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RIVISTA MILITARE 1877 TOMO II

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RIVISTA -

MILITARE ITALIANA RACCOLTA MENSILE DI SCIENZA,

ARTE E

STORIA MILITARI

DELL'ESERC IT O ITALIANO

.

('

..\

ROMA, 1877 VOGHERA CARLO, TIPOGRAFO-EDITORE. Piazza del Gesù, N° 47.


LE

GRANDI IUNOVBE DELL'ESERCITO GER~IANICO N E L L' EST A T E DE L

I 876

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Hl.

Proprietà lettem1·ia.

Il periodo didle rnanovre nell'estate del 1876 in Germania corn inci.ò ai 12 d'aprile e term in ò ai ~8 di setternbrn. Cominciò stille rive dell'Oder e terminò su quelle del Reno. Lo aprì una divisione di ca vali eri a (geo. v. Loe) , e un'a ltra divisione di cavalleria (gen . v. Witzendor;f) . lo chiuse. Pei quattro · corpi d'a rma ta che eseguirono manovre di corpi contrapposti e per le orndetie due divisioni di cavalleria le esercitazioni furono così scomparti te: 1

Giiarclia - .1° settembre. Parata sul campo d'esercizi di Tempelhof presso Berlino; 2 a o settembre. - Eserci tazioni di distaccamenti tra l'Havel e la fer rovia di Dresda, e tra l'Havel e la ferrov ia di Ambu rgo; 6 a 9 settembre.:..... Esercitnzioni di div isione,, per la 4' divisione combinata della guard ia trn l'Havel e la ferrovia di Dresda, per la :z• dìvis~one com(1) V. Rivista Mili ta1·e, dispensa di gennaio, febbra io e marzo.


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NELL' ESTATE DEL

LE GRANDI MANOVRE DELL'ESERCITO GERMANICO

binata della guardia tra l'Havel e la ferrovia di Amburgo; · H e 12 settembre. - Esercitazioni di corpo d'armata tra Potsdam e Brandenburrr· t>' 1 i settembre. - Manovra di corpo d'armata contro nemico segnato, alla presenza di S. M. l'Imperatore, presso Gross-Kreutz, tra Potsdam e Brandenburg; 18 a 20 settembre. - M~novre contro nemico rappresentato (3° corpo d'armata), a sud di Berlino. 3° corpo. - .. 25_a 28 ~gosto. - E~erc. di distacc. per la 1O brigata d1 fanteria presso Guben; 28 a_ 30 ag~sto. - Eserc. di distacc. per la 9• brrgata di fanteria presso Sa low, e per la 12" brigata di fanteria a nord di Oranienburg; 29 a_ 31 ag?s~o. -: Eserc. di distacc . per la ,11• bngata d1 fanteria presso Bernau; 2 a . 5_ ~ettem~re. - Eserc. di divisione, per la 5" drns1one di fanteria presso Mùncheberg e Rackow, per la ~a divisione di fanteria presso Birkenwerder, Muhl enbech e Blankenfelde· 9 a 12 settembre - Eserc. di corpo d'ar~iata tra Bernau ed Alt-Landsberg; Hi settembre. - Parata sul campo di Tempelhof presso Berlino; 16 setlembre. - Manovra di corpo d'armata contro nemico segnato, alla presenza di S. lff. l'Imperatore, presso Bu ckow a sud di Berlino· 18 a 20 seLLembre. - Manovre contro ne~ico rappresen!ato (Guardia) a . sud di Berlino. 4° co1·po - 22 a 26 agosto . - Eserc. di distacc. per la 16a brigata di fanteria tra Skòlen ed Eisenberg; · 24 a 26 agosto . - Eserc. di distacc. per la 1 0• brigata di fanteria tra Kelbia e Sondershausen;

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25 a 28 agosto . - Eserc. di dista cc. per la 13• brigata di fanteria tra Kettstadt e Wettio; 26 a 29 agosto . - Eserc. di distacc. per la H" brigata cli fanteria tra Grobzig e il Petersberge; ·29 agosto a 1 settembre. - Eserc. di divisione, per 1'8• divisione di fanteria tra Allstad t e Querfu rt; 31 agosto e 2 settembre. - Eserc. di divisione, per la 70. divisione di fanteria a nord di Ilalle; 4 a 6 settembre. - Eserc. di corpo d'armata a sud di Ilalle e pressq Delitz am Berge; 8 settembre. - Parata a sud di Merseburg; 9 settembre. - Manovra di corpo d'armata contro nemico segnato, alla pt·esen za di S. nl. l'Impe,ratore , a sud- ovest di Merseburg; 1 1 a 13 settembre. - Manovre contro nemi co rappresentato (•12° corpo) tra Alt Rannstadt, Merseburg, Querfurt e Weissenfels. 12° .corpo (sassone). - 24 a 26 agosto. - Eserc. di dista cc. per la 45a briga ta cli fanteria presso Wurzen , per la 46• brigata di fanteria presso Grim ma, per la 47n brigata di fanteria presso Lausigh , per la 48· brigata di fante ria presso Lipsia, per la 23° briga ta di cavalleria presso Grim ma e Wurzen, per la 24° brigata di cavalleria presso Lausigb e Lipsia; 27 a 30 agosto - Eserc. di divi sione presso Grim ma e Borna; !I a 9 settembre. - Eserc. di corpo d'armata; il 6 parata sul piano cli Pulgar, il 7 manovra contro nemico segnato, alla presenza di S. M. l'Imperatore, presso Magdeborn e il Gòsselbach, a sud di Lipsia; H a 13 settembre. - Manovre '. contro nemico rappresen tato {4° corpo) tra Alt-Rannstiidt, Jlilerseburg, Querfurt e Weissenfels. 1

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NEl,L'ESTATE DEL •I 876

L~ GRANDI MANOVRE DELL'ESERCITO GERMANICO

Div-isi·one combinata dì ca,valleria (generale v. Loc) presso Zullichau, a sud-est di Frank{urt am Oder: rn a H agosto. - Eserc. di brigata; 15 a 24.- ogosto. - Eserc. di divisione e manovre. Divisione di cavalleria del 15° corpo (gP-nerale v. Witzendorf) presso Weissenburg nell'Alsazia settentrionale : H.- a '18 settembre. - Rserc. di brigata; . 19 a 26 se ttembre. - )~sere. di divisione. Il giro d'ispezione di S. l\I. l'Imperatore fu così stabilito: 1 ~ e '19 agosto. - Manovre de lta divisione di cavalleria del generale v. Loe presso Zullichaa; •1° settembre. - Parata del co rpo dell a Guardia, presso Berlino; 6 settembre. - Parata del ,J 2° corpo (sassone) presso Lipsia; 7 seuembre. - Manovra del 12° corpo (sassone). contro nemico segnato, presso Lipsia; 8 settembre. - Parala del 1- corpo presso Merseburg; 9 settembre. - Manovra del ,i. corpo contro nemico segnato, presso l\Ierseburg; 11, '12 e 13 sellembre. - Manovre dei corpi 4° e 12° contrapposti, presso l\Ierseb urg; H settembre. - Manovrn del corpo della Guardia contro nemico segnato, presso Gr. Kreutz; 15 se ttemb re.. Parala tlel 3° corpo presso Derlino; 16 settembre. Manovra del 3° corpo con tro nemico segnato, presso Berlino; 18, 19 e 20 settembre. - Manovre dei corpi Guardia e 3° contrapposti, a sud di Berlino; 21 settembre. - Parata del 13° corpo (vurtemberghese) presso Stuttgart; 0

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22 sellembre. - Manovra del '13° corpo (vurtemberghese) contro nemico segnalo, ptess? ~L.ullgart~ 25 e 26 settcmbte. - Manovre del,a d1Vls1one d1 cavalleria del generale v. Wilzeo dorf presso Weisseoburg.

.llanovre dei co1·pi 4° e / .2°. . 4°) ilfanovra clel 12° corpo (so.ssone) (I) contro nemico segnato ai 7 di settembre J876 (V. Pi,mo in fine). A sud di Lipsia, sulla ~penda des tra (ad est) della Ple1sse, imla campao·na, generalmente nuda, unila, ascìulla, o . . . pacciata soltanto qua e là da caseggw t1 e slagn1, mareggia li evc menl.e a rilievi largh i e piaLti. La strndn (1)

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Composiz'ione del ·12' corpo.

,,.. (2s•) divisione di (aiiteria. - l ' (45') brigata di fonteria: ,,• regg. granatieri (del corpo) N.100, j• regg. granatieri N. 101; t • (46..) brigata di fanteria: 3° r, 4° regg. fanteria (N. 402 e 403) e 1° battaglione cacciatori N. 12; 1° regg. combinato di cava ll~r_ia:. 1 squadrone del reggimento raitri guardie, l del regg. carabinieri o l del l' regg. ussari N. 48; 4 brigata del 2° reggimento d'artiglieria campale N. 28; 2 comp. del battagl ione pionieri N. 12. . . . . 2• (24..} di1>isione di fanteria. - 3' (47°) brigata d1 fanteria. 5• regg. fanteria N. I Oi e reggimento Schiitzen (fucilieri) N. 108; 4• (48') brignta fanteria: 'i' e 8' regg. fan_teria ~- 1 406 o_ 107 e 2• batta<>liooe carciatori N. 13; 2' regg. combinato d, cavalleria: l squadrono0 del t• regg. ulani N. l'i, 1 del 2• regg. ulani N. 18 ed l del 2• regg. ussari N. 19; l brigata del 2• rcgg. artiglic~ia campalo N. ~~; 2 comp. del battaglione pionieri N. 12, con tramo da ponte d1v1sionale. Artiglieria deL co1·pn. - 2 brigate del l' regg. : rtiglieria campale N. 12.. Divisione di cavalleria - 1• (23•) brigala di cavalleria: regg. raitri guarJie e 1• rogg. ulani N. 17; 2• (H') brigata di cavalleria: regg. carabinieri e 2" rcgg. ula ni N. 18; 3• brigata (ussari): 1° e 2° regg ussari N.1 18 e 19; brigata artiglieria e cavallo del l• regg. artiglieria campalo I\. 12.


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LE GRANDI MANOVRE DEtL'ESERCITO GERMANICO

-maestra Lipsia-Borna l'attraversa da nord a sud; il rio ·Gosel (Goselbach) la taglia in direzione sud-est-nord·ovest. Questo rio e l'allro detto Schlumperbach, che venendo di verso est.gli si unisce traGoltzschen e Gruhna, scorrono entro valloncell i a pendici agevoli, e non potrebbero opporre ostacoli di gran momento alla fanteria in tempo di guerra, ma per quella manovra fu stabi lito non potessero essere passati se non che pei ponti esistenti o per altri che si gittassero. La parte più alta ·di quel terreno a sud di Wachau, che ha dominio tal.lico su quei due vallonceUi, e costituisce una buona posizione difensiva per cuoprire Lipsia contro chi viene da Borna (sud), è la regione di Giilden-Gossa, il cui punto cu lminante è la piccola altura detta Wacht-Berg .attigua alla strada maestra. li monumento sovrastante a quell'altura rammenta che que i campi furono teatro della eroica· lolla tra Russi e Francesi nella prima di -quelle omeriche giornate del 1813, che la storia ha .consaçraLo col nome di battaglia di Lipsia. Gran sangue fu sparso -per quei due borri e quel rialto! Il villaggio di ·Gulden-Gossa è adattabi le a difesa verso sud, ma isolato nell'aperta campagnn, quindi aggirabile da est e da ovest. Il tema generale (Genel'al-Jdee) f:)er la manovra diceva: « Un co1·po del sud si avanza perBorna contro Lipsia, « sulla sponda destra della Pleisse. - Da Lipsia gli fu -·« mandato incontro un corpo del nord. - Nella giornata « del 6 settembre sono avvenuti combattimenti di avam« posti presso Gruhna (strada maestra. Lipsia-Boma), « nel ·corso, dei quali le truppe del corpo del nord si -« sono ripiegate dietro il Goselbach ». I temi particolari (Special-Ideen) erano: a) Pel corpo del sud ( 12° corpo R. sassone): « L'avanguardi,a del corpo del s·ud s'è accampata la ·« sera del 6 presso Gruhna, occupando coi suoi avam-

NELL'ESTATÉ DEL 1876 H « posti Goltzschen, Tanzberg- l\Iagdeborn, De<.:hwilz e « Sestewitz. Il nemico le sta dinanzi a Gohren e nelle « v-icine Fornaci (Z1'egelei). Pattugli e a tarda sera tro« varano occupato dal nemico Crobern. Si veggono « molti fuochi di bivacco presso Wachau. - l i generale <i: comandan·te si propone di assalire il nemico ai 7 di « settembre e staccarlo da Lipsia. » b) Pel torpo del nord {nemico segnato): « 11 corpo del nord si è raccolto ai 6 di settembre <i: presso Wacbau; nel giorno ·seguente si opporrà a « tutta forza all'u lteriore avanzar del nemico. - Forza « del nemico segnato: 20 battaglioni, 16 squadroni, « •12 batterie. - Una band iera bianca segna un bat« taglione, una rossa uno squadrone, una nera due « ballerie ». , li comando del rn° ,corpo dètte il seguente ordine pel 7 settembre:

« Q. G. Espenhain, 6 settembre, 1876, ore '10 di sera ». « La divisione di cavalleria ha trovato oggi il nemico « presso Gruhna, ed insieme all'avanguardia lo ha co« stretto a ripiegarsi dietro al G-oselbach. La retro« guardia nemica è in Gobren e Fornaci (Ziegelei( A « sera tarda Crobern fu trovato occupato dal nemico. « - Io mi propongo di assalir d_omattina il nemico, « e perciò ordino : « 1.) La Ja divisione di fanteria (N. .23) si troverà « alle ore{~) antim. col gro.;so dell 'avanguardia d'oggi « (2.• brigata di fanter ia N. 46) ad ovest di Gruhna, e « col resto della divisione dietro a quello, al coperto « in ordine ristrettp (Rendez-vous). - La brigata di 1

« avanguardia comincierà col prendere il villaggio di « Gohren e le Fornaci: la 1a brigata di fanteria, N. 45,


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~11.LL'ESTATE DEL

LE GRANDI MANOVRE DELL'ESERCITO GERMANICO

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« 3" brigata (7 bauaglioni) e artiglieria del corpo « (8 batteri e) presso Gi.ilden-Gossa; « BriO'ala di cavalleria ('t'z squadroni) a nord di « Rodgen, con ~ reggimento in avanguardia di « là dallo Schlumperbach. « 1° momento. - L' artiglieria della 2• brigala ri·« sponde ali' artiglieria ne~i ca da, una posi~ione a « nord di Gohren . - 1l reggimento d avanguard ia della « brigata di cavalleria è respinto dalla prima schiera << del!a divisi one di ca valleri a nemica nelle vicinanze « del molino a vento di Dreiskau, ed è accollo a sud -<< cli Rodo-en dalla bri,,.ata di cava lleria che ha paso o . « salo in quel mentre lo Schlurnperbach. Combatu « mento per Crobern e Gohren . L'artiglieria del corpo « rin fo rza la linea dell'artiglieria della ]• brigata a -<< nord-ovest di G'èihren. « 2° momento . - La brigata di cavalleria si avanza -<< contro la cavalleria nemica: è respinta e si ritira « verso Gulden-Gossa. - Crobern è sgombrato. Per con« se/)'uenza dell'attacco avviluppan Le del nemico sulle « du~ ali, si abbandona Gohren e le Fornat:i, e il corpo « del nord prencle posizione a nord di Gi.ìlden-Gosso., « coJl!ala destra all'Ovile Aueo hain. - Guld en -Gossa ri-<< mane debolmente occupa to. « 3° momento. - f<'uoco d'aniglieria dalla posizione « principale. La· 1" br igata si spi ega dallo Ovi le Auen« bain contro il nemico che si avanza da Crobern. « 4• momento. - Ritirala dall'Ovile Auenhain e da <J. Giilden-Gossa all a posizione principale. « .:i0 mornento. - L'artiglieria del corpo si ritira a « scaglioni. La brigata di cava lleria si reca all'ala « sinistra per cuoprire la ritirata della. fanteria, ma ~ è ributtata dalla cavalleria. nemica. Ritirata della « fanteria in direzione di Liebertwolkowitz. »

« rimarrà a mia dispos izione. - L'attacco dovrà essere· « preparato dall'artiglieria della 1"' divisione e da quella « del corpo . " . « 2.) La 2a divisione di fanteria (N. .24 ) è giunta alle « ore("') antirn. alle Fornaci a nord di Zehmen, ed ha « spinto la sua avanguardia ve rso Crobern. Ella dovrà « impadronirsi del villaggio di Crobern, e poscia com« piere il suo schieramento di contro all'O-vile (Scha~ « ferei) Auenhain. Dovranno essere gittati ponti sul « Gosel tra Crobern e Sestewitz. « 3.) La divisione di cavalleria si troverà alle ore(''') « antim. allo sbocco meridionale di Gru hna, ad est <J della strada maestra, coll'avanguardia innanzi verso « Rodgen. - All'alba sa ranno spedite pattugli e ufficiali « oltre Rodge r1 e Storm thal a procurar notizie della po« sizione e forza del nern i co . « 4.) L'artiglie/ia del corpo si porràalcoperto dietro « la ,1e. divisione. « 5.) Io mi troverò sin dalle ore C') antirn. presso « la 1a divisione di fante ria, e comanderò il principio· « d·eJI' allacco . « lt generale cornanclante « firmato G101\Gl0 DI SASSONIA « gencrnle di' fanteria ».

« Nota. Ore (''') significa mezz'ora prima Jel mo « mento che sa rà ind icato per il principio della ma« novra » .

Istruzione p_el nemi·co segnato: « Posizione alle ore 7 antimeridiane: « •P brigata (7 battaglioni, 2 squadroni, 2 batterie) « presso l'Ovile Aueohaio e Crobern; « 2" brigata (6 battaglioni, 2 3quadron i, 2 batterie) « in Gohren e Fornaci e a nord;

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NELL'ESTATE DEL

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LE GRANDI MANOVRE DELL' ESERCITO GERMA'NICO

li concello del comandante del 12° corpo era dunque questo: impegnare forte il nemico da fronte sulla strada di Borna, e avvolgedo dalle due ali, specialmente dalla propria sinistra (ovest) per Crobern nella direxionc di Lipsia: concetto semplice e opportuno per quel terreno, pel caso supposto e per manovra da mostra, com'era quella. Vediamone l'eseguimento. 1° momento. - 4° divi ~ione (centro del corpo d'armata). L'artigli eria della ~a divisione si schiera sul ciglio dello spianato ad ovest cli Dechwilz e com inèia il fuoco con tro la posizione nemica (Wacht-llet·g) . La testa dell 'avanguardia attacca gli avamposti nemici (Go!iren e le alture ad est). Artiglieria nemica risponde. - 2" divisione (ala sin istra). Fa massa dietro l'altura a sud-ovest di Crobern; manda uno squadrone innanzi ad esplorare con palluglie il Goselbach, a monte di Crobern, a Crobern e a Crostewitz, le quali sono ricevute a fucilate . L'artiglieria della divisione si schiera sull'altura a sud-ovest di Crobern e tira contro il vi llaggio, assicurata a sinistra {nord) da una compagnia di cacciatori che prende posiz ione sull'altura medesimo. Il resto del battaglione cacciatori segue quella compagnia; un ba tlaglione di fan teria si forma in ordine da combattimento a destra (sud) dell'arliglieria sulla altura stessa; un altro più a destra tra quella altura e il Gosclbach: il Lerzo battaglione di quel reggimento rimane in seconda linea dietro gli al tri due. La cava lleria divisionale si reca tutta all'ala sinistra della divisione. - Non vediamo gli nui della divisione di cavalleria (ala des tra del corpo d'armata). :Z" momento. ,1n divisione. Attacco e presa di Gohren e delle Fornaci, e poscia del Wacht-Berg con due ballaglioni del reggimento di testa dell'avanguardia, di cui quello di des tra attacca da fron te, da

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sud, e l'altro avvolge da ove5t; sostenuti dal terz~ battaglione in seconda linea. Questo attacco è arntatopotentemente dall'arLiglieria del corpo c~1~ ~1a preso posizione a sinistra di quella della 1• d1Vts1one; m~ l'avvolgimento del battaglione di sinist~a a nord d1 Gohren con tro il Wacht-Berg pare a 001 troppo pronunciato, poichè offre il fianco al nemico che tiene tuttavia il terreno ad ovest e sud-ovest di Gtilden- Goss~. Il secondo reO'O'imento della brigala d'avanguardia viene a porsi masse ~i battaglione in .?ue linee a nord di Gohren, ad ovest della strada d1 Wachau. La bri<Tata rettifica la sua posizione e si schiera fronte· a nord° per avanzarsi su Gtilden-Gossa. L'a_r~iglieria della 4a divisione s'avanza a prender pos1z1ooe a nord di Gohren e tira contro la posizione di C'rulden-Gossa. L'altra brigata della 1 ~ divisione si for ma in seconda linea a nord di Magdeborn. L'artiglieria del corpo continua a far fuoco dalla sua prima posizione. - 2° divisione. Attacco e presa cli Crobern: cacciatori a manca, a rilta il battaglione di sinistra del re<TO'imento di testa della divisione. Occupazione del viU;ggio, e sbocco dei cacciatori e del reggimenL_o di Lesta pei due ponti. l pionieri gettano tre ponttcelli sul Gosel tra Sestewilz e Crobero. ~'artiglieria e le altre truppe della· divisione si dispongono a passare il Gosel, sotlo la proi,ezione dei quattro battaglioni di prima linea. - Non vediamo la divisione di cavalleria. 3° momento. - 1• di\·isiooe. Fuoco d'artiglieria dalle posizioni sopradelle. Preparativi per l'attacco di Gtilden-Gossa. - Già sino dal 2° momento pare che l'artigliel'ia a cavallo addetta alla divis i_on~ cli caval·leria abbia preso posizione a destra rnd1etro dell~ fanteria di prima linea, sull'altura a sud-ovest d1,

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LE CRANDI l\lA'.'ìOVRE DELL'ESERCITO GERMANICO

Rodgen . Probabi lmente ella tira di là contro la cavalleria nem ica. - 2 3 division e. La brigata di testa si schiera in prima linea (ordine conliguo) per l'attacco di Auenhai n: cacciatori a sinistra, poi i due reggimenti di fa nteria, di cui quello di destra ha passato il Gosel tra Crobern e Sestewitz; la sinistra diretta , su Wachau per aggirare Gi.ildeo-Gossa e tagli are al nemico la strada di Lipsia . L'artiglieria viene sollecita a rimetter.;i in posizione a sinistra della prim a linea e ripigli a il fuoco. La seconda briga la passa e si schiera' in seconda linea. A sin istra la cavalleria d ivisionale si avanza nella direzione di Wachau. 4° momento . - 4" divisione. Attacco di Giilden-Gossa co lla brigala di prima li nea , prol unga ta a des tra da un re()'rrimento della seconda. L'artiglieria della 1° divisione 00 segue il movimento delle truppe all'ala sinistra; quella del co rpo d'armata rimane ferm a sulla sinistra del Gosel, e continua il fuoco contro Ghlden-Gossa. Il villaggio è preso. Il reggimento di destra forma risvolto difensivo contro la cavalleria nemi ca che da quell a parte minaccia il fia nco dell a divi sione, e col suo fuoco la costringe ad allontanarsi . Jla pare che questo fuoco medesimo costringa nel tempo stesso la div isione di cavalle ria, che in quel punto s'avanzava {alquanto in ritardo) sulla destra (a nord cli Stormthal), a discostarsi verso destru, cli guisa che le viene a mancare lo spazio per isp iegare la sua prima sch iera, a motivo di un bosco ch'è sull a sua dritta. Il reggimento di sinistra si spiega, l'altro (d i destra) rimane in colonna di p'Jotoni e intende a fo rma r risvo lto offensivo contro la si nistra nemica mediante schieramen to ed attacco successivo sLJ.lla sua sinistra avanzando; ma gli manca lo spazi o e il ~empo. L'attacco avviene durante lo schieramento, mentre la cavai-

NELL'ESTATE DEL

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Jeria nemica è già in ritirata. L'artip;lieri! a_ ~n_vallo prende posizione a sinistra_ e ll_ra. - , 2 d1:1s1one. Allacco di Auenhain con mtenz1one d avvolg1ment~. Il nemico abbando na qu el casale. Fu oco d'inseguimen to. Le du e divisioni si congiungono, formn ndo tenagl ia, e pro cedono contro la posizione_ p~·in_cipale del nemico, accompagnate dalle loro arugl1erie . L~ cavalleria della 2" divisione manovra a sud ed es t_dL Wachau contro la cavaUeri a dell'a la destra ne mica (P brigata), ma senza ris~itat~ d~~isivo. . 5° momento. - Il nemico s1 r11 ira per la strada dL Li ebertwolkowicz. Breve in ~egu im enlo. Se il Corpo del nord avesse avuto liberlù d'azione, alforzata la posizione di Giil den-Gossa e tenu~ola, _co me punto d'appoggio e perno, col minimo poss1b1le d1 forza'. egli ttvrebbe potuto g iuarsi con fo rze. preponderan ti sulla si nistra dell a 2a divi sione, ri cacciar questa oltre H Goselbach, e quindi procedere similmente contro la sinistra della 1a divisione. Avrebbe potuto adoperare tutti i suoi ,113 gquadroni, o alm eno 14, contro la. divisione di cavnll eria de l 12° corpo. L'e lfeuo dell 'a rtiglieri a della difesa fu tenulo in poco ~onlo dall'ass~litore. L'artiglieria del 12° corp o nmase su lla s1nistra del Gose l per non produ rre sove rchio ingo mbro a nord di Goh ren finchè non fosse assicu rato lo sbocco colla presa di Giilden-Gossn, perchè non avrebbe trovalo di là dal rio miglior posizi one, per mantenere collegnmento e domin io di fuoco nell'intervall o _fr:a le due division i, o per protegge re evenllialmente la r1ttrata di queste . Da ultimo tira.va a 21500-3000 me~ri, no~ vedendo però se le sue Lruppe, ch'erano_mo!l? mn_an_z~, fosse ro o no imp eo·nate là dov'eran o d1rett11 suoi lll'I, 6 . caso previsto dall e lslrnzioni vigen ti nell'esercito germanico per l'azione dell'artiglieria. ANNO

xxu, VoL.

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LE GRANDI MANOVRE DELL ESERCITO GERMANICO

2° 11anovra del 4- corpo (1) cont1·0 nemico segnato 0

agli 11 di settembre rni6 (2) (V. piano in fine). Terreno a sud-ovest di l\1erseburg am Saale, sulla sponda sinistra (ovest) di questa riviera, ad ovest della strada ~'lerseburg-Weissenfels, pianeggiante, ina tagliato in direzione sud-ovest-'hord-est dal rio Geisel e dall'altro di Blosien che ad esso si unisce presso lo stagno Gouhards-Teich, a breve distanza da Merseburg. I quali due rivi scorrono entro lievi avvalli, .ma le loro sponde sono impedite da caseggiati, orli chiusi , boscaglie e pantani. Frequeuti i passi per le armi montate. L'allura Rott-Hùgel, a nord del rio di Blosien (ovest di I\1erseburg), domina tutto il campo, e n'è la chiave tattica . Tema generale (Geneml-Idee). « Un'armata del nord sta sulla sponda destra del-

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Composizione del 4° oorpo.

7' cli'Visione d.i fanteria . - 13' brigata di fanteria :· reggimenti fanteria N. ~6 e 66; u~ brigata di fanteria: reggimenti fanteria N. ~7 e 93; reggimento ussari N. ~O; ~ brigata del reggimento artiglieria campale N. 19; ~ compagnia del battaglione pionieri N. 4. sa di·visione di f'anterici. - ~5· brigata di fanteria: reggimenti di fanteria N. 36 e 71 e battagl ione cacciatori N. 4;~6'brigata di fanteria: reggimenti fanteria ·N. 72 e 96; reggimento dragoni N. 6; 4 brigata del reggimento artiglieria campale N. 49; 3 compagnie del battaglione pionieri N. 4 con traino da ponte divisionale. Artiglieria del c01·po. - 2 brigate del reggimento artiglieria campale N. 4 e 2 batterie a caYali<> dello stesso reggin1ento. Divisione di caval l e1·ia. - Brigata grave: reggimento corazzieri N. 7 e reggimento ulani N. ~ 6; brigata leggi era: reggimonto ussari N. ~2 e reggimento dragoni N. 7; 1 batteria a cavallo del reggimento artiglieria campale N. 4. Distaccamento ('ì, battaglione) della scuola dei sott'ufficiali. (2) Questa manovra, che era fissata pel 9 setlembre fu rimessa all'4-l a cagione del pessimo tempo. 0

, NELL'ESTATE DEL 1876 19 -« l'Elba tra Witlernberg e Zerbst: un'armata del sud « presso Erfurt, Weimar e Jena ».

Temi particolari (Spezial-Ideen): a) Pel corpo del nord (nemico segnato): « L'armata del nord s'è mossa verso sud. Ha man« dato come avanguardia un corpo d'arma la per le « due sponde della Saale, per Halle a Merseburg, ad « assicurarsi il possesso di quel luogo e coprire i'1 « passaggio dell'armata attraverso alla Saale. - Questo « corpo (nemico segnato) è, rappresentato da: « Comandante: maggiore v. Hahn del reggimento -« artiglieria campa le N. 4; « 1 squadrone del reggimento dragoni N. 6; « 1 batteria .del reggimento artigli eria campale « N. 19. < Alle 8 1 jt antim. dovrà essere così disposto; 1 plo-

« tone dragoni in Geusl\, ,,. in A.zendorf, 1 in Zscherben, « ed 1 batteria a nord del R.ott-Hugel. - I margini me- · « rìdionali dei tre villaggi saranno guerniti con dra« goni appiedati. Il nemico segnato porta ramoscelli « verdi (sull'elmo) e bandiere ». b) Pel corpo del si1.d (4° corpo): « L'armata del sud vuole procedere in più colonne « verso Berlino, e spicca innanzi il 4° corpo d'armata 11. ad impadronirsi del nodo stradale di Balle. Questo <i: corpo si accampa a dì 8 settembre a sud di Rossbach « (a S. S. O. di Frankleben), con avanguardia presso "- Kayna (a S. di Frankleben). La mattina del 9 si « avvia verso Merseburg. - Dai drappelli precorrenti « di cavalleria (supposti) vengono avvisi che Merse« burg è occupata da cavalleria nemica ·appiedata e << che grosse colonne marciano da Amendorf e Dolitz « am Berge alla volta · di Sckopau (a N. di l\ferse-« burg). - Il generale comandante ordina di muovere « incont~o al nemico e ricacciarlo, se possibile, verso


20

LE GRANOl MANOVRE DELL'ESERCITO GERMANICO

« la Saale. - Rende'.t vous: fronte a Merseburg, a sud « della strada maestra (Hossbach--~forseburg): l'avan<.< guardia pressoKUtschen; 1'8"divisione di fanteria a sud « di Ober Beuna, colla. fronte dietrn alla s!rada in« cassata; l'artiglieria del corpo dieu·o all'8" divis ione; « la divisione di cava)Jet'.Ìa a sud di Reipitzsch; la « riserva a sud-ovest di Ober-Beuna, dietro all'arti« glieria del corpo. « Riparto delle truppe. -= Ne diamo il sunto: Avanguardia: tenente generale v. St iehle, comandante della 1" divisione di fanteria; 13• brigata di fanteria, reggimento ussari N. rn, tre batterie del la 7• divisione e una compagn'ìa pionieri con traino da ponte: 6 battaglioni, 5 squadroni, 3 batterie, ,t compagnia pionieri. G1·osso: 8° divisione .di fanteria, tenente generale v. Rothmaler, meno uno squadJ·one del reggimento dragoni N. 6; artiglieria del corpo; divisione di cavalleria, maggior generale v. WinLerfeld: 1:~ ¼ battaglioni, 24, squadroni, 12 batterie, 2 compagn ie pionieri. ni·serva: tenente generale principe di SchwarzburgRudo lstadt; 14" brigata di fanter ia, una balleria della 7n divisione e una compagnia pionieri: 6 battaglioni, 1 batteria, una co mpagnia pionieri. In tutto 25 •/ 2 baltaglioni, 29 squadroni, 16 balterie, 4 wmpagnie pionieri. 11 corpo d'armata era comandato dal suo capo, generale di fanteria v. Blumenthal. L'andamento della manovra era prestabilito come segue:

NELL'ESTATE DEL

2·1

1876

1° momento.

Nemico segnato.

4°

« Le pattuglie di cavalleria ne-e miche sono ricevute a fucilate

• dinanzi a Zscherben, Azendorf e Geosa.

corpo.

,, L'avanguardia si avanza su e Zscherben e si assicura d&lla .< parte di Merseburg.

«

2°

momento.

« Zscherben è sgombrato dopo debole resiste01,a, :Azondorf e e Geusa sono tenuti. Fuoco d'ar« tiglicria dal Rott-fliigcl.

-e

1

3°

«

«

" «

«

e dall'avanguardia.

mon1ento.

Ali' attacco della seconda schiera del grosso (dell's• divivisione) sono sgombrati -i vii!aggi Azendorf e Geusa. Ritira ta nella direzione di Knappen-. dorf (cioè verso N.J. L'artiglieria sul Rott-Hiigel è rinforzata, ~

e

(( usa divisione di fanteria e la « di visione di cavalleria passano « il Geisel. - Zscherben è preso

« Spiegamento del1'8' divisione " di fanteria per l'attacco di Azcn« dorf e Geusa e sua avanzata. e - L'artiglieria del corpo passa « il Geisel. - Azendorf e Geusa < sono presi al secondo attacco « ed occupati. - La divisione di < cavalleria segue 1'8' divisione di < fanteria all'ala _siaistra.

4° momento. ,, Spiegamento della linea di < battaglia, 300 passi a nord della ·

" stra da Clobicau-1\Ierseburg. (Clobicau ò ad O. di Merseburg).

«

« L'avanguardia e !'Sa divisione « di fanteria sboccano da Zscher« ben, Azendorf e Geusa, si for·

< mano per l'attacco dd Rott« Hiigel e s'avanzano. - La ri« serva è fatta avanzare sin oltre

« il Geisei.

-

5° <

mo1nento.

Avanzata contro l'attacco ne-

« mico,. e cenno di contrattacco. . < Questo fallisce.

« Quadrati di fanteria è con< trattacco di cavalleria. - Il < nemico è respinto; la riserva è «

fatta entrare in linea ali' ala

é' destra.


22

LE GRANDI MANOVRE DELL'ESERCITO GERMANICO

6' Momento. «

e Ritirata dietro la posizione di prima. _

e Avanzata su tutta la linea.

Il

7° Momento. nemico prende d'assalto il Rott-Hiigel. - Ritirata vmo < Knappendorf e Sckopau (a N.O. e e N. di Merseburg). « Il

e

< La fanteria prendo d'assalto

il Rott-Hiigel. Si fa avanzare l'artiglieria a tirar sul nemico « fuggente. La cavalleria in< segue verso Knappendorf e Scko« pau (a N.O. c N. di Merseburg). <

·«

« Firmalo v.

Bw11mNTHAr.

« Gene1·ale di fanteria e comandante genemle. La manovra cominciò poco dopo le 9 antim. l" e .2° momento. - L'avanguardia è ammassata sull'alto piano a sud-est di Kotschen, tra le due strade; cavalleria a destra, fanteria a sinistra in ordine rislretlo in due linee (per reggimento), l'artiglieria dietro la fanteria. - Palluglie di cavalleria dell'avanguardia constatano la presenza del nemico in Zscherben, Azendorf e Geusa. Il comandante dell'avanguardia distacca per sic'.urtà del suo fianco destro verso Merseburg,. sulla strada Kotschen-Merseburg, un battaglione (del reggimento di testa) due squadroni e due batterie, che prendono posizione sulla piazza d'arme (Exercir- Platz), {ad E. di Zscherben, a S. del Gotthards-Teich) d'onde hanno vista verso il Rolt-Hi.igel e dominio di fuoco a rovescio di Zscherben e Azendorf; e si volge col resto delle sue forze contro Zscherben, attraversando il Geisel a Kotschen . Lo sbocco è protelto dai boschi e dngli albereti del G·eisel. In prima linea due battaglioni del reggimento di testa, in seconda l'altro reggi.mento. Attacco di Zscherben da sud, aiutato dal fuoco delle due batterie appostate sul lembo nord-occidentale della

23 Exercù--Plat:z, ch'è un ciglione dominante e alberato. Artiglieria nemica risponde dal Rolt-Hi.igel. - L'8a divisione e l'artiglieria del corpo, e poscia anche la divisione di cavalleria, passano il Geisel (la 15a brigata presso Unter-Beuna, l'artiglieria del corpo e la ,ma brigata presso Ober-Beuna, la divisione di cavalleria presso Reipitzsch, parte pei punti che là si trovano, parte pei passi aperti prima dai pionieri). La 15a brigata fa fronte ad Azendorf, la rn• a Geusa: ordine alquan·to separato per ala di brigata e per linea di reggimento, in massa da prima. L'artiglieria dell'Sa aivisione si schiera nell'intervallo tra le due brigate e comincia il fooco contro· Azendorf e Geusa. Il nemico sgombra Zscherben. I due battaglioni di prima linea dell'avanguardia aggirano ed attraversano quel vi llaggio, passano il rio e si rispiegano in ordine da cornbaltimento, fronte a nord, (verso il Rotl-Hugel) e ad ovest(verso Azendorf). Il 3° battaglione del reggimento viene anch'esso (non sappiamo il perchèl) dalla Exercir-Platz a Zscherben a fare spalla agli altri due. Il reggimen to di seconda linea dell'avanguardia s'avanza sin presso a Zscherben. Quivi vien pure la terza balleria dell'avanguardia, ma rimane in riserva dietro le fanterie. /J<> momento. - L'artiglieria del corpo prolunga verso sinistra la linea dell'artiglieria della '.2· divisione, ma schierandosi più innanii di qnella la cuopre in parté. Fuoco contro i due vi llaggi, cui rispo~1de dal RottHiigel l'artiglieria nemica rinforzata. La 15n brigata si spiega a destra dell'artiglieria, la ma a sinistra, e muovono ali' alta eco, ·quella di Azendorf, questa di Geusa. All'attacco di Azendorf concorre pure l'ala sinistra della ~3a brigata , (avanguardia) dai pressi di Zscherben. L'attacco dei reggimenti di prima linea dell'8a divisione non riesce. I reggimenti di seconda linea si avanzano alla. loro volta in colonne di cornpa..:. NELL'ESTATE DEL

1876


24

LE GRANDI MANOVRE DELL1'ESERCITO GERMANICO

gnia, coperte e collegate nell'ultimo momento da tiratori. Il nemico abb:mdona i due villaggi. - Ci parve scorgere un eccess ivo sviluppo d i potenza offensiva nello attacco frontale di quella misera linea avanzata Zscherben-Geusa. 4° momento. - L'artiglieria del corpo e quella delJ'Sa divisione si avanzano ob liquamente a destra sino al ciglio del valloncel lo alberatD ove scorre i l rio Blosien, dietro Azendorf e Geusa, e tirano contro la posizione . principale del nemico sul · B.ott-Hugel e ad ovest di quell'altura. La divisione di cavalleria all'ala sinistra passa il rio tra Geusa e Blosien, e si schiera in una bassura a N. di Blosien, fronte a nord est, colla brigata grave in prima linea, e la leggera in seconda e terza (ussa ri in seconda a sinistra, dragoni in terza a destra); la batteria dietro la prima Jinea. La riserva (H• brigata) si avanza sino a circa 1 OOO_passi a s ud di Azendorf. Sboccano la 13° brigala (avanguardia) da Zscherben, la ma da Azendorf, la ·16° da Geusa, e si schierano, ciascuna in due linee, per reggimento, formando una sola grunde schiera contigua. La ;I 3a brigata è seguita dalla balleria venuta a Zscherben dietro ad essa. La cavalleria de ll' 8' divisione di fanteria e gli squadroni disponibili dell'avanguardia si uniscono dietro l'ala sioislra della 13a brigata. Avanzata verso la posizjone del Rott-Hugel. La divisione di cavalleria accenna all'ala destra deJ nemico. Per congiu ngersi coll a 1;j• brigata, la •I 6" eseguì una grande conversione a destra (circa 90°) che ci sorprese; ma presto si rimise in fron~. · 5° momento. - La divisione di cavalleria è costretta a indietreggiare dal fuoco nemico . Fuoco di fa.nteria avanzando . Attacco di cavalleria nemica: alcuni bnttagljoni di prima linea (ala destra e centro) fanno gruppi e quadra.ti di compagnia e fuoco a salve, altri

NELL'ESTATE DEL

'I

-

1876

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rafforzano la catena e fanno fuoco acceleralo . Tutta la cavalleria s'avanza; la divisione all'ala sinistra contro la destra del nemico in direzione nord-est, .la cavalleria delle divisioni di fanter·ia in co lonne di squadrone per gli intervalli tra i quadrati e i gruppi . Carica; l'attacco nemico è respinto. L'artiglieria non è in azione. La cavalleria è fermata dal fuoco della fanteria nemica; si raccoglie dietro la fanteria. La divisione di cavalleria dietro l'ala sinistra dell'811 divisione. La 14" brigata (riserva) entra in linea all' ala destra della 13" ,e dell'intero corpo, insieme colla sua balleria e col1';altra della 13\ 6° momento . .- Attacco generale. La divisione di cavalleria all'ala sin istra, reggimento ulani in prima schiera, reggimenti ussari e dragoni in seconda a destra, reggimento corazzieri in terza dietro la seconda. L'artiglieria del corpo segue j'ga divisione. Gran fuoco di fanteria avanzando. 7° momento. - Presa del Rott-Hugel. Il nemico si ritira verso nord. Fuoco d'inseguimento. L'artiglieria s'avanza sulla fronte, e da ll'a lto della posizione conquistata (davanti alla fanteria) tira alcune cannonate. La divisio ne di cavalleria si accinge ad inseguire. È dato il cenno per la cessazione della manovra, eh' è durata poco più di due ore . Fu-in sostanza un attacco fronta le, svi luppato mediante uno schieramento progressivo da des trn a sinistra, COO intento d'avvolgimento di Ca';alleria da manca (ovest). L'a!Irettato svolgi mento dell'azione ci fece sembrare insufficiente la cooperazione dell'artiglieria nell'attacco della posizione del Rott-Hùgel, che -e ra tale da non potere esser conquistata per assalto frontale e per semplice fuoco di fanteria, almeno senza gravissime perdite.


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NELL'ESTATE DEL

LE GRANDI ll[AN OVRE DELL'ESERCITO GERMANICO

3°) Manovre clel4° e .f 2° corpo contrapposti nei giorni ·12

e 43 settembre 4876. (1). (Vedi piano in fin e) . - Sassoni del regno di Sasso nia da un lato (,l'.2° corpo) e Sassoni prussiani (provinci a di Magdeburg) e dei ducati e principati (Sassonia-Weimar, Sasson ia-Coburg-Go tha, Sassonia-Mein ingen, Sassonia-Altenburg ecc.) dall' altro (i/ corpo). Una striscia di terreno lunga ci rca 2 1 chilometri (da est a ovest) e larga poco più di 5 (da nord a sud), a sud della strada Lipsia-MerseburgQutrfurt, a nord dei famosi campi di Lutzen e Rossbach, tagliata per metà circa (da nord a sud) dalla Saa le, tortuosa e profonda, e in ciascuna di quelle due metà da un rivo concorrente verso Merseburg, cioè ad est de lla Saale dal Flossgraben che vi ene da sud-est, e ad ovest della Saale dal Gei sel che viene da sud-ovest. I tre valloni sono caseggia ti, alberati, umidi in alcune parti, tagliati da fossi. A quei tre ostacoli, tra cui molto considerevole è fuori di dubbio la Saale, s'aggiungono nella parte orientale di quel terreno le torbiere cli Kotschau, Rampitz e Thalschiitz presso il Flossgraben, a cavallo alla ferrovia LipsiaWeissenfels e alla vicina strada Otzsch-Keuschberg, tra Ma rkrannstaed t e Diirrenberg (sulla Saale), che furono dichiarate impraticabili. l i resto del terreno è pianeggiante, unito e sodo. Terna generale · (Genei·al-ldee): « Un corpo dell'ovesl (4- è in ritirata dalla Sas« sonia verso la Turingia. Aspetta rintorzi da Querfurt. « La sua retroguardia tiene Alt-Rannslaed t. « Il corpo dell'est {·12°) lo ha seguilo sino allo « Elster ». 0

)

(~) A. cagione del tempo piovoso queste manovre, cho avrebbero dovuto esser tre, come già dicemmo, furono ridotte a due sole.

1

1876

2'7

Temi particolari (Specia.l-ldeen) pel rn settembre: a) Pel corpo dell'ovest (,\, 0 ): • • • « ·11 co rpo deve schivare batlagha contro 11 nemi co « soverchiante, bensì resistere, approfittando delle con« dizioni locali, per non essere ricacciato oltre la ~trada « di Querfurt. I rin fo rzi giungeranno domam sel'a « presso Lauchstedt( IO chilometri in linea retta a nord< ovest di )Ierseburg), se dal comando del co rpo non « sarà loro indicata un'alt ra direzione. - Nota ·1.) Il « corpo si raccoglierà dietro la sua retrog_uardia. « 2.) Jl confine {tra la Sassonia e la Prussia) ~e~ne_rà « nel giorno di riposi> precedente alle manovre 11 l1_m1te « tra i quartieri dei due corpi d'armala, ad ovest 114-°, « ad est il ·12° (B. . Sassone) ». b) Pel corpo dell'est (·12°) : . « Il corpo deve assalire il nemico e batterlo pnma « ch'ei riceva soccorsi. -Nota: uguale alla precedente. Disposizione (Disposition) del comandante del corpo dell'ovest (4°) per la manovra del ,12 settembre: « È mia intenzione di fare ostacolo all'avanzar det « nemico verso la Saale, e non passar questa se non « quan do egl i prema fortemente. A tal fine v'è già « un ponte stabile presso Creypau, ed u~ s~condo « ponte sa rà gittato colà, tostochè _v~ ~e sia bisogno, « col rnezzo del traino da ponte d1v1s1onale . Jl corpo « d'armata, ripartito come è detto in seguito, si tro« verà domattina alle 9 1i, così disposto: 1. ) la r~« troguardia occupa Alt-Rann s_taedt, e pre~~e. posi-.. « zione dietro a quel vtllagg10; 2 .) la dw1szone di « cavalleria dietro lo. retroguardia, coperta quanto « possibile; 3.) la 7a divisione di fa nteria tra Kot_schau « e Mampilz, colla fronte dietro al terreno prallvo ~ra << quei due villaggi, e l'ala destra ve~so la ferrovia; « .i-.) rsa divisione di fanlei·ia a sud d1, Sc~1 l~de_bach , « coll'ola sinistra a,l Flossgraben; 5.) 1artiglieria del 1


28 LE GRANDI MANOVRE DELL'·ESERCITO GERMANICO -« corpo a des tra dell'8• divisione di fanteria; 6.) il « distaccamento della scuola dei solt'ufficiali è distac-

« ca to a Merseburg per cuoprire quella città, ed oc« cupa la stretta di Venenien (ad est di Merseburg); « 7.) i traini (supposti) saranno mandati indietro per « Creypau ad Azendorf. Io sarò reperibite sino a « nuovo avviso sul Fiklas-Berg tra Kotschau e Alt,« Rannstaedt ». Riparlo delle truppe del 4° corpo (in sunto.) Retroguardia: maggior ge nerale v. Nachtiga l: 2'7° 'reggimento fanteria (tre battaglioni, della '14" brigata fanteria), due squadroni del reggi mento vssari N° ·1O·(ad.detlo alla 7• divisione) e 1 batteria (dell a '7° divis ione); Grosso : Il resto de ità 'P divisione fan teria (Len ente genera le v. Stieh le), 9 battaglioni, 3 squadroni, 3 ·batterie, 1 compagnia pionieri; l' 3a divisione· fanteria (ten en te generale v. Rothmaler), rn battaglioni, di cui 1 di cacciatori, 5 squadroni, 4 bntterie, 3 compagnie pio nieri con traino da pon te divisional e; l'artiglieria ,del corpo, 8 batterie, di cui '2 a cavallo; la divisione ·di c.avalleria (maggiore generale v. Winlerfelcl), 20 sq uadroni (4 reggimen ti, 2 brigaie} e ·I batteria a cavallo;· il distaccamento della scuola sottufficiali: in tutto 22 ¼ battaglion i, 28 squadroni , 16 balle rie (64. pezzi), /1, compagnie pionieri. Firmato v. BLUMENTHAL Gene.raie di (ante1·ia e comandante generale. 1

1

NELL'ESTATE DEL _1, 876

1

1

Disposizione del comando del corpo dell'est ( 12°) per la manovra stessa : 1

« Ordine (Korps-Befehl) - Q. generale Lipsia . H settembre, ore 8 di sera. J

« Il nemico si è ritirato oggi verso la Saale. La .« sua retroguardia tiene Ait- Rannstaedt. - Io mi

29' ·

« propongo di assalirlo domani con tulle le forze e « percìò ord ino : 1) la divisione di cavalleria si trov~rà « domatti na alle 9 in posizione coperta presso la sla« zione ferroviaria cli Ma rluannslaed t, con forli avam« posti .da Priestab lich a Quesitz. Al cominciar deHa « manovra la d ivisione si avanzerà sub ito a scuop rire « la posizione e le mosse del nemico; 2) la 4a divi<( sione di fanten·a, ·N° 23, si troverà domatti na aJIP« 9 i tra Lausen e Ma rkrannstaedt, colla sua avan« guardia dietro la clivisipne di cava lleria in ordine « ristrello (flenclez-vous). La divisione muoverà su « All-Rannstaed t e impegnerà pres to il combattimento « contro la retroguardia nemica; 3) la 2a divisione « di fante1·ia, N. 24-, si troverà domatti na alle 9 1; 2 presso « Goerenz, colla sua va nguardia avanza ta e coperta « verso Quesitz. La divisione avrà còmpi to di marciare · « su Dtirrenberg, ed eventua lmente prender parte ~I « comba.ttimento della ,Ja divi sione. La b·rigata segnaia « (Markirte Briga de) rimarrà a mia disposizio ne; 4,) l' ar« tt'glieria del corpo si formerà in ordine ristretto ( nen, « dez-vous) domattina alle 9 \ prec:;so la strada Lausen « Markrannstaedt, accanto alla 1a diyisione; ti) i traini « saranno parcati sin da lle 9 anl. presso Schonau; « 6) To mi troverò a quell'ora alla stazione ferrov iaria « di Markrannstaedt, e poscia presso la 1" di visione. Riparto dell e truppe del ,12° corpo (in sunto): ,Ja (~3°) divisione di (tJ,nteria: maggiore generale Abendroth: 13 battagl ion i, di cui 1 di cacciatori, 3 squa·droni (reggimento combinato), 4 bauerie, 2 compaguie pion ieri; , 2" (2&.3) divisione di fanteria: tenente generale v. Montbè: 4 2 battrigl ion i, 3 squadroni {reggimento combinato), 4 batte ri~, 2 compagnie pion ieri con traino da ponte dirisionale·, più una hr·igata segnata (illa1·kù·teBrigade ) costitui~a d'un battaglione di cacciatori e 4._


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LE GRANDI MANOVRE DELL'ESERCITO GERMANICO

NELL'ESTATE DEL

battaglioni nppresenlati con bandiere (Flaggen-Bataillone); A1·tig[ieria del corpo: 8 batterie; Divisione cli cavalle1·ia: tenenle generale Senfft v. Pìlsach: '.i:14 squadroni (6 reggimenli, 3 brigate) e ~ ballerie a cavallo. Il generale comandante Firmato: GIORGIO PRINCIPE DI SASSONIA Generale di fanteria.

1876

1

3,t

cacciatori della 1a divisione fanteria sostenuto da artiglieria. Combattimento d'avarnposti. La batteria della retroguardia e quella della divisione di cavalleria del t• corpo rispondono all'artiglieria nemica da sud di AltRannstaedt, ma sono costrette a ritirarsi dallo avanzare dei. cacciatori sassoni. - L'avanguardia dell'ala sinistra del 12° corpo (2a divisione e brigata segnata) s'avanza sino a Treben e mette in azione 2 balterie e un paio di battagJioni contro Rampilz e Thalschiilz. Uno dei suoi squadroni, inseguendo uno squadrone della 7a divisione (4° corpo) si lascia atLrarre ad ovest di Thalschiitz, difeso da cavali eri appiedati, ed è sopraffatto da allri due squadroni che sboccando da quel villaggio lo assalgono da fianco e da tergo. Non essendo soccorso a tempo, è messo fuor di combattimento. ,2<1 mom,ento. - La brigata di testa della 1° divi• sione del 12° corpo si spiega in ordine da combattimento in due linee, a deslra dei cacciutori. Attacco di Alt-Rannstaedt, ch'è abbandonato dall'avanguardia del 4..° ·corpo. La divisione di cavalleria del 112° corpo si avanza a nord di Alt-Rannstaedt verso Pissen e Radden, formata in tre schiere di brigata scaglionate colla destra . avanti per avvnlgere il -fianco sinistro del nemico. Le sue batterie prendono posizione fuori della sua ala sinistra e fanno fuoco con frequenti e brevi cambiamenti di posizione. La divisione di cavalleria del 4° corpo si ripiega dietro Pissen. - L'avanguardia della 2° di visione del 42° corpo continua il fuoco contro Rampitz e Thalsehùtz per tenere a bada il nemico e cuoprire il divisalo aggiramento da sud, che si eseguisce nel seguente modo, fo due colonne: a destra il reggi. mento Schutzen (della 3°-47• brigala) e la brigai.a segnata, coi '.2 squadroni rimasti e '.2 batlerie pee Thalschii!z su Lennewitz a sud della ferrovia; a sinistra gli altri reggimenti della :2a divisione con le altre due

Da quella posizione a nord di Lùtzen, il 4° corpo cuopriva direuamenle le strade che da Alt-Rannstaedt e J\Jarkrannstaedt conducono a1la Saale a sud di ~Ierseburg, e fiancheggiava da sud la grande strada LipsiaMerseburg, la quale è in condizioni sfavorevoli .come linea di manovra perchè affiancata da nord dalla intricatissima regione solcata dall' Elster. La sua fronte era coperta dal Flossgraben e dalle torbiere, da Schladebach a Thalschiitz. Il Hl 0 corpo, soverchiante di forze dovea tener a bada l'avv~rsario da fronte e tentare d'avvolgerlo dalle due ali, nella direzione di Merseburg a destra (divisione di cavalleria e 1a divisione di fanteria) e di Durrenberg a sinistra (~" divisione di fanteria e brigata segnata), o almeno aggirarlo da nord colla cavalleria e la 4° divisione e minacciare I suoi ponti di Creypau. La manovra cominciò dopo le 9. I pionieri del 4° corpo aveano già ponLeggiaLo in varii punti il Flossgraben a valle di Kotschau 1° momento . ..:_ L'avanguardia dell'ala destra del ,12° corpo (di,·isione di cavalleria, 1" divisione e artiglieria del corpo) si avanza da .Mark rannstaedt e più.« nord contro All-Rannstaedt. A destra la divisione di cuvalleria, le cui batterie cominciano subilo il fuoco; a sinislra, su All-Rannstaedt e più a sud, il battaglione t


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NÈLL'isiÀTE oEt

LE 'GRANDI MANOVRE DELL'ESERCITO GERMANICO

batterie per Otzsch, Kauern, Tollwitz, Keuschberg, Di.irrenberg e Poppitz, su Ostrau e Wolkau. Ma la mossa è indugiata, e lungo il giro. 3° momento. - Avanzata dell'ala destra del '12° corpo verso Kotschau e Wizschersdorf e più a nord. La seconda brigata della 1" divisione si schiera a sinistra della prima in due linee. La retroguardia del 4, 0 corpo si ritira su Kotschau. La brigata di sinistra della 1a divisione del tz0 corpo la segue, accompagnata dall'artiglieria; la brigata di destra rimane a scaglione indietro disirnpegna.ta . La divisione di cavalleria del 12° (corpo, coll'artiglieria a sinistra (invece di manovrare al largo a destra, ver·so Radden, approfillando del!e liev i ondulazioni del terreno per cuoprirsi, e facendosi precedere da uno squadro.ne, o almeno da pattugpe di esploratori a distan za), continua ad avanzarsi su Pissen . Così andando dr itta, va a dar del capo in quel villaggio, dietro al qua le scorge verso la sua si- • nistra la divisione di cavalleria del 4- 0 corpo schierata e sostenuta dalla sua artiglieria. Allora la sua prima schiera fa una conversione a sinistra per fronteggiare il nemico, e raglia il campo alla sua seconda schiera. La terza schier.a si porta a destra per gira re attorno al villaggiq. Aiello.i . ~quadroni riescono a sbocca re tra I?isserì .é Ru-dd,en; · ma intanto la divisione del 4° corpo si slancia sul fianco sinistro di quella del 12. I giu dici di campo pronun ciano a favore della prima, senza però accordarle successo decisìvo. La divis ion e del 4° corpo ne approfitta per ripiegarsi verso Wizschersdorf. - ALtacco di Ko tscbau eseguito dalla brigata di si- J nistra della P divisione del 1i corpo; il vi llaggio è di feso da truppe della brigat:a di sinistra della 7a divisione (4° corpo); ma nel momento dell'assal to è sgombrato. I Sassoni l'occupano. La 7a divis ione abbandona anche Rampitz e si ritira in perfetto ordine verso ovest. Non è inseguita. 1

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momento. - L' sa divisione intanto' passa il F'ldss'graben e· si spiega in dbe linèe a notd di SthllldènachJ, fro;L'e ad est, lascian'do un reggimento stilla sinistra del r'io (sud) per difendere ScliÙdebach é collègarsi colla 7° divisione. La 1a divisione del 42° corpo, ocèupato' Kotschau si avanza à nord del Flossgraben1 e ass'a:l'e' l; sa divi;ione . Questa indietreggia. Minacciata suiltl. sua sinistra (nord), forma un risalto difensivo da quel lato. La divisione di càvalleria dèl 4° corpo si è ri'· piegata di'etro l' 8a divisione, e sì trova ~sposfa al fuoco della fanteria nemica. Pass'a sulla sinistra (sud) 1 pei ponticelli gitlatì dai pionieri. L'Sà del Flosso-raben ù • divisione, costretta a sgombrare Schladebacb, retrocede verso Wiisten-Eutsch'. 5° momento. - La divisione di cavalleria del t2° corpo manovra al 'largo sul fianco sinistro dell'S• divisione. La divisione di cavalleria del 4° corpo ripàssa' il Flossrrraben e si schiera fronte a nord, mentre l'ala sinistraudell'S• divisione s'è già disimpegnata e si ritira verso ovest, e la destra fa ufficio di retroguardia ritirandosi a scaglioni di battaglione dalla sinistra e preparandosi a far linee successi-ve. La divi::;ione di caval~ leria del 12° corpo apparisce sul fianco sinistro dell'8n· divisione, ma si trova a fronte della diYisione di cavalleria del 4° corpo. Le due divisioni caricano in forma:. zione abbozzala. I giudici concedono il vantaggio a quella del 12° corpo, e mettono fuori di com.ballirnento uno squadrone di corazzieri ed una batteria all'ala sinistra di quella del 4° corpo. li ,i, corpo si ritira verso ovest. Cenno d'inseguimento. - Frattanto all'ala destra del 4° corpo, a sud del Flossgraben, la 7• divisione, che dovea ritirarsi senza indugio sulla sinistra della Saale, lasciando soltanto sulla destra come retroguardia a Lennewilz il suo bauaglione caceiatori, spalleggiato e fiancheggiato verso nord dal suo reggimento di cavalleria, , 0

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Al'INO XXII, YOL, Il.

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34 LE GRANDI MANOVRE DELL'.ESERCITO GERMANICO si è invece ritirata lentamente. I cacciatori hanno sì occupato Lennewitz e respinto a fucilate i due squadroni della colonna di destra della 2• divisione sassone, ma poi hanno abbandom1to Lennewitz e si sono ritirati. Gli Schutzen sassoni {della colonna di destra della 2a divisione) occupano Lennewitz ('1 battaglione in prima · linea e 2 in seconda, in massa), le due batterie si pongono una a nord l'altra a sud della ferrovia là presso: la brigata segnala e i due squadroni in riserva. Appariscono 4 battaglioni della 7a divisione in ordine ristretto, che si ritirano su Wolkau, passando a circa '.2000 metri a nord-est e nord di Lennewitz. Fuoco d' artiglieria e fucileria da Lennewitz contro di essi per circa 8 minuti. Poco dopo la colonna di sinistra della 20. divisione del 12° corpo sbocca oltre la ferrovia a N. di Poppitz verso Wolkau. Fuoco di fucileria delle truppe delle due colonne. - La manovra era già cessata a nord del Flossgraben quando.giunse l'ordine a Wolkau. Era durata poco più di 4 ore . . Fu giudicalo che la manovra aggirante dell'ala sinistra del 12° corpo, ignorata dal comando del 4° corpo, benchè fosse stata indugiata nell'eseguimento, considerata la lenta ritratta della 7• divisione e il tenace contrasto del1'8a e della cavalleria a nord delFlossgraben, sarebbe riuscita a minacciare seriamente i passi della Saale presso Creypau e costringere il 4° corpo a ripiegarsi in gran parte su Merseburg. Se il comandante del 4° corpo fosse stato avvisato a tempo dello avvolgimento del nemico sulla sua destra, in quelle per lui favorevoli condizioni di terreno (torbiere), avrebbe forse potuto far massa a nord del Flossgraben, prostrare l'ala destra del 12° corpo, e poi manovrare da rovescio contro l'ala sinistra. Temi particolari (Special-Ideeaj pel 13 settembre: a) Pel corpo · dell'est ('12°):

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,(( Il corpo dell'est insegue ai 13 il nemico oltre la Saale, tenendo però la sponda destra del fiume con i battaglioni (segnati) per assicurarsi eYentualmente « la ritirata. · - I movimenti delle truppe (oltre la << linea dei respetti vi avamposti) comincieranno dopo , le 8 antim. ». b) Pel corpo dell'oves·t (t.0 ) : « I rinforzi aspettati per Querfurt son giunti a marcia « affrettata ta sera del 4:2 settembre di etro a Biindorf "' (a O. N. O. di Merseburg), La loro tesla (5 battaglioni « e 1 batteria, segnati con bandiere) può, se ne abbia « l'ordine dal comando del corpo dell'ovest, passare « il Geisel circa le 9 antim. n corpo stesso potrà co« minciare i suoi movimenti alle 8. » " Disposizione del ~orna ndo del Corpo dell'est (12°) per la manovra del 13 settembre:

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« Ordine {Korps -Be(ehl) Quartiere generale Goddula

il 2 settembre, ore 7 di sera. « Il nemico si è oggi ritirato oltre la Saale presso « llforserburg e Creypau. Il corpo d'armata continuerà

« domani l'insegurmento sulla sinistra della Saale. « Per.ciò ordino: ,J .) La divisione di cavalleria si Lro-

« verà alle 7,30 1 anLim . in ordine ristretto (Rendez-vous) « ad ovest di Spergau (,1). Muoverà alle 8 verso il Geisel e « cercherà il nemico; 2.) La 4• divz'sione di fanteria « N° 23 alle 8 antim. avrà passato il ponte presso

« Ostrau Crollwitz), e si troverà in ordine ristretto « ad ovest di Crollwitz . La sua avanguardia assicu« rerà sin dalle 7,30 1 la linea Daspig-Spergau (2). La « divisione marcierà alle 8,80 1 su Kotschen; 8.) La 2a « divisione di fanteria N° 24 raccoglierà alle 7,30 1 antim.

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(~) Spergau è a circa rnoo metri a S. O. di Crollwitz. (2) Daspig è sulla sponda sinistra della Saale a circa metà distanza tra Crollwitz e Golitsch.


36 LE GllANDl MANOVIIE DELL E5ERCITO GERMANICO « i suoi avamposti e si riunifà'a sùd di·Sper'gau . Muoverà< « alle 8 verso Frankleben. Tra led ue brigate di lei mar« cierà l'artiglieria del corpo; 4.) Gli avvisi mi saranno « récati dalle 8 antim. in poi presso la 2• divisione· « B.). I l tmini rimarranno, sino a nuovo ordine, par~ « cau. sulla destra della Saa!e presso Durrenberg. · » « Riparto delle truppe: Come al ~ 2 settembre · so« lameote il 2° battaglione cacciatori N. 13 torna' alla ~ 4.8: brigata, e i 4- battaglìoni segnati rimangono in po« si_zto~e a Spergau e Crollwilz per sicurezza dei ponli « g1Ltat1 presso Ostrau e Diirrenbero-. » Disposizione del comando del cor~o dell'ovest (.i o} per la manovra del 13 Sellembre 1876: « Se il nemico ha passato la Saale nella nottata lo « assalirò e lo ricaccierò. - Le truppe si trovera~no « domattina alle 7 '/, pronte a muovere dinanzi ai loro, « bivacchi, dove riceveranno i miei ordini. - Il rin« forzo s'avanzerà nella direzione di Geusa, io modo « che la sua testa (5 baltagli oni e 1 batteria) si trovi «· alle s, dietro al bivacco. » Bipar~o clelle t1·uppe {io sunto); Avangua1·dia: Maggior generale v. d. Durg: 16a brigata fan!eria {6 ballaglioni), 2 squadroni, 2 batterie e 2 coq1pagoie pionieri dell'8• divisione; Grosso : la 7a divisione: Tenente genera le v. Stiehle: 12 1/ 2 battaglioni {compreso mezzo baLtaolione Scuola 0 s~ll~ffìciali), 5 sq_u~c!roni, 4 ballerifl, 1 co mpagnia piomel'l; della 8• dwiswne: tenente generale principe di Schwarzbur~-Rudolstadt: la rn• brigata, 7 battaglioni {compre_so il 4- battaglione cacciatori), 3 squadroni, 2 batteri~, 1 c.omp~gnia pionieri; l'artìylieria del corpo, 8 battène, d1 cm 2 a cava llo; la divi'si'one di cavallen·a; i:naggi.ore go~erale v. WinLerfeltl: 20 squadroni (4 reg~1m~ot1, 2 brigate) e 1 batteria: in tutlo; rn '/, b~ua.gli?m, 28 sguadroni, 15 batterie, 2 compagnie p1onien.

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Dovea -risultarne uno scontro tra la sa?-le ~ ~lJ,ei_sel. Il comandante del ·12° corpo vuole eseguire una gran -conversione a destra, fronte a nord, coperta dalla cavalleria. Suo primo oh.biettivo il Gf:lisel tra Kotscpen ~e Frankleben, 1ppi la strada ~forseburg-QqerfL,rl. - Il 0 } corpo si prepara a sboccare dallfl linea del Geisel, coperta dalla sua divisione di cavalleria, schierata in _!re linee, colla batter\a a destra, dinanzi a Kotschen. La brigala d'avanguardia cuop,re Merseburg sulle due sponde del.la Saale, tenendo ·1a posizione di Venenien sulla sponda destra e la linea Leuna-Kotscheo sulla -sinistra. La 7• divisione e il resto dell' 8• sono am'massate dietro a Kotschen, coll'artiglieria del ' corpo a sinistra, presso la strada l\Ierseburg-Weissenfels. 1° m.omento. - Pattuglie di cavalleria, ricognizioni. 12° corpo: Marcia in tre colon ne; divisione di cavalleria (colonna centrale) innanzi. ;Que~ta scuop{·e '1a çavalleria nemica, e si schiera di con tro ad essa, ad ovest della strada Merseburg-Weissenfels, a pari dell'altura Card-Ilugel: avvia il combatlimento colla sua ar.tig\i eria. -4° corpo: La divisione di cavalleria si scher~isce dal fuoco dell'artiglieria nemica, cui risponde la sua balleria. Viste le disposizioni del nemico, e indovi,nate le intenzioni di lui, il comandante del ,i.0 corpo risolv~ di assalire colla 7• divisione l'ala d~stra: del nemico ad est della strada ~Ierseburg-Weissenfels, minac,ciandola da rovescio coll'avanguardia per le due sponde della Saale, romperla, ributtarla su l fiume o ver::;o _sud ; e meùianteuoa gran conversione a destra (per sudovest a ovest) venire sul fianco e alle spalle dell'al tra ala, che frattanto sarà tenuta a bada, con vigorosi 1;1,tti controffensivi, dal res,to dell' sn divisione (15.. brigata) e dai rinforzi venuti da Querfurl. Perno della con-versione a sud di Kotscheo, ad ovest della strada )Ier_seburg-Weissenfels, sarà l'artiglieria del corpo, spalJeggiata dalla divisione) di cavallerio..


38 LE GRANDI MANOVRE DELL'ESERCITO GERMANICO ..2° momento. - 12° corpo: L'arliglieria del corpo si schiera a sud di .Beuna e comincia il fuoco. La 2" divisione distacca su Frankleben un reggimento e 2 batlerie, e si schiera per alta:ccare la destra nemi ca. La 1• divisione comincia a spiegarsi a nord del GardHugel, fronte a Kolschen, tra la ferrovia e la strana di Weissenfels. L'artiglieria del corpo e la divisione di cav.i lleria cuoprono lo schieramento clella 2" divisione. - 4° corpo: La 7a divisione sbocca da Kolschen, si schiera per ala di brigata e per linea di reggimento, coll'artiglieria e i pionieri dietro. La divisione di cavalleria la scuopre, spostandosi a destra, verso Unter-Deuna. L'artiglieria del corpo enlra in linea (successivamente per brigala) a sud di Kotschen, e fa fuoco vivace con lro l'artiglieria e la cavalleria nemica. La 7• divisione si avanza, fronte a sud-est, fino alla strada di Weissenfols. La sua artiglieria entra in linea alla sua ala destra e comincia il fuoco. Quel cambiamento di . fronte a s·inistra fu eseguito rapidamente al semplice grido ai pioppi I (Att( die Pappeln) accompagnato da cenno di sciabola verso i grandi alberi che fiancheggiano la slrada Merseburg- W eissenfels. Allora la 4a divisione (ala dest1·a) del 12° corpo fa fronte contro la 7• preslissimo. Vivissimo fuoco. La 7• divisione muove all'attacco, al.traversando la strada maestra, sostenuta a de;;tra dalla sua artiglieria a nordovest del Gard-Ilugel. Batterie sassoni all'ala sinistra della 1° divisione sono cos trelle a ritirarsi dallo avanzardella destra della 7• divisione. I giudici di campo decidono r.he la 1 ° divisione del 12° corpo si ritiri in buon ordine. In quel momento avviene ~n episodio interessantissimo. Il reggimento di cavalleria della 7a divivisione (10° ussari) insieme a mezzo squadrone dell' avanguardia (dragoni) sbocca molto opportunamente dalla sinistra di quella divisione per assalire la fan--

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teria neTnica in ritirata·. Uno squadrone sassone si . avanza verso il fianco destro della divisione. Qualch~ squadrone del 10° ussari e il mezzo s,q~adrone drag?n~ gli vanno incontro. Ei si ritira. ll_regg1mento ussari si forma in due linee per attaccare 1ala destra della ~~n~ teria nemica. Questa si raggru ppa. Ma i vicini battagltom dell'ala sinistra del 4° corpo (dell'avanguardia), che s'erano ripieaati dietro la strada Merseburg-Weissenfels ed aveano f;onteo-giato combattendo l'ala destra della 1a divisione sas~one, non· approfittano di quel momento favorevole, e invece di cooperare colla cavalleria facendo fuoco, attendono a riordinarsi. L'attac:~o della cavalleria che combinato col fuoco della fanteria avrebbe potuto: riuscir molto efficace, è respinto dalla . fanteria sassone. 30 momento. - 4° corpo : All'ala sinistra , la 7a divisione e l'avanguardia iniziano è proseguono la gran conversione· a destra, combattendo, i:iscguendo. L'artialieria deIIa 7° divisione rimane sulla destra di questa, al perno verso il Gard-Hùgel. ~on sappiar?o di preciso dove siano le due batterie de!l'avanguard1a; forse all'ala sinistra verso la Saale. La 1 • divisione del Hl 0 corpo si npi ega verso la Saale, su Crollwitz e Sp ergau: la sua artiglieria va a prendere posizione sull'altra spon~a del fiume. L'accesso di Spergau è difeso da · fanteria segnata. Ma l'ala sinistra del ,i.0 corpo la_sc~a un drappello di cavalleria ad osservare dal ciglione verso Crollwitz, trascura Spergau, passando al largo (ovest) e continua la conversione a. desLra.. Ci parve che qualche truppa dall'estrema ala sini~tra avrebbe dov~Lo volgersi a Spergau. Quel nemico segnato non si_ :a.Iuta giusto, non dà soggezione. - 12° corpo: La 2a d1v1s1o~e s'è scoperta ed è entrala in linea a sinistra dell'artiglieria del corpo, fronte a nord-est, e s'avanza contro l'ala destra del ,S,0 corpo (8a divisione) che s'è inollrata 1


j0 LE GRANDI ~ (\~ç)VRE DELÒJ:SERCITO GERMANICO p. S}\P çli ~ot~d\en-]eL\n~ .e s'è ,pos~a p. destra dell 'arMili~ri~ ~el corpo (4°} Goll'ala destra appoggiata a t er._t.1 -W~l~1 d~l t~r~e,no, qua~i >pqgg~tti artificiali ([<o!ilenlJ.r,uben,J occupp,li da un ba,Lt&gli9ne. La fn ,~ivi~io.ne .de~ 12° çor.po avanz_an.dosi assa,lla quei risalti con ,qn ,i;yggim.ento, e se ne i.nwadronisce. L' s• divisione è ,çp~tretla a ritrarre la sua ala òèstra ; pure ~egu~ta ad gg~re ._ofl'ensivamente colla S'\la sinistra. ~I reggi mento <.li~~t,<1.ccato d~lla 2"- di,vi~ione ,sassone su Fran,kleben tro.ya sgombro ,guel v,illaggio, e si a~anza per le dµe _sgo,nd,e del Geisel su .Ober-Beuna. Intanto la divisione di ~il valleria del f O ·corpo rimane sotto il fuoco dell'i&r,ti.gl lei:ijl nemica, col G~isel alle ,$palle, al centro .~~Ila l~9ie.a 9i J;>attaglip.. 4° momento. - ~- 0 corpo: L'ala sinistra continua ad avanzarsi convergendo a .destra e accennando a s~d. J,a divi_sio.ne di cavalleria è costretta dàl f'uoco del)'.ala ~i,pis~ra clella _2a di~isione ·del Ùl cqrpo' (dist~ccarn.~nto sul Geisel) a spostarsi ver.so sinistra, cioè ver.so la stra~a l\Ierseburg-;Weissenfels. ì\la due 4atta_g\ioni e una .baHeria di quel distaccf)mento sulla si,nis,tra (nord) del Geisel sono messi fuori di combatti5merito, p,erqhè av,vol\i,ra forze.superiori (truppe segnate, J:irovenienti ,da Geusa) che non avevano forse veduto io contato. Il comandante del 1'.2° corpo, visti i pro_gressi dell',avversario sulla. sua deslr;, comanda la r1·, ~irat!l alla ~ua 2• diYisione nella direzione di Weis1 ,$enfels, che deve esser r.operta daH' artiglieria çlel co.rpo ,e .dalla div.tsione ,di ca·valleria. 5° mqmerJ,to. - Le due divisioni di cavalleria si affrontano ad ovest della strada ~Jerseburrr-Weissenfels o ' !mentre la fanteria ,e artìglier.ia àei Sassoni si ritirano e guelle ~el /iò cqrpo prç>~egpono ]' avanzata. iE<9p.to,ìl cenno di c~ssar la manovra circa il mezzodì. Il giudizio complessivo fu che il 4° ,corpo avea ot0

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tenuto il suo intento di costringere il nemico a ripassar la Saale, separando tatticamente le due ali di lui, ma che il distaccamento mandato per le · due sponde del fiume a minacciare le comunicazioni del ~ 2° corpo, visto <l{). lungi, non av,ea .c.onseguito l'intento voluto, perchè il comandante del 12° corpo avea potuto opporgli in tempo forze sufficienti in buone posizioni. Il servizio d'esplorazione ci parve fatto assai meglio che nel giorno prima, e .molto più vigorosa l'azione dell'artiglieria. (çontir,wp;). ,

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!-3 Le ricognizioni invece e le scorrerie, tanto d'informazione quanto dirette ad altro scopo, hanno una durata limitata, quella cioè necessaria al compimento della missione avuta. Si capisce facilmente che per le ricognizioni e per l'avanscoperta possano valere, sino ad un certo punto, le stesse norme, perché l'obbiettivo è identico, quello cioè di procurare notizi e in· torno al nemico; ciò nondimeno sono due servizi molto differenti che non si debbono confondere. È poi interamente inutile spendere parole a dimostrare l'importanza del servizio di esplorazione, poichè non vi può essere alcun militare che non sia vivamente penetrato della tiecessità di aver la maggior copia possibile di notizie a fine di subordinare a queste i proprii movimenti. Senza informazioni la guerra si riduce ad una m·anovra condotta alla cieca, e per la quale si fa a fidanza sul caso e sulla fortuna; senza informazio ni si hanno continue sorprese, e piani anche ben combinati vanno in fascio nel primo periodo del l'attuazione. Valgano ad esempio due fatti · salienti delle ultime campagne. Nellague~ra in Boemia del 1866 il generale Benedeck era bensì riuscito sulla fine a riunire le sue truppe sotto ·Koniggratz, ma la vigilia della battaglia di Sadowa la sua cavalleria, quantunque numerosa e ben istrntla, non avea saputo renderlo edotto della vicinanza e dei movi menti delle diverse armale prus~iane che pur non distavano oltre i ,1 O e 15 chilometri. Ora è fuori dubbio che se la divisione di cavalleria ch'era agli avamposti sulla Trotina non si fosse limitata all'osservazione del terreno occupato, ma avesse spinto innanzi qualche semplice pattuglia, il generale austriaco,.. informato d'avere sul fianco destro tutta la 3• armala: prussiana; non avrebbe di certo accettato la battaglia in qùella svantaggiosa posizione e si sarebbe ritirato, CONSIDEnAZIONI SULL'AVA NSCOPERTA

CONSIDERAZIONI SULL'AVANSCOPERTA

Saltiamo a piè pari nell'argomento poichè la Junghez!~ d~llo _s~es~o ci avvisa che è me.stieri non perderci rn munii digressioni; e cominciamo dal definire che cosa s'intende per avanscoperta. · L'uf~cio della cavalleria in questo servizio, consiste: ~· nel coprire le proprie forze, 2° nell'assumere informazioni sui movimenti e sulle forze del nemico, 3° nell'impedire che l'avversario abbia notizie delle nostre disposizioni. È d'uopo quindi che la cavalle~ia precorra le nostre colonne a sufficiente distanza, osservi un fronte molto est_eso, e nello stesso tempo sia sempre in condizioni !a~i. d~ poter accettare od intraprendere per propria m1Z1at1va un combattimento. Una differenza perciò molto grande esiste fra l'avanscoperta e le ricognizioni o le scorrerie. . Il servizio di avanscoperta comin! ia dal primo momento in cui le truppe a cavallo oltrepassano la testa delle nostre colonne, e continua giorno e notte sino all'iniziarsi della battaglia, ed incomincia di bel nuovo appena c_essata la lotta,_ sia per procedere all'inseguimento, sia per opporsi a quello dell'inimico.


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CON~lDERAZIONl

corqe era Sl,la priqia intenzione, su Pardubit;z; ed in allora la battaglia di Sadowa non avrebbe più avuto luogo e non si sarebbe venuto a giornaLa campale cl:ie parecchi giorni dopo e probabilmente in condizioni assai differenti. Fra le molte cause dei colossali rovesci dell'esercito imperiale francese nel 1870-71 devesi pure annoverare la totale mancanza del servizio di esplorazione, sicchè non sapevasi ciò che accadeva a 500 metri oltre la · cerchia degli avamposti. Il 15 agosto, a mo'd'esempio, mentre la divisione Rheinbaben cercava le truppe francesi verso la Mosa·, si scon trò invece nelle stesse sulla strada nletz-Gravellotte-Vionville, ed ebbe tutto l'ao-io di contare le colonne nemiche, perchè le due divisioni di cavalleria francese De .Forton e Valabrégue, in luogo di marciare innanzi risoluta cnen te e respingere la cavalleria prussiana, ritornarono, alle prime cannonate, presso la loro fanteria. Si ammellerà. adunque senza grande diffi coltà che, se quelle due divisioni di cavalleria francese avessero disimpegnato a dovere il loro mandato obbli~ando, colla loro superiorità di forza, i cavalieri prussiani a ritirarsi, mantenendo il contatlo col nemico e segnalando per tempo l'avanzare del solo 3° corpo d'armata prussiano, la battaglia di Vionville avrebbe avuto v,n esito mollo diverso . In vista poi dell'eccellente impiego ch~i Pru ssiani seppero fa.re della loro cavalleria nella guerra con tro Ja Francia, aJ,; uni tallici odierni proclamarono i Tc.~eschi come im:enLori di questo importante servizio. I Prussiani, invero, i quali non seppero riLrarre alcun vantaggio dalla loro numerosa cavalleria nella · guerra di Boemia del ·1866, hanno il grande meri lo di avere in seguito seriamente studiato il miglior modo d'impiegare la cavalleria, ed aver saputo atluarlo mollo

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sapi'entemenle secondo i principi seguiti sempre dalla cavalleria francese di Napoleone I. Napoleone, il quale pel primo applicò su vasta scala il servizio di esplorazione nel largo senso che ora vi si arinelle, in tutti i suoi ordini e nelle s.11e letter~ dirette ai marescialli, raccomandò !sempre di coprirsi bene · colla cavalleria leggera e di spingerla mollo innanzi per oLLenere informazioni, deLtando su questo servizio norme preziose. La cam pagna del 4870-7-1' circa l'impiego della cavalleria in avanscopPrla non può servire, a riostro parere, ad uno sLudio veramente proficuo, perchè la cavalleria francese non pen sò mai a coprire le proprie truppe e ad opporsi alla cavalleria tedesca, e così questa ebbe tullo l'agio di scorazzare per la maggior parte del te1·ritori() francese senza inconLral'e alcuna seria resistenza. In quella vece se uno vuol formarsi un esatto concellu di questo ::ìervizio atLuaLo di fronte ad un nemico vigil e cd intraprendente, ed indagare qual condotLa sia necessario. tenere per guarenti re la buona riuscita del servizio di esplor;:izione è indispensabile c·he studi le campagne napoleonich e. Questo studio però non è facile a compiersi perchè i particolari delle si ngole operazioni possono solamente essere rintracciati da chi vi consacri molto acume e molla fatica. Non è ·nella storia del Thiers, a parte il merito di questo capolavoro, ma nellt:: opere dei genera li l\Iathieu-Dllmas, Kock , Pele L e qualche altro, nelle memorie scritte dai generali e marescialli del grande imperntoro, ed inOne nella corrispondenza di Napoleone I chè si può trovare tutlo il materiale necess.a.rio a questo studio, poichè soltanLo queste opere contengono tuUi gli ordini e disposizioni emanale dal capo di stato milggiore BerLhier e da Napoleone stesso. È con questo studio eh' io credo fermamente


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SULL'AVANSCOPERTA

CONSIDERAZIONI

si sieno preparati i gen~rali della cavalleria tedesca alla campagna del 1870-74. Nelle guerre future la cavalleria non potrà avvicinarsi di molto alle colonne nemiche senza che l'avversario procuri con ogni mezzo d'opporsi al suo avanzare. Cosi , per necessità , accadranno mischie di cavalleria pressoché tutti i giorni e si comincierà da piccoli scontri di pattuglie per terminare con grossi combattimenti di quest'arma appoggiata più o meno da fanteria e da artiglieria.. E perciò il servizio di avanscoperta ( Au/klarungs und Sicherhe1·ts Dienst, come lo chiamano i Tedeschi) non potrà per l'avvenire essere disimpegn ato che da grosse masse di cavalleria, le quali siano ben comandate ed accuratamente addestrate. Nella guerra del ,1805 contro gli Austro-Russi dopo Ulma, ogni tappa, per così dire, segnava un fatto d'arme per la cavalleria di M:urat, che era l'avanguardia dell'esercito, come Haag, Ried, Lambach, Rusbach, Oed, Amstelten, Potenbrunn, Hollabruon, Lechwitz, sino a che i Russi per liberarsi da questa stretta riuniro_no a Raussnitz presso Wischau 6000 cavalli, d'on?e nacque una _vera battaglia di cavalleria che termmò col vantaggio dei Francesi, i quali si estesero colle divisioni a cavallo dalla .Boemia sino ai confini dell'Ungheria. È quindi necessario di anneltere una grande importanza alla ripartizione della cavalleria presso le gran'cli uni Là tattiche, pel che devesi evitare colla massima cura di frazionarla u piccoli gruppi, e p_r~curare. invece di costituire grnssi corpi a dispoSJZJone dei generali d'armata. All~almente seguendo i principii di Napoleone I e copiando qu.anto fecero i Tedeschi nella campagna f~a.n,co-german,ca, ~resso_ la maggior parte degli eser-c1t1 e adoUala pel p1ede dt guerra la forrnazione di divisioni di cavalleria di 2 o 3 brigate, da assegnarsi alle armate.

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Sotto Napoleone I tuttavia le divisioni di fanteria non ebbero mai riparto di cavalleria; ad ogni corpo d'armata però era addetta una divisione od una brigata di cavalleria leggera, e tutti gli altri reggimenti a cavallo erano riuniti in una grossa massa, composta. di parecchie divisioni di cavalleria grave e leggéra, che prendeva il nome di riserva di cavalleria, e che fu quasi sempre al comando del focoso Mural. La cavalleria. dei corpi d' armata era specialmente incaricata del coprimento e. déll'esplorazione immediatamente necessari ai propri corpi d'armata; la riserva di cavalleria invece, appoggiata da una divisione di fanteria e talvolta anche da un corpo d'armata, formava quasi sempre l'avanguardia generale dell' esercito, ed il servizio di esplorazione era in particolar modo éseguito dalla cavalleria leggera sostenuta indietro dalle divisioni corazzieri e carabinieri e dalla fanteria. .\ttualmente pel servizio di avanscoperta la Russia possiede 49 divisioni di cavalleriu; la Germania oltre H8 squadroni assegnati in numero di 4 ad ognuna delle 37 divisioni di fanteria, ha disponibili 224 squadroni per la formazione delle divisioni di c·avalleria. L'Austria, senza tener calcolo dei 4 squadroni addetti ad ogni divisione di fanteria, ha un reggimento a 6 squadroni presso ogni corpo d'armala e le rimangono ancora 4~5 squadroni per formare le divisioni di cavalleria. · La Francia infine ha una brigata di 8 s.quadroni ed uno squadrone di esploratori volontari presso ogni corpo d'armata ed 8 divisioni di cavalleria con 436 squadroni. Noi Italiani possediamo invece ,120 squadroni tutto compreso, dei quali~ add etti ad ogni divisione di fanteria, ed 8 costituenti una brigata presso ogni corpo d'armata. Sebbene slraordinariamente poveri di cavai-


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1 CONSIDERAZIONI 1

suu',:AY,ANSCOP.ERTA 1

leria, pur tuttavia abbiamo ·pel servizio· di avanscoperta 8~0 squad roni , i quali sono rìpartiti in pfocole brigate in'lti'ogo di grossè divisioni. questi ultimi anni d ministero francese ha emanato due Istruzioni, di cui è duo po occuparci; la prima, Instruétion pratiq.ue sur li service de· la ca·valer{e en camp'a.gne, che comprendè il servizio di avanscoperta spettante alla brigata del corpo d'armata, e l'altra Étudè sur le service .d 'une division de cavalerie, éclairant une armée, che riguarda quello delle divisioni delle armate. Eccone in breve sunto le norme principali: « La brigata di cavalleria addètta ad un corpo di armata in prima linea distacca un reggimento ad una giornata di marcia innanzi' alle teste delle proprie colonne, ed ha per mandato di coprirle; il secondo reggimento costituisce la riserva del reggimento ' spiccato innanzi, e marcia normalmente alla testa del corpo di armata. « Il reggimento di punta forma, per quanto è possibile, tre colonne composte ciascuna d'uno squadrone. Esse marciano, l'una sulla strada principale, le altre sulle strade press'a poco parallele alla linea d' operazione, ed in modo da occupare un fronte di circa 25 a 30 chilometri. Il 4° squadrone segue la strada principale , o quella più centrale a mezza giornata di marcia dagli altri squadroni, dei quali forma il primo sostegno. « Questo reggimento ha per mandato di sorvegliare continuamente i movimenti dell'avversario, di spiare i suoi progetti, d'informare subito il corpo d'armata di tutte le notizie che ha potuto raccogliere e finalmente di opporre una prima resistenza in caso di attacco o di attaccare esso stesso, salv.o ordini contrari, ogni volta gli si presenti un'occasione favorevole ». Pel servizio invece delle divisioni di cavalleria è detto:

In

« Un'armata composta d1 3 eorpi d'armata è generalmente coperta da una divisione di cavalleria possibi lmente di 3 brigale, dipendenti dal generale comandante l'armata. « Il fronte d'un'armata composta di 3 corpi d'armata essenc:lo di eirca 20 chilometri, la divisione di caval· leria deve stendersi sopra un fronte di 30 a B5 ·chilometri in modo da sopravanzare le ali di 5 a 6 chilometri cir'ca. « Come norma generale 1~ cavalleria ohe copreìlfronte d'un' armata deve essere formata su tre linee: la ~ a linea ba per iscopo di osservare, la 2" di appoggiarla n.ei casi di necessità, la 3a infine di servire come riserva alle altre due. « Due brigate dì/cavalleria Jegget·a si collocano sop!'lm una stessa linea e distaccano un reggimento ciascuna per formare gli esploratori o prima lin ea, il 2° reggimento costituisce la 2 linea, la 3° brigata la 3" Enea o riserva , e colla stessa marcia il generale di divisione. « L'artiglieria marcia riunita o per distaccamenti secondo gli ordini dati dal divisionario, il quale tiene presso di sè almeno· una batteria. « Le distanze fra le varie linee non si possono fissare in modo invariabile; però in via normale gl i esploratori vanno spinti sino a 40 ch ilometri innanzi al sostegno: a 4 o o chilometri da questo deve marciare la riserva. « I re,mimenti di sostegno marciano generalmente 00 b . dietro il centro del reggim·ento della propria rigata spiegata in 1" linea; l' intervi.'i.ll o fra i vari repnrti di quest'ultima non . deve oltrepassnre i 6 chi lometri ; tutti i diversi elementi del servizio di esplorazione debbono· poi essere collegati per mezzo di posti di corrispondenza ~3

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ANNO

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VoL. 11.


50 CONSIDERAZÌONI Ci duole che il sottoporre ad un minuto esame queste due Istruzioni ci condurrebbe troppo lontano; epperò ci limitiamo a poche osservazioni. Una br1gata con soli tre squadroni in 18· linea deve coprire un fronte di 25 a 30 chilometri , ed estendersi in profondità per una giornata di marcia; ed una divisione di 6 reggimenti, con 8 squadroni od almeno 6 in prima linea, deve osservare una larghezza di 30 a 35 chilometri, ed avere una profondità minore di 20 chilometri: invero ci sembra che siavi una aperta contraddizione fra queste prescrizioni; ed a nostro parere troppo ampio è nella pluralità dei casi il fronte assegnato alla brigata, troppo ristretto invece quello della divisione; e lo stesso dicasi della profondità che non si sa comprendere perché debba essere maggiore nella brigala in confronto della divisione composta di tre brigate. Si può anche mettere in dubbio se 20 chilometri bastino come fronte ad ·un'armata composta di 3 corpi; ma in ogni modo non ci sembra sufficiente che la cavalleria sopravanzi le ali di questo fronte di soli 5 o 6 chilometri. Del resto questo studio dello stato maggiore francese è infor mato a giustissimi principi, e rivela la grande cura posta nel cercare i mezzi per sostenere i vari reparti; però esso entra in troppe regole, in troppi .particolari. Il servizio d'espl orazione non può essere vincolato a regole invariabili, poichè il terreno, la maggìore o minore lontananza dal nemico, la forza delle truppe che si-hanno a disposizione, la situazione di guerra di quel momento, ecc., hann o sul medesimo una grande· 'influenza. Possono perciò essere utili soltanto alcuni principì ·generali, i quali servano come norme direttive, ma giammai come prescrizioni tassative. È il criterio del 1

SULL'AVANSCOPERTA

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..generale com.andantè che deve decidere della condotta .a tenersi secondo le varie circostanze. Affinchè le truppe in avanscoperta possano disimpegnare i due compiti diversi di coprire le proprie .colonne, e di. assumere le necessarie informazioni sui movimenti, le intenzioni, le forze del nemic9, fa mestieri che occupino un fronte molto esteso e di un'adeguata profondità, ma sempre tutlavia in proporzione colla forza loro. Una brigata che volesse stendersi sopra 30 o 40 chilometri non coprirebbe nulla, ed il nemico avrebbe tutto l'agio per penetrare su qualùnque punto frammezzo ai riparti e batter_li l'uno dopo l'altro. E non solo non coprirebbe niente ma avrebbe pochi mezzi per eseguire l'esplorazione. Il cordone di oss,ervazione ha da essere tale che possa .coprire il frorite ed i fianchi delle proprie truppe a .sufficientf'. d istanza; questo è il compito delle colonne così dette esploranti , composte di singoli squadroni, e di piccole e grosse pattuglie distaccate dai medesimi. I sostegni poi e la riserva debbono essere scaglionali nel senso della profondità, ma a tale distanza che permetta di andare in soccorso dei reparti spinti innanzi, ogni qual volta sia vene bi~ogno. Le truppe di .sostegno e di riserva debbono inoltre poter assicurare .convenientemente il terreno circostante, affinchè l' avversario non si frapponga fra queste e le nostre colonne che marciano a tergo. Le colonne esploranti ossia gli squadroni della 1" linea, 2, 3 o /1- secondo i casi, non è .necessario, a nostro paeere, che marcino collegati fra Joro, ma in quella vece è indispensabile che si tengano collegati col sostegno. Epperciò ci pare che si possa me.tlere in dubbio se sia veramente ind ispe nsabile ciò che prescrivono il nostro regolamento e quello francese,. che cioè : tutti gli elementi del servizio d'avanscoperta .si colleghino e lateralmente ed indietro mediante posti di corrispondenza. 1


T 52 ·OONSN>1:ERAZ10NI ·Questi ulli·mi porranò seéo il difetto capitale d'in-· debolire in modo sensibilissimo la forza degli squaoron'-i che sono in prima linea, e non servono ohe ad uno sparpagliamento delle :forze, che in iali.lhi casi potrà divenire pericoloso; e ciò senia raggiungere lo scopo che si ba in niiFa, poichè al prfmo scontro c0I nemico si modifica o cambia ahche tcJtalrnente l'a -situazione. Il credere ·che a 'Jh·z·dri si possa nel mattino fissare ad ogni sq·uadrone di avan'zare fino al till punto, di· fare le tali soste, •di ·collocare in date l0ca lìtà posti di corrispondenza ecc., dinota che si ha un concetto !rleno che giusto del ·servizio di esplorazione i'n genere, e d'el còmpito dei vari reparti in particolare. I Pru ssi an i nell'ulti ma guerra furono in grado di farlo ,, perché la cavalleria francese ·marciò sempre ·dietro ·o presso le colonne di 'fanteria, ma quando al::,biasi di fronte cavalleria che si 'tirnova e che sia animata dalla ferma volontà di opporsi all'avanzare dell'avversarlo 1è ìmpossibile cbe si attui l'esplorazione con un sistema geometrico e compassato. Il so lo collegamento possibile ci sembra essere quello che si ottiene coll'invio di pattuglie comandate da capi intelligenti; ed é questo secondo noi l'unico mezzo da impiegare con vantaggio anche pella trasmissione delle notizie e dei rapporti. Gli intervalli poi fra i vari squadroni sono subordinati alla configurazione del terreno, ma non debbono per norma supernre i 5 o 6 chilometri, e dietro-gli squadroni è duo po che a poca distanza si trovino forti sostegni da servir da rincalzo alle colonne esplor'an ti; dietro ai sostegni finalmente il grosso del la massa di cavalleria. Il nostro regolamento contiene prescrizioni che si scostano alquanto· da queste idee, e sebbene esso ri-

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5.3

SULL'AVANSCOPERTA

,cooo~ca non potersi concretare molte norme, pure ne d:&. parecchie, le quali mollo probabilmente non sono applicabili in,guerra che con grande difficoltà. L.a causa di ciò risiP-de forse in questo che la nostra Istrm;ione suJl'avar:iscoperta,considerando pi;obabi lmenle il nostro teatro di guerra, alla frontiera, ha contemplato il caso d'un reggimento solo di cavalleria, mentre con un solo reggimento di cavalleria difficilmente si potrebbe ef, fettullre questo servizio ma eseguire soltanto delle ricognizioni . Napoleone 1° scnivev,a al generale BerLrand; << Vedo con pena che abbiate inviato il' generale Briche « cori 500 uomini di cavalleria,. Nel caso di un avve"' nimento sarebbero 500 uomini perduti. Noi abbiamo « poca cavalleria, bisogna adunl1ue averle dei. riguardi; « perciò abbiate se.mpre riuniti i vostri 3000 cavalli, « con, una o due batterie d'ar.tiglieria leggera, e fateli « inoltre sostenere da uno o due battaglioni di vollegt « giatori; al!ora avrete nulla a temere» ( 1); p.aro le che vanno a capello colla nostra situ/lzione. Vediamo in proposito ciò che prescrive il nostro regolamento: Secondo questo noi abbiamo una ,1a linea composta -da piccol e pattuglie, particolarmente incaricate della scoperLa; dietro a q,ueste a 6 o 7 chilometri una seconda linea formata dalle così_ dette colonne esploranti ossia da interi squadron i, ed infine una terza line~ indietro a 15 o 20 chilom,etri costituita dal grosso -del reggimento. . · Con questo sistema non crediamo che di fronte ad un nèmico intelligente ed audace, un reggimento possa -disimpegnare iL difficile mandato di velare le mosse <ielle proprie truppe e spiare quelle dell'avversario, 1

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(~) Cor·1·espo11da11ce de Napoléor. ~er. Letter,a ~985~ - Tomo !5'.

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CONSIDERAZIONI

perchè le colonne esploranti non hanno un v1crno so-· stegno sul quale ripiegare in caso di bisogno o dal quale essere aiutate per vincere la resistenza del nemico. Nè giova l'osservazione che debbansi restringere le distanze ed anche gl'intervalli quando si è certi che il nemi co è vicino, poichè trattandosi di due cavallerie che si fronteggiano, le distanze anche grossissime che al mattino le dividono, spariscono in poche ore, senza lasciar tempo · di cambiare le già prese disp,)sizioni_ Si rifletta alla velocità colla quale si muove ed agisce una colonna di c·ava\leria, ed allora si converrà facilmente essere assai difficile che uno squadrone segnali al grosso che trovasi indietro 1 1/ 2 o 2 ore di marcia la presenza del .n emico e sia soccorso in buon punto. D'altra parte devesi aver presente che la missione della cavalleria in avanscoperta non consiste nel mettersi in contatto colle punte dell'avversario, ma bensì col suo grosso, onde avere la possibilità di auingere le necessarie notizie. Ma questo obbiellivo non si potrà raggiungere che impiegando grandi masse di cavalleria, e che sieno, nella mano di chi le comanda, per iniziare il combattimento in condizioni vantaggiose, quando non siav~ alLro mezzo per continuare ad avanzare e mantenersi in contatto col nemico. Ci sembra quindi che le prescrizioni del nostro regolamento, il quale si occupa soltanto del caso di Ufr reggimento isolato, soddisfacciano più allo scopo d'istruirlo praticamente di quello che al suo impiego. innanzi al nemico. E così riconosciamo giustissimo che nelle esercitazioni si spediscano le notizie ogni due ore, onde avere il mezzo d'istruire i soldati in questo ramo importantissimo di servizio; ma in campagna un tale sistema.

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55 addosserebbe ai nostri cavalli una fatica inutile, :mentre invece vogliono essere risparmiati il più che sia possjbile. In via normale infatti basta che si spediscano i rapporti due volle al giorno, cioè al mattino ed alla sera; ben s'intende che sonvi circostanze, quando a mo'd'esempio si è in grande vicinanza delle masse nemiche, in cui è indispensabile sianvi dei rapporti ogni ora, anche se nu_lla havvi di nuovo; ma questo è un c4so speciale, e non ~i sembra giusto che debba erigersi a prescrizione generale ciò che è soltanto necessario in date circostanze. · Mollo vi sarebbe a dire sulla condotta dell'avanscoperta, ma il principio capitale è quello che serve di norma nelle ricognizioni, di cercare cioè di vedere e di non combattere che per necessità . - L'Istrqzione francese invece prescrive di attaccare auda<!emente ogni qualvolta s'incontri la cavalleria nemica, e ciò potrebbe arrecare danni funesti . E d'uopo figgersi in mente che sarebbe grave errore quell o di fare assegnamento su un nemico irresoluto, timido, ignorante, rna bensì che devesi sempre stimarlo come provvisto delle migliori qualità militari, quali coraggio, valore, istruzione. Con queste idee nel capo è più facile che si_proceda con cautela, e tanto più se si riflette che agendo diversamente potrebbe accadere che una massa intiera di cavalleria fosse trascinata ad impegnare un sèrio combattim~nto iniziato dal capriccio di un capo pattuglia, e ciò (probabilmente nella pluralità dei casi) contro la volontà e le idee del generale comandante. La perdita di qualche pattuglia può essere indifferente, e sarà un fatto che potrà ripetersi di soventi, ma ciò che importa è di non esporsi inconsideratamente al pericolo di gravi perdite e di non dimenticare che la dispersione di una massa di SULL'AVANSCOPERTA


t>& CON'S'lOERAZIONI c·avall'e.ria sarebbe per l'intero esercit@ un vero disastro. È per qeesto motivo, per l'importanza cioè del mandato e pelle conseguenze che possono derivare eia un buono o cauivo esito dello stesso, ohe immense sono le. diffkolt~ del servizio d'·avanscoperta. È la sieurezza: d,i tutto l'esercito che dipende dalla condotta della cavalleria; epperciò non saranno mai troppe le èòo re che si poiti'anno nel disimpegno di qu esto difficile Bfficio. Ad evitare pertanto l'avvenimento di fatti spiacevoli, seguito dalle più triste conseguenze, é d'uopo procurare con tutti i mezzi di non sparpagliare di troppo le proprie forze, il che si può soltanto conseguire incaricando pochi squadroni dell'esplorazione, i quali inevi,[abilmente dovranno fraz,ionarsi in parecchie pattugl ie, e tenendo il grosso delle forze riunite. Nella campagna .del 1806, ìl 1° ottobre, dal quartiere imperiale di11bersdorf, Napoleone rimproverava a MurM il soverchio sparpàgliamento delle forze colle seguenti parole: « ~li è sembrato che non avevate alla mano un sufficiente numero eli cavalleria riunita; sparpagliandola tutta non vi resterà niente. Avete 6 reggimenti, io vi aveva raccomandato di averne almeno 4 alla mano; ieri non ve ne ho visto che due .... » Nella campagna di Russia un'Istruzione particolare d:a:til:ta da Kowno il 25 giugno 1812 raccomandava d'impiegare la cavalleria soltanto in grosse masse . Essa era del seguente tenore; « L'armata russa avendo una grande quantità di ·cavalleria leggera, 'bisogna aver cura di non fare ricognizioni ed esplorazioni con piccole pattuglie di· 50 uomini, se queste non sono appoggiate da scaglioni vicini. Se il paese è pianura rasa e scoperta, abbisogna almeno una brigata, o circa ·f 1500 uom ini di cavalleria. Una tale colonna in movimento non teme nulla, essa espl ora senza pericolo e tiene un grande spazio di

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SU~J,' AY-ANSCO;PF.l}!T A

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paese. Le truppe hen scaglioMte si r,ipi.egano le une sulle ahre , . « Se il paese è rotto, fa mestieri che 'la ca valleda $ia sostenuta da compagnie di volt~ggiatori (voltigeur·s}; la, n0stna cavallei:ia leggera ha troppo ardore, é duo~o tRMtenerla e prescriverle di marciare con prudenza». E pili sotto:. - « Una rieognizio~e di cavalleri~ ha uno scopo: si vuole esplorare avanti e sui fian0hi, ma bisogna farlo inviando dell.e forLi colonne ». In fine ecco l'ordine d~ movimento (Or(h·e de moutiement) p.ella 1a gioruata di operazione della campag,n.a dell'anno ,t 8·15: Beaumont, 14 juin 1815.

« Demain ·I 5 à deux heures et demie du matin, la division de cavalerie légère du général Vandamme montera à cheval et se portera sm la route de Ch<1-rleroi. Elle en verra des partis dans toutes !es directions pDur éclairer le pays et enlever les pastes ennemis; rrraischacun decespartis sera au moins de 50 hommes». Notisi che a questa divisione doveva seguire il 1° corpç, di. cavalleria comandato dal genera le I?ajol, il qual~ non aveva da fornire alcun distaccamento (1). Dopo l ena, Murat scriveva. ali' Imperatore che il giorno 19 ottobre sarebbe sboccato nella pianura di Magdeburgo con 5 divisioni di cavalleria leggera. I Prussiani nel 1870 seguirono strettamente questi sa,Ei pvincipii e specialmente nella loro marcia. su Sédan ·Seppero servirsi in modo ammirabile della loro cavalleria; ma devesi ricordare che presso l'armata della :tifosa, comp osta di 70,028 nomini di fanteria, eranvi rn,2t7 cavalieri, e che l'armata del Principe Reale di uomini 118,095 di fanteria, contava 119,567 soldati di (~} Correspondance de Napoléon l", Tomo ~8.


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CONSIDERkZlONI

cavalleria, e quindi possedeva ogni mezzo per soddisfare a tutte le esigenze dell'avanscoperta (,1 ). E dopo Sédan i Tedeschi cercarono sempre di avere alla mano grossi corpi di cavalleria, e così presso l'armata della Loira il 3 dicembre 1870, le forze del Granduca di Mektemburg e: quelle giunte da Metz, riunite sDLto il comando del prinèipe Federico Carlo ascendevano a 95,090 uomini con 471 pezzi e nientemeno che 17,849 cavali eri (2). In tali condizioni si può pretendere che la cavalleria sia veramente l'occhio del generale in capo, po.ichè se non basta una brigata, si spediscono una divisione, due, tre, q,uanto insomma fa bisogno. Lo studio più profondo e più serio che sia stato fatto sino al giorno d'oggi sul servizio 'd'esplorazione è quello, senza dubbio, del colonnello (ora generale) dello stato maggiore prussiano Verdy du Vernois. Egli prende una situazione reale di guerra, quella cioè nella qua1e Lrovossi la ne armata tedesca il 29 luglio 1870, e supponendo che una divisione di cavalleria composta di 6 reggimenti riceva l'ordine di passare il conline e cercare il contatto col nemico, fa seguire una serie di operazioni immaginarie, e da queste deduce le più sensale osservazioui che in lui rivelano non solo il dotto scrittore, ma il militare eminentemente pratico. Colla divisione di cavalleria sumentovata egli forma due colonne: la 1° di una brigata, la 2a di due brigate. La colo nna di una brigata ha un reggimento in avanguardia, il qual'- spedisce ~nnanzi a sè due squadroni (l) Fascicolo 7° della Storia della campagna del 1870-71, redatta dallo stato maggiore prussiano. (:!) Vedi GOLTZ . Feldzug 1870-71.. Die Operationen der n° Armee an der Loire.

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incaricati dell'esplorazione; dietro l'avanguardia a 600 passi marcia l'altro reggimento come grosso. Nella colonna composta di due brigate e colla quale trovasi il divisionario, una brigata è comandata all'avanguardia, e questa spinge innanzi due o tre squadroni come co- . lonne esploratrici; a 800 passi dall'avanguardia segue l'altra brigata coll'artiglieria come grosso. Il fronte della 1° giornata di operazione sta fra i rn ed i 25 chilometri; il c:he nel caso di cui si trat.ta sembra sufficiente, percbè il fianco sinistro è appoggiato al Reno ed il destro alla montagna, ma l'osservazione sull'ala destra poteva estendersi molto di più senza alcun danno. La profondità invece sembra troppo piccola perchè non olt-r~passa, senza però teffer calcolo degli squadroni inviati innanzi, i 7 od 8 chilometri, e cosi non assicura sufficientemente le colonne di fanteria da una sorpresa di cavalleria nemica, che avesse girato al largo e fosse penetrata dietro la divisione di càvalleria da una delle ali . In complesso il sistema a·avanscoperta adottato dal' colonnello Yerdy du Vernois sarebbe il seguente: Una prima linea ' formata da un certo numero di squadroni, tre o quattro, secondo il numero delle strade importanti da osservarsi, i quali agiscono ognuno per proprio conto e procurano di aver notizie del nemico; diet.ro a questi una massa di çavalleria divisa in due parli, avanguardia e grosso, la ,t • come immediato sostegno degli squadroni spinti innanzi, affinchè il grosso J?,on· debba arrestarsi e prendere formazione di combattimento ogni q~1alvolta s'incontrano. piccoli reparti nemici; finalmente il grosso a 6 o 800 melri da ll'avanguardia, sia per raccogliere o venire in aiuto alle linee che sono avanti, sia per unirsi alle medesime e comporre un nerbo di forze tale da potei· muovere offensivamente contro il nemico o rintuzzare i di lui attacchi r


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E· n,oi sottos.cri'½iamo interamente a qu,esto sistema, p,oichè con esso si l1a. sempre la maggior parte de,lle forze sollo la mano; Luttav.ia vi riconosciamo. la man~ caoza di un'altra lin~a, la quale dovrebbe essere co, s.tituita o da altra divisiqne di cavalleria o da un'avanguardia di fanteria, che segua a rnez,za giornata di marcia,. Questo difetto non è passato inosservato all'esimio scrittore, il quale lo toglie quasi totalmente. col far avanzare grosse avanguardie di fanteria dei due corpi d'armata più vicini, l'una su Weissemburg l'altra su Lauterburg. Una parte anzi della cavalleria di qu.esti due corpi d'armata op.e ra in unione alla divisione e s,erve a completare sui fianchi il servizio di esplorazione. Chi conosce particolareggiatamente.le oper(!.zioni delia cavalleria francese del 1° impero, scorge a prima vista lostu.dio falto del sistema na,poleonico, ma in quest.o ultimo havvi maggiore. nesso fra la cavalleria dei corpi d' arm~La, quella dell'avanguardia e le tru pp.e di fanteria, .giusta gli ordini dell'imperatore emanati se1npre sotto tale punto di vista. Avendo l'in.tenzione di traHare a fondo questa quistLooe, al che però non possono bastare poche pagiue, ml;\, soltanto un grosso vol~me, do.vrebbonsi· prendere in esame. due casi distinti : · \ 1° Quando si manovra in l0ntananza dal nemico e si cerca il contatto collo stesso; 2° Quando si héinno indizi de.Ila vicinanza del nemico, o,vvero s.i è già ottenuto il contatto. Noi ci limiteremo a poche osservazioni. Allorchè si sa quasi positivamente che fra moi e le truppe del partito avversario sta una certa dìstan.z.a, è evidente che bisogna esteg,çiere di molto il raggi.p di osservazione, giovandosi a qqest'uopo anche-· pattuglie spinte innanzi a gran lontananza, on<le raggiunger:e al più• presto l' obbiettivo prefissasi di

SUUL'AVA'NSGOPE-T\TA

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avvici'nare il nemico. È <!JUeSlo il pel'iodo dello sparpagliamento; •rna esso deve e'Ssere risLl'etto alla 1a lirrea, mentre il t·eslante della forza marcia ugualmente tutto· riuhi,to . La iprirna linea èleve a,vanzare a,uèlaceìnénte, m:a nello stesso tempo con tutte le prescritte cautele, per non offrire il destro ad un nemico abile •e riu0ito di riportare una facile vittoria. Ciò avrebbe per con-Seguenza di elevare immediatamente ·il morale dèlle trllppe nemiche e di dep1:imere d'altreltanto ,quellò delle nostre, il che devesi evitare ad ogni costo, sovrattultoall'ioiziarsi delle òstilità. ·Nella guerra del ,t.806, per esempio, la cavalleria fran- cese, la quale.muoveva inoon~ro a qHella prussiana con qualche esitanza, dopo le prime viCtorie acqùistò una tale confidenza in se stessa, che non fu più possibile durante tulla la ·campagria di arrestare il suo ardore; e così sotto .le sue sciabole cadde prigioniero più della rnetà dell'intero esercito prussiano, cioè: 975 ufticiali; 7 1,897 soìdati; 77 stendardi; 509 cannorn; ,18,i50 cavalli; 1,438 carri o furgoni; éome risulta do un rapporto del 7 novembre ·1 806, · del generale Beillard, capo di stato maggiore del Granduca di Berg. E queste cifre abbiamo creduto opportuno di riportare non solo pér · dimostrare quali straordi nari risultati ab1)ia conseguito la cavall eria quando fu comandata da abili capi, ma ancora per avvalorare semp re più quanto abbiamo detto' sòp(ta, poic,hè stim iamo che tali gesta non sarebbero ·- e possibili, se la cavalleria francese fosse st·a ta battuta nelle pI'ime avvis;iglie. Passando al 2'0 caso, quando è ctrnstatata la vicinanza del ·nemieo, è indispensabile di restringere gli 1


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SULL'AVANSCOPERTA

CONSlDE'RAZ!ONI

_intervalli e diminuire le distanze della 1" linea affinché _sia più vicina ai sostegni ed alla riserva, a fine di trovarsi sempre in condizione di accetlare un comballimento, di ,iniziarlo quando lo si reputi conveniente, ovvero di evitarlo quando si abbiano . di fronte forze superiori . Per entrambi i casi abbiamo prescrizioni minute . preziosissime dettate dallo stesso Napoleone J. Il 26 settembre '1805, egli sc riveva al maresciallo Lannes, il quale disponeva di una brigata di cavalleria leggiera, le seguenti parole: « Le vostre ricognizioni partiranno prima dello spuntar del giorno: si faranno fare due leghe a due reggimenti, due altre ad un reggimento, un'altra lega ad uno squa- / òrone, un'altra lega ad un picchetto composto dei migli ori cava Ili ». Il 14 marzo 1797. da Sacile Napoleone dirigeva la seguente lettera al generale Guieu: « Il generale in capo ordina al generale Guieu di dare gli ordini che la cavalleria dP.Jl'avanguardia non perda mai di vista la retroguardia nemica, affinchè ogn i due ore al più gli sia fallo un rapporto dei movimenti del nemico, del quale renderà immediatamente conto al genera le in capo ». E sopra abbiamo gi à riportato una lettera dell'Imperatore nella quale rimproverava l\1urat perchè su sei reggim en ti di cavalleria non ne aveva almeno quattro alla mano. Da ciò che abbiamo detto risulta evidente il prin- "lt> cipio di mantenere la massa delle proprie forze ri unita: irradiando per la scoperta quel tanto di truppa assolutamente indispensabile, onde essere sempre pronto a far fronte a qualunque evenienza. Alcuni pezzi d'artiglieria sono poi della massima necessità alla cavalleria in avanscoperta, sia per contro-battere il fuoco dei pezzi nemici, sia per appoggiare

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i movimen ti dei nostri -squadroni, sia infine per lrattenere l'avversario, ed obbligo.rio a spiegare le sue c0lonne. Qualche vantaggio potrà ritrarre la cavalleria dall'essere armala con buone carabine; tuttavia crediamo fermamente che darà sempre un maggior risullato qualche colpo di granata, di '. quello che uno squadrone appiedato . In questi ultimi tempi si volle poi erigere a principio fondamenta.le, per così dire, l'assoluta indipendenza della cavalleria nell 'avanscoperta dalla fanteria; ma nel campo pratico è d'uopo assoggettarlo ad alcune restrizioni, le quali assicurino l'attuazione dell'importante ufficio col minor danno pos:;ibi le, ed accrescano le possibilità di disimpegnare il difficile mandato. Soltanto chi possiede masse colossali di cavalleria può nella pluralità dei casi affidare il servizio d'esplorazione sòlameote all'arma a cavallo sussidiata dall'artiglieria, ma le potenze che non trovansi in sì felici condizioni, è d'uopo che sempre vi impieghino convenientemente le tre armi . S'intende da sè che la cavalleria (arma principale in questo caso, mentre che la fanteria e l'artigl ieria .non sono che sussidiarie) non deve essere menomamente legata a'i movi~enti della fanteria, poichè la sua azione n~ rimarrebbe oltremodo inceppata; ma é alla fanteria in quella .vece che spetta di seguire il più eeleremente possibile i movimenti della cavalleria, man,.·• tenendosi ad uoa conven iente distanza, ed occupando llna forte posizione, nella quale raccogliere la ca val- . leria che eventualm ente fosse resp inta. .E noi Italiani non possiamo fare a meno di adottare questo temperamento, che del resto corrisponde at sistema che tenne quasi sempre Napoleone I, quantunque possedesse un numero straordinario di reggimenti a cavallo, sapesse impiegarli in un modo perfetto e fossero


l 6,i.

CONSIDERA.ZlONI

comandati da abilissimi gene rali', pervenu ti a tal gr.ad0 per prove di valore e per lunga espe rienza delle cose di guerra . Ed anche di recente, nel i 0 periodo della campagna fran co-germ anica sulla Loira e sulla Somme n?i. vediamo che il servizio a··esplorazione fu semp'I'; d1s1mpegnato da colonne composte delle tre armi . Le parole che Napoleone indirizzava da Schonbrunn il? g!u?no ·1809 al ~ri~cip e 'Eugen io: « se oggi date prrnc1p10 alle opP.raz1orn do vete marciare con un'avanguardia composta di molta cavalleria, di una dozzina di pezzi d'artiglieria e d'una buona divisione di fante ria 1> debbono servirci di norma. Col vole.r stabi lire p rescrizioni più minuto si farebbe opera non solo inutile, ma fors'anco d11nnosa e di ciò debbono facilm ente persuadersi tutti color~ c~e ha nno un chiaro conceuo del modo co l quale s1 svolgono le operazioni militari, e dell'impi ego che deve avere la cavalleria nelle medes ime. Per fo rmarsi questo concetto non havvi ehe lo studio della storia militare; e quello dello operazioni della cavalleria di Mural, non sul campo di ba llarrli a, ma durante le sapienti manovre strategiche delP1mperatore , offre la più larga mess0 che si possa desiderare. Esplorazioni eseguite co·n masse da 20 a 30 mila cavalli, coprim enti di accantonamenti dell'estensione di_ 50 ai mo e più chilo~etri, inseguimen to del nemico senza posa, ecco gl , esempi che noi troviamo ad ogni passo nell e campagne nllpo kon iche, ri schiarati poi d~i num~rosi ordini del capo di stato maggiore · Berth1er e d1 Napo leone stesso, il quale dava la mas. s!ma impo_rtanza_ al se~vi'.'io di si curezza e di esplorazt0ne, sia 10 stazione s1a 1n marcia. La cavalleria marcia indipen den temente sino a che .trova il con tatto col nemi co; .ma questo ottenuto è indispensabile che essa operi in stretta relazione coi corpi d'armala che le sono più vicini.

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SULL'AVANSCOPERTA

Dopo l'ulti ma campagna franco-germanica, nei giornali e nelle riviste militari non si parlò d'a ltro per molto tempo che di queste divisioni di cavalleria cosi delle indipendenti; per la smania di scoprire novit,), si volle far credere che questa decan tala indipendenza sia stato il fatt ore primo dei bri ll anti risultati ottenuti . l\fa quando si cominciò a pubblicare la narrazione ufficiale di quella campagna, si vide invece che le divisio ni di cavall eria, addette nell'ordine di battaa-Jia . o alle al'mate, furono poi nelle operazioni assegnate quasi sempre ai corpi d'armala, come non poteva essere differentemente in quelle circostanze. Con maggiore indipendenza in vece poteva agire la cavall eria fran cese di Nèlpoleo ne I, perchè tutla era sottoposta al comando di un solo capo, il re di Napo li , e perchè l'Imperatore col suo genio abbracciava e prevedeva lutto e sapeva impartire a tempo opportun o gli ordini necessari. Nel 18,0 nelle prime giornate di operazione le masse di cavalleria non furono spinte innan zi, e cosi dopo Worth e .l!'orbach andò intieram ente perduto il contatto col ·nemico, e non fu fatto il menomo tentativo di eflicace inseguimento, perchè la cavalleria era troppo indietro. L'in seguimen to dopo una battagli a fortunata, è, sotto altro nom e, ciò che è l'avanguard ia prima del combattimen to. L'obbi ettivo è 10 stesso, cercare e mantenere il con tallo col nemico; ma vi si arrcriuno-e che quando ·1 00 " 1 nemico è molto scosso ne l suo morale, ed il disordin e va propagandos i nelle sue fi le, la cava lleria deve porre in opera OJni mezzo pet· arrecargli il maggior danno possibile. li 1° co rpo francese e le divisioni di cavalleria dopo la battaglia di Worth ritiraronsi nella massima confusione, ma la ca valleriu tedesca che avrebbe dovuto com pi crne la roLta era troppo lontana e non poté mai raggiungerle . ANNO xx1_1,

VoL.

11.

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66

,Nella marc ia da Metz a Parigi il comando supremo ebbe le prime notizie della mosse dell'armata di Ma~:Mahon da un telegram ma spedito da Lo ndra, e fu allora che si ordinò alle divisioni di cavalleria dell'armata della Mosa di allargare il raggio d'osservazione nella direzione del nord. l)a questa esplorazione si ebb~ subito il con tallo colle truppe francesi, e la catlura di un ufficiale dello sta to maggiore francese (il co nte Grouchy) latore di ordini al maresciallo De Fa.illy, fece cadere nelle mani tedesche carte importanti, dalle quali si rilevò il piano del condo ttiero nem ico. Ottenuto jl contatto la cavalleria forni, é vero, tutte le desiderabili notizie, ma se !'-armata della Mosa avesse garantito il suo fianco destro . come fece sul sinistro il Principe ereditario, con una grossa divisione di cavalleria spinta a grande lontananza, sarebbe stata la cavalleria e non il telegramma di Londra che avrebbe informato dei movimenti dell'esercito francese. Dopo la battaglia di Coulmiers la cavalleria tedesca pe rdé nuovamente il contatto colle truppe avversarie, e durante tulle le operazioni della '2° armata :mila Loira, sebbene dispon1~sse di un numero ingenlc di cavalli, non potè mai fornil'e notizi e posiLive sull e mosse e sulla formazione dei corpi nemici. Sia nell'esp lorazione ord inata dinanzi al fronte dell'esercito, sia nelle missioni affidate alla cavalleria durante l'assedio di Melz e di Parigi e sui campi di battaglia, lo stato magg iore tedesco dié prova di a"ere un concetlo esattissimo e profon do dell'impiego della cavalleria; questa però fece moltissimo, ma poteva ancora fare di più, specialmente negl i inseguimenti. Le operazioni dei c,waliel'i tedeschi sembrano straordinarie, se si p~nsa ;J.I serviz io disimpegnato dalla cah lleria ne lle guerre anteriori del 1859 e 66; ma forse non reggono al confronto di quelle compiute dalla ca-

67 valleria di lutti gli eserciti d'Europa durante il primo im pero napoleonico. Stud iando la storia militare no i troviamo che nelle guerre di Federico si apprende !'_impiego. tattico del~e masse di cavalleria sul cam po dt ball11gl 1a, e che rn que lle napoleoniche e specialmente nelle campagne del '1805-6-7 riscontriamo i più belli esempi di esplorazione e d'i nseguimento. Era nostra prima intenzione di prendere in esame qualche operazione di a varrscoperta eseguita in queste cam pagne, ma siam o obbligati a rinunc iare al nostro disegno per non ingrossare soverchiamente il lavoro. All'ufficiale studioso di cavalleria, che non avesse tempo nè ~zi adalli pet' riunire tutto il materiale necessario a.1~ ~tudio delle operazioni della cavalleria del 1° impe ro, ci permettiamo di sugger ire la pregevole pubb lic'll.zione della Réunion cles o(ficiers di Parigi - Études sur la cavale1·ie de la g1·ande-armée, campagne cte 1806 et ,t 806. Sal'ebbe pur vanlaggioso di riferire qualche esempio tratto dalla campagna franco-germanica, ove fosse possi bile ri ntracc iare le norme principali, relative alle distanze ed al modo in generale che fu seguilo dalla cavalleria tedesca nel servi1.io di sicurezza in marcia. Ma in ness un regolamento prussiano si trnvano queste norme direttive, e nella storia della guP.rra del 1870-7 1 comp il ata da l grand~ stato moggiore non è possibile procurarsi que'particòlari che sarebbe lanto irnpo1'lan'le di conoscere. Noi .rtl~v iamo tullavia, che ,la sern del H> agos\o su un fronte di ci rca 40 chil., calcolato dalla strada Mars-la-Tou r, Melz a ~lénil-la-Tour, trova van si ; a) La ò0 divi~io ne di.cavallcria·(9 l'eggirncntì) don ~ brignta a Suzemont, 1 a Puxi eux, ,t a Xonville, facente fronte a nord'- est, in contatto coll'esercito fran1

CONSIDEIIAZIONI

SULL AYA NSCOP EI\TA

I >

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CONSIDERAZIONI

69 distanza secondo la maggiore o minore importanza delle strade parallele che si voleva riconoscere, e secondo la distanza del nemico; '.2° Che ollenuto il contatto .col nemico (come è il caso della 5'' divisione) ritenevAsi r.onveniente di ,r iunire il maggior numero di squadroni nel minor spazio possibile; 3° r.he generalmente spiccavasi la cavalleria innan zi Ad una g iornaLa di marcia dalla fanteria . Considerando pe rò bene· la disposizione della cavalleria ted esca in ava nscope rta nella giornata del 15 ,agosto, scorgesi aneora , che ad eccezione dell'estrema destra, ove la 5" divisione stette quasi sempre tuua riun ita, un nemico abile e numeroso avrebbe potuto entrare su tutto il fronte fra i vari riparti della cavalleria della gua rdia, e facilmente batterli od almeno respingerli, perchè la truppa non era scaglionata nel senso della profondità, e, ad eccezione della brigata dragoni, non aveva a conveniente vicinanza un forte sostegno sul quale ripiegare. l\la dobbiamo subito soggiungere che scriYiamo questi appunti con molla riserva, perchè non ci è dato rilevare i particolari ,della dispos izione delle truppe, mentre soltanto conoscendo ques ti saremmo veramente in grado cli formulare un giudizio abbastanza esatto. Ed invero ba·srerebbe che le singole brigate della guardia avessero avuto in nanzi qualche squadrone, e qualche plotone sui fianchi, per collegare le slesse b rigate (i l che cred iamo cerlamente che :;arà stato fatto), a togliere ai nostri appunti il loro valore. Non potendo quindi pr;end ere un esempio cl i avanscopetta dalla campagna franco-ger·m anica per farlo oggetto di studio, mancandoci i dati più essenziali relativi all e tr uppe distaccate, alle distanze fra i vari riparti, ecc., crediamo opportuno ricordare qui la sorte SULL'AVANSCOPERTA

cese, e riunita su di uno piccolo spazio di 4 ch i!. Le truppe di fan teria più vicine, quelle ci0è del 3° corpo, raccolle sulla riva sinistra della Musella fra Novéant e 'Pagny, distano in linea retta circa 15 ch i!. (1); b) La brigata dragoni della guardia a Thiaucourt, colla HJ• divisione di fanter-ia del X0 corpo, alla distanza della o• di visione di ca valle ria cli ci rea 12 eh iI. misurati sempre in linea re Lla; . e) La brig.'Ha corazzieri della guardia di Bernécourt, a circa 1i chi!. lateralmente da lla brigata dragoni del la guard ia,. e coll ~cata circa 18 chi!. innanzi alle proprie truppe dt fanteria accantonate nei pressi di Dieulouard· infine ' cl) La brigata ulani del la guardia a Méoi l-la-Tour alla di~ta.nza laterale di circa 8-9 chi!. da ll a brigata coraz~1er1, e lontan a circa 18 chi!. dalle truppe di ·fant<ma del ,10° corpo riun ire presso Marbache. . Esaminando questa disposrzfone delle truppe, possiamo dedurne: ,-1° Che in generale impiegavans i colonne esplo ranti composte di inti ere brigate, collocate a cliflerente 1

(1) Notiamo qui che la 5• divisione non dipendeva nè dal comando generale nò d l 3° corpo d'armata, ma bensì ddl 40° corpo, il quale era coperto sul suo fronte dalla Ca\'alleria della Guardia. Era invece addetta ~l 3.· corpo la 6• divisione di cavalleria la quale i( rn agosto irovavas1 dietro la propria fanteria su!la riva destra della ~losella presso Coine-sur-Seil le. Il genera le v. li heinb:, ben, comandante la 5• divisione, spedì infatti le notiiic l vute sulle posizioni dei F!'aneesi al coma~do del 40° corpo, e nel mal.tino del ·16 lo stesso capo di stato maggiore, tenente colonnello v. Capl'ivi, gli condusse da Th iaucourt in_ ri'.1forzo la P e 3• batteria a cal'a llo del I O' reggimento d'artiglieria, scortata dal 2° squadrone del 2° reggimento clra"'oni della Guardia. - V. Die Reiterei in der Sl;hla,;ht bei Viun~ille und Jfars-!.a-T0 1w am. 16 ang1.1st 1870 dd maggfore di stato maggiore -von K,111LE11, 3• cd1Z1one. - 6cr!ino ~87,, ~littter e fig lio. 0

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70 CO.NSIDEIIAZI0Nl toccata presso Versailles alla brigata Soor nella campagna del 48Ìi:S, per provare chiaramente a quali pericoli va esposta una piccola brigata di cavalleria durante l'esplorazione. È noto che dopo la battaglia di Waterloo l'armata prussiana capitanala dal maresciallo Bhicher si diresse a marcie forzale su Parigi. Nei primi giorni di luglio le truppe prussiane passata la Senna conLinuarono ad avanzare per avvo lgere Ja parte sud della capitale francese, ed il 1° luglio, mentre 2 corpi d'armata dovevano occupare S. Germain, il tenente · colonne llo Soor co'suoi due reggimenti d'ussari (1) aveva ricevuto l'incarico di spingersi molto innanzi per rompere la comunicazione fra Parigi e Orléans. A disimpegnare il mandalo affidatogl i il . tenente colonnello stabilì di avanzare da Marly, ove trova vasi la sera del 30 giugno, sino a Lonjum e;rn. Giunto nel mattino a Ve,rsailles, spediva il seguente rapporto al principe Bli.i cher: « Eccellenza, prcgiomi comunicarle « che oggi nel mattino ho occupato Versailles. (n ri« parto insignificante di fanteria, e pochi cavalieri, « avvantaggiandosi dal terreno molto rotto si ritira · , « rono al mio avvicinarsi prendendo la. strada di Pa(( rigi; la gu ardia nazionale forte dì 1200 uomini mi 4: spe<lì incontro i suoi rappresenta1Jli, aprì le porte, « si dichiarò per il Re e chiese il mio nppoggio. Colla « riserva di prend ere gli ordini superiori di V. E., e « colla condizione di togliere la cocarda tricolore, ho « prom esso appoggio alla · citlù. Continuerò la. mia « marcia su Lonjumeau, ed ho già inviato innanzi

SULL'AVANSCOPERTA

'H

« piccoli distar.carri';ril/ su ·cuué' Je strade che condu« cono versd 'Parigi e l'interno_ della Francia» (·1). · Soor adunque' non prevedeva alcun peri'colo; · ma nello stesso tempo che avveniva nel campo 'francese? ' ·11 maresciàllo Davoust, il quale aveva assunto il comando di tutte le truppe francesi, e Lèneva il suo quartier generale a la Villette, nel mattino del 1° luglio, a'Vuto un rapporto, nel quale gli si riferiva che una brigata prussiana di cavalleria aveva passato la nolle presso Marly, immediatamente ordinò che tutta la cavalleria disponibile muovesse incontro a quella brigala. li generale Excelmans riunì il corpo dei dragoni, il quale componevasi di '.2 divisioni con 8 reggfri1en\Li, é il generale Vandamme gli fornì ancora come r inforzo 2 reggimenti di chasse'U1·s à cheval .ed un reggimento ussari al comando del generale Pirè. Il generale ·Excelrnans con quesla massa di cavalli si propose di avvolgere completamente la brigata. Soor, al qual effetto diresse la colonna del generale Pirè da 1 Montrouge fra la Senna e Versailles su Ville d' Avray e Rocquemourt, coll'incarico d'occupare un· pu'r1to 'frdauo fra Versaill es e S. Germain a fine d' impedire la ritirata al nemico, ed egli marciò in una sola colonna per Chatillon verso Plessis P1quet. A cos\ opportune disposizioni nou poteva far difetto il risultalo, e la povera brigata prussìana, sebbene dasse prova di gran valore, fu alla fine pressoché lulla. distrulla, e soli pochi uomini poterono salvarsi, e recare nel campo prussiano l'infausta notizia. Questo esempio, del quale avrebbe ' dovuto ricordarsi la cavalleria francese nella guerra del il870, dovrebbe essere ben presente a tutti coloro i quali do-

(4 ) La brigata componevasi del reggimento ussni del Brandeburgo, comandato dal maggiore v. Klinkowstroem, e àel reggimento ussari della Pomerania agli ordini del maggiore v. Wins, e non annoverava in quel giorno che 650 cavalli.

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(~) V. 7° ed 8° supplemento (Beibeft) al Militair-Wocheriblatt del • 816, Berlino, Mittler e figlio.


72 CONSIDERAZIONI SULL'AVANSCOPERTA vranno dirigere il servizio di avanscoperta nelle future campagne, affinchè piccoli riparli di truppe non vengano esposti a catastrofi. Per l'avvenire, appena dichiarata la guerra, i due partiti procureranno con ogni mezzo di respingere, e per quanto possibile di distruggere la cavalleria avversaria, e guai a quell'esercito che vedrà i suoi cavalieri demoralizzati, ed imp•)tenti a resistere a quelli nemici. Raccomandiamo pertanto che anche nel nostro esercito si formino delle divis ioni di cavalleria, di 4 o 6 reggimenti, in luogo di piccole brigate di 8 squadroni e che ogni anno sieno esP.rcilale in grosse manovre dell'arma. Raccomandiamo ancora, che pur avendosi presente l'attuale principio tedesco die Cavalle1·ie stets voraus, che la cava lleria cioè debba sempre essere avanti, non si dimentichi la massima già citata di Napoleone I: si costituisca un' avanguardi·a di molta cavalleria, e la si appoggi .con parecchi pezzi di artiglieri·a ed ima divisione di fanteria. ·

RASSEGNA DEI CAMPI E DELLE GRANDI MANOVRE DEL i 876 (Continuazione e ilue:v. dispensa di marzo).

Grandi manovre di corpo d'armata .. ·1° CORPO D'ARMATA. Comandante generale: ,Ten. gen. Petitti di Roreto.

io divisione.

\ M.rnZIALE BrÀN<;Hl D'AooA

Capitano di cavalleria.

Comandante: Ten. gen. Thaon di Revel. 30. brigata fanteria (3° .e48° reggimento--6battaglioni); » » (7° e 8° ·» - 6 » )i la » del 9° reggimento artiglieria (3 batterie - 16 pezzi}; 1 a divisione del regg·imento cavalle.ria 'Genova (4°) (2 squadroni); 3a. compagnia treno del 9° reggimento artiglieria.

ea

2a divisione. Comandante: Ten. gen. Mazé de la Roche. brigata fanteria (29° e 30° reggimento - 6 battag.J; 23' » » (36°e73° ~ -6 » );

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74

I

!\ASSEGNA DEI CAMPI

1a brigata del ,5° reggimento artiglieria (3 batterie - 16 pezzi); 2a divisione · del reggimento cavalleria Genova (2 squadroni); 3° compagnia treno del 5° reggiménto artiglieria.

Truppe suppletive. 3° brigata cavalleria (reggimenti Firenze (9o) e Roma 8 squadron'i); · 1 • reggimento bersaglieri (3 battaglioni); ( 2• battaglione d'istruzione; 1° brigata del 6° reggimento artiglier:ia (3 batterie r."" 16 pezzi); 4a e "'ga compagnia del 2° reggimento genio;· 3a compagnia treno del 6° reggimento artiglieria. Per le operazioni del secondo periodo venne inoltre posto a disposizione del corpo ~·armata un equipaggio da ponte di 200 metri.

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I. Periodo.

Il concetto generale che servì di base alle manovre di divisione contro divisione fu il seguente. « Un « esercito operante sull'alto· Po marcia per la sinistra « del fiume contro la Lombardia avendo per direttrice « principale Ja linea 'l'orino-Vercelli-Novara. L'eser« cito avversario·, postato fra la Se.s ia ed il Ticino « per co~rire Ja Lombardia, ha spinto çJ,a Romagnano « e Gattmara per Buronzo una sua divisione a minaccia « del fianco sinistro del nemico. Informato di ciò l'e« sercito dell'alto Po, dirige da Santhià contro Buronzo « una forte divisione, con ordine d'impadronirsene e di « proseguire poscia per Gattinara verso Sesto ed il « Ticino superiore come colonn·a fiancheggiante ». '

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E DELLE GRANDI MANOVRE DEL ~ 876 75 Que~to tema portava nece.s sariamente che le operazioni si .svolgessero lungo la linea Santhià-BuronzoGattinara-Borgornanero-Sesto. A rappresentare la divisione del partito dell'ovest venne de$ignata la divisione ìvlazé de la Roche rinforzata da una parte delle truppe suppletive (reggimento cavalleria Roma, 1a battel'ia del 6Q artiglieria, 2° battaglione d'istruzione, 4• compagnia zappatori del 2° genio); fu destinata a rappresentare il partito dell'est la di visione di. Revel rinforzata dalle· rimanenti truppe suppletive. Il 31 agosto le truppe dei due partiti si trovavanotutte ai punti rispetti varnente fissati per la loro prima adunata; cioè, quelle del partito ovest in San.thià e dintorni, quelle del partito est in Buronzo; il 1° settembre veniva dedicato a dare assetto definitivo alle divisioni, il 2 avevano pri'ncipio · le operazioni.

R icevuto infatti la sera del 1° settembre l'ordine di muovere contro Buronzo per sloggiarne la divisione nemica e rendersi padrone delle strade Buronzo-Borgomanero-Sesto per proseguire verso il Ticino fiancheggiando la colonna principale ed in caso d'insuccesso mantenersi sulla destra del Cervo in attesa di rinforzo, il comandante il partito dell'ovest il mattino del 2 dirigevasi verso il Cer\' O; assegnava alla 20• brigata, cui venne addetta una batteria, il còmpito di occupare il pa~so della ~fadonnina e quello del ponte stabile; pre-· scriveva · al reggimento bersaglieri, pure rinforzato d' una batteriR, di dirigersi al passo· del Colombero; stendeva in ricognizione la cavalleria dal ponte di Formigliana, a S. Salvatore e Motta Alciata, e teneva la z3n brigata con 2 batterie e 2 squadroni i!1 riserva. Il coman dante la divisione 3.ell'est a:veva frattanto. avuto notizia della mossa del nemico e l'ordine di mant~nersi fortemente sul Cervo, evitando, in caso di sue-


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RASSEGNA DEI CAMPI

cesso, di avanzar troppo, ed· eseguendo, in caso d'insuccesso, la propria ritirata per Gattinara e Borgomanero. Viste le favorevolissime condizioni difensive della po-sizione di Buronzo, il detto comandante si era apparecchiato a fare ivi tenace resistenza. La posizione di Buronzo trae la sua forza dal ciglione tortuoso che sorge alla sinistra sponda del Cervo e domina per largo fratto il terreno anche sulla destra del torrente; dal Cervo stesso che per la natura dirupata della sua riva destra determinava i punti d'attacco; e dai terreni paludosi pei quali deve muovere chi avanzi da Santhià e che non permettono lnrgbi spiegamenti. Iu una tale posizione la d,visione est copriva perfeltamente la propria linea di ritirata; l'attacco non poteva venirle che per uno dei guadi del Colombero, della Madonnina, e di Cascina Pomo, o per il 'ponte stabile che dà accesso alla strada provinciale sotto Buronzo. Il generale Revei' aveva pertanto collocato a Buronzo la 3a brigata di fanteria con una batteria ed uno squadrone, a Balocco la 6• brigata con una batteria ed uno squadrone, tenendo in riserva sull'altopiano di Buronzo il battaglione d'istruzione, le compagnie del genio e due batterie, mentre aveva incaricato il reggimento Roma di tener guardate le ali della posizione e distesa una linea d'avamposti da Gifflenga al canale Cavour. Al mattino del 2 egli ordinava la distruzione dei ponti di Formigliana e di Montorso sul canale Cavour per assicurar meglio la propria sinistra, e dava incarico ài comandanti della 3• e della 6• brigata di spingere ricognizioni sulla destra del Cervo, il primo pel guado di Colombero, il secondo pel ponte stabile, per cercare il contatto col nemico, non impegnandosi per altro in azione seria col medesimo, ed anzi ritirandosi quando lo trovassero in forze. Il comandante della 3a @rigata dette esecuzione a

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1876 77 quest'ordine col fare avanzare il 3° reggimento con qualche pezzo oltre il Cervo fino a Cascina Dona e il 48° sulla strada di Santhià a prender posizione fra la Marchesa e il Barilotto; il comandante della 6" brigata invece si limitò a far passare il Cervo ad un solo battaglione con una sezione d' artiglieria ed uno squadrone, le quali truppe presero posizione alla cascina Lista, mandando ricognizioni verso Vettignè e Formigliana; il riman~nte della 6" brigata teneva guardati i passi del Cervo ed occupa_ti Balocco ed il Casotto. Il combattimento non tardò ad impegnarsi su ogni punto della linea avanzata del partito est. Sulla destra. il 3° fanteri a era vivamente attaccato da 10 compao-nie di bersao-lieri e da alcuni pezzi; ma, minacciando o o l'attaccante sul suo fianco destro, trovava modo di ritirarsi ordinatamente su C. Brusa e di prendere ivi forte. posizione. ·Al centro, con minore fortuna, il 48°, minacciato sulle proprie comunicazioni da un violento attacco della colonna principale dell'avversario, era ob-bligato non solo a ripiegare sul Cervo, ma a portarsi sulla sinistra di questo; di là, incalzato sempre dal nemico, nòn poteva impedire a questo di stabilirsi esso pure sulla sinistra del torrente con due battaglioni e 4 pezzi. A sinistra fin almente il battaglione del difensore attaccato da uno dell'av,rersario con artiglieria, si ritii'ava sulla sinistra del Cervo mantenendo però in rispetto il nemico, e prendendo ivi forte posizione per modo da impedire da quel lato il passaggio del tori·ente. Al cessare della fazio ne, verso l'l pom., i due partiti si trovavano nelle seguenti cond izioni: Il partito est teneva g_u ardato col 3° fanteria il passaggio di Co1ombero, occupando la cascina Brusa, mentre il 48° si ritira.va verso Balocco; occupava colla 6a brigata Balocco ed il Casotto, guardando i guadi della Madonnina e di Balocco. Il partito ovest minacciava col 1° bersa-E DELLE GRAN DI MANOVRE DEL


E DELLE GRANDI MANO\"RE DEL ~ 876

78 RASSEGNA DE! CAMPI ' glieri ed alcuni pezzi il 3° fanteria, teneva pos1z1one s ul1;1. sinistra del Cervo al di là del ponte con alcuni battaglioni della 20n brigata e 4 pezzi, e sull a destra innanzi a cascina Pomo con un battaglione di quella s tessa brigata e 2 pezzi , mantenendo il resto delle sue forze in riserva dietro il fronte Cascina Gallina-Cascina Pomo . IL 3 settembre fu pure giornata di operazioni, e queste furono per così dire una continuazione della fazione del 2. Non poterono tuttavia avere il !oro completo sviluppo essendo la fazione stata troncata fin dalle prime ore del mattino per la rivista che volle passare alle truppe S. M. il Re, il quale in quel giorno con S. E. il Ministro della guerra onorò di sua presenza le manovre del ·1° corpo d'armata . . Il çomandante la divisione dell'est aveva il mattino del 3 apparecchiato le sue truppe a difesa n el seguente modo: La 3~ brigata, sgombrata la destra del Cervo, si stendeva sulla sinistra del torrente fra il guado del Colombero e C. Isolassa, con alcuni baltaglioni in riserva; essa aveva anche incarico di difendere Bnronzo ed era sussidiata da una batteria e da mezzo squadrone. La 6" brigata, rinforzata essa pure da due batterie e mezzo squadrone, si stendeva da C. Isolassa al guado di Balocco, con incarico di spingere la sorveglianza fino .al canale Cavour. 'Il reggimento Roma a lla brughiera della Garella, doveva tenersi pronto a proteggere il fianco destro. Le altre truppe formavano riserva dietro Buronzo presso la C. Zurà. IL partito dell'ovest mosse all' attacco in tre colonne, con intendimento di agire col massimo vigòre contro la sinistra dell'avversario, dopo averne chiamata l'attenzione sulla destra, minacciando direttamente Buronzo dal guado -di Colombero e dalla strada provinciale. F u affidato l'at-

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79 ,acqo all'estrema sinistra (Colombero) al reggimento bersag\ieri con un,a batteria; quello centrale per la via provinciale alla 23" brigata colla maggior parte dell'artiglieri~; qu~llo di destra alla 20a brigata, con incarico d'impossessarsi di.Balocco e .di là per Bastia forzare la sinistra nemica; il reg· g-imento Firenze ebbe ordine di girare per .Motta I 1 " ., Alciata e Castelletto, e traversando la brughiera della · Gar~lla, minacciare Roasenda e conseguentemente la principale l inea di ritirata del difensore . L'azione s'im.pegnò quasi simultaneamente su tutta la !jnea, pronunciandosi però in sulle prime più vivace -verso il guado di Colombero. Fu fatta cessare verso le 8 i ant. quando il 1° bersaglieri stava per tentare con un movimento girante di vincere l'ostinata resisteni a opposta dal 3° fanter ia. In quel pµnto la 20" brigata, forzato il passaggio del Cer vo pel guado della Madonnina ed impadronitasi di Balocco, incalzav a la sintstra nemica in ritirata verso la Bastia; la 23" brigata si era già impegnata con s uccesso contro il 48° fanteria sostenuto negli ultimi momenti dal battaglione d'istruzione; ed il. reggimento Firenze, che aveva eseguito il suo giro per Motta Alciata, si trovava alle prese nella brughiera della Garella col reggimento Romà. I due reggimenti di cavalleria furono passati in rivista da Sua Maestà su quella stessa brughiera, le altre ' truppe su quella cli Castelletto. Terminata la r ivista, il comandante del corpo d'armata, determinando la soluzione delle operazioni rimaste incompiute, ordinava che le truppe della 1• divisione (partito est) si portassero a prender campo sulla linea della Roasenda, quelle della (partito ovest) a Buronzo, ed in tali posizioni rimanessero in riposo il giorno 4 per riprendere le operazioni il 5.

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Il còmpito della divisione dell'ovest alla ripresa .delle -Operazioni era di marciare contro là · linea della Roa)


RASSEGNA DEI CAMPI 80 senda, procurare di respingere l'avversario oltre la Se sia, impadronendosi di Gattinara, e collegarsi colle altre truppe del supposto corpo di operazione. Il còmpito della divisione dell'est era di seguire il movimento di ritirata, supposto già iniziato dalle truppe stabilite a Vercelli e Santhià, e di andare quindi per Gattinara a stabilirsi sulla sponda orientale della Sesia fra Romagnano e Ghemme, estendendo l'osservazione fino a Carpignano; nel ritirarsi dovev?, adoperarsi a ritardare la marcia de ll'avversario. Il comandante del partito ovest, formato il divisa- . mento di marciare colla massa principale delle forze lungo la direttrice Buronzo- Roasenda-Gattinara facendosi fiancheggiare tanto sulla destra quanto sulla sinistra da colonne secondarie le quali servissero anche all'occorrenza a spuntare le al i d~ll'avversario, faceva avanzare il mattino del 5 una colonna a destra, formata di due battaglioni bersaglieri, una batteria ed uno squadrone, per chiesa S. Giacomo, ed un'altra a sinistra formata di un battaglione bersaglieri e 2 squadroni, con direzione su e.a Nuova del Conte, mentre colle due brigate di fanteria e col rimanente delle sue truppe muoveva al centro per la strada Buronzo-Roasenda. Il concetto che informò le disposizioni del partito est fu il seguente: Opporre una prima resistenza sulla Rcasenda, indi una seconda sul rio Marciassa, e sotto la protezione di esse operare la propria .ritirata su Gattinara per la strada della Baraggia di Gattinara e per L enta; guardarsi con cavalleria · dall a parte della grande Baraggia. Conformemente a ciò la 3'" brigata lasciava una retroguardia di 3 battaglioni ed alcuni pezzi sulla Roasenda, 0 · s'incamminava col resto della fanteria e con due batterie verso Gattinara con ordine di prender posizione presso il rio Marciassa; la 6a brigata con una batteria. doveva dirigersi su Gattinara per Lenta, fer-

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mandosi al Santuario dell' Arà ad attendere ulteriori ordini; la cavalleria venne fraz ionata allo scopo di tener esplorato il terreno e mantenere il colleo-amento fra le due brigate ed il corpo principale supp~sto in ritirata da Santhià e Vercelli. Il comandante il partito est aveva inoltre predisposto per un eventuale concentramento di 5 squadroni sulla Barago-ia di Gattinara, i ' t, qua l1 non ebbero poi occasione di agire. La resistenza sulla Roasenda fu di breve durata cioè quanto bastò per obbligare l'avanguardia della co: lonna principale avversaria a spiegarsi e prendere disposizioni d'attacco, dopo di che il difensore si ritrasse per scaglion i e andò ad occupare, unitamente alle rimanenti truppe della 3• brigata, una seconda . posizione dietro il fronte O. Paglina- C. Ciocchè. Avendo però il comandante genera'le ordinato, affinchè la manovra non si prolungasse soverchiamente, di proseguire la ritirata il gene~ale Bocca,. comandante la 3a brigata, divisò op~ porre vigorosa resistenza nelia posizione di O. Pavone con parte délle me truppe, mentre le rimanenti avrebbero sfì.Iato in ritirata oltre il rio Marciassa. Approfittando · ~elle favorevoli condizioni della accennata posizione, il detto comandante vi concentrò 16 pezzi protetti da 2 battaglioni ed uno squadrone. Avendo il generale Linati, comandante l'avanguardia della colonna principale del partito ovest, spiegato contro tale posizione 2 batterie ed alcuni battaglioni , ne seguì un vivissimo · combattimento d'artiglieria, cui presero poscia parte anche le fanterie. Raggiunto lo scopo di questa resistenza, l'artiglieria del difensore ripiegò per scaglioni, e sotto la protezione di qualche battaglione la colonna riprese la ritirata al di 1à del rio Marciassa. A. questo punto ebbe · termine l'esercitazione. Da parte delle altre colonne non ebbero luogo fatti di rilievo. La colonna di destra del partito ovest, dopo aver contribuito a far r iANNO XXII, VoL. JI .

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82 RASS EGNA DEI CAMPI tirare il difensore dalla posizione sulla Roasenda, seguitò il movimento verso Lenta e quindi piegò verso Selva Bella per gettarsi sul fianco nemico; ma l'esercitazione cessò prima che essa potesse entrare in azione. - La colonna di sinistra avanzò verso l'obbiettivo assegnatole facendo ripiegare la cavalleria avversaria; udito poi il cannone verso C. Pavone, vi si diresse e contribuì ::i sloggiarne il difensore. La 6° brigata (del partito esl) eseguì il suo movimento senta aver scontri meritevoli di menzione. A~la fine delle operazioni della giornata il p.artito est trovavasi sulla sinistra della Sesia fra Romagnano e Ghemme con posti d'osservazione verso l'alta Sesia ed in basso fino a Carpignano; il partito ovest sulla destra di detto corso d'acqua fra Gattinara e Selva Bella, con truppe di collegamento verso Ghislarengo. Il giorno seguente non vi furono operazioni; venne invece eseguito uno spostamento di truppe allo scopo di uscire dalla zona dei vigneti che fiancheggiano la Sesia, e di frapporre maggior spazio fra i due partiti. In seguito a tale spostamento le truppe della divisione . t est risultarono dislocate a Borgomanero, Cureggio e Fontaneto, quelle della divisione ovest a R·omagnano, Gattinara e Ghemme. Allo scopo poi di utilizzare come terreno di manovra la zona di brughiera tra la Strona ed il Sizzone per un'altra esercitazione oltre quella dell'indomani, il comandante generale ordinò che dopo quest'ultima manovra, qualunque ne fosse l'esito, i due partiti avessero a riprendere le primitive dislocazioni: dispose inoltre che per tale manovra il partito est fosse rinforzato con 2 battaglioni ed una batteria tolti dal partito ovest. Il mattino del 7 il comandante di quest'ultimo partito, avendo ricevuto ordine di riprendere l'offensiva

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E DELLE GRANO! MA!'iOVRE DEL 1816 83 verso l'Agogna con obbiettivo principale a Borgomànero, divisò dapprima avanzare su tre colonne, una centrale per la strada provinciale, una a sinistra per Cavallirio e Boca ed un a a destra da Ghemme verso C. della Croce. Stante però la difficoltà di seguire quest'ultima direzione, fu più tardi deciso di formare due sole colonne; una principale composta delle 2 brigate , 3 batterie e 5 squadroni; l'altra a sinistra composta del reggimento bersaglieri, 1 batteria ed 1 squadrone; appena passata la Strona la colonpa principale doveva scindersi in due scaglioni, mandando la 23° brigata (scemata dei 2 battaglioni passati al partito opposto) ed una batteria verso C. della Croce. Il comandante del partito est, nell'intendimento di far fronte al nemico che presumibilmente sarebbesi avanzato verso l'Agogna, prese posizione dietro e parallelamente alla strada di Boca, colla 3• brigata, il battaglione d'istruzione, 1 squadrone ed 1 batteria a nord della provinciale, la 6• brigata ed 1 squadrone a sud di detta strada, il reggimento di cavalleria dietro la destra e 2 battaglioni in riserva al quadrivio delle Fornaci. Vennero prima alle prese le truppe della colonna di sinistra del partito ovest con quelle dell'ala destra del difensore . Il comandante la 3" brigata, approfittando della sua superiorità di forze, non tardò a prendere l'offensiva respingendo successivamente le truppe della colonna avversaria, le quali ripassarono la Strona e vennero a ridursi a Cavallirio ove si disponevano a sostenere l'assalto che loro stava per dare l'avversario, quando ebbero ordine dal comandante la divisione di_ ripiegare lentamente verso Pratovecchio. Appena iniziato questo movimento la manovra fu fatta cessare . La colonna principale del partito ovest trovò dapprima <lifficoltà a sboccare dal ponte sulla Strona nella bru-


84 RASSEGNA DEI CAMPI ghiera, per effetto del fuoco d'artiglieria e di fucileria di un distaccamento del difensore postato nella posizione avanzata di S. Germano; respinto però questo distaccamento con uno spiegamento di forte nucleo di artiglieria e fanteria sul ciglione opposto, la detta colonna passò la Strona ed avanzò spiegata per la brughiera. Senonchè, impegnatosi vivo il combattimento, l'offensiva delle truppe, del partito ovest venne arrestata, a sinistra dai progressi che facevano le truppe della 3a brigata verso Cavallirio, a destra da un movimentosul loro fianco fatto da uno dei reggimenti della 6a brigata mentre l'altro le fronteggiava. A questo punto la cavalleria del partito ovest tentò due volte di svincolare la fanteria, ma, respinta e girata di fianco dalla fanteria avversaria che guadagnava sempre terreno, dovette ·ripassare la Strona sotto un vivissimo fuoco che in guerra vera. le avrebbe fatto subire perdite gravissime. Iniziatosi anche il ripiegamento dell'ala destra del partito ovest, veniva indi a non molto eseguita la ritirata generale sulla destra della Strona, durante la quale fu dato ordine di cessare la manovra. Il reggimento di cavalleria del partito est, il quale avrebbe potuto trovar campo d'azione sulla sinistra del detto partito contro la cavalleria avversaria, rimase sempre a destra, di guisa che non ebbe opportunità di prenderparte a fazioni di qualche rilievo. Dopo la manovra le truppe ripresero gli alloggiamenti lasciati il mattino: i 2 battaglioni e la batteria ceduti temporaneamente dalla diyisione dell'ovest a quella dell'est raggiunsero la propria divisione. Gli ordini per il seguito delle operazioni furono i seguenti. La divisione Mazé (partito ovest) doveva proseguire la sua marcia offensiva contro Borgomanero ela linea dell'Agogna malgrado l'insuccesso del giorno.

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;s75 85 precedente; a tal uopo si suppose le fossero giunti rinforzi, effettivamente rappresentati dalle pr9prie truppe che nella giornata precedente avevano rinforzato il partito opposto, più un battaglione del 3° fanteria temporaneamente cedutole a sua volta dalla .divisione Revel (partito dell'est). · Questa doveva approfittare del vantaggio ottenuto il giorno prima per proseguire la sua ritirata oltre l'Agogna, con ordine però, qualora il nemico avanzasse, di attaccarl_o nuovamente e tentare di ricacciarlo sulla Sesia, ritirandosi su Revislate in caso d'insuccesso: doveva inoltre mandare un distaccamento ipotetico (3 battaglioni ed 1 batteria) sulla sua sini~ stra a sud di Fontaneto, da dove si suppose che partiti nemici accennassero a Borgomanero. Formato il di visa;mento di marciare colla massa principale , delle sue forze per la via provinciale e di spe,dire a sinistra per la strada Cavallirio-Boca-::Maggiora una forte colonna avente per obbiettivo Borgomanero e con incari~o, ·ove incontrasse il nemico, di tentare di avvolgerne la destra, collegandosi però e cooperando colla colonna principale, il comandante il partito ovest avviò 5 squadroni per la strada provinciale con ordine di ammassarsi all'altezza della strada di Boca mandando innanzi pattuglie; p'e r la stessa provi.nciale dispose che marciassero le due brigate di fanteria, 4 batterie e le truppe del genio, con un'avanguardia di 1 reggimento, l batteria e la compagnia genio; per la strada Cavallirio-Boca-Maggiore mandò il reggimento bersaglieri, il battaglione a'Vuto dalla· divisione Revel, I batteria ed l squadrone. Il coma·n da·nte il partito est, nel concetto di riunire la massa delle sue forze in posizione centrale, disponeva la divisione in colonna a cavallo della strada provinciale all'altezza dèl quadrivio delle Fornaci, colla 3a ,brigata (scemata di un battagliòne) a destra , la 6° a siE DELLE G-RAND! MANOVRE DEL


86 RASSEGNA DEI CAMPI nistra, il battaglione d'istruzione éd il reggimento cavalleria con una sezione a destra della 3a brigata, il resto dell'aritiglieria e la cavalleria divisionale ripartite fra le brigate. Con tale disposizione il generale Revel era in grado di opporre un poderoso nerbo di truppa al nemico che si fosse avanzato colla mass!l. principale per la strfj.ùa Romagnano-Borgomanero; ove invece il nemico si fosse presentato in forze considerevoli anche per la strada di Maggiora, il partito est avrebbe potuto batler prima le frazioni che gli sarebbero state di fronte, procedere quindi verso la Strona e, conver"'endo a destra o ' tentare di serrare la sinistra nemica contro la montagna. L'ava,nzare della cavalleria del partito ovest dete;minò lo spiegamento della divisione Revel cui tenne dietr o quello della colonna principale della divisione Mazé, il quale si venne effettuando sotto la protezione di 4 batterie portate innanzi a controbattere quelle del partito est. Nel frattempo s'iniziava vivo combattimento all'ala destra di questo partito, dove il comandante la 3a brigata, dopo essersi con 3 battaglioni avanzato offensivamente ed aver respinto nn battaglione della co-. I lonna di sinistra dell'avversario, fe ce convergere le sue truppe verso sinistra e venne a mettersi presso la Stoccata in fianco alla massa principale delle truppe avversarie avanzantisi per la brughiera. Il comandante il partito ovest, per parare a tale minaccia, con opportuni cambiamenti di fronte diresse parte delle sue forze contro la Stoccata, .mantenendone un'altra porzione rivolta verso il Sizzone ed il rimanente in riserva; anche una part~ dell'artiglieria diresse i suoi tiri contro la Stoccata. A sua volta il comandante il partito est rinforzava con un battaglione le sue truppe in posizione alla Stoccata, faceva avanzare di fronte 5 battaglioni della 6° b,rigata, sp~diva un reggimento con 2 pezzi verso Mag-

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giora ove erano segnalati i bersaglieri della colonna sinistra nemica, e faceva passare all'ala sinistra il reggimento cavalleria. Sorta contestazione fra le frazioni dei due partiti che difendevano ed attaccavano l a Stoccata, ove ferveva vivissimo il combattimento, se il difensore dovesse o no cedere quella posizione e ritirarsi più indietro, il capo giudice decise in favore dell'attaccante che aveva la superiorità d'un battaglione: eseguita la ritirata indietro per parte dei battaglioni del partito est, il combattimento riprendeva da quella parte la primitiva vivacità. Il comandante dell'oradetto partito faceva quindi avanzare la propria . sinistra, la quale, attaccando in fianccr la destra dell'avversario, la costringeva a ripiegare. Il combattimento continuò però per qualche tempo su tutto il fronte senza risultati decisivi fino al termine della manovra. Intanto la colonna di sinistra del partito ovest, il cui intervento a tempo opportuno sul fianco destro del partito avversario avrebbe potuto a~re un'influenza decisiva, era giunta col grosso a Maggiora, mentre un suo battaglione distaccato a destra veniva respinto, come già si disse, dai tre battaglioni coi quali prese l'offensiva fin da principio il comandante l a 3° brigata del partito est. P reoccupato della possibilità che vi fossero nemici dalla parte di Vergano, la detta colonna si limitò a disporsi a difesa a Maggiora, respingendo piu tardi un battaglione av·rersario colà avvicinatosi; e quando, in seguito ad ordine avutone, aveva appena iniziato il movimento per accorrere colla maggior parte delle forze contro la destra della divisione est, la fazione veniva fatta cessare. In questa fazione, riuscita partico~armente interessante per le diverse ben intese manovre compiute da entrambi i partiti, avvennero pa:recchi scontri fra le due cavallerie ed attacchi di cavalleria contro fanteria eseguiti in momenti opportuni: due squadroni del partito ovest furono anche mandati


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RASSEGNA DEI CAMPI

con largo giro a destra su Fontaneto, d'onde giunsero fin presso Borgomanero alle spalle dell'avversario. Al termine dell'esercitazione le truppe della divisione est vennero avviate a Revislate e dintorni, quelle della divisione ovest sull'Agogna nei I uoghi lasciati il mattino dall'altro partito. Il giorno seguente fu di riposo. La fazione del giorno 10, ultima di quelle a divisioni contrapposte, si svolse nella zona collinosa fra l'Agogna ed il Ticino. Questa zona, per ciò che riguarda la parte che fu propriamente teatro delle operazioni della giornata, si può considerare, ripartita in tre schiere collinose a :fianchi ripidi e frastagliati ed aventi direzione da ~ord a sud. La più occidentale è formata dai gruppi di alture di l\1aggiate Superiore, Maggiate Inferiore e S. Cristina; la centrale si stende da Gattico a Veruno, Bogogno e Suno fra il Lirone ed il l\ieia; la terza e più ampia sorge fra il Meia ed il Ticino e comprende la posizione di Revislate, forte sul fronte e coi fianchi appoggiati a nord all'altura della Vignola, a sud ad Agrate. Le strade che da Borgomanero s'irradiano ad oriente verso il Ticino attraversano le tre schiene ora accennate. A stabilire il tema tattico per la fazione venne ordinato che la divisione dell'est, come opera~ione preparatoria al suo ripiegamento sulla riva sinistra del Ticino per un ponte militare che verrebbe stabilito a nord-est di Varallo Pombia, attendesse il giorno 10 · il nemico sulle posizioni di Revislate, gli desse battaglia cercando respingerlo fino all'Agogna, ed in caso di esito sfortunato coprisse la propria ritirata oltre Ticino con retroguardie. Alla divisione dell'ovest, nell'ipotesi che l'avversario non avrebbe appunto• passato il Ticino senza fa~e resistenza sulle posizioni dette dianzi, venne ingiunto di marciare innanzi ed attaccare tali posizioni, cercando di tagliare il nemico dal ponte militare; in caso d'insuc-

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B DELLE GRANDI MANOVRE DEL 1876 89 cesso doveva fare alme.no in modo di mantenersi in possesso delle posizioni di Gattice e Veruno. Il generale Revel, giustamente apprezzando le condizioni topografico-tattiche, divisò far centro della difesa Revislate in guisa da coprire la propria linea di ritirata, e di opporre inoltre una prima resistenza di retroguardie sulle alture di Gattico, Veruno e Bogogno. Dispose perciò il reggimento di cavalleria lungo il Lirone, un battaglione della 3a brigata con una sezione d'artiglieria a Gattice, uno della 5a a Bog.ogno, una coinpagnia a Veruno, la 3a brigata con una batteria ed uno squadrone a nord di Revislate, la 6a parimente con una batteria ed uno squadrone a sud di detto villaggio, un battaglione e 2 batterie in riserva alla parrocchia di Revislate. Il generale Mazé, nel concetto di assumere informazioni sul nemico per mezzo di esplorazioni e di tenere intanto le proprie forze sotto mano per poi impiegarle secondo sarebbe risultato opportuno, irradiò innanzi reparti di cavalleria in varie direzioni ed ammassò il grosso della divisione in ordine ristretto innanzi a Borgomanero, colla 20• brigata in fianco ana strada d' Arona, la 23a con uno stuadrone presso la Sorga, i bersaglieri alla Madonna di Loreto e l'artiglieria presso la star,ione. Appena fatto certo dalle esplorazioni di cavalleria che le strade di Santa Cristina, di Coco, di Maggiate e delle Baràggiole erano sgombre, il comandante il partito dell'ovest diresse la 23a brigata con due batterie e 2 squadroni in due colonne su Veruno, la 20a brigata con 3 batterie parimente in 2 èolonne verso Gattice, ed il reggimento _bersaglieri come riserva in coda a quest'ultima brigata. Le colonna di sinistra della 23a brigata , percorrendo direttamente la strada di Coco, giunse a Veruno senza contrasto; l'altra colonna, diretta su Veruno per Santa Cristina ed Arbora, fu attaccata dal batta-


90. RASSEGNA DEI CAMPI g:lione del partito est p,0,s tato a Bogogno, il quale si ritrasse poi lentamente su Agrate. Le due colonne della 20a brigata, riunitesi s.ull'altura della Gaggia dopo aver rispettivamente pec:corse le strade di Maggiate Superiore e Maggiate Inferiore , segnalarono il nemico a Gattico, e credendo ad un' occupazionè più forte di quella che realmente fosse, presero le disposizioni per !'.attacco, spiegandosi sulle alture ad est di Maggiate a cavallo della strada BoJ1gomanero-Gattico; ma il bat., taglione del partito est postç1,to in quest'ultima località, di fronte a tanta preponderanza di forze nemiche, -veniva ritratto sulla posizione princip.ale del difensore. Il comandante il partit0 ovest, poichè dai risultati di questa prima fase della fazione potè con sicurezza dedurre che l'avversario intendeva aspettarlo nella forte posizione di Revislate , deliberò di muovere all'attacco di questa. Apprezzando però le condizioni del terreno, le quali rendevano difficile un attacco frontale , decise tentare di trarre in inganno il nemico mediante un finto attacco nella direzione della sinistm di l ui, ed assalirne invece risolutamente la destra. Ordinò quindi che la 23" br.igata, lasciato un reggimento a Veruno, col rimanente delle forze facesse dimostrazioni sul fronte e verso Bogogno; che la ·20.• brigata da GattLco per la Gattona attaccasse la destra nemica , e che il reggimento bersaglieri concon:ess_e nel movimento sfilando per la sinistra della 20a brigata in g·ui_sa da dare all'attacco una forma .avvolgente. Senonchè lo svolgimen.to dell'azione non corrispose pienamenté a tale concetto. La 2.3• brigata , o pei· ritardo nella trasmissione o per equivoco nell'inteJ?pretazione dell'ordine del comandante il partito , non lasciò che due battaglioni a Veruno e concentrò la maggiore parte delle forze nell'eccentri_co punto di Bogogno d'onde diresse un attacco formale su Agrate; ed il reggimento bersaglieri, aven_do fatto un giro troppo targo,

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1876 9;f non giun~è il! misura, primfl che la manovra fosse fatta cessare, di rinforzare l'attacco della 20• brigata. L'azione di questa si svolse cpntro la 3• brigata del partito est, la quale, do,po avere per qnalche terµpo tenuto fronte all'attaccante con varia vicenda ma senz{l, deciso svant31ggi;: \ip,ie_gava alquantp inqietro prendend0 un nuovospiegamento con fronte a nord, mentre la ):>rigata avversaria ne seguiva il movimento pèr la stra,da Gattico-Comignago ~ le si disponeva di contro con- front~ . rivol~o a sud. La fazione venne fatta ces.s are mentre 11 reggimento bersaglieri, già giunto in Comignago, non era però ancora entrato in azione, e mentre la brigata del difensore stava a ~ua yolta per ricever rinforzi, cosicchè il combattiment9 avrebbe potuto continuare ancora perqualche tempo senza; risultati decisivi. I 2 battaglìoni del partito ovest rimasti a Veruno t~ntarono un attacc<> diretto contro Revislate, ma non vi poterono p.enetrare. L'offensiva contro Agrate per parte delle truppe che dicemmo essersi concentrate a Bogogno procedette con vantaggio, talchè al cessare della manovra la sinistra della 6" brigata d~l partito est, che teneva quella posizione, si disponeva ad evacuarla .dietro verdetto del giudice di campo. In questa fazione, colla qull,le si chiuse il primo periodo, la cava\leria dei due partiti nonl'ebbe agio ad ess<7re .adoperata, stante la natu1a del terreno, altrimenti çhe per esfguire esplorazioni e pattuglie. E DELLE GRANDl HANOVRE DEL

II . Periodo.

Le operazioni del 2° periodo ebbero per tema ge:p.erale il !)f1.Ssaggio del Ticino, nel trat;o fra il fa$~ Maggiore e Nosate, per parte di un corpo d armata dell ov_e~t, contrastato da una forte divisione dell'est. Ques.ta d1v1-, sione, seroplicemente segnata, si suppose della forza ~i i2 battaglioni, 4 ba.t terie, 6 squadroni, 1/2 compagma


9~ RASSEGNA DEt CA MPI genio ed 1 compagnia treno; il corpo d'armata effettivo comprendeva tutte le truppe del corpo d'armata di manovra, tranne quelle destinate a segnare la divisione dell'est, cioè 1 reggimento di fanteria, 4 sezioni d' artiglieria, 2 squadroni di cavalleria , un drappello del genio erl uno del treno. Il comandante generale assunse il comando diretto del corro d'armata effettivo e la direzione del nemico segnato, il cui comando diretto venne affidato al colonnello Tortori del 36° fanteria. La costituzione dei due par!iti avveniva nell'atto stesso che le truppe si recavano ai loro alloggiamenti dopo la fazione di Revislate. La sera del 10 il partito dell'ovest aveva il quartier generale al castello di Conturbia, la 1a divisione fra Marano-Ticino, Pombia e Varallo-Pombia, la 2" divisione da Borgo Ticino e Castelletto, le truppe suppletive a piedi a Divignano, quelle a cavàllo fra Oleggio e Belinzago. Le truppe del partito segnato vennero provvisoriamente dislocate ad est di Varallo-Pombia in prossimità di un ponte militare appositamente gettato per farle passare il mattino appresso sull'altra sponda del Ticino ove dovevano cominciare le loro operazioni di difesa giusta il tema generale. Ii tratto di Ticino a cui si dovevano intendere l imitate le operazioni di passaggio e di difesa ha una lunghezza di circa 28 chilometri, presenta le più ampie convessità alla Lombardia ed ha una corrente rapida, larga, profonda e senza guadi; il dominio immediato appartiene quasi sempre alla sponda orientale fino a Tornavent0, quantunque anche sulla sponda occidentale sorgano a maggior distanza delle alture che assicurano in taluni punti un efficace do.minio sulla riva opposta a buon tiro d'artiglieria. Su ciascuna delle due sponde. scorre una ferrovia e diverse strade rotabili ordinarie, dalle quali comunicazioni longitudinali scendono al fiume quattro trasversali aventi continuazione su entrambe le

E DELLE GnANDI MANOVnE DEL 1876 93 sponde e corrispondenti ai passaggi di Sesto Calende, Porto della Torre, Castelnovate e Tornavento. Il passaggio però si fa semplicemente per mezzo di chiatte; anche il ponte della ferrovia di Sesto non è atto al transito dei carri e dei quadrupedi. Il giorno 11 fu fatto passare il 'ricino al partito se· gnato, con ordine di occupare con convenienti nuclei di forza i punti di passaggio, concentrare una forte massa a Sòmma pronta ad accorrere sul punto minacciato, esplorare la sponda orientale del lago verso Ispra, collegarsi con Turbigo e limitarsi nel resto allo stretto servizio di sorveglianza . Eseguito il passaggio, il ponte venne ritratto ed il materiale condotto• presso Varallo Pombia a disposizione del corpo d'armata effettivo. In base alle anzidette istruzioni il comandante il partito segnato collocò: l battaglione, 1 squadrone e mezza batteria a Sesto, con incarico di esplorare -colla cavalleria· dal Lazzaretto ad Ispra; 1 battaglione., mezzo tquadrone e mezza batteria a Golasecca, con incarico della sorveglianza fra il Lazzaretto e Porto della Torre; 1 compagnia ed un dra,ppello cli. cavalleria in quest'ultima località, coll'incarico di sorvegliare fino a C. Maddalena; 1 battaglione, mezza batteria ed un drappello di cavalleria a Castelnovate, ai quali venne affidata -la sorvegli anza da C. Maddalena alla Cappella; 1 battaglione, l squadrone e mezza batteria a Tornavento, che dovevano sorvegliare fino a Nosate e collocare quivi un posto di cavalleria pel collegamento con Turbigo; 7 battaglioni e 3 compagnie, 3 ¼ squadroni e 2 batterie a Somma. Il partito ovest, nel concetto di fo rzare il passaggio del 'ricinò à Castelnovate, punto indicato come il più acconcio dall'opportuno apprezzamento delle condizioni topografiche in relazione coi mezzi disponibili, erasi dislocato colla massa principale delle sue forze fra


94RASSEGNA DEI CA!ÌPl .Borgo Ticino, Varallo-Pombia e Marano; ad esso si aggiunse, passando a far parte della 2a divisione, anche il 1° battaglione temporaneo di volontari di un anno che in quel turno di tempo trovavasi a Sesto Calende. In questa giornata dell' 11 il corpo far:.:. mata attese a stà'.Bilire un servizio di sicurezza e di ricognizione lungo il Ticino, la 211 divisione da Chichignola alle cascine Cangio, la l8' divisione dalle dette cascine alla strada da Loreto àl molino di Marano, la brigata aavalleria dal detto molino fino all'altezza di .Rosate. Il comandante il corpo d'armata divisò operare secondo il seguente concetto direttivo : Con dimostrazioni e finii attacchi in diversi punti, e più accentuati a Sesto Calende, richiamare ed ìmpegnaTe seriamente le forze avversarie verso nord; ciò conseguìto, dare all'attacco di Castelnovate la massima intensità, costrin,gendo il difensore, con un forte spiegamento d'artiglieria, a sgombrare la penisofa · su .cui sorge il villaggio, in modo da poter quivi gettare il ponte militare; conquistata la- penisola, sboocare nella: brughiera e prosèguirè le opérazioni a norma delle dispo·sizioni che avrebbe preso l'avversario . Giusta tale concetto vennero per la giornata: del 12 -emanati i seguenti ordini: la 1a divisione, con qualche battaglioné ed una o due batterie, doveva pronunciare alle 7 1[! antim. un attacco contro Castelnovate, rinvigorendolo gradatamente e poscia rallentandolo :n_uo~ f amente; la 2a divisione, con almeno una brigata e tutta l'artiglieria, doveva attaccare verso le 9 antim. <30n intensità gradatamente crescente Sesto-Calende, minacciando di traghettare truppe al di là del làgo e mettendo opportunamente· in vista una parte del materÌ'ale da ponte; le truppe suppletive dovevano alle 9 fare uria dimostrazione contro Tornavento. Nel caso che il

l 1

E DELLE GHANDI MANOVRE DEL i 876 95 difensore fossé cos,!retto dal fuoco dell' ar!iglieria a sgombrare la sponda a Castelnovate od in altro punto, si doveva cercare di _traghettare al di là qualche nucleo di fanteria·. Il comandante del partito segnato venne telegraficamente avvertito la sera dell' 11 di raddoppiare di vigilan:za e di tenere specialmente osservati Sesto e Castelnovate. Dell' attacco contro quest'ultima località fu incaricato il comandànte la 3a brigata. Dopo un lungo comba,t'timento d' arti,glieria e. fucileria senza risultati, il predetto comandante, avendo indotto con una finta ritirata il difensore a sguernire in parte la sponda opposta:, riusciva a ·traghettarvi un battaglione. Sicco~e però fu, per questa operazione fatto uso del porto, 11 quale doveva considerarsi reso inservibile dal difensore, e siccome d'altra i parte questi non tardò a riapparire in forze contro il detto battaglione, il tentativo di passaggio si sarebbe forse dovuto razionalmente consi<l.erare oome non riuscito. Nel fatto però se ne tenne conto per il successivo sviluppo delle operazioni nella giorn~ta seguente, La dimostrazion~ c?ntro Tor?a".'en~o, ~se?u~ta da un batta()'lione bersaglieri e 2 seztom d artiglieria, dopo un co;battimento a fuoco svoltosi in condizioni vantaggiose .rer l'attaccante, ebbe per r isu:tato il p~s~ sa1ggio del fiume per parte di un nucleo d1 bersaglieri ed il conseguente r ipiegamento del difensore su C. Moggia, da dove, rinfor~ato, disponevasi opportunamente ad un'energica ripresa offensivai su Tornave'rl.to, allor~hè la fazione fu fatta cessare. L'attacco di Sesto-Calende, la cui occupazione era stata rinforzata, venne affidato al comandante la 20a brigata, a disposizione del quale vennero pure · posti il battaglione volontari, tutta l' art iglieria divisionale, uno squadrone e parte del materiale da ponte. Tale attacco si pronunciò sui due pu~ti di Cas'te.lletto e di Sesto, con intenzione di poi eseguire


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RASSEGNA DEI CAMl'I

il vero passaggio in quest'ultimo ;Jiusci infatti all'attaccante, sotto la protezione di un efficace cannoneggiamento , di traghettare ·al di là 2 compagnie; ma per il successivo ingrossare del difensore quelle 2 compagnie non avrebbero potuto sostenersi, e furono perciò dichiarate fuori di combattimento, con che la fazione ebbe termine. Per i~ proseguimento delle operazioni nella giornata del 13 11 comandante il partito ovest formò il divi·samento d'impossessarsi anzitutto dell'intero poggio di Castelnovate e rinforzare l'occupazione di Tornavento, costruire quindi il ponte presso la prima delle oradette località ed effettuare il passaggio del corpo d'armata. Alla ia. divisione, cui fu aggiunta anche l'artiglieria della riserva, venne affidato l' incarico di proseguire energicamente l 'offensiva contro il rialto di Castelnovate, e di iniziare a momento opportuno la costruzione del ponte, facendovi poscia sfilare le proprie truppe combattenti. Alla 2d divisione venne ingiunto di rinnovare , l'attacco di Sesto nell'intento di trattenervi le forze concentr~tevi dal difensore il giorno innanzi; le sue truppe non impegnate nell'attacco dovevano tenersi pronte a pass.are il ponte. dopo la cavalleria delle truppe suppletive; quelle impegnate avrebbero segui to il movimento ritirando$i successivamente dal fuoco . Un nucleo d.i fanteria ed una mezza batteria delÌe truppe suppletive dovevano concentrarsi a Tornavento e dirigersi quindi su Vizzola per agevolare lo sbocco delle divisio~i nella ,brughiera. Allo scopo poi d'indirizzare le disposizioni del partito segnato in coerenza colla nuova situazione alquanto compromessa emergente dai fat ti del giorno 12, al comandante di detto partito veniva in&iunto di disporre per una ritirata concentrica su Caso;ate e Cardano affine di coprire le comunicazioni con Gallarate

•1876 97 e l'Olona, lasciando però indietro retroguardie a contenere l'avversario; doveva poi studiare una posizione fra Casorate e Cardano in cui dar battaglia al partito dell'ovest. Lo svolgimento delle operazioni non fu interamente conforme ai divisamenti del comandante generale, inquantochè il partito segnato, interpretando non esattamente le direttive dianzi accennate, iniziava il mattino del 13 il ripiegamento verso Casorate e Cardano lasciando affatto sguernito Castelnovate, il quale potè così fìSSer subito occupato da 2 battaglioni della 3a brigata. Sotto la protezione di questi battaglioni ,si compiva in circa un'ora la costruzione del ponte e si effettuava il passaggio della 1 a divisione e della brigata di cavalleria seguito da quello della 2a div isione, la quale aveva intanto compiuta la sua dimostrazione contro Sesto Calende senza incontrarvi seria resistenza, inquantochè il difensore abbandonava ben presto quel posto per eseguire il suo concentramento verso Casoi-ate. Raggiunto il rialto di Vizzola ed assicuratasi mediante esplorazioni che il terreno ad oriente era sgombro di nemici, la 1a divisione avanzò spiegata nella brughiera fino all'orlo del terreno coltivato a sud-est di Case Nuove; alla sua sinistra venne quindi a schierarsi l a 2" divisione, mentre · alla sua destra erasi già posta la brigata di cava1leria e poi la colonna proveniente da Tornavento . In questi movimenti non s'ebbero ad incontrare ostacoli per parte del nemico, tranne una buona resistenza opposta da un distaccamento di cavalleria ed artiglie ria .Postato sul ciglione di C. Costa. Compiuto lo schieramento del corpo d'armata al marg ine· occidentale della brughiera ed il concentramento del partito segnato fra Casorate e Cardano, la fazione fo fat.ta cessare e le truppe si recarono· ai loro alloggiamenti, parte sulla brughiera e parte nei dintorni di Lonate-Pozzuolo, Gallarate e Somma. 7 ANNO xxn, VoL. 11. E DEL{ E G-1\A NDI MANOVRE DEL


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RASSEGNA DEI CAMPI

E DELLE GllANDI MANOVRE D.EL

Era intenzione del generale Petitti di chiudere le grandi manovre con una fazione campale il giorno 14 e con una rivista al corpo d'armata il giorno 15. La faziona campale, per la quale vennero emanate le oc'COrrenti disposizioni, doveva svolgersi sul terreno a sud ,di Casorate ove il partito segnato, opportunamente rin·:forzato, avrebbe occupato difensivamente la catena di. piccoli poggi che vi sorgono, ed il corpo d'armata effettivo ve l'avrebbe assalito. Senonchè, essendosi il tempo rpesso a pioggia dirotta, si dovette rinunciare tanto alla manovra quanto alla rivista, risolvendo d'ini.ziare fino dal giorno 15 lo scioglimento del corpo d'armata e l'avviamento delle truppe alle rispettive gua-rnigioni, operazioni che venivano proseguite il 16 e compiute il 17.

1876

99

za divz'sione . Comandante: Ten. gen. Poninsky. 350. brigata fanteria (59° e 76° reggimento - 6 battaglioni); . 39a brigata fanteria (71 ° e 72° reggimento - 6 bat. . . . taglioni); 3a brigllta . del 4° reggimento art1gher1a (3 batterie - 16 pezzi); · 1a divisione del reggimento cavalleria Caserta (2 squadroni); 1" compagnia treno del 4° reggimento artiglieria.

Truppe suppletive.

5a l:iriO'ata cavalleria (reggimenti Milano (7°) ed Alesb . · sandria (14°) (8 squadrom); · 9° reggimento bersaglieri (3 battaglioni); 3° battaglione d'istruzione; . 2a brigata del 3° reggimento artiglier.ia (2 batterie 10 pezzi); . , , . . Batteria d'istruzione del 7° reggimento d art1gl1eria

2° CORPO D'ARMATA. Comandante generale: Ten . gen. Carlo Mezzacapo. .1a dÌ'visione.

(8 pezzi); , . , . . ;3a brigata del 1° reggimenio d artiglieria (2 compagme . . . zappatori); P compagnia treno del. 3° reggimento art1_ghe~1~. Durante il secondo periodo fu posto a d1spos1z1one del corpo d'armata anche un equ\paggio da ponte della lunghezza di 100 metri. Il concetto generale secondo il quale dovevano_ svolgersi le manovre di questo corpo d'armata era 11 se-

Comandante: Ten. gen. Piola Caselli. 13a brigata fanteria (19° e 63° reggimento - 6 battaglioni); 14a brigata fanteria (20° e 39° reggimento - 6 battaglioni); 3a brigata del 7° reg,gimento artiglieria (3 batterie 16 pezzi); za divisione del reggimento cavalleria Caserta (17°) (2 squadroni); zacompagnia treno del 7° reggimento artiglieria.

gunh:

,

.

« Un esercito nemico, impadronitosi der Po da Pia.,.

« ce~za a Borgoforte, passa quel fiume, procede v,erso


100 llASSEGNA DEl CAUPl « la Secchia ed il Panaro e si spinge fin sotto Bo« logna, dove il grosso delle truppe del la difesa si à « r accolto. In pari tempo una sua forte divisione viene « da Modena inviata ad incalzare per Pavullo quella « parte delle truppe della difesa che r ipiegano verso « l'Abetone. Questa divisione giunge senza incontrare « resistenza fino a Pavullo. Intanto le truppe della di« fesa, considerevolmente rafforzate, riprendono dapper« tutto l'offensiva, e mentre da Bologna il nemico è « costretto ad indietreggiare verso il Panaro e la Sec« chia, la divisione di Pavullo si trova a sua volta « incalzata ». · La zona scelta per l'esecuzione delle , manovre rimaneva presso a poco così determinata: ad ovest dal corso del Dragone e della Secchia; a nord dal tratto di Via Emilia compreso fra Secchia e Panaro; ad est dal Dardagna e dal Panaro; a sud dalla cresta dell'A..pennino fra il passo del Pellegrino ed il Corno alle Scale.

E DELLE GRANDI MANOVRE DEL

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I luoghi di radunata e d'iniziamento delle operazioni furono la l inea Gorzano -1VIaranello-Fiorano-Sassuolo per il partito nord, ed i pressi di S. Ma1;cello per il partito sud. Le truppe di quest'ultimo partito compirono la loro radunata il 2 settembre, tranne il comando e 3 squadroni del reggimento Alessandria i quali non raggiunsero la divisione che più tardi a Pieve Pelago, allo scopo di evitare di farli bivaccare e perchè d'altra parte non avrebbero trovato un utile impiego nelle prime operazioni svoltesi in quei terreni montani . L'adunata del partito nord era compiuta il giòrno 3. Dai luoghi di prima 'a dunata i due partiti iniziarono le loro operazioni marciando l'uno contro l'altro. Il generale Poninsky fece :fiancheggiare a destra la propria marcia su Pavullo, compiutasi il giorno 4, da un reggimento di cavalleria in avanscoperta per la valle della Secchia sostenuto da un battaglione e da una sezione, ed a sinistra da 2 squadroni. Questo forte impiego di cavalleria in un terreno in cui l'esplorazione sarebbe stata meglio affidata ad un minor numero di truppe di fan.teria, fu fatto essenzialmente allo scopo di tener il reggimento di cavalleria occupato in un'esercitazione d'avanscoperta fino a che le opera7.ioni si fossero portate sopra un terreno più atto all'impiego. di quell'arma. Il giorno 3 iniziava pure il suo movimento il partito sud, il quale, giunto il 4 a Pieve Pelago, distaccava sulla propria destra il 9° bersaglieri con incarico di un lontano fiancheggiamento per l a strada Sestola- BrugianoQuercia Grossa, venendo così in progresso di tempo a cadere sulla sinistra del la posizione di lYiontecuccolo, la quale, sbarr ando la linea d'operazioni su Modena, dovevasi ritenere fortemente occupata dal nemico. Il partito sud giungeva a Lama il g iorno 6. A questo punto i due avversari erano ormai uno di fronte all'altro, e trattavasi per il partito del nord di opporre resistenza

I. Periodo.

Nel periodo delle manovre a divisioni contrapposte vennero rappresen tate le operazioni fra la divisione dell'esercito che ha passato il Po spinta fin o a Pavullo e quella dell'esercito difensore che l'ha obbligata a ritirarsi ve~s0 la pianura. La prima delle anzidette divisioni, sotto la denominazione di partito nord, era rappresentata dalla divisione Poninski, rafforzata dal 3° battag lione d' istruzione, dal reggimento cavalleria Alessandria, dalla batteria d'istruzione e da una compagnia del genio. Rappresentava la divisione a vversaria, col nome di partito del sud; la divisione Piola Caselli, aumentata del rimanente delle truppe suppletive. >

.. ·~


102 RASSEGNA DEI CAMPI nella forte posizione di Montecuccolo, per il partito sud di attaccare il nemico in quella posizione .

,

Il terreno su cui dovevasi per parte della divisione Poninsky preparare la difesa era chiaramente determinato. La strada dell'Abetone, o dei Giardini, la sola comunicaz ione che col proprio carreggio possa seguire un esercito operante fra la Toscana ed il Modenese, giunta sotto le alture di Montecuccolo e di Renno forma un risvolto e si add~ntrà in una stretta costituita da una doppia serie di alture, le quali si vanno poi allargando verso nord costeggiando dai due lati la strada per rinserrarsi di nuovo sopra Pavullo. La posizione di Montecuccolo puossi paragonare ad un grande fronte bastionato, i cui bastioni sono costituiti dalle alture su cui stanno Renno di Sopra e C. Fornace, e la cortina da quelle che si stendono da Montecuccolo a Poggio lo. A queste condizioni topografiche il partito nord adattò per la giornata del 7 le proprie disposizioni di difesa, basandosi inoltre sull'ipotesi che l'avversario, anzichè tentare di sforzare la stretta di Montecuccolo, avrebbe cercato di portarsi sul rovesciQ della conca di Pavullo valendosi della mulattiera che da Lama conduce per Brandola e Monta "Bonello al Bettolino sulla strada del!'Abetone, mascherando il movimento con una dimostrazione a sinistra e col tenere il difensore a bada ,sul centro. Dispose perciò la 35" brigata con 2 batterie fra Montorso e Montecuccolo, la 39• brigata con 10 pezzi fra Montecuccolo e la Fornace, ed il battaglione d'istruzione con una sezione a Cinghianello per contrastare l'avanzare del nemico al ponte di Brandola. Ciascuna brigata doveva provvedere e ~ormarsi una riserva, quella di destra più forLe e collocata in guisa da cadere sul fianco della colonna principale dell'avversario che tentasse guadagnare il Bettolino. Era inoltre nel concetto >

E DELLE GRANDI lllANOVRE DEL 4876 103 del difensore di poi fare un ritorno offbnsivo colla maggior parte della brigata di sinistra nella direzione di Galassi e minacciare la r itirata delle truppe spinte in val Ros · senna. In caso che la divisione fosse stata costretta a cedere, doveva ripiegarsi in una seconda posizione sulla linea Crocette-Oh iozzola-C. Venturelli. Il partito sud, apprezzando le difficoltà di operare colla massa principale delle forze per la via mulattiera di Brandola e Monte Bonello, apparecchiò il proprio attacco secondo il seguente concetto: Cercare di rendersi padrone della posizione di Montecuccolo attaccando prima Renno di Sotto e di Sopra, poi il centro, facendo assegnamento sul concorso del 9° bersaglieri che già si disse dover arrivare da Sestola e che sarebbe caduto sull'estrema sinistra dell'avversario; preparare gli attacchi concentl'ando tutta l'artiglieria in un'unica posizione; riuscendo l'attacco contro la sinistra nemica, minacciarne la ritirata su P avullo; sulla pl'Opria sinistra guarentirsi per la strada di Brandola e molestare il nemico con dimostrazioni. Giusta tale concetto le truppe erano il mattino del 7 così disposte: la 14" brigata, scemata di 2 battaglioni, ad Oliva per attaccare Renno di Sotto e poi Renno di Sopra quando si manifestasse l'azione del 9° bersaglieri contro Gaia_to; la 13" brigata, scemata d'un battaglione, presso C. Canova a disposizione del comandante la divisione; 3 battaglioni a Brandola, Monzone e Pralina a guardia del fianco sinistro; 4 batterie concentrate fra C. Canova e Galassi. L'azione venne impegnata per l'avanzarsi di parte della brigata di sinistra del difensore nell'intento discoprire le intenzioni dell'attaccante, il quale aspettava ad iniziare le proprie operazioni che si pronunciasse l'attacco del 9° bersagl ieri. Le truppe della detta brigata, dopo esser state vivamente bersagliate, dovettero retrocedere, e l'azione si mantenne per qualche tempo incerta.


10,i,

RASSEGNA. DEl CAMPI

Il comandante il partito nord però, preoccupato della possibilità d'essere aggirnto per la sua destra, non tardò a richiamare su di ciò l'attenzione del comandante la 35a brigata, il quale iniziò la sua ritirata sulla seconda posizione, ciò che si dispose a fare indi a poco anche la 39"' brigata. Intanto il 9° bersaglieri e la 14n brigata attaccavano e conquistavano senza difficoltà la linea Torre di Gaiato- Renno di Sopra, e Ja 133 brigata, seguendo questi successi, assaliva il centro delle alture di Montecuccolo rimaste quasi sguarnite di difensori. La ritirata, forse troppo sollecita, del partito nord dalle forti sue prime posizioni, si può dire segnasse il termine della fazione, se si eccettui una gagliarda resistenza opposta a Montorso all'avanzarsi dei bersaglieri,.che avevano avuto ordine d'inseguire vivamente la ritirata dell'avversario. La fazione fu fatta cessare men tre le colonne del partito sud venivano portate innanzi incalzando il nemico e disponendosi ad assalirlo nelle sue nuove po· sizioni. Dopo la manovra le truppe del partito nord si posero a campo fra Serramuzzoni e Lammereto con avamposti a Lammereto e Lam·m etta, quelle del partito sud a Pavullo con avamposti a Chiozzola. Gli accennati luoghi di dislocazione del partito nord, presentando assai favorevoli condizioni difensive, vennero designati come teatro di un' altra fazione, il di cui scopo, in base al tema generale, doveva essere per il partito nord quello di ritardare l'avanzar dell'avversario e mantenere coperto il fianco destro del proprio esercito, e per il partito sud quello d'inca i zare senza posa il n emico per tentare di addossarlo al rimanente delle forze in ritirata dalla linea del Panaro e cli p11evenirlo sulla linea della Secchia. La posizione di Serranrnzzoni costituisce una grande traversa normale all'andamento generale della strada

1876 105 dell'Abetone, alla quale fanno capo quasi tutte le strade mulattiere che dalla pianura s'internano nell'Apennino fra la Secchia ed il Panaro. Le alture di Lammereto e di Lammetta formano posizioni avanzate rispetto a quella principale di Serramuzzoni, considerando questa, come è il caso nostro, occupata contro un nemico proveniente dal sud. Il mattino del giorno 9 il partito del nord disponevasi a difesa n elle dette posizioni nel modo seguente: Due battagl ioni con una sezione d'artigl ieria vennero collocati sulle alture di Lammereto e Lammetta nell'intento di opporre una prima resistenza per obbligare il nemico a spiegarsi e palesare i propri divisamenti. Il grosso delle truppe veniva disposto sulle alture di Serramuzzoni, la 35° brigata fra C. Prato e C. Frassoni, la 39~ brigata fra C. F1·1.1ssoni e S. Dalmazzo, ciascuna brigata su due linee ed una riserva parziale, l'artiglieria fra C. Prato, C. Pola e C. Frassoni protendendosi verso C. Cameriere. Ne risultava così un fronte forse eccessivamente esteso, rafforzato alle due ali ma alquanto debole al centro. Le disposizioni del partito sud s'informarono al concetto di tenere a bada il nem ico sul fronte, richiamare la di lui attenzione a destra con qualche finto attacco nella direzione di Faie, e dirigere contro la sinistra il vero attacco combinato con un movimento aggirante. Lo svolgimento dell'azione si può considerare diviso in tre fasi . Nella prima una parte della 14°' brigata del partito sud, soste~uta da 10 pezzi d'artiglieria, attacca la posiiione avan zata di Lammereto fortemente occupata dagli avamposti avversari e se ne impadronisce. Nella seconda fase, mentre il grosso della 14" brigata temporeggia sul fronte e lungo la strada dell'Abetone, 2 suoi battaglioni cercano di avanzare contro le alture di Faie, ma sono arrestati dal fuoco violento del difensore e dalle E DELLE GRANDI MANOVRE DEL


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RASSEGNA DEl CAMPI

difficoltà del terreno. La 13" brigata, dopo essersi i n1,.Padronita, coll'appoggio del reggimento bersaglieri, dell'altura di Lammetta, si avanza verso le alture di Cameriere, men tre i bersaglieri si dirigono a lor volta verso quelle. di Sassatello per la strada BettÒlino-Lammetta. Questo avanzare della destra dell'attaccante è protetto ed agevolato dalla massa dell'artiglieria e dalle boscaglie ond'è coperto il terreno. La terza fase è controdistinta dalla riuscita dell'attacco contro le alture di Cameriere e Sassatello e dalla conseguente separazione del difensore in due nuclei, uno ammassato nei pressi di Serramuzzoni ove mantenevasi in posizione opponendo valida resistenza, l'altro respinto sulla strada d'Oli va:zzo . La fazione fu fatta cessare al momento in cui il primo degli anzidetti nuclei disponevasi ad un'ultima ed immediata difesa di Serramuzzoni per potersi qu indi ritirare su Maranello. Dopo questa fazione, alla quale assistéttero S. A. R. il · principe di Piemonte e S. E . il ministro della guerra, venne ordinato che le truppe della divisione nord. si recassero a Maranello; quelle delle divisioni sud dovevano alla lor volta portarsi il giorno appresso a Montardone e prendere coi propri avamposti il contatto con quelli dell'avversario.

l

Il successivo ripiegarsi del partito nord approffittando delle favorevoli posizioni trovate lungo la linea di riti rata per tentare di arrestare o ritardare l'avanzare del n~~ico, aveva p-ortate le operazioni del primo periodo v_1cme al loro termine. Come ch iusa di questo periodo rimaneva però ancora, determinata dalla situazione reciproca <lei due partiti e dal tema generale, l'opportunità. di un'ultima f~zione come conseguenza del tentativo per parte del partito nord di render difficile all'avversario lo sbocco dalle ultime gole dell' Apennino. Il generale

•

1876 rn7 Mezzacapo ordinava infatti che nella giornata dell'l l il . partito del nord si accingesse ad un'u,ltima resistenza prima di passare la Secchia, e che il partito del sud seguitasse la sua marcia offensiva e cercasse di tagliare l'avversario dall'oradetto corso d'acqua. Per proseguire tale suo cònipito scendendo da Montardone, era naturale che il partitd sud si sentisse attratto ad approffittare di tutte le strade mulattiere che s'irradiano verso la pianura percorrendo le creste dei vari contrafforti scendenti. dal nodo di alture di Serramu-zzoni, anzichè· seguitare a valersi solamente della strada fin qui seguita, tanto più che, sul punto di sboccare nella pianura nelle condizioni r isultanti dal tema generale, la detta strada stava per cessare d'essere l'unica via di ritirata eventuale pel partito del sud, il quale avr.ebbe avuto a propria disposizione l a via Emilia. È ben vero che tal modo di operare per varie colonne avrebbe potuto presentare serì pericoli, stante la quasi impossibilità di assicurare le comunicazioni fra le colonne stesse a cagione della natura dei versanti e dei valloni frapposti alle · diverse f-trade; ma tenendo conto delle condizioni morali in cui doveva tro varsi un avversari o in ritirata e già vinto in due scontri, è certo che il partito di valersi di più strade era quello che si offriva come il migliore. Ad esso si appigliò in- · fatti il generale Piola Caselli, muovendo il mattino del1'.ll verso il piano su 4 colonne: una a sinistra formata da un reggimento di cavalleria ed una batteria; una seconda costituita dalla 14° brigata con una batteria;. una terza centrale formata dal reggimento bersaglieri e da una batieria, e finalmente una quarta a destra costituita dalla 13• brigata, due squadroni ed una batteria.. Còn,1pito delle prime due colonne era di far punta su Sassuolo per tentare di scostare l'avversario dalla Secchia; la colonna centrale doveva marciare su Spezzano; a E DELLE QRANDl MANOVRE DEL

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RASSEGNA DEI CAMPI

quella di destra èra ingiunto di' sboccare nel piano a Maranello per S. Venanzio . Il generale Poninsky, ben deducendo dalla situazione le probabili intenzioni dell'avversario, si dispose a difesa secondo il seguente concetto direttivo: Con buon nerbo di truppe opporre valida resisteuza sulle colline che s'innalzano a sud di Sassuolo e Fiorano opponendosi alla congiunzione delle colonne nemiche, e ·fare debole resistenza a S. Venanzio e Maranello per ritirarsi poscia su Formigine; con una seconda schiera, situata nel piano fra la Secchia e la Fossa di Spezzano, stare in misura di rinforzare il punto ove l'avversario avesse fatto il maggior sforzo e di sostenere la ritirata. Trovandosi i due partiti a contatto, il combattimento non tardò ad impegnarsi su tutto il fronte. Dinanzi alle prime t re colonne del partìto sud 1e truppe del difensore cedettero subito terreno ritirandosi al ponte della Fossa; la colonna di destra incontrò resistenze più vive ma brevi a S. Venanzio e Maranello, dopo le quali il difensoTe ripiegò dietro la Fossa di Spezzano. Sboccato nella pianura senza trovare tutta quella r esistenza cui veramente avrebbero potuto offrire appiglio i molti corsi di acqua che intersecano il terreno, il comandante il partito sud si adoperò tosto a raccogliere le proprie forze che oc. cupa vano una fronte alquanto estesa, ed appoggiando a sin istra colla massa maggiore, •proseguì ad incalzare l'avversario fra la Secchia e la Fossa di Spezzano, mentre con un'altra colonna ne seguitava il movimento di r itirata per la strada di Formigine. Frattanto il generale Poninsky raccoglieva le proprie forze attorno a Magreta ove si apparecchiava ad opporre valida difesa; quivi si avanzò il partito sud passando a guado la Fossa di Spezzano ed assalendo ]'avversario con attacco frontale ed avvolgente sulla di lui sinistra. Questo attacco era già bene pronunciato ed inoltrato allòrchè fu

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E DELI.E GRANDI MANOVRE DEL

1876

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dato il segnale per la cessazione della manovra, alla quale pure assistettero S. A. R. il principe di Piemonte e S. E. il ministro della guerra; Dopo questa fazione, colla quale si chiusero le esercitazioni del primo periodo, le truppe del partito nord andarono a porsi a campo fra la strada nazionale Modena-Rul:iiera e quella Malza-Riva Casoli; le truppe del partito sud s'accamparono fra quest'ultima strada e la linea Magreta-Osteria Nuova. Tutte le truppe si posero colla fronte r ivolta alla s~cchia. II . Periodo.

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Il concetto che servi di base alla manovra· di corpo d'armata contro nemico segnato svoltasi nel secondo periodo come seguito del tema generale già indicato, fu il seguente. « L'esercito pro-veniente d'oltre Po, in « seguito all'offensiva ripresa dal difensore, ripiega .sulla « propria linea di ritirata, e dopo passato il Panaro e rac« colta la divisione cheJtveva inviato con scopo speciale « sull'Apennino per la via dell'Abetone, prende posi« zione con parte delle sue forze snlla Secchia allo « scopo di ritardare l'avanzare dell'avversario. Questi « con un corpo d'armata attacca quelle truppe, forza « il passaggio della Secchia, obbliga il nemico a re« trocedere e cerca spostarlo dalla via Emilia, sua linea « naturale di ritirata. Allora il corpo di truppe appar: « tenente all'esercito proveniente d'oltre Po, abbando« nata la sinistra della Secchia e valendosi del forte « punto d'appoggio offerto da Rubiera ed adiacenze, << eseguisce un cambiamento di fronte indietro per l'ala « destra, facendo perno sul la sua sinistra, e prende « posiiione sul Tresìnaro. Nuovamente attaccato ~ non « potendo tener testa alle forze che lo fro~tegg1ano, « abbandona anche questa linea e cerca dl opporre


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RASSEGNA DEI CAMPI

« un'ultima difesa sul 1'resinaro vecchio fra Masone e « Gazzata ».

Il partito nord, cioè il corpo d'armata appartenente all'esercito proveniente d'oltre Po, era semplicemente segnato dal 66° reggimento fanteria tolto da Modena e da alcuni reparti del corpo d'armata di manovra; il partito sud era realmente rll.ppresentato dal ~orpo d'armata stesso, il quale venne costituito nella giornata • del 12 sulla destra della Secchia. La mattina del 13 prima dell'iniziarsi della fazione, la quale in base al concetto direttivo venne a svolgersi nel settore sud-ovest formato dall'incrociarsi della via Emilia colla Secchia, i due partiti si fronteggiavano lungo le · due sponde di questo corso d'acqua. Formava la destra del corpo d'armata effettivo la z• divisione distesa fra Marzaglia e C. Rangoni con un reggimento in linea presso C. Agazzotti; ne formava là sinistra la 1a divisione fra C. Rangoni e Magreta coperta all'estrema sinistra dal reggimento cavalleria Ales~ sandria; l'artiglieria di questa divisione era in posizione sulla Secchia circa al centro della divisione, quella della 2• divisione pure su Ila Secchia a sinistra della divisione. Le truppe suppletive, meno il r eggimento cavallel'ia anzidetto, erano ammassate in riserva fra Cittanova e Marzaglia. Il partito segnato aveva la sua 1° divisione, della forza di 12 battaglioni, 2 batterie ed 1 squadrone, distesa fra C. Greppi e C. Cervi, coll'artiglieria al centro; la 2• divisione, forte di 6 battaglioni, 2 batterie ed 1 squadrone, fra C. Greppi ed il bosco di Rubiera, coll'artiglieria collocata fa modo da poter infilare i due ponti sulla Secchia fra Rubiera e i\1arzaglia; le truppe suppletive ammassate presso Rubiera, tranne la brigata di cavalleria posta a protezione del fianco destro pel · movimento convergente di ritirata che doveva esegu ire. Al segnale convenuto per il cominciamento della

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11•I~ 1876 manovra, le due divisioni del corpo d'armata del sud si avanzarono e forzarono il · passaggio della Secchia mediante il gettamento di due ponti, non potendosi effettuare il guado del r amo maggiore notevolmente rigonfiato dalle pioggie. Tale passaggio determinò il cambiamen to di fronte del partito nord, il quale cominciò a ripi egare colla propria destra protetta dalla brigata di cavalleria acconciamente impiegata a tenere in rispetto il reggimento di cavalleria che formava l'estrema sini·s tra dell'avversario . Mentre la destra del partito segnato si portava indietro verso Arceto prendendo posizione sul Tresinaro, la sinistra era tenuta ferma come perno al bosco ed al villaggio di Rubiera. Le due divisioni del partito sud dal canto- loro &i avanzavano, la zo. combattendo e mantenendo sempre il contatto col nemico, la l O , che aveva maggiore spazio da percorrere, su due colonne, l'una diretta su Prampolini, l'altra su Spalletti, mentre le truppe suppletive forzavano la Secchia a valle dei due ponti per attaccare Rubie ra. L'attacco di questo luogo venne eseguito col concorso delle truppe di destra della 2° divisione, intanto che il rimanente di questa e l'altra divisione assalivano la linea d.el Tresinaro. Il difensore oppose a Rubiera tenace resistenza; ma incalzato vivamente e minacciato a tergo, dovette ripiegare, e la perdita di quell'importante punto d'appoggio fu il segnale di un _generale movimento di ritirata verso il Tresinaro vecchio, movimento che venne eseguito combattendo. La fazione veni':a fatta cess-are mentre le due divisioni del partito nord si rac~oglievano verso Castellazzo e Gazzata, sempre incalzate dalla 2• divisione del partito sud, e mentre anche fa 1• divisione, in marcia su Marmirolo per raggiungere la via Emilia allo scopo di cadere alle spalle dell'avversario, veniva richiamata dal combattimento nei pressi di Rubiera. In quest'ultima

E DEI.LE GRANDI MANOVRE DEL


E DELLE &RANDI M~NOVRE DEL 1~76

nASSEG,NA DET CAUPI

z5a brigata fanteria (40° e 51° reggimento - 6 battaglioni); 1° brigata del 1° artiglieria (3 batterie - 16 pezzi); 1a divisione del reggimento cavalleria Piemonte Reale (2 squadroni) ; 2a compagnia treno del 1° artiglieria.

fase il reggimento cavalleria Milano, sboccando da Rubiera, spiegavasi a sinistra della via Emilia ed aveva opportunità di caricare il già scosso avversario, sostenuto dall'artiglieria della 2a divisione. Così ebbero termine l e grandi manovre del 2° corpo d'armata, il quale doveva l'indomani essere passato in rivista in Modena dal tenente generale comandante le grandi manovre. Essendosi però dovuto rinunciare alla rivista in causa · d'una dirottiss1ma pioggia, le truppe vennero accantonate e nel giorno successivo avviate alle loro destinazioni, cosicchè pel g iorno 16 il corpo d'armata era completamente sciolto.

Truppe suppletive.

3° CORPO D'ARMATA. Comandante generale : Ten. gen. Cosenz.

1.a divisione. Comandante : Ten . gen. Pallavicini di Priola. 17" brigata fanteria (25° · e 38° reggimento taglioni); . 3.2a brigata fanteria (55° e 56° reggimento taglioni); 2a brigata del 10° artigl ieria (3 batterie - 16 3a divisione del reggimento cavalleria Piemonte (2°) (2 squadroni); 3a compagnia treno del 10° artiglieria.

6 bat6 batpezzi); Real~

2• divz'sione. Comandante: Ten. gen. Carini. 2411 brigata fanteria (37° e 52° reggimento taglioni);

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6 bat-

...

I a brig-ata di cavalleria .(regg. Nizza (1 °) e Lucca (16°) - 8 squadroni); 2° reggimento bersaglieri (4 battaglioni); I O battagl ione d'istruzione; P e 3a. batteria del 2° artiglieria (10 pezzi) ·; ia battei'ia d'istruzione (8 pezzi); 5a brigata del I O reggimento genio (2 compagnie zappatori); 2• compagnia treno del 2° artigl ieria; Al corpo d'armata venne inoltre addetto un equipaggio di 60t0 di ponte trainato da tre locomotive stradali. . Servì di base alle grandi manovre di questo corpo d'armata il seguente concetto: « Un corpo proveniente dal sud muove su Roma « avendo a direttrice di marcia la valle del Sacco, « mentre un corpo proveniente dal nord, alquanto in« feriore in forie, ha la missione d'impedirne od almeno « di contrastarne la marcia ». Per effetto di questo tema generale e delle opportune dis'posizioni del tenente generale COI?andante le grandi manovre per ciò che riguarda la dislocazione iniziale dei due partiti e l'andamento delle operazioni, il terreno su cui queste si dovevano svolgere rimaneva determinato nel tratto della valle del Sacco che si stende fra Valmontone e Ceprano ed è percorso dalla strada Casil iua e dalla ferrovia Roma-Napoli._ ANNO

xxu,

VoL. 11.

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RASS])GNA DEI CAMPI

E DELLE GRANDI MANOY.R& DEL

I. Periodo.

Durante il periodo delle esercitazioni a divisioni contrapposte, a rappresentare il partito del sud, che si suppòse dipendente da un comando generale in Napoli, venne destinata la 1• divisione, rinforzata dal 2° reggimento bersaglievi, dal reggimento cavalleria Nizza, dalle 2 batterie del 2° artiglieria e da una compagnia divisione, r inforzata dal rimanente delle zappatori. La truppe suppletive, fu designata a rappresentare il partito nord, il quale si .suppose dipendere da un comando generale di forze avversarie operanti sotto Roma. I punti designati per la prima radunat a e per l'iniziamento delle operazioni, nei. quali le truppe si troya~oho rispettivamente raccolte il 1° settembre, furono i dintorni di Ceprano per il partito sud e quelli di Fro-· sinone per il partito nord; quest'ultimo aveva sotto Pofì. un'avanguardia composta ~del battaglione d'istruzione, un altro battaglione, una batteria ed un ,reggimento di cavalleria. Giusta gli ordini emanati dal comando generale delle manovre ai comandanti dei due partiti, il partito sud doveva al più presto prendere l'offensiva , mentre il partito nord doveva cercare di respingere od almeno arrestare -l'avversario, evitando però, in caso di successo, di spingersi troppo a sud. Ciascuno dei due partiti era avvertito del luogo d'accampamento dell'altro e che la ferrovia Frosinone-Ceprano era momentaneamente rotta ed impraticabile; quello del sud era inoltre prevenuto che a giorni avrebbe ricevuto rinforzi. Nel concetto di coprire colla propria avanguardia la stretta di Pofì. e di tenere il grosso delle forze in po- · sizione di poterle facil mente dirigere sul punto più minacciato, il generale Carini,, comandante il partito nord,

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,..

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14 5

prendeva il mattino del 2 le seguenti disposizioni. D·e lle truppe dell'avangua rdia collocò un battaglione con 4 pezzi al colle S. Silvestro, un altro battaglione con 2 pezzi al colle Marte, plotoni di cavalleria sulle strade di Pofi e di Petroglie, 2 squadroni in avanscoperta. sulla strada di Ceprano ed il rimanente del reggimento cavalleria in riserva a fontana Sabatina. Il grosso deHa divisione venne portato· innanzi sul quadrivio formato dalla strada Casilina con quella Arnara- Torrice, disponendo la 25n brigata, con -una batteria, a cavallo della prima delle anzidette strade ad est del quadrivio, e la 24a brigata, con due batterie, a sud della strada stessa colla destra sull'altura ad est del fosso Tar tarello. La eavalleria divisionale venne mandata in esplorazione, uno squad_rone su ~ ipi e S. Giovanni, l'altro su Arnara. Il generale Pallavicini, ben presumendo che l'avversario avrebbe occupato la stretta di Pofi, e nell'intendimento d'esercitare il massimo sforzo contro la sinistra de l nemico tenendone a bada il centro e minacciandone la destra con un distaccamento fiancheggiante, divisò cli avanzare su tre colonne ed una riserva. La colonna: di destra, composta della 32• brigata, 2 battagl ioni bersaglieri, 2 batterie, 1 squadrone e· mezza compagnia zappatori, doveva marciare su Ripi e Torrice per la strada principale e poscia per quella carrense passante per le Girate; la colonna centrale, formata della 17.. brigata scemata di 2 battaglioni, con 1 squadrone, 1 batteria e mezza compagnia zappatori, dovèva occupare la stretta di Pofi e concorrere nell'attacco di Ripi e Torrice; la colonna di sinistra, costituita da un reggimento di cavalleria con 2 battaglioni ed 1 batteria, per Pofi ed Arnara doveva cadere sul fianco ed alle spalle del nemico; la riserva, compost a di 2 battaglioni bersaglieri ed 1 batteria, doveva seguire la colonna centrale. 1


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RASSEGNA DEI CAMPI

I;;.

Dopo alcuni scontri fra le esplorazioni di cavalleria dei due partiti, l'azione s'impegnò fra la batteria del partito nord postata alla stretta di Pofi e la colonna di -destra dell'avversario, la quale spiegò tutta la sua artiglieria contro la detta batteria mentre la . fanteria avanzava celeremente, occupava il colle Lisci e costringeva il nemico ad abbandonare il colle di S. Silvestro. Nel frattempo giungeva sotto questo colle anche la colonna centrale spiegata in ordine di combattimento, mentre il distaccamento di sinistra respingeva gli avamposti nemici sul fronte S. Stefano-Colle Marte.. Il grosse), del difensore rimaneva intanto sulla difensiva nella sua.posizione primitiva. Appena le truppe avanzate del difensore ebbero abbandonato il colle S. Silvestro, la colonna di destra dell'attaccante piegò a nord per l'avvalla~ento fra il dettocolle e quello di Lisci senza trovar resistenza, e venne;. ad occupare il poggio delle Girate. Una pattuglia di ca.. valleria spinta su Ripi essendo stata accolta da una viva fucilata, il generale De Sauget comandante la colonna, supponendo quella località fortemente tenuta, si disposead attaccarla col 55° ed una batteria a destra per una strada carrense, i 2· battaglioni bersaglieri e l'altra batteria a sinistra a cavallo della strada nuova ed il 56" in riserva. Respintone il distaccamento avversario (una compagnia) che lo difendeva, R ipi venne occupato dai bersaglieri e dalle 2 batterie, le quali cominciarono quindi a trarre contro le posizioni nemiche ad oriente del quadrivio Arnara-Torrice. Il generale De Sauget di- · sponevasi a proseguire l'offensiva attaccando colle Porcino per guadagnare poi Torrice, quando verso le ore 1 % la fazione fu fatta cessare. L'avanguardia del difensore ritiravasi intanto lenta- . · mente, parte per l'avvallamento fra i colli S. Silvestro . e Lisci dinanzi alla colonna di destra dell'avversario e

E DELLE GRANDI MANOVRE DEL ~ 876

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parte per la valle del Muringo dinanzi alla colonna centrale, la quale avanzava pure lentamente pel fondo .<li detta valle. Quest' ultima colonna venne quindi a prender posizione sulle alture a ponente della , fontana .Sabatina con 2 battaglioni ed una batteria a destra della strada Casilina, I battaglione a sinistra ed I battaglione in riserva. L'artiglieria iniziava tosto il fuoco contro le posizioni del difensore sul contrafforte a sinistra del Tartarello, mentre veniva chiamata in linea anche la ri~erva sul poggio a sud della strada all' altezza della fontana Sabatina, d'onde la sua artig lieria apriva parimente il fuoco. Più t ardi tutte queste truppe venivano -portate innanzi sui poggi presso Serre. Il distaccamento di sinistra del partito sud, dopo aver -0ccupato Pofi ed esservi rimasto alquanto lungamente, muoveva poscia innanzi avviando i 4 squadroni, una compagnia e la batteria su Arn ara per la strada di Santa Maria, e le rimanenti 7 compagnie sull' altura fra il Tartarello ed il :Muringo nella direzione del fianco destro del nemico : la prima di queste due colonne occupava Arnara scacciandone la cavalleria avversaria e stabilendovisi in fermata protetta d~po c~e la fazione era già stata fatta terminare. Il grosso della divisione del nord, quando s' avvide dell'occupazione di Ripi per parte dellaJcolonna di destra dell'attaccante, si limitò a dirigere contl'O qnella località il fuoco della batteria postata alla sua estrema sinistra, il quale venne presto fatto cessare dalle 2 bat_terie avversarie in posizione dominante. Più tardi le altre batterie del difensore s' impegnavano contro le truppe della colonna centrale e della riserva nemica venute a prender posizione presso Serre, mentre l' avanguardia eontinuava la sua ritirata e veniva accolta dalla 25" brigata. Avendo così la .fazione preso sufficiente sviluppo ed

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RASSEGNA DEI GAMl'I

essendosi abbastanza pronunciata l'azione dell' attaccante e,ontro la sinistra del difensore·, la manovra veniva fatta cessare, come dicemmo, verso l'l 1/ 2 , Le truppe si misero quindi a campo, quelle del partito sud a cavallo dalla strada Casilina sui terreni circostanti a :fontana Sabatina e fontana Colombella, quelle del partito nord presso Madonna della Neve ad o-vest di Frosinone, Giusta il prestabilito riparto delle manovre, secondo il quale ciascuna fazione doveva essere seguita da una giornata di conferenza per gli ufficiali e di r iposo con qualche istruzione· per le truppe, l'esercitazione seguente ebbe luogo il giorno 4, determinata dai seguenti temi speciali: Pèl partito sud: « Attesa la stanchezza delle« truppe in seguito:aua marcia ed al combattimento, la.: « divisione del sud pose i campi a Ripi e Po:fi, rimet« tendo all'indomani il proseguimento delle operazioni. « La divisione si avanza per r iprendere il contatto col« l'avversario, perduto nella notte, e proseguire l'offen« siva, suo scopo ». P_el partito nord: « Durante il « combattimento del 2 la divisione ebbe ordine tele« grafico dal comandante generale sotto Roma che, qua« lunque fosse l'esito dell'azione impegnata, si ritirasse· « nella · notte a Frosinone , perchè a.I ricevere di _u n « nuovo ordine telegrafico potesse avviare verso Roma « la maggior parte delle sue forze per mezzo della fer« rovia, la quale doveva poscia essere inutilizzata. In « conseguenza esegui la ritirata dalle posizioni del qua« drivio Arnara-Torrice, e pose i campi presso Madonna « della Neve, Il telegramma giunto poi nella notte al « comandante la divisioM lo avvisa non occorrere più che « ripieghi su Roma, e gli ordina invece di contendere « all'avversario il terreno fra Frosinone e Ferentino,. « inu,tilizzando la ferrovia in qu~l tratto ». Speciali pre--

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E DELLE GRANO[ MANOVRE DEL 1876 119 scrizlOni ingiungevano a qu€st'ultimo partito di trovarsi in posizione nella località scelta per le 9 antimeridian€, ed a quello del sud di giungere colla testa della colonna fuori la porta Napoletana di Frosinone in tempo utile per cominciare alla stessa ora, dopo qualche riposo, le operazioni. Nella supposizione che l'avversario intendesse contrastargli la marcia su Roma prendendo posizione fra Frosinone e Ferentino, il generale Pallavicini divisò marciare dapprima verso Frosinone, éseguire coll'avanguardia una ricognizione offensiva su questa città ed attacèare quindi le posizioni ove avrebbe trovato l'avversario. Compose l'avanguardia di 2 squadroni, 1/2 compagnia zappatori, il reggimento bersaglieri ed una batteria, e divise la colonna principale in due nuclei, formati ciascuno di una sezione del genio , 2 squadroni , una brigata ·e 2 batterie, per render là più maneggevole ed a tta a parare a qualunque eventualità, L'avanguardia doveva spingersi su Frosinone, farne la ricognizione, e, trovatolo sgombro, proseguire fino al crocevia sulla destra del Cosa ed ivi ammassarsi in attesa di brdini; coll'avanzare del grosso doveva poi rimanere in riserva. Il grosso avrebbe seguito per la via Casilina, ammassandosi presso Frosinone in attesa di ordini. Il generale Carini dispose che la sua divisione, lasciando 2 battaglioni in avamposti lungo il fosso del R io, si formasse in due colonne di cui quella di destra d,oveva portarsi a ponente di villa Ricci e quella di_sinistra presso la Guardiola, e quindi ammassarsi aspettando ordini per lo spiegamento. Il reggimento caval- . leria Lucca doveva chiudere l a marcia e la cavalleria divisionale coprire la divisione, esplorare il terreno innanzi e mantenere il contatto coll'avversario, Segnalato l'avanzare di questo, la divisione. del nord si spiegò nel modo seguente: 2 battaglioni sull'altipiano


1~0 RASSEGNA DEI CAMPI della Guardiola a cavallo della strada; 2 battaglioni a sinistra dei precedenti; un battaglione in riserva; una batteria a nord ed una a sud della strada; un reggimento di cavalleria nella bassura a sinistra del fosso la Ruana; 1/ 2 squadrone sostenuto da una compagnia in esplorazione su Tichiena. Su questa posizi one vennero quindi richiamati anche 5 battaglioni dell'altra colonna, dei quali 3 prolungarono il fronte sulla destra e gli altri 2 si portarono in riserva a cavallo della strada: il battaglione d'istruzione è 2 batterie rimasero a guernire la posi- . zione di villa Ricci sulla quale ebbe parimente ordine di ritirarsi uno dei battaglioni in avamposti. L'avanguardia del partito sud, r espinta una pattuglia di cavalleria nemica all'ingresso di Frosinone, giungeva intanto verso le 10 presso il quadrivio ove doveva ammassarsi, e distaccava u na col onna composta di un bat- . taglione, uno squadrone e 2 pezzi, dirigendola su Selva dei Muli per fiancheggiare l'intera divisione. Il grosso di questa inizia alle 9 1/~ da Frosinone il suo movimento offensivo con una delle colonne (generale De Sauget) in cui già dicemmo esser stato diviso, la quale, procedendo per la strada Casilina e rispingendo i piccoli posti nemici sulla destra del Rio, giunge a coronare l e alture ad ovest di villa Grappelli, ove è accolta dal fuoco dell'artiglieria avversaria. Continua quindi ad avanzare coperta da accidental ità di terreno fino all' ·altura ad est della fontana Pedichiosa, ove spiega un intero r eggimento con 2 batterie a destra, tenendo l'altro reggimento p iù indietro a sinistra. Poichè ebbe riconosciuta l'occupazione nemica dalla Guardiola e villa Ricci, il comandante il partito sud diresse l'altra sua brigata (generale Scalia) su quest'ultima località per l e due strade che vi mettono, ordinando in pari tempo alla riserva di seguitare la detta brigata facendosi precedere celeremente da una batteria, la quale prese posizione a

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. Casilina a s inistra

E DELLE GllANDI 111ANOVI\E DEL

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sud della strada della brigata De Sauget ed aperse il fuoco . La brigata Scalia, preceduta da cavalleria in avanscoperta, avanzò su due colonne, respinse gli avamposti nem ici e si spiegò sulle alture ad ovest di villa Grappelli d'onde diresse il fuoco delle sue due batterie contro villa Ricci. La riserva si dispose in ord ine ristretto nell'avvallamen to dietro la posizione della propria batteria. Il distaccamento mandato sulla sinistra non incontrò che pattuglie di cavalleria ed occupò senza contrasto Selva dei Muli, d'onde i 2 pezzi aprirono il fuoco contro villa Ricci . Verso le 12 3/ 4 la fanteria della brigata di destra dell'attaccante r iprese il movimento in avanti sotto la protezione dell'artigli eri a, venendo a coronare l'altura a nord della strada tra le fontane Pedichiosa e S. Pietro, d'onda s'impegnò colla fanter ia avversaria sulla destra del Cereto: l'artiglieria seguì quindi il movimento appostandosi più innanzi. La riserva, spiegatasi poco prima, entra anch'essa in linea a sinistra della detta brigata, passa il fosso di Cereto, apre un vivissimo fuoco, sostenuto da quello dell'artiglieria, per preparare l'attacco, eseguisce un primo sbalzo in avanti, e si arresta quindi per riprendere il f uoco. Cont rattaccati da 2 battaglioni avversari e caricati dal reggimento Lucca, che con opportuna mossa riesce ad avvilupparne l'ala sinistra, i bersaglieri respingono quelli con un intenso fuoco e cercano parar~ a lla cavalleria formando i gruppi. Intanto anche la brigata di sinistra prepara convenientemente l'attacco e quindi lo eseguisce, respinge l'avversario e guadagna l'altura di villa Ricci, d'onde converge verso nord tendendo ad avviluppare la destra dell'avversario g ià in ritirata. Un battaglione mandato in rinforzo ai difensori di villa Ricci, mentre la brigata Scalia preparava l'attacco, non giunge in tempo che a partecipare alla ritirata. La fazione viene fatta cessare


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E DELI.E GRANDI MANO'VllE DEL ~ 876

RASSEGNA DEI CjMPI

circa all'l / 4 , mentre il distaccamento che aveva occupato Selva dei Muli, d'onde avrebbe potuto concorrere efficacemente all'azione contro villa Ricci, rimaneva tuttavia in quella posizion~. La divisione del sud si pose quindi a campo presso Madonna della Neve, quella del nord presso il fontanile di Fresine col reggimento Lucca alla fontana Olenti. 6

Le disposizioni che, ccerentemente alla situazione risultante dalle operazioni precedenti, il comandante generale diede per la manovra del giorno 6, • portavano che la divisione del nord, la cui ala destra, nella vigorosa difesa opposta nelle posizioni della Guardiola, era rimasta alquanto spuntata, ripiegasse su una seconda posizione presso Ferentino, ove, riempiti i vuoti con truppe di complèrnento giunte per ferrovia, doveva tener testa all'avversario in attesa di altri rinforzi. Il partito del sud, che si suppose essersi arrestato il giorno 5 stante le perdite avute e la necessità. di riordinarsi e rifornirsi di munizioni, doveva il dì seguente riprendere la marcia offensiva, esso pure in attesa di rinforzi. Il generale Carini dispose perciò la sua divisione il mattino del 6 innanzi a Ferentino, la 24• brigata a nord della via Casilina colla batteria sulle pendici dell'altura di .S. Rocco, la 2511 brigata a sud della detta strada con 3 batterie sul colle ·snvi, il battaglione d'istruzione in riserva al bivio della strada della stazione, la cavalleria divisionale in avanscoperta sulla Casilina: e sulla strada di Tichiena, ed il reggimento Lucca scaglionato a sud del cÒlle Silvi: ciascuna brigata distaccò un battaglione in avamposti. Il generale Pallavicini, nella considerazione ·che la posizìone che avrebbe occupata l'avversario innanzi a Ferentino poteva difficilmente esser forzata di fronte , e che l'ala sinistra, oltre aH'essere fortemente appoggiata,

...

1~3 copriva direttamente la linea di ritirata su a1tr.e posi. zir0ni forti, formò il divisamento di operare colle maggiori sue forze contro la destra del difensore a 1casa Ghetti, limitandosi al centro ed alla propria destra a serie dimostrazioni. Divise perciò le sue truppe in due colonne ed una riserva; la colonna di sinistra, composta della 17.. brigata, una sezione del genio e 2 batterie, ebbe per incarico di operare contro le alture di Casa Ghetti dirigendovisi per torre Fessa; la colonna di destra, costituita dalla· 32• brigata e parimenti da una sezione del genio e da 2 batterie, doveva lasciare 2 battaglioni e 2 pezzi al ponte della Ruana per guardare la strada pr:.incipale, e piegare col resto a sinistra per quindi dirigersi contro le alture che sovrastano al fontanile di Fresine; alla riserva, formata dalle rimanenti truppe del partito, fu assegnato il còmpito di irradiare esplorazioni, mandare .un battaglione ed uno squadrone per la strada di Tichiena a fare dimostrazioni contro l'estrema sinistra nemica, e seguire col resto la colonna di destra. Ecco sommariamente quale fu l'andamento della manovra. La colonna di sinistra mosse in due scaglioni su villa Ricci, distaccando da questo punto verso la stazione di Ferentino un.a colonna fiancheggiante, formata di un battaglione, uno squadrone ed una sezione d'artiglieria. Oltrepassata villa Ricci i due scaglioni si ricongiunsero, si spiegarono e continuarono la marcia in direzione .della sorgente Acqua Forte fin presso le alture, ove la brigata si arrestò ed aprì il fuoco dell'artiglieria contro èasa Ghetti e 'quello della fanteria contro gli avamposti collocati sulle pendici delle dette alture. Intanto sboccava dalla stazione la colonna fiancheggiante e prendeva posizione a ca-vallo della strada collegandosi colla brigata. La brigata di destra, giunta alla Guardiola, si arrestò per dar tempo alla colonna


l\ASSEGNA DEI CAMPI

di sinistra di pronunciare il suo movimento e spinse innanzi 2 battaglioni con 2 pezzi in ricognizione off ensiva con mandato di appoggiare il distaccamento d'estrema destra. Tali battaglioni s ' impe(Tnarono con . t, f anteria, cavalleria ed a1·tiglieria nemica, furono respinti e si portarono sulla destra del fosso Ruana. Il comandante il part ito sud, da ciò indotto a credere fortemente occupata la via Casil ina, ordinò alla colonna di destra di eseguire sotto la protezione del distaccamento oradetto il movimento v erso sorgente A cqua l~or~e. _ Quivi giunta, la colonna si spiegò, appostò l'art~glteria al centro, e quindi avanzò fino a portarsi in linea colla colonna di sinistra. Tale movimento fu seguito anche dalla riserva, di cui il rego-imento bersaglieri e la batteria vennero pure in li:ea a destra mentre i 5 squadroni si ammassarono in una bassur~ ad est ?i _s~rg~nte Ac~ua Forte. Intanto il battaglione bersaglieri mv1ato all estrema destra giungeva ad occupare un poggio di contro alla sinistra nemica; attaccato però da forze superiori fu éostretto a ripieO'are e . t, ' non r iprese l'offensiva che più tardi, sostenuto dall'altro distacca mento postato al fosso Ruana. Quando il comandante il partito nord s'avvide che l'attaccante gravitava colle maggiori sue forze verso la propria des tra, trasferì a quest'ala il battao-l ione d'istruzione ch'era in riserva e che venne collocato pi'dsso casa Ghetti . La z40. brigata era. intanto tenuta a bada a nord della strada Casilina dal battaglion e bersaglieri d'estrema destra dell'attaccante e dall'altro dis taccamento sopraccennato. Jl reggimento Lucca, dopo aver esplorato sul fronte e tentato successive cariche contro il fianco della 32a brigata e contro il reggimento bersagli eri, si riuni presso il colle Silvi. · Dopo questa prima fase dell'azione la brigata di sinistra dell'attaccante proseguì ad avanzare, e venne ad

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E DELLE GRANDI MANOVRE DEL 1876 1:25 attaccare e coronare l e alture di casa Ghetti, efficacemente coadiuvata a sinistra dal distaccamento sboccato dalla stazione che girò le dette posizioni, ed a destra dall'altra brigata e dal reggimento bersaglieri che a lor· volta avanzarono respingendo il nemico sul fronte casa Ghetti-colle Silvi. Tale movimento veniva contemporaneamente secondato dai due distaccamenti di destra. L'estrema destra del difensore, rinforzata da altri 2 battaglioni e da una batteria, venne co~ì sopraffatta da forze superiori e costretta. a ripiegare sulle alture soprastanti al F ontanile di Fresine, ciò che trasse seco anche il ripiegame:ito del centro della 25a brigata: 2 pezzi dell'oradetta batteria furono posti fuori dì combatt imento, gli altri e bbero la ritirata compromessa. Allo scopo di raccogliere le truppe ritirantisi dalla destra, il comandante della difesa inviò allora da colle Silvi un battaglione ed una batteria sull'altura a nord di Fontanile di Fresine, richiamando a colle Silvi un battaglione della 24" brigata; la batteria giunse però a posto solamente a manovra :finita, essendosi incagliata per strada . Intanto il r eggimento L ucca tentava altre cariche contro i 2 battaglioni dell'attaecante operanti per la strada Ca. silina. A questo punto, verso 1 ora, un falso segnale poneva fine a questa esercitazione, colla quale ebbero termine le manovre del primo periodo. Tutte le truppe si dislocarono presso Fontanile di Fresine e presso Fontana Olenti, e quindi riunite per la costi luzione del corpo d'armata, la quale venne effettuata nella giornata del 7.

II. Periodo.

L e operazioni di questo secondo periodo consistettero in due fazioni di cc rpo d'armata contro nemico segnato eseguite nei giorni 8 e 10, ed in una marcia offensiva


-, ~ 26 llASSEG,NA DEl CAMPL con eserci.tazi0ne d'avanscoperta ed a:ttacco di una retroguardia eseguita i,l g-iorno 12. Determinarono la manovra del giorno 8 i seguenti temi speciali: Pel partito del sud: « La di·visione del sud, « rinforzata da un'altra divisione, si prop0ne di prose« guir.e la sua offensiva. La sua linea d:'avamposti si «· stende dalle falde di M. Vacano lungo il fosso Sca« tucci fino al lembo orientale delle macchie di Anagni « e Sgurgola ». Pel partito del nord: « La divisione del « nord, Fiforni1a di truppe di complemento e rinforzata « da una b.rigata di fanteria e da 2 batterie, si propone « cli contrastare la marcia dell'avversario, e prende quindi « posi-zione ad est di Anagni. La sua linea d'a:vamposti « si stende lungo il rio di Tufano dalle falde di M. Por« ciano alla macchia di Anagni, che guarda ma non « occupa ». Il partito del sud era effettivamente rappresentato dal · -corpo d'armata,, seemato delle · truppe appresso indicate, le quali vennero impiegate a costituire il nemico se-gnato (partito del nord): 2 battaglioni di fanteria ( uno da ciascuna di visione), il battaglione d'istruzione, 2 compagnie di bersaglieri, la batteria d'istruzione, 2 squadroni ed 1 compagnia del genio. Il partito del nord, del quale ebbe il comando il maggior generale Car,chidio, si supponeva così della forza di 3 brigrute di fanteria (18 battaglioni), una brigata di cavalleria (8 squadroni), 2 brigate d'artiglieria (6 batterie) e 2 compagnie del: genio. Tale ripartizione di forze servì per tutte e tre le esercitazioni del secondo periodo. La mariovra del giorno 8 fu informata al _seguente concetto. L'attacco della posizione di Anagni dovrebbe farsi con preponderanza di forze contro la destra dell'avversario attraverso le macchie- di Anagni e di Sgur.:. gola, inquantochè la ppsizione stessa si presenta di fronte come una successione di gradini sempre più forti e do-

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... E DELLE GRANDI MANOVRE DEL 1876 127 minanti, e l'attacco della sinistra non si può eseguire che con fanteria e con scarsi risultati perchè il difensore .può parimente ripiegare su posizioni successive sempre più dominanti e concentrate. · Il comandante il corpo d'armata però, il quale aveva prestabilito, a scopo d'istruzione, di attenersi in queste esercitazioni agli at~ tacchi frontali, limitandosi per ciò che concerne l'azione c0ntro i fianchi a semplici dimostrazioni con poche forze quando tali dimostrazioni erano indicate dal terreno come preparazione e complemento dell'azione di fronte, pr.escelse espressamente, supponendo di commettere errore, l'offensiva fr0n tale accompagnata da un tardivo e d~bole attacco contro il fianco destro dell'avve:r:sario. Il generale Cosenz era stato indotto a prefiggersi in massima tale sistema dalla considerazio:ie che gli attacchi frontali, oH:re al servire di correttivo alla tendenza di abùsare di quelli avvolgenti, hanno maggior bisogno di essere studiati perchè più difficili di questi, danno luogo a mag. giore sviluppo dell'azione tattica, e sono talvol ta i soli che si possono eseguire, come è il caso di un corpo d'armata racchiuso fra altre truppe e che debba quindi limitarsi all'azione diretta. L'occupazione della posizione per parte del partito segnato fu fatta nel modo seguente: 2 brigate e 3 batterie sull'altopiano a sud-est di Anagni determinato dai punti di Romagnano e Casa Sibilla, colla linea degli avamposti lungo il fosso Tufano; un battaglione ed una batteria a Collecurto; 8 battaglioni, 4 squadroni e 2 bàtterie in riserva al ridosso occidentale di detto colle; 2 squadroni in perlustrazione sul fronte a cavallo della via Casilina e 2 sul fianco destro verso il Sacco. Il partito sud mosse dagli accampamenti alle 7 antimeridiane e venne a prendere una posizione iniziale in ordine ristretto ed in fermata protetta a cavallo della via Casilina colla 1a divisione su due linee di brigata a


nASSEGNA DEI CMIPI

destra alle falde occidentali del poggio di S. Antonio Abate; la 2• di visione parimente su due linee di brigata a sinistra della precedente, il reggimento bersaglieri, la hrigata cavalleria e 2 pezzi nella valle del fosso Alabra, ove si portarono per Mola della Torre. In caso che l'avversario avesse preso l'iniziativa dell'attacco, la P divisione doveva prender posizione sulle alture di S. Antonio e di S. Maria Stella, la 2 5 divisione sullo sperone che si protende fra la valle Vivuta ed il fosso Alabra, ed il reggimento bersaglieri sul poggio a sinistra di questo fosso, mentre la brigata di cavalleria avre.bbe guardato gli sbocchi delle due macchie. Giunto nelle posizioni oradette, il corpo d'armata inizia la ima offensiva con un'avan guardia formata dalla 17• brigata (1 • divisione) con 2 batterie, la quale avanza e quindi si spiega su due linee a nord della. strada Casilina; l'artiglieria s'impegna coll'avversaria sotto la cui protezione si ripiegano gli avamposti del difensore. In questa prima fase l a brigata di cava1leria coi 2 pezzi che le sono addetti, interpreiando inesattamente gli ordini ricevuti, penetra anzitempo nelle macchie di Anagni e Sgurgola e viene a guernirne lo sbocco occidentale con cavalleggeri appi edati. Essendo qu indi ordinato alle rimanenti truppe delle due divisioni di portars i innanzi al coperto salto il ciglione roccioso sulla destra del fosso Scatucci, la 32• brigata, la cui batteria va a prender posizione a sud della via Casilina sulla sinistra della 17a brigata, passa il fosso Scatucci, si pone al coperto dietro la batteria e quindi si spiega su 2 linee a sinistra della br igata oradetta. Mentre le 2a divis ione sta spiegandosi sulla ondt1lazione di S. Ant?lino, r iceve ordine di sollecitare la marcia e di farsi precedere dalle sue tre batterie e dalle due delle truppe suppletive; tutta quest' al'tiglieria prende posizione a nord di fonte dei Gallinacci sulla

1876 1~9 sinistra della 32° brigata. Il reggimento bersaglieri, al quale è addetto un plotone di cavalleria ed è assegnato per obbiettivo Collecurto, aveva intanto inziato il suo movimento dirigendosi con un battaglione traverso le falde settentrionali della macchia di Anagni e cogli altri tre e col plotone di cavalleria a destra nel piano. In questo secondo momento il difensore contrasta coll'artiglieria lo spiegamento della 1• divisione dell'attaccante e dirige 4 battaglioni e le .2 batterie della riserva sulle alture del casale della Torretta. Nella terza fase dell'azione.la 24~ brigata della 2a divisione, il cui avanzare era stato ritardato da altri movimenti laterali, si spiega con 4 battaglioni in 1• linea e 2 in riserva a sinistra delle 5 batterie. Il reggimento bersaglieri_giunge ad un chilometro dal casale della Torretta ed apre il fuoco, spiegando 2 battaglioni in 1° linea, contro truppe avversarie che prendono l'offensiva o . scendendo dalla detta posizione. Intanto la brio-ata d1 cavalleria, cui non pervenne in tempo un ord ine di ritardare alquanto la sua azione ed il cui squadrone fiancheggiante di sinistra era 'già in grado di concorrere cogli altri sboccando dalla stazione di Sgurgola, mette in posizione i suoi 2 pezzi sotto Torre Cervaro contro 6 squadroni nemici che avanzano nel piano; poscia attacca questi con 7 squadroni su due Jinei:, li fa ripi egare e quindi si arresta al ricevere dell'ordine suaccennato. Nel successivo momento della manovra la l" divisione supera il fosso Tufano, ma è trattenuta dal fuoco del difensore; le 5 batterie della 2" divisione e delle truppe suppl e ti ve avanzano fìno all'altezza della fon tana di Centucelle e continuano a controbattere l'artiglieria avversaria appostata presso il casale della Tl)rretta e presso casa Sibilla. D_e lla 2• divisione la 24° brigata giunge a mezzo chilometro dal casale della Torretta, e la 25• briE DELLE GRANDI ,MANOVRE DEL.

ANNO XXII, VoL. 11.

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E DELLE -GRAN DI MANOVRE DEL ~ 876

RASSEGNA DE[ CAMPI

gata è fatta avanzare essa pure fino a destra della fonte dei Gallinacci su due linee di còlonne di compagnie ad intervalli di spiegamento. Il reggimento bersaglieri, dopo aver mandato un secondo battaglione nella macchia, e visto ben preparato dall'artiglieria l'attacco del poggio di casale della Torretta che l'artiglieria avversaria aveva dovuto sgombrare, si dispone ad assalire il detto poggio, ma anche l.a· fanteria del difensore se ne ritira ripiegando sulla posizione . di Collecurto alla difesa d'una trincea che vi aveva costrutta. Nella fase segu~nte la l" divisione del partito sud avanza ancora verso la posizione avversaria e continua a prepararne l'assalto con vivo fuoco; l'artiglieria del di- . fensore postata sul poggio fra Preduri e Romagnano si ritira al primo risvolto della strada d'Anagni. La 24a brigata giunge sulla sinistra del fosso Tufano di fronte a casa S ibilla; le 5 batterie prendono posizione presso casa Mattiozzi e controbattono l'artiglieria nemica p_resso casa Sibilla, di cui una parte s i r itira sul contrafforte d' Anagni scendente dalla Sanità verso sud. Il reggi mento • bersaglieri occupa la posizione di Collecurto sgombrata dall'avversario in seguito al movimento alle sue spalle della brigata di cavalleria che ne minaccia la ritirata · in direzione di Mola del Lago e .lo costringe a ripiegare v~rso Cona Varano. Nell'ultima fase della manovra, la 14 divisione, dopo un vivissimo fuoco di fucileria, della sua artiglieria e delle 5 batterie del centro, avanza all'attacco delle posizioni di Rornagnano, Campetelle e casa Sibilla: all'attacco di quest'ultima concorre pure la 24a brigata della 2a divisione che eseguisce a tal uopo un · cambiamento di fronte a destra. Il reggimento bersaglieri, inseguendo anche troppo vivamente l'avversario, si spinge oltre il fosso T ufano fin quasi al bi vb della strada di Sgurgola colla Casilina. La cavalleria giunge sino a ~fola del

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Lago. A questo punto, quando il difensore ebbe deciso di operare la sua ritirata su Anagni, Cona Varano e S. Cesareo, venne dato il segnale di cessazione della manovra. Le truppe dei due. partiti presero quindi i seguenti accampamenti: La la divisione e le armi a cavallo delle truppe suppletive presso la fontana di S. Cesareo; la 2• divisione nei dintorni delle fontane di Centucelle ~ delle Monache; il rimanente delle t ruppe suppletive presso fontana della Sala; i} partito segnato sulle alture a nord del Castellaccio.

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Le situazioni speciali dei due partiti che determinarono la manovrà del giorno 1O furono le seguenti: « Il « corpo del nord, ripiegatosi il giorno 8 perchè stava « per essere minacciata la sua linea di ritirata, trovan< dosi in ottime condizioni si propone di opporre nuova 4: resistenza sulla destr a ·del fosso delle Mole : i suoi « avamposti sono stabiliti sulla sinistra del detto fosso < all'altezza di Quercia d' Altore. Il corpo del sud, dopo « le grosse perdite subìte il giorno 8, si riordina il 9 « e prosegue il 10 la sua offensiva » . Anche questa posizione lungo il fosso delle Mole dal Castellaccio a casa Martinelli, fortissima di fronte, dovrebbe essere attaccata con preponderanza di forze contro un fì.ànco, e precisamente cont ro il sinistro, limitandosi ad un'azione temporeggiante sul fronte ed a dimostrazioni sul fianco destro, le quali avrebbero tanto più efficacia inquantochè dietro la destra si svil uppa appunto la linea di ritirata del difensore. Senonchè, nel concetto -già accennato a proposito della manovra precedente e per offrire al difensore l'opportunità di prendere l'offensiva, si suppose anche questa volta che l'attaccante commettesse l'errore di svil uppare l'azione principale contro . il fronte della P.?sizione .


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IIASSEGNA DEI CAMPI

L'oecupazio.n e di questa fu fatta nel modo s~guente: 6 bas.ttaglioni e 2 batterie sull'altura S. Carlo a sud della Casilina; un ugual numero di battaglioni e di batterie a nord fìno a casa Martinell i; i rimanenti 6 ba~taglioni, colle altre 2 batterie in riserva dietro l'ala sinistra; la cavalleria in perlustrazione sul fronte; la linea degli avamposti all'altezza di Quercia d'Altare sulla sinistra d.e l fosso delle Mole. Il corpo del sud mosse dagli accampamenti e venne ad ammassarsi in posizione di fermata protetta a cavallo· della via Casilina colla brigata di cavalleria a nord e la 2• divisione a sud di detta via; la l • divisione dietro la brigata di cavalleria ed avente sulla sua destra, il Peggimento bersaglieri; le 2 batterie delle truppe suppletive dietro la 24u brigata della 2a divisione, la quale fu tenuta ad immediata disposizione del comandante il corpo d'armata. Da questa posizione viene iniziata la prima fase della manovra dalla brigata di cavalleria, la quale spedisce in perlustrazione 2 squadr,oni a destra verso Mola di Fogliareto e 2 a sinistra sulla strada del Sacco, avanzando poscia a cavallo della Cas ilina coll'altro reggimento in avanscoperta, il quale appoggia quindi verso sud per andarsi ad ammassare nell'ayallamento corrispondente al fosso di Stracciano. La 32" brigata della 1• divisione con 2 batterie segue quindi il movimento procedendo a nord della Casilina, e, giunta al bivio di questa strada con quella della stazione di Anagni, si spiega avanzando, mentre la sua artigl ieria va a postarsi sull'altura di fonte Geminiani ed apre U fuoco. Uno dei reggimenti respinge gli avamposti avversari e viene quindi a prender posizione sulle alture di Quer.cia d'Altore d'onde inizia un fuoco temporeggiante. L'altro reggimento è spiegato a cavallo della strada al.:. .l'altezza del precedente. Nel secondo momento la 25• brigata della 2" divi-

1876 f 33 sione, còn 3 batterie ed uno squadrone, si avan,za e quindi si spiega appoggiando la destra alla via Casilìna e viene a coronare le posizioni di Cescie d' Altore; lo squadrone si spingé in ricognizione sul .Sacco, le batterie aprono il fuoco contro il Castetlaccio. L'artiglieria del difensore contrasta lo spiegamento delle due brigate a cavallo della via Casilina. Contemporaneamente alla 25" brigata avanzano pure a destra la l'i" della l • divisione con una batteria ed uno squadrone, ed il 2° ·bersaglieri; la prima va ad ammassars i -nell'avallamento del fosso delle Tavole fra le .due strade coll'artiglieria al centro, mentre lo sq·uadrone è spinto in ricognizione verso le alture di fonte Lassangia; il reggimento bersaglieri si arresta in posizione coperta presso Navicella. All'inizio della suscessiva· fase della manovra, mentre sulla destra del Sacco numerosa cavalleria del partito nord fronteggia gli squadroni esploranti della brigata del partito sud, in sostegno dei quali vengono perciò inviati altI'i tre squadroni del grosso, la riserva del difensore prende l'offensiva dirigendosi contro l'alà destra dell'attaccante. Di ciò avvedendosi il comandante il 2° bersaglieri, fa avanzare di sua iniziativa il suo reggimento, il quale occupa successivamente le alture a sinistra del fosso Cricciano e quella di Mola delle Mo nache. Intanto la riserva dell'attaccante, 24" brigata, vien portata innanzi in posizione coperta a ponente della strada d' Anagni; una .delle sue batterie si apposta sull'al'tura dì Quercia d'Alto re, l'altra è avviata· a destra in rinforzo alla 17" brigata, la quale, avanzatasi a sua volta sull'estremità orientale dell~ alture di fonte Lassangia, era quivi rimasta senza spiegarsi, aprendo il fuoco della . sua artiglieria contro le truppe avversarie che aveV'an presa l'offensiva. -Queste, colpite di fianco dalla detta artiglieria e di fronte dai bersaglieri, ripiegano verso casa Martinélli. L'avere la .32a brigata appoggiato E DELLE GnA'NDI MANOVRE DEL


~ 3.t.

1876 135 presso la stazione di Segni; la 2• divisione del partito sud presso il Castellaccio; le rimanenti for1.e di questo ultimo partito nei luoghi lasciati il mattino presso le fontane di S. Cesareo e della Sala. E DELLE GRANDI MANOVRE DEL

RASSEGNA DEI CAMPI

troppo a sinist ra e la 17• ommesso di spiegarsi, pr oduce fra le due brigate un largo intervallo, nel quale vien fatto avanzare un reggimento della riserva, mentre 2 battaglioni dell'altro sono avviati sulla destra de.l Sacco con incarico di occupare il poggio di ponte Calatella e quindi risalire il fium e per concorrere colla cavalleria nelle dimostrazioni contro il fianco destro della difesa. Durante gli atti ora accenn ati le due brigate del centro seguitano il fuoco temporeggfante. Nell'ultima fase della fazione il reggimento bersaglieri passa il fosso delle Mole spingendo un battaglione nella macchia. La 170. brigata, sotto la protezione del fuoco dell'artiglieria e dei berseglieri, passa il detto fosso in colonna di fianco e quindi si spiega ed apre il fuoco. La 32a brigata avanza a cavallo della strada, ed un battaglione del reggimento di destra, mentre gli altri due fanno un vivissimo fuoco, attraversa di corsa il ponte e va ad occupare il Castellaccio supposto abbandonato dopo due ore di preponderante fuoco d'artiglieria; il fosso delle Mol e è quindi passato anche dal reggimento di sinistra. Questi atti sono appoggiati da un vivissimo fuoco della 23• brigata, che ha fatto avanzare 2 battaglioni fino al fosso. In tanto la 17" brigata ed i bersaglieri guadagnano terreno; qu ella assale di fronte e questi successivamente di fianco l e posizioni di casa Martinelli. I due battaglioni spediti sulla destra del Sacco, in seguito all'assalto centrale della 32a brigata, passano il fium e a guado ed avanzano per le falde delle alture di S. Carlo. 11 difensore, visti i progressi dell'attaccante sul fronte, la propria sinistra spuntata e la destra minacciata, ripiega successivamente sulle alture retrostanti ove erasi' preparata in precedenza una linea di trincee. A questo punto vien fatta cessare la fazione e le truppe si pongono a campo; quelle del partito nord a Piombinara.

L a marcia offensiva colla quale già dicemmo essere stato chius·o il periodo delle grandi manovre di questo cor po d'ar mata ebbe luogo in base ai seguenti temi speciali. « In seguit o ad ord ine t elegraiìco del comandante « generale sotto Roma, il .corpo del nord è richiamato < per ferrovi a presso la detta città, lasciando .a prote« zione del movimento una forte retroguardia. Il mo« viment o ferroviario sarà ultimato alle ore 9,45' an« timeridiane, e la retroguardia deve occupare e difen« dere ostin atamente la posizione di Piombinara fino « alle 10. Qualunque sia l'esito del combattimento si « r itirerà quindi su Valmontone o su 'rivoli come meglio « potrà convenirle. Il comandante il partito del sud. « dalle concordi notizie ricevute e dal frequente fischiare « di loco111oti ve nella stazione di Valmontone inteso da «: pattuglie in espl orazione, argomenta che l'avversario « si ritira sotto Ro~a. Decide perciò di proseguire la « sua marcia offensiva nell'intento di incalzarlo e di « attaccarl o vigoros:1;inente ». L a retroguardia del partito del nord, effettivamente composta delle truppe destinatP, nelle due precedfmti fazioni a segnare il nemico, venne cosi disposta n ella posizione assegnatale: Il battaglione d'istruzione con 4 pezzi sull'altura a sud-est di quella di Piombinara; 2 battaglioni e 2 pezzi su quest'ultima altura, sul poggiò a nord di essa e nel bosco retrostante; una compagnia bersaglieri al Castello Diruto; mezzo squadrone, sostenuto da una compagnia, in esplorazione per la strada di Paliano; mezzo squadrone sostenuto dall'altra compagnia bersaglieri in esplorazione sulla destra del Sacco; l'altro squadrone copre il fronte ·della posizione.

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A36 IUSSEGl'{A DEl J:;A?ilPI La marcia del corpo d'armata del sud venne eseguita su 4 scaglioni così formati ed ordin_ati: 1° Avanscoperta: brigata di cavalleri~ con 1 batteria. 2° Avanguardia Testa: 1 squadrone, I battaglione, I batteri.a , ~ battaglioni, 1 compagnia genio con un carro da pnrco . . Grosso: I battaglione, ~ batteria, 2 battaglioni, 1/ 2 sezione di sanità. 3° Grosso della colonna : I batteria, I brigata fanterii.:t, I batteria, ¼ sezione di .sanità, la 1a divisione, il reggimento · bersaglieri, una sez ione di sanità, 1 compagn ia bersaglieri (retroguardia). 4° Ga1"reggi'o: Parchi d'artiglieria delle divisioni, una sezione sanità, colonne divisione, delle truppe suppleviveri e bagagli della tive e della Ia divisione, equipaggio da ponte colle locomotive stradali. Le teste dei primi tre scagl ioni fu . disposto che muovessero ad un quarto d'ora di interval lo l'una dall'altra; quella del 4° scaglione doveva trovarsi al Castellaccio dopo due ore ed un quarto che era partita quella del 3°. Ecco s uccintamente quale fu l'andamento dell'esercitazione. La brigata di cavalleria avanza irradiando 2 squadroni a destra per la valle di S. Procolo, altri 2 a sinistra verso Colle Ferro toccando Segni con incarico di guastare la ferrov ia fra Valmontone e Velletri, e seguendo col grosso l a via Casilina. Giunto questo a cont atto della cavalleria n em ica ed accolto dal fuoc~ dell'artiglieria, la batteria si apposta e controbatte questa da un'alt ura a uord della .Casilina all'altezza di torre Santi. Mentre il comandante generale manda ordine alla brigata d'avanguardia (24a) di portarsi innanzi per attac-· care l 'avversario che non sembra ~n forze, 2 squadroni del grosso della brigata cavalleria si avanzano a destra parallelamente alla strada e gli altri 2 s'arrestano al coperto. Sopraggiungoòo quindi al trotto e successivamente 2 altre batterie che si appostano a destra della precedente, ed in segmto la 24a brigata che il generale Ca-

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E DELLE CM.NOI MA•NOVRE DEI. 1876 ~ 37 rini ha fatto spiegare avanzando; le tre batterie costringono i 4 pezzi del difensore sull'altura a sud-est di quella di Piombinara a ritirarsi più indietro seguiti poco dopo dalla linea avanzata del battaglione d'istruzione, la èui posizione era divenuta. arrischiata stante i progressi della 24" bl'igata, che guadagna terreno per scaglioni e.olla destra rinforzata e tende ad avvolgere la sinistl'a avversaria. Intanto i 2 squadroni della col onna centrale della brigata di cavalleria si portano rapidamente innanzi, e così pure la batteria, l a quale va ad appostarsi sul poggio giù occupato dai 4 pezzi del difensore. Uno degli· squadroni della colonna centt'ale distaccati in fiancheggiamento a nord della strada Casilina giunge dinanzi al bosco di P iombinara che t rova coperto da cavalleria ed occupato da fanteria ed artiglieria avversaria. L~ 2 batterie della 24a brigata si portano alla l oro volta più innanzi s.eguendo il movimento della fanteria. A questo punto, facendosi sempre più vivo il fuoco di . artiolieria e di fucileria, il difensore si riduce al Cao stello Diruto, a Piombinara- ed al bosc~. Il comandante la brigata di cavalleria, visto quasi cessato il fuoco dalla parte della stazione di Segni, fa ulteriormente avanzare 2 squadroni e 2 pezzi per battere di rovescio la posizione di Ca.stello Diruto. I 2 squadroni distaccati . a destra per la valle di S. Procolo giungono senz'incontri di fronte al Sacco; quelli distaccati sulla destra di questo corso d'acqua trovano Segni e Colle Ferro sgombri , ed un plotone zappato ri cli cavallE:~ia, g iunto ad Artena senz'incontri, scende a guastare un tratto di ferrovia oltre 2 chilometri ad ovest della stazione di Valmontone. Intanto il battaglione d'estrema destra della 24a brigata sbocca presso la strada di Palian0 contro la sinistra dell'avversario. Il difensore va intanto ripiegando s.uccessivaroente sull'ul tima posizione di Piombinara e


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RASSEG-NA DEI CAi\!Pl

del bosco retrostante, coll'intendimento di opporre ivi ostinata resistenza. A tal punto però viene ordinato che, ponendosi fine alla fazione, il corpo d'armata riprenda la sua marcia. Le truppe si recarono quindi agli acc.ampamenti loro assegnati. Il periodo delle grandi manovre fu chiuso con una rivista passata il mattino del 13 dal comandante generale sul colle del Pelliccione, seguìta dallo sfilamento delle truppe. La sera del giorno stesso venne inziato lo scioglimento del corpo d'armata e l'invio delle truppe alle rispetti ve sedi.

OSSERVAZIONI FINALI. Giunti al termine della nostra esposizione, sarebbe cer-. tamente interessante il soffermarci a dire alquanto diffusamente dei risultati delle istruzioni che ne formarono . argomento, del funzionamento dei diversi servizi e de lle osservazioni di vario ordine che si · ebbe campo a fare rispetto sì a quelli che a queste. Siftatta disamina però, come quella che dovrebbe abbracciare un complesso abbastanza vasto e svariato di cose, ci trarrebbe ad allargare assai di troppo i limiti già soverchiamente estesi di questa rassegna. Dobbiamo quindi restringer1~i ad alcune succinte osservazioni, accennando solo a. quelle cose che più specialmente meritano d'essere menzionate o che diedero luogo a rilievi di maggior momento. Anzitutto non possiamo àstenerci dal constatare il considerevole sviluppo che hanno ormai assunto presso di noi le esercitazioni aventi per iscopo di dar compimento all'ammaestramento tattico della truppa e dei quadri. Da quanto precede risulta infatti che presero . parte: A) A campi d'istruzione: 65 reggimenti di fanteria, 6 1/ 2 reggimenti bersaglieri, 1 battaglione d'istru-

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1876 139 zione, 1 battaglione volontari d'un anno, 28 1/. squad:oni e 41 batterie da campagna più 1 batteria ed 1 sezione 1 da montagna; tranne 6 reggimenti di fanteria ed .1 /'l d~ be;sa,,.lieri, tutti gli altri indicati fecero parte d1 campi costit~iti almeno da una brigata, coll'intervento, per almeno metà del periodo, di cavalleria e di artiglieria. B) A grandi manovre di corpo d'armata: 24 reggim~nt~ di fanteria, 3 reggimenti di bersaglieri, 3 battagliorn d'istruzione, 36 squadroni, 27 batterie e 6 compagnie d·e l genio, oltre i personali pei comandi, gli stati maggiori ed i vari servizi di tre corpi d'armata. - . C} A manovre di cavalleria: 8 reggimenti di cavalleria, lo squadrone d'istruzione, 5 batterie e qualche frazi~ne ~i fanteria. Ora, se si tien conto delle esigenze ordmar1e del servizio territoriale, delle speciali condizioni in cui si trovano le truppe det comando generale di Palermo e narte di quelle del comando generale di Napoli, dei li dii ti che impongono le ragioni economiche ,ed infiq.e della necessità. di lasciare alle truppe il tempo occorrente per attendere nelle guarnigioni alla parte elementare della loro istruzione tattica, ci sembra poter affermare che alle riunioni straordinarie di truppe a scopo d'esercitazione non si potrebbe dare nel compl~sso un'estensione guari maggiore. . . . . . In quanto ai risultati delle varie eserc1taz10rn ~1 cm abbiamo discorso, tanto ai campi quanto alle grandi manovre si ebbe campo ad accertarsi che l'ammaestramento_ tattico dell'esercito ha fatto rapido e notevole progresso. Le truppe hanno in genera le dimostrato di ave~ raggiu~to un soddisfacente grado di abilità nell'applicazione razionale delle manovre · al terreno ed alle esigenze della situazione tattica, nel saper adattare i mezzi allo scopo, nel mantenere una giusta proporzione ira la forza e !~estensione del fronte, nell'appropriato impiego delle riserve, nel manovrare combinato delle varie armi. Questo non E DELLE GRANDI MANOVRE DEL

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1\ASSRONA DEl CAMPI

vuol g ià dire che sotto tali r ispetti, come sotto altri, non resti ancora del cammino a percorrere, delle mende a correggere; solo s'intende affermare che nel complesso si ebbe a constatare un vero e deciso progresso. Del resto non vuolsi dimenticare che se nelle esel'citazioni del tempo· di pace mancano da una parte le influenze perturbatrici dell'operHe realmente in faccia al nemico, del combattimento effetLivo, <l'altra parte si deve necessari amente sottostare all'impero di esigenze e di .fatti che contribuiscono in maggiore o minor misura a togliere verità, razionalità e regolarità agli atti tattici. La fanteria è forse l'arma che ha dimostrato d'aver fatto progressi più evidenti. lY!anovra con ordine o scioltezza, sa generalmente apprezzare il terreno e adattarvi con calma e riflessione le disposizioni e gli atti tattici tanto nell'offensiva quanto nella difensiva, impiega l'ordine sparso senza che ne nasca troppo sensibile disor- · dine, cura bene il collegamento e l'esplorazione, si attiene alle mosse ed ai comandi regolamenlari, è meno facile che per l'addietro a sparpagliarsi e sfuggir di mano ai comandanti, marcia bene e mostrasi capace di notevole resistenza alle fatiche. L e principali mende che ancora si ebbero ad osservare consistono nella soverchia tendenza ai fuochi accelerati, nel non tener sempre conto delle distanze nel tiro e degli effetti del fuoco nemico, nel non impiegare a tempo giusto i nuclei di sostegno e di riserva, nel non attendere che . gli attacchi siano convenientemente preparati dall'artiglieria, nell'eseguire tal volta gli spiegamenti prematuramenw , nell'assegnare troppa forza alla 2• linea non facendola poi entrare in azione sempre a· tempo, e finalmente in una certa tendenza alla difensiva passiva. Da quanto abbiamo già accennato trattando particolarmente delle manovre di cavalleria nei comandi generali di Torino e di Verona, si può farsi un criterio

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U.4 del grado di efficienza dimostrato da tale arma, del co~siderevole pMfìtto ch'essa ha ritratto da quelle esercitazioni e delle cose per le quali rimane ancora maggiormente a fare. Volendo qui fare un cenno riassuntivo dedotto dalle osservazioni cui diede luogo il complesso delle istruzioni cui prese parte, diremo anzitutto che la cavalleria si palesò bene addestrata nelle manovre regolamentari, abile nel s,ervizio d'avanscoperta, d~tata di tutte le qualità che costitufscono individualmente 11 bu~n cavaliere. L'impiego di essa, specialmente nel combatttmento, ha però ancora birngno di perfezionamento, sia iiotto il punto di vista della disposizione e del maneggio delle schiere, sia sotto quello della iniziativa, della prontezza e della decisione a cogliere il momento opportuno. L'esperienza delle esercitazioni in discorso h,a poi confermata l'utilità di attuare anche alcuni campi d'istru- · zione di cavalleria, affiochè tale arma possa avere maggiore opportunità di esercitarsi in terreni più adatti e_d in riparti maggiori di ciò che possa fare nelle guarni~ gioni. E qui dobbiamo anche aggiungere com e le grandi manovre abbia no richiamato l'attenzione sopra talune quistioni d'ordinamento strettamente collegate coll'impiego tattico della cavalleria, quali sarebbero l'istituzione dell'artiglieria ,t cavallo, l'armamento de l moschetto per una porzione della forza di tutti i reggimenti in luogo di avere reggimenti interi muniti di tale arme, e _l'aggregazione nor!Ilale, nella formazione di guerra, di una batteria ad ogni brigata di cavalleria. Per ciò che ri<•uarda finalmente l'artiglieria, le . oso servazioni che si ebbe occasione di fare sono di poco momento e per lo pi tLdi carattere parziale. Occorse talvolta pe1: esempio di notare qualche soverchia fretta ~el fare il primo spiegamento; qualche inopportuno camb1~mento di posizione anche per guadagnare brev~ spazio; una certa tendenza a sove rchiamente frazionarsi, ad acE OBLLF, GRANDI MANOV.RE DEL 1876

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44-2 RASSEGNA DE! CAMPI E DELLE GRANDI MANOVRE DEL 1876 celerare il fuoco, a tirare senza aver convenientemente valutata la distanza e determinata la specie di tiro; taluna batteria non prendere tutta la parte desiderabile al combattimento; tal altra disporsi sul terreno con troppo rigida applicazione degli intervalli regolamentari. Nel complesso psrò l'artiglieria ha dato non dubbif} prove di abilità in tutti i rami del suo speciale servizio . Il nuovo materiale da cent. 7 si è dimostrato mobUissimo per la sua attitudine a superarè passi difficili e ripide pendenze. Accenneremo per ·ultimo, senza entrare in particolari, come tutti i vari servizi siano proceduti in modo regolare e soddisfacente. L'ordinamento di taluno di essi, come pure qualche · particolarità relativa alle norme amministrative ed. a taluni materiali, hanno dato luogo ad osservazioni, in generale di non molto rilievo, ed a con- · seguenti proposte di miglioramenti. E questa opportunità di fa.re anche pratico esperimento dell'ordinamento dei diversi servizi e degl i svariati oggetti di materiale e di arredo, costituisce appunto uno dei vantagg1 delle riunioni di truppa ai campi e più ancora alle grandi manovre.

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Lo Confereta~a di Br,.,xelles nel 18'1!1 e le pitr~~e forti,, per BENEDETTO VEROG GIO, maggiore

generale. - Napoli, Stabilimento tipogrnfico dell'Unione, 1877. I

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La guerra, come una delle funzioni essenziali della vita delle nazioni, non potrà mai essere LoLalmente abolita; bensì il migliorato asseLLo sociale e poliLico, il maggior' sviluppo e la maggior potenz:a degli ocliemi mezzi d'offesa, tenderanno da una parte a rendere meno frequente la necessità di ricorrere a questa ragione estrema per risolvere le grandi questioni internazionali, varranno dall'all.ra a regolarne gli atti ed a diminuire le sofferenze ad essa inerenti . Ad alla1~gare i successi in quest'ultimo indirizzo gi4 ollenuti dalle conferenze di Ginevra e di Pietrobur>go, tendeva l'opera di quella di Bruxelles riunitasi nel 1874 per iniziativa della Russia; nella quale però, per la molteplicità delle questioni prese in esame, essèndosi il principio umanitario che inspirava i convenuti trovato spesso in contrasto colla necessità di trarre dall'impiego dei mezzi d'offesa il mass imo effetto utile, non si ottenne un risultato pratico, mancata essendo alle conclusioni di quel Congeesso la sanzione dei rispeLl.ivi Governi. È però innegabile che l'accordo manifestatosi in quella occasione sul principio di mantenere l'impiego della forza nei limiti imposti dalla necessità di vincere, è una .spècie d'impegno morale contratto dai belligeranti in faccia-alla società civile. Dal che ne consegue chè il conoscere quali possano essere quei limiti è cosa di grande interesse, non solo pel mi-

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litare, a cui tal cemoscenza può servir di guida nell'adempimento dei suoi doveri, ma eziandio pel cittadino, a cui vale ad apprendere fino a qual punto esso possa confidare nell'umanità .dell'invasore, e quanto debba invece unicamentH aspettarsi , dallu propria virtù ed abnegazione. Di grande utili là devono quindi essere considerali gli studi dir·eLti allo scopo a'nzidelto; e perciò crediamo opportuno rac~ comandare la lettura di un recente opuscolo del generale · Veroggio intitolato: La Conferenza di Bruxelles nel 1874 e le piazze forti , di cui qui inLendiamo dare un breve riassunto. Prendendo occasione dal Congresso di Bruxelles e da una petizione a questo rivolta dai cittadini di Anversa, tendente a far adottare il principio: « che tulla volta venisse a trovarsi una città fortificata soggetta al bombardamenLo il fuoco delle artiglierie dell'attaccante dovesse essere esclusivamente diretto contro le opere militari», l'autore si propone cli occuparsi specialmente dei diritti dei cittadini chiusi nelle città assediale. Dopo aver combattuti con convincenti argomentazioni i principii secondo i quali dalla Conferenza si ten:deva a separare la sorte dei cittadini inermi da quella d~ell'esercito, l'autore approvando il senso della 1.. parte dell'articolo '15° del Protocollo reda tto in quel consesso,che dichiara dover esser immuni dall'attacco e dal bombardamento le cillà 1 i borghi e villaggi aperti che non siano difesi, dimostra la possibilità di conciliare in ciò l'interesse delle grand i ciUà commerciali colle cose della difesa . Ma gli articoli del ciLato Protocollo che riflettono direttamente il tema preso a trattare dal generale Veroggio sono la seconda par te del 15° ed i tre articoli seguenti. Crediamo opportuno qui riprodurli per intero a muggior intelligenza di quanto in seguilo dovremo espor re: « Art. 15. Le piazze fortificate, soltanto, possono essere assediate. « Art. 16. Ma se una città o piazza di guerra, borgo o villaggio è difeso, il comandante delle tt·uppe che vogliono assalirlo, avanti di intraprendere il bombardamento, a meno che non · trattisi di attacco di viva forza, deve far tutto ciò che da lui dipende per avver·tirne l'autorità. « Art. 17. In simili casi devono esser prese tutte le misure necessarie per risparmiare, per. quanto è possibiie, gli edifizi consacrati ui culli, alle arti, alle scienze ed allà beneficenza, gli ospedali ed i luoghi dove sono ricoverati gli

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ammalati ed i feriti, a condizione che non vengano questi luoghi contemporaneamente impiegati a scopo militare. " ii: dovere degli assediati di designare gli edifizi con se~nali visibili speciali, dei quali il significato sarebbe stato spiegato precedentemente all'assediante. • Art. 18. - Presa d'assalto, una città non può ·essere abbandonata al saccheg·gio delle truppe vittoriose "· Nulla trovando da obiettare rispetto al primo ed all'ultimo di questi articoli, inspieali agli stessi principii della 1• parte dell?articolo 15°, ed a quello universalmente accettato, di non infliggere al nemico soffere!1ze inutili, l'autore fa oggetto di speciale ei::'ame il contenuto degli articoli 16° e 17°, premettendo una discussione, sul senso che la Conferenza sembra abbia voluto dare alla parola bombardamento. A questo proposito egli osserva come, per la trasformazione avvenuta nelle artiglierie, il bombardamento non sia più .come una volta una operazione ben distinta dalle altre dell'assedio, quanto ai mezzi ed al tempo in cui può essere attuata~ ed appoggiato agli es empi delle operazioni eseguite contro le. piazze forti nell'ultima guerra, dimostra essere assai difficile discernere a quali fra le operazioni dirette ad espugnare una piazza si potrebbe con sicurezza attribuire il carattere di un vero bombardamento. . La Conferenza non a vendo fatta restrizione alcuna a questo riguardo, l'autore ne deduce: che essa abbia voluto intendere con quella denominazione qualsiasi insuHo che i proiettili lanciali da l'uoci potessero fare all'abitato della piazza. Passando poi ad esaminare l'articolo '16°, che prescrive di prevenire le autorità della piazza assediata dell'imminente bombardamen to, l'autore osse!'va: che l'eccezione ivi fatta a questa prescrizione, pel caso di attacco di viva forza, non ha alcun valore; e che negli altri casi, perchè la prescrizione s tessa possa essere di qualche uliJità, sarebbe necessario dar norme precise sul tempo e sul modo cli tale preavviso. Redailo com'è, l'articolo manca di precisione, e stabilisce una massima che spesso riuscirebbe inutile; ma elle in ogni caso non potrebbe che favorir l'assediato con svantao·aio del00 l'assediante . Le diverse specie di fabbricati che dovrebbero essere risparmiati dal bombardamento formano argomento di esame del § 7°, in çui l'autore nola: che gli edifici che la Conferenza vorrebbe immuni dal bombal'clamento sa!'ebbero in numero de.ANi'iO XXII, VoL. 11..

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-cuplo di quelli contemplati dalla Co1rvenzionedi Ginevra, e che con ciò o il bombardamento o l'immuni tà diverl'ebbero illusori. Però anche quando le proposte della Conferenza fossero acceLLate, non cambierebbe per q uesto, secondo l'autore, lo slaLo attuale delle cose. Non di diri tto, perché la Conferenza non ha compreso i fabbrica ti civili fra gli immuni; non di fatto, perchè quando il bombardamento fosse resodifflcile dal grande numero dei segnali d'immunità, l'assediante prescrive1·ebbe, e l'assediato accetterebbe, per evitare mali maggiori, di diminuirli. Nel § 9' l'autore, esaminando a vantaggio di chi sarebbero le proposte della Conferenza, conchiude dalle cose già precedentemente osservate: che quelle proposte tenderebbero ad avvantaggiar la difesa a scapilo di chi altacca, e da ciò deduce: « che la Conferenza al principio di giustizia avrebbe preferito « far prevalere il s uo concetto, di diri gere le operazioni mi« lital'i contro le forze ed i mezzi di guerra dello Stato nemico, « e risp(;l.rmiare i soggetti, finchò non pr endano di loro ini" ziativaparte alle ostilità "· Dal che l'autore ~rae argomento per censurare l'operato della Conferenza « che avanti contare il nume,·o co1nplcssioo delle « vittim e le ha dis tinte per quali là; mostrando appr ezzar meno « la vita del soldato, sol perché accorro a lle armi, di quella del « cittadino perchè s i astiene dal combatLere; separando cosi il « destino dell'esercito da quello del paese; m entre dovrebbesi « considerare il sacrificio d'un solda to e d'un inerme ciLLadino " nella stessa mis ura, cioè col criterio dell'utilità che il sacri" fìcio apportar può per accorciare la guerra ». Non è quindi esaLta l'idea che gli abitanti di una piazza for·tificata debbano godere del privilegio cli essere risparmiati dall'assediànte nel bombardamento, come hanno chiesLo i citLadini di Anversa. Ed è difettosa) perchè si arpeggia acl una Lesi che non è pi'ù una precisa emanazione del canone inconcusso, di non impo,.re all'avoe1·sa,.io so.ffel'cn:.e inutili. Come dunque prooveclel'e altrimenti pel' 1'ispal'mictre i cittadini inoJf'enstoi? L'autore ritornando suJla petizione fatta dai ciLLadini cli Anversa, e riferendosi alla stot'ia delle fortificazioni di questa ciLLà, trova mot.ivo a conchiud.ere: che spetta allo Sla Lo pt'ovvedere alla sicurezza de i cittadini delle piazze forliflcate, modificando queste in modo che l'artiglieria non possa arrivar coi suoi tiri a molestarne l'interno. Perciò quando si volesse

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aver riguardo ai principii umanitari, converrebbe o addivenire a questa ampliazione, o sopprimere quelle piazze che per un motivo qualsiasi non si potessero oppoetunamente modificare. Ciò non essendo in opposizione col sistema ~i guerra oggidì prevalente, l'autor>e crede d~versi tenere .per ~oncetto fondamentale: « che qualunque sistema d1 fort1ficaz1one deve esser " combinato in modo che la lotta da sostenersi con esse non « abbia a portare ta necessità che gli abitanti del luogo deb« bano subirne gli effetti "· Quindi, o escludere l'abitato dal recinto, o far in modo che alle offese non restino esposti che i posti militari. Indicato in qual modo potrebbe essere attuato questo concetto, l'autore esprime l'opinione: che con ciò si r ius_c irebbe a limitare la lotta alle sole forze militarmen te orgamzzate, nè sollevar più si potrebbe la questione umanitaria, come la intese la Conferenza di Bruxelles. Dichiara poi nelÌa conclusione: che non intende osteggiare in modo assoluto l'idea di risparmiare gli orrori della guerra agli inoffensivi cittadini; solo sarebbe ingiustizia farlo a danno di chi invade. Crede giusto e nell'interesse dell'invaso che ne cerchi egli stesso l'applicazione, nè a ciò poter essere d'ostacolo la questione finanziaria, alla quale devono pure alla fine prevalere le considerazioni umanitaria e militare. La necessità cli esser brevi ci ha obbligati a sorvolare alle varie parti di questo assai pregevole lavoro del generale Verorrofo che in spazio ristretto tocca importantissime questioni, "'"' delle quali, secondo noi,. offrirebbero argomento a pm .' alcune ampia discussione. Lasciando ad altri che il creda opportuno la cura cli una più attenta disamina delle considerazioni svolte dall'autore, non possiamo però tacere che ci parve un po' crudo il s uo ragionamento sul valore della vita dei cittadini inermi. Ci perdoni l'egregio generale, ma a noi pare che se la Co_nfer_e nza c~i Bruxelles da sua parte può aver pecca to di eccess1v1 r1guard1, egli sembra dal canto s uo trascurar un po' troppo nei suoi apprezzamenti le clifferenti condizioni in cui i cittadini ed i soldati possono trovaL'si in una ciLtà assediata . Basta in~atli ileiflettere: che nella massa dei cittadin i che non si battono come soldati vi sono le donne, i fanciulli, i vecchi impotenti, vi sono i padri di famio-lia che probabilmente han già militato, che forse hanno figli nella milizia; che tutta questa cHtadi:)


H,.8 LIBRI nanza è meno protetta dalle opere della piazza, che non lo sia la guarnigione ad uso della quale sono costruite, e si dovrà convenire che non usando ai cittadini speciali riguardi il sacrificio della lor o vita è tenuto in minor conto di quello della vita dei soldati. Nè vale il dire coll'autore: allargate le fortificazioni; -innanzi tutto perchè è più presto detto che fatto, poi perchè se la piazza non cede dopo la caduta dei forti staccati (e sarebbe ingiustizia il pre tenderlo) i cittadini si troveranno esposti agli stessi danni a cui andrebbero soggetti nelle piccole piazze. Che se l'imporre questi danni ai cittadini inermi può esser utile a chi attacca, e quindi nel suo diritto, deploriamo questa necessità, ed anzichè velarne il lato crndele mettiamolo a nudo, affìnchè sappia almeno chi è spinto ad usarne quanto ristretti s iano i limiti entro i quali egli può sobbarcarsi alla responsabilità di una sì grave determinazione.

.H.,•iegsgescliicTdliclie ,-Jtu,Uen Hflch iler a,:1pl'ilutto,•isclien 11reu,o,le. ( Sti«liz" storico- rni"litari, secondo 1·l metodo applicativo) di F . v. VERDY DU VERNOIS, maggior generale e capo di stato maggiore del 1° corpo d'armata. 1° fascicolo: Particolari tattici tratti dalla battaglia di Custo~,,, del 24 giugno 1866. - Berlino 1876, Mittler e figlio. ( Continuazione).

In una breve introduzione alla seconda parte (partecipazione alla battaglia) l'autore rammenta la situazione delle truppe dell'ala deslra austriaca e della sinis tra italiana nel momenlo in cui la colonna centrale della brigata cli testa della divisione di riserva austriaca occupò il Cricol e la Mongabia, cioè circa le 8 ant.: il battaglione .çacciatori di queHa colonna in prima schiera sul Cricol, in Mongabia e sulla prossima aHllra) il reggimento di fan teria (Deutsch-Banatcr) in seconda schiera, con due compagnie cli scor ta alla batteria in posizione sul Cricol; la colonna di destra della brigata Benko (1 battaglione Hoheniohe) seguita da quella della brigata ·weirnar (7 compagnie Degenfeld} in marcia verso Casa Renali; la colonna di sinistra della brigata Benko (2 battagl ioni Hohenlohe) sviata a sinislra dietro al 5• corpÒ; la colonna centrale della

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H-9 brigata Weimar (5 compagnie Degenfeld) 4° battaglione Paumaartten 36• cacciatori e la bat.teria) fatta schierare in tre linee dal gen~rale Rupprechl a sud della fer rovia PeschieraVerona - a motivo di quei tali proietti della nostra artiglieria che gli fecero Sll.pporre già occupato da noi il Cricol - e incamminala per lealture dell' Alzarea lungo il Tione; la ~olon~a di sinistra della stessa brigala {'l hatlagl1one Degenfeld) 111 marcia nella dir'ezione cli Porcelli, sulla sinistra del Tione, per aggirare (da est) il monte Cricol; un battaglione della med~siroa brigata (4° Maroicic) in Castelnovo col parco delle munizioni ecc; un distaccament9 del presidio di Peschiera (~ compagnie di confìnarii Gradiscani, 1 com?agnia .del reggnn~n_to fanteria Arciduca Rodolfo, t plotone d1 ussar i e 4 cannom) m marcia per le alture della sinistra sponda del Mincio; il 5° corpo sulle alture di S . Rocco di Palazzuolo. Dalla parte opdella divisione Sirtori (ge.nerale Villaherp osta ' l'avano-uardia t:> mosa, 2 batlaglioni del 20° reggimento, ti! 5° battaglione ber·saglieri, '1 squadr·one (mezzo) di cavalleggieri ~i ~ucca, '1 s~.zione di artio·lieria e '1 squadra di zappatori) 111 combattimento presso"'Oliosi contro il 5° corpo e la divisione di riserva che sopracro'iun o-eva sul suo fianco s inistro; . la divisione :::>o t> .. . Cer·ale in marcia da Monzambano per Vallegg10, colla Lesta .già vicina ad Oliosi; il grosso della divisione Sirtori in combattimento contro il 5° corpo ausLl'iaco presso La P er-nisa. Nel decimo tema, clie tratta della condotta della avanguardia della divisione Sirtori nel suo incontro col nemico nella regione d'Oliosi, apparisce la mancanza cl~ da ti sufficienti c'.rca gli atti degli I Laliani. L'autore dice ch'egli avrebbe senza 111d1!g10 tentato di cacciare il nemico dalla Mongabia e dal Cricol coi due battaglioni di fanteria (fronte a nord) fiancheggiati a sinistra indietro dalla cavalleria (che suppone for te di un intero squadrone) mentre avrebbe fa tto tenere la posizione di Oliosi dal 5° bersagl ieri, fron te ad est, e adoperato l'artiglieria contro la Mongabia) se l'artiglier-iaclel 5' corpo austriaco non lo avesse costretto a controbatterla per distoglierne i tiri dalle truppe. Dai brevi cenni della Relazione austriaca gli pare di poter declurre che il a:enerale Villahermosa si appigliò in sostanza a quel partito (~u per giù! dirò io), colla differenza che_questi fece tenere l'altura d'Oliosi da un ba ttaglione del 20' fanteria e mandò all'attacco delle alture di Mongabia e Cricol il 5' bersaglieri, sostenuto dall'altro battaglione del 20•; al che polè ·~sser indotto, pensa egli, dalle circostanze del momento. E PEl\IODICI


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Infatti il 3• battaglione del 20° era stato messo in prima linea sulla altura cli Oliosi (fronte ad est) a destra del 5• bersaglieri, e il 4° del 20• trattenuto in riserva. Il 5° berso('J'lieri era quindi più vicino alla Mongabia degli altri due baLLacrlioni. L'autore suppone che jl generale Villahermosa ig nirasse tutlavia che non era seguilo dal grosso della divisione Sir tori ma dalla divisione Cerale; il che non è esatto. yndecimo q uesito: contrallacco della colonna principale della br1ga~a Benl:o dal Monte Cricol. I bersaglieri italian i s i spingono innanzi fin presso alla batteriai:tustriaca sul Cricol · il O'Cnerale Benko li conlrallacca col 37• cacciatori e col re"rri~1e~to 0 Banato tedesco, e r espinge quelli e il 4° battaalion°e del 20• r eggimento s ino alla linea Oliosi-Campagna Ro:su: ma ecco giunge la lesta della divisione Cerale. Opportuno dice il Verdv l'attacco del Villahermosa, il quale per le con<lizioni del te;~ r eno ignorava la superiMitù delle forze nemiche provenien ti dal nord, non avendo avulo alcun avviso dalla cavalleria che avrebbe dovuto bat_te~e il paese in quella direzione (e qui il Verdy ha gran ragt0ne!); opportuno a nche il contrattacCO' del Benko, poichè egli ebbe visto la pochezza delle forze nemiche nei dintorni di Oliosi, se però non iscorse lo appressare dello lrupp,e de~ generale Cerale, a moli vo del terreno coperto. Bens1 egli, il Verdy, avrebbe dispos to in quel caso nel modo seguente: lrallenere il nemico da fronte col fuoco del 37° cacciatori e del!a ~attoria, ~ontratlaccal'lo dalla sua destra (ovesL) con 2 battagliomclel rcgg1mcnto Banato tedesco (la cui ala destra n~l sup~rare le _alture si s~r.ebbe esLesa fino alla Casa Renali) mmacc1anclone 11 fianco sinistro e la ritirala su ValleO'à'ÌO . , ·1 00 > te nere in r tserva 1 terzo baLlaglione di quel reggimen to dietro le alture della Mongabia, pronto a gittarsi sulla destra del nemico loslochè si facesse sentire l'effetto del contrattacco sull'altra ala. - A me non par possibile che gli Austriaci non vedessero dal Cricol il polverone che seÒ'nava la mal'cia della divisione Cerale dal Monte Vento alla Cas; Valpezona, cosicchò suppongo nel loro contraLlacco una certa dose di precipitazione. Jl dodicesimo quesito, che tratta dei primi alli della bri,,ala di testa d~lla clivi_sion_e Ce~a_le! non ha nel libro del v:rcly una base sicura d1 daL1 pos1t1v1. L'autore suppone la brio-ata Pisa (generale di Villarey) Lutta inte1·a ed unita alla Les ta della divisione, insieme ad 1 squadrone di guide e ad ·UaLleria. Ma in fa tto <1uella brigala era così divisa:

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A oangua1·dia della divisione (sulla strada maestra): 1 plotone del 3· squadrone guide, 2 compagnie del 2!J• reggimento fanteria, . 12 compagnie dello stesso con 1 se:.::ione (2 pezzi) d'artiglieria, 1 plotone del 3° squadrone guide pel fiancheggiamento a destra e il collegamento colla divisione Sirtori, 1 plotone dello squadrone medesimo pel fiancheggiamento a sinistra, verso il :VI incio; Colonna di sinistra (per Case Pasquali e MaragnoUc): 30° reggimento dj fanteria, condotto dal geneeale di Villarey; Alla testa del grosso della divisione, a 1 chilometro dalla avanguardia: 18• battaglione bersaglieri, il r esto della battcrm che avea claLo la ::;ezione alla avanguut·dia (4 pc:.::zi), 3 plotoni del 4• squadrone guide. Al 29• reggimento di fanteria mancavano 2 compagn ie. Ma supposta la divisione tutta unita in uua sola colonna, il che è ammissibile soltanto nel caso, dice il Verdy, che dagli avvisi della cavalleria precorrente (che poteva esser fornita in quanlilà s uffì cienle alla divisione Cerale dalla brigata addetta al 1• corpo) abbiasi la certezza della impossibilità d'un improvviso scontro col nemico, l'autore avrebbe disposto così la marcia: Avanguardia: 1 squadrone i 2 battaglioni di bersaglieri 1 batter ia la compagnia del genio; Grosso: la brigala Pisa con due batterie la brigata Forlì; A destra: 1 squadrone pel collegamento colla divisione Sirtori; A sinistra: per Salionze e le alture di Feliona, a sicurtà contro Peschiera, forse 2 battaglioni ed 1 squadrone, o collegamento colla colonna principale per mezzo cli cavalleria. Supponendo invece lo stato delle cose quale il Verdy si figura che fosse nel caso vero, cioè la b!'igata Pisa soprnggiungente in colonna da mar cia nel momculo che le truppe del Villahermosa erano respinte sino alla linea Oliosi-Campagna Rossa, ecco le disposizioni ch'egli avrebbe dato perricac-


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ciare subilo il nemico di là dal Cricol: spiegare in fronte il · 18° bersaglieri e 2 battaglioni del 29° reggi mento fiancheggiati a sinistra dallo squadrone di cavalleria, forse a sud del Monte Torcolo, il quale squadrone esplorerà verso il Mincio e allo innanzi a nord del Cricol, per quanto possibile; spaJJeggiarli, e rinforzarli a l bisogno, cogli aHri 2 battaglioni di quel reggimento; mandar la batteria ad appos tarsi ad oYest della strada maestra, forse sul Monte Torcolo, per bat tere le riserve nemiche accorrenti e controbattere l'artiglieria austriaca del Cricol; occupare le alLure tra Campagna Rossa e Bur ato, che hanno spiccata importanza taUica, con truppe dj seconda linea del 29° reggimento (se 110~1 arrivasse s in là l'ala sinistra della prima linea) o del 30° reggimento. Se il nemico non ceda al primo attacco, insister e contro l'ala destra di lui per le alture ora dette con tutto il 30° reggimento o con due soli battaglioni di esso, secondochè vi siano o no altre truppe a portata di s ostegno efficace della prima linea. - Queste disposizioni a ll'ingrosso non differiscono gran che da quelle che furono effettivamente prese dal colonnello Deua del 29• reggi0:1ento e dal generale Villarey, prima che a quest'ultimo giungesse l'ordine del generale Cerale di continuare la marcia in coloni1a alla volta di Castelnovo. Il Vercly ignora che il Monte Torcolo e ra già occupato dalla maggior parte del 4• . battaglione del 20° r eggimento (dell'avanguardia della divi. sione Sirtori). ll tredicesimo quesito si riferisce alla condotta della divisione Cerale (supposta Lu tta presente, in forz_a dit6 battaglioni di fanteria, 2 di bersaglieri, 1 squadrone cli guide e 3 batterie) nel caso che la brigala Benko, dopo aver r espinto l'attacco del Villaherrnosa, vedendo giungere quella divisione, fosse rimasta in difesa nella posizione del Cricol. L'autore lo risolve in questo modo: att&cco risoluto dellà posizione nemica colla propria ala sinistra,·osservazione a destra, versdest (5° corpo austriaco), con forte riserva verso quel lato; e dispone cosi: 2 batterie ad ovest (sinistra) della strada maes lra, e sul Torcolo, contro il Cricol; i 2 battaglioni bersaglieri spiegati nel piano tra la strada e il Torcolo, per sicur ezza delle batterie e per fronteggiar~ il ner!1ico; il distaccamento Villahermosa (che suppone tuttavia intero o prontamente raccozzabile s otto comando) rafforzato dalla terza baLteria della divisione Cerale, ad est della strada e nella posizione ù'Oliosi, per sicureua del fianco destro; tutta la brigata Pisa all'attacco per le alture di

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Campagna Rossa e Burato, contro l'ala destra del nemico, seconda ta a momento opportuno dai bersaglieri da fronte; la brigata Forlì ammassata in riserva presso la strada tra le Case Valpezona e BuseUa. Se il nemico non attacca dalla parte del Tione (fianco destro) quest' ultima bri.gata potrà concorrere co.n un reggimento allo attacco della posizione della Mongabia, e lo stesso potrà fare anche una parte del distaccamento Villahermosa, tenendo a bada l'estrema s inistra della brigata Benk0. Quatto1•dicesimo quesito: disposizioni pel momento in cui cedetter o i primi battaglioni auslriaci. Questo dà argomento a considerazioni molto in tel'essanli circa gli effeLti degli a ttacchi e contrattacchi sulle truppe dei giorni nostri, con questo odierno modo di combatter e, quando non si abbiano vicini sostegn i o riserve, o buoni appigli topografici a conveniente distanza alle spalle, tali specialmente che.sottraggano le truppe all'azione del fuoco di moschetteria. Non avendo prossimo sostegno d' a ltre truppe, bisogna, dice il Verdy, non impegnare nell'attacco tutte quante le proprie forze senza assoluta necessità, e nel caso che ciò sia necessario per accer tare il successo, riLrarne una parte tostochè sia possibile, cioè quando il nemico ceda all'urto, per forma me r iserva· Altrimenti, sarà ben difficile fermar le truppe che indietreggiano scompigliate, sino a che qualche riparo non permetta di r accogliervi i primi che giungono, come nucleo a cui s'aggiungeranno i più valorosi, e raccozzare più indietro ~li a1tri alla meglio. Ed è ciò che infatti si fa o si tenta di fare in tali casi. I caseggiati, sino a che non s iano battuti efficacemente dal cannone, hanno una singolare attrattiva pei r etro~ cedenti, cui offrono schermo contro le fucilate, e spesso avviene che continuino ad-esser difesi quando altri appigli meno cuoprenti sono già stati abbandonati. Nel quindicesimo quesito prendesi ad e.s ame l'ordine di marcia e la entrata in azione della bl'igala di coda della divisione Cerale (br igata Forlì). L'autore suppone ch'ella avesse presenti 2 battaglioni del 43° reggimento, 3battaglioni del 44°, 1 squadrone di guide, 1 plotone di zappatori del g~nio ed una sola sezione d'artiglieria t2 pezzi). Erano invece 3 battaglioni del 43°, 2 del lr-4° e un intiera batteria (6 pezzi) . Lo squadrone di guide (3 plotoni) la precedeva. Supposto poi che quella brigata fosse alquanto lontana dall'altra (Pisa), il Verdy, per ogni evento, la fa marciare così:


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Avanguardia: i squadrone di guide per mantenere il collegamento colla brigata Pisa e assicurare i fianchi con paLt1,1glie, 1 battaglione del 43° reggimen to, il plotone del genio; Grosso: l'altro battaglione del 43' reggimento, la sezione d'artiglieria, i 3 battaglioni del 44°. In fatto la brigata F orll, preceduta dallo squadrone guide, marciò così in colonna: 1 baUaglione del 43°, la batteria, gli altt'i 2 battaglioni del 43°, i 2 battaglioni del 44-0 • - Poscia il Verdy suppone che il comandante della divis ione siasi avanzato a prendere cogniz.ione del combattimento della brig,ata Pisa, se pu,re non andava già con quella. Nè l'una nè l' aHra di queste due giustissime supposizioni concorda col vero. Comunque sia, visto o saputo che il nemico tiene tuttavia la .Mongabia e le prossime alture mentre ha ceduto il Cricol alla brigata · Pisa, e che forse questa non ha più alcuna riserva propria, e dovendo pur pensare a premunirsi contro un attacco sul suo fianco destro, il comandante di divisione del Verdy fa schierare la brigala Forli almeno almeno a pari d'Oliosi (come appunto suggeriva il capo di stato maggiore della divisione, e come voleva fare lo stess o generale Dho comandante di quella brigata), trattiene quivi in riserva i 3 battaglioni del 44° e mette a sostegno della brigata Pisa i 2 battaglion i del 43° tra la strada maestra e la Campagna Rossa, o più a nord. Interessantissimo è il sedicesimo terna, che tratta dell'intervento della cavalleria nel combattimento tra Oliosi e Monte Cricol, a proposito dell'audace e glorioso altacco improvviso dello squadrone di ulani del capitano Bechtoldsheim. L'autore incomincia con un calcolo comparativo delle forze presenti delle due parti (divisione di riserva e distaccamento del presidio di Peschiera da un lato, avanguardia Villahermosa e divisione Cerale d.all'aHro) e colla scorta della relazione austriaca pone i seguenti numeri: a) in azione sulla linea Cricol-Mongabia: Haliar1i (2 battaglioni Villahermo~a, 1 battaglione bersaglieri, 8 battaglioni brigata Pisa) uomini 6,050; Austriaci (4 battaglioni brigata Benko) uomini 3,400; b) sopraggiungenti: llaliani (5 battaglioni brigata Forlì) uomini 2,750;

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155 E PERlODICI Austriaci (il resto-della divisione di riserva, tranne i 2 battac•lioni Hohenlohe della· colonna di sinistra della brigata Benk~ sviali a sinistra e il 4' battaglione l'l'Iaroicic lasciato in Castelnovo) uomini 5,400; dunque in tutto 8,800 Italiani contro altrettanti Austriaci. e) oltre a ciò : . . Italiani ('1 battaglione Villahermosa) verso Ohost a guardia del fianco destro, uomini 550, Austriaci (del presidio di Peschiera) in marcia all' estrema destra, uomini 500; dunque ugualità di forza., centinaio· più centinaio meno . L' e3perie'nza ci ha insegnato come gli abbachismi siano altrettanto fallaci quanto seducenti nelle questioni tattiche, non meno ed anche più che nelle organiche, nelle statistiche, nelle amministra t.ive, perchè facilmente si trascurano o 11611 si calcolano pel loro gius to valore certi importantissimi elementi di varia natura, che molte volte non hanno forme ben distinte e son difficili ad aflerrare e porre in bilancia. Tali sono p. e. in casi cli queslo genere le diversità cli sito, di proporzione, di momento in cui entrano "in azione le. l'orze dell'una e dell'altra parte. Ma prescindendo da questo, 10 non so di preciso quanLe baionette avesse alla mano il g:'n.erale Rupprecht nel momento cui allude il Verdy; .non ho chfhcolt~ di amméttere che polessero essere meno dt 8,000; so pero che dalla parte noslra le truppe notale al punLo a non O'iun"'evano ai 4 950 uomini, e cruelle notale al punto b somo b mavano a cieca '2,200, talchè prese ins ieme oltrepassavano el 1' poco i 7,000 uomini. Del resto il Vercly constata che gli Italiani si tro_vavano in peggior situazione degli Austriaci, perch~ a forz~ uguali (supposte) ne avevano impegnato una quantità assai maggiore ed oltre a ciò eranb minacciali nel fianco destro dalla . vicinanza d' un gL·an corpo nemico. Viene ora all'attacco degli ulani <lei capitano Bechtoldshe1m (3 pl.oloni), al quale, seguendo la ~{elazione au~tria~, egli attribuisce un effetto più grande di quello che ebbe d1 fatto, supponendo che dei cinque battaglioni della brigata. Fori~ quattro ne andassero a sbaraglio. Veramente, pamco vt fu ma i bravi cavalieri austriaci, quelli cioè che non fu rono atterrati dal fuoco dei nostri fan ti, dovettero voltare le groppe prima di avere attraversato la maggior parte della brig~ta Forlì, e questa ?Vrebbe potuto rimettersi presto e compiu-


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tamenle se non fossero sopravvenute una dopo l'altra in breve ora tre nuove sorprese, cioè: l'attacco d'un altro d rappello di cavalleria nemica sbucato ad un tra tto da Oliosi, quello della c_olo!rna di sinistra della brigata ' \.Veimar irrompente lra Oltos1 e la Mongabia e quello dellti br iga ta P iret del 5· austriaco per l'altura d'Oliosi. VeO'gasi per macraiori corpo o oo . l · par t 1co ari la Relazione del nostro stato maggiore. Dopo ciò, l'autore si domanda« come avr ebbe potuto essere adoperalo un reggimento di cavalleria che fosse stato addetto alla d ivisione di riserva austriaca ». Egli calcola che di tal reggimento 2 '/, squadroni soltanto avrebbero potuto trovarsi. colla colonna principale della divisione presso il Monte Cricol e distingue nel periodo del combattimento precedente ali~ arrivo della brigata Forlì quattro momenti nei quali l'impiego · d1 q uella cavalleria avrebbe potuto essere vantaggioso, cioè: 1° sul principio del combattimento, prima che le fan terie entrassero in azione, per agevolare a quella della sua parte l'occupazione del Cr icol, attaccando di sorpresa, coll'aiuto delle .aUure, gli stormi a vanzati dei tira tori nemici; 2° nel momento del con lrallacco del generale Benko contro i 2 battaglioni del Villahermosa; 3° allorchè questo contrattacco ebbe fa tto voltàr le spalle agli Italian i, per compiere lo sbaragl io dei 2 battaglioni ora delti; 4• contr o la brigata Pisa, mentr e ques ta si cacciava dinanzi i!, baUarrlioni del Benko o per d 1.s turb aria , render possibile la difesa del Cri col e' -acquistar tempo allo arrivo dei rinforzi. Non già che tutti e quattr o quei momenti potessero esse r còlti dalla medesima cavalleria; uno solo avrebbe probabilmente bastato a metlel'la fuori di combaLlimenlo per lunga ora. Sarebhesi contentato il Verdy cl1e la $Ua cavalleria approfittasse dell'uno o dell'altro, semprechè il terreno glielo permettesse. Ciò, dice egli, s i potrà pretendere dalla cavalleria cli visionale là dove il terreno coper to le consenta di s tar vicina al combattimento e così ~are ai suo i alti il carattere della sorpresa, oppure quando 11 nemico rotto r eteoceda a scompiglio. Mancarono al Verdy le necessar ie notizie per includere in questo tema, come ragion voleva crJi atti brillanti e non inutili dav vero, di quella poca no~L;a cavalleria add~tta alla divisione_ Cerale, che precedettero o s eguirono ·a breve di·slanza cli tempo l'allacco del Bechloldsheim. Attacco del Monte Cricol da parte della divisione austriaca: ,questo è l'argomenlo del diciassettesimo quesito. Arl'ivano

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le tre colonne della brigata Weimar. Fa di mestieri riconquistar le .a lture del Cricol e avanzarsi fi no alla linea OliosiMonte Torcolo. Attaccar dunque le due ali del nemico per Renali a des tra, per Mongabia a sinistra; fronteggiar!~ al centro; premunirs i d'una sufficiente l'iserva cenLrale. Le due batterie s'apposti no sull'alture cl' Alzarea e nel piano a ~ord del Cricol, batlan quest'ultima, Lra Ltengano il nemico; 11 generale Benko con una parte della sua colonna principale raccozzata a nord ciel Cricol (poniamo due battaglioni) e le due colonne di destra (quattrq battag lioni all'ingrosso) si avanzi a destra per Renati su Campagna Ros sa, Burato e Monle Torcolo; a siniska il p1·incipe di \Veimar con 2 battaglioni della sua colonna principale e la s ua colonna di sinistra (3 baltaglioni); in riserva r imano·ano al centro il 36° cacciatori (della briga ta Weimar, col; nna principale) e il resto della colonna principale della brigata Benko (supponiamo 2. battaglioni). Il comandante della d ivisione non sapr à nulla ancorf;). della rotta della brigata Forlì; ragione di più per mandar·e a richiamare la sviata colonna di sinistra della brigata Benko e far venire da Castelnovo il 4• battaglione Maroicic, a rafforzare la sua riserva_ - Consultata la Relazione austriaca, il Verdy trova che le clisposizioni,sue non differiscono sosLanzialmente da ciò che fecero gli Austriaci. Prima di proceder e ollre, mi occorre una osservazione. Il Verdy dice che non si può far rimprovero a.l general Cerale dello aver egli creduto d'avere a fronte nulla più che qualche piccolo partito nemico, perchè tale idea era conforme a ciò che si credeva da tutta l'armata italiana (ciòè che non dovesse avvenire a lcun serio scontro in quella matLina) e le disposizioni cl!!,ll'auloriià superiore avevano contri/Juito a confermare quella opinione. l o debbo fare osservare che nel quartiere generale del 1° corpo tale opinione non era pienamente ammessa, che anzi era stato parlato di sos tituire la divii;ione · Pianell alla divis ione Cerale nella mossa da Monzambano a Castelnovo, pr ecisamente perché si Cl'edeva non impossibile uno scontrn col nemico, non meno che a motivo della situazion'? neJla cruale sarebbe venuta a trovarsi quella divisione che, secondo gli ordini del comando supremo, <lovea andare a frapporsi tra .Peschiera e Pastrengo, in Caslelnovo, Sancirà e Colà. 11 generale Durando sciolse la questione dicendo che sarebbe andato egli stesso colla divisione Cerale. P er ogni


LTBRI 158 buon fine però, nell'ordine dato a questa ·divisione nel pomer iggio del 23 per la maHina del 24 era detto : « S'intende che « la marcia da eseguir si a tal uopo vorrà essere effettuata con « tutte quelle precauzioni che sono richieste dalla possibilità di « uno scontro col nemico » - Il generai Durando seguì in fatti la divisione Cerale, ma tr ovò la s trada ingombra dalle truppe e non giunse a tempo. Con ciò peraltro non intendo dire che da parte del comando del 1° corpo fosse fatto tutto il possibile per condur le cose a buon·esito in q uella g iornata. Entrata in azione del 5° corpo au!:-llriaco e· attacco della brigala Piret: questo il 18° quesito. li gener ale Rodich, comandante del 5° corpo austriaco, è giunto colle sue truppe a San Rocco di Palazzuolo e d intorni, ove deve aspettare ordini ulteriori. Vede la divisione di riserva, alle prese cogli Italiani prima che giunga ad Oliosi , indietr eggiare verso nord, mentre a ltre truppe nemiche sopraggiungono dal Monte Vento. Risolve di aiutarla con un a ttacco di fianco, poiohè ei sì trova sul fianco destro del nemico (Villahermosa e Cer ale). Consente appieno, come ragion vuole, il Verdy, e s i domanda: come fare? Se quel corpo di truppe là a S. Rocco cli Palazzuolo non fosse vincolato a quella· posizione da un ordine del comando supremo dell'armata e dalla possibil ità cli dover operare verso sud o esi (cioè dalla sua s ituazione nell'o1·cline generale di battaglia) di cui esso forma il centr-o) potrebbe, secondo le migliori norme della tattica, muovere su Oliosi con tulle le sue forze, con una brigata in prima linea, un'altra in seconda, a scaglione a s inistra inclietl'o, per sicurezza del fianco più arrischiato, la terza in riserva d'ambo i lati della skada S. Rocco-Oliosi, la cavalleria (6 plotoni) alle scoperte s ul fianco sinis tro ver so sud; ma nelle condizioni ìn cui si trova di fatto, il 5° corpo non può fat'e altro che dis taccare una parte delle sue fanter ie nella direzione ora detta, facendola sostenere dal fuoco delle sue arLigliePie, che possono battere il campo cli Oliosi senza scostarsi tt'oppo da San Rocco cli Palazzuolo, quindi restando sotto la mano del conrnndante del corpo cl'al'mata. Commette dunque l'attacco d'Oliosi alla brigata di des tra (Piret) che è ammassata presso Br olino, e la incammina così formata, in ordine da manovra; il battaglione cacciatori a-vanti, come avanguardia di coro battimento) i due reggimenti di fanteria d isposti per ala (un batta-glione dietro l'altro), q uello di destra a nord della strada Brolino-Oliosi, quello di sinistra su questa strada od a sud di essa, 1

159 la batteria all'ala sinistra per battere Oliosi e il campo a sud di quel villaggio, ove possono comparire r inforzi nemici, cavalleria, se ve n'è, sul fianco sinistro, Per assicurare questo fianco, specialmente _nel caso che non vi sia cavalleria da quella parte, potrà basta1·e un baUaglìone distaccato dal reg'"'imento di sinistra sull'altura a nord di J ese; oppure truppe di un'altra brigata (BauerJ saranno adoperate, in caso cli bisogno, a quell'uopo. Delle batterie della riserva del corpo d'armata e delle brigate Bauer e Moring si fa massa in posizione conveniente ad ovest di Brolino, per quanto lo permettono il terreno e le circostanze del combattimento, per battere Oliosi e il campo a nord sino a Mongabia. La brigata mandata all'attacco pr ende le sue disposizioni pel combattimento allorchè giunge alle alture tra Ragaiola e Forcelli, sulla sponda s inistra del Tione, non pr·ima, per potere adattar bene i suoi atti al caso e al momento . Il suo· comandante vede allora gli Italiani padron i del Cricol, Benko r etrocedente a nord della Mongahia. L'altura e il villaggio d'Oliosi cuoprono il fianco destro e la via di ritira ta del nemico; sono dunque la chiave del campo: r:oa preme soccorr ere presto la divisione di riserva e darle la mano, senza esporsi a possibili contrat_tacchi di fianco di rinforzi italiani da sud d i Oliosi. Perciò il Verdy dà {come esempio) le seguenti disposizioni : il battaglion.e cacciatori assalterà Oliosi; il reggimento di destra si avanzerà a nord di quel villaggio, con due baUaglioni (supponiamo) in prima linea ed uno in seconda; il reggimento di sinistra rimarrà in riserva. Quest'ultimo potrà poi concorrere all'a ttacco di Oliosi o estender l'attacco a sud, secondo i casi. La Relazione austriaca m ostra al Verdy che le disposizioni · prese dalla brigata Piret e l'azione dell'ar tiglieria concordano all'ingrosso con ciò che egli avrebbe divisato, ma che il generale Rodich fece fiancheggiare la brigata Pir et a sinistra indietro da un intero reggimento della brigata Bauer che teneva la posizione di S. Rocco cli Palazzuolo, e laf'ece poi seguire da due battaglioni della brigata Moring. Ciò pare sover chio al Verdy per le considerazioni già !'atte circa la s ituazione tattica del 5° corpo. Gli dà piena ragione il fatto, poiché qu~l)e truppe di seguito furono presto fer-rnaLe dall'attacco della divisioneSirtori a sud ovest di S. Rocco, ela sola brigata Piret bastò contro la divisione Cerale, insieme alla dìvisione di riserva. Si potrebbe qui domandare : che cosa sar eb be avvenuto E PEIUODICI


160 LlBRl se la brigata Forlì fosse stata schiera~a a tempo e non si fosse. s fasciata così presto, e se il comandante della nostra 1• divisione avesse previsto, o meglio ancoca visto· il pericolo che gli sovrastava da ritla, o DE! fosse stato avvisato, cose tutte più che possibili? Diciannovesimo quesito: condotta del 5° corpo austriaco contro la divisione Sjrtori, mentr·e la brigata Piret è in azione verso Oliosj. Il Vecdy esprime l'opinione che per assicur ar e la riuscita dell'impresa affidata a quella brigata e proteggere la brigatn stessa contro possibil i rischi da fianco e da terO'o b ' fosse opportuno attaccare senza indugio col massimo vigore la divisione Sirtof'i, e accenna le seguenti disposizioni: brigata Bauer in prima lipea su Rosoletti e lese; brigata Moring in seconda linea a scaglione a destra, per collegamentb tattico colla brigata Piret; 2 batterie cli riserva e le due della brigata ora detta a sostenere l'aUacco; l'altra ba tteria della riserva {da 8) a disposizione della brigala Piret, sulla sua destra. Se quest'attacco avesse tratto il 5° corpo in una direzione non corrispondente ai divisamenti del comandante dell'arfX\ata ignoti allor-a a quello del 5° cor po, nessun rjmprovero avrebb~ potut? esserne fatto a quest'ultimo, dice l'autore, poiché un grosso corpo di truppe in prima linea, appena il nemico gli appaia dinanzi con forze.con,sidereooli, non è piL; a libera disposizione del comandan te dell'armata. Nel ventesimo quesito l'autore risponde in parte alla domanda da me fatta alla fine del 18°. Egli mostra di non avere una chiara idea del come, per conseguenza dello sfacelo della brigata Forlì e dell'attacco di fianco della br igata Piret, piuttos to cbe pel contrattacco della d ivisione di riserva austriaca la brigala Pisa fosse costretta ad una ritirata che per molt~ e diverse cagioni, tra cui prima la mancanza di vicine riserve, and6 a fin ire anch'essa in uno scompiglio. Indovina bensì, per così dire, le difese parziali di Campagna Rossa, Monte Torcolo, Maragnotte e Buse lla e l'azione di quei nostl'i drappelli cli cavalleria che car icarono gli inseguitori. Ma egli suppone intatta la brigata Forlì e dis pos ta come ha detto nel 15° quesito. Visto re teocecle1·e a sbaraglio la brigata Pisa e i 2 battaglioni del Villahermosa adoperati insieme a quella nell'attacco delle alture di Mongabia e Cricol, mentre il terzo battaglione del Villahermosa tiene Oliosi, egli avrebbe cosl dispos to: i 2 battaglioni del 43° reggimento, mandali a spalleggiar e la brigata Pisa, si ponffano, l'uno al cr ocicchio delle

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E PEfiIODICl 16 f strade ad ovest di Oliasi (meschina posizione, specialmente in quel caso\ l'altro a Campagna Rossa e Burato, od anche sul Monte Toi·colo, per accogliere i r etrocedenti; un baLtaglione del 44° con una batteria a sud di Oliosi per fiancheggiare questa posizione e guar-clar e il passo del Tione; gli altri due battaglioni del 44' in riserva ad ovesL di Oliòsi; il resto della actig lieeia in posizione tra la strada maestra e Monte Torcolo; la cavalleria atldosso al ,1emico; .i retrocedenti che non si fermino sulla linea Oliosi-Burato o Monte Torcolo, siano raccolti a sud-ovest della Casa Valpezona. - A me pare che sarnbbe forse stato meglio contratlacc~re col grosso della brigala Forll la brigata Piret nel' suo fianco sinistro, affrettando in pari tempo l'arrivo della r iserva del '1° corpo. Ventesimo quesito: condoUa della brigata Piret dopo la presa di Olio3i. D.opo avere accennato, nen senza sorpresa, che 6 ba ttaglioni furono adoperati alla conquista del piccolo villaggio di Oliasi, ed uno solo fu tenuto in riserva dal generale Piret, e che poi sopraggiunse pure colà la svia La colonna cli si11ist1'a della b1·igata Benko (2 battaglioni), l'autore vede da un lato la convenienza di non concedere respil'oal nemico battuto, dall'altro la necessità di r iordinare le truppe pel caso di un contrattacco di rinfol'zi nemici da sud. Perciò dispone che i riparti più avanzati seguano l'avversa1'io alle calcagna, spalleggia li dal battaglione di r iserva·, se non ve ne sia qualcun'a!Lro in buona condizione più innanzi; che il resto delle truppe s i raccolga pet' r eggimento al coperto dal fuoco nemico, ad ovest ed est, o a nord e sud cli Oliosi, secondo il caso e il terreno; che la' batteria s i affreiti a prendere posizione per t icare sul nemico in r itirata; che lo sgombro delle case d'Oliosi dai nemici e la raccolta dei prigionieri siano afridati al battaglione cacci_atoei, o meglio ancora ai battaglioni della colonna di s inistra della brigata Benko. La Relazione austr iaca gli dice che la brigata Pieet si rior dinò a sud cli Oiiosi, a cavallo alla strada maestra, fronte a MonLe Vento, e che la sua batteria prese posizione presso la Ragai6la; ma non dice quanto tempo impiegasse a r iordinarsi, e come e perchè fosse poco sensibile da parle s ua l'inseguimento alle truppe nost1'e. VenLidues imo quesito: attacco dell'ala destra della divisione di riseeva (18 compagnie, cioè 'l baUaglione della brigata Benko e ·I 116 della brigala Weimar) su Burato, Campagna Rossa e Monte Tot'colo. Dopo la riconquista delle alture tra Renati e il Tione, l'autore si figura la divisione di riserva au-

Am'iO xx11, VoL. 11.


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striaca proseguire la offensiva, con '13 compagnie all'ala destra nella direzione di Mon te Torcolo, 7 compagnie a ll'ala sinistra nella direzione cli Valpezona ed una grossa r iserva in due gruppi, cioè i 4 battaglioni della colonna principJ:tle della brigata Benko a destra (ovest) di Mongabia, e i 3 della colonna principale della ln'igata Weimar pee Mongabia stessa e a sini!:'tra (esL); e volgendosi allo studio dell'aUacco dell'ala destra dispone così: atta~co contemporaneo di Campagna Rossa (1 battaglione) e di Burato (2 compagnie dell'altro baLtaglione) con r is erva di 5 compag'111e (4 del secondo battaglione e la compag nia del reggimento meclesjmo - Degenf'Elld - unitasi a quello); poscia attacco del Monte Torcolo, aggirandolo da un lato con 1 battaglione, e adoperando una parte dell'altro a trattenere da fronte i dife nsori e il rest.o in riserva 0 per lo .aggiramento dall'altro lato . R icorre quindi alla relazione austriaca e trova ciò che avvenne di fatto, cioè uno sparpaglio di divisioni e compagnie tra Burato e Mon te Torcolo da un lato e Oliosi e Valpezona dall'alieo, mentre 5 %battaglioni ins'icme alle 2 baLl.erie della divisione si raccolgono in riserva sul Monte Crieol, donde uno di quei battaglioni è fatto avanzare a sostegno dell'ala destra verso Campagna Ross?. È lecito dubitare che il generale R uppl'ocht, allorchè r icevette l'ordine di volgersi colla sua divisione con teo Monzambano e rom pere il ponte di Bottura, sapesse dove e come stava in quel momento la metà delle sue truppe su quel campo svariato e coper to. · Ventitreesimo quesito: Impiego della r iser va del '1° corpo italiano. L'autore fa qui alcune osservazioni. ·Jn primo luogo esprime la opinione che un corpo di qua ttro divis ioni non ha bisogno di formare un quinto elemento tattico con forze tolte a quei quattro, per avere una r:ser v.a . Nè io o;;erei davvero sos lenere l'opposto. Dirò soltanto che se non vi fosse s tat a quella riserva, di cui la oppor tunità fu s~ntita dal generai Durando quando si vide costretto~ mettere in prima linea tulle e quattro le sue divisioni, in ordine separato, per poter tenere quella lar ghissima fron te che gli f'u assegnata dal comando supt'emo, se quella riserva, dico, non vi fosse stata nella giornata del 24, gli Austriaci avrebbero potuto esseee a Valleggio peima delle 2 pomeridiane. Del resto, quei corpi di quattro divisioni erano già cli per se stessi un trovato non molto felice. In secondo luogo il Verdy nota che la r iserva nostra giunse sul campo troppo tardi, cioè quando non le rimaneva altro da

E PERIODICI 163 fare che accogliere le truppe sbaragliate del Cerale e del Villahermosa, e suppone che ciò avvenisse per conseguenza d'errori nell'ordina o nell'eseguimento della sua marcia. Il fat to è che ella avrebbe poLuto e dovuto muovere da Valleggio più presto, alla coda della divisione Cerale, e marciare di buon passo senza punto fermarsi. Ma pure, chi poteva credere che la divisione Cerale si sfasciasse in così breve oraf Finalmente l'autore non approva che fosse lasciato uno dei quattro battaglioni di bersaglieri della ris erva a guardia 'dei traini sulla destea del Mincio. Fu infatti un equivoco, uno sbaglio dell'ullciale di stato maggiore addetto al comando della riserva, e fu altamente disapprovaLo dal generale Durando, che mandò a cercar quel battaglione tostochè ne seppe l'assenza. Veggasi su tale proposito la relazione del nos tro stato maggiore. Ma stando al l'atto, il Ver<ly dice che l'azione della riserva del ,1° èorpo al suo giungere s ul campo non poteva essere se non difensiva~ prendendo posizione sulle falde seUenlrionali ,del Monte Vento. Eg;li avr-cbbc spinto contro il nemico i lancieri d'Aosta (5 squadroni), con 3 squadroni in prima linea, separali se il terreno lo voleva, e 2 in riserva, e sotto la protezione di q uelli avrebbe fatto occupare da un battaglione di bersaglieri la Busetta e l'altura a sinistea (ovest) per padroneggiare la strada· maes tra, e da un altro battaglione una posizione più a sinistra (ovest) verso Maragnotte, e tenuto in l'iserva il terzo battaglione, che avrebbe mandato a destra (est) sulle altuee di Fontana Fredda se il nemico avesse accennato cFavanzarsi tra la BuseLLa e il Tione. Su quella linea si sarebbero ferma~i i dr-appelli delle truppe di Cerale e Villahermosa che tuttavia combattevano indietr eggiando, il resto avrebbe dovuto esser raccollo, per quanto possibile, più indietro. Avr ebbe posi.o le 4 batterie della r iserva, e con esse i pezzi scampati delle batterie della divisione Cerale, sulle alture a sud-ovest di Buseua, a sud di Mat· agnotte, o più indietro, forse sul li.fonte Vento, d'ambo i lati della strada; e se il caso lo avesse richiesto, ne avrebbe mandato una a concorrere alla difesa delle alture di Fontana Fredda. Così, egli dice, avrei potuto manlener·mi collegato coJla divis ione Sir tori, bensì avrei lasciato scoper to il ponte di Monzambano. Per ottenere l'uno e l'altro intento ad un tempo mancavano le forze, considerati i rappor~i di distanza e giacitura delle posizioni cli Monzambano e S.• Lucia del Tione; dei due, più importante era fuor di dubbio

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il primo, ciori il legame colla divisione SirtorL Dopc, ciò, ei: ricorre alla relazione austriaca, e da essa rileva che le disposizioni prese da lla nostrarisena corrisposero in massima a quelle da lui divisate. La carta però non può avergli dello quali difficoltà opponesse il terreno all'azione ordinata delle truppe, e più ancora ai movimenti dell'ar tig lieria Succede a questo tema uno sguardo al combattimento della. Pernisa tra la prima brigata della divisione Sir tori e le tr uppe avanzate del 5° corpo austriaco. VentiquaLlresimo quesito: Circa le 11 antimeridiane il generale R up precht (comandante della divisione di riserva au-· stria.ca) r iceve l'ordine cli volgersi verso Monzambano e rompere il ponte. L'autore giudica con ragione che quella impresa non può esser tentata se non dopo aver cacciato if nemico dal Monte Vento. Per questo scopo è necessario l'accordo tea la divisione di riserva e la brigata PireL: dunque la loro artigl ieria s'avvicini quanto più può al nemico e lo balta; la brigata Piret s'avanzi àll'attacco su Busetta e Fon lana.Fredda; le 23 compagn ie della divisione di riserva avanzate tra Burato a· Valpezona s'avanzino a pari con quella per le allure di 1v1ara-· gnotle, spalleggiate dal 4' batLaglione Paumg artten giù avviato dal Monte Cricol verso Campagna Hossa, e dai due battaglioni di sinistra della brigata Benko capii.a ti in Oliosi, so tto il comando di uno dei due brigad iel'i della cli visione; segt.ano come riseeva l'ala destra della divisione, sotto il comando dell'altr o· brigadiere, il 36• batt.aglione caccia tori (della colonna principale della brigata Weimar) e i 3 "/3 battaglioni della colonha principale della br igata Benko che s tanno r iordinandosi sul 'Monte· Cri col. Vuolsi avvolgere l'ala sinistra del nemico (da ovest). 11 distaccamento di Peschiera segua anch'esso come riserva~ Non contando la brigata Piret: 23 compagnie in prima linea, 18, in seconda, 32 in riserva . La Relazione austria ca dice che il· generale Rupprecht, allorchi:l r icevette l'ordine pr edetlo, aveva le sue truppe frammi schiate e sparse qua e là per ampio Lralt(} pi ter reno cope1·to. Egli avviò tosto alla volta di Monzamba no il 36' battaglione caccia tori tu Ltora intatto (dal Cricol) e· il distaccamento di Peschiera, e mandò ordine alle anre truppe della sua divisione cli far capo ver so quella parte, ove fece pure indirizzare il Lt" baltaglione Maroicic rimasto in Castelnovo. Non può far mera viglia che il Verd y preferisca il suo pensalo al fatto. Il venticinquesimo quesito concerne le disposizioni che il.

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E PEnIODlCI 165 eomando del 1° corpo italiano avrebbe potuto dare per conseguenza dello stato delle cose circa le 11 antim. Collo scopo di for mare riserve per rinforzare e sostenere la pnma lmea (seconda brigata Sir·tori a s.• Lucia, r iserva del 1° corpo dinanzi ,a Monte Vento), e per r iprendel'e l'offensiva a momento opportuno: raccogliere il più possibile della prima brigala Sirtori, caccia ta dalla Pernisa, cliett'O a lla linea S. Lucia-Fontana Fredda, e quel che si poteva della divisione Cerale pr~sso Monte Vento; far venir presto sul campo tutte le truppe rima~ ste indietro coi bagagli ecc.; lasciare a guHdia del passo d1 Monzambano s ulle due sponde del l'vlincio soltanto 2 bat.tagliooi con un paio di squadroni della divisione PianeJI, e raccogliere questa sollec itamente a lla estrema sinistra della linea di baltt1glia sulle alture cli Pcavecchia, in posizione difen.siva-offensiva ·contr-o la des tra del nemico, oppure, se fosse ,pal'so più convenicnle, far la venire in riserva a Monte Vento, o ripartirla per briga ta Lra quei due siti. - MoHo tempo trascorse dopo le 11 ant. ,prima che il comandanl.e del '1• corpo, che era andato da V alleggio a Monte Vento e più oltre, avesse notizia di ciò che era avvenuto alla divisione Sirtori. Le disposizioni per la raccolta dei retc~ceclenti dalla Perni~a, da Oliosi ecc. non corrisposero ai giudiziosi divisamenti del Vercly. La divisione Pianell non ricevette alcun ordine nè alcuno avviso di quello che accadeva dinanzi a Monle Vento, e il suo generale dovette operare da sè come gli parve rneglio. .La direttiva insomma mancò. V~nliseesimo quesito: Considerata, secondo la Relazione austriaca, la situazione della divisione di r iserva (Rupprecht) nel momento in cui il 36° battaglione caccia tori e il dis taccamento di Peschiera o'iungcvano a Salienze per operare contro il ponte -di Monzamb:no l'autore si domanda quali disposizioni fossero da prendersi pe~· l'eseguimnnlo di tale còmpito. E r isponde: lliunire quei due distaccamenti sotto un solo comandante, che prendesse accordo colle pili vicine truppe dell'ala çestra della divisione; farsi peeceder e e lìancheggia1·e a s inistra da pattuglie .d'ussari rclel dis taccamento di Peschiera) che esplorassero e e.ollegass,ero; marciare p~r le a ltlH'e di Ca Monte, a sud di Sa·lionze, e non g ià pél vallone del Mincio, in colonna, con 2 co°:1pagnie di cacciatori in avanguardia, pùi le altre fi. cornpagme cacciatori, poi i 4 cannoni, e quindi le 4 compagnie di '.anti di Peschiera; aspettare a prendeN:i una risoluzione circa 1l _com.Pimento del mandato finchè il distaccamento non fosse giunto


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sulle a lture di Pravecchia, donde avrebbesi potu t,o scorgere, verso Monte Vento o verso Monzambano. Fu molto d iverso il fallo. Il 36° cacciatore proseguì solo da Salionze pel vallone, del Mincio alla volta del ponte di Monzambano; il dis taccamen to cli Peschiera prese la strada che per- le allure conduce da Salionze alla Tirodella, e si lasciò indurre dalla presenza di drappell i nemici (di sbandati) verso sud a spiegarsi in ordine da combaLLimento; per lo c he il 3o' cacciatori rimase abbandonato a se stesso nella bassura del Mincio mentre truppe italiane (<lella divis ione Pia nell) si avauzava110 sul fianco di lni sulle alture di Pravecchia. -Segue la esposizione della si tuazione delle due parti tra Monte Vento e il Mincio verso le 3 pomeridiane dopo lo sbaraglio del 36• cacciatori e la ritirata del distaccamento di Peschiera su Salionze. L'autore ne trae argomento pel Ventisettesimo quesito: Come dovrà contenersi la d~vis ione P ianell e quali d is posizioni dovrà p rendere~ - Risponde, d'accordo colla Relazione austriaca, che il m iglior parlito sarebbe stato quello cli attaccare per la più cor La il fia nco destro del. nem ico dinanzi alle Case Pasq'L1ali coi 5 battaglioni d'Aosta che là si Lrovavano, spalleggiati, e rinforzati, se d' uopo, dai 6 battaglioni di Siena e 2 squadroni guide già passali sulla sinistra del Mincio, cuoprendosi a sinis tra verso Salionze col '17· bersaglier i sul fosso Sorio; ma, pur d'accordo con q uP-l fa relazione, dice non potersi biasimare dello avere agi Lo ·altr i men ti il generai Pia nell che ignorava l'andamento generale della battaglia e le intenzioni del comandante del corpo d'armata,, cui s petta va dare l'indirizzo all'azione delle singole divisioni e dagli ordini del quale egl i aveva già disvitl to facendo pass;re la maggior parte delle sue truppe s ulla sinistra del Mincio e spingendone alcune fin verso Monte Vento. Il g enerai Pianell non sapeva allora dove fosse il general Durando, rn\ che fosse s tato ferito, e che per conseguenza a lui toccasse, per dritto cl'anzianitu.~ prendere il comando del cor po d'armata. Invano aspettava e mandava a chiedere ordini, non volendo commetter·e involontariamente qua lche gr·ave errore collo impeg ?arsi troppo in un'azione in cni non veclea chiaro e per g iuchcare della quale tr-oppi da ti g li mancavano. « Se quindi parve. « a lui più spediente » dice il Verdy « cuoprire il terreno affa tto, « sprovv isto d'alLre truppe Lra le Case Pasquuli e il più vicino « passo del Mincio, tanto più che questo era già s tato minac" cia to poco prima da un battaglione nemico, questo modo ·cti.

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« vedere si spiega facilmente». Tan to più, aggi ungerò io, che

]'attenzione del generale era r ichiamata anche verso Salionze, ove s'erano raccolte le truppe nemiche cacciate dal Sori o e donde tuonava il cannone contro Monzambano, e che le Lruppe della brigata Siena, venule di corsa da Pozzolengo, erano affaticate. Ventottesimo quesito: attacco della b1°igata Piret contro la posizione avanzata di Monte Vento. Il Verd y loda giustamente Ja risoluzione del generai Piret cli procedere all'attacco delle alture dinanzi a r-.fonte Vento, indipendentenwnte dal concor s o della scompiglia la divi sione di riserva, piuttostochè refrocedere a metters i al-coper to ver~o Oliosi, quando si trovò a sud di questo villaggio sotto il fuoco della nostra riserva. Le d isposizioni che egli avr ebbe dato per tale attacco sarebbero: col r <~ggimento cli destra (Baden} ad ovest della strada maestra Castelnovo~Valleggio fro nteggiare (con 1. battaglione) ed avvolgere da ritta (ovest, con 2 baUaglioni) le alture di Busetta, e contemporaneamente, anzi un poco prima, assaltare le posizioni di Casa Manclricarclo e Fontana Fredda, ad ovest della strada, con 2 haLLaglioni del reggimento di sinis tra (Crenneville) ; tenere in riserva 2 battaglioni (5" cacciator i Imperatore ed il te ezo c!el reggimento Crenne.ville); far concorrere all'attacco la batteria dalla sinistra del Tione. A quelle 28 compagnie, cui se ne aggiunsero 2 di' caccia tori dellù brigata Benko) noi non potevamo oppone, se non che '12 compagnie di be1•saglieri e pochi avanzi delle truppe dei generali Cerale e Villahermosa, mentre sulla nostra s inistra e ravamo tenuti a bada e m inacciali d'un contemporaneo a ttacco soverchiante di truppe della divisione di r iser va austriaca. Dalla Relazione non può 1~ilevare il Verdy come fosse eseguito l'allacco, ma noi possiamo dirgli che avvenne dopoché 1'8' bersaglieri aveva abbandonato la posizione tr oppo avanzata della Buselta, e non trovò cont,rasto se non che vecso Fontana F r edda ov'era il2° bersaglieri , Ventinovesimo quesito : proseg uimento dell'attacco della brigata Pir et con tro Mon Le Ve nto. Dopo la occupazione di Busella e Fontana Fredda, la br ig ata P ireL s tava così disposta al coper to: in prima linea il r eggimento Baden a caval lo alla sti-ada presso la Cà Bruciala ; s ulla sua destra il 2° battaglione Crenneville; sulla sua sinis tra, tra Casa Caradini e Fontana Fredda, gli altri due baLtaglioni Cr enneville ; iu seconda linea il ' 5• battaglione cacciatori Imperatore ed un drappello di ulani ; la balleria sull' altura a sud-ovest della


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Busetta. All'ala destra della brigata si unirono truppe della divisione di r is erva. Dallo esame clel terreno e delle posizioni degli Ilaliani il Verdy argomenta che l'attacco non poteva essere prosegu ito senza una vigorosa preparazione d'artiglieria, e che doveva essere eseguito dalle due ali della brigala. Ecco le sue disposizioni: due batterie della r iserva d'artiglieria del 5° corpo vengono ad unirsi alla batteria della brigata Pil'et pec baUere a massa le posizioni di i\fon le Vento da llè alture di Busetta .e di Fonta11a Fredda; poi, all'ala destra il 2° Crenneville spalleggia to dal 5° cacciatori Imperatore muove ali' attacco nelìa direzione cli Canova e Pasquali; al_!' a la s in istra gli alb due battaglioni Crenneville muovono all'attacco per Redolfo contro il fianco destro (est) della posizione di Monte Vento ; al centro 1 battaglione Baden fronteggia la streUa ove passa Ja strada; gli altri 2 · battaglioni Baden in riseeva. ìl centro non si avanier à fino a che le ali non abbiano fatto sufficienti progressi sulle alture . - Le disposizioni pt'ese di fatto dagli Austriaci concorclano in massima con qnelle divisale dall'autore. Gli Italiani abbandonarono di proprio moto )a posizione di Monte Veni.o allorchè la brigata Piret mosse all'attacco. Soltanto l'altura di Case Pasqoali fu contrastata. Segue una breve esposizione dei fatti def grosso del 5° co1·po ausll'iaco e della cli vis ione Sirtori tra le 11 ant. e le 3 pom . L'autore J'a osservare come la simultaneità dei due attacchi di 1\-lon le Vento e di Santa Lucia producesse un correspettivo effetto sui generali i laliani che sopra vvedevano a lla difesa di quelle due posizioni, tanto da indurl i alla r itirata per timore di vedersi agi:6rati dal nemico a ttaccante sulla loro destra o sulla loro s inistra. Infatti il Ghilini si ritirò perchè credelLe perdu ta Santa Lucia, e il Sirtoei pe1•chè ·vide il nemico sul Monte Vento. Trentesimo quesito: disposizioni pee le truppe austriache dopu la conquista delle alture. Tra le 3 e le 4 pom . allorchè cessò la baLtaglia tra Santa Lucia del Tione e il Mincio, le truppe austriache s i trovavano così r iparti te su quel terreno, cominciando dalla dP.stra : cli visione di riserva, una parte presso Salienze, il res to presso Case Pasquali; brigata Pir et, d'ambo i lati della stretta di Monte Vento; brigata Bauer (5 battaglioni) sulle allure di Santa Lucia. Le trup pe si riordinano sul posto; ma sono spossate. Ciascuno di quei quattro gruppi si cuopre verso il nemico con 1-2 baUaglioni dei meno

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affranti. I comandanti del 5° corpo e della divisione di r iserva concertano tra loro la partiiione del terreno per gli alloggiamenti e gli avamposti. Poi, dopo un certo tempo di riposo, si ricòrnpongono le un ità lattiche . e si prendono le disposizioni seguenti: divisione di r iserva, fronte a Monzambano, un'avanguardia di. cir ca 3 battaglioni e una batteria sulle a.llure di Praveccbia, con distaccamen to sul Monte Sabbione, una brigala in Salienze e d intorni, un'altra versò Mar agnotte; - brigata Piret, fronte a ValJeggio, presso Canova, Pt-1squali, Monte Vento e dintorni, con avang:uardia alla Tir ociella; brigata Bauer attorno a Via Cava, tenendo occupata Santa Lucia; approfittare di tutti i éasali. Le disposizioni prese dagli Austriaci furono: della-divisione cli riserva, la brigata \~eimar in Salionze ed a campo nelle vicinanze, con avamposti dai Molini di sotLo fin sopra al l\fonte Sabbione) la brigata Benko a campo press,o Maragnotte; del 5° corpo, la hl'Ìgata Piret sul Monte Vento, la brigata Bauer tra Santa Lucia e Serraglio (ad est.), la bl'igala Moring parie presso Santa Lucia e parte denlro e presso a Custoza. Seguono le perdite della divisione di r iserva e del 5° corpo austriaco e del 1' corpo italiano, t.ranne la divisione Brignone. L'autore chiude il suo lavoro con un riassunto del!' andame nto della battaglia tra il Tiene e il Mincio, senza alcuna osservazione critica, benchò quest'ultimo capo porli il Litolo di Considerazioni finali. . C. C.

Studien und Betrachtu·ngen . (Politica della gue1·ra ed usi dz' guerra. - Stitdi e considerazioni) di Vv. RùsTo,v. - Zurich,'Schulthess 1876.

B.t•iegspolitil; un,l H.'l·iegsgebrtnwli. -

11 campo dello scibile militare $i allarga di continuo, perocchè in oggi ben poche scienze possono esser lasciate in disparte da chi vuole is tru irsi s u tulLo ciò che ha stretta attinenza colla g uerra. O, per meglio dire, ciò che per lo passato formava come un capi tolo <lel gran libro, oggi per l'accresciuto spi l'ilo d'analisi è divenuto un libro esso stesso, un trattato, e molte volte una scienza. Così la politica della guerra, oggetto g ià di qualche supel'J-iciale considerazione nei vecchi libri di cose

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171 ternazionale, e di Lracciar e sollo un punto di vista ragionevole le leggi di guerra. - T utti coloro che amano la verità sinceramente) e che, passata l'età che assorbe, entrano in quella che esamina la dottrina cli.vulgata ed appresa nelle scuole, non possono se non accogliere con piacere un libro il qua!e si leva arditamente contro le tradizioni di un insegnamento più dottrinario che fìlosofìco) e che, se non alt.ro, vi fa più cauti ad accettare certe opinioni, che assopiscono con belle parole piuttosto che appaghino la ragione. Noi però non facciamo plauso all' autore, quando cJopo aver demolita l'idea del dritto nei r apporti internazionali, vi sosti tuisce quella clell' interesse nel suo più ampio e crudo signifìcalo. La teoria di Ben tahm applicata alla polilica delle nazioni ed alla guer ra, può condurre a misurare con occh io più gius to In pratica di queste cose, rmò darci fino ad un. certo punto la chiave della storia, può por'er l'unica accettabile da quella numerosa schiera elci cosi detti uomin i pratici; ma essa è ben lungi dall'C'ssere il punto di riposo degli ingegni che pensano veram ente e profont~amenLe. L'autore traccia nei seguenti capi il piano della sua opera: Scopo della guerra - Dri Lto alla guer·ra - Occasioni della guena - Passaggio dallo s ta to di pace a quello di guerra - Negoziali che pr ecedono l'apertura delle ostilità - J:VIezzi di guerra, alleanze, neutralità - For me che -devonsi osservare per entrare nello sta to di guen a - Relazion i, dul'ante le ostililà, fra le parli bell igeranti, fra J,oro e co i ne utrali - Passaggio dalla gllerra apa pace - Conclusione della pace - e finalmente le conseguenze cli quesiti. Nei pri mi capitoli l'aulore si eleva nelle alte r egioni della filosofi a, e investiga che cosa è la g uerra, quale il s uo scopo, se è dessa un male; egli esamina se le belle ar ti o le scienze hanno più a dolersi o a r alle~rarsi della guerra ; 1; sottopone fi nalmente a stretto esa me il vecchio problema della pace perpetua. - L'esposizione di ques L'uUima questione è fatta veramente in modo degno d'encomio, sia per le ragioni come per le citazioni storiche, e sia anclrn pe1'chè l'a utor e tratta br evemente- delle ullirne ·fasi di questo conceLto. E così dopo aver parla Lo del congresso degli amici. della pace in Ginevra, delle clecla rnRzioni di Vittor Hugo, ch'egli chiama grande scrittor e, e piccolo baschibozulc della politica, degli scrmi di Elia Burri L, quel m irabile maniscalco americano, E PERIODICI

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militari, 01·a è per gli s tudiosi di queste un ramo di scienza, degno della più seria applicazione) richiccìendosi uri ricco corredo di cognizioni filos ofiche, di dritto, di economia sociale e di ·storia, pe1' penetrare addentro negli ar dui problemi che presenta la guerra nelle s ue relazioni colla civiltà . - Le leggi di g uerra, già empiricamente esposte nei trattati di diritto internazionale, soggetLe a rnillP. contraddizioni nella sfera dei principì e in quella dei falli, ora lo spirito dei tempi sottopone ad accurata disamina, alla criLica sever a della f'agione e del dritto, interrogando intorno ad esse e il dotto e il inililare, e il diplomatico. Noi abbiamo visto testè i principali Stati d'Europa tenere a proposito cli queste stesse leggi di guerra un congresso allo scopo cli regolarne l'uso e cli comporne un codice per le genli civili; abbiamo visto con quale plauso la pubblica opinione accolse l'idea generosa e fìlanlropica, in nome della quale quel crmgresso fu tenu Lo, e constatiamo che ad onta dello scarso o niun frutto di quel tentativo, non pochi eletti ingegni s tucl.iano tuttora l'intrigato problema, e cercano diffondervi la massima luce. ll libro del colonnello Riistow ha il merito ·cli riunire in una: specie di compendio le quesLioni più importanti intorno alla politica della guerra, e di esporre le leggi, o) come egli li chiama, gli usi di guerra in modo chiaro e pieno, e non tralasciando cli toccare tutto ciò che ha importanza pel m ilitare. Esso polrebbe certamente avere un :naggiore sviluppo; ma l'autore dichiar a in c1ualchc luogo che il suo libro è un rias sunto dei materiali raccolti in molt i anni cli studi, e che se alcune quesLioni, per delicate viste di politica estera, non hanno potuto essere profondamente trattate, sono s ta te per ò formulate per lo meno con tutta nettezza. · I pregi principali dell'opera del RC1stow sono, a nostro credere, due. li primo si è quello di aver messe le questioni 'sia della politica, sia delle leggi cli guerra, jn un ambiente affatto moderno, e qu indi a differenza dei Lra Lta tis li, esso desta un vivo interesse nel lettore. Alle st'lvie considerazioni sugli ultimi grandi a vvenimenti polilici dell'Europa, l'autore unisce l'applicazione dei fatti che si sono svolti nella nostra storia contemporanea ed una preziosa raccolta cli notizie sulla pratica delle guer ra moderna. L' altro dei pregi di questo libro è lo scopo speciale, che l'autore si è proposlo, cioè quello , egli dice, di mettere a nudo questa moderna ipocrisia, che si chiama dritto in-

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che fu uno dei più zelan ti ed a llivi rappresentanti dell'idea dell~ pace ~erpel~a, poi della ridicola setta dei oegetoJaot, i quali inteed1cono dr uccidere le bestie, per non avvezzare l'uomo a lla vista del sang ue) e da Lutlo ciò che gli scrittori grandi e volgar, ha nno dello su tale ar gomen lo, l'autore concliiude, che l' aspelto della pace perp Lua è ancora coperto da folta nebbia. - Le mutate form e di guet'ra, gli urli Lempeslosi e giganteschi dei nostri g iorni, non han no clic concentrala l'azione, modificato il tempo, lo spazio e l'eflìcacia della auerra · ~a ? ull'altr?. - Questo capitolo è lraUato con garbo~ le ra~ g10rn che si oppongono alla l'ealizzazione dei soo-ni umanitari sono espos te con senso pratico, con b1•io ;'d acume. Nel 3' capi tolo. - Dritto alla guel'r a, l'autore esamina se v'è, e _quando, qu~sto dritto; e qui comincia la sua prima polem ica conLro il Bluntsch li circa l'idea del dri tto dichial'ando che ~i fa abuso d i questa parola , e ve1·i ed uriici moli vi, ch e dan dritto alla guerr a, sono g l'inkrcssi dei popoli minac2" ciali da quelli cli allri. Nel 4° capitolo si espo nfro no le occas ioni, o motivi di guen·a. Guerre per cause com mer ciali, di r.o nquis lu, di succession~, d'indipendenza, di equilibrio, d' intervenzione, di egemoma ecc., ecc., abbondando di esempi e considerazioni s toriche, mo$trando come l'interesse dei popoli, e non ji drillo p resieda a tutte le cause d i g uerl'u e le g iustiflelii. Nei due seguenti capitoli parlas i delle trattative diplomatiche, che precedono l'ape1·Lura delle ostilità, come intervento delle potenze ncutr~li, ~ong1·cssi, u ltimati,dichiara zioni di g uerr a ecc., e dei mezzi d1 gu?rra p ropri ed estranei,. cioè propri del paese, come cserc1t1, flotle, fortezze, comunicazioni ecc., e delle all ~Anze con potenze estere. pat' Le che Ji_a_ maggiot·c interesse pei m ilitari è quello. 111L1tola ta: la pohttea dumnte la guerra cioè le relationi dei belligeranti fra loro, o coi neutrali ~ gli usi cli 0o-uena sia terrestre sia mnrittima . Da questa par te eme rge più che nelle altra chia t•o l'in tendi1;1ento _dell'a,'.tore, in quanto egli trova ad ogni piè sospinto l occasione dt alt.acca,·c le ideo della scuola accellate e non discusse; qui è davvero il militare che folto la o-uerra vera, o che può f'at'la davvero; q ui è continuo e ,ivo il miles che trovasi alle prese col vir togaius, e qui noi abbenchè non consenzienti con lui n ella base filosofica delle s ue dottrine, non possiamo fare a m eno di ammirare lo 0

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scriltore che spC!zza una lancia ~oniro vecchi pregiudizi, e di riconoscer e il più delle voHe la giustizia della sua critica. - Vero è però che urta il veder proclamale con una cer ta cl is involturt1 alcuno massim e, a cu i la tendenza della civi!Lt\ moùernu, e lo spirito fi lunt1·opico (il quale so e~ a. suo creJere la maschera di '{Uolche scriLLore, o di qualche uomo di s tato, non è per fermo la maschera di lutto un secolo) non può assolu tamente far b uon viso. ·Talorn, egli cl icc, do po una qualche parzic,le vi ttoria la ·parte che è in perd,La · offr e delle tratt.aLive; il vincitore le accetta, ma al solo scopo cli s fruLLare il più possibile il proprio suc('esso, e prepararsi per n uovi s uccessi favorevol i condizioni. Nessun sentimento cacalleresco- esso sarebbe stoltezza - e qui cila Bronsal't di Schellcndor f, il '{lHl.le nel suo libro sul ser vizio d i s tato maggiore s tampalo ud t87u a Bedino c1 ice: la generos ilà qui non è a suo luogo; sulla g ratitudine del nemico non hisogna fare assegnamento. Stragi e deJilti, prosegue l' a utore, i quali in tempo di pace sarebbe1·0 puniti colla pena di mor te, sono caus a d i allori ai capitani; e s Lan l;e ciò come si può Lrovare una legge che regoli le parli belligeranti? - Un esc1•cilo che comballo ha certamente bisog no di osservare certe delerminateji.Jrme nei suoi rapporti colle persone e colle cose <lell'ini!n ico, coi combattenti, come coi non comba LLenti, colle proprietà dello Stato e con quelle dei privati ecc., e queste forme sono soggctloa cer·le le{Jgi naforali, ma è imposs ibi le s iano deter minale dugli stessi criteri delle leggi civili, impos s ibile fa r ne un codice. l n queste cose l'interesse signoreogia il dritto . Una nazione ha dritti illimitati quando è in guerra, nessuna restrizione oll'i nfuo1·i dell' inutil ilei dei mezzi che impiega; del 1:es lo s ta a lei la scelta assoluta tl i quesli moz,.,i, in ciut~nlità e quali Là, purché conducano allo scopo. Se a quPsti v'è C)ualche restr·izione nella pratica, è sempre per riflesso dell'interesse pr opt'io . Dippiit l'uomo è sempre uomo benc l1ù combaLLen~e, benchò inimico, e per quelltt massima ta nto con gen ita dell'umana natura di non f'a re ad allr-i ciò che non s i vuole fatto a sè, può escludere l'impiego di certi mezzi di g uerra, ma nulla può costringerlo a determinate OSSclrvanze. Loro base è l'in teresse, e qu indi codesto for me !'!Ono mutobili da guerra a guerra, s eguendo appunto i mutabili interessi, le passioni predominanti.


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E PERIODICf

Gli antichi scrittori . cli diritto in ternazionale hanno ciò sosten uto, mo. i moderni banno abbuiale le questioni; essi vogliono codificare le leggi di guerra, e credono poterlo fare col di.stendere sollo forma d' articoli e paragrafi un codice di esse. Ma a che app rodarono tutti i Lentutivi falli finora~ Accennan do speciolmen le al cong resso di Bruxelles, come si potevano intendere, ei dic:e, coloro ch'erano chiamo.ti a sostenere interessi contrari, quelli cioè della invasione e della difensiva? 0 possibile far leggi clte calzino ad enlt·ombi ? T.a guel'r ::i dov rebbe cessare cli esser guerra per ar r-ivare a questo. Sia te più model'aLi, o dottori del dri tto inlcrnazionale, chè voi be11 conoscete le vostre stesse contraddizioni, cd oggi riconoscete una lei:rge, che ieri condannaste, oggi dichiarale necessario ciò clte ier·i non era; e qt1i l'autore torna alla suo. carica contro il Bluntschli, come fa spesso nel corso dell'opera. In Bluntscbli egli intr avede lo scrittore interessato piutloslo che il filosofo conYinto . lnulili crudeltà sieno messe da banda; sta bene (ripiglia il nnstow), esse pel fatto appunto della loro inutilità sono claunose a chi lo fa, come a chi le soffre; mo non venile a prescrivere delle leggi di guerra comiche, non a farmi della casistica faceta, quando si tratta dell'urto decisivo delle masse nemiche, che vanno ad azzuffarsi colle armi allo. mano. Lo. è groLlesca la serietà con cui parlate di pro_ihi:done di palio avvelenale, di frecce uncina le, ùi piombo lagliuzzalo, di frantumi cl i vetro, polle incatenale ecc; a che queste anticaglie al dì d'og-gi~ a' lompi delle armi rigale e a retrocarica parlale ancora della diohiarazione cli P ietroburgo cit'cn i proieLLili esplodenti d'u n peso inferiore ai liOO grammi, coprendo LuLLo questo piagnucolio umanitario di falsa scienza e di lìlanlropica ipocl'Ìsia. • Je ne suis pas do ccux qui vouclraient, qu'un bisca'icn arrivàt trempé daus l'huile d'oli ve afìn de pénél1·er plus doucement dans la chait·. · » (Mootei t p agi na 25). I papi proibil'ono l'uso di certe arm i, ma n on contro gl'infedeli : alt' epoca che s' inventarono le armi da fuoco, non s'alzò forse il grido conlt•o la diabolica e slerminatrice inve nzione 9 ma chi gridavo? i catafratti cavalieri, clte vedevano con esse cader e il 101'(1 imperio. Adunque tutto è, e dovunque · predomina l'intercs.se. i~ uti1e rendere la guerra umana 1 Si è ben lungi dal poterlo esternare in modo decisivo. Gli stessi amici della pace si dichiararono contro l' umani:.zazione della guerra:

più è essa circondata di orrori, più è facile l' abolirla. I codici delle leggi di guer-i'a ratti allo scopo di r endeda umana non possono che g iovare all' aggressore, e non a chi difende la pr opria indipendenza. Morin ha dello : più micidiale è la guerra piL1 ci avviciniamo a lla pace pet·petua; e quando noi avremo i meni di stermina re un'intien1 armata in un sol g iorno, ·allora si farà un po' più di luce su ques ta questione. _M a, con buona pace del signor :Morin, rhe il nostro autore cita con una certa simpalia, se alt' ideale di I<ant, e dell'abate di S .t-Pierre s i ha da pervenir e col!' aiuto dei futuri Krupp , a pello dei quali sara nno giocaLtoli i nostri pezzi da JOO Lonnella Le, noi ci dichiuriumo francamente contrari ad un fine che vuole l"impiego di cotali mezzi . Il vecchio adagio: si vis pacem, para bellum non poteva trovare una formola più paradossale, la quale potrebbe essere espresso. ùa quel verso: les combats .flnir·aient faute <le combattants; il che sarebbe a un dipl'esso come di1·e : quel giorno l'umo.nilà potrà proclamare il regno della giustizia, quando si troverà modo di troncar la tesla a t utti i birbanti che pullulano sulla faccia del g lobo. L'autore entra poi a discorrere delle leggi di guerra, comunemente delle, ma che egli appella usi, perchè \'i trova perfettamente estranea l'idea di clritto. Il capitolo 8° è quello che ha maggiore importanza pr atica pei militari, parlandosi in esso di tutto ciò che ha for·mato oggetto della conferenza di Dt'Ltxelles, o di quella parle del dritto internazionale infine, che più immediatamente r iguarda i militari. Lo spirito che anima lo scrillore è pur sempre quello di mettere in evidenza le cootraddizioni in cui cadono i dotti, ed in r1 uesto senza dubbio riesce a mer aviglia; ma anc.ora qui, come abbiam visto di sopra, troviamo quella tendenza ad av~ versare lo spirito moderno, che in siffatta materia reclama ad alta voce il predominio dei diritti dell' umanità sovra Lutti gli altri; anche ,1u i, corno dappertutto, egli si fa banditore della s uprema legge dell'interesse, che ci trova celalo in ogni dove, mascherato più o meno, ma pul' sempre interesse. Sa1•à mai possibile, egli <lice, venire ad una soluzione sui dritti che compelono ai cittadini , che s'armano in massa o alla spicciolata per difender si dall' invasore, o molestarlo nel suo cammino~ Come conciliare gl'inleressi di uno S ta to che nelle sue viste politiche ha la conquista o l'invasione, con quelli di un altro Slalo che è costrelto alla difensiva e non può avere altra scelta~ Voi parlale del modo di trattare


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E PEI\IOOICI

476 LIBRI le spie, ed anche qui fate risuonare la parola dritto; si può fare la spia per sete di lucro, e si può farla per vero e generoso pa triottismo; voi col vostro dritto li dannate tutt i alla fucilazione. · Non è raro il caso, prosegue l'autor e, di inconlrare negli . scrilti d i questi giuristi cavilli avvocateschi, e distinzioni gesuitiche, pei quali i , milita ri hanno assoluta ripugnanza. La parola d'ono re dat~ dagli ufficiali prigionier i di non riprendere le armi, sos tiene il Bluntschli, obbliga solbrnto a non prender parte al servizio militare attivo, ma non g ià al servizio militare inler-no. Accomodamenti col cielo, restrizioni men tali! Ecco qualche idea dell'autore sul modo cli tr attare i prigionieri di g uerra. ll moderno uso cli guerra ha migliora to di molto le sorti dei prigionieri, e certamente fra gli antich i e noi COl'r e immensa differenza; ma tutto questo progresso non è che interesse ben inteso. Le nostre ferrovie ci permettono cli internarl i e di allontanarli 'in un momento ; il tr.,1 tladi convenevolmente non costa grandi' sforzi ; un buon trattamento dei prigionieri rende più facile la loro custodia; più un esercito li tra tta bene e più saranno i soldati che deporr>anno le armi senza gran r ipugnanza. Lo Stato può minacciare di qualche punizione i prigionieri in massà' per la fuga <li alcuno cli loro, t'enderli cioè responsabili delle azioni altrui, come ha fatto il Q"ener alc Voo·el di FalkensLein nella guerra fra nco- 0°·crmanic~ J· sarà in o-iuslo ma la ne<:essità non ha rf:gola - è la guerra -· l'interesse sopra tatto. Le leggi cl.i g-uerPa sui prigionieri non .sono informate ad altro criterio : i cannibali fanno dei prig ioniePi: cli guerra al solo scopo di nutricsene ; per conseguenza le loro leggi cli gaer,.a sul b uo n trattamento di essi sono originate dal « punto di vista della cucina »: s i metteranno da pa r te, s i risparmieranno i vecchi ed i magri . I selvaggi dell'Africa fan la guerr a per poter poi vencle1°e schiavi i loro prigionieri: le loro leggi cli [Jllel"ra hanno un criterio commerciale - non avariare la mercanzia. E bbene anche le più civili nazion i sul.Jiscono l'influenza dell'interesse nel modo di trattare i prigionieri. Nel fare una succinta esposizione del libro del colonnello RUstow siamo ben lung i dal voleee entraPe in alcuna polemica; rna certo qui ci è balenato nel pensiero la gratitudine· delle nazioni civili per lo .scrittore e pel suo poco lusinghiero, confron to.

SuJla-con,venzione di Gin.evra dopo av.erla lungamente espqs~a e com_m entat&così si esprime : « ba.sta leggere questa conve-nzi.00..e per persuadersi che la, s.ua stretta osserva,nza è as.solutai:nenLe impossibile, senza ledere spesso nel modo più pericoloso gl'inter;ess~ d.ei combaLtenti, "· Quindi mette in co11fr.@nJ.0 di quella $ proposte fatte dal-dotl. Li.ider, ;i.Ile quali egli dàila ppeferen za come più precise e più coer:ispondenti alle condi~ioni della guerra., quale è in fa tti,. Il signor Li.ider ottenne il pramio offor-to dall'imperatvice Augus ta al miglior lavoro suJl'adJ0I.cimen-to della sorte dei feriLi in gue1·ra. - Ma non v'ha dubbio eh.e una redazione di q uesla materia fabta come. conve0,zione internazionale, e sollo forma di articoli e paragrafi:, non è possibile. « Non c'è altro a fare, conchiude che subin~ i faUi, le ineluttabili leggi della feroce guerra, ed acceLtarle quali ,;ono fino a che la guerra sarà ». - L'umanità, nella g_uerra dip,ende dai singoli. indi vjdui; un generale in. capo cl,e abbia sensi di umanità d.arà, per quanLo sarà. in gnado, un indirizzo umano alla condo tta dei combatten.l.i. E C<i>SÌ proseguendo l'esame di tutte quelle diverse questioai che si compcendono sotlo la denominaziorae di leo-cri . 00 dI guerra, come sul modo di comportar:si coi pacifici abitanti, delle, terr e invase, sul blocco, sul bombardamento, sulie,p!'IOprietà dell'inim ico, requisizioni, ostaggi, relazioni di commercio, capitolazioni, r ese, armistizi, ecc,, l'autore ribadisce sempre, la sua favorita conclusione, che cioè: oggi s'inlen~ dono meglio i propri i11 leressi, e in ciò consistono Lutti i PllOgressi umani tar:i della g uer ra,. E sempre prendendo a bersaglio delle sue aspre critiche gli scr ittori di dritto i~~ernazionale, e specialmente il più celebt'alo flia i moderni, il Bl.unbchli, è largo di frasi come queste : le vostre massim_e , le vostre regole non valgono la carta su cui sono scmtte; quando l' ingenuo artigliere vi sente discor1·ere sul b©mbarda,mento colle s tesse regole di due secoli fa, bisogna c{le dica : è gente clie ha perduto il sen no; questo gran gal~mati:is che si chiama g iure internazionale; le stolide frasi d~ questi pretesi dotti; il cicaleccio dei p r·ofesso ri in cravatta btanca ; gente che fa la g uerra seduta accanto a l fuoco, in veste da camera e pantofole; le voslr e questioni sono da m~ttersi neì cestino come quelle della scolastica nel medio ev.©, ecc. Noi faremo notare però, che il signor RUstow non è c~1~tamente il pr imo che abbia colto il lalo debole di questo,

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E PE RIO D!Cl

a g iusto titolo, bersagliatissimo dritto delle genti, e che ad onta della r iverenza pel nome di qufllli che si sforzarono di creare una teoria d:illa guerra, du Gro,:io ai nostri giorni, nessuno c he legga o pesi le loro opere può tt'aUenors i dal sorridere di Lratto in traLlo a certe ing,rnuilà. - E senza dubbio utile por la massa degli studiosi d~ questo dritto, e p i militari specialmente, trovare esposte, discusi=:e e significa te certo contraùùizioni, certi non sensi, cerle pnorilità, che forse sarebbero passate inosservate: ma quando dopo distrutto si vuole edificare, hoc opus, hic labor. Sostituire al dritto l'interesse non è che soltanto più comodo; rnn anche esso quesl'interesst•, come r egola suprema, non offt·e così floride conseguenze che la criti ca non possa farne risaltare spiccanti contraddizioni. Lo scrittore che assai prima del RHstow ha con la potenza del suo ingegno messo a nudo le debolezze di questa scienza (P. G. Proudhon), ha però LentnLo anche di edificare davvel'o dopo aver distrutto davvero. Pel' fermo non ci facciamo g'iuùici della saldezza clc•l suo edificio; ma ad ogni modo non possiamo disconoscere la n1s Lità e profondità del suo disegno. Dopo JelLe le frasi cl,e qua e là si trovano sparse nel libro di cui diamo un cenno, non sarà d iscaro al lettore che si ri feriscano alcune parole dell'autore dell'opera intitolala: La Guerre et la Pai,;.c. " La guerra in mancanza di una teoria solidamente sta« bilita in principi e di definitioni precise è st.:i ta fino al « presente regolala a caso. Come il governo, la famiglia, la proprietà, essa si è imposta come una necessiti,, s ulla « quale si poteva discutere del prò e del contro, ma di cui nessuno scopriva la ragione superiore e la lìne. Ciò che " essa ha prodotto di bene e di giusto è dovuto all'energia « della sua natur a; ciò che ha causa to di male si deve all'i« gnoranza dell'uomo. Quelli che hanno impreso a tracciar ne « le leggi, hanno ragionalo all'ingrosso, pel' analogie e per « ravvic inamenti, ora invocando il dritto civi le, 01·a il penale, « talvolta ri"erendosi alla ragione del bene pubblico, o al « <lri Lto delle genti volon tar io, sp <:?sso facendo appello al « precetto della carità . Nessuno è riuscito, nessuno ha pur « pensato un principio dire~tivo, un legame d'insieme. Così « la più estrema divergenza regna nelle soluzioni proposte, « e se alcuno volesse citare un esempio del disordine di « idee, di cui è capace l' umflna in lelligenza, non avrebbe « se non a citare g li .scrittori che hanno trattato del driUo • di g uerra.» Cap. V, voi. 1•.

Questo stesso concetto è ri petuto continuamente sollo forme diverse, accompagnato <la, una vigoria di r agionamento di cui sol,) Prud bon è capace; ma fra i tanti passi ci piace sceglierne uno che ripuliamo assai o.cconcio a mettere in sull'avviso il leùor.), e a compcndial'e un giudizio sul libro che esaminiamo. Abbiamo giù osservato corno nell'opera del Ri.istow si veùa chiaramcnlo che la spada o la Loga s i mettono a rincontro, o come l'antagonismo fra il militare ed il ofo. r ista formi quasi 1ft base di Lutto il suo lavol'o. Stanle ~iò, la c01~seguenza non pote va es«ere che quella indicala nello scguenli linee dell'autore della Cuern et la P.ai;i:: « Tout cela « implique évidemmenL un droit posilif de la fo1·ce ùon L les • militaires ont le sentiment pt·ofoncl, mais dont ils 'ne savent "pas déJuire les roemulP.s, parco qu'ils ne sont pas ju1•istes q et que les juristes à leur tour expliquont on ne peut plu~ • mal, par ce qu'ils ne sont pas mililaires . " Cap. VI I.

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.llevue d'At•tillerae . -

Février 1877. Paris, Berger-

Lev!'ault. , (Scelta dGlle posizioni d'a rtiglieria ecc. - Eserci zi di tiro a Croostadl).

L'artiglie1·ia.tedesca netta battaglia di Woerth.. - È il s unto esteso dell'o pera del capitano von Leo, di cui abbiamo già dato 11 cenno bibl iog ralìco. Della scelta delle posi:ioni d'artiglieria, dell'apertura del f~oco e degli e,[fetti di tiro contro le più recenti .(or ma.:ioni da tiacco, per H . A. SM1-r11. Ln « lìoyal Artillery !nstitution,. i ~ ln~hillerr·a aperse nelranno 1876 un concorso per la comp1laz10ne d'una Ivkmoria cl1B lr allasse delle CO$e indicale nelle Pl'_ecedenLi linee, ed il colonnello H. A. Smil11 riportò il premio. Busti <ruesto per climoslra1·0 l'importanza elci lavoro di c?i la Revue inizio la pubblicazione in francese nella dispensa d1 febb raio. Esso ci dà una chiat•a e precisa idea delle opinioni pr·evalenti oggidì in Jngb ilt~rra ci1•cu l'impiccro tattico dell'artiglieria. L'argomento è interessanlissimo ed a giudicare da quanto abbiamo letto, possiamo dire fìn d'ora che il colonnello Smith lo hs. trullalo con vera maestria e p1·ofonda dottrina. l precetti p1'Ìncipali che la nuova scuola ha 1•inavato dall'esperienza dell'ultima guerra si possono riassumere nelle


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massime stabilite anteriormente. dal pr incipe von Mohenlohe-Ingelfingen, dal conte Waldersee e da allri, secondo le quiili: 1°· l'artiglieria che occupa una, posizione di combattimento deve tenerla flno a cbe i suoi fuoch i danno buoni ef-'feUi, cambiando piuttosto bereaglio ed alzo che posizio~e; 2° l'a1}t·iglieria,non deve mai essere r itirala a motivo delle sue· pe1~dite, quando i suoi tiri possono ancor essere efficaci, le rimanesse pure un sol uomo per il servizio.del pezzo; 3° l'artiglieria non deve mai controbattere quella avversaria quando h a_vvi un.altro ber~aglio a buona portala. · L'incontes labil.ilà.di codesti principii tattici viene fortemente messa in dubbjo e riLiensi, doverli riguardane più come un modo di risolvere il nodo gordiano, tagliandolo, che come la soluzione razionale e conveniente del problema. Qual è il miglion moò.o di far concor.rer.e l'artiglieria di cui si dispone al successo finale? ln seguitò si esamina se realmen te i Tedeschi cle ·,ono le loro vitLorie all'aver impiegato l'artigl ier-ia come arma decisiva per concludere c he quest'1:1rma noq l1a prevalenza sulle allre. Poscia viene presa in considerazione la questione dell'efficacia· dei tiri diretti con tro il fronte nemico sia normalnrente, sia nel senso della s ua lunghezza, sia obliquamente, ed il r isultato dello,studio all'uopo intrapreso si r iassume in questo che l'artiglieria non deve metlere precipitosamente in baLter'ja tutti i pezzi di cui d,ispone ma d ivider-li per lo meno in due gr.uppi. Dal poco che abbiamo detto emerge come le question i trattate in questa dispensa sieno a rdenli, e come le medesime ven, gano in IngJ1ìltet'ra considerate con criteri ben differenti da quelli generalment_e prevalen li presso gli eserciti P,rincipali del con tin ente. Stucli comJ?aratioi sulla costruzione dei ponti militari in Germania, Austria ed Italia. - Contiene notizie sommarie inlorno al metodo più com unernen le usato presso gli esercì ti dei suddelli paesi nella costruzione dei pon ti in gue!'ra successivamen te per barche. Il çannone, da 100,ionnellate alla.Spezia. - È la traduzione dell'articolo, pubblicato nelle Rioiste mi litare e marittima sot~o jdentico titolo ri~p?.Ltivamente nelle dispense di dicembre. e di gePnnio. Anche il nostro Giornale d'a rtiglieria e genio lo J1a riportalo per intiero nel-suo penultimo fascicolo dell'anno 1876,

Ese.rci~i di tiro eseg.aiti dalle ùatte-,,ie da costa a Cronst.adi:

E PRIHODICI

Nèllo scorso sèttembre•si ìeseguirono a Cronstadt alla presenza del gran mastro d'ai;Liglieria, dei membri del Comitato e della direzione generale d'artiglieria, esperjenze di tir-o a mare, per decidere definitivamente intorno -alla convenienza o no di adolla~e per le piazze marittime il telemetro indica-tare inventato dal generale Pietrouèhefsky, ed il sistema di puntamento detto inverso. Premessi alcuni cenni spiegativi intorno al nuovo strumento ed a l sistema di •r1untamento inverso, segue la descrizione delle esperienze di tiro eseguite: 1° contro un bersaglio immobile, 2° con mortai, 3· contrn un bersagl io mobile.· J risultati ottenuti furono pienamente soddisfacen ti nel primo caso, eccellenti nel secondo ,e nel terzo. Il gran mastro d'artiglieria dichiarò quindi cbe il procedi'mento proposto per o ttenere la convergenza dei fuochi col melodo del puntamento inverso e del telemetro indicatore, è da ritenersi come pienamente r ispondente allo scopo. ,il 27 setlembre 1876. -

~,,.erp,e,o•'s

ostet-reichtsc'lie

militarisch'e

Z-eUscln·ift. - Vienna, Waldei.tn, 1877. dei mesi di gennaio e febbra io.

.Dispense

/Forze militari. - Esperieme d'attiglierhi. - Esperienze di fucileria. Battaglia di Solferi no. - La so,·presa. - Le g raudi mauòvre dei piomeri. - Dei modi di puntamento).

Stu'd:io sul valore delle forze mtlitari pel 'tenente colonnello M . TftAPSlA. - Prima d'in.iziar'e una guerra, nel corso d~lla stessa, e specialmente alla vjgi:Jia d i una 'battaglia decisiva, presentasi la necessità di formarsi un chiaro conéetLo del valore delle proprie forze. Il valore di un esercito non risiede 'però unicamente nelle forze numeriche, ma è dat'o da molti 'e differenti fa ttori. Esso dip:mde: 1. Dalle forze numer iche; 2. Dagli elementi -morali, i quali stanno in intimo nesso con quelli della popolazione; 3. Dai rapporti di forza fra le varie armi; . 4. Dall'organizzazione, formazione ta'ttica ed 'atnm'i!iistr'az10ne nello stato di pace; 4,


E PERIODICI

LTBRI 5. Dall'armamento, equipaggiamento ed arredamento; 6. Dall'istruzione; 7. Dalle qualità di spirito e di carattere del comandantein capo; 8. Dalla prepar azione del tea tro della guerr a; 9. Dalle condizioni di viabilità dello Stato; 10. Dai preparativi di guerra ra Lti precedentemente. Tutti questi faUori trovano la loro applicazione: ]. Nelle condizioni geografiche del paese, nella sua estensione e i::osti tuzione, nel numero degli abitanti, n~llo s tato fisicodf>!la popolazione, ed infine nel rapporto fra il numero degli abitanLi e l'estensione del territorio; II. Nel morale della popolazione; III. Nel suo grado d'istruzione e cii'colLura; I V. Nella costituzione V . Nello s.tato finanziario, e VI. Nella politica dello SLato . L'autore p!'ende quin<lj ad esaminare crnesti di fferen li f'a Uori, pone in r ilievo la loro importanza, e prova . come soltanto d~ una g iusta considerazione dei medesurn s , possa dedurre 11 valor e reale di un eserciLo. Relazione sulle ese1·citazioni eseguite dalle b·uppe di artiglieria da ca1npo col nuovo ·m ateriale. - Per esper·imentare il nuovo rnateri1:1le di al'tiglieria fu consegnala una mezza batteria da 8 cent. al reggimento d'artiglier·ia da campo Principe Leopoldo di Baviera N. 7, ed un m ezza batteria di 9 cenl .. ai reggimenti d'artirrlieria da campo Imperalore F 1•ancesco Grnsepr.;e N . ·1, Baro~ev. Lenk N . 5, ed Arciduca Guglielrno N. 6. La prima parle del rappor lo, pubblicata m questa <lispensa, s i occupa appunto degli esperimenti eseguili a Vienna colla m ezza batleeio. di 8 cent. dal 7• r-eggimenlo. Prove di tiro dellafante1'ia, per· se1'vire allct teoria del com~ battimento intorno alle opere di fol'tijicazione . - Essendosi immaginato di cor onare il ciglio del parapetlo con ~lllo spalleggiamento, dietro il quale i tira tori fosse1·0 maggiormente al coperto, era d'uopo: 1 . Di consta tare l'utilità di tale spalleggiamento; 2 . Di porre in sodo se l'efficacia del fuoco dcli'opera di fortificazione non sar ebbe danneggiata; 3. Di trovare lq differenza fra i col pi u liii, allorchè si faccia. fuoco sopra una sola riga, ovvero sopra due righe;

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4. Di chiari.re se convenga adoltare la disposizione dei tira lori su due r ighe; 5. Di determinare come debbansi coslrurre la banchina, la scarpa interna del parapetto, e lo sp1:11leggiamento a fine di poter comodamente fo r fuoco con due righe. li capitano Brunner, g ià sì favorevolmente conosciuto, rende conto in questo breve lavoro degli esperimen ti fatli, dai quali r isultò l'utilità dello spalleggiamento proposto, ed il vantaggio di avere i lira tori disposti su due righe. Lapace di Vasoa7' . - È ·la. narrazione della campagna del 1661, compilata colla scorta dei docu menti ufficia li esistenti pi·esso l' I. R. archivio della guer·ra; campagna che e bbe fine colla pace <li Vasvar. Considerazioni sulla battaglia cli Solferino. - Lo stato maggiore austriaco, nella compilazione dell'opera ufficiale, La guerra clel 1859 in Italia, descrisse la baUaglia di Solferino ne' minim i suoi pa rticolari; tuttavia non sti mò conveniente di aggiunge1'e un ragionamento critico delle operazioni, dal quale si potesse1·0 ded urre le vere cause che de lerminar ono l'esiLo infelice della gior·nata. L' autore clell' articolo si prefigge appunto cli r intracciare queste cause, le quali risiedereb bero s pecialmente negli errori tatLici commessi da ambo le armate(aLleccezione del 5'corpo), nel cattivo impiego della cavalleria, la quale non .fu feclele alle vzcchie tradizioni dell'a1·ma, e nella poca iniziati va dei comandanti delle arma te. L e disposizioni emanate il giorno 22 dal gran quartier generale pel pass aggio del Mincio, e quella per l'avanzare nel giorno 21-, sembrano invece r1ll'au tore con isponden ti perfettamente alla situazione strategica e lattica cli quella giorna ta. Della sorpresa. - Studio tattico del tenen te colonnello A. v. Scr<o:s:owsKY. - È un lavoro compilato con molta cura, nel quale l'autore accenna alle norme tattiche principali che devono servi re di gujda nelle sorprese. Queste operazioni poi vogliono essere ben immaginate e condotte con tutte le l'egole prescritte dalla tattica, eppe1'6 devono 1·iusciT'e molte volte, e molte volte ancora p 'Jssono non riuscire. A dar m aggior probabilità di un felice risultato servono in par ticolar moJo: la S3mplici là delle disposizioni, la cognizione esalLa e particolareggiala del terreno, la divisione delle tt'uppe in due ed ecce1.ionalmenle in tre colonne, la giusta proporzione delle varie armi secondo il terreno e l'obbiettivo dell'ope-


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·razione, rèd infine la capa'c ità del comandante, il ·quale dev'essere l'anima di tutta l'impresa. Le grané/,i manovre dei pionieri eseguite dal 3~ e 4• battagh0ne dei pionieri nel-Fagosfo 1876 a Klosterneu-burg. È il resoconto sufficientemente particolareggiato delle esereitazioni eseguite dai due baUaglibni sunnominati, nelle quali si gettarono e distrussero vari ponti mili~ari, e s i ·costruì, distrusse é riattò un tratto provvisorio di strada ferrata. Dei modi di puntamento, del capitano MATHES. - .B not·a la grande sproporzione fra il numero dei colpi ·sparati e quello dei colpi che giungono a f'erire l'avversario. Ciò dimostra chiaramente la grande importanza che devesi accordare alla scuola di tiro, e prova altresl che le attual i prescrizioni non sodd isfanno completamente ano scopo che si vuol raggiungere. Sarebbe doi grande vantaggio il poter dire al ·soldato che deve mirare dove vuole colpire, ma ciò non potendosi fare, il capitano Mathes 1a alcune proposte, fra le quali notiamo le seguenti: Di togliere la prescrizione di variàre l'alzo al di qua cli 400 passi; Che l'alzo sia hormalmente collocato pella distanza di 200 pìrssi, perchè questa posizione dell'alzo serve all'uso del fucile contro il nemico che avanza di sorpresa da piccole distanze; Che ogni comandante di riparto dete·rmi'ni la distanza pel1a quale deve fls 3arsi la posizione dell'alzo. Proposta pel' 4llmenta,·e la poienzialità di trasporto del'l'e fer}•ovie in guerra del soltoteoente L . - Si propone di colIotare le merci ed i soldati ancbe sul tetto dei vagoni. In siffatl'a maniera hel 'trasporto di 400,000 uomini di truppe -a piedi, pei quali occorrono al presentè 11,1'12 vagoni, si avrebb·e uh risparmio di ::l,112 vagoni, i quali colle relative 88 locomotive rappresentano una forza di trasporto di 550,000 thil0grammi ovvero, dal punto di ,,isla de! tempo necessario al trasporto, un risparmio di tempo d i qùasi 2 giorni. Le operazioni secondal'ie nella campagna clel 1859 in Italià. - È l'analisi del 3° volume della s toria della guerra d'èl 1859, compilata dallo stàto n1aggiore austriaco e testè pubblicata. il prim:o ispettore :di fànt'eria delt'eser1:ilo aiis'iriaco, per 'GutuJ·ELi\.lO V·. J ANito - È un bre'Ve articolo hel quale si ri~orda che il primo .ispettot·è 'della fanteria austriaca fù il conte Lacy, nominato a quell'alta ca't'ica dal1'imperatrice Maria ·1.'e:resà. È interessante la i'iprotluzione di un documento, ·del1

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llistruzimre cioè indi'rizzata al cdnte l,acy ·nell'occasione del'la sua nbmina ad ispettore, nella quale sono indicati 'i ·suoi diri~ti ed i suoi doveri. Due le/Jtere dell}impet•ai'f'iee Manict Teresa . - 1Dir~vU,, 'la prima al feldmaresciallo conte Neipperg e relativa all'esecuziohe di un disertore, la seconda al feldmaresaial:lo barone Loudon caduto gravemente ammalato.

/Jalirbuclier r,ur ,;-Jie tleutsche

Armee

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'hlm•ine. - Febbraio 1877. Berlino, Schneider e C. (La battaglia di Amiens - La campagn·a contro Catlo ·xn. Gli inves,imemil.

Ii..'à battaglia di Amiens, il 27 novembre 1870, compilata dal ·capitano HERMAN!'l v. KLElST. - È la continuazione e la fine -di una narrazione minuta della battaglia di Amiens, combat'Luta il 27 novembre '1870, batlaglia sommamente importante, poichè essa costrinse i Francesi a cessare dalla intrapresa 'ùffensiva nella direzione di Parigi, e ad abbandonare la linea ·della Somma in potere del nemico. L'armata francese coman·data dal generale Farre, sebbene composla di giovani sold·a ti s i baltè valorosamente, e con molta energia, del che danno !prova le ingenti perdite soffèrle dalle due parti. I 1F1rancesi perdettero: 266 morti ti 77 i'eri Li, I Tedeschi: 8° corpo -24 ufficiali 430 uoinihi 1• corpo fi.2 » 739 • 'ed in totale 66 ufficiali, 1169 soldati. LàÙ1.mpagnadegli alleati del Nord coni1'o Ca,·lo XII di S oezi:a nell'anno 1715. - Il ·14 febbraio il generale svédese Diicker in1timò al generale Borke in Slcttìno di a bbandonare immedia ta'menle Walgas L, e poichè ciò non a ccadde, il 23 dello stesso mese 3 cornpagnie svedesi avanzai·bnu contro la città, e ne·respin'sero il presidio, fotite solo di un solt'ufficiale e di 20 uom illi. 1D"i ·qui la guerra fra la Prussia,, sostenuta dalle a!Lre potenze èlel ;/~foro, e la Svezia. L'assedio di SLt''a lsund fu intrapreso ni=ll mese 1:1.ioluglio -da cil'C'a 24,000 Danesi, con 24 batta·glioni, e <1,0 squo.-


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droni, dai Prussiani con 27 battaglioni e 22 squadroni, e dai Polacchi con 7 battaglioni e 13 squadroni. Il genel'ale von Arnim, il quale con 12 o 13,000 uomini stava presso vVollin, doveva più tardi riunirsi alle truppe concenteate presso SLralsund . Le operazioni più importan ti di questa campagna sono due, cioè lo sbarco presso Ri.igen e l'assedio di Stralsund . 11 principe Leopoldo di Dessau ebbe il comando delle truppe destinate alrimprcsa contro Rugen. Riunite 400 navi di trasporto, 1'1t novembrtl com inciò a Lucl. wigsburg l'imbarco delle tru ppe, cioè di 3;> squadroni, ciascuno di t 20 cavalli, di 24 battaglioni a GOO uomini, e della metà delle trup pe danesi già ritirate sin dal 30 ottobre dal campo innanzi St1°alsund. 11 15 novembre, e senza che il nemico pensasse menomamcnte ad opporsi, ru compiuto lo sbarco, e il giorno seguente si venne a g ior nata campale. Il re di S\tezia con 2 reggimen li di fanteria, 20 squadroni,. ed 8 pezzi avanzò all'atLacco, ma tutti i suoi sforzi fu rono van 1 contro la posizione del nemico, il quale ave va saggiamente approfittalo della notte per for lificada . Gli Svedesi pel'dettèro 8 gener ali, 3 colonnelli, un gran numeI'O di ufficial i suballerni, 400 uo mini, e lasciarono s ul campo -12 ufliciali e 200 uomini feriti; lo stesso re Cado XII fu ferito. Gli alleati ebbero feriti 1 genera le, 4 ufficiali superiori, 9 subalterni, e 72 soldati. È notevole il risultato ottenuto dal principe di Dessau, il , quale si servl in modo così mirabile della for tificazione, per ralfoezai·e la s ua posizione e per aumentare i vantaggi della difesa, e ncn si può a meno di encom iare la prestezza col la quale fu eretta cruell'opera forti fkatoria, contro la quale s'infransero tutti gli sforzi nemici . L'attacco poi e la difesa di SLralsund furono spinte sino agli estremi e solo quando la breccia fu aperta Cacio XII accettò la capitolazione, la quale in fa lto avvenne il 26 dicembre. Per essarimaset'O prigionieri d i guerra 8 generali, 'l20 umciali, e 1000 uomini. Così ebbe tine la campagna dell'anno 1715. Studi sultct guerra deoti investimenti, del eapitano ADOLFO ZIMMERMANN . li capitano Zimmermann è un seguace del sistema in trodotto dal gènerale Ver dy du Vernois coi noti suoi Studi sulla condotta delle h'uppe. Nella dispensa precedente s tudiò le cause principali, alle quali (ti suo parere) devesi l'infelice esito del ten ta tivo di sortita eseguilo dalle tru ppe di Parigi il 30 novembre 1870; in questa dispensa, in base alla

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situazione reale del 29 al 31 a go<;to delle truppe racchiuse in Metz, è contenuto un particolareggiato s tudio sugli ordini e prescl'izioni del comondo gene~ale per romper(;) la linea prussiana d'accerchiamento.

l!niteil Se,•vace-lnstitutaon. -

London,

N. LXXXVI. (Pol"eri da guerra. - Perdite derivanti dalla coscrizione. Marinai inglesi e francesi).

Proposta di im nuoco meccanismo di elièi per navi da guerra, di G. Qu1c1<, ingegnere nella rnar'ina reala. Sull'ittcassatura dell' elice della nat>e Uruiie,·, del ca v. GRIFFITl·l. J

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Sulla cavalleria, clel ma~gior HussEt.. Su alwni ca,·atieri .speciali delle polveri a g1·ande e piccola granulazione. Questo orticolo del maggiore MoRGAN di artiglier ia, sia pet· la natura del soggeltò sia per la speciale posizione de ll'autore, il quale è direttore in 2• alkl fabbrica reale dell'abbadia cli Waltham, merita di ess ere in gran parte riportalo. Esaminando 'le condizioni da cui principalmente <ripende la completa ignizione cl i una carica, prendo l'autore a dirnos teare con quanta approssimazione sieno esse raggiunte in quelle stesse l'io-nizione di ciascun grano individuai.. che re<•·olano n V . . mente, e come ciu dipenda non solo dalla g 1·ossezza dei gram, ma dalla facililù pure con cui la fiammu può penetrare nel centro di ciascun o-rano e dal grado <li infiammabilità delle o ' . particelle di caebone che parzialmente lo compongono. Esprimendo nel s0guito del suo sc1·illo le debite riserve c irca a l non essere provate in modo indiscutibile le varie questioni a ttinenti a l soggeLlQ, presen ta l'autore le sue osservazioni ecl opinion i come argomentazioni piuttosto comprovanti certi caratterj speciali che s i rich iedono nella fabbri cazione delle vaeie poi ve1·i, e che si prorone <li mettere in evidenza . Rammentando l'opportunità avuta di occuparsi d i tale argomento per cinque anni in un periodo inter essantissimo pel' la fabbricazione delle


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polveri da guerra, pensa l'autore che non rim,cirà inutile nel suo esercito il conoscere il frullo dei suoi apprezzamenti. Pochi anni ind,elro due sole specie di polveri erano ritenute sufficienli in Inghilterra per quasi lutti gli usi richiesti dal sel'vizio militare: quella per cannon i) a grossa granula ,.ione di 8 a '16 grani pet· inch (pollice inglese di ri1·ca 0,025) e quella per armi portutili di 16 a 36 gl'ani per inch: enll'ambe venivano preparate in una medesima fabbrica. Coll'aclozione delle armi por ta tili l'igate a piccolo calibro fu riconosciuta poco alla per esse la polvere fino a llora impiegala, e la prima modificazione importante fu la sostituzione del carbone di fran gola a quello di ontano e di salice, il che portò seco la necessità di separare la fabbricazione delle d.ue polveri. La nuova polvere usala RFG differisce non solo p e1· ln grossezza dei grani, 12 a 20 per inch, ma anchp per essere di colore più nera, più rotonda di forma, anzichè a scaglia come la precedente FG. L'essere la nuova polvere più violenta dell'antica fu da alcuni ritenuto che dipendesse da una maggiot' propol'zione di materie gassose nella costituzione del cc1rbone di frangola, confol'me viùne a risultare dall'analisi chimica: ma l'autore è dell'opinione del dott. Percy, che essendovi semp1·e idrogono io eccesso rispetto alla quantili\ che occo1·re per abbruciare tutto l'ossigenp; questo debba riguardarsi come acqua allo slalo solido, e la sua presenza riesca quindi piullos lo a pregiudizio. Corbonizzandosi la fran gola moìto rapidamente, il processo per r :dut'la a carbone si compie ad una bassa temperalu1·a: ciò fa sl, egli è vero, che nella sua costituzione entrano più idrogeno e TJiù ossigeno che non nei carboni ollen uli ad al ta Lernperatura: non ne segue però che sia o. questo dovutala maggio1· violenza di esplosione della polvere. Quantunque senza dubbio la presenza del gas favorisca l'infiammabilità, pensa l'autore tuttavia che la ragione principale risieda nel folto che il carbone preparalo ad alla temper atura è sempre più du r o, più denso, e miglior condullore del calorico che non preparalo atl una bassa temperatura: ciò deve renderlo resistente all'azione dei gas infiammati, appunto come la nota conducibilità del bronzo lo costi lu'isce eminenternen le odo tlo per r esis le1·e all'azione esplos iva della polvere nel'la bocca del pezzo: e la durezza lo preserva dall'essere ridotto in una poh·ere impalpabile così facilmente come avviene nel carbone ottenuto con processo più lento. Confricando quesl'ullimo è fi;cilmenle ridolLo in fìna e .tenera polve·r e, mentre l'altro è resistente e sabbioso al tallo:

pen~a quindi~ cb~ la polvere fatta col carbone di, frangola., essendo le particelle di questo più piccole e più prontamw.it~ infiamrnabili, ed in specie poi se pt•eparute a bassa Lemper aL ura, deve riescìre più violenta che non altra polvere Qt)ello- c~e sembra perciò richiesto nella fabbricazione delle pol v<>ri a piccoli grani, si ò che le molecole sie no il più che è possiQi~$ fine e co'mpalte, cos icché la combustione possa pro:::edere con una. sufficiente rapidità. Sembra quindi naturale il domandare se l'influenza della carbonizzazione più lenta dell'ontano e del salice non possa venir compensala nelle polveri da una più fioa granu,l<;1zionef Un cenno sulle esperienze fatte a Waltham risponderà su tal proposito. L'adozione del fucile Martinì-Henry aveva fallo riconoscere non idonea per esso la polvere RFG, ritenuta eccellente per l'Enfleld, stanle la quantità delle feccie che lasc:iava dopo lo spal'o, con pregiudizio sui risultali del Liro. Come ciò accadesse ò difficile di d iee: l'azione troppo !'apida det·ivante dalla poca sua densil.à am -naccando il proietto, ne ledeva forse la concentricil4 della rotazione e in conseguenza, la regolarità di movimento nella lraielloria. Essendo il ca)ibro del'pt"oietLo minore e maggiore la sua lunghezza, ne ven iva accresciuta l'inerzia e in pari tempo diminuito lo spazio per l'espansione della polvere: la cartuccia riesci va troppo luuga perchè potesse avvenire la piena combustione <li una polvere soverchiamente accensibilo. Altre cause influenti er an forse l' impe rfetta lubrifìcazione ollenula col s i~tema di carluccie a llora adottalo, e alcune volle l'eccessiva siccità dell'aria puranche. Malgrado l'accorciamento ottenuto nella carica mediante la modificazione opporLaLa nella camera del fucile, si r iconobbe che un esito soddisfac:mte poteva solo otteners i coll'impiego di una polvere a combustione molto men r apida e coll'accrescere la cari<'i\da ,Oad85grani. Aven<lo laCommissione incaricata riconosciuLo chela polvere di Curtis ed Harwy N. 6 era quella che dava i risul loti miglioL'i, venne ado ttata come campione per i per·fezionamenti <la inll'Odursi rnilla polvere govemati~a. Si reputò conveniente di apl'licare alla polvere .RFG fino allora usala le seguenti modificazioni: 1° P 1·epara1·e il caPbone a più bassa Lemperaiura; 2°1Togliere dall'azione dollu macina lu polvere alquanto più umida; 3° Aumenta1•e la densità; 4° Cw•are m aggiormenLe le operazioni del lisciamen~ e


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del cri vello per ottenere una maggior e uniformità di grossezza nei grani. . , . . . Jn seguito a vari saggi soddisfacenti pr e:3enlat1 ne1 mesi di febbraio, marzo ed a1)rile 1869, la Gomm1ss1011e accordò ~apreferenza a quello ottenuto collo stesso carbone della Rl<G, a lquanto più idrato, pr emuto a 11 inch, sottoposto al lisciamen:o per- 5 '/2 ore. Nel d icembr e successivo però o nel g enn~io_ 1.8,0 fu trova to che le qualità soddisfacenti non altrHnent1 s1 conferm avano, e die a O0 / ,, al di sotto, sia la polvere adottata che quella d i Curlis ed Hurwy N. G, r ie~civan ) non ido~ee per le quan tit& di feccie r esidue. Nuove ricerche f~rono mtr~p res~ sotto una nuova Commissione e di nuovo s1 ebbero r isultati che soddisfacenti nel febbraio del 1870 non a ltrimenti soddisfacevano nel luglio del rnedesimo anno: la piccola granulazione adottata ed il caldo della stagione ag,mdo sulll-l polvere nel senso cli r enùerfa troppo rapidame nte inJìarnmabile, producono r isultati inferiori al tiro. Altri tenta li vi furono fatti nel '1 870 per ri mediare al difeLLo aumentando la densità, e si accrebbe il numero dei grani nella ctirica pet' rimediare alla d iminuzione di vdo::itù iniziale che ne derivava, ma si andò inconLrodi n uovo ali'inconvenienle delle feccie, r eslando sempre s uperiore nel co~fronto la polver·o di Harwy e Cuetis N. _6: nè confer·mando tampoco appositi esperi menti che forse s i dovesse ascriver-e tale superiorilà alla maggior a uniformità nelle dimension i dei grani, s i pensò che la causa dovesse ri~ siecler e essenzialmente nel pr ocesso di fabbeicazione. Questo differì va da quello della fa bbrica di W. A. anzit~tto per la carbon izzazione fa tta a più bassa temperatuea, ma pet' un tempo molto più lungo: se ciò aumenlava la rapidità di ig nizione della polvere, aveva pue l'inconveniente di r0nderla mol_to pi~ jo-roscopica incon veniente assai sensibile pee polveri rn1litar1, 0 ' visto il bisogno di tenerne immense provviste per 1ung l. u anni:, differiva per essere la polvere mollo più lungamen te sotto. posta a lla maci.na, cosa che volendo iniziare alla fabbr ica ~o- · vernativa avrebbe se t·iamente influito a d iminuir-e la quanl1tà della produzione: differì va per l'un iformità di geossezza dei grani, il che, se imita lo, avrebbe dim inui to l'esportazione co~ danno della fabbr ica, la quale ridotta a produrre un genere d1 polvere unico non poteva come J~ fabb_riche p1?:a'.e trovar compenso nell'esito di polver-i di al t,·a misura: d1ffer1va pure per un'o perazione più p rotratta di lisciamenlo,.y che p ure avrebbe contr·ìbuilo alle conseguenze p receden ti s ebbene in

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scala minore Pel lutto ins ieme si rinunziò nel 1870 all'idea di poter rivaleggia1·e colla polvere di Harwy e Curtis N. 6 con polveri fatte seguendo i sistemi no'rmali di fabbricazione governativa. I tentativi per altro vennero r ip r·esi poi nel 1872, ed in se. guilo ad essi si ottenne una polvere che in tutto è simile a quella ci la la di fabbrica privata, sai vo nell'unifo1·mità dei grani: essa, anche nelle prove del tiro, pienamente corrispose, mostrandosi in tutto superiore a quella di Harwy e Curtis. La nuova polvere chiamala RFG' ha una granulazione oltrechè mene, uniforme, a nche a lquanto roaggiorè in media all'altra citata: men tre quesL'ultima ha la grossezza cli vaglia tur a di 14-17 granelli per inch, in quella cli fabbrica di Waltham entrano per una metà g rani della grossezza di '12- H per inch un quarto 14 -17 ed il resto cli 17~20. La carbonizzazione dura otto ore ad una bassa tempeeatura, e per 8 ore è sottoposta alla macina: l' operazione ùi lisciamento si compie in 12 ore, e sembra che ciò confer isca p ure ad aumentare la densità nella parte esteriore del granello, il che r ende men rapida la piena ignizione della carica. La maggior densità ha l'effetto di mitigare la. tendcina ad assorbire più facilmen te l'umidi tà che consegue dalla lunga carbonizzazione a bassa temperatura: nè dalle prove r ipetute a più riprese in tre anni ris ultò veruna diminuzione di velocità che potesse ascriversi a de teriora mento nella poi vere stessa per effetto igroscopico: essa entra nelle sue condizioni normali e vi s i manliene quando l1a un anno cli fabbricazione. Nelle esperienze fatte essendo,-i tenuta la polvere in piccoli barilotti esposta all'aria, si ba ben ragione di credere che l'assorbimen to cli um idità e la perdita _ di velocità dovessero ad ogni modo esser minori con polvere custodita negli asciutti magazzini di depos ito o nelle cartucce metalliche impermeabili all'a ,·ia. Gli esperimen ti fatti dur a nte le ricerche fin qui dette s omministrarono occasione a porre in sodo dati u tili anche per la fabbr icazione delle polveri da cannone . Confrontando i risultati di pol veri identiche in tutto fuo rchè in densilà, quelli di polveri identiche nei materiali, ma non nel si:,te rna di fab bl'ica, quelli di polveri identiche nella gr·anulazione e nella densità ma non nel legname onde era tratto il carbone, si potè veniee alle conclu!:'ioni seguenti: La polvece che più a lungo è s tala sottoposta alla macina è


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a pari conilizioni quella che meglio resiste alle influenze igrometriche. « La via per ottenere le polveri migliori sembrerebbe rruella. « di preparare i m&leriali dal punto di vista _di avere la, « massima rapidità di ignizione, moderando poscia la combu• stione mediante la densità e grossezza dei grani »: t.anto è moigiore la densit$. o meno resla)nfluenzato il modo di combustione per i.:aumento di denc;ità che deriva sui grani che ultimi abbruciano in seguit9 alla tensione dei gas nell'inlern o dell'anima. M,u un'alLra causa che influisce pure accelerando la combustione di polveri meno dense le quali di per S3 presentei•ebbero ~ma combustione piu lenta , risi~de nella porosità dei grani: per una stessa densità di grano, le polwwi fatte con rapida carbonizzazione riescono più poro~e di quelle otLenuto con carbonizzazione più lenta, dipendendo riò dagli interstizi molecolari. Ora, maggiori essendo questi interstizi, più facile avviene che sotto ul')a schiacciante pressione riua)e avviene nell'interno dell'anima, possano risullare accidentali assel~i molecolari, dandosi luogo cosi, a densità irregolari nelle diverse parli del grano medesimo. Le parli meno deQse abbruciandopiù rapidamente ci_elle più compaLLe, è così secondo la spiegazion~ dello scrillore, che si pl,'oducono talora qu,~i rimasugli di granelli che sembrano come bruc1atl solo per melà dopo la scarica del cannone. . « E un grave errore, s oggiunge, ri tenere che la combusLJono ~ proceda regolarmenLe in ogni circostanza pE-r strali succe~• sivi della superficie verso il centro di ciascun grano. CH) « può accadere quando la polvere sia stala già assoggeltata " ad una pressione eguale allo srorzo di schiacciamonlo che • le molecole subiscono per l'espansione dei. gas, sicchè ncs" suo inlerslizio valutabile siavi 1·irnaslo: allora può il gra• nello Abbruciare regolarmente, ed in Lal coso la velocità. « della combus tione dipende dalla llnezza delle particelle del • carbone oanuna ddle quali deve es!:'ere consumala prima « che la li~m~na pervenga aù abb 1'uciare quella immediata• « men le vicina. Ma per le minori densità le condizioni sono di« verse, e sebbene il carbono lentt1menle preparato conservi « la sua altitudine a più ru p.idomente abbruciare, nond imeno « nel carbone ottenuto co,l rapida ustione la certa esisl~nza « di un maggior numero di canali po1 'osi o le inngm~.Ji densiLà « dei vari granelli , lo rendono suscettibile ùi subirè con m:~g" giore certezza l'azione acceleratrice di quel modo di combu-

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• sLione che ho notato, e così tendono immensamente a ri• « durre la ilillerenza nel risultato finale » . È così che egli spieaa principalmente il fallo « che la polvere cubica inglese "' « possa rivaleggiare colla prismatica estera, nella qua1e 1. " "rani sono arLifìcialmente muniti di canaletti, cosicchè la « ~ombustione si propaghi da essi come centri con velocità ,, accelerata: ma il modo col quale sono fatU tali fori, rende • incerto se l'intero. superficie entri in ignizione, mentre nelle « superfici premute si riscontra che questa procede per punli, « e si raccolgono talvolta dei granelli la cui superficie·sembra « in purle per n~ente abbruciata. Se potessero praticarsi i fori « per modo di rendere le superfici più prontamente accensibili, « è probabile che la·combustione interna sarebbe avvantag« giata: occorre dare alla pol vere prismatica maggiore denc sità che alla granulata o alla scagliata, per compensare la e maggiore difficoM d'ignizione ». Accenna poi il maggioro ì.Vforgan al rallo che polveri cli poca densità e con carbone oLlenuto a rapida ustione, quali per esempio quelle della fabbrica di Uall a Faversharn, hanno pur dato risultali eccellenti, sebbene non applicabili perchè troppo violente per le grandi cariche del pezzo da 38 tonnellate: non nega che la loro bontà possa sembrare contraria alla emessa teoria, che debbano cercarsi i migliori risultali neJla più rapida carbonizzazione e nella maggiore densità dei grani: l'azione è secondo lui modificata in lal caso dal modo lento con cui abbruciano le particelle del carbone stesso essendo quesle così dense e di tal dimensione che tulle possano abbruciare quasi contemporaneament.o, cosicchè l'intero tempo in cui si abbrucia la carica si confonde tiuusi con quello in cui s i abbrucia una semplice molecola: il carbone però alla fo~brica_ di Waltham non essendo mai stato preparalo a cosi rapida ustione da oLlenere un simile l'isultato, l'autore senza potet• nulla concretare al riguardo, accenna però ancbe una tal via come meritevole di s tudi ulLerioei. Cosl riassume quindi i diversi caratteri delle polveri da cannone di grosso calibro per• mezzo dei quali può modificarsi il modo di bruciare delle medesime: 1° Una polvere a rapida accensione con grande clensilà e . nessuna apprezzabile porosità; 2° Una polvere ad accensione più moderato, con pn.\ moderala densità cd una conseguenl.c discreta porosità; ANl'IO

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194 LIBRI 3° Una polvere ad accensione molto lenla e con grandissima poros ità. Con q ua lunque di questi melodi possono avoi·si polveri buonissime e forse con risultali egualmente buoni: ma crede l'autore che il primo possa dare probabilmente i migliori, almeno con maggiore certezza: riesce però il più dispendioso a causa del tempo che r ichiede la fabbricazione: il secondo è quello che fu già in passato posto in pratica alla fabbrica di Waltham: esso dipende in gran parte da.Ha qualità la più ince1·ta ad ottenersi fra tutte, cioè dalla po1·osi tù, nè il r is ullaLo può essere con qualche certezza raggiunto se non con prove applicate s istematicamente e col curare g randemente i miscugli. In ogni caso però la dimensione dei grani è elemento di somma importanza, a causa della f!3-cilità che porge, per ottenere una completa ig nizione della carica e per e liminare le vj brazioni ondulatorie così dannose per l'anima del pezzo. Nella discussione che tenne dietro al i& lettura si accennò pure ad un saggio di polvere italiana da cannone, la quale essendo di lenta combu~lione non reputano gli Inglesi alta per le gl'andi cariche, non potendosene secondo loro rip1·ometlere la completa ignizione, a meno che s i ricorresse ad un si3tema di accensione centrale, e che di là mediante canali irrudjantis i si com unicasse la fiamma al complesso colla massima possibile rapiditii . Hiconoscono tuttavia come una pit'.t com pleta ignizione venga anciie raggiunta da noi , per la lunghezza maggiore elci nostr i pozzi in proporzione del calibro . Costo comparativo degli eserciti di varie nazioni e perdiie der ivanti clalla coscri:.ione, del cap. AROAGH. È uno sLudio accu 1·ato che l'aulore fa su l costo dei vari eserciti, sia in proporzione ciel bilancio di ciaschedun paese, s ia in propot•zione del la cifr·a cli armali tenuti normalmente sul piede di pace, sia in proporzione della cifra di quelli che si dispone a mettere in guerra. Comincia dall'osservare che non lutti i paesi offrono un· egual copia di clnli, nò Lutti si dipartono dolio medesime bo.si nello stabilire quelli che offrono: così in Francia le pensioni figura no nel budget delle finanze : in America figurano sul bilancio della guerra una grall par le di spese per topog1•ana, geodesia e meteorologia: il personale di polizia è in Inghilterra mantenuto nelle conlee sulle entrale locali , mentre in a ltri paesi, come da noi , vi sono i caeabinieri reclutali dall'esercito e pagati dullo Slalo: le ferrovie sono in alcuni paesi più o meno parzialmente

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esercitale dallo Stato, e le spese destino.Levi entrano in parte fra quelle militari, mentre in altri sono per intero fra le mani di private socielò : così dicasi dello strade, dei canali e di altre oper e cli pubblica utili Là. La media delle lasse che paga ogni abitante nei vari Stati, tenuto anche conto di quello per cepite non dal governo centrale ma dalle amministrazioni locali, è di circa 45 scellini per a nno (56 lir e circa) mentre il costo delle s pese militari non solo per le forz~ in pace ma per la preparazione in guerra, è per lesta mollo drvcrso: dall'America che vi consacra 5 lire per lesta arrivasi alla Francia che allualmcntc vi dedica quasi 14 lire: l'llalia vi figm•a a lato ali' Austria e alla Russia per poco più di 7,50. , S~l pie~e di pace , dalla Francia che tiene 1 uomo per og ni 82 di popolazione arrivasi ali' Aus tria che ne tiene 1 per 150: l'Ilalia vi figura come t per 12't, la Germania come 1 pet' ~8 , la Russia. come 'L per 127, l' Inghilterra come 1 per H8 (comprendendovi le truppe delle Indie), l' America come 1 per 1500. Jl costo di ogni soldato solto le armi in t~m po di pace è rappresentato in R ussia da 932 lire l'anno ed in llalia da 9:,!) circa: in Germania cd in Austria il costo s i eleva a H36 lire, in Froncia a '108i, in Inghilterra a 2:348 ed in America all'enorme cifra di 70W,50. Tale sbilancio deriva dal sistema di reclutamento, fallo per coscrizione nei primi Sta.li e per arruolamento volontario negli ultimi due : osserYa però l'autore che se il costo del lavoro del volontario che concor t·c al mer cato è grande , deve cons iderarsi come inadeguato al lavoro il costo del coscl'iLlo: e quindi dal punto cli vis lu economico, sebbene il bilancio dello Stato figuri lanlo meno aggravato col s islema di coscrizione esso ò di per s è una g rave lassa finanziaria che pesa sull'intero paese: osserva anche che il coscriLlo del continente riceve d'ordinario copiosi sussidi dalla propria famiglia, i quali pure finiscono coll'essere una tassn jndireUa cl1e gravita sul paese. Del resto sarebbe assurdo il pretendere di stabilire confronti dalle cifre ora del.te considerate in senso assoluto, dovendos i nel Yalulare il coslo del soldato aver r i o-uo.rdo altresì al r apporto della condizione del soldato con c~uella delle classi sociali da cui è tratto. Il rapporto della popolazione colla forza massima (non c? mprese per ò lo landsturm e m ilizie Lerrjtoriuli) sul piede d1 guerra, dii, secondo l'espressione dell'autore, « l'indice della


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LIBRI

" pressione della coscrizione sulla popolazione ~: l'Aus tria dà 1 in al'mi per ogni 30 , la Francia e la Germania 1 per 31 , l'Italia 1 per 31, la Russia 1 per 50, l' lnghilterra 1 per 96 : sull' America nulla può stabilirsi. Il costo in tempo di pace di ogni uomo della forza s ul piede di guerr a, ecl il rapporto del piede di pace al piede cli guerra, 'danno un'idea dell'economia amministrativa militare dei vari paesi. Su questo proposito l'autore non s i diffonde: è un soggetto però che potrebbe offrire argomento ad utile s tudio. Uno ·per cento della popolazione ·r appresenta all' incirca per tutti i paesi il numero che raggiunge annualmente l'età della coscrizione: una metà circa sono riconosciuti disponibili, l'altr'a metà essendo di inabili o di esenti per varie ragio'ni. Il n umero degli abili sul contingente annuale che vengono effettivamente istruiti è uno dei dati più importanti per valutare l'ammaestr amento militare di un detel'm inato paese, . mentre una parte soltanto del contingente è efficacemente istruita : « una volta che è .s tato soldato un individuo, sog« giunge l' autore, prosegue in caso cli pericolo a figur!J.re « come unità nella forza militare del proprio paese finché è « atto a portar e le armi » . 11 per cento degli istruiti su quelli che raggiungono l' età cli coscrizione nei vari paesi è : 18 ¼ jn Ingùilterra, 19 in Russia, 3'1 in Germania, 34 in llalia, 4.3 in Austria, 55 in F r ancia, 01 in America. Qui però per parte nostra soggiungeremmo che il coefficiente accennato non assume il s uo intero valore se non uniLamen te a 11' altro del tempo per cui dura l'ammaestramento: e questo se per forza maggiore è brevissimo oggigiorno per la massa, conviene, perchè abbia un serio v,ilor e, che non vada però al di soLto di un certo limite: nè possono quindi avere gran valore, tecnicamente pai'lando , quegli eserciti in cui troppo è gr ande la pr oporzione numerica di coloro che riceverono un ammaestramento di mesi o di giorni forse ?oltanto sotto le armi. Quanto alla perdita derivante al paese dal sistema della coscrizione, il che forma argomento cleJJa seconda parte dello scritto, è trattato da un punto cli vista troppo esclusivamente inglese, perchè valga di troppo soffermarcisi. Sui m igtio1·i tipi cli navi da gue1'ra pe1· la marina inglese - del comandante GERARD della R . maÌ·ina (scritto premiato con medaglia della R . Unitecl Service Insti tution). La potenza tattica clella moderna ·artiglieria da campo del luogotenente colonn. di artiglieria BRACKENBURY.

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E PEIUODlCI

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Sulla luce elettro-magnetica - del capitano W . ABNEY . Le forze della Tu1'chia e la questione orientale dal punto di vista miliiare - del luogotenente colonn: HowARD. L'esercito italiano - del colonn. lord vVAVENEY. Cronaca e cenni bibliografici. Interessante riesce un breve parallelo fra le truppe di mari.na inglese e quella francese, tendente a dimostrare come le istituzioni francesi meglio delle inglesi provvedano a dotare la marina da guerra cli buone riserve. Non solamente provvede il governo francese all'espansione di forze necessarie in guerra , rendendo possibile di disporre di quasi tut ti i validi <leJJa marina mercantile e peschereccia, ma ammaestr andoli per tre anni almeno sopra una nave da guerra, rende .tutto quel personale abile più che non possa esserlol'inglesequando occorra il servirsene . Anzitutto la forza combattente nelle navi da guena francesi è il 95 '/. dell'intero equipaggio, mentre ne\Ja inglese è solo. il 75 ¼, e cli questi 9 ¼ sono soldati di marina e 10 ¼ mozzi. Tale proporzione si verifica anche ponendo a confronto la forza di due corazzate della s tessa classe pèi due paesi: ,sicchè prendendo il tipoclella Vanguardperèsempio,si avrebbero 344 combattenti contro 438: presso i Francesi tutti questi combattenti sarebbero soldali e marinai, non verificandosi altrettanto per gli Inglesi: 01·a , a parità di cose nel rimanente, in simile composizione risulta dal punto di vista del combattiment0 una maggiore efficacia col sistema francese. Quanto poi all'ammaestramento delle riserve, la condizione delle francesi è migliore delle inglesi. . 11 n umero dei marinai in Francia (compresi gli ufficiali) che figurano s ulle liste dell'inscrizione marittima tra i 20 e i ,rn ,anni, ed han servito fra 3 e 5 anni a bor do cli una nave da guerra, passai G8,000: e.questo numero può considerarsi come realmente disponibile, vista la poca quan tità che si allontana dal paese per ragion i di commercio: così nella guerra di Crimea e nella germanic.a, si presentarono rispettivamente 63,0tlO e 67,786 uomini. A quest'ullima cifra debbono poi aggiungersi i marins o soldati di fanteria e artiglieria addetti alle colonie, ,dei quali 28,507 e rano a Par igi, oltre a 28,740giii compresi nella cifra p1;ecedente: 13,000 mctrins stavano poi tuttora alle colonie. :Sicchè tutto compreso, salvo quelli alle colonie, possedeva la Francia utilizzabili per la marina nella guerra 96,283 uomini.


E PERlODICI

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LIBRI

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Quanto ad ufficiali di riserva, possedeva la Francia più di 2000· capitani di lungo corso e 3000 di cabotaggio. Le riEierve inglesi invece sono in cifra tonda: 4000 guardacoste, marinai eccellenti: 15,000della rise],'va della marina real~, buoni marinari pure, ma dei quali tre quinti soltanto fermi 1w Ino'hilterra: 2000 volontari delle cosle, quasi tutli pescatori: 1000 volontari dell'arliglieria di marina: 6000 s oldati di marina .. I l)'uardacoste sarebbero resi disponibili in caso di guerra so~tituendoli provvisoriamente con pensionati abili . Quanto· ad ufficiali di r iserva contano in tutto a 267 imperf'eltamente . . ammaestrali e circa 200 ufficiali de.i g uardacoste proven1ent.1 dal servizio 'ai marina: p:iù gli ufficiali: di marina giubilati. Le due quantità, e specialment~ quella degli uffic~ali, s?n? in tali proporzioni, che il vantaggio da parte della 1, rancia e più che evidente. 8 vero che in cambio rest_a da parte dell'Inghilterra una maggior potenza cli materiale nelle corazzate s tesse che possiede: ma lo scriltore rammenta che le. corazzate possono essere vendute, comprate, cedute, noleg-· giate: che la terza marina europea è la turca, e che un co_ntratto inaspèttalo polrebbe esser fatto un giorno a scapito, dell'Inghilterra, come essa s tessa fece improvvisamente per· le azioni del Canale di Suez!

BIBLIOGRAFIA MILITARE DELLA REGIONE GRECO-SLAVA

Fra le questioni che si agitano in Europa, quella d'Oriente è senza dubbio la più grande e la più complessa sia per gli

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importanti interessi che ad essa direttamente o indirettamente si riferiscono, sia per le difficoltà che si oppongono alla sua s oluzione definitiva: L'uomo di stato e l'uomo di guerra si avvicendano nell'ardua impresa di risolverla, ma finora invano, poichè, insoluta, si r ipresenta or sotto l'aspetto politico or solto l'aspetto mililare. In questo alternarsi di tent.qtiv.i e di sforzi la letteratura politica e la militaee hanno trovato e trovano tuttora un vasto campo alla loro esplicazione; non fa nno adunque difetto i mezzi per studiare la q u'.estione, ma difficile è la scettri loro a causa delle differenze e delle confraddizioni che talvolta pre::ientano. Nè ciò deve far meraviglia é1uando si consideri lo stato della civiltà in Oriente e specialmente in Turchia. In nessuno Stato incivilito o a contatto dire tto col mondo civile si verifica un'apatia, un' avversione così decisa a far co noscere i s uoi elementi coslilut.ivi, corne si osserva in Turchia. Laonde, mancando l'azione promolrice e direttrice del governo negli studi geografici ed economici, vi si è sostituita l'iniziativa individuale o l'opera dei governi degli Stati confinanti. Ma per quanto possano esser e pregevoli i frutti di tale iniziativa e di tale opera, essi mancano cli quell'armonia che è necessaria per determinare in modo facile e sicuro i fattori della vita civile ed economica d'una regione, sovratutto quando questa è composta cl'elementi cosl diversi per religioni, per interessi e per razze, com'ò la greco-slava. Ciò premesso, appare chiaro come riesca cliffìcile a chi voglia s tudiare la questione, anche solto d'un punto di vista particolare, lo scegliere convenientemente i mezzi per farlo; nè abbiamo la pretesa di fornire una guida sicura a chi voglia tentarlo, enumerando le principali opere che possono essere utilmente consullate da chi ·vuole studiarla sollo il punto .di vis ta militare.


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I..JDRI

Lo studio della questione d'OrienLe, considerata sotLo il punto di vista militare, comprende due par ti, c ioè una geografico-statistica ed una storica; la prima serve a determinare i diversi fattori dello stato militare e le sue funzioni, la seconda a ricercare le analogie fra lo stato attuale e il passato. I. - Bibli~grafia geografico-statistica. A compier lo s tudio della 1• parte valgono moHi elementi quali sono le pubblicazioni ufficiali, le relazioni di viaggi e gli studi par ticolari, le carte e le pubblicazioni periodiche. Ma, come già abbjamo accennato, fanno difetto, tranne forse pella Rumenia, le relazioni ufficiali sullo stato sociale ed economico del paese; i lavori d'iniziativa individuale non compr endono che una parte della regione; le carte non possono avere vaJore esatto se non quando sieno compilate in base a regolari operazioni geodetiche e topografiche; la s tampa periodica finalmen te non può dar frutLi d'un valore assoluto e reale, se non quando trova fondamento negli altri elementi dianzi enumerali. Nella breve rivista bibliografica clte qui facciamo, tralasciamo di enumerare i molti e pregevoli lavori pubblicali dalla stampa periodica relaLivamente alla questione d'Orjente, sia percliè in buona parte sono noti ai lettori della Rioisla, sia perchè sono stati annunziati nella Cronaca militare estera; ci limitiamo ad accennare le pubblicazioni separ'ate e le caele più importanti. Cominciando dagli s tudi generali, esse sono:

SYNV:ET . - Traité de géographie général de l' E11ipire Oltoman. Costantinople, 1872.

201 Das turkische Reich (L'Impero turco). LeipE PETlIOD1Cr

KELLNER. zig, 1876.

'.È un breve ma pregevole schizzo geografico -politico-storico-statistico dell'Jmpero OLtomano, adatto per chi voglia, leggendo poche pagine, acquistarne una sommaria conoscenza. BEAUJOUR - Voyage m ilitaire dans l'Empire Ottoman. Pa!"is, 1829.

Il Beaujour fu per parecchi anni, sul principio del secolo nostr·o, ispettore generale dei consolati francesi in Oriente: la sua opera è una descrizione geografico-militare delle frontiere terrestri e marittim~ dell'Impero Ottomano; è un lavoro molto pregevole e interessante anche oggidì.

Das st,.ategische Verhaltniss des serbischbosnichen und butgarischen Ifriegsschauplatzes ge{Jenuber dem oesterreichiscli-unffarischen Staate. ( Rapporti sirategici del teatro di guerra bosniaco-serbo e bulgaro colla monarchia aust1·q-ungarica). \;<,1ien 1876.

'I'~RSTYÀNSZKI. -

È un lavoro compilato colla scorla delle migliori e più recenti pubbl.icazioni, ricco di par ticolari topografici e cli considerazioni strategiche; è la più completa descrizione del teatro cli guerra del Danubio inferiore sinora pubblicata.

CRoussE. - La péninsule gréco slave, son passé, son present et· son aoeni1'. Bruxelles, 1876. È uno studi.o storico-politico-statistico-militare formante un grosso volume di 744- pagine : come scr ive l'autore nella prefazione, è un résume de recherches nomb1·euses et un recueil à consulter par tous ceux qui veulent se Jormer anH iclée exacie de la situation à fin de pouvoir suiore les événements en connaissance de cause.

CourtTEILLE. - État présent de I!Empire Ottoman. - Statistique, gouoernement, administration, jìnances, armée, etc. D'après le Saldanéh ( annuaire imperial) 1875-76 et les.documents oJflciels les plus 1·écents. Paris, 1876.

DBICINI ET PA VET DE

È un lavoro sommario, sufficiente però per fornite una

conoscenza generale dell' Impero OUomano. REcLus. -

Nouvelle géographie unioerselle. Paris , 1875.

Nei fascicoli 1° e 2° dell'ottima geografia del Reclus s i trovano interessan ti notizie sulle condizioni geografiche, etnog rafiche ed economiche della regione greco-slava; è un lavoro isLrutLivo e dilettevole.

È una compilazione, la quale avrebbe una grandissima importanza, se ai dati statistici pubblicati dal governo turco si potesse prestar quella fede che si presta a quelli pubblicali dagli altri Sta ti.


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LIURI

E PERIO DIC[ ;.!03 Hanno un valore relativamente minore gli studi s ull'Erzegovina del Thomson, del Yriarte è ciel De S. Marie tutti e· tre pubblicati nel 1875.

Dm WE!-IRKRAFT OES 0SMANJSCHEN nE lCHES. - (Le fo1•ze militari dell'Impero Ottomano). \.Vien, 1871. È uno studio assai pregevole sulle forze milil.ari turche pubblicato dallo stato maggiore austriaco . Per la parte organica però non ha più molto valore in conseguenza dei cambiamenti avvenuti negli ordinamenti in questi sei anni, e conviene perciò ricorrere a lavori più recenti pubblicati specialmente nelle riviste militari austriache e russe. Per alcune province della regione greco-slava si hanno s tudi più comple ti che non per l'intera regione; in gran parte essi sono dovuti ad ufficiali aust.rinci. 1 più reputo.ti fra tali studi sono:

Pel Montenegro: SESTAI< voN ScHERD. - Militiù-ische Beschreibung des Pa-· schalich's Her:.egowina und des Fiirstenthums E1·nagora. (Descrizione militare del pasci,zlikato d'Erzegovina e del pr·incipato del Monteneoro) . \:Vìen, 1862. L'autore, ufflr.iale ausLriac9, ha riconosciuta la maggio1• parte delle regioni descritte; il suo lavoro è ritenuto come il miglior studio geografico-militare sul Montenegro sinora pubblicato.

Per la Bosnia e l'Erzegovina: Geschichtliche, politische und topographischstatistische Beschreibung des Vilauet's Bosnien. (Descri:sione storica, politica, e topografico-statistica del Vilayet della Bosnia). \Vien, 1867.

TllOEMMEL. -

ET "\VLAHOVITJ. Paris, 1875.

FRtLEY

Come indica il titolo, è uno studio s torico, politico, topografico-statistico s ulla Bosnia, sull'Erzegovina, sulla Croazia turca e sulla Rascia; è un lavoro tenuto in gran pregio.

È uno studio storico-geografico-statis tico; le notizie in esso con tenute meritano tanto più fede inquantochè uno degli autori, il capitano WJabovilj, dell'esercito serbo, fu per qualche anno in missione nel Montenegro. Possono esser0 consultali utilmente, pel Montenegro, anche gli scritti segùenti:

RosKmv1cz. - Studien iibe1· Bosnien imd die Her:.egowina (Studi sulla Bosnia e sulla E rzegovina). Leipzig und Wien, 1868. L'autore, attualmente colonnello nell'esercito austriaco, ha percorsa e riconosciuta buona parte della regione descritta eseguendovi operazioni geodetiche; per'ciò il suo lavoro gode foma d'essere molto eso.tlo, specialmenLe per quanto riguarda le condizioni geografiche in generale e la viabilità in particolare; lralta eziandio delle condizioni economiche e sociali del paese e in un capitolo speciale fa un breve schizzo dello s tato militare dell'Impero Ottomano. L'opera è corredata di una buona carta. · Landeskunde des Koniy,·eichs Dalmatien imd seiner HinterUinder Bosnien und Her:seyowina. ( l l regno di Dalmazia e le regioni ad esso retrostanti delta Bosnia e clella Erzegovina). W ien 1876. Comprende in poche pagine la descrizione topografica e i cenni statistici più importanti sulla Dalmazia, sulla Bosnia e sull'Erzegovina; è un lavoro eseguito con molla cura.

Le }.1ontenegro contemporaine.

DELARUE. - Le MonLènegro. - Histoire, description, m<Eurs, lér;islalion, etc. Paris, 1869. Sud-Dalmatien und Montenegro im Jahre 1869. (La Dalmazia meridionale e il lv.fontenegro nell'anno 1869 ), pubblicaLo nellu Stre.ffeeur's del 1870. Per la Serbia: Sèrbien . - Historisch-ethnographische Reisestudien. ( La Ser/Jia. - Studi storici ed etnografici di viaggi). Leipzig, 1868.

KANJTZ. -

!

Quest'opera, la quale forma un grosso volume di 750 pagine, è il fru tto <l i molli viaggi falli dall'autore fra il 1.859 e il 1868; è reputato il lavor o più completo sulla Serbia sinora, pubblicato.


E PEH!O DICI

'·204

LlBRl

Das Furstenthum Serbienr;eor11·aphisca-militariscl~ da,.gestellt. - (ll principato di Serbia. - Descrizione geografico-militare). - \Vien, '1869.

F1LEK voN \VITTl>IGHAUSEN. -

J~ un bello sludio compilato in base ai viaggi del Kunilz e a

ricognizioni falle dall'autore; non è però scevro ù'inesuttezze. Studio geografico-polilico-mititare. Rioista militare italiana dell'anno '1870.

SmoNr. -La Ser bia. -

L'autore visitò il principato di Serbia pochi mesi prima d i pubblicare questo studio, nel quale l'esattezza dei da Li ò pari allo. giuslezza degli apprezzamenti . · A questi tre scritti si possono aggiungere altri d'una importanza minor·e forman ti opere separate, come quella del Reinucl1 (La Serbie. - Paris '1876), ovvero pubblicali nelle riviste periodiche. Per la Bulgal'ia: KANITZ . -

Donau, Bttlgarien und der Balkan. (Danubio, Leipzig, '1876-77.

Bttl{Jar iet e Bal!,etn i). -

.8 un lavoro d'un merito intrinseco pari a quello sullo. Serbia pubblicalo dallo stesso aulore, ma d'un valore r elativo anche maggior e perchè serve a fa r conoscere una r egione poco nota qual ò la Bulgaria occidentale. ALLARD. -

La Bulgarie Orientale. - Paris, 1864.

Può servire a sostituire in cer to qual motlo l'opera -del Kanilz nella lacuna che presenta rig uardo olla Bulgaria orien tale. Per la Rumenia: F1u:K voN vV1TTING UAUSEN. -

Das Fiirsteniu!wm Romctniengeographisch-militéirisch dargestelU. (Il principato di Rumenia, descrizione geografico-militare). \Vien, 1860.

È uno s Ludio s torico-geografico-militare assai pregevole s ia per la copia delle notizie, sia per gli apprezzamenti militari che contiene.

Romèinien. - Eine militiiriscli-potitische Skizze. ( La· Rumenia. Shizzo-politico-mililare) . Dalla Strejfleur's del 1869. f; una conferenza fatta dal capitano Fidler, dello stato maggiore austriaco, al Casino militnre di Vienna nel 1869: è un la ,vot'e d',,111 merito pari, se non s uperiore, al precedente .

205,

Di:.ionario topor,rajl.co e stat-istico della RuBukarest, 1872. 0BE DENAERt::. La Rumenia economica (1875).

Fm;NDZEsco. -

menia. -

Sono due opere in rumeno, utili a consultal'si pei da lì statistici che contengono. Le opere ora enunciate bastano a fornire una sufficiente conoscenza delle province pos te a settentrione dei Balkani: per quelle situate a mezzodì, se fanno d ifetto studi compilali per scopo militare, vi hanno però r elazioni di viaggi che possono essere utilmente consultale: ne accenniamo le principali. V1Qt;ESXEL . -

l'ofla{Je dans la Turquie d' Eu,.ope. - Paris,

1868.

Bout. - La Turquie d'Europe. - Paris, 1840. Reise dttrch die innere europaische Tiirk.ei · in He,,bst 1862. ( Viaggio nell'interno della Turchia Europea in autunno del 1862). - Berlin, 186-i-. LEJEAK. Voyage en Albanie et au Nlontenegro. VoN I-IAHN. - A.lbanesische -Sfaclien. (Studi Albanesi). J ena, 18(H . V oN I-IAHN. - Reise durch die Cebiete dei· Drin und Wardar. (l'ia{T[lio nette regioni del Drin e del Wardar ). - W ien, 1867. CORA. Viaggio nella bassa Albania. (Cosmos, vol. io, 1875). ALB. DUMONT . - Le Balkan et l'Acl1·icdique. -· Pat'is, 1873. l SAMDERT. -Itinéraire descr·ipiif, ltistoriqueet archoologiqu,e de l'Orient. - Paris, 1873.

BART. -

Pel regno di Grecia, si possiedono alcune pubblicazioni statìstiche, ma fa difetLo sinora, per quanto ci consto, una buona geografia descrilliva . La migliore opera geog raiìca s ulla Grecia è quella del Bursian (Geogr·aphie von Grieehenland. Leipzig, 1862-72), la quale però traLLa più della geogralla an Lica che della moderna. Finalmente per quanto riguarda la statistica generale e la stalislica militar e dell'intera regione, raccoma ndiamo di consullal'e le pubblicazioni periodiche seguenti:

FIOLER. -

•

A tmanach de Goiha pow· l'année 1877. Registrande der geographich-siatistischen Abtheilung cles grossen Generalstabes. - 6 Jalirgang. - Berlin, 1876.


206

LIDllI

Die Streitkf'i:iJte def' E u1·opi.iischen Staaten ubersichtlich dargestellt. (Sguardo alle fo rze degli Stati Europei). - Wien, 1876. - Pubblicazione del Nlilita1·-Wissenschaftlichen Vereines. Jahresberichte iiber die Ve,.i:i,nderungen und F ortschr·itte in .1.vlilitèir wesen. - Zweiter Jahrgang. - Bcrlin, 1876.

Le migliori carte della regione greco-slava s ono state pubblicale o da govern i esteri o da privati. Ma· anche le migliori tra esse non sono state compilale in base a levate regolari; quindi la loro esatlezza, non diremo topografica ma geografica, lascia molto a desiderare. Fra lali carle, meritano speciale menzione le seguenti: General-I(a1'te oon Europaischen, Turkei. (Carta generale dette, Tw·chia Europea). - Berlin, 1876. Scala cli 1 : 1,000,000. - 4 fogli.

l(lEPERT . -

Benchè non sia scevra cli mende, è tuttavia una buona.cada ,d'insieme. Contiene, come appendici, una carta del lVI<:mtenegro alla scala di 1 : 500,000 e quella dei Dardanelli e del Bosforo allla scala cli 1 : 1,200,000. ScHLACHER. - General-K ar·te oon 'lvliitel Europa. - Vienna, 1877. Scala di 1 : 1,200,000. - l fogli Xl e Xli cli questa pregevole carta dell'Istituto geografico di Vienna, in corso di pubblicazione, comprendono quella parte della regioncgrecos lavache è situata a nord del 41° parallelo (Scutat'i·Adriano.Poli). È una buonissima carla d'insieme del teaLl'o di guerra del Basso Danubio. -Sc1-1EDA - Gener al-Karte cler Europèiischen Turkei und des Konigreichs Griechenlançl . (Carla generale della Turchia Europee, e del regno di Grecia). - Scala 1 : 864,000. - 13 fogli . Vienna, ·1876. Sebbene per alcune province e specialmen te per l'aUipiano centrale della Mesia sia inesalta, è tuttavia una buona carta d'insieme: l'ultima edizione è stata corretta specialmente pet' quanlo riguardo. la viabHittL Special-Karleder Europtiischen Tiirkei. (Cal'ia speciale della Tw·chic, Europea). - Glogau, ·1876. In 20 fogli alla scala di ·1 : 600,000 .

HANDTKE. -

Presenta ùelle lacune in alcuni fogli, specialmente per l'ot'O·g rafia; in complesso però è una discreta carta.

E P ERIO D1Cl

20 7

Carta della Turchia Europea pubblicata dallo stato maggiore russo. - Edizione 1875. Scala di 1: 420,000, 17 fogli.

Comprende quasi tuLta la regione greco-slava, una parte della Croazia e dell'Ungheria, la Transilvania e parte della Bessarabia, ma non abbraccia il regno di Grecia e la parte meridionale della Tessaglia e dell'Epiro. È esatta, specialmente per le regioni acliacenLi al Basso Danubio; si può ritenere come la miglior carta del teatro cli guer ra: presenta però la difficoltà d"avere le scritture in russo. General-Ka1'Le von B osnien, Herzegowina, Se1·bie:,,,, und Montenegro. ( Carta generale délla Bosnia, dell' Er::egovina, della Serbia e del Montenegro) . - Vienna, 1876. Scala t: 300,000, 12 fogli. È una pregevole pubblicazione dell'Istituto geografico di Vienna, non bella dal lato artistico, ma esatta.

A n ethnological Map oj E uropeau Turkey and Greece, with introductor·y 1·ema1·ks on the distri&ution of 1·aces in the illyrian peninsula and statistical table of populalion. London, 1877 . È la miglior carta etnografica della regione greco-slava, giudicala superiore a quelle del Lcjean e del Kiepert .

II. -

B ibliografia storica .

Tra le guerre sos tenute daHa Turchia conl1'0 gli Stati d'Europa con essa confinanti, quelle comballute sul Basso Danubio . contrn i }{ussi, spccialmenle nel secolo nostro, sono le piu inleressan Li, dal punto cli vis La militare, siccome quelle che ci rappresenlano una si tuazione poli tica e militare molto analoaa colla altuale. Mohe sono le opere scritte su queste gu~rre; accenniamo quelle che possono essere più utilmente consultate: · CousIN DE PERCEVAL. - P7'écis histo1·ique de la guerre des Tw·cs contre les Rasses ('l.769-1774). È una breve, ma pregevole narrazione della guerra combattuta s ul Basso Danubio dal 1769 al 1774 .


208 V ALENTINI. -

LlBR[ E PERlODI Cl

T1·aité sur la {Juerre confre les T urcs. -

Berlin, 1830. Il generale Valenlini servì nell'eserciLo russo e prese parte alle guerre contro lt:1 Turchio. combattute sul principio del secolo nosLro. La sua opera è una sommaria narrazione delle campagne dei Russi contro i Turchi in Europa e in Asia dal 1807 al 1829 e uno studio critico delle istituzioni militari e del lealro di guerra della Turchia. Campa{Jnes des Russes dans la T urquie d'Europe en 1828 et 1829. Paris 1874. (Tr adotto dal tedesco dal capitano di stato maggiore francese Demmler). Il nome dell'autore basta a giustificare la fama dell'opera, la quale comprende oltre una breve descrizione del teatro di guerra e alcuni cenni sugli ordinamenti militari degli Stati belligeranti, la narrazione delle campagne del 1828 e 1829 in Europa e alcune considerazioni sulle 9uerrefuluredei Turchi, le quali hanno un interesse grandissimo anche oggigiorno.

LE

GR!NDI MlNOVBE DELL'ESERCITO GERlUNICO NELL ' EST ATE DEL

1876 <1>

MOLT KE. -

Ko,v ALEWSKr. - Der Ifrier; Russlands mit der Tii t·kei in den Jahren 1853 und 18.54. Aus dem Russischen iibersetzt oon Ch. oon, Sarauw. (La guerra della Russia colla Turchia negli anni 1853 e 1854. - Tradotto dal russo da Cli. oon Saraaw) . Lipsia, 1869. ì~ un'opeea molto stimala, compilala in base a documenti ufficiali russi. Comprende, ollre un breve cenno sulla situazione polilica g1merale prima della guerra e la descrizione del Leatro di guerr a del Basso Danubio, il racconto delle operazioni militari dal principio della guerra sino allo sgombro dei Principali Danubiani (settembre 1851-). Der Ifrieg gegen R usslancl, i853-5G. Militarische Studien von J . M . R. A·"'· k.k.offi7.ier. Erster Theil.- (La guer1·a contro la Russia, 1853-56. - Studi militari di J . M.. R. A-··, i. r. ufficiale. 1• parte). 'Wien, 1857. Ques to lavol'o, a lt!'ibuito ad uno dei più dis tinti ufficiali dell'esercito austriaco, è un esame critico delle operazioni militari sul Basso Danubio, in Armenia e sul Mar Kero dal principio della guer ra al passaggio del Danubio opera Lo dai Russi (marzo 18!51). È procedu to da un J)r evo r iassunto della s ituazione politica allo scoppiare della guert'a e dalla descrizione dei tre teatri di guerra; è un lavoro assai pregialo.

Manovre dei corpi della Guardia e 3°. 4° Afanovra del corpo della Guardia {2) contro nemico segnato ai 14 settembre 1876. (V. piano in fine). - Terreno a sud - est di Gross-Kreulz, tra Potsrlam (~) Vedi R-ivista militare, dispense di gennaio, febbra io, mnzo e aprile. (! ) Composizione del corpo . dell!J Gua,·dia ~· divisione di fanteria della Gu:irdia. - 1• brigata: 1• e 3° reggi mento guardie a piedi e battaglioni caccia tori guardie; 2' brigata: 2' e , . reggimento guardie a piedi e reggimento fucilieri guardie; reggimento u,sari g uardie; P brigata del i • reggimento artiglieria campalo della Guardia; 1• e 4• compagoia del battaglione pionieri guardie cDn sezione teIegra lìca. 2' dit>isione di fanteria della Guardia. - 3• brigafa: 4° e 3' reggimento granatieri guardie (Imperatore Alessandro o 'Regina El isr.bctta) e battaglione bersaglieri ( Sch-iltzen) ddla Guardia; , , brigata: '1,' e , . reggimento granatieri guardie (Imperatore Francesco e Regina); 2' rei;gimento ulani guardie; ! ' brigata del 2° reggimento artiglieria campalo dclia guardia ; 2' o 3' compagoh del battr,glione pionieri guardie. . .Artiglieria del corpo. - ~· e 2' brigata del ~· reggimento artiglieria campale della guardia. Didsione di, catalleria. - ~· brigata: reggimento Gardcs ducorps e reggimento corazzieri g11ardie; 2• brigat a: 4° o _3° reg~imento ulani g uardie; 3• brigQta : .,• e 2° reggimeuto dragoni guardie; brigata a cavallo del ~· reggimento artiglieria campale della guard ia. ANNO xxH, VoL. 11. U


'.~HO

1

LE GRANOT ~lANOV!lE DEtL ESE1lC1'l'O GE!l~IANICO

(tis_L) e Drandenburg (ovesl). ad ovest della bella reO'ione ~e, _lag~i dell'Ilavel; pianura unila, ondulala, c,~n rihev1 . d1 qualche enLilà, . ma pure agevolissimi, Ja massim a parle nuda e praticabi le in OO'ni senso per tulle le armi, limitata a nord dalla su·:da PotsdamBrandenb urg, a sud da boschi molto estesi, ma che non opponevaDo seri o ostacolo alla fanlel'ia. Le alture predominanti tra Bochow e la str.ida testè accennata offrono una buona posizione difensiva-offensiva in di rezione sud-nord, cioè pe1·pendicolarmente alla sl;ada (ad est-sud- est di Gross-Kreut1.), fronte ad esl. Di contro ad esse, verso est, sorge, largo e piatto, il Gou.es-Berg che pure offre una pos izione fronte ad ovest e a sud, adatta singolarm ente per artiglieria. Tema generale (General Idee) : « La 2" divi sione di fante ria della Guardia, che era « st&ta fai.La avanzare da Brandenburg am Ilavel verso « Pots~arn, ha do~to ritirarsi dinanzi ad un corpo « nemico molto p1u forte. Pe1· opporsi ad ulteriori « progressi d~l nemico, il pri_ncipal nerbo del corpo « della Guardrn muove da Belz1g (a sud di Drandenburo-) 0 « verso la strada J3randeoburg-Polsdam ». Tema parLicolare (Speda l-Idee): « La 2° divisione di fanteria della Guardia ai 43 di « settembre, ritirandosi, seguita dal nemico è 0O'iun ta « nelle vicinanze di Gross-KreuLz. La divisic:ne di ca« v~Jleria della Guardia e l'artiglieria del corpo, in« sieme ad un reggimento di fanteria della 1a divi« sione di fa nteria della Guard ia, si accamoa rono « presso Nahmitz (s ud-ovest di Bochow); la ,t u di~isione « di fant~ria della Guardia giunse a Lehmin (sud-sud« ovest di Bochow, a sud-est di Nahmitz). Il comandante « ?el corpo d'armat_a, che ha posto il suo quartiere « m Gross-Kreutz, risolve, pel caso che il nemico con« tinui ad avanzarsi il 14, di opporgli du fronte la 2a

NE LL ESTATE DEI, ~ 876 1

2 11

« divi sione di fanteria della Guardia in pos izione, col « pronto concorso della divisione di cavalleria della << Guard ia e dell'a rtiglieria del corpo, e quindi venire « ad alto ri solutivo mediante l'attacco della 1" divi<(sione di fanleria della Guardia contro il fianco si « nislro dell'avversario, cui s'unirà l'avanzata generale. Disposizione pel H settembre 4876. « Corpo della guardia. « Q. G. Gross-Kreu tz. « Comanda generq,le « ~ 3 settembre ore 6 pom . « Sez. la T. N°.

« Il nemico ha seguito oggi le mosse della 2• di« visione di fante ria dell a Guardia. ed ha i suoi avam« posti sulla li nea Pl oLzin-Plessow. Doman i ·Ja 2" di« visione di fanteria della Guardia dovrà opporsi allo « avanzar di lui in una posizione presso Gross-Kreulz, « mentre le alLl'e truppe del corpo d'armata che oggi « stann o presso Nahmitz e Lehmin, muoveranno ad « aiutarla come segue : « 11.) La divisi one di cavalleria dell a Guardia alle « 8 da Nahmitz per Damsdorf su Bochow; « 2.) L'artiglieria del corpo e il 2° reggimento « guard ie a piedi seguiranno da presso la divisione di « caval leria della Guardia; « 3.) La~ " divisione di fanteria della Guardia muo« verà alle 8 da Lehmin verso Gi.ih lsdorf. - Mi ri serbo « di dare altri ordini. Gli avvi si mi saranno mandati « presso la 2n di visione di fanteria della Guardia . « Firmato : AuGusro » « P1·incipe di W iirttemberg ».

Riparto delle truppe. « Si faranno le segu en ti variazioni all'ordine di bat« taglia del corpo della Guardia. a) Il 2° reggimento « guardie a piedi sarà congi unto provvisoriamenle a{-


2m LE GnANDI MANOVRE DELL'ESERCITO GERMANICO «. l'artiglieria del corpo per la ma rcia e l'entrata in « azione; b) Alla divisione di cavalleria della Guardia « sa rà assegnala la l°'·batteria a cava llo ; e) 11 nemico « sarà rappresentalo come segue: « 1.) li battaglione d'istruzione di fanteria (rap« presenterà 12 battaglioni). « 2.) Il battaglione pionieri guardie (rappresenterà « 8 battaglioni) . « 3.) Distaccamenti dì cavalleria della Guardia « (rappresen teranno 20 squadroni) . « t.) La batteria d'istrnzione (rappresenterà 6 bat« terie). « 5.) Una balleria del ~· reggimento artiglieria « campa le della Guardia (rappresenterà t batterie). « Dunque : Corpo della guardia 29 battaglioni, 40 « squadroni, ·16 ba llerie. « Nemico segnato 20 battaglioni, 20 sq uadroni, 10 « batterie. Situazione al principio dellci manovra. « La :za divisione di fante ria della Gu ardia è in po« siiione subito a sud dello sbocco orientale di Gross« Kreutz . L'avanguardia nemica si spiega su l Gottes« Berg (a sud di Derwitz), respingendo il 2° reggimento « ulani guardie che è stato man dato innanzi a rico« nascere; la cavalleria nemica inLraprende lo aggira« mento dell'ala destra della 2a divisione di fanLeria « della Guardia. - Le teste della divisione di cavalleria (( de lla Guardia si trovano all'incirca a mezza strada « tra Bochow e Damsdorf (segn:ile dalla posizione di « rendez-vous della divisione di cavall~ria della Gu al'dia), « e dietro e vicino a quella divisione l'arLiglieri a del « corpo e il 2° reggimento guardie a pied i; la 1° di« visione di fanteria della Guardia sta al coperto a « sud di Gohlsdorf, segnando la colonna da marcia. « li principio della_manona sarà accennato da fuoco

I )

NELL'ESTATE DEL

1876

213

« d'artiglieria dalla posizione della 2• divisione di fan« teria della GL1ardia. Eseguimento della manoV?·a « 1 .) Spiegamemo del nemico segnn to per l'attacco

« contro la 2a. divisione di fanteria della Guard ia. La ca« val leria che si avanza per avvolgere l'ala destra di « quella divisione è respinta dalla divisione di cavalleria

« del la Guard ia; 2.) Spiegamento dell'artigl ieria del co rpo (( della Guardia pre~so Bochow e cootemporanea occu« pazione di quel luogo aa parte del 2° regrrimento « guard ie a piedi; 3.) La mossa offensiva delbnemic:o « segnato è arrestata. Spiegamento della 1a dh·isione « di fanteria de lla Guardia sulla linea Plotzin-Gohlsdorf; << 4.) Comincia la ritirnta del nemico segnato, dèlll'ala « destra di lui. La 2• divisione di fanteria della Guardia « si avanza ofTensivamenle; 5.) Attacco della 1a divi« sione di fanteria della Guardia sull'ala sinistra del « nemico segnato; 6.) Ritirata generale del nemico « segnato. Attac-co dell a divisione di cav:1lleria della « Guardia. Fuoco d'inseguimento dell'artiglieria della -« Guardia ». Dun que il concetto del comandante del corpo della Guardi:i. era questo : tratlenere il nemico da fronte colla sua ala sinistra (2• divisione di fanteria della Gu ardin) presso Gross-Kreutz, nella campagna a sud della strada Drnndenburg- Poisd am; aua ccarne il fianco sinistro coll a suo. ala destra ( I~ divisione di fanteria della Guardia), minacciandone la linea di ritirata su Potsdam e Derlrno; quin di sL1bito procedere ad un atto.eco generale con vergen te, con avvolgimento da sud verso ovest, cioè dalla propria destra . A congiungere dapprima le due ali separale doveano servire la divisione di cavalleria e l'a rtiglieria del co rpo. Questo modo di azione era agevolato dalla imprud enza del .nemico, che con forze notevolmente inferiori osava


214.,

LI~ GRANDI MANOYRE DELL'ESERCITO GERMANICO

lasciarsi alle spalle il lago di Werder e le strette atLraverso a quello, ove passano la strada maestra e la ferrovia, e si appresta va ad assal ire da fronte la ;aa divisione, men tre dai suoi scorridori di sinistra dovea aver noLizia del pericolo che gli sovrastava da quella parte. Ma per manovra da mostra, tenuto conto dello. scopo di tali manovre, che già accennammo, quel terreno era benissimo scelto, ed opportunissimo, quei concetto. Del restp diremo sin d'ora che la manovra fu ottimamente condotta ed eseguita, tanto nell~ insieme quanto nei particolari. Il nemico era rappresentato meglio, cioè pÌ'Ìt visibilrnente, che in qualunque alcro degli esercizi di tal genere da noi veduti, e fu guidato con grande abilità dal cofonnello V. Capri vi, capo di un riparto (Abtheilwig ) del Ministero della Guerra. Yuolsi però considerare che quella migliore rappresentazione del nemico era permessa al corpo della Guardia dallo aver disponibile una quantità di truppe maggiore degli altri corpi d'armata. La manovra cominciò dopo le 9. - La ;aa divisione della Guardia era schierata, per ala di bl'igata in due linee, sulle alture tra Bochow e Gross-Kreutz, perpendicolarmente all a strada maestra (Brandenburg-Potsdam), coll'ala sinistra appoggiata a quella strada, a nord della qmle i laghi dell'Havel impedivano lo·sbocco al nemico. Le due brigale erano separate da un intervallo alquanto spazioso, ma r;operto da un'altura predominante, ov'erano collocate tre batterie. La quarta batteria era sopra un altrn rilievo nel mezzo della fronte della brigata· di sinistra. La linea di fronte era in parte segnata e coperta da una stradella lievemente incassata che segue il ciglio delle alture, e pel rimanente da trincee di battaglia. Anche i sostegni erano protetti da trincee laddove il terreno non offriva loro ripari. Tali lavori furono eseguili lì per lì. La ·cavalleria deHa

NELL'ESTATE DEL

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divisione era fo posizione coperta all'estrema sinistra a nord della strada Brandenburg-l'otsdam. - Lo avanzare delle altre truppe del corpo della Gùardia era nascosto dai boschi, sin presso a Bpchow per la cavalleria e l'artiglieria che venivano di verso Nahmilz, e sino a Gohlsdorf per la ,ia divisione che ven iva di verso Lehmin. · 1._) L'avanguardia nemica si sp iega sul Gottes-Berg, colla destra alla strnda maestra. La cavalleria della 2a divisione della guardio. avanzatasi a riconoscerla è respinta. Il grosso del corpo nemico si spiega a sinistra della sua vanguardia: combattimento d'artiglieria. La cavalleria del nemieo si avanza verso Bochow per l'avvolgiment.o divisato: ma la divisione di cavalleria della Guardia sbocca rapidamente da sud di Bochow, so tto la protezione della sua batteria. che si apposta. sull'altura irnmediatamer,te a. sud di Bochow, si schiera fronte ad est ('1 ° brigata in prima schiera, 2° in seconda a destra, con squadroni di sostegno alla prima, 3a in terza indietro), escguìsce una gran carica, mirando specialmente al fianco sinistro (sud) della cavalleria nemica, cioè con isvolgimen to a destra, respinge l'avversario e rimane padrona del campo dinanzi alio sbocco di Gohlsdorf. Si schermisce contro il fuoco dell'artiglieria nem ica e si mette al caperto dietro ad una altura {Heide-Berg) donde può opporsi con attacco di fianco allo avanzare dell'ala sinistra nemica se il caso lo richieda, e cuopre nel tempo stesso lo sbocco dell'artiglieria del corpo da Bochow e de lla 1a divisione da . Gohlsdorf. Intanto il nemico ha intrapreso l'avanzata per lo attacco frontale della linea Gross Kreutz-Bochow. 2.) L'artiglieria del corpo della Guardia sbocca ve~ocemente da sud di Bochow, si schiera di galoppo m buona posizione sopra un rialto attiguo a quel vil1


5(3

LE GRANDI MANOVRE DELL'ESERCITO GERMANICO

!aggio e fa fuoco vivace contro l'artiglieria e la fanteria nemica sul ·Gottes-Berg, mentre il 2° reggimento guardie a piedi occupa Bochow. L'ala s ini stra nemica è così tenuta ferma, e il colleg:imento tra le due ali del corpo della Guardia é assicurato. Un reggimento ccli cavalleria mand,ito dalla sin istra nemica ad esplorare verso Plo tzin è respinto dalla cavalleria della 1° divisione della Guard ia. Ora parrebbe che il nemico dovesse pensar seriamenLe ai casi suoi e fare un buon passo indietro; ma no, egli persiste colla sua ala destra (fanteria) n8ll'atto offensivo già intrapreso. 3.) L'attacco della fanter ia nemica è fermato con un gran fuoco dalla 2a divisione della Guardia nella bassura dinanzi ,alla linea Gross Kreutz-Bochow ' intanto che la 1 a divisione della Guardia sbocca da Gohlsdorf e si schiera avanzando verso destra sulla li nea Gi:ihlsdorf-Plotzin contro il fianco sinistro del nemico, sotto la protezione de lle sue batterie, La divisione di cavalleria èlella Guardia va a mettersi alla destra della 1a divisinne per operare contro la linea di ritirata dell'avversario, e colla sua apparizione da quella parte manda a vuoto una minaccia della cavalleria nemica contro il fianco destro della P divisione di fanteria. La cavalleria nemica indietreggia verso est. Frattanto il nemico adopera le sue riserve a formare una nuova fronte su l suo fianco sinistro contro la 1• divisio~e della Guardia. 4.) La 2a divisione di fanteria della Guardia si avanza in direzione est, cioè contro il Gottes-Berg; la 1• divisione si avanza anch'essa in direzione nord . ' verso la strada Dranclenburg-Potsdarn, fianchegg iata a destra (a sc11glione indietro) dalla divisione di cavalleria della Guardia che minaccia la cavalleria nemica. I.I nemico ritira la sua ala destra e resiste vigorosamente colla sinistra pP,r cuoprire la ritirata su ~otsdam.

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NELL ESTATE DEL

1876

5,) Attacco conYergente delle due divisioni di fanteria delL1 Guardia, col concorso di tutta l'artiglieria. Stupendo spettacolo dalle alture a sud-est del GotlesBerg, tenute dal nemico, La brigata di sinistra della 2• divisione della Guardia ascende il Gottes ·Berg inseguendo l'ala destra nem ica; la brigata di destra della stessa di visione attacca il fianco destro dell'ala sinigtra riemiea, coopera ndo così colla P divisione; la quale ha già tentato invano l'aHacco colla s ua prima linea. L'art iglieria del corpo entra in linea alla sinistra della 1 a di vis ione (,) l centro del corpo d'armata); il 2° reggimento guardie a piedi torna alla sua divisione. 6.) .Ritirata generale del nem ico : inseguimen to, La 4A division e della Guardi a eseguisce un cambiamento di fronte a destra di 4,5°; la brigata di destra della 2a divisione rimane in riserva al rentro; l'artiglieria prende posizion e sn lle alture abbandonate dal nemico, e ripiglia il fuoco; la dìvisione di cavalleria della Guardia attacca la cavall eria nemica che tornava ad avanzarsi per disimpegnare l'ala .s in istra, e la riraccia verso est, quindi si volge con tro la fante ri a e l'artiglieria nemica in ritirata, Per lo stesso scopo si avanzano anche ì reggimenti cli cavaller:a delle due divisioni di fanteria. Così ·finisce la manovra prima di mezzodì. La fanteria della Guardia fu ammirab ile per l'ordine che · mantenne in ogni momento · e per la precisione d'ogni suo allo; la cavalleria eseg11ì il còmpito suo con somma ab ilità; l'artiglieria secondò perfettamente le altr~e truppe.

:2° .Manovra del 3° corpo (1) contro nemico segnato ai Composizione del 5° corpo 5' divisione di fanteria. - 9' briga fa di font()ria: reggimenti N1 8 e 48 o battagti•me di cacc:atori N° 3; Ù>' br;gata di fanteria; reg-


~ 18

LE GRANDI

MANOvnf DEL!: ESERCITO GERMANlCO

16 di settembre 1876 (V. piano in fine} . - Terreno a sud di Berlino, e propriamente a sud della gran piazza d'a rme di Tempelhof, tra le ferrovie di Dresda (ovest} e di Gorlitz (est): campagna sabbi°osa, ondulata, coltivata in parte a patate è barbebietole, generalmente sgombra di piante , tranne i filari d'alberi che fiancheggiano le strade, ma pure impacciata alquanto nella sua parte settentrionale da frequenti fondurn, alcune delle quali non sono facilmente superabili per le armi montate, specialmeme per· l'artiglieria. Mariendorf, Britz, Buckow sono grossi vi llaggi. Dal sommo dei rilievi del terreno si ha buon dominio di vista e di fuoco. Predomina l'alto spianato tra Britz e Buckow, agevoliss im o per ogn i verso. Tema generale (General -Jdee): « Un corpo del nord (il 3° corpo d'armata) è aspettato « per Oranienburg {sull'Havel, a nord di Spandau) a « cuoprire Berlino. - ·Un corpo del sud (nemico se« gnato) s'avanza per Mittenwalde (a sud di Berlino) gimenti Ni 42 e 52; 4• reggimento combinato di cavalleria: 4 squadrone del reggime nto dragoni N· 2, 4 del reggimento dragoni N" 42, 4 del reggimento ulani N° 3; 4• brigata del reggimento d'artiglieria campale W 48; 2 compagnie del battaglione pionieri N° 3; 1i• divisione di fanterici. - ,1,1' brigata di fanteria: reggimenti Ni 20 e 35; 42• brigata di fanteria: reggimenti N; 24 e 64; ,, reggimento combinato di cavalleria: 4 ~quadrone del reggimento ussari N° 3, 4 del reggimento ulani N• 11, 1 del reggimento corazzieri N• 6; 2• brigata del reggimento artiglieria campale N' 'l 8; 2 compagnie del battaglione pionieri W 3; A rtìglieria del co1·po. - 4• e 2a brigata del reggimento d'artiglieria campale N. 3. · Divisione dì cavalleria. - 5• brig3ta di cavalleria: reggimenti dragoni N; 2 e ~2; 6• brigata di cavalleria: reggimenti ussari . N° 3 e ulani N• H; brigata combinata di cavalleria: reggimenti ulani N° 3 e corazzieri N• 6; brigata a cavallo del reggimento artiglieria campale N° 3. Treno. - Battaglione del treno N° 3 ctn equipaggio da ponte.

NELL'ESTATE DEL

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1876

« verso Berlino. - Le ferrovie sono inadoperab ili per « ambo i corpi ». A questo tema era unito uno schizzo

dimostrativo della posizione dei due corpi alla scala 4 :200,000.

J

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Tema particolare (Special -Idee) : a) « Pel corpo del nord (3° corpo). « Ai '16 settembre di prima manina, il 3° corpo « {corpo del uord) è giunto, dopo unn marcia notturna, « presso Tempelhof, per muovere, dopo un breve riposo; « incontro al nemir.o annunziato pressoBuckow. -Alle « 9 antim., ora in cui cominciano i movimenti, il corpo « d'armata si trova disposto come segue: « La divisione di cavalle1·ia a nord cli ~Iariendorf, « dietro lo Sehetzelberg (altura); « L'avanguardia a sud-est di Tempelhof', fronte a « Britz; · « Il grosso a sud-est di Tempelhof, dietro alla van« guardia; « li battaglione cacciatori Brandeburgo N. 3, de« stinalo ad esser distaccato, a pari dell a div isione di « ca vali eri a, presso la strada maestra che a Ma« riendorf; « Pattugli.e sul dinanzi sino alla strada Mariendorf« Rixdorf ~) . b) « Pel corpo del wd (nemico segnato) . « Il nemico segnf).to (corpo del sud), d_ubbioso circ.a « la forza e l'arrivo dell'avversario, si propone di avanzar « dirett,1mente e rap idamente su Berlino, per tentarne « almeoo il t.:annoneggiamento . « Ai 16 seuembre di prima mattina giungono no« tizie dell'apparizione di truppe nemiche presso Tem« pelhof. - Alle 9 antim . , ora in cui cominciano i mo« vimenti, il nemico · segnato si trova disposto come· « segue: « la divisione di cavalleria ad ovest di Buckow;

va

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1876 Grosso. - !' brigata di fan-

NELL'ESTATE DEL

220

LE Gl\ANDI MA NOVRE DELL'ESERCITO GERMANICO

Grosso. - H' brigata di fan-

« L'avanguardia a mez1.a strada tra Buckow e Britz; « li grosso a sud di Buckow; « Pauuglie sul din:rnzi sino alla strada .Bri tz-!lla« rienfelde. « Osservazione: « Non è permesso alla fanteria del nemico segnato « l'u so del passo di corsa, alla cavalleri a e all'urti~ glieria quello del galoppo; gl i allacchi della caval« leria saranno fatti di trouo ». Qui era u nito uno schizzo dell a posizi one delle truppe delle due parti al principio della manovra alla scala

teria, 4 batteria d~lla 6" divisione; 5• divisione di fanteria (ten. gtn. v. Kessel).

Artiglieria del corpo;

Divisioncdiraval/eria -

1 :11)0,000.

Disposizione del 3° corpo d' a1·mata pel 16 settembre: « Il nemi co dev'esser giunto a .Bu ckow, e coi suoi

I

« scorridori in Britz; io lo attaccherò per ri cacciarlo « verso la Sp ree. - Le lrn ppe snranno ripartile corn'è « dello in seguilo. - La divisionedi cavalleria si avanzi « subi to ad esplorare verso Bllckow; Tavanguardia si « impossessi di Britz; io la segu irò col grosso. - Il « battaglione caccia tori Brandeburgo N° 3 occupi Ma« riendorf. - I traini restino presso Tempelhof. - Gli « ovvisi mi siano spedi ti al grosso . « Il comandante generale « Firmato: v. ScnwARZHOFF ».

~

Riparto delle truppe. «

pel 3° corp? d'armata (V. « l'unito Ordine di batta-

" glia».

Avanguardia. - Tcn. ~en. v. ScbwP.rin (com~ndr.nte la 6' di\'is ione di f.,nteria): n • brigatii di fanteria , 2 compagnie di pioniHi, 2° reggimento co1ubinato di cavalleria, 2 batterie della 5• divisione.

e

p-t nemico ~eunato (V. e l'unito Ordine di batta" glia> .

A,;ang11a,·dia. - ~· brigata di f.tnt.•ria , 4° reggimento di caval1,•ria. 4' brigata d'artiglieria (di 3 batterie).

(Co- 1

lonoello v. Larisch) con 2 batterie a cavallo. · Distaccato. - Battaglione cacciatori N. 3. Osservazione. - « Le batter ie « ,,. ed 8' del reggimento urti· e glieria campale N• 48. e la 4" e a cavallo del reggimento artie glieria c~mp:ile l'i 0 3 sono due s~ioate a rapµrcs cntar~ l'a rlic glieria del nemico segnato. e L'ordino di marcia per l'av~nc guardia , il grosso, ecc. sarà e indicato a suo tempo >.

teria, !' divisione di fanteria (3• e i• brigata di r~nteria, 2• reggimento di cav:dluria , ! 'brigata di artiglieria, 3 b~ttcr ie); A 1·ti9lieria del carpo. - Una brigata a piedi e una a cavallo (di 2 b:.tterie c iasc una); Di1:ision1 dicata llcria. - Tro brigate di! reggimenti di i squadroni e una brig~ta di artiglieria a cavallo di 2 batte~ie.

Qui unili i due 01·dres de bata.ille. In . quello del nemico segnato era dello che J3 5° divi sione di fan teria dove a som mini strare gli ufficiali ed i gregarii occorrenti per segna re la 1a divisione di fanteria del nemico segnato, la 6a quelli per la 2• divi sione di fa nteria, e la di visione di cavalleri a quelli per la divisione di cav,~lleria; che l'arligl ieria del nemico dovea esser segnata dal le tre · batlP.rie distacca te, com'è deuo nel 1·1parto, una per una da lle due divisioni di fanteria e dalla divisione di cavalleria del 3° corpo; e che le unità tattich e delle tre nrmi jel uemico doveano esser segn ate nel modo segL1 en1e : ~ ballaglione (Flanen-Bataillon), da ~ tenent~, 2' sottufficial i, 2~ uomini e •I tamburino, con ban diera


222 LE GRANO{ ~IANOVRE DELL'ESERCITO GERMANICO bianca e nera; i reggimenti di fanteria erano comandati da capitani, le brigate e le divisioni da maggiori; ~ squadrone ( Flaggen-Eslcacfron), da 1 sottufficiale ed 8 cavalieri, con bandiera bianca e rossa; per ogni reggimento di cavalleria 1 trombe ttiere ed 1 cavaliere con gran bandiera bianca e rossa; i reggimenti di cavalleria erano cornandati da len enti, le brigale da capitani, la divisione da un maggiore; 4 balleria (Flaggen-Batterie), da :.::n pezzo d'artiglieria con bandiera rossa; per ogn.i brigata (Abtheilung; 1 trombettiere e una gran bandiera rossa; le brigate di artiglieria delle divisioni di fanter ia (3 batterie) erano comandate da capitani, a ciascuno dei quali era addetto un tenente come aiutante, quella della divisione di caval leria (2 batterie) da un capitano, q\1e lle del)' artigl ieria del e;orpo (2 batterie) da tenenti; l' artiglieeia del corpo da un maggiore, con "tm tene.nte aiutante. Il corpo d'armata nemico era comandato da un colonnello di fanteria, con tre aiutanti, cioè 1 tenente di fanteria e 2 tenenti di cavalleria. Jçtruzione pe1· il nernico segnato a1: 16. di settembre, « ,t .) La divisione di cavall eria segnata si avanza verso « Mariendorf, respinge là divi sione di cavalleria del 3° · « corpo che le muove incontro, e la insegue sino a che · « è fermata dal fuoco dei cacciatori da !Uariendorf: « allora si ritira. « 2.) Frattanto l'avang,nardia segnata ha occupato « Britz. Questo villaggio è attacèato dall'avanguardia « del 3° corpo e preso al secondo attacco. L'avan« guardia segnata reteocecle sino al Mol ino (a vento) a « mezza strada da .Britz a Buckovv, mentre l'avan« guardia del 3° corpo prend.e posizione ad ~st di « Britz, che ha occupato . « 3 .) Il grosso del nemico segnato si è schierato ad

'1876 223 « ovest del sopradelto Molino, a sostegno della sua « avanguardia; l'avversario ha fatto avanzare 1' 11 u bri« gata di fanteria, e cosl riunita colà tutta la 6"' di«· visione. « 4.) Combattimento fermo della 1a divisione segnata « contro la 6a divisione di fanteria. « 5.) Entra in azione d'ambo le parti l'artiglieria del ' « corpo. « 6.) U nemico segnato spiega tutte le sue forze; « l'avversario mette in azione l' artiglieria del la 5a di« visione di fanteria e la 110" brigata di fanteria . · « 7.) Il nemico segnato muove all'attacco. L'avver<l: sario adopera la 9" brigata di fanteria, trattenuta in « riserva, per avvolgere l'ala sinistra del nemico se« gnato. « 8.) Il nemico segnato è respinto dal fuoco della « 1a linea dell'avversario, condotto al massim o grado « di potenza; la cavalleria delle due divisioni del 3° « corpo erom pe attraverso alla prima linea della fan« teria. « 9.) La seconda linea del 3° corpo si avanza subito « allo attacco per gli intervalli della prima linea; il « nemico seo·nato resiste, la sua divisione di 'cavalo ·« leria si scao·lia sull'ala sinistra (deve dire destra) « dell'avversa~io, ma è contrattaccata dalla divisione « di cavalleria del 3° corpo, e ricacciata oltre Buckow « insieme a tutto il suo corpo . « 1 O.) Inseguimento e fine dell a manovra ». È chiaro che l'aziÒne controffensiva del 3° corpo mirava principalmente al fianco sinistro del nemico, cioè ad un avvolgim ento dalla propria destra (ovest) . II tempo era scuro, piovoso, il terreno inzuppato. A poco a poco la nebbia divenne così fitta da impedire l'azione dell'artiglieria. La manovra cominciò dopo le 9. NELL'ES'Ì.'ATE DEI,

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LE GRANDI MA·NOVJlE DELJ.'ESERCITO GEIIMANICO

~ momento. - Avanzata delle due divisioni di ca-:valleria per iscopo di ricognizione; sconl.ro, c~lla coo~ perazione delle loro art_iglierie, a sud .di Ma_riend~rf. La divisione di ca valleria del 3° corpo e respinta e mseguila su Mariendorf, ove è soste~ ut~ dal f~1o co d~l battaO'lione cacc:iatori che haguern1Lo .11 margme meno . dionale di quel villaggio. La cavalleria. nemica retrocede ad ovest di Buekow. 2° momento. - L'avanguardia del nemico ha occupato Britz, preceduta dalla sua ~a valleria.yavanguardia del 3° corpo si avanza su Bf'ltz: è avvisata dalla s~a cavalleria precorrente chè il nemico tiene già quel villaggio con molta fanteria; si spiega p~r. l'~ttacco, da nord e nord-ovest, mentre la sua art1glier1a, scortata dalla cavalleria divisionale, prende posizione e batte il caseggiato. L'accesso da norù e _no rd-ovest n'è reso difficile da alcune fondure dominate da presso dal fuoco della difesa. L'attacco a stormo della prima linea è respinto, ma gli succede presto quell o del la ~ec?nda, in colonne, a scaglioni dalla sinistra, cioè com10ciando dalln testa (nord) del vill})ggio. li nemico abbflndona Britz e si ritira sino all'a ltura del Molino a mezza strada da Buckow, ove prende posizi one ad est della s trada (Britz-Buckow) a pari del resto della sua 1a di_visione che si è schieru lo ad ovest del la strada medesima per accogliere l'avanguardia. l nLan to ~·ava~gua~dia del 3° corpo, sboccata prontamen te da Bnlz, s1 seli'. era a sndest del villaggio, co lla destra alla s trnda di Buckow e la sua arli(J'lieria all'ala sinistra~ Sulla sua destra (ad ovest della° straJa) entra in linea J' ,1 i a brigata. Tutto il (J'rosso ha seguito l'avanguardia. La 9• brigata ha ri ce:uto l'ordine di tenersi a disposizione del generale comrJ ndante, ~ome riserva. . . 3° mom,ento. - C.on1inua lo schieramento del nemico segnato sulle alture a nord di Buc;kuw, progre:;sivo 0

i 8176 !25 da destra a sinistra; dopo la ~· divisione l'artiglieria del corpo, poi quella della 2a divisione, poi la 3• brigata di fanteria. La 4a brigata di fanteria rimane in riserva presso la strada di Bu ckow. La divisione di cavalleria all'ala sin istra indietro. li a corpo fronteggia quello spiegamento mettendo in linea a destra della 6• divisione l'ar1igliP.ria del corpo, poi quella della 5 divisione, quind i la. 10.. brigata, dietro la quale si pone, alquanto scalata ver:-;o destra, la 9• brigata colle 2 compagnie pioni eri della 5a divisione. 4° momento. - Cenno d'attacco frontale del nemico segnato. La sua prima linea è respinta. dal fuo co vivissimo di quella del 3° corpo, dalla quale shoccano addosso al nemico indietreggian te i due reggimenti di cavalleria delle due divisioni. Intanto la ga brigata di fanteria è stata avviata contro il fianco sinistro del nemico. 5° momento. - La seconda linea del 3° corpo si avanza all'attacco; la 9" briga ta di fanteria entra in azione comro il fianco dell'avversario. Dopo breve resistenza, il nemico cede e si ritira pe1· Buckow; ma la sua divisione di cavalleria minaccia la 9" bl'igata di fanteria per liberare l'ala sinistra. La divisione di cavalleria del 3° corpo, che spalleggia la 9a brigala di fanteria, si avanza allorA, mette in azione la sua artiglieria, assale la cavalleria nemica e la costringe aritirnrsi oltre 13uckow. 6° momento. - B.i!jrata del nemico segnato. Il 3° corpo fa avanzare tutta la sua artiglieria ( che non può più tirare a motivo della nebbill) e accenna lo inseguimento sino al l'altura abbandona ta dal nemico. In sostanza quella manovra fo veramente un rrande esercizi·o d' applicazi·one degli atti regolamentari di manov1·a e combattimento sopra un terreno che da principio presentava qualche diffi co ltà, e in seguito nesNELL'ESTATE DEL

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ANNO Xllll, VOL. Il.

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LE GRANDI MANOVRE DELL'ESEUCITO GERMANICO

suna, come una gran piazza d'arme, senz'altro appiglio . che qualche ondulazione e quel villaggio di Buckow, cnì la manovra non giunse. Le truppe, specialmente la fanteria, manovrarono come deve manovrare Brandebu1·go.

I )

3° Manovre del corpo della Guardia e del 3° corpo contrapposti nei giomi 18, 19 e.20 settembre.1876. {V. piano in fine). - I due corpi doveano in contrarsi a sud di Berlino nella regione di Gross-Beeren, celebre nella storia delle guerre moderne per la battaglia perdutavi dai Francesi il 22 agosto del 1813, sotto il comandodel maresciallo Oudinot contro gli alleali svedo-russo-prussiani, condotti dal Bernadotte. Era previsto che il corpo del nord (Guardia) avrebbe avuto van taggio da principio, e quello del sud (3°) da ultimo, rnercè dei rinforzi che gli sarebbero sopraggiunti. Il terreno sabbioso e ondulnto s11 ·cui d,weano svolgersi quelle manovre non presenta ostacoli di molto rilievo, ma è coperto in gran parte di boschi, che inquadrano varia: mente coi loro orli angolosi e ricisi gli spazi i scoperti e impediscono la vista tra questi. Dal che viene ad essern acrevolata l'azione offensiva della fanteria, mentre o . le altre due armi vi si teovano in condizioni relativamente non troppo favorevoli, e rare e difeuose in qualche parte vi s'inconLrano le posizioni difensive. Le due fenovie di Anhalt e di Dresda dividono quel terreno in tre partite di carattere. alquanto diverso l'una dall'altra, che doveano esser campo successivamente alle tre fazioni divisate, procedendo da ovest verso est. Tema generale (General-ldee): « Un corpo del sud (3° corpo) s'è avanzato per Zossen « contro Berlino. Lo seguono truppe çli rinforzo a << 2-3 giornate di marcia. Per assicurare la capitale, « il corpo del nord (Guardia) è stato incamminato per « Brandenburg a l'otsdam ».

1876 227 La Guardia superava il 3° corpo di 5 battaglioni (reggimen to fuci lieri, battaglione bersaglieri ( Schutz.en) e battaglione d'istruzione), 10 squadroni (reggimento Gardes du Corps e un reggimento di ulani) e 6 cannoni (batteria d'istruzione). Temi particolari (Special-ldeen) pel 18 settembre: a) Pel corpo del sud (3°): « Alla notizia dello avanzar del nemico verso Potsdam « il corpo del sud, senza indebolirsi con distaccamenti, « gli è mosso incontro. Ei deve guadagnar tempo per « l'arrivo dei suoi rinforzi, tenendo forti posizioni, ed « eventualmente con lenta ritirata. - Osservazioni« 1) La mattina del 18 settembre il co rpo è riunito « dietro Ruhlsdorf. 2) La ferrovia di Anhalt segna nel « giorno di riposo prima del principio delle manovre "- il confine tra gli alloggiame'nti del 3° corpo (ad est) « e della Guardia (ad ovest) ». b) Pel corpo del nord (Guardia): « Il corpo del nord deve cacciare il nemico dalle vi« cinanze di Berlino ed impedire, possibilmente, che « quella città sia molestata da scorrerie d i partiti ne« miei . La mattina del 18 .seltembre gli avamposti (del « corpo del nord) hanno occupato il margine orientale « del le boscaglie di Parforce e GLilergolz. - Osserva« zìoni. - La fenovia d'Anhalt segna nel giorno di ri« poso prima del principio delle manovre ecc., come « sopra ». Campo di manovra per quel primo giorno era il terreno compreso tra l'orlo sud-orientale dei boschi Parforce-Heide e Gutergotzer Heide (ad est di Potsòam) e la ferrovia d' Anhalt. A nord della strada Giilergotz-Gross Beeren quel terreno è scoperto per buon tr·atto e domina to dalle . alture dette Mulilen Berg e Linden.-Berg, che insieme alle loro appendici offrono una buona fronte difensiva, verso ovest e cuoprono il villaggio di NELL'ESTATE DEL

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•NELL~ESTA'DE DEL

LE GRANDI MANOVRE DELL'ESER€IT0 GERMANICO

Ruhlsrlorf e il b'osao a sud di questo; a sud di· quella strada é piano ingombro da partite bosehive. La stazione di ·Gross-Beeren, sorgente là dove la. strada ora detta taglia la fe rrovia, ha d'attorno terreno nudo ed è coperta militarmente verso ovest da una grande e robusta masseria detta Vorwerk -Ne u Beeren. Disposizione pel 3° corpo d'armata pel48 settembre. Riparto delle truppe. Divisione di cavalleria, colon-i· nello v. Larisch, 5• divisione di fanteria, tenente generale v. Kessel,. Confor me all'Ordre Artiglieria del corpo, ( de bataille. 6• divisione di fa nteria, tenente ' generale v. Schwerin, ! Treno, } Distaccate: 2 compagnie pionierj, una per ciascuna divisione. «· Non avendo notizia alcuna circa lo avanza~ del «· nem ico da Potsdam , io mi avnnzerò col cor,po d'ar« mala, ripartito come sopra, a prenderpos izione presso t Ruhlsdorf, aspettando che la divisione di. cavalleria « mandata i nnanzi mi dia novell a del nemico. - 4) La «· divisione di cavalleria si avanzerà alle rn, ed esplo"' rerà' oltre Stahnsdo rf, Giitergo tz e ·Schenkendorf. « Il suo còmpito ulteriore sarà di assicurare l'ala « destra e il fianco del co rpo d'armata. - 2) La 5 di« visione di fanteria si avanzerà sin dietro al Li nden «· Berg e al Miihlen Derg, colle brigate attergate (una « dietro l' al lra), la 1O.. alla testa. - 3) La 6a divisione « di fonler ia , cui sarà aggiunto il bauaglione caccia~ « tori, si avanzerà, a pari colla 5a e co llegata con essa, « luno·o en-Gutero·otz o la strada Gross Beer· · 5 , prenderà « p0siz'ione mornentnnea sul margine de l bosco coli'·! 1" « brigata di fanteria, e dietro a questa la ,120.. La ca4

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.« valleria di questa divisione copr.irà il fianco sini.stro « del corpo d·armata. - 4) L'artigl ieria del corpo se-« guirà la 5a divisione, e si collocherà ad ovest di

« Ruhlsdorf. - 5} Il treno del corpo d'armata starà par« calo !,ungo la strada ad est di Diedorsdorf. - 6) Cia·« scuoa .divisione avrà un'avanguardia propria. ·« 7) Collocatesi come sopra é de llo, le divisioni di ·« fanteria do,vranoo per ogni evento prepararsi una ·« posizi one per tenace ·difesa . - 8) Ciascuna d-i.vi« sion e di fanteria meltera a mia disposizione una « compagnia di pionieri. - 9) Gli avvisi mi giunge« ranno alla testa della 5" divisione di fanteria, e poscia ·« sul Lindenberg ad ovest di Ruhlsdorf. « Il Coman,dan te gener;ale « firma to: V. SCHWAllZHOFF ).

·« inoltre hanno ricevuto 01·dini particolari: « ~ .) li capo degli ingegneri e pionieri, maggiore v. « Wissmann; a) di aprire con 2 comp11gnie pionieri due « passi per fanteria sul fosso a sud di Gross-Beernn, ,ed ·« altri Lre simi li a nor.d di Gross-Beeren, sul Lelow Gra,ben ·« (fosso Lelow) e rendere im-praticabili quelli sul Nuthe« Graben (fosso Nu the) sino a pari di Genshagen {cioè « p11eparare vie di ritirata,e assicurare il fianco sinisLr.o ·« dagli aggiramenti da presso). - b) Pr~parar.e a tenace « difesa con trincee da arfi,glieria e da fanteria il ,vil,« 'laggio cli Gross-Beeren per cuoprire i passi quiv,i «,esistelilti (sul fosso). - ·2.) Quattro ufficiwli con clue ca·« valli ciascuno saranno spediti alle ,1Odal sito di ren·« dez-vous nelle quattro direzioni .di Ahr:en.sdorf, Schen« kendorf, ,Gutergotz e Teltow, ad osservare le st.,rade « che per quei luoghi -conduo0no verso ovest ». Segue uno « schizzo deiUa ,posiZiione ,di 1rendez ...1fows « del ·3• coripo ai d 8 settembre, ore / O ,antini. ~. 0


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LE GRANDI MANOVRE DELL'ESERCITO GERMANICO

Còrpo del nord (Guardia): lliparto delle truppe: 1a divisione di fanteria: diminuita del 4° reggimento Guardie a piedi; ten. gen. v. Pape, 2" divisione di fanteria; ten. gen. v. Danoenberg, Brigata combinata; colonnello v. Caprivi: 4° reggimento Guardie a piedi, battaglione d'istruzione di fanteria, bat.teria d'istruzione della scuola di tiro d'artiglieria, Divisione di cavalleria; ten. gen. conte di Brandenburg, Artigl ieria del corpo. Disposizione pel corpo del nord pel 18 s'ettembre:

« Corpo della Guardia. « Comando generale.

« Q. G. Potsdam, 17sett.1876 « ore 6 pom.

« Il nemico è segnalato in marcia da Zo;sen verso « Berlino. Io mi propongo <li cercarlo e batterlo. La « divisione di cavalleria della Guardia si fol'merà sul« l'Heidefeld (a nord del la strada Potsdam-Teltow) e si « avanzerà alle -10 a scuoprire verso la struda Berlino« Zossen. Ella deve impedire che Berlino sia molestato « da scorrerie nemi che. - La ,1" divisione di fant eria « clP.lla Guardia si form erà sopra e presso la strada ·« Klein Derwitz-Schenkendorf, colla testa là dove questa « strada è tagliata dall'altra Philipsthal-Gùtergotz, e « muoverà alle 10 per Schenkendorf e Sputendorf su, « Gross-Beeren. - La 2a divisione di fanteria della « Guardia (tranne il battagli one bersaglieri della Guar< dia) si formerà sopra e presso alla strada maes tra « Potsdam-Gutergotz, colla testa là dove si distacca la « strada maestra per Stahnsdorf, e muoverà alle 1O « per Gutergotz su Ruhlsdorf. - Il battaglione bersa· « glieri Gua1·die (Ga1·de-Schutze'n) si formerà sul mar« gine settentr10nale del!' Haidefeld, e muoverà alle·

23'1 487 6 « 10 lungo il ciglio meridionale del vallone della Becke « su Stahnsdorf, ed eventualmente su Teltow, servendo, « se necessario, di sostegno sui passi della Becke alla « divisione di cavalleria della Guardia, ai comandi della « quale il battaglione starà momentane~m1enle. - L'ar« tiglieria del corpo si formerà sul viale che conduce « dal Casio'o da caccia (J'agdhaus) Slern al punto di bi« forcazione delle strade Potsdam-Gutergotz e Potsdam« Stahnsdorf, ed enrrerà nella colonna da marcia della « 2a divisione di fant eria .della Guardia, dinanzi alla « brigata del grosso . - La brigata combinata si for« merà .alle 10 nell'angolo nord-orientale del Wi.isle« Mork Dan storf ed aspetterà altri ordini. - Collegi:t« mento generale colla 2a divisione di fanteria deJla « Guardia, alla testa della cui fanteria io mi troverò « da prima». « Firmato: AuGusro « Principe di Wurttemberg ». NELI,' ESTATE DEL

Dunque il 3° corpo si apparecchiava ad opporsi al nemieo di faccia agli sbocchi dei boschi tra est e sud -est di Potsdarn, coprendo Gross-Beeren, coll'ala destra (5• divìsione e artiglieri a del corpo) sulle allure dinanzi a Ruhlsdorf, la cavalleria nella aperta pianura a nord, all'estrema destra , e l'ala sinistra (6• divisione) nei boschi a sud di Ruhlsdorf: posizione difensiva-offensiva da trattenere il nemico coll'ala destra e contrattaccarlo colla sinistra. 11 corpo della Gu.a rdia dal canto suo prendeva tali dispos izioni che, in caso di C(?mbattimento presso Ruhlsdorf, doveano condurlo ad un attacco frontale col la 2• divisione di fanteria e l'artiglieria del corpo, spalleggiate dalla brigata combinata e fiancheggiate a sinistra dalla divisione di cavalleria, e ad un avvolgimento da ritta (sud) colla 10. divisione di fanteria, coperto dai bnschi tra


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LB GRANDI HANOVRE DELJ:!ESERCl/1'0 GERMANICO

. Schenkendorf e Sputendorf e più oltre. La lontananza massima (intervallo) tra la sua colonna· centrale (2a divisione) e quella di destra (ta divisione), misurata in linea retta, .superava di poco i 3500 metri. La manovra si svolse nel modo seguente: 1). Annunziata la presenza della ca va·l!eria clella Guardia nei boschi ad ovest cl.ella linea Stahnsdorl-Giitergotz, la divisione di cavalleria del 3° corpo si avanza verso quella linea, formata in triplice schiera (per brigata) per impedirlè lo sbocco. A sini.;tra, verso Giitergotz, la 5• brigata (dragoni) con una batteria; a destra, nell'interv;:illo tra quel villaggio e Stahnsdorf, la brigata combinata (corazzieri e ulani} con due batterie e la 6" brigata (ulani e ussari). Ma la divisione di cavalleria della Guardia è già in posizione coperta sull'orlo dei boschi a sud-ovest diStahnsdorf, colle sue tre batterie bene appostate sulla sua sin istra dappresso a quel villaggio e gli Schiitzen del la Guardia pronti a fiancheggiarla da quel lato e sostenerla; brigata dragoni in prima schiera, Gardes du corps e corazzieri in seconda, ulani in terza . Le batterie cominciano un fuoco improvviso e vivissimo a breve portata contro il gross.o della cavalleria nemica (brigata C'Ombinata e 6° brigata) che lo.ro presenta in quel momento il suo fianco destro. Ne soffre principalmente il reggimento di destra della terza schiera (ussari). La brigata dragoni della Guardia si a.vanza per caricare, la 6° brigata di cavalleria (3° corpo) le si volge contro; la brigata combinata di cavalleria (3° corpo) eseguisce pure un cambiamento di fronte a destra; le due batterie prendono posizione là dove si trovano, e tirano; la brigata grave di cavalleria della Guardia sbocca a destra d.ei suoi dragoni e attp.cca la brigata combinata del 3° corpo,. Intanto la 5a brigata di cavalleria (dr:agoni del 3° corpo}, trascorsa verso .Giitergotz, si volge a destra per accorrere a soc.

NEt,L'ES1)AT,E DEL

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corso d,elle 1,1Itre due brigate; ma la brigata ulani della Guardia s'avanza alla sup. volta contro il fianco sinistro d-i lei. S'ode verso Stahnsciorf il fuoco delle carabine • degli Schùtzen della Guardia. I giudici decidono contro la cavalleria del 3° corpo, che si ritira a nord di Ruhl.., sdorf. 2.) Intanto l'artiglieria della 5" divisione (3° corpo) si appostava sul Lind en -Brt:lg e facea fuoco con.tra la c~valleria e _l'artiglieria nemica; le ba-tterie àella clivisione di cavalleria venivano pure a porsi sulle alture, ove erano poco di poi sosLÙuite da quelle dell'artiglieria del corpo; la 1o• briga-ta di fanteria prendeva p0sizione salle alture stesse, scavando in fretta trincee da battaglia sulla sua fronte . La 9• brigata rimaneva in riserva presso Ruhlsdorf. DaJl'altra parte, le batterie della cavalleria della Guardia s'avanzano e tirano contro l'artiglieria del 3° corpo; la divisione di cavalleri;1 si riordina in tre schiere, al coperto, come può meglio, dinanzi alla strada SLahnsdorf-Gutergotz; l'avanguardia della 21\ divisione di fanteria della Guardia sbocca da Giitergotz e si schiera; l'artiglieria di quella divisione e .poi quella del corpo entrano in linea e fanno fuoco anch'esse contro le alture di Ruhlsdorf. 3.) Il com11ndante dell'artiglieria del 3° corpo ha f.atto appostare alcune batterie io posizione alquanto a.vanzata sopra una spianata dinanzi al Miihlen Berg, ,donde- hanno buon tiro contro le batterie e gli squadnoni della cavalleria della Guardia. Sono protette dalla cavalleria divisionale della -5' divisione collocata là pr,esso al coperlo verso destra, e assicurate dalla fanteria retrostante sul ~liihlen Berg. La cavalleria della Guar.dia eseguisce un ·audace auacco contro_ quelle batterie avanzate, manovrando a sinistra, opponendo pa-vte dei suoi squadr.oni alla cavalleria del 3° corpo a nor<il d.el rtliihl.en Berg e scagliando un reggimento


93,i,

LE GUANO! MANOVRE DELL'ESERCITO GERMANICO

sul fianco destro delle sopradette batterie. La- fanter·ia della 10' brigata fa fuoco dal ciglio delle alture contro quell'attaccn di cavalleria. La caval leria della Guardia si ri tira là donde mosse. Le batterie m~acciate e la cavalleria de lla 5a divisione si ritirano lu Ruhlsdorf. Fu un vivace episodio. 3.) Ora la cava ll eria dell a Guardia manovra dalla sua sinistra nella direzione di Teltow per frapporsi tra il nemico e Berl ino. La 2• divis ione della Guardia è sboccata da Giitergotz e s'è schierata, ma indugia ad im pegnarsi nell'attacco della posizione .di Ruhlsdorf per dar tempo alla ,Jn divisione di eseguire il suo agg iramento, e per non esporre il suo fianco destro ai con traLtacchi de ll'ala sinistra nem ica. -Frattanto all'ala destra dell'attacco è avvenuto uno scontro tra la cavalleria della 1• divisione di fanteria della Guardia e quel la della G" divisione {15 squadrnni contro 3) . Quest'ultima s'è rip iegata. Le compagn ie dell'a la sinistra del battaglione cacciatori del 3° corpo (avanguardia della 6a divisione) hanno trattenuto la testa de ll'avanguardia della divisione nemica nei boschi di Sputendorf. Il comandante dell a ·111 divisione~ della Guardia, accortosi che tutla la 6" divisione intatta e disimpegnata si trova sul suo fianco sinistro, crede opportuno di non insistere nel suo movim en to aggirante, ed appoggia a sinistra nella direzione di Ruhlsdorf per ravvicinnrs i alla 2a divisione. La suéJ ala sinistra si inoltra pe i boschi nell'intervallo tra le due ali del 3° corpo. 4.) Ma il comandante del 3° corpo, viste le disposizioni del nem ico dal Li nden Berg ed avute le no tizie della sua ala sinistra, non trovandosi in condizioni favorevoli di forze e di terreno per accettar battaglia, ortlina 'ia ritirn ta su Gross-Beeren. La ,5a divisione, la qua le non ha impegnato se non che una parte della sua b rigata di testa (ma) momentaneamen te, cuopre

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235 la ritirata dell'artigl ieria, e disimpegnatasi facilmente , sfila anch'essa indietro per Ruhlsdorf, coperta da un solo battaglione, che combattendo da lontano contro la ,1• division e di fanteria della Guardia, avanzatasi ora soltanto all'attacco, cede a questa prima il Linden Berg, poi il Miihlen Ber·g e si ritira. Dalle alture abbandonatele la 1• divisione cli fanteria della Guardia fa fuoco contro le u ltime truppe della 5a divisione,da lungi. La d ivisione di cavalleria del 3° corpo rimane fino all'u ltimo momento a nord di Ruh lsdorf per cuoprire il fianco della ritirata, e si ritira verso est, seguita dalla divisione di cavalleria della Gunrd ia. La 6a divisione frattanto s' ~ schierata (ala sinistra del 3° corpo), ma non ha impegnato nel combattimento se non parte della sua vangnardia (11" brigata) . Sì ritira su Gross-Beeren , mentre la 4a divisione della Guardia compie il suo schieramento e si prepara ad attaccarlti. Manda indietro le s·ue batterie ad appostarsi presso la masseria Vorwerk-Neu Beeren, ·ove, come già dicemmo, s'è preparata una posizione di sostegno. A questo punto è dato il cenno per cessl\r la manovra, eh' è durata forse tre ore. (Tempo· piovoso). Così il 3° corpo s'i sott'i'a sse al pericolo che gli sovrastava. A taluno parve che l'azione di quel corpo, ristretta in tal guisa alla semplice difens iva, e più propriamente ad un::i. ricognizione di/enszva, avrebb e ·invece potuto assumere con vantaggio quel carattere· controffensivo che g li odierni tattici prediligono, fronteggiando lé.i, sinistra nemica dinanzi a Ruhlsdorf colla divisione di cavalleria, l'artigli E-ria della 5° divisione, quella del Corpo ed una sola brigata di fanteria (la 10,..) sulle alture, e gittundosi col favore dei bo;,chi sulla ~ .. divisione della Guard ia colla 611 divisione rafforzata dall'altra brigata della 5" (9" brigata). Insomma la ma novra del 18 settembre si ridusse NELL' ESTA'PE DEL


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LE GRANDI MANOVIJ;E DFILL'ESERCIW GERMANICO

in sostanza ad una grande a.vy,isaglia, consistenile di co1l)battin:ie,nti di cavalleria e. di avangua:rdie o reLrogu_ardie di fanteria e artiglie.ria, senzn venfe a violento co.ntras.to di masse. Avremmo desiderato di :vedere .quale effet~o avrebb,e prodotto un r11pido e vigoroso attacco dell'ala sinistrn del corpo della Guardia (2a divisione e artiglieria del co.rpo, sostenute dalla brigata cor,nbin,ata e fiancheggiate dalla divisione di cavalleria) contt:o l'ala destra del 3° dinanzi a Ruhlsdorf, poichè credevamo cl1e il comandaute di quest'ulti,rno corpo si aspettasse che il grosso delle forze nemiéhe sboc.casse da Teltow e Stahnsdorf appunto contro la sua destra, per cuoprire Berlino. ·Forse in tal caso una parte almeno della 6• divisione (ala sinistra del ::i corpo) sarebbe stata presto attralla dal combattimento dell'ala destra verso Ruh!sdorf, e ciò iwrebbe potuto ren·dere più efficace l'aggiramento della P d ivisione della G.uardiH. ~f.a è dubbio che il com·andante del 3° corpo si lasciasse indurre ad impegnarsi in un serio combattimento in quel .primo giorno, mentre sapeva che l'avversario lo soverchiava di forze, ed aspettava soccorsi. Ci sorprese il veder la intera divisione di cavalleria del 3° corpo avanzarsi a squadronare in quello an,gusto campo tra le alture di Ruhlsdorf e i boschi t.enuti dal nemico, mentre v'erano presso Ruhlsdorf tante fanterie e artiglierie di quel corpo, alle quali le alt:ure ora dette offrivano un'ottirn~ posizione per contendere al nemico lo sbocco dalla linea StahnsdorfGiltergolz. Quell'atto ci parve sapesse un po'troppo di · manovra da mostra. Ci sembrò pure che quel primo scon lro producesse qualche effetto su IJa cavalleria delle <lu~ partì, che potea dare un'ombra d'idea di quello che un fatto simile a:v.rebbe potuto prodt.irr.e in guerra ,v.era, qu.llntu.u.que non potessimo sceverarlo da quel 0

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1876.

237 senso che necessariamente dovea derivare dal saper benissimo gli uni d'essere superiori e gli al~ri inferiori d'un quinto a numero d'i squadroni e cavalli. Col necessario concorso dell'autorità arbitrale del supremo giudice e direttore, maresciallo v. Moltke, e coll'approvazione di S. ~1., i due corpi presero posizione per la notte del 18 al 19 nel seguente modo: Il corpo del sud (3°) nella regione ondulala e boschiva ad est e nord-est di Gross-Beeren, tra le ferrov,ie di Anhalt1e di Dresda, dinanzi alla linea Diedersdorf-Mahlow, a 7-8 chilometri in linea retta dalle alture di Ru hlsdorf, tenendo coi suoi avamposti (,i. battaglioni, 1 squadrone e 1 balleria per ciascuna divisione) una linea, o meglio un arco leggermente convesso di circa 7 chilometri di corda, che da Gross-· Beeren (estrema sinistra) si stendeva lungo il fosso Lelow e per la masseria Friederikenhof sino alla ferrovia di Dresda; Il corpo del nord {Gua rdia) nella regione di Ruhlsdorf e più a nord, colla sinistra avanzata ad Beinersdorf ed Osdorf, cioè ad est della ferrovia analtese, cuoprendo per cons~guenza tutti gli accessi di Berlino dalla parte di sud-ovest, cogli avamposti dell'a la destra (sud) sulla ferrovia ora detta e quelli del l'ala sinistra (nord) oltre di essa, a vista e quasi a contatto con quelli. dell'avversario, fronte in sostanza a sud-est; posizione manifestamente preparatoria per la continuazione della mossa verso sinistra (est) collo scopo di frapporsi tra il nemico e Berlino fronte a sud. Fu supposto che tulle le truppe s'accampassero al sereno; gli avamposti delle due parti stettero come in guerra. Temi particolari (Special-fdeen) pel 19 settembre: a) Pel cò1·po del sud (3°), « Lo stesso compito che pel ·18. - Dei rinforzi. NEf,L'ESTATE DEL


238

LE GRANDI MANOVRE DELL'ESERCITO GERl\1ANlCO

« aspettati, giungeranno la sera del 19, 6 battaglioni e « 2 batterie (da rappresentarsi con bandìer,.) in Glasow, « a dispos izione del comandante del corpo ». b) Pel corpo del nord (Guardia) : << Lo stesso còmpito che pel 18 ». Il campo della manovra di quel giorno fu il terreno .compreso tra le ferrovi~ d'AohalL (ovest) e di Dresda (est) , la linea Teltow-Marienfelde-Lichtenrade (a nord) e l'altra Gross Beeren-Diedersdorf~Glasow (a sud). JL fosso Lelow (Lelow-Graben), .meschino ostacolo in terreno nudo, non offl'iva appiglio di qualche valore alla difesa; ma sì gliene offrivano: a sinistra il villaggio di Gross-Bee ren e poscia i boschi, le alture e il vi li aggio di Diedersdorf; a destra il Klein-Beerener-He idc, il Capellen-Berg insieme al Frieclerikenhof, quindi i boschi presso Birkho lz e per ultimo l'altura predominante di Mahlow con appoggio a destra alla ferrovia di D1·esda. L' intervallo tra le due ali di una tale difesa non sarebbe stato soverchio per un intero corpo di armata io punto di guerra (4 chilometri circa da Gross Beeren a Friederikenhof, quindi densità di circa 13 fanti per ogni due metri di fronte); di più era coperto da bosco continuo, dietro al qua le il terreno era praticabile in ogni senso. ~la tutto quello ins ieme non bastava a costituire una buona pos izione da battaglia difensiv:a-offensi va, ed era sempre aggirab ile da nord. Guadagnar tempo e non per der terreno, senza spreco di forze: tale dovea esser l'intento del comandante del 3° corpo , il quale dette la seguenle

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« Alloggiamento Klein-Beeren « 18 settembre 1876.

« Il nemico ha seguito il corpo d'armala, ed ha i « snoi f\Vamposti dinanzi ai nostri . - Io mi regolerò 4 dalle notizie che mi verranno dagli avamposti; in-

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« tanto il mio concetto è di oppormi all'avanzat· del « nemico in una posizione dietro al fosso Lelow. « Domattina, 19, a ore 7 ¼, il corpo d'armata, n« part ito com'è, si troverà nelle seguenti posizioni di « R.enclez-vous : - 1.) La 6" divisione di fanteria da

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D isp osizio ne:

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NELL ESTATE DEL

« presso alla strada Diedersdorf-Gross Beeren, colà

« doye il Mahlower See Graben (fosso) taglia quella « strada; 2. ) La 5a divisione di fanteria al crocicchio « delle strade ~ta h] ow-Teltow e Diedersdod'-Birkholz; « 3. )La divisione di cavatleria ad est di Birkholz; IL) La « artiglieria del corpo dietro alla 5• divisione di fanteria; « 5.) Gli avamposti rimangono fermi; 6.) Il treno del « corpo d'armata si porrà a sud di Dahlewitz, lungo « la strada che va a Gross ~iachnow; 7.) Gli avvisi mi « perverranno dalle 7 1/ ~ in poi presso la 5.. divisionè .

« Il coniandante generale « Firmato : v. ScHwAnZHOitF ».

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li

Ordini particolari: « 1.) Il capo degli ingegneri e piomer1, magg. v. « Wissmann, farà aprir passi per tutte le arm i presso « Blankenfelde (sul Glasow Bach ) e ad est ed ovest « di Glasow (sul Lange Bach) . - 2.) Gli ufficiali esplo« ratori(Beobachtungs-0/fiziere) saranno sped iti su Gens« hagen, su Heiners<lorf, su Marienfelde e su Lichlen« rade, per ossel'vare nelle varie direzi oni ». Rammenterò che gli avamposti di ciascuna delle due divisioni del 3.0 corpo consistevano di ,i. battagli oni, 1 squadrone e 1 batteria. Que lli della 5• divisione (ala destra) tenevano il Friederikenhof, il Capellen Berg e il Klein Beerener Heide, formanti un sol gruppo difensivo; quelli della 6a divisione (ala sinistraj tenevano il villaggio di Gross Beeren assettato a difesa. Il granduca di Mecklenburg-Schwerin, che aveva assunto il comando del corpo della Guardia, cedutogli 1


24!0 LE GRANDI MANOVRE ?ELL'ESERCITO GERMA.ICO da l principe Augusto di Wiirttemberg, fino dalla sera innanzi, divisava di gittarsi colla maggior parte delle sue forz-e sulla deslra del nemico e soverchiarla. Perciò dette la seguente: 1

'Disposizione

« Q. G. Ruhlsdorf. 18 settembre

« ore 6 pomerid.

Il nemico s'è ritrallo dietro al fosso Lelow ed ha « ripiegato indietro l'ala destra dei suoi avamposti s·u « Birkholz e le boscaglie a nord di Mahlow. Gross «Beeren è fortificato ed occupatodalui.-Iomipro« pongo di proseguire dom ani l'offensiva. - La divi« sione di cavalleri:a si avanzerà alle 8 ¼ dall a linea · « ·neinersdorf-Osdorf a scoprire verso la strada maestra « Berlino-Zossen (direzione principale Lichtenrade), ed « accerterà segnatamente fin dove si estenda l'ala destra « del nemico. Alle 7 1/,. antim. Ja divisione porrà gli « avamposti come nel pomeriggio d'oggi, e richiamerà « a sè lo squa<frone distaccato per la nottata al la bri« gata combinata. - La brigata combinata, rinforzata « d'uno squadrone del reggimento ussari della Guardia, « si troverà alle 8 ¼ presso Heinersdorf, ed occuperà « questo villaggio e il La use Berg (piccola altura a breve « distanza ad est del villaggio), ma terrà il grosso delle « sue for·ze a sud del fosso Bering (dietro, cioè ad ovest, di « HeinerP.dorf). - L'a1·t,;qheria del corpo, scortata dalle « due compagnie del •1° reggimento Guardie a piedi « alloggiate in Ruhlsdorf', si troverà alle 8 1/ 2 :llla strada « Ruhlsdorf'-Heinersdorf, colla lesta nlla ferrovia. « La 1a divisione di fanteria della Guardia spiegherà « alle 8 1/ 2 la sua vanguardia dietro le stri sci e di bos co a « nord-ovest di Gross Beeren, ed accennerà l' attacco di « quel vi llaggio. -Conti.nuarel'osservazione rerJiibns« dorf e Gross Schulzendorf verso Zossen (dalla dest ra, « a sud, al largo). - 11 grosso della 1" divisione di <l

NELL'ESTATE DEL

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« fanteria della Guardia si troverà alle 8 /! tr.a le par« celle di bosco alla strada Heinersdorf-Teltow, ad ovest « della ferrovia. - La 2a divisione di fanteria della « Guardia starà alle 8 1/! sulla strada Teltow-Osdorf, « tenendo quest'ultimo villaggio colla sua vanguardia. « Io mi troverò da principio presso la brigata com« binnta, e quivi riceverò alle 8 1/~ avvisi dagli avam« posti ». « Firmato: FEDERICO FnANCESCO 1

« Per copia conforme: « Firmato: BRONSART v. SCHELLENDORF « !tfaggior generale e capo di stato maggiore « del corpo della Guardia ».

Cosl veniva ad effettuarsi uno spostamento a sinistra, per consegu'enza del quale una massa di 13 battaglioni, 4 squadroni e 1O batterie (la brigata combinala, il grosso della ·1" divisione. e l'artiglieria del corpo) era preparata a sboccare per Heinersdorf nella direzione di Birkholz e Mahlow, e un'intera division,e di fanteria (la 2n), preceduta prima e poi fiancheggiata dalla di visione di ·cavalleria, era disponibile per un aggiramento più o meno largo per nord verso est, scevro di ogni pericolò, mentre un semplice distaccamento all'estrema destra (avanguard ia della •1° divisione; 1 reggimento di Guardie a piedi, 1 battaglione di cacciatori, 2 compagnie di pionieri, 1 balleria e 1 squadrone di ussari) avrebbe accennato a GrossBeeren, per tenere a bada l'nla sinistra del nemico. La cnvalleria avea dina nzi a sè campo aperto a nord della strada Beinersdorf-Lichlenrade. La manov ra com inciò dopo le 8 ¼1.) L'nvanguardia della 1• divisione della Guardia passa la ferrovia d'Anhalt presso la stazione di GrossBeer~n, sfila sotto il tiro -del cannone nemico, si schiera ANNO XXII, VOL. JI.

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NELL'ESTA1"E DEL

LE GRANDI MANOVllE DELL'ESERCITO GER?ifNICO

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per Ueinersdorf, sbocca rapidamente da est di quel villaggio. I tre battaglipni di testa si spiegano a nord del Capellen Berg, in direzione obliqua, fronte a sudest, colle 3 bauerie e la ca vallerià divisionale a sinistra. L'artigl ieda fa fuoco, i tre battaglioni muovono all'allacco. Il difensore del Capcl len Bcrg e di Friederikenhof, assalito così da fianco, indietreggia e abbandona quelle posizioni e il prossimo bosco KleinBeerener Ileide. La cavalleria della 5" divisione, nascosta dietro la Friederilren hof, vorrebbe riten tare il giuoco che già. le è riuscito cosi bene, ma, t~nuta in rispetlo dall'artiglieria della ·1" divisione della Guardia, é scoperta e presa a fuc:ilate dall'ala sinistra della fanteria attaccante e costretta a ri tirarsi verso Birkholz, insieme colla fan teria e l'artiglieria. La '1· divisione della Guardia insegue il nemico retrocedente attraverso al bosco nella direzione di Birkholz. 3.) Frattanto la divisione di r.avalleria della Guardia, preceduta dalla sua brigata di dragoni colle 3 batterie a cavallo, avonzatasi dalla linea Osdorf-Heinersdorf, s'è imbattuta in quel fosso scavato di recente che già dissi , che continua verso no1·d . È un osta- . colo insuperabile per la cavalleria, e non v'è lì vicino che un solo varco. Passa lo squadrone d'avanguardia, e con esso il generale v. Loe, com an dan te della brigata dragoni della Guardia. È scoperta la divisione di cava lleri a ném ica a nord di Birkholz. li generale v. Loe ne manda l'avviso al co mandante della divisione, e ,affretta il passaggio e lo schieramento dei suo i due reggimenti e delle tre batterie, ch'erano in colonna in mezzo a quelli . L'artiglieria si schi era all'ala. destra dei dragoni e fa fuoco vivace; il generale v. Loe si avanza colla sua brigata. L'avversa rio indugia ad assalire. Arrivano, passano, si schierano di gran galoppo le altre due brigate di cavalleria della Guardia; la bri-

ad ovest e nord -ovest del villaggio e com incia ìJ fuocò. Frn dal primo momento quella dimostrazione prende l'aspetto d'un vero allacco. - La brigata combinata Caprivi sbo~ca da sud di Hei nersdorf, si schiera prontamente, coll'artiglieria a destra e la cavalleria dietro, comincia il fuoco, e muo·:e all'allacco del CapellenBerg e del vicino bosco {K.Jein Beerener Heicle). La difesa è rinforzata dal reslo della brigata di testa d~lla 5.. divisione e da una seconda balleria della divisione stessa; tiene con fanLeria il Capellen Berg, su cui è collocata l'artiglieria, e con altra fanteria l'orlo del Klein Beerener Heid e che fiancheggia mollo efficacemente il Capellcn Berg. L'assalitorn spiega tutta la sua fanteria e s'avanza rapidamente. Già la sua ala sinistra è vicina al Capelfen Berg; ma non ha più alcun sostegno. In quel momento un drappello di fanti della 5a divisione accorre dalla masseria Friederikenhof a prolungare l'ala destra del la difesa a nord del Capellen Berg, fa risvolto innanzi contro il fian co sinistro dell'assalitore e lo ferma con un vivo fuoc o. Due squadroni di cavalleria della 5• divisione, ch'erano al coperto dietro al Capellen Berg, appariscono all'improvviso e si giLtano sull'ala sinistra dell'assalitore. Quell'attacco è giudicato efficace. Mentre gli squadroni si raccolgono dietro il Capellen Berg, l'ala sinistra dell'attaccante retrocede sotto un fuoco vivissimo. Gli squad robi appenà riordinatisi caricano di nuovo. La fanteria del difensore (3° C.0 ) s'avanza al contrattacco dal Capellen Berg, sempre facendo fuoco. L'assa li tore si ritira, inseguito vigorosamente, fin oltre la strada Heinersdorf-Gross ,Beeren. Il difensore si ferma, facendosi schermo di un fosso scavato di fresco da presso {ad est) alla strada ora detta, e con tinua il fuoco. 2.) Ma il grosso della 1" divisione della Guardia (9 battaglioni, 3 squadroni, 3 batterie) fa tto avanzare

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2.i,.i.

NELL'ESTA'fE DEL ~ 876

LE GI\AN Dl MANOVI\E DELL'ESERCITO GERt"NICO

gala grave in seconda schiera a sinislra, gli ulani in terza schiera. L'artiglieria della divisione di cavalleria del 3° corpo fa fuoco anc:h'essa. Le due cavallerie s'affrontano; quella te! 3° corpo ba In peggio, e deve ritirarsi . La sua brigata grave (corazzieri ed ulani). insieme a due batterie, nel passare vicino ad una boscaglia è sorpresa da fuoco di moschelleria. Quella boscaglia è occupala da fanteria del la Guardia. I giud ici di campo _decidono che il reggimento ulani e le cl uc bauerie soffrono molto di quel fuoco e non potranno prender parte al combattimento per un dato tempo. La cavalleria del 3° corpo si ritira ad est della ferrovia di Oresda , segu ita da quella della Guardia. che rimane padrona dell a s(rada di Lichtenrade. Avuta la certezza che l'ala destra della fanteria nemica non si estende a nord della linea Frieder1ken bofBirkholz, il comandante d~l corpo della Guardia ha mandato l'ordine alla sua 2a divisione (nla sinistra) di marciare da Osdorf alla volta di Ilirkholz. 4.) Ma il comandante del 3° corpo ha risoluto di raccogliere il principal nerbo delle sue forze su Mahlow, e qu ivi far gagli arda difesa, approfittando dellè belle alture attigue a quel villoggio per un grande spiegamenlo di artiglieria, fronte a nord e a nord-ovest, e Lenendo coll'ala sinistra le alture di Dieclersdorf. Quindi manda l'ordine alla 6" divisione (ala sinistra} di lasciar soltanto una retroguardia a contrastare l'a.vaozar del nem ico verso Diedersdorf, e venire col resto in riserva a sud delle alture di llahlow. La 6• divisione sgombra dunque Gross Bceren, si ritira, sollo la protezione d'una retroguardia e col favore dei boschi, manda una brìgata co.n due ballerie e qualche squadrone verso Mnhlow, e si riduce a DieJersdorf, d'onde manda all'ala destra un altro reggimento. Vigorosa. difesa della posizi one di Diedersdorf con 3 o 4

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ballaglioni e 2 bauerie. - Intanto il co~andante de\ corpo della Guardia prepara l'alla~co. di Mahlow . .La sua 2a divisione, girando ad esl d1 B1rkh0Iz e spiegandosi a sini~lra verso la ferrovia di Dresda, verrà .ad assalire la po sizione nemica da nord (fronte a sud), e la ~" divisione e l'artiglieria del corpo, allraversondo il bosco a sud di Birkholz, verranno ad assalirla da oves t (fronte ad est). - L'artiglieria del 3° corpo (~ bauerie) prende posizione sull'altura a sud-ovest d1 nlahlow, fronte a nord e a· nord-ovest, a destra e a sin istra d'un gran mu lin o a vento che sorge su quell'altura. Una brigala della 5• di,·isione le si spiega dinanzi e a si nistra; l'altra colle 4 bauerie della divisione occupa il villaggio di ~la hlow e si sch iera dinanzi (~ n_or?) e a destra (esl) di quello. Le truppe e le art1gher1e della 6a divisione (trnnne le rimaste a Diedersdorf) si pongono in riservo dielro l'ala sin istra della 5•: 5.) La testa della 2• divisione della Guardia (battarrlione Scliutzen) apparisce sull'orlo del bosco a nordo,~esl di Mahlow cd entro subilo in azione; la divisione si spiega progressivamente verso sin istra e sbocca dai boschi a nord di Mahlow, coll'arliglicifa al centro. Muove al1'11llacco, ma trova forte resistenza. Sopraggiungono da ovest di ~Iahluw le artiglicl'ie del corpo e della ,t a divisione de lla Guardia, che sbo~cano dal bosco per la strada Birkholz-Diedersdorf, si schierano pron·tameote e success ivamente fronte ad est e fanno un gran fuoco conlro l'altura del molino di Mahlow. -:-Vista la necessità di rinforzare la sua ala destra nunacciata di soverchiamento dalla 2a divisione della Guardia, il comandante del 3° corpo vi manda la brigata di destra dell'artiglieria del corpo (3 batlerie), cui sostituisce su ll'altura del moli no le due bauene di riserva (della 6" divisione). Manda pure l'intera briga ta venutagli dalla 6' divisione, a prolungare l'ala.

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r:rnu'ESTATE DEL

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24,7

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LE GHANDl MANOVRE DELL ESERClTO GE~!f.NICO

si domin!l Lutlo il Lerreno su cui si ritira il nemico s.ino al)a fer:roYia di Dresda . L'ala destra pel 3~ corpp, tt·a Mahlow e la ferrovia, è tuttora impegnata rn combattimen to contro la 2n divisione della Guardia; l'estrema ala sinistra s()'ombra Diedersdorf. In que.l mo0 mento l'Imperatore fa cessare la manovra (circa le 12 i). 7. ) Ma in quegli ulti mi istanti la divisione di ~avalleri a del 3° corpo li a fatto un movimento offensivo c,ontro quella della Guardia ad est della ferro~ia di Dresda. Noi no,n vedemmo ciò che là avvenne. C1 fu narrato che una brigata di quella· divisione (la brigata leggier~ fo detto) sboccasse in colonna serrata cl i sq~i~d.rom per una stretta tra boschi contro la intera d~v1s1one della Guardia schierata in ordine da com.batt1menlo, e che un semplice attacco di fianco d'uno squadrone distaccato d'ulani della Gua r·dia fosse giudicato sufficiente a ricacciare e per:; ino sbaraglia re quella briga ta, cpe, trovandosi nella forma ora detta, non poteva schierarsi sul fianco. A noi spettatori parve che se la manovra a~·es~e dovuto continuare, il 3° corpo ~i sarebbe trovato JO situazione molto scabrosa, specialmente se la P divisione della Guardia avesse prosegu ito, insieme co lla brigata combinata, la offensiva nella direzione di Glasow, premendo la sinistra dell'avversurio. lo credo ch e se nor. fosse stato conveniente lo accettar bat.Lagliu in quel gjorno, se avessero potuto prev:J Iere i cri Ler! i della guerra vera il comandante ùel 3° co rpo non s1 sarebbe lascia;o sedurre da quelle belle alture di Mab low tanto a tenerle con estremo sf'or7,o e grn ve •sada ostionrsi 1 crificio. Impegnatovi un serio combauim en to'. l.asc1~t_o ,appre!ìsare e spiegare il nemico, era imposs1b1,le nt1 rarsi a un tratto in buon or<line, poichè il paese retro-, · stante non 1)resentava posizione alcuna di qualche valore taltico sin presso a Glasow. - Del resto, quella

destra e assicurare il fianco alla fe rrovia di Dresdar Rimane in riserva un reggimento di fanteria della 6a divisione dietro (sud} l'altura di Mahlow. Insieme alle 5 batte rie che ora si trovano sull'alturn del molino, anche le 2 dell'ala sinisLra (della 6n divisione) dalle alture di Diedersdorf conLrobattono l'arLigliel'ia del corpo e della 1° divisione della Guardia. - La divisione di cavall eria del 3° corpo deve avere av uto ordine di cuoprire la strada LichLenrade-(:lasow (Berl ino -Zossén). 6.) La 1a divisione della Guardia si spiega su ll'orlo della Diedersdorfer Heìde, fronte ad est, ~ s'avanza contro le alture di Ma hlow, sotto la protezione dell'artiglieria. - Vivissimo comba ttimento a fuoco , a breve portata, aÌlo scoperto, tra la 2a divisione della Guardia e la 5" divisione; di soverch ia durata, a giud izio dei più competenti. La brigata della 6" divisione mandata all'ala destra si avanza lungo la ferrovia sul fianco sinistro della 2a division·e della Guardia. Questa, prolungando la sua ala sinistra attraverso alla ferrovia, fronteggia quell'attacco . Ma Ja sinisLra della posizione di Mahlow non può esser tenula a lungo contro il fuoco tremendo dell'artigl ieria della Guardia e l'allacco della 1a divi sione, rafforzata <.!alla brigata combinata (Caprivi) . Perciò il comandante del 3° corpo ordina Ja ritirata su Glasow, cominciando dalla sinisLra. L' artiglieria abbandona l'allura del molino, prima le batterie di destra , poi quelle di sinistra, sotto il fuoco dell'art igl ieria e della fanteria nemica ornai vicina. Poscia si rilira la fanleria, strèlLa da presso dal nemico, che minaccia persino di tagliarle la riLirata irrompendo sull'altura tra Mahlow e il molini{, - Così la 4• divisione della Guardia si impadron isce delle alture sud-ovest di Mahlow. I suoi tiratori giungono. al lembo posteriore di quelle e si. rattes tano sul margine orientale di un piccolo bosco a sud del villaggio, donde

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24,8

LE GRANDI MANOVRE DELL'ESERCITO . GERMJIICO

manovra fu stupenda. Le intenzioni dei d'be partiti spiccarono nette sin d,d primo momento, e furono semplici, pratiche, energiche e bene adatte ai luoo'hi. L'esecuzione fu ammirabile nei particolari e nel!~ insieme. . !err.ninat~ la manovra, fu deciso che il 3° corpo si r1L1rerebbe rn buon ordine verso sud-est. ad est della ferrovia_ di Dre~~à, coprendo Ja strada di Zossen, e potrebbe.fermarsi in buon alleggiamento dietro i boschi e i fras tagli di Glasow e Selchow, fronte a nord, m~ntre il corpo della Guardia, mediante uno spostame nto laterale a sinistra, sarebbe pure passato ad est dell a ferr~via ora detta e si sarebbe accampato nell~ regione L1chtenrade-Gross Ziethen-Klein Ziethen fronte a sud ' , coprendo da sud Berlino. -11 3° corpo prese posizione nel ~odo seguente; Ala sinistra: 6" divisione e briO'ata 0 di rinforzo (6 battaglioni e 2 ballerie, segnate con bandiere, che fu suppos to giungessero la sera del 19) da presso alla strada Berl ino-Zossen , in Glasow e più indietro dinanzi a Dahlewitz; Ala destra: 5• divisione (cu i fu restituito il baU:3glione cacciatori) e artirrlieria 0 del corpo dietro Selchow; divisione di cavalleria dietro l'ala destra, presso Gross-Kienitz; av!lmposti (3 battaglioni, 2 squadron i ed 1 batteria dì -ciascuna delle due divisioni di fanteria) sulla lin ea Glasow-Selchow colla sinistra alla ferrovia di Dresda e·la destra rip{eiata'ad est del Selchow, sopra un arco di C!rca 6 chilometri di corda; quartier genera le in Dahlewitz. - 11 corpo della Gua rdia si accampò così; Ala destra: ·1" divisione e artigl ieria del corpo, dappresso alla strada Berlino·Zossen, a sud di Lichtenrade; Ala sinistra: 2" divisione, a sud di Gross Ziethen; brigata combinata (Capri vi) al centro; d!visione di cavalleria all a estrema sinistra; avamposti dt contro a quelli del nem ico; qua rtier generale in Lichtcnrade. li principe di Wurllemberg ne riprese il comando subito dopo la manovra del 19.

NELL'ESTATE DEL

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Pel 20 settembre non fu dato alcun tema. S'intendeva che il corpo del sud (3°), rinforzalo per l'arrivo di quei soccorsi che dicemmo, avrebbe preso l'offensiva. Lesue truppe doveano aver sofferto assai nel combattim en to del 19, ma ,rnche la 2a divisione della Guardia e la brigata Capri vi doveano avere avuto gravi perdite. Fu campo di manovra il 20 settembre il terreno compreso tra la ferrovia di Dresda (ovest) , la strada Rudow~chonefeld-Diepensee (est), quella 'Marienfelde-Buckow e suo prolungamen to verso nord-est (nord) e la linea Glasow-Selchow-D ir.p ensee (sua); terreno ondu lato, che nella sua parte sud-occidentale (a sud della linea Lichtenrade-G1·oss Ziethen, ad ovest della linea GrossZiethen-Selchow) è pezzato di boschi a con torni angolosi e frastagl iati, e pel rimanente quasi affatto nudo e praticabile in ogni senso per le tre armi, tranne il li eve impaccio del rio che ne solca la parte orientale tra Gross Ziethen e Rudow. Nel ln parte sud-occidentale predomina l'altura Klein Zieth ener Berg; nella setten trionale iI Wein Berg (ad est della strada Gross ZiethenBuckow) e l'ampia altura ove siede Buckow. Quel terreno offriva al corpo del nord (Guardia) due posizioni successive, cioè quella dello Ziethener Berg, e l'altra di Buckow, la prima senza buon dominio di fuoco a motivo dei boschi, la seconda dominata dal WeinBerg a portata efficacissima di can none, ambedue mancan ti di buoni appoggi d'ala. Ne risultava che il corpo del nord, se non fosse stato indotto da convenienza di manovra, ed anche dalla preva lenza della sua cavalleria, ad accella.re il combattimento sn quel terreno, avrebbe potuto torsi d'impegno con semplici fazioni di retroguardia e di ~nval leria, retrocedendo su Britz e Ma rieodorf.


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LE GnANDI MANOY!lE DELI.'ES.K,RGl'J:0, GERMANICO

Dùposizione del corpo del nord pel 20 se~mbre: « Corpu della Gua1,dia. « Q. G. Lichteo rade 19 selt. « Comando genemle. « ore 5 pomeridiane. « Col felice combattimento <l'oggi il corpo d'armata « ha sciolto il compito assegnatogli. Jl nemico s'è ri« tratto di lit dalla linea di Glasow, lasciando sol« ranto avamposti di qua. - Io mi propongo an~iLutto « di assalir domatLin a quegli avamposti ed avvolgendo « Ja loro ala destra scoprire uome stian o le cose dalla << parte nemica. La divùione di cavalle1'ia della « Guardia si avanzerà alle 8 ¼ dal Boelkenshergen « verso la linea Selchow-Kieckebusch a riconoscere. « - Le avan,quardie delle divisioni 1a e ,2a di fan« teria delta Oua1·dia muoveranno nel tempo stesso « contro Glasow e Selchow, tenendosi collegata la 2° « di,·isione colla 1". - La brigata combinata si tenù « pronta al le 8 ¼s ulla pendice settentrionale del Klein<< Ziethener .Berg. I grossi del le divisioni 1a e ,2a di « fanteria della Gua1·dia e 1' m·tig lierùi del corpo ri m a,r« ranno fino a nuovo ordioe nei loro sili di ;bivacco. -<< lo sarò sin dalle 8 1/ 2 sul Klein Ziethener Berg. « Firmalo: A UGU STO « Prinàpe cli Wurttemberg. « Per copia conforme : « Firm~lo: BnoNSART v. ·ScHELLENDOllF « Maggiore generale e capo di stato maggiMe « del corpo della Gua·rdia ».

Disposizione dal corpo del sud (3°) pel 20 settembre 1876. « Quartier genera le Dahlewitz, 1.9 settembre 1876. « Il nemico, sino ad ora soverchiante di forze, ci ha « seguiti; i suoi avamposti stanno di contro ai .nostri. « - Essendo ~iunli i rinforzi, io ripiglierò domani l'of-

N"E LL'ESTATE DEL

187,6

« fensivn. - Alle 8 domattina (20) le tre divisioni e l'artiglieria del corpo staranno pronte ad a van« zare dai loro !;;iti di bivacco. - Il treno rimarrà « parcato nel !'mo bivacco. - Nell'avammre gli av« visi mi perverranno sulla strada di Lichtenrade.

,«

« Il Comandante generale « Firmato: v. Scaw..\.RZROFF. « Osse1·vazioni. - lo mi propongo, se le notizie « dagli avamposti non mi in ducano ad altro, di fare

« avanzare il corpo d'armata nel modo seguente. - La « '12,0 brigata di fanteria marcerà per Glasow sinoal-

« l'altura a mezza sttacla dalla stazione della ferrovia « (Bhf), si sp iegherà per dare a credere al nem ico che « l'attacco debba avvenire da quella parte, e rimarrà « ferma. - La 9a ·brigata di fanteria mar1:ierà per « Selchow su Klein Z:ethen. - La ,1oa brigata di fan« teria da Selchow verso il Klein ZiethenP.r Berg. « - La ·1·la brigata di fante ria pei ponti gittati ad est « di Glasow su Lichtenrade. - Gli avamposti torne« ranno alle loro bl'igalc nello avanzare . - La brigatil « segnata (6 bauaglioni e 2 batterie} segui rà la 9• bri« gata di fa nteria, come mia riserva . - Le cavallerie « divisio~iali preconeranno alle divisioni, poscia scor« teranno le ai-Ligli.eri e divisionali. - L'ti rLiglieria del « corpo seguirà con una delle sue due brigate la ,ioa « brigata di fante ria, coll'a ltra la ·1,t • . - Le artigl ierie « divisionali seguiranno le ali esterne delle divisioni. « - Una compagnia di pionieri della 6a divisione ri« marrà a disposizione mia presso Glasow. - La di« visione di cavalleria coprirà il fianco destro del « corpo d'armata per Wassmannsdorf e Schonefeld su « Gross Ziethen ». Dunque, cinque colonne, cioè, cominciando dalla sinistra:


252

l,E GRAND1 MANOVRE DELL'ESERCITO GERMAN'°

1a. 6 battaglioni, 4 batterie, 3 squadroni (caval-

leria divisionale) e 1 compagnia pionieri, 2"". 6 battaglioni e 3 batte ri e, 3a, 6 ballaglioni e 3 batterie, 4•. 13 battaglioni, 6 battP,rie, 3 squadroni (cavalleria divisionale) e 2 compagnie pionieri, 5a, 24 squadroni e 3 batterie. Questa disposizione era motivata dai boschi. La manovra cominciò dopo le 8 1/! ant. 1.) L'avanguardia della 1a divisione della Guardia (battaglione cacciatori, 1 reggimento di guardie a piedi, 1 o 2 batterie, 1 squadrone almeno ussari della Guardia ed 1 compagnia pionieri) incontra la 12a brigata rn posizione sull'altura a nord-ovest dì G·lasow, colla sinistra (artiglieria) alla ferrovia; si schiera a cavallo alla strada Lichtenrade-Glasow, coll'artiglieria a destra e muove all'attacco, ma è cost!·etta a rip iegarsi sul grosso ad ovest del Klein Zietbener Berg, nel la direzione di Lichtenrade, dal fuoco di fronte dell'avversario e da un contrattacco ob liquo dell'H• brigata sulla sua si- . nistra. Entra in azione Ja batteria della brigata Caprivi (balleria d'istruzione, 6 pezzi) dall'alto del KleinZiethener Berg. L'1 P brigata, d'accordo colla 10a, lo avanzar della quale è favorito dal bosco a sud-ovesL di Klein Ziethen, ·procede al!' atlacco del Klein ZieLhenerBerg tenuto dalla brigala Caprivi e da truppe della avanguardia della 2a divi sione della Guardia. Questa av;lDguardia (ba.ttaglione Schutzen, ·1 reggimento di granatieri, 1 o 2 batterie, il 2° reggimento ulani e 1 cornpngnia pionieri) nello avanzarsi alla volta di Selchow imbaLtuLasi nelle due brigate della i'> .. divisione, s'è ripiegata sulla lin ea Klein Ziethener Berg (altura) - Klein Ziethen (villaggio). La 9s brigata si avanza su Klein Ziethen, spalleggiando a destra per a.vvolgere le sinistra nemica. Tutta l'artiglieria del 3° corpo è in azione.

NELL'ESTATE DEL

·1876

.

253

2.) li comandante del corpo della Guardia rinforza, la sua linea, specialmente all'ala sinistra (Klein Ziethen), ove il combattimento va cresr.endo e prolungandosi per est verso nord-est. Quivi combatte la maggior parte della 2a di visione della Guardia, fiancheggiata a sinistra dalla sua t:avalleria divisionale (5 squadroni contro 3). ì\Ia il comand~nte della Guardia, · conosciuto le intenzioni e disposizioni del nemico, . comanda la ritirata su Buckow per Lichtenrade (1a divisione) e Grnss Ziethen (2a). Le truppe della 2" divistone, strette da presso dall'avversario, a fat ica possono disimpegnarsi. La Guardia si ritira; il 3° corpo 1a insegue col fuoeo, e si ferma per ricomporsi. 3. j La 1• di visione della Guardia lascia una retroguardia (·I reggimento di fanteria, il reggimento ussari ed 1 batteria) in p·osizione a Lichtenrade; la 2$' divisione ne In.sci.a una ('I reggimento di fanteria, il reggimen to ulani e le 4- ballerie della divisione) su1le alture a sud di Gross Ziethen. - Il 3° Cdrpo riprende ad avanzarsi: l'attacco è o mai divenuto frontale. Le retroguardie del corpo dèlla Guardia sgombrano, dopo breve combattimento, Lichtenracle e Gross-Ziethen. L'artiglieria della 2" divisione ascende sul Wein Berg . e -vi prende posizione momentanea, con doppia fronte, cioè verso sud (Gross Ziethen) e verso sud-est , cioè· verso l'aperta campagna a sud-ovest di Ruclow, ove la divisione di cavalleria della Guardia vien ritirandosi lentamente in ord ine da battaglia. La cavalleria del 3° corpo non si vede dal ·wein Berg. 4.) La divisione di cavalleria della Guardia si ferma a nord dalla strada Gross,Zi'etheo-Rudow, fronte a sudest: ,ta schiera, brigata ulani colle 3 batterie a destra innanzi; 2" schiera , brigata grave, in masse di reggimento, a destra; 3° schiera, brigata dragoni, in masse di reggimento, a sinistra: pattuglie dinanzi alla fronte o-


254

LE GllANDl MNNOVR.E DELL'ESERCITO GERM~lCO

sul fianco sinistra. Ma l'artiglieria della 2a di·visi'one della Guardia abbandona il Wein Berg, continuand o la ritirata su Buckow insieme co lla fanteria di retroguardia. Anohe la cavalleria seguita a ritirarsi, mentre le fanterie nemiche si av,rnzano da Gross Ziethen e Lichtenrade. n Wein Berg nasconde alla loro vista la cavalleria della Guardia, il com<!ndante della quale, accortosi di ciò, vuole approfittarne per un improvviso attacco di fia.nco. Lasciata la i.rigata dragoni ad osservare verso Rudow (est e sud- est), d'onde s'aspetta la comparsa della ca,valleria nemica, egli fa cambiare direzionf) rapidamente alle altre due brigate, e per la bassura a nord del Wein Berg le lancia contro il fianco destro della fanteria nemica. Gli ulani, formali in due scag,lionì (di reggimento) caricano; i due reggimenti gravi ca ri cano anch'essi sulle due ali degli ulani. L'alaàestradeìlafanteria 'del 3° corpo è fermata da quell'attacco, ma lo resp inge col fuoco . Ci parve che un allo si rnile fosse tentalo dalla cavalleria della 1" divisione della Guardia (ussari) contro il centro e 1' al~ sinistra dell'avversario 1 ·sbucando a un tratto di dietro a un piccolo bosco tra le s,vnide di Gross Ziethen e Lichtenrade a Buckow. 5.) Ora, mentre le due brigate di cavalleria della Guardia tornano a riunirsi alla. terza (dragoni) a Mrd 'del Wein Berg, .ecco avanzarsi minacciosa la divisione di cav,alleria del 3° corpo. La brigata dragoni della Gu-ardia si sche rmisce; ma le altre due brigate fanno fr('mte al nemi·co velocemente e car,icano. Gli ulani tagliano il campo ai dragoni . Questi eseguiscono subito un rapido spostamento a sinistra e prolungano .]'attacco da quella pa-rte, a scaglioni sul fianco destro del nemicw. La cavalleria del 3° oorp0 è 1respinta. 6.),Il corpo della Guardia ha preso piosizione dinanzi a Buckow, fronte a sud, coll'arliglier.ia del corpo, della 6'" divisi0ne e clella brigata Caprivi all'ala destra, e

NELL'ESTATE DEL

1876

255

quella della 2a divisione all'ala s.1~i~tra. I~ suo fiari_co sinistro è assicurato dalla sua d1V1s10ne d1 cavalleria. Le fanno' impedimento alla vista ed al ~ir~, ~erso sudest l'altura del Wein Berg, verso sud 11 ptccolo bosco tra le dH e strade e le ondulazioni del terreno. - 11 3• corpo viene all'attacco. Fuo~o vivissim_o, sp~cialm~nt~ d'arti<Ylieria all'ala destra della Guardia; gli assahton s'avaizano, i difensori non dànno ind ietro. !\fomento troppo bello, più bello che vero! - Finalm ent_e è dato il cenno di cessar la manovra verso mezzogiorno. (Continua) .

e

Cons·r.


,, NOTE SULL'ESERCITO RUSSO 0'

li campo di Krasnoe-Selo dista da Pietroburgo circa 25 chi lometri ed è traversato dalla ferrovia cosi_detta del Baltico, la quale lo congiunge colla capitale. E situato alle falde dell'altura di Duderhof: presso. il lago dello stesso nome e Ja borgata di Krasnoe-Selo, la q_uale, con termine più proprio, potrebbe chiamarsi città, poichè, quantunque pic cola, è abbellita da eleganti e deliziose ville con tali dovizie di giardini e piante da renderla un soggiorno assai ameno. Considerata dal lato militare presenta un interesse ancor maggiore. 1\'.Iolti casini costrutti per la maO'giore parte in legname, a du e e talvolta anche a t~e piani e forniti di scuderie, di cucine e d'o()'ni altra ,o comodiu-'t, fanno parte per cosi' dire della borgata e sono destinati ad alloggiare durante le esercitazioni estive i membri della casa imperiale, i comandanti di corpo d'esercito, di divisione e di brigata, gli uf:.. (~) In questo momento nel quale tutti gli occhi sono rivolti alla Russia crediamo far cosa grata pubblicando queste note staccate d~lla Relazione del maggiore generale Balegno, drputato al Parlame11to, inviato nell'estate 1875 ad assistere alle grandi manovre in nussia. ed in Germania.

NOTE SULL'ESERCITO RUSSO

257

iiciali di stato .maggiore e.gli ufficiali stranieri invitati al campo. Particolare menzione mt;ritano il palazzo dell'imperatore, quelli dei vari membri della famiglia imperiale e la gran tenda della mensa imperiale. Presso allo sbocco della città verso sud, sopra un'estesa elevazione di terreno a destra del Duderhof, è situato il campo detto della avanguardia. Un altro campo di mollo più esteso trovasi sulla riva opposta e precisamente ad orienté di Krasnoe-Selo. Questo chiamasi gran -campo. Fra l'un campo e l'altro corre la ferrovia del Baltico. Ciascun campo è stabilito su una lunga zona di terreno in forma di rettangolo spezzato, e larga circa 300 metri. Nel senso del fronte vi si osservano tre linee ben distinte. Nella prima trovansi le tende pei sottuilìziali e soldati. · Queste, che vengono somministrate dalla intendenza militare pella durata del campo, sono sollevate da terra mediante un parapetto alto circa un metro erivestito da zolle erbose. Su questo rialzo, che in massima è 'rettangolare, sorge la tenda si_mile ~ tronco di cono e capace di 8 o 10 uomini. I soldati vi dormono su tavole di legno discoste di 15 o 20 centimetri da terra, e ricoperte da uno strato di paglia. Attorno al bastone centrale, foggiato a rastelliera d'armi, appoggiano i fucili gli uomini ricoverati sotto la tenda. A riparo contro il freddo e le intemperie sono pure dall'intendenza somministrate pesanti coperte di lana . D,ietro la ·linea delle tende viene mantenuto un folto bosco d'abeti e betulle, aflì nchè i soldati possano trovarvi un fresco ricovero nel le ore . più calde della giornata. Tal bosco è tagliato quasi per metà nel senso della sua lunghezza da una larga strada che segna il limite anteriore della seconda linea, detta anche linea del ANNO xxu, Voi.. u. 47


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centro, lungo la quale, elegantemente costrulte e pre cedute da. fioriti giardinetti, sorgono le case di legno dove alloggiano gli ufficiali. In terza linea trovasi per ogni reggimento una tettoia sotto la quale si dispone lungo apposite panche e tavole la truppa per consumare il rancio; al cent.Po della tettoia, dà una speèie di pulpito elevato il sottufficiale di servizio eserc ita la sorveglianza. Sotto la tettoia vi sono pure le cucine a fuoco chiuso con fornelli che riscaldano grandi caldaie destinate a far bollire il rancio. Essa offre pure riparo ai soldati durante le pinggie. Più in là altre tettoie servono a ricoverare all'asciutto il materiale reggimentale. Ad un'estremità dell'accampamento, un vasto fabbricato in legno contiene: ,1° L'infermeria in istato ve1·amenle commendevole, dotata di grande stufa, allo scopo di rimediare agli abbassamenti repentini di temperatura che potrebbero nuocere agli ammalati. 2° Un bagno alla russa per gli ufficiali . 3° Un bagno alla russa per i sottufficiali e pei soldati del reggimento. · · Un vasto ed elegante ed ifizio di legno circondato da spazioso giardino serve per la mensa degli ufficiali la quale, durante il campo favorita di forte sovvenzione governativa, viene stabilita per reggimento. Contiene pure un'ampia sala di riunione per gli ufficiali provvista di libri, g iornali, piano-forte, bigliardo, ecc. ecc. Verso l'altra estremità del campo trovasi ·un locale in legno, pure con giardino, che costituisce la vivanderia reggimentale. Questa è divisa in due scompartimenti, l'uno dei quali è frequentato dai sottufficiali, e l'altro dai soldati. In questa vivanderia i prezzi sono stabiliti dal comando reggimentale in modo che non

SULL'ESERCITO RUSSO

259

·siano troppo gravi pel soldato. Il vivandiere poi viene compensato per mezzo di un fondo ad hoc. In prima linea, davanti al centro d'ogni battaglione, é situata la bandiera. Pochi metri al di là della gran strada che limita sul davanti la 1• linea dell'accampamento, di tratto in tratto una gran tenda, colla parte conica ricoperta di drappo verde e col comignolo sormontato della croce greca, costituisce la cappella, attorno alla quale, disposti in circolo, ogni domenica i vari corpi assistono alle funzioni ortodosse. Ogni reggimento poi ha pure una palestra ginnastica a ciel scoperto, nella quale predominano gli esercizii di sospensione, di salto e di andature celeri. Questa distribµziooe cosi comoda di tutti ! reggimenti las cia di leggieri capire come le truppe russe possano rimanere accampate, senza soffrirne, anc_he per diversi mesi dell' anno. Durante lo scorso estate, sul così detto cl).mpo d'a_vaoguardia, innanzi alla cui fronte estendesi il terreno d'esercitazione d'una vastità tale da potervi far manovrare fin 50000 uomini, trC1vavansi accampati, nell'ordine in cui sono descritti, da nord verso sud e col fronte ad ovest, i seguenti corpi. 2i• Di'-visione di fante1·ia. 1° battaglione del 93° reggimento di linea, d'Irkoutsk.

20 » » » » » Riparlo della 2i-• brigata artiglieria. 3° battaglione. del 93° reggimento di linea, d'Irkoutsk. 1° » » » )) Eniseisk. 20 » )) » » » Riparlo della 24a brigata artiglieria. 3°_battaglione del 94° reggimento di linea, Eniseisk.


i6ò NOTE r, 4°battaglione dèl 95° reggimento di.linea, Krasnoyarsk. 2• ) » > ) » 30 » ~ ) -» » 1° , 96° » > Ornsk. • » • ) » > » )) ) ». >

SULL'ESERCITO RUSSO 264 :Jliparlo della 1• brigala d'artiglieria della Guardia. 1° battaglione del reggimento lsmailorsky. 20 » > » ,,, 30 ) » 1• ) » C~cciatori della GuarqiQ.. 20 )) » » >

30

>

Brigata dei tfratori della Guardia

3• battaglione dei tiratori di Finlandia. 20 » » )) , 1° » » di Sua Maestà. Battaglione delle scuole militari (Costantino e Paolo), 4° bauaglione dei tiratori della famiglia imperiale. Scuola d'artiglieria del granduca Michele. > di cavalleria deH'impera tore Nicolò. » squadrone d'istruzione. Nel gran campo situato all'est del campo d'avanguardia e separato da questo dalla piccola val111ta del Duderhof, le truppe erano disposte nell'ordine seguente da nord a sud e col front e ad ovest: 1• Divisione della Guardia . 1° bauagl ione del 1° regg. della Gu ardia, Preob raiensky. 20 1> -» > }) 30 » » > ;

Riparto della P brigata d'artiglieria della Guardia. 1• battagli one del reggimento Semenovs.try. 20 » ) » 30

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Accampamento di S. ~I. l'imperatore e seguito.

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2• Dfrision~ della Gu,qr?lia 1.. bQ..lleria della 2a brigata artiglieria della Guardia. 1° battaglione del reggimento Mosca.

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> granatieri della Guardia. 20 » » }) 30 » » ,,, » Riparlo della 2° brigata d'artiglieria della Guardia. 1° ba ttaglione del reggi mento Imperatore Paolo. 20 » » » ))

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Finlandia

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Battaglione d'istruzi·one

·Corpo dei paggi di S. M. l'imperatore.

te truppe che non furono di sopra nominate e ·che pur facevano parte del campo erano accantonate nei vi llaggi circonvicini. Dietro ali' accampamento della 1• divi sione della Guardia, in direzione nord- sud, trovasi un largo poligono per il tiro della fanteria fino a ~ 500 metri;


NOTE

,,

un altro analogo, ma per una distanza non superiore ai ~ 000 metri, stendesi dietro alla 2a divisione della Guardia; un terzo, pel Liro della fan teria a qualunque distanza, trovasi mollo al nord di Krasnoe-Selo ad oriente della ferrovia. A sud- ovest rispetto a Krasnoe- Selo, sul terreno d'esercitazione havvi il poligono dell'artiglieria, con un sistema di bersagli mobili lungo una rotaia. Molle altre particolarità interessanti fermano l' attenzione dell'osservatore io questo campo russo. Speciale interesse desta l'accampam en to della scorta dell'imperatore, situato nella valle. al disotto del palazzo imperiale, e poco discosto dalla stazione ferroviaria. Questo corpo addetto al servizio personale del mo~ narca è composto di due squadroni (sotnie) uno di Cosacchi e l'altro di Circassi ed è costituito in modo da contenere un rappresentante di ciascuna delle tribù asiatiche soggelle all'impero. La originalità e lo splendore degli svariati abbigliamenti nazionali, la singolarità e la diversità delle armi, i linguaggi, le religioni, il contegno, i cavalli dei solda ti .... tutto insieme presenta .uno spettacolo straordinario, che offre interesse ancora più vivo quando si assiste agli esercizi equestri di cui sono capaci. Stare a cava!L'O in tutte le posizioni po ssib ili, raccogliere oggeui da terra, colpire colla pistola pezzetlli di carta o nasu·i, infilare colle lancie anelli ristretti mantenendo sempre il cavallo ad andature celerissim e, infine superarn ostacoli considerevoli, cad ere e rialzarsi a volontà col cavallo, sono tutte cose ch'essi fanno con tale semplicità e disinv.oltura da dimosLare chiaramente che tutti siffatti esercizi scino per loro facili ed abiLual i. Comandante dello squadrone dei Circassi è il figlio del famoso Schamyl. Merita particolare menzione e va distinta per la

SULL' ESERCITO RUSSO

263

sua semplicità la tenda dell'imperatore; la quale è situata al centro della 1a divisione della ·Guardia, in prima linea del gran cam po. Al sud del gran campo trovasi un'immensa lavanderia a vapore, alla quale è congiunta una pompa pure a vapo!'e che mediante appositi tubi forn isce l'acqua a tutti gli accampamenti. Al nord del campo d'avanguardia vi è l'ospedale. Sopra una posizione elevata, situata fra i due campi. un cannone di grosso calibro, posto in comunicazione coll'ufficio telegrafico del campo, viene spa rato per scintilla elettrica alle ore Hl meridiane d'ogni giorno e serve a dare una perfe tta regolarità agli orari di tulli gli accamp~menti. Nella valle che separa i due campi, sopra un piccolo lago formato dalle acque del fiume Duderhof, e chiamato senza-nome, si trova una elegan te vasca da nuoto per gli ufficiali, provvista d'ogni genere di comodità. Poco discosto dal bagno, in mezzo ad un foltissimo bosco frastagliato da larghe allee, sorge elegantemente costrutto nel prello stile russo il teatro del campo, dove dalle compagnie di corte dei teatri imperiali di Pietroburgo vengono date rappresen tazioni scelte. Tanto questo quanto l'ippodromo, dove, presiedute dall'imperatore e favorite da premi veramente imperiali, hanno luogo le corse di cavalli, offr.ono tali passatempi e divertimenti da bandire ogni monotonia e da !'endere oltrecchè istrullivo anche dilettevole il soggiorno di Krasnoe-Selo. Tulli i campi in Russia hanno in genere carattere permanente. Vanno disLioti per ampiezza, oltre quello di Krasnoe-Selo, quello di Petroski presso ~losca e quello di Varsavia; tulli e tre sono d'ordinario ogni anIJo visitati dall'imperatore. Essi hanno in Russia lo .stesso scopo che presso noi, cioè il completamen to di


NOT!f

r,

certe istru~ioni e l'atluazione di cerle altre che mm si possono eseguire nei luogh'.i ordinari di guarnigione. Durante il mio soggiorno a Krasno·e-Selo, ehe si pr~trasse dal 15 luglio al 1O agosto, ebbi agio di assistere a varie esercitazioni di combattimento· alla . ' esecuzione del tiro ed alle ispezioni passate alle truppe dall'impera tO're. Senza dubbio l'esercito russo possie·de qualità eminenti. Le evoluzioni vengono éseguite a tutte le andature con perfetta regolarità e précisione. Il soldato anche presu individualmente è disinvolto e bene addestrato. Quanto al corpo degli uffìciali poi ho rilevato che la coltura militare certo non vi fa _difetto, e che dai medèsimi viene usata una co·ntinua e premttrosa sollecitudine per la educazione, la. istruzione ed il benessere deI soldato, in modo che da questo lato non solo sono incensurabili, ma degni del massimo elorrio. Gli ordini superiori sono sempre eseguiti con is~rttpolosa diligenza e con premura, e, in genere, con lodevolissimo risultato. Notevole è l'ordine e la prontezza colla quale le truppe, percorrendo considerevoli distanze, si recano ai segnali dell'allarme sul Juocro di . . .o r1umone generale~ Il giorno 3·1 luglio io mi trovava al seguito dell'imperatore, quando S. M. alle ore 3 1/ 4 antim. fece dare il segnale d'un al larme generale. In quella circostanza era stato ordinato un collocamento in posizioné delle varie truppe con un concetto t:attico generale; in aonseguenza di che ogni corpo ricevette ordine per via sulla posizione che doveva occupare. In due ore tutte le trnppe erano à posto, dopo d'avere con prod igiosa celerità prese le armi,, e l'artiglieria e la cavalleria guerniti i cavall i e percorsi lunghi tratti di strada a veloci andature. Fu questo insomma sotto l'aspett0 militare uno spettacolo interessantissimo e stupendo.

SULL'ESlllRCITO I\USSO

265

Quanto al sistema di manovrare non vi è differenza di rilievo tra l'esercito russo e gli altri principali eserciti europei . Si formano ancora di preferenza le co lonne sulle sezione centrali. Nella catena di cacciatori ogni anello è costituito da quattro uom ini diretti da un graduato. Il servizio di sicurezza e d'avanscoperta per parte della cavalleria vien pure fatto in modo anaiogo al nostro. Nel che è da notare che la Russia ha per tale servizio truppe ollremodo adatte nei suoi reggimenti di Cosacchi. Speciale diligenza si usa ivi nella scuola del tiro, non senza ottenere splendidi risultati. Al quale scopo assai contribuisce l'importanza colla quale si chiude annualmente. Allorquando l'istruzione tatlica delle truppe è terminata, esse vengono _ispezionate dalle alte autorità militari . Al campo di Krasnoe-Selo poi tale ispezione venne .in ultimo fatta dall'imperatore in persona, il quale vi impiegò piì1 giorni. Ai riparti d'istruzione e alle scuole militari fece ·una. minuta ispezione il giorno 28 luglio dapprima passandoli in rivista, poi facendo ese.guire evoluzioni collettive, quindi facendo sfilare a varie andature e in vario modo e trattenendosi bene spesso anche nell'esaminare sin·goli in dividui, fpecialmente della scuola di cavalleria, e dello squadrone ·d'istruzione. Due giorni dopo (30 luglio) ispezionò una divisione ·di fanteria, la 1" della Guardia , tenendo la ~eguente progressione: dapprima la passò in rivista, poi fece eseguire delle evoluzioni regolamentari e sfilare io parata; quindi fatti chiamare presso di sè tutti i generali, i comandanti di corpo e gli ufficiali di stato maggiore, foce leggere dal granduca Nicolò, comandante-il campo,


,,

.266 NOTE un tema per esercitazione, che venne poi consegnato, colla firma imperiale al comandante la divisione. Dipoi, domandato a questo, se non avea alcuna osservazione a fare, qrdinò fosse tosto dato principio alla manovra. In tale eser<.;i tazione il nemico era supposto. Il giorno seguente esaminò nello stesso modo nel mattino la 2• divisione .della Guardia e nella sera la 24n di linea. A ciascuna divisione di fanteria in tal circostanza venivano uniti due battaglioni di cacc iatori e la propria artiglieria (6 batterie). li giorno 2 agosto S. M. fece eseguire in sua presenza una manovra da tutta la cavalleria del campo per assicurarsi del grado di istruzione di quest'arma. Il giorno 6 agosto fece eseguire da tulle le truppe presenti al campo, comandate dal granduca ~icolò, una manovra contro nemico supposto. Il 29 luglio e il 5 agosto passò l'ispezione del tiro, il primo giorno all'artiglieria e il secondo alla cavalleria e alla fanteria. L'imperatore in persona si recò il mattino del giorno .28 a scegliere il luogo pel tiro di combattimento del.l'artiglieria, e lo fissò presso Jnlapursk, a circa 12 chilometri da Krasnoe-Selo. Il terreno v'era ondulato e frastagliato da cespugli in modo che le batterie quando venivano condotte sul posto, da dove era prescritto che tirassero, non potevano, almeno alcune di esse, scorgere completamente il bersuglio. Eranvi tre grandi gruppi di bersagli, disposti su .tre linee, e che servivano, uno per due posizioni da prendersi dalle batterie da 9, l'altro per due posizioni da prendersi dalle batterie da i, e il terzo per due po~ sizioni delle batterie a cavallo, e per una posizione delle mitragliatrici. - A rendere più chiari .e visibili i bersagli, essi . erano distinti da colori differenti ed oltre ciò ogni brigata aveva presso il proprio .bersa-

261 glio segn~li, bandiere ed antenne, che servivano ad -impedire che una balleria dirigesse i suoi colpi contro· il bersaglio della batteria vicina. Nel ·1 ° gruppo eranvi non menu di i5 bersagli, dei quali ~5 in prima linea, 15 in seconda e 15 in terza, e contro questo tiravano le batterie da 9. - Nel 2°· gruppo eranvi 36 bersagli disposti analoga~ente, econtro questi tiravano le batterie da i. Nel 3° gruppo· ve n'erano soltanto 30, e ·contro questi tiravano lebatterie a cavallo (i bersagli di destra), e le mitragliatrici (quelli di sinistra). Le batterie arrivavano di galoppo alla 1" posizi.one, dove era prescritto che aprissero il fuoco e cosi pure· passavano alla 2• posizione colla stessa andatura. Il terreno era nt,1ovo e le clistanze. incognite ai ri-· parti di truppa d'artiglieria, poiché e l'uno e le altre e~ano stati fissati dall'imperatore soltanto la sera antecedente. Nelle due posizioni sopracitate, le batterie dovevano in un certo numero di n1inuti sparare un dato numero di colpi alle distanze da esse giudicate. Durante il tiro gli ufficiali, in generale provvisti di can-· nocchiale, avevano messo piede a terra e lo dirigevano· personalmente. Da ogni batteria, cessato che avea il fuoco, veniva spedito un ufficiale con alcuni graduati per· contare sùi propri bersagli il numero dei fori fatti dalle granate, shrapnels e loro sch~ggie. Operato il debito controllo, tulle le batterie furono fatte avanzare fino a pochi metri dai bersagli per poter vedere da vicino il risultato del proprio tiro. Il risultato del tiro, vale a dire il per cento dei colpi utili, veniva calcolato sul posto dagli ufficia li a ciò destinati e quindi, dopo debito conlrollo, scritto con gesso in lettere cubilali sui bersagli di prima linea. li risullato medio dei colpi utili del tiro del 29 lu_glio· diede il ii-O o;.. SULL'ESERCITO RUSSO


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NOTE-

r,

Devesi osserv.are che le balterie venivano in posizione colla massima celeeità ed aprivano immediatamente il fuoco. In massima le granate scoppiarono, e gli shrapnels, scoppiando a distanza g.iusta, ed a conveniente altezza, dimostrarono la buona costruzione delle spolette e il giusto apprezzamento delle distanze. In fine <1-nche le miLragliatrici, sulla cui utilità vi sono in Russia opinioni molto divergenti, diedero in quel giorno risultati soddisfacenti. Compiuto il tiro, l'imperatore col numeroso suo seguito percorse al passo tutta la linea avendo alla sua sinistra i bersagli ed alla sua destra il fronte di battaglia delle batterie; e quando ne era il caso, locchè facilmente potevasi dedurre dai guasti operati sui bersagli, come pure dalla cifra indicante il °/o dei colpi uLili, l'imperatore rallegrava con parole d'encomio i cannonieri, che lo ringraziavano in massa con entusiasmo, promettendo secondo il solito che nella prossima esercitazione avrebbero cercato di far meglio. Il giorno 5 agosto l'imperatore passò l'ispezione ,<li tiro a tutta la fanteria e al la cavalleria presente al campo. A tal fine il mattino alle 9 si trovavano schierati sul luogo del tiro di fronte ai bersagli i reggimenti di fanteria, eccettuate le compagnie di cacciatori e gli squadroni di cavalleria leggi era; nel pomeriggio alle 5 ¼ vi si trovarono tutti ·i battaglioni di cacciatori e le compagnie cacciatori dei varii reggi.menti di fanteria . Davanti ad ogni reggimento nel matli no vi erano tre bersagli disposti uno accanto all'altro desti nati ciascuno per una data distanza . Le truppe si trovavano ·:Schierate alla distanza massima, la quale, come anche fa media e la minima, erano ignote e <dovevano essere giudicate dai tiratori: L'imperatore passando sul davanti sceglieva a caso in

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,

269'

ogni ballaglione o sq~adrone un plotone di soldati per l'ese·cuzione del tiro . I plotoni ap.partenenti allo stesso reggimento si riunivano; tiravano prima aHa clistanza maggiore, poi s'avanzavano per tirare alla media e così via. Insieme ai tiratori si avanzavano· pure le altre truppe : Alla sera si fece in modo analogo per i cacciatori. A ciascuna delle tre distanze ogni tiratore fece due colpi. I cacciatori eseguivano sempre tiri individuali. li rimanente della fanteria eseguì alla distanza maggiore tiri individuali, alla media fuochi a comando, alla minima fuochi a volontà. La cavalleria eseguì solo il tiro individuale alle ~ue maggiori distanze. Ultimato il tiro S. M. passò davanti alle truppe esprimendo la sua soddisfazione a quei riparli r.he avevano ottenuti buoni risultati. È costume generale in Russia che al primo presentarsi di un superiore al riparto di truppa che da lui direttamente dipende, oltre agli onori resi Golle armi, abbia luogo il saluto vocale che viene dato dal superiore e ripetuto ad una voce dai dipendenti .. Per non parlar d'altri allorquando S. l\I. comparisce davanLi" alle truppe le sa luta col le parole; « buon gio rno, miei soldati » alle quali tutti insieme e rispettosamente rispondono: « Buona salute, imperatore ». Simil mente o durante lo sfilnre in parala; o durante le riviste, o in qualsiasi circostanza, quando l'imperatore trovasi soddisfatto , compiacesi di soggiungere: « ottimamente, miei soldati; bravi, miei cannonieri ; bene ' miei draO'oni » od espressioni somiglianti se. l:J condo ì c:asi; alle quali regolarmente viene rispo~to da tutti ad una voce: « Grazie, maestà, dell'elogio; procureremo di far meglio un'altra volta».


NOTE 270 I seguPnti brani della Allgemeine Zeitung, che qui

riporto tradotti, danno in modo chiaro e succinto la .descrizione delle riviste di Krasnne-Selo, e di Kron-stadt, che ebbero luogo in onore del re di Svezia alle .quali io fui presente. Ho creduto di annetterle alla presente relazione per l'interesse che presentano dal Iato delle costumanze militari russe. « A Krasnoe-Selo in onore di Oskar II re di Svezia 11. ebbe luogo una grande rivista di 51 i;1 ballaglioni; « 4-0 i; 2 squadror1i, 162 pezzi, in lutto 33,828 uomini. « Dopochè l'imperatore ebbe fatto rendere i soliti .« onori al suo reale ospite con presentazione delle « armi, suonata dell'inno nazionale svedese, gride di .« hurrà e rivista passata a ca vallo, Alessandro I~ e« strasse la sciabola, a.ssnnse personalmente i! ~o-. « mando facendo presentare le armi all'ìmperatri Ò'e « allora giunta in carrozza; dopo la quale cosa, alla\ « tesla delle truppe .che cominciavano a sfilare pre-« sentò le stesse a S. l\'I. il re di Svezia, ·che era:;i frat« tanto collocato sollo un'elevazione alla 8 o ·10 metri , « sormontata da padiglione, sulla quale era salila l'im« peratrice per vedere le truppe. « 2.a Rivista navale a Kronstadt. « Una grande impressione ed una incancellabile ri. « cordanza lasciò lo spettacolo navale di una rivista « della flotta alla. foce della Neva e nel golfo Finnico .« presso Kronstadt. « Alla stessa presero parte 41 vascelli da guerra « russi, due svedesi, due americani ed uno inglese - << (lo yacht che aveva concl,otio in Russia S. A. I. il . « duca di Edimburgo con la sua consorte). « I vascel li stavano su Lre linee. « Nella terza linea 7 monitori, una fregata a vela, -« 3 vascelli a cannoni con torri, 2 vascelli con torre.

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« Nella seconda tulti i bastimenti in legno ed i co« razzati. Nella prima i battelli a cannoni, a vapore « ed alcuni yacht. "" Il granduca Costantino come grande ammiraglio « aveva il comando supremo. Più in là vedevansi « sorgere maestose le colossali dimensioni del vascello « a torre, non ancora compilo , Pietro il Grande, il « cui titolare vedesi spiccare bianco busto fra le ali « dell'aquila bicipite, sulla tolda del gran bastimento. « Le vele erano abbassiite, la ciurma stava in pa-« rata sulle antenne; sulle fregate corazzate gli uomini « erano sul ponte e tutti salutavano colle solite grida . « Lo yacht a vapore Alessand1·0 che portava i due « regnanti, ambo vestiti coll' uniforme di ammiragli « di marina con . rispet.tivamentE: il gran 1:ordone ce« leste dell'ordine del Serafino e dell'ordine di Sunt'An« drea, passò avanti alla terza linea, e si arrestò a « metà della seconda. In questo momento cadde la « bandiera imperiale che el.'a issa ta sull'albero prin« ci pale del I' Alessand1·0, tuonc1rono da ogni vascello -« i trent' un colpi prescrilti per il grande saluto, e fra « gli hnrrà fu alzato lo stendardo svedese sull'albero « dell'Alessandro.

« La salva eseguita da tutti i bastimenti russi era « l'omaggio reso al re svedese . « Questi accompagnò ]'imperatore ed il di lui se-<< guito a bordo del la sua fregata Vanadis; dopo ch'essa « fo visitata, il re Jes-tamente ascese il ponte di co« mando e togliendosi il cappello gridò un allo hurrà -~ all'imperatore. . « Lo stendardo russo, che era stato issato sul Va·«_nadi's, quando vi montò l'imperatore col suo seguito, « fu nuovamente salutato dai cannonieri della squadra ·~ russa: compiuti questi ru.m orosi complimenti gli altri -« visitatori recaronsi a bordo della nave ammiraglia


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NOJIE'

« Franklin, dove presentava grande interesse la varietà « di colore della ciurma compostà di bianchi, di me« ticci, di mulati e di negri. « Fu ancora visitato il bastimento del grande am« miraglio il Rurick, armato di cannoni Krupp, e la « fregata corazzata Petropowlowsk, della forza di 800 « cavalli, armata di 20 cannoni, sulla quale ebbe luogo « un esercizio d'artiglieria. « Il gran numero dei vascelli, la loro diversità, la « ricchezza del materiale da guerra, il contegno mi« litare dei marinai, tutto assieme concorse a scolpire « nella memoria degli spettatori un'impressione in« cancellabile, la quale a somiglianza dei grandi spet« Lacoli dell'esercito di terra disegnava i tratti principali « della potenza navale russa ».

SULL'ESERCITO RUSSO 273 Quivi trovai istituito un servizio postale fatto con piccioni, ed ebbi pure la fortuna di assistere ad una grande esercitazione di combattimento diretta dal comandante il campo generale Guildenstrutte. · Avendo dipoi proseguito il mio viaggio, giunsi il 27 agosto a Varsavia, dove non mancai di visitare il campo nel quale ·erano stati riuniti per le esercitazioni estive lo scorso giugno ben 64,000 uomini sotto gli ordini del comandante quella circoscri.zione militare generale Kotzebue.

Verona, 8 dicemlire 1875.

Generale

Il giorno 22 agosto avendo compiuta la missione affidatami presso l'impero di Russia, mi dipartii da Pietroburgo, pieno di ammirazione per quel grande e bello esercito, e di riconoscenza per le graziose e cordiali accogli enze avute dai molti ufficiali che ivi ebbi l'onore di conoscere e in primo luogo dagli alti personaggi della famiglia imperiale e da S. M. l' imperatore. Nel recarmi in Germania, come incaricato di una identica missione presso quell'Impero, ,anziché prendere la ferrovia più dir·eua, preforii quella che tocca Mosca, e di li mette a Varsavia, per visitare questa storica città e i celebri campi di battaglia di Borodino e di Smolensko. Durante il mio soggiorno nell'antica capitale della Russia non volli perdere l'occasione di visjtare il campo di Petrowski, dove si trovavano due divisioni e mezza di fanteria colla rispettiva artiglieria e sei reggimenti di cavalleria con due ·batterie a cavallo. ANNO XXII, VOL, Il.

BALEGNO.


TEATRO D1 GUERRA TURCO-RUSSO lN ASIA

TEATRO DI GUERRA TURCO·RUSSO IN

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particolar modo per noi militari, il conoscere anticipatamente gli scacchieri sui quali, ·se guerra vi sarà, dovranno svolgersi le operazioni degli opposti eserciti. E siccome la nostra Rivista militare ha già pubblicato nelle ultime dispense uno studio molto accurato delle condizioni geografico-mili tari della Turchia Europea, ed in ispecie di quene· provincie che più direttamente sarebbero chiamate a servir di campo alla lotta, così io mi sono proposto di riassumere in breve quadro i principali caratteri dello scacchiere turco-russo nell' a sia, considerato tanto dal punto di vista puramente geografico strategico, quanto in relazione eogli avvenimenti guerr eschi più notevoli che in esso eb bero luogo durante le campagne del 1828-29 e 1854-55. Dei tre teaLri, Danubio inferiore, Mar Nero ed Armenia, ne' quali Turcl1i e Russi possono affrontarsi, il primo è certamen te il più importante, giacchè esso adduce immediatamente sulla capi tale dell' Impero degli Osmanli e ne minaccia quindi il centro m assimo di vitalità; qui adunque, come in passato, si porteranno i colpi più decisivi, ed all'esito loro saranno necessariamente legati gli a tti bellici degli altri .due teatri. Nondimeno, tut.tochè secondario, il teatro armeno è pure anche di un'importanza grandissima interessando da vicino la geande massa delle popolazioni mussulmane, di quelle popolazioni che in sostanza costituiscono' il principale sostegno dell'Impero t urco . Il medesimo potrebbe for s'anco diventare teatro principale per rapporto alla lotta fra Turchia ,,e Russia, quando questa, per un'eventuale partecipazione di aHra potenza europea alla guerra, dovesse rinunciare all'offensiva sul Danubio e limitarsi in E uropa a difendere il proprio territorio; cosa poco probabile ma pur possibile. Comunque, pare che questa voHa le operazioni nell'Asia .debbano avere una scala maggiore che in passato, se gli apprestamenti che dalle due parti vi si vanno facendo hanno veramente le proporzioni che i diarii politici e militari quasi

ASIA

PREMESSA.

Il viaggio del generale Ignatieff sembra s ia destinato a chiudere il periodo delle trattative diplomatiche entro le quali penosamente si ravvolge da più mesi la questione orientale (1). Se è vero, e tutto fa credere che lo sia, che la Russia chieda l'abrogazione definitiva del trattato di Pa1~gi, si può ritenere che la crisi risolutiva non sia lontana. S~ poi si pon mente ai colossali apparecchi d i guerra che Russia e Turchia vanno facendo e gli immani sacrifizi a cui entrambe sottostanno per tale preparazione, non si pttò a meno di argomentare la scarsa fede che esse ripongono nella possibilità di un pacifico componimento della complessa e antica loro vertenza. La pl'esunzione più fondata è dunque che una nuova guerra abbia ka breve da scoppiare nelle contrade bagnate dal basso Danubio e dall'alto Arasse e sul Mar Nero. Davanti a tale prospettiva è di .interesse per tutti, ma in (!) Questo lavoro palpitante di vita, di originalità, di in teresse attuale, -scritto tre mesi addietro non ha potuto venir pubbli cato per le angustie dl spazio nelle quali trovasi la Rivista, in grazia allo sviluppo preso dalla letteratura militare. Se ne è conservata tal quale la premessa per dimostrare le giuste previsioni dell'autore.

(La, Direzione).

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TEATRO DI GUERRA TURCO-RUSSO

concordemente loro attribuiscono. Donde un interesse maggiore per le regioni che ne debbono essere il teatro .

IN ASIA

Il prese,nte scritto si comporrà di due parti, geograficostrategica l'una, s torico-geografico-militare l'altra, ed uno· schizzo dello scacchiere ne faciliterà l'intelligenza (t). In esso poi ho procurato di attenermi ai soli caratteri più salienti, per le seguenti ragioni: 1• perchè sono essi che danno veramente la fisionomia delle regioni, ed essendo pochi, più facilmente si afferrano, e rimangono impressi; 2° perchè una minuta descrizione avrebbe richiesto una copia di sorgenti, da cui attingere i dati, assai maggiore cli \ quella di che io potei disporre. Oltrecciò essa avr&bbe sopraccaricato lç> scritto di nomi difficilissimi, di dubbia o piuttosto di svariatissima ortografia, e pei quali ci sarebbero volute carte speciali ed a scala grande, di cui si scarseggia moltissimo. · 3° finalmente perchè dò non esclude che nella seconda parte, occorrendo di esporre operazioni speciali, io possa farla precedere da quelle più particolareggiate notizie geografiche locali che mi parranno indispensabili alla chiara intelligenza del soggetto; tanto più poi che la seconda parte, secondo il mio concetto, dev'essere come il commento ed il completamento dell'altra.

PARTE PRIMA

(1) Ci duole vivamente che per circostanze speciali non si è potuto pubblicare la Carta del teatro della guerra turco-r.ussa iu Asia alla scala di I: 1,720,000 disegnata con molta accuratezzà e con molta chiarezza dall'autore. Invece si dà una carta alla scala di 1: a,000 ,000 che abbraccia pure il Mar Nero. (L" Dtrezione).

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Idea generale dello scacchiere. - Lo scacchiere turco-russo nell'Asia abbraccia quell'insieme di contrade avvicendate di altopiani e di elevate ed aspr~ montagne in seno alle quali le correnti fl uviatili del Rion, del Kur, dell'Arasse, dei due Eufrate, e dello Tschorok, hanno le loro scaturigini e sviluppano una par te più o meno notev<?1e del loro corso. Comprende quindi gran parte dell'Armenia turca, l'Armenia russa, la Georgia e le tre regioni racchiuse nel bacino del Rion, cioe l'lmerizia, la iv,tingrelia ed il Guriel. Il Mar Nero s'addentra in questo scacchiere dalla parte di occidente, mentre da oriente vi penetra profondamente la punta nord-occidentale della vasta provincia persiana dell' Azerbedjan. Di guisa che nella striscia di territorio compresa fra quei due salienti lo scacchiere, presenta una larghezza rettilinea di poco superiore ai 300 chilometri. All'infuori di questa striscia esso si distende ed allarga, a nord-est fino alle falde della gran catena caucasica e fino al Mar Caspio, involgendo i bacini del Ri011, del Kur e del medio e passo Arasse, ossia le provincie russe transcaucasiche; a sud-ovest, nelle vaste contrade corse dall'Arasse superiore, dai due rami dell'Eufrate e dal Tschorok. La linea di frontiera serpeggia in questa fascia di maggiore restringimento e divide così lo scacchiere in due zone di assai differente ampiezza; delle quali la russa, limitata come essa è dalla non lonta.na catena del Caucaso tanto poderosa e povera di passaggi, e dai due mari, riesce sensibilmente più 1·istretla, e si presenta poi notevolmente più estesa nel senso del fronte delle operazioni, che non in quello della pr ofondit'à. La zona turca, in quella vece, avendo dietro di sè tutt'a


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TEATHO D1 GUERRA TURCO-nusso

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l'Asia minore) ed in fianco il Kurdistan, la Mesopotamia e fa: Siria, offre una estensione cli territorio quasi indefinita. Ne segue una differenza sostanziale nello sviluppo in profondità fra le due zone, riesciendo la prima lunga e relativamente angusta, e offrendo l'altra spazio a più vaste combinazioni.. Nella prima la difesa, quando. ftisse costretta ad abbandonare le contrade che costituiscono la regione marginaria, si vèdrebbe respinta s ulla linea del Rion e del medio Kur, cioè sulla, linea Kutais-Tiflis, e minacciata d'essere addossata alla catena caucasica e fors'anco tagliata inclue da una punta che l'aggressore riuscisse per avventura ad effettuare su Tiflis. Nella secon?a all'opposto, la difesa avendo alle spalle ed a lato un territorio vastissimo ha una molto maggior libertà di azione. Codeste particolari condizioni geografiche impongono in certo modo alla Russia di operare offensivamente, quand'anche ciò non le fosse consigliato dalle tradizioni militari, sopra-· tutto in quelle contrade, dove, dal momento che vi pose il piede, si sentì il'l'esistibilmente indotta ad allargarvisi ed a fare ogni sforzo per mettervisi più a suo agio . La necessità dell'offensiva è qui creata alla Russia non solo dalle tradizioni s toriche locali e dal bisogno cli un più comodo assetto, ma altresì dall'effetto morale grandissimo che esercitano sullH;popolazioni musulmane, imagi no se e molto impressionabili, l'agire vigoroso e intraprendente ed i primi successi. Non è d'altronde destituito affatto di fondamento il supporre che la Russia possa essere non senza qualche peeocupàzione per le sue provincie transcaucasiche, quando si consideri che Tiflis dista solo sette tappe dal confine, e che un ag- • gressore, raggiungendo questa: città, taglia la zona in due tronchi senza rapporti fra loro, e ne respinge i dii'ensori sul Caspio e s ul Mar Nero. Una simile eventualità è certamente appena da collocarsi fra le cose possibili; giacchè i Russi non solo disporranno su questo teatro cli truppe molto più agguerrite di quelle ragunaticcie,. benchè val0rose, e fors'anco più numerose chei Turchi avranno

279 da opporre loro, ma non avranno altresl nulla trascuralo per rendere artificialmente assai più solide le forti posizioni nat urali che fanno schermo alla loro capitale in quelle regioni. Nondimeno, dalle notizie che si hanno parrebbe che il governo di Abclul-Hamid si prepari a sforzi colossali nell' Armenia; sicchè si potrebbe ar guirne che non solo provveda a difendersi, ma non sia lontano dal pensiero cli poter benanco por tare la guerra sul territorio del propio nemico. Questa eventualità, lontana certo nelle condizioni attuali, potrebbe anche divenire minacciosa se la lotta non si limitasse ad un duello fra Russia e Turchia, e l'intervento di qualche altra potenza classe alle forze · turche sull'Arasse e sul Kur una decisa superiorità. IN ASIA

Cenni descrittivi. - Il complesso cli contrade per entro alle quali si svolge il confine turco-russo nel!' Asia, è una regione irta di montagne, tagliata da numerosi corsi d'acqua, ricca di gole e passaggi difficilissimi, pover·a di buone comunicazioni come di risorse alimentarie e di ricoveri per truppe, e s parsa di piazze da guerra e forti, tutti strategicamente ben situati e per giacitura topografica atti a valida resisteflza, malgrado i difetti di costruzione che ad essi si possono rimproverare. Da Tiflis ad Erzerurn (l'una capitale delle provincie russe, l'altracittà principale nelle provincie turche di frontiera ed una delle più ragguardevoli di tutta l'Asia turca, epperò ambedue rappresentanti i principali obbietlivi dello scacchiere) le operazioni militari banno per traccie naturali e necessarie valli profonde, non mollo ampie generalmente, rotte da contraffm-ti nelì'j.nterno, avvolte da aspri monti, e con relazioni: scambievoli difficilissime sia nel senso perpendicolare sia in quello parallelo al fronte. Le montagne, benchè non raggiungano che in pochi punli il limite delle nevi perpetue, sono però tutte alte. Esse non presentano generalmente una cresta molto p1~onunciatae distinta, ma groppe arrotondate e spesso pianoriformi; i fianchi ne

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TEATRO DI GUERRA TURCO-RUSSO

sono generalmente ripidissimi, a frane, a burroni e precipizii e, per vasti tratti, vestiti tuttora da dense selve di pini e di piante a largo fogliame. Alle difficoltà generali derivanti dalle colossali dimensioni orografiche, dalle frane e dai precìpizii, dagli erti pendii, voglionsi aggiungere quelle pure delle nevi, le quali, an'che là dove non sono perpetue, coprono gli alti dorsi otto o dieci mesi dell'anno, delle tormente che assai di frequente imperversano sui fianchi e sulle vette, del clima quasi sempre crudo, degli scarsi l?ascoli e perfino, su taluni gioghi, del difetto di combu• stibile. I corsi d'acqua vi sono molto numerosi; ma, quando se ne tolgano il Rion, il Kur, l'Arasse, i due rami dell'Eufrate, ed il Tschorok, gli alLri sono tutti o torrenti o di carattere torrenziale, dall'alveo pietroso e mutabile, dalle sponde" rupinose e sLagliate e dagli sbocchi insabbiati od ostruiti dal fango, e mancanti quasi ovunque di mezzi sLabilì cli passaggio. Gli straripamenti, specialmente verso il litorale del Mar Nero, succedono periodicamente in sul finire d'aprile ed in maggio; nella quale epoca i minimi .ruscelli gonfiano rapidamente e si cambiano in fiumare vorticose, inguadabili e devastatrici. Le comunicazioni, oltre ad essere poco numerose sono difficili a motivo della acclività dei pendii, delle grandi altezze, del difetto di lavori d'arte, delle esigenze eccezionali per la loro manutenzione, e della rada e misera popolazione. Il clima vi è instabile e diversissimo fra contrada e contrada; giacchè mentre sull'acrocoro di Erzerum soventi nevica anche in estate, ad Erivan si hanno calori soffocanti, e nella valle dell'Arasse emanazioni pestilenziali . In generale nelle bassure durante la stagione calda regnano febbri esiziali. Il clima delle :montagne è rude, ma generalmente salubre. Dal complesso delle quali condizioni emergono le seguenti deduzioni:

lN ASIA

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a) Terreno poco adatto per dare un largo sviluppo alle

operazioni, epperò campo relativamente limitato per combinazioni strategiche; • I b) La guerra deve assumere necessariamente il carattere di guerra di montagna, e può meglio essere condotta da masse piccole,- ma ben dirette, che da masse molto grosse, le quali vi sarebbero impacciate dalle angustie e dagli ostacoli del suolo. Donde la necessità di avere truppe molto mobi)j, bene addestrate e rotte alla disciplina, agli strapazzi ed alle privazioni. · e) Terreno ricco cli posizioni difensive, epperò esercitante un pericoloso allettamento ad adottare la difensiva come sistema. d) In un teatro di caratteri così spiccati, le piazze forti vengono a trovars~ tutte razionalmente collocate non solo, ma sono pure generalmente favorite dalle condizioni tattiche rispettive, sicchè riescono un vero e sensibile ostacolo alle operazioni che non le possono evitare. e) Le linee difensive ed offensive sono determinate nel modo più spiccato dalla direzione dei corsi d'acqua e delle catene delle montagne, che da quella delle strade, mentre quesL!3 ultime per il loro breve numero e la natura del suolo in mezzo a cui sono tracciate, assumono un'importanza militare tutta speciale. j) Il suecesso delle operazioni deve certamente dipendere in molta parte dal modo con cui il comando supremo avrà saputo abbracciare l'insieme del teatro delle operazioni, e dare le disposizioni iniziali; giacche, una volta le forze impegnate in una direzione, se questa fu fallace, è oltremodo malagevole sottrarsi alle conseguenze dell'errore, vincolati come vi si è dalla topografia dei luoghi. g) Non potendosi contare suJie · risorse locali oltremodo limitate, è giuocoforza alle truppe operanti, tostochè si stacchino dalla propria base, cli portarsi al seguito le necessarie provvigioni da bocca e da guerra, risultandone così, checché si faccia, lunghe e pesanti le colonne e tarde le marce.


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TEATRO Dl GUERRA TURCO-RUSSO Montagne. Catena del Saganlù. - Due grandi catene fra

loro parallele e costituite entrambe da gruppi di alte montagne riempiono cogli eccelsi loro gioghi lo spazio fra Tiflis ed Erzerum, e danno il carattere allo scacchiere che stiamo esaminando. Una di esse, la più occidentale, che denominerò del Saganlù o Soghanlu dal gruppo più ragguardevole, si eleva tra il Mar Nero, nel quale bagna le sue falde nord-occidentali a sud di Batum, fino alla grande catena, dal cui seno scaturisce l'Eufrate orientale o Murad-ciai (fiume cli Murad), contro cui quella si stringe rinserrando la vallata dell'Arasse. La catena del Saganlù fa parte del displuvio principale del1' Armenia e siccome con una delle sue diramazioni si insinua fra l'Arasse e il Tschorok, fra l'Arasse e il Mqrad-ciai, così essa costituisce la schiena divisoria di acque ',che defluiscono al .Mar Nero, al Caspio ed al golfo persico, mandando al primo il Rion ed il Tschor ok, al secondo il Kur e l'Arasse, al terzo i due Eufrate.' Questa catena può poi essere riguardata come una pro· pagine della grande catena caucasica, annodandosele per mezzo di quelle montagne che circuiscono a mezzodì e ad oriente il bacino del Rion e lo separano dal corso del Kur. Prendendo la catena del Saganlù al punto che può aversi come sua origine, cioè alle sorgenti del Rion nella cresta principala caucasica, incontriamo nel suo sviluppo i seguenti principali gruppi montagnosi, varianti fra loro d'altezza, ma aventi comuni i caratteri generali sovra enumerati. Tali gruppi sono: Le montagne cli Wakhan, comune appoggio delle testate di valloni tributari del Rion e del Kur e contrassegnate dalla profonda insellatura di Suran o Surhan (che raggiunge quasi i 1000 metri d'altezza), per la quale passano, la ferrovia destinata a congiungere Poti con Bakù, il Mar Nero col Caspio, toccando Tiflis (finora' costruita ed in esercizio fino a Tiflis), e la rotabile che, lasciando la costa del M M Nero a Sukum·

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Kalè, si dirige per Kutais a Tiflis stessa . Gruppo importantissimo, come quello che domina le principali comunicazioni di Tiflis col Mar Nero, e conseguentement~ coll'Europa sud-orientale. Le mon tagne Ì->ersathi, che si adergono in continuazione delle precedenti, fra il Rion e la conca di Achallsiche; traversate da una strada rotabile molto importante, che unisce Kutais con Achaltsiche. I Russi hanno procurato di rendere questa via praticabile al carreggio in ogni stagione; ma essa è pur sempre clifficilissima é pericolosa, perchè fiancheggiata da grandi precipizii ed esposta ad uragani terribili e frequenti. Le montagne di Adiara, rra la conca di Achaltsiche e la valle clell' Adiara (affluenle del basso Tschorok), traversate da soli sentieri e tµ tti di natura assai disagevole. Questi mettono la conca di Achaltsiche in relazione colle guerriere, ireequiete ed indomite popolazioni del Lazistan, ossia di quelle alte ed inascese monlagne che coronano la costa meridionale dell'Eusino ad ovest della foce del Tschorok, e che altro non sono se non una continuazione delle montagne dell'antico Ponto . I gruppi dei .Jaliandan e dei I{anlu, che si elevano .fino a 2000 e 2600 metri coronando ad ovest !!alto bacino del Kur, o conca di Ardahan, cui dividono daHa parte orientale del bacino del Tschorok ; sono superati da sentieri affatto al· pestri, e da una mediocrissima strada che da Ardahau, rimontando il Kur !ìn presso le sue sorgenti, conduce pel colle di Karaldi sull'altopiano di Olti (valle dell'alto Tschorok) e di qui su Erzerum, sia passando per le sorgenti del1' Arasse, s ia raggiLrngendo direttamente quelle del Kara-su (Eufrate proprio), e per esse scendendo nella pianura diErzerum. Le montagne del Sctganlù prqprio, che avvolgono la conca di Kars, separandola dal Tavas (parte sud orientale del bacino del Tschorok) e dell'alto Arasse, e stringono quest'ultimo


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contro le altissime montagne Schahjol (quasi 3000 metri di altezza), che fanno displuvio fra l'Arasse stesso ed il Muradciai. Il Saganlù è propriamente un grande nodo a cui mettono ~apo i monti Kanly suddetti e la schiena montagnosa che da esso è denominata e da cui partono : a) verso occidente, il seguito di elevate montagne che circuiscono le sorgenti dell'Arasse, dividendolo dall'Eufrate; proprio, e che ad ovest si confondono colle montagne fra il Tschorok e l'Eufrate, ed a sud-ovest cogli eccelsi Bingoll; i quali, a loro volta, da un lato penetrano fra l'Eufrate e il Mu1'ad-ciai; dall'aHro per gli Schahjol suddetti si protendono fìno ai giganteschi coni dell'Ararat. I Bingoll, gli Schahjol e l'Ararat, costitùiscono un seguito cli non interrotte e sempre elevatissime montagne, eonbro il mezzo delle quali viene ad appoggiarsi il Saganlù, e che in certo modo formano il limite del nostro scacchiere dalla parte di mezzodì; b) Nella direzione di nord-est, il ramo dei monti Tschildir, muraglia montana tra le sorgenti del Kur e quelle del Kars, che acl est del lago Tschildir, o meglio alle sorgenti del1' Arpa-ciai (fiume Arpa), si confonde coll'altra grande catena dell'Allaghez, cli cui parleremo or ora. - Il gruppo propri0 del Saganlù forma una potente barriera, alta fino oltre i 2600 metri, vestita nel suo fronte orientale .di estesissime foreste, e di una importanza speciale come quella che intercetta la linea d'operazione principale da Tiffis . ad Erzerum e che è superata da due strade rotabili in discreto stato, le quali mettono in comunicazione Kars con Erzerum passando per l'alto Arasse. La successione di gruppi montagnosi sovra numerati, cominciando dalle montagne del basso Tschorok fino al Saganlù ed ai Schahjol, costituisce una non interrotta e considerevole barriera naturale tutta compresa nel territorio · .turco e coprente Erzerum. Essa appoggia le sue ali al mare .ed alle montagne del M~rad-ciai, e non può essere girata da

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chi operi movendo dalle provincie russe, altrimenti che perla sua estremità meridionale, cioè per la valle del Muradciai. Dal Mar Nero non è possibile un tentativo alle spalle di tale barriera, stantechè la costa fra Batum e Trebisonda non offre punti opportuni. a sbarchi di qualche entità, e quando anche una truppa riescisse a prendervi terra, si tt'overebbe di faccia a contrade inospiti e poco atte ad operazioni militari di qualche importanza. Catena dell'Allaghez. - Parallela alla catena del SaO'anlù . o .. e ad essa congiunta dai monti Tschildir, si eleva ed espande la non meno elevata, aspra e disagevole catena, che denomineremo dall'Allaghez, suo picco culminante (alto oltre 4000 metri). Come quella del Saganlù è per intero nel territorio turco, la catena del!' Allagh,ez si aderge tutta nei possessi russi e forma una grande muraglia montana fra il Kur e l'Arasse spingendo quest:ultimo contro le montagne della Persia e' costringendolo a descrivere un larghissimo giro prima di poter raggiungere il Kur. La catena dell' Allaghez alla sua estremità nord-occidentale serra il corso del Kur contro le montagne Persathi e Wakan, generandovi la lunga, angusta e profondissima gola di BordJom, che dà accesso alla conca di Achaltsiche e che ' è rimontata dalla rotabile la quale· a Suran si stacca dalla strada Kutais-Tifiis. Questa gola è un formidabile ostacolo militare ed è sbarrata al suo ingresso occidentale dal forte Atschveri. Anche la catena in discorso è una successione di gruppi montagnosi, tutti elevatissimi, tagliati da valli, burroni e precipizii, e molto difficili a superarsi. In taluni punti, sia della sua schiena principale, sia dei c-ontrafforti, raggiunge e sorpassa i 3000 metri di elevazione, e benchè in altri sia sensibilmente più bassa, pure è dovunque un ostacolo montano del maggior riguardo.


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Nella sua testata sud-orienlale la catena dell' Allaghez si allarga e.dà luogo all'ampio bacino del vulcanico lago l(odscia; vasto cratere dall'orlo a montagne r occiose, specchiantisi nel sottoposto lago il cui pelo· d'acqua è ad almeno 1500 metri sopra il livello del mare ; il rovescio esterno di quest'orlo si effonde in un ventaglio di eccelsi e selvaggi contrafforti, mor enti o sull'Arasse contro il piede delle montagne persiane, o sulla steppa attraverso la quale Kur ed Arasse traggono le acque nella parte inferiore del loro corso. L'A ilaghez, che ne è la più aHa cima, non è che uno dei contrafforti di questa catena; la quale appoggiandosi da un lato alla gola di Bordjom ed alle montagne del Rion, e dall'aHro alla regione selvaggia e pochissimo praticabile del lago Kodscia, non può essere girata da chi operi nella dire;zione di Tiflis altrimenti che o dal bacino del Rion, movendo dal mare, o dalle provincie persiane pel baS'so Arasse e la steppa. Ond'è che essa per la capitale della ·:t.r anscaucasia russa, forma baluardo non meno efficace di quello che il Saganlù per Erzerum. Quali strade superino codesta catena vedremo più innanzi là dove si parlerà della rete stradale. Bacini e conche principali. - I sistemi montagnosi dianzi accennat.i determinano diverse conche e bacini importantissimi dal punto di vista d1?l nostro studio, essendo essi, come già fu accennato, le vie necessarie delle operazioni militari . Importa quindi di passarli in breve rassegna. a) L'ampio bacino del Rton, che si apre sul Mar Nero, e riceve da un lato la via che proviene dal hasso Kuban e per Anapa e le coste dell'Abkasia, mette in relazione la Russia meridionale colle provincie transcaucasiche, costi· tuenclo uno dei tre principali passaggi aUraverso alle montagne del Caucaso; dall'altro si sprolunga · per una stretta linea di costiera fino al porto e fortezza turca cli Batum e .allo sbocco dello Tschorok. In esso è costruito il solo tronco di ferrovia che esista a

IN ASTA 287 sud del Caucaso, cioè quello da Poti, sulla costa, a Tiflis, destinato, siccome accennai piu sopra, ad essere condotto fino a Bakù sul Caspio, ed a diventare la più pronta e diretta comunicazione fra la Persia e l'Europa sud-orientale. Questo bacino, per gl i scali di Poti, di Redut-Kalè, di Anahlia e di Sukum-Kalé (porto quest'ultimo sulla costa dell' Abkasia epperò veramente un po' fuori dal bacino del Rion, ma ad esso collegato dalla rotabile Sukum Kalè- Kutai), nonchè per le sue relazioni con Batum, abbraccia e compem~ia le più dirette e più comode relazioni della Transcaucasia colla Russia e colla Turchia europea, ed è per ciò di un'importanza tutta speciale. E quesVimportanza è poi accresciuta dacché la valle cJel Rion, penetrando molto addentro fra la catena caucasica e quella dell' Allaghez, ed accostandosi a Tiflis., apre una linea di operazione che potrebbe divenire assai compromettente pei Russi di fron te ad un nemico padrone del mare e che a questo possa appoggiarsi. Vuolsi però avvertire che le regioni pantanose ed oJtremodo insalubri che fiancheggiano il basso corso del Rion e delle minori fiumare, le limitate risorse, le scarse e pessime vie, e le posizioni lungo le montagne Persathi e ·wakhan, formano un complesso di condizioni non favorevoli certamente ad un'azione aggressiva, pur sempre possibile, per questa parte. Nel bacino del Rion sono comprese le provincie russe della Mingrelia, del Guriel e dell' Imerizia . b) L·e conche cli A kha Usiche, di A T'dahan e di A chkatkalak i, costituenti insieme il bacino dell'alto I(ur; russe le prime due, turca la terza, tutte avvolte da altissime montagne, discretamente popolate nel loro interno, con difficili rapporti vicendevoli, ed aventi ciascuna una piazza cli riguardo, cioè: Akhalt· siche, Achkalkalaki ed Ardahan. Le due maggiori di Akhaltsiche ed Ardahan comunicano fra loro, o per la difficilissima strada che supera il contrafforte divisorio per Digwir, oppure per la via altrettanto difficile, che rimonta il Kur ed è chiusa dal forte russo Hertwin.


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La conca di Achkalkalaki, formata dalla valle di un tributario cli destra del Kur, è importante sia per le comunicazioni che la traversano, sia come intermedia fra la conca di Achaltsiche e la seguente. e) La conca di Kars eGumri, più estesa della precedente, bagnata dai fiumi Ka1's ed Arpa e divisa dalla linea di frontiera in clueparti disuguali, delle quali la più ampia spetta alla Turchia. É singolarmente importante, tanto per la sua ampiezza, quanto per le due forti piazze da g uerra che in essà esistono, ed essenzialmente perché vi convergono le più dirette e migliori comunicazioni fra Tiflis ed Erzerum. d) La conca di Eriwan, traversata dall'Arasse e coronata da tre lati dalle gigantesche montagne dell' Allaghez, "del Lago Kodja e dell'Ararat. È ubertosa, racchiude le piazze di E1'iwan e Sar_darabad, ed è opportunamente situata tanto per minacciare la conca cli Kars, le sorgenti del Murad-ciai, la conca di Bajazid e le provincie persiane, quanto per collegar~ fra loro oper~zioni contemporanee in quelle diverse 1·egioni. Ha però scarsi e difficili rapporti col corpo principale dei possessi russi e con Tiflis, nonchè con Bajazid e col Muradciai. Le enumerate conche, eccetto il bacino del Rion, sono tutte racchiuse fra le catene dell' Allaghez e del Saganlù ed hanno una più immediata attinenza colle prime operazioni di guerra, come quelle che fanno parte della zona di frontiera. Ma, esternamente alle due catene, altre pure ne esistono che offrono non piccolo interesse dal punto di vista militare, cioè: 1° A sud-ovest del Saganlù, la bella e lunga valle dell'alto Arasse o Pasin, nella quale vengono a riunirsi, prima cli arrivare adErzerum, le strade che discendono dal Saganlù, ossia le strade provenienti da Tiflis, e la grande via commerciale da Tehris nell'Azerbidjan (Persia) ad Erzerum, per Bajazed. 2° A sud della conca di Kars e Gumri, l'alta valle del Murad-ciai anzidetto e la conca di Bajazed, formanti quasi un'u· nica vallata parallela all'alto e medio Arasse, traversata da

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e.;t ad ovest dalla strada di Persia or ora accennata, e sviluppantesi in fianco alle conche di Eri van e di Kars. La conca di Bajazid, formata da un tributario di destra del medio Arasse, è separala dalle sorgenti del fiume M urad per mezzo di una groppa, relativamente non mollo pronunciata, la quale form a anello di congiunzione fra le montagne Schahjol e quelle del Lago di Wan e della Persia, ed appartiene allo spartiacque principale di queste regioni. 3° La con valle di Erzerum, il fondo della quale molto elevato, è in gran parte occupato dulia bella pianura, chiamata Owa, alla cui estremità orientale sorge la città. Nel suo angolo nord-orientale nasce il Kara-su od Eufrate proprio, che la traversa da est ad ovest. Collocata questa conca al centro e sul punto più elevalo del grande acrocoro armeno, ed all'origine delle grandi vallate che da essa dechinano al Mar Nero, verso l'Asia minore, verso la Siria e la Mesopotamia e verso il Caspio, possiede una importanza grandissima, e costituisce una .regione del più alto valore militare politico e commerciale. 4° Ad est della catena clell' Allaghez: la conca di Gori, nella quale a Suran si allaccia la postale proveniente da Kutais cò11 quella che viene da AchaHsiche; molto importante perchè in. essa si raggr uppano le dette grandi comunicazioni e perchè copre immediatamente Tiflis da attacchi provenienti dal Suran e dalle gole di Borcljom. 5° Le diverse valli, tutLe fra loro divise da lame montagnose alle ed aspre, per le quali passano le vie che da Tiflis conducono nelle conche di Achkalkalaki e di Kars; tra cui principalissima la -valle longitudinale del Cheraw, rimontata dalla strada che per Tsalki ITsalka) conduce ad Achkalkalaki, ed è traversata o seguìta parzialmente da tutte le altre comunicazioni che val icano la catena dell' Allaghez . 6° Finalmente, la ristretta conca nel cui fondo, tagliata dal Kur, sta costruita Tiflis. L'insieme di montagne fin qui accennaté fa parte del sistema orografico delt' Armenia, ed è separato dalla catena ANNO XXII, VoL. Il.

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caucasica, Il1e~iante la profonda ed amplifisima depressione di ;~olo creat.~ dall,e opposte valli d.el Rione del Kur. Codesta depressione, che declina ai dµe mari, è meno sensibile ed assai angµsL~ fra Kutais e Tiflis, dove i m?nli ":akha~ ~ l'incontro degli'Dpposti sproni formano la reg10ne d1 trans1z10ne e di anello fra i sistemi caucasico ed armeno. Ad ovest di Kutais si allarga nella regione di costiera del bacino del Rion sopl.'1adescritta; ad est di Tiflis si tramuta grado grado nella steppa v~stissima e quasi deserta, in mezzo alla quale tr.avolge le sue acque il Kur, e vi raccoglie l'Arasse; s ~eppa 4i forma triangolare avente il suo vertice presso Tiflis, la base qul Cç1spio, e i sµoi lati ,alle falde. della catena caucasica e del!' Allaghez. L'altezza del triangplo, disegnatq grossolanamente dal Kur, è circa *00 chilom13tri, la larghezza, piccola press? Tifli$, ra <?ti> O'ofon (Te i 200 chilpil},,etri almeno nel tratto che corrisponde ' "' al confluente dell'Arasse col Kur . Essa deve esse~e percorsa ~el se11s~ d~lla lupghezza dalla ferrovia Poti-)3akù, ed ona vi si svolO'e nello stesso s~nso la cattiva strada postale che rt:/1" I • unisce Tiflis a Bakù. Questa via giranc;lo attorno alla estremità orientale della catena caucasica fra le montagne ed il Caspio, è la via si~metrica a guella di Anapa, ma cli essa assai migliore, che rile·g a la Trancaucasia colla Russia sud-orie11tale. La steppa1 della quale si discorre, è per una parte dell'anno 0 coperta di neve od oltremodo fangosa, e per l'altra adusta da cocentissir~o sole e polverosa; è pove~'a 'affatto d'abitatori e qi risorse, inadatta ad opera~ioni militarì1 e può venire considerata come il limite nord-orientale dello scacchiere turco• I rq!:!so in Asia. . . . Onçl'è cl;le in caso di guerra fra Russi e Turchi, le operaz10m nella parte settentrionale del nostr.o scacchiere devono ne7 cessariamente gravitare s ul tratto che corrisponde alla linea Tiflis-Kutais-Poti, cioè verso la porzione nord-occidentale dello scacchiere russo. Analogamente, benchè per. condizioni topografiche molto · diverse, ad ovest della catena del, Saganlù le operazioni of-

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lN ASIA 291 fensive più importanti e decisive, moventi dalla zona russa, devono tendere a convergere verso l'angolo sud-occidentale dello scacchiere, cioè verso l'acrocoro di Erzerum; giacché, a nord le montagne inospiti del bacino del Tschorok, ed a sud quelle altissime e quasi impervie che racchiudono le sorgenti del fiume Murad e ne accompagnano poi il corso, formano una specie di imbut-0, avente il suo vertice sul detto acrocoro, che le operazioni militari devono seguire come un canale naturale. Quest'ultima speciale ed accéntata disposizione del suolo tende altresì a dare alle operazioni, che muovano dalla catena dell' Allaghez, un carattere pronunciato di convergenza verso le origini dell'Arasse e dell'Eufrate, rendendole così naturalmente cospiranti.

Corsi d'acqua p1·ìncipali. - Già si è veduto come le numerose acque di questo scacchiere abbiano generalmente carattere torrenziale., e, toltine il Rion, il K.ur, l'Arasse, il Tchorok, il Ka1'a-su od Eufrate proprio, ed il Murad-ciai od Eufrate 01·ieniale, gli altri non hanno un vero e costante valore strategico. . Il Rion (il Phasis degli antichi), ha le sue sorgenti nella catena principale caucasica, corre tortuosamente attraverso l'Itnerizia, ove raccoglie moltissimi torre'nti minori dai monti Wakhan e dai Persathi, indi, separando il Guriel dallaMin, grelia, mette foce fra vaste paludi boschive presso Poti. Ha acque limacciose e poco profonde, ma letto ampio e fiancheggia to da densissime selv.e e pantani; è navigabile solo nella parte inferiore del suo corso. A ·Kutais è tagliato dalla strada che dall'Abkasia tende a Tiflis. Il s uo corso è di 250 chilometri circa, non valutando le minori tortuosità. Ha un solo ponte a K.utais. II l(ur o K.u1'a (il Cyrus degli antichi), nasce dal nodo del Saganlù, solca la conca di Ardahan sotto la dénominaiione di Ardahan-ciai; discende per gole assai anguste nella conca


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di Akalkalaki, indi in quella di Akhaltsiche dove raccoglie l' AkhaUsiche, e, per le strette di Bordjom, raggiunge la Georgia (Grusia), tagliando in due parti la città di Tiflis, dopo la quale arriva ben presto alla steppa e l'attraversa con infiniti meandri. Versa le sue acque nel Caspio dopo un corso non minore di 1800 chilometri . Ha acque torrenziali e poco profonde, e non è navigabile se non per circa 200 chilometri nellq. parte più bassa del suo corso, ed ancora per piccoli battelli. Fra i suoi tributari. è principalissimo l' A 1·asse, il quale ha le sue sorgenti nelle montagne Bingol, e, sotto la. denominazione di Pasin-su (fiume Pasin), bagna una parte del pascialato di Erzerum, ]ambe il lato meridionale della conca di Kars, correndo' quivi per gole senza strade; poi traversa la conca di Eri van, e, correndo fra l'Armenia russa (che abbraccia tutto il versante dell' Allaghez compre:50 fra il lago Kodja e l'Arasse), il pascialato di Bajazit e la , Persia, dopo descritto un amplissimo arco, raggiunge il K.u~. L'Arasse è abbastanza ricco cli acque in ogni s tagione, ma non è navigabile se non negli ultimi 90 chilornelri circa; è per tratti accompagnato da lerreni paludosi che ne rendono malsana la valle e costringono le comunicazioni, che lo rimontano, ad allontanarsene e ad inerpicarsi sui versanti laterali. Principale fra gli affluenti del!' Arasse è l' Arpa-ciai (fiume Arpa), sia perchè piuttosto r icco di acque ed incassato, sia perchè bagna esso stesso la piazza russa di Gumri, mentre sul. suo affluente, il Kars, è costruita la piazza turca di Kars; sia infine perchè è per iungo LraUo linea divisoria fra Russia e Turchia. L'Arasse è superato nell~ parte alta del suo corso da un vecchio e solido ponte in pielra, presso .Koprikoi, che dà passaO'o-io alla strada proveniente dalla Persia per la valle del Ot:> Murad-ciai. n Tschorok (Acampsis), nasce nei monti Cop (Copates degli antichi) nell'Armenia occidentale, presso Baiburt, corre per lungo tratto da ovest ad est indi svolta bruscamente verso

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nord, gettandosi nel Mar Nero a Stld-ovest e presso Batum. Ha corso torrenziale chiuso quasi sempre fra gole profonde, ed è pericolosissimo quando ingrossa . Solca un paese tutto montagnoso, poco popolato, coperto da selve ed inadatto ad operazion~ militari di rilievo. L'Eufrate proprio, o Kara-su, trae le sue origini da nume.rose sorgenti nelle montagne che attorniano la conca di Erze.rum, a ttraversandola, siccome già fu dètto, da est ad ovest. Interessa il nostro scacchiere soUanLo per la prima porzione del suo corso, nella. quale ha ancora poca entità come corso d'acqua. Il Murarl-ciai, acquista subito una certa importanza per gli innumer·evoli ruscelli e torrenti che gli arrivano dall'ampissimo ar~o montagnoso nel quale ha le sue sorgenti. Ha a ttinenza cono scacchiere che stiamo esaminando, soltanto per la parte più elevata del suo bacino; la quale però, - a motivo delle sue relazioni colla conca di E rivan attraverso la schiena su cui torreggia l'Ararat, - per la strada che la percor re adducendo verso Erzerum, - e perchè la sua valle apre aditi relativamente facjli ai pascialàti cli Wan, Musch e Diarbelcir, regioni tutte piuttosto produttive e popolose, ha un'importanzl:l. notevolissima. La linea cli frontiera. - La linea cli frontiera si sviluppa tor tuosamente nel senso della minore larghezza dello scacchiere, partendo dal Mar Nero presso il forte russo di S . Nicola (ld andando ad appoggiarsi al confine persiano al Monte Ararat. La sua direzione generale è da nord-ovest a sud-est, e misura non meno cli 530 chilometri di lunghezza. Può considerarsi divisa in tre sezioni; la prima delle quali si stende dal Mar Nero alle sorgenti del fiume Arpa, in direzione di sud-est e per una lunghezza cli 260 chilometri. Essa è tracciata prima da una fiumana chiamata pure Tschorok, che mett~ foce un poco a sud del forte S . Nicola, indi dalla cresta delle montagne che separano l'alto Akhallsiche dal


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Guriel; toglia poi le alte valli del dello fiume e del Polz-Kow (affluenti dell' Akhaltsiche), raggiungendo la schiena delle montagne Ulgar, fra la conca di A1·dahan e quella di Akhaltsiche; dalla quale schiena, tagliando la valle del Kur a quasi metà distanza fra Ardahan ed Achkalkalaki, raggiunge le alte montagne che chiudono a nord il lago Tschildir (Tscildir) segnandone la dorsale fino alle origini dell'Arpa. Si sviluppa quasi ovunque lungo ostacoli territoriali di ri guardo o sul fianco di essi, epperò quasi sempre per un terreno poco adatto ad operazioni di grossi corpi di truppe. La seconda sezione, o sezione mediana, ha direzione da nord a sud ed è tracciata dal tbalweg dell'Arpa fino al suo sbocco nell'Arasse, indi per un buon tratto rimonta la sinistra di questo fiume, lo traversa, e, seguendo un profondo torrente, raggiunge la schiena principale che di vide l'Arasse dal M urad. Questa sezione biparte la conca Kars-Gumri ed ha :uno sviluppo di ben 160 chil., non contando i numerosissimi risvolti che fa col fiume Arpa. L' ulLima sezione, la più breve, avendo una larghezza di 120 chil. circa, è sempr·e disegnata dalla dorsale del!' Ararat. L'incontro delle tre sezioni dà luogo a due angoli, l'uno alle sorgenti dell'Arpa, penetrante col suo vertice nel territorio russo; l'altro col vertice sulla dorsale degli Scha ltjol, epperò in senso opposto, cioò addentrantesi nel territorio turco. Così, mentre i possessi russi avviluppano il territorio rivale fra l'Arasse e la conca di Acllaltsiche, sono a loro volta avviluppali fra l'Arasse e la conca di Bajazid. Dal che però non consegue che la disposizione della linea di frontiera sia Lalc da equilibrare i vanLaggi e gli svantaggi delle due parti, come vedremo più innanzi, quando prenderemo a considerare le linee di difesa dolle due pot.enzc.

Luoghi pr·incipali dal punto di vista delle operazioni militari. - Lungo la costa dell'F.usino·punti principali sono:

Batum. - Piccola città, cinta da vecchie forLificazionj, con

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una:rada naturale di facile e sicuro ancoraggio.~ il solo punto, dopo Trebisonda, che permetta l'approdo lungo quell'inospite costiera, ed il solo scalo commerciale. È in territorio turco ed in contatto colle guerriere popolazioni dell' Adgiara e del Lazistan (paese dei Lazi). Balum, per le relazioni che, stante la superiorità navale dei Turchi nel Mar Nero, può mantenere col resto dell'impero, - per la facili là di sbarco e lo spazio che ha into.rno a sè per adunarvi anche forze considerevoli - per le sue fortificazioni - per le montagne . altissime è quasi impraticabili che la coprono ad est ed a sud - e per gli accessi relaLivamente agevoli verso il bacino del Rion - e per la valle del Tschorok éhe la mette in 1·apporli diroLli, benchè ò'ifficilissimi, con Erzerum, - potrebbe, in date eventualità, servire da base ad operazioni contro Kutais e contro Tiflis stesso. E, $0 i pe1·ioùic.i non esagerano, parrebbe realmente che la Porta abbia orrià raccolto intorno a Batum forze tanto numerose (si parla nienLemeno che di 40,000 uomini) da far ritenere che suo intendimento s ia di tentare da tal parte qualche vigotosa operazione aggressiva, e non di semplicemente difendervisi; henchè per vero il bacino del Rion ha risorse così limitate da rendere estremamente difficile il farvi nutrire e movere le forze considerevoli ché pur vi vorrebbero per compiervi qualche impresa di rilievo . Pei Russi, Batum sarebbe obbiettivo importante appunto pel'ohè coll'impossessarsene privel'ebbero i loro nemici del solo approdo che esiste su quelle coste, e r enderebbero loro assai arduo il valersi della loro superiorità navale per diversioni od altre imprese riguardevoli dalla parte di mate. P oti. - Alcuni anni sono agglomerazione di poche case, ed ora piccola città costruita in mezzo a laguna alla foce del Rion. Benchè fra !'acque, non ha porto e vi si accede con barche; con questo stesso mezzo s i raggiunge la slazion~ della ferrovia, che ne dista circa lre chilometri, rimontando 11 Rion . I terreni palustri nei quali Poti è fondala, ne fanno un soggiorno pericoloso, sopratullo nelfo. stagione calda.


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La sua importanza è dovuta specialmente ai suoi rapporti col Mar Nero e colla ferrovia e dall'ess ere pur sempre uno dei pochi punti del litorale ove si può prender terra. ti: difesa da qualche batteria. S. Nicola a sud di Poti, Redut-Kale e Anaklia al nord, sono piccoli forti a mare destinali a coprire quei pochi luoghi, nei quali truppe nemiche potrebbero LenLaPe, anche con difficoltà, uno sbarco nel Guriel, o nella Mingrelia. Da Redut-Kalè parte una buona strada parallela al Rion, la quale raggiunge cruella da Sukum-Kalè a Kulilis. Kutais, capoluogo dell'Imeri:da, è cHLà principale nel bacino del Rion dol quale è nel centro: è il nodo di tutte lo strade le quali dai diversi punti del litorale si dirigono su Tifiis . Tscekataur . - Piccolo forte russo nelle montagne del Guriel a cavallo della comunicazione da Baturn a KuLais, e all'incrociamento di sentieri, tutti oltremodo aspri, che mettono nella conca di Achaltsiche. Go1'i. - Città ragguardevole a cavallo della strada del Suran, al confluente di un grosso torrente (il Jakwa) col Kur e protetta da due t'orli castelli cd altri f"orlilizi, che la r endono atta a sbarrare la strada di Tiflis. Tiflis. - Città di circa 60,000 abitanti, capitale della Georgia ed insieme di tulti i possessi rLtssi trancaucasei, e quasi a metà distanza fra il Caspio e l'Eusino ed al punto d'incrociamonto delle comunicazioni fra quei duo mari colla grande strada, la quale per il passo di Dariel supera la catena del Caucaso e mette la Russia europea sud-orientale in relazione colla Georgia e, per essa, coli' Armenia e colla Persia. Tiflis è il centro dell"a vita commerciale e politica di quei possedimenti russ i, come è nodo capitale dell'iotiero loro sistema di viabilità. Essa è quindi l'obbiettivo principale di ogni campagna offensiva contro i possedimenti s tessi. Achaltsiche. - Piazza for te di riguardo e punto di irt·adiamento di strade e sentieri verso il Guriel, l' Imerizia, la

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Georgia, le conche di Achalkalaki e Ardahan, e verso il bacino dell' Adjara. Collocata al centro di una estesa conca che si sviluppa parallela e vicina alla frontiera, copre la s trada che per le gole di Bordjom e per Gori conduce a Tiflis, nonchè quella che att1•averso ai Monti P<frsathi mena nel bacino del Rion; s erve d'appoggio all'ala destra dello spiegamento strategico dei Russi lungo la frontiera e ne.I tempo stesso minaccia l' Adjaia e la conca di Ardahan. Atzschweri o Atschuri. -Forte disba!'eamenLo, costruito su un dirupo, avanti l'imbocco occidentale delle gole di Bordjom e favorevolmente situalo tanto per chiuderne l'accesso, quanto per conservarne l' uscita verso Achalts iche. Achkalkalaki. - Piazza mediocre all'inc!'ociamento della strada Tiflis-Ardahan per Tsalki, con quella AchaltsicheGumri. È importante sia per chè <lomina la str-ada di Tsalki, sia perchè serve a collegare le due piazze laterali di Achaltsicho e Gumri. Hertwin o Kertwin. - Forte collocato s u un'altissima rupe e quasi inattuccabilc, che domina l'accesso a·na conca di Achaltsiche contro chi vi si dirige da Achkalkalaki, o discendendo il K.ur. Gum1'i od Alexandropot. - La principale delle piazzo r usse nelle provincie trancaucasiche. Si compone della città fortificata e di un campo trincerato, eretti sulla s inistra dell'Arpa, ed a cavallo della dit•ellrice principale delle operazioni fra Erzerum e Tiflis . Essa, collocata come è vicinissima al confine, al nodo delle principali strade che dal\' Armenia turca conducono su Tiflis e davanti la catena dell' Allaghez, forma il punto più importante di tutta la zona di frontiera dei Russi, e quello intorno a l quale devono necessariamente gravitare tutte le operazioni difensivo lungo il confine. Gumri copre direttamente i principali valichi altra verso la catena dell' Allaghez, e minaccia di fianco le operazioni che da Kl\rs s i volgano, o per il basso Arpa contro Eri van, o contro Tiflis per i Monti Tschildir e Achkal-


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kalaki. Per la s ua ampiezza e per la sua giacitura, questa piazza è eminentemen te adatta a servire di appoggio alle operazioni offensive contro Kars ed E1·zerurn. Eriwan. - Capoluogo dell'Armenia Russa, cinta da fortificazioni e situata opporlunamente per chiudere le strade che da Bajazet attraverso l'Ararat conducono a Tiflis, superando le montagne del Lago Kodja. Essa è pur felicemente situata per appoggiare un corpo di truppa che voglia agire contro la Persia, conlro Bajazet e la valle del Mura<l-ciai, nonchè conlro la parte meridionale del pascialato di Kars. Sardctr·abacl. Piccola ma solida piazza, ù cavallo della strada da Gumri a Bajazet e ad Eriwan, della quale ulLima è in certo modo l'antemurale. Tsalkio Tsalka. - Luogo fortificato nell'alta valle del Cheraw, ai piedi delle montagne che separano le conche di AchalLsiche e di Achkalkalaki dal bacino di Tiftis, e s ulla slrada tra quest'ultima città ed Achkalkalaki, e precisamente avanti la salila al passo di Gadsciuar. Coperta quale è da alte mantagne, in relazione con Achalkalaki e Tifi i:,; per una strada rotabile bonchè difficilissima e con Achaltsiche e le i:tole di Bordjom per sentieri, Tsalki è opportunissima come piazza per adunarvi truppe e provvigioni a portata di tutti quei punti, o come luogo su cui ripiegarsi, in caso una truppa sia costretta ad abbandonare la conca di Achaltsiche. Baschkitschet. - Sulla s trada più diretta cla -TH!is a Kars e, come Tsalki, ai piedi di alte montagne, a quasi egual portata di Achkalkalaki e Gumri; è luogo militarmente importante e chiamato a funzioni analoghe a quelle di Tsalki, per rapporto specialmente ad Achkalkalaki ~umri. Djelal-Og lù. - Allrettanto può dirsi à.i questa piccola piazza, situata in una conca discretamente ampia, ed elevata oJLre i 1000 metri dietro la catena dell' Allaghez e quasi a levante di Gumri; essa pure, è, come le due precedenti, a cavallo di una

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grande via da Tiflis a Gumri e Kars, ed ai piedi delle montagne che la strada stessa deve superare. Tsalki, Baschkitschet e Djolal-Oglù, collegate fra loro da una via parallela alla catena dell' Allaghez, formano col loro insieme una linea militare di molto valore, essendo essa l'appoggio più immediato alle operazioni che si svolgono nel versante occidentale della catena anzidella. A rdahan. - Piazza di mediocre valore, ma vantaggiosamente situala per i Turchi, giacché un corpo di truppe appoggiato ad essa, mentre minaccia le conche di Achaltsiche e di Achalkalaki, preclude pure la linea di operazione, che per le due conche slesse, le soegenti del Kur e le montagne Kanly, permette di arrivare ad Erzerum evitando Kars, e girando pure il Saganlù. Ignorasi se i Turchi abbiano migliora Lo le condizioni difensive di questa piazza. Kars . - Piazza da guerra, celebre per gli assedi sostenuti e appoggio principalissimo della difesa turca in questo te~tro. Alle buone condizioni difensive topografiche e tecmche unisce una posizione slralegica felicissima, tanto dal punto di vista della difensiva quanto da quello dell'ollensiva. E invero, essendo situata nel cuore di un bacino piuttosto ampio che si apl'e verso Guml'i e verso Eri van, mentre poi non dista dall a fl'ontiera che tre piccole ~appo, una truppa che vi si appoggi , minaccia conlemporaneamente e da vicino tutta Ja sezione mediana di confine, potendo dirigere le sue operazioni sia contro Gumri, sia contro la conca di Erivan. E questa s ua facoltà otTensiv~ sarà tanto più pronunciata, quanto più solida sarà la difesa cli Ardahan, dalla qual parte può essere girala. Per la difensiva, Kars,ollrc all'essere una piazza veramente capace di molta resistenza, ha il vantaggio di sbarrare le prin~ cipali vie fra Tiflis ed Erzerum; di gaisa che, a somiglianza di Gumri, è una piazza, contro la quale le operazioni devono_ necessariamente urtare , ed è pei Turchi quello che Gum1'L pei Russi , cioè il perno di tutta la difesa della zona di frontiera.

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Come Gumri copre gli accessi alla parte centrale e .più importante della catena del!' Allaghez, Kars 'difende ed interdi~e quelli del Saganlù, però in modo meno completo; perchè le strade d i Kars a quelle montagne, sviluppandosi obliquamente in direzione di sud-ovest, restano esposte ai tentativi di un assalitore che si basi sul basso Arpa e si didga contro il tratto di quelle compreso fra Kars e il Saganlù, limitandosi a mascherare e tenere çJ. bada la piazza, oppure facendola investire . La quale condizione non s i avvera per Gurnri, le cui r elazioni con Tiflis sono coper te, oltr echè dalla piazza, dalla profonda valle s uperiore dell'Arpa e dalle aspre montagne che ne accompagnano il corso, e per tagliarle è mestieri assoluiaroenLe di investir e la piazza stessa . Gelscewan. - Piccolo forte s ituato nella valJedel Bajam (affluen te di sinistra dell'Arasse) e nell'angolo sud-occidentale della conca di Kars. Padroneggia diverse comunicazioni che verso nord mettono su Kars e sulle s trade del Saganlù ' , verso sud-ovest conducono attr averso alle ramificazioni sudorientale del Saganll'.1 nel!' Arasse superiore, e verso est e s ud-est nelle direzioni cl i Sardarabad e di Kaghizman . Baja.iet. -P iccola ciLLà turca a l di là delle montagne di Diadina, epperò nel versante persiano; importan te perchè su di essa convergono due carreggiabili , l' u na proveniente da Tebris, l'altra dall' Armenia r ussa sud-orientale. 'E m unita di qualche fortificazione e copre lanto la stfoda che mette nella valle del Muraci, quanto quelle che varcando l'Ararat conducono ad Erivan . Diadina. - P iccolo forte che sbarra l'accesso da .Bajazed alle sorgenti del l\for.ad . Top rakh-Kalè. - Forte costruito ai piedi meridionali delle montè!gne Schahjol, al punto donde diramansi diver si sentieri che conducono ·nella valle dell'Arasse, ed in fianco della grande strada che percor1•e l'alta valle del Murad, cui però non padroneggia immediatamente.

lN ASIA 301 Hassan-Kalè . - Una delle più antiche fortezze deJI' Ar menia, fondata da Teodosio, di cui portava il nome (Teoclosiopoli). È fabbricata sopra un dirupo nell'ali.a valle del Pasin, 0 più esattamente nella valle del fiume Hassan, in posizione da dominare tu tta la pianura circostante. Può essere consi.derata come la chiave della conca di Ezeru1:11, coprendone l'accesso contro chi viene da Kars o da Bajazet. Questa piazza e la bella pianura che l'attornia, sono luoghi oppor tunissimi per r iunirvi un corpo di truppe che voglfa operare s ia pel Saganlù verso Kars, sia verso Bajazed per i Kosch-dag (monti Kosch, superati dalla strada di Bajazet al colle cli Delibaba), nonchè per far testa d i truppe che, provenendo dal Saganlù o dai Kosch siano destinate ad avanzarsi contro Erzerum . Erzerum, città di circa 80,000 abitanti, nel cuore del!' Armenia turca, sede di un'industria assai animata di lavori di ferro e l'ame, e centro verso il quale affluisce tutto il commercio che dallà Georgia e dalla Persia va nell'Asia minore. Non è propr iamente una pia2za forte, avendo solo ana citLaclella nell'io terno ed una antica muraglia incompleta con fosso all'ingiro; ma pare che i Turchi abbiano eretto opere provvisorie sui poggi che l'é\vvicinano e la dominano. Questa città, s ia per l'importan2a che ha·per la sua popolazione ed il suo commercio, sia pcrchè. situata nella conca imporlantissima accennata più s opra, sia perchè vi s'incrociano numerose e grandi sLrade provenien ti dal!' Asia minore, dal Mar Nero, dalla Transcaucasia, sia perchè collocata in una estesa pianuJ'.'.a ed in prossimità dell'altra di HassanKalè, s ia per l'influenza morale che esercit a nel!' Asia turca, è luogo di ecc1~zionale valor militare ed indicatissimo c.o me punto di prima riunione delle truppe destinate ad o~erare contro le provincie r usse, non meno che per adunarvi provvi<)'ioni, r iserve ecc. , per le truppe operanti nella regione di co:fine. Essa è l'obbiettivo principale èlei Russi, i quali coll'occupazione di Erzer um, oltre al colpire al cuore una delle


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pi"ù notevoli provincie turche, minaccerebbero e terrebbero in soggezione le provincie circostanti, potendo di là movere, sia contro l'Asia minore per l'a!Lipiano di Sivas, sia contro le belle provincie di vVan, Diarbekir e della Siria, seguendo i corsi del Murand, del Tigri e dell'Eufrate, sia verso Trebisonda. Erzerum, disLa dal confine da cl<iJdici a quindici tappe, ed ha per antemurali da tal parte Kars prima, poi le gole del Saganlù, Hassan-Kalè ed infine la groppa montagnosa che divide l'Eufrate dal Pasin e dall'Hassan.

, Rete sù·adale. - In r egioni della natura e nelle condizioni ~conomiche di quelle ond'è generalmente costituito il suolo dello scacchiei·e turco-russo, la rete.stradale è evidentemente d'una rilevanza capitale. Dal punto di vistà della viabililà pare, che se i Tur chi, seguendo l'indole loro inerte ed impreveggente, ben poco hanno fatto p,er migliorarla e le condizioni ne sono in comrn_o plesso quali erano mezzo secolo fa, neppure i Russi abhi,(_ a tal riguardo spiegata molta attività, e sembra siansi limitati a mantenere in discreto stato le comunicazioni esistenti. È però da ritenePsi che tanto dall'una parte quanto dall'altea, come si provvide e s i provvede a condensare mezzi d'azione, provvigionj ecc., ed a rendere più solidi i punti fortificati, così qualche cosa pure si sarà fatto per potere meglio utilizzare le comunicazioni. Sotto questo rapporto poi si può essere certi che i Russi si adoprano ora con lena maggiore. Checché ne sia però, siccome in terreno così irto di montagne, la direzione delle strade. è data essenzialmente dalle valli e dai passaggi attraverso le dorsali, e la rete delle comunicazioni è per così dire tracciata dalla natura, così si può esser cert.i che quella non ha subìto grandi variazioni per rapporto alle direzioni. Quindi, quand'anche io ·non sia pu1•anco riuscito a raccogliere in proposito daLi molto recenti, credo possa accettarsi il sistema stradale che rilevasi dalle relazioni della campagna di Paskevitch, giacché esso è anche

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confermato dallf:l e;arte del Ki.epei·t del 1854 e da quelle ultimamente publicate dall'istituto geografico di Weimar. · Considerando il sistema stradale essenzialmente dal·punto di vista delle operazioni militari nel senso dell'offensiva russa, che è la più probabile, possiamo ritenere come base di esso sistema la strada Poti-Kutais-Tiflis-Elisabehpol; la quale nel f;md sviluppo parallelo alla frontiel'a abbraccia tutta la parte di schacchier e appartepente alla Russia e può essere riguar~~ta come il suo limite esteriore. . Da questa comunicazione , che, come fu detto sopra , e fer;iiovià,r ia e comune, da Poti a Tiflis, e che da Elisabethpol si prohm()'a sino al Caspio, parlono verso l'interno dello o . l -s ~cchiere ed in senso perpendicolare alla fr_ont1era e segqenti vie: 1• La via litoranea, in discrete condizioni fino a Batum e fino alla foce del Tschorok; indi interrotta affatto dalle paludi, dai bassi fQ)).di e dalle roccie di costiera, si~chè deve essere considerata come terminata allo Tschorok. Via che può ~e;vvir,e ad un'offensiva avenLe per obbiettivo Ba.tum , t~nto più che lateralmepte ad essa, conv,ergono verso 11 medesn~o obbiettivo altre comunicazioni provenienti dall'alto e med10 bacino del Rion, attraverso il (iuriel; ma al di là dello Tschorok, dà con.Lro un massiccio montagnoso di tal natura da non potere essere fatLo scopo ad intraprese militari di seria conseguenza. , . . 2• La strada che da Suran, nella conca d1 Gor1, rimontando il Kur per le gole di Bordiom, conduce ad Achaltsiche, e di qui si diramq pei sentieri verso le valli ., del!' Adjar~ ,e verso A~·dahan superando la cresta dei Monti Ulgar, d1v1sor.ia dell~ due conche di Achaltsiche e Ardahan. Le gole anzidette, fiancheggiate da montagne disastrose che off,rop.o pochi e difficilissimi accessi laterali, il fol'te di Atzschweri e la piazza di Achaltsiche, fanno di questa via un vero e potente mezzo .difensivo coprente la conca di Gori e Tiflis. Per l'oftensiv:a, benchè non accenni direttamente ad alcun


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grande obbiettivo, va per·ò considerata come s ussidiaria a quelle Kutais-Batum, poi caso di operazioni offensivo sul litorale, e, più specialmente a quella cli Achkalkalaki e Ardahan, pel caso di operazioni contro questa piazza o nella valle che eia essa ha nome. Da Suran ad Achaltsiche 80 chi!. circa . Questa strada fu mollo migliorata negli ullimi anni; ma nella stagione delle pioggie è ancora soggetta a guasti causali dalle acque che no rovinano le d ighe cd i sostegni. B: pur difficilissima anche nella stagione invernale. 3° La strada cla Tiflis ad Erzerum per Kody, il fianco sinistro della valle del Cheraw, J salki, Karsack, Saursuno, la destra ùel Kur, Arclahan, il passo del Kara lcli ed Olti. Questa strada si stacca a Kody dalla base, supera il colle di Gadschaur prima di scendere nella conca cli AchkalkaJoki; lascia a destea Acltkalkalaki e, al di là di Ardahan, supera le montagna Kan ly al colle di KarakJi, o per OHi raggiunge la conca cli E1·zerum . È una strada abbastanza buona; ma il valico di Gatschaur, arido, nudo, quasi deserto, e soggetto ad uragani violentissimi, presenta sempre gravi oslocoli al passaggio cli un corpo considerevole di lt'uppa. Dif/ìcile ed elevatissimo ò pure il valico di Karakli. Da Tiflis ad Erzerum, /4ò0 chi!. circa ossia: Da Tiflis a Tsalki 102 chi!.; Da Tsalki a Karsack 82; Da Karsack ad Ardahan 65; Da Anl ahan ad Erzerum, per OJLi, 200. Questa strada è tagliata dalla linea di fronLiera presso Karsack, cioè quasi a meLà del suo sviluppo; quindi le operazioni offensive neJla direzione di Erzerum urlano contro le gole della valle del Kur che danno accesso alla conca di Ardahan, contro questa piazza, contro le montagne Kanly, contro le diflicolà che presenta lo sterile ter.razzo di Olti, e fi-' nalmente contro i castelli di OHi stesso e Nariman, di poco valore, ma pur sus ce ttibili di qualche difesa.

301> E assai più adatta come linea sus sidiaria a quella del Saganlù, che come linea di operazione principale. Essa permette di girare la conca di Kars sboccando pel Karakli alle spalle del Saganlù, come anche di concor rere ad operazioni contro Kars, sia per la strada diffìcilissima che dalla conca di Achkalkalaki si dirige verso quella piazza lambendo ad est il lago Tschildir, sia per quella un po' migliore che unisce Ardahan con Kars. Questa s trada è poi una polente minaccia di fianco contro operazioni offensive che, bagandosi su Ardahan, abbiano per obbiettivo Achallsiche. Dalla parte russa la coprono: lu piazza di Achkalkalaki, un piccolo forte costruito nelle s treLte fra la montagna ed il lago Toporavan, le montagne di Gatschaur e la piazza di Isalki . 4• La strada che da Kody conduce a Baschkitscek, donde, superando la lama montagnosa (Mokraja-Gora, ossia montagna umida) che divide la conca di Baschkilscek d!'l quella di Djelal-Oglù, scende su quest'ultima località, dirigendosi al difficilissimo colle dal quale comincia il contrafforte del Bezobdal, per di là. raggiungere la sinisLra dell'Arpa, e quindi Gumri (Alexandropol). Strada assai malagevole, sopratutto nei passaggi della .Mokraia e della dorsale principale del1' Allaghez al Bezobdal. t la piu b!'eve comunicazione fra Tiflis e Gumri, misurando circa 130 chil. 5° La strada più comoda, che, partendo da quella TitlisElisabethpol poco a sud di Kody, si dirige a Dielal-Oglù,donde, varcando l'esLremità oriento le ancora alLissima del I3ezobdal, raggiunge una valle perpenclicolare che la guida pel passo di Ellidara atlraver30 alla dorsale principale, ed indi a Gumri. Sebbene più lunga della strada ultima nominata di ben 65 chilorn., e sebbene. super i tre schiene alLissime, nondimeno è in complesso la preferita per le relazioni f1'a Tiflis e Gumri . Le strade dei colli di Bezobdal e di Ellidara si riuniscono a Gumri, di dove, passando l'Arpa, entrano nel pascialato di JN ASIA

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l{'.ars;'élirigendosi su questa piazza e per essa·al Saga:nlù, cui ·superano per due vie ·rotabili, le quali ,si ricongiungono al ·piede·sud-occidentale del Saganlù, sotto Korassan nella valle dell'Arasse, per in'di, confuse'in-una sòla comunicazione, ragHassa·n-Kalè·ed 'Erzerum. La ·biforcazione loro avoo-iun"ere t:> ,viene presso Kotanli, ad una 1tappa circa ad ovest di Kars al cominciamento dell'ascesà al' Saganlù. La strada da Gumri al Saganlù è male tracciata, ma dis.c reta; discreti sono puTe i due ram.i (dei quali il più settentrionale è più lungo dell'altro di·circa 22 chilometri), e le maggiori difficoltà loro derivano non tanto daHa r ipidità dei pendii, quanto ·dai pantani che esistono nel fondo delle valli traver, sate dai boschi e dai dir upi che li ristringono tratto tratto . 'Da GumTi a Kars '70·chilom. 1cil'ca; Da· Kars a Kotanli 27 id. id. Da ·-Kotanli a Il' Arasse Pel ramo settentrionale 88 id. Pel ramo meridionale 110 id. Dal punto cli ricongiungimento ad Erzerum 62 id. ln totale da Gumri, ossia dal confine, ad Erzerum, chilometri t247 .a 269. È questa 1-a linea capitale di operazione da Tiflis, o ,meglio dalla zona russa, ad Erzerum; sia perchè la strada migliore e •più breve, sia perchè -s i sviluppa in paesi relativamente più aperti e più ubertosi, sia perché contrasegnata dai d ue obbiettivi intermediarii tanto importanti, quali sono Alexandropol e Kars. Tutte le operazioni che mirino da Tiflis ad Erzerurn, o -viceversa, devono necessariamente gravitare intorno a questa , linea, come a loro asse principale. 6° La strada che dal confluente del Cheraw· col Kur si dirige alla punta occidentale del Lago Kodja valicando il gruppo delle montagne Madian, e di là scende ad p:riwan; è la più breve e meno incomoda via f11a ·Tiflis ed Eriwan, ed ha uno sviluppo di 210 a,220•chilometri.

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7• Ultima strada che s,u pera la catena dell' Allaghez è fìnalrner.Lte quella che si stacca dalla strada d'Elliclara ed innalzandosi sull'alLissimo Kareboghaz, scende lungo il piede orientale dell' Allaghez, cadendo sulla via da Eriwan a Sardarabad ed a quasi metà disLanza fl'a le due piazze. J!ntrambe queste ultime strade sono difficili, stante le regJoni montagnose entro alle quali sono tracciate, e servono essenzialmente a collegar-e la capitale della Trancaucasia colla conca di Eriwan. . Di qui le anzidette due strade,.confuse prima nell'unica via Eriwan-Sardarabad, si risolvono in tre notevoli comunica, zioni l}bbastanza praticabili, cioè: da Sardarabad a Kars, traversal).do obliquamente l'Arpa a Kotcewanka; - da Sardarabad, g uadando l'Arasse, per Kulpa e Kagh iz-man e di qui a Kars o a Getsce0wan; - da Sardarabad a Bajazet, super ando per due vie la schiena cldl'Ararat; una, la più breve, al valico di Chatsch-geduck (70 chilom. cjrca); l'aHra più ad occidente, pe.l Zor-Geduck ('105 chilorn. circa). Le ultime due importanti cornunicazioni, benché praticabHi discretamente, difettano tuttavia di legna e foraggi; olLre di ciò il guado dell'Arasse (a t5 cbilom. da Sardarabad) è assai pericoloso nella

stagione delle pioggie. Le comuni.cazioni perpendicolari alla frontiera fin. qui descritte, sono collegate dalle seguenti trasversali: :1.• Nel versante orientale della catena dell' Allaghez, la comunicazione che unisce i tre importanti luoghi cli Tsalki, Baschkitscek e Djelal-Oglu, correndo sempre vicino alla cresta principale e super ando presso le origini gJj altissimi contrafforti che ne partono. Essa, da Tsalki, comunica, sebbene per vie molto ,difficili , ·con Gori e colla gola di Bordjom, e da Djelal-Oglu per Delidjan si protende fino al Lago Koclja; costituendo così una non interrotta comunicazione, non dappertutto egualmente praticabile, fra le alte valli del versante orientale della catena <legli Al1aghez, dalle gole di Bordjom fino al lago anzidetto.


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2° La strada che si dirama dalla provinciale Kutais-Tiflis poco a monte di Kutais e superando i monti Persathi' scend'e . ad Achaltsiche; di qui, per la valle del Kur e supel'ando contrafforti disastrosi raggiunge Achalkalaki, e quindi traversando contrade praticabili ma quasi deserte scende sull'alto Arpa e a Gumri . ' Da quest'ultima piazza, scostandosi gradatamente dal fiume si dirige per Sardarabad all.' Arasse e quindi, per la schiena dell'Ararat, raggiunge la stl'acla Diaclina-Bajazed. È rotabile, ma difficilissima nel primo tratto che corrisponde ai monti Persathi; difficilissima pure fra le conche di Achaltsiche e Achalkalaki, buona da Achalkalaki fino a Sardarabad, e mediocremente praticabile nell' ultimo tl'atto. Jl suo sviluppo da Kutais a Bajazet è non ·minore di 400 chilometri, dei quali: 80 nel primo tratto fino ad Achaltsiche; 70 da Achaltsiche ad Achalkalaki; 80 da Achalkalaki a Gumri; da 170 a 180 da Guml'i a Bajazet. Sviluppandosi fino a Sardarabad parallela e sempre a non molta distanza dalla frontiera, questa strada è utilissima come strada di ronda, collegando essa tutte le · Jin~e di operazione e favorendo i trasporti laterali cli truppe, materiali e provvigioni dall'una linea all'altra tanto per l'offesa quanto pel' la difesa; nel ~entre le sue diverse sezioni possono funzionare esse stesse da linee d'operazioni parziali in date eventualità. Le vie però da Sardarabacl a Bajazet; avendo direzione normale alla: ultima sezione di fro ntiera, sono più particolarmente chiamate al compito di linea di operazione contro il pascialato di Bajazet, essendo i soli accessi direUi clal1'Armenia russa a quella provincia. Le sezioni più iropor·tanti di questa graude trasversale, considerate relaJivamente alle operazioni presumibili, sono: a) Il tratto fra Kutais e Achaltsiche, perchè ser,,e tanto a legare le operazioni· nel bf1cino del Rion con quelle della conca di Achaltsiche, quanto a far affluire nella conca

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-stessa le risorse e le forze raccolte neIJa Mingrelia e nell'Imerizia, ed all'occorrenza a minacciare il fianco di un assalitore chè Lentasse guadagnal'e l'importante valico di Suran rimontando il Rion. b) Il tratto fra Alchaltsiche e Gumri, perchè permette l'appoggio reciproco fra le diverse parti del primo schieramento strategico r usso lungo la porzione più importante del confine. · 3° La strada da Digwir, nella valle del Poskow (conca <li Acba!Lsiche, parte turca) ad Ardahan e Kars; rotabile nell'ultimo tratto Ardahan e Kars; mediocre nel primo. Misul'a approssimativamente 45 chi!. da Digwir ad Arda.han; 80 da quest'ultima città a Kars. tl: la trasversale più vicina al confine che si incontri nella .zona turca, ed è specialmente impor tante pee i facili rapporti che stabilisce fra le piazze di Ardahan e Kars. Le strade che da Kal's, e più a monte, conducono o su Kaghizman o su Getsewan, e cli qui, traversando l'Arasse e valicando i Schahjol, vanno a Topt'ah-kalè; benchè in condizioni assai mediocri a tratti anche cattive, possono essere considerate come il prolungamento meridionale cli questa traversale, che per Lal modo allaccia le operazioni sulla linea di Ardahan, quelle su Kars, quelle lungo l'Arasse e infine quelle per la valle del Murad. I due ultimi ll·atli misurano: 60 chil. da Kars a Kaghizman, 80 almeno da quest'ullimo punto al fiume Murad, superando il valico di Akbulak. 4° Trasversale è quella che dalla strada Olti-Erzerum scende su Hassan-Kalè, collegando così le due principali linee di operazioni poco prima della loro congiunzione nella pianura di Erzerum. Questa trasversale trova la sua continu.azione a nord nella comunicazione che discende la valle del Tschorok e va a BaLum; a sud nella strada che valica il prolungamento orientale dei Bingòl, entra nel bacino del Murad e


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raggiunge la rotabile Erzerum-Mus'Cl1, prima del · piccolo, forte di Kniss. 5° Ultima trasversale tìnaln:iente è qctella che da Erzerum da. un lalo raggiunge là valle del Tschorok, e per esso declina all'Eusino, e dall'altro guadagna le sorgenti del Pasin (Arasse superiore), e per i Bing6l s'annoda alla precedente (4') presso il forte di Kniss, e qui si biforca dirigendosi al lago d[ Wan ed a Musch. Questa comunicazione che segna in certa guisa il limite occidentale nel nostro scacclùere, pel suo ramo settentrionale tende ad accostarsi alla strada Poti-Tiflis, e potrebbe servire ad un corpo cli truppe, certo però poco considerevole e molto leggero, che voglia operare contro il Guriel o la conca di AchaHsiche, seguendo il bacino del Tschornk. I piccoli forti , o piuttosto i castelli di OlLi, Nariman e altri scaglionati nelle gole del Tschorok rendono questa difficile comunicazione ancor meno attaccabile, m~nt1·e possono servil·e di appoggio alle operazioni difensive nelle asprissime contrade in cui sono costruiti. Pel suo ramo meridionale poi, s tante le st,r ade discretamente praticabili che ne partono verso Hassan-kalè e Toprak-Kalè nonchè verso altri punti più ad est dell'alta vane· del Murad, sarebbe un ottimo appoggio per operare offensivamente contro la linea Bajazet-Hassan-Kalè, quando questa fosse già occupata dai Russi e da essi seguìta per raggiungere Erzerum. È chiaro poi che le medesime comunicazioni costituiscono nel loro insieme (compresavi, s'intende, la grande via Bajazet-alt'a valle del .Murad) una linea di operazione molto ec. centrica, che i Russi potrebbero adottare per raggiungere colla loro ala sinistra l'obbiettivo .Principale della zona turca, Erzerum. Il forte di Kniss, collocato avanti agli accessi meridionali del Bingòl, protegge, sebbene non molto validamenLe, Erzerum, contro simile attacco avviluppante, i11 quella guisa

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che Hassanskalè la copre contro Fattacco diretto prove,niente da Kars e dalla valle del Murad, Da Erzerum alla foce del Tschorok ed a Batum 250 chil. circa; da Erzerum a· Knis 100 chil. almeno. Rapporti delle due zone dello scacchiere colle altre provincie dell'impero rispettivo. Zona russa. - Questa zona, situataoltre l'estrema punta sud-orientale della Russia europea, ed al di là di una fra le più alte e meno praticabili catene cli montagne, si trova in rapporti così lontani colle provincie, più popolose e più ricche deJl'Imp,ero, che le truppe in essa, raccolte possono, in date emergenze, essere rielette a dover fare assegnamento soltanto sulle risorse dei luogpi, o in questi accumulate. E invero, dalla Russia si accede alle provincie transcaucasiche O pel Mar Nero, o a traverso le Alp,i caucasiche, o ,. pel Mar Caspio. La via del Mar Nero è la più importante, perchè pm .breve e più comoda, e perchè in relazione cogli.scali commerciali 0 l)Orti militari cli ç>dessa, Nicolajew, Sebastop,oli, Kaffa ne~ Mar Nero, Mariapol, 'Faganrog, Azow sul mare cl' Azow, a1 q\lali mettono capo le grandi arterie ferroviarie, destinate a cola lecrare l'interno della Russia europea coi mari Nero e d' Azow. o . Per questa via, malgrado gl'incomodi P- poco numerosi a_pprodi delle coste del Guriel, della .Mingrelia e dell' Abkazia,, Ja Russia, mercè i potenti mezzi navali del suo Loyd, può prontamente trasportare sul litorale del suo teatro transcaucasico truppe, vettovaglie e materiale; di dove poi, col soccorso della · ferrovia Poti-Ti.flis e delle altre comunicazioni,. tali risorse possono venir distribuite nell'interno, sui punti pià convenienti., Ma nella s ta gione invernale la navigazione del Mar Nero si fa molto fortunosa, le coste meno avvicinabili, le nevi r.end@no quaf:li. intransitabili le montagne dell'Imerizia,;,cosicchè le nelazioni da questa parte e in questa stagione vanno sog,.


312 TEATRO DI GUERRA TURCO-RUSSO gette a tali vicende, da rimanerne incagliate e perfino talvolta momentaneamente interrotte. Oltrecciò, nelle presenti condizioni vicendevoli delle forze navali della Russia e della Turchia nell'Eusino, è da ritenersi che quest'ultima potrà spiegarvi una decisa superiorità; sicchè, al primo aprirsi delle ostilità, la via del Mar Nero sarà intercettata e le coste della T.ranscaucasia bloccate. Verificandosi una tale ipotesi, anche ammesso che qualche legno o vapore russo, movente dalle coste della provincia d'Odessa o della Crimea, riesca a deludere la vigilanza delle crociere turche, le importantissime relazioni tra la Transcaucasia e la Russia sud-orientale per il Mar Nero dovranno nondimeno considerarsi come perdute, e non rimarranno ap,e rte se non le altre attraverso le montagne del Caucaso e quelle del Caspio. Ma il Caucaso, com'è noto, ·è valicato da una sola strada rotabile, a m età circa della sua distesa di ben 1200 chilometri, fra Jckaterinograd e Tiflis. Questa strada militare, per la quale si · effettuarono numerosi irruzioni nelle contrade che si stendono ai piedi delle opposte acquependenze caucasiche, si sviluppa da una parte nella valle del· Terek, dall'altra in quella dell'A.1'Ctgua (tributario del Kur), per entro a gole profonde e strette, fra le quali principalissime quelle di Dariel (le pilae Caucasiae degli antichi) e supera la schiena principale a circa 2400 metri dal livello del mare e circa 2000 sopra Titlis. Ingombra dalle. nevi per molti mesi dell'anno ' serrnatao mente nel versante setlentrionale, soggetta alle valanghe, alle tormente ed a tutti i disastri di una via eminentemente alpestre, misurando da Titlis a \.Vladikawkas circa 200 chilometri, la strada di Dariel non offre relazioni ·nè facili, nè sempre sicure; anzi nell'inverno il passaggio ne rimane tratto tratto interamenre sospeso. · Oltredichè questa via conduce nelle vastissime steppe che si stendono fra il Don, il Caspio ed il Terek, dalle quali ben

IN ASIA 3.f 3 poche risorse si possono trarre, e att1·averso le quali è giocoforza passino le truppe ed i convogli che dalla Russia sono avviati per Lerra a Tiflis, Ora, se si tien conto che da Taman, dalla foce del Don ~ dagli altri punti del mare d.' Azow (sul quale vengono ad appoggiarsi tre teste di ferrovia dall'inlerno del la Russia) a Tiflis, vi sono non meno di 1000 chilometri di cammino ·per la steppa o'•per le montagne, si vedrà quale limitalo assegnamento possa fare sulla via del Caucaso, come mezzo di rifornimento, l'esercito russo operante nella Transcaucasia. Però la costruzione da pocò compiuta della via ferrata da Rostow., presso la foce del Don, a W ladikawkas è destinata a cambiar notevolmente questa condizione di cose ed a dare aUa grande arteria centrale del Caucaso una vita ed un'importanza assai maggiori che in passalo. Le truppe e i trasporti che finora dovevano impiegare due, tre e più mesi a traversare la steppa ed a giungere a Tiflis, ora possono essere trasportati in pochi giorni fino ai piedi della salita di Dariel, a vVladikawkas (ove si arresterebbe per ora la ferrovia caucasica), e loro più non rimarrebbe da compiere se non otto o nove tappe da \Vladikawkas a Tiflis. Quando il nemico blocchi .il Mar Nero e si ghiacci il mare Caspio, la ferrovia potrà ancora funzionare e, con fatica e degli stenti certamente, truppe e trasporti pokanno superare la catepa del Caucaso anche nella stagione meno propizia, e le provincie 1:usse al di là di essa non si troveranno ridotte alla sola lungbissima via che per la costa del Caspio gira attorno alla estremiLà orientale della catena. La quale ultima via di una impot•tanza militare pur sempre notevolissima percl1è in comunicazione colle popolazioni del basso Terek e dell'Ural, costituisce con quella di Dariel uno dei grandi aditi alle provincie transcaucasiche; corre lungo la costa occidentale del Caspio, fra il mare ed i contrafforti delle montagne passando diverse strette fra le quali la più formidabile è quella dominata dalla fortezza di Derbent


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TEATRO DI GUERRA TORCO- RUSS.0

315 relazioni colle tre ferrovie cbe dal cuore della Russia mettono capo sul detto fiume, ai tre punti di Siisr-an, Saratow, e Da1·iziin. Per mezzo del fiume Ural., navigabile a barche di non grossa portata, e della sua valle, il Mar Caspio si trova pure in relazione col governo di Oremburg, che per la sua popolazione numerosa, la sua ubertà e per le miniere dei monti Urali ha una vera importanza economica e militare. Questa via ha per punti d'approdo principalissimi As trakan alla foce del Volga, e Baku sulla costa meridionale del promontorio Apcheron. Fra que:,ti due pullti, ad eccezione cli Derbent che possiede una mediocre rada, la costa occidcntaile del Caspio non presenta se non rarissimi e mal sicuri approdi, ed è disseminata cli isolette e scogli che ne rendono pericolosa ass ai la navigazione. Lo stesso porto di Astrakan , pure così importante perchè ad esso mettono capo tutte Ie vie daJJa Russia eur·opea centrale al Caspio; è in condizioni poco felici per gli interrimenti prodotti dall'immenso fiume che quivi ha foce. Bakù quindi, che ha tan.ta importanza commer ciale per le, sue relazioni colla Persia e che gode altresl del vantaggio di avet·e sempre il suo porto libero dai ghiacci, è pure cli molta rilevanza militare, come tesla della via del Caspio . Ma Bakù dista 500 chilometri dalla capiLale della Giorgia, e più che 600 da, Erivan, e per conseguenza trovasi ancora maggiormente lontana da Gumei e dagli altri punti della frontiera, ove le truppe saranno chiamaté ad operare. Cosicchè quanto sbarca a Bakù deve ancora essere a;vviato verso l'interno della zona, attraverso la steppa e le montngne , pee cammini lunghi e faticosi e con veicoli adatti forse alle località , ma ancora così prim.itivi nella loro forma e costruzione da essere necessariamente· e poco capaci e lenti. Laonde anche la via del Volga e del Caspio,. coi 400 chiloIN ASIA

(De1·-bend, che in pevsiano vuol dire passaggio angusto e

che dagli antichi era , conosciuta sotto la denominazione di pi!,ae Albaniae, porte d'Albania) (1). In tempi antichissimi ,

questa via fu chiusa per mezzo di una gigantesca muraglias la quale dall'atLuale Derbent si inalzava sulle adiacenti, mon~ lagne, protendendosi, taluni pretendono fino a Dar.iel, attraverso a i dorsi ed alle va!U. Lavoro colossale di cui ancora oggidì si ammirano gli avanzi e che era destinato a sbarrai·e l'entrata nella Persia e neH' Armenia. La strada di Derbend è in mediocre stato e manca amcora dei necessari ponti; sicché nella stagione delle pioggie, o du:rantè i temporali estivi, il transito ne ò interrotto dalle nu• merose .fin.m are che p11ecipitano dalle vicine montagne. Di più, protendendosi essa fino al capo Apcheron, cli dove si dirige alla Georgia, riesce estremamente lunga per rapporto al-· l'interno della Russia europea. È nondimeno molto utile come succursale &Ila via Caspio e la· più agevole per le truppe e. i convogli che movano dal basso Terek, o dalle r egioni del Caspio nord-occidentale e dal fiume Ural. Da via: di Anapa, quella cioè che da l Basso Kuban, superando l'estremità occiclentaie della catena caucasica, ragg iun15e ad Anapa la costa del Mar Nero, e per essa. si prolungava a Sukum-Kalè ed al bacino del Rion, è oggimai impraticabile per tutto il tratto da Anapa al forte di Gagri. D'altronde ben poco vantaggio potrebbe offrire, esposta quale esstt sarebbe all'a-zione delle forze navali turche per quasi tutto il suo svilupp0. La via del Mar Caspio è certamente molto vantaggiosa, come quella che per mezzo dei piroscafi, i quali fanno il ser:vizio del fiume W olga , si trova in i3bbastanza rapide

( J) Albania chiamavasi la contrad;i. che denomasi att ualmente Scirvan, che'ha per capoluogo Schemaki e che si stende dal capo Apcheron versO'occidente ·tra le montagne ed· il K'Ur.

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TEAl'RO DI GUERRA 'fURCO-nusso

metri circa di navigazione sul Volga, da Darizlin ad Atrakan, gli 800 da Atrakan a Baku, più quelli da Baku a Tillis, ad Elisabethpol, e agli allri luoghi dell'inlerno dello scacchiere, determina colla Russia europea dei rapporti viziosi, lenti e per di più non possibili in tutLo l'anno, pei g hiacci che per quallro o cinque mesi la chiudono. Conclusione di questo breve esame dello relazioni tra la Transcuucasia ed il resto dell'Impero, si è, che la zona russa, . lontana quale ossa si trova dalle provincie principali dello Stato o così mal collegala colle medesime, costituisce un ~eat1•0 speciale e quasi isolalo, nel quale Je truppe sono 111 certa guisa o.bbandonaLc a sè, e, non potendo contare su pronti soccorsi dalla madre patria in caso di pressanti bisogni, è necessario trovino sul posto preparato lutto quanto può loro occorrere, anche pei casi imprevisti. Donde la necessità pei Russi non solamente di concentrarvi un grosso nerbo di truppe adegualo alla lotta elle si prepara, e abbondanza di approvvigionamenti, materiale da guerra ecc., ma altresì di organi:i:zare le forze e le l'isorse locali, affine di potei·e lr-o:vare jn esse i mozzi per provvedere alle slraordinaric eventualilù, sempre possibili in una grossa guerra. A questo intento riescono cedamente di grandissimo aiuto · il buon volere e il buono spiri lo delle popolazioni. E ·sotto tale rapporto il governo mos covita, col non urlare lo costumanze e le credenze delle varie e disparate razze (Mingreli, Imerizi, Giorgiani, Armeni, Turcomanni, Curdi, ecc.) che abilano la Transcaucasia, col reg·gerle tutte con relativa imparzialità e latto, col rendere sicuro il paese dalle bande di predoni che l'inrestavano, col favorire l'is~ruzione, l'agricoltura, il comm~rcio, ha migliorato le condizioni di quelle provincie, inspirando alle popolazioni un 'alla idea della sua potenza e se le è anche affezionate. Cosicchè fino del 1828 e 29 vidersi due reggimenli r e-

31'7 clutati fra i mussulmani, e cavalleria curda prendere spontaneamente parte pei Russi nella loro guerra contro la Turchia e condurvisi nel modo più lodevole. Nel 1855, quando Omer Pascià invase il bacino del Rion, i Mingreli e gli Imerizii si unirono ai Russi per combattere i Tur chi. Ed oggidì il governo . russo locale ha organizzalo, cogli elementi del paese, 8 r eggimenti di mussulmani, i quali faranno par le delle truppe operanti, se guerra vi sarà; e p·erfino quelle popolazioni del versante settentrionale del Caucaso che un cli comballerono sotto Sciamil ed altri capi col maggiore accanimento contro i Moscoviti, si organizzano in quesLa circostanza a squadroni per combattere i loro correligionari. 1N ASTA

Zo-na turca. - Dal punto di vista delle relazioni col corpo principale dell'Impero dal quale dipende, la zona turca è in condizioni assai migliori, essendo essa a contatto colla massa principale della popolazione mussulmana, dalla quale la Sublime Porta trae una gran parle dei suoi soldati, e attorniata da regioni pl'Odultive, quali sono quelle dell'Eufrate orientale, del Lago di Wan, di Diarbekir, dell'alto Tig ri, delle pr ovincie dell'Asia minore e della Si1'ia. Colle quali regioni si trova in relazioni per mezzo di diverse vie, di cui le principali ed abbas tanza praticabili sono quelle che da Erzerum irradiano: verso Musch, Mossul o Bagdad; verso le s orgenti del Tigri; verso Diarbekir, e di qui a Mossul ancora e verso la Siria; verso Malatia, discendendo il Kara-su, e poi, per Marasch, al golf'o di Alessandretla ed alla Si ria; verso Sivas, nella pro,·incia di Rumily (Asia minore orientale), di dove si dirama, attraverso alle migliori provincie dell'Asia minoro, verso S imsum, Sinope e gli altri punti della cintura di coste dell'Eusino, del Bosfol'o, del Mar di Marmara, del Mar Egeo o del Mediterraneo orientale, che per tre lati contorna l'Asia minore;


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TEATHO DI GUERRA TURCO - RUSSO ,.

finalmente, verso Trebisonda e Baturn; punti questi ultimi, che per le loro relazioni col Mar Nero e per la loro vicinanza al princ,ipale teatro delle operazioni, possono, colla rada intVero più )ontana ma assai migliore di Sùnsum, ,s ervire utilmente come luoghi dai quali far convergere sul Leatro stesso i mezzi. d'a~ione provenienti da çostantinopoli e dalle provincie europee dell'Impero. Trebisonda sopratutto è da ,q1,1esLo punto cli vista .di una importanza grandissima, essendo distante da Erzerum non più di .290 chilom~tri . ,Ma la . strada, discretamente praticabile nell' ultimo tratto da· Baiburt ad Erzerum, è estremamente ,difficile ai passaggi della catena principale delle montagne del Ponto, e le stesse bestie da soma ,hanno delle difficoltà a transitarvi. Si ignora se i Turchi abbiano pensato a migliorare questa via che ha certamente non piccolo valore per la loro posizione di Erzerum. Nel complesso quindi la zona Lurca, per se s tessa e per le provincie che l'attorniano, può considerarsi come· collocata al •centro ed a portata di numerose risorse, di uomini e cli vettovaglie, ed è lontana soltanto dai maggiori centri di costruzione e preparazione del materiale da guerra, . che deve a,r rivarle principalmente dagli stabilimenLi della capitale e delle provincie europee. Linea di difesa della zona russa. - La successione di · montagne che separano il bacino del Rion da quello del Kur, ed i monti Tschilclir, che sorgono fra il Kur e l'Ar pa, dividono la .zona russa in tre disuguali porzioni; delle quali la piu a destra forma come un teatro a parte, sia perché separata dalla restante zona da rilievi di s uolo quasi impraticabili, sia per0hè abbraccia tutti i rapporti diretti col Mar Nero. Le altre due porzioni invece, collegate dalla s trada che uni·SCe Achaltsiche a Gqmri e Sardarabad, formano un sol tutto, e le operazioni difensive in qualunque punto di esse si svùl-

3'19 ,-gano ,d-e.vono necessariamente tendere, in,modo più o meno imme:diato, a cuopri1·e le ,•ie più dirette che ·dalla zona turca accennano a 'lììflis. Le quali vie diventano così come l'asse inborno ,a . cui de,vono gravitare, con maggiore o minore intensiLà di forza attrattiva a seconda della dislan~a, Lutle le operazio)li che ,si ,svolgono nelle cli:ve1ise porzioni della zona russa, cli cui :-cost.iLulscono conseguentemente la parte piu inter.essanle. lb\:lllestrema destra e nel teatro speciale del R.ion i Ru~si ilianno:per prima linea difensiva il forte S. Nicola(!/ sul litorale ed i contraffot·ti dello montagne del Guriel, che accompagnano il tor-rentc ,di c0nfine Tschorok, e protendendosi fino 0pr.esso la costa sbarrano l'ingresso nel loro territorio. Alquanto più indiotro le posizioni nel cui centro è eretlo il pìccolo forte di TscekaLaur formano una seconda linea, paraUela alla precedente ed atta a coprir Kutais e la strada di Tiflis. Queste linee naturali sono invero prese di rovescio da truppe che riescano a sboccare a nord del forte di S. Ni,e0Ia; ma i Russi si sono premuniti contro quest.a eventualità guarnendo di torpedini LuUi i punti d'approdo esistenti fra Sukum-Kalè e S. Nicola. I ,contrafforti settentrionali delle montagne Persatbi che si · prolungano nno al Rion , e, più ad est le montagne di Va,Jtan, sono ~tre linee difensive che non potrebbero essere superale se·non a prezzo di grandissimi s acrifizi; senza contare ,che chi opera pel Gudel e l'Imerizia meridionale verso ' il 1valico di Surhan, è, per circa due terzi della distesa che corre fra il confine e il detto valico (180 chilom.), esposto agli attacchi di fianco che il difensore non mancherebbe di mo' ve1'gli dalle montagne Persathi. Guadagnata la sommHà dei Wakan, l'assalitore non tro;verebbe più grandi ostacoli territoriali per arrivare a Tiflis, IN ASlA

(1) Dai Turchi chiamato Cbeflt.etil.


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IN ASIA

TEATRO DI GUERRA. TURCO- RUSSO

ed avrebbe g~rato e pres o alle spalle la catena dell' Allaghez, ma potrebbe. ancora essere trattenuto dinnanzi a Gori. Nelle due altre porzioni della zona, la prima linea di difesa è rappresentata: a) Nella porzione centrale, che abbraccia le conche di Achaltsiche ed Achalkalaki, dalla linea dell' Achaltsiche e del Kur, rafforzata dalle piazze cli Achaltsich.e a destra ùal forte di Kertwin ed alle gole da esso chiuse al centro dalla piazza di Achalkalaki a sinistra; senza contare le resistenze vigorose c~e possono opporsi lungo la linea cli frontiera nelle asprissime gole dell'alto Achaltsiche, del Pot.zkow e ciel Kur. b) Nella porzione di sinistra dal corso dell'Arpa, che è ostacolo di un certo valore pel suo letto molto incassato . ' ma specialmente dalla piazza di Gumri, dai contràfforti occidentali della cima del monte Allaghez che finiscono in terrazi:::i dominant.i la sponda dell'Arpa, e cl alla piazza di Sardarabad. Il massiccio dell' Allaghez, che torreggia fra ·1e alte montagne che gli fanno cor ona elevandosi oltre i ,1:000 metri si ' aderge rapidissimo dai tet·razzi che sovrastano al corso del]' Arpa e forma una m uraglia naturale gigantesca di ben 70 chilometri, la quale costringe l'aggressore procedente dal pascialato di Kars a divergere o verso nord per guadagnare i passi di Ellidara e del Be..:obdal urtando così contro Gumri ovvero verso sud, per guadagnare le linee d'operazione del. l' ~rrnenia, cioè le strade del Karaboghaz e delle montagne Madian . Con ciò l'aggressore girerebbe Gumr-i, ma incontrerebbe sul suo cammino la fortezza di Sardarabad e più in là quella di Erivan. Dietro l'Arpa quindi si hanno Gumri, l' Allaghez e Sarclarabad, che insieme formano la vera prima Itnea difensiva da questa parte. Linea for tissima di fron te, che ha alle sue estremità la vasta piazza di Gumri e quella minore ma pur solida di Sardarabad. La quale condizione geografica ha una grande infiuenza )

sulla difesa del territorio russo, perchè costringe l'offensiva turca, quando non voglia arrischiare dj rompersi fin dal principio delle operazioni contro un fronte così solido, a scegliere per linea d'operazione quella di Achalkalaki e Tsalki, difficilissima e pericolosa perchè esposLa agli attacchi russi moventi da Gurnri e da Sardat·abad; oppure, a tentare la Jinea dell'Armenia, appoggiandosi al pascialato di Bajazet; linea eccentrica, lunghissima, con difficili comunicazioni e che lascierebbe ai Russi le mani libere di operare a loro talento verso i punti principali della zona turca, sernprecl1è i difensori di questa non avessero una grandissima superiorità numerica; nel qual caso, naturalmente, gli ostacoli territoriali perderebbero molta parte del loro valore relativo. Seconda linea difensiva dei Russi è la ca tena dell' Allaghez, la quale per il fronte generalmente molto erto che volge alle conche di Achaltsiche, di Achalkalaki e di Kars - per il numero assai limitalo dei passi rotabili e per la difficoltà di questi poclìi, - per la scarsezza, l'asprezza e la facile difen dibilità dei passi secondari - per le gole e i dorsi elevatissimi attraverso cui si svolgono le comunicazioni anche nel versante orientale, grazie ai poderosi e numerosi rami onde esso è composto - per gli appoggi alle ali, cioè, le gole di Bordiom a destra, il lago di Kodja colle montagne che l'attorniano e la piazza di Eri van a s inistl'a, - cost.iLu.isce una linea naturale di una grande potenza difensiva. Sotto tale riguardo è da ritenersi notevolmente superiore a quella del Saganlù. Il punto capitale cli questo naturale baluardo lo sì trova al suo centro, là dove esistono i due passi più importanti e rela tivamente di più comodo accesso, del Bezobclal e di Ellidara, e dove altresì le due principali sezioni del confine fanno punta penetrando fra le provincie russe ed avvicinandosi', più che afLrove, alla capiLale della Transcaucasia. A questo punto la linea del!' alto Arpa e la catena dell' Allaghez si toccano e si confondono; sicchè formano veramente ANNO

xxn, VoL.

11.


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TEATRO DI GUERRA TURCO-RUSSO

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una linea unica, la quale ha dinanzi a sè e dal lato destro Je mon.tagne Tschildir, mentre sul lato sinistro s'affianca della piazza di Gumri. Ques to punto tanto importanLe ha quindi intorno un cumulo di ostacoli naturali ed arlifiziali, che lo proteggono efficacemente. ~ poi da credersi che i -Russi non tralasceranno di renderlo ancora meno attaccabile con lavori di circostanza, giacchè una punta vittoriosa che arrivi s ul Bezohclal o sul eone d'Elliclara sarebbe oltremodo compromettente per la difesa dei dne t1·onchi nei quali rimarrebbe partita la barriera della catena dell' Allaghez; vinta la quale, alla difesa russa pil'.t non 1·esterebbe che ritirarsi sulle montagne caucasiche. Nella sezione di confine che fa fronte al pascialato di Bajazed, copre la provincia dell'Armenia r ussa una triplice barriera consistente nella schiena altissima e quasi impervia del!'Ararat, nel corso dell'Arasse, che qui è piuttosto ricco di acque ed accompagnato da terreni acquitrinosi ed ha pochi guadi; e per ultimo nelle piazze di Sardarabad ed Eriwan. .Dietro tutto quest-0 formidabile complesso d'ostacoli si elevano i Karabghaz, i Madian e le montagne del lago Kodja, a sbarrare l'accesso dalla conca di Erivan alla Giorgia; cosicche da Lal parte appena possono dai Turchi tentarsi ope.razioni di qualche entità contro il loro obbietLivo principale. Si eccettua naturalmente l'ipotesi di una loro alleanza colla Persia; locchè è del resto poco probabile stante l'antica rivalit.ù fra i due governi di Teheran e Costantinopoli e l'influenza che la Russia 11a saputo acquistarsi presso il primo. Dato questo caso, le operazioni aggressive potrebbero naturalmente ap9oggiarsi ali' Azerbeclian, e, passando il basso Arasse, dirigersi contro la Georgia e Tiflis per la provincia di Karabagh, ossia girando attorno al piede sud-orientale del lago Kedja, e prendendo per direttrice principale la strada che traversa la provincia del Karabagh e, per Elisabetltpol (Gandzak), conduce a Tifus. Ma di questa ipotesi non intendo qui occuparmi.

Abbracciando ora l'insieme del fronte difensivo russo, se no può riassumer così le condizioni principali: 1° All'estrema destra, poco attaccabile perchè l'offensiva turca se sbocca da Batum nel Guriel e verso l'Imerizia viene ad avere una base strettissima, epperò s'espone a vedersela compromesso, tostochò si addentri nel bacino ciel Rion . Le operazioni aggressive pero potrebbero assumere una importanza ben maggiore quando fossero sussidiai.e da uno sbarco di qualche entità sulle coste ciel Guriel, della Mingrelia od anche della Abkazia: La qual cosa tuttavia è resa assai poco probabile per la difficoltà naturale degli approdi, <lal carattArB lagunare dell'csluario e dalle misure difensive prose dai Russi lungo di questo. In qualunque ipotesi, le -condizioni topografiche ed economiche e l'osLilità dello po. polazioni, affezionale al dominio russo, saranno sempre di un grandissimo aiuto alla difesa. 2° Nelle due porzioni centrali, prima, ostacoli montani notevolissimi fino ai Tschildir e una linea fluviale rispettabile fino ali' Arasse; quindi dietro questi la successione clelle piazze di Achaltsichè, Achalkalaki, Gumri e Sardarabad, e del forte Kertwin; infine la catena dell' Allaghez colle sue . moltiformi difficoltà . 3° All'esLrema sinistra, una quackuplice barriera, cioè la catena del!' Ararat, il fiume Arasse, due fortezze e l'enorme dedalo montagnoso dell' Allaghez e del lago Koclja. Tillis è quindi coperta da una lingua di territorio, invero alquanLo ris tretta sopratutto nella sua parte centrale, ed il cui fronte è forse un po'troppo esteso, ma sulla quale sono accumulati tanti ostacoli da non potere essere vinta senza molta superiorità cli mezzi e senza sforzi grandissimi.

Linee cAi difesa nella zona turca. - All'estrema sinistra, la difesa turca s'appoggia a Batum, innanzi a cui i contrafforti dei monti Dolowa e le fiumane che ne discendono offrono delle posizioni dalle quali opporsi alla invasione proveniente dal Guriel.


TEATRO DI GUERRA TURCO -RUSSO

Ma da questa parte la maggiore difesa consis te nelle montagne, già più volte nominate dell' Adjaria e del fiume Tschorok. E benchè quest'ultimo apra colla sua valle una linea che guida direttamente su Erzerum, e lateralmen te su Olti e quindi a Hassan-kalè, Kars ed A1:dahan, nonché dalla parte di ponente, su Baiburt fra Erzerum e Trebisonda, nondimeno la natura de! terreno in mezzo al quale della linea si s viluppa è tale da doverla considerare come decisamente impraticabile ad un corpo di qualche riguardo. Di fronte alle conche di Achaltsiche e di Achalkalaki la prima resistenza può dai Turchi essere opposta nei monti Acljara, negli Ulgar, nelle strette che danno accesso alla conca di Arda.han e sui Tschildir. I monti Adjara o gli Ulgar, malgrado la loro poca praticabilità, potrebbero pure ser vire d'appoggio ad irruzioni nella valle cli A.chalts icho, essendo quivi tutti i passi compresi nel territorio turco, ed anzi avvicinandosi questo nella valle del Pozkow a circa 20 chil. da quella piazza. Il corso clell' Arpa ha pei Turchi un valore minore ·che pei Russi, come fronte lungo il quale opporre le prime difese; giacchè questi ultimi, dalla loro piazza di Gumri dominando il fiume, possono quando che s ia il'rompere qui sulla destra di esso senza che i loro avversari siano in grado cli seriamente opporvisi. Però, le diverse correnti che dai Tschil<lir per profondi valloni discendono all'Arpa tagliando ra s trada Gumri-Kar·s , e principalmente il fìume Kars coll'emissario del lago Tscirildir, costituiscono delle forti posizioni coprentr Kars e delle quali i Turchi possono avvalersi per ritardare la marcia dei Russi sulla direttrice principale, nel mentre che più in basso difendono le alture che incassano la destra dell'Arpa. Ma la vera prima linea difensiva nella parte capitale di questa zona, cioè nelle conche di Arda.han e Kars , · è data dalle due piazze, contro le quali, e specialmente contro l'uL tima, è giocoforza si rivolga una porzione considerevole delle fÒrze r usse.

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Questa linea, appoggiata dalla parte settentrionale alle montagne dell' Adjara e del Polzkow, e dalle medesime quasi assicurata contro ogni avviluppamento, è protetta a destra dal piccolo forte e dalle montagne di Getschevan, dalle gole del1' Arasse, dagli Scha.hjol e da Toprah-kalè; ostacoli ragguardevoli al certo, ma non tali però da tutelare in modo veramente efficace quest.'ala della difesa turca. Anzi, fra Kars e l'Arasse rimane uno spazio libero da ostacoli naturali ragg uardevoli pel quale una truppa che passi l'Arpa inferiore può facilmente portarsi alle spallo della piazza. C'è quindi in questa prima linea di difesa una soluzione di continuità ed un pericolo d' aggiramento, ad ovviare al quale sarà pei Turchi indispensabile d'avere di fronte all'Arpa inferiore un corpo di truppe in osservazione, e di occupare solidamente la conca di Bajazct e la valle s uperiore del Murad. Come.seconda linea hanno i Turchi le montagne Jalandian, Kanly e Saganlù, catena non discontinuata, con tre soli pas-saggi rotabili ed anche questi difficili , come fu detto più sopra. Però, anche questa linea.può essere girata dai Schahjol e dalla valle del Murad per i passi delle Montagne Kosch. Oltre di che, quan tunque le montagne che la determinano s uperino i 2500 e 2600 metri di elevazione, non sono tuttavia, per rapporto alte operazioni militari, di quelJ' entità che le loro dimensioni verticali farebbero credere. Giacché vuolsi osservare che la foetezza di Kars trovasi già a circa 1700" sul livello del mare e Arclalian a 1800" circa, di guisa che pel continuo e graduato elevarsi del fondo delle rispettive loro valli si arri va al piede della (dorsale principale tanto dei Karily quanto del Saganlù, che non s i hanno più a superare se non montagne di 800"' a 1000'" al massimo di altezza. . L'ascesa per chi viene da Kars o da Ardahan, ne è quindi .Telativamente più facile di quello che non riesca il superare


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TEATRO DI GUERRA TURCO-RUSSO

IN ASIA

la catena dell' Allaghez a chi lo tenti dal versante occidentale,, il quale è generalmente molto più ripido. E siccome le due catene sono press' a poco egualmente alte, scarse di passaggi, tagliate da burroni e precipizii, e soggette alle vicende meteoriche che sdgli_ono imperversare in quelle contrade montagnose, così se ne può conchiuclere quanto già ebbi ad asserire altrove~ cioè, che la catena del!' Allaghez è pel complesso delle sue condizioni un baluardo di molto maggiore valore che non quella del Saganlù. Fatta la quale restrizione, è però cl' uopo soggiungere che, ciò non ostante , la catena del Saganlù è pur sempre un ostacolo militare ed una linea difensiva rispettabilissimi; q uand'anche per sosl!3nersi abbisogni pure essa che siano fortemente occupati l'alta valle del Murad-ciaj, e i moriti Kosch, da cui può venir presa alle spalle. Dietro la catena del Saganlù le operazioni aggressive che sieno scese nella valle del Pasin_non trovano ostacoli tranne la piazza di Hassan-Kalè; la quale, quando ne fossero rialzate le fortincazioni che anni sono erano quasi affatto rovinate, sarebbe un non piccolo incaglio per le operazioni principali contro Erzerum. I for·ti di Olti e di Nariman sulla s trada di Arclahan possono considerarsi come designanti, con Hassan-Kalè, il forte Kniss e le montagne interposte) una terza linea su cui l'esercito turco potrebbe ripiegarsi per tentare un' ultima resistenza allo scopo di ritardare l'avanzarsi dell'assalitore verso la pianura .della capitale dell'Armenia, dandogli battaglia o ai piedi della fortezza di Hassan-Kalè, o nell'altopiano di Olti, o nei monti Bingo!, secondo le direzioni che questo avrà pr ese. Dalla parte della valle del Murad-ciai e .della conca di Bajazet, la difesa principale e, direi unica, dei Turchi, consiste nella catena dell'Ararat. Le fortificazioni di Bajazet, ed il forte, o meglio, il castello di Diadina possiedono una ben scarsa attitudine difensiva,

quando non ne siano state considerevolmente migliorate le condizionj, dopo il 1855. D'altronde la piazza di Bajazet ha più azione verso la Persia che verso l'Armenia russa, e le strade provenieBti dall' Ararat non sono da esse direttamente dominate ; anzi, cadendo le medesime fr.a Bajazet e Diadina, possono ~ervire a separare q uesti due punti, isolando la g~arnigione della prima località e costringendola, o a rinchiudersi nella piazza, oppure a gettarsi verso il lago di Wan. Perduta Diadina, rimangorio, è vero, ai Turchi, nella valle del Murad posizioni ove dal' battaglia all'invasore con vantaggio di terreno; ma solo la catena dei Kosch-dag offre loro una linea difensiva di qualche conto. Questa linea per ò è legata al Saganlù, come il Saganlù è legato ad essa; giacchè discendendo da quest'ultimo si prende alle spalle il fronte difensivo dei "&osch, nella guisa stessa che sboccando dai Kosch si giunge a tergo del Saganlm, locchè si è notato altrove. ·

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Riassumendo adunque le considerazioni che venni esponendo circa le linee di dffesa Lurche, parmi poterne inferire: che, quantunque Kars sia una piazza di moltissimo valore e tale da richiamare a sè sicuramente una parte considerevole delle forze aggreditrici, e quantunque le montagne che si elevano dietro q uesta piazza, siano ostacoli dai quali la difesa può trarre mollo vantaggio, pure la zona turca manca di una vera linea difensiva, artifiziale o naturale, che valga a proteggere in modo veramente efficace la capitale dell' Armenia. Gli avvenimenti militari del 1828-29 e del 1854-55, che rias _ sumerò nella seconda par te del presente lavoro, dimostreranno quanto fondamento abbia questa 1~a asserzione. La quale, è d'uopo avvertire, ha sua base non soltanto nelle condizioni geografiche, ma altresì nella cousiclerazione ehe


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TEATl\0 DI GUERR A TURCO-RUSSO

i Turchi avranno sempre da opporre ai loro avversari tr uppe assai meno atte a trarre sapiente partito dei vantaggi naturali del terreno, tutlochè eccellenti per disputare 11uello su cui immediatamen te si trovano. Circostanza q uestn dimostrata in modo indubbio nelle passate ·guerre e che r innovandosi, come è da ritenersi stante le condizioni de"'li . o eserciti otlomani, scema importanza alle accidentalità topografiche.

L'o.ffensioa russa. - A terminare la prima parte di questa rapida corsn attraverso lo scacchiere turco-r usso nell'Asia non rimane ora che da esporre alcune considerazioni sulle condi, zioni create da! tracciamento della frontiera alla offensiva che ' in certamente i Russi adolter anno per le ragioni già esposte principio del presente scritto e per l'altra molto concludente, che già a ques t'ora trovasi r'iuni Lo ad Alessan dropoli (Gumri), epper ò proprio sul confine, un grosso parco d'assedio a minaccia della non lon tana Kars. La c-0mpagna vittoriosa del 1828 e 29 fruttò ai Russi u na modificazione nel tracciamento della linea di confine per essi assai vantaggiosa, tanto in r appor to alla diresa qua nto all'offesa, avendo lor o procuralo l'acquisto delle conche di Achaltsiche ed Achalka laki. È chiaro che lìnchè i Turchi erano padroni di queste due piazze e dell'adiacente territorio, minacciavano da vicino Tiflis, agevolavano le p rop rie operazioni offensive nel bacino del Rion, e tenevano in iscacco l'offensiva russa, la quale non po teva avanzare s u Ka1's e meno ancora oltre qu esto punto senza prima impossessarsi di quelle due piazze, o, quanto meno, senza paralizzarne l'azione m inflccio?a per le proprio comun icazioni; con che erano obbligaU a distrarre a ltrove una parte considerevole di quelle forze che avrebbero dovuto operare in1ece nella di rezione di Erzerum. Quell'importantissimo acquisto mutò profondamente la condizione rispettiva tielle due potenze fini time .

JN ASIA

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I Russi, non più preoccupati per la loro ala destra, perfettamen te assicura.La dalle già annov er nle difficol tà cl1e pr esent.a il bacino del Rion e dalle importanti piazze di Achaltsiche e Achalkalaki, possono largamente profittare della forma avviluppan te che dà a lla loro base d'operazione l'andamento della frontiera; sia avanzando concentricamente dalle d ue sezioni, cioè per le linee di Ardahan e dell'Arpa; sia sboccando colla loro s inistra dal!' Arpa, dall'Arasse e dalla catena dell' Ara'rat ed avanzando così direttamente contro Erzerum facendo per no di queste mosse la loro ala destra. Egualmente sicuri per la loro sinistra, possono avanzare colla loro destra per le sorgenti del K ur, e, per Olli , marciare su Erzcrum. Insomma, l'acquis to delle concito di Aclaalts icho ed Achalkalaki ha dalo alla siLuazione militare dei Russi in questo tea tro una grande solidità e concesso loro una grande liber tà di manovre. Per esso le operaz.ioni aggressive possono, senza tema, portarsi verso sud e prendere ben anche per linea principale non solo quella clell' Arasse, ma anche (luella del Murad-ciai; la quale offre il grande vantaggio di ·condur re per una strada r elativamente facile alle spalle di tulte le posizioni che i Tur chi prendano nelle conche di Kars e di Ardahan e di minacciare quindi più dircUamenle l'obbiettivo principale; senza contare che questa linea porta al cuore delle provincie mussulmane asiatiche, e la sua occupa7,ione tiene i!1 r ispelLo le irrequiete e guerresche popolazioni semi-indipendenti del Kurdis tan . Ai vantaggi della base avviluppante s i oppongono quelli che der ivano a i Turch i dal potersi tenere compatti a ttorno a Kars e al centro delle diverse linee di operazione, pronti a volger e contr o l'un~ o conLro l'altra a seconda degli eventi. Ma questa circostanza che, sapendosene valere, potr ebbe pure prestarsi a combinazioni favor evolissime, va accompagnala da una condizione topografica che le Lorner à funesta il più delle volte; ed è quella di avere alle spalle


330 TEATRO DI GUERRA TURCO-RUSSO IN ASlA una catena di montagne con pochi e difficilissimi varchi. Ogni qualvolta all'aggressore riescirà di minacciare qualcuno di tali varchi, la posizione dei Turchi nella concti di Kars, o in quella di Ardahan, o in tutte e due, satà scossa e compromessa, e le truppe in esse adunate, vedendo in pericolo le proprie comunicazioni, si troveranno a disagio, e, come suole avvenire sopratutto con truppe poco manovriere, anzichè pensare ad offendere, si sentiranJJ.o tentate a ritirarsi verso provincie più interne. Ora, un combattimento felicemente ri~scito o nella valle di Ardahan, o a sud di Kars e verso Getscewan e Kaghizman,. o nella valle del Murad, può bastare a condurre i Russi su qualcuna delle linee di ritirata dei loro avversari. È poi belli'} notare che un rovescio parziale toccato ai Russi, sia verso Arclahan, sia lungo l'Arpa, sia infine verso Diadina o Bajazet, non può avere se non conseguenze assai limitate, giacché essi, rientrando nelle posizioni dietr'o la fron tiera, vengono a trovarsi nelle loro iniziali condizioni di difendibi]jtà. Solo. uria grande battaglia vinta dai Turchi, od una grandissima superiorità di forze da parte di costoro varrebbero a: dare alla loro offensiva un aspetto veramente inquietante pei possedimenti russi transcaucasici, od a far·e equilibrio alle condizioni, a mio avvi:;:o, decisamente favorevoli che i Russi ritrovano nella costituzione della parte di scacchiere armeno, che loro appartiene. Colonnello G.

SIRONI.

GUERRA D'ORIENTE

LE FQRZE B.ELLIGER.ANTI

Il 24 aprile l'imperàtore Alessandro ha dichiarato la guerra. Ecco terminato il lungo periodo di oscillazioni, di incertezze, di impazienze, di viaggi e di note diplomatiche fra la Turchia e la Russia. Ora la decisione spetta al Dio dei forti. :Mail nodo complicatissimodi cento problemi, avviluppato da lotte e contrasti secolari, da interessi vivissimi che abbracciano l'intera Europa, da questioni umanilaric e religiose, da aspirazioni di popoli e da trepidanze di governi - non si taglia con un colpo di sciabola. Nè con una marcia strategica si conquista uno Stato che da quattro secoli impera ed ha i~ Europa le sue radici in quasi quattro milioni di credenti, il suo sostegno nelle apprensioni cli lutti i govemi, ecl attinge ora energia di difesa dalla lotta per l'esistenza. Nè con una battaglia si debella un eserci to tenacemente paziente, religiosamente fatalista, rinvigorito dall'idea religiosa, trincerato in fortezze dietro un largo e difficile fiume, appoggiato ad un enorme baluardo naturale, sostenuto da ostacoli di ogni genere e da una flotta che è padrona del Mar Nero. Tutta volta, se la diplomazia non si mette di mezzo, il: risultato non può essere dubbio sia per l'inesauribile preponderanza morale e materiale delle forze della Russia, sia per la cancrena che rode da anni la Turchia, sia per la fiacèhezza


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GUERRA D'ORIENTE

LE FORZE BELLlGEftANTI

che sempre si attacca alla pura difensiva imposta ai Turchi dalla situazione politica, dalle condizioni mil itari, dall'indole e dalle abitudini loro. Ad ogni modo questa guerra, che dal punto di vis ta militare si può prevedere lùnga e contrastata, che su due vasli scacchieri in Europa ed in Asia abbraccia tutto il Mar Ner o ... offrirà il più grande interesse. A noi non è dato seguirla passo passo nelle palpitanti notizie che da due fonti diverse ne invia il telegrafo, nè è lecito s u di queste lanciarci nel vasto pelago delle s upposizioni o dei prognostici militari, che pm· esercitano tanta a ttrattiva e sono s oggetto di utili discussioni. Noi colla ser enità che ci può venire da· m en breve med itazione, colla luce che può scintillare da codeste discussioni, cercheremo di r ecapitolare gli avvenimenti mensili tenendoci sempre dinanzi agli occhi come ideale supremo la s torica veri tà.

corpo d'esercito russo in regola generale tocchi supper giù i 40,000 uomini. All'abbuiarsi della questione in Oriente la Russia aveva formato in Bessarabia un esercito del sud, il ·quale sotto il comando del granduca Nicolò comprendeva in prima linea: l'VIII• corpo Radecki - 9' e '14' divisione fanter-ia. il IX' Kridener - - 5a e 31~ id. id. l'Xl· » Schiakowsky -11• e 32• id. id. il xn• » Wannowsky - '12" e 33· id. id. E per la difesa delle coste~ il VII· corpo Ganecki 2• - 15' e 36" divisione fanteria. ,, Woronzow - '13• e 34° id. id. il x• Il numero di ciascun corpo è identico al numero della divisione di cavalleria che gli è assegnala ed a quello dei quattro reggimenti, uno di ussari, uno di dragoni, uno di ulani ed uno di cosacchi del Don, che .concorrono a formare quest'nltima. Il numero delle brigate di artiglieria è -lo stesso di qnello delle divisioni di fanteria. Questi corpi, i quali dal dicembre in poi venivano addestrandosi e completandosi, sono stati successivamente r aggiunti : dal Xlll corpo Gan - t• e 35" divisione fanteria. dal xrv• » Zimmermann - 17' e 18· id. id. 11 primo colla 13" divisione di cavalleria, il secondo con un'inter a divisione dei cosacchi del Don. Stringendo gli avvenimenLi venne poi il turno: Del IV 0 corpo Zatow - 16" e 30' divisione fanteria. , Del v • » Rall - 7° ed 8· id. id. » Meller Zakomelsky - 4", 6· e 10' id. id. Del VI° colle corrispondenti 4', 5' e 6· divisione di cavalleria. · Rimangono alle spalle in Enropa per la formazione eventuale di un altro esercito: il corpo della Guardia (Granduca ereditario) 1•, 2• e 3' divisione di fanteria della Guardia, divisione corazzieri della Guardia e 2• divisione di .cavalleria della Guardia; il_corpo dei granatieri (Ganecki I) i\ 2" e 3" divis ione dei granatieri e '14' di visione cavalleria di linea;

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I. L'esercito altivo russo i n Eu1'opa comprende sedici corpi di armata, undici dei quali sono stati s uccessivamente avviati al teatro della guerra, 6 in p1·ima, 5 in seconda linea. Il corpo deHa Guardia, quello dei granatier i, il I°, il Il°ed il VJ• contano cia,scuno tre, ~li allri due divisioni d i fanteria: il corpo della guardia due, tutti gl i altri una divisione di cavallet'ia. Ogni divisione di fanteria oltre 8 reggimenti di 4. baLtaglioni ha una brigata di artiglieria con 6 batterie di 8 pezzi ed un reggimento di ,c osacchi di 4 _squadrnni; s icché ascende sul piede di guerra a 15,750 fan ti, 917 cavalieri con 48 pezzi effeLLivamente combattenti e a 20,745 _uomini, 3864 cavalli , 64-9 carri a ruolo. Ogni divisione di cavalleria comprende 4 reggimenti, uno dei qual i di cosacchi del Don, ciascuno con 616 uomini combattenti, 899 a ruolo. Di maniera che, contando . il battagljone di cacciatori addetto a buona parte delle divisioni, si può calcolare.che il

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GUERRA D'ORIENTE 0

il I corpo (Barklay de Tolly Weimar), 22•, 24" e 37" divisione di fanleria; il II corpo (Samsonow), 25a, 26" e 27" divisione di fanteria; il ll l corpo (Don), 28• e 29' divisione di fanteria, i tre ulli mi colle conispondenU 1", 2• e 3' divisione cavalleria di linea. Una divisione di granatieri e le djvisioni 19a, 20", 21 ", 38', 39' e 41 • costituiscono permanentemente l'esercito del Caucaso, e la 3• e la 40', già appartenen Li all'esoecHo di Europa, secondo le ultime notizie sono ora avviate al teatro di guerra in Asia. Per lal modo la Russia, profittando delle condizioni poliLiche e della felice s ua posizione mililare, trascinò così in lungo l'apertura delle oslilibt'l da parere a taluno timida ed irresoluta; ma frallanLo poLè v~ntarsi di moderazione diplomatica, guadagnò il tempo necessario a vincere i mille ostacoli che si opponevano alla sua mobiliLazione ed attese la huona stagione, senza della quale era impossibile menare la guer11a con energia sul Danubio ed al di là del Caucaso, non già per la natura dei due scacchieri strategici, ma per le diffìcollii dello comunicazioni. Ora il principe Carlo di Rumenia scende pure in campo con due corpi di esercito comandati l'uno dal generale Lupu, l'allro dal generale Radovici . L'esercito permanente rumeno conta 20 battaglioni, 8 squadroni, 12 batterie; le truppe territoriali contano 33 battaglioni, 30 squadroni e H ballerie. Il tutto è ordinato alla prussiana. Si crode generalmente che la Rumenia possa fare assegnamento sopra un esercito cli operazione della forza di circa 60,000 uomini, bene addestrati e sufTicientemente armati. 0

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335 Russia. Ad ogni modo all' aprirsi delle oslilità la Turchia dopo venti mesi di armamenLi aveva circa 400,000 uomini, non compreso il redif di 3° bando che ammonta a circa 40,000 uomini, ullimamente incorporati ('1). Di queste forze 130,000 uomini stanno in Asia, sia a difesa immediata dell'Armenia ( 90, 000 uomini ), sia a guardia della Persia (25,000), sia a presidiare i vasti possedimenti della Siria, del Jemen e del non mollo sicuro Kurdistan ('15,000). Sono cifre approssimative che variano do un momento all'aHro, che s i prestano a mille dubbi ed a mi!le interrogazioni. Rimangono 310,000 uomini in Europa, la massima parte dei quali (140,000 circa) poco tempo addieLro ora in Bosnia, nell'Erzegovina, ~erso Serbia e Montenegro. Procediamo per eliminazione: Contro il Montenegro, che ha 25,000 montanari fieri, ardenli, superbi dei s uccessi oltenuti, trincerati in un'inaccessibile cittadella ed avvolti da popol~zioni loro amiche, è d'uopo lasciare a difesa almeno 20,000 uomini. Leisoledell' Arcipelago sono agitale nè è questo il momento di diminuirne il presidio che ascendeva a 9,000 uomini. Poi la Grecia arma ed è forza tenerla d'occhio col lasciare ai s uoi conDni i 13,000 uomini che v'eran prima. Non si può sguernire nè l'Albania, dove i Miridili sono in fermcnlo, nè l'Erzegovina, nè la Bosnia, nè i confini di Serbia e neppure Costantinopoli : a tutto ciò è assai modesta la cifra di 50,000 uomini, cui è mestiere aggiungere le truppe da sbarco. Queste sottrazioni e qualche mano di truppa a nucleo di presidio nelle sparse for tezze riducono l'ese1·éi~o del Danubio soLLo Abd.u lKerim acircai70,000 uomini,iqualiqualche giorno addietro erano divisi nei seguenti gruppi: 60,000 uomini con LE FORZE BEI.UG-ERANTI

II. Sono tante, così varie, così intricate le notizie sull'esercilo turco che è ben difficile formarsi, anche appros:Simativamenle, una chiara idea delle sue forzo mobilizzate contro la

(1) Queste cifre si accordano con quelle date dalla Rivi.sta, Mtlttare nel lavoro pubblicato sulla Turchia Europea, al quale si rimanda il lettore sia per la descrizione del teatro della guerra, sia per le notizie sull'eserCito turco.


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GUERRA D'ORIENTE

LE FORZE BELLIGERANTI

Osman-pascià a Viddino, dove forse per un momento è balenato l'idea di un ardito colpo offensivo in Rumenia; 40,000 uomini con Achmet-pascià a Rutschuk, Turtukai e Silistria a guardia del centro della posizione strategica edegliimportantis; simi passaggi; 5,000 di r iserva dietro la linea Viddino-Rutschuk; 20,000 dietro la linea R utschuk-Silistria presso Schumla e Varna; 15,000 (probabilmente ora aumentati) soUo Faglipascià nella Dobruscha ed un 25 o 30,000 uomini ancor di riserva a Sofia e Jamboli al sud dei Balkan. Oltre l'esercito del Danubio v'è un corpo, ridotto ora a un 20 o 25,000 uomini, pronto ad imbarcarsi a Costantinopoli per un qualche punto, della costa nemica sul Mar Nero. Ma quale è il complemento, quale la r iserva mediata ed immediata cli queste forze lanciate in campagna'? V'è il musta· haflz, una landsturm che con energico volere e con elc~ttcizzante spirito patriottico o religioso, potrebbe dare un 200,000 uomini. Ma sono vecchi di età, senza istruzione, senza posti di convegno prestabiliti, senza quadri, senza armi convenienti e, a quel che pare dalla prostrazione generale, senza spirito bellicoso. Forse varrebbero essi contro la Persia, contro la Grecia, contro la Serbia, contro i riluttanti Albanesi, Bosniaci, Bulgari ed Erzegovesi; varrebbero a presidiare le fortezze ed a farsi ammazzare col nome cli Allah s u)le labbra: non valgono come truppe attive a tener il campo contro l'esercito russo. E non valgono i 40,000 Basci-Bozuk, già annoverati da noi nell'esercito di prima linea, che raccozzati fra i fanatici, fra i predoni, fra la feccia delle città e delle campagne turche, devastano ed isteriliscono il paese che toccano. Armati con fucili lisci, punto equipaggiati, senza ordini fissi, senza disciplina, non sono in grado di misurarsi colle truppe régolari nemiche e non di rado colle lorn scorrerie preparano alle amiche l'.oclio furente delle popolazioni e .l'impossibilità di procurarsi il, vitto. Anche le bande di beduini dai cavalli focosi, dalle armi

scintillanti, dai bornus svolazzanti, condotte dai loro schiek, non possono valer gran cosa in una guerra fra le rupi del l'Armenia o lungo il corso del Danubio. Qualcuno li fa ascendere a 15,000; probabilmente saranno in numero maggiore; ma la loro incontraslabile prodezza, la loro fede tenacissima alla legge del Profeta, il loro sereno entusiasmo ... andranno sciupati dietro le mura di una fortezza, di fronte ai fucili ed ai cannoni a r etrocarica, nei mille attriti e nelle mille esigenze di una grande guerra regolare. L'Egitto può concorrere con 15 o 20,000 uomini di truppe discrete, munite di fucili Remington e di cannoni Krupp. Se l'lnghillerra somministra denari e mezzi di trasporto, il Kedivé è in grado di porre in armi un contigente maggiore d'assai, imperocchè non gli deve essere difficile di armare 16 reggimenti cli fanteria, 8 di cavalleria, 4 di artiglieria di campagna. Ben poca cosa può fare Tunisi (che per ora non dà segni di vita) colla sua fanteria logora, smunta, sLracciata, e colla sua cavalleria irregolare, la quale nessun cruccio si prende delle cose di Stambul e si rimpiatta nelle oasi del deserto ogniqualvolta non le garba obbedire. A forza siamo trascinati dalla corrente delle notizie quotidiane. Il contegno dell'Inghilterra lascia traveder fra le nubi un intervento diretto. ln questo caso sarebbero assicurati alla Turchia, oltre l'oro (se non cervello e cuore, per lo ~eno alimento indispensabile della guerra), il possesso indiscusso del Mar Nero, la guardia delle coste della Grecia e dell'Albania, la facilità di ingrossare di non poco l'esercito del Danubio, la possibilità di sbarchi efficaci. L'uno di quesLi potrebbe essere dil'elto contro il fianco sinistro della linea di operazione russa in Europa sulle rive del Cherson tra Ackermann ed il Mar Morto: l'altro,. forse ancor più efficace, in Asia, sulle coste del KutaiS" lra il Caucaso e le montagne Pontiche, dpve è il tallone di Achille d~lla Transcaucasia,perocchè, risalendo la valle delRion, si prende

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ANNO

:xxn,

VoL. 11.

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GUERRA D 0RIRNTE

rovescio la matoia delle colonne russe contro il cuore ·dell'Armenia. ~fa noD; è lecito fermarsi sopra una supposilaione o sopra le notizie spesso abbarbaglianti della giorn;:i.ta in una cronaca, che pure deve pretendere alla vita di un mese.

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l.E FORZE BELLIGERANTI 339 Questo è cert.o che i confini furono passati contemporaneamente in sette punti, cioè a Skuliani, al nord di Jassy, a Ungheni, slazione ferroviaria, a Leova all'estremità del trinceramento romano (tutti e tre s ul Pruth), a Faltschi, a Kagull, a Bolgrad sul Jatpuch, fin almente a Tatar-Bunar. all'estrema sinistra sul Kunduk. Questo pare da notizie alquanto confuse, che due interi corpi, !'VIII° e l'XI dal 25 in poi v.enn<~ro successivamente occupando la riva sinistra del basso Danubio a Kilia, a Ismali, a Satanow, a Reni, ma princip_almente a Galatz ed a Braila. I ifurchi, malgrado la loro flottiglia del Danubio e le piazze di Malschin e di Isaktscha coi rispettivi presidii, non giunsero a tempo di far saltare il p.onte di ferro di Barbosch, che a traverso il Sereth congiunge Galalri con Bra.ila e la ferrovia della Moldavia con quelle delle Valacchia. I Russi n'eran lontani almeno 80 chilometri in linea retla : i Turchi l'avevano a tiro di cannone. Sia la cosa avvenuta per destrezza e velocilà dei primi, ovvero per incuria ed immobilità dei secondi <.\ un fotto che apre brillanlernente la campagna offensiva. La riva è ora coperta da batlerie russe sotto la protezione avvol gente delle quali è probabile si voglia qui tentare un passaggio : ·diciamo uno, non l' unico nò il principale, il quale per ora dipende da tante circostanze ignote che il vÒle1•lo discutere ci trascinurebhe assai lonLano. I Russi, all'aprirsi della campagna del 1828, con manovra riesciLa bensj, ma biasimata per imprudente audacia da Moltke, passarono il Danubio presso Satanow e s'impadronirono quasi sen~a co\po feril'e della forLezza di Isaktscha, ma trovarono t.enace resistenza in Braila, dove ebbero a perdere cinque settimane di tempo, 122 uflìciali, 2251 soldati. Allora Braila era tesla di ponte dei Turchi sulla sinistra del Danubio; ora è base di operazione dei Russi contro la Dobruscha, la quale, piu che da forze alti ve, è difesa dalla sua nudità, dalla mancanza di strade e dal colera che si affaccia tremendo a tutti gli eserciti che vi pongono piede. 0

III. Già il 24 un nembo di cavalleria, secondo il costume antico modernamente richiamato in vigore dall'esempio prussiano, passò il Pruth ed ìnondando la Moldavia si diresse oltre il Sereth su Fokschani, nome grato ·ai Russi perchè ricorda una bella vittoria di S0uva1·ow sui Turchi. Da Fokschani proseguì verso Buseo, donde al Danubio per le strade ohe mettono capo a Silistria, a Turlukai, a Rutschuk, a Sistowa. Lo stesso giomo non poca cavalleria,. probabilmente due di,•isloni,, scendendo per le strade paralelle al Pruth si diresse rapidissima tutto intorno all'ampio arco di cerchio che traccia il Danubio fr-a Valacchia e Moldavia, e sebbene non se ne abbia notizia, si può credere che altra cavalleria abbia preso all'estrema deslra la via di Viddino. Il cavaliere russo, o porli l'elmo a punta dei dragoni, o la chzapka ornata in giallo e in bianco degli ulani, o il kcppy ·rosso, azzureo, bianco, giallo, ecc. degli ussari - ormai ha il nome e fa l'impressione di cosacco, come se avesse il pittoresco berretto a pelo (papakha) e fosse armato della slorica lancia. Dietro vengono lentame11te i corpi di esercito. Quanti di essi sono enLrati sul territorio di Rumeni~? È difficile il dirlo. E per è ora impossibile di sapere quali forze sieno avviale ollre la Jalomitza e la Dimbowi¼a al centro della posizione stra:. tegica, quali verso i passi dell'Alula coll'obbiettivo Nicopoli, quali verso i passi del Jiul coll'obbieLtivo Viddino.

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GUE I\RA D'ORIENTE LE FOl\ZE BELLIGERANTI

IV. Dopo 68 anni di lotta contro le varie razze dei robustì montanari del Caucaso, uniti dalla naturale fierezza, dall'amor.e d'indipendenza e dalla gagliardia del volere, la Russia nel 1864 coll'ade e colla forza pacificò interamente quella regione, né più ebbe a soffrir noie da s uoi abitanti. Vero è che mezzo milione erano emigrati e che vinto Schamil, vinto Kasi-Mulah, e domati successivamente i Circassi, gli Abasi, gli Ubichi, i Shapsugi, i Tetschenzi, i Kisti, gli Osseti e le cento varietà dei Lesghi, avvolta questa immensa fortezza del Caucaso da nembi di Cosacchi del Terek, del Kuban, del Daghestan ... era impossibile ogni ulteriore resistenza. Ma la Russia, la quale nel superarla aveva lasciato nelle gole e fra i burroni di quegli eccelsi monti mezzo milione di soldati, tenne semp,re costituito pel Caucaso un esercito a parte, che ora le viene s ingolarmente utile nella guerra contro la Turchia, in ispecie per la grande difficoltà della comunicazione tra la Transcaucasia ed il cuore del vastissimo impero ('1). L'esercito del Caucaso comprende permanentemente 7 divisioni di fanteria, le quali portale alla loro forza massima

{I} Per le carte del teatro della guerra in Europa veggasi l'articolo della Rivista di aprile intitolato : Bibliourafla mtlitare àella regione greco-slava. Pel teatro della guerra in Asia oltre a quella pubblicata dal nostro Istituto topografico, sono u tili le seguenti.: l{IRPERT, Kleinasien, Armenien, ecc. (Asia minpre, Armenia, ecc.), 8 fogli alla scala 1: 1,000,000. - Prezzo, lire 35. K I EPERT, Karte aes ti.irchischen Reicl!es in .Asien. (Carta dell'impero turco in ASia) 2 fogli alla scala I: 2,5000,000. - Prezzo, lire 7. · MAllLMANN, Karte àes Kauka,fus lfltò, scala 1: 1,720,000. - Prezzo, tl t'e 2,50.

possono dare un effettivo di 110,000 combattenti, di 1 brigata òi cacciatori circa 4000 uomini, di 1 divisione di cavalleria di circa altrettanti, di 7 brigate d'artiglieria con 10,000 uomini e 331:, pezzi, poi zappatori del genio, parchi, ecc., forse un .5000 uomini. In complesso·· un 130,000 uomini, cui seguono da 35 a 40,000 militi locali e di for tezza e seguono le truppe irregolari, formate dai cosacchi non addetti alle divisioni ,dell'esercito attivo. Si dice, forse un po' esagerando , che i soli cosacchi del Kuban sono in grado. di mettere in campo .24,000 cavalli riuniti in 27 r eggimenti. Questo complesso di forza , che tocca a qualcosa più di 2PO,OOO uomini (e contando i non valori a ::250,000 sollo le armi) secondo le notizie che vengono di Germania, fornisce all'esercito di operazione, ~ttualmente sotto il co:nando• dell'aiutante generale Melikow, suppergiù 110,000 f'anti, 20,000 cavalli e 336 pezzi divisi in tre corpi di armata: il I• sotto il maggiore generale Voss colla 19• e 20• divisione di fanteria e colla divisione di cavalleria dei cosacchi dell' Astr:akan; il II· sotto il maggiore generale Karmalin colle 21' e 38.. divisione e coi cosacchi del Kuban, il lll sotto l'aiutante generale Swistunoff colla 39' e 4'1' divisione e coi cosacchi del Terek. Rimane una divisione di granatieri, la quale probabilmente. fa parte per se stessa. A questa cifra è d'uopo aggiungere un 15,000 irregolari Daghestani, Tschochi, Lesghi, 'retschenzi, ecc., poi una legione di volontari, infine (cosa caratteristica!) un corpo di m usulmani a cavallo reclutato fra i Circassi. Abbiamo detto che queste forze devono essere accresciute di un IV 0 corpo dell'esercito regolare formato con due divisioni europee; e ciò indica l'importanza che si attribuisce a condurre energicamente la g uerra in Asia, d~ve le condizioni strategiche della frontiera, le popolazioni in generale amiche, il paese uber toso, la stagione favorevole, e forse la fiacchezza dei m usulmani e le mal celate simpatie della Per sia, compensano e degli intoppi e pericoli delle comu~ 0


3i2

GUERRA n'onrnNTE

nica,z;ioni alle spalle, e delle pessime strade, e delle difficoltà di vettovagliamento, e delle fortezze che sbarrano i passi, e della quasi impossihilità 'ai procedere d'accordo nelle operazioni per l'ampiezza della base, per la mancanza di comunicazioni laterali, per la lontananza delle quattro linee di operazioni, le quali da largo circuito vanno accentrandosi all'obbiettivo Erzerum. Ad ogni modo in questo teatro cfi guerra bisogna aver sicure le spalle e libere le braccia. È vero che le belligere popolazioni del Terek, del Kuban e del Daghestan, . sempre a cavallo, coll'istinto, colle tradizioni, colle costuinam:e, colla: passione, coll'ordinamento alla guerra varia, sparpagliata, piena d'agguati e di sorprese, offrono largo complemento speci:ilmente alla cavalleria: ma è vero eziandio che non bisogna fidarsi ciecamente cli tuLte le. svariate h·ibù ·del Terek e del Caucaso e che è prudenza trovarsi sempre in grado di rintuzzare il fanatismo religioso. L'agitazione su;c1 tata nei circassi musulmani da un proclama del Sultano fu aquietata ~ensì nel sangue, ma potrebbe per avventura produrre qualche serio imbarazzo. Le truppe turche sono venute lente e pesanti a prendere le consuete posizioni di difesa per coprire quelle parti d'Armenia che è loro 1~imasta, senza slancio, senza energia offensiva, senza una favilla del fuoco che una volta le aveva spinte nel cuore di Europa. Legate ai monti e alle fortezze, impacciaLe in ogni loro movimento dalla mancanza di stati maggior.i e dalle dif(ìcollà di procurarsi i viver}, avviluppate dalle colonne russe, opporranno, per saldezza ingenita, per carattere passivo, per sornmissione fatalista .... tenace resistenza; ma è assai probabile che non trovino mai lo slancio e l'occasione all'offesa, senza di cui a lungo andare si sfascia miseramente ogni difesa. · Per ora sono piuttosto scarse a numero. In tanta incei·tezza di: notizie è difficile calcolarlo anche con larga approssim.azione. Chi le fa ascendere a 120,000, chi a 90,000, chi sola-

LE FORZE BELLlGERANTl 343 mente a 60,00P uomini. Forse la verità sta nel mezzo. Ma quale ordinamento hanno, quale complemento, quali riserve, quale distribuzione tattica e s trategica 1 Gli avvenimènti militari di questi ultimi giorni mostrano come i Russi contin't1ino ad avanzare concentricamente verso il e.uore dell'Armenia. l ncominciando dalla sinistra, una cofomna da Sar·dar-Abad a traverso il passo d.ell' Ararat scese a Baiazed ed occupata senza- contrasto questa città, volse ad occidente lungo la strada che pel passo dell' Ala-Dag, per Diaclina, per Toprak-kalè, pel passo del Delibaba mette al forte di Hassan-kalé, chiave della conca di Erzerum. Questa c0lonna al suo giungere a Toprak-kalè sarà in grado, pei sentieri che attraversan9 i monti Schajol, di porgere la mano alla colonna principale che da Gumr-i è giunta in questi giorni soLto le mura di Kar-s ed ha già avviato truppe ad impadronìrsi dei ::iassi che valicando il Saganlù mettono ugualmente ad Hassan-kalè. Pare che il Saganlù sia guardato da Muktar pascià col nerbo delle forza turche. Una terza colonna partita da Achal:.::iche probabilmente ha trovato inLoppo nella piazza di Ardahan; una quur·ta colonna, che pur-e ha varcato il confine lungo il Mar Nero, trovasi a breve distanza da Batun. In ogni caso sembra che le cose fino dal principio volgano a peggio pei Turchi, imperocchè se riesce all'avversario di prendere Ardahan, come ha preso Bajazet, e di bloccare le fortezze di Batun, di Jiars e cli Erzerum essi difficilmente potranno disporre di un 25,000 uomini per battere la campagna e le montagne. · Accenniamo ! volo a questi fatti che si vanno svolgendo sopra uno scacchiere descritto, dal punto di visLa strategico e in previsione degli avvenimenti dal co]onnello Sironi. Leggendo quelle pagine, che la Rivista pubblica in questa stessa dispensa, le ,idee si coordinano, le nebbie che avvolgevano ql!l.esto oscuro teatro di guerra si vanno dissipando, gli avvenimenti prendono il posto e l'importanza loro, la critica è age;volata da ricco correçlo di fatti posiLivi rischiarali dal concetto militare.


30

GUERRA D'ORIENTE

V. La religione maomettana abbraccia bensì circa 130 milioni di credenli, però disseminati in tutto il vecchio mondo dalla Siberia al capo di 'Buona Speranza, dal Marocco alle Indie orientali, e divisi in non meno di 72 sette. Sopra una popolazione in Europa di 9,000JOOO, la Turchia non ha che 3,800,000 musulmani ed in Asia sopra una popolazione di 16,000,000 ne ha circa 13,000,000; da questi 17,000,000 di musulmani deve trarsi naturalmente l'esercito regolare turco. JRimane poco margine per reclutare le orde dei beduini. Ad ogni modo questi.ultimi sono pit1 che tenuti in rispetto dalla vicina Persia, la quale dal!' Ararat alle foci del Tigri, appoggiata ai suoi monti ed ai suoi deserti, minaccia la Mesopotamia e potrebbe occupando l'agognato Bagdat (ora a quel che dicono difeso dalla pes le) ovvero l'amico e montuoso Kurdistan, riescire pericolosa all'impero della meizaluna in Asia. Abitanti della Persia (5,000,000) sono in gran parte gli intelligenti ma fedifraghi Tadschiks, come sciiti o seguaci d' Alì irreconciliabili nemici dei loro vicini i sunniti; gli altri sono i nomadi Ihlat, che vivono scorrazzando e la cui cavalleria irregolare forma il nucleo dell'eser·cito persiano. Il quale conta sulla carta '100 reggimenti di fanteria, camuffati all'europea, ad 800 uomini, cioè 80,000 uomini; 3 squadroni di cavalleria a guardia dello Schah, cioè 500 uomini; 10 reggimenti d'artiglieria, cioè 5000 uomini con 200 cannoni. Il numero degli irregolari ascende da 40 a 50,000. È vero che questo esercito, senza ordinamento fisso, sen~a istruzione, reclutato in cento modi e in tutte le età della vita, armato di ogni vecchiume europeo, senza disciplina, senza spirito militare di sorta, non rappresenta una gran forza;

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3,i.5 LE FORZE DELLlGERAN'rI ma la sete di rapina è una leva potente e i Turchi non hanno gran che di meglio da opporre nei loro Basci-Bozuk o negli irregolari del Tigri e dell'Eufrate. In ogni modo il VI· corpo turco (Irak), che comprende sul piede di guerra 20,000 uomini di nizam e 5000 cli redif con 66 pezzi, rimane legato in Asia a difesa della frontiera persiana. Qualcuno, guardando vagamente all'Asia centrale, all'immensa estensione di territorio ed alle razze variopinte che lo abitano o che lo percorrono, crede che la Turchia possa, per entusiasmo religioso, avere in esse un pot~nte alleato. Ma qui è d'uopo ricordare che la Russia marcia lenta e sicura verso le sacre sorgenti dell'Indo, che ogni sua nuova conquista viene assicurata da fortificazioni a difesa attuale e ad offesa avvenire, chè l' Amù-Daria, l'antico Oxus, dal lago di Arai può essere risalito dalle piccole flottiglie di guerra (6 vapori con 15 cannoni), a traverso i deserti di Chi va e di Bochara per 1600 chilometri fin quasi 'alle frontiere del Kochand, che lungo il corso di questa via di operazione russa sono stabilite parecchie teste di ponte per tenere in rispetto il paese, le cui molli e vanitose popolazioni non hanno veruna forza di resistenza. Corre voce che Inghilterra e Turchia facciano assegnamento sopra Jacub Beg, signore del Turkestan orientale, il quale secondo Vambery dispone di un 50,000 uomini ripartili in battaglioni e reggimenti all'europea, addestrati e disciplinati all'ingles e e muniti. di fucili e cannoni cfall'Inghilterra. Ma il Tu2-,kestan orientale strategicamente è dei. Russi perchè colla recente occupazione della Fergana sono in mano loro tutte le gole della Thianschan, ed essi P?Ssono calare sopra Kaschgar, la cap!lale, senza che le povere fortezze, cinte di ripari di ·creta e di paglia, sieno in grado di opporre una resistenza qualunque. Come potrebbe poi Jakub beg prendere l'offensiva ora che,i Russi, signori del Syr-Daria, gli sono sopra minacciosi, ed anche presa l'offensiva, come potrebbe avanzare per gli


GUERRA D'ORIENTE

11uran,

sconfiaati• deserti del urtando lungo le poche vie di comunieazioni in fcfrtezze presidialìé da battaglioru russi~ È noto come poche sotnie d.i Cosacchi bastino a spazzare il paese, come le varie tribù sieno povere, fiacche, malcontente, divise, disseminate su vastlssimi territori, come i Russi non abbiano bisogno cli contare il nemico, perchè, per esempio, nella battaglia.di Taschent ;1600 di essi hanno posto in fuga 40,000 indigeni sebbene armati di artiglieria rigata e dì fuci li Minié. Stando alle ulLime nobizie i Russi hanno nel territorio del S.yr-.Daria di fronte a ~ochara ed ,al Turkestan orientale 25 battaglioni di fan teria, 10 reggimenti di cavalleria, 80 pe:uzi da campagna e da montagna, in complesso da 40 a !~5,000 uomini. Si dice ora che il generale Skobelow , il conquistatore del K.ochand, il vincitore dell'insurrezione del Turkestan meridionale, abbia l'incarico cli formare un co1'po volante per scorrazzare alle spalle del nemico disperdendo le bande nomadi che qua e là potessero sollevare le scimilarre a sostegno della mezzaluna.

VI. La flotta russa si . compone di 29 corazzate, di 86 vapori di guerra, di 38 altri vapori tra armati e r::.on armati e di 70 navi di trasi)orto: in tutto 223 navi con 561 cannoni ed un personate di 198'1 ufficiali e di 16,211 mar inai. Sono in costruzione 5 corazzate e due vapori di guerra . Codeste navi dai mari che cingoo.o l'immenso impero si dividono in flottiglie del Baltico, del Mar Nero, del Caspio, del Mar Bianco, del Mar di Siberia e del lago di Aral. · In seguito alla guerra di Crimea la Russia non poteva tenere nel Mar Nero che 4 corvette e 6 navi minori. Ma la guerra franco-ger-manica le porse occasione di uscire da queste angustie, sicché ora. ha una flotta del Ponto composta

LE FORZE BELLIGERANT'l'

3t7

di 2 popowkas (No·wgorod e vice ammiraglio Fopow), nacvi r0tonde corazzate destinate a difesa dei porti e delle coste, ciascuna con 2 cannoni; poi 4 COl'vette, 7 vapori, 2 yacth, '14 schooner, 3 navi a vela da trasporto. In tutto 32 navi con 103 cannoni. La società di navigazione del Mar Nero è obbligata, iri caso di guerra, a mettere i suoi vapori a disposizione dell'autorità militare. V'è eziand:io una piccola flottiglia lirasportabile pel .Danubio. . La flotta turca comprende 8 fregate corazzate con '112 cann~:mi 9 cor vette corazzate éon 39, 2 monitors a torri con 8, ' 7 cannoniere blindate con 14, 5 fregate con '115, 10 corvette con 1'17, 26 yacth a vapore con '112, 34 piccoli vapori con 85 cannoni, 4 vapori da ~raspor-to in legno, '14 navi a vela - in complesso :130 navi, con 64-t cannoni e 28,000 uomini d i equi- , paggio. Quale sia lo spir-ito militare, cruale il valore, l'istruzione, l'abilil:à dei marinai, come sieno comandate queste navi .... è flifficile dirlo. Alla mor•te cli Abdùl Aziz la flotta turca stava, spettacolo di pompos a impotenza, nel Bosforo; ma senza dubbio l'Inghilterra, che ba tanto interesse a paralizzare la signoria russa nel Mar Nero, vi ,ivrà provveduto, perchè a quest'ora la mezzaluna corre minacciosa sulla vasta estensione di acque che dividono in due il teatro della guerra ed ora si accosta ad Odessa, ora mira a Poti, ora bombarda Nicolaja, ora è in vis ta della Cr.imea. Per> mare mutano le part(: la Turchia, sostenuta oggi moralmente, domani forse effeltivamente dall'Inghillerra, h.a il contegno aggl'essivo; la flo tta russa non è in grado di prendere il largo e deve appagarsi di difendere le coste sue. Le quali del rimanente sono assai cliffìcilmente abbordabili sia pee la natura di esse, sia per le difese da lunga mano preparatevi, sia per le truppe mobili che vi stanno a guardia, si~ per le molte torpedini, nell'uso delle quali i Rusdi sono assai destri, che coprono i punti del litorale più esposti a sbarchi pericolosi. In ogni caso la fiotta turca, anche da sola, serve moltissimo a facilitare l'approvvigionamento della truppa ed a


·3,i8 GUERIIA D'ORIENTE - LE FORZE BELLIGERANTI ringagliardire la resistenza in ispecie nel grande quadrilatero strategico appoggiato al Danubio, ai Balkan ed al mare, formato dalle piazze di Rutschuk, Silistria, Schumla, Varna. L'Inghilterra ha ora nel ~,far Nero 11 corazzate e 13 altre navi, con 1fi7 cannoni e 5600 uomini di equipaggio. La tloLtiglia turca del Danubio comprendeva al cominciare delle ostilità 5 cannoniere blindate e 4 scialuppe cannoniere. Hobbart pascià si trovava a Rutschuk a bordo di una scialuppa quando i Russi avevano già occupato l'arco che forma il Danubio da Braila a Reni. Gli riescì sguisciarne passando sotto i cannoni di Galatz. Ora torna, e colla flottiglia, rinforzata probabilmente da un paio di monitors, prende attivamente l'offensiva ed inquieta le operazioni dei Russi, i quali potrebbero per avventura chiudergli il Danubio dove è il vel'Lice del Delta mediante torpedini. In questo caso la flottiglia turca non potrebbe più efficacemente concorrere alla difesa del gran fiume. Ma è tempo che deponiamo la penria in attesa di ulteriori avvenimenti. Roma, 12 maggio 1877.

MaggioT'e O.

BARATIERI.

LI s·R I E P E R I O D I CI

Della leva sui giovani :nati nell'":nno 18:ili e delle vicende dell'ese1•cito dal 1° ottobre· 18'15 al 30 settenafn•e l.8'1tJ. - Relazione del

ten1-nte generale

FEDERICO TORRE

a S. E . il

MINISTRO

DELLA GUERRA.

Da quest'opera notevolissima, che segna un passo consolante nella scienza statistica italiana, togliamo qualche dato e qualche cifra riassuntiva imperocchè il voler trattare delle singole parti ci condurebbe in un campo troppo vasto e troppo estraneo all'indole del ·nostro periodico. La forza dell'esercito al 30 settembre 1876 era di uomini 90'1,700, dei quali 628,804 nei ruoli dell'esercilo permanente, 270,973 in quelli d~lla milizia mobile, oltre 1,923 ufficiali di riserva. L'esercito pe1'manente contava:

Reggimenti di fanteria 230998 Distretti militari 211184 Compagnie alpine . 7232 Bersaglieri 39:-119 27445 Cavalleria . Artiglieria·. 57571 Genio 10211 Carabinieri reali e aggiunti 19706 Scuole militari e reparti d'istruzione . 4331 Compagnie di sanità . . . 3705 Corpo invalidi e veterani . 1315 Depositi dei cavalli stalloni 214 Compagnie di disciplina. . 542 338 . . . ti Uomini di governo Sla b11• 1.me~ Carcerali . . . . 346 . m1htar1 ., , 1-. 8C1USI . . . . 400 di pena Nei reclusori . . 743 11166 Ufficiali in servizio attivo . . . 168 » in aspettati va o disponibilità 1870 » di complemento

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ESER.Cl'tO PERMANENTE

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La milizia mobile contava:·

TEMPO

Fanteria di linea e bersaglieri Compagnie alpine Artiglieria . Genio Ufficiali. . . Officiali della riserva .

251631 2024 '12158 2847 2313

l

passato sotto le armi

270073

- - - -· j923

901700

Da questi togliendo i 17,440 ufficiali di ogni grado ed arma, rimanevano 884,260 fra sotlufficiali, caporali e soldati appartenen'ti ~Uleser-eito perman~nte e alla milizia mobile, ,cioè: Esercito permanente

SoLtufficiali. Caporali. Soldati Totale .

15084 68945 531571 615600

351

11. PEftlOOICI

LIBRl

Milizia mobile

:H70 15940 249250

-268660 -

Totale

1.8554 8{885 780821 884260

Dei quali, 148,615 dell'esercito permanente erano sotto le armi, gli aHri in congedo illimitato. Ecco la situazione loro secondo il lempo effettivamente passato sotto le armi.

SOTTO 1,B J.H)SI

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Punto 538 0,09 47066 7,65 4760i Non oltre 2 mesi per la semplice istruzione . 11 0,00 'l50665 24,48 150676 Da un giorno a 6 mesi 1040 0,'17 29083 4,72 301,23 Da 6 mesi ad un anno 58975 9,58 3572 0,58 62547 Da 1 a 2 anni 46460 7,55 16899 2,7b 63359 Da 2 a 3 anni '1'1225 1,82 147875 24·,02 '159'100 Da 3 a 4 anni 7624 1,24 54805 8,90 624,29 Da 4 a 5 anni 3594 0,58 '14518 2,36 18112 na 5 a 6 anni 4353 0,71 1356 0,22 5709 Da 6 a 7 anni 2437 0,39 90 0,02 2527 .. Da 7 a 8 anni 2508 0,4'1 21 0,00 2529 I Da 8 a 9 anni 969 0,16 15 0,00 984 Da 9 a 10 anni . 887 0,14 8 0,00 895 Da 10 a 1.1 anni 166'1 0,27 7 0,00 1668 I Da 11 a 12 anni '1'184 0,19 1 0,00 1185 Da 12 a 13 anni ·109:l 0)8 4 0,00 1097 ' Da 13 a 14 anni 619 0,10 619 I Da 14 a 15 anni 472 0,08 472 " Da 15 a 20 anni 1808 0,29 1808 " Da 20 a 25 anni 1066 0,171 " '1066 " I ,. Più di 25 anni 1091 0,'18 » 1091 ))

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Totale dell'esercito permanente . . 149615 2-4,30 465985175,70 6'15600 100,00


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ritoriale non sia stata promulgata che il 30 giugno 1876, tu tta via i suoi principi cardinali fu rono stabiliti dalla legge del 7 giugno dell'anno antecedente, la quale obbliga tutti i cittadini al servi2io m ilitare dal tem po della leva della propria classe al 31 dicembre dell'anno in cui compiono il 39° anno di età. Ques ta legge eslenclendo coll'ar ticolo 25 le disposizioni fon damen tali ai mililari i quali alla sua promulgazione erano ancora vincola t.i al servizio rese possibile l'immedia ta formazione della m ilizia territoriale. Così al 30 seUembre 1876 la m ilizia terr itoi·iale contava già 143,943 uomini così distinti per pr ove nienza: Dall'esecciLo permanente ·direttamente dopo compiuta la ferma temporanea di anni 12 1tt0 mini appartenen ti- a lle compagnie operai e da costa dell'a rtigl ieria, alle compagnie del treno e alle compagnie di sani là e quelli cli cavalleria della classe '1846). . . 5372 Dall'esercito perwanente dopo compiuta la ferma permane.nte (soltufficiali, carabinieri, assolda ti, riassolclati, ecc). . . . . . . . . . . 1178 Dalla milizia mobile al termine della ferma temporanea (uomini appartenenti in massima par te alla classe '1843} . . . . . . . . . . . . 35654 Dalla milizia mobile (uomini della 2• categoria della classe 1846). . . . . . . . . . . . . . . . 47135 Dalla leva sulla classe 1855 (uo mini assegnati alla 3' categoria) . . . . . . . . . . . . . . . b1705 Dall'esercito permanen te e dalla miìizia mobile (uomini della 2• categoria delle classi precedenti a quella del 1855 passali alla 3• categoria in v irtù dell'articolo 95 della legge) . . . : . . . . . . . 939 Dall'esercito permanente e dalla milizia mobile (uomini di 1" e 2" categor ia delle classi an tecedenti a quella çlel 1855 passali alla 3• categoeia in vil'tù dell'articolo 96 della legge). . . 1360

268660 100,00 268660 100,ool

- -- - Total e generale ( esercito permanente e milizia mobile). 1514961

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- - Totale della m ilizia mobile . . . . .

JN CONGEDO

S0TT0LRAR1!I

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353

Milizia territoriale. - Sebbene la legge sulla milizia ter-

-

<I)

Punto Non oltre 2mesi perla semplice istruzione . Da un giorno a 6 mesi Da 6 mesi a un anno Da 1 a 2 anni . Da 2 a 3 anni . Da 3 a 4 anni . Da 4 a 5 anni . Da 5 a 6 anni . Da 6 a 7 anni . Da 7 a 8 anni . Da 8 a 9 anni . Da 9 a 10 anni. Da 10 a 11 anni Da 11 a 12 anni Da 12 a 13 anni Da 13 a 14 anni Da 14 a 15 anni Da 15 a 20 anni Da 20 a 25 anni Più di 25 anni.

E PEll !ODICI

LIBnl

" 734645

----1 ·

~~

· Il

Numero totale.

. . 143943

Fin qui il proemio della R elazione; la quale · è dis ti nta in due parti, n ella prima delle quali t:·atla d Ile operazioni della leva sui nati uel 1855, e nella seconda degli aumenti e delle diminuzioni della forza dura nte il periodo scorso fra il 1° ottobre 1875 ed il 30 settembre 1876. ANNO XXII , VOL. li.


E PEl\IODICl

LI Blll 354, G-li inscr-ìtti sulle liste di leva di ((uesta classe s ommavano

a 288087 cioè: Capilis ta. . . . . . . Omessi di leve ànteriori. NaU nell'anno 1855 . Totale

N. 2218:3 D 2428 • 26a476 288087

il ,1ual numero; fatte le debite cancella:tioni dai commissari <Cl.i leva, si r idusse a 269581 . Su questa leva dovevasi, a termine della relativa legge, ,pr elevar e un contingento di 1' categoria di 65,000 uomini, il .quale fatto il r iparto, si trovò essere nella proporzione del 26,27 per cento. I Consigli di leva tennero in complesso 4871 ·sedute, e gli inscriUi riconosciuti non idonei al servizio militare sia dai consigli di leva, sia dai distl'etti, sia dai -corpi, furono 67337 cioè: . 25272 per mancanza di stat.ur a . . 42065 per deformità od infermità G7337 Il totale dei riformati fu quindi nella proporzione del 24,98 per cento sul numero totale dei 269581 inscritti sulle liste d'estrazione, del 9,38 per cento fier difetto di statura, del 15,60 per cento per deformità ed infermità. In questa leva 1855 furono accotclate 51~176 esenzioni definitive dal servizio militare (è noto che secondo l'articolo 3· della legge 7 giugno 1875 gli idonei al servizio militare non aventi diriUo all'esenzione del servizio fanno 'passaggio alla 3· categoria), sicchè 5'1376 inscritti furono assegna:ti alla ~1· categoria. Oltre le esenzioni definilive dal servizio di 1' e 2• categoria ne furono accol'date 147 temporanee in virtù dell'articolo 94 della legge, ed fn conseguenza le esenzioni in totalità furon o 51523, nella proporzione del 19 per ce11to sui 26958'1 inscritti s ulle liste d'estrazione. In questa leva si ebbero ancora 29937 inscriLti i quali furono rimandati alla leva sulla classe 1856, si ebbero 82 surrog'a1.i.oni Cra fratelli , ed eranvi 173!f giòvani i quali appartenenti per rag'i one d i età a questa leva si trovavano già sotto le arini, vuoi c:ome ù.fficiali, vuoi come. 'a llievi degli istituti militari, vuoi ne' corpi vari dell'esercito come volontari ordinari.

Vennero dai consigli di leva dichiarati renitenti, non es-sendosi presen tati all~esame e all'arruolamento, 9428 giovani, i quali sono nella proporzione del 3,50 per cento sul numero totale degli inscritti, mentre nell'anno precedente erasi avuto una proporzione del 3,95 per cento . 11 contingente di t• categoria venne poi composto come segue: 76 Surrogati di fratello. . . . . • 1498 Volontari ordinari già in servizio 157 Allievi negli istituti militari . . . 7'J Ufficiali. . . . . . . . . . . . . . . Volontari d'un anno secon9-o la legge 7 giugno 73 1875 . . . . . . . . . . . . Volontari ammessi a ( Colle norme della 88 ritardarel'annodi ser- ) legge19Iugli_o 1871 vizio J Col~! nor_1?e della 74 ~ lei:,.,,e 18 ,o . . . Studenti universitari che ottennero di ritardare il servizio . . . . . . . . . . . Affrancati dal servizio di l ' categoria. Renitenti di leve anteriori arruolati in conto 687 del contingente . ' . 60707 Inscritti arruolati . . . . . . . . . . 64399 Deficienze effetti ve . . . . . . . .

601. 65000

La 2' categoria ris ultò composta di 147% uomini, ed alla 3' categoria infine ne fecero passaggio 5'1513, sicchè alla chiusura delle operazioni della le':a gli uomini del)e tre cate-· gorie furono:' p categoria.

2• 3•

" )J

6'1464

44766 51513 157743

A questa cifra pero è d'uopo aggiungere altri 602 uomini, già sotto le armi od ammessi a ritardare il servizio, con che ottiensi il numero di 158345.


356 Di qu.esti :1.58345

LIBRI

E PE1l/0D1Cl

sapevano leggere e scrivere . . 70379 cioè il 44-,4;.i per '/, sapevano soltanto leggere . . 5936 » ::i,75 " non sapevano nèl0ggere nè seri vere 82030 » 51,80 • e questi dati, paragonandoli con quelli delle leve anteriori, dimostrano che il numero degli analfabeti, sebbene lentamente, pur va scemando in tutte le regioni -d' Italia. Gli inscritti formanti il contingente effeUivo di 1• categoria ebbero la d~stinazione seguente: 840 Granatieri . Altri r eggimenti di fanteria 32587 2662 Distretti militari . 940 Compagnie alpine. 5220 Bersaglieri Cavalleria . 3950 11 Depositi dei cavalli stalloni Sqlladeone di palafrenieri . 140 Artiglieria . 61-Btr 15'.3,3 Genio. 802 Carabinieri reali Reparti d'istruzione 241 Personale permanente degli 3.J. istituti militari . 441 Compagn ie di sanità . . . Compagn ie di disciplina e sta16 bilimenti militari di pena . Fanteria real marina . HO 56324

Come s i r ileva mancherebbero in questa cifra di 56:12-15140 individui a raggiungere quella di 61464 più sopra r iportata; ma ques ti 5HO uomini rappresentano i coscr itti disponibili chiamati a colmare i vuoti lasciati nelle file dai riformati, dai mandati r ivedibili alla nuova leva, ecc., onde una s imile diminuzione è in gran parte effimera , poiché e i coscritli disponibili ed i sospesi dalla parten7.a l'ahno pur sempre parte r eale e positiva del contingente. Passando alle varie vicende s ubite dall'esercito nel per iodo dì tempo contempla to dalla Relazione troviamo che, se-condo la disposizione ministeriale del 22 agosl<? 1876, dal 1.' al 5 seltembre e dal 15 al 25 dello s tesso mese furono man-

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-0ali in congedo illiroita,lo 55686 uomini, cioè :3 sottufficiali, 11678 caporali e 44:000 soldati . Nel corso dell' annp poi ottennero il congedo assoluto 210p in virtù degli art icoli 9,5, e 9u della legge sul r ech1tamento, e 2912 dietro ras~egna di rimando; infine furono collocati a riposo o giubilati 2ii2, cd altri 20 a1flmessi a pensione per r iforma. I cancellati dai ruoli, pHr chè condannali a pene numerate nell'articolo 3 della legge sul reclutamento furono 137, e s i perdettero per morte 34:08 uomini, dei quali 2146 sotto le a r mi e 1262 in congedo illimitato. È difficile lo addentrarsi in tante serie di cifre dis poste con bel ordine in tavole compilate colla cura più minula. Ad ogni pi,è sospinto s i trovano confronti che invitano .alla medita.zione. sullo sviluppo intelleLLuale e fisico dell'esercito nostro il quale ora . più che mai rappresenta l'intera nazione. Fer)Ilandosi su q uelle lunghe colonne cli riumeri esse acquistano vila, colore, utiliLà pratica e suggeriscono allo. statista, all'econornista, al ri:tilitar-e, all'ig ienista campo amplissimo di utiJi sJudi. Esse si presentano in tutta la loro.semplicità colla loro logica inesorabile, senza gli schemi preconcetti, sen za i secondi fini che fanno lalvoHa della statistica una scienza pericolosa per la veritì1. Loro unico scopo è di fa re coll'esattezza di ogni cifra più minu ta la s toria della leva del '1855 e delle vicende dell'esercito dal 1° oLtobr.e 1875 al 80 settembre '1876.

B:revi 11:p11u,1ti stitH'istru,~ione delle 1.•eclute ~ sulla fe1•a1ti della n,,s"t,•ti /'tinte,•iti . -

Piacenza, 1877. tesimi 80).

Tipografia G. Favari. (Prezzo cer.-

Additiamo con piacere questa recente pubblicazione. Son poche pagine scritte con modestia, ma che dimostrano nel,l'anonirno autore molta pratica e sopra lutto mollo amote pel servizio. L'argomen to trattato con particolar cura si riferisce all'istruzione delle reclute. Esso ihteress;:i. più che non pare il va lore tecnico e morale dell'esercito, e pertanto crediamo meritino gratitudine quegli ufficiali che ne fanno parLicolare -oggetto dei loro studi.


E PERIODICI

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UBRl

Nella prima parte l'autore comincia dal dimostrare ,~he il tempo di nove settimane fissato dal regolamento per 1istruzione delle reclute non debba essere in nessun modo abbreviato . Fa perciò voli · che la chiamata delle nuove leve sia regolata in modo cl.te le reclute gi~ng_ano ai corpi nel corso del mese cli gennaio, affinchè non s'abbia ad accelera~e la loro istruzione per poterle riunire agli anziani il t• aprile come è prescritto. . vorrebbe inoltre che precipua cura s i ponesse a togliere dall'animo loro quell'avversione al servizio militare che _generalmente predomina nelle popolazioni incolte, d1 s~acc1~re la diffidenza il timore esagerato che le opprime nei prnm giomi . P er~iò fìn da quando giungono al distretto, l'uffi ciale mandato dal corpo a riceverle dovrebbe tener delle , conferenze e far loro ben comprendere« che il buon soldato è amato dai superiori e che è oggetto di continue cure e premure; aprire il loro cuore alla speranza di p oter ri:7edere dopo 6 o 7 mesi la famiglia, mecliant_e una piccola hcenz~_, premio questo non . conc~ss~, a _tu~t1,. m~ serbato ai ~iu puliti, ai più a ttenti ed a1 prn d1sciplmat1; accennar~ che ai mio-liori tiratori ai migliori per condotta e per is truzione ;iene accorciata la ferma; segnalare quelli del loro di· stretto se ve ne sono, che ottennero tale premio, e contemporan:amente coloro che per deficienza d'is1:uzidne letlera1:ia rimasero solto le armi. Far cenno di quelh che s1 macchiarono di reati e che ora stanno sconlando la pena in carcere ad una compagnia di disciplina; parlare del _dolore che 0 avranno provato i genitori di quei cattivi soldati nel veder ritornare la classe senza i propri figli; toccare insomma con mano maestra tutli quegli argomenti che parlano al cuor? e che sono tanto uWì per r ialzare il morale di quei giovani, per disporli bene alla nuo~a _vita che _li at_t~nde, e p_er co_n~ vincerli infine che i super1or1 sono gli am1c1 e non I nem1c1 dei soldati ". All'arrivo al corpo, soggiunge l'autore, le reclute vi ~o~ vrebbero essere r icevute con pompa. È certo che un po eh musica due parole del colonnello, non possono non pro· durre ~ltimo effetto sulle impressionabili menti dei giovani coscritti · ma senza dissentire da ciò, confessiamo che avremmo volut~ accennato ch'è nella propria compagnia che la _re· cluta deve trovare la sua nuova fam iglia. La pompa è Hnpressiooe molto fugace se non è prontamente seguita da

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un certo materiale benessere, da quella sicurezza che deriva dall'ordine e dalla regolarità in tutto ciò di cui la recluta si vede circonda ta. Ed a questo proposito non sappiamo consentire nella proposta di far accasermare a parte e per. battaglione le reclute durante tutto il periodo della · loro istruzione. « È positivo, dice l'autore per sostenere la sua proposta, che non sempre i soldati anziani tengono nelle camerate quel contegno serio ed esemplare che dovrebbero osservare sempre, ma specialm~nte di fronte alle reclute; vi sono nelle compagnie quei tali che ambiscono spiccare sugli altri; sono maldicenti, chiacchieroni, malcontenti di tutto e di Lutti, e che in mille guise cercano cli s cemare ilpl'estigio di un ordine, di un'istruzione o di un rimprovero clalo. Quanto tutto questo possa nuocere all'educazione delle reclute non dovrò spendere parole per dimostrarlo. Vi sono poi i prepotenti che, se loro si presenta il destro, abusano in mille maniere sui giovani soldati e lor amareggiano quei primi giorui, nei quali appunto avrebbero maggior bisogno cli conforto ». Noi abbiamo tutto il rispetto per l'esperienza che l'autore dimostra; nondimeno il dovere della critica c'impone di esprimere la nostra opinione su cosa che ci sembra di non trascurabile imp9rtanza. Anzitutto non abbiamo i soldati anziani in tanto cattivo concetto; se, come è pur probabile, ogni compagnia conta qualche discolo, la grandissima maggioranza è di buona indole e spontaneamente si presta ad aiutare i nuovi arrivati , ad alleviarne i f'astidii che inevitabilmente accompagnano l'inesperienza del ser vizio militare. Ciò posto, ci pare che la reclutà si debba meglio famigliarizzare coi suoi doveri e con le abi tudini cli v; ta tanto diverse da quelle generalmente contratte dai nostri contadini, mettendola subito a contatto coi suoi compagni. L'istruzione d'una recluta del resto non è solamente queJJa t,assativamente determinata dai regolamenti, ma vi è pur quella che riguarda il modo cli comportarsi nei più minuti particolari della vita intima militare, e per c ni è necessario metter vicini di letlo, come generalmente si usa, un soldato anziano ad una recluta, oltre alla vigilanza assegnata dal regolamento di disciplina ai caporali, soltuffi.ciali e comandanti di comp,agnia perchè ovunque e sempre siano manlenu Li l'ordine e la disciplina. Riunite le reclute di un b,atta-


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LlDRl

glione in locale sepai·ato, ammesso pure che si evitino taluni inconvenienti del contatto con g'li anziani, se ne perdono però certamente i moltissimi vantaggi; non si ha più. un peesonale sufficiente a dir igere le reclute nelle minute operazioni della nuova loro esistenza, e, bisogna anche dirlo, non vi è più l'occhio del p1·oprio capitano il quale solo ha tutto l'inter esse e tu Lt.o l'amore per ciò che riguarda la s ua com pagnia. Fatta la proposi.a rl'accasermare le reclute in locali separati e per battaglione, l'autore è costretto a proporre ancor·a che, non solamente l'istruzione individuale e di plotone del regolamen to d'esercizio e l'esercitazione di marcia siano fatte per battaglione, ma tutte le altre pr escritte dal § 60 del regolamento d'istruzione e di servizio interno, le quali ora s i fanno per compagnia. Ed anche in ciò siamo costretti ad osservare che ci spiegheremmo facilmen te se un ufficiale presentasse la propos ta contraria, cioè che tutta intera l'istruzione della reclu ta fosse fatta per compagnia, impet·occhè la compagnia è l'ente organico più interessato nell'istruzione elementare dei suoi solJal.i. Il regolamento, forse per ottenere una maggiore omogenei tà di metodo nell'istruzionè con l'amia, ha creduto utile di ripartir questa per battaglione; ma la proposta dell'autore, q ua lor a venisse acçolta, toglierebbe alla compagnia molla dell'importanza che l'è necessaria, sia come elemento 0rganico, sia come elemento tattico. Noi non potremmb che applaudire tutte le ragionate proposte che mirassero a meglio ripar·tire il lavoro organico fra i vari elementi tattici di ciascun'arma, e che facessero megl io spiccare l'importanza tanto del battaglione nella ·ranteria, quanto degli omologhi elementi nelle altra armi; ma questa r:naggiore importanza non deve essere a scapito degli elementi inferiori, non dev'essere cioè un accentramento nel maggiore delle attribuzioni dei capitani, ma piuttosto il discent1·amento di quelle dei comandanti di reggimento. Del r esto l'autore stesso riconosce che le conferenze morali devono sempre' esser fatte dai propt'i comandanti di compagnia e non dagli istruttori assegnati in comune a tutte le reclute del battaglione. Non r ileveremo neppure la dif'ficoltà che, col s is tema d'accasermamento proposto dall'autore, incontrerebbe l'attuazione di cosiffatta eccezione; ma c'interessa far notare come implicitamente egli convenga che la parte educativa, dove l'apparenza è nulla se scompagnata

361 E P ERIODIC I dal sostanziale e retto sviluppo delle facoltà individuali rispetto all'utile dell'esercito, non possa meglio essere affidata che ai comandanti di compagnia. Se dunque il capilano è il migliore educatore dei suoi soldati, sarà anche, e per la stessa ragione, il migl ior' istruttore, perchè l'educazione e l'istru.zione individuale non possono in nessun modo separarsi, mirando i due insegnamenti ad un unico scopo è completandosi a vicenda . Accennati così i principali punti dove ci troviamo in disaccordo con l'auto1'e dell'opuscolo che esaminiamo, nel resto s ia mo lieti di convenire in tutte. le sue osservazion i e proposte delle q uali tutta via ci ries,~e impossibile di dare, come pur vorremmo, un più esteso resoconto, entr·ando esse nelle queslioni iniportantissime sì, ma non riassumibi li di orari e di ripartizion i delle istr uzioni. Noteremo nondimeno essel'e rimarchevole l'attenzione che l'aulore porta alle più minute particolarità, perctlè siamo convinti cli e nell'aclLleslramento ind ividuale elementare non s i possa mai temere la taccia di pedanti e tutti i particolari acc1uistino un'altissima importanza. Rispetto agli orari, l'autore vorrebbe che non fossero mai eccessivamente g1•avosi, perchè crede che non sempre il prodotto <li questi è in ragione diretLa con le ore ed il numero delle istl'uzion i impartite. Quindi propone un orario graduale, afiìnchè le reclute possano abituarsi gradatamente alle fatiche lol'O imposte. Tratta dei metodi per le istl'uzioni tanto pratiche quanto teoriche, e poscia, sulla base dell'orario stabilito, redige un quadro di ripartizione delle varie istruzioni in 62 giornate. Con questo quadro e le r elaLive annotazioni, l'autore mette fine alla prima parte del s uo lavor o. La seconda parte, che trattù particolarmente de.lla /'erma. della nostra .fanteria, sia. per l' indole sia per la brevHà non può svolgere una questione capitale, ma appena accennarla. Si fanno voti perchè la ferma di tre anni soUo le armi non venga ancor ridotta da congedamenti anticipati. Tale questione è presto r isoluta dal punlo di vista tecnico, ·ma va pure considèr ata dal punlo cli vis ta amministrativo. · Si fanno alcune assennate osservazioni sulla istituzione degli ufficiali di complemento e del volontariato di un anno. L'autore crede che, troppo pr·eoccupati a voler la quantità r ichiesta dai quadri, siasi alquanto trascurata la qualità dei


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E PERIODlCI

sollotenenti provenienti dai volontari; e bramere bbe, se fosse dalla legge consenli to, una epur azione in tale classe, e magaiore esi,,.enza per l'avvenire in falto <l'islr uzione. 0 Tnfine, ~ itornando s ulla fe rma del solda to, si propone che la chiama la sotto le armi sia anticipa ta cli tre mesi, tenendo con to delle reclute che· dalle provincie m eridiona li ven gono destinate ai reggimenti di stanza nelle regioni setlenlr ion_ali in una stagione in cui il freddo fa maggiormen te sentire le privazioni della vita di famiglia .

coli, questa quarta par le av'r ebbe dovuto lraUare della s truLegia; ma per modificazioni introdotte nel progr am ma d'insegnamento della scuola militare di St. Cyr, la strategia ha ricevuto nella terza parte (Orandes operations de la guerre) il m odestissimo posto che nel peog ram ma primitivo era occupato ùalla s to1·ia della Lattica; l'ultima parte è s la La rise!'vatu

co,n•s d'a,•I, nailit,d,•e, par le c a pi taine H. BARTHE professeur tl.'art et d'his toire militaire à l'Ecole de Saint Cyr. - P a ris, l ibra i1fo C. Delugrave 1877 (fascicoli 18°, 19° e 20°). P rezzo Jell'intcra pubblicazione L. 20.

LEMY,

Sin dalla pubblicazione dei primi fascicoli di ques t'oper a ci siamo dati premura di onnunciarla oi nostri lettori (1). Abbiamo fa llo eziflndio osservare come l'autor e, ufficiale di m olla er udizione, avendo do vuto seguire la traccia di un prog ramma impostogli per adattare il s uo libro cli testo all'insegnamen lo dell'arte militare nella scuola di Sl. Cir, sia sL.aLo coslretto di dare a qualche parte uno sviluppo non proporzionato aJl'imporlanza della materia, e in qualche altra ad occup ar si di cose s uperflue. Anche quando l'autore pubblico sepal'alamenLe il volume intitolato: Petiles operationsde la gtierre ritornammo s ull'argomento pe1· fare rimarcare come il vizio originalo imprimeva u quella pa rte del lavoro un carattere soverch iamente scoltts tico, in cui le definizioni, le distinzioni e le m inuzie teoriche sovr abbondava no con danno di quella chiarezza e di quella commendevole semplicità d'idee che ornavano i primi fascicoli pubblicali (2). Abbiamo ora s ottocchio i fascicoli 18°, :19· e 20° i quali insieme al 17· conlribuiscono o. formare la quarta parte dell'opera. Siccome annunciammo fin dall'apparire dei primi fasci(1) Vedi dispensa del mese di giugno 1874. (2) Vedi dispensa del mese di febbl'aio 1875.

agli studi di storia militare.

'

Il dover riassumere in poche lezioni e quasi a mo' d'appendice del corso d'artn militare, dove la storia ha già servito qua e lù d'esemplificazione dei precetti teo rici, s tudi s torici che avrç bbero d,:>Yuto t1·0\'at' po~Lo in un corso speciale e la1•gamente svolto, ra sembrare quesL'ulLima parte «lell'opera del éapitano Barthelemy la meno buona ed anche la meno utile dell'i ntero lavoro. Già nel fascicolo 17°, dove comincia la parte s torica, sotto il titolo di schi~;;i slol'ici d'arte militare, l'autore aveva dato un ceuno degli 01•ùinamenLi militari dei G1·eci, dei Homani, del meùio evo, ùel xvi s ecolo, di Gustavo Adolfo, di Luigi X.IV, di Fccle.1·ico Il, ,lella l'Cpubblicu fl'anccso, di Napoleone T e dei · tempi fl ltuali. Dei fa~cicol i d i cni ci occupiamo, il 18· compeende lo studio elci!~ g uerre d<'I 180:'), l806, 1807 e 180!l in Germania ed in Italia; il Hr la campugna del ·18J9 in Halia; il 20- la guerra del ·186G in Get·mania ed in llalia. Ciascun fascicolo conta dalle 50 alle 60 pagi ne eJ è accompagna to da alcuni p iani dimo:>lralivi. · :'folla rislrl"Llezza dello 5:pazio concc::;sog!i, l'autore ha dovulo considerare i falli esposti siccome indipendenti dalle condizioni sociali e storiche dei popoli che quei falli produsseeo, esamina rli fu o1'i dell'am biente na tuea lc in cui si svolsero. Nè c:ò solam.enle, ma ha dovuto pu:·o spogliarli di tutte quelle ronsiderazioni d'indole anche semplic«•mente milif.ar e, senza IP quali tali s lncli pndono gran por te della loro uti lit.à. Cin che restn è una es posizione p iuna, metoclira, chia rissima dei movimen ti degli oserci li in ciascuna g uerra, ma che può sct·vir e tuLlo al più come preparazione allo slu<lio largo e appt·ofondito <lei fatti cho vi sono indicali . Ed inve1·0 l'autore stesso comincia il fascicolo 18•con queste parole : « Suppon<'n<lo noti ai nos tr i LeUori i particolari delle g uerr a del ·1805, '1 806, ·1807 e 1809 in Germania ed in JLalia, ne studieremo le principali operazioni <lai punto di visla esclusivamente strategico, affine d'inclicaec come devesi anzilulto procedere pel primo studio <l)ins iemc d'u na guerra •• . Proponendosi uno scopo tanto


E PEHIODICI

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lim italo (e l'aulol'c certamente vi sàrà stato cosLrelto dal programma). sl pu? .forse ritenere come sufficiente lo sviluppo dato alla descrizione dei fatti considPrati, sebbene in taluni ques to $lusso sviluppo sia tanto r islretlo che il le ttore non è in gra~o di far.sene un'idea abbastanza chiara per quanto sommarrn . Ma c1 sembra che se quesLi studi son des tinati a lellori i quali sentono il bisogno d'imparace il m etodo dello studio d'insieme delle g uerre per formars i di ciascuna un concetto generale. primn di analizzarne i par-Licolari e apprezzarne la portala e la ragione di essere, tanto più sarebbe stato necessario d'indicargli il metodo cln seguit'e. A dimos trare la nostra asserzione faremo un brevissiroo esam~ del fas~i~olo Hl° che contiene il racconto della campagna del 1~ù!:l. Preleriamo r1uesLo fascicolo agli altri per due ragioni: la prima perchè tratta di fatti r!iP pii, da virino c'interessano· la seconda perchè è l'unica campagna alla quale l'autore dato uno svolgimento, non diciamo !urgo, rna tale che permette qualche ?sservazione, cosa impossibile a farsi pe1· esempio, nel succmLo racconlo delle op1wazion i in lta lia nel '1866. Dopo a ver dala una soinmaria tlesrrizione degli eserciti che presero parle alla campagna del ·1859 e delle operazio1J i sino al comballimentodi Montebello, o dopo aver fatto osserva.ce che il corpo del gene1·ale Stadion fol'le di 2~,000 fanti, ·11-00 ca va lli e 40 cannoni, ru r espinto <lugli alleati for ti solamente di G!JJ3 fanli , 1294 cavalli e 6 cannoni, l'autore conchiude: " 11 combattimento di Montehello fu un g ran successo per le Lruppe frnnco-~arde; esso, per con seguenzA, f'u 1111 g1·ave sca~co _p er l'armata austriaca; ma il suo gener ale in capo non lo g iudicò così, egli per;:;is t/.J nel s uo errore; t·imase pers uaso elle le trup pe da lui inviale iu 1·iconos cenza aveva no loLLuto contro forze s uperiori in numero, e fu tanto più convinto che l'esel'cito francese e ,·a per portarsi in massa nella direzione cli Piac1mza ». Se Gyulai credette che la sua ricognizione avesse incontrato tullo il '1• corpo francese u Mon Le bello e se da ciò ne trnsso la conseguenza che lo principali operazioni degli alleali si dovessero svolger e nel la direzione di Piacenza, non ~ <.la ascriversi a m erit.o degli alleati. Gran m erito sarebbe s tato qualora, esponendo 7000 uomini a fronte di 25,000, g li alleali avessero fallo credere all'esistenza di un forte corpo dove non era; rna ciò non fu, perchè effeUivamenle luUo il 1.° corpo francese se non presente a Montebello, vi era assai vicino.

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L'aver dunque lasciato supporre al nemico l'incontro di for se 40,000 uomini, dal che esso oveva concluso che il resto dell'arm a la francese dovesse essere sca glionala a Castelnuovo, a Sale, a Tortona e ad Alessandria (come dice l'autore a pag .188 del '13' fascicolo), non fu altro che lasciargli s upporc·e la verità; e l'aver esposlo iOOO uomini co11t1·0 25,000, se constata un g1·ande valo1·e nelle truppe alleate che combulter-ono a Montebel lo, non r':, esempio dar.i lare come modello di condolLa militare . Dovrebbesi anzi segnalare come un erro1•e del maresciallo Baraguay d'Hillicrs il non aver fallo s ubilo accorrere tulle le sue forze s ul silo dell'azione; ta le l'u vt'ebbe cerlamente giudiealo il capitano Barth~lemy se le truppe della divisione Foeey e la brigata de So1Jnaz fossero s tate bultule. 11 ris ulLalo n on deve fat' ombra alla r agione, nè giustificare gli errori quando si vuol fare utile studio . << Gli Aus triaci (conti nua il capitano Barlhelemy) avendo sgombrato Vercelli per concenlrar,;i s ulla loro sinis tra in vista della grande ricognizione olTensiva che avevano eseguito nella stretta di Stradella, il generale Cialdini ne profitto per portare, il 21, la 4' divisione piemontese sulla riva sinistra della Sesia a Torrione e Borgo-Vercelli: ma il 23, Zobel ritornando col 7° corpo agli accanlonamen li che prima occupava, Cialdini fu obbligato di passare sulla riva destra del corso d'acqua e dovette conwnlarsi di man tenersi a Vercelli. La 1•, 2' e 3• divis ione sarda erano stato portal~ al soccorso della 4'; ma questa essendosi già r itirnLu, quelle formarono i loro movimenti il 24 e una calma completa reg nò durante qualche giorno sul fronte d'operazione dei due eserciti nemici». Leggendo t1uesle parole sembrerebbe che Cialdini il 23 avesse avuto la peggio sulla sinistra della Sosia, tanto da ripassare il J]ume e a stento manteners i a-Vercelli. Le tre primo divisioni sardo si affrettarono a soccorrerlo; ma non fecero in tempo e si arres lar-ono. Dove s i arrestasscl'o l'autore qui non lo dice, m a se si guarda al principio c.lella pagina 239, l'a scicolo ·1i- le quallro prim e divisioni sarde fin dal 22 erano raccollu presso Veecelli. RisLabilia mo i fatti nella loro verilù. li generale Cia ldini con la sua divisione e parte della divisione di cavalleria il 20 maggio occupo Ver· celli abbandonata dagli Austriaci. li 2t fece eseguire una ricognizione sulla riva s inistra, dovo fu attaccala e cacciala verso Novara la '/2 brigata aaslriaca ciel colonnello Ceschi. Il 22 stabilì meglio l'occupazione della riva sinistra 0

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assicurandosi di Torrione e Borgo Vercelli, gettando .un ponte sulla Sesia in sostituzione di quello s labile fatto saltare dagli Austr iaci, e mettendo mano alla cosLruziçme d'una testa di ponte. Il 23, cioè quando secondo il capitano Barthelemy la 4' divisione sarda sarebbe sta la costretta a ripassare la Sesia, il generale Cialdini sapendo che Palestro era occupata da truppe austriache (brigata \;,;1 eigl), vi spedì in ricognizione 5 compagnie di fan teria ed uno s r1uadrone. Queste tr uppcincontearono gli avamposti nemici a Brarola, li cacciarono innanzi a sè fino alla posizione di Palestro ed obbligarono così l'avversario a spiegare tutte le s ue forza,pei' diftmdersi; poscia ottenuto l'inten to ritor·nar-ono a Torrione combatlondo e tenendo in rispetto l'avversario. Alla sera dello stesso giorno la ¼ brigata ciel colonnello Ceschi ritornò da Novara verso Borgo Vercern, • ma fu ricevuta dagli avamposti sardi al molino Gamero e respinta. Il giorno 24, per ordine del comando in capo dell'esercito, il generale Cialdini abbanrionò Torrione e Borgo Vercelli e portò la massa delle forze a Vcecelli pronto tuttavia a ripassare sulla sinistra della Sesia. Fece perciò gettare un secondo ponte, e continuare alacremente la costruzione delle op<:>re sulla riva sinistra, dove restarono due battaglioni, una sezione d'artiglieria e le tl'uppe del genio. Queste truppe non abbandonarono più la riva sinistra della Sesia fìnchè poi il 30 maggio fu comincinto il grande passaggio, ma dal 23 al 30 la 4' divisione non vide più il nem ico. Ciò per la divisione Cialdin i: vediamo le altre. Il giorno 22, cioè quando la 4' divisione occupava Torrione e Borgo Vercelli, la 1' divisione ebbe ordine di por tarsi da Casale a Terranova, come riserva; la 2' di fare due dimostrazioni di passaggio della Sesia, una a Motta dei Conti, l'altra avanti Gazzo; la 3" cli rare una simile, dimostratione avanti Prarolo ; in fine la 5' farne ancora un' altra al Po sotto lo sbocco della Sesia. Tutte queste dimostrazioni dovevano eseguirsi con i maggiori mezzi, ma senza passare la Sesia. Le dimostrazioni produssero un vivo cannoneggia mento avanti Prarolo e avanti Gazzo, dove la 2" divisione gettò un ponte fra la sponda destra della Sesia e l'isolotto detto del Pontone, che occupò. Il 23 fu ordinato di ripetere le dimostrazioni come nel giorno precedente; prima che queste fossero cominciate, le truppe della 2• divisione ch'erano sulla sponda destra della Sesia e nell'isola del Pontone si trovarono esse stesse fatte bersaglio di un vivo cannoneggiamento del ne-

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rnico ma l'artiglieria di questo sopraffaLta dal fuoco di quella ' . . . s arda fu in brev'ora costretta a tacere e rit1rars1. La mattina clel 2lt.e del 25 simili e più violenti attacchi del n emico furono r ipetuti contro le truppe della 2' divisione, sempre però con lo stesso risultato. La 2• divisione non ab~ bandonò l'isola del Pontone che il 29 e solamente per recarsi a Vercelli dove il domani passò la Sesia. Ristabiliti così i fatti come risultano. dai molti documenti venuti in luce dopo la pubblicazione dell'opera Campagne de l'empereur Napoùon Ili en Italie , ~~ cui sola_mente . sembrà che l'autore abbia attinte le notizie, scaturiscono spontanee molte osservazioni, per chiarire l'andamento delle operazioni in quella campagna: .. L'opera testè citata asserisce che« Sin dal domam del combattimento di Montebello, Vimperatore Napoleone aveva ca'Pito che il conte Gyulai temeva per la sua ala sinistrf e. che si aspettava veder l' armala francese tentare di _aprirsi u~ ,passaggio sulla riva destra del Po. Egli allora risolvette di mantenere questo errore, manovrando da sua parte come se avesse realmente 1:ale intenzione ,i. Dopo ciò si capisce perchè l'opera dello s tato maggiore francese abbia dovuto torcere i~ qualche parte la narrazione di quei fatti che non andavano d1 accordo con la divinazione attribuila all'imperatoee. Il capitano Barthelemy in verità non vuole adular nessuno; ma lascia i fatti contorti come J'i ha trovali, o li tace quando non potrebbe spiegarli. Egli infatti racconta della divisione Cialdini quanto ha trovato scritto nell'opera dello stato ma~"'iore francese ma tace sulle dimostrazioni dalle altre d1.., ' visioni sarde fatte sulla bassa Sesia, perchè egl1' stesso non saprebbe spiegarle senza ammettere che il gran .movimento girante per Casale, Vercelli, Novara_ non era ment~ affatto previsto e prestabilito, ma era scatnr1to, cor~e quasi .tutte le operazioni di guer·ra, dallo svolgersi successivo degli avvenimenti. Perchè furono ordinate quelle dimostrazioni'? Per agevolare l'occupazione della riva sinist['a della Sesia colla divisione Cialdini, risponde l' opera Campagne de 'I: empereur. ,E sia· ma questo scopo sarebbe stato conseguito. c.ompletame;Le il 22 maggio. Perchè continuarle il 23, il 24, il 25 maggio? . Ci pare molto assennata un'osset'vazione ·eh~ a questo _Pro,posito ,fa la relazione ufficiale dello stato maggiore austriaco.


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LlBRJ

" 11 concentramento cli tre corpi francesi presso Voghera, (essa dice) dopo il combaLtimento di Montebello non poté avere altra ragione se non che il Umore .che il movimento offensivo intrapreso il 20 da. un solo corpo austriaco potesse essere seguito dall'intera armata. « Che il quarlier generale francese credesse seriamente a questa possibilità e che desso a nzi ne- fosse preoccupato, è chiaramente ed ampiamente dimostrato dallo alJarrne prodotto nell'esercito francese il 24, mattino in seguito ai rapporti di ricognizione dell'a divisione d' Autemarre e dell'avanzarsi di alcune pattuglie austriache, Helle quali vennè s uppos to l'avanguardia del nemico, e dalle disposizioni dell'imperatore. Le stesse dimostrazioni eseguite dai Piemontesi sulla Sesia dal 21 al 24- non potevano avere altro scopo. che di attirare !:attenzione degli Austriaci sulla loro ala destra, e tra.tlenere così la loro forza principale dalla probabile intenzione di procedere contro Voghera. " Ma con l'accennato contegno la s uddetta opera (Campagne de l'empereur Napoteon III) ha commesso un errore, tanto più grande che se l'imperatore Napoleone avesse realmente avuto s in dal 2l l'inlenzione di ingannare il conte Gyulai sulla direzione del suo avanzare, nec<~ssariamente avrel)be dovuto fare le dimostrazioni non sulla Sesia, ma sul Po tra Pavja e Stradella ». A s iffatto genere di confronti e di discussione delle varie fonti storiche la mente degli studiosi deve essere indirjzzata ed esercitata per non prendere gravi abbagli. Ma il capitano Barthelemy non vi bada e continua a citare date inesaUe che farebbero più gf'avi gli errori degli alleali. Egli asserisce che il 30 il 3° corpo francese gettava . dei ponti a Prarolo e cominciava il passaggio della Sesia, mentre il 4• corpo si portava a Borgo Vercelli. .Ma se ciò fosse stato perchè dopo il primo combattimento di Palestro non fu contin uata la ·marcia s u Bobbio e su Nicor-vo com'eea stato progettato? Il vero è che per la piena della Sesia il 3° corpo francese non potè getlare nessun ponte il 30, e solamente alla malt.ina del 3'1 maggio, dopo le 7, ne fu allestito un solo sul quale il 3° corpo passò durante i.I secondo combattimento di Palestro, e il passaggio non fn compiuto prima delle 3 1/2 di sera. Fu appunto per questo ritardo che l'esercito sardo invece di attaccare Bobbio si trovò attaccato a Palestro e Confienza.

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" Il 31 (continua il capitano Barthelemy) il comandante del 7° corpo austriaco venne in conseguenza ad a ttaccare gli alleati con due divisioni solamente; questi potevano a~lora fare enlra-ee in linea 14 divisioni di fanteria e 7 brigale di cavalleria ». Ma non ci dice perchè di ques te 14 divis ioni e 7 briga te, s olamente la 2• e la 4' divisione sarda rafforzata dal 3° r eggimeHto zuavi francese fmono impiegate a respingere l'aLlacco di Zobel. Forse perchè queste furono sufficienti a conseguire lo scopo'? No, perchè lo scopo era n~ttamente indicalo da 0 ·li orùini dell'imperatore : « L' esercito · sardo e il 3° corpo rr:ncese dovevano il 31 attaccal'e Bobbio, spingere il nemico verso Mort.ara, avanzare sino a Nicorvo per impadronirsi del ponte sull'Agogna ,i'. Questo s.copo ?O? fu r aggrnnto, anzi fu perduto il c?ntatto .col .nemico, si rimase titubanti, e s'impiegarono cmque giorni a percorrere 35 chilorne~t'i da Vercelli al Ticino. Gli alleali non poterono abbandonare la destra del Ticino che quando ebbero la certe6za che Gyulai si era posto s ulla sinis lr'a: Dove andò duurp1e la rnagnifìcaLa manovra di aggirare la destra del ne mico per precederlo oltre il Ticino? A pag. 243 del fascicolo ,u l'autol'e dice pomposamente: « Solamente l'eccezionale rapidità, con la quale Gyulai aveva battuto in ritirala, aveva poLuto preservarlo d'ullO scacco simile ~ quello di Melas ad Alessandl'ia o di Made ad Ulm ». Forse awebbe detto. più giustamentH c he quella ecce.-.ionale rapidità salvò l'eser cito alleato d'uno scacco simile a quello d1 Czarnowsky proprio nella stessa Novara dove gli alleati erano venuti a cacciar·si. . Noi non continueremo in questo esame. Esso ci porLerebb~ ·troppo lungi dal nostC'O scopo '. che. mira solamente a dimostrare come gli stud i d1 storia m1l1lare allnr,1 solamente sieno utili, quando sono trattali con mol.ta Jargl1.ezza ~anto nell'esposizione quanto nell' esarns. degh avvenimenti. Del resto ci siamo per·rness1 eh essere severi , forse anche tr-oppo, perchè siamo convinti che l'opera del c~pi~ tano Bar·thelemy avrà mo] Li lettori, per gli altri p regi d1 cui essa è ricca ; e principalissimi Lra quesLi: la chiarezza e l'ordine nella esposizione, la faciliLà e la bontà del metod~ per cui ogni teoria è sempre seguita da ricca copia di esempi applicativi. 0

ANNO XXII, VOL. li.


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Die 8usse•• in Tu,•hestan. - ( I Russi nel Turkestan)f per A. DRYGALSKY, dagli scritti del russo lWANOW. Siuttgart, 1876. (Prezzo, lire 8). Tutti gli occhi sono rivolti all'esercito russo. Le operazioni in Europa come nell'Asia sono ancora coperte da nn velo che noh si squarcierà così presto. Le simpatie e le passioni politiche e gli interessi diplomatici vanno d'accordo per innalzare al eielo o gettare nel fango le virtù miliLari dell'uno o dell'altro esercito. È quindi più che mai interessante ed uLile sollevare un piccolo lembo di quel velo, facendo un po' di conoscenza colla vita intima del soldato cli uno dei due eserci ti combattenti, studia,ndone le fatiche er'~ulee, gli strapazzi, le privazioni, le mille sofferenze giornaliere nella lotta colle orde variopinte, col clima avverso, cogli elementi dominanti nell'Asia centrale. Pure quel'la vita ha i suoi piccoli piaceri, i suoi lunghi riposi, i suoi agognati trionfi. t una vita che acquieta lo spirito avventuriero col vorticoso mutare di uomini e di cose, che attrae lo spirito religioso·coll'idea della missione più o meno benefica che crede compiere fra i musulmani, che stringe i legami fra i solda ti e crea con nuove c,ittà, con nuovi modi di combattere-, nuove idee, nuove abitudini, nuove passi·oni, nuovi vizi e,nuove virtù. L'autore dipinge bene, firr troppo bene. Gli smaglianti colori del soggetto gli nascondono talvolta i brutti guai, le macchie nere, le tetre figl1re del quadro. Questi battaglioni che da pa~ recchi anni avanzano lenti, sicuri, come spinti dal fato che pende su quelle corrotte popolazioni, trincerandosi successivamente con bicocche che divengono poi città, hanno de~tato in alto grado la sua ammirazione. La fantasia trova campo a spaziare in questa marcia colossale verso l'India il. cui fronte ora si stende dai deserti di Chi va ai monti di 'fartaria . Il soldato è tutto colà: egli s'impadronisce. di una· città e vi • pone fermo piede. La cinge di mura, ne adatta le case dirute al vivere moderno, fabbrica la sua caserma, coltiva il campo ed insegna agli stupiti abitatori a vivere come lui. Certo che non saprà insegnare gran cose, che bene spesso userà modi cosacchi, che il suo rispetto alle proprietà, le s ue tolleranze religiose saranno poste a prove assai dure. L'autore natur almente, sulla scorta del russo Iwanow, crede che se la cavi

E PERIODICI 37 •I nel modo migliore. L'indole buona di molte popolazioni de!Ja Russ ia, la mancanza di serii contrasti per parte delle numerose tribù, il bisogno di vivere bene con esse, le i::,truzioni se·vere cli moderazione e di rispetto alle credenze ed ai costumi che vengono da Pietroburgo, la disciplina relativamente ferma e costante, tolgono egli è vero molte durezze e molte crudeUà. Ma senza contestare la missione civilizzatrice della Russia nel!' Asia centrale, è lecito dubitare che sia·tutto oro quello che luce e che il soldato russo sia il pioniere dell'incivilimento migliore che s i possa desiderare. . Ad ogni modo la maggior parte dei capitoli cli questo volume si leggono col maggiore interesse e perchè ci mostrano eia vicino il soldato che ora si trova in faccia a prove più serie, e perchè sono scritti con calore, con vita e con molta abilità descrittiva. Quelli per esempio che portano il titolo: La marcia al combattimento; l'assalto; nell'or·a difficile; nelle trincee ...... soll<,wano il cuor-e cli ogni soldato e 'vi destano profondo interesse.

Oesterreicldscl1,-u11,g,u•iselie n1,i lit ii,•is e,,. e Blatte,·. ,1a, 2a, 3• 4• 5• e 6· puntata, 1-877. - Carlo Prochaska, Tescher. {Ufficiale e soldato. - Le battaglie di Brodfeld. - Il dis tanz iometro Roskiewieks. - Teatro di guerra russo-turco. - La. poli Li ca orientale di Fe· derico II. - Viaggio in Africa. - Dei servizi amministrativi in cam• pagoa).

Influenza dell'u.fficiale sul sentimento morale e militare del soldato. - Il giovine soldalo viene sotto le armi con tutte le buone e cattive qualità del popolo nel quale crebbe. È quindi necessario che sin dai primi giorni della sua vita militare egli uniformi la sua condotta a quella di coloro che lo circondano, e<l a quella in ispecie de'suoi superiori. L'ufficiale deve perciò ,procurare che ogni sua azione e il suo modo di fare il servizio gli sieno di utile esempio. E precipuo scopo deldell'ufficiale dev'essere quello di ottenere dal soldato una cieca obbedienza, poiché non sono l'intelligenza, la resistenza alla fatica , o la prestanza personale che fanno un buon soldato, del quale si possa sef"oirsi in qualunque occasione, ma anzitutto '/!obbedienza.


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Battaglia sul B r ocl.feld ( Kenyer Mezo) combattuta il 13 ottobre 1479 contro i Turchi. - Nell'autunno del 1479 un'armata turca, la cui forza differentemPn te stimata era fra i quaranta ed i centomila uomini, comandata eia dodici pascià invase il terrilorio ungherese, s i spinse s ino a Gyula vVeis~ senburg, saccheggiando e ponendo a ferro tullo il paese attravers a to. Il Woiwoda di T ransilvania, il potente e cor~ggioso S tefano Balliory, chiamò all'armi i fi gli del paese d1 Broos, e colla s ua piccola armata mosse contro i T ur chi. La lotta cominciala allo spuntar del g iorno fu oltremodo sanguinosa; il valor oso Bathor y, il q uale caricò più volte i Turch i. alla testa della cavalleria pesante, trovò in r1 uella la mor·te degli e1·oi; ma alla fi ne l'a r-rivo opportuno di 900 Serbi, e d'altra cavalleria legger a e pesante m ise i. Turchi in una completa dirotta. Molli Valacchi, Szekler, Ungaresi, e circa 3000 Sassoni perdettero. la vita, ma i Turchi lasciarono sul campo circa 30,000 uomini, e pieni di spavento rientrarono nei loro paes i. La guerra sel'bo-turca dopo l'armistizio. - È la narrazione sufficientemen te particolareggia ta delle operazioni militari eseguile dai Turchi e dai Serbi, dopo il p rimo aemistizio di 8 g iorni, cioè dal 27 settembre al 1' novembre 1877. Di un distanziometro - Il colonnello Roskiew icz del 5• reggimento di fan teria ha p resentalo al comi tato militare un misuratore delle distanze, il quale riunisce i ret]uisiti di una gr ande semplicità cli maneggio, e prontezza e s icurezza nel misurare. L'istrumen to consis te in un treppiede, di un braccio foggiato a T, e di una canna cava della lunghezza d1 1'/1 metro, alla cui estremità sono applicati due cannocchiali che ingrossano gli oggetti p iù che 20 volte. Il tubo p uò muoversi facilmente in qualunque direzione. Ora se si osserva un punto col ca nnocch iale sinis tro s i può col destro misurare per mezzo_ di una vi te l'angolo che fa l'oggetto. I r:isullati che si ottengono s ono mirabili, poichè alla distanza di 1000 metri l'istrumento dà un errore di 2 o 3 metri, a 2000 di circa 20 ed a 5000 sino a 6000 metri un errore di appena 100 metri. L'autore dell'articolo p1•ende quindi a parlare deil'e var ie condizioni cui deve soddisfare un buon istrumento per misurare le distanze. Studio stl'ategico de l teatro di guerra russo-turco in Eu·ropa. - Si accenna dapprima e molto, brevemente a tutte

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le guerre combattute fra la Turchia eta R ussia in questo ulLimo secolo, dal 1774 cioè sino al 1874, le quali furono nientemeno che 15. Si passa quindi all'esame del teaLro di guerra, che comprende tre distinte parti, cioè il terrilor io del basso Danubio, il Mar Nero e l'Asia minore. L'autore dell'articolo crede che, difendendo il teatro cli guerra bulgaro contro un attacco pr oveniente dalla Bessarabia contro la Ruroania i vantaggi s tra tegiei sal'ebbero incalcolabili, e che solo con g randi difficoltà sarebbe possibile im padronirsi della linea del Dan ubio, quando fo sse difesa r azionalmente. Anche forzala la linea del Danubio, i :r urchi poLr ebbero sempre opporre valida resis tenza coll'appoggio delle fortezze'\ dei Balcani ed in particolar modo del campo trincerato di Schumla. I Turchi però dovrebbero contempor aneamente pr endere una ener g ica offens iva, e portare la g uerra sul territorio nemico, passando il Danubio presso Husl.schuk-Silistria spingendosi sino al Pruth. Con una tale inizia tiva sarebbe decisa la prima .campagna, e l'Europa guadagnerebbe tempo per la mediazione. Delle me1ise degli ùjfi.ciali, del capitano CARLO v. HARADANER. È uno sLudio sulle mense degli uffi ciali nei principali eser citi eur opei, cui fa seguito un progetto per s tabilirle nell'eser cito austro-ungal'ico. La politica di Federico ll . - E un inte1·essanLe articolo, nel quale esponendosi le LrattaLive che ebber o l uogo fra le principali potenze euro pee nel decennio 1774-84 relati va mente alla questione orientale, si dimostra che Feder ico 1I procurò sempre di impecliee un'intima allea nza della Russia coll'Austria, e r itenne favorevole ai s uoi piani e alle s ue idee che lo scioglimento della questione orientale dovesse avvenire mediante una stretta unione della Russia e Prussia contro l'Austria. Nel 178:l le cose erano press'a poco giunte allo stesso punto n el quale si trovano al presente. Federico II considerava la Turchia come il pomo di discordia che presto o t ardi avrebbe inimicato la Russia e l'Austria, epperò mantenendosi neu trale, nè volendo accedere ad una triplice alleanza colla Porta e colla Francia, incoraggiava la· T1~rchia a resistere alle pretese r usse sulla Crimea. Ma la Russia tagliò il nodo gordiano occupando colle sue truppe la Crimea, occupazione che, per evitare una guerr·a europea, fu r icono1 sciuta dalla Turchia coll'atto firmato 1'8 gennaio t78 ~.


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Le idee di Federico II erano certamente contrarie a questa soluzione, sebbene essa non arrecasse alcun ingrandimento all'Austria, e pertanto non volle più saperne degli affari dell'Oriente ed abbracciò il sistema di un'assoluta passiviti1. Breve rappo1'to sul mio viaggio nell'Africa centrale 1875-76. - Il tenente Lux, prese parte alla terza spedizione della Compagnia dell'Africa, diretta dal capitano di fanteria pruss iano Alessandro von Homeyer, la quale sbarcando in S. Paulo di Loanda doveva dirigersi verso l'interno del continente seguendo la linea di marcia Dondo-Cassandsche. Egli rende breve conto del viaggio da S. Paulo di Loanda a Kimbundu, ove giunto, dovette, colpito da fel.,hre, rinunciarvi e far r itorno in Europa. L'organiz.r,azione amminist1·ativa in campagna. - Un completo servizio amministrativo lo troviamo nella divisione la quale rappresenta la prima unità tattica e amministrativa; e questo servizio è disimpegnato sotto la direzione e la sorveglianza del capo delJo stato maggiore, dall'intendente deI!a divisione. Questi deve provvedere al mantenimento di tutte le truppe della divisione, e dei cavalli, secondo le prescrizioni del comandante la divi$ione, e quelle impartite dal comando del corpo d'armata o dall'intendenza di armata. L'intendente di divis ione deve rimanere in continuo cont.alto colle truppe operanti, provvedere nei casi d' urgen~a senza indugio al mantenimento delle truppe della divisione ed in ma11canza di ordini superiori prendere di pr opria iniziativ.a tutte quelle disposizioni necessarie ad assicurare la puntualità ciel servizio . La s fera d'azione amministrativa çlei comandi di corpo d'arma ta si allarga per le maggiori funzioni che devono disimpegnare, fra le quali, ollre quelle del mantenimento, vanno notate la sorveglianza della cassa, e l'infiuenza sulla direzione degli affari politici del territorio, nel <ruale è dislocato il corpo d'armata; egli è perciò che al comando del corpo è addetto un commissario ci vile. L'amministrazione è dis impegnala dall'intendenza di corpo d'armata sotto la dipendenza del capo dello stato maggiore. I doveri dell'intendente di corpo d'armata consistono nell'aver cura che le colonne di approvvigionamentò sieno sempre provviste a dovere, nel togliere via gli inconvenienti e nel prepara i mezzi necessar-i di trasporto. In caso di pericolo di ritardi deve ricorrere alle compere ed alle requisizioni. È

inoltre suo dovere di mantenersi sempre informato dello s tato ·di approvv.igionamento dell'intiero corpo d'armata, come pure àelle marcie e delle località ove trovansi le divisioni ed i servizi _amministrativi appar tenenti al corpo d'armata e perciò -deve trattare sempre in pieno accordo col capo di stato maggiore ciel corpo d'armata. Da quanto s i è detto relativamente all'organamento dell'amministrazione militare presso le di'Yisioni ed i corpi di armata,, risulta chiararneTite che la sua azione è ristretta all'approvvigionamento dell'uomo e del cavaìlo, e che a tutti gli altri bisogni deve soddisfare altra funzione amministrativa la quale in fatti è l'inlenèlenza di.armata . È a questa che spetta di provvedere a tutti gli altri bisogni dell'armata; e sotto la direzione di un generale componesi di due reparti, cioè : a) Il reparto militare ( lVJilitèi1'-Abtheilung) b) Il .t1eparto amministrativo; ·Come organi ausiliari sono aggiunt i all'intendenza cli armata: ·t. Il commissario civile del paese come intermediario fra le autorità politiche e le militari per quanto ha tratto .ai bisogni dell'armata; . . 2. Il comando del treno d"armata per la sorveghanza -dei corpi del treno addetti all'armata, per completare gli stessi in uomini, cavalli e materiale d'ogni sorta. 3. li capo di sanità per regolare i trasporti dei feriti e degli ammalati, e per sorvegliare il servizio di sanità della 2' linea. Dipendono clall' intendenza di armata, lo squadrone del treno addeUole, la colonna viveri, e le truppe di stato maggiore, le quali fanno parte dell~ s te3ssa; e dei ser vizi di riserva di 2• linea : a) Il parco di s trumenti da marraiuoli; b) Il parco di munizioni; . . e) Lo squadrone del treno per la colonna v1ver1 del parco di munizioni; d) La colonna viveri per il parco di munizioni; e) Il parco di riserva di munizioni; . f) Il deposito da campo delle munizioni; g) II magazzino d'approvvigionamento da campo; . h) Gli ospedali da campo, le farmacie, e le mfermer1e da campo; i) Il deposito delle uniformi;


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LIBRI R PERIOU ICI

/e) Il deposito del materiale di sanità; l) 11 deposito da campo dei medicamenti; Sono poi specialme,nte sottoposti al r eparto militare dell'intendenza di armala: Il comando di piazzadelquarliere dell'intendenza di armata, il comando del treno, e il comando dello squadrone addetto all'intendenza, la posta da campo, i telegrafi da campo, il distaccamento della gendarmeria da campo, l'ufficio principale della posta da campo, e quello dei trasporti da campo. Il reparto amminisù-ativo deve occupar si dei seguen ti affari: 1. Prendere tutte disposizioni speciali per assicura re il servizio dei viveri; 2. Compiere tutte le requisizioni r elative ai viveri; 3. Fare il servizio di cassa, e controllare tutte le operazioni della cassa stessa; 4. Rispondere a tutte le domande relative alle compe: lenze, e 5. Alle domande relative agli accantonamenti e agli alloggi dal punto di vista economico amministrativo. - 6. Assicurare nei deposili stabili li il numero necessario d'Qniformi e di armi. 7. Attendere a tutti gli affari economici degli stabilimenti di sanità. 8. Regolare tutti gli affari personali degli ufficiali contabili ed assimilati. · L'autor e accenna quindi alla grande importanza dei doveri spettanti all'intendenza di armata, e termina il suo lavoro sviluppando alcune norme p,~r meLLere in atlo il pjano d'approvvigionamento, l'opP-razione cioè più importante dell' intendenza di armata.

LE

GRANDI DUNOVRE DELL' iJSERCITO GElUUNICO NELL'EST A TE DEL

1876 <11

ld.anovre della divisione di cavalleria del generale v. Loe. La divisione di cavalleria riunita presso a Zulliehau, sui confini del Brandeburgo colla Posnania e la Slesia. sotto il comando del maggior generale barone v. Loe, capo della brigata dei dragoni della guardia, stimato uno dei migliori ufficial i della cavalleria prussiana, · dovea fare esperimento, come prima accennai, della tattica di battaglia sanzionata dal nuovo l'egolamento d'esercizio (15 Iuglio 1876) (Tre!fentciktik) e della quale già tenni discorso. Quell a divisione era così costituita: B1·igata corazzieri: Maggior generale v. Oppen, comandante dell' '1 ,1n brigata di cavalleria; reggirrn~nto corazzieri del corpo (Leib) (Slesia) N. 1 e reggimento corar,zieri Regina (Pomerania) N. 2 - appartenenti, il primo al 5° corpo d'armata, ·11 secondo al 2°; Brigata dragoni: Colonnello v. Winterfeld, comandante della 9a !,rigata di cavalleria; 1° reggimento dragoni Slesia N. 4 e 3° reggimento dragoni Slesia N. 8 - appartenenti al 5° corpo d'armata; (•) Vedi Rivista militare. dispense di gennaio, febbraio, marzo, aprile e maggio. ANNO XXII,

VOL. Il.

25


Nl':LL' ESTATE . DEL

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L!s G.RA NDr M,\.NOV11E .DELL'ESERClTO GERMANICO

Brigata mista : i\foggior generale v. Graewenit.z, comandante della 10a brigata di cava lleria; 2° reggimento ussari del Corpo (leib) N. 2 e reggimento ulani Posen N. 40 - apparten enti al 6<> corpo d'armata. B1·igatci ·a ca.va,llo del reggimento artiglie1·ia ·camvale Bassa 8le~ia N. 5 (5° corpo d'armata) : 3 baue ri e. Di'staccamento vionie1'i con 1,'3 di equipaggio da po'nte divisionale, del battagl ione pionieri Bassa Slesia N. 5 (5° corpo d'armata) . l reggimenti eran o di 4. squadroni. le batterie di 4- pezzi. Il comandante della divisione, ufficiale esimio per ogni ri guardo, era uno di quegl i uomini nei quali la scienza e l'esperienza vestono. le geni-ali fo rme dell'arte e della poesia. Dei tre comandanti di brig_ata , due (i generali _v. Oppen e v. Graewenitz) erano passati per lo stato maggiore, l'altro (colon nello v. Winterfeld) era uno di quei brillanti cavalieri che ha·nno, come suol dirsi, il fuoco sacro nelle vene. 11 terreno per le manovre (V . . Piano in fine) era à. nord-est di Zi.i l11 chau, tra la strada che da questa città conduce per Unru hstadt a Posen e la fet'rovia Ziillich;m-Bentschen-Posen; un tratto d'a ltopia no ondulato a leggeri rilievi, unito, scoperto in gran parte, jmpe~ito solamente da alcu ni villaggi e casali e .boschi di abeti, sabbioso tanto che ogni alito di ven to vi solleva nuvole di polve e le masse dei cavalli vi spariscon6 in un polverone in descrivibile tostocbè muovono a celere andatura; tagliato da un solo ruscello (il Goltzener Bach) che correndo entro un vallon e a·ssai profondo, tr11 sponde ripide, mette capo al piccolo lago di Woinowe (Woinower See). Il Goltzeoer Bach non può essere attraversato da truppe montate se non che ai po nti tra Neu Kramzig e Goltzen od a quelli. della ferrovia e dell'attiguo molino detto Hintcr Miihle. Le alture predominanti sono quelle del VorWel'k

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. 379

Klemzig (m:i sseria), tra i I villaggio ò i Klemzig e quello di Goltzen, l'Eisk.eller ad est di Klem,;ig ed un'altra ·un poco più a sud; le quaii offrivano buone posizioni all'artiglieria, e manifestamente ~se rci tavano su quell'arme, e per eonseguenza anche sul la cavalleria, una sensibil e amazione. Tlili influenze sono spiccatissime Nelle maoo·vre del le ma sse di cavalleria sui terreni di quel genere, siccbè si può dire che que·i rialti accennano e impongono l'and amenr.o · delle f'azion,i, come signacoli e apfJigli , scalati o contrapposti sul campo dej due parti ti. Un nitro app igtio di capi tal e importanza era quell'ostacolo del Go ltzener Bach nell e condizioni testè accennate. Come fondamento alle ma novre il generale v. Loe pose il sflguente tema generale (General-lclee): « Un'ar« niata del nord battu La da un'armata del sud presso « Liegnitz (nell a Slesia) si ri tira pe r So rau e Guben « su Frankfurt am Oder . Ella ha distaccato una dì-· « visione di cavalleria (divisione del nord) sulla sp onda « destra del l' Oder verso Zi.illichau, tanto per osservare e « disturbare lo avanzar del nemico sul fianco destro « di lni, quanto pe r cuoprire la raccolta presso Zi.il« Jichau di tr uppe fresche, provenienti dn Posen e « da Stettino . - L'armata del sud, che segue quella « del nord, ha spinto innanzi alcune divisioni di ca« valleria per esp lorare il paese -tra l'Oder e i monti « délia Slesia, delle quali quella dell'ala destra (divi« sione del sud) si' avanza· lungo l'Oder, sulla sponda « sinistra, seguita da un a divisione dì fanteria. Ella ha « per còrn pito di cuoprire il fianco destro dell' armata, « osservare la sponda destra dell'Oder, e, se il caso « lo richieda, disperdere, coll'aiuto della fanteria che « la segue, qu ei nuelei di fo rze nemiche che si for« massero sull'altra sponda (destra) dell'Oder ». Descriverò qui soltanto le due ma·novre che furono


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LE GRANDt MANOVRE DELL'ESERCITO GERMANICO

eseguite al cospello di S. M. l'Jmperatorc il '18 e 19 agosto, e le due di br(qate contrapposte che furono fai.le nei. giorni 23 e 24, agosto. 1.) Manovra di divisione contro nemico segnato ai 18 agosto. - Tema speciale (Special-Idee). - « ,\ << soccorso dell'armata del nord una divisiooe di fan« teria è io ma reia da Posen a Zi.illi cha u, penespin« gere il nemico passato sulla sponda destra dell'Od cr, « d'accordo colla divisione del nord (rappresentata dalla « divisione di cava lleria v. Loe). La prima brigata di « quella divisione di fanteria é giunta il 47 a Bomst, « e subito s'è impegnata nel combauimenlo (che la « divisione di cava lleri a sosteneva ritirandosi dal Gol« tzener Bach su Bomst). La seconda brigata giungerà « nei giorni seguenti. TI nemico (divisione del sud, « segnata) ha passato nel giorno 17 il Goltzener Bncli, « ma dopo avere incontrato la 'fanteria della divisi one « del nord , s'è ritiralo ad ovest di quel rio, le spond e « e i passi del quale sono stati rioccupati dagli avam · « posti della di visione de l nord nella sera del 17. A « fine di cuoprir<:! l'arrivo a Bomst dei nuovi rinforzi (( aspettali, la divisione del nord deve, nella giornata « del 18, non solo mantenersi in possesso del Gol« tzener Bach, ma ancora procurare di rioccupare il « pianòro di Klemzig ». .Ripa1·to delle truppe della divisione del nord pel 18 agosto: « Avangu.ardia: Maggior generale v. Graewenitz; « brigata v. Graewenilz, 3• batteria a cavallo; « Grosso: Brigata v. Winterfeld, brigata v. Oppen, « 1" e 2• batteria a cavallo. 1,'emico segnato: · « Maggiore v. Heister del 2° reggimento ussari del « corpo ~. 2; tre brigt1te di cavalleria e tre batterie « {4° squadrone del reggimento ulani Posnania N. 10, e « 2 pezzi della brigata a cavallo) ».

.NELL'ESTATE DEL

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Rendez-vous della divisione del nord: « La di visione si troverù alle 9 3/,. ant. del 48 agosto « ad ovest di Bomst, fronte verso il Goltzener Bach (cioè « verso ovest): a11angiia1·dia dietro le boschine ad « ovest di Bomst, a destra della strada .Bomst-Neu Kram« zig, avanzata a sostegno del distaccamento d'avam« posti consisten1e di due squadroni del 2° reggimento « ussari del corpo N. 2: grosso .d ietro l'avanguardia, a ..: sinistra della strada Bornst-Neu Kram zig, le due bri« gaLe una accanto all'altra: brigata v. Oppen all'ala « destrn, brigata v. Winterfeld all'ala sinistra, in co« !onne di reggimento senza intervallo da spiegamento; « le due batterie dietro al centro». « Firmato: v. LoE « llfaggi·or generate ». lo quella pos1z1one, a 3-4 chilometri dal Goltzen erBach, la divisione ricevette S. M. l'Imperatore venuto per ferrovia da Berlino sino alla stazione di Bomst, ove montò a cavallo. 1.) li nemico s'avanza, passa il Goltzener-Bach e si prepara ad attaccare. (i li avamposti della divisione v. Loe si ripiegano dinanzi ad esso. La brigata d'avanguardia si spiega avanzando, sempre a destra·della strada BomstNeu Krainzig. Il grosso si avanza pure; la brigata corazzieri (v. Oppen) passa a destra (nord) della strada, per sostenere la brigata d'avanguardia; la brigata dragoni (v. Winterfeld ) gira a sinistra attorno al bosco a sud della strada e si spiega conl!·o il fianco destro del nemico. La batteria dell'avanguardia ha coruinciaio il fuoco; le altre due batterie le sì uniscono sopra un'altura a uigua all a strada {da nord) e tutte insieme tirano. Allacco convergente delle brigate v. Graewenitz e v. Winterfeld, spalleggiate dalla brigata v. Oppen. Il nemico é respinto sul Goltzener Bach, che ripassa


NELL'ESTATE DEL

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LE GRANDI MANOVRE OELl.'ESERClTO GEll!IIANlCO

freuoloso, accompagnato dal fuoco dell'artiglieria della divisione, e seguiw dalla cavalleria. La sua artiglieria ne protegge la ritirala. '2.) La brigata v. Graewenitz si porla con unr1 batteria a destra ai passi dell'Ilinter Mi.ihle (molino presso la ferrovin) e 'della ferrovia e spinge uno dei suoi squadroni d'ussari cli là dal Go.llzener Bach per cuoprire il passaggio e osservare il nemico. Similmente la brigata v. Winterfeld, raccoltasi presso Neu-Krnmzig, fa passare il Goltzener .Bach ad un 'avanguardia di due squadroni che occupa il villaggio di Goltzen. 11 nemico si ritira su Vorwerk Klemz!g, La brigata ,.. Oppen passa a Neu Kramzig-Go ltzen e si schiera in due linee di contro al Vorwerk Klemzig per cuoprire lo sbocco dello brigata v. Wjnterfeld. Le due ballerie del grosso seguono prestamente la brigata v. Oppe11, pre11dono posizione e rispondono all'artiglieria nemica che Lira dal \'orwerk K.lemzig. La brigala v. GraeweniLz passa il Gollzener .Bach a Ilintel'l\Iiihlc e si schiera al coperto (dietro boscbi e rìlievi di terreno) a destra della brigata v. Oppen, la quale frattanto respin ge un attacco d'un a brigala nemica. La brigata v. Win1erfeld passa anche essa il Goltzener Bach a Neu Kramzig-Goltzen, e si porta a destr·a in seconda linea. 3.) I due squadroni di dragoni che primi occuparono Goltzeu hanno in questo mP.ntre continu;ito ad avanzarsi, col favore delle boscagliP. e delle onàulazioni del terreno, nella direzione dell'Eiskeller e di 'Klemzig, cioè sul fianco destro (sud) del nemico. Questi abbandona il Vorwerk Klemzìg e si ritira su Klemzig e)'Eiskeller. La divisione v. Loe si forma òie lro l'altura di Vorwerk Klernzig, fronte a sud-ovest (cio.è verso l( Jemz ig) così: brigata v. Graewenilz in prima schiera, con due squadroni di ussal'i dinnanzi alla fronte; brigata v. Oppen in seconda schiera a si nistra; un reggimento della brigata

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v. Winlerfeld iJJ tel'za schiera dietro l'ala destra de lla prima, l'al tro sul fianco sin istro, con uno squadrone distaccato più a sinistra ve rso l'Eìskeller. L'artiglieria viene di ga loppo a porsi sull'alturn di Vorwerk Klcmzig e fa fuo co. Cenno d'attacco delle due pl'ime schiere nella direzione di Klemz ig. 4.) Ma il nemico minaccia con due brigate da sud 11 fianco sinistro della divisione; la sua artiglieria tira dall'Eiskel ler. L'urtiglieria de lla divisione V. Loe risponde con gran vigore a quella ·minaccia. La divisione cambia fronte a sìn1stra. La brigata v. Oppen viene a trovarsi in pri1na schiera; la brigala v. Graewenitz lascia il suo reggimento di destl'a (ussari ) a frontegg iare la sinistra nem ica ve;·3_0 Klemzig, e coll'altro reggimenlò (ula ni) forma seconda schiera a destra inJietro della brigala v. Oppen: la brigata v. Wintedeld prende posizione dì fianco contro la seconda ,;chiera del nem ico presso il Vorwerk Klcmzig. Ca'rica simultanea: la brigata v. Oppen allacca di fronte la prima sch iera nemica; la brignta v. Winte1Je lrl .a sinistra ·attacca la seconda schiera; gli ulani della brigata v. Graeweo itz assaltanol ':ntiglieria nemi ca sull' Eiskellel'. Stupendo spettacolo! .~ mezza carica, mentre i eavalli sono lanciati a galoppo disteso, il generale v. Loedh il cenno Alt a po chi passi cla ll'Irnperator'·e. Quei 20 squacl_roni (5 rnggimenti) ferrnandnsi u un ·Lrauo formano una so la gran fronte perfettarnente allineata. - La manovra è finita . - 8fìlata pe r isqu1Jdrou i e batterie di galoppo in un turbine di polvere. '.'t.) Manovra di divisione cont1·0 nemi·co segnqto ai 19 agosto. · -Tema specialP (Special-Idee) « Nella giornata « ·18 agosto la divisione del .noni, dopo un combatti« mento .vantaggÌoso contro la divisione del suu, si è « ritirala fino al Go ltzen erBacli. ~ La divisione del sud « (divisione v. Loe] è rimasta in possesso della pa rtita « di Klernzig . 11 suo cornandan1e ha ricevuto dul co-


38,i.

LE &RANDl MANOVRE DELL'ESERCl'fO GERMANICO

« mando supremo dell'armata del sud la notizia che « alle 5 ant. del 19 una brigata di fanteria giungerà « a Zullichau per sostenerla. Egli risolve di fare avan« zare quell a brigata fino all a partita di Klemzige quivi « tenerla in posizione d'accòlta, meni.re egli s·avanzerà « verso Bomst ed attaccherà il nemico ». Riparto delle truppe della divisione del sud pel 19 agosto: « AQang1.iardia: Colonnello v. Winterfeld; brigata « v. Winterfeld, iza batteria a cavallo; « Grosso: Brigata v. Oppen, brigata v. Graewenitz. « 1" e 3a batteria a cavallo». Nemico segnato: « \'\foggiore v. Heister del :2° reggimento ussari del « corpo N. 2; tre brigate di cavallerill , una brigata di « fanter ia, tre batterie (/4, sqoadroue del reggimento « ulani Posnania N. ·10, distaccamento del battagliou ~ « pionieri .Bassa Slesia N. 5 e 2 pezzi della brigai.a a «cavallo)» . Rendez- vous: « La divisione si troverà alle 8 1/ 2 ant. de l 19 agosto « disposta come SPgue: Avanguardia a nord-est di Ober « Klemzig (a nord di Klemzig) nella bassura ad. ovest < del piccolo bosco, con distaccamento avanzato (Vor·« trupp)verso ilGoltzenerYorv,rerk (masseria checuopre « verso ovest il Gullzener Bach e i molini a vtJIJe della « ferrovia). Pattuglie (Gefechts -Patrouillen) Jislaccate < verso Vorwerk-Klemzig: Grosso; brigata v. Oppen (P < schiera) nella bassura tra l'altura vignata (Weinberg) « <li Re iuersdorf e la vin Hetn ersdorf-Klemzig, fronte « corne la avanguardin; le clne batt0rie dietro; brigata « v. Graewenitz (2a sch iera) a destra iudietro della bri« g:ita v. Oppen; ambedu e le schiere in colonne di « reggimento sen za intervallo da spiegamento. » « Firmato: v. Lo'i

NELl,'ESTA.'rE DEL

Andamento prestabilito della, esercitazione del ·19· agosto;

• Nemico segnato.

Divisione di cavalleria.

Due squadroni s'avanzano dalla lincia dei llolini a riconoc scere oltre Vorwerk Goltzen (a e su_ d della ferrovia). « I due squadroni rir.acciati sono e acc-olti da una brigata che si « avanza verso Vorwerk Goltzen.

« Dalla estrema avanguardia " (Spitzen der Vorhut) viene l'av" viso chi\ forti dr:i ppelli nemici, a circa 2 squadroni, si avanzano « verso Vorwerk Goltzen. La testa •« dell'avanguardia (Vorhut) muo" v,~ contro di quelli. "- In seguito agli avvisi della ,, testa d'avanguardia che nume« rose forze nemiche si spiegano « presso Yorwerk Goltzcn, la bri" gata v. Winterfeld riceve l'or" dinP- di avanzarsi li respingere, « se possibile, il nemico, ma di• nanzi a f rze superiori ripiegarsi « sulla divisione. La brigai.a v. « Opp 1·n, per sostenere, se il caso « lo richieda. la brigata v. Wio" terfo ld, prende una posizione di · « fianco nella bassura a nord-est « di Vorwerk Klemzig, a scaglioni « di reggimtoto. In pari tempo la ,, brigata v. Graewenitz si avanza « a destra e si pone, come seconda « schiera, dietro l'ala destra della « brigata v. Oppen; il reggimento « ussari distaccato avanti a destra « verso Goltzen (villagQio), le due « batterie sull'altura del Vorwerk << Klernzig. ,, La brigata v. Winterfcld, aiu(< tata dal fuoco della sua bat" teria, respinge una brigata ne" mica di qua da Vorwerk Gol« t;,en; ma ~Ilo ~pparire di nuove ,, forze del!'avversario si scioglie

e ~-)

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« iltaggioi· generale ».

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La brigata che si avanza oltre Vorwerk Goltze.n è ribut" tata da una brig.ata nemica, ed « accolta da un'altra brigata fre« sca ad est di Vorwcrk Goltzen. « Quest'ultima brigata si avanza e ~-)

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386 «

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1,E GllANOI }UNOVllE DELL'ESERCITO GEJIMAN ICO .

contro la divisione nemica, iosieme colla prima che, racco!tasi; la segue iµ seconda schiera a sinistra. Nel tempo· stesso un reggimento sbocca da Goltzea contro il fia neo destro del nemii:o. « Attacco contro la fronte ed il fianco dell'avversario.

« 3.) Tanto gli attacchi delle «

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due brigate che si a1•aozaoo oltre Vorwerk Goltzen quanto quel lo di fianco del reggimento che .sbocca da Goltzcn sono respinti. Ritirata su Vorwerk Goltzen e resp. Goltzen. Ambo quei siti sono occupati coll cavalieri appiedati (carabine) per dife sa momentanea. Continua la ritirata olire il Goltzener Bach a Neu Kramzig e all'Hinter .Miihle che sono occupati con cavalieri a,ppiedati. Posizione di accòlta di là dal Goltzener Bach (ad est).

dalla mischia e si raccoglie allo « innanzi. Ella retrocede sino a • pari della posizione d'accòlta del " grosso della dil'isione, fa fronte ., di nuovo verso il nemico, e con< corre con un attacco frontale « all'attacco di fianco della bri" gata v. Oppen. La brigata v. « Graewenitz respinge col suo reg« gimento ussari l'attacco di fianco. « d'un reggimento che sbocca da « Goltzen, e trattiene in riserva « il reggimento ulani. · « Le brigate v. Oppen e v. Win« terfcld inseguono il nemico re"' spinto, ricevono fuoco dal Vor<r werk Goltzeu o si raccolgono « indietro. li fuoco della batteria. cc (della vanguarùia), che si il avao« zata, caccia i tiratori nemici. " Il reggimento u5sari, seguito « da l reggimento ul,1ni, insegue « il nemico da l11i ributtato, spio« gendosi innanzi sin presso a Gol« tzen ; rice,·e ruoco dal margine « di quel villaggio e si raccoglie « sotto la protezione del reggi" gimeoto ulani. « La brigata v. Winterfold at• tacca la linea del Goltzener Bach " presso l' l:linter Miihle con tre " squadroni di dr,igoui ,appiedati; « u1.io squadrone resta a custodia « dei cavalli scossi. L'altro reg• gimento dragoni rimane a cacc vallo, come riserva. <1 !,a brigata v. Oppen si pone « dietro la brigata v. Graewenitz. ~ Questa con .~ue squadroni ap« piedati di ussari sul margine ·« orientale di Goltzen sostiene un « combattimento a fuoco tempo« reggiante contro Neu KramziG'·

NELL'ESTATE UEL

«

< Sgombro della posizione dei ~

Molini e ritirata su Bomst.

« 4.) Sgombro di Neu Kramzig < e ritirata su Bomst.

« 5.) una brigata di fanteria si avanza a sinistra (sud) della « strada Bomst-Neu Kramzig, per " attaccare Neu Kramzig ;. un reg• gimento di ca,;alleria a destra « della strada, per sicurezza del " fianco destro della fanteria.

«

187(3

1

38'7

« ·nopo un vivo combattimento ,< a fuoco, la brigata v. Wioter« feld rimane padrona del passo 11 dei l\lolini. li reggi mento dra« g~ni riioasto a cavallo sbocca « per quel passo e assale una bat., teria nemica appostata sull'altra « sponda. L'altro reggimento ri« monta in sella e segue. La bri• ;c gata si forma di l~ dal Gol« tzener Bach (ad est/ ,fronte a « Bomst La batteria segue. « Tostochè il nemico abbandona « Neu Kramzig, le brigate v. Op" pcn e ,,. Graewenitz passano il « ponte. « La divisione si riunisco di là « da I Goltzener Bach, formandosi « a sinistra della strada NeuKram" zig-Bomst. nel rnodo seguente: « ,1• schiera: brigata v. Win« tcrfeld, con uno ~quadrone in• o.anzi (Vorhut), « 2• schiera : brigata v. Grae« wenitz, a destra in fuori, cou « uno squadr, ne distaccato a de« stra della strada come guardia « di fianco, « 3• schiera : brigat~ v. l'p" peo dietro al centro della ~ • « schiera. « Lc tre batterie unite a destra « della strada, sull'uscita orientale « di Neu Kramzig. « Le pattuglie degli ulani a de" stra della strada avvisano che « una brigata di fanteria nemica ,, sbocca dai boschi a destra (sud) « della strada Neu Kramzig-Bomst « e si avanza all'attacco verso Neu « Kramzig. « Avaoza ta e attacco contro il


NELL'ESTATE DEL

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LE GRAND1 MANOVRE OELL' ESERCITO GERMANICO

I « fianco destro della fanteria neBrigata v. Oppen ala de« stra, brigata v. Graewenitz ala « sinistra. Un reggimento della " brigata v. Winterfeld segue l'ala « sinistra d~lla brigata v. Grae" wenitz, come scaglione di sini« stra, l'altro ri mane a guardia « del fianco fronte a Bomst. Le « brigate v. Oppen e v. Graewe« nitz si lanciano sulla fanteria « nemica, la brigata v. Winter" fold respinge un attacco di ca« valleria sul fianco sinistro.

l " mica.

« Firmato : v. Loii « .Maggior generale ».

La manovra procedette nel modo ·c1ivisato. Nel 3° · momento spiccò beniss imo la intenzione del comandante dell a div isione del sud di tenere a bada il nemico al passo di Goltzen-Neu Kramz ig colla sua ala destra [brig~te v. Graewen itz e v. Oppen) e passare a forza il Gohzener Bach coll'ala sinistra (brigata v. Winterfe ld) all'Ilinter Mi.ihle per minacciar da fianco l'a v1,e rsario e costringerlo ad abbandonare Neu Kramzig; ej così aprir lo sbocco alle altre due brigate. Il combattirnento a piedi fu condotto con vivacità e verosimiglianza. Le due batterie dell'ala destra, allorché gli ussa ri ebbern occupato Goltzen vennero ad appostarsi presso quel villaggio , che aveva no battuto dall'altura del Vorwerk Klemzig. [ loro tiri da quella posizione aveano azione anche contro l'aia destra de i oemico di faccia allo Hinter Muhle, perchè il terreno di là dal Goitzener Bach era affatto scoperto e dominato dal ciglione di qua. Li squadroni dei dragoni appiedati sf rim isero in sella con ammirabile prontezza e raggiunsero gli altri nel la bassura ad est del Goltzener Bach.

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Rapido e di be llissimo effetto all'bcchio fu lo spiegamento della brigata v. Winlerfe ld (7 squadron i, perchè uno venne dopo) da quella bassura, avanzando digaloppo a ventaglio. La batteria nemica fu presa. Nel 5° momento le brigate v. Oppen e v. Graewenitz si formarono in due linee o scaglioni ciascuna, l'una accanto all'altra, per [(!laccar la fanteria. L'artiglieria concorse ali ' attacco con tiri a luJJga gittata contro la fanteria. 3.) 1ltanovra di bl'igate contrapposte ai 23 agosto . Tema speciale (Special-Tdee) per la di'visione del nord: « Dopo il combattimento del ~ll agosto la divisione del ~ sud bll tenuto con drappelli di fan teria la linea di « Klemzig {il lato occidentale del terreno di manovra), << tra la osteria Kreuz-punkt (crocicch io presso Lang« meil) e la ferrovia, ed ha ritiralo il grosso delle sue « forze nella direzione cli Ziillichau . La brigata di fon. . teria addetta alla divisione del nord è stata, per « ordin e del c,lmandante della armala, spedita a << Frankfurt am Oder per· ferrovia. Gli avamposti della << divisione del nord sono distesi tra la ferrov ia e il « lago di Woinowe (Woinower See) a pari del Vor« werk Klemzig. Il eomaodanle della divisone del nord « risolve per la mattina del 23 agosto, di rompere l'ala ·« sinistra degli avamposti nemici i:i far punta nelle « direzioni di Zultichau~fe Tschichberzig (sull'Oder, a « sud di Zullichau}. « Truppe della divisione del nord: comandante , « maggior generale v. Gracwenitz; 2° reggimento us« sari del Corpo N. 2, reggimento ulani Posnania ~. 1 O, « ~ reggimento dragoni Slesia N. 4, 3a batteria a cavallo. « Rendez-vous. - All e8 ¼ ant. del 23 agosto in posi« zione coperta allo sboc~o occidentale di Goltzen. « Principio della manovra alle 9 ant. « Firmato barone v. loE « Jl,Jaggior generale ». 0


390 LE GRANDl MANOVRE D&LL'.ESELlGl'l'O GE BUANICO · Tetna ' spec iale (Spe.c,iq,l-Tdee ) per la divisione del sud: «. Dopo ., il combauiment.o del 22 agosto, la di~isione · « del nord è rimasta in possesso _della partita di Goltzen · « ed ha steso i suoi ,iv'arnposti, di sola cavalleria: tra · . << .la fefrovia e il vVoinower See sino a. pari del Vor« werk Klern zig. La divisione del snd ha gue rnito con « truppe della brigata di fantP r·ia 11ssegnatale !a linea « di Kle:mzig, sul tratto Lìiogmeil-Heinersdo rf, e si è « accampata più in dietro presso Zullichau . Il coman- . « dante dell a divisione del sud risolve per la .mattina « del 23 agosto di nttaccare di sorpresa con una forte « brigata di cavalleria il fianco sir::i istro degl i avam« posti ne mi ci e impossessarsi della linea di Goltzen. « .Tru ppe della divisione del sud: comandante, mag« g1or generale v. Oppen; reggimento corazzieri del ·« Corpo (Slesia) N. ·1 , reggimento corazzieri Regina « (Pomerania} N. 2, 2° reggimento dragoni Sle·sia N. 8, << 1" e 2a batteria a cavallo, distaccamento pion ieri. « Bendez-voiis . - Alle 8 ¼ ant. del 23 _ngosto, la· « cavalleria e l'artigl ier ia ·a cavallo in posizione co« perla , a ·sud di Langmeil, ad ovest del Vorwerk-· « Schmoeller (cioè al i' es Lr~mìtà meridjonale del l~to « occ identale del terreno di manovra) . « Il distaccamento pionieri segnerà, la brigala di « fanteria addettn alla divisione del sud ed occuperà « gli sbocchi del la linea di Klemzig dall'osteria Kreuz« pn nkt fino alla ferrovia . « La rnano.vra comincierà alle 9 ant. 1

« Firmato · barone v. Loii « Maggior ,generale ».

La linea o partita di lOémzig era costitu ita da un piccolissimo rivo couente da nord a sud. Il comandante del partito del nord di ede gli ordini seguenti :

rn76 391 « Riparto delle truppe. - Avanguardia ', colonnel lo « Detmering; 2° Teggimento ussari del Corpo N. ~ (< (4, sq_ uad ron i) e 1 batteria a çavallo: - Grosso; 2 squa« d_ron1 del reggimento ulani· Posnania N. ,1O e 1° reg« g1menlo dn1goni Sles ia N. 4 (4 squadro ni). - Di« stn ec.amento di sinistra; 2 sciuadron i del reggim ento « ulani Posnnnia N. 1O. · « Ordine di clistacca.m.ento (Detachements- Tfofehl). « Secondo le notizie pervenutem i , il nemico ha oc:« cupato la linea di Klem zig con drappelli di fanteria « e si è ritirato col g rosso su Zull ichau . È mia ìnten« zione di irrompere nella posizione di lui e seguirlo « su Zi.i \li chau, e perciò ordino quanto segue: L'avan« guardia si avanzerà al: e 9 da (; oltzen su Klemzig <( e manderà pat~uglie su Heinersdorf, su Klernzig e « su Schaeferei (a sud di Klemz ig), a riconoscere la « posizione del nemico. Il grosso seguir·à l'avanguardi a << nella stessa direzione. Jl distaccamento di sinistra « s'avanzerà verso -l'osteria Kreuzpunkt, preceduto da << un'avanguardia propria e fiancheggiato a sin istra « da pattuglie nella direzione di Alt-Kramzig .. Io andrò « coll'avanguardia dur,mte la marcia avanti. NELL'ESTATE DEL

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« Firmato: v. GRAEWENI'l'Z « Maggior generale ».

11 comandante del partito del sud dette gli ordini

seguenti: « Biparto delle t1·iippe: - Avanguardia, ten ente co« Jonnello v. Saldern; 2° reggimento dr(\gon i Slesia N. 8 « (4 squadroni) e 2 batterie a cavall o diétro al primo « squadrone del grosso dell'avanguardia: - Grosso, « t~nente co lonnello barone Taets v. Amerongen; reg« g1mento corazzieri del C_orpo (Slesia) N. ~ ( ,i. squa-


392 J,E &RANDl MANOVRE DELL'ESEHCC'rO GERMANICO « dro_ni) e reggimento corazzieri Regina (Pomerania)N.2 « (3 squadroni) (1). « Ordine cli distaccarnento. - A Ile 8 ¼ le truppe del « distaecamento del sud si troveranno come segue: « ·1.) L'avanguardia a sud d-i Langmeil, ad ovest del « Vorwerk Schmòlleo , col la punta innanzi verso le al« tu 1·r ad est di Langmeil. Il grosso dell'avanguardia « e le batterir al coperto nel bosco; '2.) il grosso, in « colonne dì reggimento senza intervallo da spiega« mento, dietro all'avanguardia . fronte verso Alt « Kramzig. - Al le 9 l'avanguardia si avanzerà verso « Goltzen, osservando sul suo fianco destro gli sbocchi « del Woinower See. La brigata grave segui rà nella « direzione Alt Kramziger Ziegelei (Mattonaia di Alt « Kramzig)-(~oltzen, con drappelli dì sicurezza sul fianco « destro. Pattuglie spinte mollo ionanii annuozi.eranno « eventualmente lo appressar del nemico, e I' a van« guardia si l.errà p1·onta a sostenere la brigata sul« l'una o sull'a ltra ala. È necessario l'accordo dei reg« gimenti della brigata. Io mi troverò alla vanguard ia.

« Firmato: y. ÙPPEN « Maggior generale ».

Svolgirnento della manovra: ·I.) Le due brigflte s'incamminano com'è detto negli ordini qui sopra. La brigata v. Oppen, avvisata dalle sue pattuglie dellq avanzare del nemico verso Klemzig, si sch iera ad ovest di Alt Kramzig, a sinistra (ovest) de l[a strada che dal Vonv€rk Schmo i:; llen conduce a Goltzen, fronte a nord: ·1 ° reggim ento corazzieri in prima schiera, 8° dragoni in seconda schiera a sinìstra, , (1) Uno squadrone del 2° reggimento corazzieri era stato rimandato alle sue stanze a motivo di alcuni casi di malattia tra i suoi cavalli che pareva di caratter0 epidemico.

4876 393 fonnato in massa (co lonna di reggimento), 2° corazzieri in terza schiera, in massa, dietro alla prima schiera; le due batterie dietro la prima schiera; pattuglie sulla fronte e sui fianchi. Così formata, non vedendo ancora il nemico, a motivo dei boschi e delle ondulazioni del terreno, la brigata sì avanza verso la strada Klemzig-Goltzen. - Pattuglie · del la brigata v. Graewenitz scuoprono il nemico e ne danno avviso. Il generale v. Graewenitz fa porre la sua batteria sull'altura del Vorwerk Klemzig., fronte a sud, e forma la sua brigata in Ol'dine da combattimento in quella direzione, al coperto dietro l'altura Eiskeller ed un'altra prossima che fa continuazione a quella verso est, e la cui parte orientale è occupata da un tratto di bosco, cuoprendo così la strada Klemzig-Goltzen: prima schiera, ussari a destra, dragoni a. sin istra; seconda schiera, ulani. Le due brigate non si vedono tra loro, ma il gern~rale v. Graewenitz vede la brigata v. Oppen dall'altura ad est dell'Eiskeller. 2.) Le due batterie della brigata v. Oppen si dirigonò a sinistra a vanti per andare a porsi sull'Eiskeller e controbattere la batteria nemica che tira sui corazzieri . Nel lo ascendere quell 'altura sono assalite al}' improvviso da uno squadrone di ussari che apparisce là sopra; due altri squdroni d'ussari s'avanzano a destra di quello (ad ovest dell' Eiskeller) ; il quarto squadrone di quel reggimento segue come sostegno. .Nel tempo stesso il 4° reggimento dragoni si avanza contro il 1° reggimento corazzieri e apparisce sul ciglio dell'altura ad est dell' Eiskeller, colla sinistra al bosco. - Breve sospensione della manovra, per cenno del comandnnte della divisione, per chiarire lo stato delle cose. - S'impegna il combattimento. Lo squadrone ussari piomba sulle due batterie, le quali si mettono in· fretta in batteria e tirano alcuni colpì. I due squaNELL'ESTATE DEL

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A1rno xxn, VoL. 11.

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394. 1,E GRANDI MA.:!'(OVRE DELL'ESERClTO GERMANICO droni di destra degli ussari sono caricati dall'8° reggimento dragoni, e aggirati sulla loro sinistra dallo squadrone di destra di quel reggimento. Lo squadrone di sostegno degli ussari s'avanza al contrattacco. Frattanto il 1° reggimento corazzieT'i (ali' ~la destra dell.a brigata v. Oppen) s'affronta col .t. reggimento dragoni. Il 2° reggimento corazzieri si porta a destra del 1° per attaccar di fianco i dragoni, ma ne è impedito dal bosco ch'egli ha sul suo fianco destro, ed al quàle si appoggia l'ala sinistra dei dragoni. Non ·può quindi prender parte al combattimento se non che col suo plotone di testa, e 1·imane in colonna di plotoni, forma che a vea preso per ispiega rsi offensivamente sulla sinistra avanzando, cioè sul fianco sinistro dei dragoni. Lo squa· drooe di sinistra del 1° reggimento corazzieri fa risvolto innanzi contro il fianco destro àe\ 4- reggirnento drngo>ni, ma due squadroni d'ulani accorrono dalla loro posizione di sostegno (seconda sch iera) a contrattaccar quello squadrone sul suo fianco sinistro. Il comandante della divisione dà il cenno di cessare, raduna gli ufficiali e prommcia il suo giudizio. L'attacco degli ussari ha messo a per>icolo le due batterie della brigata v. Oppen, ma la carica dell' 8° reggimento dragoni le ha disimricacciando l'ala destra degli ussari dietro p e@nate o ' . l'E'iskeller. È un esempio d'aiuto indirelto. Al contrar10 all'ala sinistra della brigata v. Graewenitz il 4° reggimento dragoni e il ,10° recrgimento ulani hanno avuto in o d . a~ione nella micrlior direzione possibile sei squa · ron1 contro quattro ed 1/ 4 dei due reggimenti corazzieri.della brigata v. Oppen; qµindi hanno ottenuto vantaggio. l.a hrigata v. Graewenitz si ritirerà verso il Goltzener Ba ch senza essere inseguita da ,presso. Era veramente' il meno che conceder le si potesse in quellp stato di co~e. 3.) Ritirrata della brigata v. Graewenitz: reggimento, 0

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ussari all'ala destra, reggimento dragoni all'ala sinistra spalleggiato dngli ulani. La batteria prende posizione, prima presso Goltzen, poi di là dal Goltzener Bach presso Neu Kramzig-. - La brigata v. Oppen s'avanza; all'ala sinistra i dragoni, alla destra i corazzieri,in due schiere, e l'artiglieria. - Gli ussari (brigata v. Graewenitz) distaccano uno squadrone a cuoprire il passo dei Molini sul Goltzener Bach, e cogli altri tre squadroni si ritirano su Goltzen , mentre gli allri due reggimenti frontecrcriano il nemico. Uno· squadrone del 4- reggi. l' or1o mentooodragoni mette piede a terra e guern1sce d'un piccolo bosco che cuopre verso sud e sud-ovest il villago-io o di Goltzen. I corazzieri, aiutati dall' arti. glieria, auaccano i dragoni della brigata v. Graewemtz {4,° reggimento); gli ulani entrano anch'essi in azione: " e questi e quelli sono ributtati su Goltzen, ma i corazzieri sono fermati dal fuoco dei dragoni appiedati sul maro-ine del bosco di Goltzen. L'artiglieria tira contro q~el bosco. Frattanto ]'8° reggimento dragoni ·(ala sinistra della brigata v. Oppen ) ha distaccato uno squadrone a sinistra nella direzione dei 1'1olini, e si avanza su Goltzen per ovest e nord. - La brigata v. Graewimitz si ripiega indietro per la stretta di Neu Kramzig, e si riordina sull'alto piano presso quel villaggio, di là dal Goltzener Bach, ·1asciando due squa·droni di ussari appiedati a difendere il passo di quel rio . - L'8° reggimento dragoni (della brigata v. Oppen) occupa il villaggio di Goltzen , mette piede a terra e attacca la posizione di Neu Kramzig. - Lo squadron~ del .;, dragoni ( brigata v. Graewenitz) che teneva 11 bosco di Gollzen, rimonta in sella e s'incammina per passarè anch'esso il Goltzener Bach. Trova il pas~o impedito dai dra-goni nemici (dell' 8° reggimento) che combattono a piedi di qua dal ponte ; cerca invano .altro scampo; tenta d' aprirsi la strada caricando ; è 0

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NELL'ESTATE DEL

396 LE GI\ANOI MANOVI\E DELL'ESERCITO GE RMANICO fucilato a bruciapelo da nemici ed amici (1) . Il comandante della divisione giudica che tale atto in guerra vera, in quelle condizioni di luogo e di momento, non sarebbe riuscito. - L'artiglieria della brigata v. Oppen viene a collocars.i a nord di (;}oltzen, sopra un riallo, e com incia il fuoco Il coma ndante della division e fa cessare la manovra. Le truppe bivaccano: la brigata v. Oppen dietro Klemzig, coperta dall'8° reggimento dragoni, cogli avamposti sulla linea del Yorwerk Klemzig; la brigata v. Graewenitz dietro al Goltzener Bach presso Neu Krarnzig, <.:egli avamposti sulla linea di Colonia Kesselsdorf (al centro, tra il Vorwerk Klemzig e Goltzen), la destra appoggiata alla fer rovia, la sinislra al ,voinower See presso Alt Kramzig. - Verso sera un allarme nel campo della brigata v. Oppen cagionato da un repentino attacco di ulani, da cui nasce una breve avvisaglia presso il Vorwerk Klemzig e più a sud. 4.) 1li anov1·a di brigate contrapposte ai .24 agosto. - Tema speciale per la divisù•ne del no?'d: « A. tarda sera il 23 agosto è giunto a Bomst un « reggimento della 2a brigata di fanteria aspettata dalla « divisione del nord. Due battaglioni di quello sono « stati fatti avanzar subito ad occupare Neu Kramzig« Goltzen e i passi sul rio di Goltzen sino ali' Hi ntcr« ~Ii.ihle . Gli avamposti di cavalleria sono purn ondi« meno rimasti su lla sponda destra (occidentale) del « Goltzener Bach. Il com andante della <livisione del « nord nel mattino del 24 agosto distacca una forLe (~) I dragoni del 4• reggimento non si distinguono da quelli del· l' s• se non da ciò che i primi haono mostreggiature di color giallo

canarino. mentre i secondi lo banno di color giallo oro. Nelle manovre, p~r conseguenza di quel polverone che dicemmo, diveniva molto difficile discernere quei due gialli l'uno dall'altro. ,

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« brigata di cavalleria col cò mpito di avanzarsi co « « « «

pertamente dietro gli avamposti della sua parte per la strada che da Goltzen per la sponda occidentale del Wo ino wer See conduce al Vorwerk Schmoellen (ad est-sud-est di Langmeil) ed attaccar di sorpresa ~ il fian co destro del nemico ». « Truppe della divisione del nord: Comandante, co« lonnello v. Winterfeld; 2° reggimento ussari; ,t 0° reg« gimento ulani; 4° reggimento dragoni; 1a e 3a bat« teC"ia a cavallo; distaccamento pionieri ». « Pri ncipio della manovra antim . dal bivacco « del grosso (Neu Kramzig). li distaccamen to pionieri « segnerà due battaglioni di fanteria che occupano « Neu Kramzig-Goltzen e i passi fin o all'Hinter ~lii hle.

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« Firmato : Barone v. Loi

« Maggior generale ». Tema speciale per· la divisione del si,d : « La brigata di fanteria addatta alla divisione del « sud ed una batteria a cavallo sono state richiamate « a Gubcn per ferrovia dal comando dell'armala nella « sera del 23 agoslo. Il comandanle della divisione « del sud distacca nel mattino del 2<i- agosto una fo rte < brigata di cavaqeria col cò mpito di ricacciare gli « avam posti nemi ci di là dal rio di Goltzen, ed ese« guire uua ri cognizione offensivà verso Bomsl ». lt Truppe della divisione del sud: Comandante, mag« gior generale v. Oppen; 1° reggim ento corazzieri; '.:! 0 « reggimento corazzieri; 8° reggimento dragoni; 34 bat« teria a cavallo. « Prin cipio della manovra alle....... antim. del 24« agosto dal bivacco del grosso . . 1

« Firmato: Barone v. Lo·È « !rlaggior genemle.


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LE GRAND1 MANOVRE DELL'ESERCITO GERMANICO

399 « Ordine di distaccamento: - Il nemico tiene coi suoi e avamposti la liuea di Goltzen. Il distaccamento deve « domattina, 24, ricacciare gli avamposti nem ici ()!tre « it Goltzener Bach ed eseguire una ricognizione 0f« fensiva verso Bomst. Le truppe muoveranno dai loro « bivacchi alle 6 1/ 2 e si riun'iranno dietro la linea degli « avamposti a nord-est di Klemzig, coll'ala destra della «, 1• schiera alla strada Klemzig-Goltzen, la batteria « dietro la 1a schie ra. Uno degli squadroni dell'8° reg« gimento dragoni che sonQ agli avamposti formeL'à « l'avanzata (Vorhut). Alle 6 ¼ il tenente colonnello v. « Saldern spedirà pattuglie ufficiali nelle direzioni di <( Hinter Mi.ihle e Goltzen. Io mi troverò all'avanzata « (Vorhut). - Avvisi giunti ora dicono che gli avamposti « del nemico (ussari) stanno sulla linea Goltzener Vor« werk - Colonia Kesselsdorf-Woinower See. l bi«. vacchi del suo grosso si veggono ad est di Neu Krnmzi,g « (dal polverìo quando va all'abbeverata). NELL'ESTATE DEL,

Il comandante del partito del nord dette gli ordini seguenti: « Riparto delle truppe: - Avanzata (Vorhut), mag« giore v. Schweinitz, 2 squadroni del ,t O reggimento (( dragoni Slesia N. 4; - Grosso; 1a schiera: reggi0 « mento ulani Posnania N. '10 e 2 squadroni del ~ « reggimento dragoni Slesia N. t; 2" schiera: 2° reg« gimento ussari del corpo N. 2. Le batterie a cavallo « 1 a e 3a del reggimento artiglieria da campagna Bassa « Slesia N. 5 seguiranno la 4• schiera. Due ba ttagli.oni (( di fanteria occupano i passi del Goltzener Bach « presso Neu Kramzig, Vorder Muhle ed Hinter Muhle ». « 01·dine di distaccamento: - Secondo gli avvisi qui (( pervenuti, il nemico ha occupato la linea di Klemzig « con avamposti, sino a pari di VorwerkKlemzig. Il (( distacca1:nento, ripartito come sopra, muoverà alle « 6 anl., coperto dagli avamposti, ad ovest del Woi« nower See, nella direzione Alt Kramzig-Schmollener « Vorwerk, per assalire il nemico sul fianco destro. .: I passi sul rio di Goltzen presso Neu Kramzig sono « occupati da un battaglione, quelli presso i molini « (Vorder, Mittel e Hinter 1'Iiihle) dall'altro battaglione. « Il sottoscritto si troverà all'avanzata (V,arhut). « Firmato: v. WJNTERFELD « Colonnello ».

Il comandante del partito del sud ordinò quanto segue: « Riparto delle truppe: - Avanzata (Vorhut), 1 squa« drone del 2° reggi men lo d~agoni Slesia N. 8: - 1a « schiera, tenente colonnello barone Taets v. Ameron< gen; reggimento corazzieri del corpo (Slesia) N. ·1 , e « reggimento corazzieri Regina (Pomerania) N. 2: « 2a schiera, tenente colonnello v. Saldern; 3 squadroni « del 2° reggimento dragoni Slesia N. 8. - La 2• batteria « a cava11o seguirà la ·I~ schiera. 1

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« Fi rrnato v. ÙPPEN « 1Uaggi·o1' generale >. Svolgi'mento della manovra: I. ) Mentre la brigata v. Oppen sta formandosi per avanzare verso est, le giunge da i suoi avamposti di destra l'avviso che un corpo di cavalleria nemica marcia s,ulla sua destra in direzione di Alt Kramzig e SchmòllenerVorwerk, e dalla sua avanguardia l'altro che la linea del Goltzener Bach è tenuta da fanteria. Infatti la b,rigata v. Winterfeld s'avanza sin presso Schmòllener Vorwerk, coperta dai boschi e da i rilievi del terreno, si sr,hiera sul suo fianco destro, fronte a nord, e colloca le sue due batterie sopra un rialto, salla sua sinistra, a n.o:i:d <leirosteria Kreutzpunkt, donde ~omincialélo il fuoco nella direzione dell'Eiskeller: in 1 a schiera, a destra 2 squadroni, del t 0 reggimento dragoni, a sinistra. il,


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LE G-RAND[ ~IA NOVRE DELL'ESERCITO GERMAN ICO

10° reggim ento ulani; in 2° schiera , a scaglioneadestra, tre squadroni del 2° reggimento ussari . I due squadroni d'avonguardia (del 4° dragoni) erano rimasti nei boschi a nord -ovest di Alt Kramzig, ad est del campo di battaglia; il quarto squadrone del 2° ussari rimase di scorla alle balterie. La forza disponibile per l'attacco si riduceva quindi a 9 squadron i. 2.) La brigata v. Oppen eseguisce un cambiamento di fronte verso sud . I tre squad roni dell'8° reggimento dragoni si for mano in lin ea di colonne ad ovest dello Eiskeller, fronte a sud . La balleria prende pos izione sul pendio meridionale dell'Eiskeller e risponde all'artigli eria nemica. I due reggimenti co razzi eri vengono a porsi ad est ddl'Eiskeller, nell'interval lo tra quell'altura e il bosco che occupa la parte orientale dell'altura prossima ad est(qu ell o stesso bosco cht il dì prima avea fatto intoppo all'ala des tra dei r.:orazzieri medesimi nel primo scontro), nascosti al!a vista del nemico da quei rialti. li 1° reggimento corazzieri (ala destra) metle a scaglione indietro il suo squadrone di destra. Lo squad rone d'av.anguardia (dell'8° dragoni) fa fronte verso Goltzen (est) per sicurezza del fian co sinistro della brigata nell a sua nuova direzione verso sud. 3. ) La brigata v. Winterfeld s'avanza all'attacco; la briga ta v. Oppen le va in contro. La 4a schiera della brigata v. Winterfeld attacca l'ala destra dell abrigata ,,. Oppen (3 squadroni dell '8° dragon i) tra lo Eiskeller e la strada Laogmeil·Klemzig. Lo squadrone di sinistra degli ulani forma fianco difensivo a sinistra verso lo sbocco sud-est di Klemzig. Nel tempo stesso lo squadrone di sin istra degli ussari (2a schiera della brigala v. Wint er{eld) si lan cia sulla batlP.ria della brigata v. Oppen, fiancheggia to a destra dagli altri due ~quadroni che si dirigono verso l'altu ra ad est dell'Eiskeller. Questo attacco è condo tto con molto slan cio, ma si sviluppa in

401 NELL'ESTATE DE L 1876 fronte sin dal prim o momento, prima che sian viste le disposizioni del nemico, con un vuoto assai grande al centro, se nza appoggio a destra , senz'alcuna riserva. La brigatn v. Opp en oppone alla 1° schiera nemica, divenuta ala sinistrci dell'attacco, i 3 squadroni del 4° reggimento dragoni, oncl'è composta la sua ala destra, e i 2 squndroni di destra di 1" linea del 1° reggim ento corazzieri, i quA li eseguendo una conve1·sione a destra si gittano sul fianco <!estro dei dragoni del 4° reggimento, mentre lo squadrone. di sin istra de l 1° reggimento corazzieri e il 2° reggimento cora zzieri (3 squadron i) appariscono sul ciglio dell'altura ad est dell'Eiskell er di faccia ai 2 sq uadron i d'ussa1·i dell'ala destra nemica. Questi ne r·imangono so rpres i, rna, dopo una breve titubanza, caricano alla salita. I corazzieri (,i. squa droni) scendo no loro addosso, di galoppo, ordinatissimi, li avvil uppano (due squadroni clel 2° corazzieri da fronte, uno del 2° sul fianco destro, uno del 1° $UI sinistro). Lo squadrone di sostegno del 1° reggimen to corazzieri si avanza a soccorrer la balleri a. 11 comandante della divisione fa cessar la manovra. Egli giudica ben riu:;cito, almeno per quel momento, l'auacco all'ala sin istra della brigata v. Winterfeld, ed anche contro la batteria; follito invece all' ala desLra, nonostante che i corazzieri abbi!lTIO tardato alquanto. L'a ttacco fu senza dubbio co ndotto co n molto vigore dal colonnello v. Winterl'eld; ma fo rse egli avrebbe potuto ottenere più sicuro successo muovendo più presto, perchè non gli sarebbe stato forse impossibile prevenire il nemico sull'Eiskel ler, don de avrebbe visto le disposizioni del nemico. l due squadroni dell'avanguardia poi avrebbero dovuto trovarsi in grado di prende r parte al comhattim en to, al1'11 la destra. 1

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40~ LE GRANDI MANOVRE DELL'ESERCl'fO GERMANICO Atanovre della divisione di cavalleria del generale v. Witzendorf. La divisione di cavalleria che fu riunita ne i djotorni di Weissenburg, all'estremità settentrionale dell'Alsazia, sotto il comando del maggior generale v. Witzendorf, comandante della divisione di cavalleria del 15° corpo d'armata (Alsazia-Lorena) sì componeva delle seguenti truppe: Brigata leggera: ~taggior generale cont8 Solms; reggimento ussari del Re (Konigs llussa1·en) 1° del Reno, N. 7, appartenente all'8° corpo d'armata, proveniente da Bonn; 5° reggimento cavalleggeri bavaresi << principe Ottone » di guarnigione nella Lorena; Brigata ulani: Maggior generale v. Suckow; 1° reggimento ulani Pomerania N. 4; reggimento ulani Schleswig Holstein N. 15 ; Rrigat'a dragoni: Maggior generale v. Wright; ·1° reggimento dragoni Ann0ver N. 9; reggimento dragoni Prussia orientale N. 1 O; 3° reggimento dragoni Slesia N. 15;

Brigata d'artighel'ia a cavallo (3 batterie) del 1° reggimento artiglieria campale Reno N. 8(dell'8° GOrpo}. Di quei sette reggimenti, cinque appartenevano alla divisione di cavalleria del 5° corpo d'armata, per lo che aveano potuto esser preparati ad agire con perfetto accordo. Di più vuolsi considerare che queste manovre di Weissenburg succedevano un mese dopo quelle di, Zullichau. Il comandante della divisione era rneritamente. temito in concetto di molto abile maneggiatore di cavalleria, bensì di più fredda tempra dell'altro che avea comandato a Zullichau, e preferiva, come dicono i Tedeschi, Io esercitare al manovrare. Infatti le manovre da lui dirette furono. più che altro esercizii applicativi delle evoluzioni dì brigata e divisione (di divisione

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più specialmente) secondo il nuovo regolamento, comandati ed eseguiti con perfella calma e regolarità, direui da momento a momento dal comandante deUa divisione, separati da pause per le istruzioni e correzioni, secondo un concetto 'tattico sì, ma in qu~l modo che in linguaggio militare diciamo da piazza d'anne, tanto più che il campo di manovra era percorribile in ogni senso e sgombro di ostacoli dì qualche rilievo. Quindi l'azione dei singoli comandanti di brigata o di schiera era in generale piµttosto esecutiva che cooperativa. In ciò scorgemmo la differenza più sensibile tra le. manovre di Weissenburg e quelle di Zullichau. Non si videro a Weissenburg nè manovre contro nemico segnato (tranne alcuni battaglioni di fanteria rappresentati da Ca\'alierì con bandiere in certi momenti ) né manovre dì brigate contrapposte. Non chiedevasi perciò dai comandanti dì brigata o di schiera che osservassero il nemico e si regolassero dagli atti dì lui, per corrispondere nel miglior modo possibile agli intendimenti del comandante della divisione, tenuto conto delle esigenze del momento, giudicando, risolvendo, comandando con prontezza ed energia. ma che stassero agli ordini del comandante, e a volta a volta li eseguissero. Non si videro sboccar colonrie, schierarsi rapidamente, avanzar di trotto o galoppo, caricare, inseguire, con quella rapid~ successione di atti che rappresenta le rapide vicende dei combattimenti di cavalleria nella guerra vera, e mette alla più seria prova la, capacità dei capi, specialmente di secondo ordine; ma invece la triplice schiera muover tranquilla, squadronare a riprese, eseguire con geometrica esattezza le evoluzioni regolamentari , ciascuna brigata dì per sè e. nei voluto rapporto colle al tre, adoperando and.ature moderate ed uniformi, preparar gli attacchi con ogni cura, senza omDra di precipitazione, effettuarli


40~

LE GRANDI MANOVRE DELI, 'ESERCITO GERMANICO

piuttosto con ordine che con grande impeto, non mettendo in azion e se non que l tanto di forze che al comandante della divisione pareva dovesse bastare, eioè lanciando alla carica, secondo i casi , ora una sola schiera, sostenuta o no da squadroni di sostegno, ora due schiere, ora tutte e tre, con più o meno stacco. Il comandante della divisione era là assoluto maestro~ padrone del campo , teneva in pugno tutto e tutti , pensava ed operava a piaeer suo, come un abile giuocatore. Credo di non ingannarmi dicendo che quel modo era il più soddisfacente per l'occhio esperto di S. M. l'Imperatore. Era insomma a Weissenbui·g un'istruzione tecni'ca in sommo grado, esemplarmente condotta , che po tea bensì lasciare il deside rio , special mente nei comand anti di brigata ; di un altro periodo succP.ssivo di esercizi veramente tattici, come necessario complemen to; mentre a Ztilli chaunell o stesso periodo di tempo (troppo breve invero) la tecnica e la tatticci aveano proceduto ins ieine, bensì l'una e l'altrn, per necessità, n passo affrettato e quasi precipitoso. .Dissi già come fosse adoperato quel reggimento di drao-oni ch'era di soverchio alla costituzione normale o . . della divisione a tre brigate di due reggimenti cn1scuna. Tl terreno di manovra (V. Piano in fine) era a 5 cbilomelri circa a sud-est di Weissenburg, nella direzione di Selz: una specie di tri1rngol o equilater"o, all'ingrosso, di 4 chilometri di lato , col principal vertice rivolto a nord-ovest versu Weissenburg, limitalo verso nord-est dalla strada Weissenburg:-Schleithal-Lauterburg ·B dai boschi Nieder Wald e Bruch Wald che la finn cheggiano, verso sud-est dalla via traversa SchleithalOberseebach-Sulz, e verso ovest da una linea ipotetica che dividesse per metà l' angolo acuto formato -dalla st;·ada Weissenburg-Selz (compresa nell'area del

NEtL'ESTATE DEL

1876

405

triangolo) colla ferrovia Weissenburg-Strassburg : ter-: reno unito, lievemente ondulato, scoperto, tranne 1 filari degli alberi , frondosi rna non fitti, che costeggiano le strade e le viottole, acclive alquanto. ver~o sud ed ovesl. Un ico impedimento il casolare d1 Ge1tershof sulla strada Weissenburg~Selz. ][ momento culminante delle manovre di Weissenburg fu negli ultimi due giomi, 25 e 26 settembre, al cospetto di S. M. l'Imperatore. . 4 . ) Jlfanovra del 25 setCemb1·e. Tema (Supposition). « Una divisione di cavalleria che \( marcia alla testa di un co rpo del sud procedente « da Strassburg verso Magonza ha ri cev uto nei dio« torni di Selz la notizia che lruppe nemiche si rac« colgono presso Weissenburg. In conseguenza di che, « la divisione s'è riunita sulla strada Selz-Weissenburg, « ed ha preso posizio,ne al coperto a sud di GeiLershof « (posti d'osservazione Weissenburg, Nieder Wald, « Schleitbal, supposti)». « Riparto delle t1·uppe (com'è detto in principio) . «-llende.z-vous: La divisione di cavalleria si troverà « alle 9 ant. del 25 settembre nell'ordine detto qui « accanto (R1'.pa.1·to) a sud di Geitershof, fronte verso « quel casate, coll'a la destra alla strada maestra ». « Disposizione (Disposition): · .. Corpo del nord, supposto. ·, , «

« Dir>isione di ca:oalleria del corpo del sud.

10 momento.

Cavalleria si avanza da Altenstadt sul lato orientale della ferrovia Weissenburg-Selz contro le alture (lievissimi rii icvi) di Geitershof. «

,, «

« ,,

1

• La divisione di cavalleria gira e: da manca attorno a Geitershof,

« si spiega in tre schiere e muove « incontro al nemico. - Attacco « della brigata leggera, aiutato « da un attacco di fianco di due· « squadroni della brigata ulani.


i,06

NEI.L'ESTATE DEL

1

LE GRAND1 MANOVRE DELL ESERClTO GE RMANICO

20 momento.

La cavalleria battuta si ri·« tira all'angolo occidentale del < Nieder Wald. - Fanteria oc-e cupa il margine meridionale del • Nieder Wald.

La divisione di ,iavalleria fa « osservare il nemico da uno squae drone avanzato e rimane in or« dine spiegato, al coperto, di eone tro al Nieder WalJ.

e

<

So momento.

•

e Occupato Geitersbof, attacco ' <i: La divisione di cavfllleria si dell'altura tra Ober Seebach e e lancia innanzi; la 4• e 2• schiera « Frohnacke rhof; la cavalleria die., attaccano la cavalleria nemica < tro l'ala sinistra per sicurezza « e la ricacciano, la 3' schiera e del fianco L'attacco è respinto, « attacca la fanteria io ritirata. -e la cavalleria s'avanza. e

3o momento. o:

" Cavalleria si forma sui prati tra Schleithal e il Nieder Wald.

La divisione di cavalleria fa un movimento a destra indietro, « e poscia una conversione di 45• « a sinistra, con cambiamento di e schiera.

.

La divisione di cavalleria muove contro la cavalleria nemica " e cerca di avvolgerne il fianco. e

·< ·wald contro Geitershof; cavale leria dai prati tra il Nieder-

e

Wald e Scbleithal in direzione

« di Ober Seebach.

5o momento. e La cavalleria, senza aspettare l'attacco, si ritira dietro l'ala ·< sinistr11 della fante ria

-e

e e

<

e La divisione di cavalleria osserva il nemico e retrocede in direzione dell'altura tra OberSeebach e Fro1rnackerhof.

6 0 momento.

Fanteria, artiglieria e cavaileria (quest'ultima io fuori a « sinistra) si avanzano da Weise senburg e dal Nieder Wald in -< direzione di Geitersbof. e

e

Il corpo del sud ha occupato

« l'altura tra Ober Seebachc Froh« nackerhor, e quivi aspetta l'at-

·<

" tacco nemico. La divisione di e cavalleria riceve ordine di porsi e all'ala dest~a, al coperto.

70 momento.

•

I

« e

e La divisione di cavalleria si ritrae in una posizione coperta presso Frohnackerhof.

Attenzione! (A chtung)! "·

(Cioè fine della manovra).

e

e Fanteria s'avanza dal Nieder-

«

«

«

40 momento.

!07

4876

Firmato

V.

W1TZENDORF.

La manovra proced ette nel modo divisato. S'intende che da principio la divisione era formata ìn ordine ristretto, colla brigata leggera in 1° gchiera, la brigata ulani in 211 , la brigata dragoni in 33, e l'a~tiglieria in quarta linea. Nel primo attacco ~ell~ bn~ gala leggera (1° momento) i due sq uadrom d ulam (della 2• schiera, eh' era scalata a destra della P) s'avanzarono a deiHra contro il fian co sinistro del nemico. Nel 2• momento, la divi sione era perfettamente coperta dietro un rilievo del terreno, su cui si pose, verso sinistra, Partiglieria (ottima posizione). I movimenlri del 3° momento ebb ero per iscopo di sottrarsi all'attacco di fianco minacciato dalla cava lleria nemica sulla destra della divisione. La brigata ulani venne ad essere in 1• schiera. Nel ,i. momento la divisione manovrò dalla sua destra per avvolgere il fianco sinistro della cava lleria nemica. L'ultimo momento (attacco generale, erompendo dalla posizione coperta presso Frohnackerhof) fu di grandissi mo effetto. 2.) Manovra del 26 settembre . Tema (Suppositfon). « Un corpo del nord in mar'.;ia -« da Magonza alla volta di SLrassburg ha mandato m0


4'08 LE GRANDI MANOVRE DELL'ESERCITO GERMANICO « nanzi una divisione di cava lleria, la quale ha pas« sato la Lauter a Scheibenhard (presso Lauterburg) . « e poscia ricevuto l'ordine di recarsi nei pressi di « Weissenburg e cuoprire quel luogo contro il nemico

« che s'aspetta dalla parte di Selz, fino all'arrivo del « corpo del nord. La divi~ione si è raccolta la mattina « del 26 settembre presso Schleithal, per ricacciare « indietro la cavalleria nemica (supposta), eh' è già « arrivata a Geitershof, e assicurarsi la strada di Weis« senburg ». - Si osservi che il supposto nemico da Geitershof era più vicino a Weissenburg, che nol fosse la divisione da Schleithal. « Riparto delle tntppe (com'è detto in principioì, « llendez-vous: - La divisione di cavalleria si tro« verà alle 9 antim. del 26 settembre, nell'ordine detto « qui accanto (RipaTto ecc.) a sud dello sbocco occiden« tale .di Schleithal, fronte verso Geitershof ». <<

«

Corpo del sud, supposto.

I

«

Divisione di cavalleria deC corpo del nord. «

«

10 momento. ,, Cavalleria si forma nella bas« , La divisione di cavalleria si sura a sud di Gcitershof. « spiega per prepararsi a com« battere in direzione di Geiter" shof. 20 momento. « Attacco. - La ~· schiera è « Cavalleria si avanza in di re« ributtata; è disimpegnata dalla zione di Schleithal. " 2• schiera. - La terza schiera « ricaccia il nemico. 30 momento.

« La cavalleria battuta si rac" coglie nella bassura a sud di « Geitershof.

« «

«

« La divisione di cavalleria va a porsi in posizione coperta a nord di Gcitcrsbof, front<i verso quel casale.

4(19

1876

40 momento. « «

« La cavalleria gira ad ovest di Geitershof e minaccia il fianco destro del nemico.

La divisione di cavalleria muove incontro al nemico. " Le tre schiere attaccano succes• sivamenfo. «

«

5° momento.

I

" La cavalleria è battuta.

I«

" La brigata dell'ala sinistra insegue.

60 momeJ;.).to. « Reggimenti freschi si avan" zanoasostegno daOber Seebach.

La divisione di cavalleria si sposta più a destra sin oltre la strada maestra Selz-Weissen«

«

«

•• burg.

7o momento. «

,: Attacco ». Attenzione! (Achtung I)

Firmalo: v.

Disposizione (Disposition): J

«

N'ELL'ES'l'ATE DEL

».

W1TZENDORF.

La manovra procedette nel modo divisato . Sul principio la divisione era formata in ordine ristretto in tre schiere (ulani in 1a, dragoni in 3a): si spiègò avanzando . Il 2° ed il ,i. momento furono molto interessanti ' a motivo dell'azione bene spiccata delle singole schiere. Nel 2°, la seconda schiera oprò sulle due ali della prima per dis impegnarla. L'artiglieria ebbe pure una parte assai importante in quei due momenti. Quanto al 3° momento, d parve che in guerra vera quello spostamento a destra della divisione di cavalleria avrebbe potuto essere~ grandemen te disturbato dalla artiglieria nemica, poichè l'avversario era ri~ ma sto presso Geitershof. Nel 5° momento l'inseguimento fu fatto dalla brigata leggera, ch'era rimasta a sinistra coll'artiglieria nel momento precedente e mosse ultima all'attacco. 0

ANNO XXII , VOL. li .

27


410

LE GllANDl MANOVRE O.ELL'ESEllCITO GimMANICO ECC .

Dopo la manovra, la divisione sfilò davanli a S. M. 1'I rn pera tore. In sostanza, a Ziillichau il modo di manovrare parve pi'Ù aggressivo e più atto a produrre un grande effetto di primo momento, a Weissenburg invece piÌI, scaglionato, per così dire, più riguardoso e più adatto alle riserve. Accennai già la ragione di tale differenza. A noi le manovre di Zi.illichau, e~eguite con una di visione improvvisata, fece ro veramente l'effetto di uno sperimento della nuova tattica , mentre quelle di Weissenburg ci si presentarono piut.tosto come un saggio dell'abilità di un buon corpo di cavalleria ben comandato nella applicazione di quella nuova tattica. Là primeggiava agli occhi dell'osservatore il regolamento; qui primeggiavan'o invece le truppe. Jt bensì vero che a Zulliehau il regolamento era per noi spettatori cosa nuova, e come tale attraeva la nostra attenzione, mentre poi a Weissenburg quello era ornai co~a nota, e la nostra mente era per conseguenza più proclive ai confronti che allo studio. Terminerò dicendo che, dopo aver veduto ed osservato attentamente un numero così grande di quegli ottimi istrumenti da guerra che la Germania possiede nei corpi di truppe onde consiste il suo esercito, mi sentii, e più ancora mi sento adesso nel ripensarvi, profondamente compreso della verità e del valore altissimo di quella osservazione che 8. M. l'Imperatore soleva ripetere di lrntto io trallo, cioè che tutte quelle truppe sono alla pari, e tanto vale l'una quanto l'altra; il che nel concetto nostro volea dire ch'elleno posseggono tutte io sommo grado quell'abilità tattica ch'è voluta dall'odierna arte di guerra. C. Cònsr.

BREVE STUDIO 6 UL

SERVIZIO DELLESUSSISTENZE IN GUERRA E

sur.

CARREGGIO AUSILIARE A QUESTO SCOPO OCCORRENTE

I. Il servizio delle sussistenze in guerra è affidato alla direzione dell'intendente generale. Nel nostro esercito nelle guerre del 1859, 60-6 11 e 66 a fianco e a disposizione dell' int~ndente generale trova vasi un'impresa generale dei viveri, la quale forniva all'intendenza i diversi generi occorrenti; il solo servizio del pane era fatto esclusivamente dall'intendenza militare. · A noi tale sistema d'impresa g~nerale dei. viveri, la quale concedesi per via d'appalto o in seguito a speciale fiducia del governo ad un impresario borghese, non sembra, il migliore; crediamo preferibile l'acquisto diretto di tulio l'occorrente per parte delle stesse autorità militari. Per trarre profitto delle risorse del eommP.rcio nazionale potrebbero da rsi gli acquisti io appalto a ragguardevole numero delle maa. o g1ori case commerciali; queste però verserebbero i


413

BREVE STUDIO

SUL SERVIZIO DELLE SUSSISTENZE IN GUERRA ECC.

generi loro commessi m mano dell' intendenza nei magazzini militari e di guerra loro indicati, affinchè tutto il servizio di sussistenza sia concentrato in mano dell'autorità militare. Onde aver garanzia che il servizio delle sussistenze in guerra possa procedere con sicurezza ed esattezza reputiamo indispensabile che le autori·tò. principàVi che lo dirigono siano profondamente versate nell'arte delia guerra, che il personale tuuo che lo eseguisce sia sottoposto a severa disci.plina militare, e che finalmente non vi concorra persona, la quale come l'impresario generale ,trovasi sollo la potente pressione della speculazione e del guadagno persona le. L'impresario generale sarà sempre propenso a nutrire la speranza che si verifichino condizioni di guerra a lui favorevoli, né mai vorrà esporre i ' suoi capitali e guadagni, per lontane, non sicure evenienze, e crediamo perciò che facilmente e allora con grave scapito delle operazioni militari, il servizio delle sussistenze possa essere compromesso quando tali evenienze sopraggiungono, e specialmente nel caso che un esercito si allontani con distese e prolungate marcie dalla sua primitiva base di approvvigionamento . Non è certamente mestiere di ricorrere a modo d'esempio solo alle lunghe marcie strategiche in avanti dell'esercito prussiano nel '1866 o germanico nel 4870-71, per trovare esempi di tali difficohà di approvvigionamento, più o meno felicemente superate; chè la storia delle guerre di ogni tempo ne è ricca a sufficenza, e le sole· campagne del primo impero napoleonico ce ne offrono frequenti saggi. Vediamo che allora, per risolvere il difficile problema, si è sempre ricorso, come mezzo sussidiario, al partito di trarre ogni possibile risorsa dal paese che si attraversa; fannosi cioè tolte ed acquisti sul

luogo e si esige per quanto posgibile che i padroni degli alloggi forniscano al soldato accantonato il vitto. Bisogna vivere cioè, quanto si può, sul paese e u::iare con previdente parsimonia delle provviste sui convogli. Ma questo espediente non provvederà al servizio di su.ssistenza che in proporzioni variabili, determinate da circostanze diverse, e il risultato non di rado sarà molto limitato, specialmente nel caso che le operazioni si trasportassero e svolgessero in territorio esausto da pe,,manenza antei:iore di grossi corpi di truppa . Allora un rifornimento sicuro non sarà che quello trasportato avanti ai centri di distribuzione per cura ·dell'intendenza militare. Ed è per questo che noi crediamo che onde OLtenere tale risultato, occorra che l'ùitenclenza milita-re abbia e sappia di ave11e in sua mano e i generi dli dùtribuil'si in quantitèi sufficiente, e i mezzi' proporzionali di trasporto; solo in tali condizioni reputiamo .cbe l'intendenza militare possa essere chiamata arispondere del servizio e trovarsi in caso di concentrare le risel've occorrenti sui diversi punti alle spalle dell'esercito, corrispondentemente alle esigenze delle operazioni che si eseguiscono e di quelle progettate; ed è questo il ragionamento che _ci rende avvers i ad un'impresa generale dei viveri in mano di una persona non militare e che ne fa, oggetto di speculazione. Non valgono a scuoterci da questa convinzione i risultati ottenuti dall'i mpresa generale dei viveri nelle guerre nazionali del 18n9 e 60-61 . Innanzi tutto nel 1859 per l'esercito francese l'impresa generale era una pretta necessità. Il rapido concentramento di quell'esercito in Italia pei passi alpini e per via di mare, fece sì che esso dovette lasciare indietro molti dei 1


SUI, SERVIZIO DELLE SUSSISTENZE IN GUERRA ECC.

BREVE STUDIO

suoi parchi, di modo che formato che fu in Italia trovossi pressocbè sprovvisto del necessario carreggio di sussistenza. Difatti non fu sbarcata che nel mese di luglio, cioè a guerra finita, a Genova la ,1 oa compagnia del treno francese. Con sole 9 compagnie del treno,· certamente l'impresa Accossato fu per l'esercito francese di grande utilità. Ma non bisogna scordare che questa guerra trascorse in paese ricchissimo, amico, senza alcuna scossa in senso retrogrado, sopra breve distesa di terreno, e che fu breve essa stessa. Facili pure furono le condizioni di approvvigionamento nella campagna nazionale del 11860-61, sicchè non sembraci che per questi due fatti convenga conchiudere in favore di un sistema pressoché da tutti respin to. Napoleone I era avverso all'impresa generale dei viveri in guerra. È noto il suo detto: « Je ne veux pas d'un entrepreneur qui gagne un million sans raison, on qui se ruine sans qu'il y ait de s~J au'te ». Taluni adducono a favore del sistema d'impresa dei vi veri il fallo re del]' 0conomia. Ma non puossi certamente negare come un'impresa generale dei viveri accenni o a mancanza di personale militare capace, ovvero a difetto di fiducia verso di esso, e così pure essa può essere· indizio che il governo manchi di mezzi pecuniari disponibili ( 1). 1

(~) « L'administration n' a prcsque jamais employé les entrepreneurs et !es munitionnaires que quand elle avait bésoin d'emprunter, ou « quand elle manquait de persone! eapable. Alors le munitionnaire • et l'entrepreneur faisaient avec leurs propres fonds ou avec leur e crédit ce que l'État ne ponvait faire avec ses propres moyens _». YIGo Rous1LLON. - Des principes de l' Admin·istration de l'armee. Paris, ~ 87L

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I\1a per fare la guerra il danaro bisogna averlo; forse in qualche caso speciale e fortunato un'impresa generale dei viveri potrebbe offrire dei vti.ntaggi di economia allo Stato; ma volendo vincere conviene evitare di far pesare la maggiore o minore spesa come fattore essenziale sulle operazioni di guerra ; queste vogliono essere libere e indipendenLi da influenze estra.nee allo scopo ; il solo soldato che possa dirsi mantenuto a buon prezzo è quello che vince, Il soldato ben nutrito ha una. probabilità non piccola in più di vincere; l'essenziale è appunto di farlo mangiare, e il lesinare colla spesa è un errore. Nel 1866 l'impresa generale dei viveri funzionò abbastanza bene, 6nchè le circostanze furono facili; non così quando le condizioni di guerra co minciarono a cornpli0are quelle dell 'approvvigionamento, quando cioè nel 2° periodo della guerra l' esercito di operazione portossi avanti, allontanandosi dalla s ua pt·ima base. Ce lo dicono chiaramente i seguenti brani tolti dalla Relazione dell' intendente generale Bertolè-Viale (,1 ). « L'impresa, che co me ho superiormente detto, non « aveva lasciato muncare che isolatamente il servizio « fintanto che le truppe rimasero nelle provincie di « Treviso, Padova e Rovigo, lo lasciò quasi interamente « scoperto dopo il passaggio del Tagliamento »... . . e altrove: « Non posso qui a meno di dichiarare che se pei « viveri non si ebbero che a fare insignificanti sosti« tuzioni, come sarebbe quella di aver dovuto poche « divisioni qualche volta surrogare l'acquavite al vi no, « e la farina di meliga al riso, di cui si provava quasi

q

(~) R<llazione sommaria sull'andamento del servizio delle sussistenze militari presso l'esercito mobilizzato durante la campagna di guerra ~866.

'


SUL SERVIZIO DELLE S.USSISl'.EL'IZE lN GUEI\I\A ECC.

« ass9luta rnaoearJza nelle provincie friqlane, s,e il (l se11'liiio non venne meno e non !:ii dovetLero !amen ... « tare maggio~i ineoravenienti, lo si deve all' attùJi:t,à <ti dei funz1:onar-i da r{J,,e dipendenti, i quali supplirono q,.l « difetto detl'i"mpre~a mediante r·eqiiisiz1·oni. Quanto av« venne pel servizio viveri" si \'erificò pure pel servizio

foraggi, L'impresa non aveva alcuna 1·isorsa p1·oprfo, « e doveva solo valersi di quelle locali, le quali se « baistavaoo per somministrare il fieno occorrente, non « co~ì per l'avena, che pro<;l.otta dal territorio in pie« coJa quantità, era anche stata per la massima parte « esportata dal nemico. « l:n previsione della rnancam:a di detto genere, io « avevo disposto perchè ne fossero spediti 2000 quin« tali da oltre P.o con qualupque mezzo e senza badare « a spesa; ma i eonvogli relativi non poterono giun« gere a destinazione, pe1·cliè gli agenti dell'impresa « stessa li fermm,-orw lungo la strada. appropriandosi « del gene,·e per valersene _nell? distribuzioni, distn·bu« zioni che in buona parte vennero fa,tte in lor:alitèi ope f.· men forte se ne sentiva la, penui·ia ». Quei 2000 quintali di avena, dietro previdente richiesta de!Fintendente generale, erano stati dunq,ue acquistati diveL~amente dal ~linistero della gll~rra e spediti all'ese rcito ('I ), ed ecco l'impresa generale dei viveri , ollre al lasciare scoperto il servizio, iQtral ciare e rendere vana l'azione riparatrice dell'intendente generale mili tare! Altrove, sempre nella Relazione del generale Bertolè-Viale, leggesi: « Mercè dunque le requisizioni giornali ere per parte - « dei funzionari da me dipendenti, poichè l'impresa J

(·1 ) Vedi .OocumElpto N. 76 della: Rela~ione Pettj71,e11go sui prqvvedim_~nti. delt'Amministra11:jpne della guerra dql ,t• genna,iq a.l 2,~ agosto dell'anno 1816.

4 i7

«· aveva lasciato quasi interamente e dappertutto sco« J)erito sì impQrt.ante ramo di servizio., si ottenne che «il fieno . . .. ecc.» . Da q11esti criteri. tolti dalla relazione ufficiale dell'intendente genera le nella compagna del 1866, sembra dunqu e lecito il conchiudere, come il servizio dell'impresa fosse tutt'a ltro che soddisf:acènte; sembra anzi in questo caso che essa mancasse pure di mezzi pecuoiari e di credito suflìciente. Progced enrlo !a guerra e. prolungan dosi ancora la linea di opernzione, secondo ogni probabi lità l'impresa avrebbe completamente falli to al suo scopo, ed al sel'vizi o del.le sussistenze avrebbe dovuto in seguito far front?. la sola intendenza militare col solo suo persona le e con mezzi propri, rivolgendosi per riempire convenientemente i suoi magazzini, troppo tardi ormai, al Ministero della gu erra e direttameute al commercio. Certamente qu es to passaggio da un sistema all'altro non avrebbe potuto effettuarsi senza pesare svantaggiosamentP. suìle operazioni di guerra e senza che le truppe ne avessero seriamente sofferto. Colle rapide mobilitazioni poi del giorno d'oggi, coi numerosi eserciti che si mettono in eampo, sarebbe più che difficile, impossibile anzi, il creare rapidnmente e dì pari passo colla mobilitazione e radunata dell'esercito una sì vasta maccf1i na amministrativa, quale si è un'impresa generale dei viveri, atta a fore un soddisfacen te se rvizio . In taLtica e in strategia l'occhio, il talento , il sapere, la rapida decisione del capitano possono ottenere splendidi risultati; ma in materia ·amministrativa invece non vale l'improvvisare, in tal ramo dP.ll'arte della guerra non valgono che la previdenza e i più larghi prepar1,1.tivi. Il prescindere poi dall'idea di adoperare in guerra 1


418

4·19

UREVE STUDIO

SUL SERVIZIO DBLLE SUSSISTENZE JN GUERRA ECC.

un'impresa generale dei viveri, non · vuol dire di non valersi dei mezzi del commercio. Tutt'altro. Per la provvista dei generi diversi nell'enorme quantità occorrente, l'amministrazione militare ricorrendo a più fornitori, potrà anzi tenere conto di tutte le grandi case esistenti nello Stato, far valere un'opportuna concorrenza, usufruire del credito di tutti, e rivolgersi secondo la qualità della merce a quegli emporii e a quelle case che fanno di quell'articolo una specialità. n. Govern? così non sarà impacciato nelle sue provviste ogni qualvolta una singola casa mancasse ai suoi impegni. I generi così acquistati sarebbero poi versati nei magazzi~i .dell'intendenza militare. L' intendente generale e glt rntendenti d'armata sapranno così sempre esattamente cosa posseggono ed ove si trova la roba , ed essendo al ,~orrente delle opernzioni di guerra in corso d'esecuzione e di quelle progettate, p.otranno giudicare se la distribuzione dellr. loro r isorse in rnilgazzino corrisponde alle esigenze ed alle probabili ulteriori evenienze della guerra. Un'impresa generale dei viveri invece avendo interessi imperiosi e di speculazione propri, farà calcoli ben diversi, darà spesso informazioni poco esatte, e farà sì che l'intendeoza militare non saprà mai esattamente di cosa veramente disponga . Final~:nte l'intendenza militare, facendo comprare 1 genen rn Lutle le grandi città commerciali dello Stato e su tutta l'estensione del territorio nazionale, non si priverò della possibilità di ricorrere alle risorse del luogo ove trovansi le truppe, ·come mezzo sussidiario di sussistenza o per ripa-rare a quelle penurie rnomen· tanee che non mancheranno mai di prodursi; mentre un'impresa (vedi '1866) cumprando, per risparmiare il t~~sporto, p.er sistema quanto potrà sul posto, esaurirà gia prevennvamente questa preziosa risorsa.

Abbandoniamo adesso questa prima parte del nostro breve studio, e ei rivolgiamo ad esaminare quale sia il quantitativo di carreggio ausiliare occorrente all'infuori del nostro treno regolamentare, affinehè l'intendenza militare in guerra disponga dei mezzi necessari di trasporto. Jl.

Nei calcoli che esporremo m seguito, supporremo. che le operazioni di guerra si svolgano in circostanze affatto normali, vale a dire che IÒ stato del le operazioni non presenti alcuna speciale difficoltà; che se le condizioni di una guerra fossero eccezionalrnen te difficili, i mezzi occorrenti di trasporlo crescerebbero a dismisura, e si sottrarrebbero allora ad ogni ragionevole ealcolo preventivo. Così p. es. il numero dei carri acquisiti e noleggiati, occorrenti pel rifornimento delle sussistenze, al solo esercilo germanico accampato sotto Parigi uet 1870, fino al ripristinamento delle comunicazioni ferroviarie, non era inferiore ai 50-60,000. Ad onla di questo vero esercito di vetture, senza la presa d'Orléans, la qnale aprì un campo di requisizione nel cuore della Francia, il rifornimento cli questo eserci tu avrebbe dovuto sottostare per qualche tempo ad enormi difficoltà (i). Il rifornimento dell'esercito russo, nella guerra dt Crimea, mancandosi completamente di linee ferroviarie e cli comunicazioni fluvia li, basandosi sul Dniepr a circa 500 chilometri da Sebastopoli, richiedeva, in causa (~) Das Train-Comunications und Verpflegswesen von Obauer und Guttemberg. - (Il servizio del treno, cli comunicazione e sussistenza di Obauer e Guttemb3rg). - Vienna ~87L '·


412G

BREVE S1lUDIO

delle cattive strade, circa 150,000 carri noleggiati e r,equisiti (1). Di simili casi eccezionali non ci occuperemo; con·siderererno il riforniment.o affidato all'intendenza. in, guerra in circostanz?. regolarissime, senza però esclu,dere linee di operazione di estensione modesta, perchè prescindere da queste varrebbe escludere il manovrare, ossia la base essenziale di ogni operazione di guerra. Prima però di affrontare questo argomento, citeremo ancora alcuni esempi, to\ti_, da guerre moderne ed atti a servire di confronto per ciò che esporremo in seguito. Uno de i pochi autori che ci fornisce dati particolareggiat( amministrativi sull'ultima gùerea franco -germanica è il colonnello dello stato maggiore prussiano conte \Vartensleben (2), nella sua Relazione sulle ope ra.zioni della, 1a armata dalla capitolazione di 1Jfetz alla cad,uta di Perronne (3). Dopo la caduta di Metz il 1° ed 8° corpo prussiano ·e la 3" divisione di cavalleria. si posero in marcia verso il nord della Francio. Il territorio da attraversarsi era sgombro dal nem ico, e benchè infestato da qualche banda di francstfreurs, pure l'amministrazione militare poté mandare avanti dei funzionari e personale dell'intendenza militare. Le forze complessive della. 1a armata sommavano a circa 50,000 uomini e ,t~,000 cavali i. I provved imenti presi, per assicurare il vell,ovagliamento, dal comando generale della 1a armata, ris.ul1

1

('I) Das Train-Comunications und Verpftegswesen von Obauer und (;·uttem,berg. - (Il servizio del treno, di comunicazione e sussi" ·stenza di Obauer e Guttemberg). - Vienna 487~ . (2ì Ora maggior generale e comandante interinale del corpo di stato maggiore prussiano. (3) Die Operat1onen der 1.sten ,h'mee von der Capit,w,atio11 von Metz bis ztim fall von Perronne. Derlin ~ 8!7j.

SUL SERVIZIO DELLE Sl!ISSISTENZE 1N GUERRA ECC.

421'•

tano dal seguente ordine del giorno di cui citiamo,. una parte: « I corpi riceveranno gli approvvigionamenti occor« renti nei due ultimi giorni antecedenti alla partenza. « Essi consistono: « Nel completare le razioni di viveri a secco. « Nel caricare sulle colonne vtveri l'occorrente al« meno per 4 giorni di vettovaglie e pane. « Nel caricare sui parchi di ,i-00 vetture del treno « noleggiato (·I) esistenti p,·ef-so ogni corpo d'esercito, « una provv ista. di 6 giorni di avena ed una riserva di « farina e galletta. « Inoltre la direzione genera le delle tappe radunerà« quanti più carri potrà, e supponendo che nei prossimi « giorni possa riunirne 1000, li caricherà con una prov« vista di 3 giorni di avena n vettovaglie, el i farà seguire « l'armai.a in gu isa che sulla linea di tappa settentrio11. na-le venga innanzi l'occorrente per un corpo d'eser« cito ed una divisione di cavalleria. La direzione gene« raie delle tappe informerà sul numero, sul carico e « sulla direzione dei carri instradati. « Come massima si esigerà sempre i viveri dai pa« droni d'alloggio, presso i quali accantoneranno le « truppe. Solo in caso di asso luta. necessità si ricor-· « rerà alle prnprie provviste ed allora dapprima a « quelle delle colonne della provianda e dei parchi « no leggiati di corpo d'esercito. « I carri vuoti saranno giornalmente riunì ti e fino « ;id ordine ulteriore diretti alla direzione generale ( ~) Ogni corpo d'esercito prussiano riceve oltre al s110 treno regolamentare, all'atto della sua prima mobilitazione, un parco noleggiato di treno ausiliare. Questo parco nel ,1870-7,1 era fissato a 400 vetture a 4 ruote e 2 cavalli; adesso però, in seguito all'avvenuto riorganamento del treno, questa dotazione è stata considerevolmente aumentata.


422

423 inoltre circa .i, distribuzioni di zucchero e .caffè. Due altre razioni di vive ri a secco le trasporta i.nc!osso lo stesso soldato. Abbiamo inoltre presso ogni corpo d'armata la colonna traino-pane, la quale comprende 59 carri per pane di munizione, capaci complessivamente di 100,300 razioni. Analogamente a q uaoto si praticò nella campagna del ~ 866, calcoleremo quindi che la sezione di sussistenze di ogni divisione e delle trnppe suppletive abbia sotto mano per le distribuzioni giornaliere un parco trainan te due razioni di viveri ordinari, e che altre due razioni simili si trovino sopra altri parchi che segui tano i corpi d'armata, ossia in totale 4 razioni di viveri ordina ri trasportate sopra carri del treno ausi liare, noleggiati o requisiti . Nel còmpu to del peso di queste razioni di viveri ordinari terremo conto pure del pane, ad onta della colonna traino pane già esisten te. Questo facciamo, sia perchè spesso la distanza dei forni dalle truppe di 1a linea impedirà che le colonne traino-pane possano disimpegnare il servizio fino a destinazione, sia perchè comunque per la totalit.à del conto del carreggio, i forni, quando anche sufficientemente avanzati, v.inno sempre riforniti di farine. Facciamo dunque i nostri calcoli, pl'endendo per base il vivere assicurato per 8 giorni, completi. in più 3 giornate di pane e 4 distribuzioni straordinarie <li zucchero e caffè, ossia una quota di vettovagliamento assai più modesta di quella del 11866. Facendo i calcoli per un corpo d'armata, non si avrà poi che da moltiplicare per 10, ond e fare il rapporto dell'occorrente per un esercito di circa 300 mila uomini. Dalla formazione normale di guerra del corpo d'armata risulta la forza seguente: SUL SEllVJZIO DELLE . SUSS1S1'ENZE IN GUERRA ECC.

llREVE STUDIO

« delle · lappe a ~fotz, affinchè ricaricati possano essere " nuovamente instradati per raggiungere le truppe ». Coll'aiuto di questi 1800 carri noleggiati o requisiti la ,p• armata trainava seco viveri e foraggi per rn giorni . Questa cifra di razioni di viveri ordinari e a secco è piuttosto considerevole. \\la in guerre di invas ione, come è quella de ll'esempio precedente, il bisogno cresce, massime quando si vuole agire indipendentemen te dai magazzini stabili. Allora il capo dovrà rivolgere molta cura al vettogliamen lo se pur vuole riuscire nelle sue operazioni . Il maresciallo Davòut p. e., uno dei generali più previdenti del primo Impero, faceva portare, entrando in Russia, ad ogni soldato 10 razioni di viveri a secco, ed aveva vettovaglie su carri per altri 15 giorn i. I criteri di massima che presiedevano al rifornì.,. men to dei viveri nella nostra campagna cli guerra del 1866, risul tano dalla relazione dell'intendente generale Bertolè-Via le. Eranvi 5 razioni di vi veri a secco sulle colonne viveri di riserva e in più 6 distribuzioni di zucchero e caffè; quindi sui magazzini ruotabili divisionari delle sussistenze 2 razioni di viveri ordinari, ed io seguito ad essi due altre razioni simjli pe,· cura dell'impresa; finalmente i soldati portavano nello zaino due razioni ,di galletta; in lutto dunque il vivere assicurato per circa 1,t giorni. Il numero delle razioni a. secco trasportate oggi normalmente sul carreggio regolamentare a tenore delle Ist1·uzioni per la mo/Jìlitazione e formazione di gue1·ra dell'eserC'ito, Tomo U, Roma 1873, è il se.guenle: li parco viveri di riserva, che si forma dalla t·iunione delle c·arretle di battaglione da viveri di riserva , tros.porla due razioni di viveri a secco complete ed 1

1


i24.

Uom,iNi: Ufficiali . Truppa . Non militari Cavalli°:

..

Oa ufficiali . . . . . Da s_ella (d i truppa) Da tu'o (id.) . .

,103,1 \

29943 ~ Totale uomini 30,958.

u.)

l

La razione di guerra può essere di versa mente composta coi seguenti elementi:

----------- -- -- --.-----.--Razione Quanti tau vo giornaliera

- - - - -- - · - -- - - - -! 1) ~an_e (potrassi all'occorrenza 80 . slituire_la galletta in ragione di grammi 400) . . . · · · · · 2) Carne fresca 3) Carne in conserva· ;(èo~presÒ iÌ peso delle casse) . . . . . . 4) Riso 5) Pasta

6) Lardo 7) Sale 8) Pepe 9) Vino . . . . 10) Acquavite . . . 11) Catfo e zucchero

Pane Pa,sta . Acquavite Lardo, sale e pepe TOTALE

83 5 ,1892 Tota le cavalli 5903 . 3 176

Sf'ECIAldTÀ,

425 27 ,86,2'.200 chilog. 3,095,800 » 1185,74-8 » 1,089,830 ))

SUL SEIIVIZIO DELLE SIJSSlSTENZE 1N GUERRA ECC.

Dn'Ji}VE ,$'ft!JD10

per

giornaliero

per

ogni uomo 30958 uomini in io chilogrnmmi chilogrammi

k

o,~ioo

0,300

27,~62,200 8,254,066

0,270

8,34-5,660

(La ra2ione netta è di 200 gr.J .

0.120 0;100 0,015 0,015 0,005 0,250 0,006 0,035

3,713,960 :J,095,800 467,070 467,070 155,690 7,729,500 185,748 1,183,530

. La _razione di viveri ordinari più leggiera sarà quella dr cui, f~ part~ la pasta'. l'acquavite e la carne fresca, perch~ tl best1_ame raggumgerà in piedi i siti di macellazron e e distribuzion e. Questa razione sarà cosl com.posta:

32,204 ,830 ehilog.

La l'azione più pesante invece è · la seguente: 27 ,862,~00 chilog. .Pane . 8,34-5,660 » Carne in conserva 3,713,960 b Riso . 1,089,830 » L$1rdo, s.ale e pepe 7,729,500 , Vino . TOTALE 48,74-0,150 chilog.

Oscilliamo dunque fra le 32 e 48 tonnellate, ossia una media di 40 tonnel late al giorno di viveri ordinari per ogni c:orpo d'armata. I çavalli di un corpo d·armata sono 5903. Calcolando per ognuno di essi una razione giornaliera di · 5 chilog. (il) di biada e due soli chilog. di fieno ('i>.), seoza tenere conto alcuno della paglia, abbiamo: 15903 X 'i= 41321 chilogrammi , ossia in cifra rotonda altre 40 tonnellate da trasportarsi, in totale dunque un rifornimento giornaliero di 80 tonnellate per ogni corpo d'armata . Per qnesto rifornì mento giornaliero bisognerà in campagna adopernre il treno noleggiato e r'equis.ito, da non confondersi col carreggio regolamentare, di cui pure (~ ) Riteniamo che il cavallo in campagna abbisogni di una forte razione di biada; spesso r;li mancherà il foraggio; a~lorjl. se non è sostenuto con avena abbondante, deperisce. (2} Generalmente non calcolasi trasporto di fieno, che cercasi sempre di requisire sul luogo; ma comunque anche in tal caso occorre del carreggio disponibile per trasportarlo, ed a tale scopo abbiamo introdotto il fieno nei nostri calcoli nella sopracitata modesta p~oporzione. ANNO "Ix11, VoL. 11. is .


427

BREVE STUDIO

SUL SERVIZIO DELLE SUSSISTENZE .TN GUERRA ECC.

una parte è trainata da treno borghese, pel quale però materiale e cavall i sono com presi nel traino stabilito dalle Istruzioni per la rnobilitazione e formazione di guerra dell'esercito, Tomo ,J e 2°. Questa parte invece del carreggio ausiliare è ancora da crearsi all'alto della mobilitazio(Je all'infuori dal disposto di quelle Istruzioni. Pel' questo scopo la Prussia nel ,J 866 e la Germania nel 1870, come già si accennò anteriormente, fornirono a ognuno dei loro corpi d'armata un parco di 400 vetture del treno noleggiato [Fuhrparkcolonnen), il quale fu organir.zato nelle guarnigioni simu ltaneamente alla mobilitazione delle truppe e spedito insieme a questf.: al sito della radunata, carico di vettovaglie . Questo parco era suddiviso in 5 reparti e soggetto a sorveglianza militare. Altri 3001) carri simili la Germania riunì ed assegnò durante la radunata delle truppe alla direzione generale delle tappe (Vedi Relazione ufficiale della campa,gna franco-ye1·manica del

le ferrovie sono numerose, formando una rete piutlosto fitta. Non si potrà però, volendosi riservare la necessaria libertà di manovrare, essere sempre a contatto immediato con una linea ferroviaria, che il legarsi troppo per scopo amministrativo alle strad~ ferrate i>. un errore che può produrre funestissime conseguenze (1 ). Tratteremo perciò di un caso favorevole, supponendo di il.ver sempre a due sole tappe di distanza dalla prima linea delle truppe un magazzi.no sussidiario stabile, ove i magazzini ruotabili possano venire a rifornirsi di quanto loro occorre per mantenere opportunamente completo il proprio caricamento. Di tali parchi ne occorreranno presso ogni corpo di armata: ,1° 1're pa1·cM (di cui due di visionari ed uno delle truppe suppletive) trainanti 2 giornate di viveri ordinari, ossia in complesso un carico di 160 tonnellate.

1870-71).

(4 ) « Si l'on avait ét6 à meme de pouvoir ,agir avec méthode, le « maréchal (Mac-Mahon), au lieu de s'attacher à une voie ferrée, dont

426

0

Tutto questo c:arreggio ausiliario fu appaltato e no. leggiato sul totale del territorio germanico. Allargandosi poi le operazioni, il fa-bisogno di simili parchi crebbe in vastissima proporzione, e funz ionari della intendenza militare furono spesso inviati, durante la guerra, nell'interno della Germania, per radunare e organizzare sempre nuovi mezzi di trasporto. Colla rapidità pure provveduta ed organizzata del la nostra mobilitazione, bisognerà dunque analogamente provvedere all'apprestamento di questi parchi ausiliari, affinchè non manchino, al rompere delle ostilità, gli elementi indispensabili per l'azione del servizio di intendenza e commissariato. Atteniamoci al supposto di una guerra difensiva; il teatro delle operazioni sarebbe allora l'alta Italia ove

« la direction tactique se trouvait dangereuse, aurait, dès le 5 aout, « «

prescrit l'établis,cment d'un centre de ravitaillement par convoi de Salerno ..,.~ -.,.,._n, à W oerth •

En effet, ne sacbant ou ne voulant pas vivre chez l'habitant, ne trainant pas derrière elle de puissantes ròserves en dcnrées manu« tentionées, chargées sur voitures et toujours prètes à suivre !es a colonnes, l'armée était daos l'obligation de se placer sous la d6c pendence de grandes gares » (il che concorso certamente a far perdere tempo al maresciallo Mac-Mohon, l'esito infelice della cui marcia verso il nord è noto;. - (L'intendance militaire pendant la giterre 1870-71 par ANATOLE 8ARATIER, Sous-Intendant etc., Paris 187~ ) . < mais tant que l'on n'aura pas de grands parcs < de voitures aux stations d'arrivée, l'approvisionement de l'armée se < (era d'une maniere irregulière •. - (De l'emploi de chemins de fer en temps de gue1-re, traduìt de l'allemand, Paris· Dumaine ~ 869). <

«


+28

BREVE STUDICI

2° Un grande pa1·co di corpo d'armata, pure con due giorni di viveri ordinari, ovvero altre 160 tonnellate dì carico. Distando però le truppe di due tappe dai magazzini stabili, occorre un movimento di ricambio e di trasporlo fra questi e i magazzini ru otabili. Tenendo conto eziandio dei trasporti occorrenti tra un magazzino stabile e l'altro, tra i magazzini stabili e le stazioni ferroviarie, e pei trasporti ordinati dalle intendenze d'armata in previdenza dell'impianto di nuovi magazzini ed operazioni di guerra speciali, non eccediamo certamente i limiti di un modesto calcolo, accettando come fa-bisogno di carreggio noleggiato o requisito del quale ci occupiamo, affincllè l'esercito possa disimpegnare un servizio normale di sussistenza in circostanze regolari, un numero di carri doppio di quello necessario pei so li parchi divisionari, delle truppe suppletive e del corpo d'armata; ossia in complesso per ogn i corpo d'armata tanti carri quanti occorrono pel. trasporto di 640 tonnellatP- di carico. Il numero di carri occo rrenti pel trasporto di tale carico dipende dalla costruzion e speciale dei carri nazionali, che concorreranno alla formazione di questi parchi, e dalle qualità dei quadrupedi disponibili per trainnrli. Bisognerà tenere conto delle circostanze eccezionali causate da una mobilitazione generale dell'esercito; in bnse della legge sulla requi sizione dei quadrupedi, i migliori saranno requisiti pel servizio dell'artiglieria e pel tt·aino di tutti i parchi del carreggio reg0lam entare. · È noto eziandio che in llalia esistono in grande maggiorania i carri da trasporto a due ruote ed un sol quadrupede. Questi non sono capaci che di un carico dai 300-600 chilogrammi. ~arà perciò una supposizione assai favorevole, am-

4'.29 meuendo che si possa riuscire a formare questo treno ausiliario con carri a 2 o 4 ruote, trainati da 2 cavalli e capaci ognuno di un carico di 800 chilogl'ammi. Su questa base occorrerebbero 800 carri per corpo d'armata ed in conseguenza 8000 carri con 16000 quadrupedi per un esercito composto di ,t O co1·pi d' a1·mata. A. corroborare questa cifra da noi èalcolàta sarà utile stabilire qualche te rmine di confronto. Riesco difficile il rendersi conto con qualche attendibile esauezza del numero. dei carri requisiti nella campagna del 1866. La giù citata relazione Pettinengo ci fornisce a questo proposito alcune cifre che togliamo dai documenti 73 .8 e 7!. SUL SERVJZ10 DELLE SUSSISTENZE IN GUERRA ECC.

1

1

Carri JNDIC/\ZIONE D~!J CARRI H.llQU!ST'!'I

Alla fin~ di giug;no pe1~ l'e_sercito regolare Al 26 gmgno pe1 volontar1 . . . . . .

Requisiti più lardi

a a a ) a a

Pi acenza . Pavia. . Novara . Alessandria Cuneo . . TOTALE

Carri a 2 cavalli coperti

a

2 cavalli scoperti

220

2433 93

07 168

I

106 45

I

:30:38

I

96

)I

- - 220

~

3258

Che questo numero accertato non corrisponda alla reoltà lo dice la seguente nota stampata in calce al documento 76 della stessa relazione Pettinengo: « Dal complesso però della corrispondenza coi pre« felli e sindaci appare che le requisizioni furono in


!30

BREVE STUDJO

« molto maggior scala, e per esempio, qui sopra « non è compresa Ja provincia di Cremona, della. ~ quale il prefetto scrisse a metà di agosto, che « eranvi stati addotti 2000 capi di cavalli e muli, ( de' quali non era allora peranco succeduto il rie torno a ·casa ». La relazione Pettinengo non fornisce dati sulle requisizion i fatte nelle provincie venete; era vi poi l'impresa generale dei vi veri che agiva con mezzi da essa direttamente provveduti. Lo specchio sopracitato è anteriore inoltre ai mesi di luglio e agosto nei quali fu più intenso il moto di rifornimento. L'esercito attivo italiano del ,1866 era di circa 220 000 ' uomini. Tenu to conto di tutte queste considerazioni, ci è lecito conchiudere che il numero dei carri noleggÌati e ·requisiti sia stato, riguardo alla forza operante, superiore anzichè inferiore alla proporzione da noi calcolata per un esercito composto di 1O corpi d'armata . Il generale Vinoy in una sua reç:en te opera (,1) fa un calcolo del fa-bisogno giornaliero in ve ttovagl ie per un esercito di 800,000 uomini e ,1 75,2811 cavalli e ci dà un totale di 3,7'iH,810 chilogrammi; escludendo quindi da questo primo calcolo il fieno e la paglia, che vonebbe requisiti su l luogo, egli riduce quell'ingente cifra a 1,969,000 chi logrammi. Riducei;do quest'u ltima cifra alla proporzione di un eserci to di 300,000 uomini , abbiamo un carico giornaliero cli 738 tonnellate avvece delle 800 da noi calcolate; tenendo però conto che in queste ultime sonocomprese ,J 00 tonnellate circa eh fieno (2 chilogrammi per cavallo) si vede come le cifre siano poco diverse fra di loro, e la ~1ostra anzi un poco inferiore. (~) L'armée française en rn73 par le général VtNOY.

SUL SERVIZIO DELLE SUSSISTENZE IN GUEilRA ECC.

4,3 ·1

Un ultimo esempio di confronto lo togliamo dal libro: Étude sur l'administration militaire en campagne, par

sous-intenclant militaire - Rouen 4861 . L'autore calcola il minimo dei carri requisiti e noleggiati, concorrenti a formare i parchi ausiliari di un'armata di 100,000 uom ini, a 2000, supponendo però la portata di una tonnellata per ogni carro. lo tal gu·isa egli fa conto sul trasporto di 2000 tonn~ilate, mentre nel nostro calcolo per una forza eguale SL considerava un carico totale dl 2153, 66 tonnellate, cifra poco dissimile dall'altra. Ne i nostri calco~i si è am~ mes:-;o però un numero di carri di 1/ . superiore a quell i reputati nécessari dal Sanson, e ciò perchè non . abbiamo assegnato ad ogni carro che una portat~ d1 80~ chilogrammi; reputiamo però che questa, per 1 nostn carri nazionali, sia una cifra già assai elevata, la quale sulla media sarà difficile anzichè no di raggiungere .

SJ.NSON,

III. Oggigiorno tendesi pres5o tutte le 'potenze militari alla mas·sima accelerazione della mobilitazione. Le ultime oo·uerre hanno messo in lucida evidenza il grande valore di tale celerità. Ma affinchè una rapida radunata dell'esercito wrta effetto efficace, bisogna che in quel breve periodo di concentramento siano pure riuniti e consegnati all'in tendenza e commissariato quei parchi del treno noleggiati e requisiti che sono indispensabili pel fun,,;ionare del servizio delle sussislenr.e. Bisognerà peràò incltidere i p1·ovvedimenti atti a procurare q,uesti mezzi di trasporto nella stessa operazione di radunata e mobilita,zione dell'esercito e condurli a termine simultaneamente ad essa, ossia con altri 'ter-


432

BREVE STUDIO

mini, comprende1·e questipatchi noleggi·ati e requisiti, in giustamisw'a, nella formazione regolamentare diguet·ta del corpo d'armata. Così solamente si avrà garanzia , che radunato e mobilizzato l'esercito, esso sia pure in grado di mano-

m·a1·e. La legge sulla req·uisizione di q·uadrupelli e veico!d pe1· i servz'z;i dell'ese,ràto, in data 1° ottobre ,1873 dà facoltà ' al governo di riunite i parch i occorrenti in tempo utile, prel·evando il carreggio ausiliare su tutta l'estensione dél territorio nazionale . Il rego lamento però per l'esecuzione di detta l~gge in data 18 ap rile 118"75 non parla del la requisizione di veico li, e tal fatto costituisce l!li1a lacuna nelle disposizion i d'applicaz ion e della legge. Provvedendo all'uopo si avrà il vantaggio di non dovere esaurire da bel princip io con requisizioni estese e forse insufficienti tutti i mezzi delle provincie nelle quali si ope ra, e potra ssi riservare quella risorsa quale mezzo prezioso per provvedere agli aumenti che non tarderanno a rendersi necessa ri. Nell a cam pagna del ,1866 si verificò spesso l'inconvéniente che i carri dt:1. treno ausi li are mancavano di coperta , in gnisa che i generi trasportati si g uastavano . A senso de l c,1pitola.t0 me~à dei carri avrebbero dovuto es:;er coperti; in realtà però vedi amo dall o specchio antecedentemente ripl'Odouo che d i 3258 carri ne erano co perti solo 220. Sarebbe bene che l'arnrninistr'azione militare provvedesse i ca rrellieri di coperte adattate di tela incerata pe r eliminare questo non trascurabile incon,·er1iente. Ahbi amo più sopra gi à citato le colonne de l treno ausiliare comprese in Germania nella formazione di guerra del corpo d'armata. Ne ll a rapida mobilitazione che precedette l'ulti~na guerra franco-germanica, non tuttè queste colonne

433 poterono raggiungere le zo ne di ,·a duna ta simt1 ltaneamente alle tru ppe. Per rimediare a questi vuoti la 3a armata req uisì immediatamente sui lu ogh i 1000 carri e la 2• 900. I parchi rimasti indi etro si fece ro arrivare co n ogn i sforzo; con tutto ciò il fe lice ri sultato delle prime operazioni, le quali fecero cadere in mano ai Tedeschi parecchi grossi magazzini francesi, concorse non poco ad ev itare in questo primo periodo della guerra diffico ltà nel servizio delle sussistenze. Ad onla dei parehi ausil~ari di dolazione fissa (400 carri per corpo d'arma ta) e dei numerosissimi pal'chi noleggiati e req uisiti dalle ispezioni generali di tappa, i] servizio dei viveri, non fu se mpre soddisfacente nei peri odi ulteri ori della guerra. Verso la fin e di settemb re del '1870 , sotto Parigi, tulle le razioni erano ridotte . Il pan e era semp re quello che faceva difetto. Un servizio regollire non potè essere ripreso che col riattamen to del servizio fe rroviario. Perciò la Germania dopo la guerra <lel 70 e 7 1 ba riorganizzato il servizio ciel tren o ed ·ha amnenlalo considerevol mente la dotazione di parchi ausiliari. Nel 1870 il ca rreggio delle sussistenze del corpo di armala germanico (della forza di ci rca 40,000 uomini e 11t ,000 cavalli in chi.u savi la divisione di cava lleria) comprendeva '150 carri del treno mi litare e 400 di quello aus iliare. La portata di ogni carro è calcola ta a circa 850 chilogramm i. In Germania computasi ,il peso della razione giornaliera di viveri ordinari per uomo (marciando il bestiame in piedi) a 1 chilog.; quella dei cavalli a o,o chilog. di avena. In tal gui sa le sussistenze trainavano nel 1870 l'occo rren te in vive ri ord inari per .i., giorni e mezzo . Dtipo la guerra del ,0 .71 si è stabilito di assicurarsi i viveri ordin ari pei' 6 gio rni; perciò i,l nuovo organamento SUL SERVIZIO DEI.LE Sl!JSSIS'll~NZE 1N GUERRA ECC.

1


434

BREVE S'fUDIO

del treno aumenta il eaneggio ausiliare di 220 carri, P?rtan?o a 770 il totale del carreggio delle sussistenze a d1spos1zione immediata del corpo di armata. Essendosi inoltre constatato che il servizio soffriva in causa della i~~iscip~inate~za e negl_igenza dei carrettieri noleggiati, s1 e deciso d, reclu tarli dalla riserva di complemento, computandoli- come fac ienti parte della I" cateo·oria e assoggettandoli in tal modo al codice penale ; ilitare. Anche l'Austria si è molto preoccupata dopo la guerra del 186ti del riorganamento del treno militare, ed ha adottato un nuovo regolamemo del treno in campagna (1) . Abbiamo eit~ti _questi fatti per meglio appoggiare la :10stra 1:onvrnz1one, che anche presso di noi rimanga tuttora qualche cosa da fare per perfezionare l'organarnento del nostro carreggio e fissare delle dotazioni di quello aus il iare in rapporto colla formaz ione di guerra dell'esercito. . N~lla. campagna de l 1866 si ebbero frequenti oceas1001 di lamentare l'indisciplinatezza del nostro treno ausiliare. La Relazione .Bertolè-Viale lo dice chiaramen_te ~ de~lora pun! per i convogli l'assenza di sorvegltant, e dr scorta. Forse sarebbe opportuno che le intende~ze d'armata avessero a loro disposizione qualche apposito squadrone di scorta del treno, ta 11 Lo più che il personale delle sezioni di carabinieri addette alle in tendenze è assai scars•). Cogli odierni grandi eserciti u11 buon servizio delle sussistenze sarà semprP di difficile attuazione: non bisogoeré) perciò trascurare alcun mezzo atto a, facilitarlo; un espediente sussidiario efficace saranno Je tolte sul luogo, da eseguirsi tanto sul territorio amico che su quello nemico. Affìnehè però i generi da re(4) Traù1-Yorschri(t fuer die Armee im Felrte. Wien 187L

SUL SERVIZIO DELLE SUSSISTENZE IN GUERRA ECC.

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quisirsi non difetti110, Lisognerà sernp1·epagu1'li. Ogni qualvolta si possa dovrannosi far mantenere le ~rnppe contro pagamento dai p1:oprietal'i presso I quo.il son~ alloggiate. Questo sistema di nuti·imento negl_1 allog?, acquiste"rà poi speciale importanza quando s1 marcia avanti e le linee di operazione si estendono. La Prussia e la Germania nel 66.-70-71 hanno saputo disciplinare e metodizzare questo sistema nelle loro distese operazioni, allargandosi sopra un vasto fronte, marciando e riunendosi a . maggiore e massima compattezza, solo quando tal concentram ento era uecessario per combattere; essi hanno cioè saputo be~e applicare la vecchia regola di vivere ii più che s_L può_ sul paese e risparrniare il trasportalo sui parc~11. E.ss1 dividevano il territorio occupato dalle truppe 111 zone di alimentazione e di requisizione. Tale divisione .era falta dai comandi superiori tenendo conto non so lo dell'estensione del Lerritorio assegnato, ma anche delle sue risorse, e ad ogni reparto dell'esercito era assegnata una di queste zone per trarne ogni possibile utile, . Sarebbe certo cosa utile che anche presso d1 no, si pensasse a dar regole fisse a Lai sistema, onde i o campagna possa appli carsi con ordine e metodo. Da tutto ciò che fo del.lo in qu esto breve lavoro, risulta poi quanto ~ia imp0rtante il manlenere in servizio le ferrovie e riattarle presto ove furono interrotte, e finalmente ricorda in modo indiretto fimportanza dell'impiego delle macchine a vapore stradali, in quel ' modo che il loro speciale carattere consente. Il loro uso, anche a considerevole distanza dalla prima linea delle truppe, varrà sempre ad alleggerire in q?alche misura il lavoro del treno ausiliare e sarà di aiuto al . movimento ferroviario. Il maggiore E°MILIO APPELIUS.


431 deve richiedere ai graduati, perprod urre nel mi nor tempo concesso dalla breve ferma di pace soldati più perfeLti, e per dare il suflìciente grado di omogeneità, affiatamento e compattezzo alle unità tattiche dell'esercito nel brevissimo tempo che corre dallo stato di pace profonda al momento delle grandi bauaglie, e colla grande quantità di uomini, che, bandita la mobilitazione, ,,engono ad affollarsi sottò le bandiere. Non ~ però da mettersi in dubbio r,he nna tale intensità di lavoro· deve essere mollo maggiore di quella di altri Leinpi. E aggiungasi ancora alla difficoltà prodotta dalla ristrettezza del tempo un'altra doppia difficoltà di fronte a cui trovasi il graduato; questi infatti nella sua opera educatrice del tempo di pace deve lottare contro la maggiore intensità di forza centrifuga sviluppata dalta più accentuata tP,ndenza all'individualismo, che caral~ terizza la vita socia le moderna; e nella sua opera direttrice sul campo di battaglia egli deve !ollare contro la maggiore intensità di forza cent rifuga sviluppata dalla più larga parte fatta alle iniziative individuali nella tattica odierna e dalla maggiore intensità, con cui si fa sen tire sull'an imo dei sold11ti l'azione dissolvente dell a strage. Tutte queste considerazioni fanno vedere, ripeto, non solo lu maggìnre difficoltà della missione dei graduati negli eserciti odierni, ma ancora, e per conseguenza, la maggiore importanza de lla buona costituzione dei quadri . È un fatto, che merita ·di essere molto ponderalo, questO: che l'ordinamento germanico, il quale produsse sì splendidi risultati, il quale diventò il modello a cui tutli gli ordinamenti militari tendono ad avvicinarsi, questo ordinamento germanico, dico, non è soitantu quello che produee il maggior numero di soldati, ma è pure quello che dà la migliore costituzione di quadri e per n_nmero e per bontà intrinseC'a dei singoli graduati. LA QUESTIONE DEG.U UFPICJALI E SOTTUFF1CIALI IN lTALlA

LA QUESTIONE DEGLI UFFICIALI E SOTTUFFICIALI IN ITALIA (1)

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Sarebbe affatto superfluo spendere parole per dimostrare la capi tale importanza che hanno nella buona costituzione di un esercito le quistioni sul reclutllmento e sull'ordinam ento ~ei graduati. In tutti i tempi si è sempre ammesso come verità incontestabile che i oTaduati, ai quali spetta l'arduo incarico di fol'ma;e il ·soldato e di guidarlo in guerra, sono l'anima dell'eserci.to e ~he da ll e .bu?ni condiz ioni di quan tità e di qualità dei graduatt dipende essenzialmente la salda costituzione dell'esercito e il suo modo di comportnrsi alla suprema prova della guel'ra. Al gio_rno d'.oggi q~esta capita le impot'tanza dei quadri (~o~e s, so~l1ono chiamare) riconosciuta in tutti i tempi s1 e fatt~ _d1 _gran lunga maggiore, e per più ragi oni. Le cood1z1om del combatt.imento odie rno hanno reso necessal'ia nel soldato un'istruzione più raffinata e complessa ~d un'educazion e più perfet.ta; ma nel tempo stesso s1 raccorciò la ferma so llo le ar·mi e crebbe l'urgenza della pronta mobilitazi one. È be.n difficile il formulare esattamente dì quanto ,debbas1 essere accresciuta l'intensità del lavoro, che si (·1) V. Ri'Vista militare, gennaio ~ 873.

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questo fotto mette in evidenza la verità importantissima e non mai abbastanza considerata, che l'efficacia dei sistemi militari moderni, dei grossi eserciti con brevi ferme io tempo di pace, dipende essenzialmente ?all,, ~aggiore perfezione fatta acquistare ai graduati, 1 quali sono l'ossatura e l'anima di questi moderni colossali eserciti. Vi è ancora un altro punto di vista, sotto il quale deve considerarsi l'importanza delle istituzioni che provvedono al!' inquadramento · dell'esercito, ed è il seguPnte: per quanto nel campo della teoria si trnccino dei quadri splendidi e completi di tutte le doti che si debbono ritrovare in chi occupa. i supremi gradi -dell'esercito, nel campo della pratica sarà pur sempre ·l'Ann~ario_ Dio che imporrli all'esercito questi supl'em, due,, 1 quali devono in tempo di pace risolvere i grandi e trascendentali problemi della preparazione della difesa dello Stato, dell'indirizzo a seguirsi nella educazione dell'esercii.o, e in occllsione di guerra hanno nelle mani la sicurezza e l'onore del paese. La /01·tuna adunque di avere gli ottimi supr·emi duci dell'esercito dipenderà sop ratutto dalla bontà dell e istituzioni, in grazia delle quali solo gli uomini rivestiti delle volute qualità d'~nimo e _d'int~lletto avranno potuto raggiungere le prime pagrne dr quel libro , cosi modesto in apparenza e cotanto autorevole in fatto. In non penso, lo ripeto,. che una tale mago-iore imo p_ortanza, acquistata al giorno d'oggi dalle questioni riflettenti la costituzione dei quadri dell'esercito, sia ?osa ~he _abbia bisogno di dimostrazione. Ma a quelli 1 quali m1 facessero l'accusll. di avere ripetuta e svolta una verità ornai trita e ritrita, io mi permetterò di rispondere: « e perché questa verità non si mette in pratica?»

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Per riprodurre negli eserciti, che vennero man mano modellandosi, più o meno esattamente, sull'esercito germanico, le due essenziali condizioni che lo caraueri zzano (almeno per quanto concerne la questione, di cui sto discorrendo) si avevano due risultati ec_senziali da conseguire, ci oè: 1° l'accrescimento della mole dell'esercito di guerra senza soverchio aumento dell'effettivo di pace. 9° L'inqu adrare con·ven ientement.e la forza ottenuta colla maggiore produttività data al reclutamento. Il primo dei due risultati anzidetti si conseguì prontamente coll'ingrossare l'annuo continge nte, raccorciando però la ferma rntto · le armi ; ma per quanto concerne il secondo, l'inquadramento, il problema si presentava molto più complesso e difficile. Ad ottenere la maggiore produttività del reclutamento bastò la maturità nell'opinione pubblica (maturità accelerata dal calore di Sadowa e di Sedao) di quei principii a cui le moderne leggi di reclutamento si informano. Ma ad ,ottenere le nuove condizion i di qualità e di numerò richieste nei graduati era necessario un lavorìo pro·g ressivo molto più lento, ché abbraccia tempo molto maggiore di quello di una rotazion e completa delle classi cli leva determinate dalla legge di reclutamento; qui l'urgenza del bisogno immed iato si impose in modo a~soluto, e il problema fu risolto con es pedienti più o meno ingegnosi, nei quali le condizioni di fatto del momento ebbero una grandissima influenza, come accade naturalmente sempre quando si tratta di especlienti. Questi espedienti, a dirla in breve, produssero il numero di graduati occorrente, rna non ne produs·sero la qualità. È dunque di capitale importanza che, provveduto al presente, non sia perduto di vista lo scopo a cui ·si deve mirare per l'avvenire, per modo che si pongano quelle premesse, dalle quali si possa con fiducia

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auendere dal tem po la realizzazione della necessaria armonia tra le istituzioni del reclutamento e quelle dell'inquadram ento delle fo rze militari del paese. Per determinare quali debbano esse11e tali premess.e è necessa rio affrontare la questione in tulto il suo complesso e, come si suol dire, a caso vergine, anche a costo di ineorrere nella taccia di pedanteria e di prolissità. Questo è lo scopo del presente scritto. Tutti gli eserciti presentan o due ben distinte categorie di graduati, quell a cioè degli ufficiali e quella dei sottufficiali (intenderò qui e io seguito per sottufficiale qualsiasi graduato di truppa). Una tale distinzione non è c1rbitraria, nè puramente un'eredità delle antiche divisioni di classi sociali, ma è una distinzione che emana spontanea dalla natura stessa delle cose. Non si può difatti pensare al funzi0nemento di qualsiasi organismo gerarchico senza che st1bito ricorra alla mente l'idea di du e elementi che si riscontrano in tutti gli aui compiuti da chi fa parLe di qu ell'organismo stesso. Questi du e elementi si ch iamano coi nomi di iniziativa e di orcline. L' iniziativa rappresenta quella f:orza centrifuga, che è p1:odolla dalle spootaneità in dividuali; l'ordin e rapprP.senta la continua influenza su ogni allo di quel principio e di quello scopo per cui l'organismo gerarchico ebbe vita e funziona; rappresenta quindi quella forza centripeta, che li mita il campo e preoisa la forma delle attività individuu li e tulle le stringe e fa conve rgere verso la meta comune. E tanto più sarà perfetto e rigoglioso un organismo gera rchico, quanto meglio in esso si avvererà un giusto equilibrio fra il 1ibero svilllppo de lle attività individuali rappresentale dalla iniz1·ativa e l'efficacia del principio unificatore . rappresenta to dall'ordùie.

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Se ·si prendono ad esami·nare e classificare le funzioni di Latti i gradi di una gerarchi'a io rapporto alla distinzione ora fatta dell'ini.ziatìva e dell'ordine e a seconda del predominio abituale e più spiccante in queste funzioni dell'uno o dell'aftr0 di questi due anzidetti elementi, si troverà che appartengono essenzialmente alJI ordine tutte quelle operazioni che sono determinate da contingerrz-e esattamente prevedibili e rette da criteri di una applicazione senza eccezioni, tutte quelle operazioni, insomma, il ·cui andamento può con precisione essere prestabilito da regolamenti o da or·dini precisi e ~ategorià; appartengono invece al campo dBlla iniziativa tutte quelle operazioni di natura più ele,vat1a, dipendenti da contingenze più variabilf e più complesse, sull'apprezzamento delle quali possono darsi principii direttivi e formu lare isttnzioni di massima, ma non mai precetti precisi e di costante applicaziofle. Qnesta class ific-a.zione così di stinta sulle funzioni tende a produrne una analoga nei funz ionari. È bensì vero che in ogni atto delle funz ioni dì ciascun grado i due elementi anzideui si trovano sempre presenti e contemperati, sicchè, a parlare in modo assoluto, nessun funz iona'1·io po trebbe mai dirsi nè esclusivamente di inizi1ati'va, nè esclusiva•rnente d'ordine; rna la ora indicata classificazione dei funzionari può ammeuersi . per distinguere la misura in cui l' uno o l'altro dei due elementi tonte volte rip·etuti predomina nell'e attribuzioni di ciascuno. 1( misura che si sale verso i gradi superi ori si allarga la cerchia òella iniziativa e si riduce a minori proporzioni il numero delle funzioni di puro ordine; per contrn, a misura che si discende verso i gradi inferiori, la cerchia della iniziativa tende s·emprè più a restringersi, finchè si arriva ad un punto· in cui l'eserciz io della iniziativa individuale trovasi incatenato in ristrettissimi confini, e la massima parte ANNO XXII, VOL. 11.

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delle attribuzioni appartiene al campo dell'ordine. Da questo stato di cose si produce una: classificazione dei funzionari determinata dalla prevalenza caratteristica che deve avere nelle loro funzioni 1'1:niziativa o la puntualità: l'arte o il mestiere. Premesse queste çonsiderazioni, rimane spiegata la distinzione in ufficiali e sottufficiali, che si riscontra nell'ordinamento gerarchico di tutti gli eserciti, qualora si voglia ammettere che gli ufficiali vi rappresentino la iniziativa e i sottufficiali la pu-ntualità. E con ciò, a parer mio, diventerebbe anche chiaro e facile il distinguere i confini che separano il carripo d'azione del sottufficiale da quello dell'ufficiale, quantunque non si possa pretendere di fissare questi confini con quella matematica precisione che esclude le sfumature ed i raccordamenti , che nel campo della pratica sono sempre inevitabili. Cotali sfuma.ture sono anzi le eccezioni che confermano la regola anzichè negarla. Nell'istruzione del soldato il sottufficiale è agente principale in tutti quei rami in cui predomina il lavoro manuale e nei q uali la mente lavora piuttosto colla memoria che non col raziocinio; così, ad esempio, il maneggio d'armi, la nomenclatura e conservazione dell'arredo, l'affardellamento, i servizi di quartiere, e altri simili, nei' quali l'ufficiale non deve intervenire se non ·per vigilare, e controllare, lasciando la parte principale al sottufficiale. Questi invece diventa semplice coadiutore dell'ufficiale in tutti quegli altri rami di istruzioqe, nei quali l'intelligenza ha più larga parte, come p. · es. la scuola di tiro, l'addestramento tattico, ecc. Nel!' educazione la parte attiva e principale appartiene sopratutto all'ufficiale; al sottufficiale invece spetta essenzialmente il continuo ed immediato controllo sul

44-3 soldato, che egli deve indirizzare e sospingere verso la meta prefissa all'educazione col presentargli continuamente in se stesso il modello a cui deve conformarsi. E quindi: all'ufficiale le istruzioni morali, la lettura e spiegazione dei codici e regolamenti disciplinari , . al · sottufficiale il curarne la continua ed esatta osservanza, mostrandosene il più scrupoloso osservatore in faccia al soldato col quale ha cosi frequente contatto. Nel combattimento l'ufficiale determina l'indirizzo a seguirsi, il sottufficiale inquadra, vale a dire con tulti i suoi mezzi personali concorre a mantenere la truppa nell'indirizzo segnato dall'ufficiale, e in quelle condizioni di comandabilità, senza di cui è impossibile l'ordine e l'unità nell'azione. Certamente il sottufficiale ·può trovarsi al comando di una squadra, di una pattuglia, di un posto in condizioni tali da non più sentire cosi immediati e continui l'impulso e la direzione dell'ufficiale; ma in tutti questi casi le eventualità sorgono in una cerchia di combinazioni molto li mila te, sono quindi facilmente prevedibili e la condotta del sottufficiale in dette cil'costanze può generalmente essere tracciata con sufficiente precisione dai regolamenti µrima, e poi dalle istruzioni dategli dall'ufficiale prima di distaccarsene nei singoli casi; ad ogni modo è questo pel sottufficiale il ca,mpo, in cui la iniziativa si fa complemento alla puntualità e le sue attribuzioni si raccordano coi -confini delle attrib uzioni dell'ufficiale, ma per questo non cessa di esser vero, che la puntualità sarà sempre nella massima parte de' casi la qualità che deve primeggiare nel sottufficiale. Qualora si voglia ammettere, che la ragione essenziale della esistenza delle due categorie anzidette di o-raduati consista nella caratteristica diversità nell'in-o JN ITALIA

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dole delle altribuzioni dell'una e dell'allra, la prima deduzione logica, a cui si arriva, è questa: che nell'edifizio della gera rchia tutti i gradi si trovano su queH'a stessa linea che congiunge il comandante in capo ~ol gregario, ma che pur non dimeno, quando si tratta dello sviluppo della carriera militare, la cosa non è più cosi. Le cond izioni che a priori si richiedono in ch i aspira al grado di ufficiale sono, per rispetto all'intelligenza, alla coltura, all'educazione, così disparate da quelle che si richiedono in e;h i aspira ad nn grado di sottufficiale, che ben si può affermare che queste due categorie distinte di gradua ti danno luogo a due non meno dislinle carriere; chi ha le condizioni per entrare nella carriera dell'uffìciale non farebbe che perder tempo percorrendo prima regolarmente quella dei gradi inferiori; e chi non ha tali condizioni, salvo casi veramente eccezionali , 110n potrebbe trovare mai nel servizio prestato nei gradi di truppa i mezzi per abilitarsi ad entrare nella carriera superiore. ~fa direi ancora di più (e mi riservo di insistervi nell'ulteriore sviluppo di queslo lavoro} a parlare esattamente, quella del sottufficiale non dovrebbe mai essere una carriera, ma tutto al più il periodo di una carriera, che avrebbe principio nelle file dell'esercito e si svilupperebbe poi fuori di esso nei vari i impieghi così detti d'ordine, dei quali lo Slato può disporre. Su ciò bisogna essere ben chiari e recisi; poiché - salvo individui ed occasioni eccezionali - la carriera del sottufficiale non può essere un avviam ento a qu ella dell'ufficiale senza grave pregiuclir.io della buona ed omogenea composizione del corpo degli ufficiali, e senza pregiudizio anche di interessi di ordine sociale più elevato: difatti col so lletica re le ambizioni senza poterle sod disfare, si t:reano e si moltiplicano gli spostati nelle

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file dell'esercito, e vi si prepara cosl un suolo per lo sviluppo di quei germi anarchici che serpeggiano nelle moderne società; e quesle società contano appunto sulla salda tempra dell'esercito onde avere il tempo e la calma necessari per studiare e risolvere le questioni sociali _ senza disordini e senza catastrofi . Con lutto ciò io sono ben lontano dal voler affermare che l'esser souufficiale debba essere un titolo di esclusione dalla ca1Tiera dell'ufficiale: che anzi io andrei tanto in là nel senso opposto da pl'Oporre senz'altro che, ogni qualvolta tra le file della truppa si rinvenga uno che presenti quel grado di coltura e di educazione che si ric hiede per diventare ufficiale, esso trovi lulle le facililazioni per diventarlo s~nza invecchiare nei gradi di truppa . E dico questo appunto perchè sono profondamente convinto che un tale individuo fra i sottufficiali sarebbe uno spostato più dannoso che utile. Quello insomma che mi preme di metter bene in sodo si è che a qualità così disparale di attitudine pelle due posizioni di ufficiale e sottuf6ciale devono corrisp.on~ dere mezzi disparati di preparazione, e che qumd1 tendo ad escludere come regola - e solo ad ammettere corne rara eccezione - ~he la carriera di sottufficiale possa essere una introduzione a quella dell'ufficiale. L'ufficiale ed iI sottufficiale sono ai miei occhi due enti così diversi, che non possono assolutamente ~strarsi, mi si permetta l'espressione, dalla trasformazione di una stessa materia prima. E questo lo affe rmo per appoggiarmivi nell'ulteriore svilup po di questo lavoro, nel quale mi terrò sempre orientato sul concetto: che l'esercito moderno deve nella sua costituzione gerarchi ca essere una riproduzione esalta di quella stratificazione che si riscontra. nella società ci vile.

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LA QUESTIONE DEGLI UFFICIALI E SOTTUFFICl ALl

Coerentemente a ciò-io divido questa mia trattazione in due parti; nella prima toccherò le quistioni relative al reclutamento degli ufficiali {1)_, nella seconda quelle relative al reclutamento dei sotlufficial i.

I. Gli ufficiali.

Quali sono le quali'tà che deve presentare l'ufficiale tipo? La via migliore per rintracciarle ~ di cercare di rendersi esatto conto dell a missione dell'ufficiale nel fòrmare il soldato e nel condurlo in guerra. Formare il soldato vuol dire: prendere l'uomo datovi dalla leva e dare alle sue facoltà fisiche, intellettuali e morali quello sviluppo e quell'indirizzo che sono richiesti dalle esigenze della guerra. Non intendo portarmi garante dell'esattezza filosofica dell'anzidetta classificazione delle facoltà umane; l'accetto perchè usuale e perchè àll'ingrosso esprime abbastanza; accetto quindi la distinzione che si fa delle varie specie di educazione in fisica, intellettuale e morale. Ciò ammesso, mi preme subito notare come in questo lavoro dell'educazio.ne militare s'incontri quella di~tinzione, che già più sopra ho accennata, vi sia cioè una { parte che è rnestiei·e ed una che è a·rte. Per quanto concerne l'educazione fisica e, fino ad un certo punto, anche per quanto concerne l'intellettuale del soldato, si possono prescrivere norme così precise e parti cola(1} Talune di queste saranno svolte con quell'ampiezza che richiede l'importanza dell'argomento; per talune altro, ugualmente importanti,. rimando il lettore allo scritto già da me pubblicato in :questa Rivista·, e citato sul principio di questo scritto.

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reggiate, che la loro applicazione possa ben dirsi piuttosto mestiere che arte. Mà non è così per quanto concerne l'educazione morale; per questa si possono bensì dare principii e massime direttive, ma i buoni risultati dipendono in massima parte dal tatto art-istico e dall'ascendente di chi quotidianamente cura l'applicazione di questi principii e di queste massime . Ed è precisamente nel campo dei risultati di educazione morale che si accentua nelle solenni circostanze la caratter1stica fisionomia delle compagnie, squadroni, batterie, o reggimenti; si è coi risultati ·della educazione morale che l'ufficiale imprime sul riparto da lui comandato la più profonda impronta della propria attitudine educatrice: m questo campo egli raccoglie nel giorno della prova i più bei frutti di quanto ha seminato col suo assiduo ed intelligente lavor0. Quali siano le condizioni morali che costituiscono il tipo ideale del soldato perfetto, e quale pertanto il risultato, a cui tende il lavoro della educazione morale militare, è presto detto: l'obbedienza assoluta e pronta al superiore, l'abitudine all'ordine, cioè la continua ed esatta osservanza delle regole prescritte; l'intima persuasione della intrinseca necessità di quanto è prescritto dalla regola militare e quindi la spontanea tendenza ad operare secondo lo spirito della regola stessa anche quando rnanca l'impulsione o il controllo dell'autorità superiore; la continua abnegazione di se stesso a pro' di un interesse colle ttivo più elevato, il quale, incominciando dai vincoli della compagnia, e salendo per successivi gradi a quelli del battaglione ecc. si estende a tutto l'esercito, e a tutto il paese impersonati nel re e simboleggiati nella bandiera; _fiducia nel proprio valore, in queUo dei propri compagni e superiori e . quindi nel valore complessivo del tutto, a cui si appartiene. Ecco quanto esprime la meta a cui tende


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1,A QUESTIONE DEGLI UFFICIALI E SOTTUFFICIALI

l'ufficiç1le come educatore del soldato; ve ne può essere una più elevata? e al tempo stesso, ve ne pu.ò essere una più difffoile, se si ha riguardo ancora.alla b~evità del tempo concessogli per raggiunge.ria e alla d.1stanza da, percorrere par·tendo dal gra,€1 0 di educazione g,ià posseduto dalla maggior. parte delle reclute? E si badi bene; quel certo senso morale militare pel q_u.ale la mancanza al dovere ripugna più ancora.pella sgradevole disf!onan za prodotta nell'ambiente in cui v_ive il soldato, che non pella punizione .eh.e può attn:are ~ul col.P.e,:ole;. quel senso morale militare, pel quale Il sagr1fic10 dr se stesso pel bene generale diventa cosa spontanea e naturale, ha il suo fondamento nella, _chia.ra_con~sueoza dei propri doveri e più ancor& rn tutll quei sentimenti nati da un complesso di aspini.zioni_ ideali, che elevc1no l'animo al disopra del g:ett_o. egoismo e. delle quasi animalesche preoccupaz1om pella propria conservazione, pel proprio benessere materiale. Un esercito, in cui tali aspirar.doni non ~iano v.ive_in_Lu~li, potrà in tempo di pace parere bello, 1strutto, d1sc1plrnato e ben temprato; ma tuttociò non sa,rà che disciplina nega'liva, non sarà che orpello di aspe~to mi litare . Alla temperatura della guerra quella ve1•mce non reggerà; quanto più grande era l'illusione . ' tanto maggiori saranno le catastrofi. Suscitar.e ta lora, sempre poi tene r deste e sviluppare nell'animo del solda to quelle aspirazioni, fon damento del senso morale militare: eceo il còmpito dell' ufficiale educatore. _E qui. mi si permetta una breve digressione; a cui m1 sospmge la profonda convinzione che ho della assoluta neoessità dii_ un cento grado maggiore di idealismo, pella educazione del soldato moderno: quanto più nel combattimento è d:a:to a,Lcombat~ente di lottare a c0npo a corpo coll'avversa-ri o., tant.o piu gioverà a

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U9 determinarn e la fermezza ed il co1iaggio, la fiducia che essq 11ipone nella propria vigoria muscolare e nella propria maestria nel maneggio delle ann i; quando invece la morte sul c1mpo di battaglia viene da loman0 e ciecamente colpisce tanto il vigoroso, quanto il debole, taBto il veterano esperto, quanto l'inesperto coscritto, in allora la fermezza ed il coraggio del saldate, non trovano più il lor0 appoggio più saldo nella fiducia che egli abbia in se stesso, nei propri mezzi individuali , ma lo trovano soltaBto in quei sentimenti più elevati, pei quali è dato alle più deboli creature di porgere esempi di sublim e abnegazione, slanciu· ed energia; al coraggio fisico subentra il èo raggio morale, alla impetuosa ferocia o alla calma cinica de l gla,diatore subentra la. serena tranquillità, o il caldo entusiasmo del martire. Questa prevalenza del eoraggi o morale s'ul fisieo si è fu tta ev,idente a tutti , dacchè prev,alsero ne l comba ttimento le armi da fuoco; ma il grado di intensità di tale coraggio necessario a formare il buon solda to tende a farsi tan to maggi ore·, quanto maggiore si è fatta la potenza distruttiva delle nuove armi,, e quanto maggiore si è fallo - il grado di ernancipazione, di cui gode il soldato nel combat~imento colle moderne fo rme tattiche. Quest0 coraggio morale, Io ripeto, non può avere altro fondamento all'infuori di quel certo mondo ideale, che so lleva l'uomo al disopra delle bestiali aspirazion i del mondo materiale. Quando si vuole accennare alle basi di questo mondo idP-ale, si parla di Di o, . di patria, di onore, ·del sentimento religioso , del seni,imento cittadino e d1i quello del rispetto cli se stessi; orbene io credo di do_vere chiamare l'attenzione del lettore su cente cons1deuazioni, le quali mettono in luce una specia.,le ~if~ fieoltà pell'educa:zione, del nostro soldato ai due, p:rnm di tali nob ili sentimenti'. IN lTA,1,IA,


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LE QUESTIONE DEl}Ll UF'FlCTALI E SOTTUFFlCIALI

·]l sentimenio religioso , il patriotismo non sono affetti che germoglino spontanei nell'animo dell'uomo, sono bensi il portato di un lungo, accurato ed intelligente lavoro dell'educazione; cotali sentimenti se debbono raggiungere quel grado di efficacia che si richiede per vincere lo stesso amore della vita, dovranno, fin dai primi arini dell'infanzia, essere svegliati e coltivati nella educaz ione della famiglia e dellc1 scuola; ed è sotto un tale punto di vista che tutti noi accettiamo per vero quel famoso detto, che le vittorie germaniche furono riportate dai maestri di scuola. Dovranno questi sentimenti essere così diffusi e intensi nel paese da essere, per così dire, respirati dal fanciullo, dal giovanetto, dalla recluta . Ma che cosa avviene presso di noi a tale riguarrlo? In Italia il sentimento religioso inteso nella sua più pura rnanifestazione, non fu mai così forte come in altri paesi; presso le nos tre classi colte predominò sempre l'indifferenza; e questa ind ifferenza si tramutò a poco a poco in aperta ostilità, a misura che si sviluppò in queste classi il sentimento politico della libertà, della indipendenza, della unità nazionale, nè fa d'uopo nemmeno che io ne dica le ragioni. Le classi basse si trovarono quindi soggette ad una doppia iufluenza: quella del prete da una parte, quella del patriota da ll'altra: il patriota, trovando ne lla autorità religiosa rivestita di poter temporale il princ ipale ostacolo alle proprie aspirazi oni, dovette combatterla e sfatando iL prete sfatò anche il principio religioso, che, pelle classi ignoranti, si personifica nel pre1e. L'uomo rozzo ed incolto, che pure dà la massima parte delle reclute all'esercito, posto continuamente di fronte alla contraddizione di quanto gli predica il prete con quanto gli insegna il patriota, avrà. saputo discernere le credenze da conservarsi da quelle da rigettarsi? No. E

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nella maggior parte dei casi o avrà creduto intieramente al prete o intieramente al patriota, oppure pigliando dalle massime dell'uno o dell'altro quello che· me(J'lio si accomodava co'suoi istinti, diventato bigotto, odi~rà il governo, vale a dire l'esattore ed il carabiniere; diventato sanculotto, avrà perdu to il freno alle credenze nella vita fu tura. l\'li sbaglierò forse, ma io penso· che fino ad ora nessuna delle stupende teorie di morale pura e sociale dei liberi pensato ri abb ia trovato· la via per penetrare nell'animo. delle nostre plebi, e riempiervi il vuoto prodottovi dal lavoro di demolizione del principio religioso e del principio di governo ne~ quale gareggiarono rossi e neri in ques Li ultimi cento anni . Ed ecco mancare un appoggio a quel certo mondo ideale, che pure è ind ispensabile per la prevalenza del sentimento del dovere su quello dell'ind ividuale tornaconto materiale. Veniamo al patriotismo: questo sentirnento in Italia, l'ho detto or ora, fu già intaCl'.ato dal fatto di trovarsi in urto con quanto vi rappresenta il principio religioso. Ma vi sono delle gravi cagio"rli che oeosteggiano lo sviluppo. Noi, piena la mente di tutti i prodigi del patriottismo dei tempi classici, non siamo per avventura troppo facili aù illuderci sulla facilità di destare questo sentimen to nei noslri soldati'? L'amor di patria, così intenso e così facile a spiegarsi nel!' ALe mese e nello Spartano, nel Genovese e nel Veneziano, aveva ori()'ine ed alimento essenzialmente da lla concretezza, o palpabilità, pe r dire così, di cotesto concetto d"t dalla patria incarnato nella città natia: eppure con quanta cura e con quanta efficaeia la famigl ia e lo Stato coltivavano nel cittadino il sentimento patriottico fino dai suoi primi anni I l\1a al giorno d'oggi il concetto di


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LA QUESTIONE DEGLI UFFICIALI E SOTTUFFICTALI

patria è divenuto molto più astratto e molto meno accessibile alte menti incolte, ora che la patria non è p_iù il comune, ma l'imie11a nazioFJe , e in questa naz10ne lo spirito particolarista è fomentato da tanto lavorìo d·i particolari tradizioni, parti colari costumi in' teressi e modi di linguaggio. A qual grado maggiore di coltura non devono essere portati in oggi il contadino e l'operaio italiano perchè conoscano ed amino l'Italia con quello stesso arJore d'affetto, con cui · J'Aten iese e lo Spartano amavano Atene e Sparta? E abbiamo noi nella famiglia e nella s:cuola quel lavoro educatore, che prepaTi a tale sen( timento la recl uta, che l'ufficia le deve in una tren\ tina di mesi trasformare in soldato? Io penso di no, e p~r ti:oppo le statistiche degli inalfabeti e quelle crirnma lt vengono in appoggio di questa mia opinione. ~onchiudo aduoque ehe, a rende re in Italia più diffictle la trasformazione del cittadino in soldato', cospirano non solo il l:assissimo livello di educaiione popola re, ma ancora {e q·uesta è difficoltà caratteristica all'Italia) il continuo conflitto tra il sentimento rnli\ ? ioso ed !1 patriotico, pel quale eonflitto queste due 1mp_ortant1ss1rn e forze morali finiscono col paraliizarsi a .vicenda. E pertanto l'ufficio dell'educatore del soldaL~ itali_àno è cerLaménte più difficile di quello che non lo sia per esempio in Francia, -dove si ha fe rma più lunga , o in· Germania, dove è ··molto più elevato Il grado dell'istruzione ed educazione cittadino.. .} E possiamo noi dire di essere su lla ·via di avere uffìeiali più perfetti di ·quelli, che si banno nei due \ paesi ora indica ti? La risposta al lettore: inlanto io faecio ancora nota~·~ che appunto oggi, quando l'opera dell'educatore militare più difficile per l'altezza che deve raggiun_gere e pel breve tempo concesso, quando, dico, l'opera

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dell'educatore militare ha maggiore bisogno dell'aiuLo della famiglia e della scuola nel preparare il solda,to, l'ufficiale italiano, per un complesso di conlingenze religiose, poliLiche e sociali , trova molto minore che non in altri paesi un tale aiuto. Ora che l'u fficiale dovrebbe trovare nella recluta un buon cittadino da trasformare in soldato nella bre.ve ferma di trenta mesi, l'Italia inveee chiede a questo ufficiale che gli formi anche tjegli Italiani. Di .qu(l.nto acume, di qual tatto squisito , di quanto .ascendente e prestigio non avrà bisogno questo ufficiale per iscoprire nelle redute affidaLegli, di indole, di sentimenti, di cohura così disparate, - sebl:iene tulle a un livello molto basso - per iscoprire , dico, in queste reclute ogni più piccolo germe di senLimento un po' elevato pe1· coltiva rlo e portarlo in si breve tempo a quella matu rità che si riehiede perchè il soldato possa dirsi formato? Il nostro ufficiale ne ll'accingersi ad opera cosi ardua e sublime, quale è quella di educa.re l'animo del soldato, ha una gu ida nei cod ici e regolamenti disciplinari; in qnesti egli trova definito lo scopo dell'esercito, Ì· doveri di co loro che ne fanno parte, le vinù che vi si devono eoltiv,are con onrn speciale, le punizioni e le ricompense, e, final mente, le principali norme da seguirsi nella educazione del solda to . ])fa l'attitudine a rettamente interpretare e praticare queste prescrizioni, l'attiludine essenzialmente a far comprendere e ad in culcare nel soldato le massime ed i principii di morale mi litare contenu ti in tali libri bisogna che l'nffìcia le la trovi in se stesso, nella propria coltura, nel proprio carauere . L'ufficiale a tale riguardo si trova nel!Astes.se condizioni del sacerdote, quando questo sorretto dai libri sacri deve tradurne i dettami all a portala delle anime che ha in cura; l'uno e l'altro traggono l'at-


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titudine ad esercitare la ri spettiva missione educatri ce prima di tutto dall'essere profondamente compresi della sua santità ed altezza, e poi da quella coltura che li mette in grado di adoperare con elllcacia gl i atti e le parole nel conseguimento dello scopo della rispettiva missione. In tutte le occasioni di contatto col soldato l'ufficiale dovrà, per così dire, tl'asudare dai pori quella influenza educatri(~e che devo in sì poco tempo produl'l'e così grandi risultati in uomini così poco preparati a ricevere l'educazione militare. E perciò sarà 11ec~ssario che l'ufficiale sia al più alto grado animato ·da tulti quei più sublimi (ftffetli che egli dovrà risvegliare e sviluppare nell'animo del soldato, traendo partito dagli scarsi ed imperfettissimi germi che di tali affelli avrà già gittato l'educazione della famiglia e dell a società ci vile, e combauendo i molti germi di tendenze negative sviluppatesi nell'animo delle reclute pel basso livello di coltura intellettuale e di moralità, a cu i pur troppo si teova la g ran massa della popolazione italiana. Io non ignoro le belle qualità di fervida fantasia, di naturale svegliata intelligenza, che caratterizzano il tipo italiano; ma queste qualità sono, come si suol dire, una spada a due tagli; ben coltivate vi possono in poco tempo dare frulli meravigliosi, trascurate o mal coltivate, vi conducono colla stessa facilità al disordine e allo sfasciamento dell'esercito. L'officiale dovrà inoltre colla parola e in apposite e prescritte istruzioni morali destare nell'animo del sol~ dato il più elevato sentimento del dovere, il culto a tutte le virtù militari. Si è mai il mio letlore (se ha avuto la pazienza di seguirmi fino a questo punto) reso 1 ben conto di tutta la difficoltà che presentano queste ist?'Uzioni morali prescritle negli orari dei reggimenti 't A sen tire taluni si tratterebbe della cosa più facile

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del mondo; basta difatti esprimersi con semplicità e chiarezza, sfuggire le astrazioni e le declamazioni , scegliere argomenti adatti ed espressioni alla portata dell'uditorio, saperne tenet· viva l'attenzione, svegliare l'interessamento con acconci esempi di valore e di altre virtù militari narrati con quella efficacia, che valga a dilettare e a suscitare nobili sentimenti d'emulazione nell'animo del nostro soldato , così immaginoso, cosi intelligente, così facile all'entusiasmo per tutto ciò che è nobile e grande, ecc. Ma qui sta il difficile I Soggiungo io, e diffatti gua rdiam o un po' se, all'infuori dei sommi, altri scrittori o parlatori abbiano sap uto raggiungere quella naturalezza, quella semplicità, quella efficacia, per cui a chi legge o ascolta parrebbe cosa sì facile il fare altrettanto? Per mio conto penso che sia molto, ma molto più facile il trattenere i colleghi con una dotta c,onferenza su Federico, o su ll'impiego delle ferrovie e della dinamite, che non il far bene ai soldati della compagnia un discorsetto alla buona sull'amor di patria, sulla bandierll o sul galateo. Per sapersi immedesimare nel modo di sentire e di comprendere del fanciull o, o dell'uomo del popolo, per so.per trovare quelle certe condizioni di chiarezza, semplicità e misura necessarie a produrre la voluta efficacia nel nostro discorso, ci vuole pro prio quel certo non so che (raro quanto il così detto s~nso comune) il quale talvolta è dono naturale. di personalità previIegiate, ma il più soventi è frutto di una estesa coltura e di un profondo sapere. E ciò spiega come molte sommità del mondo letterario e scientifico abbiano trovato degno di loro lo sc!'ivere libri pel popolo e pei fan ciulli, e solo queste sommità vi siano riuscite efficacemente. Dopo tutto ciò spero mi si concederà di affermare che, se nella moderna società vi è una professione in


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cui la perfe.zione nell'arte del ,pensare e del dire e la profonda coBoscen~a del cuor.e umano a,bbiano bcrrande . 1mpontaaza, q0esta è ce!'tarrn~nte la ,{Yrofessione dell'uffici-aie e~inc-atore di soldati. Dopo averlo educato, l'ufifici.ale deve guidare il soldato in gu.e rra. Non credo sia-il caso qui di passare in rassegna ~utto il quadro delle varie peripezie, che pres~nta la guerra per vedere in ciascuna di esse quale sia 11 còmpito tjell'ufficiale; il fatlo culminante della guerra è il combattimento, occupiamoci brevemente di questo. Il generale T11ochu nel suo immortale libro, in un capitolo intest·ato coll'epigrafe Sm·sum c01·da ! n·ac·cia con mano maestra il quadr0 di que1 terribile dramma che è il comba ttimento, e descrive con rara efficacia le ansie, le emozioni e l'orgasmo che accasciano o s~1blimano l'animo di coloro, che vi prendono parte; dr questo capitolo io riporto qui un breve Lrau.o, nel quale è posta la quistione: « Ainsi, pendant la crise, « les troupes seraient à peu près abandonnées à elles« rr'. è!11es, si elles n'étaienl souten ues, encouragées, . « dll'lgées par !es officiers, !es sous-officiers, et par l'en« sernble des grades inferieurs, qui fonctionnent autour « du rang et dans le rang. Et c'est ici que se montre « d.ans tout son éclat le réìle des cadres, en apparence « s1 modeste, en realilési grand! des echanaes de chac1ue . I o « JOur, es habitn<les de la vie et du devoir en comun, « ont. cr~e ~ntre ces h?rnmes et le soldat une précieuse « ~ol1dar1ete. 11 connalt leur voix, il obéit à Jeur geste; « 1ls sont ses tuteu!'s, ses éd ucateurs; et s'ils lui ont « appris à honorer leur caractère, à se confier à Jeur « experience, il les suit dans le pe1·il et ne sépare _jamais « sa fortune de la leu.r. Les cadres sont la force des ar« mées etl'éducation mol'ale etprofessz·onelle des cadres,

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< ~n v,µe de la g,verre, d.evra.it ,ètre la cqnstgnte P.¼~oc-

« c~patiqn ,<)e.s gé11é~a,1,1.x vraiment djgne,s et vr?,i~ent qapables de r~i:nplir l~ur :rpissjon auprès ~e J.!'O}¾It~S,J> . Il còrnpito dell'ufficiale (11) nel.la qondot.~a del soldato .r.wl combattimento si presenta so~to dqe aspetti, il mo,rale, cioè, ed il tecnico. . pua,n.t? al morale, nella parte che ,riflefte l'io~uenza dell ;uJfi.c1alre sull'animo ~ei so11aP, nqn dovrei qui tare !J-ltre qonsiqerazioni d9po ci.\leae già e.sposte forse ,con soverchia prolis,sità a p!:,opo.Qito fJell'ufficia,le come ~qucatore ; nel combiJ.ltimento l' ufficiale ~oglie il fr9tto delle fatiche spe!;,e nell'educare il soltj<!,tO nel tempo di ~ac.e; e questi frutti saraµno tanto più spl.en.dldi e cop1os1 qrn~nto meglio l'ufficiale a,yr~ saputo acqu.istar,e ascendente, accattivarsi la stima, la fiducja, l'affetto dei suoi soldati . •· Ma credo qui di non ,d,over pass,ar sopra ad tJna osservazione, della cui importanza ~arà giudice ille~tore, ed eccola: non bns~a che sul campo di battagl\a il ~oldato ed il sottufficiale sentano l'attrazio,ne d~gli ufficiali, con cui ebbero çontinuo contatto nella vita di ,guarnigi.one, e a cui sono quindi legati ,da quei vincoli di fiducia e di affetto che Bbbero occasione di formarsi ,nel ~ervi.z!o presta.to i? cq_mur;ie in ,empo di P.ace; c9,gli ~nev1tnb,1l1 framm1sch1amenti, che si prod1,.1cono in così larga scala nel cçim,battime~to opier,(10 - sen,za p,arlare degli inevi,tabili f postqr.n~nti di gradua,ti al momento della mobil.ita~ione - è oeces.~ario che i ?oldati e i sottufficiali si ran~rnd.ino attorno a qqa;lsiasi ~fficiale ,ii.

(~) Sì è d'animo deliberato che io non comprendo nel mio discorso quale sia il còmpito dei supremi gradi della g,erarchia, poichè, come l'ho già accennato, - parlando dell'influenza dell'annuario sulla scelta dei generali, - risolto il problema di averne p~.rfetti gli ufficiali dei gradi inferiori, si è implici~,am,~~te,riso\to gran parte di, flUeiJo di avere · · ottimi i superiori '·

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ANNO XXII , VOL . 11.

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i58 LA QU.ESTIONK DEGLI UFFICIALI E SOTTUFFlCIALI venga a trovarsi loro vicino nelle vicende del combattimento, e lo seguano e gli obbediscano e ne condividano la sorte in quello stesso modo che farebbero verso l'ufficiale della propria compagnia, del proprio plotone. Questa specie di culto, per così dire, astratto, riferito non solo alla persona, ma al grado, è frutto del lavoro dell'educazione, ed essenzialmente dell'ascendente che deve emanare dall'insieme delle qualità che costituiscono la tempra del corpo degli ufficiali nel suo complesso. È già sublime jspettacolo quello di un capitano che trascina ali' attacco , e tien ferma so tto il grandinare dei prniettili , e nei momenti più terribili del combattimento, una compagnia, nella quale conosce ad uno ad uno i componenti , a cui egli stesso fu sempre maestro o padre; ma è molto più sublime il vedere soldati di compagnie e di corpi diversi rannodarsi attorno ad un ufficiale mai conosciuto prima di allora e seguirlo in mezzo ai pericoli, unicamente perchè ufficiale. Quanto tesoro di prestigio non deve avere seminato ogni ufficiale in quanti soldati vennero a trovarsi nella cerchia della sua influenza personale, perchè nella ma~sa sia nato e si sia cotanto sviluppato un tale _sentimento di rispetto e di fiducia verso qualsiasi ufficiale solo pe1·chè tale? Tale prestigio (in o-razia di cui ogni ufficiale rappresenta sul campo di battaglia un centro di attrazione e rannodamenlo ), al modo con c'.1~ è costituita la società modernà e lo sono gli eserc1t1, non potrà emanare se non dal trovarsi nell'ufficiale quella stessa superiorità di coltura intellettuale e di carattere che dà nel campo delle relazioni della vita civile il predominio all6 classi più elevate e più colte della società {'1 ). Ed eccom i di nuovo costretto ari(4) Mi sia qui permesso recare un aneddoto personale. Trovandomi presente ad una fazione campale eseguita da truppe prussiane nelle

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petere, che io oon mi so immaginare altra condizione sociale, in questa superiorità di col tura e di educazione, si richieda in grado maggiore che in quella del1' ufficiale. Passo ora a considerare la missione dell' ufficiale nella direziope del soldato in guerra sotto l'altro dei due aspetti , coi quali si presenta, vale a dire sotto l'aspetto che ho, forse con poca esattezza, chiamato tecnico. E qui non mi sarebbe difficile il fare una dissertazione abbastanza lunga per mettere in evid enza la vastità e la complessità della scienza della guerra, nei cui principii l'ufficiale trova i criteri che lo guidano nell' indirizzare le operazioni dei soldati in guerra ; per mettere in evidenza la larga copia di sussidi che questa scienza della guerra ritrae da tutci i rami più elevati dello scibile umano; e dopo una tale dissertazione, che risparmio al lettore , io gli porrei I' interrogazione: se l'attitudine ad imparare ed il sapere necessari nell' ufficiale per potere spaziare nei vasti orizzonti delle scienze antropologi che e sociali , delle scienze naturali e delle scienze esatte, per apprendere e comprendere insomma la sc ienza della guerra, rivicinanze di Metz, accostai, bencbè vestito in borghese, uno degli ufiìciali e, indicatogli la mia qualità di milita re, ottenni da lui le più ampie e cortesi risposte a parecchie mie domande. Anzi in un momento di riposo egli mi fece mostrare da taluno t.lei suoi soldati parecchi oggetti di arredamento. Ebbene, nei v ochi giorni che mi trattenni oncora a Metz io mi ,•e deva tratto tratto salutato militarmente da soldati prussiani. Evidentemente erano di quelli che mi avevano visto parlare cos) amichevolmente con un loro ufficiale, e credevano perciò cho fossi ufficiale anch'io, ma non certo dei loro, poicbè mi si era sempre parlato in francese. Si paragoni questo tratto con quanto avviene da noi quando si congeda una classé e si dica se siamo o no lontani dai risultati a cui si è gianti in Prussia.


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LA QUESTIONE DEGLI , UFFICIAU . E SOTTUFFICIALI

chieçl,e mi.nore svilu,ppo, minore preparazion,e cti coltura gen.erale, di q.uanto si reputa necessario pel medico, pel professor~, pel,gi.t,1reconsulto, e pell'ingegnere? E credo che la risposta, che ne otterrei, sarebbe presso ~ .p.oco qµesta : - che l,e r~gjoni della vera scienza trovansi .tutte alla stess.a a ltezz.a, e che le ali ,p~r salirvi n.on poss.ono ess'?re di tempra di,versa, si tratti di una piuttosto che di un'altra ,protessione . - 1E di questa !'ìsposta io prendo atto, e ne trarrò argomento in_segu1t~ per le mie conclusioni, se il le,ltore avrà la pazienza di seguirmi fin là. Vi è ,però un altro campo . in quella parte della missione dell'ufficiale in guerrq, che riguarda la SQa attitu.dine a dare il giusto indirizzo alle operazioni che gli sono affidate; quest'.altro campo è quello ,della così detta iniziativa, e su·di esso credo opportun,o il soffermarmi un po' più lungamente. La parola iniziativa è una parola che ha avuto mol.ta fortuna in quesLi nostr.i tempi, ed ebbe l'onore di esprimere uno dei principali fattori della vitwria; ma che cos'è in fin dei conti questa iniziativq? Le risposte si l),ffollano. - È, mi si dice, comprendere lo scqpo generale e tendervi colle proprie forze nel modo più opportuno, anche quando manca l'impulso e la direzione del comaµdo ,superiore. - È il seguire lo spirito di un Grdine rice\;'µto., ancq,e a co,s~.o di violarne la lettera. -.- È il giusto equilibrio del.la ,$pontarieità .<il.ella. inspi razione individu,ale colla coscienza della,necessità di mantenersi armonicamente collegati nel concetto direttoee generale. - È quella forza che muta in ~ntelUgenti collabon,tori qirn)li, ch,e, se~za di essa, . ~on sanebb:ero 1•che ciechi ,slr.ume1iti. - E la p.arte elmo.a della disciplina militare; per essa l,a,forz.a unificatrice del comando, anzichè affievolirsi nell'es_tendersi su tutta la ge!'archia; si rinvigorisce anzi di IJAO'(/l forzt,, di .,

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nuova vitalità ad ogni nuovo gradino che tocca, discendendo pella scala gerarchica, - L' inizia:tiva. i~somma (per dìrlo con una similitudine alla Fambrr)•rri uh esercito, rispetto a chi lo coma·nda, è quel non so che pel quale' rispetto a:_I· concer~isla è tanto ~iverso'_un~ stradivario da un v1olmo dozzmale. Ma gli strad1val'l sono rarissimi quanto i sommi concertisti, e la i~izia~ tiva presa come dote caratteristica di un_ eser~1_t_o ~ pure cosa rarissima quanto lo sono i sbmrm uomrn1 d1 guerra. .. Ciò che rende rara la vera iniziativa, non è già la difficoltà che oo-nuno possa provare nel formulare un 0 appr'ezzamento qualsiasi su di un ~rdine datogli in mi -datb momento, in rapporto alle circostanze de: ?10mento di metterlo in esecuzione; a questb tutti c1 arrìvano, bene o mal'e, a:nzi sto per dire che è nell~ natura u"rr1ana il dar subito un giudizio su· q;uanto c1 viene prescritto, ed è anzi nella natur~ umana il cr~dere semp1'e che sarebbe meglio fare m un modo diverso da quello che ci viene ordinato; insomma no~ -è Ja velleità di fare ciascuno a modo suo, che man~lu in qualsiasi esercito per dar vita al!a _inizia~iv~ .. Sic: -come però l'apprezz'àre col nostro cr1ter10 _e l agu e poi in base ai nostri a:pprezzamenti, largheggiando troppo nell' i1ite'1pretare gli ordini ricevuti; _o s·upporne q uand? non se ne ricevono, potrebbe prec1sameote condurre al cao~ e alla dissoluzione, anzichè all'a-rmonia e=alla unità, così è che a codesta libertà·di, giudizio e di azione fu contrapposta la continua pr'esenza di ~n · fren~ possente: la 1·esponsabilitù. - Voi, o per ordrne sotnnteso (regolamento) o per ordine esplicito; in un a:ro momènto dovreste fare la tal cosa' nella tale mamera; ma, per il concetto che vi siet'e formato dello sc~po gene'rale, a cui' si ten'de in quel mom'ento, e d1 quanto

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4-6! !.A QUESTIONE DEGLI UFFICIALI E SOTTUFFlCIALI - in· ordine alla situazione come la vedete voi - si dovrebbe fare per conseguire un tale scopo generale,. voi, dico, vi allontanate dal prescritto e fate come vi sembra meglio. - Vanno bene le cose? l'avete indovinata? Ebbene la vostra · fu iniziativa di buona lecra o , e, ne avrete lode e premio oltre alla soddisfazione della propria coscienza. - Ma, vanno male le .cose? l'a-· vele sbagliata? io tal caso la vostra fu pseudo-iniziativa, fu disobbedienza e la sconterete colla vostra. carriera, colla vostra riputazione, colla vostra vita, secondo i casi, e non ne avrete altro conforto, che quello della rettitudine delle vostre intenzioni attestatavi dalla propria coscienza. - Ecco ciò che fa sì che sia solo privilegio di pochi ed ·ottimi eserciti l'avere abbastanza generalizzata in tutti i gradi della gerarchia. questa dote della iniziativa vera e feconda di così splendidi risultati. La responsabilità, incubo terribile, che molti intorpidisce, che a molti fa perdere la bussola ben più facilmente, che non l'ignobile timore delle schioppettate e delle cannonate. Nè si creda che l' indovinarla sia sempre una cosa sì facile, poichè è anzi facilissimo - anche essendo · largamente dotati di acume e di sapere - il prendere dei grossi abbagli, quando di una situazione generale e complessa non si ha sott'occhi che una parte, e questa in una maniera così abbagliante, come lo sono tutte le contingenze attinenti al combattimento; ognuno, sul campo di battaglia, ha la tendenza a credere che essa si decida proprio là dove egli si trova a combattere; ognuno prova la tendenza a credere che il proprio successo sia il più importante a conseguirsi, e questa tendenza generale a vedere troppo grosso in quello che ci cade sott'occhio e troppo piccolo in quello che accade lungi da noi, è precisamente la sorgente prin-

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cip~le della pseudo-iniziativa, Ja qu~le, come causa pericolosissima di confusione e di debolezza, deve essere infrenata con una responsabilità la più severa nel campo della legalità, e in quello della storia. Nè si creda che le occasioni di far prova di una sì, nobile e rara virtù quale è l'iniziativa si presentino solo nella sfera dei supremi gradi dell'esercito. Al giorno d~oggi la estensione di spazio che occupa una truppa disposta pel combattimento, le complicazioni del terreno, reso più frastagliato ed oscuro dal magcriore sviluppo delle coltivazioni, sono cause che rendono . impossibile quella' onnipresenza permanente del comando, che ai tempi antichi era così facile, e che in una certa misura, era anche possibile prima delle armi rigate ed a rapido tiro. Per questa ragione la cerchia della iniziativa si è fatta più larga in tutti i gradi e per tutte le minori unità tattiche: e ciò, senza diminuire per nulla la suprema necessità di armonia e di unità nell'azione. Sui nostri campi di battaglia così rotti da svariate accidentalità topografiche, non è raro il caso in cui un po' più o un po' meno di tenacità di un battaO'lione o di una compagnia nel mantenersi in possesso di una località, o un momento di precipitazione o di ritardo nel tentare un assalt,), o un po' più o un po' meno di prontezza in uno squadrone nell'afferrare una occasione, abbiano una importan~a molto superiore a quella, che in genere si sarebbe disposti ad attribuire a un battaglione, a una compagnia o a uno squadrone. Quanta importanza non può avere una semplice batteria giunta a tempo e ben collocata? Tutte le guerre combattutesi in paesi montuosi e molto accidentati, come l'Italia, ad es. e la Spagna, sono ricche di episodi, in cui la condotta di capi secondarii .alla testa


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LA QUESTIONE OEGLC UFFICIALJ E SOTT UFFICIALI 1

di uri>p't:Jgno diuomini ha pdtùto pori:a1l .. nella bilancia un'·p·éso· gravigsfrno e talv'òlta d'ècisivo. Imiha'ginìa'moéi p~r un istante lb stato di p'è'rplessità in cui può trovarsi un comantiant1:f di b~tteria quàntlò debba' decid'ere fr'a la consèrvazione o l'inutile sagrifiziò d'é' s'uoi pezzi, deterrilinando p. es. in un movime_uto di ritirata: il ri1omento di rimettere gli avantreni. frnnìaginiàmoci per uh istante dn ca'pirnno di cava) .. léria in seFvizio cli esplbrazWnl al nfomento in cui sta' per mandare indietf.o url rapporto, dal quale può di~&Bdere una deWrmiìiazione dél suo generale di brigata, o di divisione; inrd1aginìamoci che le affermazfon! e gli app''rezzamenti, ch~ 'égli sta per mettere nel suo rapporto sono detlotie da relazioni di minori pattuglie, o da osser'vl iioni fatte coll'ansia di chi sta in preseriia clel nemi db e in mezzo a tante cause, che· poss'ono abba~liarne il criterio; eppoi, dopo esserci iilimaginaio tutto ciò, dirbandiamoei se, nel mondo non militare, possa il carattere d'un uCirrìò esserP- posto a"prove pid solenni e terribili. Il magistr'ato clie devfi decidere colla sua sentenza dè1Iè sostanze di una famiglia e clel1 1onore o della vira d'un accusato è sempre illuminato da una arripìa discussione della causa, che egli ha già potuto studiare dapprima, ha molte ore per dettare la sua sentenza, é'questa a'- sua volta non diventa irr'evoèab ile nè irreparabiie, se rion dopo allro ' tempo. Il e biro rgo che sta' per' tentare una arri schiata operazione, trovasi certamente sotto il peso· di una respònsabilità grave e sbl enne, riia ~ questa egli'- ha l'ahimb temprato dalla: abitudine e dà-Ila coscienza della' propria atlilhà,. seìiza coÌi ta'fe che rion gli è vi~tl1.to il consulto con èui' tale re'sp'bhsa'bìlità sì1 sudàiviéle su altri collkgtli, s-en'zà contaré' che rMI~ rr\'aggiot pà.r'te' d'éi casi si n:aha d'i'

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ui:ià vit'a qùasi già p'erauta', se l'opérazidne non sì tenta. Lo stesso uomo di Stato che affròn'ta, davan'ti ~1 paese, alla storia, alla propria cos'cienza, la responsabilità di una grave det'èrtnìna:done, vi giunge sempre ,dopo un lun'go perì'odo dì riflessione n'ella calma e' né! silenzio del proprio gabinetto; ma il nostro uffi~ ciale è là sulla sella del suo càvallo, col nemico di fronte, su di un terreno che vede pella' prima v'olta, la sua determinazione può avere conseiuenze incalcolabili, e il tempo concessogli per riflettere' è n'iisurato a secondi. Ora io domando, dove troverà l' uffieiale quella serenità' dì giudizio per apprezzare in pochi istanti di trambusto una situazione, dove troverà quella elevatezza di carattere, perc:hè, nel decidersi, anzichè alla responsabilitù legale del codice e del regolamento egli si inspiri alla responsabilità morale, per cui di nessun giudice egli tema più che della propria coscienza'? Mi si risponderà - nel sapere e nell'altezza del sentire - e va benone! ma questo sapere e questa alt.ezza di sentire potranno nell'ufficiale essere sviluppati con mezzi diversi ed inferiori di quelli adoperati per qualsiasi delle alte condizioni sociali'? È questa l'interrogazione che io vado con instan,cabile· insistenza ripetendo a me stesso e al l~ttore: quest'ufficiale che deve a vere il tatto, l'efficacia educatrice e il fascino dell'uomo superiore; quesl'ufficiale che nello studio della scienza della guerra deve scrutare in tutti i rami più elevati dello scibile umano; quest'ufficiale che deve conservare nitidezza di criterio colla coscienza di una tremenda responsabilità, in quei momenti nei quali pell'uomo ord inario è già prova di saldo carattere ·il non fuggire: clovrà, potrà quest'ufficiale essere condotto a tanta altezza di scienza e di cara.ttere con una coltura meno perfetta ed ele-

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+66 LA QUESTIONE DEGLI UFFlClALI E SOTTUFFICIALI ECC . vata di quella che si pretende pel medico, pell'avvocato, pell'ingegnere? Può darsi ad un educatore di uomini una meta più elevata da raggiungere, di quella del formare un ufficiale all'altezza della missione che glì ufficiali hannonegli eserciti moderni? Io penso di no. Ed è per venire ad una tale conclusione, che ho scritto tutto quanto precede. (Continua) .

LIBRI E PERIODICI

Conferenee sopra alcune :1naterie prinee i:tn• piegate nella costrueione niilitare; loro usi e collatctlaeione. - Dedicata al personale tecnico

dell'arma d'artiglieria. - GALLONE GUGLIELMO, capitano d'artiglieria. - Torino, G. Bruno e C. F. SISKONDO.

La forma di conferenze data dal capitano GALLONE al suo lavoro, e la modesta prefazione con cui dichiara non pretender allro se non tracciare una via da seguirsi nell'uso e nella collaudazione delle principali materie prime da costruzione che s i incettano dal commercio, spiegano già abbastanza le esigue proporzioni del libro. In esso è svolto suflìcientemente quanto riguarda il ferro, l'acciaio. ed in ispecie il legname di cui sono forniti ottimi·ragguagli, ma sono enumerate, più che descritte, molte altre materie, accennandosi appena al modo di collaudarle. La parte migliore del libro e.i è parsa quella che tratta dei combustibili. Solo non avremmo voluto che il capitano Gallone non dimenticasse qualche volta l'uditorio da lui prescello, perchè, essendo esso composto di!gente più pratica che teorica, è per sua natura difficJenLe <li certe induzioni della teoria pura. Jnf'aLli parrà a questo poco sicuro il sistema di determinare la bontà del carbon fossile per mezzo della riduzione dell'ossido di piombo, mentre non ignora che il potere caloritìco del carbonio e dell'idrogeno sono stati determinati da vari fisici con cifre tanto differenti, sia nel senso assoluto, sia nel relativo. Valeva forse meglio limitarsi alle cifre date dal Desprez, le quali servono di base al metodo sperimentale adoLtato. A questo proposito vorremmo esternare il desiderio che ogni qualvolta occorra citare espressjoni o formale chimiche, si lasci l'invecchiato sistema degii equivalenti per adottare definitivamente la teoria atomica. Sebbene quella renda ragione della maggior parte dei fatti, pure è generalmente abbando-


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nata dai dotti, e non vorremmo vedere gli uffìciali d'artiglieria restare indietro nei progressi della scienza. Che si richieda tre volte tanto d'ossigeno per convertire un datò peso di idrogeno in acqua quanto per convertire egual peso di carbonio in acido carbonico, si dimostra tanto scrivendo l'acqua HO, e facendo H=12,50 0 = 100, C=75, quanto scrivendola H'O, e facendo H=1, 0 = 16, C=12. Infatti per bruciare 2 di H occorrono '16 di O. per » 12 di e 32 di o. Dunql.ieper 11 12 di H 96 di O. Ossia il peso necessario · per conveetire 12 gramrrii di idro?eno in acqua (H'O) è di 96 grammi, cioè triplo di 32 grammi 1 quali sono necessari per convertirne 12 di carbonio in anidride carbonica CO'. Nè crediamo che il ragionamento sia, per quelli che lo devono leggere, meno oscuro del precedente. . L~ scritto che esaminiamo sarebbe stato più completo, se v1 s1 fosse parlato eziandio del piombo, dello zinco dell'antirrionio, dèl tomback, che si impieganp in grande pe; la fabbric~z10ne delle cartucce, e delle scatole a metraglia, non che del rntro e del carbone che occorrono per la fabbricazione della polvere. Non ostante queste omissioni, il Jiliro del capitano Gallone raccoglie in brevissimo spazio una quantità di nozioni utilissime non solo per i capi tecnici, ma altresì per gli ufficiali di tutte le armi che possono trovarsi incaricati di provviste o di collaudazioni delle varie materie prime ivi descritte. Esso risparmierà la fatica di andar a cercare in mezzo a .mo!Li libri e regolamenti i dati pee avventura sfuggiti dalla memoria.

.Espos,~ione internn~aonale e eon.gresso #l'•· giene e salvnntento Hel tS76 en Bru:icelles, del dott. FEDERICO Tosr, capitano medico. - Romà,

Vogheta, 1877. 1l 27 giugno dello scorso anno s i apri in Bruxelles l'esposizibrie internazionale d'igiene e salvamento alla quale con, corsero in fraterna unione quasi tutte le Iiazioni cìvili per mostrarvi quanto ognuna di esse ha fatto per conseroa11e, proteggere e salvare !,a oita turiana. L'esposizione 'fu · col-

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loeata nei p ubblici giardini del Parco, e glì oggetli esposti furono ripartili in 10 grandi classi, cioè: 1• ç.lasse. - Mezzi preventivi, soccorso e salvamento in caso d'incendio. 2• classe. - Apparecchi, congegni d'ogni specie da adoperarsi sopr'acqua per diminuire i pericqli, prevenire gl'infortuni e portare soccorsi. 3' classe. - Apparecchi per prevenire gli infortuni risultanti dalla circolazione sulle ruote, carrozze, tramways, e vie ferrate. 4• classe. - Soccorsi in tempo di guerra. 5• classe. - Igiene e salubrità pubblica. 6· classe. - Igiene, mezzi preventivi e salvamento, applicato all'industria. 7• classe. - Igiene domestica e privata. 8" classe. - .Medicina e chirurgia nei loro rapporti colle classi precedenti . 9· classe. - Istituzioni pel miglioramento delle classi operaie. t0° classe. - Dell'igiene e del salvataggio neJle loro applicazioni all'agricoltura. Queste grandi classi furono poi divise in molte sezioni, e così è facile comprendere la grande estensione che venne data all'igiene applicata alle arti, alle industrie ed al salvamento della vi ta umana presi nel più lato senso della parola. L'llaha !'u degnamente rappresentatà a questa esposizione, per cura specialmente del presidente del Comitato italiano, senatore Torelli, il quale spiegò la massima attività, affinchè il nostro paese inviasse un numero d'oggelt.i important.i. Gli espositori furono in totale 1842, ripartiti come segue: Germania 308, Austria-Ungheria 81, Belgio 462, Danimarca 56, Francia 301, InghiJLerra 254, Italia 07, Olanda 25, Russia 155, Svezia e Norvegia 80, Svizzera 9. Dei ()7 espositori italiani 37 l'llrono i premiati, 22 con medaglie, 15 con menzioni onorevoli . Il 27 settembre s'aprì il congresso d'igiene e salvamento nel palazzo delle accademie, e l'Italia vi era t·appresentata dai si· gnori con te Torelli ., ingegnere Bignami Sormani, comm. Errera, professori Palasciano e Mazzoni, dottor Castigliani, colonnello Gené, capitano Tosi, ingegnere Mariani. Il congresso fu ripartito in 5 sessioni; 1• igiene medica; 2• igiene generale; 3' salvataggio generale; 4' soccorso in tempo di guerra; 5" economia sociale 1


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Il capitano Tosi non svolge nel suo opuscolo che gli-argomenti riguardanti j soccorsi in tempo di guerra e l'jgiene. Egli passa in rapida r ivista le lunghe discussioni ch'ebbero luogo in seno del congresso s ull'organizzazione del servizio medico sul campo di battaglia durante e dopo l'azione, sull'or ganizzazione dei comi tati di soccorso, del trasporto dei feriti e del materjale, sul trattamento dei cadaveri sul campo ,di batlaglia, e sui soccorsi ai prigionieri di guerr a. Singolare in teresse offre questa seconda parte che è r ias sunta in poche pagine colla chiarezza e semplicità che si addicono all'argomento, al quale in questi momenti in cui il sentimento di umanità fa battere il cuore e reclama imperiosamente i suoi diritti, rivolg<1 lo sguardo ogni militare ed ogni uomo colto e civile.

L'Ac,-dénde de gue,•re de Berlin. - L'ense,gnenaent nitlitai,•e supér,eur en Europe. L'école supérieure de gue,•re de France. Paris, Georges Decaux . 1877. Pag. 331, prezzo

L. 6. Non v'ha potenza mili.tare in Eur·opa -la quale oramai non r iconosca la necessità di elevar e il livello della istruzione tecnica professionale degli ufficiali e segnatamente la loro coltura generale. Sarebbe qui fuori idi posto lo esaminarè le molteplici cagioni da c ui tale necessità scaturisce; il cerlo è ch'essa s'impone assolutamente, ed il modo di soddisfarvi è divenuto uno degli importanti problemi d'organizzazione milita r e. l principali eserciti hanno già dato una forma di soluzione al problema; ma pregiudicala dalle antiche kadizionali abitudini e segoatamente dalle condizioni della preesistente is~ruzione, questa soluzione è stata generalmen te timida, essendosi creato uno stato di transizione per raggiungere gradatamente il livello richiesto dalle attuali esigenze delle scienze militari. Non potendosi qtùndi considerare come definitivamente stabiiite le istituzioni create a favore dell'istruzione degli ufficiali presso la maggior parte degli eserciti, lo studio e il raffronto di esse è ancora di grandissima utilità per cercare quali presentano i maggiori vantaggi o i minori inconve-

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nienti, e segnare cosìla miglior via alla definitiva risoluzione d'una questione che tanlo interessa il valore e la consistenza degli eserciti moderni . Tale è lo scopo del libro che prendiamo ad esaminare, il quale prende come principale termine di confronto le istituzioni per l'istruzione militar e superiore nell'esercito germanico, perchè esse vi hanno raggiunto un più alto gr ado di perfezione grazie a più antiche e solide radici ed a sviluppo più graduale e progressivo. . . I materiali raccolti in questo libro vi stanno forse m disordine; in compenso essi presentano una grande importanza per chiunque voglia studiar e le questioni che si riferiscono agli istituti di insegnamento; i confronti son fatti senza prevenzione, le deduzioni con esatto giudizio e senza passione. Dopo di aver dato un cenno della origine e ,delle trasformazioni subìte dall'accademia di guerra dj Berlino, e prima di esaminarne le attuali condizioni, l'anonimo autore riporta per esteso le Disposizioni relati-ve all'organizzazione delle scuole di guerra del 2J. luglio 1859 e del 27· febbraio 1873, affine di farne poscia il confronto e cercare quali conseguenze alJbia prodotto, riguardo all'istruzione richiesta in tutti gli ufficiali, l'esperienza delle guerre del 1866 e 1870. Segnatamente la seconda di queste disposizioni è ammirevole per la sua semplicità e previgenza. Crediamo far cosa grata riassumendone alcuni paragrafi i quali trovano confronto con le disposizioni che reggono la nostra scuola militare e.on la quale ]e scuole di guerra tedesche possono paragonarsi, almeno rispetto allo scopo. Scopo delle scuole di guerra è il perfezionamento scientifico m ilitare degli aspiranti ufficiali di tutte le armi. Ne esistono otto, messe ciascuna sotto l'autorità di un ufficiale superiore direttore; l'alta direzione di tutte è aflìdata all'Ispezione generale degli stabilimenti militari d'educazione e d:istruzione. La durala delle funzioni di direttore e di professore nelle scuole di ncruerra non deve esser minore di tre anni nè mag. giore di cinque. L'occupazione di una simile carica implica il riconoscimento ufficiale d'una reale attitudine scientifica e pratica, il che ha naturalmente influenza benefica sulla carriera. Il rinvio dei. ti tolari al servizio attivo ha il doppIO scopo d'introdurre sempre nelle scuole nuove energie, e versare nei corpi elementi dotati d'una provata istruzione.


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Il pP.rsonale cli direz.i9ne e d'1tst,ruzione di ogni scuola si r _1 ; , ,, compone di: ' 1 ·ufficiale superiore direttore, 1 ~fficiaJe addetto, co,me segr~,t,~ rio, uffiçi!3,le ,d'isti:1t~ione e ~il?,lioteca1·io, 1 contabile, 1 medico (del~a guarnigione), 8 capgani professori (a Ayletz 12), 6 luogotenenti d'ispezione (a M~tz 8) per la qyJgil/lq?a permanente degli allievi e per le esercitazioni pratiche. Se la c~rica di djr~tlore è esl?rcitata. da· capita'n ~; ,9:uepto gode di un soprassqJdo apnuo di 300 ta,\leri sino alla promo?ione a maggiore; così 2u.r e se il posto di profes~ore è tenuto <la un tenente, queqto gode il sopi:as?oldo di 200 talleri sino alla proIT)ozione a capitano. Il segretario e ,gli ufficiali d'ispezione godono del sopr:a~!Soldo di 100 talleri. Per essere ammessi come alli(Wi (,llle scuole di guerra bisogna avere almeno 5 mesi di s~rvizio a~tivo in un corp,o ed aver cons(;}guito il certificato ,d'atti ludi ne al servizio c9rne soJdato, essere Porte-l!,pée Fa{mr ich, o aver ~mbìto gli esami per tale nomina, Ne 9s-µno può essere promçsso uffiçiale senza aver seguito con profitto il corso di una SCI.\Ola di guerra. 11 corso presso le scuole çli guerra dura nove mes i, ,diviso in due parti principali, l' una teoriça, l'altra prj.ìtica : questa dura da quattro .a sei ~ettimane. 1 In ogni trimestre i professori fissf!,nO per ciascun allievo il ri-· sullato del loro particolare appre~zamento; alla fine del çorso si riuniscono tutti i professori sotto la presidenza del direttore per determinare il risultato <lf3lle note particolari; gli allievi che in questa prova non ottengono un favorevole risu~lato non sono ammessi a subire l'esame d'ufficiale, e, 9pno immediatamente rinviati ai corpi dai quali provengono. Alla fine del corso gli allievi subiscono l'esame di ufliciale in presenza del presidente o del di~eltore e di ~ue membri della Commissione mUitare superi01·e degli ~sami. Quindi gli allievi r.itornano ai loro corpi. Nell'intervallo di tempo fra un corso e l'allro, il direttore, i prqfessori e gli ufficiali d'ispezione di ciascuna scuola di _gu~rra v~nno a p~e9tar servizio ,attivo presso i corpi p.l ~Lruppa.

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E PERIODICI 4- 73 L'anonimo autore fa quindi un parallelo fra le scuole di g.uerra tedesche e le scuole frarrnesi di St. Cyr, del campo d' Avord e di,Saumur e dalle prume ,pone in r ilievo i ·difet:li delle sec0nde. Ma il con tenuto pl'incipalede]Jjbro consiste nella traduzione del Regolamento sull'estensione e il metodo dei 'p rogrammi di · studio segu'iti all'accademia di guerra di Berlino del 22 marzo 1868, tuttora in vigore nelle sue principali disposizioni. Questo regolamento è per se stesso un1opera di gran valore 0he merita di essere studiata se s i vuole a vere Ia completa nozione dei frutti di una cosiffa Lta isLituziona. •Noi cercheremo di darne un'idea sommaria cibando. alcune delle principali rusposizioni che possono trovare analogia con quelle che regolano la nosLra scuola di guerrà. L'accademia di guerra ha la m issione di indirizzare nei rami più elevati delle scienze militari un certo numero di ufficia.li che abbiano tutta la desiderabile attitndine, posseggano d.i già una istruzione militare e scientifica convememe e s i consacrino per gusto e per passione al perfezionamento deUe loro conoscenze. Essa ba pure lo scopo di dare a questi uffi ciali nn tale valore da renderli capaci, nel corso della loro carriera, di disimpegnare le funzioni di ufficiali di s tato maggiore e sopratutto di comandare e condut're le truppe. L'accademia, come stabilimento d' istruzione più elevata nell'esercito, non procura ai giovani ufficiali le conoscenze elementari necessarie pei servizi secondari, ma fornisce l'occasione allo sviluppo scientifico dei principii che sono tanto utili nelle alte funzioni militari. L'esame dei candidati all'ammissione nell'accademia si basa s ulle conoscenze di cui ogni ufficiale dave essere fornito; ma oltre a C'iò il candidato deve dimostrare ·di possedere la facoltà di generalizzare e di giudicare, necessaria per proflUare dei corsi dell'accademia. È pertanto prescritto che gli esami si facciano sollo forma di lavori su questioni specialmente stabilite per ciascun esame; ogni candidato ha inolLre la facoltà di trattare una questione a sua scelta. Negli esami si deve dare ai candidati il tempo e l'occasione di mostrare la forza della loro intelligenza mediante una esposizione chiara, un ordine logico, una pert'ett.a manifestazione dei loro pensieri e delle idee che li guidano. In essi non si deve esigere più di cIUanto è r ich iesto per gli es ami al grado di ANNO x:xn, VoL, Il. 3,1


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ufficiale, ma in ciascuna materia è necessaria l'idoneità. Nel' caso che un candidato non fornisca sufficienti garanzie per essere ammesso all'accademia per l'ignoranza reale di qualche conoscenza positiva, l'Ispezione generale può nondimeno pronunciarsi per la sua accettazione; quando il candidato abbia mostrato nella maniera di trattare· i lavori d'esame un tal grado d'intelligenza e d'abilità nel logico ordinamento dei suoi pensieri che si possa giudicare .atto a continuare con vantaggio gli studi scientifici. Riguardo al metodo dell'insegnamento è stabilito che per · le scienze puramente mili tari, l'accademia assuma il carattere di un alta scuola professionale militare mirando quindi immediatamente alle applicazioni; nel dominio invece della istruzione generale le si dovrà dare, per quanto è possibile, il carattere di università militaee. Per rendere fruttuosi i corsi di scienze militari vi sono due mezzi: 1° Eccitare vivamente l'attenid,one deg.li uditori durante le lezioni: 2° Esercitarli molto ad agire da se stessi, affine di soituppaT'e in essi l'attitudine ad utilizzare nella vita p1'atica le acquistate cognizioni teoriche. Vi sono alcuni rami d'insegnamento la cui natura co.mporta di assimilarli meccanicamente median'Le l'attenzione e la memoria, come le metodiche classificazioni d'un certo numero di osservazioni relativ.e ad oggetti naturali. Ma trattandosi di principii, di verità e d'astrazioni che per la loro stessa ·essenza costituiscono i mezzi pel consegu_imento di taluni scopi, non è più sufficiente di fissarli nella memoria, bisogna ancora penetrare colla men te nel più profondo della loro intima composizione e averne un~ concezione veramente solid1;1, se si vuol pervenire a farli passare nel dominio dei fatti. Ma la perfetta concezione dei principii non è ancora la preziosa facoltà che permette l'azione. Fra questi due termini vi è un abisso, ed a farlo imperare deve tendere il metodo d'insegnamento. Bisogna assolutamente procedere per applicazioni, cioè ad ogni sostanziale lezione teorica, aggiungere un approfondito studio pratico del soggetto. Così solamente l'allievo potrà esserè condotto a scorgere le analogie fra diverse situazioni e a dedurne giudiziose consegu,enze. Un'educazione in tal gLùsa diretta ha inoltre l'inapprezzabile vantaggio di temperare fortemente la volontà e, in conse:. guenza, di condurre allo scopo morale che ha in mira l'accademia di guerra.

. Nondimeno quanto più l'accadeiµia, per la natura del suo insegnamento, .è al di sopra delle scuole di guerra, ~ltret'tanto il metodo d'insegnamento per applicazione deves1 mantenere in una sfera più el13vata. Se da una parte è d'uopo co.nservare all'insegnamento un carattere conforme allo spmto militare e dirio·erlo nel senso di sviluppare l'iniziativa individuale, dall'~Hra bisogna non perder mai di vista _la posizione de"'li uditori ed evitare tutto ciò che poteebbe in , o I . certo modo ferire la IMO dignità personale. V'è appena )lSogn~ quindi di aggiungel'e .che quello s?ambio ~i domande e, di r is poste, il quale cost1tu1sc~ uno dei peocessi del metodo d applicazione. elemen~are, va cornpl~tam_enle abba~donato al'l'accadem1a e cost pure ognt spe.r;te di esame orale. La ripartizione dei corsi nei tre anni cl_i studio dev'e~sere falla in modo che vi s ia perfetta contmmtà e progressione. Ino!Lre nessun ufflciale può passare ad una divis.ione superiore senza aver provalo nell' anno precedente, e in tutti i rami d'insegnii.mento di avere acquistata .una solida base per l'inte\lio-enza dei corsi dell'anno seguente. Non il numero degli ufficiali che annualmente sortono dall'ac~ademia ciò che importa, ma il grado d'a~litudine alle alle funzioni roilit&.ri che vi acquistano. Co_lui che non è al caso cli ramYiuno-ere questo scopo elevato ser virà più util00 t> . . d' t mente il re e la patria rimanendo nelle file dei corpi i ru ppa. Passa quindi l'Istruzione ad assegnarn lo scopo ed il me. todo d'inseo-namento di ciascun corso. I corsi sono divisi in · scienze militari e in le7,ioni d' insegnamenti speciali. Sono comprese fra scienze militari : la tattica , la storia _della o-uerra lo studio delle armi di guerra, l' arle della fortifica~ione 'l'attacco e difesa delle piazze, la levata dei piani, il servi;io di stato maggiore, la geogeafia militare, l' amministrazione militare. Riassumendo in generale il metodo da seauire nell'inseo-namento di queste materie è detto: " In cia:cuna lezione :i deve avere questa idea per guida, che in guerra tutte le facoltà dell'ufficiale ragg!unga~o il lorò ?iù alto . sviluppo. Lo scopo morale di questa 1struz10ne consiste 1ml sapere e nell'cnet'gia . La preparazione alla guerra_non puo essere fatta mai troppo seriamente e gravemente, formando essa l'essenza ;;;tessa dell'esercito ». . Gl' insegnamenti speciali comprendono: le matemat_iche, la geodesia, ·la storia e geografia (stori'a generale, storia della letteratura, storia della filosofia_; geografia generale, geo-

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grafìa fisica), la chimica, la fisica sperim•mtale le lingue viventi (francese, inglese e russa). ' Intorno agU esami d'uscita è prescritLo che g li allievi aJJa fine del 1° o del 2• anno, per ciascuna lezione e sotto la vigilanza del professore risolvano per iscritto, nello spazio d'una mezza giot'nata o senza consultare libri o note I un certo _numero di questioni proposte dallo slosso professore; moltre ogni allievo può sviluppare un tema di sua scelta. Durante il 3° anno ogni allievo sceglie da se sleS$0 un tema da lrattare in ciascun corso e non ha allro obbligo che quello di prese ntarlo alla fìne dell'anno . Tanto oli uni come gli altri di siffalli la\'ori sono esaminali o aiudic;li dal l'ispellivo professore; poscia sono soltoposli alla commissione cli studi dell'accademia pe1· un giudizio complementare, cd in ultimo sono raccolti alla direzione dell'accademia pe1· stabilire la c las!:iifica%ione dcfiniLi va d'uscita . Infìne un paragrafo cli conclusione avverte che l' Isiru.iione non In, in mira di r estringere la iniziali va e l' individualità del professore; come non ha quello di limitare con clispo_si_zio~i ristretlivc la libertù dei laYori, giacèhè quesle resLr1z1on1 sono gencralinonle poco upplicabili al dominio delle idee, tanto più che la libertà è indispensabile se si vuole conseguire il desideralo inlenlo. Data pc1· esteso la lst,·uzione che regola l'Accudemia di guerra di Bel'lino, l'autore esam ino. le analo,.,110 istituzioni 0 eSi$tenli in H.ussia, in Ilulia e in Francia. Ecco qual è il ...,iuclizio ch'egli e'Sprime sulla scuola di guerra ilaliana: .., « La scuola di guerra italiano. lta poca anulo...,ia con l'accademia di guerra di Bol'lino. Il limile d'etù e cli ..,"rado imposlo ai candidali, come la cifra determinata delle ammis sioni (1), sono cause sufficienti per allerare il carattere di uno stabilimento d'istruzione cli tale natura. ln <1ueste condi7.ion i infatti la scLtolo. cli g uerra non è più un accademia, ma una scuola d'applicazione d'un or·dine più elevato. Comunq~e sia, l'esercito italiano ha il merito d'avere applicato, pel primo. le riforme che le lezioni del buon senso e l'esperienza. impongono. Grazie al palrioLli$mO del aoverno e dei . . 0 s uoi capi, osso ha sapL1lo prendere u11 post.o importante e (1) Qui l'autore, co:ne lo spiega precedentemente, intende cifra dec.erminata per arma o corpo.

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giustamenle meritalo f1'a le potenze mililari europee. Queslo posto lo deve all'istruzione dei suoi ufficiali ed ai benefici del servizio obbligatorio ». Le considerazioni generali dell'aulo1·c sull'organizzazione dell'insegnomen~o militare in Germania l'anno spiccare l'ammirevole unità di metodo che esiste in quell'organizzazione. Le scuole dei cadetti, i ginnas i e le università forniscono l'istruzione di base. Le scuole d i guet·ra pr eparano agli esami per ufrtciali di ogni arrna; l'istruzione vi ò come dev' esser i), semplice, militare e sopralutto pratica; non vi si acquistano le ,1ualilà per essere un ufiìciale di stalo maggiore, un sapienle, uno storico, od uno specialista, ma vi si acquistano le cognizioni sufficien ti ad un ufficiale di truppa, nè più, uò meno; questo livello medio d'istruzione è eguale per lulli e in tulle le armi. Jnfine l'accademia di gucl'l'a fornisce tale una solida is truzione che esclude ogni idea <li comparazione fra i colleghi, in modo <la rende1·e possibile per gli ul'ficiali che l'hanno con successo frequentata uno speciale sisLcma cl'avanzamcnLo senza offender e alcuno. Si può di1•c con ciò che il sistema sia completo! A questa domanda l'autore risponde negati\'(unente. Egli osserva che all'accademia di gm:rro non esiste un co1·so sinlctico che riassuma tulli gli altri, ne esplichi i t'apporti, sia fra essi stessi, sia con i servizi civili, sia con la scienza sociale di cui la scienza della guerra non è che un fattore. La cosa non sol'prencle giacchò la Prussia presenta il fenomeno singolare di possedere il servizio obbligato1•io e l'istruzione obbligaLoria nel più ampio signiflcato della parola, senza perlanto aveme accetlato le conseguenze politiche. li cedant arma toaae vi è sconosciuto. Come conclusione del libro, l' aulore fa uno spassionato confron to fr11 l'insegnamento militar e s uperiore germanico e quello ff'ancese. '.l'act-ique ,ie l! ,11•tille1•ie pendant ,,~ gtie1•1•e 1,1,e 1866. Bataille de Custoza (24 juin 1866) par J. BRuoi::rtE chef d'éscadron d'artiller ie. (Dalla Revue d'artillerie).

Questo s tudio si compone di un racconto sommario o di consicler·azioui sopra l'impiego che venne fallo dell'artiglieria nella ballaglia di Custoza.


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li racconto è succinto ma dà un'idea assai chiara delle varie

fasi della battaglia. Non è qui il caso di riassumerlo, poichè trattasi di cose giù note. - Dobbiamo però rilevttre una piccola inesattezza della quale non avremmo fatto carico all'a4tore se nella parte critica questo fatto non fosse poi ripelutocon apprezzamenti i quali vengono così a mancare è!i base. Narra il Brugère che il generale Brig none, appena occupato il monte Croce e il monte Torre, vedendo il nemico prepararsi all'attacco, dispose dieci pezzi sopra l'altura del monte Torre. - Effettivamente il generale Brignone non pose sul monte T01're che una sola batteria. Il comandante l'artiglieria della divisione tentò di portarvi allr-i quattro pezzi; ma non potè stabilirveli per mancanza cli spazio. Quando poi, per i danni sofferti e le esaurite munizioni, la batteria fu costretta ad abbandonare la posizione, questa fu occupata da quei qua ttr;o pezzi, e da un quinto che vi r imase della batleria r·itiratasi. Per conseguenza i 10 pezzi sono effettivamente stati s ul Monte Torre, ma successivamente, e non tulli insieme. Venendo ora alla parte critica, la prima cosa che colpisce l'autore è il poco partito che gli Italiani banno saputo trarre dalla loro artiglieria. - Essi la dividono quasi dappertutto in sezioni staccale, e sem bra che considerino questa frazione come una unità taLtica. - Non possono così ottenere la unità d'azione tanto necessaria per J'jmpiego giudizioso dj quest'arma. L'osser-vazione fino ad un certo punto è gjusla. Non fu però mai slabiliLo nè riconosciuto che la sezione sia una uniLà lattica, bensì l'elèmcnto indivisibile dell'artiglieria. - Ora, siccomeil terreno alberato ed accidentato consenti va dilficilmenle di tener unjla l'intera balleria, così accadeva spesso di trovarsi costretti a sminuzzarla nella sua ultima suddivisione. - Nolisi altresì che siccome la riserva gewwale mancava, e non avevasi a Custoza che l'artiglieria divisionale, cosi era forza dividerla per mandarne a cifiscuna brigata come era l'uso a quell?epoca . E ciò 6 tanto vero che l'arliglieria di riserva del'l• corpo che non era addetta ad alcun r iparto delle altre armi, si mantenne riunita) e f~1 impiegata secondo le migliuri regole tattiche di allora. Non vediamo pertanto come p'ossa dil'si che gli Italiani non sapessero trarre partito dalla loro arliglie1·ia, dappoichè tutLa q uella che trova vasi dispo)libile fu adoperata; e, se il suo fuoco non fu in alcuni punti tanto efficace, ciò può dipendel'e

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da due cause: La prima, che fu sempre controbattuta dalla artiglieria austriaca, soverchiante per numero. La seconda, che le granate clel_l'artiglierio. italiana erano munite di spolette a tempo fisso, tali cioè che facevano scoppiare il proietto alla distanza corrispondent.e alla gittata più lunga. Quindi nel tiro di lancio le granate colpivano terra, e poi si allontanavano con lunghi rimbalzi, sicché scoppiavano mollo lontano dal punto preso di mira. Ora Lutti sanno che in queste condizioni l'efficacia del colpo non è maggiore di quello che se il proietto fossesLato pieno e getlato da una bocca da fuoco liscia, poichè il colpir-e di pien colpo un individuo sul campo di battaglia è fatto eccezionale. Sopratutto poi un tal tiro non si presta a · r ettificare la distanza, e può accadere che 22 pezzi- non impediscano ad una batteria nemica, disposta in buona posizione, di stare un'ora e mezza sotto il lo;rofuoco, senza soffrire enormi perdite. Al qual proposito giova notare che la batteria citata dal Brugère ebbe tre pezzi posti fuor di servizio. Gli Austriaci, oltre ad av·e re una artiglieria più numerosa, avevano le loro granale munite di spoletta a percussione. Il loro tiro potò così essere rettifica lo) e fu certament.e più efficace. Si può dunque dire, senza tema d'errare, che l'artiglieria italiana si trovò di fronte all'auslriaca, nelle stes se condizioni in cui più tardi si trovò la francese r ispetto alla lede.sca, e che per conseguenza ne fu sempre soverchiata. « Nelle colonoe.'di marcia », segue il Brugère," le avang uardie di ciascuna divisione avevano una o due sezioni di artigl ieria; il resto dell'artiglieria divisionale . marciava col grosso fra le due brigate ». Se non andiamo eL'rali, prima del i 870 l'ordine suddetto era quello generalmente ado~lato da tutti gli eserciti d'Europa; e non è stato che dopo le vittorie tedesche, delle quali suolsi attr.ibuire all'artiglieria gran parte del merito, che si sono falt.i spiccare i vantaggi, derivanti dalla concentrazione dell'ar-tiglieria alla t~sta delle colonne. La Prussia stessa nel 66 tenne lo stesso sistema, e solo dopo l'esperienza di quella guerra mutò ordine 0i marcia. Queste prime osservazioni sono dal Brugère appoggiate da alcuni esempi, che provano come questo s minuzzamento delle batterie fosse causa della mancanza di direzione al fuoco e del poco effetto ottenuto con gruppi d'artiglieria, destinati ad agire sullo stesso punlo. P. es. delle tre batteria della divisione Cugia. stabilile al piecle del Monle Croce, e che dove-


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vano controbattere l'artiglieria del 9• corpo installata a Pezzarani e a Casetta Rossa,, e tirare sulle colonne d' altacco che sc_endevano nella valle di Staffalo, una disimpegnò bene l'mcarico; ma le altre due non poterono riuscirvi perché il loro tiro era mascherato dal Monte,Cro0e . Il comandante la brigata per rimediarvi portò cinque pezzi sulla collina; ma gli altri sette restarono nel piano. - Perchè (domanda l'autore) non si portarono almeno sull'allineamento della batteria, che si trovava alla cappella?. E perché non salirono a.n~h'esse sul monte?Non fu certo per mancanza di spazio, pe~ch: 11 ?eneral Brignone vi aveva collocati i suoi 10 pezzi "· E difficrle rispondere volgendo semplicemente lo sguardo alla carta; ma è pur mestieri osservare che in un paese tanto alberato sono pochi i punt.i da cui si possa avere un buon campo di Liro. - È probabile che anche alla cappella mancasse 11 posto per collocare 13 pezzi, come abbiamo già visto che s ul ~o~t.e Croce non poterono starvene più di 6 (e non 10) della • div1s1one Brignone, sebbene dalla carota paia che s ulla cima del monte vi sia una grande spianata. Ora~vol~ndo ragionare della semplice tattica dell'artiglieria, non ~1 puo negare che 111 alcuni punti vi fosse mancanza di d1rez1one. Ma in altri la direzione non mancò e l'arti "'lieria fu impiegata secondo i più sani principii dell'arte della g~erra. 11 generale Govone riunisce s ul monte Torre tutte tre le batt:erie della sua divisione, e con esse prepara l'assalto di Custo~~' che vien r ipresa sopra le truppe delle brigate Scudier e Bock_, e la stessa artiglieria ra andare per lungo tempo a vuoto 1 tentativi di r iprendere quella posizione. Nè meno degno di nota è l'impiego che il colonnello Bonelli, coma~dante l'artiglieria del 1° corpo, fece delle sue quattro ~atter1e della riserva del corpo d'armata. E noto come la linea d1 pezzi appostata s ul monte Vento arrestasse il nemico che pro~redi va , e servisse sino alla fine della baLtaglia a c?l~are 1l vuoto lasciato dal r itirarsi precipitoso della 'l" div1s10ne. In. generale può dirsi che lè di visioni venute alle prese col nemico senza aspetlarselo .impiegarono come poterono la·loro artiglieria . Legate al loro difettoso ordine di marcia dovettero servirsi d<~lle varie frazioni man mano che arrivavano. Oiò avvenne specialmente alle divisioni Cerale e Sir~ori. Però quanto a quest'ultima non si possono disconoscere i servigi che l'artiglieria rese rrella ritirata. Nella divisione

Brignone l'artiglieria, r is tretta in piccolo spazio , fu presto ~soverchiata dalle batterie nemiche più numerose e meglio situate. Le divisioni Bixio e Principe, Umberto, qua ndo dopo il primo assalto r et.tificarono le loro posizioni , disposero bene la loro artiglieria ·, e bene altresì la formarono nella ritirata. 11 generale Pianell coi pezzi della sua di'visione ricacciò le colonne austriache che tentarono più volte di staccare dal Mincio l' es trema ala sinistra italiana. Noi ammettiamo che fu un errore gravissimo quello cli lasciare a Piadena i 54 pezzi della r·iser va generale d' arti~ glieria . l\fa questo errore non appartiene alla tatLica della artiglieria sul campo di battaglra . Esso va messo insieme a tutti quelli, per colpa dei qual i sopra 1a2,ooo uomini e 282 pezzi che si trovavan o nel raggio dell'azione, non v i prendesse.ro parte se non 60,000 (I.) con 'l1.4 pezzi, non contando come in azione le Lruppe rimaste ferme a Villafranca. Ora non sappiamo vedere in qual senso ed a quale scopo -sia stato fatto lo s tudio del maggior B t'ugère. O il titolo è sbagliato o non era il caso di citare il fatto di due pezzi, ohe s0no fuggi ti dinanzi alla cavalleria, e r icamarvi sopra una teoria che tu tti conoscono, e che avrà certo conosciuto il comandante di quella sezione, caduto sul posto. Non doveva adunque l'autore, citando quell'esempio che parrebbe mettere in dubbio le ~1irtù m ilitari dell'artiglieria italiana, dirnenLicarsi di far osservare che fu l'unico, e che cli riscontro ad esso brillarono mille fa tti di valore e cli patriottismo. - Di questi fatti lo scritto s tesso del sig. Brugère ne ha in copia nella parte nar rativa; così tt'alasceremo di citarli , perchè siamo certi che chiunque lo legga dirà, che lo spirito di imparzialità della narrazione manca nella critica. Il giudizio che il maggior Brugère dà sul nostro materiale mod . 1844 è erroneo. Mille esperienze ne hanno provato la stabilità; e non era la pr ima volta che esso veniva adoper ato, avendo fatte le campagne del 1848-49 e del 1859. - La causa per cui tanti pezzi ribaltarono pr ovenne dalla eccessi va fretta con cui le batterie furono impegnate in strade che n@n erano state r iconosciute, e mandate in posizioni in cui non esisteva lo spazio per fare il dietro-fron t. A meno ch e non (1) Questa cifra è alquanto s uperiore a que!Ja po rtata dalla Relazione ufficiale del nostro staco maggiore , perchè nel numero degli uomini ab.bi amo pur compres i i solda~i di ·cavalleri a, dell' aniglieò a, ecc.


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si facciano le ruote dell'avan treno così b.asse da passare sollo lp. coda dell'affusto, nessun pezzo potrà mai avere tutta la volta, e per conseguenza andrà soggetto a ribaltar•si sem. prechè gli manchi lo spazio per. girare. - Questo è accaduto il.24 giugno, ed accadrà ogniqualvolta non si. lascierà tempo a1 comandanti di batteria cli andare a riconoscere le strade e le posi:i::ioni da occup.are. l\on vogliamo con questo negare gli error i; è anzi nello studio di essi che si trova il rimedio per Ì'a vvenire. La mancanza di norme ufficiali per l'impierro . o dell'arli o"'lieria va messo m prima linea. Quello che s'inseirna nelle scuoio . non bas ta che per gl i ufficiali dell'arma. M; vi deve essere qualche cosa di regolamentare conosciuto da tutti affinché le truppe di un'anna non ..impediscano o rendano i;utile l'azi.one d'un allra . Sopra Lutto poi mancavano prescrizioni s ulla dipendenza, e si vide p. es. il comandante l'arti,,.lieria della divisione Hrignone contromundare a una baLterit;l'or dine rice,•uto dirett.:imenLe dal comandante la divisione. Così comandanti cli reggimenti di fante1'ia davano ordini a comanda nti di balleria o di sezioni contra1'i alle disposizioni generali del comanclo superiore. Quando la divisione ò riunita dovrebbe essere stabili to che l'artiglieria non riceve ordini se non dal comandante della divisione per mezzo del comandaule l'ar tiglieria. - Altrimenti racendo, sì genera confusione e viene a mancare r1uell'unit.à di direzione, che è tanto necessaria sul campo di buUaglia. G.uan~o si stu~ia u.na ?ampagna O< l una ballagl ia, è i.ndi sp.ensabtle r1fer1rs1 a.r cr1Le1·1 ed alle cognizioni che s i avevano a quei tempi, senza cli che lo s tudio è privo d'ogni interesse e ~onuu~e aù appr0:i::zamenti ingi usti. L'autore dello scritto parla mvece della battaglia di Custoza come se le re..,.ole sull'impiego dell'al't,iglieria,quali furono s tabilite dopo /1871 fossero state conosciuLe nel 1866. Le sue critiche hanno per conseguenza l'aria di quella sapienza di poi, di cui sono piene le fosse. Ogni qualvolta un nuovo ~rdigno è introdotto come arma cli guer ra, ne segue un rivolgime'!'lto nella tanica rrenerale e speciale; ma non è mai subito, nè a tulti che è cÌato afferrare le conseguenze dell'applicazione della nuova arma e trovare il modo di trarne il miglior par tito. Chi primo porta questo criterio sul campo di balt.:iglia vi porla certa vittoria. Indagare quali Lrasforl?azioni ·n~lla tattica furono conse-

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guenza delle nuove artiglierie; a quale armala si resero manifesle, e l'elfolto che produssero sul campo di battaglia, per trovarvi poi lt'\ spiegazione di cerLi fatti, ed il concalenanienlo colle nuove teorie, ecco ciò che deve ricercarsi nello s tudio delle anliche guerre. La corta giLLata dell'artiglieria liscia (800 a 1000 meli-i), obbligava a dividerla in molli punti della linea di ballaglio, perchè nessuna parte ne rimunesse indifesa. A queslo serviva l'artiglieria divisionale che si riparliva fra le brigate, od anche fra i reggimenti di fanteria, secondo le circostanze. Occorrendo poi fare concentramenti sia per riempfre una qualche lacuna, s i~ per battere un dato obiettivo di importanza capitale si ricorreva alla riseeva d'artiglieria. L'introduzione <lei cannoni rigali colla loro gilt.ata più che triplo, doveva pori.are per conseguenza il concentramento delle batterie, perchè da un punto s olo, e con molli pezzi si poteva con maggior eITicacia battere un vasto tratto di terreno. - A ciò si sarebbe stali anche coslrelli dalla ·difficoltà di dirigere e rettificare il tiro di pochi pezzi a distanze alle quali la vista fa dil'e tto. · Ma questo, che dove"a esse1·e il pdncipale effetto dell'aumento nella gittata, non pare fosse da principio preso in consideru:lione, e nò l'Italia, nè la Francia, nè la Prussia cangiarono i loro "ecchi ordini di marcia che erano dipendenti dal cancello del frazionurnento dell'artiglieria divisionale sulla Jineu cli batlaglia, e del piL1 lardo concorso della riser vo. nei punli più importanti . Sembra che l'Austria per la prima abbia indovinalo il vero impiego delle nuove arliglierie; e i concentrumenti di Cusloza, e di Koniggralz ne st\rebbero la prova. -- I Tedeschi poi nella campagna del 1870-71 col s uggello delle splendide loro viLlorie eressero a sistema ora da lulli accellato il pl'onto concentramento di grandi masse d'artiglieria fin dal principio della battaglia e conseguentemente modrncarono i loro ordini di marcia. Ora se il maggiore Brugèrc avesse consideralo la battaglia cli Custoza non coi crilerii del giorno d'oggi, ma con quelli dell'epoca, si sarebbe meraviglialo meno del modo con cui gli ILaliani udopei'arono l'artiglieria, ed avrebbe notato come nell'impiego che fecero gli Austriaci della loro si trovi l'origine <lolla taltica moderna.


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Peld~iige der ,•,,issìscli-tii,•kisclien At•,nee in ,le,• Etu•opiiisclien Tu,·kei in den Jalwen 18~8 u. 18~9 - Berlin, 1~45. (Cam -

.MOL'l'KE . -

pagne dei Russi contro i· Turchi nella Twrchia Europea negli anni 1.828-29. - Berlino, 1845). L'opera che prendiamo ad esaminare, sebbene pubblicaLu da oltre 30 anni, ha tuttavia una grandissima importanza d'attualità sia perchè narra avvenimenti i quali hanno molta analoo-ia ~on quelli che ora si stanno compiendo sul basso Danubio sia perchè comprende ,descrizioni ed apprezzamenti sul teatr~ di guerra i quali presentano oggidì un interesse ed una verità grandissima. . L'autore fu in missione in Oriente insieme con aHr1 ufficiale prussiani, dal ·JS35 al '1840 e vi ebbe molti ed impoetanti inca1·ichi~ sia per riordinare le forze militari dell'impero ottomano, sia per studiarne e prepararne la clif"esa med ia~1te nu_ove fodifìcazioni. In siffatta missione egli ebbe mezzo d1 slud1are e ben conoscere quelle contrade; sono il frullo di quesU studi e di queste cognizioni d Lte opere pregevolissime, le lettere sull'Oriente, e le campagne dei Russi contro i T a1'chi netta Tur -

chia Eu,.opea nel 1828-29. Molti dei JeLtori della Rivista militare avranno già avuto occasione di leggere queste due oper e delle rruali esis_te la traduzione in francese; crediamo di far cosa grata a quelli che per avventura non le avessero ancot'a lette, esaminando brevemente la seconda, la quale, a nostro avviso, è attualmente la più importante (t). L'opera P- divisa in due parti; la prima comprende le campagna del 1828, la seconda quella del 1829; ciascuna parle è_preceduta da una introduzione ed è seguita da una conclus1one . L·introduzione alla campagna del '1828 fa conoscere l'ol'igine della o-uen a la situazione critica in cui kovavasi allora la Turct1ia, il 1'.eclutamento, la forza e la ripartizione degli eserciti avversari. La Russia e la Tuechia si rimproveravano a vicenda cli non-aver adempilo ai patti sanciti col Leatlalo di Bukarest (2S maggio 1812); l'insurr-ezione della Grecia aumen(l) ca.mpagnes des Russes dans la 1'1i-rqv,ie à'Eu-rope en 1828 et 29 du ,colone! baron de MoL-rKE Lraduit de l'allemand pe1· A. DEM1lLER, pro.fesseur à l'école imperiale ct·~tat major. - Paris, Dumaine, 1854.

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tava le esigenze della prima e faceva più arrendevole la seconda. Nel 1826 la convenzione d' Ackermann (7 ottobre), esplicativa del trattato di Bukarest, ne confermava tutte le clausole e fissava il termine di due anni per darvi piena esecuzione. Segnando questa convenzione la Turchia obbediva ad imperiose circostanze, quella di riordinare all'europea le s ue truppe dopo aver distrutti i giannizzeri e quella di domare l'insuerezione nelle provincie geeche. Però malgrado l'intervento delle Francia, clell'Inghilterra e della R ussia alleale in favore J ci Greci, malgrado la s conOtta cli Navarino subìta dalla flotta turco-egiziana il 20 ottobre 1827, il Sull.ano rompeva la guerra contro la Russia, e con firmano del 20 ottobre rimproverava a quest'ultima di aver fome1)tata ed aiutata l'insurrezione della Grecia e d'aver violati i trattati cli BukaresL e d' Ackerrnann . L'imperalore Nicolò non r ispondeva dapprima al manifesto della Turchia; ma da lungo tempo egli aveva ordinali preparal.ivi e movimenti militari i quali annunziavano l'intenzione d'inaugur·are il s uo reg no con una guerra sul Danubio. Infatti grandi magazzini erano stati creati nella Bessarabia, e Lre col'pi d'armala, il 3°, il 6° e il 7• vi erano stati concentrati pronti a passare il Pl'uth appena la stagione avesse permesso di cominciare le operazioni . 11 23 aprile comparisce il manifesto russo che vien notificato alle grandi potenze; nel giorno stesso vien direUo un ordine del giorno alle truppe nel quale si diceva « che il procedere ostile del governo turco avea stancata la longanimi.ià del.l'Imperatore! .. ». l i 7 maggio, l'imperatore Nicolò lasciava P ietroburgo per recarsi press o l'esercito del Danubio. Secondo Moltke, quest'eserciLo si componeva, allo scoppiare della guerra, di 8 di visioni di fanteria e 5 div.isio_nidi cavalleria, con un totale di 96 baLlaglioni, 88 squadrom e 3'1 batter.i e. La forza dei battaglioni era in med.ia di GOO uomini, quella degli squadroni di :l20 cavalli; ma r1uesti effettivi s u~irono tosto delle grandi perdite. In LuUo l'esercito del Danubio non oltrepas sava, al cominciare della ostilità, i 65 mila combattenti. Più tardi fu rafforza to dal 2° corpo e da una parte della Gua rdia , da 32 m ila uomini circa. In una lunga serie cli considerazioni, l'Autore spiega come la Russia non abbia potuto intr aprendeee una guerra offensiva, da lunga pezza meditata e preparala, se non con 100 mila uomini appena, e ne trova la ragione pt·incìpale nel faLto che doveva lasciar molte truppe nll'in terno per tenere in soggezione provincie irrequiete


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e per osservare l'Austria, la cui condotta politica le dava_ so. spetto . Comandava l'~sercito èl.'operazioni il feld maresciallo conte de W ittgenstein. . · Le f'M ze militari della Turchia, trov~ndosi ancora nel pe · riodo del lo~o riordinamenlo, erano scar sissime e, all'aprirsi delle ostilità, non contav_ano che 25,000 uomini disseminati nelle piazze della BuJ.gar·ia e della Dobruseia; sulla s inist.ra del Danubio non occupavano che Braila. P iù tardi, lentamente e a frazioni, si riunivano allt'i.:30 mila uomini a Adrianopoli e 25 mila a Sciumla_. Quanto alle forze navali, 1~ ma'.ina turca dopo il disastro di Navarino, era talmente inferiore alla r~ssa, da doverle abbandonare il dominio d~I Mar Ner? e da r ichiedere perciò l'impiego di 80 mila :uomini per guar: dare Costantinopoli e difendere il Bosforo . . · Il racconto della campagna del '.l.828 è diviso in parecchi capitoli; e poichè sarebbe opera lunga l'esaminare partitamente ciascun cli essi, cos·1 cercheremo di riassumerli. Il primo capitolo comprende una particolareggiata descriz ione del teatt'o di g uerra, cioè della Valacchia, della Dobruscia, della Bulgaria, della linea del Danubio e della cate na dei Ball~ani, descrive.ndo specialmente i diversi passaggi di questi. ultimi. 1,: il capitolo forse più interessante dell'opera, sia pei particolari oncl'ò r icco, .sia per le considerazio~i che contiene sul valore e sulle funzioni s Lrategiche delle diverse parli delteatro di guerra . Del pari interessante è il secondo -capitolo, che ha per titolo piano .d'operazioni : non sapremmo darne migliore i~ea al lettore che riporl'.llndone alcuni brani i quali sembrano scritti oggidì anzich<'.l 30 anni fa . ,, La Russia, dice il Moltke, « dovea sovrattutto aver di mil'a di non deslare la geloJia dei « gabinetti eul'opei. Essa protestava pert.anto, in tutti i docu« menti ufficiali, che, avendo preso le anni soltanto per man« tenere in v igore, per far r ispettare i traUati esistenti, si « contentava d'ottenere questo risultato e. non avr ebbe chiesto « se non una indennità di gLtena come premio delli, vittoria. « Nello s tesso tempo, mediante un grande spiegamento di « forze e mediante un'unione intima colla P russia, s embrava « invilare il rimanente · d'Europa a non ingerirsi nella lotla ,, colla Turchia ... . . « Per quanto grande fosse la fiducia nell~ f'o1',:a relati va « dell'esercito r usso e per quanto ·q uesto fosse sicuro della (( vittoria in aperta campagna, non bisognava però dimenti-

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care, in un paese come la Turchia; di pr ender le misure necessarie per a!:'sicueare le comunicazioni .e gli approvvi. « gionamenti. I Russi doveano pertanto, nel loro piano d'ope" r azioni, per avanzarsi nella Bulgaria, investire Braila e ,, S ilistria. Essendo la flotta 1·ussa padrona del Mar Nero e « potendo l'esercito trarre da esso gli appro.v vigionamenli a « misura che si avanzava, la linea cl'operazioni della Dobru· « scia si trovava indicata a f)1'iori come la più conveniente. " Ma Varna s'opponeva alla marcia dell'esercito ed acqtùs tàva ·« perciò un'.importan7,a capitale. Per assediare ;questa. piazza « con successo, bisognava osservare nel tempo stesso Sciumla • a fine di tenere in rispetto un corpo numeroso colà c0ncen" tl'ato. Presa Varna prontamente e battuto in aperta cam« pagna il corpo di Scium_ la, quando si fosse l'iuscili a tirarlo « fuori dalla piazza, era àllora facile fare una punta ardila e « vig,o rosa su Costanlinopoli. Le circostanze e_ il tealro di « g uerra indicavano .evidentemente questo piano di opera« ;,;ioni come il migliore; esso era fatto non soltanto per la « campagna del 1828, ma è a presumere cbe esso sarà se" guito, almeno ne' suoi tratti ·principali, anche nelle cam" pagne fu ture della Hw:;sia contro la Turchia .. . · « Il piano d'operàzioni della Tur-chia, o meglio la condoUa ,, che per la foria delle circostanze ques ta era obbligata a « tenere, consisteva in una difensiva strategica ... Il timore « d'uno sbal'co dei Russi nelle vicinanze di Costantinopoli « faceva trattenere n(llla capitale, almeno nel primo periodo « della· campagna, una gran parte delle forze, mentre i Bal« !cani, Sciumla e Varna restavano quasi prive di difensori ». Entrahdo quindi nell'esame delle operazioni, l'auloee accenna come il 6• corpo, che doveva occupat·e i Principati, passasse il Pruth il 7 maggio e marciasse s u Bu karest. Il 7° corpo, che era incaricato ùell' assedio d i Braila, compariva davan ti questa piazza 1'1'1 maggio e nella notte dal 2f> al 26 apriva la prima parallela. 11 3• cor po doveva passare il Danubio s otto Galatz ,ed entrare nella Dobrus cia. Grandi difficoltà si opponevano a quest'ultima operazione, ma. ·1u defezione dei Cosacchi Zaporog i, emigrati nella Dobruscia , facilitò il passaggio. L' 8 giugno i Russi passarono per sorpresa il Danubio presso Satunovo, con 30 mila l1<;>mini entrarono nella Dobruscia e pre · ·sero una dopo l'alLra le piazze d'Isaksa, di Ma.t,cin, di Tulcia, ' d'Hirsova edi Kustendjé . L'assedio di Braila è uno degli episodi più importanti della ·«

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campagna del 1828; la piazza era munit.a di regolari fortificazioni, la guarnigione era numerosa e ben comandata, abbondanti vi erano le provvigioni. È interessante leggere il capitolo- . relativo a 1questo. assedio per acquistare un'idea del sistema di difesa delle piazze forti dei Turchi; in esso è rnaestrevolmente descritta la lotta della scienza contro il valore semiselvaggio, inspirato dal fanatismo e dalla disperazione. La piazza s'arrendeva con onorevoli patli il 17 giugno : questo assedio costava ai Russi 4000 uomini. Presa Braila, anche il 7• corpo entra va nella Dobruscia e si dirigeva s~1 Bazarclschik, ,dove il '.l4 lu,glio si congiungeva col 3° . corpo: le forze russe si disponevano sulla linea KustendjèSHistria, tendendo da una parte ad osservare Varna, dall'altra ad investire Silistria. Ma il 6° corpo che doveva concorrere all'assedio cli Silislria, non era riuscito a passare il Danubio a Turtukai; il parco d' assedio era ancora lontano perchè si potesse intraprendere l'attacco di Varna. L'autore passa quindi a descrivere le varie operazioni che fu1·ono il preludio dell'investimento di Sciumla e dell'assedio di Varna, entrando in una serie <li particolari sull'arte della fortificazione presso i Turchi e presso i Russi, e sui combaWmenU che i due avversari diedero durante i mesi cli agosto e cli setternbre senza decisivi risultati. L'assedio di Vama e l'investimento di Silistl'ia sono i due principali episodi coi quali vien chiusa la eampagna del i828. L'autore consacra un lungo capitolo all'assedio di Varraa al quale concorse efficacemente la marina e che dmò circa due mesi e mezzo: in nitro capitolo esamina l'investimento di Silistria e accenna le r agioni per le c1uali questa piazza non potè essere assediata ed espugnata prima dell'inverno . La conclusione è un bellissimo esame critico delle operazioni; ci dispiace che la ristrettezza dello spazio non ci consenta d:i seguire l'autore nel suo esame e riportarne le considerazioni che egli vi ra. Non possiamo però tralasciare <l'accennare l'apprezzamento finale delle operazioni formulato nelle seguenti parole: « A dire il vero, non furono le com" binazioni della strategia russa che decisero della campagna, « la quale fll male preparata, intrapresa troppo tardi e. con « mezzi insufficienti, e nella quale la direzione scelta dalle « forze principali non poteva condurre ad alcun risultato « decisivo ,,. ìVla l'eccellente spirito delle truppe russe compensò questi errori : la caduta di Varna decise del s uccesso

della campagna, permetlendo a i Russi di prendere i quartieri d'inverno nella Bulgaria. Termina le sue considerazioni dicendo « che se si riflette agli immensi sacrifizi che la guerra « costò a i Russi nel 1828, è difficile il decidere a quale dei ~ due avversarii essa sia riuscita r ealmente proficua: occor« reva t1na seconda campagna per rendere decisivi i successi ,, della prima n , L'introduzione alla campagna del 1829 presenta la situazione generale delle due poLem:e belligeranti. Malgrado la resa di Varna, il Sultano non era punto scoraggiato dai risultati della campagna peecedente, i cui successi avevano cosLato al nemico lunghi sforzi e immen~i sacrifizi: ciò che sovratutto gli inspirava conl-idenza, era la prova fatta dalle sue Lruppe, le qua li) benchè organizzate di recente, avevano potuto far fronte) in aperta campagna, alle truppe agguerrite Jello Czar e ottenervi qualche successo. Il SulLano Mahmud si preparavo. adunque a opporre una nuova e vigorosa r esistenza. A Costantinopoli, egli faceva istruire le nuove truppé sotto la sua sorveglianza immediata; le forze regolari, concentrate per la maggior parte a Sciumla, venivano portate a 50 mila uomini e ne era affidato il comando a Reschid-Mehmet-pascià, conosciuto per uomo fermo, severo, giusto e valoroso. L'esercito russo aveva subìte grandi perdite, meno per effetto dei combattimenti che per l'in/luenza del clima, per le malattie, le fatiche e le privazioni d'ogn i specie alle quali era s tato soggetto per parecchi mesi, specialm~nte davanti à Sciumla. li rigore dell'inverno aumentò ancora le sofferenze delle truppe: finalmente, per completare l'orrore cli questo quadro, dice l'autore, comparve la peste ver·so il fine di maggio e fece strage grandis sima; si può contare che l'esercito, prima della riaperLura delleostilità, abbia perduti più di 4·0,000 uomini, cioè la metà del suo eJTettivo. L'imperatore aveva deciso di non prender· parte alla nuova campagna, e affidava perciò il comando supremo dell'esercito al conte Diebitsch, suo capo di stato maggiore. L'esercito d'operazione si componeva del 2•, 6° e 7° corpo, forti di due divisioni di fanteria e una divisione di cavalleria ciascuno) e del 3° corpo forte di quattro divisioni cli fanteria e una di cavalleria. L'effettivo totale, s econdo l'autore, non er·a che di 68,000 uomi ni con 800 cannoni. 32 A11:110 X:UI, VoL. 11.


,\.90 LIBRI Le grandi potenze dovevano rimanere ancora spettatrici indifferenti d'una lotta così diseguale. La Francia e l'Inghilterra attendevano alla liberazione della Grecia, l'Austria spiava il momenLo di intervenire come mediatrice, la Prussia era legala alla Russia da doppio vincolo di parentela e di politica comune. Il 15 febbraio i Russi cominciavano le ostilità impadronendosi, mediante un colpo di mano; di Sisepoli, buon porto a sud di Burgas e il cui possesso riusciva loro utilissimo nelle operazioni ulteriori. Il generale in capo giunge a J assy il 24 febbraio, dà le~disposizioni per gettar e un ponte a Hirsova, per far discendere a Calarasch il ponte di bat'che s tabilito a Fundani c fa r transitare sulla destra del Danubio la maggior parte delle truppe del 2• e 3° corpo che avevano svernato nella Valacchia. Fra questi preparativi, passavano l'inverno e una parte della primavera; soltanto al principio di maggio il generale Diebitsch passa il Danubio ad Hirsova e si porta a fat' l'assedio dj Silistria. Non seguiremo l'autore nella lunga descrizione dell'assedio di questa piazza, il più import.ante della campagna, specialmente dal punto di vista tecnico; soltanto osser veremo come anche in quest' assedio , al pari che in quelli di Braila e di Varna, la scienza e la disciplina abbiano trionfato <lel valore disordinato e dell'ignoranza dei Turchi. r tentativi del gran visir Reschid-Mehmet-pascià per liberar Silis tria dall'assedio, il combattimento di Eski-Arnautlat· e la battaglia di Kulewtscha form ano il soggetLo d'un capitolo speciale, il quale comprende così le operazioni preparatorie al passaggio dei Balkani. li passaggio dei Balkani e la marcia su Adrianopoli sono i fatti più brillanti della campagna del 1829; è inLerressantissimo leggere il capitolo · I vn per farsi un'idea della difficoltà che vi ebber-o a superare i Russi, degli errori commessi dai Turchi nella difesa dei Balkani e del disordine in cui allora trova vasi l'impero ottomano. In questo capitolo e nel seguente l'autore fa una serie di considerazioni s ulla difesa dei Ballcani, sull'importanza di Sciumla, sulla maniera di difendere e di attaccare Costantinopoli, le quali hanno anche oggidi un valore grandissimo . Termina l' opera esaminando i risultati della campagna o le future conseguenze del trattato d'Adrianopoli che vi pose

E PERIODICI 491 fine, facendo l'elogio della condotta militare e politica del 0O'enerale Diebitsch con queste parole: « Si è alla condotta ad un « tempo ardila e prudente del generale Diebitsch, chela Russia • <leve il successo d'una campagna che avrebbe potuto avere " risultati bon differenti se il Sultano e la diplomazia aves« sero conosciuto il vero stato delle cose » . ~ appendice dell'opera una Memoria sullo stato sanitario delle truppé russe la quale contiene utili ammaestramenti. L'opera è finalmente corredala da un atlante per l'intelligenza delle operazioni, specialmente di quelle d'assedio. In una breve rivis ta bibliogTafica non abbiamo potuto dare che un'idea imperfetta dell'importanLissima opera del Moltke, la quale, se ha un grande valore permanente nella letteratura militare, ora ne ha uno grandissimo crattualità . Consigliamo gli studiosi a consultal'la, poichè vi troveranno, oltre la narrazione d'avvenimenti che hanno molla analogia con quelli che si stanno svolgendo oggigiorno sul Danubio, una serie di considerazioni, le quali gli varranno a chiarire fatti che fors e non sempre facilmenLe e giustamente potrebbe altrimenti giudica re.

L,e.traden ~IHU C1'n ter1•icl1,le in de,• Fel#lbe-

festigung. - Zum Gebrauche in den K. J(. Militai?·-Bildungs-Anstalten, Kadeten-Schulen, dann fur Ei·njèihrig-Freiwz"llige. - (Guida per l'insegnamento della /'ortificazione campale ad uso degli istituti militari, delle scuole dei cadetti e dei volontari di un anno). - Per MAURIZIO BRUNNER I. R. capi-

tano del genio austriaco. - Seconda edizione compilata su nuove norme. - Yienna, 1877. Tipog rafia della redazione del Giornale militare austriaco dello

Streffieur. È questo il Litolo del nuovo trattato sulla fortificazione campale uscito dalla penna del valente scriLLore mili tare aus triaco, che arricchì la leLLeratura tedesca di altri pregevoli lavori del genere di quello che abbiamo sott'occhio; lavori che meritamonte vennero lodati dalla critica militare europea e che per la estensione sempre crescente che lo studio della lingua te-


LIBRI

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desca va prendendo in Italia, poterono essere apprezzati anche da moHi dei nostri colleghi. La necessità di coprirsi sul campo cli battaglia contro la straordinaria efficacia delle moderne armi da fuoco; lo sviluppo dato all'ordine sparso; l'esercizio del fuoco individuale; i grandi concentramenti d'artiglieria per preparare l'attacco·, che essa e la fanteria risolvono; la prodigiosa celerità con cui si svolgono oggidì le operazioni militari, hanno fatto della for-tificazione uno elci principali rami dell'arte miliLarn. Cambia la la tattica, la fortificazione modificò le sue forme acconciandosi ai nuovi principiì in modo che i tipi moderni presen tano quell'elasticità e prontezza di esecuzione che sonorichiesti dalle muta le condizioni La mobilità, la pieghevolezzi:l al terreno e lo snodamento delle membra sono come nella tattica i caratteri distintivi della fortificazione campale dei nostri dì. Esiste quindi una notevole differenza nel modo di interpretare i bisogni della difesa prima e dopo le nHime grandiose guerre, donde la necessità di dare allo s tudio della fortificazione un nuovo indirizzo e cli renderlo comune a tutte le armi. L'Austria., cbe in ogni tempo curò l'a1'te del fortificare, non rimase stazionaria. Lo provano i numerosi e doLti scritti di fortificazione che si pubblicarono in quel paese dopo la campagna del '1870-71 e le molte esperienze fatte dal genio e dall'artiglieria, tendenti, i primi a dimostrare come debbansi utilizzare gli accidenti del ter reno per la difesa dopo che i perfezionament i arrecati alle armi eia fuoco costrinsero a moclifica1•e la tattica, ed i secondi a ricercare in qual modo si possano praticamente coprire uomini e materiale contro gli effetli del fuoco nemico, traendo nel medesimo tempo il massimo profitto dal proprio. Fra le opere cli fortificazione che videro la luce in Austria dopo la guerra franco-germanica, occupa un posto distinto la Guida per l'insegnamento della fortificazione campale, pubblicata dal Brunner nelranno 1873 ed adottata quale libro di testo per gli istituti militari dell'Impero austro-ungarico. Ma diffondendosi essa di soverchio in particolari tecnici, la cui conoscenza non è strettar:nente necessaria per chi è chiamato solamente a tracciare lavori utili alle Lruppe in campagna, ed essendo alquanto invecchiata rispetto alle forme che le opere devono assurnere nella rapida difesa del terreno, il ministero della guena dava al Brunner l'onorevole incarico di compilare una seconda edizione della stia Guidà, che venne in luce nell'anno in corso.

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Ad ogni modo questo libro può essere considerato come affatto nuovo, perché la materia vi è meglio disposta e trattata ._ed anche !l volume è ridotto da 3:17 pagine a '187. l_ t1p1 cli for tificazione campale (improvvisata) adottati in seguito alle esperienze di, tirn eseguite con il nuovo armamento della fanteria e con le nuove batterie da campagna contl'o le opere cli difesa, e da queste verso l'esterno, sono compresi nella Guida, la quale in appendice porta pure 27 temi cli fortificazione applicata al terreno con le rispettive soluzioni. L'autore ceeca così rii dimostrare con evidenza, essere la fortificazione costanle alleata della lattica delle truppe nelle vicissitudini di guerra, e la sua applicazione s6mplice, quando non facciano difetto la conoscenza dei principii ed il sano criterio. Questi tc~r?i convincono inoltre che. non sempre la mole delle opere di d1tesa attesta la loro importanza, bensì il più delle volte il poco rilievo, l'insignificante apparenza, in una parola la loro semplicità. Le opere di difesa di qualsiasi genere da e rigersi in campagna sono distinte in due categorie principali, cioè in opere improvvisate e in opere campali; s t1ddivise tanto le une quanto le altre secondo il tempo necessario a costruirle. J profili sonQ però combinal-i col tracciato in modo che si possa, senza inconvenienti, trasf'Qrmare un'opera di minore in altra di magg10r conto. Il contenuto è diviso in sei capitoli che trattano partitamente: 1) Del modo di adattare il terreno a campo di tiro e di renderlo accessibile. 2) Della disposizione delle opere campali nello stretto senso della parola. 3) Del modo di utilizzare e disporre le s ingole tartì del terreno per la difesa . 4) l)ell'esecuzione dei lavori di fortificazione. 5) Dell'impiego della fortificazione nelle varie operazioni cli guerra . 6J Dell'attacco e difesa delle posizioni fortificale. Ed in appendice; Esempi pratici di applicazione della fortificazione al te,·reno. Al testo vanno annesse '10 tavole cli disegno contenenti 215 figurH.


E PER10DlCI

LIB RI

lJber Qesehut~-Bedeckunge,-,,, -

( Sulla

scorta

dell'artiglieria) dell'arciduca G IOVANNI D' AUSTRIA. P ubblicazione dell' Organ der Mili"téir Wissenschaftlichen Verein e. L'autore comincia dal far notare che tlnora la questione della scorta all'artiglieria è stata trattala piuttosto sotto l'aspeLlo teorico che sollo quello pratico, e che al giorno d'oggi non vi è servizio meno ambito dalle truppe ui quello di scor tu, mentre per lo passato la guardia alle artiglierie si considera va come un ser vizio d'onore, e s i affida va alle migliori truppe. Egli fa quindi voti, perchè torni di nuovo il prestigio ad un se1·vizio così importante. Passa in segu ito ad esaminare le circostanze in cui l'artiglieria potrà aver bisogno di scorta. Anzitutto, riguardo all'opinione che la sicurezza dell'ar tiglieria può venire tatticamente garantita dalle disposizioni generali prese dai comandanti superiori delle truppe, osserva che una volla incontrato il nemico, il servizio di ricognizione cessa o si ra imperf'etlamenle, e che durante il combattimento la vigilanza deve ancoro. essere grandissima specialmente ai fianch i. È peraltro vero che l'artiglieria LaUicamente fa pal'le della linea di baLtaglia e che come sostiene le allre truppe così deve essere sostenuto da loro e non eseguire alcuna operazione isolala . Perciò non dovranno i comandanti l'artiglieria allontanare troppo i loro distaccf\menti pel solo scopo di occupare posizioni vantaggiose; ma in pari tempo è un abuso quello dei capi supremi di relegare l'artiglieria alle ali perchè non imbarazzi i movimenti delle aHre truppe considerandola :sempre come arma ausiliaria. Ciascuna arma, come dice il colonnello Reinlander, può diventare per un momento arma principale. Nei pePiodi in eui l'artiglieria viene ad essere considerata tale, come nella prepara:tione all'attacco, le altre al'mi devono lasciarle la scelta delle posizioni. Essa si stabilisce dove può produrre il mass imo effetto, ed è sopra di lei che le altre armi devono prendere le loro disposizioni. L'artiglieria- sarà meno esposta quando non sarà relegata alle ali. È catlivo ve7,zo lo impegnare l'ur·tiglieria in imprese arrischiate, nelle quali il danno a cui s i espone non è compensato dall'elfetto che può produrre. ·

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Vi sono dei casi in cui le disposizioni generali non bast"8no a garantire la sicurezza dell'artiglieria, specialmente quando trovasi in ter!'eno coper to, dove riesce difficile l'osservazione dei risultati del tiro, ed impedita la vista dal terreno circos tante. Una volta l'unico pHricolo si considerava quello pro veniente da un attacco improvviso della cavalleria. Ma al giorno d'oggi pochi ber saglieri che s i appostino a 600 od 800 passi da una batteria hanno presto messo fuori di servizio ufficiali, serventi e cavalli. Anche una carica di cavalleria sui fianch i ed alle spalle pu6 esser causa d'un clisa$tro per l'artiglieria. 'f ulti questi pericoli nascono se la batteria manovra, mette o leva gli a v_antreni ecc. Di qui sorge la necessi là di una scorta. La tattica afTatto nuova adoperata dall'artiglieria tedesca nel '1 870-7'1 ha completamente capovolLa la questione, e le norme precedenti il 1870 non potrebbero più essere mantenute in vigore. Le prescrizioni del regolamento austriaco • sugli eserci:ti ù'artìglieria danno alle batterie una scorta fissa. I sostegni fissi sono uno spreco inutile di uomini tutte le volte che non ce n'è ,il bisogno, men tt'e alcune volle s ono insufficienti. Bisogna pertanto determinare i casi in cui l'al'tiglieria può aver bisogno di scorta. In regola generale, le occorrerà se·1npre quando tutta o parte non si Lrova a contatto immediato colle al tre truppe, e specialmente: t• Quando l'artiglier ia è esposta sul lianco eslremodi una posizione. 2° Quando deve oc:cupare una posizione avanza la prima dell'arrivo del resto delle truppe. 3° Quando deve conservare ima posizione abbandonata <lui reslo delle truppe. 4• Quando eseguisce un altacro girante o deve occupare posizioni di fianco isolale. L'autore passa quindi ad esaminare la qualila dell'arma che deve fornire la scorta e la sua rorza, e dice che non si possono da1'e regole assolute. Dove1·e de!Ja scorta è di garantire la balleria dal fuoco dei tiratori nemici, respingerli se è necessario, opporsi ad un attacco improvviso cli fanteria, o ad una carica cli cavalleria ai fianchi ed alle s palle, aprire un varco ai pezzi attraverso il nemico, coprirne la ·ritirala, tenere continuurnenLe informato il comandantn dell'artiglieria cli ciò che avviene attorno


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a lui. La scorta deve circondare l,a batteria in stazione e fiancheggiarla in marcia. Il comando della scorta spetta al comandante dell'artiglieria, qualunq_ue sia il s uo grado. Riguardo a ll'impiego della scorta nei vat·i casi l'autore dis tingue: 'l L'aT'tiglieria è in posizione ad un'ala; bisogna copriT'e il suo fianco - La scorta deve essere di fanteria, e col grosso scaglionato lateralmente e avanti all'ala minacciata. Nel caso di un attacco alle spalle, il grosso si porta indieteo. li quarto circa è steso in cacciatori. 2• I.:w·tigli.eriacleve poT'tarsi sopT'a un punto situato avanti alle alt1·e truppe. - La scorta di cavalleria. - Seguono le prescrizioni per l'impiego cli questa truppa che manda avanLi pattuglie di esploratori mentre il grosso maschera la batteria e ne protegge lo scl1ieramento. Su terreno frastaglia to, nel passaggio d'una streLta si osserveranno le. solite prescri-. zioni. Giunti sulla posizione, una parte della cavalleria deve • appiedarsi e proteggere colle ar mi da ·fuoco l'ar'tiglieria fino all'arrivo del)0 altre truppe. 3° L'artiglieria devema,ntenersi in una posizione abbandonata dalle· truppe .cimiche; bisogna protegge f'la in quella posizione e nèlla ritirata. - Scof'ta di fcmteria . - La scorLa si colloca come precedentemente sL1l fianco più minacciato dell'artiglieria. Se il pericolo viene da Lutte due le par ti dovrà dividersi. Quasi sempre in questo caso la scorta ò forma ta dalle tr uppe in ritirata e si Lrova già impegnata a combattere. L'artiglieria tira a mitraglia. Quando il suo fuoco non sia più efficace · 1a sco1•La deve all'occorrenza sacrificarsi eroicamente per darle lernpo di rimettere gli avantreni e sal:var-e i pezzi. Nel r ipiegare la scorta deve rallentare la marcia dei tir ator i nemici e non ritirai-si mai sull'artiglieria stc~sa, ma lateralmente del fianco più minacciato. 1k• L'artiglieria è distaccata per un attacco accer-chianie. - Scorta di cavalleria . - Lo scopo di q11esLo attacco è che l'artiglieria possa a priee impr ovvisame.nte un fuoco d'infilata contro la linea nemica. Per ciò la scorta dovrà usare la massima circospezione, e cercare di non essere scoperta dal nemico, altr.i menti lo scopo dell'operazione sarebbe fallito. · Se il nemico vigilante lanciasse contro l'artiglieria anco1;a in mar·cia una carica lli tru ppe di seconda linea, la scorta deve

4.97 E PEHIODICI opporvisi con un vigoroso contrattacco, che permetta all'artiglieria di ri tirarsi. In.fine bisogna ammettere che se la scorta è composta di fanteria e di cavalleria, il servizio di sicurezza s ia f'aUo dalla cavalleria sola.

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Jtil1,rbiiclie11• fii,• ,l-ie ,letdsche A1•H1,ee tn-1tf 1'It.i••ine. Puntate dei mesi di m arzo, aprile e

maggio 1877. (L'esercito di Federico. - Lo shrapne l. La cavalleria prussiana dalla guer ra dei sette anni a noi. Profittare delle 1•iUorie).

Del militaf'ismo e del sistema d'organizzazione militare di Feclerico U Grancle, del maggior-e A. v. CROUSAz. - Federico II salito al tr-ono nel 1740 trovò l'esercito forte cli 83,468 uomini ripartito in 32 r eggimenti di fanteria, 12 reggimenti corazzieri, 6 reggimenti dcagoni, 2 reggimenti· ussari, 1 battaglione d'artiglieria da campo, 1 battaglione d'artiglieria di gL1arnigione (Bataillon Ga1'nison-Artillerie), fi. battaglioni di guarnigione e 'I· reggimenti locali (Lancl-Regimenter), sicché aveansi disponibili 66 battaglion i o 114 squadroni~ per la guerra, e '12 battaglioni per l'occupazione del paese. Il re s'adoperò con ogni mezzo ad aumentare la forza delle sue truppe, ed alla sua morte avvenuta nel 1786 l'esercito si componeva di: Tru) e ( 110 battaglioni, 1P ) 273 squadroni, da ì 40 compagnie cl' artiglieria, delle quali 10 a cacampo . \ vallo, 4 compagnie di minatori (l.vfineurs), 1 compagnia di pontieri, 4·J battaglioni di guarnigione, Truppe 4 reggimenti locali con 25 compagnie, di guarni- 13 compagnie d\1rtiglier·ia, gione 2 comandi d'artiglieria di guarnigione. Quest'esercito contava n ume l'icamente 120,000 uomini di fanteria da campo, 4·0,000 di cavalleria, 10,000 cli artiglieria e minatori, 30,000 di truppe cli guamigione; cioè nei 'i0 anni del suo regno Federico a veva aumentato l'esercito di 116,532 uomini. Esso costava nel 177G trecjici milioni di talleri, ma

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a~ea dato allo Stato 14-16 1/4 miglia quadrate, 3,'173,000 abitanti, ed una solida base alla potenza fulura della Prussia. Secondo la legge del '1733 l'arruolamento doveva eseguirsi per provincia; ma Federico II nell'interesse dell'agricoltura e delle indus trie fu largo nel!' accordare esenzioni dal servizio, per compensare le quali ricorse volentieri ad a rruolamenti all'estero. It teafro della guer1·a del Danubio inferiore. - Il capitano V . TROTHA divideil suo lavoro in due parli distinte. Nella prima sono prese in esame le linee del Danubio e dei Balkani dal punto di vista militare e geografico, nella seconda sono svolti brevemente i principali avvenimenti militari ch'ebbero luogo s u questo teatro di guerra nelle campagne del '1807-1812, e del

von Scherff, Kllhne, ecc., s ono in accordo colle prescrizioni regolamentari. La prima istruzione i~fll.ciale sulla ginnastica militare per l'esel'cito austriaco, del tenente H. voN RoHRSCHEJOT. Delle gesta e servizi della cavalleria prussiana da Federico I[• a noi, del tenente A. ARENT . - l risulta Li della cavallcriaclipendono essenzialmente da tre fattori: 1• dalla completa is tr uzione nell'equitazione; 2° dalla condotta (comando) dello Lruppe; 3° dallo spirito che anima ufficiali e truppe. La cavalleria cli Federico I1° possedeva Lulli questi pregi imperciocchè perfetto era il. suo acldesLramenlo indivilluale a cavallo e nel maneggio delle armi; aveva, anche facendo astrazione da Se)·dlitz, molti abili generali , come Gessler, Zieten, \.Verner , Driesen, Malachowski, Kleist, Belling ed altri ; flnalmenLe rispetto allo spir-ilo parlano eloquentemente le gesta compiute. Da Feder ico 1t• ai noski giorni, s i possono considerare qualLro periodi: un primo periodo dalla guerra elci 7 anni, cioè dal 1763 sino al 1795; un secondo periodo dal 1 ,96 i::ino al riordinamento del

1828-29. 1t bilancio della marina francese pel capitano H. v.

CLA U-

s1::w1Tz. - È il resoconto, accompagnato da .alcune considerazioni, dell'arLicolo sulla marina fr<tncese pubblicato dalle Reoue des deu:x: .v.fondes, nella puntata xvm del 1' novembre 1876 .

Ci6 che speriamo clallo shrapnel. - Appoggiandosi agli esperimenti eseguili nel '1874 dalla scuola di tiro, il colonnello v. SAUER crede che per l'avvenire si possa fare un s icuro assegnamento s ullo shrapnel per tirare a grandi dis tanze, e elle l' arLigl ieria impiegando in modo più gius to questo proieltile, potrà non rili1·arsi innanzi a fanteria che avanzi contro essa, e non s olo scuoterla col fuoco delle granate ma annientarla ancora per mezzo dello shrapnel. Devesi però accordare alle esercitazioni di til'O quell'importanza che meritano, ed in ogni tiro aver sempre presente lo scopo del combattimento, poiché so!Lanto con questo mezzo l'arma di artiglieria potrà dis impegnare il còmpito che le spetta in campagna. Allora solLanlo i nuovi cannoni di acciaio gi us tifichcrannoil molto, già accordato ai vecchi cannoni di bronzo: ultima ratio regis . .1 l regolamento di esercizi e di evoluzioni per la fanteria pr·ussiana, con riguardo ai desideri esp,·essi nella letteratur·a . militare dal pimto di oista tattico. - 11 capitano v. SooF.:-.STERN s ollopone all'esame le principali formazioni tattiche e le evoluzioni prescritte dal regola mento per la fanteria prussiana relativamente al loro impiego sul campo di ballaglia. Egli dimostra che i principii tattici, emessi dagli scrittori più autorevoli, come il generale von \Vechmar, i tenenti colonnelli

1808;

un terzo periodo dal 1809 sino al 18'1f>; un quarto periodo dal 1815 sino ai nostri giorni. Nel primo periodo erano ancora in vigore Lutti i regolamenti di Federico e perciò l'is truzione individuale era molto accurata, ma non si mira va molto a raggiungere· una massima velocità e precisione. Nelle campagne dal 1792-9~> si fece sentire la mancanza di abili generali, sebbene sotto B!Ucher i reggimenti pr ussio ni eseguissero fatLi brillanti. Nel secondo periodo le condizioni andarono sempre peggiorando; e il nuovo regolamento del 1796 ebbe sulla caYalleria una dannosa influenza, poichè in esso era troppo rac-· comandalo di risparmiare il cavallo, e trovava ns i prescrizioni troppo pedanti sulla direzione, ecc. Nella campagna del 180G avevasi poca fiducia nei generali troppo vecchi, mentre gli u('ficiali giovani, come Schill, Helwig, Hirschì'eld, non erano a ncora conosciuti. Inoltre l' ordinamento della cavalleria era erroneo, perchè non si erano formale delle gr·osse masse. Per· lai guisa non polè essere

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di alcun giovamento . all'esercito nella infaustà giornata di J ena ed A uerstiidt, sebbene caricasse molte volte, e subi&se gravissime perdite. Nel terzo periodo dal 1809 al 1815 la cavalleria prussiana, f<;>rte soltanto di 14,000 uomini, versava in triste condizioni per cavalli e per istruzione, pur tuttavia si dis tinse, specialmente nelle scorrerie di partigiani. Egli è perciò che Blùcher nella sua memoria al re, raccomanda va di da!'e alla cavalleria una organizzazione ed una is truzione adatta ai principii insegnati ed attuati da Federico II•. Dal 1815 al 66, nè l'istruzione, nè l'organamento avevano ancqra subito tutte le necessarie modiftcazioni, e per l'impiego di un grosso corpo di cavalleria mancavano le norme e l'esercizio. Era riservato alla guerra del 1866 di dimostrare la necessità d'impiegare di nuovo la cavalleria in rnoclo ipdipendente ed innanzi al fronte dell'esercito. E la nuova or:"ganizzazione fornì alla cavalleria la possibilità di ottenere brillanti risultatì tanto nel $ervizio cli esplorazione quanto sul campo di battaglia. Il tenente Arent termina il s uo lavoro coll'esprimere il .desiderio che anche nel tempo di pace si abbiano già forma.te le divis ioni di cavalleria, e si istituiscano Ispezioni cli cavaHeria. Il grande Elettore in Alwzia 1674-1675, pel tenente voN Loos . Sttldio storico sulle gesta detta cavalleria americana nella guerra di secessione, del tenente C. v. BREDO\V. Projutw·e della vittoria. - La vittoria non è completa q-uanclo non sia coronata dall'inseguimento; il genio dei generali, il sagrificio dei soldat.i sono in certo modo s precati, . come lo attestano le vittorie di Collin, di Drescla, cli Ligny, le quali furono di poco o nessun frutto al vincitore. Scherernel 1795 non approfittò punto della vilt<.w ia di Loano, ed in luogo d'inseguire l'esercito austro-piemon tese s i limito a prendere comodi quartieri d'inver no. Fu Napoleone 1° colui che apportò un'energia affatto nuova nella condotta della guerra, _nssando come principio che l'annientamento dell'avversario è l'unico mezzo per raggiungere lo scopo della guer·ra. L'arma di cavalleria è la più adatta, nella pluralità dei casi, per clisirupegnare questa missione. A Jena la cavalleria pe-

E PERIODICI 501 sante francese cagionò tali perdite cli prigionieri, trofei e cannoni che nulla cli simile accadde mai all'esercito prussiano. Tutta via non è sempre possibile un utile impiego di quest'arma, sia per le circostanze nelle quali si svol ge la battaglia, sia per la configuraz,ione stessa del terreno. Così a Koniggratz la cavalleria tedesca dovette passare la Bistritz in parecchi punti, e quando finalmente verso le 4 pomeridiane giunse sulla linea Langenhof-Stresetitz ed oltrepassò la fanteria si trovò cli contro alle due divisioni di riserva della cavalleria austriaca, le quali, meglio informate della situazione si sagrificarono nobilmente per salvare l'esistenza delle proprie armate. Come modello d'inseguimen to è ricordato quello compiuto dalla cavalleria francese dopo Jena, nel quale l' imperatore fu bravamente assecondato dall'iniziativa dei capi in sott'ordine, senza la quale possono difficilmente riuscire simili imprese. Nelle principali battaglie della guerra del 1870 non si potè procedere all'inseguimento pel sopraggiungere della notte, per le forze intatte r imas te al nemico e per la vicinanza delle fortezze.


503

INDICE

Francesi.

SOMMARIO DELLE MATERIE

contenente nelle dispense di aprile-maggio-giugno 1877

H.

LE GRANDI MANOVRE DELL'ESERCITO GERMANICO NELL'ESTATE DEL 1876 - c. ~òrsi . . Pag. f)) 209) 377 _ CoNSfOERAZ[ON [ SULL'AVANSCOPERTA. - 'H . Bianelti d'~dda. . » 42 _ RASSEGNA DEI CAMPI E DELLE GRANO! MANOVRE DEL 73 1876. - X . . . . . . NOTE SULL'ESERCITO RUSSO. - Generale Halegno. . n 256 _ TEATRO DI GUERRA TURCO-RUSSO I N ASIA. - G. Sironl > 274 = GUERRA D'ORIENTE. - LE FORZE flELLIGERAN'l'l ~O. Uaratieri .

I

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.

. . ,, 331 -

BREVE STUDIO SUL SERVIZIO DELLE SUSSISTENZE IN GUERRA E SUL CARREGGIO A QUESTO SCOPO OCCORRENTE, Emilio ilppelius

.

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»

411 _

LA QUESTIONE DEGLC UFFICIAL( E SOTTUFFIClALI IN {TALIA. - F. Sismondo

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. .

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»

436

Ubri e periodici.

Revue d'artillerie . . Pag. Cours d'art militaire . .:_ ·B,~R;i-rniu:~Y· : : : . ,, L'aca~~m~e de guerre de Berlin. - L'enseignement m1llLa1re s upérieur en Europe. - L'école supérieure de guerre de France . . . . . . . · . . . ,, Tactique de l'artillerie pendant la guerre de 1866. - Bataille de Custoza (24· juin 1866). - J. BRuGÈRE . ,,

<=-

470 477

Tedeschi,. KriegsgeschichLliche Studien nach der applicatorischen Methode. - F. V. VERO-Y DU VERNO(!::l. . . . . » Kriegspolitik und Kriegsgebrauch. - Studien und Betrachtung. - W. RusTovv . . . . . . . . . » Streffiet,r's Oesterreichische miJita rische ZeiLschrift . » Jahrbiicher fii1• die deutscheArmee und Marine . . » Die Rus sen in Turkestan. - A. DRCGALSK~ . . . » Oesterreichisch-Ungarische I?ilitiirische Blaller . •. ,, Feld_z uge cler russisch-turkischen Armee in der Europa. 1schen-Turkei in den .T ahren 1828 u. t 829. - MoLTKE » Le1Lfaden zum Unterl'ichte in der Foldbefestigung. MAURIZIO BRiiNNER. . . . . . . . . . . . ,, Uber Geschutz - Bedeckungen . - Arciduca G1ovANNr D'AUSTRIA . . . . . . . » J ahrbiicher fur die deutsche Armee ~n~l 1vÌa1:in~ . ,,

Italiani. La conferenza d i Bruxelles. - B. VEROGGIO . . Pag. . Della leva sui giovani nati nell'anno 1855 e delle vicende dell'esercito dal t • ottobre '1875 al 30 settembre '1876 - FEDERICO TORRE. . . . » Brevi appunti sull'istruzione delle reclute e sulla ferma della nostra fanteria . . . . . . . . . . . » Conferenze sopra alcune materie prime impiegate nella costruzione militare; loro usi e collaudazione. G·ALLONE GUGL18LMO . . . . . . . . . . . » Esposizione internazionale e congresso d'igiene e salvamento nel 1876 in Bruxelles. - FEDERlCO Tosc . »

179 362

148 169 181 185 370 371

484 401 494 497

Inglesi. 11~3

349 357

467 468

United Service-,Institution

·

.

.

.

.

. ,. 187

Rivista estera.

Is h'uzione pratica dei quadri di fan teria in Francia. Istruzione militare del Brasile Durata cieli~ munizioni di picc~lo ·caÌib~o ·in ·A~st~ia Organizzaz10ne dell'artiglieria d'assedio russa . . . Istruzione sulle manovre di bri"at& con i quadri per fanteria . . . . . . . 'O •

,, 101 »

115

'121 ,~ 127 la »

> 134


.. 50t

/

INDICE

Le sezioni tecniche degli operai delle strade ferrate in Francia. . . . . . Pag . Le piazze forti della Russia » l Cosacchi .. . . . . . . » L'islamismo da Costantinopoli a Calcutta. ,, Facilità d'invadere l'Inghil~erra e difesa delle sue coste » I servizi ausiliari dell'esercito in Francia . . . ,> Riordinamento del corpo dei cadetti in Germania » Il musHo storico militare di Berlino . . . . » Ca:rta speciale della monarchia austro-ungarica alla scala · . . . . . » di 1 : 75,000. .

,..

140 157 168 179 190 196 '199

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RIVISTA MILITARE 1877 TOMO II by Biblioteca Militare - Issuu