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RIVISTA MILITARE 1874 TOMO IV

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RIVISTA .

MILITARE ITALIANA RACCOLTA MENSILE DI SCIENZA,

ARTE E

STORIA MILITARI

DEL L'ESERCITO ITALI AN O

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Serre III. -

Anno XIX.

Tomo IV.

·, 1

ROMA, 1874 VOGHERA CARLO, TIPOGRAFO-EDITORE Piazza del Gesì1, N· "17.

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IL TIROLO SA GGIO DI GEOGRAFIA MILITARE P1U:CEDUT0 .DA :S.RRVl CON$.lDBRAZI0NI

SU L' INDIRIZZO DASEGUIRSI fmLO STUDIO DI UN TEATRO DI GUERRA (4)

30 Descrizione delle singole comunicazioni che dal Tirolo mettono nella pianura loJ?-1bardo-veneta·.

Proprietà lette1·a?·ia.

Linea di val di Secoten, Colle di ((1°e11,zberg ed alte del Piave e del Ta.gl-iamento . - A com inciare da occidente è questa la prima delle comunicazioni fra il Tirolo ed il paese nostro. Essa è costituit.a da una :mediocre SLl'ada carreggiabile larga non mai meno di 2 metri, la quale dipartendosi da Innichen (in italiano S. Candido, a ,J ,16,1'0 sul mare) presso le sorgenti della Drava, rimonta la val di Sexten e raggiunge, dopo 45 chilometri circa di percorso, la noslra frontie!'a, la quale taglia a metà 1' insellatura del colle di Kreuzberg (a 4685m sul mare} lunga circa un chilometro . Dal colle la via scende per val Padola, raggiunge a S. Stefano di Comel ico l'alta valle del riave, di là trova da una parte collegamento ( verso Pieve di Cadore a 'VCtlli

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(,1) V. Rivista, d.ispeuse del giugno, luglio e settembre ~ 87 4'.


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SAGGIO DI GEOGRAFIA nllLITARE

1L TIROLO

44 chilometri circa di distanza) colla via d'Alcmagna (Toblach-Bellnno) e dall'altra prosegue per le origini del Piave, il colle di Cima cli Sappada (a 130 1m sul mare), val di Degano ed alto Tagliamen to verso la pianura del Friuli, nella quale sbocca a Gemona dopo un percorso di 12 1 chilometri a partire dalla frontiera, e di 136 chilometri a partire dalla postale del Pusterthal. L'angustia e la povertà delfc valli percorse da questa strada, la poca ampiezza della medesima, il numero considerevole delle posizioni difensive scaglionale su di essa, la sua post~ra per la massima parte parallela e non lontana che cli poche ore dai vnlichi delle Carniche, sulla cresta delle quali corre la frontiera, possono in date ipotesi rendere questa linea poco atla allo sviluppo delle operazioni d'invasione, ma le lasciano però sempre una particolare importanza per le operazioni speciali e per quelle di collegamento fra la linea del Friuli e quella d'Alcmagna.

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postale d' Alemagna, la quale da quel punto seguita come via unica fino a Toblach. Si noti però che la carreggiabile la quale rimon ta il Piove da Pieve di Cadore a. S. Stefano, e quella del Kreuzberg da S. Stefano a Innichen, possono, pei loro rapporti colla via d' Ale magna, essere considerate una diramazione di questa, nel qual caso può dirsi essa abbi,\ due sbocchi verso il Pusterthal, cioé Toblach ed Inn ichen, distanti solo 5 chilometri l'uno dall'altro. Come verso nord, a Pieve di Cadore, così verso sud, a Capo di Ponte, la sl rad a d'Alemagna si biforca ed un ramo va per il colle di Fadalto (490"' sul mare) a sboccare diretlnmente a Villorio, mentre l'altro prosegue per la va Ile cli Piave a Feltro, e di là biforcandosi mene da una parle lungo il Piave a Cornuda e dall'altra per i valichi <li Arten (31 i.na sul mare) fra Piave e Cismone, e di Arziè (353'" sul mare} fra Cismone e Brenta, a Primolano e Bassano. Per la qual cosa può ritenersi avere questa linea tre sbocchi nella pianura veneta, cioè Vi Llorio, Cornuda e Bassano di stanli rispellivamenle fra loro di 4-5 e 24 chilometri. Da Toblach a Vittorio lo sviluppo stradale è di 136 chilometri, dei quali· 38 soli su territorio austriaco e 98 su l'italiano. È però a notarsi che la fronti era, mentre da un lato lascia all'Italia un tratto cosi considerevole della linea e dà inoltre a questa polenzn, mercè il pòs?esso dei valloni dell'Anziei e del Pacl ola, un carallere avviluppante e minaccioso anche contro il tratto austriaco della linea stessa, la frontiera, diciamo, lasciando all'Austria. le Leste delle valli del Boite, del Cordevole, del Cismone e del Brenta tende dal!' allro lato a puralizzare quei vantaggi minacciando a sua volta di 1lunco la parte italiana della linea. Di questo slato di cose devesi tener conto, nell'apprezzare le condizioni dife nsive, o di resistenza: della

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Linea dell'alto Rienz, Colle cli Coll(redo e medio Nave detta la via ct'Alemagna. - ~: una comoda comunicazione la qua le unisce secondo una li nea quasi retla l'arteria del Puslerthal, cui riesce normale, e la pianura veneta. ·r.:ssa prcsenla: nel suo traUo centrale da Pi eve di Cadore a Capo di Ponte presso Belluno una sola strada (postale); nel suo tra~lo settenlrionale fra Pie,•e di Cadore e Landro (alla tesla di val di Rienz) due strade, cioè: la posta le, che rimonta il Boile e per il colle di Collfredo (,1408m sul mare) prosegue per Landro nell'alto Jlienz, e la strada carreggiabile, che rimontando il Piave di rama un braccio che per val d'Anziei, Auronzo, Misurina, al colle S. Angelo (480i•0 sul mare) donde ricade a Schluderbach, presso Landro, sulla

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SAGG·lO 01 (;.EOGllAFJA l\1IL1TARK

IL TIROLO

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in posizione dominante la valle del Boite e la strada, era.stato costrutto (dai Yeneziani ?) il cast(')llo di Petuelstein (dello anticamente di Bouestagne) cl1e, occupato dail'imperatore Massim iliano I nel Hi1 ·I e rafforzato più tardi con una baueria, era considerato fino a questi ultimi Lempi c0me la chiave della linea. Dopo la. cessione però del Veneto all'ltalja questo sbarram ento riusciva, pee Ja postura della nuova. frontiera, male situato. Fu perciò abbandonalo comecchè troppo fa cilmente aggirabile da parte nostra per la via dell'Anziei. Questa posizione però spnlleggiala dalla stretta di Ospitale ha tuttavia una certa importanza pei suoi caratteri lattici. Presso Pieve di Cadore, ove, al nodo delle strade del Piave e dP:l Boite, si è protetti: verso il J3oite dalla posizione cli 'l'ai; verso l'allo Piave, dalla posizione a,vanzata di Tre ponti; e verso il basso Piave, dalla posizione di Perarolo, dominante il ponte sul Baite allo sbocco di questo nel Piave; le quali posizioni furono giù nel ~8 13, l8!i,8, 1866 teatro di fortunate (1 ) resistenze. A Castel Lavazzo, ove la Commissione di difesa propose di costrurre un forte cli sbarramento.

linea, ed è perciò che abbiamo creduto opportuno farne qui premessa. I caratteri difensivi della linea, alquanto spiccati nella sua parte seuentrionalc, vanno gradatamente facendosi meno notevoli verso Ja parte meridionale. Dagli sbocchi sull'insellatura del 'l'oblach fino a Castel Lavazzo tanto la strada principale quanto le diramazioni sue per i coUi di S. Angelo e del Kreuzberg, procedono per valli anguste ,senz'altra accezione notevole fuorchè l'allargamento che si riscontra presso Cortina d'Ampezzo. Le montagne dolomitiche (r.he da Toblach fino a 2 chilometri a nord di Cortina rinsenano la strada in una angustissima forra, selvaggia, a.fratto disabitata, chiusa fra pareti inaccessibili, quasi verticali} si avvallano poi per modo da lasciare allorno a questa grossa borgata. (327'7 abitami) una vasta e ri cca conca ' lunga circa 5 chilontelri e larga da 11 a 2. Dopo questa conca e fino a Castel tavazzo Je montagne r iavvicinandosi formano nuove ed anguste strette così nella valle del Boite che in quella dei Piave, meno povere e non deserle co me nel tratto ToLlachCorli na, ma tali Lulla via da offrire ben poco aiuto allo svolgersi di grosse operazioni. Dopo Castel Lar vazzo e fino agli sbocchi nella pianul'a le vallate che accompagnano tanto la strada principale quanto le sue diramazioni sono, per tratti considerevoli, abbastanza ampie, ricche e popolate (Longarone, Belluno, 'Feltre) e solo in pochi punti presentano condizioni talliche tali da favorire effica.cernente delle resistenze. Le posizioni più notevoli sono: A Peutelstein, là ove la postale abbandona il fondo del vallone del Hoite ed af.zandosi con numerosi risvolti su~le pen~ici meridionali di Crnda dell'Ancona. volge poi ad oriente verso il Collfredo. Su quelle pendici,

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(4) Noi 18i3 uoa colonna di 1500 Austriaci fu arrest:>.t.a sull'alto Piave du un debole battagliono italiano composto di eompagnio dipartimentali; e solo all'arrivo delle truppe di Eckardt (6000 uomini circa) ll<l fu forzato il passo. Nel 1848 pochi volontari cadorini ricacciarono la colonna austriaca di Wcldoo di ~ 200 uomini al ponte del Boite. Nel I866 i cadorini stessi :\rrestarono o respiosero a Treponti un grosso pnrtito di volontari tirolesi. Questi osempi bastano da loro stessi a dimostrare di quauto vantaggio possa essere una bene ordinata diresa territorble in questa valle, abitata da una popolazione di ottimi sentimenti patriottici c dotata di robusta fibra militaro.

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IL TIROLO

Al colle di Fadalto, ove, presso il lago di S. Croce, 1a via e rinserrala in una stretta. Ivi fu per breve tempo upposta resis tenza da pochi volontari italiani alte truppe del generale Culo1/. nel 18J-8. . Al colle di Arsiè, il quale verso ovesL, ai ripidi risvolli della strada che scende s~l Primolano, può presentare seria difficoltà a chi da questa località voglia marciare su Peli.re. Dalle cose esposte si può argomentare quali funzfoni consenta questa strada di per se stessa, tanto nel caso di operazioni italiane, quanto di austriache. Per le prime essa porw, anzitutto, alla occupazione di un'arteria importanJissima, quella cioè del Pusterthal; però, volendosi proseguire, obbliga a piegare o a destra per la Dra va e percorrere i '150 chilometri che sono da Toblach a Vilfach, superando alcune posizioni fortissime, prineipalmenl.e alla Lienzer 'Klause o, volgere verso la Hienz a Franzensveste, percorrendo oltre 60 ch ilometri allraverso strette come quella di Percha, di Lorenzen e cl'i Thfohlbach. Si può dire pertanto che nel!' offensiva noslra piu che ad operaz ioni di invasione potrebbe servire ad una operazione speciale, quella di cadere sulla linea del Pusterthal, per intercettarla. Dal punto di vista austriaco, la vi a d' Alemagna dà facoltà, a chi vi discende dal nord, di minacciare tulla la piana da Conegliano a Bassano, prendendo di fianco o di rovescio le linee fra la Livenza e l'Adige; ammette inoltre numerose combi nazioni di manovra, presentando la scelta verso sud di tre sbocchi diversi, in direzioni divergenti, dai quali si dipartono poi nella pianura strade che convergono verso i due importanti obbiettivi dì Treviso e di Padova.

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SAGGIO J)l GEOG-Tl'AFIA 111ILITARE

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Intermedia alle linee d'invtisione del Tirolo e del Friuli, eollega le operazioni dirette contro l'Italia da.Il' Adio·e o a 1\uvis· e può sussidiare e surrogare quella . delle due linee suaccennate che fosse troppo seriamente sbarrata ('1}. L,1 lin ea trasversa.le Trento-Primolano-Feltl'e-Belluno lega la via d'Alemagna nll'arteriadell'Ad ige e coi quattro sbocchi verso sud (Adige, Brenta, Piave, Colle di Fadalto) e i dne verso nord (Adige e Piave) può servire da: linea di spostamento, ben coperta, per accorrere a quello degli sbocchi (:he fosse più minaeciato o presentasse rnaggiore opµortuni Là per uscirne offensivamente. })alle cose premesse si scorge che: mentre la via d' Alemag na per I.a sua direzione riesce meglio situala per operazion i d'invas ione contro la pianura veneta che non conl.rÒ il Tirolo; viene poi a perdere alquanto di questo carattere minaccioso pel fatto che la linea di spostamento da Capo di Ponte a Primolano, la quale ne copre gli sbocehi, è su territorio italiano; sicchè potrà Yeni re convenientemente peeparata ad una resi:;tenza. l forti progettati per Castel Lavazzo e Primolnno dovranno tendere uppunto a raggi ungere questo scopo. Fino a. che, però, questi forti non siano costrutti, questa lin ea ra ppresenterà una seria minaccia contro l'Italia. Nè il fatto che nelle g uerre passate non servl agli Austriaci che per operazioni seeonclarie può oggi essere addotto per screditare l'importanza eh questa linea, giacchè da tre anni la ferrovia del Pusterthal è venuta a far scomparire a favore dell'Austria la distanza che separava Toblach <la Villach e da Fran(1) Tentarono profittarne in questo senso gli Au;triaci mandando per essa il distaccamento di Eckardt nel 1813, e quello di Welden nel 1848.


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IL TlllOLO

zensveste, centri militari dei due scacchieri austriaci, distanza che rendeva questa via troppo lunga a. percorrersi. Ma vi ha di riù; 11 tempo delle guerre na..: poleonìche essa non era che una malagevole via di montagna, mentre oggidì è un'ottima strada postale. Nelle condizioni attuali pertanto, tenuto conto anche della necessità che hanno gli eserciti odierni di pro-· fi lLare di parecchie strade per far mo vere le grandi masse, è a ritenersi che in una guerra l'Austria non mancherebbe per certo di profiLLarne. L'esempio del 18 13, in cui un corpo di 8,000 Aust1·iaci, sotto il generale Eckardt, la percorse rapidamente andandosi a collocare, dapprima a Belluno alle spalle dei FrancoItaliani, poi a .Bassano, per facilitare lo sbocco delle trnppe di Hiller, dimostra chiaramente quali inconvenien ti si potrebbero , erillcare per noi quando, come i .Franco-Italiani Hel 4813, avessimo a procedere, nel F1·iuli ed anche solo oltre la linea della Piave, senza pararne le minaccie. 1

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Linea cli val del Fersina, convalle cli Pergine e valle del B·1·enta o val Suga11a . - È una comoda e buona comunicazione che uni sce quasi direllamente Trento a Bassano prcsenLando, per la massima parte del suo percorso, una buona strada postale e, verso le estremità, parecchi sbocchi sia nella valle dell'Adige che ne lla pianura veneta. Partendo da Trento, sbocco occidentale de1la Ih1ca, si attraversano per due strade carreggiabili i monti che dividono l'Adige dalla conca rii Porgine e segnano il maggiore degli ostacoli lungo la linea stessa. La principale di elette strode (la nt1ova postale) ù rinserrata come in una stretta, da Trento fino all'alLezz3 di Civezzano, intagliata a mezza costa nel fianco erto e roccioso di riva desti:a del Fersina, che io questo

SAGG[O DI GEOGRAFIA MILlTARE

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tratto scorre in angusta e profonda forra. Poco ad oriente di Civezzano il vallone del J.'ersina si allarga e presenta un fondo piano, quasi orizzontale, largo dapprincipio poco meno di un chi lometro allargantesi indi fino a~ chilom etri circa nella. con valle di Porgine sino contro il lago di Calùonazzo. La. strada postale corre per questo fondo piano da Ci,·ezzano a Pergine senza incontrare alcun ostacolo scrio, non potendosi chiamar tale il torrente che essa attraversa poco ad occidente di Pergine. L'altra strada carreggiabile, l'antica, da Trento si. eleva sul fianco della montagna a Cagnola e di là, avvicinatasi al ciglione della forra del Fersina, lo accompagna per l'. alto fino oli.re il villaggio di Civezzano. Ad 1 1/ , chilometro da que5lo si biforca e col ramo di destra sbocca ad un chilometro circa più innanzi sullu posta le, ment1·e il ramo di sinistra rimonta il vallone della Silla e costeggiando i Jaghelli della Seraia e delle Piaze, continua carreggiabi le fino a Brusago, donde, ridotto a via rnulottiera per un tratto di circa ti chilometri, mette per il vallone di Brusago a Grauno in val d' Avisio, sulla buona carreggiab il e che di là scende a Lo.vis. Le due strade che da Trento passano nella conca di Pergine sono sbarrate, presso lo sbocco or.ientale dalla stretla del Fersina, poco a<l occidente di Civezzano, da fortificazioni et·ette dopo il 1866. . Lo sbarramento è stabililo da tre opere, c!Oe: im forte e due tagl?'ate, . . ll forte è situato su di un terrazzo, alle pcnd1c1 orientali del Monte Calisio (I), ad un'altezza di circa 100 metri sul piano della strada postale. Rsso domina

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per una distesa di 6 chilometri il fondo piano, le strade, ed i versanti del vallone del Fersina, fino a Pergine, n0nchè uno dei due sbocchi meridionali della via della Silla. Consiste in· ,una batteria alla Haxo per 8 o 1O pezzi, rivolta ad oriente con tracciar.o a leggera cmi.. vatura, chiusa alla gola da una caserma difensiva. Le due taglinte, sono situate sulle strade, più in basso ed all'indietro del forte, per modo da riuscire sottratle alt' azione di retta di un attaccante proveniente da val Sugana; il quale è quindi costretto a far tacere il forte prima di rivolgersi contro di esse. In ciascuna si osserva un fosso attraverso la strada (tagliata) sul quale si passa con ponte levatoio, ed · un corpo di guardi a difensivo. A protezione della tagliata della S·trada principale fu inoltre, ad un risvolto di questa, scavata nella roceia una piccola batteria per 2 pezzi, la quale pub battere d'infilata il vicino tronco della postale, che per qnalche centinaio di metri trovasi rispetto al forte in un angolo morto . La conca di I1 ergine, ehiusa ad occidente dalle fortificazioni ora dette, a mezzodì e ad oriente dal lago di Caldonazzo e dalle alture di Tenna; frapposte fra il lago ora dello e quello di Levico, presenta pn vasto e forte ridotto. Due strade carreggiabili rinserrate come in vere strette, off0renti buone ·condizioni difensive, l'una in piano lungo la riva a sud-ovest del lago di Caldonazzo, l'altra nttraverso le alture di Tenoa (555 metri sul mare) e lungo la riva a nord-est del lago di Levico, meuono la conca di Pergine in relazione colla valle del Brenta, mentre altre v.ie secondarie, oltre a quella della Silla g·tà accennata, si staccad'o dalla via che costeggia il lago di Caldonazzo ed anche più innanzi, dalla piana di Levico e mettono da una parte per Vigolo e val SorJa a ~Iatarello in val d'Adige, dall'altra per l'allipiano di Lavarone all'Astico e per il passo di Vesena

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SAGGIO DI GEO"GR.~FIA MJLITARE

(•1t2om sul . mare) ad Asiago. L' esisteòza di queste cot.nunicazioni dà al la eonca di Pergine ed alla piana di Levico una particolare importanza che Mn ha d'uopo di còmrnenti . Basti ricordare in proposito lé disposizi oni del generale Medici nel 1866 per l'attacco di Trento e quelle date dal generale Kuhn (1 ) per il contro atlacco che doveva aver luogo il giorno 2 ago~to ,1866, facendo marciare le truppe ripartite in sette differenti colonne convergenti su Pergine. Dopo Levico la strada procede fin presso Primolano con dolce declivio e su di un largo fondo quasi piano, che le erte pareti di val Sugana lasciano aperto al loro piede. È un largo e monotono corridoio senza ristrette posizioni di sbarramento, salvo alle Tezze, dove nel ·1866 gli Austriati avevano cominciati alcuni lavori di fortificazio ne occasionale (2}. In questo ìratLo centrale della valle vogliono essere rammentate: la mulattiera (adattata • al passaggio delle artiglierie leggere r.el 1866), che da Borgo rimonta val Calamento, e per val Cadi no scende in val di Fleims, la quale permetterebbe agli Austriaci di ritirarsi quando fossero attaccali co'ntemporaneamente da Prirno lano e da val d' Astito, per Lavarone e Levico; e quella che da Borgo per })orla di Manazzo (1765m sul mare) mette ad Asiago. Primolano all'importanza strategica derivante dall'incontrarvisi la via di Feltre con quella di val Sugana, accoppia particolari caratteri tattici per le posizioni formate in vicinanza di esso dai restringersi della valle. Le nostl'e Commissioni per la difesa dello Stato proposero di erigervi un forte cli sbarramento". Da Primolano a Bassano la strada continua a svolgersi rinserrata fra aspri versanti, nei quali però non 1

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(4) Vedi Ku1rn : opera citata pag. 17-i e seg. (2) Vedi Oesterreichische Kampfe im Jahre 1866, voi. 5 .


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mancano buoni seutie-ri che permettono di seguire per l'alto la vall'e e girare sui fianchi dellè strette. È noto come nel ·1866 il generale Medici ne approfiuasse per fia ncheggiare la marc ia della sua divisione al ·cominciare delle sue operazioni in val Sugana . La lunghezza della strada è di 90 chilometri circa da Ba11sano a Trento, dei quali, ao solamente nel territorio italiano. Però le buone condizioni difensive di quest'ullimo tratto e l'andam ento della frontiera la quale corre lurlgo ]a cresta dei monti dei Sette Comuni, pa,rallela e vicina al tronco superiore della strada di val Sugana, tendono a paralizzare il vantaggio fatto all'Austria dal possesso di tanta parte di q nesta iinca, ed a rendere incerte le mosse combinare contro la pianura veneta per questa -yia e per quelle ad essa atLigue . Il quale stato di cose si farà sempre più significativo, a danno dell'offensiva austriaca, quando sia costrutto il progettato forte di sba rramento (}rimolano. · :Per l'offensiva italiana questa linea riescireb!,e assai opportuna per la sua direzione, pei numer0si suoi sbocchi, i quali portano ad avviluppare l'obbiettivo di Trento, e per l'andamento già notato della linea di fro.ntieru . Essa presenterebbe poche difficoltà nella parte centrale del suo percorso e fìno alla conca di Pergine: senonchè, arrivata a questo punto, l'ofiensiva italiana troverebbe le due migliori e più dirette strade che portano ali' Adìge sbarrate dai forti di Civezzano, capaci di una considetevole resistenza; per modo che non rimarrebbero disponibili. che le vie secondarie di val della Silla e di Vigolo fra di loro divergenti e poco atte ad una operaziQne di qualche entità. Caduti ~però gli sbarramenti, questa linea acquisteeebbe una notevole importanza e per il fotto della sua convergenza con quelle dell' Adi-ge e delle G,iud icarie,

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SAGGIO DI GEOGllAFIA MILITARE

e per gli spostamenti che permetterebbe di fare rapidamente dal Trentino alla pianura padovana. Li·nea di val A1·sa, piano delle Fugazze e valle del Legra . .- Presenta una comoda e buona strada, larga 8 metri e_ con pendenze non superiori aH '8 °/o, la qual~ unisce Roveredo con Vicenza percorrendo le brevi e,d _anguste vallate del Leno e del Legra e superando 11 colle delle Pugazze ( 1403 metri sul mure). 11 suo sviluppo nella zona montana è di soli 46 chilometri, cioè 20 da Schio al colle, e 26 di là a Roveredo e non è sbarrata da alcuna opera di fortificazione. Differenti sono le sue condizioni nelle due valli. In quella del Legra (afiluente del Tirnonchio) la strada dopo cli essere discesa dal colle con numerose risvolt~ per una parete ripid issima nella testa della valle, percorre costantemente iJ fondo di questa, senza essere sussidiata da alcuna strada secondaria, epperò senza alcuna possibili tà di fLrncheggiarnento diretto, per l'alto, lungo i •versanti, i quali sono ad ogni passo profondamente solcati dai valloni laterali che mettono in relazione la val cli Legra con quelle di Agno e d' Asticò. Nella val Arsa invece: mentre il ieno ha scavato un solco profondissimo, che rende difficili i rapporti fra un versante e l'allro, sopra ciascuno cli questi si ha, a mezza eosta, una Yia che percorre mtta Ja valJe . ' ' c1oc: la postale che seguita cla lloveredo al colle il versante destro, ed una struda da piccoli carri che da Roveredo rimonta per gli altipiani del versante sinistro, conse1:vanclo un utile comando sulla postale, fino alla testa dell.a valle presso a Campo Silvano donde, diventata semplice mulattiera, devia verso mezzodi e per il colle di Cnmpo Grosso mette a Recoaro sulla carreggiabHe cli val d'Agno . 1

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ANNO XIX, VOL. lii.

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IL TiltOLO

SAGGIO DI GEOGRAFIA llIILITAilE

Il colle non presenta spazio per lo spiegamento di numerose forze, ma le sue condizioni difensLve son o tali che poche forze potrebbero bastare a guardarlo ,, e sovratutto contro un attacco proveniente da val di Legra. . È a notarsi che una operazione diretta contro il colle delle Fugazze non mancherebbe di profittare di un altro valico poco discosto, quello di Campogrosso e che mentre, in vicinanza alla cresta, si ha sul versante austriaco fra questi due valichi una comunicazione mulattiera nella testa di val Arsa, sul versante italiano conviene discendere fino a valle dei Signori e Recoaro per trovare un collegamento fra le vie del Legra e del!' Agno. Per queste cose la difesa immediata della cresi.a è più agevole all'Austria che all' Italia, e lo sarà fin.o a quando non sia costrutto il forte di sbarramento proposto dalle nostre Commissioni di difesa, il quale verrà probabilmente eretto assai vicino al colle. Queste condizioni però si mutano quando si scenda dal colle nelle valli sottostanti; perchè, mentre fra Legra ed Agno sono numerosti le strade che permettono spostamenti, esse mancano assolutamente fra il Leno ed i valloni ad esso attigui. Infatti coovien scendere .fino nella vc:11 d'Adige e percorrerla da Ala, a lloveredo per comunicare per es . fra le vallate di Leno e dei Ronchi. Da tutto ciò si può scorgere come una offonsiva italiana, una volta superalo il colle , abbi.a facili tà a procedere poteudo far concorrere alle sue operazjoni la postale e la mu lattiera del colle di Camporosso, la quale, come si è detto, S!lbito al di là del colle si collega colla rotabile mercè facili traverse mulattiere e si manliene sul versante sinistro di val di L<:'no sino a Roveredo fiancheggiandola e dominandola a non molta distanza .

Nello stesso tempo Ja difensiva italiana in val di Legra ha maggior libertii. di manovra che non l'austriaca in val di Leno, poichè se questa deve limitarsi alle resistenze frontali, quella può altresi impiegare i ritorni offensivi di fìanco e la controffens iva basata sulla valle laterale d' Agno (1). Considerata come linea di operazione per ]' Austria, è la più breve per girare le noslre forti posizioni di Rivoli-Pastrengo-Verona che sbarrano lo sbocco di val d'Adige, e per la sua convergenza colle vie di val Sugana e d' A1emagna permette operazioni combinate verso la pianura padovana, come per la vicinanza del suo sb occo alla posizione di Caldiero, quando sia sussidiala dalle vie sec.onclarie dei Lessini, costituisce una minaccia contro il medio Adige. Per noi essa è una utile· intermediaria fra Je linee dell'Adige e di val Sugana, e permette, in concorso anche colle strade dei Lessini altra volta nominate, operazioni sul tratto Roveredo -Trento, sul quale convergono eziand io le strade -delle Giudicarie.

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Linea di val d'Ad(qe. - Nel trattare della linea di spostamento fra la barri.era centrale e la meridionale del Tirolo,, già abbia~o descritto la valle deH' Adige dal colle di Reschen a Bolzano, nonchè le sue diramazioni verso il Brenner ed il Toblach . Il rimanente della valle da Bolzano a llivoli forma la principale delle comunicazioni fra il Tirolo e la pianura del Po, attraversa il rivellino secondo la sua capitale e funziona ad un tempo , come già accennammo, e quale linea di operazione e quale linea di spo.stamento. (·1 ) Si rammentino le manovre fatto in condizioni analoghe in val di Reuss da Lecourhe contro Linken e quelle di Souvarow. - Vedi: Campagna degli esercit·i russi in Italia ed in Svizzera nel 1799, per il generale M1LJUT1Ns, e la Tactique di DoFoun.

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i IL TlllOLO 20 Quest'arteria presenta due tratti di c,uau.ere distinto, cioè: quello da Do lz,rno a Serravalle, poco a sud di Roveredo, nel quale tratto la valle è larga in media da 2 a 4 chilometri, ha fondo piano ed è generalmente praticabile anch e fuo ri dalle strade, se si eccettua durante le piene del fiume, che talora ne inonda quasi tutli gli spazi piani. È percorsa, su ciascuna delle due rive, da strada c..trrcggiabile, nonchè da una ferrovia ad un binario che si rnanti.ene su lla sinìstra salvo nel tratto Gmuncl-S. Miche le, nel quale costeggia la destra. Da Bolzano a Serravallc le posizioni difensive sono essenzialmente costituite dal corso stesso dell'Adige che in alcune loealità dopo aver lambito il piede dei monti di uno ùei versanti si geua contro il piede del versante opposto sbarrando così trasversalmente la valle. le locali l..'1 in cui questo fotto si verifica con caratteri più spiccati sono: ·I O presso Auer; ~0 a Castel Pietra presso Caliano; 3° a Volano, e sì ver ificava in passato anche a Marco, prima che vi fosse rettificato il corso dell'Adige . Altre posizioni sono formate dall'immettersi nell'Adige di alcuni degli omuenti di questo, per modo da solcare il fondo della valle trasrnrsalmente, e sono : ~ 0 poco a sud di Bolzano al confluente dell'Eisack che taglia le strad e al Grn.b; 2° Lavis al confluente dell'Avisio ; 3° S. Michele al conl1o.enle del Nos; le quali duo ulLime perdellero alquanto del loro valore in seguito ai lavori di prosciugamento falli in questi ulLimi anni, ed alla costtuzione della. fenovia. In tutto il LrltlO sudclcllo l' Adige è un considerevole ostacolo, ha una larghezza che vuria dai :,o ai 70 metri e, dappcrlutlo t una profond ità tale da non poter essere g,uaduto; la velocità delle sue acque è assai grande (in generale da 2m a 2m ,50 pe1· 111 ) e qualche volta tale da rendere difficile il gettare e il tenervi tesi ponti militari. Da Bolzano a Roveredo

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24 -si n·overano nove ponti stabili, d<.':i qual i due per la ferrovia. Nel secondo trallo, da Serravalle a Ri,•oli, la valle è una angusta e con tinua stretta fra i Lcssini e le pendici di Monte Ba ldo, per la quale l'Adjge scorre rapido e rinserrato, quivi quasi nessun spazio piano, e la ferrovia e le due strade carreggiabili sono qua e là incavate nella montagna o sostenute mediante opere -d'arte, senza però mai sollevarsi di molto dal fondo nel quale scorre il fiume. ·L'Ad ige ha in questo trauo una larghezza cl1e varia ,dai 60 agli 80 melri, con rive ora ripide, ora formate da argini in pietra, e per 60 e più chilometri cli per.corso non è allraversato clte da un solo ponte stabile, -quello ora costrutto presso Avio. Il Monte Pastello (contrafforte dei Lcssin i) accornpngna il fiume davvicino, erlo, a guisa di grande muraglia fino allo sbocco nella pianura veronese; mentre il monte Baldo deprimendo:;i all'altezza di Caprino, dà luogo .all'oltip iano di Rivoli; vasi.o anflLeatro collinoso che domin a per lungo tratto la valle dell'Adige e le strade ,che ne percorrono il fondo. Nel tc1Teno fra l'Adige e il logo di Garda, occupato dal monte Ba ldo, non vi è allra buona comenicazione che quella delle stl'adc di val <l'Adige. Le ultre che dalla piannra, passan<lo fra Lazise e Pastrengo, tendono a nord, si incanalano anch'esse in quella che rimonta la riva destra dell'Adige, ovvero vanno a terminare fra Je fa ld e occidentali di monte Baldo, cd il lago su quelJa che finis ce a Malcesine; anche la strada carreggiabile che si in tema nella masso. del Baldo per la vallelta dal Tasso cessa alla Ji'erro.ra e si converte in un sentiero. La posizione di Rivoli sbarra adunque la valle dell'Adige, balle direttamente le strade (ord inaria e ferrata) di riva sinistra e infila per lungo tratto quella di SAGGIO IH GEOGRAFJA MII.ITARE


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IL 1'IR0LO

riva destra, che da lncanale, abbandonando il fondo della valle, sale sull'altipiano, svolgendosi, nel salire,. · io una specie d'imbuto. Gli Austriaci rafforzarono dopo il 1848 le difese naturali di questa posizione mediante Ja costruzione di quattro forti; uno dei qua li sulla riva destra occupa un·' altura, quasi al centro dell'altopiano di Riveli e ne domina la parte compresa fra il fiume e la corona <li piccole alture che separano l'interno dell'altipiano dai vallone del Tasso. Un altro forte, la così detta Chiusa, situato nella stretta di Ceraino, a cavallo éllle sLrade postale e ferrata di riva sinistra, sbarra direttamente il passo a queste vie . Altei due forti (Ceraino e Monte) sono siluati sulle falde di Monte Pasteìlo lungo la strada militare costrutta dagli Austriaci, fra Ceraioo e S. Ambrogio, per sfuggire all'azione di un nemico che si fosse stabilito fra Rivoli e Pastrengo sul ciglione di riva destra, da dove si dominano la postale e ferrata che seguono in basso la sinistra. Questi due forti oltre al proteggere la strada militare battono l'interno dell';;tltopiano di Rivoli e, parzialmente, il fondo di val Lagarina. Le nostre Commissioni di difesa hanno proposto di completare questo sbarramento della linea deH' Adige colla costruzione di nuovi forti a I\fonte MoscaJii fra il lago di Garda e l'altopiaoo di Rivol i ed a ~lonte·Pipalo a mezzodì di questo . L'importanza della posizione di Rivoli è comprovata da parecchi esempi stor.ici e specialmente dalle campagne del 4797, del 184,8 e del 18 13. Napoleone nelle sue Memorie la raccomanda come chiave dello sbocco del Tirolo e propone per completarne le difese di occupare eziandio come posti avanzati, la J<'errara e ìa Corona. Da quanto si è premesso si può concludere che questa arteria centrale di val d'Adige, importantissima per la 1

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SAGGIO 'OI GEOGRAFIA ~ULITARE

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sua direzione e pel numero delle strade, . presenta le maggiori difficoltà accumulate verso la sua estremità meridionale e sovratulto entro il territorio italiano, presso allo. sbocco in pianura; siechè un'operazione austriaca, tentata per essa, potrebbe trovarsi seriamente compromessa nel momento p iù decisivo, quello di sboccare : impedita dai -nostri forti di Rivoli, i quali ricevono appoggio dal vicino altopiano fortificato di Pa.:. strengo , spalleggiato a sua volta dalle piazze di Verona e Peschiera . Un'operazione italiana invece, superate le posizioni naturali di sbarramento di val Lagarina, siti~ate in vici-

nanza alla frontiera , esposte ad esse1·c aggirate pe1· le stracle dei Lessini e di Pian delle Fugazze e prfoe di sbarramenti ar·tificia.li, entra nella parte larga della . valle e procede sino a Bolzano senza incontrare ostacoli naturali di grande entità, e sino a Franzensveste e NaÙders senza incontrare fortificazioni che valgano ad a.rrestarla. Questa arteria centrale vorrebbe essere qui considerata anche come linea di spostamento per fronteggiare le minacce italiane ed appoggiare le austriache v0rso le due facce del rivellino; ma _prima di esaminarla st1tto questo punto di· vist.a è necessario completare la rassegna delle comun icazioni, descrivendo quelle che mettono dal Tirolo nella Lombardia. ·

Linea della valle di Sarca, convalle di Bondo e val di Chiese detta anche delle Gi·udicarie e val Sabbia. - È questa una diretta comunicazione fra Trento e Brescia, percorre l'alta valle del Chiese e la media e bassa valle del Sarca ed è costituita: da un'unica strada nella sua parte centrale da Barghe a Storo e, da più di una, alle sue estremità; tanto verso val d'Adige, ove mette capo colle due diramazioni Storo-Trento e Storo-Roveredo, quanto


..,.. 24 IL TIROLO verso la pianura lombarda, dalla qual parte, mentre la diramazione principale scende per val Sabbia, un· altra diramazione da Barghe pel .colle di SanL'Eusebio e la bassa val Trompia, cala su Brescia. La principale poi, superata la stretttt di Vobarno, ed entrata presso Voiciano nella piccola conca di Salò, manda un ramo a, Salò, e cli là lungo il lago a Desenzano, e prnsegue per .Gavardo, d'onde sboccata sul piano, accenna da una parte a Brescia, e dall'altra a Lonato . Lungo tutti i rami di queslo ventaglio di strade si riscontrano buone posizioni, il cui valore però va crescendo a grado a grado che si procede verso nord; ma una vera stretta non si ha che lungo il lago d'Idro, là dove le .cornunicnzioni si trovano ri dotte ad una sola, la quale ,!ambe il piede di montagne aspre e scendenti ripidamente sul lugo . Questa stretta, lunga ;I Ochilometri, è compiutamente sbarrata dalle fo rtificazioni <li Rocca d'Anfo, in cond izioni difensive abbastanza soddisfacenti per lo scopo che devono raggiungel'c e non aggirab ili. che per vie m~lalliere, le quali r imontando il Caffaro, scendono per il colle di ~faniva (1992 metri sul mare) sull'alto ò1ella o per il colle di Croce .Domini (1980 rnetri sul mare), rafforzato nel 1859 dagli Allstriaci con piccoli trinceramenti ('I), in val Camonica presso Breno. Questi due passi fanno dei va lloni del Caffaro e del Mell a, conside1·ati nel loro insieme, una intermediaria fra Chiese ed Oglio, di valore non trascurab ile, malgrado le difficoltà dei vaìichi; permeltendo essa di girare con partiti non solo la stretta sbarrata da Rocca d'Anfo, ma parecchie ancora delle posizioni sulla linea di val Camonica. ·

SAGGIO DI GEOGRAFIA MILITAR&

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All'uscita della strelta, presso h testa del bgo d'Idro, Ja strada è fortemente sbarrata dai contrafforti di Monte Suello (·1), costituenti' una posizione dominante è vantaggiosa per contrastare il passo a chi si avanza da Rocca d'Anfo, e a coprir~ il vallone del Ca/faro e quella specie di piazza d'arme che è formata, fra Storo e il lago d'Idro, dal fondo piano e largo di val Bona. A Storo, come si disse, la strada si divide in due rami carreggia bili, cioè: 1° Da Storo per Ampola, Bezeca, Riva, Mori a Roveredo; 2° Da Sloro per Pieve di Buono, Lardaro, Tione, Alle Sarche, Vezzano, a 'l'.rento. Il . 4° ramo (careeggiabile di 2a classe) va inerpicandosi da Storo pei versanti dell'angusta e rocciosa vallata d'.Ampola, la quale fu sbarrata, ad un risvolto à .;. chilometri da Storo, con una caserma difensiva munita di una piccola batteria casamattata; mezzo distrutta e presa dai Garibaldini nel 11866, e non p iù riallata, armala allora di 2 grossi pezzi e con 450 uomini di presidio. Rimontato tutto il vallone d'Ampola, la strada passa nella val cli Ledro, meno angusta della precedente nel tratLo fra Tiarno ed il lago di Led1·0. lodi procede rinserrata come in una stretta fra il lagheuo di Ledro ed i monti e, più innanzi, seguita in una stretta angustissima. fino al lago di Garda, raggiunto il quale a Ponal, risvolta luogo la riva di esso e per circa 2 chi(2) Questa posizione di !\fonte Suello, fra Sant' Antonio e .Bagolino, fu occupata dagli Austriaci nel 4859. Nel 4866 fu lungamente con-

(4) V. Jo Nu B1LL, The centrai Alps, , parte u, pag. 465.

trastata ai Garibaldini, che invano tentarono fo rzarl a di fronte e solo riuscirono a determinarne lo sgombro, minacciando di girare pel vallone di Berga la destra nemica. '


26 IL 'l'HlOl.O lometri, fino c10e a Riva, corre intagliata nei fianchi ertissimi della montagna, eleval~ di ,100 a 200m sul lago . Questa stretta era sbarrala da una piccola batteria casamattata, presso Ponal, ora abbandonata . Riva, ci.ttà di 4328 abitanti con porto sul lago, ed una forte caserma difensiva, costituisce uno dei punvi più importanti della linea, anche per la sua situazione al nodo delle strade che irradiano verso Adige e medio Sarca. Bezeca, situata allo sbocco del vallone del Conzei in val di Ledro è un importante nodo delle vie mulattiere (,1) che collegano, per val Gaverdina a Bondo e per monte Pichea a Campi, la via che descriviamo con quella del 2° ramo, e colla piazza di radunata del basso Sarca. La strada da Riva a Roveredo prima di superare l'insellatura Torbole-Mori, incontra nuove difficoltà, costituite essenzi almente dalla batteria di San Nicolò sul lago e dal forte di Nago all'ingresso orientale di quella insellatura. « La prima, situata a circa un chilometro e mezzo «. ad oriente di Riva, addossata ad una montagna bassa « che si eleva fra detta città ed il Sarca, è destinata « a difendere questa posizione importante contrn un « attacco che vi fosse diretto dalla parte del lago. « Il forte di Nago poi è principalmente destinato a « sbarrare la lunga strada che da Torbole sale verso

(4) Percorse la seconda di queste mulattiere la brigata austriaca Montluisant, la quale il 2,1 luglio da Campi, passando ,nel vallone di Conzei, scese ad attaccare di fianco ed alle spalle i Garibaldini a Bezeca (Kmrn, opera cit ., pag 98). La prima fu percorsa da un distaccamento austriaco che, tagliato fuori dal corpo principale, per Bondo e Stenico si ricongiunse alla sua brigata (Id., pag. 404).

SAGGIO DI GEOGRAFIA MILITARE <<

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di esso per tendere a Mori, e la domina coi suoi

« cannoni. È a notarsi peri) che una piega di terreno « ~as.c~o~e a~ tiri d~l forte una parte del villaggio,

« 1 vicm1 orti, e la riva del lago, sicchè, ove uon l'im« pedisse il cannone di San Nicolò, si potrebbe co« steggiando la riva orientale fare uno sbarco a Torbole « e salire dietro il forte di Nago senza riceverne of(< fesa ( 1) >). Ma il mutuo appoggio del forte di Nago e ddla batteria · di San Nieolò, rimedia in parte alla vulnerabilit;\ che presentano il primo dalla parte del lago, la seconda dalla parte di terra. Sboccata in val d'Adige, presso Mori, la strada traversa il fiume a Ravazzone, e si congiunge colla grande arteria dell'Adige in corrispondenza allo sbocco della linea clelie l?ugazze. Questa linea ~ervì già utilmente ad auacchi convergenti, diretti dai territorio italiano contro il Trentino e la percorsero appunto la divisione Vaubois (sinistra di Bonaparte) nel 4796 e llochambeau (destra di IVIacdona ìd) nel 480·1 . Per chi sia padrone della navigazione del Garda, essa presenta tutte le opportunità per l'" approvvigionamento. 1

11 2° ramo (carreggiabile di P classe) da Storo rimonta la val Berna, che si fa di mano in mano più rinserrat11 fra erti fianchi, sino alla insellatura di Bondo (816 metri sul mare), d'onde per l'Arno e pel Sarca , attraversando due lunghe ed aspre forre, scende Alle Sarche, e per ultimo, superata la stretta, angustissima (~) Quelqucs obser.vations sur la f1·ontiere du Tyrol et de l'Jtalic depuis le lac de Garda au passage du Tonale et sur les moyens d'attaquer la position militaire autrichienne de ce coté. - (Anonimo).


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SAGCCO DI GEOG RAFIA )l l LlTARE

l L T lll0 LO

di Buco di Vela, sbocca in facc ia a Tren to nella val d'Adige, in corrispondenza alla linea di val Sugana. Essa è sbarrala: prima d'arri vare all a convalle. di Bondo, dai tre forti di Lardaro (Larino, Revegler e Oanzolino) che consistono in batterie casamallate disposte fra loro pressochè in linea retto normalmen te alla strada si.essa; e p·iù in nanzi, poco ad ori en te di Cad ine, dalle fortificazioni di Buco di Yela, consistenti in due opere, cioè: una piccola batteria casamauata, situata a cavallo dell a strada, sul fondo ed all o sbocco occidentale di una spaventeYole forra, nella quale la strada corre, per lnngo trauo, intagliata in parete rocciosa e ve rticale; un fo rtino in muratura, il quale, situato in ulto sulla montagna, a mezzodì della ba1te1·ia, protegge questa, battendone gli approcci. Assai numerose sono le fo1t i posizi oni naturali luogo questa linea, fra queste vogliono essere notate Condino. la stretto. ad occidente di Stenico e quella ai nodi stradali cli. All e Tre Arche e di Alle Sarche. Quesla via fu seguHa con successo da Macdonald nel 1801 . Con marcia rapidissima, facendo 4.0 miglio. in 3i· Ol'e e forza ndo le mal guardale difese di llocca d' Anfo, di Pieve ùi Buono e di Buco di Vela, egli giunse a Trento il 6 gennaio, mentre con marcia del pa'rirapiclullocham bea uginngevaa Roveredo. Per questa stessa strada Gaeil>aldi nel ·1866 si proponeva di marciare col grosso delle sue forze su Trento per congiungersi all a divisione ~led ici proveniente dalla val Sugana . l due ram i ,t 0 e 2° sono collegati fra di loro per mezzo di una buona carreggiabile che da Alle Sarche scende ad Arco, d'onde ·bipartendos i, porla a Riva e a Nago, e di altra carreggiabile che da Pon Le delle Tre Arche per Bai in scende a lliva . Il 2° ramo poi è collego.lo colla strada del Tonale :

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. 10 Da un a piccola mulattiera che da Pieve di Buo no n monta val di Daone, e passando fra )fonte Re di CastelJ~ e Monte Adamello, mette a Cedeo·olo in val Ca0 montea (1); 20 Da una strada che può essere aùa ltata facilmen te al passaggio delle artiglierie, mantenuta tale dnran I.e la gucna. ciel ·1866 (2), che da Ti one per val R~ndena e Madonna di Ca.mpiglio va a Dimaro in val d1 Sole; 3• Da una mediocrn ca t'reggiab ilc clie da Po nte delle tre Arche; per Molveoo va a mettere sulla via del Tonale presso i forLi della B.occhclla. la loro d_ireY.ionc le vie del le Ginù ir.o.rie costit~1~·eb.bero pegl, Austriaci una lin ea d'operazione sus~1d~ar,a a ~1ueUa deJ~,\dige, tendenLca spunto.re le difese i~aJianc d1 rfue~Lo !HHnc nella pianura, e que lle della linea del .1l mc10; infatti per essa si va a cadere alie sp~lle e su~ fi~n c? del difensore italiano postato fra il CJ11ese e~ 11.Jlmcro. 1'ello stesso modo offrirebbero per 1.a loro d_irc~10n~ ~1ll'?ff~nsiva itali,rna un mezzo per gi~are le ~orl~ pos1z1orn d1 val Lagnrina e per avriluppare m val cl Adige le forze austriache. Ma le ?ifficollù. naLumli ed artificiali accumulate lungo l.a J.1nea rendono ollre modo difficile ad ambo le p~rt1 eh conseguire su di essa dei pronti risulta.li qualt. sono necessa ri nelle pL'im e operazion i di guerra s~1 d1 una lmea che allraversa la frontiera. Ed invero gl i Italiani per arri\'are dalla frontiera ai

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( 4) Per ~uesta via il +• reggimento garibaldino nel 4866 passò da val Comonico, ove si trovava a guardia del Tonale nelle Giudicarie verso Pieve di Buono. ' (2) Per questa ebbe luogo nella stessa campagna lo spostamento da nord a sud, \·erso lo Giudicarie da parto delle forze austriache cbo guardavano il Tonale.


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TL TIROLO

SAGGIO DI GEOGRAFIA MILITARE

due obbiettivi di Trento e di Roveredo debbono percorrere su territorio austriaco , in mezzo ai monti , rispettivamente 70 e 56 chilometri; ed in ognuno dei due rami superare due o tre posizioni fortificate ; gli Austriaci poi per giungere dal confine agli sboccni in pianura di Brescia, di Lonato e Desenzano, hanno rispettivamente 53, 66 e 68 chilometri a percorrere in mezzo ai monti ed urtano contro la piazza forte di Rocca d' Anfo. L'essere gli Italiani padroni della navigazione del lago di Garda potrebbe però servire a paralizzare una parte delle difficoltà, e, rimosse queste, è indubitato che la linea delle Giudicarie, convergente con altre tre nostre linee d'operazione sull'obbiettivo di Trento potrebbe, come nel ,1796 e 1801 , riuscire assai propizia alla nostra offensiva, mentre contro l'Italia , la quale ha la sua base sul Po, presenterebbe gli inconvenienti del 1796 (offensiva di Wurmser) e nessuno dei vantaggi che nelle guerre passale (dal 11796 al ,1 ~59) pr ometteva, in caso di successo, contro le linee di ritirata svolgentisi per il Piemonte alle Alpi occidentali..~

di incanalamento fatti al corso del Nos, portato ora a scaricarsi nell'Adige ali' altezza di La vis. Nell'angusta stretta della Rocchetta, le due diramazioni provenienti da Ofozzo Lombardo e, da Saiurn per Mezzo Tedesco, si avvicinano per modo quasi da con. fonders i in .una sola, per breve tratto, sulla riva sinistra deJ Nos, e s'aprono la via intagliate, l'una sotto l'altra nel fianco del contrafforte segnato nelle carte col nome à i Torre de Vision , sormontato dalle ruine di fortificazioni attribuite all'epoca romana. In questo breve tratto le due strade sono sbarrate da due solide opere casarnattate che prendono il nome di .Forti della Rocchetta. Ad occideole di questi e vicino ad essi la g rande strada del Tonale attraY.ersa il Nos, e, lasciata sulla sinistra, a mezzo ch ilometro più innanzi, una diramazione carreggiabile che per l\'Iolveno mette a Stenico sulle Giudicarie, continua per Cles verso nord, riattraversa il Nos al !>onte di .Mostizzolo riunendosi sulla r iva sinistra ad un'altra carreggiabil; che dai Forti della Rocchetta va per Derrnulo e Revo a Scana, e stacca diram.azioni carreggiabil i da Dermulo a Fondo e da Revo per Unsere Liebe Frau im Walde verso Meruno. Si hanno pertanto dallo sbocco del Nos in Adige .a l nodo di Scana due strade carreo·giabili o t~ngo la lmea del Tonale, la quale poi, ad occidente d~ d~tto pun ~o~ non presenta più che una sola carregg!abile, sussidiata solo di tratto in tratto da piccole vie campestri. Questo nodo di Scana fu nel 1866 coperto provvisoriamente colla piccola testa di ponte di !Uostizzolo. . . La rimanente parte della strada si mantiene sulla sponda sinistra sino al Tonale e percorre una valle stretta, con parecchie buone posizioni difensive . Essa è sbarrata, a 6 chilometri dal colle, da un piccolo forte detto di Val de Strino; consistenle in una batteria 'ça.-

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Linea di val del Nos, colle del Tonale e valle d'Oglio detta anche delle ,valli di Sole e Camonica. - f; una tortuosa linea di comunicazione, la quale da l\'lezzoLombardo, presso San Michele snll' Adige, percorrendo le valli di Sole e Camonica, scende a sboccare nella pianura lombarda fra Bergamo e Brescia, misurando nella zona montuosa, da filezzo Lombardo a Iseo uno sviluppo ~di 155 chilometri, dei quali 50 nel territorio austriaco e ,1 05 nel territorio italiano. Essa si distacca c on due dirama.zioni dalla g rande arteria dell'Adige, cioè da Salum e· dalla Nave, sotto San 01ichele, là dove il Nos mette foce nell'Adige in mezzo ad un vasto spazio ~i;io triangolare, bonificato recentemente pei lavori

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samattata, che infila per buon tratto la n~o~a strada, la quale, inLagliata nel ripido versanLe s101stro dell a valle, sale con comoda pendenza a~ passo de~ !onale ('19'70 metri), cd attravcrsa~a la fr?~Ltera che qum corre sullo Spartiacque (scambiandosi in ~na . st:acl~ meno buona), dopo avere percorsa, su ~crnto_no 1Laliano, la maggior parte della lunga e spaziosa 1?seJb tu1:a del colle, scende in val d'Oglio per numerosi r_1svoll1, con pendenze in nlc:uni trall.i _del ~O per °lo mrca, ,lu ng~ una parete ertissima, al p1ede della quale sta la bo1gata di Ponte di Legn o. . Il colle del Tonale presenta rn genera le buone c~ndizioni d ifensive, e specialmente poi, c~ntro un nermco che lo attacch i dalla val Camonica. E noto come lo . ten tasse invano il geneC"ale Macdon ald nel 11800. Lungo la val Camonica non mancan~ buone, posi. zioni difensive eome a Vezza, a lncuclm:-, a Edo lo , e a Breno, nella media valle e sulle nve del lago d'Iseo. , o r Prima di arrivure alla conca del lago d Iseo, a_ ar o la via si bilorca; un ramo per la _sponda oner~tale scende su Bl'escia, e l'altro per la occidentale a L0vere, e qu indi mette, biforcandosi, da una parte, per val Cavallina, a Tres,:orre, e dall'altra, per Clusone e val Seriano, a Bergamo. . La linea del Tonale è collegata con quella de_lle Giudicarie nel territorio austriaco per mezzo de_lle già ~~nzionate strade di 1'Iolveno e di Madonna d1 Camp1gl1 0, che rnellon o in essa rispellivam~nte a Rocche_lL~ e a Dimaro. Nel territorio ituliano, rnterp~nendos1 fra le due strade il massiccio dell'Adamello, 11 colle?am~nlo è assoi difrìcile e non può uver luogo , :'ome s1 è ~isto: che per sentieri: più difficili _ancora s1 ~ann~ pot talt coue,.rumenti più a valle fra Chiese ed Ogho pruna dello sboc~o nella pianura, là dove la valle del ~1ella solca

33 profon damente l'ostacolo giù grave dei monti interposti fra le due linee . I~ al con trario abbastanza ben collego ta colla strada di Valtellina mercè la buona mulatliera del Mortirolo e specialmente mercé la carreggiabile del Colle d'Aprica (1235 metri sul mare), ottima strada , che hu tutte le condizioni di una buona li nea di spostamento, facile a guardarsi alle estremità e spaziosa al centro, all'insellat ura del co ll e, ove presenta ad un tempo uno buona posizione difensiva ed un buon sito per accampare. Quanto infine al suo collegumento co lla linea del Vints,:hgau, lo abbiamo visto parlando delJa barrieru meridionale, nè qu i ci occorre di nuovamente accennarlo. Le localitù più importanti sono: i nodi stradali di Mostizzolo , della Roccli eua in val di Nos ed Edolo, Oreno e Lovere nell a val Camonica. Questa strada per la lunghezza del suo percorso e per le difficoltà loca!i e di collegamento, male si presta alle operazioni mi lii.ari; ma tutta via venendo essa a cadere alle spall e della linea del Mincio e, m,3rcè la strada laterale d'Aprica, perm ettendo d'opernre anche per la Valtellina, costituisce una minacciacomiderevole contro di chi debba ritirarsi dalla linea del Mincio verso Lombardia. Fu appunto in un caso simile che nel ,f 866 al princip io di luglio ìl generale I{uhn si proponeva per essa di scendere alle nostre spalle, girando così e Rocca d'Arifo e il grosso del corpo dei vo lontari di Garibaldi ('I). Essa ha per gli Austriaci, su quella dell a Valtellina, il vantaggio di più num erosi e più facili sbocchi; ma, come si disse, il difello di collegamento con quella delle Giudicarie e la bo nli\ delle nostre poSAGGIO DI G-EOGIIAFIA MILITAIIE

ll, TlllO LO

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(4) HOJ.l), Gcschichte des Feldzuges {866 Àl'ìNO XI X, VOL. I V

in Italten, pag. 204. 3


3.t.

IL TIROLO

SAGGIO DI GEOGRAFIA MILITARE

sizioni difensive rendono difficile una minaccia per essa · contro la Lombardia. La noslra Commissione permanente di difesa dello Stato propose, per sbarrare )e due strade del Tonale e d'Aprica, la costruzione di un forte a Edolo. Per chi dalla Lombardia voglia entrare nel Tirolo, questa v.ia ha, per rispetto a quelle delle Gfo.dicarie e dello Stelvio, r inconveniente di presentare per entro al territorio tirolese il più I ungo sviluppo, di essere cioè la meno. diretta per arrivare dal territorio. italiano .all'Adige. Tuttavia non può mancare di importanza per operazioni combinate, specialmente per essa e pel ramo delle Giudicarie, Storo-Trento, al quale si va avvicinando nel suo ultimo tratto ClesSan Mjchele. Tutta la strada d~l 'J;onale è io buono stato, stdvo nel tronco da t;dolo al confine tirolese ove però sta per essere migliorata, e, sebbene ertissirna, è pnr tuttavia carreggiabile. Si hanno pochi esempi di operazioni militari eornpite o tentate per questa linea; anzi una sola se ne può contare, tentata con forze alquanto considerevoli, ed è quella del. corpo di Macdornild sul finire del ·t 800 e sul cominciare del 1.801. A quel!' epoca essa non presentava, alla salita del Tonale, che un sentiero largo due piedi (1), e gli Austriaci si erano fortificati sul colle erigendovi delle ridotte armate di cannoni. Macdonald tentò invano di forzarlo e non avendo potuto, per la gran copia di neve caduta, superare neppure i passi di Cedegolo e. di Crocedomini, dovette scendere per la val Camonica fino a Pisogne, passare. per la colma di San Zeno nella val

(1)

Campagne_ dans les Grisons, par

PUILIPPB StlGUH .

35

Trompia e1di là nella val Sabbia, d'onde marciò, come si è detto, su Trento e Roveredo. Nel ,f 8.i,8, nel 181>9 e nel ·f 866 tanto gli Austriaci quanto gli ltahani vi si limitarono alla difesa locale; che confidarono o. a volontari o a piccoli distaccamenti cli truppa regolare rafforza.ti da milizie. Nell'ultima guerra (del ·1866), più che nelle preceden~i, essa fu presa di mira; tuttavia anche in questa, ben presto i due avversari si limitarono alla difensiva (1).

Linea di val del Trafoi, colle dello Stelvio e valle d'Adda o Valtellinci. - Jt questa l'ultima delle strade che dal Ti.rol'o cisalpino tendono alla pianura lombarda. Essa può essere considerata come un proluÌ1gamento esterno della linea del Vintschgau, che mette nel centro del T.irolo meridionale, e, com.e prolungamento di quella del Reschen, che mette al settentrionale. Si stacca a Brad dalla strada del Vintschga.u e, dopo avere rimontato l'angusto e ripido vallone del 'l1rafoi, sale per numerosi risvolti (2) al colle dello Stelvio {2756 metri sul mare) (3) dove entra nel territorio italiano. È sbarrata sul territorio austriaco dal forte di Gomagoi, solida batteria casamaUata, costrutta dopo il 1859, che intercetta materialmente ed infila la strada, la quale, a partire dal forte, corre nella dire-

(4) Combattimento di Vezzo., 4 luglio 1866. Vedi Oesterreiohische

J{ampfe, voi. 5. (2) Dal forte di Gomagoi allo Stelvio sono 8 chilometri in lipoa retta. e 18 chilometri di sviluppo di strada, la q11a te, in questo breve percorso, supera un dislivello di -14156"'. (3) Questa è la quota dello stato maggiore austriaco. Secondo la -0arta svizzera del Dupoun è a 279'ì metri, e secondo altri o. 28H,

met.ri.


36 ll, T.HIOLO zione dello Stel vio, per circa ,J 200 metri,. quasi in linea retta, intagliata nel fian co del ripido e franoso ve rsante sinistro del Trafoi, e quind i passa alternativamente da una sponda all 'altra do! torrente, ancora sotto il tiro , senza offrire alcuno spazio laterale oppo rtuno all 'attaccante. Prima di giungere sull'insel latura del colle, alla Franzensbohe, riscontrasi un esteso ri pinno, con vasti caseggiati, opportuno per accanto narv i truppa e stabilirvi un posto difensivo contro Austria. Sulla insellatura del colle la posizione riuscirebbe assai difendibile, sia contro Austria che contro ltalia, ma pee la mancanza cli caseggiati da ricovero pei difensori e la difficoltù di tenervi, accampate tru ppe, a motivo del clima, rigidissi mo anche nelle notti d'estate, non .riescirebbe possibile ad alcuna delle due parti profittarne. Ed infatti, mentre nel rn4.8 i volontari ital iani si andarono a postare aJ'di là dell'insellatura, ulla FranÌenshohe, nel· ,1859 e nel I 866 ì di staccamenti austriaci, incaricati della difesa di questo passo, pre5ero posizione al di qua del colle sul ripiano di Cima di Sponclalunga., cl'onde, a so migli anza della l<'rnnzenshohe contro Austria, si ha conlro di noi un grande comando sui numerosi risvolti pei quali la strada scende dalla Spondalunga verso i Bagn i cli Bormio. Dal colle dello Stelvio la strada procede nel territorio italiano a. Bormio, spesso sostenuta. du alti muri, protetta da gallerie contro le minaccianti frane, e portata ad attraversare med iante trafori parecchie sporgenze rocciose delle montagne; laonde anche in questo tratto può essere interrotta. La sua difesa poi è agevolata dal fotto che sul suo fianco settentrionale non vi è alcun sentiero che partendo dal territorio austriaco , senza violare la neutralità svizzera, venga a cadere su di essa, mentre difficilissimi sono i sentieri che pe' ghiacciai

SAGGIO 01 GEOGRAFIA llllLl'l'AllE

3'1

del monte Cristallo o per Mon te Cevedale l'accompagnano. da mezzodì. Da Bormio scende quasi in piano per il fondo della valle clell' Adda costeggiando questa s.ino allo sbocco nel lago di Como. Le condizioni difensive della strada vanno mutandosi a grado a grado che essa discende ,per la Valtellina; così mentre buone posizioni di sbaeramento si. riscontrano ancora a San Bartolomeo ed alle Prese, e fin presso a Tirano (·I) ; al disotto di ·quest'ultima località la valle si allarga e in molti punti, oltre della strada principale, è percorsa da una . sec?nda. carreggiabile, e conserva sul fondo pianeggiante una larghezza di 2 a 3 chilometri; senza afferite ala·o di notevole che alcuni vasti terrazzi laterali. propizi ad occupazioni di fianco lungo i versanti dell; vallata . :Prima di Colico, alla foce dell'Adda nel lago cli Como, -essa si unisce alla strada dello Spluga-lUaloia, in facc ia .all e ruine del forte di Fuentes (2), l>uona posizione costituita da un masso roccioso sporgente notevolmen Lc dal suofo in mezzo al delta forma lo dalle alluvioni dell'Adda, larga zona di terreno piano ed acquitrinoso che sepaca il lago di Mezzola da quello di Como. La nostra Comm issione di difesa propose la ri costru~ione di quesLo forte, il quale, JJer la sua posizione, rntercetterehbe non solo la strada che scende lungo la costa orientale ciel lago , ma colle artiglierie di lunga ~Ol'lata batterebbe efficacemente sia quella di Valtelhna.(Stelvio), che quella della valle di Chiavenna (Spluga(~j Di quest'ult ima posizione (fra Tirano e Sernio) profittò il duca di Rohan per arrestare i Tedcscl1i di Fernamond dopo il combatti~ mento di l\Iazzo, mentre correva a battere a ~lorùegno gli Spagnuoli del ·serbelloni. V. iliérnoires du due dc Rohan, par le baron de ZUR LAUBEN.

(2) Costrutto dagli Spagnuoli nel 4603 per fronteggiare i Grigioni.


38 ·

lL TIROLO

J\ialoia) e impedirebbe (-1) conseguentemente il passaggio dall'una all'altra. Nèll'ultimo tratto, lungo la sponda orientale del lago di Como, la strada è qua e là intagliata nella roccia, ricca d'opere d'arte e specialmente di gallerie, le quali , o distrutte o sbarrate difensivamente, presenterebbero forti e nuovi ostacoli contro ch i si avanzasse da nord; ~inollre essa, in questo tratto, può essere battuta efficacemente da piroscafi armati, i quali troverebbero rifugio sicuro nel braccio occidentale del lago, non costeggiato da strade, epperò invulnerabile dalla parte di terra. Questa streua non può essere evitata che passando dalla Valtellina per Ca di San Marco a ·Piazza e di là su Bergamo, oppure, schivata in parte, passando da Piazza a Introbbio, indi per via mulattiera a B~llano e di là per la carreggiabile a Lecco, nei quali casi però il nemico va ad urtare contro diffic0ltà maggiori di quelle che avrebbe tro vato svoltando add irittura per l'Aprica nella lunga valle Camonica. La strada dello Stelvio, la quale da Brad per Colicosino a Lecco misura ·190 chilom. e da Brad pel colle d'Aprica a Iseo 199 chilom ., fu costrutta dall'Austria con ingente spesa, quando ancora possedeva la Lombardia, collo scopo cli rendee facile nn movimento avviluppante; per mire ·analoghe a quelle per le quali · Napoleone avea fatto ridurre a grande strada la via del Semp ione, rnercè la quale la manovra del 1800 diventa.va un'operazione in condizioni ordinarie. Nello stato attuale della frontiera, e, tenendo conto

(4) Già nel 1635, malgrado la corta portata delle artiglierie d'allora, poteva, secondo il parere del duca di Roban, servire a questo scopo, V. Zun LAUBRN, op. cit. Dispacci del •16 giugno J 635 e l 2 aprile •1636.

39 degli ostacoli, che specialmente si accumulano alle estremità della linea, cioè al passaggio dello Stelvjo, intercetto dalle nevi per circa otto mesi dell'anno, e lungo il Lario , questa riesce poco atta, in genere, all' otfensi va. Infatti : l' Austria, penetrata nella Valtellina, andrebbe ad urtare contro la catena delle Alpi Orobie, e per uscir:ne: dovrebbe o superare le difese di Fuentes e la stretta di Bellano, o superare il colle d' Apr.1ca e scendere quindi per la lunga valle Camonica; l'Italia, a]la sua volta, dovrebbe urtare poco al di là della frontiera contro lo sbarramento assai solido del Gomagoi. Tu ttavia, quando si arrivasse a far cadere questo sbarramento, la via dello Stelvio acquisterebbe, nel limite concesso dalla buona stagione, un particolare carattere offensivo contro la valle dell'alto Adige, come quella che permetterebbe di profittare di quel gran sagliente pel quale .la Valtellina, penetrando a guisa di cuneo fra Tirolo e Svizzera, spinge la nostra frontiera ad una giornata di distanza soltanto dal Vintschgau. In vista delle favorevoli nostre condizioni difensive non venne progettato alcun forte per sbarrare questa via in prossimità del confine. Dopo la campagna del ,t 635-36 nessuna operaziqne di entità ebbe luogo per questa linea; nelle gue.rre del 18i8, 59 e 66 gli Austriaci si limitarono alla difesa dello Stelvio con distaccamenti costituiti in parte da milizia del paese; gli Italiani egualmente si valsero di colonne di volontari e di guardie nazionali per fronteggiarvi gli Austriaci , senza tentare al.cuna seria operazione. SAGGlO DI GEOGRAFIA MILITARE


40

lL Tll\OLO

Sguardo complessivo alle comunicazioni fra il Tirolo e la pianura lombardo-veneta.

~ell'esaminare Je condizion i delle linee d'ostacolo del Tirolo cisalpino gi,\ ci apparre che le maggiori difficoltà naturali si opponevano alle comunicazioni fra questa regione e la Lumbaedia, che difficoltà pure alquanto serie si ris~ontra "ano ad usci re dal Trenli no verso la pun ta meridionale, che infine piÚ praticabile riusciva la faccia orientale del rivelli no. L'analisi particolare delle singole comunicazioni è ora venuta a confermare quel primo apprezzamento e per risparmiare delle ripetizi oni e nel!o stesso tempo facililarn al lettore il lavoro sintetico e i confronti necessari per giustificare questa nostra asserzione, melliamo sott'occhio il quadro seguente nel qua le a!Jbiamo raccolti alcuni dei principali dati che, per ciascuna linea , polevano essere espressi in numeri.


,:-::-=-=========;::=:::::::==:-======-=· -"=.-=-=--=-:::===========:=========:===:-1 SVILUPPO DELLA STRADA l~TBRVALLO I

-

NOME

..

DEL L A L l N EA

----·

nella regione alpina

~-

.......,..__..__.,,..._;.,... ,,;sr:_,..e-

SU territorio

·- -

Strada de 1 Kreu1.berg . . . .

lstra~d-::~~gna .. . . . .

~

Su territorio

austriaco dal confine

italiano tlal confine

a

a

-- - · - - -

Strada di Val Sugana . . . . Trento . ... cllil. 60

Bassano . . eh i 1. 30

IJ

Schio ... . chi !. 20

Rorere<lo .. chil. 26

Il

I

55 1

chilom.

Gemona. .... } · ·

V1ttor10 . . .. ·

Cornuda .. . .

186 _ _ _ _ __

I>

Lonato . . .

50

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66

4G _ _ _ __ _

Schio . . • . •

l Lardaro . . . · 1 1% Buco di Vela . Lonato . .

1 1 1

i

~

• Iseo . . ... chi!. 160 190 Strada dello Stelvio . . . . . Brad . . ... ch1I. 25 f ,ecco . . . , 17,,:t inn :,;; 1 1

I s. Nicolò . . . . l

/ Oa Framcns~csle a Tloliano chilom. :,O

., d ll"d' ~·· k ~ Da Bob.ano a S. )lichele . . . . (1) Arteria cenlr.ut e " 1cre ..,,sac · , Da s, Nichelf a 'l'i·eolo . . . \ D~ Trento a n~vmllo . . . .

!

Gomago1 . . ..

, , •

40 10 21

;:,.

2-i

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35

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~

16

/ Rocce~ d'Anfo · l Brescia . . ...

I .

UJ

45

102

j

l

) Iseo . . .. chil. 105 h tt ) Iseo . . . . . . . Strada dol ·rona.le . . . . . . Mezzo Lomb. 0 chil. 50 Trescon e . l> 112 1G2 Sto~c e a · · · 1'rescorre . . . ! ',I 186 __l'HlO . •_ . ._ ' Bergamo . 'I> 13G __ __ Bergamo ... . li

-

117

t ) .. }

Rocca à'k11.,fo · 116

j

1

Ri voli .....

Rivoli . . . . . .

1551-;--

I

I

no Civezzano

Kago .. . . . . ( Rezzato .. . ..

RoYercdo . .

1

Ba.ssano .... 1

'I

Strada delle Giudicarie . . . ,

'

Rovereùo .. chil. 30 Rivoli. . . . cllil. ()• l 1I ~ , Trento . .. . chil. 70 Brescia ... chil.

I

fra gli nella sbocchi pianura .italiana

h' l ~ ~ Gemona .. chil. lOG 121 . I onte 11en . . e 1. 1o v·tt ,· - - _ _ It l 0110 . . l> IOl , _ 119_ - - --

Vittorio .. ehi I. ns

I Strada ùi val <l'Ad ige (1)

I 3~

SBOCCHI

i- - - - - - - -

Toblach .. . chil. 38

I11_s_·L_ra_'d_a_.d_e_l_le_F_•u_g_·a_zz_e_ ._·_·_·

FORTI di sbarramento

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.... . . . J II LIseo . ...... ùcco

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42 IL TU\OLO Ora, tenuto conlo del fallo che gli eserciti odierni hanno bisogno (1), per sviluppare la loro azione, non di una sola ma di parecchie stra.de da impiegarsi contemporaneamente, conviene esaminare se fra le comunicazioni suddelte ve ne sieno di quelle che, pei loro reciproci rapporti e per le loro condizioni individuali, diano, prese collettivamente, faco ltà a parecchie colonne di muovere per esse ce-n accordo e con facilità. Questo problema, mentre può ammettere molteplici soluzioni in una regione di .pianura ove la rete st1·a-

dale, generalmente riccu, dà libe1·tù di movimento e l'abbondanza dei prodotti del suolo, col permettere di far vivere, come si suol dire, la guerra colla guerra, consente celerità di movirnen to, questo p rohlerna, diciamo, viene a presentarsi in u11 modo nettamente determinato quando sì tratti di una regione montana, povera di vie e di produzioni naturali, costituita cosi tla obbligare un esercito a dividersi in parecchie colonne, ciascuna delle quali, per la distanza dalle altre, debba. seguire una linea d' operazione distinla, e procedere con una velocità che per ciascuna linea può variare assai sensibilmenle . Quest.c colonne mentre, in g·encrale, possono bastare ciascuna a se stessa fì n chè, rinsenale nelle valli montane, ne ricevo no naturale protezione, vanno poi a trovarsi in un momento di crisi allorchè sboccano nella. pianura, e sovratutto quando, una volla sboccate, sono obbligate a procedere a.l largo, isolate, per tratti considerevoli, prima di congiungersi alle laterali. In conseguenza di ciò è a ritenere che: (1) Cbi desiderasse persuadf.rsi di questa necessità, e delle diffico!Ut logistiche cbe incontrerebbe una grossa colonna attraverso una regione montana come quella di cui qui si tratta, consulti gli Appunti sulla difesa dell' Jtalia del colonnello A. R1cc1.

43 1° la lunghezza relati va di pel'corso entro alla regione montana, e specialmente in territorio nemico e l'entità degli ostacoli esistenti lungo tale percorso; 2° le distanze fra g li sbocchi in pianura delle strade che atlra versano regioni montane; 3° l'esistenza d i linee trasversali o di spostam ento per entro alla regione montana e sovratullo in vicinanza a quei punti di sbocco; 4° l'andamento del fron te, formato dalla linea. che unisce le posizioni . di slJocco, rispelto alla direzione delle liuee difens ive del nemico; 5° la facoltà di più o meno rapidi e grossi spostamenti concessa dalla rete slra.dale (ord ina.ria e ferrata) a chi fronteggia dalla pianura le strade che vi sboccano da una regione montana; determinano neuamenle la situazione delle due parti supposle in guerra attraverso ad una simile regione. Nel caso noslro, se rammentiamo le cose premesse nella descrizione delle singole strade e nel quadro si ntetico delle medesimo, Lrovi arno : Circa cil ~ • degli a1·gornenti 01·a citati che: dal vunto di vista di un·offensiva aust1·iaca le sole strade di Pian delle Fugazze e val Sugana offrono buone condizioni e, tosto dopo queste, quella d' Alemagna; dal punto di vista di un' offensiva italfana quelle di val diAdige , delle Fugazic e d'Alernag na.; Circa al 2° argomento: dal primo punto di vista , se si escludono le distanze fra gli sbocchi LonatoRezzato, Rezzato-Brescia comuni ad una medesima. linea quella delle Giudicarie, e Trescorrc-Bergamo per quella del Tonale, si ha: che fra lo sbocco di una linea e quello della suo attigua la distanza è sem pre superiore ad una giornata di marcia , e talora perfìno di qualtro giornate, il che rende, quasi per tutte, impossibile l'accordo fra le colonne. Le minori distanze sarebbero fra SAGGIO DI GEOGRAFIA :Mll.ITARE

1


.u

IL '1'IR0LO

SAGGIO DI GlWGHAFIA MILITARE

lo sbocco della linea delle Giudicarie e quella del Tonale (23 chil.), fra quella d' Alemagna e val Su gana t24 chil.) e, subito dopo, fra quest'ultima e quella delle Ii'ugazze (35 chil.). - ì\Ia l'accol'do fra le prime è rotlo dall'impedimento de!le forLificazioni cli Rocca d'Anfo, epperò resta.no solo le ullime tre (11) aperte e mediocremente disposte. Dal secondo punto di vista le linee d'Adige, Fugazze e Giudicarie si presentano convergenti s1.1, di uno stesso punto, a Roveredo ; quelle d'Adige, di val Sugana e Giudicarie sono parimenti convergenti su Trento; quelle d'Adige e Tonale suS. :.lichele; q uell e d'Adige e Stelvio su Bolzano; e quelle d'Adige e d'Alemagna su Franzensvcste. Epperò su ciascuno .di tali punti l'atLacca.n!e ilaliano arriva per un numero di strade maggiore di quello cli cui dispone, per gli spostamenti, il difensore auslriaco. - La quale condizione però è alquanto più accentuata nel Trentino che non nel rimanente Tirolo. Circa al 3° w·gomenlo premetLif,l.mo· che, fatta aslrazione dalla nostra pianura ove stanno gli obbieuivi nemici, e dalla val cl' Adige ove stanno i nostri, tre sono le lin ee di sposlamenLo (provviste di strade carreggiabili) interposte alle linee d'operazione cioè: quella . del medio Piave (Capo di Ponle-Feltre-Primolano) , quella dell'Aprica (Edoìo-Tellio) e quella cl el Sarca (Riva-Dimaro). La prima e la seconda su territorio ìLaliano, la terza su territorio austriaco, danno, a chi le possiede, facoltà di prep ararle convenientemente.

Si noti ora che la prima e la terza corrispondono a lin ee le quali , per le cose già esposte, non danno luogo ad una combinazione di grande importanza, la seconda invece corrisponde ul fascio di linee più opportuno all' cffonsiva austriaca, ed acquista uo grande valore per la sua vicinanza agli sbocchi di Vittorio, di Cornuda e di Bassano . Il possesso da pnr!e nostra di tale linea dì spostamento ci mette pertanto in grado cli para.re alla maggiore minaccia. Circa i·z 4.0 argoniento devesi notare che, dal punto di vista dell'offensiva italiana, ì pun ti di sbocco si trovano nell'arteria dell'Adige la quale mentre costituisce . la grande hnea di spostamento awtriaca, costituisce pure l'unica linea cli ri'timta cmstriaca, pel quale fatto speciale ciascuno cli questi sbocchi dà facoltà di minacciare di roveseio una parte delle difese nemiche. Dal punto di vista della offensiva austriaca, la linea degli sbocchi, da Gemona sino a T.ecco, presenta un fronte ricurvo colla conravità rivolta a nord, epperò ttvviluppabile da parte dell' alla ccante italiano situalo nella pianura. La quale · disposizione male si presta anche per dare appoggio e libertà di manovra alle operazioni austriache di invasione, una volta inoltrate nella pianura. Ma vi ha di pi.ù. Questo fronte che riusciva parallelo alla linea di ritirata ( napoleon ica e piemontese } svolgentesi dal Veneto per la Lombardia ed il Piemonte verso le Alpi occid entali, e permetteva agli Auslriaci di piombare su di essa, ed intercettarla senza arrischiare le proprie comunicazioni dietro alle spalle, riesce invece normale alla linea di ritirala italiana, basata sul medio e basso Po; epperò l'Austriaco, manovrando da tale fronte contro di noi, non ha possibil ità di conseguire, anche in caso di successo, quei risultati che potea riprometleesi nelle guerre passate.

- - - ------(1) Sul modo di raggrupparsi delle linee d'op irazione provenienti dal Tirolo, ad i rapporti 'di queste con qn~lla del Friuli mi richiamo a quanto pubblicai nella dispeosa della Rivista del maggio 1872: - Su la difcsa di alcuni valichi a.lpini e l'ordinamento militare territo1·-iale della iona di frontiera alpina.

MS


.i,6

4, 7

lL TIROLO

SAGGIO DI GEOGRAFIA MILITARE

Ch·ca il 5, argomento basta un'occhiata alla carta pe.r vedere quanto di[erenti sieno le condizioni fatte . alle due· parti, aust,riaca. ed italiana, dalla rete stradale sia per gli spostamenti sia per i concentramenti in corrispondenza a ciascuna dalle linee d' 0perazione. Alle strade ordinarie, di montagna, che nel Tirolo . consentono solo spostamenti da Toblach allo Stelvio, da val Sugana al 'tonale, dalle Fugazze alle Giudicarie, noi contrapponiamo la ricca e comoda rete stradale della pianura lombardo-veneta; a quell'unico binario di ferrovia che da Toblach porta al confine di val Lagarina noi contrnpponiamo le seguenti linee fenoviarie che D:rrh1an0 in corrispondenza aglì sbocchi delle linee d'operazione: 1,0 Da Milano per Monza, Calolzio a Lecco (che dà su 'Lecco un circuito chiuso d i. conceNo col tronco Milano -Bergamo-Lecco). Che coi tronchi BergamoBrescia e \\filano, Lodi20 Da Milano a Bergamo ~ Cremona, danno un cir30 Da Cremona a Brescia cuito sugli sbocchi di Ber' gamo e di Brescia; t 0 Da ~Iilntova per Verona a Ceraino; 5° Da Rovigo per Padova a Vicenza; 6° Da Mestre per 'Ereviso a Conegliano. Dette linee sono allacciate lungo il lembo detla reg,ione monl.ana da quella Lecoo-Bergamo -Brescia-Verona-Vicenza, che, per essere completa, dovrebbe essere prolungata con un nuovo tronco Yicenza-BassanoConegliano; e più indielro, nella pianura dalla linea l\'lilano-Casalpusterlengo-Crernona-Mantova, che sta per essere continuata da Mantova verso Legnago a Padova e da Padova a Mestre. La rete così costituita è poi bene collegala coli.e ferr ovie situate sulla destra del Fo e àell' Adda;. verso

l'Emilia., mediante le linee: Padova-Rovigo, Mantova1\Iodena, !Uilano...Piacenza; verso Piemonte mediante le linee: Milano-Arona, Milano-Novara, Afilano-Vige:vanQ , Milano-Pavia, Cremona-Pavia. A quest.o si aggiunga ehe gli spostamenti nostri nella pianura non sono inceppati da alcun ostacolo, mentre quelli del nemico possono esserlo fin d'ora dai forti· di Rocca d'Anfo e di Rivoli e dalle molte difficoltà naturali che accompagnano sui territorio nostro le vi:e dello Stelvio e del Toqale. Si no.ti ancora che tutte le forti posizioni di sbocco delle linee provenienti dal Tirolo sono sul tenitorio italiano e, come fu proposto dalle nost11e Commissioni cli difesa, potranno essere chiuse da forti. Infine si rammenti che un'offensiva efficace contro dh1oi non può conseguire alcun grande risultato se non d?po essere sboccata, per più di una linea, nella nostra prnnura. 'l'enuto conto di tutto ciò appare chiaro, a nostro avviso, che in una frase, troppo spesso ripetuta, la quale suona presso a poco così: l'Aust1·ia può a piacimento

0

sboccare dal Tirolo verso la Lornba1·di'a u verso il Veneto, vi è qualche cosa di esageralo. Rimane sernprè, egli è vero, la facoltà alla difesa austriaca di manovrare pe1' linea interna dalla posizi?ne cemi·ale di Trento contro le irrompenLi colonne che dalla nostra frontiera possono convergere su quel punto. Ma anche a questo non conviene attribui1:·e m 1 valore assoluto. Il generale Kuhn, nella sua bella difesa del Tirolo, cercò di sfruttare quella situazione; dopo Bezeca, co~e _è noto, si apparecchiò a parare il colpo che gli veniva per val Sugana dalla divisione Medici, seg,u1ta dalla divisione Cosenz. Al 2 agosto, allo scadere dell'armistizi_o, si proponeva di soverchiare le truppe del


,i.8

49 Ilanno forse esse servito rnai dal 1796 al l 866 ad arrestare seriamente e lungamen te alcuna offensiva'? Napoleone nel 1797 passa il Tagliamento combattendo sul fondo medesimo del fiume.Egli stesso, in detto anno, ed Eugenio Beauharnais nel ,t 809 non sono arrestati che per ~4 e 36 ore dal Piave, .in pieua e difeso da forze considerevoli . Nugent nel 118,i.8 non ebbe a perder gran tempo a far cadere questa stessa linea. Se adunque questi fiumi non possono servire come ostacoli seri e permanenlì, quale è il valore della frase sopracitata? Laonde rimane stabilito quanto abbiamo premesso, che l'unica facile offesa austriaca, basata sul Tirolo, anzichè servire a far cadere le nostre più importanti difese , tende ad allargar-e la base ~elle operazioni nemiche ed aprire nuovi shocchi . S,\GGIO DI GEOGRAFIA MU,lTARE

IL Tll\OLO

1

generale i\tedici, concentrando contro di esso quasi tutte le sue forze, e, bàttutolo, correre sop1·a Garibaldi. Era concetto ardito. I fatti non vennero a decidere dell' esito . Ossequenti a q uesli, noi non vogliamo entrare qui in congetture; solo rammentiamo che quella. linea di val Sugana era battuta, in quel momento, da due nostre belle divisioni, condotte da due generali illustri; che i volontari garibaldini (brigata llaug, arrivata a Campi sopra Riva) com inciavano a sbucare dalle anguste strette nelle quali avevano tanto sofferto. E vi sono ancora altre strade per le quali, se non allora, oggidì altre truppe potrebbero marciare, con azione cospirante, contro chi occupasse questa posizione centrale . Riassumendo possiamo dire: che l'offensiva italiana può esplicarsi in condizioni assai van(aggiose alla punta meridionale del Trentino ed al suo lato orientale; che l'offensiva austriaca trova un solo fascio di strade nel quale abbia condizioni sodd isfacenti, ed anche questo se, per una parte, offre il vantaggio di. convergere coHa linea del Priuli, ha cfall'édtra l'inconveniente di urtare ed arrestal'si, nella pianura, sulla linea dell'Adige, unica fra le linee fl nviali del Veneto che presenti pei· noi buon e cond izi oni d ife nsi ve . Fu scritto e s i pensa da alcnno che: dalla punta

me1·idionale del Tirolo l' Austria può agevolmente far cadere tutte le linee difensive clall'lsonzo all'Acli'ge . fifa anche in questo, come in mol te fras i di convenzione, ·in molte di quelle premières aperçues che Talleyrand · chiama così felicemente les awiomes d.e la paresse, vi è qualcosa a ridire . Lasciamo per un momento da· parte quell' « agevol·mente » che la storia di tutli i I.empi smentisce . l\fa, quand'anche fosse, che importa che quelle linee cadano?

1

Questi nostri apprezzamenti sul valore della posizione dell'Austria n el Tirolo cisalpino non sono soltanto il rutlo d ell'esame analitico degli elementi geografici cli questa regione, ma altresì dì quello degli avvenimenti di cui essa fu teatro . Scorrendo la storia, noi trovammo che mentre in tutti i tempi le invasioni scendenti pel Tirolo contro l'Italia cerca rono di seguire di preferenza l'arteria centrale dell'Adige, trovarono però · difficoltà ad uscirne per lo sbocco di val Lagarina e quasi sempre ricorsero alle vie laterali. I Cimbri, l'anno ,\05 A. C., scesi per val d' Ad ige, incontrata forte resistenza nelle gole d~ val Lagarina guardate dai Romani e, a quanto pare , fortificate sul fianco di Monte Pastello, si gettano sui Lessini, d'oncle passano nella pianura veronese (11). (·I) V.

SciPJONB 1\faFF.BI,

ANNO XIX, VOL, IV.

Verona illustrata.


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IL 'flROLO

Il principe Eugenio di Savoìa nel 170 1 tenta per val d'Adige sboccare nella pianura, ma, trovato chiuso il passo nella stretta di val Lagarina fortificata ('I ) e guardata dalle tru ppe del maresciallo Catinat, si vede obb ligato a- deviare; va per vnl Fredda a valicare i Lessini e, per Breonio e val Policelia, scende presso Verona, violand o la neutralità veneta . Nelle guerl'e napoleoniche abbiamo numerosi esempi di operazioni eseguite c1gli sbocchi del Tirolo , e tuui tendono a dim ostrare gli svantaggi e le difficol tà che i nconlrava chi faceva di que l paese la propria base, per operare contro la valle del Po. Nel l'agosto del ·1796, Wurmser vuol operare dal Tirolo , sboccando con 4,7 mi la uom ini . La quantità delle strade che irradiano da quel paese verso la pianura italiana , lo tenta a dividere le sue forze, e l'andamento delle stI'ade lo fa operare per linee divergenti : sbocca in tre masse su Verona, su Peschiera e su Brescia; il lago di Ga1·da divide la suci destra dal centro; Napoleoi;ie può trane vantaggio dalla sua posi·zione centrale ed

appoggiata all'ostacolo che divide le masse del nemfro. Questo è battuto a Lonato e a Castiglione. Nel settembre 17H6, Wurrnser rinuncia alla troppo discosta strada ad occiden te del Garda e ritenta la prova scendendo per val Sugana, dopo avere distaccato per val d'Adige Davidovich. L'andamento delle strade, divergenti verso la pianura veneta e separate da grandi ostacoli montani, mette le due colonne fuori del caso di spalleggiarsi . Napoleone opera per le Giudicarie e pel lago su Torbole (Yauhois), per val d'Adige (~Iassena), per i Lessini (Augereau), epperò per linee tutt,e con vergenti verso nord, eseguendo una manovra preci-

(1) V. ilfimorial du dépdt de la gÙerre, t.

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SAGGIO DI GEOGRAFfA MILITARE 1

11.

samente inve1·sa (1) a quella di Wurmser; nell'agosto di quell'anno Davidovich è· battuto ad Ala, a Roveredo ed a Cali.ano; ·wurmser, battuto a Bassano, separato dalla sua base e cacciato dentro Mantova. Questi fatti devono aver persuasi gli Austriaci che le linee del Tirolo meridionale mal si prestano, a cagione della loro clive1·genza, ad .;un'offensiva contro la valle del Po., tentata su troppe col01.me e di fo1·za insuf-

ficiente. Infatti, nel novembre 1796, Alvinzi rinunzia alle linee divergenti; ne sceglie due convergenti: Trento-Verona, Padova-Verona; ma esse sono separate al loro punto di incontro da un ostacolo serio, la posizione di Verona occupata dal nemico . Alvinzi ha 50 mila uomini, ne manda '.aO mila (Davidovich) per val d'Adige ed i Lessini, avanza con 30 mila circa per la via del l?riuli, .dalla Piave a Caldiero . Resisle con successo a Caldiero agli auacéhi di Napoleone, mentre Davidovich riesce a forza.re lo sbocco di Rivoli; ma per avere diviso in due parti quasi eguali le sue forze, non riesce preponderante in alcuna. Le due masse sono sboccate; è il momento di riunirle. i\fa ecco entrare in giuoco in tutto il suo valore la posizione di Verona, che, centrale alle vie seguite dalle due masse nemiche , ne impedisce la congiunzione. Alvinzi è battuto ad Arcole, Davidovich è ricacciato nel Tirolo. Nel gennaio 179'7 Alvinzi ritenta la prova , deciso ad opera r1; per una linea sola con quasi tutte 1~ sue forze; dà la preferenza alla lineçJ. dell'Adige e non manda che un piccolo corpo con Provera a fare dim ostrazioni ·nella p'ianura, da Padova verso Verona e Legnago. Ma egli prova a proprie spese, a Rivoli , come la linea 1

(l )

V. Memorie di Napoleone

(LISKRNNB et 8AUVANT,

voi.

VI,

p. 786ì-


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IL TIROLO

dell'Adige presenti somma difficoltà ad un grosso co rpo che per essa voglia sboccare nella pianura veronese. Questi sbocchi del Titolo erano stati fatali ag~ Austriaci, e pare che da questo momento essi non volessero più saperne. Nello stesso anno infatti l'arciduca Carlo, vittodoso verso il Reno, chiamato in frella a contrapporsi alla marcia di Donaparte; rion profilla degli shocchi del Tirolo che pure gli aprono la via più breve per piombare sul fianco del nemico. Bom:parte pensando che l'Arciduca. SO.l'ebbe sceso pel Tirolo, manda .Joubert con tre divisioni sull'A.visio. Ma l'Arciduca preferisce con giro assai più lungo anelare a porsi di fronte a Napoleone sul Tagliamento e coprire direltamente la via cli Vienna. Per la stessa via del Frinii opera l'arciduca Carlo nel 1805, contro 1\fossena, e l'arciduca Giovanni nel 1809 contro Beauharnais. Nel •18'13, Hiller, arrivato già D. Trento, spaventato dalle difficoltà che avrebbe potuto incontrare a sboccare per val d'Adige guardata a Rivoli dulia divisione Giflienga, rinunzia · volontariamente ai frnt.ti del suo lungo movimento girante, abbandonando quella via che lo avrebbe portato alle spa,lle di Beauharnais, e va a porglisi ancor/'l di fronte, scendendo per val Sugana. Anche nel ,18i-8, truppe [)iemonlesi del corpo De Sonnaz resj stono con successo a Rivoli contro forze austriache, le quali volcano ristabilire le comunicazioni fra Trento e Verona. Tali sono i fatti che la storia ci fornisce e noi presentiamo, sommai'iamente, senza entrare in mo ggiori considerazioni. Li ponderi allento.mente il leLtore e vegga se essi confermano, come a noi _pal'e, gli apprezzamenti da noi emessi sui rapporti fra il Tirolo ed il nostro paese.

SAGGIO DI GEOGilAFIA MILITARE

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Rammenti però il lettore ch e per n·c1 urre'. per'CO~ dire, a valor presente quei fatti, è necessar10 tenere . speciale conto delle tre seguenti cil'~o~tanze: 1° Che fu aumentalo il numero e m1ghorata la qualità delle strade che dal Tirolo mettono nella valle del Po, e ciò in seguito alla costruzione ed all' ampliame~to delle vie dello Stelvio, del Tonale, de~le Fugazze e cl ,Alerhagna, le quali erano, durante le c1t.ate gue1:re dellepoca napoleonica, semplici sentieri o d1s~gevol1 e. str~~tissime strade e sono oggidì eccellenti carregg1ab1h . Per il quale faLto, mentre non si stabi lir~n_o linee sboccanti nella nostra pianura abbastanza v1c10e fra loro da prestare valido appoggio ad ?n'offensiva austriaca, si sono invece Cl'eate nuove linee opportunamente concorrenti con quelle che già esistevano, bene disposte per un'offensiva italiana; . . . 2° Che la costruzione delle ferrovie del Tirolo (Adige-Toblach-Brcnner) se non ha reso ?ossibile di accelerare di molto un concentramento cli truppe, ha però stabilito la possibilità di approvvi?ionarl,e, tacend~ cosl scomparire in gran parte le d1fficolta 10erent1 alla povertà del paese; . 3° Che la mole degli eserciti d'oggidì rende difficili gli attacchi pronunci ati dal Tirolo, per_ str.ade isolate contro un difensore forte in numero, r1umLo nella ' pianura del Po. Ed invero tali attacchi. se poterono qualche volta, in passato, pronunciarsi per una sola via ' dovrebbero oo·O"i profittare di parecchie, presen~o .. lare l'invasore diviso all'attaccante riunito. CONCLUSIONE.

Anivati alla fi ne di questo nostl'o studio, rivolgendo lo sguardo al cammino percorso, crediamo di potere


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IL TIROLO

SAGGIO DI GEOGRAFIA MILlTARE

formulare alcune conclusioni le quali, come premettevamo, sono tult'altro che sconsolanti: • 0 ~ Le cattive condizioni di collegamento del '.l'il'olo col _r1m_o.nente della monarchia austriaca 1·endono lento e d~f?clle, per questa potenza, lo addensare, nella sua posJZ1 one avanzata del 'l'rentino, una mole ·d'armati quale è necessal'ia per trar profitto di guella posizione avanzata; . ~· _La disposizione e le condizioni individuali delle linee dt operazione, corrispondenti a quella posizione avanzata, ,.ten_dono ad impedire _di frrompere da-essa con quel! ms1em e e quel!a celerità che sono necessari· . . 3° U\1:0:lfensiva ital!ana potrebbe facilmente sepa~ 1~1e dall impero austriaco la parte meri dionale del Tirolo, ma non avrebbe possibilità di proseo·uire at1.rav~rs~ alla parte nord-orientale di esso c~ntro le provmc1e centrali dell'impero; 4" Un'azione italiana in favore dell'Austria darebbe a questa l'appoggio necessario a conservare e mettere a P:o~lto, in un~ guerra generale, la posizi one irnportanttssuna del Tirolo transalpino, posizione non altrimen ti tenibile, perchè eccentrica senza qucll'upporro·io

fare , per guardarsi dai passi del Tonale , delle Giudicarie, dell'Adige (val Lagarina) , delle Fugazze e della val Sugana. La separazione fra i due Stati sarebbe determinala da grandi linee naturali, quelle cioè che sono accompagnate dagli attuali confini amm inistrativi di circondario che, staccandosi dalla fronli era fra Valtellina e Tirolo presso 11. Cevedale, dal Zul'all Ferner corrono sulle lince di displuvio fra Adige e Nos, per Pizzo Venezia, i ghiacciai di Zufritl , Pizzo Sassfora, i laghetti lii Corvo, di Trento, Pizzo di Lauchen, Toval, M. Rocn, Corno Ji Tees, Cima d'Arza a ~lezzo Tedesco, e, passato l'Adige allo Sll'etto di Cadin, per M. Tolargo, Costa- . lunga, il giogo Sella, Campolongo, Alpe Incisa, M. Lagazuoi, Yallon Blanch, Crepa del Ravinores, Coll fredo Alto, vanno a toccare, presso Lnndro, sulla strada d'.Alemagna, la nostra frontiera del Cadore, la quale polrebbe, lil ove oltrepassa la cresta della catena, a Col S. Angelo esser rettificata in senso inverso, restituendo all'Austria il vallone di Mesurina , affluente del Rienz. La quale linea in tutlo il suo svi luppo dalla ValLcllina al Cadore non é auraversata da buone strade che in un sol punto, al centro, per modo che: una sola e forte occupazione, poco al di sopra di Egna in val d'Adige, copri r·ebbe, com~ si disse , tullo il paese compreso fra la via dello Stelvio e quella <l' Alemagna. Su questa linea che separa le due razze si rassoderebbero, per sempre, i vincoli già cordiali dell'amici.zia fra i due Stati. Io faccio voto perchè possa toccare al fondatore della nostra unità ed al restauratore dell'Austria, a Vittorio Emanuele ed a Francesco Gi useppe, la glori a di stabilirr questo pegno di pace e di concordia.

bo

•

, Se ~neste conclusioni sono esalle, a noi pare che I Austria non pregiudicherebbe le condizioni generali della su~ difesa verso [lalia ove rinunciasse al posse~so di quella punta meridionale del Tirolo che è abitata da popolazioni ilaliane; ma, al contrario mentre con; ciò stabilirebbe novelli vincoli d'amicizia' sin ce,·a e s1 pt·ocw·erebbe un valido appoggio, anzichè infirmare, renderebbe più agevole la difesa delle stesse provincie tedesc~i e del Tirolo cisalpino, inquantocli è le potrebbe coprire tutte con una sola occupazione \'er~o Eg?a in val d'Adige, e più non sarebbe portata a d1ssemmare le sue difese, come oggi è ten tata di

,,

l

G.

P ERRUCCHETTI

capitano di stato maggiore.


57 condava diede a queste ed ai suoi effetti un'idea di terrore che rimase, nell'uomo ignorante,.fi:o:o ai dì nostri. L'azione dell'artiglieria (diceva un capo ameno) è cli CONFERENZE MILITARI -

•

. CONFERENZE MILITARI

far cangia1·e cl;ivùamento al .nemico lontano e di conservare l'eroismo nei nostri. Scharhorst opinava che : l' azi·one ·morale che il fì- · schiar clelle palle cli cannone esercita sulle masse deve essere tenuta in conto.

SUI TIIll E SOLL' EFFICACI! D~t LB

NU OVE BO C CH E

DA FUOCO DA CAMPAGNA

Sé il detto di Clausewitz è v r , . , una lotta d.. r. , . , e o, esse1e c1oe la gucn·a . t I O? ze ?nOl'ali devono . r • I

H~fortanza quegli elementi 'che a a,e~~ m ta caso azione sui nervi del!'uom ' mezzo I una potente forze. A tali element' . o, valgono _a scuotergli queste del' cannone. l o ppartengono Il rumore e l'effetto

. !I

SUl TlRl E SULt.' EFFI.CACIA. ECC.

tuonar dell'artiglieria può da solo a ,. ' , a i~portanti sforzi, od anche avvili1:e i·n"'t e truppe nem , ·e ramente un 1c? scosso o cedente. Il cessare del fuoco d l . . . ~ cannone e capace di. produrr . e una disastrosa rmrata a truppe ,,ac·11 e ·1 anti. .

n.'u

L'effetto materiale del ca.nnon , . . roietti . l' . e, et mezzo dei sum P ' per estens10ne e per l'intensità d Il ' . mento prodotto , , .· e anmenta,. ' puo a ,rere per risultalo una r I azione morale. La quantità dei col i ' . . g ance in cui vennero fracassati e ~-~doiti sa1,a]r~L1 _ed Il n'.od? vent' · , . ' )Ialll esseri v1costrrno·ere . e a rJt1rars1. .. . . E, ,, possono f. . o . oo·li ille"t. ::, a ced , e1e un atto che al primo apparire delle b I· J · fuoco p · 1· · .. occ ie <1a , ·' resso g ! eserciti sul campo di batlaO'lia f ( per molto tempo) l'azione morale che e ~. . u ~ O'ran l . ese1 citava dt o unga superwre alla fisica. Il mistero che le cir-

"

Se questa azione morale non ha altra ragione di scapito ora al 1:affronto d'una corrispondente a.7,ione fisica, questo rapporto per gli effetti del cannone r·igato dev'essere cambiato. All'azione morale è connessa quasi sempre una grande azione materiale, e quest'ul · tima essendo, a parogone di prima, di molto aecresciuta,· deve perciò eseraìtare :;ui nervi e quindi sulla saldezza morale dell'uomo un effetto muggiore, essendo rimaste eguali la sua capacità e le sue forze . Il presentimento o meglio ancora la certezza di poter essere colpiti già a grandi distanze con forte probabilità; l'idea d~gli effetti che una granata scoppiando può prodmre; le ferite che le sue scheggie cagionano, tutto contribuisce a richiedere ora una maggiore forza morale che per l'addietro. Abbi<1mo detto ehe l'azione fisica, a paragone di prima, è di molto accresciuta; c'incombe ora l'ob'bligo di provare che ciò avvenne realmente, in special modo, per l'introduzione dei nuovi trovati di guerra, vale a dire dell'arma rigata . In conseguénza dell'adozione del cannone rigato nella guerra di campagna, e perciò della palesatasi imprescindibile necessità di romperla eolle vecchie tradizioni, conducendo le altre truppe al fuoco in formazioni tattiche più razionali, dovea tener dietro naturalmente pure un mutamento d'impiego dei fuochi dell'artiglieria snl campo di baltaglia. I

'


• 58

COnFEHENZE lIILiTAHl SUI TIRI E SULL'EFFICACIA DELLE NUOVE BOCCHE ECC.

La campagna del 1866 e più specialmente quella del 1870-71, mettevano a nudo gli errori commessi coll'anlico metodo di guerreggiare e le false idee dominanti nell'impiego tattico dell'artiglieria, addimosrrando nello stesso tempo con chiarezza e risulLati ~onvince_nti Ja via a battersi onde poter rivaleggiare 1 accresciuta potenza derivala alla fanteria dal nuovo fucile . 1

però che i dati contenuti nelle tavole di Liro presuppona-ono sempre che il cannone v~nga ~parato nelle migliori condizioni di tiro, vale a dire, s!a be? c~l!ocato, puntato con accuratezza, con_ c~lma d1 spmto nel puntatore, calma che viene spess1ss1mo turb~tn. dal fischiar delle palle nemiche, oppur a?c~e ~ovenll d~II~ premurose sollecitazioni d~i supenon ! moltrc vi s~ presuppone la giusta valutaz1~ne _dell.e c)1stn.n~e, la po~ sibilità di osservare i risultati dei pr1m1 colpi p~r ~01reggere la direzione secondo_ le fatte o~scrva~wm, e finalmente quella di vedere chtarament~ il .~emico per prenderlo di mira; condizioni tutl~ d1ffi~1h a conseo-uirsi e che imperfettamente adempite, umtamente alle ~ause perturbatrici sovradette, agiscono tal~ente, a ~~a.pilo dell'efficacia del tiro, che_ pe_r co~1segu1re_ 1t:til~ta suesposta si è costretti a dimmL11re di_ ~o!Lo il l1m1te di distanza dato dalle stesse tavole di tiro. . Questa disillusione sull'i~piego _d~l cannon? r1g~c'. a troppo grandi distanze diede origme ~ tutti queoli appunti sollevati contro l'artiglieri~ prussian~ dopo l~ guerra del ,1866, che si possono riassumere J~ queste parole: l' a'rtiglie·l'ia non corrispose affatto all aspettc~-

Coll'applicazione della rigatura al cannone, essendosi ampliati immensam ente il suo raggi o d'azione e la s~a potenza, nacque l'erronea abitudine di voler impiegare l'artiglieria a enormi distanze, sdrucciolando c_osi_nell'esagerazione_, dalla quale n'era frutto aspellaz1oni, c?e deluse, nm momenti decisivi prod•.1cevano scoragg1ament? nelle ~1tr? armi e sfiducia nella propria forza. Inoltre_, 10fatuat1 cli questa idea non si poneva mente che c10 :7aleva solo a indebolire la sua potenza, e quel che pegg10, a non ritrarre da questa nuova bo cca da fuo~o tutti quei vantaggi di precisione che fino a certe distanze sono veramente mera vigli osi. Questo vezzo , pur troppo 1ea-gcrmente introdotto ' b ' ll:aeva con sè ~ure lo scioglimento di quell'indispensabile Jega~e tattwo che deve tener unita l'artiglieria alle armi, ponend?le altrimenti nel caso di non potersi p1 u dare quel reciproco appoggio, tanto necessario al momento critico e decisi"o, mediante una razionale cooperazione.

a!t:e

Certamente è molto lusinghiero un limite di tiro di qual~he efficacia fino a 4000m col cannone da ca mpagna, c~ns1deralo come lo rappresentano le tavole di tiro. ?1ffatt~ quelle dei migliori cannoni da campagna ora m u~o ID Europa stabiliscono che a 4000111 una granata c0Ip1sc~ con ~sattezza. in un rettangolo occupato da un battaglione d1~pos~o 1_n ~olon~1~ di mezze compagnie. Quantunque sia ciò md1scut1blle, si deve por mente

59

zione (certamente eccessiva) 1'·iposta nella sua efficacia e potenza. . . 1·

I pregi dell'artiglieria rigata caddero m seconda_ mea rimpetto a quelli della fanteria, che non avevo. in dugiato, conoscendo l'eccellenza del suo .armam~nto, ~ cogliere gl i allori dei risultali momentanei oLt~nut1 senza l'aiuto dell'artiglieria, e o. non lascial'e mai a. queSL~ il tempo ali' azione ogniqualvolta se ne presentava il destro. · · ò In seguito a questi fatti, dopo la guerra, si ~mv_ perfino a trarre la esagerata conseguenza: che l arti'•

glie1'ia d'ora in avanti avrebbe cooperato _ben poco e forse se ne sarebbe potuto far senza del tutto.


{30

SUI TIHI E SU LL 1 EF]l'ICACIA D;ELLE NUO\'E BOCCHE ECC.

CONl!'EUENZE mLI'fAIU

Attaccata così vi va.mente da ogni parle non mancava tutta:o lt~ chi, intimamente persuaso della somma efficacia d1 quest'arma, altamente proclamasse che nelle battaglie avvenire sarebbe chiamata a sostenere una .p~rle tanto importante, e che l'origine del s1:10 debole amt~ prestato alle altre armi in quella guerra doveasi pr~c1sa~1ente_ ricercare solo nell'essersi preteso troppo dai s~?~ effetti, mentre ~reval_eva ancora una incompleta capac~~a de~ s~1~ uso . m cht la doveva maneggiare. A- ~10. pero .s1 fece grnstizia: riconosciuti i commessi ,err~n, ~1 studiò di rescindere da que ll'esagerazione conc~p1ta 1:1guar~o agli effetli di questa nuova arma, dotata eh tanti pregi se giudiziosamente maneggiata; determina_ndo regol~ d'it~pieg? ,e ~o~rne cli lim ite sulla portata utile: effi_cacia_e c)1vers1ta di tiro da eseguirsi colle varie specie di pro1ett1. Proietti". - L'artiglieria rigata da campagna lancia seguenti proietti : 1° La grunata; 2° Lo _shrapnel (granata a pallottole) o la granata a segmenti; 3° La scatola di mitraglia. , G_mn ~t~. - . La _gran~ta pel cannone da campagna e di ghisa ordmana, d1 forma oblunga e della Jung~ezza circa dì 2 %-:3 calibei.. t cava internamente per rwevere la po.lvere necessal'ia allo scoppio, ed estern~mente munita di un involucro od incamiciatura di piombo, od altro metallo malleabile, applicato mercè salda_tura, che serve a darle il forzamento nell'anima e guidarlo nella rotazione. . Quel!a p~l nostro cannone da cent. 7 (retrocarica) e ~1umta d L, scanalat~ire praticate nelle sue pareti in~erne, merce le quali_ tende a rompersi _nello scoppio m un numero deterrrnnato di Jcheggie (N° 24 circa) di forma pressochè regolare e di un peso prossim~ a

~,

64 ·

100 grammi ciascuna. Essa contiene 220 grammi di polvere e, completa, pesa chilogrammi 3,720.

La gr,unata sµddetta è nrnn ita dì una spoletta a per.cussione modello 1873. Sh?-apnel . - Lo shra!)nel o granala a pallolfole {dal. nome del colonnello inglese che al princi!)io di questo, secolo la fece adottare in Jnghilterra) differisce di poco dalla granata ordinaria, se non per lo scopo cui mira e per la sua costituzione interna. Lo shrapnel serve a portare le pallelle di mitraglia contro bersagli situati a distanze superiori a quelle che si possono uti lmente raggiungere col tiro della scatola iii mitraglia. Constn di una granata ripiena di pallottole e munita di una piccola carica di scoppio (·1O grammi}. La grana,ta che CO$Liluisce l'involucro di quelle pallottole serve a oortarle riunite sino a breve distanza dal bersaglio cl;e si vuol colpire, ove a mezzo d'una spoletta speciale producendosi lo scoppio, e pallottole e scheggi e, per la velocilit di corsa che loro resta, continuano a muoversi in avanti sparpagliandosi. Questa dispersione delle palloLtole che fino ad un certo limite è utile ·per offendere più punli contemporaneamente e per oHen ere così il massimo effetto, viene facilitata dal movimento · di rotazione che il proiettile ancora possiede all'atto dello scoppio. Lo shrnpnel è di ghisa e di forma consimile a quella della granata lanciata dallo stesso cannone; ne diffe- · risce solo per aver . le pareti molto più sottili, onde a cooò.izioni date di dimensioni, possa contenere il massimo numero di pallottole. Onde poi avere, sotto condizioni anche piccole di diametro, delle pallottole di peso maggiore e perciò maggior gittata e penetrazioni corrispondenti , si preferiscono pallottole di piombo, piombo- antimonio, o zinco, anzichè di ferro o, ghisa .. li diametro di queste pallouole yarìa fra 113-20 mil··


62 CONlrERENZE MILI'rAnI limetri ed il numero compreso in uno shrapnel fra 5?-100, pei piccol_i_ calibri da ~ampagn~ e del doppio circa ed anche pru, per quelh del calibro maggiore. Lo shrapnel da cent. 7 contiene N. '100 pallottole di grammi 16 ciascuna, di lega di piombo indurito con antimonio, disposte a strali e trattenute da zolfo colato fuso negli interstizi. Esso è munito di una spoletta a tempo mod. 1873, vale a dire d'un mezzo di accensione che può produrgli lo scoppio a diversi intervalli di lontananza dopo l'uscita dall'anima del cannone. Pronto per lo sparo pesa chi!. 4,200. Granata a segmenti. - La granata a segmenti (usata fin o allo scorso anno dall'artiglieria inglese) era formata di segmenti in ferro disposti a cilindro, colla parte conica ed il fondello massicci; esternamente avviluppata da lamiera sottile. Fu adottata per rimediare all'inconveniente che presentano spesso le granate di n.on dare che un piccolo numero di frantumi; di più s1 credeva che . nella granata a segmenti , spezzata da una piccola carica interna, per la forza di traslazione i pezzi continùerebbero la loro corsa ed agirebbero c on~e shrapnels; ma invece si trovò che i segmenti deviando troppo ed avendo una forma troppo sfavorevole al movimento nell' arìa, risultavano inferiori in -efficacia a queìli; e non potendo sostenere che una cm·ica di sparo assai debole, non erano utili al pari della granata ordinaria contro opere di campagna, caseggiati, ecc. Scatola di m,itraglia. - La scatola di mitraglia in . generale è formata di un tubo, chiuso da una parte mediante un fondello resistente, e dall'altra per mezzo d'un coperchietto, riempito di pallette. Il fondello ha per scopo di regolarizzare il tiro delle palleue, rendendo eguali le impulsioni che esse ricevono dalla carìca.

63 La scatola a mitraglia de' cannoni i.n uso nell' artiglieria da campagna d'Europa, contengoµo dalle 4-1-64 pallette,. pei piccoli cali bri; un terzo di più circa per quelle destinate per i calibri maggiori. Le pallette sono di ferro, di zinco, di zinco-piombo, ~ ghisa, secondo i vari paesi; disposte a stra.Li nelh, scatola e unite fortemente fra loro ed alla scatola stessa, per mezzo di zolfo fuso o colofonia, affinchè esse ln sfascino meno facilmente. La scatola di mitraglia pel nostro cannone da cent. 7 contiene N. 61 pallette di zinco, del diametro di milL 23, disposte su 9 strati. Gl'interstizi fra le pallette sono .· riempiti di colofonia. Essa pesa chi!. 4,140. Spolette . - Gli artifizi destinati a comunicare il fuoco alla carica interna de' proietti ca vi diconsi spolette e sono ora per l'artiglieria da campo, in generale, di due specie, a. percussione cioè ed a tempo. La spoletta a percussione dà luogo all'accensione della carica interna della granata a lla quale è applicata, allorchè questa, nel corso della sua traiettoria, viene ad urtare in qualche ostacolo resistente, che ne diminuisca ct·un tratto la velocità. È necessario che tale spo1elta produca lo scoppio della granata non già appena questa abbia urtato il bersaglio, ma alquanto . dopo, onde possa, se tirata contro un parapetto od un ostacolo consimile, interrarsi convenientemente, e se invece contro esseri viventi, occorre che la granata, dopo aver battuto in terra, abbia tempo nel rimbalzo successivo di rialzarsi e proiettare le scheggie a conveniente altezza dal suolo. La spoletta a percussione deve presentare pure la massima sicurezza nel trasporto e maneggio de'proietti di cui ne fossero muniti. Quella adotlata per la granata da cent. 7. è di metallo (bronzo} e si accende, qualunque sia il modo seSUI TU\I E SULL'EFFICACIA DELLE NUOVE BOCCHE ECC.


6i CONFERENZE M!Ll'l'Al\[ condo il quale il proiettile incontra il bersaglio, oppure il terreno, ben differentemente da quella usata da qualche altra potenza, che richiede un urto materiale della sua punta contro il bersaglio. Essa éonsta di un bossoletto d'ottone destinato a chiudere ogni comunicazione tr:a l'interno del proietto e l'esterno; inferiormente ha un foro munito d'un velame: d'un percuotitoio che porta nella sua testa una punta d'acciaio e scorre lungo il bosso letto: d'un tappo a • vite che viene applicato alla parte superiore ciel bocchino della granata, e di un cap7Jelletto ad innesco_(_con polvere fulminante) elle viene avvitai.o al tappo solo al momento di introdurre la granala nella bocca da fuoco. Onde impedire poi che il percuotitoio vada ad urtare la cassala dell'innesco durante il maneggio della granata , si applica alla stessa, traversalmente alla parte superiore della ogiva, un trave1·sino mobile, che pel solo motç> di rotazione del proietto, appena uscito dalla bocca da fuoco, viene cacciato via e lascia libero il percuotitoio . Questo, all'urto dt~lla granata, non andando soggetto come questa a perturbazioni ne1 suo cammino, va colla sua punta d'acciaio a forare ed accendere la mistura fulminante, che cagiona l'accensi.one della carica interna e per conseguenza lo scoppio. La spoletta a tempo in generale, deve produrre, come si disse, l'accensione della carica interna dello shrapnel a diversi intervalli di tempo, una volta uscita dall'anima del cannone, ottenendo così lo scoppio a dist:::.nze variabili. Si richiede che questa spolet!a sia di effetto certo e possa essere faci lm en te graduata in modo da far seguire Io scoppio a conveniente distanza dal bersaglio. Perciò il suo innesco dovrà essf\re acceso mediante un urto prodotto nell'inti~rno della spoletta al momento in cui il proietto, sollecitato dalla forza esplosiva de'gas della carica, si mette in movim ento.

SUI TIRI E SULL'El!'J!'lCACIA DE[,J.E NUOVE 130CCBE ECC.

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Quella applicata al nostro shrapnel da cent. 7 è di metallo (zinco) e consta di un corpo e cli un co-

perchio. · Il corpo, .nella sua parte inferiore, viene avvitato al bocchino del proietto. Internamente ha un anello tubolare ~riempito di mistura pirica compressa, chiuso in un'estremità e comunicante da!l'opposto, mercé un canaletto velalo, colla carica interna. Nel centro del corpo trovasi una punta fissa contro cui viene ad urtare la cassula del cilindro una volta messo Io shrapnel in movimento. Il coperchio chiude la spoletta, ed è tenuto a posto t!a tre piccole viti applicate .ad un anello mobile del corpo. Nel suo foro centnùe tiene sospeso un cilindretto o percuotitoio con cassula, che per maggi or sicurezza è pure traversato da una spina d'ottone da levarsi al momento dello sparo. La parte laterale presenta una graduazione corrispondente a distanze crescenti di 50 in 50m indicando i numeri invece le distanze in ettometri: questa graduazione principia al limite del tiro efficace di mitraglia, fino a :330om. Occorrendo che lo shrapnel scoppi acl una data distanza, dopo aver levata la spina, si farà coincidere la · freccia del coperchio col numero corrispondente della graduaz.ione, quindi col (oraspolette si trafora la composizione contenuta nel tubo da parte a parte. ll proietto cacciato dalla forza de' gas esce dal!' anima del cannone nel momento che il percuotitoio, per l'inerzia, tende a rimanere indietro ed urta contro la punta d'acciaio. In questo modo esplode Ja cassula che comunica il fuoco alla mistura pirica con tenuta nel tubo che, dopo un tempo pi ù o meno lungo di combustione, corrispondente alla graduazione scelta, alla sua volta ì0 tra smette D.lla ca rica interna. ANNO XlX, VOL. IV.


66

CONFERENZE MILlTARI

L'ideale d i questo mezzo d' accensione srrrebbe d'una spoletta a doppio effetto, a percussione cioè ed a tei~po, che potesse agire i udipendenternen Le !"un meccanismo dall'a itro; ma ciò, quuntunquc oggetto di profonde ricerche , non si è ancora raggiunlo. Passiamo ora alle differenti specie di tiro. Specie di tiro . - Secondo la posizione, la nawra, !a distanza e la grandezza dell'oggetto da batlere e lo scopo che si vuol raggiungei:e colle bocche da fuoco da campagna, si possono eseguirn diversi modi cli tiro . Si ricorrerà al tiro di lancio se il bersaglio contro cui devesi tirare è verticale, scoperto e si debba agire coll'urto: il carattere distintivo di questo tiro è la radenza massima della traiettoria. Se invece il bersaglio è orizzontale o defilato da qualche riparo, si sceglierà il tiro areato, che ha per carattere generale lé~ grande elevazioue del proieuo al d isopra dei suolo e per carattere particolare, o la pe~ . netrazione o l'arresto del proietto a fior di terra per agire collo scoppio. Un terzo tirn interm ediario a questi due e che ha per· iscopo di colpire i pezzi riparati nelle opere campali , rovinare le trnverse o parapetti e sloggiare dai terrapieni i difensori, è quello indiretto o ficcante. Correndo col pensiero alle molteplici acciclenlalitù del terreno, frequent i siepi, burroni, fossi, piccoli ripari, ecc., che avanzand,o si possono trovare ~opra _una indicata e ben definita direzione di attacco , e dietro i quali una fa nteria troverebbe schermo sicuro contro l'effetto miG,idiale di fuochi diretli , onde riposata poi riprendere nuova lena alla continuazione del suo attacco, a prima vista i d ue primi generi ~i ti ro, n ella guerra di campagna sembrano indispensabili. Questa opinione dominò e dom ina tuttora sovrana in molte artiglierie d'Europa, da non credersi del tutto

67 di spensate dall'uso del tiro areato nelle svariate condizioni d i combatt imento, quantunque gli in('.onvenienti contro i quali devono urtare, usandolo, sieno molleplir.i e rile vanti, e perciò varie sieno le ragioni che militano a s uo sfavore . Nel tiro areato in campagna, oltre al richiedersi che le granate scoppino al punto di caduta o po co oltre, e non penetrino molto nel terreno (condizione difficile a conseguirsi) si aggiungono pure i seguenti inconvenienti: 1° la compl1cazione di avere polvel'i sciolte nel munizionamento, o piccoli cartocci necessari a comporre tutte le varie cariche occorrenti per le diverse distanze; 2° l'angolo fatto dalla ·Langente alla traietto ria nel punto d i caduta, colla retta che lo congiunge alla bocca del pezzo (angolo di caduta) per cui vennero ca lcolate le tavole di tiro, non proporziona to sempre ad ogni natura e configurazione del suolo; 3° le deviazioni verticali inerenti a questo tiro assai notevoli; 4° l'impossibilità di usarlo oltre u na certa distanza, pel forte angolo di caduta del proiettile, che lo determ ina a penetra re troppo nel snolo; sono cause tutte oltre che suffici enti per doverlo escludere dalla artiglieria da campo. · La spoletta a tempo applicata alla granala, che le produce lo scoppio 'in qualunque punto della traiettoria, indipendentemente dall'urto e dall'angolo di ca duta, varrebbe ad eliminare in parte questi inconvenienli del tiro Gurvo . Producendo con esattezza questa frantumazione del proietto tirato di lancio al di sopra della massa coprente dietro cui sta defilato il nemico, parrn i potersi raggiungere lo scopo egualmente e forse meglio che col tiro curvo attuale, essendo che le schegge spazzano quello spazio di terreno dietro cui il nemico ri!}laneva nascosto e che il proietto scoppiante solo dopo aver toccato il suolo , non poteva convenientemente colpire. SUI TIRI E SULL' EFFICACIA DELLE NUOVE llO CCH E ECC.


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SUI TIRI E suu'EFFICACIA. DELLE NUOVE BOCCHE ECC.

CONFERENZE MIUTA IU

In campagna l'artiglieria agisce generalmenle contro esseri animati e particolarmente contro l' uomo, che in ge.n el'ale è quello che prudentemente trae profitto dai ripari sporti dalle ondulazioni Jel terreno, siepi, fossi, ccc.; contro questi non è necessario l'urto di fo rti schegge, bastando frazioni di :20-25 grammi per metterlo fuo ri di combattimento. Lo shrapnel dunque munito di spoletta a tempo si presterà ancor più convenientemente della granata a questo scopo, vale a dire a rimpiazzare il tiro areato, in causa del maggior numero di piccoli proietli in cui si fraziona, essendo circa il triplo- quadruplo di quelli che dà la granato. di egual calibro, coll'aggiunta della maggior regolarità di disseminazione de' medesimi , producendo una vera pioggia di gravi da rendere assolutamente inabitabìle qualsiasi ricettacolo. Contro l'assoluto. esclusione del tiro curvo nella guerra di campagna si potrebbe solo obbiettare che doven·· dosi agire pure contro artiglieria riparata dietro ostacoli, questi piccoli frantumi e pallottole non avrebbero azione eJ~ì_cace sul materiale da distruggerlo, da smontare i pezzi! Ma o che gioverebbero al nemico i cannoni quando mancassero gli uomini al loro disimpegno , i cavalli al loro trnino? Fra i tanti esempi che si possono citare in appoggio , rammentiamo solo quello di 4 cannoni francesi in batteria alla difesa di Froeschwiller, che furono ridotti al silenzio per difetto d'uomini, e caddero in mano della 3• batteria a ca vallo e /j• leggera dcli' 1IO corpo prussiano, essendo impossihilitate le altre truppe a ritirarli per· m;mcanza di cavalli. Finalmente ad avvalorare la non necessità del tiro areato hannosi pure le centinaia di migliaia di colpi sparati dall'artiglieria prussiana nella guerra del 1870-71, 1

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tutti di lancio, senza che si sia fatto sentire menomamente il bisogno d'altro tiro_ ..Il_ nostro can none da cent. 7 BR (Rctr.) è privo d1 tiro areato, od in ahri termini con questa boccn da fuoco si è stabilito di eseguire solo il tiro di lancio tanto colla granala ordinaria che con quella a pallottole; eliminand o così pure qualunque altro tiro che, avendo per scopo di rovinare il materiale nemico ripàrato nelle opere campali, spianare terrapieni e traverse, in causa del peso assai piccolo del suo proi etto e della limitata poten7,a esplosi"a della sua cari ca iuterna, non riuscirebbe ad apportare considerevoli danni. Contro gli uomini ivi riparati basterebbe il tiro di lancio a shrapnel. Non ci rimane perciò ora che ad esaminare il tiro di lancio eseguito tanto colla granala che collo shrapnel. Questo in campagna si cseguisce colla carica detta di fazione (chil. 0,550) contro uomini, cavalli, materiale, opere campali , case, villaggi, ecc., qualunque sia 1a formazione avversaria, indipendenLemente dalla configurazione del suolo. Cil'ca il limite di qualunque genere di tiro fa duopo che ciò dipenda sempre dal grado di probabilità che possiede una data bocca da fuoco contro un dato bersaglio. Jn generale colle formazion i tattiche abituali in guerra si ritiene potersi avere risultati i·mportanti e decisivi facendo uso di questo tiro fra 600- 1900m _ Tu~ti gli scritti. sull'artiglieria usciti in questi ultimi tempi concordano nello sLabilire i limiti del suo impiego; di non iniziare il fuoco, cioè, se il nemico non è giunto a distanza inferiore di 230001 • Doversi evilal'e quelle al disotto di 600m, specialmente se si ha di contro il fuoco di fanteria. Oltre a 2300"', se non in c~si speciali di formazioni tattiche di grande estenstone o di località, essere il fuoco dell'artiglieria in 1


70

CONFERENZE Ml UTARI

campagna di pochissimo effetto; servire solo a non 0ssere temuto dal nemico e scemare la fiducia nel medesimo in chi lo impiega. È bensì vero che qualche volta i Tedeschi nell' ultima campagna ne fecero uso a distanze maggiori di 3000m, e n'ebbero mediocri e;Tetti; ma devesi osservare che ciò avvenne sempre di necessità, per le circostanze del terreno o pel vicendevole aiuto delle ali, . richiesto contro attacchi nemici; e che i disc1'eti effetti provennero sempre dalla concentrazione de' foochi di molte batterie. Il tatto che gli Austriaci nel ·1866 aprivano in generale il fuoco fra i 2000-3000m, con innegab ile pre. ponderanza d'effetto sul nemico, non r isiede che in ciò, che essi tiravano quasi sempre da posizìoni difensive in punti noti e misurali prima. 11 tiro caratteristico di combaLLimento nel!' ultima guerra fu, quasi esclusivamen1e, quello cli lancio a granata, non avendosi disponibile lo shrapnel che in piccola. proporzione, e solo presso qualcuno cle'rninori Stati. Il tiro a granata è stato adoperalo tanto nelJ'i"ntroduzione che nella continuazione del combattimento, e qualche volta anche a distanze, corne si disse, oltre il prescritto, cioè oltre i 2300m, come ne fa testimonianza Hofhauer nel suo libro: L'artiglieria tedesca nelle battaglie presso lllet.z . Lo sì impiega tanto conlro bersagli viventi come contro quelli resiste nti (materiali, porte, ponti, muri, palizzate, abbattute, opere passeggere, case, villaggi, ecc.) a qualunque distanza ed in modo r.sclusivo oltr·e il limite della. portata efficace dello shrapnel: merita preferenza contro artiglieria in lunghi combattimenti e particolarmente quando la si può battere di fianco. Ali' infuori di pochi casi però di dover agire coli' urto, quale proietto pieno, contro muratura, oppure coll'urto

711 e scoppio contro opere in terra, nel rimanente lo scopo a cui mir.i il Liro a granata è in sostanza il medesimo di quello dello shrapnel, vale a dire, portare in vicinanza del nemico una mass::i di ferro che, frantuman dosi in molle parti, dislribuisce la sua azione su una vasta superficie. Solamente il mezzo adopf)rnto ed alcuni risnltarnenti che si ·possono ottenere, contraddistinguono questi due proielli. · Col tiro a granata si hanno i seguenti effetli: 1° quelli prodotti dalla forza d'urto dell'intiero pl'oietfo; 2° quelli prodotti dalle sue schegge, e 3° quelli prodotti dalla accensione . Ne' tempi passati, l'ar tiglieria dovendo agire contro grandi masse e profonde, faceva uso d'un proiello massiccio (la pn.lla) e d.otato di considerevole velodtà; ma dappoichè l'arma principale in guerra. (la fanteria) cercò diradare le sue form azioni, onde subire n1 inori danni, quella ri corse al proietto scoppiante, cercando ritrarre la perduta prepondcrnnza più dallo sr,oppio clrn dall'urlo, di modochè gli effetti prodotti ora dalla forza d'urto si limitano a poehi e di non grande irnportanz.a. In altre parole, gli attuali effetti dell'artigiieria da C/Jmpagna sono più prodotti dal numero delle par:i in cui si di-vi<le il proietto, che dall'urto del proietto stesso non ·anco ra scoppiato. L'azione prodoLLa dalla geanali3. contl'o un mezzo resistente, dipende dal suo peso e dalla velocità d'a rrivo; la sua potenza è misurata dunque da lla forza viva nel medesimo rimanente al momento dell'urlo. t na.tura lissirno che cogli attuali piccoli cal ibri questa poten za dev'essere ben limitala, specialmente se non si ulil izzn tutta la lunghezza del pro ietto (1) concessa dalle rimaSUI TIRI E SULT.'EFFIGACJA DELLE NUOVE BOCCHE ECC.

(~) Questa lunghezza arriya fino · a tre calibri.


72 CONFERENZE MILITARI nenti condizioni di tiro; tutta volta ·contro la maggior parte dei bersagli che ordinaria.mente si presentano nella guerra di campagna (uomini, cnvalli e materiale), questa 11(). sempre sufficente azione distruttiva, a qualunque distanza arrivi. Se una granata, anche di. piccolo calibro, colpisce con 1.iro diretto convenientemente una bocca da fuoco, può cagionarle guasti tali da non essere più servibile. Se invece la tocca nelle parli arrotondi.te, sfugge senza produrle danni importanti. Guasti di sommo rilievo sono prodotti da una simile granata fino a 11:SOO"' ad un affusto, avantreno o carro. Può spezzargli la sala o piegarla in modo da non esserR più servibile, sfraccellargli interamente una ruota, frantumare gli attrezzi, recar guasti alla coda. Sembra però che questi colpi in pieno siano ben rari in guerra, dovendo giudicare dai danni recati a l materiale nell'ultime campagne; mentre inveee le perdite in uomini e cavalli prodotte dalle schegge son o straordinarie. Durante la guerra del 1866 pochi sono gli affusti o pezzi posti fuori servizio per colpi ricevuti; questi. furono n° 7 affusti e n° fS pezzi dn parte prussiana nel lasso di tutta la campagna; gli Austriaci subirono danni di poco maggiori . Tre volte grana.te austriache produssero lo scoppio nei cofani da munizioni prussiani; 29 furono gli avantreni o carri austl"iaci che s'incendiarono colpiti in pieno da granate prussiane; rarissimamente una scheggia produsse lo scoppio. È avvenuto eziandio che una granata passò attraverso un cofano d'avantreno s0nza produrre lo scoppi.o alle cari ehe contenutevi. I danni recati al materiale durante la campagnn 1870-7'1, da granate intere, sono pure di lieve importanza, quantunque le granate pruss iane fossero di un peso rilevante . 1

SUI Tl!U E SULT)Eli'FlCACIA DELLE NUOVE BOCCHE EC e·

'"'/3

È provato dunque pienamente da ciò che l'ef?cacia dell'attuale artiglieria non devesi ricercare particolarmente nella sua forza d'urto, ma piuttosto nel numero delle parti in cui si fraziona il proiettile scoppiando, distribuite su una vasta superficie. L' attuale tiro di guerra a granata, colla spoletta a percussione, riunisce in sè dunque due vantaggi, ~ale a dire al !uno'o tratto di terreno pericoloso davanll al ' o . . l punto in cui si fraziona il proiettile , si agg1~r~g~ _o spazio entro cui le schegge prodotte sono m1c1d1ah; ben diversamente da quanto accadeva colle granate lanciate dalle bocche da fuoco, anche da poco abbandonate, mun ite di spoletle a ~empo fisso cor_risp01~dent~ alla rnassima o·ittata della rispettiva artigherrn, m cm l'effetto si lim~ava a quello d'un semplice tiro a palla, la grn nata non scoppiando che al su~ ~unto di fermata, dopo pax·ecchi rimbalzi a gran~1 d1st~nz~ dalle linee di truppe contro le quali era diretto 11· tiro .. Quando la granata scopp(a, le sch~g~e son_o, lanc~ate innanzi con una velocità risultante rn rntcns1ta e direzione da quella di traslazione e rotazione di cui restava animato il proietto dopo l'urto al m~me~to dello scoppio, e da quella impressa dalla carica mterna_; questa somma di velocità è ~uf~c~nte per renderle m1~ cidiali a distanze anche super1or1 ai 400m dal punto dt seoppio. Essendo la velocità di traslazione sottoposta, oltee un certo limite, a decrescimento rapido col crescere delle distanze, alle grandi, oltre quella peodotta d_a llo scoppio, non rimarrà alle schegge che un_ben lt_eve rinforzo. Oltrepassato un certo limite nella gittata (circa 2000m), il proietto, cadendo sotto un angolo molto aperto , non può piLl che difficilmente rimb~lzare, e una pa~·le del suo effetto cli scoppio è neutralizzata, vale a due quando l'angolo cli caduta supera 15° in terreno duro ,


74

CONF.ERENZE MlUTAnI

SUI TJRI E sou!EFl!'lCACIA DELT,E NUOVE DOCCB.E ECC.

e 10° in terreno molle o lavorato, si farà poco a~segnarnento sull'azione delle sue schegge. Quando il proietto penetra parzialmente o totalmente nel suolo, la sua for~a esplosiva uon ha tutto il Huo effetto. Quando s'interra 3-4 cenlimetri al disotto della superficie, essa è completamente annullata . Se cade sopr11 un suolo stempe rato o molle, e sotto un forte angolo <;li caduta, ciò che è inerente, come si disse al tiro a grandi distanze, vi produce collo scoppio un~ .specie d'imbuto, di cui le pareti ritengono gran parte delle schegge, e fo sì che le rimanenri veno-ano lan. . b c1ate rn su con un for·te angolo di pJOiezione e senza alcun utile effeHo. Questo inconveniente fu soventi segnalato alla battaglia di Koniggratz, più specia lm ente poi colle granate austriache che avevano un ano·olo di c~duta più ficcarne di quello che avessero quel!; prussiane. A Skalitz parecchie · batterie austriache tiravano a granata a 2200"' di distanza su batterie prussiane, con sorprendente precisione : i loro proiettili <:olpivano quasi sempre negli intervalli del1e lince dei pezzi, cassoni e vetlure nemiche, ma cagionando loro lievissimi danni i.n causa del loro troppo approfondirsi nel terreno. Per raggiungere dunque l'effetto delle sc11egge più conveniente, nell'esecuzione del tiro a granata cercherà di far toccare il suolo al proiettile pochi metri prima del bersaglio secondo la distanza e perciò l'angolo di caduta; coll'aumentare di questo ultimo è necessario avvicinare ·il punto di scoppio al bersaglio onde P?t~~ avere l'egual numero dc' punti utilmente colpiti. · l.. e1[etto delle schegge è nullo se lo scoppio della granata avviene a distanza maggjore di quella del ~)ersaglio. Per quanto sia piccolo il tempo che trascorre tra il momento in cui il proietto batte sul suolo e l'istante

si

75

in cui scoppia, si può ritenere tuttavia che in ~enerale l'esplosione ha luogo dopo qual~he metro_d1 perco rso sulla traiettoria del rimbalzo, cioè dopo 1.l punto in cui il proiettile ha sofferto un ritardo qualunque nella sua velocità, ritardo che, anche insignificant~ produce egualmente lo scoppio, ~ppure av1:à tempo dt penetrare nel suolo se l'angolo d1 caduta e grande o rn olle il terreno. L'angolo di proiezione delle schegge essendo perciò ristreLto, ne vien~ che. a_ll~ ~randi di~ stanze questo tiro, per qunnlo s1 avv1c1:n 11 punt? ~1 scoppio al bersaglio, riesce di un'effica~ia n:101t_o hm1~ tata, e perciò sono da anteporsi in ques'.L casi ?lL effetti d'urlo a quelli di scoppio. Il contral'lO avviene alle piccole distanze. . Colla &ranata ordina ria si possono avere pure effeu1 di distl'U~ione, tirando contro oggetti infiammabili, colla sola accensione della carica interna. NaturalmenLe questi sono dipendenti dalla nalt~ra del Ju~go ove essi -~v;en~ gono . Volendosi consegrnre magg10re prob~])l]1ta d'. riuscita, alla carica interna si uniranno alcurn pezzetu di rocca-fuoco (,J ). . . . Esclusivamente a questo scopo qualche arttgl reria estera ( di Gerinania, Russia ed Austria ) fa uso del le q1·anate incendia1·ie (sebbene in piccolissi~o numer?): per lanciare contro case, paesi, arsenali , magazzini ed analoo·he costruzioni. Duran1e la guerra del ,1866 , b nel combattimento di Wùrzbourg, furono adoperate per (1) I cilindretti di rocca-fuoco per le granate sono una mistura di Zolfo .. .. . . . . . . parti 48 Nitro. . . . . . . . . . " H Polvere da fucileria . > 6 Antimonio . . . . . . . » ~ Stoppino sminu1.zato . , ~ sono ricoperti di carta. Totale parti

~ 00


76

. CONFERENZE

incendiare l'arsenale del forlc di Marienberg, che, dopo un quarlo d'ora di tiro, prese fuoco. Le batterie austriache le usarono per aLbruciare molti villaggi in Boemia, come ad es. quello di Kleny a Skalitz; i Prussiani, il villaggio di Wohawec a Gitschin; i Sassoni quello di Ober-Prirn, cd i Bavaresi quello :di Nettingen. Questi risultati distruttivi si potrebbero ottenere pure quasi egualmente colla granata ordinaria munita di rocca-fuoco, da all estirsi al momento; ricavandone così la semplicità nel munizionamento tanto importante in guerra. Ora che abbiamo visti gli effetti deila granata in generale, passiamo ad analizzarli sotto il rapporto della distanza, natura e for mazione del bersaglio, e precisamente occupiamo ci di quelli che si rife riscono alia nostra granala da cent. 7. Onde farci un' idea esaHa e completa delle qualità inerenti a questa bocca da fuoco, si riunirono in un quadro le deviazioni orir.zontali e vel'ticali medie, il 0 / 0 dei proielli posti nel bersaglio (rappresentante fan teria di fronte o ia colonna), e gli spazi baltuLi alle diverse distanze, ecc . o;

s

DBIHllON I ll!OJE

s.,, -----------<>

N

y_

500 800

rnoo uoo

1500 1800 2000 2200 2500 2800 3000

orizzontali verticeli

0,52

0,55 0,82 1,05 1,28

-

~,49

--

0,56 0,71 C,91

1, 12.

Spazi bat tuti a

l",80 d'oltcua 9 4,m

50" 36" 2.8"'

~,45

20"',5

2,,8

15"',6 43'",3

-

--

H '°,5 9m,3 7"',7 6·,9

••I• d i grana te che c olpi sc o.no

uua compognrn ~ _ _ . . . .- ...

OSSE R\' AZIONI

spiegata incolonno serrata

100 95 83 66 45 29

2.3

--

77 Dall'attento esame di questo specchio si vede chia~ ramente come, nella zona compresa fino a 60?m d1 raggio, l'esattezza ed efficacia del. tiro a gr_anata e t~~e da impedire a qualunque formaz10ne tattica nemica. di affron tare altrimenti che per sorpresa. Qualunque unità non può avanzare en tro questa zo_na se_ non che difficilmente e a sbalzi, in ordine souile, piegato al terreno. Questo è il vero domini·o della 1norte. A rnoom le deviazioni sono ancora tali da non permet.tere a qualunque arma la permanenza sotto questo tiro, in qualsiasi forrnuzione. Lo spiegamento è ancora . . . . impossibile . L'artiglieria avversaria sarebbe irrem1 ss1b_1lmente d1slrutta, dappoichè la metà dei colpi s~arat1 _sarebbero raccolti in un circolo di circa 1'",12 d1 raggw, oppure in un rellé\nO'olo di 15111 lungo e 4m,30 largo. A questa distanza il battaglione di fan_teria sareb?c costretto di avanzare in piccole colonne d1 compagme, aventi i loro plotoni di fianco , utilizzundo tutte le a~cidentalità del lerreno per coprirsi. Una compagnia spiegata a ·1 ooomriceverebbe 1'83 °/~ dei col_pi sparati ed il 915 °/o se in colonna serrata eh plotont . Cit'Ca il 90 °f. colpi rebbe l'artigl ieria. . A 1000m la metà dei tiri si conéentrano in uno spazio circa eguale a quello occupato sul terreo~ da un ~ezz? coll'avantreno. Con difficoltà a questa distanza l arl1glieria avversaria potrebbe disporsi in batteria, se non fosse coperta dalle accidentalità del terreno o da un . . ostacolo qualu:ique. Anche a questo limite non sarebbe. poss~bile alla fan teria nemica di alfrontare in formazione d1 compagnie spiegate o in colonna, bersagliala da circa 4-5 colpi 0 / 0 nel primo, dal 70 °/0 nel secondo caso, e dal 50 "/0 se artigl ieria in balleria. . .La formazione in colonna sarebbe percorsa per circa SUI 'l'IRI E 1-ULT.' tWFICAClA DELLE NUOVE nOCCHE ECC.

MILI'l'AlU

-

95 86 70 55

.n .u

34 30

-

La colonna scrrata per piotoni, larga 15a e profonda 15.


78

79

CON FERENZE JIIT, lTARI

SUI TIIU E su11:EFFlCAClA DELLE NUOVE BOCCHE ECC.

20m nel senso della sua profondità, dalla granata non ancora scoppiata. Fino a questa distanza un combattimento di artiglieria contro artiglieria non può essere che decisivo, potendosi colpire i pezzi ed i loro attacchi con esattezza, la deviazione laterale essen do poco più di ,1 m, e ,t gm,40 io spazio battulo. Ammesso per regola che non si debba far fuoco se non si ha circa il 1,0 °lo cli probabilità di colpire, col cannone da cent. ·7 si potrebbe aprire il fuoco contro una compagnia in linea a ·1600m e contro una stessa unitil taLlica in colonna che si avanz~ a 22150'°, contro una batteria in ordine di !;latteria a .rnoom. In generale la zona di terreno compresa fra 2000 111 di raggio è battuta eflìcacemente dal cannone da cent. 7 a granata; oltre poi 2500m il pro iettile non rimbalzando che difficilmen te (secondo la natura del suolo), l'effetto di questo tit'O, contro truppe spiegate, si riduce qnasi a quello di solo urto, ammesso pare che il tiro sia eseguito colla massima esatlezza; ciò che riesce abbastanza di.ITicile se contro bersagli in moto . Fino a questa distanza dunque il nemico può manovrare di fron te ed io colonna poco profonda colla possibilità di non subire forti perdite . Oltre la distanza di 2tsoom, il battaglione di fanteria isolato può ritenersi fuori della regione efficace del fuoco della nostra artigliel'ia; potrà camminare perciò in colonne cli compagnie , sicul'o di non offrire che un bersaglio ben rislre tLo e poco visibile. Non sarebbe conveniente di Lirare che sopra grandi masse di Lrnppe, usufruendo dell'unica utilità dell'effetto diretto qual fosse p roielto pieno, avvegnacchè di mano in mano che aumenterà la distanza, il proiettile cadendo, s'interra senza produrre danno colle sue scheggie. Quando la distanza colla quale si deve tirare sia

nota, il bersaglio abbia considerevoli dimensioni, e che potendo si osservare chiaramente i risultati dei colpi, si possano regolare convenientemente, si potrà estendere questo tiro fino alla distanza di sooom. ' . Trattandosi di lanciare proietti scoppianti in un villaggio o quando vogliasi più inquietare che recar danni al nemico, Jo si potrà spingere fino a 3600 ultim o limite contemplato dalle nostre tavole di tiro. Volendo finalmente disturbare il nemico ne' propri accampamenti, agire sulle ultime sue colonne in ritirata od in altre circostanze analoghe, si potrà spin gere il tiro fino a 4200 che è la massima gillata colla elevazione di rn°, massima concessa dall'affusto. Oltre questo limite è necessario interrare la coda dell'affusto, potendosi con ciò arrivare fino all'elevazione di 33°, corcispondente alla. distanza di 5000m circa. 01

,

01

(Continua) GOFFREDO Gozzr Capitano nel 1° rcgg. d' a1·ti9lieria.


SULLE MANOVRE ESEGUITE DALLA CAVALLERIA TEDESCA

DELLE

lIANOVRE ESEGUITE DALLA CAVALLERIA TEDESCA NEI

MESI DI AGOSTO E SETTEMBRE i873 (1}

AUNOVRE DELLA CAVALLERIA DELL.\ GUARDIA. Le principali e più notevoli differenze tra le manovre della divisione di cavalleria della ·guardia, di cui ora mi fo a narrare, e quelle della cavalleria del 4.,0 corpo, almeno nella parte preordinativa ed in quella più appariscente del loro svolgimento, furono: 11° Che mentre in queste ullime il nemico era semplicemente segnato, in quelle esso era rappresentato da fra~ioni di . t~·~ppa delle tre armi, e nei primi giorni da una rntera dms1one di fanteria rinforzata da un reggimento di cavalleria. Ne conseo·uiva che nelle diverse fasi dell'azione v'era sempre ~aggior colorito di verità, ed iìp~ar~~a più chiaro ed evidente lo svolgimento delle operaz10m ideate ed eseauite; 2° Che la cavalleria della guard ia svolse nei pri~i tre giorni di manovra u~ tema ~i servizio .di avanscoperta (ciò che non aveva fatto o, forse megho , per ragioni a me sconosciute, non ave~'a pot:1-to ~a:e quella del 4° corpo), e però ebbe modo ~1 cs~rc1t~rs1 m tulle quelle azioni che in guerra sono c?mp1to d1 quest'arma; 3° Finalmente, se male non m1 nppon?o' parvemi avvertire nelle manovre della cavalleria della ( ~) V . Rivista Militare, dispense dell'agosto e settembre.

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guardia una più spiccata tenderiza ad attenersi rigorosamente alle formazioni e prescrizioni del regolamento, un limitarsi a sperimentare le innovazioni a questo recentemente arrecate, senza provare ad un tempo, come già aveva faUo il generale Schmiclt, non già ordini od evoluzioni dal regolamento affatto non contemplale, sibbene modificazioni e modi di esecuziorw che potessero suggerire qualche nuova ed utile variante al regolamento in prova. 11 vero si è che le manovre fatte presso Dessau avevano una impronta tutta particolare, dovuta forse in massima parte alla tempra di carattere del generale che le dirigeva e comçlndava ad un tempo . .Questa impronta, se male non ho giudicato, si rivelava sopratutto in una estrema vigoria dell'azione, in uno squadroneggiare spigliato, sciolto, ma compatto ed ordinato ad un tempo, in un perfetto e continuo accordo delle varie parti che faceva fede della vigoria ed unità d'impulso dato alla massa. Per quest'aspetto mi sembrarono sensibilmente diverse le manovre della cavalleria deJla guardia. Ma intendo quanto sia difficile apprezzare bene simili elementi, e però non insisto di più su questo punto, volendo evitare il pericolo di emettere un giudizio men che esatto. Mi sia Luttavia permesso di aggiungere, che il modo in cui dalla cavalleria della guardia m i parvero interpreta.te ed applicate le norme che il regolamento dà p er la condotta di più brigate di cavalleria riunite, differiva sensibilmente da quello tenuto dal generale Schmidt; a questa differenza, che forse risulterà dalla descrizione delle manovre, ho voluto accennare perchè giusti.fica, a mio credere, l'osservazione fatta intorno alla necessità di precisare meglio quelle norme del regolamento. La divisione di cavalleria della guardia. consta, come è noto, di otto reggimenti ripartiti in tre brigate, e ne ha il comando il generale di divisione conce di BranÀNNO XJX, VOL. IV.

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SULLE MANOVRE

denburg, ~che già a Koniggratz comandava una briga:a. dì caval.leria. I reggimenti di cavalleria della guardia. e- quelh del corpo sassone (~ 2°) sono i_s~l~ ~i t~tt_o l'esercito tedesco permanentemente cost1tull1 m d1v1siÒne, mentre in tempo di pace tulta la rimanente cavalleria è torma.la in brigate, delle quali ogni corpo d'a 11 mala ne ha due, di due o tre reggimenti ciasc,u na (fa eccezione la sola 7° brigala, 4• corpo, ~oma~data dal o·enerale Schrnidt, che ha quattro regg1menl1). Le tre · brigate onde sì compone la divisione d~ cava~leria della guardia. constano: la 4\ di du~ reggune~1t1 corazzieri, il prìmo dei quali è denontrnato regg'.menlo deJle guardìe del corpo (11), ed ìl secon_do, regg1:°enl~ corazzieri della guardia; la 2° e la 3", cli tre reggm1ent1 ciascuna, e cioè di un reggimento ussari e due reggimenti ulani la 2a, e di due reggim~nti. dra?oni e~ un r eggimento ulani la 3°. Stanze ordmarie d1 questi reggimenti sono Berlino, Potsdam e Cha~lollenhu~g. Il giorno 4° seltembre avendo avuto ten~1m~ le so~1te esercitazioni autunnali di reggimento e dl brigata, ed il giorno 2 tutto .il corpo della g~a1'.dia aven_do dov?to assistere alla solenne inaugurazione fatl1,t 111 Berlu;io .del Monumento della Vittoria, le manovre della divi. sione non principiarono che il 4. Doveva questa, secondo i divisamenti del co.rnandanLe del corpo della guardia, principe di Wùrtember?, g.ià . i~ p.rec~d:nz! approvali dall'Imperatore, eser c1tars1 nei g1?rm 4, ;:, e (1 mentre da Berlino si trasportava verso Juterbogk, ' . . al servizio di avanscoperta, ed a questa esercitazione '~) li reggimento delle guardie del corpo, di cui è capo l'lmpcrato;e gode speciali favori ed ha quadri alquanto più numerosi di t utti ·gli ~ltri reggimenti di cavalleria prussiana; così mentre io CJ ucsti ci sorio due scii ufficiali superiori e quattro ufficinli per ogni squadrone, in ·· quello g li ufficiali superiori sono tre, e cinque quelli di ogni · squadrone.

83 dovevasi por fine con uno scon Lro di due masse di cavalleria nelle vicinanze di quest'ultima località; nei giorni 8, . 9 e 10 avrebbero avuto luogo nei di·ntorni di Ji.ilerbogk slesso manovre da baLtnglia. Il reparto artiglieria a cavallo del reggimento artiglieria da campagna della guardia (artiglieria di corpo d'armata} doveva seguire ~a divisione di cavalleria. A rappresentare le altre arn1i e le truppe nemiche nei giorni 8, 9 e 1 O erano destinati il battaglione d'istruzione di fanteria, il baHagl ione cacciatori della guardia e due batterie divisionali leggiere del l'eggimento dianzi detto. Nei giorni J., 5 e 6, destinati all'avanscoperta, il nemico sarebbe stato rappresen t.ato dalla 1 a divisione fanteria della guardia , rinforzata del reggimento ussari della guardia. Doveva questa divisione recarsi a Tranenbritzen, a circa 20 chilometri a nord-ovest di Ju.terbogk, per attendere alle esercitazioni tattiche che avreb;bero preceduto quelle manovre a partilo contrapposto in cui, rafforzata da quattro reggimenti della cavalleria dell a guardia, essa dovevas i esercitare fra il giorno 1:z_ e il g iorno -17, e delle quali dirò a parte. Onde questa divisione cli fanteria avesse il tempo di prendere sufficiente disLanza da.Ila divisione di cavalleria destinata, secondo il tema ·pe i giorn i 4-, 5 e 6, a cercarne il contallo ed a seguirne le mosse, essa lasciava. Berlino un giorno prim a, e eioè nel pomeriggio del 3, e andava f!.d accampare a circa 42 chilometri a.I sud della _ciUà, nella direzione di Ji.i terbogk, I reggimenti della divisione di cavalleria della guardia mossero dalle loro sedi con tutli i loro cinque squadroni, nella slessa guisa di quelli della cava lleria del t 0 corpo; però un intero reggimento (ussari) avendo dovuto passare pei primi tre giorni alla 4" divisione di fanteria della guardia, che rappresenta.va il nemiço, e quattro squadroni, di reggimenti diversi, essendo ESEGUI'l'E DHLA CAVUT,EllIA TEDESCA


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SULLE MANOVRE

ESEGUITE DALLA CAVAUEIIIA TEDESCA

fin dal principio assegnati alla 2a divisione di fanleria della guardia (1), perchè anch'essa nelle sue esercitazioni latliche avesse seco alquanla cavnlleria, la forza della divisione di cavalleria nei primi tre giorni era. ridotta a sette reggimenLi con trentuno squadroni. ~ei giorni successivi, in cu i ebbero luogo le manovre da battaglia, il reggim en to ussuri ritornava a far parte della di visione, ma ne andavano distaccati colla 4a divisione di fanteria altri quattro squadroni, e cioè uno per ognuno di quei reggimenti che già non ne avevano somministrato alla :2" divisione di fanteria. La divisione cavalleria della guardia• aveva così nei giorni 8, 9 e 1O tulli i suoi otto reggimenti , ma su quattro squadroni, e quindi in tutlo trentadue squadroni, vale a dire due squadroni in più di quelli della divisione di cavalleria che aveva manovrato nelle vicinanze di Dessau. Non el'a questa certamente una sensibile difierenza di forza, però vedremo come volendo attenersi /"\I la formaz ione tattica delle tre schiere, questa costituzione della di visione in otto rco-gimenti e quattro brigate non era quella che conse~tisse fa maggiore semplicità di disposizion e e di composizione delle schiere. L'artiglieria a cavallo che seguiva la divisione di cavalleeia constava di Ire batterie, fra le quali una batteria leggera di nuovo modello (calibro , ..n,., 8) che allora era ancora in prova, rna che pochi giorn i dopo le manovre (ai primi di ottobre) veniva definitivamente adottato, avendo il materiale anche in c1ueste manovre, al

pari che in molti altri esperimenti cui era stato sottoposto, dato eccellenti risultati tanto per la solidità, quanto per la leggereiza (1}. Al se1·vizio dei viveri e foraggi pei primi tre giorni, quelli cioè dell'avanscoperta, enisi provveduto facendo precedere sempre di un gio rno od almeno di dieci o dodici ore le colonne dei carri, che si ferma vano nelle localitì.t presso le quali la divisione di cavalleria od i nuclei principali si sarebbero di poi arreslnti. Naturalmente queste colouue oltrepassa vano la linea delle truppe rappresentanti •il nem ico, e ciò toglieva alla cosa parte <li quel carattere di verità e naturalezza che sempre dovrebbero avere le manovl'e a partilo conln1pposlo; ma in un:.i esercitazione di avanscoperta è diflì cile provved ere in altro modo, se vogliasi aver riguardo, oltre aJ buon andamento della parte amministrativa, a non sottoporre uoft1ini e cavall i a quelle privazioni che sono una dolorosa necessil~t della guerra , ma che conviene risparmiare alle truppe in tempo di pace. OJt!'edichè vuol essere notato che in guerra la cavalleria in avanscoperta ricorre più soventi alle requisizioni, ciò che non è possibile in pace e nel proprio paese. D'altra parte, come or ora vedremo dal tema rrenerale, Ja ,J• divisione fanteria della guardia rappre~entando un nernico. in ritirala in condizioni tali cla non ammettere la possibilità di ritorni offensivi, quell'incrociarsi di carri di un partito con trnppe del par·tito opposto non alterava sensibilmente lo svolgimento razionale dell'insieme delle operazioni nè da una pa1·1e nè dall'allra.

(,1) Anche la 2" di,·isione fanteria della guardia si Daruth per eseguire esercitazioni tattiche e servizio di aoch' ossa manovrò poi, rarrorzata dagli altri quattro cavalleria, a partito contrapposto dal giorno ~2 al ~7 clusivo.

(4) Sulle '}u:ilità del pezzo non ci fu possibile avere alcun dato attendibile, pcrchè tutti in proposito mnntencvano scrupolosamente il silenzio, e al più si accontento.vano di dirci che i risul tati di tiro non avrebbero potuto essere migliori, tanto per gittata quanto per precisione e per rad~nza di traiettoria.

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recava presso avamposti, ed reggimenti di settembre in-

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SU.liLE MANOVRE

ESEGUITE DKLLN' CAYALLERU TEDESCA

Quanto al carreggio d'ella 1a divisione di fanteria d~lla guard ia, essendo essa in ritirata, precedeva nati..lralmente le truppe, e poichè, per la natura del terreno che frapponeva non pochi ostacoli al rapido progredire ed agli avvolgimenti della cavalleria, la fanteria non aveva bisogno di ritirarsi precipitosamente, così il carreggio poteva sostare là dove il generale v . Pape, comandante questa divisione, voleva far arrestare e bi vacca re le sue truppe. Ed ora senza più passiamo alle manovre,

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Manovra del giorno 4 settembre (1).

Tema generale. « Un esercito dell' ovèst, battuto presso Francoforte « sull'Oder, si ritira su Torgau, inseguìto dall'esercito « dell'est. « La divi sione dell'ovest che era stata destinata ad « occupare Berlino (1a clivisicrne fanteria della guardia « rinforzata) è quindi costretta di porsi in marcia verso « l'Elba. Un corpo dell'esercito dell'est, ehe si sta for« mando a Slettin, ha spinto prontamente innanzi verso f Berlino una divisione di cavalleria (division8 caval« leria della guardia) coll'incarico di segui re la divi« sione dell'ovest ».

Tema speciale pe1· la divisione di cavalle1·ia clellci guarclia. << La divisione cavalleria della guardia chr., dopo « una marcia forzata, giunge, verso il mezzodì del

(4) Per le operazioni dei primi tre giorni non · unisco alcun schiz-w, perchè la zona di terreno attraversata è troppo estesa. Si potrà consultare la carta della Prussia al 400/m. t

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« giorno 3 settembre, in Berlino; dalla parte nord, viene:. « a risapere che il nemieo ha lasciato la città il mat« tino stesso e si è avviato per le strade di Potsclam « e di Tempelhof ( 1). Le paLtuglie ehe immediatamente « sono spinte innanzi segnalano la presenza di ca« valleria nemica· sulla linea Zehìendorf, Giesendorf, « Marienfe]de. Il comandante della divisione prende la « risoluzione di iniziare il gi.orno 4 l'inseguimento, in « guisa da olll'epassare per le ore 9 antimeridiane « l'anzidetta linea. l~gli riceve in par.i tempo avviso « che il giorno 4 settembre l'avanguardia dell'esercito « dell'est vuole attaccare la retroguardia nemica, che « ha preso posizione presso Liibben, e respingerla sopra « Lukau ». 1

, Ordine per la divis1:one di cavalleria della guardia pel 4 settembre 1873. Berlino, 3 settembre, ore 8 di , sera.

« 11 nemico si è ritirato quesla mattina per le strade che da Berlino menano a Polsdam ed a Tempelhof. « Nel pomeriggio le nostre pattuglie hanno trovato la cavalleria nemica sulla linea Zehlendorf-Giesendorfliarìenfelde. « La divisione cavalleria della guardia dovrà domani, proseguendo il nemico la sua marcia, cercarlo ed inseguirlo . Essa si trover·tt quind i pù le ore 8 1/,~ pronta alla partenza. a sud- ovest di Mariendorf ed al s,ud della strada da Mariendorf .a Lankevitz, formata come segue:

(4) In direzione sud e ~sud-ovest.


88 SULLE" MANOVl\E 1"' brigata ca1Jaller·ia della guardia: 1'faggior generale v:. Krosigk. :

Reggimento guardie del corpo; Id. corazzieri della guardia; 1n batteria a cavallo id. 2°' brigata cavalleria della guardia: Maggior generale v. Dri.galski : .1° reggimento ulani della guardia; 3° ìd. id. id. 3• batteria a cavallo id. 3"' btigatci cavalleria della guardia: Maggior generale • barone V. Loe : 1° reggimento dragoni ddla guardia ; '.2° id. id. id. 2° id. uìani id. ~a batteria a cavallo id. « La 2"' brigata di cavalleria della guardia avanza per Lichterfelde, riconosce nella direzione di Zehlendorf e di Teltow, e scoperta la linea di ritirata del nemico la segue. « La 3a brigata di cavalleria della guardia avanza verso Gross-Beeren , e scoperta la direzione per cui il nemico si ritira la segue. Essa copre ìl fianco sinistro della divisione. « La ,Ja brigata di cavulleria della guard ia segue immediatamente la 3a sino al nord dì IIeinersdorf, e da quel punto in poi se ne tiene alla distmna di circà 1500 passi . « Io marcio alla testa del grosso della 3" brigata ».

{Firmato) Conte di BnANDENHURC, Tenente generale, comand. di divisione. Tale era il Lema generale che doveva esser base della esercitazione di avanscoperla, e tali gli ordini generali

ESEGUITE DALL'A CAVALLERIA TEDESCA

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del comando del.la divisione(~) che servire dovevano all'inizio delle operazioni.

Svolgimento delle operazioni. Alle ore 8 antimeridiane del giorno 4 settembre la divisione di cavalleria della guardia (trentuno squadroni) colle sue Lre batterie a cavallo, trovavasi pronta alla partenza nel posto dell'adunata, a sud-ovest di Ma1-iendorf. Dopo ehe il generale conte di Brandenburg ebbe verbalmente eomunicato ai generali comandanti delle brigate le sue ultime disposizioni, queste si mossero, ciascuna nelle direzioni prefissate, precedute la -2• e la 3" da un'avanguardia for te di un reggim ento. Le due avanguardie marciavano a circa 3 ehilometri dal grosso e spingevano ciascuna uno squacleooe dinanzi a sè alla distanza . di fo rse 2000 passi, iì quale irradw.va grosse pattuglie dinanzi alla fronte, in modo. (]a tasteggiare in tu lli i sensi il terreno all'innanzi. Una pattuglia condotta da un ufficiale manteneva fra loro co11egate le due avanguardie, ciascuna delle quali aveva sul proprio fianco esterno uoo squadrone per assicurare i fianchi della divisione ed allargare ad un tempo (1) Siccome parlando delle manovre della cavalleria del 4° corpo ho accennato alta composizione dello stato maggiore della divisione, credo utile fare a!tretta.:to per quello della divisione di cavalleria della guardia, Qttesta divisione, come dianzi ho detto, essendo permanentemente costituita, ha -uno sfato maggiore proprio e fisso al pari di tutte le divisioni di fanteria. Ne fauno parte un maggiore ed un capitano del corpo di stato- maggiore, ed uu tenente aggregato di questo corpo. Per le manovre il generale aveva altrcsì a sua disposizione quattro o cinque ufiìciali di caval!()ria quali aiutanti di campo. li maggiore De Grewenitz, comandante l'artiglieria a cavallo, l'aceva pure parte dello stato maggiore della divisione; quante volte pert, le tro batterie si riunivano poi• operare insieme egli ne assumeva il comando diretto.


90 SULLE MANOVRE il fron'te di osservazione e di scoperta; che risultava così, prima che si fosse trovato il contatto col nemico, di circa ,t B o 16 chilometri. L'avanguardia della 2a brigata, che avanzava per Liehterfelcle, Teltow, Ruhlsclorf ed AhrensdoTf, facendo esplorare sulla propria destra nelle direzioni di Zèhlefldorf, di Slahnsdorf, Gutergotz e· Saarmuncl; incon'trava presso Ruhlsdorf uno squadrone di eavalleria nemiea, ma questo seompariva ben presto, ritirandosi verso sud nella direzione di Siethen, senza che agli altri fosse dato poterlo inseguire e manlenere il contatto . Senonchè la via per la quale cjÙ.ello squadrone erasi ritirato poteva già fornire un indizio della direzione generale · di marcia del nemico. La 3• brigata, che per Marienfelde, Heinersdorf e Gross-Beeren avanzava verso Thyrow, facendo esplorare da sinistra nelle direzioni di Diedersdorf e del·. piccolo lago di Rangsdorf, era già giunta alla stazione ferroviaria di Ludwigsfelde, e eioè aveva percorso circa 17 chilometri, senza poter avere alcuna notizia del nemico; quando la sua avanguardia {'1° reggimento dragoni della guardia} arrivata a circa metà via tra Ja stazione cli Luclwigsfelde e Thyrow, s'imbatteva in una colonna di fanteria nemi ca in marcia da Siethen verso Thyrow, sulla strada più orientale delle due che congiungono questi villaggi. _ '11 generale comandante la brigata fece immediatamente avanzare la batteria che era coli' avanguardia, e fattale prender- posizione là dove la strada seguìta sbocca dalla foresta di Siethen, ordinava si cominciasse un vivi ssimo fuoco contro la colonna nemica, mentre contemporaneamente gli squadroni dell' avanguardia le si lanciavano addosso per caricarla. ~fa la ·f anteria nemica (una brigata della 1" divisione fanteria della guardin) sebbene sorpresa da C!J·Uesta carica e dal

ESEGUITE DA'LU CAVALLER1A TEDESCA

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fuoco della batteria non si seo ssc, nè parve disordinarsi. Alcune compagnie fanno fronte alli squadr.ùni, li accolgono con fuoco a comando accelerato e li obbligano a ripiegare. Nello stesso· tempo due batterie prendono posizione e rispondono alla balleria a-vver..:. ·saria. Respinta quella prima carica, la colonna di fanteria, la cui testa già sta va per entrarn nel bosco a nord- ovest di Thyeow, fa occupare il margine esterno di quel bosco da un ba ttaglione , e sotto la protezione di questo e della propria artiglieria riprende la marcia sopra Thyrow, senza più essere molestata dalla cavalleria, cui e il fuoco ed il terreno b.oschivo impediscono di nulla tenta re per arrestare più oltre la fanteria"ne~ mica. i)Ia conlro la retroguardia di questa che, fortedi un baltaglione, cli tre squadroni ussari e di una batteria, segue a breve distanza, alcuni squadroni di dragoni ritentano parecchi attacchi. Unico risultato quello di arrestarne per aleun tempo la marcia. Intanto il grosso della colonna di fanteria arrivato a Thyrow prende posizione occupando il viJlaggio e le altuue dello ·stesso nome; le sue due batterie aprono (J.fuoco contro la batteria della 3a brigata di cavalleria, bat-' teria che si è portata innanzi. sotto la scorta del 2° reggimento ulani, ed al fuoco della quale viene ben pvesto ad unirsi anche quello della balleria della ,J" brigata cli eavalleria, che il generale conte di Brandenburg ha pure chiamato innanzi nella direzione ,di Kerzenclorf. Una ,nuova batteria nemica, dall'altura detta il- Weinberg, ad oriente <li quella di Thyrow, rivela col suo fuoco che anche in quella direzi0ne si è ritirata un'altra parte della divisione nemica. La ~a brigata della cavalleria della guardia frattanlo era giunta a Siethen, e sentendo it cannone nella direzione di Thyrow era.si celeremente avanzata vers0 Gross-Beuthen , da dove la sua batteria polè ben presto.


92 SULLE )!ANOVI\E apl'ire anch'essa il fuoco e prendei· parte all' azione. A questa Latteria si foce a rispondere quella eh' era della colonna nemica, e che in quel colla reL1·o<J'u.1rdia o punto era giunta a mettersi in posizione ad occidente di Thyrow. Così in breve s'im pegnò un vivo cannoneggiamento, che veramente da parte della divisio?e rii cavalleria non poteva avere altro scopo, ed utile effetto, se non quello di fai: perdere tempo al nemico. Sloù·giarlo dn lla sua posiz ione per solo effetto di fuoco d'a~tìl)'lieria era evidentemente impossibile. Avrebbero t> • d bensì alcuni reggimenti di cavalleria potuto appie are ed impegnare comb.attirnento colla fa!lteria nemica, ma oltt'echè le posilioni tenute dall'avversario erano per natura assai forti, era quas i evidente che si stava <li fronte al ()'rosso della di visione nemica. E però non sarebbe mai stat~ con 1000 od onche '1200 cavalieri nppiedati, ammesso pure che tre od anche quattro reggimenti cli cavalleria a ciò si destinassero, che si sarebbe potuto sperare di scacciarne il nemico. Non que!Io certamente ero, il caso in cui è possibile l'utile impiego di cavalieri appieda ti che combattano co l fuoco . ~la al nemico non poteva tornare il conto di ostinarsi a difendere quella posizione di Thyrow, .da lui evidentemente occupata pel solo scopo cli poter passare col gl'osso della divisione, non molestnto o trop~o premuto, i ponti sulla Nuthe, canale eh~ corr~va. :n direzione quasi perpendicolare nlla sua linea clt rtlIrata . Ed in fo.lli, poco tempo dopo, vedendo che la cavalleria avrersaria non era in grado di tentare subito qualclie cosa di serio a suo danno, riprese la marcia in ritirata nella direzione di Trebbin e Christinendol'f, srrombrando poco a poco la posizione di Thyrow. Racc~ltasi così dietro la Nuthe la divisione dell'ovest si arrestava e ponern. ì suoi avamposti lungo la Nuthe stessa , mentre alla divisione di cavalleria ( del!' est),

93 dopo aver molesta to con vivo fuoco di artigli eria la ESEGUITE DALLA CAVALLERIA TEDESCA

ritirata del nemico su Trebbin, altro non restava a fare per quel giorno che sorvegliare i passi della l\uthe, ch'essa non avrebbe potuto fo rzare di fronte, e mantenere il contatto cogli ava1nposli nemici. L'ora già Larda {erano oltre le 2 pomeridiane) e la necessità di dar riposo ai cavalli ed alle truppe non avrebbero permesso di sp ingere più ollre le operazioni, tentando sloggiare il nemico dalle posizioni prese dietro la Nuthe mediante larghi avvolgimenti, come fu fatto il dì seguente, e come in guerra vera sarebbe forse stato possibile nella giornata stessa del 4_. , l)'alt,·a parte non erano ancor giunte notizie del grosso dell' esercito dell' est, il quale .doveva in quello stesso giorno attaccare la rctrogun.rdia del grosso dell' esercito nemico (ovest) e non conveniva im pegnarsi maggiormente prima di sapere che cosa fosse avvenuto presso Lubben. Il generale von Brandenburg decise perlanto si prendessero i bivacchi sul fronte Kerzendorf-Siethen; due reggim enti avessero il carico degli avamposti e della sorvegli anza dei passaggi della Nutbe, da Groben per Ji.itgendorf, Thyrow e l.\tmsdorf fino a Schunow, e cioè per un fronte di oltre 12. chilometri.

1

Operazioni del giorno 5 settembre.

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Nella sera del .i.. avendo ricevuto dal comando dell'esercito dell'est (il comando del corpo della guardia in Berlino figurava rappresentare il comando supremo di questo ese reilo) la notizia che il grosso dell' esercito nemico era in piena ritirata su Torgau, il comandante della divisione di cavalleria della guardia stabilì di continuare uel mattino del 5 a vigorosamente inse-


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SULVE MANOVRE

guire la· divJsione nemica che ·gli slav.a di fronte. Però -conscio delle difficoW1 quasi insuperabi li che avrebbe dovuto ineonhrare per foczare i passaggi della Nuthe, dietro la quale il nemico si teneva -così coperto da poter reggere, dove l'avesse voluto, assai .a lungo , il generale ,conte von Brandenburg awisava procedere per larghi avvoJgiment.i dai fianchi, sl da costringere il nemico a pronta 1·itir:ata. La divisione di naval lerie veniva per tale scopo così suddivisa: 1° Una colonna di sinz'sfra, sotto gli ordini del maggior generale barone von Loe, forte di quattro r.eggimenti ('t '7 squadrnni) ed una balleria a cavallo, doveva passare la Nuthe al passo di Schùnow, che non era guardalo · dal nemico e distava . circa 9 chil ometri dal ponte pel quale il giorno innanzi erasi ritirato il grosso della divisione nemica, e da là per Gadsdorf, Cummersclorf, Speerenberg, Schonefeld aceennare ad Holbeck, che è a non più di 1G chilometri da Jèi1erbogk. Seguendo tal direzione, questa coìonna, che era In più forte, non soltanto andava a rninacciare il fianco del nemico sopra -µn terreno più propiz.io all' a,zione della cavalleria, ma sarebbe piombata sulla sua linea di ritirata dove egli si fosse ostinato a stare nelle posizioni <li Trebbin e Chrislinendorf, dietni il canale della Nuthe. Che il nemico potesse avere intenzione di tenere molto a lungo in quelle posizioni non v'era ragione di credere; bensì era lecito supporre, o che . volesse ri~irars i più lentamente possìbile per coprire qualche trasporto ferroviario che si stesse operando dalla stazione di Juterbogk, oppure, che giovandosi. dell'ostacolo del canale, cercasse allontanarsi per tempo col geosso delle sue forze, nella speranza di poter perdere il contauo col nemico , o trarlo quanto meno in ingatJno circa la direzione che da quel momento in poi avrebbe dato alla sua ritirata. Laonde sì nell'uno che

ESEGUlTE DALLA: CAVAtiLElRIA TEDESCA

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nell' altro ·caso conveni.va stargli .alle calcagna e premerlo d:appresso; e poichè ciò no.n tornava possibile manovrando pel fronte era necessario minaccia11lo dai. fianchi e da tergo. 0 , jl Una colonna del centro, comandata dal maggior generale von Drigalski, colla quale si sarebbe trovato il comandante della divisione, e che era forte di undici squadroni e di due batterie, doveva passare la Nulhe di fronte, subito che il nemico, minacciato sui ,fianchi, avesse sgombrali i passaisgi. B° Finalmente una piccola colonna di destra,, forte di tre squadroni, doveva da Groben avunzarsi verso 'Eremsdorf e Bl.ankensee a minacciare il fianco sinistro del nemico. La natura de l terreno ch'essa d0veva att1:aversare, collinoso, boschivo e assai poco adatto aHa azione della cavalleria, giustificava la pochezza delle forz~ assegnate a questa colonna, la quale più che a minacciar.e seriamente il nemico doveva servire a mantener il conrnllo, ed a sorvegliarlo nel caso che prendesse una direzione di ritirata verso sud-ovest per raggiungere Treuen1)ritzen, nodo di strade importante peT la fuLura direzione di marcia ch'esso avrebpe potuto seguire (4 ). La colonna di sinistra cominciò il suo movimento verso le 9 antimeridiane, quella di destra un'ora più tardi, e la colonna del centro, che doveva marciare sopra Trebb in , non si mosse. che verso mezzogiorno, a:vendo alcune trnppe avversal'le ten uLo fino a quell'ora lo sbocco delta Nuthe davanti a quel villaggio. Non

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(·I) Da Treuenbritzen, infatti, oltre il prolungamento su \Vittemberg della strada Berlino-Potsdam-Dc!itz-rrenenbritzcn, si stacca a destra la strada che va a Magdeburgo, cd a sinistra quella che per Juter.bogk mena a Torgau , tre puuti sull' Elba dei quali non era facile indovinare quel lo su cui la divisione nemica si sarebbe ritirata.


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97 e da i rapporti che giungevano al comandante la divisione risultava, che rnenLre una colonna nemica si era ritirata su Luckenwalcle ed un'altra su l?ranckenfelde, v'erano pure truppe avversarie ad Hennikendorf ed a Zau ckwitz, vale a di re che la divisione nemica occupava un fronte parallelo a quello della divisione di cavalleria . Questa nuova fronte del nemico, in direzione molto obliqua a quella. della notte precedente , r endeva ormai m anifesto essere sua intenzione di ritirarsi sopra Treuenbritzen anzichè verso J uterbogk . lnver-o egli era stato costretto a r ifiutare la sua ala destra dalla minaccia di avvolgimento della cavalleria che marciava sopra Ilolbeck, ma se avesse voluto r itirarsi sopra Jliterbogk, a vrebbe fatto marciare in quella direzione anche il suo centro e la sua sinistra ed affrettata la marcia . Ciò non pertanto era ragionevole supp orre, che quantunqu e non sembrasse vol ersi r itirare sopra Jùterbogk, a lui premeva · coprire quanto più alungo potesse quella importante stazione fe rroviaria (1) , poichè in caso diverso non si sarebbe potuto spiegare la lentezza con cui retrocedeva, e la posizione presa sul fro nte Zauchwitz-Luckenwalde, dopo aver folto percorrere alla. sua estrema ala destra non più di ·I 6, ed alla sua si· nistra soltanto 8 o 9 chilometri. In guerra vera anche in quel giorno, come nel precedente, la divisione di cavalleria avrebbe potuto sp ingere più oltre le s ue operazioni. Se non la colonna del cen1ro e quella di dc~stra, ch e sarebbero andate ad urtare di fronte la fanteria nemica, in terreno poco favorevole alla . loro azione, certa mente la forte colonna cl i sinistrà,la quale trovandosi ad Holbeck era già sul fianco del nemico e non aveva ESEGUITE DALLA CAVALLE RIA TEDESCA

SULLE ·MANOVRE

mi starò a narrare partitamen te le operazwni delle diverse_ colonne, tanto più che non mi fu possibile trovar mi colla colonna di s inistra alla quale spetta va Ja parte principale. Dirò semplicemente che in nessun punto si impegnò combattimento, non potendosi dare tal nome ad alcuni colpi di cannone che la batteria della co·lonna di sini·s tra tirò contro alquanta fanteria nemica che marciava in ritirata <la Christinendorf verso Neuendorf nè a pochi colpi d'artiglieria che dal molino al nord di 'l'rebbin il nemico fe ce sparare contro qualche drappelJ~ deJI~ . colonna del cen tro che tentava spingersi m rrcogmzwne oltre la Nuthe . La colonna di s.inistra, senza essere arrestata in alcun punto, giunse presso Gottow ed !Iolbeck, dove si arrestò fronteggiando l'ala destra nemica pel tratto ,Ji:inickendorf- Waltersdorf. La colonna del centro , seguendo il nemico nella direzione Trebbin-Luckenwalde, non potè prosecruire molto al sud _cli ,Neuendorf, avendo il nemico o~cupato gli sbocchi che sono sul ~hihlen-Fliess (fosso dei ruolini) a nord e nord-est di Waltersdorf. La piccola colonna di destra, giunta a Blankensee si spinse s u Korzin; ma non poté passar ·oltre essendosi imbattuta in una colonna di fanteria ed artiglieria nemica in marcia da Stangenhagen . verso Zauchwitz; allora, ripassando per .Illankensee, si portò vers o Schonhagen affin e di non perdere ogni contatto colla colonna del centro . Al finire delle operazioni del gio rno 5 la divisione di cavalleria trova vasi così distesa sopra un fronte di più di 22 chilometri, in direzione nord-ovest sud-est dal lago Blanken fino ad Holbeck, e divisa in due grandi nuclei: la colonna di sinistra sul tratto Holbeck-Gottow-:-Sch<5neweide; quella del centro e la colorma di destra sul fronte Neuendorf-Schonhao·en · g-rosse . o ' pattugl ie mantenevano fra loro collegati i due nuclei. Su tutto il fronte era conservato il ·contatto col nemico

'

(1 ) La stazione di JLiterbogk è il punto di congiungimento della ferrovia di Lips ia con quella di Dresda. A NNO

xrx,

VoL. IV.

7


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. SULI.,E UANOVRE

percorsi fino a quel punlo più di 25 chilometri, con tinuando il suo movimenlo aggirante, avrebbe potuto spi ngersi quello stesso giol'no soprn Jiile1·l>ogk e molestare seriamente il nemico, rendendo vana quella protezione ind ireua che dalla sua nuova posizione questo clava alla sw.zione ferrov ioria di quella ciltà. l\fa giova rifletlere che nelle esercitazioni di pace molle importan tissime considerazioni sconsigli o.no dal domandare alle truppe tutta quella somma di attività, di lavoro e d.i sacrifici ch'esse possono dart: in guerra. Però ho voluto fare questa osservazione per ehiat·it'e unu volta di più con l'appoggio di un caso pratico, rappresentante una situazione di guerra perfettamente razionale, quali g rnndi servizi può rendere una. buona ca valle ria condotta da uomini intelligenti ed arditi. Operazioni del giorno 6 settembre.

Soltanto al mattino del dì seguente la colonna comand ata dal maggio r genera le barone von Loe (colonna di sinisLra), purlenclo dai dintorni di Holbeck, ricominciò il movimento aggira~le che la doveva portare sopra J i'Lterbogk , in leneno apef'lo ed in Lulto adallo alla più vigorosa azione di cavalleria. Postasi in cammino alle 6 onLirnerid iane, ed allraversnti celeremente i fili.i bost· lti di abele di Janickendorf e di l\Iarkcudorf, facendosi guardare sul ftanco desfro verso Jani ckendorf e verso Klo:;ter-Zinna <la uno squadrone, la colonna giunse verso le 8 1/! al sud di Ji.iLerbogk i;resso il sobborgo di Neumarkt. Da quel punto, se venunente il nemico fosse stato intento ad operare un movimenlo fel'roviario da Jùterbogk verso sud, sulla linea di Dresda, o verso suù-ovest su quella di Lipsia,

ESEGUITE DALLA CAVALLERlA TF.DF.SCA

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non sarebbe stata malagevole impresa per quei reggimenti di cavalleria onde la colonM. si componeva, cli spinge i·si verso Rohrbeck, e verso Dennewitz o Gohlsdorf, per guastare ed inLercetlare sì l'una che l'altra delle anzideLte ferrov ie. In pari guisa avrebbero potuto, ginindo al largo a sud di Jùterbogk, estendersi fino alla strada da Ji.iterbogk a Treuenbritzen e togliere così ogn i via di ritirata a quei cl istaccamenti nemici che fossero stati in .fi.iterbogk. I.a colonna del cen tro e quella di destra mossero anch'esse di buon mallino , ma non pl'ima però che le fanterie nemiche che le fronteggiavano avessero levato i.i cam po per ricominciare a ritil'Msi, ciò che avvenne su Lutto il fronte non pi1'1 tardi delle 7 antimeridiane. Quelle clne colonne di cavalleria seguirono duppresso il nemico, mar<'.ian do quell a del centro da Neuendorf pel' Waltersùorf e Lur:kenw.1lcle verso Klostcl'-Zinna, l' altra da Schonbagen per Stangenhugen ve rso H.ieben in direziol1e di Treuenbritzen, senza pel'ò potere in alcun punto, grazie al terreno boschivo ed impaccialo, acquistare sovercltian;r,a s ulle colonne avversarie, e teneudosi paghe di conservare il contatto colla cavalleria nemica, la quale io grazia delle sue poche forze (un solo reggimento cl i ussnri) doveva marcial'e adtlossuta alla pt'opria fanteria per esserne in ogni caso soccorsa e spalleggiata. Se le operazioni di LJUclla giornata avessero dovuto continuare svolgendo il tema di avan::;eopcrtn, la divisionc ùi fanteria avrebbe polnlo segui tare la sua nrnrcia non molestata fì nchè perd uravano qnelle condii.ioni topografiche in tutto a lei vantaggiose, o quanto meno sino al momento in cui i quallro reggimenti ùi cavalleria cornandnti dal generale v. Loc non nvessero in cominciato a far se11til'e -ali' nnersnrio gli effetti del mo~imeuto di aggirata che giù li aveva condoui sopra


'IOO

SULLE MANOVIlE

JLiterbogk; ma in quella stessa mattinata doveva aver termine il servizio di avanscoperta, per far posto ad u n tema di scontro di due grosse masse di cavalJeria. Questo esercizio di scontro, come atlo finale di quella operazione d'inseguimento e di avanscoperta, era assai opportunamente ideato e perfeuamente logico; essendochè nelle guerre dell'avvenire, quando le cavallerie dei due avversari saranno egualmente impiegate in questo servizio di cuoprirnento e d' informazioni, 0 d'avan:,;coperta che dir vogliamo, noi vedremo appunto accadere tali scontri a massa, come aÙi risoluti ~i.' o se non precisamente tali, come atti indispensabth per dare all'una o all'altra parte quella soverchianza. sovra un punto qualunque del !aro-o e fronte strateg1co, senza 1a quale non si verrà mai nè dall'una .nè daH' altra parte <.1d un risulta Lo utile e decisivo. Dopo essersi tasteggiate a lungo ( a lungo ben inteso .in senso relativo) su tutto il fronLe, dopo una quantità di piccoli scontri parziali, che le novanta volte su cento daranno vantaggi assai limitati, è chiaro che soverchterù quella delle due cavallP,rie la quale saprà far massa sopra un punto della linea, opportunamente scelto, per sfondace la fronte dcll' avversario, prenderlo a rovescio e ricacciarlo sulle teste di colonna dell'esercito che esso ha il còmpito di coprire, essendo il conlaJto con quelle lo scopo ultimo della cavalleria che manovra net campo sfraregico. Ililornando alle operazioni di queHa giornata, dirè) che verso le 91/2 si pose fine alle ostilità tra lu divi- · s~one dì ~avalleria del genernle v. Brandenburg e quella d1 fantena comandata dal generale v. Pape. ii!en tré le truppe di quest'ultima continu.wano la marcia ner recarsi agli accarttonamenti nei dintorni di Treuenbri rzen quell_e della prima, alle quali si riunivano quauro squa~ <ll'om del reggimento ussari della guardia, che fin lì.

ESEC.Ul'rE DALJ,A CAVALLERIA 1:'El)ESCA

1)

Q,j

aveva manovrato colla divisione d1 fanteria, e ad eccezione dei tre squadroni che nella giornata precedente e nel prirno mattino dì quel dl avevano costituito la piccola colonna di destra, si preparavano, divise jn due partiLi contrapposti ('1) ad eseguire l'esercizio di scontro secoùdo il seguente concetto:

Tema · generale pet combcittimento di 1·ico,qnizione f1·a due ·riparti della di1Jisione di cavalleria della giiarlli'ci presso Jùterbogk nel gionio O settemb1·e 1873. (Yed i schizzo N° !l}.

« Una divisione di fanteria clie si ritira da Trebbin « sopra Wittemberg (divisione dell'ovest) è inseguita « da una divisione di cavaileria di un esercito dell'est. << L'esercito dell'ovest manda verso Jutèrbogk una « divif,ione di cavalleria per raccogliere la propria « fan te ria » .

Tema speciale per la divisione di cavalleria clelt'esercito dell'ovest. « Il 6 sellembre di buon mattino la divisione (fan« teria) dell'ovest ha abbandonato suoi bivacchi ad

l

( t

(1) Per rappresentare i due partiti contrapposti si dovevano naturalménte adoperare i reggimenti della stessa divisione: perè, come si vedrà dal tema, si poneva a profitto la rispettiva posizione che in quel momento avevano i reggimenti che, sotto gli ordini del generale v. Loi!, avevano formato la colonna di sinistra (si trovavano già a sud di foterbogk) e quella dei reggirnelnti ch'erano stati della colonna del centro ( che in quel punto marciavano da nord per Luckrnwalùe verso Jiiterbogkì . Come apparirit altresl dal tema, si facevano conconcre anche alcune truppe di fanteria ed artiglieria che sino ~ quel momento erano state colla 48> divisione fanteria della guardia, che erano destinate anche nei giorni sttccessivi a prender parto alle manovre della cavalleria.


402 SULLE llTANOVnF. « est di Jùterbogk e s'è ritirata su Witlemberg, la« sciando addietro la retroguardia (battaglione caccia« tori della guardia, bauaglione fanteria d'istruzione, « 4n e 6" batteria da campogna dell a guardia ed uno « squadrone, il tutto comandato dal tenente colonnello « v. Rauch) coll'incarico di copriee fino alle ore 10 « la stazione di Ji.ilerhogk, dove si stanno caricando « e fa cendo partire dei materiali da guerra, e poscio « di seguire la divisione. « La divisione di cavalleria dell'esercito dell'ovest, « comandata dal generc1le barone v. Loe (re(l'girnento 11. corazzieri della guardia, 1° e 2° reggimentob dragoni « della guardia, 2° regg imen i. o ulani della guardia, « 2" batteria a ca vallo cl ella guard ia: in tullo HS squa« droui e &. pezzi), che alle 1 O antimeridiane giunse « da sucl pr~sso .Nieder-Gocrsdorf, riceve ordine di por« t:irsi .immed iatamente innanzi per front ecr(l'iare la cal:)O « va li ena nem ica che si arnnza da Dorf Zinna. e di « proteggere la rilirnta della retroguardia della' divi« sione dell'o vest».

1 03 « del col'po, 1° e 3° ulani della gnardia , ussari della « guardia e colla I" e 3a batteria a cavallo della guardia, « in tutto .J6 squadroni cd 8 pezzi, riceve l'ordine di « spingersi subito per Nieder-Goersdorf sopra Wo lms« dorf a guastare la ferrovia, e quindi di molestare, « attaccandola sul fianco sinistro, la ritirata della re« trogua1·dia nem ica, che il comandante dell a divisione « pensa di inseguire diretlamentc » ESEGUITE DALLA CAVAJ,J,EUJA TEDESCA

1

(Firrnato) Gonte

cav<illeria della guardia.

1

tema speciale per la divisione di cavallcri·a dctl' ese1'cito de/l'est . « La divisione di cavalleria dell'esercito dell'est, che « verso le 11O antimeridiane del G sellembre s'è innol-

« trata fino nei dintorni di Gri.ina e di Zinna, viene « informata che sino dalle prime ore del mattino la

« division e dell'ovest s'è posta in ritirata verso Wit« temberg, lasciand o addi etro. una retroguardia, la « quale tiene ancora la cillà e l;i stazione di Ji.iterbogk, « coll'intendimento, a quanto pare, di copriee dei tra« sporti ferrov iari da Jùterbogk a Wittemberg. « Il generale Drigalski, che è anivato alle ore ~ O « antimeridiane presso Zinna coi reggimenti guardie

V. I3t\ANDENUURG,

Tenente generale comand. la divisione

Non mi fermerò a descrivere minutamente le operazioni di quelle due masse di cavullei·ia. Uirò brevemente che lo scontro avvenne alquanto al sud di OorfZinna ed a nord-ovest della stazione cli Ji.iterbogk; che da una parte e dall'altra furono bene ed efficacemente adoperate le artiglierie, e che du parte della divisione dell'ovest anche alcune compngnie del clisLaccamento che copri va la stazione procurarono cli concorrere quanto più utilmente fu loro possibile, senza però avere alcuna influenza decisiva, po ichè ciò che f'ece risolvere l'azione a favore della cavalleri a del generale v. Loe fu sopratutto la cnrica. Le due cavalleri e si scontrarono fo rmate ciascuna in due schiere; il pri mo urto .>vvenne fra le due prime schi ere, ma la seconda schiern. del generale v. Drigalski, avendo perduta la distanza, 0011 poté conco1Tere al l'o.tlacco mentre vi concorse ben issimo, caricando ed avvolgendo il fianco destro nem ico quasi contemporaneamente all'urto della ,taschicra, la2• rl el genorale v. T.oe. Iclueprimi r·eggimenti delgeneralev. Drigalskifurono co:,;ì respinti senza poter avere aiuto alcuno dalla loro seconda schiera, alla quale

r~~-fu J

giuocofòrzaretrocederesubito per riprendere distanza


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SUI.LE MANOVRE

di carica pel caso che il nemico avesse iriseguìto . L'inse?uir~ento però non ebbe luogo, poichè in quel frattempo 11 distaccamento del colonnello v. Rauch aveva potuto allontanarsi dalla stazione e mettersi in marcia verso Hermewitz, vale a dire poteva considerarsi come disimpegnato e fo dato ordine che l'esercitazione cessasse. I risultati di quella carica di cavalleria dimostrarono in modo luminoso quale decisiva importanza abbiano per la cavalleria gli attacchi e g li a.vvolgimenti dei fianchi non soltanto, ma quanta sia la neeessità ùi farli in tempo opportuno, vale a dire contemporaneamente quasi all'attacco frontale, e però quanto è utile la formazione in più sehiere , di cui la seeonda sopravvanzi o l'una o l'altra ala della prima. Ed il concorso mancato della seconda schiera ·del generaìe v. Drigalski mi pare che a ccenni a ltresì ad altra grave questione, quella cioè della difficoltà che vi può essere di manten ere le distanze e la direzione, ma sopratutto quelle fra le diverso schiere, e quindi 1a necessità di lunghi esercizi che facc iano ucquistare quel colpo d'occhio che è dote tanto preziosa per gli ufficiali di cavalleria. Qui, e da una parte e dal!' altra, come ho detto, erano state formate sul tanto due schiere, e 1100 tre come peeferi va fare il generale v. 8chmidt. Io mi guarderei bene dal profferire un giudizio sulla maggiore o minor convenienza dell'uno piuttosto che dell'altro sistema, però mi domando quale sarebbe stata. la àecisione del g iudice di campo se anche la seeonda. schiera della cavalleria che caricava da nord fosse giunta in tempo per prender parte allo scontro. Mi si potrebbe obbiettare che quand'anche vi fosse stata da una parie e dall'altra una terza schiera, e che tutte e due avessero potuto intervenire contemporaneamente anche esse nella mischia, si potrebbe ancora ripetere la stessa domanda e così trovare che converrebbe moì-

105 tinlicare le schiere allo infinito . !Ifa io risponderei che p,;,ima che le Lerze schiere arrivino sulla linea d i scontro, questo nella. maggior parte dei casi si sarà g ià decis?, e che però la parlc respinta avrà- almeno il vantaggio d'una riserva pronta per arrestare o frenare subito l'inseguimento; se pure non potrei anche aggiungere che in un easo parlicolare,come quello narrato, quando la seconda schiera del generale v. Driga.lski non fosse stata preoccupnta, per mancanza di altre truppe dietro a lei, di dover servire ad un tempo come riserva protettrice della ritirata, avrebbe forse potuto lanciarsi anch'essa alla carica, e sebbene un po' in ritardo ottenere qualche risultato . Certa cosa è che una simile questione forma soggetto grave di studio per gli uffìciali tedeschi che si occupano della. tattica della cavalleria. Ultimata. quella eserciLa1.:ione vers0 le ore H antimeridiane. LUtl.e le truppe si ponevano agli accantonamenti n~i dintorni di Julerbògk per ricominciare il mattino del giorno 8 le manovre da battaglia. Prima di passare a.Ile quali farò alcune poehe considerazioni intorno al modo di. proced~re della cavalleria nel servizio di avanscoperta, quali mi vennero suggerite da ciò che v_idi ·fare nei_ giorni !f , 5 e~ settembre dalla divisione d1 cavallerrn della guardia . ESEGUITE DALLA CAVALLERIA TEDESCA

1

Consiclerazioni sul servizio di avanscrpertci .

I ' ,j>

.I..

La cavaìlerìa. che opera in avanscoperta ha una duplice m issione: vedere che co~a fa l'es~rci:o nemico e coprire i movimenti dell'esercito propri~, _tmo a t~nto che non sia venuto il giorno della dec1s10ne tattica, il aiorno della battaD'fia. . Se essa non ha di fronte la ca;aller·ia dell'avver:ario , ché a sua volta procuri fare altrettanto, la sua missione sarò. molto pjù facile , ed


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SULLE MANOVflE

essa no~ . av~à bisogno di combattere se, non quando le cond:z10m to~ogr~fiche del teatro di guerra permettono all avversano d1 poter coprire con poche fanterie sparse sul fronte, od appog15iate agli ostacoli del terreno, i movimenti delle sue masse . In simili casi la cavalleria dovrà combattere per penetrare attraverso · a quei nuclei di fanteria, e · dovrà più spesso combattere appiedata; onde la necessità di averla, in gran parte almeno, nrmata di carab ine. Altro modo di azione per lei ~fflcace, quando il lP-rreno glielo consenta, sarà ~nello dt procedere per larghi avvolgimenti dalle ali . Dovendo aprirsi un passaggio attraverso a nuclei di fanteria nemica , sarebbe spesso alla cavalleria di grande gi_ovamen to l'aver seco alquanta fanter ia, che c?n mezzi qualunque di trasporto ne seguisse le rapide ~osse. _Questa idea, che trova fra di noi parecchi sostenuori, non mi sembra bene accetta in Germ~nia, ed ho sentito addune ralune buone ragioni per sp1eg:are 11 poco favore in cui laggiù è tenuta. Quanto a noi la poch ezza delle forze di cavalleria di cui disponiamo è un valido argomento pei fautori di quell'idea. Ma più spesso accadrù nei le guerre avvenire che una cavalleria in avanscoperta., si troverà di fronte 1a ca valle ria avversaria, e ehe per ottenere lo scopo di vedere che cosa fanno le masse nemiche, dovrà anzilt~ tto c_ercare di squarciare il velo che quelle hanno d~na?z1; come pure per impedire a quelra avversaria cl1 giungere a vedere che cosa fanno le masse nostre ~ssa dovrà ir?pedirte di penetrare atti-averso alle propri~ lrnee ed evllar_e cl' essere costretta a ritirarsi perché ~resa a rovesc10 . In questo caso adungue il combattimento, e più spesso di urlo e ad arma bianca sarà inevitabile. In terreno non affatto piano, nè sg;mbro potrà molte volte trovare utilissimo impiego nnche il

ESEGUITE DALLA CAVALLERIA TED ESCA

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fuoco , e però anche qui si fa manifesto il b_isogno che parte della cavalleria abb ia armi da giuo d1 lunga portata. In paese come la nostra :al_le . ~el P_o_, ac~ esempio, potrebbero essere frequent1ssum ~ casi m cm a pochi caval ieri nppiedati vert'ebb_e ~ht\O d1 tener l~~ta a parecchi squacl roni. Un altr'o valid1ss1mo ed anz1 lf~dispensabile a.iuto deve la cavalleria trovare nell'n1:t1: glierin , e nessuno potrebbe c?ntestare _I~ necessita delle batterie a cavallo che siano rnseparab1lt compagne agli squadrnni. Ammesso adunque, e parmi giuocoforza ammetterlo, che un grande scontrn a massa de:e essere l'atto risolutivo cui verranno le due cavallerie avversarie, se voglio no ottenere lo scopo loro, è evidente che le disposizioni che faranno e da nna parte e dall'altra dovranno risentirsi di questD necessità dello scontro decisivo. Nel quale aveà miglior risultato quello dei due comandanti che primo avrù sDputo far massa nella direzione più utile per sfondare la li nea avversaria. Tutta l'abilitù consislerù quindi in una esatta valutazione delle condizioni del terreno, in un preciso ca1colo delle distanze, nel super l'ar rnuovere rapidamente i propri squadroni pel concentrnmento ?he deve precedere l'urlo, e nel saper dare fin dal pr~~o momento la più utile direzione al g ross~ nucl~o cli nserv~. Da princ ipio, fintantoché non s1 sara tro:alo il contatto col nemico, sarù necessario estendersi molto e sparpagliarsi su larga fro nte per ~coprire e v~de re, ed anche per impedire alla cavallena _avvers~na od~ penetrare inosservata auraverso alla lrnea de1 nostri estremi drappel li , o di guadagnare facilmr~nte terreno sui nost.ri--fianchi e girando al largo arrivare alle nostre spalle a contatto delle truppe cl:e noi. dobbiamo coprire. Ma una volta tasteggiato 1! nemico, e. valutate approssimativam ente le sue forze e la c\1r_ez10ne che queste seguono, da quel momento, contmuando a


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ESEGUITE DALLA CAVALLERTA TEDESCA

SULLE ~ANO\' llJ,;

mantenere il contatto, gioverà roscringero il proprio raggio d'osservazion e e prepararsi a far massa. Quan t9 alla estensione di fronle massima che una data forza di cavalleria può abbracciare n.ell'a vanscopcr1a, chiaro nppare cli'essa sarà anzitutto determinala dalle condizioni del terreno. In terreno unilo e sconerto facilmente percorribile in tulli i sensi, converrà assu~ mflre un fronte di ~sservazione più largo, ma si potranno ~rnrntenere rn tervalli mngg·iori fra Je estrem e punte d1 scoperta, ed ancli e averne un numero min?re grazie al vantaggio di potel' spazia,'e molto colla vista. In terreno praticabile in t~1Hi i sensi rnercè le molle comunicazioni, 11111 coperto, o per Ja ftlta alberatura, o per ondulazion i del suolo, sarà giuocoforza est~ndere egualmente od anche più il fronte di osservazion,e, mentrn _f~ rà mestieri un velo più filto di punte perclie non resti mesplorata alcuna zona di terreno. In paese iiwece poco praticabile ed attraversato da poche strade, il fronte di osservazione si potrà restringere, ed occorrerà ancl1e mino1· numero di. estremi d~·np~elli di scoper(a. E così via. In ogni caso però J~ d1rez~one ?a da~·s_i ai gl'Ossì nuclei, brigate O reggimcnt_1, dai qu~h irradiano quei nuclei minori, squadro1_1t o plotoni, che mercè i 101·0 drappelli di punta o dt scopel'(a vanno a trovarsi in immediato eontat.to e.o! nemico, _sarà sempre quella segnala dalle grandi h?ee ~ll:ad~l1, ess_endo queste mai sempre le grandi d1rellr1ci di mal'cia delle grosse colonne cli truppn, e quelle pertanto che la cavalleria avversaria cercherà maggiormente di coprire. Quanto alla più conveniente direzione da darsi al nucleo dì riserva, dipenderà evideuternente da pareccl1ie considerazioni; e cosi sarà ta lvolta utile farlo seguire in direzione centrale <1Ile colonne s~inte i?nanzi, t~I altra invece gìovc1·it meglio metterlo dwo·o luna o dwtro l'alt.ra ala. Nella eserci1

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1

tazione di avanscoperta della divisi one di cavall~ria della guardia, ad esempio, noi vedemmo come nel primo giorno (-~) la brigata di riserva seguisse a~punto ~u~lla che costituiva l'ala sinistra, e credo che c10 constghassero e le maggiori probab ilità di in contrare il grosso delle truppe nem iche sulla strada che quest_a percorreva e la considerazione che da quella parte 11 terreno meglio si presta va all'azione della cavalleria. ., Altra importante questione è quella del modo pm adatto di ripartire i diversi nuclei, o colonne che vogliansi dire, di esplorazione; la qu~le se p~r se s~e~sa non potri'.t ricevere conveniente soluzi one che in ogm singolo caso speciale, include però ~uel!a del!~ fo rmazione od ordinamento che meglio si conviene alle o-rosse unità di cavalleria cui tocchi il carico dell'a~anscopcrta. In Germania, ado ttala. la divisione come O'rand e unità, delle quali ogni armata ne av_rebbe d_ue ~ tre a propria disposizione, parmi inc_ont11 1:1~g?10r favore la form azione ternaria, vale a cl ire la d1V1s1one di tre brigate di dLle reggim_e11ti ci~sc_un a, quella stessa che come ebbi "i,\ occast0ne eh dire pal'iando delle ma~one della c~vallerìa del 4° corpo, vuolsi essere anche più adatta per _le rn~novre di .battaglia. ~ell'ultima n·uerra le divisioni clt cavalleria tedesch e non erano ;unto uniformemente co~tituit~, e mentre talune contavano tre briO"atc di due regg1ment1,altreavevano due brigate a I.re reggimenti, a1t1:e due brig~Le di_due so li reggimenti, altre tt·e brigate dt ire 1:eg~1ment1J ma. ques~e differenti formazioni vanno auribmte al l~tto. _che i_n tempo di pace la cava)leri_a te?esca ~on e g1a _ordtnat.a e distribui ta fra 1 cltverst corpi a secor~cla .del concetto del suo impiego in divisioni indipend~nt,.e.cl in cavalleria divisionale (1rn reggimento per ogm dmsionc); ordinamento questo al quale fo1:se ver.rnnno fra non molto. Ad ognj modo anche per J esperi enza. del-


1,10

SUT,LE MANOVRE

ESEGUITE DALLA CAVALLERlA TEDESCA

l'ul~ima_ ?·uerra s~mbrano ora disposti ad apprezzare come p1~1 con_vemenle la formazione in tre brigale cli d?e ~·egg1rnent1. Dato ad una divisione, infatti, della forza di circa 3500 ca valli (24 squadroni, 6 reo·o-imenti} un . te rnecl'10 d', esplorazione dai 30 ai 4000ch ilometri f'ron è_ difficile, nella maggior parte dei casi almeno, s: possano trovare nella direzione di ma rcia perpendicolare a quel fronte più di due grandi strade parallele o quasi, ed è chiaro allora come la formaz ione ternaria sia quella che più si adatta ad un buon riparto delle forze della divisione, la quale mantenendo u?a brigata in riserva ne avr~bbe disponibile una per c'.ascuna c~elle due strade anzidette. Supponen do che ciascuna cli queste ultime brigate tenga un reggimento ?ome ?Tosso o riserva parziale, il reggimento spinto rnnanzt dovrebbe estendersi sopra un fronte di ,t 5 a 20 chilometri, che ripartito su quattro squadroni darebbe per ciascuno di questi un tratto di fronte di 4 a 5 chilometri . Anche in terreno non affatto scoperto questo fronte non è punto eccessivo perchè un nucleo cli "50 cavalli possa _eserci~arvi attiva e buona sorveglianza, e presentare 10 pari tempo sutiiciente compaltezza e forza di resislenza. Vuol~i pure co~siderare quale sarà la distanza più convemente a cm dovranno· tenersi i boTossi nuclei . retr?st~nll, compresa la riserva, da l fronte dei drappelli d1 scoper_ta, n~a anc~e tale questione troveri1 più adeguata somz10ne in ogni caso parti.colare; essenclochè e_l_e, condizioni. del terreno, e la direzione e pra1.icab: l1 ta dell~ strade, e le notizie del nemico, e le necessità _de! vitto_ e del_ foraggio, possono ad ogni istante cons1gl1are di Jnod1flcare tale distanza . Qu:rndo tuttavolta, ye~· _un_a ragione qualsiasi, non si possa prendere 1 1mzia11 va de l far mussa per sfondare la linea avversaria, converrà, tenendo ben conto cli tutto cal-

eh;

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colare tal distanza pee guisa d'esse.re in grado cli portare ad ogni momento sopra un punto qualunque della fronte il maggior numero di forze disponib ili. Un'altra quesLione, che riflette il servizio di avanscoperta, me ri tevole di studio è quella di stabilire il genere di cavalleria meglio adatto per tale servizio. Io mi limito ad accennarla, perchè andrei troppo per ]e lunghe se volessi addentrarmi in essa, e soltanto aggiungerò che, non tanto per quanto vidi fare alla cava ll eria della. guardia , nel la quale prevale l'elemento cavalleria. grave (sopra ouo reggimenti tre so.no di ulani e dlle di corazzieri), quanto per ciò che intesi dire da alcuni di quegli uffieiali , molto compelenti in tal materia, la combinazione stimata più opportuna sarebbe quel la che in una divisione di sei reggimenti ve ne fossero qual lro di cav11 lleria leggera (ussari o dragoni) e due di cava llèria grave {ulan i o corè1zzieri). Il fat.icoso servizio di. esplorazione sarebbe così ripartito fra qualLro inLeri reggimenti cl i quelli che per loro natura sot10 a ciò i più adatti, e s' avr,,bbe sempee disponibile una brigata grave pr,r i gros:;i scontri. Non è però che gli u~ani, i quali conispondouo perfe ttamente ai nostri lanceri, non possano unch'ess i concorrere assai eflìcacemenle nel servizio di esplorazione. Nel\' ultima guerra essi acquistarono anzi in c1ueslo servizio tal nome, che ognuno ricorda co rne le popolazioni fran('esi delle pro vincie invasr-, ali' npparire della cavalleria nem ica, non sapevano veder alLr·o che ulani . Assa i meno adatli, o meglio del tutto disada lli, sono i corazzieri per le pesanti armature ed ancor più pei gravi. cavall i. Dopo queste quesLioni di natura pee così dire materiale e tecnicn , ollrr, se ne presentano d'indole ben diversa, mn non nwno irnportonti, alla rnenLe di chi voglia consid erare l'azione de lla cavalleria nel campo slrategico Ed in prima lin ea mi pare si schieri quella


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113

SULLE MANOVRE

ESEGUI'rE DALLA CA VAl.LElUA TEDESCA

delle di:~icolt~ del comando e della direzione s·uprema, e della J mperiosa necessità che fra tulti i comandanti ~ott'o~·dine regn.i il più perfetto accordo di spiriti e di mtelhgenza, onde vì sia sempre concomitanza di sforzi verso il comune obbiettivo. Avvegnachè non basti ad ottenere il massimo accordo ed a facilitare la direzione suprema lo aver stabiìito, come conviensi, un buon sistema di corrispondenza e l'esistenza in tutti di un buon volere a tutla prova. Se mai vi è situazione di guena in. cui è necessario contare molto sulla iniziat(va dei singoli comandanti sott' ordine, giù giù fi no. ai sott'ufficiali comandanti di piccolissimi drappell,, cerlameme è quella di un corpo di cavalleria c~rn rapida?1cnte si muove, sopra larghissima zona d1 terreno, m condizioni tali in cui l'azione diretta del c?man~o è irnpos.s ibi!e. 1Ua questa iniziativa indispensa:b1le puo s~e~so diventare pericolosa. Sparpagliati sopra u.na es.tcs1~s1ma fronte di parecchie e parecchie diec'.ne d1 clnlometri, non vedendo e non sapendo in ogni smgolo momento se non quello che avviene davanti a~ l9ro occhi,. quando la siluazione varia o può varmre da un istante all'altro, quando loro manca il tempo per riflettere molto, per mandare comunicazioni ed aspeUare ordini, nell'incertezza e ne11' ansia di ciò che avviene alla loro destra od alla loro sinistra spesso stretti daJJa necessità di prendere una deci: sione, come vuolsi che i comandanti solt' ordine possano sem p~e. usare della loro iniziati va nel miglior 1~0~0 possibile e senza che talvolta ne sorga grav1ss1rno danno ·? R meno male f-ìnchè sarà un comandante di drappello, di plotone, od anche di squadrone quello che giudicherà ed opererà male; il danno non sarà .irri'.necli~bile. iUa quando si tratti di più squadrom, d1 un rntero reggimento, forse d'una intera brigata, il cui comandante si lasci trascinare a prendere

un partilo, che per quanto logico e giusto dal punlo di visla speciale in cui egli si trova, può tuttavia essere in perfetto disaccordo coi bisogni della situazione generale, ognuno intende quali gravissime ed anche funeste conseguenze ne possono derivar~. Noti insisto di più su questo argomento, malgrado la sua grandissima importanza, percbè la natura di questa mia relazione non permette ch'io mi eslenda soverchiamenLe in cons iderazioni di tul fuua; ma voll i farne parola perchè parmi se ne possa e debba trarre la convinzi one, che per ovviare, fin dove è possibi le, agli accennali inconvenienti altro mezzo non v'è cbe quel lo di esercitare lungamente e ripelutamen Le in tempo di pace le lruppe di cavalleria in questo servizio dell'avanscoperta. Queste esercitazioni però vogliono essere fatle per quanto si possa su vasta scala, onde li uflìciali tutti, dal souotenente al generale, possano trarne per ogni rispello il maggio!' profitto e si venga così a creare in tempo quell'affiatamento, quell'accordo degli spiriti, queli'abitudine a saper fare buon uso dell'iniziativa a ciascuno lasciala, di cui ho procurato di far risaltare la grande importanza. Consimili esercitazioni pratiche, opportunamente precedute e susseguite da una buona istruzione teurica ed accompagna.le da un largo corredo di sLUd i, va rranno altresl a sviluppare e cornplcture nell'ufficiale di cavalleria tulle quelle doti di caraltere e di intelligenza tanto necessarie in quel difficile e gravoso servizio dell'avanscoperta. Al qual propos ito dirò che quanto vedemmo fare dagli ufficiali della cavalleria de lla guardia, ci parve tale da lasciare in ch i the si fosse la più fa · vorevole impressione circa la loro attitudine a quel servizio. Una altivilà a tutta prova, un giud icare franco e sicuro così delle condizioni del teneno come di quelle dell'avversario, un risolvere pronto e giusto senza tiA NNO XlX, VOL, IV.

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1,f 4, SULLE MANOVllE ESEGUITE DALLA iJAVALLER!A TEDESCA

tubanze nè incertezze di sorta, una concisione e chiarezza partico lare nel dare ordini e nel rifcrfre infor mazi oni sia per iscritto che di viva voce, una cura cos tante di ogni ora, di ogni minuto , di mantenere il collegamento e di essere per quanto possibile intormati della situazione gener·ale, ciascheduno dentro fa rispettiva sfera di azione, ci parvero qualità preziose largamente possedute, se male non abbiamo giudicato, da molti di quegli ufficiali. Una bella prova del modo come da parte di tutti facevasi il servizio sta nel fatto, che alla sera di ogni singola giorna ta di operazione i ro pporti che il comando della divisione di cavfl_lleria inviava al comando del corpo della guardia in Berlino (il quale era pure quoLiclianamente informato di ciò che faceva la divisione del genecale v. rape) contenevano le indicazioni più esatte e particolareggiate intorno alle forze, alle mosse ed alle disposizioni del nemico . E qui pon·go fi ne a queste considerazioni sebbene altre ancora se ne potrebbero aggi ungere, per passare a narrare brevemente delle manovre dei giorni 8, 9 e 1 O settembre

(Continua}. Erro1m PEDOTn 11f.aggio1'·e di stato ma.')giore.

LE

OPERAZIONI DI LEVA DELL'ANNO 1871 NHLL.l

MONARCHIA AUSTRO-UNGHERESE

Le pubblicazioni dei risultati delle operazioni di le'\'a, fatte per cura delle amministrazioni di cose militari presso le varie potenze d'Europa offrono agli studi statistici una ricclussima fonte di utilissim·e indagini. Esse contengono un interessante complesso di cifre r iguardanti le popofa,zioni, nell'età nella quale, avendo raggiunto il loro sviluppo, s'accingono a pagare il più nobile dei tributi che l'uomo deve alla patria, e colla r ealtà dei fatti guidano la mente nell'esame del carattere morale, delle costituzidni fisiche e forse anche della situazione politica dei vari popoli che riguardano. L'utilità di un parallelo tra le cifre di queste pubblicazioni appare tanto maggiore, quanto è più minuzioso l'esame che di esse viene fatto , e quanto più differiscono di posizione geografica e di origine le nazioni che si imprende ad esaminare. Ma sotto questo aspetto la monarchia austro-ungherese, considerata anche da sè sola, senza confronto con altri Stati, offre condizioni specialmente favorevoli. Popolazioni diverse di nazionalith, e perfino di razza, vivono una accanto all'altra, frammischiandosi talora, ma non confondendosi mai assieme. Il suolo offre oc-


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rn71 cupazioni svari atissime ai s uoi abitatori, ed i costumi ed il progresso vi sono ripartiti nel modo più disuguale. LE OPE I\AZIONI DI LEVA DEI.L'ANNO

Intere popolazioni sono dedicate alla nomade vita del pastore, mentre altre traggono dalle viscere dei monti i mezzi di vita; qua le abitazioni offrono i comodi della civiltà piì1 raffinata, là al contrario i popoli vivono alla rinfusa con gli an imali do mestic.i nelle capanne mal fabbricate di paglia e di terra, o scavate sulle pendici dei Carpati. Da una parte la temperatura della Scozia, dall'altra quella dell a Toscana.' Il sistema stesso del reclutamento permette, più che in altro paese, di seguire le vicende dei giovani per tre anni successivi della loro vita. P erciò l a pubblicazione, che viene fatta per cu ra del .Ministero della guerra austro-ungarico sulle operazioni di leva, oltre all'interesse locale, può avere quello di riassumere il paragone tra le condizioni di vita d'elementi svariat iss imi, quale si potrebbe avere dopo un lun go esame delle cifre statistiche di varii Stati confrontati tra loro. I risultati della leva del 1871, che prendo a considerare, sono contenuti nel lavoro pubblicalo nel 1873 dalla 1• divisione della 3" sezione del comitato tecnicoam min istrativo militare col titolo di M i"litéi1·-SLatisti'chesJahrbuch ffo• das Jah'f' 1.871. {Annuario militare e statistico per l'anno 1871 ). È il secondo anno che viene alla luce questa pubbl icar. ione molto g·entilmente comu.nicata dal Ministero della guerra ausfriaco al nostro. L'ordine che r egna in questo grosso volume irto di cifre rende assai facile l'aggirarci per esso. I dati ripartiti secondo la circoscrizione militare sono ripetuti secondo quella amministrativa, che, rasentando assai da vicino la distribu zione dei popoli sul territorio della monarchia, ci permette di considerarli più ampiamente che non sotto il solo punto di vista militare; essi sono pure ri potuti in cifre proporzionali con paziente ed accurato l avoro,

NELLA MONARCHlA AUSTRO-UNGHEnESE

H7

che rende assai facile di afferrarne il valore. Inoltre con bell'esempio per le pubblicazioni di questo genere sono annesse del.l e carte li tografate che riassumono geograficamente e graficamente il contenuto del l ibro. Se l'esame d'una sola annata non rende possibili i confronti delle epoche anteriori, n ecessari per accertare meglio le conseguenze delle cause e seguire lo sviluppo dei fatti, sarà tuttavia utile per la conoscenza d'un paese il qual e è noto in gran parte, meglio per l e relazioni più o meno poetiche dei viaggiatori, che per l e deduzioni più positive della statistica. Si sa che le operazioni di leva sono condotte in modo che l'incorporazione delle reclute succeda al l • d'ottobre di ciascun anno, e che annualmente è sottoposta alla leva non solo la classe d'età che compisce i venti anni, ma eziandio la parte delle due classi immediatamente più anziane che è sopravanzata alla prima visita. Nel 1871 erano dunque iscritti per l a l eva : per la Cisleitana

Transleitana

per la

in tutto

Nati nell'anno 1851 id. 1850 Id. 1849 Id. id.

190,409 119,536 98,776

145,650 86,822 60,315

336,059 206,358 159,091

Ossia in tutto ciò che dà una media di

408,721 20

292,787 18,8

701,508 19,5

- - -

iscritti per ogn i 1000 abitanti. In questa propor zione i n ati del 1851 entra no per 9,3 per mille, mentre in Italia gli iscritti di leva dello stesso anno erano 9,6 per ogni mille abitanti, ed in Francia solamente 8,7. Nel 1851 e rano nati nella monarchia 583,264 maschi, e perciò ne sopravvissero fino ai venti an ni solamente 309,543 (nelle quali cifre non è considerata la Croazia) ossia 531 per ogni mille. La Bukowina che diede la


1'18

LE OPERAZIONI DI LEVA DELI,'ANNO

,,f87 J

NELI,A MONARCHIA AUSTnO-UNGHERESE

1

proporzione del 791 e la Dalmazia che diede il 632 per mille furono le provincie meglio favorite; l'Ungheria ove ne sopravvissero 509 tra ogni mille nati, fu la meno favorita, e non si tiene conto della capitale, che dà l'eloquente proporzione del 206 per mille. Queste cifre rappresentano la probabilità media di vita nei primi venti anni, ma non s'accordano con quelle che riassumono l'attitudine fisica del paese al servizio militare, poichè in Ungheria furono trovati abili 264, in Dalmazia 245, e nella Bukowina 266 individui tra ogni 1000 iscritti. Infatti le condizioni speciali del clima possono in taluni paesi essere nocive ai fanciulli ed ai giovani, ma nel colpire di preferenza gli storpi ed i più deboli, lasciano tra i sopravvissuti elementi migliori di quelli forn iti da altri paesi, nei quali la prima età è assai più favorita. È da notarsi il divario che corre tra i dati del cen~ simento fatto alla :fine del 1869 e le liste di leva dei nati nel 1851 per la sua influenza sul riparto del contingente tra i vari Stati, regolato in base ad esso, e forse anche per dare un criterio sull'esattezza delle cifre del censimento, il quale sta in relazione collq sviluppo civile del paese. Il censimento dava 287,843 nati nel 1851, mentre le'liste di leva ne contavano 334,884 {all'infuori. dei confini militari). Questa differenza ammonia a 7,026 giovani per i paesi cisleitani ed a 40,015 per i transleitani, ed aumenta se si tiene calcolo della mortalità avvenuta nel lasso di tempo trascorso tra il censimento e le operazioni di leva. Siccome il censimento è la base del riparto dei contingenti, sarà richiesto un numero maggiore di reclute là dove l'operosità delle amministrazioni e l'oculata cooperazione dei cittadini fanno sì che la cifra dei censiti si approssimi di più alla vera. Questo fatto produce una sproporzione che torna a svantaggio dei paesi nei qualì il disbrigo degli affari è più accurato.

'.,

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Alla visita si presentarono 506,707 iscritti, di guisa che ne mancarono:

1° legalmente a) liberati temporaneamente nell'interesse delle famiglie e :finchè dura questo interesse . ll6,891 \ b) assenti per malattia 1,862 / 1 128,402 e) in potere della giu949 ~ stizia . d) assenti con permesso 8,700 J 66,399 iscritti · 2° illegalmente assenti o renitenti 194,801 iscritti in tutto .

che equivalgono a 278 ad ogni 1000 iscritti, ed erano nell'anno precedente in maggior numero, cioè di 289 per mille. Tra 1000 iscritti ne mancavano 232 nei paesi cisleitani, e 341 nei transleitani. Il numero dei liberati temporaneamente dipende in gran parte dai matrimoni ritardati, che danno figli i quali soggia,ciono all'obbligo della leva app~nto quando sono più necessari per sostenere le loro famiglie. Su mille iscritti in media 167 furono liberati pel momento dal servizio militare; ma questa cifra oscilla tra 327 in Dalmazia e 95 per mille nella Slesia. Di maggior importanza è il numero degli assenti senza permesso, il quale considerato nel complesso dà la media del 95 per mille, ma offre le proporzioni le più disparate per poco che si analizzino i risultati delle varie provi~cie. Ed infatti, mentre il Salisburghese dà la propor z10ne del 12 per mille e l'Austria al disopra dell'Enns del 21, noi troviamo che in Ungheria: gli assenti senza permesso giungono a 134, e nel territorio di Fiume a. 381 per mille iscritti.


120 ·

LE OPERAZIONI DI LEVA DELL'ANNO

•f871

Q~1este cifre sono dovute, secondo la pubblicazione uflìcial e, alla tendenza degli abitanti all'emio-razione, per cercare migliori compensi al loro lavor~, o per trovare sfogo al loro genio industriale, ed alla deficienza . ~'.atti·1ità. nell'amministrazione di certi paesi, nei quali l incapacità delle autorità municipali rende infruttuosa q~alunque disposizione presa da parte dei comandi dei distretti militari a proposito delle oper azioni di leva, e della presentazione degli iscritti « di modo che - continua la citata pubblicazione - il n umero dei mancanti ali a chiamata è in rel azione colla situazione sociale ed amministrativa delle varie parti della monarchia. » Non mi pare che oltre a questi fatti altri se ne debbano citare d'ordine politico per spiegare la cifra di renitenti. . ~a se. noi esaminiamo il modo nel quale questa c ifra s1 r 1part1sce tra le varie classi d'età sottoposte alla leva ~ello stesso anno, troveremo che per ogni mille iscritti 11 numero dei renitenti ascendeva :

per la l a classe d'età a » 2a »

»

3•

»

per i Cisleit<1ni

pel' i Traslcit. ni

84

141

57 66

103 127

1211 Non potrebbesi però stabilire un confronto tra queste cifre, senza tener conto dei criteri delle Commissioni che visitano gli iscritti delle due nazioni, assai diversi là dove lo stesso iscritto può essere rivisitato per t re anni di seguito, che non presso di noi ove è visita.to u na sola volta. Tuttavia l'accennare semplicemente a queste proporzioni, ci lascia comprendere che lo sviluppo fisico necessario al servizio militare è più precoce presso di noi che n ella monarchia austriaca. Vedremo se i fatti confermano questa opinione. E saminando più particolarmente le cifre degli inabili, noi vediamo che i vari paesi della monarchia si dispongono nel seguente ordine decrescente di attitudine fisica l,\l servizio militar e, prendendo per base il numero degli inabili t r?vati in ogni mille iscrit ti visitati. NELLA MONAllCHIA AUSTRO-UNQ,HEltESE

in t ut to

109 76

89

Tenendo conto dello stato morale degli iscritti non parrà nè strano nè inesplicabile che il numero dei renitenti decresca in propo rzioqe per la. 2" classe d'età a confron to della prirna, e torni ad aumentare per l a terza. Tra i 506,707 iscritti che si presentarono, ne furono ritenuti in abi li 351,456, ossia 694 _per ogni m ille, mentre nell'anno precedente equivalevano a 707 per mille. Consid,e rando i soli nati ciel 1851 si avrebbero per ogni mille iscritti 675 inabili, mentre da noi la leva dei giovani nati nel!o stesso anno dava la proporzione del 275 per mille.

F iume (città e territorio) per ogni 1000 iscritti visitali 468 inabili » 548 » » Dalmazia >) 594 )) » · Ungheria 632 » » >> Tirolo 646 » » » Bukowina. » 648 » » Paesi litoranei )) » 655 » Transilvania . » » 660 » Croazia e Sl avonia . 677 » » » Slesia 687 » » » Carinzia 726 )) » » Carniola 729 » » » Boemia. 765 » » » Moravia ) 76(3 » » ·Stiria » 770 » Austria al di sopra dell' Enns » » 778 » » Galizia. 782 » » » Austria di sot to dell'Enns. » 786 » » Salisburghese. » 81.2 » » Città di Vienna .


,j 2~

LE OPERAZIONI DI I,EV..1. DELT.1 ANNO if871

NELLA l\10NARCilL\. AUS'fRO-Ul'i'GHFiRESE-

Sono annesse alla pubblicazione, tra le altre, due carte geografiche della monarchia divisa per distretti militari di reclutamento, le quali a colpo d' occhio offrono le condizioni fisiche delle varie popolazioni, oscillante tra due estremi, rappresentati dalla media degli inabili del paese il più favorito che ne ha 344 per mille più di quello meno favor1to. I distretti sono coloriti con varie gradazioni; una delle carte tiene conto della proporzione degli abili trovati fra gli iscritti compresi nelle liste di leva, e l'altra di quelli trovati fra gli iscritti visitati. La prima di queste carte comprendendo coloro i quali non si presentarono alla visita, calcola in certo modo anche i fattori morali, che entrano nell'attitudine al servizio militare. In ambo le carte figurano condizioni eccellenti nella pianura ungherese e nella Dalmazia, ove l'attitudine fisica compensa l a sproporzione nel numero àei renitenti che arrivano al 134 per mille iscritti, e dopo esse nel Tirolo e nella Transil vania. Esaminando i risultati della leva dello stesso anno presso di no i, troveremo che la attitudine fisica degli abitanti oscilla tra gli estremi rappr esentati dalla media di 433 inabili per ogni 1000 iscritti dati dalla provincia di Vicenza, e da quella di 157 per mille nella provincia di Verona. In Francia la stessa leva diede263 inabili per ogni 1000 iscritti visitati.

furono v.er.ificate e trovate giuste le osservazioni del compianto Quételet riguardo alla statura di una popolazione, cioè che il numero di coloro i .quali sorpassano di una data quantità la statura dei pit1, è sensibilmente eguale a quello di coloro i quali ne sono deficienti di 1· . . aHrettanta quantità, e che questo numero aumnuisce sempre in ragione del discostarsi che fa dalla statura media. L'esame dei distretti di reclutamento nei quali le nazionalità sono meno mescolate conduce ai seguenti risultati riguardo alla statura. La statura della maggior parte dei P olacchi (Mazuri) Ruteni, Magiari e Sloveni è compresa trn metri 1,606 e 1,633, quella dei Tedeschi, Czechi e Rumeni tra metri 1,633 ed 1,659,. quella dei Croati è di metri 1,659 e quella dei Dalmatini tra 1,685 e 1,712. In questo modo le condizioni di suolo e di clima hanno modificato immensamente la statura nei popoli slavi secondochè essi appartengono al settentrione ed al mezzogiorno della monarchia. Utilissimo è l'esame delle 1·ela;r,ioni che corrono tra lo sviluppo del t orace e la statura dell' individuo. Le tavole nelle quali sono riuniti i dati medi su questorig uardo conducono ad interessantissimi risultati. Secondo esse le costituzioni pilì robuste corrispondono alle stature compr ese tr a metri 1,619 ed 1,725, ed in questo caso l' ampiezza del torace generalmente non sorpassa d'un centimetro l a metà dell'altezza dell'uomo. Le migliori proporzioni sono negli uomini alti metri 1,672. A stature minori di metri 1,580 corrispondono svil uppi di torace appenc'C eguali alla metà della statura in tutt~ gli abitanti della monarchia, eccettochè nei Ted~sch1 e nei Ruteni. I Rumeni hanno sviluppo di torace rumore a quello di tutti gli altri abitanti, ad eccezione di quelli dell'Alt a St.iria e della Carinzia, di torace eccezional-

Tra gli iscritti 72,380 (il 143 per mille iscritti visitati) non arrivavano alla statura prescritta di 59 pollici (metri 1,554) senza contarne altri 129, i qual i, tuttochè difettosi di statura, poteròno essere incorporati come operai, fabbricatori di attrezzi navali o marinari. Il numer-o maggiore degli iscritti aveva una statura media c9mpresa tra metr i 1,63 ed 1,68. In questa occasione

123


12t

LE OPERA'lTONI DI t.EVA DELL'ANNO

187•1

mente r istretto ( millimetri 0,792 in media). I Ruteni sono generalmente più robusti dei Polacchi (Mazuri) (1). Una carta geografica, redatta secondo il solito metodo, mostra che gli abitanti del versante settentrionale dei Carpati diede il maggior numero di difetto sì di statura in confronto del numero degli iscritti che furono visitati. Quella parte di inscritti che non è riconosciuta abile al ser:izi? m_il itar~ per la leva in corso, ma lascia spe· rare di drvemrlo nella . successiva, viene rimandata e compresa nella. categoria dei « troppo deboli pel momento » (derzei t zu schwach). Un paese che si · stende per 9 gradi di latitudine, e che presenta ~ante condizioni di suolo, e cosi svariati costumi deve necessariamente presentare differenze nell'. e_poca in cui i giovani raggiungono lo sviluppo stabilito c_ome i~cl_isp~usabile per essere atti a sopportare le fattche md1tar1. Anche 80tto questo aspetto una carta geogra.6.ca riassume le cifre, che emersero dalle operazioni di reclutamento. I paesi d'oltre la Leitha dipendenti dalla Corona un.gherese sono in migliori condizioni di quelli che sono rappresentanti nei Reichsrath. Infatti si ebbero in tutta la monarchia 122,123 iscritti rimandati per debolezza di costituzione al momento della leva'. o~sia_ 281 tra mille iscritti visitati. 'l'ra questi i paesi c1sleitani diedero il 30.2 per mille, mentre i trans. (~) li ~egol~mento per l'applicazione della nuova legge sul reclutamento Russia esige nella recluta oltre ad un determinato peso proporzionato alla sua statura, anche una ampiezza di torace che oltrepassi di 0"',066 almeno la metà della statura, poie;bè f~ osserYato che ~li uomini aventi qualche difetto negli organi respiratori hanno l'a_mpiciza del to race inferiore di qualche linea all a metà della statura. Simile sistema è in uso anc he in Inghilterra e negli Stati Uniti. li~

NELLA MO NARçJ;Jl,\ AUSTRO-J]NGBEllESE

425

ìeitani diedero sol amente il 247, ed osservando che nella determinazione di questa media concorre la Croazia, ove le stature sono avvantaggiate, ma il numero di quelli che sono trovati troppo deboli per quel tempo è pure assai forte 'e d arriva al 346 per mille, rimangono condizioni assai favorevoli all'Uogheria riguardo alla robustezza, superata solamente dalla Transi! vani a e molto più dalla Dalmazia. In Boemia poi i distretti di reclutamento posti ai piedi del Reisengebirge da.ano una p1·oporzione maggiore di individui troppo debol i al momento della leva, che non gli altri . Questa proporzione, uguale a quella della Moravia può attribuirsi alle speciali occupazioni di quel popolo, che si dedica alle industrie ed ai prodotti speciali al suolo montagnoso che abita; ma non è forse da dimenticare che là vive pure una parte della grande famig li a degl i Slavi settentrionali, i quali in fatto di robuste7.Za sono i meno favor iti tra gli abitanti della monarchia. Infatti la parte occidentale della Galizia dà il contingente maggiore di individui rimandati per essere troppo deboli al tempo della leva; anzi i distretti di Cracovia e di 'l'arnow arrivano 'alla proporzione di 422 e 437 per · mille, proporzione superata sol amente nei distretti di Nensohl (442) e di Grosswardein (434) i quali appartengono topograficamen te alla Ungheria, ma sono per lo più abitati da Rumeni e da Sloveni. Queste cifre indussero l' Austria a conservare il vecchio sistema di rivedere per t re anni di seguito i nati di una stessa annata, per poter reclutare coloro che aYessero raggiunto lo sviluppo dopo i 20 anni. La visita replicata per tre volte sugli stessi individui rimandati nel pl'imo anno sarebbe inuti le, se lo sviluppoavesse g i,à raggiunto quel limite, che fu giudicato necessario per essere atti al serviz io mi litare, e le visite posteriori confermerebbero le anteriori, o concorrerebbero-


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LE. OPERAZIONI DI I:.EVA DELL'ANNO 1J 871

l~LLA MO~~RCJfIA. AUSTRO-tJNG.HERNSE

~d_ aumentare il numero dei rim~ndati per debolezza iìs1ca taluno, che prima figurava rimandato alle leve posteriori per altro motivo. Così succede nel Tirolo come risulta dall'esame delle cifre corrispondenti, ed 1~ parte anche in Transilvania, quando si faccia il paragone solamente tra la In e la classe d'età. Nia-se invece la maggior parte degli iscritti raggiunge il completo 1.viluppo a 21 od a 22 anni compiuti, il numero dei rimandati per ~ebolezza fisica diminuirà d'anno in anno in proporzione del numero degli iscritti visitati. Anzi la sproporzione tra i r isultati della visita delle due classi più anziane darà un criterio abbastanza fondato delle ,condizioni di sviluppo fisico in relazione coll'età nei vari paesi della monarchia. Infatti nella l\fora,,ia il numero dei rimandati diminuisce classe d' età , che non nella 3", e · assai più nella lo stHsso fatto succede, sebbene in proporzioni assai minori, nella Dalmazia. Perciò lo sviluppo :fisico necessario al servizio militare appare compiuto in quei paesi o-eneralmente all'età di 21 anno. Invece in tutto il ~esto della monarchia esso si compie in massima a 2.2 anni finiti. Anzi, eccett uando l'Ungheria ove sembra che lo sviluppo iìsico sia compiuto da una parte dei giovani a 21 e da un' altra parte eguale a 22 anni, forse a cagione del framrnischiarnento di nazionalità degli abitanti, negli a~tri paesi lo sviluppo tardivo appare constatato in modo notevolissimo dalla proporzione di coldro che d'anno in anno sono reclutati. In Galizia, per esempio, l a l" classe d'età fornisce all'esercito 184 reclute per ogni 1000 inscritti, la 2" ne fornisce 158 e la 3"' 195. E questo è l'esempio più notevole. . Non devesi però dimenticare l'influenza che può avere mq uesto fatto il criterio della commissione, che visita gli inscritti; la quale, transigente per le due prime classi .

.nell'interesse del servizio militare, può divenire più seV'era a r iguardo della 3" che non sarà mai più r i,veduta. Ma questa influenza non può essere così forte, da impedire che i risultati delle cifre sopraesposte sieno dovuti precipuamente al ritardo nello sviluppo fisico, anzi :fino ad un certo punto vale a con.fermare questa opinione. Ad ogni modo sopra 506,707 inscritti visitati nel 1871

zn

za

ne furono rimandati . prosciolti dal servizio per inabilità posti in osservazione all'ospedale r imandati ai distretti

303,631 44,894 1,254 1,677

ossia non assentati in tutto

351,456

Alcune malattie si sono ripetute con pari intensità nei due anni 1870 e 1871 in certi paesi a preferenza d'altri, almeno secondo i risultati delle osservazioni fatte; il ricordarle darà qualche idea della loro dis tribuzione geografica sul territorio della monarchia. Così nelle bassure dell'Ungheria e lungo la Theiss furono frequentissimi i casi di cachessia febbrile , nella Galizia quelli di scrofola, di tubercolosi, di infiammazione agli organi visivi e di malattia alle ginocchia; nel Tirolo quelli di cretinismo e di imbecillità, nei paesi alpini, nella parte di Boemia che è compresa tra l'Elba ed il Riesengebirge, e lungo il versante settentrionale dei Ca:rpati centrali, le gole grosse ed i gozzi, nella parte orientale dell'Ungheria e della Transilvania le malattie agli organi genito-urinari e le sifilidi, e così via di seguito. In seguito alla visita rimasero quindi solamente 155,251 iscritti abili, ossia 222 per ogni mille iscritti nelle liste di leva, dei quali 258 per mille nella mçmarchia unghe-


128 LE OPERAZIONI Dl LEVA DELL'ANNO 1871 rese, e 195 per mille nei paesi rappresentati nel Reichsrath. Nell'anno 1870 ne furono trovati 221 per mille in quella e 203 in questa. Aggiungendo il numero delle reclute provenienti dalle classi anteriori a quella del 1849, entrarono a far parte dell'esercito: Arruolati d'ufficio nell'esercito permanente 2,342 » per sorteggio » » 89,180 Assentati per sorteggio nella riserva alimentatrice . . 18,457 Assegnati alla landwehr . 47,604 in tutto reclute 157,583 Si sa che sono incorporati d'uf1cio coloro i quali hanno contratto matrimonio senza permesso prima d'essere nella 3a classe d'età, quelli che furono dichiarati renitenti, e quelli che si sono mutilati per sfuggire alla conseguenza della leva, ma che tuttavia non r imasero inabili al servizio e · furono 8 nel 1871, e 3 solamente nell'anno precedente. Crebbe in quest'anno nei paesi dipendenti dalla {Jorona ungherese il numero di coloro che rimasero assegnati alla landwehr, mentre diminuì nei paesi rappresentati nel Reichsrath. Ed invero furono assegnati alla landwehr nel 1870: nei paesi rappresentati nel Reichsrath . . 21,956 e nei paesi dipendenti dalla Corona ungherese 21,768 ossia in tutto 43, 724 e nel 1871:

nei primi nei secondi

17,595 30,009,

NELU MONARCBlA: AUSTRO-UNGHERESE

1~9

Ne risulta l'aumento del1'86 per mille inscritti abili, che deve ascriversi totalmente all'Ungheria propriamente detta, perchè nella Croazia e nella Transilvania si ebbe una diminuzione sensibile. Ne è forse causa l'importanza che va assumendo · in Ungheria l'istituzione della landwehr? È probabile; poichè se dovesse ascriversi questo fatto alla facilità che incontra l'attuazione d'una legge via via che scorre il tempo dall'epoca della sua promulgazione, l'aumento, anche variamente ripartito, dovrebbe manifestarsi in tutti i paesi della monarchia, perchè fu per tutti contemporanea la promulgazione della legge; invece succede il contrario. Il contingente annuo è fa.le che con dieci leve l' esercito debba avere un effettivo di 800,000 uomini tenuto calcolo della perdita annua che soffre il primo contingente, e che è valutata del 4 per cento. Esso è fissato a 95,474 uomini e viene ripartito per· legge tra le due parti dell'impero. La riserva alimentatrice è fissata ad un decimo del contingente dell'esercito permanente. La differenza tra il numero delle reclute incorporate nell'esercito permanente ed il contingente prescritto può essere compensata dal numero di coloro i quali fanno già parte dell'esercito, op~ure costituiscono un debito da parte dei circoli di reclutamento. Le reclute furono ripartite tra i vari corpi dell'esercito permanente come segue :

53,090 reclute 6,598 »

nella fanteria nei cacciatori

!

dragoni . 5,029l nella cavalleria ulani 4,518 ussari 4,699 'da campo 6,497) nell'artiglieria da fortezza 2,566)

l riportarsi

che aà in totale 47,604

A ANNO

xix, VòL. 1v.

14,246

»

9,063

»

- 82,997 - -

reclute 9


I

130

LE OPERAZIONI Df LEVA DBL!.' AN.NO

Riporto nel treno . nel genio . nei pionieri nei depositi stalloni nel corpo sanitario nell'amministrazione vestiario nelle sussistenze nella marina da guerra . in tutto ( 1)

)

rn7·f 82,997 reclute 898 » 1,973 » 948

1,688 897 115

» » »

»

522

»

1,493

»

9 l ,531 reclute

I rapporti tra le varie armi stanno in questo modo: su mille reclut~ ne furono assegnate 580 alla fanteria, 72 ai cacciatori, 157 alla cavalleria, 99 alla artig lieria, 32 al genio, 44 ai servizi diversi, 16 alla marina di guerra. In tal modo ogni reggimento di fanteria riceve annualmente 655 reclute all'incirca. Questa cifra era ~uperiore a quella prevista dai quadri, ed a quella che può essere istruita utilmente. Gravissimo in con veniente che obbligava a mandare in licenza i soldati dopo il secondo anno di servizio, per non oltrepassare coll'incorporamento delle reclute i quadri previsti dall'ordinamento di pace dell'esercito. Ma questa lesione al principio di tenti.re per tre anni i soldati sotto le bandiere non bastò a rimuovere il serio inconveniente, poichè s'ebbero ancora 6,400 reclute di fanteria e 770 dei battaglioni di cacciatori, le quali non trovavano posto nei quadri, ma si · doveano istruire per otto settimane, poi mandarle alle case loro e richiamarle a quando a quando per esercitazioni temporanee; dimodochè 60 mila uomini circa ricevevano una istruzione se non illusoria certo inefficace (1) Nel circondario d'Olmutz si incontra una differenza di 8 uomini tra il numero degli assentati nell'esercito permanente e quello degli incorporati.

NELLA MONARCJ;IIA AUSTJtO-UN(;HERRSEl ~ 34· al servizio di prima linea, cui erano chiamati allo scoppiare della guerra. Questo stato di cose, dovuto certamente al predominio delle considerazioni finaMiarie sulle militari, è cessato coll'ampliamento che nel 1873 hanno avuto i q°\ladrj di pace dei 4' e 5' battaglioni di fanteria, e delle compagnie di riserva dei battaglioni di cacciatori di 40 uomin 1 per compagnia. Il contingente è ripartito tra le varie armi secondo uno stabile ordinamento. Il Tirolo somministra le sue reclute esclusivamente ai battaglioni di cacciatori tirolesi. La fanteria è reclutata nei distretti stabilmente fissati, le altre armi sono tolte dalle diverse provincie. Così il contingente della Dalmazia è diviso in due parti quasi eguali tra la fanteria di linea e la marina di guerra; quello della città e del territorio di Fiume entra t utto a far parte della marina di guerra; i dragoni sono reclutati più specialmente in Boemia; la Galizia, la Bukovina e la Croazia somministrano gli· ulani, e gli ussari appartengono esclusivamente alla Ungheria ed alla Transilvania. Cotesta ripartizione è strettamente basata sulle attitudini speciali degli abitanti, e devesi rammentare -quanta importanza annetta a ciò l'Austria, la quale conservò alla cavalleria l'armamento ed il vestiario nazionale del paese nel quale la reclutava, e suggerì il loro modello agli eserciti delle altre potenze. Furono dispensati dal prestare servizio attivo sotto le armi:

per compiere gli studi teologici . . . 117 reclute per essere iscritti in alcuno dei collegi nautici o di costruzioni navali dello Stato 2 » per essere candidati all'insegnamento popolare od insegnanti . . . . . . 226 ». per essere amministratori proprietari di fattorie che diano il profitto bastevole al sostentamento di una famiglia di 5 persone 528 » in tutto 873 »


43'2 LE OPEnAZIONl Dl LEVA DELL'ANNO 187,1 Tuttavia le reclute dispensate per i due ultimi motivi debbon compiere un corso d'istruzione di 8 settimane nell'epoca meno incomoda ai bisogni dell'istruzione pubblica e dell'economia agraria. L'Ungheria e la Galizia concorrono più degli altri paesi nella cifra dei dispensati dal servizio attivo per essere amministratori dei proprii beni. Tra le reclute erano compresi 69 impiegati, 757 studenti, 65 impiegati forestali per la maggior parte boemi e moravi, 902 musicanti, 16,506 artigiani, tra i quali 3,554 calzolai, 1,507 sarti, 248 sellai o lavoranti in oggetti di cuoio e 1,701 fabbri. Inoltre tra esse 40,017 sapevano leggere e scrivere, ossia43,'Z per ogni 1000 assentate nell'esercito permanente; nell'anno precedente era.no . 45,9 per mii!&. È inutile il voler paragonare queste cifre, con quelle analoghe che riguardano il nostro paese, ove i numeri sono ba~ sati sopra un altro criterio; ma non si può trascurare di considerare la distribuzione della coltura intellettuale nella monarchia austro-ungherese, desumendola dal nùmero delle reclute che sapevano leggere e scrivere per ogni comando generale nel 1870 e nel 1871. Per ogni mille reclute sapevano leggere e scrivère quando entrarono nell'ese:ì'.'cito permanente : Vienna 982 nel 1871 e 981 nel 1870 Linz 857 » 895 » Praga 810 » 762 » Brunn 727 » 841 >> Graz 538 » 566 » Innsbruck 366 » 339 » Ofen 358 » 391 » Trieste 307 251 » » Hermannstadt 149 » 161 » Agram 145 » 146 » · Lemberg 112 » 127 » Zara 43 » 65 »

13:3 Se in Galizia le condizioni di robustezza 1:1ono tanto sfavorevoli quanto quelle della coHura intellettuale, noi troviamo invece nella Dalmazia fortissima fibra e scarsa: istruzione, e nel comando generale di Vienna'precisamente il contrario. Perciò non è possibile mettere a confronto lo sviluppo intelle.ttuale col fisico tutte le volte che le circostanze politiche influiscono in modo diverso sulle popolazioni dei paesi che sì considerano. NELLA MONAl\CJHA A0S'l1RO,UNG.HERESE

Noi abbiamo incontrato diversità. sensibilissime sott0 tutti gli aspetti tra i risultati ottenuti nei vari paesi della monarchia, e ciò deve avere una influenza sul valore dei corpi d'un esercito ripartito secondo il territorio. Ma qualunque conseguenza si volesse trarre dall'esame dei risultati della leva di un solo anno sarebbe per lo meno avventata. Perciò le cifre ottenute riguardo alla robustezza non bastano a determinare l'attitudine alle fatiche di un reggimento reclutato in Galizia a confronto di quello reclutato in Ungheria. Il valore degli individui che compongono un esercito non si ricava dal loro peso o dalla loro statura; se influiscono anche questi elementi,. essi sono compensati da moltissimi coefficienti morali. L'indole fiera ed indipendente del Magiaro può influire sulla cifra dei renitenti senza che questa basti a spiegare quella, od a confermarla. Lo stesso sviluppo intellettuale mal potrebbe misurarsi dal numero degli illetterati che vennero sotto le armi. E noi certo non diremo che i Polacchi sieno i più sfavoriti, mentre conosciamo . gli eccellenti servizi prestati dai reggimenti degli Ulani che sono reclutati di preferenza nella Galizia e nella Bukowina e la facilità ad apprendere dimostrata dai soldati che nacquero in questi paesi. Nei limiti del mio lavoro bastami l'aver accennato ai risultati ottenuti nella leva ·del 1871. Il confrontarli

.

.... !'


134 LE OPERAZIONÌ DI LEVA DRLl..'ANNO 1871 ECC. tra loro tenen~o conto delle varie circostanze d' ogni genere' e specialmente delle tradizioni storicl1e eh han?o tanta influenza tra i popoli soggetti al do~ini: ~el: impero. a~striac~, ~ opera molto più vasta, ed esige 1 esame de1 ri~ultat1 d1 leva di una certa serie d' anni ancora da veo1re. Allora solamente si potrà dire fino a qual punto la robustezza di .fibra nell' Uno-heria abbia potu~o co~pensare il difetto di numero nella ;opolazione, c~e 1~ftu1 con tanta tenacità a stabilire la presente cost1tuz1one politica dell'Impero.

TECNOLOGIA lll"te1•i,di ,u ley,ao e ili f ,•,•,•o ,Ustrulti con ,Umimite .

Noi f'n scicolo 7°, correo te anno, del le ,ltittheiliingen austriache, il c,ipitnno Al>ALBllllT PAP Jello stato maggioro dol genio, pubbl ica nnn intorcssanlissimil mem oria, com71ilala sopra relazioni 1ifllziali, circa la distruzione di materiali cli lcgoo e di ferro pur mnzzo dulia dinamite. Dolenti che I' indol11 del nostro periodico non ci consenta una lclleralo tr;:i<iuzione di questo prezioso lavoro, ci aCfrettiamo non pertanto a prcsen tnrno un sunto ai nostri ](' tlori, nello scopo di complelare quanto nelle passate dispenso già raccogliemmo, circa gli studi teorico-pratici folti appunto in Austria, sull'impiego del la clin'imile.

C. FABRIS Capitano di fanteria.

La memoria di cui ci occupiamo tratta delloesporienze falle per ordine del comitato militare di Vienna, nell'intento di trovoro formule algcbl'iclrn mediante le quuli si possa calco lare la quantità di dinamite occorrente por la distruzione di materiali in legno ed in ferro; e ciò, impiegnndo la dinamit.i in cariche Libere {freiaufgelegtcn). comB quollo che troveranno piì1 frequente e quasi csclu$ÌYa npplicaziono in distruzioni di tale natura. Considcran<;o che speciolmonle la costruzio1rn dei ponti non consta che <li forti travi di legno o robuste lamiere di forro insieme collegalo, lo r icerche del comitato si limitorono o stabilire lo caricho di spezzamento, solo per quo::li clementi. La lunga serie di esporienze necPssarie fu rono falle nel giugno l~,2 al poligono di Stoinfolde. nell'ottobre 18i3 o nei primi mesi del 1874 sul Simmeringer-llaido. PARTE I.

Distruzione di materiali in legno.

Si provlde ~nr.itutto che la grandezza della carica di spezzamento varierebbe secondo cbe il legno fosse stato di qualità dolco ovvero di qualità forte. Ma constatato con tutta cerlt' zza che la

...

..I


136

Per travi di sezione 6,8 pollici

espressione matematica delle rispettive cariche di spezzamento per lo du o qualità ora dette del legno, non differiva che neJ c?erfìcie~ti costanti delle formule, 1•cnne deciso di eseguire esp<}r 10nze dirotte con legno dolce soltanto: si troverebbero poi, con poche prove indirette, i coefficienti numerici relativi al legno forte .

))

))

> >

»

>

>

1>

l) 9,9 12,12 > 18, 18 » 24,24 »

12 Lth dinaro. 1 Pfd 2

5 8

4

»

,,

>

>

. 20

,,

>

>

b) Tmvi a sezione rettangolare. - Quando le cariche sono disposte corno negli 1•spe-rimenli in discorso, conviene per lo travi a seziono rettangolare distingucm~ duo casi. 1• Caso. La trave è collocata di cosla, valo a dirn che la larghezza è minore dell'altez1.a . Per loie caso le esperienze autorizzarono la commissione ad ammettere il principio che la carica di spezzamento non può essere minore di quella occorrente per una trave di larghezza eguale all'altezza. In altri termini: fioch ò la larghezza non supera l'altezza dello trave, la carica di spezzamento è costanto, dipende cioè so lo da ll'altezza. 2° Caso. La trave è collocata di piotto, valo a diro cho la larghezza supera l'altezza. - t chiaro che ritenendo lo spessore costante, a misura che cresce la larghezza, diminuisce relativamente la carica di spezznmento , perchè la perdita di forza diminuisca a misura che lu carica all unga. Afnne pertanto di invesli"are la lecrcre che regola tale diminuzione nelle cariche, O 00 · d. t si fecero esperienze con travi riunite fra loro a gmsa 1 za ~ tera, e~sendosi constatato che a seziono ogualo nel legna me, la cariea di spezzamento non cambia sia la trave massiccia o formata con altre travi solidamente unite fra loro. Ri~ullò cho le cariche mioime di spezzamento per travature di altezze rispettive 12 pollici o 18 pollici, variano c·olla larghezza alla travatura, come apparo dal lo specchio seguente:

Legnami dolci .

Furono scelti il pino e l'abete, e le dimensioni della sezione rettn delle travi sottoposte ad osperimeoto, erano comprese nei limiti generalmente usati nello costruzioni in legno. La diuamite, 71,7 a 73,6 per °/., titolo in nitroglicerina, ura nello esperienze del 1872 e 1873 i o stato e densità normali, e racchiusa in scatole di latta cilindriche o parallelepipedo, lunghe quaolo la lflrghezza od il diametro delle travi sulle qlla li si operava. Nelle osperienzo del 1874 invece la dinamite era congelota e le cariche non preparate in recipienti nppositi , ma fa tta con piccolo car tuccie del commercio collegate simmetricamente e per guisa che la lungbozza complessiva della carica eguagliasse la larghezza della trave. Ciò posto , ecco senz'altro le conclusioni e le formule cui giunse la commissione delle esperienze. a) Travi a sezione quaclrata. - La commissione potè anzitutlo accertarsi che per travi di quolunque squadratura, le cariche di spezzamento sono indipendenti dal la luoghezza della trave, vurchè lale luogbczza non superi di 16 volte il lato della sezione. Ora s:ccome oolla costruzione di ponti dirllcilmen te si oltrepassa questo rapporto, così è lecito io pratica generalizzar(\ la cosa per travi di qualunque luogbP2za, almeno fìnchè ulter iori esperienze non giunga no n s.tab il irc con precisi one quale sia l'iotluenza della lunghezza della trave sulla grandezza della carica di spezzamento, quando il limite di lunghezza dianzi d<'ltO venga supera lo. Con tale riserva la commissione poteva stabilire che per traYi dl lrgno dolce a seiiono qu11drata , qualunque sia la lungtrnzza di ess1-1 travi , le cariche minime di spezzamento sono lo seguenti (! ):

1\apporto fra la lorghezza b Carica in libbre por ogni piede corrente cli larghozza nelle trovaturc d1 o l'altezza Il b 18 pollici d'altezza 12 pollici d'altezza dcU~ tra va tura h Il = 18 11ollic1 h= 12 pollici

1 2

3

----,--------- - - --- --

2,00 1 ,50 1,00

3,33 2,50 2,00

E si vede che le cariche nelle travature di soli 12 pollici di altezza diminuiscono più rapidamente delle cariche relative allo travature di 18 pollici d'altezza.

(1) Per semplicità di numeri conserveremo sempre le misure austl'iachc, baxtando aver preseote cho la li bbl'a a ustriaca Q pf'und di 32 Lth (oncieJ equiva le a chilog. 0,5GO, ed il piede austriaco di 1'2'' (pollici) equivale a

metri 0,316.

'

~37

TECNOLOGIA

TECNOLOGIA

r


138

TEONOLOGIA

TECNOLOGJA

c) Espressione algebrica delle cariche. - La commissione, per esprimere in un modo semplice le conclusioni testè accennate, adottò la formula:

Considerando per un momonlo, solo il valore di K, la formula (1) diviene: c

Questa per f3 essondo: c carica in libbre per ogni piede corrente di larghezza nella trave; b

f3 = h rapporto fra la larghezza e l'altezza della trave (b ed h espressi in piedi}; H una funzione dell'a ltezza h · K una costan te indeterminata. Non rnsta difOcile assicurarsi che la (1) è conforme alle conclusioni dianzi riferite, perchè infatti è ind ipendcote dalla lunghezza. della trave (a linea a) o quando si parta da b = h, a misura che b cresce, diminuisce la carica c (11 linea b). Al lim ite, quando cioè la larghezza b cresce indefinitamente, la carica converge verso H, valo a dire che dipendo soltanto da h. Vediamo pertanto come per mezzo dei da ti numerici pocanzi riferiti, potè la commissione determinare la fu nziono H e la costante IL Per maggior sicurezza si presero i dati r elativi alle travature di 18 pollici di altezza, ed introducendo nella (1) i numeri segnati nello specchio all'a linea b) , si ebbero le tre eguaglianze seguenti: per f3 >

f3

,., f3

=1

3,33

=

2

=3

H {I

2 ,50

= =

2,00

=

H (l

H

+ R} ( 1 + ~) + ;)

che dànno: K = 1 ed H

= 1,67 oppure 11 = 1,5 ~·67 h =

ll h '

se vuolsi H espresso in funzione di h che per que"to caso è appunto h = 18 poli. = 1,5 piedi.

=

H(1 +~)

= 1 cioè per travi a sezione quadrata, da H =}

essendo c, appunto la carica corrispondente a travi di sezione quadrala. Ora nell'alineli a) essendo r iferiti cinque valori numerici di e, trova ti direttamente dalla commissione, cos't anche per II potremo ollenere cinque valori da paragonarsi con quello· poco sopra trovato. Il più grande fra tu tti sarà quello che a maggior guarentigia accetternmo per introdurlo nella formula genera lo. Ciò posto, .se colle cariche date all'alinea a) si determinano i valori di H tani.o numericamente che in funzione di h, si ottengono i risultati seguenti: Sezione della trave

6,6 poli.

9,9 .,, 12.12 > 18,18 » 24,24 -'>

Carica in l ibbra

Valori di H

per ogni piede

corre:·,tedi larghezza clelia t rave

µumerici

in fuozione di

0 ,375 0 ,75 1.00 1.67 2, 16

0,75 l,00 l,00 l ,l l,08

0,75 1,50 2,00

3 33 4:31

11,

h h h h h

Vedendo cho effettivamen te 1,1 h ò fra tutti il maggior valore che assume II, lo introdurremo senz'altro nella (1), che per conseguenza diverrà:

, +~1)

C=l,l h(l

.

.

,

.

.

(A)

dJ Disci,ssione della formula (A). - Riferendosi a due assr coorf.inati , ascissa il rapporto (3, ordinala la carica e, si vede facilmente che la formula (A) ra ppresenta una curva avente· per assin loto la retta di equazione c

=

1,1 h

cui si riduce appunto la (A) quando si faccia

{3

= oo .


J

u.o

}

TECNOLOGIA

TECNOLOGIA

ovvero:

e

h)

e= 54 h ( l + b

}I

"'?

l : ;~~ f"'Y-,/'\

I

I

i : !

: ; :

i

;

.fl.!.__ ..

I !i ~--.. i --~- -----·-----

e = '1 h ( l

-------1--:--:I --:i -~-----, c~1 ,fi, 1'

1 I

I

l

J I

I

:

,I

I

I

I'

JI

: I

i

I

Ì I

i J

I

I

:

j

t

I

r

J

I

t

o

I

I

I

I

1

I

I

1· 1

i

:

5

1

2,

3

..4

s

I

6

1

+

i) . . . . .

(A")

dove e indica la carica in chilogrammi por ogni metro corrente di larghezza nella trave, ed h e b Io dimensioni della s<nione della trave in metri. e) Tr avi CÌ lindrici - Dagli esperimenti fa tti venne concluso che por una trave cilindrica si deve adoperare la stessa carica che si impiegherobbo qualora la trave fosse quadrala ed avesse per lato della sezione il diametro della trave cilindrica. La scato la fulm ina nte si deve disporre con l'asso parallelo alla direzione della lungh ezza della trave.

,~.

l

I J

I

(A)I

Nel garantire la certezza qi r isultali quando si applichi tale form ula, è bene ricordare che dessa non valo che per travi squadrali di pioo e di abete. Passando da misuro e pesi austriaci a misure e pesi metrici, prende la forma seguente:

e,

I

. . . . .

B

Legnam:ì (orti .

Fu con apposite esperienze comparativo assicurato che per travi di legno forte basta una carica doppia di quella occorrente per legnami dolci àelle stesse dimensioni. Le form-ule (A') ed (A.") servono duoque ancora per legnami forti purcbè s'abbia l'avvertenza di raddoppiarle.

Ciò posto, atteso il processo secondo il quale si giunse alla formu la (A), parrebbe che dessa foss e vera s11lo da 13 = 1 fino a 13 = 5, cioè per iravi di larghezza non maggiore del qui o tu pio della relativa altezza. Ma siccome crescendo 13 la e converge verso 1,1 h e per 13 = 5 si scosta pochissimo da tale valor e , ·(l'espressione grafica Io mostra l}biaram ente), così possiamo r itener vera la fo r mu la (A), anche per valori di 13 maggiori di 5. Se poi ~ < 1, ossia b < h, si rien tra nel caso già contemplato all'alinea b) di una trave collocata di costa, Io che richiedo la stessa carica di una trave a sezione quadrata, il cui lato eguagli l'a ltezza della prima . Dovrassi allora ritenere~ = I, e possiamo .q uin di concludere che la formu la (A) è per ogni caso valevole. Si r icordi per altro ch e dessa non fornisce che la car·ica minima di spezzamento; e per ottenrre r isulta ti iofollibi li in pra·tica, la commissione consiglia un aumento del 15 per°/.. Allora ,la formula da usarsi nelle pratiche applicazioni sarà la seguente:

e = l ,25 h ( 1

..

+

RicapitQ la -.ione.

Riepilogando il fin qui detto, si danno le regole seguenti quando si debba rompere materiali di legno con cariche di dinamite liberamenk disposte (scato lo fu lminanti): a) Por travi di abete (' di pino si calcola la quanti tà necessaria di dinamite co n la formu la

C=~h(l

+i)

dove h e b rappresentano le dimensioni io piedi austriacT della, seziomi dolla tra,;e se questa è squadratn , od il dia metro se la trave è cil indrica. I:.a ,:arica e r isulta espressa in libbr e austriache, e r iferita ad ogni piode correo te di larghezza nella trave stessa.

-D

f


TECNOLOGJA

In chilogrammi e per ogni metro corrente di larghezza la formula da usarsi sarà invece

7 (1+ %)

e= h

dove h e b rappresentano le anzidette misure in metri. ~) Le formu le precedenti son vere sompre che si abbia -~

~

1, ma nel caso che sia

i>

1 valgouo ancora percbè a questo

valore può sempre sostituirsi l'u nità. r) Per travi di legno forte devono raddoppiarsi lo cariche calcolate con le formule anzidetto. ò) La larghezza delle scatole fu lminanti deve farsi egua le .alla larghezza od al diametro della travo da rompersi; si eccettuano le travi collocate di costa, per IH quali la larghezza della scatola fu lminan te eguaglia l'allezzn della trave. 'Rispetto al collocamento della scatola, deve farsi in modo .che la sua larghezza r esti tu tta a contatto ,!ell a trave, ed è perciò che nel caso di travi col locale di costa, dovrà disporsi con l'nsse inclinalo di quanto basta sulla direzione della lunghe1.za della trave, e nel caso di travi cilindriche l'asse della scatola sarà disposto addiri ttura secondo l'asse della trave. PARTE II. Distruzione di materiali in ferro.

Le esperienze furono esf'guitc con verghe di ferro fucinato o dolce, cd i risnl ta ti ollenuti vengono dal capitano Pap raccolti tutti in apposita tabella, nella quale egli r egisl ra eziandio altre esperienze analoghe eseguite negli anni an teriori al 1872. Fin dalle prime prove, quelle del 1873. fu messo in chiaro che una da ta carir,a di dinamite, si comporta ben diversamente a seconda della qualità del ferro, diversa per ori gine o per fabbricazione: Se oon che, acquistata la certezza che le relative cariche di spezzamento per ferri di qualità diversa , variano con la stessa legge secondo la qua le varia la r esistenza del ferro stesso allo spezzamento, la commissione per uon complicare le esperienze, decise operare con una sola qualità di ferro. Per altre qua lità basterebbe poi cambiare nelle formDle ottenute j coeftìci.enti numerici , mediante poche prove comparative. Fu pertanto nelle esperienze del 1873 scelto il ferro belga del n• 3, o con ferro d'altra qualità non furono eseguite che poche

",

TECNOLOGIA 143 prove comparative. Al ferro belga del numero indicato si deve dunquri r iferire tutto ciò che siamo per accennare, a meno cho non venga fotta esf)lici ta dichiarazione in contrario. Le verghe im pirgate erano per so lito lunghe 4 piedi (l "',26); ed ~ppoggìate di piatto per le loro estremità su caval letti o ceppi di legno, per modo che restassero fra ta li sos tegni piedi 2,5 di verga affatto libera . Le estremità poi appoggiate sui ceppi venivano a questi sa ldanieotH raccomanda te mediante robuste caviglie. Erano le verghe di tre specie di verse: verghe massicci/!, verghe combinate, fatte cioè con lamine disposte a semplice con tatto l'una sopra l'altra e riunite alle estremità con due chiodi rihadili ; in(ioe verghe a chiodi ribaditi, fotte civè come le precedenti, ma r iunite per tutta la lunghezza Iorci con chiodi ri baditi. Lo prime esperienze bastarouo ad accer tarn cho· la carica minima di spclzarnento è presso cho eguale, sieoo le verghe massiccie, sieno desse comhi nate ; che, a l con trario, verghe riunite per tutta la loro lunghezza coo chiodi ribaditi. si comportano in modo ben diverso. Ne venne quindi , rispetto alle cari<'he di spezzamento, la necessaria classificazione delle vercrhe . d e rn ue categorie: 1° Verghe massiccia o combinate; 2° Verghe a ch iodi r ibaditi. L'altezza delle verghe (a ltezza della loro sezione rotta) variava fra 4 linee e 4 pollici (fra 13mm. e 104.,"'). la larghezza era di 6 pollici (156'"'") pe1· tulle quelle <lolla P catPgoria, era invece di 8 poll ici (208'"'") per tn tle quelle della 2' categoria. Nel 1S72 e 1873 la dinamite, completamente allo sta to normale con 7 1,7 a 7J,6 per -;. di nitroglicerina come nelle esperienze pei materiali in legno, era chiusa in scatole di latta cilindriche o parallelepipede, larghe 6 ovvero 8 pollici secondo che traltavasi di sbarre di l" o 2 .. categoria. Le scatole ven ivano sempre d_isposte con l'asse normale alla direzione della verga, e sulla metà della larghezza della verga stessa.

Verghe massiocie e combinate.

Come pe' materiali di legno, devesi ritenere anzitutto che praticarnen le pa rlando la lu n5 hezza della verga non ha influonza a lcuna nella g randeua d!!.lle cari che di spezzamento. Queste pertanto non sono che funzioni dello spessore <a ltezza), ovvero della larghezza . Partendo da questa base, ecco i r isulta li numerici e le conclusioni cui giunse la commissionedelleesperienze.


41,g,

TECNOLOGIA a)

Ve1·ghe a·venti

6

TECNOLOGIA

pollici di larghezza e spessore varia-

bile. - Esperimentando verghe massiccie o combinate, tutte di 6 pollici di larghezza, con spessore variabile da 1/ 1 pollice ad ¼ di pollice, si ottennero dalla commis.s ione le seguenti minime cariche di spezzamento: Per verghe ili '/. pollice di spessore 8 Lth. I> > l 1 Pfd )) » » 2 4 » > » 3 10 )} )) )) 4 20 )) "

..

.

b) Espressione algeb?'ica delle cariche. - Se per mezzo degli i ndeterminati o con altri espedienti di calcolo, s i cerca qual sia la funz ione che nell..i forme più sempl ici dà per le verghe di l, 2, 3, 4 po! lici Ji spessore, le cariche soprassegnate di 1, 4, 10, 20 libbre di dinamite, si trova la seguente espressione :

6 libbre

,-;---

~

e

+ lf ~ / ! + ! r

~

~

~

4 libbre

- ------------- ---- ---------------

h

=~

pol lice, dà

e= h'

J ______.:.·- -·----·----·-·--- ·-· - --// 1/l /J I

// :

e = 10 Llb, e non 8 Lth come nei dali spe-

rimentali. Questa leggera differenza, che d'altronde assicura maggiorl).'.lente i risultali pratici, quando si volesse correggere, recherebbe nella (A) una forma complicata ed inr,omoda molto. È dunq ue migli or par·tito non prendere tal pena, o ritener la formula (Al vera per qualunque sbarra di ferro belga del n• 3, avente 6 pollici di lar~h,~zza e spessore variabi le fra'/~ pollice e 4 po ll ici. Osserveremo piuttosto che mo lte volle potremo far ricorso ad una formu la molto piu semplice e più comoda ancora della formu la (A). Per veder bene la cosa, prendiamo due assi coordinali, per ascisse gli .spessori in poll ici, per ord inate le cariche in libbre, e riferiamo a questi assi tanto la curva rappresentata dall'equazione (A), quanto la curva di equazione:

.•

I I

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.J I ' p IJi·-·-·----------------1,//i j !

2 libbre

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I/ : 1 libbra

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5 oncie

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20 oncie

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V

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f

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8 liblire

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/~f ~,;,e/~' Ii ,. l

5 libbre

. (A) dove h rappresenta lo spessore del la verga in pollici, e la carica in libbre. Tale fu appunto la formu la adollata dal la commissione delle esperionze. e). Discussione della fo?'·mutci (A). - La form ula (A) per

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I

I

l

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1

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• (B)

AN NO XIX, VOL , IV.

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I

i

H6

U '7

'IECNQ!.OGIA

TECNOLOGIA

Dall'esamo comparativo di queste du t· curvo. si vrdeche bt1 t1 poco si scosta oo l'uon dall'altra, per i valori di h compresi fra h = O" cd h = 2". Si deve dunqun concludere che per vergho il cui spessoro non superi di n1oltu i 2 poll ici, si po trà calcolare il valore della ca ri~a e non con la formula (A) ma piuttosto coo la (oro1ula (B) molto più semplice della prima. M11 qut-slo son formu le teoriche, e ri chiedono per la pratica un conveoit:! nle nLrnrn nlo. b<1sandosi ancora sul fallo Che io campagna. dove sa ri1 impossi bile giudicare tiel la qualità del materiale di fe1·ro d11 distruggere, biwgnerù par lire dal principio che sia ferro della 111 iglio1r e qua lità conosci uta . Per tale scopo app un to In commissiono dellu esperieozu fece provo comparativo efl ollt• nne la rottura completa di sbarre di dr mPnsioni analoghe allo precedtlnli, ma della miglioro qu:1 l1tà di ferro esist.,n te 11ell 'arsPna le d'artiglieria, aumenraudo dul 25 per Jo cariche otleBu le con le fo r mu le (A) e (13) relative a l ferro belga . In base dunque a qu~slo uumer:to le for mule da usarsi in pratica saranno le seguenti:

r imediò ciò non pertnnlo a questa lacuna. stabilendo in modo -posili\'O le norme pratiche seguenti: . . a) Lo cariclw di spezzamento per verghe d1 larghezza minore (li 6 pollici, devono essere cnlcoloto con le form u le (A') e (B'J e disposto in scatolo cilindriche o paral lelepiµ edo. di di~onsiooi tali da toccare la verga por tulla la sua larghezza, dt$pOn endo cioè la scatola con l'nsse incl inato sulla direziono della verga quanto occorre perch è si verifichi l'accennala condizione di conlnlto. ~) Per verghe di larghcw.1 maggiore di 6 pollici servono ancora lo formule (A') e (B') , avver tendo però per maggior sicurezza di aumentare in proporzione della larghezza della verga le cariche così calcolate. Vei·ghe a chiodi ribaditi .

0

/.

o = ~ h (2 + 3 h + h

o= ~

h'

.

.

.

.

)

(A')

.

(8')

1

Pochi esperimenti fat.ti ccn sbarre riunite assieme per tutta la loro luoohezza con chiodi ribaditi, non bastarono a rendar manifesta leggo second o la quale voria la resistenza di tali sba rre alla rottura. Polè ciò non pertanto argomentare la commissione cho una sbarra così costrutta richiedo por essere spez zata la metà della carica occorrente per una sbarrn massiccia o combinata di eguale seziono. In base n questa regola, por sbarre u chiodi r ibaditi, la larg hezza della sbarra essen do di 8 pollici e lo spessore variabile, si hann o le cariche seguenti: 21 '/ , Uh . Per verghe di 1 pollice di spessore 2 Pfd 21 >> > 2 )) »' 6 » 21 » > 3 >

I;

a nche por ferro di qul!lità eccellente, fermo però r cstn11do quanto riflette le dimensioni d,·lle sbar re. Riducendo le misul'O od i pesi austriaci in misure o pesi del sistema m1Jtrico, lo form ule (A') e (B'J divengono r isplllli va mente:

e = 0.0886 h, (I+ 0,570 h +0,027 h') . . e = 0,1 h' . . . . . . . . . . .

. . (A") . . (B")

J)

Ricapitolazione.

dovo e è il peso della carica in ch ilogram mi ed h lo spessorH della sbarra in centimeu·i. d! Ve1·ghe di la1·9hezza;; di 6 pollici. - L'influenza della larghezza delle vergho sulla cfl rica di r ottura noo 1•enne diretta mente studiata, ma la commissione la ri ltinne analnga a quolla consta tala per materiali di legno . Se cioè ferm o restando lo spessore, au menta la larghezza della verga, si trova una certa sezione della verga stessa, fino olla qual•J la carica di spe:uamento ò cost11 nte, dipendente cioè dallo SP\Ssore mo non d,1 lla larghezza; ollrc questa seziono, a misura che la larghezz:a aumenta, la carica diminuisce relativamente. La commissione non potè precisare quale sia quella ta le sezione, nè con qua l leggo avvenga oltre un tal limite la diminuziune relativa nelle car iche:

Iliepi lrga ndo qm1nlo si disse, ecco le regole da osservarsi nella distruzione di verghe o lamino di ferro con cariche di dinamite liboramennte disposto (scatole fu lminanti) : a) P<•r sba rre massicciH o combinale (unite cioè con ch iodi alle sole es lremità) lìno a 6 polliGi di l.,11·ghezza o 1 di sp1:;ssore, si calcola la carica di spezzamento in libbre con la formula: c

=

l

h (2

+ 3h +

h1)

dovo h espri me lo spessore <lol la sburra in pollici. Se la_~barra non ha spessore di 2 pollici, si potrà con magg10r fac1htà sostituire la formula monomia: 5

e= 4-h'

l

r


I 148

f

TECNOLOGIA

E ·per avere la carica io chilogrammi anzichè in libbre austriache, basterà cambiare le formule ora scritte, nelle altre eguivalenli:

RIVISTA BIBLIOGRA.FICA

e= 0,0886 h ( 1 +0,570 h + 0,021 h') e= 0,1 h' dove h ò lo spessore dalla sbarra in centimetri. ~) Per verghe o lamine più larghe di 6 pollici, la carica occorrente si calcola ancor11 con lo stesse formule, ma deve poi aumentarsi in proporzione a questa maggioro larghezza. r) Por una verga a chiodi ribaditi (lamine connesse insieme per tutta la loro lunghezza con chiodi) basta la metà della carica occorrente per rompere uno verga massiccia di eguali dimensioni. 8) Fino a 6 pollici di larghezza nelle verghe, la scat:ila fulminante è larga sempre 6 pollici. Solo per verghe di larghezza maggioro di 6 pollici, la scatola fulminante ha larghezza eguale a quella della verga. Per ciò che riguarda il collocamento delle scatole, questo dovono toccare in tutta la loro larghezza la sbarra da spezzarsi. No viene quindi che le scatolo di 6 pollici di larghezza impiegate su sbarre di larghezza minore di 6 pollici, devono risultare più o mono inclinale alla direzione della sbarra, precisamente come già fu indicato per materiali di legno, in analoghe circosLanza. Il lavoro che abbiamc riassunlo segna il nuovo sta dio in cui mercò la dinamite, entrò la questione della distruzione di matoria!i in legno ed io ferro . Le conclusioui e lo formule cui gi unse la commissione ùcille esperienze furono accettate dal comitato militare di Vionua , e sono il risul tato di lunghe, accurate o costose esperienzo affidale a distintissimi ufficiali tecoici. Veramen te solo per i legnami poterono dedursi rego le generali e precise; ma se consideriamo che si ebbe sempre in vista la sicurezza dol risultato pratico, si può accettare con la massima fiducia anche tutto quello che venne concluso circa i materiali di ferro. Del resto se talvolta le cariche riosciranno di qualche gromma più grandi, il fallo è di leggerissima entilù, e favorisce in ogni caso le praticho applicazioni. C. C.

Il co,,lice 11eruale per l'esercito italiano illustralo tl,dta gim•is1u•udenza del li•ibuntde supremo· d ·i guerrt• e 11aa1•i11a e delle casscizioni del Reg,w, per cura dell'avvocato I. MBL. - Verona, tipografia G. Ci velli,

1874. - Voi. unico. Non è molto tempo che l'avvocato Isrnono M11L pubblicava un consimile pregevole lavoro sul codice di procedura penale, del merito del quaie non crediamo di potor citare testimonianza migliore del fatto, che fu bontoslo sentito il bisogno di una se· conda edizione. Se ora l'opera del signor Mcl incontrò tan to favore nel foro · e nella magistratura civile, dove già abbondano o ari ogni istante veggono la luce eccolleoti collezioni accresciute ognora delle più recenti decisioni dolio corti giudiziario s) nazionali che estere, qual meraviglia se a lui , che dei primi entrò r.ome Pubblico Ministero nel ramo della giustizia militare, sia apparsa tutta l'opportunità di dedicare nltrellantu cura alla compi li,ziono di una Guida dolio stesso codice penalo per l'esercilo , raccogliendovi tutto quanto vi ba tratto, dalle decisioni Jelle supreme corti alle circolari ministeriali'? Tentativi di un lavoro di questo genere si videro invero fino dai primi anni dalla pubblicazione del codice penalo militare del 1• ottobro )859; ma nessuno per quanto ci consta li ha mai preferiti alla lettura dell"adiziontl puru e semp lice dn llo stesso codice. Era precocità di un talo lavoro o la dubbia competenza degli autori ? Fatto sta che il pubblico non se ne accorse, e noi possiamo salutare quello offertoci dall'avvocato Mel come la prima e l'unica vera illustrazione del codice pouale per l'esercito, la cui ricchezza di annotazioni e cli richiami ad altri codici, e specialmente a quello militare marittimo, non può a meno di assicurnrle il più esteso accoglimento non solo fra ·gli uomini di leggo, ma anche fra gli ufficiali ai quali dichiara egli stesso di averla specialmen;s -destinllta.


450

JUVISTA

BIBLlOGRAFICA

L'acurato lavoro del signor Me! sarà infatti un prezioso indi-· spansa bi le vade-mewm per tulli i funzionari del la g iustizia mililaro massimamonte io campagna, sarà un tesoro cli autorevoli guarentigie alla coscienza degli ufficiali-giudici ed una facile norma n quelli chiamati al dolicalo ufOcio del la difesa, i quali megl io illu mianli a pri ori sulla giurisprudenza penalo militare, abbandonate le discussioni sui punti deGoili, raccoglieranno più efficacemente i loro sforzi su quelli lullora controversi, e specialmnnte sull'essenza od idoneità dello prove, rendendo cosi più raro il ca so di giudizi e sentenza nul le por errata interpretazione od applicaziooe di logge . Se non cho no i raccomandare a questi nllimi particolarmente il libro del signor Mel, con buona pace dell'egregio autore noi non possiamo tacere nn nostro dubbio, che, cfoò, la stessa copia di citazioni da lui esibi ta possa tal fiata far ob liare la massima da lui s tesso ricordata: non exempl'is sed legibus est judùandum.

glioni r iuniti e operazioni di i:;ucrra. Per tal modo un r.orso completo d"istruzione su quaulo contiene il re;olamen lo si compio in 10 mesi divisi io 4 periodi. Noi primi 3 periodi il colonoollo prescrive solo l'ora, la nàtura e l'aodamea to genera lo dell'istruziooo, lasciando ai maggiori e capitani la cura di rtigolarne i particolari. Scuota del soldato. - La scuola dc! soldato è divisa io lro parli corrispondonli alle nostro islruz:oni s:rnr.'armo. coll'arme, del plotone in ordino chiuso e sparsn. Non vi sono però compresi g li eser cizi elemen lari di gin nastica e la scherma di baionetta, como nel nostro r C1golarnonlo. Le nnrlalure sono lullon1 più corte e più !colo delle nostra. lnfalli vi si prcscrire: a) il passo ordinario luogo 0.65 con cadenza di llOal minuto; b} il passo di carica lungo 0 ,80 con cadenza di 130 al minuto; e) il passo ginnastico, luogo 0 ,85 con cadenza di 165 al minuto; Invece del nostro segnate il passo, vi si prescrive un passo r accorcinto di 0,37 e della stessa cadeuza doll'ordinario. l vari movimenti coll'armo. lo vario specie di fuochi , l'istruzione clPI plntoor> in ordine chiuso e del gruppo in ordin e sparso. non dilforiscono notevolmente da quaolo si pratica ori nostro esercito. Scuola di cornpcignia . - Gli alti e la marcia della compagn ia io linea cd in colonna, i morti di passare dal l'una al l'altra formazione, la difosa contro la cava lleria. hanno molla rassomiglianza con quanto prescrive il nostro r egolamento. Però tnoto in questa scuola che in quella di baLLaglione non si fa uso di colonna a mezza distanza. Nei movimenti della coloono s' incontra la controma1·cia che noi abbiam o abolito. Per schivare oslac,:Jli è prescritto di rom pere [)Ol' plotoni, e sezioni ed al poslutlo di metter si di fianco, ma non si ripiegano le fìl e d'ala como presso di noi. Lu cornpagniu in ordine sparso distante da altre truppe form a tre linee, la catena, i sostogni e la riserva. La distanza fra catena e sostegni è di 150 passi, e d'altrettanto quella fra so3tegoi e riserva Vicino ad altre truppe la compag11ia forma sollaotv le due pritnfl li noe. Lu sc~uola di cornpAgniafinis•:e con una parte intitolala cxercices de combat, che corrisponde a quanto il nost ro ammacstrameato tattico dice riguardo allo ese rcitazioni tu LLiche di plotoni o compagnie contrapposte. lvi inf'alli è indicata la progressione ed il

Réyte,ncnt su,• l'exe,•cice et les n1a11re1•v1•es ,te l,inftmlerie (BeltJe) approuvé le 22 avril 1874. - Bruxelles 187'1, imprimerio mililaire do E. Guvor.

Questo regolamento venne moditìcato nello scorso aprile in sego ilo ai cambiamenti inlrùdotli nella formazione dtJ I ba ttaglione e del la compagnia. Le modificazi on i si estenùouo alle diverse formazioni ed alle basi dell'istruzione, alle scuole del soldato, di compagnia, di ballaglione e di brigata. Ne daremo un bre,•e suolo. Fo1'mazi oni e basi dell'isfll·uzione. - Il batlaglioae è composto di 4 compagnia; la compagnia è divisa :n 3 plo toni; il plotone in 2 sezioni; !a sezione in 2 squadre, ciascuna delle quali forma un gruppo di cacciatori. li colonnello, il maggioro od il ca pilano sono resi pienamente r esponsabili dell'istruzione do! riparlo che comandano, com e noi nostro esercito. L'istruzione dello reclute dura 3 mesi, dopo i quali passano alla scuola ùi compagnia insieme ai so!dati anziani. La scuola di compagnia dnra altri 3 mosi, dopo i quali si passa per 2 mesi a quella di battaglione. Nol lampo che si fanno lo scuole di compagnia e di ballagliono, si eseguisce anche il tiro al bersaglio . Finalruento in un quarto ed ultimo periodo d'istruzione dal la durata di 2 mesi si escguiscono manovre di più batta-

I_


Rl'VIS'l'A

mod_o di faro_l'istr m~ione tattica della compagnia, e si danno pa_rt1colare~g1ate_ norme corredate da schizzi topografici per lo sviluppo dei vari genori di combattimento. . Sciwla ~i battagZione. - L~ scuola di battaglione è divisa rn tre parti. La 1" comprendo i movimenti senza cacciatori fr'.rma~do il battaglione una sola uuilà ; la 2• comprende i mo~ v1mentJ del battaglione disposto in linea di colonne di compagnia coll'irnpfogo dei cacciatori; la 3• dà le r e<role o-tmerali sul modo ~ol quale il maggiore deve dirigero il c;mbatrimooto de_l battaghono secondo il numero e la spocie dello forze nem1cl~o, I~ natura .del to~reno, e lo scopo cho si vuol raggiungere. Gh a~t1 e ~ov:ment1del battaglione tanto in linea che in colo~na, 1_ mo~1 d1 passaggio dall'uno all'altro ordine, e l'impiego d?1 cacciatori, present~no n~lla forma e nella sostanza poche d~fl'erenzo da quanto s1 pratica noi nos tro esercito. Fr a queste differenze si notano: 1_• L~ forma~ione della colonna doppia sopra i due plotoni o soz100t centrali do! ballagliono in linea cho noi non abbiamo P!ù . L'imp_iego di qu es ta colonna ù racco~andato corno formazione assai va:itaggiosa ; 2• !.'avvicinare quasi a contatto le due colonne centrali quando il baltagl_ione ò in ·1inoa di colonne di compilgoia ; 3° La formaz10ne dogli scaglioui colle colonne di cornpao·nia· 40 li non pr escr1. vore movimenti dei quadrali. o ' , Scu_ola. cli brig~~a. - La_ sc_uol~ d_i. bri~ala ha per oggetto I opphcaz1one a p111 battaghom r1u01tJ dei pri nci t)ii enunciali nella scuola di battugli ouo, od ò divisa in due parti. Nella 1• sono c?rn~r~se le _evoluLioni regolamentari da eseguirsi da più ballagl~om_ d1s~osl1 sopra una sola linea. La 2• comprendo le formaz1.on1 tall1che di una brigala su due linee, e dò. le regole geno: al1 por la co?dolla delle manovre o operazioni più cc,mum che una brigata può essere chiamata ad eseguire in guerra. Traité d' hygi ène m ilitait•e par G.

MOIUCllR médecinmajor de pr~miè~e classe, professeur agrégé à l'éc~le d'appli calwn do medecmo et de pharmacic mililaire. Publication do la Réimion des o/fìciers. - Paris 1874, Jibrairiu J'. B. Bailliòre et fils.

~I dottore MORACHR, autore di pregevoli scritti medico-militari, ha recentemente pubblicato un trattalo d'igiene mililar,i

BIBUOG:RAFICA

che crediamo dover raccomandare all'attenzione dei nostri lettori. È un lavoro di polso che p11lesa noi suo autore non solo l'amore alla scienza che professa e la solida collura in un ramo tecnico speciale, ma palesa altresì una conoscenza profonda dei regolamenti io vigore nell'esercito cui appartiene e della costituzione organica di questo non mono che di quella degli eser citi stranieri - palesa infine un pensiero costante pel benessere del soldato, del quale l'autore dà prova di conoscere a fondo i bisogni materiali e morali. Più che un semplice trattalo d'igiene si potrebbe dir questo un trallato di ammiuistrazione militare, o meglio uno sviluppo, sotto il punto di vista dell'igiooe, di quella par te dell'ammiDistrazione che ha per iscopo il prevedere i bisogni dell'esercito ed il trovare i modi per soddisfar vi . L'autore non si ò proposto di scrivere un trattato elementare il quale, ad esempio di quanto si è fatto in Germa nia, iu Austria, in Italia, in Inghilterra, rioscisse a dare anche al semplice soldato dolio nozioni superficiali ma esatto delle grandi leggi dell'igiene. Il suo scopo è molto più elevalo giacchè egli si propone di trattar e a fond o tutte le principali questioni che si connettono colla vita militare sia in pace, sia in guerra, di dare non solo ai medici militari ma agli ufficiali tulli che sono investili di un comando una guida sicura nei loro studi e nelle cure che a.d essi incombono riguar do alla salulo del soldato. E per quanto ne possiamo giudicare un tale scopo è stato raggiunto. Non erodiamo possibile dare un sunto di quest'opera pw ttoslo volumi nosa (un gr osso volume di 1040 pagine con 175 figure intercalate nel testo). Ci conten !eremo pertanto di esporr e l'idea generale del libro como l'ha. fatto ad un dipresso l'autore medesimo nella sua prefaziono. In un trattato d'igiene applicata, dice il dottore Morache, sembra logico prender& come punti di partenza la vita militare in se stessa, le circostanze in cui essa mette gli individ ui che vi si souo dedicati, le diverse fa si dolla loro esistenza, e ricercare per ogni caso speciale lo modificazioni che questa vita militare deve fatalmente arrecare alle leggi dell'igiene generale, i pericoli che minacciano l'individuo isolalo o l'aggr egazione di molti individui, od i mezzi finalmente per allontanare tali per icoli o per diminuirne la funesta ioflueoza . Ammessa poi la difficollà di consen'are r igorosamente l'idea generalo quale fu concepita prer enlivamento senza esporsi a


MVIS'.l'A

II

ri_petere_ cosi1 già d_etto o ad 01:11elleroe altre, l'autore si propone dt seguire nello. sviluppo doll'1dra primitiva no piano metodico e rego lare. Ed ecco come egl i espone qu~~to lil.lO piano. Il soldato esce dalla. società civile por diventare una unità c?stituente quel tutto che si ch iama l'esercito; imporla quindi d1 c?noscere.. quest'esercito nel sno complesso, di studiare le leggi del suo organ ismo , l'infl uen za che esso può esercitare sulla società generale in qua nto che le sol.ltae no certo numero dei suoi membri. È perciò indispensabi le di , stud iare le l~gg~ e<l _i rego lamenti che determ inano la quali tà dP,gli individui chiam;iti, e le cond izioni fisiche cui debbono soddisfare per assero uti li al loro paese. Tale è lo scopo del libro 1° dell'ope~·a_, il'qua l_e ti:a aa clell' Organizzazione e del 1·eclutamento degli eserciti. Commc1ando natura lmente dalflesercito francese. l'autore in un primo capif.olo fa un riassunto storico del le vi~ende che divide in due grandi periodi: l'uno della fondazione dell~ ~anarchia fino alla r ivo luziou<1, l'altro dalla rivoluziono fino a1 dì nostri . Le leggi del 27 giugno 1872 sul reclutamento e qut>lla del 24 luglio 1873 sulla organizzazione dell'esercito sono fa!te oggetto di uno studio speciale. Dopo ciò l'nu tore passa una rapid:i rassegna clell'or"'anizza.ziona e dell'e~'eltivo dei prinr,ipa li eserci ti europei, di qu;lli cioè della Germanra, del l'Austria- Ungheria, dol Belgio, dell' Inghi lterra, della_ Spagna, del la Svinera, dell'Italia, della Russia, e della ~vez1a e Norvogia. Qu_esta rassegna breve ma esalta dà una 1dea abbastanza chiara e precisa dell'organizzazione e forza di tali eserciti. In un secondo capitolo che tratta più particolarmente del reclutam,~n to, vengono minutam ente descritte le operazioni del r eclu tamen to in Fraocia ed accenna te quelle in uso in Germaofo,_ Austri11 -Ungheria, Italia, Belgio ed Inghilterra. lnteressan t1ss1ma poi è la parte di questo capi l.olo,in cui si tratta delle condizioni d'attitudine fisica, de ll e informità che rendono inabi le al se.rvi7,io militare, del le simulazioni e dei mezzi per riconoscerle. L'autoro trovasi qui eviden temen te nel suo elemento, il resultato dei suoi studii è conva lidato d(l ricerche r,toogratìche, ~a dati statistici comparativi che, potrebbero essere ~onsnlla t1 con g rance vantaggio da chiunque si occupi della importante questione del r eclutamento. Giunto sotto le aren i il soldato subisce l'iotluenz'a della nuova atmosfera in cui si trova; importa qu indi al medico ed all'ufficiale· d1 ben conoscere questa atmosfera in quanto che essa esercita una

BIJ3LIOGllAFICA

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influenza costante sulla salute. Nel libro 2• si è pertanto rin~ nito tu tto quaoto si riferisce alle abitazioni del soldato siano per manenti come le caserme, siano acciden tali come i campi, gli accantonamenti, gli alloggi nelle fortezze . Vi si troi•a un . riassunto di tulle le nozioni indispensabili intorno al suolo ed alla natura dei terre11i uti lizzabili per alloggiarvi del le truppe, come pure intorno al genere di costruziooi fisse e temporanE>e che vi si possono innalzare. Vi si dà !;i descrizione di alcune casermetipo, qua li ad esempio quella di San Carlo a Marsiglia e quella dei focilieri (reggimento prioc.ipe Giorgio o 108) a Drosda. Le questioni dell'illuminazione, del riscaldamento e del la venti lazione che hanno tanta parte nella sa lubrità delle abitazioui mil itari sono puro ampiamente tratlllle in questo libro. Noo crediamo cli andare errati dicendo che difOci lmente si potrebbe stud iare e riso lvere io modo ·piÌl diffuso o più c0rnpleto di quanto abbia fa tto il dottor Morache, il problema dPl le abitazioni del solda to, problema cho si riattacca tanto intimamente non solo alla questione c1'igiene ma a qu el la allresì della disciplina e del l'educazione intelle ttuale e mora le del so ldato stesso. Nè meno diffusamente è trattalo l'altro importantissimo argoQ1ento del ''lìestiario ed equipaggiamento del soldato, che forma oggetto del libro 3•. Parlando del vestiario l'autore divide il .sun studio in due parti; la prima tratta della scelta del lo ma teri(' a seconda delle loro proprietà fisich e, l'altra si occupa del la forma da darsi a tali materie per trasformarle in capi di vestiario e del l'uso di ciascuno di essi nel le diverse condizioni della vita rn ililare. Parlando dell'equipaggiamento è tra ttata con un.a cura speciale la questione ciel peso e del porto del lo zaino ed è confrontato il sistema francese con quelli prussiano ed inglese. La preferenza è data a quest'ultimo come quel lo che in pratica corrisponde mrglio di qualunque altro alle cond izioni teoriche. L'equipaggiamento del soldato inglflse si compone ess~nzia lmente ,di un sacco-valigia, di pelle abbastanza morbida: contenente gli oggetti più indispensabili . Esso è fissato all'a ltezza delle reni ecl ha il suo punto. di appoggio· su lla curvatura dell'oss,, sacro: è mantenut·o r'nedian le bretelle c.he si incrociano sul dorso ~ che passandc, sopra le spalle, diventaodo quivi molto pii.i larghe, vanno intìoe a Gssarsi al cinturino. Picco le corregge orizzontali che partono dal sacco vengono ad affibbiarsi sul davanti al le bretel le ed impediscono i suss~lti. li cappotto pit>gato in forma di pacco re ttangolare ed involto in una tela impermeabile, è posto ,d diso pra del sacco-

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RIVISTA

valigia senza che vi si appoggi, affibbiandosi sulle bretelle del medesimo. La gavetta è fissata al dorso del sacco-valigia. li ~mude vantaggio di questo sistema consiste essenzialmente noi fatto , che il peso del carico viene a cadero assai in basso, che si trae prolìllo della forma concava della rogioue sacro-lombare per trovarvi un punto d'appoggio e cho infine lo sforzo è sopportato sollanto dagli omoplata restaodo per fettamente liberi i movimenti dol torace. Slacciando il cinturino , al quale sono pure attaccate due cartucciere, l'uomo può abbandonare tutto il suo equipaggiamento come si toglie un abito e senza sfibbiare un11 correggia; al trettanto facile è il rimetterlo a posto. Il libro 4• dell'opera del dottor l\loracho tratta dell'alimen· tazione del soldato. Ci è sembrato logico, dice l'autore, prima di en trare nello studio degli alimenti, di rammentare brevemente le leggi che presiedono alla sialica dell'orga nismo umano afO ne di stabilire le razioni del so ldato in quanlilà e qualità tali ch'egli possa trovarvi sempre gli olemen ti n ei:essari, sia per riparar e le perdilo del suo organismo, sia per provvedere al suo sviluppo normale ch'egli è ben lontano dall'avor roggiuoto nll'epoca della sua incorporazione. Dopo aver stabilite quale sar ebbe la razione cbe meglio corrisponderebbe alle condizioni teoriche, l'autore ci fornisce nume rosi ed interessanti dati sul rogime alimentare dell'esercito francese e di diversi eserciti stra· 11ieri. L'au tore passa qu indi allo studio dogli alimenti in sè m edesimi e specialmente di quelli da cui il soldato può trarre profitto ricercandone il valore nutritivo, i caratteri esterni che devono presentare, le allerazioni che possono subire ed i mezzi por riconoscer le, i modi di consorvazioao e di co ltura di cui sono suscoltibili. A quest'ultimo proposito il dottor Morache rompe una lancia contro gli estratti di carne por combattere i vantaggi esagera ti che loro si vorrebbero at tri buire. Il più maltrnttalo è l'estratto di carne Liebig. del quale è dotto non solo che non è realmente alimentare ma cho preso a forti dosi può diventar velenoso. Le proprietà venefiche dell'estralto Liebig sembrano dovute, secondo l'autore, alla presenza di sali di potassa (specialmente il cloruro di potassio) che vi osisttirebbero nella preparazione di 18, 6 per °lo grammi d'estrailo. In quosla stessa par Le dell'opera sono pure studiale le diverso bevaoòe com inciando da ll'acqua, e sono vivamente dipinti i pericoli òell'alcoolismo in generale e dell'uso doll'absinthe in particolare. Chiudono questo lib_ro talune considerazioni su alcuni µuu ti speciali del regime alimento.re dollo truppe, quali sareb-

BIBLIOGRAFICA

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boro i modi di foroitnra dei viveri sia in pace, sia in g~erra, la convenienza della varietà nel regime alimentare ed 11 _materiale di cucina. A questo proposito l'autore tocca I~ qu~st1_on~ delle cucine mobili e menlro cita diversi apparecchi d1 .s1m 1~ genero non pare abbia avuto con?scetn:1 ?~gli esperimenti fath da noi col carro-cucina del maggioro Inv1t1. . . Dopo avere studialo le abitazioni, il ves tiario e l'ahmen~aziono del soldato, le tre grandi questioni cioè che ab?rac~i;rno I~ maggior parte dell'igiene milita;e. l'autore nel suo hbro? pass,'l a studiare la 'Vita militare propriamente detta, valo a dir~ quel modo speciale di attività ch'essa impon~ a colo~o :he vi so~. dedicali. Essa è studiata sia in tempo di paco s10 rn tempo di guerra. li tempo dì pace. ossia tempo di preparazione_ alla ~uerra: essendo gener almente di più lunga durala cbenon 11 periodo di "uerra, è quello cho esercita maggiore infl uenza sulla s~Juto_ del ~oldato, quello qui odi di cui l'igienista si deve occupare rn pr1~~ luogo. La vila militare esucìla delle iofluen~e che possono d1 rs1 modificatrici, imporocchè imprim_o no all_a vita od, all_a salute la loro impronta speciale e no mod1fica110 11 modo . d agire. Queste influenze appartengono al dominio delle cause fi~1?~0 od a quell o delle cause intollelluali e morali, quindi una d1v1s1ono naturale di questo intluenze modificatrici in fisiche ed intelletluali. L'autore le passa in rivis ta studiandole ad una ad una o cor~edan~~ i suoi studii di dati comparativi. Son? i~flue~zo ~od!fic11~1·1?t fisiche quelle già esaminalo, cioè l_'ab1taz1ono'. 11 _ve~ll~rt0,} ah ~ menlazione, vi si aggiungono p01: la pulizia _rnd1v1.duaL, gli esercizi militari, taluni esercizi speciali corno ginnast_1ca, ~un to: da nzo, scherma. nuoto, equitazione, le mar cie.' o gl_1 _acc1d~n!1· cui l'individuo può sottostare in seguito a cerh .sen 1z1 spe~1al~. sono influenze modificatrici intellrlluali l'istruz1on~ e la _d_1sc1plina. Queste influonze modificatrici morali della vita 1?1l1tarc, moderna, conchiude con nobìli parole l'autore, sono d1 quoti~ a cui l'igienista deve applaudire giacchè ess~ ~on ~ossono farsi sentire snlla salute che in modo benefìco. No m~nor_e olfatto esse hanno si.li morale in quan to che sono l'oppllcazton~ co~tanle di un principio che troppo sposso si dimentica al giorno d'oggi, it do'Oere. . . L'igiene di un esercito in campagna hu delle esigenze parli· colari secondo che le opero1.ioni di guerra si manleng~no nelle regioni geografiche ove !alo esercito d'o~di_na~io sog~1oroa ov: vero che esse l'obbligano a servire sollo cl11m d1ffercnl~ d~ quelli cui esso è abitualo. L'autore studia quindi i due casi -0 1 cam-

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DIBLIOC',RAFICA

R!YISTA

~agne oporaf:e io Eu~opa o fuori d'Europa. Noi primo caso passa rn rass~gna I per1 od 1 d~lla mobi litazione e dei combatlirneoti, e tr~ccia per ogn uno d1 essi le massimè a seguirsi da coloro cui rncòm he la cura della saluto dei militari. J?a pnne cenno déllo guerre d'assedio e del le campagne d'estate e d'inverno. La st.nd10 delle ca mpagne fuori d'Europa si ri duce a norme igiemche da osservarsi durante il viaggio, al momùnlo dell 'arrivo e ·nel successivo soggiorno al luogo di sbarco. So~to il ti tolo:lstituzioni miliCa1·i. degli ese1·r.iti l'autore espone ~el .li bro. 6° della sua opera da nna parte i mezzi direttamente 1mp1egat1 per opporsi a llo sviluppo di alcuni agenti morbosi dall'altra le condizioni gen.erali nel le qua li dev'e~sere posto soldato q.ua.ndo p:r ma lult1a o pPr ferite abbisogna di quelle cure ~pecia li che 11 p~iese deve assicur11rgli nella più larga e più efficace misura. Quest ulll ma parte è specialmen te sviluppa ta por quan to ha ~ratto alle lllfermerif:l reggi mentali , agli ospeda li fissi. temporanei, da éa mpo e viaggianti. · . Chiude l'oper~ del dottor Morache una breve append ice relativa alla ~JOrtal1là ed allo stato sanitario dell'eserci to francese comparal1vamente ad alcuni altri ·eserciti europei. Nostro scopo non è stato di dare un sun to di questo prege.: vole la~_oro d~I dotlor. Morache ma di riassumerne in qualche mo<lo I idea, l ordine, 11 piano generale. L'un ico appunto che si potrebbe fare a quest'opera è quello di non corris;iondere forse perfettamen te al suo titolo giacchò, lo ripetiamo, me..,.lio che un trattato d'ig iene. questo dol dotror Mor nche potrebb~ dirsi un tratta to d'a.mminislrazione mi li tare scrillo sotto 110 punto di vista speciale. V1 s1 trova raccolta una quantità di dati sia sull'esercito francese sia su altri eserci ti d'Europa che uon ò sì facile tr.ovare riu'.1it! in .un libro solo. Lo questioni, anche quelle tecniche spPcia.h, v, sono trattate in modo facile e piano, alla porta ta d1 ChllJnque.abbia una certa collyra. È un libro insomma ~bfl s, legge con prncere.' che può essere consu ltato con profitto. ~a (jllétluoq ue .. ufficiale o che costituisce per gli ufficiali, ~ned1c1 e com,m1ssaru un co nsig!ier1~ pratico, esporto, illuminato, 11 quale potra dare un giusto indirizzo ai loro studii specia li.

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For•cl,l~ge zur. •ysletnali•cl1en Durchfiil,rung dea Be8f!l1ul~placu:ens (P·!·opuste peT un sistematico · collocamento ai pezz·i in battana). -Tescheo, 1874, c. Prochaska. È un fascicolo di 32 pagine, il cui autore, prendendo occasione dalla pubblicazione sulle ltfittheivungen dtil com itato

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militare l.ecnico-amrninistralivo , di {.lllO studio sotto lo stesso titolo, ,nel mentre approva in g@orale le idee espresse nc~I medesimo, si propone di spiegare alcuni pu nti lasciali in esso oscuri o, secondo la sua opinione , non del lullo accettabili. In complesso non è che un cC'citameuto a che l'artiglieria venga essa pure, come lo altre armi, esercitata di frequente neJ:a soluzione di , temi pratici rela tivi al servizio dell'arma. Per quanto la teoria sul servizio stesso sia bu ona , dice l'autore, ossa non è che una guida. e l'esperienza deve fare il resto. Egli raccomanda di far eseguire agl i ufficiali d'artiglieria ricognizioni del campo su pposto di combattimento, come puro raccomanda l'impiego, nel lo esercitazioni, di batterie sul piede di g1rnrra onde avvezzare gli u rtìcia li a maneggiarle. Discorre della diftìcoltà per l'artigi:eria di scegliere razionalm entfl il bersaglio, qua odo si manovra con nemico contrapposto, accadendo sovente che per 1;ontroballere artiglieria nemica si trascuri un bersaglio più opportuno . Vorrebbe che anche ai colonnelli ·di artigl ieria fosse affidata la direziona di manovre con truppe vario ciò che da noi già si pratica. Sono poche pagine che si leggono vo lontieri quantunqtrn non contengano n ull1' di molto particolare. Studie iiber ,Ue Bequariiei•uugs-Tl.efm•m des H.aiserticla l,oniyliclum lleeres (Stud io sili la riforma nell'accasermamento dell'esercit.J austriaco}, von Luow1G JANST{I, Oberstl ieutenant irn k k. In fan terie-H.egi menle Ht:rzog von Nassau N. 14. - Wien, 1874, Seidel uod Sohn .

L'autore in parecchi anni di servizio come uffic iale di stato maggiore, potò rendersi conto esa lto della ques tione da lui impresa a trattar e 1rnlla presente pubblicazione. Dopo aver in questa trattato breveme nte dolle prestazio ni io· na tura che i bis9gni dell'esercito richi edono in generale all e popolazioni, ogl i discorre tlel come si ctfolluassero queste prestazion i nelle epoche anter iori ai secolo presente, e quind i passa ad esaminare le attual i condiziooi d'accaser mamento dell'esercito austriaco, tutt'ai'tro che soddisfacenti. Della forza sotlo lo armi, circa 200,000 uomini e 27,000 cavalli, sono alloggiati in caserme eraria li, com unali ud in loca li affittati da privati, e 22,500 uomini e 16,700 cavalli sono al loggia ti pnrmunentemento presso gli abi tanti. Bisogna poi nota1;0 che negl i alloggi della prima ca tegoria sono calcola li anche i locali pio sfavorevoli come le casamatte,


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Rl VlSTA BIBLIOGRAFI CA.

gli ospedali. opifizi, ecc.. mentre poi lo truppe alloggiate in locali affittali dni privati, non stanno in generale, per quanto riguarda la salubrità specialmente, meglio di quelli alloggiati presso agli abitnnti. Fatta questa esposi1.ione, l'autore trattando prima dei motivi per cui l'esercito 11ustriaco si trova in tali condizioni di accasPrmameo lo, e quindi della necessità di ven ire ad una rifor ma dol sistema dell'accasermamento stesso, dimostra come a tale quistione si colleghino l'istruzione militaro, il morale, la disciplina e lo salute dr.ll'osercito . Considerando poi la cosa dal lato finao ziarjo, dice che per quanto un favorevo!o scioglimento della quistiono implichi per lo Stato uua spesa maggiore, esso dove puro assoggettarvisi se vuol overe non solo un esercito, ma Ull esercito forte o pronto all'azione, accura.tamenle istruito e disciplinato . Finisce coll'esprimere alcune suo idee sull'argomento e formulare alcune proposto in proposito. Fra le altì'e cose propor· rebbe pure, come misura d'igiene o di disciplina, che lo truppe duran.le concentramenti per gr11ndi manovre o ca mpi d'istruzione, e qualche volto nnche durante semplici marcie per cambi dì guar nigione od altro, venissero coslantemenl.<' accampale. servendo ciò anche di buona scuola ai soldati , vis!o il poco lompo che rim angono sotto le armi. In conclusione, l'autore si moslra mollo pratico della materia di cui tr[llta, ed il suo libro meri!a d'esser lelto specialmente J)Cr le considerazioni che vi sono s,•ol!.e per dimoslraro la ue-: cessit.à di un regolare accasermamenlo di tu tte le truppe e di nn giusto riparto delle varie armi nelle guarnigioni, onde osso abbiano a conoscersi reciprocamente ed imparino acl agir<> JOsieme.

DEMARCHI CARLO,

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CONFERENZE MILITARI (PUBBLICATE PER OR DI NE DI S . E . IL ?>'lli'-!STRO DELLA GUERRA)

SUI TIRI E SULL' EF}'ICACIA NUOVE B OCCHE DA FUOCO D A CAMPAGNA (1 )

Tiro a shrapnel. - Se la potenza ed efficacia dell'artiglieria venne immensumenLe accresciuta in questi ultimi tempi coll'introduzione del proietto scoppiante (granata ordinaria), si può dire eziandio aver essa raggiunto il suo perfezionamento collo shrapnel. Il tiro a shrapnel non è altro che un tiro a mitraglia a grande distanza. Questo serve a battere effica cemente tutti i bersagli vi venti siti ad uria lontananza non s uperiore, per ora, a '.3200m, sotlo qualunque formazione questi si presentino. Lo shrapnel è il più efficace de i proietti contro truppe coperte, protelle da trincee , spalleggiamenti, abbattute, ecc. e perfino contro artiglieria, rendendo al più presto al silenzio una batteria col metter fuori di combattimento uomini e cavalli, di quello che a mezzo della granata smontando i pezzi . I~ inferiore . alla granata solo contro palizzate, case, villaggi, opere blindate, ecc. L'uso dello shrapnel contro bersaglì mobili non è (I) V. Rivista dispensa dell'ottobre 11874 ANNO XIX, V OL, JV.

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SUI TIRI E SULL EFFlCACTA NELLE NUOVE BOCCHE ECC.

CONFERENZE MILITAnr

escluso, sebbe ne sia un tiro alquanto malagevole, non potendosi scorgere bene i risnllati; dipende perciò da lle circostanze. A qualunque distanza il tiro a shrapnel merita preferenza su quello a granata, contro piccole masse di truppe , contro linee di cacciatori coricati, contro un nemico che si nas,:onde nelle pieghe del terreno ; in particolare quando lo si può bauerc di sbieco o quando piantag ioni d'alberi producono lo scoppio prematuro della granala. Alla prima introduzione del lo shrapnel si credette sub ito di poter fare entrare in un nuovo stadio di potenza l'artiglieria di campagna. Il generale Okounef profoti7,zn vn in proposito : non sarà lontano a ,r;iorno in cui l' a·rt1glieria, dallo stato d'arma m.m"lùiria, si eleverà ad arma prindpale. Quest'opinione combattuta da mo lti, ma specialmente da Delv igne, non ebbe p<~rb ancora l'assoluta sanzione dai risuit:iti di g ue :-ra. Nella campagna del 1866 l'eftìcacia del tiro a shrapnel non venne constatata da ri $U l tali sufficcnti, da soddisfare pienamente gli artiglieri. Mentre eia parte prussiana si diede qua e là quakbe importanza al tiro a shrapne l austriaco, la maggioranza delle opinioni si pronu nciò contraria al medes imo . La stessa artiglieria austriaca non sembrò soddisfatta del risultalo avuto; tuttavia essa non pronuneiò l'ostracismo allo shrapnel ma con ogni stndio invece cercò cli perfezionarlo. Il cap itano dell'artigl ieria austriaca F. Mùller fn pure d'avviso doversi crrc:are con ogni mezzo di miglio rarlo, essendo indiscutibilr:ienle irnpoL'tante l'uso del medesimo, specia lmente alle distanze superiori a cui pub giungere utilmente la rnilraglia. Nel suo libro Das Oesterre/chische /eld-widgeb1rgpnate1·ial, dice poi : Lo shrapnel in conscg ucnza di lunghi esperimenti è dive1

nido

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uno dei prodotti più riusciti della tecnica d' arti-

gllàia ....... fra i proietti clell' a1·ti,r;Heria dei campo è quello dotato cli maggior efficacia , dando il migliore

dei 1·isu,ltati se ,u,sato nelle condizioni richieste ... ... Il tiro a shrapnel è una cli quelle speàe cli tiro che in avveni?·e i.leve caratterizzare la lotta dell' a.?"ti_qlieri·a. Le stesse opini oni sullo shrapnel dominavano in Prussia ed in Jsvizzera, che cioè avrebbe rimpiazzato interamente il tiro di mitraglia. Nella Militèir-Literatur-Zeitun,r;, 1867, leggesi in proposito: Lo shnipnel è il proietto dell' avveni-re; lo stesso tiro cli mitraglia è 1nesso in dttbbio rispetto ctlt'iitilità di qiws lo . ~ 11 generale Du Vignau nel ,J 870, nel suo libro intitolalo : Quali sono le proprietà più essenziali ecc. che si richiedano per la nuova arti,r;lieria ccunpale ecc. chieda lo shrapnel quale proietto pri ncipale per l'artiglieria. In genere dagli. scritti usciti dopo le ultime guerre del 18G6-70 si possono ricavare in proposito le seguenti deduzioni: essere il tiro a shrapnel superiore in efficacia a quello a granata ordinario; essere molto appropriai.o per la difensiva da 500 a ,1800"1 circa, dare discret,i risullati fino a 2000m; non potere lo shrapnel pel momento rimpiazzare interamente il Liro a mitragl ia, ma promettere il conseguimento di questo scopo col perfézionamcmto del mezzo d'accensione. Ma, ad onla di tulle le nurnel'ose qualità ri conosciute proprie di questo Liro, pochi furo no gli eserciti che lo adottavnno in parte, nessuno poi esclusivamente quale munizion amento di campagna; e ciò solo per non essersi raggiunto il perfezionamento summentovato nel mezzo d'accensio ne, per non essersi cioè trovata una spoletta a tempo dotala di qualità tali da poter essere impiegata in guerra in qualunque tempo e condizione di 1

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CONFERENZE MILITARI

SUI TUU E SULL'EFFICACIA DELLE NUOVE BOCCHE ECC.

tiro, possedesse dui·ate di combustione costanti e regolari e si conservasse lungamente inalterabile. La credenza di non poler superare le imperfezioni inerenti a quelle prime spolette a tempo, fu pure cagione che alcune potenze adottassero shrapnels muniti di spoletta a percussione; ma dai meschini risultati conseguiti persuadendosi che il vantaggio di portare un forte numero di proietLili (schegge e pallottole) ad una grande dista nza, rimaneva neutralizzalo dallo scarso effetto d'mto di questi, proveniente dalla piccola velocità rimasta allo shrapnel dopo avere percorso sul terreno, divennero vacillanti nelle loro ulteriori decisioni in proposilo., Ciò, unitamente ad altre cause, contribuì che l'artiglieria prussiana entrasse in lizza contro la Francia sprovvista di shrapnel, e che solo in via di esperimento l'usassero due batterie al Mont Valérien ai '19 di gennaio 7 1, sul cui effetto discordano i pareri talmente da non potersi ricavare un esatto 5o'iudizio ( 1J. Le artiglierie bavarese e sassone ne fecero uso nel · 1870-7 1, ma in quanl.il.ò. molto limitata e da quanto sembra, secondo pure il parere del maggiore H. Muller, solo in sostituzione al difetto di granate ordinarie; di modochè, dopo molte ho.ttaglie e combattimenti, ehbesi a risenti re dalle sud del.le la scarsezza di queste ultime, non mai di shrapnel. L'artiglieria sassone ricorse p iù spesso della bavarese allo shrapnel ed ebbe occasione di constatare che, in questo tiro, le osservazioni sugli effetti' 1'iescivano dif-

costanze stimavano più conveniente di ritornare al tiro a g1'anata .

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ficili, specialmente se più batterie dirigevano i loro tiri sullo stesso bersaglio (2); di modochè in tali àr-

{·1) Vedi H. MiiLLRR, die Entwik, ccc. (2) Vedi Id. . id.

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A ciò osservasi però, che queste difiicoltà ed inconvenienti riscontransi quasi in egual misura nel tiro a granato., e che questi casi speciali non varrebbero a costiLUire ragione sufficente alla sentenza d'ostracismo d'un tiro, che accumula in sè tant' altri indiscutibili pregi. Persone d'alto merito riconoscevano tutto.via l' efficacia cli questo tiro superiore a quello a granata, ma stimavano non potersi avere che nei campi di esercitazioni, essendochè l'impiego di questo genere di tiro in guerra sarebbe riuscito troppo complicato e di diffici.le esecuzione: trincerate dietro queste premesse, non si arresero che all'apparizione d'una buona spoletta a tempo . In generale si riconobbe sub ito che, quantunque tiro d'impiego delicato e di difficile correzione sul carnp o di battaglia, potevansi però dal medesimo ottenere sorprendenti effP-tti col rimediare a questi, in parte apparenti, inconvenienti, a mezzo di cognizioni complete per parte degli uflìciali e sott'ufliciali, sul comportarsi di questi proiettili, in modo da poter dirigere in pratica razionalmente e con perfe tta conoscenza il tiro stesso . Il tiro a shrapnel differisce da quello a granata essenzialmente nella diretti va delle schegge (e pallottole) prodotte e noll'eHìcacia di queste . Lo shrapnel munito di spoletta a tempo, non abbi sognando cl' urto, può scoppiare su qua lunque punto della traiettoria, mediante una conveniente graduazione della spoletta. La 0T1rnata invece coll'innesco a percussione, scoppia solo dopo aver toccato il terreno od il bersaglio, cioè nel ramo ascendente della traiettoria del primo 1'imbal.zo. Ne segne che le parti del primo sono proiettate dall'alto al basso allargandosi a cono con vertice al punto


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CON"FEHRNZE m LITAnI

?i scopp!o; quelle della seconda dal basso all' allo a !orma d~,m?uto. Dal che si vede che lo shrapnel resta empre 1r~d1pendente dalla natura e configurnzione del teJT~no, da un numero dì partì immensarn eme ,.rrande cd e meno soggetto ne' suoi effetti ali' anNolo di cadut~ : la. ~ra?a~a invece produce un nume~o di fraotumr a_ssar hm ,cato (2t circa) ed è schiava del la conf~rmaz10ne del terreno, riesce quasi di nessun effeuo discendendo sotto un forte angolo di cnrluta, oppure hallendo sop ra un suolo rammollito o lavorato. Solamente la forza d' urto delle sue schegge supera di molto quella dello shrapnel, per la grande velocità ~~e e~se Dcq~iscano cl al!a maggior uarica inte rna (cai ,ca. di scoppio) da poter essere micidiali, cogli aLLuali pezzi da campagna, fino oltre i ,i.Oom; mentre invece a_lle seconde non rimane che la fo1·za di penctrazion 0 ris~l ta?tc dalJa velocità finale di cui era animalo il prowude al momento dello scoppio, piccolissima essendo la sua carica interna. . L'e~perienza pure ha dimostrato che lo shrapnel, afHn che possa dare_ effetti conrnnienti, debba scoppiare mentre pcrcorr~ 11 ramo discendente della lruiettoria ad una certa distanza dal bersagl io, cieli.o intervallo norm~lc, e _che praLicamenle oscilla atlorno i 40m. Se 1I prn, etlo scoppia a distanza molto niinore dell a no~male dnl hersag-lio, le parli si trovano troppo raf~tttle e P?r t:onseguenza non si ritra e da queste Lutto il va_ntagg,o che si potrebbe se andasse a colpire il bersaglrn_ su maggiore estensione la terale; oppur e ~copprn ad rntervallo mollo maggiore del normale ed rn tal c~so le pallollole vengono disseminate su di una ~upcrfi c1c .rnolto estesa e perciò molte oltrepasseran no il bersaglio senza toccarlo. L'effic11ce sp~rp~gliamenlo delle pallollole ha luogo quando_ 11 prornttile scoppia fra 30"'-GOm prima del bcrsaglrn.

SUI TIRI E su1.1:EFFICAC:lA DELLE NUOYE BOCCl! t ECC.

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1

Altra condizione di somma importanza in t1uesto Liro è di regolare il punto cli scoppio, ossia l'ordinala di

questo punto <lolla trai ettoria rispcllo al terreno, che è determinata dall' i11lcrvallo e varia colla distanza del

bersaglio: <1uesla chiamasi alte::;::,a nonnale (2m-3"'). Sen1.a mutare I' intcrrallo, vale a dire, senza alterare la durata normale di comhuslìone della spol etta, si può arere un cambiamenLo d'nltezza di scopp io, per lo scopo che il puntatore r,i prefigge. cou una sempli ce variazione ucll'angolo di tiro (·!). Si. avrà con ciò un tiro con punto di scoppio allo (tiro alto ) od un Liro con punto di scoppio basso (lil'o basso), per nnu stessa distanza 11ormale, v.ile a ùire il proiellilc con una graduazione di spolella eguale scoppierà più alto o più basso del punto di scoppio normale . J)oremlosi agire conll'O un bersaglio t:operto da un ostacolo, oppure dotato d'una grande profondità, si ri correrà al primo, potendolo colpire nel primo t:aso colle pallottole inferiori del fascio prodotto dalle medesime, aventi un forte angolo cli t:aduta (2) (trniettoric fi ccanti); e nel secondo con quelle superiori che, passando rnolto radenti (a) (con Lraieuorie Lese) daranno uno spazio ballulo molto esteso. Conteo artiglieria in batteria sarà utile il prìtno Liro, avvegnad1è si potranno colpire gli uomini aLtorno ai pezzi colle pallottole del l'aseio inferiore ; i eavalli e gli uom ini degli avantreni con quelle supcrior~. Si ricorrerà inrece al secondo (tiro basso) in lulli

n:ia

t

•4) A mezzo della vite òi mira (2) Eguale alt' angolo di cnd11ta, più l'angolo della semi-apertura !lei cono o rosa descritta dallo pallottole. (3) Essendo laoci1te con angolo eguale a quello di caduta del proi<!ttilo meno l'angolo della semi-apertura dd cono o rosa descritta dallll pallottoln.


·168

CONFERENZE Ml LI1'A nI

gli altri casi, avendosi con ciò il grande vantaggio che, oltre .all'.adattarsi meglio alle osservazioni pralichc, gli errori d'intervallo esercitano una pi ccolissima influenza sugli efietti. A questo proposito Sichart dice : che le osserva;:;ioni

non essendo in generale possibili che nel tfro basso si deve perciò dare a questo tanta importanza da pr;(erirlo, anc~~e a c~sto di qualche svantaggio nell'impiegarlo. C10 pero non esclude che in certi casi, come ad e:ompio nel t~ro <l'infilala su d'un nem ico disposto dietro un argine o faccia d' opera campalo, non si possa ricorrere al tiro allo, che anzi sarù l'unico da ?"c~eri1~si, cioè d'elevare il punto di scoppio del pro1etttle rn modo, che le pallollole infol'iori del cono coutcnu~e n~lla . ~trisci~ ~he r~ccoglie almeno il 20 ¼, colpisca I d1tenson nparat1 dalla faccia o traversa collo~ate normalmente alla direzione del tiro, e le altre spazzrno d'infilata l'intera opera. In generale il buon risultato di qualunque tiro, basa sempre. sull' esatto rilevamento degli effetti prodotti, affine d1 poter procedere alla rettifica de' ùati di plln tamento; ~osa che non si può acquislare cltc col luno·o eserc i~io . Nel ti~·o a shrapnel questa es igenza si ptcsenta m proporzione maggiore, e, se trascurata, rendesi dubbio il suo im piego in guerra . 11 solo mezzo sicuro. p~r le osservazioni. della precisa posizione del proiettile nspello al hersaglio, l'offre il fumo che si sprigiona al m?mento_ dello scoppio; anche questo mezzo però allucma facilmente l'osservatore che non abbia mollo eserc!t~to l'occhio. Da ciò la necessità di frequenti eserc17.1 su questo genere di tiro. Ora che in generale abbiamo veduto il modo di comportarsi di questo proietto, non riescirà inutile ri \'ol~ore lo sg~1nrdo alle qùalità bali5tiche speciali di qucslt> llro propne al nostro shrapnel da cent. 7.

169 Le esperienze eseguite in Italia fino ad ora col cannone da cent. 7 a sh rapnel, si spinsero fino a 2300m ed i risultati furono oltremodo soddisfacenti, come d'altronde si può vedere dal seguente quadro : SUI Tl,RI E SULL'EFFICACfA DELLE NUOVE no ccnE ECC.

Totale dello p31lottol o e séheggio .

JJOC<; HE DA FUOCO

d i c iasc110 ti ro i11 me rl1a sui bersagll, oll ,i dista1rte <l i

__________,__ -- - Cannone da cent . 7 DR. .. . ·

500"

l 000•

1500°

I 101

Uo

67

-- - 2000•

230()m

57

3l

l bersan-li erano situali alla distanza di 20m 1' uno dall'altro/'ciascuno di essi aveva una larghezza di 30m, cd erano cli legno alti 3m. . . . . Questi risultali si ebbero in ·vari espcl'lmenti fatti al campo di s. ~laurizio nello scorso anno, su tc~Teno accidenLalo, in stagioni di[erenti. Li shrapnels ve~1vé'.n~ delern 1inali allo scoppio per di stanze non magg1on d1 400m prima del bersaglio, e l'effetl~ fu sernpr~ sorprendente . L'inappuutabile esauezza cl i com busL1one della spoletta a tempo mod. 1873 foce sì che nessun colpo . andasse perduto. Altre esperienze vennero poi eseguite questa pnmavera al campo di Ciriè, e queste furono coeona_le ~~ risultali tali da pienamente persuadere anche 1 p1u dubbiosi, costt·ctti di rieonoscerc l'indiscutibile superiorità dello shrapnel sulla granata. . . . Si stabilirono bersagli rappresentanti 50 uomm, c.h fanteria, di fronte alle distanze di 800 e ,1_600... Ad 800'" si ebbero 12 uomini colpiti por ogni sparo e N. n alla seconùa distanza. . Contro una catena di caccialori in piedi e ad rntcn:al~o d'un passo i risullati diminuiscono di circa la meta rn confronto di quelli avuti t:ontro truppe in linea (1). 01

(1) In }svizzera nello sr,orso an_no ~i t_rovò che i_l rapporto degli nomini colpiti da io ginocchio o 10 p1ed1, fu d1 2·3,


'170

CONFEllENZE MTl.lTARI

Si eseguì lo stesso tiro pure contro u n bersaglio rapprcsentanle cavalleria in li nea, che in media per ogni sparo diede N. ,J8 cavalieri feriti od appiedati a soom, e N. 7 a 1600m. I risulta ti contro artiglieria furono oltremodo sorprendenti. Si eseguì lo stesso tiro contro un bersaglio rappresentante una sez ione d'artiglieria, ove erano visibili so.lo i due pezzi, il comandante di sezione ed il t.rornbetliere; gli avantreni cr_ano stati collocati in un avallamento, che li toglieva interamente alla vista dei tira tori . Si eseguirono li spari a rnoo ed a ·1800•n, e ad ogni colpo si constatarono le perdite che in media furono di 3 uom ini e ~ cavalli u '1000m, di 3 uomini e 3 cavalli per ogni 2 spari a 11800m. Finalmente dopo ,f (I spari a 1ooom non rimasero illesi che 4 uomini cd I cavallo; a rnoom, dopo 20 spari rimasero non toc,cati so li 2 uomini . Le prove furono pure estese su bersagli riparati da opere passeggere. Si elevò un bet saglio rappresentante un rivellino munito di traverse, che servivano a coprire tanto gli uomini che i pezzi, e tirando dalle distanze di 4200m e 2000'" si ebbe in med in : N. 8,1 punti colpili alla prima distanza

» 8,6

id.

seconda id.

risu ltato che dim ostra sufficienlemenlc quanto sarebbe difflcile mantenersi a lungo su di una faccia infilata da questo genere di tiro, ad onta d'essere riparai.i dalle 1raverse. Non rneno sorprendenti furono i risultati ottenuti da questo tiro in esperienze fatte a distanze ignote e che qui per brevità ometteremo di esporre. È appena da notarsi che l' esecuzione preventiva si faceva a granata (2-3 colpi) per valutare la distanza, l' iesccndo alquanto malagevole far ciò direttamente co llo shrapnel.

SUI TlRJ E S!J!.L'EF I~ICACIA DELLE NUOVE BOCCHE ECC.

1'1'1

1

Stimata la distanz a si procedeva a shrapnel, correggendone la distanza ed altezza di scoppio. Dopo tali luminose prove non poteva più r i_man ere alcun dubbio sull'eHìcacia di questo modo eh t.u·o, che si presta pienamente n sostituire quello arcnto eseguilo co ll a grana ordinaria teslè usaw, che _oltrepassa fino a 2300'" in efficacia qualuuque altro tiro, e che promette col perfezionan:rnnlo di Lotnlmente rir.npiaz~ zare eziandio quello di mitragl ia. La sua adoz10~e e divenula una necess ità, se si vuole accrescere l'azione del cannone da campo corrispondentemente a quella rno-giunta dal fuci le, e non credo di cadere nell' esa ge~·azione asserendo doversi introdurre questo nuovo proiell.o non già nella propo:·zione d' ~/,1 ma _di 3{,. nel nostro munizi onamento pel piccolo calibro d1campagna. Come si disse più innanzi , il canno ne division~le ha per bersaglio quasi sempre csser·i vivenli, materiale e qualche vo lta muri o r ipari in legno o terra. d'abbat, tere . Questi ultimi casi speciali hanno contnbmt? ~d ammettere come necessi tà l'intl'oduzione nell'arl!gl1er1a presso gli eserciti di due calibri ditTèi:enLi, onde poter~ in 0 o·ni circostanza slog1rinrc il nemico dalle sue forti t> .,~ 1· posizioni e non essere trauenuti da questi ostaco 1 neil'inscgu irlo . Ora ummessa questa necessità osserviam_o q'.ial_e specie di proiHtile convenga meglio contro i pmm , esseri anima li. Indiscutibilmente è lo shrapnel, per· qua lunque distanza non sup?rior~ a '.230_om, i.n forza della moltiplicitù delle parli 111 cu, esso si fraziona. ('I_). Esdusa lR parle brillnnte, che inelude il eolpo m nieno con esito felice, di smontare un cannone o ro~innre un affusto ( effetto assai raro), propria della

--------- - --(1) 11 rappori:o drgli uomini messi fuori di combatt'.me~to dallo shrapnel e dalla granata sta di 3: l : vedi: WtrTE, Art1lle;1e Lehre.


172

CONFERENZE MIUTAIU

granata, pel rimanente lo shrapnel, anche contrò il materiale, merita preferenza pel cbmpito di distruzione sugli uo?1i~i e cavalli, forse più importante del primo, avendoci dunostrata l'inutilità del cannone mancante d~'serventi, degli avantreni senza cavalli pel traino. A soslegoo d'nn maggior nurnern di granate nel munizionamento si potrebbe solo opporre il vantao·o-io della sua .forza ~'u~to per abbattere ostacoli, dist~~ggere ~un mass1cc1 o far breccia in opere campali, ne' casi assai rari nei quali il cannone di mac,O'ior ca. 06 1.b t ro non St trovasse ( cosa assai difficile coli' attuale ordinamento in guerra) soltomano; ma è ovvio il dire che in quesli casi la granata da cent. 7, in causa del suo scnrso peso e particolarmente dell'indebolimento delle sue pareti p,·odotlo dalle scanalature interne, non corrisponderebbe allo scopo; non rimanendo a questo proiettile, malgrado le sue grandi velocità restanti alle diverse distanze, che un effetto di penetrazione, non dirò di poco superiore a quello dello shrapnel, ma assai limitato. Da ciò dunque emergerebbe naturalment:- l'inutilità clellegrnnate di piccolo cali bro a doppie pareli. od altra foggia, onde poter avere un forte numero di schegge, dal momento che r,on ciò si manca interamente al primo scopo, vale a dire a quello della ?rande forza d'urto, nel medesimo tempo che si invade 1! campo proprio dello shrapnel senza potel'lo superare e tampoco eguagl ia.re. Non resterebbe ora a favore della. granala, di confronto allo shrapnel, che la maggior distanza a cui può essere .laoc1ata (11 ), vantaggio anche questo assai prohlernat1co, essendosi già dimostrato che al di là di '.2300"' {-1) Col tempo certamente non riescirà difficile di aumentare la durata di combustione della spoletta a tempo u con ciò accrescere la gittata del lo shrapnel.

SUI TIRI E S0LL1 El?FICACIA DELLE NUOVE BOCCHE ECC.

473,

non si può usare qualunque tiro, che r~ramente e ?on poca probabilità d'effetto, richieden.c10.s1 per. esegmrlo condizioni di luogo e cli tempo speciali, a cm poLrebbe pienamente sopperire un picco! numero di esse. Oltre cib si è vedn.to come, oltrepassala una certa distanza, crescano rapidamente gli angoli di caduta del proiettile, e perciò, clifficilmenle rimbalzando, ma rimanendo spesso interrato, sia neutralizzato l'effetto dello scoppio. Questo avviene generalmente quando l'angolo di caduta acquista un'ampiezza di circa 15° .su terreno duro e circa ·10° su molle o lavorato. In media adunque oltre la distanza di 2500m alla granata da cent. 7 non rimarrà altrn azione che. quella d'un proiettile pieno, vale a dire del solo urlo prima di toceare il suolo, facile a conseguirsi medesimamente d~llo sh,rapnel, non determinando il tempo di combustione alla spoletta. Parini quindi d'avere sufficientemenle dimoslrato l~ 1:niitilità di trasportare in guerra un forte numero d1 gran.a.te (di piccolo calibro), in confronto di sh~·apnels'. le quali non servirebbero che debolmente ed 1~1 poch~ casi speciali, o solo come un mezzo onde onentars1 sulle distanze, prima. di impiegare il Liro a sl~ra~nel, prestandosi assai megli o:di questo alle osser.vaz10m nel momento del suo urto sul terreno e scopp10, come lo attestano d'altronde i rapporti francesi sui combattimenti. del '187Q -7·1, chè le batterie tedesche, potendo distinguere assai bene lo scoppio delle proprie granate, dopo pochi colpi di prova arrivavano sempre a regolare perfetlamente .il tiro. . . L'attuale impiego delicato e difficile dello ~hrapnel, che richiede una valutazione esalto della. distanza ~ pel quale basta un'anornalìa nel tiro per. rendere null i gli effetti, potendosi rendere .fac.1le .me.dia.nte accural~ e diligenti esperienze , eserc1laz1?m d1 ~1.r~ frequenti e giudiziosamente dirette, maggiore ab1l1ta insomma


174

CONFERENZE MlLlTA!l[

in chi li maneggia, non deve essere un ostacolo all' adollare già fin d' ora lo shrupne l in proporzione maggiore della granata, che d'altronde non sfugge essa pure in certa misura al la esigenza d'un'esatta valutazione della distanza dal heesuglio . 1lti'traglia. - La rn ilraglia era staia idenla per difendere se stessa (l'artiglieria) dagli altacchi direlli, quindi, .durante l'epoca del p rimo Impero e spec ialmente nelle campagrn~ del '1813, l'uso della metro.gl ia venne considerato come mezzo ofi'irnsivo dei più potenti tanto per preparare le ca riche di ca vnlleria, quanto per coadiuvare la fanteria nel!' attacco d' una posizione. Coll'allargarsi della sfera d'azione delle nuove armi portatili, la mitr~aglia perdétte della sua importa nza. Fu grandemente discussa la questione, se il tiro di rn itrnglia abb ia perduto o guadagnato colla rigatura dei cannoni; moltissimi si. attengono alla prima opinione, alcuni propugnano la seconda. li capitano dcll'artig lieria belga, Nicaise, nel suo opuscolo L'artillerie cle campagne belge, sostenendo la seconda , djce che nessun fatto di guerra pronunciò il verdetto di S[lperiorità ~lei tiro di rnitrnglta col cannone liscio sul rigato. Lasciando alle esperienz) comparative dei campi e alle scuo le cl i tiro il potei· giudicare cl i questa superiorità, si è cos ia . iretti di riconoscere il fotto che il tiro <li mi trao-l t> al giorno d'oggi, in causa della maggiore esattezza e gittata dell'arma portatile, ha perduto quasi intieramente il suo valore. Difalli come potrebbero i serventi dei pezzi rimnnere e~posti al_fuoco del fa ntaccino alla distanza alla quale grnnge uti lmente la mi traglia? Se noi consideriamo gli effelli d'es&ll0zza dei migliori Cucili di f'an ler·ia , come ad esempio il We tterli, si è fa cil mente convi nti che perfino alla di.stanza di soom, i r.ann on ieri attorno al'

SUI TIRI E SULL'EFf'ICACIA. DELLE NUOVE BOCCHE ECC.

1

175

pezzo sarebbero colpi_ti tulti co~ cer_tc?a, ess:~do i colpi del suddelLo fuci le rnecoltr tult1 rn una TO:sa ~r ·O, l'.l.i, cli rao-o·io con uno spazio battuto di circa. 80'"; d1 v ov ' . . modoehè i proiettil i, non trallenuLi dai serve~ll, n~sc1rebbero micidiali agli attacchi degli avantreni. Ab_bia.mo pure esperimenti fatti in Austria, sulle La?de . eh Semmering ( 1), cd in Prussia , con una co1:1pagma d1 230 _uo~ mini, contro bersagli rappresentanti q_uatlro pez~1 ~L artiglieriu coi rispettivi cavalli, collocat1 a !)?Om d~ dLstanza, in cui si ebbe per risultato la tot~!~ d1stn~z.1~n~ degli uomini e di pressochè tuLLi i cavalli rn poduss1m1 minuti. Ornmettenclo di citare mo llissimi fatti storici a so stegno cli ciò, rammenterò solo come a Kon iggriitz le batterie austriache non una sola volta hanno potuto respino·cte la fanteria pmssiana che affrontava, come pure° non potettero mai giungere_a distanza del tiro utile della milrao·lia contro fanteria appostata . È avvl•nuto p~re che un reggimento di corazzieri prnssiani (N° 5), sotto il comando del tenent~ colo?nello von Bredow, presso Tobitschau ('I 5 lugl10 ,1866), e favorito pure dalla fo rtuna, sopraffece u na numerosa batteria austt·iaca, prnndendole piLl di '18 pezzi, arl onta di un ben nutrito fuoco d i mitraglia, e, quel ch'è peggio, cagionandole solo la perc~ita ~i ,4 O. c~va_l ieri. Finalmente l'ultima campagna, mcml (lrtighena tedesca ebbe parte tanto importante al conseguirne.~L.o della vittoria, offre prove lum inose della rara poss101~ Jità dell'impiego cfol tiro a rnitraglin, chè su 254 ,000 c?lpt solo 210 furono a mitraglia, e quasi tulti per ultima dil'esa dei proprii pezzi.

(~) v. Je molto esperienze eseguite Mllc: Bctrachtungen iibcr die Schiessi.ibwigen der I{. !(. feld-artilterie irn Jahre 1871 (Stre{fteursOesterreichische militair·ische z eitschrift). Luglio 4873.


•176

CONFERENZE !UlLITAnC

Ne vi ene di naturale conseguenza com e d'ora innanzi il tiro a mitraglia non possa essere utilizzato che ancor più raramente, nelle imboscate, a cagion d'esempio, nelle sorprese, per respingere la cavalleria o quando i pezzi si trovano in condizioni speciali al riparo del tiro della fanteria, oppure qua ndo l'artiglieria debba sacrificarsi interamente per pro teggere la ritirata alle altre truppe. Il tiro a mitraglia cogli attuali cannoni da campagna si eseguisce, al max1·mum, fino a 5001\ oltre ques to limite le pallelte non avrebbero la forza d'urto sufficiente da mettere fuori combattimento uomini e molto meno cavaììi. Il suo massimo e[etto ha luogo alle distanze comprese fra •100'"-30Qm. Da esperimenti eseguiti colla nostra scatola ùi mitraglia da cent. 7, contro un bersaglio lnngo 30m ed alto 3"', si ebbero i seguenti ri sultati: a rnom su 1O!?Olpi N. 389 pallette colpirono il bersaglio. » 2QQm

ioom

» » »

» 500m

»

» 3oom >

» 300

»

»

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»

»

» 207 » H6

»

» »

»

Risullato abbastanza meschino, specialmente a ,WO e 500m in confronto di quelli che si ebbero dallo shrapnel contro lo stesso bersaglio ('1), prescin dendo cziandio dalla maggiore forza d'urto che posseggono le pallollole del medesimo a queste maggiori distanze. Perciò considerando pure che in campo è molto vantaggiosa la semplicità nel mun izionamento, non credo sarebbe troppo radicale l'opinione di abolire interamente la scatola . di mitraglia, potendo essere (~) A 400m contro un simile bersaglio lo shrapnel diede in media 5~ punti CQlpiti, mentre la mitraglia soli 2·1; a 500"', N° '2, id. id. ~2.

SUI Tinl E sun'EFFICAClA DEJ,LE NUOVE BOCCHE ECC . 177 sostituita con vantaggio dallo shrapnel munito di spoletta a percussione, fino a eh~ 1' attua.le spole~ta a tempo non offra garanzie maggion alle pi ccole distanze. Questo shrapnel potrebbe nello. st~sso tempo. entra:e in sostituzione. della granata (d1 ptecolo calibro) m quei pochi casi in cui ebbimo occasione di ri~ep.eda utile nel munizio namento. Si tratterebbe solo d1 adottare una carica di scoppio di maggiore potenza esplosiva, come sarebbe ad esempio, polvere al picrato d' animoniaca. Alle piccole distanze questo shrapnel funzionerebbe come la aranata, che pel strisciamento sul suolo, scoppiando s:nza menomars i di molto. la ~relocità, l~ pallottole e scheo-O'e and rebbero a colpire 11 bersaglio con una forza d'i1~0 ed una dispersione superiori alla mitraglia . Alle grandi distanze poi agirebbe colla sua sola '.orza di scoppio che (impiegando il picraLo d'ammomaca) potrebbe essere fo rse egun le in potenza (quant~nqu~ di molto minor volume) a quella dell'attuale carica d1 polvere ordinaria della granata . . . Il problema poi sarebbe pienamente risolto allorc~è s1 fosse trovata la spoletta a doppio effetto, a percussione cioè e a Lempo, come si disse, con meccanismo indipendente, sulla quale s'affaticano tante persone competentissirne ed in ispecial modo l'arl'igl ieria elvetica, che, slabiH un forte premio all'inventore della medesima.

Concl'usione . - Ora rivolgendo lo sguardo indietro e riandando attentamente quanto si venne esponendo in ra~porlo agli effelli prodotti dalle nuove artiglierie da c:rnpagna, si perviene alle seguenti naturali conclusioni: 4° Che O'li attuali cannoni da campagna, in con-. o fronto agli antich i, hanno immensamente aumentalo 1, ANNO

XIX,

VoL. IV.

~2


SUI TII\ I E SULL'EFFICA. CfA DELLE NUOVE BOCCIIE ECC .

178

CONFERENZE MILtT ARI

loro effetli contro i bersagli animali, s pecialmenle poi se contro uomini isolati , catene di cacciaLori, linee sottili e qualu nque altra fo rmazione in ordine si offra loro a bersagli o; e che ques ti eife lli sono superiol'i pure a quelli che si ouenevano dal!' artiglieria anche solo da poco tempo abbandonala; 2° Che il li rnite dell'effeuo ulile del fuoco d'artigl ieria contro le differenti formazioni, secondo le quali si possono presenta,·e le truppe, è di mollo più esteso; spec ialmente ogni qua lvolta trattasi di sparare con tro linee successive ed abbastanza vicine o contro formazio ni in colonna, mercè il mezzo d'accensio ne (spoletta ) a tempo od a percussione applicato al proietto; aggiungendosi all' antico spazio pericoloso corrisponden te ai pro iettili pieni o non scoppiati prima del punto d'u rto su l terreno o contro il bersaglio, lo spazio ove le palloltole e le schegge prodotte sono micidiali; 3° Che le influenze del terreno rispetto ai proietti scoppianli, essendo assai minori ehe per quelli ch e li preced e1tero, si può esclurlere il ti ro arealo a granata, soddisfacendo con vantaggio allo scopo il solo tiro diretto u shrapnPI co n spo lel.ta a Lempo; 4° Che alle distanze inferiori ai 2300"' é da preferirsi il tiro a shrapnel con tro qualunque fo rma di. bersaglio, cioè piccoli gruppi, linee, co lonne, masse, artiglieri a, cavalle1·ia, ecc., ecc. E siccome avverrà ben raram ente di dover comincia.re il fuoco oltre questo limi te ove, per ora, lo shrapnel è impotente, così risultare di mao·o·ior convenienza la dotazione di cGlp i in shrapn el moltooosu periore a quella in granale. Doversi. esc 1u dere poi quella in g1·ana.te in cen diarie; 5° Adottando il rappo rto nu merico dello shrapnel maggiore della g ranata, dover:;i determinare fissamente lo scopo dell' uno e dell'nllra , e per conseguenza coslrui re quest' ulLi ma all' oggetto di agire in guerra par-

179

ticolarmente coli' urto, vale a dire, ritenere la fo ggiatura del vuoto interno concentrica alla superficie esterna. ed aumentare la. spessezza. delle pareti; rimediando all'in~ conveni ente poi della minoro cari ca inlerna con polv~r1 slivate od altri ritrovati moderni. Con ciò si potrebbe avere traiettoria più tesa e potcn za d'urto aumentala: 6° Che il tiro a mitraglia, essend o divenuto qu asi impossibile sul campo ri mpello alla potenza ?ffeosiva del fucile rigato, può essere escluso senza mconve:nienti dal munizionamento , o tuU'al più, per una soddisfazione morale concessa al soldato, che ripone ancor~ la sua ultima salvezza nell a sola mitraglia, debbons1 limitare le scatole al solo necessario per poter respingere un attacco improvvis,,. E pre.ndend~ a base una carica cli cavall eria che percorre 11 raggio della zona . battuta dalla metraglia in 3/,.. di tempo (90") mentre l'arli1 glieria potrà opporvisi con 2-4 c~lpi per pezzo, ~osi sarà sufliciente l'avere una dotazione non maggiore di 3 scatole per pezzo da collocarsi nell'a [usto. 7° Finalmente in vi a provvisoria fino alla totalee~clusione della mitraglia, poters i ammettere come dotazLOne di colpi dedolla da conseguenza logica, la seguente: Nell'ava ntreno (.t8 co lpi): N. 35 a shrapnel; '10 a granata ù 3 a mitraglia. Nel carro a munizioni (·I 12 colpi): N. 81.> a shrapnel; 2t a granata e 3 a metragli.a. Perciò sul totale di 160 colpi per pezzo da cent. 7, avere: N. 120 a shrapnel. » 3t a granata. » 6 a mitraglia. 1

Roma, primavera del ~ 874. GOFFREDO

Gozzi

Capi'tano nel 1° regg . d'artiglieria.


SULLE MANOVRE ESEG UITE DALLA CAVALLERIA TEDESCA ~ 81

DE LLE

IIANOVUE ESEGUITE DALLA CAVALLERIA TEDESCA NEI

MESI DI AGOSTO E SETTEMBRE 1873 (1)

MA~OVRE DA BATTAGLIA DELLA CAVALLERIA DELLA GUARDIA. Il terreno che si stende per largo tratto a snd del t parallelo di Juterbogk presenta, nei suoi caratteri generali, una grandissima rassomiglianza. con quello che era stato campo alle manovre della cavalleria del 4° corpo presso Dessau, colla differenza però che qui esso è- sensibilmente più ondulato, ed in alcuni punti incontransi delle elevazioni che quasi hanno aspetto di basse colline. Pur essendo anche questo terreno favorevolissimo al manovrare a massa della cavalleria, permette qui e là, a chi sappia trarne profitto , di operare, talvolta per lunghi tratti, al coperto. Però esso è utilissimo per impararvi la difficile arle dello avantan-l!'iarsi delle accidentalità del suolo per. giungere di Ov sorpresa sul nemico ed evitare le gravi perdite che il suo fuoco può produrre. Gli otto reggimenti di cavalleria, le cinque batterie ed i due baLLaglioni fanteria (battaglione cacciatori e

battaglione d'istruzione) che presero parte alle manovre, accanlonarnno nei giorni 7, 8, 9 e 10 in Jiiterbogk e nei villao-gi ,circoslanti. Il comando della div.isio ne era in Jute~bogk. I temi per la manovra venivano distr,ibuili alle truppe la sera precedente . . Assistette a due di queste manovre, recandovisi il mattino da Berlino in ferrovia, S. M. l'im.peratore e .con lui S. A. I. R. la principessa ereditaria, S. A. R. jl principe Federico Carlo, il principe di Wiirtemberg comandante il corpo della guardia, il Ministro .della guerra generale v. Kameke e parecchi altri generali ed ufficiali superiori. Erano presenti molti ufficiali stranieri. Il vivo interessamento che tlllti e sopratutti S. M. portavano a queste esercitazioni prova la grande im.portanza che i Prussiani a ttribuiscono all'arma di cavalleria, dalla quale cer tamente nelle guerre future molto si ripromettono. Manovra del giorno 8 settembre. ( Yedi nella dis pensa precedente lo schizzo n" 2).

Tema gene1·ale pe1· la manovra della divisione cavalleria delta 911,arclia presso Juterbogk.

« Un esercito del sud ha distaccato una divisione. « che per J'iiterhogk deve portarsi verso Brandenburg. « Una divisione del nord, rafforzata da una divisione « di cavalleria (divisione cavalleria della g nardia), è « in marcia da Brandenburg verso Jiiterbogk, per {}S:.. « sicurare le comunicazioni ferroviarie tra Berlino e « Wittemberg ». Tema speciale.

(~) V. Rivista ilfilitare, dispense deJI' agosto, settembre e ottobre.

·· « La divisione del sud, forte di '12 battaglioni, 3 <; batterie, 4 squadroni . (rappresènlati dal battaglione


I 182

.

t

SULLE MANOVRE

« fanteria d'istruzione, dall a 6a balteria leggera da cam« p~gna della gu~rd ia e dal 1° squadrone del ,1° reg« g1m~nf? dragom della guard ia), è arrivata. nel po« mer1gg10 ~el 7 se~tembre ad est di Ji.i.terbogk . La « avanguardia, respmta dal nemico, s'è ritirala sullH « alluee di Birnichen e di Hollen (1 ). « La divisione del nord, forle di 115 baungliorìi e i « batterie (rappresentati dal battaglione cacciatori della « guardia e dalla .i'' ~~tt.eria leggera da campagna « della guard ia), e la dms1one cavalleria de lla guardia « (8 reggimenti di cavalleria e l' arliglie ria a cavallo « del reggimento artiglieria da campao·na della o·uardia. « artiglieria di corpo), hanno bivacca~o nel po,~ericrrri~ « del 7 settembre_,ad ovest cli Dorf-Zin na. L'avangua;dia « ha occupalo Juterbogk e Kloster-Zinna. li coman« dante della divisione del nord decide di attaccare « all'indomani, 8 settembre, le posizioni di Birnichen« berg e di Hollenberg, su cui sla il nemico ».

.Riparto delle t1'uppe della . àìvisione cavalleria della gua1·diapel giorno 8 settembre 1873 . Avangua1·dia: maggior generale barone v. Loe. 1° reggimento dragoni della guardia.

2°

id.

id.

id .

G1'0SSO:

1" schiera: maggior generale v. Drigalski.

,ta b rigata cavalleria della guardia: mao-.o·ior ge-1'.' . h 00 nera le v. J\.l'os1g . Reggimento guardie del corpo . Id . corazzieri della guardia . 2a brigala cavalleria della guardia: colonnello v. Schenk. (•I) Ad oriente di Jiiterbogk.

ESEGUITE DALLA CAVALLERIA 'l'EDESCA

183

1° reggimento ulani della guardia. 3° id. id. id . Divisione a cavallo del reggimento artiglieria da campagna della guardia, artiglieria di corpo: maggiore v. Griivenitz. .2a schiera: colonnello v. Hymmen. Reggimento ussari delln g uardia. 2° reggimento ulani della guardia.

Disposizioni. e Dal bivaeco ad ovest di Dorf-Zinna,

7 settembre 4873, ore 8 di sera.

« La divisione del nord attaccherà' domani mattina « di buon'ora il nr.rnico in posizione sulle alture di « Birnichen e di IWllen . La divisione cavalleria della « gu ardia dovrà, dopo essersi sch ierala al coperto, ca« ricare a fo ndo il nemico cacciato dalla posizione. « La divisione, fo['ma ta secondo il precedente ri« parto, lascerà il b ivacco alle ore S antimer idiane. « L'a vanguardia avanzerà per Dennew ilz e Rohrbeck « verso Bochow. TI grosso seguirà l'avanguard ia alla « dis.tanza di circa '1000 passi, colla 1" brigata ca val« lena della guardia in testa, ]a divisione artiglieria « a cavallo dietro il reggimento di tesla, quindi la 2a « brigata cavallerin della guardia, e per u ltimo la bri« gn ta cavalleria del Ia guardia com binata (2• sc:h iera: « reggimento ussari e 2° ulani). Tntli marceranno pos« sibi lmente . coperti; ove ne sia bisogno coi reg(rìmenti o « allergat1. « lo sarò coll'avanguardia ».

(Firmato) Conte di

B ttA ND.ENBUHG

Tenente generale e comandante di divisione.


184 SULLE MANOVRE « Adunata per la divisione cavalleria della guardia: « alle ore 8 1/2 antimeridiane l'avanguardia si tro« verà al sud, il grosso a nord-ovest di Rohrbeck ».

Svolgimento della manovra.

La manovra incominciò verso le 9 del mal.tino coll'attacco delle alture di Birnichen e di Hollen fatto dalle truppe (battaglione cacciatori della guardia e 4a batteria leggera da campagna della guardia) che rappresentavano la divisione fanteria del nord. Movendo da Jùlerbogk. e da Werder esse operavano contemporaneamente contro la fronte e contro il fianco destro del nemico. La divisione nemica era rappresentata (come dal tema} dal battaglione fanteria d'istruzione, dalla 6a batteria leggera da campagna della guardia e da uno squadrone di dragoni. Il tenente colonnello v. Rauch che ne aveva il comando aveva disposte queste truppe sulle alture, frazionate in drappelli, in guisa da segnare la posizione così come sarebbe stata occupata dalla intera di visione che esse figuravano (1). ))eJlo squadrone di cavalleria un solo plotone però stava presso la fanteria, dietro l'ala sinistra della posizione ; gli altri tre si tenevano molto indietro verso Sernow, per non entrare in azione se non più tardi, rappresentando una massa di cavalleria che giungeva in soccorso. Intanto che la fanteria del nord comincia va l'attacco (H Banderuole di diverso colore indicavano quanta forza precisa rappresentava ogni singolo drappello, e gli intervalli tra questi erano approssimativamente eguali al fronte di quelle maggiori uoità di forze di cui erano il simulacro.

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della posizione avvtirsaria, la divisione di cavalleria della guardia stava al suo posto di adunata presso Rohrbeck, disposta a massa di reggimenti ravvicinati e formata secondo. il riparto dato dal tema: Grazie alle ondulazioni del terreno, mentre si faceva coprire da uno squadrone dell'avanguardia spinto innanzi verso Bochow, e da pattuglie fiancheggianti, essa era perfettamente defilata dalle alture su cui slava il ·nemico . Appena il cannone cominciò a tuonare la divisione si mosse, preceduta dalla sua avanguardia, nella direzione di Boehow , per avvicinarsi tanto da potere a momento opportuno piombare sul nemico. Marciando in un piccolo avva lla mento che corre tra Rohrheck e Bochow, poco a sud della strada che unisce quei due villaggi, essa potè eseguire questo movimento quasi inosservata . I reggim en ti del grosso preceduti dalla brigata d'avanguardia e formati in colonna serrata di squadrone, sfilarono l'uno dietro l'altro, non permettendo la bassura in cui marciavano una più larga fronte. Marciando sempre di gran trotto, malgrado la profondità della co lonna, la distanza di ben -i chilometri, ed il tempo perduto per attraversare in colonna di via il villaggio di Rohrbeck e riformarsi allo sbocco oppost?, in meno di mezz'ora essi si trovarono riammassatl, assieme all'avanguardia, nel vallone che sta immediatamente a nord-est di Bochow; posizione affatto coperta dalla parte delle alture di Birnichen. Verso le ore 11O la divisione del sud, vivamente attaccata di fronte e da destra, cominciò a cedere ed a sgombrare la posizione per ritirarsi verso HohenSchlenzer e Sernow. Per la caval leria era venuto il momento di agire . 11 generale v. Brandenburg, seguìLo dal suo staio maggiore e dal comandante dell'artiglieria, si portò rapidamente innanzi pe.r farsi un chiaro concetto della situazione e dare le sue ultime dispo-


186 SULLE MANOVRE sizioni. le tre batterie a cavallo lo seguivano di trotto, precedendo i reggimenti di cavalleria. Giunto sull'altura di J1irnichen, già abbandonata dal nemico, e visto di che sì trattava, il generale mandò un ufficiale di artiglieria ad incontrare le tre batterie ed a guidarle verso quell'altura, da dove dovevano col loro fuoco preparare ancor meglio che già non lo fosse l'attacco della cavalleria. Le batterie, che scortate da uno squadrone di ulani marcia vano dì gran trotto a quella vo lta, oltrepassata che· ebbero la strada JiiterbogkHohen-Goersdorf, si lanciarono al galoppo, ed io brevi istanti furono in posizi one sull'altura, da dove immediatamente apersero un vivissimo f..:oco contro le truppe nemiche in ritirata, alla distanza di non più di un chilometro ('I). Intanto il generale v. Brandenburg moveva incontro alla divisione di cavalleria per guidarla all'attacco, e si faceva precedere da un aiutante di campo che velocissimo correva a recar l'ordine di avanzare. L'avanguardia doveva portarsi a sud del villaggio di IlohenGoersdorf per proteggere il fi.:inco destro del grosso, contro possibili aLtacchi di cavalleria nemica da Werhìg (4) Quella lunga corsa di forse 700 metri al gran galoppo di tre batterie spiegate in battaglia, per un·ascesa abbastanza ripida, oltre ad essere un magnifico spettacolo, era uoa prova palese della bontà dei cavall i e della leggerezza del ma(eriale (come è noto, pezzi da .f); ma più di tu tto fac(wa fede della necessità che alla covalleria vadano sempre o quasi sempre compagne alcune batterie :i. cavallo, dalle quali soltanto è possibile· aspettarsi quella rapi<li tà di movimenti che può accordarsi colle veloci and,iture degl i squadroni. Certa cosa è che nelle azioni di cavalleria il vant11ggio di poter meglio prepanire un attacco, anche solo con porhi minuti di fuoco di più, può spesso essere dr,cisivo. Forse, se gli avantreni di quelle tre batterie fossero stati carichi ddle munizioni di guerra, ess~ non avrebbero potuto resistere a quella lunga e fat icosa g~loppata, ma quanto fecero fu senza dubbio un bello esempio di velocità e di resistenza.

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8ernow. 11 grosso avanzerebbe nella direzione di Froehden , lasciandosi a destra Hohen-Goersdorf, per piomba re sul nemieo in rit~'.·ata._ . . . Il mao·o-ior o-enerale v. Loe, coi suo1 due regg1men~1 dragoni (:vang~iardia) che si seguono formati a massa, parte di troLlo, preceduto da_ uno squadr~r~e _e fra!1. cheo·o-iato a destra da pattuglie, verso la d11 ez1one mdic;L:. Appena la brigata giunge al sud di Hohe~-Goe rsdorf, Io squadrone a·avanguardia segnala, al di l~ dellil strada ad est del villaggio, l'avanzare d'un reggimento di cavalleria nem ica (un plotone con quattro banderuole rappresentanti ciascuna. uno squadron~). Il ge: nerale v. Loe, oltrepassata la strada, fa sp iegare ~1 galoppo il reggimento di tesi.a,_ ordina_ all'al_lro reggi.mento che segua come 2a schiera e SI lancia SUI re~gimeotO nemico. Attaccati ~onte~1p_oranr.~~~n.Le m fronte e sul fianco destro, e mrnacc1an da ~tr-11::,lia dal reggimento cli 2" schiera, li_sq ~adror~i nem1c1 volg~n~ le groppe e ripiegano nella direzione d_1 Hohen-Scb le.nzer. Mentre questo accadeva a sud-est d1 _llohen -Goer~dorf, il grosso avanzava di gran trotto direttamente verso Froehden . La 2.. schiera. (bdgata del colonnello v. Hymmen) tenevnsi indietro a circa 400 passi com_e. riserva. Giunto aila strada .Ti.iterhogk-Rohen-Ahlsdorf, 11 generai~ v. Drì<ralski forma in linea di colonne di squadrorn ). suotqualtro reo-cri menti, colla brigala corazzieri a destra, quella. ulani oo a sinistrcl, fo.ce?do r~llentare.l' an datura ad uno di questi ultimi regg imentl, perche segua a circa 1f>O passi come 2a schiera. Oltre1~assata appena. la strada .Ji.it.erhogk-Hohen-Goersdorf vien suonat~ lo spiea-a.mento in lineà pe·i tre reggimenti di ,in sch1er~ e q~indi il galoppo genera le. '~u~ta quella _mass~ d1 squadroni si lancia allora, te~r1?1lm_ente mmacc1osa, soll evando un immenso turbm10 d1 poll'ere che _I~ avvolge, quasi per celare al nemico tutta la gravita 0


SULLE MANOVRE

-del p~ricol_o eh~, gli sov1:asta e rendere ad ttn tempo ~a m1_naccia ,prn fantasticamente spaventosa. Alcuni 1stanll dopo, lo squi llare delle trombe annunzia la carica. Quella imponeme massa di cavalli avanza per tin momento veloC'issima e poi d'nn tratto si arresta. La divisione nemica era stata presa in fianco mentre .anrav:ers~va,_ritirandosi, il tratto di terreno tra lo stagno Amor ed 11 p10col0 bosc0 a sud di Froehden . I drappelli e cannoni che la rappresentavano avevano bensi avuto il tempo di trarre alcune scariche contro quella larga fronte di dodici squadroni di ,J a schiera , . ' ma ess1 non erano e non avrebbero forse potuto essere ~astànte_~eote ordinati per opporre in guerra vera fronte di fuoco abbascanza ampia, mentre naturalmente si s upponevano molto più scossi che qui non potevano parere, dal lungo combattimento e dal fnoco dell'avversario, che tuttavia li fulminava ed inseo·uiva colle accel~race sca~'i~~e dell_e batterie él cavallo,~ di quelle altr;s1 della _dr~'1s1_one d1fanteria, che erano pur giunte sull altura ~1 B1rmcl~en e _di Héillet~, e le premeva d'appresso col fuoco dei suoi battaglioni. Però i giudici di campo dichiaravano che l'attacco p~t_eva sti_marsi ben riuscito. l\ia il còmpito della div1_s10ne d1 _c avalleria della guardia in quel simulacro eh comb~tllmento non era finito, ché pochi istanti dopo veniva segnalato l'avvicinarsi d'una bricrata di cavalleria nemìca (tre plotoni con otto bandet~ole di squadroni) ?alla parte di Sernow. Il generale v. Loe, che ten~vas1 ancora_ a sud-est di Hohen-Goersdorf, prepara vasi a fronteggiare colla sua brigata la caval1eria avversaria, quando ebbe avviso che la brigata del colonnello v. Hymrnen accorreva a sosteo·no. Ecrli allora ' , . . d 5 o formo 1 suoi ue reggimenti in linea, ritraendosi alquanto indietro per guadagnare tene no e lasciare avvicinare il promessogli rinforzo. Non sì tosto questo

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giunse a distanza di sd1iera, il generale v. Loe, mandali i suoi ordini al colonnello Hymmen, lanciossi alla carica. Il reggimento ussari, destinato a forrnare la 2" schiera, oltrepassando l'ala destra della brigata dragoni e galoppando a distesa, giunse in tempo per avvolgere ed attaccare il fianco sinistro della brigata nemica, che rotta ne andava in fuga. Contemporaneamente l'altro reggimento della brigata v . Hymrnen, girando largo attorno alla sinistra del generale Loe, lanciavasi di gran galoppo ad affrontare e respingere quel reggimento nemico che dal pr·incipio i dragoni avevano ricacciato verso Hohen-Schlenzer, e che oraritornava alla carica insieme colla brigata di sua parte ch'erasi avanzata da Sernow, se.rvendo ad essa quasi di 2"' schiera. Quest'ultimo scontro doveva naturalmente segnare e segnò la fine della manovra.

Considerazioni.

Della quale, considerando i caratteri più salienti, parrni si possa dire: Il concetto capitale dell'impiego della cavalleria in questo caso era quello di un inseguimento, o meglio di una carica che coronasse e completasse la vittoria, così come sole va spesso accadere nelle guerre napoleoniche e del Gran Federico. ~fa questa azione della cavalleria mirava 'al fianco dell'avversario, quasi ad affermare il principio che, grazie alla potenza del fuoco delle armi d'oggidì, per quanto le fanterie e le artiglierie siano scosse e disordinate , la cavalleria non può aver molta speranza di riuscita se non attaccandone i fianchi , ormai le sole parli d'un fronte cli battagliai ad essa accessibili. Possiamo noi trarne l'ammaestramento che, dove all'avversario non venga fatto di trovare ap-


mo

SULLE MANOVRE

poggio ai fianchi nel terreno, una cavalieria ardita e ben condotta potrà ancor spesso riuscire, mercè la rapid ità delle sue mosse, a guadagnare con larghi avvolgimenti, come in questa manovra fu il caso, quei punti deboli e trarne vantaggio? E, dato e concesso che così sia, il posto migliore per le grosse masse di cavalleria in un ordine generale di battaglia dovrà dunque essere io avvenire dietro ed infuori dalle ali delle proprie fanterie? Non ho la pretesa di rispondere assiomaticamente che si; però lo credo. Ne consegue naturalmente essere necessari o, come lo fu sempre, ma ora più che in passato, prncurar modo cli dare ai propri fianchi valido appoggio di terreno, e quando questo per nessun verso si trovi, doversi assolutamente provvedere a rincalzare i fianchi con buon nerbo di truppe. Il qual pri r1 cipio e pur vecch io quanto è vecchia l'arte delle battaglie, ma oggidì, è giuoco forza riconoscerlo, ringiovanisce, anche per altre ragioni che qui non giova rieordare . Se però noi metleremo le nostre masse di cavalleria dietro ed infuori dil lle ali, o d'ambo le le parli, o meglio ancora da quel la sola dove il terreno è allo squadroneggiare più propizio, non v'è ragioqe perchè il nem ico non faccia allretlDnto. Allora ne segui ranno senza dubbio grossi scontri di cavalleria contro cavalleria (e li vedemmo ben rappresentati nella manovra dianzi narrata) i quali: o si svolgeranno contemporaneamente al resto dell'azione, più o meno sul prolungamento del fronte dì battaglia, quasi combattirnen ti a sè che tal fiata non avranno influenza decisiva sull'andamento della bauaglia ; o succeclP.ranno quando una delle due cavallerie muova ad attaccare in fianco le linee di fanteria ed artiglieria nem ica e l'alLra accorra a soccorso; o infine precederanno tali attacchi di fianco, essendochè sarà prudenza .:;empre, dove non s'abbia .eccessiva preponderanza di fo rze (e tale era il caso

ESEGUITE DALLA CAVALLERIA TEDESCA I

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nella manovra descritta) proeurar prima di battere la cavalleria avversaria e cacciarla lontana dal campo di battaglia per volgersi poi, ma solo poi, contro i fianc?i scoperti delle altre truppe, di che ebbi mo beli~ _esemp10 nelle manovre comandate dal generale Schm1dt presso Dessau. E neanche queste le son cose nuovi:1; però amo ricordarle perchè provano quanto corrano lontano dal vero coloro, che ad ogni nuovo perfezionamen to delle armi da fuoco, s'affrettano a sentenziare che alla cavalleria è ormai preclusa ogni possibi le . azione sul campo di battnglia. Che quest'azione ~ada_ dive_ntando sempre più difficile e richieda magg10~e rntelli~~nza: atti ludi ne, ardire, e più gravi sacr1fiz1, non ve clu lo nen-hi; ma non dich iariamo assolutamenle la sua· impo~nza. accontentandoc i tutto ~l più. di ?ire che la sua aLLivìLà dovrà d'ora in po t esplrcarst esclusivamente nel campo strategico, nel servizio di lontana esplorazione. Se ben mi appongo, quell'esercito tra le cui file si radicasse simile credenza a breve andare non avrebbe più vera cavalleria; avrebbe soldati n cavallo <.;he ai primi co lpi di fuci le, od all'apparire di squadroni nem ici, volgerebbero le groppe, perchè avrebbero perduta !a fede. ne! la potenza de~l'urto a massa. Non ho bi sogno d1 dire che parlo affatto sulle generali, e che non potrei non assentire co~ chi mi dicesse che nei nostri terreni d'Halia, q uel li piani o pianeggianti s'i ntenrl~,. la filla . alberatu_ra, gli -spessi e larghi fossi, ed argim e s1ep1 ed ogni sorta di piccoli ostacoli , quasi mai consentiranno quello squa~ .droneggiare a massa, quei larglii Dvvolgi~ent1, q uei repentini attacchi di fianco che sopra altn terrem ~d altri campi potranno ancora perm ellere alla cavalleria di racco.O'liere qualche ben meritato nlloro anche m 'battaglia~ Ma perché si dovranno ridurre le propor-


SULLE MAl'\OVRE

zioni, e sia pure d'una quantità grandissima, toglieremo noi ogni fede ai nostri cavalieri nell'effetto delle loro sc iabole e delle loro lancie? Sono uscito di carreggiata, ma mi affretto a rientrarvi. Ho dello che la manovrn del giorno 8 pareva inspirata al concetto di afferma re il principio, che contro i fianchi soltan to delle nemiche fanterie può la cavalleria sperare dalle sue cariche qualche buon risultato. Ma quantunque siano quelli i punti più deboli delle linee di fan teria e d'artiglieria, certo gli è che anch' essi p.otrebbero bastare a. fiaccare l'urto pur cli numerosi sq uadroni , quando l'apparire di questi non fosse improvviso o pressochè tale. Onde noi vedemmo non soltanto qual grandissima cura la divisione cavalleria della guardia ponesse nell'avvantaggiarsi del terreno, per avvicinarsi coperta più che possibile le fosse al punto d'attacco, ma vedemmo ancora come appena uscita dal suo appostamento presso Rohen-Goersdorf, rapidissimamente manonasse e incominciasse la carica già a grandissima distanza. Soltanto in quel modo è possibile attraversare la zona battuta dal cannone e quella solcn.ta dal fuo co de lla fanteria colle minori perdite possibili; e soltanto in quel modo è possibile giungere inaspettati sul nemico ed utilizzare Lutto l'effetto della sorpresa. A ciò vuolsi pure aggiungere che per quanto una fant eria sia. salda, discip linata, fidente nel "alore delle proprie armi, quando avvenga che sia scossa, disordinala o in via cl i manovra, l'effetto morale che su di essa produce una carica a fondo di numerosi squadroni saeà pur sempre grande. Quelle cariche colpiscono l'immaginazione e fanno battere il cuore; il fan taccino ne rimane paralizzalo, e se anche seguita a far fuoco spara affrettatamente senza puntare, per stordirsi col rumore; e se quella massa minacciosa di squadroni seguita ad avanzare, la mano gli trema,

ESEGUITE D.U,LA CAVAJ.1,ERIA TEDESCA

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crede caricar l'arma e non la carica, punta senza sparare, la vista. gli si offusca e finalmente volge le spalle. Era quello che succedeva in altri tempi; il cuore umano ha forse mutalo natura? l\la perchè quelle cariche possano produrre questo terribile effetto vogliono essere grandiose, imponenti, condotte con sublim e energia. Lo avanzare per tem po. delle artigli erie a cava llo consacrava mollo a proposito il principio, che prima di caricare è necessario valersi di tutti i proprii mezzi per scuotere e disordinare l'avrersario fino agli estremi limiti del possibile. La sc3rrierata che prima della carica fa il geneni.le . per portarsi innanzi · a vedere coi proprii occhi lo stato reale delle cose, e per essere pronto ad afferrare il n:1.omento propizi o di ordinare l'attacco e dare le ultime disposizioni sul miglior modo di condurlo, indica chiaramente uno dei còmp iti importantissimi che a lui incombono, e che egli non deve trascurare, sotto pena di veder pienamente fallire l'aìione delle sue truppe. La brigata dragoni del generale v. Loe che, dapprima avanguardia, diventa protezione dei fianchi e come tale sostiene due brillanti scontri colla cavalleria avversaria, afferma il principio che ad una cavalleria che carica è indispensabile provvedere sempre, più o meno da vicino, alfa sicurezza dei proprii fianchi. Final mente il tardo arrirn dei tre pl otoni rappresentanti la brigataJli cavalleria avversuria, che avanzavasi • da Sernow, prova la difficoltà grande che v'è per questa ::irma di accorrere in tempo opportuno là dove di lei può essete bisogno, e la necessità di trovare un temperamento tra esigenze disparate per fissarle il posto di aspettati va più opportuno. Da una parte infatti è mestieri ~enerla ravvicinata al punto sul quale dovrà A~XO XIX, VoL. IV.


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SULLE ~fANOVI\E

agire, perchè giunga in tempo: daU'al~r_a conv(cneaverla lontana per sourarla a perdile multl_1. ~ra 1 .te~pera~ menti che possono conci liare questi dn·ers1 b1sog~1 sono due: o trovare su l terreno vi cino buona posizion e coperta, e quando fattibile sarà il migl_i ore , o raddoppi are di attività e celerità per giungere in buor~ punto, se debbasi muovere da lontano., l tre plol<'n,1 anzidetti pare non potessero fare nè I una ~osa oe l'altra; però se fos.sero giun"ti prim a, quando 11 gen~rale v. Loe non poteva ancora essere rinforzato dall~ bl'l· gala von Hymmen, fo rse lo avrebbero ?a~tulo e rtcac: cinto in disord ine sul grosso. La missione loro dl disimpecrnare la propri a fanterì a era anlua, ma non impossibile, malgrado la sproporzìone ~elle fo.rze. Uno squadrone arditamente condotto che gmnga 10 tempo opportuno fa spesso quello che un momento dopo non farebbe un intero reggimento. Riassumendo: Cercare i fì.n nchi dell'avversario, specialmente se trallisi dì fanteria, anche con larghi ssimi avvolgimenti; - la cavalleria percorre molto terren o in poco tempo. Avvicinarsi al coperto ed avvicinarsi più che si possa. Assicurare sempre i proprii fianchi . Preparar bene l'atLacco col fuoco. Il generale preceda per vedere egli stesso, per fermare le sue disposizi oni. Lanciati all'attacco, a.vanzare celerissimamente per scemare le perdite, per ouenere efretto di so rpresa. Evoluzioni semplici e ra pide per non perder tempo. Dare alla carica la maggiore imponenza ed il massimo slancio per agire su lla immaginazione del nemico, scuoterne l'animo, paralizzarne le forze. Mi sono diffuso molto nella narrazione e nelle considerazioni intorno alla manovra del giorno 8; sarò breve parlando delle altre due .

ESEGUITE DAl,LA CAVALLERIA TEDESCA

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Manovra del giorno 9 settembre.

Tema gene,·ale.

« T.a marcia di forze preponderanti di un esercito « dell'o vest, dalla Saal verso l'Elba, ha costreua una « divisione dell'est ad abbnndonare il blocco di Wit« tenberg; inseguìta da una divisione dell'ovest essa « si è posta in ritirala verso Baruth ». Tema spec-iale . « La divisione dell'est, forte di '10 ba ttaglioni, 3 bat « terio, 2 squadroni (rappresentata dal bauaglione cac« ciatori della guardia e dalla t.• batteria leggera da « campagna della guardia), è arrivala la sera dell'8 set« ternb read est di Bochow. Il comandante, ricevuta quivi « la notizia che nel mattino del 9 sellem bre giungerà « presso Werbig, mandata daBaruLh in suo soccorso, una « di visione di cavalleria di 8 reggimenti, ed una divisione « artiglieria a cavallo (divi sione cavalleria della guardia) « ri solve di sospendere provvisoriamen te la ritirata, e « ne avvisa il comandante della divisionP. di cavalleria. « La divisione dell'ovest, forte di ,12 bauaglioni, 4 « batterie (rappresentata du l battaglione fanteria d'i« struzione e dalla 6° balleria leggera da campagna « della guardia), giunta nel pomeriggio dell'8 settembre « a sud di Seehausen, e rinforzata nella sera dello « si esso giorno da una divisione di cavalleria, forte « di 5 reggimenti e ~ batteria a cavallo (rapp1·esentati « da 1 squadrone del 1° ed 1 squadrone del 3° reg« gimento ulani ùella guardia e da 11 pezzo di artiglieria 1


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SULLE MANOVRE

ESEGUITE DALLA CAVALLERIA TEDESCA

« a cavallo), decide di continuare il giorno 9 a v1go« rosamen le in seguire il nemico. « La di visione cavalleria della guardia arriva alle « 9 ant. del 9 settembre presso Werbig ».

ta~~i il nemico : la fanleria a. nord di Oehna, quasi all rncontro della strada di Jiiterbogk colla ferrovia, e la cavalleria a sud di Langen- Lipsdorf, a circa metà strada tra questo villaggio e Zellendorf. Il concetto cli questa manovra era dunque essenzialmente quello di far disimpegnare da una divisione di cavalleria una divisione di' fonleria che si ritirava davanti a forze maggiori. Siccome però tra le forze inseguenti fìgur_ava a_nche un grosso nerbo di cavalleria (cinque reggimenti), così doveva essere prinw cura del .a-enérale cui e_ra _affidata ~uella missione battere questi reggimenti d1 cavallena avversaria e cacciarli lontano salvo . . ' p01 a rovescia.rsi sulle fanterie ed artiglierie nemiche quando se ne fosse offerto il destro . L'ordine del co~andante della di visione cavalleria della guardia precisava quel primo còmpito dicendo: « La divisione attaccherà la cavalleria nemica ». Ciò che avrebbe fotto dopo di.pendeva dalle circostanze. Lo scontro delle due cavallerie avversarie anenne a sud di Langen-Lipsdorf., Non si risolvette in una sola carica, sihbene in parecchi affronti successivi, ai quali presero parte quasi tutti i reggimenti della divisione della guardia, éssendosi la cavalleria avve!'saria presentata successivamente in due o tre schiere molto lontane fra di loro. L'ai:liglieria a cavallo della guardia concorse efficacemente prendendo posizione a sud di Hohen-Ahlsdorf. . Qua?do la cavalleria nemica fu battuta. respinta ed ~nsegu1ta per un tratto nella direzione cli Zellendorf, 11 generale v. Brandenburg, laseiato il generale Drigalsl~i in osservazione pel caso che quella ritentasse un ritorno offensivo, ordinò che il generale Loe ed il generale Krosigk si tenessero pronti ad operare contro la divisione" di fanteria avversaria, se ed appena fosse stato respinto l'attacco che essa stava eseguendo contro

Il riparto delle truppe della di visione cavalleria dr.Ha guardia, per quel giorno, era in tre schiere: la 1•, comandata dal generale v. Loe, constava di qualtro reggimenti - due brigate - (reggimento ussari -e tre reggimenti ulani); la 2", generale v. Drigalski, era costituita dalla brigata dragoni; la 3\ generale v. Krosigk, dalla brigala corazzieri. Le tre batterie a cavallo seguivano la ,ta schiera. Le disposizioni, che figuravano dettate dalla posizione ad ovest di Werbig alle 9 ant. del 9 setlembre, dicevano: « Il nemico avanza verso Bochow; forti dislacca« menti di cavalleria nemica si sono mostrati a sud « di Langen-Lipsdorf. La divisione cavalleria della « guardia attaccherà la cavalleria nemica. A questo « scopo essa si formerà secondo il precedente riparto. « La ,1 "'schiera, preceduta da una avanguardia, a van« z~n'.t passando presso Hofgen dalla parte nord. « La 2° schiera seguirà ]a 1" a 300 passi di di·« stanza, sopravvanzandone l'ala sinistra. « La 3" schiera seguirà dietro il centro della 1.. a « doppia distanza di schiera (600 passi). Io sarò col« l'avanguardia della 1a schiera». 1

1

(Firmato) CONTE DI BRAl'iDENBURGl'enente genemle comandante di divisione. L'adunata p€:r la divisione cli .cavalìeria era fissata alle 8 % a nord-ovest di Werhig; per le truppe di fanteria, rappresentanti la. divisione dell'est, immediatamente a sud di Boehow; e per le truppe rapp.resen-

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198 SULLE MANOVRE la divisione fanleria dell'est; la quale tenevasi . sulla difens1 va Lra il villaggio di Bochow, cui occupa va colla estre ma destra, ed il bosco ad ovest di Hohen-Ahlsdorf, che serviva d'appoggio alla sua s inistra. Tale aLtacco infa tti essendo slato dopo alcun lempo respinto, ilgenerale Krosigk, passando coi suoi corazzieri ad oriente di Langen-Lipsdord( anelò ad urtare nel fianco destro le fante rie nemiche che si ritraevano disordinate. Nello stesso tempo il generale Loe, girando largo coi suoi qualtro reggimenti ad occidente dello stesso villaggio , caricava a fondo i battaglioni di 2.a linea, che, meno disordinati degli altri, s i ritimvano però affrettatamente anch'essi verso Oehna. I giudici di campo dichiararono che l'esito di tali attacchi potevasi ritenere favorevole alla cavalleria. Anche in questa manovra come nella precedente la 1 ~ schiera era stala formata con quattro reggi menti - quattordici squadroni - (due squaclrnni ulani erano distaccati per rappresentare la cavalleria nemica); rna anche questa volta nel momento delle cariche una parte di qnesti squadroni costituì una 2" schiera speciale, formando i fianchi ollens ivi . Credo che ciò non fosse giudicato scevro di inconvenienti, e forse i fautori della divi sione a tre brigate cli due reggimenti si confermarono nelle loro opinioni. L'azione di un comandante di schiera che guida quattro r eggimenti può facilmente tendere a farsi troppo indipendente. E per altra parte una sola linea: spiegata composta di pi~1 di dieci o dodieì squadroni, al massimo, può difficilmente essere guidata alla ca rica da un solo uomo con sufficiente impulso ed unità di direzione.

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ESEGUITE DALLA CAVALLERIA 1'EDESCA

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Manovra del giorno 10 settembre.

Tema generale. « « « « « «

« «

<< Una divisione del sud, distaccata in osservazione verso J\'Iagdeburgo, è battuta nei dintorni di Loburg; inseguita dal nemico essa cerca, a marcie forzate, di riunirsi, per Juterbogk, all'esercito del sud presso Sonnenwalde. « Una <li visione di cavalleria (divisione cavalleria della guardia), di staccata da i\lagdebmgo verso Worlitz, vien spinta per Wittenberg verso Ji.iterbogk, affìne di incagliare quanto più è possibile la marcia affrettala della di visione del sud >>.

Tema speciale. « La divisione del sud, forte cli 40 battaglioni, 3 « batterie, 4 squadroni (rappresentata dal battaglione « cacciatori della guardia, dal battaglione fanteria d' i« struzione, dalla 4" e 6a batteria leggera da rampagnv. « della guardia e da 1 squadrone del 3° r eggimento « ulani della guardia). ha bivaccato la sera del 9 set« tembre presso LLidendorf. Il mattino del 1O deve pro« seguire la sua marcia su Jiiterbogk. « La divisione cavalleria della guardia (8 reggimenti « e divisione a cavallo del reggimento artiglieria da « campagna della guardi.a, artiglieria di corpo d'armata) « bivacca la sera del 9 settembre ad ovest di Zahna, ' « e quivi viene a sapere che il nemico s' è posto a « bivacco a sud di Treuenbritzen . Il comandante della « divi8ione cavalleria della guardia risolve attaccare 1

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SULLE MANOVRE

ESEGUITE DALLA CA VALLEIU A TEDESCA.

" l'indomani il nemico mentre sarà in marcia verso « Jiiterbogk. « Il mattino del rn settembre, alle 9 ant., la divi« sione cavalleria della guardia, formala come in ap« presso, è giunta colla avanguardia ad ovest di Kal« tenborn e col grosso a sud di Dalichow ». La formazione dianzi accenna ta era la seguente:

« La divisione marci subito, formata a schiere colla « destra avanti. Il reggimento ussari della guardia « form i avanguardia, e rasentando al nord Nieder-· « Goersdorf si diriga sopra Jiiterbogk. « La P schiera · segua il reggimento ussari della « guardia. « La 2.. schiera segua la 1". « Le truppe che fin qui furono avanguardia coprano « il fianco sinistro. « Io sarò col reggimento ussari della guardia ».

A'Vangua·rdia: maggior generale v. Loe; 1° e 2° reggimento dragoni; 2• batteria a ca vallo.

Grosso:

(Firmato)

1• schiera: maggior generale v. Drigalski.

Brigala combinata : {reggimen to ussari e 2° ulani): colonnello v. Hymmen; 1" brigata: (reggìmento guardie del corpo e reggimento corazzieri): maggiore generale v. Krosigk; 4a e 3• batteria a ca vallo. ,2a schi"era: colonnello v. Schenk; ,1° e 3° reggimento ulan i. 1

Le disposizi·oni per la manovra, che si supponevano dettate dal comandante della divisione nel momento in cui giungeva presso Kaltenborn, ernno le seguenti: « Ad ovest di Kaltenborn, ~ O settembre ~ 873 « ore 9 antimeridiane ».

<< Il nemico è i.u marcia sulla strada che da Mal·« tershausen mena a Jùterbogk, passando a nord dei

« cascirnlli di Heinrichsdorf. Le pun.Le della di visione "< del nord, che lo insegue, si sono a vanznte sino a

« Li.idendorf La div isione cavalleria della guardia at« laccherà il nemico sul terreno aperto al nord di « Nieder-Goersdorf.

CONTE DI BRANDENBUllG

Tenente generale comandante di divisione. L'adunata era data per le 8 ¼ antimeridiane: alla divisione di cavalleria ad ovest di Kaltenborn (avanguardia) ed a sud cli Dalichow (grosso); alle truppe rappresentanti il nemico sulla strada J.Uallershausen.Tiiterbogk, a nord-ovest dei cascinali di Ileinrichsdorf.

Svolgimento della manovra.

La manovra cominciava alle ore 9, nel momento in cui giungeva sul campo S. fil. l'Imperatore. Non meno delle precedenti essa riuscì per molti rispetti interessante e non priva di utili ammaestramenti; tuttavia debbo confessare che intorno alla sua soluzione P-d all'esito del gran de attacco finale, a me rimase il dubbio, e non a me solo fra gli astanti, se in un caso di guerra vera l'efleuo del fuoco, qui. più che neqe altre, non avrebbe forse sentenziato in modo alquanto diverso di quello che suonb il giudizio pro nunciato su quel campo incruento. Perb, volendo dare


202 SULLE MANOVRE una più chiara idea del modo come la manovra si svolse, i,pin tovi anche da lla speranza di riusci re più breve, e ce,rtamente più esatto, mi permetto di tradurre quanto ne è detto in una relazione, se non uffiqiale, quasi tale, che uscì a Berlino net gennaio di quest'anno, intorno appunto alle grandi manovre di cavalleria dello scorso autunno; relazione stampata nel fascicolo di appendice del ilfilitair- Wochenblatt, e della quale mi sono in parte servito per completare ed emendare le mie note. « L'avanguardia, maggior generale v. Loe , aveva pre~o una posizione di adunata ad ovest di Kaltenborn. Il ,1° reggimento dragoni della guardia era in testa, seguiva la balleria a cavallò e dietro a questa il 2'> reggimento dragoni della guardia . I reggimenti, formati in massa, facevano fronte a l\faltershausen. Uno squadrnne del 1° dragoni stava innanzi fin sotto l'altura ('1 ) a nord di Kaltenborn, con un plotone d'avanguurrlia ed esplorato ri, davunti alla fronte, pattuglie di combattimento sui fianchi . La posizione era coperta alla vista di chi fosse sulla strada l\'.Ialt<-~rshausen-Heinrichsdorf. « Il grosso della divisione slava al sud di Dalichow dietro l'altur·a, sulla strada Dalichow-.Blonsdorf, fronto a Dalichow. fo prima linea la ,Ja schiera, colla brigata combinata a destra, la ·t a br·igata a sinistra, dietro le due batterie a cavallo, e dietro a queste la 2" brigata quale 2°' schiera. Tutti i reggimenti era no formati in massa. « La manovra cominciò alle 9. « L'avanguardia avanza al trotto, nella stessa formazione anzidettu, verso i cascinali di lleinrichsdorf.

(~) Leggera ondulazione di terreno, come &ppare dal lo schizzo N' 2.

ESEGUITE DALLA CAVALl,ElHA TEDESCA

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In vista della strada da Maltershausen verso la foresta di Nieder-Goersdorf essa vede la retroguarditi della divisione nemica (due banderuole di battaglione ed una batteria segnata) che è in marcia. « Il magg ior generale barone v. Loe, fa portare a sinistra la balleria ed aprire il fuoco contro la fanteria. Il 1° reggimento dragon i della guardia si forma in 'linea di colonne e càrica la fanteria. Il 2° reggimento dragoni della guardia segue in massa, sopravvanzando a sinislra come 2a schiera . Il vi vissi mo fuoco di fucileria che pane dal margine <lel bosco e dai cascinali di Heinrichsdorf costringe il 1° reggimento dragoni della guardia a retrocedere e cercare copertura dietro una piega di terreno. « In quel momento appare sulla sinistra della brigata, ad est di Maltershausen, un reggimento di cavalleria nemica (quattro banderuol~ di squadrone). Il maggior generale barone v. Loe dà ordine al ~ reggimento dragoni della guardia di andarlo a caricare. 11 2° dragoni si forma al galoppo in linea di colonne, guadagna, proseguendo alla stessa andatura, il fianco destro ciel reggimento nemico e lo getta nel bosco a nord di l\'Ialtershausen. . « Il maggiore genera le v. Loe riceve in quel punto l'ordine del comandante della divisione di riunire la sua brigata al nord di Kalterborn e di coprire il fianco sinistro del grosso della di visione nella sua marcia innanzi verso Nieder-Goersd-orf. « AL grosso è dato l'ordine di porsi in movimento verso Nieder-Goersdod' nel modo prescritto dalle di.sposizioni. « Il maggiore generale v. Drigalski manda innanzi come avanguardia il reggimento ussari della guardia , con direzione che rasenti a nord il villaggio di NiederGoersdorf~ ed egli segue colla 1" schiera, avendo i 1

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SULLE M.<\NOVnE

ESEGUl'fE DALLA CAVALLERIA TEDESCA

reggimenti in colonna di squadroni con distanza, e le due batterie a cav?llo dietro allo squadrone di testa. La 2a schiera, colonnello v. Schenek, segue a destra vicino alla ·1" schiera, nella stessa formaz ione. Il maggior generale barone v. Loe fiancheggia a sinistra il grosso colla sua br·igata, marc iando al sud della vecchia strada di Belzig (1) · e coprendo il suo fianco sinistro con pattuglie. .J « Quando la testa fu giunta a nord-ovest di NiederGoersdorf, le pattuglie spinte innanzi scorgono la divisione del sud che, forte di otto o nove battaglioni (banderuole di battaglione) e tre batterie (segnate) attrnversa lo spianato scoperto al nord di Nieder-Goersdorf. « Da quello spianato non era possibile vedere la divisione cavalleria della guardia r,he si avanzava da Dalichow. « Il tenente generale conte di Brandenburg ordina di attaccare la colonna nem ica. « Le due batterie della ,1 a schiera, colla batteria del generale von Loe, avanzano di galoppo al nord di Nieder-Goersdod sin sullo spianato a sud della vecchia strada di Belzig ed aprono il fuoco sulla fanteria che mareia. La brigata del maggior generale barone v. Loe rimane a scorta dell'artiglieria dietro la sua ala sinistra. IL grosso, giunto colla testa a nord-qvest di Nieder-Goersdorf, cambia di rezione a destra, e rasen.. tando Nieùe r-Goersdorf si dirige verso il piccolo bosco che è ad oriente del monumento della battaglia del 1i8 I 3. « Non appena la ,1 • schiera trovasi di fronte alla colonna nemica, il maggior generale v. Drigalski fa formare la linea 'di colonne (col movimento di plotoni' a sinistra) . La 2.. schiera converge pure. per plotoni u

sm1stra. Il maggior generale v. Drigalski comanda quindi la linea spiegata e di trotto avanza all'attacco colla 1" schiera. All'ala destra sla il '..2'0 reggimento ulani, a sinistra, senza intervall i, la 1" brigata cavalleria della guardia (1 ). Della 2n schiera il 3° reggimento ulani si fraziona in squadroni, che seguono a 450 passi il centro dei tre reggimenti di 1" schiera. Il 1° reggimento ulani segue a 300 passi in 3a schiera, come riserva, formato in massa. Il reggimento ussari segue dapprima in massa la 1a schiera a ·150 passi, sopravvanzando a destra, poi rompendo al galoppo in colonna di plotoni si getta con un attacco offensivo di fianco sulla testa della colonna nemica in marcia; uno squadrone del reggimento ne protegge i l fianco scoperto. « Intanto il maggior g«merale v. Loe ha ricevuto l'ordine di muovere anch'egli all'attacco. Lasciato uno squadrone coll'artigl ieria, egli carica, sulla sinistra delle batterie, a Syaglioni di reggimento col 2° dragoni come 2° scaglione. « Lo spazio percorso in carica fu di circa 3000 passi e fo ammesso che l'attacco era riuscito su tutta la linea. « Così terminò la manovra del 10 settembre ». 1

Considerazioni.

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. Questa narrazione abbaslanza particolareggiata mi dispensa di aggiungere molte considerazioni. )li limiterò alle poche seg uenti : All'infuori del primo scontt'O della brigala dragoni (avanguardia primitiva) colla retroguardia della divi-

{! ) Quella l\faltershausen-.Hiterbogh passanllo a sud dei c:,scinalì di Hcinriclmk 1·r.

(~) Guardie del corpo e corazzieri.

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SULLE MANOVRE

ESEGUI'l;E DALLA CAVALLERJA 'rEDESCA

sione nemica, tutto si ridusse ad una sola gran carica preceduta da alcuni movimenti, molto bene eseguiti è vero, e che facevano prova non dubbia dell'ottimo addestramento delle truppe, ma che forse (può darsi che io m'inganni) erano più da piazza d'armi che da campo di battaglia. Nè quella carica mi parve eseguita in condizioni tali da lasciar sperare un felice risultato o da giustificare il verdetto pronunziato, che l'attacco potevasi considerare riuscito su tutta linea. Qui non era già una fanteria scossa dal fuoco, scorata pe,r gravi perdite del momento, seriamente disordinata che si anelava ad altaccare. Era una divisione di fanteria, battuta bensi pochi giorni prima, che inseguita si ritirava a mareie forzate, ma non potevasi nè dovevasi supporre di coglierla in tale stato di disordine da averne facilmen te ragione. La sorpresa non poteva neanche essere completa, avvegnachè per quanto la cavalleria le si avvicinasse al coperto, essa fu pur veduta dal momento in cui entrava dentro la zona del tiro della fucileria, e ad ogni modo la fanteria avvertì la sua presenza abbastanza in tempo per poter fare parecchie scariche, che nel caso vero sarebbero state almeno ,12 o 15 ben mirate, e tali qui,ndi da fiaccare anche il più vigoroso attacco. E notisi che caricando, almeno col grosso, in direzione perpendicolare, o quasi, alla linea di marcia, si andava a subire il fuoco di quanti battaglioni erano sulla strada, perchè a questi bastava far fronte a destra ed incominciare il fuoco . Aggiungasi la supposizione, poco ammissibile, che la divisione fanteria marciasse senza osservare quelle regole elementari di sicurezza le quali nessuna truppa in campagna vorrà mai trascurare, se non le piaccia esporsi a volontaria rovina. In caso diverso, come mai la divisione del sud, che aveva seco un intero reggimento di cavalleria, non si sarebbe guardata sui fianchi anche

a grande distanza'?. Che se così fosse stato, non è. vero che il comandante di quella divisione avrebbe avuto notizia molto prima dell'avvicinarsi della cavalleria avversaria dalla direzione cli Dalichow, e tempo quindi per prepararsi a sostenere l'attacco? Ma anche prescindei:ido da cib, come potevasi sperare di arrivare sulla fanteria nemica di sorpresa, quando l'attacco della brigata dragoni contro la retroguardia nemica aveva già fin dal principio dato il risveglio? Lo stesso precedere delle batterie per preparare col fuoco l'attacco era forse in questo caso più dannoso che utile, poiché mentre con poche scarichr. non s1 poteva sperare di scuotere e disol'dinare abbastanza quella fanteria, non si faceva altro che avvertirla della imminenza della carica e darle quindi alcuni minuti di più per prepararvisi . Finalmente vorrei notare che l'attacco portato dal reggim ento ussari alla testa , e dalla brigata dragoni verso la coda del grosso della colonna nemica, avrebbe piuttosto dovuto precedere anzichè seguire l'altacco principale, se meglio volevasi assicurarne la riuscita. ' Faccio queste osservazioni non gìà con animo di voler fare una 'critica di quella manovra, ma semplicemente per conferrnare quel principio che credo il vero punto di partenza per lo studio dell'impiego della cavalleria nelle manovre da battaglia, e cioè, che se la cavalleria potrà sperare talvolta ancora di caricare la fanteria e l'artiglieria con felici risultati, ciò non avverrà se non quanclo quelle siano già gravemente ?cosse e disordinate e l'effetto della sorpresa possa tenersi sicuro. Nelle battaglie potranno talvol ta, come a Vionville; presentarsi dei mo men ti supremi in cui bisognerà caricare anche truppe intatte o quasi, ma quelle non saranno cariche, saranno eroici sacrifìzi imposti dalla necessità di salvare una grossa partita. Qui però non ne era il caso; la natura del tema non esigeva .tanto.


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SULLE llfANOVJlE ESEG-Ul'l'E DALLA CAVALLERIA 'l'EDESCA

. 9uesta .manovra del giorno 1O, dopo la qua le la div1s1one sfilò al galoppo ed in perfetto ordine da van Li a S. M., segnò la fine delle grandi manovre della cavalleria della g·uardia. ed al • QuantoI al contegno della truppa nei rarJO'hi ,:, b1vacco,lper quel poco che ci fu dato vederne), al buono, per non dire ottimo acldestrarnento, alla cura dei cavalli, delle armi, del vestiario, ed infine alla disciplina. ed ali.o spirjto che animava quei soldati, non potrei che npetere quanto dissi dei reggimenti di cavalleria del 4°. c~rpo; aggiungendo però che in questi Jella. guardia 11 soldato ci parve assai meglio vestito, e ci parv~ro assai migliori anche i cavalii, specialmente quelh della cavalleria leggera, quantunque taluni ufficiali ci dicessero non essersi i cavalli riavuti ancora completamente dalle fatiche dell'ultima guel'rn. . Quanto agli ufficiali credo potermi dispensare dal dirne parola, ricordando, ciò che è notissimo, come nel.corpo della guardia si raccoglie quanto di più eletto ha tl paese per nascita e per censo; e ricordando aHresì, c~l1e l'istru~ione, l'eccellente sp irito militare ed · il profondo sentimento del dovere, sono doti comuni agli ufficiali dell'esercito tedesco, i quali ne . diedero così splendid~ prove da non essere mestieri parlarne. Per conto. ~10 ho la ferma convinzione che quanti ufficiali stnu'.te~·1 h~nno la fortuna di conoscere da vicino quegli ufficrah non possono non acquistarne la più alta stima n serbarne la più simpa tica memoria. Roma, giugno 1874.

ETTORE P EDOTT[

1lfaggiore di stato maggiore.

DEL

TRATTAMENTO ALIMENTARE DEL SOLDATO Nll

MODERNI ESERCITI EUROPEI

I. Base di un _esame comparativo dei sistemi alimentari.

L'alimentazione esercita una influenza così continua e profonda sullo stato fisico, morale, ed intellettuale dell'uomo, che si è potuto dire che la vita umana nelle sue varie manifestazioni non offre che i risultati delle funzioni alimentative . La forza muscolare, l'energia morale, l'allività dell'intelletto si vivificano o si deprimono in conseguenza del vario regi:me alimentare. Con esso hanno diretto legame molte malattie che affievoliscono la costituzione fisica e che talvolta rapidamente la distruggono; -altissima quindi è la sua influenza sulla durata media della vita. Ne dipendono infine ·e lo stato di prosperità economica e le condizioni della moralità dei popoli: chè all'aggravarsi della miseria corrisponde proporzionalmente il moltiplicarsi dei delitti. Più gravi e più evidenti sono le conseguenze del regime alimentare sulle truppe. Valgami per la somma di ogni argomento la seguente massima, citata pure ANNO

xix, Vot. 1v.


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DEL 'l'I\ATTAnrENTO ALIMENTARE DE L SOLDATO

dal Kirchner e dal ~lorache, e tratta dalle memorie del Gran Federico: · . « Quando si vuole avere un fondamento solido alla « buona organizzazione di un esercito, conviene co<< minciare dallo stomaco ». Il che significa che la vita militare esige dal soldato un grande sviluppo di forza muscolare ed una gagliardia morale che si ottengono bensì dalFeducazione e dall'istruzione, ma che pure hanno fondamento indiscutibile nella coscienza indtviduale della forza fisica. Ad una buona nutrizione si può quindi chiedere in gran parte il risultato di man tenere al limite minimo la media delle perdite numeriche di un esercito per malattie, ed al limite massimo il valore qualitativo dei sinrroli 0 individui. lUi è sembrato pertanto essere cosa di non comune interesse il far conoscere come presso di noi e negli Stati militarmente più importanti d'Europa sia stato risolto il problema del regime alimentare; ed a questo scopo ho compilato il presente scritto, il quale oso sperare abbia almeno il merito di richiamare nove!- . larnente e più vivamente l'attenziClne di quanti sono militari studiosi ed intelligenti Sl:l. questa importante questione. Profano alle dottrine fisiologiche, ho dovuto riferirmi, per l'esame scientifico della questione, ai .dettami dei più illusLri igienisLi, quali il Payen, il Lévy, il Dumas, "' il Baroffio, il Qua,gliotti, il Liebig, il K.irchner, il Figuier, il Morache, il Fonssagrives, il Moleschott, ll l\iantegazza, Duolmi però di non aver potuto radunare . sufficienti dati statistici sulla mortalità relativa dei popoli e degli eserciti europei, e sul loro stato sanitario in rapporto alle condizioni alimentari. Siffatte cognizioni, non ne dubito, avcebbero potuto coadiuvarmi assai nello studio intrapreso.

NEI MODERNI ESERCITI EUROPEI

I

2H

All'esame· parziale del sistema in uso presso ogni esercito ho voluto far seguire alcune tavole di confronto. Dirò quindi ora brevemente su quali basi iio creduto dover istituire Io studio comparativo. È ammesso generalmente che la nutrizione si eserciti in modo principale per assorbimento ed assimilazione dell'azoto, precipuo èostituente della parte plastica -del corp~, e del c~rbonio, agente della combustione respi- · I ratoria, da cm prende origine il calore animale. Le I per? iLe. di azoto e di carbonio del nostro corpo sono varie giornalmente, secondo l'età, la costituzione, lo stato patologico, il genere di vita dell'indivi-duo, ecc. Sembra ~ra che l'osservazione sperimentale <leali scienziati sopra uomini adulti abbia messo in sod~ che la nutrizione deve fornire in media all'uomo ogni giorno, alm.eno: · 12,50 grammi di azotq e 300 grammi di carbonio in caso di vita seden.taria. 20,00 grammi di azoto e 360 grammi di ·carbonio nelle condizioni normali di vita. 25,00 grammi di azoto e 400 grammi di èarbonio in caso di lavoro e di esercizio energico. . Non pare tuttavia che le ultirne cifre si possano considerare come soddisfacenti al maximum del hisoO'no di nutrizione. Diffatli, negli eserciti russi, tedescr/ ed inglesi posti.sul piede di guerra, si é sentito il bisorrno di fissare un trattamento che fornisca al soldato ct·ca 30 grammi di azoto e 450 grammi di carbonio. Il marina.io da guerra francese riceve, secondo le indicazio~i di Fonssagrives (Traité d' hygù},ne navale) una razwne che ha all'incirca lo stesso vàlore nutritivo. No.n . men~ v_igor?so_ è il regime attribuito agli operai d_e1 magg1or1 oprfic1 meccanici inglesi e tedeschi, e lo Sl so1:pa~sa poi di non poco nel trattamento degli alunni adulll d1 alcune scuole in Inghilterra, ed in quello dei


l 212

DEL TRATTAMENTO ALUJENTARE DEL SOLDATO

marinai sui velieri di Jungo corso di quasi tutte le nazioni. È pure generalmente ammesso che il peso medio delle sostanze solide del pasto giornaliero possa variare dai 1000 ai 1700 grammi per i cibi più usuali; il che non toglie che di alcune sostanze feculente e di facile digestione, come ad es. il pomo da terra si possano ingerire uno o due chilogrammi oltre il pasto solito, specialmente da chi, come i popoli del centro e del nord dell'Europa, ne ha l'abitudine. L'alimentazione deve essere mi"sta di cibi vegetali ed animali: questi poi devono predominare tanto più quanto sarà più energico l'impiego delle forze muscolari o più attivo H lavoro mentale. Cosl ad · es. se l'uomo deve resistere alle intemperie, alle veglie, alle forti lotte morali, la nutrizione pla1;tica vuol essere pronta e vigorosa, e si deve quindi ricercarla precipuamente nell'uso delle carni degl1 animali da pascolo. Partendo da questi dali e dall'osservazione che l'esercizio della vita militare si è fatto gravoso all'uomo in tempo di pace quasi quanto lo era anni addietro in tempo di guerra, io mi sono chiesto se la razione media determinata dai moderni igienisti per l'uomo adulto in divers·e circostanze sia applicabile assolu tamente al soldato. Le condizioni del soldato in tempo di pace equivalgono esse a quelle della media degli uomini adulti nelle circostanze delliJ. vita normale, n10deratamente attiva, ma pur sempre tranquilla? La vita del soldato ai campi, ai bivacchi, in tempo di guena è <lessa appena una vita di lavoro e di energico esercizio, o non invece supremamente faticosa? Egli è certo che, nella scala degli esperim enti fatti dai fisiologi, il soldnto rappresenta un m,ass-imo, sì per la vigoria dello sviluppo fisico, che per il consumo di forza vitale a cui può essere chiamato. Egli serve inoltre

NEI MODEnNI ESERCITI EUROPEI

213

in un periodo di età, nella quale, secondo le indagini del Quetelet, la statura dell'uomo cresce in media di 5 centimetri, ed il peso del corpo aumenta di H chilo~ramrni. La nutrizione deve soddisfare a.dunque in Im_ ad una doppia esigenza, tanto più che lo sviluppo fisico è più rapido e considerevole, se è favorito da un sistema di vita altiva e dal frequente esercizio delle forze muscolari. Oltrecciò il soldato non è tratto daHa media degli uomini adulti, a cui sono riferibili le cifre medio di nuriportate innanzi ad indicare il bisorrno . . ti tnz1one: egli è invece scelto nella parte più sana e robusta della popolazione; e per questo solo rappresen ta l'estremo massimo nelle esperienze che hanno tratto ali~ media del consumo alimentare; ,~ perciò n?n possia~o credere applicabili al soldato in tempo dt pace e d1 guerra le cifre di 20 e 25 grammi di azoto e 360 e 400 di carbonio a rappresentare il suo bisoo·no 5 di nutrizione. Di altre gravi rngioni che rimangono ad appocwiare la necessità di largheggiare nell'alimentazione dei°;oldato dirò solo questa, che, mentre nella media deo'li uomini il minimo della mortalità si ha in quelli cl1e stanno fra 20 ~ 30 anni di età, nelle truppe invece questa pr~porzt0ne è doppia di quella del resto della popolaz10ne alla stessa elà, toccando talvolta il 40 ed il 45 per mille di decessi non dovuti ad influenze epidemiche. E ciò avverrà pur sempre fino a che si sia provveduto a che la natura fisica del soldato, combattuta senza t~eg~a dalle fatiche, dai disagi, dalle veglie, dalle emoz1om , dalle lotte morali e dai rapidi cambiamenti di temperatura, di clima, di regime, sia pur validamenle ~ostenuta da ~n'efficace nutrizione. A quesLo proposito ~ stato avverL1l.o da parecchi egregi medici militari un fatto strano che ha luogo si nel nostro come neo-li altri eserciti d'Europa; la meno accurata scella degJtuomini


2~ ,i.

DEL TRATTAMENTO ALBrENTARE DEL SOLDATO

NEI MODERNI ESERCITI EUROPEl

e le maggiori gravezze del servizio rendono maggiore la morLalità nella fanteria anzichè nelle armi speciali e nella cavalleria; eppure sono generalmente preferite quesle ~ quella, sì ne~ tra~Lamento al_i~ent~re_ eh~ . ne~ soldo. E un deplorab ile difetto delle 1st1tuz10m m1htan di oggigiorno di non piegarsi, per soverchio amore di uniformità, alle svariate esigenze dell'igiene del soldato. Converrebbe diffaui concedere un più abbondante nutrim enlo al soldato che sacrifica le notti nei servizi che chiamiamo di 1° turno. Se ne otterrebbe in compenso il vantaggio di rendere più efficace e meno grave i~ principale tra i còmpiti del soldato; di climinuire d'assai il numero degl i ammalati, e di ridurre pure nolevolmen Le la mortalità: attesochè la maggior parte delle malauie che travagliano le truppe nelle ordinarie circostanze del tempo di pace sono quelle contro cui vale non poco un opportuno regime alimentare. Il Baroffio scrive che l'alimentazione attuale presso tutti gli eserciti difeua quan titativamente e qualitativamente, e che, ovviando a ciò, si avrà una notevole dim inuzione nelle malattie e nella mortalità. L'Arella di ce che la diversa frequenza delle malattie e della mortalità tra ufficiali e soldati esposti alle stesse fatiche, disagi, influenze, ecc., dipen<le principalmente dalla diversità del trattamento alimentare . Gravissima osservazione, che non si può combattere, perchè avvalorata dai falli di ogni giorno. lt opportuno infine l'osservare come da alcuni anni sie no anela te crescendo le esigenze della istruzione del soldato, e perciò si sieno moltiplicati gli aggravii e le fatiche degli esercizi. E queste fatiche sono tanto maggiori in quegli Sta ti, che, per le oberate finanze non potendo tenere in tempo di pace numerose classi di leva sotto le armi, sono obbligati di. chiedere ai. corpi un eccesso di attività nelle istruzioni,affinchè nella breve

durata del servizio si ottenga tanto di istruzione militare quanto presso altri eserciti in un più lungo periodo. . .. Egli è perciò, clic io non ho cre?uto amm1ss1~ile on1, c:iò che polè essere tempo addietro, vale a due, eh~ la razione del soldato debba costituirsi iu tempo di pace identicamente a quella della media degli adulti in cc,nd izioni normali di vita, e che in tempo di guerra basti ~'equipararla a quella dell'adulto dedito a vita laboriom; e, fondandomi sia su quanto si è praticato negli es~rciti delle nazioni più civili nel corso degli ultimi venti iJOni, come sul parere di insigni fisiologi, non ho esitato a consideral'e come tipi delle razioni del soldato, le due medie seguenti:

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Razione di guarnigione : peso 1500 gr·arnmi: azoto 25, carbonio .i.00. Razione di campagna : peso 1700 grammi: azoto 30, carbonio 450 . 1

Fra queste, senza dubbio, può stare intermedia in alcune circostanze, come io occasione di marcia, grandi manovre, .esercizi di fatica, ecc., la seguente, che dirò: Razione di m0bilitazione: peso '1600 grammi: azoto 27, carbonio 420. Circa alla razione di guarnigione mi è acconcio il ricordure che il comitaLo militare fran cese di sanità pubblicava nel 1850, d'ordine del minisLro della guerra, generale d'Hautpoul, un aureo scritto che fu poi sta~pato in fronte ai librelli di ordinario delle compagme dell'esercito, e che porta il titolo di lstruz1:one allo scopo di guidare le truppe nella composizione del loro ·regime alùnenta1·c . In esso si ac_cenna ad una c~mposizione media dell'ordinario, che consterebbe d1 tre

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2'17

DEL TRATTAMENTO ALIMENTARE DEL SOLDATO ,

NEI MODERNI ESEI\Cl1'I EUROPEI

specie di alimenti solidi, cosi disposti in ordin~ di importanza:

autorizzate a forn ire ai soldati una zuppa od il caffè di buon mallino, o cli sera. Ciò avviene però assai raramente, e noi non ne terremo conto nell' analisi della razione. Si fa abitualmente un rancio solo, a mezzogiorno; e Io si distribuisce in apposite sale (Spcisesaal}, allo incirca· come negli istituti di educazione militare. Tutti debbono intervenirvi, so lvo regolari esenzioni, ed i soldati sono obbligati a contenersi quivi con decenza e serietà. Un articolo del Bulletin de la Réunion des .0/(i.ciers, dell'aprile ·1874, rendeva conto di una visita ad una caserma di fanteria in Berlino, e discorrendo del rancio e delle cucin e dei Prussiani, così si esprimeva : « Come al fra ncese, al sold ato tedesco piace la mi« nestra molto spessa; per prepararla, ogni cucina ha « dne forne lli: l'uno pci pasti ordinari, l'altro per i « gio rni di festa, e pei pasti di carne arrostila; questo « è una specie di forno in maiolica. « Sul primo di questi fo rnelli si t1·ovano due o tre « grandi marmitte con coperchio; esse offrono una di« sposizione che merita di esseri} indi cata: affine di « impedire al vapore di invadere la cucina, allorché « si sollevano i coperchi, ognun di essi è mnnito di « un tubo che può essere chiuso od aperto a vo lontà « ad uno dei suoi estrem i, e che comunica per l'allra « estremità con un tubo più lal'go, vero collellore pel « cui mezzo il vapore sorte al di fuori . A questo modo « l'atmosfera non è mai troppo oscurata sì che si può « procedere sen za fatica alla distribuzione del pasto, <.< operazione sempre regolarmente condotta, come dif« fatti vedranno ora i nostri lettori . « Un po' prima dell'ora regolamentare, i cucinieri « aprono le marmitte, e ne ritirano la carne, che essi « taglia:10 in altrettante po rzioni quanti sono i convi-

·I° Carne, da 300 a 350 grammi ; 2° Pane, da 800 a 875 grammi; 3° Legumi, da 100 a 250 grammi. Questo regime, tipo della razione di pace, varien,bbe in peso da 1200 a 11.>00 grammi : in azoto da 2·1 a circa 29 grammi, in carbonio da 360 a 45,0 grammi. H termine medio ne sarebbe ·I 350 grammi in peso, 25 grammi in azoto e 400 in carbonio . Riguardo poi alla razione di campagna m1 riferisco per la sua composizione a quanto ho detto poc'anzi circa al maximum di nutrizione abbisognabi!e al soldato. II. Regime alimentare del soldato nei diversi eserciti europei.

Germania. L'.amm inistrazione militare german ica ha stabilito tre ti pi di razione per il soldato, i quali sono suscettibili di una cet'la varietìi in generale, e cli modificazioni nelle circost:rnze speciali di accantonamento presso gli abitanti, cl i lunghe marcie per tappa, cli trasporti per ferrovia o per acqua, o di fati che eccezionali. Nelle circostanze ordinarie cl i acquartieramento sul piede di pace, dalla paga del soldato sono dedotti 15 centesimi per la spesa d'ordinario; ed a questi il corpo aggiunge un supplemento, variabile secondo i prezz i dei viveri nelle diverse località. <Juando le amministrazi oni dei corpi, economizzando sugli assegni di supplemento, hanno' riunita una certa somma, sono 1


218

2 J9' v~ta agli ~cqui~·~nti, è priva affatto e sempre di scranne, di banchi e d1 tavole . I viveri per queste cantine sono acquistati per conto del corpo da un'apposita commissione_; ed il soldato vi è quindi servito di generi eccellenti ad un prezzo più mite assai che non dai trattori di città. La razione di pace, che si corrisponde alle truppe· acquartierate, è la seguente: NEI MODERNI ESEilClTI EUROPEI

DEL TRA.'l"fAMENTO ALIMEN'rARE DEL SOLDATO

« venti all'ord inario nel battaglione: circa 5 a 600 sul

« « « «

piede di pace; i pezzi sono disposti su piccole tavole, corrispondenti ciascuna ad una camerata o squadra, e vi si dispongono su tante parti quanto è il numero dei presenti nella squadra o camerata indicato fino « dal mattino. Durante questo tempo i soldati si sono « messi in rango per compagnie, ed in fi la per uno, « lungo i muri dei corridoi e per le scale, in modo « da permettere sempre la circolaz ione da un lato. « Ciascuno d'essi porta il suo pezzo di pane, una sco« della di maiolica che fa le veci di gamellino, ed un « gettone di stagno. « Quando l'ora è suonata, comincia la distribuzione. « Ogni soldato entrando in cucina consegna il proprio « gettone al sott'ufiìciale di piantone: questi allora lo « lascia passare, ed egli riceve dapprima la sua por« zione di carne, che depone sul suo pane, poi un litro « circa del condimento (purée) preparato nelle mar« mille. Le razioni essendo disposte da principio per « camerale, egli è facile, coi gettoni, assicurarsi un « serio controllo ed evitare ogni errore. Questi divers i « movimenti si eseguiscono colla regolarità di una mu« novra, senza grida, nè fracasso, e nell'ordine più « perfello. » Un'altra particolarità interessantissima di queste isti tuzioni intime della vita mi li tare in Germ:inia si è questa, che le cantine sono bensì tollerate nei quartieri e sorvegliate anzi in modo che esse possano provvedere in ogni occasione bevande sàne e cibi svariati al soldato, ma non è permesso affallo di consumare le vivande sul sito. Il soldalo deve acquistare ciò che gli occorre, pagare ed uscire colla sua birra, liquore, o vivanda, ed andare a consumarle nelle sue camerate. A tale scopo quesle cucine sono divise in due parti dal banco del venditore; e la parte più larga, riser-

..

Pane Carne Riso ovvero Orzo, o farina di mai"s Legumi secchi ovvero Patate Sale

1

grammi 750 150

))

»

90

>>

120

»

230

))

1500 25

))

Da questa si traggono due varietà di razione la cui analisi dà il risultato seguente; considerando carne come accompagnata dalle ossa:

1;

/'

1a varietà

,2" varietà

Pane Carne Riso Legumi secchi Sale .Pane Ca.roe Orzo o mai"s Patate Sale

Peso

Azoto

Carbonio·

2545

·18,H

440

La -1a varietà è sufficientemente dotata di carbonio ,

e difetta alqu~nto di azoto; la 2a difetta assai di questo e sovrabbonda troppo di quello. Egli è però assai probabile che la seconda varietà sia meno frequentemente· asse~nata e forse non più di una volta per scLtimana,


'220 DEL TRATTAMENTO ALIMENTARE DEL SOLDATO e che si alternin~ invece assai cli frequente le diverse specie di legumi secchi, il riso, l'orzo, e la farina di gran turco nella prima varietà. In questa ipotesi la proporzione media degli elementi nutrilivi della razione cli pace sarebbe di 2,1, 96 di azoto e 382 di carbonio. Il grado di attività a cui si è spinta attualmente la vita del soldato in Germania, fa. si che questa proporzione sia assai difettosa di azoto, e sufficiente in carbonio. Negli accampamenti, nei bivacchi, nelle giornale di marcia il soldato riceve la grande 1'azione di viveri, la quale si compone di : Pane Carne Riso ovvero Orzo o farina di mai:s Legumi secchi .ovvero Patate Sale Caffè

grammi » » » » » »

»

750 250 120 150 300 2000 25 H,

Le patate e legumi secchi sono spesso sostituiti ( da 170 grammi di salsiccia lardata di piselli, la quale \ ·Contiene il 3,1 °/o di azoto ed il 45 °lo di carbonio (1). Analizziamo questo tipo di razione. 1,

1

(~ } Credo di far cosa opportuna mettendo qui un estratto del parere del perito giurato per la città di Berlino, dott. ZINREE del 20 febbraio dell'anno 1872, sulla media del valore nutritivo della salsiccia di piselli della fabbrica del sig. Louis Lejcnne: Io mille grammi della salsiccia di piselli di questa fabbrica sono ,contenuti: lo7 grammi di sostanza proteinica animale e vegetale (nutrimenti plastici). t 286 >> di grasso ( . I" f . . . t . \ di idrati di carbonio , a imen 1 ,espira ort. 396 l> ~ di cloru ro di sodio 60 ( alimenti inorganici. )) 21 di al tri sali \ l> di sostanza cellulare, ecc. 9 7,1 i di acqua. (

I

\

1

'

t\

}>

221.

NEI MODERNI .ESERCITI EUROPEI

'Pane Carne Riso 1a varietà Legumi Sale

Peso

Azoto

Carbonio

1460

27,78

422

Caffè Paragonata ad altri alimenti la salsiccia di piselli contiene in media i seguenti valori nutritivi:

In I 000 grammi

delle sÒgucn ti sostanze alimentari sono contenuti

grammi arammi,{rrammi grammi ora.mmi

Pane berlinese di segala di media qualità

Pane di frumento id. Carne fresca di bove d.i 1• q'ua!ità . Ova di gallina . . . . . . . . . Latte puro di vacca d i P qualità . Riso brillato di l" qualità . . . .

Orzo

. . . . . .. .. . .. .

Semolino

(gries) di frumento . . . Frutta fresche (mele, prugne, ciliege)

Rape e carote . . . . . . . . Patate commestibili di buona ~ualità . . Fa rina torrefatta di piselli d1 1a qualità Sa.lciccia di piselli cli ì,. Lejen ne . . . .

90 91

60 113

400 430 21 115 76 730 665

5

so

198

134 47

18-0

15 1S 205

157

G70

I

l ii 12 16

li

8 3 22 23

200 6-10

6 15 1O 22

G82

81

85

495 497 770 7,10 869 207 200 177 909 885

772 133 80

505 533 280 260 131 793

soo

823 91 115' 2~S 867 920

Uno dei nostri operai, il cui corpo pesi circa ~25 libbre tedesche(pfund), quando eseguisce un faticoso lavoro, ha bisogno quotidianamente di 120 o 12.5 grammi circa di alimenti plastici e di 5015 o 510 grammi di alimenti respiratori i, per nutrirsi normalmente; ciò che dimostra la proporzione voluta dal nostro clima fra gli alimenti plastici cd i respiratori i. La salsiccia del sig. L. Lejenne soddisfa a questa ultima condizione; è molto più rie.ca degli altri cibi di sostanza nutriente; è facilmente digeribile; si presta ad essere conse1·vata a lungo, o riesce perciò un mezzo adattissimo per l'ap;:irovvigionarnento dei navigli e degll eserciti, giacchè al marinaio ed al soldato è di prima necessità un nutrimento che contenga in giuste proporzioni gli alimenti plastici e respiratoriì.


··222

2a varietà

Pane Carne Orzo o mai's Palale Sale Caffè

Peso

Azoto

Cal'bonio

3190

22,58, 513

Colla salsiccia di piselli invece la razione è così ,composta:

3" varietà

4a varietà

Pane Carne Orzo o mai:s Salsiccie di piselli Sale Caffè Pane Carne Riso Salsiccie 'di piselli Sale Ca[è

feso

Azoto

rn60 2s,oo

1330

1

21,60

223

NEI MODERNI ESERCITI EUROPEI

DEL TRATTAMENTO ALIMENTARE DEL SOLDATO

Ciìr!Ìdnio

400

389

È agevole il credere che la grande razione viveri abbia merio frequentemente le patate che non la sal- · siccia di piselli, cibo piuttosto ghiotto in Germania, e cl~e per ragione di varietà la composizione più usuale sia quella data per prima coi legumi secchi, che·è la più azotata. Per cui si può ammetlere che la media del valore nutritivo giornaliero delle razioni in una set:. timanasi ottiene computando tre volte i legum'i secchi, due volte la salsiccia cli piselli e l'orzo, una volta la stessa salsiccia ed il riso, ed una volta le patate. In un certo periodo di tempo la media così ottenuta è di 2.i-,79 di azoto e 424 di carbonio; cifre queste pros·sime a quelle che abbiamo visto doversi a chi con-

duce vita aHiva; e quindi insufficienti al bisogno: poichè la vita dei campi, dei bivacchi, delle marcie e delle manovre guerresc~e non è solo attiva, ma è supremamente faticosa. Non è però da nascondere che se i giorni di fatica sono alternati con giorni di riposo o di minor fatica, l'alimentazione è sufficiente quando vi sono impiegati i legumi secchi; l'azoto alibile della razione arri va diffatti a circa 28 grammi, ad oltre 4-00 il carbonio. Negli altri casi il difetto di azoto è assai sensibile, ed è troppo forte l'eccesso di carbonio. Quando le truppe sono poste effettivamente sul piede di guerra e fuori dei loro presi.dii, si corrisponde la grande razione viveri accresciuta e composta com esegue:

Pane ovvero Biscotto Carne fresca . ovvero Carne affumicata ovvero Lardo salato Riso ovvero Orzò o farina di maì"s J.egumi secchi . ovvero Salsiccia di piselli . ovvero Patate . Sale Caffè

grammi » • >) ))

750 550

375 2150 170

))

1

»

125 125

))

»

2!50

))

2/'SO ,1500

» ))

»

25 25

Da questo tipo di razione si possono trarre le tre varietà seguenti:

·P varietà

Pane Carne fresca Riso Legumi secchi Sé1le Caflè

Peso

Aioto

H:i50

28,96

Carbonio

416

I i; I


DEL TIIATT.AMENTO ALIMENTARE DEL SOLDATO .

Pane Carne affumicata Orzo 2" varietà Palate Sale Caffè Biscotto Lardo salato ( . t' Orzo o mai"s 3• · vane a Salsiccia di.piselli Sale Caffè

1

Peso

Azoto

Carbonio

2675

22, 53

453

, l ·•14- 5 18 , 25

410

La 2" e 3a varietà sono talmente difettose di azoto che il soldato tedesco polreBbe augurarsi di ·essere alimentato anche in tempo di guerra colla razioné di pace; fortunatamente per lui l'uso di queste due varietà insufficienti non .è che eccézìonale, e gli enormi preparativi che si fanno in Germania per avere al seguito degli eserciti delle grandi provvigioni di carni ed altri viveri conservati, lo assicura che l'alimentazione sul tipo della 1"' varietà si deve considerare come normale . Egli è perciò che l'alimentazione del soldato germanico in lempo di guerra è quasi perfetta; ed eccellente· potrà essa dirsi se la razione di semi leguminosi in conserva, detta salsiccia di pisel!i, sarà composta, come pare, di 150 grammi di farina di piselli, 38 di ceci e ,J 2 di lardo, su 100 di peso . In questo caso essa conterrà solo il 37 per °lo di carbonio, ed il 3,9.2 per °lo di azoto; sì che sostituita ai legumi secchi nella razione ordinaria di guerra, questa verrà a conteriere' grammi 29,26 di azoto e 409 di carbonio. In caso di sforzi straordinari, la razione del soldato 1

225

N·EI MOflEHNI ESEl\ClTl EUROPEl

può'. essere aumentala, portando la carne a 500 grammi ovvero i legumi secchi a 340, o il riso a ,f 70, o le pa,. tate· a 2 chilogrammi per testa. Coll'aumento della carne la razione contiene 32 grammi d'azoto e 428 di carbonio, coll'aumento dei legumi 32,38 di azoto e 45:2 di carbonio; coll'aumento del riso 29,lio di azoto e 435 di carbonio, e con ·quello delle patate 23,, 73 dl azoto e 003 di carbonio. Nei trasporli per ferrovia o battello-vapore, oltre le sue competenze di marcia il soldato riceve un snpplemento rinfresehi ( Erfrischungs-Zuschuss) di 3.2 cen tesimi per ogni 8 ore della durata del viaggio. Negli accantonamenti il viuo è fornito dai padron i l di casa ai soldati alloggi,iti presso di loro, dietro un corrispett.ivo di 47 centesimi per uomo e per giorno, pagato dal Governo; il pane è però sempre fornito } dall'illtendenza militare. Qualora gli abitanti debbano l pur' fornire il pane, lo Stato vi aggiunge altri -15 centesimi. Il villo che gli abitanti debbono fornire ai soldati accantonati si deve compone di pane, fino ad 1 chilogramrna, legumi e sale come per una porzwne usuale d'albergo e 230 grammi di carne. Il soldato col pro pio soldo deve provvedersi la colazione e Je bevande. Si può conehiudere da questo esame che la razione del soldato tedesco è ottima sotto ogni rapporto sul piede di g1terra, mediocre nei periodi di campi, bivacchi, marcie ed esere.itazioni; scarsa in tempo di pace.

!

1

Franc.ia.

Il soldato francese riceve in tempo di pace la seguente razione alimentare:

P.ane Carne colle ossa ANNO xix, VoL. v1.

grammi 1·000 » 300 Hi


226

grammi »

Riso ovvero Fagiuoli ovvero Patate . Legumi verdi Sale

• Y)

»

Yi è iuttav ia una certa varietà che non si tro va nell'ordinario di tutti gli altri eserciti; imperocchè il Gove-rno non somministra in modo costante ed invariabile che il solo pane da munizione, 750 gramm i. I c0mandanti di corbpagnia ricevono una somma in danaro, corrispondente al prezzo ed al numero delle razioni che devono acquis lnre per l'ordinario del la truppa; la composizione del rancio pel'lanto, benchè soggetta alle norme del regolamento U dicembre 18G1, è faco ltativa in massima per compagnia, ed r'~ per quanto poss ibile variata. Le caserme poi, specialmente nei centri mil itari ùi una certa irnporrnnza, hanno uua dotazione di urnesi di cuc ina che permelle una variata preparazione degli alimenti. Tuttavia per le restrizioni che sono imposle dal caro dei viveri ed anche dalle difficoltà lot:ali di molti presidii, si può ritenere che le tre varietà sopra indicate rappresentino realmente l'ordinario della media dell'esercito francese. In tempo di guerra o di manovre il soldato francese riceve una razione composta <li:

60 60 550 100 16

Quindi tre varietà di razion i: / rane Cnrne in varietà Riso Verdura Sale Pane Carne 2° varietà Fagiuoli Verdura Sale Punc

Peso

Azoto

Carbonio

H,i6

20,94

366

H.76

22,53

36i

'1966

21,(H

395

I

Carne 3a varietà

.Patnle Verdura Sale

227

NEI MODERNI ESERCITI EUROP EI

DEL TRATTAMENTO ALIMKNURK DEL SOI,DATO

Queste rn ioni hanno una sufficie.nle dose di earbonio ed una assai. debole di nzoto, speeialrne1~te le va ri e1à ·I' e 3a. La loro media determinata su lla maggiore frequenza delle due prime varietà è di ~l,71 di azoto e 3,'.2 di carbo nio, quantit.ì queste che si addicono a ch i trae la ord inaria vita cillad inn, non al !;Oldalo. Vi è una sover~hia dc6cienza di legu ni i, i qu,di debbono bensì c(,stitui re In terza e più debole parte del villo nella comune dei casi, ma somm inistrali in sì scarsa misura non si possono considerare che quale cond imenlo.

Pane ovvero niscolto Carne Riso ovvero Fagiuoli Sale . Zucchero Caffo .

r

grammi » » » » » » })

,50 550 ,i-00

30

GO 16 21 16

Mancando la carne fresca, la si sostituisce come in Pruss ia con carne affurnicnta, sa latu od io conserva, oppure con lardo salato, 2ti0 gr;)mm i. 1'.: superfhlo il dire che quest'ultima sos ti tuz,ione non ha alcun valore nutritivò diretto, ed è qu ind i più noc iva che conveniente; essa non serve che ad ingannare gl i organi

•


228 DEL TRA'HAMENTO ALIMENTARE DEL SOLDATO digestivi, accelerando la circolazione sanguigna con una più rapida combustione respiratoria. La razione di pane è minore in tempo di guerra che in pace, perchè restando costante la quantità fornita dalle sussistenze mi litari cessa il supplemento di 250 grammi di pane bianco acquistato generalmente dalle compagnie sui fondi dell'ordinario. Non è preveduta la somministra zione di patate in )uogo di legumi o farine. Per tal modo la razione di gt1erra s1 può ridurre all'analisi di due sole varietà,

( Pane Carne Riso ~· varietà Sale Zuccaro Caffè Biscotto Carne Fagiuolì 2• varietà Sale Zuccaro Caffè

Peso

Azoto

Carbonio

1233

19,03

294

/ 1063 20.~o 2;5

!

È strano a dirsi, ma non è men vero che il soldato francese in tempo di guerra è meno bene nutrito che in tempo di pace. In alcune cfrcostanze straordinarie, ed abitualmente nella suigi.one estiva, vengono somministrate al soldato delle bevande anche in tempo di pace. Queste constano di c.:irca 3 rentilitri di acquavite o di 13 centilitri di vino, quando se ne fa la distribuzione abituale dal 21 giugno al 31 agosto nei dipartimenti del centro e del nord, e dal 1° giugno al 30 settembre in quelli del sud. Per misura igienica la razione di liquido può

NEI MODERNI ESERCITI EUROPEl

229

essere raddoppiata e distribuita pure in epoche differenti dalle prenotale. In tempo di guerra il soldato ha diritto ad una bevanda fermentata, ossia a 25 centilitri di vino, ovvero a 50 di birra o sidro; in mancanza di questo, a 6 centilitri di acquavite o di rhum. Nelle giornate molto calde o dopo le marcie più faticose i comandanti delte divisioni auive possono ordinare delle distribuzioni straordinarie di 6 centilitri di aceto da mescere coll'acqua. L'ordinb.rio si fa in tempo di pace e d'acquartieramento in due pasti, come presso di noi, per compagnia, sotto la vigilanza del capitano. Vi è però in ogni corpo o battaglione una Commissione che· traila per l'acquisto dai fornitori, al minuto od all'ingrosso, delle derrate e degli oggetti occorrenti per l'ordinario. I comandanti dì compagnia fanno conoscere giornalmente al segretm·io della Commissione le qua li tà e quan tità di viveri. occorrenti alla compagnia, la quale. li preleva dal magazzino viveri del corpo. ll regolnmento '14 dicembre 1861 sulla gestione degli ordi nari non limita la libertà dei comandi di compagnia che coll'obbligo di comporre l'ordinario con generi scelti fra quelli autorizzati dalla Commissiono d'ordinario, ed in modo àa non eccedere i fo ndi accordati alla compagnia, che s0no di 4,1 centesimi per giorno e per tesla in caso di stazione, e di 51 centesimi in giorno di marcia- Il pane, come ho già avvertito, è provvisto dalle sussistenze mili tari in rnzioni di 'ì50 grammi : le com pagnie usano aggiungervi coi propri fondi 250 grammi di pane bianco o da zurpa. Il fondo d'ordinario del corpo ha poi altri cespiti d'entrata nei proventi delle punizioni, delle assenze illegali, dei lavoratori, ecc., e cespiti di uscitn nelle spese del bucato, barbieri, manutenzione del materiale di cucina, e di quello per la ne ttezza del


230

Sale . . grammi 18 ogni giorno » 7 id. Pepe, aglio, cipolle . At:elo centilitri 5 2 volte per se ttimana 1

corredo, delle armi, ecc. Il reggimento inoltre può coltivare degli orli per forn ire con poca spesa i li>gumi all'ordinario. Generalmente ciò non si può fare che nelle piazze dove esistono terreni demaniali so llo la dipendenza del genio militare, i quali siano proprii alla coltura, e la cui cessione ai corpi non abbia inconveni.enti. A questo modo il soldato francese migliora di assai il suo ordinario in alcune cir~ostanze. Questo però è ancora ben lungi dal soddisfare alle esigenze vere della vita militare, come sono manifestate nelraurea Istruzione del 5 marzo 1850 del consiglio di sanità. militare, che, come già dissi, fu stampatain,testa ai libretti d'ordinario delle compagnie.

Jl pane viene somministralo in co ntanti in que!le rnre occasioni in cui sia impossibi le riceverlo da J!e im prese: esso è calcolnto sul valore di 45 a 32 centesimi secondo i vari luoghi. 11 minimo prezzo ne è a Lemberg, il massimo ad I~nspruch. Co~ì il Ménag_eg:ld r.aggiun?e i.l :uo ~,~s~ 1s1mo prezzo d1 38 centesim i a V1ennn, 11 m1n1mo cli ,..6 ad H.ennannsstndt. Abitualmente il rnncio si con::;urna in un pasto solo dalle rn anl. alle '12 meridiane . l,\ìella estate, e specialmente se la truppa accampa, si usa però di rifocil lare il soldalo cli buon mattino con una z11ppa di caffè, o con una minestra di farina abbruslol ita nel grnsso. Il valore nutritivo delle somministruzioni alimentari ,ordinarie è indicato nella seguente tabella:

Austro-Ungheria. Il soldato austro-ungherese ha cinque specie di trattamenti ali mentar'i, corrispondenti alle varie condizioni in cui si può Lrovnre. 1° 11 Ménagegeld, razione normale di pace in contanti. I comandanti di compagnia ricevono da 26 a, :38 eentesimi per testa e per giorno, secondo le località in cui stanzia la trnppa, ed il pane fabbricato dalle sussistenze militari o da fornitori appos iti. Essi devono quindi comporre la razione dei loro uomini nel modo, seguente:

Pane . grammi 88l ogni giorno Carne fresca » 181 id. Farina di grano » 187 ~ volte per settimana Piselli,ceci,fog iuoli,ecc. » Hi id. Orzo mondalo . » Ht ,t v0lta per setlimana Semola o miglio pesto )\ 4,U. id. Palale » 560 id. Lardo o strutto . » 9 ogni giorno

231

NE.I MODEHNI ESEHClTI EUROPEI

DEL TRATTAMENTO ALIMENTARE DEL SOl, DATO

o

ALIMENTI

·~" g :;i~

1H

VALO R E NU TRITIVO

-- ~ ne l La settimana PESO in una sola volla ~ .

--~ ·-- --·Azoto

CJrbooio

grammi

9rammi

grammi

8S4 4 81 48'7

10,61 454 3,01

21;5 ·19

8,47

~ ~

grammi

74,26 3 1,80 6,14

·1856

Pnne G1rne (rrsca Fa1·in3 di grano S,mi lcgu111 i nosi

2

Orzo mondato . St111ola o wiglio

4

H4 H4

4

1H

P1t.. te

4

560

L:,rdo o grasso Ci)ullc, aglio, pepe ecc. Saic • • . Aceto .

7 7

9

>

5

»

7

))

))

>

2

7

2

2 ,74

1,73 •1,3,\.

'i3 58

h6

Po

58 43

2,74 4 ,13

58 43

56

1,34

56

» » ,,> lìl. 0,05 - - - - - - - , Bi,95 .. 9041

·19,28

~33

'16.94

48

·1292

C.arhooio

--

grnmmi

7 7

Totale nella srttim3na Quoziente gior;i .. licro.

l

Azoto

-- -- - -

--

-

;;

))

349

»

35

"

> >

2443 >


232

DEL TRATTAMENTO AUMENTARE DEL SOLDATO

Pane ovvero Biscotto ovvero rane biscottato . ovvero Farina bianca di grano

ovvero ovvero ovvero ovvero ovvero ovvero ovvero qvvero ovvero ovvero ovvero ovvero

ovvero ovvero ovvero ovvero

88I

Carne fresca di bove . grammi Carne fresca di vitello » » Carne fresca di montone Polli L.arne salata o affumicala di bove }) o di ma iale ·. Lardo salalo . » ).) Carne in conserva . » Farina bianca di grano Farina di gran Lu reo » » niso )) Semi legu1ninosi » Patate Semola o migli o pesto » RapR o cavo li in aceto :, Lardo, grasso, o strutto » Sale Spezie, pepe, cipolle, agl io, ecc. » cen li litri Vi no » Acquavite Rhum » Spirito di vino » Biera Caffè grammi » Zuccaro

ovvero Té Zuccaro Rhum

,.

.,

• )

'1>

centilitri

280 373 373

280

HO HO Hl6 187

280 108 10 1120

1H

4-00 '18 48 7 40 10

7 5

70 42 17 ~

-17 1

Il prodotto nutritivo medio di questa razione, tenendo conto che alc uni generi si distribu iscono in via eccezi onale, ed altri co n maggiore o minor frequenza, si può stabilire così:

gramm i 884 » 504 ) I,60 )

2.33

NEl MODERNl ES~l1ClTI EUROPEI

Questa razione é. difellosa quindi in azoto e .ca,r· bon io, màncandovi oltre a 5 gramm i del primo, e :5'0 circa del secondo; essa è propria di. chi conduce la ordinaria vita senza disagi fis ici e morali. '.2° Il Durchsve1·pflegung, rancio di accantonamento. Questo è fornito dagli ab itanti alle truppe non mobilizzate, in tempo di marcie, di movimenti, di ~oste precarie dell e truppe. I padroni di casa che hanno soldati in alloggio li debbono provvedere di vitto al prezzo attribuito alla razione nella circoscrizione mi)i1.are del luogo, e coll a quantità e qual ità di viveri della stessa razinne norma le. Sono però ammesse come succedan1::e alle carn i fresche quelle affumicate di bove o di maiale, là carne di vitello o di montone, i polli, il lardo salato, ed invece dei legumi un aumento di carne, il formaggio, le uova, il latte, il lardo. 3° Le truppe imbarcate sul le navi dello Stato hanno diritto al raneio di bordo dei marinai. 4° L'Etappenkost. Vi hanno diritto le truppe rnobi lizz~te durante le marcie; es3o eonsta degli stesS1 genen e quantità della rvzione di guerra, col la differenza ehe i corpi possono provvedersene sia direLtamente dal commercio, sia prelevandolo dai magazzini de!J.e sussistenze milita ri. 5° Il Natwralkost, fornito dalle sussistenze rnilita{i alle truppe mobilizzate per ragioni di guerra. Gli ammalati ricoverati in ospedali mi litari, e gli alunni deg'.i istiLuti militari hanno pure diriLLo al Naturalkost in via abituale. Eccone la composizione:

r


23t

DEL TRATTAMENTO AUMENTARE DEL SOLDATO ECC. ALIMENTI

AZOTO

- - - -- --- - -- - -- - Pane e suoi succedanei Carne e suoi succedanei Lrgurui, patatci ecc . Lardo o strutto . . Sa le, spezie ecc. . Ca trè . . . • . Zuccaro e bevande

40

6,lì2 4,33

. >

T':lTALE

CARBOll!O

-234 33 'i3 4O

)>

l>

>

30

!0,95

380

Il peso medio di questa razione si può ri Lenerlo sale circa al 33 °/ rn confronto colla razione teorica per la vita prolungat~':1ente f~ticosa cle_l soldato in temro di guerra . .Nei lunghi trasportt per ferrov ia il soldato ha nn tratta1:1ento speciale. Di buon mattino gli si prepara un primo pasto con una znppa al brodo, ovvero pane e .rhum .. Dalle '10 ant. al le 12 si nllesLisce il pasto pri ncipale d1 pane (884 gr.), carne (280 gr.), brodo e legumi ( H..i gr.) o patate (560 gr. ). Sull'arinottare è apparecchiato il 3° pasto con pane (2W gr.), carne (140 gr .) e lPgumi (72 gr·.) o patate (280 gr ). Nei mesi cuidi, a questo terzo pasto si sostitu iscono generalmente delle bevande rifocillanti, birra, rhum, acquavite, o rinfrescanti, aceto, anice, ecc. li pane può essere sostiiuito dal suo prezzo in contanti quando sia irnbarnzante il traspor·tarlo per ferrovia. Da quanto precede si raccoglie che il soldato dell'esercito austro-ungherese è trattalo conven ientemente quando è imbarcato su navi da guerra o quando viacro-ia . f . oo m. . errov,a; scu rsam en te in tempo di pace e di bo'uar.. rng,one; ancor p,u scarsamente in occas ione di marcie per tappe o di mobil izzazione, avuto r iguardo ai maO'0 giori bisogni.

?i 1382 grammi: il difetto cli azoto

(Continua).

I CAMPI D'ISTRUZIONE NEL 1874

))

CARLO MALAGUZZI

Capitano di stato maggiore.

0

In quest'anno, com'è noto, non si formarono presso di noi, come negli anni scorsi, campi di lunga duruta, nè ebbero luogo grandi manovre. In quella vece le truppe vennero chiamate ad esercitarsi in parecchi campi d' istruzione distribuiti su quasi tutto il nostrn territorio, e divisi in successivi periodi cli breve· durata . Ci è quindi mancata una particolareggiata relazione la quale, oltre , all'additarci gli errori commessi ed i pregi acquistati, i progr·essi fatti ed i vecchi difetti ed i nuovi, potesse almeno darci esatti raggungli su quanto si era fatto . Certamente perchè un simile lavoro possu servire di utile ammaestramento per l'avvenire è necessario che anzitutto esso abbia il merito di esser redatto da una ch iai·a intelligenza mil itare coll'appoggio di una Jun.ga esperienza; ma una semplice e sommaria narrazione storica non richiede nè una inteJl igenza straordinaria, nè una esperienza al <li Ià del comune. Gli è appunto con lo scopo di fornire una tale relazione storica. che è compi lato questo lavoro che soltanto sotto questo modesto aspetto vuol essere giudicato.


'236

I CAMPI D'ISTilUZIONE

I nostri campi d'istruzione di quest'anno furono più numerosi del solito, quantunque però a ciascuuo di essi abbia preso parte un minor numero di truppe e per una durala minore che pel passato. Questo sis tema è stato da molti salutato come un progresso, quantunque per contro non siano mancati coloro che han rimpianto le divisioni d'istruzione permanenti, i grossi campi e di lunga durata. Tutta via la diversità è forse più di forma che di sostanza; ed ogni discrepanza d'opinione ci sembra debba sparire quando la ques tione sia considerata nel suo vero aspetto, pel che é mestieri anzitutto di giustamente ana lizzare ciò ehe in realtà in questi campi si ,è fatto, quale sia il frutto ricavato da essi per le truppe e per gli ufficiali, q uanli siano i corpi che ne hanno profittato. Questo studio però, sebben di poca lena, non tutti si danno la briga di forlo, ed allora facile riesce la critica e più facili ancora i falsi apprezzamenti, Quando un esercito col suo lavoro di pace deve ottenere uno scopo speciale, quale sarebbe quello di distruggere vecchie ab itudin i di guerra per dar luogo a nuove idee, o di far apprendere ad umciali e {ruppe nuovi regolamenti informali a pri.ncipii fino allora sconosciuti, i campi d'istruzione devono avere un carnttere ed un indirizzo speciale. Cosi lo ebbe il campo di P?tsdam sotto Federico, lo ebbero quelli di Boulogne, dr Ostenda, di Utrecht, di Baiona sotto Napoleone, e per non prulungare le citazion i, venendo ai giorni nostri, si può dire che Io ebbero quelli stessi delle nostre divisioni attive degli anni scorsi. Ma. quando la trasformazione di un esercito é compiuta, quando le nuove idee han sbandite le vecchie e son entrale nelle abitudini di tutti, quando in una parola un esercito si trova nel ,suo assetto ed in con-

NEL

18'H,

1

dizioni normali, allora i campi d'istruzione non possono avere che uno scopo solo, quello cioè di formare i giovani H ritemprare i vecchi soldati agli usi, ai disagi ed alle fatiche guerresche, quello di attendere all'ammaestramento tattico in quelle parti, alle quali non si può dare un conveniente sviluppo nelle vicinanze dei ,presi dii. Quanto alla prima parte però di questo duplice scopo, poiché il· tutto si rid uce a marciare, ad attendarsi, a disimpegnare i vari servizi delle truppe in marcia od accampate, non sarebbe per questo assolutamente ne cessaria la formazione dei campi, non essendovi pi:esid io che non offra l'opportunità per siffatte esereitazioni. L'indirizzo che hanno auualmente le istruzioni cui il sordato de,,e attendere nel giro di un anno, è tale da garantire appunto che bast.ino gli esercizi di guarnigione ad abituarlo alle marcie anche di resistenza, ed a. renderlo esperto nel servizio di sorveglianza ed espio· razione, nella scuoln di attendamenlo, nel tiro al bersao-fio, ed in quella parte del regolamento d'esercizio eh~ anche nei distaccamenti composti di un solo plotone può con profìtlo porsi in pratica. Per le esercitazioni tattiche non tutti i presi dii hanno l'opportunità di valersi di terreni adatti pe~· com~iervi quelle di 4°, di 2° e di 3° ,grado, e quelli stessi che godono di un tale vantaggio ne possono solo approfittare in determina te e limitate epoche dell'anno, quando cioè la stagione è propizia e quando meno gravi possono essere i danni che con tali esercitazioni si recano sempre in maggiore o minor misura alle proprietà private. . l\ia la massima parte per altro <lei presidii si trova m condizione da poter nei terreni circostanti eseguire almeno le esercitazion i di 1°grado; quindi è che nei campi


238 I CAMPI D'ISTRUZIONB d'islruzione resterebbe solo a dare il convenienle sviluppo alle esercitazioni di 2° grado e di 3°. Ora non é egli lecito dub itare se per ottenere il convenien1e . pro_lìlto da quesle esercitazioni sia proprio necessario d1 formare dei campi numerosi e di lungo. durata come si pralica va in passato? A. questi campi o si chiamavano saldali che non ~vevano ancora appreso le istruzioni più elementari ed in tal c.aso era ne:',essario impartirle, o prendevano parte ad essi truppe g1a formate ed allora per occupnr~ e trar pi-~fìllo d_a tullo _il tempo di cui si disponeva era giuofolte e comco(orza ripetere istruzi on i che si eran0 aià . . o ptute m guarnigione, si do\·eva rilornare a sazietà sopra ammaeslramenli del tulio secondal'i, la cui imP~1rlanza per la guerra non giustilìcava certo la quantilà di tempo che per essi si consumava. l nostri uffieiali più vecchi ricordano ancora come nei campi dei loro tempi si incominciasse ogni anno di nuovo dnlla scuola del soldato e dal maneggio d'a rmi, sebbene ?gni .anno di be l nuovo le islruzioni di primuvera s1 aprissero con quelle stesse istruzioni. Se si toglie q~inùi il ,vantaggio che offrono questi campi di preslurs1 merce la lo ro durata al maggior perfezionn~ento ~. svi lup~o di ogni istruzione e di ogni ramo · dt se rvizio, so si toglie pur quello ùi prestarsi, quando ollre ull'esscre di lunga durala siano ancora numerosi all'azione delle grosse uni tà e quindi, pei comandi su: pe l'i or!, ad nna buona sc uola pcl rnanP.ggio di esse, n?_n s., sa~rebb~ perchè si dovessero preferire a quelli p1u p1ccolt e di durata più brr.1·e. Che anzi quando si ri(leLta che questi ultimi permellono aù un maggior numero di truppe di pnrtecipare success·ivamcnle alle fo1id1e rd alle islruzioni ?ampali, non si può esita re un istante a pronunciarsi in loro favore anzichè in fa rnre dei p:-irni, giacchè se

NEL

487i

239

si dovesse desi derare per questa questione la migliore delle soluzion i si dovrebbe senza dubbio preferire il sistema che accordando alle truppe il lempo sufficiente pel lor~ convenien te perf'~ziona_m.~nto nelle istruzion~ impossibi li ad eseguirsi nei pres1d11, pcrmeues~e a tuttI i corpi di prender parte a quesl_a_ve~a scuoi~ ~L guerra: Però, quando pure le cond1z1om fin~nziane auualt del nostro paese non imped isse ro anch e 1n questa come io ' tante oltre question i mi litari la scellil. della so luzione migliore per l'esercito, è a n~tar~ che sventurawrr'.en ~e il servizio di sicurezza pubhlrcn in non poche provincie assorbe tullora una quantità non indi fferente di truppe, le quali devono ad QO'JJi costo rinunciare a prendere o d. parte ai campi d'istruzione, siano dessi di lunga o 1 breve durala. Gli è quindi per queste consideruzioni ~h.e g~ova scegliere il bene a vece del meglio per c1pp1gli ars1 a~ uoa via di mezzo la quale mentre da un !alo non SI oppone alle esigenze di n.nrinza e ~i pub~lica .s'.c~:ezza del paese eonsenle tultavu1 che ùa1 camp i ,nostn. d istruzione si tragga il maggior proGtlo per I esercito. I provvedimenti adottati dal Ministero della guerr~ nell'anno in corso per le istruzioni estive ed autunnali de lle truppe pare appunto che a~bia~o avuto i~1 mira di entrar in questa via, nè è amscl11ato l'assenrn che . essi hanno raggiunto lo scopo. Col prescrivere infalli i campi d'istruzione per og~1 com ando ge nernle, e dove era poss ibi le anche per d1Yisione, con periodi successivi di conveniente dura ta, mentre da una parte si sono assai limitate le spese neee:,snrie, si sono dall'altra messi in grado di prender parte a quei campi tulti i corpi che per ~sigenze sp~ciali non erano impediti di farlo. ln quasi tulle le divisi oni presso che la totalità dei reg~imenti_ ha potuto così approfittare dell'istruzione loro 1m parLLla cluran te


240 I CAMPI n'rsrnUZIONE 1ima sufficiente permanenza ai campi, nè sarebbe certo mancalo nè il tempo, né il terreno per ottenere che tulti indi_stima_menle _vi avessero parLecipato. . I reggrrn~ntr c_h e. rn!ervennero ai cnmpi rimasero, du_ranle .1e._1s~ruz1om che non avevano potuto compiere nei P:es1d11, u~ _gra~1 parte accampati: essia vevano già compmta quasi tutti la parte dì nmrnaestrarnento tattico ele.me?tare ed il ti ro al bersaglio individuale. Non restò €J~rnd1 loro che ad occuparsi delle istruzioni tattiche dr 2° e 3° grado e del tiro al bersaglio all e grandi distanze e di combauimento. I soldati erano già nbituati alle marcie ma tuttavia n?n mancò ad essi occasione di eseguirne e spesso dl non brevi. Le divisioni di Palermo, l\Jessina, Bari e Snlerno sono le sole ~he F.JO~ ~-anno potuto formare, per le rispellive truppe, L campi. d istruz10n e; son quindi in tullo 16 reo-~imenti circa di fanteria ~i linea e due cli bersaglie~i che non hanno goduto dr questo beneficio. Tutti i reggi?1enti di cavalleria hanno partecipato a c?ncentr~menll e~ ~sercitazioni cnrnpRli o di reparti d1 fanteria o speciali della propria arma; nè v'è stnto ~ampo .a ~ui non sia intervenuta in giusta proporzione 1 art1gl1er1a, la quale ha dato per tale scopo oltre la metà delle sue batterie di campngna. . Se r~gì~ni d'economia non sconsiglinssero dal fare 1 cambi d1 guarnigione anche più frequentem8nte di quello che si fanno attualmente, se non tutti almeno una parte dei reggimenti delle divisioni che 'nbbiarno testè. indicate avrebbero potuto pnrtecipare ai campi.; ma rl danno non è po i gravissimo anche nelle circostanze presenti. Infatti tenendo conto dell n ferma di 3 anni_ ora !n vigore pel nostro eser·cito, e supponendo che 1.regg1menti siano destinali, come pare dulie norme che s1 seguono, a rimanere per 4- anni in media in oO'uar:-

241 1874nigione nella stessa divisione, ne potrebbe accadere che 16 reggimenti cioè quelli delle divisioni ora accennale, di Palermo, ~lessim, Bari e Salerno, congedassero una classe senza che essa avesse potuto prender parte a nessun campo d'istruzione. n1a è qui da now.re, che i reggimenti delle divisioni di Palermo, Messina e Salerno non sono, almeno per quanto pare stabi li to, destinali a rimaner in guarnigione in quelle divisioni più di '.2 anni, onde in effetto il danno si avrebbe solamente per la divisione di Bari, cioè in tutto per 3 reggimenti, numero invero assai piccolo, ma che sarebbe tullavia desiderab ile polesse del tutto scompari re. Se nonostante ciò non si potesse ottenere, non potranno certo mancare saggi provveòimenti da parte delle autorità mi litari dalle quali quei reggimenti dipendono per far sì che il danno riesca i l meno grave possibi le. Il carattere che hanno avuto i nostri piccoli campi · di quest'.inno si è avvicinato nell'insieme a quello di grandi manovre su scala ristretta, nè si può Dllribuire che alle condizioni poco flor ide delle nostre finanze se non si son fatte vere ~randi manovre su scala più vasta, delle quali tuui concordano nel riconoscere la utilità. Siccome però le grand i manovre sono essenzia lmente un'utile swolu per gli umc iali di grado il più elevato e per gli stati maggiori, i quali vi apprendono il rnane.ggio delle grosse unità, vi acqu ista no il colpo d'occhio militare indispensabile nelle loro cariche, e vi imparano a prevedere e provvedere a tempo come precisamenle le esigenze .di guerra esigono; e siccome servono più che ad altro a porre in movimento e sperimentare come i congegni di una gran macch ina. tutti i servizi necessari per l'e:; islenza e l'azione dei grossi corpi di truppa, in guisa da ottenere che quei NE[;

ÀNNO XIX, VOL . IV.

16


2t2 I CAMPI n'ISTHUZIONE congegni funz ionino poi nel modo il più perfetto al momento del bisogno, non ci sembra indispensabile ehe queste grandi manovre si facc iano ogni anno, giacché i quadri ed il personale addetto ai vari servizi non mutano con grande frequenza.

Ad ogni modo quanlo si è fatto uel! a scorsa estate in Italia per la parte d'istruzione di cui traltiamo non può a nostro avviso essere giudicalo poco anche quando si voglia slabilire un giusto confronto con quanto si è operalo per lo stesso oggetto presso le vicine potenze, tenendo il debito calcolo e delle condizioni speciali nostre e di quelle particolari di ciascuna di esse. Si vedrà da tale confronto che se da noi le esercitazion i si son dovute lim itare a quelle di un ordine più ristretto, si è pe r altro potuto ottenere di fare ad esse partecipare quasi" tutto l'esercito mentre ciò non è avvenuto presso taluna delle nostre vicine. Crediamo uti le a questo scopo ricordare qui sotto brevemente quanto siasi fatto in Austria-Ungheria, in Germania ed in !?rancia.

,NEL 1874

Vienna ebbe la durata di 4 mesi e mezzo e .fo diviso in 6 periodi disli nti, ciascuno dei quali durò 20,giorni circa. ,Ai {>rimi 4- periodi non presero parte che 2 reggimenti di fanteria per volta, con 3 squndroni di. cavalleria nel 3° e 4° periodo ~d in quesL'ultimo anche ~ battaglione caccint0ri. Nel 5° periodo 4 reggimenti di fanteria, 2 battaglioni cacciatori, 4 reggimento di cavalleria e 6 batterie -di artiglierja ed 4 compagnia del genio. Nel 6° periodo 5 reggimenti di fanteria, 1 battacrlione cacciaLOri, 2 reggimenti di cavalle, ria, 6 batterie o .. d'arti~lieria ed 1 compagnia pontomen. . . In totale 17 regg:menli di fanteria, 4 ba,ltaghom cacciatori, 4 reggim enti di cavalleria, 12 batterie, 1 compagnia del genio ed 1 co mpagnia pontonieri. Al campo di Pili s Czaba prese pnrle la guarnigione di Pest in successivi periodi di circa , 4 settimane per ciascuno dal 15 m1Jggio alla fine di setlembre, alla quale epoca vi ebbero luogo per 3 giorni gr~ndi ~a~ novre della guarn igione stessa con 7 regg1menl1 d1 fanteria, 1 baLLaglione cacciatori, 2 reggimenti di cavalle.ria, 8 ballerie d'artiglieria ed 1 ballaglione del gen io. Le grandi manovre ebbero luogo : a) A Totis per la cavalleria con 5 reggigienti (30 squadroni) e 4 batterie monlate. Queste grand i manovre durarono 45 giorni cioè dnl 25 agosto al1'8 settembre; b) In Boemia per soli 3 giorni prendendovi parte 5 divisioni dell'esercito aLLivo e 8 ballaglioni di landwehr. Oltre ì campi e le grandi manovre ora accenna.le tutte le divis io ni delle quali consta l'attuale ordinamento di pace dell'esercito austriaco, fotta eccezione per quello cli Troppau e Zara, hanno eseguiti concentramenti speciali per esercitazioni d'insieme di mag1

1

1

Austria-Ungheria (i).

Nel periodo d'estate ed autunno ebbero luogo per l'eserci to austro -ungaI'ico campi d'istruzione, grandi manovre e concentramenti specinli. I campi d'istruzione furono quello di Bruok e quello . di Pilìs Czaba. Il campo di Bruck. destinalo per la guarnigione di (1) Y. Cronaca militare estera del P maggio, 1° giugno, 16 luglio, rn agosto 1874.

rn

giugtio,


I CAMPI D'ISTRUZIONE

giore o minore importanza con una durata che varia dai 1O ai 15 giorni. La iandwehr ungherese con concentramenti speciali eseguiti in vari punli del paese (Valenez-Lovàsberény, Martonsvàsàr-Vaal, Wct·chetz, Lugas, Arada, Sza thmàr Nemeti, Grosswerdein, Rossemberg) ha pur essa atteso ad istl'Uzioni d'insieme, le quali ebbero una durata che vai;iò dai 40 ai 15 giorni. A questi concentramenti presero parte 21 battaglioni, 8 squadroni e 2 batterie mitragliere. I campi d'istruzione, come si rileva dall'istruzione per le eserc ita zioni pratiche per la fanteria, cava lleria ed artiglieria dell'esercito austro-ungarico emanata fin dal 1871, sono esclusivam e~te des tinati pel compimen to di quelle esercitazioni che le truppe per mancanza di spazio e di terreno ad atto non possono eseguirle nelle guarnigioni (Bruck per la guarnigione di Vienna, Pili.:;, Czaba per quella di Pest). L'istruzione ora accen nala fissa particolareggiatamente le norme secondo le quali le esercitazioni delle truppe devono procedere e progredire nel periodo annuale. Da queste norme pare si possa stab ilire che nell'esercito austro- ungarico é normalmente stabilito che ogni divisione debba per proprio conto, senza bisogno di ulteriori i:;truzioni, provvedere all'esecuzione di tulle le esercitazioni cli combntti111ento e d'insieme . Gli é solo quando si ellellua.no grossi concen tramenti per gr<!-ndi manovre su vasta scala che si danno norme speciali. Così infatti avven ne per le manovre di cavalleria. presso Totis, cqsì pure per quelle di Boemia. Le prime di qneste avevano per scopo di esperimentare l'azione di geossi corpi di cavalleria, ed è natura.le che ciò &vvenga in un esercito nel quale la eava lleria non fo difello, ma anzi vi abbonda copiosamente, ond' è che esso appun to deve porsi in misura di saper ado-

NEL

4874.-

perarla io caso di guerra in gro~si corpi p~r pote~· con successo tener fronte ad un nemico che di quell arma potesse disporre in eguale misura . Le grandi manovre di Boemia. non po_teron? av~re_ altro scopo che quello già accennalo, cioè d1 o~nr~ un' utile scuola ai quadri e specialmc>nle a quelli d~1 più elevati gradini della gerarchia, e_ d_ì pon:e_in movimento tutto l'in(Tranaggio dei moltephc1 serv1z1 che necessariamente a~compagnano le grosse masse di truppa. Erano 2 divisioni complete contro 3 altre divisioni, e rispetto alla quan1ità si può dire che lo scopo fu perfeuamente raggiunto. I concen1ramenti della Iandwehr ungherese sono pienamente gius ti ficati dal\"im porta~za che. attribuisce questa parte dell'impero all'esercito degli ~onveds'. importanza. che essa non tra scura. nè occasione, ne mezzo per aumentare onde poter aver_e all' occorrenza nelle decisioni del GoYerno una suffic1ente preponderanza da. fare, se non prevalere, almeno pesare i propri interessi. se si ti fln eonto dello stato finanziario poco florido dell' Austria-Uo,,.heria non è certo senza ammirazione che si deve p;nsare alle somme non indifferenti ~he si saranno spese in quesl'anno per tutte queste eserc1t~zioni e concentramenti. li Governo però, sebbene abb ia fauo delle economie in altri rami del servizio militare, non ha creduto tuuavia di operarne alcuna rispetto alle eserr. itazioni delle truppe, ed è per queste che esse hanno avuto il massimo svil uppo desiderabile. Anche dal lato del profitto, a quanto pare, l'AustriaUngheria non deve rimpiangere le spes~ folle a. qn~_sto scopo, poichè tulli son concord i nel ~1con oscere l 1mpeo·no preso per parte degli uffici uli e delle truppe neÌÌ'eseO'uire le varie esercitazion i, il progresso ottenuto ih pochi anni, sia rispetto all'iniziativa. individuale dai


246

NEL

I CAMPI D'ISTRUZIONE

più infim i ai più elevati gradi, sia riS'petto aà un concorde insieme in ogni azione mil itare. La stessa landwebr ha gareggiato coll'esercito · attivo, ~i è fatta specialmente ammirare per la regolarità della tenuta, per l'ordine e la disciplina, èd anche per non poca perizia nelle esercitazioni, sebbene a questo riguardo vi sia ehi le abbia specialmente fatto appunto della precipitazione nei fuochi, del soverchio ed inopportuno consumo di munizioni e talvolta anche di attacchi non convenientemente preparali.

Germania (~).

La Germania normalmente rron forma campi d'istruzioni per le esercitazioni delle truppe del suo esercito. In quella vece l'appendice JII al regolamento pel servizio di campagna e per le grandi manovre del giugno ,1870 dà le norme di massima secondo le quali le grandi manovre de lle truppe di ogni corpo d'esercito devono aver luogo. Queste norme si dividono in quelle applicabili alle truppe dipendenti da corpi d'eserc:ilo pei quali non son prescritte manovre speci-ali da eseguirsi nell'autunno , ed in quelle applicabili a truppe che devono prender parte a manovre autunnali . Nel. primo ca~o le norme prescrivono che le truppe esegu1scano 8 giorni di eserci1azioni di reo-o-imento per la fanteria e ·I 4 giorni per la cavalleria; q~indi 5 giorni di manovre di brigata, sia di fanteria come di cavalleria. Infine ·11 giorni di manovre cli divisione. In

24.-7

1874

1

totale 24 giorni per la fanteria e 30 per la cavalleria dai quali devonsi dedurre le domeniche ed i giorni di riposo necessari. Gli 14 giorni assegnati alle manovre di division~ vengono impiegati : 3 giorni nel servizio di campagna e di avamposti brigata. per brigata; 3 o 4 giorni di manovre della divisione divisa in due parti; 2 o 3 g\orni per le manovre della divisione tutta iotiera contro nemico supposto o segnato. Le truppe normalmente sono accantonale, fatta eccezione per quel le in avamposto, e nei due uhirni periodi durante i quali la divisione deve almeno bivaccare due volte. Nel 2° caso, quando cioè le !ruppe devono prender parte a manovre uutunnali, le nol'me di massima sono mod ificale nel senso che son soppressi. 1 giorno di riposo ed i 3 giorni di manovre di divisione divisa in due parti; gli accanlOnarnenti del le truppe sono regolati in modo che esse debbano almeno bivaccare una volta. In questo caso al le manovre di divisione della durata di 7 giorni succedono con l'interva llo di 1 giorno di riposo manovre di corpo d'eserdto e talvolta anche di due corpi operanti l'uno contro l'a ltro. La durata di queste ultime manovre è determinala volta per volta con disposizioni speciali. In quest'anno un ordine imperiale del 19 gennaio prescriveva appunto che i vari corpi d'esercito eseguissero le grandi manovre secondo le prescrizioni date da ll' appendice sopra citata (4° caso) ed in quest'ordì ne erano fa ile le seguenti eccezioni. Il 10° corpo, al quale fu aggiunto il 3° reggimento della guardia a piedi, doveva eseguire le grandi manovre in conform ità dell'appenrlice del giugno 1870, ma secondo il caso secondo, cioè eseguendo in fine del periodo manovre di corpo d'esercito. 1

1

{,I) V. Cronaca militare estera del 16 marzo,~ 6 luglio, 46 agosto~ 874.


248 I CAMPI D'ISTRUZIONE Al 3°, 4° e 15° corpo la durata delle esercitazioni di brigata e reggimento doveva esser ridotta di 2 giorni da quella prtscrilla, e presso i medesimi corpi .i rispeuivi reggimenti di cava lleria dovevano riunirsi formati su 4 squadroni per prender parte ad esercitazioni speciali della durata di •13 giorni. Pel 7°, 8°, 9° ed 11 ° corpo le esercì tazioni delle tre armi riunite dovevano prolungarsi di 2 giorni per dar luogo ad una manovra di intero corpo contro nemico segrw!o o supposto, non ehe alcune manovre campali di divi sioni contrapposte. Le manovre speciali di cavalleria ebbero per scopo di esperimentare il nuovo regolamento d'esercizio che dev'essere definitivamente adottato per detta arma . L'appendice già parecchie volte menzionata che dà le norme per le grandi manovre è una conferma del principio d'ordine di previsione che nell'esercito germanico regna anche nei più minuti particolari. Ogni corpo d'esercito sa quindi preventivamente ciò che gli spe tta anche rispetto alle grandi manovre, ed un ordine imperiale può solo modificare il suo còmpi to. Quest'ordine però è sempre diramato per tempo anche quando, siccome è avvenuto in quest'anno, le modificaz ioni alle norme di massima sono state quasi che iosignifican!i. Duranle le grandi manov re è prescrilto che non debbano rimanere alla sede dei corpi che i distaccamenti appena necessari pel disim pegno dei vari servizi di guarnigione. Ne segue perciò che lo scopo principale gli é quello di far partecipare a queste manovre il maggior numero possibile di soldntì. La ragione di ciò sta anzitutto nel non esservi in Germania, eome in altri paesi, la necessità di tenern nel le città grossi presidii pel' ragioni politiche, o di dover disseminare i corpi in numerosi distaccamenti

'.z49 per motivi di pubblica sicurezza. Ciò che permelle p·oi essenzialmente di poter ogni anno far partecipare tutto l'esercito alle grandi manovre è lo stato delle finanze le quali permettono che le spese per l'esercito si facciano non diremo con profusilme, ma con quell a larghezza che è una delle indispensabili condizioni per ottenere in ogni cosa, ma più che ovunque negli eserciti, quanto che si fa dia tullo il frutto possibile. Un breve raffronto fra le condizioni finanziarie della Germania e le nostre, fra le somme che si assegnano colà per l'esercito e quelle che sor10 assegnate da noi> dovrebbe bastare per far tacere tutti co loro ai quali pare che noi n·on facciamo abbastanza anche a paragone di ciò che spendiamo. Nessuna partieolareggiata relazione sulle grandi manovre di Germania è stata fìoora pnblicata; ma sarebbe un mancare ad ogni fondamento e ad ogni ragionata previsione il supporre che questo esercito sul quale si modell ano oggi giorno quasi tulli quelli d'Europa non avesse dovuto, anche in occasione delle ultime grandi manovre, dar prova di quella perizia nell'addestramento delle truppe alla guerra che è stnta così luminosamente posta in evidenza dai frulli eh' essa ha dato sui campi di battaglia. NEL 187,i,

Francia (4).

Si sono in l~rancia mantenuti fino a questi giorni alcuni grossi nuclei di truppa concentrati in accampamenti nelle vicinanze di Parigi. Dessi però non ave(4) V, Cronaca militare estera 46 giugno e 46 agosto, 4 settembre e 46 settembre 487 4.


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vano nessuno scopo d'istruzione e quindi sono stati sciolli man mano che furono allestite le occorrenti case rme nelle regioni che ne di fetta vano, ed a misura che le ragioni politiche, che potevano consigliare la loro esistenza, sono scomparse . Gli stessi grossi campi e di lunga durata che si formarono colà per lo passato non hanno avuto luogo in quest'anno. Da quel vecch io sistema l'esercito francese è passato a quell0 ritenuto pel migliore anche negli altri paesi ed ha espe rimec tato quindi pe r la prima volta Je grand i manovre su vasta scala, e ciò in conseguenza della legge de l 24: luglio 1873 la quale p rescrire ell e l'i struzione progressiva e regola re delle truppe di tulle le arm i abbia termine ogn i anno con marcie, manovre ed operazioni d'insi em e. li Min istero della guerra francese ha quindi ordi nato in quest'anno che i seguenti corpi d'esercito eseguisse ro le grandi manovre:

si può s~orgP.re ?i è che la scella di quelli pei quali furt>.no prescritte le grandi manovre, non è stata fatta a ca~o, sibbene subordinalu ad un concello s~rategico direttivo. Infatti, come già ebbe occasione d i rilevare l' Aveni·r militaire del 26 agosto del corrente anno, questi corpi d'esercito si co llegano quasi tutti fra loro. I1 ,1°, 2°, 6°, 7°, 8° e U..0 orcupano la zon:i. di fron tiera nella qua le successero i disastri di Metz e Sedan, la resistenza del generale Pairl h~rbe nel nord, e quelle del ~enera le Bourbaki e Clinchant all'est. li q.0 corpo copre Parigi al sud-ovest. L'4 ·1°protegge le fro ntiere fra nces i marittime dell'ovest da Brest alla Ro chelle, ed il 16° le fron ti ere marittime al sud-ovest dalle becche del Rodano a Celle. Il Ministero della guerra nell'ordinare queste grandi manovre ne ha solta nto prescritta la durata massima che fu di giorni H5; del resto, all'infuori di norme gene'rali, ha lasciato in Lutto piena libertà di azione ai rispettivi comandan ti di corpo d'eserc ito. Questo indirizzo era naturalm en te necessario in un eserci to nel qua le si ce rca ora di svilu ppare al massimo grado l'azione dell' inizia tiva in<lividuale, alla quale si lasciava così poca pa rte pri ma d'ora. In ba se quindi ad un piJno prestabilito di manovra per ciascun corpo d'esercito, i rispellivi comanda nti hanno date le proprie istruzioni. Ri escirebbe pertantoassai difficile il poterle coordi nare in un tutto omogeneo, ma si può nondimeno vedere come esse informate ai san i principii dell'arte mi litare moderna mirino specialmente a lasciar libero campo all' iniziativa, sebbene si abbia avuto lu ogo di osse rvare che all'alto pra tico questa non siasi sviluppata come sarebbe da desiderarsi. l'erò se questo difetto v'è stato non è da stupirne; era la necessaria cunsegnenza dall't.sser ques ta la prima volta che ufficiali e soldati si trovavano ad eseguire

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1 • lille; 2° Amiens; 4° Le ~fons; 6° Chàlons; 7° Besançon; 8° Bourges; 9° Tours; 1 1° Nantes; 14° Lyon ; 16° ~1onpellier. 1

Non si sa se ragi oni di economia od altre abbiano consigliato il Ministero della guerra a li mitare le grandi manovre solo a poco più della me tà dei corpi d'esercito esistenti in f?ra ncia (i corpi d'esercito &ono in tuuo 18 senza contare quello d'Algeria) ; ma ciò che

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i quali dovesse esercitarsi la facollà concessa ai comandi generali di operare quei concentramenti di truppa che credessero necessari per poter dar pieno svolgimento all'ammaestramento tattico delle truppe dipendenti e· segnatamente per l'esecuzione dei tiri di combattimento e deile esercitazioni tattiche di 3° grado; e riservando unicamente al Ministero di decidere e provvedere all'occorrenza con particolari àisposizioni circa l'esecuzione· di manovre di grnssi corpi tattici, grandi manovre.', ; In base a tale autorizzazione ed usando del largo campo lasciato alla propria iniziativa, ciascun comando generale ha provveduto in quel modo che gli parve più conveniente per raggiungere lo scopo, tenendo il debito conto delle circostanze locali e delle istruzioni ministeriali. In generale si scorge dai provvedimenti presi essere stata preoccupazione di tutti: di far concorrere il maggior numero possibi le di truppe al beneficio dei. campi d'istruzione; che i concentramenti ai campi si facessero veramente per l'esecuzione di quelle esercitazioni che non potessero eseguirsi o avere il necessario sviluppo ne' dintorni di presidio; che questi concentramemi si operassero in modo di evitare, nell'interesse economico dello Stato ed anche per non creare imbarazzi ai servizi di presidio e segnatamente a quello d'ordine pubblico, spostamenti soverchi e troppo dispendiosi di corpi o reparti ('1 ), e da non laseiarc troppo sguerniti di truppe 4uei presidii o quelle provincie che maggiormente ne abbisognassero. Ne è avvenuto che per la massima parte questi concentramenti hanno avuto luogo per brigate.

mnnovre d'insieme su terreno vario secondo Ie esige~ze _ d~l guerreg~iare d'oggigiorno. Non si poteva quindi r1prometters1 da loro tutto ·quello che si ha ragione di chiedere ad un esercito pel quale l'iniziativa è ormai un'abitudine, il terreno acciden tato è quasi 'l'ordi_nari_o s_it?. d'istruzione, pel quale, in una parpla, i nuovi prmc1p11 della guerra si son trasfusi nel sano-ue di tutti, doll'ultir:no gregario al comundante in cap~. Del resto era quasi necess ità che in questa prima prova l'iniziativa individuale fosse nel fallo convenientemente moderata, poichè se si fosse lasciata la mas sima libertà d'azione, avrebbe facilrpente potuto degenerare in disordine. Non è a dubitare che in un prossimo anno anche per questa parte l'esercito francese si farà ammirare, come lo ha meritato per molte altre cose. In generale ogni corpo d'esercito ha diviso in due periodi la durata concessagli per le grandi manovre. Nel primo, sempre subordinatamen!e ad un concetto direttivo, si delle luogo ad esercitazioni di combattimento di reggimento e di brigata e di distaccamenti misti, nel secondo ebbero sviluppo esercitazioni di divisione e di corpo d'esercito. Italia.

Vediamo ora succintamente ciò che si è fatto pel nostro esercito . L'impianto de' campi d'istruzione in quest'anno anche presso di noi e stato posto nelle aLtribuzioni dei comandi generali, ciascuno per le truppe della rispelli va giurisdizione di comando. li Ministro del la guerra si è limitalo a dare a tal uopo alc11ne disposizioni generalissime segnando più che altro i limiti di tempo e di spesa entro

Nel comando generale di Firenze i siti scelti pei con(~) Il l\Iinistero aveva a talo riguardo stabilito cbe in tali spostamenti non si dovesse in ogni caso superare la distanza di l 00 chilon,etri.

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254 I CAMPI D-'ISTnUZlONE cenlramenti furono quauro: due per la div.isione di noloo-na (Montecchio-Faenza), due per quella di l?irenie' o (Livorno~Viareggio), Presero partea tali concentrarnent1 tulle le truppe di fai1teria e di cavalleria di quel comando generale con un proporzionato numero di batterie, in .due distinti periodi (mesi di luglio e d'agosto) di un mese ciascuno. In'tervennero al campo di Firenze sia nel primo sia nel secondo peri 9do: ,1 brigata di fanteria, 1 batteria e 2 squadroni; al campo di Montecchio, nel pr.irno periodo '1 brigata di fanter ia, 2 squndroni, 1 balleria, nel secondo 1 brigata di fanteria di lineo, 1 reggimento bersaglieri, 2 batte rie e 3 squadroIJi; al 'Campo di Viareggio, 1 brigata di fanteria, ,1 batteria, ,1 squadrone per ciaschedun periodo.i Le tru,ppe del presidio di Livorno (2 reggimenti <li fanteria di linea ed ,J di bersaglieri) non ebbero mestieri di essere concentrate in apposito accampamemo o accantonamento, esscnd.ovi ne i dintorni del pres idio terreni adattatissimi pe r fazioni; solo fu provveduto che i battaglioni di quei reggimenti si alterrrnssero nei distaccamenti per modo che lutti potessero prender parte alle esercitazioni e che pee ciascun periodo d'islruzione fossero disponibili 2 ballaglioni per ciascun reggi mento, più 1 batteria ed 1 squadrone aggiunti per quest'uopo appositamente al presidio. !.\el comando generale di Milnno i concentramenti furono ripaniti_in tre periodi corrispond enti ai I.re mesi di giugno, luglio ed agosto; le truppe raccorte per ogni perio do in lre centri diversi a poca distanza l'uno dall'altro (Somma, Gallarate, Lonate-Pozzuoli) per brigata, salvo due eccezion i delle qua li ora faremo menzione. Furono designati come centri di concentramento per le brigate di fanteria Sonima e Ga llarate, per la cavalleria Lonate-·Pozzuoli. Nel 4° periodo però il reparto

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di Ga,llarate fu costituito dal solo ·8° reggimento bersaglieri, e quello di Looate-Pozzuoli da un solo reggimento di ca vali eri a. Ad ogni brigata di faot~ria f:u assegnata 1 brigata di 2 batterie <l'artiglieria, alla br1gàta di cavalleria ed al reggimento bersaglieri una sola balleria. Per dar modo ai vari reparti di eseguire esercitazioni delle tre armi combinate, fu data facoltà ai co · mandanti i reparti di fanteria di richiedere per tal uopo, ogni volta che ne facesse mf'stieri, uno o due squaQroni al comandante del reparto d1 cavalleria, in guisa però da non portare incaglio allo sviluppo delle islruzioni $peciali della cavalleria. In ogni periodo fu assegnata ad uno dei reparti, per il servizi o de' trasporti proprio e degli altri reparti, una compagnia de l treno. Nel comando generale di Napoli non fu possibile di sLabilire norme generali per le truppe delle tre divisioni dipendenti, stante le disparatissime condizioni di dislocazione e di servizio nelle quali si ~rovano le truppe in quelle tre divisioni. Così per le truppe della divisione di Salerno, ove le esirrenzc della pubb li ca sicurezza tengono i.corpi o .. in uno stato di assoluto fraz io namento, fu mesuer1 rinunciare ad ogni proposito di esereitazioni di qualche irnporlanza. l\è molto si polè fare nella divisione di Bari nella quale le esercitazioni tatlichP. fur0no limi1atc a quelle che si potessero eseguire nei dintorni clri presidii e colla poca forza d~i medesimi. Soltanto due bauaglioni del 6° reggimento fanteria di stanza a Lecce potr.rono temporaneamente essere accantonati ad Otranto per attendere in ·terreni più propizi ad una serie continuata di esercitazioni di -z 0 grado. Nella divisione di Napoli le fel ici condizioni della dislocazione delle truppe, distribuite per la massima

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parte in pochi grossi presidi i, composti d'armi diverse e talmente vicini gli uni agli altri da poter con facilità combinare esercitazioni de lle tre armi riunite, senza togliere le truppe dalle loro sedi ordinarie, e la prossimità a ciascuno di tali presidi di terreni abbastanza acconci a ~anovrare e di poligoni per l'esecuzione dei tiri a grandi distanze, non facevano trovare indispensabili appositi concentramenti per dare un pieno svolgimento all'istruzione pratica del tiro ed alle esercitazioni tattiche fino a quelle di 2° grado inclusive. Epperò fu prescritto che queste esercitazioni si compissero nei dintorni dei rispettivi presi dii, mentre per l'esecuzione delle esercitazioni di 3° grado furono costituite nel terreno fra Capua e Maddaloni dal '.33 agosto al 5 settembre una grossa divisione d'istruzione ed una brigala di cavalleria. Fecero pat'le della divisione d'istruzione: 3 regaimenti di fanteria completi , 1 reggimento con 2 s~li battagl ioni, il 1° battaglione d'istruzione, costituiti in 2 brigate di fanteria; 1 brigata d'artiglieria di 4. batterie; 4 squadroni di cavalleria; e come truppe complementari: 2 ballaglioni di bersaglieri, 1 sezione di sanità, ed ,1 colonna del treno. La brigata di cavalleria fu formata da 2 reggimenti a ,i. squadroni ciascuno. Nel comando generale di Roma nella stessa guisa e per le medesime cagioni che in quello di :'ìapoli non vi fu modo di stabilire un identico sistema per le truppe delle tre divisioni che ne fanno parte. Per le truppe della divisione di Chieti fu impiantato un campo d'is truz ione nelle vicinanze di Francavilla sull'Adriatico, al quale intervennero in due diversi periodi, dal '10 luglio al 5 seLLembre, i tre reggimenti di fanteria di quella divisione ripartiti in due nuclei di 18 compagnie per periodo . A questi furono uggiunti per le esercitazioni delle tre armi combinate ·1 batteria 1

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ed 1 squadrone, più 1 piccola colonna del treno pel servizio dei trasporti. E un campo d'istruzione fu pure stabilito per le truppe del la divisione di Perugia a Fossato di Vico a cavallo dell'Appenn ino; e vi convennero : nel 1° periodo (mese di luglio) 2 reggimenti completi di fanteria di linea, il 3° battagl ione d'istruzione, 1 batteria da montagna ed 1 da campagna, 1 squadrone di cavalleria e 1 colonna del treno; nel 2° (mese di agosto), 1 reggimento di bersaglieri (3 battagl ioni), il 3° battaglione volontal'i, più truppe di artiglieria, di cavalleria e del treno, in forza pari a quelle del ,1° periodo. Nei primi giorni d'agosto, cioè nel passaggio dal ,t O al ~·periodo, tutte queste truppe presero parte ad una fazione di brigate contrapposte che si svolse attraverso all' Appennino. Le truppe di fanteria della divisione di Roma, ad eccezione del regp;imento distaccato a Cagliari, furono raccolte succes~ivamente in due diversi periodi (mesi di luglio e d'agosto) nei dintorni di Palestrina con proporzionati repar-ti delle allre armi per modo da formare in ciascun periodo una divisione d'istruzione COSÌ CO fl}pOSla : 2 brigate fanteria a ~ reggimenti ciascuna; i reggimento di cavalleria (3 squadroni); 1 brigata d'artigli.e ria (3 batterie); 2 compagn ie del treno; 1 distaccamento del genio pel servizio telegrafico; 1 distaccamento infermieri pe! servizio sanitario.

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comando · generale di Torino fu disposto che le esercitazioni elementari fossero esegui te nei dintorni dei vari presidii, e che per l'esecuzione di quelle di 3° grado e pel completamento dell'istruzione sul tiro, ANNO XIX, VOL IV.

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le truppe di quella divisione fossero distaccate fuori dell e ordinarie stanze, in sili ada ui, in prossimità però dei presidii stessi e cioè: i 3 reggimenti di fanteria della divisioneldi Genova a Campofreddo, ove si recarono successivamente per un periodo di 20 giorni ciascuno, essendo loro uggiunti per le esercita:t,ioni 1 bauer:a da montugna ed ,t plotone di cavalleria: Ù 29° fanteria nei dintorni stessi di Cuneo dal 1O al 25 arrosto t> , il 30° nei dintorn i d'Ivrea dal 15 al 3 1 luglio, il ,1° reggimento bersagli eri con 1 bau.eria da montagna nei dintorni di Giaveno dal ,J O ul 25 agosto, il 77° e 78° fanteria riun iti in brigata dal 20 luglio al 5 agosto fra Avigliana e Giaveno. Al 29° ed al 30° fanteria furono ass<->gnati 1 squadrone ed ·I batteria per ciascuno; alla .brigata _(77° e 78°) 3 squadroni ed 1 brigata d'artiglieria (tre batterie) . Nei primi giorni di settembre poi ebbero luogo in quel comando generale, pe1· ammaestramento in special modo della cavalleria e dell'artiglieria, alcune fazioni campali alle quali concorsero 3 reggimenti di cavalleria, 15 batterie, 5 battagl ioni di fanteria, ripartiti in due opposti purtiti . Le grandi manovre in quel comando generale furono molto uttlmente sostituite con esercitazioni d'inqitadramento, cioè manovre s'ut terreno con reparti di truppa sempli cemente segnati, alte quali presero parte molti ufficiali di tutti i co rpi del la divisione di Torino dando svo lgimento ad un tema proposto dal comando generale stesso. Le truppe di fanteria del comando generale di Ve rona foro.no ripartite per brigate in 6 campi ai quali intervennero a periodi di circa un mese di durata ciascuno, dal 10 luglio al '11.> agosto . Questi piccoli campi furono stabiliti : a Praglia e Corn uda per la divisione di PcJdova, e per la div isi one di Verona: a Castiglione delle Stiviere (due periodi), a Spiazzi sul 1

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v:ersante orientale di Monte Baldo, a Chiesanuova sui Monti Lessini. A ciascuna brigata furono a~segnati proporzionati riparti delle altre armi a seconda anche della località dove avevano a manovrare; cosi ai campi di pianura furono in massima dati 2 squadroni di cavalleria ed 1 batteria, a quelli di montagna un solo squadrone (a quello di Chiesanuova anzi un solo plotone) di cavalleria, 1 batteria da montagna, ~ da campagna ed anche ·I compagnia del genio ; più a ciascun campo ,1 picco la colonna del treno pel servizio di trasporti e segnatamente dei malati. Alle esercitazioni del 2° periodo del campo di Castiglione prese parte anche il 2° battaglione volontari . Neo·li ultimi giorni di agosto furono poi eseguite aneli~ nel comando genera le di Verona alcune fazioni per esercitazione speciale della cavalleria ed at·Liglieria, alle quali presero parte 3 reggimenti di cavalleria e quasi tutte le truppe di. fanteria e d'artiglieria de~ pr~sidio di Verona, essendosi siffalle fazioni svolte rn vicinanza di quella città. Ad altra faz.ione, ma questa speciaìrnen te per istruzione di avanscoperla, aveva già concorso parte delle truppe di quel presidio , cioè il 18° cavalleriu con 4 battagl ion i e 2 batterie, in occas ione del ritorno alla propria guarnigione (Verona) delle truppe intervenute al campo di Chiesanuova. 1

Come si può rilevare dalla suceinta esposizione fatta fin qui e come si è già nòtat.o dal principio, in quasi tutte le divisi oni poterono esegu:rs i esel'citazioni delle tre armi combinate, le quali furono generalmente estese fino a quelle di reggimenti conlrapposti, col concorso di artigliel'ia e ca vulleria; in tre divisioni e cioè in quelle di Roma, Napoli e Perugia furono eseguite fazioni di bl'igatc co11Lrapposte e nella prima anzi anche fazioni di divisioni con nemico segnato.


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~er l'istruzione ~peciale della cavalleria furono oper~~1 concentramenti speciali ed eseguite fazioni su scala pm o meno vasta dovunque fu possibile, alle quali presero parte quasi i tre quarti dei nostri re1l'gimenti di cavalleria e cioè: due nella divisione di N~poli, tre in quella di Verona, cinque in quella di Milano , tre in quella di Torino. I risultati di tutti questi campi e fazioni furono in generale giudicati e dichiarati soddisfar;enti e da chi vi è intervenuto, e da chi li ha comandati e direlti e dagli augusti personaggi che li hanno ispezionati.' Da _tutl~ è stato riconosciuto il notevole progresso che già s1 è ottenuto nel nostro esercito in fallo di ammaest~amento taltico. A cominciare dal semplice soldato risalendo su su nei diversi gradi della gerar?hia lo spirito d'iniziativa è già assai bene sviluppato, 11 soldato mostra in generale di saper assai giudiziosamente profittare degli accidenti del terreno, i quadri mettono tutto il loro impegno a condurre le u=uppe con formazioni adaue al terreno e tenendo sen; pre di mira il concetto generale che deve svilupparsi nelle manovre. Ma questo retto avviam ento non può condurre a buon fine, non si può confidare in risullati di una vera uti.lità pratica, non possono essere estirpati gli errori vecchi e nuovi, quando la svegliala iniziativa individuale e i buoni principi.i attin ti. nelle istruzioni ed esercitazioni di guarnigione non abbiano modo di essere messi alla prova in condizioni le più conformi a quelle nell e quali ciascuno potrebbe essere chiamato ad esercì tare la propria azione in guerra (11). (,1 l È soverchio, crediamo, far notare come con ciò non si voglia disconoscere l'importanza e l'utilità delle esercitazioni di guarnigionecomprese quelle di piazza d'armi: queste considerìamo anzi come una

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Ecco a cosa debbono essenzialmente servire i campi d'istruzione ed · a cosa hanno egregiamente servito quelli di quest'anno, che appunto perché ristretti hanno dato modo di non trascurare alcuno di quei particolari che sfuggirebbero in campi più grossi e che non possono essere curati con utilità nelle esercitazioni di guarnigione. I difetti principali che hanno in generale chiamata l'attenzione dei comandanti e degli ispettori dei campi sono: una eccessiva precipitazione dei movimenti, una impazienza di raggiungere lo scopo prefisso la quale faceva spesso dimenticare di tener sufiiciente conto di tutte le circostanze che in guerra effettiva fanno appunto ritardare i movimenti; la tendenza ad abbracciare troppo, proporzionatamente alla forza di ciascun reparto, per quanto all'estensione sia del terreno sia delle operazioni, la quale tendenza si è manifestata talvolta anche nei terni stessi proposti alle esercitazioni; finalmente un non giusto apprezzamento in tutti della responsabilità che va lascinta nelle manovre a ciascun grado della gerarchia perchè le esercitazioni possano procedere col1'9rdine, colla precisione e colla calma necessarie. Contro questi difetti si ad operò tutta l'attività , la intelligenza, l'energia degli ufficia li generuli ch'ebbero il comando dei vari riparli di esercitazione. Nè senza

necessaria preparazione di quelle campali. Diciamo questo perchè v'ha una scuola, assai ristretta fortunatamente, la quale male apprezzando gl' insegnamenti che ci vengono dalla Germania non fa che gridare al pedantismo ed all'inutilità delle istruzioni di piazza d'armi, ignorando forse che nella stessa Germania si dauno a queste istruzioni le più attente cure, e si esige nel!' esecuzione delle medesime la più rigorosa osservanza delle prescrizioni regolamentari; e non vorremmo quindi essere fraintesi.


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risultati assai lusinghieri ( 1); lantochè nelle ultime esercitazìon i si ebbero a notare sensibilissimi miglioramenti rispetto a questi particolari e segnatamen te per quanto concerne l'ultimo dei difetti or segnalati . Quel vociare e darsi molo di tulti per correggere, comandare, rimproverare entrando nelle attribuzioni dei oorndi più subalterni, menomando il campo dell'altrui iniziativa e generando non altro che confusione, si è veduto andar nian mano scemando con gran vanlarYo·io della precisione delle manovre e con molto rnao~1or bt> profitto per l' istruzione di tutti. In taluni campi parve anzi troppa l'insistenza adoperata per sradicare il vizio di cui parliamo e che si cadesse nell'esagerazione opposta. Vi furono esercitazioni durante le quali fu osservato un silenzio così assoluto da togliere quasi brio alle manovre; ma di ciò ci sembra non possa fars i che lode a chi ha diretlò quelle eserc itazioni . Per vincere certe perrliciose abitudini profondamente radic.:ate fa di mestieri di rimedi radicali e di eccedere talvolta in senso contrario. Assai più malagevo le opera sarà quella di estirpare gli altri due difetti che abbiamo citali, per quanto si veggano anelar sensibilmente rimpicciolendo co lla frequenza delle esercitazioni di combattimento e man '· mano si va sviluppando e perfczìonando l'istruzione tattica dei quadri. Un notevole progresso si farà a 1

(~) Ci piacerebbe citare a questo proposito il giudizio espresso in alcuni giornali esteri sui nostri campi di quest'anno e sull'impressione lasciata da lle nostre truppe e dal loro g1·ado d'istruzione tattica a che ba assis tit? a. tali campi. Lo spazio che ci è concesso non ci permette \lna tale ci tazione la quale non potrebbe necessariamente andare scompagnata dai nostri commenti; e d'a ltra parte i più notevoli de .... Ji atticoli ai quali alludiamo (uno del ilfilit'air- Wochenblatt ed uui della Revue milita.frc de . l'étrangerJ sono caduti sotto i nostri occhi quando già questo lavoro era scritto ed in parte composto.

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questo riguardo, non ne dubitiamo, quando avrà preso maggior diffusione nei corpi il profittevol issimo eseroi.zio della manovra su lla carta, ch'è una vera scuoia I di tattica applicala, e mercé il quale non si può a meno ai prendere l'abi.tudine a ten ere conto d'ogni circostanza nel maneggio dell e truppe . Tanto nelle esercitazioni dei campi di fanteria, quanto ilil quelle specinli della cavalleria fu curalo l'ammaestramento tatLico di quest'ultima arma non solo pel servizio cli avanscoperta e di ricognizione, ma anche per la sua speciale azione nel combattimento; e si ebbe con soddisfazione a rilevare che anche in quell'arma l'istruzione tattica tanto degli ufficiali quanto della truppa ha buono in<li•'izw ed ha ricavai.o sens ibilissimo vantaggio dal frequente ripetersi delle esercitazioni di combattimento; i soldati furono trovati bene addestrati ad esercitare il loro còmpito nel servizio di esp lorazione, e ciò serva cli risposta a co loro che mostrano di dubitare che della nostra cavalleria per difetto di svcgliatezza e di sufficiente istruzione nelle truppe si possa mai fare quell'utile imp iego che ha fatto la Germania della propria. L'artiglieria mostrò cli essere assai bene addestrnta nella tattica speciale della propria arma e dette spesso prova di una maneggevolezza e mob ilità ammirevoli, ma non sempl'e nelle eserci taz.ioni combinate il suo impiego riuscì nella dovuta armonia con quello delle altre .anni, il che da alcuno fu attribuito a clifetLo di abitu dine di quell'arma a manovrare insiem e alle altre in piccoli reparti tauici, da altri a insufficiente perizia degli ufficial i delle altre armi a farne utile impiego secondo i principii della guerra moderna. Noi non pronunceremo giudizio su questione così del icata. Comunque sia, · tanto in un' ipotesi quanto nell'altra, è evidente che il difetto non può trovare rimedio


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che nel frequente manovrare delle tre armi rnsieme, pel che non si può che far voti che ciò si faccia non solo ne' campi ma anche nelle guarnigioni sempre quando sia possibile, e che si ponga ogni studio 11 che ogni anno possa intervenire sia ai campi sia alle grandi manovre la maggior quantità di batterie poasibile. Una nuova istituzione del nostro esercito che ha avuto campo nei concentramenti di truppe esegui tisi in quest'anno di far buonissima prova di sè e di dar largo sYiluppo alla propria istruzione speciale è quella degli zappatori di fanteria che furono utilizzati con buonissimo risultato in ogni maniera di lavori di loro spettanza sia· nella preparazione dei campi, sia nell'esecuzione delle esercitazioni. l\Ia nostro intendimento non è quello di porgere una particolareggiata relazione dello sviluppo dato ad ogni istruzione e dell'andamento impresso ad ogni servizio nei campi del corrente anno; ci asterremo quindi dall'entrare in maggiori particolari i q uaii potrebbero forse non avere grande interesse quando non seguìti da quelle osservazioni, considerazioni e proposte rivestile di speciale autori là. Aggiungeremo soltanto: che sotto l'aspetto dell'igiene non vi è certo a lagnarsi dei concentramenti operatisi, specialmente per quanto concerne le truppe a ccampate, il che non fece del resto che confermare una vecchia esperienza la quale insegna che ai campi le truppe nella buona stagione go dono assai miglior salute che in guarnigione e negli accantonamenti: Che ogni servizio procedette con regofo.rità e senza inconvenienti: Che il sistema adottato di lasciar larga iniziativa ad ogni corpo nel regolare il vitto della truppa fece otlima prova:

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Che relativamente insignificanti furono le spese per risarcimenti di danni cagionati dalle truppe nelle eser citazioni, le quali in media :;ommarono a poco più di un migliaio di lire per ciascun campo. - Nè diremo dei risultati che si sono ottenuti da vari esperimenti fatti in occasione di siffatti concentramenti, come quelli attorno a diversi oggetti di equipaggiamento e segnatamente di una nuova sella, quelli su vari sistemi di segnalazioni telegrafiche in campagna e finalmente quello più nuovo sull'impiego de' velocipedi per la co rrispondenza fra i vari reparti dei corpi in guerra, il quale a quanto sembra ha lasciato il desiderio di vederlo applicato su più larga scala di quanto si sia potuto fare in quest'anno. Il nostro scopo, lo ripetiamo, è stato unicamente quello di pone solt' occhio· ai lettori della Rivista in un ristretto quadro le provvidenze che si sono prese in quest' anno nel nostro esercito per l' ammaestramento delle truppe nelle esercitazioni di combattimento, ed i giudizi più generalmente espressi intorno ai risultati di tali provvidenze, affinchè i leltori abbiano modo, stabilendo un paragone con quanto si è fotto presso le altre potenze, di apprezzare i vantaggi del sistema tenutosi. J quali vantaggi di fron te ai campi di lunga durata o di grossi reparti possono riassumersi ai seguenti: 1° di far concorrere al beneficio delle esercì tazioni campali maggior numero cli truppe con una spesa relativamente minore; 2° di offrire il modo di curare maggiormente la istruzione tattica dei comandanti i piccoli reparti tattici; 3° di lasciare un più largo campo a svilupparsi allo spirito d' iniziativa degli ufficiali e segnatamente dei comandanti di corpo, il quale deve con ogni studio essere coltivato e promosso; 4° di poter curare maggiormente l'impiego combinato delle


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I CAMPI D'ISTRUZIONE NEI,

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varie armi nelle eserciLazioni d'insieme, giacchè nelle esercitazioni sn grande scala curandosi essenzialmente l' andamento generale della manovra sono meno CU·· rati i partico lari d'esecuzione e gli ufficiali dei corpi non hanno generalm ente a preoccuparsi che del proprio reparto e della propria arma. Il desiderabile a r,oi pare sarebbe che ogni anno si facessero per tutte Ie divisioni, campi di brigate a periodi della durala cli un mese o 40 giorni ciascuno, nei quuli le ·truppe attendessero esclusivamente ad esercilazioni di 2° e di 3° grado fino a quelle di reggimenti contrapposti, col concorso ben inteso delli-\ altre armi, senza la preoccupazione possibilmente del completamento dell'istruzione sul tiro che dovrebbe potersi eseguire in altra epoca : e che a questi campi si facessero poi seguire grandi manovre di una durata media di 15 giorni le q4ali dessero modo cli far eseguire successivamente fazioni di brigata, di visione ed anche corpo d'armata con nemico contrapposto o segnato, alle quali sarebbe utile far conc:orrere ogni anno il maggior numero di trnppe possibile.- E in sostanza il sistema che si è iniziato nel nostro esercito almeno per quanto si può intravedere dul l'i ndirizzo dato a11e cose, benchè in quesL'anno tale sistema non abbia potuto avere la sua piena Dpplicazione; auguriamoci che possa negl i anni venturi applicarsi in tutta la sua pienezza e che non manchino a quest'uopo le risorse finanz iarie, ostacolo insormontabile d'ogni più fermo proposito.

Y.

RIVISTA BIBLIOGBAFICA

Geog,•afl.,1, fisica e 110UUcti . del capitano TANCREDI FoGLIANI. Autorizwta dal àlin istero della g uerra pH uso rl ella Scuola m ilitare. Terza <!d izione - Rùma, coi tipi di Voghera Carlo, tipografo di S. M. - 18ì4. Siamo lieti di constatare il meritato successo di quest'opera, della quale già abbiamo dato un cenno critico 11) quaodo ne apparve la .2" edi1.iooe. Noi scorremmo di nuovo questo libro con -vero diletto, o ne l dichiararlo crediamo, trattandosi di un lavoro seriamenle scientifico, di fare ad un Lempo cd il migliore elogio all'a utore e In maggiore delle raccomandazion i ai lettori. Non i,nsister emo pertan to sui pregi del l'opera, già abbastanza cono sciu ti, ma nell' interesse della scienza esporremo qualche appunto e rettificheremo alcuni dati. A noi pare che in gua lche apprezzamento militare il FOGLJANl abbia usato form e troppo assolu te. P. es. a pag 31 scrive: « Anche i fiumi /01·mano confini nal!llrali e linee di/ensi;ue, ma non così b·uone ci gran pezza come i n,ari e ì mmit·i; perchè, o ii corso del fi1.ime è b1·eve, e proJJorzionatamente sarà povero d 'acque, e quindi facile ci passarsi:o cwrà gran copia d'acq·ue, rna in tal caso avrà 11iiì, lwnghezza di corso e perciò nume1·osi punti su cil'i ì l n Prnico potrà tentare il passa_qgio ». Ora questo dilemma non trova conferma che in un solo caso, quello in cui si consideri un Oume funziona nte <h linea di difesa a comincitll'P dalle sue sorgen Li /ìno alla foce in mare , C,JsO mil·itarrnente poco ammissibile. l fiumi vogliono, in generale. esser,3considerali com<) lin ee d ifcns ive nella sola .parte de! loro corso che si sviluppa io pia nura ed in terreno da manovre. epperò vuol essere fatta distinzione fra la lunghezza totale del loro corso e la l·wn.qhezza del loro f1·onte attacr.abile (che comi ncia tJuasi sempre da l pun to n el quale il /ì ume prende a scorrere nel la pianura od in un terreno di manovre e fiui~ce là (1) V. Rivista milita,·e i t aliana, ottobre 1872, dispensa X, pag. 147-41?.


BIBLIOGRAl<'ICA

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IIIVISTA

dovo il fium e molto io ma ro, op pure là dove comi ncia a correre fra maremmo o terreni impraticabili). Quest'ultimo criterio è dallo stesso Fogliaoi adoperalo rispetto a lla linea dell'Adige che egli consid era limita la , co•ne li nea dife nsiva, dagli up poggi d'ala del Moute Ba ldo e del mare. In moltissimi casi poi una linea fluviale è chiama ta a fu nzionare come liooa difensiva con una sola e breveparledol suo corso io pianura. Così il Po vieno tenu to per una cccelleolo linea coprente la Penisola, noo gi1ì da l Monviso al m11re, ma a partire dallo stre tto di Stradella. ove trova appoggio all'A ppenni no , e fino ai terreni impratical.J ili del bosso Ferra reso. Una piccol issima parte del corso dell'Elba funzionò mirabilmente Ol'll'iovP.rno del 1812-13 a coprire gli avao1.i della spedizione di Russia. Questi e mille allri esempi possono essere ad do tti per prova re che contrariamente al di lemm a io questione può riscontrarsi io un fi ume una linea difcosi\ra che r iunisca i due requisiti di avere gran copia d'acqua e fronte attaccabile limitato. La definizione data a pag. 18 per: fiume, porter ebbe a chiamare riviM'e, contrariamente all 'uso omai accettato da secoli, tu tti i lì umi che non si scaricano direttamente in mare. Snppiamo che tale detìoizione fu accettata da trattatisti rii vaglia; ma i maestri di scuola ooo fanno la lingua, o oui llaliani chiameremo r iviere: la r iviera ligure, la r iviera di leva nte, la riviera di pooenle, lariviera di Salò, oon mai il Ticino od il Min cio od ,[·Tana ro. Adoperalo pei fium i, quel riviera sa troppo di francese e ne ra mmenta il triste grido: à la rivière cho echi>ggiò tao le volle sulla riva di un gran fiu me (vero fiume anche secondo i lrallalisti) . Espri miamo il desiderio cho per tu tti i v11lichi importanti sieno espn·sse le a lti tud ini, al qua l uopo coosig lia010 l'autore a consultare le recenti ed interessaotissimo pubblicazioni dei clubs alpini, italiano, svizzero, inglese, della società tedesca degli amici delle Alpi , della sor.ietà alpi na del Trentino, colla scor ta delle quali potrò a oche r ettifi care parecchi er rori di altitudine ch'esso ha r iportalo da opero pregerolissime, ma forse uo po' vecchie. Per esempio: li colle del Monginevra (pag. IO~) non è allo :2,865'" sul mare, ma bensì 1865'". li collo del Brenner (pag. 113) non è alto 2,066"' sul mare, ma bensì da 1360 a 1450". l i colle del Kreuzberg rpag. 118) non ò allo 1,105· sul mare, ma bens'i 1680'" circa , cioè di oltr'e 400"' più allo che n,,u il colle di Tublach.

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Ripetiamo infioe un desiderio già espresso nella Rivi.1·ta di due an ni fa, che cioè a quest'opera pregevolissima del Fogliani sia unilo un alla o te che la completi e ne faciliti lo studio. Speriamo che l'autore farà buon viso a queste nostro osservazioni e ne profitterò per togliere le poche e leggere mende da un lavoro per il quale egli gode già 0 meritamonte llella fa ma . D ie Wel,rk r a ft l talie tts i m Jalare :187,J (La (orza militare d'Italia nell'anno 1871). - Vien na, 1871,imp . reg. stamperia di Sta to e di Corte (pag. 313) .

Non havvi stato maggioro di verun esercito europeo il quale vinca lo stato maggiore au~triaco nel lo studio minuto, esa tto e profondo degli eserciti esteri. Si devono a lui i bellissi mi larori sull'organizzazione mili lare r ussa, tedesca, turca, serba, rumena e greca, nonchè il recente parallelo dt1lle forze terrestri e marittime di Europa, il lavoro più ampio e completo di statistica militare compa1'.ativa che sia venu to alla luce Jìno ai giorni nostri (1). Ora dalla stessa fonte riceviamo un libro sull'esercito italiano, redatto con cognizioni voramenle mirabili dello ooslre condizioni politiche e mili tari, con a rialisi diligentissi ma di tulle le nostro leggi, regola mon ti , istruzioni, decroli , no te, ecc. ecc., con distribuzioou logica e prbcisa, con benevole nza e cortesia cavalleresca . Il còmpito era dirfìcile assai; l'anno scorso sarebbe stato impossi bi le. L'edificio mili tare italiano, sebbene a buonissimo punto, non è per a nco completo; lo r icopre in par te l'a rmatu ra dietr o la quale fu innalzato e cho a mollissimi toglie la vista del complesso e dello parti salienti dell'opera. Le ullimc leggi ed istruzio11i, e particolarmente quello relative all 'ordinamento od al!a mobi litazione e form azione di g uerra, hanno gettato vivissima luce. E di questa io ispecie si sono valsi i redattori austriaci nella loro compilazione . :Manca però la leggo fondamentale sul reclulamenlo, e d'altro lato le condizioni mil itari italiane, le quali van no assoltandosi mao mauo per evitare le scosso soverchie, no n hanno ancora per messo la compilazione di un libro, cbo, come quelli di (1) viwgieichende Darstellung der Wclt,·verltaltni,~se tn Europa .zu Lanà. unà ziw See. - V. il cenno bìllli ograllco ne lla Rtvtsta del lugl~o 1874.


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RIVISTA

DillLIOGRAFICA

Witzleben e Liidinghausen, riassuma in poche ceolinaia di pa· gine la nostra situazione di pace e di guerra. Ordinam.en to non io lera mente compiuto; difello di una guida sicura - ecco i due ostacoli principali. Vi si aggiunga la difficoltà di trattare di cose mi litari straniere seoza cadere nelle solite inesattezze, provenienti dal VPZZO di paragonare istituzioni proprie ad istituzioni 1:1ltrui o di valersi di voca boli analoghi in apparenza, ma in sostanza non corrispondenti all'idea. La chiarezza che risu lta da ta le sistema è ingannevole assai, perocehè confronti uti li non si hanno ch e in sPguito ad una serie di disti nzioni e di ragionamen ti, i qua li in un trattato generale sopra un esttrcito stran iero, oltre a crescerne di soverchio la mole, toglierebbero verit.ì ed efficac ia alla esposizione._ I com pi la tori seppero evitare codesto scoglio serbando tutto il colore loca lA allA istiluzioo i nostre. 1 nomi tecnici e tattici sono mantenuti in ital iano, ovvero tradotti con una perifrasi ingegnosa, sa lvo che uon abbinno l'esallissirno sinonimo tedesco Nessun giudizio, nessun parall elo, nessu na osservazione obbiettiva viene a lurbarn la serenità de l quadro che risplende di luce pro pria nel la semplicità delle sue forme, nel la sobrietà delle sue li n to, Oàllla precisione delle sne lioee. L'unico giudizio lo troviamo nella pre fazion1-1. È scritto da do tU ufficiali, ier i noslri avversari sul campo di l)allaglia, oggi profondi co noscitori (!elle cose nostre. Non possiamo a meno di riferirlo a lla lettAra: • In tal g nisa l'arma ta italiana (1), sebbene in alcune suo parti « ooo del Lutlo com pleta o nell a sua coslituziooe interna ancora o: ondegg ia ote, pu re. no nostAnte la misAra cond izione finanziaria « del paese. si è eleva ta ad una po tcnza veramente form ida bile. « Con tando le truppe sedentari e, essa dispone di un milione e e mezzo di armaLi, e possi;·de un esercito di prima li nea bene ~ istru ilo o beoo organizzato di 340,000 uomini. << L'armala itali<1nn è perciò r iVé\ le delle armate delle grandi « po tenze, e dimostra in modo sorprendente che ad u na na« zìo ne innalzélla ,Jal lo spirito patriottico non sembrano oppri< monti neppure i più gravi sacriOci, quando si traUi non solo « di man teuPrsi ntdla posiziono. raggino l.a con forza concorde « e g illvani le (qua ntunque con appoggio stran iero), ma ben 0

(1) JI libro che esaminiamo usit questo vocabolo per ind icare le forze di terra e di mare. Noi l'abbiamo tradotto alla letteni lasciando ad altri di dis cuterne l'esattezza.

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anche di proseguire poi iodipendeute .al consol idameulo della < sorle della patria ». e

Il libro che abbiamo sott'occhio pone uatoralrnente a base la Legge direclutarnento 19 lnglio 1871 ed il P1·ogettò di legge 22 n01,embre 1878. Di qui io capitoli speciali pélssa all'ordinamen to ed alle attribuzioni cleì singol i comandi supremi, cui tien dietro con logica progrPssione la gerarch ia militare, la distribuzione territoria le e tattica dell 'esercito in pace ed io guerra, .lo studio particolareggia to delle ,,ari e armi, dei corpi speciali , degl i istituti e stabilimenti, ecc. Entra quindi nei particolari di reclutamento degl i uom ini e dei cavalli tratta dell'avanzamento e dedica due luoghi capitoli a l vestiaiio, all'armamento ed aÌ munizionamento. Parla poscia io pagine compendiate, con singolartt ch iarezza, dell' arnm inistraziooe, delle pun izioni disciplinari, della procBdu ra penale e c:ell e r ico mµ ense mi litari. Assai not(lvo li sono i capitoli consacrati alle no tizie tattiche, alle marcie, agli avamposti. ai cam pi ed accantonamenti, il lutto ricavato con molla cura dai nostri r t>gol,J rnLmti e recenti istruzioni. in ispecie dall' Ammaestramento tattico. Un sunto della nostra lstriizione pei· la rnobilitaz'ione di guerra lerrn ina il les to r el11 ti.vo all'esercito, il qua le è co mpletato ed il!ustraw da 62 tavole indicanti i riparti organ ici delle varie armi, le formaz ioni gradua li numeriche dei divr rsi comandi, corpi, isti tuti, uffici. ecc., la circoscrizione mi litare terri toria le, la stanza dt>i corpi, ecc . , ecc. Alla marina si consacrano 30 pagine che da nno molte notizie sull'ordinamen to, sul rcclut;Jmen l.o, su lla gerarchia, sulla .flotta, sulla Jlol.liglia, sugli islitu ti, sta bili mf> nli e porti mari tti m [, sulla discip lina, su l vesllario ed armem ento, su lle c·ompetenw del personale marittimo. Nella prima parte mancano le competenze del personale dell'eserci lo. forse pen:hè i compila tori non avev11no ancora sottoccbio la Legge sugli stipendi ed assegna;num.ti fissi del ./9 ma1·zo 1874 In tanta copia di <la li e no tizie, raccolte per cu ra di ufficiali stranieri da fonti così di verse, in un momento di trasformazione dell o forze nostre di trrra e di mare. era impossibile non s'inlìltrasse qualche errore od inesattezza. Nell'in terPsse dell'egregia pubb licaziooo, ci sia concesso di r ilevare quel lo poche mende che in una prima lettura abbiamo avuto occasione di notare.


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II Comitato delle varie armi più non esistH perchè assorbito dal Comitato delle armi di tinia . I compilatori lo confondono co l Comitato di stato maggiore gene1·ate facendolo funzionare solamente in circostanze speciali stabili te de l Ministro della guerra·. Anche· il Consiglio superiore di sanità militare ha ceduto il posto al Comitato di sanità m'ilitare, le cui attribuzioni sono del resto descritte con precisione. Il portabandiera non è lenente, ma sotto le armi la band iera è portata dal sottotenente più anziano fra i presenti al corpo non ti tolare di altro impiego. Una vo lta portaband iera era il solloteoenle più anzia no; ora non abbiamo più codesta carica speciale. Gli aiutanti maggiori di battaglione non devono attendere, ma hanno già fin dal 1° luglio il diritto alla razione di foraggio. Gli squadroni appaia ti si dicono comunf'mente, non già 1·ipa1·ti, ma d-ivisioni come io G(lrtnania. Tu ttavia, ad evitare equivoci, questo vocabolo, d)allro lato super!luo perchè non indicante una unità la ttica speciale, è stato sostituito con quello di mezzo reggimento. I quattro primi reggimen ti di cavalleria hanno l'elmo e sono ancora adesso considera ti qua le cava lloria pesante .Bensi sono state tolte di !llezzo tutte le altre antiche distin zioni. li corso d'istruzione nei collegi militari non dura due anni ma tre. Il corpo di stato maggiore oltre il comandante ha, non già due generali, ma un solo maggior generale in qualità di comandante in 2°. Al Ministro del la guerra ed ai comandanti genera li sono assegnati quali ufficia li d'ordinanza non due capitani, ma due ufficiali inferiori, un solo dei qua li può essere capita no. I carabinieri si reclutano in massima par te da soldati di leva che accollano vo lonterosamente il servizio di otto anni e elle possedono buone qualità moral i, fisiche ed intell ettua li. La classe del 1852 ba da to turo da so sola 2312 uomini. È dunq ue inesatto che essi sieno presi esclusivamente dall'eserci to dopo un anno di servizio. Gli uffì ciali del treno come non formano un corpo a parto, così non han no uno si.alo d'avanzamen to separalo da quello degli ufficiali d'arlig!ioria. Nel capitolo relativo agli isti tu ti mi litari sembra sieno insieme confusi i due corsi S!JeCiali poi sottuffìciali di Parma e di Modena, mentre il primo serve a formare uflìciali per l'esercito

urn LIOGRAFICA 273 combattente, il secoudo a preparare il personale pel corpo contabile. I capitani per essere promossi a maggiori non danno l'o~ame presso i r ispettivi comandanti di divisione, ma presso i generali destinati all'uopo dal Ministero. Le promozioni poi non hanno luogo mensilmente ma due volte l'anno. I bottoni posli in luogo di stelle al bavaro degli ufficiali della milizia fuori sorrizio non vanno adorni della cifra r eale, ma d~lla lettera M. · Gli uflìciali dei bersaglieri conservano sempre la loro sciabola antica, nò fu per essi adottato un nuovo modello detto 1873. 1 furi eri sono forni ti di sciabola lunga; gli allri sottufficiali di scia boia corta. La distinzione della sciabola sta nel grado del sottufOciale e non nel la posizione di combattenti o non èomhatlenli. Il furiere, sebbene non armato di fuci le, è combatteo le come gli altri sott.nflìciali . Gli ufficiali inferiori che appartengono ai reggimenti. ai battaglioni d'istruzio ne, al le compagnie alpine hanno un attendente ciascuno; so ltanto gl i altri ufficiali hanno un attendente ogni due. Nelle promozioni i versamenti a favore dell'erario sono sempre della metà mai dol terzo dell'aumento. Le sono piccole mende che. nulla tolgono all'importanza del lavoro. Solo è a stupire come nell'intricato laberinto delle istituzioni militari nostre uno sLraniero abbia sempre seguìto la via diritta e sia giunto felicemente a lla meta di offrire a i !ottori una descrizione fedele dell'esercito nostro. Lo stato maggiore austriaco pubblicando i risultati delle sue lunghe ed intel ligenti fatiche fa opera di cui g li devono essere riconoscenti gli uflìciali tutti degli altri eserciti europei. Geist mul Fm•rn. Ein Wort ùber Truppenleistung und In-

fanterie Reglement. (Spirito e fonna. Una parola sul modo d'agire delle truppe e su l regolamento per la fanteria). Von AnNoLo Httl\Iuru, Haup tmanu im Grossen Generalstabe. Berlin, Verlag von A. Balh. 1874. È condizione inevitabi le delle cose umane che il prevalero di una nuova idea sia sernpro accompagnato od almeno seguito da una più o meno viva r eazione . Da una parto si vuol anANNO xix, VoL. 1v. ,1s


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RIVISTA

BIBLIOGRAFICA

dare avanti a qufllnnquo costo e non si bada a distr uggere per aprire un µiù largo cammioo al l'idea predi letta ; rla ll'a llra, pur non nega nrlo la luce. non si rifngge, per porre un argine a quella esagerata sniania di novi tà, di fare anche qualche pllsso a ll'indit>.lro . Queste oscillazioni, qur sle alterne vicende si fanno più specialmente sentire in quei ram i di scienza o d'arte nei qual i ii {atto non parla in modo positi vo ed assolu lo, nei quali i r isulta li stessi cl el l'espPt'ienza possono ven ire in appoggio cti due contrarie opinioni, secondo il pu11 lo di vista da cu i ptirle chi li invoca in proprio favore. La tattica, nel più largo significato della pilrola, e più specia lmente la lflllica della fontPria, è app unto un ramo dell'arte militare. nel quél lo, chce;;hè se ne dica, si è aoecra ben lontani dall'aver nssa te le idee e dal l'aver r invenu to un terreno sul quale si trov in d'accordo le opinioni dei pi ù. Egli è perciò che si deve far buon viso a quelle pu bblicazioni le quali. come questa del ca pilano liELMUTU , che qui prendiamo ad esam inare, ha nno per iscopo di cereare \alu accordo e di ottenere un risultato pratico, evitando egualmen te tanto le astrazioni e la man·1a riformatrice degli uni, qu.10 to l'esagerato attaccamento degli altri ad un passato che ha fatto il suo tempo. 11 eapil.ano Ilelmuth non è al cer io un appassionato innovatore, e dobl.Jiam d iro On d'ora che noi non divid iamo tutte le suo op inioni in fatto di la ttica. Dobb iamo por altro riconoscere come egl i, an imato da quella specie di fuoco s.acro che è l'amore alla carriern, abb ia saputo in un brevu opu~colo trattare importan tissime qur.stiuni e trattarle in modo pratico, con vera fran chezza da snidato. con profonda conoscenza deilo spiri to e dolio aspirazioni del l'eser cito al qua le 11ppnrti ene, in modo insomma che giustifica il favore co l quale venne acco llo in Prussia ques to lavoro di poca mole, ma pregevol e sollo molli r iguardi . Trovandpsi a<ldPltO da parecchi anni a l grande stato maggioro come coi lobora tore dolla storia ufficiale della gnerra 1870-71. i I capirnno Ifolmnlh ha avuto occasiono di vedere quasi tutti i rapporti d<·i sin go li cor:,i di truppa, cosicch,1lo co·nvinzioni dn lui ncquislate nell'esame cri tico di tanti fatti hanno certo uno speciale valore. L·uu tore in qu esto suo studio pr ende specialm en te ad esame l'eserni lo prussiano ed il suo rego lamento di fan terin, ma sic-

come vi si lrovano delle osser vazioni piene di g iustezza, di critnio, di se nso pratico, ell e si possono app licar tanto bene anche a! nostro eserci to, il quale trovasi tultura, si può dire, in u n periodo di lrasforrnazìon e, crediamo cosa convenirnte il darne qui un sunto piuttos to esteso. Comincia l'autore co)l 'acccnnare come da molti siasi in questi ultimi tempi osser va to il fallo che le ba ttaglie antiche furono snoguio ose al pari e fo rse pih delle moderne, e come sia d'uopo guardJrsi dal ded urre da un tal fa tto esagerale conseguenze. Tali ca lcoli di perd ite sono fatti per so lito in base al per cento della forza totale dei due eserciti avversar i. ma ciò non basta. Bisogna vedere quante truppe in un dato fatto d'ar ma siano rimas te in r iserva o venute ·e[dtivnmen te in azione, ed in quesru ltimo caso, \'edere se una determ inata truppa è intervenuta in un solo od in più momenti della battaglia . Per g iudicàro poi , a lla stregua delle perdilo , di una situazione ta ttica . bisogna conoscer e qnanto abbia soff,,r to una data unità LatLica in un determ inalo momento ; in questo modo soltanto si può farsi un'idea del carattr.ro del cornballimento e del contegno di una truppa. Gi11dicando cos), si sarà persuasi che la poten za del fuoco, straorrl inariamenle aomrntata, impone al g iorno d'oggi al lo truppe sacrifici. cui per lo addietro non furono mai sottoposte. I.lasta rammen tare a questo pro posito che dei battag lioni ted<-ischi, nell'ultima campagna, pPrdetL"lro tulli g li ufficiali e quasi metà della loro truppn e ciò nel tratto di pochi minuti od attraversando uno spazio di poche centinaia cii passi. Questi sacrifici imposti al le truppe si fa n no maggiormente sentire, com'è naturale , quando si allacca ; di qui il maggior valore che ha acquislato la difensiva . Pur r iconoscendo un tal fatto, l'autore è ben lontano da l voler raccomandare la dife nsiva come norma nel condurre la guerra . Egli è persuaso che io avvenire , co rno lo fu pel passa lo, l<l sola offensiva r azionale sarà capace di produrre grand i r isu ltali, cho ora ed in .avven ire l'offonsiva è o sarà sempre l'espressiono della coscienza del la propria fo rza . Bisognerà per ò aver sem rire presento quanto consumo di forze e quante vittime costi 1J I giorno d'oggi un attacco decisivo. Lo devono avt\f' presente i eapi per sa'J)er pr ocedere a ll'attacco con forze r iuni te e dopo nver lo co nveuienlemcnto preparato col l'arl.igli eria , lo <lovono tener presen te lo truppe per sapersi gloriosamente sacrificare. Riconoscondo ia difOco llà del còmrJilo che tocea alla fanteria nell'aUacco, si sono cercati tutti i mezzi per prepararvela. È


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IUV1STA

BIBLIOGRAFICA

questo un n obile sforzo, il quale prova corno \'esercito non si addormenti sopra i suoi allori , ma finora non si è venuti ad un r isullato pratico, o quanto più astralte diventano le ricerche, tanto più si perdono in un formalismo speculativo che non può soddisfare ai hisogni dello troppe. Non si ò ardilo allac.;are il re·g olamenlo nel suo complesso, ma si è discussa una quantità delle sue prescrizioni e si è dotlo che molle formo regolamen tari hanno bisogno di essere corrclle, m olle di essere abolite del tutto. Ne ò \•enuta la conseguenza di scuotere la fiducia nel regolamento attuale e di far credere che nuove prescrizioni, od uo regolamento nuove, possano essere il talismano cli future vittorie. È questo un mal o, di fronte a cui è oramai tempo di do ma ndarsi so no n si sia per avventura partili da una base falsa, se le forme hanno realmente l'importanza cho loro si vorrebbo allribuire; se sono ·assolutamente necessario nuove prescrizioni rego lamentari e se siono giustifica te le speranze cho si ripongono in esse. Ecco come l'autore risponde a queste domando. Il concetto di forma, egli dice, ha in sè qualche cosa di puramente esteriore, qualcho cosa cho non ha valore se non si associa ai concetti di massa e di forza. Ogni vi ttoria si può attrib uire allo seguenti cause: al genio dei capi, al metodo noi condurre la guerra, a l modo di agiru de lle tr uppe. li genio è dote innata cho non si acquista, il metodo si può apprendere, il modo d'agire delle truppe si trova sotto l'infl uenza di quattro fattori che sono la mnssa, la forma, l'armamPnlo e Io spirito della truppa stessa. Facendo astrazione dal primo di questi fattori e paragonando fra di loro gli altri, no risulta i11 modo eminente la superiorità dello spirito. La forma e l'arma monto sono la buona armatura , lo spirito ò l'eroo cho la indossa . Lo spirito d'un esercito ò la sua forza, sia che provenga dal fascino esercitato da nna grande personalità come Alessandro, Cesare, Federico, Napoleone; sia che esso invada un esercito o lutto un popo lo co l fana tismo cli una grande idea, corno patria, libertà, religione; sia che abbia già da tempo salde radici nel popolo e nell'esercito stesso . E questo spi rito è obbligo sacrosanto d'ogni governo il aiantencrlo vivo o des to. è la più bella gloria d'ogni uflìciale l'ispirarlo o conservarlo. Quan,10 questo f-piri to esi!òte trova subito la forma ne lla · qualo estrinsecarsi o si hanno allora la falange greca, la Iog iono romana, la tattica lineare di Fodorico , g li i.rregolari

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stormi di cacciatori della guerra dell'indipendenza d'America e della rivoluzione francese, la tattica delle colonne di Napoleone e la r egolala combinazione dell'ordine sparso coll'ordine chiuso della guerra d'indipendcaza. Le forme eia sè nulla valgono e se cessa lo spirito che lo anima si vedo tosto corno esso altro non siono cho pura scorza. Voler vedere nel lo formo adottate eia un esercito straniero il solo segreto delle suo vittorie è uno stimare più l'abito dell'uomo, voler imitare lo formo di un tempo passato e credere cli rinnovare le meraviglie dovute allo spirito so lo, è un credere di risuscitare i morti. li nostro r egolamen to, continua il capitano Helmulh, è spirito e forma insieme, esso è forma vitale perchè è un monumento di storia pnlria ed ha, nello formo da esso stabi lite, incarnato lo spirito e le aspirazioni del popolo ed esercito tedesco. Bisogna quindi gunrdar»i dal porvi mnno s!'nza necessità, ma introdurvi con somma cautela q1rni. miglioramenti soltan to di cui si è con3tatato indubbiamente il hisogno. Le tradizioni del passalo cito si riattaccano a quel regolamenl1>devono ispirare fiducia nell'avrnnirc, ed esso dore rappresentare per la fa nteria quasi un simbolo su l quale stia scritto: 'in hoc signo

'Vinces. Nel l'ultima guerra non essendosi il combattimento essonzialmento cambiato , anche la lattica no n ha d'uopo di radicali cambiamenti. La lattica della fanteria è pur sempre la combinaziono dell'ordine sparso colla colonna, vale a di re della libertà dl'll"indh·iduo coll'ordino rigido della massa che aspella il comando. Ciò che può essere variab ilo e disc utibile è la fronte o la profondità a darsi ad una truppa che si forma por un allncco, la proporzione fra la truppa sparsa e la tr uppa chiusa, la formazio110 di quest'ullima. Le formo regolamentari in se stesse non costituiranno mai una garanzia perchò un attacco sia ben condotto, ciò cito è im por laote ò il loro razionale impiego iu un caso determinato. Federico il Cranclo invitava tutta l'Europa mi li tare alle suo manovro, ma sapova bene cho là non gli avrebbero certo rubalo il segreto del lo suo villoria. Ciò che produce i grandi successi è lo spirito, sia <li tutto l'esercito, sia di una singola arma; esempio l'artiglieria tedesca noi 1870-71 che deve i suoi meravigl iosi 1'isullati ad una forza morale, al pensiero di assero nel 1866 rimasta in debito di qualche cosa. Dopo di ci ò l'autore prende in esame un altro dei fattori ,

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DJBLIOGHAFICA RIVISTA

ch'egli disse influ ire sul modo d'agir<~ delle truppe; cioè l'armamento. L'arm e non è sollan to un meno di distruzione, ma è anche un mezzo subbiellivo che accresce la confìclenza dell'uomo nelle proprie forze , as~ai più di quanto lo facc iano le forme . Uicooosciula la necessità di mutare armamento, non bisogna indugiare, per quanto possa parer cosn grave l'avere forzatamen te per un certo tempo parie dell'esercito mun ito di uu'urme che è riconosciuta cattiva. Ma i molivi che consigliano il cambiamento rnno per so lito troppo imperiosi; non si dove badare a considerazioni di denaro, perchè, in questi casi, la maggiore spesa vuo l dire risp,irmio di sangue. La truppa per ò deve pensare che, coll'adozione di una nuova ilrme, anche se otti ma, si è fallo il meno, pcrchè il più sta nella razionale istruzione su l suo uso ed in una rigida disciplina di fuoco, men tre le difOcoltà, specia lmente riguardo a qucst'ullim;i, crescono co l crescere dei progressi che si fanno nella costruzione delle armi stesse. Per la questione dell'armamento il 1866 fece epocn, in quanto che era la prima vo lta che si trovavano contrapposte in g randi proporzioni armi a retrocarica ed armi ad avanc;:irica. Però a llora si esagerò decisamente l' importanza di questo fatlore di vittoria. Ed a questo proposito l'autore ci ta un brano di una sua st,)ria del 27° reggimento (2° l\lagdeburg) pubblicata nel 1868, nella quale, parliJndo della campagna del 1866 e del combattimento di Miinchengratz, cui quel r Bggimen l.o aveva preso parte, sosteneva fin d'a llora non doversi attri buire gli ollin)i r isu ltati ollenu ti al so lo merito del fuci le ad ago, ma alla discip li na, a ll'impulso morale, allo spirilo dell'esercito. Se in quel combattimento i r isu ltati del fuOCP .fllrono cccezionalmeote favorevoli (risultando da scrupolose indagin i che il reggimento n° 27 sparò 4000 cartuccia e che gli Austriaci ebbero, in quel la zona del campo di battaglia , una perd ita di 450 uomini tra morti e .feriti), l'autore lo attr ibuisce all'ordioe emanulo dal colonnello di far fuoco soltanto colla massima circospezione e non mai a distanze maggiori di 300 passi , anche essendo in cacciatori. La fanteria prnssianil nel 1866, continua il cap lano Helmulh, era for tunatam r nle abituata a non dar troppo peso all'effìcacia dell'arma da fuoco; avverti men li vcnuli ,fa il'alto avevano ripotu laml'nlo accennato come il comba ttimento a fuoco debba avere soltan to un carattere prepnratorio e temporc1gi:riante e come si debba cercare il successo finale sol tanto nel!' avanzare a tempo ed in modo deciso passando sul corpo ali' 11vversario.

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In Francia, dopo il 1866, l'amor proprio nazionale rimase scosso da lle inaspetta te villorio prussiane, se ne volle tr,,vare una causa nel so lo f'attore. tecni~o dell'armamento, o chi sa forse non si sia pensato che, g iacchè il fucile ad a_go era _la forza della fanteria prussianil, dotando la francese di un fuci le micrliore questa l'avrebhe di g l'an lunga superata . . fu ciÌe ChassPpol era in fotti assai migli_ore del ~u~ile ad ago; 870 di fronte all'offensiva prussiana , si Ieee tropp~ ma ne l 1 , ct· i· · s caso dell'affìcacia del fuoco e del merito della ~ ens_,va . _l trascurò il fotlùre morale de!I A tradizioni na~.ionall e si. cerco di accoppiare col la difensiva tattica un'offt•ns1va str~teg1ca che non aveva ragione di essere. A dire il vero, :' aveva fo~se la intenzio ne di passare dalla difensiva aJl'OffP.DSII'~ appena !_l ne~ · . avesse . esaus to le mi· oO'liori suo forzo davant1 allo , pos1:i.iom mico . . .. . . . guardate da un .fuoco micidial~; ma lo. spmto d:ll oflensn~ dev'essere innato, trascinar tutti, grn<'rah o soltlat1, e non s1 può imocarlo , (~Ome uo dens ex machin~, _sol tanto ~l m~me~l~ opportuno . Egli è perciò che l'eser~ito lrances;' ~tette_ qnas_ sem pre sulla pura difensiva, che finiva per lo p1u 10 una com pleta sconfitta. . . ., _ 1 successi riportati dal la fanteria prussia~a. sopra la han cese, armata di un fucile di gran lunga migliore'. sono per l'autore una nuova prova che lo spirito d' un esercito è quello . , .. . che conduce a lla vitto ria. Jl ca pitano Helmulli lo r ipeto: egli ammette la necessi ti\ dt nuove forme, no n disconosce la erncacin del fuo.co, ma rnL_ende di oppor;;i al l'esageralo valore cbo si vuol_ ~aro a qu~sli fat: tori di vittoria, vuol dimostrare che lo _spm to delle t1uppe; condir.ione imprescindibile pe~ dare vita _ed impo'.tanza / quei due clementi elle sco za dt esso sarebbero lettera mort · Paraaonando in soguito i due elementi forma_ed arrnarn<~nto, l'autor; dimostra come questa sia assai priI i_mpùrtan~e dell'altra. Fra i due, la forma ù sempre subordinata illl_ari_n_a· men t.o ~ia subbielli va mento sia obbiettiva men te .. Subbil'ltn~mente perchù la forma devo forn ire l'opportumlà di r.:~e 1 mit,"lior uso possi bile del la proprio arrne,_o bb1ett1vamen t.e PEI~h:, devo limitare per quanto po~sihile l'eCTelto de!l e ar_m 1. c'.~11 a,. . elio c)18, "PlO"O versario. E. quest.ultimo scopo qu - o 1ncessantemente alla r icerca di nuove forme. . li capitano I!elmuth passa quindi a fare alcune proposte d1 modifì cazioni a l regolamento prnssiano, protestando che n~n saranno radicali e non ne intaccheranno lo sp1r1 lo' ma .a-

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ranno anzi basate sul r egolamenlo stesso, mirando egli più che ad altro a provare il poco che possono fare le formo ed a distruggere dol io illusioni che polr ebboro avere per conseg uenza spiacevoli disinganni. Ecco quali sarohbero le proposte dell'autore: 1° Adozione defmitiva della formazione su due ri"'he invece 0 di quella su tre. . 2° Ripartizione della compagnia in tre plotoni, avuto solo riguardo alla forza , e conseguente abolizione del plo tono cacciatori. L'autore adduco delle ottime ragioni per sostenere queste duo proposte, ragioni che non hanno per altro alcun interesse come una per no i • in Italia, dove il sistema che egli propu""LHl • ' • • l:> mnovaz1ono e 10 ngore da anni. L'addurle potrebbe tutto al più servi_re per confutare g li argomenti di qt~ei pochi che, o per partito preso di trovnr buono tutto quanto si fu fuori di cas~, o per quella smania <lolle nuo~·e formo di cui pnrla il capitano ~elmutb, vorrebbero mctlere in vigoro anche da noi I~ f?rm a7:1one ~u tro righe o l'istituzione di plotoni o compognio dt hratort scelti. Ma seguitiamo ad esporre le proposte dell'autor e. 3' ~a compagnia . nolla formazione d'attacco, quando fa par_te dl unità maggiori, dovrebbe sti;ndore tutt'al più due plotom e tenerne almeno uno como sostegno. Nella compa"nia dev?o~ _essere_ combin~ti i due elemenli dell'ordine spar;o e · dell ordi ne chrnso , ed 11 su o comandante dove po lor rimedio re Alle oscil lozi?ni od agli incagl i che tanto facilmente si producono nolla huea di,i cacciatori e per ottener ciò è necessario ch'egli abbia sollomano un nucleo in ordi ne chiuso. Stendendo tutta una com pagnia essa non può più subi re l'inlluenza della voc~, ?ei cen_ni_, dell'esempio del suo capo, qunndo questo sia n pted1. ~ qui I autore passa ad esporre i motivi pei quali, quantunque s1~no mo11tati, i ~apitaoi debbano, nel comballimeuto, mellere p1edo a terra; 4• Ua battaglione di 1• linea dov rebbe dis porro tre compagnie in avanlioea (ca tena e sostegno) e tenere la 4• in r iserva. Dice l'autore, doversi mettere in avanlinea la ma~<>ior 0 0 forza possihile e lenere in riserva solo quo! tanto che basli per rimediare al lo oscillazioni od agli incagli de lla li nea im~egnata. .A. ciò basta una com pagnia. In tal modo la primo lmea prende una maggior estensione di fronte, corrispondente all'accresciuta profondità, senza nmmassaro so verchie ll'urpe su di .

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un fronte ristrello. Inoltre, il contro di g ravi tà del sistema esse.odo portalo sulla linea piùavunzata , rimane tolto ogni dubbio al comandante il battaglione a quale delle due parti, in cui questo è di,,iso, egli debba attribuire la maggioro importanza; la riserva poi, essendo composta di una sola unitù , rimane più. facilmente a tlisposizione del métggioro senza pericolo che gli sfugg.i di mano; 5• In seguito alle premesse che siamo venuti espon,mdo, il capitano Jlelmuth proporrebbe per una brigata la soguonte disposizione normale d'attacco . I due reggimcoli l'uno a lato dell'allro con un batlagliono ciascuoo in prima linea. Ogni battaglione avrebbe tre compaguio in avanlinea od una in riserva a 150 passi ed io colonna; ogni compagnia in avaulinoa dovrebbe stendere tutt'al più duo plotoni. La seconda linea seguirohbe ad una dislauza di 600 passi almeno, tale cioè da poter ancora sostonoro ofOeamente la prima ed essere sottratta per quanto possibile ai proiettili nemici. Essa dovrebbe avere la stessa form azione della prima , ma coi ploloui destinati in cacciatori non nncora distesi. Lu terza li 111•a fina lmente, la qur;1 le dovo trovarsi pronta ad essere im pegnata non solo in avanti, ma anche sui fiancbi, dovrebbe seguire in linea di colonne di compagnia, ma colle compagnie riavvicinate_ (ordine r!strett~) aflì nchè si possa dare sollecitarnonto ad ogni_co_mpagnta la _di: r eziono cho occorre, ovvero disposto a scaghont a 100 passi d1 ìntorvnllo fra Io compagnie o di distanza fra gli scaglioni. li capo csso uzialo, dico il capitano Hcl mulb, ò cho qucsla for·mazione sia presa in tempo, prima di en1raro cioè nella zona del fuoco di fncìleriu. Sapere quanto tc~mpo questa formazione potrà r esis loro ad un Juoco micidiale, o se non sarà scomposta prima che sia compiuta la parto più difficile della sua °:1issione , non ò cosa possibile. Sarà bono che la truppa, coa piena conoscenza del difficilo suo còmpito, aspolti dal proprio spirilo quello che la forma sola non le potrà di certo procurare. L'auloro passa in seguito ad esaminare fino a qual punto le form e siano in grado di evitare a chi attacca inu Lili pordite. Del fuoco del l'artigl ieria si limita uppena u fare un cenno -0icondo che, siccome questo prende sempre u colpire un de.terminato bersaglio, basterà por non subirne gravi danni che le masse le qua li dovono espor visi non siano troppo g rosse. Saranno perciò da evitarsi , anche in terza linea, le colonne sul centro, e lo compagoie dovranno star separate le uno dallo 1\ltro.


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Quanto al fuoco della fucil<1ria l'autore distingue due pe,iodi: il primo in cu i il dif... nsoro dirige contro un determinato bersagli o un fu oco ben mirato, od il secondo in cu i, avvicinandosi l 'allacco, il difensore è costretto ad accelerare il suo fuoco fino all'ostremo. In q11esto periodo, dico il capitano llel muth, non si dove più parlare di fuoco mirato, tu tto lo spazio davunti alla posizione attacca ta sarà solcato da proiellili a strati egualmente densi dapperlullo, cosicchè i colpi utili del difoosore saranno pio llosto determ inati dalla massa che si avanza attrav1•rso a quello spazio che da lla fo rmazione di essa. Supposto che qua Uro compagnie si avanzino contro una posizione, esse subiranno, dice l'nutore, perdi te quasi eguali sia se <lispo,te su di una linea ad intHrvalli , sia se l'una a la to dell'altra. sia infi ne sa Lrovansi l'u na dietro l'altra. Sarà quindi affatto indifferente che 200 uomini avanzino sul fronta l'uno di fianco all'altro, ovvero in colonna di fi lo, o non vi sarà differenz11 no i colpi uLi li se 200 uomini marcieranno piuttosto qua stesi in catena che là chiu;i in sostegno. Le grosso catene di cacciatori, soggiunge poi l'autore, hnnno la tendenza di raggrup pa rsi porcbè il peri colo istintivamoote r avvici na. Si aggiuoga a ciò che lo cnteno di cacciatori meno facilmonto possono essere trascinate dall'esempio dei superiori, cho i mono coraggiosi fra i soldati possono perciò faci lmoate sotlrnrsi alla vigi lanza dt?i capi e si vedrà come sienc) agevolmente compensato •1uello maggiori perdile cho i proiellili apporterebbero in un ordinamento chiuso. Evidentcrnon to, più che per osteggia re l'ordioo sparso come forma di combattimento. il capitano llelmuth produco siffatti argomenti por dimostrare corno lo forme non abbiano grande influ enza pet' sottrarre lo trnppe alle perdite cagionate da l fuoco, ma molli, anche da noi in llalia, sottoscrivt,rob boro a tali teorie accettandone tulle le pili larghe conseguenze. Ci por mettn l'egregio autore di osservare com• egli in quel suo ragionamen to sia, a nostro avviso, partito forse da una falsa base. Pienamente d'accordo con lui nell'ammetlero che vi sia un periodo dell'allacco, in cui non hass i a parlare di col pi mirati, non possiamo am metter e egualmente che lo spazio davauli ad una posiziono sia tulio egualmente solcato dai proietlili del difonsorc, CO$iCchè la formazionu del l'11ltnccantc oon abbia alcuna innuenza su lle perd ite che esso è costretto a subire. Il Tellenbach nel suo opuscolo: Dell'arte di ope1'Clrc con le minori perdite nelle 'regioni del fuoco nemico, ha dimostralo con sottile analisi corno, immaginando lo spazio davanti ad

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nna posizione diviso in istrati da piani orizzontali e da piani verticali perpendicola ri alla linea di di fosa , vi debbano OS5ere alcun i di questi strati in cui i proietti li saranno più densi che nea(i altri, essendo ciò dovuto allf\ abitudini di puntamento, al!: tendenza di far conver gere i fuo ch i verso il centro della posizione difesa, alle qualità balistiche delle armi odierr~e. Ma quand'anche ciò non fosse, basterebbe a parer nos,tro l a_va~~ zar si clell'attoccante in massa compatta per fat· s1 cho I tm casuali diventassoro per la massima parto, an che nella foga del combattimento, tir i mira li e direlli contro quatta massa, con qual danno dell'incauto assalitore è facile immaginarlo. ~la v'ha di più. Il terreno il pih scoperto presenta pur sem prn qua lche ri paro che è indispensabile (anche _i_l capit?no u_cl_muth lo ammetto piil aranti) di utilizzare, o c10 non e poss1_bll.o se la formazi one' non ù abbastanza sciolta, abbastanza sp1cc1ola da pe~metlere di porro a profitto anche i piì1 picco~i di· t~li ostacoli: Ma non è qui il caso di intra prendere una d1scuss1ono cho ci condurrebbe tro pp'ollre, per il che contin uinmo a seguire l'autore nello sviluppo do'suo i concclti. . , . Più cho la forma, quello cho influisce sulle perdile e 11 tempo durante il quale le truppe attaccan ti stanoo esposte a](n grandi ne dei proietti. Non po ~endo lu fanter ia contin uare una colera andatura pot' t11llo il t<·mpo necessario ad_ allr~versa:~. uno spazio battuto dal fuoco, ne vicnu la noces~1tà d1 sudd111de_r~ quoslo spazio. l)i qui l'D.dozione del sistema dt avonzare D. sbalzi, coprondo.,i o coricandosi e riprendendo l_e~a ad ogu1 sbalw. Non è a dìmenticaro che sarà sl'mpre un critico momento quelloin cui la truppa dovrà abba ndonare una posizione coperta per espo1·si di nuovo. È necessa rio a oche qui lo spirito <lolla trur~pa, è oecesEario il colpo d'occhio dei capi per apprezzare rapido.mento il terreno . Dopo avnr sostenuto come lo form o in sè. non sieno un se· greto di vittoria o come si tratti piuttosto dr saperle appll.care ai diversi casi special i, il capitano Hclmuth conclude co~ ~,mo: straro la necessità di avere forme possi bi lmente se~1plr c1,_cm le truppe siano perreuamonte esercitato e che i capi sappiano prontamente applicare. Oi qui la necessità dello ma~orre, le quali, subordinando la volonlil di tulti al coma~do d1 un so'.o, sono mezzo po tente di disciplina, ser vono a str1o~ere quo! se~ greto legame fra comandante o truppa, che ~sercit.a un c?s1 meravi,,.lioso aseendon tu su qu esta, e fanno in modo che I ae . t bitudioe aiuli a vincere l'idea del perico lo. Por ottener ques o


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-scopo, la truppa dev'essere tenuta, durante la manovra, in uno stato di tensione flsica e morale; per0iò lo manovre brevi, svariate, ma comandate con energia ed esegu ite a rigoro saranno assai più utili di quelle stereotipa te, sonnifere, in cui ognuno sa già da prima quel che dove succedere. Era con questo intendimento, dice il cap itano I:Ielmulh, che il nostro rogo lamento .offriva lauta varietà di forme mantenendo inalterata la composizione delle unità inferiori; in oggi che è necessario lasciare maggior libertà al lo forze int1ividual i, fa d'uopo accontentarsi delle forme piÌ.l semplici e, por avere la necessaria varietà, converrà variare I.i composizione delle singole unità. Egli perciò suggerisco che le compagnie sieno eserci tale a formarsi rapi<iamente cd improvvisamente ora secondo le iniziali dei nomi, ora per provincie e eircondari, a stendersi su largo spazio e riordinarsi prootamonto per eseguir subito alcuni movimenti. Lo stesso dovrebbe farsi col battaglione. Tra lo manovre artificiose che l'autore vorrebbe messe in disuso vi è la fo rmazione dei quadrali . Quanflo la fanteria era armata di fuci li a tiro breve e ma lsicuro, quando l'ar tiglieria ·non era in grado di sostenerla efficacemente, quando ancora non aveva completamente trionfato la combinazione dell'ordino sparso coll'ordine chiuso, i quadrati po tevano essere il solo mezzo di sa lute contro gli attacchi di un'ardita cava lleria. Al giorno -d'oggi però, colla ponderata e ben r t>golata combinazione dell'ordine sparso co ll'ordino chiuso, colla libertà d'azione accordata ai capi anche subalterni , coll'abit.udino in ogni singolo combattente di agire indivicl ualrneoto, non è più a temersi che una car ica possa produrre l'effetto di sbaragliare completamente una truppa di .fanteria. Una catena di cacciatori che sappia approfittar del terreno non offre alla cavalleria un obbiettivo favorevo le, un fucile che tira fioo a 2000 passi dà al soldato la sicurezza del suo colpo in qualunque momHnto, cd a !alo della fanteria sta un'artigli eria che domina completamente il terreno . lLl qual unque formazione la fanteria può quindi aspettare tranquillamontB la carica della cava ll eria. Questo sentimento di sicurezza dovreb be, secondo l'autore, essere ispirato da prescrizioni regolamentari e perciò si dovrebbe lasciare da parte la form.izio oe dei quadrati. La fao leria rimanga nella formazione in c:1i si trova qua ndo ha luogo la carica; fosse pure in colonna, basterà che la truppa si volga fron te in fuori e faccia fuoco. È inutile incrociare le baionette, giacchè nessuno ha mai ere-

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d'uto sul serio cho si possa fermaro colla baionetta un cavallo lancialo alla carriera. Dopo aver sos tenuto non essere necessario alla fanteria il formarsi in quadrato per rosislt're alla cavalleria , l'autore passa ad esaminare la questiono dell'impiego di gr osse masse di cavalleria sui campi di ba ttaglia dell'avvenire. È dossa una questione assai dibattuta in Prussia e nella quale i pareri s,rno assai divisi. Alcnni vorrebbero cancel lare addirittura la cavalleria dal numero delle armi. combattenti e rilegarla nel solo campo dell'esplorazione; altri, e fra questi citeremo soltanto il Verdydu-Veroois e lo Scherff, sostengono ch'ossa possa anche sul campo di battaglia renderH utili e segnalati servigi. li capitano· Helmu th semhra propendere per la pri ma opinione. Ammelle cbe vi sicoo dei casi favorevoli in cui una truppa cli fanteria, già scossa , potrà essere messa io isr,ompig lio , ma osserva come, per la cresciu ta portata del fu oco · di fanteria e d'artiglieria, esista al giorno d'oggi un intimo accordo fra le diverse parti di un campo di battaglia e come quindi, pel reci proco sostogno che possono prestarsi, non sia piÌ.l possi bile alla cavalleria l'ottenere gli strepitosi successi che poteva ottenere una vo lta. Osserva inol tre l'autore come il giudicaro del momento favoreYole di una grossa massa di cavalleria sia diventato oggigiorno cosa difficilissima; come, presa la decisione, sia necessario farvi subito seguire l'azione, come infine le doli indispensabili per nn comandan te di grosso masse di cavalleria non si acquislino col metodo e collo studio, ma si richieda in lui la divina scintilla do\ genio . · Da questa degressione ritornando al primitivo concetto, l'autore ripete richiedersi forme semplici e ben famigliari alle truppe. Egli acce~rna inol tre come sia necessario . che ~e manovre sieno sem rn·e informale ad un concetto tattico, sia pur sempli ce. È così che nasco l'accordo fra i comandanti superiori e quelli iu sott'ordine o che, in allo si acquista l'abitudine di esprimerf:l chiaramente il proprio pensiero e di far risal~are lo scopo principale, in basso si impara ad afferrar bene 1 co_ncelli od a tradurli io alto. Accenna pure l'autore alla neccss1 !à che ogni unità sappia di far parte di una unilà superior e. Quest~ princi pio è stato spesso dimen tica to; l'is truzione del too:ipo_d1 pace anva cerca lo di dare maggior libertà alle f?rze 111dJV1duali dei sino-oli comballenli e dei capi in soll'ordme per accrescerne il ~alore, ma si è oltrepassato la scopo e tali forze, diventate libere, invece di agire sommate insieme furono sprer


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cato per lo più inutilmente . Questa tendenza allo spar pagliamento si fece sen lire appu nto là dov'è più pericolosa, cioè nel ba ttagl ione, col diffondersi del la falsa opinione cbe la com pno-nia fosse la vera unità la ttica. L'essere invalso un ta le dife tto si deve an~be a _q uegli scr ittori i quali, dopo il 1866. non avendo per urnca guida 11 bene dell'esercito, vennero insi nua ndo ai comanda nti di compagnia cho non si teneva il dr1bito con to di loro ~ ver! ed unici s_osteni tori del comhatl.inwnto. In seguilo a ciò 1 capr lam non videro nel loro maggiore a ltro che una personalità la quale arbitrariamente lim itava la loro autonornic1 ed il sottrarsi ad ossa. allargando la sfora di combattimento d'el la ~ompagnia, fu il loco unico sforzo. In mod o aualogo pi>osava 11 tenente del capi lano, o succede,·a così cbe un battao-lione 0 andasse in un istante sparpagliato e disperso. Dopo avere con tanta fran1:bezza acc~unato ai difett i che si lamentarono nell'ulti ma campagna, l'a utore passa a cercare i mezzi per correggerli. Bisogna inculcare che la vera unità tattica è il battaglione; la compagnia no n può agire come unità separata altro che in determinati cpisodii del combattimento, essa non ha la forza necessaria e non ·ò in propor1.ione colla :era unitil d! battaglia, la divisione. So si volesse scindere questa m 48 r1part1 autonomi, sparirebbe la isua unità. All'eccessivo sparpagliamento si può me ttere un freno co ll'istruzione ciel tempo di pace. Co~ì, dopo le esercitazioni esti ve ell e tendono a disgregare (servizio di campagna, tiro, ec.) , sarà bene far seg uire un periodo di rigide eserci tazioni d i battaglione. AIJ('.he nel·!e es~rci!azioni in grande, che han no per iscopo pr1nc1palc l'1stru1.10ue dei capi più elevati , non si perda cl i vista l'istruzione della tr uppa e si dia meno valore a lle ma novre strategich.o che al la buona condotta dell'azio ne tattica nel combattimon_to. Al_l'aLlaccao te dov rebbe essere proibito il fare troppo larghi mov1ment1, ed egli no n dovrnhbe po i io nessun caso oltrepassare cori essi i limiti dello spazio battu to dal fuoco rlella posizione che deve attaccare. l movimenti giran li , tenden ti ad obbligare il nemico a sgombrare una posizio ne, senza venire all'u rto fronta le so non all'ul timo momento, sooò opportuni : ma ne_lle e_sercilazioni bisogna piullosto ab ituare la tru ppa, ed anche I capi, a ben co ndurre il combattimento fronta le, g iaccbò alra_tto _pr:atico bisogna po venirci, eà i larghi movimen li gir anti, dt fro nto ad un nemico che non r imanga del tutto· ino~ peroso, sono s11mprA difficili ({ mo lte volle impossibili. Se in una esercita·liono è d'uopo di un largo movimento gira nte per

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cambiare la situazione, lo si supponga . Quello çhe importa di più è l'istruzione Laltica; per l'istruzione strategica servono i viaggi di stato maggiorP.. L'autore accenna infin e come lo spirito dell'offensiva abbia finito col far coosiclcrare la silniizione difensiva un per icolo, u n malo, e come, per consegut,nza, ne:le esercitazioni non si sostenga generalmente abbastanr.a a lungo la clifesa. Pur lo stesso motivo si rifugge dal rinforzare nrtirìcialrnonlo le posizioni; mentre invece l'istruzione dol tompo ùi paco duvrobbe far larga parte anche a questo esercitazion i. L'autore couch iudo fìnalmento col fare un cenno dHl carattere, parla nclo con gi usta compiace.nza del proprio esercito, vera immngine della unzione . La sana educaziono d ella famiglia, l'educazione militare colla severa ma g iusta discipl in a, colla razionale istruzi•lne, cogli oserci1.i g innnstici, esercitano del pari la loro !.JeneOca influen7.a sopra il cnraltere. Vi concor ro in modo particolare l'a,::ione d,-.l l'ufficiale, il quale pertanto non deva mai considerare la propria missione come troppo modesta. Al lettore che ci ha segu\li fin qui domandinmo perdono dell'esserci trop1Jo diffusi nel renrl1•r conto di questa pubblicazione del capitano Helmuth. oltrnpnssando i limiti di u n cenno bibliog rafico per dare del lavoro uu snnto pi uttosto esteso. Non abbiamo saputo resistere a questa tentt1ziono per cbè in ta le lavoro abbinmo trovalo, e speriamo che il J;:tto re sia del nostro parere , giudizi. apprt>zzamenli, consigl i cho si possono perfellamentc appli care al nostro esercito . Se il no; tro rego lam ento d'escrcizi per la fooler ia ò di dnta recente e non ha ancora l'ap poggio delle tradizioni, osso ò g iudicato eci:ellenlo per unanime consenso dogli scrittori militari nostri e str,1oil:lri ; le recenti modificazioni introdottovi , senza urlare nello scoglio del soverchio sparpagl iamento, hanno consacra to i pri ncipii imposli dallo muta le condizioni dell'arte. Dobbiamo congratularci con noi stessi d'aver risolto un lale problema, d'avHr già da tempo i n vigore, sancite dai nostri r egolame nti, delle prescrizioni che si vorrebbero ora pr'o porre come novità anche là dovo siamo soliti a Cfll'Cllr<, la luce. QuP.sto deve far na,cere in noi quella fìdu cia negl i ordinamHrHi che hn si gran parto nr1I crearo o manleuero lo spirilo di uo esorc;to. E questo spirito che è la J'on::1 degli eserciti, è vivo anche nel oostro, p1?rChè( vc,gliam terminare co llo stesso parole dol capitano Hel,nuth), è vivissimo in esso l'amor detta patria.

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ll1VIS1'A

BHILIOGRAFICA

Gescl,-icl,te de•• Belagertmy von Pal!iS -i11i Jal,re '.1870-71 (Sto1·ia dell'assedio di Parigi nell'anno 1670-71) pei capita oi del genio f<.:OUAltO lfoYOE ed AOOLPII F1téi.ES1l - Borlino, 1874, F. Schneider.

Il

Fra quella ser ie di lavori che, parallelameote aHa r elaziono del graode stato maggiore tedesco sulla campagna del 1870-71, si vengono redigendo e pubblicando per cnra di ufficiali dol genio che vi ebbero parlo e per ordine dell'ispezione genAralo del genio o del le for tezze intorno ai vari assedi avvenuti in quella campagna, la storia dell'assedio di Parigi occupa cortamento il posto più importante. L'investimento, l'assedio, la di fesa e la caduta di quella grande metropoli non costituiscono solamente un episodio di natura semplicemente tecnica noi dramma della guerra franco-germanica, m,1 un avvenimento di primissima od eccezionale importanza , dal cui svolgimento la politica della guer ra, la stra tegia, la logistica, la tattica , la fortificazione, l'amministrazione e gli altri rami dell'arte militare possono attingere svariati e preziosi ammaestramenti. L'opera dei capitani HEYOll o FROllSE è divisa in cinque grandi capitoli aventi por titolo: a) l'oggetto dell'attacco; b) l'acce1·chiamento; c) i tentati-vi detta difesa per· allct1·gare e 1·ornpe1·e l'accerchiamento; d) l'attacco dell'artiglieria; e) la capitolazione. Il volume finora uscito al la luce non comprendo che il primo capitolo, il quale cousiste in una minuta e compiuta descrizione della piazza sotto tutti i punti di vista che possono interessare l'attacco l' la difesa. Compendiata in poche pagine la storia delle successive fortificazioni oucle Parigi fu munita e de ll o vicende da l1sse subìte, dai tompi anteriori alla conquista r omana Gno a Luigi XIV, sollo il quale ven ne demo lita hrntica cinta diven uta ormai affatto interna pel considerevole sviluppo raggiunto dalla citLà, si vieoo a fare la genesi delle fortiucaàoni attuali. L'origine del concetto moderno di fortificar Parigi risalo fino a Vauban, il quale riteneva ncct1ssario complemP.nto del suo sistema di piazze alla frontiera nord-est della Francia il difendere la capitale medianto una doppia cinta bastionata rafforzata da cilladelle; ma il progetto da lui lasciai.o in una Memoria non ehbo esecuzione. L'idea risorse nello stretto dell'invasione del 179.2, ma Valmy la fece blm presto svanire; Napoleone la vagheggiò dipo: e ne dimostrò l'nlilità con esempi tralli dal la storia, ma non no fece

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nulla; nel 1826 sotto Carlo X e noi 1836 sotto Luigi Fi lippo si elaborarono progetti che rimasero inattua ti; finchè ne l 1840 sotto l'impressiono di una probabilità di guorra creoorale lo for~ tificazioni di Par igi fu rono dichiara lo d' urge;za, e dopo la beo nota discussione intorno al sistema da adottarsi, si progettò o tosto si rl iè mano all'erezione doli' attunle campo trincerato, col quale si credette piename11te raggi unto lo scopo ri i s,,ttrarre la capitale e le sao immense risorse ad un nemico invasore imruobi l_izzaodo a qnesto, ovo no volesse tentare l'assedio, no,; meno cli 400,000 uomini, chè tanti se no r itennero necessari per investire completamente la piazza, ed acquistando il tempo necessario per organ izzare nuove forze, ed attendere, in ogni caso, il beneficio delle combinazioni diplomatiche. A questo cenno storico fa seguito una ininuta descrizione del ternmo sotto il punto di vista topografico e tattico, e dello fortificazioni quali si trovavano all'aprirsi della guerra, con tutti i par tico lari di postura, tracciato, profìlo, disposizioni interne per ciiminuire l'effetto d<'I. fuoco nemico e pel ricovero degli uom101 e del materiale ecc. Dr1 tale descrizione e dalle considerazioni che la accompagnano intorno al valore relativo ed a l còmpito assegnato alle singole parti del campo trincerato nell'eco. nomia generale della difesa, gli autori traggono una serie dì dal.i e criteri circa le forze ed i mozzi necessari per intraprendere l'?tta_cco, od i punti più favorevo li contro cui dirigerlo. Le priuc1pah fra tali deduzioni, riassunte per sommi capi, sono : l° che supposta la difesa limitata alla linea dei forti, ne r i;rnlta nno s~'_iluppo ?i fronte d'accerchiamen Lo di almea o 110,000 passi; mo che richiedo un esercito di 400,000 uomini (da 3 a 4 per passo) o di 240,000 (2 per passo), secondochò la difesa. oltre alla guarnigione, disponga anche cii un'armata di operazi~ni o semplicemente di una forte riserva di circa 20,000 uomin i; qualora poi la difesa non fosse in grado di operare offensivamente. l'esercito accerchiante potrebbe anche essere minore; 2° che i punti i quali meglio si presentano pel bombardamento sono il gruppo dei for ti la Eriche e la Donble Cour onne a nord ed i due gruppi dei forti Bicetre ed Ivry, e Montrouge, Vanves ed Issy a sud; gli stessi gruppi cli forti costituiscono anche i punti più favorevoli per l'attacco regolare; da lle pos izioni meridionali si può inoltre bombardare contemporaneamente la città ; 3° che pel bombardamento efficace cli 2 forti contigui e posizioni intermedie sono necessari almeno 300 pezzi di grosso calibro, ed un numero doppio qualora si voglia pronunziaro l'a ttacco su ANNO :ux,VOL. IV .


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BIBLIOGRAFICA

duo punti diversi; 4° che per l'assedio regolare si deve calcolAre ~u circa 10,000 lavoratori giornalieri, e quindi su un corpo d'assed io di 30,000 uomini indipendentemente dalle truppe d'investi mento, oltro il IH~c<~s~ario parco del genio; in quanto ad artiglierie si possono ritenere sufficir1nti quelle impiegate pel bombardamento. Assai in teressante è la parte che tralta del le misurfl per porro la piazza io istato di difesa . Accennata la difficoltà di stabilire la data precisa dell'ordine a ciò relativo, stante il disaccordo che si riscontra tra gli scrittori francesi ed una dichiarazione fatta il 7 agosto dal Minislro dell'interno, ed emesrn l'avviso che si possa ritenore 1'8 agosto como primo giorno del periodo di armamento genf'rale senza escludere le dispo,izioui date ed i lavori intrapresi parzia lmente anche nei giorni precedenti, gli autori passa no a descrivere minutamente tutti i lavsiri di fortificazione e di armamen to intrapresi e tota Imento o parzialmP.nte r:ompiuti per porre la piazza in grado di sostenere un attacco nemico. I lavori di difesa della cinta si possono io generale considerare atti piuttosto a premunirla con tro un atlacco di viva forza che contro un assedio regolare; consistettero principnlmente in tagliate superate da pon ticelli nei numerosi argini clfllle strAde che attraversano il fosso, o nella chiusura e disposizion e a difesa delle corrisponden ti aperture nella cinta, io un/J triplice serie di mino pclriol'e innanzi allo spa lto, in un trinceramento interno costrutto utilizzando, dietro suggerimento del marP-sciallo Vaillant. la strada di circu;to. nella costruzione di traverso o nei solili lavori per porre io batteria i pflz7.i . li numero di qu esti era il 20 di gennaio di 805. La misura di tagliare g li argini dell e strade e di chiudere gli accessi olla citt/1, notano g li autori, fu certamente opportuua contro nn attacco di viva forza, rna non poteva che tornare assai svant,1ggiosa dtil punto cli vista del la difesa attiva, come si ebbe ad esperimentare in occasione delle grosse sortite oseguito negli ultim i periodi dell'assedio. Ci porterebbe a varcare di troppo i limiti di un semp lice resoconto bibliografi co il voler segui re, anco sommariBmeote, la chiara e metodica esposizion e dei lavori di dif,~sa o d'armamento, interamente od in par te compiuti nei siogoli forti o nello zone di t.erreoo intermed ie; ci restringeremo pertanto ad indicare per sommi capi i punli trattati, arrPs tl'lndoci brevemente su qualche fatto tli speciale interesse e sui <iati complessivi di maggior r ilievo. La liooa dei for ti è considerala divisa in scom-

;parlimen ti distinti fra loro da accidenti topografici. Per ogni -scompartimento e per ciascun forto sono in modo particola,reggiato descritti i diversi lavori per assicurarsi da un assalto <li viva forza. per l'adattamento alla difesa, per scemaro gli effetti del fuoco nemico, pel r icovero degli uomini. e del materiale, per lo sgombro del terreno esterno, per l'inondazione dei fossi ove ciò era possibile, ecc. ; e per ultimo è dato il numero, lfl spcc·.ie ed il calibro de lle hocche a fuoco che ne costituiva l'armnmonlo. Sono parimen te enumerati i lavori pel -collegamento dei vari forli e per la difesa delle posizioni intermedie ed avanzato, e finalm ente quelli per la rottura della comunicazioni entro un certo raggio intorno alla pinzza, nello -scopo di creare lutti gl i ostacoli possibi li all'avanzarsi delle forze nemiche e n>lalivi mezzi d'assedio ed al collcgam0nto delle truppe d'investimen to . A questo proposito gli autori dimostrano che, se eia una pal'le l'aver reso im praticabili alcuni tratti delle ferrovie che conduc,ono a Parigi dalle provincie dell'est ha realmente giovato alla d'ifesa ritardando sensibilmente l'utilizzazione di quel le linee per parlo dei Tedeschi, la distruzione del le co.qrn nicazioni ordinarie e specialmente dei ponti nullo immediate vicinanze della ci ttà, tanto più inutile pel loro trovarsi sollo il t iro dei forti, fll di notevole pregiudizio alla difesa, che anche per questa ragiono acquistò carattere soverchiamente passivo; .il danno cagionato al paese dai grand i guasti così prodotti fu del resto nffa tto sproporzionato a I risu Ilalo otteu u to so tlo il punto di vista di creare ostacoli al nemico. In quanto all'armamento dei forti, il quale natura lmente variò durante l'assed io, era alla lìno di questo complessivamente costituito da 1389 bocche a fuoco così ripartile secondo la specie ed il calibro: Cannoni rigati da cenl. 24 id. 19 Id. id . id . id. 16 Id. id. libbre 24 Id. id. Id . id. 12 Can noni lisci, obici e mortai di diversi ca libri. Totale

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17 132 141 2ll

887 . 1389

Riassumendo i risu ltali della descrizione della piazza e dei lavori per porla in istato di difesa, gli au tori ne dE>duconoche; malgrado noo pochi difetti, a lcuni dei qllilli comuni alla ge11oralità delle fortezze a ttualmente esistenti, essa poteva fin dal


'292 RlVISTA 19 ·settemb re, epoca in cui fu compiuto l'accerchiamento, ritenersi in grado di resistere ad un attacco di viva forza . quando pure fosse difesa da truppe non numeroso e non 'mollo agguerrite. Tra Issy ed il Mont-Valér ien e fra questo e S.t-Oénis, esistevano bens) due larghe lacune, ma il tentare di pBoetrarvi per giungere a molestare la città sarebb{l s'tata impresa difficile e che poteva costare gravi sacritìci. I difetti cui si accenna, e che consistevano principalmente nell'esposizione dell e scarpe al tiro diretto, nell'insufficienza di spazi coporti a prova pel ricovero degli uomini e del materialo e di traverse per scemare gli effotti del fuoco nemico, e final· mento nel la ristrettezza delle comunicazioni per le operazioni offensive, non potevano esercitare sensibi le influenza fintantochè non si aveva di fronte che un esercito d'investimento non mu nito di m:i toriale d'assedio. Mercè i lavori ulteriormente esrguiti con zelo instancabile si riuscì a migliorare alquanto '1e condizioni della piazza, ma par te dei menzionali difelli rimasero per tutta la durata dell'assedio. Non meno importante è il successivo paragrafo che tratta dell'organizzazione della difesa . Enumer ati gli svar iatissimi elementi che concorsero a formare l'esercito difensore di Parigi, truppe di linea, di deposito, di marina, gendarmeria, g uardie doganali e forestali. guard ia nazionale mobile. corpi franchi e guardia nazionale sedentaria, gli autori ne espongono e ne ana lizzano l'ordinamento, seguendone le successive modificazioni, il riparto nei vari scompartimenti della pi.azza e secondo 'i diversi uffici della difesa. Questo paragrafo è ricco di cifre clrn gli autori tolsero per la maggior parte dal lo pubblicazioni francesi e che noi ci asteniamo dal riportare. non pot(:lndo , senza dilungarci soverchiamente, riportare anche le considerazioni atte a determinarne il vero valore. Indicheremo soltanto che gli accennati elementi raggiunsero un effettivo totale di 651,000 uomini, così ri partiti: Truppe di linea e di deposito. Id. di marina. . Guardia mobile e corpi vari . Id. nazionale sedentaria . Totale .

135,000 16,000 130,000 370,000 651,000

Osservano gli autori come il difetto capitale dell'organizzazione della difesa, quale da loro ò minutamente doscritla e che

.B1BLI0GI\AF1CA

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sareb be per noi troppo luogo il riassumere, consistesse nella m,ancanza di una giusta progressione di dipendenza che facili·tasse l'esercizio del comando supr emo; vi er ano infatti non meno di 17 comandi diversi direttamente dipendenti dal governatore, fra i quali 8 gruppi di forti . Altro inconveniente consisfova nella dup lico dipenc.ionza dei capi-serviz~o dell'artiglieria e del gonio addetli alla difesa di un forte o di uno scomparhmento; cosloro infatti, benchè agli ordini dei loro comar.danti di fo!'te o di scompartimento, rimanevano tuttavia sempre sott9 l'influenza dei ca pi delle rispettive armi. Un inconveniente di somigliante natura si verificava rispetto ai battaglioni di guardia nazionale sedentaria addetti alla difesa dei vari settori in cui era stata divisa la cinta, dipendendo tali battaglioni tatlicamente dai comandanti dei settori stessi od ammitJistralivarnente da altre autorità. Tutti questi difetti d'organ izzazione fecero sentire la loro influenza durante t\;)ttO il tempo dell'assedio, ma specialmente nei primi periodi. Ugualmente ricco d'inlorossantissimi dati è il paragrafo susseguente nel quale si parla dell'approvvigionamento della piazza. Vi si narrano e descrivono le misuro prese preven tivamente per assicurare alla grande metropoli ed ai suoi numerosi difensor i la maggior quan tità possibile di mezzi di sussistenza, le disposizioni per r egolarne economicamente il consumo, i ripieghi d'ogni specie escogitali per creare nuove risorse e pro1ungarne la durata, le privazioni cui le popolazioni seppero sotloporsi per assecondare degnamente gli sforzi delle au torità io questa suprema bisogna; in tali misure e neli'eroismo degli abilauli nel sopportarne le conseguenze, notano gli autori, con· sisteva la forza principale della difesa. .Per ultimo ò trattalo dei mezzi studiati e posti iu opera dalla difesa per stabil ire o mantenere le comunicazioni coll'esterno. per la sol lecita trasmissione delle informazio ni o degli ordi ni e per osservare lo operazioni e le mosse dell'esercito d'inves timento. Un primo sistema di segnali per mezzo di razzi a diversi colori per co municare eventualmente collo armate di soccorso, non ebbe mai occasione di essere praticamente attualo . Compiuto l'accerchiamen to, è universalmente noto come si riuscissH a risolvere il vitale problema di mandare le corrispondenze all'esterno por mezzo degli aroostati: di questi no furono spedili, secondo afferma il maggiore Ou Puy de Podio, (j4 in totale, dei quali soli 8 fallirono in teramen te lo scopo per essere


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caduti o in muro, o in Germania, o nollEl mani dell'esercito nemico . È noto parimente come, essendo riuscili vani gli sforzi per assicurare la direzione degli aroostati in guisa ria potersene senire anche por spedire le corrispondonzu dall'esterno alla città assediata, siasi raggiunto anche questo intento coll'impiego dei piccioni messaggeri. A Lai proposito sono riassunti i più iolo-· ressanli fra i dati· cbo già si conoscono mercè altro pubblicazioni, segnatamente quella dol predetto maggiore Du Puy de Podio, intorno al processo cii esecuzione di ques to iogognosissimo mezzo di corrispondenza ed ai risu lta li ottenuti. li ca pitolo si chiudo con un ce-ono circa il sistema di segnali stabilito per completare gli ordinari mezzi telegrafici nello comunicazioni fra lo vario parti dr lla piazza, o circa i processi di illuminazione por l'osservazione dello mosse e dolio operazioni ciel nemico. A questo punto arriva il primo volume dell'opera doi capitani Heyde e Froosc, al quale va unilo uo bell'allante comprendente 16 piani ill ustra tivi della materia trattatn. I progi di un lavoro d'indolo essenzialmente narrativa o doscriltiva come questo che si' possono constatare mediante una somplicA lettura, l'ordino e la chiarezza dell'esposizione, l't:fficacia dulie descri1.iooi, la copia dello notizie e dei dati e la sobrietà dei giudizi, vi si r iscontrano in allo grndo; doll'esallezza storica di lutti i particolari esposti co ne possono ossor garanti il carallero in certa guisa urtìciale doll'opera, la posiziono dogli autori e la scrupolosa accuratezza da loro dimostrata noi raccogliere, v1.1gliare e porre a confronto i falli che non risultano da documenti ufficiali. Dall'esame di questa prima parlo possiamo dunque ripromolterci che l'opera compiuta sia p~,r corrispondei-o all 'alta importanza dell'argomento.

il colonnello federale viene o complolaro la sua collana stor ica delle ultimo g uerre, in grazia alla quulo egli si è acqui-

R eltilionl•i.d,wique et, c,•il·i que de la r1ue1•1•e francoallema11de en IS'1(~-7'1 par,FEROINAND LECOMTE, colone! féd6ral suisse. - Geuève et llé.le. 1872-74. li. Georg. Libraire· Édilour.

Dell'opflra cho annunzia mo sooosi g ià pubblicati tro grossi volumi , di circa 500 pagine dasr,uoo. o l'autore ci annunzia per un tempo non lontano la pubblicnzioue di un quarto ed ultimo volume. Non cred iamo tuttavia di dovere atte0Je1·e più oltre a dar conto ai lotlori della Uivista di qucsl'opora con cui

stato un posto distinto nella lclleratura militare europea, come sc·rittorc laborioso, coseionzioso o inttil ligente. Coi pri mi dno volumi l'autore viene fino alla catastrofe di Sedan. Nel !orzo volume egli co mprendo l'ossedio di S~rasburgo, l'inveslimento e la cupit!)lazione di ~lelz. l'investimento di Parigi e le operazioni fino atroccupazione dol lloote A.vron por parlo dei ,'l'otleschi, e le oporazioni iu provincia fino alla seconda battaglia di Or!éans. Sono aun11ssi a ciiJscun vo lt101e gli schizzi necessari per l'io· telligonw strategica delle operazioni e per l'intelligenza !altica dei comballimonti, delle ballaglio degli assedi. Quosta pubbl i,:nziouo, incomi nciata nol l'aono 1872, tiene il lt1ogo di mezzo, quanto a ll'usposiziouo dei fatti, fra lJUelle relazioni stese in furia e in fretta e men tre il cannone non ha peraoco fioilo di tuonare, o lo relazioni posteriori folle per cura degli stati magg iori coll'appoggio di lutti i <101.:umeuti uffìcinli. Nelle prime non si Ila riguardo cho a soddis far o tu curiosit/1 del pubb lico o ud utilizzare quel maggior grado d'interesse, cho segue da presso i falli o che poi col tempo si va dileguando: nello secondo si ha in mira tli stabilircl la genuina verità dei falli in tutte le loro parlicolarità, sia per fornire uoa base sicura agl i stu diosi dell'arte mili taro, sia 1· ncora o spccialmnn te per <.:levare un monumento na zioualu, in cui siano r icordate le open, di lulli coloro cho ,·i obbero parlo. Nelle primo non si può sperare di cogliere altro che la filccia esterna degli avvenimenti, la quul u, nou essendo illuminala da lla conoscenza dei movcuti delle nzioni, r esta g ià per ciò stesso assai osct1ra, o cho viene ancora ad essoro oscurata dall'imperfetta cognizione dei falli esterni stessi, pei quali noo si ù roluto aspettare il tempo necessario :1 chiarirli, n confrontarli e ud ordinarli. Nelle secondo oltre allu più eompll1La ed esalta esposizione dei fotti esterni, por acctirtnre i qual i noo si ò perdonato a fatiche, a ricer1;he, a paragoni d'ogni specie, con tulla quella ampiezza che può esscro gual'outita da un·autorità costituita, si assiste puro allo spettacolo di ciò cho è avronuto dietro lo quinte, si seguo la serio dogli ord ini da ti , o il lollore è messo in grado. cli giudicare in base a quali informazioni e dielro quali criteri questi ordini siaosi dati, corno siansi diramati, come siansi ese· guiti: egli può, so oe tia pazicuza, riportarsi ad una data ora in uu quartier generale·, r ifabbricarsi nella meute il concetto

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BIBLIOGRAFICA

che in quel momento un generale poteva formarsi della silua1.ioue, e per poco ch'egli sappia pure rendersi conto delle influenze morali che si facevano sentire in quel punto, egli potrà formarsi un giu<lizio preciso e netto sul valore delle disposizioni ema nate. !\fa un'opera come questa non la può fare appunto se non chi è in possesso di tutti g li atti, di tutti i documen ti ufficiali , e che ha il potere, dove questi lascino r!Hlle lacune, di stabilire delle indagini da spingersi fino all'estremo limite. E quol solo o quella sola autorità che può fore una simile opera, deve essa stessa impiegarvi tanto tempo, da rendere legittimo il desiderio di leggere l'esposizione dei fatti in un'opera, che s&nzn poter pretendere a tanta esaUozza, a tanta ricchezza e a tanta luce. sia però qualche cosa di più serio, d i più attendibile che quel!~ relazioni abbor racciate, di cui teslè facevamo p.irola, il cui movente principale è forse il guadngno e la speculazione. Così, mentre la •relazione sulla. guerra del 1870-71, fatta per cura dello stato maggiore prussiano, è appena g iunta ora al!a giornata del 18 agosto, il LECOMTE ci presenta una storia complessiva del la campagna, abbastanza esalta a minuta nei particolari per fornire un'idea completa dello svolgimento gen~rale delle operazioni, e per somministrare una base al l'apprezzamento dei fo lti stessi. Quest'opera quind i soddisfa ad un desiderio, che era vivamente sentilo, e può considerarsi come la più com pleta , la più esatta delle relazioni complessive che oggi esistano su quella g uerra colossale. Tutti gli elementi venuti-in luce al momento che il Lecomte dava fuori i suo i vo lumi vennero da lui diligentemente esaminali, controllati ed utilizzati, e fra questi specialmente le singo l<• pubblicazioni di carattere ufficiale che vennero fuori dai quartieri generali del le varie armate del l'esercito tedesco, conosciute io Germania so tto il ti tolo di Collana 'verde dal colore • della copertina. Con ciò accennammo al merito principale dell'opera del LecomtH; foroire al lettore un'idea abbastanza chiara ed esalta dell'andamento generale delle operazioni. Quanto ai particolari, di cu i già una grau quantità era a cooosccnza del pubb lico, quando il Lecomte incomi nciò la sua pubblicazione, egli soppe con mollo criterio scegliere quelli i quali giovavano a rendere più oot.la l'idea dell'insieme trascurando quogli a ltri, e non pochi, che avrebbero r eso la sua opera molto pih voluminosa , l' che avrebbero fin ilo forse per annegare il concetto geuerale.

Nella sua qualità di Svizzero partecipando alle due naziona li tà fra,ncese e trdesca qnel tanto che era necessario per essere ad. dentro in entrambe le letterature e per prendere un vivo internsse alle due parti che fu rono in lotta, ma svincola to nello stesso tempo da roluzioni troppo strette, egli si potè esimere non solo ·dalle passioni poli tiche, ma altres) dai di folli inerenti al carattere delle due nazioni. Egli potè così conservare e conservò infalli un'imparzia lità, di cui si vede io lui ma nifestissirno !o stud io, e che gli permise non solo di pro[erire dei giudizi spassionati, ispirati solo al cu lto dell'arte, qual egli la intende, ma a ltresì di esporre i fatti con perfetta calma e. di porre in rilievo circostanze, che l'una o l'altra delle àue parti adombra d'un velo od espone sotto una duhbià luco. Anche la forma estP.rna e il metodo esrosilivo si risentono di questa condizione favorevol e in cui si trovava il Lecom te, nella sua qualità cl Svi7.Zero: il suo racconto ri trae d<ii Tedesch i l'esattezza, l'accuratezza , dai Francesi il brio, la 11uidità. L'esposizione procede sempre chiarn ed ord inata, ed il lettore non può lamentarsi nò di quell'opprossionc, che ordinariamente si prova leggendo gli scritti tedeschi, nè di quella in certezza, alla quale si trova quasi sempre io preda, l<1ggeo.do gli scritti storici dei militari francesi, in cui sono così frequenti le lacune, lo espressioni im-proprie, e, diciamo pure, anche g li sproposi ti. Certameoto. ora che sono scorsi due anoi dacchè uscì alla luce il 1° vol~me di quest'opera, ora che sono stati pubblicati altri scri tti cho si r iferiscono alla prima parto della campagna, e fra questi segnatamente i fascicoli della relaziono ufficialo dello slato maggiore prussiano, sarebbe cosa agevoltl per un cri tico l'andare rintracciando e scoprendo nelle pagine del Lecomte alcuni errori di fallo, ,alcune Jacnno più o meno importanti. Ma oltrecchè un siffatto modo di procedere si allontanorebbe troppo da llo regole di una èritica leale e illuminala, si dovrebbe pu r sempre alla finB dei conti ammettere, che anche coteste ul teriori pubblicazioni non vennero ad alterare sostanzialmente. e nommeoo notevolmeote, l'impressione che può essere r irr~asta nel lettore dal l'esposizione del colonnello Lecomte, per ciò che si riferisce all'andamento generalo dPlle opera7.ioni e dei comhaWmonLi . Tu tto al più si po trebbe essere coniotti II trarre la conseguonza, che per fare un'openi veramente completa e porf"etta il Lecomtc avrebbe dovuto attendere ancora; na allora chi volesse studiare la campagna del 1870-71 sarebbe ncora ridotto a intraprendere di per sè quel paziente lavoro


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di analisi, di cui il colonnello svizzero s'è volulo incaricare. E in ogni modo questo accuse sussislEirebbero sempre fì110 a che il Lecomte non avesse alleso la pubblicazione dolio stalo maggiore. Ma al lora chi vorrebbe porsi a rifare ciò che è slalo già cosl ben fatto t Ciò quanto alla parte esposiliva dell'opera: ma questa non ò cho una parlo. li Lecomte aveva ir. mira non solò di raccon· tare i folli. ma altresl di app rezzarli, di ap plicare ad essi lo r egolo dell'arte , e di farne così oggetto di insegna mento . li titolo stesso dell'opera indica questo do ppio scopo eh~ s'è pwposto l'autore: la sua ò una relazione storica e critica. Alla porle critica egli consacra, oltre all,3 osservazioni sparse qua e là in mezzo al racconto. parecchi iutieri capitoli. r:gli ò quindi anche sotto il punto di visla didattico cho conviene esaminare quPsl'opora. · Qui la critica trova naturalmente dinanzi a sè un campo più vusto, un campo in cui sono assai più facili lo divergenze. Ma essa noo deve p unlo proporsi per còmpilo di osamioare ca po per ca po le considernzioni svolte a proposito d'ogni sin golo fallo della campagna; beus\ essa deve I.Jadare a l melodo del ragio· namento segulto dall'autoro, e classificare a quale scuola f'gli appartenga. Essa precorra in tal modo, senza pregiudicarla, la sentenza che ~arà poi data in ultima analisi dal pubbl ico intelligen te. Sollo questo riguardo noi non ci sentiamo inclinati ad estoodere alla parte didallir.a dell'opera del Lecomto gli stessi eucomii, di cui crediamo meritevole la parte esposiliva. In quos to periodico si ebbe g ià occasione di esamina re altri lavori di critica storica del colonnello Loco mle, od è naturale che il nostro g iudizio non possa ossere adesso g ran fatto di· vorso da quello pronunziato allora , poichò aocho in quest'opera noi troviamo in lui quello stesso tono dogmatico, quella critica , sco lastica e ristretta che osservammo altra volla , quel modo osclusivo di concepire l'ar te mililar11, che 11on lascia veder nulla i al di fuori nè nl di sopra dolle suo regolo favorito, cho gli ser- 1 vono di criterio inappollabilo per pronunziare sulla bontà delle • • I operaz1on1. / Già dicemmo più sopra che il Lecomte si mostra imparziale1 verso lo due nazioni, cho si trovarono a frontti: questa imparziali là gli era resa focilo, dicemmo, da lla sua qual ità di Sviz- \ zero, e come lale abbastanza libero da non pronèer parte alle/ esagerazioni patriottiche di una parte o dell'altra, come pur1

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abbastanza parente di ontrambe, poi· non potersi. perme.Ltero un contegno ostile verso ruoa o ver~o . l'altra. Noi dobbia~o adesso aggiungoro che questa imparziahtà ?h era pure ..~~~a facil e dal suo modo di consido rare la storia. Eglt ~ mili .are ed esclusivambnle militarA; nella gurrra del 1870 egh n?n Vùde la lotta di duo nuzioni, di duo civillà, vHd O soltanto I ormeg: giare ùi due eserciti. La. fil?sofi~ ~l'inspira un sacro .orrore; d'. raaioni politiche, di rog10111 sociali cglt non vuole ml~nòere, e ~entro in tutto il r esto egli sa monlonersi calmo e misura to'. non ha parole abbastanza amare e deris0 r_ie p~r. qu~llo .ment~ fanlasticho, Je quali l'icorrono a questo orc!1ned1 cons1dera~1001 per ricercare le causo, pe1· cui una gue~ra .fu v1nla da. unn parte, perduta dall'altra . Secondo lui, .tut~o s1 n duco al gmor.o del'. ~ masse che si urlano in corlo cltrez1 or11 con u.na data quont11~ di movimento: un semplice ordine a destra rnvoce che. ~ SL· nistra basta, secondo lui, ad inverliro totalmente lo sorti duna . campagna. Questo suo modo di giudicare si !'i vela ancho nella parlo na1 ~ rati va, nella qualo riserva ben. poco p~sto ~Ile caus~ _1tonora~ 1 della iYuorra ed all'osposiziono della s1tuaz1one poh~1co. rec1pror:/ Gl'incichrn ti òiplom~tici ch fl ebbero h~ogo fra I duo g~~ yerni di Prussia o di Francia dal 1866 al 18,? . sono tu~to ci~ ch'egli ne dice: ma delle condizioni del.lo sp1r1to ~ubbh~o n o~ duo paesi, delle relazioni fra quosto ~pm.to pul.Jbhco o . 11. ~~ verno. dissonan ti da una parte, m1rab1lmenle concord1 d.. l. l'nllrn: appena ò s'egli vi acconnn di volo. . . t, facil e vodore quali siano le conseguenze d1 qL1esl~ suo mocio rnouco di apprez:wre i fattori d' una silua1,iooe: Esammando alla 'O"' a di criterii strettamonto militari una r1soluz1000, che fll ~ l1 .,u · · ·· · eo inspi rala allres\ a cr ilcri i politici, che da questi cntern anzi pr_ s lo mosse, ne riescono dei giudizi in aria, senza ~?loro_ pr~t1co. con superbo disdegno ogli sonlenz.ia che a lle manlleslaz1om dol: l'opinione pubblica, allo c'riailler-ies, com'c6 h I~ chiama.' _no n s1 dove dar retta, sotto pena di abdica ro alla propria au torita. Cht1 si possa 110 daro di quelle situnzioui f,1 lali, in_ cu~ que~l~ elomenlo si impone con , oce più imperiosa che tutti gh ollr1, 11 Lecomto , non lo ammette. così, secondo lui, sarebbe stato più prudente concentrar~ 1. esercito france se da principio accnnro a Parigi o fra Pangi o Chiì\ons: Jalu le con<lizioni militari do! momonto_. non v' ha nessun dubhio che sarebbe questo stato miglior par.lito, che non prosenlui·si alla fronliora in uno stato di' oon compiuta prepara-


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zione. Certo si sarebbe gridalo, aggiunge il Lecomte, ma bisognava lasciar gridare. li Lecomte crt,cle con ciò di avere esaurito la questiooe, e passa ad altro. Ma s·è egli reso conto <lolle conseguenze che avrebbe avuto questo g1·idare? Sarebbe stato necessario lasciar gridare pochi giorni prima à Berlin, à Berlin, e non incaricarsene più che tanto. Ma pretendere che coloro stessi i quali avevano risolto la guerra con tanta leggerezza, diventassero poi ad un tratlo, e senza che nossuo fatto fosse intervenuto. così prudenti da eseguire il concentramento cos) addietro, è pre~ tendere l'impossibile. Qual è dunque allora il valore pratico della lezione del Lecomte~ · Se il non voler considerare nella guerra che il ,cozzo di due eserciti, se l'ostinarsi a mettere da parte, come cosa estranea a! soggetto . lutto ciò che si riferisce al la vita intima del le due nazioni, da cui i due eserciti son tratti, doveva necessariamènte condurre il Locornte a un modo di vedere e di giudicare monco ed anche erroneo, quando d a tti mi litari sono strettamente legati con fatti d'altra natura, noi dobbiamo pur nota.ro una· uguale ri· strettezza e rigidezza di giudizi, allorquando si entra nel campo esclusivamen te militare. Se egli si ricusa a vedere nella guerra moderna un gran fatto sociale, e mostra con ciò stesso di non averne sapoto cogliere dislintamcnte tolti i caratteri, ci sorubra pure ch'egli non si asi abbastanza reso conto delle esigenze create dall'ingrandimento numerico degli eserc iti, le quali, se non alterarono in nulla i principii sommi dell'arte nella loro essenza aslrntta. dovettero puro introdurre qualche modiQcazione nella modalità di coudorre lo masse. Il Lecomto s'altiono a quei prin• ci pii , li applica ai fatti, e secondo che questi vi si accomodano o no, pronunzia il suo verdetto. Egli non bada al su,icesso; egli n~n si chiede punto se i successi ottenuti non siano al mono una rag ione [)Or dubitare che furono bene ottenuti , massime quando essi si presenta no, non come un l"i:ltto isolato, ma come una sori e continua, non interrotta. Vedendo che furono ottenuti in modo diverso da ciò che prescriyono le sue rego lo, eg li grida all'errore, e trova la ragione dei successi in ciò che gli avversç1ri commisero ona :nassa ancor maggiore di errori. È per lo mono assai curioso il pensare che il capo-scuola del dogmatismo mi litare, quello di cui il Lecomte si professa discepolo, il Jomioi , allorchè vide nella s ua tarda età le fr rrovie entrare come parta intregraote nell& operazioni mi litari, ripudiando quasi con un tratto di penna ,tutto il suo passato, sentenziò che questo nuo1'0 !attore rimutava da capo a fondo

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la teoria della guerra, quasichè le ferrovie non coincidessero colle grandi arterie commerciali che segnarono e segneranno sempre le principali direttrici di marcia degl i eserciti. Ma dal dir ciò al sostenere l'immulllbililà dei principii fino al punto aa volere giudicare le guerre moderne col lo stesso criterio co!l cui si giudicherebbero quelle di Nnpolevne o quel le di Federico, c'è pure nna distanza discreta, e sarebbe proprio il caso di dire in medio stat veritas. I successi ottoouli dai Prussiani nelle due guerre del 1866 e del 1870 non destano nel Lecomte verun entusiasmo; di tutto quel lento lavorlo di prepnraziono, io cui concorreva l'opera di tutti metodicamente, armonicamente, e por ·cui la guerra si potea dire Yinta prima aocora che combattuta, egli ò ben lontano dal mostrarsi ammiratore; sentiamo com'egli parla del lavoro di mobilitazjone in Prussia: « Le modo prussieo., syméa triquc:.r.cnt r(iglemonté daos lous ses degrés hierarchiques, « convioot certai nemont mieux à un gouvernement plus soi« gneux qu'habi!e, plus confianl dans la force bicn ordoonée de < ses masses que dans ses capacilés poliliques oo stratégiques. < On n'a qu'à tirar le cordon et H machines, montéas et e graissées d'avnnce, con nues de tous, se mettent en mouve« ment d'el les-m1;mes, uvee un égal fracas . Si c·est là gou<( verner et surtoul 61aboror une opéralion mililaire, i) la bonoe « heure ». Dal tono di dileggio o di compassione che traspare da qoeste parole, si può arguire qual i siano le predilezioni del r.ecomte. Egl i poco ama le coso ordinate e metodiche; egli vuole i colpi di scena. Egli ha in mente quei miracoli che la storia ci narra di Napoleone, il quale in un tempo relativamente breve poi m ezzi d'allora melleva insieme un eserc.ilo con espedienti improvvisati, lo concentrava al l'insaputa del nemico (allora nnn c'erano telografi, ferrovie, nò tanti giornali), e lo rovesciava sul nemico non preparato. E non v'ò ctrlo nessuno che possa negare che jo quelle mobilitazioni improvvisate si rirelava un gonio straordinariamente superiore. a quello che altri potrebbe scorgere nel la mobili tazione prussiana. Ma poichè il Lecom te parln di arte di governare, è lecito chiedere se sia meglio confidaro noi Napoleoni che non si hnono sempre, e regolare su tale eventualità le nostre istituzioni, o non piuttosto pensare a creare istituzioni tali, per cui tutti siano abilitati a concorrere all'opera comuno1 Poichè si tratta di stabilire delle regole, domanderemo sa un governo debba faro in modo da conlaro piut-


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tosto sull;i. farce bien ordonnée des masses, oppure sul le sue .capa,:-ités potitiques ou stra1égiques? Al Lecomte pare ben meschiu o, ad a ltri parrà invc1ce grandissimo il morilo dell'organizzazione prussia na, che è quel lo appnnlo di essere buono per tu tti i casi, di potere uti lizzare anche le med i'ocri ti1. le quali .in fin dei con ti cos tituiscono sempre l'immensa maggioranza, di escludere· appunto quei colpi di bacchetta magica. quel miraggio dell'improvvisalo che sembra stia ta nto a cuore al Lecomte. Che si dirub be di un'arte di governo, la quale vi consegnasse un meccan ismo. dice ndovi: badate bene , che con questo voi .potre te rar miracoli . assai più cbe coi meccanismi comu ni: ma ci vuole una capa ci til straordi naria ,1 maneggiarlo. Le si risponderebbe con tutta r agio ne, che, siccome su queste capacità straordinarie un gover no saggio farà bene a non contare, si preferirà un meccanismo, a nchf1 più dozzinale, non capace d i dare tolto quell 'effe tto, ma del quale si possa essere sicuri cho un effetto discreto lo darà, anche maneggiato da uomini di media levatura. Tocclriamo un altro pu nto, come saggio del metodo critico del Lecomte. Egli dice c:he nel 18i0 il conceci tra'mento dell'esarci to t~doseo sfugge agli app unti che s'erano fatti a quello del 1.866: egli no toglie occasione di lodare lo stato maggiore prussiano, il qua le avrebbe con ciò r iconosciuto i suo i torti, e no avrebbe fatta onorevole ammenda . Noi non spingiamo certo l'a more del l'ar to per l'arte fino al punto da desiderare unaripetiziono della guerra del 1866, per vedere in che modo si comporterebbero i Prussiani: ma molliamo peguo che, data l'iocer tena della situazione poli tica del 1866, prima dell'aper,tura delle ostil ità, dato il co ncen tra monto dell'esorcito austriac;o in Moravia, e data l'a lleanza del la Sasson ia col l'Austria, noi vedn•mmo di nuovo le mass1.1 prussiane conc,rn lrarsi sul la frontiera in duo punti distinti, pl'r modo da copri re Berlino e Breslavia: e melliam pegno inoltre, che, dich iarandosi la guerra, noi vedremmo n uovam ente le due masse prussiane dirigersi verso la Boemia nord-orion tale, passando l'una ad est. l'a ltra ad ovest dol massiccio dei Riesen-Gebirg~ . a meno che · qm\slo massiccio, per qualche impreved ibile catacl isma, si app ianasso ad un tratto e concedesse il passaggio a g rosse masse. l\fa in questo caso anche il primitivo concen lramonlo dell'esercito prussiano avrebbrJ a subire qua lcho modificazione. È la geografia ch e ha obbligato i Prussiani nel 1866 a divi..dersi, ed è la geografia che H ha obbligati nel 1870 a riunirsi.

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Il sito di l'adunata delle armale tedesche er11 così ben determinato dallo condizioni di rrontiera e dalle ferrovie, che non sarebbesi potuto idearlo divorsamente; e Ja. massa del l'esercito tedesco era pur tale da poterne io antecedenza designare il fronte . Ed è poi ancora questa stessa geografìa, la quale ha obbligato i Tedeschi, allorchè vollero eseguiro il loro schieramento sulla linea della Saar. a sf1pararsi in due masse, giacc:hò l'Haardt separò nel 1870 l'ar mata del Princi pe reale dalle a ltre due, precisamente come il massiccio del I1iesen-Gebirge sepa rava nel 1866 la 2• armata da lla l' e dall'armala dell'Elba: se v'era in questa separazion e del 1870 minor pericolo che in quella del 1866. bisogna chiederne di nuovo la spiegazione alla geografia, paragonando l'IIaarJt col Riesen-Gebirge. Nè valo il dire che nel 70, il Principe r eale inseguiva ut1 esercito già battuto, poichè la direzione div<.' rgenteegli la preso prima di scontrarsi col nem ico, o avrebbe pur sempre cercalo di fare la stessa strada che foce, se ~lac-Mahon, invece rii battersi a Worth, si fosse gettato nei Vosgi. La manovra accerchian te di Mc>tz trova nel Lecomte un censore acerbo, il qua le rimprovera alla direziono suprema prussiana di aver trascuralo, intcrcr.llando le comunicazioni dell'avversario, di assicurare l1c• proprie. Geometricamente e geograficamente sarelJho stato imr>ossibile conciliare le duo cose, o meno di dividersi, e di trovarsi debol i dappertu tto. Il Lecomte noo tiene nessun conto dell'armata del Principe r nale, aumPntata dlii L1° corpo, sul la quale in caso d'insu ccesso le altre due armale avrebbero potuto ripiegarsi. Egli vorrebbe che il g ross(' dell'osPrcilo tedesco non avesse passato la Mosella, se non concentrato, a buona distanza dal la pia7.7.a, progressivamente e proJentcmente, lasciando l'tt rditezza alle sole avangu,mlie . Era il modo sicuro di permettere al nemico di ri tirarsi, poichè non ci volte meno che la prodigiosa lentezza con cui esrgnirono i Francesi il loro movimento retrogrado, perehii i Prussiani giungessero ancora a tempo por arresta r li su lla strada rii Mors-JaTour; ed anzi se v'ha un addebito a faro al co mando prussiano si è quello di avor proceduto con troppa cautela, poichè il pri mo effello del combattimento del 14 agosto fu quello di fermare il movimento generalo verso la ,\losolh1, fiuchò il Ro stc>sso di persona si convinse verso In molò del 15 che la piazza di Metz ora evacuata dal grosso dell 'esercito francese. li Lecomte inoltre vorrcllbe che l'esorcl to prussiano avesse cercalo di coglie>re l'oser cito avversario in rasa campagna, tagliandolo da Metz e da


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Parigi, e addossandolo alla fronli era belgica; ottimamente. Ma tale appunto era l'idea do! comando prussiano, a quanto ris~lta dai <locumenti ufficial i e ~alle disposizioni date per la giornata del 18 di cui lo stesso Lecomte ha èsposto assai fedelmente, i dati ~iù internssaoti. Ma irr guerra non si può sempre far _c,o che s, vuole, e dal mornenlo che l'esercito francese eras1 _addossato a l\fetz, la scelta uon rimaneva più libera. . S~ 11 lett~re, obbietta che noi eu triam·o ({\li . in una questione dr fallo, no1 I ammettiamo tosto; ma ne cogliamo l'occa~ione pe~ no_tar~ come la smania di applicare i suoi priocipii g·enerali sp,oga 11 Lecomtc perfino a mutare la base dei suoi ra~iooameoti, non tenendo coulo di fatti ch'egli stesso aveva diJ,gen temente ricercati e acconcia mente esposti. S! dica lo stesso quando si entra nel campo della gran tattica. Egli vorrebbe vedere degli spostamenti di masse, delle sapienti ma~ovre, e g~arda con o~chio di compassione qnegli attacchi f~tt, a front~ ~1000 col le alt sopravanzanti. Se tali spostamenti siano poss1b1JJ attualmente che la mo le delle masse ,combatlenti e il perfezionamento delle armi hanno di l:anto esteso i limiti dei camp! di battagli~, o sr , anche data questa possibi li tà, il vantaggio che r1tra~rebbes1 da tali spostamenti sia tale da compensare la perd ita d1 tempo e la moHo probabi le confusione che no risulterebbe, il Lec?mte non se lo domanda neppure; ed anche per quelle ballaghe che non furono volute e preparate dalla direzione suprema, e ne lle qua li perciò non v'era altra condotta possibile che portare senza indugio a rinca lzo del le truppe combattenti que!le che accorrevano al cannooe,ancbe per queste egli si duolo del l·assenza della manovra. Noi siamo tentati a credere che il Lecomte siasi soffermato piuttosto alla forma che alla sostanza stessa della manovra; poichè in fio de'cooti se gli chiediamo quale sia l'espressione pratica della manovra, egl i ci ri;:ponderà coll'a?tica regola di tenere a bada il u"mico su tutto il fronte, ·per poi fare sforz?, sov~a un pun to, e precisamente sul punto[pitl opportuno. .Ma se egli ben reso conto il Lecomte che col carattern del combattimento d'oggidl, per tenere a bada il nemico possono occorrere più forze cho una volta, o può occorrere, anzi occorre il più spesso, che queste troppe s'impegnino a fondo? E s'è reso conto a ltresì ch e quando s'ha snpcriorità di forze, com'era il caso dei Tedeschi contro i Francesi, sarebb~ appunto una negazione dell'arte il non tentarn l'avviluppamento, allaccando su tnlto il fronte e sui fianchi del nemico, e che sarebbe un impiego vizio,o delle .forze stesse que llo di assottigliarsi sulla totalità del fronte

BIBLIOGRAFICA

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per addensare sopra un punto tante forze che non potrebbero nemmeno esservi utilmente impiegale? E bri.sti il sin qui detto, che sarà più che sufficiente a .d are una idea ai lellori del metodo critico seguìto dal Lecomte nell'apprezzamento delle operazioni da lui esposte. La riputazione dell'autore ein particolar modo i meriti dell'opera presente ci sembra richiedessero qualche cosa più di un semplice cenno bibliografico, come pure ci $embra , che, quanto più un'autorità è grande, quanto più si palesa la tondeoza ad accettarla, tanto più sia dovere della critica il discuter la, ed imped ire che sotto al suo manto s'insinu ino delle idee erronee, giacchè nessun errore è cos) tenacemente mantenuto , come quello che si presen.la sotto il patrocinio di on nome illustre. Histoire d e la g1ut1•1•e ci vile en .!lmérique, par M. le Coll!Tl! DE PARIS, ancjen aide do camp do général Mac-Clellan. - Paris, Miche! Lévy Frères, 1874, Deux Voi. in 8°.

La rapidità con cui ai dì nostri si succedono g li avvenimenti, vieta spesso di sottoporli ad un esame accurato, profondo, completo. Risorgono vecchie qù istioni e domandano imperiosamente nna soluziorni, nuove quistioni s'aggiungono alle antiche; uomini di sta lo e uomini <li g uerra non hanno ancor potuto investigare e ponderare tu lle le ragioni della villoria e della sconfilla che tosto u n'altra lolla interrompe le loro meditazioni. Così l'incalzare pauroso del presente impedisce lo_studio del passato, e turba il lento e faticoso lavorio delle menti, indirizzato a spogliare i fatti delle vesti mendaci con cui la passione e l'ignoranza li banno adulterati, e a scopr ire e porre in r isallo quella realtà effettuale delle cose senza la qnale ogni g iudizio è sempre fallace : laonde si può con qualche fondamen to di verità asseverare che, ad onta di Lutti i lavori finora pubblicati, la storia critica delle ultime guHre è ancora <la farsi in gran parte. La guerra civile d'America, da altri detta guerra di secessione, ebbe anch'essa non pochi e valenti narra lori; ma le opere loro, per molti r ispetLi pregevo lissime, lasciano pur sempre nel lettore il desiderio d'un lavoro pfo vasto, meglio informato ai principii di una severa critica storica. A così fatto lavoro non tolgono pregio o interesse le discrepanze più o meno spiccale, che nell'ordinamento sociale, nelle condizioni topografiche, nei caratteri predominanti della razza presenta l'America Jel nord rispetto ANNO XIX, VOL. I V. 20


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agli Stati europei. È sempre "bollo e fecond o d'insognamenli lo spettacolo <.l'un popolo, che dominalo da un sacro orrore pl'r la coscrizione. con ordini militari rislrollissiipi croa in brevo tempo osercili poder osi; che dalle stesso sconfille trae nuova forza , e a vincere le dure prove adopra lolla quella energia indomita, quella operosità febbrile, quel genio pratico e inventivo che da prima spiegava noi campo delle industrie e dei commerci: codesto spettacolo ò utile sovra tutto a quel le nazioni presso le quali la lunga servitù, la tòrta educazione, l'ozio inveterato hanno offuscato il principio della responsabilità indi- . viduale, spento o indebolito il sentimento del dovero. Ai militari poi non tornerà meno pro_fi cuo Io studio di una guerra, du · ranlo la quale furono io larga proporzione adoperati i più recenti trovali della scienza, vennero folt1:1 nuove e svariate applicazioni degli immutabili principii dell·arte della g uerra, e compile operazioni che rendono immortali i nomi di Lee. di Jackson. di Grnnt, di Sherman, di Ferrag ut.. : .. Saranno falle pertanto lo più liete accoglienze ad un nuovo lavoro sulla guerra civile in America, scritto còn dil igenza non comune, con inten dimenti elevati, con accuratezza e vivacità di stile, con passiooo non iscompagnata mai da giudiziosa imparzialità. Il Co~TE n1 PARIGI (Luigi Filippo Alberto d'Orléans) ha saputo nobilitare le sventure doll'osilio colle opere dell'ingegno, e col libro che noi presentiamo ai lettori della Ri·vistci ha aggiunto uu nuovo titolo a quella riputazione di coltura onde va g iuslamenle celebrata fa sua famiglia. Perfezionata la sua educazione con frequenti viaggi in Europa, egli visitò e descrisse l'Oriente; allo scoppiar della guerra di secessione recossi in America e col minor fratello. ii" Duca di Charlres, entrò quale ufficiale di stato maggioro nell'esercito di Mac-Clollan . Preso parte ai falli d'armi di YorkTown, di Williamsburg. di Fait·-Oaks, di C_ai os-M ill. e, quando parve che dalla malaugurata spedizione del Messico avesse a nascer contesa tra la Francia e gli Stati Unili, depose la spada, tornò in Europa o prese a trattar gravi questioni di politica e di ocoCJomia sociale in a lcuni lavori pubb licati dal la Revue des .Deux-Mondes e nel recente libro sulle Società operaie in Inghilterra. ]!'rutto di lunghi e pazienti studi avvalorati dalla esperienza degli uomini e delle cose, ei diodo testè in luce i due primi volumi della Storia della guerra civile ·in America, che compr11ndono i falli successi fìno alla primavera del 186:2. Notevoli sovra tutto per nitidezza di disegno o per ricchezza di particolari, le carte cosliluenli le due prime dispense dell'allanto

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annesso all'opera rondono doppiamento pregevole questa pubblicazione. 11 lavoro che imprendiamo ad esamino re ha scopo e carattere schietlamonte militare, ma qua e là rivela pure una monte avvezza a studiare i più seg reti avvolgimenti dello politica o a scrutare profondamente Io condizioni della odierna società. Antico soldato dell'esercito foderale, il Conte di Parigi non rinnega o nasconde lo proprio simpatie; la causa dell'unione sostenuta dagli Stati del nord ò per l1.1i la causa della libertà e della legalità; lo scrilloro com balle per la stessa ban_dicrn che il soldato seguì sui campi di ballaglia. Allorch è, eglJ scrive, è violala la legge comune che garantisco agli individui il rispetto dei propri dirilli e alla maggioranza il pieno esercizio del potere politico, sorge iuovitabilmente il dispotismo se codesto attentalo non è seve.ramento repressi). La possente oligarchia del sud , vedendosi fnggire di mano un potere da lunga pezza esercitalo a pro della schiavitù, calpestò il sacro patto_ do_ll'unione; m~ le venne meno il successo, questo gra11 dc g1ust1fìcatoro degh uomi ni provvidon1.iali; la vi ttoria arrise al diri tto e alla legali tà. Indarno i profeti di sciagure andavano predicando la prossima fine di una libertà svolgentesi nel mezzo di una società democratica: lovossi il turbine della guerra civile, e l'albero vigoroso delle istituzioni americane, profondamente radica lo nei costumi del popolo, preservò la liberliÌ. da imminente rovi~a: il popol? d'America provò al mondo che la statua della llbertà non e idolo vano, sordo nel dì del pericolo, ma è immagioe di un n ume possente cho conviene invocare nei gior ni della sven tura. Lo cause primo del conOillo fra gli Stati sellontrionali o meridionali dell'Unione non dobbonsi cercare nella diversità di razza o nel cozzo degli inLeressi commerciali. A torto i r ibolli, per procacciarsi simpa tie in Europa, van t_avano _la _loro d_isc_e~denza dai Francesi della Luigiana e ùa1 cavalter1 cacciali m bando da Cromwell ; così al sud come al nord predominava la razza anglosassone, la quale dopo avo1' assorbite o distrutte le altre razze che la precedettero sul suo lo d'Americu, trasformava rapidamonte e si assimilava le sempre nuove lurlledi imm_igranli : Non poteva sor"or lolla d'interessi commerciali là dove I grandi 0 • corsi d'acqua formano di tutto il continente un solo bacmo e i prodotti del suolo convergono verso l'arl~ria_ princ_ipalo del i}lississipì; industriali gli Stati del nord, agncolt quelli del sud, erano quasi rami d'uno slesso tronco: il capitale a~cumulato dal commercio alimentava l'agrico ltora, questa forniva nuovo


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alimento al commercio. La causa principolo del confli tto non potea essere che la scb iavilù, la quale aboli ta in una parte dell'Unione, fi orente nell'allra, diede origino a d1rn società ostili, rappresentanti di du o opposti priocipii, la libertà e la servitù dei lavoro. Profondo diffcronze dovevano da ciò derivare nelle co nòizioni sociali dello due parti: mentre al nord , mediante il libero larnro. le varie classi con r apiclo molo si avvicina,·a no o quasi si fon devano in guisa da cancella re ogni differenza, la società del sud r endeva im magin e di u n rigido ordinamcoto castale . .All'infimo g radino della gerarchia stavano i negri in numero di circa quattro milioni , soli addetti alla col!ivazione del suolo; a l sommo i pad roni investiti della proprietà del suolo stesso e degli schiavi che lo feco ndavano, uomioi piu intelligen ti che colli, prodi e impelnosi , intolleranti, avve7,1.i a spiegare nel la vita poli tica tullo l'ardore della propria ind ole. Tra servi e padrdni si agitava tu rbolenta un'altra classe che, come lo plebe romana, costituh·a la turba dei clienti , orgogliosa del nomo di cittadini, ma non usa ad esercitarne i dirilti se non por servire i g randi propl'ietari. Ln possente oligarchia del sud aveva fìn n quei tempi avuta la par lo più importa nte nel govl'l roo dell'Unione, e ad onta dolla fiera opposizione del par tilo repu bblicano aveva potuto sorhare inviola to il principio della schiavitù. Era però cresciuta fuor misura l'agitazione negli Stoli liberi; i fautori dell 'abolizione dol servaggio acquistavano ogni dì nuovi aderenti, e nelle imm inen ti elezion i del presidonlo prevedevasi quasi sicuro il loro trionfo. Sentivano per tanto gli avver sari vacillare il terreno sotto ai loro piedi ; mn padroni del governo e risolu ti di staccarsi violontemonto dall' Unione pur di mautenere quel mostru oso ordinarnonlo sociale, con mezzi riprovati da ogni onesta coscienza, pr ima ancora che scoppiasse la guerra, cercarono di assicurare il trionfo della propria causa allon laoando dai forti, dagl i arsenali e dallo ciltà del sud le guarnig ioni e asso ttig liando in modo straordinario l'esercito regolare. L'elezione di Lincol n fu il segnale della rivolta: vani furono i tentati vi d i conc;l iaziono, i mezzi proposti p~r iscongiurare la terribile lolla non. eran cbe palliativi; la g rande questione della abo lizione della servitù restava lò immobile, e la parlo r epubblicana era più che mai risoluta di venirne a capo . Prima Ja Caroliua del Sud e successivamente gli altri Stati volarono la separazione, adducoodo i! dirillo di sovranità loro coosentilo dal pallo d'union e ; la rivolta scoppiava in og ni città: i doboli distaccamenli che guardavano la frontiera del Messico furono

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coslrelli a capilolar e, i forti, pochi eccolluati, cadder :> in potere degli insorti, gl i ar senali fo rono bruciali e una nuova coofoderaziooo presieduta dall'energico Jefl'orson Davis fu conlrapposla all' Uuiono. Solo la for za dolle armi poteva ormai sentenziare fra lo duo parli: settentri one o mezzodì lo compresero e con sempre ero-· scenlo energ ia si diedero a raccogliere ed ordi nar e milizie. I capitoli cheil'autore consacra allo studio delle istituzioni milit"8ri d'America, e all'organa1m nlo delle for zo dopo scoppiala laribellione, sono assai ricchi Ji parlicolari e di giuste o talora nuovo osservazio ni: le ragio ni però della srnisurala potenza militare degli Stati Unili sarebbero r iuscito più chiare, se l'egregio scrittore, invece dei pochi cenni sparsi qua o là nel corso dol lavoro, ci aresso dato una esposizione generalo delle istituzioni civili, dei costumi e sopratutto delle condizioni economiche, lo che cosliluisco quasi il fon do su cui si dis<'gnano gli avvenimenti militari. Nello osa minare le istituzioni militari ·fonda montal i degli Slati Unili, pg li piglia IP mosse dal la guerra di indipendenza. L'osorcilo nazionale forma lo nol 1776 fu sciolto col· cessar della guon a: .le co lonie s'affrollarouo a scuotere ogni peso anche ii piu necessario per la n uova loro esistenza: l'esercito permanente nel 1790 constava di un reggimento di fanteria o d'un battaglione di artig lieria ; solo a l r omper e delle ostilità form(l vansi n uoYi corpi secondo i b:sog oi. Agli spiriti pi ù ocula ti non is(uggirono i gr avissim i difelli di così follo sistema e fu tosto r icouosriuta la necessità di un nuclèo permanen te allo a dor consistanza a tru ppo improvvisate. Sorse cos·1 la muoia di Wosl-Poinl noi 1812, e nel 1815, dopo la guerra cogli Inglesi, la for7,a dell'esercilo regolare fu conservala di 10,000 uomini. Nato e cresciuto nel mezzo di una sociolà oltremodo instabile o nemica di tutto ciò che non emana dal principio elelli vo, codesto esercito non potova sussistere se non corno istituzione avr nte vita, carallero o fisonom ia propria, e traente la propria fo rza dalla lradiiione o dallo spirHo di cor po . Gli a llievi di Wes t- Poinl nudril.i di for ti slndi, segregali fìn dai pr imi anni dai loro concittadini, strelli da legami di fra tcllaoza mili tara r esi più lena ci dagli assalti prodigati ogni dì dal la ombrosa borghesia contro la scuola e lo esercito, costiluiva oo una classe aristo,:ratica, esclusiva, alla guaio lo tradizioni, il vivo sen timenlo della solidarietà, la coscienza tic! proprio valor e dava no una vigoria indomabile. La guerra del MPssico nel 1847, la g uardia dei confi ni contro gli Indit1ni forn ivano ottime occasioni por focooctaro i germi cli


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quelle qualità, militari di cui è riccamente fornita la razza ang losassone, il freddo coraggio, l'a udace iniziativa, il senso pratico. Lontano dalla vita agitata delle città, l'esercito era disseminalo lungo le frontiere, allorchè scoppiò la ribellione. L'affetto alla propria provincia ed il principio della sovranità assoluta degli Stati po terono più che il vinco lo della discipl ;na e la devozione alla bandiera; gli ufficiali appartenenti agli Stati del sud chiesero ed ebbero le àimissioni; quelli degli Stati del nord restarono fodeli all'Unione. Educati nella stessa scuola, cresciuti agli stessi affetti, dopo aver diviso fatiche, privazioni, pericoli e glorie solio l'ar dente cielo del Messico e nelle immense solitudini del deserto. ossi si divis!)ro col cuore strazia to e andarono a militare e com~ battere in campi opposti.. In questa, come nelle guerre precédenti, i volontari dovBvanc costituire la parte più grossa degli eserciti . Gl i Sl-ati ctel sud poterono assai più prontamente di quell i del nord dare assetto alle loro forze mili lari, mercè il vecchio organamonto dellfl rispettive milizie, r eso necessario dalla continua minaccia della guerra servile. Aggiungasi che dalle scuole militari esistenti presso ciascuno Stato eran già usciti n umerosi ufficiali, e le classi povere, gent(l abituala a trattar armi, fornivano materia assai più adatta a formar eserci to che pacifici agricoltori e industrianti. Gli arruolamenti comi11ciarono al sud prima che rosse pronunciata la secessione, la formazione dei r eggimenti precedette la chiamata lega le dei volontari; intervennero tosto g li Stati per fissare la quota di ciascun comune, e i corpi così formali r estava110 :a servizio del goyerno centrale. I confederali pertanto furono da prima in migliori condizioni doi federali; ma tale vantaggio non potea durare a lungo di fronte a lla tenace volontà, e alle smisurate r iprese del nord: da una parto e dall'altra tutto fu posto io opera per ingrossare rapidamen te gli eserciti , patriotismo, ambizione, vanità, spirito di specu lazione: nella lotta però, le forze degli uni andavano consumandosi, mentre fuor misura crescevano qu,,lle degli altri , e fu dimostra to anche una volla che ad assicurare il trionfo di una causa non bastano sempre il coraggio e l'abnegazione, ma rich iedesi altresì florido stato economico. Le qualità mi litari spiegato dagli Americani nel la guerra di indipendenza, riapparvero nel la gnerra di secessione: i volontari moslrarnnsi a lti più alla difensiva che all 'offensiva, ottimi nell'approlìllar del terreno, lavoratori instancabi li , innamorati' della forlilì cazione, ostinati nella difesa dei trinceramen ti , ma

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facili nollo stesso tempo a sbandarsi alla sola minaccia d'un attacco di fianco, difficili a condursi all'assalto di forti posizioni . Queste doti comuni p0rò eran o notevolmente modificate dalla inllole speciale delle popolazioni. Abituati a vita pih dura ed avven turosa, abili tiratori. sofl'orenti delle fatiche e delle privazioni, animali da passione piì.1 forte. gli uomini del sud div~nnero solda ti assai più presto. La fanter ia apparve fin da prmcipio impetuosa negli assalti, quasi fiacca nella difesa, alla a lunghe marce attraverso delle spaziose e fo lte_foreste, e buon~ a qualunque impresa più audace: la cava_lleria composta dei piì.1 ric<ihi :ibilnnti delle campagne, av~ezz1: .a causa ,folle con.dizioni soecia li dell'agrico ltura e della v1ab1h ta, a tenere cavalli, era assai snperioro a quella dei federa li: men buona però l'artiglieria. così rispetto al materiale, come all'abilità. del!a truppa , 110n poteva, se non più tardi, acquistare quelle doti br11lan l1 che si amm irarono poscia nei cannonieri di Charleston. Alla guerra di partigiani mostrossi più adatto il carattere focoso , intraprendente , audacissimo degli uomini del mezzodì; guerra cons!derata dai separatisti come mezzo pri ncipalissimo di di fesa , 1ll_ustrata da ~tosebey e da 'Morgan, infornata da Forest: generosi e mantenitori di severa disciplina i primi, feroce e rapace l'altro, r icordava i bandi.li militari della g uerra dei trent'anni. - Di indole piì.1 mite le popolazioni agrico le e rnanifalturicre del nord, non presentarono dapprima le stesse qual ità _guerriere; ma .a misura che ingrossaYano i pericoli, cresceva rn osse ~a vecchm energia della razza anglosassone; accanto alla operosità del governo sorgeva potente la iniziativa dei privati, facile a trascorrere e sottrarsi talora alla ingerenza dei po teri pubblici. 1 primi corpi dell'esercito fodera le vennero formati dalle va~ r ietù più disparato dell'uomo incivili to . Gli ?ziosi delle _grandi città ne costituivano da prima la parte maggiore, gente r iottosa, indisciplinata e indisciplinabile, aborrente dalle fatiche; ma_ nel seguito nuovi e mig liori elementi accorsero so tto le ,ba.od1~re, raccolti nelle officine e nelle campagne. A torto pero s1 disse codesto esercito un'accozzaglia cosmopolita: era un eserciLo veramente naziona le, in cui erano rappresentati in giusta proporzione i vari elementi della popolazione am~ric~na. La fanteria era meno atta alle marcie o meno sobria di quella del sud, ricca di valore individuale, povera di coesiono, m en buona negli attacchi che nelle difese, nemica della bai~netta, _e _poco pieghevole a forte disciplina. Facilmente im~resswn_evoll, 1 soldati del nord andavano al fuoco con obbed ienza prnttosto ra-


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g ionata che passiva, mossi più dalla coscienza dei doveri c;ttadini che dal le abitudini del soldato disciplinato uso a dimenticare_ la pro pria volontà per non ispirarsi che a quella del supen o~e. Dee a_scriversi a codesto spirito d'indipendenza, se parecchi genorah videro vi ttorie già assicurate convertirs[ in d!~fatte, o s~ contro ogni speranza fu posto riparo agli insuccessi piu dannos1. _I~perocchè fra i combattenti regnava mai semprn una certa opirnone pubb lica; essi foceansi stoicamente ammazzare fiochè l'emu lazione lo imponeva, ma poscia si permadevano che uoa più lunga resistenza sarebbe tornata inutile, e di · comune acc_ordo cercavano più indietro posizione migliore. Nessu~ uflì1:1alo poteva impedire la ritirala : ma ques!a veniva e~egu1 t~ con.cal~na mirabile, senza disordine, sotto un lìtto grandinar dt .proietti : le file erano presto ricomposte, i capi riprendeano la perduta autorità. - La cava lleria considerara il cavallo non già come arma, sibbene come semplice mezzo ai locomozione; gl i uo mini scendevano da cavallo o comballevano collA carabine: ma fi n da i primordii del la gu erra essa venne largamente adoperata noi servizio di avanscoperta e compì nel seguito quelle lon~ane spedizioni di grossi corpi isolati che segnano un nuovo periodo nella storia di quest'arma. - SPbbene di difGcile impi~go nel mez'.'o delle foreste, l'artiglieria fu sempre adopernta 1n gran copia stante la poca solidità della fanteria: lo batterie si postarono quasi sempre in prima liuea . non esitar6oo mai a correre noi sili piò avanza ti a rischio di veder.si abbandonate dal le proprie scorte. L'esercito federale in complesso ci presenta l'immagine di un corpo che nelle vicende dell a vita acquista sempre nuova coesione, nuova forza; grazie alla innata energia del cara ttere, le truppe spieo-avano oo-n • e, o i dì ma,,.giore - o rrsolutezza: i pericoli, i patimenti, le fatiche pareano aumet1lare il coraggio di questi volontari che la voce dei dovere strappava a lle ofGcine e ai cnmpi. . Nè solo le qualità peculiari del le truppe, ma ancora la speciale natura del suo lo concorse a dare carattere proprio alla guerra. N~l lo studio che l'autore ci presenta sul teatro di guerra nord-americano, a noi par di scorgere una facilità non comune nel cogliere le più spiccate particolaritù del terreno e valutare l~ loro intfoe~za sulle operazioni mi litari : acume e giustezza dt osservaz1on1 , precisione e chiarezza nella esposizione rendono n_on poco pregevole questa parte dell'opera. Il tèrreno su cui s1 svolsero le oper azioni militari più importanti non offre ricca varietà di linee montane che in mille guise intrecciandosi danno

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origine a un labirinto di valli più o meno spaziose e profonde; è una pianura vasta, monolona egualmente ondulata per tutta la sua distesa, coperta per lo più di foreste, solcata da innumerevoli corsi d'acqua. Procedendo verso l'Atlan tico il suolo digrada lenLaq1ente, Lerra e mare quasi si confondono, ogni pjccola valle si converte in estuario, ogni piccola ondulazione forQla penisola. La popo lazione, specialmente verso il sud, non è raccolta io grandi città, ma sparsa per lo r,ampagne: rare le vie conrn ni o faci li a guaslarsi e scomparire sotto l'azione ctell9 prime pioggia : p~rò una rete fiittissima di fe.rrovie e d'i fiumi, per lo più navigabili, a guisa dello anerio del corpo umano si dirama per tutti i lati. reca ovunque il moto o la vita. Donde consegue che le operazioni militari doveano pigliare norma soYralutto dal lHlinee ferroviar ie e fl uvi~li, ma più dalle seconde che dalle prime: imperocchè i fium i, co l mezzo dol numerosissimo materiale galleggiante di cui disponeva l'America, <1ssicuravano riprese senza limi ti por l'approvvigionamento degli eserciti e permettevano al naviglio da. guerra di appoggiare le loro mosse, e proleggore la linea d'operazione a misura cho si alluogava: le ferrovie al contrario. stante la loro poca potenza logistica, non bastavano in così larga parte a provvedere al sosten larnento e ai trasporto delle truppe, e costringendo l'aggressore a regolare la propria marcia su lla faci lità più o meno gl'ande con cu i potevano venire riparate, mostraronsi ·strumeoti meno adatli a!la offoosiva. Ciò spiega come gli eserciti dovessHro tenersi strettamente legali ai propri magazzini, e come rapidi e decisivi fo,sero i loro progressi quando s'appoggiavano ai Oumi, len ti e precari quando seguivano una Yia ferroviaria, e finalmen le quale parto importante fosse riserbala alle operazioni combina te fra l'esercito e la marina fluviale. Approvvigionamenti esegui ti in vista del nemico da fl? tle d! trasporlo, bombardamento di piazze forti costrutto lungo1 fiu mi per imped irne la navigazione, battaglie navali sui fium i stessi procacciarono alla marina nuova gloria: il nome di marinaro d'acqua dolce divenne in America un titolo d'onore. . . Gli eserci ti avvHsari non erano ancora al tutto orgamzzatt od istrutti, quando l'opinione pubblica impaziente coslringev~ il governo di Washington a rompere gli ind ug i. Invano _1 ?onerai! davano consigli di prudenr.a, adducendo la poca sol1d1tà delle truppe da così poco tem po raccol te: domaro al più prest_o ~a ribellione . r icacciare il nemico accampato a poche miglia dalla capitale del!' Unione, parea a tutti necessità suprema,


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indeclinabilo. Accadde allora ciò che avviene seropro quando il potero politico indebitamente si sovrappone all'autori tà militare; · i successi ottenuti da Mac-Clellao nella Virginia occidentale ebbero un amaro contraccolpo nella rotta di Bull-Run. Questi primi fatti d'armi ci mostrano già in genere le qualità prin cipali che spiegarono nel seguilo g li eserciti americani, inclinazione pronunciatissima agli aggiramenti, tenaci r esistE>n ze più che assalti impetuosi, scelta cd occupazione giudiziosa d: posizioni, iniziativa ora scapig liata come quella Ili Tyler , ora ardita e g iusta come quelli\ cl i Jackson o di Sherman, lìacchezza negli inse-· guimenti, impossibilità di trlirre larghi frutti dol io vittorie a cagione della scarsezza di traini o dl•ll"assoluto IPgame dello truppe colla loro base di approvvigionam~nto. La descrizione poi di questi primi scon tri procerle ordinnta, sobrin, ovide11 te; non ò troppo minuziosa e quasi si direbbe che l'au tore tema di affogare il fallo generalo sollo il cumulo dei particolari; nè di ciò crediamo gli si debba far colpa, poichè la mente del Jettoro può da così fatta narrazione trarre più focilmente una esalta nozione dei folli, sussidiata in ciò specialmente dalla accurota descrizione del lerrono , che procede quasi sempre il racconto, e dallo ossen •azio1ii che accompagnano il vario svolgersi degli avvenimeuti. li Conte cli Parigi non si contenta di esporre i falli, ma si elovn il pit1 dello volle 11 giudice dei singoli attori ; non è il g iudice arcig no, ringh ioso, cattedralico cho misura i falli alla stregua dei principii astratti e dimentica In materia io cui i falli stessi s'individuano; è il critico nel vero senso della parola , che pri mo di pronunciare un giudizio rnol afferrare nettamente e interamente la roallà cfi'olluale dello cose. Alla batta glia cl i 13u ll- Run tenne dietro un luogo periodo di inazionr, durauto il quale sarebbcsi dotto cbo i duo eserciti erano vincola li da tacita tregua, se leggoro a vvisaglio non a vessero di quando in quando provalo ch'essi stavano a fronte l'uno dell'a ltro avversari im placabili. Misurate le proprie forzo e co nvinti ch'esso erano impari all'fll'duo assunto, federali o coofedorati si diedero a lutt·uomo ad accrescerle e perfozionarlo. Mac-Oowel, il vinto di Bull-llun, cedè il posto di comandante supremo a Mac-Clellan, o mcrcè il sapiente cd energico impulso di quosl'uomo instancabile, d'in0cg110 elevato, di carattere fermo, la molti tudine cominciò a con1•ulirsi in esercito. L'autore tratta con molla cura e con amoro sµecia le codesto tema doll'organan1eolo dello forzo federali; enumera lo difficollà dell'impresa, i mezzi con cui vennero su pera te: tutto ora a crearsi, quadri,

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serv1z1 del le sussistenze, òei trasporli. di sani tà, sta li maggiori: a Lutto provvide la operosità del governo o del comando su· premo. li piccolo esercito permanente scomparvo nel mozzo del grande esercito; ma la sua influenza non fu meno offìcace, nè meno durat ura. impcrocchè i suoi ufficiali assunsero il comando dello nu ovo brigato e delle nuovo division i,'i suoi reggimonli e le sno balleria posti a contatto dei nu ovi corpi furono valido strumento di emulazione e d'istruzione, scuo la di disciplina ~ di sentimenti militari. Lo stato fiorente delle industrie o la padronanza del mare pc:rmettova ai federali di provvedere prontamen te e largamen te all'arredamento , alle rimon te, alle sussistenze: popolo quasi esclusinunonte agricolo, i confederati si diballovano invece fra immenso difficoltà: dovettero stabilire nuove fonderie e nuovo fabbriche d'armi. trarre fucili e cannoni dall'Europa, eludendo la vigilanza degli incrociatori nemici, abbanuonaro la coltivazione ciel cotone e della canna eia zucchero per seminare i cercali, vestire lo truppe di quello stesso panno g rigio che adopravasi nolle pin ntagioni per r es lire gli schiavi. lnta11lo gli avvenimenti incalz:ivaoo: men tre con fobbrile operosità proseguivansi gli apparecchi cli guerra sulle due rive del Potomac. gravi casi succedcrnno sul mare. negli Stati occidentali dell'Unione o segnatumenti: nelle lontane pianurù del l\lissouri. Là dove fautori cd avversari della s<:hiavilb . coloni del sud e del nord cran mischiali sullo stesso suolo, più pronti o più feroci pr orompevano gli odii, rinn ovavansi ogni d\ lolle sanguinose fra abitatori della stessa cillà. Truppe male ordinate, poco :1gguerrite scontrctvansi fra il ~lissouri e l'Arkansas sovra un vasto territorio pinne, scarso cl i riprcsr., prirn cli comunicazioni fe rroviarie: i federnli erano sconntli a Wi lson Creck e cacciati da Lox ing ton; alla scaltrezza, all'oudace iniziativa ctei confederati Pricc, Moc·Cullogh o Polk, l'i nesperto Frcmoot non sapeva opporre che irresolutezza ed inerzia. È guerra senza met.odo, scapigl iati\, medioevale: piccoli osorcili arnnzano r retrocedono senza posa l'uno:,li fnrnte all'altro: cor pi dello stesso eser ci to operano divisi e indipc ndenli, s'incontrano talora sul sito d!JI c:om hallimen 1.o e tornano a dividersi tosto por difetto di provvigioni : guerra combattuta non solo da volontari, ma da avventurieri. dn dilc,llanli. dalle popolationi stesso, funestala le molto volle dn 1·iolenze, òa rapine, da del itti. Nè maggiore import11nza . per rispotlo all.:i scienza militare, hanno le operazioni che in qu esto primo periodo si sv1J lsoro sul LArrono in mille guise fra stagliato della Virgi1Jia occidentale e del I< en lucky. Si venne spesso alle mani, ma i combattimen ti di Carnifea Fony, di Cheat-Summit, di Bu!falo-llill, di Romney, di Balls-Bluff non potevano avere gran peso sull'esito di una guerra che ci si presE>n la corno un insieme di opnrazioni sconnesse, di scontri regolati dal caso , di manovrAin complet,1 • Genera li che pil.1 lardi dovevano far prova di operosità e di energia non comuni resta,·ano intero settimane inerti l'uno di fronte all'altro: era còmpito nuovo, inusitato, questo che loro si chiedcl'a, roso più difficile dallo imperfezioni o dalla poca maneggevolezza degli strumen ti affidali al le loro mau i.


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A:ss~i diverso _è lo spel.lac0lo che ci offre la marina militare fin_dai pn~o !'d.1 ,della glle_rru: concepito ~on sano criterio, eseg~! te co_n r ap1d I la ~ prec1s1ano, 1mporta~ 11., nei risu ltamcn ti , a pJ?aiono all a be.Ila rmna le sue operaz1om . E la ragione di questo fa tto vuol_ cercar~! non _solo noi genio marmaresco degli ang los_as~om., ma piu specialmen te nel la necessità in cui trm·ossi ogni d1 pm 11 governo degli Stati lJ niti di curare cd accrescere q~1esla parto de!I~ sua p~ten_za mi lita.re per J:!rOteggen~ la propria b~nd1era su tull1 1 ma ri p1~ l~ntarn. _vero e bene che allo scopp111re d~ Ha gL!e'.Ta JI navig lio ora m gran µarto disscminat() per tutti 1 mari_, li materiale r imasLo nei porti dell'Unione searso ~ bisognevo le d1r iparazioni, gli arsenali del sud d istru tti o cadu ti rn ma.no del n~mico,. porzione notevo le degli ufficiali della flotta passati al serv1z10 dei confed erati: ma lo stato florid issimo dellH mdustrio navali permetteva di sodd isfare pròntamente ad ogni esigenza, o. p~r lalc rispeUo i fed eral i trovavansi io condizioui as:at m1_gl.10~·1 che no~ i con l'ederati, i qual i non potendo con mezzi 1nadegn~l1 creare flo tte poderose, ed aspirare alla p,Hlronauza dei mari, dovettero accontentarsi di armare le<>ni per la corsa, e danneggiare cos\ il commercio degli wversari I'rolegg~re il navig lio mercantile, provvedere a l bl~cèo dell~ coste d_el Su_d e concorrere allo operazioni dl'l i'esercilo, era ii grave incarico commosso alla marina federale. L'autore consacra, b'.io.na parlo del secon~o volume alla descrizione degli appaie?ch: .o del le operaz10111 ,d_elle flo lie fìno a lla primavera del 186.ì, e ~1vela le st~sse qua lila d1 narratore accurato ordinato, perspicuo da 1101 già osservato. !?orse non sarebb~ stato )ilOpportuno correflare quesra_ parte del laYoro di uno specchio 1~d,cante 11 numoro, la cnpac1tà, la forr.a, l'armamento dol na· v1g l.10: ma ~;odesta lncuna potrà facilmnoto riempirsi con ispec1al1 allegali : che, per non r endere troppo pesan te il racconto. d_ovrebbero ms1em.o ad nitri rela tivi al la forza e alla composizwne dcg!; eser01 t1 essere .Pub_~lica.1.i in.fine dell'opera. Saranno rnla~to l?lLfl non . so11r.a 1l p1u vivo in teresse lo narrazioni as?a1 parl1 colaregg1a tc dell 'attacco fe licemente eseguilo dall'amm1r'.1gllo D1}.POnl co ntro le coste dell~ Caro li na del Sud. dello sbat co nell isola Roanocke effeltuata 10 presenza del di reusore e so,~1:a tu,tt~, del le ope; azioni compite nel le acq.ue del Mississipl, del lt.nnes~f,e e del Cumberla11d sotto la cl1rezwne del "'eneralc ~rant. e elc i ~om~odoro _f'oole. A ch i poi si piaee di 1 tudi a ttrne.n l1. al dmtto 111t.ornaz10nale, noi vogliamo add itare la lucida e grnd1z1osa _espos1z:one che fa il Conte di Parigi delle con lt'Ovcrs1e surt.e lll eonseguenza del la proclamazio ne del blocco dello coste del Sud, delle gesta del corsaro confedera to il Sumte1·. o della cattura del Trent per parte della marina federale. · Il çoocorso cl.el le forze !}a vali alle oper,izioni dell' esercito coincide coi . pr1m1 successi di qualche r ilievo conseallili dai fed erali : tali . la cad uta dei forti di Heorv e Donnols~o del le opere cos tr~tl~ a.ll_orn9 a Colu mbus, a New Madri d e n~l l'isola N; ..10 sul J\l 1ss.1~.s1pt e 11 conseguen te s~ombr9 ~el Kenluki per pm le dell esnrc1to confederato. Ma gli ard1l1 d1seo-n i di Grant nou poterono ancora venire effettuati per intero~ poichè a llo

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iogogno e al la energia del generale mal corrispondevano lù qnal i~à. militari de_lle truppe: la battaglia di Shilho o di PillsburgLaudrng (6-7 april o 1862) ,·inta dai fodera li, se va lse a vendicare !a ~co_nfil~a di ~ull-Hun. noo ebbo pi::rò conseguenze der.isive: 1 v111c1tor1 non inseguirono o p('rdAttero cosl il fru llo della vittoria. - Avveni menti più im portanti ma ltJravansi invece nel l(:latro di guerra <:>ricn tale, ovo 1·,,sercito del Potomac era ormai pronto ad en trar in campagna . Grand i era no lo speranze concepite dai federali su di osso o sui risultamenti delle operazion i ch'era destinalo a compiere, quando lo pri me \'OCi (lel combattimento di Hampton Road giunsero annunzialrici di sventura inaudita. Era il Jferri?nack, la prima nave corazzata, che noi giro di poche ore colava a fondo il Cwnbe-i·land, incendiava il Congresso . Meraviglia e terrore percorser o gli an imi dei federali: davanti a questo nuovo ordigno di guerra diveniva un'ill usione la loro !>Upremozia sul mare, il vecch io naviglio era dannalo all'impotenza, il traspor to dell'esercito nella penisola di Virginia ap · pariva operoziono pericolosissima e prossoehè impossibile ad eseguirsi. Ma breve fu il tr ion fo dei co nfederati: il dl seguente , montre il Jler1·imack s'appr e!,lava a compiere l'opera di distruzione su llo oltre navi, trovossi a fronte di un terrihife avversario : la possente artiglieria del Monitor lo costringeva ad abbandonare il campo e porsi io salvo per r iparare le avarie sofferte. ~'opportuno .i nterv::!nto del Monitm· o l'esito di questo combattimento che 11 uoslrn autore descr ive con vivi colori e con senso squisitamente arlislico,tolsero di mczr.o l'improvviso inloppo~urto contro la esecuzione del disegno da lunga pena preparalo dal ~eneralo Mac-Clellau. Ma ciò che non potò il nPmico fe' la di fhdonza del gover no di Washington; il quale nel momen to in cui a l eomando supremo doveva lasciare la maggior lihcr tiì, vol le nou so lo imporgl i i· suoi piani di ca mpagna, ma disporro altresì dolle truppe, secondo i concetti propri, spesso opposti a quelli di chi doveva co ndurle. Nè g li bastò togliere a Mac-Clellan la direzione suprema di tutti g li eserciti : vo lle por a neo che il piano di operazioni da lui idealo fosso sottoposto all'esame di una c~mmissione .di genera i( sottordine, alcu ni dei quali lrovavans1 por tal g111sa costrolt1 a conconere alla esecuzione di un disegno da essi prima respinto coi loro voti. Che più? Men tro buona parlo dell'esercito aveva già preso terra nella penisola di Virgi nia, il presidonle dell' Unione per garanLi1·e meglio la capitale. arrestò improvvisamente e tralleooo il eorpo di Mac-Dowel, togl iendo così al comando supremo quel nerbo di truppe cho sbarcando sulla riva sellenlrionale dell'York Rivor dovea prender cl i rovescio lo opere di difesa elevate cfai confederali di contro all'l'sorcito principale. Con tali auspici cominciava la campag::ia di Virg inia \la questo puoto s'arresta la narrazione del Conto di Parigi. E finito il periodo della preparazione, dello avvisaglie, delle operazioni spesso sconclusiona te; en tr iamo nel periodo dell'azione, lfl moltitudine è diventata esercito , la mnteria più non si ribella alle ispirazioni del genio; la scienza r ipig lia il suo imperio, nuovi . astri si olo,,anc, sull'orizzonte dolla storia mili tare. - I due volumi


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RIVISTA

finora pt1bblicati sulla guerra civile d'America sono per i1oi una splendida promessa; l'autore, no n ne dubitiamo, saprà e vorrà man tenerla. Guide poto• la prépa,•,ition des fraus1Jorts des tt•mi1Jes 11a1• les elie111ins ,te fe1• eu. te11i1>,fl ,le !JHe1•1•e, par A. LE PiPPllE chof d:escadron cJ·étal-major. - Paris, 1872. Ch.

, Tanera éditeur.

Elude .flu,• le réseau ,le el,enains ,te f e,• b•(l,nea.i.fl, eouside,•é eo:n11ie 1noyen sh•ategique, par LOUIS DH TROll'ENEC, capilaine commandant la 9e batterie du 20° regi_ment d'artillerie. - Paris, 1873. Ch. Tanara éditeur.

Sono duo pubblicazioni ispirate da un medesimo intendimento, cioè quello di spingere il governo fra ncese a· provvedere alacremen te perchè lutto qaan to eoncerne l'impiego delle ferrovie pP.r i trasporti mi li tari in guerra sia preordinato e sistemato in guisa, che tale impiego possa all'occorrenza riuscire di tutta quella efOcacia che può avere per la difesa dell o Stato. . Ma. se UD? ò l'intendimento,. ben diverso è il modo col qual~ 1 _due au tori tral!a_no la_ q_uestwne. Uno la _considera, si puo dmi, dal la to tecmco. eroe s1 oGcupa essenzialmente del modo di sistemare il servizio dei trasporti mi litari per ferrovia; l' altro la considera sotto il pun to di vista strategico. li lavoro del maggiore LE P1PPRR è un vero trattato su l servizio fe rr?viar\o ~ ilitar~, o ci sembra abbastanza completo per poter serv1rr1 d1 guida, gius ta lo scopo dell'au tore, a chi avesse da prender parte alla sistemazione del servizio di cui si tratta. Il lavoro è semplice, chiaro e ben ordin alo, e le ma terie ci sem brano r ipar ti te con ordine assai logico. In un proemio o in alcune considerazioni preliminari che premette al la trattazione dello varie par ti, l'autore dopo aver dimostrata l'importanza militare dello ferrovie e la necessi tà. di ll?,a minuta ·e previdente r reparazione p_erchè il l~ro impiego dia tutto quel fru tto che puo dare, delermmaquale sia il còmpito che spetta al l'amministrazione militare ed ai suoi delega ti nel provveder e a q uest' uopo. Questo c0mpi to sta essenzialmente nella p1·eparazione, cioè nel formare i progetti di concentramento dell'eserci to per mezzo del le ferrovie ; lutto quanto r iguarda l'esecuzione devo rimaneru nolle attribuzioni degl i agenti tecn ici. Ma perchè l'esecuzione non riesca manchevo le, bisogna che il lavoro sia fa tto d'accordo fra mil itari e tecnici; bisogna cioè che _i _progetti d~ll'autorilà ~il it1;1re sia no comu_nicif li agli agenti teçmc1 ~ dis~uss1 con qu~sti da_t ~elegat1 1?11htari; o bisogna prima d ogni cosa che g h uffic1alt chiamati a partecipa re alla preparazione o all'esecuzione dei trasporti di concerto con le persone tecniche conosG~no lo condizioni ed i particolari sui quali r iposa l'impiego delle ferrovie pci trasporti militari . Qu~ste co ndizion i e questi particolari s9no quelli che l'autore esamrna partitamente nel suo lavor o, por dedurne quei dati

3119 ~he sono necessari per formare un pr ogetto raziona le ed attuabile di un movimento ferroviario di tanta importanza quale quello che occorre per la mobilizzazione e pel concentramento di un intero esercito Le condizioni du aversi presen ti nella formazione di un piano così vasto di movimento ferroviario furono dall'autore molto opportunamente dislinte in duo categorie: condizioni tecniche . e condizioni militari. Le condizioni tecniche sono da lui _così classificate: celerità; durala d'un tragitto; dorala complessiva del viaggio; celeri tà effettiva; peso di caricamento; numero delle_ car~ozzo per treno; intervalli fra i treni; misuro di sicurezza; impiego dello macchine; materiale rotabile necessario per i_ trasp_orti continui; ca lcolo del numero delle carrozze necessarie per 1 trasporti militari ; influenze delìo linee ad un binario; rappresentazione grafica dell'itinerario dei treni . Chiama condizioni militari le seguenti: l'impiego del . mate: ria le rotabile; la scelta dei punti d'imbarco; la scelta dei punl] di sbarco; alcun i particolari rela tivi allo sbarco; le fermato ; glr approvvigionamenti. . Alle condizioni tecniche è dedicata la pmna parte del lavoro; la seconda alle mi litati, allo studio dr~Ile quali l'autore fa seguire alcune sav ie considerazioni sui modo di formare il progetto del movimento. . . . Una terza pal'Le è dedicata ad alcune fo'.mu_le _semphcissim E: dal1e quali è rappn·sen tala la so luzione dei prmc1pah problemi . . intesi ad assicurare la rapidità del J?-lOVimento. La quarta ed ultima parte ò relativa alla . comp1laz1one ed all'uso dei grafici mercè i quali giova che s_ia rappresen(a_to 11 movimento ger:..erale forroviari o da eseguirsi per la mobi lizzazione ed il concentramen to de ll'esercito . UinLIOGI\AFICA

L'opuscolo del capitano DR 'J'.R.OMENEC è, com~ abbiamo d~Lto! uno studio di carattere essenzialmente stra tegico. Lo studio s1 r iferisce al siste.ma ferroviario della Francia . L'autore definisce cosi lo scopo del suo lavoro : 1° Indicare i difetti della r ete ferroviaria della Francia dal punto di vista militare, e i mezzi per r imed(arvi ; . 2• Ind icare i miglioram_f:n \i _da introdur_s) n?l m~teriale; 3• Stabi lire qua lche prmcip10 sulla m1hlarizzaz10ne delle ferrovie in tempo di gllerra. . . Per soddisfare a questo su~ _a.ssunto, 1_1 car1tano D_e Tromenec comincia dal fa r e nna descrJZ1ooe assai chiara e~ rnteressanto del la rote ferroviaria francese considerandola pnma riparti ta a seconda delle società che ne hanno la proprietà o l'esercizio, e poscia in linee strategiche. . . Esam inando la questione sotto quest'ull1mo aspett~, oglr PO!,!E: in rili evo come la rete ferroviaria .fra ncese presenti: 1° tredici vie dirette che ·collegano Parigi o meglio il di~arlimento dell a Senna con vari punti della fronti era e ch0 _comhrnate_ clu~ a du_e fo rmano le grandi arterie che mettono w comurncazwne 11 nord e il sud, l'est e l'ovest, il nord coll'est e coll'ovest; 2° una


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ll1V1STA llIBLIOGR.àFICA

gran linea di cintura sulla frontiera che r,ioge ]a Francia per Duokerque, Lille, Mézières, Thionvillo, Nancy, lBpinaJ, Vesoul, Besançoo, Bourg, Chambéry, la qua l lin ea però è in qua lche brovo tratto interro tta ; 3° una seconda linea parallela a quella ora indicata, che passa per Abbeville, Amiens, Lafère, Laon, Reims, Cbftlons, Vilry, Cbaumonl. Langres. Dijon, Lyon, Valence, Avignon; ma cbe non è prolungata luogo la fronti era marittima della Francia. e si confonde a partire da Valence coll'altra linea di cintura fi no all'estremitil del la diramazione Grenoble-Aix; 4° tre linee dirette da est ad ovest senza contare le porzion i della linea di cintura che adempiono al medesimo ufficio e le diramazioni aventi la stessa direzione. Falla una tale descrizione l'autore viene ad esaminare prima la questione generale dell'impiego delle strade ferratH per i bisogni mi litari in tempo di guerra, quindi il caso speciale dell'impiego per tale oggetto delle farrovie francesi, e si adopera di dimostrare coll'appoggio di particolareggiati dati statistici come non sia impossibile alla Francia col suo sistema ferroviario favorevolissimo e coll'abbondanza di materiale di cui lo varie amministrazioni ferroviarie sono provviste, di ottenere la mobilizzazione ed il primo concentramento dell'e~ercito sulla frontiera est in quattro giorni circa. A quest'oggetto egli stima però necessarie alcune leggere rnodilìcazioni del ma teriale e s0pratullo l'apertura di qualche breve tratto di linea des tinato a rendere i trasporti ferroviari dei vari corpi d'esercito più indlpendonti che sia possibile uno dall'altro. Per quanto il risultato che il capi tano De Tromenec si proporrebbe di ottenere abbia ctel meraviglioso, pure non è forse fuori della possib ilitil, viste le fovor&vol issime condizioni nello quali si trova la Francia per rispetto a sistema ferroviario. Agli studiosi l'esaminare fino a qual punto i calcoli dell'autore possano essere accetta ti. Un tale stud io non può che riuscire di mollo interesse a chi si occupa di questa importante questione del servizio delle ferrovie per g li usi di guerra, giacchò l'autore non si attiene come baso dei suoi calcoli ai soli dati speciali del tragitto da percorrersi, del materiale disponibile ecc., ma en tra altrcsì in molti particolari relativi ai trasporti militari per ferro via e segnatamen te al modo di assicurare la celeri tà degli imbarchi e sbarchi, ·i qua li ci sembra sieno degni di attenzione. Egli dedica anche un intero capitolo oi vAgoni b lindali ed ai treni di comba ttimento dei quali dimostra l'uti lità in molte circostanze ed il modo col quale a lui parrebbo utile che fossero organizza ti ed adoperali. Noi non possiamo che raccomandare ai nostri leltori la lettura di questi due opuscoli i quali ci sembrano non mancare nè d'interesse nè di pregio, segnatamente per quelli ufficrnli cui incombe di occuparsi del servizio_ferroviario.

SHRAPNEL E GRANATA DA CENT. 7. .llt.vùta. nulw.1-e zb.zbà,tLL.Fa.f"Ct.aJll) (}lfoiJ,'e e A{;pe,, w,~ /J'f'f·

Granata

Shrapnel carico con spoleUa a tempo_W 1873.

con spoletta ap_ercussione M0 1873.

., ,. . .-~,--. ::/l/ (Q) O. .) \ •I

DEMARCHI CARLO,

gerente

Scala di.

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CONSIDERAZIONI CIRCA AL METODO D'ISTRUZIONE

NELLA MANOVRA SULLA CARTA

,i

Già volge il terzo anno <lacchè la manovra sulla carta, il l(riegsspiel prussiano, è stata introdotta nell'esercito nostro, e a misura che in questo va elevandosi la media della coltura intellettuale, va pur crescendo la persuasione dell'utilità che sarà per ridondare da tale esercizio. Egli è tempo di darsi uno sguardo d'attorno, vedere quali radici prese già quest'istruzione presso di noi, quali i risultati che cominciansi a scorgere, quali osservazioni vi sieno a fare circa al metodo per impartirla. E propizia ne sorge ora l'occasione, che alle pubblicazioni ufficiali militari nostre, cui fu tributata lode anco all'estero, una se ne è aggiunta di recente che a buon diritto possiamo attenderci andrà fra le più stimate, la seconda. edizione cioè del Testo per la manona sulla carta già .in uso presso di noi ( 1). Semplicità, chiarezza e spirito pratico erano pregi che già distinguevano la prima edizione del Testo 1

(1) Roma ~ 874, tip. Vogbcl'a Carlo, editore del Giornale 11filitare. ANNO XIX, VoL. IV. 2~


3'.zt CONSI1)EHAZIONI Cll\CA AL METODO o' lSTRUZIQNE med esimo fra Lanti altri di si mii genere: però, se poteva dil'si ottimo dal punlo di visLa contemplato nel1'1:ntrod,uzione, cioè quale isLruzione tendente a generalizzarn l'uso di quell'esercizio secondo forme e regole delerminale, tenendosi conto, come ivi era detto,

della non preesistente conoscenza di quel cosidet~o gioco nelt'ese1·cito nostro, ,già nasceva sponLaneo, universale il desiderio che non tardasse a seguirlo una seconda pubblicazione, nella quale, tenendosi invece co_nto d~IJa o-iii. diffusa conoscenza dell' a It.ra , se ne part1sse s1c~orne base a ordirne un tuuo più amplo, p iù compleLo , più pe1-fetto, to ccando specialmente cer'Li punti che _più della fo rm a hanno auinenza colla sos tanza e collo . .. spiri to di tule istruzione. Oltre infatti alle modificazioni, che ne1 calco iL delle perd ite e cl<:J consumo delle rnuniz!oni ~ran~ da in~ trodursi, perchè non più in aI'~onra c~1 dau che, s1 riferiscono all'efficacia del le armi posi.e 1n uso nell esercito indi all'epoca. della pt'ima compilazio_ne, n~n p~teva porsi in dimenticanza com~ l'istruzw_ne 111 scorso dall'esser facoltutiva, quasr mezzo d1 perfez10 ~amento o-innastico intellettuale per quelli ufficial i che già prese~tavano elementi di cu ltu'.·a rn!l itare abb~stanza elevati, diven isse poscia obbligatona per saggia disposizione del àli11istero, perchè oggetto di esam~ nelle promozioni a capitano e a _maggi_orc , _volen~osr così propagtida come mezzo, fra 11 t?or~co. e il pratr c~, atto essenzialmente a sviluppare negli uffi ci ai, 1~ cogmzioni tutte che hanno diretta auincnza colla tatl~ca: . Ed invero, la conoscenza da un Iulo ormat d1flusa del meccanismo del gioco, quantlln que non peranche universalm P.n te accompagrwta forse in egua l pr~p_orzione dall'adecruata conoseenza del vero suo spmto, e l'esperienza° per altra parte acquistata~i. da co_loro che furono chiamati nei corpi all'i ncarico d1 1rnpart1rlu,

?J-

NELLA MANOVRA SULLA CARTA 323 rendevano possibili e fors'anco convenienti alcuni cenni direttivi· att inenti non solo al suo funzionamento ma allo scopo, ali'utile ancora che da essa vuol ricavarsi. Ge ttato il seme, crebbe la p ianta per entro al vivaio; conveniva ora curarne il nuovo assetto, porre in luce i dettami che l'esperienza consigliava al riguardo, perché invece di crescere parassita germogliasse feconda di fru.tti. Ln partecipazione . poi obbligatoria di tutti gìi ufficiali a quell'istruzione faceva istin ti varnen te nascere l'idea della opportunità di certi elastici limiti, non solo nella maggiore o minore importanza per l'oggetto e pel numero delle fo rze impegnate, ma purunche nel metodo più razionale a teneI'si a seconda della mnggiore o minore attitudine che già presentano coloro che debbono adoperarle. Trattasi di materia ormai obbligatoria : egl i è quindi indisperjsabile. come in tuttociò che è obbligatorio, che un insieme di norme regolamentari, elusliche se vuolsi quanto richiede la natura cli quello, presieda al funzionamento di essa, non altrimenti di come fu ravvisato indispensabile lo stabilir norme circa al tempo, al modo, e al reparto in classi per l'istruzione degli analfabeti. Ed era da questi punti di vista che mi sentiva tentato io stesso a render noti in queste pugine i miei pens ieri, no n tanto nella fiducia che potessero esser tali e quali accettati, il che sarebbe stata folle pretesa, qu anto piuttosto nella speranza che potessero su qualehe punto richiamar l'attenzione; la notizia che la nuova edizi one stava g iù compilandosi me ne fece per allora d,fle.rire il proponimento; me è grato cli ritornarvi ora che più agevole e più opportuno me se ne porge il mezzo, nell'intraprendere uo parallelo tra le due pubblicazioni: ponendo così in ri lievo la convenienza dei rneglioramenti che mercè della nuova si


3~4 C0NS1DER.AZION1 CIUCA AL METODO n' ISTRUZlONE sono introdotti nella prima, rnegliorarnenti che renderebbero ora inutile gran parte di quanto era mia intenzione di scrivere per l'avanti, tro verò occasione cli incastrare, sottoponendole all'altrui critica, quelle poche tra le mie idee che ancor vi possono trovar posto. Molte di esso sono la riproduzione cli quelle che nell'adempiere all'incarico cli dirigere tale istruzione io aveva in più occasioni esternato ai miei compagni d'armi: esse erano già formulate, nè- traua vasi che cli coordinarle per renderle di pubblica ragione, quando un . distinto ufficiale, già mio compagno di studi ed amico, posemi sott'occhio un opuscolo del tenente von r,Ii:;çrrnL dell'82° regg. 0 fanteria in Germania, insegnante alla Scuola di guerra annoverese, datalo dell'anno decorso e relativo appunto al Kriegsspiet Mi confortò lo scorrrere che certi difetti di regole e di metodo nell'inse:narlo sussistessero non solo da noi ma anche in quell'esercito stesso ove il lungo uso lo fe' divenire tradizionale: mi confoelò il leggere che mentre da noi non manca chi deplora che siasene resa Ja pratica obbli·gatoria e sogghigna sulla sua ulilitù, colà invece siavi tendenza a renderla appunlo tale per renderla più sottoposta a metodo e più profittevole alla generalità; e lusingato poi mi sentii l'animo nel vedere in gran parte coincidenti Je vedute dell'autore colle mie, sicchè risolvendomi ad insel'ire il mio scritto su questa Jlivi·sta ne trassi fiducia a ritenere che la · fedele traduzione di qualche brano dell'op uscolo stesso avrebbe potuto confol'ir prestigio ad alcune delle mie idee, pensando chi legge come sie:10 pur condivise colà donde attingemmo l'uso stesso del gioco di guerra. Un'avverlenza peeò mi piace qui di premettere : è fuori affatto dello scopo di questo scritto ·1a critica del testo a cib relativo: rna essendo scopo vero il desiderio cli concorrere a render sempre più proficuo

N.ELLA MANOVIIA SULLA CAR:J'A

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questo fecondissimo mezzo d'istrnzione tattica pei nostri ufficiali, si troverà naturale che la critica si insinu i laddove accennasi a meglioramenti, mentre il meglio non può farsi strada nelle menti attraverso il futuro se non a palle di persuadere come ciò che fu ottimo abbia in qualche punto cessato di esserlo. Sarò pago se ad alcuna delle mie considerazioni rimarrà il pregio dell'opportunità quando in qualche anno avvenire si ravvisi ancora da persone più di me com-· petenti la convenienza cli ulteriori perfezionamenti . Prima di prendere ad esame il modo con cui è compilato il nuovo testo a confronto dell'antico, per analizzar poscia le parli e le tabe!Je che lo costituiscono, porrò in questione una domanda che sentiamo giornalmente ripetere e non sempre con eguale risposta, una domarida che altre con sè ne trascina, e nella cui adeguata risposta appuntò rnettonsi in luce, secondo il mio modo di vedere i criteri che possono guida re alla più razionale maniera di impflrtire tale istruzione: « é « essa universalmente e pi'enamente apprezzata la sua « utilità'? » Insieme ad essa trovano risposta le altre: << quali sono le vie da adouars i per renderla massima?» « quali sono Je r:1gioni per cui non ne è dappertutto « egualmente penetrai.a là persuasione?» « Quali Je dif« ficoltà che si incontrano nella sua prat.ica~ »

----._AsLt:o cui va considerata l'utilità .d ella manovra sulla carta.

L'utilità della manovrn sulla carta è certo universalmente apprezzata, nè potrebb'essere diversamente al solo pensare quan l o si tenga in pregio e quali frutti essa rechi appo quell'esercito che tutto il mondo mi-


3;36

CONSIDERAZIONI CIRCA AL METODO

NELLA MANOVIlA SULLA. CARTA

o' 1STRUZIONE

}ilare sempre oggi cita a modello: .troppo son manifeste le cognizioni che essa pone in gioco, perch.è taluno si attenti ancora col negarle affatto a porre imp licitamente in rilievo la propria deficienza: ma tanto e tanto cli versa è la misura di quest'utile secondo le varie opinioni, tale è fra i due estremi un abisso, che per taluno problematici o minimi se ne direbbero i vantaggi. Un principale motivo di ciò, che per circolo vizioso deriva dal metodo tenuto nell' istruzione come i[ metodo imperfelto deriva dal motivo medesimo, sta nell'incompleta coscienza che si ha in genera le dei v.ari aspetti sotto cui va considerato l'utile che può trarsi da tale esercizio: egli è per questo che taluni lo riducono all'abiLndine a valersi della carta, altri all'impratichirsi nell'appli care le forme regolamentari al terreno, altri al sapere tener conto; degli effetti del fuoco, ecc. regolandosi ognuno in tali giudizi a limitarne l'utile secondo l'idea pur limitala che si è formato dell'esercizio 'medesimo: Tanto chiaro e persuasivo è per me riescito il modo con cui il sig. tenente )lECKEL nel citato suo opuscolo espone appunto su ciò le sue considerazioni, tanto in armonia le ho riscontrate colle convinzioni che io aveva, che nulla di meglio crederei di poter fare se non riportando per intero la parte del ,1 ° capitolo che enuncia progressivamente i vari aspetti sollo cui si rivela l'uti lità della manovra sulla carta. 1. 0 Jl gioco cli guer-l'a offre im quadro del combat-

timento. « Venendo a svolgersi uno dopo l'allro nel gioco di « guerra coll 'aiuto dei segni. convenzionali. tutti i singoli « alti che nel loro complesso costituiscono il com bai« timento, p~ssando tutte le fasi di qu esto sotto !'oc-

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327

« chio delle parti interessate e degli spettatori, esse si « 8vo]gono come un quadro vi venle: ivi la marcia delle <<. truppe, ivi lo spiegamento di queste, ivi la loro azione « nel comba~Lime~t?, ivi l'impiego del terreno qual << mezzo tattico, 1v1 l'armonico concorrere delle tre « armi allo scopo preOsso dal comandante. La più « gran diHìcoltà nell'insegnamenLo taLti·co sta nel fare « acquistare a!I'a Jli.evo il concetto chiaro e n·iusto delle « condizioni generali del combauimento ;ffinchè sia « posto in grado di rappresentarselo com' esso è in « realtb. Quegli cui soccorre l'irnmaginaliva supererà « queste difficoltà coll'aiuto di esempi tratti dalla storia « militare e con qualche sforzo della fantasia: ma « questa dote artistica non può considerarsi come re<< quisito in dispensabile per l'arte di condurre bene « le truppe: è quindi neeessario di ri correre ad un « mezzo che porga occasione di perfezionare il modo « di vedere personale anche per chi sortì minore da « nam.ra l'im.maginazione. Gli ufficiali che occupano « posti _elevali nella gerarchia del comando e quelli « che s1 trovano negli stati mao·t)'iori dei comandi d1· r.,t, « trupp: a~qu_istanolquesta facoltà mediante le grandi « e~el'cttaz1om ta~ltche ~cl .flnch1r'in guerra; ma J a mag« g1or p~rle degli ufficwh de/e r icorrere alla rappre« sentazwne del combattim/nto. mediante l'aiuto di « segni convenzionali ch~jirtlichino le truppe, e questo « tanto nello studio- dresempi storici militari quanto « nel gi oco di guerra. « Ca.de qui in acconcio di allegare le asserzioni cli « molti ufficiali di istru zione scientifica, le quali tutte « con~orcla1:? nel dir-e eh.e l'aver preso parte sovente « al g10co dt guerra rese loro dipoi molto più facili « gli studi tattici e precipuamente qu elli di storia mili« tare, per-chè la loro mente potè abi1 uarsi mercè di « quel!' esercizio a rappresentarsi le condizioni del


328 CONSIDEilAZfONI CIRCA AL METÒDO o' ISTilUZlONE « combattimento prontamenLe e sollo l'aspetto plastico,

« mentreché prima vi provavano grflnde diHlcoltà nè « riescivano che a mala pena e con poca chiarezza a « seguìme le fasi ed abbracciarne la sintesi. 2. 0 Il gioco di guerra è im eserciz1·0 continuato nell' a1·te di dare ordini. « Nul la è così difficile come il da r ordini e nulla « è cosi importante come la loro redazione . Se v'ha « probabilità che un ordine possa essere male in teso, « si può quasi essere certi che sarà anche male ese« guito. Ord ini indeterminati saranno sempre vaga men le « eseguiti: prolissi, riescono noiosi: troppo particola« reggiati vincolano lo spirito dell'inferiore e gl i tol« gon o la possibilità di misurare le sue disposizioni sugli <( atti dell'avversario e sulla situazione complessiva : « troppo generali, troppo poco positivi, para lizzano la << forza di azione di inferiori timidi e possono d'altra « parte indurre dei soLlocomandanti jntraprendenti ·a « delle misure che comprornellano l'azione d'insieme. « Ogni erro re di compilazione neJJ'emaoare ordini sa<< crifica inutilmente una parte di forze. « Vedesi quindi èli.e per soddisfare a tutte le es\« genze o·ccorre possedere una g rande routine nell'arte « di deuare ord ini , ed in questa il gioco dì guerra « offre un mezzo eccellen te di istruzione. Non solo « esso porge il modo più adeguato per esercitare· !'indi« viduo nella compilazione pronta di ordini e di cl i« sposizioni forse sotto l'incubo di una situazione diffi« cile, ma per ciò so J·o che gli ordini dati vengono « dall'inferiore effettivamente eseguiti, dà luogo ad « una sana critica dei medesimi e ne svela i difetti . « i\1a la veea arte di emanare ordini richiede alLresì « ehe quesLi si attaglino ogni vo lta al carattere del« l'inferiore per il quale son destinati . L'orçline stesso « che deve spingere all'audacia un inferiore troppo

NELLA l\IANOvRA SULLA CARTA

3:i:19

« timido affinchè non agisca fiaccamente, deve invece « nelle medes ime circostanze moderare la nota teme<< rità di un altro affinchè non oltrepassi il còmpito « avuto e non esponga inutilmente le sue truppe. L' or« dine stesso che diretto ad un comahdaute intrapren« dente ed avveduto può limitarsi ad accennare da « lungi lo scopo affidatogli, dovrebbe all'opposto, se « diretto ad un inferiore timido, contenere delle pre« scrizioni particolareggiate ed obbligatorie. « All'infuori della vita pratica non v'ha che un mezzo "-< di esercilarsi nell'arte di dare ordini sul campo tattico « e q1iesto mezzo è il giocò dì. guel'ra. 0 « 3. Il gioco di gue1·ra offre 'Un mezzo per eseràta1·e « la mente nella giusta ùite1·preta:àone clegli 01·dini e « per subordinare i"l proprio rnodo di vedere a quello « del superiore. « Per i rapporti di servizio in tempo di pace un « ufficiale intelligente non abbisogna di esercizio par« ticolare nell'interpretazione degli ordini : per la guerra « invece, ove in momenti difficili molte volte si tratta « cli agir prontamente n base ad un ordine, scritto « forse in caratteri pocr intelligibili o inteso solo a « metà, è desiderabile CfJe quell'esercizio sia impartito <( a tutti gli uflìciali. Per,) gli ufficiali poi d'intell igenza « tardn è desso in<lispedsabile per tutti i easi, poichè « l' esercizio solo e la/~utine possono sino ad un certo « grado corn pensaré' quella defic ienza. « Al c·ontrario, per ciò che riflette la somm1sst0ne « del proprio modo di vedere a quello del superiore, « sarà più necessario che vi si eserciti l'ufficiale dotato « di maggiori mezzi. Può sembrare specioso a prima « vista che si accentui precisamente qui in que's to « scritlo la necessità dell'esercizio nella subordinazione « della propria volontà a quel la del superiore, poichè « essa è cosa dcli.a vita pratica militare; ma qui si

f


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CONSIDÉRAZ10NI CIRCA AT, METODO n' ISTR UZIONE

« trallu di concepire la subordinazione sollo l'aspello « più elevato, si tratta della difffooltà di irnmedesi« marsi nell'i dea del superiore come se fosse sorta « dalla propria convinzi one e di adoltarla con abban« dono, con piacere, con a rnore, malgrado il contrario « modo cli vedere personale che tenderebbe ad op por« visi. Questa abnegazione, questa pieghevolezza dello << spfrilo è frutto dell'è_ ducaziooe e dell'esercizio, e· per « quanto riguarda quest'ullimo, il gioco di guena ha « un significato imporlante. « Insegna l'esperienza che mercè il grande interesse << che "ispira il successo de lle disposìzioni date da eia« scuno che prende parre al gioco, tutti i princip ianti « provano più o meno difficollò. nel sottoporsi di buona « voglia agli ordini del superiore e di uniformarsi alle « decisioni dell' arbilro neutrale. « 4. 0 Il gioco di guerra è wn continuo studio del « terreno. « Aver l'occhio al terreno è una delle qualità più « essenziali pe r saper berne maneggiare le truppe: senza « un pronto apprezzamento del terreno non è possibile << una rapida azione: ma nessuna abi li tà al tempo stesso « tanto dipende dall' eserc izio quan to questa . « Quivi è la parte artistica della nostra oprrositù « intelleuuule. L'apprezzamento del terreno non può « impararsi a memoria: ogni caso offre nuovi rapporti: « costante esercizio è l'unico mezzo cha ha ogni ufficiale << che voglia prepararsi adeguatamenle a condur bene « le truppe in guerra. Allorchè venne chiesto a Napo« leone I a quale delle attività intelletl11ali maggior« mente attribuisse i suoi successi , rispose : « J'ai pondu « sur la earte. >> << Non v'ha esercizio che tanto esiga lo studio con« tinuo del terrene quanto il gioco di guerra . « 1'/eravigliosi sono i progressi che, grazie ad un pro-

NET.LA MANOVRA SULLA CARTA

331'

« lungato esercizio nel gioco di guerra, si possono· « constatare negli allievi tanto nell'apprezzare il terreno « quanto nel trarne profitto; è questo uno dei vantaggi « più importanti che si ricavano. dal prendervi parte. « 5.0 Il gi·oco di guerra esercita in una serfo sue« cessiva di· .calcoli tattici e di risoluzioni tatticlie. « Sotto quest'aspetto il g ioco di guerra ha il più· « alto significalo. La capacità di venir presto ad una « determinazione e quella di tradurla immediatamente « in atto dipendono senza dubbio in primo luogo dal « caraLtere dell'individuo . fifa la seconda condizione, « la potenzi·ahtà cli presto 1·isolvere risiede nel sapere « att'Uare il concetto che è nato nella nostra mente, « nell'avere la coscienza di quest'attitud ine, cioè di « poter far seguire l'aHo al pensiero. Anche il carat« Lere più energico diventa iry%ciso se è assalito dal « sentimento dell'impotenza 11'éll'attuare il concetto sla« bilil.o, e solo l'uomo leggjéro è capace di risoluzione « quand'anche abbia l;.flOscienza di non avere i mezzi (( per attuare ciif effe vuole. « II sapere attuMe un concetto non è cosa che derivi « dalla scienza ma bensì dall'esercizi o: la scienza può « preparare nell'individuo qnell'attitudinr, può venire « in suo soccorso, servirgli di guida, ma non può « creargliela tutta d'un pezzo. « L'arte della guerra come ogni altr-à. au.ivitù arti« stica riposa unicamente su quel tallo particolare del- . « l'indi viduo che in ogni singolo caso lo rende atto « a trovare il modo adatto . Poichè ogni caso concreto « ha le sue peculiari là, ogni caso esige un trattamento « speciale, ogni easo si sottrae all a regola e so ltanto « l'i spirazione del moroento può padroneggiarlo. « Il tatlo artistico è dono nnturale rna dipende pure « dall'esercizio : perfino l'uomo di gen io ha bisogno « di una leva per potervi sperimentar la sua forza e·


332 CONSIDERAZIONI ClRCA AL METO DO D' ISTRUZIONE « temprarla: quanto minore è la disposizione naturale << tanto maggiore dev'es:,ere l'esercizio. Il gioco d i « guerra ne offre uno svariatissimo nel risolvere casi « concreti: come nel combattimen to così pure nel gioco « di guerra ogni passo è a calcolarsi, ogni decisione « deve esser presa prontamente e dev'essere imme« diatamente eseguita: e~so è quindi della massima « importanza per lo sviluppo dell' atLitudine dei co« mandanti di truppe a presto risolvere e a presto « eseguire. « Quest'importanza del g ioco di guerra è aumentata i< ancora in modo particolare dalla circostanza che « esso è (folta eccezione delle manovre autunnali) il « solo esercizio jl quale presenti, siccome in guerra, i< il momento della incertezza e della mancanza di « sicurezza rispetto alle intenzioni ed alle misure del« l'avversario. « Ogni decisione in guerra riposa più o meno sopra « dati suppos ti: quanto più numerose ccl attendibili « saranno le notizie del nemico, Lanto più facile sarà « di riconoscere le sue misure e le sue in Lenzioni, e « tanto più vicini alla realtà saranno le combinazioni « e le conclusioni che se ne trarranno. i\la la ce1·tezza « r iguardo alle intenzioni dell'avversario non si otterrà « mai; certezza in guerra non esiste, non v'ha che « probabili tà; e la mancanza della certezza è il più << grande intoppo che si para dinanzi alla prontezza << delle decisioni: quantunque la garanzia di supel'arlo « s ia da cercarsi nell'energia del carattere, nondimeno « il continuo esercizio che abitua all'i ncertezza e che « rende familiare con essa, e soprattutto l'esercitarsi « a r iconoscere in tempo le misure dell'avversario, è « un mezzo eccellente per sviluppare l'altitudine di « venir prontamente ad una decisione e di far nascere « quella sicurezzza d'nzione che caratterizza l'abile ed

NELLA MANOVRA SULLA CARTA

333

« energico comandante ariche nelle situazioni difficili « ed incerte del combattimento . ({,, Considerato sotto questo punto di vista, ll gioco « di guerra, quando sia ben dire(to, massimamente « si avvicina alla guerra. Se il direttore non comu« nicherà a ciascuna delle parti interessate che quelle « tali notizie sul nemico, le quali derivano dalla situa« zione generale , se non si disporranno sullacartache « le sole truppe che al nemico sono visibili, il gioco di « guerra sotto l'aspetto qui considerato sarà da prefe« rirsi alle grandi manovre, inquantochè in queste i ,« luoghi d'accantonamento, la forza dell'avve1;sario e « il_terre_n o ,~ssendo elementi d'or?iiyi-rio a conoscenza « di tu ti.i.' l mcerl.ezza perde 0~01 ;5uo valo~'e . « Ma m guerra non trattasi ~oltanto d1 prendere· « u?,a d_~?i~ione e cli, p~eparaie l'esecuzione; assai « prn d1factle ancora e 1attuazione stessa della deci. « s10ne a dottata. Quella---stessa Ù)certezza, causa di « Lante difficoltà per addivenire ad una pronta riso« luzione, è di gran lunga più pericolosa ancora quando « co~linui nell'attuazione di quest'ultima. « Quanclo (scrive il Clausewitz) si riconosce e si dà, il

« giusto peso ci questa clifficoltà, causa clei più grandi « aun·ti in guerra, le cose appariscono sotto tiitt' altro « aspetto di quello sotto il quale si presentavano alla « mente, quanclo (issavamo il concetto elette nostre ope« 1·azioni. Le impressioni· dà sensi sono siiperiori alle « cleduzi·oni clel calcolo ponderato, e cli tcinto, che mai « imp1·esa importante venne attuata senza che a co« mandante nei momenti dell'esecuzione non avesse a « vincere nuovi club bi che s' a!facdavano alla sua, mente. « L'esecuzione di un concetto trova continuo intoppo « nelle misure detl'avvèrsario, e si può senz'altro af« fermare, che una risoluzione eseguita a contatto di « esso non lo fu mai precisamente in quel modo se-


:33~. CONSlDERAZIONI CIRCA AT, METODO n' ISTElUZIONE -<< corido cui fu ideata . Ogni nuova misura dell'ini« mico, ogni nuova notizia che giunge intorno ad « esso, influisce p iù o meno sul modo di attuare una « presa risol uzione : facendo sorgere i n noi nuovi dubbi « influisce sul concetLo che sino a quell'islanle ave-<< vamo della siLuazione dell'inimico e d' allra parte « sulle nuove misure che necessilano per far fronte -<< a quelle dell'avversario. « Vuolsi quindi per l'attuazione cli un concetto « e pieghevolezza· cd agilità di spirito per essere in « grado cli 1·iconoscere prontamente ogni misura del·« l'avversario e dare a ciascuna il suo gùlsto peso, e « vuolsi. allresì tenacità di carattere, affinché, malgrado « tulle le modificazioni che si accordano ai mezzi, fisso « resti semprn lo sguardo allo scopo prestabililo. ·<( Quel comandanle che per mera ostinata energia vo« glia a forza attuare una presa determinazione senza « r iguardo alle m isure ulteriori dell'avversario, potrà << bensì ottenere · dei successi e grand i, ma soltanto << allora che aLlraverso alla nebbia dell' ù1certo avrà << avuto la fortuna di. coglier nel segno. Quel coman« dante invece che r ispetta le misure del nemico tanto -« da fal' dipender da esso le proprie decisioni, quegli « che ad ogni notizia su cl i quello vede la necessità « di sempre nuove r isoluzion i, non avrà mai il sue- . « cesso per sè, imperocchè l'avversario gli eletta la << legge e lo fa agire a suo piacimento e nel modo da « lui previsto . I « Quindi l'abi litìt nell'attuare una pr8sa risoluzione << è la media che sta fra quei due eslrem.i : essa è l'ar« monica unione di pieghevolezza e dì tenacità d i carat-' « tere, e questa sublime qualità di un comandante « non si può raggiungel'e che per la via dell'esercizio. « La perduram:a nel mantenere una risoluzione deve -« esser basata sul carattere del comandante, ma l'u-

NELLA MANOVRA SUI.LA CARTA 335 « nione di questa qualità colla piegh~volezza è uni« camente ginnastica intellettuale acquistata coll'eser« cizio dell'applicazione ai casi concreti. « Nessu n esercizio può più del gioco di guerra ri « svegliare e per fezionare quella capacità, poichè in « esso si tralla di riconoscere l'avversario tempo per « tempo, di calcohi re le sue misure per sventarle e « far trionfare le proprie. In questo esercizio culmina « il signi:ficato Jel gioco di guerra. « 6. 0 Il gioco di: [JUc1·ra non è soltanto un irnpor« tcinte esc1·ciz1·0 nelL' attiviteì, del rnaneggi·o delle truppe;

esso offre altresì un mezzo continuo pc1· deduzioni tattiche generali astr~tte dal caso concreto contem« plato. \

« «

« È il primo degli ihsegnamen li la dilucidazione

« reciproca e la critica delle misure contrapposte delle « due parti avversarie. 3/la critica del successo vuol « esser pure considerav.:1. al suo g iuslo va lore : nel 1 « gioco di guerra essa. offre un'analogia colla guerra « stessa che non r iscontriamo altrove se non nelle

« g randi manovre : essa ha un'alta importanza, perchè « abitua all' idea che il sucr;esso in genere dipende da « luLL'altri fattor-i del buon maneggio delle truppe, ch_e « non sieno soltan to l'osservanza delle regole tattiche, « che esso è in guerra il figlio del caso e nemico di<<

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clùarato d'ogni legge; che le m igliori disposizioni possono fallire per 1.ma miswra falsa del nemico che non fu prevista; che in guerra non vi è a dir vero nè tutto g iusto nè tutto falso; in una parola che il successo in guerra è un fo!lello che ama lo straordinario e che odia la rego la e la. pedanteria . « È necessario assuefarsi a queslé idee, afJìnchè l'insuccesso d i buone disposizioni, come il successo di altre malfondate non ci tragga in errore velandoci il vero che sta più allo del successo, affinchè


336 CONSIDERAZIONI GHlCA AL METODO D' ISTRUZIONE « poi dopo risultati sfortunati e fortuna ti si impari a • << non assoggettarsi al caso, si combatta OO'ni malumore « ogni manifestazione di gioia, per o'iudiiare <.:on tran« quillità d'animo la nuova situazi~ne e per.ricercare « le nuove probabil ità del successo . « Accanto alla dilucidazione critica che accompagna « passo a passo l'attività spiegata dalle parti interes« sate nel gioco di guerra si aggiunge inoltre la cri<< tica dell'arbitro neutrale. Se il gioco è diretto con « giusto criterio tattico, vale a dire se alle decisioni « dell'arbitro si premettono brevi e chiari ragionarnenti « tattici, ogni decisione è una critica. viven°te delle di« sposizio~i prese volta per volla. Non è per nulla « necessano 'che le ragioni dell'arbitro sieno condi« vise da tutte e due le parti interessate; e se servono << solamente di criterio per s tabilire le probabilità << (chances) nel gioco. La critica invece fatta dall'arbitro « a modo di insegnamento ha l'alto significato che « essa invita le parti interessate sia a convenirne con « lui, sia ad esprimere le ragioni delle divergenze nel « modo di vedere e di giudicare. Si aggiunga ancora « la discussione ultima, e si vedrà che il gioco di « gu~rra o1fre un mezzo prezioso per lo svolgimento « razionale dell'istruzione teorica. « L'insegnamento applicato al caso concreto ha il « grande vantaggio che ciascuno ne ritrae querrli in« segnamenti che meglio rispondono al suo car~ttere « ed al suo modo di vedere e di sentire. Quanto più « saranno differenti le qualità speciali del carattere e « dello spiri'~o tra le parti interessate tanto più divèr« geranno le opinioni sulla stessa questione, poichè « per ciascun individuo il ' punto di vista sarà diverso « e quindi ognuno la vedrà sotto un differente aspetlo. « E così. può darsi che lo stesso caso concreto dia « luogo a due opinioni diametralmente opposte. -

337 « Immaginiamoci un attacco respinto . Il giudizio di « un carattere offensivo ed energico potrà essere forse « espresso così: - l'attacco avrebbe dovuto essere ese« guit.o con maggi or prontezza: s:i perdè troppo tempo « negli spiegamenti, nell'avvicinare riserve, nella prepa« razione col fuoco, mentre median te un urto subi.« taneo sin da principio si sarebbe potuto conquistare « questo o quel punto prima ancor che il nemico « fosse stato in tempo dì prender le sue misure per « opporvisi. - Ed il giudizio un carattere metodico « e calcolatore potrebbe ben '~ssere l'opposto: - l'at. « ta~co fo prematuro; dovevasi ~endere un più esteso « spiegamento, un effetto maggiore dai fuochi, l'avvi« cinarsi di più forti riserve. - Re attitudini di que- , << st'u!limo son~ quelle di un. Yor_k/ quelle .di un Blucher « e d1 un Gneisenau le atL1tuchq1 del pnmo . « Ne segue quindi ehe gli insegnamenti della teoria « non possono essere gli stessi per tutti: si tratta » qu iudi che ognuno éleYi a forti convinzioni quelle « opinioni che rispondono ol proprio ca.ruuere. Sola« mente colui prodmrà qualehe cosa di grande che « saprà sviluppare le sue forti doti per compensare « così i suoi lati deboli : un'educazione che voglia li« vellare le atliludini, che voglia sviluppare le qualità « deboli a carico di quelle più confacenti all'individuo « non produrrà che delle mediocrità. « La discussione che segue il gioco di guerra pone « in mostra tutte le opinioni : chi se ne è formata una « è obbligato di addurre le ragioni, cli esporre la sua « convinzione, <li difenderla, e in questo ~ odo di farla << sua con cognizione cli causa, giacchè non v'ha cosa « più cara all'uomo . di quella che egli stesso ha pro « dollo e che proLegge e difende . « ·1a discussione ha inoltre il vantaggio di scoprire « le idee men chiare e di -i!] uminarle. Le obbiezioni NEl,LA MANOVRA SULLA CAnTA

?i

ANNO x1.x,VoL. 1v.

22


338

GONSlDERAZIONI ClRCA AL METODO

n' ISTRUZIONE

« dell'avversario obbligano ad espo!Te le proprie idee « in modo chiaro e positivo, i concetti si limano a « vicenda e il pensiero tattico dell'uno si tempra in « quello deli'altro. « Finalmente la discussione offre il mezzo di svol<i. gere tanta ricchezza di idee che ciascuno deo-li assi« s~enti al gioco può profittarne: quantunque° le idee « d1 un altro, che non si accordino colle nostre, non « trovino un'eco nel cuore, servono pure a qualcosa: « se non diventano nostre convinzioni hanno però il « valore di a llargare il nostro orizzonte, e ciò ha una « grande importanza per l'istruzione ulteriore di chi « non è ancora arrivato a formars i da per sè un modo << di giudicare . « Non v'hct esercizio applicato al caso concreto che « per l'insegnamento teorico che ne deriva regga al « confronto col gioco di guerra. Non se ne eccettui « neppure la manovra tattica sul terreno : ivi la critica « del maneggio delle truppe è la critica del superiore « che si accetta silenziosamente : il momento istruttivo « delle discussioni non può fars i valere nelle manovre « sul terreno: cli più non tutte le fasi cli esse possono « essere viste e giudicate accuratamente. « Ai giudici di campo riesce difficile e talvolta im« possibile di essere in tempo al luogo voluto, e del « res~o ad u?~· deci_sione da.la sul terreno non può « aggmngers1 11 ragtonamento tallico che le darebbe « vero valore. « 7° Il gioco di guerra incita allo studio teorico. « Il gioco di guerra ha un valore particolare per « l'ufficiale di poca coltura scientifica mili tare : il bi« sogn? di r ispondere in esso alle esigenze del ma« neggw delle truppe, le deficienze al r io·uàrdo che « ~el p~·ender~i parte vengono naturalrne~te a porsi « m r!l1evo, grnngono allo studio teorico, perchè il

NELLA MANOVRA SU LLA CARTA

339

« sapere in potenza è la base ciel sapere in attuazione,

« ed un certo corredo scientifico è r,ondizione sine « qua non per ogni attività artistica . « Ma anche per l'ufficiale teoricamente bene istruito, « il gioco cli. guerra presenta dei rapporti molteplici « che giacciuno fuori dell a sfera delle occupazioni del « tempo di pace e che quindi furono meno presi in « considerazione, mentre che per la guerra sono di « un' importanza vi.tale. Tali sono le condizioni teoriche « studiate particolarmente dalle armi che non sono la « proprie, come a:d esempio il servizio del genio in « campagna, la gettata dei ponti, il passaggio dei fiumi, « le preparazioni a difesa d'un viJla!ggio, di caseggiati, << di boschi , il fortifica.re una posizione: così pure << l'effetto, le formaz ioni tattiche +ue altre armi, i.l « fun zi onamento del servizio sanitario, delle colonne « di rifornimenli, ecc . / « Per queste ragioni gli uffieiali stessi più provetti « si trovano indotLi nel giuoco di guerra a rileg« gere libri che da molto tempo avevuno lasciato in « disparte , ed a rinfrescare la memoria su principii « teorici da lungo tempo sbiaditi. Con ragione pnossi « alformare che in quel corp o d'ufficiali dove colti« vasi tale esercizio l'occupazione teorica sta ad un « livello superiore che non negl i altri.

« Oltre ad essere un mezzo d'istruzio ne generale « offre esso ancora cer ti vantaggi ad esclusivo pro« fitto d'alcuni pochi . Merita tra questi particolare « menzione l'esercizio nel proporre i temi. « Ogni ufficiale che fu nel caso di proporre temi « da combattimento saprà renders i conto ài certe dif« ficoltà incontrate. Se il tema deve riuscire di molto « giovamento all'istruzione d'entrambe le parti, se non « deve temere la critica, bisogna che lasci la maggior


340

CONSIDERAZIONI CIRCA AL METODO D' ISTRUZWNE

« libertà. d'azione possibile ai capi-partito: ma se vuolsi « d'altra parte che l'esercitazione non manchi allo « scopo, bisogna pure che il tema sia tale che i co« mandanti ( capi e sotto capi- partito) non trovino « altro modo di agire all'infuori di quello che con. « duce all'urto coll'avversario, bisogna che sia impos« sibile che le parli avverse non si incontrino, poichè « generalmente se quest'ultimo fatto è possibile è esso « che accade nella pluralità dei casi. La più grande « difficoltà nel proporre temi sta nell'armonica unione « delle due opposte esigenze ora citate. « Nel dar temi si tratla inoltre di cercare im ter1·eno « tale che clia adito alla maggior varietà possibile nelle « decisioni, . e tale deve essere il tema stesso che il « combattimento debb.i. svolgersi sùl terreno prescelto « e non altrimenti. Voglionsi poi eoordinare tutti gìi « altri rapporti di forza, di composizione delle armi, « di spazii e di tempo, in modo che la partita dia, « luogo ci delle situazioni ùtruttive e che sopratutto « ciasciin partito sia nel caso cli adempiei·e al suo còm« pito. Finalmente occorre che il tenia sia redatto così « da non poter clar luogo a malintesi. « Dai cenni ora fatti sulle difllcollà di p-roporre terni « deriva l'importanza dell'esercitarvisi. « Se per hslruzione sui particolari del servizio in « campagna il lenente anziano è posto già nel caso « di dover proporre temi al riguardo ai sottufficiali? « fa mestiere considerare come cosa importantissima « che gli ufficiali, dal capitano in su, posseggano la « voluta abilità nel dar temi per l'istruzione della « truppa e degli ufficiali loro subordinati. « Considerala. la questione sotto questo aspetto si « riconosce già non essere conforme allo scopo che « il direttore proponga sempre i temi da risolvere nel « gioco di guerra, dacché così facendo i vantaggi che

NELLA MANOVRA SULLA CARTA

3.U

« ne derivano sono tutti a suo pro. Si aggiunga an« <;ora che chi propone t6mi è indoLlo ad avvicinarsi. « al gioco con un'opinione prestabilita sul modo di « risolverli, e questa circostanza può nuocere alla sua « imparzialiLà. È da raccomandarsi perciò di incari« care alternativamente. uno fra i membri di proporre « il tema da risolversi affinché tutti possano parleci« pare dei vantaggi che ne derivano. « Accenneremo per ultimo all'utile che ricava uni« camente l'arbitro neulralc. Esso deve seguire atten« tamente le fasi del gioco per poter int!ervenire in « tempo e decidere con chiara conoscen,...i._a delle cir<< costanze: egli è obbl igato perciò di concentrare le sue « facoltà 1:1enta~i per molte. _ore di seguit~o_i1piegando « per ogni particolare la prn grande attenz1 ne, e deve « ciò nondimeno essere sempre disposto rispondere « di buon grado e pacatamente a lutte le domande « ed osservazioni delle parti interessate: deve abbrac· « ciare rapidamente la situazione, le condizioni del « terreno, le fasi del combaLtimenlo, dedurne pron« tamente i caratteri salienti ed esporli in modo breve « e chiaro quando giudica o critica. Attento ai par« ticolari non deve mai perder d'occhio le condizioni « generali, co~a questa oltremodo difficile. « L'apprezzamento pronto delle particolarità carat« teristiche del terreno è un' esigenza cui egli deve «Isoddisfo.re in grado maggiore ancora che non le « parti interessate : egli deve decidere sui differenti « modi di apprezzare un oggetto topografico, vigilare « acchè si tenga il dovuto conto degli ostacoli e delle « difficoltà del terreno, deve stabilire le condizioni « degli oggetli coprenti quando esse non sieno ben << determinar.e, deve pronunziarsi sul campo di visla « che qtfrono i vari punti del teneno , ecc. Tanto per << le parli interessate, quanto per l'arbitro neutrale,


3i.2

CONSIDERAZIONI CIRCA AL l\JETODO

n' ISTRUZIONE

« nell'apprezzare il terreno si tratta di quell'esercizio « ~he_ nello Studio sull'arte di condurre te truppe è « 10d1cato come segue: « .. .. . . l'eserdzio nella leuma « delle carte non è diretto in un modo abbastanzavratico. « 1Yon fa,, _me:~tieri il erma-i·si· sull'importanz~ clelle· « carte a ins·ieme a piccola scala che si consulta sul « campo cl-i battagha: ma per esercitarsi nella tattica « su carte a grande scala, l'apprezzare. l'insi·eme ed il « comprende1·e la configiwazione generale del terreno « non bastano: bisogna cercare nel tempo stesso di sa.« persene rapp_resentcire ad ogni istante il paesaggw « quale appanrebbe all'occhio, si suppone perciò di « esse1·e a1·r1vati ad un certo pimto e si domanda a se « stessi quale aspetto secondo la 9a1·ta off1·irebbe il paese « ved-u_to_dal punto medesimo . .E questo il sistema d' e. « sercizio prepa11atori·o che meglio abituerà, a conoscere « realmente un te1·reno ed a tra1·ne partito ». « L'opera dell'arbitro neutrale è u n continuato eser« c1Z10_nell~ imparzialità, nella pazienza, nel modo di « e~pr1mers1, affinchè la critica e la decisione non « dIVen~in~ biasi_m_o e n~n irritino le suscettività per- . « sonah; e eserclZlo per imparare a dorninaee se stessi « a. mantenere queJJa riservatezza che trHtti ene l' ar« ~ltro, reso fo~·se_malcontento per una disposizione « rnaspettata .ea rnopportuna clall' inLromeltersi nel « gioco ed influenzarlo . « Per . q~egli ufficiali che sono chiamati alle funzioni « superwn del comando ed alla direzione delle nTandi .« manovr_e n~~ si _potrebbe immaginare esercizi~ pre« parat.orio pru utile del gioco di guerra ».

f

A ~ue~ti punti essenziali di utilità del gioco di guerra eh~ 11 sr_gn~r tenente ~leckel fa rilevare con tanta maestri~, 1m p~ace di agg~u?ger!1e ancora due che pure mentano d1 esser posti rn piena luce, ed a cui. ap-

NELLA MANOVRA SULLA. CARTA

34.3

11Iicherò la numerazione d'ordine che fa seguito alle precedenti. 8° Il gioco di guerra è per la genemlità, degli uffic:ali mezzo essenzialmente educativo, e ciò nel signi-fiu,to più amp io, considerando l'educazione intrinsecarrenle per quanto riguarda il morale di ci_ascun indiriduo, cstrinsecai:nente per le forme .del tratto -recip-:-oco tra individuo e i¾1dividuo. L'irfluenza educativa che! secondo il tenente Meckel, ha il ~ioco di guerra segnitarncnte per l'arbitro, ha, luogo i1 maggiore o minor pr\oporzione per tutti quanti prendor.o parte al gioco o come attori o come assistent i. Lo spettatore è ~~lirelto a rnoderare i sentimenti che. prova di compiacimenlo o di disgusto, secondochè vede una mossa conforme od opposta a quella che più attendevasi: altra voltra, penelrHto dalla. convinzione dell'utile che risulLa maggiore quanto più si riconduc1nò le cose ad im magine della realtà, fa forza a sè stesso per resistere alla tentazione che seni.e di rivelare anzitempo all'amico qualche notizia che lo porrebbe su miglior via, o di suggerirgli le mosse. I capi partito principali si abituano a contenersi da. quell'indignazione che provano nel vedere interpeetati n rovescio i proprii ordini dai capi dipendenti e talvolta torse dal giudice stesso : i capi dipendenti si sforzano cli addentrarsi nelle idee del capo-partito rliameti:almente opposte alle proprie: e quello e questi imparano a conLenere gli atti i rosi a cui trascina H dado contrario, nel campo fors1~ il più favorevole di, probabilità, tanto più naturale quanto più prossimi si credevano a trarre il frutto dalle precedenti buone disposizioni : essi ineonsciam ente si abituano a. tollerare con calma virile le aspre traversie della. vita militare. 11 capo-partito impara a tener conto del carattere e delle tendenze del capo-partito opposto e dei


344,

CONSIDERAZlONl ClllCA AL METODO D' ISTl1UZ.IONE

capi di pendenti e suoi e contrari, e si abitua a considerare appunto questo dato che entra anche in guerra non ul Limo tra i fattori calcolabili <li forza o debolezz1 dell'avversario: giunge a comprendere che non basta conoscere gli uomini, ma conosciutili bisogna reg)larsi seco loro in conformità, ciò. che è ancol' più àifficile. · l\fa dove poi l'influ enza educativa arriva al colr10 è n.~l periodo della discussione e della critica, spGcialmente se gradi diversi vi sono rappresentali. Le: tendenza che ciascuno ha, quando la passione è posta in gioco , a svestirsi della toga imper·sonale della scienza per assumere quella personalissima dell'amor oroprio, è frenata anzitutto dalla tacita quanto eloquente protesta ehe rivelasi nel!' aspetto de' propri compagni, ed in ogni caso dal direttore, il quale, se poss:ecle realmente quel prestigio elte avvicinasi all'ideale, sa ri<lune lo sviato senza pur far uso del grado sopra il retLo sentiero. Tutti si ab ituano ad intendere con spirito conciliativo opinioni diametralmente opposte alle proprie, il superiore a tollerare l'inferiore che combatte le sue i<lee, a stirnarlo anzi e a Lenvolerlo se ciò fa con buoni argomenti, l'inferiore ad emetterli con quel modo franco ma rem issivo e modeslo che li rende tollerabili pel più intollerante: il primo apprende poi che anc:he dai più giovani pnò sempre qualcosa impararsi, it . secondo che di fr@(e all'esperienza degli anni conviene che Ja teoria vada con passo ben· cauto: l'uno e l'altro poi che esperienza è parola vuota. di senso quando non significa resultato di. riflessioni su cose passate. Tutti acquistano maggior facilità a parlare ord inatamente alla presenza degli altri , cosa eh.e riesce sì malagevole a chi deve tentarlo la prima volta; in specie se avvi un direttore che procuri, tenendo conto delle

NELLA MANOVRA SULLA CARTA

345

a!tre cose, di non di rnenticare anche una certa prop rietà di linguaggio, i progressi :;ono sensibili; e nei tempi nostri in cui le influenze morali e intellettuali sono tenute in tan(o maggior pregio che non in passato, il saper rivolgere concise, chiare ed opportune parole è qualità che J'uflicial~ può trovarsi in qualche 1 drcoslanza a deplorare di n~ aver coltivato. L'interrompersi l'un l'altro, siccorn.e avviene le prime vol_le quando si trova chi osa alfin ,prendere la parola m mezzo a un silenzio che co~ 'ay,a latenti tanti pensieri, diminuisce a mano a mano c · e prende piede un certo orqine per così dire parlam ntare; tutti sanno che viene per ciascheduno la propria volta e la discussione non è più: sì diillcile e regolare. I discorsi inutili che in prin cipi o abbondano vanno sempre diminuendo e l'assemblea acquista carattere ognor più serio. Se poi la fortuna porta che intervengano alle partite ufficiali di varie armi, indipendentemente dai vantaggi di istruzione già accennali dal Meckel, avvi allora eziandio quello rilevantissimo di avere nel gioco di guerra l'occasiolie .la più propizia cl'aflìatamento tra quelle armi che destinate ad agire con mutuo accordo in tempo di guerra vivono troppo spesso l'una estranea all'altra in tempo di pace. Credo che tutti coloro che avranno preso parle da qualche anno a manovre sulla carta opportunamente d irette, ponendo a lato nella propria men~e il presente col passato , non potranno non convenire con me pienamente di cib che io andava esponendo. 9° Il gioco cli guerra è l' occas1·one mig ti·o1·e in tempo di pace che ponga i superiori ?°n grado di gitistamente stucliare i loro inf'e1·iori. L'intelligenza, il carattere, l'istruzio_ne militare, pongonsi a lungo andare nel gioco di guerra, se ben diretto , in piena luce ed in tutte le loro gradazioni; le


346

CONSID'.EHAZTONI CIRCA AL METODO D' ISTRUZlONE

caselle degli specchi caratteristici relative a queste tre doti non potrebbero trovare per la compilazione una miglior guida; in ogni caso si ha quivi una traccia che conduce ad esaminare poi l'individuo nella vita. pratica da punti di vista a cui prima non ponevasi mente . E ciò può essere a suo tempo cosa del massimo frutto in guerra, dove spesso un superiore deve dare incombenze speciéili a nn suo dipendente, che richiedono particolari attitudini appunto, e per in telligenza e per carallere e per istruzione. Nella vita di qual'tiere quelle tre doti non si mostrano nitide se non parzialmente; il ripetersi delle rnedesime cose per tutto l'anno , a misura d'orario, non lascia ben vedere del prisma individuale · che qualche facc ia; ve n'ha qualcuna che all'occhio del superiore resta ignota o confusa, e tanto maggiormente quanto è più elevato il suo grado; e in materie sì deli cate bisogna d'altronde che ogni superiore possa formare da per sè dei giudir.i, se vuole evitare di subire, anche inconsaµevolrnente, maligne influenze che per tante cause si insinuano. In mezzo ai vincoli che impone la disciplina nelle esercitazioni tattiche, il ca rnttere ha rare occasion i di rivelarsi r.ompleto nei gra di inferiori; l'intelligenza non è posta in luce secondo le sne niiances se non nei rapporti tra gradi molto vicini gerarch icamente; il concéllo dell'istruzione militare di un ufficiale subalterno resta d'ordinario pel comandante del corpo e per quello del battaglione il medesimo che ne avevano già pei rapporti abitual i di guarnigione, giusto o no che esso sia. Ma le opinioni formatesi si completano e talora si modificano nelle occasioni che somministra all'uopo il gioco di guerra. Co.lu i che ha facoltà analiticl1e e manca delle sinte-

NELLA MANOVRA SULLA CARTA

347

tiéhe, tocca ad uno ad uno, pezzo per pezzo, i segni convenzionali, sèia che il direttore riesca per verun modo ad ottenere ai preventivamente la disposiz ione,_ in seguito alla quale s~ero' mosse le truppe. da. essi rappresentate; pone in bocc~?l c.oman.dante ~rmcipale ordini che si basano su cogn1z10n1 che rn realta avrebbe soltanto in quel momento· un comandante so~t'otdine, e fa dettare da questo ordini che sarebbero di competenza del comandante. Osservandolo nella vita praL1ca ve lo ritroveremo colla stess,1 tendenza; è comandante di baLtaglione'? Sarà il torrnent.o dei ~noi ~o.mandanti di compagnia i qual i non troveranno m lui il comnndan te de1le quattro compagnie, ma uno che vuol fare 1~ parti del capitano in ciascuna di esse; e invadendo cl~ continuo le loro atlribuzioni più minute non cessed1 d1 raccomandare l'iniziativa. Scrive il rapporto di un'esercitazione? Lunghe pagine si occupano delle operazioni delle pattuglie e non si riesce a trovare il filo dell'operazion e principale. . Colui che manca di quella forza di mente che nchiedesi per poter contemporaneamente abbracciare i~ tutto e vederne i particolari, avrà forse dato eccel lentL disposizioni facendo la parte del comandante princip~ le, ma non la porta a buon fine, alter1rnd.ole ~os.ta.nzialmente quando debbono fllnzionare negli ulti~1 .rngrunao'o-i oo del meccanismo. In tutte le sue rnosse e . mcon. . seO'uente ed i!logico. Osserv iamolo nelle esercuaz1orn ta~.iche; è comandante cli reggimento? Egli lo conduc.e 0 l1'attacco con chiarezza di concetto e con buone disposizioni; ma fatti pochi passi non sa più dov'è la sua forza, se per caso si trova sollecitato da due o ti'e cause diverse ch e ri chiamano c;ontempnraneamente la sua attenzione. Lo gm1rdiamo nel servizio interno? Dà un eccellente indirizzo, ma lo perde poi ~'li vistc1 nel suo funzionamento .


34,8

CONSIDEt\AZIONI CIRCA AL METODO D' ISTRUZIONE .

Chi è tardo nel concepire, ancorchè chiaro e nitido nel dar poi forma ai suoi concetti, forma tra i membri che compongono la partita un vero incubo pel direttore e per gli assistenti; avrà forse fino a quel punLo riportato stima di abilità, perchè avendo ingegno avrà saputo ben formulare in qualche esercitazione le sue idee, o meglio ancora ne avrà rimesso alla domane un raprorto esemplare; fors'anco sul terreno, perchè pronto a d~sporre una volta riescito a concepire, si sarù preso equivoco sulle due qualità, confondendo la prontezza nel disporre colla prontezza nel concepire; eppure all'atto pratico può ciò risolversi in danno, mentre un ·i ndividuo simile o dispone non più in tempo o d·ispone . con leggerezza; tale uomo è uomo da tavolino, non da ~arnp_ogna; potrà essere, se ufficiale di stato maggiore, rnca1·1cafo della red azione di un lavoro storico, non di una ricoguizione offensiva. Di intelligenza aperta, pronta, nitida, si disse uno che dotato di un picco! fondo d'istruzione riescl a farsi credere tale per effetto di quanto appellasi in società spirito, oude non facet1gli difetto; nel gioco di guerra pone a nudo Je sue meschinità intellettuali. Qun.lche esempio ora. di osservazione circa al carattere. Colui che propende nel gioco audacemente e sistematicamente agli alla.echi senza bisogno , va al contrattacco prima del tempo se è sulla difensiva, lascia la buona posizione per respingere il nemico dal quale è poi. respinto a sua volta nella cattiva, non altrimenti si diporw. sul terreno. È incaricato di prender posizione allo sbocco di una stretta e impedirne l'escita; gli zap· pa tori erigono trinceramenti ed in breve ora la posizione è di ventata fortissima; i suoi tiratori sono a posto, bene coperti, quasi non pub il nemico sospettarne la presenza e deve esporsi per lungo tratto ai loro til'i ra-

NELLA MANOYRA SULLA CAR.TA

349

denti; ma poche fuci late si impegnano ed egli lascia le trincee e corre all'allacco fin entro la streua; è respinto con perdite, 'e l'artiglieria nemica che sbocca mentre egli si ritira, lo batt~i nei suoi;trinceramenti; egli, o ne è cacciato con perdite, o riesce a mantenervisi, facendo dopo quello che doveva fa re prima, invece di sprecar vanam ente tante vite . Jt uomo che non può convenientemente adoperarsi in missioni di natura difensiva; è nato per l'attacco esclusivamente, e per far: la difesa attiva scambia sin da principio le parti del difensore con quelle dell'attaccanle. Osservatelo nella progressione delle istruzioni che dirige; salta in ,t 5 giorni alla meta che o.ltri so'vorchiamente metodico si propone di raggiungere in 3 mesi gradatamente, e nondimeno in teoria parlerà forse nel senso medesimo del secondo. Colui che facendo le parti di direttore o di giudice non sa più frenarsi veùendo una mossa non conforme o. quella c;he già ideava dentro di sè, e con folemp esti vo ardore interviene e getta confusione nella partita, lai si dimostra sul terreno nella sfera del suo comondo: presto e bene concepì: diè chio.re le sue istt:uzioni: ma al primo apparire di fo rza nemica si inquieta perchè i pezzi non volano a traverso i burroni che i:gl i non scorge, sgrida perchè unn. compagnin distend e 2 anzichè 3 plotoni come pensava fra sè medesimo: contro tutto inveisce, e distrugge da per sè quel concorso cli azioni pel quale appunto tanto si affanna: la sua opera è la tela di Penelope. Moderato e ispi rato allo. tolferanza delle altrui. opinioni fu forse detto taluno, sol perchè seppe facilmen te acconciarsi con troppa, troppa pieghevolezza a tu Lle Je parole che su q ua.lsiasi soggetto e di qualsiasi genere venivano dalla bocca di un superiore: npparisce invece nel gioco qual é: insofferente di ogni minima


350

CONSlDERAZIONI CIRCA AL l\lETODO

o'

lSTRUZI0rìE

contrarietà, perde il senno e sragiona quando altri contrappongono argomenti più validi de'suoi. Intollerante invece si reputò un altro, perchè poco disposto in realtà ad imitar nel servizio chi tollerava di troppo: com'è che nel gioco , nella discussione, nelle confeJ'enze, mostrasi, e con superiori e con inferiori, calmo, paziente, moderato, dom inante sempre sè stesso? Fattasi maggiore attenzione sugli altri rapporti della vita, si scorge la vera natura di quella cosid etla intolleranza, e si finisce forse col trovare invece di un vizio un pregio militare. Esempi consimili che potrebbe,ro moltiplicarsi a piacimento riguardano l'intellige'nza e il carattere: non ne occorre quanto alle cognizioni, la cui povertà emerge di per sè in chi talora si guadagnò nome di studioso e istruii.o sol pcrchè citava libri che non leggeva o frasi ehe aveva a volo carpite: e quelli stessi esempi ho portato per adoperarmi a distruggere un'idea che ha ta luno circa all'intelligenza che apparisce spesso con qualità diversissime in uno stesso individuo, se cons iderato nella talLica sul terreno o considerato nella manovra sulla carta. (Inten do qui di parlllre di operazioni fatte da persona che non trovi ostacolo o distrazione nelle diflkoltù che potrebbe presentare sulla carta il pronto apprezzamento della configurazione del suolo). A parer mio la. diversità sta solo nel m9do con cui si fec ero i due giudizi, lasciandosi facilmerrt~ indurre in equivoco su qualità svariatissime che può presenlare l'intelligenza di uno stess,o individuo guarcl{,1ta sotlo punti di vista differenti. E difficile trovare jl caso di polcr dichiarare un individuo non intelligente: rna la maneanz-a di prontezza può riscontrarsi pu re in una mente intelligentissima, come vi sono a ltri che intendono prontamente ma non con lucidità . Solo, per non incorrer taccia di esagerato, mi af-

NELLA MANOYHA. SULLA CAUTA.

3t>'\

fretto su quest'ultimo proposito a soggiungere che io riteno-o con convinzione,· che chi male si diporta SQl o male si di porta sempre ' terreno anche sulla carta: ch'1 bene sa regolarsi sul terrè'no, bene sa regolarsi anche sulla cart~', pttrcl~è sappia ' brmi~i'mo val~rsene: non scri'lpre chi bene st regola sulla ca(ta fora altrettant~ bene sul terreno, quantunque abbia a suo favore dei forti dati cli probabilità. Quelli in generale che hanno deficienza di quell'attitudine di far funzionare di pari passo nella lor mente il processo sinteli.co col processo analitico, ciò che forma a ' parer mio un requisito indispensabile per ben disimpegnare sul terreno le attribuzioni di grado elevalo, si comportano meglio assai sul terreno che non sulla carta: colà non fa loro imbarazzo il dover scindere e ricongiungere alternativamente il procedere <lelle singole parti, ma con piena libertà di mente si dedicano alla parte che li riguarda, di eui basta loro di conoscere le con<lìzioni che !a legano colla destra e colla sinistra : essi, purchè trattisi cli comandi non molto elevati , possono essere anzi sotloeomandanti eccellenti e possono, se largamente dotati di altri requisiti, prestar molti e molti servigi utilissimi di varia naLura,ma non potranno mai (1) condur bene nel combatlimenlo una forza molto rilevante, in special modo se indipendente. (·1) ..•. « il comandante in 2', 3", 4° 01·dine che avesse colla pers·ituazione parziale coordinato il suo det« taglio, tuttavia sovente no11 riescirà, quando non abbia saputo retta.« mente illtendere i rapporti rccipl'oci che l':nionc sua ha con quella « di altre tr uppe ehe combatterono o prima o contemporaneamente, « o quando assorto da altre c•Jre li abbia nrglctti ... . dilTicil mente « anche riesciril ìl comandante il quale, esclusivamente preoccupato « dei rapporti colle altre truppe, non di ligenter/1 il proprio dettaglio» . (V. PnUKliR - Andamento generale del combattimento). « fotta ·intelligenza della sua


352

353

CONSIDERAZIONC CJRCA AL METODO D' ISTI\UZIONE

NELLA MAN OVRA SULLA CARTA

Per quelli invece che godono della facoltà anzidetta manovrando sulla carta, e che sembrano poi inferiori all'atto pratico, convien cercare spiegazione, prima di tutto nella mancanza di colpo d'occhio adegu ato, che è c ondizione sul te rreno di· capi tale importanza, e nella non sufficiente prontezza a disporre, quantunque abbraccino forse lucidamente la s ituazione . Ma tali attitudini che non tutti, i genii compresi, posseggono in eg ual dose, sono cli quelle, come ben disse il Meckel, che massimamente sviluppansi coll'esercizio, e nel gioco di guerra non dee vedersi che un mezzo che ne ngevola loro la via sul terreno. A conforma di questo mio modo di vedere espresso negli ultimi due paragrafi 8° e 9°, piacemi di aggiungere io pure quanto scriveva il tenente generale barone v. Troschke (Trattato clel gioco cli guerra, 1872) - « Un « altro vantaggio del gioco di guerra sta in ciò che « esso offre occasione agli ufficiali d i imparare a co« noscersi e di valutarsi degnamente l'un l'altro come « non sarebbe in altro modo possibile. Si h anno prove « sufficienti che l'eccitamento insolito prodotl.o da « questo gioco interessantissimo non riesce mai a « danno del buon contegno e della riflessione; gli in« gégni si fanno valere, e si vengono a scoprire quelli « che del talento non hanno che le apparenze. Il timido « acquista fiducia in se stesso, quegli invece che ha « tendenza a sentir troppo di se medesimo' trova: occa« sione per misurare i suoi mezzi con quelli dP;i suoi « compagni , e diventando forse così meno p ieno di sè, « riconoscerà che vi hanno punti su cui potrebbe « dare opera a perfezionarsi . Sotto questo aspetto « alcuni affermano che forse è più facile di arrivare « a conoscere gli uomini al gioco di guerra che non « al faraone ed al macao ». Dalla considerazione delle osservazioni ora esposte

in modo particolareggiato, chia~o spero che sia per risultare qu~nto ~i prop~nev1/in principio di questa parte del m to scntto, c10e c~e forse non dappertutto avevasi completa coscienza Idei vari aspetti sotto cui va riguardato l'utile che può1trarsi daff esercizio nella ,, . h\ . manovra sui a carta; se m c ~ ne avesse avuto smora un'idea p iù limitata potrà mei·cè queste mie pagine salire e livellarsi col vero la !misura di quest'utile, i miei desideri saranno perfettamente appagali .

G.

SANTAUELLI

1Jfàggiqre nel 1° granatie1·i.

ANNO

xix , Voi,.

1v.

23


DEL TfiATTAMENTO ALIMENTARE DEL SOLDATO, ECC.

DEL

TRATTAMENTO ALIMENTARE DEL SOLDATO ?'iEI

MODERNI ESERCITI EUROPEI

Regime alimentare del soldato nei div,ersi eserciti europei (Gont. V. dispensa precedente)

Bussia .

L'amminìstrazione militare russa provvede tre generi distinti di trattamento per il soldato: 1° il ranci.o ordinario d'acquartieramento; 2° il rancio di accantonamento; . 3° il rancìo di guerra o di mobilizzazione; Il 1-° è acquistato dalla truppa sui mercati. La scelta delle derrate si fa senza altre norme presta bili te che quelle di non eccedere i li miti della spesa autorizzata, il cui ammontare varia da un paese all'altro e da un anno all'altro, secondo le disposizioni del Ministero della guerra: il pane però è. fornito direttamente dal Governo in razioni di 1200 grammi di pane di segala, La truppa. stessa, di diritto, e di falli> poi i sott'ufficiali determinano la composizione della razione, sotto la sorveglianza. del comandante la compagnia, il quale ha pure la direzione amministrativa . Nei giorni di mer-coledì e venerdì, e durante la quare~ima, là truppa si

355

astiene dalle carni grasse, porcine e bovine e mangia Pesce e leo·uÌm:;- -0-v-v-e.1!0 legumi soli. La carne che si o . ~i. mangia generalmente è"'q~ella di porco. I.l ranci? consuma in comune nelle apposite sale dei quartieri, in due pasti: la carne fa sempre parte del secondo rancìo, sul mezzogiorno . La razione ordinaria di acquartieram.ento può in media dirsi composta nel modo seguente: Pane di segala . Carne fresca di porco. ovvero Merluzzo Legumi freschi ovvero Legumi secchi ovvero Patate . Sale Acquavite

grammi

HlOO

mo

))

» ))

» })

100 2o0 200 1000

1

»

25

centilitri

10

Analizziamo le diverse varietà di razioni che se ne possono trarre:

1n varietà

2" varietà

Pane di segala . Carne di . porco Semi ieguminosi Saìe Acquavite Pane di segala Carne di porco Patate o legumi Sale Acquavite

Peso

Azoto

1525

25,70

559

2325

20,50

579

~:~tuzzo . 3a varietà Semi leguminosi 1525 28,29 · ·· \ Sale \ Acquavite /

Carbonio

55/5 ·


356

DEL 'l'I\ATTAMENTO ALIMENTARE DEL SOLDATO

Se si riflette che la .terza varietà non é preparata che pel rancio di due soli giorni. d6lla settimana, e che nel resto predomina la prima, si riconosce che per la razione ordinaria d'acquarlieramento del soldato russo si ha una media cli 24, 9/S di azoto e 564 di carbonio sopra ·1753 grammi di peso medio di alimenti solidi. L'eccesso dei principii di nulrizione respiratoria é tale in questa razione da credere che ne possa essere paralizzato l'effetto della utile .proporzione di azoto. Sebbene il clima della Russia- e le abitudini dei suoi abitanti consentano un uso di alimenti idrocarbonosi assai superiore a quello degli uomini dei paesi più temperati, è però a credere che quando si olLrepassa un cerlo limite, che- ho accennato poter essere forse fissato a 450 grammi, l'azione sua sul sistema cerebrale e 'nervoso possa egualmente turbare l'assimilazione dei principi.i plastici o menomarne l'efficacia. A rendere perfetta questa razione converrebbe diminuire la razione di pane ed i legumi , anmenlando la carne in proporzione; ed abolire o limitare assai le distribuzioni di acquavite . Egli é probabile che questo risultalo si potrebbe oHenere senza aumento cli spesa ,specialmente in alcuni Governi, dovo la tangente del soldato per l'ordinario arri va a 60 centesimi, oltre al pane in natura. Il rancio di accantonamento è fornito gratuitamente dagli abitanti presso cui la truppa è alloggiata in aleune circostanze,. come durante le marcie di pa.ssao·o'io. 00 , e nel caso di radunate improvvise, e temporanee di truppe in località mancanti di caserme. Questo rancio consta di laue, patate, lardo, erbaggi, uova e Lalvolta di formaggio . La sua insufficienza è causa ùi frequenti e fatali malattie, di disordini, e perturbazioni morali ed am-

N ~ I I N ! ES,RG!Tl EURO,El 3~7 ministrali.ve, come furbi campestri e domestici, malversazioni, angherie; Ìcc., a togliere le quali .non sempre ha bastalo la disposizione imperiale che prescrive di distribuire ai. 'soldati l'ammontare del prezzo della razione, valutato da 15 a 60 centesimi, secondo i luoghi. Diffalli pare che nelle amministrazioni d i compagnia i furieri ed i contabili trattengono quasi sempre in tutto od in parte questo denaro per rifusione di danni, debiti, anticipazioni, fondi di riserva ecc .., senza che il soldato abbia mezzo di conoscere il perchè di queste ritenzioni; egli quindi, per difetto di danaro, non può molto spesso completare il suo magro vitto d'accantonamento nemmeno recandosi all'osteria. In tempo di guerra la razione fornita dall' intendenza milìtare era così stabilita fino dal ;J 854:

Pane di segala . ovvero Farina di segala Carne di bue ovvero Carne di porco Legumi secchi ovvero Palate . Lardo . Sale Acquavite

grammi '1200 >) 900 14,0

))

1

»

140

))

240

»

'1000

C'

))

211

))

30

centilitri

10

Nella recente campagna dei Russi , comandali dal genera le Kauffmann, contro il Khan di Khiva, le truppe hanno però ricevuto una razione di guerra assai più -sod disfacente, ci.oè : grammi 840 Pane, b iscotto di segala, 4~0 » Carne di bove, o di montone )) 210 Orzo . )) HO Piselli » 17 Farina » 21 Grasso


358

DEL TRATTAMENTO ALIMEN'rARE DEL SOLDATO

Sale 'fhe e zuccaro. Aceto Acquavite .

grammi )) centilitri »

56 20 10 ,tO

i!

, È r~gione~o~e credere che questo abbia ad essere d ora 1_nnanz1 11 tipo normale della razione del soldato russo m tempo di guerra; tuttavia sarà conveniente il dare l'analisi sì di questa che della precedente che ci presenta due distinte varietà. Peso

Azoto

3~9 Russi, e non si può esitare a riconoscerla eccellente sotto ogni rapporto ,. tanto più quando la si applichi :in circostanze cl~ clima e di. fatiche come quelle che ebbe . a superare I' esercito del generale Kauffmann neJla campagna di Khiva. Allora diffatti le fatiche della guerra e delle marcie lunghe e penose per la natura del suolo, furono raddoppi ate dall'incornodo della temperatura che durante il giorno saliYa fino a 30° e talvolta a 32° Réaumur, e scendeva nella notte fin sotto agli ,t.1 ° od ai ,13° gradi. Questo fatto rendeva indispensabile un'alimentazione carnea molto abbondanle, ed un largo uso di the e di bevande alcooliche, tanto pit\ che l'acqua dei pozzi era in generale soverchiamente sapida di sali e di vapori sulfurei. In altre circostanze questo tipo di razione vorrebbe essero corretto con distribuzionE> di vino o di infusione di the o di caffè a vece di acquavite. NE! MO~

Cal'bonio

Pane di segala Carne di bove Legumi secchi 1" varietà 1600 27,05 529 Sale Lardo 1 Acquavite Farina di segala Carne di porco 24 varietà Patate 2090 iM ,55 570 Lardo Sale Acquavite Biscotto di segala Carne fresça Orzo Piselli secchi Farina 3n varietà 1725 30,30 546 Grasso Sale The e zuccaro Aceto Acquavite Per la ragione che ho detto innanzi si deve considerare quest'ultima come !<1- razione cli guerra normale dei

ERC!Tl EUROPEI

[ng hilterra.

L'alimentazione del soldato inglese dev'essere soggetta a diffet'enti disposizioni, siccome differenti sono le latitudini ed i climi dei vari paesi in cui aleggia la bandiera britannica. Egli è quindi molto probabi.le che nelìe Indie ed in Australia sia attribuito ai soldati un tratt:unento diverso da quello stabilito in Inghilterra, a ~1alta e nel Cuna.dà. Così è pure presumibile che, nelle guerre contro gli Abissini e contro gli Ascianti, le trtÌp.pe inglesi abbiano ricevuto una razione speciale, sia per qualità che per quantità di derrate. Dalle private 1:elazioni e dai documenti ufficiali appare, come sia


360

\

DEL. TRA'f!AMEN'r O ALHI.RN'l'AHE DEL SOLDATO

stata generalmente costante e premurosa la sollecit:1dine di questo Governo nell'assicurare l'igiene delle truppe, sia per un princip io umanitario comune alle· nazioni civili , come per la n~cessità, impellente all'Inghilterra più che agli altri paesi, di risparmiare quanto più è possibile le forze dei propri soldati, che l'arruolamento mercenario non può rinnovare così rapidamente e sicuramente quanto la coscrizione. Eo·J i 5 é perciò che in ogni circostanza, ma più specialmen te all'aprirsi cli una guerra, il problema dell'al imentazione del soldato viene studiato e discusso vivamente dilù'li uomini più dotti del paese e dell'esercito , e tali discussioni sono attentamente seguite e commentate dalla. stampa e dall'intiera popolazione. Talchè, se, come avvenne ad · esempio nel ,J periodo della o-uerra di Cr~mea ,_ il problema del regime ali mentare n~n parve scrnlto rn modo adequato alla specialità delle circostanze, la sollecitudine delle autori tà militari si dimos trò tosto ' vivissima, e vedemmo coll'adozione d i un vigoroso sistema alimentativo, e di àltre provvide cautele ·igieniche, scendere pressochè immediatamente la mortalità dal 60 all'H p. ¼ In tempo di. pace ed in paLria il soldato inglese ha un trattamento giornaliero in natura per cura dell'a·mministrazione del corpo; questa riceve le razioni pane dal commiss11riato militare, o dai forn itori delerrati da o questo, nella misura di libbre 1 e i (681 gr.) per ra· zione. 11 rancio si divide abitualmente in due pasti. Il primo è una colazione al the, composta generalmente di pane bianco, 1/ 1 libbra (2z7 gr.}, the (1 grammo) , latle (250 gr. ), ovvero burro (it:2 gr.), la quale viene fornita s ulle eeonom ie del corpo, spee ialmentè in quei presidi laddove la ricchezza agricola permette di acquistare a buon prezzo lallicini e carni fresche . Il secondo rancio si compone del pirne di munizione, di ·1 libbra di carne:

361

NEI MO'OEf\Nl ESEllCITI EUROPEI

fresca, legumi e condimenti da ~ a 4 oncie secondo i prezzi e le qualità loro . La razione del soldato inglese si può comp0rre ed analizzare pertanto, come segue:

_

_ _ _ _A_r_,_n_.1 ENTI

-----!~ l~ I

Ca,bonio

Pane da munizione. Pane bianco . . . Carne . . . . .

. . .

Legumi . . . . Latte '.250 grammi . Sale e spezie . .

.

I ~~~ I _._,,

8,17

447 50

2,4o 10,86 1,90

»

1,a6

25

I 2~4 68 49 20 20 ))

TOTALE

O

1

Questa razione è perfettissima, sebbene sia apparentemen Le alquanto difeuosa di alimenti respiratori, imperocehè il soldato inglese riceve a mano il ricco soldo giornaliero di (12 centesim i, col quale gli è dato dì procurarsi delle bevande ristorntriei; è noto dìffatti l'uso spesso eccessivo che le truppe inglesi fanno di gin, olton, cognac ed altri liquidi alcool ici, nonchè di birra della qualità più inebbriante . Quan Lo alla razione di guerra è a. notare che le ultime guerre comhatLute dagl'lnglesi sono state condotte in circostanze eccezionali di cli ma, ed in regioni assai differenti dalle nostre per qualità di-prodotti agricoli, ed infestate generalmente da malattie epidem iche specialmente fra i non indigeni. I sistemi alimentari adottati in casi simil i sono utili bensì a conoscere, ma non possono seni re di base pe r· il confronto col sistema normale dell'alimentazione d t campagna degli altri eserci ti europei. Citerò quind i solo la ruzione adottata dagl'Ing}esi per la guerra di Crimea (2° periodo),


362 DEL TRATTAMENTO ALIMENTARE DEL SOLDATO la quale fu condotta in circostanze affatto ordinarie di clima e di fa tiche e contrat'iata solo da malattie contagiose oramai comuni nel continente europeo. Ecco pertanto la· razione attribuita al corpo di spedizione inglese in quella circostanza:

ovvero ovvero ovvero ovvero

Pane Bis,~otto Carne fresca Carne salata r:egumi secchi Riso. Caffè o cacao . The . Zuccaro Sale .

grammi 684 })

4.154-

)}

568

»

454 302 11430

»

» »

» })

»

12 60 25 1

Con questi alimenti variamente alternati la razione veniva ad avere il seguente valore nutritivo, tenendo eonto dell'uso raro ed eccezionale delle carni salate, e dei biscotti, benché questi fossero distribuiti meno di raro; e computando come regolarmente alterna la distribuzione dei legumi e del riso : Peso 11>28, azoto 28,20, carbonio 388. Questo regime si approssima di molto al regime teorico necessario negli eserciti guerreggianti; e si può ritenerlo completo, sia per la larga parte che vi è fatta . all'alimentazione carnea, come perchè, oltre i viveri di campagna, le truppe inglesi ricevono alla mano delle paghe vistose, colle quali i difetti eventuali del rancio sono facilmente compensati.

363

NEI MODJWNI ESEllCI'i'I EUROPEI

Svizzem . La milizia svizzera riceve normalmente in tern po di pace la seguente razione: Pane (,t libbra e mezza ) . Carne {11O oncie) Sale Legumi verdi o secchi

grammi 750 >) 3 12-5 » 25 )) ,100-·25 1

Oltre ciò il soldato ha un assegno di 10 a 15 cent., secondo le località il quale può essere irn piegato dal!' amministrazione nel miglioramento dell'ordinario, ed in a!Lre spese; è uso dei corpi di milizia d'impiegare questo danaro nel l'acquisto di latte, che si trova a buon prezzo e di eccellente qualità in pressoché tutto il paese, in riso e caffè. Con tali elementi la razione contiene: ALli\IEN 'rl

Peso

I

- -- - - - - - - -- - - - - - - - 750 Pane . 312 Carne . Riso 50 Legumi . . . 25 Latte 200 grammi ,, » Caffè 50 25 Sale . . . . . TOTALE

Azoto

9,00 7,59 0,54 0,85 1,33

Carbonio

--· 225 35 22 10 16 »

-,- » n

1212 19,31

»

308

Questa razione e scarsa in ogni sua parte e specialmente in legumi e pane.


/ 364

DEL TRATTAMENTO ALIMENTARE DEL SOLDATO

365 gramm1 250 » 200 » 60 » 30 » 60 » 90 » 25 ce nti litri 5

NEI MODERNI ESERCITI EUROPEI

La stampa militare della Confederazione che ha pi Ll volte trattato di questo argomento sostiene a ragione che la milizia deve ricevere, almeno duranle il periodo -delle istruzioni, il trattamen to di guerra.

Belgio . In Belgi o, come in Francia, avviene l'anomalia che la razione dei viveri di campag na del solduto sia inferiore in potenza nnlritiva a quella ordina r·i a dì pace, e che questa pure riesca insufficiente. Diffalti. in tempo di pace il soldato belg a riceve una razione che contiene :

ovvero Carne saJata o conservata ovvero Lardo salato . Tritelli d'orzo. ovvero Riso Legumi freschi ovvero Piselli Sale e spezie Aceto

Di questi alimenti il biscolto è un succedaneo il cui uso in tempo di guerra è piuttosto frequente, il lardo salato è impiegato solo in momenti eccezionali, epperò due sole principali varietà compongono la razione belga, delle qual i do l'analisi : ALIMEN1'I Carbonio ___ ___ _ ____ _ ___ -Peso- - Azoto- . -

.:...._

AL 111E N 1' I

Peso

Azoto

--

Pane da munizione Pane bianco . . Carne . . . . Patate . . . . Legumi. . . . Lardo o grasso . Sale e sp,nie . Lat!e, 200 grammi

750 50 250

700 30 20 25 »

9,00 0,54 6, l4 1,68 1, 14

Carbo11io

- -

225

15 2'7 70

; Pane . . . . . . Carne fresca o salata "' . ,· ti Tritelli _d'orzo . . . ,, va11e a Piselli . . . . . . r Sale e spezie . . \ Aceto, centilitri 5 .

I

1825

11 ))

))

1,33

16

19,83

TOTALE

376

Questa razione di pace è assai difettosa di azoto .ed in proporzione eccede poi nel carbonio; scarsi sono i.I pane e la carne, soverchi i cibi feculenti . In tempo dì guerra la razione viene modificata così : Pane ovvero Biscotto Carne fresca

9,00 6,14 1,14 3,15

2.25 27 24 37

))

»

l l75

19,43

313

500 250 30 60

7,50 6,14 0,33 0,57 ))

145 27 13

»

»

))

12

- - --- TOTALE

750 250 60 90 25

grammi 750 » 500 )j 2150

,. . • 2 varieta

Biscotto . . . Carne . . . Riso . . . • Legumi ver.di . Sale e spezie . Aceto, centilitri

1

. . . . 5 TOTAl,E

25

__"___

6 ">

__"_

'_' [

865 114,54 , 191

Anche ammettendo che la prima e meno infelice di di queste varietà sia distribuita un 1:_umero doppio di


iJ66

DEL 'l'BA'l'TAMENTO ALIMENTARE DEL SOLDATO

volle in proporzione dell'altra, la razione di guerra. ha nullameno un valore medio,· in Belgio, di soli 1072 grammi di peso con 17,87 grammi di azoto 272 grammi di carbonio. e Può il soldato resistere efficacemente ai disao·i straordina rii della guerra con siffatto trattamento? Noi augureremo alla nazione belga di non avere a farne esp_erimento, ma siamo certi a~ ogni modo, che questa raz10ne non potrebbe essere mantenuta; e che sarà n:iodificata secondo i precetti dell'igiene e dcll'espene~1z~, se non lo è di giì.1, da quanto appariva dalle not1Z1e recenti dei giornali belgi, i quali affermavano e~sere in istuçlio un sistema di provved imenti per una p1ù semplice e più conveniente alimentazione del soldato sul piede di guerra.

Jtalz·a .

L'alimentazione del soldato in Italia è relta dalle norme ministeriali cli cui qui farò cenno. Al comandànte di corpo spella regolare il viuo dei caporali e soldati e la men sa dei sott'uffi ciali. Egli ha perciò la più ampia libertà e l'in tera risponsnbilità dell'iniziativa di procurare alle trnppe il miglior vitto possibile, se~za lri,lscurare _le esigenze economiche. Ora per copnre le n~c~ssane ~pese il Governo assegna ai corpi 96 cenlesrn.11 per giorno e per individuo; di questa somma però 25 centesimi vanno a rimborso della razione pane fornita direttamente dalle sussistenze militari, e 38 sono applicati alla manutenzione della massa individuale, alle spese di bucato, legna, arma-

NEI MOOERNI ESERCITI :gunOPEI

3tì7

mento, casermaggio, ecc. Ne rimangono quindi soli · 33 per l'ordinario de] ,soldato. Nei casi eccezionali in

cui non sia assolutamente possibile di preparare l'ordinario, se ne paga l'imporlo al soldato . Anche il pane in certe circostanze può essere sostituito dal suo valore in con tanti. L'ordinario si fa gene_ralmcnte per compngnia, talvolta per risparmio di combustibile o di personale si fa per due o più compagnie riunite. In massima lo si divide in due pasti, il 1° dalle 8 all e 9 del mattino, il 2° dalle 3 i alle 4 1/~ dell a sera. Qualche volta per abituare il soldato alle esigenze della vjta di campagna, di marcia, delle fazioni campali, gli si fa consumare il rancio in un pasto solo. In tal caso però si fa una çlistribuzione cli ·caffè in ~1.n'ora adatta, genera lmente al mattino . La q uantità, quali tà e specie dei generi occorrenti per il vitto debbono essere fissati dal comandante del corpo, in riguardo alla salute e buon nutrimento del soldato , all'interesse dell'economia, ed alla necessità di variare per quanto è possibile la composizione della. razione. Questa però debb'essere ordinariamente composta in modo da comprendere rnai meno di 180 grammi di carne di bue, e mo di pasta o riso . È chiaro che questo limite niinimo divenla rnassimo quando non si può eccedere la spesa di 33 eentesirni e quando la carne costa L. 11,20 al chi logramma, o più. In casi eecezionali e specialrnen(e in alcune località delle provincie meridionali, dove non è possibile avere carne di bue, si sopperisce eon quella di montone o di castrato nelle proporzioni equivalenti; ed in difetto di carne buona si fanno due ranci cli pasta, ovvero uno di pasta e l'altro di riso, completando li con legumi, formaggio , e con distribuzione di caffè e vino. 1


368

Queste ultime distribuzioni vengono falle poi :in numero di non meno di 400 durante un'annata, e più specialmente nella stagione calda e nei giorni cli macrgiore fatica. La ra.zione di vino è di 25 centilitri; quella di caffè di 15 grammi con 22 grammi di zucchero. Il pane da munizione fornii.o dalle sussistenze militari è di farina di frurneuto. 11 peso della razione di pane è di 9'18 grammi. L'incetta delle derrate si fa o direllarnente sul mercato, o, nella più parle dei casi, presso fornitori aventi contratto coll'amministrazione del reggimen lo. Il Ministero cleJia guerra in Italia, fondandosi sugli studi cli Payen, ammette che siano necessari alla normale nutrizione del soldato da 18 a 21) grammi di azoto, e da 31 O a 350 grammi di carbonio. Ora si è visto essere credibile che tali cifre, indicate da Payen come convenienti per chi conduce la vita usuale moderatamente attiva, non siano applicabili al s~ldato, ma che al giorno d'oggi si debbano parificare le esi. genze di questo nel tempo di paee a quelle dell'uomo che coqduce vita di energico esercJzio; opinione avvalorata anche da g uanto si praLica io Inghiltern:i ed in German ia, e dai precetti del consiglio militare francese di sanità. Partendo adunque da una base probabilmente inesatta, il J1inistero, dopo avere indicato in apposita. tavola le quantiti.1. di azoto e carbonio contenute in ogni ,100 grammi delle principali sostanze alimentari, indica i seguenti esernpii di ordinarii, che i comandanti di corpo possono successivamente adottare, i quali contengono tutti approssimativamente i principii nutriLivi voluti dal Payen. 1

1

369

NEI MODERNI ESERCJTI EUROPEI

DEL TRATTAMEN'l'O ALlMENTAllE DEL SOLDATO

ALIME N'I'I

Pane Carne . Pasta . Legumi. Lardo. Salo.

pcpe

.

..

i

o

. ..

i -

<

- -

!J

180 4,37 180 3,24

18 Carne 52 Pasta .. 13 Legumi

33 1,27

15 20

..

Sale . » Pepe. )•

))

)

" -- -

-

-

p anc . . p asta . .. Lardo. F ormaggio . . Lcgumi . .

s aie . p epe

-

Legum i.

I<ormaggio.

Lardo. s aie. ·p epe

TOTALE

•

-

))

"

.

-

.

-- -

8 ))

»

918 11,0O 285 220 5,3 5 22 100 3,5O 41 15

20

Pepe .

T01'ALR

285 15 58 20

-

>

1

- -" -

918 11,0o 150 3,65 200 3,6o 50 1,9o » 15 » 20 " "

1353 20,15 386

TOTALE

U,00 285 Pane 6,30 101 Carne -;, Il Legumi 1,66 13 Lardo . 0,95 10 Sale

. . 1366 19,91 420

F•arina di ma"is.

caroe . ..

--

918 350 20 33 25 20

..

TOTALE

-

1346 19,88 376

!

i -

8 Lardo .

))

Q

o

..

918 11 ,00 285 Pane.

..

TOTALR

ALIMENTI

.

»

8

l

»

))

))

-

. 1273 19,8b

356

700 ll.90 31)8 Farina di segala 625 10,9,j .256 150 s;65 15 Carne . . . . . . 180 4,37 18 180 3,34 f:>2 75 2,85 30 Pasta 33 1,66

)5

36 4

))

))

»

- --

. .. 1013 20,0G

13 Legnmi 8 Lardo

" Sale Pepe, . .

33 1,27

..

15

13

» »

8

))

))

. . 1073 19,82

347

36 4

i,

-

37: 1

TOTALR

Questo sistema aiimcntati,_vo assai probabi ìmente sarebbe stato scarso anche coll e necessità della vita rn ili tai·e cli 20 anni fa; Io è certamente al giorno di oggi. Si aggiunga a ciò che i consigli d'amministrazione dei corpi trovano ora generalmente le derrate a prezzi così alti che non è possibile comporre l'ordinario sui tipi di razione proposti dal Governo , senza superare il limite di spesa consentito dai regolamenti. Non è quindi da stupire se l'igiene alimentare delle nostre truppe, posta di fronte ad opposte imperiosissime esigenze economiche, è vìnla da queste talvolta. ANNO XIX, VOL . IV.


370 DEL TRATTAMENTO ALl.l1ENTARE DET, SOLDATO però anche giusto il riconoscere che il più delle volte si è mantenuta l'alim entazione nei termini regolari proposti dalle norme ministeriali, e si è preferito di addebitarsi, specialmente in questi ultimi tempi del caro prezzo dei viver\ la somma di 3000 e più lire mensili per reggimento, anzi che rifiutare al soldato la qualità e la quantità solita del suo trattamento. Dobbiamo quindi ritenere come costante il valore nutritivo della razione di pace del sold1ito italiano, ed insufficiente l'assegno normale fatto alle amministrazioni a questo scopo . Un articolo della Revue "Jllilitaire Suisse del 4° gennaio 1874 fece già risaltare questo difetto del nostro sistema amministrativo, asserendo però in forma troppo assoluta che ordinariomente le àmrninislrazioni dei corpi non potevano d isporre di assegni sufJicienti da poter fornire al soldato l'ordinario che gli spetta; ed io, benchè debba dichiarare esagerata siffaua notizia , non voglio insistere ulleriorrnente su tal fatto solo perché la sua importanza ne è evidente, e perchè il Governo non può non essersene preoccupato. Soggiungerò sernplicemc~nte che attribuisco maggiore gravità a siffa tte circostanze per il fatto che la valutazione. dei bisogni al imentari del soldato è stata fatta da noi molto inferiorrn~nte al vero . Un altro difetto che si deve riconoscere nell'usuale sistema alirnentativo delle nostre truppe egli è questo, che esse in tempo di pace e di guarnigione non sono fornite di quegli arnesi da cucina che sQno necessari per uscire dalla perenne uniformità della carne bollita e preparata sempre · senza intingo lo alcuno. Questo difelLo però non è solo nelle nostre istituzioni, bensì anche nelle nostre abitudini. t quindi naturale la speranza che quando nei consigli d'amministrnzione dei corpi sia fotta la proposta cli stanziare qualche somma

t

1

374 per ,l'acquisto di alcun utensile in più cli quelli dei quali il genio militare provvede le caserme, non si ritroverà alcuna ragione per rifiutarvisi, tanto più che la spesa non può essere che modica. Negli altri eserciti, per quanto appare dai loro reg olamenti, questa restrizione nel modo di preparare il rancio, è assai minore che in Italia, o non vi è affatto. In Russia, in Austria, in Prussia, in Belgio, in Inghilterra le caserme sono provviste di cucine ottime, e ben fornite di attrezzi; e quando, come avviene di sovente, le truppe consumano il rancio presso gli abitanti, i comodi della preparazione non sono m inori. In Italia invece, anche nel caso di accantonamento, le truppe fanno il rancio colle se mpli ci e tradiziona li marmitte di campagna, le quali, eccellenti sotto molli rapporti, sono inette alla V/lrietà delle cotture, così necessaria all'igiene aìimentare . L'alimentazione in tempo di guerra non è subordinata presso di noi. a norme fisse ed invariabili. Credo opportuno quindi cli esporre brevemente su quali basi essa fu regolata durante la campagna del 18G6. La provvista dei generi alimentari e dei foraggi fu affidata ad una impresa. Il pane però veniva fabbricato per cura delle sussistenze militari, le quali ricevevano le farine abburattate dai magazzini dell'amministrazione centrale. L/J distribuzione del pane, dei viveri e dei foragg i alle truppe venne fatta direttamente dalle sussistenze m ilitar·i. L'impresa appaltatrice si obbligò alla fornitura dei seguenti generi : Buoi, carne macellata, pane, riso, pasta, patate, legumi, lardo, formaggio, sale, pepe, vino, acquavite, rhum, zuccnro, caffè, fieno, pngl.ia, avena e legna. Furono escluse dalla fornitura tutte le carni non bovine, le carni salate e le aHumicate; ottimo esempio, NEI MODERNl ESEI.ICITI E,UROPEl


372 DEL TRATTAllRNTO AUMENTARE DEL SOLDATO che speriamo sia ripetuto in ogni altra uguale circostanza . Normalmente la compos1Z1one della razione viveri alle truppe sul piede di guerra doveva essere, secondo la relazione del generale Di Pettinengo, stabilita sul tipo seguente:

.

ALlMENTI

Pane (1) ovvero Iliscotto . Carne fresca (2) Riso ovvero Pasta. Lardo Vino ovvero Acquavite Caffè (3) . Zuccaro (3J Sale

ANNOTAZIONI

750 550

pi~) Nel Compreso quello da zuppa. ca~o che si d1stri_buisse

> ))

300 120 100

>

15

))

>

25

>

6 »

ca1•ne in con~erva rnvcce che carne, fresca la r azio ne veni va ridotlaa 200 gramm i. (8) La distribuzione del caffè e dello zuccat·o era eventu a ie, cioè non era da farsi che dietr·o atitoriiiadone speciale dei comandanti gen crali di divisione, in speciali luoghi ed epoche.

l)

~

15

20 15

l)

100·12a

15 15

In sostituzione a questa poteva essere distribuita una

l

razione di viveri a secco così composta: Iliscotto. . .. .. grammi 550 Id. 150 ovvero Carne io conserva Id. 200 Caffè . . . . , ld. 15 zuccaro . . . . Id. 20 F orriiaggio .

I no lt. re,. se_ vi. ~ra .mo d~ ct·1 d1st.r1buir~ Yl!IO! .lo s,i_ doveva_ 1a1:ern rag10_nc 0 1 25 cent1l1tr1 per razione.

Da questi quadri appare che mentre la razione di carne riceve in g uerra un aumento dì ·I 00 a 120 grammi soltanto su quella di pace, la razione di pane è diminuita dì 170 grammi , quella cli pasta o riso di 30 a 50 grammi in media, ed il caffè e lo zuccaro non son o distribuiti che di quando in quando. Il valor e nutritivo medio di questa razione si ha delle seguenti cifre:

Azoto

TOTALE

1190

Carbonio

-- - 9,00 7 ,29

1,3::i l)

,. - - --

225 30 40

8

))

))

l)

18

17,84

--

321

Pur aggiungendo a questi alimenti il caffè e lo zuccaro, tal razione è sempre insufficiente e non solo come razione di guerra, ma eziandìo come razione di pace, nè solo per il soldato che deve far uso cornp l_eto_ ~lelle . sne forze vitali, ma pur anche per qualunque mdmduo · sano e giovane nelle più ordinarie e tranquille condizioni di vita . · 1 L'illustre professore ~Ioleschott, che analizzò nella primavera del 1866 la nostra razione di c~mpa?na, la trovò scarsa, ma non tanto da doversene mfenre che il nostro soldato fosse mal nudrito. Questo benevolo apprezzamento venne però senza dubbio formul_ato:sul_l~ certezza che i 300 grammi di carne fossero d1str1bu1ll realmente, mentre è noto che di fatto le ossa vi entrano in larga parte, si che il coefficiente delle sostanze alb~1minose ne deve essere diminuito di non poco . L'egreglO professoee si affrettò inoltre ad introdurre come p arti necessarie della razione sl il caffè e lo zuccaro, come il vino o l'acquavite, rnentre invece i due primi di ques ti generi non erano distribuiti che oc~asionalmente. Conviene notare infine ehe questa raz10ne e la sua analisi approvativa datano da un'epoca recente sì ma pur sempre anteriore alle campagne di guerra di Boemia e di Francia, le qua.li tanto rivolg imento hanno portato nelle istituzioni militari . La rapidità e ìa conti nuità 1

»

i'eso

750 300

Pane . . . Carna . . . Pasta o riso . Lardo . . . Sale Vino od acquavite .

Composizione della razione di viveri da campagna dell'esercito italiano nella guerra nel 1866. GENERI

373

NEI MODERNI ESERèlTl E UROPEI


374

375

D.EL THATTAMENTO ALHlENTARE DEL SOLDATO

NEI MODERNI ESERCITI EUROPEI

delle ~anovre, marcie e combattimenti richiesti dalla pe~fez1onata _arte del guerreggiare esigono dal soldato fatiche a~s~1 maggiori di quelle d'altra volta, e quindi una nutr1z10ne più abbondante. La razione di viveri a secco prestabilita per la stessa campa?na. de~ 866, ci dà un'analisi anche più difettosa d1 prrnc1p1 nutriLivi.

segno del soldato devolvibile all'acquisto ~ei_ vi:eri_ è -centesimi .i-5, non contando il ~ane che_ e distn,bmlo natura dalle sussistenze roililan. La razione puo con ffatto assegno, nelle circostanze ordinarie del mercato, comporsi nel medio', modo seguente:

!

ALIMENTI

I

Peso

Azo(o

Carbonio

- - - - - - - - - c·- ~ - - - '· j - - -Al, IMENTI

Peso .

Azoto

Carbonio

550 150 35

8,25 7,50

160 58 12

- - - - - --,-- - -- - - -'-Biscotto . . Formaggio . . Caffè e zuccaro . TOTALE

'735

»

15,75

918 11,00 300 7,29 100 J,14 100 3,80 15 )) 35 i>

Pane. Carne . . . Pasta o riso •. Legumi . . . Lardo. . . . Caffè e zuccaro ovvero Vino o acquavite

>

)}

- - ----

230 TOTALE

. Converrebbe quasi raddoppiare ognuna di queste c1_fre per oLten~rne una razione conveniente pel tempo di ~uerra._ Sostituendo al formaggio i 200 grammi della raz10ne d1 carne i~ conserva, la razione complessiva perd_~ _anco~a _ma~~10rmer~te nella quantità di principi plastici ass1mdab1l1; conviene però preferirla ciò non ~st~nte, per?hè l'efi~tto ristorante della c:arne è più iapido ed ~fficac~ d1 quello del formaggio. . Se_ la r~z1one d1 campagna adottata nel ,J 866 è ora ?m?1ca t~ msuffìci~nte, se l'alimentazione del soldato 1tahano m tempo di guerra non è ancora fissata da prescr~zioni inalterabili, è egli lecito sperare che in c_aso di fJUerra o di mobilizzazione questa questione sia nso!La rn ~nodo ~egno della sua radicale importanza? lo non esito a rispondere alferma.tivamente. La tend~nza a_l miglio~·am~nto si manifesta· ogni giorno nelle c'.rcolan e _negli atti de~ Ministero della guerra, specialmente,. rn quelle r elative alle bnTa.ndi manovre ed Pl. ~ campi ei istruzione. Secondo queste disposizioni l'as-

>

285 30 36 40 8 12

14:68

23,53

411

Questo tipo di rnzione segna senza d1~bbio un notevole miglioramento. specialmente se'. va~1a.ndo1~e spesso le proporzioni, le qualità di l:-gum1, d1 cond1meoto e di metodo di preparazione, s1 avrà cura contem~oraneamente di non eccedere troppo nell'uso del r1s? ~ delle patate, cibi fec-ulenti più propri alle popol~z1on: del nord che a quelle del sud d'Europa, e s~ s'. avn~ modo di fare un uso abbondante di legumi fresc~1 invece dei semi leguminosi secchi , come è da consi~Iiare nella stagione più calda. . . . In generale però l'uso dei semi legummos1 . se~clu? preparati in conserva, come la_ celebr:e sals~ccia eh 0 piselli, . è altamente raccomandabile; ed 10 afferro? che si deve abbandonare l'uso dei legumi come ab1~uale semplice condimento, e a.dottnrlo ~o~e parte mle~ oTaoLe del pasto del soldato, dandog_lt 11_ valor~ nutri~ tivo di una porzione di cucina.. L'ab1tud111~ ?e1 nostri reggimenti è diffatti quella d'inscrivete quot1d1anament~


316

DE L '1'H A1'1'A1IENT0 ALlnfEN l'ARE D~L SOLDATO

alla spesa 1 centesimo per testa all'acquisto dì verdura. Per avere una buona n utrizione in occasioni di marcie, bivacch i, manovre, ecc., conviene portare i legumi al quantitativo di almeno 100 e 1o0 gramm i, e la carne 1 a circa / 3 di chilogrammo . Da tal tratto.mento il soldato trarrebbe giornalmente 26 grammi di azoto e 4/50 di carbonio, che è appunto quanto gli può abbisogna re g·eneralm en te io sirnili circostanze; in caso di fatiche stra.or· dina rie si dovranno ancora aumentare la carne ed i legumi, portando queHa a 400 grammi e questi a 200 o 250, nè ma i trascurare le distribuzioni di caffè, di 1hè, di vino, o di altra bibita fermentata. Riguarùo poi a codeste distribuzioni, si. dovrà sempre, po tendo, preferire il vino al caffè ed~aJ thé, poichè quello è un vero alim ento respiratorio, mentre questi non son o ehc ec citanti del siste ma nervoso, e quind i soi.to l'aspeuo fisiologico è un errore il considerarlicomé equivalenti.

(

1

317

NEI ArODEllNI ES,ERCI'l'J E UROl'E f

l U.

I

/ Confronto dei diversi sistemi alim entari in uso press o gli e s erciti europei . ......

•

•

e

Vedansi ora riassunt i i dati principali di confronto dei sistemi alimentari degli eserciti moderni d'Europa. SP1,c rn DELLA RAZIONE

Prso

- -

!tolo

- --

Cubooi1

--

Gm•mnula

I

Razione normale di guarnigione (1) . Varietà Media presumibile Grande razione di marcia, ccc. (2) Vnrietà Varietà Varietà

440

1600

21,96

382

1-160 27,78

422 513 400

3HJO

razione di campagna (3) · per eccezione per eccezione . · : razione strao rdrnar1a

424

1550

29,26

409

18,25

32,00 -15\J5 29,,15

r:t1 I

I

"'I 415

428 435

2050 23,73

1G40

3:?,:18

503

1650

31,70

437

I

(Il li Governo non co1·rispoodc be:sanda. al- Il cu 11 :i; ma concede un ~oltlo giornahero di 12 centes i. (.~') Himsoldato riceve norm a ln:ieute I.1 cafi'ò ,I_. I maurno. In occasiontl di marci e lat,co~e Jl~~ r h·en,re le l>ibne O Jo derrate ~ella razione 1 camp·i<roa or·diuaria o straorcl11rnr,a. . '(n) 1;,tempo rf 1 <rueri·ai l solda Lo riceve o : · 1110, j 0 ca ffè O t11è ob ir ra, o sidro, o a cquavite,<? rltum.' seco11CÌ0 i casi ~ secon<lo faucl.Jc è sottoposto; !' perc'.~p1~ce a in~uo un so 0 giornaliero dt cemes1m1 JS.

l I

?2,5:J

lG'i;i

1\fcdia presumibile

389.

24,79

1145

Varietà

371

1630

267:i

Val'ictà per eccezione

le

22,58

1360 23,00 rn30 21,60

Media presumi bile Graude Varietà Vorictil Grande Varietà

]24:i ·22,~6 2i545 18,4 1

452


378

r::

DEL TRATTAMENTO ALIMENTARE DEL SOLDATO SPECIE DELLA RAZIONE

Peso

1- - - -- -- -- - -- - - - - -- 1-- -

Azoto

-

-

syEcIE DELLA RAZIONE

Carbonio

-

-

379

MODEnNf ESERCfTf EUROPEI

Po10

I I

.lzolo

Carbonio

19,83

376

- - ---

nelglo

Razione normale di guarnigione Varietà Varietà Media prcst1mibile Razione di viveri da campagna Varietà Media presumibile

1476

1476 l966

20,94 22,52 21,61

366 364

1532

21, 71

369

12B3 1063

19,05 20,20

294 245

1150

19,60

270

Raziope normale di guarnigione . Razione di viveri da campagna Varietà Media presumibile

395

28,W

1753

24,95

564

1725 1600 2090

30,30 '27,05

546 524

21,35

570

1725 1 I

30,30

546

Le Lrnppe accantonate vivono a carico degli abiLanti : il mag ro vitto che ne 1·icevono è però c:ompensato col prezzo d.illa razione che vie ne aggi unto a lla paga giornaliera. Le truppe acq1ia1'1.ierate o mobil izzate 1·icevono g io r nalmen te un decilitro di acquavice.

Razione normale di guarnigione Razione di viveri di campagna

19.28 20,95

349 380

1212

19,31

308

Il r ancio del soldMo austro-ungarico è svariatiss imo. In tempo di guena g li si disLribuisce pu rn una bevanda spiritosa, o del thè o del c,11ì'è.

Razione normale della milizia .

I

25,04 28,20

361 388

1250 1468

19,00 23,52

360 411 ?

Italia

I

I 1292 1382

1430 1528

cent.isimi.

M9

1525

272

In tem1>0 di pace il soldato non 1·iceve bevande al 'iufuori di 25 ce ntilit ri di latte ; iu tempo ~.i g1ru1:ra gli si d~ tbè, caffè q cacao. Oltrec.c10 sia rn tempo d1 pace che di guc1·ra egli rice ve a mane, un soldo giornalicl'o di 62

llnBsla

579 555

313

191

14,54 17,87

lnghilter.-a

Razione normale di guarnigione Razione di campagna (Crimea)

)525 25,70 2325 20,50

19,43

In tem po di guerra viene dist.cibJ1ito dell'aceto pe1· con ei:r,ierè l'acqua· ed eventualmente qualche bibita ferm entata. '

Il soldato i·iceve a ll a mano un soldo giornaliero di IO ce ntesimi m t.empo di pace, e 15 in caso d i n10b ili zza1.ione. I viveri d i campagna comprendonoancbe il caffè, ed in caso di guena o d i nec«ssità igieniche, il vino, o la birr a, o l'acquavite.

Razione normale d'acquartieramento Variet11 Variet/1 llfodia presumibile Razione normale di campagna Ratione di campagna (rn54-) Varietà (id.) Media presnmibile

1825 1175 865 1072

Razione Razione R.azione Razione Razione

media di guarnigione . alle grandi manovre normale di campagna di campagna (l86ti) di viveri a secco in campagna (1866), eccezionale

? ? 1240 17,84 735

15,75

321 230

In tempo di pace il solda to riceve cafrc o vino due vol ,e per setti man a ; io tempo <li guena o di g1·au m~novrn, lo. rice\'e o.go.i giorno. li suo soldo normal e è d1 IO centes1m1 in tempo di pace e 15 in tempo di gucm·a.

Per giudicare comparativamente delle c ifre indicate dalle precede·nti tabelle, convien e ricordare che il peso assoluto della l'azione non ha un' iniluenza preponderante nel regime ali mentativo, che den tro certi limiti , oltre i quali si soffre languore dagli organi digestivi o la digestione si fa troppo lunga e laboriosa. Se si eccettuano due varietà di razioni, l'una belga e . l'altra


\ 380

DEL TRATTAMENTO ALIMENTATlE I/EL SOLDATO

italiana, adottala come eccezionale per la o·uerra del ·1866 e composta di viveri a secco, si vedrà che Je razion i di qualun~-u.e esercito e di qualunque tipo hanno una compos1z1one di alimenti solid i che supera i. ,1000 grammi. . Presso . d.i noi 1~ razione media è di 1250 grammi )~ g.uarru,gw.ne: a1 campi d'istruzione si upprossima at ,J 500. Nell Im pero austro-ungherese la razione oscilla fra ·130~ e 1400 d~l piede di pace a ·quell o di guerra. In I~gfo!Lerra è d1 HOO-iJt>OO, in Francia dì ,t 532, in D:lg10 ~t .'~80~. Tn questi due ultimi Stati per0 la razione di v1ven da campagna discende a ·1100 e .H50. L~ Russ.i a .invece ha dei tipi di razione di 11700 grammi CJrca, s1a rn caso di guarnigione che di mobilizzazione, e la Germania di '1550 a 1650. Alcune varietà <l i cazioni ragg~ungo.no pel'ò ~alvolla per le truppe delle potenze nordiche 11. peso di 2000, 2500 e fino 300'0 grammi; questo. avv1~ne solo per l' uso ab itudinale dei pomi da terra,. 11 cm volume e peso apparen Lemente eecessivi sono compensali dnlla maggiore digeribilità sostenuta -e favo rita da condimenli grass i e da bevande alcooli che. ~a. qt~antit~ dei pl'incip.ì n~tritivi contenuta nei singol i tlpt dt raz10ne e assai diversa, e merita un esame speciale. Vedasi infatti la tavola seguente: 1

T I PI Dl RAZIONI ALIMENT A RI 0 1 GUARNIOl ONE

j

Peso

Aio!o

Carbonio

- - -- -- . Tipo teorico medio . . . . Tipo delh1 razione inglese . russa. . . Id. Id. germanica . Id. fra necso . lei. belga . . Id. S\'izzera . Jd. austriaca Id. italiana .

1500 25,00 14J:1 25,0,1

17o3

24,95

1532 1825

21,71 19,83 19,31

rnoo 21,oG

1212 1317

19,28

1250 19,00

58•1

NEI MODEllN I ESERCITI EUROPEI

400

361 564 382 369 376 308 349 360

Appare di qui che Io sola Inghilterr~ dà alle ~ue truppe di guarnigione un tratLamen~o 1~app.un~abde: La razione rnssa ba forse un eccesso rnunle d1 alimenti respiratori. Negli eserciti degli altri Slali d'Euro~a invece la razione è evidenlem:ente troppo scarsa d1 materiali azotati; nè il solòo normale di 10 a 11'.2 centesimi può compensare questo difetto. . Facciasi lo stesso confronto per la razione delle manovre d'istruzione, campi, ecc.

Tll'l t>I RAZlONE NELLR l\I,\NOV.RE D'I STRUZlONE

-

-

-

-

-

-

-

-

-

- - ·-

Tipo teorico rnédio . , . . Tipo della razione inglese Id. ros,sa . . . Id. germanica . Id. italiana . Id. austriaca Id. belga Id. francese . Id. svizzera .

-

-

~s:_1_:~

-

da

Ca rhooio da

1600 25 a 27 1.00 a 450·

? ?

? ?

1630 24,79 1468 23,53 1382 20.95 1122 rn;ss 1150 19,60 ? ?

? ?

424 411 380 376 270 ?

Questo quadro dimostra che n~ll~ grandi. ~1anovre, nei periodi di rnarcie, e traslochi d1 guarnigione pe: tappe il soldato germanico ha un lraltarnento che s1 approssima ai precetti della scienza. . . . Si può dire lo stesso del soldato italiano, la c~u razione non arriva a quello che dovrebbe essere m tempo di pace? Non occorre parlare degli al~ri e~erciti nei quali la razione eguagl ia appena od è 1~1fen~re a quella necessaria per chi conduce la tranq~1 1la v1t.a della fam iglia, non assoggettato a lavoro fisico affat1~ canle. . Vediamo infine quanlo si pratica allo stesso r1gunrdo sul piede di guerra.


389

DEL TRATTAMENTO ALIMENTARE DEL S01. DATO TI PI DI RAZIONE J)A CA~PAONA

Peso

Azolo

Carbonio

'l'IP! DI RAZJONE DI GUARNIG IONE

-------- -- -- - - -- - - - -da- -<laTipo teorico medio . . . . Tipo della raziouc russa Id. germanica . Id.. inglese . }d. austriaca Id. francese . Id. belga Id. svizzera . Id. italiana .

1700 1791 155') 1528 1382

1150 19,60 17,87

? ?

? ?

Carne

Pano

legumi

- - - - - -- - ----- - - - - - - - - -

27 a 30 400 a 450 30,30 546 29,26 409 28,20 388 20,95 380

1072

383

NEI l\lODEI\Nl ESKRCITI EUROPEI

Tipo di razione !d. Id. Id. ld. Id. Id. Id.

270

272 ? ?

inglese . . russo . . germanico. franccso belga svizzero. austriaco itali~no

447 100 ]5'.)

300 250 3 12

187 180

908

50

200" 320* 1000 160* 30 800 75 750

1'2 00 750

88-i

144"'

918

170

Non si è Le_nuto conto delle patate nel computo dei legumi; volendolo fare, basta aumentare_ di 70 a 1100 grammi circa le cifre segnate con ast~r,sco. Le razioni di ' viveri da campagna st possono rappresentare nel modo seguente:

In Russia, Germania ·ed Inghilterra la raziç>ne di campagna si può dire eccellente; benchè neJ primo di questi paesi si abbondi forse soverchian:iente in alim enti respiralort In Austria la ra;,,ione di campagna è pochissimo superiore a quella di guarnigione. Negli altri paesi, cosa strana ma vera, la razione di campagna non segna un miglioramento su quella. di pace, o.nzi è assai inferiore in Francia., e nel Belgio, e cosi fu da no i nel 1866. Ci restnn o ora cfo. esaminare alcune specialità dei singoli sistemi alimentativi. ll ro.ncio del soldato, secondo i precetti del consigl io militare di sanità francese, del Baroffio , e di altri igienisti, deve comporsi di tre parti pl'incipali : 1° Corne, da 300 a 3150 gramm i in tempo di pace, 400 a 500 in tempo di guerra; 2° Parie, da 800 a 900 grammi in lernpo di pace, 1000 in tempo di guerra; 3° Legumi, da 1150 a 250 in tempo d i pace, 250 a 400 in Lempo di guerra. Ora, nella razione di pace, questi alimenti sono distribuiti nei vari eserciti, nelle proporzioni medie seguenti:

'l'JPI DI RAZIOì'{E DA CAMPAGNA

Tipo di razione Id. Jd. Id. Id. ld. Jd.

1

Id.

russo . . . , · germanico : . . inglesn (Crunea) . austriaco francese. belga svizzero . i ta Iiano (1866)

Carne

Pane

420 375

840 750

568

684

280 400 250 ?

300

Legumi

--- -

367

375 302

884 750

H4 45

750 ? 750

.?

90

110

Ci·rca al num ero ed alle ore dei pasti nelle guarnigioni prevale l'abitudine di tlivider~ il rancio i~ due pasti; dei quali uno, quello del malttoo, const_a cli so(o caffè o di brodo o di uoa minestra grassa in Russia ed A~stria, ed e~1eotnalmen te anche in Germania ; di latte e caffè, o thè in S"izzera , Belgio, ed Inghilterra; , o comprende una gran parte dell'ordinario come da noi ed in Francia. In llalia per altro si distribuisce di i're~uente il ca~è . al mattino , in nunzi alle prime esercitaziont; ed il rancio

1

J


384,

DEL TRATTAMENTO ALIMENTARE DEL ~OLDATO

NEI MODERNI ESERCITI EUROPEI

ordinario si divide poi egualmente in altri due pasti successivi: qualche volta o per necessità di circostanze speciali o per a bi tua re il soldato alle irregolarità. del regime cli campagna si fa l'ordinario in un solo rancio. In Inghille rra, oltre la colazione di thè e !alle si distribuisce l'ordinario fo due pasti. Le ore abituali dei pasti presso di noi ed iu Francia sono dalle 8 alle 9 del mattino e dalle 3 ¼ alle 4 ¼ di sera. In Germania, Austria, e Russia, non tenuto conto dell'eventuale eolaz ione di caffè o d.i brodo al mattino, si fa un rancio solo prima del mezzogiorno. Le truppe io viaggio per ferrovia sono le sole.in questi paesi a cui si distribuisca l'ordinario in due o tre pasti secondo che la stagione è calda o fredda: in questi casi però le somministrazioni alimentari sono anche aumentate del 50 p. % circa. Da questo rapido esame parmi sia provato che il regime .alimentare debba dirsi difet.toso in tempo di pace presso gli eserciti italiano, svizzero, aiistriaco, belga, germanico e 1·usso per scarsità di carne nella razione; negli eserciti svizzero e germanico per scarsità di pane; nel belga, svfr;zero, inglese, austriaco, italiano e francese per scarsità di legunii. Nell'esercito riisso però la scarsità della carne è compensala dalla maggiore quantità di pane ; e nell'i·nglese la ricchezza dell'alimentazione carnea rende innocuo il difetto di. alimenti vegetali: cosicché questi _ due ·eserciti soli hanno un trattamento di guarnigione conforme ai veri bisogni del soldato secondo ·ie indicazioni della pratica o della scienza. In tempo di guerra difeua di came la razione belga, 1' austriaca, la italiana ( 1866 } ; la germarl'ica in casi straordinari può essere portata a 500 grammi. Il pane è scai·so nelle razioni di tutti gli eserciti, ed è generalmente una diminuzione di quello assegnato in tempo

di pace, diminuzione utile alla facilità dell'approvvigionamento, ma ingiusta nel riguardo igienico. Scarseggiano di legumi le razioni (1·ancese, belga, italiana, austriaca. La sc1H'sezz.a del pane essendo compensata da maggiore quantittl di legumi nella razione germanica, e di carne e legumi nelle razioni russa ed inglese; tutte e tre queste ultime debbono dirsi ottime; mentre quelle degli altri eserciti sono affalto insufficienti. È da desiderarsi che oltre all'apportare i necessari miglioramenti ai vari tipi di razione degli eserciti moderni, si fissi in ognuno il supplemento da corrispondere in occasione di fatiche straordinarie. Si imiti in ciò la provvida Germania la quale ha voluto che le sue truppe chiamate a sopportare delle fatiche eccezionali non abbfo.no ad incontrare in esse un uernico più micidiale, ed invincibile. In questi casi il rancio del soldato tedesco porta: 1650 grammi di peso medio 31,70 » di azoto e 437 » di carbonio, oltre ad un largo soccorso di bibite ricònforlanti, quali vino, birra, caffè, rhum. In guerra una lieve economia nelle spese di sussistenza può essere rivolta in danno per infiacchimento fisico e morale dei c'ombattenti. Se in tempo cli pace lo stato della finanza può avere una speciosa apparenza di peso sulla questione dell'alimentazione del soldato, egli è certo che in tempo di guerra le necessità militari e le politiche impongono di mettere in opera tutti i mezzi per as!;icurarsi la vittoria: e di questi uno de' precipui è quello di evitare la diminuzione dell'effettivo numerico e sviluppare al massimo il valore fisico e morale delle truppe: il che non si può ollenere che in dipendenza di un invigoriente regime ali mentario 'delle truppe stesse. ANNO XIX, VoL . IV

\

385

25


... 386 DEL TRA'fTAMENTO ALIMENTARE DEL SOLDATO, ECC. Giunto al termine del mio lavoro, non mi resta che da formulare il voto che questo stuclio, intrapreso da me forse con soverchio ardimento, sia continuato e compiuto da altri di miglior lena: affinchè la mia non rimanga sterile fatica in una questione umanitaria e militare gravissima, e sia non ultima qausa delle radicali migliorie che dobbiamo augurare al sistema alimentativo dell'esercito nostro.

NOTE SULLB

OPERAZIONI MILITARI NEL NORD DELLA FRANCIA 18r70-1871

CARLO MALAGUZZI

Oapitano di stato maggiore. 0/Jérations de la I'" a.rnaée sous le conin1a»ade,,.ent·du t1é11é1•al v, 1Jlanteuffel, depuis la capitulation de Metz ju.squ'à la prise de Péronne. D'après Ics do.cumcnts ofliciels du quartier général de la I••• armée, par F1rnn1ANN carote de WAnTENSLEBllN colone! d'état-major. - Traduit de l'allemand, per G. Niox, capitaiue d'état-major - ~ voi. in-8° avec carte - Paris, 48'73, Dumaine.

Questa relazione ci è sembrata fra le migliori delle buone relazioni sulla guerra del 1870-7'\ sin'ora pubblicate, e ne raccomandiamo la lettura. ai compagni d'armi, sia per la. giusta e rigorosa precisione defile cose narrate, sia per la verità, per il metodo e chiarezza sua ( 1). Nel breve esame che intraprendiamo di quest'opera, prenderemo più direttamente di mira le operazioni tedesche contro l'armata di Lilla o del • nord, potendo giovarci a tale uopo della buona relazione del generale Faidherbe che comandava la detta armata. 1

·- - - -- - -- - -·---- -· (1 / V. un sunto di quest'opera nelle dispense della Cronaca militare esteta del {0 e '16 ottobre 1873.


388

NOTE SULLE OPERAZIONI MILJTAL\l

Quando si prevedeva la capitolazione di Metz, dal quartier generale prussiano fu ordinalo che dopo Io sgombro dei prigionieri, la n• armata dovesse marciare sulla Loira nel mentre che due corpi della la armata e la 3" divisione di cav.alleria sarebbero marciati sull'Oise, perchè si era saputo che al nord si anelavano formando corpi nemici. Appena caduta Metz, un altro ordine prescriveva che a misura che la ia e II" armata si fossero portate alle loro destinazioni, le truppe di lantlwehr, che si trovavano in prima linea, dovessero essere rimpiazzate da truppe di linea, e lalandwehr fosse solo adoperata per servizio di tappe e di guarnigione. (Lo che prova anco una volla che la landwehr non viene adoperata in prima linea se non in caso di assoluta necessità). E poco innanzi il· generale Mollke aveva ordinato che la I" annata dovesse inoltre occupare J\1etz, assediare Thionville e Montmédy, « dopo « aver cusloditi i prigionieri di guerra ed av~rli istra« dati sotto la scorta di truppe della landwehr. Sic« come non vi sarà per qualche tempo alcuna altra « truppa disponibile in Germania per sorvegliare i « prigionieri, non si dovrà contare su di un pronto ri« torno delle truppe di scorta ». La qual cosa mostra pure come la Germania avesse portato in Francia tutte le truppe che aveva potuto mettere in piedi. Ma quantunque la capitolazione di i\Ietz avvenisse il 28 ottobre, pure non prima del 7 novembre i due corpi d'armata della Ja armata (I 0 e VIII0 ) e la 3• divisione di cavalleria si poterono mettere in marcia, avendo dovuto impiegare tutto quel tempo a custodire · i prigionieri e com pi ere altri servizi. Il 7 novembre i due corpi succitati e la 3" divisione di cavalleria si misero in marcia pel nord; il Yll0 corpo rimase a Metz per essere impiegato negli assedi di cui più sopra è parola. Nondimeno dei due corpi 1° e VIIL°,

NEL NORD DELLA FRANCIA

1870-7,J

389

al momento della loro partenza, uno, "il 1°, era composto di una sola brigata, un'altra essendo in marcia per l'assedio di La Père, e la ,1• di visione in marcia su ltfontmédy; l'VIII 0 corpo non aveva che tre brigate, un'altra essendo parle a Verdun e parte innanzi . Quest'armata si pose in marcia su larga fronte per marciare più comodamente, essendo il nemico lontano e non avendosi a temere prossimi incontri, ed infine perchè a questo modo era agevolala la quislione dei viveri, potendo procacci arseli nel paese . L'VlII 0 corpo seguì la direzione generale di l~lain-Verdun-Clermont-Reims-Soissons-Compiègne; il I° segul quella di Brey-Vouzièl'esRethel-Laon-S. t-Qnentin. Il giorno 45 giunto sulla linea Rethel-Reims, e saputo che un'armata nemica era a Rouen, un'altra a Lilla e·che Amiens era occupata fortemente, il generale l\fanteufle! decise di restringere la fronte di marcia; l'VIU0 corpo seguì la sua marcia a Compiègne, e il l° corpo che doveva dirigersi a S.t-Quentin fu direlto su Noyon. La 3a divisione di cavalleria, che già aveva preceduta di una tappa la marcia dell'armata, venne ora rinforzata da 2 battaglioni cacciatori ed un'allra batteria a cavallo, ed ebbe incarico di perlustrare -il terreno al nord dell'armata e di guardare il sùo fianco destro. Noto queste parole dell'ordine . « È importanle che i generali di << divisione, i comandanti di distaccamenti indipendenti « si tengano sempre in relazione gli un i con g li altri « e che non solamente diano parte ai loro capi diretti 1.< degli avvenimenti e notizie importanti, ma ancora « ch'essi se ne informino scambievolmente ». Queste istruzioni, che sono comuni e sembrano triviali, vengono per altro dette e ripetute nonoslante che da più di sei mesi l'esel'cito sia in campagna con tanta fortuna. Ed è naturale che vi si insista, sì perchè le notizie sono i dati su cui il comandante e tutti quanti


3H0 NOTE SULLE OPERAZIONI Mll,lTARI possono, ciascuno nella propria sfera, risolvere il problema che si presenta . Ed è da notare un'altra cosa già da altri ben notala: le notizie giungono bene e precise prima che un'azione s'impegni, ma comincia ta, è tale e tanta la preoccupazione del mo mento che soven te sì ritarda il loro invio, nel mentre quello è il momento di crisi, quin di il più necessario . Sono molto interessanti le istruzioni date dal generale l\:fante uffel alla 3a divisioni-\ di cavalleria eh' era cosi composta :

.4- reggimenti di cavalleria; 2 battaglioni cacciatori; 2 batterie a cavallo. Riporterò queste istruzioni perchè non solo adatte a q uei te mpi e circostanze, ma perché mi sembrano riassumere le norme colle quali la cavalleria debba procedere d'o,·a innanzi. 0 << ~ Procurarsi notizie certe sulla posizione, la forza « e movimenti delle truppe ne miche che si trovano « nel nord-ovest della Francia, affine di fornire al co« mandante in capo le basi delle disposizioni da pren« dere per le operazioni ulteriori. « t necessario che la divi sione di cavalleria stenda un « velo davanti l'esercito a fine di a vere queste notizie « il più so llecitamente possibile; infatti l'armata essendo « ancora nel periodo di spiegamento i su oi movimenti « possonsi _dirigere a secon da delle informazioni che « si riceveranno; « 2° Tener soggetto il territorio nemico mercè spie« gamento di tmppe e con l'occupazione provvisoria « delle località più importanti ; « 3° Ingannare il nemico mostrando in direzioni « differenti delle colonne delle tre armi. « Non si potrebbe soddisfare a questi tre punti prin-

NEL NORD DELLA FRANCIA

~870-71

391

« cipali spi ngendo a nche lontanissimo pi ccoli di stac« camenti di riconoscenza o pattuglie di ufficiali; è « necessario di spedire inoltre delle colonne volanti « che abb iano per se stesse una certa forza d'attacco « e di difesa. Bisognerà dunque sempre che distacca« menti di cacciatori a piedi facciano parte di queste « colonne; trasportali su vetture di requisizione, questi « distaccamenti potranno segu ire la ,cava lleria nelle « più lunghe marce, e coprire la sua ri tirata occu« pa.ndo gli stretti. « Alcuni pezzi d'artiglieria dovranno allresì accom« pagnare queste colonne quando lo si giudicherà n e« cessario, particolarmente per l'esecuzione di cui ai « parag rafi 2, 3. Queste colonne volanti spinte nelle « direzioni principali di S.t-Quentin, d'Arras, di Amiens « e di Montclidier, a un giorno e più di marcia in« nanzi al g rosso della divisione, costituiranno un primo « scagl ione dal quale dovr::1n no partire nncora. delle « pattuglie e le piccole ricognizioni. Queste potranno « penetrare tanto più lungi e riportare notizie tanto « migliori <lacchè esse si troveranno sostenute dalle « colonne mobili. « Prima delle ostilità cd al lorQ prin cipio, la divi« sionc di cavalleri a si è particolarmente guadagnala « i diritti della riconoscenza dell'armata, procurandole « mediante piccole pattuglie di ufficiali, interessanti « notizie del nemico; ma le circostanze sono cambiate. « A quell'epoca si conosceva in modo generale la forza, « le formazioni e le posizioni del nemico ; il suo ser« vizio di avamposti era ma.I fa tto; le popolazioni erano « tranquille. Oggi noi siam o in presenza di un avver« sario forse più debole, ma le cui formazioni sono « nuove e ci sono perciò stesso quasi intieramente « incognite; inoltre, istrutto della sua propria espe« rienza, egli è diventato vigilante al par di noi, e


:·19~

NOTE SULLE 0PEl1AZI0NI Mil,ITARI

« noi siamo in un paese pronto a insorgere, nel quale « bisogna sempre aspettarsi di vedere i contadini levarsi « armati colle armi ancora nascoste e trasformarsi « dietro le nostre spalle, in corpi di franchi-tiratori'. << La pratica, d'allronde tanto da raccomandarsi quand o « le circostanze lo peTmettono, d'imiare cioè a pa,< recchie miglia (tedesche) innanzi ufiìciali o cavalieri « isolati, vuole, in questo paese, essere circondata da << ta lune precauzioni per non esporre inutilmente tali « cavalieri. Ogni pattuglia, ogni cavaliere deve avere « un sostegr.o a piccola disl.anza afiìnchè non possano « essere presi e forse perduti con essi importanti no« tizie raccolte. « t accaduto recentemente che perfino delle com« pagnie e degli squadroni sono stati assaliti e presi, « come p. es. i comandi di tappa in Stenay e di qualche « altro sito; rn a in questi casi la situazione era diffe« reni.e. È necessario sempre qualche tempo per pre« parare, dirigere ed. eseguire un colpo di mano. Dei << posti stabili come sono i comandi di tappa , i quali « in ceri.a maniera hanno preso casa fissa e per pa<< recchie settimane, non sogliono mantenere il me« desimo grado di allenzione, sono di Jeggieri esposti « a tali sorprese: mà queste diventano molto più dif« ficili per le ' colonne mobili, che non rimangono che « una sola notte nello stesso luogo ». Alle istruzioni surriferite aggiungerò il seguente ord ine del giorno de1 generale Goeben , che prese molto più tardi il comando, dopo la partenza del ~1I anteuffel : « Le colonne volanti e le pattuglie spedite molto' « lontano non è necessario che r ientrino lo stesso « giorno ai loro corpi. Al contrario si raccomanda loro « di fare il rancio un giorno in 1;tn luogo, di dormire <1 in un altro, e nel ritorno di fare il rancio in un terzo

1870-7 4 393 « luogo e così di seguito, ma dovranno nullameno « mandare molti rapporti ». Fra il 20 e 2,t novembre la l" armata si spiegò sull'Oise; l'VIII0 corpo al completo a Compiègne; una brigata e mezzo ciel I0 corpo a Noyon, ma ern per istrada per raggiungerla la 1 a divisione; l'artiglieria di corpo era presente. La 3• divisione di cavalleria rinforzata era a Guiseard con la missione di perlustrare la fronte dell'armata come pure il fianco destro, nel mentre il sinistro era sorvegliato da forti distaccamenti misti che l'armata della ]ifosa, la quale era sotto Parigi, aveva spediti per garantirsi le spalle. Questi distaccamenti (d ivisione cli cavalleria .Lippe e brigata dragoni Principe Alberto) si erano subito posti in relazione colla l" al'mata, non appena questa entrò nel loro settol'e di osservazioni. La sosta sull'Oise era fatta, sia per raccogliere i distaccamenti della I• armata che erano in marcia per raggiungerla, sia per sapere dalle notizie ricevute e dalle ricognizioni falle se si dovesse dirigersi ·s u Amiens o su Rouen . Infatti una ricognizione delle tre armi, fatta da una parte della divisione di cavalleria al nord-ovest di Quesnel, essendo stata respinta da forze molto superiOl'i, le inform azioni raccolte dalle pauuglie fecero nascere il convincimento che Amiens e la Somma fossero fortemente occupate dal nemico; anzi si supponeva che colà si fosse fatto il concentramento generale. Quindi la I" armata, innanzi di essere raggiunta dalla maggior parte del 1° corpo, si avanzò su Ailly e Moreuil-Quesnel ed occupò, dopo qualche res istenza, la sinistra della Luce. 11 giorno seguente, il 27, il generale Manteuffel intendeva cli fare una marcia innanzi per avvicinarsi di più a .Amiens e dare battaglia il 28. Per tale oggetto aveva disposto che l'V lII 0 corpo si avanzasse fra I' Avre e la Celle, spingesse a van guardie verso El.ébecourt, Snins e Fouencamps, ed il_I0 corpo, NEL NORD DELLA FRANCIA


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NOTE SULLE OPERAZIONI MILITARI

tenendosi in relazione con l'VIII°, si portasse in forza sulla Luce, tra Thézy e Demain; alcuni ponti dovevano essere gittati sull'Avre. Erano presso Amiens tre brigate dell'esercito francese che si stava. ordinando a Lilla, due delle quali fra· Boves e Villers Bretonneux, e la terza in posizione in·termedia più indietro: 8000 uomini, ch'erano di guarnigione a Amiens, occupavano i trincel'amenti già elevati al sud d'Amiens verso Dury, e più al sud Hébecourt ed il bosco. Queste forze potevano ascendere a 25,000 uomini con /H cannoni. Siccome iJ. generale Manteuffel non aveva dei . dati precisi intorno al nemico che aveva di fronte, siccome d' alLronde era naturale supporre che _colà si fossero concentrate anche le forze, le quali si stavano ordinando a Rouen, gli nacque il dubbio se fosse meglio attaccare subito per profittare della sorpresa e dell'iniziativa, ovvero aspettare qualche giorno finchè i distaccamenti ancora in marcia lo raggiungessero. « Nei « momenti critici, dice la relazione, il generale Man« teuffel aveva l'abitudine di consultare le persone « nelle quali aveva confidenza ». Riunì quindi a consiglio il generale Goeben e ìl colonnello Wartensleben, i quali opinarono fosse meglio di marciare immediatamente al nemico. Ho notato ciò perchè nei casi in cui un capo stia in dubbio mi par bene che possa sentire l'opinione di persone di cui ha stima, senza perdere di autorità, a differenza di taluni consigli di guen:a radunati solo perfar convalidare e dividere con altri la responsabilità della risoluzione che si sta per prendere. Nei primi la responsabilità rimane tuLta in-· tiera nel capo, il quale ha convocato un consiglio solo per essere illuminato, mentre negli altri la responsabilità è divisa anche dagli altri componenti il consi glio. Capisco del resto che il determinare il limite di questi consigli non è cosa facile.

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Nelle disposizioni particolari di at~ac~o del I corp~, il 4° reggimento mandò due battagl1ont. estrema sm1stra nel bosco di Domart ed un battagl10ne nel bosco ovest di Han,:rard; il 44, 0 reggimento si portò tutto nella . parte est del°hosco di Ha~gard, le ba~te~ie di v~sionali negli intervalli. - Gli · alLri tre battagl1om d.el I c.orpo furono lasciati sulla Luce per occuparne 1 pass1. L'artialieria di corpo d'armata prese posizione al quadrivi; delle strade Domont-Mézières-Demain-Moreuil. Il 44° re()'(l'imento con felice iniziativa aveva, sboccando dal bos~~ conquistato delle trincee sulla strada ferrata verso' Villers Bretonneux, ma l'ala sinistra della brio·ata faceva tutt'altro che progressi, quando giunse 0 tra Je 3 e 4 pom. un altro reggimento di ~inforzo al 10 corpo , quindi si potè utilizzare il reggimento la~ sciato sulla Luce e respingere intieramente l'ala sinistra nemica. - La divi sione di cavalleria portandosi da Rosière su Maclave potè prolungare la destra della linea coi battaglioni cacciatori ed inquietare il nemico sul fom ~o. . All'ala sinistra, l'VIII 0 corpo aveva spinto la 30" brigata su Fouencamps e Boves, la 29" brigata .s u Sains _e la ma divisione per Hébecourt aveva spedito un distaccamento su Planchy-Bacuel. La 30· bl'ig~ta avendo incontrato forte resistenza a Boves, una porzione deUa 29a brio-ata si portò da S. Fuchien sul fianc ') destro del nemica°verso Boves, e così questa posizione potè essere occupata. - La -15a divisione ebbe ad. attac~ar~ Hébecoul't e la foresta, e respinse il nemico nei tnnceramenli eretti al nord di Dury, ma non riuscì nell'attacco di questi trinceramenti ch'erano stati costrutt( da lunga mano ed armati da pezzi di marina rinforzati d.:i ultimo da una batteria da ,12. - Per la grande estensione del fronte, per il quarto di conversione a de; tra eseguito dal I0 corpo, si formò un vuoto 0


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NOTE SULLE OPERAZIONI MILlTAIU

abbastanza grande fra l'Vl1I0 corpo ed il I 0 ora detto, vuoto che fu mascherato da un battagli one e qualche . squadrone di scorta del genera le in capo, fino ,a che verso sera queste forze furono obbligate a reLrocedere al di là della Luce. - Per cui il generale Manteuffel, il quale trovavasi appunto al centro ed ignorava i pro .gressi fatti dal 1° corpo e sapeva solo dei successi. parziali dell'VIII ordinò che pel giorno seguente si prendesse dalla l" armata una posizione difensiva per attendere i rinforzi, il I corpo occupasse le ripe della Luce, e l'VlII0 si stabilisse di fronte a ,{miens nelle posizioni conquistate, occupando indietro al centro Moreu il nello stesso tempo. - 11 genera le Manteuffel aveva . presa questa decisione perchè il comandante dell'VIII corpo gli aveva riferito che un attacco di fro.nte contro i trinceramenti dell'altipiano di Dury non sarebbe stato possibile so non con grand i sacrifici, e con esito molto ineerto . ~ella notte, in un colla notizia dei progressi folti dal 1° corpo suìl'ala sinistra nemica, si ebhe pure notizia della capitolazione di I.a Fère , epperciò fu ordinato che parte della brigata assediante raggiungesse l'esercito. Da tutto ciò si vede che l'al'mata francese del nord, .quantunque formata per metà da mobili e per l'altra. una raccolta dai molti. depositi cli reggimenti, nondimeno perchè aveva potuto riunire sufficienti buoni quadri provenienti dai reggimenti di Sedane di i)!etz, ·epperciò quantunque tali elementi fossero, direi, disparati fra loro, nondimeno l'armata. resistelle e mise quasi in forse gli sforzi della. l"' armala tedesca che era più numerosa, aveva grande preponderanza di artiglieria e possedeva inoltre tutte quelle qualità per cui da sei mesi non aveva fatto che vincere. l.Ua prima di continuare credo utile di fare alcune considerazioni. 0

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I Francesi si erano fra le altre cose proposto di fare due armate al nord, una a Rouen e l'altra a Lilla; la prima sollo il comando del generale Briand, la seconda solto il .Buurbaki, che poi laseiò il comando al generale Farre. Di questa seconda armata ne abbiamo no.tizia da . unq, buona relazione del generale Faidherbe. (1),. 11 ~uale prese il comando dell'armata dopo la .ba,ttaglia ~1 Atmeos. - Che per formare le due armale 1 l<rances1 avess~ro scelto due cenlri abbastanza lontani fra loro , come Rouen e Li lla, si comprende, sia per utilizzare le varie risorse d'uomini. e cose, nonchè le va.rie risorse militari, sia per far vivere più agevolmente le truppe; ma quel che n~n si comprende gli è che, quando la 1° .ar1:1a~a prussiana mal'ciava verso di loro per attaccarli, si sta rnantenuta cotesta divisione di forze , e non si sia des tinato un genel'ale a comandarle e dirigerle a sforzi cospiranti. Se il governo di Bordeaux, anzichè avere la pretensione di dirigere e eomandare le armate, avesse affidato il comando delle forze del nord ad un generale qualsiasi, è più che probabile che le due a1:m,a~e di Lilla e di Rouen si sarebbero concentrate; o d1iatt1, se quel la di Lilla potè giungere ad Amiens, al.t~·ettanto avrebbe potuto fare quella di Rouen, tanto p1u ch'era ancora in esercizio la strada ferrata Rouen-Arn iens. Ora l'armata di Li lla era di 25,000 uom. e 42 cann . » di Rouen 40,000 » e 94.. >) 65,000 uorn . 1,36 cann. Cioè forze più che doppie di quelle che co~1a?da~a il generale ~:Ianteuffel, e quindi probabilità dr v 1ttor1~ . per i Francesi malgrado la supP,riorità morale d~l sol dato tedesco . E se anche le due armate francesi non si fos.sero potute congiungere, bastava almeno che quella p) V. l'esame di questa relazione nella Rivista mil-itare dell'ottobre rn7~.


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NOTE SUI.LE OPERAZIONI MILITARI

,di Rouen a;ve-sse dato segni di vita e fosse marciata sulla linea direttrice dell'armata prussiana; avrebbe così potato distogliere non poche forze per tenerla a b.r'da. Se la sola armata di Lilla mise in forse la giornata di Amiens, quali non avrebbero potuto essere i risul-· -tali se ad essa ,si fosse corigiunta quella di Rouen? _,Egli è indubitato che il concentramento di tutte quelle forze avrebbe messo in un certo imbarazzo il generale l\fanteuffel, che forse sarebbe stato obbligato di rinforzarsi con la brigata che assediava La Fère (abbandonando l'assedio) e coi distaccamenti della arma ta della Mosa. Non si comprende, nè mi so spiegare n_eppure per,chè. l'armata fran cese del nord abbia accettato la battaglia di Amiens. La ragione addotta nella relazione Faidherbe é che non si poteva perdere quella città impo rtante sen za tentare di difenderla; e di tale avviso fu anche il governo di Bordeaux. l\lagT'a ragione è questa, ed è pur quella che sempre domina nelle guerre insurrezionali, e di cui noi stessi abbiamo avuto molti esempi nelle guerre passate, nelle quali si volevano difendere de'punti per ragioni politiche, che facevano soccombere la ragi0ne militare. Non è già che la ragion politica non debba avere il s uo peso; rna, quando essa predomina nel la direzione della guerra, sovente si fa cattiva guerra. e quindi calliva politica, ed è stato ques ta una delle cause de' maggiori danni sofferti nella guerra del 70 dalla Francia. Si accetta una batlaglia quando si hanno probabilità di vincere, ma, veramente, questo non era il caso, perchè non si può supporre tanta baldanza in allora nell' armata francese da credere di poter resistere allo attacco di forze superiori in numero, di gran lunga superiori in artiglieria, in tattica, e che infine avevano un morale così alto . Certamente, ripeto, sa-

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rebbe stato molto più utile che l'arm ata di Rouen si - fosse portata anche essa su Amiens, perchè il terreno indietro, in caso di scacco, si prestava meglio a proteggerlo colle piazze di Péronn~, di Arras, Douai, Lilla, Cambray; ma poichè l'armata di Rouen non veniva a lei, sarebbe stato mo lto meglio marciare verso di essa in direzione dell'ovest, lasciando solo una buona guarnigione nel Castello di Amiens . Così, se non altro, si sarebbe agito secondo i buoni principt di guerra. Del rimanente, quel movimento di fianco su Rouen avrebbe dovuto essere fatto tra il 25 e 26 e non più tardi, altrimenti sarebbe stato pericoloso. Dirà qualcuno: ma . questi calcoli, quando si sanno i fatti, sono facili e chiunque è buono a farli, la difficoltà sta ne.I farl i quando tutto s'ignora. Ed è verissimo questo e da nessuno posto in dubb io, ma però si può in parte supporre cbe i movimen ti del ·nemico dovevano essere in parte conosciuti da i Francesi per mezzo degli abitanti dei paesi attraverso ai quali marciava la l" arma ta tedesca. Volendo il generale Farre accettare la battaglia, pare che sarebbe stato meglio difendere la destra della Sommo abbandooanao Amiens, difendendone solo il Castello, ' e prendendo posizione fra Daours eAmiens.Così si sarebbe potuto profittare delle buone .posizioni della Somma; inoltre· non avendosi truppe addestrate alle manovre, era meglio scegliere la difensiva· anzichè la offensiva. È strano che nel 1° periodo della guerra del 70 , g u,rndo si avevano in Franeia truppe addestrate alla manovra, non si è combattuto se non difensivamente e passivamente, nel mentr·e ehe nel 2° periodo 1:on truppe riuove e poco a.ddestrate si è voluto manoVt'arel Ma altro errore pare che si sia commesso, cioè quello di troppo estendersi. I ofatti la destra francese si estendeva ad ovest di Dury, e la sinistra si spingeva sino a Villers Bre tonneux, cioè a dire per una distesa di 1


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NOTE SULLE OPERAZIONI MTLITA!lI

meglio di 18 chilometri direttamente, quindi una linea che non poteva essere che debole, non avendovisi disponibili che 25 mila uomini; ed inoltre, se il nemico avesse _sol~ attaccato un'ala, l'altra sarebbe quasi rimasta rnutile, perocchè per rafforzarla avrebbe dovuto percorrere da '10 a i12 chilometri dopo che si fosse decisa a muovere. l\fa se errore comm isero i Francesi nello svilupparsi su grande fronte, maggiore lo comm isero i Tedeschi nell'attaccarli su di una fronte anche maggiore. L'VIII corpo, che agì sulla sinistra· dell' Avre e sulla destra della Ce'.le, si ~viluppò su di una distesèi di più di ,1O a 12 e!11lo~iet1\ Il 1° corpo, cioè la brigata in prima linea, s,_ s,'.tluppo dal bosco di Domart sino al villaggio di V1lle~s. ~reton~eux, vale a dire per quasi 6 chilometri. La dms10ne d1 cavalleria ancora più all'est. Dimodochè tr~ l' VlII_0 corpo ed il I° si feee un vuoto di qua sì 5 chilometn, mascherato da un solo battaglione e qualche squadrone; epperciò tutta la fronte di attacco era di più di 23 chilometri. Si vedrà ancor meo·lio l'esagerazione di questa fronte quando si rifletta ~he alla batt~gli! di ~·t-~riv_at la _f1:onte s! es~encf~va per poco più cli 1,.,_ ch_1 lometr1 e v1 furono 1mprngat1 8 corpi d'armata p~·ussrn_m con 5 d!vision,i dì cavnlleria, contro 5 corpi d eserc!lo francesi e 3 divisioni di cavalleria. Ed è da ricordare che in questo 2° periodo della campa{l'na di . l . b o , cui_ par o, ~ ~tla~li?ni prussiani erano assai più deboli, perche ndott1 rn media a 500 uomini. Non si sa comprendere perchè i Tedeschi si sieno così estesi <lacchè essi si credevano, locchè non era, nurnencamente molto più debo li de' Francesi , a secrno o . clie f uc·ono un momento in dubbio se dovessero o no attaacare. Chi lì obbl igava ad attaccare nello stesso tempo a d~stra e sinistra dell'Avre, tanto più che questo fiume a ripe paludose presentava non pochi ostacoli 0

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ad un buon collegamento dalla destra alla snnstra, e presentava d'altra parte buon mezzo · di resistenza per tenere, occorrendo, a bada il nemico? Anche per spuntnre un'ala era meglio per essi di port.arsi tutti da una pnrle cli quel fiume . Il nemico non poteva avere tempo sufficiente da rinforzare l'ala attaccala con l'ala lasciata libera. Conveniva attaccare per la destra dell'.A vre o per la sinistra? L'attacco per la destra era più facile, ma. il nemico respinto avrebbe potuto ritirarsi sn Roueo, c0sa che b isognava ad ogni costo evitare per impedire un concentramento fo rzoso delle due armale avversarie; peraltro la riLirata nella direzione di Rouen avrebbe presentato parecchie difficoltà . L'attacco della posizione frnncese per la sinis tra dell'Avre era mol to più difficile essendovisi ivi fortem ente trincerati g li avversari, ma, attesa la grande preponderanza dell'artiglieria de'due corpi dì esercito, parmi non sarebbe staLo difficile di eseguirlo, ed allora la r ilirata de' Ft:ancesì al nordest era la più vantaggiosa per i Prussiani, perché cosl dividevano per sempre l'una dall'a ltra le due armate. Fa meraviglia come il generale Manteuffel, il quale credeva di avere innnnzi a sé forze molto poderose, non solo attaccasse l'avversario su dì una estesissima linea, mairroltre trascurasse di formarsi una rìsel'va per poter parare ai pericoli di un attacco che gli era sembrato anischiato. Il colonnello ·wart.ensleben, volendo trovare una ragione perché non s'era formata una riserva dice : « nel «. caso particolare le truppe erano meglio, e più effi« cacemente irnpiegnte sulle ali. » Quanto precede, aggiunge egli, « mostra infatti che se si fossero disto Iti « de' distaecamenti dall'ala destra {1° corpo) per costi« tuire una riserva, il risultato della battaglia sarebbe ANNO XIX, VOL IV.

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402 NOTE SULLE OPERAZIONI MlU'l'ARl « stato evidentemente compromesso ». Domanderò a

mia volta: perchè si vo leva trarre la riserva precisamente dal I° corpo, il quale non contava che solo 9 ballaglioni, in vece che preferibilmen te dall'VIII 0 corpo che ne contava 24? E difatti, nei primi ordini dati dal ~1nnteuffel nella sera dopo la battaglia, fu. uno de' primi quello di costituirs i una risern a ~lo re uil. Ma ollreciò vi è una ragione più che tecnica direi volgare; quando un nem ico occupa una fronte così. estesa, anzi ·troppo estesa e tale che vi sono delle lacune, non sono le ali che si devono attaccare, ma il centro; se non che sovente, senza volerlo, gli uomin i obbediscono allo andazzo, e la moda portava di cirèondare una o le due ali, e per la stessa ragione il genera le Farre si era esteso quanto più poteva per tema dell 'aggiramenlo di ala. Si capisce che è utile, anzi necessario, in un ordine di battaglia profondo, che si portino le riserve sulle ali, perocchè al centro rimarrebbero inoperose, laddove alle al i troverebbero campo di agire; ma mi pare che debbasi agire differentemente con Ja riserva se si è sviluppata su estesa linea la fronte di allacco, e se questa linea è poco profonda. Se alla battaglia di S.t-Privat il XII 0 corpo non fosse s!ato adoperalo per avviluppare l'ala destra francese, ed invece fosse rimasto quale riserva al centro, è più che probabile, anzi certo, che non avrebbe. preso parte ulla bauaglia, e le forze le quali non si impegnano sono quasi sempre inutili; sono infatti i combattenti che decidono delle giornate campa li. Il XII0 co rpo co l suo · a llacco di. fianco decise della vittoria di S.t-Privat, mentre che se fosse·rirnasto dietro il centro non avrebbe preso parte all a bauaglia. È Amiens auraversata dalla Somma, a cui confluisce, immediatamente ad est de lla città, l'A.vre che riceve a sua volta le acque della Noye e della Luce.

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Confluiscono anche nella Somma, immed ialamente ad ovest cl i Amiens, le acque dell a Celle . Le direzioni dei cors i d' acqua e del le pende·nze del terl'cno convergendo su Amiens, tutte le strade v~ fanno pure _capo; parrebbe quindi che le forze prussiane, le quali p1:ocedevano lungo quesLi corsi d'acqua, dovessero fimre per trovnrsi per così dire, sempre più se rrale a misura che si avanzavano verso Amiens . Nond imeno succedè tutto l'opposto. - ~u Lo specialmente ciò per gli esageratori del le influenze del terreno, quasi che esso solo debba dettare le norme per dirigere e guidare gli eserciti.. - II 1° corpo, prendendo una lieve inclinazione al nord-esl, si distaccò interamente dall'VIIl° ; distacco tanto più pregiudicievole in qtianto che, come ho già avveri.ti.o, il comandante in capo non aveva creduto di formare una riserva generale, dirnoclochè la battao·lia si risolse in due co rnballimenti d'ala. Se il nemico fosse s t.alo bene informato e~ più forte, avrebbe profittato del vuoto fra i due corpi, e _certo di rnol~o mio·li orato le sue condizioni. Uoa pomone della bnga~a francese, bene comandata da l gen_erale Lecointe, s' inoltrò in q,uello spaz io vuoto, respingendo le deboli fol'ze della scorta del generale pruss ian o, e giunse sino al villaggio di Dormont , ma quel movimento fu fotto troppo tardi e con poche forze, oltrecehè avrebb_e dovuto di po i puntare verso est, cioè contro l'ala sinistra del 1° corpo e prenderla di fianco . ~la seo·uitiamo la nar razione . Respi;ta l'ala sini stra francese in Am iens , l'armai.a del nord si ritirò verso Arrns; il. 28 i Prnssiani occuparono · Amiens · il 30 la cittadella minacciata da 66 bocche da fuoco cti campagna capito lò. Si mandò uopo' di cavalleria a inseguire il nemico, e la l" armata si volse ad ov~st pe r marcia re verso Rouen, lasciando occupa ta la c1ldella 'di Amiens, ed ivi lasciando una divisione com-


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NO'rE SULLE OPERAZIONI 1\IILI1'A1U

posta di 4 brigata di cavalleria ed 1 di fanteria e 3 batterie, .sotto i l generale Groeben per tenere la città, osservare le mosse del nemico, e coprire il movimento della I" armala . Così operando, la l" armata tedesca seguiva i buoni principi di guerra, portandosi immediatamente verso il secondò avversario; parrebbe però che, invece di quasi immobilizzare in Amiens quella division e mista , sarebbe slalo mollo p iù utile adoperarla a inseguire per qualche tempo l'esercito nem ico che si ritirava, obbligandolo a sempre marciare retrocedendo, cosa che demoralizza sempre il vinto, non dandogli tempo di riposars i, riordinarsi e riconoscere infine il vero stato de)le cose. La l" armala, che ora era al completo, nel marciare su llo uen si divise in due gruppi: a destra, quasi ]ungo la strada ferrala, 3 brigate dell'VH1° corpo, ,t brigata di cavallr.tia ed artiglieria da campo; a sinistra per Marseille e Go urnay 3 brigate del I 0 corpo, una brigata di cavalleria ed artiglieria di' corpo . In fine si era formala una riserva con ·I brigala dell'Vlll 0 corpo, ·1 brigata cavalleria della guardia, dell'arrnaLa della Mosa, 2 batterie. In questa marcia la l° armata era altresì çoadiuvata dalla divisione Lippe dell'armata della 1\Iosella. Ma la linea difensiva formata dal fiume Ept era abbandonata, e solo 2 brigate francesi fecero poca res istenza a Forgettes e S. t-Ma rtin . Dopo di che l'armata di Briand, la quale aveva erette forli fìcazioni intorno a Rouen e le aveva ar mate di36 cannoni cli marina, abbandonò senza resistenza ia città, ritirandosi per le due ripe dell a Senna. Il giorno 5 dicembre l'armata tedesca entrò in Rouen e fece inseguire il nemico, che però era già lontano . Dopo la ritirata delle due annate avversar ie, era nelle intenzioni del generale Manteuffel di di vide re la sua

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.armata in due gruppi: I corpo e brigala deagoni della guardia a Rouen ; l'YIII° corpo e _3 divisioni di cavalleria sulln. Somma in Am iens. Questo progetto non ebbe esecuzione per la sollecita offensiva rì presa dall' armata francese del nord. Ma tale distribuzione di truppe era erronea, giacché il 1\Ianleuffel non avrebbe potuto contrapporre al nemico che solo la metà delle sue forze, laddove, se col grosso avesse preso u na posizione cenlrale tra Am.iens e Roucn, in due o tre giorn i di marcia si poteva portare, secondo ie circostanze, o sulla seconda o sulla prima di dette ciuà, ed ivi riunire la quasi total ità delle sue forze, che è quanto gli prescrisse il genernle l)Ioltk.e in data del 9. « Noi non ci proponiamo ndesso di occupare in modo ~, permanente il nord dell a Francia; importa al contrario « di sperdere anziLutlo i concentramenti di forze ne« . miche in una campagna fatta al lo scopo di sbloccare « Parigi .... S. &i. il re decide dunque che il grosso « delle forze della ra armata sia diretto su Beauvais. lasciare forze sufficienti a R.ouen per sor« .B isoo·nerà o « veglia1·e la ripa dèstra della Senna. Concentrando « le sue fo rze a Beauvais la 1• armata si troverà così « nel caso di. sostenere in tempo uLile Rouen o Amiens « e dL prendere efiìcacern ente l'offonsiva contro i corpi « nemici . . . . . ». Ques to come tutti gli ordini e prescrizioni del generale 1\foltke sono vagliati alla più sana. lo.gica mi lita re. 0

L'armata franeese del nord ri ordinassi sollecitamente in Arras, e rinforza~a ne prese il comando il generale Faidherbe. Essa orn componevasi di 3 divisioni di fanleria, 4 i batterie e 5 squadroni, ciQè, secondo il generale Faidherbe, 30,000 uomini e 66 pezzi. Un distaccamento di questa Drrnata il '10 dicembre so rprese il castel-lo di Ham, difeso da una compagnia


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NOTE SULLE OPERAZIONI MILITARI

prussiana, sperò di sorprendere il 12 dicembre La Fère, ma la guarnigione di questa pi.azza aveva potuto essere a tempo rinforzala, pee cui tutta l'armala del nord, coperta dalla Somm a, si portò su Amiens, e prese posizione sulla destra di quel fiume, appoggiandcvi il fianco sinistro e distendendosi lungo il corso dell' Hallue. Quivi fu rinforzala da un' allrn divisione di guardie nazional i mob ilizzale, eppereiò l'armata del nord ·rimase composta di 2 corpi d'armata di 2 divisioni ciascuno, con un totale di 40,000 uomini, 78 cannon i, di cui 12 pezzi da montagna, e 5 squadroni di cavalleria. Avuto contezza <li questi Lentativi e movimenti dell'armala francese, il generale ~fanteuffel fece accelerare la marcia dell' VII1° corpo, eh' era già in cammino su Am iens; ritirò ioolLre 6 battaglioni da Rouen dal 1° ·corpo, che così si r idusse ad una sola divisione, avveguachè una brigala di dello corpo si trovava già di guarnigione in Am iens. Il generale Ìlfan teuffel il 2'.2 riun1 a consiglio i generali Goeben e Sperling, e il colonnello Wartensleben per deliberare sul da farsi; furono ventilati tre progetti: un attacco pel sud contro la Somma, oppure portarsi verso L'est, abbandonando Amiens e co nservando solo la ciltadella, dar- la mano alla divisione Senden, che si avanznva su S.t-Quentin ed attaccare il nem ico per l' est ; infine attac.;carn la posizione dell'Hallue direttamente . A qucst'nltirno progetto fu data la preferenza, quantunque, bene considerando, sembrasse più prudente, più faci le e più promettente il secondo progeHo, cioè abbandonare Amiens, conservando solo la guarnigione nella cittadella,, marciare al sud per unirsi alla divisione Senden ed attaccare il nem ico . l\fa questo progetto aveva due difetti, uno cioè che dava campo all'eserc.;i to di Faidherbe, se respinto, di potersi portare sulla bassa

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Senna. e congiungersi con le forze del generale Briand; el'ahrn, quello di ritardare per almeno due giorni la soluzione della crisi . I Tedeschi dovevano ,mche imporre al nemico mercè la risolutezza , e bisognava r,he non si lasciassero sfuggire di mano la iniziativa. Deciso l'attacco dirello dell'Hallue, fu stabilito che il generale Goeben attaccherebbe la posizione con l'VIT1° corpo e la divisione di cavalleria: la divisione dell'ala destra doveva fare un attacco di fronte e respingere il nemico al di là del corso d'acqua e tenerlo occupato, nel men tre l'altra divisione, seguendo la strada S.t-GratienBeaucourt-Acheux, avrebbe operato sul fianco destro del nemico e eercato d'avvilupparlo. La divisione cli cavalleria doveva collegare i due attacchi; il resto delle truppe, consistente in 8 ba ltaglioni al principio della battaglia e 1O durante la medesima, 4 squadroni e 2· batterie, il comandnnte in capo lo teneva disponibile in riserva per adopcrnrlo secondo le circostanze. Frauanto, una porzione di questa riserva , consistente in 1 reggime nto di fanteria, 1 squadrone ed .\ bat- · teria, fu ,dest.i nala a difendere il passo a Lamotte-Brebier. Nella ballnglia, di cui sto per parlare, i Prussiani, in quanto a fanteria, erano quasi nella stessa forza che alla battaglia di Am iens: cioè ~n battaglioni al princip io della. battaglia, e 35 o 36 verso la fine; - i .Francesi invece erano quasi il doppio cho alla battagl ia di Am iens: contavano 56 battnglioni. - In quanto ad artiglieria i Tedeschi questa volta erano pi tì deboli che alla battaglia di Amiens, nella quale prese parte anche l'artigl ierin del · I 0 corpo di annata; essi non avevano ora che lutto al più 108 pezzi; i Francesi 78 pezzi. ln quanto a ca val leria i Prussiani· avevano ~4 squadroni ed i Francesi solo 5 -; ma veramente quello non era terreno da cavalleria. · • Nell'attacco diretto essendosi incontrata forte resi1

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NEL NOIID DELLA FI\ANCIA 4870-'71 409 vinta ai Pruss iani, che lo fecero insegui re dall'VHl corpo, nel mentre il corpo d i riserva, che doveva. attaccare Corbie, fn fatto marciare nella direzione di Péronn e. Nella battagl ia, che ho brevemenLe espostu, è più da ammirarsi il vigore e la forza di resistenza del sold ato, il carattere e valore <li chi àirige, che veramente una idea precisa, un coneeuo direLLivo della battaglia. Dapp_µichè erasi riconosciuto che la Somme e l'Hallue erano occupate, si propendeva a credere che quella sulla Somma fosse la fronte della posizione, per cui si voleva aHaccare sul fianco, cioè Hallue, ma non si spinsero poi ricognizioni pe r accertare fin dove si estendessero le occupazioni francesi dell'Hallue. Per il giorno 25 il Mantcufl'e l vo leva attaccare per Gorbie, il quale attacco pare clie non avrebbe presentato minori difficoltà ; oltrneciò si avevano a superare due corsi d' ai~qua quasi paralleli, cioè la Somma e l'Encre . Tra la sorpresa di Ram e il movimento offensivo su La Fère, ed il concentramenlo sull'HalJ ue il gen.erale Faidherbe lascièi passare troppo tempo. Si comprende come i due primi movimenti abbiano potuto essere dettati da circos Lanze peculiari, che si credevano favorevoli, ma egli è ce1-Lo che diedero al nemico la sveglia ed il tempo di concentrare le sue forze verso In Somma. - Infatti la sorpresa di Ham succede il 9 dicembre , il tentativo ài sorpresa su La .Fère fu follo Lra il hl e '13 'dicembre ed il concentramento sull' Hallue com inciò solamente il 17 e il 18 dicernbrn. - Orn la sorpresa di Ham e · il tentativo di sorpresa su La Fère, non susseguiti da alcuna azione immediata, furono piuttosto di nocumento che di vantaggio all'armata di Faiclherbe, perché palesarono al Manteuffel che si meditava una ripresa di offensiva

NOTE SULLE OPERAZIONI mUTAÌU

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stenza, i Prussiani furono obbligati sin dal princ1p10 di adoperare porzione della riserva èh'era stata destinata a LamotLe; i Francesi furono respin ti dalla destra dell'Hilllue, ma ogniqualvolta i Tedeschi tentarono di mettere piede sull'alLipiano della sinistra, fnrono respinti. - I Tedeschi aspettavano il successo da l movimento che doveva pronunciarsi della loro ala sinistra, ma la div isione ch'era destinata a spuntare e avviluppare il fianco destro francese, fu essa stessa attaccata su·I fianco sinistro, dimodo chè neppure da questa parte si poteva sperare di metLere piede sulla ripa sinistra del!' Hallue; anzi verso sera i Francesi ripresero su tutta la linea la controffensiva e poternoo rioecupare alcun i dei villaggi che a ve vano perduto sulla destra dell'Hallu e, per cni dovette il Manteuffel impiegare porzione de' 5 battag lioni che gli rimanevano sottomano c-0me riserva; però nella notte i Francesi furono obbligati a sgombrare i villaggi presi nella ser-a. Così la battaglia del 23 dicembre dell 'Hallue fu una· bat.tnglia indecisa, e lo fu tanto che per il 2~- il Manteuffel non solo non diede ordini per rinno vare gli attacc.:hi, ma anzi prese delle precauzioni piuttosto difensive. Vero è che neppure il Fa idherbe riprese l'attacco e rimase nelle posizioni della sera preceden te ti rando solo d i quando in quando qualche cannonata. Pel 25 il Manteuffel, visto che il nemi co difendeva la linea dell'.Hallue, si proponeva di tentare l'attacco dietro il fianco sinis.tro nemico, cioè verso Corbie. e a tale uopo aveva gth disposto che 20 battaglioni (8 della riserva e Ja ,ti)a divisione dell'VIl1° corpo) e l'artiglieria di corpo, passando sulla destra della Somma, allaccassero Corbie , nel mentre la -15a divisione, ·1 brigata di cavalleria della guardia, con gli altri battagli oni sopraggiunti da .llouen avrebbero difeso Am iens. - Ma l?aidherbe, ritirandosi nella sera del 24' , diede la ·c ausa

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HO NOTE SULLE OPERAZ!O'Nl MILITARI e diedero il tempo a quesLo di richiamnreverso Amiens una por·zione del corpo di Goeben, che si era portato verso Hàvre e quindi su Dieppe - e di distaccare 6 battaglioni dal ]0 corpo in rinforzo dell'VIII 0 • - Veramente la marcia del g,~nerale Goeben sull'Havre non si sa bene spiegare; egli, secondo le istruzioni avute, non doveva avvenmrarsi in operaz ioni di lungu durata, ma solo assicurarsi se era possibile imposs essarsi delle lin ee for tiilcate d inanzi l'Hàvre. Ora tutto ciò era noto al comandante in capo in segu ito alle ricognizioni giù fatte dalla divisione di cavalleria, che aveva no riferito intorno alla forza di quelle posizioui e alla difficoltà di supera rle. Quella ricognizione impertanto , fatta da una intiera divisione, fu una cosa inutile; e poteva anzi riuscire esiziale se con più vigore e sollecitud in e il O'enerale Faidherbe avesse agito, perchò la divi.sione st:ssa non si sarebbe potuto trovare sul campo dt battaglia. 11 che tonferma un altro principio, che cioè le operazioni non necessarie non solo sono inutili, ma possono riuscire infine esiziali. Anche la marcia dell'armata francese del nord su Amiens non si comprende; quale era infoui il suo scopo? Non di impadronirsi di Am iens, sì perchè era più uo·evole il farlo quando questa ciuò. era guard ata da. t~na sola brigata, che non ora che vi stava vicino tuuo un corpo d'armata. InoltrA, quand'anche si fossero scacciati i Prussiani, v'era stmpre da prendere il Castello, che certo avrebbe fatto strenua difesa finchè i Tedeschi avessero ricevuto rinforzi pPr riprendere l'offensiva. La sola ragione gli è che questa marcia era un mezzo per richiamare vetso l'est la maggior parte delle forze nemiche eh'erano presso Rouen, e per dare all'esercito di Brio.nel una poss ibilità di riuscita. E forse ciò era collegato col progetto del gPnerale Trochu comandante

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a Parigi, il quale disse e ripetè che il suo progetto di sortita gli era di aprire le comunicazioni per la Senna, al compimento del quale progetl.o poteva grandemente giovare l'eserc ito del generale Briand. La · difesa della lin ea dell'Hallue fu energica mente sostenuta dal!' armata del nord, e fu esegu iLo con vigore il contrattacco verso sera su tulla la linea. Fu bene ideato l'attacco avviluppante contrn l'esLrerna ala sinistra dei Tedeschi, ma bisognava farlo con forze molto più considerevoli e prima, se si vo_leva riportare un vero vanrnggi o. Dopo la battaglia, il FJ idherbe si ritirò in sufficiente buon ordine tra Arras-D ouai. Tre briga te dell'VIIl° corpo e la 3" divisione di covalleria furono lasciate innnnzi a Bapaume in osse~·vazione, mentre una b rigata dell'VIH0 corpo ed una brjgata della divisione di Senden, ch'era arrivata, intraprendevano l'assedio di Péronne. Avvegnachè era stato necessa·rio spedire su Rouen la · maggior parte de l 1° corpo che si trnvava a Amiens, per rinforzarlo contro l'offensiva che intrapeendeva il nemico sulle due rive della Senna. Fu r,ominciato il bombardamento con le artiglierie di campagna, e questo non essendo riuscito dopo tre giorni, fu sospeso per attendere un equipaggio d'assedio. Si giungerà all'espu-

gnazione elette piazze con molto niaggior ce·;·tezza se non si cominciano gli attacchi che con i 1nezzi necessari per assicurarne il successo. Il l\fanteuffel derogò a questo principio da lui stesso dettato, ed infatti Péronne resistette al debole attacco . Il 3 gennaio ('I 874) il Faidherbe, rimessa in assetto la sua armata, marciò su Bapaume, respinse l'VII1° corpo, che era stato frattanto alquanto rinforzalo, quindi il generale Goeben si decise a ritirarsi il ,i, gennaio al sud, verso la Somma. I Francesi dal canto loro si ritirarono di nuovo verso il nord.


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N01'E SUI.LE OPERAZJONI MILlTAlU

. S~ i Fr.ancesi, che avevano una grand issima supe 7 r1ontà dt forze sui Tedeschi (erano quasi il triplo), avessero manovralo per avviluppare, un po' più alla larga , alrneno un'ala tedesca, è certo che avrebbero respinto più fac ilmente le forze loro contropposte, ed avre~bero p.otuto infliggere a queste de lle perdite ri levanti e far rnterrompere l'assedio cli réronne . Invece si porlUI'r.?no ad attacca:'e . direttamente i villaggi Ervillers, B1emllers, Favreuil, Beugn.1lre che coprivano Bapaurne ed ove si erano CortemenLe tr incerati i Tedeschi. Dice il ge nerale f?a icl herbc nella sua reLnione a proposito del contrattacco da lui ordinato: << Pont« Noyelle e Daours fnronc invasi con il rnago·ior vi0 « gore, e il genera le in capo era convinto che noi ne « eravamo padroni, avendo abbandonuto egli stesso « snl far della notte il vil laggio di Daours, non la« sciandovi che l'ammiraglio Mo ulac con alquanti bat. « taglioni . Ma fra la confusi one che naccrue dal so« vragg1ungere cli una notte oseura, i Prussiani rimasti « in gran numero nelle case, nppoggiati da fo rli ciistac« ca. men li che girarono silenziosi i villnggi, pervennero « a.rioccupurli pe1· così dire senza lotta e ci presero « circa 200 uomin i in ciaseuno dei delli villaggi >>. Un fotto consirnile era avvenulo nella balla.glia di S.tc-Barbe o Noissevi lle. data il 31' agos to dal maresciallo Bazaine per rompere l'investimen to. - In detta n-ior0 uata la divisione Ayma r del 3° corpo aveva preso Servigny verso le 8 pom. Una casa sola era ancora in pote.r~ dei .P~ussiani , quando questi verso le 10 p. m. sort1t1 da Po1x e S."-Barbe pron nnciarono un -movi~ento off~nsivo sui due lali del. villaggio; un regg~mento s1 dette alla fuga e trascinò seco gli .altri, il vill aggio ven ne evaeuato, e fo fortemente occupato da fanteria e molta artiglieria, dimodochè a giorno fatto, sembrando impossibile il ritorno offensivo, ne •

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seguì la ritirata e quindi la perdita della battaglia di S."-Barbe. Nella battaglia di Forback (Spicheren) l'a.ccenno di attacco di notte fatto sulla detta località fu ouello che • decise ia ritirata del ~ corpo franees e. Si potrebbero molliplicare gli esempi, anche ricorrendo alla guerra del '1866 in Boemia: p. e. gli attacchi di Podol e Gitsch in eseguiti dai Pruss iani di notte e tornati ad essi favorevol i. Per cui abituare il soldato a questi combnl.limenti è cosa mollo utile, anzi necessari:i. Senza dubbin nei comb,Htimenti di notte la disciplina delle troppe è di un' irnportunza principale, senza di che il panico presto si mellerebbe in lerzo, ma l'abitudine e Ja pratica vi hanno grnn parte. Per esemp io di notte aver seconoe linee o riserve esposte è pericoloso, perchè il fuoco ehe si vede e si sente innanzi, e che produce pe rdite an che sulla seconda linea o riserva, fa credere al soldato di avere il nemico davanti, e lo lrac istintivamente a far fuoco, il quale va poi a eo]pire i. camerati in pri ma linea. Ritornando a Bapaume, i Francesi s'impadron irono, è vero, dopo grandi sforzi e perd ite dei vilìnggr, che copriv,rno quelìa città, ma alla sera le perdite sofferte, il non aver potuto impndronirsi di Bapaume, non li animò a continuare la lotta il giorno seguente. Pare poi che ìa divisione di guardie nazionali mob ilizzate non prendesse g uari veruna parte alla ba tto.gli.a. Neanche le disposizioni daLe dal generale Goeben pt'ima e dopo la battaglià non mi sembrano impronta te a buon. concetto. Jl giorno 2 gennaio 1187'1 viene fotto un primo attacco dei Francesi, i quali se furono respinti a Sapigny, altrove respinsero i Tedeschi, e lo spiegarnento. dell'esercito ed i mo lti punti attaccati dovevano ùu· argomentare che tutto l'esercito francese del nord era colà. Que0


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NOTE SULLE OP ERAZCONI MILITARI

st'esercito aveva resistilo nella battaglia dell'Hallue a tutto l'V1I[ 0 corpo e a ,J brigata e ¼ e più àel I0 corpo; voler ora resistere con so lo 19 a 20 battaglioni era certamente un vo ler tentare la sorte. La ' cosa ora più importante era di battere l'esercito di soccorso; l'assedio e la presa di Péronne venivano in sec:onda linea; se quindi. il Goeben avesse tJbbandonalo l'assedio e raccolto tutte ·1e forze ch'erano all' assed io di Péronne, ed avesse conc:entrato allresì la g~1.arnig(one cli Ami ens, pare cbe avrebbe preso partito p1u sav10. La cittadella cli Amiens era sufficiente a tener la città soggetta; un paio di batlaO'lioni erano sufficienti a guarda re il poco materiale d'~ssed io sotto Pér~nne, che era sulla sin istra della Somma, giacchè se ~1 perdeva veramente la battaglia di Bapaume, l'as:sed10 doveva togliersi fo rzosamen te, se la si vincea era cosa facile cominciare l'attacco. Neanco b~one mi sembrano le disposizioni date dopò una battaglia creduta perduta, cioè inviare la divisione di cavalleria Principe Alberto, e 3 battaglioni su Roisel, nel men tre la 15a divisione doveva portarsi al sud verso Gray sulla Somma. La divisione di cavalleria Groeben rinforzata con 5 battaglioni, doveva portarsi su Albert i~ modo da trovarsi sul Ganco del nemico se questo marcia va su Péronne._P~i:ché indebolire ancora J' VH[ 0 corpo c~l manrla_re la _d,".'tsione del Principe Alberto, composta d1 3 reggimenti d1 cavalleria, 3 bauaglioni e '.2 batterie a Roisel, cioè all'est di Péronne? l)erchè Groeben ad Albert? Perchè la 45a divisione a Gray1 Se i Francesi invece di ritirarsi, si fossero direlli su Pérnnne· la lor~ . ' marcia non avrebbe incontralo alcuna difGcoltà, e il debole corpo sollo Péronne non avrebbe potuto fare altro che passare sulla sinistra dell a Somma . Ma i Fràncesi essen~osi ritirati, la divisione Groeben rioccupò Bapaume. S1 voleva forse difendere nello stesso tempo Amiens 1

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e fare l'assedio di Péronne? Ma se quelle truppe unite erano state impotrnti a resistere al nemico, tanto meno lo sarebbero state se divise , ed avendo ciascuna un obbiettivo diverso e lontano l'uno dall'ullro. Il 9 gennaio la piazza di Péronne capitolò e la linea della Somma rimase assicurata. Quantunque l'ul ti mo ep isod io della campagna del nord, nel 187 1, sia la brillante vittoria 1;iportata dalla I" nrrnata a S.t-Quentin contro l'armala di Faidberbe, pure la relazione si arresta alla caduta di Péronne, giacchè il generale Manteuffel ed il suo capo di stato maggiore, uutore cli dett:i relazione, si portarono su altro teatro di guerra. 1

La lettura di questa eccellente relazione fa sorgere spontanea la. domanda: se la 1a armnta tedesca ebbe già tanto da fare per contrastare e battere le forze francesi che si andavano riord inando, qunli e quante difficoltà maggiori non avrebbe incontrato lo seioglimento dell a guerra se la capito lnzione di Metz si f?sse potuta protrarre per altri quindiei o venti giorni! I tentativi nel nord del la Francia e sulla Loira poterono essere superati e vinti dall'accorrere a tempo della Ja e II" armata, che giunsero appena in tempo . Non voglio già dire che la guerra avrebbe potuto radicalmente cambiare; questo non lo credo, dacché eran o troppe le forze vere e morali dell' esereito ted esco per poter soggiacere ad una gran perdita; ma. la soluzione sa rebbe stata cli molto ritardata , poichè probabilmente sarebbe stato necessario formare un esercito d'osservazione al nord, come se n'era formato uno al sudovest sotto il Princ ipe di i\Ieck lenburg, e con ciò si sarebbe venuto ad indeboli re l'investimento di Parigi, e acc:resc iula pei Frances i la probabilità di romper lo in qualche sito. Ho solo voluto accennare la qui-


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NOTE SULLE OPEflAZIONI M!Ll'IAlU

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stione e non risolverla, sia perchè è più modesto il còmpito di questo scritto, sia perché mancherebbero i <iati necessari a proiferirn un ponderato giudizio, sia perchè fra le altre cose è da considerare che se l'armata franeese del no rd potè mostrarn una certa solidità ed auività, lo si deve specialmente ai quadri potuti sfuggire dopo la capitolazione di Sedan e di Metz che si arruolarono in quella armata.

Cosi pure i Tedeschi nella battaglia di Ifollue avendo fatto pochi progressi nell'attacco contro l'esercito francese, non lo rinnovarono il giorno seguente, anzi si prepararono a difensiva, ed il terzo giorno pareva che volessero dirigere gli attacchi, ma su altro punto, quando nella sera i Francesi si ritirarono. Ed infine i Tedeschi respinti dai Francesi su Bapaume e rninaccia~i· sul fianco sin istro si ritirano nel giLìl'no seguente nel mentre i Francesi si ritirano in senso opposto. - Questi esempi provano che fra vinti e vincitori, immediatamente dopo una ballDglia, sovente la differenza è minima, e solo chi si perde di animo più presto la dà guadDgnata all'avversario. Un po' più di pertinacia e cli ostinazione, un po' di perseveranza può inlieramente far cambiare le sorti della giornata. Ma sovente si esarninllno solo le proprie ferite e non si liene abbastnnza calcolo di quelle che si sono inflitte al nemico. Veramen te è difflcile lo spiegarsi Ja ritirata de' Franc~si dall'Ifallue, ma molto più quella di Bapaume; le ragioni addotte dal generale Faidherhe . sono poco convincenti. 3. Il generale Mante uffel non voleva dare la battaglia di Amiens che il giorno '¼.7 dicembre; anche il genernle Farre credeva che non sarebbe avvenuta che il 27, e in. vece succedette il '26. La battaglia dell'Hallue il genera le Paidherbe l'attendeva pel 21 dicembre, invece fu data il 23 . Qui successe ciò che arrivò a Worth, a Saarbruck; cioè i ~ombattimenti anticipa vano le previsioni de' generali in capo. Quando si è a contatto del nemico o vicinissimi ad esso, il minirno incid ente può accendere la battagl ia, P. tutto dipende da circostanze più f~rti ~!ella propria volon tà, arnmesso anche che due volonta de due comandanti concordino. 4 Pare che lo stato marrcriore tedesco si sia un po' tro~po preoccupvto dello ::scdio delle piazze forti;

Osservazioni generali.

1 . La l" armata tedesca. composta. di 3 corpi d'armata ed ·1 div isione di cavalleria oltre ai combatti.rnenti e alle b~ttaglie che ho riassunto, esegul 7 nssedi o bombardamenti e sorprese, facendo per capitolazione ,J 4,i:>fiO prigionieri, p rendendo '720 cannoni di foetezza, non impiegandovi nell'espugnazione che '16 battaglioni in tutto oltre le altre armi. Nessuna fortezza sostenne un vero assedio, nè Thionville, nè Montmédy, nè La .Fère, nè il Castello cl' Amiens, nè Mézières, nè Rocroi, nè Péronne . Tutte queste. fortezze non sostennero che un bornbardamento il quale durò da 2 giorn i a 2 giorni e l/2, eccettuato il bombardamento di Péronne che durò 7 giorni. Tra investirnento e capitolazione non si · superarono mai i H, g iorn i li 2. I Tedeschi nella notte dopo la bnttagli a di Amiens credevano di dover rinnovare la battaglia il giorn o dopo, anzi si accingevano a prendere una disposiziorìe difensiva per attendere i rinforzi che stavano per giungere sia dalla ,J" divisione, sia dal corpo che aveva preso La f:ère, quando nella nolle i Francesi abbandonarono le loro posizioni e si ritirarono in varie direzioni verso il nord e nord-est.

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NOTE SULLE OPERAZIONI MTUTAUT

vero è che talune di queste intercellavano le slra<le ferrate tanto necessarie per la sussistenza e comunicazione delle armale, ma si eccedelle qualche volla in tali assedi. Gli assed i di La Fèrec di Mézières erano certo utili per lecomunicazion i ferroviari e, ma poteva no compromellere le operazioni della Jaarma1a alla bauairlia di Amiens se com e tu creduto da Uanteuffe l stesso, i Ftancesi avessero agito come dovevano, r.ioè coneentrando le due armale di llouen e di. Lilla, e manovrando di concerto . L'assedio cl i I1 éronne compromise non poco l'\'Jll0 corpo. D'altra parte questi esempi mostrano come anche le piccole piazze fo rti non sicno. quelle cose inutili, come troppo suol dirsi, se possono fare fal lire o mette re in dub_bio una _operazione di guerra. Se quelle piazze o b1coccl!e dt Francia avessero fatto una più lunga ed energwa resistenza, è certo che avrebbero cagionato bèn maggiori imbarazzi . allo esercito operanle. - La I°' arma la ebbe a fare '7 assedi. Thionvil le investita, il ·13 novembre, da una divisione, fu bom~ barda~a per due giorni da. '76 pezz i e capitolò il 24-; era difesa da 4-000 uomini e 200 cannoni. i\Io ntmédv investita il '15 novembre da una divisione, bombarrlat~ due giorni, capitolò il H. dicembre; era difesa da 2500 uom ini e 65 cannoni.. La Fère investila il 15 novembre da una bl'igata, dopo due ~iorni e mezzo di bombard~rne~lo capito lò . il 26, il giorno stesso della hatt<Jglia di Amiens; era difesa da 2300 uomini e iJ ·I !i cannoni . Il CasLello d' Amiens investito il 28, minacciato di ?ombardam~nto da 66 pe7.zi di campagna, capitolò ~l 30; _era_ difeso da 460 uomini e 30 pezzi. 1,tézières, mv~st1~a~_1l 2} novembre, bombardata pPr due giorni, capitolo 11 1 gennaio; era difesa da 2000 uomini e 193 ,, ca?noni. Rocroi cannoneggia'ta il 6 gennaio da pezzi dt campagna, capitolò lo stesso giorno dello -.

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arrivo della lruppa. Péronne, investita il 27 dicembre, cannoneggiata da pezzi di campagna il 28, 29, 30 di cembre 1870, il 2 gennaio bombardata, tenne sino al 9 g-ennaio; era difesa da 3000 uomini e 47 can nont. • Da tale quadro si vede che tulle queste pinzze capitolarono senza aver obi'igato il nemico ad eseguire le lnnghe opere di assed io, ma solo dopo due o più giorni di bombardamento. I bornbardamenLi con cannoni di -campagna non produssero risultati che solo al Castelio di Amiens ed a Rocroi. Ora se invece queste piane avessero potuto e voluto resistere al bombardamento, egli è certo che i Tedeschi sarebbe ro stati obbligati a com inciare l'nssedio in regola, cioè far tacere le aniglieric ed avvicinarsi con opere cli Lri nr.ca onde poter uprire la breccia nelle fortificaz ioni . Quind i grande consumo di tempo, di uomin.i e ma1eriale, nel mentre le perdite sofferle dai Tedeschi per i bombardamenti sono insi'gnifìcan ti, anzi quasi nulle. Se le piazze avessero fallo buona resistenza è certo che di molto sarebbero sta te intra lciate le operazioni delle armo.te operami, sia per loro operazioni, sia perchè come centro da cui i Francesi potevano alimentare e coord inare la guerra d'insurrezione e di partigiani. D'allra parte, poiché le piazze forti oramai uon opponevano pili la resi stenza che si poteva pretendere, non era forse il caso di mob ilizzare quelle guarnigioni? J)a un rapporto del generale Faiclherbe del (-\ febbraio si rileva che nelle qu indici piazze forli del nord della Francia, le guarn igioni ascendevano a 55,000 uomini. 1

La cavalleria tedesca cb'ern· molto numerosa, fece al solito magnificamente il suo servizio di scoperta, · di tagl iare e rompere le strade ferrate e pon ti , raccogliere notizie; ma erano imprese più da squadroni isolati


4z0 NOTE S ULLE Ol'ERAZIONT. llf!LlTAnI, ECC. che altro. Credere i che avrebbero potuto avere piùvasto campo di azione su lle truppe francesi numerose ma poco disciplinate ed organizzate. Ma verame nte· fatti salienti non furono compiuti . Un a divis ione di cavalleria con artigl ieria, sarebbe sembrato, a primo veder le cose, ehe avrebbe potuto mo lto molest 1.1re i. fianchi e le spalle dell'avversario, il quale non aveva, si può. dire, cavalleria; pure nulla di ciò si fece, e veramente· ciò mostrerr.bbe una certa impotenza in quell'arma.

Neanche l'artiglieria pare che in questa campagna del nord abb ia avuto una gran parie, od almeno ciò non appare dalfe due relazioni che ho accennate. Eppure se vi era un'arma che avrebbe dovuto di molto prevalere è distinguersi da parte dei Tedeschi era appunto l'artigl ieria, tanto più che l'avversario era inferiore di forze e doveva esser molto inferiore di qu·alità, perchè non s'improvvisano gli al'tiglieri. Solo verso la si nistra dell'armala del nord alla battaglia clell'Hallue il Faidherbe fa notare i gravi danni che cagionava la numerosa artiglieria pl'ussiana afla francese.

E. C.

DELLA CONDO TTA DBI

GROSSI CORPI DI CAVALLERIA

II.

NP.lla prima p:1rte di questo lavoro (1) abbiamo ved~to · {;he tultigli eserciti d'Europa dopo I~ campa?oa del_1810'i ·l riconobbero il grande vantaggio che st può r1t~arre dal-la cavalleria adoperata ne! serv izio di esploraz1~ne. Nell'esercito prussiano però, nel quale colla massima d il igenza si st.u~iano .1~ _luminose ge~ta d.a ~ss.~ c~mpinte per dedurn0,.unli 1~1segnamen~1 p.e1 1 a,· ·venire~ acquìslò terreno l idea d un vasto 1mp1eg.o della ca valleria anche sul campo cli battugl ia. Ed I J~ropug na!Ori di quesl' opinione si appoggi~no spec1alm_ente , sui fatti gloriosi per cui segnaloss1 la . cavalleria - tedesca nella battaglia di Vionville ('16 ago.sto 18 ,O). L'attacco della brigata Bredow, la quale s_ciabola due linee di fanteria ed arLiglie.ria , e solo è obbliga~a all~ ritirala dn ll a numerosa cavall eria frnncese (reggirnent~ de lle division i l<'orton e Ya lab réguc) che la prc~e di fronte, di fianeo ed alle spullc; l'attacco della brigata (·1) V. Rivista militare,

puntata d el luglio ~874.


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DELLA CONDOTTA

DEI GIIOSSI CORPI DI CAVALLERIA

Barby, che libera l'ala sinistra prussiana dal temuto contrattacco frnncese; ed infine la carica del 1° dragoni della guardia , che a briglia sciolta si getla sul!a fanteria francese e la obbl iga a retroc:edere, disimpegnando in ta l rnodo la 38a br igata del maggior generale Wedel dall'inca/znnle insegu imento, sono imprese straotdinarie che meritano la massima allenz ione degli studiosi tattici, e che non a torto generano la convi nzione di rivedere la cava llc~ria contribuire nll'esito finale delle future ballnglie come_ai tempi di Federico e di Napoleone. E bene esCt.minando la sud delta bauaglia, si vedrà che le singole azioni sono tu lle a favore delle masse di cavalleria, poichè i reggime1i'ti a cavallo, addeai alle di visioni di fanteria, nulla comp iroDo di rimarclrnvole, mentre tutte le richieste di niuto e di sacrificio furono indirizzv.Le alle brigate della 5a e 5a div isione di cavalleria, ed alla br igala dragoni della gunrdia. In Prussia adnnque si ammise la possibi lità d'un v<1.s to impiego della cavalleria sul campo di bnttaglia, e si riconobbe nel lo stesso Lempo che abbisognano norme e prineipì, che regolino la condotta dei oTossi . d o corp1 i cava llcrin, come si r iconobbe allresì la necessità di addesl.rnl'e le divisioni di cavalleria h. grosse .fazioni nel tempo di pace. Come conseguenza di ques te rit1essioni, pel nuovo regolamento di esereiz i, pubblicato nel '1873 {'I ), e immedia tamente messo alla prova nei reggimenti dell'arma, fu ~laboraLo apposito capitolo, il quale contiene appunto le norme generali per la condotta delle masse di cavalleria; norme improntate ai principi insegnati da Federico li al la sua cavalleria, i quali con - - - - - - - --- - - - - -

4-23

poche modilicnzioni si riconobbero anche oggidì adatti alla tattica dell'arma. Per la pratica poi g randi manovre di cavalleria si eseguirono nell'a utunno it8'i3 e nell'autunno di quest'anno , e probabilrnenle si faran no tutti gli unni, poichè la necessità delle medesime è ad esuberanza dimostrata sia per l'istruzione dell e truppe, sia per quella dei comandanti le medesime. D'allrn. parte la necessità di avere le truppe a cavallo , ed i generali dell'arm a add eslruti a grosse fazion·i non appare soltanto dal cancello di poter impiega.re la cavallel'ia guJ cumpo cli bt1.Llaglia. Si possegga pure una cavalleria ben ist.rnita, animala da buomssima vo lontà e pronta a qualunque sacrifì cio, sia pure comandata da abile ed ardilo capo, ptn· tuttavia non avverrà di rado nelle future bnttaglie ch'essa non abbia occasione di poter en trare in azi one, ma la necessitò. summcnwvala emerge in primo luogo, quando bene si consideri il servizio d'esplorazione. Allorchè si sia ben compenelraLi dell'idea che la cava lleria in avanscoperta non cerca il contatto colle pu nte della cavalleria avvers.iria, ma ben sì colle masse delle truppe nem iche, risulterà evidente, che non è poss;b ilc raggiungere questo scopo ( tranne il caso in cui il parti Lo opposto adoperi la propria cavalleria come i Francesi nell'u ltima campagna) senza prima cornbauere la cavalleria nemicn . Soltanto operando in questo modo, e sostenendo dapprima parziali com battimenti, di plotone contro plotone, di squadrone contro squadrone, e guind) seri com battimenti colle maggiori forze che il talento del genernle avrà sapu to riun ire per quel dato momen to, la cavalleria potrà squarciare il velo formalo dalla cavnlferia avve:rsa ria, da re informazion i sui movimenti dell'esercito nemico, ed impedire che sieno scoperti qu<~lli delle proprie forze.

(,1) V. Rivista militare, puntata del dicembre 1873 e del g1iunaio 4874.

,


425 Luro studio decisero di ritornare in parte alle istruzioni dellate da Federico II, le quali si possono compendiare nella prescrizione di formars i su due o megli o ancora su tre schiere. Particolare menzione merita l' ordinanza del 2/J lugl io ,17.u, (Disposition w-ie sich clie Offizie·rs DEI GllOSSI CORPI DI CAVALLERIA

DELLA CONDOTTA

È àdunque della massima importanza che la caval-

leri.a sia ben addestrata, non ·solo nel servizio di esp lorazione, ma anche nell e manovre di combatlimento· ed .è parimenti necessario che i genernli abbiano oc~ cas10oe nel tempo di pace d'impratichirsi nel maneo-o-io 00 delle masse di cava lleria. ~ervizio d i esplorazione e combattimento sono due atl1 strettamente legati l' uno all'altro; il primo rappres~nta Io scopo da raggiungersi, l'altro il mezw per r~ggwnger~ lo scopo, ed in entrambi è duopo che vi siano ese rcitate le truppe a ca vallo . . Lasciamo ?ra da bunda qunlunque altra consideraz10ne, e vernamo alla nostra tesi. · 1 Nell a 1" parte del presente lavoro, rel ativo al servizio di esplorazione, nbbiamo già dimostralo che la formazione più adalln ai grossi corpi di cavalleria cosi pel servizi~ d'avanscoperta, come pel combattime~Lo è quella della divisione composta di tre brio·ate ciascu;1a 0 delle quali di due reggimenti. ' Non ci occuperemo quind i che di una divisione composta nel modo su esposto, ed osserveremo ancor~ che per l'~vven ire le condizioni topografìche e tall1che consenlmrnno ben di melo, e sollanto in circ?s1anze e~cezionali , l'im piego di una maggior forza d1 cava llena. Non havvi alcun scriuore mi li tare del resto, il quale pensi che si possano impiegare con t~tilit.à grnss i corpi di cava lleria, quali er,mo le riserve di cava lleria a più divisioni cl i Napoleone I, o le così dette ali di caVì.illeria, della forza di 60 o 70 squadroni, di. Federico IL • Considerando qu ind i come definita qnesta questione, e sorvolando sopra le for mazioni talliche elementari dal nemico ' la nostra per le ..manovre da esf:'guirsi lun°·i o altenz1one vuol essere seriamente rivolta alle formazioni e alle norme per l'auacco. I Prussiani dopo ma-

iind -zwar die Cenerals sowohl als clie Commandeurs deren· Escadrons in einern Treffen gegen den Feind zu verhallen haben), e crediamo pregio del!' opera di darle un rapido sguardo. In della ordinanza si stabilisce che l'intervallo fra squadrone debba essere di '10 passi ,fra gli squadroni della 1• schiera, di 40 passi fra quelli dellu 2a, e che oo-ni schiera abbia l'una dall'allra una distanza di sio passi. Si stabil isce ancora che un reggimento di ussari ( '10 squadroni) segua l'ala esterna del la 1" schiera, un altro la 2• schiera a 300 passi, e verbalmente è detto: « Gli ussari della 1" sch iera coprono la cavalleria ai fianchi, gli ussari dietro la 2: schiera . le copro no le spalle e le danno la sicurezza, ch'essa a nul l'altro deve pensare che al nernico il quale le sta innanzi ». Parimente è ordinato che alcuni squadroni ~iebbano coll.ocarsi io fuori a '150 passi dalla 1• schiera e seguirla, affinchè « se il nemico vuol attaccare il nostro fianco possano secondare lo. 1" schie ra, e g ittarsi sul fianco del nemico». Nell'attacco poi « l'ordine di batt;:wlia (clie 01·dre de bataille) vuol essere cono }. servato senza cambiamenti, in modo che le tre se nere rimangano sempre a 300 passi l'una dall' a:ltra, e gli ussari sui fianchi ». Ed infine, relativamente al còmpito della 2a schiera , si ricorda che« i generali comandan ti de lla 2.. sch iera debbono portare la massima attenzione sulla '1" sch iera, affìnchè se uno squad rone della stessa per caso fosse respinto dal nemico,_la 2Q schiera sia sempr_e in condizione di sostenere quello squadrone e rmtuzzare l'avversario ». 1

1

1

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426

Dif,LA CONDOTTA

Come chiaramente si scorge, quesle norme direttive non l!anno bisogno cl i alcun commenLo ; solo osserYeremo che le istruzioni e gli ordini imparLiti da Federico II erano scrupolosamente osservati e posti in esecuzione. Egli stesso ne curava l'esalto adempimenlo, e non sdegnava di estrarre la sciabola e prendere il comando di uno squadrone, come fece parecchie volte al campo di Maleschau nel ,t 74:2, per mostrare ai suoi generali ed ufficiali come .intendeva si esercitassero gli squadroni nelle conversion i, nell e marcio al galoppo, e nella raccolta . Le gesta gloriose della caval leria prussia na furono compiute eseguendo alla lettera le prescrizioni del gran Re . Così a Zondorf la cavalleria prussiana della forzo. di Q,t squadroni (7000 ca valli) ero. formata su tre schiere : nella prima cioè 18 squadroni di corazzieri, nella seconda 20 squadroni di dragoni scalati sulle due ali della prima schiera, ed infine 23 squadroni di ussari nella lerzo. {'I). Se all'incontro si prendono ad esaminare 1!3 formazioni per l'atlo.cco impiegale dai Fro.ncesie dai Tedeschi nell'ultima campagna, chiaramente si rileva , che sono (,J) A Zondorf la cavalleria prussiana era schierata, come al s_olito, sulle due ali, e tre \'olto fu gnidata all'attacco. All'a la sinistra erano sotto il comando cÌi Scydliti 5 squadroni del suo proprio reggimento corazzieri (N. 8), 5 squadroni di gendarmi, 3 squadroni di guardie Jel corpo, e .f 8 squadroni di ussari. Con questa caval leria furono dapprima caricate le truppe russe, le quali, respinta l'avanguardia 1>russiana, avanzavano contro Zondorf. Le guardie del corpo cd i gP.nùarm i si gettarono sul fianco destro della fanteria , e furono aiutati da -15 squadroni che speùì il Re; Scydlitz nello stesso te mpo si precipitò col suo reggimento e seguito dagli ussari sulla cavalleria russa, che tcucvasi presso il Fuchsberg. La fanteria e cavalleria russa non seppero resistere a quell'urto, e fu rono respinte. Scydlitz riunì subito i suoi 23 squadroni e rivolse la sua attenzione alle mosso della resfanto , fanteria dell'ala destra. Formate tre schiere, comandò: « squadroni a

4'.21 formazioni prese a caso, s~nza un concelto direLlivo. Così nella baLtaglia di Vionville (H3 agosto) l'attacco della 6a divisione di cavalleria verso le ~2 \\ p. m. fu eseguito su due scuglioo i; innanzi ed a destra la brigata Ranch {-1 6° ussari e 3° ussnri) , a sinistra_indietro la bricr:ita Griiter partita in due linee, la prnna b . com posta del 115° ulani, e la seconda ciel 3° ularn e del 6° eorazz ieri. Questa: formazione invero si avvicina di molto a quella che ora vuolsi adottare com e tipo e cli cui parleremo più avanLi , ma nell'aLlacco la brigata Rauch ,wiva in una direzione, la briga ta Griiter in ~ . un'altra ; non era infine un corpo solo , le cui varie schiere si appoggino vicendevolmente, ma bensì tlue masse distin te agenti per proprio conto. La brigata Bredow muove all'attacco, formata su di una sola linea, e senza alcuna rise rva: e qui, per esse1:e ff iusti, è d'uopo osservare , che 6 squadroni soltanto ~omponevano in quel momento la brigata, il ?~i còmpito, per le eccezionali circoslanze ne lle quah fu eh.turnala nel agirn, non poteva esse e allro che una. canea a fondo , senza preoccuparsi menomamente eh alcun'altrn co;,;a. Se in luogo di una sola brigata, avesse DEI GROSSI CORPI DI ~CAVALLERIA

destra, ~ ed in questa formazione, cioè con un fronte di 3 squadron'., ogni squadrone seguìlo da una colonna di 6 o 7 squadrooi, colto .11 momento opportuno si slanciò sul quad rato formato dalla fantena russa e l'annieotù. Posta fuori di combattimento l'ala destra dell'esercito russo, riunì tutta la cavalleria (6·1 squadroni, 7000 cavalli) dietro Zondorf. È con questa mnsa di cava lli, formata come sopra abbiamo detto, che più tardi schiacciò completamente la fanter ia nemica e decise della vittoria . A Zondorf la cavalleria prussiana perdette ,16 umcial i e 53·1 soldati morti su I campo di battaglia, ebbe fe riti 60 umciali e 651 soldati; soltanto j ufficiali e 85 soldati caddero pri-,ionieri. (V. il pregevole lavoro: Die Kavallerie Frieclrich' s des G,.o;sen, inserto nella puntata di agosto e settembre ,t874 dei JahrbiJ.che,· f frr d-ie Deutsche ·Armcc mid Marine, di Berlino).


,H:lB

DF,l,LA CONDOTTA

caricalo un'in!iera divisione partila in \'arie schiere, è lecilp supporre che ben di fferente sa.rebbe stalo l' es ito fina le, e che la 2a e 3• schiera avrebbero potuto cogliere il fruito dc' vamaggi ollenuli dalla cariea a fon do della ,1• . L'attacco della hriga la Ba rhy, ch'ebbe luogo all' ala sinis tra prussiana verso le O 3/.. venne pure eseguilo su due schiere, mentre innanzi alla brigala ed un poco a destra trovavansi il 13° drago ni ,: 3 plotoni del 2° dragoni della guard ia, i quali form avano per lai modo un'altra schiera. Dal gl'ande auacco francese con trapposto a quello della brigata Darby emerge parimenti, che ai generali frances i fac ev-a difetto un a chiara id ea sull'im piego a massa della cavalleria; in luogo di due o tre schiere ne abb iamo invece qua.u ro o cinque; ogni schiera agisce per proprio conto nè sa pres!are valido aiuto alle truppe che la precedono; evidentemen te si tocca con mano la manca nza di un'u nica direz ione, la quale so ltanto avrebbe potu to regolare gli sforzi delle singole brigate, e dirigerli Dd un u ni co scopo. I reggimenti fra ncesi si sagrifìcarono eroicamente, ma non ottennero alcun risullato . Alla cavalleria francese poi molto difficilmen te si presenterà un 'occasione più propizia per cop1'irsi di gloria, e decidere ancora dell'esito della bauaglia, come quella chn le si offrì , non per ·qualche minuto , ma durante tulla la giornata a Viooville. Un abile generale, il quale avesse riuni to sollo il suo comando tulla la cavalleria francese, e a vesso saputo fa rla agire vigorosamente contro l'ala sinistra prussiana in qualunque momento di quel gi orno memorab ile, e specialmente nelle prime ore della lo1ta, avrebbe reso difficilissime le con dizi oni de' Pruss ian i, e mo lto probab ilmente assicurata la vittoria alla band iera francese. Del resto le norme per le fo r mazioni tattiche rela1

DEI CHIOSSC COR PI DI CAVALLE RIA

429

tive all'attacco emergono puranco da· un attento esa_me ùel còmpìlo che vuolsi raggiungere, e de' vantaggi _e svantaggi inerenti alla natura dell'~rma s,tessa . Infatt~; se bene si con sidera , lo. cavalleria nell au~cco a~rn sempre per iscopo di respingere, e reca~e il magg1~r dann o poss ibile al nem ico. che _le sla eh fronte,,. sia questo rappresentnto dalla fo nten a, dalla cava ileu a o dall'arLiglieria. . D'a ltra pa rte non si può di menttearc ch e: se la cavalleria è l'arma per eccellenza dell'offens1va, dess_a però av rà sempre i fianc hi e le spalle mol to debo_l1, e che oo-ni allacco si decidertl in favo re del pal't.ito che pol;ù cl isporl'C di un'ulti ma riser~a . .E ''.olla sem plice scor ta di queste poch e ~sservuz10111 ' s~a~10 condotti alla formazione su tre schiere, eh~ ora_s1 p1opone, e all a clesio·nazione del còmpito d' ogni ~c1ue~a. Per tal modo avre~10 una schiera, cioè la 4a incari cata. dell' urlo a fondo; un'al tra schiera, la 2", che av~u p~r .· d.I r·empi re i vuoti ehc per avventura s1 venuffìlClO I . . · • l fi1cassero ne lla ,1.., e di sorvegharne . 1 fianchi; · · l un l uti ma fi nalmente come ri servu, a d1spos1Z1 one e e generale comandante la divisione . . . . È ben in teso che qnesle somman e osse_rvaz1on1 _non vanno prese interamente alla lettera; n~1 le a?b1amo esposte unicamente pe1· ..fis~are_ a granch tr~lll ~ ~o~ poche pal'Ole i punti pr1nc1pal1 d~ll a questi one ' .ep_ però sougiunrreremo che la 2• schiera. non deve llm:lorsi al~ ~o r~cglianza dei fian chi"e delle s pall~i dcli~ ,1 . Tulle e tre hanno per primo obbietLivo _la d1slr~:llon~ del nem ico; qu indi , quando la ,1_" schiera carica c:1 avve_r , nle , la ,..,G)", oo·ellandosi sui fianch i delle f10 . truppe · 1 3" ,· l'appo<Y.o-ia e la sostiene· e par1ment1 a sa11e, oo ' . · · 'ct·sia · p restando valido aiuto alle due pnrn e schiere, sia t_ngeodosi contro l? rise ~·ve nemic_he ha pe1· còmpito principale di decidere il co mbattimento .


/

430

DELLA CùNDOT'l'A

Devesi ancora awire per ·principio: Ch_e o?ni _schiera può prendere la formazione prn acconcia, 10 linea, a scRgl ion i, er.c., oppure avere una parte spiegata in linea, · un'allra a scaglioni, ed in colonna ecc.; . Ch~ sarà sempre vantaggioso di reslare in colonna 11 maggior tempo possibile; . Ch_e ne!l'a\:anzare all'al!acco de,~esi scegli ere quella fo1maz1one taLL1ca,_ la quale non sconvolge, od almeno sconvolge meno d1 un'altra le unità LaLliche oro-aniche 5 come la brigala, il reggimento ('I); ' (,f~ ~ ma~giore scl_iiarim: nto, riportiamo qu i sotto due esempi di formazione dr una brigata III due schiere a scaglioni

Figura 4 ~· sq. 4• sq. 4° sq.

1o sq.

so· sq.

3° sq.

l

431

DEI GROSSI CORPI DI CAVAT. LERTA

Che un auacco-lipo è quello nel quale l'attacco frontale e quello sui fianchi nccadono simultaneamente ('I); Che in caso d'esito infelice, è obbligo della schiera susseguente di disimpegnare la linea costreLla alla ritirata, attaccando possibilmente il fianco dell'avversario; Che riuscito un allacco si deve subito procedere all'inseguimento arditamente, ma soltanto con poca forza; Che dopo l'aLtacco, sia queslo riuscito o no, è di massima importanza di ristabilire l'ordine, e raccogliersi immediatamente, ecc., ecc. Come formazione-tipo poi si può ammettere quella mes.~a in pratica dal maggiore generale v. Schmidt nelle manovre di cavalleria dell'autunno ,t 873 (2), cioè: la divisione di 6 reggimenti è formn la su tre schiere, ogn i brigata costituisce una schiera; la 2" schiera scalata sui finn chi a destra, la 3" a sinistra della 1"' schiera. Tfo squadroni della 2" sehiera, con grandi in lervalli fra loro, seguc~no a ·100 passi di distanza la ·1a colla missione di riempire i v-uoti che per avventura si verificasssro nella stessa; la 2a schiera sta a 300 passi, la 3a a 450, o 500 dalla prima. Avremo quindi la seguente formazione : 1

l O reggimont.o

2° sq .

1° sq.

2° reggimento

Figura 2 4° sq.

s•

sq .

-- -~-

----------2• sq.

1° S'J .

1• reggimento

-4° sq.- 3°--- -sq. 2° sq. 1• sq.

~20 reggi ,neuto

È evidente che ò preferib ile la formaiione della IÌ"" 2 in confronto dell'a ltra. " ' .

(~ ) Teoricamente si può esternare il desiderio di una simile combinazione; in pratica, e specialmente in g uerra. manovrando con grosse forze, è quasi impossibile d1P, i due attacohi avvengano nello stesso tempo. (2) V. Re lazione del maggiore PEDOTTI sulle ma novre eseguite dalla cavalleria tedesca nei mesi di agosto e settembre 1873. Rivista mil-itare, puotata del settembre ~ 874.


43'.2

DELLA CON DOTTA

DEI G-UOSSJ CORPl DI CAVALLERIA

1• Schiera Una brigata in linea di colonne (i n guerra S squadroni)

.2•: Schiem Una _ brig.lin _:y_ linea _ di_colonne _

3°

Scihiera

Una brigata \ in m3ssa

Tale formazione presenta il notevole vantaggio che ogni schiera è composta di un'inlera un ità, quale si è la brigata, ed è comandata dal proprio capo direLto. Non sempre però si po trà avere sotto mano l'.i ntiera divisione, e segnatamente nel servizio d'esplorazione, nel quale con molta probabilità si divideranno le tre brigate almeno in due colonne. Per terminare adunque ciò che ha tratto a queste formazio.ni, dobbiamo ancora occuparci del caso, nel quale non si abbiano alla mono che sol i 4 reggimenti. Il colonnello Verdy du Vernois nei suoi Stndien iiber Truppen-Fi.i.Jirung ('I) reputa ottima la forma~ione seguente : (4 ) li Thcil. Die Cavallerie-Division im Armec Vcrbandc. - Zweites Heft. - Berliu 1874·

433

la ~" schiera formata da un reggim ento; la 2.. schiera formala da un secondo reggimento; la 3" schiera formata dalla seconda brigata, la quale in caso di ~ecessità può ancora scompo!·si in du.e schiere. Qui però dobbiamo osservare, che 11 terreno, le circostanze del mornenlo, ed infine il talento del generale possono modificare queste formazioni sino all'i nfinito. E ciò basti per quest'argomento. Relativamente agli attacchi, vuolsi notare che è d'uopo stabilire una differenza fra un attacco, al _quale si decide una massa di cavalleria sul campo d1 battao-lia, ed un attacco in servizio di esplorazione. o . ' . Sul campo di battaglia e contro cavalleria sara ottima disposizione lo spingere all'attacco l'intiera divisione, tenendo conto di tutte le norme ed i princìpl' che re-. o-olano questa import.ante azione. In servizio d'esplo~azione la bisoo-na è ben differente; avverrà infatli ben di rado che clu~ masse cli cavalleria, giù formate per l'attacco, si trovino di fronte, e la prudenza riçhi~de che s'impieghino le proprie forze poco per volta, srn_o a che non si veda chiaro nella situazione. Così una divisione di 4 reggimenti, clisposla su tre schiere, non farà: avanzare sicuramente l' intiero reggimento della 1" schiera, qua odo le si presentino innanzi uno o due squa · droni, bensì impiegando, per esempio , la 1a schiera a scaglioni, potrà prolungare i l combattimento sino al ~omento d'essersi assicurata delle vere forze del nem ico, ed in allora prendere con cognizione di causa la determinazione che stimerà più conveniente . Parimenti urtando contro grosse forze di fanteria, una divisione di cavalleria deve ad ogni costo evitare una zuffa generale, nella quale l'esistenza dell'intera divisione potrebb'essere compromessa; e piuttosto momentaneamente ritirarsi, anzichè esporsi a sì grave pericolo. Una disfatta che toccasse ad una divisione 1

A NNO XIX. Vor,. IV

28


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DELLA CONDOTTA

DEI GnOSSI CORPI DI CA.VA.LLERlA

di cavalleria, mentre manovra sul fronte dell'eserciLo, non sarebbe dannosa alla sola di visione, ma potrebbe esporre a seL'iO pericolo lP- truppe del proprio partito! che in tutta sicurezza le marciano in coda; egli é perciò che a qualunque patlo è d'uopo sottrarsi a q u~sta eventualità. Venendo all'attacco, é impossibile di deLerrn inarc il vero momento dell'impiego delle varie schiere, il quale sarà sempre subordinato al terreno e alle manovre del nemico; d'altra parte, se per qualunque caso si potessero avere delle norme fisse per l'ufficio d'ogni sch iera , la rondotta della cavalleria non sarebbe più quell'arte difficile, quale tulli i tattici riconoscono essere eilellivamen te. I n un'azi one generale, ai tempi òi Federico 11, le tre schiere prendevano il trolto, il g/lloppo ed infine la carriera simultaneamente. Un .sim ile procedere non sembra ora il più adauo . È costante, che ove il comandanLe della 2° schiera sappia, in que i poch i momenti che ha a sua disposizione, discernere il punto rnigliore per l'attacco , e sappia padroneggiare sè stesso ed i 1·eggimen ti ei suoi ordini, in moùo da entrare oella mischia qualche minuto dopo, e s u di un punto più lontano, è costante, ripeto, che si ouenanno maggiori risultati. Di qui l'assoluta necessità di avere intell igenti cond otlieri delle varie schiere, di qui la necessità di iniziativa pei comandanti in sott'ordine. L'impiego poi della 3a sc hiera dipende essenzialm~nte dall'esperienza e <lai gen io del generale. Il com andante la divisione deve rinunciare a caricare, come semplice soldato, coi reggirnenti delle due prime schiere; u lui sulle prime spetta solo l'incarico d'indicare la direzione dell'attacco, ma più tardi l'ufficio importantissimo di guidare al comba LLimento la riserva. E norme in proposito non si possono dare; anche gl i esercizi

435

del tempo di pace, rappresentando in modo troppo imperfetto una pugna di cavalleria, poco po~sono aiu~are per acquistare esperienza nella sce lta di questo 1mportanlissimo momento; un Seydlitz si coprirà di ?loria, ed otterrà un vero trionfo, un altro generale invece sacrificherà inutilmente le sue truppe. Circa agli attacchi con tro fanteri a od artiglieria, è chiaro che si dovronno odo Ltare formazioni. e principi differenti da quelli che s'impiegano per auaccal'e la cavalleria. Il generale v. Schmidt, in occasione delle manovre dell'autunno 1878, prcscrisSF! in proposito ( 1): che la fanteria devesi semprP auaccare nel fianco, ed almeno con tre scagli oni, i quali si seguano l'un l'altro a breve distanza; che l'artiglieria vuol essere attaccata nel fianco, e contemporaneamente caricata di fronte per mezzo di un a carica in ordine aperto. . . Finalmente come norma generale per qualsiasi attacco ricorderem o che in qualunque posizione, sia di aspettativa o di manovra, sia ancoro. nell'avanza~·e a~l'attacco, ogni sch iera deve pensare alla propna sicurezza; debbono cioè semp re trovarsi de'cavalicri sul fronte per osgervare il nemico ed il terreno, e piccole pattuglie si devono avere sui fianchi. A completare in certo modo il nostro lavoro, ne rim ane a dire qualche parola riguardo all'artiglieria addella alle divisioni di cavalleria. Osserveremo frattanto che soltanto l'unione della cavalleria coll'artiglieria può rendere possibi le un efficace ser vizio delle division i di cavalleria; al quale scopo è necessaria un'arLiglier:-ia leggiera, mobile, trainata da buoni cavalli , capaci di percorrere lunghi tralli di strada 1

1

(·1) V. Dic grossen Ifovalleric-Jlfanover in der preussischen Armee, (Herbst ~873) nel Bcihcft .zum e Militair Wocbenblatt • del

gennaio 487 4.

t


436 · DELLA CONDOTTA anche a veloce andatura, e sovratutto ben comandata. Il còmpito dell'artiglieria presso le divisioni di cavalleria è difficile; essa deve trovar modo di porgere un valido aiuto alla cavalleria nel momento della carica, ed a quest'uopo deve saper trovare una posizione sulle lai che non impedisca l'azione dei reggimenti a cavallo, e dalla quale possa battere col proprio fuoco le truppe nemiche. All'ufficio di preparare le cariche può fac ilmente rispondere dirigendo il fuoco de' suoi pezzi contro le t.ruppe che si vogliono attaccare; ma allorchè la ·1 " schiera muove all'attacco, le incombe il diffìcile mandalo di battere col fuoco le riserve avversarie; mandalo irto cli di1Iicoltà, che solo saprà disimpegnare un'artigli eria, la quale nel tempo di pace abbia preso parte a grosse fazioni di ca valle ria. E qui torna acconcio di osservare, che non è soltanto per approfiuare di una favorevole occasione che può aver luogo una grande azione di cavalleria sul campo di battaglia; avverrà ancora che talvolta sia ordinato alla cavalleria di tentare un grande attacco contro un punto della linea nemica. Così, per esempio, una o due divisioni potranno essere destinate a manovrare contro un'ala del nemico, ed alle spalle dello slesso. Sono questi (le ali e le spalle) i punti deboli della linea nemica contro i quali può essere impiegata la cavalleria con probabilità di successo; ed ulilizzata in questo senso <lessa potrà forse decidere . dall'esito di una giornata campale. In questo caso non trattasi certamente di aspettare l'occasione propizia per attaccare; al1'artiglieria spetla di preparare l'attacco, all'artigli eria di sostenerlo, all'artiglieria infine, riuscita la carica, di trovare il mezzo di mantenere la posizione conquistata. L'unione della cavalleria e dell'artiglieria potrà ar-

"' DEl GROSSI CORPI DI CAVALLERIA

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recare nelle guerre future grandi vantaggi, a patto però che una cavalleria ben guidala sia sostenuta da una abile artiglieria. Tutte le osservazioni da noi fatte sulla condotta dei grossi corpi di cavalleria si possono quindi ri·assumere nell'assoluta necessilà di avere: 1" buoni cavatli · 2° soldati istrutli 3° abili capi. Senza buoni cavalli, cioè robusti, agili, ben addestrati e provati a dure fatiche, non è possibile di eseguire attacchi di 1000 o 1oOO passi, quali sono ora richiesti dalle nuove armi; secondariamente, non si possono percorrere lunghi lralti di strada a veloci andature {a galoppo allungato ), il che è parimenti ne. cessario per giungere in tempo debito là dove è domandala la cooperazione dell'arma a cavallo. Senza so.ldati perfettamente istrutti nell'equitazionee nelle evoluzioni, la cavalleria non potrà mai mano~ vrare a veloci andature senza rompere l'indispensabile · coesione delle sue parti. E qui a~cenneremo di volo che è d'uopo abituarsi a manovrare ànche senza udire i comandi, come avverrà in guerra nella pluralità dei casi. Cli squadroni nelle grandi manovre vogliono essere abituati a manovrare seguendo lo squadrone di dir!:)iione, i capitani debbono saper condurre i loro squadroni a posto in ogni occasione, mantenen do l'intervallo, se non quello regolamentare, almeno non di molto maggiore. Soltanto con un accurato addestramento nelle evoluzioni, e con molta pratica acquisita in grosse manovre, la cavalleria potrà riprendere il posto che pur tenne per molto tempo . A tuLli poi è nota, da tutti è sentila la necessità di a vere abili capi . Il gran Federico nella giornata di

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DELLA COND01JTA DEI" GROSSI CORPI DI CAVALLERIA

Hochkir:k riunì. sotto il comando di Seydlitz tuHa la cavalleria col ~1!ficile mandato di coprire la ritirata·; eppure parte d1 ; quella cavalleria era comandata dal bravo Ziethen, già generale, quando Seydlitz era anco:va.- maggiore! Lo studio e la pratica possono fornire alla cavalleria i ~api_ di cui ha _bi~ogno; non si avranno dei Seydlitz, po1che un Seydhtz 1..non si diventa , ma si nasce · si o~terranno p~rò degli intelligenti ed esperti generali, ~he dt nuovo gmderanno alla, vittoria la nostra arma·.

MARZIALE BIANCHI

n' AnnA

Tenente nel 3° reggimento di cavalleria.

RIVISTA BIBLIOGRAFICA

Di alcuni frulli della fJtte,•,•a del 1!870-11 ,aeivarii ,•ami (lella milizia, per C. Cons,, colonnello di stato mag-

giore. - Firenze 1874, tipografia o cartoleria militare di Tito GiuliaQL Noi no·n esitiamo a porre il presente lavoro del Cons1, che vide per la prima volta la Juco nella Nuova Antologia, fra i più belli che siano usdli dal la sua feconda penna. È una scorsa poi varii rami del l'arte mi litare, falla colla scorta della luce gittata dai fatti della guerra del 1870-71, e con larghezza e profondità di veduto. Noi vi troviamo riassunta, formulala, o corretta l'opinione pubblica militare . quale si è venula a poco a poco formando sul le dectu1.ioni a cui quella guerra ha dato luogo. Mo lte idee, che informano il modo di pensare del mondo militare, vi si trovano esposte in una forma nella, concisa: molte che sono tuttora un poco allo stato nebuloso vi sono rischiarale: alcuno altro, che sono erronee, vengono raddrizzate: talune infine, che sono concepite sotto una forma un po' troppo assoluta, un po' troppo rigida, sono ricondotte al loro giusto valore. Pella mole è un libro a lla moderna; è una brochure; ·pel contenuto è un libro a ll'antica. Il lettore non ha da affrontare cho nna settantina di pagine; ma v'è dent1·0 condensata tanta materia da fornire oggetto di considerazione e di studio per parecchi giorni. Si capisce da ciò solo quanto sia diffìcile render conto di un libl'O cosifallo. Come riassumere ciò che è già un riassunto compendiosissimo, un distillato, diremo cos·1, di lunghe considerazioni? Se noi vogliamo caratterizzare il genere di osserva -


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zioni che vi si contengono, diremo che questo libro ò una guerra alle ricotte, un correttivo alle conseguenze che sonosi volute tror re troppo generalmente dai fa lli di u na sola campagna. i\Ja appLln to perchò il Corsi ci insegna a procedere con riguardo nel trarre dalla storia gli insegnamenti che essa contiene, ma che non sono fecondi, se non estesi a u n largo giro di fa lli e sussid iali e conformati dal ragienamento, noi verremo sommariamente accennando ai punti ne'quali ci sembra che là sua opinione possa essere accettata senza r iserbo, ed a quelli, in cui qualcho dulibio è posto nell'animo nostro. Egli ci parla in primo luogo de'q:iadri. Con argomenti non nuovi certamente, ma formulali. riassunti con molta evidenza o precisione, eg li dimostra come la soliditù d'nn esercito costituito, come sono oggigiorno costituiti gli eserciti. consisto specialmente nella hontà dei quadri, o reclama corno tipo una compagnia che abbia uua cinqu nntina di g raduati , <.!ostinali t1 comandAro, a guidaro, ad ommiuistrare duecento uomini di bassa fol'za o gregarii, com'egli li chiama nella lingua tulla sua, od a cui non abbiamo ancora completamento fallo l'o'recchio. Tocca ndo di questo questiono, la quufo è da lui piullosto posta che risolta, egli viene puro :i toccare delle scuole Il <loi collegi militari, argomento spinoso. che si col!ega colla questiono più generale dol sistema di educazione e di istruzione, coll'indolo particolare o colle tondenzo <lolla nazione. li Corsi si dimostra partigiano delle scuole e dei collrgi militari prgli adolescenti, i;istcma cho vincolerebbe i giovani fi n dai primi anni ud una determinata car rrnra. Per quanto buoni frutti egli si riprometia da un tal sistema, ò pur sempre una cosa graYc questa di decider11 sul la sorte altru i, e di crear e in tal modo le vocazi oni. Poichè si discorre tanto di ciò che si fa in Prussia, e che il Corsi è appun!o così attento a vedere ciò che v'è <li buono a pigliare da essa e ciò cbo lo è meno, ci maravigl iamo ch'egli non ab bia io ciò propos to co me degno d'imilnziooe quanto si pratica colà, dove le coso sono r egolale io guisa cho l'i;,tru;done imµart ita nella scuole militari abiliti a Car pa$saggio io qualsiasi carriera civile, e vicever sa che l'istruziotio impartita nelle scuole ord:narie apra l'adito alla carriera militare, realizzando così in questo . cho pure ò il cardioo di tulle le istituzioni, quel carall.ero di uu itit armonica che fo rma va già il disti n tivo di:lla repubblica romana , per cui le istituzioni mili tari erano inLilllamente componetrale nelle civili, e lo uno e le nitre non formavano che uoa cosa sola..

BIBLIOGTIAFICA

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B oon ò a dire che con ciò si esca dal campo nostro; il Corsi appunto no esce, e fa del i(1 lt1rghe corse attraverso il campo socia le, fuori dei limiti che sono fissati strettamente a l campo militare. Poichè si tratta di tracciare l'ideale verso cui si devo teodera, porchè non prendere la questione dal suo principio. porchè non ideare un sistema militare che form i un tutto armonico col sistema civile e politico dello Stato? A provvetlere l'esercito di buoni uffìciali, furono già imma.ginoli e pos ti in opera molti mezzi, i quali ho.uno portalo buoni frulli, od anche si comprendo come so ne potrebbero immaginare e realizzare altri cho risolverebbero il problema. Ma pei sotL'ufficiali una vera soluzione non s'è ancora trovata. Nuo sa 1·ebbe questo un indizio che il problema non è solubile a questo modo nella oostr« società d'oggidì, o cho quindi bisognernbbe forse questa soluzione cercarla in una direzione tutta nuova ? Colle due categorie bon distinte che presenta un esercito al giorno d'oggi, l'uoa di uomini che della mìlizia fanno la loro carriera, e l'altr a di uo mini che pagano u n temporaneo tributo, non ò forse ogni dì più uua cosa difficile e presto impossibile quella di avere nolle file uomini pe' quali la milizia Hon sia semplicemente u n tributo, ma non sia nommeno una carriora? E so veramotito cos'i fosse, non sarebbe a ll orn il caso, inveco di correre dietro a questo soll'ufficialo che ogni giorno più ci sfuggo, di indagare se la società modorna, co·suoi strati rno lliforrni , possa offrirci il modo cl i co mpensare ta le insufflcienza? Ecco quello su cui avremmo desiderato dal colonnello corsi udire una parola che dai falli del passa to e dol presente ci facesse preveder e l'al'veniro. Ma ~u ciò la nostra curiosità rimase delusa. 11 punto in cui l'opinione dtl Col'si ci sembra meno sicura, meno nAlla, è quello che si r ifer isce al valore stralogico delle fortificazioni. Egli accenna allo dotto o vivaci discussioni che si olevarono su questo argomento uogli ultimi anni, allorcbè si ugitò fra noi la qupsliono del la difesa del paese. Egli acctinna a i duu sistemi d:ffe renti che vennero propug nati, - ai quali si possono ridurre tutte le varietà; l'uno. che per lascior libera l'azione dol comando supromn, vuole procacciargli sos tegni stabil i ovunque esso io tenda agire. sistema , che avrebbe quindi per cons!'lgucnza di coprire tulta l'Italia di piazze, teste di ponte, ccc.; l'altro che, ritenendo già vincolala dalla str uttura del paese l'azione del comando su premo a corto linee ma-


IUVISTA

gistrali, vuol concentrare la difesa interna in pochi od anche in un solo punto. Non v'è nel lo scri llo del Corsi una sola frase posìlivii, che dimostri la sua adesione al primo sistcmn: ma qm~sla sarebbe la conseguenza logica dol rifiuto ch 'egli ra dell'altro sistema, dol qnsle sollanto egli si occupa . Da avversario coscienzioso, e che conosco la forza propria o quella degli avversarii, egli r eca i principn li argomenti cho si adducohci dai sostenitori del secondo sistemi!, o li riassume e li formula in modo che nessuno di questi polrebhe desiderar di megli,1. )la quanrlo poi s'accinge a voler persuaderA i suoi lellori del i;ontrario, invece di ribaLlore quegli argomenti ad uno ari uno, eg li si accontenta di prenderli in complesso, e di contrapporvi alcune osservazioni. E diciamo il vero che nemmnno questo ci parvero troppo concludenti. A nni sembra cho la preoccupazione da lui manifest11ta perchè da tal sistema di difese venga troppo vincolata l'azione del comanrlo supremo sia davvero soverchia . Per quanto si fa ccia, per q1J1:1t1to si provodano e si prefissino le lineo diretlive cardinali del comando supremo, rimartà sempre a quest'ultimo una sufficiente quantità d'incognitc, perchò esso possa trovar campn a mnnifestaro la sua iniziativa. L'elemento tempo, l'elemento 1·appo1·to delle forze, l'clomento morale soprntuLLo lasceranno pur sempr e una latitudine più ch e bastevole alla mente che dovrà dirigere gli sforzi dell'esercito; e Dio voglia che non sia ancora troppa, invece che troppo poca! Giacchè ìnfiu de'~conti, so il Corsi ha f1ide , com'egli dice, nell'ùigegno umano, nella f<rrtima, neL caso, noi chied iamo se non sia piì.1 saggio, per chi si preoccupa assai più della salvezza til'I pae.,e che non dei miracoli clell'arte, l'aflìdar.;;i nel le istituzioni. nel preordinamento delle intelligenzo, delle volon tà, dei mozzi? E poi delle cluo l'una. O quosto uomo superiore al momento del bisogno l'avremo, e, siccome non si tratta qui che di dife~e destinate a parare ad un grande rovescio, egli saprà porLaro la guerra fin cla l principio ne'suoi vori campi, e renderà inutile l'erezione di quelle fortificazioni; egli saprà valersi di quanto fu preparato, ma nello stesso tempo trovr.rà pur sempre modo di far brillare In sua individualità. O sarà il caso inverso - e purtroppo questo caso inverso bisogna pure mellorlo a calcolo - o non sarà eg li meglio che il lavoro di preparazione sia staio fallo in modo da imp"dire a quel generale di uscir troppo dalla via tracciatagli innnnzi?

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Il Cor~i , dopo avere riferite lo principali ragioni che sì adducono dai fautori di tali opinioni. afferma ch'esso provengono in drilta linea dalla g uerra del 70-71, la qual e, per quanto grande sia, è ancora Croppo poco, per potervi fondar s_opra delle deduzioni sicure. Ci scusi l'egregio colonnello, ma siamo d'avviso cho i suoi oppositori, piulloslochè av<'r l'occhio a qnolla guerra, abbiano l'occhio al futuro. - Quando_ essi dicono che la g1ier ra oggidì si {a grossa sin daL primo momento e risolutiva; che q1tindi la di{esa deve porre in ope1·a tutta la sua possa in qu,eL p1·imo momento_, sicc~iè non è sperabile nè supponibile. e nepp1.br {or·se ~eside1·0.bile c~te ~e 'rimangano i mezzi per protmrre lei ,y·esistenza olt'.·e !l limite del pl'imo campo strategico, ecc., - quanòo ess1 d1con? ciò, gli è che pensano che, coli' adoziona genera le del sistema prussiano presso tutte le principali potonze d'Em:o pa, assai difficile si darà d'ora innanzi il caso. che pur s'avvero nel 1870. in cui i Francesi fur.ooo ben lontani dal fa re sin dal principio. l'eslromo de'loro sforzi. Essi tengono d'occhio appunto ari un fatto, che purtroppo sfugge a ll'osservazione generalo, bon chè semplicissimo, ed ò che, se i Frnncesi poler?no di tant? protrorr? 1a· toro resistenza, e menar tanto le cose in lungo, s1 fu perche poterono a poco a poco utilizzare tante risorse, eh? _non ave~an~ preordinale pel primo momentc,; so Gambella po Le 1mprov_visa1_c, armille su armate, si fu perchò non s'era gittata nella b1lanc1a poi primi urti se non una parte assai piccola dì quei mezzi che la, nazione nvrebbo po tuto fornire . Del resto lasciamo parlare il Corsi stesso. Pel'chè diflìd~re_ della potenz a del tempo e deLL'educazione? Quel popolo che ieri si lasciò cade,·e le anni di mano dopo la P'hma sconfitta, TRA QUALCHr-: ANNO potrà prendere la sna rivincita. Noi crediamo chc, i sostenitori dell'opinione comba ttuta dal Corsi non si potessero aspettare una concessione più larga di questa. .. . . Ed ora facciamo punto colle cr1t1che, lo quali piu ttosto che tali sono le espressioni di dnbbi. Lavori come questo del Co:si hanno ciò di particolare, cho non esauriscono la materia, 0 fanno sorgere nell'animo del lellore una qnantit.ì di considerazioni, nolle qunli priocipalrnento consiste il frutto dolio scritto. In questo senso devono essere intese le nostre osservazioni. Per tutto ciò che segue noi non abbiamo cho ad esprimere la nostrn piena adesione. E così per la nuova teoria, diremo1


1UV1STA

meglio, per la nuova ricetta degli avvolgimenti, considerati nella sfera tattica. Per coloro che guardano più alla forma che :Jlla sostanza, direbbesi che la manovra avvolgente sia divenuta ornai la sola poss ibile, la modalità ne.cessaria, indispensabile ' dell'.at~ac?o . Ma appun to perchè tutti lo dicono e lo r ipetono, tutti v1 s1 preparano, ed allora gra n parte dei frutti che tal manovra può dare vanno perduti.« Ecco un argomento di vittoria « veramente efficace; l'ignoto: l'inaspettato,che pro<!uca sorpresa " e sconcerti i disegni e gli apparecchi dell"avversario. Tale è « l'avvolgimep to per chi si aspe tta di essere assalito da fronte; « tal_e ~ l'attacco fronta le, con isforzo d'ala o di centro, per « chi s1 aspetta d'essere aggirato l). Passando alla manovra avvolgente nel campo strategico, non possiamo resistere alla tentazione di ri produrre testualmente quanto il Corsi ne dice, tanto pih che ved iamocome siano ancora radicate le ideo del la scuola ,j ominiaoa. «. D~p~ aver le~to o uai to per anni .e ann i l'apologia delle po" siziom centrali e delle l'inec ititerne dai maestri di scienza « ~nilitare, ed averla ripetuta ai neofiti in strategia, dopo avere « 10nalzato a grado d'assioma la massima, che la inforiorità << numerica può essere ampiamente com pensata dalla centra€ li~à strategica , gli odierni stra legisti hanno sentito il bisogno « d1 scrul~re e sp irgare le ragioni del fe lice esito dei grandi « avvolgimenti del 1866 e del 1870-71. Bisogno che non era « ·egualm.en te sentito per fermo da coloro i quali non avevano « accetta to senza qualche riserbo, o per lo meno senza ammets · •. tero qualche possibile eccozione, quella così rigida dottrina:. " Or bene; lo ragioni vedute e disvelale, un po' da uno, uu • po' da un altro, possono ridursi a questi tre punti capitali: « l' la soverch ia nza numerica delle fo rze ollre un certo ~< limite, uni ta al .dopp io vantaggio dell'iniziativa strategica ed « una vigorosa condotta, perm&tte l'uso delle linee esterne. " purchè le operazioni siano esegu ite con segretezza, rapidità « e accordo (lì; " ·2° le condi~ioni_ geografiche del teatro della g uerrfl pos« sono essere tah da 111cagliare la difesa centralo e all'opposto < favorire l'attacco avvolgen te (2); . (1) E 4LLi avremmo desiderato un cenn o sulle facilitazioni che ar reca il telegrafo all'offensiva i_n tali contingenze. I lettori ti·ovcranno questo cenno adombrato_m segui to; ma avremmo desiderato qualcosa di più. • (2 ) E tal~1·a tah condizioni souo tali che s'impongono inesorabilmente, •- non_lasciano llbe ra la scelta, ad onta di tutti i bei ragiouamenU dei retori della st ra tegia.

BIBLIOGRAFlCA

«· 3° a fronte d'un nemico superiore di forze ed energico, « i vantaggi della posizione interna, se chi gli ha non sa trarne

« profitto con r etto cri terio e senza esitanza, faci lmente si con« vertono in gravi pericoli. « Ma v'è un altro punto; quello cioè della soverchianza degli « spfriti dalla part,i dell'assalitore, la quale può crescer virtù « di resistenza a questa o quella delle masse di lui momentac neamente separate tanto da renderla capace di sostener l'urto « della massa prevalente del difensore fino a che altre masse1 « non sopraggiungano ad aiutar quella prima e far sena in-:, torno al nemico. e E un altro ancora. Le manovre avvolgenti, così sul campo « strategico come sul tattico, sono divenute meno diffi ci li e « meno pericolose ai dì nostri per conseguenza dello mutate « eood izioni del comando nei vari ordini della gerarchia mi« litare . Cresciuta da un lato la mole degli esercili, o quindi « studiata e praticata una partizione delle forze e degli offì cii « che permetta il facile maneggio di cos) grandi masse, eree sciuta dall'altro lato, e di moltissimo, e per consegueoziale « necessilfi, la istruziono negli ufficiali dei varii gradi, ciò che « prima non e1·a sperabile se non che dalla più stretta unione, (( nel senso più materialo della parola, e da un vincolo strel< tissimo tra il comando e .l'esecuzione, per cui i singol i alti « delle masse erano guidati da momento a momento dal ge" neralissimo, oggi lo si può sperare dalla bene intesa distri« buzione doll'autorilà ,, della responsabilità tra i capi cli vari o (( ordino, dall'accordo d'un'avvedula e solerte a ttività esecutiva « da parte dei secondi, dei terzi e via dicendo, sollo il governo « d'una attenta e lucida attività direttiva della mente suprema. <.< Quello spirito animatore che prima era ristrèllo nel condot« tiero del piccolo esercit.o. e bastava ad avvivarle tutte, che « poi parve pigro e scemo, quando l'esercito si fe' g igante e (( quello spiro rimase per sempre accentra to, oggi è diffuso per e tulle le membra dell'i:"1menso corpo, e pu r non cessa di es« sere uno. È la di visione del lavoro applicata al governo dei « popoli in arme, aiutata, non creata, così credo io , dai nuovi « mezzi di rapida comunicazione; sorta, come ho dello, da no« cessità , sanzionata dalla pratica, r egolata dallo studio, dive« nuta oggimai uno dei cardini della milizia e della guerra . « Per essa sono diYenuti possibili, faci li ed efficaci tali atti, che « in passato furono a ragione rP-putati pericolosissimi; por essa « vediamo compiersi con perfetto accordo lal'ghe operazioni


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BIBLIOGRAFICA

RIVIS'A

c. che ~ vec';Y maestri avrebbero condannalo come slegate, ~ scu?J~.~iene d'incogni Le e feconde di guai, -si palesa an,:he " ~gh ?c~h1 meno veggenti in certi alli di iniziativa dei -capi ·• m~er_1or1, che _a prima giunta paiono scarti, ma si veggono· « poi r1spondent1 allq intento cui mira la direttiva generale. Così a la_ mente in guerra empie i moti, accorcia le distanze, sup« phsce al contatto de?'. gomiti, e non solo governa, ma conq duce.~ comba tto. E cos) soltanto si possono maneggiare ·« es0rc111 d'un mezzo milione e più di giovani mediocremente « addestrati e non agguPrriti con un influito strascieo di bi« sogni, come un tempo si maneggiavano quel li di 50 e 60 mi la « veterani con un soguito di poche cen tinaia di somieri e di « cani ». Altra ricetta contro cui si eleva il Corsi è quella dell'impiego doll'artiglioria a grandi masse in prima linea. Giustamente egli r ichiama l'attenzione del pubblico militare ila liano sulla o-ran differenza che corro fra i nos tri campi e quel li in cui s/'trovarono a combattere i Prussiani. Dove e come potr emmo noi nei nostri terreni trovare il modo di spiegare quelle imponenti masse di artiglieria, che vediamo apparire a Sadowa, a Vionville, a Gravelotte, a Sedan? Se per le nostro avanguardie si adottasse una dotazione in artiglieria, come quella che oggi sembra invalsa di regola per le truppe prussiane, a quanti guai, a quante difficol tà non andremmo noi incontro ? È ciò ch e già taluni dissrro, è ciò che molli non vogl iono ancora intendere, è ciò che il Corsi si studia di mostrare in questo suo scritto; egli propone si studino accuratamente i noslri terreni, e per via di oss11rvazioni ripetute e diligen_ti_ si venga a stabilire la dotazione d'artiglieria per ogm dms1one e per ogni corpo d'esercito. Noi facciamo voto che talo proposta venga accolla e se ue faccia tesoro nell e esercitazioni dei campi d'istruzione e nelle grandi manovre. Que_sta_ stessa ~sservazione della €1ifferenza di terreno fra quei carnpt d1 ba ttaglia e i nos!ri, conduci) il Corsi a consig liare di andar cauti nell'accet!are por la fanteria quegli ordini da comhallimeu.to che furo no troyati come i meglio acconci per quei terreni, dove, all'infuori dei boschi e dei villaggi, non s'incontran_o_ ostacoli nè ripari, dove sou cosa rarissima i fossi, le siepi, le viti e quella fitta alberatura che sono così comuni nelle nostre piaq.ure. « Lo spicciola mento, egli dice, è come certi disgustosi « rimedi,cui la duopo rassegnarsi.per.guarire d'una malattia. Ne ·« prendiamo quel tanto solo che basti, e appena possiamo farne

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meno, li buttiamo via con gran soddisfazione. Vens:a alcuno e a consigliarci di prenderne per imi tar questo o quello, quando « non ne abbiam bisogno )... i> . Semplici, chiare, persuasive sono pure le osservazioni che il Corsi emette sull'impiego della cava lleria nel servizio cos) detto di avariscoperta. Giustamente egli fa notarn che cl ifficilrnente si darà d'ora innanzi il caso che si avverò nel 1870, in cui la cavalleria d'un esercito, male addestrata, anzi ignara affollo di tal servizio, lasciò libflro il l:ampo all'avversaria, la quale potè così rendersi utile cooperatrice de l comando suprnmo. Perciò tenuto cooto che ii còmpito della cavalleria non saril più per t'avvenir-3 così faci le, come fu qut'-llO della cavalleria tedesca in quel la guerra, egli form ula in poche massime quale avrà da essere pcl futuro il contegno di quest'arma in tale servizio. E trasportando anche qui la quesLionA nel campo pratico, ed osamiriaudola in riscontro co lla caratteristica de'nostri terreni, egli avverte comB non sia poi taoto ·da accollare quella riduzione nella forza numerica di quest'arma, paragonata a quella delle a ltre armi, che sembra cosa tanto natura le pel nostro eserci to, vista la natura speciale de'nostri terron i: poiehè se l'esser questi più frastagliati e rotti, può da una parte giustificare una tale tendenza, bisogna pur tener eonto del correttivo che consiste nella natura oscura de'terreni stessi. « La « fanteria, egli conchiude su questo punto, non può far le veci " della cavalleria, e questa non basta, a r igo}.' cli parola, sia « poca ma buona, come alcun dice. Poca e buona basterebbe « per cominciare, o per guerra da r isolversi in pochi giorni. « In capo a qualche settimana ella verrebbe a rima ner tanto • poca, che I.Jisognerel.Jbe toglierla di scena por non sacr ificarla « inutilmente •. Pregevo li sopra tutte le altre sooo le ultime pagine dell'opuscolo, nelle quali si parla di qu elle vir lù militari che sono più che mai richieste negli eserciti moderni, A specia lmen te nel corpo degli ufficiali. t una corda che ne'suoi scritti il Corsi non si dimentica mai <li toccare, <} ben pochi certamente possono fa rlo coo a ltretlauta forza di persuasione. Luoghi comuni, se si vuole; ma, finchè non siano diventa li convinzioni comuni, sarà sempre utile vengano ripetuti, massime da coloro che hanno maggiot'e autori tà a parlare. l i Corsi t.crmina coll't-isprimere il voto che nell'educazione e nella v.ita nazionale si cootemperi l'irid'ivùtualismo colln statismo, con preponderanza piuttosto di questo che di quello. E noi ri« .a


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. DinLIOG-HA FICA

IHVISTA

teniamo cbo la for a delle costi darà in tempo più o meno prossimo esa~m to a questo voto. Finchè g li eserciti saranno una necesstfa - inutile dire se· trislè o no - sarà pure una necessità che lo Stato e la società facciano in modo da avere un esercito forte per n umero, solido per qualità morali; e colla costituzione degli eserciti moderni, i quali oggi più che mai vivono del la vita della nazion e, da cui son tratti, colla brevità della ferma, divenuta oggidì una condizione sine qua non della loro forza numerica, col la terribile micidiali là de<rl i alluali mezzi ~· a u l guerra, devesi pur trovare il modo cho gli elementi, cbo l'esercito raccoglie nel suo seno, non v'entri no grnggi, ma bensì preparati con tutte quello cm·è, che solo un legame più ristretto, più vi ocolatore della li bertà individuale pilò procacciare. I rettoricllmi del liberalismo già incominciano a passare di moda; ornai di tiranni, di despo ti non si parla più, senza eccitare le risa; ornai l'idea di considerare il Governo come il nemico comune perde terreno, e da molti si comincia a capire: anche da noi in Italia, che al di sopra di tutte le leggi, al di sopra di tutti gl'interessi v'è la legge de lla salvezza dello Stato, v'è l'inloresse co mu ne . a cu i, occorrendo, s i deve sacrificare quel tanto cli libertà individuale che sia necessa rio. Non è del r esto che questione di mis ura; perchè di q uesto tao.Lo già i l sacrificio è chiesto; resta solo a vedere se basti, o sia troppo o troppo poco. Auguriamoci quindi col Corsi cbe anche noi abbiamo a far nostro quel mollo, cho rese forte Iloma, che ora rendo forte la Prussia: Salus reip·ublicae sup1·emet lex esto.

Sttuli ·sulla eondolltl ,leile t'k'uppe e sui servizi tli secmada linea, di G. PoNZA n1 S. MAllTJl'iO, ca pitano nel 5° reggimento artiglieria. - Roma, 1874. - Tipografia Voghera . - Un voi. di 636 pag. con 12 tavol,~. Il libro del capitan!l DI S. MARTINO eontiene una immensità di materia, anzi, se ci è permesso di dire :francamente l'animo nostro, troppa materia. - Come memoriale pare a noi che sia troppo esteso, uscendo assai dai limiti di quei da ti positivi· e sicuri che s i amano in lavori di tale specie : come tra ttato ci sembra non abbastanza svil uppato in alcune parti e non dota to di quella omogeneità di materio che si domanda a un trattato. Se per altro non riscontriamo nel libro ·un carattere decisivo ci affrettiamo di soggiungere con pari imparzialità che lo repu~

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tiamo lavoro sotto molti rapporti commendevole, e lo· raccoman<liamo all'ufficia lità dell'esercito, che troverà in esso utile ma teria di studio e buona copia di nozioni dolio quali son certamente digiuni molti ufOciali clelìe armi diverse dopo i sostanziali mu tamenti che hanno in questi ullimi anni subìlo tutti gli ordinamenti ed i servizi militari in pace ed in guerra. L'autorfl mostra di essere ufficiale che conosce perfettamente l'arte sua, e che ha fatto con acuta in telligenza serii ed accurati studi sovra ognuna del le materie di cu i tratta nel suo libro. Questo è diviso, a seconda delle materie, in venti capitoli così dis ti nti: Marcie. - Avanguardia. - Retroguardia. - Accampamenti. - Avamposti. - Accantonamenti.- Posizioni. - Ricognizioni. - Combattimento. - ForLilìcazioui campali. Passaggio dei fiumi. - Occupazione delle grandi città - Guerra d'assedio. - Sussistenze. - Servivio del le tappe. -Ferrovie. - Trasporti per mare. - Telegrafi. - Servizio di sanità. Rifornimenti. I capito li che a nostro credere sono più acco~ciamente svolti sono: il 10° (Fortificazioni campali), 1' 11° (Passaggio dei fiumi), e lutti quelli chr, si rifuriscono ai servizi di seconda linea, cioè a quelli che hanno per i scopo di mantener l'esercito collegato al paese ed alla sua baso d'operazione e ad alimentarlo d'ogni risorsa cbegii ù necessaria per condurre e proseguire la guerra. Questa dei servizi di seconda linea ci sembra anche la parte dal libro che potrà riusciro di maggioro interesse, non solo per i dati e le pregevoli considerazioni che contiene, ma anche per la chiara esposizione che si fa del meccanismo col quale debbono funzionare in massimn tali servizi, essendo il capitano S. Martino il primo autore mi litare italiano chel tratta questa materia con tutta quell'ampiezza e quella minuzia che possono servire a dare una chiara idea dell'i mportanza de lla questione e delle particolarità doi servizi di cui parliamo a chi, o per ignoranza della ling ua o per impossibil ità di procurarsi i necessari documenti, non ab bia conoscenza dei regolamen ti e dei lavori tedeschi su tale argomento. Aggiungeremo anzi che il libro limitato a ques ta sola parte avrebbe forse oLleouto, con proprio "anlaggio, quel carattere speciale di cui ci siamo permessi di segnalare la manca nza in principio di queste nostre parole, acquistando quello di una interessante memoria o studio sui servizi di seconda linea, servizi.o la cui applicazione presso di noi n on è ancora stata determinala in tutti i suoi particolari. - Ad ogni modo si deve esANNO XIX, VOL . IV.

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J.'\cfVISTA

B!BLIOGHAFlCA

sere grati a11':iut f ' ~ ' l t O in Iuce uno studio così accurato su tale materia, g· cchè arpunto perchè il fu o;:iooa mento dei servizi di seconda li . ,a g iusta le osigenze della guerra rnodnrrrn non è ancora abbastanza conosciuto da noi, e non è ancora stato completa-, mente fissato in ogni sua parte pel nostro eserci to, è deside rab ile che si sollevi la discussione su questo campo fra g li scrittori militari italiani, per quan to ragioni troppo evidenti, perchè abbiano di bisogno di esso:re citntil, non permettano che in tale pubblica discussione si scencla a particolari troppo mir.uti circa l'applicazione ai caso nostro speciale di ciascuno dei servizi in questione. Citando i capitoli· che ci sembrano degni di maggiori lode, non abhian10 inteso certo di negar pregio agli altri, cia$CUno dei qual i. ri leva i bu oni studi e l~ mente ordinata, l'intell igente operosità del l'autore. - I capitoli relntivi alle· marco, ricognizioni, avamposti , al combattimento, insomma alla condotta delle t.ruppe sul teatro del le oporaziooi, sono stati sv olti dal capitano S. Martino, alla foggia dei piì.t recenti autori tedeschi, dando ni precetti l'appoggio di esempi pratici accuratamente studiati , dai qual i si scorge sovrfltnlto quanta importanza l'<1utore giustamente accordi alla concisione, alla semplicità, alla chiarezza ed all'ord1nal.a trasmissione degl i ordirii in gnerra. 11 capHo lo sul cornbcittimento riassume non. solo le prii1ci pa li nozioni della tattica moderna, mu contiene anche savi apprezzament.i sulla sfera d'attività ()Utro la quale si deve svolger e l azione di ciascun orga no del comando e sulla forma e trasmissio ,rn degli ordini; e ·si estende largamente intorno alle diverse forme che deve prendere il combattimento a seconda della varietà del terreno ad alle operazioni secondarie ; così l'autore parla dei combattimenti intorno ai villaggi, i ritorno ai bosi;hi , intorno al le cascine, intorno alle ciW,, ai fiumi a via discorrendo, tratta delle ricognizioni, delle sorpresa, dc,gli agguati , delle scorte, delle scorrerie, ccc., correrla urlo il lavoro, dovunque gli sembrasse n eccssnrio alla chiareaa, d'esempi pratici . Della fortifìcaiione campale l'A . porge non solo !e defìniziooi ed espone le n ozioni teoriche, ma considera l'applkazione allfl varietà del terreno; tralla in conseguenza con molla minuzia di particolari delle for lilìcazioni delle alture, delle fortificazioni intorno ai boschi, dell e fortificazioni degli stretti. dei vi llaggi, delle città aperte, dei nodi ferroviar i, punti di tappa, ecc. Questo capitolo può davvero dirsi un piccolo trattatello di fortificazione campale.

Infine il lavoro è condotto in man iera in ogni sua parte che se non offro, come abbianio mostra to, le qualiti1 di un memoria le, nè pretende aver quello di un tratlaLq completo d'arte militare, pllò nonostante riuscire di notevole u1llilà a buon numero di ufficial i e segnatamente a quelli cui è mesLieri di prepararsi per esami ùi promozione di grado. Gli ufficiali tli eom,plemenfo, per LBOTARDI Prnrno, te-

nente nel 2° r eggimento bersaglieri. - Roma, 1874. Voghera Carlo tipografo. di S. M. Il tenen te Lr:or.rnnr, il quale dich iara di essersi trova lo da principio fra coloro che hanno accol to con poco buon viso l'applicaziono ai nostri ordinamenti mili tari dell'istiluzi one degli ufficiali di complemento, intende con questo suo scritto di fare ammenda onort:-vole, e si adopera perciò di mostrare i vantaggi che la nuova istituzione apporta all'esercito ect al paese sotto il triplice aspetto clei loro rapporti m-ililari, econom:ici e sociali. L'assunto non poteva essere <liflìci le; ed egl i vi sodd isfa po· nenclo io evidenza con chiare argomentazioni: 1° Come mercè la nuova istituiionc sia sciolto il probl ema di aver sempre pronti g li elementi necessari per proHedere al uotevole aumento di quadt·i nei gradi suba lterni chf} si domanda, segn atamentr. .colla cr esciute proporzioni delle forze militari degli Stnti pe l passaggio dell'esercito dallo slato di pace a qu<:Jllo di guerra, evitando di dover ricorrer~ al pernicioso sistema delle promozioni improvvisa te per la guerra, le quali non servopo ordiuariamcnte al loro scopo, perchè i nuovi uf(ìcia li gi ungono ai corpi quando già non ue ò più o no è meno senti lo il bisogno, cri 0ltre a ciò non portano nelle fil e rJell'esercilo elementi co5ì apparecchiali come potranno essere g li ufficiali di complflmonto al servizio cho debbono prestare. - 2° Come g li u fficial i di complem ento rechino un notevole 50llievoalle finanze dello Stato, perchò permettono in primo luogo di tenor in pace assai più ris tre.tto il numero degli ufficiali suballerni , ed in secondo luogo perchè, escludendo il bisogno delle promozioni improvvisale per la guerra, to lgono ancbe l'inconveniente economico che andava uuito a tale provvedimento, cho era quello di trovarsi dopo lagll(ffra un grosso numero d'u('ficiali etcedenti i bisogni, i qual i, avendo diritto a perconere l'intrapresa cnrriera, non potevano natural mente essere riman dati alle case


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RIVISTA

loro senza a lcun assegno Yitalizio, come si può far ora degli ufficialJ di cornplemeoto, verso i quali, ·cessato il bisogno, lo Stato non ha obbligo alcuno. - 3°Fiualmento come l'istituzione stringa i legami d'interesse e di affetti fra l'esercito e i l paese, · sanzion i il principio che ciascuno sia chiamato a concorrere in difesa della patria in misura della propria ('.apacitù ed istruzione, e possa servire a r isvegliare nella nazione le abitud ini e le virtù più maschie e necessarie perchè uno Sta to possa contar e sul l'universale e valido concorso dei cittadini 5lli alle armi alla propria difesa. L'opusco lo del lenente L1sonno1 ha il pregio di sostenere una buona causa e di essere scritto con convinzione e con la guida di·un esatto concetto della quistione che in esso si tratta. - Nei particolari delle argomen tazion i non negheremo esservi qualche punto su l quale non ei accordiamo coll'autore : così non possiamo ammettergli in fotto di ufficiali che sia il numero JJa·r t'icola1·mente quello che in gue1-ra po1·ta la 'Oitt01·ia e che il detto - pochi scelt'i, 'Valgono meglio di molti mediocri - abbia 01·amai fatto il suo ternpo, mentre invece crediamo, che quanto meno si è esigenti nella qualità dei soldati affìnchè possa accrescersene il numero, tanto più sia mestierillossere esigenti nella scel ta dei qnadri; nè ci paiono ben d0fìnìte le opposizioni elio si fanno o si fa cevano alla isti tuzione degli urtìcia!i di comp lemento, la principale delle quali è affatto trascurata, cioè l' influenza che tale istituzione avrebbe potuto eserci tare sul recl utamento dei quadri (uftìciali e sott'ufficiali}; nè ci sembra che l'autore sia stato mollo felice in quella parte ove enumera i miglioramenti che a suo avviso sarebbero da apportare al la istituzione. - Ma noi non intendiamo di fa re un partico lareggia to esame critico del l,, vor o, il che darebbe a qucslc1 nostrn paro le un r;arattere che in. massima non debbono avere i nostri cenni bibliografici. e <l'altra parte la bandiera copTe il carico . - E noi non possiamo che salutare con le maggiori simpatie la band iera colla quale ci si presenta l'autore, la quale è quella di un uflìciale studioso ed istrutlo che adopera la sua penna a far valere la bontà rlella nostre nuovo istituzioni militari, esempio che vorremmo Vf!dere seguilo da molli .

BinLIOGRAFICA

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CQurs élémenllfb•e ,le f,wl.ifèc<1Uon, par E. 8AILLY , ca-

pila ine du genie. Première partie. Forlifìcation passagère . -f>arìs, 187,1, - Librairn Ch. Delagrave. - Uu voi. in 8° de 112 pages avec planches. Il volume che annuniiarno co nsta di cinque capitoli nei quali l'autore ha raccollo ed espone lutto le cognizioni sul la fortificazione indispensabili agli ufficiali · d'ogni arma, facondo.ne precedere l'esposizione da una brevissima e modesta pre fazione. Nel l' capitolo sono svolli i fondamental i prmcipii dei lrincì'ramenli di terra nei rapporti degli scopi cni mirano o nelle modalità che assumono nel pr o(ìlo e nel tra ccialo. li eapitano BAn,1v comincia dal definire l'arte de lla fortificazione, e passa a distinguerla in passeggera, provvisoria o m-ista, e pe1·manente. - Egli comprend e nel la furtifì,cazione ipasseg{Jera « tulle le • opere <la costruirsi a l momen to del bisogno in un tempo « molto r istretto o colle solH risorse foca li tal vo lta mollo li« mi!nte. , Conforme ai progressi df' ll 'arte è fa suddivisione cho l'autore fa della (ortificazinne passegge1·a in fortificazione di campagna pr opria monte eletta, od in foriif:ìca7.iune rapida od improwisata, intendendo doversi comprendere nella prima lutto le opero, la costruzione delle quali esiga il tempo d'una no tte. d'l.nrn o piì.1 giorni, e comprendcn<lo· nella fortificazione rapida tutte le opero che si possono e si debbono costruire in tempo mollo più ristretto, per esempio: un'ora, due ore, la durata d' una battaglia. Per fo1· tificazione vrovvisoria o m,ista il capitano Bai lly intende « le opere Ja costruirsi durante una campagna , PN' pren munirsi da probabi li ,1vvonimenli. 1ir1operando risorse pitl « estese e consid erevoli di quel le verarnentr.1 loca li », che sono la c<1ralleristi ca del la materiale struttura delle opero di fortificazione passoggcra. infine a lla for tificaziono pennaoonte l'autore dà lo scopo generalmente assegnatole, <, di mirare, cioè, a rin forzare po< sizioni militari d'interesse difensivo permanentP, con opere « .sol ide o durevoli da costruirsi e mantenersi in tem po di pace.> Non tutti i lettori divideranno forse pienamente. lo idee dell'au lore su taluna delle definizioni so prari feri i.e. - Potnibbesi per· eseru.pio col}testare 1·esallezza rlel la definizione, per la quale « l'arto del fortificare (secondo il capitano Bailly) sarebbe quel fa


RIVISTA

BIBLlOGRAFICA

< che, correggendo il terreno d'una data posiziono, miri e r iesca

ralori ~ del le )>~tleri.e sped itive, ecc., il modo di profì.ltare de.Ile p1_u sempilc1 acc1den t.al1 tà do! terreno e delle costruzioni es1st~nll com~i: ri_alzi, dighe. fossi , l' ie iocassate, siepi, stecc11ti, mur:1, case e s1m1 l1, sono partico lareggiatamente svolti in questo capitolo . .Nel capilolo 3° l'A .. trait.a quanto r iguarda la fortificazione di campaqna vropriamente. detta col i' istesso ord ine, e coll o s.tesso mcl.odo d'esposi.zio no t.e nuto per la fortHìcaz ione 1·apida,, fclc~ndo risa Ilare anzi lutto 1 caratteri generali della fortif1caz1_o_nH d, _camp11g1in,. ~ i pr.incipali suoi [mpieghi, p.cr oc~up,n e, c1oc . una posmono isolata, por aflorzare i puilli più 1mportant1 d'nna linea di trin ceramenti e simili : e scendendo qui od i ai p;i rlicolari: del profi lo, del tracciato delia costruzione dP lle disposizion i per I.e arligHr! ri,1, e per èhi udere le opcr~ alla g?la, e pur prdoz1ooaro I mozzi dif,..nsivi e per utilizzare l o acc1denta11t/J del terreno e dr llc costruzioni esistenti nei rapp9rli .di ma~giore r esistenza volnti dallo scopo stesso della fort1!1cnz1one d1 campagna . . Nd 4° ~npilo lo collo s tesso metodo ·d'esposizione sono svolti 1 carattel'l geoerali e le parlicolari là delle difese accessorie : abhattutf>, po li zza te. picclw tli, reticolati di fi lo di ferro. buche da Jnpo, fo gale ed acque colle qu,ili si mira ad accre,cere l'elemento ostacolo del la fortiOcaziorrn, e sono anche accr nnali i m l'z7.i per distruggere le difese accessorio deil'avversario. ,. L'nl:lore co11slat.a infine _la necessi l.'.l che ogni disposizione <l1_fens1va 111 g uerra d<>bh:i 1mpro11t,1rs1 allo scopo fallico elle bisogna ragg1,rngerc, e fa no tarn come sotlo talo r i•Yuardo lo studi o rHla tivo srugga ai limiti di n n corso e!ement;ro di fortifìcazio oc , ma peraltro sia op.PO!tuno esaminare la question e so lo pe_r Y.nan lo ha . tralto al l'1nt1mo lrgame, pel qua le ogni oper? for t1tìcat1va s·annoda II Ila configurnzione del terreno e ne r 1s<'olc i van laggi e svant:-iggi. L'ioflo en za pertan10 d1·1llo form e genrr11 Ji de l suolo e le conseguenti di sposizioni per la fortifknzione delle allure dell o palnd i. dei boschi, dei villaggi, del le acque, e le r icoo-;aiziooi dt>lle posiz1or!i , e i .provved.imenti di esPgnimcnto, f~rmrrno oggetto .del 5 ecl ultimo capitolo col quale l'au tore completa le espos1z1om f11tto nei precedenti. Abb iamo già ri levato i prngi <l'ordine, di chiarezza e di metodo, Che il g1usLO I.l i OIO rp.ndono C0ll'!0101ld0VO IC la primn parte del] opera rlt-1 cap.1la n.o .s1g. Bad ly; faremmo cosa superflua aggiun~en,Jo. che des1der(amo vedor pres\o pubblicate, nel l'interesse oelln 1s.1ruz1one dei g1~1van_1 ufficiall <l'ogni arma, le rimanenti parti d1 un lavoro cosi chiaro ed ordinato. ·

sempre a dare a cbi l'occupa un vnntaggio sull 'avversario. " Può difalti accadere, per le circostanze locali, che col foetificaro una data posizione si miri e si r iesca soltanto a bilimciare talvolta col su o va lore difonsivo !ti forze dell"avversario, o tal altra a roodere aµpeoa e r eiativamente forle col rn inure svantaggio una posizionB, che si è coslrelti a tenPfe nei ogni Cl)sto. In questi casi l'arte del fortificare non sarebbe pi ti quella che tende ad assicurar e o che assicura un vantaggio all'occupante, ma sarebbe quell'arte, clrn, con più larghe vodule. l'antore istesso nella sua prefo zione g iustamente ch iama« l'm·te lli?'in(orzcire1mii data posizione » e che a pagina 6· ammette, per la passeggtJra, mirare a complP-tcire la posizione natiirale oc! a mpplfrla quando questa sia insurDcitmte o manchi affatto. Per sen timento d'imparziali tà accenniamo di volo a questa menda, impercettibile quasi, e r e ttificabile tanto piÌl facilmen te per le dimostrazioni orali all o qu<Ai servo di base ordinariamente ogni testo di corsi elementari. Constatiamo inveco con com piacenza l'ordine e la cb iarezz11 e l'unità di metodo di esposizione coi quali il capitano Bai lly, muovendo dalle poste dcOoizion i, conduce per vie natura lissime, piane o feconde il lettore agl i scopi d'ogni trinceramento cli terra ed ai priocipii norma li rego latori del profHo e del trncciato delle opere di forliu cazione. - Di queste dà i caratteri per le piL1 semp !ici; tagl-iata, ctentc, l·u neaa e ridotta, senza distinzione delle opere in aperto e chiuse alla gola. Dalla lune lla egl i deriva iI fr onte bastiona lo, e rlnlla disposizione delle opere elementari o sempvici desume i caratteri dello linee continue e di quelle ad iuli•rvalli. Porma oggetto del 2° capitolo dell'opera la fortificazion e ·rapida od improvvisata co lle snn caralleris licho, del la pronta e quasi imm ediata osc!.cuzione, elci pr0fìtto d'og ni minima risorsa loca le, e della brevissima sua esistenza. L'A. fa risaltare come un tal genere di forlifìcazion·e sia quello cbc pi(1 freq uentemente è esE•gui to io. guerra, e come a ragione si preconizzi come destina to a prendere una grande importanza su l campo di baltaglia, e nd avore naturale cd uti le impiego por le truppe di 1a linea, per i pos ti staccali. ecc., pel collegamento di punti fortificati, e infine quale primo lavoro nella costruzione dei triuceramenli di mag·gior resistenza, yoa ndo si prevedr. di doverli difendere durante la l0ro stessa costruzione, per poi completarli nei modi prestabiliti. - Questi caratteri~principali , e il profilo e il tracciato e le varie modali là dei ricoveri pei ti-

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DEMARCHI CARLO,

ge1·ente


INDICE DEL T0510 IV - ANNO XIX , Ottobre. Il Tirolo - Saggio di g-eografia militare preceduto da brevi considerazioni su l'indirizr.o da seguirsi nello stud io cli un teatl'o ùi guerra - Tl (contin. e tìneJ - G. P1rnr1uccnETT1, capita.no d·i stato maggiore . . . . . . . . . . . Pag. 5 Conferenze militari - (Pubblicate per ordine di S. E. il Ministro della guerra) - Sui t iri e sull'efficacia delle nuove bocche da fuoco da campagna - GOFFnF.oO Gozzi, capitano nel i ~· reggimento d'artiglieria . . . » 56 Delle manovre eseguite dalla cavalleria tedesca nei mesi di agosto e settembre 4873 (cont. con tavola auoessa) - ETTORE P.BDOT1'J, ma17giore di stato magf/iore . . . . . » 80. Le OJ?Craziooi di leva dell'anno 487•1 nnlla monarchia austro-un• 145 gherese - C. FAnn1s, capitano di fanteria . . Tecn(l [ogia . . . » Bo Rivista bibliogràfica . » H9

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Novembre.

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Conferenze militari - (Pubblicate per ordine di S. E. il Mi.nistro della guerra) - Sui tiri e sull'eflicacia delle nuove bocche da fuoco da c~mpi,gna (cont e tìne) - GOF11JIED0 G01.zr, capitano nel 1° reggimento d'artiglieria . . . . . . » 1161 Delle ma novre eseguite dalla cavalleria tedesca nei mesi di ~gosto e settembre ·1873 (cont. e fine) - Errona PBDOTTI, maggiore di stato maggiore . . . . . . . . . . . . . • '180 Del trattamento alimentare del soldato nei moderni eserciti europei - CARLO MALAGUZZI, capitano di stato maggiore . . » 209 I campi d'istruzione nel 4874 - Y . . . . , . . • '23o Rivista bibliografica » 26'7

Dicembre. Considorazioni circa al metodo d'istruzione nciia manovra sulla carta - G. SANTARRLLI, maggiore nel .1• granatieri. . » 321 Del trattamento alimentare del soldato nei moderni eserciti europei (cont. e fine)- CARLO MAJ.AGuzz1, capitano,li stato maggiore ~ 354 Note sulle operazioni militari nel Nord. della Francia, ~ 870 -71

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I

E. C . . . . .

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Della condotta dei grossi corpi di cavalleria - IL BIANCBJ o 'A noA, tenente di cavalleria Rivista bibliografica

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MARZIALE » ~

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