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RIVISTA MILITARE 1873 TOMO III

Page 1

lllVIS'l~A

MILITARI~ ITALIANA RACCOLTA MENSILE DI SCIENZA, ARTE E

STORIA MILITAR I

DELL'ESERCITO ITALIANO

Serie JII. -

\

Ann o XVIII.

Tomo lll.

·.. ·.~·.;·· . .. ... ·:· ~

f

RO:\IA, 1873 VOGHERA CARLO, TIPOGRAFO-EDITORE Pidzza del Gesù, N' 4.7.


I

DELLE LEVE SUI

GIOVANI NATI NEGLI ANNI 1850 E 51 E

DELLE VICENDE DELL'ESERCITO ITALIANO dal~ 0 ottobre 187~ al 30 settembre 4872 Relazione del maggior generale FEDERICO To:a:au, Dil'eHore generale delle leve e bassa forza al Ministero della guerra

Proprietd letteraria.

Venne testè pubblicata la Relazione del generale Torre al Ministro della guerra, nella quale rende conto delle operazioni sulle leve eseguitesi sui nati negli anni 1850 ,e 1851, e sulle vicende del nostro esercito nel periodo -di tempo trascorso da,11 ° ottobi:e 1871 al 30 settembre 1872. Il generale Torre ha con questa sua recente pubblicazione arricchito di un pregevole lavoro la statistica militare non solo, ma la statistica generale perchè i cultori di questa scienza vi ritroveranno ricco campo ai loro studi: Noi dovremo limitarci a riportarne i dati principali non potendo fare altrimenti, vuoi pei limiti angusti in cui deve tenersi questo resoconto, vuoi per la natura della Relazione, essendo essa stessa un riepilogo statistico di quanto avvenne nel nostro esercito nel periodo di tempo che si considera, cioè dal 1° ottobre 1871 al 30 settembre 1872. In questo _periodo di tempo noi vedremo il riordinamento del nostro esercito continuare il suo regolare sviluppo, vedremo due istituzioni, quella cioè della milizia provinciale e quella dei volontari di un anno, de·Cretate nell'anno precedente, prendere in questo vita ,rigogliosa.


6

-nELLE LEVE SUI GIOVANI NATI NEGLI ANNI 1850-51 Nel proemio della Relazione vi troviamo un prospetto della forza dell'esercito italiano al 30 settembre 1872; poi nella prima parte vi è minutamente ed accuratamente riferito tutto quanto ha riguardo alle operazioni di leva sui nati negli anni 1850 e 185}.; finalmente nella seconda parte sono enumerate le varie innovazioni avvenute negli ordinamenti e quindi abbiamo la dimostrazione di tutti. gli aumenti e le diminuzioni succedute nel nostro esercito nel più volte citato periodo di tempo. Da tutto questo noi veniamo a sapere che la forza dell'esercito italiano era il 30 settembre 1872 cli 679877 uomini, con un aumento di 143838 uomini sulla forza. dell'anno precedente. Questa forza era così ripartita :

Esercito permanente. Ufficiali. Truppa dei corpi attivi (di cui 1763 volontari di un anno). Carabinieri ed aggiunti . Corpi sedentari e stabilimenti vari

l I

f' .

Di questi si trovavano effettivamente sotto le armi:

Esercito permanente.

11488 157285 168773

Ufficiali . Truppa (classi di I• categoria) . Totale sotto le armi Erano in congedo illimitato:

Esercito permanente.

419 Uffièiali in aspettativa o disponibilità 195595 T , classi di l • categoria . ruppa l classi di 2a categoria. 178645 Totale dell'esercito permanente in 374659 congedo illimitato .

Ufficiali , ( classi di I a categoria. Truppa I classi di 2a categoria . Totale della milizia provinciale in congedo illimitato .

740 37993 97712 136445 136445

Totale generale in congedo illimitato

Milizia provinciale. Ufficiali. Truppa già inquadrata nelle compagnie . Uomini di 2"- categoria delle classi 1846 e 1847 non ancora istruite nè jnquadrate

740 37993

97712 Totale della milizia provinciale 136445 136445 Totale generale dell'esercito 679877

374659

Milizia provinciale.

11907

499890 20071 11564 Totale dell'esercito permanente 543432 543432

7

E DELLE VICENDE DELL'ESERCITO ITALIANO

511104

Se dalla cifra totale suindicata che ci dà la forza dell'esercito togliamo gli ufficiali, abbiamo: 667230 uomini di truppa esistenti sui ruoli dei vari corpi dell'esercito, i quali per rispetto ai gradi sono così suddivisi Esercito permanente

Sott'ufficiali Caporali Soldati. Totale

Milizia provinciale

Totale

1414 17194 15780 5269 46608 44339 471406 129022 600428 531525 135705 667230


8

DELLE LEVE SUI GIOVANI ffATl NEGLI ANNI

1

i 850-51

Questa forza era così ripartita nelle vari armi:

Fanteria di linea Bersaglieri Cavalleria Artiglieria Zappatori del genio

Esercito pormaneuto

lllìlizià provinciale

199886 30758 24355 49877 6280

131121 3551

Totale truppa di 1.. linea 311146 Uomini di 2a categoria disponibili per l'assegnazione alla fanteria e costituenti la truppa di complemento . 176617 Totale esercito mobile Compagnie permanenti presso i distretti militari Carabinieri reali Carabinieri aggiunti Corpi e stabilimenti di versi Truppa in servizio sedentario . Totale truppa non mobilizza.bile Totale generale

487763

Totale

331007 34309 » 24355 » 49877 1033 7313

1

»

Inscritti di leva ord inari . Volontari di un anno Surrogati ordinari . Surrogati di {ratello Scambi di numero . Assoldati anziani Assoldati volontari Riassentati Riassoldati con premio In servizio sedentario .

135705 623468

»

.,

2080

»

»

43762

»

43762

»

»

:,

»

»

»

Ese rcito permanontc

1 Volontari

176617

12127 18119 1952 9484

Perciò ne consegue che la truppa mobile della milizia provinciale al 1° ottobre 1872 si deve calcolare a soli 37993 uomini a vece di 135705. I Riguardo poi alle diverse specie di arruolamento questa stessa forza si suddivideva nel modo seguente: \

»

»

9

E DELLE VICENDE DELL ESEIICITO Il'AUAN'O

Totale

Milizia provinciale

Totale

500470 133022 633492 9374 812 10186 1763 » 1763 5631 1572 4059 1629 1111 218 81 780 699 1604 » 1604 121 )> 121 » 1202 1202 8742 » 8742 » 2080 2080 531525 135705 667230

Finalmente per riguardo all'età si aveva il seguente riparto:

------------· Esercito permanente

531525

135705

Sotto In T t lo le armi congedo O a

667230

Effettivamente bisognerebbe nella truppa mobilizzabile non far calcolo alcuno sui 97712 . uomini appartenenti alla 2• categoria delle classi 1846 e 1847, i quali uomini non avendo ricevuto istruzione alcuna non vennero nemmeno inquadrati nelle compagnie della milizia, ma solo posti a ruolo nello stato maggiore dei rispettivi distretti.

Minori di 48 anni . .. 473 » 473 » 473 Maggiori di 48 anni e minori di 2 t 64•1O ~ 6221 80321 1> 8032 Dai 24 ai 25 anai. . . . . 42252!t 228220 3507U 3620:S 386947 Dai 26 ai 30 anni. , . . . ,17844 1374H ·155255 72388 227643 Dai 31 ai 40 anni. 73fH 69tH 44332 27015 44 347 Maggiori d'anni 40 2985 6 299 1 91 3088

I

Totale

. 457285 374240 53HS25 435705 667230


f0

1850-51 Abbiamo già detto che l'incrrmento della forza avuta dall'esercito dal 1° ottobre 1871 al 30 settembre 1872 fu di 143838 uomini. Q1:1esto incremento è così ripartito: Rispetto alla rorz· dell'esercito al 30 se ttembre 18 l

:1 I meno

In

più!

- - -,- - -, Ufficiali in servizio attivo . . . . Ufficiali in chsponibilità od aspettativa Ufficiali d~lla milizia provinciale . Totali Totali · ufficiali in meno

2203 740

7101

I

»

14631. 1

2007 I

>>,

»

1449 » 144096 » 1763 »

I i

-'-. ,,

~(

'li

Totali Dedotte le diminuzioni . Totale aumento nella truppa Dedotte l e diminuzioni negli ufficiali

»1· » 740

»!

Dedotto l 'aumento .

Sott'ufficiali . Caporali . Soldati Volontari di un anno

11031 11001

2007 147308 )) 2007

1- - · I

I

» »

145301 1463

-· !limane l'aumento nella forza totale dell'esercito

11 vertire che colla legge 19 Ingùo 1871 a modificazione di quella del 20 marzo 1854 sul recl utamento dell'esercito, veni vano abolite tutte le diverse specie di surrogazioni, fatta eccez ione di quella di fratello, e veniva pure tolta la facoì tà di affrancarsi da ogni servizio milital'e sostituendovi invece l'affrancazione dal servizio di ia categoria . Tale legg·e non andando in vigore che col 1° di agosto, quando cioè la leva sui nati nell'anno 1850 era gi à in corso cli esecuzione; ne venne che sino alla data sopraindicata restarono in pieno vigore le affrancazioni e surrogazioni ammesse dalla l egge f O marzo 1854 e ne fruirono non solo g li inscritti della classe 1850 ma puranco alcuni di quelli della classe 1851 che si erano a ciò arruolati anticipatamente nei vari corpi dell'esercito. Giova pure avvertire che con R. decreto del 26 marzo 1871, veniva ordinldo che le leve sui nati n egli anni 1850 e 1851, fatte quasi contemporaneamente, fossero però in tutto affatto distinte e separate per quanto ha riguardo agli effetti giuridici e che il contingente di l" categoria di ciascuna di queste fissato in cinquantamila uomini, fosse ripartito in due parti, di trentamila la prima e di ventimila la seconda. Ciò premesso venendo ora a parlare della leva sui nati nell'anno 1850, dalla Relazione ricaviamo che gli inscritti sulle liste di estrazio11e di detta classe erano 263915, dei quali furono: E DELLE VlCEN!)E DET, !.'ESETlCJTO lTALTANO

DEJ,LE LEVE SUI GIOVANI NATI NEGLI ANNI

» 143838

Cancellati dalle liste perchè indebitamente inscritti Riformati Esentati . Rimandàti alla prossima leva

Vedremo più avanti, discorrendo della seconda parte di questa Relazione, rappresentato in altro modo e più dettagliatamente questo incremento. Prima di entrare nell'esame di quanto concerne le leve sui nati negli anni 1850 e 1851 è necessario va-

IJa riportarsi"

i I

4505 74408 67347 13976 160236


~2

DELLE LEVE SUl G-IOVANI NATl NEGLI ANNl

1

1850-5'1

Riporto

E DELLE VICENDE DE1, L ESERCITO ITALIANO

Computati nel contin- ( la parte 29993 Ì gente di 1"' categoria . . ( 2a parte 19773 j Computati nel contingente di 2a categoria Dichiarati renitenti 1'otale

A questi bisogna aggiungere i seguenti:

49766 43320 11049

t)

264371

Da questi bisogna dedurre: I renitenti delle leve antecedenti stati assentati i quali non figurano sulle liste di estrazione 446 Dieci inscritti che per affrancazione passarono dalla 1a alla 2• categoria e che furono già compresi nel numero deg·li uomini di 2" categoria 10 Totale a dedursi

456

456

E si ha appunto il numero degli inscritti sulle liste d'estrazione

263915

I 49766 uomini c0mputati nel contingente di 1"' categoria della classe 1850 sono così ripartiti: Arruolaticome reclute . . . Id. surrogati di fratello Id. surrogati ordinari . Id. cambi di numero Id. renitenti . Totale nuovi avuti nell'esercito

j

45454 140 46

87 244 45971

Erano già in servizio come: Arruolati volontari . . 13:33 Ì Allievi negli istituti militari 38,j Totàle effettivamente arruolati nell'esercito

Da· riportarsi

1371 47342

47342 47342

•13

47342

Riporto

160236

Affrancatisi definitivamente dal servizio mìlitare 2257 Affrancatisi dal servizio di 1a categoria 10 Dispensati dal servizio ma computati nel contingente di 1" categoria 157 Totale degli uomini computati nel con tingente di l"' categoria ma non a"Vuti tali nell'esercito 2424 Totale generale del contingente di 1n categoria .

2424 49766,

Se a questa cifra agg-iungiamo le deficenze avute in taluni mandamenti di inscritti idonei al servizio militare per completare il contingente di l"' categoria loro attribuito in proporzione degli inscritti sulle liste d'estrazione, de:ficenze che sommano a 239 uomini, si ha appunto il contingente di cinquanta mila uomini di l"' categoria quale fu determinato per le leve di cui discorriamo. Questi uomini poi sono distinti fra le due parti del contingente nel modo seguente : Nuovi avuti effettivi nel1'esercito . · ·Già in servizio . Uomini computati nel contingente di l" categoria ma non avuti tali nell'esercito Totale del contingente di l" ca.t egoria . Deflcenze Totale ,ge:n..era.le

l"' parte

2a. parte

Totale

26266 1371

1,9705

2356

68

·2424

29993

19773 226

49776 239

8

30001

>)

- --

45971 1371

19999 . 50000


H

DELLE LEVE SUI GIOVAN{ NATI NEG-Ll ANNT

1850 ·n1

Abbiamo cioè un'eccedenza di un· @ ma n ella l • parte del contingente e di conseguenza un uomo di meno nella 2a, differenza deri vat a nel fare il ripar to proporzionale fra i vari circondari del Regno. I 43320 uomini e0mputati nel contingen~e di 2" categoria della classe 1850 sono così di,:isi : Arruolati come reclute 42973 Id. cambi di numero 87 Id. surrogati ùi frat ello 18 Id. renitentt assolti . . . . 69 Avuti dalla in alla 2• categoria in seguito ad affrancazione . , . . . . . 10 Già arruolati come volontari di un anno 12 'l'otale arruolati effett.iva mente nell'esercito come appartenenti alla 2• categoria . . . . 43169 Dis pensati dal servizio ma computati nel contingente di 2• categoria. 151 Totale del co·ntingente di 2• categoria 43320

E DELl,E VICENDE DELL'ESERCfTO ITALIANO

.

278586

Da questi bisogna dedurre:

I renitenti delle leve anteriori stati assentati i quali non figurano nelle l iste d'estratione 833 Gli uomini che dalla l• categoria passarono alla2• per affcancazione e che :furono già computati sia nell'una che nell'altra . 504 Totale a dedursi ,.

1427

1427

E si ha appunto il numero suindicato degli inscritti sulle l iste d'estrazione

277150

I 49687 uomini computati nel éontingente di ia cat ~goria della cl!isse 1851 sono cosi ripartiti:

Ci resterebbe ora a védere l'assegnazione avuta dagli uomini della classe 1'850 effettivamente arruolati nell'esercito, ma di ciò sarà meglio parlarne dopo aver . esposto quanto ha r iguardo alla leva della classe 1851. Ven iamo ora a trattare appunto degli uomini appartenenti alla cl asse 1851. Gli inscritti sulle liste d'estrazione di · detta classe erano 277150, dei quali furono:·

Arruolaticomoreclute . Id. surrogati di fratello Id. renitenti .

4G905

Total e nuovi avuti nell'esercito

47GG9

134 630

Erano già in servizio come: Arruolati vo lontari A lJievi di istituti -mili tari

Cancellati dalle l iste tli estrazione perchè indebitamente ascritti . 5293 Rifor mati . . 76380 E~entati . . . 70522 R imandati alla prossima leva 17212 Computali nel contiu- l I• parte 20070 } 49687 gente di 1° categoria . . t 2• parte 107 17 CompuJati nel contingente di 2• categMia 48830 Dichiarati renitenti • 10G62 Totale 27853(3

Da ripor·larsi

Riporlo

15

1208 31

Totaleuominigiàinservizio 1.230 A questi bisogna inoltre aggiungere gli inscritti a ruolo come volontari di un anno al lor0 24° anno di età 47 128G

1286

Totale sui ruoli dell'eserc ìto

48055

Total e

2,s;;s°G

Da riparlarsi

I

·48055 4.SD55


46

DELLE LEVESUI GIOVANI NATI NEGLI .+,NNI

E DEUE VICENDE DE;:.L'ESERCITO !TAUANO

4850-51

Riporto

48~55

Finalmente si hanno da aggiungere anche i seguenti uomini che sono computati nel contingente di la categoria ma che non si sono avuti tali nell'esercito: Affrancatisi dal servizio di I a categoria. . . . . 594 Affrancatisi definitivamente dal servizio miiitare . 71 Dispensati dal servizio ma coin.. putati nel contingente di 1• categoria 67 Totale . 732 •rotale generale del contingente di 1• categoria .

,,

l"

parte

2" parte

732 49687

28116 1239 26

21

47

589

143

732

19717 283

49687 309

29970. 26 4

30000

A questi si devono aggiungere i seguenti:

?

47669 1239

»

»

20000

50000

Dì$pensati dal seryizio milita.re ma comnutati nei conti~gente di 2" categoria . . . . ... . . 87 Giù. inscritti come volontari d'un anno al loro 24° anno d'età. . 28 Totale generale del contingente di 2" ca-· tegoria . 48830 Vediamo ora. le assegnazioni avute dagli uomini effettiran1e!1te avuti nell'esercito ed ascritti alle classi 1850 e 1851. Anzitutto è .necessario premettere che la chiamata sotto le armi degli inscritti appartenenti alla 1" parte del contingente di I •.categoria della classe 1850.~vendo avuto luogo 1'8 gennaio 187:2 meritr~ che il discarico fiii°ale era stato dato sin dal 21 ottobre 1871; così non vi furono nè presso i distretti militari, nè presso i corpi rassegoe speciali e di conseguenza non si potè rimpia1.zare gli uomini di l" categoria stati riformati dopo la chiamata sotto le armi con altreitanti di 2" categoria; ma solo si compensarono le perdite facendo transitare 1372 della 2" a lla l" parte del contingente, oltre ad altri 2J7 che vi transitarono per libera elezione. .As:so xrn1, YoL. m. s

Totala

19553 ))

Arruolati come reclute di . 47956 » » surrogrtti di fratello 12 Avuti dai renitenti delle leve precedenti ed ascritti nella 2" categoria della classe in corso di leva . . . . . . . . . . 132 Passati daHa 1° alla categoria per affrancazione . 594 Già arruolati come volontari d'un anno . 21 Totale arruol.tti effettivamente nella 2a categoria 48715

za

Se a questa cifra aggiungi'amo i 309 uomini che si ebbero deftcenti nel complesso di vari mandamenti, che per mancanza di inscritti idonei al servizio militare, non poterono oon;i.pletare il contingente di I a categoria stato loro assegnato, più altri 4 uomini computati in meno per errore nella ripartizione fra i vari mandamenti del contingente, si ha appunto il contingente di cinquanta mila uomini di }a càtegoria quale fu determinato per legge. Questo contingente di 1a categoria della classe 1851 trovasi poi distinto fra le sue due parti nel seguente modo: Nuovi avuti effettivi nell'esercito . Già al servizio . Volontari al loro 24° anno di età. Uomini computati nel contingente di 1" categoria ma non avuti tali nell'esercito Totale del contingente di l" categoria . De:ficenze . Calcolati in meno pt:1r errore nella ripartizione del contingente . Totale generale ·

I 48830 uomini computati nel contingente di 2" categoria della classe 1851, sono così ripartiti:

41·


1-----------------~----------------

18 DELLE LEVE SUI GfOVANI NATI NEGLI ANNI 1850-5 1 Parlando della costituzione del contingente della classe 1850 avevamo t rovato che gli uomini nuovi avuti nell'esercito ed a1lpartenenti alla l"' parte del contingente 26266 di 1a categoria erano . . . . . Se a questi aggiungiamo gli uomini transitati posteriol'mente dalla 2" alla 1" parte del contingente che furono . . . . • . 1579 Abbiamo un totale di uomini 27845 e siccome al 21 luglio 187.2 non se ne avevano 24734 effettivamente nell'esercito che . ne deduciamo che dall'8 gennaio al 31 luglio si ebbe per morti, per riforme, per congedi una perdita di uomini 31 11

l

1

Questi 24734 uomini erano alla data suindicata così ripartiti: 13059 F anteria di linea 2692 Be1·saglieri 1912 Cavalleria 2828 Artiglieria 504 Zappatori del genio 187 Compagnie infermieri 880 Compagnie permanenti presso i distretti 280 Battaglione, squadrone e batteria d'istruzione Deposito cavalli stalloni e squadroni pala90 frenieri . . . . 1301 Carabinier i reali 551 Fanteria di marina Totale 24734 Gli individui della P parte del contingente di l" categoria della classe 1851 furono invece chiamati sotto le armi il 15 febbraio 1872 ed il discarico finale essendo stato dato il 28 maggio di detto anno, si ebbero così, sia presso i distretti militari, sia presso i corpi, degli uomiQi rimandati per riforme speciali che furono rimpiazzati con altrettanti di 2• categoria.

I I

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I

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E DELLE VICEND E DELL'ESERCITO ITALIANO

19

Siccome però la situazione generale che ci dà il riparto di questi uomini nei vari corpi è in data 31 luglio 18:72, cioè posteriore di trentadue giorni a quello in cm fu dato il discarico finale, così ne venne che anche qui, come nella classe 1850, abbiamo una differenza fra il numero degli uomini computati nella 1" parte del contingente di l" categoria e quello datoci dal complesso delle assegnazioni, differenza prodotta da uomini riformati, morti, congedati dalla data del discarico finale al 31 l uglio 1872. Parlando del contingente della classe 1851, abbiamo trovato che la la parte del contingente di 1• cateo-oria di d<·tta classe era stata composta in uomini . 28116 A ~uesti bisogna, aggiungere gli uomini che per l ibera elezione transitarono dalla 2" alla P parte del contingente, che furono . . . . 153 Quindi si sarebbe dovuto avere un totale di 28269 Sicco~e invece al 31 luglio 1872 la l " parte del contmgente di 1n categoria effettiva nell'esercito era di 2758 3 Così ne ded;cia.mo. che ie ~e;dit~ s.ubi.te dal 2 ~ ~aggio al 31 luglio 1872 pei motivi sopraind1cat1 fu di uomini . 686 ~li eff~ttivi nell'esercito erano cosi ripartiti f r a ~ suoi corpi : 1

I I I

I .

F anteria ·di linea Bersaglieri Cavalleria Artiglieria . . Zappatori del genio Compagnie infermieri . . . . .compagnie permanenti presso i distr;tti·mi~

15982 2809 1827 2880 510 225

Da riportarsi . . _

25175

Mari . .

. . ..

..

942


20

1830-51 . Riporto 25175 Battaglione, sqUadrone e batteria \.l'istruzione 387 Fanteria di warina 537 Carabinieri reali 1482 27583 Totale DELLE LEVE SUl GIOVANI NATI NEGU ANNI

'I'

I

Diciamo ora delle assegnazioni avute dalle 2e parti dei contino-enti di 1"' categoria delle classi 1850 e 1851. La parte del contingente della classe 1850 abbi1:._mo visto essere di uomini . 19 1 03

2"

Dal 21 ottobre 18i'l, data del discarico per detta classe, al 1° giugn'.) 1872, data in cui vennero èhiamate le ze parti sotto le armi per ricevere l'istruzione, si ebbero le seguenti perdite: Passati dalla 2• alla l"- parte del contiIJ-gente per libera ~lezion~ od in rimpiazzo .-~ei riformati, congedati, morti . l.:>19 Morti . 106 Cono-edati (art. 18 e 96 della legge sul reciu~amento) 85 Passàti dalla l • alla 2" categoria per affrancazione . 24 Affrancatisi definitivamente dal ser-vizio militare 14 Volontari d'un anno. 55 Totale perdite 1863 Gli uomini che erano quindi in obbligo di _presentarsi all'istruzione erano . . dei quali: Si presentarono effettivamente Manc1rono per provati mofr;i di forza maggiore . FurQ:i.o d.ichiarati disertori . Totale

E DELLE VICENDE DELI.'ESEitCITO ITAUANO

21

La 2a parte del contingente effettivo di 1• categoria ,d ella classe 1851 rimase .cQmposta alla data del discarico finale di uomini . ·. • . . . 19533 Da questo n.umP.ro occorre dedurre le perdite avvenute fra il 28 maggio 1872, data del discarico finale, e il 1° giugno, data della chiamata all'istruzione. Queste perdite sono le seguenti: Passati alla 1a parte del contingente per libera elezione 153 Morti • . . . 36 Congedati (art. 18 e 96 della leo-o-e 00 sul Reclutamento) . . . . . . . . 21 Passati dalla l" alla 2'" categoria per .affrancazione . . . . . . . . . . 77 Riformati dopo il discarico finale e prima della chiamata sotto le armi . 26 Inscritti quali volontari di un anno 51

.

J I

:,

364

364

_n numero degli uomini che erano quind~ .obbligo di presentarsf rimaneva. di . . . .

19189

Totale delle perdite

Di questi:

1863 17840 17382

Si presentarono effettivamente . • . . . 18666 Mancarono per· provati motivi di forza maggiore . . . . . 298 Vennero dichiarati disertori 225 Totale

19189

242 216

17840

Riepilogando quanto si è detto circa le seconde parti dei contingenti di 1• categoria delle classi 1850 e 1851, si ha:


l

1850 1$'1 Totale dei computati nelle 2· parti dei contingenti di 1a categoria 39256 Perdite effettive avute 2227 Perdite temporanee (disertori e non presentatisi per forza maggiore) 981 Totale perdite ~ 3208 Totale dei presentatisi il 1° giugno 1872 36048 Di quelli mancanti per forza maggiore se ne presentarono ùurante i tre mesi dell'istruzione 155 Quindi gli uomini delle 2• parti che effettivamente si ebbero sotto le armi furono 36203 Di questi ne furono riformati durante il periodo dell'istruzione . 1818 Rimasero quindi disponibili 34385 .2,2

DELLE l,EV.E SUI GIOVANI NATI NEGLI ANNI

.23 struzione addì 16 aprile 1872 e vi rimasero circa quaranta giorni. ~bbiamo visto che il numero totale degli uomini effettivamente arruolati nella se.conda categoria dedotti i volontari di un anno era di 43,157. Di questi: · E DELLE VICENDE DELL'ESERCITO ITALI-ANO

Si presentarono all'istruzione Ottennero di dilazionare la loro ve~ut~ s~tt~ le armi per ricevere l'istruzione . . . . , Non si presentarono per motivi giustificati Furono temporaneamente dispensati . . Furono dichiarati disertori Si . perdettero per riforme , ~e; morti , pe; congedi dopo dato il discarico finale . . . .

34839

Totale

43157

0

0

Questi uomini ebbero le seguenti assegnazioni : Fanteria di linea Bersaglieri Artiglieria Compagnie permanenti presso i distretti Cavalleria Infermieri 1'ota1e

Effettivamente assegnati ed incorporati nell 'artiglieria . . .

3700

Gli uomini che figurano assegnati alla cavalleria e agli infermieri sono quelli che venuti sotto le armi ed assegnati ai corpi come appartenenti alla prima parte del contingente di 11 categoria della classe 1851 furono all'epoca del discarico finale trasferti dalla l " alla 2• parte per eccedenza di contingente dato dai mandamenti cui appartenevano. Finalmente ci rimane a parlare delle assegnazioni avute dagli uomini di 2" categoria della classe 1850, i quali furono chiamati sotto le armi per ricevere l'i-

371 180 458 672

Dei presentatisi all'istruzione furono:

26092 3952 616 24 1 34385

0

6637

r

I

)

I

I

1995

. I ri~anenti furono p~esl a ~u;lo ~e/ ris~eiti vi t diS ret~i co~~ ~ruppa di complemento e dei quali · sono dispon1b1Ii per l'assegnazione: Alla fanteria di linea Ai bersaglieri

29404 3440 Totale

34839

R!assuro_endo quanto si è. detto sulla composizione dei c~nt'.ngent1 delle classi 1850 e ) 851 , crediamo necessario di rip~rt~re qui le proporzioni dei risultati delle singole o~eraz10~1 col numero totale degli inscritti sulle liste di est~az10ne, paragonandoli con quelle delle leve precedenti, perchè così il lettore possa farsi facil mente un con~etto_ degli aumenti e delle diminuzioni subite dai vari enti che costituiscono un contingento di leva.


2i

OEJ.T.E LEVE SUI GIOVANI NATI NEGLI ANl\' l Media sullecl~ssi JSW-47-

Cl.isso

1s;,o

,11,q:i

Inscritti sulle liste d'estrazione

100

Cancellati dalle liste d·estrazione perchè indebitamente inscritti Riformati . . . . . Esentati . . . . . . Rimandati alla prossima leva . Contingente di l• e 2• categoria Renitenti

l

I

1850-51

i

I

100 -

Classe 18,t

E DELLE VICEND2 DELL'ESEnCITO ITALIANO 25 taggio dell'esercito, il quale non è obbligato a sottoporre a rassegna di rimando e rinviare alle case loro dopo pochi giorni di servizio un numero non indifferente di uomini con grave danno anche dell'erario. Gli esentati e4 i rimandati alla prossima leva si mantennero in una proporzione pressochè costante. I computati nel contingente complessivo di l " e di 2 .. catego·ria subì invece una piccola diminuzione in causa dell'aumento del numero dei riformati. · Finalmente abbiamo irenitentinelcuinumero siamo }ieti di vedere una diminuzione sulla media delle leve precedenH. Le provincie nelle quali si ebbero meno r enitenti furono:

100 '

1,91 1,71 2,09 26,99 28.10 27,56 25,43 25,52 25,44 6,21 5,30 6,07 36,07 35,20 35,55 4,19 3 ,85 4,20

·- - -

100,85 100,17 100,52 Totale Da questi bisogna ded11rre i . renitenti asnentati i quali · non figurano nelle liste r.i estra0,52 0,17 0,85 ' zione e il cui rapporto è . · - -E si ha il numero proporzionale degli inscritti sulle liste d'e100,00 100,00 100,00 strazione ·

~

I .Analizzi amo brevemente qugsto prospetto. . I cancellati dalle liste di estrazione, perchè indebitamente inscriitivi, sono in numero decrescente.rispetto a quello delle leve precedenti, e ciò torna a lode dei magistrati incaricati della compilazione e verificazione di dette liste. Il piccolo -aumento che vediamo nella leva della classe 1851 rispetto a quella del 1850 lo si deve in gran parte attribuire all'essersi fatte nello stesso anno due leve, -e perchè il tempo· lasciato alla verifica delle liste- d'estrazione pei nati nel 1851 fu minore di quello pei nati nell'anno 1850 e precedenti. ' La cifra dei riformati va invece aumentando e ciò sino ad un certo punto,_ a parer nostro, torna a van-

,,

J>)

l I

-

.

Nella leva 1850 Rovigo. Cremona•. .i . Id. Id. Mantova Ravenna Id. Siena Id. Id. Modena Nella · leva 1851 Siena Ravenna Id. Rovigo . Id. B~logna Id. Forlì Id. Id. Reggio Emilia

_0,06 . 0,07 0,16 0,18 0,23 0,26 0,00 0,14 o, 14 0;15 0,16 0,16

0/0 0/0 0/0 0/0 0/0 0/0 0/0 0/0 0/0 0/0 0/0 0/0

Diedero invece il maggior numero di renitenti le seguenti provincie: LeYa 1830

Genova. Napoli Messina. Palermo Roma Catania; . Como

21,62 0/0 19,43' 0/0 ì3,21 0/0 12,98 0/0 11,93 0/0 11,39 0/0 8,13 0/0

Leva 1~51

21,86 18,25 14,30 13,54 4,15 9,97 6,96

0/0 0/0 0/0 0/0 0/0 0/0 0/0


1

26 · DELLE LEVE SUI GIOVANI NATI NEGLI ANNI 18n0-5i Se consideriamo le condizioni topografiche-commerciali di queste provincie che die.dero anco pel passato il mag~ gior numero di renitenti, nessuno ci vorrà negare che vi hanno cause se non giustificative di certo attenuanti, e noi siamo ben lungi dal credere che tutte queste renitenze siano da ascriversi a deliberata intenzione ' di esimersi dal servizio militare. Per ~emplice verità statistica abbiamo annoverata Roma fra le provincie che dieder~ nella leva del 185(} un forte numero di renitenti, ma quando si consider.a che la levà della classe 1850 fu la prima c~e si operòin questa provincia e che fu eseguita un anno solo dopo che essa fu rivendicata dal dominio teocratico, quandosi considera che nella leva della classe 1851 compiutasi solo pochi mesi ddpo· quella del 1850, il numero dei r enitenti non fu che del 4,15 per cento, vediamo che non si può fargliene aggravio alcuno. Altro datò importantissimo è . lo stato di coltura di: cui erano forniti gli uomini appartenenti ai contingenti di l " e di 2.. categoria di queste due classi, e qui pure gioverà confrontarli con quelle della leve precedenti~ I numeri dati rappresentano il rapporto per cento.

"

regioni, è la seguente.:

.

Media Media nelle sei le ve neJl13 tre leve sni rwti sui na ti nel 18 16-47-48nel lS JG-47-48 49- 50-51

1846 1847 1848 1849 1850 1851

31,61 30,49 33,70 34,90 35,97 38,57

4,38 5,24 4,21 4,61 5,42 4,691

64,01 64,27 62,07 60,49 58,61 56,74 '

35,36 42,92 54,77 61,81 67,95 73,12 I 76,76 I 77,91 78,39 t 81,45

Piemonte e Liguria. Lombardia. Veneto . Toscana. Emilia . Marche. Umbria. Napolitano. Sardegna Sicilia .

I

I

32,76 40,l l' 52,41 58,30 64,95 69,84 72,72 75,06 7·8,55 80,48

I

Esaminiamo ora lo .c;tato di coltur~ degli uomini quando si ebbero sotto le armi, con quello che avevano quando vennero mandati in congedo illimitato. Questo dato statistico è il seguente per quanto riguarda le classi 1846 e 1847.

Non Sapevano SapeYano sapevano leggere sollanto nè leggere e seriver o leggere nèscrivero

Classe Classe Classe Classe Classe Classe

27

E DELLE VICEND.& DELt.'ESERClTO l TALlA'NO

La proporzione per cento degli inal fabeti, distinta per-

~ - --------~ I Classo. 184(;

Classe 1S17

Atr~tto , Atratto Sapevano illetterati Sapevano ill etterati o leggere o· leggere e sapevano e sapevano scrivern solo scri vere solo leggere leggere

I ,.

Qul).ndo si ebbero sotto le armi . . . . . . Quando vennero mandati in congedo .

I

II

I

1-

-

38,30 61,70 39,32 59,59 40,41

l

- - '' - -- -

60,68

t

65,05 34,95

l (


29

E DELLE VICENDE DEI.L'ESERCITO ITALIANO

28

DELLE LEVE SUI GIOVANI NATI NEGLI AN'NI

1850-51

·t

Dai primi due specchi vediamo che se tristissime sono ancora oggidì le nostre condizioni in fatto di coltura popolare, ciò nondimeno queste condizioni, benchè lentamente, tendono sempre a migliorare. Il terzo specchio ci convince sempre più che l'esercito oggi è una delle più nobili e potenti istituzioni che abbia l'Italia per migliorare la coltura popolare, come lo è per educare la sua gioventù a sani principii d'ordine <li .xnoralità, per sradicare in essa vieti pregiudizi di municipalismo, sviluppando in loro vece l'idea della nazionalità; in una parola, per migliorare sotto ogni rapporto la sua educazione morale e politica. Per quanto poi riguarda il miglioramento nella coltura che riceveranno d'ora innanzi gli uomini durante la loro permanenza sotto le armi, possiamo ess~re si.curi che esso avrà uno sv)luppo grandissimo colla disposizione proposta dall'attuale Ministro della guerra e già sanzionata dalla Camer·a de' deputati, colla quale · fu resa obbligatoria la prima istruzione pei soldati, e stabilisce che quelli fra questi che all'atto dell'invio in congedo per anticipazione della classe cui appar tengono fossero dichiarati illetterati, siano trattenuti sotto le armi sino a Ct>mpimento della loro ferma. Questa disposizione posta in vigore per gli uomini della classe 18-18 fece sì che il numero degli illetterati che all'atto della chiamata sotto 10 armi era del 62,07 per cento, al suo invio in congedo illimitato era ridotto al solo 13, 15 per cento, aveva cioè subito una diminuzione del 48,92 per cento, mentre per la classe 1847 tale diminuzione non fu che del 25,73, e per quella del 1846 del 21,29 per cento. Ci resta a dire due parole circa i volontari d'un anno. Parlando della situazione dell'esercito al 30 settem: bre 1872, abbiamo trovato che ne avevamo in forza 1763.

Ecco come erano ripartiti per data d'arruolamento fra j vari corpi dell't-sercito:

I~1::i::e A~ruc,la ti

1s--> '~

ot toh rc

18H

Fanteria di linea (presso i distretti) Dersngl ieri (presso i reggimenti) Cavalleria (id.) A r tiglieria (id .) Genio alla sede del corpo .

e

Totale

854 6

782

11 51 19

4 31 5

041

822

o

1763

Totale co,mplessivo

E siccome gli arruolati nelI'ottobre 1871 compirono il loro anno di volontario il 30 settembre 1872 e in detto giorno avevano già fatti gli esami per ottenere il certificato di sutlicente istruzione e quello di idoneità a sergente, così crediamo bene dare per essi nel seguente specchio tutte le variazioni che li riguardano.

I -~o I ~, %'~ Il ~,i' ;; f ' I

-~ l ~ .g }! o

Ammessi al volontariato . . 854 Perduti ~el corso dell'anno per riforme, morti, annullato arruol amento . 101 Rimasti

)•

:o

u

....:

Di questi: · Furono dichiarati non sufficentemente istruì ti- . . . . 13 Ottennero il solo certificato di sutlicent.e istrÙzione . 225 _Ottennero il cel'titìcato di idoneità a sergent.e . 515

.'!

f-

6 11 51 Hl 941

2

1

- --753

io

o

'i=

4 117

9

-

-

4 10 42 15 824

l

l

1

l 17

»

6

7

3 241

3

3 34 11 566


.'

30

1850-51 Oltre ai 1763 che al 30 settembre 1872 erano in forza all'esercito, si avevano sui ruoli inscritti altri 474 · volontari di un anno al loro 24° anno di età. E di questi ne abbiamo visto computati 47 nella l" categoria della .classe 1851, è 28 nella 2" categor-i a di detta classe. Per quanto riguarda la seconda parte della Relazione, daremo solo il riassunto che è il seguente: DELLE LEVE SUI GIOVANI NATI NEGLI ANNl

La situazione della forza dell'esercito italiano il 30 settembre 1871 era di uomini.

536039

.k wnenti. Ufficiali della milizia provinciale . Uomini di l" categoria della classe 1850 effetti va mente incorporati Uomini . di 2" categoria della stessa classe effettivamente incorporati • Uomini di P categoria della classe 1851 effettivamente incorporati Uomini di 2' categoria della stessa classe effettivamente incorporati Volontari ordinari Volontari di un anno Uomini avuti dalla marina . Disertori riavuti Renitenti di leve anteriori ar~uolati dopo la ,c hiusura della leva sulla classe 1851 e in conto della classe 1852. Uomini . la. cui posizione non è ancora bene -0.eterminata, ma che finora figurano sui ruoli Totale cogli àumenti

Da riportarsi •

740 45542 43169

47669 48715 1049 1763 122 2258

395 644 728105 728105

1

E DELLE VICENDE DELL ESEll~ITO ITALIANO

Riparlo

·31 728105

Dùnùiuzioni.

Ufficiali dispensati dal servizio ·o dimessi, rivocati, rimossi, cancellati dai ruoli, giubilati, riformati, morti 1943 Uomini assegnati e passati alla ma1244 rina . 21733 Congedati per fine di ferma Congedati per vir tù dell'art. 95 della legge di reclutamento . 1765 Congedati per virtù dell'art. 96 della legge di reclutamento . 1472 Congedati per rassegna di rimando 7369 Congedati in virtù dellà. legge ed amnistia del 28 aprile 1872 . 7254 . 439 Giubilati . . · . Caricellatidairuoli .. d"t 155 Disertori . . . uo.mm1 i ruppa 2032 Morti . . . . 2822

l

48228

48228

Quindi .al 30 settembre 1872 la situazione ,della forza era di uomini .

679877

Totale delle diminuzioni

come già avevamo enunciato nel proemio. Sarebbe stato nostro desiderio dare la suindicata situazione cogli aumenti e colle diminuzioni, distinta nelle varie parti di cui componesi l'esercito, cioè in esercito permanente e milizia mobile, e per quanto riguarda il primo, dividerlo in truppe di la linea e truppe di com• plemento, ma oltre che avrebbe richiesto un lavoro lungo· e minuzioso, per alcuni parti non avremmo avuto .d alla Relazione dati sufficenti.


32

DELLE LEVE Sl!J GJOVAl'il NATI NEGLI ANNI ECC.

fra i singoli circondari e I l riparto del continrrente o " . . il conseguente rapporto fra la 1" e la 2 categoria. m taluni circondari e mandamenti avrebbe pur esso meritato d'essere anal:zzato, molto più che nel nuovo progetto di legg-e sul reçlutam;-' nto pr.esentato .a~la Cam:ra. il ·20 dicembre 18ì2 tale rijd rto viene stabilito su prmci pii affatto di versi. l\Ieritava pure d'essere discusso tutto quanto ha r!guardo alle diserzioni, alle trasferte nelle compagnie di dìsciplina, alle condanne alla reclusione ~d ~l ?arceremilitare; in una paro1a quanto riflette la d1sc1plrna e le condizioni morali dell'esercito. L'esame di tutte queste cose ci avrebbe condotto ad un lavoro non corrispondente a quanto ·ci· eravamo prefissi, cioè a quello di dare un sem~lice resoconto, e perciò nell'accennarlo invitiam.o tul:1 ~olor~ cui interessano tali studi a valersi dei prez1os1 dati statistici di cui sono ricche le Relazioni del ge:Qerale 'l'orre.

l,

I REGOLAMENTI :Ol

ESERCIZI E DI EVOLLZIO]l PER LE TRUPPE APIEDI IN

.AUSTR.I.A. ED IN PRUSSIA 0 )

II. Prussia. Dalla disfatta di Jena la Prussia, oltre a mille altri ammaestramenti, apprese eziandio come alla tattica mobile, spigliata, irnpctJ1osa, profonda della Rivoluzione, male si opponesse la tattica lenta, rigida, c9mpassala, lineare delle guerre anteriori. Una commissione di cui era l'anima Scharnhorst, il celebre rislauratore morale e materiale dell'esercito prussiano, convocata dopo la pace di Tilsilt, compilò nel 11809 un regolamef).to di eserèizi per la fanteria . Ma non corrispondendo questo a sufficienza alle nuove idee ed alle nuove esigenze, fu tre anni dopo sostituito da un altro ('1812), mirabile, relativamente a quel tempo, per chiarezza, semplicità, a.rmonia e lestezza di mosse, carath!!'e aggressivo, tendenza al concentramento di forze contro i punti deboli d.ell'avversario. · Esso fece ottima prova sui campi di battaglia; pur

(,t) V. dispensa del giugno ·\873. ÀNNO XVIII .. YoL. lii,

3

"'·


r'

34,

r llEGOLAMENil o'ESERClZl E Dl EVOLUZlON[

tut.tavolla le guerre dell'indipendenza (18·13, 1814 e 1846) manifestarono il bisogno di meglio coprire le evoluzioni, di piegarsi con minor rigidezza al terreno, di frazionare .maggiornien~e la truppa, di impiegare in g1,1:isa pìù acconcia la gioventù, l'intelligenza, l'istruzione, l'energia dei gradi inferiori, Dopo molti studi, molle discussioni e molti esperimenti, nel 18.40, furono adottate le colonne di compagnia. Le quali richiedendo allre riforme, nel 1847, ,da re Federico Guglielmo IY fu pubblicato un nuovo regolamcnlo, a vero dire non essenzialmente diverso dall'antico, Sopra di questo basa l'istruzion e tattica dell'esercito prussiano, Le guerre del 1848 e 4-9, di Crimea, del 1859, dello Schleswig-Holstein, del 1866 ecc., i perfezionam enti nelle armi, le nuove massime di tatlir.a - passarono senza lasciare· tracc ie molto sensibili in quei preceLti regoìamentaei. Qu a e là fu variato qualche paragrafo, semplifi caLo qualche movimento, soppressa qualche evoluzione , accordata maggiore scioltezza, rilevata alquanto l'import,nza <lel fuoco e dell'ordine sparso, megli.o accentuato il bisogno che le is~ruzioni di pace fossero l'immagine della guerra . Codesti cambiarnenti sut;cessivi, aunessi in appendice con <lecreto clel 25 maggio 1867, furono poi fusi e completati nell'edizione 3 afJOSto 1870, la quale ·porta sempre, e probabilmente porterà ancora per qaalche· anno, il titolo di 25 febbraio 1S47. Re Guglielmo l'approvava dal suo qu<,lrliere generale di Magonza alla vigilia del giorno nel quale i suoi eserciti dove·vano varnare la fronLiern. francese, ordinando che « la latittidine lasciata daìle disposizioni regolamentari per l'i struzione e l'impiego delle truppe non dovesse, senza imperioso bisogno, restringersi per modo che la forma prendesse la precedenza sulla sostanza: ». La grande stima che merilan@ le massime1 fonda1

1

3~ ·mentali, .Ja pieghevoJez.za loro alle pratich.© applica~jonj, la ~enera:Zione ai precetti che tante v:(!)]tc hann.o guida.Lo alla vi.Horia, il timore di perdere il heae cencµ.ndo il meglio, lo scrupolo di poirre la mano sul tesoro di t~r)te esperi~nze.... hanno impedito la creazione e.i un Ii1Uovo codi.ce di combattimento. Si preferisce ,togliere, modificare, semplificare q,uakhe forma ma:teri4le, i.nskmuare accortamente qualche massima di nuova tattica, porre in rilievo lo spirito e l'opporttrnità di qualche disp,G>sizione - in ogni caso, t1eHa pratica applicazione alle grandi rn1a.novre, lasciare da canteo, le pedanterie fornaali per non ·tener d'occhio che al ve.r:0 se,opo dell'aziooe. D'oncle, come. alicove, anche q\li le due correnti di pace e di guerra, di parala e -di lotta, di figura e di sostanza. Non è còmpito mio addentrarmi nelle conseguenze tatti.che della campngna clel ·1870, e neppure negli stud:i. ed esperimenLi cui essa diede origine. Mi propongo solo rli ana:lizzare brevemente il Regolamento tattico per la (ante·riaprussiana ('I), additando le modificazi.oui, (di piccolo momento nell'apparenza e ·nella forma, di grave momento nella sostanza e nello, spirìto}, eh~ furono intr0dotte dal celebre Orcl,ine d.i gabinetto .19 PER\.$· i-'Jl{)l!l!Ji;

t

PIJ.mI IN AUSTIIIA ·ED IN lH\'USSlA

,mç,,rzo 18'73 (2). I.

·I..a Parte J• comprende l'istr'U'zione del soldato. La ·posizione (attenti) è descritta. con cura singolare. Si (~) Exe1•zir-Regleme11t fii,1• die Infa11tcrie dei: k. Prcussische~ Armee vom 25 Fcbruar 18.i7 - Neuabdruck unter Beriicksichtigung · ' dcr bis_ ..wm 15 August 1870 ergangenen Abandcru~gen. (!) La Rivista no ha dato la traduzione nella dispensa dell'aarilc. ·scpr,o, eag. ,42.

r~

I


1

36 l REGOLAMENTI D ESE1tC:lZI E 01 EVOLUzroisi parla della marcia, ma brevemente, sfuggendo tutte le minuzie di cui vanno tronfi gli allri regolamenti. L'appoggiare con movimento simultaneo a passi laterali (das scMiessen) allo scopo di accrescere e diminuire gli intervalli, è movimen to ottimo per le parate, ma mi sembra supedluo in gùcrra. La ginnastica e la scherma sono oggetto di istruzioni speciali. Il maneggio d'anni é breve ed assai spiccio, sebbene dati dal 184:1. Nessun movimento è scomposto in tempi ; si penneue tuttavia tale spedicnte per la prima istruzione delle reclute. Yi è una posizione analoga al nostro antico in parata, e co me q c1esta inutile e faticosa; si vorrebbe soppressa insieme al ripos'arm, bastando per l'arma in spalla una sola posizione a comando. Invano cerchiamo il bilanc'arm e la pregliicra, come pure le l'Osizioni di in ginocchio, di seduto, di a terra, queste u!i.ime insegnale nel regolamento sul tiro. Le bai:, nette so no sempre innastatc, e però non oc-· · co rre nè il baionett-cann nè il lcvat-et, tranne che per le armi fornite di sciabola-baionetta. Per il fascio si dice solamenlo: ·« I tre fucìli di ciascuna fila son o uniti insieme mediante il braccio delle baionolte in modo che sostenendosi a vicenda formino una piramide ». Non si dice motto dell'ùpczion-arm, nè dell'aprire e se1·ra•te le righe.

Dal maneggio d'armi si passa di botto all'istruzione della compagnia, avverlendo di volo · che, terminata l'istruzione delle reclute, fa d'uopo riunirne parecchie a fine di prepararle al combatlimento in ordine chiuso e sparso. La compagnia si schiera in tre righe; stanno in

PER LE 'fllUN>E' A 11rno1 lN AUS'rUIA ED IN PRUSSIA

•

37

prima riga gli uomini più alli; in terza i più svelli e destri tiratori. Le righe sono ordinate dall'ala destra alla sinistra secondo la statura. Ciò sta scritto nel regolamento; ma in pratica non v'ha differenza di soldati nelle righe ( l j, e la terza riga è quasi sempre rac. <:olta in un plotone a parte. Fino nelle norme di combattimento è detto: « Per lo sval'iato lega me che corre fra l'ordine sparso e l'ordine ch iuso è necessità riunì re In terza rig-n in sezioni (plotoni di cnccja1ori), (§1•1O)». Così l'ordine in due righe diventa normale, come già voleva più di un secolo fa Leopoldo di Dessau, il creatore della tattica della fanteria prussiana, e l'ordine i11 tre righe, anche 1·cgolamentannente, non serve più che a parate e ad esercizi di scuola. La seconda l'iga si forma cogli uomini più piccoli tutto al più nelle mostre, poiché nell'azione ciò reeherebbe molto danno nl tiro (2). Non si bada più che tanto all'ordine di statura, da noi fortunatamente messo fra i ferravecchi. In generale tuWtviu si vorrebbe definita la questione sulle due o sulle tre righe, questione che negli ultimi mesi ht sin6 ola1·mente agitalo la st.ampn. militare tedescll. (3). L'Ordine cli: gabinetto 19 marzo, dal quale

(l) rraktis~he !Wr:k11lirkc <mf ·1866.

-'l'aktik 11ach d,ir fii,• clie l{on iglich 1'1·eussische11 Kri•9ssr/mlcn vornescribenen gc11etischcn Skizze. - Berlin l8ì2. (3) LuosT. - Die Ausbildtmgscursc dcr fofantcrie u11d ihre taktischcn Formcn. - Bcrlin 1873. - Vrdi gli articoli dei Jahrbuche,·,cld L4/lgcmci11e Militar -Zeituny, del Neue i\ltlitarische-Blattct, ' in ispecie quelli d ,1 Wodlenblatt, lii. 4, 11, J4 e :)9. Di codesti e d'altri ~rticoli mi \·algo per indicare al lottore i desideri i che si vauuo man ifcstr,odo all'esercito tedesco riguardo a modificazioni da introdursi nel rcgolam~nto di esercizi. Vedi nel libro di Scu1mrp lo consicllrazioni regolamentari; ma particolarmente hNSON Wit gestaltet sich das Ea;u,;iir - ncglemcnt dcr lnfante rie t1ach dcr Al-· 'lerhiJclutcn Cabfoets - Ordrc vom. 19 !Jarz 1873 '? ' (2) Pen,zo~ius -


1 38 l REGOLAMEN'l'I D ESERCIZI E DI EYOLùZIONI si aspettava la sentenza, non d.ì, com e vedremo, verun. particolareggiato cambiamento dei singoli para(Trafi, ma stabilisce indicazioni generali secondo le qu;lì vuolsi rnodificamc Lo spirito (1) . La ~ompagn ia è divisa in due plotoni . Quesli pren?on_o ,l numero dal posto che oceupano nel b11ttaglione m lmea e lo conservano anche nei casi in cni la compagnia sia sola. Nell'interesse dell'elasticità e dell'au.. toMmia preferisco la disposizione nostra ed austriaca, lo quale pel' la d~nominazione dei plotoni non esce da?la compagnia. Anzi in Austria i plotoni cambiano di nu~iel'o ~ewndo la posizione che vengono a prendere r1spetllvamente, appunto come le nost1·e compagnie nel battaglione. I pl?toni di ~i~ che . rn. file sono divisi in rnezi!plotont, e questi m sezioni. I plotoni dì meno che 16 file sono divisi in sezioni. Più elastica, più comoda, più adatta alla forza di pace e di guerra, mi sembra la ripartizione nostra, secop.do la forza in due, tre o qiu:allro plotoni, ciascuno dei quali divisi in due squadre a due squadriglie. Alcuni ufficiali a ragione si lagnano che la ripartizione tattica delle sezioni non corrisponda alla ripartizione disciplinare ed educativa dei caporalati (Korporalsca/ten), e che il sott'ufficiale non abbia sotto di sè gli stessi uomini tanto io quartiere quanto nelle esercitazioni . ~ella compagnia ri unita al batraglione il capitano sta alla destra del primo plNone e ne ha eziandio il comnndo immediato; il primo tenen te sta Alla destra del

. (l~ Non mi occu~o della questiono importantissima dei plotoni specialt e délle tn r1ghe, avendola di già svoltn nei miei articoli sulla Tattica odierna della fanteria, pubblicati nello dis'penlie di gennaio,. febbraio e marzo 1873 dèlla 1/ivista. .

PER LI!. TRUPPE A l',IEDl lN AUSTIIIA ED IN Pt\USSJA

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secondo, il sottotenente più anziano dietro il primo plotone; il secondo sottotenente all'ala sinistra della compagnia. Quando la compagnia è disgiunta, come quasi sempre succede nelle evoluzioni e nel coml>allimento, il capitano sta davanti alla medesima ed il suo posto é occupato dal sottolcnente più anziano, il quale assume eziandio il comando del primo plotone. Mi sembra ben pit'.1 semplice il sistema austriaco e nostro, secondo il quale sempre lo stesso é il comandante del primo plotone e sempre lo stesso è il posto del capitano, che comanda soltanto l'intera compagnia. Gli allineamenti sono simili ai nostri. Per tracciare la linea in vece che le guide sortono i conwndanti di plotone.

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Nei fuochi noto quello di quadrato, corrispondente al no~tro fuoco di riga. Il nome serve ad indicare gli unici, e però rarissimi oasi, nei quali lo si può ancora impiegare. t Russi lo hanno abolito. Il fuoco accelerato (Sclmellfeuer) corrisponde al nostro fuoco a volontà. I soldati puntano come meglio possono e sparano appena abbiano pr:eso la mira. rnfatt i all'atto pratico é impossibile che i . numeri uno si regolino sui numeri due, e · la seconda sulla prima riga alternando i tiri; del resto il bisogno di tenere in serbo armi cariche è scomparso coi fucili a tiro celere . . l Prussiani avevano già una grande anti patia contro il fuoco individuale, il quale mette a tanto rischio la disciplina. Behrenhorst scrisse che l' introduzione regolamentare del medesi mo organizzava il disordine nella truppa . Ma necessità non vuol legge. i\Ialgrado Lutli i suoi difetti, il fuoco individuale, in ordine aperto o chiuso, fu quasi esclusivamente usato nellé guerre del 4866 e ~870 e 71.


i0 l REGOLAMENTI D'ESERCIZI E DI EVOLUZIONI Jl fuoco simultaneo, cui il regolamento dà tanto peso, è ora dai più riputato praticamente impossibile. Per non ripetere ciò che ho già scritto in altri numeri della Bivista, mi 1)asta osservare che nelle tre battaglie finora descritte dalla Storia della guerra del ,J 870, compilata sotto la direzione di Moltke (Weissemburg; Worth, Spieheren), non trovo una sola menzione di sol ve tedesche. 11 fuoco successivo di plotone, principalissimo ai tempi del grande .F'ederico, è abbunclonato fino dal 48,i.7. L'ammette . il regolamento francese qual norm«, il regolamento austriaco quale eccezione. Nè il n'golamento prussiano nè l'austriaco accennano al' fuoco obliquo a comando, e neppure al fuoco a comando da in ginocchio, o eia sdraiato.

I Prussiani non hanno il per quattro di fianco come noi, come ii Francesi, i Uussi, gli Austriaci. Finchè manovrano su tre righe meno mule; ma ora che manovrano ord inariamente su due, gl'inconvenienti del prolungamento , in ispecie nul pieg;are in colonna e nello spiegarsi , e lu pena e la fa1ica maggiore degli uomini nel marcia~·e, non mi paiono compensate dalla maggiore scmplicjtà di nou avere a numernre le file eJ a legare gli uomini nelle quadriglie. Il però non pochi militari domandano l'adozione della colonna per eoppie di file. Nella marcia di fìanco un sott'ufficiale cammina ad otto pussi all'infuori della testa di colonna per dare la cadenza. I~ una singolarità della quale gli altri esereiti non sentono il bisogno e che ora pel battaglione é cad uta in disuso . . Si chiamano. i plotoni in linea, si forma la colonna per marciare a destra e sinistra o dalla destra avanti,

PER LE TRUPPE A PIEDI lN AUS1'lllA ED IN PllUSSfA

4,4

· precisamente come da noi. Tuttavia coùeste mosse non hanno l'importanza che attribuisce loro il nostro regolamento annoverandole fra le evoluzioni di combattimento. Il recente Ordine di gabinetto sopp1·ime la contromarcia, già caduta in disuso ed a proposito della quale lo stesso regolnmento dice:· « Tanto nelle esercitazioni quanto in campagna essere indifferente quale delle righe si trovi dinunzi e quale delle al i marci in testa». Al comando: formate la colonna! la terza riga del bauaglione pari, se la compagnia appartiene al mezzo plotone di destra , fa diet1·0 front, rnareia dodici passi e si volge di nuovo . La prima e seconda riga del ploLone dispari con mossa di fianco :vanno a collocarsi a sei passi dietro le due prime righe del plotone pari; la terza riga si pone davanli alla terza riga del plotone:' dispari. Se la compagnia appartiene al mezzo batta.:. glione di sinistra, la colonna si forma sul plotone, dispari. Per tal modo risulta nella compagnia una, co~ lonna senata di plotoni, col plotone di cacciatori ìn coda; nel battaglione un'ordinanza colle due compagnie centrali accoppiate, le due co mpagnie d'ala separate. Codesta formazione sembra alquanto complicata e lenta, sia per la distinzione fra compagn ie di deslra e compagnie di sipistra, sia per l'andirivieni e per la differenza di mosse delle righe. La colonna rompe in sezioni minori mediante "fi,piegamento per fianco. Tutti i movimenti della colonna di compagnia hanno sempre luogo senza eadenza e coll'arma in ispalla.

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Strettamente collegato coll'ordine chiuso é l'ordine· sparso. ,: Per solito é il plotone della terza riga o metà , di


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l IlEGOLAJl'lENTI IflllSERCJZI

1t D1 El'OUJZJONI

esso destinato a stendersi in cacciatori; ciò tuttavia non -è regola 4iissa. Esso avi:inza per la via più breve a dislanza opportuna (in piazza d'àrmi 450 passj) e si forma ed accorcia l'andatura a :fine di lasciare campo di formare la catena agli individui che vi ·sono des=t'i1:1ati. Quando sia tutto steso, avanza un altro plotone. èosl ,il § 36 in seguito alle modificaziofli del '19 marzo, te quali allargano tanto l'applièazione del'l' ordine spatso, . pl'escrivendo che per lo meno mezzi plotoni siano tosto diradati in catena. La compagnia fino daHe prime ha così mezzo plotone steso e tnezzo plotone in sostegno, ovvero un intero plotoae steso ed un intero plotone in sostegno; ne) _(l)rÌm(i) caso un terzo ·della forza, nel secondo caso due terzi. I rinforzi successivi giungono essi pure a mezzi plotoni ed anche a plotoni inte1·i e s'.i ·pongono alle ali o negli intervalli. Prima si faceva a miccino impiegando soltanto sezioni, vuoi nell'irradiare i cacciatol'i, vuoi nel soccoTrerli du'l'onte l'azione. Noi, come gli Austriaci, stendevamo già un intero plot-one. Ora colla (orrrrrn normat1e stendiamo una squadra in catena ed una in rinforzo; nelle eompàgnie due· squadre in cate·na, ch1e in rinforzo e du.e plotoni in sostegno. Le nostre squad1·e sono bensì più deboli dei mezzi plotoni pru:ssiani, ma calena e riq.forzi sono da noi più strettamente collegati foJ"mtrndo insieme due plotoni in cacciatori. ; Per lasciare fino da ultimo libero campo di :tiro alla p'rima :sezione, in ma·ssi ma. si comincia a stendere i plotoni di coda, Alcuni tuttatia per brévità e 1estezia preferiscono cominciare dalla tesla come si usa da noi. In Prussia gli uomini di una fila stanno vicini uno aU'aJtro; l'intervallo fra le file dipende dalle ~it·costanze, ma non ha da sorpassare i 6 passi. Fmtl dal -i 84. 7 si àiceva . non potersi patla11e di <h-

4,:J: rezi0t1e e di ma11lenim·ento di intervalli e distanze; soltial'lto esser mestieri che non vada interamente p•erduto il collegamento e che le file lateral'i sieno in grado di vedersi. Ciàscana seziMe (squad riglia ) cost-ituisce un gruppo· di fo0co (Feue1·g1t·uppe) sotto il comando di un gràduato. lha catena in movinrnnto· fa fuoco solo per eccezione e contro S<%tegni 11émici. Gli ufficiali cd i sott'ufficiali de,·ono essere ben destri nel maneggio dell'arma pe'r pòtere, se lo permette l'istan te del combattimento, con tWi di prova meglio ,;egofare il fuoco . Sono vietati gli ·spari a grandi distanze . I movi111enti vam10 fatti a l')asso rapido e vivace, soventi alla corsa. Fuori del dominio del fuoco tutto sta nel manten·ere l'ordine; sotto il dominio del fuoco ù'éll'avanzare al possibil-e cop'erti lìno alla migliore· portata. La truppa di :arostegno, secondo l"drcline di gab?:netto, può· seguire in linea e colonna (in plotoni, rnezzi plo-· toni 'ò sezvo11i) ed eccezionalmente anche per Jìanco e pe-'i' fila. Ottell' eccezionalrn.e1ize è da amìbuirsi alla circostanw -cl'l'e H ri pa1·to, rr1arc'iantc per due, si allun-· gherebbe lropp'O ed avrebbr. mosse troppo lente. Lò stesso ordi;ne di gedJirvetto non fa menzione del ràdcloppiamento o mesbola11'netiro dei ylotoni, esperi- · 1r1€n1Mi:o n~We esel'Citazi on i de'll'estate 1872, tanto rac-comandato <!la alcunì fra I più recenti scrittori di tattica, e tanto frequente nel vario ondeggiare della lotta. Non si rinforza la catena avanzante, salvo essa urtì in un ostacolo che la costringa a formars·i. La eatena jn ritirata 1ion va soccorsa immediala-· mente, ma viene accolla e sostenuta da una nuova linea di fuoco formata a tergo o lateralmente. Vorremmo codesto precetto anche più esplieilo. Nessun rischi,o dì dem©rali1izazione è maggiore del101 PER bE 'PlllÌPPE A PIEDI IN AlJSTRIA ED IN PllUSSIA

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4,i.

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I HEGOLAMEN'fI D ESERClZl E ·01 EYOLUZlO Nl

starsene in ordine chiuso od aperto sulla linea di ritirata. dei proprii cacciatori. Al!a battaglia di Wòrth 6 compagnie del 68° fanteria, passata la Sauer, balzando con slancio vigoroso ed ardito cl traverso il terreno scoperto, s'impadronirono dell'orlo del bosco di Ni ederwa.ld; ma ass.alite da forze soverchianti, disor.dinat.e, confuse, disperse in modo da perder,} qualsivoglia superiore direzione, dovettero volger le spalle. In seconda linea stavano 4 compagnie del reggimento N. 80. Queste furono rovesciate dagli stormi di cacciatori inompenti dal bosco, insieme a loro si ritirarono precipitosamente verso la Sauer ed appena in Spachbach fu possibile di raccogliere in qualche modo Je truppe. Soltanto pochi riparli, in paI'ticolare i plotoni della 1,2.. compagni.a situati in un fosso , ·resistettero sulla sponda occidentale, dove il nemico da canto ' suo non aveva oltrepassato l'orlo del bosco ('I). E qui sarebbe al suo posto quanto pr.escrive il punto 5° dell'ordi11e di' gabinetto, cioè: « l'auacco può, secondo « Je circoscanze ed il terreno, · essere condotto in modo « che la truppa, percorso un tratto {iSO o 00 metri), si. « geui a terra e dopo una breve pausa continui in tal « modo ad avanzare (avanzare a sbalzi) ». Malgrado il disordine inevitabile, malgrado la difficoltà .dì far alzare i soldati una volta che in ordine sparpagliuto siensi sdraiati, fu forza l'adot.tare codesto modo di balzare alì'a(tacco. Anche noi l'abbiamo. Ma

-- ----· - - - - - - ----·-{4) Der dcutsch-franzosiche Hn·cg 1S70-71. Redi;;irt von dcr Ifricgsgcschichtlichen Abtheilu11._r1 dcs. Gross,m Generalstabcs. lleft 3. Noto chò il fosso era. laterale alla l'ia di ritirata, e che l'orlo del bosco è .distante da Spachbach più dì 500 mdri. Limito ì raffronti storici allo t re prime battaglìe della guerra francoteJesca, perchè lìno ad ora solo di esse abbiamo dati tattici sicuri nelle tre prime dispensa della grande storia ufficiale.

PER LE TRUPPE A PIEDI IN AUSTRIA ED JN PRUSSIA

4o

per poterlo applicare a dovere sul campo di battaglìa mestieri esercitarvi continuamente la truppa, sviluppare in essa il sentim ento della dìsciplina, del dovere, della coesione di forze, adcleslrurla aHa elasticità e lestezza nei movim enti, alla raccol!a rapida ed ordinata sempre avanti, dietro ostacoli che al possìbile non ìmpediscano il fuoco. il quale è condizione assoluta di ogni oftf.nsiva. Molti ufficiali tedeschi che preser:o parte · alla guer'ra del 4870--7 1, concordano nel dire che l'affare più scabroso non stava già nel condurre gli uomini all'attacco, ma nello snidarli dai loro)l.ppiattamenti per iniziarlo (1). La scuola di cacciato r·i, intimamente legata, come vediamo, coll'ordine chiuso, è in complesso mollo conforme ai bisogni di guerra. È semplice, breve, chiara; alcune regole genera li, pochissimi comandi; grandelatitudine ai capi delle singole frazioni; nessuna mi·nuzia. g codesti pregi sono in gran parte del regolamento del 1847, pubblicato quando tnlli gli eserciti europei (salvo le truppe leggiere ed in jspecie da nor · i bersaglieri ) facevano il vis o d'arme all'ordine sparso. Contro la -cavalleria si forma il q11adrato o massa; ma senza tan.ti movimenti o comandi. La sezione o sezioni di coda chiudono sulla sezione o sezioni di testa fino a breve di~tanza e fanno diecro fronte; i sott'ufficialì · ed alcuni soldati coprono i fianchi. Della difesa e movimentì del quadrato appena un cenno. 11 punto 0° dell'ordine di gàbinello dice: « Un at« tacco dì cavalleria può essere accolto anche rn altro « modo che in quadra.lo. Fa d'uopo avvertire le truppe « dell'avvicinarsi della cavalleria mediante il segnale « di attenti da _stabilire, al qual segnale i capi ordìè

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t•YMAYWALD

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Die Lehren des Krieges t870-7i - Wien ~873..


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A- 7

I I\EGOI1 M1ENTI n'ESERCIZ! E lll SV0l,1JZI0l)H

PEl\ LE TRUPPE A. PIE!)~ IN AUSTRIA ED fN P.RUSSTA

». Per tal gu,is,a. il quadrato, già così poco usttLo in pratica, anche in teoria vie0e relegato ai casi eccezionalissimi, poicM (orma più opportuna sarà sempre la più acconcia a, -spiegare la massima potenza cli fuoco, come espliciJamente dicono le nostre i'rlocli(ìcazioni W maggio 4873). Il Tlegolamento cli campagna pr11ss1:ano (1) osser.va in proposilo: « La ·fanteria la quale, scompigliat.a dal « fuoco vicino d'artiglieria o da un attacco non riliL., 11. scito, ò costrelta a ripiegare per un piano scoperto « e per lungo tratto , offre naturalmente alla cavalleria « maggiore speranza di rnccesso della fanteria c.a;lma « la quale sdegna pieg<).1·si in quadrato ». In Germania l'opioione mjlitare è in gen_eral.e cGntrarissima. ai quadrati, i qual.i ai molti d~nni congiungono cosl pochi e problematici v;rntaggi ('2).

raneamenle a destra ed a sinistra della sua séiione di testa, verso il fianc.o, e verso il tergo., in ordi11e chiuso ed in ordine :ipaPso, e, con pari lestezza prendere qualsiasi forma adaHa ~Ile esigenze, del combattimen.te-. A t.al fine non si possono stabilire tipi precisi, i quali non sarebbero che di carico soverchio alla memoria del soldato. La compagnia anzitutto va educata in guisa che, sempre in pugno del capitano e ·sempre attentissima ai di lui ordini, sia capace di alti e mosse prima no.n esercit.ate in modo precipuo ».

« nano la più oppoetuna formazione

Le evoluzioni di compagnia terminano col ~ 4;3: . Considemzioni ge11e1·ali, sulle guaii l' 01·dine dz· gabinetto chiama in particolare l'attenzione delle truppe tedesch,e. Ne traduco l'ultimo capoverso come quello che mi sembra offrire nna chiara idea del vero spil'ito del regolamento : · « La compagnia deve trovarsi in grado di eseguire le semplici formazioni e mosse necessarie pel combattimento, in tutte le circostanze,. di giorno e di notte, . senza essere punlo ordinata ed in ord ine inverso ecc. È mestieri c.he colla maggiore lesttzza e s1cL1rezza sappia . spiegarsi cla. ogni lato, a destra, a sinistra e contempo-

·- ---·- - -- - ------ - - - ·--(·1) l'e,·ordungen ùbe·1· die À.ttsbildm1g ~er Truppen fiir den Feld. die11st tmd ii.ber die grcsseren Truppe11iibu11ge·n. - Bèrl in ~ 870. _ (2) De·r Frontal .Angrill dei· 111{antM·ie. - Ilerlin 4872, ed Allge. mcine MiliWr-Zeittmg N° 48 .,... 4,87~.

If. La Parte f[[• comprende le evoluzioni di battaglione, Ogni battaglione ha una propria bandiera. Allorché esso è in linea od in colonna sul centro, la bandiera sta fra la terza e la quat'ta compagnia scortata d.a cinque sott'ufficiali, due a lato in prima e tre clielrt) in seconda riga; allorché manovra in colonne di compagnia od in ordine sparso, è affidata alla riserva. ftla tante bandiere giovano poi allo scopo loro di in,fiammarre nei momenti decisivi, ove più ferve la lotta, i cuor·i dei solàatì e cli irnpràp,ere slancio e forza all' azi'one comune? (1) Non mi pi1re .. I com.andanti di battaglione }Jl'eoc,:upali dal timore di perdere il prezioso trofeo, lo lasciano bene spesso a tergo sotto la prolezione di un nucleo di truppa che viene poi a mancare nell'istante supremo. A Worlh una parle della 9"' compagnia del 46° reggimento. fantcPia nell'attacco decisivo delle alture sulla riva occidentale della Sauer,

{4) Vedi il nostro Regolamento di disciplina H dicembro 4872.


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J REGOLAMENTI · o'ESERCIZL E l)l EVOLUZlOtì!

fatto dal 5° corpo, rimane indietro p1·esso 1a bandiera e prolegge io pari tempo 5 altre bandiere i cui battaglioni s'erano sciolLi durante la lotta . Lubst vorrebbe che tutte le bandiere fossero soppresse. Le quattro compagnie in linea non hanno intervalli fra loro. Da ciò e dal]' ord ine in tre righe ( o dalla riunione dei plotoni di cacciatori diecro le ali) prov.iene il fronte relativamente assai breve del battaglione. Supposta la compngnia a 2 l 6 uomini, si ha · che il bat~oglione austriaco ed il nostrn occupano un fronte· di circa 380 passi; il ballagli on e prussiano di 2t3 passi. Il battaglione russo di 900 uomini a 5 compagnie si dispone in d~e righe con qua.Uro compagnie in linea ad un passo d'intervallo, la compagnia di cacciatori dietro a 50 passi in colonna di plotoni; ha quindi un fronte di. circa 300 passi. La mino!' fronte a fo rza eguale nel dominio clel fuoco . espone I) perdite maggiori ; ma presa come ordine· fondamentale fuori deU' azione, offre il vanu1ggio di maggiore profondità e quindi di maggiore truppa disponibile pei movimenti aggiranti, per la difesa ai fiane,hi, pc! nutrimento suceessivo della lotta. Conviene bensì notare che nel combatlimento non avviene mai: di mantenere la lunghezza del fronte occupato dalla ordinanza fondamentale, che la fronte più estesa dà maggiore agio a manovrare, e che gli intervalli fra le compagnie servono a stabil ire netlarnente la loto tanfo necessaria autonomia. l fuochi si fanno come nella compagnia, e perciò vi sono i fuochi simultanei di i·iga e cli baltaglilme. I tamburi battono soltanto nelle mosse d' assallo, non già nelle mosse in ritirala o nelle aHre evoluzioni. Incontrando ostacoli, uno o più plotoni si po~1gono in colonna dietro il plotone vicino. Passato l'ostacolo , si spiegano. Gli spiegamcnii tutti hanno luogo

49 sempre alla -corsa. Mirabile è quindi la lestezza delle evoluzioni prussiane. 1 cambiamenti di fronte d'ogni natura si fanno \{ col marciare per riparti nella direzione indicata e col ri- ' prendere la fronte sulla nuova linea; se pure non convenga meglio valersi delle colonne di plotoni in ordine chiuso ovvero della colonna sul centro ». Ecco in due parole condensata tutta la lunga storia di atti mosse . ' ' comandi ed evoluzioni degli altri regolamenti. PER LE TRUPPE ;. PIEDI IN A,USTRfA ED IN PRUSSJA

Fino dal 18·13 e 18·14 la fanteria prussiana mostrò la sua superiorità ta,ttica cogli assalti alla baionetta. Blucher in un'istrm:ione emanata nel '18·15 diceva: « Siccome l'esperienza ha dimostrato che l'esercito « francese non può resistere alle punte delle nostre ~ baionelte, è regola usarle ogni qualvolta si tratta di « rovesciare il nemico o di guadagnare un posto. ~ ~isogna tuttavia badare che l'attacco non degeneri « m una moltitudine di spari, altrimenti va di leggieri « a vuoto 'i>. _Poche regole bastano pel meccanismo dell'ottacco. Ah sorprende che si prescriva di dare a breve distanza dal nemico, a circa dodici passi, i comançli: crociat-et di corsa. / La terza riga si raccogiie dietro le ali del battaglione in quattro plotoni, i quali portano il numero della _c~mpagnia cui appartengono. Al segnale: .stendetevi, 11 1· e 4° di codesti plotoni, o metà di ambedue, avanzando si sciofgono in cacciatori. Nel primo caso _(ora normale) i sostegni sono costituiti dalle compagme d'ala, le quali procedendo a scaglioni piegano m ·Colonne di compagnia. Nel rinforzare la linea di fuoco, i sostegni accorrono successivamente al centro per _Pl_otoni o per mezzi plotoni; se fa mestieri, i ri-part1 l,Il catena restringono gli intervalli verso le ali. ANNO

xvm; VoL.

111.

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t1 -1l:EGOLAMKN'rJ o' ESKRClZI E nr 'E\':OLUZto.Nl

\Le regole·per la catena somigliano alle nostre. _·V'(;)lendo fino all'ultimo valersi del fu.omo della medesm!l'a, il ,:batt,aglione i.n linea può oltrepa~sa:r e 1i. ca0ciat0ri ,_ i qaaii ·;;perciòi ·,s~ -gettano a lfJer11a ~ s1 ra.ccol:gono poscl8 fa~ ,plotoni ,•di~tro le ali. ,,Jhimpov;e:rs0 ·relativo a lla :ca<valleria, :secon_do-,J~nstin, è ora mo-diifìca<t@ · com;e segue: « Ove;i cacciatori del1a « icatena ·1siniao assal1ti ·da cavaller,ia, questa i:n ge1il1e« rale v-a respinta col f'uoco accelerato . Se, colpa le « circostanze, codesta disposizione non servisse a ga« 'Tanti re sufficieqiJ.le sieurezza, al segnale: attenti, si fa « se:gixiire il ,ség11ale: form;ate la colonna, ~l q~ale, :caJ « teir.Ia ··e sosteo·ni si r:accolgono sul posto m ,crrooli ». b ,J. La •colonna seTTata si fotma normalme11tte crtètro 1·1 . plo~cJ:ID.e di destra. L' o~cU~e . .di gabil:etto stabi·1isce ohe non sia più oggetto oh rmsta o dt esame la colonn~ dietro il plotone ii s1inistra, ed abolisce le co~orrn~,dava~tl il pl@teme di destra o di sinis~·a,_cad11te rn d1scredi1t0 fitto nei regolamento del ,184 j, d quale, ~ur ocmser~ van dole ,soggiungeva do versi sbandire dalla prnzza.d' a1,m1 i movimenti artificiali. La linea piega in c0lonna per con~ersion~ di '. plotoni, mezzi plotoni, sezioni. In Prussia non s1 con0soe ]a colonna di battaglione per compaJgnia tr.arn1e ~neHe para:te. . . . Ji.a colonna di .llttacco, o colonna sul centr@, r-~S1Nl1La · da ;due colonne accoppiate, l'.l!lna ' di:;l ,mezz0 ·1batta•glione di destra .f~rmart~ s~l '. ploto.0.e di sinistra, -1':tlt11~ citel mev,zo b.a:tta1§hone 1d1 ,sm1st11a J0l'mata sul pl0it0ne -di destra. In .sg.enerale fa colonna di attacco si O©ri.<le,n sa -ser.npPe .alla cmi·sa. · 1 Una -volta essa wvev.a il· vanto di or-cline t!i:po ·della fa111te'ri,a_, per.chè a'ceomJia alFattacco, 1_a:Ua ritirata ·-min\l.cciata .da pimpo'nde.r.ante c~vàlletl!a , alle evoh:1zioni, ,ecc. Ora, MU"Sa1le ,saì:}guin0Se1esperiren~e'e l1ogna<r 1

PER LE TRUPPE ·A PIEDI IN A:UST,nl~ 1.m IN Pl.l.tfSSIA

5f

,orescente bisogno di autonomia per le singole compagnie, essa non gode-più l'antico favor~. ·È però s~mpr~ buona forma per 'la seconda ·e terza linea al <ll'fuor1 ,della portata del fuoco. l'ordine · di gabinetto la ammette per la prima linea solo allora che sia consigliata da circostanze specialissime: abolisce le sue evoluzioni sopra tre righe, come pure il rompere pel fianco destro (sinistro) ,ed il marcia~·e di fianco coi quattro plotoni interni, mentre i quattro esterni segnano 'il ·passo e seguono P?sci_a in coda; prescrive che non formi più oggetto dt n·vista il rompere successivamente ·in sezioni 'minori; ed il passare dalla. colonna di attacco alla colonna di ,plotoni in ordine aperto o chiuso. ·Conserva invece il · rompere successivamente per c0rnpagnia nei passaggi ,di strette. Fl'a la colonna di attacco pruss·iana e la nostra antic•a colonna sui plotoni del centro corre la non lieve -dilfferenza che nella prima ciascun capitano conserva ·il comando della propria compagnia e le comp-agnie sono fra loro separate dall'intervallo qccupato daUa bandiera, mentre nella seconda Ie compagnie erano -fuse materialmente e mora·lmente ed i cap itani non ,avevano sotto gli ordini immediati che metà della ri·spettiva truppa .

A.lle colonne di compagnia abbiajllo già accennato. 'Nel battaglione esse possono essere per p'loto'!}i e pèr mezzi plotoni. Si formano dalla linea, e dalla colonna tanto di marcita chie di attacco: non v'ha -comando •nè misura 'fissa per g1i irlter,va.Ui. L'ordine del loro collocamento è ,vaJ:ta ,per •vo1ta tl esigna:to dal maggio11e ·secontlo ·le -ci•rco:slanie 'e •lo -sc0p0 ,pre'fisso. ·


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1 REGOLAMENTI D'ESERClZl E DI · EVOLUZIONI

« Per regola esso avrà più profondità che larghezza ;

in terreno piano le singole compagnie, senza causa, speciale, non saranno separate in modo da mancare di reciproco appoggio o da non potersi di bel nuov°' riunire. Vuolsi por mente a spiegare le forze a poco a poco ed a tenere in riserva per lo meno una compagni a ». E malgrado codesti precetti, cosi semplici, così elastici, così adatti alla guerra, malgrado codesta larghezza, lasciata ai comandanti di battaglione e di compagnia, malgrado codesto intimo collegamento dell'ordine sparso. coli' ordine chiuso applicato con tanto successo sui campi di battaglia, si parla ancora della vecchiaia, della pedanteria, della rigidezza del · regolamento prussiano i'. La colonna aperta cambia. direzione comy da noi; rompe in sezioni minori e riforma lé sezioni maggiori con mov imento obliquo. La coknna serrata muta di fronte mediante la conversione della sezione di testa e mediante un movimento ob iiquo seguito da una conversione delle sezioni. retrostanti. Forse ci converrebbe adottare siffatta mossa, che ha pregio di semplicità, di lestezza, di analogia, al testa di colonna clestr (sinistr) e di parsimonia dj comandi. La colonna si apre e si serra, prende metà od un. quarto di distanza, nei modi stessi prescritti dal nostro regolamento. Non saprei a che giovi la mezza distanza; il quarto di distanza serve per la colonna d'attacco e per avanzare. La colonna sopra un solo riparto non si usa che in marcia al di fuori del raggio d'azione del nemico; fu per tanto in essa aboljta la formazione speciale dei. plotoni di cacciatori ed il loro stendimento (la°·vanti al . fronte. Codesta ,evoluzione è invece conservata nella. c olonna d'attacco, colla variante, s'intende, di formare.

...

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53 i.a catena per lo ,meno con mezzi plotoni. Con ciò e col sostegno dato dalle compagnie d'ala spinte innanzi, ·si ottiene un ordine normale di combattimento :rnalogo al nostro . Ecco come precetti in apparenza quasi insignificanti possano modificare radicalmente un regolamento in sostanza basato sopra i prihcipii generali che sempre dominano il combattimento, e solo nella forma entrante nei particolari man mano soggetti a semplificazione. PER LE 1'RUPPE A PIEDI IN AUSTRIA ED lN PRUSSIA

ll quadrato si fa soltanto quando il battaglione sia già in colonna d'attacco. La seconda e terza compagnia serrano sui plotoni di testa, le compagie a tergo fanno fronte indietro e serrano sui plotoni di coda; qualche fila ripiega a difesa dei fianchi. Unici comandi: formate il quadrato, e quadmto pronto; e tutta codesta semplicità fino dal 1847. - Ora è soppresso il quadrato su tre righe. Nelle norme pel combattimento non si parla nè di quadrati di battaglione, nè di quadrati di compagnia. . Il regolamento di ese1'cij,io russo (,1868) non conosce che i quadrati di compagnia, i quali si collocano a . seconda delle indicazioni del maggiore. La grande importanza di addestrare i' soldatì a ran·nodarsi prontamente e-nelle circostanze più sfavorevoli è segnalata dal regolamento prussiano come dal nostro. Nel primo la raccolta ha sempre luogo in colonna di attacco; nel secondo i plotoni si uniscono in linea e pos~ia formano le compagnie dietro le..indicazi.oni dei capitani, i quali, riordinatele in linea, fanno loro prendere il posto assegnato d~aggiore nella linea o nella colonna delbattagl,ione. La,aìsposizione nostra mi sembra ~ensì meno rigida e meglio adatta ai casi del combat-· ;timento, ma la guerra del · 1870 e 71 ha dimostrato


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I , llEGOUMENTI o':ESERCIZI'. E DL IW0LtJZI0N1

iil bisogno di rannodarsi in qualsiasi fo11ma. Pa,rrebbe· qpindi opportuno prescrivere che le nostre compagnie· ~i taccogliessero eziandio in colorane, le quali in mod:o. più facile e pi11 rapido si riunirebbero pQscia in or.dine ristr.e tto, ovvero riprenderebbePo 1'011dine normale. di combattimento. . Del r.esto mi sembr,a molto utile l' eserci~io della raccolta verso il nemico. Il riparto (plotone, compagnia; battaglione) balzando avanti si disperderebbe per non esporsi a massacro e si raccoglierebbe concentrica-· mente dietro uno o dietro più ripari. Questo sbalzo potrebbe aver luogo. successivamente pei: squadre,. squadriglie, file , oppure di bollo [dall'intero riparto.. Pr-ima della mossa con;verrebbe indicare a-i soldati it grado di sparpagliamento, il posto, di raccolta, l'ordine: di rannodamento. corrispondente aill' altezz.a e 1larghe7,za) del ripa.r.o, la , direzione. ed intensità del fuo eo, ecc. La mossa s,Les$a andr:ebbe eseg.uita colla massima lestez.za, col mapsimo cigl3-a.r do agli ostacoli, colla mas:sima. vigoria di proposito, serenità di. mente, energiai d'azione e noncuranza di sacrifici per parte degli uffi,.. ciah e graduati.

La Parte

n1

a t,r.atta del combattimento di u114 battaglione e.on SP.eci[!,le rig.ua1·do al. còmpito della terz.q,,riga, ed all'.impieg,o delle ·colonne di compagnia,.

.Riasslilmo alcune fra le massime principali e.fue. CQ'-, stituiscono una vera tiwria del combattim~nto in ordine,_ misto, quale noi l'abbiam0 nell'Ist1·uz,ione sull:ammae-·

strarnento tattico. È,assai utile esercitare piccolissimi drappeHi ponendO\ gli .uni contro gjì, altri.Il cacciatore si con-Viinca di,essere, . eziandio in pianura superiore al soldato a. ca1vallo,, ~ .confidi anzitutto nell'efficaciar del proprio fuo co.

PER L.B TRl!J'll~E A PIEDI Hì'.xUSTI\IA; ED INl l!RU SSIA

55,

n fuoco va al possibile c0ncenbrico. Contr..0 i sinioli individui si spara non al di là JiJ 3.00· passi,, ci:intr0 piìì grossi b~rsagli, per esempio contro colonne, C<i,nlr0 a11tiglierie, ecc., anclie al di là di 600 passi·. Nella fazione di Saairbrucken (2 agosto) i Francesi aon fute1linee di. cacciatori c0prenti• il fronte di 1i:m , intero corpll d'esercitw, incornir1ciano a spara,r e a '1.200·passi sen~a far,e gran danno . I:l oapitano R!osen, aoni una sola, c0mpagnia Ii auende a 300' passi, aJi)re un. fuo co vivissimo di catena e, sebbene per la st:ragrande so,verchianza di · numero m inacci assero di avvilupparlo, li costringe a fe11marsi, a. gettarsi a terra e guadagna così tempo per la ritirata . Quando $ia impossibile attaccare il n·emieo d i fianco ecl in pari tempo tenerlo a bada di fronte, . si cerca rovesciarlo col corrergli addosso in catene di cacciat0ri al massimo rinforzate . I singoli uomini o gruppi si lanciano in guisa da giungere in li.ID.ea s0i0lta, oppure il capo prescrive loro uno o più p1mti di riunione versa la posizione nemica. Essi percorrono il terreno dominato dal fuoco in or d iue sparpagliato , ed in sezion,i pi'Ù o meno aperte, ma sempre sou o l'immed'iat0 co mando d ei loro capi si condensano contro la linea ll8· mica per rovesciarla o per respingere i sostegni. Codeste norme, complelate dall' avanzare a sbalzi del, l'ordine di gabinetto, costituiscono il modo d'attacco frontale della fanteria, modo d'attacco sì acconcia.., mente prescritto eziand1o dalle nostre 'Af(ldifica-zioni e tante volle usato nei fatti d'armi dell'n ltirno gigantesco conflitto . · Sono permessi i .l;ìschieLti, ma solo per chiamare l'attenzione ·della truppa, non già per dare segnali o comandi. La possibilità di concentrare il fuoco. in brevi istanti .sopra singoli punti dà alla fan teria un brattere eminentemente offensivo.


56 I REGOL~MENTJ o' ESlfllCIZl & 01 EVOLUZIONI Il fuoco può decidere l'azione; in ogni caso facilita singolarmente l'attacco. H prolungare la catena e l'inviare, profittando de! terreno, un riparto contro un fianco nemico giova soventi ben più che l'affittire la propria linea di fuoco. Costretti alla difensiva, si badi al modo di soccorrere a tempo la prima linea. Poco serve l'occupazione per resistenza momentanea di posti avanzati. Rapida grandine di palle, che insieme batta sopra un punto, sgomina facilmente l'assalto. " La nostra fanteria ben addestrata al tiro può respingere col fuoco qualsiasi attacco frontale, anche del nemico più audace .. ... . « Codesta convinzione vuole esserle inspirata. La fonteria de\'.e persuadersi che nel fronte e inattaccabile e che non ha a temere se non quando volga le spalle ». ~ella difensiva una posìzione di fianco è bene da preferirsi al soccorso immediato.

Singolare attenzione meritano, secondo l'ordine di

gabinetto, i quattro ultimi paragrafi di questa parte (112, 1 113, 1'14, 145}, i quali trattano del collegamento dei due ordini e delle colonne di compagnia. È indispensabile il più intimo accordo fra i cacciatori e le loro riserve. « La fa.nteria che avanza all'attacco deve nella massima parte dei casi conLrobatterc il fuoco e quindi condurre i suoi riparli a buona portata dell'avversario. « Per afferrare uno scopo positivo fa d'uopo disporre sempre di forze sufficienti, poichè l'impresa andata a vuoto conduce non solo a perdite inutili, ma arreca pregiudizio al valore morale della truppa. 11 « I riparti, destinati. a cont.robauere il fuoco devono.

PBR LE TRUl'PE A PIEDI lK AUSTI\IA ED IN PRUSSIA

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cercare speciale appoggio nell'accorto impiego del terreno; lo troveranno quasi sempre anche in luoghi a prima vista pianissimi dove spesso una insensibile piega offre riparo al tiratore sdra iato ed anche a truppa serrata ». I comandanti delle singole sezioni, una volta alle prese, agiscono sollo la propria responsabilità. Venuto il momento, linea e sosteg ni, si lanciano avanti concentricamente. r riparti retrostanti S•!guono alla lor volta e respingono con attacchi alla baionetta .e con fuochi riuniti i contrattacchi nemici. Nella difesa, singolare attenzione merita la s truttura del terreno. La fanteria, badando di non preparare un ostacolo all'ulteriore avanzare, può soventi da sè costrurre ripari -che bastino ad usbei·go di truppa sdraiata. Ciò vale tanto per la catena quanto per i sostegni e pei riparti in ordine chiuso. « La forza che possiede la fanteria sul fronte per la cresciuta efficacia del fuoco, invita all'allacco dei fianchi, perché punti più deboli della linea di combatLimento. Per parare a siffatto pericolo serve singolarmente l'ordine profondo. Sezioni tenute a tergo ·e sporgenti · lateralmente fiancheggiano alla lor volta l'atlaCt;O fiancheggiante nemico, senza che esse stesse accorri no sulla linea di fuoco » .. ... « Del pari l'ordine profondo nell' offesa porge mezzo non difficile di prendere a rovescio, col rinforzare un'ala, l'g.la avversa,._ « In terreno frastagliato e coperto ha preponderanza anche maggiore il combattimento sp1cciolato, ass~mendo i riparti serrati quasi il cò mpilo di riserve ». Lo spirito dell'ordine di gabinetto, la tattica usata dai Prussiani specialmente nella seconda parte della campagna del '1870-7,1, le manovre di pace di questi ultimi anni, tolgono all'uso dell'ordine sparso la limi-


58 1" REGOLAlltEN>'JJI o'ESERGI~l E DI UM0LUZU)N1 tazione del terreno frastagliato· e coperto: Dt:tl resta l'.arle, e l'esperienza hanno ornai dimostrato· Ghij quanto p>.ÌÙ; scoperto e piano( è il ter.rrffi'J.0 pel quale si aNanza all'attacco, tanto maggiore è· il biisogmo di dividersi e suddividersi per evitare perdite dernoralizzanti . . .Rispetto alle colonne di compagnia va notato, il passo primo de1l'o1·dine di gabt:netto: « La forma: nor« tnrale di combattimento della prima linea è la co«, lonna· di comsipagnia. I batt&g lioni devo00 tuttavia in. <t ogni circostanza trovarsi in pugno dei maggiori, i « quali comandano le colonne di compagnia come i « colomnel1i comandano i battaglioni ». Ecco in due parole tracciati tutti i doveri ed attribuzioni del maggiore; ecco effettivamente, regolamentarmente innalzati d'i un gradino il battall'lione la como ' pagnia, il plot.orrn; ecc·o applicata al battaklione la, scioltezza, di e'l'oluzioni) l'autonomia: deille compagnie,. il modo di adattarsi agli infiniti casi del combattimento; ecco colpita rriorte la rigida e pesante colonna di battaglione o colonna di attacco, il cui nome' antico piò non si adatta alle ,nuove· idee; ecco tolte dalle esercitazioni le mille pedanterie che ne impaèeiavano lo slancio e che sempre annebbiavano la v,era. idea del combattimer<lto. In apparenza si fa tanto di cappello, al vecchio, si venerano le reliquie e le stupende tradizioni che hanno condo tto alla vittoria, ma in sostanza si progrediste colla serietà, l'intelligenza · e la s icurezza propria dei v,incitori di Sadowa e di Gravelotte. Non si danno forme precise pel combattimento delle colonne di compag·nia.Ordinariamente le due compagnie · d'ala,, pr0cedendo • a s.caglioni, formano un a,1anlinea (,Vo,·rtreffen), mentre i1meziobattaglioi:te del oentro,riunil@· o separato,costituisce la linea principale (Iiauptre!fe11i)·. . Di fronte al. nern,ico, nella manovra fu0ri della piazza,

PER' L\E' 'DRUPPE 'A: PlEDl JN'• ,WST1lW EO: JNi., PI\USSIA

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à'allmà; le dista1mze- ·ini genera·le dipend0no . dalle, mol-

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tephi·ci1condfaioni del tc.rreno ij della: lotta . Ju,, piazzai · dlar,mi: dalla• linea pnincipale· a,ll'·a vanlin:ea. ecm.1ono·1perr m;irma . ·I 50, passi, dru que-s ta . ali' eventuale truppa. di; sos1egno · (rinforzi) 100 passi, ed ahri 150•passi dari sostegni alla· catena;, sicchè trm ]ai cateaa e: la ris·erv.ro · si · ha. una, dista.riza di circa: 400 passi. Il ·sistema di tenere il bauaglione su due linee,1 l'nna; ia ordine, sparso, l'altra in• ordine chiuso, vu:oi colle oompagnie accoppiate, vuoi colle cornpagnié,attergate, o.ffre, profondità, sufficiente, buon nucleo di , rise1wa,, pronto e reciproco .soccorso, strelto collegamento, ber'saglio: non soverchio. E però mi sembra ben prefe"' nibi,Ie, alia ,l inea pura, e semplice di colon net, nella quale, oias0una compagnia prov,vede da sè ai cacciatori . ed; alla riserva, come non di·· rado usa la.fanteria austriaca~. for:se- in causa del isoverchio, amore .all'ente compagnia,. In: , Russia, dove pure la · compagnia nei fuochi, neii quadrati, nelle evoluzioni, . g.ode per avventura.. larghezza maggio1:e-: che in qualsiasi altro esercito, l'ordine normale del· combauinìento pel battaglione.· è irn dQedin~e a HSO , passi una dall'altra; per soli.Lo due. C'ompa:gnie · in p,ri ma, due in se.eonda. linea; la; corn-pagnia. speciale 50,passit dietro queste ultime. Nell'. a,zione la prima linea si · slend·e , in . ca,tena, e s.ostegni:, D.o;\\endosi procedere ali', attacco, esM profitta, dei, ripairi~ ed · apre ilrfuo.eo; mentre le comP,agnie di seconda, linea c-0,ntinuano,il Loro mo,,imenl0, e gfrandòle altornor sL lanciano alla baionetta. Seguono; nel. re@olamento, p1mssiano, -le ,norme pel, combatLimento oolle colonne di,eompagp.ia, norme, ohe, m:iuano ad av.viluppamento a,i fiarHihi, ad efficacia d,i, fuoco, ad economia di munizioni , a mosse ardite e veloci, ad accordo dì manovra, ad ordine sparso usatosu vasta scala, ad offesa sempre decisa. ,


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1 REGOLAMENTI D ESETlCIZl E Dl EVOLUZIONI .

La essenziale differenza fra il regolamento prussiano, ,ed il regolamento austriaco sta appunto nella vigoria, nello slancio, nell'efficacia con cui il primo insegna, consiglia, inspira l'attacco, mentre nel secondo le mosse offensive fanno sempre capolino trepidanti per l'esito cli fronte al grandinare dei proietti moderni. E codesta audacia che si lancia avanLi,non capo basso ,all'impazzata, ma cercando i punti deboli vi ammassa i suoi tiri, profittando del terreno, si snoda, si raccoglie, si sparpaglia sempre avanti verso Un comune o.bbiettivo ,e .nell'istante supremo getta nella bilancia della sorte, tutte le sue forze, è stata fattore essenziale delle vittorie prussiane. Dalla prima avvisaglia (2 agosto) in cui .il luogotenente Schlessinger col suo plotone. attacca alla baionetta il Rupperts-Berg, fino ai colpi potenti .diretti contro i difenso1;i di Parigi che il 19 gennaio fanno l'ultimo disperato tentativo, in tutte le fazioni . di guerra del 1870-71 spicca, ognora corona to dalla ·vittoria, questo saggio ardimento. Le forme variano bensì all'infinito. Ora si stende una compagnia, ora un mezzo battaglione, ora un intiero battaglione; spesso si bada al necessario frazionamento, ma più spesso si tengono sostegni e riserve in ordine troppo compatto; quasi sempre e . con felice successo si fa uso della bott/J, ai fianchi. Nell'ondeggiar .della lolla le forze a poco a poco si .sparpagliano in guisa da avere intere brigate disciolte in linea di cacciatori, tal fiata frammiste ad altre brigate . Nè a ciò l'ordine di gabinetto, dopo infiniti espe.rimenti, trova altro rimedio che nell'educazione de·I soldato, la quale ha reso possibile di guidare all'assalto quelle masse e quelle linee sì confuse, si informi, :-sì intricate.

6f La teoria sul combattimento del battaglione, la qualeriassume in sè tutti i principii della . tattica elementare, termina colle seguenti parole: « All'istruziùne della fanteria pel combattimento non, si addicono nè numerose e svariate formazioni, nè manovre artificiali. Poche, come quelle sopra indicate,. bastano' per tutti gli scopi del combattimento. « I~'. quindi di assoluta necessità che ogni battagìione sia in grado di eseguire con ordine e sicurezza tutte le evoluzioni richieste dai casi di guerra in qualsiasi circostanza, nel terreno più sfavorevole, nell'oscuritàr senza essere ordinato in rango e verso qualsiasi fronte. « Sopratutto fa d'uopo di aver cura specialissima a ciò, e ad èvitare che il prestigio del comandante sulla truppa, l'attenzione dei soldati ai di lui ordini e l'accordo tallico, non vadino giammai perduti nelle penose., fatiche delle grandi esercitazioni e della guerra » . PER ),E TRUPPE A PIEDI IN AUSTRIA ED IN' PRUSSIA

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La parte V.. comprende le evoluzioni di brigata. Nell'ordine ristretto (llendez-vous)i bàttaglioni stannoin colonna di plotoni ovvero in colonne sul ceptro, sopra due o tre linee, a 30 passi di distanza ed a 20 passi d'intervallo. L'ordine ristretto serve a raccogliere le truppe destinate ad intraprendere una marcia ovvero, ad iniziare un' evoluzione; nel primo caso s i usa la colonna di plotone, nel secondo la colonna sul centro . La brigata si riunisce sempre su tre linee. Dall'ordine ristretto si passa all'ordine di battaglia prendendo intervalli di spiegamento, più ~O passi , e distanza di linea di 400 passi . . L' ordine di gabinetto prescrive che codeste lunghezze si accrescano secondo


62 r REGOLAMEN-TiI ·n'EsEncmr 'E Dl· EVOill'.:IZIONI l~ sc~p.o dell'esercitazione; ,prima ,di esso rfo ,,piiazza d-armtt ha.stavano 1anche 15'0 •passi. · . · . Le evoluzioni _si riducono .alle idue ~rincipaJ.issime; di! .avanzare e d1 rNroceàere. · Du~ _o .,;p iù: , batta_glioni. rovanzano in doe o !Jliù hr.ree: Quelli ·m prima lmea ·S1 •suddividono iin a:vanlinea ,e linea principale,, c@me si è dett@ nelle evoluzioni colle -colonne di compagnia. . Le ali della s~conda linea ordi'naria:menle sorpassant>' q:uelle delle prime e, scag1ionand0 l' or'di,nal'lz:a, proteggono i fianchi e facilitano le •manovre ,avviluppanti. •« iQuando lo richieda il .faoco nemico anche le linee « retvostanti assumono ·ordinanza ·acconei,a ad 'iride« ·b~frre .teffio-acia me! medesimo. Pe1itanto può essere ·« utile dr formare codeste linee od una delle medec ·sirrre. del 'tutto od in parte, in oo'lonne di dompa()'aie 0 . 1·rnea. te compa'gnie possono eziandio spie« od 1~ « ga~st _: _rornpe_re in 111ezzi plotoni e sezioni (·I) ». 1 Qumd1 10~anz1 fa. d uo_r~ dare la massima importanza allo sviluppo d1 fortr linee di cacciatori, badando però sempre che siffatta maniera di combattere non trascini a dannosa dissoluzione dei legami tatti ci. « Solo « grande ·a-bilità.degli ufficiali •nell'impiego delle forme « red alta · disciplina del fuoco e ·del combattimento « ·eongiu~te :c6ll' accurata e sevem ese>ro-itaizione, pos~ < s?no efficac~mente o•vviare al grave perieofo (2) ·». 1 L a:ttac.e o è ,m gene1•ale eseguito dalla prima '-1.linea. L'.ava:nlinea_ tutta stesa fa fo 0co da fermo; la linea 'principale le ,s~ aecesta fo co'lonne di compagnia ; allora quella sgomb-1:a1r:ido la fronte ,si •rneu.:e 1 ned-l' iriterv,alli od alle ali di ques'l'a, e ::maircia il'lsi1emè ~all' a-ssalto. L' .a-tta.c~o si fa eii-aodio a ·s'ba'~zi lfi iriparo 4n ,riparo. .. 1

- -------- - - - --··'(t J Ordine di gdbfoetto '49 marzo. 1(i ·) ( Ordi11e-•/U.gabinetto ~4 9 ·marzo.

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PER LE [ltT:f PPE A l'IE0I •lN AUSTRIA EII ·l~ l;RUSSIA

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In 0gni caso graade .giovamen to possono a.rrecare le bottre e i:e minacceai-fianc'hi, intraprese, .s ia colla pr.irn:a, sia colla seconda linea. E qui a porgere un' idea .pratica d:el meccaJilismo dei:l' attacco prussiano .mi ,pare utHe scegliere fra •mille un. episod,io dalla battaglia di Spicheren. ,Alle i- del piomeriggio la lotta ondeggia incerta, osti-· nata ed ardente all'ala idestra francese intorno àll Rothenberg, ,chiave della posizione. 'I due 'hattaghon'Ì del reggii:nento pnl'SSÌ•ano 11'1° '48 · sotto il colonnello v. Gart1elts procedono contro 'la porzione orientale del bosco di Giffert -eome segue: fo prima _lineu i fo,~ili·eri , cioè due c;ompa;gnie (9 e •lS) in ava.m.fa1ea, le allre d,u;e in linea p rincipale. .segue, qual seconda linea, il 1° battaglione rii;mrtito in meZ'.zi battaglioni. Sott.o rado fuoco di granate è di pa'llott0le quella trupJi)a passa alla corsa l'ultimo tratto e giunge ai iJDiecli della ripida china. Men:tre il 1° .battaglion:e· 11imane in riserva dietro un mucchio· di terra, i fucilieri incorninciano' la salita dell' intricato pendio. L'avwersari0 sdraiato in una fossa e coperto da grossi alberi li accoglie con fuoco vivace. fila accorgendosi· dì venir }ilreso di fianco dalla 9• compagnia, Ia ,quale ha spinto avanti la sua ala destra, ripiega com'ha;ttendo ·· nel bosc0. I ..fucilieri, in generale conservando 'la 'loro formazione, gli tengono dietro, subiscono gravi perdite;- · ed arrivano verso le 5 all'orlo meridionale. J Francesi battono in ritirata a traverso la radura che corre fra i b@isèhi di Giffert -e di Pfoffen per appostalt·si i1n •p110fon<1l.e fosse, e. di lil con.fonze·soverchianti respingeFe i · fucili@i. Fr.attanto p,erò, d'ord:i,m.e <l'e'l gene11a!)e Stulpnag~l, ~Ilo scopo di avviluppare l'ala destra foancese, ava:r,i:zà : 11 -4° -b--a~taglione, ..i.I.-quale -pr-o-teg.gend.o .i.I -p-ro.prio .fiaiwo sinistro 1C!JR ;,~n..pl.~t@.e di -cac~iatQrj,,· giu-r:ige mezz1ora d:«ìpb i iflll~ilie.ri;al:l'0vlo del 1b:@so0 ·nel ·rned~sim~ ;i<Stante 1


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I REGOLAMENTI D'ESERClZI E DI EVOLUZIONI

in cui il nemico lancia uri colpo energìco con forti· stormi. Riesce a respingerlo ed a mantenersi nel posto , conquistato (1). L'esempio è abbastanza istruttivo: divisione di due battaglioni in due linee; suddivisioni della prima linea, in ordine sparso e chiuso; sbalzo alla corsa in terreno· scoperto; manovra contro i .fianchi che riesce, sia in ordine sparso sia in ordine chiuso, malgrado la soverchianza di numero e di posizione; accordo di mosse; otlimo impiego della riserva; oliensiva energica e costante coronata da brillante successo. Il colonnello Verdv du Vernois, nella 3" parte dell'opera sua, tesLè v;nuta alla luce (2), senza uscireaffoito dal regolamento, propone per la brigata, la seguente ordinanza offensiva: Reggimenti' per ala in tre linee: Prima linea - due battaglioni di fucilieri con due· intere compagnie stese, e due di sostegno in colonne · , di compagnia, ovvero anche in ordine pi1ì o meno, aperto. Seconda linea - due battaglioni m colonne di compagnia. Terza linea, o riserv<)., due· battaglioni in colonna, sul cen tro, oppure in colonne di compagnia. Distanza normale fra la lin ee 400 passi; fra la ri .... serva e la linea di fuoco ~ 200 passi.

I movimenti della seconda linea, la sua formazionee la distanza che deve tenere dipendono dal comandante di brigata ; ove questi non dia ordini speciali1· essa segue a 4-00 passi. (1) Der deutscll-franzosische ffrieg 1870-7~ - pag. 333: (i) Studien iiber Truppen-Filhrung - llI Hen - Berlm 1873.,

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PEU LE TRUPPE A 1'1ED1 IN AUSTRIA ED IN PRUSSIA

Nel regolarnento austriaco(1863) anteriore all'attuale, éra detto che la seconda linea, appena la prima avesse pre.::;o la 'corsa, si fermava, o tutto al più procedeva pian piano. A tale proposito j,acconta il maggiore Hotze (1) : «· Quando il colonnello Grivicic presso Trau·t enau « ebbe a notare la soi·prnnd ente rapidità di tiro della « fanteria prussiana, poco si ripromise dal fuoco di <1: stormi coi · nostri fucili nd avancarica. « lo decùi . di ,qetta·rmi a co·rpo perduto sul nemico, « narra egli stesso nella sun relazione. ì\1a codesta « energica risoluZione non tro vò appoggio nelle forme « tattiche. - I battaglioni in seconda Jinea se ne stet« tero inerti spettatori della sorte dei primi. Tanta « potenza hanno i precetti, la forma, l'abitudine tat« Lìca, eziancìi.o sui migliori, e Grivicie era uno di « questi »..~ Riescito l'allacco, la truppa si ferma e fa fuoco. La Jint~a principale si lancia in cacciatori, l'avanl inea si rannoda dietro fo medesima in colonne di compagnia. Il tE,gofamento accenna soltanto di volo: ai passaggi di linea , omai sb::inditi sotto il fuoco delle armi portatili; ai c(lmbiamenti di fronte ed agli scaglioni, provenienti naturalmente dall'avanzare e retrocedere delle ali o dalla disposizione della seconda linea; all'ordine a scacchiera, sì complicato, sì difficile, sì peri coloso; al maneggio d'armi, agli atei elementari, alle evoluzioni di colonna, ·di cui si occupa abbastanza la parte relativa al baitaglione. l co_mandi , come nel J:egolarnento austriaco, si riducono a pochi segnali; del rimanente bastano semplici indicazioni. --- - ----~- ~ --·· (~) Studie ube1· Vereinfach'ungen und Veranderungen indentale- · tischen Reglements der lnfanterie - ·W ien 1873. ANNO

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,l l.l iE.Cm;urn.N;n D ESERCIZI B or EVOLUZI000[

l'El\ l.Js ll'llìt.Wl'E ;.\. PlEDl l·N A1JSTRIA EO ·I:N Nt!l§SSIA

Sov.enti la brigata è coperta d a un'avanguardia, cui spetta d.i iniziare il comballimento. I rinfol'zi" sono poi m,an m,ano inviati dail 1reggiment0 cui ap.Jilartiene il li>attaglione impegnalo e vanno a collocarsi alle aili. · La ritiratà si eseguisèe in colonne cli compagnia. Solo ii,. casi specialissimi nella colonna sul centro si può trO\'.are un rimedio contro la completa dissoluzione. ~la questi casi si limitano a fanteria decimata, scossa, disordinata, inseguila vivamente; come potrà essa rannodarsi nelle ll>'Omplicate colonne sul centro~ perchè v,orrà essa offrire ampio bersaglio ai proietti di ogni specie che grandinano su chi vofge le spalle1 La riti·cata è sempre coperta da cacciatori, i quali appostandosi e contraslunclo il pass0 all'avversa:rio, danno. tempo ai riparti in ordine chiuso di guadag.na,re strada. Allorchè la prima linea debba essere raccolla dalla seconda, questa si spiega, vuoi sul posto, vuoi avaiUza.ndo. In ambi i easi la prima linea si ritira }l>er •g li intervalli, i cacciatori sgombrano la fronte ed i ball.aglioui tirano sul nemico salve sopra. salve. La linea in ritirala si ferma a 200 passi a tergo e rivolge il fronLe; se l'avversario incalza, essa si lancia per ·I@ ali o per gli inLerva.lf i al contrattacco. È una magnifica evoluzione; ma credo che i Prussiani non ,l ' abbian© giammai usata nelle loro guerre contempora11e~ e che se ne sir-no guardati eziandio nella manovra cli pace per non cndcre in conLraddi~ioni. Del res.to ii regolamento si aifrella ad osservare che a codesto spediente. si può ricorrere solo allora ehe la linea in ritimta conservi intero l'ordine suo. I battaglioni nella brigata, ove sia d'uopo, forman@~ o tutli od in parte, i quadrati. Secondo le circostanze è altresì utile che soltanto i battaglioni d'ala, od anche in ciasèuno di essi le due compagnie delle due ali.

, estreme, p,i;eghino in colonna; e ciò verrà tanto meglio ~in acconcio quanto più 'la .seconda linea sia a portata: . d i appoggiare fianchi e spalle,e quanto maggior rischio si corra col serrarsi in massa sotto il fuoco nemico. i'Ja quando mai accadrà che il comandante di un reggimento o di una brigata debba da.d'ordine di c0ndensarsi in quadrati? La prima hnea è sciolta in cacciator,i o frazionata in ,èolonne di compagnia; la cavalleria· per certo non attacca ad un tempo tulli i battaglioni e neppure l'intera prima linea. Non basterà forse che si i·annodino con fronte in fuori tutt'al più le <truppe scosse o minacciate? Nel regolamento austriaco .qualsiasi formazione od evoluzi'One cli quadrat.i finisce al battaglione.

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- Seguono le consi·derazioni generali, particolarmente raccomandate dall' 01·cline di gabinetto. « Si bàdi cli impedire il mescolamento dei reggimenti , e dei buttaglioni; del rimanente è libero impiegarli in . tulle le direzioni ed in qualsiasi oi'dine. ·« Si addestri la brigata in ord in anza per ala, utile in ispec·ie quando nell'attacco o nella difesa emergono due punti distinti , e quando si richiede note.vole profondi!à e ~icurezza ai fianchi . « Sebbene in tal modo l'ordinanza per ala non appaia regola, ma quasi eccezione, pure all'atto pratico fu quasi sempre adoperatu, perchè nel combatt imento moderno non si provvede mai a sufficienza a sostenere i fianchi , a nu1rire successivamente la lolta, a tenere in serbo forze per lanciarle a tempo ed a luogo contro i punti deboli dell'avversario; perchè vengono sempre in rilievo parecchi obbiettivi nella linea propria · o nemica, pei quali e centro i quali basla impiega.re -due o tre battaglioni, che è utile prendere, che vien


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l REGOLAMENTl D ESERCIZI E Dl EVOLUZIONl

fatto di p1·endere dallo stesso reggimento; perchè pib pronta, più energica, più unila risulta l'azione; perchè · il rnescolamento finale meno di leggieri si allarga all'intera brigata : « l comandanti dei reggimenti e dei battaglioni devono essere abituati a creare spedienti per tutti i casi-~ imprevisti, tenendo sempre d'occhio lo scopo generale , . dell'azione, ed il collegamento nell'ordinanza norrn.ale. . t ,mestieri che essi sieno in grado di dirigere il fuoco e, l'attacco dei loro battaglioni e di introdmre anche r nell'esecuzione i necessari cambiamenti quando lo ri-.chiedano gli obbiettivi. << Ad esempio, se l'avversario non attacca l'intera_ fronte di una linea, i battaglioni non impegnati si volgono in tutto od in parte contro i suoi fianchi. Un ball.aglione il quale marcia all'attacco e non trova sulla sita slr.adn un obbiettivo degno, muta direzione e scaglia allrove il suo colpo. Se incontra due colonne nemichE:può- divicfo rsi in due, ovvero assalire col grosso una colonna ed in pari tempo gettare la compagnia retrostante nei fianchi dell'altra. « Ove l'avversario minacci i fianehi d·elJa prima linea, ·il battaglione d'ala delÌa linea retrostante la flan-· eheggia, ecc. ». _ Eccellenti precetti, applicati dai Prussiani dovunque colla più svelta intelligenza, colla più energica decisione, colla più coraggiosa autonomia, coll a più concorde fratellanza. Naturalmente essi, in armon ia colla tattica delle piccole colonne, ornai inaugurata ufficialmente, si estendono anche in teoria alle compagnie; in pratica i capitani st· ne erano già sempre valsi, tanto che, esagerando al solito e gual'dando· un solo lato della questione, fu qeuo e _ripetuto su tutti i toni, doversi gli splendidi~1 ~µ,ç-c,es.si. della camragna del 1866 ai comandanti di. compagnia.

PER LE TRUPPE A l'IEOI IN AUST lllA ED 1N PRUSS!A

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La seconda linea, anzichè combattente, vuolsi, come · in Austriri, considerare quale riserva della lolla. Di fronte al nemico si eviti; quand'anche possibile, un cambiamento di linea. · ·· Si consumi tutta la forza della prima linea; si risparmi fino , all'ultimo la· seconda linea è l'a si impieghi possibilmente alle ali. Bisogna educare ed accuratamente conservare l'intima tendenza delia fanteria all'azione offensiva. « Nell'opportuno impiego del fuoco · concentrico a seconda del tempo e del luogo, collegato col rapido ··profitto d(;l!a confusione e disordine prodotti, sta l'es, senza dell'arte di guidare le masse di fanteria nel combattimento ». Torino, giugno 1873.

ORESTE BARA'l'IERI

Capitano di" fanteria ,

,..


7,f briHante, fra squadroni prussiani ed austriaci; scontiri e.he però non avevano per nulla modificato l'andamento deHe e0se e fatta più o · meno trnbalzare la bilane-ia della vittoria. 1fon fa d'uopo che io rammenti come i Prussiani abbian0 mostrato nel '1870-111 d'i aver corrette queste men~le coll'impiego collegato e razionale delle tre armi, p:rima e durante il combattere . Se però in si breve intervallo di tempo si seppe irf quell'eseroit0 m·odi·ficare le idee, concretare i principii che si tradussero. in memorabili. fatti sui campi di Alsazia e Lorena, è mestieri. darne in parte il merito ai due scritti di cui feci cenno più sopra. Non è mio còmpito l'esporne dettagliatamente le teorie ed i concetti che vi sono sviluppati e sostenuti con logica stringente e persuasiva e con spirito essenzialmente pratico. ,- P·enso ~nv~ce che non sarà lavoro inutile l'esaminare, colla scorta di quei due scritti, gli ordini di marcia ad@,perati dai Prussiani in taluni ùegli scontri e battaglie del -1 S66, per verificare, per quanto è possibile, se ai principii proposti, ·oltre l'autorità dell'ingegno, può aggìungersi la sanzione dei falli (deducendoli puramente dalla Relazione ufficiale). Mi riserbo di fare un analogo studi.o allorché pubblieata, almeno in, gran parte, la Relazione sulla campagna del 187•0- 1871, sarà possibile stabilire un aggiustato paragone sugli ordini di marcia impiegati dai Prnssiani in qµelle due guerre. A dir vero la Relazione ufficiale del 1866, preziosa sotto tanti aspetti, non fornisce negli Allegati che due soli ordini di marcia riflettenti le divisioni Werder e Thum.plimg , nel combattimento cli Gitschin: e. per tutli gli altri falli d'arme. si limita a darci la formazione delle colonne ripartite in avanguardia, grosso, riserve: . siccome però è reso così noto l'aggregamento e le JiN.'l!OBa.-lJ} A:GJ,Ii ORDINI DI M'J\ TlC.f.N Dl!ll P-R<USSJ~Nl ECC.

INlORNO AGLI ORDl~l DI MARClA Dli RRUSSIANl-1 N,ELLA CAMPAGNA DEL i866 IN. BO.EM.IA

, "Dis1'gna che le- truppe marcino In qucU'Or• di11e· i.i.te.so iccoudo il quale prntdillil• mente si doni poi h'n11iegarl1?. PRrnc,rH f.>I Uo111U'I001lr..

In questi ultimi anni vennero alla luce e si elevarono ben presto in grp.n fama due scrilli:

Arte di condu1·re le truppe; ed

VEnDY ou

llOHENLOHE:

VE1tN01s:

Tmpie,go del-

l' a1·ti9 lie1·ia da campagna. Precedevano questi scritti di poco lo scoppio della . guerra del ·1870-71, prevista da molti come inevitabile·· e prossima. In Germania l'intervallo fra il 1866 ed il 1870 fu periodo di studio e di meditazione: s tudiavansi dai più eletti ingegni le forme del combattimento, deducendole dall'esperienza della campagna di Boemia, . completata dalla supposizione che, non più una sola, . ma amendue ie parti fossero munite di armi a retrocarica. Si esaminavano, nel metodo di. svolgimento delle azioni; quali pecche erano venme in chiaro nella . campagna di guerra del 4866, e quali i rimedi a proporsi. L'autore dello Sguardo tattico retrospettivo rimpiangeva che l'artiglieria non avesse a dovere preparata e sostenuta l'azione della fanteria nelte . mischie; che la cavalleria fosse stata inoperosa alla coda delle colonne,., e che soltanto si fosse veduto qualche scontro, sebben .

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7i INTORNO AGLI ORDINI DI· MARCIA DEI PRUSSIANJ proporzioni delle varie armi in ogni riparto, resta dubbia soltanto la posizione relativa nella colonna delle unità e frazioni di fanteria, cavalleria e artiglierin. In parte il testo completa e dilucidt1 anche c1uesti punti oscuri: ma non è dubbio, che tali indagini e paragoni sarebbero state più agevoli e proficue, :;e la Relaz;ooe ufficiale del ·1866 avesse forniti gli ordini di marcia di tutte le colonne nei vari fatti d'arme, come si può ragionevolmente supporre che proseguirà a fare nella pubblicazione della Rela1:ione del 1810-71. Il ii• cor110 al combaltirue11lo di ~acl1od.

Formazione del 5° corpo.

Avangiiardia. Comandante, il luogotenente geneLo&\'RNFELD (comandante la 9a divisione). Estrema avangucirdia. Comand. il colonnello del 37°. Due battaglioni del 37°; Due compagn ie cacciatori ; Due squadroni ussari ; Una batteria (9,,. divisione). Grosso clell' avanguardia. Comandante, il maggiore generale D'OLT,Ecu (17a brigata). Un battaglione del 37°; Due battaglioni e mezzo del 58°; Due compagnie cacciatori; Trn squadroni dragoni; Un., balleria (9"' divisione); Una compagnia pionieri. Grosso. Comandante, il luogotenente generale 0& KmrrnAcu (comandante la ~o· divisione). Otto squad l'Oni; Una batteria a cavallo; rale

NELLA CAMPAGNA DEL

1866

IN DO~MTA

73

Sei battaglioni , Hl" brigala; Sei battagl ioni, '2 0.. brigata; Quattro batterie (•IO" divisione); Due èompagnie pionieri. Hi.~erva cli fanteria . Comandante, il maggior generale DE HonN (co1rnmdan1e la ·18" brigata). Tre battaglioni del '7°; Due batterie (9• divisione); Riserva di artiglieria del corpo: Cinque batterie. Il 5° corpo (generale ~teiollletr.) aveva per còmpito nel giorno 2'7 giugno ·1866 di occupare Nachod, stabilendo la sua avangual'dia ,sulle vicine alture di Wisokow, per assicurare per l'ind oman i al grosso il libero sbocco dall'angu sta e. diffic il e slreua di Altstadt: ,al di là di ques ta il terreno si veniva allargando ed era propizio all'azione della cavalleria. La formar.ione di marcia del 5° corpo constava di un' avanguardia . grosso. rise l'va di fanteria e ri serra .di artiglieria. Questa formazione trova un va lido oppositore nel colonnello Verd_y, it· q nule osteggia l'id ea cl elle riserve di marcia. Egli stabilisce il principio: t1itte le truppe finchè non impi"egate nel combattimento, sono clelle ri~e1·ve. Essenzialmente non disconosce però la convenienza che il comandante della colonna si riservi l'esclusivo impiego di parte di essa, ma ritiene debba assolutamente escludersi che questa parte della colonna, perchè chiamala riserva, marci stacca ta dal grosso e percib arrivi più tardi e forse troppo tardi. In conclusione egli propende per una riserva fatta .li per lì, e vuole che l'ordine di marcia consti solamente di un' avanguardia e di un grosso. Esaminando qual fosse il legamento organico delle.


7-l

1866 IN BOEMIA 75 Nel combattimento di Nachod la seconda ipotesi si rese evidente verso mezzodì, quando arrivato il grosso, cioè la 10° divisione « il luogotenente generale De Kirchbach

INTORNO AGLI 0RD1Nl DI MARCIA DEI PRUSSIANI

truppe ripartite del generale Steinmetz in avanguardia, grosso e riserve, osserviamo che l'avanguardia constava di una brigata della 9a divisione sotto il comando del generale comandante di quella divisione, il grosso dell'intera ,t O"' divisione, la riserva di truppe della 9" divisione. li principe di Hohenlohe approva pienamente questo riparto : ma in ciò dissentirebbero le -idee del colonnell o Verdy, il quale, esaminando nel suo aureo libro l'ordine di marcia di una divisione isolata, essendo avverso al frazionamento dell~ unità tattiche, propone· di formare l'avanguardia della divisione con uno dei reggimenti della 1" brigata ed il grosso col 2° reggimento di quella, seguilo dalln '2"' brigata: per analogia quindi egli propenderebbe pel sistema di formare nel corpo di esercito l'avanguard ia colla ,4"' brigata della ,ta divisione, ed il grosso colla 2" brigata di quella, seguita dall'intera 2• divisione . r motivi che egli adduce in appoggio alla convenienza di non frazionare le unità lattiche sono validi,. e pare abbiano fa tto proseliti in Germanio come li fecero fra noi (I ). lòfatti, col sistema adoperato dal 5° corpo, se l'avanguardia non basta a risolvere da sola -il combattimento ed è perciò indispe nsabile che il grosso intervenga, avviene che, o il comandante dell' avanguardia riceve sotlo i suoi ordini truppe non sue equindi poco conosciute; ovvero la direzione essendo assunta dal comandante del grosso e delle unità tatti che che lo compongonow'!le truppe dell'avanguardia, tro vandosi incastrate nella massa dei battaglioni del grosso, sfuggono all'azione del loro proprio comandante e seguono d'istinto e senza legame la spinta del grosso.

ftELl,A CAMPAGNA DEL

prese il comando in W?°sokow, .i l maggfore generale de Tiedemann nel bosco » mentre che del luogotenen te ge-

t

nerale De Loevenfel<l, che comandava l'avanguardia, non se ne fa più parola. Jl sistema basato sulle idee del colonnello Verdy sembrami di gran lunga migliore dell'oltro, pel m·otivo appunto che le truppe di uno stesso riparlo possono c0sl entrare successivamente in azione su di una data zona di terreno, dirette dai capi, i quali essendosi trovati sul posto sin dal principio del combattimento, poterono esamiuarne le condizioni e valersi quindi della esperienza aquislata e delle notizie de visu sul nemico, con gran vantaggio dello svolgimento normale dell'azione. Osservando la composizione ùell' avanguard ia del 5° corpo la troviam o conforme ai principii attualmente ip onore, constando di sei battaglioni e mezzo, cinque squadroni, due batterie ed una compagnia pionieri. Quest'avanguardia dotata di un buon nucleo di fanteria, cavalleria ed artiglieria (diretta dal maggiore Meissmer comandante dell'Abteilung della 9° divisione) era ben proporzionato. ed adatta al terreno ove probabilmente doveva entrare in azione, e lo mostrò colle splendide prove di quella giornata, bastanti a meritare il titolo di incomparabili alle truppe che la componevano . Alla testa del grosso marciava la brigata di cavalleria di riserva con una batteria (1). Tale collocamento deJJa cavalleria era consentaneo alla probabilità di un

- -- - - -· --·- - - ----- -- -(~) Nella formazione non il compresa questa batteria nel grosso, ma le batterie di riserva; nel testo però della Jlelaziono si dice inn eo che la batteria da 4 a cavallo del capitano Onheshorge stava colla brigata di cavalleria. è fra

(4) Vedi Rico1·di per le esercitazioni tattiche e logistiche. - Scuola superiore -di guorra pag. 90, - Consr, Tattica, pag. o3G. '


• 1.6 INTQRNO AGI.l ORDIN1 or MARCIA DEI PllUSSIANI -comba ttimento al di là della stretta di Altstadl, · ove if terreno, come si disse più sopra, favOTiva lo spiega.:rnento di numerosa·èavalleria. In tal guisa son1mando i cinque. squadroni dell' avangual'dia agli 6uo della brigata, potevasi contrastare all'azione della cavalleria nemica. A t.al proposito il principe di Hohenlohe seri ve: nel

,perc01nre ter·reni affatto ci!pel'ti' si fa 1r~arC'iare talvolta avanti al grosso la cavallen·a di 1·iserva per potere a Jenipo sostenere l'avanguardia contr·o preponder·ante cavalleria nemica. Le sorti del combattimento di Nachod furono palese riprova di ciò: dopo il primo attacco fatto dalla fanteria nemica, ebbe luogo una zuffa accanita. e lunga contro la cavalleria austriaca for{e di numero. Nel grosso, clopo la brigata di cavalleria, veniva .la 1o• di visione forte di dodici batLaglioni , e quattro batterie, che è a: supporsi fossero ripartite a due a <lue in coda a ciascuna brigata (1 ). Il che dal principe ·di Hohénlohe e dal colonnello Verdy è conèordemente disapprovato .. Il primo vorrebbe che l' artiglieria!delta divi'sione, for1

mante -il g1·osso del corpo, mare-i riimita, sotto comune ,comando, dietro il 1° battaglione o 1·eggimento di fan.teria, e soggiunge : nel caso dovesse cedere il posto all'artiglieria cli riserva, si potrà {Mla marciar·e fra le due b1·igate . di fanteria. Il co lonnello Verdy a tal propos ito dice: non si deve .collocare l'artiglieria troppo indietro nella colonna di 'lrJ,ai·cia; il suo posto è preferibilmente ùi avanti. Nel casò ,pratico da lui esam inato ; la colonna varcando una strada stretta fra monti, egli colloca le tre batterie

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- (1) Il motivo di·questa sùpposizione è l'esser giunte queste batterie ..sull'altopiano a scaglioni di due batterie a distanza sensibile di tempo fra scaglione e scaglione, come si vedrà pilì appresso.

i

I

4866 lJli IlO'EMIA 77 ' . divisionali dopo il 1° reggimento del grosso (la 4"" batteria sta coll'avanguardia). , Seguiva il grosso la riserva di fanteria colle due rimanenti batterie della 9• divisione; l' assegnamento di queste due bat.terie alla riserva di fanteria, non ha invero un motivo plausibile, ìnquantochè se quel nucleo di fanteria doveva essere per l' appunto impiegato come riserva sul fronte cli battaglia , ove stf1vano già in azione tutte le altre truppe e quindi 1 la massa principale dcli' artiglieria, non v'è bisogno· di un'arLiglieria speciale, e se poi fos se destinata ad, operare al di fuori del raggio d'azione del grosso o per un largo aggiramento od altra missione, e per tale incarico si rendesse necessario l'appoggio dell'artiglieria, è facile in allora distogliere a tal uopo qualche · batteria dalla riserva. Di più dividendo le batterie della divisione di · testa in due scaglioni così distanti fra loro , si esautora il - coman·dante della brigata di artiglieria di visiona.le e si perde quindi il vantaggio della 09mune di'rezione, tanto · desiderato ed apprezzato dagl i specialisti. dell'arma,. e. sen_za far parola d'altri, dal principe di Rohenlohe e dal colonnello Verdy, il quale a Lai proposito emette la massima: l'impiego ù1. massa delle batterie è la reNELLA CAMPAGNA DEL

#

gola nella grande guer1'a, l'impiego separnto non l'eccezione.

e che

Colle norme del principe di Hohenlohe le due batterie adde tte alla riserva di fanteria del 5° corpo avrebbero- . dovuto ei>sere aggregate alla riserva di artiglieria (1). Fra gli appunti che s'i possono fare alla formazione ,di marcia del 5° corpo, uno dei più serii sembrami quello .dell'aver posto 111. riserva di al'tiglieria alla coda

(i) HOHENLOHB pag. t:6


18 1NTORNO A'G1,l. ORDINI OI MM\ClA DE[ Pll.t!SSIANI d.i tutta la <tolonna. In ogni caso la rt'sei·va di ~rti~

glieria del corpo dovendo preparare il combattimento non deve mm-eia.re troppo indiet1·0 ( I ) • Tutte le mende delle formazioni del 5° corpo -0.ppa--· rivano evidenti nel combattimento d,i ~achod, come si vedrà. facilmente, ravvicinando alcuni brani della Re- , lazione ufficiale. Alle 8 del mattino la testa dell'avanguardia del o0 corpo aveva raggiunto, senza incontrare 4:l nemi'co, ilbivio ove la strada di Neusl'adt si distacca da quetla,, di Josephstadt (Skalitz), cioè aveva trovata libera la stretta ed occupatone lo sbocco: il luogotenente gene1.·ale De Loev.enfeld aveva inviato ri·cognizioni d.i ca·va!leria. su quelle due strade, quando gl,i venne segnata;t(j

nella direzione di Neustadt l' arrivo di forti c0l'onne nemiche, che più tard·i si riconobbero essere lh brigata Iler<twcck seguita dalla brigata, Jonak (corpo del ma1·csciallo llamming). . Il grosso dell'avanguardia pruss iana cla una parte, fa brigata Herlweck qall'altra , muovevano .ad occupare l'altopiano di Wenzelsbcrg. Alle 10 la brigata Hertweck. era respinta dall'avanguardia del 5° corpo tuttora sola sull'altopiano, mentre stavano per entrare contro di lei in azione la brigata Jonak cd altre truppe austriache soverchianti per numero. 11 generale Steinmetz, che ivi tro.vavasi, preoccupato del grande spiegamento di forze austl'iache, a1:eva in-

vialo al grosso l'ordine di spin,r;ere lei marcia più c1w · potc,'lse: egli si er.i sovmfotto sforzato di accele1Yire l'ar1'ivò dell'artiglieria. · li:ppure solo a mezzodì, cioè quattro ore dopo che

(1) llonENLOUR pag. 1,5.

NELLA CAMPAGNA 0EL

1866 IN BOEMIA

79,

Tazione ferveva, compariva sull'altopiano la testa della 1O" divisione, sebbene fosse partita dal bivacco alle 5 anlimeri'diane e l'avanguardia solo alle 6. Ma tanto·· ritardo non fa meraviglia quando si pensi che il grosso aveva pe1·co1·sa una distanza cl,: tre miglia, cioè un po' chilometri: distacco dell'avano-uardia Più di ventidue . o dal grosso invero eccessivo e tale che poco maneò .non riuscisse fatale a,I 5° corpo in quella giorna.ta. Se in quelle quattro ore di aspettazione Favanguardia .non fu rigettata al di là della stretta, con danno incaico- . labile delle combinate operazi.oni;clevesi al certo ascrivere alla tenacità. delle truppe, alla mirabile· direzione, ed ai vantaggi del terreno, all'incomposta e successiva azione nemica, ed infine all'aiuto efficace della bri(Tata -di cavalleria, la quale, come vedemmo, marciavi in , testa al grossç>: appena avvertila che s'era visto il ne mico aveva percorso al t1·olto una di'stanza, dipiù rli 7000,

passi su di una-stradci montuosa e piena di pietre. Alle 41 e mezzo, mentre la mischia fra cavalleria austriaca è prussiana era più ardente, le due. briga.te .Jonak e Jlosenzweig, pronunciando un attacco generale, costringevi).no. l'avanguardia prussiana soverchiata d.a ventun battaglioni a prendere una posizione più ri-, stretta ed addossata alla stretta: A mezzodì entrava in azione La riserva di artiglieria... austriaca e com in ciava a sboccare la fanteria del grosso e, dice il testo: la colonna prussi'ana era obbli-

gata a manovrare sotto il fuoco di 80 7Jezzi nemfri. A qlllesti i Prussiani ne opponevano ,f 8; chè una balleria della 1oa divisione giunta verso le ,1,1 e mezzo, al momento che. l'avanguardia era costretta a 1·zJJiegare, seguì a movimènto di ritirata e quindi poco potè fare: un'altra restò addietro su Altstadt per proteggere la ritirata dell'avanguardia, e le altre due della 40"' divisione, n0n giunsero che dopo mezzo.dì varc:a ndo


80:

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lNTORNO AG I.I Of\DINL DI MARCIA DF.l PI\USSIA'Nl

. s·u· ponti supplementari la ~Ietau : biso,qnava poi tra1;er-· sa1·e i pantani; quattro su clodià pez:zi e tutti i cassoni' vi rimasero ùnpantanati. Tn tali condizioni ~e batte·rie a·rrivando solo succèssiva·mente, non potevano poi rnante1w·si l·ungo tempo davauti all' im ponente spie:... gam.enlo dell'artiglieria austriaca. Queste citazioni sono una riprova dj due massime: 1° che l' artiglie1·ia di una divisione deve mctràa·r·e 1·iunita e non trCJppo indietro; 2° che il fcw olt1·epassa1·e in marcia una t1·uppa da altra, pr·esenta tali diffic.oltà, e p1·ocluce disordini tali che non vi si ricorre1·à quando abbiasene ·u,na volta sperùnentate le conseguenze (,t ), al che il colonnello Corsi molto opportunamente aggiungè: debbes·i evita1·e di mette1·e l'a1·tiglien·a nel caso di clove1· eseguire un movimento retrogrado a vista clelle truppe che vanno a combattereo stanno già· combattendo. L'incomposto arrivare delle batterie della rn• divisione è spiegai.o dalla difficollà di. nttraversare vna colonn_a pur essa chiamata di fretta al fuoco, ed i.n partechiarisce· il lardo arl'i vo delle fanterie del grosso. Queste· non arrivano che a poco a poco .rnll'alti:piano: esse avevano avuto le più gmndi cliffecoltà a sormontare pe1· attmversare .lo stretto inç1ombrato cla cassoni e 'vett1J,re d'ambulanza. Si spiega-vano i battaglioni del grnsso: però poco· pr'ilna del tocco l' a1·tig l1e·ria nemica batteva ancora l'altopiano e faceva u.n male enorme. Eppure i Prussiani avevano portate in azione sette batterie, ma di queste, le due dell'avanguardia avevnno dovuto ritirarsi. avendo sostenuto da sole per tre ore it peso dell'azione: la batteria Ooheshorge (addetta alla

·- ---·-- - ' (~) lIOHBNLOllB,

pag. 49.

,,f'iEl,LA , C.-HlP.\G!'(-A DEL 1~Q6 l.N ,no;M~A 81 ,brigata di c.avallerfo) aveva perduti lanti. qomini e cavalli da costringerla a ritirarsi. Restavano .quinq.i sol~ le quattro batterie della 1O"- divisione diminuite dei quàttro pezzi impantanali; dunque ve_nti pezzi ]ot.tavano contro ottanta pezzi au$lriaci. _ Poco pr-ima che il rnaresci.allo Ramming, non potendo. dare nuovi assalti, disponesse per la ritirata di tutto 1I suo corpo, che la sua artiglieria di riserva copriva con vivo fuoco, si ristabiliva l'equilibrio fra le_ due artiglierie coll' arrj vo delle due batterie. addette alla riserva di fanteria e poi della riserva di artiglieria del corpo che riuscì a spiegarsi fra Wi"sokow e il bosco (·1). Se la formazione di marcia, invece di essere a tre "sc~gJioni, fo~se _sta~~ . a _.d~e .sohan~o, ,i.van,gu[!.rdla e ..grosso, Ja ns.er;va . di art1glter1a qare.bbe giunta non gyl . y~rs.p le 4, ma per lo n;ieno prima del,le 3. Se poi q\\C~~a fosse sta.ta .in testa al gr.qs$.O, pr,~c13-duta 4;;i.lla ·br1gata di ~avalleria ,e da ,q-q.alçhe battaglione, s:irebbe giunta sull'altopiano a mezzodì nssi:_ .ç1urapdo lo s~pcco al grosso, il quale avrebpe avuto ..fu.cile -la marc~a, non ,arrestata da ingç,m~ri, nè , Q..tJ,;av:fr~1;1-\a da B:ç,cprren,ti . batterie. · 1

L' a,•a_n g~ardia dell' m•ma_la dell'Elba (generale ·Her-· wnrtÌa) nel eomballimcn~o di ltliiuchen•.. ~a~tz, iÌ ~tij giugno.

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J,fp;riaazi OQ.e .de,n;;;i,van_g,uar,~~a ;,co:WR·».dMa ,)d1).ll"n,~g-;f:$Wr , ge~et~Je pE; ·~Cll,9Ef,ER:


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NELLA CAMPAGNA DEL 1866 IN BOEMIA

INTORNO AGU ORDINI DI MARCIA DEI PRUSSIANI

' Comandante della fanteria comandante il 28°.

D E GEllSTElN,

colonnello

4° battaglione 40°; 2° » » \ 30 » ~ Battaglione fucilieri del 28°; » » )) 69°; Battaglione cacciatori N. 8; 2° battaglione fucilieri N. 33; Cinque squadroni ussari del Ile; Due batterie; Distaccamento pionieri ; Sezione infermieri.

Colonello ZrmrnRMANN

j

Il generale Herwarth aveva ordinato al generale De Schoeler di partire· in avanguardia da llunerwdsser alle 4 e mezzo del mattino e di marciare ,çu Munchengraetz: egli doveva essere seguìto prima dalla 15a divisione, poi dall'artiglier·ia di riser·va ed infine dalla 16.. divi·sione. L'estrema avanguardia era formata d'un mezzo plotone di 'ussari del Re e dell'8° battaglione cacciator·i. -: Il grosso da altri sei battaglioni, cinque squadroni, due batterie ed un distaccamento pionieri. Le proporzioni di questa avanguardia erano perfette, sia pel buon nucleo di fanteria e di cava1Teria1 sia per l'appoggio efficace delle due batterie in vista di un combattimento offensivo. La composizione sembra invece meno conveniente, giacchè quei sette battaglioni appartenevano a .cinque corpi di versi e di completo non v'era che il 40° reggimento. Il colonnello Verdy forma l'avanguardia della divisione con un intero reggimento , e mentre discute e rischiara con molteplici argomenti tutte lè altre sue proposte, su qaesta non fa · parola: il che sembrami

I.

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-•debba intendersi che, a suo avviso, il metodo di formare l'avanguardia con battaglioni staccati non è lodevole ·e neppure discutibile, quand'anche questi battaglioni sieno fucilieri, non essendo compensata dalla qualità speciale di quelle truppe la mancanza di nesso orgamco. Alle 6 e 1/2 l'estrema avangunrdia incontra gli avam,posti austriaci (la brigata Leiningen), che · si ripiegano; alle 8 e ,1/lJ: il grosso '.dell'avanguardia comi·nciava a mostrarsi sul Schusterberg: l'arti:glie1·ia nemica apre ùnmedi·atamente il fuoco su di essa, ma le batterie -.d'avanguardia si portano avanti sui· due lati della st1·ada pe1· rispondere. Senza attendere che avessero fatto tacere le batten·e nemiche, il colonnello di Ge1·stein forma in colonna di attacco il battaglione fucilieri del 28°, la 7.. compagnia del 33° e la r e 2" compagnia det battaglione cacci'atori (che era di estrema avanguardi:1) e le mette in marcia. Il colonnello Zinime·rmann le seguiva in riserva col 2° e 3° battaglione del 40° 1·eggimento. Cosicchè le quindici compagnie che attaccavano di fronte la posizione nemica appartenevano a quattro corpi di versi. · Sulla sinistra f1·attanto il reggimento ussari, il 2° -battaglione (tre compagnie) del 33° ed il battaglione del 69° pronunziavano un movimento girante per le alture di Schusterberg ed il burrone di Sarbrtitz: e sulla destra era stato (01·mato un clistaccamento col r battaglione del 40° e la 3"' e 4° compagnia di cacciatori per attaccare in fianco gli Austriaci. · Se nella campagna del ,1866 i vari corpi di truppa .-Si m'ischiano o si confondono, ora clurante il combattimento ed 01·a ancM prima sia appiccato come oss~rva l'anonimo ,autore dello Sguardo tattico retrospettivo, e che quindi. le sorti del combattimento fossero poco meno. che affidate soltanto ai comandanti di com-


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·''p,agnia, norh~.,a meravigl iarsene, quando si ,tenga co'iito.def:lia composizione di tali avanguardie (1'1 ). •I freschi ricordi dell,a guerra detlJav•a'no àll'ancinimo icfùeste irimart hevoli parole: Se volete ,àhe nel cli"so-r··1<line fn•evitabile del combattimento, le raccolte e i rcmnodamenti si esegu-iscano facilmente, non dissernùiate 1'(/lt uomùii dello s,tesso reggi:niento. Quando un·i reggiE'rrfento ·- co1nbatte riunito, 1wn iJ l' ambizio1re sola é-he 9;&imo~a ' ogni 1'ndividuo, rna ben anc'lie e (orse ·pi'ù pos-: • 1sente'mente, ~,lo spfrito di CO?j)O :~p'eroccltè esso c0mbaue per ba prop,-ia st'o?·ia. G·li 'Aeu striàci lentamente si rr-itiravano ed il comibatnaHifflento finiva veFso ·.le 1'1. Se però siifosse tro,,Mo •in °''~1uncib·e ngraetz, @Oflll.e siappone:vRsi; un rnaggi:01re '- nerbo 1di troppe austriache, a respinger , le quali ' mm ·ifosse110 bastati l i ·battagli oni. d'a-iangunrdia;' l'ordi,n e:)di mavcia delJ!arrnata deWElba, permetteva·trn pronto· soc,:corso. Il che si deduce dal testo. Fin dalle ,prime-0re · de!Fazfone ·a genera.le Herwarth niandò a, ce1·care dalla colonna (la ·15° divisione quindi), unci sezione di pezzi ··•rigati per rinforzare le batterie dell' avangu,ardia: ques# pezzi arrivarono ben p1·esto. 1 ' Anche la riserva: d'artiglieria sarebbe giunta rin tempo, ,'per, aippoggiare validamente una C(Dntrastata azione ·of1fonsiva delle divisioni, giacchè, non più di diciassètte battaglioni Ja •precedevano (seue delravnnguavdia e 1 d·ieci della H,a divisione) _sul totale dei ventisette lw.t•1:aglfonì; che contava l'armata deU:Elba, inr. n10;viment0< verso Munchengraetz. 1

0

. \' ( 4; , L'armata dcli' Elba ave\·:i; f,1 rmato .un,'avanguardia nssa; a par.ciò i diretti della . mancanza di ncisso ·organico. erano al ecrto mc.no sensibili, ma fra i vari ·escmpi . d'a\'anguardic che a\·rci potuto esa,ninare (essendo questo il métoclo più comune di formazione dello avan, guardie)' se~lse il' combattimintoddi ''Miirtchcng"ractz, pcrchè vi è più

, ,5piccato iilOJraiionam~ùtotl delleJlUnità :

~o..rdine di marcia.

Avanguardia. Comandante il colonnello del 42°; Uno sql,ladrone e 1/2 ussari; 2• e ,V' compagnia cacciatori; 6" e , .• compagn ia del '1/i, 0 ; Battaglione fucilieri del 4~0 ; Batteria da 4. (capitano Gallus}; Du,e sqt1ad,ro,ni. e 1/2 ussari . Golonna: 5" ht~igata fanteria DE JAN:uscao)Y~KI, rru1g, -gjore gene1,a,Je. . \ ,t battaglione; Regg. gr~naLier,i N.. 2.ì 2~ » l battaglione fucilieri; g teria . N. IJ:,, 20 f 1° battaglione; R,egg-. 1an • 20 )), da 4 (capitano di'Eckenste~n): Batter-ia da 6 (capitano Devitz); da, 12· (capitan.o Cruger); ·6• brigata fanteri.a DE WINi:EnFELD maggi.ore gen~ral% 4° ]?attagliqne; Regg,. fanteria ;N. U. bMtu,glione fucil i~ri; i battaSìlione; Regg. fanteria N;. 5.4 2° » batlaglion,e fucil)eri;, t• e 3• compagnia cacciatori; Un ballag_lione pionieri. O

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t 'ord-ine di marcia della cli·v·isione Werder a-I- e-0-mbattimento di G.itschin è quasi conf.orme, alle recenti teorie; inJaui, co-rne -vorrebbe. V~rdy, l,ç), .qi_vi~ion~ ~


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s ohanto divisa in avanguardia e grosso : Ja riserva è for~~ta . al momento dell'azione: il collocamento delle artigh~rie_ nel!~ colonna pare inspirato dai deti.a mi del prmc1pe d1 l:Iohenlohe, giacchè coll'avanl)'uardia v'ha una ba tteri a da 4 e le altre batterie stan°no rìunite sotto il comando del mago-iore fra la ,f n e la 2" 0 brigata ,(1). Si p~tre~b~ for se far appunto sull'aver posto due soli battaghom d1 fanteria all'avanguardia: egli è vero però che, a compenso del poco numero di fanti, vi stan no quattro squadroni di ussari. Ottimo al certo è il col~ocamento della cavalleria nell'avanguardia, giacchè t_err~no, uppena varcata la stretta di Housar-Berg e S~mc1ce-Berg, è favorevole, s ulla destra dell'altopiano di Wohawec, all'azion e di quell'arma, nella luno-a . e~t~nsi?ne_di ~rati eh~ si protendono sin presso c1tta d1 G1tscl11n, la cui occupazione era lo scopo della marcia. Ripeterò anche qui, che il colon nell o Verdy propone che all'avanguardia marci un reggimento di fa nteria: concetto il quale sembrami razionale, e come forza ri~ponde all'idea ch e _l'avanguardia sia nerbo capace ad impegnare vanlagg10samente il combaHimento e dar · tempo al grosso di arrivare e spiegarsi, e come composizione preferibile a battaglioni di diversi reggimenti. A meno che componendo, come nell'ordine di marcia del generale Werder, l'avanguardia con frazi oni delle due brigate, s'intenda con ciò di far sì che il grosso spieg~ndosi sul_terreno già occupato dall'avanguardia, le brigate prendano posto sulle ali ove già combattono le frazioni dei proprii reggim en ti. li che, sebbene

NELLA CAMPAGNA DEL 4866 IN BOEMIA 87 abbia apparentemente uno scopo lodevole, rmscirebbe nel fatto raramente applicabile, sola stregua del posto ove la brigata di testa dovrà essere indirizzata, essendo l'urgente bisogno, e le circostanze del momento. L'avanguardia del generale Werder era comandata dal colonnello del 42° reggimento (uno dei reggimenti della brigata di testa). Sembrami però preferibile la proposta del colonnello Verdy, che dà il comando deH'avanguardia al maggior generale della brigata di testa. I molti pregi e le poche mende dell'ordine di marcia della divisione Werder apparirono quasi al tutto chiare nello s volgimento di quella rqpida e brillante azione. La colonna era in marcia dal mezzodì diretta su Gitschin. Alle 5 e ·1 /2 , sboccando dal villaggio di Woharitz, l'avanguard ia é a rrestata dal fuoco di una batteria austriaca (1), postata di fronte sull'altopiano di Wohawec, al di là della stretta poc'anzi accennata, e spiega immediatamente due compagnie (7• del 14- 0 e 111• del 42°) al nord della strada ; la batteria Gallus le segue e apre il fuoco a 2500 passi sugli Austriaci. Il rimanente dell'avanguardia appoggia al sud della strada: le compagnie caccia tori poste sull'estrema destra marciando avami occupano senza resistenza. la collina di S. Anna ( poggio isolato dominante l' altopiano di Wohawec e molto avanzato sulln. destra ), le segue la haueria Echensteen (accor sa dal grosso) ed il 4° battaglione del t2°. Si era dunque già. sen tito il bisogno di aumentare la fanteria dell' avanguardia; C'iò malgrado non era

(~) Su undici battaglioni e mezzo componenti la divisione le tre batterie riunite erano preceduto da sei battaslioni e mezzo. '

(~) Brano la brigata Rosenzweig e parte della brigata Abel che occupavano le alture di Prakow o l'altopiano di Wobawec.

INTORNO AGLl ORDI NI Dl MARCIA DEI PRUSSIANI

1!

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&"8? INTORNC> .iGLI ORbrrd JJt' M&RC1i\.' DÈÌ PRUSSIANI alJba'st~nta· foite· pe'r gualJ·aynare t~rì'e'lìo,, éd jfì gené!..·• raie· Werder là' fa appoggiare dal 2° batfaglione . de'l1 2'l granàtieri: , Le sedici· compàgnle tenevano un . fronte di 2000'

pa.ssi all'ir1ciréa. l'I' _generale Werder esaminala la forte posizione dèl ncrrnco d1ecide di temporeggiare sul fronté e·di girarel1altt sinist1·a austri"aca 7Jer Wostrusc!ino e diJrige· sui quel' punto .il rna,qgibr generale Janusclèowski, coi tr'd ·rù7:anenti ba~taglioni (questi eransi spiegati all'est: di Wohawec), la batte1•ia· Devitz ed il reggfrnento u:~sari. Y~d i~rno quind·i l'avanguardia forte di quattro b'a,ttag-hoi11 e due batterie tenere il. fronte ; una colonnar dì · tre b-altaglioni·, quat_tro squadroni ed una batteria rron_unciarc sulla des!ra un movimento girante : ed m risèrva la bJJigata Win terfeltl , cioè quattro ba-ttagli'òni (arrivati• alle '7 a vVoharitz e subito· spièO'aLi' a.f 0 su'd del villaggio)' e la batteria da 12. I{ nemico si avanza . con mossa offensiva sull'afa., sfois(ra prussiana scendend·o .dalJe alture; I:avangoardfo~ è o.bbl'igata a piegaré e la batteria Gallus a rimewerer gli avantreni e prendere una posizione più riparaVa.Erano le 7: il generale- Werder, che stava per inviare a rinforzo della c_olonna gitunte il 56, 0 reggimento (tre battaglinni), abbandona questo prometto,, e colla· intera bi'igaLa Wennenfefd appoggia Ja. ;ua re..2trocedenlc sinistra. &li Aus1riaci arrestano la loro mossa in a·vanti, ed' ir generale Werder fa in allora prendere l'offensiva alla brigata Wenhenfelcl per le al-ture di sinistra, in mo'.do <la girare le due ali nemiche. Non si fa parola in quel. movimento della batteria' da 12 che stava in riserva. Alla 8 la colonna girante di. destra (maggior g,enerale JanUschows.ki) ave·va·mgg;iunlo iJ piede deJI'allopiano di· ·

NEDLA:. CAMPAGNA DEL •f 866• IN BOEMIA'

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Woha;wec, e costretto•gli ·Au striaci a fargli fronte, para.IL IeJ·amente aUa lor"o linea di· ritirafa: questi tentano·pér,· proteggerla un attaoco sul centro -che costa loro m:olto 1 ·sangue, presi com1 erano in mezno dalle colonne· .Ta'nuschowski e Winterfeld che alle 9 ocoupa" Woha:wecr ·Hli·é questo al· cetto un cornhauimento-rnodello per· chiarezza di concezione e rapidità cli esecuzione. Se' l'ardire sembra un po' eccessivo ( non rimaneva• un solo battaglione in, ris,erva ); lo attenuava l' ora:r tarda, ,che esigev,a una pronta azione , ed il picciol raggio' delle due m.osse giranti. J>are meno lodevole il frazionarnent:o dell'arliglieria;, - la batteria Dewitz che accompagnava la brigata .Ja;nuschowski rimase inoperosa sino agli ultimi momenti ,del!' azione: è probabile che sulla collina di S. Anna avrebbe potuto appoggiare il movimento di quella bri-. gata senza seguirla, inquantochè l'aggi·rarnento si sarebbe- effettuato entro il raggio d el tiro efficace, ed àdoppiare l' effetto della battel'ià che già vi • stava in, a,zione e _che fu perno efficace fra i·l centro e I' afa deslra prussiana·. Della hat:teria da 12 non· si fa.i par:rola nella Relazione, ma forse il generale Werder là" tenne in, riserva per a.ccogliere col suo fuoco di- s0rpresil una colonna nemica che- forzasse il centro. La composizione non amalgamala del!' avanguardia, si fa sentire in tutta la èsposizione dell'azione, nella quale non si, fa ma1 cenno del colonneHo che·· La' co"mandava, ma soltanto del 2° ~attaglione de-1 2° Ghe sempre compat to· e nella mano, prima Ml :maggli,ore von Oslen e poi del capitano de · Kafserlingfo, contrasiò i tellla·tivi deglt A:ustriaci. È chiaro che se l'uzione cominciata a,l!e 5 e 1/ 2 era:• o~mpiuta, alle 9, i"n sole tre 0,re e m:ez-i o, ciò devesi ìn, parle al buon 0rdine di. marcia che permis·e _la proRta forrnaz·ione delle, due, colonne- giràntì : se la brigata: 1

1


90 INTORNO AGLI ORDINl Dl MARCIA DEI PRUSSJANl , Winterfeld avesse come riserva marciato più addietro del grosso, non avrebbe potuto trovarsi precisamente in tempo per appoggiare la sinistra al momento del primo e decisivo attocco degli Austriaci: ed il generale Wei:der non avrebbe fìn dal principio dell'azione distaccati per la mossa girante su Wostruschno tre battaglioni, quattro squadroni ed una batteria , dovendo prima di lutto preoccuparsi del proprio fronte. L'avere l'artiglieria in avanti nella colonna permise che beo presto fossero occupati, dalle batterie Gallus e Eck.ensteen , i due punti salienti della posizione al nord e al su<l della strada di Gitschin. La 2"' armata nella battaglia di K6eniggraetz 3 luglio.

È noto che la ~.. armata, chiamata nella notte del 2 al 3 in aiuto della 1 • e dell'armala dell'Elba, le quali si accingevano ad attaccare di fronte la posizione degli Austriaci addossati ali' Elba, ebbe la sorte, sia per circostanze fo rtuite, sia per errori commessi da quelli, di colpirli nel fianco destro scoperto , in modo da rendere vana la resistenza opposta per cinque ore al rimanente delle forze prussiane e da cambiarla in completa rotta. La 2" armata componevasi del corpo della guardia, 6°, 1°, i:;0 corpo : vediamone gli ordini di marcia in quel giorno memorabile. Corpo della giiarcUa - Principe di rVurtemberg . Alle 8 e 112 la 4a di visione seguìta dalla 2•, dalla riserva d.i artiglieria e dalla brigala di cavalleria muovevano già al cannone quando, al momento che l'avan-

guardia della 2• divisione aveva già olt1·,passato il ponte di Koniglwf (sull'Elba) giunse dal quartie1· generale l'ordùw di ma1·cia: la / 4 divisione avanti, ùn-·

NEU,A CAMPAGNA DEL ,j 866 IN BOEMIA

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mediatamente dopo di lei la rise1·va di a1·tiglfrria, poi la .2" divisione ed in fine la brigata di cavalle1·ia. Ricevuto appena quest' ordine, il 7Jrincipe di Hohenlohe andò a colloca1·si coll' a1·tiglieria subito dopo l' avangua1rdia della 2• divisione; la testa di colonna (dell'artiglieria } raggiunse il ponte alle. ·IO p·recise: di modo che il g1·osso della 2• divisione non potè passarlo che dopo le .f 1. Ar1·ivata sull'altura cli Daubrowitz la riserva di a.rtiglien·a ricevette onfrne di collocarsi in testa al grosso della 1a divisione della guardia. Per andar a p1·endere il sno posto, essa dovette passare attrave1·so i campi costeggùindo le colonne, trottando sudi' un terreno affondato ove a fango misto alla paglia .~· attaccava alle ruote: bisognò fare t.ali sforzi che a1·rivando a Jericek alcuni cavalli erano caduti morti di fatica. E qui ricorrono alla memoria le parole del principe di llohenlohe sugli inconvenienti prodotti dal far oltrepassare in marcia una truppa da un'altra e il suo memorabile principio di guerra posto ad epigrafe di questo studio: bisogna che le t1·uppe marcino in quel-·

l'ordine istesso, .çecondo il quale prevedibilmente si dw1'à poi irnpiegm·le. Infatti per prendere il primo ordine di marcia pt·escritto dal quartier generale il grosso della 2a divisione fu arrestato per più di un'ora nella sua marcia; e per prendere il secondo orJine di marcia, la riserva di artiglieria doveuc fare inauditi sforzi e scemare quindi l'attitudine a farne durante il vicino combattimento. Alle ~·1 e 1/4 l'avanguardia della ·1~ diYisione cntava in azione: due battaglioni del reggim~nto fucilie1·i

della gua1·dia avevano occupa.to Wfrchownitz e Zelkowitzment?·e due battaglioni del 2° 1·eggùnento eletta guardia e le due batterie addette all'avanguardia aprivano il. fuoco guardate da una compagnia e due squadroni ussari.


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-INTORNO AGI.I 0.RDlNI DI MARC1A< DE'l PRUSS1ANI

i.NELLA è't-A~ll!AG N..i. DEL V1!86u IN ,JJO•E M!,A

Avevano cli ·fronte due divisioni dellai r•iserv0;,, di ar.. ti'g.lieria, la 3' e la, 4", che vi erano state·rnandate fin~ dalle 10, cioè-sessàntaquattro pezzi da 8 sotto il.comando) personale del colonnello l'yler; per un fatale malinl'eso1 non era 1·i?nasta su quella zona del cainpo di baua.glia, ohe la b1·igata Ileiu·iquez, due battag.lioni,della brigata; 1:horn con due ballerie, ed è probabile che si facesse-, en.t1·a1·e in linea in quel P'Unto anclu'J·Vartiglier·ia della, ,.2• divisione legge-ra. F Prussiani vedevano quindi avanti a loro lct g,ran, linea, di artiglie,,·ia nernica, stabilita sul!) alt-ur'a· all'est, di Horenowes ed un'altra lineGt pi~ù rl,ebole collocata ud1, po! più basso sutta strada di Wirchownitz a il1aslowed1 La po~a fanteria aus triaca guarniiVa le alture estenden·closi, fin. in basso all'Elba. Il p1'incipe di Wurtember'g pensava che bisoghava inrmnzi tutto 1·endersi padroni della linea. di altru,'r·e di' Ro1·enowes; A mezzodì la riserva di ar·tigtier·ia e1·a ùu r.narcia al siid di .Jericek, la 1°' divisione si spiegava a. sinist1'a, e diet1'0 l' a:va11gua1'dia - la brigatà d,i g1·ossa Cfa·1Hille1·ia delta guardia a1·1·ivata S'Ulla stessa linea(¼ . collocctta piÌt avanti. La ,2a d1ivisione era stata· tagliata. trave1'sando Koni,qhof dalla riser··va di a1'tiglie1'ia, mai · senza pe11der tempo a ricomporre l'ordine normale,, l'avanguardia ed il grosso, ciaseuno dal ·suo can{o,, ma,rciavano frellolosi verso i due storici alberi cli }loi:eJlOwes, puato di direzione additato dal Principe realeiai corpi della 2" armal a. A mezzodì, e mezzo te due batteri'e cl-i avangua1'dia della 1a divisione della giui1·dia e1·ano ,c;ià in azione, , CJ;Uando il principe di .Rohenlohe condusse le quattro ba(,;, terie 1'igat.e del luogotenente colonnello di Jifiesitsclieck (1);.

,un istante dopo vennero ci collocarsi .sulla sinistt·a le · ,alt1·e d,ue batte1'Ìe ,della .1• .divisùnic della gua1'dia ,e. la. 14° a cavallo - l'ar1·ivod~quelle .batterie-portava a ,no ,va.nta il -in1liniero dei pezzi prussiani (I). Coll'appoggio del loro potente e concentrato fuoco, . la 1 .. divisione mosse all'auacco dì Maslowecl e, di là ,girando pt'n' la ,des1rn; a quello di Horenowes; la fanteria austr·iaca rrelrocedeva , e pe1· il fatto del movimento alt'iindiet1,o ·della fan teria, l'a1't1:glie1·ia e1·éi cost1·etta ad ,abb.andonare •le posizioni P'Ntse sult' alttwe ai due lati · :di .llorenowes; ,al ,tocc·o l'ultima ball.eria austriaca si riti nava. È evidente che se l'artiglieria di fi.serva del •c0rpo. · della guardia n@n fosse sta<La Mllocata in avanti , nel'l' 0rdine ·&i ~marc:ia tamto da poter entrare in ,azion e ,assieme a1l'wvo_ng1,1ardia:\della ,1" division e, n0n.sarebbe 1sta ta:,così fac il e, come lo ·:f u, alla 4" divisione della . guard ia l'occur)azione delle ,altwre di flo1·cnowes sco. scese ai nord · (donde l'attaccavano i ,Prussian1) e tali ;c/ie ,viste a distanza facevano l'effetto di un potente bastione che sba·rmva la via. Malgrado lo straordinario evalore di quelle truppe, come avrebbero potuto assai-tare mia posizione di tal sorta irta,per di •più da cento :·pezzi di cannone, se n0n avessero avuto dal ·eanlo · loro novanta· pezzi per controbaLtedi? · ' Il ri:tardare l'attacco, fosse pur di ·Un.'ora sola, per· · aspettare l'auiv.o clella riserva di arliglieria o di maggiori forze di fanteria. non avrebbe forse bastato aglì !kUslTÌ•aci"per co,r reggere In. loro difettosa posizione? 1 1 0c,wpatQ·Horeno,wes, l' a-rt.ig:liel'liì di1tiserva prussiana JSale quelle alture. ~ r/Htimlo il fe.Idzeugmeister''Benedeek, che fin dalle-

(4) !frano. le cinque batte rie, dcli.a riserva contando quella da 4 a . cavallo designata poco dopo.

-'9,0

1

· (i) Vi. sono compreso le qt.1,altro batterie dcll'H~ .divisjqne, . cl~lle:qu~li, si'!f.iri.l parola nell'ordine di marcia del 6° corpo.


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INTORNO AGU ORDINI D! MARCIA DEl PRUSSIANI

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-10 ,era avverLito della mossa della 2"' armala sul suo fianco destro, rna che è indeciso se si era 1·eso conto del pericolo che lo minacciava, ·aveva ordinato al 2° e ,i,° corpo di portars i sulle alture che da Chlum scen- · dono a Nedelist presso l'El.ba, per fronteggiare quell'altacco. • Il 4° corpo, trattenuto da velleità offensive sul fronte, era in rilardo, ma il 2° era invece in movimento dal mezzodì colle tre brigate Wurtemberg, Saffran e Thom; lo seguiva poi il 4° corpo preceduto al galoppo d;i. quaranta pezzi che si collocavano in batteria sulla linea Chlum-Neclelist accanto ad altri sessantaquattro pozzi della riserva austriaca tuttora disponibili. · La 1a divisione della guardia muoveva da Horenowes all'attacco di Chlum sotto i'l fuoco di più d1: cento pezzi di a1·tiglie1·ia, ma sostenuta dalla riserva di 'a1·tiglierir1,

visione, le t1·uppe così isolate non avevano alcu,n soccorso diretto a po1·tata entro un raggio cli 1.m q11,arto di miglio, cioè due chilometri. La 4a di vis ione della guardia nella posizione avanzata che essa occwpava a Chlwni e a Rosberitz si trovava sotto il fuoco di nume1·ose batterie nemiche che vennero l'una dopo l'altm a collocarsi sul vasto arco d·i circolo compreso fra Langenhof e Swesta1·. V'erano là più di .çento pezzi che lanciavano ima grandine di gmnate sui due villaggi e sull' altiwa che li separa. - Il nemico faceva ma1·cia1·e di fronte contro quella posizione delle .tr'/./,ppe fresche tratte dal:a riserva.

della guardia che a'veva contin,uato ad avanzarsi e da due batterie dellci divisione, ment?·e che le due altre batterie della div_is1.'one postate .mll' altu1·a di Jlorenowes mantenevano il fuoco cont·ro la · linea d1.' artiglieria nemica.

q1.àeta1·si di quanto q11,ella posizione aveva di pe1·icoloso, ,:.oncent1·ò tutto il suo fuoco sulle masse profonde della rise1·va austriaca che si vedeva ad nna distanza di 1000 a !800 passi - i cannoni rigati vi facevano enorme strage. Ciò malgrado , tre forti colonne, com,poste secondo tutta apparenza clelle brigate Jonack e Rosenzweigdel 6° corpo, si avanzarono concentricamente per attaccare la punta del villaggio cli .Rosberit.z . Dopo di aver resistito per pfù cli t1·e q.uarti d'ora i Pn1,ssiani dovette1·0 1·isolversi a sgombrarlo . Ma non appena gli Austriaci vollero soi:_tirne, per

Alle 2 e 3/'1.: Chlum ed il· vicino villaggio di Rosberitz erano in potere del generale De Hiller W divisione della guardia), occupando così con _a udace punta il ridotto cencrale della linea nemica, talcbè sotto al poggio di Chlum, a '1000 metri al più, vedevansi in massa due interi corpi d'armata: la riserva austriaca. Il colonnello principe di Hohenlohe aveva r·icevuto

avviso dell' urgente bisogno del socco1·so dell' artiglie1·ia. Infalti trattavasi preso Chlum, di mantener visi, e bisognava dunque che lei 1"' divisione della guar·dia si tenesse pronta a rinnovare la lotta colle . sole sue fm·ze o poco più, e ciò in condizioni più di{. ficili di p1·ima. P(1iché, salvo l'avanguardia della .2a df,-

Alle 3 e 1/2, dopo inauditi sforzi per vincere gli ostacoli del terreno, il principe di Hohenlohe portava in aiuto della ,p· divisione la riserva di artiglieria (quella divisionale lo aveva preceduto di poco); e senza in-

marciare sulla vicina altura di Chlurn, dovettero ar•restarsi davanti alle truppe prussiane scaglionate per . ricevere quelle respinte da Rosberitz e pel fuoco delle batterie del principe di Hohenlohe che le prendeva · nel fianco destro, incrociando coll'artiglieria divisio-.nale collocata sulla sinistra. E Chlum restava nelle mani dei Prussiani, , ciò che valse loro una splendida vittoria ed un disastro per l'esercito austriaco.


-~6 .

INTOUNO ,AGLI -ORDINI J>I MAnCIA. ,DEI -P-RUSSTANI

;Come si S<HHe in queste ,citazioni che il principe di )lfohenlo~e 'dettando le massime per l'ordine di-marcia, doveva ncordare i difficili istanti dell'ardila occupazione · di ehlum ! ,\/\Ila 1" di visione sarebbe stato malugevole il resistere .;aJl'\1rt.~ , delle. riser:7e austriache, che tenta va.no gli ul1t1;111 _d1sper_at1 colpi, se non appoggiala dall'é;irligl:er.ia ,d1 riserva 1I cui fuoco, anche prima, dell'atlacco, deve· averp.olenlemeFJte i;miluito come causa demoralizzatrice· sulle , mass-e clellà riserva austriaca, sebbene ancor .,fresohe ,e disponibili. · Quell'ora perduta al ponte di Konighof aveva, c,0me,vcdemmo, impedito al grosso della 2• divisione di portar so0oors01alla ·1a di visione.

\Jl ,G0 corpo (luogotenente genernlc\,!!!utius).

•'Quando gi1rnse al 6° corpo ,l'ordine di marciare· verso il campo di battaglia di KoenicroTaelz esso era ., . . bo , ,,gia ,rn movimento su due colonne di ricoirnizione in ,divezione di ·Josephsladt, l' '11 a divisione · (Zastrow) a destra e la ·1.2" (Prondzynsky) a sinistra . Quest'ultima forte soltanto di cinque battaglioni. NeU-11"' divisione l'avanguardia era 'formata dal·bat•taglione (ucilie1·i del 50° e dal 4°,reggimento ussa1·i. -Dopo di essa -veniva la :U" bngata: quattro batterie ,marciavano dopo il battaglione testa di colonna ,d i .,questa brigata, da ultimo la 22a brìgata. 'jNella_JI 2.. divisione in -testa marciavano i tre batta~lùmi •del ~3° .,e l'artiglieri"a (due batterie), poi venivano i due battaylioni del .22° e•i .. e,4.. compagnia cacci"atori. :..Le alt-re ~due compagnie cacciatori erano di:.taccate· · èd il -reggimento' ussari in ri cognizione verso l'Elba.

NELLA CAMPAGNA DEL

18G6

97

IN OOEMIA

In q~est'ord ine le colonne marciarono frc1 il corpo della guardia, che teneva la destra, e l'Elba. , La 12a divisione era la più prossima al fiume. Continuando ad avanzare, alle 1t cominciarono a ricevere deÌle granate dalla gran batteria austriaca che si nppostava a destra e sinistra dell'altura di Horenowes. Il comandante del 6° corpo aveva 1·icevuto (dal corpo della guardia) avviso che si attendeva im1

paziente men le l'arrivo del suo corpo e sovratutto della sua art(qlieria. - ll maggiore lJrocker domandò allora al generale di Zastrow e n"cevette da lui l'ordine cli pa1·tire in avanti colla divisione cli" artiglieria dell' 11" divisione (quattro ballerie) sotto la scorta. del 4° reggimento t1ssa1·i e di ap1·ire it. fuoco contro l'artiglieria nemìca che si formava sull' alt-ura all'est di Horenowes. Unite alle batterie della 1"' divisione della guardia e della riserva di quel corpo, che contemporaneamente entravano io azione, contribuirono a formare quella massa di novanta pezzi che fronteggiando la gran batteria o.uslriaca permise alla ,1a di visione di occupare Maslowed e Horenowes ed alla 1 I.. e 12• di rigettare gli Austriaci dai villaggi cli Ilacitz e Sendrasitz situati sul fianco ovest . dell'altura cli Horenowes. Dov'erano a quell'ora le quattro batterie di riserva del 6° corpo? Il testo non ne parla: il generale russo Zeddeler asserisce che erano lontane é miste al ca1·reg9io. J?atto sta che non compariscoo,o sul campo di. battaglia che alle 3, quando preso Nedelist il generale Zastrow fece · avanzare tulta l'artiglier:a disponibile . Erano le (tre) batterie a cavallo della riserva di artiglieria comandate dal maggiore Arnold. L'ordine di mat·cia di queste due divisioni è, come vedesi, conforme alle idee odierne: nella 12"' l'ar.tiglieria è al mezzo della colonna, nell',t -t" è ancora più 1

Al'lNO XVIII, °VOL, 111.

7


•

•98 INTOR<N@ ,AG:Ll OMHNI DI .MA-UCIA '0 01 ,PJtUSS[ANI ·!ii~ a,.,anti preceduta soltanto da due .battaglioni, l'uno del grosso, J'altro quello di avanguardia, e dal 1Jeggimento di iussa:ri. Y,i ha q.uasi ,in quell'ultimo coUoca>rnenLo tlO:a eiag,ena.zione pericolosa, quaa.do si pongia men te alla "fYOCa ian te ria dell'avanguardia. L'a;v.er a•vuta I' a,r tiglieria m testa permise però di aecondisoendere 11a:pidarnente alle sollecitazioni del comandante della . g,uardia. ·P are :ç:he meno lodevole fosse fordine di ma:rcia delr artio·]1i!eria di rise1wa del corpo, .s e questa \IlOD com1are o,sul campo di ,batta:glia che dopo quaHro ore cl 1' continuo combattimento. Giacchè non può supp0i;si ohe rimanesse i·nop·erosa un sol momento. Il generale Zastrow che adoperava sin L'ultimo dei suoi lbattaglioni, benchè sfiniti -dal lungo marciare e comb~ttere, ,pur di accompagnare i progressi della guardia ·e dare quella gran spinta in a:vanti sul fianco della linea di battaglia austriaca, non avrebbe al certo tenu:to jn riserbo tre batterie a cavallo. Sarebbe esagerazione il. dire che le mira.bili gesta del 6° corpo in qµella giornata fossero conseguenza del loro buon ordine di marcia, ma può asserirsi oq.e questo vi contribuisse . Infatti gli attacchi dei villaggi di Racitz e Rodow, Sendrasitz e Trotina, Nedelist e Lochenitz e finalmente quello di Sweti che segnavano quattro posizioni successive sui fianchi protendentisi all'Elba dalle alture di Ho1;enowes e di Chlum, furono sernpre preceduti dall'azione delle batterie divisi0nali e poi di tutte quelle del 6° corpo. Jl 5° (Steinmelz) e il 1° corpo (Bonin). Nel 5° corpo i due reggimenti di cavalleria for-

mavano la testa della colonna -sotto gli ordini del genemle De lVnuck: dopo di essi venivano la 9a e la 10• divisione, poi l'artiglieria ·ed infine il ·battaglione fucilie1·i del 52°.

.18!36 fN ,BO,]J\M(A '· JJ9 ,I/ordine di marcia del 1° corpo prescriv.eva: l'avan.,:NEJ,lyA (;AMP.A\ì!'ii\ O.EL

gua1·dia marcerà su Gròss-Burglitz per G-ross- 1'1·otin .,e .~arà -se.guìta dalle rise~·ve di fanteria e ca,valteria; il ce1J,tro seguito d_alla riserva di artiglieri.a marcerà ,JJ,gualmente s,u, 1G.1'0$S;Bii??glitz·pe1· Zabres. lt centro former{}, :¾n' avinguardia speciale. Alle 4 l'avangua1·dia del d co,rpo giunge a Chlum, .la divisione Clausevitz (grosso) era in marcia.da Maslowe,d a Chlu/JTL, la 1·iserva di cavalleria seguiva nella .$,,lçssa dir'eziq_ne: la riserva di artigltéia no,11, aveva per:anco r(lggiunto il cçimpo di battagli'a. L' avariguar<Jia del 5° co1po raggiungevq alle 4 le altufe di tJi.01·enowes: di là, il generale Steinmetz continµ,ò ad -avanzarsi· verso ,il sud. ,Mentre eh~ Ia cavalleria sagtificavasi per salvare la fanteria, che infaui pa1·eva si fosse svcipo1:a,ta, gli .Austriaci avevano riuscùo a riunfre un gran .nume1·0 di b,atterie -e a,d opporre alle truppe p1•tissiane, che non ,potevano p-i'.ù spinge1·li che di f1·onte. una lunga linea <# a1·tigl1àia che partenclo da Stoesser passava per Freihofen e Ziegelschlag e si stendeva '{ìno a Plotist, 0

per ben quattro chilometri. li 1° e 6° corpo colla loro ardita mossa , sul , fianco avevano già ottenuto grandi risultati e raccolti numetosi trofei, ma per ottenerne di maggiori, era necessario vincere l'ostacolo di quella gran batteria, ehe malgrado la disfatta dell'esercito, gli Austriaci ave.v ano messa insieme e ben collocata. ' La ,t .. armata prussiana, che,fino alle due era rimasta · jn attesa della 2•, aveva pur essa presa l' offensiva; Ja sua artigl ieria aveva sostenuto_per sei ore un ipeglJ.~e combattimento.

Il principe Federico Carlo ordinò di far avq~_:yire,uµp, .!Jra~de -'(Mss_a,,_di ar,tfiJl,ieri_a. ~ccorsero .,s~d~çi :-bf!tt!Prie · .della 1.. .e ,:1~i.d~ll'ar,mata dell'Elba,,e ,.della'l~a ,ar.mata ..iDi


or MARCIA DEI PRUSSIANI queste sole cinque appartenevano al 1° corpo. Nessu.n~ al r;•. Le riserve di artiglieria di questi due corpi avreb~ bero potuto rendere prezioso servigio in quel momenta,, ma trovavansi alla coda delle colonne, il che vnle a dire lontane 8 o rn chilometri dal punto ove avrebbero dovuto collocarsi in batteria. Riassum iamo ora il metodo d'ordine di marcia ado~ perato dai Prussiani nella campagna di J3oem ia pren:.. dendo ad esame: 1° la divisione operante da sè come corpo isolato, ovvero marc iante su di una strada o di· rezione diversa da quella percorsa cln.ll'allra divisione del c9rpo, sebbene arnendue in legame tauico fra di loro e sotto il comando diretto del comandante il corpo d'esercito; 2° il corpo d'esercito completo marciante su di unn sola strada. La divisione isolata era per lo più divisa in tre scaglioni , avanguardia, grosso, riserva: solo eccczio.. nalmentc in due scngli oni, avanguard in, grosso (;J). ll primo nomrnlmente era forte del quarto del totale bat~ taglioni componenti la divisione: solo raramente la fanteria dell'avanguardia ne era il quinto ed il terzo (2}. In tesi generale questo nucleo di fanteria consta di battaglioni distaccati d:ii reggimenti, tranne la 6a., 7• e 4.a divisione a Koeniggraetz, e la 2a. della guarclin a S.oor, che formavan o l'avanguardia con un reggimento. Questa era comandata da un colonnello; solo nella U." e 117a a ì\liinchengraetz, e 6°, ,• e 1° de.Ila guarùia a KUeniggraetz l' avangunrdia è affidata al maggior

10 l • generale, la cui brigata forni vala fanteria di avanguardia · o parte di essa. Abitualmente l'avanguardia era accompagnatn da una baJteria (da. 4), per eccezione ed in vista di certo combattimento offensivo da due batterie (1 ), non mai da una sezione: talvolta non vi era artiglieria come nella 3• divisione a Koeniggraetz. L'avanguardia non man, cava mai di cavalleria per l'immediata sicurezza della marcia: ne variava la forza fra uno e quattro squadroni: quando vi è l'intero reggimento coll'avanguurdia, · e ciò accade molto sovente, ne è motivo impellente il Lerreno aperto e la probabilità dell'incontro di numerosa cavalleria nemica (2). Il distaccamento pionieri è sempre coll'avanguardia e normalmente in coda di essa. Il grosso è comandato da un maggior generale (la . cui brigala fornisce il nucleo principale) e consta al· l'incirca della metà del numero totale dei baLlaglionit · se la divisione è su Ll'e scaglioni. In regola generale lo accompngnano una o due batterie. Se invece non v'ha r·iserva, il ·grosso è formato dalle due brigate di fanteria; colle rimanenti batterie, che sono collocate a metà del grosso nella divisione Thumpling a Gitschin e nella 12" a Koeniggraetz. , La riserva è comandata dal maggior generale della seconda brigata: ha una forza variabile fra il terzo ed il quarto del totale baltaglioni ed è semp.re a.ccompa-:gna.ta da una o due batterie. · Gli squadroni del reggimento di cavalleria addetto alla divisione che non trovarono posto nell'avanguardia

(-1) Divisione Thumpliog e Wcrder a Gitschio, 3\ H~ e -12a a Kiieniggraetz. (2) Il terzo nella 4" divisione della guardia a Soor e Kònighof,- 7'" · ,e . 6" a Kòeniggraetz, Il quinto nella 3"' o 8"' a Kòcniggrach:.

(~) Divisione Thumpling a Gitsd1in e 4,. della guardia a Konighof. (2) Di,·isione ·wcrder a Gitscbin e a Kiicniggraetz, -4", '7• o H" a ,Kiicniggractz.

,t 00

INTORNO AGLI ORlJINl

NEl,LA CA~HIAGNA DEL

t 866 IN BOEMIA

1

•


'102

lNTOJlNò' AGLI ' OR:òÌNl DT' MA'nt'IA Dlh° P)ÙÌSSIANI

sòriù ordinariamente col' grosso (1), eccezionalmeìit~ ·ripartite fra avanguardia, grosso, riserva. Il ·èorpo d'esercito dividevasi in avanguardia, grosso, riserva di artiglieria e cavalleria1 e talvolta ancfter di farite'r-ia . :ta• p,luralità dei corpi di esèrcito formavano l'avangu~rd.ia' giornalm·e.nte con, frazioni dei vari reggimenti' sotto1 11 comando di un colonnello. Il nucleo di f'anteria , non era mai minorn di cinque, nè maggiore di sette · batt1aglìoni. · . . Vàrmata dell'Elba aveva inveGe un'avanguardia fissa· con sette battaglioni presi a vari reggimenti e con'ia:ndata dal maggior generale de Schoelel". ,f}ava:·n guardia nel 1° é 5° corpo era sempre formatà da una brigata completa e comandata dal luogotenente,. genera'le dèlla divisione cui la brigata apparteneva . I:'aècorhpagnaVano normalmente duè batterie, ma· qua.lene volta tre come a Roeniggraetz nell'avanguardia dèll'armata- dell'Elba e nel ·1° corpo a Tobischau ed à Koeniggraetz. I!a· sc·o1:tavand non mali; menù' di quattr'o squadroni e · talvolta un'intera brigata d'i cavalleria, come a Tobischau iH O corpo, ed a: IMeniggraetz nell'armata dell'.Elba. Un distacca1nento pionieri faceva pa·rte del g1·osso' déll'avangua'r àia. Grosso . - Il grosso nel 1° e 5° corpo era sempre formato da rma compieta:· divisione di fanteria: nel--·· l'armata dell'Elba da due divisioni {ne contava tre); negl'i) alfri 6orpi dalle due divisioni diminuite da-i battag1i'òrfr di àvan'guardia. · Rtse1·ve. - Nel ,1° e 5° corpo _una brigata completa di.fanteria, con due batterie, formavano una riserva

..s•

(4) !."' dert~. guardia i Sdor..::.. divisiM'e Thumpling a Gitsclìin a Kiieniggrà!t,z.

'NEJ'.Jl;A CAMPA~Nì\. DEL

48&6

IN BOE)IU

me

di funtéria: nell'armata dell'.Elba, la riserva di fanteria c0stituivasi coll'intera 3" divisione. L'artiglieria di riserva rra preswché sempre a Ila co:da dell'intera colonna, scortata da un battaglione: fanno eccezione a Koeniggraetz il corpo della guardia che. la fece accorrere in testa al grosso, e l'armata dell'Elba che l'aveva collocata dopo le due divisioni del grosso,· rna prima della riserva di fanteria. La riserva di cavalleria o rinforzava l'avanguardia corne vedemmo più sopra, o stava in testa al grosso c'ome a Skalitz nel 5° corpo, e a Mun:chengraetz nel!' a:rmata dell'Elba, o in coda al grosso come nel 1° corpo a 'l'rautel'l.au, la guardia ed il 1° corpo a Koeniggi:aetz. Tre ordini di marcia essenzialrnente distinti fra l0r.o erano quindi praticati dai Prussiani nel 1866. ,1 ° Un'avanguardia, formata giornalmente con fa'azi0ni dei reggimenti delle due divisioni, e grosso; le due divisioni scaglionate a qualche chilometro l'una dall'altra; 2° Un'avanguardia fissa, sebbene composta di frazi·oni di reggimenti (armata dell'Elba); grosso, due divisioni; riserva, la terza divisione; :3° Quello consigliato dal principe di Hohenlohe : avanguardia, una brigata della 1a divisione; grosso, la 2a di visione; riserva, l'altra brigata della 4"' divisione. È probal:lile che il principe di Hohenlohe, preoccupato essenzialmente dei difetti di un'avanguardia fotta a spizzico di battaglioni e compagnie, nel fare le sue proposte non abbia apprezzati gli inconvenienti inerenti anche al suo sistema: cioè, nell'azione il passaggio della direzione dal comandante 'della 1" di visione al comandante della 2•, quando il grosso interviene, come vedemmo a Nachod , durante la marcia e nel successivo . bivacco la disaggregazione di un'unità tanto importante come la divisione .


,f Oi

INTOl'!NO AGLI OllDINl Dl MARCIA DEI, PRUSSIANI

Le avanguardie dei corpi di esercito noi le vedemmo nella campagna di Boemia sempre fornite di sufficiente fanteria, artiglieria e cavalleria; ed infatti in tutti' i combattimenti esse mostrarono le vantnggiose atti tudim · provenienti da una buona proporzione delle tre armi. Nell'ordine di marcia delle divisioni e dei corpi di esercito prussìnni, troviamo la cavalleria innanzi verso . ]a testo delle colonne, sebbene non si fosse ancora sentito il bisogno di distaccarla nl tutto da esse e spingerla a gran distanza. La disaggregata composizione delle avanguardie nelle , divisioni e nei corpi di esercito, i l frazionamento delle artiglierie di ,,is·ionali negli scaglioni, ed il colloeameoto delle riserve di artiglierie troppo indietro nelle colonne dei corpi cli esercito , preparavano e rendevano direi così necessarie le critiche dello Sguardo tatrico retrospettivo, e le proposte del principe di Uohenlohe e del colonnello Verdy. Il combattim ento-modello di Gitschin conferma le ir:lee di ques t'ultimo e dù il valido appoggio dei fai.ti alla sua idea di non riparlire nelle mareie la divisione in tre scnglioni, ma sibbene in avanguard ia e grosso, formando la riserva durante l'azione; come i servigi prestati dalla riserva di artiglieria alla 1a divisione della guardia nella giomata di· Koeniggraetz constatavano esser nel vero ch i proponeva di porLare la riserva almeno alla metà delle colonne, anzichè releg_arla dietro il penultimo battaglione. Nel t866 si combatteva, sebbene con men prospere sorti, anche in Italia: qua li fossero le norme generali per gli ordini di marcia non è mestieri che rammenti; piuttosto non sarà senzn interesse il ricordare, che anche presso di noi vi era già chi metteva in pratica le attua li teo1fo. Così ad esempio la qivisione Mezzacapo nel passagjio del Po era ordinata come appresso:

.

f

NELLA. CAMPAGNA DEL

18(36

IN BOEMIA

~ 05

\ Un batt~glione_ del .~~" ~anteria; ÈSLrema , Una sezione dt ar tigl1cr1a; a van guardia ferrato; ~ rl Uno squadrone cavali . l\ulon \ Tre ballaglioni 16° fanteria; Grosso avanguar<lia I Due sezioni di artiglieria; . ·15° fanteria; Due batterie; Grosso · , ) 4-0° fanteria; . 39° fanteria; L'ordine di marcia della divisione Ricotti al passaggio del Tagliamento, il 23 luglio, era il seguente: << Sarà formata un'avanguardia di due battagliom: (1) e sei pezzi d,; artiglieria - gli altri dodici pezzi marcieranno in coda alla 1.. br(gata di {anteria. - l reggùnenti entreranno in colonna nell'ordine seguente: H 0 , •12°, 23° e 1H,0 ». E fin dal ,1860 avevamo un esempio di ordine di marcia di corpo d'esercito che molto · rassomiglia a . quelli ora proposti. Il corpo del gènerale Cialdini avvicinandosi alla frontiera napoletana marciava preceduto da una brigata di avanguardia mùta, composta di 1

Due reggimenL~ di ea vaileria. Due battaglioni bersaglieri. · Una batteria. L'avano-uardia era se<ruita. a quattro chilometri di b o distanza al!' incirca dalla t • divisione così disposta: · (~) Paro che i detti due battaglioni fossero bersaglieri, ma non , potrei asserlrlo con certezza. È ancb9 possibile cbe Cossero il battaglione 9ersaglieri addetto alla 1• brigata ed un battaglione dell' 11 ° di linea .


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JN'fORl'HF ' AGU\ ORl>ll'H D1 MARCIA: DEI PRUSSIAJ'U 0

Un ba tlaglione bersaglieri . 4a bl!igata fanteria. Dt1e lra.Uerie. 2~" briga~a fànleria .

E qualche chilometro dopo veniva la 7a divisioner Un battaglione bersaglierì. ~ a brigata fanteria. Una batteria (1). 2a brigata fanteria. Due batterie di riserva (2:j.

Com.e già:, dissi, gli scriui del prineipe di Hohenlobe e: . del coJonrneHo Verdy, appena pubblicati, levarono alto, rUrtl'0'r'e e· pta,u so_,in Germania, come quelli che da;varno i principii più validi e sicuri a correggere le mende della campagna _di Boemia: vennero :tràdotti in Francia ed a'nè'he commentati. Riporterò quanto scriveva il colonnello di stato mag- . gi@'rè' Lewal in una: Confe,renza s11,lla ma1·da di un corpo dt esercito, in ·gennaio 1870. « La tendenza dei P1··ussicini, al pw·i della nostra,

NELLA CAMPAGNA

Dj~ 1866

~ 07

IN BOEMIA

queste batterie di riserva che non appa1·tengono alla ri.serva? Che cosa sono delle batterie di -riserva che appartengono a·i corpi di battaglia'! Che queste batterie di riserva le quali ent1=ano in azione prima ,telle batter-ie divisi·onall? Bisognel'ebbe allom cambia1·rie i'nomi che non esprùnono più che un cont?'osenso. Perciò egli proponrerv·a clre delle tee batterie divisionali, ne marciassero due colla 1 • brigata: unà dietro il 1°

battàglz'one, una seco1icla prima dell'ultimo battaglione della b·rigala. La terza batteria dietro il 1° battaglione della ,2• brigata - e che le batterie di riserva seguano _ la 1:ise1·va di fa.nteria. I Prussiani nella carnpagn_a del 1870-7·1 adoperando generalmente l'artiglieria di riserva prima che entras~ sefo in azione ftitte· le· battel'ie dlvisiO'rni.li, sciols·ero il que·sito pratic1àtn'ente, e ne·l mrve'mbré del 1872 tolsero' ariehé H· co1'!}tr6senso del• t'iome d1i: rise1,.1,a; istituendo il reg'gfment& ili éilltig'lìleWa cli coYpo . 1

1

L~i1N'ò' .l:IÉL ~ÌA'.'fN61

ltfat/rtfof& nel 70° farttwria .

è di spi'ngere l'artiglieria verso le teste di· colonna, ma

essi sembrano eso.gerare di molto questo' sistema, gù1,- dicando dalle conferenze del generale comandante l' arhgHeri'a della g·ua1·clia reale. » E rispondendo all'idea del principe di Hohenlohe, che l'artiglieria di riserva non appartiene alle riserve del corpo di eserciito; ma bensl., a,i, corpi di battaglia principali: Vi è in ciò ·1ma strana ùiconseguenza. Che cosa sono . (4') La batteria: dir avang;Mrdia apparteneva alla 7a divisione. (!)' Delle 6 battèri"e che aveva, con sè il corpo, 3 precedevano. 25 · battaglioni sui 3t9 che contava l'intero corpo di esercit9. ~

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LE SOSTANZE ESPLOSlYE ADOPERATE IN GUERRA

LE SOSTANZE ESPLOSIVE

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ADOPERATE IN GUERRA

.Molte sono le sostanze. esplosive conosciute, ma limitato è il numero di quelle da cui trae partito l'arte militare per ottenere effetti di proiezione o di dislocamento. Fra esse alcune sono composti chimici ben de.finiti, ·a ltre risultano da miscugli di corpi in proporzioni diverse varianti a norma dello scopo speciale che ·si vuol raggiungere; tutte però hanno questo in comune che svolgono, abbruciando, un'enorme quantità di gas, ed in ciò sta appunto la ragione del ioro impiego. Prima di addivenire alla descrizione delle sostanze adoperate in guerra per usi balistici, credo conveniente p.remettere alcune considerazioni teoriche, ricordando le quali sarà poi · agevole il capire perchè una data sostanza sia superiore per le sue qualità o preferibile ad un'altra, .allorchè verrò a parlare singolarmente delle medesime .e ne citerò le. pratiche applicazioni. Nella parte descrittiva tratterò dapprima dei miscugli esplosivi, poi delle sostanze a· c~mposizione chimica definita. Veramente sarebbe più naturale il cominciare da queste ultime, ma per una ragio_n e cronologica do la preferenza ai primi. ~

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Lo scopo che l'arte militare ed anche l'industria mineraria si propongono coll'impiego delle sostanze esplosive è quello di procurarsi una forza poderosa atta sia ad imprimere il moto ad un proiettile, sia a ro,resciare o distruggere un ostacolo, sia a vincere la resistenza opposta dalla coesione di una roccia. A tal fine si prestano mirabilmente quelle materie · che sotto un piccolo ,,olume al loro stato naturale, decomponendosi in opportune condizioni somministrano un'ingente copia di gas, il cui elaterio centuplicato da un'altissima temperatura e da una validissima pressione viene usufruitQ; per la creazione, dirò meglio, per la trasformazione in detta forza impulsiva. In ultima analisi gli effetti distr-uttori delle armi da fuoco, dei fornelli. o dei fori da mina, delle torpedini, ecc. r ipetono la loro causa da reazioni chimiche provocate in certe sostanze con mezzi che variano al variar delle circostanze. Queste reazioni danno per risultato una produzione di calore; sebbene nella decomposizione di un corpo vi sia assorbimento di calore, il successivo combinarsi tra loro di certi suoi elementi ne sprigiona una dose assai più grande. Per esempio durante la combustione della polvere da guerra il nitro decomponendosi assorbe calore, ma le combinazioni che contraggono il carbone ed il solfo ne emet-· tono una quantità la quale sorpassa quella che si era resa latente. Le reazioni chimiche possono essere repentine o lente secondo che il calore che viene svolto nello stesso intervallo di tempo è in più o meno forte propo1·zione; nelle prime esso propagandosi celerementealle rimanenti particelle del corpo nella cui massa si svilupparono le predispone a viemmeglio decomporsi (1). (IJ Se per decomporsi certe sostanze esigono una temperatura clc-vata, ciò succede percbè bisogna forn ire ad alcuni loro prodotti il' calore necessario ad un cambiamento di stato fisico.

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1


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ADOllERiA'tE ,IN ,GUE,RRt\.

·11~ .~Q$',ll~.NZE :E$P.L~5IViE

Per d~~rirni~i.i.:re la fol'.za ,4i .urvi mate¾il;l. es,pl9Jii:v,,;t, fa. d'uopo corws,cer<:l .avanti tutto la ,s,-u,a co.mppsizioi:;ie ·S}P.i.mica, .tanto ,qµe si 1tcatti di .un m.i&çmglio c.OD,le di ,~Jl .:.composto definito, . jn,di .la I)atura e la quantità p.ei pr-odotti risultanti d<,1.lle reazioni che vi ponno ~alìcere. Con questi dati parrebpe si potesse calcolare il volµme complessivo qei ,ga.s, paragonato l;l, ·quello della ,mater i,a che vi ha .dato , Qcig~ne, e dedurne in tal, modo 1;1 ~oi;za di cui sarebbe capace. Se non che il problema, che vis~o .così superficialmente può se:mbrare di µna facile soh1_zione, viene a complicarsi qualora, non volendo re:itar contenti di ,c~fre lontanamente appros15irpative, si ,tenga conto ,di due fattori importanti. Ques,ti sono: la tempe,rat11r:a che ~i veri~ca in ,seguito·,alle dette reçi~io.ni, (e la ,pres:iione che nasce dall'accumularsi dei g;as p,h.e ,si ,svo.lgono in uno spazio limitato il cui aumento non è proporzionato a quello ognor cresc~nte della .m,iscela gasosa, il quale ad ,ogni istante gli è di ben molto,superiore. Ma oltre le menzionate due coridiziQni, :q.on è .a tra1,curarsene un'altra il . c:ui valore fu me.ssp in rillevo soltanto da poco tempo dietro studi. accura.ti e ,dopo -aver. pensato · ad un fenomeno fisico-chimico osserv,ato per la prima volta , da Saìnt-Claire-D.evme, intendo accennare alla dissociazio1:,e. E cosi il problema, g-ià, difficile per sè, si rende più arduo, atteso il nes_so ,cl:Le esiste fra temperatura, pressione. e dissociazioµe. I me~zi di sperimentare che attualmente 1a scienza possi,e.de sono insufficien,ti, ,ma ci è lecito sperare che c.ol loro .perfezionarsi arri;veremo alla cognizione . desiderata. Per .,dace un'idea del volume gasoso che !Si forma allorchè qna .s ostanza !è fatta det.o nare, fisici, chi:mici e llCienziati militari hanno, col corredo di esperimenji , istituiti dei calcoli, rapportandosi però sempre alla tempe1:aturf1 (li 0°.•Ma . si può di leggieri immag_iJ-?,are ch.e,l,a gran quantità dLça~~·.e 1,;viLuppato,;lil~ll~atto dell.e .chimich:e

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reazioni,allaquale s'aggiunge quella dovuta.allac.ompr~s·sione sofferta dai gas nell'istante che si, oniginallO., ,,e ,,la -cui somma. non si esa-gera dicendola ·approssimarsi alla ,temperatura del calor ·t·osso (100°) tenderà ,a far dilatare immensamente tali gas. Consimili' esperienze ,affinehè,.si 1avvicinin0 al vero giova eseguirle in ispazi chiusi di ·cui una parete sia mobile; ·però no,n tutto il calore pro- dotto potrà rendersi manifesto ai nostri strumenti; ol·trechè i calori specifici dei gas altamente compressi . e riscaldati sono variabili, dalla detta somma bisognerebbe sottrarre quelle porzionì che vengono impiegate ,sia a riscaldare le pareti della camera, sia .nel!' espansione -della massa gasosa man mano che la parete ,mobile si sposta, sia infine a mettere in movimento qµest'ultima. >E ciò è il più interessawte • perchè tanto nel caso ·di un proiettile lanciato che di una resistenza superata, -è un lavoro che si compie; e noi sappiamo c.he 0gniqualv;olta si compie un lavoro vi 11a scomparsa di calore, e viceversa; il che costituisce la trasformazione della forza. ·Come conseguenza del calore sviluppato si avrà un incremento nella pressione esercitata dai gas. I calcoli di -cui sopra ho parlato furono fatti riducendo il -volume . aHa pressione normale di 760°" ma questo punto ,ili partenza è b uono tutto al più per esperienze comparative, non potendosi mai supporre ,che dei gas nascenti quasi· improvvisamente da una sostanza solida o li-q,uida rinchiusa in uno spazio, e prima che le pareti di questo ,abbiano avuto tempo di cedere ed allontanarsi, si mantengano alla pressione di 1 atmosfèra. foveoe la pressione dei gas durante l'esplosione si ·può, senza tema di errare, ritenerla di più centinaia~di atmosfere, aggiungendosi alla ténsione proveniente dalla compressione quella eh.e ~le.r iva dal,l'accenl),.ato a,umento .di temperatu,r:a. Ma 1a,mmesso p,ure,p~e si cono~_ca,Le,J.a.~emp,e:r;,a.tu_ra e la p11essione ,e il rapporto .che. -collega ·qùesta ..con 1

0

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LE SOSTANZE ESPL0SlVE

quella, bisogna ancor aver presente che sotto pre~sioni enormi la legge di Mariotte (1) non è a tutto rigore · applicabile, le pressioni crescendo nello stesso tempo che le temperature, ed anche più sollecitamente. Inoltre la pressione è soltanto sul principio a volume costante. divenendo in seguito a volume variabile, giacchè lo spazio altresì costante al cominciar dell'esplosione si .f~ variabile mentre questa si compie; e ciò senza che s1, possa trovare un rapporto qualunque. Infine non de:resi dimenticare che sebbene rapidissima l' infìammaz1011e pure abbisogna di un certo tempo; per consegu,enza la q·u antità dei gas sarà maggiore alla fine di essa. Vedas1. di quale entità sono i dati che tuttora mancano alla soluzione del problema. Avanti di accennare ai fenomeni di dissocz'azione che· intervengono, sarà opportuno il dir brevemente in che essi consistono. Un composto chimico condotto allo stato di gas, qualora venga sottoposto ad -un alto calore comincia a decomporsi prima d'aver raggiunta la tempe .. ratura a cui ha luogo Ia scomposizione totale. Ne emerge che avendo uno di tali gas già scomposto e co' suoi elementi liberi, dissociati secondo l' espressione del Saint-Claire-Deville, questi si riuniranno ed il composto, si formerà di nuovo se la temp~ratura verrà ad abbassarsi, parzialmente o totalmente a norma che il decrescimento sarà di pochi o di molti gradi. Durante la dissociazione di un corpo, si fa latente una certa quan- . tità di calore, e <lessa serve ad impartire ai gas quella forza ripulsiva che loro impedisce di combinarsi finchè dura l'alta temperie, Nell'esaminare iJcomposti che ri-

ADOPERATE IN GUERRA 1'13 sultano dalla combustione di una sostanza esplosiva, noi li osserviamo dopo che è avvenuto il loro raffreddamento; ma ,puossi affermare che tali composti esistano nello stesso stato o nella stessa quantità alla temperatnra che regna mentre succede la reazione ? Molto probabilmente sono sostituiti in tutto od in parte da combinazioni più semplici. Tale circostanza influisce nel far supporre un grado di calore inferiore a quello realmente verificatosi, e per co.nseguenza una diminuzione di pressione. È degno d'interesse un fatto osservato dal Berthelot, eminente chimico francese, che a cose uguali lo stato di combinazione degli elementi è di tanto meno semplice quanto più grande è la pressione; per cui dunque l'azione decomponente della temperatura sarà bilanciata dall'azione, per mo' di dire, compon~nte della pressione, . la quale sarà anzi di un poco preponderante. Che i detti fenomeni di dissociazione possano esser causa degli effetti citati, si comprenderà riflettendo che a misura che i gas vanno a contatto delle pareti della camera, oppure compiono un lavoro smovendo un proiettile, un ostacolo, o vincendo la coesione di' una roccia, si raffreddano, per cui abbassandosi la temperatura gli elementi si uniscono in un modo più completo formando composti più complicati; ma allora I;i.a luogo un ulteriore sviluppo di calore e q1.lin9i di pressione (1). Gli effetti meccanici al contrario, di cui sono suscet-,: .tibili le diverse materie esplosive detonando, è possibile il determinarli sufficientemente non avendosi a tener conto che del lavoro fìnale. Sotto l'aspetto dello sforzo meccanico vi ha una distinzione abbastanza marcata fra composti chimici definiti ed i miscugli. Sebbene i primi (

(l} È espressa cosl: Le tensioni dei gas sono direttamente prop?r· zionali allo pressioni, cd i loro volumi sono inversamente proporz10-· .:.nali alle pressioni che sopportano, ferma rcsta.ndo la temperatura.

(1) Però fa d'uopo ricordare che i gas combinandosi fra loro in moltissimi casi soffrono un restringimento di volume. ANNO xvm, VoL. m.

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LE SOSTANZE E8PL0S1VE

ADOPERATE IN G-UEitRA

sieno più energici perchè più rapidi ad infiammarsi, · rompendo in minutissimi frammenti gli oggetti a contatto di essi, ciò non ostante non sono convenienti a lanciare proiettili. La differenza consiste nell'esercitare che fanno loro azione ad una distanza poco considerevole, laddove i miscugli l'esercitano a distar.ze più grandi, quantunque sieno meno potenti; ciò fu messo in evidenza dal chimico inglese Abel con un esperimento. Caricò egli due bombe, una con fulminato di mercurio (polvere fulminante delle capsule), l'altra con polvere ordinaria; dopo l'esplo$ione si trovò la prima rotta in mille frammenti , per cosi dire polverizzata, ma questi erano andati poco lungi; la seconda invece non era di. visa che in tre pezzi, ma questi erano stati gettati a grande distanza. Nel primo caso la forza istantaneamente sviluppata aveva servito quasi tutta a vincere la coesione delle paret~ della bomba in m0ltissimi punti, per cui ne rimaneva un'esigua porzione incapace a slanciare lontano i frammenti. Nel secondo caso la coesione non fu' superata che in pochi punti (quelli che presentavano una minore resistenza) , · perchè la forza avea agito gradatamente e successivamente, e ne rimaneva ancora abbastanza per proiettare i frammenti a considerevole distanza. La maniera pure colla q.u ale si comunica il moto rende variabili i· suddetti effetti mecc~nici. Qualche esempio chiarirà meglio l'asserto. Nei giuochi di destrezza si fa vedere a spezzare nel mezzo bastone che abbia appoggiate le estremità sugli orli di due _bicchieri pieni d'acqua, senza che questi si rompano e nemmeno l'acqua si versi. 'I'irando con un fucile carico a palla a non molta distanza contro i vetri di una finestra vi si fa soltanto un foro rotondo, ma essi non si rompono e nemmeno si fendono. Ed altri fatti dello stesso genere _si potrebbero citare. Tali cose in apparenza sorprendenti si spiegano app,unto col modo

. .con cui si propaga il movimento. Nel primo esempio la rapidità del colpo, nel secondo la velocità che anima il proiettile si portano su quel numero di particelle colpite od urtate, . e queste sono separate o divelte prima che lo scuotimento abbia avuto tempo di trasmettersi alle particelle vicine, le quali perciò perdurano nel loro stato di quiete. La poten~a degli effetti balistici ha rapporto non solo colla natura delle materie esplosive e col modo di loro preparazione , ma bensi ancora col peso della carica , colla forma e peso dei proiettili e colle condizioni in cui si trovano le pareti frammezzo alle quali si muovono. Non mi fermerò ad analizzare le quattro ultime circostanze , ciò non essendo di mia competenza ; potendosi del resto consultare molto più utilmente le opere dei generali francesi Morin e Piobert. Circa la seconda, mi limiterò a delle generalità, senza entrare nei dettagli, allorchè verrò a discorrere delle singole materie. L'impiego di questa piuttosto che di quella materia è subordinato all'uso a cui deve servire, in altri termini al modo col quale si deve applicare la forza; cosicchè se trattasi di muri o roccie da rompere o distaccare ne abbisognerà una che dia lo sviluppo dell' energia im.:. pellente il più rapido che sia possibile; se di proiettili da lanciare se ne richiederà un' altra che lo dia graduato e successivo. In fatti è alla· pressione iniziale· che sono dovuti i fenomeni di dislocazione, mentre quelli di proiezione si riferiscono al lavoro totale. Ricorro ad un esempio: poniamo a confronto una sostanza in sommo grado diro111pente (brz"sante), come il cloruro d'azoto, ed una che non lo sia, come la polvere da guerra ordinaria.· Quello fornisce tutto il lavoro di cui è capace subito -ed in una volta sola perchè detonando . si risolve com_pletamente ed istantaneamente in elementi gasosi che

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·,115


•

,1 il 6. LE 'SOSTANZE ESPL0SIVE non sono proclivi · a fo rmare nuovi composti (l); quindi assenza di fenomeni di dissociazìone, i quali r egolando, come sappiamo, il decresciment0 troppo celere delle pressioni, impedirebbero, per lo sviluppo che fa;nno di calore, che la forza :fin dal principio perdesse della sua intensità. Nella polvere al contrario il propagarsi dell'infiamma-. zione si fa da grano a grano, da strato a strato, talchè i gas man mano che si estr1cano apportano nuove spinte che si agg·iungono a-Ile prime; oltre a ciò i prodotti di combustione per la loro natura possono dar luogo a composti passibili di dissociazione: dunque la somma del lavoro viene comunicata in più volte, ed il proiettile o la massa investita ha tempo di usufruire interamente la forza sebbene il cloruro d'azoto sia riguardato come il tipo dèlle sostan~e dirompenti, pure il massimo di lavoro :r:ion è, a peso uguale, che la metà di quello cl1e ci somministra la polvere. . Metterò come in appendice compendiate _le regole date dal barone Séguier circa il modo di ottenere i migliori effetti nelle armi portatili. I Applicazione s uccess-iva della forza motrice al proiettile in guisa da vincere gradatamente la sua inerzia. 2° Aumento della · forza motrice a misura che il proiettile si sposta , in una proporzione tale da imprimergli una velocità crescente. 3° Impiego certo della totalità della forza motrice nel proiettile prima che sia uscito dall'arma.

ADOPE!IA TE IN &UERR.A

• Polveri da guerra.

Le diverse polveri sono miscugli fatti in proporzioni varie e con materiali non sempre identici, ma che però devono sempre racchiudere due principii, uno combustibile, l'altro comburente. Il primo è di solito il carbone a cui si _aggiunge anche il solfo, il secondo è fornito da un sale ricco in ossigeno e di natura tale da cederlo facilmente. - La scoperta della polvere comune da guerra chi .l'attribuisce ai Chi~esi, chi agli Arabi, e chi ad un monaco del secolo xvr; su quèsto particolare storico non voglio diffondermi. Nemmeno è mia intenzione di ·tener parola dei metodi di sua preparazione industriale: mi limiterò a dire che dapprincipio le proporzioni degli ingredienti furono assegnate sperimental mente e a furia di tentativi; e che le polveri da guerra, da mina, ed anche da caccia; varianti fra loro solo per le proporzioni delle sostanze che le compongono, si confezionano nello stesso modo. Fatto il miscuglio intimo o coi piloni o colle macine, si addensa la pasta, q.uindL si procede alla sua gra.nulazione: è questa un'operazione, semplice sì, ma importante sotto l'aspetto balistico: bàsterà il far osservare che la polvere iri grani detona più o meno r apidamente; il così detto polverino, il residuo cioè della pasta che non si granulò, arde soltanto deflag·rando. La grossezza dei grani influirà quindi sulla maggiore o minor prontezza esplosiva, di una polvere: da ciò un criterio pratico per :fissarla, data la qualità dell' arma e l'uso a cui deve servire, sapendosi che per avere tutto l'utile poS'Sibile da una pol vere è. necessario che questa bruci completamente' durante il tempo in cui il proiettile si muove entro l'anima. La granulazione ha.

O

I

U) Qui parrebbe che vi fosse contraddizioue con un principio esposto;

basterà però rillcttcre che gli elementi, gli atomi deJJÙ stessa specie uell'att.o stesso in cui si svincolano dal cloruro, si combinano tra loro per dar origine alle mol~cole, non potendo esistere i singoli atomi liberi: , (AzC/ 1) =Az A z+ClClClClClCl cloruro di m.oto

2 ;1ti>mi di aioto

6 atomj di cloro

=

Az2

+ Cl2 +

Cl'

+

Cl

1 molecola 1 n1oh~eòla ·! m~lccola 1 molecoJt

di :uoio

di efori)

di cloro

H7

di cloro

''

J


118

1il 9

LE SOSTANZE ESPLOSIVE

ADOPERATE IN GUERRA

poi per iscopo di lasciare entro la massa della materia esplosiva una quantità d'interstizii, più o meno ampi a seconda della grossezza dei gTani, valevoli ·a far sì che la :fiamma proveniente dai primi grani investa più presto . gli altri, e che l'accensione si propaghi· cìi tal modo più celeremente a tutta la carica. - Nella polvere inglese, meritamente rinomata per le sue qualità, essendone assai curata la preparazione, trovansi riunite tutte le eondi..: zioni essenziali sia per impartirle un'azione rapida, regolare e completa, sia per impedirne la deteriozione nel trasporto ed immagazzin'aggio in tutte le regioni del globo. A quest'ultimo scopo si può provvedere altresi,. lisciando la superficie rugosa e scabra dei grani, e ri~ vestendoht di u·u velo sottilissimo di vernice o di grafite (1). . Le polveri esplodenti più di spesso adoper ate risultano· dal miscuglio di carbone, solfo e nitrato di potassio o nitrato· di sodio oppure clorato cli potassio in proporzioni diverse, oscillanti però entro certi limiti . La convenienza di sce-· . gliere uno piuttostochè un aliro dei tre sali accennati. è dettata dall' esame delle proprietà a loro inerenti. Guardiamo ora brevemente e di confronto come si comportano questi sali. Il nitrato di s0di0 è, a peso uguale, il più ricco in ossigeno, e, sempre a peso uguale, svi-lup~a una pre~sione più grande che il nitrato di potassio. Il clorato di potassio è quello che ha meno ossigeno, ma in c.ompenso lo cede più facilmente. Il nitrato, di potassio, in ordine a queste due proprietà, ·tiene il . posto intermedio. Dunque la scelta dovrebbe cadere 0 . sul. primo o ~ul secondo: i;1vece si è data la preferenza all'ultimo, eèl eccone i · motivi. Il nitrato di sodio 1 che ·

sarebbe .il più vantaggioso anche dal lato economico perchè costa meno, ha la proprietà d'essere molto deliquescente, di condensare cioè i vapori acquei dell'atmosfera; si capisce quindi come una polvere fabbricata col nitro sodico non si presti per le armi portatili, massime in campagna. Arrogi che una tal polvere s' infiamma più difficilmente, ed è lenta a detonare. Il clorato di potassio poi è un sf!le che. attesa la tendenza di due suoi elementi a combinarsi, il cloro cioè ed il pots,ssio, è assai disposto a lasciare in libertà il proprio ossigeno; e ciò si verifica tutte le volte che se ne i nnalza fino ad un certo punto la temperatura. Ma v'ha di più; questo punto di temperatura è più basso a paragone dei punti corrispondenti dei nitrati . .Basta un piccolo urto, un attrito (e sappiamo che l'urto e l'attrito producono calore) per farlo detonare mescolato che sia ad un corpo combustibile. Pochi ignorano quanto è pericoloso il solo triturare in un mortaio del clorato di potassio con del solfo. Questa estrema facilità nel cedere l'ossigeno è dunque un grave difetto che ha fatto rinunciare al suo impiego nella confezione della polvere da guerra , giacchè ha dato luogo a dei terribili accidenti. 'Rimane perciò giustificata la scelta del nitrato di potassio il quale non presenta gl'inconvenienti degli altri due sali. Esaminiamo adesso la polvere dal lato della sua com· posizione: per ora non terrò parola che di quella al nitrato di potassio siccome l a più usata, distinguendo la polvere da guerra (da fucile, da cannone) da quella da mina. I componenti messi in opera: oggidì sqno gli stessi che venivano impiegati una volta,. Il carbone rappresenta essenzialmente il combustibile, e da esso ripete il miscuglio la proprietà detonante; il nitro (1) somministra il comburente

., (1) Col lisciamento si raggiunge anche un altro scopo, si attenua , cioè il potere assorbente del carbone per l' um;dità , specialmente ss. . questo è bi·uno come nella polYere da caccia:

(l) Deve essere raffinato affinchè sia spoglio d'altre materie saline.

I


1'.20 LE SOSTANZE ESI'LOSIVJ!. {l'ossigeno). Il solfo ~i aggiunge per due ragioni: attesa la sua grande infìammabilità determina la rapida in-nizione della polvere; inoltre per la sua tendenza a cimbinarsi col potassio che resta dopo la scomposizione del nitrato, formando del solfuro di potassio impedisce che una parte dell' anidride carbonica ( acido carbonico ) si nssi sul potassio, costituendo del carbonato di potassio a scapito della quantità d,ei gas~ Ùn' altra sua qualità pregevole è che per esso la polvere prende corpo e si granula· meglio. - I prodotti di combustione della polvere sono nella massima parte gasosi, ma ve n'ha pure una piccola porzione di solidi, i q~ali probabilmente all'altissima temperatura a cui si originano assumono lo stato vaporoso, unendo così la loro tensione a quella dei gas. I primi constano di azoto e cli anidride carbonica, ~ secondi ·ai solfuro · di potassio non .che di ceneri in dose così esigua che viene trascurata. Non si creda per altro che essi siano i soli; predominano grandemente è vero ma siccome è quasi impossibile evitare la concorrenza di molteplici circostanze, fra cui principale la non purezza dei materiali adoper ati , così in pratica non si può mai realizzare quanto a norma della teoria dovrebbe succedere in modo esatto, ed impedire le rea- , ,zioni sec_ondarie. Si è rimarcata la presenza di vapor d'acqua, d'ossido di carbonio, d'idrogeno carbonato , di solfuro di carbonio, di ,carbonato d'ammonio, di biossido d'azoto, talvolta di solfato d i potassio, di carbonato di potassio, e di traccie di solfocianato di potassio. Anzi Bunsen e Schischkoff, chimici di un' incontestabil~ autorità, hanno riferito che nel residuo il solfato ed il carbonato potassico prevalgono sul solfur o , contrariamente a ciò che si ammetteva dapprima attenendosi soltanto ai dati teorici, senza preoccuparsi delle suesposte circostanze. Tra i prodotti sol idi deve notarsi anch e il fumo che si vede durante lo sparo; infatti in esso si

I

ADOPERATE IN GUEll-llA 4il'! trovarono le stesse sostanze che nel residuo, colla dif- , ferenza che invece del solfuro ,di potassio vi si è riscontrato il carbonato ~i ammonio. Le propor,zioni dei costituenti la polvere che si sono stabilite coll'intento di ottenere la maggiore forza possibile di proiezione pos~ono rappresentarsi colla seguente · equazione chimica

2 {Az K0 3} Nitrato di potassio

+ s + 3e = solfo

K2

s

+ 2Az + 3 (C0 J

, . . mouosolfllro , cai bOUlO di potass io · azoto

2

anidri~e carbomca

In peso sarebbero 2 di nitro . . . , . 1 di solfo .. 3 di corbonio .

' 202l l di solfuro di potassio. 11 O 32 2 di azoto. . . . . . . . 28 36 3 cli anidride carbonica 132 270 270

Tale sarebbe ad~nque la composizione teorica della polvere da guerra. I <liversi Stati hanno adottato delle p1:oporzioni che più o meno s'avvicinano alle suddette: la polvere prussiana è quella che più vi si accosta. Riducendo a composizione centesimale la composizione ponderale della polvere teorica abbiamo Nitro . . . 74, 8 Solfo . . . 11, 9 (1) Carbone .. 13, 3 100,0 la pol vere da guerra prussiana contiene Nitro. Solfo. Carbone . la nostra polvere da guerra risulta da Nitro .. Solfo .. Carbone.

75,0 11, 5

13,5 100,0 ·. 75, O . 12, 5 . 12, 5

100,0 ' (1)

n

carbono è carbonio amorfo ed impurn.


~22.

LE SOSTANZE ESPLOSIVE

•quella della Francia e degli Stati Uniti d'America e identica per le proporzioni alla nostra. La suddetta composizione teorica è la più vantaggiosa: come si è visto, giacchè permette di trar profitto cl.i tutto l'ossigeno del sale ~ombinandolo a tutto il carbonio chesi converte in un pr odotto gasoso, nello stesso tempo che resta impedito al potassio di trattenere una parte · dell'anidride carbonica. Ma siccome quest'ultima circostanza, per quanto si è detto, in pratica non si avvera, viene per tal ragione ad accrescersi il deposito solido che si incontra nel fondo e sulle pareti dell'arma dopo un continuato numero di spari (1). Veramente .se, restando fermi gli altri due componenti, si aÙmenta la proporzione del carbone, si ottiene una copia maggiore di · gas ; ma ciò non compenserebbe la perdita che si verifica nell'elaterio della miscela gasosa. Per persuadersene basta riflettere che quando abbonda il carbone relativamente all'ossigeno, si forma dell'ossido di carbo~io invece di anidride carbonica: un volume di ossigeno in presenza di carbone fornisce, abbruciandolo, un volume uguale al suo di anidride carbonica; lo stesso volume di ossigeno in presenza di un eccesso di carbone, som~ ministra dell'ossido di carbonio il cui volume è uguale· al doppio del volume proprio. Sembrerebbe da ciò che vi fosse decisamente un vantaggio ad aggiungere più carbone ; se non che le temperatur e alle quali i due gas si formano sono fra la loro notevolmente distanti, quella. dell'anidride carbonica essendo molto superiore: sapendosi l'effetto che il calore induce nei gas, si ca.pisce subito come nel caso della polvere teorica, sebbene più piccola, sia la· quantità dei gas che si svolge, il loro volume

423 venga poi accresciuto in seguito alla forte .t~mperatu~a (lJ. Un eccesso di ca.rbone apporterebbe altri mconvernent1 ~ in pratica accade che per diverse cagioni la combustione della polvere non si opera mai compiutament~; e cosi si verrebbe ad aumentare il residuo solido che 11nbratta l'arma. Ma v'ha di peggio; il carbone non bruciato trovandosi in istato di estrema divisione e ad una temperatura piÙttosto alta a contatto del monosolfuro di potassio costituisce una sostanza in sommo grado piroforica che può tornar pericolosa nel fare una nuova carica. Qualora il solfo entrasse in dose maggiore, si ossiderebbe a spese del nitro e a danno del carbone con formazi?ne consecutiva di solfato di potassio, altro compost0 solido. Se il nitro eccedesse, la polvere: esaltata la sua facoltà , igrometrica, si deteriorerebbe. 'Del resto il solo cambiare le proporzioni dei componenti in vista di scopi speciali modifica entro ' limiti estesissimi il modo d'agire dellapol~ere, appunto per la diversa natura e quantità relative dei pnodotti che ne conseguono; i quali variano pure ogni qualvolta la combustione succede ad una pressione difforeni.e. È tempo ormai di esporre le propr ietà richieste per' una buona polvere da guerra. Essa deve avere un co-· lore nero-grigio uniforme traente ·al bleu, non presentare macchie alla superficie dei suoi grani quand'anche si osservi con una lente (le quali dinoterebbero che si è separato del nitro per cristallizzazione). I grani devono essere uguali, duri e resistenti alla compressione; non· devono macchiar la mano nè un foglio di carta. B~uciandone un pizzico non deve lasciare residuo apprezzabile: se in tale prt)Va fatta sulla c~rta si formano in questa ADOPERATE 1N GUERRA

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-- -

(4) L'odore di ova fracide cl1e emana dal detto ras(duo, provienedall'idrogeio solforato sviluppantesi dal monosolfuro di potassio in con-tatto coll'aria umida.

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- -·-·----------

-·- - - -

(~) Io generale la formazione delle combinazioni più stabili, c l'ani-dride cari.ionica lo e paragonata all'ossido di carbonio, è accompagnata da un gra11de sviluppo di calore.


124,

1

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J:,E SOSTANZE ESPLOSIVE

ADOPERATE l~ Gl:EllRA

dei buchi è indizio di qualità scadente nella polver e oppure di umidità, il qual difetto è anche accusato dal colore troppo ner o. Il stw modo di ardere sia uniforme, affinchè lo sviluppo di forza, e quindi il guadagno in velocità che fa il proiettile siano règolari. La sua densità è determinata da apposite esperienze: questa è variabile secondo la qualità dell'arma da caricarsi, e si misura mediante il gravimetro; per la nostra polvere da fuci le è di circa 0,9 ragguagliata ad 1 che è la densità dell'acqua distillata a 4° (1). La polvere da guerra essendo igrometrica, perchè contiene il carbone che ha una proprietà assorbente e di tan to più grande quanto è stata meno alta l a temperatura a cui si è preparato, esige l'avver tenza di tenerla al riparo dall'umidità (2). Piglia fuoco sia a contatto di un corpo in ignizione od arroventato, o mediante la scintilla pro vocafa dall?acciarino · sulla pietra focaia, per lo scoppio del fulminato di mercurio, colla scintilla o colla corrente elettrica, ed infine anche per forte attrito e r eitèrate Jlercussioni. Il contò Saint-Robert, rettificando un' asserzione del generale, P iobert, ha dimostrato c:;he la polvere s'infiamma più celeremente sotto una valida pressione che sotto una debole ; al dire di alcuni osservatori la pol vere nel vuoto non detona, brucia solo tranquillamente: però Abel e Schrotter riscaldandola in modo rapido sono giunti a farla esplodere. Infine puossi ~sserire in generale che una polvere sarti. ottima quanrlo alla potenza d' azione congiunga il pregio di menomare il meno possibile la dqrabilità dell'arma. Una polvere che riunisca tutte le anzidette proprietà

non sarà eg·ualmente buona ed adatta~a per tutte le armi: ammettiamo 1rnre che la sua composizione si avvicini di molto alla teor ica; ciò non ostante bisogna che soddisfi ad altre condizioni. Sull'effetto finale di proiezione dicemmo che influisce altresì H modo con cui arde la polvere (nel fare questa considerazjone suppongo che -W carica per una data arma destinata a lanciare un dato proiettile sia già stata stabilita}, cosicchè se essa brucierà interamente nel tempo in cui il proiettile si trova. a non essere ancora uscito dall'arma, questo usufruirà tutta la forza che può dare la sostanza esplosiva; se ne rimane una parte incombusta quando il proiettile è già fuori, vi sarà spreco di forza. E ciò può essere se la poi vere è troppo lenta nell'ardere; se invece è troppo. lesta, è troppo viva come suol dirsi, si correrebbe rischio d'aver l a rottura delle pareti dell'arma. Ma da altre circostanze pure dipende la maggiore o minor rapidit à di combustione; e così dalla grossezza, dalla compattezza e dalla durezza dei grani: più questi sono minuti, senza per altro eccedere u n certo limite (sappiamo che il polverino non ,detona), tanto più la combustione è subitanea; più s0no grossi, l'.accensione sarà più rapida, perchè gl'intervaHi più ampii favorisconò il propagarsi della fiamma, sebbene l'interno dei grani bruci comparativamente con più lentezza; più la pasta dei medesin1i è compatta e dura, tanto meno la polvere è pr onta. In tal caso il lento decomporsi porta con sè un graduato sviluppo di calore che ha per effetto di tener più bassa la temperatura dei gas, e quindi la loro espansione. La dimensione e la forma dei grani sono assai variabili, e ciò fa distinguere diverse specie di polvere: ordinariamente sono sferici, ed hanno un diametro compreso fra Qmm,5 e zrnm di diametro; La densità. o compattezza proviene dal grado di pressione ch·e si fece subire alla pasta prima di granularla, ed anche dal lisciamen to. La du-

(4) Per accertarsi se una poh'Cl'c ha la t'orza di proiezione voluta ·si ricorre o al mortaio da prova o al fucile-pendolo. (2) Una poh·ere umida ardendo deve forni re del calore all'acci ua per volatilizzarsi, il che è a detrimento çlei1'1llasticità dei gas.

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426 LE SOSTANZE ESPLOSIVE rezza è dovuta apa quantità d'acqua che riteneva la pasta durante l'operaziqne della compressione. Si fabbricano ora delle polveri in . grani grossissimi, compatti e duri, si direbbero meglio frammenti, colla mira di ritardare alquanto la rapidità della loro infiammazione: si usano pei canno!1i di marina e da costa i cui proiettili sono destinati a perforare le corazze delle navi. In Russia ed in Prussia è adottata una polvere prismt tica; e negli Stati Uni ti <l'America una polvere in grossi frammenti detta Mammouth (1). Intorno al modo di ardere della polvere prismatica si è osservato che <lessa s'infiamma piuttosto lentamente sul principio, ed in seguito brucia con rapidità: si è data fa spiegazione di questo :fatto ammettendo che la super.ficie dei grani consti • di uno strato duro ove si è concentrato del nitro attiratovi dall'acqua che trova.vasi nella pasta al momento della compressione, e che poscia si è evaporata; l'interno dei grani avrebbe quindi una densità relativamente debole. Ma tale irreg·olarità non ha una sensibile influenza t rattandosi di forti cariche e di pesanti proiettili. - La maniera ed il grado di carbonizzazione del legno fanno· variare la celerità della combustione .della polvere (2). Per non entrc1re in dettagli che, sebbene non estranei all'argomento, .riuscirebbero troppo minuziosi, dirò che il carbone di legno leggero dà polveri pronte, il carbone di legno fo~te le dà lente, il carbone rosso (che i Francesi ,ehiamano roux), il quale è otte11uto ad una temperatura

- ·- ·---·-~- -(4) La densità di questa polvere per le grosse artiglierie è di -circa I ,80 : nella sua comp.osizione si è dimiuito il solfo ed aumentato il carbone. ·-- Nel laboratorio chimico annesso alla R. fonderia di Torino ho ,vista una polrere in pezzetti cubici di quasi ~ ccutimetro di lato. (2) Anche l'età del legno \'i infl~iscc·: si prescclgono i rami piccoli senza corteccia, perchè il legno vecchio c la corteccia lasciano m6lta.

-cenere.

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ADOI'E-RATE IN GUER l\A Hl7 non troppo elevata, a 270° circa, imparte alle polveri una gagliardìa che sovente è a danno della solidità dell'arma, mentr(;l il carbone nero che è preparato ad una temperatura più alta, a 350°, fornisce delle polveri che non sono energiche al par di quelle, e nemmeno cosi prontamente infiammabili. La ragione sta in ciò che entro al primo si trovano quantità .i:naggiori di idrogeno e di ossigeno allo stato libero, e la violenza d'azione, è direttamente proporzionale a tale quantità. Egli è perciò che il carbone rosso non viene -adoperato che per la polvere da caccia in cui si richiede la più grande rapidità possibile, il nero a preferenza si usa per le polveri da .Jucile, da cannone e da mina, graduando però anche per queste la carbonizzazione a norma degli effetti speciali eh~ si domandano. A questo proposito dirò che dal punto di vista economico si è proposto di scemare la dose del nitro o del solfo, facendo uso di una specie di legno torrefatto: il manco di ,forza p)·ocedente dalla diminuzione di uno dei due ingredienti sarebbe bilanciato .dall'aumento di forza dovuto a quest'ultimo. Ecco ora alcune pratiche applicazioni. Per armi da fuoco corte e lancianti palle assai leggiere· si deve impiegare una polvere molto pronta, e la ragione l'ho accennata altrove; al contrario bisogna regolarsi per le armi lunghe a proiettili pesanti. Se in quest'ultimo caso , si avesse una polvere rapidissima si andrebbe incontro .al pericolo d'avere lo scoppio dell'arma nella culatta ;prima che la forza d'inerzia del proiettile fosse superata. Séguier per evitare quest'inconveniente propone l'uso di cariche miste di polvere lenta e di polvere viva; quella accendendosi per la prima darebbe la forza iniziale per vincere l'inerzia del proiettile; la seconda aggiungendo nuovi impulsi comunicherebbe la forza di proiezione. Pei modai q.a bomba serve meglio una polvere viva affinchè il proiettile che è assai pesante, a:tteso il cor-

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LE SOSTANZE ESPLOS IVE.

tissi mo tragitto che fa nell'interno d_ell'arma ne sorta animato da una velocità iniziale In maggioro possibile. Per le armi a palla forzata la polvere dovrà essere come per le armi l unghe, valendo per esse una ragione analoga. Negli antichi fucili a percussione il modo con cui si metteva fuoco alla polvere non era certo Yantaggioso al totale impiego della forza , giacchè i grani dello strato inferiore della carica essendo i primi ad in Cì ammarsi, siccome i più vicini alla capsula fu::.minante, tutti gli strati superiori dovevano essere cacciati avanti prima di esser/l .alla lor Yolta combusti; colla probabilità altresì che un a por r,ione della polvere fosse gettata f uori dell'arma, se per un difetto nelle qualità sue o del proiettile o dell'arma essa non bruciava completamente entro la canna durante il tempo in cui il proiettile. ne percot reva l'an ima. Nello cnrtuccie già preparate che si adoperano per i fucili caricantesi per la culatta detto inconveniente non hassi a lamentare, imperocchè il fulminante trovasi collocato alla sommità della car~ca, e tut.tn. l'eli1 sticità dei gas che si svolgono man mano che la polvere abbrucia dall'alto al basso va interamente a profitto del proiettile. Le quantità di polvere da adottar~i per ogni cariea val'iano, come ben si comprende, e secondo la specie dell'arma, gli effetti che si cercano di ottenere, il peso del proiettile, e secon do che questo è o no forzato. Non insisto su questi particolari perchè rischierei di entrare nel campo altrui: mi contenterò di rammentare che facendo uso di palle forzate fa d'uopo, per la stessa quantità di polvere, abbiano un peso minore che le non forzate, mettendosi essa in moto solo quando i gas acquistarono, per l'avvenuta combustione di buona parte della polvere, una tensione abbastanza notevole per vincere la resistenza opposta dal forzamento contro le pareti. Se in t al caso il peso della palla fosse più grande, maggiore sarebbe

(

ADOl'ERAT~ !N GU.ERUA ~ 29 la porzione di polvere bruciata, quindi più poco ne avanzerebbe per dotare la palla della forza di proiezione. La polvere da guerra propriamente detta è superiore a quelln da mina dal punto di vista del lavoro meccanico, sopratutto aHorchè questo lavoro deve imprimere in un modo istantaneo della forza viva alle scheggie di un proiettile rotto dallo sforzo di una pressione interna che si è sviluppata a volume costante .. Prima di passare ad altri miscugli non voglio ommettere di far noto che un chimico inglese, il Gaie, coll'intento di privare momen taneamente la polvere della facoltà esplosiva, ha suggerito di unirvi del vetro finamente polverì?.zato. Questo stato inerte sparisce separandone il vetro, e la polvere riacquista il suo potere. Ciò potrebbe giovare in certi casi di t rasporto o di conservazione.

Polvere da m z'na . - Questa polvere, racchiudendo maggior dose di carbone, è più igrometrìca; questo è anche uno dei motìvi per cui si foggia a grani più voluminosi: essa produce comparativamente a quella da guerra una più grande quantità di gas, giacchè contiene un eccesso di solfo e di car bone per rapporto allo stesso peso di nitro. La nostra ba la seguente composizione centesimale: Nitro . . 66, 67 Solfo .. 18, 75 Carbone 14, 58

la francese: Nitro . . 65, 00 Solfo . . 20, 00 Carbone 15, 00

100, 00

100, 00

I prodotti di sua combustione sono un misto di ossido di carbonio, di anidride carbonica e di azoto: lascia un residuo abbondante che racchiude molto solfato di potassio. Destinata a far crollare edifizii, ad abbattere muri ed opere di fortificazione, a far saltare dei ponti, a rompere delle roccie (per entro ai quali ostacoli si praticano delle ANKO XVIII, VOL, I li.

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A00f'ER.A11E IN GUER:I\A

oavit,à, dette fo:rnelli, o fori da mina, che si riempiono di polvere), non è i;i.ecessario che sia tanto rapida ad &,'\:>bruciarEt; a;J;).Zi il eom1micarsi graduato dell'impulso a tutt'A- la, IJla~~a da scuotere, da dislocare, da mandare in frantumi, o per indurvi delle crepaccie, sarà molto vantaggioso, non abbisognando qui di un avanzo consid~revole di forza per effe tti di proiezione. Per con.f azionarla si ricorre al carbone nero preparato ad una t13mperat11ra più alta che non sia quella per le polveri çl~ fucile e da cannone. Sotto il riguardo economico, ed anche per la maggiore potenza balistica, si preferisce oggidì nell;i. sua fabbricazione il nitro sodico al nitro a9mune. Trattandosi in generale di impiegarne delle quantità piuttosto grandi, la proprietà igroscopica del sale non è tanto perniciosa come nelle piccole cariche: del resto si è proposto di associarvi un sale inerte, ma più di esso proclive a combinarsi coll'acqua in modo da formare un sale idrato secco al tatto. Quantunque la polvere da mina sia posposta per energia d'azione ai nuovi ritrovati esplosivi, pure è la più opportuna per produrre nei fornelli il maggiore imbuto possibile. Nelle mine sott'acqua volendo combinare gli effetti di squarciamen.to con quelli di proiezione si ò trovato ~tile unirvi qualche altro composto, per esempio nitroglicerina, cotone fulminante, ecc., a cui i primi sarebbero dovuti, mentre i secondi spetterebbero alla polvere. Riguardo al mezzo con cui metter il fuoco, si è osservato che un innesco fulminante abbastanza energico vi provoca una veemente esplosione, anche se essa non si trovi fortemente costipata: l'applicazione di questo fatto nelle mine subacquee ha contribuito a far risparmiare dei recipienti a pareti molto robuste.

Polvere al clo-rato. - Un tempo questa polvere si fabbricava nelle proporzioni seguenti:

I

I

t

Clorato di potassio . Solfo .. Carbone . . . . . . .

75, O

12, 5 12, 5 100, O

che all'incirca corrispondono all'equazione seguente :

3(ClK03 ) +2s + 5 C =3(KCZ) + 2(SO!)+ 5(00) clorato di potassio

solro

. carbODIO

cloruro di potassio

anidride

solforosa

ossido di carbonio

I gas che si svolgono in seguito alla sua esplosione sono dunque ossido di carbonio ed anidride solforosa ( acido solforoso) (1 ); il residuo solido è cloruro di potassio, composto analogo al sal marino. Dalla facilità nel cedere l'ossigeno, che è propria del clorato, consegue la rapidità di combustione di questa polvere: infatti la gran copia di calore emessa dalle prime particelle infiammate si propaga tosto alle particelle vicine disponendole a viemeglio decomporsi, e così successivamente in modo tale che tutta la massa entra molto più presto. in reazione. L'accumulo di calore ohe si fa, avvenendo in un tempo più breve che nelle altre polveri, moltiplica enormemente la tensione dei gas; perciò gli effetti dinamici saranno superiori a quelli delle polveri ai nitrati; ed in ciò la teoria si accorda coi fatti conosciuti. Sfortunatamente è dessa una polvere dirompente, dannosa quindi alla solidità delle armi, ed inoltre esige grandi precauzioni nel maneggiarla, senza parlare dei pericoli a oui si va incontro nella sua fabbricazione . Un ritrovato inspirato soltanto da idee, mi si passi il termine, raffinatamente distruggiirici fu quello delle palle esplosive: per buona ventura le nazioni civili lo bandirono dall'uso guerresco sino dai primordi del suo (4, L'anidrid,e, sol(orosa ocçupa lo stes.so volumo de!J'os~geno che . ha sor_vito ~ br~ciarc il1 sol(9.


432

LE SOSTANZE .ESPLOS1VE

esordire. Consisteva nel riempire i proiettili cavi da fucil& con una pasta secca e dura a base di clorato di potassio misto a s~lfo; penetrato il proiettile nelle carni vi esplodeva cagionando delle orribili ferite. Si facevano una volta delle cartuccie cilindriche con liste di carta tuffate in una poltiglia di gomma disciolta, clorato e carbone finissimo, e poscia strettamente arrotolate ed essiccate: ora sono andate in disuso. Le difficoltà inerenti all'esatta determinazione del vo- . lume gasoso, del calore prodotto e della tensione che ne conseguita sono molte, come si disse, e finora non si riusci a superarle. Diversi autori fondandosi su delle esperienze proprie hanno presentate delle cifre che esprimerebbero dei valori approssimativi; ma basta paragonarle tra loro per accorgersi della grande differenza che vi passa. Robin, Rumford, Bunsen e Schischkoff, e recenteme1tte Berthelòt furono quelli che più di proposito si dedicarono a tali ricerche. Perchè si abbia un'idea del suddutto volume messo in confronto con quello della sostanza esplosiva prima della reazione, riporterò i risultati di quest'ultimo scienziato, ben inteso che i gas si suppongono misurati a 0° ed alla pressione di 760,.m 11 ch~logrammo di polvere al nitrato di potassio ~ sviluppa 622,500 calorie (1) e dà origine a 225 . § nS litri di gas permanenti. ~ "§ I chilogrammo di polvere al nitrato di sodio sviluppa .~ .S 769,000 calorie e dà origine a 252 litri di gas .~ ..!:1 permanenti. cn ...... ~ c,j 1 chilogrammo di polvere al clorato di potassio 8 \ sviluppa 972,000 calorie e dà origine a 318 litri ;.e di gas permanenti.

s /

(4) Caloria è la quantità di calore necessaria per portare un rbilogramma d'acqua distillata da O' ad 4' . È una convenzione dei fisici e con essa si misura il calore assorbito od emesso dai corpi.

4 33 d chilog. di polvere da mina (francese) sviluppa 380,000 calorie e dà origine a 355 litri di gas permanenti. L'infiammazione della polvere al nitrato di potassio ·.comincia verso i 300°; lo stesso limite ha circa quella al nitrato di sodio; quella poi del cl'orato comincia ad una temperatura più bassa. ADOPEllAn IN GUERRA

r

Pol·ve1·e bianca. - Questo miscuglio esplosivo, cono.-sciuto altresì sotto i nomi di polvere d'Augendre, polvere tedesca, polvere americana, è stato oggetto di nume.rose esperienze, e fu proposto in sostituzione della pol·vere ordinaria. Si prepara facilmente unendo insieme: Cianuro ferroso-potassico (prussiato giallo) 28 Zucchero . • . . . : . . . . . 23 Clorato di potassio 49 100 )

La miscela di queste sostanze esige precauzioni af.finchè non avvengano urti od attriti violenti, specialmente a contatto di corpi duri. La polvere bianca presenta .dei vantaggi reali, che sono, di infiammarsi tanto se _?ranulata che in pulviscolo, di contenere ingredienti Jnalterabili all'aria e a composizione chimica definita che -<ian~o un prodotto sempre della stessa qualità, di potersi ~nche preparare estemporaneamente, di essere più energica della polvere ordinaria e di non perdere la sua .forza se viene bagnata e poscia disseccata ad una temperatura che non deve però sorpassare i 60°, di detonare pure all'aperto. I suoi componenti possono inoltre senza -te~a di. pericolo essere trasportati, bastando operare il m1scugho al momento del bisogno (ciò per altro non -sarà opportuno che trattandosi di piccole quantità). Ma a lato di tali vantaggi stanno certi inconvenienti che ,ne scemano il valore: anzitutto la sua azione è meno ,.regolare di quella delle polveri ai nitrati: si accende


134

li E SOSTANZE. ESPWSIVE

facilmente di esse; le armi in ferro sono intaccatedai prodotti di combustione (l); bi,sogn.a andar -cauiti -nel1'operare il miscuglio, e, una volta fatto, il trasporto_ ne è pericoloso perchè va grarideffilente s0ggetto a delle esplosioni accidentali. Per impedire ciò si è consigliato · di bagnare il miscuglio prima del· trasporto, e di far}o poscia disseccare avanti di adoperarlo. Il principio combustibile deUa po'lver.e bianca è rappresenta:to,darUo zuc- chero e dal p1mssiat0 giallo. I ,gas che nascono da11a r~azione sono anidrid.e ca.rb0nica, ossido di carboniò, azoto e va.por acqueo; rperò le loro quantità p0nderah relative n0n si possono precisare, variando a norroa 1del modo di combustione e secondo che questa si fa all'aria libera o in uno spazio chiuso. Il prodotto solido -è rap- · presentato da cianuro di potassio, cloruro di potassio e carburo di ferro. Da esperienze eseguite si sa che è ingé:0.liie il volume gasoso che fornisce e così pure il calore; e 1perciò la ,potenza meccanica sviluppata .è, a parità di peso, superiore a quella della ,polvere o,r dinaria. Altri misc-ugli esplosi:vi :t:uron0 progettati o tentati ,da. diversi autori .e per iscopi speciali, per esempio: per mine, torpedini, ecc.; ma di essi non mi ,trattengo a parlare, perchè non ebbero che usi limitati, e, tutto sommato, non ,riescono ,di quell'utilità che promettevano: anzi noln è azzardato asseri,r e che nessuno di essi pu@rivaleggfave colla polvere ordinaria rispetto all'uni:fìormità d\rzio,ne. bi accennerò appena. La p0l'vere fuZmi"nante al calore, miscela di _nitro, solfo e potassa del commerci0 (·carbo-nato di potç1,ssio impuro) che ad mn leggiero ·cal0re esplode vivamente. La polvere -di" f i<,Si°0ne, composta di nitro. ij)arti 3, solfo parti 1, segatura di legno parti •l ; serviva. ,pe"l ,pass~to a metter f.uor-i di s·ervizio le bocche ·a fuoco-

'JlÌ<Ù

-"-- - ·~ ~-------=- ------- - --(4) Sembra che in quest'atto si formino delle traccie di prodotti '. nitrosi.

l ·1

ADOPERATE IN GUERRA

135

in bronzo, circondandole di uno strato di essa che poscia veniva incendiato: il bronzo in breve si squagliava trasforma1_1dosi i metalli della lega in solfuri più f acilmente fusibili. H pironomo consta di nitro sédico, solfo e corteccia di quercia grossolanamente polverizzata, è meno costoso della polvere da mina ed ha una qualità pregevole, quella cioè di poter essere bagnato e poscia -seccato senza per nulla a-Iterarsi. Un miscuglio di clorato di potassio e solfuro d'arsenico o d'antimonio. La polvere inesplosi"bz'le di Neumayer in cui entrano i soliti componenti, ma in proporzioni diverse e mescolate intimamente fra loro in un certo modo di cui l'inventore ha tenuto il segreto: ha il pregio del pironomo, per di più non esplode se non è compressa, e produce il suo effetto anche se non è granulata. L'aloxi"lùia miscuglio di prusslato giallo di potassa, nitro comune e carbone. La sassifragina che risulta di nitro, carbone e nitrato di bario: è usata in alcune località per le mine. La polvere di Colonia, polvere comune imbevuta di nitroglicerina. La polvere Horsley fatta con clorato di potassio, noce di galla nnamente polverizzata, e nitroglicerina. Finalmente, per tacere di altri, la polvere non ha guari inventata dal capitano Sèhultze, prussiano, la quale al non contenere solfo accoppia la particolarità d'essere confezionata con legno ridotto a piccoli grani trattati dapprimà con una miscela d'acido solforico e d'a . . cid-o nitrico e poscia imbevuti di una soluzione di nitro. A quanto se ne dice possederebbe il vantaggio sulie altre polveri di non detonare se non quando si trova iE. ispazio chiuso, e di essere di un prezzo mite. È stata p<:lrfezi0nata riducendola per compressione a masse capaci di sviluppare una forza poclerosissima. . ( Conti"nua). D: GIROLAMO MARI già Ufficiale nezresèrci'to.


437 .proteggere i porti, ma l'ufficio suo vero abbraccia queste ..altre. operazioni: « la difesa del proprio commercio marittimo e l'offesa a quello del nemico nei limiti del diritto internazionale; gli attacchi contro le coste nemiche ,e la protezione del proprio litorale; la distruzione degli stabilimenti marittimi dell'avversario ed il soccorso ai ..punti che venissero minacciati sulle proprie coste; i com.battimenti contro le forze navali avversarie od il blocco .dei suoi porti; gli sbarchi sul litorale nemico od i movimenti offensivi per mandare a vuoto quelli che fossero · tentati contro le proprie spiaggie~ l'assistenza alle operazioni delle forze terrestri e gli attacchi per impedire -quelle che il nemico volesse tentare lungo le frontiere marittime; .» non devono adunque le squadre, in caso di .guerra, rinchiudersi negli arsenali ed agglomerarsi nei ,.porti militari, ma tenersi attivam~nte e vigorosamente all'aperto mare. L'onorevole Maldini non pare favorevole al materiale marittimo speciale per la ·difesa delle coste, ovvero sia .ai monitors, alle batterie galleggianti. Egli am~ette bensì che ci siano taluni nostri luoghi come l'estuario veneto, le coste toscane e romane ove .coteste navi spe.ciali potrebbero essere utilmente adoperate in certe cir, costanze e concorrere alla difesa di quelle posizioni in .appoggio alle fortificazioni permanenti, ma ne respinge l'impiego in grande, perchè. i nostri porti e le nostre .coste possono ovunque essere avvicinate ed attaccate dalle grosse corazzate, che facilmente distruggerebbero quelle navi da costa. In senso . assoluto egli può aver ragione: ma dal momento cbe non possiamo trovar tanto danaro da procacciarci un competente naviglio da guerra, e che, pur trovatolo, ci si vorrebbero chi sa quanti anni a rifar proprio bene la nostra flotta, a noi parè che questa .quistione debba ess_ere considerata anche un po' in senso relativo, cioè sotto l'aspetto del bisogno più urgente, LAVORI Dl DIFESA DELLO STATO

LAVORI DI DIFESA DELLO STATO <4i

(Relazione della Giunta della Camera dei Deputati)

III. Difesa delle Coste e delle Isole

L'onorevole Maldini ha scritto, più che una relazione, un vero libro ove sono trattate con profondità di studio e larghezza di vedute non solamente la difesa delle coste ed isole nostre, ma parecchie quistioni affini e speciali alla marineria da guerra. Egli dimostra essere necessario per l' Italia avere una marina forte e bene ordinata; trovarsi ora la nostra marina in condizioni molto inferiori alle esigenze marittime italiane; e poter essere sommamente pericoloso per noi il mantenerci in questo stato di deplorevole inferiorità rimpetto alle aHre potenze. Spiega come· sia errore il credere che la missione della marina da guerra debba essere essenzialmente quella di difendere i porti dagli attacchi delle forze navali avversarie; certo, egli dice, tra i vari scopi ri- · servati alle marine da guerra avvi anche· quello di

(4) V. Rivista Militare, dispensa .de l giugno 4873.


138 LAVOHI DI DIFESA dei ·mezzi disponibili, e di quanto può realmente farsi. Ed in quest'ord'ìne di idee noi pensiamo che un certo numero di robuste batteriégalleggianti,armate-di Armstrong, ci potrebbero essere di grandissimo giovameìlto non solo nèll'estuario, ·e sulle coste toscane e romane, ma eziandio per la dìfesa dei porti nostri di Genova e di Napoli, in quanto che servirebbero a tell'ere un po' più lontane da terra le grosse navi del nemico e quindi a difficoltare il bombardamento. Or queste batterfo galleggianti si possono costruire assai più presto e con spesa assai minore che non le corazzate. Questo ci limitiamo ad accennare, chè lo addentrarci nella quistione troppo ci -sviel'ebbe dal cammino che ci siamo tracciati: ma speriamo che allorquando il Parlamento si occuperà della difesa ·delle coste, verrà pure trattata a fondo questa quistione, che, nel nostro modo di vedere, si riattacca strettamente alla difesa terrestre. Siamo poi perfettamente coll'on0revole Mal'dini circa all'immenso aiuto che potrebbe ritrarre l' esercito, sia per la guerra difensiva, sia per iJ.a guerra offensiva, da un forte na:viglio da guerra. Egli ricorre a citazioni sforiche per mettere in sodo questa· sua opinione, che, secondo noi, è così evidente per tutti da non abbisognare nè dì esempi nè di dimostrazioni. Ma l'affare sellio è che se già tante difficoltà finanzial'ie s'i·ncontrano a mettere in piede un competente esercito, non si può avere grande speranza che si possa prontamente mettere in piede anche un competente naviglio; e piuttosto che avere a mezzo e l'uno e l'altro, a noi pare più provvido consiglio •far bene prima l'uno e poi l'altro. L'onorevole Maldini stabilisce poi la necessità di provvedere alla difesa delle coste mediante l'erezione di fortificazioni permanenti, quali per fortificare tal une posizioni importanti per la 'difesa interna dello Stato, quali altre per vantaggio e bisogno della stessa flotta, che nelle stazioni

DELLO S1'ATO

J

139

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mar'iitime fortiftcite trova punti d'appoggio e luoghi .di tlifesa; ed a far ben comprendere le idee e le proposte delta 'Giunta en'tra in a!lcirn1e considera-ziona: sulle operazioni ma"' :ritti:rne cotrtro le ·coste; sugli Sb'archi offensivi; sulla neuessità e su•fla clifesa degli arsenali e s'talbilimenti'marittimi come 'basi d'tJi,erazieni della •flotta; sulla importanza di · ,av-ere stazioni · navali capaci di rie0verare in tempo di g;uerr'a '\fila squ'atlra, sia per osservare e proteggere un. largo tratto di mare, sia per offrire rifugio alle navi contro infortun1i mar-ittimi o per causa di vicende di gue·rra; sulla difesa delle isdle; su'U'impiego, come di· tese accessorie, delle torpe·dini e degli sbarramenti; sui va'ri sistemi di fortificazioni a mare e sui principii cui devono soddisfal'è. 'rutte qu·este •considerazioni sono molto · i·:nteressanti ed app·alésan0 in chi· l'e ha dettate coscien- · :ztioso studio e pr0if0nda cognizione de'lla materia, attakhè ve1'amente •ci spiace di. non vederle pubblicate in un libro, il quale poiies~re a-v·ere maggior diffusione di una relaz-ione parl'amen'tare, e dì n0n poterne dal canto nostro dare che un rapi:d0 cenno. Circa le 0pera.zioni marittime •ctmtro le coste, l'onorevo:J.e ~!aldini fa presente quà!nto siano state facilitate dal vapore appl•icato alla loc0mozione delle navi e dalla cbrazzatura di q,weste. Egli pare ammettere che le batterie di te'rI'à possano farsi così robuste e così potentemente :ar,:rn·ttte éla non dover temere troppo seriamente l'att'acco a breve d1i'sta-nza di una squadra nemica; per@ non vuole che si neghi l' efficacia degli attacchi per ammettere quella soltanto del bombardamento; ed egli ha ragione. Sicuramente dal momento che le navi possono oggidì bombardare una città od una fortezza alla distanza di 7 od 8 chilometri, non converrà lor6 in generale a:vvicinarsi a distanza da cui possano con tiri di lancio far la breccia nelle batterie di terra, perocchè dovendo a siffatto séopo appressarsi sino a 1500-


HO LAVORI DI DIFESA 2000 metri di distanza, si esporrebbero al rischio di aver per.forate le co!'azze, mentre stando poco più lontane sono fuori d'ogni serio pericolo; ma, come osserva l'onorevole Maldini, potranno presentarsi dei casi che obblighino una squadra all'attacco di viva forza, ed allora, indubitatamente, tale attacco non può che produrre grave danno al luogo cui è diretto. Ond'è che bisogna pensare a premunire i punti importanti delle coste e dal bombardamento e dall'attar.co. . Relativamente agli sbar.chi, l'onorevole relatore dice .che: « se il modo con cui oggidì si conducono le ope.razioni di guerra: se i progressi nelle costruzioni navali: il bisogno d,i un esercito che invade il territorio nemico: se la facilità delle comunicazioni per mezzo di ferrovie, hanno tolto l'antica iqiportanza agli sbarchi eseguiti con truppe leggiere, intesi ad operazioni parziali e di secondaria efficacia, nell'esito di una .guerra: queste circostanze resero invece possibili, al giorno d'oggi, gli sbar~hi .che abbiano uno scopo importante e dispongano di mezzi ben diversi da quelli adoperati in passato. << Non è più un colpo di mano contro batterie di costa sparpagliate lungo il litorale che si. ha in mira di distruggere per mezzo di uno sbarco improvviso, e con l'intendimento di riprendere il largo dopo ottenuto l'intento. Non sono più operazioni da eseguirsi con i semplici mezzi di bordo e che hanno sempre una secondaria importanza. Oggidì si tratta di mettere a terra corpi di .esercito capaci di sostenersi nel paese nemico, ed eseguirvi serie operazioni di guerra. . « Ma consimili sbarchi si possono poi effettuare? Una nazione marittima ha <lessa i mezzi per eseguirli? Come fa a sostenersi in paese nemico un esercito sbarcato? ». A queste quistioni che egli si è proposto, risponde: Che se in tutte le epoche gli sbarchi furono possibili anche con galere e con navi a vela (e ne cita parecchi -0

DEI,LO STATO

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esempi), ora ciò è più che mai possibile stante l'applicazione del vapore alle navi, le quali emancipate dall'influenza del vento, muovono rapidamente per le vie più brevi e riunite insieme in qualsiasi numero, e stantel'immenso sviluppo preso dai piroscafi della marineria mercantile: nel 1866 si constatò che impiegando tutti i mezzi offerti dalla nostra marineria mercantile e le navi non corazzate della regia marina, si sarebbero potuti trasportare 61,700 uomini con tutto il materiale occorrente; or se noi ciò potevamo fare sette anni addietro 1 « si può ben ritenere (<liremr, coll'on. ~!aldini), come nèl'Inghilterra, nè la Francia, nè la Germania, nè l'Austria, . possano in oggi avere difficoltà per trasportare un corpo che fosse .ugualmente numeroso, disponendo del materiale delle loro fiorenti società di navigazione a vapore», e degli antichi vascelli e fregate ad elica che oggidì non posson~ servire che come trasporto. Che « le truppe da terra non hanno nè in veruna epoca, nè in verun paese, impedito mai uno sbarco serio; esse servono ad opporsi alle ulter-iori operazioni dell'esercito sbarcato, ma non a vietargli che prenda possesso della spiaggia. Vuolsi infatti ricordare, come uno sbarco sia sempre sostenuto da una flotta, la quale hail mezzo di tenere sgombro con le sue artiglierie il terreno sul quale lo si effettua. Molti sono gli esempi di sbarchi eseguiti anche a viva forza. Lo sbarco degli Inglesi ad Aboukir, ·comandati dal g·enerale AbercombriJ, fu compiuto sotto la proteiione delle scialuppe contro il corpo francese del gmerale Friant, che erasi appostato sulla spiaggia, obbligando così gl' Inglesi a combattere, prima ancora che mettessero piede a terra. Ciò non ha impedito che 5 mila uomini prendessero possesso della costa, e tale sbarco ebbe per la Francia, quale successiva conseguenza, la perdita dell'Egitto. Nella guerra di secessione ,legli Stati Uniti di America vi


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sono più eseq1pi di consimili sbarchi con 8 o 10 mila.s uomini, eseguiti, semplìe di viva forza. « In oggi tutte le innovazion.i e tutti i progre!si nalle arti navali tendono inoltre a facilitare consimili ope.razioni. « La nat]J.ra delle coste è oggidì co.nosciuta da tutte le nazioni marittime mediante le carte idrografi.eh-e ed i piani dei vari porti. Le esplorazioni pr-ogress.ive pe1~ mezzo dello scandaglio, nei casi dubbiosi, si fanno ogg4 facilmente con le navi a vapore, mentre in passato e~anvi qualche difficoltà ed anche taluni pericoli nell'e,seguirle con navi a vela. « Si ha da sbarcare sopra un.~. spiag,gia? Le navi gross~ .d a guerr-a dispongono adesso di ba,,rche a, vapore ch,e rimonchil}.no le scialuppe cariche di tru.ppe, senza bisogno di adoperare la forza dei remi: vi sono i battf;llli speciali per sbarcare uomiP,i, cavalli, artiglierie., carri. Si effettua lo sbarco in una citt.à? In tale caso, oltre i mezzi predetti, avvi nella masstma parte dei porti unosviluppo di calate e banchine da pen:nettere lo sbarc,o contemporaneo, facilè e pronto di numerose truppe. « È inutile, egli soggiunge poi, nascondersi il vero: , gli sbarchi si fanno, si fecero sempre e si faranno con . maggior facilità nell'avvenire. Gli effetti di questa operazione per un pa~se della configurazione e delle condizioni topografi.eh~ della nostra penisola, possono riusc,ire della più vitale importanza. · « Il nemico per mezzo di uno sbarco potrebbe gua-: .d~gnare gli sbocchi dell'Appeunino per. i quali si comùnica dall'uJ;J.o aJl'altro versante, e dividere l'Itali:t i:o. due, tanto nel senso longitudinale, quanto in quello trasversale. In tale caso non solo .sarebbe compro~essa. la,_ difesa mi.litare, ma benanco l'unità della patria e la .s:ua ~ndipende:nza. -« Se l'Italia fosse un'isola, anzichè una penisola, gli

U.3 ·effetti di uno sbarco non avrebbero altra co,1;iseguenza che quella di una inv:asione, che potrebbe essere cQmba~tuta e respinta dall'esercito. Ma nel caso nostro, lo sbarco può es.sere un'azione coz.nbinata e.o n te op~razioni di invasione terreske dalle frontjere continentali: ed a,llora ess.o acquista un'imp@rtanz.a 0,he nell~ p,rirna ip,otesi non può avere. La difE!Sçt attiva del I.lOstro ter... ritorio resterebbe infatti paralizzata e diminuita di forze p,er tecarsi a sostegno delle coste minacciate in punti cosi lontani dalle frontiere terrestri per le quali fosse avvenuta l'invasione nella parte superiore d'Italia ». Parlando poi degli arsenali l'on. Maldini dice che le nostre coste e.ssendo bagnate da tre mari (Mediterraneo, Ionio e Adria_tico) è ovvia per noi la' opportunità di avere P:r .ognu~o. di_ questi tratti di costa una base di opera.z10m marittime, cioè di possedere tre arsenali: uno a Spezia, uno a 1'aranto ed uno a V:enezia. E tale er~ infatti l'opinione di Napoleone I (1 ), e fu il concetto sia della Commissione permanente per la difesa dello Stato sia delle proposte del Governo: ma, noi domandiamo' . . ' poss1am poi accingerci a spendere contemporaneamente tutta la somma necessaria per far sì che questi tre arsenali vengano a soddisfare per tutto allo scopo loro? ; E se ciò non .fosse possibile, come noi abbiam luogo d~ crede_re, non sarebb'egli forse più provvido il compierne d1 tutto punto uno alla volta, anzic.4.è por mano. stentatamente e lenta.Q1ente a tutti e tre? Gli è per questo ~he se . noi dovessimo dare il nostro voto per cominciare 1 _l~vo1? a Taranto, lo daremmo negativo, consigliando ~1 1mp1e,gare tutto il daJJ.aN possihHl:l alla Spezia, che e quello dei nostri tre arsenali marittimi che ci può DELLO STA,'l'O

LA YORI Dl DlFKSA

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{~) Ses tro{s grands ports .militaires cfarn.iement. et de construction, s?nt:_ la Sp,ezia pour les mers liguriennes; Tarente po:uv Ies me11s d Ionie; et Venise pour l' Adriatique.

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LAVORI DI DlFESA

essere di più probabile e prossirna utilità. Col tempo poi si completerà Venezia e si farà Taranto. L'on. relatore ritiene che le torpedini, come pure gli sbarramenti permanenti o provv.isori (dighe, stecconatee navi incatenate, navi co'Iate a fondo, reti che . avvi-· luppino le eliche delle navi, ecc.) siano espedienti utili per proteggere l'entrata dei porti e dei canali ristretti; che le prime possano servir benanco per proteggere taluni tratti di costa che present.ano speciali condÌzioni, come quelli fronteggiati da secche e bassi fondi: ma che sarebbe errore gravissimo il credere· che mediante le torpedini si possa provvedere alla difesa delle coste per quanta fiducia si possa avere nella loro efficacia. Egli ha ragione nello stato attuale delle· cose: ma se le sperienze che da un anno si stcanno facendo da noi e altrove sulle torpedini per compassarne l'esplosione e dirigerne gli effetti, per avventura riescissero, come c'è luogo a sperare, noi riteniamo che questi brulotti sottomarini . potrebbero benissimo servire di difesa alle coste. L'on. Maldini, posto in sodo come oggidì le fortifica~ zioni a mare, e per se stesse e per il loro x:eciproco· collegamento e fiancheggiamento, e per la loro costruzione debbano essere in·grado di resistere all'attacco di una squadra corazzata munita delle più potenti artiglierie moderne da navi, e ricordati i principii cui la Commissione permanente per la difesa dello Stato deliberava di restringere le sue proposte (1), fa un rapido cennO'

(~) ~· Fortificare da maro tutti i porti o le rade, in cui una squadra nemica potrebbe trovare si~uro ripa1·0 dai fortunali del mare, e lo truppe da sbarco un facile approdo ; 2• Portifìcare anche dal lato di terra quei porti soltanto che racchiudono gli arsenali marittimi o che per la loro speciale situazione possono, come piane di terra, concorrere eflicacemente alla difesa continentale.

DELLO STATO

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storjco dei lavori di essa Commissione, e viene quindi ad esporre i divisamenti della Giunta della Camera intorno ai lavori di difesa per le nostre coste ed isole. Per darne conto ci atterremo alla stessa suddivisione geografica da lui adottata. Da VentimigUa alla Spezia. Rada di Vado. - La Giunta-della Camera ammetterebbe la proposta della Commissione permanente per la ~lifesa dello Stato di spendere due milioni onde for-. tificare la rada di Vado per assicurarne il possesso alla nostra flotta ed impedirne l'occupazione alle navi nemiche, coprendo in tal modo la strada Savona-Acqui. A lale scopo si dovrebbe: riformare quasi interamente i fronti a mare del forte di Savona, oppure costrurre sulla spiaggia una potente batteria che tenga le veci del forte; erigere una nuova batteria sulla costa tra le fornaci e la villa Gavotto; ampliare il forte a capo di Vado, occupandone, se occorre, anche la vetta e ampliare la batteria di San Lorenzo. Il Ministero nelle sue proposte non comprendeva queste fortificazioni. Piazza di Genova. - Nel piano completo la Commissione permanente proponeva la spesa di dodici milioni e suggeriva le seguenti fortificazioni: Occupazione della costiera dell'Incoronata a ponente, e della linea della Sturla a levante; due batterie a Sam.J?ierdar ena; assicurare meglio la piazza da un attacco proveniente dalla valle del Bisagno; moltiplicare possibilmente il numero delle batterie a mare che devono impedire l'entrata del porto e salvare la città dai bombardamenti, procurando di supplire alla loro posizione non abbastanza avanzata in mare con un armamento il più potente ed efficace. ANNO XVIII, VOL. lll,

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146 LAVORI DI DIFESA Ma nel piano ridotto limitava la proposta di spesa a quattro milioni; ritenendo essere bastante la difesa che Genova presenta nei suoi fronti di terra verso nord e verso est, e non esservi quindi che a sistemare le batterie a mare e a fortificare il colle dell'Incoronata presso Sestri. Il Ministero accoglieva e faceva sua tale proposta; ma la Giunta della Camera determinò di appigliarsi invece al primo partito e di consigliare che tutto il ne- . cessario si facesse onde assicurarci il possesso :di questo punto strategico importantissimo sì per la guerra di terra, come per quella di mare; e noi crediamo che la Giunta abbia savissimamente deliberato. I tr e suoi relatori insistono, ciascuno alla sua volta e ciascuno secondo l'importanza che ha Genova rispetto alla difesa della frontiera, a quella delle coste ed a quelle dell'interno, afl:ìnchè sia efficacemente munita. L'on. 'l'enani dice che Genova essendo i\ nostro porto principale nel Mediterraneo, ed afliuendo ad essa importanti strade ordinarie e ferroviarie dal Piemonte, dalla Lombardia, dal Piacentino e dalle due rivie1•e, è non solo il miglior punto di comunicazione tra la parte meridionale e settentrionale del Regno, mn. deve considerarsi come piazza cl' approvvigionamento e di sostegno per Alessandria e Piacenza, copre direttamente i passi della Bocchetta, dei Giovi e della Scoffera ed ha azione sulle .due riviere specialmente su quella di ponente e per conseguenza sull'Appennino ligure e sulle Alpi marittime. L'on. Bertolè-Viale afferma essere Genova, rispetto alla difesa di terra, il punto principale della nostra costa sul Tirreno: perchè sbarra la importante comunicazione -del litorale proveniente dalla Francia e comanda i passi deU' Appennino ligure. L'on. :tl·faldini aggiunge essere Genova non solamente una ' posizione importante dal punto di vista militare, ma,' 1

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un obbiettivo principale per attrarvi il nenuco, perchè è il precipuo centro commerciale del paese. Nel nostro modo di vedere Genova ha un'importanza militare capitale nella difesa generale del paese, specialmente nel supposto di un attacco da occidente. Non è dal Moncenisio, dal Tenda o dal San Bernardo che ,dobbiamo aspettarci di vedere scendere le ma;-' giori colonne nemiche, perocchè quei passi montuosi presentano naturali difficoltà. alla marcia a g rossi corpi: certamente l'inimico vi dirigerà delle sue truppe; ma la sua principale linea d'operazione sarà il litorale tra Nizza e Genova, e Genova il primo obbiettivo della sua flotta. Se questa piazza non sarà in grado di sostenere un bombardamento da mare, e se non avrà un buon campo trincerato da terra, ove il presidio possa mantenersi quando anche il porto cadesse in .mano del nemico; chi è che non vede a qual cattivo p~rtito si troverebbe ridotto l'esercito ·.nostro campeggiante in P iemonte? Ora noi crediamo, che sistemando bene le batterie a mare, coprendole e corazzandole robustamente, ed armandole di artiglieria di gran potenza, ed aiutando la difesa con batterie galleg·gianti di cui già parlammo, e con torpedini, si potranno tenere abbastanza indietro le navi avversarie da non temere troppi danni dal bombardamento (l); mentre colle fortificazioni da terra divisate nel piano completo della Commissione permanente, si potrà avere un campo trincerato abbastanza sicuro contro agli attacchì di terra. sia da levante, sia da ponente.

- - - - -· --· -·-----·-(·1 ì Si pai'la del progatto di gettare un molo cho partendo dalla· foce del Bisa;;no r.bbraccicrebbc tutto il mare che bagna la part'e v· meridionale della città. So questo .progetto si eq,ittuasse, non v'ha dubbio che la piazza ne trarrebbe grande vantaggio per h sua difesa a mare, perocchè questo molo potrebbe coprirsi di batterie corazzate.


-148 LAVORI DI DIFESA Noi vogliamo dunque sperare che Parlamento e Governo vorranno seguire il savio consiglio della Giunta della Camera. Golfo della Spezi·a. - La spesa per difendere questogolfo, sia da mare, sia da terra fu già assentita per legge.

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Dalla Spe:da a Piombùio. Nel piano completo la Commissione permanente per· la difesa dello Stato proponeva per la difesa di questo. tratto di littorale: l'erezione di 5 batterie a mare a Livorno colla spesa di due milioni di lire ed il prE>sidio di 1600 uomini per difendere il porto e la città ed offrire eventuali appoggi. alla difesa attiva contro sbarchi sul littorale adiacente; di fortificare Portoferraio e Porto Longone per assicurare alla nostra flotta il possesso di quelle due rade nell'isola d'Elba e coI_ltenderne l'occu-pazi«me alle navi nemiche, divisando all'uopo la spesa complessi ~a di 5 milioni ed il presidio di 3 mila uomini. Uguali proposte erano mantenute dalla Commissione nel piano ridotto, ma il Ministero non ammetteva che la primD, e la Giunt a della Camera deliberò invece di ac-cettare soltanto la . seconda, ritenendo che la difesa di Livorno col mezzo di fortificazio ni permanenti non è attuabile, senza ricorrere a progetti ch e uscirebbero affatto dalle proporr,ioni del vantaggio ricercato (1), eche fortificata l'isola d'Elba sarà pr ovveduto meglio ad evitare uno sbarco lungo questa costa anziche volendo difendere direttamente Livorno.

Da Piombino a m onte Circello. Monte Argenlaro. - Nel piano. completo la Commissione permanente proponeva l'erezione di un forte a (~) Tale fu il parere espresso dal generale Menabrca in una sua. relazione del 486a alla Commissione permanente di difesa.

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monte Argentare (spesa lire 1,600,000 presidio 800 -uomini) per impedire l'occupazione del Capo Argentaro al nemico che potr~bbe farne base di operazioni pericolose contro l'Italia centrale, e per appoggiare la difesa attiva del iitorale maremmano; nel piano ridotto della Commissione permanente e nel progetto ministeriale si eliminava tale proposta, ma la Giunta della Camera la Tistabìlisce cçmsiderando che la difesa di Argentare, come ·quella dell'Elba, è necessaria per concorrere colle esistenti fortificazioni a Orbetello e Grosseto, a mantenere libere le C?municazioui tra Genova, Spezia e Livorno con Civitavecchia e Napoli, collo impedire ad unasquadra .nemica di stanziare a S. Stefano od a Por to Reale. CiivitaveccÌiia. - Nel piano completo la Commissione proponeva tali lavori affinchè le fortificazioni di questa piazza potessero impedire l'occupazione del porto e della città ad un corpo di sbarco che intendesse farne scalo ·e base di operazioni contro Roma, e per appoggiare la , difesa attiva. del litorale adiacente. Le proposte erano le seguenti: a) Ridurre i fronti a mare del forte Michelan.gelo, ·e particolarmente quello rivolto od ovest, ed una potente batteria da costa; b) Sistemare ugualmente a batterie da costa il fronte -Occidentale dell'antica darsena; e) Trasformare l'antemurale in una sola e potente ' Q ·batteria; d) Conservare le batterie interne, sia del forte Mi1'.:helangelo, sia della darsena; e) Ristaurare e migliorare una parte . dell'antica cin :a f ) Rafforzare la cinta del campo trincerato, specialmente la parte rivolta al mare; g) Creare un forte principale sul colle dei Cappuccini;


nr DIFESA h) Erigere un fortino sul colle Sant'Egidio; i) Costrurre una. piccola opera sul monte Argentaro .. La spesa per tali difese fu valutata a lire 7,000,000, ed il presidio necessario alla medesima in 3500 uomini. Nel piano ridotto di difesa vennero diminuite le predette fortificazioni, ritenendo la Commissione permanente che basti concentrare la difesa specialmente nel forte dei Cappuccini, donde alla distanza di soli 1500 metri si può bersagliare una nave nemica che volesse entrare in porto. La Commissione inoltre faceva assegnamento per la difesa attiva di Civitavecchia sulla vicina Roma, nella supposizione che questa fosse ridotta a gran piazza di guerra. Le opere proposte erano quindi limitate ai lavori e, ~ 50

LAVORI

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g, h, i. Questa proposta ammessa dal Ministero, la è ugual-· mente dalla Giunta della Camera.

Da rnonte Circello a Sci"lla. Gaeta. - La Giunta della Camera ammette la necessità di completare le fortificazioni di questa piazz~, sia dalla parte di terra, sia dalla parte di mare come era divisato nel piano completo della Commissione perma-nente, cioè di riparare la cinta del fronte di terra e d'i costruire due potenti batterie ai piedi della Torre Orlando per dominare sulla campagna prospicente. A questo .scopo richiedesi la spesa di lire 1,500,000 con un presidio di 4000 uomini . Nel piano ridotto invece e nella propos~a del Ministero la spesa era limitata ad un milione, con ciò che .i lavori di .sistemazione e rafforzamento foss ero ristretti alle batterie verso il mare. Napoli. - La posizione topografica della città e le· .condi?ioni idrografiche del suo golfo, fanno sì che Napqli

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non si può munire di difese, sufficienti ad impedire il bombardamento. Nondimeno riconoscendo la somma importanza di conservare il possesso di una città così popolosa e ricca, la Commissione permanente per la difesa dello Stato proponeva alcune opere per difendere il porto e la rada (1 ), mentre Capua dovrebbe al bisogno fornire a Napoli pronti e validi soccorsi cli difesa attiva. La spesa per quella fortificazione era divisata in lire2,000..!000 nel piano completo, ed in lire l ,500,000 nel piano ridotto. Ministero e Giunta della Camera mantengono quest'ultima proposta. Baja. - Di tutte le posizioni marittime che si riscontrano nel golfo di Napoli, come dice l'onorevole Maldini, la rada di Baja è quella che presenta le migliori condizioni strategiche per essere fortificata e per riuscire così a proteggere indirettamente la città di Napoli. Baja ha tutti i requisiti per una stazione marittima, e per la sua struttura topografica può essere fortificata senza grave dispendio e senza richiedere molte opere dì difesa. .Essa si estende da Capo Miseno alla punta della Gajola ·e contiene tre insenature. Offre sicuro ancoraggio per una squadra, sebbene trovisi aperta ai venti sud-est che · vi producono grosso mare. Baja ha quindi una vera importanza militare, potendo se1:vire ad un nemico come stazione navale, come punto di sbarco e quale bas.e di operazioni contro l'interno. (1) 1° Su!Ìa punta più sporgente di castello dell'Ovo eostrurre una potente batteria da costa; 2° Erigere due batterie all'estremità dei due moli del nuovo porto; 3° Costrurro una batteria elevata e chiusa alla gola, al Capo di Posilippo; 4• Trasformare il forte di Vigliena in una potente batteria da costa . Spesa 2 milioni - presidio 4.00:) uomini.


-i 5'.i),

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Per assicurare alla no~tra flo tta, ed impedire a quella nemica il possesso della rada e per garantire le comunicazioni fra Capua ed il mare, affinchè le truppe di terra !3 la flotta possano operare di concerto per la difesa attiva della città di Napoli e del litorale da Gaeta a Baja, la Commissione permanente nel piano completo proponeva di eseguirvi i seguenti lavori: I° Costrurre una nuova batteria di costa, elevata, · vicino al castello di Pozzuoli; 2° Sistemare la batteria es istente al piede del castello di Baja; 3° Costrurre una nuova batteria sullo spalto a mezzodì del castello; 4° Un'altra batteria al piede del monte Nuovo; 5° Costrurre una nuova batteria alla punta più ·sporgente dell'isola di Nisida; 6° Erigere altra batteria al Capo l\foeno; 7° Sistemare il castello di Baja; 8° Occupare all'occorrenza altre posizioni sulle alture circostand Per queste opere richiedevansi 4,000,000 di lire ed un presidio di 2000 uomini . Nel piano ridotto di difesa vennero 'omesse le due batterie alla punta di Nisida ed al Capo Miseno, conservando però tutte le altre proposte del piano generaile. Perciò la spesa fu ridotta a 2,500,000 lire. Queste proposte sono pure contenute nel progetto ministeriale ed accolte dalla Giunta della Camera. Castellammare. - La Commissione permanente, nel piano generale ed in quello ridotto, aveva proposto di fortificare la r ada di Castellammare. Questa proposta non è ammessa dal progetto ministeriale, e neppure dalla Giunta della Camera,. la quale ritiene sufficientemente garantito quel golfo con le difese di Baja e con quelle di Napolì. Isola di Ponza. - Nel piano completo di difesa proponevansi parecchie opere di fortificazione per munire l'isola di Ponza. Queste opere furono abbandonate nel piano ridotto, nè t rovansi incluse nel progetto ministeriale.

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La rada di Ponza, per la sua ampiezza e profondità, ,può dare ricovero ad una squadra; })erò non sembra che · <lessa possa prenders i per base di operaz1oni contro il li. torale. Le comunicazioni infatti con il golfo di Napoli verrebbero facilmente interc f\ttate da Gaeta e da Baja. Allorchè le squadre erano composte di navi a vela, Ponza aveva una importanza positiva: oggi, con i piroscafi, l'ha perduta . Litomle delle Calabrie. - La Commissione perma,nente per la difesa dello Stato proponeva, nel piano completo, per la difesa di questa costa talune opere da erigersi al Pizzo, allo scopo di chiudere il passo delle strade dirette per Catanzaro e Monteleone. Pr0pònevansi pure tre batterie per il porto di Santa Venere. Nel piano ridotto queste fortificazioni furono abbandonate e così nel progetto ministeriale. La posizione di Pizzo ha una certa importanza come ancoraggio, come luogo di sbarco e come estremità di una linea difensiva che appoggia ai due mari, Tirreno e Jonio. « Però, dice l'onorevole Maldini, non è presumibile che il nemico scelga queste posizioni così estreme della penisola per base delle sue operazioni e per isbarcare un corpo importante di truppe con il relat ivo materiale. Gli sbarchi di minore importan za, come in altra epoca furono eseguiti sopra questa costa, resterebbero senza risultato, per effetto delle truppe della difesa attiva che può disporre di posizioni fortissime dalle quali re.spingere l'avversario, come fece Massena nel 1806 ».

Coste del Jor1-i'o (1). Ta'l'anto. - La rada di Taranto, di 3 mila ettari di superficie, è certamente una delle più belle del mondo ·p er posizione, ampiezza e profondità. (1) Tra Capo dell'Armi e Capo di Santa Maria di Leuc3.


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LAVORI Dl DIFESA

Il Mare piccolo è. un bacino naturale veramente meraviglioso, e che, come dice benissimo l'onorevole Maldini, costituisée una delle più grandiose posizioni del mondo. Per questo dovrebbe diventare , una piazza marittima d'importanza; ma per riescirvi ci si vorrebbe per lavori di terra e di mare una· spesa ben altrimenti considerevole dei .2 milioni e mezzo del piano completo .della Commissione permanente, e dei 6 milioni e mezzo divisati dal Ministero di marina, e neppure bastereb-· bero i 23 milioni cui fu calcolato il piano regolatore di quest'arsenale, perchè solo per le fortificazioni a terra, quando s i volessero costruire tutte quelle necessarie per guarentire da qualunque offesa un arsenale di tanta importanza, e che tanto avesse costato allo Stato, bisognerebbe spendere almeno una decina cli milioni. Per tanto, come già non esitammo a dire precedentemente, per ora nulla spenderemmo a Taranto, per con-· sacrare danaro e cure a Spezia ed a Venezia. Quando poi, in avvenire, ci sentiremo cli spendere i 35o 40 milioni che sarebbero necessari per le opere relative all'arsenale militare di Taranto ed alle sue fortificazioni, allora tutto ciò si potrà fare con un vero scopo di utilità positiva. In quest'idea, anzichè alle proposte del Ministero e della Giunta della Camera di spendere due milioni e mezzo per munire di batterie il Capo San Vito, l'isola di San Paolo ed il Capo Rondinella;. occupare con qualche opera l'isola di San Pietro e costrurre due batterie sulle opposte spiaggie della rada, prescinderemmo per ora dallo st.anziare una qualsiasi somma per fortificazioni a Taranto, appunto per la ra-gione sulla quale la Commissione permanente appog-. giava uguale proposta nel piano ridotto, cioè perchè « Taranto è lontano dagli obbiettivi principali per la < cui conquista il nemico abbia interesse di sbarcare e· « dar seguito ai suoi attacchi· con operazioni di terra 'V •.

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Da Capo Santa Maria al Gargano. Brindi.si. - Nel piano completo della Commissionepermanente si proponeva pel porto di Brindisi di migliorare e ridurre il forte ~ mare e di erigere una batteria alla punta 'dell'Orco; al che un milione e mezzo di spesa ed un presidio di 800 uomini. Tale proposta era eliminata dal piano ridotto e dal progetto del Ministero, ma la Giunta della Camera la riprende per suo conto, nel concetto che sia indispensabile la difesa di quella piazza navale sia per se stessa, sia per concorrere con Taranto alla chiusura di quella zona militare. È naturale chese si decidesse di soprassedere dal fortificare Taranto, ugual decisione vorrebb'essere presa per Brindisi. Dal Gargano alle foci del Po. Ancona. - Nel piano completo la Commissione permanente 1,roponeva di: compiere talune opere costrutte durante la guerra del 1866; erigere una nuova batteria a mare e migliorare le batterie di mare esistenti. Questi lavori importerebbero la spesa di 1,000,000 di lire, e si valutò ad 8000 uomini la forza del presidio per sicurezza e difesa della piazza. Le stesse proposte furono conservate anche nel piano ridotto della Commissione permanente, ed il Ministro le ammise alla sua volta. La Giunta della Camera conferma queste forti:ficazioni e queste spese, e vorrebbe inoltre, che come fu indicato nel piano completo della Commissione permanente , si spendesse anche un milione per erigere un forte a difesa di porto Umana, onde meglio guarantire Ancona dalla parte di terra.


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LAVORI

DI DIFESA

)

, Litorale Veneto. Venezia. - La Commissione permanente proponeva nel piano generale di: migliorare le esistenti fo1~tifica_zioni ; erigere una batteria a Malamocco; ampliare 11 forte di S. Pietro alla radice della diga sud; costrurre intorno a Mestre una testa di ponte con forti staccati e batterie intermedie. La spesa per queste opere fu calco.lata a 10 milioni di lire; il presidio a 22,000 uomini, cioè 6,000 di sicurezza e 16,000 di difesa. Nel piano r idotto come anche nel progetto ministeriale le proposte furono limitate a sistemare le opere esistenti verso mare ed a costrurre un forte distaccato a Campalto verso Mestre; onde la spesa si ridurrebbe a 3 milioni di lire ed il presidio a 12,000 uomini. · La Giunta della Camera riconos9c invece h\ necessità di far senza: indugio tutto quanto era progettato nel piano completo, cosicchè Venezia divenisse una gran piazza marittima con campo trincerato dalla parte di terra, per difendere ed assicurare l'estuario e gli stabilimenti navali e .per appoggiare validamente sulla destra le operazioni dell'esercito incadcato della difesa delle provincie venete. Nello stesso concetto la, Giunta della Carnera crede n~cessaria la spesa di mezzo milione per migliorare le fortificazioni di Chioggia, come la _Commissione perma·nente consigliava nel piano completo. In concreto le proposte della Giunta della Camera sarebbero le seguenti : 1° Migliorare le esistenti opere di fortificazione sul litorale ed erigerne talune nuove; 2° Completare la ·difesa di Chioggia e di Brondolo; 3° Sistemare le opere alla cannella d'Adige e di Po; 4° Formare una testa di ponte a Mestre;

!

DELLO STA 'l'O

157

5° Migliorare la condizione dei canali interni che dalla terraferma comunicano con la laguna; 6° Avere un naviglio speciale per la difesa del li- · torale e navi adatte per l'armamento della laguna; 7° Tenere in pronto i mezzi ausil_iari per difendere l'estuario con torpedini o con sbarramenti; 8° Collegare Chioggia con la rete ferroviaria del Polesine ·e con Venezia, mediante il canale di Palestrina.

Isota di Sicilia .

\

I

Per la difesa della s·icilia la Commissione permanente, nel piano generale, ravvisava necessario e bastevole di collegare le difese a mare dello stretto di Messina, col quivi costituire .una testa di ponte oltre lo stretto, per ritirare, occorrendo, sul continente le truppe dell'isola e per riportarle dal continente nell'isola all'opportunità di ripigliar l'offensiva. A tal fine proponeva la spesa di 10 milioni onde trasformare completamente la piazza di Messina {l ). Però consigliava anche di spendere

I

(l) Nel piano generale di difesa venivano proposte le seguenti opere, allo scopo di difendere lo stretto o la città di Messina: 1° Sistemare l'esistente forte di Scilla; 2• CrJslrurre una batteria al piede di Torre Cavallo; 3" Conservare l'esistente battcrfa di Altafiumara; ,i,• Erigere una batteria all a punta del P~zzo; !i" Costruroe una su Ila pun ta Orsa; 6• Costrurrc un forte al capi> Peloro; .7° Erigere una batteria a Lagolungo; 8° Conservare l'esistentr. batteria del Salvatore; 9° Con~ervare l'esistente batteria della Lanterna ed aggiungcrno una intermedia tra questa e quella del Salyatore; l O" Ridurre la cittadella in batteria da costa; E• Costrurre un fc,rte alla estremit:ì del contra/Torte dei Gazzi; 0 1i Erigere un forte alla gola o~·e passa la strada di l\[ilazzo; 13° Costrurre alcune opere sui puoti culminanti tleJla cresta dei monti Peloritant


158

1

LAVORI DI DIFESA

.5 milioni intorno a Milazzo, Siracusa ed Augusta, per assicurare alla nostra flotta il possesso di questi importanti forti. Nel piano ridotto la spesa da 15 milioni venne ridotta a 7, da spendersi tutti alla difesa della città di Messina; e, questa è pure la proposta del Ministro. La Giunta della Came.ra invece non solo mantiene la proposta del piano completo, ma ai 15 milioni di questa _aggiunge altre lire 3,600,000 per la costruzione di un ridotto di difesa. La Commissione permanente nei suoi studi sulla difesa della Sicilia formolava il concetto di formare un campo trincerato, come centro e ridotto di dife$a di tutta l'isola, che potesse aver azione sull'interno dell'isola onde permettere non solo il rifugio alle varie sue guarnigioni, ma eziandio i ritorni offensivi contro il nemico che si avanzasse. Tale campo trinceMessina doYeYa così trovarsi difesa da tl!rra e da mare mediante la somma di 10,000,000 di lire; e prr questa pinza calcolavasi ne·Ccssario un presidio di 11,000 uon)ini, cioè 3,000 per sicurezza ed 8,000 per la difesa. Oltre a ciò la Commissione permtlnente proponeva di occupare, a tempo opportuno, talune altre posizioni tanto nei contorni di 1\lessina, quanto sulla costa calabra dello stretto. ln base alla deliberazione presa dalla Commissione permanente nel discutere il piano ridotto, ùi non difendere cioè lo stretto, ma invece di fortificare la sola città di Messina da terra e da mare, vennero abbandonate molte delle opere sopra descritte, conservando soltanto le seguenti: 1° Batteria del Salvatore; 2· Batteria -della Lanterna; 3' · Forte dei Gaz:d; ,i' L'opera alla gola ove passa la strada di Milazzo. Furono però aggiu11te: à) Una batteria di costa a porto Salv(); b) Uoo od ~I più due forti sui punti culminanti dei monti che sovrastano ad ovc$t la città; in sostituzione degli esistenti forti di Castclluecio e Gonzaca.

DELLO STATO 159 Tato doveva stabilirsi nella zona tra capo Orlando, capo S. Andrea e capo Peloro; ma poi nella discussione del piano completo di difesa, la Commissione permanente deliberava di abbandonare quest'idea, che ora la Giunta della Camera ripiglia per sua, giudicandone indispensabile -l'attuazione. Per parte nostra crediamo che i 7 milioni prog"ettati dal Min,istero siano per ora la maggiore spe_sa che si possa fare per la difes9. della Sicilia e che si possa giustificare adeguatamente all'urgenza ed alla importanza delle altre spese dello stesso genere per parti del regno assai più esposte che non la Sicilia. Quando si potrà attuare l'intero piano generale e completo, certa.mente bisognerà non tralasciar~ tutto quanto è necessario per assicurare all'Italia la conservazione di quell'isola importantissima, e per la garanzia, degli isolahi; ]1).a sino a quel tempo, noi ci permetteremo di ripeterlo, sarebbe insostenibile la maggiore spesa proposta dalla Giunta della Camera. Se quella vigorosa popolazione fosse per intero guarita d&l tarlo quivi sparso dal malgoverno del passato, il miglior modo di provvedere alla sua sicurezza sarebbe quello già adottato per la Sardegna, di costituire cioè 3 o 4 divisioni di milizia con t~tti gli uomini in congedo illimitato (circa 50 mila uomini); e siamo persuasi che una tale forza bene ordinata e condotta basterebbe a respingere qualunque aggressione.

Isola di Sarde_qna. Nel piano completo della Commissione permanente era proposto dì spendere 2 milioni per fortificare con 4 batterie da mare il golfo degli Aranci per servire da sta:-· . zione navale, e mezzo milione in. fortificazioni da mare a C~g~iari per proteggere il porto e la città dagli insulti dr qualche nave nemica; ma queste opere rimasero


i 60 i.AYORl Dl D111ESA eliminate nel piano ridotto, sul riflesso che non sono sufficienti a costituire una difesa efficace dell'isolà di Sardegna se la flotta non è padrona del mare, e non assolutamente indispensabili nel caso contrario; ond'è che il progetto ministel'iale non fa alcun cenno di for-tificazioni per provvedere alla difesa della Sardegna. La Giunta della Camera riterrebbe invece necessario che fortificazioni si facessero anche in Sardegna , cioè ridurre a forte stazione marittima l'isola della Madda-· lena colla spesa di due milioni e mezzo, e costruire · sui monti che sovrastano Ozieri un campo trincerato da servire di ridotto di difesa per la Sardegna , colla spesa di un milione. Riconosciamo colla Giunta della Camera, come una stazione navale all'isola della Maddalena possa, sia per · · posizione geografica, sia per condizioni topografìche, sod-·. disfar megliù che non quella al golfo degli Aranci, al duplice scopo della difesa della costa mediterranea del continente italiano e della difesa della Sardegna, ed ammettiamo pure la convenienza della posizione d'Ozieri come ridotto: ma anche qui noi ci facciamo la domanda se queste fortificazioni si · possono classificare tra quelle di prima urgenza, alla :cui spesa ci dobbiamo . accingere? L'onorevole Maldini esprime pure il desiderio che si istituisca in Sardegna una truppa locale indigena a mo' delle compagnie alpine: ma questo suo desiderio è, può dirsi, giàl appagato fin dal dicembre del 1872, quando il Ministero della guerra determinava che tutti i militari _ nativi della: sardegna, tosto ultimata l a ferma sotto le bandiere, dovessero essere incorporati nella milÌzia pro-· vinciale dell'isola, ora composta di 28 compagnie di fanteria, 2 compagnie bersaglieri, 2 compagnie d'artiglieria,.' 2 plotoni di cavalleria. '

DELLO STA-T-0

16,J,

L~onorevole :rriaHini termina 1.a, sua relazione accen-. ~~nd_o ad alcµ,ni servizi sp,~ciali relativi. alla dife~a litorale e riassumendo le spese per la fortificazione dell~ ?oste. Egli fa. pr,esepte come si,a ogg;idì deUa massi!ll~ 1mport~nza per 1~ migliore difesa d13Ile CO$te e delle i.sole up senvizio di esplorazione eseguito su laro-a scala dai piro_s?afi-a~vis~, che incrociando iµ tempo di. guerna ·in tutti 1 sensi ed m tutte le direzioni, riconoscano tutti i movimenti delle flotte nemiche e tengano in incessante comunicazione le coste con le nostre squadre, per evitare le facili sorprese. Essere di grande utilità durante la guerra un ben inteso servizio semaforico, che collegato alla rete telegrafica del regno, fornisca pronte ed esatte informazioni di quanto avviene lungo 113 coste le più disabitate ed. a rilevanti distanze dalle medesime; e l'onorevole relatore consiglia di affidare questo servizio, anzichè al Ministero dei lavori pubblici, a . quello della marina cui dovrebbe servi:re in tempo di guerra. Doversi istituire un sufficie~te numero d'artiglieria da costa, essendo indispensabile che le bocche da fuoco da costa siano maneggiate da uomi.ni che abbiano la pratica perf~tta della punteria sopra oggetti mobili e galleggianti in mare: g~à una c_ompag;nia da costa fu creata, e l'art. 13 della nuova legg.e d'ordinamento dà campo a istituirne delle altre.

de,i

Dallo specchio riepilogativo della spesa per la difesa delle coste risulta che ·la spesa divisata dalla Commissione supererebbe di 33,200,000 lire quella del progetto ministerisi,le e dil.10,700,000quella del piano ridotto della Commissione permanente di difesa, mentre sarebbe inferiore di 47,400,00() a quella del piano completo (1). ' (~) Piano completo. Spesa L. 108,100,000 Piano ridotto . . . " 50,000,000 Progetto del Ministero » 27,500,000

Proposte della Giunta ANNO XVIII , VOL . lii.

~

60,JQO,Q-'.lO

Presidio 117,100 .,, 87,400


rn2

163

LAVORI DI DIFESA

DELLO STATO

Quanto all'urgenza progressiva aelle opere di difesa coste e per le isole sarebbe stabilita come segue: .1° Golfo per le della Spezia; 2° Taranto; 3° Briudisi; 4° Gen9va; 5° Rada. di Vado; 6° Golfo di Napoli; 7° Monte Argentaro; ~· Venezia e Chioggia; 9° Isola della Maddalena: poi le altre a Messina; Isola d'Elba; Civitavecchia; Ridotto in Sicilia; Ancona; Gaeta; Ridotto in Sardegna; Porto Umana.

<< 7° Sia completata una ferrovia longitudinale e « centrale in tutta la parte peninsulare, di cui esistono « già i seguenti tratti: « a) Bologna-Firenze-Terni; « b) Iso1etta-Cancello-San Severino; procurando · « di compierla, se possibile, colla costruzione dei tre ··« tronchi seguenti: . « e) Terni-Rieti-Avezzano-Isoletta; « d) San Severino-Eboli senza passare per Sa« lerno; « e) Eboli-Potenza, e quindi sino alla linea Ta« ranto-Reggio per la valle del Ba.sento; « 8° Una ferrovia trasversale da valle di Sieve ad « Imola preferibilmente, oppure a Faenza; « 9° Una ferrovia trasversale fra le due linee lon« gitudinali aretina e sanese; I « 10° Una nuova ferrovia da Orte a Roma sull'altra « riva del Tevere; « 11° Una ferrovia trasversale da Rieti ad Aquila« Pescara ». E propone inoltre: « 12" Che siano restaurate a doppio binario le se. « guenti principali arterie di comunicazioni ferrate, cioè: « f) Linea Piacenza-Bologna-Ancona; << g) Linea Torino-Milano-Verona-Padova-Venezia; « h) Linea Fii-enze-Bologna-Padova; « i) Il trattQ della ferrovia sanese che corre dal · ~ tronco di congiunzione coll' ai-etina fino ad Orte; « l) I due rami da Orte a Roma; « m) La ferrovia da Roma a NaJ)Oli ». L'onorevole Depretis esaminando le varie .nuove linee · ferroviarie proposte dalla Commissione permanente ed indicando alcune opere per accrescere la produttività. afferma che, quando t utte codeste savie proposte fossero - attuate, ben -poco rapporto allo ferrovie ci rimarrebba

IV. !Lavori fc1•roviarJi per la difo1.a del Reguor

L'onorevole Depretis, da quel profondo conoscitore che è delle · condizioni delle nostre ferrovie, concreta in poche pagine il nostro fabbisogno militare per questa parte; e ci proveremo a fissarne i punti principali. La- Commissione permanento per la difesa dello Stato, informata al criterio fondamentale del sistema ferroviario imposto all'Italia. dalla sua configurazione geografica, proponeva per agevolare la difesa dello Stato le seguenti nuove ferrovie: « 1° Una linea di collegamento tra le vie longitu« dina.li dell'Italia continentale, la quale passi per Man-« tova e per Borgoforte e discenda o con un sol ramo « . a Reggio oppure per due rami a Parma e Modena; « 2° Il prolungamento della ferrovia Pavia-Cremona « da quest'ultimo punto a Mantova; « 3° La costruzione della ferrovia Parma-Spezia; « 4 ° La costruzione della ferrovia Verona-Legnago; « 5° La costruzione della ferrovia Mantova-L e.,_ gnago-Chioggia; « 6° Un tronco di giunzione fra la ferrovia del.~ l'Emilia e quella della Porretta fra la stazione di « Lavino e di Borgo Panicale;

f


,J 64

LA.VO[ll DI D(FESA

a fare al punto di vista militare; che però una talee attua,zfone importerebbe una spesa rilevantissima(circa 460· milioni) trattandosi di costrurre 16 nuov·e linee ferto- . viarie con Un'estensione di 1238 ·chilometri e di restaurare col doppio binario sei linee lung·he complessivamente di 1671 chilometri; oltre· a molte opere che accrescano i mezzi d'imbarco e di sbarco per le truppe nelle principali stazioni ferroviarie. Ora difficilmente lo Stato potrà sobbarcarsi a questa ingente spesa; ma, osserva l'onorevole relatore, siccome gran parte della spesa medesima potrebbe darsi a carico di società che impren- . derebbero tali costrui,ioni, come onere annuale del bilancio l.a spesa può calcolarsi in una somma non insopportabile . Tuttavia, siccome sarà pur sempre una S:pesa che solo in più e più anni potrà affrontarsi,. la Giunta della Camera studiava quali fossero le opere , più urgenti ed assolutamente indispensabili per nuove :ferrovie e per l'accrescimento della potenza produttiva delle ferrovie esistenti al punto di vista militare; e queste opere la cui spesa ammonterebbe a circa 100 milioni, sarebbero: 1°Costruzione dèl secondo binario da Napoli a Roma, . e da Roma ad Orte; 2° Costruzione di una nuova ferrovia da Pontassiev.e ad Imola; 3° Costruzione di .una nuova ferrovia ·da Parma a Spezia. Circa a questa ferrovia l'onorevole Depretis osserva . essere necessario çhe la congiunzione colla litoranea abbia luogo di modo a non potersi interrompere, e la iraversata dell'Appennino sia fatta con pendenze miti: ~ noi ci permetteremo di aggiunger~ che gioverà avere ogni r.jg-q.,ardo ~lle co.nvenienz~ militari, ,c,he_ sia cioè di , iacHe.- pewoi::Pe~z~, con cun,e ,poç:9 pr9nv~cja,te, !;l,abb,i.~ . il de,IJpio -binario almeno n.ell~ pgi~te i~onta:na,; · :

465 Dopo questo, ·la Giunta della Camera ritiene. pure ·ur. geu.te, quantunque in minor grado, le linee da !Perni ad Avezzano per Roccasecca, da Sanseverino ad E boli e da Lucca a Pie.trasanta; e dichiara poi non bastare che si provveda a completare la nostra rete fer:voviaria . nell'interesse della difesa del Regno, ma doversi altresì accrescere la potenza delle ferrovie esistenti per maniera che i trasporti di truppe e di materiali da guerra possano effettuarsi regolarmente: È necessario « determi. nare le stazioni ferroviarie di concentramento e di tappa; stabilire in ciascuna di esse la estensione da darsi ai . binari di servizio, ai piani conduttori, alle tettoie, ai · p_iazzali, ai magazzini, ai serbatoi d'acqua ed a tutte le -altre costruzìoni che sono indispensabHi dove ha luog'o , un movimento enorme di uomini, di quadrupedi' e di materiali, e la loro fermata anche di poche ore. Alcune delle nostre lince hanno le stazioni a non breve distanza · fra loro, e non hanno che un solo binario. Per accrescere i,l -possibile movimento bisogna aumentare la possibi1ità degli incrociamenti dei convogli; quindi è necessa-rio co. strunre delle fermate anche coi soli binari di scambio. · Di ciò vi ha principalmente bisogno nelle ferrovie che attraversano l'Appennino, sulle quali le gravi pend~nze · sono cause inevitabili di ritardo.... Tutti questi studi iè mestieri che si facc iano durante .-la pace e che pure in tempo di pace si facciano tutte le opere permanep.ti ,e tutte le provviste di materiali .che esigono qualche tempo, mentre allo scoppiar della guerra tro.ppe altre cure pesano sull'amministrazione ». L'onorevole relatore osserva poi come il materiale mobile delle ferrovie italiane (1), in proporzione della estenDELLO STA,TO

(1) Dall'ultima pubblicaziol,lo uflkiale del l\linistero dei lavori pub-· ·· l >Iici risulta che nel 1872 il materiale mobile delle ferrovie italiana: · era il seguente:


'..f 66

LAVOIH DI DlFESA

-sione della rete ferroviaria, sia di gran lunga inferiore alfac dotazione delle reti ferroviarie della Francia, della Prussia e dell'Austria. « Il fatto non proverebbe da se solo l'assoluta insufficienza del materiale mobile attulamente . posseduto ai bisogni del servizio militare, m!l. è bene notare questa grande disparità, che si rileva dal seguente quadro: -·

Dotazione di materiale mobile per mi1·iamet1·0., Loconioti vo Carrozze

Francia. Prussia . Austria . Italia

Carri ,

75 10 62 40

3 34 2 95

7 20

2 62 1 70

5 12

51 56

5 82

27 08 .

4 51

« E dobbiamo notare che le cifre, meno quelle d'Italia, . si riferiscono a quelle constatate da cinque o sei anni·, e che perciò dobbiamo indurne la presunzione della loro . insufficienza al bisogno. « A questa induzione siamo poi condotti da considerazioni diverse. « Allo scoppiare d'una guerra non tutto il materiale mobile pub essere adoperato pei trasporti mil itari. Non si può immediatamente sopprimere il movimento com- . roercialé delle ferrovie senza esporsi a danni incalcolabili. In Italia poi, per la stessa configurazione geografica, . occorrerà di usare una più grande quantità di materiale mobile ad usi non militari, e non si potrà fare alcuno .

·- - - - -- - - -- ---- - -·Locomofr.e. delle quali 954 a quattro ruote e sci accoppiate. Carrozzo. . . . : . Carri. . . . . . . . ,dei quali un po' più della metà coperti.

N.

1,116 ..

~

3,828 .

).) ]7,822

i

f

DELLO STATO 167 assegnamento su · quella parie di esso che sta nelle ferrovie delle due nostre grandi isole. Quindi, se si tiene conto delle deduzioni pel materiale in riparazione, noi crediamo di non allontanarci gran fatto dal vero, affermando che, in caso di una guerra, il Governo non potrà già disporre in Italia della metà del materiale mobile come la esperienza ha dimostrato potersi fare in altri paesi, ma di una quantità assai minore. Di più ~e nostl'e due ferrovie nell'interno della penisola, che sono le .sole .intieramente sicure, hanno in parecchi tronchi delle pendenze forti, le quali richiedono una maggiore quantità di locomotive, e per taluni punti anche locomotive specfali. Ora le locomotive che possono servire ai trasporti militari, cioè quelle a quattro o sei ruote accoppiate, erano nel 1872, comprese quelle in costruzione, 954, con 3843 carrozze e 9103 carri coperti. E se consideriamo che pel trasporto di un solo corpo di esercito di 30 mila uomini occorrono circa 100 treni, con più di .tremila fra carrozze e carri, . di cui poco più del quarto può calcolarsi di carri scoperti, noi vediamo come sia scarsa la dotazione di materiale. mobile che possedono le nostre ferrovie, sparso e distribuito come è in tanta estensione di paese. _ << Questo parere, pronunciato direm quasi a priat·i, deve però formare, se non ha formato, oggetto di studio da parte del Ministero clella guerra. La quantità del materiale mobile necessario ai trasporti militari dipende dal modo con cui l'esercito e il suo materiale è ripartito nel paese in tempo di pace, e dalle operazioni di mo-bilizzazione e di concentramento in caso di guerra. A queste operazioni debb'essere predisposto di lunga mano e preparato il materiale ferroviario. « Nè solo la quantità debb'essere preventivamente stabilita, ma ben anche la qualità. 11 materiale ordinario delle ferrovie e specialmente i carri coperti, quando


Hì8 LA1V'@m ' Dr -DIFESA siano .costruiti .con date dimensioni, possono faei.lmen:te ser,vire al trasporto deg1i uomini, de,i cavalli e dei vi-ve'l'i, e adattarsi anche pei malati e feriti. · E bisogna che a1·meno in parte questi veicoli sian0 costrutti in modo da potersi adoperare pei ,trasporti -militari senza incop-vevien.t i. Sarebbe anii necess·ario che quella parte del lavoro che non potrebbe essere utile,che in.caso di guerra, come,_ ad :ese~~io, i sedi~ per gli uomini, e i lètti pei mafati e 1 for1t1, fosse preparata d:i,llo stesso Ministero dell:a .gnerra, come qurolsiasi altro materiale dell'esercito. In tal modo la -trasformaizio'De del materiale ferrov ial'i:0 ad uso dell'esercito si farebbe con prontezza e facilità ·». Gi_ustissime c0ns,iderazioni, e savissimi consigli. Noi crediamo per altro, che da tempo già il Ministero de1ìa guerra si occupi attiva:me'l:ite d'i questa importante bi-sogna ·e che per la parte . sua, ,gli studi siano in buon rpunto: ma certamente, come dice -benissimo l'onorevole•Depretis, ci vuole intimo accordo fra il Ministero de1la , guerra _e qu~llo dei lavori pubblici per tutti questi apparecchi, e bisogna che tutto sia perfettamente ordinato ,fìn dal tempo di pace. Sarebbe necessario che i regolamenti di servizio fer.roviario fos,:,ero uniformi in tutto lo Stato, e non lo sono: sarebbe necessario che fosse istituita una Commissione pel servizio cumulativo ed un'altra composta di ufficiali e di commissari tecnici che in tempo di pacetutto disppnesse pel tempo diguerra: ed allora assumesse la direzione superiore di tutte le <ferrovie. Noi uniamo le nostre raccomandazioni a quelle della Giunta della Camera, perchè crediamo che le ferrovie siano necessarie per la difesa àel paese almeno altrettanto quanto le fortificazioni, dipendendo da esse la pronta mobilizzazione e concentrazione delle forze attive' . che son quelle che vincono. Sé non è possibile affrontar .subito tante spese come ci vorrebbero, pazienza: facciamo

469

DELLO STA'f-0

;pure poco a poco, cominciando dal più urgente: ma per le ferrovie, come per le fortificazioni, come per tutti i nostri apparecchi di difesa ,adottiamo un disegno generale, un piano regolatore, e poi avanti nella misura delle nostre forze fìnanziarie, senza più deviarci e perderci in . discussioni.

Affinchè i lettori della Rivista possano facilmente confrontare sotto il punto di vista della spesa i quattro pro.getti, sui quali il Parlamento avrà da sentenziare, ere.d iamo utile di riepilogarne le cifre nel seguente specchio.

***

•


-no

,,I I

LAVORI DI DIFESA PROPOSTE della

-~

Commissione perminenle d i d ifesa

LOCA LITA

DELLO STATO

I

SPESA PROPOSTA

.,.,.------.

Piano generale Piano ridono

dal 1- - - --1 - - ---1 :Ministero Spesa · Spesa

L OC ALITÀ

dalla Giun ta

" 2,000,000 600,000 1,000,000 600,000 400,000 6,000,000 1,000,000

I

500,000 500,000 500,000 000,000

500,000 500,000 500,000 500,000

500,000 500,000 500, 000 500,000

500,000 600,000

500,000 600,000

500,0CO 600,000

,,

,,

,,

100,000 3,000,000

400,000 3,000,000

..

.,.

I Piazza d i Piar,enza. Piazza di Pizziii- hettone ,

,,

»

400,000 3,000,000

..

Conttn e svizzero.

Forte di Gravellona Piazza di Va rese Forte di· Fuentes Forte cli Aprica .

..,,"

1,000,000 6,000,000 1,500,000 600,000

,.

»

,, ",,

1

Totale frontiera continentale

800,000 500 ,000 500,000

800,000 500,000 500,000

800,000 500,000 500,000

800,000 500,000 500,000

1,500,000

1,500,000

1,500,000

1,500,000

.1,000,000 1,200,000 2,000,000 2,000,000 1,000,000

800,000 1,200,000 1,500,000 2,000,000 1,000,000

800,000 1,200,000 1,500,000 2,000,000 1,000,000

800,000 1 1,200,000 1,500,000f 2,,000,000 1,000,000

36,100,000

16,800,000

16,800,000

I

16,300,000

5,000,CO.O 5,000,000

Totale li alia peoinsular·e

I. 15,000,000 1,;,00,000 1,800,000

10,000,000 "' »

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G00,000 1.~00,000 500,000 500,000 ·1,!00,000

600,000 1,200,000 500,000 500,000 1,200,000

_ __ 'l'otale Italia continentale

Pia zza di Lucca . . , , . FortHi<Jazioni di Radicofa11i Fortificazi on i cli Chiusi. . l?ortificazioni di Magione Fortificazioni di Pertigia Piazza cli Roma . Forte di Aml'odoco P iazza d i Capua . Forte di Mon 1e verde, Piazza Lucera

ltnlln continentale

-,ldalladella Giunta

.da\. )Irn1stero

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a,ooo,oooj 11

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2,0~,oooJI

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,, 10,2~,oool 18,000,000

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J,500,000

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02.,;00,000 <11,200,000

i1

Unlla penh11\1ttlure

---··--· - ---1--- - - - --1 Piazza di Alessandria . , Doppiate sta di ponte a Monti Piazza di Casale , , . , Piazza di Pa via . . . ' . . Fortificazioni cli Stradella.

Fortificazioni di Cremona. Piazza di Peschiera P iazza d i Mantova. Dopphi tes ta di pon te a Borgolòrle , , , . , . , . . Testa cli po:ite a s. MMia ~acldale ua . . , , . , Dopmates tadi pònleaBoara Testa di pon: e a Badia . Piaz, a di Legnago , . Piazza di Verona . . . Testa cl i ponte di Pastrengo For~i(lcazi one cli Sacile . . Doppiatestadipoo le aMoUa Piazza di Bolof;n,i , . . . Varco della Cisa . , , . Fortini di Aulla , , . . Varco di ceneto e Sassalbo Varco di S. Pellegrino varco di Rondinaia , . , Varco clel! 'Abetooe o di Boscohuigo . . . Varco délla Futa Varco di l- ire,;znola Varco di Casaglia . Varco di S. Godcnzo ,

I

Oon/fne a14strtaco,

Forte di Edolo . . . F orte di Rocca d'Anfo . l<'ortificazioni di Rivoli . . Fortificazioni di Mon te Pipolo e Monte Moscallo , Forte al Passo delle F'ugazze . . . . . Foi-te cli Primolauo Forte di Castel Lavazzo. Forte di Os µeclaletto . Forte di Stupfaza , .

Il

Camera dei Spesa Spesa · Deputa ti - - - - --·---- - ·-"----- - ----.,j - ---

Dei~iati

Riporto 1,200,000 1,200,000 2,500,000

I

1

Camera

Con{l,ne francese.

Forte di Cap1•a Zoppa l?orte di Melogno . . San Bernardo . . , . Piazza di Nava . . . Piazza di Ventimiglia Piazza di 'l'enda , . , Forte di Vinadio . , Forte di Casteldelfino . Fortezza di l?enestrelle . Forte rli Exilles . . Fortificazion i di susa Forte di Bare! .

P!<OPO$TE del.la - SA P,___..-._R OPOSTA Commiss'ono permaaeoi& ,SP._E• di difesa __.----._.......__---

,Piauo generale l'iaoo ridolto

de!Ui

~1·ontte1•a eontlnent,ale

I

I

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2,000,000 5,000,000 5,000,GOO 8,000,000

.,, .,. "

1,000,000 10,000,000 f,00,000 1,500,000

f,_.(;00,000 -. •

,J2,ooo,ooo 22,soo,000 »

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.... I 10,000,000

1

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.. . : I 10,000,000 G,002,oooÌ "

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l-7-0-,l-00-,0-00- l l 28-',..5-0-0-,0-0 0 - G,0; ~ ;;_2_0-,0;,000


LAYO!tl 01 DIFESA O&UO STATO

1r==========-=-====-==::::.;:::== = ==··- -=;:== = - -- 1

1

LOCAl.lTA

PROPOSTE della Commissiono perruaoeolo di difesa

1----------jl'iaoo generai& foòo ridotto

I

1

RIVISTA BlBLIOGRAFIC A

SPES,} PROPOSTA

Spesa

della ''"" """'"11 Camera dei i

da l Ministero

Spesa

Depu tati

I

I l,lt-Oralo ,1,eulnsuln1·e cd h1sula1•c Rada di Vado Piazza di Genovà Gç>lfo della spezi a : J, 1 VOUllO .

.

.

.

•

Isola d'Elba Monte Argentàro· Civi tavecchia . . Pi azza di Gaeta . !sola d i Ponza Bai::i Napoli: : : : : : : R_ada di Castellamal'e p JZZO s·anta veuei·e: raranto . . . •B rindis.i . . . I>orta Umana . 'eincona ~ioggia: .· : : .: : p 1azza <li Venezia. 1',fessina . lim azzo . s iracusa . A ug-usta . R i dotto di (li fesa· i Ò Sicilià Golf~ dt,gli Aranci . . . . e-affl!an . . . . . . . . I S!J a della Maddalena . . R 1dotto di. difesa in Sardegna . . Totale

I,.

2,000,000 12,000,000 30,000,000 2,000,000 5,000,000 1,600,000 7,000,(1()0 1,500, 000 2,000,000 1,000,000 2,000,000 2,000,000 'J,000,000 l,000,000 2,500,000 1,500,000 1,000,000 J,000;000 500,000 10,000,000 10,000,000 1,000,000 2;000,000 2,000,000

..

2,000,000 500,000

,,

" 108,100,000

2.000,0()0 4,000,000 16,000,000 2,oco,000 5,000,000

.. 3,000,000 J,000,000 .. 2,500,000

~

4, C00,000 »

2,000,000 <J,000,000 1,000,000

" 2,500,000 1,500,000

2,500,000 ' 1,500,000

1,000,000 3,000,000 7,000,000

3,000,000 7,000,000

.

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"' 50,000, 000

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3,000,000 l,~00 ,000 3,000,000 1,500, 000

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.. " .. 2,500,000 .." 1,000,000

1,500,000 2,000,000

2,000,000 1.2.000,000 »

,,

".,, .,, 2,500,000 !,500;000 1,000,000 1.000,000 500 ,000 10,000,0.00 10,000,000

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..

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S,G00,000

.. »

2,500,000

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1,000.000

- -- 27,500,000

(;0,700,000

RIEPU,OGO

rontiera continentale · 3(), 100,000 IG,300,000 16,SOO,OOO It alia continentale. 92,500,000 47,'l00,000 1?4 ,i>OO, 000 · lt alia penins ulare . '. : : 70,100,000 28,500.,000 G,000,000 I, itorale penillsulare ed iusulat·o . . . LOS,100,000 50,000,000 27,500,000 TOTAU: G_ENEEtALE

306,800,000 1'12,000,000

!G,300,000 I 40,500,000 20,000,000 60,700,000

74,300,000 137, 500,000 (1)

,(1) Esclusa la spesa ctell'armarnento e <loi fabbrica.ii por 2.1,000,000.

l\ I

La is tilu~ione ,u 1.m o: s c uola ,lel conibattere in or-· d i ne t11wrso e il si1J11ificato ,u e ssa 11e1• l'applicazio11e tlei fuoclii ,li co,nbattimenlo,, none/te 11er lo; svilu11po dell,i ltdtica dell,i f1111tet•ia, di TELLE~BACU ,

maggiore al Ministero della guerra in Berlino, ,rersione. rial tedesco <,li HUGUES CmAI1FREDO , già professore di arle e storia militane alla scuola di fao leria o cavalleria in .M.odena. Modena, '.Cipogrnfia So.c,iale. 1873.

l molti com men li o le cri Licile che ha so.Jlevato in G.ermania, l'opuscolo pubblicato dal maggiore Tellenbach d urante l'assedio di Parigi, col titolo: Intorno aU'arrte df, Qperare nelile regioni dçl f1~oco ne-mioo colle min m·i p1Ytdite possibili, furono causa che l',,utore desse alla luce un nuovo layoro, intitolato: Istit1,4zione di una scuola del combat.te1·e in ordine spàr.~o e ii significato di essa per l'applicazione dei fuoehi di comba~tirnento,. nonr,hè per lo svil uppo dei la tattica della fanteria .

Parve a taluni che il perfezionamento che l'autore volev,él,, promuovere nella tattica della fanteria, non si potesse to talmente conseguire per ml·,zzo di una scuola, la quale si occupa,sse esclusiva monte dell'ordine sparso, e del m_odo di porlarojJ;combatlimento, mercè questa formazione, a quella elevatezza,. che le armi a fuoco, in uso oggidì, incontrastabilmeq.te richie-· dono. Egli è perciò che il Tellenbach ha ora esposto nel SllQnuovo lavoro un completo programma di lu.tle le i.~trqzioni ch,e si dovrebbero attivare in !alo scuola , destinala ad avere tanta . influenza nella ta ttica della fanteria. Anzitutto l'autore sostiene che la taltica della fanteria non si è per aoco liberata completamento dallo forme, che pel passalo, dovevano la loro apparizione o necessità alla qualità ed a ll'armamento della fanteria; e che•essa non è per anco riuscii<!. a. cr.ear formazioni, le ql)..ali permellano alla fanteri<!,. di agire in, mezzo al fuoco struggi/oro delle armi moderne seoza .patire perdile eccessive. Ed affer~nando che la nuova talliCi\ è in, vari punt.i essenzia.lQ'}ente diversa dl)lla ,'. ecchi<l,, e che ~ capi ed .i soldati (quantunque in ç!iversa misura} debbono ben penct.rar~, n~llo spirito della prima, egli prende in esame e studia come qu~sta, nuova ta~lica debba, essere introdqlta ne]l'e~crcito. , Cooyerrà per ciò, così dice, dall'og-gi al domani p1JJ1bl ic1;1.ro un nuovo regolamento, e dovrà la fanteria io un anno di esercizio pnss<)re dalla vecchia alla nuova tatlica1 Il Tollenb,ach. sosùene èhe il far ciò sarebbo impresa failita . Egli crede.,cho il .nuQyo. yuol essoro fabQrica.to dal vecchio, òal basso e nei.


RIVISTA

particolari; sistema che non è m;1i follilo nell'esercito prus,inno o che sos tenne così splendida· prova: Quando il nuovo nbhia pre_so vita nei pai:Ucolari e per· singol i corp i di truppa, al lora, sci:1ve l'~utorn,. l'.rnflueoza delle_ nucve _idee, o I' .ipplicaziono dei nuovi pr1oc1p11 penetreranno 10ev1Lablfmeolo nnll<~ istruzioni di lutto l'eserci Lo, e sarà giunto il tempo di scrivere un regolamento per la fante ri a cho sia nato unicamente dalle csigeorn del moderno modo di combattere. l i Te!lcnhllch vorrcbba quiodi che si isliluisse una Scuola dell'?rdine sparso, uè manca cli inrlirare quali scopi C\ssa debba raggiungere, o qual metodo d'istruzione le tomerebhe più acconcio perchè l'arte di scemare gli effetti del fn oco nemico si~ insegnata ed appresa n_el miglior _modo, procedendo r.ioè dal basso, dal piccolo o da, p:irl1colar1. Dopo avoro particolareggiatamente espoi:-ta l'organizz~zione da. darsi a questa scuola, e l'andamento da tenersi in ogni istru. zionP,,l'au toro studia le proprietà e gli offetli riel fuoco di campagna o di combatlimento, facondo in ciò un'anal isi così logir,a da permelLere a chiunque di formarsi lì n'idea chiara e precisa dello proprietà essenziali del fuoco stesso. Gli effotti delle armi portatili, cd anche doll'arti"'lieria. . son& ~a l .Toll~~b.i.ch ~saminati sotto lutti gl i aspetti , e le ionsegnenzo mev1tab1l1 ,_sia_r1s pe\lo alle fo~·maz ioni della fanlc~ria, sia rispetlo -al modo d1 g1ovars1 al massimo grado del fuoco scemandone al tempo stesso i micidiali r isu ltati, sono (fodotte cou rara chiarezza o semplici tà. Con poche e semp lici fi,.,.ure il mao-giure prussiano chiar!sco i propr:i ragionamenti , i°qnali Sl~mp~e conduce aù una pratica concluswon; e con logica e ben condotta progressìone indica 611 nei pib min uti particolari come deb lJa procedere l'istruzione su l tiro, esamina l'elemento terreno, quale sia i.I modo pih acconcio per for acquistare ai capi la conoscen?.a di qnosto olemen to · in gu isa da sa persrne opportunamente g10~ are, ~0~10 abbtano a sllporarsi gli osl,acolì , come convenga .g1ovars1-d1 essi per nascondersi all'inimico o per trilrlo io inganno. Scigu ita quindi l'au tore ad esaminare i caratteri dello od ierne pos_izioDi rispetto alla otrensivu ed ;illa difensiva, e le consideT_n1.~on 1 che svolge a questo riguardo, oltre a ll'essere pregevo 1,_ssime per assennatezza ed acume, hanno poi il meri lo speciale de_lla nov,Là_. Passa da. uftim? in esame i rapporti del com_batt1menlo od,_erno, studia lo rnfluenze che esercitano loarmi a fuoco ?r!l 1n us? .su l morfo di r;ombattere del!a fanteria, le metnmorfost 1uov1tab1 l1 delle formazion i, il carattere delle preparazioni a l com balli mento, la condotta delle riserve ·o dei sosfegni e _la ~irozione tattica delle truppe. L~ q11est1001 traU?-te dal-Te_l lonbacb_ in questo i.UO lavoro non lo fu_r on? da ne~sun a ltro s1?1ttore militare cosl profondamente· o ne_, minu ti p~rt1colar1. Cos), ad esempio, egli esam ina qua(1 ~,ano lo perd ite che ~nll. truµpa soffro sul camµo di battagl111 IO ca usa del. fu?co chrelto non su di essa, ma sopra allra truppa: ne _troa qu 1~d1 le con~eg1rn!w1 _inevi Labi li pel contegno , ,dei sostegni, dell0 riserve e d1 tutti gl, ·elementi ,ti un ordin&1

rm

BIBLIOGRAFICA

<li battaglia, ed indica poseia il modo più opportu no da seguirsi nella istruzione perchè i capi ed i gregari g iu ngano a -conosC(3r e tutti gli effelli di un tal fuoco ed i mezzi per neulralizzarli. Non si può negare che un ta le argomento non potrebb~ essere svolto e trattato in modo più completo . Gli uftìciali non solo di fanteria, ma di qualsiasi arma, leggendo il lavoro del 1'ellenbach acquis teranno senza dubbio un comp lesso di idee del tutto pra tiche, che renderanno loro agevo lissimo l'istruire i loro subordinati, e quel che più importa non sarà più possibile che ossi abbiano a trovarsi negli speciali casi di un combattimento senza aver almeno un qualche criterio, che in certo modo dia loro la fiducia e l'impulso di esam inare o bilanciare le circostanze che dominano in quel dalo istante dell'azione, di decidere come con\•enga regolarsi .per trane· dalle circostanze stesse il massimo vantaggio 1,,a lJera ii1tet1, centi•,Tle tlti sostUtiit•.'ti tilla Po1•rellana. - Firenze 1873. - T·ipogra{in della (;azzetta d'Italia .

11 principio indiscutibile di subordinare i tracciati <lelle linee ferrale alle esigenze della difesa dello Sta to ed ai bisogni militari, è ormai entrato profondamente nel pensiero di tutti; e l'opuseolo che annunciamo ne porge una nuova couferma. Non è lontano il tempo in cui qua lunque progetto di nuove comunicazioni appoggiavasi essenzialmente o agli interessi di .cospicuo città, od alla convenienza di favorire il r.ommercio. -l)a un anno o due a questa parto la questione militare ia simili ·d!scussioni ha cominciato a far capol ino, poi ad ontrarvi come d1 straforo, ora finalmente si può dire abbia preso il postò che indubbiamente le spetta. Da considerazioni mi litari, infatti, l'ingegnere signor Luigi Mercanti, autore del!' opusco lo sovraccilato prende lo ·sno mosso per dimostrare « la necessità d'una linea. cho valicando l' Apennino toscano in un punto medio, corra diroLtame nle dall'alta Italia a Roma, innestandosi ai duo bracci dell'Areti na e .della Sooeso compresi fra Arezzo e Roma; e c0sì porre in m1gl 1oro armonia g l' interessi nazionali quanto internazionali, con le giuste esigenze mil-itari, alle quali va subordinala io ·<Juesto momento la questione ferroviaria , . Dal~ un rapido e sagace sgnardo allo svi luppo della nostra rete ferroviari·a dal 1835 iu poi, l'autore conchiudo a buon diritto che n!la r~l~ italiantJ, per stare a con fron to cogli altri paesi in fotto d1 rapidità noi trasporti, manca precisamente una linea longitt!d1uale,. con pi1t mod iche pendenze delle attuali: che allac·Ctando direttamente tiato il gruppo di (e1·rovie dell'alta llatia con le. mer:idionaU. ponga netto stes.w tempo in più diretta -comim,icazwne l'alta Italia c01i Roma. Valen_dosi indi per la massima parte delle considerazioni svolta dal c11p1tano Aymonino in un suo studio sulle ferrovie, pubblicato nel fascicolo di marzo di questo periodico, come pure di 1llna lettera del tenente colonnello Pozzolini, pubblicata nel


Rl VISTA1 BIB:Ll0GR~;t7ICA

N. 158 deUa Nazion,e, l'a.ulqre dimo;;tra gli iqconvenienti spe---

ci(llmente mi litari del l'attualo passo apcnniqico della l'orreua. e la conv:enien~a di mJ lliplicaro simili passaggi, mentre d'altra parte, considerando la questione in , visla del le relazioni nazio-, nali, ed internazionill i rich iedesi contemporaneaqiente una liI!ea breve e di faci le percor renza fra Roma e l'alt/I. llalia. · L'esame, cbf) a ciò fa seguire, del le condizio.n.i topografiche che presentano · le principali vulli dell'Apennino toscan9, dimost.rano nell'autore molta conoscenza dolio località e studi tut_t' a ltro che supe.rtìci,~li. La linea. che intende propugnare l' ingegnere Mercanti, èquella da Forn ad Arezzo, traversando l'Apennino, o a l'aggio Scali o al JJastione . Dµe prospeUi di dati statistici sn questi passaggi ed alcune considerazioni d"ord ine tecnico dirpostrano- · che n?i l'uno nè l'altro possono offrire serie difficol,tli, Passa quindi l'au tore a confrontare la linea da lui propugnata con otto altri progetti tendenti, al pari del suo, a mettere in congiunzione la li nea Aretina con quel la dell'Emilia; e riporta il giuçlizio che il maggiore Gandolfi ha esposto su dtie di essi nel suo opusco lo: La nostra rete ferroviaria e la difesa dello Stato, rettificando qualch,~ inesattezza m cui, secondo il stgnqr ~forcaqli, sarebbe caduto quel distinto nftìciale. . Es&rpina da ultimo l'autore 14 sua lim,a sotto il punto di vista, d~lle comunicaziooi fra Roqia, la regione veneta e l.:1 Germania, e conqlude con asserire che: « traccialo più .diretto, più sicuro, più facile, più_ logico di questo è diffìci\o di combinare »; sja come linea nazionale, internazionale, sia come linea mil'itare. Eioisce per raccomandare il suo lavoro « all'esame spassio-« nato deli uomini competenti e più che altro alle nostre no- . "' tnbil'ità militari, poichè la questione ferrovie.r ia è troppo « legata alla questione del nostro armamento e della nostra « difesa, per la quale preqdono in questo momento unp spe~« , ciale interesso Gov.erno e Parlamento >.

~.A.;RTJNI CARLO,

gerente

PREGIUDIZI TATTICI

I.

La necessità. delJ' ordine rado come ordine normale

di C'ombattimento della fanteria · è l'argomento favorito di chi scrive oggi di cose militari. - Non diremo della nqta origine di quésta idea che, presentata dapprima come questione da essere discussa , si cambiò, con una rapidità che non è nella natura di qualunque perfezionamenlo, e, oseremmo dire, con sorpresa stessa dei primi propugnatori, in un principio assoluto. . Si verificò qui ciò che succede quasi sempre dei nuovi teoremi i quali non apparlengono alla scienza. I discepoli si invaghiscono dell'idea del maestro da semplice la fanno composta - da relativa la fanno assoluta. E siccome in questo caso· i discepoli non potevano essere che gente di convinzione, la loro parola riuscì persuasiva ed il loro <1postolato fu coronato da brillante successo. Gli argomenLi o, per meglio dire, la causa prima della _proclamazione del nuovo principio, è, apparentemente, di un valore incontestabile e lo proverebbe il fatto solo che fra la schiera eletta dei suoi propugna· ANNO

xvm,

VoL. 111.

~i


l'HEGIU DTZJ

TATTlCt

·179

tori si contano ufficiali insigni in cui la dottrina è corroborata dall'esperienza personale della guerra. Questa causa prima ha per punto di . partenza la rapidità di tiro del fucile a retrocarica rispetto a quella del fucile caricantesi dalla bocca. - In base al rapporto tra il numero di colpi , che si possono sparare nella stessa unità di tempo dalle due armi si volle inferire un aumentopro.pm'zionale negli effetti sul campo di battaglia e se ne dedusse: L'impossibilità di resistenza per parte di una truppa in ordine contiguo; E come corollario: La necessità dell'ordine sparso quale modo nor. male di combattere. Si disse la celerità di Liro della nuova arma sta a ,qttella deU'arma aia.ticfJ. come 'f~ : ,1, ' - dunque qufoJi1!11plicate sono le prnbabifaà p~rdite. ·. · . _ . Verifichiamo nel campo dei fotti · la reabzzaz10ne -d1 .questa verità che a _tutta. pri~a se_mbra mat~~ayc~: . La prirna guerra in cm noi vedrnmo usati 1 fuc1l1 a reWO;oori,ca è quella di Ba.nimarca del ·1.864. - Ehbmile , ness1;1.0.o .potrà contes t.are che t,ra gli in-s eg.namenti di quella can:1pagna non.ei;nerse p.er certo questa ,yerità ed anzi, diremmo, che se la n,u_ova arma fosse stata dalla pa1'Le danese, non si sarebbe .forse mancato di trova re in ç,iò· la dimostra~ione della ,resistenz,a ve,ramen:te straQr.dinaria OPJposta da q1,1.el piccol0 _e sercito in queUa lotta sproporzionata ('1 ).

~la venne il 66, ed a spiegare i sorprendenti risultati dei Prussiani fu trovata la causa prima nel fucile a retroca,rica. Qui si verificò un. fatto degno d'osservazione. ;\fontre, ad onore degli: scrittori più eletti che ciascun e'"sercito conta_in piccol numero nelle sue file e che chiameremmo filosofi-miJjtari, a loro devesi se indagando ·meglio le cause dei successi cl.ella campagna di Boemia, seppero, ben presto, separandosi dalla maggioranza , assegnare al fucile a retrocarica solo 1.rna piccola parte della vittoria, pure è a.cl essi, co.me ac-cennammo in principio, che si deve la generaliz-zazione ,dell'idea di dover combattere in ordine rado corne conseguenza del nuovo armamento della fanteria . Ques!u ic:lea, rjpetiamo, prese oramai aspetto d,i principio assoluto, di verità luminosa. Ora, è egli naturale che- ima causa· che g1'insegnamenti della guerra dimostrarono tutto al più secon·daria debba essere origine di• un mutamento tanto rad<icale? La campagna '1870-7,t confermava sempre più l'opinione che l'arma m igliore doveva essere stato un piccolo fattore delle vittorie prnssiane del 4866, in quant0 eh.e il vinto questa volta fu appunto chi possedeva l'arma incontestabilmente · migliore in tutto ed anche nella rapidità di tiro. - ~fa l'impulso era stato dato, e l'ùnme?isa efficacia dell'a,rmi attuali si mantenne la puemessa obbligata di qualunque proposta sul modo più

( 4J Il LE COMTR mentre non sì contenta-di ,ric.ercare la spi~gazionc ~JlJl'esito della guerra nella sproporzione di forze dei Danesi rispetto a<>li avversari (,1 : 3) e dà molto peso alla maggior efficacia deWartig[icria prussiana ,ed ·agli errori strat~gic'i del coinandante Jlcsercito '.danese , · non fa neppurn cenno del fucile ad ago come elemevto di s_uperiorità. È v~ro esse.re stata quella una guerra in cui l'artiglieri11

ebbe una parte molto superiore a quelia che generalmente le spetta, ma non è men vero che, per qLLanto limitata sia stata l'azione del fucile ad ago, nullameno la sua efficacia, se fosse stata così grand~ conw si "olle dopo il 4866, avrebbe avuto campo a farsi palese abbastanza ·per non isfuggire ,intieramente all'alleato della Prussia, suo nemico .due anni dopo. ·

.?i

·


coove{1iente di combattere della fanteria. L'espressioneesatta della polenzialiLà del fucile a retrocarica rispeuo a quello preesi stente dovrebbe evidentemente essere data dal rapporto, per unilà di tempo, tra il numero di tiri utili sul campo di battaglia dei due fucili. Questo rapporto non dovrebbe essere dedotlo da esperienze su bersagli in tempo di pace, ma bensì da medie statistiche ricavate - da uo numero considerevole di combattimenti da cui emergessero, per ambo le parti avversnrie, le perdite subite dal fuoco della fanteria, il numero dei combatten ti , il numero delle cartucce consumai.e e la durata dello scontro (1"). Dedotto nel modo detto sopra il rapporto fra la potenzialità dei due fucili, la rapidit.) di tiro figurerebbe solo per la parte utile, e sarebbe così constatalo di quanto si deve diminuire il coeffici ente di questa rapidi Là per ridurlo a quella cifra soltanto che rappresenta un aumento proforzionale nelle perdite. - Slatistiche per ollenere questo rapporto _in modo esauo, non ne abbiamo. Ma per stabilire enlro quali limiti sta questo rapporto, basta il confronto di alcuni dati generici della guena ~ 870-74 con quelli analoghi di guerre precedenti. ~on si può mellere in dubbio 1u massima che il soldalo di fanleria in una giornata campale si batta colle carlucr e c:he porta seco (2) .

481 Ota, necessariamente, l'azione della rapidità di tiro non può manifestarsi in guetra che in due modi: a,) che il primo munizionamento della fanteria sia proporzionato alla cresciuta possibi lità di consumo di cartucce; ovvero: b) che l'intensità di tiri utili del nuovo fucile sia tale da decidere dello scontro in tempo minore. Già, coll'adozione dei fucili di piccolo calibro, era stato aumenlato il munizionamento che ciascun soldato porta eon sé . _ Questo' aum ento, indipendente perciò dal fucile a retrocarica, dipese dal fatto che la riduzione del calibro permise, a parità di peso, un num ero maggiore di cartucce. Con questo aumento il nuovo primo munizionamento dell a fanleria fu rortato in media da 60 ad 80 cartucce. - Coll' introduzione del fucile a retrocarica, mentre la rapi dità di tiro aumentava approssimativamenle da 1 a 5, la possibilità di consum o di carlucce, ossia il primo munizionamen to, rimanev:i, rispetto a quello di altri tempi, nel rapporto di 4 a 3. . Le vittorie di Boem ia, la spiegazione delle quali era· stata da molti trovata nella rapidità di tiro del fucile ad ago, furono causa che in qucll' epoca venisse da queìli stessi giudicato insufficiente l'accennato aum ento nel munizionamento della fanteria. Però si verificò fin d'allora un fatto in senso con-

(4) È necessario che in ciascun combattim nto figurino questi dati per ambo le parti, così nella media resta incluso il rapporto tra· le due for1.c che si trovano di fronte del qunle, altrimenti, bisogn~rcbbe tener conto analogamente a quanto si fa nnl gioco di guerra. {2) Nessuno dei vari sistemi proposti o in via d'esperimento in Prussia cd altrove, per un secondo mun;zionamento ddla fanteria al seguito delle unità tattiche inferiori di quest'arma, fu fin qui adot-

iato , probabilmente , non per la mancanza di buone proposto, ma pcrcbè l'esperienza <lolla guerra ultima non ha dimostrato un bisogno di ciò più urg~ntc di quello constatato nelle guerre precedenti. Circa le proposte per il trasporto delle cartucce di ~· riserva veg.gasi C-ronaca Militare estera, 4• gennaio ~ 873 e Rivista Militare, dispensa 11\ anno ·1872: Progetto di wia carretta per il t'taspo,·to di muni,ziuni di fanteria - capitano CLAVAIIINO.

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PREGIUDJZI

TATTICI


l'1lEG1UD1ZI 18'.2 trario e che avrebbe dovulo essere p11eso in consid~razione. · ~Jentre vedemmo i '.Prussiani, i quali erano evidenterne11te più degli altri giudici competenti della questione, mostrarsi preoccupati - e in qual modo lo dimostrò il 1870 - cli tutto ciò che pli.Ò dare la vittoria, li vedemmo curarsi molto meno della Feancia e delh~· allre potenze, dell'armamento della fanteria e del suo munizionamento, tanto che in breve tempo furono, su ques to unico punto, superati dalle potenze vicine._ Da qual parte stesse la ragioHe lo di,Sse la gtrnrra 4'870-7 ·1. Nessuno dei vari studi di quella campagna da no i consultati, accenna ad un comprovato bisogno di aumento nei1 primo munizio·namenlo della fanteria ('l) e solo abbiam0 visto espresso in modo generico, il -de-

(•I) li maggiore v. ScmiLL, nella sua Na.,,:1·a.zione sulle opemzioni della la armata tedesca, accenna incidentalmente che la 5." divisione,

di cui lo scrittore non faceva parte, alla b~ttaglia di Yiouville con-· sumò tutte le sue cartucc.e. - Questo fatto che, ad ogni modo, per essere preso in considerazione bisogne.rebbe fosse provato uflìcialmente, non basterebbe, quand'anche fosse ve.ro, a stabilire l'insufficienza del munizionamento; pcrchè non si possono fare deduzioni che dietro d'ati ripetuti e in condizioni non all'atto cccezion&li come quelle in, cui si tro,•ò in quel giorno la 5" divisione. In un articolo dello Spectateu·r militaire dello scorso anno, t radotto dal tedesco, è detto avçre alcuni ufficiali asserito che spesso avv-eniva che soldati consumassero le loro 80 cnrtucce in una giornata. - Facilmente apparjsce come un'.asserzione di tal sorta messa là allo scopo di provare lo straordinario oonsumo di cartucce , non accerrnando in fatto che ad una eccezione, prover0bbe nppunto come, in via norma1e, sia accadutò l'opposto. Ad· ogni modo per consumare 80 cartucce in una giornata, se non vi fossero ostacoli che indicheremo in soguiio , non fa d' uopo d&i fucili a retrocarica , poichè, i11c quanto a tempo, basterebbe come è noto, poco più di uì1' ora anche.con un fucile ad al'ancarica.

183i sid'erio di un più .sollecito rifornimento (4'), desiderio d"altra parte u-fficialmente contraddetto, come -vedremo in seguit'o. E per verità dall'indagine diretta d-egli av·v'enitnenti del 1870-7 1 non ci risulta in modo preciso e positivo che in quella campagna si siano verificatì casì qi intiere unità di fanteria obbligate a cessare il fuoco per esaurimento di muni1doni. Che se poi, con-1: trariamente a quan,Lo ci consta, fosse accaduto,qualche· càso di questa natura, ~sso dev'essere stat o così eccezionalé da non d0versene tener conto , in quanto . che, essendosi verificati fatti identici nell.e guerre anteriori, non si potrebbe ascrivere alla cire-0stanza del fucfl.e a retrocàrica. l\fa più di ogni altro ragionamento è' eloquente sl.l'. questo proposito il seguente brano estratto dalia C1'onaca militare estei-a del 4° gennaio. 4873. · l 'AT TJCl

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(4) Il maggiore v. ScnERFF nel suo libro « Studi per la nuova tattica della fo,nteria > pag. 153 ( traduzione italiana sulla seconda edizione berlìnese) così si esprime. « Uno dei prcgì più essenziali del <1 fucile a, retrocarica- q ucllo si è di poter trarre molti colpi, e la « guerra. ci ha insegnato che, all'opposto di prima, oggi dobbiamo e far.e· assegnamento anche sugli effetti accidentali e sui tiri non mie rati. - Questo, ci è d;i.to da.li' odierno fucile ; i risultati, spesso « motto rilevanti, ne sono accertati omai; ora importa che le mu« Iiizioni non manchino. Il sicitro ed abbondante rifornimento dell& cc munizioni è o'ggidì per la fanteria, u,n bisogno vitale, cui vuolsi « à:deguatament~ provvedere ». Siccome il nostro è uno studio che tende appunto · a contrapporre ad argomenti sp.ecu.Iativi le risultanze dei fatti, la prima parte dell'osser~azione d'el chiaro scrittore avrebbe solo valore quando convalidata da vari ese;mpi da cui apparissero i 1·isultati molto rilevanti cui accenna. - fntori10 o.1 sicwro ed abbondante rifornimento delle munizioni diremo inoltre che se è un bisogno v·itale ora, lo era anche prima, - 1\la su questo punto veggasi il brano citato a pagina 12. L'opinione del grande consumo di munizioni come coro.Ilario della rapidità di tiro è così generale (:be non si può negare abbia prcigiudiclarto le deduzioni che su questo argomento sono state fatte


Pl\EGlUDlZT

« Ecco quali sono, a detta della Kotnische Zeitung, _ « le nuove prescrizioni che sono state adottale nel« l'esercito tedesco, concernenti l'organizzazione delle « colonne de3tinate a rifornire in munizioni i corpi « impegnati sul campo di battaglia. Queste prescri« zioni sono state adottate, in . seguito a discussione « dei risultati di esperienza, e delle osservazioni rac<<" colte durante l'ultima guerra. · « La guerra del 1866 aveva già constatato che la

« dotazione d1'. munizioni per la fanteria, · trasportate « dalle colonne di rnunizioni delt' esercito prussiano , « e1·a. più che suffici'ente; ma che altrettanto non po« tern dirsi circa Ja dotazione di dette colonne per « le mur1iziopi d' arliglieria. Si pensò quindi a modi« ficare l'approvvigionamento generale delle colonne di « munizioni: e se ne tenne calcolo nel!' adoHata. se« parazione delle colonne, in colonne cioè di munì« zioni di fanteria ed in colonne di munizioni d' ar« tiglicria. · « La guerra del. ·1870-7 ·1 dimostrò poi, che sotto « cotal rapporto la riforma non era stata · bbastanza . « radicale, e che gli stessi inconvenienti si e; ano ancora « riprodotti. In altri termini, l'approvvigionamento in «

rnunizioni di fanteria poteva essere considerato su-

« periore ai bisogni p1·obabili, mentre per l'artiglieria

« si verifica va l'opposto, specialmente se il combat-

TA'.fT!Cl

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185

« Il numero delle colonne di munizioni di fanteria è rimasto stazionario; ma si è diminuito di un ottavo·

« il n·umero dei carri di rnum'.zione di fanteria (cioè « 2 1 a vece di 24} ». Sebbene il brano q,ui citato alluda. al munizionamento 1

di ,1" riserva, è evidente però che, dichiarando questa specie di munizionamento più che sufficiente ai 1:ro- . bab,-Zi bisogni, torna quanlo l'asserire che la dota.z1one dì cartucce che ciascun soldato porta con sè è tale da non richiedere nè ·un pronto, ni un sicuro, nè un abbondante rifornimento comé da taluni si vorrebbe. Comunque sia, non può negarsi che se l'esper.ienza avesse din1ostrato una vera necessità di aumentare l'attuale dotazione normale di cartucce, le varie potenze nvrebbero adottato, a qualunque costo, proYYedim~nti in questo senso . Ciò non essendo, siyu?. asserire che l'attuale primo. munizionamento fu gmd1cato .soddisfare all'aumentato consumo . E siccome questo munizionamento sta a quello di. prima nel rapporto di 4: 3, mentre la rap~dità ~i tiro si pnò co11siderare per lo meno come quintuplicata, ,così, fin d'ort;l, si può stabilire che, ferme rcst.ando le altre circostanze, la rapidità di tiro del. fucile a retrocarica non è rappresentata sul campo di battaglia che tutt'al più da li-/'15 del suo valore ( 1).

« timento doveva prolungarsi per tre o quattro giorni « di séguito.

« « « « «

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« Ora tutto fa supporre che nelle guerre future, ammettendo che la potenza del fuoco della fanteria resti la stessa, la parte che vi rapptesenterà l'artiglieria non potrà che divenire più importante . Si credette quindi di agire saviamente aumèntando di un quinto (portando a 6 invece di 5) il numero delle colonne cli munizioni d' artiglieria per ogni corpo d'esercito.

{l) :Munizionamento primitivo .60 cartucce. Munizionamento attuale 80 cartucce. . In baso alla rapidità di tiro dovrebbe essere quintuplicato, quindì di 300 cartucce. "' ·1·1 rappor t o 80 = 4 Da c10 15 300

Questo cifre, se non si possono p~endcre in modo assoluto, rap~r_esentano in modo palpabile e con q uell'approssim~zionc che è_poss1 bile


,f 86

.PREGIUDIZI

. ft'Ia noi sappiamo, pèr esperiemza stessa del tempo dt pace, che l'a1;1,mento nel consumo di car~ucce è .ben h:mgi dal corrispondere ad un . aumento nel numero . dei tiri utili. Da ciò una nuova dirriinmione nel va- . 1ore della rapidità di Liro che emergerà nel trattare della seconda condizione necessaria ali' efficacia det fucile a retrocarica, cioè: « L'intensità dei ti°'ri utili del

« nuovo fucile fu tale da deci'de1·e dello scontro ,,:n tempo:. «_1ninore di quello p1·ima impiegato? »

, Per ~ispondere afferniativamente bisognerebbe che 1 esperienza avesse dimostrato che le battaglie del ·f ~~0-:7'1 .sieno state più , presto decise, ovver(i) più mic1diah . d1 quelle. anteriori ali' impieo·o o on·enerale delle armi a retro·c anca. Ciò è chiaro in modo evidente. L'esperienza ha dimostrato invece: 1° Che la durata degli s~ontri del 1870-71 non fu minore a quella degli scontri anteriori a quell'epoca; 2° Che l'intensità. delle perdite non solo non fu superiore, ma fu inferiore. attorno L'esito tatlicamente indeciso delle battaolie 5 a Metz, in cui la qualità e il rapporto nelle forze combattenti si presentano in co11dizioni più normali ('I},

ottenere in simili questioni, la realtà dei fatti. In altri termini, dimostrano. come_ l'opinione che il fuci le a retrocarica abbia, per lo men~,. qumtuplicato le forze, sia assurda. Per il rapporto tra il vecchio munIZ1onamento e l'attuale abbiamo preso 3f4, mentre dalla mediapr_esa sul munizion_amento al giorno d'oggi delle varie potenze riusc1rebbo alquanto rnferiore; però abbiamo tenuto .conto di ciò, in un gr~do certarne-ute maggioro, considerando solo quintuplicaio il coefficiente della rapidità di tiro. (•I) Secondo gli autori tedeschi, ad eccezione deJia battaglia del Hl agosto (Gfavelotte), i Francesi il 14 ed il 16 sarebbero stati in forze di molto soverchianti. l\la siccome questo apprezzamento è fondato~sul!a- ricerca delle unità vetamente combatténti, questione sempre molto ardua, così- vi è motivo per credere esagerata la differenza che

TATTICI

181"{

è già

V

per se stesso un iQdizio che la cessazione del fuocoproverl'.Im dalla stanchezza delle truppe o dal sopraggiungere della notte e quindi inulipende.nte daH'inten. sità del'le perdite . Difatti -la J0ro durata ' ad eccezione. della battagha dt Borny (114 agosto) incominciata a~Je i pomericlian~, -vediamo che supera la durata medta delle battagliedi epoche precedenti (da 6 a 9 ore). Per allra pal'le anche la durata media --delle moltealtre battaglie di quella memorabile campagna corrisponde alla media . citata. . . Quindi, per quanto a durata, si può · asserir~ che 1 comhattimenti della campagna del 11.870-7t corr1spon-: dono a quelli delle baLtaglie anteriori all'impiego det fu0ili a tetroca-rica. Vediamo gl'insegnamenti ·circa le pe.rdite. . . , . . . Il confronto che la storia c1 affaccia per il pr1_mo ecome ìl più naturale è quello della campagna del •I 859 (4). I confronti che si potrebbero fare eolla campagna il BonnSTAElJT fa tra i combattenti tedeschi del 16 agosto che calcola a solo 60,000, e i combattenti francnsi che ra ammontare.a 420,000. Tenendo poi conto che nella più importante delle tre giornate (4 ~ agosto), i Francesi, a confessione degli stessi autori, sarebbcr~ stati in forze molto inferiori {·1 ·1 2,000 contro 244,000', e che le tre giornate formano, si può dire, una sola grande battagl_[a, si _p~1ò. verame'.1t~ conchiudere che quella lotta di tre giorni fu rn cond1z1ont normai'. d1 guerra·. Del r.esto tutto ciò, per il nostro scopo, non ha che un' im· . portanza affatto secondaria. (4) La campagna del 4s,13 in Germania avrebbc fors_e maggiore analo,,.ia principalmente per quanto riguarda le battaglie attorno a l\Mz ~pa~agonabili a quelle di Lipsia, ma le statistiche non abb~stanza certe di quell'epoca, d'altr.a parte troppo lonta_na, e la c~ns1-derazione che chi scrive può assicnrare che molti _dei fc~omem del · - ,1870··7 L cui si appoggiano i sostenitori detla nuova tattica, furono da lui constatati identici a quelli del 4859, ltanno anche influito nella scelta.


488 PREG! UD!ZI di Crimea e colle guerre di Napoleone 1° non farebbero che confermare con maggiore evidenza gli insegnamenti di questo primo confronto. Non essendoci noLi e forse non esistendo i dati statistici delle · forze e delle perdite francesi nel periodo della campagna dopo Sédan, una parte di questo confronto sarà · limitato per il ~870-7,J ai dati statistici di uno solo dei due· combattenti . Ci -affrettiamo però di soggiungere che i dati noti sono per se stessi sufficienti per inferirne che il rapporto che troveremo non sarebbe alterato sensibilmente qualora si potesse tener conto di questi dati mancanti. Consultato il rapporto ufficiale francese della · campagna ·1859, e te~uto conto delle rettifiche apportatevi dallo stato maggiore prussiano, le forze dei tre belligeranti sul teatro delle operazioni non furono certamente superiori a 4.00,000 nomini. Le statistiche ufficiali prussiane dicono che le forze tedesche mobilizzate che passarono l'antico confine ·s uperarono i 900,000 uomini . Consideriamone solo 800,000. I feriti ed i morti austro-franco-sardi di tutta la campagna 4859 furono circa 53,000. a 1870-7,f Le perdite tedesche di tutta la carnpao·n· 0 , furono in morti e feriti 88,2-11. Le fo.rze essendo nel rapporto di 1 : 2, a parità di 1 . a1tre circostanze, le perdite della campagna 1859 avrebbero dovuto essere la metà di quelle tedesche del ,J ~70~7 ·1. Furono invece i 3/5.. Il rapporto di ,J : 2 · da noi citato come proporzione regolare tra le perdite e le forze nel confronto preso ad esempio, esisterebbe anche con!rontando le forze che presero realmente· pa~te alla. ca?1pagna del ·1859 coi soli corpi dell'esercito alt1vo prussiano, che passarono la frontiera ai prii.ni -0'agosto, o che furono portati in linea immediata-

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TATTICI

l89°

mente dopo, ossia 290 mila pel 4859 e 557 mila pel 1870. Se si considera poi che, mentre la campagna 1-809 non conta che due battaglie e quattro combattimenti (7 giorni di combattimento), quella del 1810-71 conta rn battaglie campali e 9 combattimenti (1 ), {4·2 giorni di combattimento, senza tener conto delle operazioni speciali d'assedio) la differenza diventa enorme e fa meraviglia veramente che uomini di criterio possano mettere avanti la questione delle perdile straordinarie della campagna 1870-71 in appoggio della necessità di.un carnbian;iento nell'ordine normale di combattere. Questa diUerenza è in proporzione così colossale ehe per la parte di campagna dopo Sédan non è possibile spiegarla altrimenti che colla nessuna resistenza delle truppe francesi di quel secondo periodo: fatto questo· che non fa torto per nulla a quella ammirabile nazione, poichè la truppa improvvisata di qualunque popolo non è possibile si comporti diversamente. !fa siccome Je nostre ricerche sono limitate a constatare l'influenza del!; celerità del Liro sul numero delle perdite, così ognuno capirà facilmente r,he anche faHa la piì.Ì larga . parte alla circostanza accennata e a tulle

(!) I fatti d'arme della campagna 4859 sono, battaglie: 1.lfagenta, Sol(erino-S. Martino. Combattimenti: 11/ontcbello, I'alestro (2 giorni), R::,becchetto, Melegnano, (non si tenne conto di qualche scontro tra la colonna Garibaidi o quc!ìa' Urban perchè nel •I 870-71 non :si tenne ·conto degli scontri analoghi). . Nel ~ 370.7,1. Combattimenti: Weissenburg, Bicétre, Plessis-Piquet, .Met:z (7 ottobre), Orléans (H ott(lbre), Coulmiers, Parigi (2 I dicembre), Hall-ue (2 giorni}, Bapaume, !,font- Valérien. Battaglie: Worth, Spicheren, /Jorny, Vionville, Grave.lotte, Bcaumont, Sédan, No issevillc (2 giornij , Amiens, Beaune-la-Rolande, Villicrs, Champig·n y (2 giorni), Orléans (-i e ,!. llicembra), &augcncye Cra·i;aut (7 e 10 dicembre) Le Uans (6 e Hl gennaio), Belfoi·t (15 e 18 gennaio), S.t-Quentin .


'1·90

JATTICl

PllEGIUDlZI

quelle altre che potessero ·venire it1 rnente ai contraddittori, nella differenza constatata vi è 1m margine tale da essere sempre sufficienle a negare non solo _ la straordinariia influenza, ma una sensibile intluenz-a delle armi a retrocarica nelle ·perdite del' i1870-71 (4).. E perchè ciò apparisca meglio an.cora basterebbe -il confronto tra le perdite per ferite delle uniche due ,battag.lie del <l-809 e-on tutte Je battaglie del 187.0 nel solo periodo fì.no a Séda.n per constatare in mo.do non dubbio che tutte le 7 battaglie di quel periodo, ad eccezi0ne di Yionvi.Ue, ebbero un percen.-to di mor;ti, -e fe1~iti sensibli-lmeate minore <J.eHe du.e. hattaglie di ,1\1ag~nta e S,olfor,ino. È net-O come lB giornafie pi.ù micidiali della cai;npagn.;1 ,181.0 fm:o:no, quelle dell'investimento di l\.fotz. H, M , t8 .ago-sto (Bo1:ny-Viunv-ille-Gcavelo~te). Tenuto conto deUe truppe veràmente impegnats,, vediamo che alla battaglia di Borny figurano: .Dalla parte prussiana: I e VII cor.~o -

1° divisione di cavalleria;

3"' division_e di cavaller-ia; Un regg. fucilier i del IX corpo.

(·1) Il capitano BOGUSLAWSKJ per dimostrare l'immensa .efficacia del fuoco doi fucili a retrocarica non cita altro esempio (pag. ~ 25: Deduzioni tattiche, traduzione del capitano Osio), ali' infuori del primo · atta.:co di S.t-Pri\'at, in cui la guardia prussiana fu respinta dal fuoco francese. Con tutta l'ammirazione di cui è meritevole la incontestabilmente valorosa guandia, diremo essere accaduto a truppa eg.ual-mente valorosa d.i non potere respingere il nemico che al secondo .attacco, e ciò prima ancora, non solo del fucile a retrocarica, ma anche del fucile avancarica. Questo esempio citato dal facondo scrittore ci ricorda la descrizione ufficiale della battaglia di Magenta in cui fu detto che da.vanti all'avanzare minaccioso della guardia imperiale la mitrailie ,'arrétait épouvantée de t.arit à'auçlace.

Dalla parte ,firan cese: 1II e IV corpo - (7 divisioni di fanteria)·.

l

,__,Somn:1an.do ,i :co.mbatle-n~i. dell.e ,due ,parti ;S:i ;possono ;~alcolare .in oifra ·ton..da 1351000.. Ora le perdite 'frances-i in ,m.01t i · e .fedti, ricavate dai bollettini ufficiali, furono di 3018. Le ·,m.Qite stwtisJiche -tecle-sche da ·iwi consullate non ,oi da:a-no~ila cifra -precisa deHe 16ro perdite ,;icn ,questa ..])atta.glia. See:oado ,il Borbstaedt queste dovefite;ro eguaglìia,i·e "quelle francesi. .Ba calcoli fatti sul complesso ,<1lelle ,perdite tedesche, da cui si dedui ser.o le perdi.te ,J.iote ,delle varie battaglie, ci risulterebbe un ,r:es-iduo la.le .d.;1. far riteJ/le-re eh.e i morLi é .feriti pnissiàni a Borily ·furono sensibilmente inferiori a -quelli francesi. Ma sMpponiamo ·.che l'opiffi<i>ne di 13orbsta.edt sia la -vera;, -quest'approssimazione è sufficiente <per 10 sco.po nostro; :avremo, che :le perdite complessive in inorli e feriti isnella battaglia di Borny si. riducono alla cifra di 6000, ciò che fa p0co più del 4., °lo dei combattenti. . E te~iuto conto che ·q-uesta buLtuglia per il sopr&O'~ ;gnrngere del1a no:tte d.ovetle cessare dopo 4 o·re e -mezzo di comhattimento, c-i-oè d-0190 ·metà ,della durata delle •clue ba(;t·aglie di Magenta e di Solferi-no, per rendere il confronto ·poss-ibile, bisognerà raddowpia11e questa . .proporzione e portarla :cioè all'8 °/o. · A Vion ville i combattenti. prussiani vennero calcolati dai 60 agli 80 mila uomini, metLiamo 70,,000. I combattenti francesi a '120,000. Le perdite complessive furono 26,297 tra morti é feriti, di cul ,u,,820 (4) Prns·(l) La cifra portata qui per le perdite prussiane a Vionville è ri:cavata dal ilfi!itiir~ W'OcltenbZat di Berlino (N. 17) e· sebbene vi sia ,motivo per credere che in essa siano compresi i dispersi -- non' es-


PREGilllHZI

TATTICI

siani, 1,1,477 Francesi. I combattenti essendo in tutto 490,000, il percento delle perdite ammonterebbe a 13,50. A Gravelotte, i combattenti tedeschi e francesi sommati insieme furono 323,000. Le perdite prussiane r20,o77, quelle francesi 7853, in tutto 28,430 morti e feriti e quindi 1'8,80 °/o. Prendendo il percento medio delle tre battaglie, si ha che Je perdite di quelle tre memorabDi giornate ammontano al 10,10 percento, rapporto che corrisponde in modo quasi esatto a quello delle due battaglie di 1\1agenta e. di Solferino. Vi sono però due considerazioni da farsi: 4° che nel calcolo del percento delle perdite di Solferino si considerarono combattenti alcune brigate e divisioni le quali non fec ero altro du~ rante il combattimento che atto di presenza fuori del raggio d'azione del fuoco nemico; 2° che là duratadelle due battaglie del 4859 fu di qualche ora inferiore a quelle di Gravelotte e di Vjonville . Ne segue che da un confronto esatto risulterebbe che le perditedi Magenta e di Solferino superarono quelle delle battaglie attorno a ì\Ietz, considerate le più micidiali. Il capitano Boguslawski, nelle Deduzioni tattichedella guerra 1870-71, basando le . sue deduzioni sulle perdite enormi causate dal fucile a retrocorica, sentl il bisogno di sanzionare coi fatti le sue asserzioni. I fatti essendo in contraddizione colle sue deduzioni, non trovò altro scampo che attaccarsi alle tre battaglie

.f03 del ,J 4, 16 e ·i 8 agosto e ragiona così: (1) (pag. 204-; traduzione del cap itano Os io). « L'intiero esercito francese, secondo i dati del ma« resciallo Bazaine: perdeue nelle giornate del 14, 10, « 18 agosto, 3:Z,000 uomini tra morti e feriti, press'a « poco cioè 1/ 5 ciel suo effettivo. Le perdite teùesehe « in quei tre giorni si calcolarono.approssimativamente « a 40,000 uoinini, ossia a circa 1/ 0 ». f?acendo astrazione dagli sbagli di cifre, facciamo solo osservare che, volendo l'autol'e stabilire un conrronto colle perdite delle altre battaglie, fra le ahre, con quelle di S0lferino che. calcola giustamente ad 1/, 0 , non. avrebbe dovuto sommare le perdite di · tre battaglie per confrontarle con quelle di una sola, ma bensì confrontare ciascuna delle tre con quella ùi pnrngone, ovvP-ro pariGcare i termini, tenendo conto delle or.e di combattimento. Ma ·questo il capitano Boguslawski lo sa meglio di nQi, e di ciò ne siamo convinti al punto di essere sicuri c~1e se egli avesse fatto il confronto delle perdite prima di scrivere il suo libro, le sue deduzioni sarebbero state diverse o per lo meno avrebbero avuto un altro punto di partenza. Il capitano Boguslawski paragonò le perdite della campagna ,t870-i1 con quelle dell'epoca napoleonica e dice che stanno pari. Abbiamo voluto convincerci cli questa verità e riportiamo nella nota seguente alcuni dati presi da diverse campagne, che si potrebbero moltiplicare provando,

sendo ciò specificato - tuttavia, nel dubbio, abbiamo teauto conto come ae !i trattasse dei soli morti e feriti. La stessa osservazione valga per le perdite prussiane d.i GraYelotto. Se la supposizione che in detta cifre sono compresi anche i disporsi è conformo al vero, evidente-mente le nostre deduzioni sarebbero sempre più rafforzate.

(1) Non rileviamo tutti gli errori di fatto e asserzioni senza pro\'a di cui sono ripiene !e pagine dà! 203 al 208 di queste Deduzioni;. preforiamo lasciarne giu<lica're il ldt()re stesso. Diremo solo che in base alle sue asserzioni i morti e feriti dei due comlwttPnti, dur:rnt,e. l'intera c.amp~gna, fiVrcl,bc:ro doYuto essere, calcolando all'ingrosso., non 1/, 0 della forza ma per lo meno '/4 •

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ANNO xv1111 VoL 111.

43.


194

sempre che la verità è in con lraddizione colla supposizione dello scrittore pruss.iaqo ('I). Con ciò pare a noi aver provato .per deduzi-one · e per' analisi dei fatli che la celerità del tiro, è. un fatto~~ di vi~.toria secondario e di un valore talmente

- - --·-- --- -----·-------q)

1805. Austerlitz, 7 ore di COT/'lb'rlttimento:

Còmbattcnti ( F.ranc~si 65,000 . . . . . morti e· feriti 9;000 t Alleati 83;000. . . . . ·» » lo,000 18'06. Auerstaedt, 10· ore.

· . } Francesi 26,000 Ccmbattc.1.1tt1 ,· pl'USSlalll . . 1,HJ\ , .. o·n·o ' '

morti e feriti 7,270 ,.

:.

.· l>',320

18??: Eylau, 8, ote, morti e feri-'ti ,18,500 » ~ 25,600

Ooìnba:t:t~nti { Francesi i 70,00Ò l Alleati 63,000 1807. FriedZand, ,i ore. Combattenti

I Francesi 75,000. t Russi 67,000.

. . . . . . . •

morti e feriti »

»

6,000

26,00,0

1812: llfoslcowa, 12 01·e .

Combattenti [ Russi . 120,000 . . . . morti e feriti 4~,213 Franc~s1 12.0,000 . . . . » » 22,000 Le perdite di questa battaglia sono ricavate dai rapporti ufficiali delle rispcttlrn parti combattenti. Stando a; rapporti rus$i, le perdite francesi furono uguali a quelle russe. Prendendo anche le cifre c'Ome · stanno, lo perdite della battaglia di l\foskowa (Bo rodino) furotio,<iel 28,-0,'0 in morti e , feriti.

1813. Lipsia, 20 ore. Compattcnti ( Alleati 280,000 Francesi 170,000

l

495 piccolo, ohe i dati dell'csperiemza. di,cui siamo finora in possesso ci dico-no trascurabile (1). Questa deduzion,~ sembrerà a molLi talmente st,rarna~ che alle dimostrazioni date ne .aggiungeremo una palpabile e qireua. L'atto di puntare e sparare un fucile' ebsta·,all:uomo uno sforzo materiale sensibilissimo , più. un urt0 alla spalla, proveniente dal r inculo il quale, dopo non molti tiri e a seconda dell'individuo, diventa insopportabile ' (2). A ciò si aggiunge una tensione deUa mente 'l'A-'.l.'TlPJ :

PnEGIUnTZI

morti e feriti »

»

,2,ooo' 38,500

- -------------(f) Si dir11 che ii confronto da noi fatto tra le perdite di 1870-71, con quelle di campagne' anteriori, non puq esscré esatto·, inqii:tntochè le minori perdite di quella delibano appuntd•attrib.uirsi allaJèlivc.rsità del modo di combattere. Iri questo caso,1Qgnuno vede,, come la promessa delle perdite maggiori perderebbe tutto i! suo valo:·c, limitandosi essa ad una ipotesi eh~ i fatti non hanno potuto provare. Aggitingeremo che è appunto per questa ,consid~r.azione che ci siamo limitati a dire che il , maggiore cil'etto delle nuove armi risul,tò trascurabile, poichè il confronto ci anebbe portato ad asserire essere , stato inferiore. Per altra parte, vedremo a ,questo riguardo come, .in pratica il nuovo modo di combattere proposto, rlchicdcndo sempre all'atto decisivo ed al momento d<,llo maggiori perdite una massa di uomini compatti, ne risulterebbe che ;te minori perdite dovute, in fatti, al nuovo ordine di combattimento, provengano anzi tutto dalla· faci!Wt con cui molti possono evitare di trovarsi presenti in quel momento più importante. (2) Lo sforzo sopportato dalla spalla si può ottenere facilmente. Sieno : p, peso della pallottola; p', peso dèl fuc ile; v, velocità inizialo del proietto; 'v', vclo,cità che tende a prendere, il fucile al momento dello sparo; - JJV e p'v' rappresenteranno la quantit/1 di moto della pallottola e del fucile, ed al momento della sparo si avrà l'eguaglianza;

pv =p'v';

da cui V

La superiorità dello perdite di queste battaglie in confronto di quelle det Hf70 -71 è cosi immensa, che non sappiamo veramente coi'uo possa essere sfuggita allo ·scrittore dello Deduzioni, tattiche.

-od anche

'

'f?V = ·--· v'

-V ·• -- ·•-c p'.ui ' (I) . p


.f96

PREGIUDIZI

e del senso v1s1vo. Questo consurno cli forze fisicomorali deve naturalmente fissare un lirnite alla resistenza del tiratore. Ma oltre a queste circostanze generali, ve ne sono allre accidentali e speciali, le quuli in un grado più 0 meno sensib ile tendono tulle allo stesso risultalo. Evidentemente le condi'zioni più favorevoli per sparare un numero maggiore tanto di colpi quanto di colpi utili sono: .1° Che il soldato -inizi il tiro con tulle le forze fisiche intatte; · .2° Che lasci trascorrere tra un colpo e l'altro un · dato intervallo. Ora, la prima condizione non si Ycrilìca quasi mai in guerra: e la seconda è. in op.po~.i~ione alla celerità di tiro dell'arma a retrocanca, celenta che Ricavando ·dall'espressione elementare della. l~gge generale della caduta dei gravi 1V' = 2gh1 il valore del quadrato della vr,Joeitft ùd furile in funzion-l della gravit1t e dell'altezza di caduta, si a\'rà, sostituendò detto valore ncll'cspr<lssione (lJ: 2gh

= -h'v' ,. p

d'onde:

p'v' h- - -

2gp' ~

==

Ora ,g 9"',8~, velocità impressa dalla gra\'ità trascorso il primi) minuto secondo. v = 300"', velocità media iniziale della pailottola. p = 0\03, peso medio della pallottola. p' = 4~, peso medio <l~I fucilo.

E quindi

__ o.o3' X aoo• = 0·m ., 6 i X \l)H X ,1'. . ,- •

:

,· TATTICI

497

· ,per· questO' motivo nppunto chiaramente apparisce ,debba essere in gran parte neutra lizzata. Esperienze su v.asla scalu, per avere su questo proposito dati positivi, non crediamo sieno state fatte in .alcun paese; né ci risulta che questo punto abbia richiamalo l'auenzione speciale di qualcuno dei tanti scrittori militari che presero parte altiva all'ultima .guerra. In base a questi dati esperimentali che pur facilmen(e si po crebbero ottenere, dedurrebbe qual e sia in una g iornata campale la media dei colpi fissata dalle -stesse forze iìsiehe del soldato, nonchè la progressiva decrescenza nella gius tezza di tiro (1). Il limite mass imo cli questa media da tutto quanto si disse dapprimu, si deve arguire non possa oltrepassare ed anzi sia al disotto del numero di 80 che corrisponde al primo munizionamento individuale di un so!Jato prussiano di fonte ria. E ci conferma in ciò il seguente fatto: La società del tiro cli Brescia (2) assegna annualmente alcuni premi abbastanza rilevanti ai tiratori concorrenti che riporla no un numero maggiore di colpi centrali. , li tempo è fissato ad uoa · giornata e talvolta -è anche maggiore; m.a il ,numero cfei cui pi da spararsi ..é indeterminato. Tanlo l'interesse q11anto l'amor proprio, molle tanto potenti dell'animo umano, spingono na turalmente i . conr.orrcnti a tirare il numero maggiore cli colpi per uumcntare così la probabihtà di vincita . Ebbene, ciò non ostante, fra i tiratori a carabina, quasi tutti fanno

si

,~ -

Ciò è q11anto 1iire che la spinta del fucile contro 13 spalla del ti- . ratoN col'risponde, in potenza, :ti l'urto. d_i un pc.so egu~h: al fodle .stesso, lasciato cadere da!J'altllzza di ow,26.

(1) L'Istruzione sul tiro prescrive, onde l'esercitazione del bersaglio sia profittel'ole, cb~ non si facciano possibilrocnte più di ~ lezioni al ti.orno (8 colr,ij. (21 Citiamo Brescia, pcréhè id fummo testimoni oculari, ma, pro.babilmcntc, in altre città si farà lo stesso.


.4-98 . P'llEGIUOIZI n10Ito -meno di ottanta colpi jn un giorno. Questo Jim'ile è fissato nel modo che indfobe.Femo. Considerando il numero cJ;i 80 colpi sparati da un tiratore suddiviso in tante serie, per esempto di 5 ifl 5, si verifica approssimativamente quesla legge: il' rapporto tra il numero dei colpi utili e ciaseuna serie successiva decresce in modo geometrico ed al punto, che qualunque sia il valore del primo termine, l'ultimo si può ritenere nullo. Ma questo limite, oltrecchè fissato dalla considerazione di non sprecare i colpi, è pure fi'ssato fisi. camente ed in modo più potente dal dolore fortissimo e crescente rjsentilo dal tiratore, nonostante la precauzione di 'fasciature e di bagni locali alla spalla. Quest'ultimo fatto, chè si verifica in individui esercitali continuamente- al tiro, con un'arma in cui; meglio che in un'arma da guerra, -si possono attenuare gli inconvenienti del rinculo, e nelle condizioni più favorevoli di tempo e di forze fisiche, deve razionalmente· farsi sentire di più in un soldato in guel,'ra il quale si trova nelle circostanze le più sfavorevoli. In questi fenomeni esiste, con tutta probabilità, la spiegazione di ciò che, come si disse, ha dimostrato l'ultima gu.érra e che ripeteremo qui, cioè che la celerità di tiro influisce in proporzioni picciolissime sul consumo di cartuccie e molto meno sulle perdite.

II. La rapidità del tiro del fucile a retrocarica é la pri n_cjpale ma non l'unica considerazione messa avanti dai sqsteni~ori dell'ordine sparso. J~ssi vi aggiungo-no : 1.0 !_.a cresciuta potenza del fuoco di fanteria anche· indipendentemente dalla rapidità cli tiro.

.

~99 '2° La cresciuta potenza del fuoco d'artiglieria. Lo sparpagliamento istintivo delle truppe al-fuoco. G-iuclicahdo in modo assoluto, la verità. di queste tre considerazioni non crèdiarno possa contestarsi. Ma per poter tener CO?LO di esse in giusta misura, è necessario precisare la loro sfera d'azione al fuoco . ' onde non accada che per rieutralizzare un male si abbia a neutralizzare con esso il primo, l'unico bene, la vittoria.. Riservandoci di trattare in seguito dello sparpagliamento istintivo, diremo due parole delle altre due considerazioni. I fucili e le bocche a fuoco dì cam·pagna del giorno d'oggi si distinguono, astrazione fatta dal sistema di caricamento, da quelli di uso generale prima del 1859, per la rigatura e per la diminuzione del calibro, da cui ne derivò maggiore gittala e maggiore giustezza di tiro. La fantasia popolare riconobbe come foltore delie vittorie del 1859 il cannone rigato di cui erano armati i Francesi. La fantasia stessa non tenne conto· che i vinti per lo inèontro erano armali di fudili superiori in gittata e giustezza di tiro. Ora non v'è dubbio che déi due perfezi'onamenti,. ha in guerra una maggiore sfera d'azione quello riguardante la fanteria. Inoltre, mentre vi sono ancora al giofno d'oggi p·artigiani dei cannoni lisci, non vi è alcuno che lo sia dei -fucili non rigati. o di grosso calibro. Ciò prova che delle due influenze, la maggioreàvreboe dovuto essere quella del perfezionai:nèrito del fucile. Il risultato di Magenta e Solferino ha qnin'd'i , più che altro, dimostro.to essere la vittoria indipendente da queste e simili influenze . · · Gli insegnamenti della campagna '1870-7·1 hanno con-. fermato su questo punto tale · deduzione . · TATTICI

3:


2-00

l'REG!UDIZI

Di più ci hanno fallo snpere che lanto la fanteria come l'artiglieria non tlcvono tirare in via normale ad una distanza maggiore della metà della -loro portala utile, 400 metri per la fan teria, 2000 per l'artiglieria (Scn ERFF /\"uova 'l'a/ tica). Queste cifre sembrano a tulla prima in contraddizione, per quanto riguarda il fucile, coi dati del lavoro tanto utile « Cenni sulle armi portatili degli eserciti europei » del maggiore GiornneLti e del capito.no Cerruti . Da quésti cenni risulterebbe che sparando col fucile puntato a 400 melri, la linea baltuta all'altezza di 1,70 Yaria in media nei vari fucili da 50 ad 60 metri, di modo che la lraielloria a quella distanza avrebbe ancora tale radenza da cons iderarsi un ti ro abbastanza efficace. Ma. per ch i tiene conto che in guerra il mirare è una eccezione e, come anche in questi casi eccezionali, la difficoltà di calcolare la distanza e di distinguere il bersnglio, generalmen te coperto da ll e accidentalità del terreno, rende illusoria l' utili là della lunga gillala, il limite indicato dal distinto .scrittore prussiano non sembrerà certo troppo pi ccolo. Su questo proposito basterebbe del resto ricordare il gra nd e appunto e fo rse il massimo degl i oppunli falli all'esercito francese nella campagna del 181()-71, quello cioè di incominciare il fuoco a grande distanza, di fronte ad un avversario la cui superiorità fu constatato doversi in gran parte attribuire alla massima di far fuoco solo alle distanze in cui il nemico appari va scoperto e distinguibile. In altri termini i combaLtimenti del 1870-71 hanno constatato che le probabilità di villoria, a circostanze pari, sono per chi sa in via no rmale trauenersi dal ·far uso del fucil e prima che il némico non sia alla distanza che l'espP.rieoza aveva altre volle fissata come di stanza normale ma.ssima.

TATIIC[

(

i

201

Questa dislanzasegna il limite della regi·one del fuoco efficace, ossia il limite della zona di terreno ove le perdite cessano di essere casuali per un motivo comune al vecchio ed al nuovo fucile, cioè la radenza completa di tiro e le condizioni del terreno. Inoltre, nel~giudicare dell'influenza che tutte queste questioni di armamento debbono avere nella determinazione del modo di combattere, pare a noi, non si sia tenuto conto della circostanza che gli efl'eui delle nuove armi, qualu nque sieno, perdono gran parte della loro importanza per il fatto stesso che i due avversarii si trovano ugualmente armati. Infine, dopo tutto ciò, aggiungeremo anche qui l'argomento più decisivo: Quello delle perdite. Se questo aumen to di efficacia apportalo alle armi da fuoco dalla rigatura della canna e dalla ri duzione di calibro esiste in modo sensibile, come si dic:e, se ne avrebbe la prova nel numero dei morti e dei feriti. · Le statistiche a tal riguardo abbiamo visto essere tanto eloquenti da fare stupire di una cosa sola ed è che la questione non sia stata decisa, senz'allro, da esse.

III. Dall'esposto fin qui sembra apparire in modo manifesto non fond ata l'asserzi one che la rapi dità di tiro accumulata colla maggiore potenza delle nuove armi, ,debba necessariamente apportare, non diremo come molli pensano, una radicale modificazione nel modo di combattere della fanteria, ma solo una modificazione sensibile.


202 1'R1WIUD1Z! Con ciò sarebbe pure confutata l'argomentazione dello sparpagliamento istintivo, in quanto che dal momento che l'intensità dei colpi utili non fu constatato essere al giorno d'oggi maggiore di una volt.i, non vi è motivo per secondare ora questo sparpagliamento che la tattica di tutti i tempi ha sempre considerato come l'equivalente di sbandamento, in altri termini, di sconfitta. Questo basterebbe per la conclusione del presente studio. , ~la la nostra convinzion e sulla inopportunità del cambiamento tanto propugnato ha inoltre un'origine di ordine morale, ed è talmente profonda che ci fa. arditi ad insistere ancora, sebbene stiano di fronte à noi tanti distinti scrittori militari italiani e tedeschi. Però non lo nascondiamo, chi ci ha tolto ogni peritanza fu qualche recente articolo pubblica.Lo sull'Italia Mil!:tare di uno dei nostri migliori pensatori militari il quale, tuttochè propenda verso l'ordine sparso, non lo accetta, ìn fondo, che molto a mali~cuore ed in modo indeciso e piuttosto perchè lo ritiene una necessità dei tempi (ciò che cercheremo di provare non essere) che come una necessità dell'arte di cui è insigne maestro. Sarà forse il desiderio di es:-ere incoraggiati, ma pare a noi che in fondo · delle idee del tenente colonnello Corsi trapeli la seguente questione:· A(!inchè una

203

TATTICI

"'.Ì è contatto <l<'lgli spir1t1 senza quello della materia. . In una patola, la nuova latti cv non è altro che la soluzione di un problema che non è quello del miglior modo di combattere. L'invertire le questioni è noto essere una caratteristica dei pensatori tedeschi. Perciò è naturale che questo invertimento sia venuto di là. Esso è compen diato nel titolo stesso della Memoria del maggiore Tellenbach tanto diffusa nell'esercito italiano: « Arte di « operare. nelle regioni del fhoco nemico colle minori « perdite possibili ». 1t vero che le conclusioni dell'egregio scrittore sono ben lontane dall'ordine sparso come s'intende oramai da noi {1). l'ila le conclusioni n0n sempre si meditano. Si afferra l'argomento e si risolve la . questione perdendo di vista che essa·non poteva sussistere che condizionata. · 1

(f) Pag. 41. J'l'adttzione del fenente Hugues: - L'autore suppone una brigata che, trovandosi su due linee formata in colonne doppio di battaglione, si avanzi verso il nemico: , < La brigata aYanza in questa formazione finchè ·non cessa il co« primcnto. Il terreno varia. La brigata, non essendo più al coperto, « distacca e separa con intervalli i suoi battaglioni. In quo! modo 1 « Così appunto come il pres('rive il terreno. Potrà accadere che due « battaglioni debb,1no restarsi l'uno accosto, o l'uno dietro all'altro. «•Uno dei battaglioni dovrit forse deviare <li 150 - passi dal batta« glione che dà la direzione, l'altro di 50. Sulla linea di battaglia « ·qualche battaglione dovrà spingersi pitì innanzi, altri dovranno re< stare più indietro. All'uno con,·crrà la formazione in colonna, per ·• l'altro sarà piLÌ vantaggiosa la linea; e ad un terzo torneranno me<>lio « le colonne di compagnia,· od altra forma ancora più spicciol:ta. « -Anzi talvolta la seconrla linea sarà pure momcr.taneamente riunita e alla prima. e Varia nuovamento il forrcno, e così· varia anche la formaziono. « Questa è cosa che riguarda unicamente i comandanti dei battae ·glioni, · relatirnmcnte i conduttori delle lince. La brigata non andrà <1 perciò dispersa, perchè il battaglione, che serve di direzione, ·non 1

truppa si batta è necessa1·io, o il contatto dei gomiti, 0 quello degli spiriti. La nuova tattica sopprimenclo il primo, aV?·à il potere di 1nantene1·e il secondo? Comunque sia, anche i partigiani più caldi dell'ordine sparso non potranno dissentire che la questione dev'essere posta in questo modo. Ebbene; ad essa noi rispondiamo nel mod·o il più assoluto che, all'atto pratico,' davanti· al nemico, non

'


~Oo,

TATTICI '

204 1>REG-1Unrzr Questa (( arte di operare colte minrfri p'erdite » chè è, diremmo, l'antitesi della vera a1·te di combattere, è generalmente oggidì scambiala con quest'ultima; da ciò i molli equivoci in mezzo ai quali ci troviamo. Sùl nome del nuovo modo di combattere, i parti-· giani di esso non si sono ancora messi d'accordo. Anzi vi è lt10go a credere che queste divergenze di nome pl'.ovengano da una confusione d'idee nella sostanza. Nel complesso, tolta di mezzo la questione.filologica, si vorrebbe · che l'ordi~e sparso, che una volta era eccezionale, ovvero speciale ad alcuni reparti, diventasse l'ordine normale di combattimento della fante ri a. « L'ordine sparso, che sebbene adoperato anche an- . « tecedentemente non fu propriamente un 1nodo di « combattimento se non se nelle guerre della rivolu« zione francese, ebbe origine, non già, coine taluno conserva più alcun materiale legame, nè accorda un allinean1ento, « 11è un intervallo uniforme, misurato a passi, fra r battaglioni; ma « essa funziona come un tutto collegato spiritualm,rnte, in modo tanto << più tenace, per mezzo della legge: « Nessun batta,glione deve scosta·rsi di tanto da quello cui eaf1( fidata la direzione, da 11orre in forse l'accordo ilelt'azione; ogni « battaglione si trovi · in tempo ,giusto al punto prefisso, e nella « prescritta fonna:r.ionc. · (( Questa leggo vuole comr, condizione una cura, o rapporto rr.ci« proco; fra i battaglioni; al che poi dovrà dar3 tono il battaslione ~ incaricato della direzione. " Questa è la regola, e se il maggiore Tellenbach ammette ·che talvolta possa accadere uno smembramento degli ordini, lo ammette come eccezione. Se a ciò si aggiunge la considerazione che la J\fcmoria del maggiore Tellenbach fu, in Germania· stessa, ove, a giudicarè dagli scritti militari che vengono in Italia, tutto tende all'ordine di combattimento meno vulnerabile, fu, dico, definita un'utopia, emerge facilmente quanto si dnve essere guardinghi nell'accettare certe teorie nelle quali si compiace lo spirito astratto dei Tedesc!Ji seni:,, elle per loro riò sia di vincolo nel modo· -di operare .. «

« pretende, dalla n.ecessilà di combattere molti con « poch,i' soldati, bensì da quella rii preparare l"assalto « alle tr-uppe in ordt~ne chiuso ». (llivista Militm-e ann? 1873: dispensa V, pag. · 2i3). · ' Siamo d accordo collo scrittore di cui abbiamo rip_or~a,te le pa~ole nel non doversi attribuire all'infe. r1or1ta delle forze francesi i I nuovo loro modo di combattere. Anzi diremo di più. · . Questa opinione, da molti condivisa, è assurda in, qua?to ~he nelle .battaglie da cui emerse la nuova ~attwa, 1 Francesi, non solo non furono mai inferiori 1~ nu.mero, ma furono quasi sempre in forze straor. . dinariamente supe.riori ( 1). Ma s~ non può attribuirsi ad una cau_sa non esistente, 11 modo spaT'paglia.to di combattere derrli eserciti repub?licani del1792-93-9t non crediamo, e c~rtamente non . v1 sono prove per asserirlo, che debba ripetersi 1

(1) La con:erma di quest'asserto si vede dai dati seguenti dedotti dalle battaglie d1 qualche importanza di quell'epoca. Questi dal'i fu-

rono P:esi. da scrittori fr,rncesi di nascita· o di elezione e quiuui non sospetti di aver alterato in sfavore del loro amor proprio il rapporto. fra l~ due parti combattenti. Jem,1ppes (,1';92) - Francesi i:i0,000 - Austriaci 18,000 - Joll_I~' no~ dubita di asserire che la giornata di Jcmapp,~s fu moltop:~ S-!or:osa per gli Austriaci che per i Francesi (Jom:;1, voi. Il[, llisto1re des gucrrcs de la Réooluti:m, rag, 228 - nouvelle éJition 4820) , e so,,.<>iu in-e ehe, im7nega11 · · d o d ivcrsamcnte le (orze francesi' oo 1 " nessun _Au, triaco avrebbe dovuto salvarsi. ' Ncn~intlcn (-1'793) - Francesi 45,000 - Austriaci 39 000 - JoMill'I rrnssurnc le cause ddla sconfitta francese all'aver att~ccato sans cnsemble (voi. III, pag 4,t 8). llrmd~c?~le ( I~93) - Francesi 20,000 - Alleati rn,000 . l~~ttiguics (1793) - francesi 50,000 - All~ati 30.000. lw 1sersautem ( I 793) - Francesi 40,000 - Prussiani e · Sassoni.

~1,000.

·

Fieurus (1791) -

· ·

Forze par.i.

. ·.'. ..


206 · PREGìl)DIZf l'origine sua dalla necessità di prepararè l'assalto alle

truppe in .01·dine. chiuso: 4° Perchè non risuHa menomamente che alcuna delle bn.Haglie ·di quell'epoca · sia per parte francese proceduta in eletto modo; 2° Perchè ciò si tradurrebbe in un perfezionamento neU'ar[e del combattere, perfezionamento che nè · resperienza dei cupi, nè quella dei soldati ..di quell'.epoca permette di sospellare. La vera ragione è molto più semplice e sta nella natura stessa delle cose e degli uomini . Quei repubblicani francesi si battevano in ordiner · sparso perchè in tal modo fanno la· ,guerra le orde di gente armati} non unit.a dai vincoli della disciplina. ·E, facendo anche a strazione dèlle condizioni . sfo.vorevolissime in cui si trovavano in quell'epoca . gli eserciti invasori della Francia, non sono certo i ri.s ultati. veri ottenuti allora dai Francesi colla loro nuova tattica che possano invogliarci a prenderla per. esempio. La coesione degli ordini rappresenta la disciplina durante il combattimento. Avanti la scoperta del nuovo modo di combatlim·ento esisteva : negli · eserciti delle nazioni civili la massima essere primo scopo dei capi quello di mantenere questa coesione, · e ciò non già per amore di simmetria o di ordine, ma perchè la esperienza di tutti i secoli aveva dimostrato che senza quella contigui.tà, senza quella coesione · l'istinto individuale della conservazione della vita subentra alla spinta del dovere e della disèiplina, il movimento di volgere le spalle . al,nemico od il nasconders.i :riesce meccanicamente più facile, non si è visti o si spera. di non essere visti dal superiore, e, salvo pochissime .,eccczioni, (l'osservazione personale cé ne dà la convinzione) l'uomo · divenld. d'una pusillanimità straordi.,..

naria.

'l'AT1'1CI 207 , Se .la tJU)1pa è, tr,oppo giovane e di Qarattere non freddo , sp\u~isqe come per inc~nto. Se la, truppa è abJrastanza salda, sparisce più onorevolmente, verjficandosi fatto di cui, chi scrive, già ufficiale in u~1 hattaglfome b,ersaglieri , fu testimonio il ~4 giugno '1859. . Una compagnia è distesa in cacciatori, le palle fischiano, le squadriglie d'ala per cercare un acctndentalità più coprente e meno esposta iniziano un movimento la.terale, le squadriglie centrali che dapprima hanno dovuto contentarsi di utilizzare le accidentalità · che avevano in pross,imità della loro fronte, visto lo spa~io l.:i,terale libero, app.oggiano, per lo stesso istinto, a destra e a sinistra-e siccome non vi è motivo , che ,di accidentalità iu ac.cidentAlità le sqìladriglie d'ala .non con~inujno il l0ro movimi;nto fiQchè ,tro.vfoo l'accidéntaiità migliore, ne risulta, e ciò molto più presto di quapto . può immaginare chi norr fu mai testimonio di simili fenomeni, che al centro, al p0sto vero di comhat:timento, si trova uno spazio vuoto e che la compagnia, metà da una parte e metà dall'altra, si è portata fuori od approssimativamente fuori dal raggio d'azione del fuoco nemico . Vi ha di più, l'ordine contiguo, oltrecchè esse1:e l'unico che si presta ad una vera e diretta· azione :degli ufli ciali, colloca questi pure in posizione di appoggio e visibilità reciproca, e ciò vuol dir moilo . L'idea che i vostri compagni possono essere testi- · moni del vostro valore fa sfidare la morte più facilmente, che anzi il pensi.ero di cadere inosservati 'è , _anche in chi ha più coraggio, fonte di senlimenti meno · gènerosi. · E siccome l'azione .dell'ufiì.ciale nel combattimento è anzitutto ne!l' esempio dell'intrepidità ul fuoco, cosl facilmente apparisce la superiorità, anche sollo · questo punto di vi-sta., di un ordine di combattimenlo che

un

I


208

PREG1UD1ZI

faciliti questo còrnpilo dell'ufficiale, còmpito di cui nessuno potrebbe contestare l'importanza ('1). Ognuno poi sente minore ripugnanza al sacrificio della vita in un'azione ove si decide della vittoria, e tale può apparire più facilmente un combattimento con forze riunite, che o:ve gli corre alla mente poter essere il suo un sacrificio superfluo. Chi ha fatto la guerra, non dubitiamo, sentirà tutta la potenza di questi r:J.gionamenti che a taluno possono, sembrai:e di importanza o secondaria od anche discutibile. A queste considerazioni aggiungeremo ciò che a ·tutti è noto, cioè essere nella natura stessa degli uomini, ed anzi di tutti gli an~rnali, il sentirsi tanto più forti ed il divenire tanto più coraggiosi q·u anto più é potente ·e palese l'appoggio scambievole dei vari individui (2). Ma la superiorità cl.e lla vecchia sulla nuova tattica apparisce in modo luminoso anche dal fallo che mentre

(1) Il capitano BOGUSL.lWSKI (Dedu~ioni- tattiche, traduzione capi· tano Osio, pag, ~53) dopo aver detto che coi fucili a retrocarica non vi è altro modo di combattere che·disordinatamente « sente il bisogno « d'introdur.re nell'istruiione prussiana qualche cosa che permetta agli e ufficiali, durante il combattimento, di esercitare con maggior eliicacia « l'azione del comando». Siccome l'unica soluzione del problema post9 dallo scrittore tedesco cozzerebbe colle idee delle sue dedu:zioni, cosi si astiene dall'indicarla. (2) Queste idee, come ognuno sa, non sono nostre. Esse si trovano nello Memorie di Napoleone come in tutti gli scritti lasciatici dai grandi capitani o scrittori militari. · ..... « Ma is on a bcsoin d'3 se comparer aux autres ; l'é nulation· e nous est naturelle; chacun aime à se eroire, à se voir . supcrieur a. à scs semblables. Te! est le mobile en vertu du quel l'instioct de e la consen•ation céde la piace aux nobles élans du courage. . e La sphère d'activité dans laquelle agit l'amour propre, dérend « de la situati on des individus (~fant110NT, Dc l'éspi-it-des -institutions.. · milit,aircs, pag. 232-233, 2• Mìtion, .. 2e tirage). ·. ·

209 per la n·uova riesce impossibile dare regole fisse ed in essa hanno la loro parte gli àpprezzan:ienti di una quantità numerosa di capi, dal comandante di battaglione a queIJo·di squadriglia, l'opposto si verifica colla vecchia tattica ove trovate regole fisse, unità di direzione e · di concetto e non tante opinioni diverse quanti sono gli individui che parlano o scrivono. Né diciamo questo per iperbole. Ci ricordiamo che alle esercitazioni tattiche del campo dell'anno scorso, le quali s'i facevano sempre in ordine sparso, generalmente si senti vano tanti giudizi diversi quanti erano gli spettatori, e potremmo citare di una compagnia che, disposta dal ·proprio capitano in dif~sa di una posizione, il suo collocamento venne tre volte variato dai tre superiori giunti successivamente sul posto . Il cap1lano raccontandoci il fatto ci disse èhe · delle quattro disposizioni alle quali passò la ,c ompagnia non ve ne erano due approssimativamente uguali. Ora, chi si ,rilmmenta in quale stato _trovasi la mente umana sotto l'orgasmo del' combattimento, sa quanto in quei momenti la _difficoltà. di apprezzare il terreno sia maggiore; d'onde la necessità. di far calcolo sulle facoltà intellettuali del rnil).or numero possibile di persone e .di impedire che la direzione esca dalle mani di chi per grado e per esperienza offra garanzia di più calmo e più retto apprezzamento ('1). Queste considerazioni ed altre ancora di ordine morale non sono sfuggite ad alcuni distinti propugnatori della nuova tattica, ma trascinati dall'impressione che a tutta prima sembra razionale, dei terribili effetti del fucile a retroca1;ica, si fecero sostenitori del dirada'l'ATTICI

(~Ì ScnEnFF, ·Nuova tattica, pag. 5. A.NNo xvm, Voi.. m.


~4 0 PREGIUDlZC meQto deHe linee e dello spezzamento illi,111itato delle colonne,. non avvedendosi, come si accennò, che queJla nc,n era la soluzione del miglior modo di condurre gli eserciti al tùoco ma quello di scioglierli prima di an~a~e al fu.oco. .Abbiamo già visto i fatti contrastare la necessità dello s· a:--pagliamento sotto il punto di vista delle perdite. 1.Jupo quanto si disse non temiamo di aggiungere che se anche i fatti fossero come genera1mente si credono, non basterebbero a sanzionare il nuovo ordine di combattimento. Il colonnello. Corsi il quale, come sì ebbe occai,ione di accennare, non dimostra di trattare questa questione a cuor leggero come alcuni dei suoi discepoli, si avvide essere assurdo basare la nuova tattica sulla maggiore micidjalità delle aHuali battaglie e· disse doversj accettare, più che altro , come 1·isultato dello spfrito dei tempi. Si potrebbe rispondere..chc i fenomeni che si verjfica,no negli eserciLi in presen~a al nemic.o sono ,essenziahuen te inerenti alla natura delle razze umane, che non cambia se non per gradi insensibili ed a periodi secolari e che quindi i fenomeni stessi che si verificano nelle battaglie d'oggi, sono, come g,uelli ,veri6c-atisi a Borodino e a Lipsia, da lui citate, indipendenti dallo spir-ito dei tempi. Ma la questione posta in questi termini enJrere~be in un ordine di idee filosofich e oye il c,ampo è troppo vasto e le nostre forze troppo picc.ole. ~ccettiamo quindi come vera la potente cagione recentemente trovata di cui la nuova tattica non sarebbe che una conseguenza necessaria. Accennando allo spirito dei nostri tempi, il colonnello Corsi intende di dire che gli uomini d'oggi valgono moralmente meno di quelli di altre volte, e qJ;Iinfi se

TATTICI 2~ ~ ~ra possibile condurre questi riuniti .al fuoco non è possibile ottenere ciò da quelli della nostra età (1 ). bfa noi rispondiamo: affinchè l'ordine sparso sia ordine di combattimento e non di altm cosa, bisogna ehe l'individuo compia egualmepte uno sforzo e.antro il suo istinto naturale. Ora, se per compiere questo atto tanto ripugnante l'esperienza ha dimostrato Ja necessità di mantenere la coesione tra i ~oldati ;:i.oche quando si avevano elementi migliori, tanto più questa necessità deve esistere ora con soldati che per essere inferiori hanno bisogno di una maggiore spinta e di una maggiore vigilanza. Questa verità apparisce dal fatto stesso che una volta solo la fanteria scelta si batteva in ordine sparso. Conchiudendo su questo punto, ripeteremo quanto in altri termini abbiamo già detto, cioè: Se a tutla prima può sorridere l'idea dell'adozione di un ordine di combattimento che concilii le tendenze della natura umana, riflettendo al fatto che queste tendenze .seno la negl;).zione assoluta del combattimento, emerge tanto più la necessità. di non agevolare in alcun modo la manifestazione di esse.

(4) Su ,questo proppsit.o, corno dato di confronto abbastanza curioso, citeremo il libro Nuova scuola di combattere in ordine sparso del maggiore TE.LLBNBACII, (traduzione del tenente H.ugues), sci:i,tto per proyare, lo diGe l'autore stesso, che la sua flfomoria sull'arte di. combattere colle minori pe·rditc non è un'utopia come fu qualificata. In questo nuovo libro Io scrittore tedesco sostiene la possibilità del _combattere in ordine spicciolato fonda1,1dosi essenzialmente sulla superiorità ,del soldato al giorno d'c,ggi ri~petto a quello -di altri tempi. Rare a noi çhe ,de)le , due o~in,iq~i ~ebb~ av:yiçii;iarsi più.~ al \;ero quella del tenente colonnello Corsi, per la cqnsidcrazione che non ò possibil() che la forza straordinaria degli eserciti moderni non sia a de'trimento delle qualità -mrntari del soldato. Ad ogni modo queste contraddizioni provano quanto sieno fallaci tutte le.:prcmcsse non ·basate su verità in·:(ii~eutibili e ,c9pst:1it~t.e1.Ì\el c.~~po ,.peit f.ntti. .


PREGIUDIZI

'J'A.TTl CI

Quipdi il dire l'ordine sparso è una necessità dEllfo spirito dei tempi, torna lo stesso che il dire lo spirito dei tempi .impedisce ai nostri soldati di·andare al fuoco. Se tutte le nazioni la pensassero così sarebbe sciolto· ìl problema della pace universale. l'Ila noi sappiamo che i popoli forti e vigorosi la pensano diversamente. E allora, o sottomettersi a questi o combattere; e se si è decisi a combattere bisognerà naturalmente adottare, non il sistelI!a che dà minori perdite, ma quello r-he .più probabilmente può dare la vittoria.

senza ordine e senza separazione nè di compagnia, nè di battag.lione, nè di r eggimento; e quando, per questo modo, si è formala ima massa d'uomini· abbastanza imponente allora, avanti, all'attacco. Altri, come il maggiore Scher:tf: vuole che le cose si facciano più ordinatamente, pretende, cioè; che questi ·cinforzi della linea di cacciatori (testa d'attacco) pervengano dal corpo d'attacco secondo una regola fissa. Questa regolh è che il corpo d'attacco si mantenga in colonne di mezzo battaglione o di compagnia sin'o a circa 11500- 1200 passi dal · nemico e quindi proceda ,sino alla posizione che si vuol conquistare in colonn~ di compagnie, ovvero spiegandosi ·in linea. Dal breve cenno di questi due sistemi apparisce chiaramen~e il fatto che di questa nuova tattica di ·ordine rado, sparso, spicciolo, misto, individuale, in cacciato:6; ecc., all'atto pratico non r~sta più che il nome (1 ) per confond'ere le idee e falsare i criterii, e che di essa trae profitlo in ispecie quella parte dell'esercito, la quale invece di battersi cerca l'accidentalità favo-

IV. Ma che l'ord ine sparso come o.rdine normale · di combattimento sia un'utopia lo provano . per · se solo le contraddizioni di cu i sono riboccanti gli scritti su quell'argomento. Non prenderemo certamente in esame le elucubrazioni di chi, facendo astrazione che la guerra si fa con più centinaia di migliaia d'uomini, suppone che de.:. stinati a battersi non ·sieno che i battaglioni di _testa di due colonne .che vengono ad urtarsi. Riassumeremo invece il concetto di chi ha trattata la questione in mpdo più razionale. · . La premessa di dovere anzitutto opporre· al nemico ' un ordine di combattimento H meno vulnerabile, condusse alla proposta dì linee sottili ed interrotte di cacciatori. ~fa siccome ciò non basta à slQggiare il nemico, apparve tosto la necessità di usare mezzi più energici. Taluno, come il capitano llog~slawski, ricorre al rinforzo successivo della catena di cacciatori eseguito.

1

2;J 3,

1

revole. Diffatti col sistema del capitano Boguslawski, che per verità non può allettare ·chi, come noi, è penetrato della necessità di non contar sul volenteroso accortere delle truppe in prima linea (2), vediamo . che, (~) Naturalmente non com.rrendiamo nella denominazione di 01:dine rado, le colonm di mezzo battaglione o di compagnia, formazione che, stante la forza generalmente adottata per je compagnie, riconosciamo debba in via normale sostituire la colonna di battaglione. {2) Dalle statistiche ufficiali si ha che le perdite tedesche per ferite mortali furono di 47,236 sott'ufficiali e soldati, cdi ~,409 ufficiali (dedotti i medici ed .impiegati con rango d'ullìciale). Il numero di ufficiali .uccisi risulta da queste .cifre di 6, 45 per ogni ~ 00 sott'ufficiali e soldati. Siccome il rai•porto nella forza era approssimativamente del 2 ,!° di ufficiali, vuol dire che gli ufficiali


2H

PREGIUDIZI

TATTI Cl

appunto nel ròomenlo e nel punto de'I fuoco più · mi::: cicliale si offre·· come bér~1glio ai nemico uha, rrrn·ssa1. d'uomini informe, è vero, e non sappiamo con quai vantaggio, ma di tale densità da · essere più soggetta' aUer perdite' di linea spiegata tanto su due, come sò.' tre righe: Colla'.· tauic·a · del màggioI'e' Scher'ff, a-Ila· qua.le più che' altro non ti'oviarbo appropriato' Pepitet o di nuova: che egli le · dà', • sorto conservatg le tre line·e (01,a si· éliia~ mai'Io sèhiere, evi'dentemen'te è lo spirito della filòsofia ted'é's ca che s'infìltr'a·, Funica cosa non buona di quel grande popolo)~-e solo vorre:Uliè che, conservando per. le altre linee l'ordine· denso, la prima fosse· ripartita in un corpo d'attacco (2/ 3) ed una testa d' a'.ttàcco' (t/3) ( ~) 1 ·la quale ulfrìna soltant'o agirebbe in ordine spa'rso. . Quirl'di, stipponéndcl la forza della prima line~ di' 215 della' fanteria pi·esenté' al fu'Oco, si ha' che- la pa'r te veramente cotrl'battente secondo l'ordine spicciolo de}! maggiore Schért}" sarebbe di !;;r; ossia del •I 3 °lo su tutta la fon te ria. Questi tredici uomini per ogni cento che Scherft

vbrreb'be vèdere, in via normale, impiegati in o-ridine sparso, rappresentano le aspirazioni cui tende il so... stenitore della nuova tattica che, incontestabilmente, h·a trattato la questione con maggiore profondità. EM,ene, conf'ro'fltando una tanto moderata ·m anifestazione coll"ordina'nza dell'Imperatore Guglielmo del 19 marzo 187·3, vediamo che quesla è ancora ben lontana. da quella, inguantochè si limita a ·s anzionare che: « l:e colonne di cotmpagnia debbono essere,' i.n pianura, «· la forma normale da .com·b atti mento ». Circa all'impiego. dei cacciatori ecco quanto prescrive: « 'Per la formazione della catena. dei cacciatori devesi « im'pìegare fin da principio dei mezzi plotoni almeno». Non è vero quindi, come taluno crede , che la Prussia abbia elevato l'ordine spicciolo ad ordine JJ.ormale di combattimento. Per noi, ciò è una prova evidente che in Prussia, là dove s.i comanda, non si è perduta la ricordanza che, anche ai tempi di Blùcher, Je palle fischiavano alle orecchie prussiane come nel 11870-7'1 , e che il successo da cui fu coronata la lotta ac.c anita degli alleati dal 1813 al mm, in cui la più bella parte spetta alle atmi prussiane, è dqvuto al costante impiego della vecchia tattica. · Questa veriLà la vediamo palese anche nel fatto che, mentre da'ua. parte pru;';siana si ·volle auribuire al fucile a retrocarica la :tendenza generale all'ordine sparso, dalla parte francese, ove gli unìciali, che fecero la guerra, appartenevano ad una generazione la. quale a vevala ricordanza personale di guerre fatte senza fucile a retrocarica, si ricònobbe in quella tendenza il fenomeno . di tutte le battaglie e null'altro, e da questa parte vediamo difa.ui ·deduzioni molto diverse. Infine, dalle idee fin qui manifestate faremo spiccare un'ultima osservazione. Non v'è sostenitore della nuova tattica il quale non

urra

uc~isi furono ~n proporzione più cha tripla- in confronto degli alt§i combattenti. Se a ciò si aggiunge che fra le perdite di truppa sono còinpresi i graduati, la maggioranza dei quali, è presumibile, abbia · fatto il suo dovere, e se si aggiunge anche che non tutti gli uccisi. di truppa lo sono onorevolmente, non è certamente esagerato il dire clie i '/4 d.ei soldati si sono mal condotti al fuoco; questo fenomeno ,•e.rificatosi nell'eseriito che a buon diritto ha il primato al giorn·o d'oggi pare a noi dò'vrebbc d'a r luogo a molte meditazioni sull'utilit!l' degli eserciti innumerevoli a scapito ,della scelta ' e con di'nìinuiione d~ii'a durata dei' servizio. Aobiamo cen'frontato te cifre degJi uccisi, percbè quelle dèi feriti, lo sa chi ne ha l'esperienza, hanno un carattere talvolta molto . inéefto. ( 4 A pag. 56 della tràduzioiie più' volti citata, qu'esi ~ propolzione è' d:i '/, - ¼; a pag. 62 di '1s-; 1/; • .A'.Mfaìno q'~inai cònsideràto' 1(., . come rapporto normale tra la tesfa d'attacco éd ii corpo d'attacèd.

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\.

I I


• 2i 6

P.REG-IUDIZI TATTICI

ammetta come. condizione indispensabile al suo funzionamento un'istruzione ed un'intelligenza individuale superiore a quella finora richiesta. Ora, i fatti ci danno essi il dfritto di ritenere ciò attendibile? Una volta gli eserciti erano meno numerosi e quindi · potevano essere fisicamente e, come conseguenza necessaria, moralmente più scelti. Inoltre 1a permanenza sotto le armi era di gran lunga maggiore; eppure nessun capitano noo ha mai contato su altro prodotto, per parte dellà massa, all'infuori di. quella del coraggio e della forza . Forse si crede da alcuno che il saper legg·ere e sci'ivere (prendiamo ad esempio la nazione che si trova in condizioni più favorevoli) dia per se s·o]o un tale sviluppo alla mente · da potèr ·tener conto dell'azione di questa negli atti di tutti gli individui? · È opinione generale, confermata dalla storia, che l'azione di una massa d'uomini tolta dalla maggioranza di una nazione non può essere d'ordine intellettuale, qualunque sia lo stadio di civiìizzazione o di coltura di un popolo. Il credere ciò possibile al fuoco ove, sappiamo che .• anche le menti più colte perdono la più gran parte del loro valore, pare a noi un'utopia che fa meraviglia non si sia affacciata alla mente dei sostenitori dell'ordine sparso per i quali il mestiere delle armi non è . cosa nuova.

LE SOSTANZE ESPLOSIVE ADOPERATE IN GUERRA ( Continuazione \" fine _:_ V. dispensa precedente J

' l<'~lminalo di !Hereurio.

:ç. fulminato di mercurio, più noto sotto il nome di polvere fulminante, polvere di Howard (che ne fu lo scopritore) è un composto chimico; non è però un sale d'un ~cido ossigenato. Fino a questi ultimi tempi si riputava formato dall'acido fulmÌnico combinato al mer·<mrio: studi recenti farebbero credere essere ben divel'.sa la sua costituzione. E così invece che ai sali , oggi si rapporta a quei derivati dal tipo ammoniaca che i chimici chiamano nitrili; sarebbe l'aceto-nitrile C'IPAz in cui un atomo d'idro gene è stato .sostituito dal residuo Az 0 2 ,(p~rossido d'azoto, ipoazotide, vapori nitrosi) dell'acido nitrico, e gli altri due atomi d'idrogene da un atomo bivalente di mercurio: quindi la sua formola sotto tal punto di vista si rappresenta nel modo seguente: O (Az Q!) Hg Az. Considerando che l'aceto-nitrile è identico al cianuro di metile, la formola puo anche scriversi così:

CAz Ò(AzOi) Hg (1).

B.

0REil0

Maggiore di stato ·maggiore.

(1) In ordine alla sostituzione chimica gioverà il far osservarli che allorquando si veritìcan~ metamorfosi di tale. specie entro la molecola di un corpo organico, introducendo al posto dell'eleme~to che sorte -un altro elemento, per esempio, il cloro, od un gruppo composto, per esempio il residuo Az 02, la sua struttura non si guasta, il tipo, come dicono i chimici, resta immutato. Non sono che certe proprietà che .nel prodotto restano modificate, oppure altre nuove si aggiungono.


j 18 iE SOSTANZE ESP I.OSIYE Ma probabilmente la scienza non ha proferita l'ultima sua parola. - 11 composto in discorso si prepara facendo disciogliere del mercurio nell'acido nitrico, e poscia versandovi dell'alcool, il tutto nelle proporzioni indicate dalla teoria. L'esplodere del fulminato di mercurio è dovuto ad una brusca separazione de' suoi componenti, i quali stavano uniti tra loro con un'affinità così debole, si direbbe in un equilibrio così instabile che basta una leggiera percossa, un piccolo strofinio, un mediocre grado di calore per provocare la decomposizione della sostanza. Perciò ad evitare dei pericoli usasi di conservarlo umido fino al momento di metterlo in opera. L'istantaneità del suo decomporsi è dimost;ata da ciò, che scoppiando all'aperto in contatto della polvere, questa non si accende ma è dispersa dai- prodotti gasosi. Questi sono costituiti da azoto, ossido di carbonio e mercurio libero, secondo l'equazione

C2 (Az O'} iig Az N lminat.o di mercurio

=

2 (CO)

+ 2Az +

ossido di

azoto

ca1'bonio

•

Hg

mercurio

Un grammo di fulminato esplodendo dà, secondo i calcoli 155,c . c. di gas. Como si vede questa sostanza' non contiene nella sua molecola abbastanza ossigeno per· abbruciare completamente il proprio carbonio: per tale motivo suolsi in pratica associargli un po' di nitro, oppure metà circa del suo peso di polvere ordinaria (polverino); allora tutto il carbonio è trasformato in anidride carbonica, ed inoltre si ba che l'effetto di esplosione non può mancare. Alla temperatttra a cui questa ha luogo. il mercurio si volatilizza, ed in tal modò la tensione dei suoi vapori rinforza la gagliardia del miscuglio gasoso. Dopo quanto si è detto è naturale immaginarsela come una polvere eminentemente dirompente; infatti la pressione inizia.le raggiunge il suo ,I1:Hlssimo fin da principio,

,rnOPEllA'fE IN GUERrtA ~ t9 e fornisce subito il lavoro di cui è suscettibile. Per tal ragione, ed anche per essere troppo costosa, la sola sua applicazione in grande è di servire a preparare le capsule fulminanti o cappelletti: oggi pure nelle càt'tuccie dei fucili a retrocarica si pone nella parte superiore di quelle un tacco d'innesco, nel cui vano centrale havvi alcun po' del composto fulminante per lo più misto ad altre materie che ne coadiuvano l'azione (1). Nei fucili coll'acciarino, è l a caduta del cane che determina l'esplosione: in quelli a retrocarica, è un'ago che traversando rapidamente la cartuccia ed il tacco d'innesco, produce il medesimo effetto; m!1 nei sistemi più perfezionati, ciò si ottiene meaiante un martelletto o percussore. L'accensione si propaga tosto ai grani più vicini · della polvere, e da questi successivamente agli altri. Una piccolissima dose di fulminato (da 15 a 30 milligrammi) è sufficiente sia per una capsula che per un tacco d'innesco: però la sola sua distribuzione nelle f'a.bb1·iche o nei laboratori pirotecnici esige molta cautela per gu'a rantire gli operai dalle facili esplosioni. Ho accennato altrove che questo ed altri composti. somiglianti non possono servire per lanciare proiettili, atteso l'istantaneo sviluppo della forza che agisce quasi molla che improvvisamente scatti; per cui manifestano la loro energia colla più alta intensità, ma solo a piccole distanze (2). Il fulminanto di mercurio oltre alla confezione delle capsule e dei tacchi d'inuesco, è impiegato oggidì-o solo o mescolato ad altri corpi esplosivi per far delle miccie,

(~) Nel fucile nostro ridotto, l'innesco fulminante è J)J'éparato con

o parti di carbone, 80 parti di solfuro d'antimonio, 6 parti di sollo e '70 parti di clorato di potassio. Nel fucile di nuovo modello si compone di solfuro d'antimonio, clorato di potassio c ful minato .di mercurio mescolati assieme in parti eguali. (2) Le, bombo d'Orsin'i erano caricate con q11csta maforia.

r


LE SOSél'ANZE ESPLO(HVE

t::otone fuhuinaute .

221

AI>OPERATE lN G-UEllllA

dei razzi che devono comunicare il fuoco o l'urto ne. cessario a provocare la detonazione, per esempio del cotone fulll}inante, della dinamite, ecc. Si è rimarcato ..che in generale es.so è meno ·.efficace se adoperato a nudo di quello che si è racchiuso entro un inviluppo, meno efficace se questo, è sottile di quando ha un certo .spessore.

tiva ci è presentata dalla formula C H 0';: se in questa facciamo la sostituzione di parte dèll'idrogene col residuo Az dell'acido · nitrico, noi avremo la pirossilina. Si capisce quindi, come introducendo nella sostanza organi'c~ dei gruppi ossigenati, ~si debba riuscire ad un composto capace di subire una specie di combustione interna conte- · nendo in sè stesso e il principio combustibile ed il principio comburente. Non tutti i chimici vanno d'accordo circa ·il grado di sostituzione · avvenuta: alcuni considerano la pirossilina quale cellulosa pentanitrica C6 H5 (Az0 2 ) 5 O\ altri la ritengono · una miscela di cellulosa binitrica C6 H8 (Az01 ) 2 o~ e di celhùosa trinitrica C6 H7 (Az02) 3 o~. La cellulosa bruciando si converte per intero in prodott1 gasosi; la cellulosa nitrica egualmente. · Tali prodotti sono, per quest' ultima, ossido di carbonio in piccola: quantità, anidride carbonica in molta quantità, vapori d'acqua, idrogeno protocarbonatò, azoto libero e biossido d'azoto che a contatto dell'aria si trasforma in perossido (vapori nitrosi): · non rimane residuo alcuno dopo l'esplosione. Diversi autori segnalano ancora il cianogenoo l'acido cianidrico (acido prussico). Tali prodotti non possono ,essere costanti nelle loro proporzioni, perchè il cotone fulminante non contiene nel proprio gruppo una quantità sufficiente d'ossigeno per La combustione' completa de' suoi elementi; potranno dunque variare colle condi zioni di temperatura, pressione, •ecc. Di_etrO' i calcoli istituiti, 1 chilogrammo di cotone }lOlvere, produrebbe 700,000 calorie e 801 litri di gas e vapori'· misurati alla pressione di 760mm ' ed alla temperatura di· 100° (della vaporizzazione d,e ll'acqua). Sulle proprietà della pirossilina hanno molta influenza: ' il grado di purezza della materia impiegata, le proporzioni degli acidi, la loro concentrazione, la durata dell'immersione e la- temperatura a cui si opera: sarannO' esse quindi più o meno pronunciate a norma delle diverse 6

o:

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'

Si chiama anche pi·rossilina o cotone p'olveTe: è cotone ·~ardato che ha acquistato delle propietà esplosive stanqo immerso per (un dato tempo nell'acido nitrico, o meglio in un misto di acidi nitrico :e solforico. Questo preparato . si deve a Schonbein, lo scopritore dell'ozono. Dopo che ·ne furono cognite le virtù esso fn oggetto di studio per parte di molti scienziati ed in par~icolar modo di distinti cultori dell'arte militare, fra cui va meritament e distinto H generale austriaco von Lenck, che vi intravvidero un succedaneo della polvere ordinaria. , E a dir vero, vi fu un tempo in cui pareva che que$ta dovesse cedere il posto al nuovo ritrovato; se non che, esperienze più diligenti eseguite non più attraverso il velo dell'entusiasmo suscitato sui primordi della scoperta, hanno fatto ragione finora alla vecchia polvere, almeno per quanto riflette le armi di piccolo calibro. I motivi che condussero a tale sentenza saranno evidenti man mano verremo discorrendo di questo composto. L'art~ militare lungi però dal darsi vinta sta ora rivedendo sotto altri punti la quistione, e tenta di risolverla in un qualche ,senso favorevole. La :fibra del cotone puossi ritenere come cellulosa ~quasi pura, la cu·i composizione qualitativa e quantita-

r

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22~

LE S0STAN:ZE ESPLOSIVB

ADO!.'ERATE IN ,GQ~RRA

circo.sianze. Il ~otone fulminante ·si JJresenta colla stessa . forma ed aspetto del cotone comune: s'infiamma detonando sotto la percussione o coll'urto brus«;:o di corpi duri, la, qual cosa su,ccede pure con un calore .di ci~ca .150° (1). La s_ua combusti,one è tanto istantanea ~)1e se ne può accendere impunemente una falda sulla mmio o so,pra una stt'iscia •<li ,pofl,ere senza che que.sta ,pigli fuoco: ._se bqcia lentemente è segno che il cotone ,non fu pr~parato ,a dov:ere, o che è ;-1.Jterato. ~~sopbe l '.J..II1tido at;nosferico .senza soffrirne alte~·azion,e è può .i)l}rsinp ieo\ìs.~ re conserv{l,to sotto l'ac.qua. I pre.gi ~d i difetti della ,pirossil~na (v,an,n.o cj:iscµss.i, onde ne eme:çga la convenienza o no di .11dopei;airla neg,li usi guerreschi: ma io qui non posso chf) en,umerarli. .La facilità d'accensione, il trasformarsi .totç1.hnente in prodotti gasosi senza lasciar ·residuo, il bruciare senza fumo (il quale d_u rante il con;i.battimento im,pedi.sçe 1a vjsta), il poterla ridurre a piccolo voltj.me comprimend_91a·, e sopratijtto la gran fo:i;za ,impuls~va che inge;nera _d e,t onando .sono vantaggi da non trascqrarsi. Dç1, ,altra parte la sua esplosione è, com.e si dis,se"ista,ntanea e n,on ,s,u ccessiva, per cui il calore accu.mulato è .in iofte quantità: amme.ttendo che essa abbi.a h-1,qgo in un~air!lla, l.a forza di tensione dei gas si cçn..c~ntra in,poc4i punti della superficie in.terna, quindi se le pareti non .saranno 1 ,a9)?a·stanza resistenti ne avverrà la .rottura , pell'arma : , è du;aque una polvere dirorç.pe~te. I iVapqri ,nitrosi,. o,4.e si manifestano in seguito all'ossidazipn,e d~l biQ$Sido d'~,zqto, reagendo poscia sul vap.ore acqut;io oo,n~ensato, ,ÀW.IlO luogo alla forma~i0n~ d,'acido nitrjcp. c4e .inta,cca le,pat~ti della ~anna, cosicche, d,9po I)pn m,olto ..~erqpo.,4U\l,s,ta.,ri-

0

\

... (-1)• RHenga'nsi •q.uesti ..dati relativi alla ·temperatura piuttosto come -una m!ldia, tllOD· essendo , su ;tal punto qoncordi ,le ·indicaiioni degli a,utori. . , , ; , . . . . . ,

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·2'.z.3

!llan~ talmente deterjprato che non è!I)Lù $,eryib,ile, I.gas ,çl;i.e ~i,prod~cono mentre .si fa fuoco incomop.~no il tiratore. A ~u~go }ndare Ja pirQ§Silina soffre una .spe.cie di dec.omposizione-spontanea, e t,4:q.to più pre.st.o ~o.t to l'azione 1della ltJ.ce solare: in tal condi1/.jone 0$,\ìa.. si trova tr.asfornrnta ~ destituita qelle sue proprietà esplo.sive; e può avveµ,ite ancora che sul PI;'incipio del suo 4,ecomporsi la te~pe~ .ratura_innalzandosi cagioni una detonaziqne. Per.ò se nella sua ,Preparazione s'impiegarono materi.ali pMri,, e questa fu col'.).dotta accurat.ament~, si può ricavare un prodotto dotato di s.ufficient/j stabilit.à. -J,.e sostanze ,che entr~o in una data composjzi9ne i pirica . daranno . g~r,a ntigia di sicurezz~'. ~e sono sta)ili; ,ma ciò è .~ubordin.~to al rlor grad9 di ;:\-lteral?ilità a frqnte :degli agenti .atmos;fe~;ici. Ad ese:çi,JJio: 1'ass9rbime1;1to di ,umidità ,p,uò .a f po,co rper volta , provocare un'azjone chi:r;pfo<1,., ,e ..come co.nsegue~a pon solo un gu_asto ,nel .Proclotto ma .anche ,un~,gr.a nde · proqabqi.t,à di di~?,,stri., gi~cchè Je re~zip.ui chimic4e .incomin~~ate che si,ano in un pµnto si diffopdon,o ,per ,tµ.tt,a la massa sviluP,-p ando del cpJore c~p~ce a d.ar lµ~go ad una spontanea ignizione o ..ad un'eiSiPlosip.n,e, .gualopç1, le reazioni si ,succeda.no r~J!iiiamen:tfl. T.ç1,lvolta deUe piccole tr;acce di materie es.t ranee possono essere la causa dei mentovati effetti. · ' ;f L'~.pperiimza, d'aqqo,rdo.in ciò colla teoria, ha_. c_q nferm~to., ç]ie per . 9ttenere l'effet~o ma;i.siruo bisogna comprimere il Gotq:q,e fulminante ,e ridurJo al ,..p,iù picçolo VOh\me _pos~ibile; con ti le speditmte n,on solo .sLj;aci:j.ita la sua infìammaiione, ma .viene ç1,ccre$CiJ,1ta -~ pres,s iqne ini2iiale., Il gener:.ale . Piobert ,h;i. ,r:Iiw.os.trfl,tO i~fatti che ques~a è ,più .che tr:ipla,; qi que,lla.svilu,PR~t.a ~?,1,l!I, polvere o;rf{iI?,à;ria,.,~e.ntre che .jl, l~voro ,D,lfl,$Simo n.e è a.P,pel)a,più grp.µde, ...:. Per ,ispie.garci ,c,cµne up,co,rp.q., qu;i,l è a:d esemp,iò ) .a ,piros~iJ.in~, deto)li più f~ci\:we:ç,te sotto }a per?~$Sf p.n,\3 çi;i;ta»,dp è cpi;ç.pr~s.s.,a, 1di rguanqo .è


224, LE SOS1'ANZK ESPLOSIVE semplicemente in falda, fa duopo riflettere che in questo caso i primi colpi che riceve sono impiegati a far ravvicinare . le particelle; e ben si capisce che essi vengono attuiti dalla resistenza, cioè dall'iner zia che oppongono le dette particelle a diminuire le rispettive distanze che serbano tra loro. Solo allorchè le medesime per r eplicati colpi si sono r avvicinate in guisa da non potersi più oltre muo-vere, la forza comprimente si trasformerà in calor e provocante l a chimica decomposizione. Il cotone compresso trovandosi in circostanze propizie fa esplosione sin dal primo colpo: l'intensità del colpo però è subordinata anche alla quantità di materia. - L'ossidazione del cotone fulminante si può rendere completa coll'aggiunta di nitrato di potassio, o di clorato di potassio; tutto il carbonio convertendosi allora in anidride carbonica; con che verrebbesi ad ottenere un lavoro massimo più forte che impiegandolo da solo: ciò del r esto,. non ne scema gl' inconvenienti e non porta grandi vantaggi, se si accettui un'economia nella sostanza. In Austria pochi anni addietro la pirossilina minacciava di soppiantare la polvere; infatti si pareva colà decisi ad applicarla all'artiglieria ed alle piccole armi da fuoco, ma dopo maturo esame se ne abbandonò l'idea. Oggidi questa è tornata in campo; se non che invece di ostinarsi a volere l' impiego del cotone fulminante per la generalità delle armi si cerca di utilizzarlo in casi speciali. In Inghilterra parimenti si procede ad esperienze consimili : ma dove queste differiscono da quelle che si facevano una volta è nell~ forma sotto cui esso si usa; presentemente è allo stato compresso che si cimenta. Inoltre si fanno dei tentativi per r egolare la sua rapidità di esplosione addizionandolo di altre materie affatto inerti, per es. stearina, paraffina o una soluzione di caoutchouc: come pure . fu esperimentata della pirossilina compressa con altra non compressa, un

2~5 misto di essa con cotone non n itrificato, ed infine diverse qualità di fulmicotone più e meno esplosivo associate assieme. E qui torna acconcia un'osservazione: quando per moderare l'azione di una sostanza esplosiva dirompente cercan d0 di regolarizzarla più che sia possibile si è c~stretti a ricorrere a qualche altra: materia od inerte o che prende parte alle reazioni, non si può a meno cb.e certe qualità speciali, per lo quali dette sostanze si mostravano superiori alla polvere da guerra, non ne restine> sacrifìcate, per es. la maggior energia impellente, l'assenza di fumo, la ridu zione nel volume della carica, il non prodursi materie solide che insudiciano l'arma. Il poter conciliare l'uniformità d'azi one non troppo veemente colle qualità speciali a certi composti ,chimici attamente esplosivi, ecco il problema che l'arte militare vuol risolvere per l e armi di piccolo calibro. Gli sforzi maggiori rerò sono rivolti al modo di prepararlo; e così prima di tutto si tolgono al co~one quelle impurità che naturalmente contiene e che sono il punto di partenza delle modificazioni ed alterazioni che in seguito patisce; quindi non si adopera più in fibra, ma ridotto in una pasta finissima ed omogenea come si 0pera per la carta, pasta che viene poi nitrificata. Ciò conviene assai utilmente per l a compressione a cui si assoggetta il prodotto così ottenuto, giacchè è possibile dargli quella forma (di nastri, trecce, fogli, dischi, cilindri cavi o massicci e perfino di grani), quella compattezza e coerenza che si richiedono, le quali ultime, non calcolando .il vantaggio di poterle graduare a volontà, contribuiscono all'uniformità di esplosione. La pirossilina che in tal guisa si prepara si è dimostrata anche più stabile e di più lunga du-rata, e, cosa importante, di una grande sicurezza nel maneggiarla e nell'im magazzinarla, non detonando per un infiammazione accidentale se è in masse compatte. Quest'ultima circostanza si verifica soltanto allorchè ANNO xvm, VoL. 111. 45 ADOPEUATE IN GUERRA.

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2~6 LE SOSTANZE ESPLOSIYE trovasi racchiusa in vasi a pareti robuste, per es. nelle bombe, spiegando in tal caso tutta la sua terribile potenza balistica (1 ;. La sua detonazione può essere provocata altresì da quella di un'esigua quantità di altra sostànza esplosiva per es. dal fulminato di mercurio'.; anzi da alcune esperienze parrebbe che anche all'aria libera, sempre però allo stato compre·s so, tal cosa possa succedere: la nitroglicerina invece non si dimostra attiva su di essa che a dose esagerata. Risulta da numerose esperienze che la pirossilina compressa contenuta in cassette, siano pure a pareti molto resistenti, non detona se anche queste vengano colpite da una palla di fucile. La probabilità di esplosioni o la loro violenza si possono d'altronde diminuire rinserrando la sostanza entro cassette da cui mediante qualche espediente , per es. dei fori, abbia sfogo l a pressione dei gas qualora ne succedesse la combustione. Con cariche comparativamente piccole apposte superficialmente a delle palizzate, a dei solidi muri di costruzione, per es. casematte, ponti, magazzini ecc. si è riusciti a demolirli del tutto, comunicando simultaneamente l'~ccensione mediani:e razzi detonanti: sarebbe dunque un mezzo facile e certo di distruzione opportuno in certe operazioni militari ov' è ~ecessaria · molta speditezza. . Il cotone fulminante si è mostrato assai efficace per i suoi effetti meccanici nelle torpendini tant o alla stato ordinario (in Austria si usa sotto forma di corda) che allo stato compresso, nel lavoro delle mine ed in quest'ultima condizione è tanto più vantaggioso sia per

227 la speditezza del lavoro che per la riduzione nel numero, nel diametro e nella lunghezza dei fori. Se ;non che nei lavori di mina sotterranei è da temersi l'azione .asfissiante e tossica dei gas, notandosi fra questi l'ossido di carbonio, deleterio, e per di più combustibile. Se ne è anche tratto partito per la confezione di miccie' usandolo solo od associato ad altre materie esplosive. ADOl'EllATE IN GUERRA

~itroglieerina.

Questo pure è .un composto chimico definito : appartiene alla categoria delle sostanze organtche nitro-sostituite, ed è abbastanza ricco in ossigeno per abbruciare completamente senza che gliene venga fornito dall'esterno. La nitroglicerina Ì:\ il prodotto nitrato della glicerina o principio dolce dei grassi, la quale si ricava tutte le volte che si fa lo sdoppiamento delle materie , grasse in cui si trova combinata agli acidi grassi (oleico, stearico, butirrico, palmitico, ecc.) come per es. nella fabbricazione dei saponi, delle candele steariche, ecc. La glicerina in ordine alla sua funzione chimica riguardasi un alcool triatomico, e come tale la sua formala si scrive 0 3 II5 (OH)3. Gli alcooli triatomici per formare dei sali neutri (che sono eteri composti) reagendo con un acido monatomico hanno bisogno di combinarsi con 3 molecole di esso. Tale è il caso della glicerina che accoppiandosi coll'acido nitrico dà luogo alla nitroglicerina, etere neutro il quale rappresenta il prodotto di , sostituzione di 3 volte.il solito g ruppo Az02 a 3 atomi di idrogen_e della glicirina ; e così la formola succitata diventa 0 3 H0 (O. OAz 0 2)3. La nitroglicerina, detta anche olio {ttlminante, nitrolio, t1·initrina è stata scoperta dal chimico nostro Sobrero, ma la sua prepara-

(·1) Vi si rdiiede un calore di circa -170•. li cotone polvere tinchiuso in casse di legno leggiero non esplode se venga acceso, perchè la pressione interna dei gas non pena a sfasciare le pareti, e così il calore cho ne conseguita non ha tempo di aecu~mularsi e di rendere quella più poderosa fino al punto di determinare l'esplosione. ·

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228 LE SOSTANZE RSPLOSIV-E i ione in grande e Le sue ,applicazioni SQno dovute aJ1' ingegnere svedese Nobel; ed è perciò che è nota altresì col nome di olio esplodente del Nobel. La preparazione della nitroglicerina era sui primordii del suo impiego una cosa -molto pericolosa, e si raccontano parecchi accidenti occorsi alle persone che vi erano occupate. Oggidì le llrecauzioni si sono cosi moltiplicate, il dettaglio delle oper azioni e manipolazioni è così circostanziato e precisato che si è giunti a dettare, direi quasi, un regoloroento completo, in guisa che ogni pericolo nella preparazione è ormai rimosso. Lo stesso pur troppo non può asserirsi nè rapporto alla sua conservazione, nè al suo trasporlo che non sono scevri tuttora di gravi inconvenienti. Ma veniamo alle sue proprietà. È un liquido giallastro, d'aspetto oleo.so, più denso dell' acqua in cui è insolubile, non prova alterazione dall'umidità, ed è dotato di virtù tossiche ; la sola inspirazione de' suoi vapori cagiona un intenso male al capo. Scaldato al dissopra di 250° esplode violentemente; piglia fuoco con difficoltà ed arde con lentezza, massime se è sparso su ampia s~p.erficie, a contatto di un corpo in combustione od arroventato ; al colore rosso detona e con grande impeto. Un urto, una scossa o la percussione sono l mig·liori mezzi per indurlo a detonare, e più agevolmente ancora se dapprima si trovava com':" pnesso; basta pure una piccola carica di polvere che gli si accenda vicino. L' elettrico non è valevole a farlo scoppiare (1). Un freddo poco intenso ma prolungMo lo i:iolidifì.ca: in tale stato si crede sia molto più facile ad eaplodere, ma. fu provato, che. solo la trascuratezza nel

prendere le dovute cautele, allorchè si trattava di farlo sgelare per servirsene, cagi,mò diverse disgrazie; invece si mostra restìo quand'anche venga percosso o comunqùe confricato: la ragione del fat to starebbe in ciò, che una sostanza solida esige,per volatilizzarsi, una quantità maggiore di calore che una liquida, per cui il colpo, l'urto determinante l'esplosione deve esser~ più energico. Per ispiegare la sua potenza non abbisogna di essere rinserrato in vasi a pareti robuste. - La nitroglicerina quando è pura e preparata di recente è una sostanza che si può maneggiare sen za timore. Se è preparata da molto tempo, o se è impura, massime se è stata sovente esposta alla luce solare, fa d'uopo andar assai guardinghi: nel primo caso soffre un principio di decomposizione spontanea (1) , ed i gas che ne provengono trov~ndosi raccolti in vasi chiusi esercitano sul liquido una forte compressione; nel secondo caso contenendo delle piccole quan'tità.. di glicerina e ,di acidi (è un misto di acidi sol.. forico e nitrico che serve a prepararla}, le quali non reagirono , vi ha tendenza alla combinazione nel seno stesso del liquido : in ambo i casi basta quindi il più piccolo urto o· movimento per produrre uno scoppio. Queste considerazioni hanno consigliato a purificare il più che sia possibile la nitroglicerina che deve essere conservata, privandola altresì delle porzioni d' acquai foi:matasi durante 1a reazione: ciò non è più necessari0' se l a nitroglicerina s' impiega poco dopo che si è pre-parata; anzi le dette impurità contribuiranno all'efficacia) esplosiva del prodotto. La nitroglicerina è una sostanza che sotto piccolo -v0l ume concentra molta forza ; ed a questo riguardo

(~) Sembra che vi sia · qualche dilfcreuza nelle proprietà del prodotto s~ontlo che si è adoperato per prapararlo o glicerina anidra o glicerina idrata.

(4) Si origina dell'acido ossalico che favorisco I' ulteriore alterazione del liquido; ecco perchè in to.lc contingenza è prudente il mesce1wi qualche sostanza alco.lina.

ADOPERATE IN OUERRA

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LE SOSTANZE ESPLOSIVE

ADOPERATE IN GUERRA

sorpassa tutte le altre materie piriche usate in guerra e nell' industria mineraria. 11 miscuglio gasoso proveniente dalla sua decomposizione consta di anidride carbonica, di azoto e di vapor d'acqua; e siccome essa contiene un po' più di ossigeno di quanto abbisogna per la sua combustione completa, questo o rimane l ibero, o si combina talvolta all'azoto formando del protossido, oppure del biossido d'azoto (si formano pure tracce d'acido nitrico). Cosicchè la reazione può essere espressa, net caso più comune che l'ossigeno resti libero, coll' equazione seguente:

in questa prima fase atteso i fenomeni di dissociazione che durante l'esplosione intervengono. Nei primi istanti gli elementi dell'acqua e dell'anidride c·arbonica devono trovarsi separati, ma combinandosi dipoi danno origine a nuove quantitatà di calore le quali regolarizzano la · diminuzione r apida delle pressioni che tenderebbe a ve- . rìfì.carsi; talmentechè l a nitroglicerina in questa seconda fase agirebbe come la polvere. Il composto in discorso riassume in sè i vantaggi delle sostanze dirompenti, e ciò sarà utile per effetti di dislocazione, e di quelle che non lo sono, e ciò sarà utile per effetti di proiezione ; per cui variando la dose nelle cariche si potrà raggiungere ora l'uno, ora l'altro, ora . ambedue gli scopi. Intanto è bene sapere che non ostante tale potenza balistica che ha quasi del portentoso la nitroglicerina non ha potuto trovare applicazioni per le ·armi da fuoco: le, ragioni esposte mi dispensano dal dirne il perchè. Attualmente si stanno istituendo delle esperienze in Inghilterra affine di vedere se è possibile d'impiegarla per le artiglierie associandola a qualche altra materia, sia per neutralizzarne gli effetti perniciosi , sia per cambiare la natura di certi prodotti della sua combustione. - Un miscuglio di nitro e cotone fulminante in forma di grani imbevuti di nitroglicerina, a cui si è imposto il nome di glioxilina, è stato vantato di un' efficacia senza pari nei l;wori di mina; ed assicurasi che si presti · assai bene per gettar delle bombe. L'urto, la percussione, la caduta di un peso sono bastanti a far detonare la nitroglicerina, le quaU çause si riduco.no infine alla trasformazione della forza viva in calore. La pressione che ne conseguita sul pr imo strato essendo subitanea non può ripartirsi su tutta la massa , per cui il calore accumulandosi soltanto sulle molecole urtate o percosse ne eleva di tanto la temperatura da provocarne la scomposizione; il brusco estri-

3

4[C H.~ (O. Az 0'1)3) nitroirlicerioa -

= 12(C 0

2 )

an idt•id~ carbonica

+ 10 (IP O) + 12Az+20 acqua

azoto ossigeno

1 chi}ogrammo di nitroglicerina produce, dietro i calcoli fatti, 1,282,000 calorie e 710 litri tra 'gas e vapori misurati a 76Qinm ed alla temperatura della vaporizzazione dell'acqua~ cosicchè 1 litro ne forn irà 1135 l itri attesa la maggiore sua densità in confronto dell'acqua (1 ). Paragonandola alle polver i da guerra si avrebbe che· sotto lo stesso peso essa svolge tre volte tanto gas chel a polvere al nitrato, due volte tanto di quella al clorato: riguardo al calore si avrebbe che quello sviluppato, dalla nitroglicerina è doppio di quello che dà lo stesso peso di polvere al nitrato, e supera di 1/3 quello-della polvere al clorato. Se è così grande la quantità di calore, s'immagini quanio poderosa dev'essere la pressione, che ne deriverà, la quale si è calcolato sarà circa 10, volte maggiore che nella polvere ordinaria. La nitroglicerina è dirompente in causa dell'istantaneità della sua decomposizione, quindi le pressioni iniziali sono validissiµie; però non tutto il lavoro si compie.

(4) Secondo i còmputi del professore Kopp sarebbero t298 litri.

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S32 LE S0S-TANZE ESPLOSI.VE carsi di gas in tal mod0 prodotto è 0ausa· alla sua voltai di proosi0ne e quindi di calore sullo strato successivo, ei cosi via via -fino a ,che tutta, la massa non sia stata ifil:.. vestita,. e non sia entrata in reaiione. Il :ffenomeno che' a:bbiamo per> così dite_scomposto ed arializza:to, si compie . in uno spazio di tempo tanto breve che in pratica · èi difficile di poterlo apprezzare. Resta dimostrato da, ciò· come un principio di: deeomposi:zione., quale si verifica ne1la nitr.ogJ.icerina pr.eparata da qualche tempo, e molto più se è impuva,, sia, favorevole alla pronta sua esplo-, sione. Da quel10, che si. è detto è facile il comprendere. che gli efletti descritti saranno tan:to più possenti quanto ?iù, gagliardo sarà l'impulso primitivo, appunto perchè il calore g~nerato sarà in proporzione più-rilevante: che1 se l' azione ha luogo su della glicerina compressa la forza che ne nasce avrà un'energia anche più grande. Tal cosa si manifesta pure col:la pirossilina, sebbene la compressione · pe.r essa non possa spingersi al punto dai toglierne affatto gl' interstizii. Una miccia confezionata con cotone polvere o con fulminato di merG~rio, o meglio ancora con un misto di fulminato e di clorat o dii potassio può sel'vire meravigliosamente a dare lo scuo-, tbnen to necessario alla: nitroglicenina pe1~ deo0mporsi. (l-). L'intensità. della forza esercitata dalla nitroglice-rin a , può essere accresaiuta mercè, l'aggiunta, di u na piC'cola1 dose di mater.ia, oombustibile , dentro certi . limiti però. ·-- -

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'.il3:3> per non ,cambiare la natura delle reazio1:i chimiche. l?-fatti se ben si ricordt11 nella combustione interna di, essa, ,11ima-n.e ancora disponibile una porzione di ossigeno·; è vero che l a; quantità, dei gas non cangerebbe sensi,0il-· mente, ma v,errebbesì ad aumentarne la temperatura e1 quindi la tensione. ~ L'inconveniente più serio1che reca. con sè l'uso della. Ritroglicerina sta nel st\O trasporto. Si sono immaginat'i diversi ripieghi, ma a nulla,di proficuo hanno approdato;, @gn i tanto dei terribili disastri rendevano avvertiti deHa necessità di. rjco:r.t1ere a mezzi che a,llontanassero di sieuro ogni pericolo. Dopo molti tel).tativi si è finalmenre) i:iusciti nell'intento e in un modo che soddisfa a t utte1 lé esi,genz.e col ritrovato della ADOPERATE IN G-UERRA:

La dinamite non è un composto chimico, definito,. e n:e:mmeno un miscuglio. nel sens@, in cui l'abbiamo cons.iderat.o. È nient' altro, che, nitroglicerina atrsociata, atL una materia inerte, la quale non prende alcuna _parte nelle reazioni che succedono all'atto, della· combustione, e qh~ adempie soltanto ad un u.ffìcio purament-e fisico. 1nso:mma la i:;0stanza introdotta non aggiunge e non to~lie delle s,ue p11oprietà; alla n,itr.oglicerina, eccetto, che,

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(4) Berthelot ha fatto degll studii speciali sul calore réso libero da certi corpi (nitro-carbonati) nell'atto della, loro, formazione e-loro scomposizione, ed ha applicato.. una. sua tco,ria, tennodin.ami(:a ai com-, posti e,splosivi. _Non gosso q~j rirorture le interessanti· H\e. osserva-· ziimi ; accennerò soJ9 al p.rinciP:lo fondamentale, che ne emerge, Il calore svolto dalla loro comb,ustiono ò, a parità di circostanze, èli tanto maggior~ quanto minore fu quello sviluppato nell'unione che i gruppi for!llaior1 contrassero reagendo. cliimicam<lnte ti>a Iòro: come conse~

gucn.za' di quest'ultimo fatto si ha che i componentil conserva-no più. eHergia nel sistema del· prodotto il quale perciò riesce, d'una, debole, stabilità, Valga l'esempio·deUa n.itroglicerina e del cotone fnlminante: la , prima s.viluppa 430.0 calore per ogr,i eqµiva lente- d'acido (nitrico) fis.sato il secondo 11,000 per ogni'equivalente d'acido (nitrico)' fissato. lìitai1to quella è piL't facile a decomporsi mettendo ill' libertà un'a fol'te . proporzione di caloro, ,questo è, relativamento pìù stabile e quindi .allorchè brucia in minor copfa fornisce calore.

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234 LE SOSTANZE ES!'LOSJn la rende meno proclive a decomporsi, ed in ciò sta appunto il pregio della dinamite. La nitroglicerina racchiusa nei pori e negli interstizii della materia inerte è guarentita dalle pressioni e dagli urti in guisa che la loro propagazione diventa più difficile; e la sicurezza è maggiore più sono piccoli i detti pori od interstizii : invero se si adopera della silice la quale invece di polvere fìna sia sotto la forma di sabbia da fiume la nitrogli.:. cerina detona quasi come fosse sola. Deves i il t rovato di cui teniamo parola al Nobel che gli h a pure dato il nome. Si prepara ordinariamente con 75 p. di nitroglicerina e 25 p. di materia inerte che si mescolano assieme. È stato proposto un gran numero di sostanze per questo scopo; è così la silice, l'allumina, il caolino, il tripoli, il grès, il mattone, ecc. (per lo più si dà la preferenza alla silice); una condizione essenziale è che esse siano polverizzate e porose. La nitroglicerina da impiegarsi dev'essere pura e disidradata; oltrechè l 'acqua diffì.culta la sua esplosione, la matiria destinata a trasformarla in dinamite perde una parte del suo coefficiente di assorbimento in presenza d'acqua. Per la stessa ragione anche la silice dev' essere disseccata. La dinamite presenta tutti i pregi della nitroglicerina senza averne i difetti. È una massa solida che si presta bene ad esser conservata, trasportata ed alla confezione di cariche da tenersi preparate. Sebbene dirompente tuttavia non lo è allo stesso grado della nitroglicerina perchè il calore sviluppato si ripartisce tra i prodotti della combustione e la sostanza inerte, e come conseguenza dell'elevarsi meno la temperatura ne viene una minore facilità di esplodera. Ciò serve a diminuire le pressioni iniziali; però il lavoro massimo conserverà lo stesso valore essendo sempre proporzionale al peso della nitroglicerina. P erchè abbiano luogo questi effetti nel

ADOl'EllATE 1N GUEIH\A

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modo indicato è necessario che il miscuglio sia omogeneo in tutti i punti della massa. L' urto, il con~atto di corpi infiammati, gli attriti, il trituramcn~to so~o meffìcaci sulla dinamite, sempre quando non s1 trovi entro un inviluppo resistente; che se è validamente compress~ in vaso chiuso allora si mostra sensibile ai detti mezzi; e così pure se è battuta energicamente tra due corpi duri. Detona con difficoltà per la percussione, e bisogna che il colpo sia molto più vigoroso che per l a nitroglicerina; detonando non lascia sentire che un debol e rumore. Una forte scarica elettrica può farla esplodere se risLretta in un vaso a pareti robuste, inalzandosi in t'al caso sufficientemente l a temperatura. Bruciando all'ari a libera (1) non produce esplosione e non dà fumo. La polvere ordinaria perchè possa esercitare -~utt~ 1~ sua azione fa d'uopo che sia collocata entro spaz11 chiusi; la dinamite all'incontro amhe all'aria aperta e apposta semplicemente (compressa in cartuccie) contro corpi resistenti ne cagrona la rottura. Onde provocare l' e~plosione della dinamite è necessario ricorrere al fulmmato di mercurio o ad una materia analoga che possa dare un urto violento capace a risolversi in intenso calore: una discreta carica di polvere convenientemente disposta può supplirvi. La dinamite detona anche a bassa te~peratura; solo si richiede che il fulmin~~o ?i merc~r1_0. costituente la miccia abbondi quanto p1u mtenso e 11 freddo, il quale però non deve eccedere i - 6°. Las~iat_a 'esposta lungamente all'aria libera si impoverisce d1 llltroglicèrina e diviene perciò meno attiva. Riguardo alla sua forza di proiezione si sono fatte delle esperienze caricando delle bombe, e si è visto eh& il numero delle scheggie ottenuto è ben più considerevole

(~) Basta ~pplìcarvi un calore di Cil'ca 190'',


236 LE SOSTANZE ESPL0SlV.!!. che se si impiegasse un volume eguale di polvere da guerra: sapendo ciò, pel migliore effetto utile bisognerài· che tali proiettili abbiano le pareti di uno spessore più. grande che loro non si dà ordinariamente, affinchè r0mpendosi in un numero minore di scheggie queste sian9 animate da una ma.ggior forza di proiezione. Nei fori delle mine si ha colla dinamite circa otto volte lo stesso effetto prodotto da un volume eguale di polvere da mina (1). Però una difficoltà, che è comune a tutite le nuove sostanze fulminanti, consiste nell'impedire la prematura esplosione del proiettile o dentro l'anima del pezzo od a poca dtstanza dal m~desimo stante la concussione che esse provano nell'atto in cui si accende la carica che deve lanciare la bomba o l a g·ranata. È stato consigliato per romper e i cannoni presi a,l nemico o quelli che si è costretti a lasciare durante una ritirata o l'abbandono di una posizione, di introdurre un petardo ad inviluppo metallico carico di dinamite nell'anima del cannone, facendolo scoppiare col mezzo di apposita miccia. Se si riflette che l'inchiodare i cannoni come si usa praticare è un'operazione che non si compie tanto celeremehte, e che non sempre si hanno sotto mano gli strumenti o gli oggetti che occorrono, e pèr dì più che un cannone inchiodato non sempre è messo definit ivamente fuor di servizio, si vedrà che tale consiglio merita di essere preso in disamina (2). La dinamite può {1) Nelle mine usando la polvere è indispensabile il riempire le gallerie o condotti o fori con materie re'sistènti o ben pigiate; d1°ciò· si poò fare a meno colla dinamite, colla nitroglicerina e c~l è'ofone folmioan te compresso . . t2i;Quando lo spessore del metallo è ragguardevole, come nélle grosse arti,glierie da muro, ò necessario chiudere la bocca di esse con un otturatore. qualunque affine di accrescere la pressione. del miscuglio gasoso. Fu proposto di mettere su l petardo un turacciolo conico di legno leggicro che pot rebbe così. adattarsi ai peizi di qualirnque calibro.

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2;37 servire per torpedini riempiendone delle botti da porsi a fior d'acqua per far saltare a distanza dei ponti di battelli; per rovesciamento di palizzate, mmaglie, pile metalliche; per distruzione di ponti, opere di fortificazione, vie ferrate, ecc., giacchè possiede una decisa superiorità sulla polvere, massime quando le circostanze n.on permettono di praticare dei fori di mina. Riesce ben adatta pei lavori in terreni umidi ed acquitrinosi stant~ la sua proprietà di detonare anche sotto l'acqua (1). E preziosa per l'economia di . tempo specialmente ove si tratti di roccie dure in cui i fori di mina potranno essere più piccoli, basta che siano più profondi. La dinamite è da diversi anni impiegata in Austria, Prussia, Stati Uniti d'Amer ica, Svezia, Belgio, Inghilterra ed in Australia, era quasi sconosciuta in Francia al principio della guerra del l870, ma durante l'assedio di Parigi ha reso dei buoni servigi. Il crudo e memorabile inverno di quell'anno aveva fatto congelare la Senna imprigionandovi una parte della flottiglia; non ·si pervenne a liberarla che ricorrendo alla dinamite. Il suo tJ?asporto si fa senza inconveniente alcuno sulle ferr,ovie, anzi si .considera meno pericoloso di quello· della p0lvere. -È vero che non sono da temersi per essa gli urti e gli scuotimenti inevitabili in simili oircostanze; basta · però che alla dinamite, quando è confezionata in cartuccie (nelle quali si trova fortemente compressa) non vadano connesse delle c.apsule fulminanti, giacchè in allora il pericolo sar ebbe quasi cento; per cui la pruAD0PEllATE IN GT;E RRA

f

(,1) Tr~tt(\ndqsi. di cariche tir.ate sott'acqua , e ciò deve intendersi ~I,t,resì per altro matei;ie esplosive, npn è più necessaria la i:obustwt~ 9,ejl~ pareti ~el vaso, sopperendovi la resistenza del ~cz_zo: bisogna però che l'iu.vilµppo della carica sia idrofugo, e la miccia detonante sia m.olto energir.a ~tiiachè la materia esploda istantaneamente e prima che a).lbia temp9 di disperdersi nell'acqua. ·


11

238 LE SOSTANZffi ESPLOSIVE denza suggerisce di tenere le une e le altre in casse separate. Circa la conse.rvazione di cartuccie a dinamite si è .fatta un'osservazione. Dopo un certo tempo <lacchè erano state preparate, la carta che servi va d'involucro era di- . venuta oleosa e la macchia formata si era estesa ai corpi vicini, per esempio, al legno delle casse che le -conteneva; ciò proveniva dalla nitroglicerina assorbita dai pori dell~ carta. Oltre la perdita di essa, cosicchè a lungo anelare nell'interno delle cartuccie non rimangono che le materie inérti e la dinamite è resa affatto inattiva, si corre il rischio di· gravi disgrazie perchè la nitroglicerina non si trova più protetta. Infatti un pezzo di quella carta e di quel legno battuto su di un'incudine .fu provato che facevano esplosione. (Questi timori secondo alcuni sarebbero esagerati). Ad orviare tale perdita e la probabile evenienza di un pericolo si è sostituito un inviluppo non poroso, qual è la pergamena vegetale, dalla quale, secondo esperienze di Abel, il liquido non trasuderebbe anche sotto l'influenza di una temperatm·a elevata un po' protratta; bensi per endosmosi si separerebbe i L liquido dalla silice qualora si trovassero le cartnccie in contatto dell'acqua. A proposito di conservazione debbo soggiungere che pe1~ neutralizzare quel po' di acido che la nitroglicerina potesse col tempo ingenerare fu consigliato di mescolare alla dinamite una piccola dose di sostanza alealiaa. L'utilità della dinamite negli usi guerreschi ed industriali è omai incontestata. Per ispaccare o rompere delle roccie in frammenti molto minuti, pel traforo di trincee per eseguire delle mine in genere si hanno degli effetti assai più considerevoli che con la polvere, la quantità di materia richiesta è comparativamente minore, e vi è pure la convenienza dal lato economico. Infine la raJ>idità di sua combustione puossi dirigere e graduare a

239 volontà, c10e rendere la dinamite lenta e pronta a norma dello scopo a 'cui si mira; tutto dipende dalla propor".' ziohe di materia inerte. Il dover ricorrere ad appositi mezzi fulminanti per mettervi il fuoco è un pregio anzichè un difetto, essendo gli ordinari mezzi non sempre scevri di pericoli. A questo proposlto non sarà oziosa una considerazione. Come per la dinamite, così per altri corpi esplosivi una data ,s ostanza o la stessa dose della medesima non se.rnpre è valevole qual causa determinante l'esplosione: una piccola quantità di fulm inato di mercurio esplo..dendo provoca quella del fulmicotone compresso; un eccesso di nitroglicerina o di ioduro d'azoto nelle stesse condizioni è i~potente. Naturalmente si è indotti aricercare il perchè di questa differenza nella manierad'agire: come avviene che una sostanza capace ad indurre la decomposizione istantanea in un corpo sìa impòtente su di un altro? Abet ha emessa una giudiziosa interpretazione del fatto, che, sebbene combattuta e rigettata da alcuni, è, a mio credere, nello stato attuale delle nostre cognizioni la più soddisfacente. L'esploder e di una sostanza accade in seguito ad un movimento comunicato sotto una forma che non è sempre la stessa, per lo più è o meccanica o è termica, le quali, quantunque reciprocamente trasformabili, pure sappiamo che non producono il medesimo effetto. Questo dipende oltrecchè dalla natura dell'impulso dato (lasciando da parte la stabilità chimica relativa delle molecole) dalla sua intensità, dalla direzione secondo cui si propaga, ma sopratutto dal modo col quale si presenta a fronte delle vibrazioni già esistenti nel sistema molecolare del corpo investito, o di quelle che esso vi suscita. Insomma dall'accordo fra queste e le soprovvenienti succederebbe un'esaltazione, una commozione tale dà indurre il turbamento nell'equilibrio mol ecolare, lo, scindersi fra loro degli elementi che ·compongono il si-~ ADOPERATE li'{ GUERRA.

I


240

.ADOPERATE IN GUERRA

LE SOSTANZE •ESPLOSIVE

sterna, in una parola la decomposizione. Se invece· tri:r le une e le altre regna disaccordo, se, in 'altri termfoi, i movimenti vibratorii sono di specie differente, l'equi-· Ubrio non è scosso a meno che le vibrazioni provocatrìei non siano cosi intense da vincere qualunque resi'... stenza. Abel nel fenomeno dell'esplosione distingue <lue fasi, una preparatoria, l'altra 1hiale: nella prima si stabilirebbero le · condizioni opportune alla decomposizione ohe si compie nella seconda. Non è dunque una forza Si!)eciale che l'ipotesi di Abei tenderebbe ad introdurre, come gli oppositori suoi vorrebbero attribuirgli, ma è un'azione speciale: non è questione di diversità di natura nell'agente, ma di grado, di modalità che fanno cambiare il carattere della commozione repentina. Pal'land~ dell~ singole sostanze esplosive ho accennato a degli esempi che provano la verità del fatto. Ciò ha riscontro con un ·fenomeno analogo offerto da un raggio polarizzato che presentandosi per attraversare un dato cristallo, per esempio, di tormalina, non è trasmesso che in certe dire!lioni,laddove in altre direzion i r imane estinto (1 ). Attualmente si cerca di estendere ognora più l' impiego della dinamite: in Austria gli studi si seguirono (4 ) Da un recentissimo lavoro di Cbampion e Pc!let che sta in appoggio dell'ipotesi di Abel, tol{io la conclus'ione: « Dalle esperienze e istHui:te pe11siamo si possa de.durre che l'esplosione dei composti « ~tonai:iti debba essere attribuHo ad· un mo.vimento vibrato11io·par~ ticolare che varia colle propriet/1 .e costituzione loro, e che può « agire indipendentemente dal calore e ~all'urto dci·gas prodotti dal« l'esplosione ». Fra le citate esperienze sono tentato a riportarne una: fu messo del ioduro d'azoto (sostanza analoga al cloruro d'azoto, ma assai pit't facile a decomporsi) umido sulle corde d'un contrabasso; si aspettò che si essiccasse, quindi si fecero ·Yibrare queste con un archetto. Ebbene pel ioduro che stava sulle corde che rendevano il suono più acuto bastava in generale un colpo d'. arcbetto per indurlo. a detonare, mentre quello disposto sulle cord!l c110 davano il suono. più grave in nessun caso detonava.

con molta alacrità, e valent i ufficiali se ne sono occupati sul serio. I risultati brillanti che se ne ottennero hanno indotto quel Ministro de lla guerra ad adottarla ; e già le truppe del genio sono pwvviste. di cartuccie_ a dinamite. Da certe esperienze fatte pare che essa possa riuscire efficace alla d·istruzione di navi corazzate carieandonedelle piccole torpedini. Circa l'effetto dist:u~tore dei pr~iettili penetranti, il rapporto di una Comm1ss10ne a~str1~ca dice che tale effetto sembra .s i possa aumentare col riempire i medesimi di dinamite o di pirossilina. Si è anche pensato ad una. appropriata 'capsula fulm inante, e nessun altro mezzo fu trovato più acconcio dì quello proposto dal lu~gotenente colonnello del genio. austriac~ :rau~lun: 11 quale consiste in cotone polvere inzuppato d1mtroghcerma. Altre varietà di dinamite con nomi diversi furono preparate, per. esempio, il litof"ratto1·e :' il d~alin: ,mi contenterò di farne un breve cenno, giacche le loro ,proprietà non si discosta,no gr~n fatto da quelle della di~· ll'amite ordinaria, e gli usi a cui si riserbano sono gh stessi. Il litofrattore è confezionato con nitroglicerina alla quale si mesce solfo, sab'bia, nitro sndico, carbo? fossile oppu:re carbone e segatura di legno: avrebbe 11 vantaO'crio che nelle forme sotto cui viene adoperato le esplosi;ni accidentali sono, molto difficili; h~ il di!etto però di racchiudere un ingrediente igroscopico e d1 accendersi ad una temperatura più bassa di queìla del!~ dinamite. Sembra che i Prussiani se ne siano serviti nell'ultima guerra. Il dualin, impiegato in _Americ.a, _si prepara con nitroglicerina e con segatura dt teg,no o m sua vece . con pasta legnosa delle fabbriche d1 carta, ]'.',u na e l'altra nitrificate quindi fa:t~ bollire c.on u~a _s~~ luzione di-·soda,, La dicono preferibile ,alla drna1~1te, :· prezzo ne è anche più mite contenendo m~n? mtro_ghcerina. J Prussiani l'usarono per le torpedm1 elettriche a, difesa delle , qoste ted~sche. ,. ANNO

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VoL, )Il.

46


LB .S.QSll.'~ZE ES:PI:.0Sl,V.E

l~icrnto di pofassiò.

È ,i,l il:ti.l~ d'un acido nitro-s0stit11ito. Quest'acido ha er.igin:é k ,attando éoll'acido nitrico un corpo 11 quale ~i trova -tra i pr.odot'ti della distillazione secca del li.: ~ntt1Me {carbon f0ssile) che è il fenolo C6 H~ OH .detto ~,nc,he acido fenico od alc0ol fenilico perclrè partecipa rnello s,te.sso tempo delle proprietà di un acido e di tin .alcool. Se nel fenolo s'introducono 3 atomi drel so'l ito gruppo A.z0! ·al posto di 3 atomi di idrogene si -riesce alla .formazi@ne delI1 acido picrico o tri-nitro-fcmico, oo.. n0,scru-oo -~el comnie11cio e nell'industria tintoria sotto il notne ·di amat'o ·del Welter, servendo come matéria colorante gialla (1). · Saturando l'acido picrico con deUa -pofassa si .ottiene il picrato di potassio, che ha per for"' ,Jìhola G6 1P (A.z ·0 2)3 OK. È da poco tempo che si ·è •ri·, 1@il.t.a l'a,otenzio,n e ai picrati quali sostanze esplosive, e le !numerose prove istituite in proposito hanno dimostrat0 che quello di pota!Ssio risp0n(i}e ·meglio alle di1vter.ss esigen21e. Non sono bene accertati tfÌnora i prodotti in eu'i · il pforàto d.i potassio si .riduce detonando; fra i gas si è dsc<mtrato del . vapor acqu-eo·, <il.elFossido di carbonio, dell'azoto li-bero secondo alcuni, del cianogeno in ptoporzione àpprezznbile s-eco.ndo al.tri. · In quest'ultimo èàs,;f la rea,zione si p0trf)bbe così 1,appresentare:

2[C0 IP(Az 0 2)3 01q =2(B?Q) +cK! 0 3+9 (C0)-4-2(CA,t) Pi. "•·rato di 1po6,ass. io

aènua carl;loi)ato ·ossidQ · , " . di potassio , di·cm;bonio· cian<1g~no

'('~j L;acidd picrico, sebbene nella sua moiecola a:bbontli l'Qssig'cno, 4l destituito di proprietà detonanti; non è così di molti de' suoi sali;

A:1)0-PE.RNTE ,lN ·G~RRA.

~43

'Ma rquesti "pr0dotti vatiimo a ·no11ma dellé circostanze ,fo cÙi sùccede l'esplosione, a'ttes.ochè il cdmposto in -<liscors0 non racchiude abbastl:lrnza, ossigeno J.i)er com:pletare .la sua c0mbustione ilitetna. Rimane, come residuo de~ càtrbonato -di pdta:ssi0. ,1, chilograi1n·mo di pi, crato dJ ·potassio sviluppa un calore (suppdsto. ohe'l'azoto · resti libero) :valutato à 872,000 calorie e· produce 585 litr~ di gas permanenti al disopra di 100° e alla près-,. ·sione nori:nale. Il -picrato di potassio, che ha l'aspetto di tanti aghi sottilissimi gialli, è insensibile affatto agli urti; resiste .:.alla percussione, basta peì·ò éhe questa non sia energica e là materia non &i trovi tra ferro e ferro; detona · -,.,.i0lentemente sott0 1-'-inf:1.u·en~a <ii un ·calore abbastanz·a forte (336°). Può ,detonare anche nell' e:ndiometro :.facendo ·scoccare la sciRtillà. entro una mi'scela di gas tcmi:tnte (idr0geno ed ossigeno) che gli sia a contatto; ma in tal caso la decomposizione non è dovuta direttamente all'elettrico., bensì è provocata dal calore svolto dal com, binarsi dei due gas. (In eguali condizioni defona ,pure la nitr@glice1:1inà, n'.ta: la caùsa determinante qui si dève all'urto che consegmiia-·alcombina:rsi dei due gas). Questo · sale non s'im pie·ga da solo. L'insufficienza ,d'ossig1en~ nella sua, mblecola ha suggerito di mescolarvi del ,nitrato o del clorato di •potàssio, ed in allora si poss0n0 -outero:6l•r e .d{ii composti esplosivi dotati di una fo.tza éc·cessiv-a: tali. sono le polveri Ra'boeuf, Desig.nòHes (1),, ·Edntaine, Br-u,gèr,e, ecc. Tal1:to col nitrafo che col clo;.. rato di potassio la quan:tit,à cmnplessiv-a dei ,gas è 1'ninorè ·~he col picrato solo perchè in·v éce d'i ossido di ·carb'o.n.io· si forma dell' anidr:ide carb;nica, ma in compenso il .calore prodotto è ·molto più grande, specialmente èol ~) La polvçre Desi'gnollès r.;pota's'sfo -òon· :cartliòùèl

consta' èli

pic'tàlO I Glo'ràt~· e ·nilràto 1 di


~44 LE SOSTANZE ESf'LOS11'E clorato, il che contribuisce a far dilatare straordinariamente il loro -volume. Il picrato di potassio così addizionato si mostra superiore pe' suoi effetti a quasi tutte le materie solide esplosive , e non è sorpassato per ~iò che riguarda le pressioni che• dalla nitroglicerina~ E prudenza l'andar cauti nel maneggiar dettr miscugli. A quanto si è saputo i Comunisti a Parigi usarono delle polveri a base di picrato. Come in appendice dirò qualch'2 parola di un altropicrato, quello ·di ammonio, la cui formola P-

C0 H2 (Az 0 2)3. O (HA.z). Questo sale da solo nè colla rapida confricazione , nècon ripetute e valide percussioni e nemmeno col calore detona; alla fiamm a si fonde, si 's ublima e brucia senza esplodere; mis ,o a clorato di potassio e violentemente battuto allora esplode. Una polvere fatta con esso e con del nitro al contatto di un corpo acceso deflagra, e detona solamente quando trovasi in uno spazio chiuso ove sia fortemente compressa; in tal condizione : è superiore alla polvere ordinaria: è di facile e sicura prepa11azione, e da apposite esperienze risulta assai vantaggiosa sotto ogni rapporto per caricare delle bombe o delle granate, destinate a distruggere o perforare le co..: razze delle navi da guerra. Si, può impunemente comprimerla e gr8:nularla, giacchè sotto uno sfregamentopure vivissimo non ha tendenza alcuna ad infi~mmarsi;· si comporta egualmente sotto la percussione. Abel ha dato il nome di polvere pi'crz'ca ad un miscuglìo fatto in debite proporzioni di picrato d'ammonio e nitro comune. L'ardore e la costanza con cui si va in cerca di nuove sostanze da potersi utilmente adottare nell'arte militare van di pari . passo col perfezionamen,to delle armi portatili e dei mezzi di dif~sa; e ben si appone lo scrittor,e .

24-o <liella Ri'vi·sta l.Hli'tare ( gennaio 1872) laddove dice: « Siamo per avventura ad un periodo di trasformazione; « forse la vecchia polvere., la quale da secoli nòn ha -<< · subìto perfezionamenti che nella sua preparazione «' meccanica, sta per cedere. il posto, ad altri mezzi ·di« struttivi più possenti . ». ADOPERATE IN G-UERRA

, ,

1

Ho passate in rassegna fin qui le sostanze ·esplosive .dal lato della loro composizione, dei prodotti che somministrano quando i loro elementi costretti a svincolarsi dal sistema nel quale si trovano aggruppati si riuniscono in ' nuove combinazioni o restano allo stato libero, e finalmente della forza che possono, detonando, spiegare. sulle resistenze che loro si oppongono. Mi si conceda ora di risalire a considerazioni di un altro ordine per vedere di collegare tra loro dei fenbmeni in apparenz.a diversi. La teoria meccanica ci insegna che ad ogni azione corrisponde un'azione (principio di Newton), e che quel tanto di energia che è guadagnata da un corpo v:ien perduta da'- un altro {principio di Alembert), e che in d~fìnitiva ha: luogo una perfetta còmpensazione, vi è equivalenza, come · suol flirs i. Se ai . nostri' occhi ed ai nostri mezzi di spr.rimentare tale scambfo a partite uguali non · si rende talvolta sensibile in· un .modo esatto lo dobbiamo ascrivere ad una nostra imperfezione, giacchè i -calcoli più accurati ci dimostrano la cosa nell'evidenza maggiore possibile. Le azioni chimiche effett_u a.no sempre un'elevazione di temperatura, essendochè l'unione (il combinarsi) di piccolissime masse di natura diversa, dotate di un disuguale moto molecolare nasce dal precipitarsi che fanno le une sulle altre, per cui -urti prodotti si risolvono per un difetto d'elasticità in quel · particolare moto vibratorio che denominiamo calore. Questo tende a trasmettersi . ai corpi tutti che s'•ono nella. I ~ma sfera d'attività; passando da i;nasse. in~nitesimali ~

gli


j.i,6

LE SOSTANZE'- ESP.LOSI:VE: AiB@:~ERìAll\E JN GUERRA

masse finite assurrl'e un'altr,1,1,, forma, di m0vim:ento di t:ras,~azrone ·, i'l quale, aUp. s,ua vo1tai cessando brusca,... ·mente, v,enendo per- aQsì din~, a: smp:r;zansi, riappare tra,. sformato. nel prim1tiv0, moto mQle.eo1a:ve, il termico,. ehe. pu-0 esser causa:, 4ua'1:ora dei corpi, di natura diffenente si trovino in presenza e ne sian@ investicti , che1 lei rispettive loro oscillazioni intestine restino turbate, cambiino-. dt direzione e .d'intensità cos.tr1ing:endo.così..le; masse e~emenitarì a, reagire fra 101101 ad associarsi i,n. u,n altro, sistemai eh~, meglio. risponda a,I,le, nuov.e, çondi zioni. cli ecJuilibrio. Eeco. riass..i,m ta, la metamovfosi dei mo:\r.-imentii che. si ve':rcificano in seno e per opera. delle soSstmze cal~r-e- di un- corp0. infia mmato , Furt0, la e'spl~sisve. pePcussi0ne-, llele.ttr..ico p;omo;v<mo, Ù.n in.alzamento. di, tempera-tura,. iavorevo1e alla man-ifosfazione delle a-zi10nii ohimi~he,. I:.a co.mbustione-, che, ne• è: l'atto, dre, per. ri.-. · sulfato prevalente- clei,prodotti' gas9si neUo stesso, temp<> che\ gene.Fa catore il quale si ripa.r,tisce tra le•molecole di questi,,. dilatandoli ed- impartendo in t?-1 guisa a, loro quelelaterio . ohe dfoesi te:qsione, for.za espansi;va. Ten.. sione cb:e- eser.oita.ndosi sui corpi circonvicini li pr.eme~ ne vince la_ine11zia, li mette in m0vimento cangiandosi essa '$tessa-, in impulso di proiezione. E cosi, la mo...- , derna Fisica· rigettando i prindpi,i delle for.ze speciali riduce tutti, i' feno.meni a, semplid scambi o comunica,,,zioni 'di ·~ot'o 'che var.iai · soltanto nelle, forrne clie a no~ .si! rivelano (1). D.' GIROLAMO ~1Am." già, Uffloiale nell'eseraitllJ':.

SUL

REGOLUIENTO PROVVISORIO 24 FEBBRAIO i873 PER

Gl-,I E~JERQIZI A 1?IED1, i;E) A OAV ALLO, OEL,f,.' Al;lTlçlllERIA FRANCE~E

n

. O)) llt ricp~l'e);~_. spes$o all'id~a di! (or'l,e parl:t~µp

t stato testé pubblicato in Francia il Regolamento provvisorio sugli esercizi a piedi ed <i cavallo dell' artiglieria, approvato da quel Ministro <lella guerra in data 24 febbraio ultimo scorso. Se si confronta codesto regolamento c0t1 quello del S marzq •1872 sugli esercizi a piedi ed a cavall@ della , cavalleria, il quale è pur esso provvisorio, si FÌCO• nosce facilmente che il primo è una testuale, ripro"' duzione del secondo, collo sola differenza eh~; nel regolamento 24 febbraio 1873 si sono @messe alcune parti più SP,eciali all'arma dt cavalleria, per inseri11n~ alcu,n~ altre, le q'1.ali meglio. si addrcon0 alle truppe d,i artiglieria, cui il medesimo è destinato. Infatti, , il _3 gennaio scorso, il ~linistro della g,u err~ francese emanava la segu~nte Nqt0;, eh~ c.redianio utile, pl;lr la mllggior1;i intelligenza di quan;t9 st;lre,mo per dire in seguito, di riprodurre intieram~nte; ·

qi calqr.e, clcttrì~qt,

~1!:~~, ~~gqç_hpmQ, a~~ jti1 ,c~imiça1 eJ~~tici~à, ccPi··, ~i fa per un~ n~i~

~h9i:e. wt~IIHJ:~fìza, g1accjle .1~ t~or~a dni;11~1~a s.~bbcnc am~icssll ~~a~f ,if_en,eraltnenty- di1l !}londo s~ieni1ficQ non s1 ò 3:nço~a djvulgata al1ifa.stanza fra tutti.

( In tutti i corpi di truppa <f artiglieria1 l'applica,.. .: zione all'istruzione a piedi e~, ~ cavallo (i].el r.<tgoJa,,,.

;,

l

o


24-8 SUL REGOLAnIENTO PRa°Vl'ISORlO « mento provvisorio i:> marzo 1872 sugli esercizi della « c:n'.alleria, sarà d'ora inn~nzi obbligawria eolle mo« dificazioni seguenti:

DELt' ARTIGLIERIA . FRANCESE ·1 ,-

Ist:riizione a cavallo.

Tutto ciò che si riferisce al fucile nella 3"' ·1ezione, la 4-" lezione (lavoro complemeniare) della « scuola individuale a cavallo; ed il 4° articolo delle « scuole di plotone e di squadrone (cariche, forag« gieri, .tiragliatori, ecc.) saranno soppressi. Alla 3~ « lezioné della scuola individuale, il maneggio · del« l'armi di piè fermo comprenderà provyisoriamente « l'esecuzione, senza dettaglio, deil'an~ica carica della « pistola. « ANNOTAZIONE. S'intende che la parola cavaliere sarà «. ovunque sostituita con quella di cannoniere ». <<

1J.

Basi dell'istruzione.

« Saranno eonservate in tutto ciò che è applicabile « all'artiglieria, modificando l'articolo VH (Is~ruzione « sull'affardellamento, sul modo d'insellare, ecc.) se« condo le basi speciali dell'istruzione a piedi ed a « cavallo del regolamento del 1835, ed aggiungendovi « gli articoli: 6° (Riunione di un 1·eggimento d' artigl·w ·ia « a piedi), e 'i 0 (Riunione di im reggimento d'artiglieria « coi suoi ca·valli), d i quell'antico regolamento. 1

Jst1·u:àone

(t

In esecuzione delle prescrizioni contenute nella circolare che precede, ,;enne comp_ilato il l'egolamento provvisorio 24: febbraio 1873, del quale interirliamo di porgere un breve cenno. E anzitutto occorre qui di avvertire, che, anche prima dell'ultima g uerra, il regolamento per gli èsercizi a piedi ed a éavallo dell'artiglieria era quello stesso in vigore per la cavalleria:, salvo alcune modi~ ficazioni necessarie pe1· meglio adattarle all'arma cui .ilovea servire. Essendosi, per motivi che esamineremo più innanzi, 'riconosciuta l'opportunità di' modificare il regolamento per la cavalleria, rie venne di conseguenza che si dovette pure modificare in modo · analogo il regolamento per 1'1:J.rtiglìcria. Per poter quindi formarci un criterio esatto della bontà di questo regolamento 24 febbraio 1873, ·ci è mestieri dare un cenno del regolamento 5 marzo t872, od almeno di quelle parti del medesimo· chè sono rirnaste comuni per le due ann i. Riconosciuti i

piedi·.

1

« JI maneggio, la carica ed ·i fuochi del fucile sa« ranno provvisoriamente rimpiazzali dal maneo-gio 0 « dell'antico tnoscheuo e dall'esecuzione senza det« taglio · della carica r. dei fuochi·. « La 4• lezione (lavoro di applicazione) sarà rirn<<' piazzata dalla schern:ia di bafonetta della fan teria « e dall'istruzione sul tiro dell'antico moschetto. « Scuola di plotone. Il mo,vimento sulla destra in « battaglia essendo in colonna per fianco, dell'antico · « regolamento, sarà inserito nell'articolo 1°, ed il 4° « articolo (tiragliatori) sarà soppresso. « Scuola di squadrone. Il .i articolo (tiragliatori) sarà « soppresso. « Scuola di reggùnento. Secondo i principii della « scuola di squadrone e secondo la pi'ogeessione della «· scuola di reggimento a cavallo. · O

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9.5Q•

SUli. REGOUM®N'll~ l'R6V.V,JS0lUO

van t;,iggi e gli inconvenienti del regolamento prov-visorio per la cavalleria, dovirem0 poi ancora renderci ragione della convenienza, o meno, di appli- · c~ulo aJI>.a,rma d'artiglieria. Faremo, · in tale ricerca, él&tr,a,zi0ne· completa d_e! metodo, sinora seguìlo in EI?p.,pci,a,, di stabihre peF l'artiglieria J-e stesse manovre a 1;>im:lì ed a ca;val10 che per la oavaller.ia; p0foM S'@'. ~n_ tal S.\~lema_fu per ìl pa•ssato Ì'Il< vigoré", noQ) è <Hl~~tQ 1a~ rno~ivo sulfficientGi. per ritenerlo· imappun-tabi-le,. i :es;lme che. stiam o per fare non potrà però essere che alquanto superficiale, non potendo noi usci're da Qe11ti limiti ehe ci siamo prefissi, e l!oltrepa·ssare i quali potrebbe, per avventura, far pendere ali n·o·str0, articolo una parte del suo interesse. Sin, dall'anno 4,869,, regnando anc0ra l' impePatore· N'apo\e0ìne III, era stata nominata una commissione incaricata della r·evisione dei 11eg.olamenti d!istvlllzion~p<pr la cavalleria. Un,a tale re"'isione era diventata necessaria perTiunir~ ecdi O.Jldinare ftia loro tu tre le disposizioni speciali, sparse q;taa e 14 ~el Gior'n:ale milita1·e, e pu0blic;;ite suoeessi.; vamen~e, in seguito a modificazioni od innova~ionì arrecate nelle armi od anche nella organizzazione del p~-r~o~a;le·,. li° la,vQr(!). della c0mmiS:Sfone imp.e riale , interrotto nel f1·/'tg,o.r0s9> peri·ei-<fo di tempo che traseo1lse dal·Iugli0l ,1 s~ w al giu@no 1871, venne ripreso, per cura del governo della Repubblica, vieppiù spinto a ciq dalla du:r;a espe.. :ri:e~;a1della guerrru franco-teclesea·. La P~visione del régola1mento, sagli esercizi, a piedi ~d 91 .ca.-v.allo vem~e condotta! a, termine sul principio geg·~JHW rn79, e la nuo." a· teoria venne re<fatta dà \llllli e,ommissione. composta cleJ generale di clivisirine·

25:f Bra:halilt, pi;esid'.epte, e dei generali di di.visione· Crespilll' e Du Barai!, membri (quest'ultimo l'attuale Mia,istr.o della guerm)... Scopo del nuovo regolamento, dice il rapporto della commissione, è essenzilflmente Jì abbracciare e di coordinare le prescrizioni varie, sp,arse neì regolamenti già esistenti, successivamente pubblicati dall'anno 18:29 aWanno · ,1868 , datando dal 1829 appunto l'ordinanza reale che regolava ancora in massima le istruzioni della cavalleria. Tutti questi règolamenti, i q,tìali traeyano la loro origine dalla necessità di sviluppare progressivamente l'e~UCp.Zione,militare, del soldato, ebbero, al Loro tempo, la: loro ragione di essere; essi però conservavano l'impronta delle epoche e degli autori ehe li avevano, prodotti; d-'onde incoerenze nei medesimi, r.ipeti.z·ioni e, i;i.o~ ~i ra.do,, po11traddizianì. C0nsidera~ioni- di un, al,tr'ordine consi.grtiavano pure;· 1~, G01A[il;i.lazjone1di riuovi regplamenLi; fra le vlti:e, la cQnvepje1:i.za di m(i)ditìc~we le basi cl/istruzione della. . V:14.PPi;li,, parlCl)dD dal aoneelt,@ che, in- un aN1Venir.e più ct. meno, prossimo ,1 sare.bb~s,i, palesata la nee13:ssiLà di dim.inuil'eo il tempo di, p,er.ma..nenza. del sold.ato sotto le armi, e quindi la n~oe.ssità· di sv1}uppa11e tutte le facoltà tattiche del medesim<> in: un. dato mi.nìmum df .()~!i,I;\.\,IR•TIJH:,lEIHA;, F.1RAN:6-ESF.t

J

11

e

t.ermpo.

I J

A ~iò aggiung~s~, ~QP.,L~n.ua il rapf),Of;to p11eaitato, 1:~iperienza de-lFuJiima. gµerra, la1 q-uaJe,' av~v-a d.imoS'Wato c0me òo,ve-vasi svi(upp;1re ga,bilità; deh soldato di cavalleria al punto di· vista, del: eombattìmento· indiv-iduale, e , facilitflre, la · spontant1ità nei m0.vi menti d'fosie.me- al pqn~o eh, vti_sta, d~ll'a2io1w, c0llelli·:va .. . Tqli furo qQ<lir asR~Qn~t.e · consider<}~ìoni che §l:lida, 1;~1~0 li,\ oom:r:niss,ìcrn~, ne~, s1w- lavo.no., ijd, i p_.riricipi:i fonda menu.di su cui si foQÒ'{l il r.egç,hnneljlJ~ pn0;yvjs~ri@r


D.ELL' AIITIGLJER 1A 1711.\XCESE

21.i3

SUL REGOLAllENTO l'HOVVISORIO

ciel 5 marzo 4873 sugli esercizi a piedi ed a ·cavallo per la eavalleria. Codesto regolamento è diviso in sei titoli: ,

Titolo I. Basi dell'istruzioae ; )) Il . Scuola del cavaliere a piedi ed a cavallo; » BI. Scuola del plotone a piedi ed a cavallo; » IV. Scuola dello squadrone a piedi ed a ca-. vallo; » Y. Scuola del reggimento a piedi ed a cavallo; » VI. Evoluzioni di linea. Tutti i titoli sono divisi in articoli, ad eccezione del Il che si ripartisce in lezioni, generalmente suddivise esse stesse in due parti. Il modo di redazione del regolamento 5 marzo 1872 è rimarchevo!e per prr.cisionc, chiarezza e semplicità di espressione. Vi sono nel testo due caratteri distinti; quello più grande indica le parti dell'istruzione che sono da insegnarsi alla truppa, mentre l'uhro più mimito è riservato per le osseryazioni speciali all'istruttore, osservazioni dettate in generale con molto criterio ed a proposito, allo scopo di ben far com prendere lo spirito della teoria, e di ottenere nell'istruzione progressi rapidi ed omogenei. Il 1° articolo del titolo I (Basi dell'istrm:ionc) è una utilissima raccolla di definizioni dei termini tecnici che occorrerà all'istruttore di trovare nel regolamento; vi fanno seguito alcune nozioni generali sulle andature , a piedi ed a cavallo della truppa. L'articolo 2° ed il 3° contengono le norm e di formazione di un reggimento a piedi ed a cavallo, in ordine di battaglia ed in colonna; le disposizioni particolari per le riviste ed ispezioni; il modo di ricevere la bondiera; gli onori da rendersi, ccc. · 1

1

203'

Gli arti coli t 0 , 5° e 6° danno agli istrullori le avvertenze per la condotta delle esercitazioni e per le intonazioni da darsi ai comandi. L'aL'ti colo 1° traila dell'affardellamento e del modod'insetlare, di dissellare ecc. ecc:.. L'arlicolo 8° si riferisce a l volteggio, che si consi dera a buon diritto c·ome .la migliore ginnastica che si possa desidera re per un uomo che deve cavalcare. E qui ci si permetta di osservare che, nel regolamento 5 marzo '1873 , un tal esercizio e stato spinto alquanta in là dei limiti di fless ibil ità e di sveltezza che si trovano nella generalità degli individui che le l~ve annue possono somministrare per le arm i a cavallo. Si correrà l[Uindi il pericolo, ne lla applicazione di questa istruzione, o di non far eseguire che da un limitato numero di uomini gl i esercizi più difficili, lo che indicherebbe il soverchio svilup po dato alla teoria, o di perdere un tempo non indifferente a dunno delle· altre istruzioni. L'articolo 9° tratta dell'ammaestramento dei cava lli nuovi di rimonta. Yi si trovano delle cose buone; ma l'insieme non sarà per avventura eia t.utti giudicato all'altezza <lei lempi nostri, per poco si badi che, a del.la stessa della commission e, ìa quale co mpilò il regolamento, sono st.ile conservate la forma f< la sostanza giù contenuta nelrorclinanza reale del 1829, la quale e::isa stessa altro non era quasi che una riproduzione <li quella del ·I 788. Riferiarno , a tal proposito, il brano del rapporto della commissione che vi si riferisce. << Potrà fors e recar mera viglia che la redazione di « questo articolo sia 1'in1asta estranea alle innovazioni << recate dal tempo in un cosi lungo periodo di anni; « ma gli autori del regolamento hanno creduto di « :1gire saviamente , tacendo progressi, dei quali, pur 4


sui, ~nEGOLKMEN'J::.o mn:ovv1s~m10 . ·« -ricon &scendo l'importanza, teme'\iano a:lèutii ·soogli. --<< Ess-i si S'.ono 1limit-ati ad una esposizion~ generate« delle verità comuni a tutte le sc1,1:0i1e di equ.it:a2iohij ·« e ·repubate per ciò 1ncontèstabi] i. Tuttavia: si ·t,ro« verà , nella indicazione di al;cune preparazioni a « piedi , il germe · di una pratica a:lla quale ·il tatto -·« degli istrl!l!ttori potrà <lare lo sviluppo d~e l'alYi Lhà « ,personale dei medesimi potrà loro s•uggerive :ti. Da qùanL-o prece(le si vede che, in aeirto mi;,do, -fo -ammaestramento dei cavalli ·muovi cli i'imonta .è ilasciato alla iniz,iativa degl'istrutiori di ·eqnitaiione. L'articolo 10° non è aHro che i.m a enumera-zit'l'lll'e'· delle suonerie vatie prescritte 'Per i servi:zi inter.fJlii, ,.f)er le marcie, per le manov!fe, ecc. La :scuola. del cavaliere a predi ed a cava.J:lo, co1ne puirè qu·ella del plotone e dello squadrone1 non con..tengono cose che già non siano comprese nel nostro-· regofar:nento di esercizi ie di evoluzioni per la ca.vrol..leria, pubblicato nel ;J 872. I~pperciò crediamo -inmrilie· dì sÒffermal'vici sopra. Lasciamo però a giudici più 'Competenli il decicle,11e se ·per u:vv.entura quest'ultimo· noro· sia superiore·-al regolamento framcese, sia per l'indirizzo g-ene-rale ·datò al·l'isttuzione, sia per il gran -vantaggio della HlYe'rlà. d'az'ione e de!J.a inizi.:ativ:a lasci-ata ai singoli cor,-iirandanti di squadrone, sì,a ,i nfine per l'ordine, J!)Gr i'l :ti.i.. ,parto; Ji)er la sostanza e per il modo con ,cui procede. Il regolamento francese 5 marzo 1.8'72 è senza dubbio mig,liore d'i quell@ o di quelli in vigore p-rimà di qucll' epoca, ed ·è ·più adaaat'O ai v,ari· servizi ché d~we rendere nelle guerre moder-rne l'arma di· cn.va·l iè,ria. J criteri .stessi enun'ciati nel rapportò della: comn,iissi·on!6 dbe ,lo ha redatto ee lo fanno supporre; -p-erò Jìillla si· tuova n:el medesimo che accenni all'allena,mento • dei_ éataUi, al modo di esecuzione di mar.cie :2/H

l).F;L'L'.,rn:rI&UERU ~ R~NIJBSB

2~{>

aece1~ra~~ ecc, ecc. Forse :tali nòzieni sara·nno date

I

i.n al¼ni ,regolaJJl'.ilenli che n.on o@·noscia}llo; m,a si:eoo.me la loro sede natu,rale sare·hbe in q·l!l.est@, è pF0Ji>.-,1Mle che ~li esl:lrcitailioni, essendo tpei· _'l'appunto ·frutt-0 -di quèi progressi di cui la commissione. dice ·di te-mere gli scogli, essa. ,a on av:rà vo11uto ammelletJ;e.. ll tilrOlo U (ScuQla del cavaliere a piedi ed a eaval:J.~ · è divis·o i.I.il q,uattro leziomi pre0edute da esetc-izi di ,liJ.:vori · p11epa,ratori:i, i quali consistono in eserciiì d:i ~nodàimento , fl piedi, pe,· la scuela del caMaliei,e a piecl,i; ,erl a cavallo di ·piè fei:mé, di p.ass.o e di trotte per la scuola del cavaliere a cavallo. ([-ali e;ercizi'.<!lii ·SJ)odamente, gìà da tempo ·adotta Li press'Q ,di noi ; sono '1:llilis'Simi per togliere aUe reclute qlileHa rigidezza @i membra che è loro naturaie ; ,e _pmr dare a-IJe ·m ede-sirne la flessibilil,à necessaria.1~er fYrèpararl~ a!lla s-cu&la di eq1u~t!l(lione; e tali ,app1mto sono le considerazio!tli: che :ne motivarono l' :a<lozione fi>.e r parte ,della oom.!ij.issìone. Nulfa ecrntiene Gl'altr,o·nde di speeia-le fa scuola -del cavalier-e a ,pièdi , e neppure qu(:)Jla de,} ca;v,a,Iiere -a -cavallo. Quest'l:lltima è fedele alla tradizfonale scudla ,di equitazione fra:naese; 1a teoria. è in parle cambiata, ma -il fond0 de,lla medesima sembra che non :}0 sia, , quanitmque il rapporto dica che essa ·poTta !'.impronta. -.dei' pr4:igres.si ,avvenuti nell'equitazione mili,tare. · Il titol@ HJ ,(Scuola ,del -p>lotone a piedi ,e-d a ,ca,; vallo) cbviso in a-rtiçoLi e non- più in lezioni, come :già: ebbimo occasione di accennare, è compilato in 1n1@'d b: da r~ndere ·poi dii fac.ile esecuzione lo.,s-cuoila «J.ii sq.llladron'8 . · .. , . - Là .s~uola .llleHo squadrone a -piedi~ ·o-lire ·forma Ja: prima !~a<rt'é del ti't@!o Hl~- .Flon· è iguar-i. r.s:viluf6Jf0ata: ,li(]): è per contro, e molto, quella dello squa'-01,fon~ ·a '.>ca'"'


256 SUL. REGOLAMENTO PROVVISORIO vallo, che forma la parle 2" del titolo medesimo~ A questa , il regolamenlo rimanda quasi sempre l'istruttore per , il dettaglio della 4". Essendo la teori<ldestinata alla cavalleria, di cui gl'individui che vi appartengono devono tutti imparare tanto l'istruzione a· cavallo quanto l'istruzione a piedi, non havvi in ciò cosa alcuna che ei rechi meraviglia. Un tal metodo è del resto seguHo anche nel nostro regolamento sugli esercizi e le evoluzioni della cavalleria, ed infatti lo,, ritroviamo nella nostra teoria del 4872 (y0di tomo 2°, pagi_n a rn2), come già si tro,:ava nell'analogo regolamento del 1869. Il breve esame che abbiamo fatto dei quattro primi titoli del regolamento provvisorio 5 marzo 487'2 pergli esercizi a piedi ed a cavallo della cavalleria francese è stato da noi limitato a quel tanto che ci era neces:.. sario per poter poi esaminare il regolamento analogo, per l'artiglieria. Abbiamo tralasciato completamente di analizzarlo dal .lato del suo valore tattico, poiché i~ regolamento sugli esercizi a piedi ed a cavallo per l'artiglieria non potrebbe in alcun modo essere con-' siderato sotto un tale uspetto. Essenzialmente, per l'artiglieria, l'istruzione a piedi ha per iscopo di metlcre, quell'arma in cond izione da poter figurare riunita ad altre truppe a piedi, e l'istruzione a cavallo serve per~ formare i conducenti (ed i serventi nelle batterie a cttvallo ); mentre i regolamenti che devono a,•ere qualità tattiche sono quelli che si riferi scono specialmente· all'impiego del cannone. Ammesso quindi eziandio che il regolamento provvisorio 5 marzo 1872 sia ottimo per la cavalleria, rimane pur sempre da studiarsi la questione dell'opportunità della sua applicazione all'arma d'nrtiglieria,. · cd è ciò che ora faremo. Prima però, osserveremo che il regolamen to 5 marzo 1

l

DELL'ARTIGLIERIA FRANCESE 257 ,1872 fu chiamalo p1·ovvisorio, dielro domanda esp1:essa, della commissione che lo compilò, domanda mouvata nel seguente modo: . . . « La commissione ·non ignora che le asp1raz1oni ten· « dono con ardore ad ulteriori progressi nell'istruzione « della cavalleria. Abbiamo giò. osservato nel nostro « lavoro dei miglioramenti e delle ·correzioni che sa« rebbe util e d'introdurvi ....... ». Come si vede, a pal'ere della commissione stessa, se il regolamento nuovo si ritiene migliore di quelli p~i~a in vigore, esso è tuttavia giudicato ancora s_uscett1b1le di qualche perfczionumenlo, tanto che non s1 è creduto di adouarlo come definitivo. Arriviamo ora all'applicazione di questa teoria all'arma di articrlieria. Già abbiarr,o detto che il sistema o . d. di far eseguire dall'artigl ieria le stesse manovre a. pie 1 ed a cavallo nella citvalleria non è nuovo. Jnfou1, esa· minnndo i reparti slnbilili ncl_l':rnno _1 83:> pe_r le :ari~ istruzioni dn. impartirsi alle d1fierent1 specialità eh cm si compone quell'arma, trovi amo già ~ppli<;a\O ~lla medesima il recrolamenlo pe1· gli esercm a. p1ed1 o . . ed a cavallo della cavalleria, salvo quell e om1ss10m e quelle modificazioni rese necessarie dalla diversità dei servizi. Non entreremo a discutere se un tal sistema sia buono o meno; ci sembra però abbastanza naturale che ;ssendosi modificala per la ca,·alieria la teoria sull~ manovre n piedi ed a cavallo, si sia dovul~ pe~ anaJocria modificare anche quella dell'artiglieria. E poi inneg~bile che alcune delle considerazioni, le quali consicrliarono di modificare l'antico regolam ento per la ca~alleria, sono di natura tale da valere anche per l'artiglieria. . La circolare ministeriale del 3 gennaio scorso, che abbiamo riportata in principio di questo articolo, trac-

ANNo :xvm;_voi..:111.

L__.

47


258 SUL REGOLAMENTO PilOVVISOll!O ciava d'altronde in modo preciso quali parti del re ~ola~~nt? 5 marz? 1872 dov~v~no essere omesse per l artiglieria, e quali altre speciali dovevano invece esservi inserite. E prova ne sia che, nel titolo I ·(Ba-si dell'istruzione), l'articolo 7° {Modo di affardellare, d'insellare, ecc.), il quale ha, per l'artiglieria, il suo sviluppo in altro regolamento speciale, è s tato soppresso; n~l titolo II (Scuola del cannoniere) alla 4" lezione della · scuola a piedi, troviamo la scherma di baionetta sostituita ad una istruzione speciale per la cavalleria e via dicendo. · ' Se però, amme,s se le modificazioni per il r egolamento della cavalleria, troviamo naturale che si modifichi analogamente qtiello dell'artiglieria, non perciò ci sembra incondizionatamente buono il sistema di usare per quest'arma le stesse manovre a piedi ed a ·cavallo che per la prima. · L'arma di cavalleria è intieramente arma a cavallo· essa non si compone che di truppe a cavallo; mentr; cosl non è dell'artiglieria, in cui si hanno batterie a cavallo, ba_tterie montate (le nostre batterie da cam~ pagna), batterie a piedi (le nostre compagnie da fortezza), compagnie di pontieri, compagnie di operai, e squadroni del treno di artiglieria. Un regolamento di esercizi, appositamente compilato per la cavalleria, deve di necessità portar l'impronta di q1;1esta sua destinazione, e se la sua applicazione, ben rnteso colle opportune modificazioni, può essere buonissima per te batterie a cavallo, diflìcilmente lo sai·à in egual modo per le altre specialità di cui si compone l'arm a d'artiglieria. È vero che le no.rme di servizio per le ·scuole di artiglieria, in vigore in Francia sin dal 183/5, precisano abbastanza, sino a qual punto, in· ogni specialità, deve essere spinto l'ins~gnarnento di ogni singola esercita-

259 zione, ed anche di ogni singola lezione; ma è precisamente questo punto che ci sembra oltrepassare i bisogni reali dell'artiglieria, cagionando così la perdila di un tempo assai prezioso a danno delle altre istruzioni speciali intorno al cannone, le quali evidentemente sono molto più importanti. I :'onducenti delle batterie montate e degli ·squadrom del treno, per esempio, eseguiscono le stesse . istruzioni a cavallo che i conducenti ed i serventi delle batterie u cavallo , cioè arrivano persino ad eseguire la scuola di galoppo, il cambiamento di galoppo, il salto degli ostacoli, ed il lavo ro a 1Jolontà; di più, eseguiscon,a la scuola di squadrone al passo ed al trotto. E vero che, secondo il sistema francese, i conducenti delle batterie montate, non dovendo tfare le funzioni di serventi, hanno maggior tempo d~-destinare alle esercitazioni a cavallo, ed hanno così il vantaggio relativo cli poter formarsi veramente abili; crediamo però che, tralasciata ogni altra considerazione, sia difficile assai di otLenere buoni risultati spingendo sino a quei limiti la scuola cli equitazio ne coi pesanti · cavalli da tiro, con cui le batterie fran.,. cesi ( escluse quelle a cavallo) sono generalmente . montate. D'altra parte, il regolamento provvisorio per la ca- · valleria essendo stato redatto essenzialmente prendendo pe'r obbietlivo principale l'istruzione a cavallo, cosa questa perfettamente giusta, ne segue che, nel medesimo, gli autori si sono preoccupàti assai meno del!' istruzione a piedi, considerandola quasi come una deduzione clell'islruzione a cavallo. Tal metodo, utilissimo per la cavalleria, adattatissimo anche, se si vuole, per batterie a cavallo, dive\1ta a parer nostro, meno opportuno per batterie a piedi, per compagnie pontieri, e per compagnie operai, speDELL'ARTIGLIERIA FRANCESE


DELL',\R't'I GLIERIA FRANCESE

26Ò

SUL REGOLAMENTÒ PROVVISORIO

cialità queste per le quali sarebbe al certo preferibile un modo di redazione differente. 11 far ;egui re i rnrncd ialarne nte, nel nuovo regolamento (come gil.t nell'antico) , la scuola del ca nnoniere a cavallo a quella del 0,Hrnoniere a piedi, la scuola del plotone a cavallo a quella del plotone a pied i, la scuola dello squndrone a cavallo a quella dello squadrone a piedi, dà pure lu ogo ad una osse1·vo.zione simile alla precedente. Sarebbe più comodo per Je specialità dell'artiglieria, che sono truppe a piedi, di avere riunite e dettugliate in un volume a parte le esercitazi oni sole di cui esse abbisognano . Poco importa infatti ad un comanda nte di batteria a cavo.Ilo che la teoria sulla scuola dello squadrone a piedi si limiti o.d indicare che la for mazion.e ~ello sq~adrone ed i movimenti che il medesimo puo escg~:ure sono e()"ual i a quelli stab iliti per uno squadrnne a cacallo; ~a, per un comandante di balleria a piedi, di compagnia pontie ri o di co~pagnìa operai, si c01~prende, senza bisogno d'insistervi, che la cosa cambia completa.m ente d'aspetto. Nella scuola del cannoniere a piedi (titolo Il) non è possibile rendersi ragione del criterio col quale è stata stabilita la lezione 4"; essa si compone di due parli essenzialmente diverse, cioè della schèrm a di baionetta e dell'esercizio· teorico e pratico del tiro col moschetto. Sembra che si sarebbe potuto di questa lezione formo.me due, malgrado l'inconveniente che la scuola del cannoniere a piedi sarebbe stata. composta di cinque lezioni, anzichè di quattro. Non possiamo ultimare questo esame senza osservare ancora come l'articolo del titolo I del regolamento che si riferisce al volteggio, se ci sembra già alquanto spinto per la cavalleria, per l'artigl ieria lo è ancora di più, poichè non c'è bisogno di tanti movimenti per

26i

poter saltar bene da cavallo a terra. e da terra a cavallo; e la perdita di tempo sarà più sensibile per quest'arma che non per l'altra. Riassumendo ip poche parole la nostra opm1one, diremo: . 4° Che, modificando il regolamento sugli esercizi a piedi ed a cavaJJo della cavalleria, :era. necessario di modi fico.re in ·modo unalogo quello clell'arliglicrio., 2° Che il nuovo regolamenLo per la cavalleria, superiore a quello preeedente, non è però ancora giunto al punto da non essere suscettibile di quo.lche perfeziona.mento, 3° Che, astrazione fat.La dal sistema sinora seguìto in Francia, l'applicazione all'artiglieria del regolamento per la cavalleria, anche colle mo~ificazioni ed omissioni stabilile dalla circolare minisLeriale 3 gennaio i1873, lascia travedere il pericolo che la soverc hia estensione,_ data nell'artigli eria agli esercizi a pied i ed a. cavallo, ri esca a danno delle allrn più speciali ed importanti istruzioni , quali sono tulle quelle attinen ti al cannone. LUIGI PELLOUX;

Maggiore ,l' artiglierfo,.


463

UAGGUAGLI E APPUNTI PER SERVIRE ECC.

mente architettati riesce malagevole il dedurre quella conseguenza, pur sì semplice, di quante baionette, lance e sciabole disponessero le due parti pel combattimento, e quante ne abbiano realmente fotte partecipare al combattimento stesso. Fatta questa riserva, ecco, secondo le fonti più attendibili, quali erano le forze rispettive dei due eserciti italiano e austriaco nella giornata del ~H.. giugno, dedotti da una parte e dall'altra gli s{aLi maggiori dei corpi d'armata, delle divisioni e delle brigate, le compagnie del genio, quelle del treno, ecc.

RAGGUAGLI E APPUNTI PER SERVIR.E

ALU COMPILAZIONE lll UNA STORIA DELLA CAMPAGNA DEL f 866

Forze impegnate dagli Italiani e dagli Austriaci a Custoza e loro perdite rispettive.

Dalla pa1·te austriaca !

50 corpo; 11 calcolo delle forze ìrnpegnate da due eserciti avversari in combattimento è un'operazione delicalissima, e sempre più o meno incerta. Non solo le due parti hanno interessi opposti nel fare i còmputi, ma ciascuna di esse si trova nel caso ora di esagerare, ora di diminuire le cifre, secondo che ha in mira di far spiccare la bontà del sistema d'ordinamento militare o delle combinazioni logistiche, oppure il valore delle propr.ie truppe. Ed anche quando si supponga che entrambe le parti cerchino la veritù, null'altro che la verità, riesce pur sempre di1Iicile e quasi impossibile avere un termine di paragone sufficientemente esatto per classificare con eguale misura la cifra dei due eserciti. La statistica militare non ha per anco adottato una forroola generale per esprimere questi dati; ogni esercito adopera un metodo particolare, che applicato ugli altri non può a meno di riuscire difettoso e indurrA conseguenze non conformi alla verità. Cosicché an che dagli elenchi più minuti e diligente-

(

'

~H battaglioni; 2 squadroni ; 6 batterie;

20,805 uomini. 313 cavalli. f.8 pezzi.

70 corpo; 20 battaglioni ('11 ; 4 squadrone; 6 batterie;

.

19,H2 uomini. 142 cavalli. . . 48 pezzi. 1

9° corpo; 211 battaglioni; 1 squadrone ; 6 batterie; 1

, .

19,505 uomini. H2 cavalli. l8 pezzi.

Divisione di riserva; 13 battaglioni; 2 batterie;

1,t ,306 uomini. 16 pezzi.

1

1

(,1) Detratto ii 10° battaglione cacciatori, distaccato al basso Po.


RAGGUAGLI È APPU~1'I PER SEìrvrRl!l

ALLA COMPJLAZlONE DI U~A STORIA ECC.

Brigata mobile di Peschiera; 4 battaglioni; 1/2 squadrone; 1 batteria; 1

1° corpo;

3,468 uòrhini. 77 cavalli. 8 pezzi.

71 e 1/2ballaglioni {'1); 15 squadroni ; 12 batterie;

Riserva di cavalleria; ~O squadroni; 1 batteria;

3° corpo ;

2,942 Cafalli. 8 pezzi.

7,t battaglioni (2); 15 squadroni ; 1 12 baLterie;

Totale generale: 79 battaglioni;

24 e 1/2 squadrtmi; 22 batterie; 1

34,715 uomini. 11,725 ca valli. 72 pezzi.

Cavalleria di linea;

74,226 uomini. 3,6f 6 cavalli. 176 pezzi:

squadroni; 2 batterie;

20

i142 e I /2batlaglioni;

50 squadt'oni; 26 batterie;

69,'185 uomini. 5,750 cava lli. 156 pezzi.

Delle truppe austn:ache non furono presenti nel rago-io 0 dell'azione:

•

3 battaglioni della brigata mobile cli Peschierà, quali non presero parte alla sortita, 3006 uomini , 1 plotone usseri Liechtenstein id., 4'1 cavalli. 1 squadrone del 3° usseri (riserva di cavalleria) · distaccato all'alba del 24.- verso Legnago, 144 cavalli. 1/2 batteria id., 4 pezzi. Totale: 3 battaglioni, 3·00G uomini; ·1 squadrone é 1//J.., 185 cavalli; 4 pezzi.

Dalla parte italiana.

1

2,300 cavalli. 12 pezzi.

Totale generale :

Queste cifre,' che rappresentano la parte combattente, sono ricavate dalla Relazione dello stato maggiore austriaco. (Il numero dei presenti secondo la Relazione stessa ammontava a 94,'180 uomini, non comprese le truppe d'artiglieria, le truppe tecniche, i servizi diversi, ecc.; il numero dei cavalli a 13,278 id. id.).

Daila parte italiana non siamo in grado di somm tnistrare ragguagli così precisi come quelli che si hanno dalla parte austriaca, non essendosi finòra pubbli cata . la Relazione del nostro stato maggiore. Però, da un numero abbastanza considerevole di documenti ché abbiamo potuto corisullare ci risulta che in media ogni battaglione di fanteria riovera,:a il 21- giugno 490 conibattenti, compresi gli ufficiali ; ogni battaglion e bersaglieri, 450; e ogni squadrone, 1'15 cavalli. Quindi la forza seguentè:

3.1:,470 uomini. '1,725 cavalli. 72 pezzi.

1

1

~

I

1

(·I) Sono detr~ttc 2 compagnie del 3• battaglione del 29° fanteria di presidio a Rocca d'Anfo.

(2) Detratto il 2° battagli0ne del 4• regg.irucnto fanteria rimasto di presidio a Piacenza.


267

AJ,ra COMl'ILAZIONE DI UNA STORIA ECC,

266

RAGGUAGLI É APPU NTI PER SEllVlRE

Delle M·uppe italiane : 2 battao-lioni della 2"' divisione (4° battaglion e del 0

fanleria 1° battao-lione· del 32° fanteria) Lrattenuti ;ulla dest/a del Min~io a fronteggiare il presidio di Peschiera, 980 uomini. . 1 ballao-lì one bersaglieri (il 3° della riserva del 1° corpo} ri~1asLo per equivoco sulla destra del Mincio, ,i.50 uomini. . . 2 compaO'nie del 4° rrranatieri di guardia a1 ponl1 o o . della 3" divisione ai Molini di Volta e a Cà Bonall, 24,5 uomini. 1 squadrone (il ti 0 del reggimento guide) ri~asto per equivoco sulla destra del Mincio, 1,1~ ~avalh. . Totale 3 e ,t/2 ba ttaglioni , 1675 uormm; 1 squadrone, 1·15 ca valli. :.- 0

\

1 battaglione della 5a divisione (il 1° del 65° fanteria), il quale abbandonò S. Lucia quando ritil'ossi la prima linea dalla Pernisa, H)O uomini. 4 battaglione dell' sa divisione (il 4° del 64° fanteria) il quale rim ase, durante tutla la g iornata, a Rosegaferro a guardia d~l carreggio, 490 uomini. ~ battaglione della 9" divisione (2° ~el 51°) rimasto durante l'azione nel piano tra Monte Torre e la strada Valeggio-Villafranca a 1 chi!. e 4/2 circa da Cusloza, 490 uomini. 2 compagnie della 9" divisione (35° fanteria) rimaste a Yillafranca presso il quartier generale del 3" corpo, 2HS uomini. 1 batteria e 1 sezione (4n batteria a cnvallo e 1 sezione della 6• batteria, 9• divisione) , 8 pezzi. Totale 4. e 1/2 battaglioni, 2205 uomini; 1 baHeria . e ,1 sezione, 8 pezzi . Delraendo da una parte e dall'altra tutte le forze sovraindicalc, le quali o non furono presenti nel raggio dell'az1one, o se furono presenti o a portata del campo di battaglia, non presero parte all'azione, avremo : 1

1

1

Furono presenti o a portata del campo di battaglia, ma non presero parte all'azione:

Da parte austriaca:

Dalla parte austriaca:

~ battaglione della brigata Kirchsberg (.2~ caccia. . tori) rimasto a Sommacampagna, 9·18 uomu:u. 0 1 battaglione della di visione di riserva (i • M.aro1c1c) rimasto tra Castelnovo e Salionze, 700 uomm1. 1 batteria {la 5a del 7° reggirnenlo artiglieria, addetta alla brigala Kirchsberg) , 8 pezzi. . . . . Totale 2 battaglioni, 1(H 8 uom1m; 1battena, 8 pezzi. 0

74 battaglioni ; 23 e 3/4 squadroni; 20 e 4/2 batterie ;

Dalla pa1·te italiana:

1

'

Da parte italiana: 1 battaglione della 1° divisione {2° del H

0

~a~teria) rimasto tra Fornelli e Monte Vento , 490 uomm1.

69,602 uomini. 3,434 cavalli. 1M pezzi.

434 e 11/2 battaglioni;

49 squadroni; 2t batterie e 2 sezioni;

65,305 uomini. 5,635 cavalli. 1&.8 pezzi. 1


268 RAGGUAGLl E APPUNTI PER SERVIRE Le cifre suddette non rappresentano però ancora la vera forza numerica delle truppe impegnate al fuoco, e che sosten nero rcalmenle il peso della battaglia. Per ollenere un simile risultato è indispensabile lasciare da parte; 1° lo scontro della r.avalleria austriaca contro la 'i" e 115a divisione, il quale non fu che un episodio della battaglia, la quale si svolse pér tutla la giornata sulle alture; 2° la parte sostenuta dalla nostra cavalleria di linea per proteggere la ritirata. Oltrac:ciò, per quanto concerne l'artiglieria, è mestieri dedurre i pezzi i quali non poterono essere messi in batteria e non spararono per ciò verun colpo ; cioè 4 pezzi della 11" divisione, 2 della riserva del 1° corpo, e · 1 della 2.. batteria a cavallo. 1

Fatte queste sottrazioni, avremo che il peso della battaglia fn sostenuto:

Dalla pa1·te. austriaca: Da 1,i. battaglioni; » 3 e 1/'i: squadroni; » ·19 e 4/2 batterie; 1

69,602 uomini. 479 cavàlli. 156 pezzi.

Dalla parte italiana: Da 99 e 1/2. battaglioni; ~ 18 squadroni (1) ; 1> r1 e 1/2 batterie; 1

1

48,3HS uomini . 2,670 cqvalli. 405 pezzi.

Riguardo alle perdite rispettive dei due eserciti nella giornata J el 2,t giugno non sono stati pubblicati nè (,1) Sono compresi i 4 squadroni lancieri di Foggia, i quali furono mandati dal comandante del 3" corpo a Custoza di scorta alla ~·

batteria a cavallo.

ALLA t:OMPlLAZIONE DI UNA STORIA ECC.

269

da una parte nè dall'altra documenti sufficientemente esalli e pnrticolareggiati per· compilare sulla scorta di essi un o studio così completo co me quell o non ha guarì. :enUlo in. Juce a Berlino circa le perdile degli eserc1t~ L~desch1 nella guerra del ,1870-71( (1 ). Commciando dug!i ltaliani, le perd ile di essi, secondo la To.bellct nwnericci pubblicato dal quartier generale principale in data 5 luglio 18GG, sarebbero state le seguenti: Prigionieri Morti l'el'iti e dispersi Ufficiali 69 203 83 Truppa 651 /i,'.243 2907 720

- - .. 31'!0

4326

In tutto: 8106 uomini. Sec.ond-o più .esalti ragguagli, successivamente pervenuti al quartier generale ital iano, · la Tabella suddetta venne rettificata come segue (2): Ufficiali . Truppa

MorU

Feriti

Prigionieri

Dispersi

6 1(

'165

,JiJ,I

Gal

29 13

39

,10 4.-224

Totale 712

3078

'150

4234

In tutto: 81164 uomini. Desiderando di conoscere non solo la perdita complessiva, ma quella eziandio subita da i si ngoli corpi. (~) Die Vcrlusten der Deutschen Armeen im Ifriege gegen Franlcreich, von ENC:EL, Derlin ·I 872. ('2) V. Rapporto del generale LA llfAnMon,\ sulle operazion i militari del 2.3 e 2t gi ugno, portante la data del ·12 luglio l866 o pubblicatos1 a Firenze il ,J 8 agosto successivo.


ALLA COMPILAZIONE DI UNA STORIA EC C.

~70 RAGGUAGLI E APPUNTI PER SERVIRE di truppa, abbiamo consultato a tal_e ~o~~ la ~t~tis:ic~ nominativa di tulli i militari morti, fer1ll, pngiomeri o dispersi, stata compilata in sullo scorcio del 4867 presso il Ministero della guerra (segretariato gen~r~le, divisione giustizia militare). Secondo questa Stattsllca (V. lo specchio A) le perdite nostre a Custoza sar ebbero sta te le seguenti : Morti

Ufficiali Truppa Totale

Feriti

20,i.

911 1064

23,i 3

4·t5o

2547

Prigionieri (1)

In tutto: 73'71 uomini. Differenza tra la tabella 12 luglio •186G e lu prcse~le : 793 uomini in meno, la più parte dei quali figuravano dapprima tra i disper si. . . . . . . · Sareblie stato n ostro cles1cler10 di md1care per ogni - a rma e corpo le perdite, non solo in ufficiali (V. a questo 'riguardo lo specchio B) ma eziandic'. ~n sott'ufficiali, caporali e soldati; aggiungere se .n1or~L rn campo, 0 negli ospedali per conseguenza .d1 fente , notare l'indole di queste, ecc., ma non a vendo po tuto raccogliere, per tutti indistintamente, ragguagli abbastanza precisi, abbiamo dovuto limitarci a co~pr_endere so~to il nome generico di truppa i sott'ufilciah, caporah e solda ti e r errist1·are tra i morti tanto quelli che caddero s~l cam~o , quanto quelli che morirono di poi per conseguenza di fe rile. ,

. guerra un ·elenco nominativo dei morti , fe riti e dispersi, in base delle informazioni che si erano potute r accogliere dai rispeltivi corpi di trnppa impegnati in quella giornata . Secondo il detLo elen co l'esercito austriaco avrebbe subìto · le seguenti perdile: Morti

Ufficiali Truppa

3'9 3630

3669

Passiamo alle perdile austriache. All'indomani della battaglia di Cusloza venne pubblicalo a Vienna per cura di quel l\linistero della

.

(,t ) I prigionieri f eriti sono compresi nei Ceri ti: essi ammontaQO a 600 circa, fra cui 16 ufficiali.

27~

Totale

Feriti

Dispersi

72

223

18

1124

38H

3132

1196

4037

3150

In tutto : 8383 uomini . Dopo· la conchiusione della pace venne compilato un nuovo specchio dietro informazioni più precise e pil'.1 complete, e fu pubblicato a corredo della Rela'zione ufficiale sulla guerra del 1866. Giusta questo secondo specchio, le perdite austriache a Custoza sarebbero state le seguenti: Ufficiali Truppa Totale

Morti

Feriti

7 1! 4099

.223

4

16

376 11

'116

2666

H'iO

398,i.

Prigionieri

12()

Dispersi

2682

In tutlo: 1956 uomini. La <lifforenza fra il primo specchio e il secondo , per quanto riguarda i morti e i f eriti, non è guarì sensib ile (5233 nel primo specchio e 5'1154. nel secondo); è invece assai sensibile per ciò che riguarda i dispersi; infaui da 3H;O, quanti erano nel primo specchio, discendono nel secondo a 2682 uomini; di!ferenza in meno, 4G8. E ciò si comprende sino a un certo segno , poiché molti i quali durante un fatto d'armi vanno dispersi, raggiungono all'indomani, o parecchi giorni dopo, i propri corpi. Ma è egli possibile che, dopo sei


27~ RAGGUAG~I E APPUNTI PER SERVIRE o sette mesi, quasi 2700 uomini dell'armala austriaca fosse ro tuttora dispersi? E d'altronde, come mai la detta arnnlq avrebiJe perduti soli 120 prigionieri, mentre che la divisione Piancll fece essa sola prigioniero quasi tutto il 36° battaglione cacciatori, e la Re~ !azione dello stato maggiore ausLria~o accenna, nel testo , a ,1500 prigionier i ci rca? Uno specchio compilato alla fine del marzo 1867 presso il Ministero della guerra a Vienna, e che ci venne genti lmente comunicato, scioglie in parte que!".ta. dubbiezza. Dal documento ora accennato risulta che al 1° aprile ,1867 gli uomini rimasti mol'li sul campo, ovvero morti in seguito a ferii e, ammontavano a ,J '.:296 (H 9 uffi. ciali, 1·I ì7 uomini di truppa); gli inva li di o pensionati in seguito a fe rite 9:57 (tra eui 2 ufficiali ); quelli ancora sotto cura per fe rite 287 (fra cu i 33 ufficiali); i dispers i, di cui si ignorava la so rte, e che potevano ornai rigMardarsi eome morti, 650 (tra cui ,1 1 ufficiali). Allenencloci a questi dati uffi ciali , l'armat'.l. austriaca avrebbe ayuto in morti sia sul compo, sia in segui to a ferite ripo 1·tatc in campo, Hl4tì uomini ( t 30 ufficiali, . ,18 t 6 uomini di. truppà). Soltraendo dai 398i, feriLi ciel secondo specchio 406 uomini (4.8 ufficial i, 78 uom ini cli truppa) che abbiamo riportato nei morti, risulta che il numero dei feriti austriaci a Custoza, i quali non sos:combettero alle ferite, sali alla cifra di 3858 (t 75 uffieiali, 3683 uomini di truppa). Hirnangono 2032 dispersi (tra co i o ufficiali }, i quali , secondo i ragguagli trasmessiei da Vienna, dovrebbero essere con sid erati come prigionieri, unitamente ai '120 'notati nello specchio annesso alla fte lazione ufficiale; totale 2 115::l prigion ieri (tra cui 9 ufficiali }. Quest'ultim o specchio (compilalo, ·come dicemmo, 1

1

273

ALLA COMJ:'!LAZIONE DI UNA STORIA ECC.

anteriormente al 1° aprile 1867) vorrebbe quindi essere modificato come SP,gue: Morti

Ufficiali Truppa

Feriti

130 ·1816

Totale

175

-·194,6 -

Priglo nieri

3683

9 · 2 143

3858

2152

1

In tutto: 7956 uomini; 1585 in più degli Italiani. C?me appare, questa cifra di 7956 uomini quadra perfettamente con quella dello specchio annesso alla Relazione dello stato maggiore austriaco, esso non rapp1:esenta però interamente la totalità delle perdite a~striache a ~ustoza, poichè non comprende le· perdite_ del .regg1m_ento confinario n° 8 (3 compagnie sort1~e d~ Peschiera), quelle del 36° e 37° battaglione ca~c1ator1, ?el 13° reggimento usseri e <l'i 8 e 1/2 battene_. (_In ,m~no_ srecchio sono indicate le perdite di ufficrnh d art1ghena). Attenendoci ai primo specchio compilato all'indomani .d~Ila battaglia di Custoza, le perdite approssimativè d1 queste truppe sarebbero state come segue:

Ufficiali Truppa

Morti

Feriti

2

85

10 ~38

507

Totale 87

.248

5H

-

Dispersi

4

In tutto: 840 uomini. . A_ggil.~.ngendo questa cifra a quella di 7956 più sovra md1cata, e considerando come prigionieri i dùpersz' (1) .avremo le_ perdite seguenti: '{4) Si noti che 457 di questi 51 ~ dispersi apAartengono al 3!>.. cacciatori fatto prigioniero dalla divisione Piane!!. AN"o xvm, VoL. 111. 18


97'.:

Morti -

Ufficiali Truppa

2i/i Dalla pa1·tc austriaca: da 74 battaglioni di fanALLA GOMPlLAZ!O NE DI UNA STORIA, ECC.

RAGGUAGLI X APPUNTI PER SERVIRR

rn2 rno4

Totale .2033

l"eriti

185

Prigionieri

392~

M50

4106

.2663

- -

teria (dei quali 9 di cacciatori): 69,602 uomini, di cui 1966 ufficiali (1). Proporzione normale degli ufficiali ai soldati: 1 : .28, 8 nell'esercito italiano; 1 : 34,4 nell'esercito austriaco.

•I 3 (1)

1

1

Jn tutto 8802 uomini; v. a d. H31 in più degli Italiani. · Combatterono, tra il Mincio e Santa Lucia (Olìosi, 1\1onte-Vento, Pernisa, Sanla Lucia, ~Ionzambano), dalla parte· italiana 49 1/2 battaglioni di fanteria (dì cui 6 di -bersaglieri) 24,015 uomini, di cui 804 ufficiali. Dalla parte aust.riaca: 34 battaglioni di /anteria (di ·<Cui 5 di cacciatori) 31,873 uomini, di cui 90'.2 ufficiali.

Per quanto concerne i 11io1·ti e i feriti, le cifre sovrarif~rite possono essere accolte come sufiìcientemente esatte; ma per quanto concerne i prigiom·eri, dai documenti italiani finora pubblicati non risulterebbe che il numero (Ji essi sia stato maggiore di rnoo. Come abbiamo fatto per i combattenti lasceremo ora da parte le perdite subìte dai due esercii.i avversari nel piano di Villafranca, o durante la ritirata, quando cioè le sorti della giornata erano già .decise, e stabiliremo un confronto fra le perdite sostenute dai battaglioni che furono da una parte e dall'altra più seriamente impegnati.

1

\

Combatterono a. Custoza (~fonte Torre, Monte Croce, Belvedere, Custoza), dalla. parte italiana 50 battaglioni (di cui 5 di bersaglieri) 24,300 uomini, di cui 81 O ufficiali. Dalla parte austriaca: 40 battaglioni di fanteria. (di cui 4- di ·cacciatori) 37,729 uomini, di cui 1064 ufficiali. Fra Santa Lucia e il Mincio, gli Italiani perd'ettero nio1·ti e fe1·iti 126 ufficiali e 1523 soldati, cioè 4 ufficiale per ogni ,12 soldati; A Custoza perdettero 12'1 ufficiali, 1580 soldati, cioè 1 ufficiale per ogni 13 soldati. Gli Aust1·iaci perdettero in morti e fe1·iti tra Santa Lucia e il Mincio -t 35 ufficiali, 2090 soldati, cioè 4 ufficiale per ogni H5, o soldati; A Custoza perdettero ·l 57 ufficiali, 2878 soldati, cioè 1 ufficiale per ogni '18,26 soldati . lVledia generale delle perdite italiane e austriache

tra

Il peso della battaglia, come più innanzi accennammo, venne sostenuto: Dalla parte italiana: da 99 4/2 battaglioni di fanteria (dei quali 41 di bersaglieri); 4-8,3 15 uomini, di cui 160 utnciali (.2). 1

(1) Dai documenti che esistono presso l'archivio del Ministero della .guerra a Firenze risulterebbe che furono 15 gli ufficiali prigionieri restituiti all' Austi·ia dqpo la conchiusione della pace, vale a dire 4 maggiore;, 1 capitano, H tenenti, appartenenti ai reggimenti di fanteria 5, is, 6.6, al 36° battaglione cacciatori, e al 42,• e rn° rcg~imento ulani. "' (!) fo media rn ufficiali per ogni battaglione di fanteria, e 48 per ogni battaglione bersaglieri. ( Da situazioni ufficiali di disponibili pel combattimento).

1

1

(1 ì 80 ufficiali per ciascun reggimento di fanteria su 3 battaglioni, e i6 ufficiali per ogni quarto battagliono e per ogni battaglione .cacciatori. (Organico dei piedo di guerra, detratti i non disponibili pcl

combattimento),


.276 RAGGUAGLI E APPUNTl PER SERVIRE (morti e feriti) tra Santa Lucia e il Mincio e a Custoza:.

Italiam·: 1 u fficiale per ogni •12,5 soldati. Austriaci: 1 ufficiale per o_gni 17 soldati. 1

Facendo il percento si avrà che nell'esercito italiano, per ogni ·I 00 soldati, sono stati posti fuori combattimento, per ferita o morte, 7,96 ufficiali; e nell'esercito aitst·riaco, per ogni 100 soldati, 5,87 ufficiali .. La proporzione tra gli ufficiali e i soldati essendo nell'esercito italiano 1 : 28,8, e nell'esercito austriaco 1 : 34,4 risulta che amendue gli eserciti ebbero una . perdita in ufficiali approssimativamente doppia di quella dei soldati.

~i

I )

(Non conoscendo abbastanza precisamente le perdite in p1·i,gionieri dalla parte austriaca, non é possibile stabilire una media a questo riguardo. Quanto agli Italiani, essi ebbero 34 ufficiali prigionieri (illesi) su 2750 soldati (1 ), cioè if ,23 ufficiali per 100 soldati). Riassumendo: Gli Italiani, su 48,315 combattenti, ebbero una perdita di 3350 uomini (1055 morti, 2295 feriti), cioè il 6,9 per ogni 400 combattenti. Gli .Austdaci, su 69,602 combattenti, ebbero una perdita di 5260 uomini (,1 785 morti, 3375 feriti), cioè il 7,4 per ogni mo combattenti. La difierenza fra i due eserciti é cli poco rilievo, ma sta nella proporzione di alcuna delle battaglie più sanguinose della campagnà del •t 870-71 (2). ,

_ (1) Sono detratti 600 uomini circa della 8° divisione i quali furono fatti quasi tutti prigionieri, non nella mischia, ma quando avvenne la ritirata: (2) -Nella battaglia di Borny ( ~4 agosto) i Francesi su 56,000 -Combattenti perdettero tra morti e feriti 304 8 uomini, oioè il 6,3 per 0/0·

I

I

ALLA COlIPILAZIONE DI UNA STORIA ECC.

277

Le perdite in materia.le furono assai gravi da parte degli Italiani: ,15 cannoni, 5 avantreni ( di cui 3 fuori servizio), 2 affusti, 20 carri di munizione di artig_lieria e di fantèria, e 4 altre vetture, e oltre a 5000 fucili. · Dei 1 o cannoni ora detti, 7 furono perduti nel combattimento tra Santa Lucia e il Mincio, e 8 a Custoza nelle seguenli condizioni : 4 delle batterie •1O.. e 14 a del 6° reggimento ar-: tiglieria (1" divisione) rovesciatisi nei fossi laterali alla ~trada lUontevento-Oliosi quando avvenne la rotta della brigata · Forli; due ufficiali di artiglieria, i luogotenenti J>Jent e Rionero perirono sui loro pezzi; · 3 della •I a batteria del 9° reggimento artiglieria (5" divisione) ribaltati o guasti nelle ruote d_a i proietti nemici durante la ritirata dalla Pernisa a Santa Lucia; ~ della 1 n batteria -del 6° reggimento artiglieria {3n divisiòne). A uno dei due pezzi fu ·p ortata via la par te superiore della volata; un colpo successivo gli sfracellò una r uota e lo r ese inservibile. L'altro pezzo, rimasto privo dell'avantreno, perchè messo fuori di servizio da una granata nemica, fu dal capo pezzo e da due soli senenti trascinato dalla vetta di Monte Crocè sino alla Casa di Monte Torre; ma in quel momento, essendo stato rovesciato da una granata un pezzo della 2a batteria del 6° r eggimenio, il comandante l'artiglierià della divisione ordinò che la 1" batteria lasciasse il suo onde la 2" batteria allora arrivata potesse servirsene. In seguito il comandante della 1a batteria cercò con due pariglie di far riprendere quel pezzo, ma in mezzo ~llo scompiglio delle truppe retrocedenti da Monte Torre non fu possibile condurre i cavalli fin sulla cima di quell'altura; 3 della 2° batteria del 6° reggimento artiglieria ,(3a divisione). Uno dei pezzi, come accennammo poc'anzir


'-?78 RAGGUAGLI E APPUNTI PER SERVIRE ECC. fu rovesciato da un colpo di granata ; altri :2 pezzi furono, conquistati dopo fiera mischia dal reggimento -Arciduca Rodolfo nel quarto attacco eseguito nel mattino dagli Austriaci contro Monte Croce; ripresi poco appresso da due battàglioni del 6-i- 0 fanteria (8a divisione) caddero nuovamente in mano degli Austriaci quando quella dhisione dopo le 5 pomeridiane ritirassi da Monte Croce; 1 pezzo della 9" batteria del 6° reggimento artiglieria (8" divisione) rimasto privo del suo avantrenot stato messo fuori servizio dallo scoppio di una granata, fu abbandonato su Monte Croce. Poco prima che incominciasse la ritirata della divisione, il colonnello Ferrari mandò il capitano Onesti di stato maggiore dal generale Cugiaper chiedere alcune pariglie onde salvare quel pezzo e gli altri cinqu·e della ,tn e 2a batteria del' 6° reggimento; ma indarno, poichè non s~ avevano più che le pariglie appena sufficienti per trasportare gli altri 17 pezzi della divisione; 2 pezzi della 2" batteria a cavallo, i cui avàntreni s i rovesciarono nella ripida discesa dalla vetta del Belvedere a pochi passi dalle colonne d'attacco nemiche ..

SPECOHLQ PARTICOLAREGGIATO . DELLE PERDITE ITALJANE NELLA BATTAGLIA DI CUSTOZA

Gli Austriaci non ebbero fuori servizio che tre pezzi: da .i., e cinque affusti.

Capitano Lurn1

CHIALA.•

I

I-


280

RAGGUAGLI E APPUNTI PER SERVIRE

~8t

ALLA COMPILAZIONE DI UNA STORIA ECC.

1° Corpo d'a1•mata (DllR,.Noo). .

[

MORTI

INDICAZIONE DEI CORPI

I .PRIGIONIERI

FERITI

.

DISPERSI

TOTALE

r-1-J !Y--jt 1 rr1! rr 11 rr1~

OSSERVAZIONI

1

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Comando generale del corpo d'arniata __'>

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(2)

Luogo tenente Jìenerale OnRA tn e

t:a Divisione (CERALE).

Quartiel' generale. . . . .. 1 Stato magg. della brigata. (I) Brigata Pisa . 29' reggimento fanteria. . 30° id. id. . . 1 Stato niagg. della brigata. Brigata Forlì. 43° reggimento fanteria. . 44° id. id. . . 18° battaglione bersaglieri. . . . . • . Batterie 4o" e ,1 •I" del 6· reggimento artigl. Squadroni 3• e 4• del reggimento g uide. . . TOTALE •

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Z" Divl.siOl)e (P!ANELL).

3" Divisione (BR!GNONE).

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il suo aiutante i camEo luogote» An1c1 del 72° antol'ia » (3)nente Maggiore generale Dr Ynr,.~I\BY.

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(5) 2 ufficiali morti di sfinimento. 7J l soldato id.

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Morto "di congestione cerebrale.

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Quartier generale. . . . . . . . l> (9} 1 )) » Brigatagranat. 1 S;ato ~agg. della b~ig!ta· di Sardegna 4 • regg\mento gra~at1er1 . 3 34 2 1d. 1d. . . 12 46 » Brigata granat. S;ato n_1agg. della b~ig!ta. (11} ,1 3, .reg~1mento gr_anat1er1 . 3 17 di Lombardia 4 1d. Jd. . . 2 33 37' battaglione bersaglieri . • . . . • 7 > Batterio 4" e 2" del 6° reggimento artigl. )I 10 Squadroni 1° e 2° cavalleggeri di Lucca. » ,,,

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Quartier generale. » > (G) 4 (7) 18 Brigata Aosta { 5' reggimento fanteria. l) 6° id. id. . 4 id. id. » » Brigata Siena f 34 ' (8) l 32° id. id. l 47' battaglione bersaglieri . . . . . . » 5 Batterie 43" e H" del 6° reggimento artigl. )) l> Squadroni 1° e 2' del reggimento guide. . l) 2 TOTALE

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321 352 a 96 3 31 5

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72 1559

» (9) Carabiniere a cavallo.

»

generale GozzIN r Dr Tnu,·JLLE e il suo aiutante di campo sottotenente C.1nCANO del » 1• granatieri. » (11) Capitano CoT'(rdel4°granatieri, > uffic1alo d'ordinanza dì S. A. n. » ilPrincipeAmedco.-(12JS.A.R. > il Principe AMEDEO, 19 (13) Com preso il maggiore Anus co7 mandante la brigata d'artiglieria. >>

26

(10) Ma ggior


j RAGGUAGLI E APPU.NTI PEll SERl'lRE (Stigue:)

I

1° Corpo d'armata 'p 11n,uwoo). MORTI

INDICAZIONE DEI CORPI

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ALLA COMPILAZIONE DI UNA STORIA ECC.

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Quartier genero.le. Brigata Brescia ~ 9: regg!ment o fo.n~eria. 20 1d. 1d. • Brigata 65· id. id. . Valtellina ' 66• id. id. . 5° battaglione bersaglieri . . . . . . Batterie 46 e 2" del 9' reggimento artigl. Squadroni 3' e 4• cavalleggeri di Lucca.

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(1) 1 morto di apoplessia sul campo.

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3 13 2? -- 38 60 132.9 40

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' .IIU•er..-a del corpo d'armata (GHlLl NI). Reggimento lancieri d'Aosta (5 squadronil o' squadrone guide. . . . . . • . ' 2° battaglione bersaglieri. 3• · id. id. id. 8' id. .f 3• id. id. Batterie 3"', 42' e~ o• del 6°.~ de.I 9; r;gg:

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COlIPII,AZIO!'{E DI UNA STORIA ECC

ALLA

285

RAGGUAGl I E APPUNTl PER SERVIRE

1110 Corpo tl'arma taDE1,1,.11. RoccA).

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INDICAZIONE DEI CORPI

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Brigata del Re ~

~: regg(mento fan_teria. l 2 1d. 1d. . Brigata Ferrara ç 47: \d. ~d. { 48 1d. 1d. 9° battaglione bersaglieri. . mo . id. id.' . . . . Batterie 4a, 2"' e 3" del 5° regg. artiglieria

))

.~

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TOTALE

(GOVONE) .

.

Qu~rticr generale. . . . . . . Brigata Pistoia 35' reggimento fanteria. 36° id. id. Brigata Alpi M•0 ' id. id. • 5! id. id. 27° battaglione bersaglieri. . 34° id. id. . . . Batterie 41\ 5"' e 6"' del 5° regg. artiglieria

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TOTALE .

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(2)4

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(2) Luogotenente gener a)e (!(ovoNr. e capitano NASI del 2° regg. fant.

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(3) Uno mortopersincopesul campo.

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2·1

BO 1094

21

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286

JlAGGÙAGLI E APPUNTI l'ER SERVIHE

ALLA COMPILAZIONE DI UNA STORIA ECC.

I

(Segue)

1111° Cor1>0 <l'armatai DE1,1,,1. Roc«J,1.).

INDICAZIONE DEl CORPI

•oa Dh'fslone (PRINCIPE UMBERTO). »

Brigata Parma ) ;~: regg\:ento fani~.ria.' . t . t ç s· id. id. I Il riga a m1s a I 74• id. id. batt~~lione bcrs~glieri. H· IO. 1d. . . . . . Batterie ·1 O"', 44.. e 42" del 5° regg. artiglieria

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Cavalleggeri Alessandria (5 squadroni) Id. Saiuzzo (id.} Lancieri Eoggia (id.)

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Divisione cavalleria di linea

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(a disposizione del comando del III• corpo).

~ .. Brigata

Reggimento' Savoia . . . Id. Genova . . . .,., Br1'gata Id. :tfizza. . . . "' · Id. Piemonte Reale 4a batteria a cavallo del o0 regg. artiglieria

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ToruR ddle perdite ilei III° eor1io

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85 2372 213

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87

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I I

287


288

289

ALLA CO)[PILAZION ~ Dl UN..\ STORIA ECC.

RAGGUAGLI E APPUNTI P'Ell SER VlRE

Ull!:PIILGGl,\GEllER.l.l,E

INDICAZIONE DEI CORPI

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Comando generale. ·I" divisione. 2a. divisione. 3& divisione. 0" divisione. Riserva del corpo.

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I

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79 1198 14 289 72 1559 60 1329 23 280

22

, OSSERVAZIONI

-;;

... -o" t. - - -- --

~

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l

86 12

26 Combattècollo truppe del III corpo.

40 71

68 249 4655 235

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Il

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I I

1

111° Oorpo d' nrmatn.

Comando generale 7" divisione s• divisione ga divisione ~ 6a divisione . . . " . Brigata cavalleria leggera. Divisione cavalleria di linea .

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2547 11

3659

____...,_...

(1) Possono essere considerati

come morti.

'7361 '

l

I

.

ANNO XVIII, VOL. lii.

49


}'

B.

SPECCHIO NUMERICO diviso per grado e p er arma, degli Ufficiali dell'Esercito i.tali.an o m .orti, :feriti e p rigio.Âľier i n ella battaglia di Custoza.

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I'·

RAGGUAGLI E APPUNTI PER SERVIRE

ALLA COMPILAZIONE DI UNA STORTA ECC .

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~95 La ripartizione della compagnia in quattro anzichè in tre plotoni, assicura il comando di mezza compagnia ad un ufficiale, è più ricca di combinazioni, forma plotoni più piccoli, più maneggevoli, più adatti all'ordine sparso, meglio provvede al soccorso successivo della linea di fuoco. I plotoni dovrebbero riunirsi in doppi plotoni (mezze compagnie) e prendere nel battaglione il numero · successivo dall' I all' VIII (1 ). La colonna normale di compagnia dovrebbe essere sempre formata sul plotone di destra ed a distanza sempre eguale di sette passi. Così sarebbe soppresso il superfluo quarto di distanza e la molteplicità delle colonne, la quale ad altro non serve che a generare confusione. La ripartizione di~ciplinare cd amministrativa della compagnia in caporalati non corrisponde alla ripartizione tattica in gruppi di fuoco, ed è grave inconveniente che nell'istruzione e nel combattimento i soldati non sieno più sotto gli occhi dei loro superiori immediati. L'autore non sa completamente liberarsi dall'idea del rango di statura, da noi fortunatamente messo fra i_ferravecchi, malo vuol conservato nelle sezioni (mezzi plotoni). La colonna di compagnia gli sembra troppò debole, la colonna di battaglione troppo forte ; ricorre quindi allo spediente inefficace della colonna di mezzo battaglione e propone questa quale esclusiva uni'tà elementare normale tatti·ca pel combattimento. Sul mezzo battaglione basa perciò la ripartizione permanente della fanteria. RECENTI PUBBLICAZIONI DI TATTICA ECC.

RECENTI PUBBLICAZIONI DI TATTICA IN GERMANIA E IN AUSTRIA

I. IJie llusbildtmga - Cttrs e d er 111/aute1•ie u11d U,re tal.tisclien Formen (It corso d'istruzione per la fanteria e le sue forme tattiche), per B. G. von der LunsT. - Derlin, Bath, 1873, (pag. 228).

È necessario formare al più presto un-soldato capace di battersi. Perciò i regolamenti vanno semplificati e sfrondati di ogni inutile lusso. Ecco i1. primo còmpito che l'autore del sovraccenna~o scritto svolge, con molta inùipendenza di giudizi, con grandi cognizioni degli eserc iti stranieri e con tatto pratico non comune; ma forse con desiderio troppo ardente di innovazioni. Ad ogni modo, in tanto studio e tanto bisogno di adattare le forme tattiche alla n uova costituzione degli eserciti ed alle nuove armi, vale bene la pena di accennare brevemente alle idee più salienti.

La formazione su tre righe ha molti difetti e nessun pregio. Si tolga l'attuale dualismo, il quale confonde la mente della recluta, e 3i mantenga la sola formazione su due righe, la quale naturalmente esige che marciando di fianco si usi il per quattro.

(4) Ma a quale soopo legare le mezze compagnie cd i plotoni nel battaglione1 Quando mai farà mastieri quel numero d'ordine? Quando mai il battaglione entrerà in azionCl con tutti i suoi plotoni riuniti ed in ordine chiuso? Il sistema austriaco e nostro, il quale svincola interamente i riparti della compagnia dal battaglione, non è forse più semplice, più conforme alla tattica odierna, allo spirito cli autonomia e di iniziativa cho a forza con vien lasciaro alla compagnia 1


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296 RECENTI PÙBBLIOAZION'I DI TATTICA Ma non è un passo indietro il sottoporre un capitano , ad un altro capitano, il raddoppiare la colonna di compagnia, ora eiiandio in Prussia c-onsideratà come il nucleo più grosso che si può condurre sotto il fuoco nemico, l'infirmare quest' unità educativa ed amministrativa, l'offuscare il prestigio del suo capo, il porre un altro gradino nella già troppo lunga scala della trasmissione degli ordini? Gli Austriaci ancora oggi si pentono della loro famosa colonna di di-visione, ed ottimi scrittori prussiani ' sostengono avere Steinmetz vinto a Nachod ed a Skalitz non a cagione, sì bene malgrado la colonna di divisione (1). E qui notiamo di volo la tenerezza dell'autore per le metà: mezza compagnia, mezzo battag·lione, mezza annata d'istruzione, mezzo contingente chiamato semestralmente sotto le at'mi. Ma proseguiamo nella nostra rapida analisi. L'unità tattica immediatamente superiore al mezzo battaglione · è la brigata . Tuttavia un brigadier·e non può dirigere più di 8 o 9 mezzi battaglioni. Si ·costituisca quindi il reggimento in brigata. Col sistema oggi giorno in vigore il colonnello, il quale conosce perfettamente ufficiali e graduati, nell'azione è fuori di pasto; il brigadiere, il quale non conosce alcuno, comanda a tutti. La brigata così ridotta si dispone su due o su tre linee. La tattica dell'avvenire esige l'ordine perpendicolare. Le sezioni serrate tenute in serbo vogliono essere unicamente destinate per entrare a tempo e luogo nel combatt imento dei cacciatori. È difficile che la brigata .manovri senza cavalleria ed artiglieria, e però essa deve ognora esercitarsi di conserva colle armi sorelle e sempre fuori · del terreno artificiale. Le reclute in Prussia vanno ordinariamente sotto le (4) Ycèli: Ifritische und, unkritische Vanderungen iiber dìe Ge.: f echsfelder Preussischen hmee in Bohmen :_ Nachod.

IN GER)fANIA E IN AUSTRlA ~9'7 . ' bandiere ai primi di ottobre. Per tre mesi in media ~ono addestrate nelle posizioni ed atti elementari, nel maneggio d'arme, nella ginnastica, nei più semplici movi... menti di un riparto in ordine chiuso; sono pus eia presentate al comandante di reggimento e quindi incorporate nella comppgnia ed ufficialmente non più considerate quali reclute. Ma non sono ancora soldati fatti; manca la scherma colla ba.ionr tta, il tiro al bersaglio, il servizio da campo, le evoluzioni tattiche. Seguono codesti esércizi alternati colle scuole di battaglione, di reg·gimento e di brigata·, e finalmente le grandi manovre vengono a coronare l'edifizio deìl'istruzione ed a com p.iere l'anno. Semplificando il regola1rnmto, togliendone tutto l'orpello, lasciando alle grandi manovre la .scuola di reggimento e di brigata, la parte maggiore del servizio da campo e le evoluzioni colle altre armi, ommettendo le ripetizioni soverchie, si potrebbe in poco più di 5 mesi terminare l'intero corso d'istruzione militare. L'annuo contingente sarebbe· ripartito in due; metà verrebbe sotto le armi alla fine di dicembre, l'altra metà ai primi di giugno, compiuto che sia l'addestramento della prima porzione. Per tal modo si eviterebbe accu..mulamento presso i corpi , l'istruzione sarebbe meglio sorvegliata, in caso di guena si avrebbe in ogni circostanza metà almeno del contingente annuo pronto ad entrare in campagna, potrebbe ridursi ]a ferma a 5 od anche a 4 mezze annate d'istruzione, col vantaggio di avvicinarsi sempre più à1 vero obbligo universale ai servizio chiamando sotto le armi tutti o quasi tutti i giovani abilL L'autore distingue le reclute in giovani ed anziane. . Per le prime suggerisce qualcosa di simile alla nostra istruzione del plotone (1). Tuttavia è contrario ad ini0

(1) Rammentiamo cho il regolamento prussiano non· ha scuola di plotone.

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RECEN'l'l PUllDLICAZJON'I DI TAT1' ICA,

ziarle nell'ordine sparso, sebbene, a parere dei più, siffatto addestramento serva in modo specialissimo a svòlgere le facoltà individuali del soldafo ed a dal'gli l'idea più chiara e più netta del combattimento moderno. La scuola delle giovani reclute, prosegue l'autore, destinata a renderle disciplinate e svelte di c~rpo e di me,n te, non dovrebbe durar meno di 9 settimane. Il sistema di insegnare agli allievi delle scuole civili il maneggio d'arme e g·li altri esercizi elementari allo scopo di accorciare di qualche mese la ferma; non è opportuno. La recluta mezzo addestrata rice;e troppo leggermente l'istruzio~ie che le viene impartita, e male si abitua alla prima virtù militare, alla disciplina. Le reclute anziane formano parte della compagnia. Soltanto quando sieno già abituate all'ordine severo, all'idea di coesione di forze, esse vengono colle necessarie cautele addestrate nell'ordine sparso (1 ), il quale al giorno d'oggi ha preso una grande importanza, perchè in terreno scoperto si può arrivare .,al nemico esclusivamente in cacciatori. Le evoluzioni di compagnia vanno sempre fatte par-· tendo non già dalla linea, ma dalla colonna normale, vero ordine fondamentale del combattimento. La colonna aperta non è mai da usare. La ' colonna normale si spiega sopra il secondo plotone , forma la linea verso uno dei :fianchi eseguendo prima una conversione (cambiamento . di direzione }, facile per la brevità del fro:o,te.

(~) A n,:,i pare che con tale sistema si imprima nelle gfovaoi menti la falsa idea cJi un immaginario abisso che corra fra combattimcnt'o in ordine sparso e combattimento in ordine chiuso, mentre _tutti gli sforzi dÒvrebbero tendere a dare ognora rilievo all'idea dell'ordine misto, cioè del « vero ordillCl 'di combattimento per la massima parto dei casi » come_ dicono le nostro illodifì.cazioni W maggio 4873).

IN G-ERMANJA E IN AUSTRIA 299 Agli esercizi di compagnia tengono dietro ,gli eserc1z1 .di mezzo battaglione, nei quali l'autore comprende quasi tutte le evoluzioni del battaglione. Egli attribuisce ,molta importanza (forse soverchia) all'attacco in ordine chiuso ed in colonna; abborre la linea. Domanda che le guide non sieno più usate negli spiegamenti ed accenna ai vantaggi di togliere le bandiere. Intreccia alcuni ottimi precetti e pred~ca semplificazioni, ma non ·gli bastano 1~ varie specie di quadrati e propone il quadrato urgente ed il quadrato non itrr;ente, come se, quando manchi l'urgenza, la fanteria non possa accogliere la cavalleria in modo migliore che condensandosi in quadrato. L'ordine sparso (continua Lubst) non serve che per .l'avaniinea. Si eviti il grosso e serrato stormo,- il ' quale senza diminu'ire le perdite fa sparire qualsiasi ordine. · .. La linea dei sostegni segua normalmente in riparti chiusi; si lasci tu,t tavia in potere dei · comandanti .di stenderlà ove lo consigliano l e circostanze. I sostegni avanzino a sbalzi sparpagliandosi e riunendosi poscia dietro ripari. E quì si fa sempl'e più manifesta l'utilità della ripartizione della compagnia in quattro piccoli plotoni. La formazione di essi in colonna di coppie che marciano perpendicolarmente al fronte è molto utile per le larghe lacune che si offre ai proietti. Un battaglione si disponga per l' attacco con mezzo battaglione in prima linea, le compagnie in colonna normale a distanza di spiegamento, e mezzo battaglione riunito in seconda linea. L'avere due. comandanti di compagnia in prima linea produce sconnessione d'attacco e moltiplicità di ordini. Si rimedia coll'affidare il comando dei cacciatori delle due compagnie al capitano meno anziano, mentre il capitano più anziano dirige l'ìntiero mezz0 _battaglione la-


300 nECENTI PUBBT,!CAZtONI DI TATTICA sciando il comando della propria compagnia al luogotenente (1). I gruppi (squadriglie) sono troppo grossi. Si adotti per unità dell' ordine sparso la quadriglia , la quale meglio si piega al terreno, è più mobile, offre minore presà al fuoco. Alcune quadriglie possono al bisogno riunirsi in gruppi. I fischietti non servono gran cosa in guerra e spesso producono confusione; è mestieri valersi al possibile della voce e dei cenni. Il segnale stendetevi andrebbe ~bolito, perchè siffatta mossa è tutt'al più ordinata dal comandante di plotone. Durante l'ultima guerra assai giovò l'abbandono quasi assoluto dei segnali di tromba, i quali danno origine ad equivoci pericolosi. Il cambio di catena nel modo prescritto dall'attuale regolamento, sotto il fuoco di armi portatili, è impossibile. È molto dubbio se in tutti i casi sia utile far sgombrare la fronte davanti la truppa che marcia all'attacco. Val meglio che la catena sdraiata attenda fino a che il grosso giunga a due o tre passi, ed allora balzando in piedi si lanci avanti insieme al medesimo. Si eviti sempre di for passare la truppa chiusa sopra la catena che rimane sdraiata (spediente prescritto dal regolamento prussiano ), perchè ciò non serve che a sciogliere il legame tattico. Si sbandiscano assolutamente gli attacchi in ordine

(4) Da,·,·ero che codesto rimedio ci sembra peggiore del male, pcrchè sopprime nci•momcnti più gra\'i l'azione del <'npifano sopra i soldati cho ha educati cd istruiti, sottopone un capitono M un altro e sconvolge da ci,po a fondo gli intimi rapporti delle compagnie. Dol resto è una conseguenza logica del sistema di innalzaril il mezzo batt~glione ad unità tattica , il che cancella di botto l' autonomia delle · compai;nio e del battaglione.

301 spiegato. Molto vantaggioso, e però da far soventi oggetto di esercitazione, è l' attacco concentrico a sbalzi in ordine sparso. Importantissima è altresi la raccolta, la quale dovrebbe sempre aver luogo in colonna normale. Il servizio di campagna va fatto con assai cura .. Nelle guarnigioni si mandi di frequente un mezzo battaglione a formare gli a,amposti di una posizione, e si incarichi poscia l'altro mezzo battaglione di andarlo ad attaccare. Il servizio di guardia è complicato, pesante, minuto, ruba il tempo all'istruzione, abitua all'ozio, ,a ll' inclolenza, a false idee , a falsa di pendenza gerarchica. Si tolgano tanti posti inutili , tante guardie alle fortezze, alle porte, alle polveriere soventi senza polvere, alle tesorerie, ai magazzini. In caso di bisognò sono da preferire le guardie notturne (1). Di guardie d'onore 1,asta un doppio posto davanti a S. M. La ferma è breve; non vi è tempo da perdere. Il tiro in Prussia lascia poco a desiderare ; tuttavia sarebbe opportuno che l'esercizio pratico del bersaglio durasse per l'intera annata. Nelle marcie tutto dipende dall'abitudine. Si avvezzi il soldato a portare in pace un peso maggiore di quello che è costretto a portare in guerra. I Francesi e gli Italiani hanno lo zaino ben pi~ pesante dei Tedeschi. Si dia ai soldati la tenda. In campagna si divida il baga.gl~o in modo che essendo imminente il combattimento non riesca difficile lasciarne la massima parte sotto la guardia dei malati o spedali. Le rapide corse delle lotte moderne ~a.le si eseIN GERMANIA E IN AUSTRIA

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(·1) L'autore di<'.e che in Francia, in Inghilterra ed in Italia le cose vanno peggio, perchè vi si dànno perfino le guardie ai teatri. Per buona ventura da noi siffatte guardie sono stato da qualche anno soppresse.


302 RECENTI PUBDUCAZIONI DI TATTICA guiscono collo zaino e coi suoi annessi e connessi. Non si deponga però mai il cappotto. Gli Austriaci s'ebbero ben a pentire quando dopo Magenta r imasero in sola giubba. L'istruzione semestrale andrebbe completata dalle evoluzioni tattiche, le qua.li servono a dare ai giovani soldati la vera idea del combattimento e ad avviarli alle evoluzioni con armi riunite ed alle grandi monovre. L'organizzazione dei battaglioni di complemento in Prussia deve essere interamente riformata. Essi sono troppo deboli per riparare a tLtttè le perdite cui sono esposti i loro reggimenti, e non si trovano in grado di farlo con sufficiente lestezza (1). Varrebbe meglio costituire anche in pace i battaglioni di complemento.ed incaricarli dell'istruzione delle reclute. Gli ufficiali e sottufficiali del reggimento Yi sarebbero comandati a turno. Per tal modo, scoppiando la guerra, non si andrebbe incontro al malcontento di chi è costretto all'ingrato ufficio di istruire in vece che di combattere, al perditempo di costituire quadri, di versare in essi lo reclute, ecc., ecc., alle confusioni amministrative nel momento appunto in cui supremo bisogno impone ordine e semplicità. Le reclute, anche non escludendo la giusta ingerenza dei rispettivi comandanti di compagnia, sarebbero addestrate con maggiore uniformità. Al corso semestrale si potrebbè chiamare le parti del contingente non destinate ditlla sorte a venire sotto le (~) Il battaglione di complemento si forma in Prussia soltanto nl passaggio sul piede di guerra. Ksso si compone di: ~ 8 ufficiali; 83 sottufficiali; 24 musicanti; 896 soldati. Ciascun battaglione di cacciatori ha invece una compagnia di complemento di rorza corrispondente.

303 armi. Per tal guisa all'aprirsi delle ostilità si avrebbe in questa specie di deposito metà del contingente annuale, più la parte di truppa non istruita, il che fornirebbe forza sufficiente per completare man mano l'esercito attivo. Queste truppe non fuse nelle compagnie, potrebbero con maggiore facilità essere impiegate a completare altri corpi che avessero sofferto perdite molto più gravi delle loro. Fa d'uopo sempre più tendere verso l'assoluta attuazione del grande principio - l'obbligo 1iniversale al se1·vi,zi·o - il quale consiste nel chiamare effettivamente ad eguale istruzione militare tutti i cittadini atti alle armi. Per tal modo la fanteria tedesca potrebbe ascendere, tutto compreso, alla splendida cifrn di 1,501,858 uomini. IN GERMANIA E !:'i AUSTRIA

II. S t m lie tiber 'Vereinfac!umgen und Jie1•,imle1•1mgen in ,wn tal.tlscl, eu. Reylements ,,lca• 8nfante,·ie. (Studio sulle semplificazioni e modificazioni nei 1·egolamenti t·attici della fanteria) per FBDKRICO HOTZB , maggiore.-Vienna, $eidel, ~ 813.

La ferma è corta, le materie da insegnare molte. È indispensabile radiare dai regolan:ienti quanto vi ha di superfluo e semplificare i precetti in modo che meglio corrispondano alle idee del soldato ed al vero bisogno di guerra. Da questo principio parte il maggiore Hotze per venire a proposte, che crediamo ut ile di qui brevemente riassumere (1). (~) Vedi analogo articolo dello stesso autore nell'Oestcrreichische Militèirische Zeitslicrift, annata ~ 869, Studio cli regolamenti, Ili; e Regolamenti d'istruzione e d'escrcizi in Austria, Rivista .Militare - giugno ~873.


80f; RECENTI PUBiiLICAZ IONl DI TATTICA Nel regolamento austriaco vi i-Jono le posizioni di in ginocchio e di preghiera. Basta l'una o l'altra. A che l'esercizio pel giuramento? Si può ben giurare senza esservi prima formalmente preparati. A che l'ispezion arm, a che l'aprire le righe, quando il superiore passa la rivista come meglio gli garba? Non può egli prendere il fucile da pied'arm e far avanzare la · prima o r etrocedere la secon da riga? ' A che il f iioco di parata? A che l'alli'nearnento col far sortfre le guide? _ Il passo con cadenza di 115 al minuto (regolamentarmente da 112 a 115) dovrebbe usarsi n on solo nelle esercitazioni, ma anche in marcia. N iente r eca maggior danno che l'abitudine a velocità diverse n el camminare delle truppe a piedi. A fine di perdere meno tempo nelle conversioni sarebbe opportuno lo stabilire che la guida al perno percorra un circolo di tre o quattro pass i (1). Troppo pt'esto s'insegna alla recluta, non ancora abituata ad un po' di disciplina del fuoco, lo sparo individuale che dovrebbe formare oggetto non della scuola di riga, ma sì bene della scuola di compagnia. Il ('uoco siniultaneo. di riga aveva qualche scopo coi fucili ad avan carica; ora n on offre altro che incon venienti. Meno difficile, pitt conforme alla disciplina ed al combattimento, è il fuoco simultan eo delle due righe. Non conviene però farsi illusioni sul suo impiego pratico · in guerra.

{·I) Nelle conversioni, tanto di piò fermo quanto marciando, come pure nel per fila destr (sinislr) della colonna di quadriglie, l'uomo al perno dcscrh'o in Austria sompro un arco di circolo del roggio di duo passi, Da noi inYcco, so la conversione è da fermo la guida al perno gira sul posto, se muoiando descrivo un arco di varia grandezza.

305 F el fuoco sarebbe ittile che i soldati avessero una spann a di intervallo da gomito a gomito in modo che ogni riga venis~e a corrispondere ad un passo del fronte. ~ d'uopo sempl ificare la lingua militare specialmente in Austria dove il 70 per cento delle reclute non conosce il tedesco. A che 23 comandi nella ginnastica pel solo eserciiio delle articolazioni? A eh.e tante distinzioni e tante parole? Perehè sacrificare l'intensità all'uni(ormità dell'esercizio? Troppi sono i modi per formare la colonna serrata di plotoni (normale); uno solo, quello sul secondo plotone, che avanza in guisa da lasciare spazio agli altri, basta, e basta il comando di : formate la ·colonna per indicare a. ciascuno eiò che gli spetta di fare. Ogni spi13ga.mento andrebbe eseguito a passo veloce. La li'nea di colonne sid centro (due colonne di compagnia accoppiate e due ad intervalli <li spiegamento) non corrisponde agli attuali bisogni della lotta. In prima linea si possono usare soltanto le colorrne di compagnia; a propr1e spese gli Austriaci nel 1866 hanno imparato quanto costino le colonne di divisione. Nel caso che queste ultime sembrino acconcie per la. seconda ìinea, val megho averle tutte eguali anzichè alternate con colonne di compagnia. Per l'ordine ristretto è da preferirsi la colonna doppia alla rnassci ( 1), giacchè la prima si spiega con maggiore facilità e lestezza, non tiene due compagnie incassate fra due altre, meglio si presta all'ordine pirn.tiondo IN 6Eln!ANIA E 1N AUSTR IA

'1) La colonna doppia consiste nei due mezzi battaglioni accoppiati sul centro, l'uno in colonna sul plotone di sinistra, l'altro in colonna sul pluto ne di destra; la massa corrisponde esattamente alla linea di coloone in ordi ne ristretto prescritta dalle nostre jJloà·ificazioni (1° maggio 4873). ANNO xvm, VoL. m. 20


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RECENTI PUBBLICAZIONI DI TAl'TlCA

ed al principio di tenere in serbo metà della forza (1 ). Il regolamento stesso riconosce in lei tutti codesti pregi. La cavalleria ha cattivo giuoco contro la fanteria; tuttavolta in tanta smania di assottigliarsi, di girare, di avviluppare, non di rado essa potrà lanciarsi di sorpresa alla carica. A. chi si occupa di letteratura militare non sarà certamente sfuggito che nè la cavalleria tedesca, nè l'austriaca hanno rinunziato all'attacco violento in massa, alla tendenza di sfondare. Perciò i quadrati potranno ancora essere utili. Ma al segnale: formate il quadrato! l'agitazione si comunica come l'elettrico, ogni movimento è sospeso, intere linee si condensano in grossi bersagli, agognata preda dell'artiglieria. Forse si dovrebbe abolire il relativo segnale di tromba (2). Il regolamento austriaco prescrive che l'ordine sparso sia usato « per iniziare il combattimento, per cuoprire « fronte e fianchi della truppa principale, per finte .... « in generale per trarre in inganno l'avversario, per « condurre il combattimento a fuoco, per inseguire « il nemico, ecc. Meglio varrebbe dire: « La linea di cacciatori, tanto nell'offensiva quanto (l) Ma la massa non si spiega forse con eguale facilità e lestezza che la colonna doppia? non si presta del pari a tutte le cvoluzi oni della lotta odiernaJ non permette di tenere in serbo quante forze sì vuolc1 non si adatta meglio al terreno dove a grandi distanze è più facile trovare ripal'i a formazioni larghe anzichò a formazioni profondei (_2) Noi non abbiamo segnale per formare il quadrato; l'avevamo per raecozzaro in circolo i cacciatori sparsi; ora però l'avvertimento: cavalleria, che lo sostituisce, non significa più: raccoglietev·i in una forma o ncll'altrn; ma: badate che r.'è la cavalleria e contro di essa cercate di valervi al possibile del fuoco e degli ostacoli (numeri 378 e . 498).

rn GERlCAN'IA E IN AUSTRIA 307 nella difensiva, è destinata sopratutto al combattimento a fuoco. Dovendosi attaccare, essa si avvicina all'avversario man mano accrescendo la cèlerità del tiro, lo copre di una grandine di palle, prepara così l'avanzarsi delle colonne e con esse, ed anche prima del loro arrivo .se a ciò la invitano le circostanze, si getta sul nemico. ~ Trattandosi di difesa, la linea di cacciatori mediante fuoco calmo tiene lontano l'attaccante e dirige tiri accelerati, concentrici ed a brevissima distanza contro le ,colonne che si accostano di soverchio. « Nella ritirata essa trattiene la ressa troppo audace dei singoli reparti nemici, affine di procurare così alle proprie colonne il precorso necessario a riaversi. « Dal che consegue nessuna truppa doversi impegnare nel combattimento senza una linea di cacciatori che la preceda ». Un distinto scrittore militare inglese osserva, che i Tedeschi coll a brama di tutto defìniro non di rado annebbiano le idee più chiare. A che tante distinzioni fra _ordine sparso ed ordine chiuso? Non è forse necessario il loro collegamento per marciare al nemico e per resistergli? I sostegni nel regolamento sono considerati quasi da sè, mentre essi formano parte integrale della catena. Scopo esclusivo loro, è di rinforzare di botto la linea di fuoco ogniqualvolta sia necessario od utile, vuoi in modo permanente col darle il cambio, vuoi pel momento coll'accorrere chiusi e col collocarsi nella medesima. Penetrando la catena nell'orlo della posizione nemica, i sostegni ratti la seguono. Quanto più sono vicini alla catena tanto meglio. Trovando ripari - avanzano pure fino ad essa, ma anche in terreno scopertissimo, errore sarebbe r imanere lontani più di 150 passi {l). (~) Sopra codesti principii le nostre JJfodificazioni W maggio 11873) fondano l'introduzione dei rinforzi, intimamente collegati alla catena,


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RECEN1'I PUDBLICAZIO:'II DI 'fAT'l'ICA

Il cambio di una linea di cacciatori impegnata al fuoco ha luogo solo in ritirata e non già da parte d-ei sostegni. Quanto si riferisce alla riserva della prima linea può essere benissimo cancellato. Dietro l'ordine sparso non v'ha risel'Va propriamente detta, ma colonne di compagnia destinate a rinforzare la linea di fuoco (1). È ormai assioma che i cacciatori siano ognora abbastanza forti. Difficilissima è la scelta dell'ultimo istante d'assalto. Non bisogna perder tem.po a deliberare. Ciascun comandante di plotone o cli compagnia profitti dei vantaggi parziali per lanciarsi risolutamente contro un punto, per mantenervisi gagliardamente o per raccogliere nuovi successi. L'attacco alla baionetta non è, nè fu durante l'ultima guerra, tanto eccezionale come lo dipinge il regolamento austriaco. Dell'attacco si fa un'operazione troppo solenne, troppo complicata, e cosi si cade in una contr·addizione psicologica. Semplidtà, sempre semplicità, ecco la forma migliore. Il segnale di attacco è pericoloso, perchè mette in guardia ìl nemico (2). Non basta forse il S0frnale di avanti"? n brevi~sima !i,i~t:u.iz:,l (da 60 a ·100 ~et~~) dalla mcd~siir1a, prontis- , siO:i ad accorrere in suo aiuto negli intervalli che loro sono serbati {nuµ1eri 493 o seguenti). (4) La forma normale del battaglione italiano, la quale così oppo~tanamcnte collega l'ordine sparso all'ordine chiuso, non parla di 1;i~ew~ alla, prirna Uqoa, benaì ct,i g~·os$o. (~) In appoggio a codesta assoriionc del Jl\~ggiore llo~1,e parali utile citare quanto nari;a il colonpcllo Wartcnslebcn nell~ su,a storia recentissima :Vie Operationcn c}e·1· I . .Lfrmee unte1· Geneml v. Manteuffel. « Alla sera della battaglia dcll'Halluc (23 dicembre ~ !>70), fatt9si di già bnjo, i Francesi, proffittando della loro supcrioritì1 numer.icQ., avaQzarouo su tutta la liiiea pcl colpo dccis.iivo, annw1e:ùito dai segnali t~·om_ba be,i 110ti p~r ~e battag1,ie an.{~ced~nti eà q,cçoJnJJagnato dai gddo di gite?··ra nciz-ionaZe, Fu un momento critico; ma il generalo Goebcn, posto in sull'avviso, ebbe agio di valersi della riscl.'va, u,n battaglione de)la qual.e, 1anciat(,) a tempo contro il.nl\mico, lo respinse cagionandog·li perdite gravissime ».

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I

I:'\ GER)h\.NIA E IN AUSTlUA

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J.l silenzio di una parte della linea di fuoco durante la decisione, è di vantaggio problematico; l'irrompere della colonna d'attacco a traverso i cacciatori che fanno :fuoco, è impossibile. Penetrati nell'orlo della .posizione nemica si procede sino a tanto che si ha raggiunto l'altro orlo; colà l'assalto, sosta e l'inseguimento si limita in sulle prime a far cadere sul nemico una grandine di palle. Nella catena alla fila semplice sarebbe utile sostituire la fila doppia, poichè così, anche durando a lungo la lotta, si avrebbe sempre un paio di uomini uniti. Il regolamento dovrebbe far cenno di fazioni notturne, dell'inevitabile mescolamènto, dell'abitudine che devono avere i soldati di raccogliersi intorno a qualsiasi superiore ed a lui prestare intera ubbidienza. Nelle norme generali sarebbe utile far spiccare netta e chiara la distinzione fra combattimento procrastinante e combattimento effettivo; nel primo caso si dovrebbe economizzare al possibile ,le forze, nel secondo mettere energicamente in ballo quanto si può per ottenere uno scopo positivo. A norma del regolamento austriaco, la brigata manda un battaglione nel combattimento; se esso non basta, ne seguono due, poscia altri due a riserva dei primi e finalmente gli ultimi due. Dove è l'energia dell'azione, dove il principio offensivo? (1). « Se interroghiamo la nostra esperienza di parecchi anni » scrive il generale Grivicic nel suo opuscolo venuto , in luce nel 1869, « ricordiamo che l'impresa una volta incominciata sta in ogni circostanza nelle mani (~) Per buona ventura le nostre istruzioni non parlano di questo successivo disperdimento di forzo; anzi nello spirito di esse la prima linea è sempre tanto gagliarda da potere con successo incominciare e condurre energicamente l'azione.


II 310

RECENTI PUllDLICAZIONI DI TATTICA ECC.

della prima linea. Se questa riesce, riesce eziandio l'impresa, senza che la seconda linea porti altro tributo che quello di perdite passive; se non riesce, la seconda linea è più atta ad impedire una catastrofe quando si trovi a grande, anzichè quando sia a piccola distanza ». Le forme tattiche regolamentari hanno singolarissima importanza; esse sono il fondamento dell'educazione di un esercito, l'esprèssione delle tendenze belligere che esso sente e nelle quali vive.

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j RIVISTA BIBLIOGRAFICA

ORESTE BARATIERI

Capitano di fa;n,teri·a.

Delle evoluzioni tli co,nbattinie11to con le tre armi riunite, per il maggiore generale C. m B BST.AGNO. - Ve-

rona 1813. Semprequando vediamo, per parto di alcun nostro ufficlale, una qualche pubblicazione di tattica, la salutiamo con piacere, perchè abbiamo la convinzione essere questo un argomento di studio di utilità più pratica ed immediata che non tanti altri di titolo più elevato e di trattazione più attraente ed anche più agevole, basati più sulle idealità, che sull'analisi dei fatti. li generalo DI B BSUGNO fu tra i primi, prosso di noi,a comprendere tutta l'importanza che merita l'ammaestramento lattico dell'ufficialo e del soldato, e già, come comandante di reggimento, vi portò ogni sua sollecitudine, sia promuovendo tra i suoi ufficiali conferenze su questa materia , sia dettando egli stesso nel 1871 una Guida p1·atica per L'ammaestramento delta fante1·ia, dolla quale anche qualche giornale estero parlò favo revolmente. li suo nuovo libretto che annunciamo è destinato por lo appunto a completare quella Giiida pratica, dando alcune norme per le evoluzioni cli reggimento, di brigata ed anche di divisione, ovverossia di tattica combinata.


34~

RlVJS'l'A

BlBI.IOGitAFICA

In poche pagine, ed _io verità sono propriamente un po' poche relativamenie all 'estoosione de.Il' argomeulo preso a tra tture, il Bestagno ragiona su lle e,,oluzioni di combattimento, sugli scontri col nemico, $Ull'impiogo dell'arliglieria e della cavalleria, sugli ordini di maTcia, e sul la trasformazione dall'ordine di marcia -a quello di combatt.imento per· un reggimento, por una briga ta e per una divisione; e finalmente sul coordinamento dell'azione del.le varie armi nel combattimento. Non diremo ·cb~ tutte le massime date dall'autore siano inappuntabili e da accettarsi senza discussione, ma quello che possiamo affermare si è che sono il portalo di uno studio coscienzioso non solo teorico, ma pratico, e che queste poche pagine potrebbero suggerire ai nostri ufficiali molti temi di utilissima discussione.

,Mtaccati e respinti gli avamposti tedesGhi del 10• cor.po d'r.seroito, disseminati lungo una cerchia di ben 15 chHornetri. Il ge,nerale Voigts-llehtz concentra allora le suo forze int;0r.a0 Beau:ne la 'Rolande, d'onde, dopo lunga e tenace resistenza, può, soccorso a tempo,, prendQre a sua volta l'offensiva e rimanere padrone del campo di battaglia. Da parte francese si battono il 20° corpo e perzioae del 18°; :da parte tedesca 17 battaglioni , 11 2[3 batterie e 10 squadroni, li maggior.e SCHB·RFF, notissimo an,ehe in ltalia pei· suoi $,t;udi sulla nuova tattica della fante1·ia, descrive mfarn,tamente tutte ·le fasi della batta~lia, fermandosi con amofe sui partiCO'lari t-0.t~ici. L'inferiorità numÈ,rica , le condizioni del terreno, l' a,rdila offensiva f'taneese, costringono da prima i Tedeschi alla lotta difensiva. La conducono con singolare abilità. Gli avamposti, rieon..> sciuta la gagliard\a e la direzione dell'attacco, ripiegano man mano lentamento sulle buone posizioni occupate dal grosso, Quivi quasi tutte le truppe sono stes.a in prima linaa per opporre subito la più soliGla resistenza agli energici, impehmsi, molteplici; ,ma frettolosi, scuciti ed isolati colpi dei Francesi, Le compagnie si vfllgo.no. con rara destrezza degli ostacoli e del terreno, si ,fiancheggiano scambievolmente, attendono il nemico a breve distanza, quasi mai al di là di 300 passi, e concentrano sui grossi, audaci , fitti-e scomposti stormi di cacciatori una tem:pésta di palle. J.l comba ttimento ondeggia; gli assalti sono respi-nti, ma si rinnovano ognora con mirabile perseveranza, con crescente. bra,vura. TJ·atto tratto i. Tedeschi afferrano alla lor volt'a l'offensiva, si lanciano alla baionetta ed ottengono qualche vantaggio. Ma -le ·m11nizion1 vanno strGmando, gU ordini si con.fondono, i Francesi aumentano di numero e di insistenza, le ali sono minacciate-, l'imbarazzo del comando superiore si fa ad ogni istante maggiore. Fortunatamente al tuonar del cannone, qui, come in cento altre occasioni, accorrono truppe in soccorso. Giunge opportuna nel fianco dGl nemico, e'he già guadagnando notevolmente

Bie Scl• laclit bei (la battaglia di) Beaune la nolaude, addì 28 . no,vembre 1870; Lettura fatta alla Società mi!Ltare di

:Berlino da W. VON ScnERF}\ maggiore presso il grande stato maggiore con una carta - Berlino 1875, ,Jfittler und Sohn. '

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Il 2° esercito tedesco (Principe Federico Carlo), dopo la_caduta di Metz, fudeS'tinato,come tutti sanno , a copri11e l'ioc;westimento ·di Parigi verso il sud, Il 24 ·novembre raggiunse le posi~ioni assegnateg,H; ma per guardare il vasto tratto di paese compreso fra le ferrovieOrléans-Parigi, e Gien-Parigi, all'altezza diA'Uaines Lorcy, si stese in modo da occupare eon tre corpi, stremati di forze, una sottilissima linea di cruasi 50 ch'ilometri. Di fronte stavano 150,000 ne-miei, anelanti a sbloccare la capitale. '11 movimento offensivo cominciò contro l'ala sinistra tedesca eol tentativo di girarla fra la Loing e la Yonn'e, Al 28 novembre, verso le 8 del matlino, sono improvvisamente


\l 314 RIVISTA torreno colla sl!a ala sinislra sta per tQgliere le comunicazioni, la testa della 5• divisione, la quale decide della giornata. I Francesi da canto loro comba ttono con forti co lonne precedute da nuvoli di cacciatori; sovento avanzano a balzi successivi, sovente cercano di profittare della loro grande superiorità numerica per avviluppare il nemico; con mirabile celerità mettono in istato di difesa lo case od i villaggi che servono ad appoggiare le loro mosse. Ma, al solito, non hanno piano d'azione, male si orientano sulla posizione, sul grado di resistenza dell'avversario, non conoscono la portata o quindi non sanno sfruttare i successi ollenufi. Attaccano successivamente a destra ed a sinistra, manovrano a caso e, sebbene sia loro nota la grande inferiorità nemica, non si decidono a scagliare contro i fianchi botte più vigorose, più ~enorali, meglio combinate coll'azione comune. Dell'artiglieria si valgono con pochissima abilità. Essa tira a caso, a distanze enormi, contro molti bersagli ad un tempo; cambia spesso posizione e si tiene sempre alla larga per timore ,di compromettere i s11oi pezzi. In tal guisa non sa preparare vorun attacco, non sa appoggiare veruna mossa della fant eria, la quale semina perciò il terreno di morii e feriti. Invece l'artiglieria tedesca cerca sempre buon campo di tiro e coesione di mosse colla fanteria, non cura <li controballere l'a rtiglieria avversaria, concentra i suoi tiri sulle masse nemiche e, spregiando qualsiasi rischio, avanza a brevissima portata. In lai guisa porde bens) un pozzo, ma durante l'intera giornata matura gli attacchi propri, rovescia gli attacchi nemici, e portnndo validissimo concorso al successo definitivo, si copre di gloria. li terreno impacciato, coperto da boschi e da caso, solcato in tuUi i sensi da ruscelli, strado e burroni, ond@ggiante ovunque, permette poco o punto l'impiego della cavalleria. La narrazione del maggiore Scherlftatticamente non potrebbe essere più attraente o più istruttiva. Sono i suoi precetti, già svolti teoricamente con tanta abilità e dottrina, applicati ad un

DIDLIOGRA'FICA 315 caso pratico del più alto interesse. Forse perciò egli ha scelto la narrazione di codesta battaglia, da parte prus~iana, in sulle prime attivamente difensiva, ma poscia offensiva con tuLta la preponderanza morale e fisica di resistenza propria s\ gagliarda, di tanti attacchi nemici s) felicemente respinti. Qui vediamo e l'imp ortanza d'impiegare fino da principio forze sufficienti a raggiungere lo scopo, ed il bisogno pratico di raddoppiare (eindoubli1'enJ la linea di fuoco, d'onda inevitabile il mescolamento; e l'economia di sangue o gli immensi vantaggi degli attacchi a sbalzi, dell' inseguimento col Juoco, del fiancheggiamento, dello botte ai fianchi, del combattimento temporeggiante; o la necessità della difosa sempre animata del1'idea offensiva, dell'attacco energico e preparato che mira a cacciare il nemico di posto colla punta della baionetta, e l'accordo intimo che deve regnare fra altacco e difesa affìnchò possa sorridere la vittoria. ~lolla interessante è quanto riguarda i combattimenti localir Leggasi, ad ·eseropio, la descrizione della difesa di Beauno la Rolando, centro della po$izione. Il generale Crouzat col 20• corpo la cinge invano per parecchie ore di una cerchia di fuoco, ed invano lancia attacchi sopra attacchi contro le poche compagnie che, sollo il comando del tenente colonnello Sannow, hanno deciso di non d3re un passo indietro. « Tre volte, dalle 2 112 p. m. alle 5 112, il nomico:condusso le sue masse all'assalto, e tre volte fu ricacciato dal!' imperturbabile calma dei Vestfali. Le ca.se lungo la cinta esterna erano un mucchio fumante di ruine; lo granato fitlamonte cadenti avevano quasi atterrato i quattro muri del cimitero; soltanto colla più grande sorveglianza sul tiro, col fuoco serbato alle più efficaci distanze, collo scambio continuo delle munizioni dalle parti più minacciate allo meno minaccialo e col continuo pareggio delle cartuccia, era stato possibile che al calare della sera ciascun uomo avesse ancòra tre carluccie ». Gli assnlti non lasciarono tregua. li quarto ed il quinto , lan-


31 6 1ll 1'1STA: oiati quasi al buio, fo-rono del !l)a4'i ro,veseiati. IDra ~elDpo ché giungesse soccorso. Questo si pose in ri·serva, non essendo opport1u10 in queU(~ condizio,ni dti luogo e di tempo il cambio .delle ' tnippe impegnate. B•eris'i alcuni uomini rtompirono gli elmi di cartuc~ie o li p0rtar0no ai soldati che così vaioi'osa,monbe lottavano fin <lai m,attino. Ma i Francesi non volevano rinunGiare alJ.,a spera,a2a di· im-possessa:r.si di Beaune; r:i.fi0rnarouo a tarcl>a,sera a.it1ovi att<acchi del pari inutili e s-angnill'qsi. Per ultimo risuon>ò improvvisamente il grido en a1Jantl en a1Jant! Seguì un fu0co acceletà.to ·di: pochi mi.nuti o poscia silenzio a:swluto. All'alba dell'indomani si vide ai piedi d·ella barricata che ch-iudeva l'ingFèsso del pitèse .i cadaveri di 10 o 12 Fra1ncesi, fra cui ti1·e ufficiali dijJla guardia mobile coi loro cavalli.

E éodes~o episodi0 s'iaf.reccìa con a'itri parecchi, tut'ti.41pinti con brio e vivacità, tut.ti ricchi d'insegnamenti pratici, tutti dìmostranti la tenarci-1'à, la CO'esfone, l'~bililà, la destrezz'a dei Tedeschi, la ·bravura, lo slancio, l'ardimento, il dis-prezzo della morte dei Francesi. L.e perdite francesi asces'<WO a:d 8 o 10,000 uomini ; l'e tedeséhe a 3o' uff:ìziali. 909 gregari. , Il ge,nerala Palliè'res , comandante il 15° corpo, giustifica la sua inazione ·coH' osservare: « che egli credeva il generale Crouzat con 60,000 uomini e 138 pezzi sufficientemente forte per attaccaFe da solo la posi-zi·one di Be'aune, difesa, se:rcondo le comunrcazioui avate, da 10,000 uominJ e 40 pezzi >. L'accuratà do,scrizione de'l'la battaglia di Bea:une la Ro~aude giunge tanto i;iiù. gradita, perchè, sebbene da parte frauces-e si sia assai vdHe alla medesima 1accennato come a memoria gloriosa pel :focoso valore spieg,ato dalle giovà:ui truppe, pure manca ql!!alsiasi narrazione speciWe.

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BIBLIOGlMFlCA

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Neues aus cler Geog'Nlpl,ie.• rla1•l<>fJ11!apliie·und s,a.. tistili &,r~>pa.'s und seine1• Holt)wiien (Notizie geo-. grafiche, ca1·tografiGhe e statistiche intorno all' Eitropa e sue colonie). - III anno: dall'ottobre 1869 sino a tutto il 1871 -

Por cura della sezione geografico-statistica del grande stato maggiore. - Berlino 1872, presso E. S. Mittler e fig.lio.

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ip questa: una delle molte pregevolissime pubblicazioni che il gra,nde stato maggiore prussiano suol dare aUa luce, di anno .in anno. L'ultimo fascicolo di questo annuario erasi stampato nel 1870 e com.plì~nde,,a l'epOC(l dal. loglio 1868 sino all'ottobre 1869; dipoi, sopravvenu,ta J:i guerra franco-germanica, la pubbliC<l?,iOtiJ,O doll'annunrio Fimas@ sospesa sin.o al giorno d'oggi in cui il presente (doppio) fascicolo è venuto a colmare l'anzidettn lacuna. Scopo precipu? dell'annuQ-rio si è di r,egistrare tutti i lavori geogl;'afici, cart.o.grafici o statis.tici che Fitlettono gH Stati d'Eu• ropa e le rispettive colonie, r1produr:re in estratto i dati, più !;>fllieuti - mas.sime quelli che si ri.feJJiscono· alla popolaziono, coltura0 industria 0· comme11cio - e farne oggetto d1 opportuni co1ff1:on ti .. Vi si ·risconLrano inollFe i-nte1Jessa.nttssime indicaziorii s,i;1Ho più, rimarchevoli opere d'arte (ponti, canali, :ferrovie, te. l eg-vaO. ecc.), e va1Jie uti.lissim.e note sulle condizioni pecuH.a>ri di 9.J.cuni paesi. Es.so è ia:ispm,m a un repertorio esatto e completo di tutto quanto si 1;a 0 si opera in mn,tel'ia tili. g.e,0grafia, statis.tica ·e çartogrqfia, qn incl.iee, pr,eziosissimo per tutti coloro che oolti'vano gli stu,<li, geGg,llafioi ed amano t0110rsi al correo te <:111 tut,te le novità risguardanti 1 medesimi. 1;:iò pQ&to. co,ns.idera,udo solo l'rntima connessione che esiste \.


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RlVISTA

tra la geografia e l'arte della guerra, è già djmostrala l'importanza di questa pubblicazione dal punto di viHta militare. Tale impor tanza spiccherà ancor più, ove si sappia ctie una speciale rubrica dell'annuario è dedicata agli ordi namenti mi· litari dei singoli Sta li. Per altro nel presente fascicolo si è fatta eccezione a ciò: in vista del lo stato di radicale mutamento in cui si trovano pressochè tutti gli eserciti d'Europa, è sembrato opportuno di omettere per ora la parte statistico-militare e di riprenderne la pubblicazione più tardi, lorchè le riforme militari avranno compiuto il loro corso·. , L'ordine del libro ci è parso commendevole sotto ogni rapporto. Precedono, a mo'· d'introduzione, le indicazioni delle opere geografiche di carattere generale, relazioni delle società ed istituti geografici, notizie di statistica generale, planisferii ed atlanti; vengono poi le opi:ire e carte che descrivono l'Europa in genere, ed appresso quelle dei singoli Stàli, le quali son.o ancora distinte in tali che riguardano l'intero Stato e tali aitre ch e trattano delle condizioni proprie di ciascuna proyincia o regione. Le notizie intorno all'Italia occupano 10 pagine, in tosta alle quali sono enumerati i vari lavori geodetici, topografici e cartografici eseguiti dal nostro corpo di stato maggiore durante l'epoca cui si riferisce l'annuario. Con speciale cura sono studiate le condizioni delle nostre scuole elementari , intorno all e quali l'annuario riporta molli dati di una relazione ministeriale. Questi dati che risalgono al 1868 sono invero poco soclclisfacenli, risuJtando i 3/5 dei fanciulli perfettamente yergiui d'ogni istruzione. Sotto un aspetto a.11cor più. sfavorevole ci si pt·esentano in particolare le scuole di Roma al tempo del Governo pontificio, delle quali l'annuario fa uria ben triste ma pur troppo vera pittura, dicendo che molU ragazzi, dopo avere frequentato quelle scuole per anni ed anni, erano pur sempre incapaci di leggere un libro o scrivere il proprio nome. Oggidl, nella capitale del Regno d'Italia, le cose procedono

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B!BLIOG-RAFlCA 319 alquanto diversamente, e siamo certi che, registrando i nostri progressi di questi ulLimi anni, non mancherà all'annuario una parola d'approvazione. L'annuario porta in appendice il testo delle convenzioni con cui venne regolalo il confine franco-germanico nel 1871 ed un rapporto sull'attività e sull'andamento dei lavori della Commissione internazionale instituita per la deliberazione del nuovo confine; sono pure annessi all'opera due $Chizzi litografici rappresentanti la demarcazione dei due Stati in base alle suddette convenzioni, sopra uno dei quali schizzi è impresso il fac·simile della firme apposte dai signori v. Bismarck, Thiers e Favre sulla carta che servì di base al trattato preliminare del 26 febbraio 1871.

Leiftaden ~mn l!nterricl,te im Pestmigskt•iege: (Gu,ida per l'istruzione nella guena degl,i assedi) per MAURIZIO BRUNNER, capitano nello stato maggiore del genio. Seconda edizione migliorata, con 6 tavole. - Vienna 1873, tipografia del l'Oesterrfohische miiitci1·iscl},e Zeitscl,wift (pag. 70).

Della prima edizione di questo libro importantissimo, molto conosciuto in Italia per l'accurata versione che ne ha pubblicato il generale Sachero, questa Rivista si è già occupata nelle dispense di maggio 1872 e di giugno 1873. Ora l'autore, incoraggiato dalla lusinghiera accoglienza trovata nella stampa austriaca ed estera, nelle sfere governative e militari, non che dalle traduzioni in ungherese, francese ed italiano1 stampa la seconda edizione. In ossa non scorgiamo . veruna mòdiiìcazione, salvo l'aggiunta delle misure in metri, e l'intimo accordo introdotto coll'ammaestramento tecnico ufficiale delle truppe del genio austriaco .


3:20

RIVISTA DIBLI OGllAFICA

Speriamo che fra br eve l'autor e attenda alla promessa che fa 11811a prefazione, di compilare cioè, in appoggio alte teorie, · una r accolta di esempi !ltoric-i, avvivati dalla sua cri tica , ricca di idee, di fatti, di g,iudizi svariai.i e profond i, sempre conforme al la cresciuta potenza delle armi ed alle modificazioni subHe dall'arte e dal la scienza dell 'ingegnere militare.

l STUDIO SULL'

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L'introduzione del fucile a tiro celere ~~V rivoluzione nell'ord ine di combattere da indurre tuui gli eserciti alla ricerca del modo di trarre dal fuocoil massimo effetto, esponendo nello stesso tempo la truppa alle sole perdite inevitabili. Il bisogno -di profonde ricerche a tal proposito si è pure fa1to sentire nell'esercito nostro. Noi manchiamo però tutLora di un libro il quale traLLi la questione del fuoco di fucileria sollo ogni aspetto. Con questo scrillo non mi lusingo di colmare tale lacuna. Ben più mod esto scopo è il mio, mentre in queste pagine mi propongo so ltanto di raccogliere e succintamente esporre il sunto di ciò che fu scritlo di più importante sull'argo mento in questi ultimi tempi. Il mio lavoro avrà compenso largo se otterrà alm eno di far con oscere Ja questione dell'efficacia delle armi al punto in cui trovasi al gio·rno d'oggi, spPcialm ente in G! rmanin, a cui compete di buon dirillo il primato in tale studio. ANNO xvm, VoL. m. 2f


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STUDIO

Noi stiamo per avere un nuovo Regofamento di esercizio che dovrà essere appunto il risultato della rivoluzione portata dal fucile a tiro celere negli ordinamenti tattici. Se l'amor proprio non mi fa velo all'intelletto, questo mio studio non riuscirà discaro a chi, volendo occuparsi di tale argomento, non abbia tempo e modo di consultare i vari libri pubblicati sulla materia in questi ullimi anni. Non giova dissimularlo. Noi abbiamo fotto molti progressi. nell'educazione del solqato per l'uso della sua arma. Finora però i nostri sforzi furono quasi esclusivamente rivolli al bersaglio di pace: noi non educhiamo abbastanza il soldato alle vere condizioni del combattimento. Eppure il tiro di pace deve essere preparazione e poscia applicazione dello studio fatto alle condizioni reali del fuoco in guerra. Ma ad ottenere ciò conviene che l'ufficiale oltre a ben conoscere· le prescrizioni regolamentari possegga, mi si permetta la frase, la questione del fuoco in modo assoluto. Egli è· di imprescindibile necessità che l'uffieiale, mantenendosi padrone sempre del fuoco dei suoi uomini, sappia come e quando deve ricorrervi. Ripeto, che non mi presento con lavoro di mia assoluta ereazione, mi presento bf:nsì con uno scritto in cui mi sforzai di rinserrare . in un tutto, quanto mi parve scorgere di importante nelle pubbli cazioni .avvenute dopo il ·18G6 in Germania ( !), aggiungendovi quelle sole considerazioni che credei poterne r dedurre. (,1 ) I libri a cui attinsi i capitoli vari di questo lavoro 1 sono i seguenti: .k; 4° Dic Taktik dei· nii.Ghslcn Zukunft - BirnrnAJI GA1Trr. · "Wicn 4868. 2° Die Fwr waf(en und ihrc Wirkung im Gcfccht mit flue!,,

SULL'EFFICACIA DEL FUOCO DI FUCILERIA

3z3

Sull'efficacia del fuoco di fucileria.

1. Se noi vogliamo considerare sotto o(J'ni aspetto converrà l'efficacia del fuoco delle armi portatili, guardarla sollo tre punti di vista essenzialmente·dif. ferenti: a) secondo i mezzi che assorbe· b) in senso offen sivo, ossia per tr;~ne i · mezzi ·atti a produrre le massime perdite al nemico · e} in senso difensivo, ossia per trarne 'i mezzi .a d operare sotto il fuoco nemico soO'o-iJcendo alle 00 minori perdite possibili. liii serviranno di guida al primo studio il trattato sulle armi dell'Olivier, i lavori dello Steeb, dell'Hoffman ~ del I'loennies pel secondo , e quelli dei Tellenbach mfine pel terzo (2).

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.si~ht aiif dcn Feldzug 1870-71 - JuLrus von OLtVIBn - -1\Iunchen 1871. · 3' Die Ti•eflì.vahrsrhcinlichkcit cfor Ocsfcrrcichischen)nfanterie·Gcwchrc - Cnn1sr1A:-. R1r rnn v. SrF.HD, ccc. 0 • ~ Die Fcuer Disciplin - CA !IL RtrTEn von lloPrnA:;N- Oestcr·reichischc Alilitarische Zcitschrift - ll o Yolumci 187" i.--5° Dic Errichtung einer 'Jiraitlir-Schulc - T;~LENDAcrr - i Derlin 1872. _y . 6" 1.:ebc1· dic !fon,t im fcilldlichen Fcur mit miiglichst geringcn Vcrlusten zu opcnrcn - TEl,LRNBAC n. ~ 7° Die Dcutsche Guvchrfragc - PLOENN!ES und \VEYGAND _ Darmstadt l8T2. , 8° Cenni sulle armi portatili - Giornale di A1·tiglieria _ l'unt:ita 11 ", 1868 - P,111tata 2", 1869 - Puntata 6\ 1869 .Puntata 9", 1870 - Puntata l" 1811. (2) Vedi elcn1:o: !ppiè di pagina del ccr.n~ di prefazione.


STUDIO

Efficacia del fuoco studiata secondo i mezzi che assorbe.

2° Per esaminare l'efficaci_a delle armi secondo i " mezzi che assorbe prenderemo, coqie dissi, per gu1da il capitano d'artiglieria bavarese, Olivier, il quale premeuendo, nel suo trattato sulle armi, che qualunque fattore in guerra debba anzitutto considerarsi dal lato dei mezzi che assorbe, ossia dal lato negativo, pone la questione nel seguente modo : Il governo spende annualmente una data somma per mantenere l'esercito e valersepe in caso di guerra. Se quindi noi sommiamo partitamente per ogni specie d'arma la spesa per essa fatta durante la pace, ed a taie spesa aggi1·1ngiamo il valore delle forze produttrici che vanno perdute col, tenere l'uomo sollo le armi; e dividiamo quindi tutta questa somma cli spese pel numero di soldati portati sul teatro della guerra, noi verremo a conoscere quanto costi ogni specie d'arma, prima d'essere usata . Naturalmente la questione posta a questo modo ammette che il lavoro utile dell'esercito si limiti alla difesa del paese in caso di guerra, il che può contestarsi, specialmente poi pel nostro esercito. Aù ogni modo per allenerei a questo sistema di calcolo, ed applicarlo al nostro esercito, converrebbe introdurre· gli elementi di spesa offerti dai bi lanci annuali del Ministero della guerra. Se non che le condizioni politiche in cui versò I' llalia, e lo stato llltlora anormale delle spese che essa fa per 'l'esercito, specialmente nel periodo attuale di trasformazione, non ci,perrneltono di ottenere dali di calco1o sanciti dall'e-,

325 ·speriènza di alcuni anni. Seguianio qufodi il capitano SULL'EFl•'ICACI.\ D.EL FUOCO Dl FUCILERIA

-Olivier. · Questi, partendo dall'ipotesi di una pace di 15 anni colla presenza media di ciascun uomo sotto le armi limitata ad un anno, viene a conel1iudere che la spesa, per ciascun'arma ammonta approssimativamente: Per l'uomo di fanleria, a L. 5,600 Per l'uomo di cavalleria, » 30,000 P.e r ogni cannone . . . » 450,000 Riguardo a quesl'ultima cifra è da avvertirsi che .ad ogni cannone va annessa la spesa per 31 cavalli e 32 uom ini con 2 carri di munizione di riserva. Limitandosi il nostro esame all'uomo di fanteria noteremo come il capitano Olivier osservi giustamente' che a formare la somma di lire 51300, rappresentante il costo complessivo dell'uomo medesimo, il fucile non ·vi partecipa che per lire 100 circa. Ma il lavoro reale della fanteria in guerra è rappresentalo dal risultato ottenuto dal suo fuoco, ossia dal suo fucile. Quindi il pf!rfezionare quest'arma, il tendere sempre ad avere il primato nelle sue qualità bal'istiche a petto delle altre potenze, è di gran lunga la via più semplice, la meno rl,spencliosa e la più sicura per ottenere maggiori ri~ultati , ed · in. pari tempo è quella sulla ·quale noi possiamo avere influenza diretta. Questa via poi è l'unica che ci si presenti atta ad agire su di un fattore ancora più importante nel combattimento, cioè sul coraggio pe1·sonale, che nulla rialza maggiormente ~ella persua'Sione nella superiorità della propria arma ed. abilità nel maneggia1'la. Possiamo perciò conchiudere che le somme spese nell'armamento e nell'educarne il soldato sono sempre le minori e le più pruficue, e quindi asseverare ·-che il fuo~o di fucileria; mentre è il fattore ·s u cui


'326

STUI)I0

327 esame intorno a.i risultati avuti in guerra dalle armi portatili a fuoco non si può a meno di rimanere convinti di tale verità. La differenza di risultati che vi risconltiamo a petlo di quelli che osserviamo in tempo di pace è 1ale da convincere che lo studio dell'arma venne fino al giorno d'oggi non troppo curato, forse perchè non si seppe mai dare il peso voluto all'efficacia del fuoco, forse pe rché la baionetla fece sviare dal retlo camm ino. In fotti si faccia pure calcolo delle condizioni difl'erenti in cui trovasi l'uom o al fuoco vero, si dovrà pur sempre ascrivere a men giusto o trascurato ind irizzo il fallo che le migliori truppe raggiungono al giorno d'oggi in guerra soltanto la 70a parte dei risultali ottenuti in tempo di pocc. E ciò prendendo per base d'esame l'esercito il più agguerrito ed istrutto. Che se noi volgiamo il nostro esame al passato, troviamo che Piobert nel rn38 asseriva occorrere ·IO mila colpi per porre un uomo fuori di combattimento , mentre Gassendi nel 180 1 li por1ava a soli 3000. Questi numeri soli parlano abbastanza chiaro per fa r conoscere la necessità di studiare e forse modificare i sistemi attuali di istruzione conseguire avere risulta ti migliori. Certo che nessuno può nascondersi la difficoilà. della questione, specialmen te quando la si voglia dedurre dai fott i in guerra, i quali sono e devono pur essere l'unica fonte, l'unico termine di paragone possibile. E questa difiìcoltà rimane pro"ata solo che si dia uno sguardo alla seguente tabella delle perdite sofferte fa varie· campagne (!): SULL'EFFH:ACTA DEL FUOCO DI FUCILERIA

poggio. quasi esclus ivam ente il risullalo di un corr~bat: · timento, è io pari tempo quello che assorb~ mrnon mezzi di quanto ci viene a costare compless1v~ment~ il soldato di fanteria . Posto poi a confronto cot ~e_2z1 assorbili dall'uomo di cavalleria e dal cannone e m~ comparabilmente il fattore che costa meno. . Sul fuoco adunque converr~ di. preferenza nrnlg1 ogni studio, sia per otten ere 11. pl'lmato p~r la qua.lit~ dell'a.rma sia per saperla meglio maneggiare, e sf'.ut torne tut~i i yanLaggi possibdi. Sul fuoco conviene· fondare tutti gli ordinamenti tallici.

i:~

Efficacia del fuoco studiata in senso offensivo.

3. Prendiamo ora a considernre l'efficacia dell'ar~ain· senso offensivo . Quando si voglia parago~are l efficacia del fuo co in tempo di pace con quella m. t~m po di guerra non si può a ~l'\?o cl_i ri mo nere colp1t1 d~l: l'enorme differenza che v1 s1 osservn, e della necessita quindi di ricercarne a fondo le ragion~. A que~io_ scop~ inmo di non andare errati nel disunguere 1 r1sultat1 ered .., . 11·· del fuoco in quelli che no i ci procmia11:10 co istruzione, collo studio dell'arma, col modo d~ adope~arla, colla disciplina del fuoc0 insomma, ed m_ que(h _che hanno rao-ione nelle qualità intrin sec.be, oss1abal1s11che 0 dell'arma stessa. Questa. considerazione ci co ~duce a scindere lo studio del fouore efficacia arrr:i in ~lu_e: efficacia tattica ossi:i. procurata, ed efficacia balistica ossia data . . · : . . . i. 'Eo-li è evidente che se le qualità balis11che. mflm,scono direttam ente sull'efficélcia talli ca non è men, ver~ che qualunque arma, pe1· buona che sia, non dara mat che risultati .mediocrissimi se male adoperu la. Da un.

1

(4) S1Esn. Ge1uellre. ·

Die Treffwahrscheinlichkeit çler Oe.~terreichischen


- 32S

-STUt,IO

suu: EF:FJCACTA DEL FUOCO DI FUCI LERIA

Tabella dell'rf!ìcacia reale del fuoco di fucileria. Per porre fuori combat t.im en I.o un avversari.o furono consumi),ti •r<

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Dove

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G ATTI IS\68. -

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Tattica del

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La tattica

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Combattimento al ponte VPCcbio di Mageuta 1859.

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9 Rivista Mi litare Aust r iaca ( Oesterreichische militarisohe Z eit,<ohrift)

Boc mi:1 .

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Teoria del Gatti, dell'Olivier e del Ploennies.

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del 1866 a.l -~ 110., · • · • i, · . • ~ Campa.,na. del 18'4 111 .., SchlPSWtg · · · · · 1 o. Cam µag na del 1860 rn ·.;

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ben altrimenti importanti di quelli presentatici dall'esperienza dei citati comba uim en ti . Nel migliorare quindi il modo di valerci di questa arma, nell'esame cioè ta uico, pot remo noi anzitutto trovare il nodo gordiano della questione; l'esame ha.listico non sarà che un complemento, quantunque sia pur esso indispensabile.

-

-

Combattim~ nto di Alm rnd~ .e \•elle Hll9 · . C(lmbatt1men tod1Dresda. 184~. . . . . . . -

) C~mpagua ..Me

deutsvhe Ge-wehr(ruye)

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PLONNIES - La qu,•stione del l'armatedesca,1 87·:J(Die

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338 · 0,33

Stor ia del fucile

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Battagha d1 Bautzen 1813

1868 (Die Taktih,}

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AUTORE ED OPER:\

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329

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8,5 11,77

5. Per quanto incerti siano i dati riferiti nella riportata tabella, parrni tuttavia se ne possa trarre, quale deduzione importante, la preminenza delle qualità tat, tiche dell'arma a pello di quelle balistiche. I risultati . ottenuti nei combattimenti, di cui ai numeri 6, 7, _8 · della nominata tabella, ove si adoperarono fur,i li a retrocarica, paragonati con quelli, dì cui ai numeri .I, 2, 3 · della tabella medesima, che accennano-a_ combattimenti ' con fucili meno perfezionati, dimostrano bensì l'jnflnenza nei risu ltati stessi delle qualità balistiche delle armi usate, ma non è men vero che · intuitivam ente si comprende come da qualunque fucile, e b~n an_co dai così detti catenacci, si debba poter ottenere risuJtçiti

6. Ci si ammeLterà che parecchi sono i metodi i quali -si presentano alla mente quando si voglia considerare a fondo l'argomento dell'efnca cia in genere dell'arma portalile. In fa tti si potrà abbrac,:iare il tutto con uno sguardo generale fondato su da ti pratici od ipoteti ci, ·come pure si potrà scindere la questione pèr capi che eCorrispondano a tutti i fattori, i quali influiscono sul tiro in campagna. Si potrà cioè esami narl a dal Iato sintetico e poscia da quello analiti co .. Noi ne premètte,remo Ja trattazione col metodo sintetico e per questo ci limi1eremo ad accennare di volo le teorie di tre .scrittori che, sono, se non i migliori, certamen te fra i ,. migliori, che trattarono siffatta materia, cioè il Gatti, l'Olivier ed il Ploennies. Ripetiamo però che non è nostra intenzione di esporre distesamente queste varie teorie. Noi tenteremo solo di ,darne un'idea generale, e limitata alle modeste proporzioni di questo lavoro (1 ). -,.,--------'-- - -- - ------- - --(1) Ci si permetta di far voti onde si voglia continuare, com·e già si principiò, nella traduzione di quei libri che conviene portare a conosc<mza della generalità degli uflieiali, e nel cui numero sarebbe a

· .comprendersi, à nostro avviso, il libro del

GATTI.

·

'

· ··


330

STUDIO

SULL'EFFICAClA DEL FUOCO DÌ FUCU.EnIA

Il Gatti nella sua tatticn del pro·ssi'mo avvenire cercò di sviluppare in 129 · proposizioni l_e massii;n_e che racchi11deranno le varie condizioni dei cornbatltmenti futuri. Alla proposizione 53"' e seguenti dovendoconsiderare il fucile di fanteria per se stesso, onde trarne poi una base ai suoi ulteriori ragioname~ti sull'efficacia del fuoco di fucileria, ecco ad un d1presso egli come pone la ques~ione.. . . Se si fa astrazione dai colp i che soldatt o spaventatt . o confosi sparano all'aria, e dei quali non. Ct>nviene ' occuparsi, si deve tullavia ammeuerc che ben cli rado l'uomo all'atto dello sparo mantiene l'a,rma nella precisa linea di tiro. Egli la 1iene in mo·do che la bocca devia o da una parte o dall'altra di qualche millimetro e forse anche cli qualche centimetro. In tempo di pace questa deviazione è piccola, ma · riesce molto grande · in guerra. Non tenendo ora calcolo, come già si disse, dei colpi affa110 anormali, si può immaginare attorno alla linea. di tiro esatta un piccolo cerchio, il quale comprenda tulle le deviazioni prodotte alla bocea della canna dal tremolìo dell'arma medesima. Questo circolo nella generalità dei casi non verrà sorpassato dal centro della. bocca della canna. Il tiratore adunque anche nelle esercitazioni di pace non toccherì1, il punto mi-rato, ma. bensì colpirà più o meno vicino a quel punto, e ciò perchè la bocca della canna oscilla auorno alla linea di tiro ideale od anche . pende da una parte. Si uniscano i tre punti: ( Vedi fig. 1a) . A. -· Punto donde muove il proiettile; n. - Centro della bocca della canna pel quale effettiva.mente passa il proiellilc al suo uscire dall'anima . . · C. - Il punto vicino (in alto, in basso, a destra, ecc.) nel quale il centro della C!)nna avrebbe dovuto

trovarsi qu/lndo il colpo fosse stato sparato matemati~ ca mente esa Ilo. Questi tre punti comprP,ndono in r.i un angolo a. cui si può dare i! nome ,di angolo di deviazione. Se dal punto B si abbassa una perpendicolare BD su AC, questa rappresemerà il seno dell'angolo A. Dalla proprietà della. similitudine dei triangoli deriva che qnanto più lon1ana sarà la palla dal suo punto di _partenza A, tanto più grande sarà il seno dell'angolo di deviazione. Così ad es. prendendo per base la canna Yetterli in cui la parte rigata è di om,803, e supponendo il seno di deviazione ugunle a gu,m (corri;-;ponclenle a circa 2/3 di grado), a 100m esso sarà di om,HG ed a 600m sarà già di om,69G, vale a dire che per il solo tremolio i colpi arrebbero già una ·rosa di circa 1m,40 di diame1ro a r.oom. Per la propriPltl della similitudine dei triangoli rimane adunqu e dimos1rato che nell'angolo di deviazione, anzi che nell'imperfezione delle arm i, sta la ragione del tir.o sempre più inesatto quanto più aumentano le distanze. È questa influenza è tale da potersi asserire che in campagna assorbisca da sè tulli gli errori dovuti ad altre cause. In una quantità di colpi che vengono falli da ciascun tiratore o da molti, gl i angoli di deviazione saranno molto disparati, e ciò tanto più quando si avrà di fronte il nerriico anzi"hè il bersaglio di paee. Si può tuttavia ritenere come regola un massimo di deviazione, massimo che converrà assumere molto grande onde in genernle possa ammettersi che non abbia ad essere mai oltrepassato. A qualunque individuo pratico di armi è noto che al fuoco, specialmente di fronte al nemico, nessun errore è più frequente dello sparare troppo alto. Per lo

7.

33·1


332 STUDIO · più queslo avviene nel fuoco d'assieme dove cìascun u9mo si affretta per trovarsi pronto al comantlo, e soventi non giunge in tempo a disporre la propria arma .orizzontale fra le spalle degli uomini che ha davanti. Anche negli altri fuochi si ripetono più soventi gli' errori nel senso verticale che non in quello · orizzontalP,. Dopo premesso questo ragionamento, il Gatti suppone che· tutti i colpi siano compresi in un' area designala dalla figura N. 2, che rappresenta una superficie circolare con sovrapposta una specie di mezza luna la cui altezza é uguale al raggio qel circolo. A questo modo la superficie coperta dai colpi falliti nel senso verticale sarà pressoché doppia di quella appartenente ai colpi falliti in senso orizzontale. Sopra 100 proiettili, da 18 a 20 sarebbero ·compresi nélla mezza luna, ed 80 circa ne rimarrebbero sulla rosa .cfrcolare dei còlpi. Se dal centro della rosa, che si suppone raffiguri l'ombelico dell'uomo, si . descrivono quattro circoli concentrici, il primo con raggio di om,so e gli altri -successivi con raggio doppio, triplo, e quadruplo, si avrà un circolo nel mezzo, che è quello della ·figura umana, e quindi tante fascie circolari le quali comprenderanno ciascuna ad un dipresso un numero eguale di proiettili. Il Gatti asserisce che questa ripartizione di 80 proiettili, quaritunque paia a prima vista arbitraria, è comprovata dalla pratica. Ciò ammesso, l'autore si fa a provare che la densità dei colpi non diminuisce in proporzione dell'aumento del raggio, ma che invece col raddoppiare di questa tale densità nel circolo di figura diminuisce solo della metà mentre quella della rosa intiera dei colpi si riduce àl quarto. Constatato questo rapporto di densità il Gatti · sog.g iunge:

333 . ,.n miglior tiro in guerra, sarà sempre, ecéezione fatta di pochissimi indiv.idui, molto più incerto che non un cattivo tiro di pace. Così un soldato, che a 75m non colpisca che 25 volte su 100 nella figura, sarà classificato in tempo di pace fra i mediocri tiratori. Ora la superficie esposta da un individuo isolato si può ammettere sia di 75 decimetri quadrati, ossia si può paragonare ad un quadrato di circa ocn,85 di lato~ Con la base anzidetta avrebbe quel tiratore ·fatto un angolo di- devi'azi·one di circa i/3 di grado. Invece di 2/3 di grado, che rappresenterebbe l'angolo di deviazione del teri1po di pace, il Galli pel Liro in tempo, di guerra ammette 3 gradi quando si faccia fuoco in cacciatori, e 5 gradi quando si faccia fuoco in ordirie chiuso. Con . ciò egli crede di aver assunto un'ipotesi che aqbia sufficiente latitudine per comprendere gli errori tutti che s.ì possono commettere in guerra. Ammessa questa base, il citato autore si fa a paragonare i proiettili che verrebbero a colpire il circolo di figura per trarne la densità per ogni piede qua~ drato (il piede viennese è uguale a 0 00 ,314 ). · Mettendo posc.ia a confronto la superficie del circolo di figura con quella esposta dall'uomo (che suppone sia di 7 piedi quadrali) viene a trovare la probabili tà cli colpire a seconda delle varie distanze. · Il risultato di questi calcoli trovasi riassunto nella: seguente tabella: SULL'EFFICACIA DEL FUOCO Dl I1UC1LER1A


33.i-

-'

STUDIO

Percento dei colpiti SPECIE DI FUOCO

o

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. . . Fuoco d, eacc1a~or_1 con augolo <!• d1)v1az1o_ne ammesso d1 tre gradi

per aveJ'e I colpito

contro un uomo che sia coperto per

1

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o 1/4 11/~ V·!

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. 5,5 2,7 9 ~ 21 ~ li 36 4 . 2,7 ., ,3 ~ 8 24 36 72 4,3 0,7 38 50 70 11,2 2

8

.1 o (i o,3 . 77i10'2 ~51 308 0,75 o,51 0,2 ·10.0,-146 220 4-40 0,6 0,5 0,3 ~ 4 66 2\M ,~32 664

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7 3 15 4_7 o8

5 3,5 ·1,7 ~ 41 ~ 9 2S 56 2,6 ·1,7 o,i; 37, 561H2 1,i 0,9 0,4 58 77 H6 1232 1 0 6 o 4 o I! 115 Hi3 230 460

' '

SULL'E:FFICACIA DEL FUOCO DI FUCJLEIIIA

335

deduzi~ne che da questa teoria il Galli trae nella sua proposizione 9:2" là dove dice:. « La tauica dell'nvvenire richiede da ogni coman« dante di truppa dall'infimo al · più allo grado mollo « maggiore sicurezza nell'apprezzamento del terreno, « molto maggiore abi lità nella scella delle formazioni « le più opportune in quel dato momento; ma preci« pu~rnente molto maggi,.,re capacità di fare da sè ed « iniziativa propria, molto maggiore energia nelle proprie « decisioni, ed una più profonda concezioo.e del pen"- siero- che anima chi guida l'azione ». Senza queste doli l'ufikiale lascierà che i suoi uomini sprechino ben presto e senza utile pel combat-timento quel tesoro di munizioni senza cui !"uomo di ·fanter ia al giorno d'oggi più che mai è ridotto all'impotenza. 8. L' Olivier, pur ammettendo, sotto un altro punto di vista però, l'angolo di deviazione, balle una strada . consimile, ma forse più logica perchè non viene a deduzioni troppo spinte nel campo delle ipotesi. Egli anzitutto non nrnmelte che si possa assumere a priori una base per formare la rosa dei tiri, e classifiea inveee_le qualità dello sparo secondo quattro · casi d,ver:;i. Soggiunge poi che dipenderà dalla maggiore o minore bontà intrinseca della trnppa e dire:zione l'avere tiri che si avvicinino ai risultati di un caso piuLtosto che a quelli di un altro. E;;li distin 6 ue adun;1ue i seguenti quattro casi: 1° li tiratore mira a di~tanza no ta; 2° Il tiratore mira a dìsl,inza stimata a vista; 3° Il tir-atorc non mira più, ma punta ancora; 4° li tiratore, nè punta, nè mira, ossia non spiana · inlieramenle !'.1rm11. Senza sr.guirc l' autore nei suoi calcoli, il cl1e ci porterebbe fuori del campo puramente pratico che

· 1 Numero <le, <?Olpi nece,sa,·,

28,

' '

I i I In complesso adunque il Gatti fonda tutto il suo ragionamento sull'angolo di deviazione _c.he fa la cnnna del fucile dalla direzione che avrebbe dovuto avere per colpire matematicamente, e partendo da ipotesi varie sul valore di siffatto angolo viene a descrivere le rose dei colpi alle varie distnnze per riu scire poscia dal parngone delle' superficie coperte rla questi colpi e quelle esposte dagli uomini vJ fuoco a ritrovare la prol,rnbilit;\ ' di colpire prima gli uomini isolati e quindi i drappelli, ecc. Che vi' sia quest'angolo di deviazione non v'ha c:hi lo possa ne'gare, ma che dai risultati di pa ce si possa, introducendo alcune ipotesi, stnbilire una b,ise pel fuoco in guerra è contestabile. t bensì vero che il Gatti suppone tutte le altre condizion_i eguali, mn il fottrJre 1norale, ad esempio, é di un valore tale da sfuggire ad un calcolo. . Ad ogni mod o, qualunque sia l'opinione sull'a.mmissibilità del valore appl'Ossimatìro di quest'angolo di deviazione, non possiamo a, meno di associarci alla

l


336 STUDIO ci siamo proposto, e rimandando all'opera medesima déi't'Olivier ch i desiderasse di seguirne lo sviluppo, ci limiLeremo a ricordarne i risullati. li cap itano Olivier, onde iostituire · i suoi calcoli, fo rma anzitullo un rettangolo che contiene la quarta parte dei colpi col segnare due righe orizzontali e due verticali che ri mangono percib parallele a due a due e che contengono pure a due a due la metà dei colpi. Per formare un tale rellangolo nella ipotesi che il bersaglio trovisi a 300m, a5sume come dati pratici 3m altezza pei· 2•n,so di larghezza. Col paragonare un s1ffallo rettancro lo colla superficie che si pub colpire a o 1 • seconda dei vari casi, egli viene ai seguen ti risu tat1: 1° Tiro a distanza nota e mirando - disLanza 300m. La probabilità di colpire un uomo che offra 50 de-

?i

cimetri quadrati di superficie è di ;

6 2

ossia si col-

' pisce 1 ogni 67 col pi. , . . . Se invece il bersaglio è formato da un rnuero riparto diritto di fron~e e chiuso sì colpisce 1 uomo ogni 3 ~o lpi e mezzo. 2° Tiro a distanza ignota e mirando. L'ùli vier ammette un errore d'apprezzamento della distanza del 4-0 °/,. al massimo. Con questa supposizione, a 300m si colpirebbe un uomo isolato ogni 103 colpi e nel fuoco contro truppa chiusa e diritta se ne colpirebbe 1 ogni 5,5 colpi. 3° Tiro punlanclo solo, ma non mirando. In questo caso, che è quello in cui di necessilà conviene prendere per base un angolo di deviazione, l'O:li vier ammette che i colpi ve,,gano sparati sollo un anO'olo di 1O gradi di elevazione e 5 di depressione, os~ia ammette bensi l'angolo di deviazion e, ma non tie ne calcolo della deviazione laterale, ed ammelle un a~golo di 15 grn.di invece dei 3 e 5 ammessi dal Gatti. 1

1

331

St;LL'El?FICACIA OKL FUOCO DI FUCILERIA

Con1e vedesi, la difficoltà di accordo nell'a.ssumere un;}. ba~e per quest'a ngolo non potrebbe meglio dimostrarsi ch,e col, ripor-tare ques.ti dati. Secondo l'Olivier, in questo r.aso a 3Qòn1 si a,•rebbe agcora i colpo utile ogni 31 sparando rontro qna lineil di q·t,1.pp1;t, cliiusa. 4- 0 Tiro non spianando quasi l'arma. In l&-le ca&o l'Olivier um,me\te che sia unp, m1,1r~ eventuc).litA il colpire. Rii\ssumendo: l'Olivier viene a trovare che fra qtte!lLe quaurn specie di ti1i0 corr•erebbe il rappa.rto, di 1 : 5 : 25 : 150. i~ qu~stLone q.uincli si, plJ.ò. clire pitJ ~o.raia Qhe tratlnta, ma in appresso noi vedremo qu,ali. deduzioni si posaono trarre. P.er ora, ci basti aver fatlo rilevare la differenza d'apprezzamento fra i due autori. 9. Vediamo infine come si esprime a tal woposit() il magg-iore bararese Floennies nel suo libro La questione dell'arma tedesca,, compiu to nell'agosto d~l 4$7'1 poco prima della sua morte. Il suo r~giona,mento non tende gi~ a dete1,minare una base ipotetica. di apprezzamento dall' effic acia del fuoco, ma bensì colla scorta delle relazioni ufliciali cef\Ca di 11in,lraociare e stabilirie 1' effi cacia re!Miv~ delle vario armi per- cl eùurne l'importanza reciproca di ciascuna di esse , e s0pratulto poi pe11 d,inwstr-1).re il bisogno di miglioramento nel sistema di educazione del soldato in pace. Ecco come si esprimf. il Plo ennies: « Senza ritenere che il successo di un combattim ento. « debbasi ascrivere e misurare esclusivamente sulle per« dite, non si può disconoscere che la quantità di morti ( e feriti è i~ proprio e positivo risultato del lavoro in « guerra. « Si polt'ebbe per .avventura opporre che i (attorvi .Ai.NO XVIII, VOL, lii.

~!


338 STUDIO « rno1·ali siano quelli che decidono tutlo, ma l'arte della « guerra non può praticamente rivolgere il suo occhio « che a cose vi"sibili e maneggiabili cogli istrumenti « della scienza esatta. « E del resto anche le · forze morali ·agiscono per « impulso di leve materiali giustamente appropriate. « Non . sempre poi si può distinguere matematica« mente l'azione reciproca di questi <lue elementi. « Per conoscere l'efficacia delle armi moderne con« viene in primo 1uogo stabilire la parte relativa dovuta « a ciascuna delle armi principali nel lavoro sanguinoso « della battaglia. « Limitandoci alle ultime guerre americana e danese, <s: ed. alla campagna boema, ricaviamo dai dati statistici « assunti negli ospedali che all'arma rigata compete « 1'80 p. % di. tutte le ferite, a tulle le armi bianche « in complesso soltanto il 2 p. °lo, ed all'artiglieria « il ·18 p. °fo. « Nell'interesse però dell'esattezza d'apprezzamento « dei risultati prodotti in guerra dall'artiglieria e cavai« leria come pure dalla baionella, conviene aggiungere « che la proporzione dovuta a queste armi nei morti, « allererebbe in favore di esse i citati numeri, giacché « le ferite dell'artiglieria e dell'arma bianca sono quelle « che per lo più non passano per le mani del medico. « Quelle causate dall'artiglieria poi in ispecie hanno « un'efficacia morale enorme pel genere di ferita che « essa produce, e quest'efficacia morale va pure ag« giunta a quella materiale. « Distinguendo unicamente i colpi di arma bianca da « quelli a fuoco nella campagna del 1859, che è l,a sola « che possa invocarsi pér rialzare il presligici degli at« tacchi di cavalleria ed alla baionetta, su ·1 2,689 casi « controllati si ebbe il 16 per 0/0 dovuti alla sciabola « ed alla baionetta. · 1

339· ·« Ma a riscoutro di ciò sta la campagna della seces·,( sione americana, nella quale su 87,822 curati ai laz.:. « zaretti 249 soli lo furono per ferite da taglio o punta « ossia 0,'29 per 0/0, e di questi molli per cause <i: affatto estranee a combattimenti. << L'efficacia poi delle armi prussiane nella campagna « del Meno sarebbe ripartita così: 5 per 0/0 all'arti« glieria, 3 per 0/0 ali' arma bianca e cavalleria, 2 per 0/0 « a cause incerte, e 90 per 0/0 al fucile ad ago. « Nel 1866 le pe.rdite sofferte dai Prussiani sarebbero « a classificarsi: il 79 per 0/0 a lla fucileria, il ,J 6 per 0/0 « all'artiglieria, il 5 per 0/0 alla sciabola o lancia, ed ·« infine quattro decirni pe1· cento alla baionetta. » . 10. A proposito di quest'ultima cifra ci si permetta una ovvia digressione che offre il fatto di un ferito dovuto alla baionetta sopra quattromila dovuti alle altre armi. In verità, quando confrontiamo questo risultato coll'incomodo yatagan che ~i imp'one al soldato per ottenerlo, non possiamo a meno di fare voti perchè sia radicalmente modificata prima della sua introduzione generale nell'esercito nostro l'attuale sciabola a baionetta del Yetterli. Coll'accettazione del retrocarica a tiro celere è oramai .ammesso da tutti che il combattimento da vicino sia riposto nel fuoco accelerato, anzichè nella baionetta. Eppure che vediamo noi'? I bersaglieri i quali nell'esercito, soli fino a d ora usavano la sciabola baionetta, .si limitavano ad avere un'arm a della lunghezza complessiva di 1m,77. Prima del 1856 l'arma aveva anzi lunghezza molto minore. Ciò malgrado, dall'esperienza delle. guerre dell'indipendenza nostra non si venne mai a riscontrare difetto di lunghezza nell'arma. Col Vetterli verremo ad avere ìnvece un'arma lunga SULL'E]'FICACIA DEL FUOCO DI FUCILERIA

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SULL li:I•'FICACIA DEL }JUOCO DI FUCILERIA

34:0

S1'UD'IO

~m 91 a baionetta innastata. Non si polrebbe ridurre la 'baionetta alle modeste proporzioni di un coltello da caccia? Pare che gli eserciti attuali vogliano sostituire la sciabola-baionetta alla haionella, non certo perchè essa soddìsfi così· meglio all'ufficio suo di arma da punt-0.. Il motivo di tale modificazione crediamo dovrebbe ;icercarsi oell' utilità che potrebbe il soldato rilrnrre èlalla sciabola nei molteplici bisogni della guerra. Soddisfo.no a tale còmpito lt1 sciabole-buionette calcate più o meno sul yatagan f1;an cese? Non ci pare. L'Hoffmann, e con esso la generalità degli autori modemi asserirono che durante la ca,mpagna del 1810-7·1 non ebbero mai a. far innas tare la baionetta; e ·che sol~ nel combattimento di case essa torna utile . Questa utilità non ci pare debbasi misurare daJla !un-ghezza. ,1 ~. Ritornando ora all'argomento principq.le del§ 9, . e specialmente ai da,li sta tistici ivi esposti , ciò che cert.umente possiamo da essi dedurl'e si è che il fuoco di focileria, malgrado il trovato recente delle mitragliatri ci e dei cannoni a retrocarica, ha pur sempre ed avrà la purte del leone nel comballimento, e che perciò su di esso in modo speciale devono essere rivolti i nostri studi, le nostre ricerche . F. ques,to t,_ mto più quando osserviamo , second'O' il .Ploennies, che i Prussiani stessi, a cui fino ad oggi compete il primato nella scienza dello sfruttare il fuoco, con sumarono tuttavia n ell'ultima campagna 2 chil'o gramrni di piombo per ogni fodto. . L'arliO'lìeria però d'altrn parte per lo stesso l'tsultato· consumò 2.1, chilogrammi di proiettile. Conchiucle il 'Ploennies col rilevare dai dati esposti come l'ìrnportanza d·el fuoco di fanteria sia mussirna, .

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,-e la sua efficac~a 0ltrepassi dalle 5 alte 9 volle qne1la del!' artiglieria, e dalle 30 alle 50 quella della cavalleria. E qui ,p0niam0 fine alla sommaria esposizione dei sistemi più recenli di studio sull'efficacia del fuoco, la ~uaie, se non altro, speriamo che avrà almeno rag.giunto lo -scopo di far meglio rilevare l'importanza dell'argomento.

L'efficacia del fuoco studiata secondo i fattori che la compongono.

rn. Passiamo ora a Lrallare dell'efficacia del fuoco di /itcileria col sistema analitico, e perciò irnpren-

I I·

diamo l'esame dei singoli fattori che . concorrono a crearla. Dando a questo esam e un indirizzo pratico, riescirà. .esso più proficuo, dacch è é agevole il ?o~prende:? come l'uomo faccia meglio e più volentien tutto c10 la cui essenza gli sia nota. Qu est'esame varrà, ci lusinghiamo, a far meglio risallare la importanza delle prescrizioni regolamentari, e sopratutto poi la necessità di pesare bene tutte le circostanze prima di impiegare il capitale prezioso ,delle munizioni, necessità questa che il fucile a tiro celere impone in modo assoluto. Anche esaminando la questione sotto questo aspetto -crediamo bene il distinguere in due categorie i singoli fattori. Una parte di questi si può, come già ebbi a dire, assegnare ai fattori tattici, a quelli cioè che noi ci procuriamo col modo di servirci e della truppa e ,,dell'arma, e l'altra parte a quelli balistici, ossia inerenti


342 STUDIO all'a~ma, i quali quantunque dati dall'arma medesima',. conviene pur conoscere per valersene . Collo scindere così la questione e collo sminuzzarla _si potrà forse meglio in appresso dar adito ad una:. una discussione che valga ad assegnare un giusto va-· lore a quei fattori la cui importanza è suscettibile cli prog~es_so e che vanno specialmente soggetli a miglioramenu.

Fattori tattici.

Condizioni morali e· fisiche del soldato' all'atto dello sparo. 13. Fra tutti i fattori che concorrono aIJ'efficacia deI fuoco di fucileria, il più importante e che tuttavia all'auo pratico più facilmente si trascura, si è .certo quello delle condi"zioni morali e fisi"che del soldato nel n:iomento. in cui deve far fuoco. Ad esso infatti possiamo noi sopratutto imputare l'enorme differenza di' ri_sultati fra il fuoco di pace e quello in guerra. Su d1 esso adunque va rivolto anzitutto il nostro esame. Perchè da un soldato si possa ripetere la massima· efficacia éli fuoco converrebbe eh.e all'atto dello sparo fosse nello stato morale e fisico il più vicino al nor~ale , ossia a quello dell' esercitazione al bersaglio·.m pace. Vediamo ora invece come presso noi in o-enere si soddi~fi a questo bisogno, esaminiamo, cioè~ in quale ;Stato noi portiamo il soldato al fuoco. Ci si permetta di cominciare col riportare testual- . ,mente l'Olivie_r: · « Si prevede una guerra. Il contadino lascia l'a~

343 « ratro, l'operaio il su0 lavoro, i Jeboratoj sono vuoti; « tutti corrono sotto le bandiere. Ciascuno porta seco ~ una certa dose di forza morale: di capacità indivi« duale, di forza fisica e di salute. « Jl primo e principal còmpito sarebbe quello di « mantenere intatto questo capitale militare il più a « Iungo possibile. « Vediamo che. cosa avvenga. « Ciascun individuo riceve il suo pesante zaino, la « sua arma e munizione, e per la più vicina ferrovia « viene portato sul teatro della guerra . Uscito dal vagone « ferroviario, comincia subito una serie di marcie sotto « condizioni le più sfavorevoli. Carico di 15 a 20 kilg.mi, « spesso sotto i cocenti raggi del sole ed avvolto in « una nube di polvere, spesso attraverso prati -e campi « ed inzuppato d'acqua, l'uomo di fanteria a stento « si trascina a vanti e quasi soccombe al suo carico. « I bivacchi _colle perniciose loro conseguenze, i « piedi escoriati, · le febbri, ecc., decimano l'esercito. « Chiunque, e benanco il più forte, _ha vagato il suo « tributo in coraggio e fo1·za vitale. Dopo una mezza « od una intera notte passata agli avamposti, si marcia « per ore ed ore attraverso a campi per eseguire i « movimenti tattici. « Una sterminata linea di fuoco con schiopettio di « armi si sviluppa per ogni dove; i proiettili fischiano « a migliaia per l' aria . n riparto vien condotto al « combattimento, e' con febbrile ansietà si slancia « al fuoco. Ora il soldato deve -usare la sua arma, « caricare ripetutamente , estrarre dalla giberna le « cartucce, ma con precauzione, perchè non ne « sfuggano altre assieme, deve calcolare la distanza « dell'avversario, regolare l'alzo, puntare, mirare e « sparare con calma. E tutto ciò con un pesan te zaino < sulle spalle, un incomodo elmo sul capo, 'con f(!rze SULL'EFFICACIA DEL FUOCO DI FUCILERIA


au

srunm

SULL'E FFICACIA . &.EL <Ft:rOCO DI .llUCILERIA

esle~ntlit.e~ e ·Ml morale sccosso al )pi·ù alto ,graèlo: « ®opo )fiodhi t:011-pi 'fi1ànttmo all'uiomo -le forze 1)ér 1 Z< pt'}làtar/3, egli oo.rioo maochina'hITente -e spijrti all'-aria. « Questo è quatrto 1generalmetl-ti3 à~'\lli•ene . « ~1'i- uffi-p-htli 1ootnralinente stannò m'egHei: èssi non « ha-bn0 nè ia1M, né giherha, nè arma ·a pb'r'tai'e, sbnò « meglio nutriti e quindi avrebbero -m:oH!:) torto', sé « volessero dal loro prG>prio ·gittclicare lo ;ta'to délfa « truppa. « Se ca'1c0lia1no le perdite probàhili élell'avversario «<· prer11~ttendo che la trupp·a spari sempli cemente « puntan·do -fra +0° di elevazione e 5° di deprè'ssi-~ne « e non rniti', -si ha il seguente hsultato. <<

------

----

DERSÀGLIO

.,,._

J.inea

·--·--.

Lioùa Ueun! linea di ~anteria di Cacciatori cli'cacci11tori a 2 passi su due righe ma coricata l'Ull dall'altro

Propabilità di colpire a 300m di 'distanza (numeri rotondi)

4

,1

30

·120

4 430

« L'esperienza però ci insegna che nel combattimento « quelli che colpiscono · a 300rn sono ancora in molto « minor numero, p.er ·cui si può c0a tutta sicarezza « ·affermare che _nel combattimento una gran parte « d'el-le truppe non solo nonmi'ra, ma non punta neppure. « L'efficacia dunque del fuoco dipeirde anzitutto « dallo stato fisico e morale della truppa e not1 si può « a 1:1uestò riguardo additare base alcuna precisa ». Una prescrizione prussiana che a noi manca, e ci pare molto commendevole perchè suggerita dalla jmpossibiliLà di ottenere che si miri, si è quella di fare frequenti esercizi di puntamento ad-occhi ehinsi e far ·sì che Tindividuo, aprendoli' ad un tratto, possa veri-

-0:aare da sè la p@sizione p;resa. Cnn quesiti Je$e,r ci0i rip'eilllti si ·©tterrebbe 1ma a,p.f>il'Ossim,azi@me al puntah1ento ,orizzontale e quindi un miglioratneNio del ti~·o. .~l soldato al fu.oco è si:ù princtipio ·rnna 1m;ia.cc·hina inanimata, poi a. poao a poc0 <H>min.cia a Tagfa:mare per ricadfèt11e neUe co,mìlizioni t}Drinwiti:ve mano ma no .si atvieina alla crisi; non farà quindi se noB quanto ,OeY!le continue ripetizioni gli sarà divenuto abituale. ' Non vorremmo con ciò escludere la necessità del timo cosi detto individuale 1di paC'e, 0he è la base del ·FlilOD©, ed ~ pur sempre aau,sia pl'Ìma 0dei . -rist1ltati :in guerra ·e della fiducia del s0llel.ato nella sua arma. Ma intendiamo solo di ch.in t ire l'impottan2a n0F1 abbastanza sanzi0B.ata dalle pre-scrizioni e ,dal .numero di colpi che il regolamento lascia dèdicare al così dello tiro di combattimento. · A meglio corroborare· il principio che le cond izioni morali e fisiche del soldato sono uno ·dei primi fattori dell'efficacia del fuoco e che quindi è assolutamente necessario il tentare di preservare intatte le condizioni medesime il più che possibile, ci si permetta di citare u n fatto che prova fino a qual punto i.I so'lC!lato in genere }:'.'Ossa smarri::re l'intelletto. J\lla baltaglia di Gettws:hmrg in P.ensih1ania, nella g uerra di secessione americana , il 1° luglio 4863 si raccolsero sul campo di battaglia 27,57,i, armi appartenenti sia agli Stati del Nord e sia a quelli del Sud -e di tali armi 2i,000 ·er.ano cariche. Esaminate le a:vmi ,cariche, si trovò che di 24,000 fa metà cfrca a'Ve'Va doppia. carica (12,000 circa}, il ·q uarto (circa 6000) aYeva da 3 fino a 1 O cariche, mentre solo il rimanente (6000) conteneva una carica sola. Diversi fucili avevano una carica di polvere e 5 n 6 ,proiettili, molte ·cartucce erano state introdotte col .cartoncino ed intatte, ed in un fucile liscio a per.:ms~ 1

t

1

3,i.-5

1

1


346 STUDIO sione si trovarono 2~ palle frammischiate ad una q·u antità di polvere (1). Naturalmente col fucile Vetterli ciò riescirebbe impossibile. Si veda perciò quai bisogno vi sia di cercare coll'e:ducazione, còl comando ben inteso, e sopratutto coll'essere avari nell'uso delle forze fisiche del soldato, vedasi ripetiamo, il bisogno di rilevarne per quanto si pùò, le condizioni morali e fisiche nel momento in cui deve far fuoco. L'ideale a questo riguardo quale sarebbe? Il non ave~ sofferto fatiche ed essere ottimamente mantenuti. Questo ideale noi non potremo mai · raggiungerlo, potremo però tenerlo sempre presente agli occhi come nostro· pensiero continuo, e curarne per quanto possibile \la applicazione.

F.ormazioni.

14. Altro dei fatto ri importanti per l'efficacia del fuoco è quello del modo di disporre la truppa pel fuoco, ossia quello della fo1·mazi·one da cui si spara, questione questa al giorno d'oggi più che mai controversa. Prendiamo la parola formazione nel suo senso più largo, distinguìamo cioè unicamente il fuoco d'ordine sparso, ossia di squadriglia, da quello d'ordine chiuso. Le enormi perdite subite dai Tedeschi nel principio della campagna 1870-71, quando, forse per troppo·at-

(1) VeJi

STBED,

Die Treffwahrscheinlichkeit der Oesterreichischen-

Jnfànterie - Gewehre.

3,i. 1 taccamento alle tradizioni loro, essi vollero presentarsi di fronte al Cbassepot in ordine non abbastanza sriolto, fecero sl che al giorno d'oggi si pose persino il quesito se debbasi in modo assoluto abbandonare il fuoco d'ordine chiuso ed ammettere solo il fuoco di ordine sparso sotto il tiro efficace del nemico. Certo che oramai una truppa non intieramenle co~ perla · E::d a distanza di 300 a .400rn non potrà rima-nersene a far fuoco d'ordine chiuso nella generalità de1 casi; non crediamo tuttavia che si possa con ciò proscrivere in modo assoluto il fuoco d'ordine. chiuso ~ Ci si permetta di accennare le ragioni che militano in favore e contro dell'uno e dell'altro sistéma di formazione. Se noi riponiamo l'efficacia del fuoco, come molti, fanno, unicamente nel numero dei proiettili di cui sr copre in un dato momento una zona di terreno, se mid suriamo cioè il risultato del fuoco soltanto dal nitmero' di fucili con cui si spara contemporaneamente, non tenendo conLo della qualità del fuoco, è evidente che l'ordine chiuso riesce preferibile all'ordine sparso. Ove tra ltisi infatti di inseguire, ad ~sem pio, un nemico' col fuoco, o di arrestare masse che si avvicinano ser' rate, il fuoco d'ordine chiuso sarà quello che permet• terà di accumulare un maggior numero di proiettili sulla fronte nemica, e perciò darà maggiori risultatir ben inte~o quando non abbiasi riguardo a l capitaledi munizioni consumate per ottenerli. Che se vogliasi specificare la profondità massima dell'ordine chiuso pel fuoco, fissare cioè il numero· di righe da cui si possa far fuoco, crediamo di non andar errati col limitare a due righe la profondità. Invero più di due fucili contemporaneamente l'uno dietro l'altro non potrebbero agire in modo utile e sicuro, .come vedremo meglio in appresso. Aggiungasi .cheSULL'EFFICACIA DEL FUOCO Dl FUCILERIA


348 Sll'OOW l',effioo.ci1a del fu0c0 è pure limilata de.Ho spazio che si vuole o si può occupare, e si potrà conchiudere che la formaziooe chiusa su due righ~ è quello. che per~ mette sotto ogni punto di vista QÌ agire contemporaneamente ,col maggior numero di fÌt!Lcili, sia in senso lineare, sia in senso della profondilà. Questo non .esolu.de eh.e in circostanze speciali di oonformazi<me dél ~erreno si 1Ii>OSSaF10 impiegare due o t,re 1inee di truppa anziohò una. "ln tal fuoco però è pericolosissimo ed il più delle volle conduce a veri disaslri. Ci limitiamo .11 ricordare .q:uirait11~@ ahbiaim;i0 g,ià 1 precadentemente detl0 sulle c0n.di!Ziot1i del soldaLo quando f'a fuoco. Molte cose indiscutibili leoricamente riescono poi mattuabili in pratica. Le cond!Ìiioui 1morali cd intellettuali, giova il ripeterlo, rappresenLano sempre e rappresenteranno per l'avvenire più che mai un fattore a cui bisognerà ·riferirsi prima di prendere una decisione . Il principi~ .della nazione armata cbnduce al giorno d'oggi inevitabilmente ad aver soldati la cui massa rappresentetà un'istruzione militare assai limitata. Noi stessi, quando vorvemo che il pr·incipio del servizio generale obbli:gatorio entri nel cam po dei fatti, dovremo di necessità • sagrifi care qualche anno d'istruzione: il sistema attualmente vigente di reclutamento dell'esercito ci co-:111dl!lce inevÌLahilmente al limite di due anni o poco più di servizio, per la. fanterfa. Sotto questo tiguardo l'assunto di coloro che misurano l'efficacia del fuoco non dalla qualità ma dal numero dei colpi è coerente al principio delle masse annate piuttostochè a quellò d,i avere pochi ma ben ist1·tttti soldati. Augmiamoci che il prog·resso morale ed intellettuale del paese ponga presto in armonia il breve servizio colla possibilità di accelerare .l'istruzione dandoci la mate,ria prima meno greggia.

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SU LL EF1l'ICACIA D:01 FUOCO DI FUCILE.RIA

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.Per p1100-redire oel nostro parallelo osserviamo d'altra parte ohe° quando si voglia considerare che il soldato ti:l·e1là. sem[.');re più· male quanto più sarà espos to a per· dito, quando cio.è si voglia lener cto~to anch~ della qualil.\ e delia possibilità dello sparo, rn allora _bisogna convenire che ad un fuoco efficace del. nemico non s.i· potrà contl'appon-e che il fuooo di · squadriglia o gvuppo ohe si vogl ia ch iamare. · Le raofoni che rendono il fuoco in ordine sparso b . . più preciso del fuoco in ordine chiuso si possono rn o-enere riepilogare nelle seguenti.: 0 Il tiratore in ordine chiuso viene conlinuamen le disturbalo ed impedito dai vicini nel suo puntamento. n Iamenlo dei feriti, il gridio in genere dei gradu ati , il. fumo che .crli si. addensa davanli, non s.olo gli nasoonde il },)etsa 0 ·lio, ma gli fa anche più facilmen te smarrire l'intell~lto. Aggiungasi ohe l'uomo di prtma Piga sta sempre sotto. l'ii;icubo di prenderai una palla d{l l4ttello, di seco1,1da1riga, e quesli a. sua,v@1Lai te~ di for ciò. L'irJ1equietezza che produce queslo sentimento di pericolo continuo non,può a meno _d'influire enormemenle sulla qualitù dello sparo. Quesl.1 appuo,t~ sono i mo,tivi· ehe rend·ono impraticabile, il fu0c0,, su tre righe e richiedono che a11.0be p~r quello su• dll(;} righe la seconda si ranioini a_lla prima_. . !;'espediente di far inginocchiare o ·cor1eare la pmaTua riga è poco. pratico, e presen_ta poi scmp~ie l~inco~"' veniente di limitare ad una riga il v,antagg10 della dL"minuzione della superficie esf')osta. . . Il miglior mezzo, peP ovviaue· ai cit~ti iuconvome1H~ si è quello di avere armi lunghe e d1 aumentare , gl.1, intervalli tra fila e fila. · Il nostro Vetterli essendo lungo ;m,3t, la bocca della canna oltrepasserà sempre almeno di om ,50 la prim~ ~ig~, quindi per questo rispetto noi siamo.in buone conchz10111 .


350 STUDIO In conclusione il nostro regolamento stesso, parlando dell'uso dei fuochi, dice che il fuoco del soldato libero ed isolato è sensibilmente superiore a quello del soldato in riga ed indrappellato, e, secondo il Galli, -converrebbe aggiungère che esso in guerra è superiore circa del terzo. Il gran difelto che giustamente si appone al fuoco in ordine · sparso si è quello della di!Iìcoltà di sorveglianza, difficoltà la quale fa sì che il soldato, quando è ben riparato, tenda a far fuoco senza menomamente sporgere dal suo o~tàcolo coprente. Ma appunto per combattere questo pericolo gli autori moderni insistono sulla necessità di concentrare la direzione assoluta .del fuoco in ordine sparso sul capo-gruppo o caposquadriglia. li nuovo nostro regolamento è molto esplicito a questo riguardo, e noi per nostra parte dobbiamo mostr.nci inflessibili nel pretendere anche nelle esercitazioni che questa responsabilità non rimanga. lettera mo1·ta. La tendenza di oltrepassare questo limite massimo d'individualizzamento del fuoco è pericolo grave del fucile a tiro celere, ed. é necessità porvi un -argine. Dal sin qui detto ci pare possa stabilirsi che per la qualità del fuoco l'ordine sparso è sempre a preferirsi, ed è anche forse l'unico possibile quando si è impegnati nel fuoco efficace dell'avversario; quando però .occorra concentrare una gran massa di proiettili in un dato tempo bisogna ricorrere al fuoco d' ordine chiuso su due righe, se la vicinanza dell'avversario non consiglia di ottenere questo risultato col fuoco .acceJ-er.ato.

SULL'EFFICACIA DEL· FUOCO DI FUCILERIA

Specie di fuoco usata -

351

A comando ed a volontà.

15. Fatta astrazione dalle formazioni, conviene ora trattare della specie di fuoco che si può usare. Attenendoci al regolamento nostro, noi comincieremo col classificare il fuoco in quello a (·amando ed in quello a volontà; tratteremo poscia di quello accelerato e dell'obliquo. Forse la denominazione dei fuochi a comando ed a volontà sarebbe meglio sostimita dai nomi più comunemente designati di fuoco a salve o d'assieme e fuoco individuale o di precisione: la pal'ola · a volontà ci sembra possa generarn nell'animo del soldato un'idea di indipendenza che nel fuoco conviene as!ìolutamente sradicare. La guerra del 4870-7·1, come in genere succede nei grandi rivolgimenti militari che colpiscono la mente dello studioso, creò, diremmo, due sciwle che contano proseliti forse troppo entusiasti ed esclusivi. ' Se ci fosse perm esso , designeremmo queste due scuole col nome di scuola del fuoco a salve, e scuola dell' a volontà ossia del rompete le 1·ighe. La prima, colpita dall'enorme pericolo di spreco di munizioni ed anche dalla clifTicoltii. di padropeggiare il fuoco, vorrebbe solo il fuoco a comando per le grandi e medie distanze, e quello acce.lerato alle distanze inferiori ai 300 metri. Contro bersagli piccoli vorrebbe i soli plotoni di tiratori speciali. La scuola poi del -rompete le 1·ighe, non arn mettendo la possibìlilà del mirare, . e ponendo l' efficacia del fuoco solo nella massa di proiettili, rinunr,ia al fuoco a comando e ri.d.uce tutto a fuoco a volontà ed accelerato. Le ragioni che reciprocamente assistono una parte


35~ STUDIO e l'altra, ci pare condurrebbero ad accellarc in massima la prima scuola per l'ordine chiu.so, e la seconda per Foridine sparso, naturalmente CO.lii qualche restrizione per ambedue le teorie. Esaminiamo brevemente la questione, riservandoci a rH\3PB.fW\IÌ quando Watt-0ren10 della clisciplùia del

/'uoco. Svantaggio primo che si adduce nontro il ft10co À'asstemc ocl a com.aruJ,o è quello di d0ver rinnegare quasi in modo assoluto la possibilità di mirare. Conriene tuttavia osservare che queslo fuoco non si usa che contl'O truppe chiuse ossia bersagli molto es~osi, c}ontro i quali la rni11a non h~ un valore ass0Hil.Lo; noi abbiamo d'alwonde un mezWJ per paralizzare 4u.esto difouo di nuntamento. Qupndfl iofotti noi in tempo di f)ACe eon istruzioni rif)etute quoti'dianarnente r.enderemo al soldato, direm quasi una seconda natura, il puntamento orizzontale, verremo a ridu1111e ad un mipimo tras~urnbile quell'angolo di cleviaiiioRe di oui, si p&.rlò nell'introduzione di questo studio. Converrebbe perciò che a nessuna esercitazione d\ piMza d'armi si ponesse tenni:ne senza un eserc1i.zio di f\lo.Co a camanclo in bianco o con cartucce da salve. Ciò dovrebbe anche essere fatto dopo che il sol.. <Jato e per la, st;:1.1~ehezza e per l'agitaz:ione d'._anim o dovuta ai va11i inciden Li di una esercitazione si t<z·ovi io condizioni il più ohe sia possibile simili a, q11ello di ca,mpagna; circostanze queste in cµi niesce estr.erna.,, mente difficile il mantenere il oomando su di un nucleo qualunque di uomini. Non occorre l'ave» assistito ad un co,mbatLimento reale per c.onYin cersi di tale v(witù; si osser.vi solo <quanto avvierH1 nelle g1 andi ma-n.oiwe, e benanoo nelle esercitazioni di 29 e 39 grado, e poi si rimarrà coavinti cli questa n.ecessità, p.urlfoppo non ancoré! abba-stxu:1z...'l aµpre;mHa. 1

SULL'EFFICACIA DEL FUOCO DI FUClLERIA 353 Queste considerazioni indussero alcuni, sull'es~mpio di quanto praticasi nell'esercito tedesco, a propugnare· anche per noi l'introduzione dei plotoni tiratori per fare appunto con questi soli i fuochi a volontà o di precisione, dicendo che è capftale sprecato l'abilità d~ ~uesti tirat0ri abbandonata in mezzo alla massa i Qt~as1 che l'abilità oel tiro, come anche qualunque d<1te fisica, non rapp_resenti in pari tempo un valore mo1:ail.e, forse maggio1·e e più -importainte, destinato a trascmare"Con sè l'elemento meno buono! In conclusione ripetiamo che per l'ordine chiuso in massima saremmo molto avari del fuoco a volontà, mentre che lo vorremmo qua$i regola per l' ordi·ne sparso, beninteso colle restrizioni portate dal nostro reg0lamenlo.

Fuoco di sezione o di riga.

rn. Il fuoco a comando porta con sè due distinzioni, quello cioè di sezione e quello di riga; parliamone brevemente. Se noi applichiamo a questo caso le ragioni addotte pel fuoco in ordine sparso, veniamo di necessità a preferire teoricamente il fu oco di rig~., . . Difatti in questo lo spreco è molto pm hm1tato, come lo è il disturbo reciproco che si arrecano gli uomini in ordine chiuso. Quando però si debba fare un fuoco v,ivo, la frequente successione nelle salve farà sì che in poco tempo il, fumo si addenserà. talmente sulla fronte da togliere la vista del bersaglio. A.questo riguardo riferiamo il seguente fatto accennato dallo Steeb: « Nelle esperienze di tiro alla pian~ra di Sii:rime~ < ring, il 26 apri le 18'70, il 21° batta~hone ca~cio.~or1 ~ con 206 fucili fece solo otto salve i.n tre mmuh. ANNO XVIII , VOL. lii.

u


STUDIO

« Ciò malgrado il fumo si era talmente addensalo « davanti alla froole da non lasciare più scorgere il « bersaglio. Nelle ultim e salve serviva per orienLamento ·

« il campanile di una chiesa, che trovavasi nella di-

« rezione del Liro. « Se si fosse impiegato il fuoco di riga avrebbero

« dovuto farsi sedici salve in tre minuti per avere « l'egual numero di co lpi. Il fumo avrebbe in questo « caso impedito maggiormente il tiro». Il fuoco di riga o.dunque sarà preferibile a quello di sezione solo quando il nemico o non incalzi troppo, o sia a grande lontananza, e la direz ione del vento sia tale da non lasciare troppo a lungo il fumo sulla fronte. Giova però rilevare che uno dei motivi principali che si adduce contro il fuoco a comando si é la cliffìcolLà di farsi obbedire dopo un paio di salve. Ora questa difficoltà sarà molto maggiore quando si ricorra al fuoco di riga in cui metà solo degli uomini deve sparare. Questo inconveniente è ancora più grave col fucile a tiro celere in cui la carica si fa così rapidamente da dar tempo ad una riga, no-o appena abbia spa rato, di ritrovarsi a punt, quando l'altra stia aspettando il comando di fuoco. Per usare il fuoco di riga conviene essere sicurissimi dei propri uomini, ciò che per avventura nelle guerre future coll'abbondanza di soldati nuovi ed inesperti che si avranno, riuscirà ben difficile. 17. Per proseguire nel nostro esame della specie del fuoco ci conviene ora distinguere il fuoco individuale a volontà da quello accelemto. · Come già si ebbe a dire, il fuo co a volontà dovrebbe per massima limitarsi all'ordine sparso, e specialmente quando vagliasi un / uoco di precisione.

355 Ma in questo caso la parola stessa usata indica chia.;ramente che tal fuoco dovrebbe essere fallo da indi•vidui specialmente designati. Ci affrettiamo a ·sog~iungere che per designa1·e degli individui non intenchamo. -.occorra classificarli ed ordinarli a parte. Un fuoco di f)tecisione non potrà mai essere fatto che in casi rari e quando il nemico agisca da lontano ed in modo tale che il nostro fuoco non debba avere che un effetto .morale sull'animo dei nostri soldati, si può quindi benissimo designare chi deve sparare, e ciò senza metterlo in ploton i distinti. Il fuoco accelerato ha una zona esclusivamente per sè, quella cioè data dal nostro regolamento di 450m -e meno. Trattando dei fattori balistici specificheremo meglio i limiti cli questa zona, per ora ci . basti ri-levare che in questo fuoco non si deve cercare altro .dal soldato se non che spiani l'arma. Relativamente perciò è il fuoco meno efficace, nel -senso assoluto lo è più di qualunque altro fuoco e per la distanza a cui è fatto e pel gran. numero di proiettili di cùi si copre la zona nella quale si avanza il nemico. Riepiloghiamo quindi: fuoco a comando in ordin~ chiuso, fuoco a volontà, in ordine sparso , fuoco d1 precisione in casi speciali anche in ~rdin'e ch.\uso, fuo co accelerato sempre quando non si possa piu co.manclMe i'l soldato. SULL'EFFICACIA DEL FUOCO Dl FUCILERIA

.:

Fuochi obliqui.

~ 8. Queste sarebbero le par ole che riassumono I~ ~onvenienza recip roca d'ogni specie di fuoco; non c1

rimarrebbe

01·a

che a parlare dei fuo chi obliqui.


SULL'EFFICACIA DEL FUOCO DI FUCILERIA

.S'fUDI0

Se noi ci riferiamo a quanto si disse delle condizioni morali del soldato all'aiuo del .combattimento non è ·•p,i1i'pÒss ibile il trattare di questi fuochi obliqui come .,di cosa pratica. Per re.gola generale infatti il ·soldato a.b:bandonato .a sè spara , sempre direttar,nente .avanti; e difilcilmente ·si induce a scegliete il bersaglio. Qu.es~o fatto è appunto 111uello ~he vediamo accettato· · com,e inevitabile nel tracciamento delle fortificazio'lìli , campali in cui per massima non ,si ammette il fuoco obliquo. Come norma generale adunque -non si, possono. am-mettere i _fuochi obliqui, come caso srieciale però · si. possono e ·si · devono pure considerare pel fia,neàeggiamento che essi d.~nno, e pell'effetto m©rale che p0ss0no avere sull a truppa che deve subidi. Certame,nte il fuoco obliquo contro una truppa s.piegata è1in genere ,ipiù ·dannoso eh,~ .efficace per d a distanza maggior.e da c·u i · si tira, 1 e , par ehè il bersaglio ali' occhio del tiratore presenta ·dimensioni minori. , Così se dal punto o (vedi fig. 3) tiriamo sul ber.saglio A B, tutta questa lunghezza sarà veduta, ma se 11oi tiriamo su A' B', la l1mghezza del ber·sag!io sarà pel tiraitore ridoua ad A" B''; diminuendo. quindi la suverficie v,e duta ed in parte quella battuta, anohe· l'ef- . -tìcacia sarà diminuita. Dove decisamente il fuoco obliquo è preferihi.le .e da usarsi, sia per l'effetto morale, sia per l'efficacia reale è contro le colonne di battaglione quanto più. vicine esse .sono. Per con vincersene basterà dare uno sguardo alla, figura l. Contro de eolonne, di compagnia il vantaggio sarebbeminimo .•e forse non comper:iserebbe la dimiinuzione ·di. precisione dovuta alla maggiore lontana,Flza.

8'6,i

In complesso adunque il fooco obliquo ,com~ fian,cheggiamento, e come fuoco contro , c?lo~ne· _d_'l ?at,: taglione, è, utiHssimo, per regola pero e d~ffic1hss1mo a comandarsi, e da una linea impegnata d1,fronteicon; , .altra• nemica non• Io si pot11à 0Ltenere giacché l'l!lomo , per istinto spara sempre davanti a sè,_ esse?do qu-esto , il pericolo che più direttamente lo minaccia .

Terreno.

·19, Prendiamo ora ad esaminare il fattore ten·eno.

Quando si volesse trattare di questo fattore diffusa·mente, converrebbe farne oggetto di trattazi one spe-, ciale, come di studio importantissimo; a me però ba. sterà colla scorta dello Steeb , darvi uno sguardo ' . .. ·generale, accennando semplicemente i risùltat1 sanciti dalla· pratica e dalla teoria, riferibili al fuoc~. L'efficacia del fuoco, consideràta secondo 11 profilo 1 ,del terreno, va distinta in tre casi: 1° se la direzfone del tiro è orizzontale e tale quindi è il terrenò; 2° quando ·fa direzione del tiro va dall'alto al basso ossia il bersaglio è molto più basso del tiratore ; 3• quando il tiro è fatto dal basso all'alto. Nel primo caso, quand'anche il bersaglio tr0v1s1 ~ .livello del tiratore, può darsi che il terreno presenti • de(Tli avvallamenti o dei rilievi nella sua conforma.J. o .zione. Se contiene un avvallamento, che preceda al bersa.. glio allora una parte dei proiettili tirali' a troppo breve distanza batterà contro la parete di tale avvallamento ~ · Questi proiettili rimbalzeranno in avanti quando l'an1 , g'olo di caduta non oltrepassi i · 15° o 20° col·: terreno•


358

STUDIO

e che quindi la scarpa della parete non sia superiore dai 10° ai 15° (vedi ((q. 5). Se poi b parete del detto avvallamento è più ripidadi 10° a 115°, i proiettili non avranno più rimbalzo e: si sc~iaccieranno o conficcheranno nel terreno (vedi. fig. 6). Quando infine la parete dell'avvallamento che prospetta il bersaglio s·i a più ripida del!' angolo di caduta dei proiettili, in allora una parte dell'avvallamento non·, potrà essere battuta e vi si verificherà uno spazio morto (vedi fig . 7). Qualora il terreno sia intersecato da ostacoli, fra i quali figuri ad esempio prima del bersaglio un rialzo di terra, in allora come nel caso precedente i proiettili tirati per distanza troppo minore o rimbalzeranno e precederanno al disopra del bersaglio, o si arreste-· ranno quando la scarpa battuta sia più o meno incli-· nata di 15° ~ 20° (,ved-i' fig. 8). Ove poi il rialzamento di terreno abbia la scarpa ri-volla verso l'avversario più ripida dell'angolo di caduta , déi proiettili (almeno di 1S°) allora si produce uno spazio morto, ossia non battuto (vedi fig. 9 e 10). : L'elevazione in questo caso viene a coprire anche una parte dell'avversario e rende così più difficile il puntamento, e diminuisce anche .la superficie esposta e quindi la probabilità di colpire. Contrariamente succede se il terreno dietro al bersagl,~o si_abb.assa present~ndo-~ma .scar~a non maggiore dell mclmaz10ne della tra1ettor1a, giacche allora lo· spazio battuto viene per questa circostanza a d essere aumentato siccome appare dalla ispezione della fig. 11. Però se l'inclinazione che presenta la scarpa del te.rreno che si abbassa dietro il bersaglio è maggiore: (fìg. 1]) dell'angolo di caduta dei proiettili si produrrà.. uno spazio morto dietro al bersaglio .

~·

SULL'EFFICACIA .D~L J<"UOCO DI FUCILERIA 359, Se poi invece ) 1 .terreno sale dietro al bersaglio, lo spazio battuto sarà diminuito. I rimbalzi faranno un angolo maggiore, oppure i proiettili si conficcheranno · nel terreno quando l'inclinazione sia maggiore dei 15° ai 20° (fig . 13) . Da que;=;ta semplice esposizione, la cui concisione sarà supplita dall'esame delle varie figure relative, consegue che con un·a direzione di tiro orizzontale la conformazione di terreno più conveniente é quella che corr~ orizzontalmente fino al bersaglio e dietro questo si abbassa con una pendenza non maggiore dell'angolo di caduta dei proiettili (circa 6° al massimo). Passando al secondo -c aso, a quello cioè del terreno in cui .il tiro succede dall'alto al basso, si comprenderà facilmente cbe, se il tiratore sta rnolto più alto del bersaglio ,in allora avrà, lo svantaggio di vedere il bersaglio, medesimo raccorciato e di a vere un punta-. mento più incomodo e difficile, siccome appare dalla (ig. 14. . In questo secondo caso facendo la rassegna delle ipotesi enunciate pel precedente caso col dovuto riguardo alla circostanza dell'inclinazione del terrl:)nO, si avranno risultati consimili. L'avvallamento del terreno corrisponderà .al declivio ' concavo e l'elevazione al convef.so. L'abbassamento o rialzamento del tei·reno dietro al bersaglio si mostrerà come una maggiore o minore depressione del terreno. , . Si conchiuderà per:::iò che se il tiratore è collocato più in alto del bersaglio, la forma del terreno per lui più favorevole sarà quella di ima pendenza continuata il cui angolo. dietro il bersaglio sia maggiore dell'angolo di caduta del proiettile. 'Nel terzo ed ulLimo caso infine nel quale il bersa-


360

STUDIO, SULL'EFFJCACI>A DEI:; . FUOGO, DI ·F UCILERIA

glio, è più alto del tirato:i:e, ec:L in1cui perciò, il ~ir0 succede .dal bass0 all'alto, si possono per anal:ogia ap-. plicare. le osservazioni ;dei due ca,si precedenti colla differenza che.· per forma di terren0 più favorevole dovrà considerarsi quella in cui l'inclinazione dietr0 il bersaglio sia, minore dell'angolo di caduta del proiettile. Per riassumere diremo che la più vantaggiosa forma di terreno sarebbe quella che corre parallela alla di,. · rezione del tiro ed orizzontale fino al.bersaglio, ed al di là si incli-na nel senso della traiettoria con un ang0lo.· uguale a quello di caduta del proietLile; al più di, 6° , col nostro Vetterli. In qualunque caso un'inclinazione ragguàrdevole della direzione del tiro ne danneggia l'esattezza. Dal sin qui detto emerge pure come sia ·assolulame.nte da proscriversi . il profilo troppo alto in quelle fortificazioni la cui difesa posi specialmente sml fuoco di fucileria,. giacchè a questo modo la direzione del tiro riuscirebbe troppo inclinata rispettivamente al terreno .

NUOVO INDIRIZZO A DARSI Af,Lll

ISTRUZIONI DELL'ARTIGLIERIA DI CAMPAGNA DOPO LA RIDUZlONE DELLA FERMA

(Continua) .

FoNio Capi·tano nei ber·saglierz·. ' FILIPPO

l

'

1

t'artiglieria da campagna si trova presentemente nella condizione di dover r isolvere una quistione di vitale interesse, la quale sotto ogni aspetto presenta d ifficoltà più o meno addentellate le une colle altre, ed è tale per conseguenza, che merita la più profonda considerazione. Lo spirito mutabile del progresso, nel percorrere ,quel ciclo che avvenimenti imponenti gli determina·rono, dava origine a nuovi principii ed a nuove forme secondo le quali si dovette stabilire l'ordinamento dell'esercito nazionale. Ma colle innovazioni, che fu gio,coforza introdurre, emersero altresl delle necessità in.conciliabili. Così avvenne che la base dei cinque anni di · ferma sulla quale poggiava il meccanismo del-, l'istruzione reggimentale d'un tempo, è radicalmente mutata. Colla riduzione della ferma a tre anni, risultano: 1° Un forte disaceordo fra la quantità delle istru,zioni che si devono impartire ed il tempo concesso· pet· poterle imparar bene ed applicar tutte;


362

NUOVO INDIRIZZO A DAllSI

2° Una forte diminuzione nel numero den-li uomini anziani .(cioè. ?~e hanno un servizio maggiore d'un anno) d1sporub1h per le istruzioni; 3° Una minore ab ilità nel corpo dei graduati, quando appunto si sarebbe dimostrata più stringente la necessità di possederli migliori. Queste co~seguenze sono altu almeme, rispetto al la.v?ro che s1 consacra all'istruzione, come altr ettante r esistenze passive, che rendono minimo il Iavorn utile d'una macch ina. · Per primo rimedio · sorse l'idea d i aprire uno sfoo-o m~gg~ore all'a ttività individuale in tutti quei rami, in cui si credette dovesse _ questo esistere ancora allo stato e le nuove ìstr~. . latente, ed i nuovi reo-olamenti o z10n~ tendono evid entemente g ià da q ualche tempo, med~ante un opportu no discentramento in fallo d'istru-· zioni , a favorire l'accesso a questo spirito fecondatore. Senonché mol te sono in pratica le difficoltà che neutrali?a~o lo svolg imento di q uesta idea. · Pnm1eramente, questo lavoro di trasformazione riesce t~nto _Pi~ difficile, quanto più co mplicate sono le combrnaz1om che esso disgrega, e si r ende tanto meno scorrevole quanto più radicali sono le riforme che seco trascina e urtano principii e ren-ole che si cre t, ' . d ono_ san?1te d~ll~ ~onsuetudine e cl ali' esperienza di molli anrn; qumd1 I enorm e distanza fra la teoria e la pratica. . Secondariament~,. n~u·addotlare un principio largo d1 conseguenze ut1hss1me, sarebbe sta lo conveniente d'aprirgli contemporaneamente un campo proporzionato alle sue facoltà espansive, altri menti egli è come se ad un seme si lasciasse d ife ttare il terreno che lo deve fecondare, o ad una pianta l'aria e la luce. O!·a l'~s~er! enza dimostra, che nei nostri reggimenti d1 art,ghetrn i fattori che tenderebbero a r endere

363 m assimo il profillo nell'i struzione, s'internano troppo profondamente in tutto il processo generale del se:vizio e quindi nel co mando, perchè un comandante dt regg imen to non abbia a temere, che abdicando in fallo d'istruzione ad una parte della sua iniziati va, non ven~ ganolesi interessi, vuoi regolamental'i, vuoi disciplinari . Che queste difficoltà debbano . venire attribuile al sistema, anzichè alle persone, è facile di ri conoscerlo; analizzando il lavoro che ferve in un reggim en to di artiglieria . Quivi infatti la q uantità degli in segna.menti, la diversa. loro applicazione secondo la. classe e specialità d'individui che si devono istruire, le esigenze di prescrizioni regolamentari che ne fissau o la dura ta, l'estensione ed il riparto generale, sono tu lle condizioni che si devono conciliare colle deficienze accidentali, ma costanti, negli ufficiali, colla necess ità per la truppa di servizi indispensabili e di pendenti dalla costituzione organica dei reggimenti, col bisogno d'un riparto consentaneo alle stagioni, a i mezzi disponibili, al servizio corrente . Egli è vero che quesce circostanze sono in parte comuni a tutto l'esercito, ma non è men vero che la loro influen za si fa sen tire con molto maggiore intensità dove l'istruzione deve auecchire su di un terreno di maggiore estensione e ramificarsi in dettagli più num erosi, com plessi ed anch e più deli cati. Da ciò risulta che la libertà d' azione che · si potrebbe concedere ai comandanti delle varie unità per regolare le istru zioni è ben poca; né potrebbe essere altrimenti, se si considera che fra molla truppa. riunita in un solo quartiere, sistemato secondo le a ttuali prescrizioni regolam entari, un le~giero sviluppo nella libertà d'azione di molte volontà, sia pure solo· a pro delle istruzioni puramente di dettaglio, trascina SP,CO ad ogni piè sospin to qualche dispos izione, che uha n èlle prescrizioni regolam entari cl' ordì ne geneALLE ISTRUZIONI DELL'ARTIGI;IERIA DA CAMPAG NA

...


364,

NUOVO INDIRIZZO A

DAn,s1,

_ :aie Ora una libertà· d'àzione conc~ssa sotlo . queste 1~,f luenze non si può chiamare libertà, epperciò spar r1sce ~ltresì quella responsabilità che ne · dovrebbe , cpnseguire. Jn altra occasione ebbi a notare come al solo com.andante di batteria sia possibile di rimediare, .con vero senno pratico a tanti piccoli inconvenienti che ripe~~ti ec~ agglomerati, risultano poi di grav~ danno all 1struz10ne generale della batteria· colla ferma;.. .di tre anni questi piccoli inconvenienti si fanno 00 cricranti nelle loro conseguenze ed è perta:nto essenziale che si rifletta al modo di estirparli radicalmente. . Ad esempi~, ,niuno ignora che un'istruzione:eseguita · , ,da_una b~t~ena llll un'ora poco propizia o per la quan'tità(• d:1 1serv1z1 che l'orario generale prescrive nel mede.s imo tempo o per allre cause, dà poehissimo frutto; ~bb:ne, come. si rimedia a questo danno quando tuttò· 11 sistema fonz10na cosi imimamente legato? In quai modo, ~~:ve s'arrabbattaoo riun·ile anche nel dettaglio del ser~1z10_molte _batterie in un medesimo quartiere; potrass1 evitare d1 addossare a qualche altra batteria-' quello. inconveniente che si cerca di risparmiare ad una d1 esse? E se le cavallerizze sono insufficienti in qual ?1odo si potrà non subire quell'orario speciale: che la nstret~e:za d~i ~1ezzi _impone? Oltre a ciò è egli . ~empre possibile cl evitare m una sede reggimentale Il dann_o,_ che la fissazione delle ore per i rapporti suc~ess1v1, per le distribuzioni, pel Yersamènto cl'og:. getti e per altri servizi, i quali debbono molle volte assorbire per ore intere un personale, che · dovrebbe pres~?ziare isL~uzioni_ e .teo~ie importanti, dipenda per lo ptu da c?ns1deraz10m d1 tutt'allra natura, anzichè da quella d1 non compromettere menomamen te l' an·_. damento delle istruzioni? Se poi si considerano tutte le influenze esteriori, che necessariamente devono distogliere l'attenzione di un comandante da· tutto quanto ·

ALLE .ISTRUZIONI DELL'ARTIGLIEIUA DA CAMPAGNA

•360'

·è , clettag.Jio d'istruzione, .come ad esempio, il lavar.o rr.ichiesto dalle esigenze amministrative, che è rilevan·-tissirno per chi voglia strettamente attenersi alle p1·e-· ·,scrizioni regolamentari, l'assorbimento talvolta di, pressochè tutta la sua attività a favore di qualche bisogno, urgente del momento, ecc., se si .pone ancora sulla •bilancia la considerazione, che tulle le suddette sfa-· vorevoli, circostanze, in parte comuni a tutte le armi,· esercit~no però sull'indirizzu delle istruzioni dei reg-·gimenti d'artiglieria .la loro influenza deprimente sopra una zona di maggiore vastità, parmi debba risultare evidente, che troppo difficile si ren~e per un coman-· dante di reggimento di seguire in m0do continuo e per conseguenza lucidamente il filo del progres5.o nelle' istruzioni di dettaglio. Si aggiunga, che quando viene esclusa qu.alsiasi libertà d'azione, risultano maggiori le perdite dovute· ,allo stato m.orale :delle truppe , pe.r occhè maggiori -sono gli attriti nella subordioazi0ne gerarchica, ,maggiore la c0nfricazione dei carauteri e meno ev,ide,n ti le perdite dovute all'inesperienza, alla mediocre volontà ed all'inettitudine, confondendosi esse con quelle risult.an.li da lante altre cause od inevitabili od impercellibili. L'introduzione infine d'un nuovo materiale, la neces·si là inelutLabi1e d'un ammaestramento:tattico ·esteso,. ·oìJtre alla r.jduzione della ferma, sono altre circ0stanze le quali tarpando ·le . ali a qualunque progetto meno che pratico, , laseia1il0 , emergere v.ieppiù la , necessità. -d'un rimedio 11aclicale : · ,A mmessa pertanto la bontà delFiclea d'una responsàbilità pi·ù eq1;1,amente ripartita, considerato evidente il ·,danno del sistema ora vigente, ,nel quale il deHaigl,i.o i u complesso · s'abbranca troppo mei visceri della intima ,costituzione generale <iel corpo, ·la difficollà st,a


366 NUOVO IND11\IZZO A DARSI ora nell'iniziare poco all8=_ volta, senza esagerazione e senza grettezza , un altrn indirizzo , il quale , senza neppùre sconvolgere troppo l'ordine auuaJe, non acco_rdi allre'si una libertà ehe sia solt,rnto effimera, chè tale essa diverre.bbe qualora per le numerose sue dipendenze non rimanesse che allo stato di larva . .L'indirizzo, ch'io ·credo più conforme allo scopo, è .compendiato: ,. 1 °) nel ridurre le istruzioni alle sole essenziali .dando il massimo svi luppo a quelle di maggiore im-' portanza in guerra, ed il mas:;imo incremento all'istruzione speciale degli uffizi ali; '.2°) nel fissare in chiari limiti le attribuzioni e la responsabilità in fatto d'istruzioni ad ·ogni grado, dando nello stesso tempo ad ognuno i mezzi morali e

-rnateri·a ti per potervi corrispondere. Io non delineerò che i contorni di questo lavoro , mentre commissioni apposite dovrebbero stud iarne a fondo tulle le particolarità d'esecuzione e conciliarne in dettaglio tu'tti g li interessi d'opposta natura.

I.

Og~uno riconosce che l~ direzio~e pratica e sensata impressa alle istruzioni delle diverse armi va estesa. altresì a ~uelle dell'artiglieri a da campagna, dov~ . e necessario . ~he tulle le istruzioni non indispensabili vengano sacnficnte a favore di quelle che diventeranno indispensabili in tempo di guerra. La rapidità della mobilitazione non lascierà più per l'avvenire alle ~at_terie _il t_e mpo disponibile per preparare e fondere msieme I successivi elementi, che s'incorporano nell'atto della medesima; inoltre le batterie costituendosi nella

J

l

367 mobilitazione 'su 8 pezzi, richiederanno un numero maggiore di buoni gradua.ti e dovranno possedere in maggior quantità un personale pratico e capace. Ne .emerge che s i avrà fin d'ora ur{ utile diretto abolendo le ist1·iizioni che non trovano nelle circostanze di guerra la loro ragione d'essere. L'estirpazio:ne di queste erbe parassite, che asso1 bono un tempo ed un'attività ormai molto preziosi, avrà per risultato <li estendere il campo delle istruzioni essenziali ed :abbisognevoli d'un maggiore sviluppo. Si aboliscano a.dunque l'istruzione sulla scherma della baionetta , sulla scuola di sezione a cavallo (pet graduati) e simili. .Se quest'abolizione non succederà per prescrizione; o sopravverrà poi in realtà per difetto di tempo nel volere esaurir bene l'intero riparto, o, se non so.• pravviene, avrà per effetto di far consumare tempo e eure a scapito delle istruzioni più importanti, le quali poi imparate superficialmente trascineranno con sè, non solo il grave in con veriiente di rendere l'istruzione generale incompleta, ma quello altresì di esclu.dere la via a·d ogni rn iglioramento, lasciando credere alla possibilità di potere con frutto esaurire l'intero riparto annuale. Esistono poi altre istruzioni d'un . interesse che è :secondario, perchè tornano proficue solamente in cir·COslanze speciali. Tali sarebbero il servizio e le nia11opere cli forza delle bocche a fuoco da difesa, d'at.tacco e difesa, da montagna, la costruzione delle b~tterie ,d'assedio, la confezione e la costruzione dei rivestimenti, ecc. Converrà pertanto ponderare, se il tempo che s'impiega ogni anno nel l' insegnamento delle medesime ai graduati delle batterie, venga poi cow.prnsato dall'utile ,che se ne ricaverebbe in campagna in un caso che iìarà sempre solo di ripiego, o piuttosto non torni a ALLE ISTI\UZlONI DELL'ARTIGLIERIA DA CAMPAGNA

·


368

· NUOVO INDIRIZZO A DARSI

detrimento di una conoscenza completa delle istru-tiioni, che ,solitamente s'applichetanno in guerra. Per ultimo non tulte le. istruzioni pratiche, relative essenzialmente all'artiglieria da campagna hanno quello -sviluppo necessario , perchè esse poss-ano proceder.e· di pari passo col coefficiente d'importan~a, che ognuna di esse acquisterà nel momento della loro applicazione in guerra. La necessità d'un ammaestramento tattico. ·sp13ciale e dell'introduzione di alcune altre istruzi@ilili ,affini basta a provare la verità di questo asserto. · Scmtando quale sia per ogni istruzione questo coefficiente d'importanza, ·SÌ Ollerrà: 11• Di spogliare alcune istruzioni di quanto-ancora ·ritengono di superfluo e maralmente e maleri·almente .dannoso (come s1:1rebbe, ad esempio, lo sviluppo molte· volte esager.ato che si dà nelle piazze d' a.rmi alle evo-. ·tuzioni della scuola di batteria, di brigata .e di Teg.gime1:ito, al maneggio della sciabola a cavallo, all'esereizio dei colpi di sciabola, ece.); 2° Di somministrare norme fisse per la compHaR)ione dei riparti d'istruzione in qualsiasi distacoamento; 3° Di armonizzare in tutta l'artiglieria da campagna ·l'importanza relativa d'ogni istruzione e quindi l'apprezzamento del grado d'istruzione d'ogni singola unità . Nulla, a mio avviso, è · più contrario al senso comune, che il dare un'importanza esagerata ad un'istruzione solamente perchè è generalmente trascurata, ed essenzialmente .poi quando questa trascuranza deriva dalla poca o nessuna utilità genèralmenle ric~onosciuta nella medesima. ·Soltanto con un siffatto lavoro coscienzioso e se-guendo la norma d'adattare il numero e lo sviluppo delle ist1·uzioni al tempo disponibile nell'anno, si poLrà riuscire a non sentire gli effetti dannosi della 'l'iduZJi@ne,

ALLE ISTRUZIONI DELL'ARTIGLIERIA DA CAMPAGNA 369 della ferma . e ad ovviare alla necessità non improbabile di dover separare il servizio e l'istruzione del conducente d.a quei del servente. · Perché poi ., dopo aver ricostituito il sistema d' istruzione dell'artiglieria da campagna secondo questo indirizzo, non diventi effimero nell'applicazione il varìtago-io di guadagnare in profondità d'istruzione quanto si ;erde in estensione, conviene che il dono dell'insegnamento s' appoggi su d'una istruzione solida e profonda dell'insegnante. ìl'la colla riduzione della ferma tre anni, diminuisce naturalmente nei graduati la possibilità · di acquislar coll'esperienza quanto manca loro in sapere . .Egli è perciò che per poter in minor tempo raccogliere frutti vieppiù abbondanti, bisogna poter fare assegnamento su d'u;n'istruzione per.fetta dell'ufiiziale. . L'incremento che tale istituzione ha avuto da qualche tempo · è grande; pure, se si r iflette quél:nto sia vasto l'orizzonle che attualmente le cognizioni umane tendono ad invadere, non è da spregiarsi la considerazione, se non sia prudente e savio di applicare relativamente all'indirizzo degli studi degli ufficiali d'artiglieria lo stesso principio che informa lo svolgin~e?to delle cognizioni umane in ogni altro ramo dello scibile, cioè il principio della divisione del lavoro. La separazione delle carriern fra gli ufficiali addetli all'artiglieria da campagna e quelli destinati alle compagnie da piazza ed agli stabilimenti, non è certo una novità, perocchè la vediamo decretata presso altri eserciti. Senza dubbio questa divisione faciliterebbe oltremodo non solo l'innestamento e lo sviluppo dell'ammaestramentò tattico, che io repulo per l'artiglieria da cam- . pagna di sì grande importanza, ma renderebbe vieppiù facile altresì all'ufficiale · di mantenere nel suo ramo la propria coltura all'altezza che si richiede, perchè

a

ANNO

xvm, Voi..

UL


370

NUOVO INDIRIZZO A DARSI

ALLE ISTRUZIONI DELL' All'flGLIERJA DA CAMPAGNA

egli possa conservare il prestigio di cui abbisogna in ogni circostanza. Non più divagato da servizi di diversa natura, dopo qualche anno di pratica, egli troverebbe tempo maggiore per approfondirsi in tutto quanto lo riguarda. Operando la separazione dopoché l'ufficiale ha subì lo qualche anno di esperimento come subalterno, questi troverebbe segnata la via secondo la quale indirizzare ulteriormente i suoi studi, attingendo dalle scienze affini solo quel tanto che gli abbisogna, senza logorarsi in istudi molte volte poco profilte voli a sè stesso e sterili pel servizio. Gli st utl i rudimentali eseguiti gli forniranno una buon a base per non riuscire novizio affatto od inetto a prestare un servizio iccezionale in casi eccezionali. La convinzione che le sue cognizioni potranno tornargli u tili ed all'occorrenza anche venir messe alla prova, lo ecciteranno ad applicarsi alle questioni che riflettono la sua specialità. Colla maggiore tensione delle facoltà intellettuali e morali, colla maggior pratica nello stesso servizio, s'aumenterà la perizia d'ogni ufficiale; più fo.cilmen(e ·nascerà la ·reciproca fiducia, quindi · naturalmente si svilupperà lo spirito dell'iniziativa e s'aumenterà il coraggio della risponsabilìlà. Infine colla divisione del lavoro ognuno sarà destinato al posto che le sue atti'tudin i e le sue cognizioni richied ono, nè si potrà dare facilmente il caso che si debbano improvvisare nei casi di mobilitazione dei co mandanti d'unità, corpi o stabilimenti che non siano él ll'altez:r.a del loro mandato. L'idea ·poi che l'ufficiale destinato a rimanere nell'artiglieria da campagna debba rinunziare alla serietà dello studio, sfruttando qualità intellettuali forse non comuni, è, a mio avviso·, affatto insussistente. , Nello stesso modo col quale « in un raggio di sole « camminano insieme luce, calorico ed affinità chi« mica, il che apre l'intelletto a studi separati e spe-

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1'

37,t

-(( · cialì nonostante che i nostri occhi non percepiscano (( che alcune irradiazioni del triplice movimento vibra« torie che porla seco questo raggio », così l'ufficiale d'artiglieria novizi.o può bensì a primo aspelto scorger_e solamente nel servizio dell'artiglieria da campagna 11 materialismo della prati ca, ma un momento di riflessione gli farà scoprire in questo materialismo il risultato dì quanto la scienza e l'esperienza hanno da lunghi anni malurato. In ogni fotto anche incidental_e e(J'li ed. .estesi, o potrà scoprire il filo di studi profondi . che potrebbero, sotto tutti gli aspetti, sommtn1strare un pascolo abbondante alla sua alti.vitit intellettuale. Ed a ch i forse obbietterà: a che serve la scienza se la parte esecutiva è la sola veramente proficua? si potrà rispondere : È vero che la s ola pratica racchiude l'utile diretto, ma non bisogna dimenticare « che le opere più su« perbe della pratica erano indubbiamente allo s~to « d'idea, prima di diventar realtà (1) », e che la pratica sarà tanto pilL fec onda quanto più potrà seguil'e i dettami della scienza e del raziocinio. Infàtti, up punto nella pratica si dimostra essenzialissimo lo studio dell'uomo, della sua natura, del suo progeessivo sviluppo fisico-morale; nella vita pratica militare si necessita la conoscenza esatta di tulli i regolamenti e della loro retta interpretazione, e si esige-in ogni momento l'applicazione di tutte le istruzioni. Ora se si sceglie a caso una parte qualunque degli uni o delle altre, e dal più minuto dettaglio si ascende allo spirito filosofico che ne informa le regole, od alla scienza che ne discute e compendia . i principii, dovunque si troverà (~) fotelligenz tmd Moral als G1·u11dlagcn moderner Truppe1•-Ài:sbildtmg, und moderner T1·uppen-Fiihrung ,•on TsL.LBNDfCH, Berhn 4,874 .


372 NUOVO 1NDII\IZZQ A DARSI tanto seme di ·lavoro quanto ne può bastare per fecondare delle vite intere di studio. Che se la memoria è utile in ogni éircostanza pero~chè « ognuno sa quanto ricorda », lo è tanto piL1 nell'esercizio del comando, dove ogni detto forma il seguito o il principio d'una serie cli azioni che costituiscono la vita militare, e se in qualunque altrn ramo s'esercita il criterio e l'intelligenza, nel comando queste doti diventano assolutamente indispensabili. Chi sorvola su queste considerazioni o lascia inerte la sua mente o distoglie il suo spirito d'osservazione da tutto quanto lo circonda, troverà certamente lieve il suo còmpito , per occhè è cosa evidente che ogni studio presenta molti gradi . di profondità. Chi poi si limita a quella sola conoscenza. superficiale appena sufficiente per far procedere il lavoro , non arrecherà certamente che un misero contingente- alla massa comune del profitto. Si comprende come per costringere l'ufficiale ad occuparsi almeno superficialmente d'ogni ramo di servizio, si trovi proficuo di farlo passare per successive varie destinazioni, ma questo non potrà succedere che con poco vantaggio del servizio a scapito del quale egli deve per lo più acquistare la propria esperienza. Den si potrebbe costringerlo in vece ad occuparsi seriamente di un solo ramo ponendolo nella circostn nza di trattare ripetuta. mente questioni tecffiche o scientifìche rifleuenti la sua · specialità di servizio. Chi poi non ha seria volontà di occuparsi o di fetta dell'intelligenza, vedrà le cose sempre più superficialmente scorrendo diversi servizi che non perdurando in uno solo, coll'inconveniente per giunto che l'ufficiale nel primo caso potrebbe forse acquistare il prestigio di essere un uomo enciclopedico, persuadendosene esso stesso jn ragione appunto della superficialità delle sue cognizioni o della debolezza

373 della sua mente, Se poi venisse incaricato di qualche lavoro si troverebbe solo nel caso di poter discorrere su tutto in generale, ma non di discutere nè di cqnchiudere su cosa alcuna., necessitandosi poi sempre per decidere il concorso dì persone competenti in ogni ·specialità. Quanto maggior frutto non darebbe una ·viva intelligenza totalmente dedicata ad uno s tudio ·speciale ! . Per giudicare infine se sia necessaria tutta la trafila ·.dei vari servizi dell'arma per la soluzione di questioni complesse, basta considerare che queste potrebbe'ro 'Venir sottoposte a commissioni costituite da uomini, · ,ognuno dei quali fosse profondamente competente nel proprio ùimo di servizio. Ora essere realmente perito in una specialità non esclude, sibbene richiede anzi, una coltura generale. Ogni apprezzamento parziale porterebbe con viemaggiore fondamerùol'imp1;onta del vero, ,ed allora sarà liev·e lavoro per chi presiede di coordinare· tulli questi giudizi. Conferendo poi la presidenza a chi è provetto nel ramo che cornprende la parte più saliente della questione, si avrà un'arra maggiore che il giudizio complessivo e la decisione finale abbraccino la soluzione ·souo il punto di vista più favorevole e conforme allo scopo. Comunque però si decid::i.no le cose, è sempre indispensabile che l'ufficiale possa supplire in ogni circostanza all'imperizia dei graduati e che ino!Lre egli ,si senta forle di questa sua superiorità. ALLE ISTRUZIONI DELL' ARTIGLIE1UA DA CAMPAGNA

II. Ad ogni grado della gerarchia militare i regola·menti concedono attribuzioni diverse e un diverso ,grado di responsabilità intellettuale e materiale. Fra


3·74: NUOVO INDIRIZZO A DARSI queste attribuzioni una delle principali è di atLendere· allo svilùppo completo delle istru zioni annuali. Converrà dunque che i mezzi concessi rispeltivamente ad: ogni grado per lo svolgimento delle rispeLtive attribuzioni corrispondano alla quota di lavoro materiale ed intelletluale che da ognuno si esige. Finchè il riparto d'istruzione con tullo il suo dettaglio viene dettato da una sola volontà, all'infuori dL questa non rimane che la responsabilità materiale dell'esecuzione; ma per poco si voglia aprir l'adito all'idea d'una maggiore iniziativa individuale, estendendo in pari tempo i confini della responsabilità, bisognerà,. come già più sopra venne detto, che nell'applicazione· l'idea trovi, per prender ·corpo, . una via facile e preparata ed un mezzo omogeneo. Pertanto questo lavoro potrà succedere senza scossa nè perturbazione,. se la concessione dei mezzi per l'esercizio della volontà {1) procederà di pari passo coll'allargamento della sfera d'azione d'ogni comandante. L'ideale sarebbe certamenLe che questo sistema potesse venire iniziato alle sedi dei reggimenti e che perciò anzitutto vi si prestassero i locali ; in talecaso ai comandanti dei medesimi incomber~bbe essenzialmente di completare l'educazione moral_e e l'istruzione taltica dei rispettivi ufficiali, impi egando a tal uopo tutti i mezzi ed i vantaggi che perciò potrebbero offrire le sedi. Ma è egli possibile iniziare di botto questo sistema? Siamo noi preparati materialmenle e moralmente a questo mutamento radicale? Egli è un fateo che occorre unç1. discreta forza morale per agir bene con una certa indipendenza. Questa,

(1) < La volontà è l'energia dell'azione; solo colla volontà si coni-· ·piono fatti. » Tl!LLBNBACfl.

J

.A:LLE ISTRUZIONI DELL' ARTlGLlEllIA DA CAMPAGNA

375

forza deri'Va essenzialmente dalla convenzione di far béne; mancando questa convi'nzione, facilmente nasce la titubanza e quindi l' incertezza, epperò chi non è sicuro di sè, propende a voler dip-e ndere in tutto dal superiore. Per avvezzare pertanto la mente a · ragionare, bisorrna che l' uomo si trovi nella circostanza di dover ag;e colla sola guida del suo crit~rio, e perchè non siano depresse le sue facoltà morali non dev'essere neppure sotto l'incubo continuo d'un rimprovero per ogni :tnenomo sbaglio che potrebbe commettere. I comandanti delle · unità, quando hanno dato giù prova di poter comandarè, bisognerà che imparino a propl'ie spese a riconoscere col fatto il risultato del loro lavoro. Per contro il superiore dev'essere tanto più garantito dagli abusi del suo inferiore quanto maggiore è la liber~à ahe viene concessa a quest'ultimo. Stando le cose m questi termini, ecco a grandi tratti il processo d'esecuzione che, a parer mio, · nello stato attuale delle cose, potrebbe risolvere questo quesito. . Prirnieramente, provvedere interamente le batterie dei mezzi materiali coi quali dare il massimo sviluppo alle istruzioni di dettaglio. . · Secondariamente, assicurate e garantire l'uniforme e buon andamento pelle istruzioni con disposizioni speciali. Fra le attribuzioni dei diversi gradi, tutti i rami che hanno un'azione diretta sui soldati, e quindi in fatto d'istru~ione tutto quanto è di dettaglio, devono essere . cli assoluta dipendenza del comandante di batt~ria.' che ne deve avere perciò la responsabilità diretta, · mteIlettuale e materiale ( 1). Per evitare i danni dell' in1

(·1) e En Prusse Ics r.ommandants de batterie jouissent d'une inie tiative plus grande que celle dévolue aux commandants d'escadrons ~ ou· des compagnies. » LUDINGHAUSEN. Ormai è universalmente conosciuto che nell'esercito germanico il


376 . NUOVO INDIRIZZO A DARSI trecciarsi delle disposizioni, che concernono il serv1z10 interno con quelle che facilitano il funzionamento delle istruzioni, ogni batteria non dovrebbe essere legata che dalle prescrizioni regolamentari. e quindi potere agire sia in fatto d'istruzione che di servizio interno perfettamente come se fosse distaccata. Siccome poi non tu_tti i quartieri si presLBrehbero attualmente all'andam·ento di un servizio così combinato, si renderebbe indispensabile · che i distaccamenti per batteria isolata o per brigala si estendessero fino al punto che la suddetta condizione diventasse altuabile; così per ora comanJante di batteria ha la responsabilità dell'istruzione completa teorica e pratica della sua batteria; ma quivi tutte le disposizioni di dettaglio sono informate ad un solo indirizzo, seguendo il filo d'una idea, la quale trova nell'estensione dei mezzi posti a sua disposizione la possibilità d'esplicarsi. Il comandante delia batteria distribuisce il servizio fra i suoi ufficiali, di c11i un·o è incaricato dell'istrur.ione teorica dei sottufficiali, dà lezioni d'equitazione nel!' inverno ed insegna in primtwera la scuola del condurre e di sezione ai giovani conducenti, un altro, coadiuvato da sottufficiali, impartisce ai nuovi conducenti nell'inverno l'istruzione individuale a cavallo, un terzo, aiutato pure da sottufficiali, provvede all'istruzione a piedi ed a quella del cannone. Ogni ufficiale è .di servizio ogni giorno, e tutti e tre gli ufficiali s'alternano come ufficiali di settimana per le riviste alla caserma, scllderie, o per assistere ali a riunione giornaliera della batteria (appel), il qual servizio è in aggiunta agli allri doveri. In fatto d'amministrazione, il capitano ha quella del vestiario, armamento, bardatura, ecc.; perciò ha una stanza d' uniforme ed un'altra di bardatura (llfontirungkamme1·, Geschinakamme1·ì; ha di più la contabilità, ed in unione al suo ~ • tenente formano il comitato responsabile (l(asscnkommission). Non essendovi nè direttore de' conti, nè uflìciale di massa, d'amministrazione, ecc., nè essendo il soldato proprietario dell'uniforme, si scorge cbc il sistema amministrativo poggia su basi diverse dallo nostre, e quindi non è applica bile ai nostri reo-gimenti. Nel complesso però quel sistema, a parer mio, armonico in tutte le sue parti, facilita oltremodo il funzionamento delle istruzioni, fissando bene e semplicemente le attribuzioni e la responsabilità d'ogni grado, e concedendo ad ognuno tutti i mezzi di cui abbisogna.

1

37'1 , la capacità e la distribuzione dei locali dovrebbero solo influire su questo riparto e comunque le balterie fossero combinate, il processo delle istruzioni dovrebbe potere mantenersi costituito in ugual modo. Affinchè poi questa liberltt nel modo d'agire delle batterie dia dei risultali uniformi, basterebbe suddi' videre il riparto generale delle · istruzioni in periodi o gruppi da esaurirsi ad epoche fisse. ln ogmma .di queste epoche o ad ogni termine d'istrnzione sottoporre ogni singola batteria ad un esperimento del comandante della brigata, il quale da quel momento assumerebbe la responsabilità. diretta del suo giudizio. Al comandante del reggimento spogliato della direzione di tutti i piccoli dettagli dei riparti periodici, ch'egli non può seguire in modo continuo se non per · informazioni, rimarrà tempo a dovizia per coltivare ed estendere l'istruzione ne'suoi ufficiali ed ispezionare or questa, 01: quella batteria o brigata in tutto il dettao·lio. Rinvenendo irregolarità, egli non avrà dubbio di so°rta in chi ne ha intera la responsabilità. intelletluale e materiale, mentt·e alla sede rimarrebbe pur sempre l'educazione dei volonto.ri, dei maniscalchi, la scuola superiore pei sottufficia_li, la batteria deposito il disbrio·o degli affari del consiglio permanente ' o . d'amministrazione, ecc. I legami che dovrebbero esistere fra i comandanti di reggimento, brigata e batteria, verre-bhero mantenuti per quanto esce dalla sfera d'azione dei comandanti di batteria, con rapporti periodici, con proposte di. miglioramenti e facilitazioni nell'ese·cuzione delle istruzioni e del servizio, mentre la parte esecutiva di qualsiasi disposizione di dettaglio peserebbe sempre tutta sul comandante cli batteria. Durante poi due o tre mesi clell' anno si dovrebbe riunire in un poligono o campo d'istruzione l'intero reggimento, sotto il comando diretto del rispettivo ALLE ISTRUZIONI DELL'ARTIGI,lElUA DA CAMPAGNA


378

NUOVO INDIRIZZO A DAI\Sl ALLE ISTituZlONI DELL'ARTIGLlEHIA DA CAMPAGNA

comandante, dove egli avrebbe facile occasione di valutaJ'e il suo personale, di attiva·rne, completarne ed unif01·marne l'educazione tattica, morale e militare. Dopo qualche anno di sifiatto esperimento, quando cioé il sistema fosse ben entralo nelle viscere della 1;ostituzione intima dei reggimenti ed i locali delle sedi fossero resi adatti al sistema nuovo di servizio, la radunanza periodica di varie batterie nelle sedi non potrebbe arrecare che vantaggi. È mia ferma op inione, che nello spogliare ogni unità di tutte le _difficolLà indirette del servizio, le quali presentemente sfuggono alla responsabilità dei loro comandanti, si ritrovi il mezzo migliore per non rendere illusoria in questi tempi l'istruzione delle batterie. Tolto il servizio indispensabile di seuirnana, guardia e cucina, tutto il rimanente del personale deve poter intervenire con seguito all'istruzione, mentre ogni cornançlante parziale avrà tutto l'agio di disporre il servizio perchè questo fallo succeda. Collo slegare ogni batteria dall'osservanza di disposizioni minute, infrulluose per l'istruzione, si eviteranno le dannose conseguenze della molti plicità degli ordini e delle incumbenze in un dato istante. Col ce1·ziorarè ogni i-;truzione con un esperimento speciale si giudicherà sul merito reale della batteria e non su quello più o meno fittizio della frequenza colla quole gli ufficiali si lasciano vedere· in quartiere. Colla maggiore iniziativa nel dettaglio, concessa ai comandanti di batteria, emergeranno da se stessi i coefficienti d'importanza che converrà dare per ogni grado alle cognizioni sull'amministrazione e sulle istruzioni, al ca raltere, all'intelligenza, perocchè qualunque deficienza in una balleria ritroverà la sua origine nello sviluppo disarmonico dato dal comandante alle suddette facoltà nei diversi grad i ed impieghi dei

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379'

suoi sottoposti. L'importanza relativa di questi coefficienti dovrà sempre essere tenuta in conto per non correre il rischio di giudicar migliore una balleria soltanto per la maggiore regolarità della sua amministrazione o soltanto per la dottrina del suo comandante , o per altre singole cause. Col tendere a far poggiare la responsabilità sopra un equilibrio stabile fra l'accentramento ed il discentramento, ritenendo il primo nei soli limiti necessari al mantenimen to dell'unità d'azione e di comando ed estendendo il secondo fino al punto di dare la massima tensione alle facoltà individuali, si sveglierà quella responsabilità ansiosa , che il sentimento del dovere fa nascere, quando si sa che l'approvazione o Ja disapprovazione ne possono essere la conseguenza, equeslP- saranno due stimol'i d'un effetto incalcolabile solamente quando chi li subisce saprà di non potereaddossare che a sé stesso tullo il merito od il demerito c)elle sue azioni . · Da questo sen timento deriva gran parte della forza, morale che dà vita ed alimento al sacro fuoco dello zelo. Se infine cogli occhi della mente s'abbraccia il complesso di questo nuovo indirizzo di comando, si scorge come il principio che avvolge e feconda tutto il sistema sia quella dell'esercizio delle forze morali, cioè dell'intelligenza e della volontà. Quale · e quanta importanza si racchiuda nell'educazione di queste facoltà individuali, lo dimostra ogni pagina della stol'ia. Né bisogna dimenticare che tale· educazione deve poggiare sull'educazione del cuore, la quale sola forma il Ctì 1·attere e dà esca al sentimento del dovere. Questo per l' esercito è la vera forza motrice; l'intelligenza e la volontà non ne sono che la· potenza . Date la massima tensione a queste forze ed avrete degli eroi; deprimetele o non cura tele, e non avrete che dei se mplici gregari. Le moll e pertanto.


380 NUOVO lNDlIUZZO A DARSI ECC. dello zelo, del nobile sentire, dell'entusiasmo che l'educazione onesta e colta affinano e le tradizioni e l'amor patrio rilemperano, vanno sempre delicatamen te maneggiate e gelosamente conservate. Il superiore nel1' esercizio del comando dovrà accordare la necessaria fiducia, ma punire irremissibilmente chi la tradisce o se ne dimostra indegno; non dovrà paralizzare od affaticare inutilmente l'in telligenza dcli' inferiore, ma bensì facil itarne l'espl icazione. Quando il carattere è formato al sentimento del dovere, quando l'intelligenza e la volontà sono educate, la direzione non cessa neppure quando mancan gli occlti del superiore (.f). Difettando quest'educazione morale, non si agisce più per sentimento di dover e, nel qual caso non può prender radice la s icurezza morale; da questa non può nascere la fiducia, e senza fiducia non v'ha buona direzione possibile. TANCREDI SALETTA

Maggio1·e d'a1·tiglie1·ia.

( 4) TELLBl'iBACII.

PAR ADO SS I TA TTICI

I.

• Nulla v' ha senza dubbio di cosi facile ad esser e impressiona to, come la pubblica opinione, cui bene spesso il superficiale apprezzamento dei fatli ~ d~i giudizi offrentisi al suo sgu àrdo, fa prender~ un _md trizzo, che più seria disamina e matura riiless10Ii.e rndu'cono poi talvolta a mutare. In errori consimili l' opinione pubblica militare, segnatamente circa il miglior modo di combattere, è tanto più fac ilmente soggetta a cadere, in quanto che gli evenli di guerra, sui quali essa deve formarsi, non succedono in genere con quella frequenza che si esigerebbe perchè le o~servazioni e le conseguenti deduzion i si potessero ripetere_ tan to. da renderle sperimentalmente accertate; ed rnoltre perchè le molteplici cause dcterminan Li l'andamento e l'esilo <leali eventi slessi, rendono soprammodo arduo o . l'assegnare a ciascuna di tali cause la sua ?m~ta part~ d'influenza. Ond'è che opera alta men le mer1tona vuols1· riO'uo.rdare quella di chi, non piegando cie cam ente ad u ~a credenza, quand'anche sostenuta da immensa maggioranza, la sottopone _invec_e ad ~.ma critica, _spassionata e sagace, affine cli vugl1arne 11vero dall m esatto .


:382 l>ARADOSS[ Ora egli è certo che se le deduzioni tattiche tratle con-cordemente, per cura degli odierni scrittori mililari -d'ogni nazione, clall' ultima guerra franco-germanica, contenessero alcunchè da rettificare, non poteva il giovevole incarico venir assuolo e traltato con acume più sottilmente scrutatore di quello che si rivela nell'autore dell'elaborato articolo inserto in testa alla recente -dispensa sa di questo periodico. Senonchè -nella guisa stessa con cui egli non ha creduto di accettare senza discussione il parere di coloro che lo precedeuero su questo terreno, non dubit.iamo ci vorrà permetter e di disputare in modo analogo sopra i suoi coscienziosi ragionamenti; epperò in difesa dei principii tallìci da lui qualificati come pregiuclizi·, tenteremo di combattere i suoi paradossi ('I), seguendo passo a passo lo stesso ordine da lui tenùto nelle sue argomentazioni. Prima d'ogni altra cosa però ne sembra necessario ·di porre bene in chiaro i termini della quistione, ossia di definire il più possibile esattamente che cosa si debba intençlcre per la vecchia tcittica, così caldamente propugnala in quell'àrticolo; e per la mwva tattica., che vi è censurata. Rispetto alla prima, dall'insieme dello scrilto, appare abbastanza palese trattarsi del modo di combattere dei Franco-Sardi I}ella campagna del iJ 859, tattica più che altro modellala su quella del primo •impero ed assai poco conforme ai regolamenti d'esercizio allora vigenli. La definizione della seconda conviene ricercarla nel complesso degli studi pubblicati -dai maggiori Tellenbach e Scherff e dal capitano Bo~

(•1) Intendiamo di dare a questa parola, così spesso impropriamente . adoperata, il significato che ne porge il J\1ANr;uzz1 nel suo Vocabolario

· della lingua italiana (continuazione di quello della Crusca), cioè:

" Proposizione contraria a/l'opinione comune

>.

383 guslawski, i più frequentemente citati nell'articolo di cui si discorre. Ebbene nel 4 85!J, se male non ci apponiamo, usossi -costantemente, come nelle battaglie napoleoniche, di ·iniziare il combattimento con una catena di cacciatori avanzante in ordine sparso (mollo sparso), valendosi all'uopo, spesso ma non sempre, dei battaglioni ·di fanteria legge-ra . Arrivavano intanto i reggimenti deHa prima linea in colonne; e mentre queste si spiegavano fo battaglia, le u·uppe st~sc sgombrnvano la fronte e la prima linea cominciava il fuoco; poi nel momento -giudicato opportuno, · si procedeva all' attacco alla baionetta o in ~olonna o in battaglia, secondo il ter-reno. La scuola moderna prussiana, quale la troviamo esposta negli scritti degli ufficiali tedeschi dianzi nominati, non muta sostanzialmente la primitiva catena di cacciatori} sol che invece di ritrarla indietro per 'lasciar campo al fuo co d~i battaglioni spiegali (cosa che in verità non · era scevra d'inconvenienti), la maritiene sul posto e la rinfittisce s ino ad. éttenere con essa, mercè la maggior potenza di fuoco, di cui or ora discorreremo , lo slesso, anzi un migliore effetto che non coi battaglioni spiegati. Non mancano neppure in questa ·scuola le colonne in ordine chiuso, come sostegno · e riserva di quella densa catena; e l'atto risolutivo è compiuto anche. qui da attacchi alla baionetta di truppe . ·c ompatte. Restringendoci a considerare il battaglione: coli' an.. tico sistema solevasi spiegarne una compagnia, di cui metà in catena e metà in sostegno; rimanendo in qrdine contiguo · le tre altre compagnie, per la continuazione del eombattimento, allorchò i cacciatori si i·ipiegavano. Secondo le nuove proposte si Lratu;rebb? in massim.a di ,stendere a tutta prima una compagnia., in· modo.non dissimile affatto dal precedente; poi quand9 TATTICI

f


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PARADOSSI

se ne manifesti il bisogno, raddoppiare la catena con una seconda compagnia, entrambe coi rispetti vi sostegni; e finalmente far entrare in linea le rimanenti due compagnie compatte, solo all'istante di procede~e all'atto risolutivo (1). In fondo in fondo bisogna pur convenire che la differenza non è poi tanto radicale . Ma ·forse tale questione, che nel materialismo di una applicazione pratica si presenterebbe a noi sotto l'aspetto poc'anzi accennato, ha potuto, nel campo astratto . della teoria, affacciarsi allo scrittore dei Pregiudizi tattici da un lato diverso. Egli .infatti tende più che ad altro a dimostrare l'inopportunità di stabilire che l'ordine sparso, il quale era una volta« eccezionale ovvero speciale ad alcuni reparti », si eriga ora come ad « ordine norm11le di combattim ento pel' la fanteria ». La controversia verterebbe allora sul decidere fino a qual punto possa considerarsi eccezionale l'impiego dei cacciatori nelle guerre passate; e sino a quale altro lo desiderino noi'·male i partigiani della sèuola moderna. Senza rimontare fino ai 200 frombol ieri rodiani,, che stesi ordine sparso, lanciando pallottole di piombo .contro gli scorridori persiani, protessero la ritirata dei 1'0.000 di Senofonte, la storia militare di tulle le età ci presenta costantemente l'esempio di truppe leggere combattenti; mutatis mutandis, in cacciatori. Ma quesla _.considerazione non s'attaglierebbe al caso nostro,poichè nell'articolo in questione si ammette l'impiego in 0rdine sparso delle truppe speciali (2) . Arrestandoci perciò

in

(1) BOGUSLAWSKI (trad~1zione Osio), pag, 319. (2) Non è fuor di luogo il far qui notare come dacchè si riconobbe l'opportunità di tenere i battaglioni scelti, piuttosto come riserva, per l'esecuzione di missioni faticose e difficili, quali sarebbero gli aggiramenti a grandi distanze e simili, è ovvio che si debba affidare ad una equivalente porzione dei battaglioni di linea l'incarico disimpegnato prima dalle truppe leggere.

385-

TATTI CI

a considerare pru specialmente le campagne napoleoniche, potremmo moltiplicare a talento le citazioni, p~r provare l'uso costante, talvolta su vasta scala, con nsultati spesso decisivi, delle nuées de tirai·lleurs tratte dalle brigate di fanteria (11). ~la per non tediare il lettore con la ripetizior1e di cose a mtti note, ci limiteremo a domandare all'autore dell'articolo in questione se egli si ricordi di aver. assistilo ad un fatto d'armi dal ,1859 al ,1866, od anche semplicemente ad una manovra d'istrnzione d'allora in poi, Òve non si iniziasse qualunque vero o finto combattimento di fanteria con una catena di cacciatori. Non è quindi infondata l'asserzione che l'ordine sparso fosse notmale anche primà della oO'Uerra 1870-7 1, dalla quale esso ricevette la elefinitiva sanzione (2). . Or bene non è difficile dimostrare come la nuova tattica tenda piultosto a limitare che ad estendere questo impiego dell'ordine sparso, già tanto diffuso in tutte 1

_______

.,____

(~) Il geqerale RKNARD, nelle prege\'oli sue Consùlérations su1· la tactique de l'infanterie en Eu,rope , riassumend~ i principii tattici che rc navano nelle armate imperiali al 1806, scrive (Cap.11, § 6, n. ~}: « Les feu x de ligne sont deve-nus l' exception,et les f eux de tirailleu1·s 00

la regle. Les tirailleurs sont partou.t; ils accompagnent, soutiennent et protègent tous les rnouvements, soit d0;11s les marches, soit sur

le champ d-e bataille » . (~) « Partout où_ nous avons combattu; en Crimée, en ltalic, en Afrique, au l\foxique, alors mème qu'ils n'avaient devant eux que dcs troupes armées du fusi! à canon lisso et à tir lent, les soldats n'ont jamais marché à l'ennemi en ordre serré. On s'est toujours déployé en tiraillcurs pour enlever les positions. Nos plus beaux suc~ès o~t toujours ét6 rcmpo rtés par qcs trouprs combattant en ordre disperse, bien que le réglement ofliciel, la tactique réglernentaire, ne consideràt l'action des tirailleurs que commc une action de commenccment de combat et jamais comme une ·action de fin de lutte destinée -à fixer Ja vict~ire. - JA YET, Essai sur la. tactique de l''infanterie "· (Paris , Tancra, rn'73). ANNO

xvm,

VoL . 111.

25


386

l'AltADOSSÌ

le guerre dei primi 70 anni del presente secolo. Nello scritto, intorno a cui discutiamo, trovasi già fatto il calco lo della fo'rza, che i sostenitori di quel m·odo di combattere propongono di stendere normalmente in cacciatori; e v'è constatato trattarsi niente più del 13 per cento della prima linea di fanteria, dovendo tutto . il rimanente di qùest' arma essere ten-µto in ordine denso (pag . 2'14) . Applicando simi1e proporzione ad una divisione auiva dell'esercito italiano, avente come cli consueto due reggimenti in prima linea, questa risulterà (supponendo le compagnie di 200 uom i.ni) della forza di 4800 uomini. 11 13 per cento di tale forza riducendosi a 624, non avrebbero a stendersi jn cacciatori che tre compagnie; mentre col sistema antico se ne sarebbero forse stese sei. Questo confronto ci dispensa da ulteriori commenti. 1

Ciò premesso, rela tivamente al conceuo generale di quell'articolo, passiamo ad esam inare partitamente gli _argomenti, coi quali vi. si cerca di oppugnare « la necessità dell'ordine rado come ordine norma ìe cli combattimento >>'. 1fozitutto siamo ben lontani dall'ammeltere che sia molto nota l'origine dell'idea di adottare l'ordine sparso, di fronte ad un'arma avente maggior potenza cli fuoco; tanto meno poi che simile idea « pre« sentata dapprima come questione da essere discussa» siasi cambiata « con una rapidità, che non , è nella « natura di qualu9que perfezionamento e, oseremm o « dire, con sorpresa stessa dei primi propugnatori in « un principio assoluto ». Per dimostrare l'inesattezza di una simi le asserzione, ci basterà trascrivere in nota alcuni bran i d'un libro, forse oggigiorno già da molti dimentica to, ma non per questo m·eno interessante, pubblicato nel 1853 cJ.a un generale francese, non ammaestrato da alcuna · campagna posteriore alle napo1

387 ·leonich.e, inventore nel 4842 di un fuci le a reLroca-rica e talmente persuaso dell'inevitabile prossima ado;ione di un'arma consimile, che dettò sin d'allora le nrntazioni tattiche cui, in seguito a ciò, avrebbe dovuto andar soggetto il modo di combattere delle tre armi . . l\Iolte delle sue previsioni si sono avverate, alcune poche nò; ma quelle riguardanti la nostra polemica si veri ficarono con una . precisione tale , che scorrendo quellè pagine si è tentati di ricorrere al frontispizio per acèertarn e la data (1). Sono dunque vent'anni che si agita nel campo mi TATTJCt

(4) Géoèra'l baron R1h!OND - Tactique approprùfo aitpe?'fectionMais nement des cwmes à feit portatives tParis, Dumaine l Sfi3) . <(

les progrès du tir seront tels dorèna vant, lorsqu'on multipliera !es feux avec le mode de charger par la culasse, qu'uu fou de file nourri, à portée de but cn blanc, équivaudra à la rane d'uno forte batterie en balayant iostantanément le point décisif du com ba t; et sera préfèra ble . à une charge à la bafonette (pag. 59). -- Un traité de tactique qui ferait abstractiou de ce progrés me ferait l'effet de ces statues des sculpteurs grecs auxquelles il manque plusieurs mombres (pag.79).Dorénavant une ligne de t irai licurs armés de carabines, précédera une ligne su.r trois ou quatre rangs, et pat'alysera tellcment les foux des batteries que cotte seconde Jigoe et mèmc une troisièma pourrC1nt restar formées en colonne par bataillon en masse ·impunément (pag.146 ). - En effet, !es tirailleurs seuls, s'ils emploient !es fusils à bascule, t ireront et chargeront couchés à plat ventre ou de rrière de petits aceidents de tcrraio, tandis que !es cannoniers ne peul'ent tirer que debout, et !es tirailleurs joueront un si grand ròlc, que loin que la défeusive fosse restcr le siens denière ses pièccs, elle les fera aussi passer devant et de cùté, dùt-elle, mi partie, masquer ses batteries (pag. ~8-0). - Je crois donc que ce que l'adversaire a dc micux à fai re est d'opposer tirailleurs à tirailleurs (pag. 284). - Leur système (Guibert et de Vaux} était de diriger les colonncs composées de 1 bataillon, chacune sur le saillant d'un bastion, et dc rcmplir l'intervalle de tirailleurs •.. " Mais nous croyoos qu'il faut avant tout - jetcr una fourmillière de tirailleurs à plat ventre, tirani; surtout sur les cannoniers, particulièrement au sai llant, avant de faire arriver les .colonnes aussi près quc le décrit Guibert » (pag. 440). ·


388 PARADOSSI litare la questione d'una tattica appropriata a_lle armi che si caricano dalla culatta; e le induzioni teoriche del più antico forse tra i proponenti d i simili armi da guerra, non hanno tardato a ricevere una luminosa conferma dalle susseguenti campagne prussiane . Infatti nOn appena quel fucile ad ago, tenuto in così poco pregio dagli altri eserciti, da taluno qualiiìcato come un ninnolo di Norimberga, ebbe fotto in grande le sue prime prove, fu per ogni dove un febbrile riscuotersi, nè s i ebbe quiete finché tutta In foo teria non fu armata a r etrocarica; e contemporaneamente . studiossi se e quàli modificazioni la lattica avrebbe dovuto subìre per adattarsi a questo nuovo strumento di distruzione. Nè i risultati di tali studi , anche allo ra in gran parte tullavia teorici, furono dissimili da quelli del generale Rémond , come si può scorgere dai molti opuscoli che, in '.F ranc ia specialmente, ,,idero la luce dopo il 1~66, prima del 11870. Ne citeremo uno solo {11), 1

(l) !II. MALDAN. - Conférence sur l'armement nouveaii. - (Paris, Dumaine, •1869). « Avec !'arme à tir rapide, une ligne de tirailleurs excrcés et bien conduits, peut, dans maintes circonsfances, sufJìrc à arrèter l'enncmi et souvcnt mème, par son fcu, à le délager des positions qu'il occupe. - La guerre de tirailleurs tenù à devcnir le mode d'aetton normai de l'infanterie; plus que toute autre, elle permct d'utiliser tous le accidents du terrain, les abris qu'offrent un arbrc, une piel'l'e, un fossé; et répond parfaitemcnt au but que l'on se propose, celui de frapper l'ennemi -en s'exposant le 1i1oius possible. - Napoléon préeonisait l'emploi des t irailleurs comme moyen prineipal d'attaque. « Dans une jouruée importante (dit-il dans scs Mé. moires), une ligne dc bataille toute cntièrc passe aux tirailleurs, quelquefois mèma deu x fo is ». - Avec l'armement act.uel, les tirailleurs ont une action bien plus grande contre l'ennemi, et ils protégent bien plus efficacement !es troupes de soutien et de réserve que du temps de Napoléon; aussi doit-on habituor le plus possible !es soldats à cettc rnanière dc com ba ttre qui it ses régles parfaitement définies, et qui, grfice à la puissancc dcs arrnes nouvelles, doit ètre aujou rd'hui une des formatio!ls de la tactique élòruentaire !es plus usuellcs et les plus el!ieaees "··

TATTICI 389 nella lusinga che dal sin qui detto appaia sufficientemente dimostrato come la così detta mwva tattica prussiana non s ia al postuuo nè .m olto nuova, nè .esdusivarnente pr·itssfona. I Francesi si contentarono di preconizzarla e si astennero dal farne uso; i Prussiani, -r iservandosi forse di parlarne a lungo dopo la vit.toria, s'affrettarono a porla in esecuzione, e eon che successo!

II.

Entrando ora nel campo delle disquisizioni, leggiamo nell'articolo controverso che la proclamazioné del nuovo principio, di fare cioè combattere la fanteria in cacciatori, ha per punto di partenza « la rapidità del tiro del fucile a retrocarica »; per deduzione « l'impossibilità di t·esistenza per parte d'una truppa in ordine contiguo »; e per corollario « la necessità dell'ordine sparso quale m odo normale di QOm_b attere ». , Ad oppugnare tale ragionamento, il nostro avversar'Ìo accumula un'ingente qu!lntità di dati atti a provare, secondo lui, la non cresciuta potenza del fooco per opera del fucile a ·retrocarica; cominciando dall'asserire che nella campagna del •1864 contro la Danimarca non ' emerse p unto la maggior efficacia del fucile prussiano; ed in appoggio a questa asserzione cita in nota non avere il Le Comte fatto cenno di quel coefficien te di vittoria; soggiungendo ancora che se 'I'àzione del fucile ad ago fosse stata così grande, come la si volle dopo il rn66, non sarebbe sfuggita all'alleata della Prussia, su a n emica due anni dopo. , Ri-


390 PARADOSSI sponderemo anzitutto che di tanti storici mili.tari .mo~ derni non è certamente il Le Comte quello 1 cm apprezz~menti pòssano venir accettati come base ind~scutibile d'un ragionamento; e quanto all'altra osservaz10?e, eiteremo a nostra volta un brano dell'opera sulla tattica del re Carlo di Svezia, dalla quale apparirebbe come il merito del fucile ad ago fosse bensì riconosciuto, ma per circostanze speciali a que!la guerra ed essenzialmente perchè i Danesi in aperta campagna .P~esen~ tavansi su linee sottili e molto estese, )a rnp1d1tà eh tiro, che forma il valore precipuo del fucile. a retrocarica, rimanesse allora meno apprezzata d1 qu~nto lo fu nel 11866 (11). I

(1) « li était réscrvé à la dcrnière guerre de Danemark.d'appelcr une attcntion plus spécialc sur !es avantages du système dc la charge par la culasse; mais, vu la manière dont toute cette guerre f~t con-· duite, ce fut plutòt au point de vue de l'in11,uence de ce systeme sur· le mora! de l'adversaire, qu'à celui de ses ellets dcstructeurs. On ne vit pas des masses nombre,lses· et serrécs se livrer des batailles dignes de ce nom· et par suite de la stràtégic toute dét'ensive des Danois,. Jeurs trou;es, plaeées dans des retranchen1<ints ou derrière des lignes fortifiées eurent beaucoup plus à soull'rir du feu des cannons rayés que do dclui de la mousqueteric. Dans !es quelques occasions où !'on se battit en rase campagne, !es forces danoises perdirent peu de . mondo, formées qu'elles étaient à l'ordinaire sur dcs lignes minces et f ort étendi,es ». Parlando quindi della successiva guerra del ~ 866, dove questa rapidità di tiro ebbe campo a manifestarsi, aggiunge: « Les pertes des t roupes autrichiennes ne furent pas dues à la précision supérieure, 'à de Iongues distances, du tir dcs soldats du roi Guillaume Jer ; mais à la rapidité d' un feu qui couvrait .de proiectiles u,1e masse au milieu de laquelle chaque coup tuait ou blessait son homme. Les attaques dcs Autrichicns, toutes vigoureuses qu'elles étaient, ne réussissaient que rarement. La longue portée des fusils 11 aiguilte no Ics empèchait pas de marcher en avant; mais ils étaient à chaque fois arrètés par le feu rapide, désastreux à une faible distance, de l'infan· terie prussienne qui !es attl:ndait immobile et calme ,.

391

TAT1'ICI

Che neanche questa guerra abbia dimostrato doversi i successi prussiani attribuire esclusivamente al fucile ad ago; e che nella successiva del ,1870-7 11, il vinto fosse precisamente chi possedeva l'arma migliore, sonu due considerazioni, le quali, secondo il nostro modo di vedere, non infirmano l'asserto che la maggiore intensità di fuoco esiga 9rdini più radi di combattimento. E ne sembra persuaso lo stesso autore dell'articolo, poichè cerca tosto di convalidare il suo ragionamento con istabilire i due soli modi, nei quali, a detta di lui,. può manifestarsi in guerra l'azione della rapidità di tiro, cioè: « a.) che il primo munì« zionamento della fanteria sia proporzionato alla ore« sciuta . possibilità di consumo cli cartucce; b) che l'in« tensità dei tiri utili del nuovo fucile sia tale da de« cidere dello scontro in tempo minore » . . Anche in questi due punti fondamentali di partenza ci sembra sias i infiltrata qualche inesattezza, che merita di essere delucidata. 11 primo nmnìzionamento della fanteria dev'éssere proporzionato non già alla possibilità di consumo, bensì alla media di colpi che si ritiene possano essere sparati da ogni singolo individuo; e ciò spiega come la Prussia, sapendo di poter contare sul risparmio di cartucce, che la calma dei suoi soldati e l'accurata istruzione loro impartita ren:. deva pressoché assicurato, non siasi con ardore eguale a quello . di altre nazioni preoccupata di migliorare il sistema già da essa posseduto per il rìfornimento delle munizioni. M.a ciò che l'autore sembra aver dimenticato si è che questa potenza trasportava, prima ancora ciel 11870, sul carreggio reggimentale delJa fanteria 45'50 cartucce per· ogni compagnia di granatieri e di moschettieri; ehe inoltre aveva 1 carro da m unizioni a 6 cavalli .con rn,ooo cartucce presso ogni battaglione di fucilieri; e finalmente 4 carrette da · munizioni a ~ 1


PARADOSSI 392 cavalli (cioè una per compagnia), -con 7840 cartucce ciascuna, presso ogni hattaglioneldi cacciatori (1); locchè dava 20 altri colpi a ciascun soldato, ollre gli 80 che portava indosso, senza ricorrere ai parchi di riserva. Dopo l'esperienza dell'ultima campagna, si lesse su vari giornali che a Berlino si agitava la questione di sos tituire prnsso i battaglion i fu cilieri il pesante carro da munizioni con quattro carrette analoghe a quelle dei cacciatori. Da ultimo, per informazioni particolari, consterebbe a chi scrive come di questa sosti tuzione si dovrebbe fare esperimento alle prossime grandi manovre autunnali, come pure che già si distribuì a tre soldati per compagnia un certo numero di sacchi in tela, destinati a ritirare le munizioni dalle carrette e portarle ai combattenti. Ci sembra adunque ingiustificata la conclusione traLta dagli argomenti testè confutati, vale a dire che « la « rapidità di tiro del fucile a r etrocarica non è rappre« sen tata sul campo di battaglia che tutL'al più da i/15 <t. del suo valore ». E valga il vero: il valore della rapidità di Liro non è da desumersi dal poco cresciuto numero dei colpi che spara effettivamente un soldato nel corso d'una giomata campale, bensì da quello stragrande che getta sop1·a un dato punto ed in un dato momento una ('razione di truppa (2) . Questo è ciò che costituisce il massimo pregio della retrocarica, che ne aumenta da 4 a 5 l'efficacia, che obbliga ad adottare ordini tattici capaci di neutralizzare effetti cosi micidiali.

Organisation nnd, Dienst, ecc. § l!S3. (2} Non si ba che a scorrere tutte quante Jr, relazioni o lo storio, ufficiali o no, delle campagne prussiane 4866 e 4870-74, per leggervi ad ogni piè sospinto la descrizione ~egli effetti fulminanti operati dai fucili a retrocarica, allorchè, nell'istante decisivo della resistenza, si metteva in opera quella contestata ellicacia della rapidità di tiro. (1} Lun tNGIIAUSEN -

393 Prosegue l'articolo ponendo Rotto forma interrogativa la proposizione b) e sostiene esser chiaro ed evidente, come per ri spondervi affermativamente :« bisognerebbe ' « che l'esperienza avesse dimostrato che le battaglie « del 1870-74 sieno state più presto decise, ovvero « più micidiali di quelle anteriori ali' impiego gene« rale delle armi a retrocarica ». A noi sembra invece non essere l'intcnsi là dei tiri utili (che già abbiamo osservato non essere co'stanle, ma speciale ad ·alcuni momenti) quella che decide in maggiore o minor tempo dell'esito d'una battaglia o che la renda più o ·meno micidiale, ma piuttosto l'arditezza dell'attaccante e la resistenza del dìfensore. Infatti, se una delle due parti cede dopo aver subìto perdite, a cagion d'esempio, ·di 4 su 10, la decisione sarà in genere più presto ·Ottenuta ed i caduti saranno f'.videntemente in minor numero , che nel caso d'una truppa, Ja quale non si dia vinta se non quando abbia sofferto 1 : 5 od 1 : 4 di perdite. JI voler dunque giudicare dell'efficacia d'un fucile dalla durata dei combattimenti non ci parrebbe un argomento calzante. Viene in seguito quello delle perdite; e su ciò l'autore dei Pregiudizi tattt'ci crede di potet' stabilire confronti fra la campagna del 1870-7 1 e quella del 4859. Denchè non ci riesca di trovare il menomo punto di rassomiglianza fra le ba ttaglie di queste due guerre, tuttavia non avremmo difficoltà ad accettare il confronto, se non vedessimo come appello alle perdite toccate dai tre eserciti belligeranti nel 1859, si vogliono presentare al paragone quelle relative al 1870-71 della Rola parte prussiana, della parte cioè che conseguì cos tantemente la vittoria, della parte infine che,non appèna s'avvide degli effetti micidiali del chassepot sugli ordini densi,_seppe tosto adottare una tattica atta ad evitarli. È vero che non si tarda a portare in campo altre cifre conTATTICI

1

1


394,

390 Ma quand'anche fosse provato il contrario, cosa impossibile, quand'anche tutti i confronti di perdite complessive fra battaglie combattute con fuci!i ad avancarica ed a retrocarica dessero ragione allo scrittore dei pregiudi:d, creclerebbesi con ciò di dimost1;are che il fuoco del fhcile a retrocarica non possegga alcuna maggiore intensità di quello ad avancarica? No davvero; non si proverebbe altro se non che al di fuori di maggiore o minor potenza distruttrice ne1le armi, v'ha un limite massimo nelle perdite, toccato il quale ogni qualsiasi truppa o si ritira o depone le armi (11). È ormai notot'iò che dalle più antiche guerre, combattute co!Ie armi meno efiìcaci, fino al giorno d'oggi, fo. proporzione media fra il numero dei caduti sul campo cli battaglia e quello dei combattenti ha subìto qualche fluttuazione, ma così a un dipresso si è mantenuta abbastanza costante. Coll'aumentarsi dei mezzi d'offesa è naturale che crescano di pari passo quelli di difesa: alle rozze daghe, aste e freccie dei tempi antichi, si contrapposero co'n sufficiente risultato gli scudi; alla maggior perfezione delle armi biar;tche nel medio evo si trovò riparo colle armature di ferro; agli effetti gradatamente più sensibili prodotti dal progressivo perfezionarsi delle armi da fuoco si cercò rimedio neg]i schieramenti man mano sempre p.iù Hottili, talchè dal battaglione svizzero

PARADOSS1

TA'l'TICl

tenenti la proporzione per cento di alcune perdite complessive austro-franco-!:>arde nel '1859 e di alcune altre franco -tedesche nel 18'7 0, ma neppur queste soddi-. sfano alle volute condizioni di analogia perchè il loro confronto possa costituire un valido argomento in favore delle idee propugnate, giacchè converrebbe scernere quali truppe abbiano seguìto una tattica capace di scemare le perdi.te e quali no, trascurare le prime e tener conto soltanto delle seconde (,J). E poi perchè il nostro autore, fra tante citaziom e tanti confronti, non ha egli stabilito il menomo paragone tra le perdite prussiane e le austriache nel 1866 , che pure avrebbe dovuto sembrargli il più calzante a provare il , suo asserto? - Evidentemente siffatto paragone tornava a di lui sfavore; difatti il · generale Cosenz ha calcolato che le seconde sono quasi dite volte e t1·e decimi più for-ti delle pTime; soggiungendo: « non vi ha dubbio che questo debbesi alla rapichlà cl'el tiro del fucile ad ago dei prussiani » (Note sullà storia della ca'lnpagna 1866, pag. ,t37). Nè ci si obbielli esser naturale che i vincitori abbiano meno perdite dei vinti, poichè le cosi delle vittorie . di Pirro non sono tanto rar-e. (I J Sebbene questi argòmenti sulle perdite, dei quali l'autore dell'articolo .in discussione forma la base pressochè esclusiva dei suoi ragionamenti, abbiano per noi, come si vedrà in seguito, . un valore secondario e poco concludente, servendo essi a dimostrare nulla pit't che la forza di resistenza opposta da una truppa; tuttavia non vogliamo ommettere di eontrapporro, alle cifre da lui prese ad esame, quelle che si leggono nel pregevole lavoro: Note -raccolte durwnte 1ma n1;pidri escw·sione in Alsazia e Lorenci e a Séllan. L'egregio generale, che moclestamcnte celato sotto le inizìali E. C. dettò quelle Note, afferma che alla battaglia di Mars-la-Tour i Francesi subirono _ il ~ 9,8 per ·l 00 cli perdite (V. Rivista militare. aprile, pag. 87), quasi il doppio cioè del percento dato dall'articolo controverso per le battaglie di Magenta e Solferino.

. (,1) « Vi ha per così dire un certo limite sin dove le perdite non « scuotono il morale della truppa, ma oltrepassato il quale accade « il contrario; naturalmente questi limiti sono dipendenti e dallo « spirito mil.itare, dall'abitudine di guerra ed anche molto sovente « per vitto rie riportate. Per questo non si è punto verificato, come « generalmente si credeva, che con l' introduzione del fucile rigato . « e perfezionato relativamente alle epoche anteriori, le perdite do« vesscro Qssere m9lto maggiori ». - ENRICO CossNz - Note su/là storia della campagna del ·1866 (pag .. 138).

)


.:396

PARADOSSI

-del cinquecento, alla linea contigua di l?ederigo, si osservò un costante dirfldare degli ordini tallici. Dalla -rivoluzione francese in poi si sostituì all'ordine lineare il perpendicolare, affine di meglio coprire le masse ,destinate a portare il colpo decigivo; oggi finalmente <:i vediamo costretti a coprire arn:he la prima linea. Ma dalla falange greca allo stormo prussiano, per un .periodo cli 30 secoli, si è sempre osservalo che quando una delle dLLe parti aveva sofferto un tanto per cento dì perdite era costretta a cedere; e si è appunto per ritardare questo momento 'doloroso, che i sostenitori ·dell'ordine sparso cercano il modo di combattere colle minori perdite possibili. Quanto alle battaglie napoleoniche, sulle quali, dopo -quelle del 4859, l'autore del!' articolo stabilisce nuovi .-confronti di perdite, egli sa meglio cli noi quanto poca fede meritino a tale riguardo j bollettini ·ufficiali di quell'epoca; basta per convincersene confrontare le cifrn di Thiers con quelle delle stoi'ie parziali dei ge,nerali di Napoleone. . Noi non possiamo, a conferma della immensamente superiore efficacia che la rapidità di tiro. impiegata al momento opportuno, dà al fucile a retrocarica, ac,cumulare, ad imitazione del nostro autore , esempi e cifre ; attesochè le perdite dei combattenti sieno -sempre calcolate a g iornata finita e non in distint~ pèriodi del combattimento. Uno tuttavia, altrettanto .concludente quanto accertato, ci vien fatto di raccapezzarlo. · I nostri lettori conoscono certamente quel gioiello dì Stud-io d'ancdisi tattica sulla battaglia d1: Nachod, che il generale Casanova tradusse e fece stampàre ; ebbene da esso , meglio ancora che dalla: relazione ufficiale, possiamo ricavare come il battaglione della .estrema avanguardia prussiana (II,37) abbia resistito

•

'l'ATTICl 391 da solo, dalle 8 1/2 alle 10 anLimeridiane, contro l'at-· tacco della brigata austriaca Hertweck (sette battaglioni} mercé il suo fuoco efficace (1 ); dando tempo così ab. grosso dell'avanguardia ed alle rima-!"}enti truppe di avanzare e di spiegarsi. Le perdite di quella brigata,,. che non fu più alfattb impegnata in quel giorno, ascendono, secondo il rapporto ufiìciale, a '15 uffizi ali e H2 di truppa morti, '1. 8 e 250 feriti, ·l e 452 prigionieri feriti; totale 34 uffiziali e 544 di truppa tra mor:Li e ferì.ti, senza contare i prigionieri non feriti (4,1) ed i dispflrsi. (10'.2), dei qua{i ultimi è ceno che una buona parte si-. può ritenere come morta. Calcolando i battaglioni austriaci a 700 comhatlenti., media risultan te dalle tabelle · della relazione ufficiale, la brigata Hertwcck avrebbe · contato 4900 uomini al fuoco; epperò le sarebbe stato, posto fuori di combattimento da 1/8 ad 1/9 della sua forza, in un'ora e mezzo sollanto, per opera di un solo · battaglione armalo a retrocarica; giacchè trovasi esplicitarnènte asserito che labalteria formante parteeziandio dell'estrema avanguardia, usò i suoi fuochi esclusiva~ · mente contro l'artiglieria austriacu.. Un'altra prova matematica della magg10r efficacia;, 1

· ('I ) « li primo attacco della brigata nemica fu ·arrestaio dal solo · « fuoco dei cacciatori » (vale a dire tutto al più da due mezze com-

pagnie!);« ed allorcbè essa subito dopo si avanzò per l'att.acco priucipale, sul fronte, con otto colonne di divisioni seguite da vicino da tre masse di battaglioni, e sul fianco sinistro con un battaglione, il battaglione prussiano non si lasciò imporre nè dalla forza, nè' d;1l grave pericolo clrn lo minacciava. Sul fronto il nemico fu ri-· cevuto dal fuoco accclci-ato dei tiratori, da piccole salve dei so- · stogni e finalmente dal fuoco collettivo dei due mezzi battaglioni spiegatisi in linea; fuoco che, a così piccola distanza , riusci di tanta efficacia da costringere il nemico a ritirarsi - . Stud-io di analisi ta.ttica sulla battaglia cli Na.chod, \Traduzione Casanova,• pag. 40).

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398

del fuc ile caricantesi · dalla culatta, di fronte a quello cai·icantesi dalla bocca, la troviamo nel Ploennies (Die deutsche GeweM(rage) ove sono confrontate le proporzioni per cento delle perdile sì prussiane che austriache nel 1866, seconclochè sono da ascriversi alla fucileria, all'artiglieria ed alle armi bianche; ed ivi si asserisce che i caduti prussiani, per effetto della fucileria nemica (avancarica), stanno in proporzione del 79 0/0 sul totale delle loro perdite; mentre quelli austriaci , colpiti dal fucile ad ago, he rvppl'esentano dalla lor parte il 90 0/0 . , Con ciò adunque saremmo tratti a credere che nè per deduzione nè per analisi dei fatti resti provato, che la celerità del tiro sia « un fattore di vittoria se« condario e di un valore talmente piccolo, che i dati « dell'esperienza, di cui siamo finorn in possesso, ci « d icono trascurabi le ». Lo abbiamo già detto, ma non sapremmo ripeterlo abbastanza, ques1.a celerità di tiro non va considerata sull'insieme delle battaglie, ma solo al momento dell'atto risolutivo, aJ momento cioè in cui anticamente una truppa attaccante, quando aveva subìto una scarica, sapeva di avere un certo numero dì secondi per avanzare al sicuro, oppure, se marciava contro un fuoco di fila, poteva in certo qual modo calcolare il numero di palle che le verrebbero lanciate cqnt.ro; mentre ora le scariche simultanee si succedono con una rapidità vel'Liginosa ed il fuow a volontà anche di piccoli reparti produce acusticamente la sensazione d'un gigàntesco rullo di tamburo ( 1). 1

(,I) Chi scrive no n ha potuto farsene che un' incompleta o ristrettissima idea, di contro ai remin,qton dei pontificii, sòtto le mura di Roma, nel ~ 870; ciò nullameno la tempesta di proiettili che in

399 L'a.utore ·stesso dei P1·egiudizi tattici appare così sor.preso da quella paradossale p'.r oposiz ion e, cui i suoi ragionam~nti, logici e stringenti bensl, ma partenti da premesse non mollo esalte, lo hanno condotto, da sentire la necessità di_aggiungere una nota, che a tutta prima sembra inoppugnabile, ma che meglio ponderata si risente .anch'essa dell'errore originale di considerare l'effetto del fucile a retrocarica sul complesso della campagna. L'autdre prevede che gli si possa obbieuare come le perdite, ch'ei si è sforzato cli dimostrare minori, avvenute nella campagna 1870 -7 1, debbano appunto attribuirsi alla diversità del modo di combattere; e risponde : « In questo caso ognuno :vede come la « premessa del le perdite maggiori perd,~rebbe tult.o il « suo valore, limitandosi essa ad un'ipotesi che i fo.tti « nori hanno potuto provare». Usc iamo un momento dalle astrazioni teoriehe e poniamo un esempio pratico: un comandante di battagl ione, reggimento, brigata, poco importa la forza, ignaro ancora o 1100 curante _ degli effeui del fucile a retro carica, procede ad un attacco coi principii. della vecchia tatti(~a, vale a dirn che leggermente mascherato dal sou.ilissimo velo di cacciatol'i, da cui si fa precedere, stende la sua brava linea di battaglia, fa sgomb('ar'e la fl'onte e comin ciare il fuoco. Questa prima linea , schier-ata in bel l' ord ine di fronte al nemico, viene orrib ilmente decimata dalla fitta catena degli opposti cacciatori, ben rimpiattati e nascosti; egli atlora si pcr::;uad e esser meglio seguire i principii nella nuova tattica: stende una uovelln catena, .ehe utilizza conven ientemente i ripaeì del terreno; la fa rinfo rzare, la inca lza coi sostegni, la spinge sul TATTICI

l'AnAOOSSI

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...

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pochi secondi caddo sulra strettissima zona di terreno fra le cinte delle ville , suburbane, entro le qu:.di s'erano condotte al copr,rto le colonne d'attacco, e la famosa breccia, fu qu ~che cosa di prodigioso.


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PAIIADOSSI

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TATTICI

nemico, accerchia ed attacca questo sui fianchi e lo sconfiggo. Alla sera od all'indomani si contano le perdite, e malgrado le fortissime subite dalle frazioni impiegate nel primo periodo della bauaglia, secondo la scuola antica, tirando la media complessivamente con le altre pochissimo sensibili delle frazioni che hanno comb.:tlLuto alla moderna, si trova che questa media é inferiore a quella delle perdite dei Russi alla Moskowa. Se ne dovrà concludere che la più micidiale potenza del fucilo a retrocarica ò una mera ipotesi? che la lattica nuova è un'utopia 't - Or bene dalle concordi narrazioni degli scrittori tedeschi risulta che su per giù qualche cosa di simile si verificò presso i loro battaglioni nel ·18'70: colpiti a 4200 metr·i dalla fucileria francese, grandinati di pl'oiettili a 800, mie.. tuti a distanze minori, ì singoli comandanti compresero tosto che bisognava mutare tattica o la mutarono {1). Le prime straordinarie perdite d'ogni reparto, che affrontò per Ja prima volta il chl!tssepot, si mescolarono con quelle di gran lunga minori avvenute nel seguito del combattimento; e ne risultò una media generale, sia pure, inferiore a quella delle pi1ì sangllinose battaglie napoleoniche. Che cosa ciò prova? Precisamente il con trnrio di quanto vorrebbe il nostro autore, vale n dire essere diventato oggidì strettamente. nrgentcmente necessario di adottare form e di combattimento più sciolto e meglio adatto a gioval'si dei ripal'Ì del terreno. È mollo interes:;n.nLe la dimostrazione algebrica, che

leggiamo in quell'articolo sugli effetti del rinculo; ed essa ~rova con quanta scrupolosità e convinzione l'aut?re siasi accinto all'opera. Ma quando i suoi Jeuori ricorderanno che l'effcuo del rinculo corrisponde in P?tenza alla cncluta d'un grave, di peso uguale al fucile,. d~ll'all~zza di 26 centimetri; quando snpranno c?e 1 t1rat?n al. bersagli o di Brescia non sparano più di 8? colp~ _al _giorno (1), non crediamo rimarranno d~ ciò co~~rnt1 che una colonna mareiante all'attacco duna pos1Z1one ben guardata, non riceva ora in un batter d'occhio un numero immensamente maggiore di proiellili che non pel passato. ~Ila c~ncl_u~ione_ pertanto, cui giunge lo scrittore d~1. Pregmcltzi tattici nella prima parte del suo studio c1_oe_ cl_ie. « la celerità. di tiro in(lwsce 1·n propo1·zioni p1cc1olisstri:e sul _consumo di cartuccie e molto meno s~lle p~r~lte, ». c1 ~e~mettia~o ~emplicemente di aggrnnge1 e . semp1 eche i soldati siano 1:strtàti a dove 1·e n'!l n_on sprecare le munizioni e nel coprirsi dietro i ripart d~t terreno. Ossia riepilogando, ci sembra di pol~r ~fiermare che i dati statistici e di fatto adùoui nell articolo controverso per combattere la nuova talli ca non sono che un portato della medesima· e si ritor' cono perciò contro l'autore di esso.

1

III. Apr~si la seconda parte dell' artir.olo osservando come I sostenitori dell'ordine sparso, oltre la princi-

(,1 ) « L'esperienza ha dimostrato come l'impiego· delle coloune serrate di battagliono, in terreno scoperto e battuto dal fuoco nemico, sia e cagione di perdite eiiormi. Per contro si fece con profitto un uso « cstesissiruo delle colonne di compagnia e di fitte linee di tira-illeurs •· · (Ordine di gabinetto dell'imperatore Guglielmo, in data 4 luglio 18,2 ). e

(4_} P~tre~mo contrapporre che alla società del tiro a segno di ~r1_00'. a bb,a~o veduto più d'un tiratore oltrl'passare il numero di Aoo 0 P•. in un giorno, senza ricorrere nè allo fasciature nè ai banni 0 locali alla spaJJa. ;

ilNO XVIII, VOL, 111.

26


4()2

403 « denti del terreno; e quando, per essere questo sco?< perto, l"impèto dei Francesi arrestavasi di fronte al ·« ft1oco nemico, facevasi avanzare }'artiglieria ». : Parrebbe dunque che all'impiego di 1.m acconcio si,$tema di combattere della fanteria franco-sarda (acco:s tantesi un po' alla tattica moderna) e non già alla insensi.l;lile efficacia della rigatura è della diminuzione di calibro nei fucili austl'iaci, debbansi attr.ibuire, sotto l'aspetto tattico, le sconfitte da questi toccate nel 4859. Ed invero gli stessi Austrfaci, edotti dall'espe.rienza di quella campagna, s'affrernn·ono a mutare il lor1J sistema arretrato di combattere, adoUaQdo nel 1863 un nuovo regol,amento d'esercizio, in cui venivafatta. una più larga parte all'ordine sparso. - Ma nel 1866 di fronte non solo al fucile ad ago, ma altresì ad un più accurato e genei:ale impiego di cacciatori dalla parte prussiana, il progresso tattico compiuto dagli Austriaci si dirpo?trò insufficiente (•I). · , Or dunque se si_dimostrò necessaria l'adozione di. un provvido sistema dj combattere atto a paralizzare i più, ' micidiali effetti delle nuove armi, risuHerebhe alquanto , TATTICI

Pr\MD0$SI ,

pale considerazione delia rapidità di tiro del fucile a retrocarica, invochino eziandio la cresciuta potenza del fuoco tanto di fanteria - quanto d'artiglieria come pure lo sparpagliamento istintivo delle truppe al fuoco - e poi soggiunge: « Giudicando in modo assoluto, la verità di queste tre considerazioni non « crediamo possa contestarsi ». Quanto al valore relativo, in cui egli tenta di circoscrÌ\'ere i primi due f'attori, .appoggiandosi all'~sempio del 4 859, dove i vinti possedevano un fucile migliore dei vincitori, e questi un cannone superiote n. quello de<rli altri ' ci limiteremo a tradurre da una recentis~ . sima e fl'.lOlto preziosa pubblieazione tedesca (1} la spiegazione di questo fatto. - « Gli Austriaci -erano « armati con un fucile assolutamente migliore'di quello « dei Francesi, i quali per contro erano provveduti di « cannoni rigati; epperò l'imperatore Napoleone III ; «, cui non si -potrebbe negare avvedutezza militare, « aveva raccomandato alle sue truppe l'attacco alla « baioneLta ..... Avvalendosi diligentemente dei ripari « che offriva il ter.11eno, i Francesi accostavansi al ne, « mico, tanto da evitare che si manifestassero troppo « sensibilmente i difetti del loro fucile, alla poca pre« cisione del quale supplivano con numerosi stormi, « di caccia.tori, per lanciarsi po i in colonne, a dire ii « vero alquanto sconnesse, contro il nemico, il quale « consumava· il suo fuoco di piè fermo . Questo modo « di combattere era grandemente favorito dagli acci-

(4) Uebe1· den Einfluss de1• Fèuerwaffm auf del· Taktik.

~ E.istorich-lwitische Untersuch1.1,ngen,oon einem hoheren Oflìz'ier. (De'rlino 4873). -- Ottimo libro che riempie una vera lacuna nella storia della tattica, trattando con molta elevatezza di vedute e con critica sobria e spassionata della tattica usata nelle guerre di Crimea, d'Italia (~ 859 e 4866) e di .Boemia.

(4) Traduciamo· a questo proposito un altro brano dell'opera citata nella pagina· precedente. - n Non fu solo la superiorit,à del fucile ~ ad ago che produsse i successi delle armi prussiane in Boem~a, ma «, sopratutto il modo di combattere della, fanteria pr11ss~an~, la qu~_le~ « anche con un fucile ad avancarica, quale avevano ancora gh Austriac\ · « avrebbe pur sempre fatto valere, se non in modo così brillante, la sua « superiorità >>, - E poco oltre: « .Mlorquando era mes~ieri addì« venire all'attacco, eme1;se ben tosto la, necessità di crearsi situa-; « z,ioni tali in cui le condizioµi fossero pressochè pareggiate; vale à: e: dire condurre, possibilmente coperti, di fronte al nemico nuroeros\,, e: stormi di cacciatori e utilizzare il fuoco ·mediante l'~rto di piccole 1 « colonne (di compagnia) l> . - E più oltre ancora: cc Le masse pesanti «''delle brigàte .austriache, che muovevano all'attacco contro la fan~ · «. ·teria prussiana, precedute da pochi caccìatori, furono decimate >,


PARADOSSI

arrischiata l'afferrnozione che la villoria sia « indi« pendente dalle influenze di cresciuta potenza net< fuoco». ·Dove per la prima volta ci troviam o d'accordo coll'aulore deli'arlicolo si è nel con:;tatare: « che le pro« babili tà di viLtoria, a circosrnnze pari, sono per chi « sa, in via normale, trallenersi dal far uso del fucile « prima che il nemico non sia alla distanza che l'espe« ricnza aveva altre YOlte fissato come distanza normale « massima ». Ma siffatla considerazione non intacca punto la necessità di ordini più radi in faccia ad armi più potenti, giacché se la regione del fuoco .efficace non è molto più ampia ora di prima, la qualità e la q,uantità dei colpi che si possono al momento opportuno lanciare in tale regione, con armi di maggior precicisione e rapiditò, sono assai supel'iori. « Inoltre (leggrsi Ancora nell'articolo che esaminia~o~ .« nel giudicare dell'influenza che tulle queste ~ues~10m « d'armamento debbono avere nella determinazione « del modo di comballere, pare a noi, non si sia e tenuto conto della circostanza che gli effetti delle « nuove a11mi, qualunque siano, perdono gran porte « della loro importanza per il tatto stesso che i due « avversari si trovaoo egualmente armati». - Non lo nascondiamo, una proposizione simile ne parrebbe presentare molta analogia con quella di dire che i du_ellanti, per esempio, avendo le loro spade di tutto punto pari, possono fare a meno di schermigliare. ~ostro avviso è c~e invece l'egu!).le armamento abb1a per effetto di determinare le due parti a combattere nello. stesso modo. Poche citazioni storiche convalideranno il nostro parere. · È nota l'Istruzione diramata dal re Federico Guglielmo di Prussia ai suoi comandanti di corpo, dur.inte la tregua del 1813, nell'intento oppunto di modellare il

TATTICI

i05

modo di combattere dei Prussiani su quello dei Francesi. Essa infatti al§ 4 comincia con: « Atteso il sistema con « cui il nostrò avversario condu'ce la guerra ..... » « Dalla maniera colla quale egli impiega la sua fan« terio ... si nasconde dietro le case, le siepi, i fossi ... >, « Noi dobbiamo adunque ricavarne il principio, che « è quello del nemico, di risparmiare le nostre forze. « § 4. Mercè i volonturi, che sono in gran parte ar« mati di carabine rigale, i twaillew·s si sono molti« plicati, noi dobbiamo adoprarli più con.veniente<{ mente ........ ». « § 8. I due nltacchi devono essere mascherati da « tirailleurs, affinchè il nemico non possa distinguere « il finto allacco dal vero ........ » « § 9. Una linea di tiraz'lleurs è lanciata a tutta « prima ...... » Di più abbiamo osservato come <1nche gli Austriaci dopo il 48159 cercassnro d'accostarsi, mediante il regolamento d'esercizio del 1863, al modo di combattere dei Francesi. - Da ultimo tutti sanno quanti sforzi (ohe la ·poca o nulla preparazione del tempo di pace rese vani} abbiano fatto i Francesi nel 1870 per inculcare nella loro fanteria il modo di combattere dei .loro avversari . ·Ci sia dunque concesso di dedurre da questi esempi che l'adozione generale di armi caricantisi dalla culatta 'trarrà inevitabilmen te seco l'uso universale di quell'ordine rado, di cui i Tedeschi furono maestri Ml ~ 8'i0-7 t. . Come chiusa della seconda parte del suo studio, il nostro autore, r itornando sul favorito temo delle perdite , osserva ancora: <<' Se quest' aumento d'efficacia,. « apportato alle armi da fuoco dalla rigatura della « canna e dalla riduzione di calibro, es isto in modo ·« sensibile, eome si dice, se ne avrebbe la prova nel


406 I'ARAOOSS1 « numero dei morti e dei feriti » (1 ). Ciò. sarebbe vero se si fosse continuato a combattere coi fucili rigati come si combatteva coi lisci; ma siccome è incontestabile che un notevole mutamento ebbe luogo, cosi possiamo domandare: Le perdile, sia pure, non sono aumentate; la cresciuta potenza del fuoco, anche indipenden temente dalla rapidità di tiro, è una verità in cui lo stesso auto!'e del!' articolo in discussione ha dovuto consentire; il cambiamento di tattica ,•erificatosi poco a poco nelle ultime campagne, è un fatto giù passato nel dominio della storia militare: non è dunque più logico di lasciare a queste tre proposizioni il loro nesso conseguente, cioè che la prima. derivi dalla terza; anzichè ingolfal'si in sottili ed artificiose disquisizioni, per tente.r di provare che quella trasformazione di tattica era. inutile, che i Prussiani hanno forse avuto torto di compierla e che ci dovremo ben guardare dall'imitarli? Perchè, è bene notarlo, gli autori moderni tedeschi

(4) Quale dimostrazione, so non assoluta, porò abbo.stania approssimativa, del progressivo aumentar!i dolla potenza del fuoco, di par passo col perfezionamento delle armi, ci sembra interessante di riportare la seguente tabella comparativa delle perdite di varie battaglie, fornitaci dallo S!!'EED nel suo pregevolé studio: Die Treffenwahrscheinlichlceit der oesterreichischen Gewehre, pubblicato nella dispensa di luglio ~ 872, dell' Oestcrreiohische militiirische Zeitschr'ift,

-

AUTORE ED OPERA

t>er porri)

tul

nemico fuori ~li combattimento 1'lmpiP-9t1.rono Do« !

I

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Gint. TakfiJ. di!r ~,athstcn ) Datl..ifJlia di Liplla 1813 . . . . Zul.,,•ft 1868 . . . 82ua91ia di Bauu.n 1813 • • • • .

weJ,r{~'(t(Jc ~8'72 . .

.

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Oes-t. mii, Z~tsd1r,(t . .

1Camo.190.t 1860 sul Meno

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g:~:f,~~~: !::i ~;-i:e~,~:~u~vi~ : Comb3UiJDento di l..•Jnbo~'C 1804 .

250

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111

I

I

constatano concordemente un mutamento già avvenuto ed irrevocabile nel modo di combattere nella fanteria· a nessuno di loro passa neppure pel capo che la tattica' felicemente usata nell'ultima guerra, abbia ad esser; posta da banda per ritornare a forme più compatte tutt'altro; ciò su cui insistono unanimi è sulla necessità di perfezionarla, quella tattica, di renderla famigliare al soldato, onde spar_iscano alcune imperfezioni cont~arie all'indole metodica e compassata di quella nazione, e delle quali, ne siamo convinti, i Francesi se fossero stati vincitori, non si sarebbero menomarn~nte ?urati. ~è ad ottener ciò credono necessaria qualche 10novaz10ne nel loro regolamento d'esercizio (1 ); essi domandano solo che venga esercitato il soldato a manovrare in tempo di pace nel modo più possibilmente conforme a quello che inevilabilmente deve usare in guerra. non si ha che da gettare uno so-uardo Del resto . o sopra 1 regolamenti , lo istruzioni e le norme che videro la luce presso le varie potenze militari d'Europa dal 1 ~60 al .'1870'. per scorgervi quanta fosse la preoc~ cupaz1one d1 tutti gli eserciti nell'addottare forme tattiche più rade, sottili e sciolle, atte cioè ad ottenere u_n, cop_rìm en.to ~a.I~ da paralizzare la maggiore intenslln dei colpi ut1h rncrentc ai fucili rigali.Ond'è che se

i~ t~

il D•i \ -;~ 333 0'33 Francesi ( ? / 200 0;50 1ì§ o,89 . . Da.i 0,90 . : \ J>runiani ~~ J;: , . J s,~ 1 t,77 0'40

407

non discutono affatto sulla tattica clJC convenga teo1·icamente di adottare in seguito alle nuove armi, essi

(4) ~ Dn tutto ciò che abbiam detto sinora dell'attacco e della

ft. .:t!,

. . . .

\VALDS1·.\'1·n::rt. b,c Taklik ( Con\b1mimentu al Ponte Vl!cchio, M;'lfJC'n\a 1859 Lònur. Dc, Zi<tidnadel Ge~ ) Coml,nH,meuto di Alm1m,to o WNlO1849. . , wdil"d Geschicl1te. 1801 . lnsurreunne d1 Dresdn 184U . . .

PLò!:N~1ts. Diedei,c1,he Ge·

-

Colpi

'rATTICJ.

« sua forma, risulta che il Regolamento d'esercizio somministra mezzi « pienamente suilicienti per quanto si richiede a tale proposito. Tutta

" la' nu?va tatti~a si '.iduco dunque a dare a questa o a quella cosa m,iggiore o minore importanza di quella che prima le si coos(lntiva· « e non occorre inventare alcun che di nuoYo b . - Scru!RFP (t ~ · · z·iana, pag. 99). ra àuzione ita •<


&08 PARADOSSI il nostro autore vede nelle statistiche dei morti e fe.., riti non aumentati un' eloquente dimostrazione della non cresciuta potenza del fuoco, noi vediamo io 'queste provvide disposizioni, di tattica, appr0priata ad armi più micidiali, la spiegazione naturale delle evitate maggiori perdite; e ci -confermiamo nell'opinione che il caricat:nento dalla culatta abbia necessariamente dovuto maggiormente dirndare, assotligllare e séio.! gliere le già rade, sottili e sciolte forme talliche del · 1 decennio 1860-·1 870. A dirla in breve: se, queJie · statistiche di non cresciute perdite fossero cosl eloquenti e non prodotte dal contemporaneo adattarsi della tattica al progressivo perfezionamento ùelle armi, sarebbero stati tuHi quanti. i governi così ciechi da. profondere milioni nel provvedere i loro soldati di carabine più costose, le quali, al dire di quell'articolo non ucciderebbero ·neppure un uomo di più al nemico, anzi ne risparrnierebbeeo pa... recchi?

IV.

Parendoci, con quanto precede, di a"'ere sufficientemente dimostrato l'inesattezza di quella esplici ta asserzione, che l'intensità dei colpi utili non sia al giorno d'oggi maggiore d'una volta, sarebbe confutata a.i:iche la susseguente argomentazione di non· esservi moliv0 alcuno per secondare ora, più che per il p'assato, lo sparpagliamento istintivo cl,elle truppe al 'fuoco . - ·Ma siccome l'autore., ad una simile conclusione del suo studio fa seguire aloune assennatissime considerazio0i

109 d'ordine morale, ci proveremo, non senza molta peri.tanza, a segnirlo anche su questo · terreno. Allo scrittore dei Pregiudizi tattici è sembrato che ..da un articolo. del tenente colon nello Corsi trapeli la seguente quistrone: « Affinchè una truppa si batta è « necessario o il contatto di?,i gomiti o quello degli spi« n'ti. La nuova tattica, sopprimendo il p1·imo, a1;rà « il potere di mantenei·e il secondo? » ~ Escludiamo dalla discussione se l'interpretazione data · all'articolo del tenente colonnello Corsi sia pìcnamente conforme al suo concetto; .ed assentiamo di buon grado a p'orre la questione in quei termini; siamo però subito eostretti ad affermare che la nuova tatÌica hon sopprime affatto il contatto dei gomiti, e che perciò non evvi ragione per temere che quello degli spiriti non s,i mantenga ' da sè. E valga il vero: secondo ,i precetti dei sostenitori dell'ordine sparso, lc1. massima fondamentale è quella di spiegare, nel più forte dell'azione, io cacciatori, due delle quattro compagnie d'un battaglione. Or bene, si pongano sopra una riga sola, come succede nella catena ae i cacciatori, gli uomini delle due compa.gn,ie da -stend~rsi; e si avrà evidentemente una linea di (uoco, uguale, al fronte di battaglia dell'intero battaglione, a perfetto· contatto di gomiti. Nè tal linea sarà mestieri allargarla maggiormente, attesochè ben di rado si tratterà di battaglioni isolati, ma per lo più di vari battaglioni a, ' distanza di spiegame11:to. Si tolga.no pure dalla catena i sostegni ( malgrado che questi entrino in linea bene spesso nel fuoco avanzante e sempre al momento del- · l'attacc0), si conser'\'erà tutta·via un contatto di gomiti, fortunata mepte .meno materiale e praticamente più.efficace, perchè renderà ogni singolo individuo meno ip:ipacciato a servirsi della sua arma. - Vogliamo dire co~ ciò che una fitta catena di caccia.tori, come la s~ TATTICI


410

PA·RADOSS1

esige oggidì (1 ), mantiene sempre un · legame individuale, bastante ad impedire che lo sparpaglic@iento divenga l'equivalente di sbandcimento; ed assicura eziandio un sufficiente contatto della materia, senza del quale, ne conveniamo anche noi, ·è assai difficile di ottenere quello clegli spiriti. Laonde il · nostro autore ci permetterà di trovare un tantino arrischiato ciò che egli afferma a pag. 203, vale a dire che la nuova taltica sia « la s-oluzione di un problema che non è quello del miglior modo di combattere »; opinione che non crediamo sarà divisa dai valorosi vinti di Sédan, i quali i!'(lpararono a proprie spese se i loro avversari avessero sì o no risolto il problema del miglior modo di combattere (2) . ~la ecco che qui ci si appalesa il concetto 1 intimo . dell'autore nello scrivere il suo articolo. Egli non disapprova forse tanto la nuova tattica propugnata da Tellenbach e dagli altri, quanto l'applicazione che se ne fa pressò il nostro esercito . A quèsto riguardo; (4) ( Questa fronte normale d'attacco si può ora dedurre da ciò che, data una truppa attaccante, conviene dividerla così: 1/ 2 a '/3 « come principale n"cleo, e '/, a '/ 3 come tr-uppa cuop1·ente; e che· « òì quest'ultima la mota o due terzi formano catena, in cui ogni et uomo tiene 4 passo e 1/ 2 di fronte >. - SCHER)IF (tmduziòne italiana, pag. 36). - In ordine contiguo ognì soldato occupaJ:!dO 4 passo di fronte, I.a mancanza di contatto in quest'ordìne sparso si ridurrebbe ¼ passo (0 00,a•ifsn•m) dì distanza, tanto da potersi toccare coi gomiti mettendo i pugnì sùi fianchi. (2) Ignoriamo quanto vi possa essere di fondato nell'asserzione che· leggiamo a questo punto dell'articolo controverso: « essere una caratteristica dei pensatori tedeschi lo invertire le questioni "· - È, certo però che uno di questi un po' permaloso, potrebbe rispondere che non ha il diritto di asserire una ·c;osa simile chi nelle non cresciute perdito delle ultime campagne, invece di scorgervi, come èovvio, ì salutari c·lfetti del perfezionamento tattico, ha voluto ad ogni costo indagarvi la non aumentata potenza di fuoco delle nuove , armi . cc

a

'!'ATTICI

essendo egli a contatto più immediato co.n ~e tr~ppe, di quello che possa esserlo chi scrive., c1 r1metttiamo pienamente a i suot apprezzamenti, ~~ s_apre_mmo ab~ bastanza applaudire al giusto ed ut1hss1rno tn~ent? d1 ricondurre gli ufficif!.li italiani ad un razionale .1mpieg~ della nuova tattica. Solo ci parrebbe che la via da lm tenuta per giungere a un così desiderabile ris~ltato non sia per avventura la migliore, esse~1do~he col neo-are alle armi attuali qualunque specie d1 superio~ità sulle antiche, la conseguenza più ·s trettamente logica che ne derivi, sia cli rimettere in. vigore l'or~jne lineare contiguo e senza riserve del gran l?eder1go; cosa che crediamo non possa neppure essere venuta in niente allo scrittore dell'articolo controverso. Non dobbiamo però nascondere che le brevi consider~zi oni da lui esposte, dopo quanto precede, sulle.baLtaghe dei Francesi nel 93 e 94:, ci farebbero quasi sospettare che egli condanni proprio in modo. assoluto qua-· lunque idea. d'ordine sparso; locchè eqmvarre.b~e precisamente al ritorno puro e semplice alla ta.lLICa della guerra dei sette anni . Infatti la maniera .di combatter~ di quei repubblicani « sorta, come scrisse ~m nostr~ egregio commilitone, dal felice connubio d1 20 anm di discussione, con l'entusiasmo e il carattere della nazione », seguì immediatamente quella adoperata prifoa dai Prussiani, nè fu poi da N.apoleone sostan~ 1' zialmente · mutata, ma soltanto perfez10nala (1); e dopo quel oTande o , non si fece altro che utilizzare sempre . più i ripari del terreno, m·an mano accr~s~evas~ I~ potenza del fuoco. - ;:,ebbene dunque Lah r1fless1om .

(;I) A. GANOOl,FI - Letture milita·ri, II. - « Napoleone l'avrebbe « creata tal quale, ma una volta trova~a, non pote,•a _apportare t_u~to « al più che modificazioni al modo d'applicazione auz1cl1è allo ~pmto, « della medesima ».


412

PARADOSSI

ci ]asci•no incerti sulla precisa essenza di queila vecchia tattica, di cui ne! seguito dell'ar~icolo s' imprende la• apologia, confrontandola colla nt10va, cer.cheremo tut.:. tavia soltanto di difendere quest'ultima dagli ?,ppunti che le veHgono mossi. · La prima E) gravissima considerazione è quella che con la nuova tattica si lasci troppo buon giuoco all'istinto della conservazione personale, avendo il nostro autore la convinzione che il soldato, quando spera di non essere visto dal suo superiore « diventa d'una pusillanimità· straord inaria ». Tale asserzione ci rammenta quella dell'autore delle Considérations sur l'art de la guerre, postillate da Napoleone nelle sue Mé. moire.~:.. .. . car la bravoure n' est pas une q·uatité innée en nous, scriveva quegli; e questi : La Lilc,lieté 'sei·aitelle donc innée? Qiiestion théotogique ! Au so1i de l'a trompette le cheval hennit, se red1·esse et trépigne d' ardeur. - L'esempio di quel battag.lione bersaglieri portato a conferma di sirnile asserzio'ne, oltre che dimostra · soltanto una certa mancanza di buona direziune per parte degli ufficiali del battaglione medesimo, può essere fortunatameme soffocato sotto una moltitudine d'altri esempi, di cui i nostri ottimi bersaglieri hanno, ragione d'andar superbi. - Voler sopprimere l'ordine sparso perchè talun comandante di truppa non lo sa dirigere , sembra a noi che corrisponderebbe presso a poco all'idea di abolire le strade ferrate perchè talvolta i treni escono dalle rota.ie. . Comprendiamo anche noi che l'ordine conliguo, ben più assai dello sparso, sviluppi' nei combauenti i! coraggio dell'emulazione, faci liti ·l'azione direttiva degli ufficiali e permetla a questi di affermare da vanti ai propri• compagni e sottopos·ti la lor9 inlrepi_dità; allorquando però, per effetto di tutti questi fauori di valore personale, il reparto in ordine chiuso sarà stato

413decimato dalle palle nemiche, i fasti.milit(lri registr~ranno qualche atto eroico'di più, ma la vittoria, scopo supremo della guerra, non sarà stata certamente agevolata. Nè sapremmo se-orgere come mai il manovrare in ordine rado non abbia ad esser retto da norme altrettanto fisse quanto qlle!le che regolano l'ordine contiguo. In tutti gli eserciti :v'ha un'istruzione per la scuola d i cacci::itori, che forma parte integrante del regolamento d'esercizio pet' la fanteria; ed alla quale i sostenitori della nuova lattica domandàno soltanto che venga fatta i.i na parte maggiore·nelle esercitazioni della truppa, detraendone alquanto a quelle in ordine chiuso. - Che se quella tale compagnia; di cui si parla nell'articolo in discussione, subi tre diversi eollocamenti da tre superiori g iunti successivamente sul luogo, non d.ub itia mo affauo che gli stessi tre superiori avrebbero trovato modo di variare altrett(lnlo, se non di più, uq collocamento in ordine compatto. Una compagnia stesa in cacciatori non può·, in fin dei conti, constare che d'una catena coi suoi sostegni; .mentre in ordine chiuso pnò stare in bauaglia, in colonna o di mezze compagnie o di plotoni, serrata, a mezza "distanza, a distanza intera e via discorrendo. Adunque la superiorità della vecchia tattica sulla nuova, che il nostro autore vede apparire in modo luminoso da simili· considerazioni , st~mbrerebbe invece doversi ascrivere alla ·nuova sulla vecchia; .giacchè riesce assai più alla portata delle intelligenze meno pronte l'imparare la massima costante ed immutabile che le truppe in prima linea di fuoco, sempre, su qualunque terreno ed in , qualsiasi circostanza, si stendono in cacciatori; anzichè dover distinguere un'infinità di casi, dei quali poi all'atto pratico nessuno si verifica, per decidere sull'opportuni tà di collocare la truppa in quella piuttosto che in questa delle svariate formazioni cui dà luogo l'ordine comiguo. TATTICI


4,J4

. PAR..\DOSSl

Usciremmo dalla sfera· delle nostre al'gomenta7;ioni (le quali abbiamo procurato, per quanto era in. noi, di basare sopra osservazioni- positive e datj di fatto) , se volessimo ora entrare in conlestazione sul modo d'interpretare i concetti del tenente colonnello· C0rsi circa l'impiego dell'ordine sparso; crediamo però utile di trascrivere in nota alcuni brani tratti dalle prir.ne · pagine della quarta parte del suo pregevolissimo Sommario di storiq, militare ('I), nei quali ci sembra di ' leggete la più esplicita condanna delle idee propugnate nell'articolo: Pregiudizi tattici. Per rispondere infine agli argomenti contenuti nellé ultime)agine di quell'articolo, basati pressoct1è tutti (2) (1) « Le buone armi sono povero aiuto senza ·te arti oppprtune a trarne i . maggiori vantaggi, senza certo modo di combattere che sia studiatamente acconcio a!le armi stesse ed ·aJ carattere di chi « le usa, e faccia buon riscontro alle armi e alle arti del nemico.... « l'Ila i Franc;si ostinandosi a non .voler riconoscere il merito pre« valente di quegli ordini spig liati ed elastici cui s'era informata la « nuov; tattica germanica ..... a fatica s'indussero a introdurre qualch~' « lieve mutamento nei loro regolamenti tattici. · Posero come fond:i.-· < mento pel buon uso delle , armi a retrocarica la scrupolosa osser:. e vanza degli ordini. Dissero che il predominio restituito · al fuoco " sulla baion etta risolveva una tattica geometrica ed automatica, « e dava lo scacco a quel periglioso giuoco di stormi e drappelli che « nelle ultime guerre era stato cagione di tanti scompigli ..... Unico , « modo sicuro di mantenere l'ordine, il conservare le forme com:i.n..'. « date di linea o ·di colonna e il non fare atto che non sia coman.,., « dato. La til'aillerie non poteva ornai pitì servire ad altro che a « tastare il nemico, tenerlo a bada e euoprire li spiegamenti. Ncin « ne erano tutti persLtasi, ma chi non lo .era dovea chinar la testa « e condurre i soldati a combattere con una camicia di forza che' <~ avrebbero fatta a brani alle prime cannonate ». (2) È appena acce.nnata la questione filologica circa i vari nomi di « ordine rado, sparso,. spicciolo, misto, individuale, . in cacciac. tori, ecc. •; tuttavia ci si permetta di osservare che anche nell'op~ posto sistema troviamo la pluralità degfi appellativi di ordine denso, -contiguo, lineare, chfoso, compatto, riunito, in · massa, in battaglia;· in colonna, ecc. « «

115 · sull'asserzione,. secondo noi gratuita, deWiaferiorità degli attuali soldati, ci vediamo· .costretti, nostro malgrado, ad afft·ontare un tema assai complesso: molto discusso ·e teoritamente poco risolto, quello cwè del maggiore o minor valore degli eserciti odierni, più numerosi e con· minor du:rata di servizio. in confronto degli antichi, in cui un numero assai meno . grande ,di soldati stava più lungo tempo sotto le armi. , . }jscludiamo affatto la questione ardua ed insolubile di decidere se la generalitù degli uomini d',0ggidì. valga: moralmente meno di quella d'altri tempi. Di nessuna delle virtù ammirate in addietro mancano esempi nel-. · l'epoca attuale; di nessuno dei vizi, da cui può essere· affetta la società moderna, andarono esenti le gene-, razioni trapassate; le proporzioni in più o in meno di questi o di quelle sfuggono all'ao alisi del filosofo co-, scienzioso e spassionato. Quanto ai soldati, cominciamo· con premettere che qualora un individuo sia tanto. rozzo e_ ta~t.o zotic~ da non imparare il mestiere d1 fantaccrno m tre ann: di servizio, è una vana lusinga che il trattenérlo altn due o più anni. sotto le armi glielo faccia. imparare. D'· aitra parte quel poco d'esperienza che possiamo a,vere acquistato,· ne indurrebbe a ritenere come la quota d'istr-uzione, che ciascun ~nno pa~sato sotto armi trasfonde nella massa dei soldati , tanto pm ' . col sistema, forse ·inevitàbile, di ricominciare annual-. ·mente la progressione delle varie ìstruzioni,diminuisca, dal primÒ anno al secondo e così via, ù1.proporzione notevolissima. L'oziosità dei corpi di guai-dia (la più funesta piaga degli eserciti), l'influsso malefico dei poch,i malvagi sui molti buoni e qualche altr~ causa che tornerebbe ~uperfluo enumerare, operano rn senso inverso, · presso .un ·oum~ro , considerevolt; d'individui, , una trasformazione geometricamente crescente-del gio' TATTICI.

!~


4,J 6

PARADOSSI

vane coscritto in ·troupieÌ· di cani va lega; e non è da, questi certamente che gli antiohi eserciti traevano l'as~erita loro intrinseca superiorità . . Suecede quindi che Il problematico aumento d'ist.,ruzione, otte,nuto da più lunga permanenza sotto le armi, viene in molti danneggiato da u'n certo grado di corruzione, che va ere- · scendo col clurare della forma. Con'siderata quindi s0tto, questo aspetto, l'odierna minor permanenza sotto le armi dei soldati di fanteria è forse da ritenersi più come un 'Vantaggio che come un danno. · Se a ciò s'aggiunge la considerazione tante volle ripetuta ed ormai indiscutibile, che il servizio generale obbligatorio non solo introduce nelle file dell'eserc'ito elementi ottimi per maggior'intelligenza ed istruzione, ma rialza ben anche il morale dei meno inhellio·enti ed istrutti, crediamo sia ben lungi dall'essere u; assioma l'affermare, che gli eserciti moderni s·iano più scadenti degli antichi. V'ha di, più: stabililo come base .deÌ reclutamento, il servizio personale obbligatorio senza restrizioni, come esiste in Germania, è evidente che si ha dispooibil~, un numero di 'Peclutaiidi assai superiore al richiesto, per fornirne l'esercito anche proporzionatamente più forte rispetto alla popolazione; è quindi ovv·io che,. tutto all'opposto di ciò che osserva il nostro autore, l~ scelt<1. fis \ca possa farsi quant<;i scrupolosamente si vuole. Dunque anche da questo lato i principii che reggono la composizione degli attuali eserciti non sono tali da fal' temere che là quantità dei' combattenti debba riuscire a detrimento della lol'O' qualità(1) .. (1) Su quanto si legge nella nota della pag. 231 per indurre a· meditare e sull'utìlità degli eserciti innumerevoli a scapito della scelta e, con diminuzione della durata del servizio », confessiamo il Ye.ro, non ci riesce afferrare la deduzione della conseguenza dalle premesse,.

I

4'17

'fAT'rlCI

!\la suppo110ndo anche per un momento vera l'asserita inferiorità morale dei soldati d'oggidì in confronto di .quelli d'una volta, lo scrittore controverso r.ade in contraddizione con sé stes.so allorché, , da questa tutt'altro che provata inferiorità, vorrebbe dedurre la necessità qi bandire l'ordine sparso dal modo di combattere. InfatLi egli stesso ammette {pag. 206) che gli eserciti poco disciplinati non possono a meno di combattere in ordine sparso; ed in ciò siamo pienamente d'accordo con lui. Ora se da una parte abbiamo, secondo il suo asserto, individui non abbastanza mili-ta1iz:zati, dall'altra un sistema di combattere adatto a simili individui, sistema che d'altronde ha fatto ottime prove, la convenienza di adottare permanentemente questo modo di combattere s'imporrebbe da sé. Nori sia quest;i però la nostra conclusione ; che anzi siamo quant' altri mai profondamente convinti come la tattica, assolutam ente inevitabile, del combattere in cacciatori., esiga nella massa un ammaestramento individuale assai più accurato che per. il passato, nel modo di condursi al fuoco. D'altra parte la minor durata della: ferma permanente pone gli eserciti Perchè gli ufficiali prussiani uccisi nell'ultima guerra stanno in proporzione tripla in confronto degli altri combattenti, l'autore dei Pregiudizi tattici ne argomenta che per lo meno i 3/4 dei soldati si sono mal condotti al fuoeo. Comprendiamo perfettamente che quand~ si manifesta, come presso gli Austria~i a Koniggratz, una sproporzione esagerata fra il per-'cento degli ufficiali e quello dei ·soldati morti sul campo, è lecito supporre chCl quelli abbiano dovuto sacrificarsi per dare a questi il buon esempio. Ma le proporzioni verificatesi nelle perdite del 1870-71, da parte degli ufficiali ·prussiani. non hanno nulla di esagerato; tanto più se si pon mente che un largo impiego di cacciatoi:i permette alla truppa di utilizzare ì ripari del terreno, cosa alla quale dillicilmente si adattano con eguale studio gli utlìciali, vuoi per semplice amor proprio, vuoi por la .r~gione nianifesta che appiattati mal potrebbero dirigere i loro sottoposti . ANNO

xvm, Voi.,

lll.

27


,i.18

PAR~DOSSI TATTICI

attuali nelle condizioni all'incirca di colui, al quale le occ11pnioni ordinarie non permettono di passare m olto tempo nelle sale di scherma; motivo per cui, se gli accade cli doversi battere in duello, ei dovrà limilarsi arl impal'are in poche ore quel tanto che gli occorre per saper parare alcuni colpi e ripostarne qualche altrò . Così per mandare al fuoco sufficientemente prepa"rari gli odierni ballaglioni è della, più stretta indispensabiliU1 il bandire assolutamerite in tempo di pace tulle q11e ll e ìslmzioni che non trovano in gµerra la loro pratica applicnzione; nulla trascurando d_i quanto può concorrere a svi luppare nei soldati il sentimento della propria individualità, la cui azione sul campo di battaglia ha ormai acquistato un'importanza pressoché pé.iri a quella collettiva della massa. Un 'opposizione così accentuata al sistema già in uso presso la nostra fanterin di combattere in ordine spn rso, ci ricorda troppo funestamente l'anilogà reazi Òne che un p,1rt_ito preponderante seppe far trionfare in -Fran~ia dal ' 18136 al 1870, pee bandir~ da quell'armata la sua tr1tticè\ trad izi onale del largq impiego di cacc iatori. L'esito fatale per quella prode nazione, che il trionfo di tali idee coritl'ibuì non poco a produrre, cred iamo debba farci ponderatamente rifletlére se sia conveniente per noi un analogo regresso tattico; epperò facciam voti onde la nostra debole e poco anrorevole parola possa venire avvalorata dall'appoggio dt>gli in(luenti e giustamente considerati scrittori di . tattica, dei quali si onora il nostro esercito.

CARLO AYMONINO

Capitano di stato maggiore.

, APPUNTI ED OSSERVAZI01\TI SULLB

NAVI CORAZZATE, . SUI CANNONI DI GRAN POTENZA E

SUL.LA DIFESA DELLE COSTE

1Jna dichia1•azionc.

Le notizie e le cifre raccolte in questo scritto sono spigolate ne' libri di HoLLEY, ALONCLE, BR[ALMONT; nelle riviste marittime italia..na e francese; ne' giornali e riviste d'artiglier,i e, d'armi speciali, ecc.; ne' resoconti d'esperienze inglesi per NoBLE, lNGLrs; negli. atti dei Parlamenti francese, inglese, italiano, nelle storie in fine e ne' giornali. . Ho copiato letteralmente dalla pagina che mi sembrava più autorevole quando ne ho trovato due iri con_traddìzione sullo stesso punto; non ostante vi saranno f)rrori nell'ortografia de' nomi proprii tedeschi, i-nglesi, russi, nelle cifre e forse anche nelle notizie, ma dessi non influi.scono sull'andamento dei fatti generali. Da tutte codeste notizie e cifre sono arrivato ad alcune conclusioni che ho ceréato far risaltare. Sono le sole, alle quali tengo moltissimo, sembrandomi vere. Eccole anticipatamente.


4~0 APPUNTI ED OSSEllVAZIONI SULLE NAVI CORAZZATE Conviene studiare per la difesa economica fintantochè i complicati problemi sulle artiglierie e sulle corazzate abbiano una risoluzione di carattere stabile. Conviene lo studio del tiro in arcata con artiglierie nuove e con artiglierie ridotte. , Conviene per la difesa delle coste studia,r e batterie ' in arcata economiche invisibili al mare. ,Conviene per la difesa economica e pronta il concorso~ de'mezzi sottomarini. Ai marinai chiedo, scusa se ho messo lingua nelle cose loro. Quando non ho parlato per bocca d'autorità, com~, ho avuto la precauzione di fare il più spesso che mi è stato p~ssibile, ne avrò pur detta qualche grigia. Perdono! La necessità non ha legge, ed errando s'impara: per necessità l'artigliere deve un po' sapere che cos'è una corazzata, se non vuol prepararsi a disillusion_i crudeli; se ho errato, spero d'essere corretto ed io impar erò insieme ad altri. Agli artiglieri, cui, per aver detto che nel mestiere vi sono del:ie difficoltà, non· avessi dato · nel baenio1 do-· mando venia, . ricordando che per lavorare a togliere uninconveniente è uopo anzi tutto conoscerlo e perciò nonmi pento d'averne toccati alcùni. D'altronde, dissimu- ~andosi il male, può venire il momento d'affogarvi dentro senza rimedio. Il nostro mestiere è difficoltosissimo e· vasto; per introdurvi de'miglioramenti bisogna domàn-· dare la cooperazione di tutti, dicendo a tutti quello che c'è tanto in bene come in male, anzi dicendo più il ~ale_ che il bene. ~uai se il pensiero fosse privativa di pochi! Dunque pensiamo, lavoriamo tutti.

U!4

SUI CANNONI DI G-R;\N POTENZA ECC .

I.

Fra la nave corazzata ed il c~npone, da quattordici ,:anni ferve una gara, una lotta che ad ogni sei · mesi par de.c isa a favore dell\rpa o dell'altro, e non è in. ·vece che resa più difficile e dubbia all'una ed all'altro. Il rapido avvicendar.s i del~e jasi di essa, e la ·stessa ·difficoltà crescente hanJ1Ò ingenerato una specie d'esal_.t azione nello spirito del pupblico che si appassiona, teme . o spera pel proprio paese dai trovati di guerra, per cui, d'ogni parte si domandano navi invulnerabili · e .cannoni da trapas$are corazze di 30, 40, 50 centi:: metri, come se si trattasse di cosa facile e piana dsi .~tudiare ed att:uare in un anno o due al più. Ai tempi che ~orrono, certamente ogni corazzçi.ta più solida di quelle eh@ si hanno di proprio è urra minaccia che commuove ; ogni Cy.pnone trairotente m_ette in pensiero chi non l'ha, ed .è in, generale giµst1ficata abbastanza la premura ed insistenza in ohi ha interessi speciali a proteggere, in chi non vive ·che -pel mar.e · e dal mare, ma sembra esagerata in chi non t1a cpd~sti inte~essi speciali, idee aggre$sive,, 'moHi ,milioni, a giacere, e ·d'p.ltra parte ha poi tante al.tfe ,cose essenziçlli a rifare. Accenno particolarmente · al mio paese senza, togliere all'os.s ervazione il carattere generale p~r cui possa. convenire ad altri in condizioni simili. È una mia idea qul;lsta, forse er;onea, ma qreçl~ ,che venga come deduzione rigorosa daJle considera..'. zioni e dai fatti che seguo1.:1,o. Giudichi il lettore. Sono diciotto an,ni che le batterie blindate francesi . , . ,tentarono n el Baltico un artacco contro' il fo,r,te di J.(i.rnl;1urn, e d'aHofa in poi la scienza della costr~ione (.

;,


422 APPUNTI ED OSSERVAZIONI SULLE NAVI CORAZZA.TE navale e la scienza dell'artigliere sono io una rivoluzione che mentre le sviluppa le rende più diflìcili. Dal 55 al 59 gli stessi costruttori delle batterie, stu-· diando i pregi çlelle loro prime costruzioni, s'avvidero che potevano essere estesi a tutta la marina, e col progetto della Gloire cangiarono il gran tipo delle navi antiche. In essa venne allogato un numero di pezzi relativamente ristretto e modificate · le forme per potervi adattare una corazza, veste di ferro di ·1 1, 6 centimetri da poppa a prua. I cannoni però restarono gli stessi, i;più potenti d'alloro, il ·vecchio inglese da 68, ;divenuto da un pezzo l'armamento di tutte le rnàrine militari d'Europa, tranne della turca, che prima del disastro di Sinope, alle cose militari non prestava molta auenzione. · La Gloire mise come una febbre addosso all'Inghilterra, che col nuovo tipo di navi vedeva restare inferiore la poderosa sua flolla e si sentiva quasi mi11acciota d'uno sbarco. 1n conseguenza colà non solo si detle mano alla costruzione di corazzate della stessa solidità della Glofre mettendo in cantiere il Wa1·1'i01·, ma si volle avere un'artiglieria di marina capace di trapassare il fianco a qualsiasi corazzata, e si studiò addirittura il problema dell'artiglieria di gran potenza. Il signor Armstrong lo risolse e dette il suo cannone d~· ,100, · però non a tempo per armare il Warrior, che perciò ebbe ancora quaranta p._ezzi da 68 . . · l/Inghilterra non si arrestò al W arri01· ed al cannone da '100; prese l'uno e l'altro per punti di partenza e moltiplicò gli studii e le applicazioni un anno più, che l'altro; così costruì: 1

ner 1862, il Royal Oak, con corazze di cent.11, 40; id. 13, 97; · nel 1863, il Mi'notaur, · nel 1865, il Bellerophon, id. 15, 00; nel 1868, l' Hercules, id . . · 28, 58;,

SUI CANNONl DI GRAN POT~NZA ECC: &~3 e così via fino al 1871, in cui fu varata ·la Devastation, ed altre, con corazze di 30, 00 centimetri. Fabbricò cannoni dì calibro e- potenza sempre più grandi, ed ebbe cannoni da centimetri 17, 8 - 22, 90

-

25, io, -

30, 50 -

31, 80.

·Questa, per· le corazzate e per i cannoni di gran potenza, è la storia nell'Inghilterra, e, cangiati i nomi, variati in strettissimi limiti i dati, · é la storia in tutte le nazioni. Infatti: In Francia, dove effettivamente per la prima. volta era stata tradotta _in pratica l'idea di difendere le navi con una veste di ferro, dopo la Glofre, che nel 1859 ebbe corazza di cent. 11, 60, furono costrutti: nel 1862, la Cou1·onne, con corazze di cent. ·1 t, 00; nel 18C9, la llfarengo, con corazze di ce~1t. 20, 00. 1

N.e i due anni 70.-71 la marina francese forse non ebbe incremento, ma se oggi sui suoi cantieri si costruiscono corazzate, si può esser certi che non avranno meno di 30 centimetri di spessore di ferro. I cannoni in Francia passarono successivamente ai calibri di 16 - 19 - 24 - 27 e ,i.2 centimetri. In Russia, per quanto si riforisce a corazzate, le notizie che si hanno concorrono a far credere che-si studia sempre il modo di accrescere lo spessore delle _ corazze e si traducono in pratica man mano i risultati, scientifici e sperimentali su tipi sempre differenti. Così·,. dalla nave Sebastopol con corazze di centimetri 11, i,. sono arrivati al monitor B1·onnenossetz con corazze di 27, 5 centimetri. Quanto a cannoni in quello Stato le opinioni dei tecnici sDno divise; v' è chi r iti ene che il proiettile pei_attocc~re le corazzate dev'essere molto pe~ante, ma animato da piccol1:1. velocità; v' è chi la pensa in modo.,


424

APPUNTI ED OSSERVAZIONI SULLE NA:Vl CORAZZATE

contrario cioè, che il proiettile debba essere leggero . ma animato da grandissima velocità. Quello tende a contendere, a demolire le corazzate, questo invete tende a traforare le corazze. Quantunque oggi sia quasi general!l1ente riconosciuto superiore il sistema di· forare con granate, pure in Russia, come per non sbagliare, hanno l'uno e l'altro; così vi sono cannoni da 25 - 30 - 38 centimetri rigati ,per forare, e fino a 50 centimetri lisci per demolire. Si noterà che le notizie della sola Inghilterra sono precise e numerose; quelle della Francia e della Russia, quantunque abbiano flotte podez:osissime per numerp e qualità di navi, sono poche. E efletto dell' estrema riserva che quelle nazioni mettono in ciò che si riferisce ai proprii mezzi d'attacco e. di di_fes~, abben~ ché ciò non con.duca se non a · risultati d1 1 poca o nessuna importanza. Agli Stati non mancano !e notizie di quanto si fa negli arsenali d'Europa e ne J:lro~ttano; difatti le piccole potenze, se costruiscono corazzate, si tengono all'ultimo tipo accreditato e le armano dei più potenti cannoni senza che nei proprii arsenali, se ne hanno, si facciano esperienze o studii speciali; il segreto dunque giova a nulla o a poco. Di là dal!' Atlantico fin dal 1852 intrapuesero· la costruzione d'una batteria blindata e corazzata, ma non andò innanzi. Al principio però_della guerra di secessione sorsero su quei mari, fiumi e cantieri navi blindate e corazzate a diecine, e dopo 1:1n anno o due la flotta combattente del Nord aveva più di 500 legni, tra i quali 69 corazzati con '.273 cannoni del maggior calibro ; al ·1 ° gennaio 1865 erano 67 1 bastimenti, mentre nel ,186,i. ben 40 erano stati distrutti per guerra. · Anche colà, sebbene gli avvenimenti della guerra non permettessero la necessaria calma agli studi tecnici, si arrivò agli stessi risultati avuti qui 'in Eu1

•

425 ropa conlemporancamente e poi sulle corazze e sui ,cannoni, e costruiron.o successivamen te: Sl'.J! CANNONI DI vnAN POTENZA ECC.

la Galena, con corazze di centimetri . 8, 70 H, 30 J·1 R oano I,cc, 1"d • I' 1'ronsides, id . ~2, 50 il !tfonito1·, capostipite della specie id. 15; 00. ,ed altri di tipo e forza diversissimi fino al Canonic;s, una delle ultime navi costrutte, ,con corazzatura di centimetri . . . . . . . . . 27, 50 ed al Kalamazoo, con corazze di centimetri 35, 00 Quanto a cannoni fecero come in Russia, adopera·r ono i più potenti, alcuni fabbrica ti Il ~er li, tanto ·per forare che per demolire le corazzate, ed ebbP-ro: obici da centimetri 20, 32 - 22, 86 - 25, .i.O -!7, 94 - 33, 02 - 38, 10 - 50, 80. cannoni da centimetri 16, 26 - 20, 32- 25, 40. Gli Americani però sono convi!lti che forare val meno di contundere e prediligono i calibri enormi, l'anima liscia, il proiettile sferi co. Un' altra potenza dal 1864 in qua, per la prodigiosa fortuna delle sue armi, divenuta gigante in terra, cerca con insislenza e senza troppi. rumori di farsi una marina da guerra non ostante il poco sviluppo _delle sue cost~; la cito perchè per la sua constatata chiaroveggenza m cose militari, col suo procedere, può, fino ad un ce~to. punto, servir di guida ad altri; è l'impero di Germama. Desso, quanto a corazzale e cannoni, ha fatto come _gli altri, ha avuto successivamente: nel 11864, l' Arminius, con corazze di cent. 11, 70 .nel 1867, il Kronp1·inz, id. · rn, 00 ed il Friedriclc Katl, id. 1'5, 00 nel 1868, il Koenig Wilhelm, id. 20, 00 e nel 1872, la Jt'ri"edrick der Grasse, id. 30, 00


426 APPUNTI ED OSSERVAZIONI SULLE NAVI CORAZZATE I suoi cannoni sono della fabbrica famosa di Krui;ip, tutti d'acciaio, del ca.libro di cenlimet1j '17, 26-20, 92 23, 54. - 26, 00, - 28, 00 -- 30, 55 - 35, 50, tutti

potentissimi. Mi arr:esto a queste poche . citazioni perché le altre potenze fanno quanto possono nello stesso senso. A questi dati di fatto altri se ne aggiungono, conseguenze necessarie. I principali sono: macchine a vapore trapotenti per imprimere una certa velocilà ad ·una ma::;sa enorme quale una corazzata; cosi, mentre la Gloire ne av~va una di 900 · cavalli nominali, l' Hercules, I' Acliilles, il !tfinotaur ne hanno rispettivamente una di 1000, 1250, 1350, il che vuol dire almeno il doppio di effetlivi, e non basta. La Numancia, corazzata spagnuola, ne ha 4-000 e!feuivi; il Di"ctator, americana, 5000; la famosa balleria Stewens 8600 ! Si può · immaginare quanto spazio occorra per allogare queste mostruose macchine con una conserva relativa di pochi giorni di combustibile, contando solo a 2 chilogramm~ il consumo per cavallo e per ora.

Se dopo tanti stµdii almeno s'intravedesse una prossima sosta di qualche decennio, come avvenne pei treponti e pel cannone da 68 di quindici anni fa, saggio. partito per ogni gove1:no sarebbe di costrur~·e la propria flotta, armarla, portarla al massimo sviluppo in pochi anni, e tranquiHizzare .Ja nazione, la stampa, sè stesso .. Ma, pur troppo;così non è, e nessuno può di1·e quante vittorie riporlerà ancora la corazza, quame il cannone, e di chi sarà il trionfo definitivo, se vi sarà. . Se questo pare un giudizio arrischiato, i fatti segu~nti, raccolli qua e là, faran vedere che in fondo è per Io meno riservato.

SUI CANNONI DI GRAN POTENZA ECC.

4.21

.

. e d1felti delle corazznle se ne dissero tante . ne dicono ancora, che a racfin dal loro apparire, e se b olume Noto a sa.lti coglierle tutte non has~ere ~~ ~~ev se ne . pensa sotto : . ma in ordine cronolog1co c10 e . . ti di vista generali e part1colan. . . d1vers1 pun bdPlla com m1ss10ne R porto del 46 settem re 4861 , · . r ap . 1O 'tudio dei baslimenti corazznt1 neg l governativa per s . . . tra i marini e le persone Stati Uniti <<. .... Le op,moni · · di sapere se « competenti sono diyise sulla qmsnonde. ferro per le no una corazza 1 « conv-iene a dottare O •· a· ferro che. . L'enorme canco 1 ( navi da g_uerra .. a.iia nave la grande larghezza del . « aumenta il peso e . ce~ta stabilità la piccola ' . b 11·0 per ottenere una « ng . h · può alloo·are nella s11va, « provvisla d1 caebone e e st me~terle io moviforza che occort'e per . « la gran d ·1 prezzo elevato della costruzion~, co« mento, e I l ·e di navi come mero« stituiscono -per queshta e_ ass brano difficili . a sor« eia tori' difficolt_à e e c1 sern · · tare » « mon . . h. d con ·diverse raccomandaz1om, Il rapporto eone_ rn d\~ . .sson La batteria Stewens tra l' allre pel Monitor . ac fi d. l 18., i · t re rn a ' 0 'k • era stata messa m can ie de' cannoni dello slesso Il capila.no Dahlgreen, autore . 1·0 in . dopo amm1rag(1 , Ila me della marina americana, no ' . del ·\ 8t:i'2 diceva: « La nuova arte .~ue un s_uo rapporto e corazzate) è piena d mcer« d1 costrurre corazze ossono essere costrutte le corazze non P « tezze ..... . . à sempre un cannone « senza difetti, per cm v1 sar Sm pregi

« capace di fo.rarle_ ». h della marina degli . Il contramm1ragho Goldsboroug . . data Q6 .· · orto da Washmgton rn "'. Stati Uq.tt1, m ~n rapp blema' della costruzione dei febbraio 186-t, dice: (I. _IL pro , a che allo slato di e bastimenti corazzati non e ancor « abbozzo ». . • della marina. fran. Nel 1866 il costruttore· m capo


428

APPUNTI ED OSSJ::UVAZlONl SULLE NA\'l COR}\ZHTE

cese, Dupuy de Lòme, inn anzi al Corpo Legislalivo diceva: « L'attacco farà progressi e la difesa risponderà « con altri ». In agosto 4867, il relatore della commissione governativa per la marina sve<iese a Sto ckolm esprimeva il pensiero .che la quistione delle corazzate non era risoluta, la forma della fregata non conveniva alla blinda; intanto riferiva che gli sforzi erano sempre gli stessi, accrescimento di spessore nelle corazze, accre;scimento di peso e forza nei proietti li. In un rapporto della commissione inglese per riferire s ulle qualità de' varii bastimen ti corazzali nel 1871, si legge: <<. ..• Siccome in un solo bastimento non si 1 puo combinare un poten te armamento, grossa ~o« razza, grnnde velocità e piccola pescagione ..... ~ IL relatore per 1e coslruzioni navali d' Jnghilte,:ra dice nel suo rapporto ultimo: « Una nave d{ combat« timento perfeua è un deside1ratum che non è stato « raggiunto fin qui, e che oggi più che mai è fuori ~< portata. Ogni van taggio o progresso in uu senso segna « regresso o svantaggio in un altro ». Questi dubbii sulle corazzate, e la conclusione quasi invariabile, e d'un senso paradossale, di costruirne cioè sempre più, s'è visto, non procedono da persone poco competenti o esdusivamente teoriche, al contrario. La scienza spiega i fatti della pratica ma , ptir troppo, essa sola nei co mplicatissim i problemi navali e d'artiglieria è ancora debole, sebbene gigante, e non basta a prevenirli. I fatti numerosi della guerra d'America, i dati d'esperienze che i poligoni forniscono anno per anno, e quelli che tutt.odì si osserv·ano nella navigazione sono la base d'ogni deduzione e col loro caratti re poco decisivo, niente uniforme, accrescono il buio, moltiplicano il nun:ero dei problemi insoluti in ogni ramo d'industria, d'arte o di scienza relative alla nave corazzata.

SUI CANNONI Dl GRAN POTENZA ECC.

4,29

Così, men tre in Francia si credeva inattaccabile la Gloire, non appena dopo le splendide prove in mare

.,.

sorsero grav i dubbii sulla sua invulnerabili tà e si confermarono, la Glofre restò nave rela tivamente debole. Venne l'Ber<mles, anch'esso invulnerabile col cannone Armslrong <la 600, la sua corazza trionfò nelle prove, quantunque il pl'oiettile da 600 fosse sparato con carica di 40 chilogrammi. Lo stesso sig. Armstrong propose di aumentare il peso della carica e del proiellilc per trapassarla, ecl infatti fu forata la ?Orazza, fu trapussato il cuscino (corazza O, 28'7, cuscmo di quercia ~,0:2) con carica di 50 ch ilogrammi. La Devastation, - l'orgoglio della marina bri tannica, con le sue piastre di om,30 era invulnerabile fino a poco tempo fa, ma fu trapassato il bersaglio che la rappresentava dallo stesso proiettile di 0,335 che forò il bersao-lio l' Rercules . Nelle esperienze di giugno 68 a Shoeb~ryne5s il cannone da Hl pollici (0,305), tra. passò netto corazze per 0,38·1. di spess~re. . Tuttociò risulta da esper1ment1 nei poligoni. La guerra americana però dà attacchi di corazza!~ ch_e c0nferrnano i risultati de' poligoni, fatte le debite riduzioni, poiché in allor:t se non v'erano corazze di 30 centimetri,non v'erano nemm eno ,\rmstl'ong da600 " I fatti son questi. . . Nel combattimento tra il ram l'J.itlanta, e fra 11 moni tor Wccltawken I' Atlanta dovette arrendersi perché un. colpo a '.loo' metri , benché sotto l'angolo di 29 gradi circa, trapassando il suo fian co aveva causato ~n vero disastro; oltre i morti e feriti vi furono 40 uomim abbattuti dalle vibrazioni. L'Albermale, attaccata da fregale in legno, ebbe la corazza trapossata da cannoni da 100, e soffriva vibrazioni che facevano spegnere i lumi. Vi sono poi inconvenienti di natura diversa e non pochi .


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APPUNTI lW OSSERVAZIONI SULLE NAVI CORAZZATE

SUI CANNONI DI GRAN POTENZA ECC.

li cen_tro di ~ra~ilà ~elle navi più è alto, più· ampii son_o g_lt ~nt?1li d~ rollto, ed abbenchè più lente le ?sci llaz10~1t, il per·1colo di capovolgere è sempre un rnco_nvenienle . Ora la corazza ed i cannoni, trovand osi fuori ~equa, alzo_no tonlo più il centro di gravità quanto maggior potenza rappresentano. TI Rell01·ophon dà perfin~ 21¾ 0 di _rollìo, ed _il Captain,_ legno inglese, capovolse. ~e s, abbassa il bordo, s1 corre il pericolo di perdersi per poco u niente. Il Monitor padre finì mise:a mente sommerso per una tempesta; if Wechawken affondò slando all'ànco ra; l'Af!onclatore., legno nolo a tulli, fece lo stesso. Alcune navi, col mare un po' grosso, hanno movimenti d'una violenza straordinaria· alla 1·~vis~ navnle_ di Cherbourg, un colpo . di mar; smonto 1<> cann oni a bordo della flotta francese. Quando il 11'1011itor ebbe il famoso duello col ,ll~1·rimac i suoi uomini soffrirono talmente pe1· · le detonazioni concentrate delle artiglierie nella torre, che ne ebbero emorragie gravi. Nell'altacco di Charleston del 7 aprile , 863 nei bastimenti a torre i mnrinai erano a volta a vQ)ta talm ente abbauuti per la concussione prodotta nell'aria dallo sparo delle arLiglierie, che prima di venti mim.Hi non r1tornavuno nel pieno possesso delle loro facoltà . II tracasso proùo!.lo da i proieui I i battenti sulla corazzo. d'una t?r-r~ eccita negli uomini rinchiusi un'angoscia penos1ss11na al punto, che chi l'ha provala si rifiuta assolutamente ad espo rvisi cli nuovo. Sp erimentando in lnghil1erra I~ resistenza delle torri del Glat_ton, rinchiusero _un coniglio, un agnello ed un pollo, e tirarono contro coi pezzi dell' Tiotspour. Si dice che -~nel le pove'.·e bestie, tranne un po' di paura, n ulla so~r1rono, ma rn verità non pa.rlarono; diversamen~e s1 s~reboero e_spresse come i marinai Jei legni a Loire nell :;ttacco d1 Sumter.

,4,3 J

L'ammiraglio Porter in proposito dice nel suo rapporto al segretario della marina degli Stati Uniti del 1865 «..... Preferisco un parapetto in legno alla torre « in ferro per ricevere i proietti nemici »,

Le cornzzate adunque presentano inconvenienti gravi. l\1a affrettiamoci a dire che presentano altresì qualilà

militari d'una grande importanza. Una corazzata sla indul;ibiamenle al fuoco delle più grosse artiglierie per lungo tempo. t questa la condizione sine qua non per cui la marina: da guerra può rendere de' servigi. Una corazzata, se ben manovrata, può sostenere le più accanite lotte e gli attacchi i più violenti senza quasi avere a risenti me. Nello scontro . del J}ferrimac col ll1onito1·, questo, secondo il rapporto dell'ingegnere Stim·mer, fu toccato da 22 proietti tra oblunghi da H\,90 e sferici da27,00 senza risentirne alcun danno di entità. Nell'atlacco del 7 aprile, sopra ricordato, il comandante Ammen del Patapsco monitor federale, riferisce che Ìl. suo legno fu colpilo da 4:7 proiettili, senza risentirne gran danno. In questo stesso attacco il Monteuck, aneh'esso monitor foderale, colpito da 1H.- proietti di grosso calibro, continuò le opeeazioni della guerra senza aver bisogno di entrare in bacino; e de' 29 suoi compagni un solo affondò, il Koekuk, ma la sua corazza era appena di 10 centimetri; gli altri furono più o meno toccati tulli, solo 6 obbligati al silenzio. Con una flotta in legno l'operazione de' federali sarebbe stata semplicemen te impossibil e, ovvero la riuseita sarebbe costata oltrè la · metà del la flolln ; con le co. razzate invece s'è fatto un sacrificio d'uomini e di materiale relativamente di poca irnportauza; ecco la

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APPUNTI ED OSSERVAZIONI SULLE NAVI CORAZZATE

SUI CANNONI DI GH~N PO'rENZA ECC.

~agion~ p~r la quale, non ostante i difetti gravi e f arii rnerent1 a1 legni corazzati, ogni giorno ne cresce il numero.

carbone .in . un periodo di pochi giorni. La terza infine è per la · difesa delle coste; ha poche qualità nautiche, pochissimo carbone, ma in . compenso è solidissima. Non si·. può dire fino a qual punto convenga alla finanza d'uno Stato la costruzione di tre specie di flotte, ma l'Inghilterra ha inauguralo il sistema, e nessun dubbio èhe altri non creda di doverla seguire. ·

Nè si deve tac~re che i rn:onitors da alcuni specialmente co~dannat1, per mancanza di qualità nautiche, a non uscire dal p9rto ed allontanarsi per più di qualche l~ga . c.~n m~re calmo, pena il naufragio per sommers10.ne, 1 momtors dettero delle prove a·s sai soddisfacentfr di navigabilità. Il 1'fonadnok ed il Afiantonomok americani, nel ~865 traversarono l'Atlantico ed il P;cifico visitarono molti porti d'Europa e tornarono felicement~ a Sa~ Francisco. I venti e le ter;npeste furono da essi sfidati e vinti. L'ammiraglio Goldsborough, che comanda:va .I,a flotta. di cui quei due legni eran parte, ne fa 1 prn grandi elogi, ·e l'ammiraO'lio russo Papoff ° che fece 1a traversata da Brest a Cherbourg sulI Mian-' tonomok con mare g rossissimo, restò ammirato del ~odo di comportarsi del legno. L'ammiraglio· Porter, m altra occasione, scrisse al seg retario della marina che tre moni.tors, sorpr.esi dalla tempesta, si comportarono magnificamente, mentre due Jeo·ni incrociatori 0 . furono obbligati a prendere il largo. In Europa su ciò si pensa un po' diversamente e si' è ovviato ad alcuni inconvenienti in modo vera~ente P?co soddisfacente per la. finanza degli Stati, ma egregiame?te nel senso militare marino. L'Inghilterra ha costrmt~. tre ~otte delle quali ognuna ha sviluppato al ~rado p1u emrnente. una delle qualità essenziali per l attacco o per la difesa o per la guardia in crociera. La prima è delle corazza~e di lungo corso con alberatura per servirsene in ogni circost-anza a vela od a vapo:e stando in mare ' per lungo tempo; la sua costruzione non .è delle più solide. L'altra di lungo corso se~za alber~tura; è più solida della prima, ma non puo tenere 11 mare per lungo tempo abbisognando dr ~

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Accennando ai pregi e difetti delle corazz~l~ con una serie di fatti non si è detto parola del cannone che pur rappres.enla la ragion prima per-cui l'arte navale è in affanno . L'arte del fabbricar cannoni è più chiara ·.e limitata che quella di costruire corazzate, ha dippiù sull'arte navale 1.rn'a superiorità di mezzi relativamente facili e pronti per assicurarsi con esperienze · preliminari . il valore reale d'un concetto tradotto in pratica.-, Sludiare Un cannone, COSlrUÌl'lO, sperimentarlo, correggerlo, abbandonarlo occorrendo, è cosa p iana e spiccia, mentre , non si P.l.\Ò studiare, costruire, sperimentare una nave, correggerla, abbandonarla. A ciò fare occorrerebbero · degli arini e dei milioni mollissimi e p_iù ancora la condizione che in quel tempo non si costruis.c ano cannoni più ·po.tenti o artiglierie altrimenti efficaci. In ciò risiede principalmente il segreto del vantaggio che il cannone mantiene sullà corazzata. Nonp~r~anlo l'arte di, costrurne non è sicura . di sè e per procedere fino al punto in cui trovasi penò anch'essa. ANNO XVIII, VOL. lii.


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APPUNTI ED OSSERVAZIONI SULLE NAVI COUAZZATE

Obbligata dall'apparire delle corazzate a svilupparsi improvvisamente, per poco parve che fosse vin la e non dovesse rispondere; invece ben presto trionfò e d'allora in poi obbligò a sua volta l'arte navale a sforzi incessanti e molteplici per non soccombere. Oggi non vi è corazzata che non possa avere il fianco passato da parte a parte da un proiettile; all'indomani non è però certo che le condizioui resteranno invariate se non invertite. Che anzi, se i cannoni oggidì esistenti fossero l'ultimo portato dell'arte, non si dovrà stupire che tra qualche anno una corazzatii veramente invulnerabile corresse per le rade é per i porti sfidando le più potenti balterie. 11 signor Chalmer, or fa qualche anno, credeva di poter arrivare a risultato di simil genere con un sistema di cerazzatura di sua invenzione. In allora il proietto Palliser era il più terribile ed egli lo sfidò proponendo all'inventore, maggiore PaJliser, che le spese dei relativi esperimenti fossero pagate dal vinto. Si trattava approssimativamente di DO a 60,000 lire; il bersaglio doveva avere piastre di soli 126 millimetri. Non so se la sfida fu accettata, ma è noto che il bersaglio Cbalmer Ji 126 millimetri appunto fu forato ·da un cannone di 26,67 negli esperimemi a Shoeburyness. Tornando al cannone, si deve riconoscere che la sua storia ebbe dei momenti d'affanno e che il suo avvenire non è sereno e .glorioso in modo certo. Ecco in proposito aleuni appunti. La marina godeva d'una certa sicurezza, prima che il generale Paix.hans trovasse modo d'incendiare le più potenti navi col mezzo del cannone: a bomba. Dopo di che il cannone per 30 anni circa ebbe la preponderanza. Si studiava dappertutto il modo di costruire grosse artiglierie, dare al rroir.J tile una maggior potenza, al

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tiro maggior esattezza; ma negli studi vi ·era la calma di chi si occupa per abitudine più che per necessità . In questo periodo furono fusi i primi cannoni rigati da ~lonLigny, dal gen~ral Cavalli quei cnnnoni che inaugurarono il rivolgimento dell'artiglieria nel quale oggi ancora ci troviamo. Già prima, circa il 1830, il professore Barlow di New-Yo rk pubblicava la sua teoria delle tensioni decrescenti e 30 anni dopo avevano luogo gli esperimenti di Londgridge, Blakely, l{obinso!), ecc., e si costruirono su quel principio i primi cannoni cerchiati, quasi contemporaneamente meglio studiati, elevati a sistema 11.roprio e fabbricati da Armstrong e Withworth. Nota la legge della tensione del metallo nel corpo del cannone al momento dello sparo, furono costrutte bocche da fuoco r.on cerchi ad elasticità variabile sistemà Palliser, Parson, :Blakely, ecc. Infine Rodman et.tenne cannoni a tensione iniziale cangiando il t,istema dì fusione fino allora in uso, raffreddand0li - cioè dall'interno all'esterno mediante corrente d'acqua fredda. La battaglia di !\làgenta in cui furono con successo impiegati i primi pezzi rigati; poco dopo, l'apparizione :della Gloire con corazze quali nessun cannone· fino allora in uso avoa forza di danneggiare seriamente, e la guerra .d'America. dettero un impulso incredibile all'aoplicazione dei princinii enunciati, e cannoni d'una prec:isione e potenze neppur sospettata furono costrntn a. migliaia d'ogni specie e ·calibro per conto di tult.e le nazioni del mondo . , Intanto le imperfeiioni studiate allo scopo di correggel'lenei vecchi cannoni sparirono momentaneamente per l'app licazione dei nuovi p1;incipii, ma dopo di allora, · -ogni volta che una coraz.za guadagna un centimetro ~ due di spessore e l'arte navale perviene ad attaccarla a1 fianchi di una nave, le cliLiicoltà d'Lm tempo si ripre!

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Al'PUNTl EP OSSERVAZlONl SULLE NAVI CORAZZATE

sentano nella costruzione dei cannoni, accompagnate da altre forse più serie ed imbarazzanti. Infatti, nonostante i successi oltre un dato limite insperati, ottenuti con l'applicazione dei principii della tensione iniziale e dell'elasticità variabile, ·e nonostatHe l'enorme somma di perfezionamenti orrecati nel trattamento dei metalli, il peso, il calibro dei cannoni, la loro carica crescono ogni _dì e con essi una quantitàdi problemi va comp licandosi sempre più .. Vi sono cannoni di om,50 d'anima per lanciare proietti di 457 chilogrammi con carica di 53,Q6 chilogrammi; pesano 45,049 ch ilogrammi e con l'affusto.59,607 chilogrammi. Di questi mostri la Russia ne fece le prove a Perm eli adottò. L'America ne costruisce in ~ia normnlr ancora di più pesanti, per ese mpio. uno da 0111 ,508 e del peso di 52,225 chilogrammi oltre i. tnnti Dahlgreen di. 48,300 chilogrammi. La Prussia ha cannoni da 1 O" pollici (30,5 c.) pesanti 36, 600 ch ilogrammi con affusti del peso di 25,oOO da un pezzo, ma pare studiato ed adottato il modello monst?·e che figurava all'esposizione universale n Parigi nel 1867, modello da 11 11 pollici (35,5 cent. ) pesante 57,850 chilogrammi oltre l'affusto di 34,000 chilogrammi, cioè in tutto 91 ,850 chilogrnmmiL Si capisce che cannoni di questa sorta hanno proietti tra 300 e 400 chilogeamm i, l'ultimo di 480, e le cariche di. 4,0 a 60 chilogrammi. La sicurezza che Thierry, senza conoscere il principio delle tension i, cercava nella cerchiatura, spesso non è neanche ottenuta, poiché tutte le specie di cannoni costrutti fin qui hanno dato. il loro continge nte di scoppii e di vittime. Scoppiarono gli Armstrong, abhenché il signor Williams avesse asserito che nessuno su 3000 costrutti era scoppiato;, voleva dire, scoppiato proieltando frammenti; infatti gli Armstrong si scon-

SUI CANNONI DI Gl\AN POTENZA ~cc. !-37 -quassano, è il pregi~ del loro principio di costru~ione; scoppiarono i Krupp, scoppiarono 1 Dahlgren, 1 Blakely, i Parrott, i Bessemer, ecc. . . . Nelle artiO'li erie colossali cl' oggi la sempl1c1tà degli accessorii d'un tempo è sparita. Per avere un'idea delle cose d'oggi rispetto a quelle di sol i 20 anni addietro basta ricordare. che un tempo la braga occo rreva appena a bordo delle _navi, oggi oltt:e la, braga vi sono freni compliéati, e m terra non s1 puo a meno che usare il freno, sia poi l'idraulico, sia quello di Schoumann o d'altri , è sempre un elemento di difftcollà. Cosi gli affusti semplici su sott'affus_li son dive.n~le .. macchine compl icate con ingranaggi ed eccentnc1. C10 non .basta; si sente d'essere esposti, e :.\J oncrieff, Schoumann, ·Heathorn, Vavasseur, Menère ed altri costruiscono affusti a rotazi one, affusti idraulici, eccen trici, giranti intorno alla bocca. La manovra diviene lenta, e Stewens poi ~I. Eade fabbricano affusti a vapore; vale a dire vi ada ttano una macchina a vapore, mediante la quale il pezzo va e viene d'in balleria, si pulisce, si carica, si spara e s'impedisce il principale inconvenien te del tiro rapido, il riscaldamen to, facendo passate ndl'anima l'acqua fredda. Ricordo alcune cose principalissime, ognuna per se stessa complessa al punto che a spiegarla occorre,rebbero volumi, ma basta indicarle per sommi capi e riavvicinarle per rendere un'idea approssimativa delle difficoltà che circondano la fabbricazione ed il servizio attuale del cannone, più ancora, il suo progresso . Tra lascio di clire··del modo di caricare se dalla bocca ovvero dalla culatta, della rigatura, della form a del proiettile, della sua veste, ecc., tutte questioni risolte, ·ma in modo diverso da un paese all'altro, dappertutto .-.in modo che non è appieno soddisfacente sotto qual-


438 Al'PUN1'I ED OSSE!lVAZIONI SULLE NAVJ CORAZZATE sias1 punto di visla, questioni nuove ed · c1rdue darisolvere per una nuova bocca da fuoco; rimane, cosa essenzialissima e buia quanto mai, la polvere, cioè la sua fabbricazione per avere una combustione più o meno lenta, con una forza grandissima innocua alla bocca da fuoco. Uai .Chinesi e dagli Indiani che, dicono, conoscessero la polvere, al frate Schwartz, e fino a pochi anryi fa, i tre elementi nitro, carbone e zolfo entra vano nella fabbricazione della polvere poco su poco giù nelle stesse proporzioni per tuui gli Stati; il granello si faceva piccolissimo, rotondo . od angoloso . Con le nuove artiglierie tutto fu rimesso allo studio, e specialmente la forma e le dimens ioni del grano. Chi è un poco addentro nelle cose conosce almeno ven ti specie di polvere, ed è persuaso che la buona , veramente buona sollo tutti i rapporti, è ancor quella da trovare; il numero de' tentativi fa ui, e quelli che si p roseg uono ne sono la pl'Ova man ifesta.

SUI CANNONI DT GRAN POTENZA ECC.

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(28,7 centimetri di ferro e 1m,02 di quercia} al secondo colpo. Col cannone da 25 centimetri della mar'ina italiana si forano corazze di rn centimeLt·i a 1000 fino a 1500 e con quel da 20 alle stesse d istanze si forano corazze di 12 o rn centimetri; col cannon e da 16 queste pia,stre si forano a 200 metri. Nelle esperienze di Shoeburyness del ·1868'rife rite da .A. Nicaise sul sistema di corazzatura del forte Plymouth tre piastre da 5" pollici sovrapposte, ossia om,38 ·1 furono traforate colpo per colpo con l' Armstrong da 12" pollici alla distanza di 9U, e perfino il cannone da '10" pollici Armstrong le trapassò. 11 signor Xa vier Raymond nella Revue des deuw mondes 1864 dice che la tllarie Jeanne, un cannone da 30 li bbre, forava piastre da 12 centimetri a 1000 metri; lo ricordo perchè quel buon signore era tanto contento che predicava di non andar più in là a cercare artiglierie più potenti, la corazzata essendo vinta. Il cannone da 24 cen ti metri della marina francese fora piastre di 15 centimetri a -1200 metri. E finalmente il cannone o meglio cannoncino Ferris esposto a Parigi nel ·1867, del calib ro di 3 centimetri sola mente, con carica di chilogrammi O, 750 e<l un proiettile d'acciaio di chilogrammi -15,00, a Vincennes nel •1868 traforò piastre di 7 centimetri colpo per colpo a 30 metri. Oltre di ciò un Armstrong sperimen talo nel 187·1 (lo stesso, pare, che nel 1868 forò per 38 centi metri di ferro) d el peso di 3iS tonnella te e del calibro di 0,305 centimetri a !2000 metri eirca perforò piastre di '30 centimetri , risultato prodigioso se si guarda la di1

Dopo tutto però, vi sono diversi cannoni capaci di forare cornzzate a 500 a ,1000 metri , e per p recisare ecco alcuni nomi e numeri. Jl Krupp da 23,5 centimetri negli ultimi esperim enti di Berlino for0 corazze di 20 centimetri a .j 300 passi (975 melri); corazze di 30, 00 furono for ate dal Krupp di 28 centimetri . · ~egli esperimenti seguiti nel 186,f. e riferiti clal capitano Noble dell'arliglie.ria inglese, un cannone in ferro fucinalo da 33,02 con 50,00 chilogrammi di polvere e proiettile · massiccio in acciaio, a distanza di 6iom forò il bersaglio che rappresentava l'Hercules

stanza. Pare qunsi di forar carta! Ma é ferro davvè1·0 e legn o cli qnc rc ia fortissi mo. V'è da osservare soltanto che ciò.


4,,i.0

APPUNTI ED OSSERVAZIONI SULLE NAVI CORAZZATE

è accaduto nei poligoni e potrebb!essere diversamente in un comba.ttimento, spec.:ialmentese si guarda alle distanze. Nei poligoni le distanze sono di 100 o 200 metri circa e al massimo, perchè se si volessero muovere i bersagli o i pezzi ad ogni esperienza o si vo lesse aver tanti bArsagli qùante distanze, ci andrebbe o moÙissimo te~po a]~eno · molta spesa. Si riduce perciò la ~~rlC~ d1 faz10ne del pezzo per avere nel proiettile alla arstanza a cui trovasi il bersaglio, quella forza viva che .avrebbe a!la distanza a cui s'intende eseguire l'esperienza, e s1 vedono così gli effetti del proiettile a grande distanza . Co? ta~ mel~do . sono stati ottenuti quasi tutti gji effetti dei colpi alle supposte grandi distanze di ,1000, 1200, 1500, 2000 metri innanzi trascritte. Alcuòa volta s~ tralascia pure l'esperimento con la carica ridotta e s1 è paS:hi del solo càlcol_o . L'jnduzione potrebbe non esser~ rite~uta _soddisfacente da qualcuno, ma pochi esper.1rnenti fatti realmente a grandi· distanze l'hanno co.nferI?ata. D'altronde vari fatti di guerra non lascia_no 1] menomo dubbio di poter forare corazze anche a d1~tanze, considerevoli, per esempio, a ,1000 e• più ~etr1. Nell attacco del for.te Sumter i confederati lanciavano proiettili di 60 centimetri d'altezza e trafo- · ravano piastre di 15 centimetri oltre 1000 metri, distanza a cui i federali si tenevano con le loro corazza'te per non esporsi a fuochi convergenti troppo dannosi. È vero che relativamente al numero dei proietti lanciati dal f? rt~, e che colpirono i 29 legni dell'atUicco, gli ?ffett1 perfor~mento furono minimi, poich( s'è detto 1 ~nanz1, 6 bastimenti fur·ono danneggiati da doversi ritirare dal combattimento e tra questi solo -alcuni per a-ver avuto la corazza forata ~ ma ciò deves i alla tattica . dell'attacco, non all'insufficienza della potenza perforante nei pro ietti .

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4.U La tattica navale naturalmente interessata contro il -cannone cercherà di neutralizzarne la potenza, esponendo le navi al fuoco d'una batteria a 1000 e più metri col fianco sotto l'angolo minimo ad esse possibile . Una nave esposta in tal modo sarà quasi certa d i non essere danneggiata da qualsiasi proiettile; s'aggiunga che nel c1.lcolo delle cariche ridotte non si tiene conto dell'inclinazione che un proiettile a grande distanza dalla bocca da fuoco piglia con la propria traiettoria e meno -ancora dell'angolo sotto cui la traiettoria stessa incontra la corazza; si consideri che questi dati essenziali sono tanto più influenti quanto più grande è la distanza da cui si tira e si conchi.uderà che una corazzata può passare anche una giornata sotto il fuoco diretlo d'una batteria senza che vi sia modo di forzarla ad allontanarsi, e può essere colpita da 100 proietti tutti cap~ci di passarla da parte a parte senza ~he un solo al momento dell'urlo si tl'Ovi in tutte le -c.ondizioni d'efficacia volute per il perforamento. Fino ad un certo punto per le navi la tattica di presentare il proprio fianco a distanze considerevoli,~ sotto un angolo capace di neutralizzare Ja potenza distruttrice dei colpi nemici, può valere anche i n mare contro a ltre navi. Lo diranno i marini. L'artigliere intanto non può essere indifforente·pensan~o.al caso ~i tanta forza -.c oncentrata in un pezzo d'acc1a10 o ghisa quale un proiettile, neutralizzata per un rip~ego ~he nat~ral: mente nessuna corazzata trascurera e gli arsenali e 1 porti, le città spesso saranno esposte al~e bombe n~miche quasi come se le batterie della difesa non esistessero. L'artigliere deve provvedere a che il vantaggio <lei· cannoni non rimanga in pura teoria o limitato alla pratica· poco soddisfacente çi.ei poligoni. SUI CANNONI DI GRAN POTENZA ECC.

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4.42

APPUNTI ED OSSERVAZfO'NI SULLE NAVI CORAZZATE

III.

A c0mpletare il cenn o dato delle questioni circa i cannoni e le corazzate no11 saranno inutili alcune note su ci ò che costruttori ed artiglieri tentano , desiderano, sperano per avvantaggiare_quelli le navi, questi le artiglierie. . Si può ben intendere che in questo ean1po delle I~~e ve_ne ~ono molte, ma qui saranno ricordate quelle piu sal1ent1 o che ebbero un principio d'attuazione io via d'esperienza o d'uso pratico. del contrammiraglio Goldsboroucrh citato . · Nel rapporto . . ,:) mnanz1 rn data di febbraio 1186,i. è detto che, se qualche vantaggio potrà ottenersi dalle -corazze non potrà essere che riparandone le sole parti vitali delle navi, e s'intende, che, neanche in questo ca so per -quelle parti po trebb'essere quistione d'invulnerabilità assoluta. In questo senso, riparando ci0è alcune parti, si p11opone d'esp orre il resto o di nasconderlo so tt'acqua. li si.gno r Heed, un tempo coslrnttore in .capo della marin a inglese, voleva bastimenti veloci d'un si·s tema intcrm.edio tea l'americano ed il coles esclusivame!ilte a vapore con 50 ,~entimetr.i di corazze. U sign or Bo.urne all'istituto degl'ingegneri dt Londra nel 1867 spiegava la ·costruzione di ·un monitor che -avrebbe dovuto porta1:e corazze di om,45 ·s'll cus'cfoo <li 4m,~4, e torri di 0"',60 di 'ferro. Tn America pare sieno arrivati effettivamente aUo. spesso re. di. om,400 d i ferro per le corazze nelle ultime costruzioni, e qui da noi si parlò, è poco tempo, di quattro nuove navi con corazze di. om,50.

443 Questi spessori di murate in ferro e legno, per ora oltre il bisogno, sembrano possibili solo perché individualità di una competenza a buon dritto incontestabife ed incontestata l'assicurano, ma veramente le piastre' di o.m,50 a om,60 'Yton furono finora fuse che per saagio, poco felicemente riuscite, e per conseO guenza non furono attaccate ad alcun legno, il quale perciò non ha potuto nè essere costrutto con quelle viste, nè nàvigare; e per vero dalla fusione d'una corazza di 50 a 60 centimetri a far navigare i.l legno che ne fosse coperto la via sarepbe:tutt'altro che breve e facile forse al-le stesse sommità che ne hanno il concetto. Il' signor Hyde propone bastimenti a deviazione, cioè bastim~nti con le parti esterne inclinate a non meno di 22°, sotto il qual angolo egli crede che nessun proiettile avrebbe effetto ed i colpi d'ariete sarebbero più dannosi all'attaccante che al bastimento a deviazione attaccato. Nessun esperimento ebbe luogo con modelli di qualche grandezza rappresentanti il tipo singolare di quest":l costru[ioni. ·1! .si0·nor Elder propose navi circolari delle quali O alcuni moclell.i s.re-rimentati dettero buoni risul tati. _ Nel 118111 se ne costruivano alcune di -queste navi circolari per la flolla russa di metri 27,4-3 di diame~ro con corazze di 30 centimetri. Nel porto di Cronstadt intanto il modello in grande di metri 7,3JI faceva eccellenti prove. Lo scopo principale di queste costruzioni è quello di poter accrescere lo spessore della co·razza senza pregiudizio delle qualità nautiche della nave. Non si sa se le prove delle costrutle in grande ' risposero all'aspettazione. Il capitano Iweedie propone di levare qualsiasi corazzatura e sostituirvi una volta di ferro sotto la linea c1Eacqua per proteggere le macchine, di"idere il resto del bastimento in compartimenti stagni. SUI CANNONI DI GRAN POTENZA ECC.

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APPUNTI'ED OSSERVAZIONI SULLE NATI CORAZZATE

Nel rapp?rto della commissione inglese del luglio 18?1, nom,~ata per ~:iferire sulle qualità, difetti, perfez10name~t1, ecc.,. riguardanti le corazzate, mentre si P.ropone d~ costru1rn~ c?I\ ;cora'zze sempre più spesse, s1 cerca d1 dare un rndmzzo agli studi nel senso di trovare una zattera con una torre di ferro 1 zattera c 0 strutta con piccoli compartimenti stagni di quercia tea~ o ferro, ovvero anche una zatlera tutta di sughero'. F1~almente non mancano autorità iri materia le quali domandano l'abbandono totale delle corazze e la costruzione di piccole" navi velocissime, solidé mollo, c~n sperone ;1vanti e dietro, armate di uno o due pez~l potentiss~mi. Anzi alcuni saggi ' in piccolo, come prima traduzione in pratica dell'enunciata idea, ebbero l~?go presso tutte le potenze senza dirselo e quasi all rn~aputa; tanto è vero che per tutte sono eguali le c..1rcostanze, i desiderii, le necessità ' e !di sforzi. v Una derivazione di cotesta idea sono le cannoniere costrutte dall'Inghilterra in numero rilevante e dalle altre potenze per saggio sul tipo Staimch ovvero flendalls. Que_sLa cannoni.era è in legno, armata d'un solo ~annone, il quale con Ja-· sua piattoforma trovasi ·al fondo ~lell~ stiva e quand'occorre sale e spara in barbetta. E prccol~, 26 metri lunga, 8 larga, quasi un mod~llo. la motr'.ce è però poco p6tentc e quindi non da oltre 8 nodi di velocità.

Veniamo ai cannoni. . Vi sono .per i cannoni proposte forse più numerose ,che pe~ le corazzate, ma sono meno discordanti divergenti o salienti che dir si voglia. È più chia;a la

SUl CANNONI Dl GUAN POTENZA ECC,

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via tracciata allo studio della potenza del cannone, cioè dico: .è meno oscuri'!. Il sig. Armstrong tra i primi, in norne della compagnia d'Elswick nel 487'1, innanzi ad una commissione dell'ammiragliato inglese, si dichia1'~ pronto ad accettar~ co'mmissioni per cannoni di H," poU. (35 cent.) èapaci di trapassare corazze di qualsiasi spessorè fino a om,50 su cuscino di om,30. . Il sig. Whitworth nella stessa occa~ione s'offriva di costrurre cannoni di 11" poll.(28 cent.) per forar corazze di 0':1,40 a..9.Hrn di distanza, ed un cannone di 13 poll. (om,33) per forar corazze di om,60. · Queste due potenti macchine da guerra sarebbero ottenute semplicemehte perfezionando il sistema d'accensione della carfca in: cà'nnoni ·n aturalmente più robt1sti degli attuali ;·" ~Ìà non è solo l'accensione che si studia per .meglio · utilizzare la stragrande tensione de' gas nella combustione della polvere, tensione sempre in eccesso all'effetto utile :6nora ricavato, e dannosa alla durata delle artiglierie, incomoda per le maggiori dimensioni che :richiede in esse ed in tutti gli P.ccessort, affusti, - paiuoli, ecc.; si studi8;IlO al fine s~~sso (si è detto in-· nanzi) la proporzione de' componenti d'ella polverer la forma del grano°, la sua grossezza, la sua densità, nonchè la forma, la grandezza e la den~ità della carica. Il prineipio delle tensioni iniziali, applicalo con. la cerchiatura con i tubi o col sistema .di fusione Rodmanri, è studiato ancora, ed il cannone Wiard è un · .. tentativo di perfezionamento di una sorprendente originalità . S'immagini un cannone messo in un ·gra.n tubo ed · a questo unito per mezzo di ·.tante coste ncurve; una sezione .normale all'asse ha la figura d'una rob~sta ruota di carro con le razze ricurve. 11 cannone si fonde col sistema Rodmann ,ed ìl sig. Wiard crede )


U,6 APPUNTI ED OSSERVAZIONI SULLE NAVI CORAZZA'.l'E che con quella forma i difetti 9el sistema saran no evit~ti e si potranno costruire con poca spesa a1;tiglierie d1 gran potenza. La spesa è una delle difficoltà più gravi, senza di che sarebbei'o stati continuati gli esperimenti del cannone Londgridge in filo di ferro e cilindri di bronzo . . ' sistema che accresce enormemente la resistenza delle pareti dell'anima. Narrare tutti gli esperimenti e tentativi sarebbe lungo. Basti dire che vi è stato perfino un cannone acceleratore Lymann, cannone con due o quattro appendfoi in ognuna delle quali una carica; un pezzo dunque ne avrebbe avuto tre, cinque o più da far esplodere successiva-· mente a misura che il proietlo percorrendo l'anima le avesse oltrepassate; si mirava in tal modo ad accrescere il volume cli gas dietro al proiellile man mano che esso veniva ad allontanarsi dal fondo dell'anima per dargli un acceleramento ·considerevole di moto e quindi una grande velocità iniziale. Questo strano cannone, prodouo di strana applicazione di principt fisici e. m~ccani_ci, non pare che possa dare risultati degni di d1scuss10ne, anzi pare che non ne abbia dati di· alcuna sorta. Gioverà ricordare per ultimo eh~ si studia di cangiare il metallo per la fabb1:icazione de' cannoni. II ferro, l'acciaio, la ghisa non soddisfano pienamente a t~tt~ le con.dizio~i volute per una bocca da fuoco, perciò s1 cerca, st studia altro con perseveranza che un dì 0 l'altro non mancherà d'essere coronata di successo. Intanto il _bronzo d'alluminio che si fece subito dopo la scoperta di ques t'ultimo metallo fu saggiato ed abbandonato, abbenchè fosse tenacissimo e durissimo più che lo stesso acei;io, ma costava anche molto. Lo sterro, lega di ferro, rame, zinco e stagno, inventato dal barone Rosthorn d.i Vienna , lega tenace due volte

SUI CANNONI Dl Gl\AN POTENZA ECC.

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più del bronzo e due volte più a buon mercato, per un momento fece sperare grandi cose, ma la gran quantità di zinco è causa di deterioramento rapido per l'alta temperatura dei gas, onde i vantaggi spariscono. Oggi si sperimenta in qualche parte il bronzo fosforoso, lega d'invenzion'e dei sigg. Montefiore e Levi del Belgio. I risultati non corrispondono a quelli ottenuti dagli a1:11ori. Fra i tentativi fatti per accrescer.potenza al cannone, quelli per giungervi mediante modificazioni della carica cioè della sua forma, del suo granello, della sua densi1à, della sua · accensione, hanno sugli altri il \'antaggio . enorme di mirate ad un perfozionamento radicale e semplice per cui un successo, anche lieve, avrebbe un'applicazione immediata e sarebbe base· a semplificazioni e progressi d'un gran valore. Per specificar~ dirò: che un perfezionamento nella carica po1rà perme,tte.re di lililizzare ancora tnlte le arLiglierie esistenti, mentre la sostituzione d'un metallo più tenace e più duro al ferro, all'acciaio, al bronzo nella fabbricaz·i0ne del?e artiglierie, un semplice perfezionamento nella stessà fabbricazione, portano per prima condizione di profitto il rimpiazzo di tutto il materiale esistente,. ' dippìù: un perfezionamento nelle carica sarà sempre · .a vantaggio della durata e: della semplicità delle artiglierie, on.de, se pur si dovessero rifare, costeranno meno · . e dureranno dippiù. Infine par chiaro che non sarà coU:opporvisi agli inconvenienti prodotti dalla polvere che si o_Uerranno i maggiori vantaggi, sibbene facendo in modo che non abbiano luog-o. Da questo punto di vista il principio dell'acceleratore Lymann è agli altri sup~riore di tanto per · quanto la sua prima applica.ziom~ çon le cariche multiple .è infelice. (Gontir~ua).

G.

CASSOLA

Capitano· d'artiglieria.


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IL MOSCHETTO AI CAVALLEGGERI

IL MOSCH~TTO .Al CAVALLEGGERI

L'arma a fuoco di lunga portata e precisione pei reggimenti di cavalleria leggera è oramai p,e r noi fatto compiuto, ed è a riLenersi che fra poco tempo i reggimenti -nostri di cavalleria d11ll',11 ° al 20° saranno armati di moschetto a retrocarica. ~'esperienza delle ultime guerre combattute colla fanteria armata di fucili a retrocarica ha convinto anche i più restii ad ammetterlo., che l'impiego della cavalleria in grosse masse, ·sia pur questa valente ed animala da vero spirito cavalleresco, non è più in grado · di rendere colla frequenza d'una volta quei servizi, nècondurre a quei grandi risultati che prima del fucile a retrocarica influivo.no .spesso anche sull'esito d'una giornata campale. Basta un rapido sguardo all'u'ltima guerra gigantesca combattuta in Europa. fra due grandi potenze. con grandi m?-sse di cavalleria per dedurne una prova, luminosa, incontestabile . . Non mancarono ce1;tamente anche nell'ultima éampagna · singoli fatti di brigate, reggimenti e squadroni a dar prova dell'eroismo di quest'arma sempre pronta, ,

anche in condizioni assai svantaggiose, a spiegare il suo vafore; noi la vediamo in fatti soccorre.re tante volte con vantaggio la fanteria e contribuire con essa a. favorevoli risultati. Tuttavia le sue perdite nel combattere in massa furono quasi ogni volta così s.t raordinarie e i suoi sacrifici furono così enormi, che è ben nalurale il credere che anche in mano del più ardito condottiero, si presenteranno scarse nelle future guerre le occasioni, per slanciarla in massa colla speranza di successi equivalenti al sacrificio . .Ma se la cavalleria ha perduto di valore nel combattimento in grandi masse contro la fanteria, essa ne ha però acquistato altrettanto in tutti quegli altri servizi che la nuova lattica e strategia della guerra le hanno affidato con importanza tante volte decisiva sull'esito di una giornata; però questi servizi divenuti quvsi suo impiego principale reclamarono una modificazione nel suo armamento , ed ecco il perchè noi vediamo dovunque la cavalleria armata su larga sc?la di fucile a retrocarica a lunga portata. .,.Essendo còmpito precipuo di questo breve lavoro · lo esaminare come debbasi approfittare del nuovo armamento della cavalleria per ritrarne i maggiori vantaggi senza intaccare lo spirito dell'arma, io non mi dilungherò Gon una enumerazione di fatti relativi alla sua convenienza, qu.istione questa che noi dobbiamo rìtenere già risoluta e dalla ragione e dai fatti; ma con un n,pido sguardo all'impiego principale che in oggi spetta alla cavalleria , e sludiando in esso i relativi bisogni dell'arma, accennerò di volo alla necessità del nuovo suo armamento, e mi proverò in particolar modo a traqciare i confini del come e del quando dom·à servire in giw1·ra il .moschetto a 1·etroca:rica, a tracciare 0

le n01·me diretti-ve per l'istruzione da impartirsi al sol.dato ·relativa11iente a quest'arma, ed a combattere 1per ANNO XVIII, VOL. 111.

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,, It, MOSC:OET'rO

Al CAVALJ.EGGEIII

conseguenza il prrgfo,lizio che il nuovo armnmento della caoalletia possa i11tacca.rne lo spirito ed il i·alore spcàale come arma a cavallo.

far.ile il prevederne che spesse volte né lo spirito. nè la talli ca puramente offensiva della cavalleria, potronno bastare per raggi ungere lo scopo prefisso. · Quante volle un ponte, una strada. inenssata, uno stretto qualu nque guarduto da pochi fanti o cuvalieri opp iedati con arma di lunga portata e prec isione, non varr·anno a barrare la strada a11chc ad una considerevole colonna di cavalleria, quauJo questa non possa con·troballere l'offesa? L'oecupnziune e la difcs3. di una posizione il cui possesso anche momen1nneo potrebbe recare grandi van taggi, quante vo lte non potrà effettuarsi da lla cavalleria se sprovvista d'arma a lunga portata? L'assalto e la difesa di un convoglio, i guasti o la difesa di una linea ferrov iaria, le rieognizioni in terreni inaccessibili alla ca vallnria, quaute volte non potn,nno riescire, per mauca nza d'una forza a piedi che arma la di moscheuo soc1,;orra e sostenga l'azione della cavalle ri a'? Egli era adunque indispensabile modificare con un moscheuo a retroca rica di lunga portata la potenza }:>urarnente offen::-ivn. de ll'artria di cavall,iria; era indispensnbile metterla in co11Ll1zione di poter superare in caso cli bisogno tulle quelle resistenze, anche minime in se str.sse, ma che pure divenrnno g iganti, contro un'arma che non ha mezzi di superarle; era ind ispensabile ùi raddoppiarnn la sua potenza per mol,ipli;;arc le occ1sio11i di pote r renue l'e anche oggi in guerra svariali ed importan ti servizi. Ma se dall'esame e dal carattere specin le clelle combinazioni, in cu i può trovarsi la cavalleri a in avanscoperu. é facile scorgr,re la necessi tà del suo nuovo arrnamr.nto, per le stesse considerazioni e pel sistema di frn io11nrnen to nr,i suoi servizi partieoluri è pur l'acile il prevedere che le forze· destinale al momento

1·impiego della cnvalleria. in avansc?pcrla è tra ~ servizi aflidnti in modo spee1ale a q11e:;1. arma uno dei più importanti e se11z,~ dubbio qt~cllo eh~ mP~lio cii or:rni altro presenta tulle le contingenze in cut essa p~ò trovarsi nelle svariate operni on i secondo.rie <l_ell~ guerra a lei parLicolormeute oflidate; bostrr~ _qurnd1 un breve cenno sulla n:1tura di que,-to servJZ10, per formarsi un criterio delln ncr.cssità del suo nuovo armnmento e del mnclo e dei limiti di usare dell'arma a fuoco di lunga portata e preeisi one. Per il se rvizio in avanscoperta, una frazione di :-n· valleria è spinta a<l una o più giorna le a,·anii del corpo d'e!--ercito allo scopo d'avvicinare in fronte ed in fianco il nemico, mcuersi in contn lto con esso, spiarne ogni mossa ed ogni intendimen to pe,r inf~rmarne in tempo il com:111dnnte del corpo d esercito per le opport,me Jisposizioni. . . . . . ., Questa frnzione <li cavalleria, d1v1s:t m ri ~n_ru p1u -o meno rrrand i, deve nec•·ss:iriam cnte trovnrs1 1suluta , l:> • ' nbbnndonalo a se stes,a. lonLnnn da ogni socr:orso o costrella a vi vere d'una vita sua propria pe r l'offesa e per In difesa, eJ è per conseg~Pnzn ~n cap'.1ce d~ adempiere il suo mnndato o\·e non sia f?~m~a dei _me1.z1 necessari per p~ovvedere da sola a tut11 1 b1sogm della piccola gue1-ra. È ben vero d1c scopo suo ~~r1r1c1palo in questo servizio non deve essere quello di_ combatte-re, bensì di spiare e rif1:rire, ma è pur fo.r·ile nnche il prevedere ehc, usando il nr.mico de lla stessa nostr:a tallita, noi duvremo ben sove111e forznre r.ol combn tLL· mento In rel!! di cui es::-o si sarà coperto, e se sprovvi::;ti <li un'arm:i. a fuoco Ji lun;p portala, è pur anche

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IL M0SCHE'1'T0

per co~battere a piedi saranno sempre in cosi limitateproporzioni e con uno scopo di compattimento cosi: individuale, che escludendo la necessità d'ogni manovra tattica, si dovrà cercare invece ogni loro vantaggio nella giustezza del tiro. Ecco eh.e su questo apprezzamento di fatti positivf noi possiamo stabilire le norrne ed i principii, che a nostro credere dovranno regolare e 'l'-ùtruzione da im. partirsi al soldato di cavalleria relativamente al ·nuo·vomoschetto, e l'iiso pratico cli quest'arma in guerra. Per quanto rig,uar<da l'istruzione regolamentare da impartirsi al soldato, non dovrà certamente essere suo • scopo quello di tendere a formare d'ogni cavaliere un fantaccino perfettamente istrutto ed esercitato come tale'; ma limitandosi alle norme le più elementari pel com-· battimento a piedi in ordine sparso, dovrà rivolge1·e invece ogni cwra a formare d'ogni cavaliere un dist-1)ito · tiratore. Basta che il comandante la truppa appiedata _sappia scegliere con criterio il terreno opportuno pel combattimento , basta che sappia condurvi i suoi cacciatori ne1 modo il più pronto e coperto; e basta che nel terreno stesso sappia approfittare dei migliori ap,postamenti per l'effetto dei tiri, che ogn i manovra tattica sarà per noi esaurita. · Ma mi si permetta di ripelerlo, forma1·e valenti tiratori ecco lo scopo quasi unico a cui àovrà tend,ere l'istruzione per ii moschelto ai cavalleggeri, e a cui dovranno miràre le nostre cure maggiori e dove dovremo spen-;dere il tempo dedicato a questo speciale rnsegnarnenlo. Tiro a..segno, eceo l'istruzione colla quale noi potremo vincere facilmente in ogni cavaliere l'innata ripùgnanza a lasciar anche per poco il proprio cavallo, ecc-o l'istruzione i cui frutti porter anno il cavaliere a combattere anche a piedi calmo e confidente nella propria -valentia nel· tiro , ecco la vera ist.'ruzione da cni ' po-

AI CAVALLEGGERI

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t remo ritrarre tutti i vantaggi del nuovo armamento <lel cavalleggero. . Per quanto poi riguarda l'uso pratico del moschetto :m guerra, sicco,me la cavalleria, anche, così•, armata, _dovrà sempre agire collo spirito, pr.oprio dell'arma~ senza che_ l' ab~so di i:rmtili combattimenti a piedi possa, .v.ortare _r1tard1 nelle operazioni a lei affidate, .così è a ritener~I· che come norma per la scelta del tempo e, :delle c1_rcostanze per l'uso su0 più conveniente possa, -val~re il _seguente principio: « Ogniqualvolta unafra-• -~ zio ne d1 cavalleria non può raggiungere o .raggiungei ,4- troppo malagevolmente lo scopo di una, oper.azione. ,« atfidatale, perchè mancante del concorso di una data -<< forza di fa~-teria, allora essa,!facendo -appiedare un « dato num~r.o ?i cavalieri, crea al momento quest~ « forza s~ss1d1ar1a, raddoppia con ·essa la potenza della · :«< sua az10ne ed agisce come scortata da fanteria »:. Ma le molte volte per queIJa avversione.istintiva ~el.,., l'uomo a cambiar~ d'abitudini da lungo tempo contratte e che magg10rmente si fa sentire sotto la divisa, ·militare., per quello spirito lodevole di deferenza alla. 'P~·opria _arma, per certe illusioni e falsi apprezzamenti 1 1 val~n, che forse hanno terminato il loro ternpo, ed. m particolar modo per quell'omaggio alla caratteristica propria d'ogni arma; basata ne' suoi mezzi d'azione . ,e. nell_a; sua tat_tica particolare, , le_molte .volte, ripet0 , ; la verJta non SI vede, o se pur si vede, ripugna e si -0rpella. ~gli è per~iò c_h e non pochi di noi, giudicando sup~rficialmente l':rnaovazione di cui si tratta, abbiamo ,pr,o,,. vato un certo. r!,n crescimento, una certa ripugnanza pel dubbio. eh~ questo nuovo ar~amenLo, questo combattere a p1ed1 della cavalleria dovesse intaccare. i princ.ipii dèlla sua speoialità basata nélla forza,morale, .•e materiare del cavallo. massimo.fattore·che la distingue


i5i II. MOSCHETTO per energia, per decisione, per valore, per fiducia: in se stessa. ~fo questi nostri dubbi hann9 poi ragione· di sussistere? Se i principii che presso le altre nazioni hanno già risoluto Ja quistione del nuovo armamento_ della cavalleria, e se i fatti in cui la cavalleria già armata di moschetto a retrocarica seppe rendere i più segnalati se.rvizi, devono anche. per noi dellare le norme per· la pratica alluazione del nuovo armamento dei nos1ri cavallc<l'oeri noi non possiamo certo rimanere in 00 ' dubbio che esso possa menomamente offendere lo spi-· rito dell'arma a cavallo, ma bensì migliorarne le sorti. Qui non si tratta di cambiare il carattere dell'arma r ma di avvantaggiarla nei suoi mezzi d'azione; qui no~ si tratta di scambiare pregi aritithi con pregi moder01r ma si trall:'. di aggiungere pregio a pr1!gio, potenza: a po1cnza cd in r.onfìni abbastanza definiti da non lasciar dubbio che un valore vada a detrimento dell'altro. Riflettiamo che non sono più le carabine lisce caric-arùist per la bocca di cui vedremo armato il nostro cavalleggero, e che come istruzioni regolamentari per il servizio a piedi col moschetto non avremo più· quelle compassa te, noiose, lunghe e pesanti manovre in cacciatori che ancora nel 1859 ci tenevano lunghe, ' . ore distesi in piazza d'armi con uno sciabolo ne al fianco per contrappeso della carabina; rammentiamo sempre' che le grandi masse <li cavalleria non possono più agire· efficacemente contro il fucile a retrocarica, ricordiamo, che è una necessità della nuova tattica il dare alla cavalleria i mezzi necessari perché possa anche in· oggi· contribuire efficacemente ai_buoni successi della guerra, e allora ogni nostro dubbio scomparirà, noi pure faremo plauso al nostro nuovo armamento e fiduciosi coopererèmo per raccoglierne i frutti maggiori. Il principio, che non si può essere buoni fantaccini:-

. .AI CAVALLEGGERI HS5 e buoni crivalicri ad un tempo, considerato nei limiti ben definiti in cui devono essere ristretti l'istruzione e l'uso <lei moschetto pel cavaliere, non può certamente dirsi nè logico nè conseguente. Altra cosa é un buon fon1accino, altra cosa è un buon tiratore; delle doti di un buon fantaccino noi non ne vogliamo che una, quella che importa m.eno fatica e. mi non sacrifici per at:quistarla, la · più brillante, cioè la distinzione nel tiro. ~Questa nuova dote che noi vogliamo aggiungere ul nostro cavalleggero non ·può ragionevolment,) presen• tare serie difficoltà per acquistarla, nè cause Ji dc:rimenlo agli altri pregi, che lo devono distinguere come soldato di cavalleria. Se giudicassimo dirersamcnle, noi · faremmo torto a. noi stessi, all'intelligenza, alla . disciplina, Hl lungo servizio del nostro soldato e a quel progresso che in ogni · cosa ci circonda. Non abbiamo. finalmente una nuova islruzionP, da impartire, ma quella medesima dell'oggi, applicata ad un'arma diversu, e che per bontà e per g iustezza rli tiro non regge il confronto con quella che· fortunatamente stiamo per abbandonare; e se l'insegnamento esigerà maggior cura sapere e interessamento per impartirlo, noi abbiamo anche distinti ufficiali ed btrullori che per intelligenza, amor proprio e spirito d'arma , non mancheranno di ricavarne i più soddisfacenti · ri-. sultati. ~

..

SETTlMO DEL FRATR

Capitano di cavalleria.


457 ·mi antichi principii fondamentali sono rimasti in·-variati, ma le antiche forme più non servono alle nuove ·armi, ai nuov_i portati della civilizzazione. D'onde il bisogno di studiare codeste forme ed il loro accordo per corrispo;ndere all'eterno principio della tattica: condurre la truppa in modo da giungere con forza preponderante ed ordinata contro il punto decisivo del campo di battaglià. Il maggiore Scherff, il quale nei suoi precedenti studi meglio di quals~asi altro scrittore moderno ha approfondito, analizzato, discusso, proposto le regole pel com.battimento della fanteria ed il modo di prepararvi la truppa nel periodo di pace, scende ancora in campo con un libro il quale le corona, le completa, vi infonde vita, calore, azione pratica e rischiara con luce vivissima il .campo intricato della tattica odierna (1 ). Il libro era aspettato dal mondo militare europ~o con desiderio impaziente, degno dell'ill_ustre scrittore, il quale con intelligenza così elevata, cosi ardita, così serena .aveva già trattato le più ardue questioni. A. mio credere esso ha superato di gran lunga tutte ,. le speranze ed ha superato gli antecedenti scritti. In attesa che sia tradotto in italiano,, mi pare opportuno non · tardare ad offrirne un sunto il meno incompleto possibile di fronte alla ristrettezza dello spazio, alla difficoltà di condensare idee già di per sè assai conden- . sate, alla titubanza di toccare- un' analisi logica così rig0rosa, cosi concatenata, così stringente e di sorvolare a ragionamenti ed idee che affascinano per la loro verità, profondall}ente sentita, ma fino ad ora non abbastanza posta in rilievo. RECENTI PUBBLICAZJONI ))l TATTICA ECC.

RECENTI PUBBLICAZIONI DI TATTICA . IN GERMANIA E IN AUSTRIA

UI. Studien ~ur neÙen lnfaulerie-Tahlik \St11di sulla nuova tattica della fanteria) per W. VOI( ScHBRFF, maggiore di stato maggiore. - La fanteria collegata alle altre armi. - Berlino. Batb, •I 873.

La fanteria è regina delle battaglie; da essa dipende il modo di combattere delle altre armi, intorno ad essa si aggirano tutte le fasi del combattimento, essa decide della vittoria o della disfatta. La tattica lineare della fanteria ha reso possibili gli splendidi successi della cavalleria di Seydlitz, la tattica in colonna della fanteria ha innalzato -l'artiglièria all'attuale potenza, la tattica spicciolata della fanteria ha dato singolare importanza all'impiego del terreno ed alle trincee di battaglia. Ma non basta studiare codesta tattica da sè sola. È d'uopo considerarla nei suoi intimi rapporti colle altre armi a fine di conoscerne l'efficacia, l'impiego simultaneo, l'armonia di .mosse, l'unità di azione, -i l soccorso .reciproco che devono prestarsi in qualsiasi operazione di guerra.

(~) Veggasi' l'analisi che ne Ca la Rivista Militare nelle dispense cdi febbraio e maggio ~ 873.


,l.58 RECENTI PUBBLICAZIONI DI TATTICA Prima operazione di guerra, prima condizione della battaglia, e però della vittoria, è la marcia al nemico. Le marcie vanno rischiarate e protette media,nte l'esploraziqne (avanscoperta) e mediante il servizio di sicu1•ezza, che insieme costituiscono l'avviamento alla .deci-

sione tattica. · L'esplorazione ha per còmpito di scoprire i disegni ed · i mezzi nemici, di velare i propri. Quanto pri~a si fa · la ,luce, tanto meglio. La è questione di tempo, la quale qui, come in tante altre circostanze di guerra, si riducè a questione di spazio. Il concetto strategico dell'esplorazione emanante dal comando supremo è sciolto nel campo tattico della cavalleria, arma per eccellenza mobile, veloce, offensiva. Essa si pone a contatto colla cavalleria avversn ,, evita • d'impegnarsi e ·perciò di attaccare direttamente, mira di · ' preferenza ai fianchi, non perde mai di vista la doppia missione di osservare e di nascondere. Le grandi scor~ rer1e all'americana sono nel!'Europa centrale assolutamente impossibili. La cavalleria raggiunge mf'glio il suo scopo con piccole forze anzichè con grosse,colla celerità anzichè colla massa. Ma perchè la sua operosità corrisponda interamente all'utile che se ne attende, fa mestieri che l'azione dei singoli riparti sia collegata _da unità di direzione. La quale ha segnato il suo limite massimo dal bisocrno che un ordine nel giorno medesimo possa essere e~eguito da un'ala all'altra:. E però l'unità di direzione non do~ vrebbe sorpassare in ispazio la larghezza di 45 chilometri e la profondità di 15; il che perCettamente concorda coll'opportunità ~he le notizie attinte nella giornata. arrivino _al,la sera presso il quartier generale, e concorda eziandio col raggio di esplorazione. necessario a coprire· una grossa colonna irr marcia lungo · una delle linee :di operazione.

4,.59 A siffatte esigenze può corrispondere una divisione di tre brigate a due reggimenti. La linea avanzata della cavalleria in Manscoperta ha per còmpito ·di vedere; per il che è inclispensabile occhio militarmente educato, massima vicinanza al nemico, costante osservazione. Ciò è in grado di fare solo l'ufficiale aiutato da un numero di soldati non so,verchio allo scopo. D' onde le ricognizioni di plotone cui spelta · aCattaccarsi al nemico e di attingere le prime notizie. Il còmpito di nascondere incombe alla seconda, il còmpito di sostenere alla terza linea. Ciascuna di codeste linee dovrebbe essere costituita da uria brigata. Si avrebbe così unità di direzione sul fronte, appoggio vigoroso e profondo, denso velo davanti l'esercito, truppa pronta ad operazioni speciali. L'autore non entra nei particolari tattici delle pattuglie, da noi così bene definiti nell' Istruzione per l'ammaestramento tattico della cavalleria, ma li vuole lasciati all'iniziativa del comandante, il quale dispone secondo l'abilità del personale dipendente e secondo il terreno. " Ed a proposito del terreno mi si permetta osservare come l'unità di direzione per un'estensione così larga, facile a mantenersi sui probabili :teatri di guerra fra Germania e Francia e fra Germania e Russia, non potrebbe di certo aversi sul nostro teatro di guerra costituito da terreno sì rotto, sì montuoso, sì difficile, si coperto. Forse per noi quale unità di avanscoperta sarebbe utile la brigata di tre reggimenti, il primo dei quali pattuglia, il secondo copre, il terzo sta pronto ad ogni evento ovvero intraprende ardite scorrerie. A codesto o ad altro simile· spediente converrà pur rassegnarsi di fronte alla grande scarsezza della nostra cavalleria, a compenso della quale sarebbe per avv~ntura opportuno formare la brigata di avanscoperta di due IN GERMANIA E JN AUSTRTA


i60 RECENTI PUBBLICAZIONI 01 TA TTlCA soli reggimenti e di darle in terza linea l'appoggio dei bersaglieri. L'autore, malgrado i molti esempi che offre la guerra del 1870-71, dichiara addirittura una chimera la fanteria in vettura. Certamente quando si possiede numerosa cavalleria, armata di fucili a retrocarica, in paesi piani e praticabili in tutti i sensi, inutile e pericoloso mi sembra il lanciare senz'altro le compagnie al seguito degli squadroni. Ma, nel caso opposto, in terreno montuoso, quando le linee d'operazione sono segnate da valli relativamente ristrette, chiuse da ·fianchi che rendono difficile od impossibile la comunicazione laterale, quando ovunque la fanteria trova appostamenti opportuni, mezzi di collegamento, ecc., quàndo le mosse della cavalleria sono a forza ritardate, quando si tratta di difendere le Alpi o di procedere offensivamente nel Tirolo, nella Svizzera, nella Savoia, n el Delfinato; mi pare che dietro un buon paio di reggimenti di cavalleria si può bene inviare a sostegno un battaglione di bersaglieri. I carri · non devono servire che a mezzo di trasporto il più delle volte unicamente degli zaini .... ben lungi dal vero teatro d'azione ..... ma già mi accorgo di fare un'escursione in un campo riservato ad altro studio e mi affretto a ritornare al nostro interessantissimo libro. · La cavalleria va armata di buon moscheHo; con questo soltanto essa è in grado di conservare la sua indipendenza dalle altre armi. Strano pregiudizio è il credere che il moschetto ne soffochi lo spirito offensivo, tanto più che il combattimento a piedi non ha, nè deve assumere importanza decisiva altro che in casi eccezionalissimi. È indispensabile assegr.are alla di-visione di cavalleria · artiglieria a cavallo per togliere di mezzo piccoli ostacoli e per misurare il grado vuoi della resisten1.a, e vuoi dell'attacco nemico. Non occorre perciò che essa sia nume-

Il'i GER:IIAl'ilA E li'\ AUSTRIA

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rosa. Tre leggiere batterie di 4 pezzi, una per brigata, sono pi1ì che sufficienti. È altresì utile che le divisioni di cavalleria abbiano truppa del genio in forza sufficiente da distruggere. e ristabilire comunicazioni, ferrovie, telegrafi, ecc. La grande importanza del servizio di avanscoperta, le doti d'intelligenza e d'ist,ruzione che esso richiede nei singoli capi, l'armonia perfetta che deve regnare fra le parti che lo compongono, la rapidità colla quale ~ mestieri preceda l'esercito sul teatro della guerra, esigono impt3riosaroente che le divisioni di cavalletia sieno formate eziandio in tempo di pace e che con attività indefessa insieme si 'preparino all'ardua e gloriosa missione. Al servizio di esplorazione si collega il servizio di sicurezza, il ql!-ale, come è notissimo, comprende l'avanguardia, gli ~vamposti e la retroguardia. L'avanguar·dia ha per iscopo di dare alla colonna che segue il tempo sufficiente. per spiegarsi. Essa o precede una colonna che marcia col proposito di attaccare, ed allora il còropito suo si confonde con quello della truppa destinata ad iniziare il combattimento, ovvero s'imbatte piL1 o rneuo fortuitamente col nemico. L'ordinanza prussiana del 1870 prescrive che una arossa avanguartl.ia sia preceduta da un'avanguardia ~peciale ( Vorhut) ed indica le parti di essa, che man mano vanno impicciolendo verso la testa, culle parole avantruppa ( Vortritpp) e punta (Spitze ). L'avantruppa è d'ordinario composta di una sola arma. L'autore svolge le sue idee sull'avanguardia speciale di una divisione (divisione che a sua volta potrebbe essere avanguartl.ia generale di un corpo maggiore) e le condensa nel principio di guadagnar tempo colla di(ensiva. Attaccando immediatamente, l'avanguardia non lascia


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RECENTI PUDDtICAZIONf DI TATTICA

agio al comandante in capo di farsi un'idea esatta della situazione, di dure le disposizioni opportune e si espone ad una sconfitta parziale che può trascinar seco la sconfitta totale; le truppe del grosso giungono in azione a poco a pocò; senza piano prestabilito, senza concetto tattico chiaro e decis9, senza corrispondere alle condizioni fondamentali della vittoria:/orza concentrala sollo la direzione dell'intelligenza regolatrice; ottenendosi anche casualmente un successo, rimane impossibile coglierne i frutti mediante il predisposto inseguimento. .La suprem~zia i?tellettu~Je ha ognora trionfato del corélggio fisico. L arte tattica non può tener calcolo di succe~si dovuti alla sorte e pagati a carissimo prezzo. . E ~\li sebbene il maggiore Scherff, fedele al proposito d1 evitare qualsiasi citazione di fatti storici a fine di dedurre i precetti pratici puramente per via dell'astrazione l ogica, non i'Ìcordi veruna delle battaglie impegnatesi contro il volere supremo da avanguardie troppo ardenti di misurarsi col nemico, pure il pensiero <lel lettore corre spontaneo ai nomi di Saarbrucken ,vortb Colombey-Nouill;y, ecc. ' ' Il tempo necessario ad una divisione in marcia per lo spiega~ento dipende essenzialmente dalla formazione e dal terreno. Ad ogni modo si può in massima riteni>re che esso stia fra un'ora e mezzo e tre ore. Si noti che i perfezionamenti delle armi hanno accresciuto sino-oo larmente la potenza difensiva. Basta quindi ridurre al minimo la truppa coprente; il che, risparmiando forze e fatiche, serve ben -anche a togliere il ticchio dell'offensiva a qualche comandante di soverchio temerario. Tutta o quasi tutta la cavalleria di,·isionale sta in testa all'avanguardia. Spettano ad essa l'esplorazione in limite ristretto ed il collegamento colla divisione di cavallerfa lanciata in avanscoperta. Segue la fanterin, poèa. perchè 3olo destinata a combattimento dimostrativo où

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a semplice difensiva. D'artiglieria di visionale generalmente basta una batteria. Gli avamposti del pari che l'avanguardia hanno . per iscopo di guadagnar tempo. Principio fondamentale è per essi resistere fino a tanto clie sia n<:>cessario · e ripiegare appena la loro forza. principale abbia preso FOsizione di combattimento. Talvolta sono obbligati all'estremo sacrifizio, tal al!ra a cedere senza lotta. Il più arduo dovere degli avamposti è di conoscere le intenzioui avverse; per il che anzitutto si richiede prudenza, tatto, piena conoscenza delle condiz;oni e della posizione in cui dovrà combattere la truppa ~operta. . È pericoloso il so1o supporre che la batt11glia venga accettata lungo la curva di sicurezza e che. il grosso abbia da procedere fin là per prendere posizione. Sarebbe esporre gli avamposti a certa rovina, sarebbe far inutile getto di tempo prezioso, sarebbe correr incontro a sconfi lte parziali. Gli avamposti non dernno giammai attendere soccorso dalla truppa alle spalle, ed hanno finito 11 loro speciale mandato appena questa sia pronta a combattere. La loro indole dift-'nsiva, le armi da fuoco cresciute a tilnta potenw, il bisogno di non disperdere la truppa, impongono multa parsiruonia. Del resto il loro numero dipende ..più dal terreno che dall.a forza della truppa princ:pale. Ufficio deg\ avamposti è l'esplornzione e la sicurezza. La prima incomLe alla cavalleria, la seconda alla fanteria ed all'artiglieria. . Per la sicurezza C(•nyiene stabilire una prima linea di resistenza, occuparne con nuclei al:,bastanza forti i punti decisivi e guardarne gli interv;,lli mediant~ piccoli posti (3 uomini), i qu,di di giorno sorvegliano il terreno frap posto, di notte si ritirano intorno ai vo:sti _più grossi lasciando il serYizio alle pattuglie.


465 spiegarsi, a manifestare le sue intenzioni, e loftrae i.n inO'anno sullo stato del proprio esercito. Alla anterra 0 qu ale arma più lenta incombe più aspra fatica, giacchè necessità ad oO'ni istante impone il suo rapido concentramento alle s;alle; pure le sue qualità di resiste~za la rendono indispensabile. Sarà bensì rappresentata m rapporto minore delle altre armi, salvo il c~so. di terreno seminato di ostacoli e di circostanze speciali. IN GERMANIA E IN AUSTRIA

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RECENTI PUBBLICAZION1 DI TATTICA

Dietro l'arco dei posti avanzati stanno le gran guardie, e dietro esse la riserva, destinata a soccorrerli od a raccoglierli. Con tale disposizione è possibile mediante uno squadrone ed un battaglione guardare uno spazio da 5 a 7 chilometri di fronte e da 4 a 7 di profondità e contare sopra un guadagno di tempo di 2 o 3 ore. Come si vede, la disposizione proposta da Scherff non differisce gran fatto da quella della nostra Istruzione per l'ammaestramento tattico. Mi sembrano utilissimi i grossi posti di resistenza avanzata ai nodi di comunicazione, sulle alture che offrono larga vista, vicino alle strette ecc., tanto più in teatro di guerra coperto da notevoli ostacoli naturali e traversato da scarse e difficili comunicazioni; non vorrei tuttavia che ciò assorbisse sovercpio numero di truppe. D'altra parte il ritirare nottetempo le vedette ed i piccoli posti intorno ai grossi mi pare che tolga sorveglianza nel momentoappunto in cui il bisogno ne è maggiore, eh~ sia di nocumento alla semplicità e chiarezztt di iLlee e che possa produrre titubanza e sconnessione nel servizio. La truppa in ritirata è difesa e coperta. dalla retroguardia. Arduo è il suo còmpito: resistere al nemièo incalzante , afferrare i momenti opportuni per audaci riprese offensive , retrocedere penosamente serbandosi costante e ferma nelle situazioni più demoralizzimtti, procurare col sacrificio di sè tempo e spazio all'esercito battuto. La retroguardia, costretta a ricevere legge dal nemico, deve essere al possibile forte. Il suo rapporto con la truppa in ritirata dipende d~l terreno e dalla gagliardia . dell' inseguimento, ma più che mai dalla possibilità di avere truppe sufficienti al grave bisogno. La cavalleria. serve ai contraccolpi audaci ed improvvisi, l'artiglieria sacrificandosi costringe l'avversario a perder tempo nello-

Le ope.razioni che aprono la strada al combattimento conducono il comandante di un corpo. autonomo allo scontro col nemico, alla soglia della decisi·one tattica. Egli non può tutto; e però deve in parte. affidarsi ai comandanti inferiori ed a tal uopo tenerli al corrente dei proprii propositi e dei proprii concetti in general.e. Soltànto il comandante di -una divisione di fanteria, composta di tutte le armi, è in grado di sostenere per qualche tempo la lotta, 0 per tanto so~o. egli (od. un generale di comando più elevato) può ~tab1llre la serietà di un combattimento offerto dal nemico. Chi vi si decide ne assume la responsabilità; quindi deve essere in chiaro della situazione propria rispetto allt, truppe amiche e rispetto alle truppe ~emi~he. . L'autore, riferendosi al l O fascicolo dei suoi studi, stabilisce un divario ben spiccato tra offensiva pura ed offensiva difensiva (controffensiva) e mostra come .in ambo i casi occorra un periodo di passaggio ben defimto fra l'avviamento all'azione e l'esecu.zi·one completa della medesima, periodo che designa sotto il nome di ùi.trodu.zione. La quale costituisce un còmpito tattico speciale, distinto, dipendente dalle risoluzioni prese per la condotta del combattimento, quindi intimamente collegato col piano d'azione.

In un dato mòmento ed in i~n daio luogo essere più forte che l'avversario: ecco la condizione per la .A.NXO XYIII, VOL. 111.

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466 RECENT[ PUOBLICAZ!ONI DI TATTICA vittoria, condizione possibile solo mediante l'int-elligente offensiva. L e battaglie si distinguono in parallele o per schiera (Treffenschlachten) ed in obbUque o per ala (Flugel-

schlachten). L e prime proYengono dallo scontro più o meno fortuito di due masse, l e quali impegnano man mano le loro forze secondo il bisogno dell'istante, senza piano prestabilito, senza unità di direzione vigorosa e potente, senza preparativi per cogliere i frutti della vittoria. Sono le più frequenti, non esigono la scintilla del genio in chi comanda, nè ferrea disciplina, nè vasta e chiara intelligenza in chi obbedisce; ma generalmente vanno povere di risultati pratici. L e battaglie obblique, al contrario, mirando ad avvi-· Juppare o rovesciare un punto delicato nemico, sono più difficili, esigono in tutti maggiori doti intellettuali e morali, e colla vittoria assicurano i più splendidi successi. Nelle battaglie parallele l'introduzione non può essere altro che l'avviamento continuato e successivamente rinforzato fino a tanto che arriva lo stadio dell'esecuzione generale. Nelle battaglie obblique offensive, invece, scopo dell'introduzione è di riconoscere il punto dell'attacco principale e proteggere verso di esso lo spiegamento della massa; nelle battaglie obblique controffensive l'introduzione mira ad attrarre l'avversario verso quel punto in cui l'attacco si svolge più favorevole pel contrattacco. L'avanscoperta spetta alla cavalleria, la sicurezza alla fanteria, l'introduzione all'artiglieria; la quale in intimo accordo colle armi sorelle costringe il nemico a spiegarsi, ed a palesare i suoi disegni. Egli è perciò che il grosso dell'avanguardia generale deve essere ben provvisto d'artiglieria.

467 Per tal modo siamo arrivati alla battagli·a. Già prima che l'introduzione incominci, essa è preparata dalla disposi·zione, la quale ne stabilisce la specie (se offensiva, se controffensiva, so paralella od obbliqua), indica il punto decisivo, dà notizie generali sull e condizioni strategiche e tattiche ed evitando i minuti particolari, ripartisce le truppe secondo i casi prevedibili o verosimili: L'ordine invece attende che l'introduzione gli procuri ragguagli per diramare le istruzioni speciali e condurre poscia le truppe durante lo svolgimento dell'azione Lattica . La disposizione è data sempre per iscritto, l'ordine -soventi a voce e come si suol dil'e dalla sella. L'emanazione degli ordini netti, chiari, precisi è indispens;1.bile per tutto il corso della lotta. Troppo spesso prevale il principio opposto di abbandonare le redini sul collo alla truppa affidandosi al suo slancio, ovvero all'intelligenza e bravura dei subalterni. Soltanto l'unità di direzione continuata sino alla .fine con ordini semplici e miranti sempre allo scopo prefisso, può procurare il completo trionfo. Al comandante superiore fanno capo tutte le notizie, tutte le domande; le riserve stanno a di lui disposizione. Ricordi che il pilt delle volte i rapporti consistono nel!' implorare angosciosamente soccorso, e si tenga al possibile libero dalle impressioni gel momento. l;'{ CERMA:'ìlA E 1N AUS'fC\JA

La battaglia d'ala offensiva mira a schiacciare l'avversario con soverchianza di massa nel punto decisivo ed a tenerlo a bada su tutto il resto del fronte . Lo sfondare la fronte è operazione colle armi attuali stra.ordinariamente difficile. Rimane unica forma per l'ordine obbliquo l'attacco d'ala o di fianco . In tal caso .fianco ed ala si confondono tanto all'atto pratico quanto .nel significato militare della parola.


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RECENTI PUBllLICAZlONI DI TATTICA

L'ideale della manovra sarebbe avviluppare l'angoloestremo di un'ala avversa; ma ciò è difficilissimo perchè· · il difensore cerca sempre di appoggiarla sia ad ostacoli sia scaglionando le truppe. · Contro il punto decisivo bisogna ammassare in profondità tutta la forza disponibile. Si noti che l'espressione pimto perde tanto più del suo significato mate-· riale o topografico quanto maggiori sono le masse che · si fronteggiano; ora è costituito da un boschetto, ora, da un villaggio, ora da un notevole tratto di terreno_ Lungo il resto della fronte il combattimento vuol essere condotto colla massima economia di forze; d'onde il bisogno di dividere la battaglia d'ala in parte dimostra-· tz'va e parte dect'siva. Simile distinzione dell'egregio · autore non mi sembra, nè molto facile, nè mt lto opportuna, ed in ciò.mi trovo perfettamente d'accordo con un recentissimo scritto di. Boguslawski (1). Talvolta essa potrebbe inspirare nelle truppe · un concetto poco esatto sulla serietà della loro missione, tanto più che poco dopo si dice « per l'ala <limo-: strativa non occorrere difesa così gagliarda, nè offesa così vigorosa come per l'ala decisiv.a >>. Ammessa poi .la distinzione, mi sembra che siffatta regola non tenga abbastanza conto della resistenza gagliarda, indispensabile per impedire che il nemico sfondando ci metta in grave imbarazzo coll'attaccare a sua. volta i fianchi della nostra truppa destinata ad agire contro il punto decisivo. E però mi parrebbe più confor me alla natura della battaglia, ed eziandio alle idee. cui s'informa tutto il libro, il dire che la difesa va condotta con estrema energia, l'o:ffesa con ?J,Olta prudenza. .

(1) Ausbildung uncl Besichti[]Ung, oder Rekrutentrupp und Com·· Derlin, Mittlcr 1873.

pagnie. -

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IN G>ER)fANIA E IN AUSTRIA 469 Ad ogni modo l'autore, procedendo sempre per via un po' troppo speculativa, crede poter .stabilire che l'ala dimostrativa con una brigata di fanteria è in grado di ·tener. testa sopra una linea da 2000 a 2500 passi. L'azione sua è quasi il proseguimento dell'introdu·ziòne. Per simulare energia, crescere resistenza, immobilizzare forze avverse occorre buon nerbo d'artiglieria, la quale non essendo destinata a preparare grossi attacchi, va sparsa lungo il fronte, non già concentrata. La fanteria e la cavalleria basta sieno ben rappresentate fo prima. linea; spreco sarebbe il dar loro profondo ap.: ··poggio alle spalle. Pazienza, calma, sangue freddo, buon uso del terreno -e della fortificazione volante sono condizioni fondamentali ·pel successo dell'ala dimostrativa.

Man mano che questa si avvicina all'ala decisiva le forze vanno ingrossando. Quivi a preparare l'attacco della fantèria è assolutamente necessario il fulminare dell'àrtìglieria. La quale deve portare in prima linea ,tutti i pezzi e con unità di direzione concentrare i suoi tiri sopra i punti importanti. La fanteria che marcia · .all'attacco passa sotto le due zone di fuoco dei cannoni e dei fucili; e però l'artiglieria dovrà prima dirigere i suoi tiri contro l'artiglieria e poscia contro la fanteria. ·Una parte delle batterie d'attacco guadagnerà terreno ~olla fanteria; un'altra parte, meglio coperta, rimarrà ' <l'ordinario in posizione. Il successo dipende dall'attacco simultaneo della fanteria, dall'impiego opportuno dell'artiglieria e dall'intimo accordo delle due armi proseguito dallo stadio della preparazione fino allo stadio dello scioglimento. Nessuno può meglio provvedÙe a codesto accordo ed .ai particolari che valgono ad assicurarlo di quello che il comandante la ·divisione. È perciò che l'artiglieria


470 RECEN Tl PUBBLILI.ZIOì'U DI TATTICAdovrebbe essere puramente divisionale e comporsi di un i¾ brigata (a due reggimenti di quattro batterie ciascuno). per divisione. Calcolando tutti i necessari intervalli questabrigata (48 pezzi) occuperebbe la l unghezza di circa 2500 passi di fronte, massima per la concentrazione dei tiri contro il punto decisivo. Il corpo d'esercito per poter esser e diretto nel combattimento non dovrebbe contare giammai più di due divisioni, disposte 1 ' una accanto all'altra e formanti,. ciascuna per sè, prima, seconda e terza linea, quest'ultima ridotta ad un rnùiimimi di forza e di distania. Ne viene che la sua artiglieria riunita costituirebbe due brigate (96 pezzi) (1 ). .L'avere, oltre l'artiglieria div isionale cosi accresciuta,. una speciale unità d'artiglieria pel corpo d'esercito sarebbe dannoso, perchè questa nel combattimento non troverebbe posto, e fuori di esso costituirebbe un grave impedimento . . Rispetto all'artiglieria dr riserva d'esercito l'esperienza insegna che e.ssa o n·on ha preso parte all'azione,. od è giunta troppo tardi, o non ha potuto mettersi in batteria. La questione è ardua e merita di essere at tentamente studiata. Se da un lato hanno grandissimo peso gli argomenti esposti, dall'altro è pur d'uopo ammettere che in molti casi può essere non solo utile, ma eziandio indi-

(1) L'artiglieria tedesca entrò in campagna nel 1!870 con 4 batterie per ciascuna divisione, con 6 od 8 batterie per ciascun corpo d'esercito e ninna riserva d'artiglieria d'esercito. Con decreto 18 luglio. 1872 fu riordinata, formandos i, pd corpo della g uardia e per ciascuno dei prinii 11 corpi d'esercito, due reggimenti d'artigli<lria di campagna, ciascuno di 48 pezzi. Secondo le proposte di Seherff il numero dei cannoni l'imarr()bbe dunque invarioto.

4 71 ·spensabile che il comandante di un corpo d'esercito abbia ad immediata disposizione alcune batterie per rompere una resistenza inaspettata, per sostenere tr uppe che ripiegano, per respingere il nemico che incalza. Adottando puramente e semplicemente la ripartizione per divisione, tutta o quasi tutta l'artiglieria dell'esercito sarebbe impegnata sui primordi dell'azione, con grande accrescimento; egli è vero, della potenza offensiva, con grande profitto dell'armon ia tattica fra le varie armi, ma eziandio con per icolo che pei mille eventi successivi non rimanga artiglieria sufficiente per qualche operazione decisiva. Lo stesso autore sente il bisogno, in ispecie nella controffensiva, di una forte riserva di bocche da fuoco e la forma mediante la brigata di artiglieria di una delle divisioni . Mi limito ad esprimere codesti dubbi, avvalorati dalla recente organizzazione prussiana, lasciando ad altri più competeu'ti la cura di scioglierli. IN GE llllANl A E IN AUSTRIA

Un cenno sulla battaglia d'ala offensiva-dif ensiva · (controffensiva), descritta con tanta maestria. Questione principale si è di stabilire il punto decisivo pel contraccolpo. L'offensiva ha da fare con un obbiettivo fisso, la controffensiva con un obbiettivo mobile: ambedue mirano ad avviluppare un'ala nemica. La di'sposi'zi'one per l a controffensiva deve studiarsi di attirar~ l'attacco in modo da costr ingerlo ad offrire il fianco alle nostre truppe preponderanti eà. opportunamente schierate. Gli avamposti resistono fino a che tutto sia in.ordine, e l'avversario abbia più o meno svelato le proprie intenzioni. La loro ritirata volontaria può trascinare quest'ultimo ad un falso spiegamento. L'artiglieria della difesa esercita tutta la sua potenza prima che l'artigl ieria dell' attacco avverso in forza pre-


472 RECENTI PUDBLICAZIONI DI TATTICA ponderante abbia preso posizione. Dirige poscia i suoi tiri contro le colonne della fanteria e continua a fulminarle con unità d'azione, con concentramento di tiri fino all'estremo, sbandendo qualsiasi apprensione di perdere i pezzi. Della fanteria si è già a lungo parlato nel primo fascicolo; della cavalleria si parla subito appresso . . Sorvolo alle poche pagine che trattano della battaglia dì scontro e delle battaglie parallele; offensive e d'ifensù;e, per venire all'impiego della cavalleria; il quale non differisce qualunque sia la specie della battaglia. Anche nella battaglia la cavalleria potrà cogliere splendidi allori, quando sappia modificare le sue forme secondo la cresciuta potenza della fant eria. La sua situazione non è così sfavorevole come generalmente si crede. Condizione fondamentale d'ogni suo attacco è la sorpresa. Gli esempi eroici di squadroni massacrati devono insegnarle fin dove possa giungere il suo ardimento. In ogni caso g li stessi fattori i quali hanno costretto la fanteria a passare dall'ordine di colonna all'ordine spie-· ciolato, costringono invece la cavalleria a raccogliersi in massa. Colla massa soltanto essa è in grado d'avere la preponderanza t attica. Nell'introduzione la cavalleria può lanciare un ben assestato colpo, vuoi all'avan guardia del nemico mentre si spiega senza le necessarie precauzioni, vuoi ai di lui, avamposti che si ritirano o disordinatamente o troppo tardi. Una carica di fianco ben riescita porta scompiglioritardo, scuote il morale e svela i disegni. · Nel corso dell'azione, fìno a tanto che il fuoco man tiene la sua efficacia, la cavalleria poco o nulla ha che fare sul fronte. Bensì il suo slancio, la sua audacia, la sua forza concentrata possono utilmente essere messe a ·profitto contro i fianchi dell'attacco e del contrattacco;

IN (;.Ellìl!ANrA. E H'{ AUSTRIA

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fa però mestieri che si trovi sempre sottomano, perchè l'istante propizio ben presto scompare. L'accordo colla fanteria e coll'artiglieria è indispensabile. Senza di esso .gli squadroni si sacrificano inutilmente. Nel momento dell'urlo i ranghi si aprono, la massa si scioglie, le perdite si accumulano, ciascun cavaliere agisce per conto proprio. D'onde _il bisogno di una seconda linea, la quale con unità d'azione compia quanto la prima ha iniziato. Una terza linea è poi necessaria per riempire le lacune, per guardare dalle minaccie di fianco, per dare l'ultimo colpo, per inseguire. A queste tre linee, richieste eziandio, come si è veduto, dal serv:zio d'avanscoperta , corrisponde perfettamente la divisione di cavalleria a tre brigate. Per tal modo si ott iene unità successiva di comando nelle linee destinate a s'èopi ben distinti ed i brigadieri di cavalleria, ,c hiamati a caricare davanti al fro nte dei loro reggimenti, mlrano alla meta senza distrazioni alle spalle. Il comandante la divisione di cavalleria deve operare di concerto colla fanteria e coll'artiglieria, e perciò deve conoscere a fondo l'efficacia di queste armi. Egli occupa il posto che gli viene assegnato nell'ordinanza di battaglia ovvero ad un'ala della medesima; riceve dispo sizioni, non già ordini immediati; di propria iniziati va coglie l'ist_a nte decisivo ed avendo ognora esplorato il terreno e pronta la massa, lancia questa con estrema veemenza ed energia contro il punto d'attacco. La divisione è l'unità di battaglia della cavalleria. Ecco un altro argomento in favore della sua formazione permanente. L 'artiglieria a cavallo è impiegata sia a rinforzare l'artiglieria sul fronte, sia a rimanere in riserva ed a seguire la cavalleria nei suoi attacchi a fìne di assicurarne momentaneamente i successi. La cavalleria divisionale nella battaglia, il più delle volte ripartita per squadroni, sta alle ali delle divisioni


47J RECENTI rUBBLICAZ10I\I DI TATTICA di fanteria, mantiene le loro comunicazioni colle truppe vicine ed il contatto col nemico, e valendosi di qualsii:tsi riparo, spia ogni occasione nella quale il fuoco efficace delle armi sorelle le abbia preparata la strada a caricare.

Considerazione speciale merita l' ultimo capitolo (IV) l'inseguimento e la ritirata. Esso è scritto con rara conoscenza del cuore umano, con brio e vivacità singolari, con stile elevato, caldo, figurato ed adorno, quale difficilmente si riscontra in lavori militari puramente teorici . « La vittoria è nostra. Ecco il sentimento che tutti esalta, che solleva il petto del duce supremo come dell'ultimo gregario dall'enorme peso di commozioni, di trepidazioni, di responsabilità. In tale istante, di fronte ai torrenti di $angue sparso, di fronte alla truppa estenuata ed anelante riposo, per richiedere nuovi sacrifizi, nuovi sforzi, fa mestieri un grado straordinario di energica volontà, sia nelle alte, sia nelle basse sfere ». La fanteria insegue col fuoco accelerato. Tutta l' artiglieria accorre al galoppo sulla linea guadagnata e di Hb coi suoi pezzi .fulmina chi ancora tien fermo. La cavalleria con estremo vigore si lancia all'inseguimento, circuisce, urta, sciabola, abbatte, semina disordine e strage. Arrivando ai fianchi del nemico in ritirata con qualche colonna, l'effetto mor ale è incalcolabile; la rotta si cambia in disfatta, la ritirata in fuga. L'ala dimostrativa può avere l'incarico d'una simile operazione, la quale allora riesce talvolta all'avviluppamento, cioè al più splenpido trionfo da una parte, alta catastrofe dall'altra. Nella riti"rata l'artiglieria deve durare imperterrita a proteggere la fanteria rovesciata; essa è il suo scudo, la sua àncora di salvezza. Il sacrifizio dell'artigliéria e della cavalleria può impedire che la ritirata degeneri in fuga, può dar tempo a riaversi, a profittare del terreno, degli errori o della spossatezza nemica per tenere di

l~ GEIUL\i\l.\ E IN AliSTI\J.\

nuovo testa e forse alLrove, a qualche ma~cia dal campo di battaglia, per riafferrare il ciuffo della vitto:ia._ . Nella ritirata, pii1 ancora che in altre operaz1?~1 d1 guerra, occorre energia di volontà, chiarezza eh . idee, ser enità di mente. Molte volte non è battuto chi non si crede battuto. Del resto il raccogliere le truppe sconfitte, il riformarle, il rialzarne il morale per ~ncominciare da capo, non sono più questioni di teoria.. « ~a loro sol u:r.ione spetta intera alla storia, - solo grndice competente fra vole1"e e potere ».

Codesta verità, colla quale finisce il libro, avrebbe dovuto indurre l'autore ad abbandonare tratto tratto il campo tal ,,olta arido ed astruso della pura speculazione, per dare con esempi storici risalto, evidenza, colorito ai s~oi ammaestramenti. La storia, per chi sa valersene con !Il· tellirrenza e coscienza, per chi sa tener conto delle mille circistanze che modificano le varie situazioni, per chi sa leO'O'ere attraverso il velo delle n.arrazioni più. o. meno oo • . esatte, è lo splendido faro che proietta luce v1v1~s1ma sui principii tattici. Essa soventi dispensa dal ricorrere a classificazioni e distinzioni, le quali per quanto larghe-, per quanto elastiche, mal possono cal~are a tu~ti i casi: comprendere tutti i precetti e non d1 r ado mvece ~ 1 il1uminare annebbiano e confondono le idee fondamentali . E tanto roeO'lio si addiceva la dignità della stor ia ad un'opera scritta con stile elevato e maestoso, con lingua ricercata, con frasi, modi e figure attinte dal mondo classico ad un libro destinato ad essere molto l etto, molto discusso, molto studiato ed a servir di guida a non pochi ufficiali nelle guerre avvenire. ORESTE B ARA'l'IEitI

Capitano di fanter•ia.


RIVISTA B!BLIOGHAFICA

-RIVISTA BIBLIOGRAFICA

·Saggio di ge<>t1.1•afia .stt•ategica per il colonnello G. SmoNr. ; le~/L volume m 8° d1 770 pagine. - Torino 1873, bip. Can-

s.otto. questo :modesl~ .titolo il colonnello SrnoNr ha or ora :arn cch1to la scienza rml:tare d.1 un .Pregevole lavoro, e la gio, vent_ù stud10sa .del ~ostro ~ser~1to gh deve saper grado di averlo ·formto ~na gu ,~a ~1cura dt cm ~~a veramente sentilo il bisogno. I pochi t~attat1 d1geografìa !)11l1tare cho avevamo non rispondono suffì~1~ntemonte alle e~1goniie dei tompi e dei progressi ··dell'arte m1htare. I t.rattali scri~ti da. stranieri hanno poi sempre un valore ~ela!Jvo pe_r poi, derivante ~al. ~~n~o di vista speciale per cui furono sc;r1th. e perchè poch1ss1m1 .s1 occupano dello cose nostre c~n quell.~rdrna d idea e quella ncchezza di dati che sono ind1spensab1h a conoscersi. libro d.el Si~~ni è pre&"ev_olis.sim~ non solo per purezza cli .l'.noua, ordme d 1d~a. a fac11lta d1 esposizione, ma pel concetto 'era_meuta earatter!st1c'? del suo Ja_voro, che è' quello di dimo'Slra~ ~ la_ stretta 1 ~laz10_ne eh~ y1 ha fra la teoria dei bacini .geooiafic1 e 1~ teoria 901 t~atr1 d1 guerra, od in altra parola, pel concalCo d1_ p~rre 1n 0v1d~nza cho )I sistema dei bacini fu -e sar~ s~mpre 1_1 , ero determmante dei teatri di guerra O dei teatri di operaz1ono,-secondo l'ordino a cui appartiene il bacino La geografia strate~icai e in generale la geografia militare: era pe~ lo passato dai più studiata, non come .scienza in ~è ma un1tam~nte .a(la storia e all'arte militare. ' ' Allo studio cr1t1co . ~i una campagna, vuoi ipotetica , vuoi r~almen~e. avvenuta, s1 faceva sempre precedere una descrizione m1.1Jt.ara del terreno che fu teatro di "uerra o che avrebbe pot~dto ~1ventarlo; . si studiava l' importan~a di 'tutti i grandi .acc1 en ti geografici, sia considerati per so stessi, sia in rela-

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zione fra di loro, e su questo accurato studio si basava la critica delle operazioni esegu itesi, o si stabilivano i criteri per,· quelle a compiersi. Possiamo quindi dire che la geografia militare da scienza. principale che essa è, come quella che ,stabilisce i cardini attorno ai quali devono necessariamen te aggirarsi le scienze consorell.e, la storia e l'arte militare, si presentava invece quasi · come uoa deduzione della prima e un ausiliario della seconda. Oggigiorno invece la geografia militare ha vita tutta sua propria e si presenta veramente come una scienza indispensabile a conoscersi da chi seriamente vuole attendere a studi· militari. · Essa ritrae dalla storia militare le provo di fallo della assennatezza delle sue deduzioni, e fornisce all'arte militare gliele-menli indispensabili su cuì basare i suoi studi. Il .libro presentatoci dal colonnello Sironl si divide in quattro . parti. · . Nella prima che serve d'introduzione è dello che cosa s'in-· tende per geografia militare in genere o per geografia strategica in particolare, definizione necessaria perchè gli scrittori, militari vanno ben poco d'accordo nel determinare i limiti che dove avere la geografia strategica rispetto alla geografia fisicopolitica. · L'autore ci dà quindi la terminologia strategica, o poi prendo ad esame i principii di geografia strategica, analizzand0 accuratamente il valore militare, sia assoluto, sia relativo dei vari accidenti ge0grafici, vuoi naturali e quindi aventi un'aziono pressochè costante nella varie operazioni mili tari, vuoi artificiali, la cui azione cioè si svi! u ppa, si modifica col nascere, svi lu p- . parsi e modificarsi di questo ente, dipendente interamente dall'attività, dalla ricchezza, dall'intelligenza e dalla costituziono politica di una determinata nazione. Premesse queste idee d'ordine generale, come fondamento dello studio a farsi, l'autore passa alla loro applicazione, trattando nella parte seconda e terza delle condizioni generaligeografico-strategiche dell'Europa e più propriamente dell'Europa centra le, nella quale- risiede oggidl jl centro di-vitalità e-. di civiltà. Nell'esame di queste couclizioni geografico-strategiche, il Sironi fa astrazione dal !' assetto politico, riservando:,i nella parto quarta ed ultima di vedere quali modificazioni questo assetto politico, a più specialmP.nte le linee di frontiera arrechino alle condizioni geografico-strategiche di una determinata regione. L'autore divide l'Europa centrale in tra grandi regioni, settentrionale, media o meridionale, e considera ciascuna di esse·. come se fossero tre grandi teatri di guerra. Dall'esame generale di ciascuna di queste regioni, egli passa . a qnello delle singole parti in cui possono ritenersi suddivise r ispetto ai grandi accidenti orograflci, e queste parti sono studiate come teatri parziali di guerra o come particolari scac-chieri del teatro pri nei pale. . ·


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RlVlSTA

La regione setlonlt·iou.:i.le che comprende i ùacini della Vistola, dell'Oder, dell'Elba, (~eno la concà boema), del Weser e d~l basso Reno, !Jon è cons1-lerata che come un unico teatro ~1_guerra, no~ riscontrandosi in essa erra.udi accidenti oro"'ra0 t1c1 da de,termrnar~ teatri parziali di g~erra . La regione mc~ia, cioè la danubiana, che comprende l'intera vallata del Danubio, gran parte del bacino del Reno _e quello -supe,r10re del la Senna, non polcmdo, per le accidentalità orografiche ed _idrografiche di grandissimo ralorè, essere in alcun 1~1odo co.11s1derata coma formante un solo teatro. è div isa dalhrnto1:o 1~ tre _grandi tca lri di guerra suddividen tisi alla loro ·volta 111~~1v~rs1 scac~hieri o teatri parziali. . Le ragwm strateg1~h.e obbligano a riunire in un solo teatro d1 guerra I due bac1m centrali del Danubio, che geogralìca•mente s1 esteuderebbero dalla gola di Orsova a que11::i di Waitzen e cl.a que~ta .al la stretta cli Passau. Anzi è necessità stralerrica eh; n~r teatn ,cli guerr~ del f!ledjo e alto Danubio ai bacini rispettivi di dello nume s1 rnglobrno altre regioni idrografiche ad esso · estranoe sotto l'aspetto puramentt~ rreoO'rafico . ·così la regione media dell'Europr ceri tralo viene ·divisa nel modo seguente: Gran te~lr.o di guen:a 9rientale, comprendente i· teatri di guerra ~arz1ah o. scacchieri strategici del Danubio inferiore e del medio Da_u~b10 .. e 9uelli bosno-serbo, ungarico e schiavonecroato (bac1n1 rnf~rwr1 della Drava e Sava); Gran le~tr9 di guerra centrale, comprendente i teatri di guerra par1.1ah del Danubio superiore, della Boemia e .Moravia dell'Aar; ' Gran le1:1tr,o di guerra occidentale comprendente i tentri di guerra parzial i.de! Reno medio, delI' alla Seno a e della Saoona. Fmalmente I autore passa a considerare la regione meridionale dell'. E,uropa centrale, dove abbiamo tre grandi teatri di guerra, c10e qu el!o dell'alta Drava e alta Sava. quello del Rodano e quello del bacmo del Po. · Nel! 'es.aminare uua determ inata regione ed anche so lo un tea.tro. d1 gu~rra, 1'au t~re c! dà anzitutto la sua demar.cazione, qu10d1 esamma ,gli a_cc1_deJ?_L1 or9grafici che ne segnano i limi ti, euumer!31:3clo_ le p_ar,t1 d1 plu f~c1l e o di più_diffici le accesso, poi 1~ cond1z1~rn1. oro,_drogra.fìch~ rnterne, le v10 di comunicaziono -sia fe~ro.Y1ar1e, sia ordrnar1c, facendo spiccare l'importanza g~a_nd1.ss1n:i1:1, .c~e le prime. di q~1este hanno assunto nelle O erazwm ~ 1lltau, dovendosi oggi sceO'IIere quasi esclusivam pt 'le grandi ?-rter1e ferr:oviari<=: ~ome lin~e di operazione. stant:ciJ: altr1~eut1 sarebbe 1p1poss1b1le. I' a_ppr9vvigionamento delle inge!lli 1:nasse d1 uom101 e cava 111, d1 cu, compono-onsi rrli esercT 11 od1~rm, tenuLo conto aHre~l deìla rapidi~à dello lor3 mosse. . L, au tore enumera. po , gli oggelt1v1 pr mcipali e secondari ~~~i~~~do 11011 solo 11 loro valore strategico, ma anche que!IÒ .?l'inalme!1te ~on. fatti storici, attinti specialmente d~lle guerre ,p111 recenti,. ch1ar1sce ed avvalora l'esposizione data. Quando viene a parfare del teatro di guerra del bacino del

lllBLIOGI\AFICA

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Po, che, come vedemmo, 'appartiene alla regi~ne m::.:ridional~ dell'Eurooa centrale, il colonnello Sironi non s1 accontenta pm di UU semplice esame str<1tegico, ma, trattandosi di COSé3: Che tanto ci interesrn, scende a più minuti~ ed accurata analisi non solo di queste importantissimo bacino, ma eziandio del l'intora regione italica, facendone oggetto tetta la parte snconda del suo pregevole lavoro. L'lta1ia è da lui divisa in tre grandi teatri di guerra che sono: 1° Il settenLrionale, che comprendé tutta la valle padana, cioè il territorio compreso fra le Alpi e il golfo ligure, l'Appennino toscano e l'Adriatico; 2° Quello del l'Italia cen trale , limitato a nord dall'Appennino settentrionale, a sud dalla linea Garigliano-Sangro e ad oriente ed occidente dal mare; · 3° Il tealro di guerra dell'Italia meridionale, com prendente il resto del!a penisola a sud della linea Garigliano-Sangro. ln un capitolo apposito si tratta del valore strategico delle n ostre isole principali e della loro difesa. Al teatro d1 guerra del bacino del Po l'autore dà, a Fagione, UD; grande va lore militare e pc,lilico, perchè comprendo due lerz1 circa dell'intera popolazione d'Italia ed i maggiori elementi di vitalità del ia nazione per fertili tà di suolo e ricchezze industriali e commerciali. Con ciò però non viene alla conclusione, sostenuta da taluni, che perduta la valle del Po l'Italia debba disperare delle sue sorti. Il teatro di guerra del bacino del Po vien suddiviso in tre ·scacchieri o teatri parziali di guerra. li primo comprenderebbe l'intero Piemon te e la riviera ligure, e sarebbe solo limitato ad oriente dal Ticino, dalla stretta di Stradella e dalla Magra. Questo teatro di guerra è collegato con qll(~llo del Rodano dalle lineR di operazione del Sempione, del grande e piccolo s. Bernardo, del Moncenisio, del Monginevra, del Colle di Tenda, della strada della Cornice, e da altre d'importanza secondaria. Le strade del Moncenisio e di 111ouginevra non formano strategicamente che una sola linea di operazione. L'autore espone come la strada della Cornice presenta come linea di operazione principale serii inconvenienti quando l'invasore non sia assoluto padrone del mare. . . Se in,vece l'esercito nemico fosse sicuro da l lato di mare, ed .anzi potesse fare di questo base di operazione. in tale caso, impadronitosi dell'oggettivo Genova, potrebbe con ardite mosse .prendere di rovescio il grande oggettiYo del teatro I di guerra dell'Italia settentrionale, cioè la posizione Piacenza-Stradella, ed entrare direttamente nel teatro di guerra dell'Italia centrale. L'importanza della linea d'operazione del grande e piccolo ·S. Bernardo è ·oggidì assai diminuita e la sua difesa si può dire interamente subordinata a qu.ella della linea Mouceuisio-Monginevra, perchè, una volta forzata questa , potrebbe essere seriamente compromessa la ritirata stessa delle truppe da Val d'Aosta; quindi l'qutore ne deduce la necessità che i passi del .Moncenisio e del Monginevra siano fortemP,nte sbarrati.


480

RIVISTA

BIDLIOGRAFICA

Vorrebbe solidamenlo for tificata Genova dal lato di ·terra o· di mare, e se per quest'u ltima parte vi ostano condizioni firia n-· ziarie, desidererebbe almeno che il vortico dell'angolo formato dai due contrafforti dell'Appennino o cho racchiudono questa città , vonisse trasformalo in un solido campo triacerato. Dimostra il .grande valore stratogico della posizione Stradella-Piacenza, oggettivo principale di questo teatro di guerra, ma, vorrebbe però conservata Alessandria come doppia testa di ponte per pote.r manovrare liberamente sulla Bormida e sul Tanaro, stanteehè, essendo quostn città punto di convergenza do! principale sistema stradale dell'alta yalle del Po, sarà sempre luogo imp ortantissimo di radunata e di manovra per le nostre truppe. A completare la posizione Stradella-Piacenza vorrebbe a Pavia una doppia testa di ponte per assicurare il passaggio alJ.o nostre truppe, che si ri tirassero per la sinistra del Po, ed anche por padroneggiare il basso corso del Ticino. li secondo scacchiere del tuatro di guerra dell'Italia settentrionale sarebbe limitato dal Ticino , dal Po, dall'Adriatico o dalle Alpi; comprenderebbe cioè l'intero territorio lombardoveneto. Quest.o .scacchiere viene poi suddiviso in due scacchieri par-· ziali dall'Adige. . Lo linee principali di operazione sono quelle del Gottardo e, dello Spluga, che lo pongono in comunicazione col teat.ro · di. guerra dell'alto lleno; quelle del nlaloia, di Heichon e del BrennP-ro, cho lo pongono in comunicazione col teatro di guerra dell'alto Danubio, cioè col teatro di guerra centralo dell'Europa modia; finalmente le linee pei colli di Toblach, della Ponteba .e di Adclsberg, che formano IA comunicazioni col teatro di guerra parziale dell'alta Drava e Sava. L'autore dimostra come, non essendo in nostro potere l'altavalle del Ticino, del Mincio e principalmente quella dell'Adige, il valore difensivo déllo .scacchiere di guena lombardo-veneto sia oltremodo menomato. L'obbiettivo principale di questo teatro parziale di g uerra è, secondo lu i, il possesso ciel Po, a difosa del quale risponde la posizione Piacenza-Stradella; ma perchò questa difesa sia veramente va li da occorre una grande testa di ponto a Borgoforte, solidamente collegata con lllantova, od in altre parole, dove essere convertito in un gran campo trinceralo l'intero Serraglio. Percbè poi le nostre truppe possano liberamente manovrare· sulle due s;ionde del Mincio e doli' Adige, Peschiera, Verona, Legnngo dovrebhero CJssere trasformate in doppie testo di ponte e un'altra testa di ponte vorrebbe pure essere costruita a Boara. · A Verona dovrebbe essere distrutto il campo trincerato che sta sulla destra dell'Adige e invece pih solidamente rafforzato. il possesso della sponda sinistra, ed in ciò I' autorn non è a·accordo col!a Commissione della Camera, incaricala doll'esame dei lavori sulla difesa dello Stato, la quale nella sua relazione dichiara apertamente che colle condizioni strategiche derivanti dall'attuale confine fra l'Italia e l'Austria, qualsiasi fortificazion e,

a Verona sarebbe più di danno che di vantaggio pel nostro esercito. . . . · d l' · t , Quanto a Venezia,. 11_ S1ron~ ne mett~ rn so o impor anza sia come piazza mar1tt1ma, ~ia come piazza _terres;re. , . Finalmente il terzo scacchiere del teatro d1 ljl"Uena dell ~talla settentrionale, risponderebbe _a quella zona triangolar~ _d1 terreno che avrebbe il suo vertice a Strad.ella, per_ catett 11 Po. e l'Adriatico e per ipoten~sa quel tratto d1 Appenmpo che sta fra la Trebbia e la !llarecch1a. . L'obbiettivo di questo teatro di guerra sarebbe 11 possess~ della cinta dell'Appennino, il q1:1al possesso per la natura dei due versanti, rispondereb))e poi al poss~sso del. versante meridionale o diremo megho. toscano dell AppenJ?IIlO stesso. L'auto~e è d'avviso che la posizione Stradella-Piacenza e quella di Mantova-Borgoforte, sjno a _c~e stanno _in .nos~ro po_tere, ~~udono impossil;>ile al nemico dt 1mpadromrs1 ~e1 pas~1 dell Appennino, a meno che questo avesse ~n ese~c1to ~osi forte d~ lasciarne una parte a paralizzare l_'az1one d1 quei. due campi trincerati. Egli vorrebbe pero for tificata Bologna m modo eh~ fosse non un gran campo trincerato, ~? solo come. una testa ~1 ponte, che assicurass~ I? sbocco o la ritirata delle nostre truppe per le due important1ss1me strade della f'.uta e della Porretta. Riassumendo quindi, vediamo eh~ la d1fes~ del gran te~tro , di guerra dell'Italia settep.triona:le s_1 .appo~g1erebbe al . triangolo avente i suoi v~rtic~ nelle. pos1z1on1 d1 Stradella, ~1 Man: 1.ova e di Bologna, d1 cm le prime due sarebbero grandi_ campi trincerati a cavaliere del Po, e la terza come u1;1a testa ~1 P?llt~ la quale ci assicura il possesso e lo sbocco_ dei du~ .Pnn~1pa)1 va fichi dell'Appennino, eh~ pongono_ la r~g1on? em1llana mdiretta comunicazione colle un portautl valh dell Ombrone e ·del Sieve. .,. · f t l f · t Questo gran triangolo di d1_tesa, ~m orza o su s~o ron e dalle teste di ponta di Alessand~1a, Pav.ia, Vero~a, Legnati oi Boara, fiancheggiato a destra dalla piazza d1 Venezia, ed ,:i sm1stra d_a. quella di Genova (campo trincerato), dovrebb~ poi essere sol_I_damente còlle()'ato col teatro di guerra dell'.Itaha centrai~ e p11.~ particolarmente colla Spezia. per mezzo d1 una_ ferrovia e d1 buone strade ordinarie, a sicu_rezza delle quah converrebbe _ . fortificare la posizione di B0bb1o. È fac ile vedere in questo caso quale 1~portanza av~ebber~ nella difesa del teatro di guerra settentnonale,. le piazze d1 Genova, Spezia e Venezia se l'Italia potesse liberamente muovere le sue forze sul mare. . Veniamo ora al teatro di guerra dell'Italia centrale, _1rnp_ortautissimo perchè racchiude in sè il principale oggettivo italiano, Roma. . . _ , Lo studio di qnesto tealrt! d1 $Uerra s1 ap~e con ,alcuni;} çonsiderazioni sul valore strategico d1 quella porzione d Appenmno, che da Piacenza alla Cattolica divide l'Italia penins!1lare_ dalla continentale. Sono poste in rilievo le conseguenze der1vaD;tl dal~a direzione trasversale di questa linea montana, cb~ taglla obhquamente le linee di operazione ehe dal teatro dt guerra del-

ÀNNo: ~vm, VoL, m.

,, I

3.1


482

RIVISTA

l'Italia centrale conducono in quello dell'Italia continentale; sono enumerati i valichi e i nodi più importanti , ed è dimostrà.to il valore difensivo delle varie posizioni che vi si incontrano . Queste linee di operazione si riducono a quattro, di cui una si svolge nel versante adriatico e le altre tre nel tirreuo. Enumerati i cara'tteri delle singole linee, l'autore nè deduce la loro importanza, studia le varie posizioni difens-i've che incontransi lungo le, linee stesse, dimostra quale sia l'azione strategica dell'Appennino, che separa le linee d'operazione del Tirreno da quella dell'Adriatico, rinserrando quest'ultima contro il mare. Da questo studio particolareggiato egli fa emergere l'importanza dei contrafforti orientali'dell'Appennino e della piazza di Ancon11 sulla linea dell'Adriatico, della valle di .Magra e di Civitavecchia· sulla linea del littorale tirren0; delle valli del Sarchio, del Sieve e dell'alto Aruo, della stretta d'Incisa, del Piano di Arei;zo, delle città di Perugia, Foligno, Spoleto e Terni sulla linea di operazione che corre lungo la sinistra del Tevere, e della posizione Todi, Monte Pegliv., Orvieto1 che collega difensivamente la Ìinea d' operazione ora detta coll'altra che corre lungo la dest.ra del Tevere, cioè colla linea Empoli, Siena, Ra1 dicofani, Viterbo: . Quest'ultima linea d'operazione, che corre sulla. destra del Tevere, è intimamente collegata strategicamente colle altre due, cioè con quella cei;itrale e con quella del littorale tirr@o, e vuol$i considerare come una succursale indispensabile di queste, permettendo essa cli pl'endere di fianco e girare molte delle posizi~ni, che la difesa potrebbe occupare lungo le due li)lee. I punti più importanti di questa linea sono Empoli, Siena, l'alta valle dell'Orcia e· Bolsena. Venendo finalmente a parlare di Roma, l'autore sostiene che la sua importanza non deriva solamente dalla sua · situazione politi?a, come si crede da molti, ma dall'essere essa il punto • 1n cur convergono tutte le strade che dall'Italia settentrionale e centrale tendono verso il mezzodì della Penisola, eccetto .• qut1lla del liitorale adriatico. · . Ora la linea d'el . littorale adriatico è pochissimo adatta a grandi operazioni militari, perchè non vi ba che la ferrovia che prosegue su Foggia, donde un ramo volge su · Napoli , e l'altro conti'nua lungo la costa sino a Brindisi, i;oentre l'unica strada ordinaria praticabile a corpi d'esercito, giunta a Pes'cara entra negli Abruzzi, di lì scende su ·Napoli, òbbiettivo principale del teatro di guerra dell'Italia meridionale. attraversando lo fortissime posizioni· di Popoli, del Piano di · Cinque Miglia di Isernia e di 'Capua. , · ' Ne consegue quindi che le linee di operazione veramente di una importanza capitale, una volta giunif.e all'altezza delle valli del Potenza e del Chieuti, non soo.o che le tre, le qu·ali corrono nel versante occ!de!}la!e dell'Appennino, e che, cpme già si disse, convergono e s1 rrnmscono a Roma. Nelle attuali condizioni stradali Roma è unita a~ teatro di guerra c1ell'Halia meridionale da una .sola linea di OP.erazioue

BlBLl0GRAFÌCA 48'3' veramente importante, e questa sarebbe la linea Roma-èapuaNapoli, o Capua-Caser,ta. Da Roma a eapua questa liinea di operazione avrebbe a sua disposizione dl!le strade ordinario, una delle quali fiancheggiata dalla ferrovia . . La prima sarebbe la strada Roma-Vellelri-'l'erraoina,..Capua attraversante per buon tratto, cioè da Velletri·a Gaeta, una zona di paese povero~ malsano, sprovvisto di strade secondarie, sia para)lel!3, sia trasversali a quella che si considera. ba seco,nda e prmc1pale strada sarebbe quella da Roma per Valmontone:.. Ceprano-Gaeta, dove si unisce alla prima . La ferrovia da, Roma a Velletri segue la prima delle ora dette strad·e, poi rag:giuag:e a Valmontone la seconda e la segue sino o (;apua; poi prosegue sino a Caserta e Cancello, dove giunta con un ramo scende a Napoli, e coll'altro va ad Eboli, donde dovrebbe colitinua1re per Potenza sino al liltorale jonio. Nel caso che un ottimo sistema di strade ordinarie, e· una ferrovia venissero ad unire gli Abruzzi a Roma, questo falto, oome dice il Sironi, tornerebbe forse più a vantaggio deMa difesa che dell'offesa, sia nel caso che un esercito nemico muovesse su Roma dal nord , sia in quello che venisse dal• sud. Da questo esame egli deduce la necessità che Roma sia fortificata validamente o ciò non solo per ragioni politiche, ma auche per ragioni strategi'che. · Passa ndo al teatro di guerra dell'Italia meridionale, e c0nsi.: deratolo come avente oggettivo ·principale Nap0'li, e quindi· ìl p~ncipalissimo Roma. l'autore, dopo·avere notato eome·questf>' teatro di guerra sia diviso dall'Appennino, che lo' taglì'a: l@ngitudinalmente in du,1 zone, percorse ciascuua da una linea di operazione, dimostra come la linea di operazione del littorale adriatico, moveodo da Brindisi e Taranto, giunto a Foggia debba, per le condizioni stradali , per la natura stessa del terreno ·che dovrebbe percon-ere, e finalmente per la giacitura dei due grandi obbiettiYi, piegare ad occidente e prendere•per oggettivo Capua e il basso Volturno, venendo così a congiungersi coll'altra linea di operazione del Tirreno. . Quest'ultima linea che è la principale avrebbe. il suo· ca'po nelle Calabria, e per Eboli condurrebbe da una pal'te a Napoli , e, dall'altra a Capua e Roma. Anche qui· l'autore mette in rilievo i caratteri; l'impòrtanza e i raprorti reciproci fra le due linee, e s;vo lge una serie di considerazioni atte a chiarire l'importariza della piazza di Capua, e della Conca Aquilana, la quale, benchè compre,sa nel teatro di guerra dell'Italia centrale; pur nulla di meno è intimamente collegata anche col teatro di guerra ·mel'idiona:le. Posto fine così all'esame della parte continentale e penin-sulare dell'Italia, il co,lonnello Sironi passa ad un succinto esamè delle isole, e dimostra la necessità ·per l'Italia che siano solidàmente fortificate le importanti posizioni strategiche di Messina per la Sicilia, dell'isola della Maddalena per la Sardegna, dell'isola d'Elba, di cui parla trattando del teatro di guerra delt' Ital'ia centrale. Parlando della Corsi.ca e di Malta fa vede:re come il non ap.. :


484RIVISTA partenere queste all'Italia ci torni dannosissimo per la sua difesa generale, molto più. poi che queste isole per la grandezza e sic1.u:ezz.a dei .loro porli e. rade ben rispondono a sostenere operaz1orn sul lrttorafe continentale fatte da potenze la cui marina sproporzionatamente forte rispetto a quella dell'Italia le rtinderebbero, in caso di guerra, padrone assolute dei mare. Nella parte quarta ed ultima sono esaminate le modificazioni apportate dagli attuali confini politici delle diverse potenze alle condizioni geogratico-strategid1e precedentemente indicate. li confine italiano verso Francia non porta quasi alterazione alcuna alle condizioni strategiche determinate dal sistema orografico, tranne nella valle della Roia. · Per quanto riguarda la Svizzera, fatta astrazione d<-Jlla sua neutralità, abbiamo già accennato come il non p(:)ssesso del Canton Ticino riesca perniciosissimo all'Italia per la sua difesa. Però considerata la costituzione politica della Svizzera e la quasi impossibilità che questa potenza abbia a muover guena all'Jtalia da sola, è eviden te che le truppe italiane arriveranno sempre in tempo ad occupare i colli del Gottardo e de! Berna_rdino od almeno la forte posizione strategica di J3ellinzona prima che lo facc iano gli eserciti di altre potenze. . E . qui poniamo fine al resoconto di questo pregevole lavoro del colonnello Sirçni1 dal cui studio gli ufficiali nostri non potranno a meno di ricavare un gran profitto, vuoi per la conoscenza del terreno sotto l'aspetto militare, vuoi come uno dei me~zi più sicuri per facilitare gli si.udi della storia e dell'arte militare. Il baro,netro aneroi,Ie 11er l' ap;n•ezzameuto del te1•1•eno nelle 1•icognizioni ,legli uffìcinU delle co:mpagnie "fpiue, per FRANCESCO HAMONDA, maggiore comandante il io riparto di compagnie alpine nel distretto militare

di Torino. - Torino, 1873, Stamperia Reale. - Opuscolo di 28 pagine.

L'.opuscçlo che annun_ciam.o è degno, sotto ogni riguardo, delt-.Jtleuz10ne dell'eserc1Lo, sra per la fecondità del concetto che lo informa, sia per il modo pratico e concreto col quale tal concetto viene sviluppato o discusso. .L'autore premelte, .i~ una succosa iutro~uzione, che oggidì al contatto de1 gomiti del passato conviene in tutti i rami d.ell'arte dell.a guerra sostituire il con tatto degli spiriH, e s1 propone di cooperare a questa trasformazione de.Ile cose noi caso ):!articolare della tattica, . e più specialmente ancorà dell~ s~ud10 e della cono.sce.nza del terreno per parte degli uffic1alt delle compagnie alprne, lraltando dell'uso del barometro aneroide per la determinazione speditiva dell 'altimetria di una zona di terreno da rappresentare con curve orizzontali . . L'opuscolo è diviso in quattro .Pa~ti, nel \e quali sono successivamente toccate tqtte le quest1om relative alla determina•

.BIBLIOGRAFICA

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iione ·ctelle differenze di livello mediante il barometro ordinario e mediante l'aneroide. e relative all'impiego di quest'ultimo nelle ricognizioni topografico-militari. . Così nella prima parte viene descritto l'a~eroide ed esposto 11 pr.incipio sul q~al~ si 1:on9a il suo uso,. sono d1~cusse le cause che influenzano le rnd1caz10m del medesimo, ed e fatto un pa·rallelo fra il barometro a colonna e l'aneroide sotto il punto di vista · speciale della determinazione speditiva delle differenze di li vello non maggiore di 3 a 400 metri Nella seconda .Parte sono esamin!ite le. cond.iz.ion_i cui dev.e soddisfare un aneroide da adoperarsi per ricog01z10m nelle Alpi, è sono le· ~eguenti: . . . l • Esser(;) graduato dì confronto col le osservaz.1001 _barometriche di una località scelta per base della zona m cm deve . . · d" servire; 2° Essere poco sensibile agli effetti dei cambiamenlI 1 tempP,ratura; 3° Essere graduato e costrutto in modo da segnare le maggiori pressioni nella località. . scelta com~. ba.~e, onde serbare tutto il campo della graduazione a Jocal1la pm elevate; 4° Essere graduato in millimetri anzichè in po.Jlici, affine di risparmiare calcoli di riduzione. · NEilla terza parte l'autore esa?3ina il metodo secondo il quale deve essere adoperato l'aneroide, ed a.mmette col cap1t!in~ inglese Fawcett (1) il pri.ncipio <lolla ri~uz1one delle os,servaz10m alla medesima ora , e sV1luppa la teona sulla quale e basata la formola semplicissima che propone per l'uso io campagna. Finalmente nella quarta ed ultima parte de~suo lavoro! l'au: tòre tratta doi casi pratici ed esamina le circostanze lll cui potrà riuscire utile all'ufficiale delle compagnie alpine l'impiego dell'aoeroide. Coocludendo, aggiungeremo solo che ci auguriamo che le idee esposte dal maggiore Ramonda vengano valutate come lo meritano l'importanza dell'argomento e l'utilità reale che dalla loro retta applicazione ne deriverà .all'esercito. (},escli·lclitliche ' lba:rste,l lung dei• Ptinzerungen und E{sen-Constructionen (iii• Befesl'igungen • 'iibet•• liau11t, inil Al.:tf;alut der vorziiyUcl,sten Baten. aus ,len beziigliclien. §cli·i essvet•suclien. tmd den Scliiffspmizerunyen. (Esposizione storica delle corazze e delle

costrnzioni in ferro per le fortezze in generale con indica-: zione dei più importanti, da(!i ri(erentis'i agli espenmen~i di tiro ed alle corazze pei navigli) . Von EmL GLANZ Fre1herrn von AICIL\. - Wien 1873, Seidl und Sohn.

Sotto questo titolo, il signor Emilio GLANZ barone di Aicha, capitano nello stato maggiore del genio austriaco, addetto al (l)

v, Cronaca ?'11,ilftare estera

del 16 mal'tg 1878, ·


486 comitato militare tecnico ed amministrativo, ha pubblicato un lavoro interessantissimo e meritevole di una speciale attenzione per parte di chiunque si occupi di cose militari. È un bel volume d'i 260 pagine con 7 tavole diligentemente disegnate e, come lo dice il titolo del libro, contiene una r elazione ora succinta ora dettagliata ma sempre chiarissima e stesa in ordine cronologico di tutti· gli esperimenti fatti in materia di coraz2Jature per opere cli fortificazione dai primi tentativi ai tempi di Gustavo Adolfo, fino alle più r ecenti costruzioni del 1872. Nelle brevi parole colle· quali l'autore presenta il libro ai suoi lettori, egli dice essere stato suo scopo quello di riempiere una piccola lacuna nella letteratura militare; e questo scopo ch'egli indicò con tanta modestia di forma noi dobbiamo pur riconoscere che fu perfettamente raggiunto, poichè se non mancavano le pubblicazioni che parlassero anche diffusamente delle esperienze e dei progressi fatti nella costruiione delle armi da tuoco e specialmente dei cannoni rigati, non avevamo alcuna opera che accennasse alle. c0struzioni di armature in ferro almeno nella loro applicazione alla difesa dei forti. Una delle cause per le quali nessuno prima del sig. capitano Glanz abbia pensato a scrivere su tale ramo della scienza militare è probabilmente la l&ntezza dei p1,1ogressi che finora furono fatti, i11 confronto agli splendidi risultati che si sono ottenuti nel campo epposto, nella costruzione cioè delle armi da tiro e dei proiettili. Se infatti l'ultima parola in materia di cannoni non è ancora pronunziata si può però ritenere che ·ben poco resti a fare, quando si abbiano presenti le most11uose. macchine dell'Armstrong e del Krupp, a meno cbe non si vogliano prendere sul serio i cannoni scavati in piena terra ideati dalla fervida mente del Verne per mandare proiettili dalla terra alla luna. All'incontro, in fatto di armature siamo ancora, si può dire nell' infanzia dell'arte, ed il problema di una costruzione iu ferro od in acciaio contro la quale vadano a colpire inefficaci i terribili proietti a punta conica ed esplodenti, che il genio della distruzione ha saputo inventare in questi ultimi tempi, è ancora ben lontano dall'aver trovato una soluzione. La stes"Sa opera del capitano Glanz ne è una prova conveniente, avvegnachè tutte le esperienze da lui esposte e desunte dai rispettivi rapporti ufficiali non costituiscono che una serie d'insuccessi in confronto almeno dei risultati che ciascun proponente di una nuova armatura I usingav·asi di ottenere. Dovunque le espel'ienze sieno state fatte, jn America od in Europa, in Austria o in Francia, a Shoebury,ness come al camDo rli S. Maurizio, le lastre di acciaio, comunque disposte e ri'nforzate, si sono spezzate e squagliate come neve sotto l'azione dei medesimi proiettili cbe, secondo i calc-0li degli inventori delle corazze, avrebbero dovuto rimbalzarne lasciandovi appena la traccia del loro colpo. · Se adunque resta ancor tanto da fare per portare le costruzioni in forro per le· opere di difesa ad un grado corrispon-

BIBLIOGRAFICA

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dente alla forza distruttiva delle attuali armi da fuoco è a · sperarsi che molti si dieno all'opera ed applichino il loro ingegno alla ricerca di un' armatura che possa essere adottata come elemento efficace nel sistema di difesa negli Stati. E per tuttJ quelli C?,e si prefiggeranno s) importante s_cop~t il libro del signor capitano Gla.nz sarà un vero tesoro d1 ut1l1 cognizioni, come lo potrà essere per chiunque lo legga col ~olo proposito di tenersi al corrente delle opere militari e della militare letteratura.

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.MARTINI CAE.LO,

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gerente


INDICE DEL TO~IO JH

ANNO XYIII

Luglio Delle leve sui giovani nati nel 4850 e 481H e delle vicende dell'esercito italiano da, .1• ottobre 4874 al 30 settembre ,1872 Pag. I regolamenti di esercizi e di evolu:r,ioni per le truppe a piedi in Austria ed in Prussia- O. BARATIERI, capitano (cont.e fine), Intorno agli ordini di marcia dei Prussiani nella campagna del 1866 in· Boemia - LucmNo DEL MA YNO, ma.ggiore nel 10• fanteria . . . . . . . . . . . . . . . . . ,, Le sostanze esplosive adoperate in guerra - Dott. GIROLAMO .!1IAn1, già uffioiale nell'esercito . • . • . • . . . . » Lavori (ji difesa dello Stato - "'** (cont. e fine) . . . . n Rivista bibiio9ralìca , , , , , . • . . . »

IS 33

70 408 436

'173

Agosto ., Pregiudizi tattici·- a. ÙRBRO, maggiore di stato maggiore. Pag. 477 Le sostanze esplosive adoperate in guerra - Dott. GmoL,rno MARI, già ufficiale nell'esercito (cont. e fine) . . . . ,. 2'17 Sul regolamento provvisorio 24 febbraio 1873 per gli esercizi a piedi ed a cavallo dell'artiglieria francese - LUIGI PELLoux, maggiore d'artiglieria . . . . . • . . . • . . ,, 247 Ragguagli e appunti per servire alla compilazione di una storia · della campagna del 4866 - LUIGI CHI.!LA, capitano . . » 262 Recenti pubblicazioni di Tattica in Germania e in Austria ORESTE BARATIERJ, capitano di fanteria ' » 294 Rivista bibliografica . . . . . . . . . . . . . » 34 4

Settembre. Studio sull'efficacia del fuoco di fucileria (con annessa una tavola litografica) - FILll'PO FoN10, oapit:zno nei bersaglieri. Pag. 32~ Nuovo indirizzo a darsi alle istruzioni del!' artiglieria di campagna dopo la riduzione della ferma - TANCI\EDI SAI,BTTA, maggiore d'attiglicria . . . . . . . . . . . • > 361 Paradossi tattici - c. AnIONINO, capitano . . . . . . ,, 38·1 Appunti (id osservazioni sulle navi corazzate, sui cannor1i di gran potenza e sulla difesa delle coste - G. CAssou, capitano > 4,t 9 Il moschetto ai cavalleggeri - S&TTUIO DEL FnATE, capitano » 448 Recenti pubblicazioni di Tattica in Germania e in . Austria ÙRl!STE_BARATIERI, capitano di fanteria 1> 456 Rivista bibliografica • . . . . . . ~ 476


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RIVISTA MILITARE 1873 TOMO III by Biblioteca Militare - Issuu