europa. [ preparnt.ivi per l'assedio, le lunghe fatiche, le immrmse difficoltà, forse dapprima non abbastanza an,ertite, e i lenti progressi degli asse-

E PERIOD ICI 471 cl ianti SOl)O descritti coll'impazienza di chi avrebbe voluto .i 11ome dell'umanitit e dell'amor patrio affrettare coi suoi voti la decisione degli eventi, dai quali con acuta anti'"r!!aenza non spernra Yantaa"i stabili ) t)C) nè proporzionati ai sagrifizi faui per reggere ancora sull'orizzonte europeo la cl ccliuante mezza hrnn. Ma la narrazione cli un lungo periodo cli solerLe aspeltaLiva, cli opel'Osi ti1 senza riposo, d'incertozw, cli ralliti tentativi e di scon rorto, il quale suole precedere il diffi cile momento delln pro::;a di uua l'ormiclnbilo piazza /'orte, raramente sfugge ad una soverchia uniformitù, la quale sembra imposta dalla inrnrial>ilit:1 del soggetto principale. Pare inoltre che in qu esta raccolta di lettere In nrntoria militare, ]':rnalisi delle particolari operazioni della guerra 11011 ahboudi, come la parto generica dcscritti,·a e gli aneddoti . E ciò tanto più si rile,a quanto maggiormente l'autore fa risaltare l'evidenza dl'lla fa vorcvole posizione iu cui si trovava, sia per le relazio11 i coi capi degli eserci ti alleati, sia di fronte alla possibili ti\ cli essrre bene ragguaglinto, di osservare i fatti che si propararnno e i risultnti che ne sr~uirnno. Sono importanti però lo rivelazioni intorno alle rl iffereuzo u·a i eletti ca pi suprrmi, cause r1ueste 11 011 lievi del la lentezza delle operazioni contro i Russi e della defìcicu1.a di Yigore, di contiuuitit negli sforzi e di risolutezza nei primordi cloll'eseg11illlo11to del piDno olTensi, o. ln <rneste pagi11e però di confidenzinl e · cor-ri,;pondenza, dest.inate esclusiYamcnto ad occuparsi dell'azione delle armi francesi uei più celebre episodio cli 1111a guerra, alla quale si rannodano le prime speranze della risorta l'onnua cl'.ltalin, è co11 soùù isf'u zione che ::;i vedono resi giusti tributi di lodo alle virtù ed al Ynlore di quel piccolo esercito piemontese, che seppe coprire di gloria il nome italiano, mcrcè l'ammihwole c9nclott-a clPI suo degno caro, la cn i perdita recente parve rprnsi prelnclio nel'asto del pi ù gravo lutto nnzionale. ~V

Lte p1eist11ence uiil:ittr.i1t•e et 'IHtu•iti'lne ,le la nussie. par un 0FFICIER SUPERIEURD'INFANTERIE - Paris, J. Du-

maine, 1877, pag. 56. Il cliligonto lavoro dei comandante ·Grancl in, capo di battaglione al 62° di linea, vide la luce noi Journa~ de.ç sciences mi[,itaires e fu poi roccolto e rnbhlicat.o in un opusco lo. E esso una disposizione statistica di lutti gl i elementi che cost.iLu iscono la potenza militare della Russia.


4,72

LIBRI

E PERIOO!Cf

Vi si trova anzitutto ciò che si riferisce ali' esercito di terra, e in conseguenza .l'ordinamento dell'esercito permanente (truppe regolari e trup pe irregolari), e della mi lizia (opocesnie); in apposi ti specchi ii dato l'effettivo di pace e di guerra per ogni arma o corpo, e la dislocazione delle truppe. Un capitolo è consacrato alle armi., agli arredi ecl agli equipagg1. A complemento di questa statistica, altri capi descrivo;10 il sistema delle fortezze e delle fer rovie, per questo secondo essendovi ri unita un.a .carta- dimostrativa. Infine seguono i dati relativi alla potenza .marJt~m~a della J:tussia, prima in un lJUadro generale, poi in quadri specrnh per le floue sul Baltico, sul Mar Ncwo, sul llfar Caspio, sul :tifare cl' A ral, e per le fl ottiglir, della costa della Siberia . Nelle attua li condizioni politico-militari dell'Europa questo libro può essere consultato utilmente, tanto {)i ù che riunisce ra~<>u,wl i i 1. . ç)h(.c, teressant1 sparsi in parecchi libri e documenti; però si dovrebbr, oggi tener conto cliii mutamenti sop ravvenuti negli escrei ti russi, cl~}lle ultime e recenti formazioni, e della cambiata sitLrnzione delle cose; dacchè i dar.i fomiti dal Grandin risalgono non ollt'C il mese cli marzo ,f877. 1

~

4.73

l'wrchici Ewropea:

Tracia . 728,747 1 Macedonia 587,860 Epiro . 6,17,892 Tessalia 2li7,716 Doliroja (anti CD diocesi di Preslava) e citt~ della sponda destra del Danubio . 30,000 llfesia, H.ascia, Metochia, · (antiche diocesi di Hascho, Prisrend, Uskub e Dibra) !~O ,000 Isole dell' '1.1'C'ipelago e del .illedit1Jrraneo 12.1~,ooo Ture/via As,ial!ica: Asia minore . 1,'188,094 Siria seuentriona lc, Celesiria, Palestina e Fenicia . ·123,000 Greci cattolici sparsi qua e là 35,000 Totale . 4,324,369 fo qu esto calcolo nou souo compresi i Greci di pendenti dal patriarcato ' di Alessandria (Egitto), nè quelli che abitano nei Principati Danubiani .

Les Ql•ecs llle l'eu1.11it·e ott@uun1, étude statistique et

ethnographi'que, par A. SYN VE1'. - zme (~dition revue et augmPntée. - Costantinopl e, impri merie de « l' Orient illustrée » 1878. - Opuscolo di pngine 84 . Tutti i ragguagli di fa tto rela tivi alle popolazioni in teressate direttamente alla questione cli Oriente tornano, in questo momento, utili agli studiosi, a maggior ragione quando gli autori che li forn iscono hanno lo scopo di rettificare errori e togliere contraddizioni esistent.i . Così ha fa tto il signor Synvet per darci una statistica esatta, per quanto possibile, della popolazione greca che si trova nel dominio ciell'impero ottomano; cd all'uopo egli si è valso non solo degli incompleti documenti ufficiali, ma cli statistiche locali e sopratutt9 cli quelle compilate dai metropolitani r, vescovi. Il libro contiene una quan tit/1 cli specchi ricchi di cifre e accompagnati cl.a note spi<{gat.ive. Ci basti riferire il seguente riepilogo : Secondo te ricerche dell'autore, i Greci sparsi nei possedimenti immediati de\J'jmpero ottomano sommano a 4,32t~,369 distribuiti nel modo che segtJe :

B ie ~'11,eo,•ie 1.les Scli·iessens ile1· ll.1.nu1re11u11·ac11,ffen tH'if, bes m,'i,le,•e,• Be1•iicks,i cl1,ti!l·t 1,ng tles tle,ds clien .l n/"tn1,t,e1•ie- Ge11•t,elu•es /P.I. 'I S 7 :I. (Sys te,n jJl'tuise,•) 1.•rnndtu • 1lt11•1;estellt. ( La teoria del tiro

delle armi portatili con speciali considerazioni a queUe della f an teria tedesca Mod. .J87i del sistem,a Mauser, esposta J)Opolarmènte da H ENTSCH K. , capitano prussiano). Darmstadt e Lipsia . Zernin, 1878 . Come deve essere fatto un libro di scienza per riuscire popolare'? perchè la letteratura militare scarseggia di lavori di tale forma, sebl)e1rn giornalmente succede di ilover adattare ·le conclusioni dc>.gli studi scientifìc;i alla intelligenza li,mitata dei soldati'? Si presta !11 scienia militare a dar vita a libri di questa natura? Tali idee e molte altre ci ronzavano pel capo nel leggere il succitato libro del capitano prussiano, ed andavamo via via almanaccando ri-

:t stabi lito il carattere di questo libro,


LIBR I

sposto alle clomancle, che avea formulato, e quasi cercandole in questo libro che si propone appunto di essere popolare. Naturalmente il segreto di nn libro popolare consiste noi solleticare l'attenzione del lettore, e fratt:rnto c-0i;diore l'occasione per insti llargli nel cor,ello nuo\'e cose, ed utili insegnamenti . Fortunatamente la scienza ha bastanto incentivo in si} rnedosimn, anche senza i !enocinii della forma . Anche senza porre iu prima li nea il desiderio di piacere, e sacrifitare ad esso il fondo utile dell'insegnamento, è possihilc di trovare nella chiarc1.za clell'osposizio110, e nel ~Hct-0do il segreto per fr,rsi leggol'c· utilmente, sia pure parlando dc·llo scienze più astruse, e rirnlgendosi ai più ignoranti. Servono d'esempio le lezioni d'astronomia dell'Arago , e la maggior pan e degli scritti scientifici francesi, i cui au tori rispondouo tauto bene al mandato, che sembra assegnnto alla loro nazione, di popolarizzare le scienze. E questo non è un pregio dovuto al genio ((ella lingua, perchè le stesse doti che ci rendo110 cari quegli scri ttori , si ri trovano nelle opere del Galileo e dei suoi contemporanei, e producono in noi lo stesso alleuamonto. La ragione per cui non sern prn riescono ad essere popolari i libri, che si pre6ggouo questo scopo, sta in ciò: che chi gli seri ve non si rende sempre conto esatto dello stato intellettuale di coloro per cui sono fatti, nè si dcGnisco sempre chiaramente lo scopo cui tende, CJ perciò nou sempre conosce il punto da cu i deve partire, equollo cui dove arril'are. In qu<•sto modo succede spesso di credere saputo cose che realmente chi logge ignora, e lo scrittore, tmscurando di dirle, è ahh:rndonato per via, rome colui che ha preso scarso viatico in confronto della strada che de~-e percorrere. Altre volte il desiderio cli mostrare rnnggior 5apero di quanto ò necessario, ed il ti moro di radere troppo lii terrn fal\n o divagare e dir cose inmi li affatto allo scopo, per cui il lollore soverchiamente affaticato pianta il libro il quale finisco di essere popolare. Que:;to sono alcune dolle ragioni per le quali l::t lettera tur:i popolare, che pa ro così copiosa, in fatto è così scarsa cli li bri, accessibili al popolo, e letti da esso, perchè li tron chiari e sobrii nel l'esposizione. Nell'esercito poi, in cui le necessità dell'istruzione dovrebbero 11toltiplic;1re i libri di questo genero, sono iuvoce assai rari, od alla lom riuscita, oltre la mancanza dei caratteri succitati, nuoce e1.ianclio il desiderio di adattarli ai vari gradi della gerarchia mil iLare, uei quali è assai diversa la coltura, dimodochè per voler nhbracciare troppo, si gtriugc poco, ov,-ero anche por una certa austerità di forma, che si ritiene indispensabile, ma da cui trasparo pedantemente In subord inazione gerarchica.

E PER IOD IC I

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Ma i"! libro di Hentsch risponde al suo sc-0po d'essere popolare? l a domanda fo rnrnfota in questo modo ii un po'troppo assoluta, e por rispondervi manca 111J dato molto importante, poichè hisog11erebhe c.0110sc-cre C{)SÌ bene la coltura cd il carattore del soldnto tedc~c-0, come conosciamo il J1ostro, o per adattare un libro simile al nostro e;ercito, bisognerebbe mutame affa tto In form:i, o in altre parole rifarlo. E in questo non co ne ha e-0lpa l'autore, ma il genio delle due nazioni che ò molto di,•crso . ·ruttavia giudicando così irt genera le crediamo che l'nntore dovesse dire presso a poco questo ai suoi ;,oldati: se dirigo la cauna del fucile rcr:so questo punto e sparo, il proieLti le va a colpire molto più 1)asso; sapete percM ciò succede? per le t,ali e tal i ragioni: perchè voi non abbiate ad interc:;san·i di questo fatto fu aggiunto l'alzo al fucile, è bene però che vo i sappi:ite come 1·1,golarvi per quelle d1st::rnze 11 cni 11011 b:isln l'alzo, e via ili segniLo. Ora per arrivare a questo, per :ivventnra non v'è bisogno nè di parlare rii moto apparente, nè d'in C'rzia, nè cli complicare la teoria della resistenza del l'aria col descri vere le conscgnenze riel freddo sulla deusitù <'l cll'aria, Tutte cose giusto e vere, ma che sono superfluo nei limiti che s'era fissato l'autore . Anche i paragoni, se Yalgono a render più chiari i concetti sono i lJcnvenuti ; anzi corte volto possono aggiuugcrc aLLrattiva al libro; ma se riforisconsi ad oggetti od a fouomeni meno cono~ciuti por chi deve leggero di quell i accenuati nel corso delle trattazione al lora cliveugono per Jo meno superllni . Infatti qual pro l'accennare agli effetti c]pll'acqua bollente sul coperchio del raso, per rendere più evidenti quelli rlolla pol rere, che mutandosi in gaz produce lo sparo, se l'oss(•rvaziono del so1<fa to fu più facilmouto auratta da questo fenomeno nel vedere la canna ciel fucil e vuota e fumante, ed il proiettile che colpisce con impeto nel bersagl io, che non da quello dcli' acqua bollente il quale ha bisogno di circostanze speciali por avvenire, e non è sempre avvertito? Il paragone non spiega il fatto; perciò è inutile, ed è peggio l'aggiungervi l'altro della cerbottana, il cui proiettile sfugge per l'aggiunta di nuova aria , o per la compressione di quella esist.cute nella canna, ciò che non somiglia affatto a quaat-0 succede nelle armi da fu oco . Superate queste diffi coltà nello pri111q pagiue, il libro procede poi chiaro e spedito nello successive, in cui sono spiegate le regole di puntamento, il modo di valntaro le distanze, e l'uso dei tiri. La lettura ne sarebbe ancora meno gravosa se il lavoro fo,;se tagliato in capi toli, qnnsi per concedere uu poco di riposo al_ lettore dopo ogni argomento ..


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E PERIOOICI

LIBRI

Gerueuunelle tal.tiselie .,. 1er11ùt~e ( R e ,,1e111e,,t-!§tu,tien) . Raccolta di q'uestioni tattiche ( Studi" regotamen-

tan). Del tenente colonne llo

FEDERICO HoTzE . -

Vienna,

tipografia Seidel. I l nome dell'autore uou ù ccrtamcute nno\·o per i lcllori d1•lla IN-

vista m'ilitare, la quale eblio giù ad occuparsi di qua lche suo scritto. A<l~rcndu ora esso alle sollecitudini f'aucgli, ha raccolto e ripubblicato In 1111 rnlumc una srrie di studi k1ttici, Ì ljU:di in qucs1'uhimo dcccnuJO erano u;;citi nella Il'irista 1)1ilitM·e aust1·iam rii St1·ellJeur. L'/Js:11nc di alcn11c opem tattiche, o cli regolamenti allora appnr;;i in qualche eserci to, o di mod ificazioni i11t1·odouc i11 qu('l li csi:;tcnti, la · di~<·,ussioae di qualche quis1ione tsat1a1a in quel 1empo dai pc•riorlici mililari, sono le circostan1.o che offrono all'autore il mezzo di prop1~gn~trc ccl esporre le proprie ideù sopra la maggior p11rte rlr.l le quistron1, che attua lmente intercs:mno la Lattica . Que$l6 :me idee souo però collegate iu uuo ~copo unico prcdomi11a11tc: quello di prnmuovcrc l'utile dell'esercito al quale appartiene. Questi sturli souo ttcntnno, o disposti in ordine cronologico; il 111·imo pOl'l.a la clat;1 di dicembre 1868, l'ultimo quella cli dicom bre '18i1 . La varielit degli argomenti trullati, e 1'u11 ità di idee porlala nella distussionc. fanno si che cosifauo libro Yal mr11lio di un buon t111t1nto di . o lattica . La r:1gione è sem piice: è me110 monotono, stanca meno r rif-ulta cgualmùnl.<• istruttivo; porc.iò non rln bitiamo p11 11 1.o che ve1'1';\ letto con molto interessamento. Oel reslo lo ,;copo ehe :;i propone l'autore non è l'insegnamento, ma il trionfo di quelle idre <"he egli credr utili ed npplicabili , n rruell e con vigore propugna, mentre co~ pari vigore combatte 1u11.ociù che ritiene possa tornaro da nnoso all 'esercito. Varia è l'importanza delle quistioni 1.rnltate, 11essuua però pri, a d'interesse; an1.i, se dohbiaru dire il Yero, attirarono 111aggiormcu1C la no;;tra attenzione quelle, che, lasciati iu disparte gli ardui ed elevati problemi tlclla scicuza, si occu pano dei 111 i11nti particolari, e tendouo alln di 1niuuzio11c !li quei pic·rnli incot1vtmicuti che si 111an ifcs1ano 11clla pratica . Ques!.i non cessano di esser tali per quanto :;ieno piccoli, o gli effetti che producono non sono per questo meno funesti . Chi guarda le c_Mc troppo dall'alto difficilmente li scorge, ma l'uomo pra tico e sagace li Vùde e se no preoccupa, pcrchè sa cho la loro pc'ruiciosa infl uP-111.a no11 mancherà di farsi sentire rn~I ~iorno della bauailia. 1

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Alla lettura di rprnsti ::;tucl i lu mentc corre involo11taria a 11u::rnLo si è fol to o si fa presso :di noi in proposito il cllc quistioni tratt-atc, e ~e talvoha abbiamo rngione di compiacerci al vedere che alcuni degli inconvenienti indicali non s-ussistono più o non hanno mai esistilo, tal altra invocc troviamo che le ragion i esposte sono perfettamente applicabi li al caso nos1.ro o clovrehboro c:;sot'P anche da noi seriamente meditate. , Per questa ragiouc crediamo non torrrnrit inopportuno nn rapido cenno intorno agli argomenti svolti in questi stud i. Studio ·1°. - La strnteuia nelle sc1wle clegbb iiflicicil-i. - In poche pngi11c scritlc con brio l'autore mette in rilievo l'i ncouveniente doll'ecC<.'ssivo s\'iluppo dnto agli studi strategici a danno cli quelli ta~tici . \'orrcbbe che s'invertissero i termini, e :;i studiasse molto cli più. la tatiica, e un po' meno lo strategia; imperocchè sul campo di b::t ttaglia occorre un solo stratega, e se ve nr fossero pn l'ecchi, nonehè vantaggio, ne vrrrchbc danno; rnentr<' inv<•ce occorro110 molti tauici, e più v,• ne ha, Ì' $rmprc meglio. Studio 2°. - ll fuoco 'Ìndù:iditale e ,i( fuoco a sat,ve. - È un articolo i11 tcressante intoso a dimostr~re la necessi ti\ di addestra re~ il sold11 to nel fuoco ind ividua lo, il solo cli c sia adoperabile sul campo di battagli.i. Studio 3°. - Eli11iina:Jioni da farsi nel regolainento d'eserci:i. L'nutore esamino nlcuui movimenti, che ritiene del tutto superflui, e perciò dannosi; pcrchè im[w1·1::ut0 perdita cli tempo e di lavoro uell' i~truziowl dei soldati, a scapito di tutto ciò cho ù assolnl;uuente necessario. li'ra i 1110,Timenti da togliersi notiamo l'nprire le righe, la preghiera, e quello del giu l'11111cuto, che nolht uo5tra teoria non esiste. Yorrebbo pure rossero morlifi catù le disposizioni rigoardr111ti gl i onol'i , che crede riduci lJili a maggior semplicilù. Un accurato esame del regolamento nostro <"i mostrcrebbf\ la possibilitil e la conYenionza di parecchie eliminazioui identiche. , Stnclio {i. 0 • - Semplifiatziorvi alla t1w11iùiolog,ia 1·egolamentare. E un breve s1.11dio che f.i ~cguil,o al precedente, nel quale l'autore si lagna dell'abuso di rnodific;izioni insignilicauti nei termini tecnici, e dell'inconveniente che risulta dall'impiego cli nomi cli,-ersi per indic:i rc la stessa i.:osn . Sono osservazioni queste, che convengono pcrfcllamon~c al caso no~tro. Apria1110 i rcgola111cuti , e vedro1110 che gli esempi abbondano . L'u111tà di misura è talora il metro e talora il passo. La posizioue dell'armo in un regolamento è positura nell'altro. l a stessa forma è chiamata prima ordine di fi anco, poi linea di fianco, poi colo11nn per 1prnttro, e questa con fusione fra lirìea e colonna porta come co11sol{11enza confusione nei sc111plicissimi co11cctti di fronte e direzione.


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L IBRI

Uno st,esso movimento ha comandi diversi presso le diverse armi benchè l'esecuzione "ia per tutte eguale. La fanteria per giunta ha comandi diversi per esegui re lo stesso movimento, non per altro se non perchè variano le circostanze in mezzo alle quali questo movimento si compie. Si noti che non è quistione cli parole, non intendiamo con questo spezzare una lancia in favore della lproprietà dei vocaboli, ma sì in favore della semplicità. Qualunque complicazione _inutile è per questo solo fatto dannosa, perchè tiene preoccupata la mente di chi deve comandare e di chi deve eseguire, a scapito dell'attenzione dovuta a ciò che maggiormente in teressa. Studio 1)0 , 6° e '7°. - Questi studi comprendono l'esame dei regolamenti di servi1,io da campagna tedesco e austriaco, e del regolamento d'esercizi prnssiano uscito nel 187,1. I regolamenti tedeschi sono messi a confronto con quel!i austriaci, e gi tien nota delle analogie e delle differenze che corrono fra i medesimi . Studio 8° . - La questione è: se convenga lasciare i tiratori scelti fusi insieme agli altri soldati nella compagnia, come facciamo noi, e -come fanno pure gli Austriaci, o se convcnp;a invece formarne un plotone che operi separatamente, come fa nno i Tecleschi, i qnali al momento dell'azione levano la terza riga, composta t,utta di tiratori, per formare un nuovo plotone. L'autore, pur tenendo conto cli qnanlo può avere di vantaggioso il sistema tedesco, si manifesta contrario all'introduzione del medesimo nell'esercitq austriaco, come era stato da ta\nnò proposto . Tale modificazione infatti sarebbe stata un vero regresso, e così fo intesa; perchè la proposta cadde, e non se n'ebbe più a discorrere. Studio 9°, ,10°, ,J ,1°, ,12° e H 0 • - In questo studio vengono esaminati i nostri regolamenti di disciplina, cli servizio interno e cl'esercizi, l'ammaestramento tattico per la fanteria e quello per la cavalleria. Essi furono già argomento di minuta analisi in questo periodico e perciò lasciamo di discorrerne. Non possiamo però lasciare di riferire le seguenti parole che servono di chiusa ai medesimi. Ecco come si esprime l'autore. · « Abbiamo prestata la massima attenzione alle nuove istruzioni tattiche dell'esercito italiano. Sebbene in molte cose le nostre idee uon sieno eguali, tut.tavia dobbiamo convenire che pensatori di polso lavorano at.t,ivamente in quell'esercito, e mai non ci venne fauo di depone uno di quei libri senza avervi trovato dentro qualche cosa cli nuovo e cli sommamente istrnttivo ». Studio ,13°. - Riparti dii ca;Valle,l'ia addetM alle masse di fa;nteria. - L'autore esamina la forza di questi reparti, e crede che quella 1

E PEH!ODICI

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di fi. squadroni per una divisione di fanteria, che presso gli Austriaci sarebbe il massimo, rappresenti appena la giusta proporzione. Discorre dell'impiego di questa cavalleria divisionaria, e dimostra la necessità di risparmiarla in campagna il pi1ì che si possà, stante la difficoltà di rifornimento . L'autore osserva che, più ancora che le strettezze finanziarie, la natura del teatro di guerra giustificano presso di noi la forza esigua in cavalleria del nostro esercito. Si avrebbero questi risultati : In Austr•ia ,1 cavaliere ogni ,t,1 J fanti; In Ilalia 11 » » ,15,5 » Stud io ,15°. - Sulla semplificazione dei comandi. - È una breve risposta a parecch ie ossen razioni suscitate dai precedenti arlicoli sul medesimo argomento . Stnrlio ,16°. --'- T'rogetlo di i m regolwmento normale pe,,1' la f'c,;nte1··ia 1·ispondente 1ill'attiwle mawiera di combattere. - Contiene una minuta ed accurata analisi cli un libro tedesco che porta lo stesso titolo. L'autore si compiace al vedere come l'apparizione del nuovo regolamento in Germania non abhia per nulla arrestato il corso degli studi intorno alla tauica della fanteria, come pure avrebbe taluno desid erato, e trae argomento da quest'esame per svolgere le sue idee in proposito dell'ordinamento, dell'istruzione e del combattimento della fanteria. Studio "7°. - La colonna di doppie file. - In questo studio si esaminano le diverse fo rme da marcia della fanteria, e si dimostra che la migliore di tutte è la colonna per quattro, la quale pn~sso di noi è di uso quasi esclusivo; mentre in Anstria si dà ancora la preferenza alla colonna di sezioni. ì'\on trova difficoltà l'autore a combattere l'idea che la colonna per quattro presenti maggior ·profonclità delle altre. La colonna per quattro è colonna a distanza, cioè di profondità eguale alla fronte della truppa schierata in ordine sottile, ed eguale profondità avranno sempre le colonne di sezioni quando la fronte della sezione non sia rilevante. Oltre a ciò la colonna cli sezione presenta per la marcia inconvenienti gravissimi che nella colonna per quattro non esistono . L'autore pr~vede non lontano il tempo in cui questa forma sarà di uso generale presso tutti gli eserciti. , Srndio ,18° - . La raccolta avanzando {ì!orwéirts Sarnme.ln). - Che cosa dehha intendersi per raccolta avanzando, quali sieno le circostanze nelle quali essa è utilmente impiegabile, e quali sieno le norme di esecuzìone della medesima, formano l'argomento di questo studio breve ma importante.


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8 PER IODICI

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LIBRI

Studio H) 0 • - Trullicaz•ione cl-i aloune deUè cause che p1'odncono ecce.s.swo culdensamento nell'attacco i,nsieme esegwi,to dli parecchi 1·,i,pa,rti. - Secondo l'au1.orc questo eccessivo restringersi della truppa ìJ dovuto tal vol t.a alla cattiv:i direzione cli alcuno dei riparti attaccanti che invade la zona d'nione dei riparti laternli; tal :iltra invece è dovuto alJe poco esatte indicazioni somministrat,~ rla l comando genera.le delle truppe ai comandi dipendent.i. Ciò avviene specialmente quando è accennato un solo obbiettivo ristretto d'attacco per tutti i reparti. Que~ti partendo da una linea di fronte proporzionata alla loro for1.a, nel l'avanzare sono necessariamente cost.retti a restringersi. Di tale inconveniente essi non possono accorgersi se non quando appunto comincia a diventare eccessivo, e allora i reparti alle ali cominciano a deviare dalla prima direzione. Studio 2 0°. - J:a pr·epaniz'io~e a,ll'ciz·ione ùi ca,cciato1·i nella bclttaglùl. - È l'esame di una pubblicazione tedesca di autore anou imo che porta quest0 titolo. Le norme date per l'attacco e In difesa sono in genera le approva te. Dall'osservazione iutorno ai rinforzi, eioè che essi apportano alla linea incremento di vigore non sohmen te materiale, ma anche morale, si deduce la prova che l'anonimo scrittore i: persona gperimentata nelle cose di guerr:\ che ha studiato il cuore del soldato, e che couosce la via da tenere per giungere :i' rinvigorirlo d'animo. Studi9 2 1o, 24° e '.2.5°. - Questi -tre studi sono dedicati ai regolamenti cl'esercizi dell'esercito francese per la fanteria e per la cavalleria. Tale esame come truel.lo dei regolamenti precedenti è sempre in raragone con quelli dell'esercìto austriaco . SttHlio '.2;2. 0 • - D·ispos·iz'i,one e orcl!ilne normale da combcittirnento pl!!I' yro,wi corpi di canalte1·ia. - È uno svo lgimento delle disposi1.ioni regolamentari in vigore presso l'esercito austriaco. Studio 23°. - La, 1nassa e la colonn1i cloppia di bcittaglione. - Noi possediamo nell'ordine ristretto la prima di queste forme, 11011 però la seconda, la 1p:iale si ottiene dalla prima 'spiegando le compagnie d'ala dietro cpielle del centro. L'autore dimostra che fo colonna doppia rappresen tn la forma più serrata che possa prendere il battaglione. Essa è adoperabile per riserva ; ma offre anche il vantaggio di. una foci le separazione del battaglione in due lince al priucipio del combattimento; p1~r tpiesto i 'l'edeschi l'adoperano di preferenza . Studio Sl6°. - S,id contegno di 1.bn co•rpo di canalle,ria ·i.n anansooperta nellarnarc•ia aro(1;nt-i. - L'autore distingue quattro stadii, e divide lo scritto in cruattro parti corrispondenti: ,t 0 quando il nemico non è ·n vista, nè si hanno notizie positive intorno alla sna vicinanza; 2° no1

tizie e rapporti fanno presentire il prnssirno contatto col nemico esso avverrà fra qua lche ora; 3° il contatto è avvenuto; 4- 0 introduzione al combattimento - combattimento. Studio <:L.7°. - fo tattica deLl' a1·tri9 heria del ca,rnpo cli Ilon%\ u&n. Progetto di un niio·1;0 1·egola:mento d' eserc•iz'i per l' wrt•ig l-ieria da campo tedesca, e la 7a pa1·te del 1·egolamento per l' M'tig /ieri.o, da campo anst;riaca.. - 1t 11n esame critic'o dei primi due lavori paragonati con le. disposizioni in vigore nell'esercito austriaco. L'autore trova che in ge:.nerale vi è-consonanza d'idee fra l'oper.1 accennata et due regolamenti. Lo studio termina con la proposta di una scoi'La permanente per J'artighe,ria addetta alle divisioni di fanteria e di . ca~,a~leria . Ribatte ]'argomento principa le contro le scorte pernrnnenl!, c10e che esse rappregentino perdita effettiva di fo rza, e non crede che, assegnando un battaglione _cli scorta all'nrtiglierin divisiou~ria, il comandante delle . .. . truppe non debba più far conto sul medesimo. Le ra1rioni addotte non ci persunclono punto. La necessita d1 una scorta n~n è costante, si prcsentn più frequente per l'artiglierin addettn alle divisioni cli cavalleria , più raramente invece per l'altra; la forzà della sco1-t.a, piuttosto che al numero dei peui, vorrebbe essere proporzionata alla gravità del pericolo che questi corrono; final~ne~te quando. pure si ammetta che il battaglione ri_manga costantemente riunito sotto il proprio comandante, sta sempre 1l fatto__d1~ fino a tanto che .clura questo speciale incarico, questa è trupp1~ !uon quadro, e la sua cooperazione non può avere gran peso, perche rnna~e sl~gata. Il_ battaO'lione non e sostenuto e non sostiene l'azione degl i altri battaghon1, 0 e neppure può coopernre con l'artigli1~ria, perchè questa_uon co~ b'.1t'.e mai per conto proprio. Silìatto impiego sarebbe_~ontr~no al prmc1pio della collettività degli sforzi, che la sola neccs::;1ta puo mdurre 3 trascnrare. .pel · ·ch'>(, cl1·1111·1·ic , . l'azione del battaglione ritorni arl e_ssere ef.-. ficacc, bisogn3 che esso rientri nei rru·adri, che $i colleglu con glt altri battaglioni del reggimento o dell;, brigata . IVIa se è faci le durante la battaglia stacc:ire un riparto di trnpp1~ p~r afHdargli qualche speciale incarico, estremamente difficile è poi 11 larlo ritornare ~l su~ posto, e ordinariamente avverrà: che, una vo_lt:i separato, m~a~-ra cosi sino alla fine della giornata, o moperoso, o mut1lmente_ope1 o:;o. Studio 280. _ L'attacco di f'a.nterfo sopra ter·reno unilo e scopet·to. - Lo svolgimento deve soddisfare a quat~ro co~dizio~i: . , 10 All'impiego di quelle fo rme e eh quei movmient1 che e:;pongono alle m!nori perdite possibili. . 20 Alla rapidità (fT:iessend Ve1·tanfen). v

ANNO XXT il, VOL , J!.

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LIBRI

3° Alla vivacità cl'escento del fuoco ri:ian' mano che la linea si avvicina al nemico. 4° Al contalto degli ultimi rinforzi con la linea dei tiratori che deve procedere immediatamente l'assalto. L'autore esamina queste quattro condizioni separatamente, applicando le norme rcgolamenlari. Prima però di dettare istruzioni io proposi_to, sarebbe il caso di esaminare se sia possibile, e poi se sia convenwnto l'attacco in condizioni simili. l\falgra(lo le avvertenze dolJ'~utore, crediamo che, senza il concorso dell'artiglieria, la sua riuscita sia molto prol,iematica. L'autore dell'opuscolo Considerazioni siil cornbatvinwnto dli località è pure di questo parere, e dice; « io credo che a questo riguardo si tratti assai meno di form e tattiche che di un couveuientc impiego di artiglieria. Basterà tenere il difensore sotto un fu oco di artiglieria talmente micidiale che coli non ardisca alzare gli occhi e non possa osservare la l'a nterin delVa<>orossore che • • • ( Ql, s1 avv1c1na» 1) . _Stu_di~ 0 • :-- Estr~tto dal •regolamento d' esercizi della ca'llalleria per g/Jb iifficiah di fanterta, e d'ar·t•iglieria. . S~ud_io 31°. - ll regolamento d'eseroizi della fanteria per gli uf{ircia~i d1 ca'IJalleria e artigheria. E una succinta analisi di quauto è necessario a conoscersi dei rego!ar~enti acc?n~rnti ~or parte degli ufli cial i delle altre armi. Le proprietà car:rnenst1cbe d1 queste armi sono accennate in modo assai breve. Le part! trattate .cli prc~ereoza sono la tattica formale e l'impiego nel coru~attimonto. Noi abbiamo qualche cosa cli simile nelle nozioni sulle tre armi che fanno parte dcli' fatrtizionc per la manovra sulla carta· ~~ queste uozioni sono piuttosto scientifiche che pratiche; per rcuderl~ p1u adatte sarebbe necessario aggiungervi qualche modificar.ione intorno ai movimenti delle unità tatticlrn ed ai rispettivi comandi. Studio 30°. - Il pamgrafo u8 del 1·cgolamento di. serlifaio. - Il paragrafo indicato è così concepito: « Quando il sotLoposto, nel compiere un ordine, s'imbatte in circostanze, _le quali, al momento dell'emanazione dell'ordine per parte d~I superior~,. non. po_tevano essere prevcdut.e, e non ,ri è nè tempo ne opporLu111ta . a richiedere altri ordini: allora egli, nel caso che dalla lcuerale csocuzrone dell'ordine deri vi evidente da11no deve re•rolarsi 'J suo dovere e le sue vist.e a nonna delle ci' rcostanze;v però secoudo _1. spmto clell' incarico ricevuto. Da questo momeuto egli assume I 111t1era respo11sabi lità del suo operato».

2?

''.~Il~

(I) V. Trad. it. -

Roma, tip. Voghera, 1876.

E, PERIOOICC

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L'autore a sua volta soggiunge: « Ciò i! quanto di meglio iu questa quistione può dire la teoria, e quanto minor.i è l'esperienw che tal uno possiede, tanto pi1ì sicuramente prtò egl i crc>rlerc che con cprn,ta proposizione regolamentare venga rimosso ogui dubbio snl come ~i debba regolare in ogni caso sopravveniente. « Però il rlisti 1Jgucre in ge11erale so si abbia da fare cou un caso non previsto , e il riconoscerne l'importanza, sono per lo più cose dificili , che richiedono calma, criterio pratico, e qualche volta anche un po' cli buona fortuna . « L'C!\pel'ienza mostra, cl1e nello svolgimento <li una disposizione tattica quasi sempre s'incontrano casi impreveduti , anche nelle manovre del tempo cli pace, e come questo concetto di casi non preveduti in generale sia mollo vago. « Sotto questa espressione parecchi intendono crualunqu e avve11imento del quale non sia fatta menzione nelle disposir.ioni, come se fosse dato acl ogni comandante il prevedere tutti gli incidenti che possono ~orgere. « Altri invece nell'esecuzione di un ordine vauno dritti alla meta, cli nulla preoccupandosi, neppure del nemico, a ad ogni menoma circostanz.a che esca dal programma ,tracciato, si trattasse so ltanto di una pattuglia cli cavalieri nemici, si mostrano sorpresi e trovano che sono mutate le circostanze » . L'autore reca parncchi esempi storici tolti dalle ultime guerre, e risolve alcuni casi di situazi oni ipotetiche, nell ' intendimento di dare qualche norma, per determinare quali fra le circostame che sopravvengono nella esecuzione di un ordine sieno realmente impreYedibili, o quali i11vece siono tali solo per negligenza di coloro ai quali era stat.a aflidata l'esecuzione. E ciò basti a dimostrare la grande importanza dello studio, tendente a rischiarare uno rlei punti più controversi dello discipline militari, cruale si è quello di determinare i limiti che sepnrano 'l'obbedienza passiva dall'obbedienza intelligente; espressione questa con la quale fu appunto definita l'iniziativa da uno dei più eletti ingegni dell'esercito nostro.


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Ber Ge6irgskrieg (La guerra di montagna), del barone FRANCESCO

-

v.

Ku1rn ,

I. R. feldmaresciallo. - 2• E dizione.

Vienna, Seidel e f.°, 1878.

Il feldmaresciallo v. Kuhn coglie l'occasione di una ristampa della sua opera, giustamente apprezzata anche nel nostro eserci to (specialmente per la traduz_ione fattane dal tenente Hugues) per aggiuÌ1gervi alcune considerazioni sul teatro della guerra cleJl'auno scorso, quasi a riprova dei principii da lui esposti « i qnali saranno sempre v<lri, percM sono basati sulla natura delle cose ». Senza seguire l'autore nella descrizioue clei Balcani, Ja quale molte volte ci venne ripetuta in questi ultimi tempi, è rorse pregio dell'opera il riassumere le poche pagine che contengono le osservazioui su cprnlla catena montana, tanto per il loro valore intrimoco, quanto per essere le sole aggiunte a questa seconda edizio~e, in cui il rimanente dello scritto rimase invariato. I Balcani per le loro condizioni intrinseche, secondo l'autore, possono di fendersi con maggiori probabilità di riuscita, prendendo posizione innanzi, che dietro ad essi, come succede per gli Apennini bolognesi e per i P irenei. Infatti il Danubio è lf\ principale barriera alla marcia dell'aggressore, tanto per l'i mportanza di questo fiume, quanto per l_a nattira della sponda destra sulla quale lo ulti111e propagini dei Balcani dopo essersi spinte pianeggiando verso il settentrione, cadono precipiti nel fiurue, formando una parete ripida , e discretamenLe elevata, e per la dire;,,ione arcu~ta della corrente, per cui il difensore può minacciare le vie di ritirata dell'attaccante, il quale si avanza ad occident<~ di Rutschuck. È vero però che in compenso di questi va ntaggi la difesa: •I O non dispone d'alcun:.i testa di ponte sulla sponda sinistra rlol Danubio, e deve costruirsene se vuol agire offensivamente a meno di porre a rischio la propria ritirata ; 2. 0 protegge difficilmente la Oobrop, ch'è la parte più sporgente del territorio turco, ma ove le fortezze sono deboli, e le grosse masse di truppe non possono nè muoversi, nè approvvigionarsi; 3° e finalmente ha una linea ecce$sivamente estesa da guardare, tnttochè l'azione delle fortezze spmgendosi tra le bocche dell'Jantra e Cernavoda, ne limiti l'estensione. All'attaccante si presentano due vie per avanzare. Per la Dobroja ove ìncontrcrebbe debole resistenza, ma andrebb<~ad insinuar:;i in una striscia di terreno poco praticabile, povera d'acqua e buona tutt'al più

E PERIOOICI

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por fare una dimostrazione contro le fortezr.e, ovvero passando il Danubio ad occidente cli Ilut;'.chuck col progetto d'accerchiare le fortezze del quadrilatero. Da 1ruesta parte, pur cli cwitare la vicinanza delle fortezze nemiche, l'nttaccante nvrù il vaùtaggio di passare il Danuhio con maggior facilità cli separare ~trategicamente le forze del nenrico , il crua le non vorrà lasciare senz11 trnppc Viclcl ino, Sofia e la Bosnia, di portare la guerra tra popoli :iffi ni di 1·nza, e fina lmente (facendo -un cambiamento di fronte a sinistra) d'accerchiare le fortezze del rpiadri latero, e battendo l'avversario, di obbligarlo a ritirarsi dietro i Balcani . :'laturalm ente in questa, come in ogni nitra opernr.ione di simile natura, in cni si tende a frammcuorsi fra le rorze nemiche, è necessaria la massima energia e prudema . Non è poi a~solutarnen.te opportuno avventnrarsi in essa senza sapere che f avversario non è in caso di prendere l'otTonsivn , e senza essere sicuri della neutraliLh del l'Austria. La posizione del quadrilatero Rntschuck-Sil istria-Schumla e V11rna, è opportuna, difende rla un lato la linea del Danu bio, e dall'altro estende la :nw sfora d'azione fino ai mare . Se anche l'importante punto di Tiruowil fosse fortifi cato la marcia dell'aggressore riusc;ircbhe più di ffici le o perfi no la clifcs11 dei Ha lcani ne ritrarrebbe gran vantaggio. Tuuavi~1 anche le iinzidette rortezze bastano per spostare il passaggio dell'avversa rio oltre Nico poli, ed anzi a cagionedelfa posizione di Schurnla per· irnpedirgl-i cli passare i monti col corpo principale, pri111;1 rli aver battnto le forze della difesa, e di avere prese le prwrnzion i contro quella parte d'esse, cho fosse rirnastn a Vicldino r~d a Sofo. ' Il voler di fendere i Balcnni prendendo posizione dietro ad essi an_drehbe incontro a gra vi ioconvenienti. Q~esta cntena di rnontagne è esscmzialmente costituita da rlue dorsa li tra le quali scorre un'angw;ta valle . Ivi l'impiego cli grosse masse sarebbe difficile, e non es~·endovi altre strade che quell f~ traversali di collewirnen to, i di fensori arrischierebbero, in ca:;o di rove:;cio, cli es,;ere rigettati tra gli inosp1tt mouti del mezzogiorno. [I volere poi difendersi in una po;;ir,ione scelt11 nella v::i lle della iVfaritza tra Fi li popoli ed Adrianopoli sa rebbe affatto illusorio, contro mi nmnico il i[nale avesse giil su pcrato le dirtì c0Iti1 molto più importauti , che gli presentava la catena principale. . . Colla perdita d elle due dorsnl i che costituiscono i Balca.n1 la sorte della Turch ia pende da nna bnttagJ ia nella , allr, della l\i:intza, d'esito molto inceno, specialmente se non poterono essere richiamate le truppe di Sofia e di Vidcl ino. Una sconfitta trascina seco la perdita cli Costantinopoli che non può reggere all'aziono delle odierne artiglierie d'assedio.


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Die &febungen der in Herbst :IS'1'1 bei Dtirnistadt ~•~saHunenge~ogenen Cavallerie-.nf,Jision. 1V,1ch tlen ifcten des Conu11andos dieser Division ~us,1nu11engestellt. VON C. YON L. (Le esercitazioni

della dù;i·sior.e di cavalle1·ia riunita nell'autunno 1.877 a Darmstadt. Relazione compilata da C. v . L. in base ai rapporti del comandante la divisione. Con una carta d'insieme al1'1: 80,000). Estratto dall'Allgerneiue Afi'liLar-Zeitung. Darmstadt, E. Zern in, 1878.

Dal 1873 in p_oi in Germania ebbero luogo ogni anno grandi mano,vre di cavalleria, che attrassero l'attenzion<~di tutti gli eserci Li europei, i quali su una scala più o meno ampia, si affret.tarono di ,;eguirne l'tsem pio. In questi ult,imi anni infatti in Austria, in Francia, in Russia ed in Italia si esegui rono esercitazioni di grosse masse di caval leria per addestrarle, non solo nel servizio di avanscoperta, ma ·anche _nelle manovre di cor:obattimento, e nella formazione ::;u tre schiere, adottata in Prussia . Ad O!Ha di ciò le grandi manovre della caval leria tedesca nulla hanno perduto del loro primitivo interesse, e perciò ne riescono sempre assai gradi te le particolareggiate narrazioni. Negli ::nrni scorsi la relazione quasi ufficiale era ordi nariumeute pubblicai.ii nei noti B&i,he{t del Mihtar-Wochenbla,tt; quest'anno invece la troviamo rrnH' A llgmneine Mil·ild1·-Ze,itiing di Darmstad, il cui solerte direuore capitano Zernin ne fece degli estratti. Alle manovre dell'antnnoo dell'unno scorso presso Darmst.ad . presero parte: . Il 25° reggimento dragoni Reg·ina Olga e il 20° reggimeuto ulani Re Gi,,gliebmo, riuniti in brigata sotto il comando del maggior generale von Alvensleben, il 13° e H- 0 reggimento ussari, pat'imenti riuniti in brigata_sollo il comando del colounello von Gem nri ngen, infine lu 25• briga ta di cavalleria comandata dal colonnello v. Radecke, e due batterie a cavallo· agli ordini del maggiore Westz. li comarrdo di questa divisione fu assunto dal maggior generale von Wìchrnann. Il 14, 15 e ,t 7 settembre le singol<~ brigate mauoyrarono separ1:1ta- · ·mente, e il 18 e rn settembre, la divisione riunita fu esercitata nelle

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evoluzioni regolamentari, infine il 21, 2'.2, ~Ml-, 25 e 26 settembre ebbero luogo manovre libere di combattimento. Fu particolarmente raccomandato di non aumentare le distanze fra le varie schiere, l'esperfonza avendo dimostrato essere snflìciente che la seconda schiera disti dal.Ja prima 200 passi, e la terza schiera 350 passi, per poter disimpe11nare il loro còmpito. Infatti anche in queste ese1;citazioni si esperir~entò che appena Ja prima schiera prendeva il galoppo, le distanze fra la stessa e le altre schiere aumentavano in modo straordinario, diguisachè i cavalli erano s0Lt0posti a gravi fatiche per riguadagnare le distanze perdute. Un; speciale attenzione fu rivolta alla rnppresentazione del nemico, poichè, sebbene giusta le prescrizioni del regolamento, fosse indicato quanto egli dovesse fare in ogni singolo momento, pure si voleva accordargli unii certa libertà di manovm. Ogni squadrone pertanto fu rappresentato da tre cavalieri, dei quali quello di mezzo portava una bandiera, con nn sottufficiale quale comandante. Il cavaliere munito di bandiera raffigurava il centro dello squadrone i,n linea, ed il centro del plotone di testa se lo squadrone ern in colonna. Quattro di questi ~quadroni con un ufficiale e un trombc~ttiere rappre1 imento due di questi reaairneuti, comand1Jti da un se ntavano un rem è'lt> ' 11 o 2 ordinanze e un trombeuiere, una brima""Ìore o da nn caoitano con tr,;;, t gata, 3hrigat<~ infine, al comando di un ufficiale superiore, una di visiono. Non sembra per altro che i risultati ottenuti siano stati assai soJdisfacenti. Nella relazione sono riportati i temi speciali e particolari dei due partiti, la formazione delle truppt~, e te' istruzioni per il nemico segnato, e indi un breve ma chiaro riassunto dell'andamento della manovra, per ogni singola giornata cli esercitazione. V\ I

A.nleitung :::,un St·u diu,'IH, der B•·iegsgeschiclite.

- Dritter Tbeil. Achte Lieferung. v J. v. H . Fortgesetzt von Frh. v . TROSCHKE, K. preuss. Gener11I. Lieut. g. D. (Introdu-zione allo studio della storia militare, Terza parte, ottava puntata). - Darmstadt e Lipsia, Zeroin 1878 (1).

Coll'attuale puntata, ottava della terza parte, e sedicesima dell'intera opera , che comprende il 4: 0 , 5°, 6° e 7° capitolo, è terminata questa imporl-1.lnte pubbl icazione, che fu iniziata dal tenente generale (I) v. Rivista militare, dispensa di agosto 1876, pag. 356.


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v. Rardegg, continuata dal generale v. Troschkc, e condotta ora a termino dal capitano Zernin, sollo la sprciale protezione del maresciallo Moltke e del lo stato maggiore prussiano. . Nel 4° <'apitolo i> p~e~o io. :-same il la voro com 1)iutosi noi 1cmpo d, pace. nel sC51-0 periodo, CIO(' dal 1790 sino ai nostri giorni . Cosi formano oggetto di considerazione: l'ordinamento dei rui~isteri della gnerr? , i lavori tfogl i stati t1taggiori, il 1111\Leriale da guerra e sua preparaz10ue, le opere fortilicatorir> di gran nun1ero di fo,·tew\ gli stahi limrnti militari, la cartografia, ecc. . Il 5° ca pitolo !mli.a rlr-lle condizioni 11azionali, politiche, sociali e l-Cientifichc;· il 6° couticne pregevoli tavole cronologiche, nelle quali s~no 1~01:iti gli avvt'nimenti militari (bn ttt1f!lie, a:;sedi, grnrrnli più d1slrnt1), le scoperte e nuovr istituzioni, i lavori del tempo di pace e le condizion i po!i ticl,e e naziona Ii. È in panicolar modo intercssa11te il capitolo 7°, nel quale sono rias~unti i risul~ati di questo periodo, che senza alcun dubbio è il pitì ,mportan tr. d1 tutta l;1 storia. . Noi raccornandia1110 q11est'oporn che co 11tiene la qwinteBsenza delle l~ue_ e d~i . pr<'~r~:;si 11,ilik'u·i ~he si idcn~ificano coi progressi scient1fìc1 dcli umamta nel :mo faticoso cammmo ,1 traver~o i secoli, a tutti gli studiof'; i, i qunli in essa L1·overanno svolta 110n solo la stol'Ìn della guerra, ma r•ziandio la sl.oria g(~nr.rale svoila con profouùa crn«li1.ione, e molta intelli7cn1.a. ed c~primiamo il desiderio che qn:1lcuno si sobb::archi alla non l'aci le irnprfisn di traduri::a in italiano. Sarebbe un vero l'C'f(a lo per l 'r•scrcito 11ostro, il CJ uale potrebbe cosi godere i frut.Li del lungo sti1dio e del graude amore per le cose di guerra, raccolti e condensati in Germanin dal 4868 in poi in tre non grossi volumi, che l'ormano 1111n vera enciclopedia stori ca militare, un vero vade-meciwi dell'ufiicialc còlto ed intelligente.

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der Gescliichte Zea'1t,ag #Sfl6-18'16.

tler

,tllge•ueitae-1'lalatar-

(Dalla stori·a dell' All_qerneineMz"litd:r-Zeitung 1826-1867). E. ZERNIN, Hauptma nn. Darm stad u. Leip1.ig, Zerntl u, 1877. È una conferenza tenuta il 1° ottobro rloll'anno scorso dal direttore dell'Allg eme-ine-M,il,i,ttir-Zeitimg , il noto scrittore militare capitano Zernin, in oc-casione dol 50° anniversario della fondazione del gior-

489

nale, e contiene interessanti notizie non solo sul progressivo sviluppo di esso, mn ancora sui primordi della stampa milit.are tedesca. Il primo periodico militare comparve in Giesson nel 1777 sotto il titolo di Magcizin (u1· Tngenietwe und A?·tilleristen, e continuò non interrotto le sue pnbhlicazioui si no al 17!Hi; indi VPuuero alla luce nul 1781 in Dresda la Bellona per opP.ra di una compagnia di ufficiali; nel 180•1 la Nnova Bellona, uel ·1788 in IJuuuover il Nene Mif.itévrische Jonrna,l, uel qua le :;criveva Schàrnhor-st, in Vie11ua J'Ostet·r·ech:ischeAfilitan·isrhe,-ZeitscMift, creato dall'arciduC'a C3rlo, i quali tulli vissero per un periodo di anni più o 111nno lungo. Il 1° luglio '18•16 ru stampalo per la prima volta in lkrlino dalla tipografia .'.\li ttler il .lfi/.i tiir- Worhenblat; nel 1820 i ;11'ilitiiriJ;che-Rliitter, l' die Militiir- literatnr-Zeitung, P. ti rwlmrnte uri 1826 l'11llfjemeineJltilitiir -Zeit-wng. È rimarchevole il progrà111111a del f( ÌOrna le sLnmpalo nel suo primo numero e che potrebhP, sebhcue tanti 111nt;unenti siano avvenuti nelle cose militari, figurare in testa n qualunque nuovo periodico d'oggidì. « 1 progressi che l'arte della guerra ha fa Lto i11 qu esti ultillli tempi , e fa au('ora giornalme11t<:, gli sforzi evidenti per collocare le cose militari nel loro \·ero stato, e per perfezionare ;;cmprc più le istituzioni guerresche, ed in ispecie le lodevoli cure del governo per t'aggiungere nel miglior moùo po:;sibile gli scopi militari con pod,i mozzi , <J col minor daouo degli interr,-si ci\·ili: - tutl.O ciò è di tale importanza, cho si puù di rn vero bisogno riel nostro tempo un rapporto giornali1ll'o su (rua11to a vvieno uegli alLri paesi . « L'op,wo,-ità s(·ic11 tifica svi lnppatasi uelle c-0se militari hn invero promosso 1;1 pubblicazione di una quantità cli ecccllC'nti opere scientifiche e cli parecchi periodici ; ma t ttUe que~te opere e questi periodici si limitano o <dia puni parte scio11tjfica, o ad un ramo speciale di qursta o q11<•lla istituzione militare. oppure :;i occupano soltauto degli orcliuamrnti militari dei singoli paesi. Sino al presente fa completan,e11te difouo un giornale, il quale rerula co1Ho delle recenti istituzioni degli rsc:rciti di t11ui gli Stati, e dia conoscen1.a di ciò che si fa nel mouclo militnre, so, r.,tutLo cclcrl'mente e nel modo più completo po:;~i IJi In » . È d'uopo con ve11 irn che I' A llgemC'ine-Jlfibi,t,éiJr-Zei.lung non ha mai dimentic.'llO lo scopo prefis:;osi, cd è p<'rciò che frammezzo ai numerosi periodici di tuLLi i pac:;i ma rc_ia :;empre in testa, sia per esa ttezza di informazioni, sia per dottriuu di arLicoli, sia per pregi letterari, sia per giustezza o serenità di giudiz.io, sia ·per numero di lellori, sia per inOuenza scientifico-militare.


490

E PERIODICI

LIBRI

A.llgenaeine~Militàr-Zeit,n,a, N. 13, 14, 15, 16, 17, 18, 19 e 20 dell aprile e maggio 1878. -- Dar mstad, Edoardo

Zern.in . LQ, presa d:i T<a1·s il 5- 6 '11,0'Vembre 18i7. - È la traduzione dal russo del rapporto di S. A. t il cQmandante l'annata del Caucaso a S. M .. lo Cz1ir. d'as·,'ed•o Il mortaio . · . Del (iwco. 'IJM'l!icale della nostra ar/JinU,e1·ia ~ ~ •· · d1 24 cent. e perfettamente adatto per rin1piazzare il veccti1·0 m ,1 · . .. . . , ct· 0 . 01 aio JSCIO 1 ~ 8 cent. , i pa1ch1 d assed10 ne sono sufficienteme11te provvisti. Sarebbe p~rò neces.s.ario di a vere un mortaio di medio èalibro che prendt~sse 1l ~osto d_1 .ci.nello liscio da 23 cent.; corris.ponderebbe, pienamente a tah r equis1t1 un wortaio del calibro di ,15 cent. La, (abbr,i,ca, di acciaio /1iso K1·upp in Essen. Il bi lancrio 1nilitare pel 1878-79 . ~ln~or~im giu~i,z•io sul fucile e su,lla t<ttt'ica clell'aiv·vimfre. _ I risultati di . tiro che s1. otteuirono nella scuola dJ. ,• 1·ro " 0110 d'1 .molt o super10n · · v • , a·quell i che effettivamente si hanno in campa.,.ua IJ fucile tede ·c . d •. . . o ·· s o possi.e e · una sufficiente celerità di tiro ' e a ta f 0<1rado clte so ctd·1s1·a a· tutte 1 . . . e esigenze pratrc.he. Importa perciò di perfeziouare l'addestram ento de!la . truppa, e di elev.ire lo spirito di sagrifì1.io del corpo degli uf~crnl,, prntto;,.tochè correre dietro a tutte le possibili macchine delI av~<mll'e. Così purn .è d'uopo andare molto a rilento prima di iutrodun e nella nostra tattica del fuoco radicali cambiamenti. La niwva •istruzione d/4 l'ira per la (cint(';ria. - L'autore dell'articolo ~opo aver preso m esame le principal i prescrizioni della nuova istru~ ~~o~ie, .esp.~1mc la convinzione che essa arreche;'à molti frutti, i quali :,J :,corge, '.mn.o at~c!1e, apertam~nle, perchè in proporzione un maggior numero d, sol<fat, lara passaggio nella prima classe di ti ro. I~ n1w1;0 ,legato dello sta~o rnaggfore. - Con decreto del! i 21 rr'. ai zo P· P· I Imperatore. Gugheh~o approvò l'i:-.titnzione di un legato di 3000~0 ~1.archi, s?tt?11 nouie d1 legato deUo sta,to maggio1·e, allo s.c?~o, ~o?h '. nteress1 d1 detta somma : a.) di promuovere lavori scieu- . tifici-mil itari dello staio maggiore prussiano, bavarese, sassone, wnr: 1:b~rg!1:sc; b) di la.rgire. sussidi agli ufficiali e impiegaei degli stati . a"gior~ ~op~a meuz~onat.1, ?al le loro famiglie nef caso di perdita non rncolpahi h, di m~l~ttra, di disgrazie, ecc. Nell'articolo si riporta l'intero t(lst0 del.la disposizione che fonda codesto legato, e se ne mette in vista i vantagg1.

r ·

0

491

Delle p'iazze d'a1mi deUa fanteria. - Giusta le prescrizioni del i:Molamento, la compagn ia deve essere in gra1o, i,n qualsiasi circosta,nria sia cli giorno sia di nOLte, di eseguire quelle prescrizioni semplici e quei movimenti che ~ono necessar i per il combattimento tanto nell'ordine natura le quanto nell'inversione, e perciò devono evitarsi le formazioni e le manovre artistiche. L'autore appoggiandosi a queste citazioni, indica q.uelle formazioni che a suo parere vom~bhero essere specialmente studiate, e racoomauda che sulle. piazze d'anni ~i p1:enda in spe.ciaie considerazione l'impiego della marcin, r~ quello più conveniente del passo di corsa, e non si accordi troppa importanza alla ra(;colta , nel quale esercizio si ruba trnppo tempo al rimanente. Cento anivi {a . - Pagine del diario di un ufficiale assiano intorno alla guerra americana d'i11dipendenzn ,1776-83. . Le f01·ze m·i tita1·•i, dell' rng hilte1-ra. Conserve rJ;i a:vena nell'•nltirna ccinipagna turco-russa. L'istruzione snl tiro pe1'· l'artiglieria a pied:i e per i p•ionieri. La gilerra, turco-russa (Ln $econcla avanzata russa nel!' Asia Minore dall'agosto 1817 sino al termine della guena). Jilc1me oss(';rt,azion;i mU'addestrn:mento del cavallo. Di q'uali proq1·essi neUrL tattica dobbiamo essere grati a (;,usta1Jo Adolfo Il ? Notizie vario r, mi litar-i interne ed estere. Il .Viteratu1·blatt ( fogl io letterario) annesso a ciascun numero della Allgemeine-il hl-ita,r- Zeitung , contiene i rendiconti particolareggiati delle opere e periodici seguenti: La lotta intorno a Plewna, di T. v. Trolha . - La scuola di reggimento , di F. w. Loi·re. - L'ordinamento saniu,rio mili tare delli 11O gennaio ·1878. - .le Spectateur ·mihtaire, puntate di febbra io e marzo 1878. - La telegrafia campale per F. H. B·uchholtz. - Cose memorabili della mia vita pubblica da l 18,1,·1-1866, per r1. Duckiòtz . L'assedio di Belfort nel "870- 7'1, per A . Castenholz. - Le fortifi cazioni campali de' tempi vecchi e presenti, di von Br-uhn. - La guerra di montagna, per il barone von Ku hn. - I Turchi, i loro amici, e le cause della sollevazione ser bo- bulgara, di S. Gopcevie. Cose memorabili della vita del geneeale cli fan teria v. Hiiser, di M. Q. - Disposizioni intorno alle mdennità cli alloggio, per G. Hendgiulli . l(oung . ffrigsvetenslcaps-flccade1}viens Handinga1· och Ticlskr•if't, P untate di ottobre, novem bre e dicembre ·1877. - Le pays et l'armée, par le géuéral haron Goetha.ls. - Rapporto statistico sanitario intorno all'esercito prussiano ed al ·13° <~or po d'armata wnrtemberghese, 1

1


492

·dal

L IBRI E PERIODICI _1 °_ aprile ,-1 8'13

al .31 marzo 187,I,. - Storia generale· mi Iitare di popoli e t.ernp1, redatta dal principe /Y. S. Gabitzin, e tradott~ m te~esco da StreuJi1.1,s, ,f • parte, 5° volume. - Dei più recenti e_spemnenti dello stato maggiore del genio austriaco sulle cora~z~ d1 forI:o, per il maggiore con te Geldern-Egmont. _ HiiiYi,~ta ,rw1,ht~:e :taliana, 1~un1ata di _gennaio c. febbraio ,f 878. - Campagne dc_!. P1 mc1pe Eugen10 d1 Savoia, pubbl icazione della sezione storicomihtare del!' archivio militare au::;triaco . - Questioni tattiche di F. Hotze. - La Tùrchia in guerra colta Russia, per Fr. von flellwald. tutti

1_

SOMMARIO DELLE

munmrn

contenute nelle disJ)(lnse di a1)rile, maggio, giugno t 878

ORDINE DI BATTAGLI/\ u 1::LLA l3HIGATA 1)1 FANTER IA. -

G. (;or. Pag.

5 ,.,... ~ _ D ogliotti, colonnello d'artiglieri a » 23 _ ./\ ARMAMENTO DRLLA CAVA1,LF.RIA - ,llfonso Carini, ten e nte di cavalleri a . ,, 34 GLI ASSED I l)J ANCONA NEL '1790, NEL 18<1,9 E NEL '1860. - Z. » 51., 285 LE TlUNCEE Ol BATTAGLIA - 1Hassari, colonnello del genio » 65 _ LE coMPAGNrn A L PINE . - Somale Francesco, capitano coman dan te l a 1S" compagni a alpina » 84 IMPIEGO DELLA ))JNAM LTE NELLA PICCOLA GUERRA. - H. Debene(lietis, tenente colonnello del genio " 108 DELL A LEVA SUI GIOVAN I NATI NELL'ANNO '1876 E DELl,E VICENDE DELL'ESERCITO l TALl ANO OAL 1° OTTOBRE '1876 AL 30 SETTEM13HE t8Ti. - Relaz io 11e d el tenente general e Federico Torr e a S. E. i l M i nistro della g uerra . - !Il. C. ,, 139 veUo

T RAINO E SO~EGGIO. -

o.

><

APPUNTI SULL' A".'11MAESTHAMENTO 'i' ATTI CO DEL!.' ARTIGL I EnlA .-

l!'asee Giovanni,

cap i ta n o d' ar tiglieria

»

lleuseb,

I

SOTTUFFICIALI BO l HP.PA RTI D'ISTRUZIONJ:: -

l

nente col onnell o . T RASPORTJ lN CAMPAGNA l)F.LL'ES8RCITO ITALI ANO. -

varino, LE

~.

tenente d'artig l:i er i a.

TRUPPE SUPPLETI VP. E

d i .s l ato maggiore . SERV ITÙ MJJ,ITARI. - DJ. CAMPAGN A DEL

18'13

205 -

cap ita no .

W'eroggio,

IN ITALlA. -

bersaglieri . SULLE SCORTE n'ARTIGLI J::RI A. -

maggior gen erale

.

»

>

267 321 _

G. ZavaUari, tenente nei

Serra, maggi ore

giore. . S1:11 SERVI ZI AMM INISTRATIVI MILITARI. commissari o

»

F. \;la» 231, tdf>

1)0RGANIZZAZ!ONE DELLA · NOSTR A

iltloreno G ennaro Ferdinando,

CAVALLERIA. -

185 -

te-

. » di stato mag-

334 -

»

366 -

G. Sarai, colonnello

.

NOTIZIE SUL NOSTRO NUOVO MATERIALE Oì SANITÀ

»

402 _

»

451 _


!Libri e Periodici,

lialiani. La ferrovie ed il reggimento ferrovieri nell'esercito germanico. GIUSEPh,; DONESANA . . . . . . . . . Pag. 153 Considera:tioni militari sull'allaceiamento ferroviario della rete toscana colla rete padana. - A. MASSA . . . . . . » 155 Le strade ferrate nella provincia di Mantova e limitcofè » 29~) Norme di servizio per una brigala d'artiglieria in campagna. - c. DE MALDÉ: . . . » 462 Relazione e documenti sull'assed io di Torino nel 1706. - AN TONIO MANNO . . . . . . . . . . » 464 Il génerale Alt'onso Larnarmora. - PAULO F AMBn1 . . » 4-65 Nozioni di s trategia applicala con figure dimostrative. P . ALVISI . . .. » 467 Artiglieria da campagna . - U . ALLASON. » 467

Gesammetle taktische Aufsatze (Reglement-Studien). - FEDERICO HOTZE . . . . . . . . . . . . . . . Pag. Der Gebirgskrieg. - FRANCESCO v. KuHN . . . . . . » Die Uebungen der in Herbst 1877 bei Darmstadt zusammeno·ezoO'enen Cavallerie Division. Nach den Acten des Com~andos dieser Division zusammengeslellt. - C. v. L. » AnleiturJO' zum Sludium der Kriegsgeschichte. - v. FRH. v. b 'fROSCHKE . . . . . . . . . . . . . . , .. . » Aus der Geschichte der Allgemeine- Militar-Zeitung 1826-1876. - E. Z1mN1N . . . . . . . . . . . . . . . . » Allgemeine-Militar-Zeilung . . . . . . . . . . • . »

486 48~1 488 490

Inglesi. A J{isLory of cavàlry, from the earliest limes with lessons for thc future. - F. DENISON . Pag. 312

Russi. . Pag. 319

Wajennji sbornik

Francesi.

476 4-84

I

Histoire de la guerre de Crimée - CAMJLLE RoussET Pag. 156 Journal des s cienccs mililaires . » 314 Le Spectateur m ilitair e » 316 Tactique des trois armes sur le champs de bataille. - Frsc1-1 » 468 Lettres de Crimée, souvenir de guerre. - CHARLES B0c1-rnR • 470 La puissance militaire et mar-ilime de la Russie. - UN oFFICIER SUPJ::RIEUR TÙNfANTERit: . . . . . . . » 471 Les Grecs de l'empire olloman. - A . SYNVET . . . . » .!~72

Tedeschi. Vortriige tiber den russisch-turchischen Krieg. - KARL HE· . . Pag. GENSPURSKY Die Lebre von der Truppenverwendung als Vorschule f'ilr die Kunst der Truppenfi.ihrung. --- \V. v. Scm, RFF. » Jahrbucher fi.i1' die deu Lsche Armee und Marine. » Organ cler militiir- wissenschafllichen Vereine . . » Streffleur's Osterreichische Zeitschrift . . . . . » Die deuLsche Arlilleriei nden Schlachten und Treffen des deutschfranzosischen-Krieg es 1870-7'l. - Battaglia di Sedan. - LEo~ S Lreffleur's Osten eichische Zeitschri rt . . . . » Die Theorje des Scl1iessens der Handfèu erwall'en mit beson deree BerUcksichLigun g des deuts chen I nfanterie-Gervebres M. 187'1 (Sy3tem Mauser) Popular dargestem . . . »

110 172 179 181 183 303 318

473

lit.ivista estera.

Forza e ordinamento di un eventuale corpo di spedizione britan- ~ nico in Europa . . . . . . . . Pag. 10:i

Malta . . . . . . . . . . . . . .

. .

u

145

La società di soccorso ai feri li m ilitari in Francia . . • 159 Campi trincerati prussiani . . . . . . . » 164 La nuova istruzione tedesca sul tiro con la carabina di cava!» 172 leria . . . . . . . . . . . · · · Popolazione dell'impero oLtomano . . . . . . . » 188 Cenni sull'ordinamento dell'esercito indo_-britannico » 1.93 Il servizio sanitario in guerra presso l'esercito tede~co .. ''. 211 Cenni intorno alla for·za di cavalleria nei principali eserc1tt europei . . . . . . . . . . . . . . . · • 219


RIVISTA ESTERA

FORZA E ORDil\ìAl\mNTO DI UN EVENTUALE CORPO DI SPEDIZIONE BRITANNICO IN EUROPA

I.

Le forze britanniche che potrebbero concorrere in una guerra fuori Stato sono: Uomil!i

L'esercito rego!are . La riserva di ,fa classe La riserva della milizia L'esercito indiano Totale

193449 ·12500 26600 1~1000 3532,4.9

Ma una parte assai piccola. di questa forza sarebbe effettivamente in grado di formare un corpo di spedizione in Europa. È noto infatti come l'esercito regolare sia distribuito su tutta. lil vasta superficie dell'impero britannico : 1 1800 uomini sono normalmente dislocati nelle stazioni militari del Mediterraneo . Altri 184:00 uomini si trovano nelle colonie dell 'America del nord, alle Antille, nell'Africa australe e nei possedimenti dell'estremo Oriente; finalmente 63,700 uomini hanno stanza permanente in India. La porzione quindi del1

1

Rivista este,·a..

8


Rl V!STA 106 l'esercito regolare che è dislocata nel Regno Unito ridncesi a 99, ·100 uomini di cui 5900 sono ufficiali e 93200, uomini di truppa ( 1). È ammesso da autorevoli scrittori militari inglesi, che le forze regolari dislocate in India e n<>,lle colonie 1Jo11 potreb_ber_o prendere parte ad una guerra europea almeno per ora. Esse qmnd1 vanno <>-scluse, e restano a considerarsi le forze regolari di Europa; cioè quelle di Malta, di Gibilterra e del Regno Unito. . Degli ,1,1,800 uomini circa formanti i presirlii del Mediterraneo, si ritiene che 6,000 potrebbero essere mobilizzati e sostittriti in breve tempo da milizie inglesi. Dei 93:2.00 uomini di truppa dislocati nel Regno Unito non potrebbero essere mobi lizzat.i: 1

{l) Ecco il q uadro generale delle forze di terra dell'impero britannico e l'attuale lorCI d istribuzione : Uomini Regno Unito : 99100 Esercito regolare . . . . . . · . · . . · · 12500 .. Foi·;:e che possono Risei:ve • dell'esercito rego- ( Riserva d i l • çl3sse · [ tmp,egarst fuo 1·• Stato lare l Riserva dolla milizia . 26600 To tale ( Milizia '*· .. . .... . . .l'orze destina.te alla \ Yeo ma nry (cavalleria) . . . . . difesa del Regno Unito ) Volontari . . . . . . , . . l Riser va di 2a classe {pensionati) .

188200 75300 !1300 182800 23100

Totale

293100

Totale, Regno Unito

431300

Gibiltena : Distaccamento dell'esercito regolare . . . . . . . . Malta : > " • • · · • • · · Totale, Mediterraneo

4960

6900 . ll800

Colonie: . Distaccamenti dell'esercito regolare . . . . . _. . . Milizia del Canadil . . . . . . . . . . . . . . Mil izia delle isole Normanne e d elle colonie fuori d'Europa. Totale, Colonie Ind ia:

Distaccamento dell'esercito regolare . . . . . Esercito iodiar!o {indigeno) . . . . . •

18470 30000 20000 6S.170 63700

121000

Totale, India

181700

Tot ale generale

696330

• Con procla ma della Regina in data del 2 aprile volgente, la r iserva di 1• classe e la riserva della milizia furono chiamate alle armi per essere incorporate nell' esercito l'egolal'e. " La legge del J875 sull'arruolamen to nella milizia {Militia volunta,·y enlistment Act) autorizza l'impi ego d ella milizia nelle isole Normanne, a Gibil terra e a Malta, quando però la tru ppa e gli ufficiali della milizia acconseu tino di p res tar servizio fuol'i del Regno Unito .

107

ESTf.RA

a) ·10000 uomini dei depositi o addetti a stabiliment:i militari; b) 9000 reclute (con quattro mesi o meno, di servizio); e) 3000 ragazzi arruolali'; d) 5200 uomini, per cause diverse. Le forze regolari mobilizzn bili in Europa :iarehbcro quindi: Uomini

di truppa

Nel Regno Unito Nei presidii del Mediterraneo .

66000 6000

Totale

72.000

La riserva di 1a classe fu chiamata alle armi pel giorno 19 del volgenLe aprile e si ritiene che faran no ritorr;o alle b:rndiere H 800 uomini de' r1uali circa 110000 potranno essere immediatamente mobilizzati. La •riserna della 1111i,lri,zia, chiamata pur essa alle armi pcl ,19 aprile, recherà all'esercito regolare~ un coni.ingente di circa 25000 uomini, la maggior parte dc' quali è deficiente d'istruzione. Si calcola quindi che soltalllo 3000 uomini di questa riserva potranno essere immediataù1ente mobilizzati. La proposta faua da alcuno di tr~1; partito in una guerra europea dell'esercito indigeno indiano, è sLata argomento di vive discussioni. Mentre alùuni hanno affermato che in men cli un mese un corpo di armata indigeno (30 a !10000 nomini) portebhe essere radunato nei porti d'iinharco dell'India e trasportato nel periodo cli un altro mese nel Med iterraneo, altri hanno recisamente negata la possibilità di impiegare siITatte forze in Europa , - opponendovisi la peculiare costitu.zione dei corpi indigeni; la ripugnanza clegl'Jndù alle _guerre lontane dalla loro patria, infine la situazione politica clell'fodia che non ùonseute alcùna riduzione dei suoi presidii. Giova inoll.re ricordare che riuscì se1npre difficile e penosa all'amn1i nislrazione militare angloindiana la mobili tazione cli quelle poche· truppe indigene che si vollero impiegare come ausili arie. delle forze inglesi nelle spedizioni di Cina, dell'Abissinia e del Pcrak. Concorsero alla spedizione d'Abissinia ('I 868) non più di •I 0,000 soldaii indiani, i quali appartenendo la maggior parte a caste di guerrieri e perciò avverse ad ogni specie di lavoro manuale, fu necessario porre al loro segui to non meno di 7,000 individui destinati esclusivamente ai servizi di fatica. Alla spedizione del Perak (·1875) presero parte poco più di ~000 soldati i~diani e cruesti ebbero pure un numeroso seguito.


108

ESTERA

RIVISTA

. U~ corpo di _spedizione in Europa non potrebbe dunque essere costitmto che con I sopramcutovati 85,000 uomini mobilizzahili dell'esercito regolare inclusi 0,000 di riserva rich iarnat.i clal,congedo illimitato. . Compara~do c?dosta .. r~_rz: a q~el_la _voluta por formare un corpo d armata bnta11n1co (30,091 uomm1 d1 truppa. - Vedi specchio N. 4 e. N. 2) si giunge facilm ente alla conclusione che la Gran nreuarrua d1~pone_ cli forze _suffi cien ti per costi tuire due corpi d'annata, non~hè ?h _altn clementi ( parchi d'assedio, servizi, truppe di tappa, ecc.) che Illd1pendentemente dai corpi d'armata dovrebbero far parte di un corpo di spedizione ( I) . Da quanto fu csposl;o più sopra risulta eziandio che ove t.utLa la forzi~ mobilizzabilc fosse iuclt1sa nel corpo cli spedizione rirnarreb)Jero nel .Regno Unito: "7,200 uomini dell'esercito regolare; 4,800 » della riserva di ,1a classe; 2.2, 000 " della riserva della mi lizia che potrebbero :;uccessivarnonte essere impiegati quale tr11 ppa cli complemento d.él corpo di spe!lizione. . Non è men vero tuttavia che una spedizione si [atta esaurir<1Lbe co~piu_tamen~~ le forzo regolari che hanno stanza nel Regno Unito; cos1cche la cl1 l·esa mterna del Regno verrebbe esclusivamente affidata alla milizia ccl ai volontari .

(L) L_a c~stituzionc di un'armata d i spediiione formata da d uo corpi d'armata (Yedi specchio N. 2) non eh~ da parchi d'assedio, ser"izi di ~a linea e truppe d i tappa richie-· derebbe, per q uanto s1 appartie ne ai q uadri. che fossero mobilizzati: ,18 battagiioni di fant<wia; 13 reggimenti di cavalleria; 8 batterie a cavallo · 24 batterie da campugna o 10 compagn ie zappatori del gen io . I q uadri attuafment9 esis tei'1ti ne l ne~no Unito e nel ~led iterra neo sono: S4 battaglio iii di fanteria di cui ) 9 souo nel Meditcrra:c o· 22 reg_gimcnti di cavalleria d i cui 3 sono corazzieri della guardi; (non mobi lizzabilij; batterie a cavallo ; 42 da ca mpagna e I8 compagnie zappatori di cui G sono nel Mcdi· terraneo. Esis_tono quindi in quantità eccedente i quadri che 'occorrono per gli elementi combattenti d1 du~ co1·pt d'armata e per le truppe di tappa. Se non c he ratta astraz1o11e della fanteria e del genio, i quadri che sop1·avanzerebbero alla formnionc delle batterie e reggimenti cli cavalleria dell'arm nta di speùi1.iono, ve,.,.ebbero tota lmente esauriti ~ella formazione degli elementi non combattenti di tale armata, cioè i parch i d'.irUgher1a, le sezioni d1 polizia mil itare e le compagnie del treno; por le qua li ultim e risulterebbero insufficienti le esistenti tra,1spon co-mpanies dell' A.-my service corps e si dovrebbero formare delle compagnie treno con elementi somminislrati dall"ini,.,l ieria o dalla 0 cavalleria L'artiglieria da fortez1.a consta di 45 compagnie nel Regno Unito; di cu i una parte notevole ver,·ebbe destina ta a formare i pal'c hi d'assedio ccl il rim anente co11corrercbbe nella formazione_ dei parchi d·artigl;eria de i corpi d'armata. li corpo sanitario, come il genio e la fanee,·ia, no n sarebbe com piutamente esau1·ito dalla costituzione della sopramento-va ta armata di spedizione.

15

'109

II . Le lstruz'ion:i che fino ad oggi vennero pubblicato dal ministero della ·guerra briWmnico ('I), relati ve alla formazione di guerra.di quel!' esercito, sono coni plctc e diffuse per ciò che si riferisce alla costi tuzione del corpo rl' armata e dei var·i suoi reparti e servizi . Ma nessun cenno è dato' snlla costituzione dei comandi e dei centri direttivi pei servizi amrn.ini,;trativi delle unità formate da più corpi d'annata; nè dei servizi che dovrebbero funzionaì·e alle spall e di si ffatte ,unità. Mancano perciò gli clementi per stabilire fin d'ora quale pol.rà essere ia costituzione di un'armata di spedizione brit.tannica in Europa. Soltanto e.i è dato cli atrermare con una certa probabilità ch'css11 si comporrebbe: a) Di uno o due corpi d'annata. b) Di parchi d'assedio. e) Di alcuni reparti cli fanteria, cavalleria, artiglieria e genio, per assicurare le comunicazioni del corpo di spedizione con -la flotta. d) Dei servigi amministrativi da stabilirsi sulle linee di tappa e .a lla hase di rifornimento dei corpi cl.' armata. · 1t in6.ne presumibile ch e i vari elementi costituenti l'armala di spedizione, di penderebbero eia un comando superiore o gran quartiere generale con un'intendenza generale. Il corpo d'armata (spe~chio N . ·1) si compone: ci) Del quartier genei·ale di corpo d'armata . b) Di tre divh,ioni . e) Di una brigata di cavalleria . d) Dell'artigl ieria di corpo d'armata . e) Del genio . /') Dei servizi accesso ri. Ciascuna divisione (specchio N. 3) consta . a) Del quartier generale di divisione. b) Di due brigate di fantorìa. e) Delle trnppe suppletive cli di.visione. d) Dei servizi accessori. La brigata cli cavalleria (specchio N. 4) consta: a) Del comando cli brigata . .(1) J.rmy Oiroi'lars. Dispense del 1 dicembre 187i o del 1 gennaio e 1 fobbl'aio 1878.


l RIVISTA

110

t,) Di tre reggimenti di cavalleria e di una batteria d'artiglieria a cavallo . . e) Dei servizi accessori di brigata di cavalleria . Ogni brigata di fanteria ( specchio N. 5) si coni pone: a) Del comando cli brigata. b) Di tre battaglioni di fanteria . e) Dei serv-izi accessori cli brigata di fan~eri~. . .. Negli specchi N. ,1, N. 3, N. ~- e N. 5 è rncl1cata la cornpos1z1~ne dell' artio'iie1·ia e del genio di corpo d'armata; delle truppe srLpplet1ve di divisi~ne; dei servizi accessori cli corpo d'armata, di divisione, di hri"'ata cli cavalleria e di brigata di fanteria. specchi N. 7, N. 8, N. ~) e N. H, indicano rispettivamell te la formazione cli guerra cli un hauaglione di fanteria (gnardia, linea o cacciatori); di un reggimento cli cavalleria; cli una batteria a cavallo'. di una batteria da libbre ·16 e da libbre 9 e di una compagnia zappatori del genio. . .. Il quartiere generale di un corpo d'armata (specch10 N. 6) consta: a) dello stlito maggiore del cmnandanle i l co·tpo d'armatci , :.i cm . fa capo direttamente la sezione di polizia militare cli corpo d'armata. b) Del comando d'wtl!iglierili del corpo d'armata, a cm la ca-po diretta mente l'artiglieria di corpo d'armata. c) Del comando del genio del coi·po d'armata, a cui fa capo di rettamente il genio di CM J) O d'armata. · d) Delle direzioni dei vari servizi mnrninistrativi del corpo d'annata (sussistenze, cassa, trasporti, materiali, sanità, veterinaria, gmstma e· culti); delle quali meritano speciale menzione in questo riassunto: 1) La cl1ir·1wione di com11ni~sar iato e d&i trasporti ( 4) del CO'l'])O d'cirmnta, alla crual<~ fanno capo direttamente:

Gli

1

/1) La direzion e immediata e l'effett iva esecuzione dei diversi servizi amministrat ivi presso l'esercito, appart ie ne: · . a) Al commissariat anà t1·wnspo,·t depa.rtment, cos tit.uito da ufficiali commissari e da t ruppe ciel t re no e delle sussistenie, c he ha per mandato (sì in pace come in guerra) d'incettare e distribuire Lutto l'occorrente per la sussistenza delle truppe (viveri, foraggi, combtistibili , caser maggio, paglia, ecc.); non che di provr edere ai vari tras poit i di personale e materiali militari. b) All'o,·dn(mce sto1·e depm·tment, costituito da ufficiali commissari o eia truppe speciali , per la manutenzione dei ma teriali da guerra; c h e ha per mandato cli i·ice vei·c, conser:vare e distribu ire ai corpi d ell'esercito tutte le diverse specie d i maternli da guerra (armi, mun izioni, materia li d'ar tiglieria e del genio, ecc .). Jn campagna , incombe eziandio a questo department di prelevare, coosei·vare e distribuire quelle riserve di vestiario che vogl!ono · . . aversi al seguito dello truppe . c) All'army pau depa,·tment cost ituito tla ufficiali di tesoreria c ui appartien e JI serv izio di cassa: - Però siffatto servizio presso le tnlppe mobilizza Le è disim pegna Lo dal com- · missariato.

EST ERA

111

a) La se?.ione e il deposito sussistenze di corpo d'armata . b) Il treno per i servizi di corpo d'armata. e) .La sezione panattieri del corpo rl''a rrnata. 2) Lii cltirezionc del SM'uiz,i,o d&i mat1w•iali da gne1·1·a ( ordruince stare d&pwrlment) da cui dipende direttamente il magar,zino cl i materiali da guerra del corpo d'armata. 3) La clirez·ione di sanità del, corpo d'armata, a cui fa capo di1:ettamente la direzione rh s<i1'1!i,tà di w1·po d'cwmata, che 11mministrn: a,) La sezione cli sani tà di corpo d'armata; b) I 6 ospedali da campo di corpo -d'armata . li quartiere generale cli una divisione (specchio N. 6 bis) consta: a) Dello stato maggiore del, comandwnte della divi.sione a cui fanno capo direttamente il. hattaglione di fanteria e il reggimento di cavalleria delle truppe suppletive di divisione; 110H che la sezione di polizia militare della divisione. b) Del conicindo dell'artigl:ietia della divisione, retto dal comandante della brigata di batterie e del parco d'artiglieria della divisione. e) Del coma,ndo clel genio delladfoi.sione, cl::i cui dipende direttamente la compaguia zappatori del genio della di visione. · · d) Delle direzioni dei vari servizi amministrati vi della divisione, fra le lJttali si notano: ,1° La dù·ezione di commi,ssc11riato e de;i, trasporti della di1,·i,~·ione, da cui dipendono clirettamenw: . a) La sezione sussistenze cli divisione. b) 11 treno per i servizi cli divisione. e) Il deposito di sussistenze della divisione. 2,0 La direzione d,,i, scinità della cl:imisione a cui fanno capo direttamente: a) La sezione cli sanità della divisi_one. b) I due ospedali da campo della divisione. A) Servizfo d'a1·tiglier'i-a. L'alta direzione del servi?.io d'artigli eria appartiene al comando cl:artiglieria clel co1·po cl'armata da cui dipende direttamente il comando_· d'a1·tiglieriadi, c01po d'a1·mata e indirettamente ciascuno dei tre comandi cl' artiglieri a .di <tim•i,s•ione. Pcwchi d'artiglier·ia. Per rifornire Je trnppe delle divisioni cli cartucce, di munizioni e di materiali d'artiglieria , è costitui to in ciascuna divisione un pwrco d' 1ir t•i91'ieria di dù,is·ione, servito dall'arma d'artiglieria e direttamente dipendente dal comando d'artiglieria della divisione. Vedi specqhio N. i!O. ·


1'12

RIVIS'fA

ESTERA

Per rifornire i parchi d'.artiglieria di divisione e per provvedere di cartucce, di munizioni e materiali d'artiglieria le trnppe di COl'po d'armata e la brigata cli cavall~ria, è costitui to un parco cl'a1·tiglier'!ia di corpo d: ar·inata di viso in tre sezioni, una cioè per divisione. Vedi specchio N. 4O. Per rifornire il parco d'artiglieria cli corpo d'armata è costituito nel corpo ste~so, ma in 211 linea, un magnzzino di materiali da guerra, servi to dal personale dcli' o,rdnance ston departrnent. Codesto magaziiw è provveduto di 200 colpi per ogni cannone e 300 cartucce per fucile di fan teria esistente nel corpo d'armata. · ·Lo scaglionamento nel corpo d'armata delle munizioni d'anigliò;.iaè delle cartuccie è quale segue: ·

La formazione di tale equipagg'io da ponte da corpo d' arrnata è indicata nello specchio N. 12, dal quale si rileva che il materiale da ponte trasportato consiste in 20 barche (1) e l'occorrente materiale per formare un ponte di 100 ya1·ds di lunghezza; non che dei cavalletti e l'occorrente materiale per altri 20 yar·ds di ponte. - Può quindr stahili rsi co' materiali trasportati un ponte misto di 120 yard$ 109 metrj di lnnghczza. Sezione telegra'(ica. Lo specchio N. 113 indica la formazione della sez'ione telegmfica che fa parte del gr~nio di corpo d'armata . Una sezione telegrafica è provvista di ,18 miglia inglesi cli filo rivestito e cli 1 miglio scoperto e complessivamente del matr1riale ahbisognevole per stabilire una linea telegrafica di ·19 miglia.= 30 chilometri e mezzo di estensione. C) Sen,izio di CO'[YIRIVÌS/;(L1''Ì<Lto e dei M'asporti . ( cOMMISSAIUA'1' ANO

ogni

Numero dei colpi

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per. \ per cannone carabina di da da -~anteria cavalleria[ libbre <;J libbre ~G

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Presso la truppa . . . . . . . . . . Con il carreggio dei corpi . . . . . Al parco d'artiglieria di divisione . Al parco cli corpo d'armata . .

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Totale in ,1a li nea . · Al magàzzino di corpo d'armata (;2,a linea)

Totale generale . . .

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1

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B) SeriYizio del genio .

L'alta direzione del servizio del genio appartiene al comando del genio del cO?JJO d' c.vrmata da cui dipende direttamente il wmando del genio di corpo d:armata, e indirettamente ciascun comando del genio di dli!Vis,ione. Pa1·co del genio . Presso il genio cli corpo d'armata è costiLuito un pano rlel genio la cui formazione è indicata nello specchio N. 41. Equipciggio da ponte. Una sezione pontieri (pontoon troop) con materiali da ponte fa parte del genio di corpo d'armata.

1'13

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1

''l'HANSPORT 'OEl> AliTEMENT . )

Per la clirczione del ~ervizio di commissariato e dei trasporti nel corpo d'armata, sono costituite: ,1° La dtirezione di cornrnissar·iato del corpo d' armatci che consta : a) dc~ll'uffìcio del deputy comnvissa,ry general, direttore di commissariato del corpo d'armata, presso al quale sono addetti due uftìciali commissari. b) del comando delle otto compagnie del treno del corpo d'armata, (4 uffi ciali commissari) . 2° tre direzioni di co,rrmvi,çsariato d i, dtv1Yisione, rette da assistant corr111rvissary gwnemls pres~o ciascuno dei quali è addetto un u f.ficiale commissario . 3° un ti(ficio di coniniissa1'ialo dri brigata di ca'Oalleria, retto da un deputy com1nissa1'Y le ·cui mansioni sono eziandio esecutive. 4- 0 sei ulfici dli cornnii.ss{J;ricito cbi /Jr:i,gata di fanteria, rr~tte da assista;nt co11'1(1·n1issar'ies le cui attribuzioni sono eziandio esecutive. Esecutivamente il. servizio di commissariato del corpo d'armata si distingue iu ,;ervizio cli 1" linea e in quello di ~· linea . Pel servizio in ,I" linea cioè al seguito immediato delle truppe souo costituite le ,çez,i,oni dli s-ussistenze, dircLtc da ufficiali commissari e servite dalla truppa della compagnia di sussistenze di 1" linea. Per il servizio in ~· linea sono costituiti i depos'iti, di sussisten:te 1

1

(1) La b8rca ha lo seguenti dimensioni: lunghezza m<ltl'i 6, 7: larghezza metri 1,2, profondità metri O, 71, Una barca può traspol'tare 25 uomini compiutamente arredati. (Dal WoLsntnv, T11e solài er· s p ocket-book).


114

RIVISTA

e la sezfone 1Janatt'ie,r,i,, dirette · da ufficiali commissari e servite dalla truppa della compagnia di sussistenze di 2"- linea ( 1) . È còmpito delle sezioni sussistenze di disimpegnare il se.rvizio cli macellazione e quello di distribuzione delle vettovaglie alle trnppe. ·ij; assegnata una sezione sussistenza a ciascuna brigata di fanteria, alla brigata di cavalleria, alle truppe suppletive di divisione e alle truppe di corpo d'armata . Le sezioni sussistenze :sono rifornite di Yettovaglie e buoi dai depositi d:i, suss·isten:ze, dei ' quali è assegnato nno a ciascuna divisione cd uno per le truppe di corpo d'armata e brigata di cavalleria. Il servizio di panificazione è disimpegnato ·dalla se:àone pa.nattieri,. La formazione delle varie sezioni sussistenze e della sezione panatticri, non che il riparto generale del person.;1le addetto al serYizio di · commissariato (meno il treno), è indicato nel seguente ~pecchio: 1

(1) Le due compagnie di sussistenze del corpo d'arma ta (wpply companies) sono for-màte con elementi tratti dalle compagnie supply de!l'Army service corps che dipendono, dal commissariat and transpo,·t depar tment.


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Seziouc sussistenze di brigata di fanteria cavalleria . . divisione » corpo d'armata Dcposilo di sussistenze ai divisione . corpo d'armata >> Sezione panauieri . .,

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TRUPPE

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Riparto generale del personale addetto al servizio di commissariato.

.v-Dirczioue di commissariato di corpo d'annata 8 ilO n nirezioni cli commissariato cli divisione . 3 3 . ,j6 16 Sezioni sussistenze . TOTALE 1u linea 27 29 Depositi di sussistenze 1-,12 1j2 . Sezione panattieri . . 3 3 -1 - - I i)~· To•r.AL:B 2a linea 15 . TOTALE GE~ER.AU: . 42. 44 1

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·i Esclusi 1 ufficiale commissario, 2 scrivani e 2 attendenti che fanno parte del quartier go1Jerale del corpo d'armata. ··) Esclusi 3 ufficiali commissari, 3 scrivani e 6 attendenti cho fanno parte dei quartieri generali di divisione.

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117

ESTERA

116

RIVISTA

~i vari traspo_rti occorrenti alle sezioni e deposi ti sussistenze cd alla scz10ne panattteri provvede il treno di commissariato come si dirà in appresso . . y,~e1:i e (oraggi _d:i1·,ise·1·va. - Per sopperire all'eventuale mancanza di d1str1bnz1ornorchnari~ di vettovaglie dll parte del commissariato per ~ezzo c~elle sez10~1 st~ss1s_tonze, - ogni corpo di truppa trasporta con 11 propr10 carreggio viveri e l'oraggi di riserva per un "iorno (Vedi not~ apposte agli specchi N. 7, N. 8, N. 9, ,N. ,10, N~ ,1,1, N. 42 e I\. 18) ._ ~ Ol~re di. che ogni grande reparto del corpo d'armata (br1ga.ta. d1 lanten~; brigata di cava:Heria; r1uartiere generale e truppe ~li clms_10ne; c!uart1erc genera le e truppe di corpo d'armata) è provvisto Jll ·1" lme11 dt un g10rno viveri e fornggi di riserva r~ in 2" Jinl~a di un seco.ndo gio_rno _di approvvigionamenti cli riserva, trasportali · dal treno di commissariato come verrà indicato più innanzi. Lo scaglwnamento del le razioni viveri di riserva nel corpo d'armata è quindi il seguente: ' Numero

delle l'azioni per uomo

Presso il soldato (1). Trasportate dal carreggio elci corpi Al parco viveri di riserva ('1" linea) » » (2a linea)

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Totale per uomo

,libbre l , l

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Zucchero . . . . .

Cavallo

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, · · · · · · Avena , Fieno , ! Avena ( Fieno . . , ,(Dal WOLSBLBY, op, I cit.).

I

med ici

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Salo . . . . Pepo , . . . . . . . . . . . . . La ,i·azione ordinaria di foraggio è la seguente.

da sella Cavallo da basto Cavallo da tiro

½

{gram. 153) .,, 1 oncie '/ 8 (gram , 10,3) .

Carne fresca o salata . Carrè . .

> >

'I,

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2.,1 battaglioni 6, re""imcnti cavalleria Oc)

2,1 6

·15 batterie

·15

3 parchi d'::irtiglieria divisionali 3 slizioni cli parco d'artiglil3ria cli corpo d'armata .

,. 12

,i- com pagnic del genio

3 3 i

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equipaggio da ponte sezione telegrafica .

,1

libbre 12

·

1

1

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(i) ,Nell'Istruzione per, l'arredamento di guerr~ della truppa (Anny ctnulars, 1 dic. 18i7) non o fatta ~en_z,o~e d1 codesto due razioni. E pe1·ò ammesso che in cami>aana esss 0 •errcbbero chstn bu, te al solda to. La r azi~ne ordinaria di cam pagna Gell'esercito ing!eso è composta come segue: P ,rne · : · · . . . Oppure biscotto . . .

D) S1m)iZ'iO d!J'i mate1·iali (OHDNANCE ST OH};- DE PARTM ENT ) . Per rifornire cli materiali (armi, munizioni, equipaggiamento, vestiario) i vari reparti del corpo d'armata, è costituito in 2." linea un magazzino apposito, il L[uale dipende direttamente dal deputy wm,,nvissary g(jneral del!' ordna,nce sto·re d(jparlment che fa parte del quartier gencr::ilc del corpo cl'aq:nata. Il personale incaricato del serviiio dei m<1.teriali novera in complesso, 28 ufficio 1i commissari del!' ordncince store depcirtment, 234 uomini di truppa (sott'ufficiali, caporali , scrivani e operai) traui dalle compagnie s-iippby dipendenti clall'ordnance store devcirt,nenl e 37 attendenti tratti dalla riserva . J,'01·1J;nance stare depa,1·tment clel corpo d'armata dispone di 30 carri propri serviti dal treno di commissariato. E) Serv,i,zfo di san'i/.à. Per la clireziotH: del servizio cli sanità sono co~t1tui te: a) L11 dti1rez,i,o:Y1,e dti san1ilà del co,rpo d: a;rmatci, rNta dal siirgeon gene-ral, presso cli cui sono addetti quattro ufficiali medici e un ufficiale delle truppe di sanitit (offi,ce1· o( 01·delie,1;); b) La d,frezi,one di sanità di c01·po a: a1·mata, rett::i da un dep'uty siirgeon yeneral presso al quale sono addetti 1 ufficiale medico ed ,t ufficiale delle truppe di sanità . Da questa direzione dipendono direttamente la sezione cli sanità e gli ospedali da cair1po cri corpo ct''arn1ata . e) Le dinzioni cvi sawitcì di d'Ì!o'ÌS'ione, rette da deputy surgeon genero}s presso ciascnno de'quali souo ::iddctti 1 ufficiale medico e ·i ufficiale delle truppe cli s:inilà. - A queste direzioni fanno capo direttamente le sezioni di sanità e gli ospedali da campo cli divisioni. Esecut.ivamente il servizio cli sanità nel corpo d'armata è disimpcgn::ito: a) Dagli uOìciali medici addetti ai vari reparti cli trnpp::i del corpo d'armata, cioii per: ufficiali

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rotale

5i


118

QuesL1 ufficiali medici sono inclusi nella formazione di ci,iscuno degli oradetti reparti (Vedi specchi relativi). b) Dalle sezion·i di, s1mità che funzionano al seguito immediato deJle truppe. Una sezione è assegnata a ciascuna divisione; una mezza sezione alle truppe di corpo d'armata e l'altra mezza sezione aìla briaata di cavalleria. ' "" Ciascuna di queste quattro sezioni forma un'unità amministrativa detta be(.l!rer company ( compagnia porta feriti) i cui quadri ( esclusione fatta degli ufficiali medici) appartengono alle truppe di sanità (A:nny ho,pital corps) e i porta feriti e gli attendenti alla riserva. e) Dagli ospedali clti campo, costituiti in 2a linea e destinati a ric<were i ma lati e i feri ti trasportativi dalle sezioni di sanità. Ogni divisione dispone di due ospedali da campo. Inoltre fanno parte dei servizi di :2.0 linea cli corpo d'armata altri sci ospedali da campo sia per accogliere gli infermi delle trup pe di corpo d'armata sia per sopperire all'eventuale insufficienza degli ospedali eia campo di divisione. La formaz ione delle sezioni di sanità e degli ospedali da campo, non che il reparto generale del personale e materiale appartenente al. servizio sanitario, formano oggetto del seguente specchio:

119

ESTER/\.

RIVISTA

di sanità

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dei 1·eparti pel servizio

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TRUPPE

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FORMAZIONE

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di saniLà

Sezione di sanità ,1; 2 sezione di sanit.f1 di corpo d'armata . . ·1/ 2 sezione di sanità di brigata cavalleria OspecÌale eia campo -1

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2)

8

R iparto generale del personale e materiale appartenente al servi zio di sanità.

"'Direz.ione · di sanjtà ciel corpo d'armata . . . Direzione di sani th di corpo cl' armata HDirezioni di sanità di divisioni\ Sezioni di sauitn rii divisioni . 11/ 2 sezione di sanità di corpo d' armata . . 11/ 2 sezione di sanità di brigata caval leria TOTALE 11a linea . 6 ospedali da campo cli divisione . . . . 6 ·ospedali da campo cli corpo cl' armata . . To'l'ALE 2a linea . TOTALE GENERALE

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18 47 5 7r.i ·19 - 4- -1 - ---- - -5 --·160 - 4·1- -17- -1;.i7 -380- -6-1 - 656- - 6,1- 1

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6 222

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72

12 44/i. » HG 636 96 11Mi 125 (3) 29 60,1 380 ,157 12.92 HS7 306

1

1

1

') Esclusi I officiale medico, 4 uomini di truppa e$ cavalli che fanno parte del quartier generale del corpo <l'arma ta . ..) Esclusi. 3 ufficia_n me~ici, 6 uomini di trnppa e 6 cavalli che fanno parte dei qnart ieri generali delle d1v1s1om. (l) Cioè: 2 carri. per acqua; 10 carri per malati (suffic_ienti pel_tra.sporto cli 60 _ma~ lati)· 2 carri di cb1rurg1a ; 3 cam da trasporto e 23 carn di rcquis1Z1one ( sufficient i pel Ìrasporto di 188 malati). (2j Cioè : 4 carl'i pel. t rasporto di _50 tende d'os peda_le, coperte ecc. ; 4 carri pel traspor to di medicamenti ecc.; 2 carn farmacia; 2 cam per acqua . (3) Aggiungendo a questi 125 ufficiali m.edici, 1 medici. 9elle direzioni di sani_tà o 51 elci corpi di truppa, s i ha la somma di 183 ufficiali medici occorrenti pel servizio sanitario di un cor po d'armata . •


120

RIVISTA

121

ESTERA

Il servizio di sanità dispone di carri propri che però sono serviti dal treno di commissariato. Servizio san-itario in 3a hnea. - Al servizio sanitario del corpo dì armata si connette quello di 3• linea che funziona lungo la linea di tappe e alla base del .corpo d'armata. Costituiscono questo servizio: a) Una direzione di sanità; b) Tredici ospedali da campo. La direzione di sanitù si compone di: 1 direttore (Surgeon general); 5 ufficiali medici addetti; 3 » delle truppe di sanità; 2.0 gregari » » ·I2. attendenti (della riserva) . Il personale dei ,t 3 ospedali da campo si compone: 94 uf{iciali medici; ·11 » delle truppe di sanità; ,t8,t gregari )) )) 40.:1- attendenti ( della riserva). D) T,reno . La fanteria, la ca,,alleria, l'artiglieria e il genio provvedono ai rispettivi trasporti con il proprio treno. Ai trasporti che occorrono ai quartieri generali, ai comandi di brigata, alle sezioni cli' polizia militare, alle direzioni di commissariato e ai servizi di vettovagliamento, veterinaria e poste, provvede il commissariato con le proprie compagnie treno ( 1) . Spetta inoltre al com.:. missaria.to di somministrare il personale e i cavalli necessari pel traino del carreggio appartenente al servizio sanitario ed al servizio dHi materiali da guerra. Fauno perciò parte del corpo d'armata otto compagnie trcuo (2.) ciascuna delle tpiali si divide in quattro sezioni . Nel seguente specchio è indicata la formazione di ciascuna, sezione treno e il rep11rto di corpo d'armata a cui è assegnata . 1

(l) Le compagnie <lei treno {tr ansport companies) fanno parte de!l' .frmy se•r·vice cot·ps che co rno sopra fu accennato, dipendo dal commissarlat and tt·ansport department. (2) Il centl'O di comando e d'amministrazione delle otto compagnie trono , fa parte della dir~zione cli commissariato del corpo d'armata.

Uomini

Reparto cli corpo d'armata a cui- è assegnata la se1.ione tl'eno

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,t Quartier generale - Sezione snssistenze e parco vi veri e foraggi di riserva di divisione . . . . . . 2 o9 6·1 98 2,1 6,1 ·1 Sezione di sanifa •t 52 oJ 90 40 ,i,i 11 Servizi della ,J" bri'gata l'anteria . 34 !i8 ,,4 33 ,1 ·servizi della 2a brigata fanteria . 33 ~!,~ fi,8 -,H -- - - - -:r 4 Totale, per la ,p, divisione ('I a linea) - 5 -"77 18:2 2,84 83 - ,1 fJ, Totale, per la 2.,a di vi$ionc (·I a linea) 5 1- 177 18:Z 281\ 83 - ,i- Totale, per la aa <li visione c,1a linea) 5 ,177 ,1s:2 284 83 Qu,ct;c,le' - 1ì2 . l' . i;) z1ono .e1,.s.amta. . . . . di corpo _ iH> l'>'! 78 27 21~ 3 ,t 1 Tre~o di 11s?rva . . . . · d'armata 1 fi.,, 51 1 Srmo1rn suss,~l.enze - Parco viveri eforn!!!!i diriserv.i 1 4 u8 b9 98 2 1 1 St~rvizi della l~-1~Ìgata c:wnller~:_ _,1 78 1/i 128 88 4 ,i, Tota le per i servizi cli corpo rl'arinat11 o brigala cava lleria ( 1" lirn~a) .. r·o 2~H 226 328 89 4 16 Totale (1a l-inea) 752 772 1180 338(. - 1 Due osprida li d:-t campo.. ~ della 202 ~ ~ 98 Parco viveri n roraggi di ·1 a 24~ 56 riserva . . . . . . . . divisione I 78 79 1138 2 Parco viveri e foraggi di riserva della 2• divisione . . . . . . . . . . . 2 ·I :Jti 137 234 5 272 277 470 ,1-12 1 ~ --- I 2 Due ospedali da campo e parco r i- - - - ·-veri della,3a 1livisiono . . . . . . 3 '137 HO 23H 56 ·1 ~ Parco viveri e forarmi della brigata ,1 42 ,\,3 66 15 di cnvalleria m, 1 Parco viveri e fora(J'"i on dello truppe cli corpo d armata ·I 57 58 96 22 5 236 24 1 398 93 1 4 (,) ... Persorrn lo e cavalli pel traino di tre - - - - - -- -276 ospednli da campò di còrpo <l'ar111111.a 3 \l7 .JOO ·156 74 ,t Sezione panattieri . . . . . . . ,1 M [S5 90 23 ,t Servizio dei materia li da guerra ,1 74 75 130 30 .1 I 4 . 15 225 230 876 12'7 1 4 Treno di riserva . · 1 o 270 ~75 466 "'1 2 ,16 Totale (2 lùiea) .. 20 4003 ·I 023 17,1Q -8 32 . I :~o ,11751795 2890 782 Tofa,li: generqle

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4M!('"I

(•) 160 dei quali appartengo no al servizio sanita rio. • 1411 dei qua li ~ppartcngono al scrvi1.io sanitario e 30 all'orcfaance stoi·e depa,,tment.

r·1

R ivista esteni.

9


122

R IVISTA

123

ESTE RA

Quando il corpo d'armata debba essere provvisto d.i tende e di. coperfe da cavallo, occorrono pel loro trasporto 20 carrette e ·136 carri, i quali vengono somministrati ai vari reparti del corpo d'-1rmata dal treno di 2• linea.

Specch io N. t. .

F ormazione di un corpo d' armata. U OMl N I

.1

Quartier generale del corpo d'ar-·, I 80 )) . . 21J: 72 96 mata . ·106/i 29/J:07 30/i-7•1 7348 b4 Tre divisioni 14 3 2208 232,J '.2 11771 6 Una .brigatii tli cavalleria

p \'

Comando dcli ' artiglieria cli corpo e' 1 armata . . . -~ S Brigata di batterie a cavallo · -o~. (3 batterie) ( 11) . . . 23 .g ~ /Brigata di ba tterie da lb. 16 ·];,; (2 battcrie) (2) . . . 46 -~ Parco d'artiglieria di corpo ~ \ cl':irmata (3 sezioni) . .

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Comando del genio di corpo d'armata . . . . . 0 ~ Una compagnia zappatori con ;.a § parco . . . . .s: ~ Equipaggio da ponte di corpo § d'armata . . . . . . e:> 1 Sezione telegrafica

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SrmJizi di 1n hneci d1, corJJO

d'cirma ta

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8 ~ Sezione cli polizia militare (>f Direzione di veterinaria. -~ ~ >f Dir:ezione dei culti . . c5 ° Uffi cio postale. . . . UJ -'..3 >f Direzione di commissariato .'.: o

A. 1· iportars-i. 1

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. ,t 2.99 3B954 3b'.253 1115311 90 ,1~46

(·J Esclusi gli u fficia li , tru ppe e cavalli che fanno par te del quartier ge ne rale do! corpo d'arma ta. (1) I nclusi 2 ufficiali, 5 uomini di t ruppa o 6 ca{·alli del comando della brigata di batt erie a cavallo (3 batterie di cor po d'arma tu, 1 batte1·ia tiella brigata cavalleria) . (2) Inclusi 2 u fficiali, 5 uomioi d i truppa e 5 cavalli del comando della brigata cli batterie da campagna di co,·po d'armata.


124

RIV ISTA

125

ÉSTERA

Specchio N. :.

Segv..e Specchio N. 1.

Armi, corpi e servfa:i costituenti un corpo d'armata.

1~

UOMINI

Ripol'lO.

/Sezioni treno per i servizi di ,(a linea (6) . Seziono sussisLen7,e Direziono di sanità Sezione di sanità .

I

-~

5 md

Stato 1na,gg•iore generale (geneml staff) 1 Quartier gouoralc di corpo cl' ar-

. . 11299 33954- 35253 H531 901 1

[~ 2 8 6

148 114115 72

1

102 116 23 78

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-o e: ce ;...

Seni'i:ti di 2" limea di corpo "' ·N;;, d' a1·ma,tci ·;;: o

~

..,

i Sezioni t.re110 pe1· i servizi cli 2a linea (7) .

}=-o

Sezione panattieri . Deposilo cli sussistenze Servizio dei materiali guerra . . . 6 ospedali da c~,mpo \ Ser\'izio P?Stale . TOTALE.

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I

I

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28 4-8

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1~73

1

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(l) l nclusi 16,1 conducenti borghesi. (2) 121G cav,dli sono proprietà degli ufficiali ; 447 cavalli sooo somministrati dallo Stato ad 11fJiciali ; i l'imanenti cavalli di t ruppa s i rliv1clono in 3824 da sello, G66J da tiro, 68G cli riserva e 12 da basto . (3) i nclusi 140 veicoli d i requisizione . (4.) Inclus i 21 carri della sezione d i sanità . (5) I nclusi 23 carri della sezione panatlieri; 30 poi so1·vizio dei material i da guerra e · ?4 d e i 6 ospeda li da campo . (6) Car,·eggio del Q. G. e dei servizi d i 1a linea incluso quello occorrenLo pel trasporto di l giorno ,·iver i o foraggi cli rise1·va per l'artiglieria, il genio ·O i servizi accessori del corpo d 'armata. (Vedi specchio N. 13). (7} Carreggio per 6 osped ali da campo , per la sezione panattieri, per il magazzino di mate ria li da guerra e quello occorre!1te p el trasp orto di l giorno di viveri e foraggi di riserva per la b rigata cavalleria , per l'artiglieria, il genio e i servizi accessori di corpod'armata . (Vedi specchio N. 18).

415 8

9G 159 H

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66

66 »

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Totale stato magg. generalo _9_0 _ 2_4-_2 _ 3_3_2 _ 2._.7_4 _>~

»

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Fantel"ia 2·1 battaglioni .

12

1

1

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252

3 roggimou_ti? .uuo per eia-i· ,;cuna d1v1s10ue . . . 6 regg. ·186 3732 39 18 3690 ,> ,1 brigata (3 reggimenti) .

60

I

(5) 2761

2.445 3

mata .

2 Quartieri f(Onoral i di divisione . ·1 Corn:mdo cli brìa:ita d1 caYalleria 6 Comandi ièl'. fanteria .

. 6511 2238G 23037 1·176

- - - - - - - - -- - - -

eai;allerici

1

Artiglieria ,, Stato maggiore d'artiglieria .2 ', batte,ia coa J, h,·i- i ~o1 gata cavalleria . :, J . tt J ), b,tto,·ic, dell' arti- ' J,\ · < "" glie ria del corpo ., "" ·6 bau.. cfo ·16 lib.; 2. per{ ·E: So ciascuna divisione ~ ~ 2 batterie da ·16 lib.;) 8 -~f 0~ artigl. di corpo . ' 3 batterie da 9 Jih. ; 1( 3 m . » -o\ per ciascuna e1·1v. 3 parchi d'artialieria divisionale . ·1 parco d'artiglieria di corpo d' armaw .

--

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1

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14-7 3890 ft.037 3693 90

ii 02.

1

1

• Esclusi gli ufficiali , la t1·~ppa e i cavalli c he s ono compresi nello stato maggiore gene: raie (quartieri . generali).


126

B!VfSTA

127

ESTERA

Segiie Specchio N. z.

,- -,

I._____________ _ U O ~l T· 2'i I...

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Genio "'Stato maggiore del genio 8 compagnie zappatori , una per ciascuna divisione . ,1 co,npagnia zappatori con parco cli corpo d'aruiata. . . · . . Equipaggio da poute da coqJO d'ar-

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9 330 339 243 311 ·13Sezione telegrafica da corpo d'arm. 7 '172 09 ,10!) )) -- - - - - - - -· To!.ale genio . Id 11324 il467 t.i!JO )) 77 -- - - - -lllat;'l .

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Pobiz·ia miihtcwe 3 sez.ioni; una per ciasc1ma) ' d1v1s1one . . . . .)· 4 scz. •I :;ezione pel co·rpod'armata, ·

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292

300

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SegiM Specchio N.

Sanità ~ Direzione di sanità del corpo d'arrnata . Direzioni 1di corpo d'armata di sanità (delle tre divisioni ·I /:2 sezione cli sanilù di CO!'pO di armata 1/ 2 sezione di Htllitù di brigata cli cavalleria 3 sezioni cl i sani t:'t cl i divisione ·12 ospeda li da campo ~l'ota le sanil.it

2.60 »

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Vete1· i.·1uit'i,ci .

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CO mm,iBSCl,1"ialo

Poste (uOìciali incaricati)

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52.

55

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))

J. Servi•io cli commissa,.iato e de! traspo?'ti

C1dti (cappellani mili tari)

·11'

,1,1

22

,1.1

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i>

"'Direzioni cli fclcl corpo cl' afmata cornrnissarialo (delle ere divisioni . ~ (6 scz . sussist. cli hrig. di f'ant. ~ ) 11 » » » cli eav. ;.:::: )3 » » cl i divisione . . :;_\,I ii ,i rlicorpo cl'armata g depos. di sussist. didivisiouc . :§ ·I ,, » , di corpod'arm. ~ Sezione panattieri . . . . . 4 compagnie t.reno per i servizi di ,1u linea 4 compagnie 1.rcno per i servizi di 2u linea

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·17 6 60 ,1,1 :J6

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·178

·l 003 ·1023 •17HJ

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2.68

Tota le comrnissar. e trasporti (2> 82 22·12 22.\H 2984 _.:~

H6

Servi.: io dei matei·iali (magazzino di corpo d"armata)

(

I/. •

(2) 28

2.68

296

!i-01

>)

. ·14,1 i 35597 370·1 1 ·1284.9 90 ,t 573 1

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20

TOTALE GENERALE

1

(! )

30

----- -- - --- -- - -

• Esclusi gli ufficiali, la t.ruppa e i cavalli che sono compresi nell o stato maggiore generalo (q uartiei·i generali; . (L) Ca,.,.oggio servito dal treno di comm issarialo. (2) Ufficiali commissari.

' Esclusi gli ufficiali, la trupp1 o i caYa ll i che.sono compresi nello stato maggiore generale (quartiel'i generali). {J) 1~5 ufRciali n:;cdici e 29 ufficiali delle t.ruppc di sanitil. (2) Carreggio servito d_al treno di commissariato.


128

129

ESTERA

HIVISTA

Specchio N. ,a,

Specch io N. 3 ,

Formazione di una brigata

Formazione di una divisione. (a)

ru

cavalleria.

I

I~---I ::, l = UOMI NI

UOMl~T

] I "' c..

--''--

39 )) Qunrtier gniiern lr, della <liYisione ·15 ;l8 53 200 (j;)O!~ 670!~ ,\.62 Il Due brigaLr di fa11lerit1 . . . ;j(j -;:i c.;/ I fmlla!!lio11c di fauteria . ·1 ;31 10G6 IOH7 ~.9\·1 rcg-giÌ~enlo cli cavallori,n . :J•I 622 trn;1 61! ij ::, C/J . ~ t1 battPrrn dn campag. da lib. 9 7 Hì8 17'.i l:J'.2 (j g_È hallerie » » 16 14. 388 .\.Otl :li6 12 ?,:::'. ·I parco cl'artigl. di divisione!. 6 208 2H 2ii7 »1 i:'.:~ 1 •I compagnia zappatori . . 6 196 20'.2 46 »

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6

Seni.zi d•i, 1" linea., d·i dicis.l polizia mili Lare . 2 73 10 65 Dirrzione di ,etcrinaria . . 1 8 9 2 ,1 Dircr.ione dei cul ti 1 2 ;3 Uflfrio postale . . . . 3 ;l "Din•zionc di commis:;ariato , ))I )) I 2 1188 1 J1 J,I ,f,I!~ )) (2) 6·1 Treuo per i :iO!'l'izi di 1" li1wa(:\.) 3i I t~ 2 )) )) Sezione ::mss1stenzc' . . . 2 •12 2 )) • Dirrziouc di sanit;'1 7 5 21 H2 4531 ,1/1 » »)) ,f,I Sezione di sanità . . . Serri:;i di .2• linu,, di dicis. Trc11operiscr,izidi2•linca(5) 3/(IJ ·137 •140 236 » (:l) 5G 3 29 :32 :3 » » Deposito di sussistenze . . 2 ospedali cl:l campo . •I 6 90 I 06 16 » » Totale. 3t\51 98:lOj•IO•I li81 241>0[·1s1 :J20

2 {Sezione cli ·~ :.-.::

9:\.

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(D) La 2"' dil'isiono del corpo d'armata ha in meno l ufficiale, !! uomini di tn,ppa e 2 cavalli, del treno. (') Esclusi gli ufficioli, truppa e caro.lii compresi nello s tato ma ggiore dol1a divisione. ( 1) Inclusi 39 concluccnli borghesi. ('2) Inclusi .io carri della sezione d i sanità dei quali ~ di requ isizione. (3) Inclusi 21 carri, 8 dei quali di re(]olsizione, per i 2 ospedal i da campo della dii•isionc(4) Carreggio del Q. G. e doi se1·viz1 di l" linoa di div isione, incluso quollo necessario poi trasporto d i l giorno viveri o foraggi di risen·a per lo truppe suppletive, Q. G. o servizi della di"isìone. (5) Carreggio pet· !/. ospedali da campo, e alll'i servizi di 2" linea , incluso quello nccessano poi trasp9rto di l giorno vi1·eri o foraggi di riservn per l'intera di\'iSione.

Ufficio di Y<'ll'rinaria ~~ Cappellano militare. . 8 e Ufficio postale . . .

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Specchio N. io,

Formazione di una brigata di fanterla .

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I (1) li comando di una brigai.i di fanteria o di ca\'alleria si compone di un maggior gPncralo coma nda nte, di un aiutan te di campo (/Jrigade major) capitano, di un ufficiale d'o1·di11auza (atde-de-camp) e cli 1 scrivano. (2) Carreggio pel comando e ser,·izi della brigata, incluso quello occorrente pel trasporto di 1 gi,>rno vi\'Cri e roraggi di riserva per l'io tera brigata. (3) Compresi 19 carri, d i cui li d i 1·oquisiziono della sezione di sanità.


130

RIVISTA

Specchio N. o bit.

Quartier generale di corpo d'armata.

Genera le cornand:mte del corpo d'armata Urfi.ciali d'ord inanza (aicles-de-camp) .- . /Sostituto aiut.-intc generale - colonnello - (depnty culjtttant ~ yenernl) . . . . . . . . . . . . . . ·fu Sostituto qtrnrti<mnnstro generate - colonnello - (depnty g~o qncwtermasler yene;ral,1 . · . . . . . . . . . Assistente aiutante gcnernlc - tcucnte colonnello - (assistant ~ adjlltant general) ;;; Assistente quartierrnastro generale - tenente colonnello (assistant Q. M. C.) . Sosti tnto as,;i:;tente aiuta·ute generale - capitano - (cfop. a,s:;ist. A . C.) . . . . . . . . . . . Sostituto assistente r1uartiermastro gcu. - capitano (dep . (1$SÌ.St. Q. M . G.) . Comandante il qua rtier geuerale ~ i::i:lUflìciale supe6orc o generale comandante l'a rtiglieria. Capitano cl'ùtiglicria (b1·,igacle 't1tajM· cl'ar·:_, 1cria) . . 8 ~ Ufficia le d'ordinanza (ufficiale d'artiglieria) . . . . =1 i:! [Ufficiale ,;nperiore comaudau(c elci o-enio . . È_!(;) Capitano del genio (brigade nutjor del genio) 8.g Ufficiale d'ordinanza (ufficiale del gc11io) . ~faresciallo prerost.o (111·ocost marshal) . . . : . Veterinario princi paln (assimilato a colonuello) . . . . Sostituto com missario geuera,le (assim. a colonn.) - Ramo commissariato e traspol'Li . . . . . . . . . (a,) (Sosti tuto ~o~nmissario generale (assimil. a colonn.) - Ramo materiali . . . . . . . . . . . . . . Medico principal~ (assimi l. a maggior generale) . . . . Cappell:mo JH'tt1<;1palc . . . . . . . . . . .

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Quartier generale di divisione.

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Vetermario (assi nii I. a tM. colouncllo) . , .

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(a) Non sono indicati in questo specchio che i capi dei vari son-iii amministrativi del co r po d'armata o doila d ivisione. li nu mero di urnciali, gregari o cavalli addetti alle d irezioni di co:nmissariato, sanità, vl'terinnria ecc. del corpo d'armata o della divisione è rispe ttiva mente ioùicato negli specchi N. I o 3, alle rubriche, direzioni di commissal'iato,

e~c.

,1 )) Tenente acnernle comanJantc della divisione 2 )) ù rn ciati cPorclin::rnza (wicles-..cle-cetinp) . . :..::: ci/Assistente aiutante generalfi . . ~ ~~Assistente quartiermastro generale. J E'; )Sostituto assistente aiutante generale cpwrtiermastro ge- ,1 )) o~~ nerale . . . . . . . . 1 )) Coman fTcnente colonnnllo comandante d'artiglieria ,1 d'artig. (Tenente d'artiglieria ( acijiitcint) . . . . ,1 )) Coman {Tenente colounello comandante del genio . del gen.(Tenente del gonio (cu]diitant) . . . . IAssisLcntc maresciallo prevosto (assislctnt pl'Owst mctr-

)J

Totale, qwi1·1Jie·1· gene,rale d:i corpo d' a1·mata .

sanità, veteri naria,

131

E$TEf-lA

Specchio N. o.

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. . . (a) A~s.is_tcnte commis:,a1:io gell. (assim. n ten . coloun.) ) Ulftciale medico (ass1rn. n colonn.) . . . . . \Cappellano· . Totale, quc1;rtie1· generale cl;i, d;ii;i,;ùm,e.

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(a,J Non sono indicat i in questo ~pecchio che i capi dei vari servÌii a mministra tivi del corpo d'armata o della divisione. li num ero d i u/Ifoiali, gregal"i e cavalli addetti alle direzioni di commissariato, sanità, vete rir;aria ccc. del corpo d'armata o d ella divis ione il rispettivamente indicato negli specc hi N. 1 e 3, alle rubi·iche, direzioni di commissariato ,. sanit à, vetel'inari a, ecc.


132

'133

ESTERA

lUVIST.4.

Segue

Specchio K. 7.

I

Formazione di guerra di un battaglione di fanteria . (SLato maggiore e S compaguie).

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I ('ì Un tenento è addet to al carreggio del battaglione, ed ha dri tto a un ca,·allo di cm•ica. La compagnia che somministra quest·umcia.lo. ba yn subalterno in meno. (I) li sergente :mnaiuolo 1·ima11e alla base d'opcrazioni. (~) T battaglioni scozzesi (llighl and 1·egimenls} hanno in pi(1 1 piITeraro maggio1·e e 5 pilfcrari. l baUaglioni caccia&pri (ri.(les) hanno 10 trombettieri inYece dei tamburini.

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A riportarsi

CAVALLI

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Sott' ufficiali Scrac11te maggiore Sergente quarticrmnslro Cnpo musica . Tamlmrino maggiore Sc!rgcnte di maggiorità (I ) Sergente arrnaiuolo Sorgente pK<atorc Sorgente ad etto al carreggio S<·l'gente cuciniere Sorgente 1.appatore Furieri . Sorgenti

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Tenente colo11ncl lo comandante ,1 0 ,., Jllaggiori Capitani "',1 Tenenti. ,J Aiutante (Tenente) ,1 Pagatore . . ,, Quarticrmastro l\Jedico ·1 Totale Ufficiali .

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Specchio N. , .

Compresi 4 ~avalli di riserYa.

A·>·m'i. ( musicanti, tamburini e zappatori sono armati di sola sciabola. I sott'ufficiali dello s tato maggiore sono inoltre armati cli revolver Aclams. La rimanente cruppa (985 nomini) ò armata di fucile 1Iù11ry- Ma1·tini, mun ito di baionetta o di sciabola-baionetta secondo che appartiene alla fanteria di linea o ai cacciato ri. ,uuniz'ioni. Ogni armato di pistola ha seco 24 cartucce e altre 3(ì cartucce per pistola sono carreggiate da l ba ttag lione. - Ogni armato di fuc ile ha seco 70 cartucce e al lre 30 cartucce per fucile sono ca rreggiate dal battaglione. cai·reggio. Un carro a due rno tc trasporta utensili da zappatore (150 gravin e, 150 badili ecc.); i rimanent.i tre carri a due ruote trasportano munizioni (9GOO cartucce da fuc ile e 2'10 da pis tola per carro). Quattro carri a 4 ruo te (l per' ogn i 2 compagme) traspo1·tano le c~perte da campo, le cucine e il bagaglio delle compagnie. Due carri a 4 ruote trasportano viveri ed avena di riserva per l giorno Un ca1To a 4 ruote tras porta >l magazzmo ciel quartier maslro (oggetti di vestiario ecc.). Un ca1To a <l ruote trasporta il bagaglio, le coperte da campo dello stato maggio1·e del ba ttaglione. Quando occorra di Lrasportare le tende, sono iggiun ti al carreggio del br,ttaglione .1, carri a 4 cavalli' somministrnti dal treno di commissariato. Yiver-i di rise1··va. Due 1·azioni sono trasportate da l soldato, cu na razioneècarreggiata. In complesso esistono presso il battnglione viveri di riserva _per 3 giorni.


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ES TERA

134

RIVI STA

Segue Specchio N. 8.

Specchio N. !ol.

Formazione di guerra di un reggimento di cavalleria.

CAVALLI

UOMINI

(Sta to magg iore e s troops - <l squ adroni).

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...e U(ffoiol-i

Tcncnlc colonnello co mau<l:rntc i\1aggion: Capitani Tcncmti. AiutantC: (Tenente) Pagatorn . . Quarticr·mastro Medico . r cteri11ario

1

Totale sott'ufficial i

TrornbC'L tieri •.

32 ~5 )) -12 o r~so 480 ., ,.. 2 8 2z 11

l\Ia11iscalchi Sella i Allic, i mani;;c-0.lcl1 i Carradori e mo r:;ai Totale operai . Totale generale

So ll' ii/(ic iali 4 4 ,1

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Caporali Musicanti ( 11) Soldati . Conducenti Totali' capora li e 5oldati

Totale ufTicia!i

~crge11tc mngR\ore Scrgcuto qu:11·1,ormastro. Capo musica . . . . Sergente pagntore Sergcuti: ,1J·111a i uolo ( 1) . Sergente sell:iio Sc'rgento maniscalco . Scr·genw cucinie1'e TromLH'lliere maggiom . . ~ergeuto di maggiori lit . . Scr~en_tc addcuo al c11rrcggio f:nn er, . ( I per ci_ascnn troop) . Scrgeut1 (3 id jcJ. ) •

Clipornl,i- e soldati

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(I) Il sergente ~rmaiuolo rimane alla base delle or erazioni.

(Il Quando il reggimento entra io ca mpagna, i musicanti sono distribuiti fra gli squadroni. • (2) Compresi 4 cal'alli da tiro di riserva. , Armi: l dragoni (cavalleri a ()esa nto o media} e gli ussari. sono a rmati di ca rabi na e sciabola; i lanciel'i di lancia , sciabola e revoll'er (Adams), sonvi però IG indiv idui in ciascun squadrone di lancieri cho sono armati d1 carabina . Complessivamonto ciascun r_cggimonto di dragoni o us;ari conta :,50 carabine, 16 ,.evolver (sott'ufficinh e musica nti) o 600 sciabole; cit1sc un reggimonL~ di la ncieri . 6·1 c arabine, ·15'.l lnnc ie, 512 r e ,•olver e 600 sciùbolc. L'uLlualo cu rabina dn cava llel"ia è lo !:i nide r, c he però verrà $0S tiwita nel volgente anno dalla carabina Martini-licnrv. Jlf1mi.ioni: Ogni armato di carabina o di revoh•er è proHeduto di 30 cartucce. li reggimento carreggia inoltre 20 cartuccia pe r carabina o 3G por r evoh•er. J 1·eggimen ti lancieri carroggiauo dO cartuccia per carab ina. Carreggio: Un cnrro trasporta il bagaglio, coperte dn campo, cucine ecc . dello stato maggiore reggimentale. On can·o trasporla il mngaiiino vestiario del quarliermastr o .. Due carri trasportano. vl\"Ori e arena rii riserva per u n giorn o. Un carro trasporta le mu nmon ,. Quattro carri (u no per squad rone - 2 t·>·oops) sono de,1.in,Jti n trasportare le coperte da campo, cucine, bagaglio ecc. degli squad ro ni. lla n-i in nne il carro fucina. Occorre ndo di trasportare lo tende, il carreggio rcggiment.alo è aumentato di 4 can·i •a 4 ruoto forniti dal treno di commissariato . Viveri d·t riserva: Oltre alla rar.ione surlcle lta, ogni uomo di truprin ha seco due razioni di viveri di risen•a .


, Specc hio N. 9 .

Formazio~e di g uerr a delle b a t t erie a cavallo e delle b atterie da c amp agna .

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UOMINI

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Uffeoiali Maggiore Capitauo Tenenti Medico . Veterinario

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Cannoni ( 1) 1i.i ~2 "2 i> 6 6 Cani per mullizioni

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Souuffìciali 7 IlfallÌ~\:lllchi TrornucLLicri Cannouieri Cavalli di riserva I ,., Totale da sella 6

-1--_

Sergente maggiore . . 11 ,J Sergente qu.i'nien11nstro ,1 ,1 Sergenti . GI 6 Caporali . G 6 6 Bombardieri 6 6 6 Dn lfro Cannonieri 70\ 87 7";,, Concl uceuti . 73 76 60 Cii. . ,. TrombctLicri ., 2l 2. 2 e~,,.. ; flCr mt1n1·z1·ou1·

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Totale vcuurc a ! 6 ,f (i ,J 6 / -1, ruote (2). 11.fonù,'ioni

36 48 36 3"v t,1-8 31·' ('ol · per pezzo . , p1

,1IJ:' 8 .,, uu/ , 46/

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Maniscalco Allievi maniscalchi Sellai Carradori Totale tr uppa.

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Fucina Carri da batteria . 2 Carro viveri di riserva 2, 2 C,walli di 1·iserva -- - - . "75 ,J94 ·168 Totale da t.iro

6 ·6

'1" 82 20·1 •175

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Sistema di cos tl'llzione:

Canno ne eia libb1·e 16

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Canuono da libbre n

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batteria batteria eia cam pagna a cava llo S.istcma di cost.ruz. Frasei·. Di ferro . Aci avancarica. Riga tm·a ,Uaxwell, analoga alla francese salvoché le d ghe sono ti·e e non v' ha riga ristretta.

I

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·12 H!1 86. 711· 37 37 2(~0 240

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• Cavalli del veterin ario . (!} Si. riassumono qui appt·esso i caratteri più notevo li dei <·a o11 oni d t1 campagna :

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A.1·mi portatil-i.

: i' !2 •12 •12 .I 4 4 4 · 1 ,J2 ,J O 8 Carabine Sn•ide.1· com- plete. 12 . 106 128 ·102 - Sciabole baionette (3) » - Sciabole ,j 07 21~0 Tota1e cava lli . ,183 ,158 ·I32 Cartucce .

- - -- -

Totale uomini

6

.

Calibro. . mili . 91,4 76,2 76,2 Lunghezza tota le . . metri l ,9S 1,79 1,72 . cllilog. Peso . . . . . 609,6 Il 304,8 •J06,4 J' orta ta (9° di elev.) . . metri 31 00 2700 2700 (2) Occorrendo di trnsportare le tende sono aggiun ti alk1 batteria dne can i a 4 ruoto somministrati dal treno d' armata. (3) I conducenti e gli operai sono disarmati. (4) Nel carico di ques ti carri sono compresi viveri rli riserva per J giorno.


Specchio N. tO.

Formazione di un parco d'artiglieria di divisione e di una sezione dt parco d'artiglieria di corpo d'armata..

UOMINI

Ufficiali.

Ma~giorc . Capitano . Tenenti Quartiermastro . Medico . I Veterinari o 1

Truppa.

I Sergente maggiore .

. Sergente quartiermastro Sergenti . . Caporali . . Bombardieri . Cannonieri Conducenti i Trombettieri . . . ~Ianiscalco . . . I Allievi maniscalchi. I Sellai . . . . . I· Carradori . . . . Totale uomiui

;

da. sella. Cannone da libbre 46 con . ,I »I di ufTiciali . . . . -v: 2, ~ 2 ,rcu.ura ecc. n' ,1 dello Stato per ufficiali 5, 5 Cannone da lihJ)re 9 con 2· 2. Sott~fficiali 11 ,1 1 vettura ccc. 1 1 ,1 1! Mamscalco . 1 1 C~rrnttc per cartucce . il , ,J Trombelticri . . 2 2 ~ ; per numiz. da lib. ·16 ,j I il Cavalli cli riserva ~·~ 2 » » 9. -6 -6, Totale . . . 23,· 2:3 ..-:i< da trasp~rto ( 1) : - ;- 1 1.la t:i,ro. - - - ~ per razzi . . . . ,1 4 Cannone da libbre 16 con t per muniz. (tli riserva) 1 1

1

1

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I

1

vettura . ~. 4 8 focina 6 6 Cannone da libJJJ'C 9 con Totale vetture 6 6 vettura. 4 ~ 1lfun'i.zioni cti 1·ise1··va. ~ Carrette per rnrtnccc . . H ~ Colpi per cannoni da Jib. 5 5 1 per muniz. da lib. 16 1 36 ,16 1 123 80 ii » HI 36 ·- cli) tr·a.·i)ot·to (,) I per cannoni da lib. 9 2 7?.z ,1,12» Colpi ~ ·- ~. u Cartucce per fucil e . . ,1: il t I)er rnzz1 . . . . 6 >) (artncce per cara). 1 ~ lanc. ?! 6 u per mnuiz. (cli ri~crva) 1 6 » Cartucce r dragoni . 3 3 • ~ , I'ucrna . . . . . ' 6 li'.I- per carabinal) ussari . _ ~ \ cavall i di riserva _ 20 20 Carlncce ) fanteria. 21111 117 1 Totale cavalli . ~57 ,J 7,1 per revolver I cavalleri<l '1

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36 )) )) 36

• Cavalli del veterinario. . (I) Sono rom1wesi nel cal'ico vivcl'i di l'isel'\'a per un giorno per il personole ad letto al porco divisione o allu sezione cli parco di corpo d'nrm:ita. :\I parco divisio11alc ed a ci ascuna sezione del parco di corpo d'armata $Ono so,,11n.111strate 2 l cu1·obine Snider complete, ciascuna dello quali è provveduta di 480 Cal'tucce. ·

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139

ESTlm A

Specch io N. t I

F ormazione di guerra di una compagnia zappatori del genio e di u n parco d el genio.

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.'l'ruppn

S(lrgcu11 . . . . Caporali . . . . Secondi caporali . . Sergcutc maniscalco. Allic, i mani~calchi Caporale sellaio . f aporalc_ carradore Zappatori . . . Conducenti . Tronilrnttieri . Attcudc11 ti. .

Totale T OTALE GENERALE

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Cara/li da sella

di u!licinli 1 1 » dello Stato, per nIli eia li Souulliciali montali . . 3 I » Trombettiere montato - - - - Cava lli di riser va 6 Totale• >)

Totale

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t:rrnc.il/;i, eia t,i;1·0 Carri da traporto per utensili , bagaglio ecc. Carro stamperia . . . Carro litogr. o fo tografia Cavalli da basll> . . . C:m11li di riserrn Tota lc1 C',l\'all i

26 21.

Materiale 2 Carri con nrn teria li del gcuio ,,. . - ,196 33 Carro stamperia . . . Carro litogr. o rotografìa

2. ,, 2.

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202 34.

Totale vetture Arm·i. e rn·un-i::;ioni J<ucili Mar(;ini-llenr y Sciabole Cartucce per fucile .

• Nel cnl"ico di questi carri sono compresi: viveri di r iserva per l gl orno.

2

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9 2 3 3 1

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2

15 1j


'140

RIVISTA

141

ESTERA

Segue Specchio N. 1: .

Specchio N. I~.

Formazione di un equipaggio da ponte da corpo d'armata. (1'20 ya,,··dS

= metri 109ì.

UO MINI -- CAVALLI -

UOMINI -

I

I

N.O

MATERIALE

I

MATERIALE

I

No

-1 Ufficiali

l

CAVALLI -

~fag_giore . Cap1ta111 . Tenenti . . Quartiermm;tro Medico Veterinario

Cavalbi, da sella

I

D'ulTìciali . . Del lo Stato, per ulficiali . Soetufficial i montati. Manisca lco e aliievi 'l'rorn br~tticri

fs.1 1 :i

,~"I 12.,

Ca1Jltlbi, dli tiro

2,l, carri da ponte a 6 cavall i . 5 carri da trasporto a fi cava lii e 11 a 1 fucina . Cavalli cli riserva .

t~

·I H

cavalli

34 6

1

Tnippa

22

.i

- -1

Totale cavalli

21~3 1

Carri da ponte per barche ( 100 yards di ponte) . ) . Carri da ponte per cavalletti ( 53-0 » Ca,rro, viveri cli riserva C,1 giorno) . . Carri da trasporto . Fucina ·

20j

,1!!

Sergente maggiore . Serf(ente quart.ierrnastro

,1 I

'101.

Sergenti . Caporali . 2 .di capondi. Pontieri .

,12 1 ,12 . 100

1

Conducenti . Trombettieri Attendenti

,14s!

;i'

18

1

Materiale 1

4- 1

))

i01l -

Manist;a lco e fabbro Sergen te operaio Capora li operai . . . . . . Allievi maniscalchi e a Ilievi fabbri

Totale vetture

,1 3' 8 4-

Sellai . Carradori Falegnami

f~

!~ . -

Totali uomini

-1

339 1

- Il

Fucili Mart·ini- ffoniy Cartucce per ciascun fu cile Sciabole

'11

I

3,1

,132

50 35


RIVI STA E STl-:HA

Specchio N. 13 .

Segue Specci1io N. t3.

~

Formar.ione d i una sezione telegrafica . (HJ m igl ia

= chi lom etri H0,5).

- - - - -U-OM

: ·=,~-~~C =:A\_=A ':t_t,_- ~-A-TE_ll_lAI.E - - - --

-1 No

I

G<ivalli da sella UO~II NI -

C,I VAL LI -

~t ,,TE!ll>\LE

11

D' uDì ciali . Dello Sullo, per ufficia li . Soltuffi,·ia li mon tati . .

4-11

9

91 11

Segnal:itori . :à'fani~ca lco Trom ii()Uicri

CJffkiali

:lla~giore o capit.1110 Torrnnti . . . . , Qunrtiermasl1'0

I Medico

.

Ca oalli dn tiro

I

3 ·I ·I 1

.

Ve.1.crinario . 'f ruppa

1

'2. carri ~taziune . . 8 corri co11 nH1 Lcriolc telegrafico 2 carri cl:i trasporto 4 fucina . . Candii di riserva .

81

4~1 4,

6

Towlo cavalli

Scrf(c11le 111aggiurn

:1

1091

Sorgente 1Jnartinrmaslt'O

Sergenti . Caporali .

I

.

.2 . d i ca pornl i. Zappatori Couducenti . .\ ttPndenti T ro111 bettir.r i

66

I.\. 21

!j :lla11 i:;ra lco e rn bbro · Sergente tclegrafisln Caporal i operai Caporn li telcgrn fi sti

,1faterfole

5

s ti oO

,.

Carri s1,nzio1rn Carri per filo r ivestilo, ecc. Carri por fil o scoperto, ecc. C,nri da trasporto• Fucina TotalH volture

1 1

2

.

,11·mi e munizioni

:2

A l lievi maniscalcl1i e fabbri

3

Sellaio Carradori e falc•gnam i Tolngrnfisti

I

Totale uomi ni

4 i:l IO

l ng

I_ I

12 6 2

~~cili Ma1·t,ini- Henry · .

I Sciabolo

. . . . . . Revolrcr ( Adams) . Cartucce per ciascun fucile Cartucce per ciascun revolver

• r.on ,·hwi di riserva per I g:orno.


BOLLETTINO BI BLIOG'RAFICO

L'aveuir de la tnto•ine et du conunet•ce exlérieu,• de la France. - Le Hav1·e, Breni,:w; Pal'is. ChalJamel, '1877. - Prezzo lire 2.

Jut.ES lNGOUF .

llistoi,•e tlela Russie, depuis les orifJ-ines jusqu'tì l'année 1.877. ln-16°, 72ì pages. - Parjs, Hachet~e . 1878.

A t.FRED H.AMBAUD.

A . Bou1.ET n'.HA UTESErrne, capitainn . Projet ,l'o,•gt:.nisation des écoles de lit• dans l'ti1•1née ter1•ilorit1le. - In-12°. Paris, Durnaine, '1878. LÈON B1or.r.AY. IJn épi,çode de l'tipprovisionnenient ,te Ptiris en. 1789. - _ ht-8°, 82 pages. - Paris, nupont, 1878.

E.

'llfote sur la COJJ,,~.t,•uction et I' exploilation du troisième réseau des cliemitts ,le fer ft•auçai.ç . - Pflris, Quantin, 1878.

BRAME.

MAX Cr-JERFILS, capitaine' cl'état major. Troisjournées d'explo,•,itio,i par une division de cavat,~1·ie. - Paris, Dumaine, 1878. A . GERIIAROT, 1ieut. colone!. Traité des ,•esistances ,lu cl&et,al. - J volume in-8°. - Paris, Dumaine, '187B. - Prezzo lire JO. VERD'>' ou VERN01s, général-rnajor de l'arrnèe prussienne. Etudes

d'l&istoi1•e ,nilitaire, ,l',i11rè.,; le ,nétode a1111li,111ée, iracluit <k l'allemancl pal' le commandanl. L Granclin . - 1 vol. in-t2•. - Paris, Durnai1Je, 187,. - P1·ouo li re :1. H . I, . 1llililiit•.:.§cl,e11mtis11ius f'iir 11S7~. (Annuai·io m ilitare pel '1878/. - W ien, Hof u . Slaatsclrucke r ei, '1878. - P1·ezzo lire 8,50.

Il Dirett ore ORESTE

BARATIERI Maggiore net Bersaglieri.

DEMARCHI CARLO,

gerente . .


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RIVISTA ESTERA

~ALTA

Malta, situata in mezzo al canale che congiunge il Mediterraneo oc0identale 001l'orientale, tra la Sicilia e la Tunisia, distante 300 chilometri da: questa e 90 chilometri da quella, provvista di buoni porti e munita di fo rmidabili fortificazioni, è stazione navale di primissimo onli ne per gli avvenimenti che forse stanno per svolgersi in Oriente. Questa grande importanza strategica derivante dalla situazione geografica è poi aumentata dall'esser i' isola posseduta dalh.t prima potenza marittima ilel mondo. L'Inghilterra, padrona di Gibil terra '.e di Malta, con quella chiude l'ingresso, con que>sta domina il centro del Mediterraneo, e vi possiede ima prima base per operazioni eventuali nel :Mezzogiorno d'Europa e nel Levante, cd una buona sta?.ionc interllledia, sia militare, sia commerciale, sulla sua grande linea di comunicazione colle Inclie. Malta ò perciò uuo dei possedimenti ai t{uali il govemo inglese attribuisce maggiore importanza militare; non ha trascurato pertanto, specialmente._in questi ultimi anni, di aumentarne le difese e di crearvi quegli stabilimenti che valgono a farne uua staziono navale di prim'ordine. I.

L'arcipelago maltese, per situazione geografi ca, per struttura geologica o per conformazione topografica, appartiene all'Italia e non all'Africa: esso, come Pantellaria, Lampedusa o Linosa, è uno dei sollevamenti Rivista estera.

11


, 146

R IVISTA

ESTERA

del arande basso fondo delle Sirti che congiunge la Sicilia colla Tunisia. Si c~mpone dell'isola di Malta, dell'isola del Gozzo e degli isolotti di Comino e Cominotto. La sua superficie è di 370 chilometri quadrati, dei qua li 273 per la sola Malta. L'isola di Malta, la principale e la più importante dell'arcipelago, è lunga 27 chi l. , larga ·13 e ne misura circa 100 di circuito. Una serie di piccoli altipiani, ch9 si elevano da 90 a 180 (,I) sul livello del mare, lnngo la costa sud-ovest dell'isola tra il capo Ahrase e il capo Benisa, ne forma la linea di displLlVio e la divide in due versami, quello di sud-ovest, il quale non è che una stretta costiera, ripidissima, in molti tratti a picco; quello di ,nord-est che scende dolcemente verso il litorale. , L'interno del l'isola, benchè si elevi di poco sul livello del mare, è assai aceidentato, essendo formato in complesso da piccoli pianori, aridi, quasi spogli di , 1egetazième, separati fra loro da valloncelli a pareti ripidissime. Le comunicazioni naturali vi sono perciò ~·elativamente difficil i, ma vennero cousiderevolmeilte migliorate, mediante parecchie strade costrutte pei bisogni della difesa. Il litorale ha esso pure differenti caratteri nei due versanti; quello di sud-ovest è tutto a picco : quasi dovunque inaccessibile; le rocce, ond'è contornato, raggiungono in alcnni pnnti l'altezza di 50m sul mare; qnello di nord-ovest, da l capo Ahrase al capo Benisa, è invece sinuoso e, sebbene in alcuni tratti sia formato da roccie alte <1· scoscese, tuttavia presenta alcuni punti di foci le ap prodo nelle cale cli l\ielleha, di S ..Paolo, delle Saline, di S. Giuliano, di S. Tommaso e della Marsa-Scirocco; in esso apronsi le (due insenature importanti che formano il porto della capi tale, cioe il Porto Grande e la Marsa-Muscetto. L'isola del Gozzo, ::i nord-ovest di Malta e clist.ante 7 chilometri da questa, ha 38 chilometri di circuito, 15 ·1/2 cli lunghezza e 6 1/ 2 di larahezza. 1t cont.ornata da una costiera ripidissima, alla, in molti punti ina~cessibile (specia lmente ad ovest e a sud) e nella quale non si apre alcun sicuro porto; pochi sono i punti d'approdo, il più importante di essi ò il porto Migiarro. L'interno è più accidentato e difficile che a Malta; il pnnto più. alto dell'isola, il Castello del Rabbato, trovasi a ,170m sul livello del mare. L'isolotto di Comino, e lo scoglio di Cuminotto partecipano della uatma delle due isole; sono rocciosi, aridi, quasi inaccessibili. Il suolo dell'arcipelago maltese è calcareo, in molti punti formato 1

111

1

(1) ll punto più .alto è !a torre Nadur eh~ si trova a 1sorn sul mare.

1

147

da nuda roccia, in altri coperto da uno strato di terra vegetale, profondo appena da 20 a 30 centimetri, raccolta con molta cura in campicelli contornati da muriccioli che li difendono contro l'azione devastatrice delle forti piogge autnnnali. L'isola è poverissima d'acqua; vi sono pochissime fonti e ur~ssun corso d'acc1ua perenne. Nell'autunno e nell' inverno vi cadono piogge tropicali, ma l'acqua si perde tosto nelle cavità del sottosuolo calcareo. I prodotti sono scarsi e costano al coltivatore lavoro lungo e ingrato; i. principali sono il cotone, il frumento, il vi no e gli aranci; vi prosperano alcune piante delle regioni tropical.i; vi scarseggia la legna da arderé e vi manca il legname da costruzione. Lii prodnzione del paese basta appena per un terzo dei bisogni della popolazione; suppliscono al rimanente il commercio, la pesca e l'em igrazione. La teh1peratnra è eguale a quella della Tunisia settentriona le; nell'estate, il termometro segna ordinariamente 30° C. e supera di radQ 35°; nell·inverno non scende~qu::isi mai sotto 10°. Le variazioni 1-1tmosferiche vi sono brusche e freqLlenti; il vento di scirocco vi apporta, specialmente nei mesi cli luglio e agosto, un calore soffocante, insopportabile. Nell'inverno vi accorrono molti stranieri al.tratti dalla dolcezza del clima. La popolazione è un miscuglio di elementi indigeni e forastieri. Il fondamento dell'elemento indigeno è semitico e deriva dalle colonie fenicie, ma venne modificato dal le successive dominazioni dei Greci, dei Cartaginesi, dei Romnni , degli Arabi, dei Siciliani, cui l'isola è andat:> soggetta: la lingua maltese è uua derivazione~ del siriaco imbastardito e arricehi to da paro le arabe, latine, spagnuole, inglesi, francesi e specialmente italiane·; la lingua italiana è conosciuta dalla maggior parte dei Maltesi. I forastieri appartengono a tutte le nazioni; vi si trovano Rarb::iresclu, Greci, Turehi, Tedeschi, Itali::ini, Francesi, Inglesi; essi sono stabiliti per la massima parte nella capitale. I i\faltesi souo sobri, attivi, coltivatori laboriosi, navigatori arditi. Non avendo di che vivere nel loro paese, emigrano in gran numero nei porti del Levante a esercitarvi i mestieri di giardiniere, di facch ino e di barcaiuolo . Tu tti i cocchierì di Tnnisi sono Maltesi . La popolazione ascendeva nel ,1876 a '149,270 abitanti, dei quali 7/r.,,t 79 maschi e 75,,101 femmine; in questa cifra non sono però compresi nè i forastieri residenti nell'isola, nè la guarnigione. Tale popolazione è per circa un quarto (36,4-39) racchiusa dentro la capitale, il rim:menle è disperso in piccoli villaggi o casali nell'isola di Malta e in quella del Gozzo, la qu.ale conta ,15,,1,96 abitanti ; Comino è .abitato da por;he famiglie di pescatori e coltivatori. Malta è una dei" possedimenti dipendenti direttamente dalla Corona 1


RIVISTA 148 inglese; ha però leggi ed aromi uistrazione propria. A capo del governo sta il governatore generale, assistito da un consigho di gove1·no , composto di 18 membri, 1Odei quali sono funzionari pubblici e 8 sono elettivi (1) . Le entrate ammontavano nel 1876 a '176,003 lire sterline, e le spese a 163,508; il debito pubblico ascendeva a 268,000 lire sterline. Il commercio, cruasi tutto di transito, vi è assai attivo, specialmente dopo l'apertura dell'istmo di Suez; nel 1876 fu cli: 11,252,778 lire sterline d'importazioni 11,018,3 12 » » d'esportazioni. Il movimento della navigaz'ioue ( escluso il cabotaggio) ascese, nel ~875, a 4,831,000 tonnellate. A Malta toccano quasi tutte le linee di piroscafi che solcano il iVfoditerraneo; si trovano perciò nei suoi porti g1·andi depositi di carbone e di viveri, un ampio lazzaretto, bacini di carenaggio ecc. Vi esistono inoltre grandi depositi di granaglie in magazzini sotterranei, a guisa di cisterne, che portano il nome di silos. 1

1 1

1

II. (2)

Singolare importanza ha la capitale dell' isola sia per le for ti ficazioni che la difendono, sia per la popolazione che racchi ude, sia pei suoi due ampi e sic~iri porti, l'uno chiamato il Porto Grande, l'altro MarsaMuscetto, separati tra loro dalla penisola di Sceberas sulla quale è costrutta la città della Valletta. Il Porto Grande, lungo 6000m, largo in media 500"', forma quattro iuseuature, il porto ùella Renella, quello degli Inglesi, qnello dell'arsenale o dell~ Galere e quello della Sangle o dei Francesi, divisi tra ,loro da tre penisolr{ sulle quali sorgono rispettivamente l'ospedale della marina, la Città-Vittoriosa, il borgo la Sangle. Il porto di Marsa-Mascetto, lungo 5000<n e largo·400"', forma a sua volta i tre seni di Sliema, del. Lazzaretto e di lmsida; nel suo interno s'erge l'isola cli Jezirah o del Lazzal'etto. Il primo dei due porti serve per la marina da guerra, ed in esso infatti si trovano gli stabilimenti marit(1) I d ieci membri ufficiali del Cons iglio d i Governo sono : il governatore gonora lo- presidente, il generale comandan te la guarnigione , il segretari o capo, l'avvocato della Corona, l'audi~ore generale, il dire ttore dell,) dogana, il direttore delle contribuiioni, il tesorie,·e , il sovrainte ndente dei por ti, il p1·csiden te delle opere pie. (2) Vedi i N. 779, 786, 809 o 812 delia. Politische Correspondenz di quest'anno, e Die Reiseerlnne,·unge" eincs mi!Wlrischcn Toiwisten aus Malta (Neue mi!i ta.,·ische BIMter, dispensa d'ottobre 1876).

ESTERA 149 timo-militari; il secondo è destinato alla marina mercantile. Sia l'uno sia l'altro possono ricevere i più grossi bastimenti , avendo le loro acque una profondità media di oltre 15m; le insenature che formano (specialmente quelle del Porto Grande), sono defilate dai tiri diretti delle navi al largo. La città si divide in due parti: una è la Valletta (col borgo della Floriana), situata fra i due porti, l'altra è la Città- Vittoriosa (coi bqrghi della Sangle e della Burmola), situata sulla spouda snd- est del PortoGrande. La Valletta è fabbricata regolarmente, le sue strade si tagliano ad angolo retto, ma non sono piane; le trasvehali , in modo particolare, sono ripide, formate a scaloni.· È circondata da tre lati dal mare, e difesa da mura molto alto, in parte ricavate dalla roccia e che seguono col loro tracciato le irregolarità ·della costiera; sulla punta della penisola s'.erge il forte S. Elmo. Vorso terra è difesa: ,1° Da una cinta bastionata del sistema italiano composta di tre fronti i cui estremi si appoggiano ai due porti, e completata da operé esterne e da strada coperta; il fosso è scav:1to in parte nella roccia, le · scarpe sono al te da .2.0 a 2,5m . 0 ~ Dalla cinta avanzata della Floriana, distante dalla prima circa 6QQm, forma ta da due grandi fronti bastonati con opere esterne e strada ~operta, e collegata colia prima cinta pà mezzo d'un muro a· tracciato irregolare in parte bastionato, in parte a tanaglia. A ra[orzare questa seconda cinta e ad aumentarne l'azione sul terreno esterno, venne costrutta davanti ad essa e sulla dorsale dell' istmo della penisola di Sceberas, un'opera a corona con fianchi molto allungati , chiamata forte Lascaris; dentro essa sorge un'opera a corno, la quale funziona da ridotto della prima. Nel borgo della Floriana trovansi i principali stabilimenti militari della piazza. La Città- Vittoriosa si compone di tre parti, cioè: a) della Città-Vittoriosa propriamente detta, fabbricata ·sulla penisola fra il porto degli Inglesi e quello delle Galere; , b) Del borgo della Sangle, fra il porto omonimo e il porto delle Galere; e) del borgo della Burmola, in fondo al porto delle Galere . La prima e il secondo hanno, dal lato di terra, una cinta propria, e sono difesi, dal lato di mare (salvo verso 'jJ porto dello Galere dove sono aperti), da un_semplice muro; il borgo della Burmola è protetto da due cinte, cioè: ' ,1 ° Dalla C'inta della lhirnwla composta di cinque fronti bastio-


150

RIVISTA

'151

ESTERA

nati che si appoggiano, colle loro estremità, rispettivamente alle cinte delta Sangle e delta Città- Vittoriosa. 0 ~ Dalla cinta della Cotonera, concentrica alla prima, distante da essa da 2.00 a 30011' ed appoggiantesi cotte sue estremità in fondo al porto degli Inglesi e a quello della Sangle. Lo spazio tra la prima e la seconda cinta· fo rma Ùn vasto campo frincerato . Tutte queste fortificazioni, quasi esclusivamen te iu muratura, hanno grandi profili e scarpe molto alte, sono in parte scavate nella roccia e opportunamente disposte sia per esercitare azione effìcficissima sul terreno esterno, sia per la difesa vicina . I foss i sono asciutti, ma il fondo loro è ·in .rrualche tratto coperto· da piante di cactus che formano un oslacolo non indifferente. A completare le difese della piazza, specialmente dalla parte di mare, concorrono sei forti cioè: ·1° Il forte S . Elnw sulla punta delta penisola di Sceberas; batte l'entrata dei clur~ porti. È una vasta e robusta opera tutta in muratura, con ampie c::iserme e numerosi magazzini: in ,alcuni tratti del fronte a mare presenta quattro ordini di fuochi . Rècentcmente vi furono eseguiti impananti lavori per collocarvi pezzi del pi ù grosso cali bro (da 38 tonnellate) protetti da corazze. Il suo armamento si compone cli circa ,100 pezzi . 0 ~ Il forte Ricaso/ri, a mezzodi e in faccia al forte S. Elmo, difende l'entrata del Porto Grande. Jt un'opera eguale per estensione al forte S. Elmo; la sua pianta è triangolare, i due lati che si poggiano al mare seguono la irregolarità della costiera; il lat.o verso . terra è forma to dù due fronti bastionati, con rivellini e strada coperta. Ha armamento potente e 11urneroso quasi quanto quello cli S. Elmo e presenta un solo ordine di fuochi. Nel suo interno si trovano ampie caserme e magazzeni. 3° Il (01·te Tignè sulla punta Dragut: batte l'ent.rata della ~farsaMuscetto . Ha pianta quadrangolare e un ridotto interno. Benchè meno ampio dei due precedenti, e dota to perciò di minore armamento, tuttavia per la sua favorevole posizione, ha azione efficacissima su tutto il fronte marittimo. .· ~.<> Il fo1·te S. Angelo nell'interno del Porto Grandù, sulla punta della penisola su cui sorge la Citt.à-Vittoriosa, e da cui è isolato 'per mezzo di un canale; batte d'inJìlata l'entrata del Porto Grand e, e completa l'azione dei forti S. Elmo e Ricasoli ai quali presta eziandio efficacissimo fiancheggiamento . .È un vr~cchio, ma robusto fqrtilizio, a quattro ordini di fuochi, con caserme e magazzeni molto ampi; la sua azione è rafforzata dalla retrostante batteria della Sa,ngle.

ap-

5° Il /o'l'te Afanoel, 5ull'isola del Lazzaretto, in mezzo alla ~farsa-Muscetto. Batte d'infìiata l'entrata della Marsa ed ha azione molto estesa sulle penisole di Sliema, di S. Giul iano e di Imsida. È un forte bastionato cpiadrangolarecou fosso e strada coperta; il fronte nord-ovest è rafforzato da cavaliere e da rivellino: sullo sp11lto di questo fronte · havvi una piazza d'armi in cni tal volta accampano le trnppe di passaggio, ·o quelle altre che, in occasione di concentramenti considerevoli, non trovano posto nelle caserme. 6° Il forte niw,vo o Jo,rte Shema presso il casale di egual nome, ha per ufficio di difendere la penisola di Slierna, di battere il mare al largo e la Ca la di S. Giuliano. È 1in'opera più piccola delle precedenti, ma assai importante per la sua posizio;1e. Sul fronte verso terra non vi sono, per quanto ci risulta, forti staccati, dife tto che in parte è compensato ' dall'azione efficace e lontana che hanno sul terreno esterno J forti Mauoel e Nuovo sul fronte settentrionale, la cinta della Floriana coll'opera La5caris sul fronte occideiitale e la cinta della Cotonera sul meridionale. La piazza di M:alta è dotala di importanti stabilimenti militari e ma. rittirni. Vi sono ampie caserme nei forti, nell'interno della Valetta e nel sobborgo della Floriana; in qrtest'uhimo si trovano la piazza d'armi, l'arsen::ile di terra , magazzini cli munizioni e di proviancla : nella Valletta trovasi l'ospedale mili tare. Altre caserme sorgono pure nella Città- Vittoriosa e nella .Rnrmola. Gli stabilimenti della marina mi litare sono costrutti lungo Porto Grande, e sono: ·I O L'ospedale della marina· sul la pun ta Bighi tra il porto degli Inglesi e quello della .Renella. 2.0 L'arseuale marittimo in fondo al porto delle Galere, ove trovasi il bacino cli carenaggio, detto il D'l·y-pock: un altro bacino di carenaggio chiamato Sonwrset-Dock trovasi nel porto della Sangle; fiual mente un terzo era recentemente in costruzione in fondo alla Marsa presso l'opera a corona della Floriana. 3° I magazzini di carbone e le polveriere sulla penisola di Corradino. ' . Nelì'interno della ·piazza e nei forti sono scavate vaste cisterne, nelJe quali viene raccolta con molta cura l'acqua piovana. A provvedere poi la città d'acqua sorgiva venne costruuo, sin dal 1615, l'acquedotto Vignacourt, lungo più di ,t 5 chilometri, e che vi porta l'acqua dalle vicinanze di Città-Vecchia . L'annamento della piazza è potente; il fronte a mare è guernito di 1


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bocche da fuoco di grande potenza, da 12, da 18, da 2o e persino da 38 tonnellate, alcune delle quali protette da corazzature. Finalmente, ad aumentare le difese, si fa largo assegnamento sulle torpedini, delle quali esiste un grande deposito nel porto di Sliema.

Tra la cala di Corkeva e il capo Benisa non vi hanno fortificazioni; la natura della costa aha e dirupata, inaccessibile, le rende superflué. Dal capo Benisa al forte Ricasoli si stende invece una _serie quasi continua di fortificazioni, le principali delle cruali sen ono a difesa dell'import-ante baia della ~farsa-Scirocco. Esse sono disposi~ nell'or. dine seguente: a) La torre di Benisa (4 cannoni) sulla punta dello stesso nome; b) La batteria Ba,lbani {'16 cannoni) collegata colla torre '.Beni sa per ·mezzo d'un trinceramento iungo 600m e a cui protezione serve il ridotto Du- .F1·enoy; e) Il forte Agiwras (2A cannoni) sulla punta cl'Elrniniéh; è collegato per mezzo di un trinceramento lungo ·1:270 metri colla Jn1tteria Balbani colla quale in.crocia i suoi fuochi a difesa della Cala-Frane.a; ha azione altresì sull'interno della Marsa-Scirocco; d) La torre Spinola, la batteria J>into (•16 pezzi), il ridouo S. G•iorgio e la batteria Feretti ( 1O pezzi): battono l'interno ddla l\fai:sa-Scirocco e specialmente della Cala- S. Giorgio; · e) Il fo1·te S. Lticiano ('I:~ cannoni) nella punta cli M.arnisi, opera . recentemente sistemata e armata di potenti artiglierie; ha azione efficacissima sull'interno e sull'entrata della il'Iarsa-Scirocco cli cui forma la difesa prineipale; f) Il ridotto liendòme de T(m•il C,12 pezzi), il ridott,o del .Fango sul rovescio dell'altura Delimara e la batteria Vielgra, (8 pezzi), fra l'altura Delimara o il ridotto del Fango: incrociano i loro fuochi col forte S . .Luciano e battono l'interno della Marsa- Scirocco. Passata la punta Delirnara, s'incontrano: a) Il trinceramento cli '1\imt1rel fra il capo Delimara e la punta di Tal Bia, lungo 4600 metri; b) La torre di S. Paolo sulla pnnta Schavopologan, pro letta da un trinceramento che misura 360 metri di sviluppo; e) La batte~·ia Nicania o du Cluseau ('16 pezzi)· e la torre di s. Tomrnaso ('1'.2 cannoni) in faccia alla batteria du Cluseau, collegate fra loro da un trinceramento, in fondo della ca la cli S. Tommaso, lungo 500 111 ; d) Il forte cli S. Tommaso (2/i pezzi) sulla punta omonima, e in faccia acl essa la torre cli Zoncor, opere amendne destinate a difesa della l\'farsa-Scala; un trinceramento lungo 700111 si stende dalla costiera dove sorge la torre di Zoucor fi no in fondo alla l\tlarsa-Scala; e) Le due torri della Larga e della CJ-mzia- collegate fra loro da 1

III. Oltre le fortificazioni che difendono direttamente la capitale, ve ne sono altre lungo il litorale a protezione dei pochi punti di approdo che esso offre. Esse consistono iu torri, batterie e trinceramenti. Incominciando dalla penisola di S. Giuliano a nord del forte Nuovo, si trovano le opere seguenti: a) La batte,ria dli S. Giiiliano: difende la cala dello stesso nome, importante pei facili approdi che presenta in vicinanza della piazza; b) Il forte S, Giorgi.o: protegge la piccola cala d'egual nome; è un'opera molto ampia e robusta, fornita di caserme e r icco armamento: alcuni trinceramenti difendono i punti cli più facile approdo nelle cale cli S. Giuliano e di S. Giorgio; e) La batte·r ia della il1addalena: del pari assai r.obnsta, che sarà · rafforzata da un nuovo forte cbe si sta c.ostrnendo nelk sue adiacenze; d) Le batterie V'end-ilme e de Gallis: fra la batteria della Maddalena e la punta di Kaura; e) Le batterie Kau1·a ed Elbena: coìlegate · da un trinceramento, che difendono rispettivamente la piccola cala delle Saline e l'entratll di quella cli S. Paolo; f) Le batterie Poli, Contro, Vendorne e Mistra: che difendono l'importante baia cli S. Paolo; g) La batteria e il ridotto Pedeau, la batteria Vestrem, e W1a terza batteria Vendoine: difendono la baia della M:elleha; un trinceramento tra il ridotto Fccleau e la batteria Vesl.rem chiude al fondo della baia; h) La torre di Jfarrach (8 cannoni~, la batteria Esp·inasse (8 cannoni), il ridotto Lowvie,rs, il ridotto della Ca1·1'ière, la batteria Vendome ( 16 pezzi), il ridotto Hossiliet, il ridotto Ta Wied 1lfussa e la batteria Stevin-Beaiide'oUle ( 16 pezzi): proteggono la costiera del canale cli Comino ( 1) . Serve iu certo qual modo da ridot.to a queste .ultime fortificazioni e a quelle della cala cli Melleha l'importante forte di S . Agata sul punto culminante della piccola penisola tra la cala di M:el!eha e la cala cli Cerkeva.

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(1) I dati relativi all'armamento delle varie opere sono desunti dalla Politische Corresponden.: del 4 aprile, N. 812.

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un trinceramento lungo ,14,00m e che va a terminare presso· il forte Ricasoli. Dietro l'ultima delle due torri sorge il nuovo forte di S. Rocco, il crnale ha azione anche sull'entrata dei porti della capitale. Queste fortificazioni rimontano per la maggior parte ai tempi dei · cavalieri di S. Giovanni; presentano muratura scoperta, pochi locali alla prova e alcune non sono opportunamente sistema te per venire annate con potenti bocche da fuoco . Ma quasi tutte sono favorevolmente situate, sia perchè si trovan.o a discreta altezza (da (i.O a 60 metri) sul rnare, sia perchi: a c::igionc dd terreno adiacente assai difficile, non han.no a temere colpi di mano. Il governo inglese, in questi ultimi anni, ha fatto eseguire considere\'oli lavori per trasformare e ampliare le difese dell'isola e specialmente quelle della Marsa-Scirocco e della baia di S. Paolo; in alcune · opere del fronte a mare non solo della capitale ma anche della ~farsa-Scirocco furono impiegate corazze per proteggere le potenti artiglierie onde sono' armate. Nel centro dell'isola, su un altipiano, trovasi la Città-Vecchia o Città-Notabile, antica capitale cli Malta. È difesa da una cinta bastionata e da un castello, primitiva residenza dei granmastri dell'Ordine dei cavalieri. Conta 59,16 abitanti. L'isola del Gozzo è difesa dal forte Charnbray che domina la cala Miggiar, e dal castello del Rabbato nell'interno dell'isola e da alcune batterie da costa nei ·punti cli più facile approdo. Anche Comino è difesa da un forte e da una batteria . · La guarnigione normale cli Malta si com pone di circa 5000 uomini, oltre la marina. Attualmente (,1° maggio) è più fo rte e novera: 7 battaglioni di fan teria, 7 batterie d'artiglieria da for tezza, 2 1/2 compagnie del genio, e il corpo R.oyal- i11alta- FencibleArtillery (6 compagnie) ossia in tutto 80011; uomini . Vi è inoltre un reggimento di milizia maltese. Malta è la stazione ordinaria della squadr'a inglese del Mediterraneo.

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dai Romani e non restò loro definitivamente se ·non dopo la seconda guerra punica: sotto la dominazione romana riacquistò quella prosperità di cui avea goduto ai tempi dei Feni~i e che avea per~uto sotto i Greci e i Cartaginesi. Caduto l'impero romano, la conqu1sta·rono, nel ft:31~, i Vandali, e dieci anni appresso i Visigoti; a questi la tolsero, nel 583, i Greci del basso impero sotto il cui dominio nuovamente decadde. Nell'anno 870 i Saraceni, già padroni della Sicilia, s'impossessarono anche di Malta, ne scacciarono i Greci, vi stabilirono colonie arabe e un governo saggio e tollerante, e ne fecero una delle stazioni priucipali delle loro . forze navali nel l\'lediterraneo. Noi ,1090 Ruggero il Conquistatore 1n tolse ai Saraceni, ne espulse oli Arabi e vi spedì colonie ita liane, d'allora sino al principio del se~olo xvi seauì la sorte della Sicilia sotto i Normanni, gli Svevi, gli Anoioini e \ 1i Aragonesi. In questo a!Lernarsi di dominazioni, Malta, las~iata in b:lia a governatori rapaci e infesta ta dai pirati, fu ridotta un arido scoolio, ab itato-cla pochi miserabili coltivatori. e pescatori. . 0 . Sul principio del secolo xvi, l'imperatore Carlo V la annesse ai suoi dominii clireLti e nel 1538 la cedette ai cavalieri cli S. Giov::inni cli Gerusalemme, i quali nell'anno 1 i:>'2.2. erano stati scacciati dall'isola di Rodi. Allora incominciò per Malta un'èra nuova, se non cli prosperità economica, certo di importanza militare; essa di venne il baluardo della cristianità, nel 1VlediLerraneo centrale, con tro la potenza navale dei Turchi e dei Barbareschi. I cavalieri di S. Gi.ovanni (che presero il nome di woa~ieri di jlfa~ta) vi incominc;iarono cruei grandiosi lavori che dovevano convertire l' iso(a in una fortezza form idabil e, quali il Borgo (chiamato in appresso la Città-Vitt01· iiosa), il Castel S. Angelo e parecchie torri del litorale. · I primordii dell'Ordirn~ di Malta furono, henchè per breve tempo, assai c>oloriosi; esso partecipò a tutte le spedizioni intraprese clalle ·po-• • • . • lenze cristiane contro i Turchi, e fu in contmua guerra coi pirali barbareschi . Fra tal i imprese, sono degne di part.ic;olare menzione quella contro Tnnisi nel ·I 535, e quella contro Algeri nel 1536 amendue tentate da Cado V cd ameucluc fal lite . Nel ,I 55·1 Dragut, ramigerato corsaro algerino, preparata, per ordine del sultano Solimano, una grande spedizione nei porti di Barberia sbarcava nel porto cli M:arsa-Muscetto, si stabiliva sulla penisola ~li Sceberas, meueva a ferro e a fuoco le campagne, minacciava la Ci ttà-Vecchia, ma non ardiva assaltare il Borgo ove si erano ridotti i ·cavalieri e una parte della popolazione dell'isola. Si limitava a bloccarlo, e dopo alcune settimane, all'annunzio dcli' approssimarsi 1

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IV. Malta sin dalla più remota antichità ehbe grande importanza commerciale e mili tare . Circa ,1500 anni a. C. fu colonizzala 'dai l?enici, della cui civiltà rimangono tuttora tracce nella lingua e nei monumenti del paese. Molti anni appresso, verso il 75(:ì a. C., fu occupata dai Greci di Sicilia, ai quali la tolsero nel 528 i Cartaginesi. Du• rante le prime guerre punich1>, fu parecchie volte presa e ripresa


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della flotta di Andrea Doria, si rimbarcava conducendo in ischiavitù parecchie migliaia di Maltesi. A difesa dell'entrata dei due porti fu costrutto , nell'anno segµente, il forte S. Elmo sulla punta della penisola di Sceberas; pochi anni appresso, per ingrandire il borgo , venne fortificata la penisola che gli sta ad occidente, e v i fu costrutta una borgat.; che, dal nome del gran mastro dell'Ordine, fu chiamata la Sangle. v Nel •1565, il sultano Soli mano, irritato contro ,j cavalieri cli Malta perché avevano predate alcune navi che portavano persone a lui carissime, si determinava a volerli scacciare da llfalta, come "rrià 0o-Ji u~vea scacciati da Rodi. Faceva pertanto preparare nei porti dell'impero, fo Oriente e in Barberia, una grande spedizione, laqnalecont,iva 159 bastimenti con 30000 uomini di truppa da sbarco, sotto o-li ordini di M;u~tafà- pascià. Questa flotta formidabile èompariva il •18 :aggio davanti a Malta , e alla sera del giorno stesso incominciava lo sbarco nella ca la del l\'ligiarro. Il gran mastro La Va lette, malgrado che non disponesse, per la difesa dell'isola, se non di 700 cavalieri e 8000 uo~ i'.1i di truppa, tuttavia non si perdette d'animo, e diede tosto gli ord1m per preparare la più ostinata difesa. I Turchi, dopo aver saccheggiato e incendiato i villaggi, marciavano sulla nuova ~api tale dell'isola , e af.Gne di creare un rifugio alla loro flotta 11el porto di ~Iarsa1\foscetto, ponevano assedio anzitutto al forte S. Elmo che ne difendeva l'entrata. Dopo grandi sacriGci se ne impadronivano; ma i loro sforzi andavano a vuoto contro Castel-S. Angelo, la Sangle e il Borgo. Finalmeilte, in principio di seuembre, un esePcito di soccorso forte di 8000 uomini partiva dalla Sicilia, sbarcava il 7 settembre nelia cala ' di Melleha e muoveva sul borgo. All'annunzio dell'anivo di questo soccorso, i Turchi abbandoaavano l'assedio e in fu ria e in fretta si rimbarcavano. Il gran mastro la Valette, sia per assicurare la difesa dei due porti, sia per offrire un asilo alla popolazione dell'isola foéeva costrurre, sulla penisola di Sceberà , Ja città che porta tuttora il suo nome. Più tardi, nel "6"5 il gran mastro de Vignacourt faceva fab bricare l'acquedotto e le fortifi cazioni della cala di S. Paolo e della M:arsa-Scirocco. Nel ,f 636, essendo gran mastro il Lascaris, sorgevano le belle fortificazioni che difendono la Valletta dal lato di terra e il borgo chiamato la Floriana in onore dell'ingegnere che ne diresse la costruzione. Nel •1663, per cura del gran mastro Cotoner, venivano eretti _il forte Ricasoli e il Lazzaret.to e la vasta cinta della Cotonera che protegge la Città-Vittoriosa, la Sangle e la Burmola. Finalmente nel •173t il gran mastro l\fanoel de Vilhena completava la difesa della piazza mediante la costruzione del forte Manoel sulÌ'isola del Lazzaretto.

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Dopo l'assedio del 1565 incominciava la decadenza dell'Ordine. Egli bensì partecipava ad alcune imprese contro i Turchi , alla battaglia di Lepanto, alle guerre di Candia, ma le discordie intestine e l'amor del vivere lieto e trancruillo spegnevano quello spirito guerriero e quel sentimento religioso che formavano la sua .forza. Oltracciò, se non cessata, era per certo diminuita la sna importanza. Fiaccata a Lepanto la potenza navale ottomana, era scongiurato per l'Occidente il pc~ricolo delle grandi invasioni ·dei Turchi;. la, missione dell'Ordine si riduceva pertanto alle ingrate imprese con tro i pirati barbareschi, le quali mentre costavano grandi sacri fi ci, non fruttavano se non poca ed oscura oloria , e non lusingavano perciò lo s11irito cavalleresco dell'Ordine. t!} In queste condizioni viveva l'Ordine sino al 1798 quando un avvenimento iuatteso poneva termine alla sua esistenza politica. Il giorno 8 giugno compariva davanti a Malta la spedizione françese diretta all'Egi uo. Il genera le Bonaparte che fo rse aveva avnto segrete intel ligenze con alcuni cavalieri, aveva concepito il disegno d'impadronirsi dell'isola e, poichè gli statuti dell'Ordine- non permettevano l'entra ta in porto se non a due navi da guerra :illa volta, egl i per pretesto domandava il permesso d'entrarvi con t.utta la flotta col pret~sto di orovvedersi d'acirna senza soverchio ritardo. Il gran- mastro Hompescb, uomo avanzato in età, malaticcio cd irresoluto, nou sapea a qual partito ap pigliarsi. t e fortificazioni dell'isola erano formidabili, ma le forze disponibili affatto insuflìcienl.i per nnmero e qual it11 per difenderle contro un esercito agguerrito, ben comandato, e dieci volte snperiore in numero, poichb esse si componevano cli appena 800 cavalieri, di if800 uomini di cattive truppe reclutate con avventurieri e disertori d'ogni na1.ione e di 800 uomini di milizia indigena. Dopo lungo esitare e dopo tenuto consiglio dei dignitari dell'Ordine, il gran mastro rispondeva con un rifiuto alla domanda del generale Bonaparte, e pert,anto questi ordinava che il giorno 1O si sbarcasse a viva forza. All'alba del giorno ·1O incominciava lo sbarco su sette punti contemporaneamente . Il generale Dllssaix e il generale Belliard si impadroniscono delle fortificazioni della ì\farsa-Scirocco, il generale Regnier dell'isola del Gozzo, i genera li Vau bois e Lannes e il capo di brigata Marmont scendono a terra nelle adiacen1.e della piaz1.a. Il generale Yaubois marcia su Città-Vecchia e se ne impadronisce; Lannes eMarmon t rigettano dentro la città i pochi distaccamenti che ancora si mantenevano fuori della piazza e respingono una sonita tentata dal borgo della Floriana. I forti e le batter.ie lungo il litorale cadono una dopo l'altra in mano ai Francesi; la confusione, il timor panico si insinua nella popolazione e nella guarV

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nigione. All'indomani la piazza, dopo breve bombardamento, si arrende Cadono in mano ai Francesi >1;2.00 cannoni, 30, 000 fucili, un rn ilione di libbre di polvere, parecchie navi, molte provvigioni, e, quel che è più, una stazione e una base intermedia opportnnissima tra la Francia e l'Egitto. Prima di partire, Bonaparte regolava, per mezzo d'una convenzione, la sorte dei Cava lieri, stabiiiva nell'isola un governo provvi..:. sorio e un'amministrazione municipa le e vi lasciava una gnam igione di 3000 uomini comanda ta dal generale Vaubois, la quale doveva essere ·aumentata mediante rinforzi chiesti, con sollecitudine, dai porti d'Italia e di Francia. Il Hl giugno la spedizione francese scioglieva le vele per l'Egitto. . Ma appena. partita la flotta francese comparivano davanti a Malta bastimenti inglesi, napoletani e portoghesi. I Maltesi irritati contro i J<'rancesi per la costo rn condot.ta insolente e pel poco rispetto che mostravano verso le istituzioni politiche e religiose del paese, cd istigati dal clero, insorgevano e, aiutati da truppe napoletane e portoghesi, costringevano -i Francesi a ritirarsi dentro le mura della capitale. Dopo la J:mt-taglia d'Abukir, la fl otta inglese comandata da Nelson si recava essa pure davanti a Malta e vi sbarcava altre truppe. Pure, malgrado lo scarso numero della g1rnmigione, gli alleati non attaccano la piazza; voglibno ridurla alla resa colla fame, e rnan tengono perciò blocco rigorosissimo dal lato cli terra e dal lato di mare. Invano tentano cli penetrare nel porto bastimenti inviati dalle coste di Francia e d'Italia, invano cercano d'uscirne alcuni altri ricoverati1'isi prima del blocco; I. e crociere degli alleati si impadroniscono degli uni e degli altri . Il generale Vaubois non trascura mezzo alcuno per provvedere viveri e regolarne nel miglior modo la distribuzione e per mantenere saldo nei soldati, fra le privazioni e le malattie il sentimento del dovere. Ma, dopo due anni di blocco, essendo consmnata ogni provvigione, ccl essendo la guarnigione, decimata dal tifo e dallo scorbuto, ridotta agli estremi dalla fame, una ulteriore resistenza era impossibile, e pertanto il 5 settembre ,f 800 la piazza capitolava ; i difensori ne uscivano cogli ot1ori militari e venivano trasportati in Francia. La pace d'Amicns ( 1802) stabiliva che Malta dovesse esser resa all'Ordine dei cavalier.i, e che ne fosse garanti la l'i ndipendenza e la neutralità. Ma questi patti non furono mantenut.i; l'isola restò all'Inghilterra, la quale, fattosene sanci re il possesso nel trattato del ~ 8·15, ne ba fatta la base della sua potenza marittima nel Mccliterraneo. 1

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LA SOCIETÀ DI SOCCORSO Al FERITI MILITARI . IN FRANCIA

La filantropia, la carità, il patriottismo si son dati la mano per fondare opere cli soccorso ai feriti in guerra. Ma perchè queste poss_an~ produrre i benefici effetti cui miran?, _senza clist:u-bar~, le ~p_erazioni cli guerra, devono venire ordinate e cltrette dall autor1ta m1 l'.t~re. A ciò mira il regolamento, cli cui crediamo opportuno dar~ notizia. . La società francese di soccorso ai feriti è autorizzat::i m tempo d1 auena: 0 ,10 A creare al seguito delle armate nelle regioni che le saranno desianate dal. ministro vclella guerra o dai generali comandanti in càpo, stabilimenti ospedalieri destinati a ricevere i feriti ed i malati appartenenti alle armate ( 1) . 20 A prestare nelle condizioni indicate dal regolamento il concorso al servizio del le ambulanze di sgombero e delle ambulanze di stazione. Tale concorso non può essere esteso alle ambulanze attive delle arma te che in casi d'insuffi cienza di que,,te ed in seguito ad autorizzazione speciale del ministro della guerra o dei generali comandanti in ca po per i casi urgenti. In tempo · di pace la società trasmette ogni sei mesi al ministro della guerra un rappOL'to sui mezzi propri. Tutte le associazioni che ·potrnnno formarsi allo stesso scopo e che non sar::inno riconosciute quali stabilimenti cli pubblica uti lità; dovranno essere rinuitc alla società di soccorso ecl assoggettate ::ilio norme che seguono . Questa disposizione non si applica alle ambula1_1~e local i, la di cui azione non si estende fuori del comune ove sono stabi lite. Nessuno pnò essere impiegato della società di soccorso se non è francesi>- o naturalizzato francese, e se non è svincolato da tutti i suoi obblighi di leva. . · . . . Tuttavia gli uomini appartenenti alla riserva dell'esercito terntoriale possono eccezional mente, con facoltà nominatiya data dal ministero della guerra, essere ammessi. a farne parte. 1

(I) Col vocabolo

armate bisogna intendere le forze di terra e di mare.


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Sono reclutati: i rneclici curanti fra i dottori in medicina; gli aiutanti medici fra i dottori in medicina ~ gli ufficiali sanitari, ed i farmacisti fra i farmacisti patentati. La società è rappresentata: All'interno, presso il ministro della guena e quello della marina, dal presidente della società; In ogni regione di corpo d'armata ov'essa ha centro d'azione, da un delegato regionale nominato dal consiglio superiore della società, accettato dal ministro della guerra e da questi acéreditato presso il comandanw del corpo cl'armata. Alle armate presso ogni generale comandante d'armata o di corpo d'armata operante isolatamente, da un delegato d'armata nominato dal consiglio superiore ed accettato dal ministro della guerra. Allorquando la società venga chiamata a cooperare al servizio di sgombro è~ rappresentata presso le commissioni di linea clelle strade ferrate di campagna, da delegati speciali scelti a misura dei bisogni dal delegato d'armata, previa accettazione dell'autorità militare. Il personale d'esecuzione, medici, farmacisti e contabili sono esclusivamente nominati dalla società, salvo rossorvanza delle riserve dianzr indicate. Prima però che il servizio cominci, i delegati regionali od , altri dirigono alle autorità militari i ruoli nominativi del personale impiegato, ed in seguito ne fanno loro conoscere le variazioni. Il personale delle società di soccorso allorquando viene adibito alle armate è so ttoposto alle leggi ed a.i regolamenti militari. · Il presidente della socieLà di soccorso è l'intermediario fra il ministro della guerra e la società. A lui sono din~tto tutte le comunicazioni uflìciali rel::ttive all'ordinamento generale del servizio della società. All'atto della mobilitazione dell'esercito il ministro della guerra gli fa conoscere le parti del servizio ospedaliero cui devo concorrere la società, e nel succedersi del le operazioni gli fa pure conoscere lo sv.iluppo ulteriore che devo prendere, fissandogliene volta per volta il· limite. I delegati regiona.li non possono corrispondere col ministro, ma si devono rivolgere ai generali comandanti le regioni di corpo d'armata per tutti gli affari nei quali l'intervento dell'autorità militare sia necessario. Essi dirigono mensilmente al generale un rapporto suU'andamento del servizio nella loro circoscrizione. I delegati alle armate sono• interamente subordinati ai capi militari

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wesso i quali !?restano servizio; epperò no~ possono pre~dere alcuna misura di crualsiasi natura senza avern~ prnna ottenu~o 1l ~o~senso, e devono uniformarsi .a qualunque ordine concernente il serv1Z10, provenga loro dagli stessi capi, sia direttamente, sia indirettamente, per mozzo dei direttori del servizio ospedaliero. Tanto all'interno quanto presso le armate, nessun stabilimento o~pedaliero può essere fondato per associazi.one volontaria privata senza un accordo preventivo con l'autorità miliLare. . . In massima gli ospedali da organizzare non devono avere più di duecento letti .nè meno di venti. La ch iusura di nno cli questi stabilimenti è sottoposta alla stessa formalità della fondazione, cio.è ad un accordo preventivo. Presso le armate la chiusura non può venire ordinata che dal ministro o dai generali comandanti in capo. Veniamo ai parLico!ari del servizio. . .. È stabilito che la società di soccorso provveda, per ogm stab1hmento da creare, il materiale necessario. Tuttavia se la formazione di uno stabilimento, riconosciuto indispensabi.le, non può e[ ettual'si per mancanza cl i materiali, l'amministrazione della guerra può accordarle in via eccezionale ecl a titolo di prestito tutto od in parte quant_o le occorre. In questo caso la società rimane responsabile del _materiale prest~to: Nei posti in cni l'a soc·ictà di soccorso cr:a stab1_h 111_cnt1 ospeda~1en è obbligata a somministrare le derrate e gh oggeu1 d.1 consu1rnz1one necessari al tr!1ttarnonto dei malati. Per eccezi0ne, se la società avesse stabilimenti in una piazza investita O le facessero difetto i mezzi, ì'amministrazione militare può fornirlo il necessario dietro buoni vidimati. dal sotto intendente militare e contro rimborso da parte della società nei limiti delle sue risorse finanziari e · . L'autorità militare determina la categoria dei feriti e dei malati da ricoverarsi negli stabilimenti della società. . . . .. Le condizioni di trattamento dei malati ammessi m codesti stab1hmonti rispet.lo :1 1 regirno alimentario ed al se:·vizi_o interno'. devono'. per quan to possibile, avvicinarsi alle regole m vigore ~egh ospedali militari e negli ospizi civili dHlla località. . . La direziono di questa parte di servizio è affidar.a ai delogatt re. gionali ed ai loro rappresentanti. Ciò nondinrnno tutti gl_i s_tal~ilimenti creati dall,a società cli soccorso restano pol controllo e d1sc1 ph na _sotto la sorveglianza dell'autorità militare la qnale vi ha sempre il libero . accesso . Ri1;ista estera

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L'ammalato appena giunto all'ospedale viene annota to sul registro del movimento con tutte le indicazioni portate dal biglietto d'entrata, in mancanza delle quali servono i ragguagli forni ti dall'ammalato stesso. Inoltre egli riceve il cosidouo biglietto di sa la, e se possiede oggetti di valore li dà all'impiegato contabile dello stabilimento , che ne diviene custode responsabile. I guariti sono giornalmente designati dal medico per uscire l'indomani, ed il biglietLo di sala fornito delle necessarie indicazioni viene rimesso all'ammalato o gli serve per biglietto d'uscita. L'impiegato contabile è obbligato cli dirigere ogni giorno all'autorità militare del posto lo stato nominativo degli uomini per i quali l'usci ta dove aver luogo l'inclÒmani. Allorquando un ammalato ,cessa cli vivere in uno stabilimento retto dalla società, il contabile si aniene per le formaliti1 eia compiere alle disposizioni del regolamento sul servizio sanitario dell'esercito . A tale scopo è aperto in ogni stabilimento Llll registro dei decessi , ccl un estratto è trasmesso ogni vènLiquattr'ore all 'ufficiale dello stato ci vi1e. Così pure gli oggetLi lascia ti da nu morto ricevono la destinazione indicata dal regolamento sul servizio sanitario dell'esercito . Il contabile cli ogni stabilim~nto di rige giorna lmente all'autorità miliLare uno sLato particolare del movimento dei malati della cillà, conforme ad un moclell.o stabi li to, ed indicante in una tabella riepilogativa il :nu mero dei mafoti che può contenere lo stabi limento ed il numero dei letti occupali. · Gli st.an1pat.i ed i registri in uso presso gli _ospedali militari sono forniti dal l'intendente militare al delegato regionale e da questi ripartiti fra gli stabilimenti della regione retti dalla società e dove Yengono conservati o controssegnati dal sollo intendente mi litare o dal supplente. La società di soccorso riceve dall'amministrar.ione della guerra per ogni giornata di cura dei ricover::iti nei suoi stabi limenti, a titolo cli parte contribuitiva dello Stato, l'indennità lìssa di una lira . La societiL procede · a suo spese all'inumazione dei militari defunti nei suoi ospedali c0me alla celebrazione ilol servizio mortuario. L'ammontare delle giornate cli trattamento è liquidato mensilmente sulla semplice presentazione di un estratto dal registro del movimento degli amma lati , com pilato dal contabile, approvato dal comitato locale, visto e veri fi cato· dal sono intenclBnte militare. • La liquidazione vien fatta sia dall'intenclentr, militare a nome del delegato regionale dal consiglio superiore, sia da l sotto intendente mì-

163 litare a nome dei comitati locali, sempre quando il delegato regionale JlO faccia domanda. Le regole a(r.ministrati ve per gli uomini della marina ricoverati negli ospedali milita_ri sono applicabili agli stessi uomini quando sieno ricoverati negli sta bi li menti ospedalieri della società cli soccorso . Il personale della soci1Hà è autorizzato a portare il bracciale istituito dall'art. 7 della couvcnzione di Ginevra in data del 22. agosto 1864. I bracciali sono esclusivamente rilasciati dal!' intendente mi litare regionale muuiti del proprio bollo e del numero di serie della regione apposto in base al ruolo nominativo del personale impiegato in ogni stabilimento . In pari tempo è rilasciato a ciascun impiegato un foglio nominaLivo che porta lo stesso numero del bracciale ed è firma to dal delegato regionale e dall'intendente. Chiunque porla il bracciale deve essere costanlomentc munito di questo foglio. Alla chinsura di nno stabil irnenlo r<Hto dalla società di soccorso, i registri proscritti sono trasmessi all'intendente militare della regione terri toriale, per cura dei souo intendenti, i quali a loro volta li ritirano dagli impiegati contabili previo assenso del delegato regionale. I l delega to regiouale trasmette al ministro della guerra per mezzo ·del presidente della società: ,1° Un rapporto sull'andamento degli ospedali e delle ambulanze della region e; 2. 0 La statistica dei malati che vi furono ricoverali con indicazione ·dei risultati ottenuti . Infine il regolamento stabilisce che le società cli soccorso straniere possono <~ssere ammesse a fumionare in comunanza con quella francese in seguito ad autùrizzazione formale del ministro della guerra ed a condizione: ,1° Di sottoporsi alla direzione della società francese; 2. 0 Di conformarsi alle disposizioni del descritlo regolamento; 3° Di funzionare solo in quelle regioni che le saranno assegnate dal ministro della guerra. Fanno seguito al regolamento cinque modelli, e propriamente: Il registro del movimento degli ammalati; Il bigl ieuo di sala; Il registro dr{i depositi; Il registro dei decessi ; Lo stato del movimento giornaliero dogli ammalati. ESTERA


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165 meti-i. Stabilendo rlunque i forti a /~000 metri d11lla cinta, solo pochi pozr,i saranno in grado di gettare le loro granate nella città. · .sccoll(fO qncsLi ct:ileri vennn dcitcrminato il raggio dei divorsi compi trmco1·at1 che guarniscono le frontiere germaniche, e specialmente l'occidentale, ove i lavori di difesa si possono orma i dire ultimati. Gli intnrvalli rlci rorti sono da 3 a 4 chilometri. I forti staccati quelli essendo cui spetta la parte principale iu un assedio, prevalendo in Germauia il principio che como llOIJa guena di campagna cosi anche nella dife::a drlle piazzo la principale resistenza debba opporsi in prima linea, così si ha cnr::t.tli dol.nrli di tutti i mezzi che la tecnica moderna ha sapu to o~cogitare, per aumc•ntarne vuoi la poten1,a ofl'onsivn, vuoi la resistenza passi,ra. Quest'ultima uon basa unic.irne11to sul fosso, che costituisce il vero ostacolo, e sulla robustezza ciel parapetto, dietro cui sta il ,lifensorc, ma oziandio su ll'acconcia disposizione dei rampari, arfìno di scemare efficacia :ii fuochi dal nemico diretti contro gli uomini, il materiale e le rn nnizioni, 11 0 ! combauimcnto, o ùi orTi·iro sicuri ricoveri per gli uni e lo altro rimante tutti i periodi della difesa. Al l'uopo si ù adottato un sistema di cui ecco i dati principali: Rilievo 8 metri. Il ramparo . .;pezzato in due piaui che si raccordano per mezzo di dolcissima rampa, hu la complessiva larghezza da '13 a ,a metri. La grossezza del parapetto varia dai 7 a 8 metri; l'alt<'zza clella linea di l'uoco sul pinno superiore del ramparo è di mctri 2,ft.O. J.n scarp(l estrrna è in terro. Posso : profo11d ità circa 6 metri misurata dal ciglio della controscarpa in mur.:it.nra; 1:irghozza sul ronclo, circa I~ metri, comprnsc la grossezza del muro di scarpa distaccato e l:i stl'acla di ronda, che gli st.a dietro. La scarra è i1t terr;i a pendenza naturale. L'altezza del mnro staccato, anteposto alla :;carp:i, è determinata dal piano cbc, passa11do per i.I ciglio del lo spa lto, fo rma un augolo cli "5° coll'orizzonte . Nella maggior parie dei casi il forte non ha strada coperta. Il ciglio dello spali.o ha altezzn variilbile rra i '.2 e 3 mot1·i. Non esistono gallerie cli controsC'arpa che nri forti provvisti di cuutro111inc, ed :i11che in qursti esse 110n sono giit disposto su tutta la lunghezza clelh1 controscarpa, ma si limitano a bro,i tratti, in corrispondenza del saglientr o degli angoli di quella. Difc•ndono il fosso capon iere in mmatUl'il collocate ava nti il sagliente sul fronte, ccl :idclossate al l'ilngolo di spal la sui rianchi. Per il fianchogESTERA

CAMPI TRINCERATI PRUSSIANI

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Qt1ale sia l'opinione dei capi militari della Germania sul valore delle fo~Lificazioni è s~Lo dimostrato nella dispensa di febbraio di questa R'iv'tl:ita, ove abbiarno enumerato lo fortificazioni che ne costituiscono la difesa territoriale. Da quella succinta esposizione apparo come la Germania non abbia intrapreso dopo il 11870 a costruire nuove piazze, ma o&ni sua attenzione siasi rivolta a sistemare le esistenti, seconrlo i moderni principii dell'arte militare. I recenti ~mpi trincerati presentano quindi ampiezza corrispondente al numero d1 truppe che nogli intendimenti degli organizzatori della ~ifesa territori~le si cr~d.olte pos~ano ivi adunarsi. Si tenne però sempre lerma la massima stabilita per 1 campi trincerati in genere, cli spingere cioè i forti staccat.i di ,1n linea cli quel tanto in avanti cho basti a render impossibile il bombardamento ùella ciuà o di parte di essa. l limiti massimi e minimi di distanza, fra la cinta del col'po di piazza e Ja estrema linna di forti stac<"ati, variano fra i ,\. cd i 7 chilometri, o Je considerazioni che indussero a determina rli sono lù seguenti: La massima gittata del le attuali artiglierie di gran potenza si calcola di dicci chilometri. Le batterie di bomuardnmenLo a motivo del fuoco dei forti o delle sortite non si ammette pcssano esser costrnite a distam:c inferiori ai 3000 metri dalla lin ea <lei forti, cppcrciò, spingo11do ,1uest'ul ti ma di 7000 metri nl cli lit della cinta, è permesso cousiclerare la città assicurata contro gli effetti del bombardamento. Se non che le artiglierie della potenza soprn accennala, noH facendo parte del parco d'assedio cli un'armata, è a ritenersi che il nemico vi ricorra solo por aver ragione di quelle piazzo che hanuo importanza decisiva nella condotta cli una ca mpagna, mentrn non è suppouibile voglia adottare mism·e straordinario por qtrnllo altre che non possodo costitnire l'oggcLtivo delle operniioni di un' armata invadente. Orn le bocche da fuoco che outrano nella composizione dei parchi d'assedio di un'armata in campagna, per lo più, non su pcrano in gittatn i 6000


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giamento del fosso sul lato di fronte s'im piegano i cannoni lisci da 8 a 9 centimetri , e per ogni linea da battere si calcolano due pezzi. I fossi dei fianch i sono ordinariamente battuti con fucileria. Le ·mitragliere non sono ancora, nè forse saranno ma i, adott.ate in Germania. Alla caponiera d(~I fronte si accede per mezzo di una galleria coperta di terra, direttamente dal fosso-piazzale di gola. Codesta galleria attraversa l'interno del fo rte nella direzione della capitale su tutta la sua larghezza, e passa poi sotto il ramparo del fronte . ·,\ pcrtu re ricavate nelle vicinanze di quest'ultimo e del trinceramentodi gola, mettono la galleria in comunicazione col piazzale dell'opera. Alle cannoniere dei fianchi si accede per mezzo di poterne nel modo ordinario, · Il fo rte contiene, oltre alle traverse casamattate sul terrapieno ed ai magazzi ni per il consum9 giornaliero delle munizioni, numerosi locali a prova di bomba pu gli uom ini , ed i magazzini occorrenti per le nrnnizioni proprie e delle vicine batterie. Si ha somma cnra di dare al forte form e meno appari~centi clic sia possibile, e di evitare tutte quelle costruzioni che essendo facili a distinguersi anche da lonlaHo, mentre offrono al nemico bersagl.i ben distinti, marcano nettarn:entc la posizione dei pezzi dietro il para petto. In conseguenza di ciò le traverse si elevano al disopra della linea di fuoco solamente cli quel tanto che è assolutamente nece%ario a proteggere i pezzi, il cui gi nocchiello si tiene possibilmente alto, allo sco po cli evitare le profonde cannoniere. Il numero e la distanza delle travcr,;e fra di loro varia secondo la maggiore o minore probabilità di battere le lince dei . for ti con tiri d'infilata. Nella pluraìitù dei casi però si costruisce una traversa per ogni due pezzi. Le tra verse sono casamatta te e ciascuna di esse serve di ricovero agli inservienti di due pezr.i. Dovendo i pezzi da posizione, destinati a sostenere il combattimento con le batterie di primo attacco, essere trasportati nelle bauerie adiacenti quando il nemico abbia ottenuto il sopravvento su quelle del forte, su[ ramparo non eSÌ$tono ricoveri per i pezzi. Ogni due pezzi havvi nel corpo del parapetto uu ripostiglio dei proietti. I magazzini per le munizioni di ,consumo giornaliero sono collocati nella massa coprente. Essi comprendono: 1° I magazzini per la polvere. 2. 0 I locali per i proietti allestiti. 3° I locali per caricare i proietti cavi. 4° Il piccolo locale per gli artifìzi da guerra di natura esplosiva.

In base alle pr~poste fatte da una commissione speciale, ,mi?.a cli ufficiali ciel genio e dell'artiglieria, incaricata nell'anno .1 ~65 _di_ Sl,udiare la questione della organizzazione delle_piau~ fori!, ·_11 M.in'.stero del la "uerra emanava norme per la costruz10ne cli codesti locah. Ne o . wTliamo quei dati che possono rnLeressare. . maaazzini citati sotto i numeri dall' ,1 al 3, si fanno eh due gran...e )·iu' f)l·céoli devono contenere il munizionamento por 24 ore dezze, i I . .. cl' di fuoco di 5 a 1O pezzi, e di 1O a ,1tk quelli pi u gc~n 1• . • • 4) Alagcizziwi, da JJol·ven zJer il, conswmo _giornaliero .. ~. magazzini da polvere sono addossati alla scarpa rn t.erna del teo ,1p1eno,' e vi si accede direttamente dal piazzai: pas,,ando Te!' un _v~s~holo._ :·~ superficie orizzon tale interna del ,1 est1bolo n:1sma m_et.~1 ~,oO _(dne.. zione della linea di fuoco) X •I , 40 ; quella dei magazzn11 gra~di n'.eta 2 50 X 3 92, e dei rnao-azzini piccoli 2,50 X 2,50. L'altezza m chiave t/uguale; metri 2,82. quella dei piedritti metri 2,2.0 ._ Oppnr: si struiscono sotto ]e faccie dell'opera, C(l in questo caso 11 vano rnt~r no è coperto da un volto a tu tto sesto, impiantato direttamente sulle fon~ <lamenta. Lo involge un grosso strato cli murat1:1ra, nel cui p1en~ e riserbata una galleria di ventilazione. L'ingresso _e de~tlato cl~. u~1 tia-: versone, che :;ervc purn di paracloss~ . a Ile batt~n c dei fwnch1'. ai quah si accede per mezzo cli una poter-na specia (e, riservata csclus1vnme1a1te per il macrnzzino, che serve pure da vestibolo. . Le din~nsioni di qnesti magazzini non variano da quelle ~opra

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citate . . l' , o-o-iore I maiwzzini per ,1o a 114 bocche da luoco hanno asse mao_-r, dispostowparallelamente all,) linea cli fuoco ; l'in~r:'sso è c?llo~~~o 1~1 un muro cli testata . I maga1.zini da polvere cost.rn1t1 sotto il ter iap1eno, sono messi iu diret.ta comun icazione ·con una tra versa_casarnattnta,2) Locali per ,i,l depo~ilo rlet~ pro''.eui cat)'i, ccincl11i. - ~ss1_sono destinati a ricevcl'e i proietti cl'ogm specie, le scatole a me_traglia mmut~ e irrossa, 11onchè una seconda dotazione di tiri a metraglt_a pc~ 1 peizi d~~tinati a combattere un 3t.tacco di viva forza; una prov:1sta .c1_1 gran_at~ a mano complctarncnte alle$tite, di proietti illuminanti e clt speciali fuochi da guerra . . . . ., I locali per il deposito _di. proi~ui cavi _carie'.~\ s~no l~~n.glu_ metn 3, 7~ . tr' 0 80cruel\11Jiccoh · lun1rh1 met.11 i, oOe "ugh1 metri 3,7o e Iarg1ll me 1 - , · . ' . " . . , ..d · quelli grandi. La loro .:iltezza m _chiave e u_gn,de ,\ metr_1_9..,,,50 ~ m corrispondenza dei piedritti metl'1 , _'1,57: E~s1 s~no costnut1 sempre accanto ai locali per il carica mento dei proietti cav1. . Comunque possa essere la loro disposizione, comurncano sem pre per

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mezzo di una scala, che mette ad un ricovero delle traverse casamattate, col ramparo. 3) Locali per il ca,1'iCG;mento dei proietti ca1;i. - Servono per il caricamento . di quei proieui che non si possono allestire nei laboratori . Devono anzitutto essere ben rischiarati epperciò si costruiscono addossati alla scarpa interna del terrapieno, con due finestre nel muro non interrato. Essi hanno le stesse dimensioni dei cl0positi dei proietti, i quali sono collocati accanto o dietro i Juogbi destinati al loro earicamento; il muro di divisione~ ha un'apertma, larga metri 0,75, alta 0,65, per il passaggio dei proietti. l proietti cavi carichi si trasportano sul piano delle ba ucrie mediante elevatori meccanici, collocati in pozzi che comunicano col rampato nel seguente modo ( 1) . I pozzi di cornunicazioné partono dal vestibolo od anche dall'interno del magazzino per i proietti carichi, e sboccano possibilmente in una traversa casa mattata. I l pozzo, lungo metri •I ,'.2.6 e largo centimetri 63, è diviso da una tramezza vertica le, fat ta con tavoloni, in dut~ canali uguali e di se1.ione pressochè quadrata. Iu corrispondenza all'asse cli ciascun canale sonvi, al disopra ciel pozzo, due pulegge su cui passa una corda. Ai capi della medesima sono assicurate due cassette di forte lamiera di feno, delle qua li una s'innalza mentre l'altra si abbassa, cd in queste inch iodate si ripongono i proietti . Il movimento delle cassette è regolato da 8 rotelle, assicnrate esternamente alle pareti delle cassette, e da 4 guide verticali le pareti di ciascun cana lo. 4) R•ipostigti pe1· artifìzi elci giierm. - Questi locali sono specialmente destinati a contenere gli artifizi da guerra esplosivi, va l<~a dire i cannelli fu lminanti a fri zione, le spolet.tc a tempo ccl a percussione, ecc. Si costruiscono isolati dagli altri locali nel numero cl i uno per forte. Misurauo in lunghezza metri ·I ,90 ed in larghezza metri 1,25. /Vlagazz'ilvi rla polvere alla prova. - Nelle opere staccate che non posso_no fare assegnamento pe1; rifornirsi. cli polvere sui grandi magazzini alla prova della piazza, esistono oltre ai locali per il mnnizionamento giornaliero, magazzini eia polvere alla prova per il consumo di H giorni, e quindi della capacità di •I O a 25 tonnellate. La loro ubicazione dipende dalle condizioni topografiche del terreno. Ordinarianrnnte essi si collocano dietro la gola del forte nel recinto d'una spt:cie cli dente, che trovasi avanti alla cortina cli gola a difesa dell'accesso principale del fon q. 1

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(I) WAGNuu : Elementi di forti(i.ca:tione, pag. 7.

La loro costruzione è robustissima; nel massiccio della muratura è ricavata anche Cf LlÌ tutto intorno una galleria cli ventilazione . Esternamente la muratura è coperta con un grosso strato cli terra . Rico1,&ro per iiomini ed altr'i, locali,. - Nei forti esistono ricoYcri alla prova per l'intero presidio. Quelli destinati alle guardie del ramparo cd agli inservienti dei pezzi, sono collocati sotto le traverse dèl ramparo. I rico,, cri per gli nomini non di servizio, tanto del for te quanto delle batterie adiacenti, invece, sono ricavati esclusivamente nel fronte di gola. Sono a due piani e si estendono su quasi tutta la lunghezza della cortina (,l ), formandovi cameroni abbastanza comodi , disposti contigua7 mente in modo che l'asse maggiore risulta perpendicolare ·alla linead'i fuoco della cortina . Le iinestre guardano verso il fosso o cortile di gola. Vi si accede da un corridoio, interposto fra il corpo della cortina che sbocca 'sulla galleria centrale clel forte ed i cameroni. Oltre ai locali fin qui enumerati, i forti ,;taccati che; n\'\it possono fare assegnamento sulla piazza, sono anche dotati cli speciali depositi per materiale d'artiglieria e elci genio; di magazzini per gli approvvigionamenti; di un locale ad uso infermeria; cli locali per gli ufficial i; di un ufficio telegrafico; di scuderie ccc. Tutti i forti intli:,ti ntanwntc poi sono provvisti di pozzi d'acLl ua potabile, cli cucine, cli cantine e di latrine. Le latrine annesse ai ricoveri per gli uomini non cli servizio sono colloca te alla estremità dei medesimi; quelle per gli uomini di servizio sul ramparo, invece, trovansi a lato della caponiera posta sul saglicnte del fronte, e vi si accede per mezzo della galleria centrale. Tanto le prime quanto le seconde poi hanno i pozzi neri disposti , i.n modo da poterli espurgare con grande facilità dall'interno elci fosso. I forti cli minor importanza si costruiscono secondo i medesimi priucipii dei focti principali. Al fronte si dà comunemente tracciato rettilineo, cd i fossi vengono battuti dalle caponicrc, col solo fuoco di fucileria. Batterie ad:i.acenti. - Le batterie adiacenti formano parte integrante del fo rte, e si costruiscono gih in tempo di pace. I ricoveri sotto le traverse, i ripostigli per i proietti ccl i magazzini per la polvere si fanno comunemente di legname; la loro costruzione è riservata al momento cli mettere la piazza in istato cli difesa. (I) Lo spazio assegnato agli uou1in i di servizio, di picchetto ed in ri poso é rispettivamente 2, 2 ½ e 3 metri q uadrati per individuo. Wrn,xn. Assedfo di Strasln,rgo. Voi. l 0 pag. 32.


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E$TERA

Le batterie adiacenti sono collocate sui fianchi dei forti, col fosso in corrispondenza di cruello della gola elci forte; la loro linea di fuoco forma con la capitale cli quest'ultimo un angolo retto, ed h,1 in ciascuna batteria il necessario sviluppo per un armamento di 6 pezzi. Il loro rilievo è limitato, e risponde ad un tempo al bisogno di sot.trarre i pezzi possibilmente all'1l7.ione dei proietti nemici ed alla vista dell'attaccante, associandovi il vantaggio del ti ro radente. La distanza fra le tra verse è calcolata per due pezzi, cui corrisponde un ripostiglio per i proietti ricavato nel corpo del parapct.to, un ricovvero per gli uomini e due paiuoli . Cinscuna· batteria ha in.oltre un magazzino speciale per- i proietti carichi, in ta lune circostanze anche due, ed un magazzino per la po lvere. Quest'ultimo è situato all'estremità della batteria sotto il traversone che la copre dal lato opposto al forw. Codeste batterie sono chiuse alla gola da uua palizzata. I pezzi colloca ti sui fianchi del forte battono effi cacemente il terreno fronteggiante e lo difendono contro un att.acco di viva forzn. Batter'i.e 'inte;rmedie. - Mentre il forte e le bauerie adiacenti hanno il còmpito speciale di controbattere le batterie cli pri mo attacco, che l'avversario costruisce a distanza cli 2 a 3 mila metri dalla lin ea dei foni, le batterie intermedie sono destinate ad osteggiare la costruzione delle batterie di seconda posizione, che l'inimico cercherà di costruire a distanza cli circa 800 metri dalla linea suclcletia, e l'apertura della prima parallela, che precede e protegge le baucrie ultime citate. Le batterie intermedie hanno il carattere cli opere ila campagna e come tali si costruiscono durante l'assedio, in quel numero che i I terreno e lo scopo del combattimento richiedono. Esse non variano del resto granchè dalle batterie adiacenti, e come queste si armano in via norrrrnlc con 6 pezzi. L'alLezza dello spallr,ggiamenlo non è mai superiore a metri 2JO, di cui solamente ,1,fi:0 circa si eleva sul terreno natumle, l'altro metro si ricava in.tenando il piazzale di altrettanto. A difesa di codeste batterie si costruiscono trinceramenti rapidi , costituenti posizion.i per truppe cli fanteria, in modo analogo a quanto praticasi avanti ai forti. Batte1·ie da posizione. - Chiamansi così. quei piccoli forti chiusi alla gola che si costruiscono già in tempo di pace, per bal.lere quelle posizioni che non si possono hen dominare dai forti. Essi devono resistere ad un attac;co di viva forza. I loro rampari perciò non sono diversi da quelli dei forti sopra clesc.ritti. Corpo di piazza. - È noto come nelle for lificazioni costrnitc in Ger-

mania dopo il ,18'15 gli ingegneri tedeschi adottarono le idee di Montalarnbert e cli Carnot, prevalendo nel tracciato delle loro piazze il sistema poligonale più o meno modificalo . Dopo la campagna del ,1870-7 1 non venne ancora in Germania costruita alcnna cinta continua nuova, giacche nelle piazze di lVfotz, Strasburgo, Magonza e Coblenza, i lavori vennero limitati ad alcu ne rettilìchc e modificazioni minute delle antiche cinte esistenti. Le fortilìcazioni cli Colonia offriranno probabilmente presto un esempio del come gli ingegneri prussiani intendono organizzare il cor·po di piazza di uu ,gran campo trincerato. La nuova cinta della piazza di Magdeburgo, incominciata prima dello scoppio della guerra fra la Franc ia . e la Germania, è l' unico esempio che ci offre in proposito la fortilìcazioue moderna in Germania. In essa si riscontra una grande semplicità di tracciato . Le caponiere, invece che a metà dei lati, sono collocate in saglienti, in guisa però che non vi sono due saglienti consecutivi muuiti di caponi era. Per tal modo una caponiera serve a battere due fati. Le caponiere orga11'izzate per il fiancheggiamento con artiglieria sono a doppio ordine di fuoco , e ciascun ordine comprende tre pezzi, di cui cll;ehauono il fosso propriamente detto ccl uno il cammino di ronda. La controscarpa è in muratura, con gallerie a fuoco di rovescio organizzate per la guerra sotterranea . La scarpa è in terra con muro distaccato sul davanti. Il rilievo del corpo di. piazza è assai moderato; i ram pari per quello che concerne In distri buzione delle traverse, la costruzione dei magazzini da polvere pel ,consumo giornaliero, dei .loca li pel caricamento dei proietti, di quelli pc! deposito dei proietti cavi, noncl1è i ricoveri a prova per la gunm igione, sono organizzati secondo le stesse norme indicate tra ttando dei grandi forti distaccati. 1

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ESTERA

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I.

LA NUOVA IST.RUZ!ONE· TEDESCA SUL TIRO

Materiale e disposizioni preparatorie per il tiro.

CON LA CARABINA DI CAVALLERIA.

Questa Istruzione, approvata dall'Imperatore in data ·12 aprile ·18'1'1, consta di 5 parti e cli 11O allegati, di cui riprodunemo anzitutto l'in. testazione, a fine di dare un'id ea complessiva della materia e dell'ordine scgu-it.o nel suo sviluppo. I. Materiale e disposizioni preparatorie per il tiro. II. Ist.ruttori. III. Metodo d'istruzione e di puntamento . IV. Esercizi di tiro. V. Registri e rapporti sul tiro. Dei 1O allega ti i pri mi 5 non contengono che i diversi modelli dei registri e rapporti prescritti, il 6° riassume in uno specchio la potenza balistica della car;ibioa MausEff modello 187·1, il 7° espone i principii generali circa l'1m piego della carabina st~ssa, 1'8° dà la tabella di puntamento della nuova carabina, il 9° <\ una esposizione sommaria della teoria del tiro applicata all'arma a fuoco cli cui f} dotata la cavalleria, il ,10° infine contiene alcuni risultati delle esperienze eseguite presso .la scuola mi litare cli tiro in Spandnu. L'istruzione propriamente detta è preceduta da una breve introduzione che ne chiarisce lo scopo : quello cioè di mettere la cavalleria armata cli cnrabina in grado cli soddisfare alle esigenze ad essa imposte nel combattimento a piedi dal regolamento di esercizi ( 1). Onde raggiungere tale intento si ·esige, che tutta la truppa prenda parte in egunl misura alle esercitazioni prescri tte per acquistare la vo-luta abilità nel tiro enell'irn pi1~go dell'arma in guerra ; e che nel tempo stesso si offra modo agli uaìciali cli impratichi rsi nella direzione del tiro per trarre il miglior partito di fronte al nemi~o cla'I fu oco dei loro uomini convenientemente regolato in base alle qua lità ed alla efficacia dell'arma . Esam ineremo ora succintamente le diverse parti dell'istruzione, trattando con maggior larghezza cli quelle che presentano un interesse più direuo. 1

1

1

(I) Vedi Rivista milttan, dispensa di marzo 1878.

Munizioni. - Le munizioni non costituiscono una dotazione fissa, ma sono assegnate anno per anno dall'apposito « specchio delle munizioni per ali esercizi annuali ». Bersagli. - I bersagli adoperati sono di due specie, be1·sagli pM· il ttiro d!i, sciwla e ber~ag li pe1· il t'Ìll'O d!i, combattimento . I bersagli cli scuola sono: ,1) Il bersaghodi cwvalleria: retta1~golo alto ,i,n,80, largo P",'z0, diviso per metà da una striscia nera vertica le larga ,12. ccnt. A destra e sinistra di q uesla trovansi 53 striscie bianche larghe H, cent: cacl~una, e infine due ::iltl'e azzurre ai margini estremi larghe 40 ccnt:rnctn. La striscia nera e le 2 bianche collatcrnli rappresentano la cos,detta _lcirghezzci d'iwmo (40 centimetri) . Attraverso quest'ultima v.e1~gono t.n:at~ due striscio nere orizzontali larghe 5 cent., i cni margini e~term .s1 trova110 ;1 tO cent. sopra e souo la linea mediana del bersaglio, delimitando in tal guisa il cosideuo rettangolo centrale. . . . 2) 11, bersagl:io di, fì~'(ira, alt? ,1m,S?, l~rgo ~·0111 , . porta d1p~nt~ rn colori uil'fanlaccino prussiano. Gli oggettl d1 cuoio e 1 pantalom ncevono una tinta oscurn. , . . Per il tiro cli combatti mento è lasciata in facoltà del comandante d~ , squadrone di adoperare i due bersagli summentovati ov~rero_bersagli speciali che rappresentino soltanto una parte del bersagho d1 fignra, cioè: . a) Un bwrsciglio- capo, costituito dalla quarta parte snpenore del bersaglio 2), alLezza om,,1,ti ; . . . b) Un bersaglio- petto, la terza parte superiore del ber_saglio 0-), altezza om,60; .· .. e) Un bersaglio-tronco, · 1a metà superi~re clcl bersaglio 2), al1

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tczz::t om ,90: • I • • r cl' d)Un bersagl1,o-g'iltt0cchio, i 1120 cent. superiori clel bcrsag 10 1 iìgora. . . . . ,. · c1· • · Per il tiro n distanze maggiori eh !tOO metri s 1mp1egano 1ve1 s1 bersagli cli cnvalleria amancnti. . . . ..· . . A fine di predisporre la truppa al Ltro a braccio sciolto ;:,l fa uso d, un


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RI Vi STA

so;::tegn?, il quale const~ di un piede , orticale, che sorregge una traver;;a ,di le gno .col. margine supe1:iore liscio, ovvero intagliato a gradini. Qnest ultuna si cl1spone perpeud 1colarmc11to alla liuea di tiro e trovasi i1~clinata ~!l'orizzonte, permeLtenclo così al tiratore cli scegliere un punto d1 appoggio p<·r la carabina adatto alla sua statnrn. Per le rrclute geueralmente si la uso della traversa a gradini; gli ,.litri soldati si sel'vono cli qu ella liscja. C<L'lnpi di ti ro. - fl ten ono per il bersaglio vorrà essere nello in modo che ~ella clireziouo dn! t.iro sino alla rlistRnzn della gi ttata massima della c:irabma (2500m) o per 500 a 600 111 latoralmr11te non si incontrino abitati. Gli accessi al cam po di tiro che non sono protetti cla ripari del terreno dovra 11no essere conveuiontemento sorveglinti. Soltan to in via eccezionale si potranno mome~taneamento interrom,pere le c-0nurn icazioni. Il f'crmapallc sarù prnforibilmente stabil ito al piede di un'a ltura. Quanto al carn po cli Liro _sì procurerit possibilmente che sia dirouo verso il n~rcl , e sia costituito da un terreno lliano e cedevole che si opponga al nm bn lzo clc;i proiettili . . 1 ri parti c!i 1 o 2. sq.uaclroni dovranno avere almeno un campo di tiro di ,i.00 metn, quelli dr 3 a 5 squadroni ne avranno due di 4.00 metri . La .1o~gl~e1.za. di nn t,1111po di ti ro è fi ssata a 6 metri. Qnando più campi cl , tiro s, lrovano disposti l'uno ac<·anto all'n ltro v-orrliono essere s~parati .median i~ tra,·e.rse in terra alte 3 metri: 0\'(' ciò n~n sia possibile le lrnee mecl1anc di due campi di tiro vicini dovranno distare al~e~o 30 metri e i ferma palle si muniscono di due ali parallele al cam po di tiro alte 3 mNri e lunghe 20 metri. I fc l'nrnpalle alti ordinariamente ,I. metri sono in 1nassima costruiti in terra; sol.o ~c.cezio,~almeutc si ricorre ad opcrtl in muratura lr cui pareti esposte a1 tm , ogliono ad ogni modo essere rivestite roll terra , fa scin e oc,c. Le Y:t ri~clist~ nze di tir.o sono rnisurate a cntcua e seg11:i te su apposi ti pnIi. Per il Liro dr combattimento bisogna fare una sc<>lla accm ata del terTeno. Questo poi Yuol e~sere sorn'gliato sino a 4.00 metri a destra e a sinistra della li11ca cli ti ro . Se uou trovasi terreno adatto si tracciera nno , campi di tiro delimitati eia rialzi rii terra o eia altri oslacoli , e si aumenteranno <'om·euientemente le misl!l'e di sorvegiianza. Le spose per l'affitto elci terreno o per il risarcirn e11 to dei dmrni vengon? pagate con le sommo ricavato dalla , ondita del piombo r con gli altri proventi del bersaglio. Ad .ogni reggimento (5 squadroni) sono assegnato annualmente a titolo di spese di tiro lire 187,50.

175

ESTEl1A

IL Istruttori.

Questi devono possedere 1ali conoscrnze teoriche e tale abilità nel tiro da esserr in grado di constatare i difetti di un'arma con tiri di prova . I comrindnnti di reggimento e cli squadro11n sono inca ricati dell'istrnzione ucl tiì'O degli ufficiali subalterni ; ai comandanti di squadrone è alTidata quella dei sottufficiali. . . Gli ufficiali subalterni tl egli squadroni riuniti alla sede del regg,ment.o fanno gli esercizi di tiro sollo la direzione dell'ufficiale superiore dei quadri. I passaggi dàll' una all'a ltra classe cli tiro sono regolati corno per la truppa. Agli ufficiitli ed ai sottufficiali che hanno soddisfatto per due volte a tutti~ le condizioni prescritte 11egli rsercizi della 1" clnsse può dal comandante di rcggi,uouto venir nffidato l' incarico tli tiri speciali . G

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1

I.li . Metodo d' istruzione e di puntamento.

Dappri ma per insegnare nlla recluta il modo di dirigere la linea di rni ra, l'istruttore punta egli stesso la carabina appoggiandola sn di un sacco cl i s:i bbia o sopra di un cavall etto, e si ra indicare dalla recluta il punto miralo, In seguilo fa eseguire il puntamento da quest'ultima, pri1na appogrriando l'~rrna poscia a braccio scioll.o. t, . l Inclita gli errori che si commettono più di frcqueu t, ne puntamento ed inserrnn il motlo d'impugnare l'ar111a e di premere il gril letto. . L'ese~·cizio di sc.:a tto si co1nincia quando l:i recluta tiene già l'arma ben puntata, o nelle prime pro,·e si appoggia leggermente la canna della carabina ,m qualche sosteguo. .. Quanclo crli esercizi di puntamento e cli scatto sono esogmt1 bene s.t.a ndo in ; iedi, vengono ri petuli nelle altre posizioni, da coricato, in gin occhio, seduto. . . . Gli esercizi preparatori del tiro al bersaglio, si chiudono spamndo alcune cartucce da salve.


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R IVISTA

Per correggere nel le reclute facilm ente impressionabili il difetto di chiude,re gli oc~hi prima dcli? sparo, sar/\ kne cambiar loro qualchè vol~1 I arma canea m una scarica senza che se ne avveo·"ano. E falso il. principio che l'istruttore non. debba fare ~;servaziooi durante il puntamento; egli è corteggendo nell'11tto stesso in cui si commettono gli errori che meglio s'impara ad evitarli. Solo devesi procurare che le correzioni siano brevi, fatte con calma e che ce,sino al momento dello scatto. Dopo ogni sparo si deve esigere che il tiratore accenni. dove è andat? il. P: Oiettile, e così pure che dopo ogni colpo errato l'istruttore ne md1ch1 le cause ec! i rimedi. Chiudono questa 3a parte special i prescrir,ioui relative al puntamento.

IV. Esercizi di tiro al bersaglio.

Le esercitar.ioni qi tiro al bersaglio per le classi amiane si iniziano col ,1° ot.tohre, epoca in cui ha principio il periodo d'istruzione annuale, e proseguono sino al termine di esso, cioè al. 30 settembre dell'anno seguente, non interrompendo le, se la stagione Jo permette, neppure durante l'inverno. Per le ~eclute si comi~ciano in primavera al più presto possibile ,tosto comprnw la scuola cli puntamento . Nella scelta rlel giorno cli r•.sercizio · bii;ogna tener calcolo delle con.dizioni ntmosfor(che, avendo presente che iÌ cattivo tempo, specialmente t.rattanclos1 cli reclute, può avere una svantag<Yiosa influenza. Le eserci tazioni cli tiro al bersaglio non devona° mai essere pr.ecedute da esercizi cli fo rza . Si deve esigere che jl soldato non faccia in uno stesso o'iorno che una sola lezione di tiro, e che consumi non meno di 5 c!rtucce nè più d'. La precipitazione negli esercir.i è nociva al pari della soverchia 111 terruz10ne. · Non. si deve fa1: u.so. n~ di t~nde nè di alt.ri ricoveri sotto il pretesto rii ottenere rmghon risultati di tiro. .Nelle diver~e lezi?ni del tiro di scuola (V. tabella pag. ,J78) vuolsi esigere, che SI sodchsfì alle condizioni per ciascuna di esse tassativamente imposte con i soli 5 uhimi colpi sparati nello stesso o-iorno da ogni singolo individuo. lJ

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J

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ESTERA

Il èomandante cli squadrone fissa gli esercizi cui dovranno attendere quei tiratori che ·per difetto di vista non possono puntare alle grandi distanze. Prescrizioni speciali e precise sono date dall' istruzione circa le precauzioni da usarsi onde ,evitare disgrazie.

Personale d!i so·rvegli,anza e marcatori. 1 ° Un ufficiale è responsabile del buon andamento dell'esercitazione, dell'ordine, dell'osservanza delle misnre di sicurezza (~ della regolare constatazione dei risultati del tiro. Finito questo vidima i registri e vi aggiunge cruelle annotazioni che reputa necessarie. '.z 0 Un sottufficiale sorveglia il caricamento; vigila a che nessuna carabina venga caricata mentre i mare.a tori non sono al coperto. Inoltre fa attenzione ai loro segnali per dare il suo avviso in caso di contestazione. 3° Un sottufficiale sorveglia e distribuisce le munizioni. - Ne adempie ordinariamente le funzioni il cosidetto sottufficiale d,i, tiro, incaricato ad un tempo della conservazione ciel materiale e degli apparecchi cli tiro. i 0 Uno scri tturale registra i risultati dei colpi . 5° Un sottufficiale od appuntato al bl~rsaglio, coadiuvato da alcuni lavoratori, cura il giusto collocamento del bersaglio e le necessarir. riparazioni e ·r isponde clell'osserv:mza delle regole cli sicurezza e della coscienziosa e precisa indicazione dei colpi.

Divisione degli esercizi di t'Ì!ro.

Questi si dividono in: ·1 ° Esercizi di Pi11·0 di sono la. 2° Esercizi di t·vro di cornba,ttirnento. Gli esercizi del la ,1a specie si suddividono poi llncora corrispondentemente alle tre classi nelle quali vengono riparti ti gli uomini dello squadrone alio scopo di meglio assicurarne una graduale e co,mpleta istruzione nel tiro . Le condizioni cni convien soddisfare per passare successivamente dall'una all'altra classe sono indicate jn segu ito. I tiri cli scuola sono specificati nell'unita tabella. Con essa il regolamento si · propone di offri r mer.zo ad ogni Liratol'e di studiare la propria I carabina in tutte le diverse posizioni cli puntamento, di conoscerne l'impiego e giudicarne il valore alle varie distanze. Rivista estera.

13


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Her aglio di cavai- 4 l~rghezze cl'uomo (fra cni 3 retlcria urngoli) e ,t bersaglio. ld. a braccio ·ciolto rd. 3 lar~hczzc d'uomo (fra cui 2 rcltangoli) e 2 bcr·agli. Jd. ld. all'nppoggio ;3 larghezze cl'l10n!o (fra cui 2 rcttangoli) e 2 ber a0 li. Id. a braccio sciolto ld. 2 larghezze d'uomo o 2 bersagli. Id. In ginocchio 3 colpi nel bersaglio.

-100 lu piedi all'appoggio Bersaglio di cavai- /~ 1arghe.zze d'uomo (fra cui !~ retEsercizio preparaLorio taugoli) e ·I bersaglio. lcria ~ 2 i!OO Id. a braccio sciolto Id. id. ft. larghezze d'uomo (l'ra cui 3 reLtangoli) e ·I ber ·aglio. c3 • 1 id. 2 larghezze d'uomo e 3 bersagli. 150 Td. id. Id . e 3 figure. i::l , Esercizio principale . Coricalo all'appoggio di figura 200 Id. Id. di cava lleria 3 colpi nel bersaglio. 250 ln ginocchio C) '

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Bersaglio di caYal' lcria 9 150 Id. a hrnccio sciolto Id. id. 200 Coricato all'apportgio Id. cli figura 13 E crcizio priacipale . .~ 200 1u ginocchio I1l. id. 5 250 Coricato a braccio ciolto Id. di cavalleria •I

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4. larghezze d'nomo (fra cui 3 rel1angoli) n •I bcr5aglio. 3 larghezze d'nomo e 2 bersagli. 1 3 Ogure. 3 figure. 4 colpi nel beraglio.


ESTERA

179

Tiro di combatt'i11nento .

In quest'ultimo vuolsi trar profitto di quanto si è appreso nel tiro ùi scuola. Esso vien regolato in base alle norme date neJl'all egato 7° (G) e vi prendono parte tutte le tre classi cli tiratori e possibilmente ttttti i souufficiali. Si divide in: 111ro individuale e Tiro dli gr·wppi o di insieme. Il tiro individuale .ha per iscopo di istruire il soldato e far buon uso dell'arma a fuoco nelle circostanze di combattimento in cui trovasi ·isolato . Vengono sparate 5 cartucce almeno per individuo a distanze ignote, variabili , e contro i diversi bersagli indicati nella parte ~·. In massima i tiratori sparano l'uno dopo l'altro in modo che si possa ·controllare esattamente la loro abilità nel valersi del terreno, nel puntamento, nel l'approzzameuto della distanza e nella scelta dell'opportuna linea cl.i mira . Il tiro d'insieme ha per iscopo di abituare i soldati alla disciplina del fuoco, di esercitare i singoli reparti nei còmpiti speciali che possono loro spettare nel combauim.ento a piedi, infine d'istruire e perfezionare gli ufficiali nella direzione del fuoco . Tale tiro può esegu irsi in tre modi distinti: uu fuoco a sai ve, un fuoco in cacciatori, un fuoco accelerato. Agli esercizi delle due prime specie cli fuoc hi anzicleue sarà bene far precedere appropriate esercitazioni preparatorie con cartucce da salve; non così a qtLelle della terza, ohe sono soltanto una varietà del · fuoco in cacciatori con maggior consumo di mnnizioni. I riparti per il fuoco in gm ppi vengono ordinariamente formati su una sola riga . Mediante esercitazioni a distanze note e contro bersagli di differente altezza e raffittirnento si possono sperimentare le qualità e l'efficacia dell 'arma; dalla constatazione dei colpi lunghi e corti se ne. trarranno inrliçazioni pratiche circa l'utilità dell'impiego di due differenti linee di mira; dall'osservazione dei punti di caduta dei proiettili si acquisterit la convinzione della possibi lità di colpire in certe circostanze 1lersagli speciali; infine con l'esecuzione di una stessa esercitazione dappriina facendo uso del fuoco a salve, indi di quello in


180

RIVIS TA

cacciaiori, sorgerà naturale il confronto fra i risultati conseguibili con queste due diverse specie di fuoco . Tuttavia perchè queste esercitazioni riescano profitteYoli all'istruzione dogli ufficiali conviene che in esse si riproducano momenti e situazioni tali, che valgano ad obbligarli a concepire ed adottare gli opportuni provvedimenti, quali effetti vamentc possono occorrere a chiha nel combattimenlo l'incarico della direzione del fuoco. Facendo apparire differenti bersagli a distanze sc-0nosciute e costringendo così gli ufficiali. a misurare rapidamente il tempo necessario allo spiegamento delle truppe e quello durante il quale il bersaglio potrì1 essere veduto o colpito, si svilupperanno il loro colpo <I'occ!Jio, e la loro abilità, come pure la destrezza e prontezza di tiro della truppa_ Più tardi le esercitazioni ,li fu oco d'insieme sono eseguite in base acl un concetto tattico sempl ice. fo esse l'abililit e l'isfru~ione nel ti1:o della trnppa hanno occasione di mettersi nel miglior modo in evideuza . Ti1·i di controllo e verificazione della carabina.

Semprechè si dubiti che i catLiYi risultati di tiro siano attribuibili a difetti dell'arma , l'ufficial e direttore esoguisce o fa eseguire alcuni colpi di controllo, i r1nali vengono sommariamente registrati nel libro di tiro dello squadrone e conteggiati nel calcolo <lei consumo di n1unizioni. Se poi la carabina ha subito riparazioni alla canna, al mirino erl al l'alzo, essa viene verificata in presenza del comaudanlc lo squadrone. A tale oggetto, l'arma viene appoggiata SLL di un sacco cli sabbia disposto sopra una robusta tavola e quind i puntata contro l::t striscia nera ceu teale del ber:;aglio di cavalleria. Le prove si fanno alla distanza di ,J 00 metri, e la carabina snrà giudicata buona ogni qual volt:1 la maggior parte dei colpi ::;parn ti , ad esempio 3 su 5, abbinno col- pii.o la striscia . Per il controllo delle altrè linee di mira basta verificare so i punti inferiori cli tutte lo diverse t.acche cli mira si trovano esattameute nello stesso piano verticale.

Norme per lei classificaz·ione d:i tiro. Per il passt1ggio di un tiratore alla cìasse superiore si richi ede che con 20 cartucce al più abbia conseguito i risul tati indicati nelle lezioni 3, ,\., 5 del tiro di scuola, e che abbia inoltre soddisfatto n tutte le altre condizioni della propria classe.

181

ESTERA

n rinvio da una classe superiore all'inferioi;c non ha luogo; bensi -ai tiratori scadenti di ogni classe si rivolgeranno cure speciali e si accorderà un supplemento cli munizioni . Sul foglio di congedo di ogni individuo viene annotata la classe di tiro cui trovavasi ascritto . P1·emi di tiro. Ad 011ni re11gimeULo· sono assegnaLi annualmente 18 premi per l'imo e~ po1·to complessivo di L. 71, 25 e propriam ente: per i sottu!Ticinli del ( 1 premio di lire 7, t>O reggimento ( 2 premi di lire 3, 70 cadauno. 1 prcrn io cli lire ti, per la 1" classe per I soldati d1 ogm \ 1 » » 3, 75 pei· Ja 2a » squadrone ? » » 2, 50 per la 3a » Mancando una classe, i premi corrispondenti sono devoluti a quella immed i:itamentc inferiore. Per aspirare ad un premio bisogna aver soddisfatto a tutte le condizioni della propria classe. Fra i conconcnti poi ricevono il 11° e il 2° premio quegli individui che hanno ram•iunto tale risultato con il minor numero di cartuccie, nt> • ed a parità cli queste, coloro che lmmo colpito più soventi nella larghezzn d'uomo, nella figura, nel reuangolo; infine se tutte le condizioni sono identiche il premio vien tirato a sorte. V

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Tenuta

Agli esercizi preparatorii cli tiro la truppa interviene in berretto, agli esercizi principali e a quelli del tiro di combattimento in completa Lenuta cli servizio.

Y. Registri e rapporti di tiro.

Gli squadron i tengono un solo registro di tiro che è rinnovato annualmente. Esso contiene: un ruolo nominativo distinto degli ufficia li, sottufficiali e soldati; un prospet_to dei giorni impiegati per il tiro, e delle munizioni consumate;


182

RIVISTA

i prospetti indicanti i risultali dei tiri fatti dn ogni singolo individuo dello squadrone; infine una copia del rapporto sul tiro eseguito dallo squadrone. Segni convenzionali appositi va lgono aù indicare con la più scrupolosa esattezza il risu ltato di ogni sparo, distinguendo ad esempio per il bersaglio di cavalleria se il proiettile ne ha colpilo il rettangolo (R), la larghezza d'uomo csternamcnte al reuangolo (I), la striscia nzznrra di destra ( o quella cli sinistra (" +) ecc. Nel ber~nglio di figura sono considerati come colpi mancnti quelli fuori del contorno del fantaccino ivi dipinto. Al 1° novembre d'ogni anno gli squadroni tra,:meuono al reggimento il loro rapporto sul Liro unenclo,i lo specch io dello munizioni consumate. I reggimenti compilano in base a tali documenti un rnpporto generale sul tiro ed un prospoLLo complessivo del le munizioni per le autorità superiori. I c-0mandi gencrnli al 30 novembre d'ogni anno presentano a S. M. l'Imperntore i rapporti cli til'o originali dei reggimenti dipendenti cd un prospetto riassuntivo degli stessi.

+ ·)

1

A.llcgat-i. Ci resta a tener parola dei 5 ultimi allegati alla presente istruzione, giacchè i primi cìnquo (A, n, C, D, E) non sono che modelli diversi per i registri e rappol'Li cli tiro. L'allegato F contiene i dati balistici per In carabina di cavalleria moclello 187 1• Velocità iuiziale del proiettile metri 4:00 circa . Gittata massima metri itiOO circa. 1


Ordinate in metri della traiettoria sopra la linea di mira orizzontale. .

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il proiettile si abbassa a 1m,so

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'184

RIVISTA

s,ull'atlegato G, che dà I.e normo generali per l'impiego della carabina modello 187·1 e per la direzione del fuoco, c'intratterremo più diffusamente, sia por la sua importanza, sia perchè in esso già si <lelineauo chiaramente anche per la ca\'alleria i nuovi principii sul fuoco alle grandi distanze e sull' uso delle linee rii mira multiple, dei c1uali da qualche tempo si occupa la stampa militare e che ora hanno trovato ancor più larga esplicazione nel recente regolamento prussiano sul tiro dèlla fante ria elci Hi Hoven'1l.Jre •I877. Temtto calrolo delle proprietà balistiche dell'arma, dell'abilità del tiratore e della sua capacità cli apprezzare giustamente .l e distanze, si possono stabilire i seguen~i limiti per il fuoco individuale: 200 metri contro bersagli della larghezza di un uomo e doJl'altczza cli mezzo nomo almeno; :300-:rno metri contro bersagli maggiori e dell'altezza di un uomo . Se la dist,auza è nota, si può far fuoco sino a 500 metri, e sino a 300 metri se il bersaglio ha soltanto l'altezza di mezzo uomo. Il tiro d'insieme o di gruppi può im ece impiegarsi r,ino ai 1300 metri, distanza massima a cui è graduato l'alzo dell'arma. Anche alle distanze superiori a quello mdicate per il tiro individuale, si può con questo fuoco far assegnamento su nn certo per cento di colpi utili. Sino ai 600 metri un fuoco di gruppi ben dirotto ed in favorevoli circostanze può avere un effeuo distruttore; dai 600 metri in là può pur sempre e::;orcitaro sull'a vversario un'azione più o meno deprimente. Stante le differenze che si riscoutrano nelì'arma e l'innu.on.za elci tiratori, i proiettili sparati contemporaneamente e contro un medesimo bersaglio da un numero abbastanr.a consi<lcrevole cli carabine si sparpagliano sul terreno secondo una superficie bislunga di climen::;ioni poco presso determinate. Dallo esperienze ratte a distanze superiori ai ,~oo metri contro bersagli dell'altezza d'uomo ·e senza profondità, si ebbero i seguenti ri-· snltati degni di nota.

185

ESTERA

Con uo per cento approssimati\'o di colpi

I proiettili coprono una superficie di terreno lunga me1ri

nelle parti esterne

oel contro

- ----- 1- - - - - - - --·1- -- - -- 1--- .\.00 500 600 700 800 900

I

ii

' !

I

l

•100 '100 ,100 1100 '100 100

l I

35 0/o '25 ¼ •15 °/o 10 °,'0

I

l

70 °/ o · 50 °lo

Il

!15 °; o

30 °/o

I

1 eletti per cento variano Haturalmente con l'altezza, e colla profondità del bersaglio . Cosi pure se il terreno non è piauo la lunghezza ,della zouu l.Jaunta cresco o diminuisce. L'effetto delle influenze atmosferiche e di altro cause di errore ne l tiro può essere tale da togl irre al fuoco nel c-0mbattimento ogn i efficacia. Onde ovviare a tille inconveniente gioverà fa i· uso di due e talvolta anche di tre linee cli mira imccessive da assegnarsi alla '1• e 2a riga ·ovvero alle varie sezioni del repano di truppa che fa ruoco. In tal modo si raddoppia e ~i triplica la' superficie baltnta; i diversi fasci di traiettori e si sovrappongoJLO gl i uni agli altri, e invece di avere uu condensamcnLo di colpi in uno spazio ri,;trctto, si copre di p1·oiettili una zona molto pili estesa, nella qu.a le il nnmero dei colpi utili si manticuc pur sempre ad un dipresso invariato. Circa alla direzil)lle del fuoco vien incu lcato quale priucipio che l'impiego dell'arma deve, siuchè ciò è possibile, essere regolato dal superiore e non lasciato all'arbitrio clei soldati. Perciò il fuoco individuale fu (come si è visto) possibilm ente limitato, e il fuoco per "ruppi o d'insieme co,-tituisco invece l'esclusivo impiego dell'arma uol ~ombattimento, quando la truppa è ancora direttamente guidata da' suoi - capi. In tal ca:;o spetta a chi presiede al fuoco di stnl.Jiliro: lo spiegamento più opportuno del riparto di truppa, il momenLo d'incominciare e di sospendere il fuoco , il genere di fuoco da impiegarsi e i bersagli , la quantità di munizioni cla consumare, l'al1,0 ovvero gli alzi di cui servirsi . La calma, il colpo d'occhio, l'abi lità nell'apprezzare le distanze, e la


187'

F.ST ERA

186

RIVISTA

conoscenza delle proprict,i dell'arma, sono le quol ità inclispcnsa~ili pe1~ la buona direzione del fuoco. Questa avrà pure specialmente presenti le normo che seguono: Il cambiar troppo frequentemente di bersaglio conduce alla dispersione del fuoco e va cruindi evitato. Circa al genere di fuoco si può scegliere fra quello a salve, quello in cacciai.Ori o quello accelerato . Il primo permette di tet1er meglio la truppa sotto mano, facili ta l'osservazione dei. punti di cadtlla dei ·proiettili o quindi la scelta dell'alzo. Al secondo suol attribuirsi maggior emcacia. Però, se esso , icn eseguito da forti catene, il fumo che si agglomera sul l'rontc impedirà il più delle volte di vedere il bcl'saglio: il fuoco a salvo è in tal caso da proferirsi . Ad ogni modo perchè il fu oco in cacciatori non degcner·i in un fuoco sregolato si proscriverà iI numero !lelle cartucce che ogni individuo deve sparare ( in ma:;sima non più di tre). Con eiò il fuoco sar;\ interrotto da pause, durante le quali il fumo avri1 carnpo a disperdersi e si potranno impartire ordini . Il fuoco accelerato richiede un consumo più grando di munizioni, produco quind i ancho urn1 quantità maggiore di fumo, la direzione e la disciplina sonvi ioolt.re difficilissime da mantenere: vorrà pertanto essere esoguiw solo in circostanze eccezionali. In ogni caso poi (o specialmeutr> nel tiro a grandi dist:rnzc) si dovrà ponderal'c~ se il co 11snmo di munizioni corrisponde all'entità del risultato conseguibi le avuLo riguardo alla situazione del combattimento e al numero delle carwcce disponibili . Ove quest'n ltime facciano difetto, si clovrì1 provvedere con r1uelle ri Lirate ai compagni feriti, morti, o rimas1i a cavallo. Per :;tabiljro gli alzi da illl piega1'si, si terrà cou to dell'errore presumibile nell'apprezzalllento della distanza, della influenza delle condizioni (ltmosfericlw, della lnnghczzu del la zona di terreno che importa battere col fuoco. - La distanza può essere valutata a ,,ista, corretta con l'osservazione dei colpi, in alcuni cn:;i poi nnchc essorn chiesta ai riparti d'artiglieria vicini. Dai !~Oo ai 700 metri può bastare l'impiego di duo lince cli mira che differigcano fra loro di ·1100 1netri; oltre i 700 metri se ne adoperano nncho tre. An1t-0 riguardo che in guerra non importa colpire l'obhieuivo cli tiro in un pun to pinuostochè nell';1 ltro, e che in ma$sima è vantaggioso cli scegliere come centro di mira il punto più basso <lei hcrsaglio, si punterà generalmente al piede di quest'ulti mo con l'alzo

conveniente. Così ad esempio per le distaur.e da zero a 30~ met.ri ~ contro bo!'sagli più alti della metà cloll'altczza dell' uomo, s1 pnnter:a sempre con la piccola linguetta ossia con la linea di mi~a per 300 metri. (,'allegato Ii dii la tabella di puntamento <lolla ca~·ab1~a moclello·1_87~. Es,:.a indic:i come si mira o dov(' si col pisce alle vano d1sta11zc e 0 0 1 diversi bersagli in uso. . L'allegato I è una hrcrn ed elemen tare osposizio~e dol_la t.oona ~el tiro applicata specialrncnt.e all'impiego della ca rabrna <11 ?avaUeri~ . Consta di 6 capitoli che tratt:mo successivamente della traiettoria m oenorale o dello sue differenti parti, dell'apparecchio di Jllira, del pun;amcu to O degli orrori più ovvii che ,i si commettono_, delle rircostanr.e e~wrne clrn hanno influenza sul puntamento o sul t11·0, delle proprietà balistiche della ca rabi1rn; e costituisce coshin~ t'. tilissin~a appen-:dico intc~n a dare ideo chiare e precise ai supcn or1 cd a1 graduati incnricati poi d'impartire l'istruzione sul Liro e di regol:irlo noi combanimento. Quc~to stesso scopo si ripromelLe l'ullimo ulleg~to /(, nel quale ,;ono riprodotti alcuni interessanti risultat.i dcl_le es~erie~ze . fatte in grande scala a Spanrlau co11 trucsta cn ra~i na_ da ti raLor1 cor1:al1 mcho cse«ui,·ano fuochi a s:i l,e contro bersagli alti ,1m,80 e larghi 9 ,60 l' ossia ;.!i 1:-trghozzo rl'noino. Il numero dei colpi , che alle di rnrsc distanze ( dai io o ni 900 metri) avrebbero toccaLo i si ngoli bers:igli delle dimensioni prr~accennatc supposti collocati successiva mento di •I O in 11O metri, l'uno dietro l'altro, viene indicato u1ndim1tn ~ talwlle. La pri 1na si riferisco alle esperienze nelle qua li_ si_ è fa tt? u~o cli unn sola linea di mira: la seconda a quello in cui sono impiegate dne lince di mira che differiscono fr:1 loro tli •I00 111ctl'i : la tcl'za infine non i• che la riproduzione della seconda, orn però, anzichè del numero toLalc dei colpi messi nel bersaglio, si Lenne cn lcolo soltanto clellc lar"hezze d'uomo toccale; contando ognuna di quesLe come una sol:i unili1, qnalnnquo sia stato il numero dei proiettili che l' hanno colpito.

,1


188

RIVISTA ESTERA

POPOLAZlONE DELL'IMPERO OTTOMANO (Dte Volltcr des osmantschen Relches. -

In Af1'ica.

Tripoli e Garb (sotLo l'immediata amministrazione della Turchia) . .

A Rit~er von IIELLE zu1· SAMO) .

Circondarioamrninìstrati vo di Costantinopoli . . . Vilajet: di Adrianopoli ,> Scutari. . . " Prisrcu . " Danubio » Janina . " Salonicco " Bosnia . " Cr.eta . Totale

Migli3 quadrato

f'opopolaziono dei duo ses8i

46,3 11"40 3 22.5'.,1 667,8 1681. ,0 66 1 5 11008:o 1134,4 156,56723,9 -

685200 ·130!•3ti'.2 2.88000 11991 54 201164.:30 7,10501 1123i388 1~2.i2.i.56 2 10000 8893481

Paesi già dipendenti dalla Porta.

Principato: Rumania . ,, Serbia . . . ,> Montenegro .

Egitto . Tunisi Totale in Africa Totale generalo por tutto l'impero Rispcllo a religione si hanno:

1

1

Altre religioni

Vilajet del Danubio.

Secondo le ul ti me notizie urrtciali dogli anni 1873- 187/i., la popolazione del sesso maschile era rappresenta la dal le seguenti cifre: 1

llaomel!ani -

Sandsgiach i: " " " ,,

RusciuJ.. Widin SoGa . Tirnow 'l'ulcia Varna

1

Altre religioni

,, ,, 5650 "5,\.992 152945 1, 50911 44150 ,> !~3386 ·16787 Totale 408600 5996 15 Raddoppiando la sommn della popolazione del sesso masclule, questa ci oarcbhe: 20 16,'r.30 abitanti di duescssi dei qua li 8·17200 maomettani ,. lii 99230 abitanti delle altre religioni.

,, 60803 37•185 24493 751.0'.2 67331 -

1

1

1

Vilajel d'Adrianopoli .

Secondo un accurato censimento eseguito uell' anno 1874. c1uesto Vilaje1. dovrebbe conteucre la seguente popola.,.ione del sesso maschile: 1

1

Maomettani -

1

1

1

1

1

1

H 50000

3rnoo ,o - sti.00000 2H4 ,7 - 1929000 5430 1,I - IH79000 \J9095 '7 - 405 12,11 1 ~'3omellani -

1~

1

20859 ,4 -

Provincie d'Europa sotto l' immediata amministrar.ione della Porta 38332.09 - 5000222 Rnmcnia, Serbia e Mont.ouegro 7965 - 59H 424 P roYintie drlla Turchia d'Asia H 426057 - 2854'.23,i. 114 308550 Possession i cl ' Arri ca . "70450 Totali 2657578 1 - ,13936330 Qui segue la dimostrazione delle popolazioni dei Vilajet che servono o che se!'virono attualmente al teatro di guerra in Europa cd in Asia cioè: Danubio, Adrianopol i ed Erzel'Ltm.

220 I ,O - 11.500000 79,1 O - 113 119!389 80:o 100000 3on,o 59 19389 9795 ,9 - "4752820

Totale Totale generale in Europa In Asia: Sotto l'immediat.1 amministrazione della Porta. Cìrco11dario amministrati vo di Costannopoli (Scutari) . . . 2:J2,5 796000 Vilajct: Brussa . . . . . 13!.i8,3 103024. i> Aidin . . . . . 929,1- 980000 " Har-i-sefìr-d sgosair . 264,4 /~,13035 ,, Cipro . . . . . 173,2 1.aooo ,, Kastamuni 974,5 7i42il'.2 » Angora 1260 o 100H18 » Kouiah 1884:o 800,122 " Aden . . . . . . 671 ,0 3~,rn62 ,, Trebisonda e Dsgianik . i 32,7 937i00 ,, Siwass . . . . . · . 11 67 3 ! :iìi1808 ,, Erzcrurn . 2:H5'.2 885,186 " Diarborkir. . . . 1770,1- 708288 » Bagdad con EI-Flassa 5877,0 - 2ioo200 » Aleppo . . . . . !0•17,0 5393111 " Siria . . . . . 3102,7 973 120 » Chedsgias ed Semen . ·103 12,5 •l 13i305 Totale ·34988,7 - 1424599 1 Il Beilik privilegiato di Samos. 34-300 10,0 Totale generale in Asia 34998,1 - lt•.246271

Popolozione dei due sessi

p ,r incipati dipendenti .

1

1

i 89 ~li <>li3 qu3drate

1

I

~

Sandsgiachi: Adrianopoli . » 1<'ilippopoli . " Sliwno . 1> Rodosto . » Ga llipoli. Totale

58397 41354-3 4,0730 -

Altre religioni

420870 462545

1s661 -

!~696 1 a1 o~io

30198 251529 -

39,18·1 4-006,\.7

1


190

191

RIV ISTA ESTERA

BOLLETTINO l3lBLfOGRAFICO

Per cui la cifra cornplessi,a degli abitanti dei due sessi di questo Vilajet ci riimlterebbe di 1304352 dei quali 503508 maomeuani (compresi i zingari) e 80 I 29,:\. delle altre religioni. Vilajet d' Rrzenmi. Gliabitnnti maomeu.1niedaltrisecondo i dati ufficiali dell'anno 1872, .sono divisi i11 Sandsgiachi come segue :

l,e reglement 1n•ussie11 du 15 novembl'e 1 8'1'1 sm• le tir ·de l'inf,mte-rie , traduit au 2• bureau de l'élat major général du ministre de la guer1~e. - Avec planch es. - Paris et N ancy, B erger-Levrault et C., 1878.

J . BoRNEQCUE, capitaine au 'l" r6giÌnen t du génie. La d,;fense de P,wtugale-te eu 1S'1~. - Prezzo lire 1,25.

MaomeLtani - Altre religioni

Sandsgiaclt1: Erzcrnm 11 Ya11 . » K:ws. » Cildir » Bajasid. ,, Ersinghian >> i\lusc

1i3802 -

59371.

s:H,H- -

79796 4968 3750 •I 10 10

391160 86298 .~ 1210 11OM.>02 %9:30

-

In-H0 •

-

Paris, Dumaine, 1878 .

Essa·i .nit• le role de.<J états-1uajor ,i l'ex11loraliou, par un capilaine d'élat-major. - Paris, Dumaine, 1878. - Prezzo cent. 75.

1373!~ 78208

Totale 6:H-3k6 26081\.0 Invece a seconda del Calendario turco pubblicalo nell'anno "871, il numero degli abitanti di questo Yilajet raggiungerebbe la cifra di 40,16ft.6 I. - Ignorasi tullavia se vi sono com presi gli abitanti in generale oppmc del solo sesso maschile, ciò clw a seconda clol sistema turco sarebbe af.-~ai probabile.

.ElémenU d ' acl,ninistralion (I! 1uae l>atterie d' artille1•ie. Questionnaire rédigé à l' usoge des offi.ciers de réscrvo, dcs sous-officiers complubles et des engogés conditioonols d'un · an. - Paris, Durouine, ·1878. - Prezzo lire ·1,25 BmtfJ•tind (!u1,rlierli.,te del' l,fJI, preuss. /Jr•m.ee f'i.'u• 1.S78. (Annuario militare tlell'esercilo pruss:iano pel 1878). - Berlin, .Miltler Ù. Sobn, i8i8. - Prezzo lire ù,50.

vV.

BOLLETTINO BIBLIOGRAFICO ·C. DF. MALDÈ, capitano nel 7° artiglieria. i't/(wm.e tli .,e ,•vizio per 1ma bl'i941ta ,li ,u•li9lie1•ia in ca,n11agn11,. - Pisa, T. Nistri, 1878.

BucuNER. Grtif /Holtl,e . (li conte Moltke.) burg, 18,8. - Prezzo lire J,25.

Lahr, Schauen-

Russ,·sc l.e llel(len tle., li.rief1es v ou·1.s77. (Gli eroi russi della guerra del 1877). - Lcipzig, Diinsche, -1878. - Prezzo lire 5,75.

~ e s y,•ecs ,te l'e,npire ottmuan. Etnde sltitisliqtce e t et/uwg1·a11l,ique . - 2° édilion. - Costantinople, imprimerie de l'Orient illustl'ée, 1878.

Statistisclwr Saniliits-lle1•icl,tiiber (tiè p1•et1.u./Jrmeetmcl das 1.!C (l.yt. 1viirllemb.) Jlrmee-li.orps fii,• tle n Zei• tt•aom v(mi 1. ll1n•it 1.S , :e bis 31 iJliit•e 1,_.'1 ,. (Rapporto s tatistico san itario intorno l'eser cHo prussiano, e il '13° corpo d'armata wurtemberghese pel periodo cli tempo dal 1• aprile 187:3 sino al 31 marzo 1874). - Berlin, Mitt.ler u. Sohn. - Prezzo lire 9.

capilaine d'éwt major. Cours ab,•égé ,le tnctique g énél'f1le. - Etudes sur les 01·igines des batailles slralégiques. - Bruxelles, MuquardL, 1878 .

A. CASTF:NHOLz. Die Bela9erm19 von Bel{ort im Jal,re 1.S'1071., 4 Theil. (L'assedio di Belfort nell'anno 1870-71. 4' parte). Bel'iin, Voss, 'L878. - Prezzo lire 9.

A

SYNVl::T.

B.

R'ENARD,

.L,, yuer,•e tl' Ol'ient :187'1--1 8 . - Revuc des operations miliLaircs, sous la clir ecLion d'oflìcier·s de l'armée bolge. - 111-8°, 500 pages. - Paris, Ghio, 1878. - Prezzo lire 10,50.

A.

Die Bericl,te iibe-r dieSt!l, lac/11 a.u f tieni veissen lle,·11.e l,ei P1•a9. (l rapporti sulla ballaglia del monte bianco presso Praga) . -· ,vien, Gerol<l, 18i8. - Prezzo lire 4,75.

G INDELE'>' .


192

130LLETTl1'.0 13IBLIOGRAFICO

Gescliicl,te dea brmuleburgisel•en Jiiger-Bataillons 1'11. a. iviilu•e,ul des Peldzttf/S :t870- '7t. (Sloria del battaglione caccia lori del Brandeburgo N . 3 durante la campagna del 187071). - Berlin, MitUer u. Sohn, 1878. - Prezzo lire 3.

Baron v. KoTTWtTz, Rittrneis ter. IJ,is Gtu•,te-Husm•en-Regi,_,umlim Peltkuge gegen Pr,mkreic l• t.870-':'t.. (Jl reggimento ussari della Gua!'dia nella campagna contro la F1·ancia 1870-71). - Berlin, Mitller u. Sohn, 1878. - Prezzo lire ;i. TROTHA , Hauptmann. De1• llam11/ um Plewna. Taklisclie St_m lien. (La loLla intorno a Plewna. Sludio lalLico}. ~ Berlin,

RIVISTA ESTERA

Von

.M1ltler u. Sohn. - Prezzo lire 5,:;o.

CENNI SULL'ORDINAMENTO DELL'ESERCITO !NDO-BRITANNICO

Carte e piani.

I.

A. Vu1LLEM1N. Bassins des gt•atHls fleuves ,le la France et de l'E,wope. - l o folio, 10 cartes. - Paris, Delalainc, '1878.

Atlas cm111)let ,te géoy,•apl,ie. ·- In folio Paris, Dclalain, 1878. '

H ENRY C11EVALLIER.

4·0 cartes. -

Generall.a,•le von Cenlrffl Em•opa . - Herausg. vom k. u. k ~ mililur-gcogruphischen lnstilut in Wien. - 1 :300,000. Blalt A. 3.7, B. 5.9, M. 2. Heliogravure in Kupfer. - Wien, Artaria u. Co, '1878. - Prezzo di cadaun foglio lire 1,50.

W.

L1EBENOW. llarle dm· Provine lle.flsen-Nassau und dea G1•osslu!rzo9tlnnn Hessen. - 1 :300,000. - Hannover Oppermann, t878. - Prezzo lire 4. '

Premettiamo alc1ine notizie snlla costituzione clel governo delle Indie, che, coruc si vedrù or ora, è intimamente collegata con l'organizzazione militare indiana. È noto come il memorabile ammutinamento dei sepoys c,1) dell'armata del Bengal provocasse nel Parlamento britannico l'approvazione dell'atto << pe1' migliorare il governo dell'India (2) " con cui fu decretato lo scioglimento della vecchia compagnia delle I11die orientali e il passaggio dei suoi vasti dominii :isiatici alla corona britannica . Da quell'epoca sino ad oggi, in cui piacque alla regina della Gran Brètwgnn e tlell 'Crlauda di nssumero il titolo addizionale di lndiw fmperalr ix, il governo di codesto i1upero fo retto: a) ,\ Londra del segretario di st~to per l' (ndia (3), coadiuvato da un consiglio di 15 membri scelti fra persone che lungamente dimorarono in India e che resscrn i più alLi uffici di quell'amministrazione civile o militare; b) A Cnlcuua, dal vicerè e ~overnatore generale dell'India (i ), di-

Il Direttore ORESTE BARATIERI :lt!aggtore net Bersaglieri.

(1) Sepoy o Sipaht; vocabolo indostano c he sigoiOcava soldato ; derivato da sip, l' arco degli antichi gue,·rieri ind iani. Oggi si denomina sepoy il soldato di fanteria dell'esercito

indiano di S. M. britonnica . 12) ,tn Act (or tl,e better government Tn<lia, sanzionato il 2 agosto 1858. (8) È segretario di stato per le Indie il i·ight ho11orable G. Hardy. M. P. (4) L'attuale vleeroy ana gover,ior-genera,L dell'lnd1a, ò il right honorable Lord Bulwer

or

DE~1ARCIII CARLO,

gerente.

Litton, nominato il 12 apl'ilc 1876 .

Rtv~sta estera.

14


194

RIVISTA

ESTERA

pendente dal segreLario di stato per l'India, ma con poteri estesissimi ch'egli c~ercita per mezzo del $HO consiglio, il quale si compone: di 6 membri ordi nari cui appartiene l'alta d.ireziolte cieli< { varie amministraz ioni dell'impero, cioè delle finanze, dcl l'inter110, degli affari esteri, deli'agricoltura e commercio, dei lavori ·pubblici e delle forze militari; del comandante in capo in india ( 1), membro st.raordinario; di ,io membri aggiunti, fra cui ak:uni principi indiani, che sono convocati sol quando il consiglio si coslituisce in potere legislativo; dei governatori del le presidenze di l\fadràs e di Bombav. allorchè il consiglio è convocato nei rispettivi loro territori . •· Il vicerè, i 6 membri ord inari del suo consiglio e il comandante in capo sono nominati dal sovrano . Il terriLorio indiano direu.amente amministra to dal governo britannico è diviso in Ire pl'Osidenze, cinque grandi distretti con amministrazioni autonome e quattro prov incie direttamente dipendenti dal governatore generale, cioè: La presidenza del Bengal, rct1,a da un luogotenente governatore con un consiglio legislativo di H membri; comprendo le provincie del basso Beugal, di Behar, di Orissa di Chota Nagporc o di Assam. La presidenza di Madras, retta dii nn governatore, con un consiglio di tre membri ordinari, uno dei quali è il comandante in capo dell'armata di Madras, e soi membri aggiunt,i. L_a presidenza ·di Bombay, retta da un governatore con un consiglio di tre memf:iri, uno dei quali è il comandante in capo clell'armat.i di Bombay, e dieci membri aggiunti; comprende il territorio di Bombay e il Sind. Le provincie del Nord-Ovest. am ministrate da un luoaotcnente governatore. La provincia del P unJ·ab amrniuistrata da un luoo-otencntc o ;:,o-overnat.orc. Le provincie centrali, l'Oudh e la Birmania bri tannica rette ciascuna da commissari capi . Le provincie di A_jmere, Coorg, )Iysore e Berar, amministrat.c dii-ett.amente dal governatore generale. I governatori· :;ono nominati dal. sovrano; i luogotenenti governatori e i comm issari dal governatore generale, pre,,ia l'approvazione del segretario di stato per l'Indi;i.

I sopraccennati territori hanno complessivamente un'estensione di 2358935 chilometri quadrati con una popolazione di 19106544-5 (il) . Il resto dell'Indostan appartiene agli stati indigeni più o meno di pendemi dal goyerno cli Calcutta. I più notevoli fra essi sono l'Hydcrabad, il Bundelcund, il Cashmere, 11 Gwalior, il Kattywar e l'Oodeypore; con una estensione complessiva di •lfi.4.2525 chi lom. quad ., e una popolazione di 5032M57 (,1). La superficie totale dell'India britannica è quindi di 380"4,60 chiJometri quadrati con una popolazione di 21~,1390902 (2).

1

e)

(I) Il comandante in capo in India è il generale S. E. S ir F. P. Tfaines.

195

II.

\

Per assicurare il suo dominio in India la Compagnia manteneva permanentemente in armi un esercito di 260000 uomini, dei quali 220000 erano indigeni (nat'i!l)es) e 40000 europei, essendo compresi in que5ti ultimi da 20 a 25 mila uomini dell'esercito reale del ):legno Unito, posti a disposizione da l governo britannico . Queste truppe era110 ripactite nelle tre armate elci Dengal, di Madras e di Dombay, la prima delle qua li noverava 23000 europei e 115000 indigeni, la seconda 9000 europei o 10000 indigeni, la terza 8000 europei e 35000 indigen i (3). Dopo i gravi avvenimenti del •I857-58, le forze indigene furono notevolmente diminuite; i corpi europei già al servizio della Compagnia furono succes:;ivamente clisciolt.i o incorporar.i nell'esercito regolare britannico, -e il contingente che questo forniva al governo indiano, portato da 25 a 60 e più mila nomini. Infine con decreto della regina in data del •I 6 gennaio ,f 86·1 fu 1st.1tuito J'Indian staff corps, corpo di ufficiali britannici destinati a sor(l) Dal Slatesma;i•s ycai·-book 187S. (2) La grande maggioranza della popolazione indiana appartiene alla razw hindù, professante la religione di B1·ahma e divisa in qaattro caste principali; (i brahmini (preti), i guerrieri, gli agricoltori , i mcrcan ti od artig iani) e i paria. Dopo gl" hi ndù prevalgono per numero i musu lmani; quindi i buddisti e i sikhs (<1 a 5 milioni); ultimi per numero sono i parsi, i cristiani e gl'israeiiti. La popolazione britannica (civile) dimorante in India era nel giugno 1871 di 64061 persone frn coi 3S!l4G maschi. (Statesman's yea1·-bool,. (Op. I cit) ). (:3) Togliamo questi dati sulla forza doll'esercìto della Compagnia dal pregevole studio del capiW no Paquin: La Russie et l'Angleterre dans t'Asie centrnle, pubblicato nel Jo11 rnal ,des sciences militafres, aprile 1878.


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RIVISTA

vire permanentern.ente in India , nei comandi, stati mazgiori, servizi amministrativi e presso le trupp.e indigene. L'esercito indo- britannico venne per.tanto costituito come segue: a) Del vicerè e del suo stato maggiore. . Il vicerè come rappresentante del sovrano in India è capo supremo deil'esercito. Egli però non partecipa, salvo in circostanze gravi, al comandò dir1~tto dell'esercito che spetta al comandante in capo in India. 'ruttavia appartiene al vicerè, siccome governatore generale, l'alt.a direzione dell'amministrazione militare. Dipende perciò direttamente da lui il 1nilita1•y, dl'Jpnrtment (ministero della guerra indiano). b) Del comandante in capo in India e del suo sta to maggiore (•I) . Al comandante in capo appartiene la superiore direzione delle operazioni rnilital'i in India e qnanto concerne il pe1:sonale, la disciplina e l'istrnzione delle truppe indigene e delle bJ'itanniche che vi hanno stanzi1. Se non che i suoi poteri sono limitati rispetto alle Lruppe hritann1ehe, le quali sebbene in India, dipendono tuttavia da l Field Jlfarshal, comandante in capo nel Regno Unito; e rispetto alle due armate di Madras e di Bombay. Da lui invece dipendono direttamen te l'annata del Bengal e i corpi indigeni cbe non fanno parte cli codeste tre armate . e) Dei governatori delle presidenze di i\Jfadras e cli Hombay e dei loro stati maggiori, avendo essi diretta ingerenza nell'ammiuisLrazione delle rispettive armate e in circostanze gravi anche nelle questioni puramente rnilital'i (2) ; · · d) Dei comandanti in capo delle armate di Madras e di Bombay e dei loro rispettivi stati maggiori (3) . Questi comandanti, per ciò che concerne la disciplina delle truppe . britanniche dipendono dal comandante in capo in India (:i) . e) Degli uffi ciali dell'esercito regolare britannico; ufficia li clell'Indian staff corps e ufficial i già al servizio della compagnia che 11onpassarono nel staff corps; impiegati nei comandi, stati maggiori, ser{l) A Calcutta 1·is ie de un ispeltore ge nerale d' a1t iglie ria il q uale non fa parte dello s tato maggiore del co manda nte in capo. (2) È attualmente governatore d i Madras, il duca di Buckingham, e gove rnatore di Dombay Sir Ll. Tem pie . (3) li comandante in capo den·a ,·mata d i Mach'as è il generale Sir Neville D. Chambel'lain; quello de ll'arm ata d i n ombay, il tenen te gellcrale Sir C. w. S taweley · !4) Togliamo (fL)CSte notizie dall'ar ticolo, pubblica to nel Times llel 1 marzo u. s. ·• Our

Inrliam At'my "·

E ST ERA

197 vizì a_mministrativi o presso le truppe indigene e ripartiti nelle tre armate indiane e nei corpi indigeni che non fanno parte cli tali armate (1). f) Dei corpi regolari britannici distaccati in India e ripartiti nelle armate d.el Beugal, cli Madras, e di Bombay. · · g) Dei corpi indigeni delle tre armate anzidette. . , h) .Dei corpi in~igeni d.elJa fronti era del Punjab, ekll'Hyderabad, d_ell India centrale e_eh RaJ pootana che non fanno parte delle sopramenzionate armate e dipendono direttamente dal governatore generale e dal- comandante in capo in India. . . i) Dei p_ers?nali ~rari \m~dici, veterinari, farmacisti, ca ppellani, ecc.) 1mp1eg_at11101_ ~omao_d1, ~1ei .d~parti menti amministrativi, presso le trnppe e negli stahilnnent1 n11l11an dell'India . Più volte è occorso di far cenno dei tre grandi reparti dell'esercito indo- hritannico, cioè delle armate del Bengal, di Madras e di Bombay. L'arn~at,~ cle~ Bengal abbraccia il territorio della presidenza del Bengal; le provrnc1e di Nord- Ovest, l'Oudh e alcuni stati tributari limitrofi; e dividesi in sei d:ivis·ioni ten'i,tor·iali [Meerut, Sirhind (Umballa), Ondh (Luclmow), Rawul-Piadi, Lahore (Meean Meer) e Al lahahad] comandate da maggiori generali (2.), e sei cbist1·ett·i[della frontiera èlell' est G-walior, '.Pes~1awar,_ della p~·esidenza (Fort William,) Rohilcuud e' SaugorJ che sono sed, eh b1· igate dri 1° classe, cornandaie da generali brigadieri. Oltre a questi 12 centri militari principali esistono nei terri tori delle divisioni e dei distretti, 4 sedi di brigata dii ,2a classe el ,:\.O presidii comandati da_ station staff' office1·s, compreso Deolee nella Rajpootana. L'armata eh Madras abbraccia il territorio della presidenza di Madras, la Birmania britannica e gli stati indigeni limi trofi ; e di videsi nelle di~ vision-i- del Mysore (Ilangalore), della Birmania britannica (Rangoon) e del l'llyclerabad (Secnoclerab:,1d) e nei distretti del nord (Waltair), del centro (~fadras), del sud ('l'richi nopoly), di Malabar e Canarn. (Cannanore ), di Cedet (Bellary) e del Nagpore (Kamptee ); cioi~ 3 dri11Yisioni comandate da maggiori generali e 6 d!istrelt!i, comandati da brioariieri. A questi centri militari devonsi aggi ungere 19 comandi cli ;residio compreso quello del forte S. George. 1

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(1) Dall'annuario m ilital'e (The India List, civil and mili ta,·y - Gennaio 1878) ris ul ta c he pl'es tavano se,· ,,izio in !odia nel ge nna io u. s.: 45gene ,·ali e 239 a ltri ufficiali c he "ià erano a l se rvizio a e lla Compagnia: 72 generali e 1979 a ltri ufficia li dell' Indian Staff cor;s· non che parecchi genera li e molt i u fficiali d'altri gradi, d ell' esercito re&olarn britannico' 0 impiegati te mpornriame ote in Tndta. ' <.2J Cioè co~ impiego d i maggior gerierale; i titola ri sono la maggio,. pa .. te tenenti generali e . generalt. In India s ol ta nto i comanda nti in capo di Madras e d i Dombay banno impiego di Lieute11anf ge11erat.


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L'armata di Rombay complfendo il territorio della presidenza, gli" stati indigeni limitrofi e Aden (il). Essa si divide in tre cl:ivisioni (Mhow, Ahmodabacl o Poona), in dne d;istretti e sedi cli brigata di 1" classe (Born bay e Belgaum); il distretto del Sinel (Kurrachce) e, tre altre sedi di b1·,igatci di 2" classe ( Nusseerabad, Deesa e Aden). - Esistono inoltre 1i:i comandi di presidio . Presso ciascuna delle tre arrnate vi hanno i servizi amministrativi ; cioè del materiale, di commissari,Ho, cli sanità, cli veterinaria, delle rimonte, del vestiario, dei culti. Dallo direzioni generali del servizio del materiale (2) di pendono i polverifici e gli arsenali di ciascuna presidenza; lo fabbriche di cartucce, del Bengal e di Bombay e l'opificio di bardature del Bengal. Il servizio cli sani tà in ciascuna presidenza <: diviso in due rami, il ramo britannico (B1·itish rnedical department) che disim pegna il servizio sanitario delle truppe rpgolari britanniche; o il ramo indiano (lndùtn merlica,l departnient) che provvede al servizio sanitario presso le truppe indigene e qrrello eiiandio degli ospedali civili. - Esiste inoltre in ciascuna presidenza un subo1·d;inate meclical depa·rtrrient compost.o cli flebotomi e di farmacisti. Il servizio di veterinaria è puro diviso nel lwitish e neJl',i.rubian clepartnient. Si è detto dei corpi indigeni che non fanno parto dello armate delle tre presidenze; - essi. sono : TI corpo della fron tiera del Punjab (Abbotahacl) comandato eia nn brigadiere il quale dip<mde dal luogotenen te governatore del Punjab. Il conti ngen te cl'l:lyderabad (3) (Holarum) comandato eia un ge nerale brigadiere dipendente dal residente bri tannico d'Hyder-abacl. Alcnni corpi dell'India centrai. e che dipendono dall'agente del governatore genernlo nell'India centrale. Due corpi irregolari· di cav:i ll eria e duo batta·glioni regolari del Rajpootana che dipendono dall'agenie del governatore generalo in Rajpooiana . Notisi infine che i d1w agenti ora detti, d<~ll'Jnclia centrale e di Rajpootana, corrispondono con il governatore generalo per mezzo del di parti mento dogli 11ffori esteri. 1

(1) Giova notare che l'isola di Ceylon IJOU fa parte amministra tivamente dell' India, ma costituisce una colonia autonoma che di pende diretta m.eote da l segrnca1·iato di sta to por le colon ie (Colonia! o(fice). (2) Ordnance commtssa·>·iat dcpartrnent del Bengui e Ordnance depa,r tments di Madras, e di llombay. (3) Questo corpo non è spesato dall'erario indiano. " Our Indlan Anny" Ttmes (I cit,)

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ESTERA

III.

Il LJST ACCAM~NTO DEJ, L'E&EilCJTO REGOLAI\F. BillTANNICO in India consiste ~h 50 battaglioni cli fan teria (H82. ufficiali e U.3rn gregari); ,15 b'.tttene ~ cavallo (il07 uffiziali, 2355 gregari, 2.670 cavalli e 90 pezzi) ; 43 batt?r10 da campagna (28 1 ufficiali, 675 1 gregari , 47:!0 cavalli, e 2.~8 pe~z): 28 batterio da fortezza ( 170 nffic. e 2J36 gregari); 9 regg1ment1 ilt cavalleria, cioè: ,, cli dragoni, 2. di lancieri e 6 cli ussari (225 ufficiali, !k096 gregari o 3925 cavalli); infine 432 ufficiaÌi, e 3 so_tt'ufficiali ciel gonio. In complesso sono 2.2.65 ufficiali (reggimentali) ~ 59953 gregari distaccati dal Regno Unito in India (il). L'organico d't~n batt11glionc è di 30 ufficiali e.886 gregari, ripartiti fra I? stato maggiore del battaglione e 8 compagnie. Per eseguire i bassi serv1z1, sono nggiunti al battaglione alcuni indigeni che formano il cosìdott~ conse1·Dctncy e.stabbishment e consistevano nel 1865 (2) cli 20 ptickcilhes, da ,J O a 30 bheest'ies, 30 toflies e da 2. a ,ro bildars (3), 1

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(l) Oa ll' A.?' my Estima,tes -

Bilancio e quad1·i organici per l'a nno 1878-79.

J cavalli della cavalleria e dell'al'tiglieria e il materiale d'artiglieria appartengono all'amministrazione indiana e sono c0nscgnati alle trnppe brita unichci al loro arrivo in India . /2) Pet rie " The Army of G1·eat Britairl " . I.ondou 1865. (3) Presentiamo qui appresso la traduzione data dal Petl'ie (op. I cit.) di alcuni nomi indiani di uso militare: Bheest-ie - Portato re d'acqua in otri. Bit<lM· - Bracciante. chòwcli-y - Soprain tendente di bazar. Du{fadM· - Sergente di cavalleria, llavilda,r - Sergente di fanteria. Jemadar - Tenente. T(ote du{fad ar - Sergente màggiore di cavallerin, Kote dtt{fada1· rnajor - Sergen te pagatore (furiere). Lasca ,· - Operaio. Jfahout - Conducente d'elefan ti. Mistry - Capo squadr a. Jfoochie - Sellaio. ;lfoonschie - Maestro di scuoh!. Naib Resaldar - ff. di capitano cli cavalleria. Naili - Capora le. Nisham, bm·da ,· - Porta stendardo . , l'eon - Guardia di bazar. Pttcl,:ally - Conducente <li buoi pel trasporto d'acq ua. 1/cssaida,· - Capitano in 2• di cavalleria. Ressalda·>' - Capitano di cavalleria. Ressal<la r maJ01· - Capitano più anziano di cavalleria , Sepoy - Soldato cli fanteria. Si1·da1· - Capo conducente.


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non che alcuni cuochi, operai e gli attendenti d'ufficiali ( 1). L'organico di una batteria a cavallo, è di 5 ufficiali, '157 gregan, 178 cavalli, ,66 buoi o 24 vetture ( eompresi i pezzi) cou un seguite di indigeni, che nel. 1865 ammontava a 364 persone, fra cui 31 co:1ducenti di buoi, 118 syces pel governo dei cavalli, 178 falciatori, 4 fabbri ferrai 5 carradori, 3 sellai. A questi indigeni erano aggiunti eìtri 1·1 indigeni del conservancy establiçhment. Le batterie a cavalJJ hanno pezzi ad avancarica da libbre 9, pesanti chilogr. 304,8 e del calibro di millimetri 76,2 . I pezzi ed alcuni carri da munizioni S<'.110 trainati da 6 r,avalli; lo vetture di 2a linea (munizioni, fucine, bRgaglie) sono trainate da buoi . Ogni pezzo ha in ,1a linea H8 colpi e in 2• linea 256 colpi: , L'organico di una batteria da campagna, è di 5 ufficiali, 167 gregari, 1,1O cavalli, 76 buoi, 6 pezzi e complessivantente 24 vetture con 267 indigeni di cni 7 1 syces o HO falciatori ( 1865) . I pezzi sono ad aYancarica da libbre 9, posanti ch ilogr. 406,!i e del calibro cli-mili. 76,2 con le munizioni stabilite per le batterie a e.avallo. Alcune sono ancora armate con pozzi a retrocarica (Armstrong) da libbr·c 9, sebbene non più di modello. Ogni pezzo Armstrong dispone in -1 a linea di ,121~ colpi e in 2• lioea di 2H colpi. L'organico di una batteria da fortezza, è di 5 ufficiali e 87 uomini di truppa cou un numero d'inservienti indigeni che varia secondo il geuere di servizio cito la batLeria deve prestare. Delle 15 batterie da fortezza dell'armata del Bengal, 2 costituiscono batterio da montagna a 6 pezzi trasportati da muli , e altre 2, batterie pesanti da campagna . Delle 7 batterie da fortezza dell'armata di M.aclras, una forma una batteria da n~ontagna con 6 pezzi trasportati da elefanti e un'altra, una ba tt1wia pcsantb da campagna . Infine delle 6 batterie da fortezza di Bombay, una costituisco uµa batteria pe5ante da cam pagna. Le rimanenti batterie da fortezza delle tr:e armate sono impiegate nei forti e nelle bat.terie da costa ed eventualmente devono provvedere il personale (britannico) dei parchi d'assedio. 1

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201 l i pezzo da montagna è da libbre 7 (calibro di mili. 76,2) ad avan·Carica, di bronzo e pesante 90 chilogrammi . Ogni pezzo è provvisto di 90 colpi . Le batterie pesanti da campagna sono provviste di 3 pezzi da libbre /10 {a retrocarica, sistema Arrn strong; calibro di cent. ,12,07); 2 mortai da pollici 8 (cent. 20) e 2. mortai da pollici 5 ¼ (cem. 13 ,7) . Ogni pezzo dispone di ·122 colpi; ogni grosso morta.io, di ,108 bombe e ,i ~areasse (palle da fuoco); ogni piccolo mort.aio, di "'18 granate e 4 carcasse ('1) . . Le batterie pesanti da campagna oltre all'elemento britannico noverano moltissimi indigeni, parecchi cavalli ed elefanti, molti buoi e una notevole quantità di vetture (2) . I pezzi sono t.rainati da elefanti, i mortai , lo munizioni e il bagaglio da buoi. L'organico di un reggimento britannico di cavalleria in India i} cli 25 ufficia ii, 455 uomini cli truppa e 436 cavalli riparti ti in 6 troops ,che per manovrare si raggruppano in 3 squadroni. Fanno inolt.re parte del reggimento molti inservienti indigeni . Nel 1865, il seguito indigeno era assai numeroso. I reggimenti dell'armata di Madras avevano al ìoro seguito ,1 moonshee, ·1 e,howd!l·y, 2. peon.ç, 9 s tall ieri capi, 229 stallieri, '1:8 capi falciator i, 703 falciatori; e oltre a CO$toro, ·il w 1is&r-1Jancy establishmeiit eomposto cli 116puckallies, da 8 a 24 bheestees, 24 spazzini e parecchi bilda,,rs. Gli ufficiali e.lei genio hri t.anuico, comandati in India sono specialmente impiegati nei lavori pubblici e fanno parte del public -worlcs d{)cpa1·tment. Alcuni attendono ai lavori to pografici e dipendono perciò dal Sur-deyor gene-ral of' Indtia; altri infine sono addetti ai tre corpi indigeni di zappatori e minatori di cui si dirà in · appresso . .Fanno parte eziandio cli questi corpi un 1150 sottufficiali e caporali del genio inglese, ma adclett.i permanentemente al servizio indiano. ESTERA

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Sotu0/1' - Soldato di c avalleria . Subada,, - Capitano d i fanteria. Subadar majm· - Capitano più anzjano d i fanteria. syce - S tallie r e. Tlndal - Capo lasca,·. 7'otle - Spazzino Woordie majo·1· - Aiutan te ,li cavalleria. . (I) È probabile che il numero de(saccardi (canip followers} al segu ito delle truppe lmt anniche e indigene, sia stato a lquanto dim inuito.

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(1) Togliamo questi dati, relatil•i a l materiale deli'artigli eria britan nica in In dia, dall'articolo« ou,rfndia,n ,l?·my .,, pubblicato nel Time~ del 4 marzo 1878. (2ì Quando le battel·ie pesanti dn caru pagna erano provviste di 2 ca nn oni da libbre 18, l obice da 8 pollici e 2 mortai da 8 pollici, i l loro organico era di 5 u fficiali e 80 uom ini di t,·uppa, europe i; ~03 inrJigeni, 11 cavalli da sella, 9 elefanti, 254 b uoi e 29 vetture . _ L'elem e nto indigeno era composto come segue: 1 tinda.i, 12 iascars, 5 syces, 5 falciatori, 1 jemadar dei con ducenti, 5 sfrdars dei conducenti, 127 conducenti di buoi, l j emadar malwttt, () m.a,houts, 9 coolies, 7 bhéesttes, 1 s pazz•no,2 moochtes, l mtst,-y de' falegnami, 1 mist,·y dei fabbri ferrai, 2 Jimatori, 2 fuochis ti, 2 ma,·tella tori. Totale 195 indigeni non compresi 8 indige ni del co,1$e,·va11cy establishment c ioè 21ntckaHies, -I bheestie e 5 spazzini. Da l Psmrn . (Op. I c it ., pag. 65).


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IV. Il reclutamento dei corpi indigeni si compie esclusivamente con arrolamcnti volontar!, regolati da_ 1~orm~ che variano nelle tre armat.e, nelle diverse armi ed anche nei srngoh corp i: In massima l'età della recinta non deve es~ere mi/~ore ai 18 nè superiore ai. 22 anni. La ferma ordinaria è di 3 an_rn, compmla la_quale il soldato può cont.rarre una nuova ferma e asp irare alla pens10ne a cui ha dritto dopo 1b anni di eITettivo servizio. _ . Sin dal tempo della Compagnia, era stabililo_che nella . fanteria la proporzione fra gl'hindù e i musulmani fosse di 2 a •I e cli 11 a 11 nella ca valleria. · Codesta norma fu assai trascura ta prima dell'ammutinamento del 1857 ( 11) e non sappiamo se oggi sia osservata . Allluis~o1~0 ~rnggiòrmente nell'armata del Bengal gl'hindù delle caste supenon ; 111 11uclla di )fodras, quelli delle caste inferiori; l'arméita di Bombay si c?mpone di elementi misti, fra cui parecchi israeliti. Degl'hindù sono più proclivi ad nrrolarsi quelli della classe dei Kaj poot. I musulmani abbondano ne/ reggimenti del Punjab . Vi sono inol~re . reggimenti composti internmente di seikls (~ di goorkhas (~ontanari): In massima nei rco-gimenti indigeni composti di elementi m1s l1, gli. uomini di una stesst razza e religione, sono riu11iti in una o più compagnie. . . . . Dicesi che gl'hindù siano cli earattere dolce, . . obbcd1cnt1,_ sobri e disciplinati mentre i musulmani si descrivono più turbolenti 1~ meno sobri, ma dotati cli migliori qua liti1 militar-i . . ., Gli ufficiali indigeni provengono tutti dalla truppa, e li gnic~o pm elevato a cui possono giungere è quello di capitano comandante cli compagnia o di squndrone. . . . . ,. La fanterià indigena è armata cli fucile .Enfield trnsformato a ietrocarica secondo il sistemn Snicler. L'uniforme cli parecchi reggimenti è simile n queHo della fant;.ria britannica, sa lvo il turbante usato da tnU.i gl'i ncligem, mentre gl mglesi usano l'elmo di feltro grigio cinto da un follo velo.

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FORZE INDIGENE DELL'INDIA . -

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(IJ Nell'armata del Bengal, quella che si am mutinò nel 1857, la fanteria nove~ava 52si~ hindìt delle caste superiori e 13900 delle casto inferiori, cioè llll (,otale di 66 100 bin • ,oo· La. 1iroporz1ono 1 t od. 19 rr11 cu i 24800 brahmini; mentre .I m11sulmam. :scendevano_so_lan ~"" . J. cit.). fra lo due razze e religioni era dunque d1 5,;:, a I anz1cbe eh 2a I. Dal P•ourn . (Op

203 Alcuni reggimenti cli fanteria indigena hanno i pantaloni a sacco con gambali e uose di tela. La cavalleria indigena si compone di lancieri e di cavalleggeri. I primi sono armati di lancia, con asta di bambù e lama d'acciaio a sezione t.riangolarc, lunga 3 metri e pesante eh ilogrammi 1,350; di sciabola di · foggia orientalr1, e di pistola. I eavalleggeri sono armati di sciabola e carabina Enfìeld ad avancarica . - Questa carabina e la pistola verranno sostituite rispettivamente dalla carabina Snider (Enlìcld trasformato a retrocarica) e dal revolver Adams . . Il vestiario della C:f)valleria è foggiato all'orientale; il capo coperto da turbante formato da uno scialle di cashmerc; il pastrano tessuto con crine di camcllo: I cnvalli dell'esercito rlelle Indie sono allevai.i Hcl paese e in parte presi da 11' Australia e dal Ca po di Buona Speranza . Lo stato provvede i cavalli alle I.ruppe bri t.nnnichc, allo squadrone guardie del corpo del vicerè cd alla caval leria dell'armata di Madras. Nel resto della cavalleria il cavallo diventa proprietà del so\da1.o il quale lo pag~ gradatamente. Questo sistema è delto del S'illadar . Gl i uomini di truppa della cavalleria indigena sono tutti montati. Gli ufficiali britannici ricevono il foraggio per 3 cavalli, qnclli indigeni per 2. cavalli, ma questi ultimi sono generalmente provveduti di un sol cavallo. . Il soldato indigeno (tani.o il sepoy che il so10<1,r) riceve una paga superiore a quella normale dell'operaio e del bracciante indiano. Gli ufficiali incljg<;n1-i ·ricevono le seguenti paghe annue (-1) : .Jl,,s,iibadar 'l)ittj01· . L. 5760 » mbculCl!r . » 3840 >> .fe,ruiclwr . » •I 800 L'ARMATA OEL lk:NGAL si compone dei seguenti corpi indigeni: .,; n) i~5 reggimenti di fa nteria, 4 reggimenti di fanteria goorkhci, cioè: r~~) reggirnEmti ciascuno di un battaglione di otto compagnie: CiaESTEl~A

(1) Da uno studio del colonnello russo VenioukofT, l'iassunto dal· « Rttllctin de la Rétmion

des of{ic!ei·s » ciel 4 maggio 1878.

Gli s tipendi degli ufficiali bri tannici è assai superiore. Gli ufficiali del staff co>·ps addett.i· a reggimenti di fonteria indigena ricevono il seguente stipend io mensile: Maggiore. . r u;pees 759 Capitano

Tenente li rupee vale L. 2,50. {

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l11V1STA

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scun reggimento si compone di: 7 ufuciali brilaunici ('1), ('I comaudanle, 2 comandanti d'ala, 4- ufficiali d'ala, uno dei quali è l'aiutante e uno il quartiermastro del reggimeulo); O ufficiali indigeni (1 subadar major, 8 subadars, 8 jemadtirs); 7,i,i ind igeni cli truppa ('I havildar istruttore, 8 ha:oildM·s maggiori, 8 hadldC11·s contabili, I tamburino maggiore, ,1 pilferaro maggiore, ,i-O ha1,ilda1·s, ·1 nciik istruttore, ,~o n<iik-s, 116 tamburini , 600 sepoy.~). Il 4.2°, 4-3° e H 0 regirimeuto cli fanteria hanno in più 88 sepoys. Ciascun regl-(imeuto ha inoltre un , numeroso seguito di ~accarcli. b) 1 squadrone guardia del corpo ciel vicerè <;on uu organico di 2 ufficiali britannici, 1 .mbadar, 2 jemadars, 7 har,il<w1·s, 7 nailcs, 3 maniscalchi; 2 trombettieri e 98 cay:i li cri . 19 reggimenti di cava lleria, !j dei quali di lancieri. Ogni reggimento è formrito soprri 6 ti·oops che per rnanonare si raggruppano in 3 squadroni. L'organico d'un reggimento comprendo: 7 ul'ficiali brilaunici ('I comandante, 3 comanclaut.i cli squadrone e :i ufficiali ,mbalterni di :;quadrone); •13 ufficia li indigeni (3 1·esaldars mo.fors, 3 resalda?'li, 1 woo1·d-ie 1najo1· o fi jemadnrs); t~M~ indi~eni di trnppa (6 kote clufl'adar, !~8 dufladar, 6 t1·ombeuieri, 38.\ sou;a,rs). Alla qual rorw n11 11 0 aggiunti i saccnrrl i e lo bagaglio. e) [I corpo zappatori e mina Lori di 1Ocom pagnio, clrn novera: ·I O ufficiali britannici ( I comandante, I comandante in 2°, I interprete o quartiormastro, 11 direttoeo <lellH istruzioni , 1 istrnl.l:ore di .tel_egrafia ouica ed elettrica, /1, ufficiali pel sen•izio interno) 63 soltuffic1al1 e caporali britannici ( 1 srrgeate maggiore, I sergente quartier mastro, 1 sergoote istrnttore, 20 sergenti, rn caporali) ; 20 u!Tfrinli indigeni ('IO !ntbadtl1'~ e ·IO jemadars); ,1HO indigeni cli truppa (40 ha iJildari;, 80 naiks, 20 trombetti eri, '1000 soldati indigeni) . l corpi indigeni dell AHMATA Ili MADHAS so110: a) 110 reggimenti di fanteria cias<,;u no di u11 battaglione di. o_uo compaF(nie; con un orgauico di 7 nffìri:ili britannici, 16 uflìciah 111digeui e 697 in.digeui di truppa. . /J) 4, reggimenti cli cavallel'ia ciascuno di 6 troops (d squadroni) con un organico di 7 ufficiali britannici, 13 umciali indigeni e 374indigeni di truppa . - Questi reggimenti concol'l'ono a formare lo squadrone ('1'20 imligeni) guardia del corpo del ~overnatorc. e) ciel corpo di zappatori e di minatori di I O compagnie con un

organico di '23 ufficiali britannici, 63 sott'ufficiali e caporali britannici, zO urfìciali indigeni e ,1294- indigeni di truppa. Tutti i corp i hanno inoltre un seguito di indigeni pel disimpegno dei bassi servizi. I corpi indigeni clell'An~1ATA DI l!O)lllAY sono: ci) 30 reggimenti cl i ranteria ciascuno cli un battaglione di otto compagnie; organati corue i reggimenti di fanteria del Bengal. b) 3 reggimenti di cavall eria reggimento » cli Poona 3 reggimenti » del Sind troop cli Aden Cioè 7 reggimenti di cavalleria, ciascuno di 6 troops (3 squadroni); con un organico di 7 ufficiali britannici, 13 ufficiali indigeni e i7,i indigeni cli truppa. Questi reggimenti concon·ono a formare lo squadrone guardia del corpo del goYernatore. Il 1° reggimento di cavalleria è di lancieri. Il troop rii Aden consta di 1 ufficia le britannico, 3 ufficiali indigeni e !)7 indigeni di truppa ('I) . e) 'z batterie eia moutagna, ciascuna con un organico di :i ufficial i britannici, :3 ufficiali indigeni e n indigeni di trup pa, con i pezzi eia libbre 7 trasport.iti da mu li. et) Del ·corpo dei 1,appatori o di minatori, di 5 compagnie, con un orrranico cl i I O uffi ciali brittnnnici, ,15 sott' urfìciali e caporali hritannici, ,t O ufficiali indigeni o fi.70 ind igeni di truppa. Ognuno dei corpi sopra specificati novera un numeroso seguito d'indigeni e 1() bagagl io. La FOU ZA TlI FHO)l'l'IERA 01::L l'UNJ AO (Ahbotabad) co111pre11ele: aj 6 rcggin1enti di fanteria .\. » » Seikh )) Goorkha battaglione cli guide; ciascun reggimento cli un hattagliono a 8 compagn ie; con un organico cli 7 ufficiali britannici, Hi ul'nciali indigeni e 736 iudigeni di truppa . Il battaglione guide no,era soltanto 3 ufficiali britannici .

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1

1

(1) Del ruolo indiano e del staff corpi.

~

.

))

(l J Il presi elio di Aden si compona di: I battaglione britannico dell'armata di Domboy; l id. di fanteria indigena, id. a ba tterie da rortezza brìt~nnichc, id . 1 t1·0011 cli cavnllel'ia indigena, id. 1 compagn ia di zoppatori o minatori, id. In tutto un 2100 uomini comandati dal colonnello brigadiere Lock.


·206

RIVISTA

b) 5 reggin,1enti di cavalleria ciascuno di 6 troops (3 squadroni); con 7 ufficiati britannici 13 ufficiali indigeni e 486 indigaui di truppa. 1 reggimento di guide di 4 t1·oops (2 scruadroni); con 5 ufficiali britannici, 8 ufficiali indig:rni e 3~8 indigeni di truppa (fra i quali 2.80 sowG;rs e 8 sowars cli camelli) e) 2. batterie da montagna ciascuna con 3 ufficiali britannici, 2 ufficiali indigeni e 106 indigeni di truppa; 2 obici da 24 libbre e 2 cannoni da libbre 9. 2 batterie da montagna ( cli Peshawur e di Razara) ciascuna con 3 ufficiali britannici, 2. ufficiali indigeni, ·173 indigeni di truppa e 4 cannoni da libbre ·1 ; 1 batteria d~, fortezza con •1 ufficiale britannico; 2. ufficiali indigeni e 73 in digeni di truppa . . Il CONTINGENTE DELL HYDERA8AD (Bolarum) comprende: a) 6 reggimenti di fan teria ciascuno cli un battaglione di otto compagnie; con un organico di 5 uilìciali bri tannici 17 ufficiali in digeni e 902. indigeni di truppa . b) !~ reggimenti di cavalleria di 6 troops (3 squadroni); con 5 ufficiali britannici, H ufficiali indigeni e 537 indigeni di truppa. e) 4 batterie da campagna ciascuna con 2. ufficiali bri ta nnici, 2 ufficiali indigeni, Hm indigeni di truppa; 2 cannoni da libbre 6 e 2. obici da libbre 12.. Il COIU'O DP, LT.'INDIA CENTHAl,E (Agrà) comprende: a,} 2 reggimenLi di cavalleria, ciascuno cli 6 troops (3 squadroni); con 6 ufficiali britannici, 6 ufficiali indigeni, 1J:83 indigeni di truppa. b) 1 .battaglione (il Malwah Bheel) di otto compagnie con 4: ufficiali britannici ·16 ufficiali indigeni e 597 indigeni di truppa. 1 hauaglione (il Bhopaul) di otto compagnie con 4 uffì.ciali britannici, 2.0 uftì ciali indigeni e 920 indigeni cli truppa . Il CORPO DEL HAl'l'OOTANA comprende: a) ,J ba ttaglione irregolare del' Dcolee di 8 compagnie con 2 ufficial i britannici, "7 ufficiali indigeni e' 7 16 indigeni di truppa:. 1 battaglione irregolare dell'Erinpoorah di otto compagni e con 2 ufficiali britannici, 16 ufficial i indigeni e 696 indigeni di trnppa. 1 battaglione di 1\foywar Ilheel, di 8 compagnie; con 6 ufficiali britannici, 16 ufficiali indigeni e 69·1 incligeui di trnppa. ,t bauaglione cli Mhaiwara di 8 compagnie; cou 2 ufficiali britannici '17 ufficiali indigeni e 7116 indigeni di truppa. b) ,1 scruadrone di Deolee (lancieri irregolari) con ,1 ufficiale britannico 4 ufficiali indigeni, e 1158 indigeni di truppa. 1

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1

207

EST ERA

1 squadrone irregolare di Erinpoorah con 1 ufficia le brit.annico, 4 ufficiali indigeni, e 162 indigeni di truppa. I vari corpi del 'Punjab, delt'Ryclerabad, ,dell'India centrale e del Rajpootana hanno inoltre il\ consueto seguito di operai, conducenti, rivenditori e inservienti. Giova ino\Lre avvertire clu~ a ciascun battaglione, squadrone o batteria, 'britannico o indigeno è addetto un ufficiale medico britannico e che alcuni corpi indigeni hanno eziandio cl~i medici indigeni . I corpi a cavallo noverano inoltre dei veterinari brit~n~ici e i~digeni, Riassumiamo ora nel seguente prospetto le forze md,gene, tacendo astrazione dagli ufficiali britannici che vi sono addetti : Indiani 1

1

~

A~·mata del Bengal: Fanteria (1~9 battaglioni) Cavalleria (58 squadroni) Genio ( 1O compagnie) Armata, di Madras: Fanteria (liO battaglioni) Cavalleria ( 113 squadroni) Genio ( 1O compagnie) A1··mata di, .Bombo:y: Fanteria (30 battaglioni) Cavalleria (23 squadroni) Artiglieria (2 batterie da montagna) Genio (5 compagnie) Forzci d:i; frontiem del Pu~jab: Fanteria ('12 battagli oni) Cavalleria ('17 squadroni) .a . , · 4 batterie da montagna) Art,.,l,eua 11 « da fortezza ) Contingente dell' J-fyderabad: Fan teria (6 battaglioni) Cavalleria ('I2 squadroni) Artiglieria (4 baucrie da campagna) Go·rpo dell'India cent'i'ale Fanteria (2 ba ttaglioni) Cavalleria (6 squadroni) Corpo del Rajpootana: .Fanteria (li· battaglioni) Cii valleria (2 squadroni) 1

1

f

Uflìciah

Truppa

833 250 2.0

353!~8 8553 1•140

640 52

27880 H96 1294

20

1

10

2. 1480 34·15 1H 470

'19'2 73

8832 2808

·10

631

85 06 8

4510 2H8

36 12

1

66 8

;2.8119 320

510 94 6

1

1

rwz 15'17 986


208

Sono dunqun in complesso 2981 ufficiali indigeni e •126303 indigeni ('I) di truppa, con 19726 cavaJli e l~O pezzi, al servizio della Gran Drettagua (2). · V.

- - -

I Forze Armata Armata Arma ta del Punjab, d' ll yllerabad Esercito del di di doli' Tndia ccn tr~ le Indo-britannico Dengal Mad ras IJombay e del Rojpootana I

Fanteria

32 .~9

C<tvaller'i,a Squadroni Lritrmnici

'

Id. indigeni . . .

·18 58

9

.

r~o

9 30

-

24-

nO H3

}193

VI.

6

·I :)

3 2.3

-

2 IO

-4,

37

27 131

}·158

Artiglier·ia Batterie bri t. a cavallo. I d. id. da campagna . I d. id. pesanti id . . . I d. id. da montagna . I d. id. da fortezza . . I d. incl. da compagna I d. id. da montagna . Id. id. da forter.za ..

...9

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~3 4 3

2,1 4 "6 I

Genio

eompagnie

indigeno

le quali unità souo costituite, amministrate e comandate dal_seguente personale mi litare (,1) : 2262 Ufficiali delle truppe britanniche distaccate in India 2967 Ufliciali britannici impiegati in India (2) 601103 'Cruppa britan1tica in India (3) 298 1 Ufficiali indigeni . 1126303 Tmppa incligenn . Totale ·1946 16 uomini; con 35000 cavalli circa, alcune migliaia di buoi e alcune centinaia di camclli od elefant i; 00 11 364- pezzi ila campagna, 28 da po::;izione e f~2 d3 mont3gna; ai qua li clementi do\'onsi aggiungere gli operai e conducenti indigeni e i numerosissimi rivenditori, inservienti e bagaglioni al seguito d'ogni corpo. L'esercito indo-lll·i tanuico costava alla Compagnia la somma media annua cl i "2 milioni cli lire sterli ne. Dopo il ure<it inut•iny del ·1'857-58 l'erario indiano fu gravato da una maggior spesa per l'esercito. ~ell'e$ercizio del 1859-60 il bilancio militare indiano 1'aggiun,;e l'ingen te • !$Omrna di 25 rnilio11i rii lire sterline; poscia decrebbe mantenendosi costauic fra i 110 e i '16 milioni. Noi decorso esercizio •1877-78 fu cli lire sterline ,15536800. 1

E,;posto così l'ordinamento e la forza dei singoli elementi costitutivi dell'esercito iuclo-britannico, crediamo utile di descriverne uel seguente specchio il raggruppamento per arma o per unità.

Battaglioni britannici . Id. indigeni . . .

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5

-

25

(l) Giova avvertire, che le cifre qu i sopra esposte esprimono la forza organica. La forza effettiva è di poco inferi ore. (2) Oltre allo forze iudigene sopra descritte, che fanno parte integranto dell'esercito imperiale britannico, esistono In India altt"e forze indigene, appartenenti agli stati indiani

Lo st.11.0 fisico-morale delle truppe indiane e la loro attitudine a guerreggiare in Europa, furono o gono tutto1·a oggetto di vive discussioni o cli giudizi disparati. tributari. Ognuno di questi stati mantiene un'armata. Fu calcolato nel 1875 che l'Hyderabad .,veva 36890 uomini di fanteria e 8-W3 di ca·1allcria; e che le sue piazzo e.ano armate da 1s;; pezzi d'artiglieria; e che il Ilundelcund disponeva di 2216:l uomini di fnntel"ia, 2677 cli cavall eri a o 4.2 1 pezzi da pi11zza; il Cashmore di 18430 funti , 1393 cavalieri e UG pozzi da piazza; il Gwalior di !6050 fan ti, 0000 cava lieri e 210 pezzi da piazza; il Ka ttywar di 15300 fonti, 1000 cavalieri o .;0,1 pozzi da piazza e l'Oocleypore èi 15000 fanti e 6~0 cavalieri. In complesso un 300 mila uomini di fanteria, cavalleria e artiglieria da piazza, ma con poca o nessuna artiglieria da campagna. È quasi superfluo soggiungere che l'esistenza òi codeste forzo ò oggetto di costante preoccupazione per il governo britannico. . (I) Esclusi cioè i depa,·tme11tal o(/lcers e il personale c.ivile addetto all'esercito (modici, veterinari, farmacisti, contabili, cappellani, ecc.). (2) Di quest i 2!Jb7 uJllciali, -132 sono ufficiali del genio (nwaz Zingineers); 284 (inclusi 45 genoroli) sono ufiìciali al se,·vizto indiano che non ontr3rono nell'Jndian staff corps; 2051 sono ufficiali dcli' t11d1an staff corps (inclusi 72 generali); 200 (cifra rotonda) sono ufficiali dell"esercito .-egoln,·e bo·itannico che lemporarinmonte presta no seo•vizio in India. (3) Inclusi 150 sottuf'llcial i e caporali de l genio iu servizio permanente in India. Rlvl&ta estera

15


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RIVISTA

Egregi uflìciali che ressero in India i più alti comandi, si pronunciarono favorevoli all'impiego in Europa di codeste truppe. Questa opinione fu ciò non di meno vivamenle combattuta. Furono attribuiti alle truppe indiane tutti i difetti clcgli eserciti asiatici, o si giunse anch e 11 porre in dubbio la loro fedeltà alla bandiera britannica, uou che la qualità più necessaria al soldato, il coraggio. - L'ufficialo indiano fu definito un veterano della pace (a ·veterano{' peac11) e il sepoy comparato al baslc,i-boz'Uk. Noi non vogliamo entrare nel merito della quistione. Ricordiamo però che il sepoy ha raccolto allori in India, in Cina e in Abi,:sinia; e però, pur riconoscendo alcuni difetti organici dei corpi indiani, quale la grande sproporzione fra l'elemento britannico e quello indigeno in ciascun corpo, e l'enorme quantità. di impedimento che ne incaglia i movimenti, crediamo tuttavia ch'essi potranno anche in Europa rendere utili servigi all'esercito britannico. Intanto il gabi11etto di San Giacomo ha dispo!>to che alcuni corpi indigeni siano spediti in Europa, e già il grosso del corpo di spedizione è salpato da Ilombay per Suez e Malta ( 1). (1) Fanno parte del corpo indiano di spedizione: 11 2• roggim~uto di ranteria Goorkha dell'armata del Bengol Il 1s• id. · id. indigena id. id. id. id. id. Il 31° Il 9o id. di cavalleria id. id. Il 9o id. di fan teria indigena dell'armata di Bombo~ Il :16° id. id. id. Il I O id . di cavalleria (lancier i) id. 2 compagnie di zappatori e minatori id. Il 25• reggimento di rant.el'ia indigena dell'armai.a di Madras 2 compegnie zappatori e minatori id. 2 batterie da campagna dell'artiglieria reale britann ic a distaccate in India. Sono in tutto 6 battaglioni di ranteria (2 brigato), 6 squadroni, 4 C!)mpagnie del genio o 2 batterio da can:pagna (britanniche), cho rappresentano una forza di circa 5800 combattenti e 200-0 n<>n combattenti, con 1200 ca"alli di truppa e 12 pezzi. Intorno a codesti 2000 non combattenti o saccardi, t ogliamo i seguenti particolari dall'ordine del giorno rela tivo alla mobilitaiiotio delle truppe di s pedizione, pubblicato nella ·ca.rette · o( Tndia dol 20 aprile u. s. : Ogni reggimento di fanteria potrà condurre seco 38 saccardi pel servizio generale (cuochi, porta1ori d'acqua, operai, ecc.): rt7 saccardi pcl servizio dell'ambulanza reggimentale (inclusi 86 porta reriti); I attendente per ogni ufficiale britannico ed I por ogni due ufficiali indigeni. In t utLo un lGO saccardi per ci:Jscun reggimento d i fanteria (720 combattenti) . Ogni reggimento di cavalleria potrà aggregarsi 45 saccardi pel servizio generale; 85 pel servizio del!' ambulanza; I foraggiero e stalliere (syce) per ~gni ufficiale ed l per ogni due uomini di truppa , non ·che gli attendenti nella quanUtà suddetta. In tutto un 370 saccardi per ciascu n reggimento di cavalleria (470 uomini e cavalli di truppa). La proporzione dunquo fra i combattenti e i non combattenti è appros~imativamento per l'intero corpo di spedizione, di 3 a 1. - Codesto rapporto, durante lo ultime cam-

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Se la soluzione della grande questione d'Oriente si dovrà ancora oeercare nella guerra, è probabile che codesto corpo indiano di spedizione facèia parte dell'avanguardia di un'armatn di spedizione britannica in Turchia; al lora potremo sulla base più sicura de' fatti formare un giudizio sul valore intrinseco dei corpi indo-britanuici. Roma, i ,i maggio ,1878.

IL SERVIZIO SANITARIO IN GUERRA PfiESSO L'ESERCITO TEDESCO (Sunto dol Kriegs-Sa11it~ts- Ordnu11g vom 10 Jonuar 1878)

li se1·v1z10 sanitario di guerra comprende il personale e il materiale distinto secondo trovasi. presso 1,~ annate, presso le stazioni di tappa e sulle ferrovie e presso l'armata di compìemcnto. P RESSO r.E ARMATE . Le Lruppe hanno medici, infermieri ed aiutanti porta-ammalati. I! materiale di sanità consiste nei carri di medicina, nelle barelle, neilc borse di ambulanza, ccc. Con tali mezzi si possono st:i.bilirc: iuferm~ie e ospedali di accantonamento, e su l c.ampo di battaglia staz~i di medicatura. Presso ogni corpo d'armata trovansi 3 distaccamenti di sanità (Sanitiits Detachements), e 12 ospedali da campo ; 1 distaccamento di sanità e 5 ospedali da campo presso ogni divisione di riserva. Il còmpito di questi distaccamenti è di stabilire la principale stazione di rneclicaflura, di ritirare i for iti dal campo di battaglia e dall&stapagnc di J.ord Clj'de in India era di 1 a 2 (,trmy and Navy Gazette del 4 maggio 1878). Pel traspor to delle truppe d i spedizione, il governo britannico ba !JOleggiato 13 piroscafi e !G navi a vela con una capacità complessiva di 36725 tonnellate di stazza. È comandante del corpo indiano di spediiiono il maggior gonerale Ross. La fanteria indigena verrà provyista a Malta di rucili Martini-Ilenry in sostituzione dello Snider dj cui attualmente ò armata. A Malta saranno inoltre organizzati i serl'izi accessori delle truppe indiane e saranno in gran parte a someggio. A t al fine già fu spedito da Woolwicb a Malta un carico di 2000 basti. I quadl'Upodi necessari sarebbero acquistati in ·Spagna ed in Oriente.


212

zioni di medicatu.ra <m~tte dai corpi di truppa per trasportarli alla stazione principale. Pm,sso LE STAZ TO N[ or TAPPA B SUf,(,E FERHOVIB il serv1z10 sani-' tario ha l'incarico di erigere ospedali da campo stabili, di ripartire, gli ammalati e di procurare l'approvvigionamenlo del materiale di sanità, al qual fine serve un deposito di riserva presso ogni ispezione di tappa con una colonna del treno di 20 carri, e servono depositi. di merci nelle stazioni principali. PRESSO L ' ARMATA lH COM PLEMENTO trovansi ospedali di ri·scrva e di fortezza; _i primi, già stabiliti in tempo di pace, od ereui secondo i bisogni di guerra, accolgono. i feriti e gli ammalati inviali dalle armate campali e cli comp lemento ; i secondi sono costruiti nelle fortezze al momento della mobilitazione . · Di-rez'ione del ser1yi-z•io Slinitcirio . V'è un capo del servizio snnitario in guerra da cni dipendono: · presso ogni comando di armata : ·I generale med!ico di, r.1,rmcita; presso il comando dei corpi d'armata: 11 generale medù;o di corpo d'a•r-mata, ecl un cl11i11·iirgo consulente; presso le divisioni di fanteria e di riserva,: ·1 -medico dli di'o'isione. presso ogni ispezione di Lappa : ,1 generale 1nelbico di tappli, e &~rettori d;i, ospedali, secondo il numero dei corpi d'armata ; presso l'armata cli complemen to trovasi il capo del servizio medicinale militare (medico generale), clic è incaricato deJJa direzione dell'inticro servizio; ' presso ogni éomando generale: 1 medico genercile suppfonle; ch'Ìll'w·g hi constilent·i; e nelle grandi città: ,1 cl'ilreuore clell: ospedale cl!i, 1·ise1·va. Nel passaggio alla formazione di guerra, la mobilitazione dei dù;tacca,rnijnti d:i, sanità, cl.egli ospedali da carnpo e dei d<'Jpositi dli r,iserva, è diretta dal comandant<~ il battaglione del treno. · Entriamo ora in qualche particolare relativamente a questi ,1àri. organi del servizio sanitr1rio. Se1·vizio sanitario presso le t1·nppe combattenti. l primi soccorsi sono prestati ai feriti dai medici addetti ai singoli reggimenti; appena sia· impartito l'ordine dal comandante delle trupp<~, vengono stabilite le sta.zioni di ,rnedticatiira collocate in guisa che i feriti vi giungano facilmente_. I carri da medicina sono immediatamente condo I.ti in vicinanza ed

213 1 medici cercano i feriti, applicano le fasciature più necessarie, eseguiscono anche urgenti operazioni e pongono al coperto i feriti nelle vicinanze della stazione ·di medicatura, sino che entri in funzione il distaccam~nto di sanità, o giunga l'ordine del medico diri"ente per . ·" · l'immediato invio ad un ospedrJIH. Una met.it dei medici add<~tti ai corpi e degli infermieri normalmente prest-a servizio presso la stazione cli medicatura, l'altra metà rimane presso i reggimenti. I l riparto dei medici tia luogo dietro le riroposte dei più anziano per piezzo del comandante delle t.rnppe, allorchè ordina cli stabilire le sta1.ioni cli medicatura le quali non devono esscr<1 in numero soverchio. Allorcliè poi sopraggiungono i distaccamenti di sanità, cessa gene- • talmente il servizio delle. stazioni di medicat.ura delle truppe, i medici sono riuniti presso la stazione principale, e tosto che la loro opera non ~ia più necessaria, sono rinviati ai loro corpi, I fe!'iti, impotenti a recarsi alle slazioni cli meclicat.ura delle truppe, vi sono portati dagli aiutanti port.a-ammalati della fanteria. Questi chH sono 4 per.compagnia, hanno già !a loro speciale istrnzio1w. Non stanno sotto la salvaguardia del la convenzione di G·inevra; ma hanuo al braccio sinistro una fascia rossa, e rima.ngono normalmente sulla fronte . del le truppe. 1\llorchè principia il fuoco, sono posti. a disposizione del rispettivo medico, prendono le barelle dalle vetture e seguono con queste il 1o·ro corpo. I distaccamenti rli sanità del corpo d'armata fanno part.c del battaglione del treno; due di essi sono stabilmente addetti a ciascuna delle due divisioni di fanteria, il terzo rimane a disposizione del comandante il corpo d'armata, ed è addetto all'artiglic;·ia. li distaccamento di sanità ·si compone cli : . ·1 capitano come comandante, tenenti , 1 primo medico su periore, medici superiori _e assis lenti, porta- ammalati, farmacisti, pagatore, furiere, sottufficiali, assistenti d'ospedale e infermieri mili tari. Ri~petto al materiale possiede: 8 cani da trasporto per ammalati a due cavalli, 2 carri di sanità a due cavalli, 2. carri da bagaglio a 2 cavalli. I distaccameuti cli sanità si dividono in due sezioni. Essi seguono le truppe nel comhattim<mto ecl enLr.ano i.u funzione ap pena si verificano delle perdite; i.I comandallte la divisione impartisce gli ordini necessari per i loro movimenti, e pel loro impiego, ed in ogni caso determ ina se debba ft~nzionarc J'intiero distaccamento, o soltanto una .sezione. ESTERA

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RIVISTA 214 Rappresenta il comandante della divisione il medico divisionario , il quale, in caso di necessità, prende egli stesso quelle disposizioni che crede convenienti . I distaccamenti di sa nità col loro . personale med ico, e col rispettivo materiale stabiliscono la sta1.ione principale di medicatura, éd i portaammalati cscguiscouo le loro incombenze rispetto ai feriti tanto durante il combattimento quanto dopo, raccolgono le loro armi cd i sacchi·, e prestano le prime cure. · La stazione principale di medicatura poi deve essere stabilita presso Ja li nea del combattimento, in modo che i feri ti vi giungano celercmentc, e possibilmente al riparo del fuoco; e però saran_no località adntte i villaggi, i cascinali, i posti forniLi di acqua; soltanto nel caso in cui non si trovino convenienti edifici si alzano le Lcnd(~. La stazione principale di medicatura snrà distinta per mezzo cl i una bandiera nero-bianca-rossa e di una bandiera hianca con croce rossa; di notte mediant.e una la utcrna rossa . G[,i ospedali elci cu1npo sono specialmente destinati ad accogliere i feriti provenienti sia dalle stazio11i principali di medicatura sia direttamente dai corpi cli truppa. Ogni corpo d'nrmata ha a questo scopo 12 o~pcda li da campo, ciascuno dei qua li per 200 ammalati o feriti . Ecco il personale cli un ospedale da campo: 1 medico capo, parecchi medici assistenti e superiori, parecchi farmacis Li da campo, 1 ispeuorc cl' ospedale , 1 contabile (Rendwnt), infermieri, porta-ammalati. · Di materialo v'è a disposiziouo: 6 vetture di sanità a 4. caval li, 3 carri per gli utensili a ,\. cavalli, carro da bagaglio a 2 cavalli. Gli ospedali da cnmpo dipendono dal comandante il corpo d'armat.:i, il quale orclirw, per mezzo del medico ·capo, i loro movimenti e le loro stazioni . Le ispezioni di tappa hanno l'incarico di proncderc al rifornimento di tutto i I uccessario. . ~ ella scelta della località per gli ospedali, è mestieri anzitutto aver ri- · guardo (l lle condizioni del terreno, ai rli ntorni, alla fa cilitit di aver acqua potabile; preferibilmente si scelgono i fabbricati e solo quando mancano si erigouo tende o baracche. ,· In ogni modo è d' uopo impedire la riunione di molti a1nmalati sotto lo stesso tetto, procurando pel'Cì di 11011 render difficile il cùrnpito dell'amministrazione colla scelta di caso troppo piccole, e assai discoste le uno dalle altre. ln tutti i casi il medico capo deve aver presculc, che si possa scio-1

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ESTERA

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gliere l'ospedale da campo, per seguire le truppe, senza che iie derivi danno agli ammalati od ai feriti . Per ciò ha da procurare per tempo lo sgombro degli ammalati verso gli ospedali di seconda linea , mettendosi d'accordo colle ispezioni di tappa, e colla commissione pcl trasporto degli aroma la ti , alla quale ne notifica per Lelegra fo il numero dividendoli in quattro gruppi, di ammalati leggeri e gravi, di feriti leggieri e gravi. Serv'i,zfo sanitario presso le tappe e sulle ferrovie. Presso ogui i,;pczione di tappa trov.asi un medico geueralc direttore del servizio sanitario nel raggio della sua ispezione, sottoposto all'ispettore delle tappe, e al capo <lei servizio sanitario campale e superiore di tulio il personale medico . Gli impiegati ammiuistrativi dipendono dall' intendcn1.a di tappa, a cui spett(I di prendere tull,e le disposizioni necessarie inLorno allo stabilimento, al trasferimento, allo sgombro alla chiusura degli ospedali, di regolare l'azione della commissione pel trasporto degli am 111alati, e l'impiego del personale degli ospedali .e di quello volont~rio, coll'aiuto del delegato presso l'ispezione di tappa. I di rettori degli o~pedali da campo coadiuvano il medico capo, preparano e clirigono lo stabilimento degli ospedali cli guerra e di ,tappa, sorvegliano personallllonte i medici e determinano il riparto dogli ammalati . Ogni corpo cl' arma la distacca a quest'uopo un direttore di ospedale, che \'iene addetto alla relatirn ispezione di ta,ppa . Ospedali d;i t,appa. Sono de'stinati ad accoglicregli ammalati cli truppe sottoposte all'ispezione di Lnppa, o inviati dai reggimenti, soltanto in quei ca:;i in cui sia necessaria 11 na ·prouta cura, o sorgono in quelle località di tappa o,'e si trovano le conunissioni pc[ tmsporto degli amnuilMi,, o sezioni delle mede::;ime. Ospeclah stabili. Si fonda un ospedale stabi le <1u:mdo debbasi sciogliere un ospedale da campo; il pet':;011ale lo si trac dal personale degli ospedali da gnerra, dai modici civili e dagli infermieri del paese; il materiale dai depositi di riserva degli ospedali. Il personale degli ospedali di gnel'l'a, che deve prestare scrv1z10 consta cli : medici superiori (Oberstabsa,r;;ten) , medici superiori , (Sta/Jsiirzten), medici assistenti, farm(l cisti da campo, ispettori d'ospedale, con t.abili, sotto aspiraut.i infermieri, e aspiran ti infermieri, portaammala ti militari. Questo personale è dipendente dall'ispezione di tappa, ed i posti dei medici devono di massinin essere occupnti da medici che hanno giit servito in tempo di pace o sono della riserva .


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RIVI S T A

Le normo cheregolano gli ospedali da campo valgono pure per quelli stabili. R,i,fornimiento del materiale s<ui'itario. Depos'il!i dli 1··iser·vadeghospedabi. Ogni ispezione di tappa al momento della rnobilitazione stabilisce un deposito di riserva per gli ospedali, nel qnale si raccoglie il materiale sanitario di riserva . Il personale del medesimo si compone di : ,1 primo tenente comandante, ·1 secondo tenente, ispettori d'ospedale, farmacisti da campo, fabbricanti d'istrumenti chirurgici, sottufficia li . È addetta al di:posi to una colonna del treno con 20 cani : Qirnsti depositi forniscono quanto fa mestieri àlla cura degli amma lati, alfa truppa, ai distaccamenti di sanità, agli ospedali da campo, stabili e di tappa, e alla commissione pel trasporto degli ammala ti ; generalmente sono posti neìle principali stazioni di tappa, o nel le loro vicinanze. Q1wndo la distanza fra la località scelta pel deposito e l'armata , divenisse troppo grande, per cura dcll'isper.ione di tappa i depositi o parte di essi sono fat.ti avanzare sull..;t strada di tappa. Tra.spo1·to degl!i amrna/a,ti. Ogni ispezionP. di tappa ha sotto di sè _una commàssione vet traspm·to degli wri'vmalati, la qnale ò di rotta da un medico superior-e (Obersta/Jsarzt), qual medico éapo, e annovera 2. 1nedici superiori, 4- medici assistm1 t.i e il necessario persouale amministrativo e basso personale. Essa fa la riJ?artizione degli ammalati , e sì occup11 di tutti· i particolari relativi ai troBi sanitari, agli ammalati che passano nel raggio dell'isp!3zionc di tappa . La, co1n1wissione dli trasporto si divido in tre sezioni, cÒmposlc ciascuua: Di 1 medico supnriore, o del medico aspirante più anziano, ,1 medico a5sistente, 1 aspirante infermiere superiore, /4 o 2. .ispiran ti infermieri, 3 o 2 porta-amnrnlati militari . · Per l'accompagnamento degli ammalati bavvì inoltre un personale fisso, e quando sia disponib.ile, si può anche all'uopo impiegare il personale degl i ospedali da campo. Alla commissione .è pure addotta una colonna di infermieri vo lontari (FreJi,u;illige Begte,i,tkolonne) . La commissione pel trasporto degli amma lati fissa dapprima la sua stanza in quel!~ località ove risiede l'ispezione di tappa, e secondo le direttive generali impartite dall'ispettore generale, essa·avanza coH'avanzare deH'armata, o spedisce soltanto qualche sez.ion e. Le stazioni principali ferroviarie, od i villaggi a(! esse vicini sono punti adatti per stabilirvi la sede del la commissione, nella cui scelta devesi avr.r riguardo all'am-

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ESTERA '

piezza della stazione, per modo che vi sia agevole il movimento di un g,ran numero di feriti e di arnmalafr. Nel caso che dopo uria battaglia i feriti siano diretti sopra un'.altra stazione della fenovia, la commissione vi si reca immèdiatarnente, anche sellza aspettare ordini, informandone tuttavin l'ispezione di ta ppa . È :ad essa cbe spetta di prendere tutte le disposizioni pel trasporto dei feriti e degli amma lati per mezzo dei tr<mi ferroviari di sanità. Tvrewiscinita1··i sono di due geueri, treni-ospedali e treni sussi.diarii. I primi servono all'esclusivo trasporto di ,quei feriti ed ammalati, i quali hanno bisogno di giacere in una posizione oriizontale, f\ sono formati col personale e materia le già preparato in tempo di pace . I secondi sono formati da carri-merci o cl~, viaggia tori di 4" classe, ai . quali viene assegnato un pérsonale di medici e di inferm ieri. Trervi- ospedcili. All'atto della mobilitazione viene formato il numero cli treni-ospedali prescritt.o (pei quali fnrono già fatti in tempo di pace gli opportuni preparatir i) e vengono messi a disposizione del capo del servizio sanitario da campo, il quale li· destina secondo le occo~·reme alle ispezioni di tappa . Ad ogni treno-osp<~dale ò acldct,to un persona l.e proprio composto di : ,J medico C/\po, mediei :issisteuti, contabile, aiutami in l'errn ierì superiori, aiutanti infermieri, porta-ammalati militari. I medici sono assegnati dal medico generale dell'annat::i, gli infermieri, gli ,operai, i soldati del treno dai eomandi gcnnrali. Ogni treno è composto di 30 carrozze da ammalati, ciascm13 con 1 O posti, e da altre ,1,J per servire a scopi speciali, eioè: 1 carro hagaglio con freno, ,1 carro-magazzrno con frnno, 1 canozza poi medici, 1 carrozza per gli in fermieri, ecc., con freno, 8carrozze per ammalati, ,1 earro per provviste viveri con freno, 1 carro- cucina, 7 carrozze rier ammalati, 1 carrozza per oggetti d'amministrazione e di farmacia, con freno, 7 carrozze per ammalati, ,1 carro-cucina, ,1 carro per provviste vivèi con freno, 8 carrozze per nmmalati, ,1 carrozza per gli infermieri, ecc., con freno, ,J carro pel nrnterialc combustibile. In tutto 4A carrozze, 8~ assi. Sopra ogni carrona è ap posta la croce cd il numero del rispettivo treno . Al rneclieo capo spetta di dirigere il caricamento e scaricamento dei malati, e il servizio durante i'I viaggio. freni suss,i,d!iari sono l'orma ti secondo i bisogni da lla commissione pel trasporto degli ammalat.ì, in segn.ito agli ordini o all'autorizzazione dell'ispettore generale delle tappe e del servizio ferroviario . Le carrozze 1

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RIVISTA

stanno a disposiiione del capo del servizio ferro:viario da campo, e per questo scopo sono adatte tutte le carrozze coperte, anche quelle per le merci che non possedono sedili. I treni non devoho comporsi di ollrn 80 vetture, ed il personale medico è assegnato ogni volta secondo il numero e lo stato degli ammalati che si trasportano. Per norrria si ritiene siano necessari: Uno o due medici, 2 aiutanti infermieri, 12 o 15 porta ammalati per ogni 1.00 ammalati o (erit.i. La direzione del servizio sani tario presso il treno è affidata al medico più anziano . I treni d'ospedale sussidiari sono contraddistinti con un p·ezzo di tela bianca, che misura in quadrato 50 cem., sul qùale havvi una croce rossa, . e che viene apposto da ambo i lati ad ogni seconda vettura, da una pane a quelle di numer? pari, dall'altra a quelle di numero dispari, per modo che tu.tte le vetture portino l'indicazione. · Trecni per amimalavi. Servono per l'invio degli ammalati e feriti leggieri agli ospedali situati indietro, generalmente nelle vicinanze del teatro di guerra, e per impedire un'improvvisa agglomeraiionedi feriti dopo le grandi battaglie. I treni peramma latì sono composti con vetturn delle prime tre classi ed in caso di bisogno anche con vetture-merci di quarta classe. Gli ammalati più gravi sono collocati nelle vettnre di ·1• e 2,a clas:,e, gli altri in quelle di 3a classe. In mancanza di sedili, le vet.ture devono essere munite di sacchi ripieni di paglia, per modo di formare sette od otto giacigli in ogni carrozza. La commissione pel trasporto degli ammalati dispone perchè in ooni VettU~'a SÌa~.yj le. cop.erte ~1ecess.arie, ed in quelle ;;provviste di ap~areccJu per 11llun11naz1one s1 trovi una lanterna a mano . A sollievo deo-Ji ;:, ammalati, le ispezioni di tappa, d'accordo coi direttori militari delle ferr~vie, ~ c-0i corn~ndi di linea, stabiliscono una località per pernottarvi, ed m essa gh ammalati debbono trovare un giaciglio, i mezzi per pulirsi, e vitto. Ad ogni convoglio · sono sempre assegnati due gendarmi da campo (Feldgendarmen), e un drappello di accompagnamento composto ordinariamente di un sottufficiale come capo (KornmandofuMer), ed un uomo per ogni carrozza.

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CENNI INTORNO ALLA FORZA DI CAVALLERJA NEI PRINCIPALI ESERCITI EURO PEI

Non riusciranno forse di~cari alcuni cenni int.orno alla proporzione fra la cavalleria e gli nomini combattenti dei principali ewrciti europei . Invero per giungere a deduzioni esatte sarebbe mestieri che Ja formazione di guerra di tutte le armate fosse la stessa; ma, mentre sono quasi uguali gli ordinamenti dell'Am;tria, della Francia , della Germania e della Russia, le quali potenze hanno tutte oltre una certa forza di cavalleria addetta ai corpi di armata o alle division·i di fanteria, parecchie divisioni di cava lleria autonome eia assf\gnarsi allo armate, la cosa è ben differente per l'Italia . Noi non possediamo alcuna divisione di caval leria, ed i nos~ri reggimenti sono tutti riparti t.i fra le divisioni di fanteria cd i corpi di armat<e\; cioé, ogni divisione di fanteria ha due squadroni ed ogni corpo d'armata una brigata di otto squadroni. Ma di11ìcilmente si stimerà conven iente di rinunciare ad una relat.'1. vamente numerosa cavallcri.:i sulla fronte delle proprie truppe, sia per spiare le mosse del nemico, sia per velare lo proprie, sicchè av.verl'à senza dubbio che le nostre brigate di cava lleria saranno incombenzate del servizio di avanscoperta. Da qui la conseguenza che nel corpo d'armata resteranno disponibili solta nto i quattro squadroni de'lla cavalleria divisionale. Per presentare pertanto dati che si avvicinino, per quanto è possibile,' all'esattezza, ci proponiamo di stabilire il rapporto fra la forza di cavalleria e 1p1ella ·combattente della divisione di fanteria e del corpo d'armata, e il rapporto fra tutta la caval leria e l'intiera forza dell'esercito.


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Austria-Ungheria (1).

La cavalleria pertanto addetta alte divisioni' di f;m teria, è, rispetto alle trnppc combattenti della medesima, circa 1r20. • Corpo d'annata. - II corpo (armaL-a austriaco ha la seguente formaz·ione: Quartier generale i78) . 3 divisioni di l'anterfa 49443 . . . . Artiglieria di corpo d'armata (2 divisioni) 1025 u?m1~1, fra ufficiali, '173 . ( 1mp1egat1 e tru~p-~; Compagnia pionieri Servizi vari . 377) . Tota le . 51696 uomini, con circa !l2. a 43000 combattenii. Il corpo d'armata non ha altra cavalleria salvo quella addetta alle divisioni di fanter ia. Colla stessa però si può formare una brigata cli 12. squadroni, la l[Ua le risulterebbe deUa forza di 2·17 1 uomini e 2.072. cavalli da sel la; di guisa che la cavalleria nel corpo d'armata sarebbe circa 1J20 . Di·v·isione di camalle-1'ia. - La divisione di cavalleria è così formata: 1

La cavalleria austro-ungarica consta in tempo di pace di 4·1 reggimenti, compost.i di uno stato maggiore, di sei squadroni attivi ed uno di deposito, ·del quale esistono soltanto i quadri. Ciascun reggimento si mobilita su 6 scrnadroni di 17 1 uomini e 150 cavalli, con una forza tot.alo di 1082. uomini, 1036 cavalli da sella e 55 da tiro; lo squadrone deposito si svi luppa in uno squadrone di riserva ed uno di deposito . La forza totale cli caval leria dell'esercito permanente dispo.nibi le per l'esercito niobi fitato, .ascende quindi a 246 squadroni da carnp0, con /f4-362 ùomini e 393 19 cavall i; rimangono inoltre disponibi li presso depositi: 82 squadroni con •I4309 nomini e 12300 cavalli. Reparti di cavalleria sono pure formati dalle truppe del la landwehr, vale a dire: 1

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Squarlroni

uomini

cavalli

dalla lanclwher cisleitana . 25 4400 1HJOO dai tiratori · nazionali del Tirolo 2 370 320 da Ila Jandwehr ungherese . 40 7350 • 6450 Totale 67 •1212.0 ,10670 È d'uopo ancora di aggiungere 10 squadroni cli deposito del la landwher ungherese. Riteneùdo che l'Austria- Ungheria possa porre in prima linea •I/f corpi d'armata e 5 divisioni. di cavall<}ria, vediamo ora in cprnle misura è quest'u ltima addetta ai grandi repàrti. Dùvisione dii f'ante1'ia. - Essa è così composta: Quartier generale 366 ·,~ uomini fra ufficiali , ·im2. brigate, H battaglioni 13852 pie"ati e truppa; 4 divisione di artiglieria, 3 batterie 62.2. . 0 CavaiIeria, 4 squadroni 72.7 uomini con 696 cavalli da sella e 41 da tiro; Genio . 234 Ì uo~ini f~'a ufficiali, imServir.i vari 680 ) p1egat1 e truppà; ,1648 1 uomini, dei quali combatTotale tenti circa HOOO.

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Uom ini cavall i da sella cavalli da til'o.

Quanier generale 146 83 23 2 brigate, 2.tl squadroni . 43,i-2. . 4-,184 2.38 Di visione d'artiglieria (2 batterie a cavallo) 374 2.46 218 Se:rvizi vari 346 2.•I 578 · Totale 52.98 4504 ·1057 .Fm·za, inqucidrata in tempo di giierrci. - L'esercito permanente ba una forza di 78 1228 uomini ( comprese le truppe disponibili ai depositi), dei quali 58671 di cavall_eria, con 54 6 19 cavalli (32.8 squadroni). La 1:mdwehr ·cisleitana e ungherese si compone di 295'11 O uomini, dei quali •14 162 di cavalleria, con •122.64 cavalli. La forzn disponibile per la guerra ascende quindi a •I 076338 uomini, con 63883 cavalli cli cavalleria, cl'onde il rapporto fra quest'ultima e l'intiero esercito di 1J47 circa . 1

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(1) V. Almanach de Gotha, 1878. Gotha Justus Perthes. . Ta,belLe 1·elative a;l la costituzione dell'esercito a1ist?·o-u11ganco, compilate dalla sezione

statistica del corpo di s tqto maggiore. - Roma, Yog11e..a, 1878. . . . H. v. T.ongu., Jahresbei·ichte ubei· die v erauderimyen und Fortsc/1ritte im Jt1!ita,r- . wuen. - Vie,·ter , Jahrgang, 1877. - Berlin, Mittler, 1878.

Francia ('!).

La Francia possiede sul piede di pace 77 reggimenti di cavalleria, ossia 392 squadroni, con una forza totale di 3600 ufficia.li, .64.9.9,i. gregari e 53997. cavalli, non compresi 5003 cavalli di ufficiali. · (I) V. A tmanach de C:otha, 1878.

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Tabelle 1·elatlve alla costitu¾ione dell'esercito francese, compilate dalla sezione stat1stic,1 del col'po di sta to n1agg:ore. - lloma, Voghera, 1875.


RIVISTA 222 Ogni roggimento è formato su 5 squadroni, ad eccezione dei 7 reggimenti stanziati nell'Algeria (,\. reggimenti chass1mrs d'A frique e 3 reggimenti spahis) che ne hanno 6; ciascun squadrone ha la forza di rn6 uomini e H1 di cavalli ('133 di truppa)e si mobilita snquauro squadroni. Sul piede di guerra, per l'esercito permanente si hanno pertanto 152 squadroni riuniti in brigate di 8 scruadroni e ripartiti fra i 1.9 corpi d'nrmata e 1H squadroni disponibili per formare 6 divisioni di cavalleria autonomo, senza contare 17 squadron i degli s-pal'llis. Dovesi inollre tener conto di 49 squad roni éclavreitrs, che sembrano destinati a disimpognare il servizio di guida presso i quartieri. generali, di 10 squadroni di deposito dei reggimenti del l'interno, di 8 squadroni di deposito dei reggimenti cacciatori d'Africa e di 5 com pagnie di rimonta . L'esercito territoriale ha: ·18 reggiJY!enti di cavalleria a 4 squadroni ·, nell'interno della Francia; ,i squadroni di chassem·s d'Afrique; 3 squadroni di algerini di chasscu,rs-forest'ic1·s; 18 squadroni della cavalleria irreg·olare (G1tms) africana, ossia in totale 97 squadroni. Non si hanno dati precisi sulla formazione di gllerra dei battaglioni, squadroni e batterio, epperò ci sembra si possa giungere a deduzioni su fficientemente esatte, basandosi sui quadri stabiliti per il piede di guerra. Di'visi,one d:i, fanteria. - La divisione di fanteria non ha alcun reparto cli cavalleria e perciò tralasciamo di ·prenderla in esame.. Corpo d:armata . - Il corpo d'armata francese si compone di: due -divisioni di fanteria, ciascu na di due brigate, :(quattro reggimenti a tre battaglioni con cinque hauorie cli artiglieria od una compagnia del genio per ogni divisione); un battaglioue cacciatori assegnato ad una dolio due divisioni; una brigata di cavalleria; dell'artiglieria di corpo d'armata (olio batterie, sei montate, due a . cavallo) . In tota le si può ritenere che il corpo d'armata mobilitato avrà una

Funftes Dethe(t xiim Jtìlitar- Wochenblatt, 1877. - Berlin, MitUcr. l',1stRR. - Das Franxbs!sche Reerwesen. - Bcrlio, 1877, Jahresberìchte iiber dìe ve,·auderiingen iind Fo,·tschrttte im Militar-Wesen.

<i>ri tter Jahrgong, 1876. - Vierter Jabr~oog, 1877. - Berlin, Miltler, 187i, 1878.

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223 forza complessiva di 34-000 uomini e 5500 cavalli; cioè senza toner calcolo degli stati maggiori, del treno e dei servizi amministrativi: 25000 nomini combattenti di fanteria: ·1200 ,, ,, di cavalleria; 2870 » " d'artiglieria; 1000 » " del genio e pionieri. Totale 30010 uomini combattenti . La cavalleria perciò è per rappÒrto • ti lla forza combattente 1 [25. Forza inqttadrata in tempo di g11oe1Ta. - L'intera forza disponibile per la guerra è la seguente: Esercito permanente 840000 uomini; Truppe territoriali . 179000 " Deposi ti in Francia 671000 » Depositi in Algeria 48!)00 Totale 1738500 uomini , dei quali 85000 circa di cavalleria e 15000 cavalli . Il rapporto pertanto fra l'intiero esercito e la cavalleria è di circa 1123 . ESTERA

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Germania ('1).

La cava lleria tedesca consta sul piede di paco di 93 reggimenti a cinque squadroni, e cioè di 465 squadroni con 2351 ufficiali, 64669 uomini di truppa e 62.594 cavalli. Sul piede di . guerra, ogni reggimento mobilitandosi su 4 squadroni, si hanno disponibili: 37:z squadroni da campo con 2 14,i ufficiali, 59814 uomini di truppa e 65608 cavalli. Di questi quattro squadroni sono assegnati a ciascuna divisione di fanteria e coi rimanenti si formano divisioni di cavalleria autonome, la cui formazione normalo sul piede di guerra è di un quartier generale, 3 brigate (2,t squadroni) e 3 batterie a cavallo, con 223 ufficiali ed impiegati, 4422 uomini di truppa e 4996 cavalli. Sonvi inoltre: 93 ,;quadroni delle truppe di deposito con 465 ufficiali, 23995 uomini, 19116 cavalli, e 1

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(1) .,Hmanach de Gotha, 11/78. Tabelle r elative alla costituzio11e dell"ese·r ctto !]ermanico, compilate dalla sezione s tatistica del cor po di stato maggiol'O. - Roma, Voghera, 1876. Luo1NanAUSKN. - Les armées allemandes. - Paris 1871. A. Lsaon. - .Force, materieUes de l'emp!re de l'A llemagne. - Paris. 1877.


,(4.,i, squadroni con 82.2 ufficiali, 22.968 uomini, :2.5380 cavaHi; ossia un tot.aie pel piede di guerra di : 609 squadroni COJ1 3,1:37 ufficiali, 106776 uomini di truppa e 110701). cavalli. Divisione cl:i, fanteria. - la divisione tedesca sul piede di guerra è forte di 1 M39 uornini: Quartier generale. . 3·1 uomini; 2 brigate di fanteria , 42. battaglioni H~68/i- )> -1 battaglione cacciatori il 048 » reggimento di cavalleria 677 nomini con 104- cavalli; 4 batterie di artiglieria 709 uomini; 1 com pagaia pionieri . 2.18 » Equipaggio da ponte divisionale. M » Colonna utensili da guastatore . 48 » Totale . ·t 54-39 uomini, dei quali circa HOOO combattenti, per modo che .la cavalleria, contando 600 s~iabolo, ne è circa ·1 12.4 . Corpo d' a1"'•nicita . - Si compone di : -177 uomini; Quartier generale . 30061 » Due divisioni di Fanteria 1597 » Artiglieria di corpo d'armata 497 Equipaggio da ponte . 50,1.6 » Servizi vari e treno 37070 uo1mm, con circa Totale 28000 combattenti. Nel corpo d'armata nou havvi altra cavalleria all'infuori degli otto squadroni addetti al_lc due divisioni di fanteria, cioè 1:200 sciabole; epperò la cavalleria é 1;irca 112.1- della forza combattente dello stesso. Forza i,nqiu1,drata in te,mpo d,,i, g1Mrrn. - La forza totale disponibile pe.r la guerra è la seguente: Truppe di campagna 1173,tO ufficiali , 687594- uomm1; Truppo cli deposito Hz6 » 2.4-3095 ,, Truppe cli presidio 4 0107 ,, 353102 » Totale 318/i-3 nfficiali, ·128379•1 uomini, dei quali 3,'t-37 ullìciali e •I 06776 uomini di cavalleria, per modo che la forza totale della cavalleria è-di 11·12 circa di queJla cli tutto _l'esercito. 1

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Russia (1). 1'

La Russia ha in te_m:po di pace 8 1 reggimenti di cavalleria, quelli regola_rr a ,\. ~quadroni_e _C[llelli dei _Cosacchi del Don per la maggior parte a. 6 SOtme,_npart1t1l11 119 dtV!S!OUJ, con 225 squadroni e•l 46 sòtnie. L~ _lorza_ cl, ciascun r ~ggim~~to regolare è cli 33 ufficiali, 875 gregari 609 cavalli da sella, •I 1o da tno e quella totale della cava lleria ascende a 28~8. ufficiali, 70953 gregari, 54·145 cavalli da sella, ,15:2,1 da tiro. Sonv, moltre 56 s~uadroni di deposito (if brigata di cava!lern\ cli depos1,~o- delb guardia a 1O_sq~ia<l.roni, 7 brigate di cavalleria cli deposito del! ai_mata, a 6 squadroni <.: 1ascuna = 42 squadroni, e ,1 brigata di deposito a ~ squadroni uel Caucaso), con 472 ufficiali, 13776 gregari, 67z0 cavalh da sella, 2~4 da tiro . · Non teniamo calcolo cli molti reggimenti irreoolari delle armate dei cosacchi costituiti anche in tempo cli pace. ::, Su_l piede di gu_erra si hanno disponibili 82 reggin1enti con :225 squadroni e -146 sotme, co_, quali si mobilitano 20 divisioni di cavalleria, con una forza totale eh 2604 ufficiali, 7095•1 gregari, 54981 cavalli da sella, 5399 da tiro. . Qua lì truppe cli c~mpl~mento vi sono : 4 68 squadroni di deposito e di : nama, . con 8•18 utfìc1ali, 48786 gregari, 26850 cavalli da sella, 224çla tiro. La Russi_a inohre dispone sul piede di guerra di un'ingente forza di cava! ler,~, lormata da lle truppe irregolari (,l 02. reggimenti oltre molte s~tnJe distaccate e di cornplemeoto) ; fra quali è mestieri tener conto d'. 40 r:'ggimenti cosacchi dfll Don, e di 4 1 del Caucaso, i quali· senza dif~co~tù potrebbero essere impiegati iu una guerra europea. Essi rappresentano altri 486 scprndroni con ,1700 ufficiali 67000 uomini e ti5000. cavalli; per modo che la forza totale disponibi le per una guerra Hl Europa ascende a: · ·1, 02.5_ squa~r~ni, 5122 ufficiali, •186737 gregari e 1524-54 cavalli. Di·insione d:1, fanter,ia. - Non ha addetta alcuna forza di cavalleria. Corpo d:m·,rnata. - Il corpo d'armata russo è compost.o come segue: 1

1

1

(1 ) Almanach de Gotha, 1878. Jah>-esberichte DrHter und Vierter, Jahrgang 187ì-!878 Berlin, Mittler. Ilusslands-Streitlwa(te, Uauptmaimm Wolnovitx. 'l'ubblicazione del M"l"t ,cha(. Ye,·einc 1878). ' '1 ar- VirsenRfotsta, estera

16


RIVISTA 226 Quartior generale 86 uomini; 2 divisioni di fanteria, 32 battaglioni 35069 » 2 brigate d'artiglieria, 42 batterie . 3590 •> 4 divisione di ca vall.eria, 4- reggimenti 3692. uomini, con 3261 cavalli, o 2.756 combattÈmti. 5,18 uomini; 2 batterie a cavallo . 2785 » Servizi vari . ,~5140 uo1um1, dei quali 30464Totale combattenti. La cavalleria noi corpo d'armata essendo forte di ~756 sciabole, è 41·11 della forza combattente. . Forza vnquadrata in tempo d!i guerra. - L'esercito russo sul piede di guerra consta di 1966073 uomini, con rn2454 cavalli di carnlleria, di .guisa che quest'ultima risulta essere I 11 2 circa del!'intiero esercito.

Italia (J).

L'Italia possiedo 20 reggimenti di cava lleria, composti di uno stato maggiore, sei squadroni auivi ed un deposito, del quale esiste sul piede di pnce una parte dei quadri . La forza di ciascun reggimento è di 48 ufriciali, 10:30 gregari, 750 cava lli (13 da tiro) di truppa, o quella totale della cavalleria di 960 ufficiali, 20600 uomini, 184:0 cavalli di ufficiali <' 15000 di truppa. · Og11i reggimento mobi lizznto ha uno stato nrnggiore, sei squadroni di ·12.0 cnvnlli da sedia, e due plotoni guido, con una forza di /i.9 ufficiali, 1001 uomini, 1% c:walli di truppa da solla e 70 da tiro; perciò la forza totale di cavalleria disponibile sul piede di guerra risulta di 980 ufficiali, ~002.0 nomini di tmppa, 11>880 cav,1 1li da sOlla, e iJfi.10 da tiro; ossia, senza tenrr calcolo <lei plotoni guide assegnati ni r1uarLieri generali, di 120 squadroni di campngna con ·IHOO sciabolo, ,\.O dei quali ripartiti, per reparti di 2 s1rnadroni, fra le 20 divisioni di fanteria, o gli altri 80 fra le brigato di cavalleria (8 squndroni) addette ai corpi d'armata. Noi pertanto non abbiamo nè divisioni di cavalleria da destinare presso le armato, nè scruadroni di co1n plemento. La milizia mobile non ba punto cavalleria, all'infuori di due plotoni (1) V. GtornaZc Militare, 1878.

Islru.rionc per la mobllitadone e (ormadone tn guerra dell'esercito.

227

ESTERA

(75 cavalli) da formarsi in Sardegna, e dei quali possiamo non tener conto. Dir)i:,ione di fanteria. La divisione di fanteria italiana è così compostn: Quartiern generale. 15:1 uomiui fra ufficiali e truppe, 'Z brigate di fanteria, i2 ~attaglioui . 10272 Brigata di artiglieria 543 Divi~ione di .2 squach:oui 3'2·1 ron 24-5 ravalli da sella e '.20 da tiro, ,:\.4.\) Servizi accesso,·i. Totale ~ 3 8 nomini, dei quali HOOO COUlbattenti. La caval leria Mi la divisione esseudo forte di 21~5 sciabole è pertanto 1/4'5 dl!i la forza combattente. Corpo d'armata. - Esso è così costituito: Quartiere generale . 226 uomini fra ntlìciali e truppa, 2 Di visioni cl i fanteria . 2tìfi.76 » " » Ilrigata di cavalleria. 13U ,, con ~J98 r;).valli rfo sella, g_-~ 9.;. òa tiro, 2".§ n,•ggimeuto bersaglieri. 3370 ,, fra ufficiali r truppa, t; ~ Ilrigata di /i. batterie . 72!~ » » ,, ~ Hrigata del gnnio . . 522 » » » Serv izi accessori . 1':287 Totale 309.\.9 (;()11 circa 28500 combattenti . Le sciabole rii cavalleria nel corpo d'arma ta ascendono a ·l 4-50, e perciò la c!lvallet·ia ù circa 1 ·.20 tiella forza combattente. Forza inquadmta in tempo di guerra,. - Al I O apriic ciel corrente anno avcvansi diRponibili per la mobi litazione: ))

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·g;i

Esercito penna:nente. Fanteria . llersnglieri Alpini Cavallona Artiglieria da campagna Artiglieria da for tezw Genio Carabinieri reali Compagnie di sani tà Distretti militari e servizi vari Totale

231300 uomini, 39700 9000 21320 3.;.000 13i\.OO 104.00 930 ,!380 9200 370630 uomini. ))

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l

RIVISTA ESTERA

Truppe di complemento, 2n categoria ,160,000 uomini. Milizia mobile.

Fanteria. Artiglieria da· campagna Artiglieria da fortezza Genio Carabiuicri reali Servizi vari Truppe di complemento, 2a categoria

1>5200 uomini, 5400 2400 )) 4900 220 3660 684-80 ,135000 uomini.

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BOLLETTINO BIBLIOGRAFICO

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A. Rouss'EAU, Capitaine d'infanterie. Ccde11in di! campaf1ne pour un t)//icie,· tiubtilte,•ne tl'ùifunterie . - Paris, Dumaine,

Milizia mobile della Sardegna.

6330 uomini, elci quali 00 di cavalleria ; truppe di complemento 3700 uomini.

1878. -- Prezzo -lire 5,50.

Con codeste forze abbiamo: Esercito di ,1a liuea Truppe cli complemento

370000 )530000, con 2,1320 ,160000 ) uomini di cavai-

Esercito di 2(• linea Truppe di complemento Truppe di Sardegna . Truppe di complemento

68000 ' ,, 35000 203000

GPnéral. La défense ·,1e Pm•is 1§'2' 0 -7:1. Tome quaLrième. In-8°. - Paris, Dentu, 1878. -- Prezzo lire "12.

DucROT,

, leria.

A . D1ANCOURT. Al tlt1s litléraire de lti Frt111ce depui.~ l'époque !Ja-llo-,•onuiine jusqu'à la elude ,Lu .,;econd enipire. In-4'. - Paris, Delagr-ave, "1878. - Prezzo lire 50.

j

6300 I 3700 ' ,10000

74-3000 nomini. Totale La cavalleria per altro iJ samprc rappresent,tta dai '120 squadroni dell'esercito permanente con ,15880 cavalli; èppcrò risulta ,1; n circa della forza totale rnobilitabile. Da quanto fu detto sin qui risulta evidentemente, che i principali eserciti. <:nuopci dispongono di c:wal lcria assai più numerosa della nostra con grandi forze di complcruento e di riserva. I grandi reparLi dell'esercito sono invero dotati cli cavalleria in rnodo sufficiente, ma alle masse (divisioni) dell'arma che trovansi addette alle armate presso le altre potenze,noi nonahbiarnoda opporre un solo cavaliere. S'aggiunga infine che il nostro squadrone hu una minor forza degli squadroni esteri, sicchè si può affermare, senza timore di CS$E're smentiti, che la nostra ·cavalleria dovrà sempre frouteggi3 re quella avversaria in un numero inferiore d'assai. È poi vano il dire possa bastare la buona cruali.ti.t_, perchè l'istruzione nei principali eserciti non differisce grao fatto ed è pertanto indispensabil<{ la quantità. M. B.D.

I·

A. LEHAGRE, Chef de bataiilon du génie . ()ou,•s de to11og1•,ipliie ,i l'ét)ole cl'applicalion ,le l'tn•tillerie et du !Jénie. 2•

partie. -

G·rand in-8°. - Paris, imprìmerie nationale, '1878.

ERNOUF, baron. tf'loret, due de l.l,issano. _..:. In-8°, 691 pages. - Paris, Charpentier, 1.878. L.

Membre de l'Institut. l'6a1tdements et arts diuers de (;luwle.,; 'VI l3h '1-:13SO. - Paris, Fiemin-Didot, 1878. - Prezzo lire 30.

DELISLE,

Se)•u·i ce des ét,~pes en deça de la l,a.,e d'ope,•ations. InsLrucLion pratique pour les commissaires mi!itaires d'6tapes, 7° corps d'armée, é tat-major géoéral. - 2' édition, in-12°. Besançon, imprimerie Dodivers, "187H. PIERRON,

Lieut.-colonel. Le., métlao,le., de gue,•,•e actuelles et

vers la fin ,lu XIX siècle. Confér-ences faites à l'école su-

périeure de guerre en 1876-77. - 2 vol. - Paris, Dumaine, 1878.


BOLLETTINO

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OIBLIOGRAF!CO 231 Baron l16cru.1N, Major. Dic! Sf•lu,le fle.'i G,!feclits. Ubung-senlw ~rr: f~r die Ausbildung der Recru~n, und fiir die _14 tagige v\ allenuhung. (La scuola del combattimento. Esr mp1 di esercita;r,ione por l'istruzione delle rociute e pee l'escrcizi© c!el!e a_rmi di 14 giorni). - Vienna, Seidel e figlio, 1878. - Prezzo lire :3.

tillerie. Zwe itc HefL: Die li'eltla,•tillerie im Gefee/,te de11 lit•mee-cm•p,,; u11il f1rosS(!t•e,• llee,•esll,eile . (Studio sulla tattica dell'artiglieria da campagna. Secondo fascicolo: L'ar·Liglieriu da campo nel combattimento del co1·po · d'armata e dei maggiori repac·ti). - Berl iu, MiUler, 1878. - Prezzo lire t ,50.

I. ScHOTT, Majo1·. G,•,mdriss der IJ/affenlelu•e. Dritto umgearbeilele und c:rweiterte Aullage. (Primi eleme nLi dell'istruzione sulle armi . a• edizione riveduta e ampliala). - Darm s tadt e Lipsia, Zernin . .__ Prezzo lir e ~O.

In corso di stampa.

Von .s ·1·ucKRAo, P remier-liout. De,• ,•us.,ise/1-Wrl,i.'icl,e llrieg ,m eia/ere 1877-78. - Hannover, Hclwing. Von

HAN~El<BN,

(-ìoneral-lieu t. Fm•.<,tHdien fii•• eit1en CHfJl-iscl,-

t•H.u1.<ic/1e,1- 1',•ieg. (Studi preliminari per una guerra in-

Oberst-divis. Fersueh ei11e1• ,i'c/,ie.u- 'l'l,eo,•ie fur sel,weìze1•isclae 0(/izie,•e tle,• 8ufa11 1,,,•ie ,.nul (.:a,Jtd• lerie. 2 Aull. (Saggio d i una teoria del tiro per gli ufficia li svizzeri di fanteria e cavalleria. 2• edizione).- basilea, Schwabe. Prezzo lire 2.

glese-russa). -

MERIAN,

l?eldllie11st-l1111lruclio11en /iir Offl:ie,·e uml l/nlerof(lziere cler lnfante,•ie. 2 vermehrte Auflage. (Istruzioni sul servi?:io d i campagna per gli ufliciali ed i soilufficia U di fanteria . 2' edizione aumenta ta). - Postdam, Difring. - Prezzo Hre 'l. A. v. DRlOALSKL B ilder aus de111 ru.uiscliett Solclateuleben, lt/ae l• clen .~l.iezen ,l. lwm,ow'.'i . (Bozzelli della vila del soldalo russo, secondo gli schizzi del d . I wtmow). - Stuttgart, Auerbach. - Prezzo lini 2,,;').

F. HoTzis, Obersllicul. GestJnnrwli,! tttl;.t-ise/.e Aufzii.tze (Reglemeuts-Sll1dien) , mit ci11er Karte und viele HolzsclrniLten. (Articoli tattici riuniti - Studi regolamentari, con uuu carta e m olli disegni). - Vienna, Seidel e figlio, 1878. - Prezzo lire 6. F. H o-rzi.;, Ober sllieul. Die tl,em•eliscli-tal.Uselien 111interuud Smn111e1•,u•beiteu cler 'l't•u11pen-Offidere. Mil 4 Pltinen. Vier-Le unvera nderLe Aul lage. (I lavori teorico-tattici dell'inverno e del l'estate degli utTiciali. Con 4 piani. 1~' edizione). Vienna, Seidol e figlio, 1878. -- Prezzo lire 5.

H,

Berlin, MiU!er u. Sohn .

Captaine. Tl,e tliN(•ipli11 e o/ tl,e 1JQ/untee,• #?()ree: a t,·~ture clelivere,l at the lloyal lluiled Servit.'e lustilulion, Juli olh, '1877. - London, Mitchell. _ Prezzo lif'O 1,25.

\1',T. l1 UMM8L,

W . 1_. us~EL. ,llililartJ Life. -- London, Rou Ucdge, ·1878 _ Prezzo 1,re :::,:jO.

Carte e piani.

Ca,·le ,tu départeme,11 de la &'eiue, à l'échelle de ·l:20,000. Pli oLol ithographio du dép6l de la g uerre. - 3G fogli.

Carte ,te la elu/yarie, à l'é'chelle de I :800,000. - Publication du dép6l do la guerre. -1 fogl io - Paris, imp. Lemercierotcomp -'- P rozzo I ire 5. · Die iiste1•1•eicl,i.<Jcl• -tr11gariscl1en Elset1balu1en ,ter Ge9enwt11•1 mul ,te,• Zulmtt/1. Srala 1 : 1,855,000. (Le ferrovie aus lr~-ungnriche odierno e dell'avvenire). - 1 foglio.- Vienna, Arlnria e C., 1878. - Prezzo lire 3. ·


232

BOLLETTINO f!IBLJOGRAFICO

Generalka,•le von Ce11tral-Euro11a. - Heraus gegeben von k. k. miliU\r-geog raphischen lnstilutc in Vi' ien. 1 : 300,000.

(Cari.a generale dell'Europa cenLrale, pubblicata dall'i. r. isliluto · militare geografico di Vienna). A 5 Le Hàvre, A 9 Perigueux, A I O Toulouse, A 11 Per pig nan, .A 12 Barcelona, B 2 Norwich, B 4 Calais, B 7 Bourges, B 8 Moulins, B ·JO Montpell.ier, C 1- Bri.issel, C 5 S.t Quentin, C 6 Reims, C 7 Dijon, D 10 Cuneo (Br iançon), G 12 Rom, M 1 Kowno, :\1 3 Bjaloslok, N 1 Wiljna, O 2 Minsk. - ~u vendila a Vienna presso l'l slitulc militare geografico; nelle allre città p1·esso i principali librai. - Prezzo cli ciascun foglio lire 2,50. F . A. \VALK1m, général. Statislical .!lllas o( lft1ited States. - Atlante in-fogJio, 36 carte e t 12 quadri. - Poris, choz Colillon. ·- Prezzo lire 90.

Il Direttore ORESTE BARATIERI Maggi.or-e nef Ber-sagltert.

DEMARCHI CARLO,

gerente.

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