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RIVISTA MILITARE 1871 TOMO IV

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MILIT ARJ~ ITALIANA RACCOLTA MENSILE DI SCIENZA, ARTE E

.STORIA MILIT ARJ

OEL L'ESERCITO ! TAL I AN O ~

Serie III. -

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Anno XVI.

r.romo IV.

FIRENZE

ROMA

Via Cavour, N" 8:

Piazza del Gesùl N° (7.


STUDI

DIFESA D'ITALIA CON'l.'lNUAZ ION E.

Yegi'asi la dispensa. del settembr~ 1871.

Propr1:etcì letteraria.

XIX.

ilirenze 1871. -

Voo.llEP..A CAP.to Tipoiraio di

s. M.

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Le considerazioni fin qui svolte intorno alle piazze del quadrilatero conducono alla conclusione, che le più importami pc,· noi sono Legnago e Mantova, ma questa ultirnn specialm ente. In quanto a Legnago, attualmente nelle più deplorevoli condizioni difensive, saranno danari assai bene impiegati quelli che si destineranno a migliorare di molto le sue fortificazioni, rafforzando spe cialmente le difese sulla sinistra dell'Adige. Per tal modo cotesta doppia testa di ponte, coll'altra di Badia , assicurerà il passaggio del basso Ad ige e concorrerà cli molto alla difesa atlfra delle provincie venete; difesa che non potrJ nel più dei casi essere sostenuta con ogni vigore e corrisponcl<pn!,e risultato oltre i c.olli Eugnnei e monti .8erioi1


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~TUDI

. N~ssuno ignora come questi offrano stupende posiz1_om che, rafforzate con opere campali opportunamente dwposte e non girabili, perch è appoggiale ai fianehi da Ve rona e da Venezia, ed alie spalle da Legnago stessa, son~ ~a natura d~signàte a sostenere una parte important1ss1ma nella difesa della nazione contro 0o·li attacchi i quali provenissero dal nord-est.

xx. Mantova, piazza che si presta cotanto per una difesa p~, ~iva, tr?va5.i ezia_ndio in pos~z.ione _strategica folicu-s1II_Ja; giacchè potrebbe ··concorrerè ' potentemente all'attiva difesa delle linee del Mincio, dell'Adige e del Po, quando gli sbocchi della piazza mede~ima non fos ~ero ta.nto inceppati dai suoi laghi, che appena lasciano hb ero 11 suo fronte sud-ovest; notando inoltre che a,;~rnti a I iuesto ultimo esistono terreni paludosi e molto fra. st, gliati. . . . · ,litro inconveniente assai grave sorge, qna_l naturale co 1seguenza dell'estensione ·tragrande che .prendono le ac rue· del Mincio nei pressi di )fantoYa; e consiste nella m, laria che si respira in tale città e nei suoi dintorni.; 1~ quale potrebbe essere fatale ad un esercito che vi stLbilisse i suoi accampan:enti per una· lunga durata od anche per poco in certe stagioni dell'anno . · L 'arte può bene attenuare cti mollo l'uno e rit1tro ·c1i qu e~ti i?com:enienti; ma, ollrecchè essa non potrà mai tot:herh appieno,· sta in fatto che bisognerebbe profonde :·e t:son per ottenere un soddisfacente risullato: questo po t. s1 :are~be ad ogni modo aspettare per una lunga se1'l6 d anm, quantunque la popolazione stessa immensamente sia interessala al suo conseguimentò.

SULLA

DIFESA D'ITALIA

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Se tale stato di cose deve sconsigliare a trasformare Mantova nel più formidabile ridotto di difesa dell'Alta Italia e .grande perno q.i operazione sulle linee strategiche delle quali tale piazza può esser centro; cionullameno bisogna tenerla sempre in gran conto per la difesa nazionale e, cercando di rimediare in un limite consentito dai nostri mezzi ai suoi gravi difetti, ridurla per guisa da ritrarne ogni utile possibile. In siffatto intend_imento, sovra tutlo; converrà collegarla intimamente colla gran testa di ponte da crearsi quasi di pianta in Borgoforte, che è il punto più indicato per assicurarci il passaggio superiore del nostro mag:gior fiume nel tratto che corrisponde alle posizioni eminentemente strategiche nelle quali avverrebbero le · più ostinale e decisive lotte che l'Italia fosse eostretta a sostenere nel proprio territorio. Basterù forse- che i fortilizi di collegamento fra Mantova e Borgoforte si estendano solo a monte di queste due piazze; irnperocchè verrebbe per tal modo sbarrato il lato occidentale, che è il solo alquanto debole, del gran triangolo costituente la forLissima regione detta . del Se1·mglio; .Jirnitala dal Po al sud, dal Mincio al nord-est e dalla linea Curtatone-Borgoforte all'ovest. Per conseguenza non si tratterà in ogni caso di dare ·a q ueslo gruppo di difese un'estensione esagerata, nè di spendere per esso moltissimo. Infatti da ~1antova al Po ci, corrono appena Hl chilometri, per cui tre ·o quattro forti di eollegamento sarebbero sufficienti: inoltre; non potendo, per le ragioni sopra esposte e per quelle che si aggiungeranno fra breve, fare del gruppo medesimo il ridotto della difesa, non occorrerà che questi .forti, n~ quelli della stessa testa cli ponte sieno dotati di quel.grado di re-


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STUDI

sistenza che sarebbe ad essi indispe11sabile allorchè facessero parle di tale ridotlo. Semplici opere in terr<l di grande profilo e con una certa profondi!;\ d'aequa nei fossi. munite di ricoveri pei difensori ed armabili con artiglierie leggiere potranno soddisfar'e egrngiamente aUci scopo. · D'allra parte, predisposta pertal modo l'azione auiva di ì\Iantova sul Po, sarà sempre foc: ile ritrmTe dalla medesima tutte quelle riso1·se che occorressero tanto alla testa di ponte, che alle opere <li collegamento. Ben vedesi poi che, anche <Juan<lu non si nbbia mezzo per molto tempo di completare questa parte essenzialissima della nostra difesa territoriale, vi si potrebbe supplire abbastanza efficacemente con opere occasionali. Quetlo che però so.1nmamente importa il non differire, si è di completare In rete ferroviaria di tale reo·ione o ' costruendo i tronch i Parnia-)lautora e )Iodena-:\Iantova per .Borgoforte, la linea Cremona-Man tova-Lcgnago, la quale, ridiscendendo verso Po per RoYigo e Pon Le Lagoscuro, melta in direlta co municazione ferroviaria Bologna col basso Adige e colle due piazze del quadrilatero che più c'interessano.

XXI. Ma, per lo stretto legame che esiste fra le nostre piazze di fronti.era al Veneto con alcune della stessa regione che si appoggiano al Po, ci siamo spinti innanzi tempo a parlare della difesa interna della Pet1is0Ia; onde fa duopo il ritornare un po' indietro per dir qualche cosa della difesa della nostra frontiera alpina dalla valle d'Idro fino a quella. del B.oia., presso

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SUJ,LA DlFESA D 1TALI.\

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Ventimiglia, nonchè della difesa della superiore Yalle del Po e delle altre chC' a questa sono tributarie fin presso a Piacenza. Anche rclatirnmente ,1 questo lungo giro <li frontiera ed a questa vasta regione continentale giova l'iferir:;i all'opinione manifestala dianzi circa il modo con cui si potrebbe provvedere c!licacc!Jlente nlla dilesll auiva e passiva delle fron lieee, senza impegnarsi in gravi :;pc:-,e clic non sarebbero a suflìc- icnzu compensale dal l'isultato ottenibile. Saranno per couseguenza da 11wntcnersi iu buono slato e coJ1venientement.e armati i forti di Rocea d'Anfo, Bard, Exilles, Fenestrelle, Vinadio e Ven timiglia, senza perù spendere somma alcuna nè per migliorarne, nè per rafforzarne le difese. Chè, a tale uopo, si potrù sempre fal'e irr poco tempo quanto siaspeclienLe, <1 llorchè se ne presenti il bisogno; anche perchè non si tralla per lo più di trasformazioni, ma solo di qualche batteria, o buon rieovero , od avanzata da aggiungere per aumentarne la forza difensiYa. In guanLo ai varchi del Tonale, dell'Aprica, dello Splug:J, del S. Gollardo, ciel S. Bernardino , dell'Ossola, del )fonte Cenisio, della Yraita e del Colle di Tenda, i quali sono eompletarn enle aperti, soltanto si dovrebbero studiare per ora ben bene le posizioni per concretare il da farsi a tempo opportuno onde sbarrare con ope,.e di circostanza quegl'i.rnportantissimi rotabili a<'cessi al nostro paese, che, insieme agli altri meno i111portanli e più diffi cili n supf11·11ssi, verrebbero attivamente contrastati dalle truppe ausiliarie locali. Se si riconoscessero per quald 1e pu:;su tali clillìcollà loeali da non polel'si ripromE'ltcre, in circostanze di imminente guerra, l'eseguimento clelle opere occorrenti di difo~o in breve tempo , allorfl c0nvcl·rà costruire


SU LLA. DTFESA , O'ITAl,IA

STUOJ

qualche opel'a permanenle, ma ristt·cua il più possibile onde non le abtisogni che un piccolo presidio e non impegnarsi in forti spese. Quanto si è fin qui detto pei passi alpini è a maggior ragione applicabile a quelli doll'Apennino ligLire che possono avere molta influenza nella difesa attiva di questi ultimi.

dere l'iniziati va e porta:·e la guerra nel pa~se che c~ avesse provocalj. l'Ila deve anche p:ovvecl~rs1 con ,ogm cma al caso in cui questo atto d1 energia non iosse attuabile per ragioni militari o pol_iticbe ; allora hl salvezza della patria fin dai pri mordi della guerra, non potendo farsi che un morncnta~1eo assc.gnamento sul)o sbarramento artificiale dei passi alpestn, comun_q:1e sia slat.o allestito, deve riposarsi anzi tutt~ sul~e ~ehc1 operazioni strategiche e tattiche dell'eserc1to, mt1mamente collecrate mediante una rete di s1ritde numerose e ben dispiste fra loro e con una linea ~i difesa.ab.bastanz~ distante dalla frontiera da consenLtre ogm hbe1tà di movimento dei corpi operanti e da evitare . agglo.me_razione inopportuna di 1ruppe allorno a piar.ze {orti.

XXII. Riguard o poi al creare, nelle regioni di cui parliamo, nuo-ve piazze di qunlch c importam:a ()] p.iecle degli ultimi contrafforti delle .\lpi o nelle pian ure che poco se ue discostano, ovvero anche fra gli Appennini che a ponente della valle di' Bormida si èlc·vano fino a LOccar le Alpi marittime, non ho che ,n·Herirmi a quanto già si espose parlando in genere delle piazze frontiere. In un paese frastagliato da tante ferrovie cd ultre eomunicazioni quasi tutte com odamente c-arl'eggia bili , non bisogna farsi assolutamente aleuna illusione sul valore di lali piazze, quando un poderoso esercito nemico non si.a arrestato, nei suoi movìmen1 i aggressivi, dalle nosLre fol'ze allive sui campi cli battaglia oppo rtunamente scelli e <la esse ricaccialo fra quelle gole cli montagne che avesse osato di violare . In conclusione, ogniqualvolln scoppiasse una guena e le nostre front iere del Piemonte e dPIJa Lombardia fossero minacciate, è da sper,wsi che le nosire fo rze attlve si ·troverebbero così possenti per numero, spirito 1:nilitare,. organamento da potel'e imm ediaLamente pren-

Hicordiamoci che queste ultime, se rnolto prossime alln frontiera, saranno sempre girabili, a meno ~he no11 si tengano così fitte e di tale im portanza. da 1~tereeuare assolutamente ogni strada ed obbhgare 1.l nemico ad impossessarsi di alcune di esse pl'ima d1 procedere oltrr. . . . . ~fa, anche avendo questa serie cont mua eh piazze fro:1 tiere, il vantaggio ehe per avventura se ne co~·se1,·uircbbe nel primo stadio della guerra, non cor 1:1sp~~nde1'ebhe a quello di una ba1tagliu g.u~~agn_ata m campo aperto. Condannandoci fin dallo ~rnr.1~rs1 delle oslilità ad oper(lzioni essenzialmente d1fe~s 1ve: verremmo in certo modo a soffocare lo slanci~, l entusiasrno delle noslre migliori tru ppe, c·he, giostrando ali H'no di quelle fortezze, ben presto pel'derebbero n~olt? della confidenza in se stesse ; la quale, n~n . m.m discompagnata da so1ida organJzzazionc. e d1~c1plina la pii'1 rigorosa e con fid enza n ~ L. st~prein I ca~1, non può non condurre ai più splend1d1 r1:mltamenll.

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Per quanto però l'esercilo sia valoroso , benP- islrulto e meglio comandato, se le circos lanz<· lo portano a far la guerra in p1·opria casa, saFà sempre maggiore la fiducia sua nella villoria quando sappia che, allorquando , malgrado i più eroici sforzi, non fosse riescito aù arrestare il nem ìco, ha sempre una linea di ritirata sicura dietro cui stan no posizioni ouim e rese ancor più formidabili dall'arte bene applicat.:1, sotto l a protezione delle quali può ristorarsi dei patiti rlanni, ricevere i neC'essari rinforzi, approvvigionarsi. Ben presto comprenderà come il nemico, il quale senza dubbio avrà dovuto pagare a carn prezzo i propri successi, dovendusi ognor più allon tanare dalla sua base ,l'operazione e non avendo nemmanco ritrovato sul suo cammino alcun punto di appoggio (chè' piazzefrontiere non se ne avranno lasciate ìndietro), ·sarà costretto a far sosta, a concen trarsi ed aspeltarc dei eonsiderevol i rinforzi prim a cl i proseguire le sue ope1·uzioni aggressive . li guadagnar tempo in caso di bauaglie pel'dute gli è un immenso vantaggio, una necessilà eui solo puossi provvedere apparecchiando in tempo di pace linee cli rlifosa abbasLanza i11teme, scelto opportunamente ìn ispecie riguardo alle comunicazioni e per modo che, fra l'altro, osso linee abbiano ad avere tma estensione minima, no11 possano essere se non se molto difficilmente girate, o· forza te , e consentano che sia dato di opporre sempre il grosso delle forze sul punlo minacciato. Per noi la linea difensiva, che verso la Francia presen ta quesli indispensabili requisiti, è appunto quella Casale-Genova col centro in Alessandria. ,~: tanto nota l'importunza ed il rnlore di siffatta linea) che non giova spender qui pal'ole per dimostr;J.re

che se ne debba fare grandissimo assegnamento pelle evenlnalità di Do·Ùerra in cui le ostilità fossero portate . . fin dove le vallate di Bormida e Tanaro, le ptù 1mportanti del!' Appennino ligure supe1·iore, si perdono in quella del .Po. Conviene ammettere necessariamente che, allo stato attuale delle cose , la parte più debolf· di (:otest;i linea, e che esige purlicolare attenzione , consiste nel tratto Alessandria-Casale. Ad esso fanno capo le principali e pìl1 direlle comunicazioni coll'Ital ia centrale, col basso Lombardo, col Veneto: perciò si presta in sommo grado per le operazioni offonsive e difensive del nostro esercito . ll medesimo J?OÌ ha una grande azione su tutta la vallata del Po, <love 4uesto è gi~ divenlatu un os!acolo formidabile . D' altra parte , il dominio che ha sulle piazze Alessandria e Casale, la serie di colli.ne frn esse racchiuse e pressochè dovunque accessibili, nonchè la difficoltà di sorveglia,.rne efficacemente ogni shocco e le convalii fra le due piazze comprese, rendouo assai imperfettamente predisposta ad una buona difesu siffatta parte della linea in discorso. ·D'uopo è perciò rafforzare convenientemente un tale tratto di linea, precipuamente allo scopo di mantenerci assoluti padroni del passaggio del .Po anche presso Valenza, di render facili e sicure le comnnica1.ioni fra Alessandria e Casale, di migliorare ed ampliare, giusta le esigenze dell'arte moderna, le di fesr di entrnmbe quesle piazze, ma in particolar modo della prìma come quella che è re,,lmenle la ch ia, e della posizione. Anche a Genova, considerala solo come punto estremo di siffatta linea difensiva, converrà far quakhe cosa onde meglio rnuni1·r:: aleun.i. punti geboli del_le cir~ostan.t.i


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posizionC di terrà. Ma .di .tal piazza parler~diò -nel s~·gùito più distesamente. Per quanto però possa rendersi migliore questa buona linea di difesa colla necessaria sistemazione delle sue fortezze, cionullameno essa è ancor troppo avamata e nòn è, nè potrebbe essere debitamenle collegata coll'altra linea difensiva inferiore, la quale, appoggiandosi medesimamente al P,) sulla sua sinistra, si · J)rotende fino al Tirolo, per non potere essere anco ·girata qualora il nemìco .disponesse di un esercito assai nu,tneroso. Imbaldanzilo dalle vittorie che l'ave~sero condotto fin sotto il campo trincen,tò d' Afossandria, pùr sémprè lasciando un poderoso corpo d'osservazione innanzi a questo e forzata l'estrema destra della nostra linea difeasiva impossessandosi di Casale, potrebb'egli col grosso dell'esercitò spingere le sue 0pCr<;tzioni in Lombardia, cercando poi di concentrare i suoi sforzi coritro Pavia e Piacenza. In tale contingenza il nostro esercito sarà costretto a ritirarsi verso Piacenza in tutta fretta e diet't'o il versante meridionale dello Appennino, pér non correre il rischio di ess~re taglialo completamènt.è fuori dalle sue linee "di ritirata, anzi rinchiuso in Alesw sandria stessa. - Egli· è p'ercfo éhe, .à. mio credéré, se 'fa . d'ùopò. di 'ip~ortare i sovract:;ennati· 1t1igli.orarnenti alla linea dì operazione Genova -Alessandl'ia - Casale, non ocèorre però spingere le éose tant' ollre da renderla coli' arte formidabile fino a quel massuno· grado che deve raggiungere il ridotto della difesa:; giacèhè, siccome si è {I.etto, il nemico, già s.econdato dalla sorle delle armi, con un colpo ardito pottebbe girarne l'estrema destra; . nel qual caso il nostr,o miglior partito, anzi l'unico, 'Sarebbe quello cli abbandonare là linea, lasciando in Ale-ssa.adria le sole forze occoi-revoli a sdstene-lle u-n

SUl, L.\ DIFESA' D'ITALIA

tegolare assedio, e· coprendo 6on un buon nerbo di truppe Genova, che· assolutamente non si dovrebbe in al,cun caso abbandonare alle sole sue fortificazioni, considerandola anche semplicemente quale piazza.di terra-. Geno,·a, occupata fortemente, obbligherebbe il nemico a mantenere un grande esercito innanzi Alessandria onde non correre il rischio di un atlacco di rovescio che potrebbe costringerlo a levarne l'assedio ed ab- . bandonare Gasale . Ove infalli uoi ridivenissimo padrou-i della grande linea, otterremmo anche l'itnportanl.issimo risultato d'intercettare all'avversario, che si fosse spinto verso l'Italia centrale, non solo tùtle le sue comuni~ cazioni col proprio µaese, ma ben anco ogni linea di ritirata. Da queste considerazioni può dedursi che Alessandria ·hon debb'essere valutala qual perno di manovra, uè grande piazza di deposito, nè quale piazza di grandi concentramenti cli qualche durata dopo un movimento retrogrado del nostro esercito; ma siccorpe punto di appoggio dell'esercito fintanto d1e questo· può tenere la campagn~ nella vallata supe riore del Po ect in que.Jiè che le sono tributarie, e siccome piazza fol'le che estenda la sua azione sulle colline circostanti, onde non sia esposta nè ,ad un investimento effottuahile con .poche truppe, nè al bornbarclam.enfo con mezzi campali. Per tal modo l'inimico sarà costretto ad a~Testar-'v1si . innanzi, quantunque ·difesa dal solo presidio; con molte fc>rze ed a non ag.ire efficacemente · contro di essa prima. di avere fatto avanzare i suoi parchi ed approntate le batterie d'assedio occorrevo li. l?er le quali. operazioni gli s~rà giuoco forza perdere maggior tempo di quanto possa. occorrere a noi per organizzare, da Genova, un · ritorno offensivo su Alessandria, pgssibi.h-


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SULLA DJFESA _D'ITALIA STUDI

mente combinato con le operazioni sulla pianul'a della parte più poderosa della nostra truppa. llipetiamolo, bisogna fare senza ipdugio noll poco per Alessandria e le sue attinenze, avvegnnehè le sue attuali difese sono d'assai imperfette e dominate, e perchè hanno WJa sfera d'azione troppo limitata; ma non ('onviene molliplicurvi opere su opere onde trasfo1·marln per lo scopo rni è destinata, ritenuto che non è <lessa la piazza sotto la cui protezione un ìntero esercitu abbia per un tempo indefinito a rnanorrarc. Il trasformarla con quest'ultimo intendimento parmi sareblw un errore, dovendo essa solamente prestarsi per una cl ifesa energica bensì, ma sostenibile anche con poca truppa. Nè convenà mai lasciarvi il grosso delle nostre forze oltre il tempo necessario a concentrarsi per muovere offensinm1en!~, od a riordinarsi onde riprendere l'offensiva, ovYcro qnanto l1asta per potere effettuare in buon ordine: la ritirata su Pi acenza o su Genova od anchP. Yerso entrambi coteste piazze, lasciando pel momento al solo presidio di Alessandria la cura di dìf~derla.

xxnr. Allorq uàndo le operazioni del nemico contro Ja hosfrà gnmde lrnea di difesa Casale-Alessandria-Genova avessero procedulo con tale esito da eosLringere il gr~sso delle nostre I l'Uppe ad un' ulteriorE!' ritirata, se noi nvremo fol'temente oceupalll la posizione di Pavia e trasformala Piaeenza, colle avam:al:e di Stradella e Pizzighettone, in una Yera pia1.za forte e c:impo trincerato permanente, i vantaggi ottenuti dal nemico stesso non po-

trebbero essere fecondi per lui di ulteriori decisivi risultati: nè manco egli potrebbe invadere sen1.a grande rischio la Lombardia; in quantochè il possesso di quelle due piazze manterrebbe noi in grado cli manovrare ~opra entrambe le riH~ dei Po per una v~sta estensione e di altaccarlo di 11anco od nlle spalle quando ed oYe fosse di nostra ronvenienza. Sarebbe invero desidel'abile, nel senso cli non moltiplicare i punti fortificati, che in!~1·iormente ad. -~ essandria. Lrn il Po 0 l'Appennino cs1tesse una pos1z10ne solo a poche marcie dn quest'ultima piazza, la qu~le posizione opportunamente preclisposla yotesse ~erv1re di ridotto sia relativamente al quadnlatcro, sia alla JiDBa d'npernzione e difesa Casalc-(,.enovo.; ma questa posizione· nnn l'abbianio se. non s~ in. Bologna, ~he disla da Alessandria :2/4.!i. ch1lomel.n, d1 troppo, cioè, per potere lasciare d0l tutto allo scoperto,. affidata quindi unicamente alla difes.i. delle forze al.t1.v~, ~ma così grande, ricca e strategica.mente imporlant1ss1rna zona di territorio. Ecco il nr.otivo per etti non si può aclcliriLlura soJ L,11·~ da Alessandria e GenoYa c1 nologna, ma per contro si deve ricorrere cHl una piazza intermedia situata mollo bene, come appunto lo è Piacenza, per mantenere la libera comuuicazione fra le due sponde del Po e col versante Tir1·eno dcli' Appennino fino a Genova e Spezia, e render assai urriscli iatn. per il nemico l'invasione della Lombardia qna111 1mque sguarnita cli piazze forti. ì\ta glì attuali fortilizi di Piacenza sono ben poct~ cosa, ove si eccetttù, fino ad un certo punto, quelh oltre Po. Bisogna <1uincli rassegnarsi a far delle spese per costituirne una buona doppia tesla di ponte e piazza di collegamento. Soltanto sarà sommamente raccomandabile per essa, come per tutte quelle che non sono destinate ad essere ANNO XVI, V OL.

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grandi pel'ni di operazione, quali ritengonsi Genova e l\Iantova, od il ridotto della difesa, di non molliplicare le opere, ma di ridurle ad una sola lin en, distante quanto fa d'uopo dal corpo di piazza e c;ostiluita da forti staccati dotati bensi per se medesimi di resistenza massima, ma però nel minor numero possibile, dovendosi per le piazze di tal fatta avere costantemente in mira il renderne possibile una lunga ecl energica difesa ezianclio con un presidio limitato.

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SULl,A DIFESA ,, D 1TALIA

per guisa verso il Po da rendere il piano, che da queslo le separa, una stretta molto utile in ispecie per proteggere la ritirala nostra su Piacenza, non sarà il cas~ di pensare fortificarle in modo perman~nte, ma d1. erigervi buone bé1tterie al momento del bisogno.

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xxv. XXIV. Abbiamo accennato, qua.li opere avanza.te di l 1iacenza, Pizzighettone e Stradella. È Pizzighettone una piazza abbastanza in ordine, ma non scevra di difetti di qualche gravità. Non pensiamo però che sia il caso cli doverli togliere in modo radicale, potendo bastare il provvedervi all'evenienza con lavori di eircostanza; chè trattasi di una fortezza del tulle secondaria, il cu i possesso non gioverebbe gran fatto al nemico per la sua estrema vicinanza a quella di l'iacenza br.ne altrimenti importante. Riguardo alle alture di Stradella (•I), che si avanzano

Per la difesa di tutta l'Italia continentale non avremmo dunque da costruire alcuna nuova piazza di guerra, se si eccettui una testa di ponte sul Po presso Valenza, il che non è 0Ta11 cosa. Bisognerebbe invece trasformarne radical~ente o rinforzarne otto, cioè: Genova Alessandria; Casale, Pavia, Pi acenza, l\Iantova con Borgoforte, _Legna~o ~ Verona. . . ,. Peschiera, P1zr.1gheltone, le teste d1 ponte dr Santo Maria l\Iaddalena, Boara e Badia sarebbero migliorate con mezzi occasion ali quaJJdo si dovesse pensare a metterne in assetto l'armamento.

XXVI. (1) Stradella è il punto pih stretto della \'alle del Po. Quivi ne vengono a morire gli ultimi contrafforti doll'Appenoino ligure. Ìl cannone· di Stradella può battero ovunque nella vane od anche portar proietti fino alla riva sinistra del fium e, giac()hè tra il paese ed il fiume appena corrono tre o quattro chilometri ; poco più in $ U cd in giù la valle si allarga subilo oltre i dodici chilometri. M

te Alpi si clìfendono dall'Appennino e dal Po, a farsi dal punto in cui questo nostro maggior fiume, dopo avere ricevute le acque cli lanti tributari ed essersi gradatamente avvicinato al Tirreno fino ad esserne distante sole 45 miglia, va di nuovo discoslancloscne


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facendo, barriera in traverso a tutta l'Italia fino a raggiungere il suo mare. . '. . È qu~lla uria massima di cui ci possiamo rendere pienamente ra$·ione, se poniamo mepte alla grande .estensione che h,pmo le nostre' frontiere, la. quale supera le 900 miglia geografiche; per cui, volendo costituire una barriera artificiale così presso le Alpi, quanto lo potesse acconsentire la necessità di tener fra loro collegati i vari punti fortificati che formerebb ero tale barriera, bisognerebbe . crearne troppi di co Lesti punti; sarebbe poi necessario disseminare d'assai le nostre forze, tuttoch_è una sola parte della frontiera fosse minacciata : inoltre andremmo incontro a tutta la serie d'inconvenienti che abbiamo già avut.o occa~ione di segnalare , per le piazze-frontiera. Nè con que~to si evitèrebbe cli dovere jJrepararci anche una seconda linea di for,tezza fra l'Appennino e l'Adriatico, ond'ossere in misura di manovrare il più a lungo possibile e liberamente nella gran valle del Po, di mantenere il possesso dei varchi appenninici, e di orgapizzare una difosa veramente attiva di tutta \. l'Italia peninsularer. Riflettendo che la linea poligonale, determinata dai singoli i.qtervalli che separano le varie piazze più esterne 1r,:1 Genova e Veneziar non ha uno sviluppo maggiore di miglia geografiche 280, si comprenderl'.t di leggieri come, .coll'aiuto di buone e ben disposte ferrovie, sarà sempre possibile il concentrare con eeleritù e far manovra1·e tutte le nostre forze ad un determinato scopo obbligando il nemico a dare alle proprie operazioni quell'indirizzo che lasci a noi la scelta del luogo e iel momento in cui si dovranno impegnare le gran.cli battaglie. · ~fa, per quanto a noi favorevoli possano rendersi le nostre ce>ndizioni difensivé nella grande vallatu clel Po e

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SULU DlFES4 D lTALIA

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sull'Adige e sul Mincio, per quanto si debba aver fede nella solidità . e bravura delle nòstre truppe e nel1'.abilità dei loro capi, ci.ò . nullilmeno possono esse trovarsi nella dura 1iecèssità di ritirarsi in massa sùll' Appennino, . lasciando in halìa a se stesse quelle piazze forti che il nemico sia riuscito ad isolare, avanzandosi col grosso della sua truppa vèrso il centro della Penisola.

XXVII. In tali contingenze debbesi potere disporre di nn ridotto dì difesa che per la sua posizione, il suo sviluppé, le risorse che racchiude· e quello che possono liberamente affluirvi, infine per il valore intrinseco delle · sue fortificazioni, a noi consenta non solo di continuare a lungo la guerra; ma di riprendere ben tosto l'oflensiya. " , Speciahnente dovremo per tanto uopo essere favoriti, come dalla. possibilità di concentrare i nostri sforzi là do~,e ne sia più facile il rompere le linee dell'avversario ed obbligarlo a ripiegarsi, così dalle gravi diffi'colti'i che impediranno allo avversario di avanzare in grand i masse e spiegarle; in qualllochè per esso non si tratteriL più che di muov.ersi. in un téreno complelamente montuoso, con accessi ben determinati od anguste valli delle quali noi potremo. palmo a pal,n10 cQnl:rastare il possesso, obbligandòlo a continui' attacchi facihnefllL: resi infruttuosi, perocchè noi potremo conservar ognora un dominio sulle sue posizioni e minacciarlo ai fianchi ed alle spalle, costringendolo a sprecare le sue forze -e la sua energia per hen meschini risuhatL


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SULLA IIFESA D'ITALIA

Se si ponga mente alla configurazione dell'Appennino, all'andamento delle sue valli, le quali specialmente nel versante Adriatico seguono una dirczio11:e norma le ~Ilo sviluppo dell'Appennino stesso·: se si considera che fra Genova e Bologna si hanno i soli varchi rotabili di Cento · Croci , della Cisa , di Cerreto, dell',Alpe di San Pellegrino, di Rondinaja e dell'Abetone; che sarà sempre per noi facile lo intercettare e difendere vigorosamente questi varchi, anche senza provvedere a sbarramenti stabili; che d:altronde, collocando un corpo cli riserva in una posizione centrale fra la Magra e l'Arno, saremo in misura di accorrere sui punti minacciati e ricacciare il nemico al di là di quel varco che fosse riescito a forzare : se si pensa che la linea cli ritirata del nostro esercito, · in qualunque caso di sconfitta nell' ltalia continentale, è Bologna; che da questa città a Ponte Lago-scuro corrono soli 52 chilometri, di modo che non è da temersi una punta dell' esercito nemico attraverso: qu est_a stretta ; fintantocli.è Bologna sia fortem ente da noi occupata e da tal piazza possano sboccare le nostre truppe ;- che queste àvr;mnò sempre tutto il vantaggio sul nemico stesso, il quale s'impegnerebbe in mal'cie di fianco su linee molto profonde, percorrendo strade èhe lo guiderebbero indirettamente attraverso quei passi inferiori dell'Appennino, onde noi padroni di tutti i varchi e con gran nerbo di 1ruppa concentrato in Bologna ci potremmo in ogni caso ritrovare nelle più favorevoli condizioni per isventare ·ogni suo tentativo d1 raggiungere la capitale : se rifle{tiamo per una parte essere bensì veto che la vasta valle del Po e ·gli spazi racchiusi fra le linee fluviali del Veneto si prestano in sommo grado alle grandi manovre· e battaglie in campo aperfo; vero eh' esse, quand'anche a noi sfavorevoli, non potrebbero essere

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decisive e cert(lmente non metterebbero il nemico in condizione ·di rapidamente avanzare, qualora i no.stri movimenti sieno sostenuti e l?rotetti da quelle line~ e gr.uppi di piazze di guerra che sonosi superiormente segnalatj : ' -, se per alo-a parte osserviamo non essere me,n vero 1 che nel caso in cui fossimo ridotti a ripiegare sull'Appennino centrale, la)otta potrà e dovrà trovarsi trasformata in una guerra di posizione : · se avvertiamo che a noi sarà concesso di ~ostenere validamente anche a lungo tal guerra, fino a quando, cioè, rioro-anizzat~ di nuovo e rinforzati, al momento 0 opportuno , potremo ripren·dere l'offensì~ai c.~n. ogni probabilità di buon esit'o contro un nemico .~1,a mdebolito nei periodi anteriori della guerra e pnt ancora in que.st'ultirno, nella cui durata sì sarà .trovat_o ov~nqu? i11i1anzi ad ostacolì, l'opel'are contro 1 quali a hu avra costato sacrifici tanto granèli; quanto lievi saranno ri'·· sultati i nostri ·per trarne vantaggio; dopo tutte queste considerazioni si verrà inc\ubbiainenle a concludere1· che a noi impo1'ta più di tutto

fare il massùna assegnamento sulla difesa del)' Appen- . nino da Genova aBologna1 e che quest'ultfmci città debbe con.s"ideM1·si com.e il 1·idotto della difesa clell'lta{i~ cçmtinentale, il ce·1it1·0 della difesa appenninica.

xxvnr. Secondo me Bologna 1 mìÌitarmente, dehb'essere per noi quello che avrebbe doyuto essere Ver9na, p~r ~li Austriaci. I'


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SULLA DlFESA D'ITALIA

~t,tor~o ad essa ab}?iarno, nelle miglior.i condizioni tatt1cJie, tutta l'estensione di terreno occorrevole per l'accampamento al sicuro anche di un intero esercito. 1'al · città poi, essendo· il nodo . cli tutte le p1'ìncipali comunicazioni fra la parte continentale ed il rimanente dell'Italia, si }?resta in~ sor1·nno grado pe"l· un rapido concentramento delle nostre forze e per dirigerle · ovunque. •

novre di un intìero esercito; lasciando così à noi tutto l'agio di xiorganizzare con seeurtà le r;wstre truppe ritirata, dirigere su Bologna i rinforzi disponibili, iniziare insomma senza precipitazioni, anzi in pieno ordine, tutte queUe operazioni militari rcclam~te dalle circostanze, le · quali potranno, o meglio dovranno, assicurarci la finale vittoria.

Stabilite superiormente · a Bologna facili ed ampie con:nmicazioni fra le valli del Reno e del Savena per effettuare in . un punto, anziché nell'altro, del grande campo i concentramenti d'attacco; messo al coperto lunso tratto delle due valli da ogni scorreria; apparecchiati nella pian·u ra sbocchi molto frequenti ed ampii, · tale piazza ottimamente servirà quale pemo

st1·ategico per oper·a.zioni ·1nihta1·i su vasta scala. Siccome poi in Bolog11a dovrà ·trovare rifugio, onde possa farvi lunga sosta, quel nGsLro eserci'Lo proveniente dall'ovest o dal nord, che più non fosse in grado di sostenersi contl'o il nemico in campo aperto, nemmeno coll'appoggi.o delle fortezze che precedono tale gran centro difensivo, sariL così spediente che questo possa o.pporre al nemico slef"s o una tì·onte rafforzata da opere difensive, le quali abbiano tale grado di resistenza da costringere l'avversario, nel caso anche a lui più favorevole, ad arr-estarsi in presenza di ostacoli d'ogni sorfa, per vivo attacco insuperabili, contro i q_uali solo dietro lunghe operazioni di regolare assedio con artiglieria apposita ed aden·uata sarà 0 in grado di .operare con vigoria. . · D'altra parte, .nè manco potrà egli investire totalmente il il°ostro gfande i'idotto, nè a gran distanza girarlo 1 se non a seguito di lunghe e perigliose ma-

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11 grande ridotto di Bologna, petchè si presti, come è necessario, ad una difesa eminentemente attiva, sarà per guisa sistemato da racchiudere, in pianura e nelle contigue regioni montuose, circoscritto da imponenti fortificazioni, tutto lo spazio che abbisogni per . l'accampamento sicuro anche cli un esercito cli :2.001m. uomini. Questo spazio lo . abbiamo in parte nella regio~e moùtuosa che sta a ridosso della grande città ed è limitata dal dorsale destro del Lavino e da quello di sinistra del Zeno; r egione che si può, mediante Je fortificazioni esistenti e quelle da aggiungersi, rendere ,così forte com' è dato ottenere dall'arte singolarmente favorita dalle qualità intrinseche. delle posizioni. Il resto dell'occorrente spazio l'avre1110 in un'ampia zona della pianura :.involgente la città per quasi tre quurLi del suo sviluppo .. (2uesla zona non potrà _esser:e meno larga di un cinque c.hilometri, p~rchè 1 fom'. che debbono circoscriverla, vorranno essere collocati da1Ia c:;inta magistrale della città a tale distanza che renda impossibile il bombardamento _d ella citt~ senza che il nemico ricorra per esso ad artiglierie della massil'na potenza. . .. . . In questa zona f'ertiltssima, ovunque d1ssemmata _cli edifici d'ogni genere, racchiudente uno dei più importa'nti nostri centri cli popolazione, si potranno facilmente accumulare infinite risorse; giacchè la me-

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S Ul, LA DIFESA D'ITALI A

:-lesi?1a ri~opre tulta l'Halia dalle Romagne e da Toscana rn g~ù, ~oléndo inoltre sempre mantenersi in relçlzione la più sicura con Livorno e Spezia da un lato, con Ancona dall'altro. :

Speriamo si pensi presto e seriamente a rìcaval'e il massimo · profitto dagli impareggiabili requisitci della pos izione di Bologna, tanto più che di essi fu talmente pròdiga natura da _p oterne, con mezzi relativamente ristretti, costituire un formidabilissimo perno su·ategico, un'ottima piazza cli rifugio cli prim'ordine. l.a felice. soluzione di questo grande problema ridoncledt a sommo vantaggio dell'Jtalia; la quale deve quindi senza esitanza imporsi i necessari sa~rifici che un dì o l'altro potranno esserle compensati p. cento doppi; sacrifici d'altronde non'fortissimi, appunto·perchè la -natura ha fat~o largamente la sua parte, perchè l'arte qualche cosa di già apparecchiò, di cui essa medesima potrà giovarsi, fino ad un certo punto·, pel I. • molto che le rimane a compiere. Solo è da · ripromettersi che l' arle, nella soluzione di siffatto gran ·problema, procuri studioso.mente c~i farsi fedele imitatrice pi natura, la qu_p.le nelle opere sue la grandiosità colla sempli,c ità mirabilmente accoppia. Chè sarel5be un gran male se, nello accingersi a costituire di Bologna un vero riclouo di difesa, una ban'ie'ra insormontabile·, starei per dire,. dell'Appennino, non si avesse ,anche per iscopo l'evitare, p-er tutto quanto sia conces·s o, le complicazioni che, all'atto pratico, si poss·ono convertire iu gravissimo ele!Yiento di· debolezza. . Bisogna pensare che dei Todleben pochi -ne sorgono e . che, trattandosi di :µna piazza di grandissima estensione, il tutto debb'essere predisposto dì guisa che quegli al quale sari1 affidato il glorioso, ma gravissimo còrnpito di dirigere la difesa di un tanto baluardo d'Italia, trovi già facilitato di molto questo còmpito, per la semplicità del conceuo a cui sarà stato a prio1·i informato il piano della difesa si.essa;-La semplicità , requisito non mai abbastanza 'raccomandabile, melterà ·

Per sistemare cotesto nostro gra1-1de ridotto di difesa, quantunque ne debbano essere rioro·anizzate le forti6c~zioni per modo _da corrisponder; in ogni rispetto all imp~rtanz~ mass1ma che gli si attribuisce, vorranno P?rò gh studi essere di~et.ti ezian?io'allo scopo çll poterlo difendere. con un. pres1cho relativa-mente assai limitato·. . Ed n c1ò si prestano moito·bene le condiziorii topo. ?rafiche . d~lla località, specialmente per la nàtura quasi maccess1~ile delle vette che fa. cingono in parle e per la_ protez1on~ n:ioito efficace che ridonderà al campo trrn~era to _di pianura, e sopratutto alle opere estreme del medes1rno 1 _dall'ìm\J)enso dominio delle opere di monta?na su quasi tutta la circostante valle. · , Di ~~ffa\te f~vore'\(ol_i condizionì topografiche quella cl:e p1u d ogm ahra e preziosa, veramente cé\ratteristica. ~ ?he_ pr~prio non 'saprebbesi trovare in .altre localita, rn ispecie se totalmente o di pianura o di montagn~,. ven_ne da_noi testè messa in e,rigenza, osservando ~h~ 11 _nostro r~do t~o, co's~10i vasti ed ovunque mol~~hca_t1 ~bocch1, sr ~resta_ in grado eminente per 1 0 ran?r concentramenti al nparo dalle offese nemiche e,. ~1 consegue~~a: ~ncle i1To(upere all'improvviso in f?1 t~ masse su!l m~m1co in una perfetta pianura 'estes1ssim~ ~ praticabile con facilità in og·ni senso. E di leggen ~i compre~~e che movimenti cli tal fatta, · ben pre?arat, ~ _t~adott1 m a~to all'istante opportuno colla · d.ovuta abil~ta ed ,energia, potranno condurci a tali r1sultament1 da compensare ad usura i rovesci che ci fossero toccati nelle fasi anteriori della guerra.

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inoltre più faéilmente ogni arma, ogni colpo, ogni individuo a portata di ben comprendere la rnissione affidatagli nella grande lotta che s'impegnasse in quell-a. regione subappenninica. A tale uopo anzitutto con verrà non lasciarsi traseinare dalle fallaci illusioni delle difese successive approssimate; bellissime in teorica ; ma dalle quali al1' atto pratico assai di rado si riesce a ritrarre uµ vantaggio, mentre invece, sempTe, portano seco .di necessità complicazioni, · spreco di uomini e..di materiali, di freqlfente, ingeneranò cònf usione e sbagli, che ben prest,o · possono produrre le più disastrose conseguenze, delle quali, al postutto, nessuno vuol essere · responsabile.

la campagna e da dovere necessariame1Jte riùrarsi in massa dietro l'Appennino e sotto la protezione dei forLlssimi baluardi di Bologna, rimarrebbero a noi sempre ·sufficienli ttuppe fresche di riserva (e poche ·basterebbero) per arrestare l'esercito nemico non solo, ma per opporci durante parecchi giorni al suo bene,hè rninimo progredire; favoriti, càme saremmo, da si formidabili posizioni. ' Per cui, non mancherà il tempo necessario al .n organizzamen(o delÌe ùostre forze . e quindi, al momento oppoi:tun o, ci sarà dato di combinare con grandi nwsse co1,,npatte quei movimenti che valgano a ricacciare l'inimico ben lunge da quella nostra. grande linea, di · .difesa, da qu_el n'ostro ridotto. · Riusçiti vincitori' in _questo nuovo cimento,' soremo pi già in buon punto da poter cont.inùare vigorosamente nell'offensiva' e prendere fors'anche una com.pleta !'.ivincita, obl1ligando l'invasore a ripassare in breve . il confine. Al quale risultato pure molto dovranno contribuire. le piazze ·forti rimaste alle spalle del nemico; le quali, perchè dotate, ç:01ne abbiamo supposto, di quel grado di resistenza che coli' arte odierna puossi conseguire, con ogni probabilità si troveré_!.nno _lutt' or13: · in mano nostra,. ad onta delle operazioni contro di esse iniziate dal n'emico stesso; operazipni dalle quali egli · sarà costretto a desi~tere per accostarsi frettoloso alla sua linea di ritirata e non aversi poi a trovàre nella triste contingenza -di esserne tagliato fu~n·i comp\etamente.

XXIX. Ammesso J;he- Bologna debba essere il ridotto della difesa della valle del Po , il centro df quel:la dell'Appennino etrusco, il quale è la vera chiave della· difesa cléll'Italia peninsulare; resa quindi fortissima tal piaz.za, JJeo si vede che, coll'appoggio di Genova e più ancora di Spezia da una parie, di Ancona dall'altra, col tener ben guardati i varchi appenninici intermediarii; avendo a tale uopo un · corf>o di ,sostegno a Lucca e l'altro sull'alto Tevere, ci troveremo · più' che in grado di tenere in rispetto il nemico, quand'anche buona parte dell'Italia superiore fos~e cadula nelle sue mani. Egli sarù in vece ancora · ben lunge dal poter ca1Ùar vittoria. Impérocchè, qualora le nostre truppe si fossero trovate talmente a. mal partito da non potere ·p{ù tenere·

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xxx. Forse alcuni, su_l riflesso éhe la parte continentale d'Italia , e . quella peninsulare sono geografica1Ì1ente disgiunte dall'istmo di Parma, punto equidistante da, tutta la catena superiòre alle Alpi che si sviluppa dalle bocche del Varo a quelle dell'Isonzo, penseranno che Bologna sia un po' troppo in giù per potere essere la grande piazza d'àrmi dell'alta Italia, il grande ridotto della sua !iifesa. Eglino vor~·ebbero, probabilmente, che questo gran · baluardo fosse più p~ossirno all'accennato punto di separazione; e potrebber segnalare, fra l'altro, Fornovo, sul Taro ed al pie' dei contrafforti appenninici, quale posìzione subappenninicà assai opportuna ad tìn .tanto uopo, Fornovo. infatti è centralissimo ed' equìdistante da 8pezia, Piacenza e ~lantova; puossi riguardare poi" quale posizi011é strategica molto adatta per i concen!rarnentì e pei' il rifugio delle truppe che fossero battute nelle collill.!~ circostanti e nelle pianure che precedono, adattatissime per i grandi sviluppamenti di truppe e le battaglie campali. · 1\la qui ripeteremo quello c_he fu detto pet Mantova e Piacenza; che, cioè, Fornovo od altra qualsiasi pros.:. sirna località non si trovàno sulla naturale linea di ritirata deJle truppe; 'tanto- se fossero battute nella regione d'ovest, come se dovessero ripiegare da quella no1:_d, --o dall'altra nord-est dell'Italia superiore: oltre di ciò il ridotto dehb'essere nel punto di congiungimento delle strade principali che uniscono Je due grandi ·tra-

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ziom m cui geog_raficamentè pu<':> considerarsi divisa l'Italia. Soddisfacendo a tale condizione il medesimo ri~otto si presterà in grado eminente, affinchè molle grandi risorse, come toccamrno, possano da og11i parte affiuìrvi. Occorre inoltre che per la sola ricchezza territorìale si abbiano a trovare nel grande campo trincerato del ridotto centrale eopiosissi1ni approvvigionan;ienti, almeno per un certo tempo; avendovi per di più dovizia d'acqua, . di vasti <.:aseggiati ~ di opifici varii q.a utilizzarsi al!' occorrenza a prò della difesa: tutte qtrnlità . che _in vario grado sono deficienti o mancheranno sempre.ìh Fornovo nell'attiguo · territorio; che, pet l'òpposto, si r~scontrano in tutta l'abbondanza desì~erevole in Bologna la g1·(lssa, città che deve in buona pa-iste il suo attuale incremento alla felicissima sua ubiéazione per rispetto alle altre provincìe d'Italia.

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, · Altri, dal mo1né1;to che 11è Piacenza, nè ~Iantova posseggono tutte le qualità necessarie per essere il centro della difesq, potrebbero avvisare che non convenga il sobbarcarsi ad alcun dispendi o per trasforniare le difese di cotali piazze e, in quanto alla prima, le cui fortific<).zioni hanno poco valore, doversi far conto dì abbandonarla. completamente, qui!-ndo non vi. fosse alcun{l probabilità di sostenervisi per un certo lasso cli tempo, od allorchè sorgesse il menomo pericolo che- corressero il rischio di essere taglia.Le fuori quell~ truppe cui · avesse dato ricetto. · Facciamo però riflettere che necessita la più assoluta c'impone l'obbligo di assicurare, pel tempo pi(1 . lungo- possibile, il libero passaggio al nostro esercito ·dall'una riva all' altra del Po centrale; che saremo in condizioni ognora favorevolissime, fino à tanto che ci conserveremo t signori dr cotesto nostro maggior fiume ; che le località più adatte per le grandi teste di ponte


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sono stabilite da natura, e di conseguenza l'arte umana siprevalse di siffatte localieà sviluppandovi le sue grandi comunicazioni; -che . quindi Piacenza, per la sua giacitura e per le molte comunicazioni che in sè rannoda, è un punto strategico importantissimo·, del cui possesso ci dobbiamo assicurare con quei mezzi che la scienza militare ne suggerisce.~ ·

centro di cli(esa che vorremmo nel modo più possente affortificato, qual cosa resterà tuttora a fare per accrescere la difesa cli questa nostra Italia, al fine di opporsi alle operazioni ulteriori del n_emico procedente· dalla parte continentale? Astraztone fatta dalla difesa delle coste, cli cui tra breve parleremo, nulla.

E. poi, spieghiamoci d1iaro, a Piacenza ed a ~fanto~'a non vogliamo grandi lavol'i; se la prima. débbe diventare una forte doppia Lestà. di ponte, non è .p~rò destinala ad · essere che un appoggio t-empo1'a1·io nélle operazioni dell'ese1icito . La secon·d a, i cui pregi relativam ente alla difesa noi abbiamo abbastanza diffusamente messi. in evidenza, deve necessariamente esser posta in cofnunicazione libera e sicura colla destra del Pò . Nè ci spaventi l'idea dei 1 ::2 chilometri che da questo Jn. sepa-rano, inìperocchè per circostanze opportune dì luogo bastano nllt1 bisogna pochi forti in terra; buona artiglieria farà il resto. ·

. XXXI. Prònecluto, nella guisa di cui si è fin qui discorso, alla difr.sa diretta cl.elle frontiere alpine, a quella della grande pianura sett~ntrionale racchiusa fra J.e Alpi, l'Appennino .e l'Adriatico; rese q·u asi inviolabili lè vette appenniniche, p.recipuamente c.ol grande appoggio che ne con seguirà alla difesa loro dalle piazze .di Genova, Spezia, Bologna ed Ancona; potendo per ,mare e .per terra concentrare in qnalunque fase di una guerra tutte le risoi·se dell'Italia peninsulare ed insufare nel gran

Questa recisa parola, che non deve spaventare alcuno, nemmeno dovrà rallegrare coloro che hanno poca fede nelle fortificazioni e quindi ritengono che, sìa tanto di guadagi;iato il ridurre a minimi termini)a proporzione di. esse; nè se. ne inferisca eh' io partecipi · alle idee degli altri, che non vogliono .s aperne della nostra capitale fortificata. Al di là dell'Appennino non crediamo necessario avere alcun?- piazza fortificata fino a Roma; nè tale necessità, od utilità so.ftanto, riconosciamo nel fare· cli que~ta un seeondo grande ridotto di difesa; siamo però cli parere ch'essa debba essere fortificata pei pericoli cui è soLtoposta da mare ; e tra poco' meglio ne spiegheremo il perchè ed il modo. Non' crediamo che, oltre Bologna, occorra avere altre piazze forti in appoggio di successive operazioni delle nostre armate di terra, dopo che il nemico avesse forzati 'gli Appenn ini e Bologna stessa fosse divenuta.sua preda; avvegnachè non si possa concepire che, .organizzata la difesa clell'Itaìin superiore giusta il siste;na fin ora esposto, con un cse1'cito ·che riassuma in sè l'integ1·ale delle (orze vive del paese e possci pertanto S]Jie(Ja?'e il massimo di forza nella difesa della irrchpen-

denza nazioncde e delle li'be1'e istituzioni che ci reggono (1}, la nostra resistenza. nepa parte continentale {I) Relazione <lolla Giunta della Camera dei Dep1:_tilti sulla pro. A!'<NO XVI. VOL , I V,

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d'Italip., nel versante Adriatico dell'Appennino ed avanti il ridouo centrale di difesa, non sia stato. con ogni vigoria prolungala per tutto quel lempo massimo che può assegnarsi alle guerre moderne. L'Italia sarebbe perduta, se fatalmente fosse andato a .vuoto1 ogni suo sforzo per iscacciare l'a<mressore t)t) prima c 1e questi potesse penetrare e stab ilirsi ollre la valle superiore del Reno o quella del Serchio. Per buona so,te, tutto fa presumere che non mai ci troveremo ridotti a tale estremità. l3isognerebbe che ( noi fossimo rimasti soccombenti su tutti i campi di l battaglia cd astretti ad abbandonare tulle le linee sue' cessive di difesa, delle quali è incontestabile che natura fu largamente provvida in tutta l'Italia continentale e le quali saprà l'arte rendere dì più in più formidabili; 1 hisogncrebbe che ogni nostra risorsa in uon:ini e ma~eriali fosse esaurita ..... I Jla in tal caso sarebb'egli mai rcon fondamento presumibile il poter continuare la lotta con isperanza che la sorte delle a1·m i ,elesse pico-arsi .rn nostro f'avere ...? ln così. dolorose contingenze lo t) ac{;OStarsi a trattative, pur troppo, sarebbe, senza forse, il miglìor partito cui potremmo appigliarci. ' Tutt'al più, concentrando i testi delle nostre forze in qualche ottima posizione dell'Appennino, dietro formidabili trinceramenti, che sarebbero stati iniziati fin dal momento in cui le vicende della guena avessero preso un andamento·inquietante per noi, potremmo fare un ultimo sforzo allo scopo di rallentare la marcia del nemico verso la capitale, intanto che vengano intavolate trattative di pace.

35 Certamente quel supremo atto di energia potrà sempre influir molto sulle condizioni di questa; le quali, naturalmente, riesciranno tanto meno onerose quanto maggiore interesse avrà il nemico perchè la guerra in ogni modo abbia termine. Kè potrà esser lieve tale interesse per lui, se, onde ridurre il nostro esercito sulle vette deìl' Appenni no, avrà dovuto lottare lungamente subendo tali e tante perdite da non potergli più sorridere la prospettiva delle moltissime faticose marcio che lo separeranno ancora da Roma, tulle in paese montuoso, nel quale può essergli opposta ancora non ispregevol~ resistenza, resa facile dalla natura stessa dei luoghi. Egli dovrà credere che, anche quando siasi fatto strada fin presso alla capitale, si troverà in presenza di quel nerbo di forze ancora imponente, che ad ogni modo a noi sarà sempre dato di raccogliere intorno di essa. Potrà inoltre deciderlo a venire con noi a patti nè clisonorevoli nè troppo duri, il supere che non solo truppe non poche si troverebbero proote a difendere la capitale, ma cziandio che l'azione delle medesime sarebbe coadiuvata da fortificazioni permanenli poderose quanto basta per resistere ad un allacco di viva forw, e proteggere tulta la gl'ande città contro un bombardamento tentato con soli mezzi campali, per obbligarlo quindi ad iniziare un regolare assed io, che sarebbe astrelto a protrarre chi sa fino a quando, avendo bisogno per esso di un parco di assedio che non potrebbe far giungere su luogo così presto. SULLA DIFESA D'ITALIA

Questa ragione , che milita in favore cli Roma fortificata, potrà non sembrare a taluni concludente a sufficienza, perchè non venga impegnalo il paese a cotanto uopo in ispese ad ogni modo non indifferenti. Ma il munire di fortilizi Roma vien consigliato da altri

posta <li Legge p13r l'organamento di base generale dell'esercito (Tornata llel 27 maggio 1871).

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• STUDI 36 motm, del sopra detto ben più grav~. Infaui, se del tutta remota e assai poco probabile sia un'azione bellica nel cuore del nostro paese per parte cli un esercito nemico pl'oveniente dall'Italia continentale (per lo che in ispecial guisa la ragione politica, pur sempre imperiosa, consiglierebbe a premunirci contro tale eventualità), egualmente r iputar non si può la posizione topografica di Roma in condizioni del tutto sicure contro insidie che le provenissero da truppe di sbarco, dirette a coacliuYare le operazioni dell'inimico sul nostro più interessante teatro di gueITa, che è la valle del Po cd il versante adl'iatico dell'Appennino, a paralizzare in ispecie l'azione del Governo minacciandone la sede, ed a suscitare intieramente un grande scornpiglio, l'estremo sconforto in tutto il paese.

Rom a non è distante che un ventisei chilometri dal mare. Anzi è presumibile che in epoca più o meno remota potrà considerarsi come un gran porto. Interessa dunque assai lo avvisare alle condizioni difensive di Roma rispetto alla costa. Se da Gaeta a Sperlunga -succedesi non interrotta serie di roccie scoscese contro le quali s'infrange l'onda tirrena per ventidue chilometri; se da Sperlunga fino a Port' Ercole, sollo il monte Argenlaro, non esistono porti di qualche importanza (chè tale non si può considerare nemmeno CivilaYecchia), ma solo pochi punti d'approdo, assai rislreu.i, senza fondo e talvolta inaccessibili, specialmente ai navigli di qualche importanza; se la spiaggia romana quasi ovunque obbliga i bastimenti di. grande portala a tenersi assai distanti da essa; se in conseguenza degli arenili eh' essa presenta. per una vasta es!ensione, salvo per quei tratti lunghesso i quali pressochè le strade lambiscono le onde, somme difficoltà si presentano perchè possano i traini raggiun-

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gere le strade medesime ; se finalmente in molte stugioni dell'anno onche per quegli speciali navigli, che ora si possono impiegare onde effettuare sbarchi là dove il mare pochissimo è profondo, quivi si rende inottuabile del tutto uno sbarco d'un certo nerbo di tl'uppe e dentro e fuori degli approdi; con tuttociò la potenza di concentrazione, consentita in oggi dal vapore, lascia credere che un'adeguata forza navale, in un buon momento ed in un dato punto non protetto delle coste, potrà facilmente prender posizione, e che, mediante un così efficace appoggio, ad un esercito d'invasione sarà concesso di sbarcare. Poche ore basterebbero a colai forza navale per scendere a rerra nel sito designa.to pel' l'impresa e stabilil'visi coperta, eziandio soprn considerevole estensione, da ben nudrit0 fuoco della flotta che scorterebbe la spedizion e. t bensl vero che, in previsione di siffatta contingenza, cercheremo di prendere tulte le occorrevoli misure onde con azione diretta ma ndare a vuoto una simile impresa; ma sarebbe una iniperdonabile imprudenza il fare pieno assegnamento sulla riescita eventuale delle nosi l'e operazioni onde oppol'si ad un tentativo di tal fatla del nemico. Ad ogni modo il lasciare sotto l'incubo di un lanto pericolo le sorti della capita 10 darebbe origine, in circosLanze di guerra, a conlinue agitazioni e ripetuLi allarmi sempre assai pregiudicevoli a noi sot.l' ogni aspetto. Nè mancherebbe il nemico di rlarvi esca, se non altro, con frequenti dimosll'azioni, che un bel giorno potrebbe convertire in una seri.a impresa, quando, cioè, la probabilità cl i riuscita fosse bastevolmcnle giustificata. In presenza cl i questo stato cli cose e delle condizioni ben poco lloride della nostra marina di guerra, la quale fino ad un'epoca non ancoro vicina, o.ssolu~


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STUDI 38 tamente non potrtt conseguire quel grado di forza cl1e le c?nsenta di pol~r _competere . colle armate delle·primane potepze mantllme; nè volendo inoltre fare di ~orna u~.a (or-Lezz~ di pr~m· ordine, $e non fosse altro per 1I gra~d1ss1mo d1spend10 che ne ct·~riverebbe, il quale ad ev1de~za non c( dispenserebbe dal dovere approntare a dif~sa l'Itaha superiore · nel modo sovra propo_st~ oc! in quell'altro equivalente che si giudicasse m1gI1ore, può nascer.e qualche dubbio che fra l'altro d~l lato strategico Roma non ·sia la città 'più con;e~ mente per la sede del Governo. · _Questo dubbio non avrebbe però ragi~ne alcuna di sussistere. · · " .,, · Ripristinate le due stazioni nav!'J.li di, Nrt' .Ercole e Gaeta, nelle migliori possibili condizioni difensive· fo 1'._ tifica(a Roma, solo ~n modo da potere anche co~ 'poca truppa essere al riparo da_ qualunque sorpre&a e da un bompç1.rdamento con rpezzi ca}npali 1 da poter anzi f~rc fr~nte per qualche temp_o ,alle operazioni di truepe eh sba1co, fino a quando, c10e, )e nostre fo rze possano accorrere a farsi ragione delle truppe ·stesse; .organizzata per bene la difesa attiva della regione centrale d'Italia colle . contigue provincie meridionali in modo -di aver sempre una certa forza di truppe dìsponib.ili Roma, benchè cìLLà che si può quasi dire marittima noi; nul)a ,~ temere più .delle ,altre capitali d'Èu;opa. P1~ttosto, siccome. si è avuto dian;zi occasione di segnal~re, s~ trover~ per la sua situaziorìe rispetto ·aJJa frontiera d1 te1:ra, mollo meglio della maggior parte çlì e~se '. premu~1ta _contro le op erazioni nemiche provement1 clal~a ~~·ont1era stessa; le conseguenze delle quali sono ass;n prn da paventarsi di quelle che poss;rno risultt1re da qmi.l~nque tentativo d'una truppa cli sbarco. A queste ultnne operazioni difficilmente si avventurerà l'inimico, appunto quando ·vi sia motivo di creder~

a:rà

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SULLA DIFESA D ITALIA

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che lo. scopo finale .di esse andrebbe per .lui con tutta probabilità. fallito, in conseguenza delle inisure,difensiv.e a tale intento da noi adottate e dovntamente per tutta la durata della g'uerra mantenute.

XXXII.

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Tutto ciò che ha · tl'atto alla guerra non è a pnoi"t assohitainente, ma solo relativamente, buono ocattivo. Giacchè, ·nell'ora in cui dovrà entrare in azione lutto quanto cl.i migliore la scienza militare ha potuto suggerir:e, avranno sempre gràndissima influenza sul risultato finale della guen:a ed il modo secondo il quale se ùe saprà trar profitto cd altri clirnenti, d'ordine · morale in ispecie, che sfuggono a q u:alunque previsione · o che tale scienza deve ammettere come base indiscutibile delle sue combinazioni . . Egli è pefoiò che, ovunque fosse stabilita la capitale, l'umana scienza , per quanto facesse onde ve,nire in soccorso della più o meno felice ubicazione della me.desima, sicura de' su0i dettami nel più stretto senso della parola nol sarebbe mai . .E se quanto disse Lord Oversfone; a!lorchè fu interpellato su questioni relative alla difesa dell'lngbilterra, anche da noi vuol essere ripetuto ; eh-e, cioè, l'occupazione della capitale per parte del nemico non deve giammai succedere, è però da ritenersi che, per traduree in atto in qualsiasi e-venfoalità un tanto proposito, bisogna poter fare il ~assimo assegnarnento sul concorso cli quegli elementi di sommo valore che appunto non può la scienza militare nè creare nè migliorare, sia che la cap_itale


40 S1'UDI si trovi a Roma od a Napoli od a . Firenze od altrove. Parimenti, ogniqualvolta In capitale scelta. soddisfi a tutti gli altri requisiti che debbe presentare il centro degl'interessi materiali e morali della n<;lzione, al quale spella comunicare la vita ad ogni parte di essa (il che non può nel più de' casi non concordare fino ad un certo punto colle esigenze militari), tocca alla scienza . militare, convenevolmente applicala e nel limi.te della sua azione, il porre ogni rip:wo a quei difetti che potessero rendere non perfettamente sicura la capitale stessa affinchè non abbia mai a cadere nelle mani dell'inimico. :Ounque alla ragione politica, al sentimento nazionale ed alla risullunza degli in teressi piì1 essenziali della nazione stessa appartiensi la scelta della capitale . A questo precetto si attenneilalia ricostituita, proclamando Roma capitale e da poco tempo venne tradotto pienamen te in allo. Ma, poichè tocchiamo un argomento di lérnto in teresse per noi Lutti, crncliamo ·cli far cosa grata a chi avrà la pazienza. di leggere questi pochi studi, il rammentare quali fossero le idee del più grande capitano del secolo sull'avvenire che, secondo lui, era riserbato all'Ilulia. e sulla capitale di. questa, qualon1 fosse ricostituita in ima sola nazione.

Nella parte scritta dal generale Conte di lUontholon delle preziosissime memorie per servire alla storia di Francia sotto Napoleone J, scritte a Sant'.Elena dai generali che divisero con lui la prigionia (-1), trattando della guerra d'Italia, vien fatto per prima cosa una

(1) Bibliothèque h:istorique et militaire dediée à l'année et à la gai·de nationale de France, pubbli6c per MM. Ch. Liskenne et Sauvan, tome sixième, Purls l850.

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SUI.LA Dlll'ESA D l'I'ALIA

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concisa, ma interessantissima descrizione geograficomilitare dell'Italia stessa, concludendone che questa, isolata nei suoi limili naturali, separata da mare e montagne altissime dal resto d'Europa, sembrava destinata a costitui re una grande e potente nazione, malgrado la sua configtll'azione geografica, da cui precipuamente provennero i mali che la tennero per tanto tempo divisa e senza forza nè influenza. Vi si dichiarava per conseguenza che, sebbene il sud dell'Italia sia, per la configurazione cli questa, separato dal nord, l'Italia era però e sempre sarebbe una sola; che l'unità cli costumi, lingua e letteratura dovevano •in un avvenire più o meno pross imo (ciò veniva scritto a Sant'Elena, che è quauto dire sollo gli occhi di. ~apoleone stesso) riunire alla pedìne i suoi abitanti in un solo Governo. Si ragiona. quindi della località più propi·ia ad essere capitale d'ltalia, com inciando dallo escluder Yenezia, che taluni in qnell' epoca portavano innanzi (1) per la sua posizio11e favorevole rDpporto u1 commercio del levante d' Alemagna; per la sua vicinanza a. Torino e )Tilano dal lato commerciale; perchè il mare l'approssima ovunque alla costo. l'oscia si. vengono ad esprimere sul grave a1~gomento i seguenti concelti : ....... « altri sono condotti dall'istoria e da rimem« branze antiche a ROUA; dicono questi che Roma è « più centrale, che dessa è a buona por'la.La. delle « maggiori isole italiane; che facilmen te può prestar « la mano a Napoli, cill à la più popolosa d'Italia; « eh' essa trovasi in giusta misura discosta. da tutti i

(l) È inutile lo spender parole per di mostrare che quesl'opi~ nione ora non tl'OVOl'ebbe alcun serio sostenito1'e.


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STUDI

« punli clellè frontiere auacc.:abili, mentre, sia che il « nemico si presenti dalla frontiera francese, o dalla « svizzera, ovvero dall'auslriaca, Roma trovasi a di« stanza di cento venti a cento quaranta ·leghe; che, « forzata la· frontiera delle Alpi, essa vien garantita da « quella del Po ed infine dalla catena dell'Appennino; « che la Francia e la Spagna sono grandi potenze « mat'ittime, eppure non hanno la loro.capitale sit.uata « in un porlo ; che Roma, vicina alle coste del !Ue« cliterraneo e cieli' Adriatico, è in misura di provvedere « con rapidità cd economia, prendendo la via del« l'Adriatico e pa!'lendo da Ancona e Venezia, aJl'ap« prov ig1onamento cd alla difesa della frontiera del« l'Isonzo e dell'Adige; che a mezzo del TeYerc, dì « Genova e Villafranca (?) dessa può soddisfare alle « occorenze della frontiera del Varo e delle Alpi Cozie; « ch'essa è felicemente situata per inqui etare, a mezzo « dell'Adriatico e del )Jediterraneo, i fianchi di un « esercito che passasse il Po e s'impegnasse sull'Ap« pennino senza essere padrone del mare; che da « Roma i depositi, contenuti sempre in una grande « capitale, potrebbero essere trasportati a Napoli od « a Tarauto per sottrarli ad un nemico vittorioso; che, « al postutlo, Roma esisle; che sopra ogni alli·n cosa « milita in favore di essa la magia e la nobiltà del « nome suo : NOI PURE rgNSLrnO CHE RmIA, benchè « non possegga tutle le r1rntlilà cl cs.iderabili, •~ TNOU« BITATAME~TE LA CAPITALE CHE GU l'IALlA~l SCE« GLI~RA~NO UN GIOR~O ». Questo bellissimo e per noi tanto confor!evolc concetto parte però essenzialm ente dalla base che l'ltalia sia potenza mariuima : anzi cotesta la si dichiara con· dizione indispensabile pei·chè la nazione possa mantenere la supremazia sulle sue isole, difend ere le sue coste, e non esse.re soggetta ad un nuovo sinembramento.

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SUU.A DIFESA D'ITALIA

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Il generale Montholon, od a ~e?lio dire . il suo grande ispiratore, si affrelttwa qumdt. ad aggmng~re come l'Italia, ricostituita in unica nazione, P?teva rrnnire in se stessa tutti gli elementi necessari appunto per essere una potenza mal'ittima ; ed a tal riguardo ne dice: « Non vi è parle rl'Europa situata in mai;tiera tant? « vnntartO'iosa c1uanto questa penisola (Halia) per• d1ot:> ~ ] « venlare una grande potenza mariuima; essa posstec e'. i a partire dalle bocche del Yaro fino allo stretto di « Sicilia, duecento leghe di costa; da tale stretto al « capo d'Olranto sul màre J'onio, cento trenta leghe; « dall'or detto capo fino alla imboccatura dell'ls?nzo « sull'Adriatico altre duecento trenta leghe; le sue isole ' cinquecento trenta leghe c1·1. cosi.~ ; « maggiori hanno « epperò l'Italia, comprese le sue. isole graµch e pie« cole ha mille clueoento leghe eh costa, senza com« pre~clere in questo còmputo le altre <lella.Dalm_azi~, « dell'lstri.a, delle bocche del Cattaro, delle isole ,fome « che, sotto. l'impero·, tlall' Italia ùipendeva.no. La « Francia sul Tirreno ha cento trent.J leghe eh costa, « sopra l'Oceano quallrocen to settan ta, in ~uuo seicento « leghe; la Spagna, comprese . le .sue isole, ha sul « Mediterraneo cinquecento leghe d1 costa e trecento « sopra l'Oceano; cosicchè le coste d'Italia hanno uno « sviluppo marrrriore d'un terzo di quelle della Spagna, oo . . E d 11. di una metà di quelle della Francia .. ...... . ~ssen o « le contrapposte spiagge del Meditenuneo e del!~ « }.clrialico lontane di poco le uce dalle altre, quasi « tutla la popolazione d'llal i~ è n portata delle coste; « Lucco. Pisa Roma , Ravenna, Ioni.une dal mure non « piu cli tre i;1 quauro leghe, sono suscettibili di far~ ~ proprii .tutti i vantaggi .di un.a ~iu~ ma~illima e d~ « somministrare numerosi marmai; 1 suo1. tre gmnd1 << porti militari' d'çU'mà.mento e di costruiione, sono :


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« la SPEZIA per il mare Ligure, 'fARANTO per il Jonio « e VENEZIA. per l'Adriatico. L'Italia possiede ogni « risorsa in legname, canape ed in genere per tuttociò « che fa di bisogno nelle coslruzioni navali. LA SPEZIA « È IL PIU' BEL PORTO DELL'UNIVERSO; la sua rada « è perfino superi ore a quella di Tolone; la sua difesa « per terra e per mare è facile ; i progetti redatti « sotto l'impero e dei quali si era intrapreso l'esegui« mento, hanno provato che, spendendo mediocremente « gli sLabilimenti maritLimi sarebbero al riparo e rac« chiusi. in una piar.za suscettibile della massima re« sistenza; i suoi cantieri sarebbero a portata di « ricevere i legnami cli Corsica, della Ligmia e della « Toscana, i ferri dell'isola d'Elba, delle Alpi e di tutto « l'Appennino; le sue squadre dominerebbero le acque « di Corsica e di Sardegna ,avendo per rifugio le rade di « Porto Ferraio, di S. Fiorenzo, d'Aiacçio, di Porto « Vecchio, di S. Pietro in Sardegna, cli Vado e di Villa« fran ca; Taranto è meravigliosamente situato per domi« nare la Sicilia, lo. Grecia, il Levante e le coste d'Egilto « e dello. Siria; sotto l'impero furono eseguiti progetti per « le sue fortificazioni di terra e dei suoi stabilimenti « marittimi; le più grandillolte vi sono al riparo dai venti (( e da qualsiasi attacco di un nemico preponderante. « Infine a Venezia tutto ciò che è necessario esiste di <'- già. I Veneziani aveano vascelli che pescavano di« ciotto piedi sol!anto; ma sotto l'impero grande nu«: mero di bastimenti di modello francese, vennervi « costrutti e, mediante i lavori fatti al cnnale di Ma<i: lamocco, e coll'aiuto dei cammelli (~ ), bastimenti in

(I) Specio di grandi pontoni, inventali ad Amsterdam, coi quali sollevare 1 bristimenli ancbe quasi fin di duo metri per farli transitoro sui bassi fondi.

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« completo armamento, di modello francese da set« tantaquattro, ne escirono e sonosi battuti con gloria « poclti momenti dopo ch'ebbero sfilato. Una commis« sione d'ingegneri di ponti e strade, presieduta dal « Prony, aveva stabilito un piano, che mediante qualche « milione cd anno di lavoro, ai bastimenti permetteva « di escire completamente armati senza il soccorso « dei cammelli ..... I porti di Genova, Castellamare, « Bari ed Ancona, ove possono entrare bastimenti di « prim'ordine, sarebbero quattro porti secondari tanto « per costrurre, quanto per armare e riparare od ap« provvigionarc piccole squadre. L'Italia può reclutare « ed avere ,per il servizio della sua marina, anche « p1·endenclolci in un'epoca di decadenzci, centoventimila « ma:rinai; i marinai genoYcsi, pisani e della Venezia « sono stati in grande rinomanza durante parecchi « secoli. L'Italia potrebbe mantenere t1·e a quatt1·0<< cento bastimenti di gue1·ra, di cui cento a cenloventi « vascelli di linea da settantaquattro; la sua bandiera « louer·ebbe con vantaggio contro quella di Francia, « di Spagna , di Costantinopoli e di quattro potenze « barbaresche ».

XXXIII. Vediamo dunque che, se in questi fatidici concetti l'esistenza d'un unico Stato in Ilalia vien subordinata alla condizione ch'essa sia una potenza marittima, quivi pure sono enumerati gli elementi preziosissimi che, per esser tale, in sè racchiude ILalia. Per ,vero dire, all'epoca di Napoleone, era molto


STUDI

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SULLA DIFESA D 1TALIA

meno dispendioso, p~ù sollecito e facile il mettere , insieme poderose flotte, non essendo stato aneora applicato il va,pore alla navigazione e non avendosi allora la bencl)è minima idea delle artiglierie rigate di enormi calibri e portata, nè della possibilità dì tenere in mare perfino·, e ·diriger-e a piacimento con grande impeto, navigli di ferro che, in un I dato "momento, p iù non presentino fuori d'acqua s~. rion se una cupol3:-blinda, invulner abile per grossezza di metallo e destinata a dare passaggio unieamente e protezione alla bocca di pochi, ma colossali c~nnoni aventi una .forza distrnggitrice ancor più terribile di quella di. massi che staccatisi da scoséesa altissi1:na rupe si precipitinq, per tulto sterminare, nel piano. Bisogna con vénire inoltre che l'Italia è priva di carbon di terra, povcriss.i ma d'industrie metalh.irgiehe e non troppQ abbondante di metalli; come pure eh' essa, in forza appunto delle scoperte del secolo, le quali hanno di tanto variati e resi di enorme dispèndio gli elementi di una guerra navale, vien mantenuta di necessità in condizioni assai difficili per organizzarsi una possente h1arina da guerra in breve volger di tempo . D'altra parte, non è a supporsi che. sfuggisse alla vasta mente d1 un Lant'uomo come, per l'Jtalia, il di,. · ventar grande polenzi:I, marittima non solo non potesse ·precedere l'unificazi0ne sua, nè andar di c9nserva con un ,così grande politico rivolgi mento; ma che fo ssero inveée indispensabili molti e molti anni di pace, di assiduo lav~ro onde si mettesse ìn misura di reggere al confronto delle primarie nazioni per la sua forza navale, anche quando .le marine militari non avessero fatto cosi enormi progressi da cinquant'anni in qua. Eglj intendev.a senza dubbio che Italia cercasse prima di unificarsi e poi di farsi gradatamente una potenza marittima, sè pur voleva conservare a .lungo qµel pòsto

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che, per la propria virlù o 1Jer la forza delle cose, pareva destinata a prendere fra .le maggio,ri nazioni d'Europa. · Questo noi abbia mo voluto aggiungere, quasi. a comm ento delle poche pagine le quali con tanta soddisfazione qui riportammo . da un' opera militare pregevolissima, per fare argine all'intolleranza di certi incontentabili, i quali vorrebbero che l'Halia, da ieri unificai.a, possedesse di già parecehie squadre corazzate ed avesse s tazioni. navali in tutte le principali rade del mondo; di certi allarmisti, che profetizzano ruine, se nòi non ci mettiamo al più presto in condizioni cli vegliare coi nostri navigli,· sto per dire, ogni approdo della Penisola, ) Invero bisogna occuparsi molto seriamente della vitale quistione delle nostre forze navali; bisogna non solo che il paese voglia r assegnarsi a spendere annualmente non poco, affinchè la marina da: guerra vada man mano ampliandosi, ma ch'esso ponga per di più sollecito riparo alle imperfezioni d'organamento ed amministr azione che tuttora la travagliano, dando anche ·maggiore insieme a vari elèmenti che la compongono. Non fa però bisogno di dimostrare che, quando anche l'Italia subito avesse centinaia di milioni disponibili 'onde portare al completo il materiale di un'imponen(e miarinU' da guerra, questo· materiale non . potrebbe procurarselo tuuo se non dopo molti anni; che non basta aver questo materiale, voglionvi · anche non uno, ma ·diversi buo.ni arsenali e ben difesi, i quali non si possono imp l'Ov\iisare, con1e pure uri personale, adeguato per m1mero, istruzione ed esperienza, il quale ancor hrnno potrà in poco tempo raggiangere ·tutta la desiderabile compattezza. \;


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STUDI S0LLA DIFESA D'ITALIA

Questa deve essere frutto sopra ogni cosa di concor dia e spirito di emulazione altamente sentito, affinc hè ne consegua u niformità cl i vedute e grande r eciproca confidenza, coll'intimo convincimento cli così meritarsi poi al momento della prova, la stima ed il plauso di tutd. Quindi anche per tale rispetto è necessario lasciare agli anni la cura di renderci forti. l\Ia, se da un lato, per quanto c'ingegneremo, com'è debito nostro , di lavorare assiduamente e con grandi sacrifici allo intento di accrescere e miglior are la nostra marina, dobbiamo però rassegnarci a lasciare ai nostri figli il vanto di averla così completa e possente quale si convieuc alla nostra Penisola ; cl' altra par te ci confort i la convinzione che ad ogni modo da noi dipende l'ottenere nella nostra forza navale prngressivi miglior amenti hastevoli per fare fronte ad eventualità che in tempo non lontano si aYessero a presentare. D'uopo è quindi Io accingersi risolutamente ad introdurre in tutto ciò che si riferisce all' organam ento della marina militare quelle riforme che possono dare un buon r isultato anche immediato, cercando allo stesso tempo che il materiale vada gradatamente crescendo ed in meglio. Con una buona amministrazione, con una forma disciplina, col tenere gli equipaggi ed in ispecie l'uffizialilù in continuo eser cizio a bordo, e sl a terra, invigorenùo con ogni mezzo lo ,çpirito cli corpo, la nostra armata di mare polrù essel'e in misura di coadiuvare con buon risulato alla difesa delle coste e de' nostri emporii commerciali in tempo di guerra, quando però venga uti lizzata con sagacia e, come non è a dubitarne, sappia la medesima per ogni r iguardo ed a qualunque costo mantenersi all' altezza delle importanti missioni che potranno esserle affidate.

sì

· (Continua)

F.

fiiARTINI

Colonnello del Genio.

DELLA TATTICA DAL 1866 AL 1871

Dopo i risultati della campagna di Boemia del 1866 ogni n azi one, rimasta in certa e 'dubbiosa della p ropria potenza militare, si died~ a ~aglia rn e_s~rupolosamente i fattori con seri studi ed incessanti ncerche; fru tto deo-li uni e conseguenze del1e altre furono appunto le ~ nte innovazioni che apparvero quindi presso tutte le armate di Europa. La campagna del 70 non fece che attizzare vieppiù quella feb br e di studi e di modificazi oni, a vendo essa di nuovo luminosa men te pro vato come gli eserciii necessitassero di seriissime riforme. Nello svolge rsi di queste vicende non è inutile di quando in quando ritorcere lo sguardo sul passat? e misurare i passi e gli os tacoli <;:he si sono superati. Sarebbe invero grave impresa il riandare tutte le mutazioni avvenute fra 3li eserciti in un pe ri odo anche brevissimo, mentre invece riP-scirebbe meno diffi cile l'indagare lo svil uppo compiutosi in una branca limitata. Qu esti cenni relativi alla ta Ltica hanno appunto il solo scopo di tra tteggiare per sommi capi le fasi attr_a~ verso delle quali è passato _detto ramo dell'arte militare a partire dal 1866 fino al presente, indicando le idee le quali soccombettero o dominarono nelle l?tte che ebbero luogo nei campi della teoria e della pratica. A NNO XVI. VO L. IV.

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50 DEI.L.\ T.\TTIC.\ Sarebbe ingiusLo affermare che pri ma del 66 non si fosse già jniziato un perfezionamento ril evante nella taltica. ])istinti autori militari italiani e stranieri aYevano soi:;tenuto nei loro scritti e ripetu tamente dimostrnta la necessità di abbnndonare o per lo meno usare con diversa misu ra formazioni tro ppo predilette e commendate nelle teorie di quel tempo, e dietro tale impulso non era raro lo scorgere esperim enti e man ovre info rmate a queste nuove idee . t forzu però amm ettere cl1 e anche nelle armnte più istruite se pur si acccttaYano le proposte moderne, tuttavia difficilmente scemavasi la eccessiva fiducia per nlcune forme e per il mod o di combattere da lungo tempo nei rego lam enti e negli animi radi cato . La camp11gna del 59 non richiamò sufficientemente l'attenzione gene rale sopra i difetti della tattica regolam en tare, e se più che mai bastò per raffermare nei loro giudizi coloro che già prima si erano pronuncia ti per le opportune riform e, non riesci a destare nei più quella incertezza e quel bisogno di mutam enti che si manifestarono imponenti dopo il 66. Vinti e vinci tori dopo il 59 non sentivano alcuna imperiosa necessità di variare a fur ia, ed ol la radice , il loro ed ifizio militare, e come in tuuo il rìmnnente anche nella· tattica solo lentamente si assimilavano le inn ovazioni elle gli individui più ocula ti andavano inn estando nei van codici tattici. L' esercito francese, .:ipparenternente inferiore a nissuno degli altri d'EuropA, riposava sui recenti allori, e non era molto inclin ato a produrre serie modificazioni in alt.re parti come neppure in. qn ella tattica, che non gli aveva impedi to di nuova mente giustificare a se stesso la inn atn credenza in una superiorità fodi scutibile . Parecchi eserciti europ ei, come satelliti, segui vano le fasi dell'astro di Fran cia e nella inerzia

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del ltlt'.desimo t1·ovnvano scusa in pa rie allo. Jenrezza dei pl'Oprii perfezionamenti.. Chi volesse risconlrare le istruzioni date alle trnppe del campo cli Chalons potrebbe form arsi un'idea &bbastanza precisa delle cond izioni in cui si trovava la tattica fr ancese prima del 66; e criti ci spassionati a,·evano con venientemente apprezzalo il valore di quelle prescrizioni e norme alquanto antiquate. Idee più modr.rne pren deYano piede in Germani a, Austria ed Italia, ove si scrirevo e si sperirnenta."a meglio che non si facesse oltr'Alpi; le tarde inn ovazioni però non appagavano i desid eri di coloro ch e co i loro scritti rappresentavano la parte di rimorcliiatori. Si esagera,·a l'inllueuza del fucile rigato senza poi nè ottene t·e da esso tutto l'effe tto che si poteva pretendere, nè addottarc una tattica attua neutralizzare la maggiore portala che il primo aveva raggiu nto in forza clelia rigtit.ura. In teoria più non :;i discu teva soprn alc11ne verità rese evidenti dalle campagne de l 4-8, ~.!) e fi9, ma in pratica poi la coso. era ben diversa. Ad esempio non si rifiu tava l'impiego dei tiragliatori in grande scala , anzi ammettevasi c-he questi quasi fossero in ogni momento tattico in dispensab ili; ma in generale si riteneva tuttavia quale forma di attacco frnpareggiabile la lin ea di co lonn e di batlagli one, con sidera ndo l'ul tima unità come massa la più pi ccola da usarsi con vantaggio per J'urtc. Le colonne cli compagnia e di d ivis ione non era no da tutti gli :eserciti ugualmente stim ote, e dappertutto pa rca mente utilizzate. In real!à l'ordine spicciolato era 1·iten uto ancora qunle forma di preparazione o di coprimento, e si amava meglio -esplicare l' azione in forme chiuse, a dispetto di tutti i Yantaggi accordati agl'ord ini aperti. Il formare le col onne, lo spiegarsi, l'avanzare in linea ed in colonna , l'esplicare fuo chi ed attacc ltì in.qu este formazioni occu-


DELLA TATTICA

pavano per lo meno tre quarti ciel tempo che le fanterie spe~dev~no ~ulle piazze d'armi; e la.bontà di una truppa veniva g1ud1cata piuttosto òalla esattezza con cui eseguiva~ variava le evoluzioni dell'ordine seuato, anzichè dH!la _intelligente utilizza.zione delle irregolari forme sp1cc1olate. _Tu th:: _le armate avevano corpi di fanteria i quali prn specialt?ente ma?o:ravano in ordine rado o sparso e tale particolare m1ss10ne attestava chiaramente che non si era ancora convinti della necessità di dare a queste formazioni una importanza per lo meno ucruale a quel!~ che si attribuiva all'ordine chiuso. Sola~ente p~co .rr1m~1 de~ 66 si cominciò ud utilizzare i battaglioni ,cacc1ato~·1 come truppa scelta; nè in modo deciso, perche non d1 rado sui campi d'istruzione vedevansi grandi imitò tattiche, a portata di combattimento in ter.r~ni po_co ~gor?b~·i, adottare il coprimento gene:ale sei~ endosi dei pr1m1, a vece di ricorrere a frazioni dei van _batt.aglioui di prima linea, le quali avrebbero megl,~ g10vato allo scopo. Anche nel nord dell'Europa ~1on_ si e:ano del tullo abbandonate le Yecchie idee rnchnant1 al rigorismo del sistema lineare,- e nella c~mpag1~a del 6:'3 la intelligenza degli ufficiali, la devoztone _dei soldati, la superiori~à dell'armamento suppli-:rono rn gran parte a1 d1fett1 della istruzione ta ttica· ed un disti~to scrittore prussiano, nel dimostrare ap~ p.un to qua? t1 errori si riscontravano nella vecchia istruz10_ne tattica dell 'armata di Prussia, scriveva appena fimta la campagna del 66: Wir_ (~st sagen lconnen, dass wù· i·m Fri'eden Alles das einuben was wir im Kriege ni'cht thun wollen (1).

. (1) N?i quasi ~otremmo dire che durante Ja pace ci esercitiamo m tutto ciò che io guerra non adopreremo.

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53 In p<,!rle questa asserzione era vera per tutte le fanteri e di Europa. Gli ordini naturale ed inverso, la prima e la seconda r iga, le colonne doppie, la poca latitudine negli spiegamenti e nei ripiegamenti, l'importanza eccessiva dell'ordine di bnttaglia e la poca fede negli ordini separati creavnno infiniti ostacoli, ed impedivano alla tattica di farsi lesta e pieghevole a tutte le esigenze che il perfezionamento delle armi e le condizioni del terreno reclamnvano . Nei regolamenti ante1·iori al 6G troviamo ancora prescritte alcune evolu zioni stìgmatizzate dai tattici come impossibiii durante l'azione; ma conservate appunto perchè non si voleva rinunciare ad un complesso di movirnenti ·?ar: e complicati, buoni a presentare un effetto magnifico all'occhio dell'osservatore. · Quindi il manovrare davn luogo a difiìcoltà di dupl ice natura. Richiedevasi anzi tutto un addestramento assai lungo nelle trnppP-, gincchè non potevansi eseguire alcune evq_luzioni complicatissime senza conservare un rigoroso allineamento, e senza aver conseguita l'abitudine a neutralizzare gli attriti e le oscillazion i inevit.abili e d'altronde intollerabi li nei movimenti d'insieme. Di più questo pedantismo nel manovrare richi edeva troppa attenzione per parte dei graduati, e spesso faceva sì che i capi si perdessero nel dettaglio, a vece ,di curare lo scopo delle evoluzioni stesse. Se poi volgiamo lo sguard.o alla cavalleria noi vediamo che prima del 66 dessa non si sentiva pienamente sicura del proprio valore. Nel 159 essa aveva scorta fa necec;;sità di non ammettere più quale scopo troppo primari.o quello di caricare in ordini contigui sul campo di battaglia; ma stentava tutLavia ad abbandonar·si con passione a quell~ missioni diversP. che apparivano molto meno grandiose di fronte alle tradizioni pi ù care della cavalleria. Così sui campi d'istruzione non DAL

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01::1.LA TATTIC.\

era raro osservare ingen ti masse qi q uesl.'ai·ma particol~rrnente uddestrarsi u manovrare su gl'aodi li nee cd in g~·osse colonne di più sqnaclroni. Non si accett.av~ d'. buona rnglia l'azione sp icciolata io piccole f.r 11 z.10n1, a.lternata colle alt re armi io tutte le fasi delI az1~n~, inten ta a conseguire risulLati mom entanei e parziali; ancora l'1 . . . ma all'incontro i più van-hermiavano b Ot> e g. .ordini .concentra ti in attesa di momenti solenni e decisi.vi,_ 0 1~a1. troppo. rari in vist.a dell? este nsione dei campi di battaglia del giorno e dei t:1nt1 ostncoli da cui sono attraversa( L · · . ., . , 1. . a ~anca imponente eh prn sqnadroni era tuttav~a J asp1ra1.1ooe dominante de lla cavallel'ill; il fian~heggia re, collegare, precedere le co lon ne, riconoscere 1 1. lcr:reno, tasteggi.are il nem ico a grand i distanze ecc, d, fi onte alla prima erano credute missioni rnolto secondarie . . Conseguenza di queste idee era appunto il d ubbio rntorno alla necessità della cavallel'ia, percliè giudica!i~o quest'~rma destinata spec ialmente a porlare colpi pocleros'. nell'aziono, e scorge ndo la difTicoltà di, ~ttcnere t~l e l'ISultato, si passa.va senz'allro a discutere :.e convenisse tullora conserv:ire in pace e po1·tare in 1:a,~p? nu~ncro~a ~avaller:ia , la quale causava dispe ndio ~- <l1_'.Ii,c?ltn r.ost rilevanti._ C~ii Je.gge i regolarncnli per 11st, uzJOn.e della cavallerw rn vigore presso le varie arma.te ~rima del ~6, trova ordini di manovra troppo mass1cc1 e forme d1 combattimento basa te in /.)"ran parte an cora. su lla potenza di ~uoco del learmate.napZleoniche. I~ e~~t le colon~e a distanza doppia, le grandi linl'\e d1 p1u s.quad ron1,. le colonne doppie e Je grosse col~nn e di ~arecch 1 s9uadl'oni figura va no fra gli ordini di cornballl mento e di manovra normali della ca all .. Il · . v erw, e ne ~ ~st1.·uz1on.e non era lasciato tempo bastP.vole a fom1gltar122ars1 cogli ordini separali, i quali avreb-

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bero meritata anche nei codici tattici una m()ggiore considerazione. Jn fine se passiamo all'artiglieria, noi vediamo che la campagna del 59 aveva sanzionata )a s,'.pe ~iorità del pezzo rigalo su l liscio, cosiechè quasi tutti gli eserciti miravano a procacciarsi tosto le nuo\'e bocche a fuoco, le quali sul campo di bauaglia parevano do.Late di una potenza inusata. L'adozione cl1 un solo cahbro (resa possibile dal cannone rigato) semp lifl ~ava . le artiglierie campali, mentre i te~nici nelle lo~o rrcerch.e si studiarano cli aumentare gli effetti delle prnne, mod1ficanclo il proieuile ovvero accrescendo la veloci là. di tiro. L'istruzion e tecnica era mo! Lo curatanelln maggior pal'te delle arm1Hr, e si era -~i ~ran. lunga miglio'.·ata la destrezza del tiro, reso p1u difficile dalla magg10re portuta delle boccl1e a fuoco. Pochi terreni risu ltavan.o im praticab ili alle artiglie1·ie da campo, quantunque 1\. materiale delle rarie arm:ite non presentasse uguali condiz ioni dì legge rezza e solidità. Con tutto ciò l'istruzioue tattica dell'artiglieria serr.bra non fosse ovunque a pari altezza colla tecnica. ~~n e.rano ~conos.ci~li ! principii che debbono regolare I unp1eg~ d1 questa.• ma, ma non si studiava forse abbastanza 1! modo d, applicarli; e nell 'azione combinata l'artiglieria non sen-ipt:f\ spiegava i mezzi straordinari di cui era ~o~at~. R1cruardo alla nuova potenza tattica dell'art1,g-lteria due ~rano i qu esiti che attendevano una sol uzi one . cioè: )a rigatura del fuc ile pote va in parLe parahz~are la rirratura del cannone, ovvero se avevano rflg1onc cototo i quali in vista dei suoi ultimi perfezio?amenti ri ten evano cl1e quest'arma potesse essere aaoperata e considerata co me l' nrma princip ale nell e bouaglie. Così, riassumendo, noi abbiamo che dopo il 59 pre~sochè tutte le armate di Europa si credevano rassicurate abbastanza quando si erano provvedute di armi

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DELLA TAT1'ICA DAL

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rigate . Pochi tattici avveduti apprezzavano l'arma ad ago e dagli esperim enti fatti vari eserciti l'avevano giudica ta non adottabile in vista del facile spreco dì munizioni, e del meccanismo troppo delicato. Artigljeria e fanteria sentivano la loro potenza Lattica aum en tata , mentre la cavalleria non potendo presentare perfezionamenti ugualmente palpabili dubitava di sapersi mantenere all'altezza del passato. Le idee dominanti intorno alla condotta del comba ttimento non erano abbastanza spigliate. In generale si peccarn ancora di un riguardo eccessi vo nell'impegnare le riserve, e si giudicava meno problematico di quello che non lo sia in realtà il regolare l'nzione, vale a dire prolungarla, so.spenderla e moderarla a piacimento; per ultimo n·on si pensava a risolvere la frazione di primo lancio, non sospellando ehe vi fosse la convenienza, per non dire la possibili tà, di portare colpi decisivi al primo iniziarsi della battaglia.

S'fUDIO SUl.L'

J.GIENE DEL CAV~\LLO DI TRUPPA

Continuazione e fine - Veggasi la dispensa del settembre lS'il.

IV.

(Continua).

H UGUES CHIAFFnEDO L1,ogotenente di . fanteria.

Le esperienze dirette a rintracciare il numero dei metri cubi d'aria bisognevoli in un dato tempo alla respirazione di un cavallo, e le deduzioni sulla capacità da darsi alle scuderie, mi hanno l'aspetto di sottili astruserie scientifiche. A che difatti arrovellarsi il ,cervello a stabilire delle minuziose cifre quantitative, allorchè noi abbiamo a nostra disposizione la immensa. -atmosfera? Buona sarà quella scuderia, che sommi.nistri ai polmoni dei cava lli arfa meno dissimile, per chimica cqmposizione, dall'aria esterna. Per i cavalli di truppa l'agglomerazione è il fallo ,che maggiormente colpisce l'atten_to osservatore, il quale non tarda a scorgervi quel complesso di condizioni negative, che con frase ritornata alla moda, ma antica, si potrebbe chiamare 1in male necessario.


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suu' I GIENf. DEL CAVALLO

STUDIO

t la specia lità del serv izio, è la funz ione economica del cavallo militare, che implicanÒ quella dura schiavitù, ed ogni discorso sull'argomento non sarebbe che una steril e declamazion e. Ma alle at ti vità deleterie dell'agglomerazione, siamo in grado di opporre un efficacissimo rimedio e lo abbiamo pronto, facile cd econom ico nella ven tilazione. li'a duopo che l'aria esterna possa penetrare ampiament~, profusamente nelle scuderie; bisogna che le innond1 e che perennemente ri nnovi l'ambiente corrotto dalla resp irazione polmonare e cutanea, e dalle emanazioni putride delle deiezioni e della lettiera. Ua forse cl1e non si dà opera ad ottenere la più es tesa ventila1. ione ?elle sc.u derie mili ta ri ? Si crede che sl, poichè con .ogni esp.edient~ si cerca di consegu ire lo scopo; ma 111 realtà I cavalli nelle lunghe ore di stab ulazion e respirano ari a catti va per la mancanza cli buone scuderie, appositarnente costruite , con opportune combinazi on i di finestre, barbacan i e canrin etti ventilatori. L' occ.isione, l' util ità e più sove nti la necessità fecero destinare ad uso di scuderia ~erti locali sono la più eviden te negazione dcli' io-ien e ìppicu ' e . ~ d1 questo genere ve ne ha di troppe. È urgente lo adottare que i provveù imenti che va lgano a migliorare questo stato di cose, pa rticola rmente avendo i cavall i p~r I~ pratica dell o allenam ento , un maggiore bisogn ~ d1 aria sa lubre ed abbondan te; e dirò tosto che la profusa ventilazione è solo possibile ed assicurata dall' applicaz ione di ben congeo-nati ca minetti ventilatori, che oltengono il rinnov:m ento dell'aria senza produ rre sensibili raffredda menti all 'ambien te e senza determ inare correnti perniciose . .Eff~ tto sec.ond.ario, ma pure utilissimo, di questa, maggior ventilazione sarà quello di rendere le scuderie pi ù asciutte. L'acqua allo stato di vapore è il ve icolo

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di una infìnita molt itudine di germ i e per convi ncersene, basta esaminare le gocciole d'acqua che si depositan·o sulle pareti liscie di un recipie~le pieno · di ghiaccio. QuesL'acqua con ti ene co rpusc.oh c)11c: a.ssumono rapidamente forme organiche, cioè d1 c1'1ttoo-ame e di animali infusori i. 0l'a rn ai si conosce la pa~te che questi corpi esili ssimi rappr~sen tan o sia nella lenta preparazione di cene malatL1e, che nell~ violenta determinazione di graviss imi fatti mo1·bos1. Ao·evol mcnte qu ind i si comprende l'i rn portanzu che si deve annettere alla secchez1.a dell'ambiente delle scuderie, poichè questi ge rmi tanto funesti, possono solo moltiplicarsi e diflondersi co l favo re dell'ucq ua in istato vaporoso . Arrgiungetò un'altra grave considerazione. 11 _rro~ fess~re Selm i lia is tituito esperimenti sop ra u111rn al~ r icoverati in due scuderie, di cui una era forn ita d1 ogni accessorio igienico, rispetto _s~vr~tullo alla venti lazione, e l'altr·a in ca ttive cond1z1oni e mnle aerata. l rispctLiv i bestiam i presen tnvano, do.po ~n ~e rto tempo, differenze notevolissime e mentre 1 prnrn erano fìo1·enti, robusti e sani, i secondi erano dep eriti, ::;cadent i e malinco nici . Il lodalo professore sospellò anomalie nella funz ione digestiva, e nelle deiezioni trovò le prove di fatto delle sue. su~p osizi oni_. Nell? feci di anim ali r icoverati in umb1cn t1 soffocati, trovo maggior quantità di materiali indigeriti e constatò. la dispersione di so!"tanze azotate. Adunq.uc una ca ttiva scuderia ci sciupa una parte della raz10ne. . Si ripete ad ogni momento, ed è. verissim?, che 1 cavalli di tru pp a costituiscono un vistoso capita le al i.a cui <:onservazione siamo tu tti impegnati nelle diverse nostre attribuzi oni . Ma i locali destinati a contenere questo capitale sono quasi sempre i~ pessi me con dizion i, contrariam ente a quello ch e vediam o pra-


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STL'OIO 1

ticnt·~i daì nego zianti e dai faco ltosi proprietarii, i ~1ua li, benchè non abbiano a combatte re la pern iciosa ~nfluenza dell'ogglomerazione, pure d:ìnno la massima importanza alle scuderie, perchè quesle non solo apporta?o ai cava lli il bendicio della retta igiene, ma sono d1 decoro e di stimolo a coloro che hann o a trattare cavalli e cose attinenti a ca valli. E. poich.è ci troviamo in ispirito a percorrere il sclc10to dt qu este antigieni che scuderie, diamo uno sguardo alla lettiera pe1·manen te, pratica vantaggiosa e commendevole sotto ogni rnppoi·to. A seconda delle ! ~agion_i, delle nn~ate a_gra rie e della stan za dei reg01ment1, ora la ved ,ar~ o rnappuntabi le, cd or11 appena decente. La causa d1 così pronunziate oscillazioni è 1·i.posta. in ciò che ai cavall i di tl'uppa, per acqu isto dr pngha da lettiera, si retribuiscono dei millesimi nnzicbè vera e buon a paglia in natura· e tutto ciò è . illogic~, ~er non dire ingiusto. A qu;lsiasi costo, a1 cavalli d1 truppa si manlenga una buona lelliera permanen Le. Cessi lB. paglia cl i essere OO'rre tto di contratt~zion i e, diciamolo, di lesine1·ie ;;r parte dei -corp,, e se le masse ci scapi teranno, ci trove1·anno il loro tornaconto i cavalli, e certo per l'avvi cen darsi -dell e annate e dell e guamigioni, la spesa med ia non potrà sop ravvanzarc la com petenza rea-olamentare. Vi . . . e, so no ce~t1 r1 spa rm1 che tentano gli ammin istratori .pe rcl'.è s~ presentano sotto la seducente apparenza di una mutile spesa non incontrata; ma in real tà lutto ~i riduce ad un grave errore econom ico. In igiene, il bene che non giova, è un male.

SUL L 1GIENE DEL CAVALLO

V.

Il modo con il quale attualmente si governa il cavallo di truppa, non ha quasi altro sco po che quello, di li berare la pelle dalle polveri depositatevi dagli ambienti, dal le normal i desquamaz ioni epidermoidee e dal le materie sol ide tratte alla cute dal sudore, dalla traspirazione ed ivi rimaste essiccate per l' evaporazione.. Qu esto modo di governo è da reputarsi com e insufficiente e non in adatto rapporto colla condizione fatta al cava ll o dall o allenamento. Kon è che io non creda necessari o, anzi indispensabile il mettere, median te un 'accurnta neLLaturo, la pell e in ist:ito di bene adempiere alla propria funzional ità, e mi piace constatare ehe qu esto inten to si olliene abbondantemen te, e starci per dire, cbe nel governo, come mezzo di nettezza, si tocca nll'esagerazione. Ma havvi una specie di governo capace di costituire il complemento della ginnasticà muscolare e resp iratoria cd è logicamente questo che si dove adottare, per metterne gli effetti in maggio re correlazione con quelli ottenuti dall'allena mento. E questa modificazione necessaria nel modo di praticare il go verno, consiste nello impi'ego prolungato e quasi esclusivo dello strofinaccio lo di paglia; in questo semplicissimo fatto sta tutta la innovazione~ che mi proverò di dim ostrare della massima urgenza ed indi cazione. Per mezzo dello strofinacciolo di paglia, ruvido e leggiermente umellato, allorcbè lo si adopera con forza e tempo considerevole, si ottengono risultali che vanno al di lò. della superficie cu tanea. Non è più :ma se m-


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STUDJO

pJjcc strnJìnnzione, ma è una vera p:·ession e che si determ ina, e questa favorisce la ·tonicità dei muscoli; agevola la circolazione nella loro inti ma sostanza· qu asi per incanto fa scomparire gl i effetti della stan~ chezza. Le ruvide fregazioni aumentano la vitalità dei tessuLi organici e questo si desume agevolrn en te dall'a umento di temperatura provocato, lacchè non è altro che fo rza, lavo ro meccanico, in somma è un tran quill o esr~rcizio. I c!epositi liqui di inte rstiz inli e perimuscolar1, scompaiono sotto l' azione di una forte frizione e strofinacciolo ed anclie questi effetti, non s?l? sono ugual i a quelli che si ottengono co ll'eserc1z10, rna cosiituiscono essi medesimi un reale ed utile esercizio. Adunque non è solo possibil e, ma è necessario ottener~ dal tortora di paglia qualche cosa di più della semplice stra/inazion e , ma ripeterò, si deYono rao·giungere gli effetti. della frizi·one secca, della pressi'on~. ed allora solt~nto 11 governo ciel cavallo si potrà dire ben fauo ed rn rapporto coll'allenamento. Attualm ente si incomincia il governo con una buona strigliata, Jocchè è niente altro che un errore di io-iene. Onde la striglia non riesca di dtinno al cavallo va aclope1'.a ia con tanta Jcggerezza e precauzione che dif-. fic ilmente si po.~.sono esigere dalla pl uralità dei soldati i quali, nel fare presJo e nello strigliare con clisin~ ,,oJtura e buona volon tà, credono consista il fare bene. La striglia distacca una enorme quantità di frammenti epidcrmoiclali ehe non sono an'cora pervenuti all'epoca della loro normale desquamazione. La striglia determina sulla pel le una ifritazione particolare, in forza della quale _la s~nsibiJità cl i questa vasta ed· importante su perfieie _ v1_~n~ ad esagerarsi e conseguentemente a re_nders1 prn impress ionabile alle correnti di aria. Che se, a giudizio di pratici, non si può assolutamente 1

SUL!,' IGIEN' Il, DEL CAVALLO

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abolire la striglia, perchè convien e in taluni casi cospicui insozzarnenti per fongo, e per escrem enti '. perchè non se ne potrebbe •fore a meno con c~v~ll1 a pelo fitto e !ungo ed a pelle grossa e ~oco_sens1b1le; e perchè finalmente deve ser vi re alla r1puliLUrn _della spazzola, non sia più considerata com~ arnese.di retto di governo e sia usata con estrema c1rcospez1o n~. . Non è pera ltro da tacersi ch e J_a brusca~ ben che effetti meno pronti, può con ogm sorta d1 van taggi? rimpiazzare In striglia. 11 non potere far e presto, 11 dovere nnzi impiegare, per otten ere un dato .e~e~to, un tempo molLo 'maggiore di quello che . necess~t1 la striO'lia non è per la brusca un motivo eh esclu sione; ma\ ~iuttosto Ja ragione più valida a favorirne l'adozione; poichè le frizioni che produce, saran~o tanto più efficaci, quanto .più saranno pr~l~ng_ate e ripetute. Le modificazioni al trattamento 1g1enico del cavallo -di truppa, delle quali ebbi a tenere p~rola n~l corso di questa memoria, sono tutte sugg~nte dall apprezzamento di fatti scientifici accettati , ed li ann~ , se male non mi appongo, il vantaggio si_gn_ifì~ante ~: un~ fac il e ed economica applicazione. Mi g10v1 perc10 qm brevemente r iassumere e raccomandare ai lettori della Rivistci le proposte correzioni. igieniche._ Ho di gi ~t clichia·rato che con questo scritto io non miro ad altr~ che a provocare discussioni sòpr~ un coropl_esso d1 cose che da alc une leo-o-iere e non dispendiose rnnova' ob . . J • zioni ci lascia travedere i più soddisfacenti r1su tat1. La parte più considerevole della razio~e. alimentare veno-a fatta consumare nelle ore pomeridiane. caso di campi d'istruzione, di grandi manovre, di attivo allenamento primaverile, ed in simili al tre evenienze, che necessitano dal cavallo un grande impiego di forza, gli si conceda un supplemento alla razione, elle dovrà consistere in aYena.

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STUDIO SULL'IGIENE DEL CAVALLO

lina volta alla settimana si somministri ai cavalli di truppa una buona dose di sale agrario. Si cessi di abbeverare i cavalli prim a della distribuzione della biada. Non solo è senza pericolo ma è necessario che le abbeverate, al numero di tre 'nella ·giornata, abbiano luogo dopo ì! pasto . Si applicliino, àbbondantemente, barbacani e caminetti ventilatori alle attuali scuderie, e si dia mano alla costruzion e di appositi quartieri per cavall eria corredati dei tanti accessorii richiesti dalla vera io-ien; ' . t, 1pp1ca. Per la lettiera perman ente si dovrebbe poter dire: al cavallo competono chilogrammi tre e mezzo di hu?n~ paglia di frumento, e non già come ora; milles1m1 135 al giorno, per paglia e medicinali. I cavalli siano governati una sola volta al oò-iorno · ma perfettamente e coll'impiego quasi esci usivo dello, strofinacciolo di paglia e della brusca . . Quest.e semplici modificazioni all'igiene del cavallo di truppa, non me lo dissimulo, a certuni sembreranno una enormità ed inapplicabili; mentre in real tà non sono che poche ed incomplete. ì\Ia se si vorrà entrare nella materia, scaturiranno altre indicazioni utilissime e si presenteranno in teressanti dettnali de quali, ~er l'indole de!la Rinista, · io non ho re~L;tato. conver11ente occuparmi.

ALCUNE IDE E

SUI LAVORI D'ATTACCO DELLE PIAZZE FORTI E P ARTICOLARMEN'l'lt S ULLE

MOD!FICAZIONI N,RCBSSARIE PER QUELLI DI ZAPPA EMINA

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G.

CAVIGLIA.

I progressi delle moderne artiglierie hanno ricl1iarnal'O l' auenzione e lo studio di molli distinti ufficiali sul modo cli portare un miglioramento ai lavori di trincea, o per meglio dire, a studiare un sistema che potesse corrispondere ai bisogni, e mettesse nel caso di , essere meno esposti e colpili dai tiri cl ei cannoni rigati e di lunga portata, i soldati incaricati dei lavori per l'attacco di una piazza fortifica ta. Due sarebbero a mio modo di vedere i punti principali sui quali conviene rivolgere maggiormente gli studi. II primo per riconoscere se debbasi ritenere ancora il vecchio sistema nel cominciare i lavori di attacco a 600 metri dai salienti della piazza; ed il secondo sarebbe il provvedere un mezzo per coprire la tosta di zappa, essendochè il vecchio gabbione fasci nato, ANNO

xvr, VOL. IV.

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AtCuNE IDEE

per l'espel'ienzn. fatta, si è riconosciuto essere quasi del tutto insenibile. Egli è cerLo che cominciando i lavori di trincea all1, distanza sovrarnenzionata, ancorc-hè di noue, come usasi fare, non si giungerebbe ad avere buoni risultati, perchè il fuoco delle artiglierie rigate e di lunga portata. clell'a~secliato giungerebbe a distruggere più presLo i lavori, e non lascierebbe il tempo all'assediante di st_a~i.lirsi, se non, bene inteso, con forti perdite di uomuu . s~mbr~rnbbe. quindi doversi per questa ragione cormnc1are 1 lavori molto più indietro, ad una di.stanza tale, .c1:1e i. proiettili. dell'assediato non avessero più quell eHìcacia ed aggrnsiatezza di. tiro da rendere all'assed itmle un danno·1.rnppo sensibile. Potrà questo essere un inconve~1iente, inquantochè sarà necessario maggior tempo ed 11 lavoro avanzerà lentamente, ma almeno si avrà otten uto lo scopo di risparmiare un maggi.or numero di vittime. Il secondo punto metitevole di esser nreso in con siclcraziop.e dagli studiosi., si è Ja mani~ra cli procedrre ne' camrninarnenti ed avere un riparo alla testa cli zappa tale da rendere più sicuri i lavorator.i, mentre i.I_ ga?bione fascinat? non resiste ai proiellili dei pezzi. r1ga11, anche alla distanza maggiore di 600 rnetri. l\roltì fhrono i sistemi studiati e proposti, ed in parte anche esperimentali da distinti uffiziali, e tutti riunirono i loro sforzi per ritrovare appunto una massa coprente sicura e non soggetta ad essere subitamente distrutta. Io non mi farò certamenle ad esamjnare i cl i.versi si~temi prop~sti,_ che sembrerebbe quasi io volessi engernu n gmd1ce delle opere cli tanti distinti uffizi.ali di gran lunga a me superiori, e per mgegno e

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SUI LAYOIU D'ATTACCO DEL LE PIAZZE 1-'0ltTr

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per studi, e s9lo per· adempiere quasi alla necessilù. impostami dal presente lavoro, li accennerò di volo. Dopo esperimentato il traversone alla Brialmonl, e riconosciuto non soddisfare alle esigenze, fu studiato il sistema proposto dal capitano del gen io Derossi. Esso consiste in un ca_rro come quelli che vengono usati nelle fer rovie pel trasporto del materiale pesante, sul piano del quale sarebbe collocata una massa di terra che sostituirebbe il sistema proposto dal generale Brialmont con il vantaggio di poter avanzare sempre, senza avere il bi sogno di rimuovere continuamente la terra come devesi fare col.tra verso ne sud dello. Il carro sarebbe collocato sul fondo della tl'incea . Il luogo tenente generale Menubrea aveva proposto di sostituire sullo .stesso carro alla massa di terra un piano di blinde in lustroni" di ferro, disposti in modo d(). poter anche fare rimbalzare i proiettili quali avessei·o a col pire il piano. Il maggior generale GianoLli due ann i or sono, quando troYavasi a comandare il corpo zappatori, aveva suggerito una specie di mantellette in legno coperto di fe!'ro, il quale facevas i scorrere in uvanti alla tesla cli zappa, mediante rotelle di ferro le qua li appoggiavano sul terreno vergine . · Il capitano del genio Rossclli esperimentava una massa coprente . composta di cotone in fiocco com.presso e bagnato di sostanze tali da nm<lel'lo inco1Hbustibile, della fornrn presso a poco del gabbione fascinato. Da ultimo il colonnello Yeroggio, altuale comandant.e del corpo zappatori, proponeva uno scudo corazzato formato da un castello composto di travi al quale è soprapposta una copertura la cui parte anteriore sporge di una data quantitù. Ques to sisterna Yìen posto in movimento mediante


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ALCCNE JOEE

delle piccole ruote in fot-ro stabil ite alla base del c:astello le quali scorrono sopra guide in fe rro collocate sul fon do della trincea dopo aver fo rm ato sul medesim o lin'impalcata di travi posti aderenti l'una all'altra. Quanto i suddetti sistemi sieno ingegnosi oltremodo, e soddisfìno in gtan parte allo scopo di riparare validamente i lavoratori alla testa della zappa , è cosa talmente per se stessa manifes!a che sarebbe inutile parlrrne davvantaggio. Ma se da un<1 parte essi riescono a sciogliere il problema di difendere la lesta di zappa dai tiri delle artiglierie della piazza, d'altra parte presentano ancora, a mio modo di vedere, degl' inconvenienti, i quali credo che con nuovi studi ed esperienze potrebbero venire diminuiti, cd anche eliminati del tutto. Gl'in convenienti quali mi sembra di ravvisare in quei sist.erni sarebbe ro i segue nti: Il peso enorme de' carri e la necessità di stabilire un piano solido sul fondo della trincea, e quindi una perdita i11aggiore di tempo . La difficoltà di sboccare a destra ed a sinistra anche so tto un angolo maggiore cli .90 gradi. La necessità di approfondire maggiormente lo scavo della trincea, cosa non sempre attuabile, specialmente ne' terren i rocciosi, od in quelli dove si ritrovano a poca profonditù delle filtrazioni di scoli, canali, ecc. Da alcuni di questi inconvenienli andrebbero esenti il sistem a del mantelJetto, e quello della massa di cotone, e qttest'ultirno potrebbe dare ancora buoni risultati trovando il modo di aumentare la sua resistenza. L'esame dei suindicati sistemi mi rese più faeile lo studio di un altro, quale ora mi faccio a descrivere, nella speranza che altri più fortun ati di me, potranno, vedendon e i .dife tti, riescire a sciogliere fina lmente un problema cli tanta importanza.

S UI LA YO RI

o' ATTACCO

DE LL E PIAZZE FO I\Tl

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La massa coprente che io osere i proporre è prec~samente una specie di gabbione, della forma e chrnensione del gabbione fascinato . . . . , È composto cli un cil indro vuoto, d1 ferro batt,~to dello spessore di un centimetro, lungo due metri e trenta centimet.ri, e del diametro di un metro e trenta cen timetri . l\'ell'interno del cilindro in tutta la su~ lunghezza ud eguale distanza sono sta].)ilite ou~ pareti di ferro dello spesso re di un cen timetro le quali_ v~nno a congiunge°J.·si al cen tro ~opra. bastone dr fer~o dello spessore di tre cent1 rr:etr1 w ·_ca. La super~c~e del cil indro presenla tanle piccole finestrelle equtd1~ sLanli le quali servono pel servizio clell e l'orehe, det ganci, e degli uncini. da trin~ea . Riteno-o sia inutile il descnvcre la manovra necessar ia p~l sud detto gabbione in forro, ess~nd.och~ essa è quasi perfottnmcnte eguale a que!lu tu.tt~via impiegata pel gabbione fascinalo, come pure sarh fac1l,e lo :c~r~ere che tale sistema di massa coprente puo es::iere 1mpieo·c1to in qualunque terreno. . . Qua nto ul!a resistenza è necessario osser_vare _c he un ~tiro di lancio sopra qualun que punto egli colp1.sca il cilindro, avr-ù sempre non meno c~i tre lastre cl? forare per giungere in tri ncen, e prn spes~o . ~ovra forarne quattro, ed anche il cenl.l'o, Sl~lvo p~1 ~m che lo coloissero alla parte superiore, pe1 qualt 111 quel caso !;avvi il rimbalzo in nostro favore . . Per aumentare poi muggiormentc la . res1ste~za, ? questo si verrà a riconoscere clall'esper1enza, s1 polra ancora riempire i vuoti del gabbione con qualche materia qual~ rnaggiormente si presta all_o scopo. . , Dove il o·abb ione presenta mmorc res1~tenza, si_ e nel caso e.Li un tiro ficca nte, il quale ab~1a ~. colpu·~ il trrreno preeisamente nel punto dove 11 ctlrncl~o e tangenziale a quello . Fu appunto ques(a osservnz1one

ut:


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AI.ClJi'iE lDEE

?he mi f~ce conoscere la necessiLà di rimediare a lalo e credo di poter soddisfare in qualche modo a!Je esigenze, con un seconùo o-abbione addossato al prim~ daUa parte interna, della° larglte7.7.a di metri uno _e c1~quanla centimetri, e del diametro ùi ottanta cen t11nelr1. Cn. tal moc~o ,. tenendo ad una distanza maggiore iI gabb10ne pr111c1pale, ottengo un solido n1arrr,.iore di tena e quindi riparo dì m~lto il lavoratore d~ll'effeuo· del tiro ficcanlc. La forma del gabbione e la. superficie liscia che eo-li prese_nta,_ o/frµ un imm enso vantoggio nei. suo i rno~im~11L1. S~c?o me però è facilissimo trovare su l lerreno d~, punti 111 declivio e quindi la possibilità cl1e il gabb, 011 ~ abband~nat~ a se stesso possa facilmente sposta1·s1 e_ scoprire u:nprovvisamen(e la testa di zappa , conrc1T~t far us~ c_ontinuamenle degli uncini i quali ~llaccalt alle fum nescono anche di meno imbarazzo rn c~ nfr~nto dei ganei che hanno ull'opposto un lungo manico 111 legno . li secondo gabbione non arcnclv che un solo scopo, quamunque possa presentare grand issimi altri Yantaggi, non credo sin necessa rio usarlo che nei casi spccin li. . Quanto _ho esposto sta sempre nel campo del vecchio sistema . d1 . procedere. nei lavori contro una piazza ed a~).brn ccrn I d~e pun ti principali , sui quali, come dissi ptu sopra, ~e~ono essere rivolti gli studì e le esperienze o~de pot~r~1 ritrovare in qualche circostanza, per quanto sia poss1bde, sicuri e fidenti nel nostro operare. Vt sarebbe ancora a studiare sopra un altro sistema <la mc altra volta esposto e discusso co n distinti uf:.. fiziali dell'arma. li capitano del genio Donesann ebbe a fare, l'ann o 111 convemcn~e,

1

SU I L.\\' Olll D AT1'ACCO DE I.LE l'L\Z ZE .FOI\TI

scorso, senza. conoscere le mie idee, alcune esperienze che hanno molta relazione col mio sistema. lo diceva allora che altesa la potenza delle auuali artigli erie, mi sembravu non sarebbe da rigettarsi la. idea cli usare delle gallerie di mina per camminare su di,·ersi punti nascostamente verso la piazza, e quindi lavornr di nolle ad una distanza. conveniente e stabilirvi delle ballerie, tenendo le truppe pronte per la difesa, la quale si rend erà necessarin inquantochè il nem ico sarà tentalo a fare delle sortite per distruggerle. Le gallerie avrebbero una larghezza sutfìciente per polet· dur passaggio ai peizi di ca mpagna, e quin di questi si ritroverebbero sul sito senza farli scorgere antic·ipatamcnte dal nemico. Una delle difficolt~t mélggiori che incontra va questo sistemél, era quella del mo lto tempo che si doveva in,piegare nel hworo, e su ques!a ho rivolto rnaggiormcnte i miei studt, ed oserei sperare di avere almeno . preparala la strada onde rendere viemmaggiormentc intraprendente lo studioso che volesse sopra di essa camminare. Nei lavori delle gallerie e dei pozzi, il tempo maggiore si consuma nella posa dei telai, e nel tansonamento. Le esperienze che ho fatte eseguire in diverse circostanze, mi fece ro conoscere che per la posa cli un telaio ed· il tansonarnen to dì uno scomparti mento, si impiegano circa due ore, e questa si può dire quantità costante, mentre è sempre quan tità incognita il tempo dello scavo, il quale dipende dalla qualità del terreno. l1er accelerare quindi il lavoro della costmzione delle arniature, ho ideato un telaio composto di due cordoni di ferro, del diametro cli dodici millimetri, collocati. parallelt fra di loro e tenuti alla distanza di un ceutim etro da una $pecie di cariglìa fissa, la qunle sporge dalla parte interna dì due cen timetri, ed ha nella sua


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ALC li :iE lDEE

estremità una piccola fincsLrclla nella quale si fissa un chio<lo piallo che serve n tenere un regolo o traversa di ferro, per l'unione di un telaio con l'a!tr?. . Di queste caviglie ve ne sono tre ne' tela1d1 gallerrn, e quattro in quelli de'pozzi. . . 1 telai cli bo-alleria hanno due metn di larghezza, ed . un metro e sessanta centimetri di altezza alle pareti o stipiti, essenclochè la parte superiore . o cappe_llo, _è un arco di cert:liio la di cui saella è d1 20 ccnttmeln , per cui l'altezza sul centro sarà di un metro cd ottanta centimetri. ~egli angoli i telai sono uniti median!e la stessa caYiglia fissa, la quale perb non è sporgente . . Il piano o radice nc'telai di gallel'ia è una :erga dt ferro larga qunllro ce ntim etri e dello spessore d t quattro millimetri. ll telaio che si adopera per primo nella costruzione ùc'pozzi e vi ene denominalo telaio ad or~cchio, ? o~ diflc1·enza dagli o.Itri che appunto per gh orecch1001 formati dalla prolungazione de'laLi del telaio, che spor- . o-en ti dai medes imi per venti centimetri si riuniscono ~Ile esLremitù alla clistama di dieci centimeLri. ' . I telai de'pozzi, in luogo delle caviglie sporgenll, hanno una fibbia nella quale passa il regolo di fer ro che serve ad unire un telaio ad un altro. I telai che devono essere collocoti a posto, tanto ne'pozzi come nelle gallerie , si fanno p~ssare ~ulla diar•ouale di quelli già stabiliti , altrimenti non si potrel~bero far passare, essendo tutti di eguale dimensione, cd in un sol pezzo. Collocati i telai a posto, il lan sonamento viene fatto passando nello spazio compreso fra i cordoni di _ur~ telaio, delle lastre in ferro, le eslrem it~ delle quali s1 introducono nello spazio <lell'altro. Queste lastre hanno la larghezza di un metro e venti cen timetri e lo spessore di tre millimetri. La loro lar-

S UI LAYOR[ D' ATTACCO DEUE PIAZZE FOI\Tl

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ghezza vatia a seconda del telaio , vale a dire ~ssa ~ minore pei pozzi, i quali hanno novanta c·entunetn di larghezza, (ques!a larghezza fu ritrovata sufficiente, e reca il vantao-g-io di diminuire lo scavo), ed è mago.... - l o·iore pei telai di galleria. Le lastre sono sempre e ue ~er ogn i lato, ed abbracciano lo spazio compreso fr~ le caviglie. Ogni lastra tiene da un lato un bordo dt tre centimetri il quale serve a rattencrla e rendeTla ferma. Dalle esperienze fatte per la posa cli un telaio ed il rispettivo tansonamento ; bastano quindici minuti per le gallerie, e dieci pe'pozzi. . Con questo sistema si scorge chiaramenle non esservt più cli bisogno di far uso continua'.11ent~ dello squadro o del liYello per meiterc a posto 1 Lelat, p~rchè col~ localo il primo sul piano orizzontale o verticale, tull~ ali altri riescono parall eli. ed equidistanti a causa de1 :egoli o crnverse che sono tulle di eguali dimensioni e precise lunghezze. Il nuovo sistema cli armatura mi sembra non esservi dubb io possa. riescire di som~~ lll_ilit,ì.' nel caso -si debba procedere nei lavori spcrrnlt cli mino.

Spiegazione delle 6gure.

La fi(l'ura 1 a rappresenta una sezione di un pozzo .armalo~ fatta sulla lmea a b della figura 2". La figura 2" è un telo.io ad orecchie . la figura 3" è un telaio da galleria. La figura ,t,• dà ridea di una lastra del tansonamento veduta in piano. La fìgurn ,i a b?'s è la medesima veduta cli profilo.


'H, ALCUN E JDEE SUI LAVORl D'ATTACCO DELLE PlAZZE FOI\TI

. La _figura 5a rappresenta un regolo o traversa per telai de 'pozzi. Vi si scorgono le due estremità rivolte e formar.e a gancio per essere introdotte nelle fibbie mentre nelle traverse de'tefai di galleria, invece del gancio, havvi un foro nel quale s'introduce la cavig lia sporgente. · La figura 6a rappresenta un telaio ordinario da pozzo. La figu ra 7« è Ja proiezione del gabbione in ferro. Vi si scorgono le finestrelle per Ja manovra degli uncini. La figura 8• è la sezione del suddetto gabbione la quale fa conoscere la disposizione dei piani che dalla periferia interna vanno a riunirsi sul bastone centrale . 1

G.

CONTAU!Nl

Maggiore del Genio.

NOTE SUL SERVIZIO DEIJLA CAVALLERIA IN CAMPAGN A

La cavalcrie légère doit éclairer fort au loin; elle doit è lcc sou tcnue, protégéB spccialemcnt par la cavalcrio do ligne. La cavalerie légèro est nécessarie ù l'avant-garde, à l'arrièregarde, sur les ailes de l'armée. La cavalerie doit etre pi us instruite que l'infanteric•. NAPO LEONE 1°

I grandi risullati che nella campagna. del "870-7•1 i Prussiani hanno saputo attuare col sapiente uso della cavalleria, segnatamente per l'esplorazione del terreno, hanno <listrullo l'opinione che dal '1859 in poi si era radicata nella mente di molti, che quest'arma non po tesse più arrecare notevoli vantaggi in guerra. Il momerito è quindi opportuno di trattare del servizio della càvalleria. in campagna. Non ho la pretesa di dir cose nuove : credo nondimeno che la lettura di queste righe potrò. essere di qualche giovamento specialmente per i miei compagn i , ed eccitare, se non altro, qualche penna più autorevole della mia a traltare questo importantissimo argomento.


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DBLL.\ C,\YALLEIU .\

NOTE SUL SER\'17.!0

lllipar(o deUc ca,·allcrfo negH c~ercsti.

, Gli c_serciti al _g~orno d'oggi, si dividono in corpi d_ es~rc,10, prefer1b1lmente di dfrerso numc1·o di divis~om : la cavalleria odunque vi potrà essere così dinsa _: ~n rcggimenlo per divisione, cavallcgoel'i 0 lanc,en; - l"na brigata di foncieri. risel'ra ooni 0 corpo d'esercito . · Un co~·po di cavalleria d'una o più divisioni a due o tre !)l'Jgate formerà la l'Ìscrva dcli' eserci lo. Questo corpo sarà composto di cavalleggeri e lancieri. Da questo riparto della carnllcria nell'esercito ne en: crge il sen,izio che quesla clcve prestare e' che no,. a~dremo esaminando nei vari i capitoli successivi, e r.1oe: 1 ° Servizio della cavalleria di riserva· . 2° Serv izio della cavalleria acldella alie divisioni, ·e di quella in l'iserva .ai ,·orpi d'esercito.

d'

Un esercito in campagna può trovarsi nell~ seguenti ~on dizioni:_ - in marcia, accampalo o ac:anlonato, 111 combattimen to . Nei primi due casi , avrà innanzi a sè sulle strade ~ercorse ~alla ~olonn~ prin~ipale, e che quasi genernlmente e, la lm~a d operazwne, un'avanguardia ees_ei~c_,co._ Questa dey' essere composta9di nerale unn o prn dms,0111 di cavalleria, sostenute da un

cl~!'

IN C.Ull' ,IGNA

ii

piccolo corpo <li fanteria; questa cavalleria, come è chiaro, è tratta da quella di riserva, e il giorno di bauaglia passerà in secoucla e terza linea per unirsi al ri nrnnente della riserva generale di cavalleria. Così erano composte le avanguanlie general i sotto Napoleone I , nelle sempre memorabili campagne del 4805-6-7-8-9-12-15 . L'impetuoso Murat ne fu quasi sempre il comandante, e non basterebbe un grosso volume ad accennare i servizi 1·csi e i falli d'armi sosten ati da queste avanguardie. Così nel ,t 80(3 l' esercito francese entra in Prussia su Lre colonne preceduto da un'avanguardia generale composta di quauro divisioni di cavalleria leggera o dragon i, cioè le di,·isioni T1·eilhard, ~Iill,aud, Wathier e Lasstille sotto gli onlini di Mural. ~cl 18 15 l'avanguardia generale è formata eia due divisioni di cavalleria leggera ed una divisione di fa.n te1·i3, Sl)tlo gli ordini del generale Pajol. Questa ca valle1·ia dovrà precedere l' esercito di un giorno; essa dovl'ù stendere il suo raggio di osservazione su Lutto il fronte d'operazione e sui fianchi, in mo<lo dn formare per così dire intorno all'esercito un cordone di sicurezza, e 11011 solo dovrà scoprire l'esercito nemico, ma coprire il proprio, in modo che il nemico non possa aYere esatte notizie del morimento delle nostre truppe. Quando l'avanguard ia saprà essere ali' altezza della sua missione ed adempiere a tutti questi incarichi, avrà reso al generale in Ct.lpo ed all'esercito tali vantaggi da andarne superba, e se la cavalleria dovesse solo scl'vire a questo scopo, la di lei importanza sarebbe abbastanza dimostrata. Epperò in qualunque libro d'arte militare si parla di queste avanguardie generali dell'esercito composte


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NOTE SUI, SE[lYIZlO

principa lmenle di cavalleria; ma nulla si aggiunge a spiegare il moùo col quale devono agire - cd è quanto ora cercheremo <li esporre. Supponiamo adunque l'esercito in operuzione, impegnalo in una marcia strategica a certa distanza dal 11emico. L'esercito, suppon iamo, marcia su tre colonne, la principale sulla linea d'operazione, le altre ùne su due strade a destra e sinist ra, pMallelc alla prima. L' avanguard ia generale comandata rla ardito cd istrutto generale, precorre l' esercito di una giornata di marcia, coprendo tulto il fronte cl' operazione. A questo scopo il terrenn sarà percorso in tutti i sensi. da piccole e grosse pattuglie, le quali perlustreranno ogni sentiero, ogni casa, ogni paese, ogni altura, inondando in una parola tutto il terreno cli caralieri, non avanzando se non dopo aver accuratamente riconosciuca ogni minima parte del terreno loro assegnato. Queste pattuglie a seconda delle strade che percorrono, e quirnli, della loro maggiore o mino re impo1·tanzn, saranno comandate da caporal i, eia sergenti e da nfficiali. In questo moùo si potrà osserl'are un vasto spazio di terreno e por,o danno deriverà all'esercito se qual che piccola paLtuglia reàil pl'esa dal nemico. A sost('gno di tulli questi piccoli di:;taccanienti sulle strade principal i marceranno mezzi squadron i, Sfp.rnclroni i11leri, ed anche maggiori frazioni, le quali raccoglieranno i propri soldati distaccati in avanti, riceveranno i loro t'apporti, spediran no tosto le notizie avute, e quando non si possa a meno, ov\'ero ne sia il caso, allaccheranno e respingeranno le ricognizioni del nemico. :Più indietro marcerà il grosso dell'avanguardia, <.;On tulle le regole di guerra, sempre pronta a rintuzzare qualunque assalto nemico.

DEU.\ C.\YAUEl\1.\ IN CA~ll'AGI.U

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Ora anirnettiamo d'essere giunti in vicinanza al nene danno tosto notizia al coma.nmico. Gli esoloralori • dante dell'avanguardia, il quale, in persona o per mezzo di ul1lciali a.datti, fa. tosto riconoscere le posizioni. nemiche, portandosi specialmente su alture che sieno sui fiàn ch i dell'esercito. E qui incomineia quel tale serv tzLO di cui Lauto si parla, mu che non si spiega mai come si debba fa_re; voo-liamo accennare al così detto contatt() col nemwo. questo servizi.o ben fatLo si possono l"Ìlrarre ri.sultati brillantissimi e tali da decidere, quasi diremmo, elci buon esito cli una battaglia. Fer.mute le truppe in buona posizione difonsiva e clte si presti al pron to sbocco della cavalleria, e con terreno in aYanti adatto a quest'arma, il comaodanLe si circondertl più avanti che poi.eh cli posti d'avviso, collocati su tulle le vie di comun icazione, formati cli pochissimi soldati, due o tre, e comandati o da intelligentissimi o da u!fiziali: loro còrnpi.to sa.rn nssolutamente sero-enti., o . . . . di non perdere cli vista l'esercito neimco; ricogn!ZlOl1l speciali spedile mollo an,nti e be~1 penetr~te ~lel principio che loro scopo ~! cl.' avere . 1~forrnazton~, e. noi~ di atla<'<.;are, forniranno i maggiori rugg1wgh di rm si potrh avere bisogno. .. . . I.'imporlanza adunque di questo sernz,o r1s~l1a endente cd oo-ni c:a valleria dovrebbe snpee esegrnre per' o • rettamente questo senizio. Se si hacli alle masse cost numerose con le quali oggi si fa la guerra, tanto maggiore ri sulta la necessilà cl' avere notizie il più possibile fondate sulle posizioni del nemic:o. . Si sa quale difficoltà incontra un generale rn capo per co,nandare a ,J 00 rnila uomini, e ricordiamoci che Napoleone parlando dei suoi generali, ne n_ume~·ava due O tre soli capaci di condurre un ese1·c1to di 80 mila. Eppure erano genera.li forrnati alla sua scuola,

Da


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NOTE SUI. SEI\Y17.l0

generali che avevano comandato in molte e grandi battaglie. Ora invece il comandai:He in Ctlpo avrù probabilmente due o l.recentomìla uomini da far muovere, ~ quindi d ifflcolUt maggiori a superare. Se il comandante in capo avrà buoni rogguagli, e se ques to capo avrà il tempo di fare i suoi calcoli, di pensare il suo piano cli ball.oglia e d'impartire gli ordini relat.ivi, egli è evidente che di molto saranno scemate le <lifficollà, che non nel caso, di un attacco generale imprevisto . Napoleone infatti non fu mai sorpreso nè costretto a dar battaglia, se non nel 1800 a Marengo e nel rn,13 a Lutzen; e in quest'ultima campagna appunto perchè era quasi sprovvisto cli ca vallcria; egli marciava da '\Veissenfe1s su Lipsia, allorquando gli eserciti nemici che egli credeva oltre Lipsia, sboccando da Pe.gau e Zavenlrnu, sul suo Danco destro, lo colsero intieramente all'improvviso. n sistema suaccennato mi pare preferibile all'usato di spedire forti ricognizioni in avanti per- avere le notizie del nemico: imperocchè spesso avviene che quesle ricognizioni percorrano grande spazio di terreno senza incontrare il nemico, mentre questo precisamente avanza nel momento in cui gli squadroni ritornano al loro posto, riportando false notizie, poichè precisamente nelle ore impiegate al loro ritorno la posizione cambia tot.almente. Noi abbiamo esaminato un Gaso solo, e cioè quello di una marcia strategica in avanti sul teatro d'operazione, e l'arrivo in presenza del nemico. Questo è il caso generale, epperò l'avanguardia generale potrà essere incaricata cli tutte le operazioni secondarie della. guerra che sia del caso , come l' occupazione di un punto importante, d'un ponte, d'una città, d'dna stretta, ecc.; sicchè, sia respingendo le esplorazioni del

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DEl, l,A CAYA LLEHIA IN C.\Ml' AGNA

nemico, sia attaccandolo tal fiata nelle sue posizioni, e()'li è certo che dessa avrà a dare e ricevere una infi~it.'.t di combauirn enti, cl'onde l'assoluta necessittt di buone truppe e buon i comandanti ali' avanguardia. Termineremo questa parte con alcuni esempi storici. Nel ,t 805 il primo periodo si svolge nel movimento o-irante ncr parte dell'esercito francese intorno a Ulma. O I Nel mentre le colonne francesi prendono una })ase d'1 operazione secondaria sul ~Ieno, e girando ai piedi delle montagne della Svevia, compiono la famosa manovra: i\Iurat, colla sua cavalleria sbocca da Strasburgo, s1 presenta alle varie gole che attraversano la ~oresla. Nera: ed in()'anna completamenle il nemico sui movirnent1 o del proprio esercito; e finalmente allorch'e questo, co?1· piuta una parte della manovra, s'a~•vicina. al Danubio, egli precone i varii corpi, costeggiando 11 g!·an fiume e coprendo così la marcia di tutte le colonne. Fmalmenle s'irnpaclronisee del ponte sul Lech, a Wertingen . sba~ ran-lia una divisione di fanteria e quattro squadrom au~triaci che vogliono contrastargli il passo, e poscia marcia avanti per tagliare la strada da Ulma ad Augsbourg. . Presa Ulma, l'esercito si mette in movimento su Vienna, e noi vediamo sempre Murat alla testa colla ~ua av~nguardia precorrere l'esercito d'una giornata, dt marcia; così marciò sull'Inn, passò la Traun e I Enns, e finalmente arrivò a Vienna. L'esercito russo scese in soccorso -del!' austriaco, e giunto quasi all'Inn, udito)! disastr? d'Ulma, aveva di continuo retrogredato; ed ora marciava alla volta della }fora.via. · !fa Murat seg~ito dal corpo del maresciallo La~rnes, lo ra()'giunse a Hollabrunn; e ne nacque un sangumoso comb~ttimento, ove specialmente si distinsero i dragoni di Walther. ANNO XVI, VOL. JY.

6


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NOTE SUL SEllVIZ10

Nello slesso tempo vediamo il generale Vialannes, comandante la cavalleria del generale Darout, entrare a Preslimgo sull'altro fianco e il generale Klein colle i::me divi sioni di dragoni sp ingere nna punta sino in Boemia. ~Iurat il "9 no\'embre entra in Briinn, capitale della Moravia, sempre tenendo il contulto coll'esercito nemico, e così ogni sua mossa è tosto nota all'Imperatore . I Russi riuniscono quasi tutta la loro cavalleria, circa seimila cavalli, per conU'DSlare il punto cli riunione delle strade di Briinn e d'Olmi.itz; donde un combattimento di cavalleria; brillanti cariche sono eseguite cl'ambe le parti, ma nlla fìnc i Russi sono obbligati a ritirarsi parecchie miglia. Egli è qui che vediamo un maresciallo, Bessières, comandante la gunrd ia imperial e caricare alla testa di 4 squadroni! Prima d' Auslerlitz, noi ,·celiamo la casalleria francese occupare tullo il terreno che fu poscia il LP,aLro della memorabile battaglia del 2 dit:embre, in posizione d'osserrnre il nemico ne'suoi minimi movimenti, mentre l'esercito è indietro scaglionato sulla strada di Vienna, nnchè si ri tirò per poter dar· campo ai Russi cl i potersi avanzare e principiare la fa.Isa manoHa che li condusse alla rotta d'Austcrlitz . Se si. osserva il servizio fatto daquesta avanguard ia nella suesposta campngna e si pensa invece al modo con cui si foce la guerra in questi ultimi .inni, qual differenza I Il caso solo decide dei due eserciti, e cosl non ved iarno che sorprese. Lo Spectatew· .lfilitaire nel 65 scrirnrn che al giorno d'oggi le grnndi ri cognizioni sono inutili, perocchè si marcia sempre coll'esercito unito e quindi sempre pronli ad accettare bauaglia. l Frr1,n cesi infalli, i quali pure non hanno che a riou-

D.EUA CAYAUE11 fA l:'<i CAMl'.\GNA

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dare quan Lo da loro stessi fu fallo, agiscono prcci::;amente in tal modo . - E così nel ij9 rlopo Melegnano, perduto ogni con tatto cogli Austriaci, questi ebbero tempo cli passare il Mincio, poscia, cnmbiando piano, passarlo di nuovo, e ciò tutto ad insaputa dell'esercito alleato accampato n. meno <li una marcia. Finalmente i due eserciti il giorno ~4, in marcia ambedue, s' incontrano, e ne nasce la famosa battaglia che tulli conosciamo. Ne ll a sanguinosa campagna cestè ultimata, sono sorpresi a Worlh, sono sorpresi a Forbach, dore, ci !,anno detto, due reggimenti di dragoni non hanno neppure il tempo cli insellure i p1'opri cavalli, e cosl via . E qui ci piace riportare l'ordine <lato clall'impcratore :\opoleone a 7,Iurat pel' la ricognizione delle posizioni pn.1$siane, prima elle comineiasse la memorabile campagna del 180G: « Quoique l'on puisse consid ércr la guerre comme « cléclarée dès-aujourd'hui, aucune cavalel'ie ne doit « cepenclanl clép,1sser la frontière, à fin clc ne pas « instruire rennemi plulOt qu'il ne doitl"ctre dn com« mencement dcs hostilités. - :\lais clemai.n les dcux « brigaclcs de cavalerie légère de Votre Majésté et celle « du ,Jcr corps qui se trouve réunie à elles, passeront « le ~Iein , se porteront en avant, et iront battre « et 6cla irer le pays. Il sera atta ché un offìcier cl u g6nie « à chacune des brigadcs pour {aire dcs reconnais« sances, de sorte que demain vcrs rninuit l'Empe« reur puisse recevoir a Crouach, ou il se trouvcra, <( des rcnseigncments sur les points suivants; savoir, « s'il y a des communi cations de Saalbourg à Saalfeld, « de Saalbourg ù Hoff, de .Lebenstein ù Hoff, ol ù ,< ·Grailenthal: si ces communications sont propres ù « l'infanterie, il la cavalerie, il l'arlillerie; quelle est la « situation de l'ennemi, du cò té de Hoff, clu còté de


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.NOTE SCL SERVIZIO

DELLA CAVALLERIA IN CAYPAGNA

« Saalbourg, et pal'ticulierment sur la grande chaussée +: de Leipzig: quelle est enfin sa position sur GraffenthaI « e_t Saallelcl. L'Empereur desire que Votre Majéslé di« nge personnellenient cette reconnaissance: car l'Em« pereur vent connnttre autant que possible la position « de l'ennerni et profiter de notre première irruption « pour frapper un grand coup ». Qual differenza da quanto si usa praticare da noi'! :~ppure non si ha che a leggere un po' di storia militare, per trovare tulti. questi dettagl i.. · Adunque buona cavalleria ci vuole avanti e sui fianc hi;. <lessa è l'occhio del generale in capo, e quanti errori di meno registrerh la storia! Sin qui abbiamo sempre considerala una guerra offensiva; rna questa invece potrebbe essere difensiva ' ed anche qui la cavalleria ha la sua parte . L'esercito che si mette sulla difensiva si prepara il terreno dietro il fronte occupato, sul quale corila cli r itirarsi man mano, e comincia col prendere una forte posizion~, ove possa aspettare che il nemico spieghi 11 suo piano . Altre volte un esercito, con piano offensivo, è prevenuto dal nemico che primo prende l'offensiva, sconvolge le nostre mosse e ci obbliga a ritirarci, e prendere una posizione difensiva. Egli è chiaro quan lo ~nlere~se. deve .avere il generale in capo di scoprire le mtenz10m nem1che; la cavalleria è l'arma per eccellenza ehe deve essere incaricàta di tale miss ione. Occupando il terreno avanti il nemico , portandosi sui fiaÌ1chi, deve trovare. il mezzo di penetrare nell'interno delle \inee nemiche, quanto meno, dev'egsere assolutamente in caso di fornire tutti i ragguagli necessari · sui movimenti dell'avversario . Mille esempi storici si possono citare, poichè se una guerr.a per l'uno è offensiva per l'altro è difensiva, ep-

però c1 limiteremo all'ultime campagne combattute. Nel 1810 l'esercito francese, dopo i primi roveséi patiti, ripara in Metz avendo a linea difensiva la Mosella. I l!russiani concepiscono l'ardito progetlo di circondare i Francesi in Metz, e tagliare loro ogni comunieazione. Come loro sia riescito questo piano è noto. Un chiaro scrittore mi litare paragonando questo movimento girante o quello di Napoleone intorno ad Ulrna, finì col conchiudere che quest'ullimo è zero in confronto all'altro, appoggiandosi specialmepte a ciò che Napoleone 1° manovrò alla larga, restringendo mano mano il cerchio a manovra riescita, mentre i Prussiani ebbero il coraggio d'intraprenderlo per Pont-àl\Iousson, a soli 115 k ilometri da Metz. Noi crediamo che lo scrit.tore a cui alludiamo abbia esagerato nel valutare il movimento dei Prussiani; ìl quale a parer nostro non doveva assolutamenle riescire . Jnlalli se i francesi avessero avuto un cordone di cavalle.ria 1ungo il corso della ~Io sella, e l'esercito sulla sponda sinisLra pronto a portarsi sul punto minacciato, vorremmo sapere come i J>russiani a vrebbero passala la l\fosello. in forza sufficiente per precludere la r itirata a 180,000 uomini: in .tutti i modi anche effettuato il passaggio del fìume .con numerosi corpi, la strada di Ch&lons doveva sempre restare .aperta ai Francesi. Ed infatti così avvenne nel 184 4 al maresciallo Marmont, il quale appunto si ritirò da Metz quando dalle sue ricognizioni seppe che i Prussiani · di Bli,icher ,erano giunti a Nancy. I Prussiani per invadere la Francia eseguirono la identica marcia che compiron_o nel ,t 8 14, ma i vari marescialli francesi, che con-poche truppe osserva,,ano il corso del' Reno, ebbero tutto il tempo per effettuare la loi·o ritirata, perchè avevano • .sempre esatle no tizie.

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Ma senza buone informazioni 110n si fa la o·uerra ~ questa dà molto al caso; ma per due terzi è ~alcolo e q~~s.to non pùò busarsi che su dati il più possibil; pos1t.iv1. Trarremo un esempio dai 1866. Nel 1866 la cavalleria austriaéa bène adempì al suo n:and~-11.0 . sopra amb~d~ie i teatri della guerra. In quello d 1t~h~ ottimo, serv1z10. prestò il ;23 e 2i giugno, e b~mss1mo opero lo squadrone solo che fu incaricato il 24, d1 esplorare, durante la battaglia , la strada di Villafranca_. Allt~ battaglia di Waterloo, Napoleone aveva p1.1re mcancato due squadroni eh riconoscere il suo fianco destro durante l'azione; e gli Austriaci , se pur ebbero presente quesl' esempio , colsero il vero, momento d'imitarlo . Infatti _dovevano essere ben inquieti del concentramento d1 forze da noi folto a Yillafranca, donde l'as-solur.a necessità cl' essere al corrente dei nostri movimenti, onde sapersi regolare ; e cosi poLerono risolversi al _grande aUacco contro Custoza, quando dalle notizie de1 _loro cavalie.t i seppero che a Villafranca non pensavasi punto a sboccare nella valle di Staffalo. In Boemia pure sembra che la cavalleria austriaca benissimo riconoscesse tutte le mosse dei Prussiani, e ne facesse a tempo consopevole il quartier gener.ale. Ma Bened~ck, ben p_oco profht~ delle notizie che sempre av~v~; po1che lasciò battere i suoi corpi d'armata alla sp1cc10I~ta: che se, riunito il suo esercito, si fosse messo rn mezzo alle tre armate prussiane , e avesse sap~to ardit~mente ~1anovràre per linee interne, probabilmente mvece dr Sado-wa avrebbe costreHo il nemico a· sgombrare la Boemia. Interessante sarebbe il poter accennare al ·servizio d:es~Iorazione fatto nella recente campagna dai l.'rus-siam; ma non avendosi ancora dati precisi da poter • 1

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DE LL ,\ CAVALLEl\lA IN CAMPAGNA

NOTE SUL SE!lVIZIO

ricavare da re.lazioni ufficiali della campagna, si sti'ma meo-lio di nulla ora dire.per non incorrere in errori (,1) . . Dal sopraddetto intanto si rileva il vantaggio c.h~ può arrecare neUe operazioni cli guerra J'avère not1~1~ ~)Ositive del nemico; così a Napoleone furono poss1b1h le sue vittorie del 96 sui varii eserciti austriaci spediti in Italia; perchè commisero sempre l' errore dì di:iclersi in varie colonne, e perchè dalle avanguardie, sempre spinte molto avanti, aveva sempre le precise notizie che gli abbisognavano. . E con questo Ct'edo aver ultimato quanto r1guar~a il servizio della cavalleria di riserva nel suo còmp1to di esplorazione d'avanguarclie, o per esprimermi meglio nelle operazioni strategiche; ora dovremmo trattare delle masse dì cavalleria sul campo di hatlaglia, ed è quanto faremo nel prossimo capitolo. BIANCHI

D'ADDA MARZIALE

Luogotenente cli ca·valle1'ia.

(1)

NOTA

DELLA

DIREZIONE

-

Il Jlfilitd?'

l~ochenb.latt di

Berlino ha pubblicato a qllesto riguardo un articolo, 1l quale contiene interessanti ragguagli e crediamo utile di tradurre.

(Dal wocheiiòlatt di Berlino J

L'autore del ben no to opuscolo

e

Sguardo tattico 1·et:rospet-

tfoo ai 1866, passando in rassegna \'operato della cavalleria

pnssia:oa in quella campagna diceva: « La cavalleria sarà certamente l'ultima a vantarsi dei servizi che essa ha reso ne l-


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NOTE SUL SERVIZIO

.l'u ltima campagna. Se avesse la pretesa di far considerare ci ò . che ha fallo come il massimo di quanto era in condizione di fare, essa pronuncierebbe di per se stesso. la sua sentenza di morte». Nessuno di coloro che hanno scritto della guerra del 1866 ha mai pensato ad avvalorare una simile pretesa e se vari e discordi furono i pareri intorno alle cause che influirono sulla condotta della cavalleria in quella gu~rra, una cosa però emerse chiara e cioò la fiducia che in un avvenire più o meno lontano essa sarebbe uscita da quella posizione di in foriorità in cui l'aveva collocata la campagna boema per rispetlo delle altre armi. Così l'autore succitato dopo avere delineato con mirabile giustezza l'importanza e l'u fficio della cavalleria nelle guerre future chiudeva quel capitolo sulla cavalleria con queste . . confortanti parole: « La nostra cavalleria non ba anche fatto Ie suo prove in tutto e per tutto, ma non abbiamo ragione veruna di diffidare di essa per la prima occasione». L'occasione non tardò_a venire, ed ognuno oramai conosce la parte importante presa dalla cavalleria tedesca nella campagna contro la Francia . Non è ancora tempo di portare un giudizio preciso e definitivo sull'operato della cavalleria .. mancando tuttora molti AlemeDli indispensabili per ciò fa;e. Comunqu e, non si possono menomamer:te mettere in dubbio i marav·igliosi successi ottenuti da quest'arma, l'eco dei quali risuona chiaro ancora oggi nella stampa tedesca . Ed essa ha ben ragione di menaroe van to, tanto più che in pari te~po si studia di ricercare le cause che condussero a risultati CO<'ì imponenfi, onde trarne utili ammaestran;ienti p~r l'avvenire. A questo proposito ci piace riferire alcune parti di un articolo del Wochenbtatt di Berlin o che venne riprodotto anche dalla WehrzeUung -austriaca e lo facciamo tanto più volontieri ia quant0chè in esso vengono confe.rmate alcune assennate considcrazio_ni svolte nel libretto più sopra accennato, il quale a suo tempo ebbe una ben meritata diffusione anche nel nostro esercito. Ecco dunque quanto scrive ·il Woohenbla.tt:

O.ELLA CAVALLERIA XN CAMPAGNA

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Tulle le armi degli eserciti germanici possono guardare con -vanto e soddis fazione sui falli compiuti nella recente campagna contro la Francia. Una di esso però - la cavalleria - deve ·compiacersi più specialmente in q•Jesto sguardo retrospettivo. Dopo lunghi e vani sforzi essa infine ha saputo riconquistare ,il ·suo vero posto a fianco delle altre armi, e l'antico suo pre.stigio, di già mollo offuscato, r itempratosi noi gloriosi successi dell'ultima guerra, si è fallo più che mai splendido e brillante. Per una serie continuata di anni la cavallo.ria nulla trascurò ,{li tutto quanto poteva contribuire ad accrescere il valore degli elementi che la compongono: studio, zelo, ogni possibile cura fu posta in opera per rendere utilizzabi le sotto ogni rapporto -il materiale vario e complicalo dell'arma, o perehè questa fosse in grado di c0ncorrere, in ogni eventualità, nell'azione comune -colle altre armi , di appoggiarlç efficacemente., e di sapere al ,caso anche combattere con successo contro qualunque di esse .armi. Certo questa tendenza seria e costante a perfezionarsi ha dato i suoi frutti, ma per se sola non basta a spiegare i .brillanti successi ottenuti dalla cavalleria nell'ultima campagna. Non si potrebbe dire che nel 1866 la cavalleria prussiana, sia ;per valore intrinseco dei suoi componenti, sia per valore tattico o per rapporto alla possibilità del suo impiego in gnerra, :si trovasse in condizioni essenzialmente peggiori che nel 1870. .Bisogna però concedere che essa dovette vincere un avversario .ben più pericoloso e tenace che noi fu la cavalleria francese ·benchè non si possa lodare abbastanza la bravura che distin~e -quest'ultima in ogni si ngolo fatto d'arme. Ma anche tenendo ~alcolo delle altre circostanze sfavorevoli con cui ebbe a combattere la cavalleria prussiana nella campagna boe'11a, come adire: ladifficollà del foraggiamento , le straclo cattive, e-cc., non .,arriviamo ancora a giustificare l'enorme differenza che passa -tra i risultati ottenuti dalla stessa cavalleria 'nel\' una e nell'altra campagna. La spiegazione di questo fallo devesi quindi cercare altrove -e la troveremo anzitutto nella formazione diversa e più indi-


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NOTE SUL SEfiVIZlO

pendente cbe si è data alla cavalleria in quest'ultima guerra o nell'impiego otlimo che se n'è follo, in armonia collo speciali proprietà dell'arma stessa. Lungi òa noi l'intenzione di voler ìllenomare i ~ervigi resi è.alla cavalleria divisionale, ò pur d'uopo constatare che no;1 ad essa 1 ma alle Jivisioni indipendenti sono dovuti i risultati più importanti ottenuti dall'arma di cavalleria, e ciò è naturale. Collegata colle divisioni di fan~cria e sminuzzata come suol essere in piccoli riparli, la cavalleria non può agire se non come arma ausi liaria e per la stessa sua inferiorità numerica non può toccare che successi parziàli. All'incontro se formala di divisioni indipendenti, la cavalleria è io grado di spiegare in somma potenza tutte le sue forze, le quali ben dirette od utilizzate producono risultali sicuri e decisivi. Nella campagna contro la Francia le divisioni di cavalleria erano costituite-. come i grandi corpi di esercito nolla maniera più i odi pendente, sì che potessero far fronte ad ogni possibile eventualità. Istruito appuntino riguardo al piano generale delleoperazioni e mosse a parte delle intenzioni del comandante supremo, esse camminavano sempre a gran distanza avanti le teste, o. spingevansi risolutamen le all'infuori dei fianchi dei. corpi d'esercito. In tal guisa era possibile agli eserciti germanici di mantenersi sempre in contatto col nemico, o di ritro,,are bentosto, la sua traccia se per poco gli riusciva di soltrarsi alle loro mosse i ncalzanti. Intanto sotto la protezione di quel manto che la cavalleria teneva costantemente teso dinanzi ad essa, la fanteria mar-ciava in perfetta sicurtà quasi come io tempo di pace, senza bisogno di sparpagliare e struggere lo sue forze nel gravoso servizio di sicurezza. A sua volta il comandante supremo riceveva i più esatti ragguagli intorno alle disposizioni del nemico, e tali inrormazioni permettevano di calcolare i movimenti i più difficili nei loro più minuti particolari, i movimenti che eseguili poi con quasi matematica precisione do-

DELLA CAVALLEl\lA I N CAMPAGNA

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vevano condurre a quei strepitosi successi che fecero maravigliare il mondo. , sovente, massime nei perio::li più tardi dolla campagna, ~e divisioni di cavallé~ria solee senz'altro appoggio che nelle proprie forze, si trovarono, durante intere settiprnne, di fronte all'esercito nemico, e riuscirono sempre a tenerlo a bada ed isolar~~ per modo che nulla potesse sapere delle mosse degli eserciti avversari. Ma i servizi resi dalle divisioni di cavalleria non si limiiarono al puro servizio di sicurezza ed informazione,_ chè ~g~i ballaglia segnb per esse una nuova pagina di fatlL. , glor1os1, sì per la porle efficace presa al combattimento, e pm_ an~?ra por la maniera con cui seppero trar partilo della v1Llor1a o compiere la disfalla del nemico. . Sino a ieri passava per massima incontestata che nelle marc1e · Jun"'he e continuato la cavalleria non potesse stare a pari della fan~oria, nè per resistenza, nò per colorità di marcia. Ebbene la campagna dol 1870 ha modificalo alquanto questa credenza cd i movimen ti operali dalla cavalleria tedesca dimostrano evidentemente che essa è in grado di marciare sì presto ed a lungo alm(lno quanto la fanteria, ben inteso che possa regolare la propria marcià iodipendenlomen le dalle altre truppe.. . li tempo o la stor ia ci apprenderanno certamente altri falli a vantaggio delle divi$ioni di cavalleria indipendenti e. m~tteranno in maggior rilievo l'importanza di siffatli corpi; mtanto però quel poc.o che ne sappiamo basta por sè a far nascere il desiderio che tali formazioni di cavalleria prendau o posto stabilo anche nell'ordinamento di pace. . .. Ciò cho costituisce l'eccellenza dell 'organizzaz1one mili tare prussiana si è appunto la perfella uniformità tra la formazione di pace e di guerra dei grandi riparti dell'esercito. Ora perchò mai la cavalleria sarebbe esclusa dai benclìcii che accorda questa saggia e previdente organizzazione? La cavalleria che in guerra deve superare forse maggiori difficoltà di qualun~ue ~1 1r'arma, ha sovratutto bisogno di avere un organ;sroo solido


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DEl.l,.\

NOTE SUL SERVIZIO

e coslanle; nella cavalleria più che altrove è necessario che la truppa conosca od abbia fiducia nei propri comandanti, attorno ai quali essa deve stringersi nei momenti supremi e der.isivi. In ciò sta appunto la forza irresislibilo doi suoi attacchi. - l!: possibile adunque che si voglia rinunciare a questo imporlantissim o coefficiente di successo? Egli è chiaro cho formando i grandi corpi di cavalleria non altrimenti che all'alto della mobilizzazione, ossia al momonlo stesso in cui debbono entrare io aziono, i medesimi non potranno mai avere quella forza di coesione di cui sarebbero capaci so fossero organizzali già in tempo di pace. Ma vi ha di più; la concentrazione im preparata di grossi corpi di cavalleria ò congiunta sempre a grandi difOcollà le quali -non possono· a meno d'inlluire in modo dannoso sull'efficacia di queste masse. So ad onta di tulle queste difficoltà i risultali ottenuti dalle divisioni di cavalleria non furono meno pronti e decisivi, ciò si deve allo spirito eccellente che ,mima la cavalleria tedesca, e sopratutto a quella concordia di spiriti con cui ossa tende alla grandezza dell' intero esercito. Si lamenta da molte parti, con quanta ragione noo sapremmo dire, la mancanza di Yalenti generali di cavalleria. - Ma, domandiamo noi, a quale scuola grandiranno questi generali, se in tempo di pace non hanno mai occasione di comandare masse di. cavalleria di qualche importanza, nò tampoco di conoscerne l'interno meccanismo, per essere poi in grado di vincerne gli attriti? L'uomo di genio potrà supplire fino ad un certo grado al diffetlo di scuola, ma ò indubitato che !''e sercizio ne accresce l'acume e la forza e che uomini meno favoriti possono acquistare coo esso la sicurezza della pratica, la quale se non può sempre stare a pari del gonio conduce però a risultali non meno certi od importanti. La formazione della cavalleria in divisioni permanenti offrirebbe adunque un mezzo sicuro per educare dei buoni generali di cavalleria, generali che, noti o cresciuti come stJol dirsi nell'arma stessa, avranno in sè tutti i requi·si ti per sapere co-

CAVALLEIIIA IN CA)lPAG:'iA

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mandaro gro:si corpi di cavalleria nel giorno del bisogn~ . e disimpegnare il còmpito anche pil.l difficile che una poss1b1lo o-uerra avl'enire loro prepara. L'articolo finisce coi segu1>.nti Ire quesiti che l'autore sottopone all'esame degli uomini competenti e la cui soluzione riesco del massimo interesse por l'argomento trullato. Quale sarebbe la forma più ind icalo per utilizzare a pro della ca.valloria i ri sultati o le esperienze dell'ullima campagna: La formazione in tempo di paco di divisioni permanenti di cavalleria, quali erano costituite durante la guerra recente, corrisponderebbe essa a la lo scopo? . Quale posto dovrebbe prendore questo. nuova f~rmazw_ne nell'ordinamento di pace e qualo d·ovrebbe essere il Suo interno organismo in armonia collo attuali condizioni?

b


l\ECE NTI PUB!JLlCAZIONI SULLA Gl: EnnA DEL

R~CEì\TTI PUBBLICAZI01\TI SULLA GUERRA DEL 1870-7:1

I. Sétlan par le génfra~ cle WmPFHN . Librairie internutionale.

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Paris 18i1.

Questa p u)I bi icn,ono . · non e, una storia complet ù Il pao-nn non , . a , e a camd ~ neppure uu completo resoconto del le operazioni . , o a1 mala di Mac-Mahon da Ch&lons a Séda n conto degli avvenimenti cui . , ' ' mc1 e un rac. d ·11 • , preso parte il generale, ampliato ~ J ustrat.o con apprezzamenti più o meno giusti. Il carattere prmc1pale che la distingue è !'apolo<>etico · e cio' e' 't rai e , ove si r·fl tt h · " , na 11. i o a e e W1mptren avendo apposta la s . lì co!11 o c_omandante in capo a quella triste CO'JY<'nzt: r~1a c biamas, capitolazione di Séchn h" •ent·to ·1 b·. . , o le_ che ' • " - 1 1 1sogno d1 dr1 . · · . .· :~: 1~a~s1 J? fa??Ja a l pa~se, all'armata, ali'l~uropa , per un alto a ,tor,a militare cons1cforòfinora come VOl'"'O"'no•o spec·a1 mento ~1elle _menti ~ci Frances_i che a.!tra vo.11; stig m-ati;,zar~~~ con acc~b18s1me par oJe la cap1tola1.ione di J\Jack ad Ulm e <1uella a Baylcn .. Essa contiene de•, ele!tag 1·I ancor · d1 Dupont : · m1ov1, spec,almonte sullo idee che <>u idarono il m' · ·-t· i Il <ruerracon·e ·rp,a1·1 . " IIlbIOtea o , L • i J mo a sprngere l'armata ·r1 Cl ~1 . ~Iosa per co , 1 < 1a .ons sulla . ,yJ· . . . rre10 a soccorso d1 Baznine a Met· 0 sodi che s 1 svol,ero I' z, suo 1 ep1lolla di quell'c~~rc1:tonec.a ot :or?~ '.a del 1~ settcm brf), u!ti ma della on 1 o 1 .leòesch ,. . Esor disce il genera le col l'esoorre i motivi I . : a pubblicare questo libro· eo- .· e ie lo l~~lussero possa renliersi conto de"I: ,,1_1 . vu.o le cl~e, l.e~ge?dolo, ciascuno cognizione di causa. o i avve111ment1 e giudicare C?il piena. Al J)rimo capitolo cl'le Sl· Icgge SI. SCOl'"'O però sub't .· <lenlemen te che il bravo generale, pie110"' ct1· , o e,1vita e di energia

Il'· ,' . .

(y.

18'i0-'i1 9t>

-s ul camro di battaglia , non ha l'abitudine di scrivere per guisa <la coordinare le nrgomcntazioni o i nziocini. e in modo da far impressione sul serio lettore. Lo stile è faci le, brillante, il. libro si scorre volentier i, ma, come dicemmo, il nesso fra le diverse parti del lavoro non si percepisco immediatamente, e il concetto generale sparisce in mezzo alla folla delle digrcs- sioni flccessorie. Com inciasi infatti col parlare di una spedizione diretta dall' nutore nel sud dell'Algeria contro alctrne t ribì.1 arabe a l principio del 1870, e ognuno si domanda qual interesse possa avere quest'episodio coll e grandi cataslrofì della guerra franco-prussiana . E di f;:1tti. non è che a stento cl)e si intravede allora, per comprenderlo molto piil tardi, lo scopo del WimpITon; egli ha volulo stabilire di esser malvisto al la corte imperiale, che non volle r endergli giustizia io quell'operazione, e che lo dimenticò nello no,mine per comnndi importanti all'armala elci Reno, benclJè egli in seguito ne facesse formale rich iesta. Non seguiremo il generale sul terreno politico. Il li·bro 2• del suo lavoro è una requisitoria severissima, anzi appassionata, éootro il regime im periale, dalle guerre del Messico fino a ll'incidente di Ems. Nel 3' libro è studiato il piano di campagna dell'Imperatore e le operazioni del maresciallo Mac-Mahon nella bassa Alsazia. Wimpffen ci dico che fino dal -fondo del suo esilio, eia Orano, noi vedere commesso il grave errore di disseminare l'armata lungo le frontiere, nel sapere i corpi avviati verso l'esi, incompleti in personale, mal proVvisti in materiale, egli ha preveduto i primi disastri, 0 t;he la loro notizia lo addo lorò, non lo stup'i. Egli rigetta la più gran parte del la responsabilità sul maresciallo Leboeuf, perchè o per ignoranza o per compiacenza. affermò che la Francia era pronta ad entrare in campagna, accusa anche l' Imperatore che avvedntosi fin dal principio della lotta come in Fr.ancia non si fosse pronti, mentre il nemico già lo era, ha volalo opporgli un piano di campagna -0ffensivo, che peccava per conseguen1.a nella base: i:na qui si trova una confessione che è preziosissima nella bocca del Wimpffen, giaccbè egli scrive: e benchè la guerra fosse decisa dietrç, < le nssicurazioni del maresciallo Leboeuf, è giusto il dire che -« l'Imperatore esitò ancora; mi assicurano anzi che il ·mattino « stesso d(,I giorno in cu i fu dichiarala la guerra, ogli non "' cedè che aila. pressione del maresciallo Leboeuf, incorag~. giato dall'ardore del generale Lebrun > .


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RECENTI PUBBLICAZIONI.

Uoa folla Ji errori e ùi difetti accessorii sono in seguito segnala li, quindi un paragone dei duo eserciti ben tratteggiato, · conciso, veridico, inappunl&bilo. « Sulla riva sinistra del Reno, grida, canti, tumulto, la « Jfarsigliese echeggia fin nel palazzo imperiale. « L'imprevidenza regna dappertutto, dappertutto la negazion~ « dei più elementari p.rincipii, delle precauzioni le pii1 sem" plici, in circostanze l.anto gravi. Numerosi stati maggiori « in cui quasi nessun ufficiale conosceva la lingua del nemico, « non· .documenti, non carte, quantunque il deposito della oo-uerra . ({, ne sia pieno. ({, Sulla riva destra del Reno al contrario la calma, la disci« plina rigida, rigorosa, inflessibile; genei-11 li serìi; ufficiali <( istruiti parlanti la lingua francese; carte eccellenti del paese « da invadersi; nozioni certe sulla forza dell'avversario; criovani " principi, general i provati, aventi già guidalo con intel~igenza « delle armate, un sovr.ano che non comanda ·altrochè di « nome, e lascia al suo capo di stato maggioro, uomo· del più e alto merito, le cure di dirigere lo operazioni, senza cercare << di far credere di esser lui stesso un fulm ine di guerra; « infìoe lo spionaggio innalzato all'altezza di una scienza ~ politica. « Qual contrasto penoso, ma vero l ,, li combattimento di Wissembourg è paragonato a quello di Montebello nel 1859, In ambo i casi uua divisione isola ta è lasciata a gran distanza dai corpi che possono sostenerla . .Ma mentre a Montebel lo la divisione Forey è ben guardata dai cavalleggeri piemontesi, che la prevengono in tempo, a Wissembourg Deuay, guardandosi male, è sorpreso <1 schiacciato da un iutiero esercito che conosceva la cifra numerica delle sue truppe. Questo paragone è verissimo. Il Wimpffen proseguenòo nelle sue argomentazioni incolpa del disastro il comando del l' corpo per aver tenute lo sue divisioni sparpagliate, e a tal distanza da non potersi soccorrere prontamente l'una !'altra . e incolpa anche il gran quartier generale che prevenuto dal sottoprefetto di Wissembourg non trasmise queste informazioni al maresciallo Mac-Mabon altrocbè nella notte del 3 al 4.. Jtlentre il primo rimprovero è giustissimo, il secondo _n on apparisce a ltrettanto chiaro, . imperocchè prima di tutto dalla storia o da tutto le relazioni finora pubblic3te sulla campagna non apparisce in nessuna guisa che il sottoprefetto di \Vissembourg avesse cognizi.one del concen tramento di grandi

SULLA GUEUUA DEL

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masse prussi(lne attorno a Landau e sarebbe stranissimo il supporlo, riflettendo che in tal caso ne avreb be informalo il generale nouay prnsenle in cittù, iuvece cheavvorlirne l'lm,poratore a Metz, Ed è poi aocile stranissimo elio dovesse essere il gran qu artier generale che informava il maresciallo Mac-Mahon di fo lti che avveuivano entro la sfera d'aii one assegnata al suo corpo. Wimpffen in questa criticasi lascia fuorviare dall'an imosità contro tu tto ciò che avvicina lfl corte imperiale, ma evidentemente ha torto. li primo colpevole d<illo scacco di Wissembourg è Douay ch<l dovea tener snm pro il contatto coll'inimi co mediante la , ua brigata di cavalleri(,l leggera, e tan to più dorea farlo q u:rnto più sapeva essere ar~ • risclliatis.sima la posizione in cui si trovava. Qualora ayesse agito in tal guisa, invece di accettare il combattimento, ·avrebbe rjpiegato rapida mente avanti a forze almeno quadruple dello sue. Del r esto egli espiò il suo errore co! sacri Ozio della vita; gl i sia ìeggera la terra della tomba ! , I.a battaglia di Wi:ir Ui non sfugge neppur essa all a critica severa, ma qui inappuntabil e, del Wimpffen. Eg!i si clomanda come mai ~foc-Mahon non si è r eso conto delle c0nd izioni del le coso, di aver contr0 cioè lnlta l'armata ~lei principe reale di P111,1ssia. Egl i ne è stnto avvertilo da due divisionari del suo corpo, fra i qna li. il com pianto 11nou lt che cercò con tutti i mezzi di imped irgli di accollar la battagl ia. Era eviden temente prefe r_i bile di ripiegare snilo strette dei Vosgi e di fende rne_ i passaggi. Su questo punto è dif(ìcile che il mal'esc;ial!o Mac-Mahon possa ri battere la critica, sonia confessare di essersi ingannalo. li combattimen to di Spicher en è appeoa anaì izza lo. ~i vede olle ii genera le ama pili volentieri seguire i movimenti dei corpi che dovean piì.l tardi formare l'arma ta di Chùlons e combattere sotto i suoi ord ini a Sédan. Egli ne d<~scrirn le marcie e i movimenti, r improvera il generale De F'ailly per non essersi porta to rapidamente su Nieder bruon e R.eischoffea al s~ccorso di ,\lae-Mahon , benchè ne avesse ricevuto formale invito il ·4 e il 5, ma non rifle itfi che quei dispacci no n eran cale~ gorici , secchi e pressnn ti com o deve esserlo un ordine importante, e che perciò dovcan lascinre incel"lo un gene1,ale poco persp icace comò il De Fai lly. Questi difatti non si è rAso C?ol~ del vero stato del lo cose ; non ha credu to poter sguarmrc 1 dintorni di Bitche e non ha inviato al soccorso do! maresciallo allr ochè una sola divisione; son queste le solite tergiversazion~ clei generali mediocri. ANNO XYI, vOL. I V.

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SU LLA GUERRA OE L

I\ECE NTI PUDDLJ:CAZIONT

'fl'alasciamo una ulteriore cEscussione su tal soggetto imptirtanlissimo, ma natural men le escluso dai limiti del nostro qua<lro, e ritorniamo al generale Wimpffen che abbandonò In provincia d'Orano il 23 ugosto, dopo aver r icevuto i22 a sera un dispaccio del ministro Palikao, che lo invi lava a raggiungere l'armala di ChAlons, onde rimp iazzarvi il genera le De ~'ailly nel comando del 5° corpo. La sua traversata si efJ.'l\lluò felicemente; il 2i era Morsiglia, il 28 mattina a Parigi; al!' una faceva col:.tzioue col conte Di Palikao. La convnrsazione dei due genera li è un documento che appartiene alla sloria, ed il brano lrascrillo dal Wimpffen è degno di speciale attenzione. Riportiamolo testualmente: « l dispacci del maresciallo Mac-i\1a hon dopo Fr-éiscllweiler. • mi disse il conte Di Palikao, munifcstano un estremo turba« mento. - Io ho trovato tutto ciò che co ncerne il servizio « della g tterra nella più incredi bile confusionf!. - Nul!a cru « pronto per il minimo rJvescio . ·- Al di fuori dell'armata re« golare, nessuna r isorsa ora prevista p·er aumentare gli effettivi « con una chiamata allo armi . « lo gli domandai perchè non si era lasciato un quarantami la « uomini a Belfort, punto su i quale si poteva sì faci lmente ar« r estare la marcia delle armate germaniche . · « Non è amn)issibi le, sogg iunsi io, chP l'inimico non avesse « cercalo di coutenere un corpo, mi nacciante insieme la sua « base d'operazione o le provincie clelia German ia. - Una delle <, armale nemiche sarebbe stata forzatn di arrestarsi. « Jgnoro, mi r ispose e.gli , chi ha ord inoto il movimento di « r itirala del 7' corpo, ma io non ho prescritto nulla in pro« posito e il movimento ha avuto luogo senza la min parte« cipazione. « È tene ,il dire che dopo ·1·entratn al ministero del conte Di « J'alikao, qucst'ufflciale gene~ale, dei più capaci , dirigeva gli « ,ufari militari, aiutato da un comitato speciale. « Egli mi spiegò che il maresciallo Mac-!Jahon sotto la pres« sione senza dnbbiÒ. dcll'lmperatore, voleva ricondurre i suoi " 120 mila uomini_soLLo Parigi , per aspettarvi e combattervi « l'armata del principe di Pruss:a, mentre che egl i, d'accordo " col comi lato, credeva più urgente, più van taggioso di portar « soccorso al marescia llo J3azaine, di sbloccarlo, r iunirsi a lui, « per operore contro le armate tedesche. « Qual or a il migliore cti questi piani? È una qu islione che « sarà controYersa fra gli strategisli. Jn lulli i casi la ragiono

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_più plausibile cho potranno dar coloro cho sostengono il parere del du ca di Magenta, è ques ta: il rnarnscial!o dovova « essc•ro al caso pitl di ogni altro di conoscere il valore delle << sue truppe. H di sapere ciò che poteva aspeltarsi da esse . ~la « è positivo cho queste truppe si son ben battute n Sòdan o « che la piLt cattiva di tu tto le riso luzioni a prendersi era quella <, cb'fl si preso, di csitarn, las lurc, far marcie e contl'onrnrcic, « per lasciarsi sorpassare di velocità u cadere nella trappola « di Sédan. - li -maggior imbar:izzo, mi disse a ncora il mi« nis!ro, è oggi cngionato dnll'lmperatore , la coi situazione " è delle piÌ.l folse . Questo principe ha lasciata l'armala di fln « zaiuo per raggiungère quella di ~Jac-1lah oo , ma a elle titolo « vi si trova? Non vo lendo torna re n Parigi, OYe l'Imperatrice « esercita la r oggcuza e non vuol clic torni, può egli, come vi ~ si è impegnalo, limi lnrsi a rimanere l'ospi te incomodo del « rnn1·escial lo Mac-Mahon, senza for r isentire la sua infl uenza, « non rosse altro cllo nei consigli? " Questa parte impossibile ad un rnvrano o che egli si è altri« bu ita, non può conservarla, mi disse il ministro, e la pron1 di « questo fatto risultu dal la corri:;pondenza fra noi sr.;ambiata ~. li seguito della conver snzionc è cl i mollo minor inlcrnsse. lìigunrdu il rifi uto dell'offerta fa lla al Wim plfo n di accollare il comando del 14° corpo in formazione a Parigi. onde avel'e cli i rimpiazzareTroclrn, di cui il ministl'O dinìdava. Dopo un tal rHìuto il genera le insisteva per essere spedilo prontamente all'esercito elle in quel momento era sul la Mosa; egl i sperava di troncar col suo arrivo ogni lergivor snzione, d i portarvi l'ard itezza riconosciutagli dal minis lro. Questi gli rimise allora il suo ordine di servizio e un poco piì.1 tilrdi a ltro ordine co l qnal(: era prescritto che in caso succedesse qua !cho disgrazia a l mar esciallo Mac-~lahon, egli dovesse a;sumere il comando supremo del l'esercito. Non segtJiremo il Wirr>pffen nelle sue peregrinazioni per raggiungere l'armata di cui lungo il ca,nmino nessuno sapea dargli certe notizie e ci· limilcremo irneco a notare corno egli arrivasse a Sédao al lo oro l nntimeridinne del 31 agosto e come alle 9 pomer idiane fosse ricevu to da M.ac-Mahon , che lo accolso assai freddamente . Posto alla testa del 5° corro, eg!i rncconln un breve dialogo avuto coll'[rnperalore e qnalche parnla scambiata col De l<'ailly cho dichiarava essere stato accusalo sempre a torto. Questi colloquii non spargono nessuna lu ce ulteriore su ! procedimento . .

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SUI.I..\ GUIHII\ A DEL

I\ECENTJ PU BllLlC,\Z [ON I

degli ernati. li H!l'O interesso comincia al libro 6°. ore è ùescrilla la battaglia di Sédan . Nel, procedere a questa descrizione il generale WimpITen si domanda prima cli ogni altra cosa, so l'orma la di Ch.llons avoa il tempo, prima di incoutraro quella del Principe Reale, di affronta re quella del He. Inco minciamo qui eia nolare uua gravo inesattezza imperdonabile a un ul'fìzialo geuorale c:he scrive molto tempo dopo Ooita la guerra. Il re di Prussia non ebbo mai esercito direllamenlc sotto i suoi ordini, o quello cu i alludo l'autore si è eviùenlemenle la 4• armnta tedesca comoudala dal Principe Reale di Sassonia o composta dal 4• o 12° corpo, dulie guardie, 5• e 6.. dirisione di. cavalleria, lolale non meno di 90 mila uomini . CiiJ premesso o rettifico, ed ulteriore spiegazione. osserviamo che il \\"impffen ri~ponde affermalirnmente alla quislionc che si è posta, mediante calcvli di distanze elle non son sempre esa lti , e sc01.a riflette.re nè pu nto, nè poco all o staLo di semi-demoralizzazione in cu i si trovava l'annata, lo che le impodira di far rapido marcie. Ma posto anche che egli avesse ragiono o che si potessero conservare lo 48 ore di vantaggio che all'origino del movimento si arcano sul Principe Re.ile . il generale non riOello che il possar la ;rosa, o battere completamente i 00 mila uomini de l principe di Susson ia era più presto detto cho fallo. Mars-l:1-Tour dovreb be arcr insegnato ai Francesi che un esercito tedesco che sta sulla difeusirn non si schiaccia lè1uto faci lmente, e perchè il piano di Palikao riuscisse, non occorre dimenticarlo, hisognuvu che quell'esercito fosse oonienlalo, scompaginalo, distrutto nel brove periodo di 48 oro. Impresa impossibi le per l'armala di Chùlons! ~Ja se la unione eon Bawine si fos so effettuala, cosa sarebbe successo? dice ,v impffcn. Gli risponderemo brernmente. Duecenlo cinquanta mila francesi si sarobbero trorati addossali a Molz, colle spalle nlla fronliera, tagliati ùalln b(lse principale d'operazione, senza riveri, uè munizioni, di fronte n piL1 di 430 mila Terlcschi compatti, ben direlli o ahbondanlemonte pro,·visli. L"Henlo poteva essere dubbioso'> Il \V impffon non è felice ogni quulvo lta intavola discussioni strategicbo o specialmente poi per giuslifìcur o un piano condannalo da quasi tutti i militnri inlelligcnli, belligeranti o neutri. Io questo campo In poesia predomina ad ogni passo, ed il suo libro lo dimostra chiaramente. L'analisi della ballaglia di Sédan ò pitt precisa o ci somministra sch iarimenti su di un fotto sinora inesp licato, su lla ra-

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gionc cho lo indusse ad assumere il comando iu capo, quando. forito Mac-Uahon, il mnruscinllo aveva inYcce indicalo Ducrol a succossoro. Ognuno ricorda elle al mattino le truppe ledcscho esordirono con un ,·igoroso allac~o suffula destra a nazeilles, eseguilo. dnl 1° corpo bnvnrese e prolungato dal 4· corpo e dai Sassoni iu fuccia nlla Moncellc o Daigny. I primi allacch i su l3ozeilles f11rono Yigorosamcnte r aspinti dallo dirisiono di fanteria di marina, ed è questo primo successo che ha inebriato il gonernle Wimpffon fino a fargli credere di po lero facilmente sch iacciare l'ala sinislra nemica, vole a diro i due corpi havnresi e il 4' corpo prussiano col 12' e l • francesi, per poi ritornaro in unioni? al 'i' e al 5° a combattere l'ala opposta, valo a dire il 5° o 11' pr ussian i, lù guardie, i Sassoni. Come questo progollo fosse ineseguibile lo dicono lo cifre; si lrat:arn iofatli dapprima con poco più di 70 mila uomiui di rincernc completamento nllreltanli per modo da distruggerli de l lulto o le.ç j ete1· ci la Ueusc, o poi con questi $Oldati stanchi, affranti, ritornaro a comballcre allri 120 miln Tedesch i almeno. che a r igore polcn no trarre altri rinforzi dalla sronda opposta della Mosa. Ancora della poesia! Quando il genernlc Ducrot alle 9 del mallino cbbo nssunlo il co mando supremo, vislo il ca tti vo stato rlclle cose <• vislo che le troppe tedesche eseguivano do ambo i lati nn largo movimento di conrnrsione allorno alla Mosa por chiudere il ferro di ravallo che dovca avviluppare i Francesi su Sédan, ordinò, al 12° corpo di abhandonorc le nllL1re di llazeilles e Pl'r il fondo di Gi,·oooo e il bosco delle Carenno portarsi a raggiungere il 7•; il 1• o il 5" don3vano seguire il movimento a scaglioni, o dopo un concentramento sull'a ltipiano d' tl ly. l'armata avrebbe cercato di aprirsi un passo sulla via di }l{,zières fl'a llly e Floing. Questo progetto risulta dnl rapporto del generale Lebrun, comandante il 12° corpo, e second o il uo,,lro po rere, ora allretlanlo impraticabile corno quello del Wimpffeu, perchà esigeva una complic~la marcia -manoHa con truppe non solidissime, in uo terreno solcalo da poche strade. ~In nei due casi ora sempre proferibile. pcrchò se uoa parte dell'eseì·cilo giungeva utl aprirsi un cammino sulla via di Mézièt·es , ama almeno la certezza di essersi salvala, mentre una rottura delle linee ger maniche vorso l'esl, in direzione di Corignan, conduceva soltanto a procroslinaro rii <p1alchc ora la cnpilolazione. È dunque da deplorarsi che il ,Yimpffon imbevnlo delle suo idee, per correr dietro ad un'ombra, ad 1111 con cetto fa lsissim o, siasi giornlo della fa-


UECENTl PUD81.1Ci\Zl0N1

collà che gli concedevano il com,mdo in capo. Seco ndo il nostro parere, corroboTato dal le frnsi del rappor to ufficiale prtmia no, . alla mattina del 1° sollembre l'armata francese, ove non si fosso . goHala noi JJclgio, era g ii1 condannata, ma l' in lcrveuto del Wi m'jiffon ne lrn peggioralo lo condizioni, come quello che ha portalo il suo sforzo massimo in una direzione :fa!sa, quella · cioè di Bazcille~, invece di toner dietro al morimento girante . che stava per chiuderla in un cerchio di fn oelli . Tu ttociò che segue ancora nell'opera che imprendcmmo ari esam inaro tocca le personal ità ; sono acerbe r equisitorie ,:ontro l'imperatore , polemiche coi suoi aiutanti di campo, nel le qual i . da una parte o da!l'allra si parla con passione, studiando di r igeltarsi n:c.iprocamontc lo colpo ltei disastri sobìli. E quostn colpa non è ne ll'impr>ratoro, nè nel Wimpfferi, ma in c<iloro che · prelesnro di combinare e dirigere da Parigi un assm·do piano . di campagna, ·e cbo no r ollero a forza aflìdata l'esecuzione ad . un marescial lo, che convinto gi/1 della im possibili tà di o~oguirlo, ubbidiva a malincnore, senza avero il coraggio di declinarne allamente la r ispousab ilità, ponendosi in contraddiziooo diretta col ministro doìla guerr,1. Concludiamo : l'opuscolo ell e ha per titolo Sédan si scorre . ben volentieri per un cerlo brio che vi predomina e per una . serie di esalti apprezzamenti sui folti di secondo ordino o su . quelli él cu i l'autore non prese pa rte, ma su gl i crnn li che precedero no o condussero alla capi tolazione svela l'impronta della · passione preconcolla ad .un al to grado, e addimostra cho il \Vimpffen, bravo e valente so ldato, non ha la fortu na d i saper giudicare a dovere i grand i concetti strategici o ta ttici de lla guerra.

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IL Cllm.p11f1ue tle l!.4rnàé e ,tu l~m·d en "1§~0-'1:\l par le générat .L. F.u nmmnE. - Paris, E. Dcnlu , l8ìl.

Non è facile i! dare un giud izio esalto Lli questo laYoro. 13isogna fore astrazione da una fo lla di circostanze o di .pr econ. celi i scnli menti . clrn po treb bero indurre in errore; bisogna · obliare la dedica a Gambetta, le frasi vuote e ampollose che

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~ìU LL-A GUEl\f\A DEL

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spesso si incontrano nel!n !eUnra dell'opera, e occorre anche ·fare una larga diminuzione all'importanza dei risullati che Faidherbe crode di avere ottenuto. Ma a traverso questa serie di esagerazion i e di inoso.ttozze lo spi rilo principalo che informa l'opuscolo è giusto e ver idico . L'arma La del nord fu la piì.t picco la, ma la meglio co~Litui ta di tu ltB quelle organizzale dal Governo della difesa nazionale; il suo comandan te fu il più energico, il pi ù attivo, il più intelligente di tutti i suoi colleghi di quell'epoca. Tre volte Manteurfel annunziò di aver annienta to il piccolo esercito oppostog li, e tre volte questo ricomparve minaccioso sulla Somma; neppur la disfalla di S. Quintino riuscì a disorganizzarlo del tu llo. , È \'Oro che l'armala del nord, come ce lo dice il faidherbe, conteneva de' buoni elemr.n li , specialmente i mari nai e i cannonieri di marina; è vero, come possiamo faci lmen te osservare, che essa ebbe le piazzo .forti di Lii le, Al'ras, Do u,i per appoggiarsi; ma è vero anche che fu organizzata prontamen te e che l'energia del suo capo contribuì polontcmente alta ma forte costituzione, in fo rza delta quale tcnirn sempro alto l'onore della sua bandiera, neutralizzando la primo. armatr1 tedesca cd .obblig,mdola anzi a chied er rinforzi alle truppe che investivano Parigi (quesli rinforzi fu rono la divisione di cavalleria e due baUnglio ni cli cacciatori sassoni che combatlerono a S. Quintino). Non bisogna contestare al Faiclherbe un merito reale; tal uni critici superficiali si sono arro~ Lali a ll'esame di una frase , di un npprezzamento faìsa to o avventa i.o pl'r dedllrre che l'ioliero lavoro è un cumu lo di assu rdità. Essi hanno tor to, la Francia avrebbe avu lo bisogno nell'ora de l pericolo di aver molli genera li c:he somigl iassero a l Faidherbe. La lettura del suo opuscolo fa tta con a ttenzione ci aveva indotti a compendiare in tal guisa il nostro g iudizio, quando alcuni giorni indietro ne trovammo una poco dissimi le nella Ga::rzetta, cli Colonia. È un Prussiano, perso na competentissima. cho parla ; è l'autore delle corrispondenze tanto stimale, dal punto di vista militare , pubblicate n<!I 1866 e 1870-71; è il tanto cognito Juli us von Wickccle. Egli non esita a collocare Faidherbe in tesla della lista de' generali che si sono parlicolar mente distinti. e lo stima superiore a Chaozy e ad Au rclles de Paladines. Noi invece no n faremo un esame compnrativo . . Dopo poche pagine destina te a ind icar e sommar iamen te come si costituisse l'esercito, o per megl io dire le sue due prime


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RECENTI P UDBLICAZlON I

divisioni che òopo la metà di novembre non ammontavano alla cifra complessirn di 20 mila uomini, l'autore mostra come fosse impossibile l'abbandonare Amiens senza combattere. Il g_eneralo Parre, che allora comandava, sc<~lse una buona posizione avanti la città fra la Somma e l'Arve, ma la confìgurazione topografica del teneno l'obbl igò a distendere di troppo le sue deboli forze; fu baUuto per conseguenza a Villers llrelonneaux, ma per la natura stessa delle condizioni reciproche e por la superiorità dell'inimico. È difallo prova to che i Prussiani portarono al fuoco in qL1ella giornata cinque brigale del 1° ed 8• corpo con a lcuni distaccamenti di cavalleria. non meno cioè di 30 mila uomini . · I dettagli dello sgombero di Amiens, della ritirata· su Arras, ~ del suc~essivo attacco della cittadella della prima città sono 1mp~~tanl1; _essi mostrano qual conto debba farsi delle g uardie mob1h e dei loro ufficiali, e guariscono radicalmente dal soo-no 0 di costi tuire delle buone truppe con tali elemenli. È con un ordine del giorno del 5 dicembre che J•"aidherbe annunziò di aver preso il comando; quest'ordine è al solito u_n po' ampolloso, ma stabilisce tre giuste qual ità per vincere, cioè: discip lina, austeri là di costumi, disprezzo ,.lolla n1orte. Jn ogni modo il generale no n si addormenta; · mentre da un lato sta nccres~endo la sua piccola armata, dall'altro, preoccup_andosi della necessità d,i salvare i p·orti della Normandia, spmge le truppe disponii.Jiii sulla linea Aroiens-la-Fère. Questa pr ima operazione che produsse la sorpresa di Ham e richiamò Manteuft'el da Ilouen a marcio forzale, fu diretta con abilità. Essa condusse alla battaglia di Pont-Noyelles, in cui i Francesi doverono r ipiegarsi più per l'indisciplina dei corpi di guardia mobile, che per essere stali vinti dall'inim ico. Ripiegarono su Ila Scarpe fra Arras e Douay in posizione fortissima, quasi inattaccabile. Lù neutralizzavano inlieramente l'esercito ~edesco; M.ant~ufl'el non ve li allaccò, ma per distorli da quella forte locahtà rntraprese l'assedio di Péronne. Al 2 gennaio, cioè 10 giorni soltanto dopo la batlaglia di Pont-Noyelles, l'armala del noi·d era di bel nuovo in linea · e combalteva a Achiet e a Behagnies ed .il giorno susseguent~ a Ba paume. Questo comballimento de.l giorno 3, qualilìcato eol nome di baltaglia di Bapaume, è stato soggetto <ii grandi contro,·ersie fra le due parti belligeranti, imperocchè~ amendue voo-liono attribuirsi il successo. Il generale Faidherbe noi suo op~scolo

SULT,A GUERltA UEL

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rincarando le frasi del rapporto ufficia le da lui trasmesso dopo l'azione, si esprime con le parole dopo ave1· battuto i P1·ussiani; egli ha torto; questi hanno perdulo, è vero, alcune posizioni di prima linea, ma siccome l'armata francese del nord ha ripiegato il giorno dopn la pugna nella direzione di Arras, sembra che abbiano maggior ragione d_i attribuirsi la vittoria. La spiegazione dei falli che concernono la capitolazione rii Péroune data da l Faidherbe è strana oltremodo. Non si capisce difatti come un generale in capo non abbia , molli mesi dopo g li eventi, potuto raccogliere indicazioni precise su lai sog~elto e sia- obbl igato a ricorrere alla r elazion e del revo1·te1· d1 un giornale inglese, il Daily Thebegraph. Se il generale Faidherb~ ·e ra ignaro di tali eventi meglio avrebbe fallo a sorvolan1 ra pidamen le. . Sembra elci reslo· eh•) il generale, ardito cd cncrg1co sul campo di battaglia, sia poi un po' trascurato e Jeggi~ro negli apprezzamer.iti che si pennette scrivendo. A_ p_ropos1to della battaglia di Bapaume egli ha creduto utile d1 riportare dallo stesso Dail11 ThefrgraJJh un prcltlso ordino del g10rno ~el generale tedesco von Goehcn col quale questo darebbe l'or.d1_ne ai capi di corpo 'di ind'iccvrgli gli 11/ficiali che ~ran fugg~t·i a Bapr:,mne onde fossero immediatamente rfoocati. Per chi co ~ nosce l'armala germanica quest'ordine sembra strano, ed e difaW tanto strano che osso <~ opera invece d'un generale francese, il divisionario Robin. L'equivoco preso dal giornalista io"'ìcse sta nel nome; il reporter noi suo primo dispaccio 1ole.,.rafo Goebeo; nel secondo si affrettò a retlilìcare Robin, e si~come il I?aidherbe sembra aver letto la prima relazione ,e non Ja seconda, è caduto in un errore inconcepibi le. Il generale tedesco von Goebcn ha fatto di recente rileYnre l'inesatta asserzione · del ·Faidherbo mediante lettere pubblicate sul Afilitti:r Wochenblatt e :riportate da qnasi tutti i fogli germamci. Dobbiam confessare che una tal leggerezza di apprez·zamento non è permessa ed è tale da re-ndere diflìdente su tutto ciò che nel suo scritto vuol constatare l'au tore. Veuo la metà di "'ennaio un telegramma spedilo da Bordeaux annuniiava che la bguarnigione di Parigi era per faro un .ultimo 0 su/premo sforzo, ed invitava l"..1rmala del nori:1 ad attirare su ~i sèi il maggior numero possibile di nemici. ·Faidherbe ·si decise ai'l'Oì'a a minacciare le linee di comunicazione dell'avverssario al sud-est. di s. Quintino. Ma aven a fare con un nemico


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HECE NTf PUHIJ LJ CAZIOi'ìl

vigilante e attento. Goeben che nveva rimp iazz(lto Manteuffel lo raggiunse nei pressi di ques t'u ltima città e Ye lo costrinse a.baUnglia. E q uesta fu micidiale e disastrosa pei I•'ranccsi. Jnvano l'autore lenta di ultenu,uno i risultali ; se l'urmata del nord non fu distrutta, fu (l(meno co mple tamente sburagliata_ FaidheriJe dice che dopo una lo tta di due mesi essa si r itrovavn semprn numerosa e aggtte1'rita, ma confessa che avact verdute te illusioni,. E questa confessione è preziosa percM caratterizza il vero stato dello cose. L~ conclusione che ch iu de il resoconto della campagna non menta a lungo l'attenzione. Dal punto di vista mi litare essa non offre nessuna nuo,,a considerazione e si limil;, a constatar e che sarebbe stato necessario ehe Melz si fo sse difesa fino a lla metà di dicembre oncle cambiar foccia agli eventi. Ciò sapevamo in anlecfi<l0nza. Tu tto il resto è un'escursione nel campo po! ili co,: una divagazione utopistica fra i pensieri d<Jmocrotici e i sogni dolio fratel lanze clei popol i. Volendo r i,1ssumere il nostro giudizio sull'opusc'l!o in questione, •diremo in due parole, che il Fa idherbe sa meglio ao-ire o cJie scrivere, ma che se si spoglia l'opusco lo della parte che pretendE>ndo di ornarlo lo guasta . ri marr/1 sempre un documentoim portante che /:Sii storici dovranno di necessità consu I tare.

m. La Ca.mpague de llS:tO jus,1n'au 11" .,epteml>,•e , par u,n officiar de l 'Année cln Rhin. - Bruxelles, 18ìl . .

Non ò certamen(e un uf'Ocia!e ordinario, una mente comune quella chA ha compi lato quesl' opuscolo, piccolo per la mole , modesto· in apparenza, ma succoso, esatto, scritto senza passione, senza sfoggio di critica e limitato alla dciscrizione. dei fa tti e degli aYvenimenti. Sopra 122 pagine di cui consta l'opuscolo, 50 almeno sono dedicate al racconto dello operazioni dell'armata di Chàlons, il che fa ragiornivolmente supporre che l'autore vi ba appartenuto; esaminando a ttentamente lo scri tto

SUI.LA GURlìll.-1. DE L

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si può anche arguire con fÒndamcn lo che sia un u mci.a.l o d el 7• c;orpo, probabilmenlo del la di~isi?ne Co1.1seil-Dumcs~1I.

che combàtlè a '.Vorih. Com unq ue sias1, è ozioso per 1101 1~ cercare di sollevare il velo con cu i l'au tore volle copr,rs1; nO\ abbiarrio a dare un giudizio del libro indipendentemente da o"ni qualL1nque pcrsonalitil. 0 s econcto il piono sbuzzato 111,lla brere prcf'nzionc che pr ecede . il racconto degli eventi, qucslo racconto dovrebbe andar suddivi$O in quallrO parti . La primn , che ha rapporto aUe .CaL'.SO . del la guerrn , a i piani di campagna. ai ~ombn.tlimen.ll ';1s~ scmhourg, Wortil , Spichcrcn, Bor oy , Hczo'.1v1ll? e S. t-l rn ~t , la seconda. allo operozioni doli' armata d1 Ch,1lons; la latza dovea cis 5 crc uno studio comparato della ta ttica dei duo e~er. citi ; nella qunrla, inlìne, sarebbe.re stille tr,~llate. le 1?otl1fi~.'1. :d oni che esigo il sistema mi litare del l:1 I•rancw. D1 que,te qnaltro parti l' opuscolo in quistiono non co?1pre!1e1,e. che. le · 1 e :. ·I'· " nel monwnto rn .eu1 1 1n1m1co primo c,u u LltOI'l', ct1·cc clw, calpesta il sar.ro suolo della pa trio, :'gli grn ng·ero.~b~ parlaro di critica o di disc_ussioni .teondie. ~h1 }1~ _leHo c10 è stato pubblicalo, nutre rntanto 11 r.cs1dor10 ,,1v1ss1mo che L r il1assivo uf'fìciale compia al piì.t pr esto l'opera sua . . La prima considerazione che si nffactia nll11 mento dello .s~~it: toro si è l'esa me del piano di campagna elabor.ato lll .qua! t1 e1 "'enerale froncose; ·dopo uno stud io comparativo . d()1le !orzo delle due parli btilligeranti, egli i) indulto a ~oncluderno che l'elementare prudenza imponeva di for dappr~ma i.1na gi~r~a difonsiYa . cffcltuando un' energica conC(mlraz1one 111 adL.1.cl1o del le fron tiere fra ~lctz e Nancy , osscnando g li .sbo~ch.1 d:-1 vosgi, e rronti a r ecarsi in massa sop.ra tu tte lo .c11rez!om 011naécialc. Noi non discutiamo il meri to strategico d1 questo conullo . che è logico e giusto; solo troviamo chG sa.robbe •forse stato ineseguibile di froolo alla opinione prodom1naule in Francia, non solo fra i borghesi, ma anche n?lle file d~I: l'esercito, opinione che poco O nulla val~1 tamlo ~h avv~rsar1 e . stata una delle came principali dei gran d1~astri sub\t1. . l i combattimento di Wissembourg che <l descrillo succi~lamenle e in 0o-ra n parie dietro l'esame del r apporto ufficiale prussiano, è presen talo da un punto di vista cho_ iu .gr~~ parte · abbiamo ragione di ritenere per poco esalto. V1 . st ~lLe . eh~ il 3 a sern , il generale Douay fu prevenuto clagl'. ab1 tanl1 det · dintorni che i Prussiani si avanzavano in grand i masse, che 1 · ne anisò· il generalo Ducrot e che ques 1·t ·rn nom e de · mare-

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nECENTl PU BllL!CAZ IO N I

sciallo i\Iac-Mahon gli signifìcò di accettare il combattimen to . E sotto ò detto, che l'indomani 4 ngosto, verso le .il Ove, Doua v approsla,,asi a levare il campo, quando fu assa lito all'impro;viso con forze cons,dorevo li: « La clivi-sio ne Dou.iy non aveTa « n.~ppu~e un plotone di cavalleria per guardar;i da lungi; « c10 spiega fino a un cer to punto la sorpresa di cui fu << vittima ». In questa folla di apprezzamenti vi ha uua serie di contraddizioni che appariscono a prim a vista . Se Donav fosso stato a.vvisato al 3 agosto era trop_po tard i l'attendere Jo 9 del matti~o suss~guen te per levare il campo ; per quanta impn,videnza esistesse rn qu ella divisione, si deve sempre supporre che il campo sarebbe sta to leva to al l'alba . ìlla potremmo qunsi guare~tire che Douny non ebbe nessun avviso, perchè la cavalJerrn tedesca guardavn con cura tu tti i boschi Yicini. e arrestava ogni abitan te che toccava i suoi avamposti. Ciò ;appiamo da certa fo nte. Avrebbe po tu to ricevere qua lche informazione so ?Vesso spinta (l~,rnti la ·briga ta di cava lleria Septeull (a• ussari, 11' ca(;c1a tor1) elio bi r acc11va su llo rivo della Lauter a brc,'. e dis.lanza da Wissemhourg, contrariamente a li' asserzione delhrnommo au tore. Ma no i fece e la responsabilità del disastro non può scaricarsi su altri, e grava intiera su lla memoria del defunto generale. Sul la battaglia di Worlh I' au toru ù esitanlo nel giud icare. Considerando la questione dal punto di visla strategico non ne ammetto la necessilè, ma lasciandosi poi infl uen7.nrn dalla confidenza nella bontà dell'esercito, crede che Mac-Mahon non errasse troppo nel !' accettarla, contando snl ~occorso di De failly Quest'ultimo genera le correndo prontam1m te a l can none poteva forse cambiare la sorte del la giornata, ma convien dire' ad onor del vero , che gli ordini che ve lo c:hiamarono arri~ var~no lro.ppo tardi, e non ernn0 concepiti in quel tuono secco _eri .inc!ubbio, al quale è impossibile l'opporre una qunlsiasi ,obbiezione. . Nel co mbattimen to di Spicheren il generale Frossard è 'giudicato severamente; egli non ha fotto nul la per provenire Io sbocco delle teste cli, colnnne prussiano su lla sinistra della Sa rre, e q_ua.ndo una gran parte del suo corpo era già impegna ta, egli credeva ancora si lrattàsse di un afl'are di ,avamposti. E se poi è vero, come è accennato, non ·però asserito . "Che rifiutasse -la cooperazione dal marescial lo 13azaine offer- · , tagli, egli sarebbe dopp iamente colpevole.

~ ULI.A GUEtU1A DEL

ii 870 -7·1

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1·nulore parlando del combattimento di Beitny, lo qualifica

per un successo, locchè è a.Imeno dubbio; constata però clie

,

è doloroso l'osservare come Bnaine, non conoscendo per nulla. il numero delle forze nemiche che gli stavano a fronte, si sia lascialo sfuggire la propizia oec~sione di malmenare e rigettaro la prima armata prussiana sulla Sarre. QuesVosservazione è giustissinrn; un distinto genera le prnssiano, l'autore dell'opera Krieg wn Metz, divide pienamen le quell'opinione. te due g randi baltaglie di. Mars-la-Tour e di Rézonvil le sono dcscrille cli volo nell'opera di cni facciamo l'esame; si scorge evide11lemen te che l'a utore non facendo parte della così delta M' mata dal fieno, non ha. ro luto giud i1'.arne senza averne piena cognizione di causa . I movimenti del!' armata di Chiì.lons sono invece, co me già accennammo, oggetto di una cura maggiore; vi è fatto capire che essa non presentava quella soliditil o quella coesione cho sono necessarie onde intraprendere un'operazione ardita; rendendo giustizia alla posizione delicatù e difficile in cui si trovava il maresciall o :,iac-Mahon, quesli è nonostante sevoramen te biasimalo per aver esegu ito un piano che.egli non appr òvava, perchè l'interesso serio o prezioso del paes~ .e, del!' esercii.o dovevano fargl i cnpire il peso della responsab1 lita, e somm101strargli l' energia por resistere all 'ucciecamento del Governo o della pu bbl ica opinione. « In ogni modo, dice l'autore, una « impresa tanto t11meraria com'era quella di voler riunire « l'armata cli Cbiìlons a quella di Mctz non aveva cbe un ele« mento di successo, una rapidità fu lminea nella marcia . Bi« sognava profittare del disinganno in cui si sarebbe trovalo « il Principe Reale, al quale la ri tirnta dal campo di Chf.tlons « su Rei ms anebbe l'alto supporre un movimento di concen« trazione su Parigi, e che forse por qualcho giorno, in mezzo ~ al lo vnste pian urn delIn Sciampagna, poteva perder la traccia « del le nostre operazioni. « Non un minuto da pnrdere; sludfoto e maturato il piano " di marcia, bisognava basarlo su llo sforzo massimo che l'ar« mala poteva fare in ogni giorno, e non òoYcasi pfo mo.di-. « ftcarne il programma. Se il nemico si presentava, convemva « attaccarlo immediatamente , pcrchè il camminare al suo « fìanco, era permettergli una concentrazi'On n progressiva e « diminuire sempre, piì.t le nostrH probabilità di successo. » L'esame rlettagliato che segue delle marcio dei corpi moslr~ che nrnntre per il 23 e il 24 agosto si erano fotti 60 chilometri,


j P. ~GEN'fl PUllBL1CAZ JO:'\I

il 25 se ue f'ccoro meno di dicci, e noi giom i successivi si esitò, si temporeggiò sempre pili Ono ad esse r raggiu nto dall'avversario, che camminava diriUo e senza esitazione al lo scopo. Q\:i viell accennalo al comha tlimento di Beaumont e ali' incuria i ncredibile con cui era diretto il 5• corpo; si direbbe sognare leggendone la descrizione : « Questo corpo , insegullo vivamenlo per due giorni, dopo « aver .combattuto la vigilia 4 ore col nem ico, stabilisce il suo « campo attomo ad un villaggio, senza neppure nna gran « guardia di caval leria, senza il pHi piccolo posto di fontÙia . « Duvanli al fronte di band iera unil scnf.inol la co:ne a l campo « di CIJJ lons. ., « Gli uomini aveano smon lnto i loro fucili per ripul ir li , alcuni « facean la zpppa, a ltri erano a ndati a r icevere le dislri bu?Joni « nel Yi llaggio, i cavalli dei general i o dell o stato maggiore ~ stavan o nelle scuderie, quando a un trailo. verso mezzo« g iorno, i proietti cadono nel campo senza che la presenza « del nemico fosso sla la segnala la ,

« 5", 11• corpo e alla « 70 mila uomini »,

« « Che dire di generali che commettono fa ll i come quello

elle ho segnalalo? » Compiuto il passaggio della Mosa, 1·,,u lore mos tra come male fosso diretto l'esercito. Non si distrussero i ponti, nè si fece m in imamen lo osserva re il corso de l Dnmc fraSédan e Mézières; il marescia llo non crcdè allrochè a una semplice dimoslrazione sulla sua linea di ritirala, nè volle prestar fede -ai rapporti elle gl i g iungevano d.a ogn i la to ; a ila sera del 31 calcolav11 d i ri piegare il g iorno up presso su ~lézières co n. una marcia-manovra. Uu ufficia le cli stato maggioro del 13° corpo, spedito dal genera le Vinoy e ar rivato a Sudan ne l pomeriggio del 31 . o nde ricevere le istruzioni per l'indomani , aspe llò inva no qu~ttr'oro in anticamera, e dovè r ipari.ire per terna di essere tagìiato fuori. L'accieca men lo di Mac·Mahon fu veramente straord inario. Al mattino del l", disegnalo l'alta eco prnssiano, cr edo l' autore ehe abbandonando bagngl i e impedimenti si poteva ancora aprirsi la strada su Mézièr es sacrilìcn ndo una forte telrocruardia. "NO!l divi~liarno (f.UOs t' illusione. li ra pporto uf'D ciale piussiario freddo, mesorabile , ha contemplalo questo caso; esso dice: <i: Era cos\ provat-o chiaramente che il nemico, r inunziando ad « una marcia su &fozières, accettarn la battaglia pr esso Sédan. « D'allronde uua tal marcia , a quest·ora (6 del ma ttino), non < sembrava piil · temibile. Bisognava difaHi passare sopra al «

SLlLLA GOER RA DEL 1870-71

l

divisione wurtemborghese, vale a dire a montre contemporaneamente il grosso dell 'esercito tedesco avrebbe prnssa to con vigoria i France.si alle spal le. ·A q11el l' ora non vi era che l'i ngresso nel Belgio onde sfuggire alla catastrofe. il modo con cui una tal ca tastrofe avvenne è accuratamen te descritto, ma i conl1i tli sorti fra . Ducr ot o Wimpffen 11011 sono abbastanza sviluppa ti. Poi col progred ir deì le pagine l'amarezza inonda il cuore e la mente dello scrittore, e si espande in quest0 addio dis peralo : « Addio, povere vittime, che il capriccio <li un uomo con« dussc alla tomba. Voi. cadeste da so ldati, senza un lamento, « sen~a mor morare; Dio buono .e giusto v.i riceveri1 nel suo << seuo. « Ah ! se voi non lasciate nè moglie , nò fig li, non vi com« piano-o : voi non avrete vedu to la nostra bandiera macchiala, o ' « le armi stl'.':l ppato, di ma no ai vostri fratelli ; ia memoria « delle capanno incend iale , delle nostre madri e sorelle che « fuggo no avanti a una sol da le$Ca brutale, non verrà a lurbare « il. voslrQ sonno eterno . Dormite in pace ». La oem,a sembra cader di mano ali' autore; deponiamola noi pt~re, elle l'anal isi è compiuta.

1\'.

J@eU'indol,t beUicl>r~,i ilei JF'ra,wesi e tleUe caiue dei q,0 1, 0 ,d.Umi tiiaasl~·i, per il geneml e GrnO LAil!O ULLOA. Finmze, 1871, ti p. Pier Capponi.

Il litolo stesso cli quest'opuscolo che co mprende un centi-: na io -di pagine indica lo scopo che si propose l'autore. Ques~~ scopo è dupl ice; da un la to dimostra che ma lg r.ado le r?cent1 sconfitte i Francesi non avean nu lla perduto di quell' 1ndùle bellico.sa che caratterizzò sempre i loro antooali, dall'altro analizza lo cause degli ultimi disastr i subili . La storia della campagna è dunque un accessorio solo necessario a svolg~rsi per dedurne delle conseg uenze in questo doppio ordine d1 idee. ,


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HECENTI PUBDI,ICAZ.ION.l

Il primo argomento di sua natura assai faci le a dimostr-arsi colla storia alla mano è svolto diffusanJGnte con ordine ed cru<lizi~ne. È quella yarte dell'opusco lo che meritù maggior at~e.nz10no; essa no e quasi l'esordio e predispone favorevolmente il lettore, · che pitt tardi si stu pisco ne l-Ì·iscontrare una folla di erronei apprezzamenti e, quel che più monta. di in esattAzze nel racconto . dei folti. Secondo l'autore, tutto le cause dei disastri subiti dai Fra nces( si riconcentrano in ona caysa sola: l'incapacità della direzione suprema . Non è vero. egli dico, che sia tra li "'uata la natura del loro es<~rcito, non ché cattivo ne Josse l~ordina~ento, non che esistesse in feriori tti di disciplina e d'istruzione d1 fronte al prussi'.rnc,, ma anello ammesso che tuttociò dovesse co!1sen tirsi, nonostante tali <1 tante son le qualità pregc,,oli del s?ldato france$e cho senza l'incapacità assoluta dolla direz10ne suprema la sor~e de lla guerra si sareb be deoisa in suo favore. Anche senw entrure nelle 1:ouside~azioni di ordine morale e fi losolìco che si riforiseono alla buona composizione cli , un 0:ere1lo non è difficile il con futare cota li strane asserzioni. Al giorno d'oggi è indubbiamente dimostrato elle se la scienza de l Mo ltke elaborò il piano e sorvegliò l'intiero andamento d_ella C(lmpagna, li.I solidità déll'esercito tedesco, la sua saldissima disciplina, il sentimento elevato del dovere che predominava nelle sue file furono fo llori potentissimi che contribuirono ampl i,:ment_e a produr r esull11li g iudicati a ragione pEr portentos1. Ingiusto e puerile è il voler r iversare tutta la colpa . del_l'rns1.1~cesso su Napo leone, il confopdere div11gazioni e ipotesi polJLJche aggruppando le con g!I avvenimenti militari. Che e_gli ab~i~ la sua P?rlo di tort.o, non vi ha dubbio, ma la colpa 1 si suddlVlc,e su tutll coloro elle ebbero comandi e direzioni sia che si ch iamino Bazaine, Mac-Mahon, P.alikao o Leboeuf.' Una. volta fissatosi in mente ques l'icloa preconClltla, l'autore coordma tutto il suo larnro su tal con cc lto, lo svolge o Jo espone con arte e con sed11;:: one, intrccciaudo alcune esatte osservazio ni strateg iche, col racconto -degli avvenimenti. Ma questo racconto non. è con forme alla verità, al'lzi la inesattezza e la poesia vi pullu lano ad ogni pa5so, talchè si direbbe che la storia fosso 5Ctilta dietro i resocon ti dei giornali francesi i più leggiPri. Quasi sempre ciò che r iguarda i Prussiani si scosta immensamen te da ciò elle fu; spesso lo stesso avviene ancho per i movimenti dei Francesi, ed è così che a traverso

SULLA GUERRA DEL

4810-~4

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una serie di errori di fallo si giunse al la dimostrazione doll'assun to prestabili lo . Quando si assume il còmpito dell a critica severa e sonzn indulgenza, convi.ene incominciare dal pesar giustamente i fatt i nella bilancia, controllandoli dietro i resoconti del le due parti belligeranti e attenendosi scrupo losamente~ al vero. Oramai questa verità è abbastanza conosciu ta in quanto concerne i grandi movimenti tattici, e perciò un qua!siasi errore in tal campo è im perdonabile. E disgraziatamente questi errori abbondano nell'opuscolo che imprendemmo a trattare. Citiamo a caso. Nel combattimen!o di Wissembourg, a sentir l'autore, tre corpi tedeschi attaccarono la divisione Douay. Effettivamente tutti sanno che il principe reale pose in linea il 5° corpo e una brigata bavarfse, mentre una dell'll0 stava in riserva; la metà aùuuque della forza citata. Intendasi bene che facciamo quest'enumerazione solo a rettifica dei fatti, non per sminuire il merito della divisione Douny che combattè bravamente. Si parla di cariche di cavalleria prussiana contro le colonne francesi; queste cariche non hanno esistilo al trochè nella mente di qualche corrispondente del Figaro. Venendo a Worth, maggior cumulo di inesattezze. Diccsi che « la fo rtuna fu benevola ai Tedeschi, imperocchè nello scontrare q i loro avversari furon favoriti dalle localit/1, avendo dal loro '!. )ato molti boschi praticabi li che esprimevano e nascondevano « le loro disposizioni di attacco:.. Finora tutti hanno creduto che le località possano favorire il dirensore che le sceglie, non l'assalitore che anche ordinalo al coperto è obbligato a subirle allorchè marcia al l'attacco; si è dunque meravigliati Bel leggero la frase che sopra citammo. D'altronde si sa oramai universalmente da tutti che la posiziono di .Mac-Mahon~a Wi:irth era tatticamente for tissi ma, e che se fu disfallo devesi attribuire alla pretesa di aver voluto pugnare contro forze di gran lunga superiori. Lasciamo da parte lo inesaltozze geografiche. lt indicato un al.tacco su Sauerbach ; lo si crederebbe un villaggio; ma invece la Sauer è un Dumiciattolo che indicasi nei rapporti col norr1e di Smler-bach, il che vuol dire ruscello Sauer traducendo dal tedesco in italiano, e questo ruscello fu oltrepassato dalle truppe germaniche quando marciavano all'attacco definitivo. È inutile il proseguir più oltre noli' esame della parte storica , ìmperocchè sia soltanto un'improvvisazione di un tema di cui ANNÒ :XVI, VOL. IV.

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1 U, RECENTI l' UJ313UGAZ10Nl SULLA GUElU\A DEL 1870-71

son marcati appena i period i principali ed il rimanente è riempito alla rinfusa. Si può quasi dire che allorchè si entra nella parlo descrittiva l'errore si infiltra ad ogni passo. Tullociò, in ispecial modo che concerno i Prussiani, non si capisce ove sia desunto , come se essi non avessero pubblicato nessun rapporto uftìciale. Non occorre esser provetto militare; basta solo l'aver tenuto dietro con un po' di attenzione agli eventi dell'ultima guerra per avvertire questi e allretlan li errori i quali scemano quei pregi che qua e là s'incontrano nell'opuscolo dell'autore.

RIVISTA TECNOLOGICA

'TELEGRAFI OTTICI MILITARI.

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Già da qualche anno fu introdotto l'uso dei telegrafi elettrici 11el nostro eserci to. Nelle campagne del 1866 e del 1870 i telegrafi prestarono utili servigi, e se qualche volta lasciarono a desiderare, fu solamente per le difficoltà che sorgono allorquando le linee telegrafiche militari, per funzionare, devono mettersi in comu nicazione con le lill'ee telegrafiche dello Stato. Ma se i telegrafi elettrici furono proficuamente adottali presso l'esercito - anche prima di altre potenze - è certo però che non erasi mai pensato a trarre un qualche profitto dai telegrafi ottici, sia per le sègnalazioni fra le truppe in campagna, sia per porre in corrispondenza diverse piazze fra loro, o le opere più importanti di una fortezza. Nè può esservi alcun dubbio circa l'u tilità di cotesta specie di telegrafi. Basterà . riflettere alla facilità con la quale i fili coudultori dei telegrafi elettrici possono esser tagliali dal nemico, ovvero dai suoi partigiani, per comprendere come, in ispecie, quando trattasi di corrispondere da _una pinza ad un'altra, couv.enga '3empre più l'uso dei telegrafi ottici, almeno fin quando i tentativi dell'americano Mower, trionl'anclo,·non varranno ad abolire per sempre i fili conduttori dei telegrafì elettrici.


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nlYI STA

fu solamente dopo la campagna del 1866 che la direzione dol gonio istituita a Manlo\1 a, avendo ereditalo taluni apparati di telegrafia ollica, adoperali dagli Austriaci fra lo forte.zze del Quadrilatero, con felice itlca domandava al Ministero della guerra il permesso di po ter constatare le condizioni in cui trovavansi gli apparati austriaci e l'efficacia dei relativi sistemi. In seguilo a favorevole parere dol Comitato del genio il Ministero approvava la proposta e concedeva la spesa all'uopo occorren le. La direzione del genio di Mantol'a affidava il còmpilo degli sperimenti al capitano faini . I tolografì ottici, per quanto si conosco, ebbero la loro origine in Asia, e solamente nel 17° secolo progredirono sensibilmente ed acquistarono qualche importanza per opera del fisico Amanlons, nato a Parigi il 31 agosto 1663, primo ad a_pplicare gl'instrumenti di ottica ai telegrafi aerei. Gli studi e gli sforzi dell'illustro fisico non furono, in quell'epoca, abbastanza apprezzati dal pubblico; era invece riserbato ai fratelli Chappc di utlirar l"attenzione su di un argomento che acquistando, ;n prosieguo, un colossale sviluppo, dO\'CYa riescira il più spleodido olemeolo della odierna civiltà. Particolarmente Claudio Chappe perfezionava molto i telegrafi otti ci e li portava ad uu alto grado di utili là; se non che il popol o, come per soli lo, si oppose ,·ivamcnte alla loro app licazione, anzi ebbe la felice idea di bruciare i primi telegrafi stabilili in Francia, tra la barriera dell'Etoilo, Belleville ed il parco Monceaux,..... . tant'è il potere dell'ignoranza sulla mente umana! La linea telegrafica però inaugurata nel 1794 fra Parigi e Lilla, trionfava dei pregiudizi volgari, mostrando la sua grande utilità. Ma non por questo cangiavasi la stella del povero Chappe, il guaio vedootlosi contrastare il merilo dell'invenzione, il 25 gennaio 1805 poneva volontariamen te fin e ai suoi giorni. Il telegrafo Chappe, peraltro, poteva sorvil'o solamente di giorno, e già dai primi tempi di questo secolo risentivasi il bisogno di un telegrafo notturno. Non è nostra intenzione di far la storia do lla telegrafia, dai telegrafi aerei al canapo transatlan tico, che pone in comuniC.'lzionc la Francia cogli Stati Unili : dal modesto telegrafo di Claudio Chappe, ai prodigi operati da Walker, Brelt, Wollaston e Crampton, Erlanger e Reuter; ma ricordam mo solamente

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TECN OI.OGICA

alcuno particolarità riguardanti l'invenzione dei telegrafi ottici onde agevolare l'esame che fa remo di quelli adoperali dagli Austriaci nelle fortezze del Quadrilatero. Il primo servizio di telegrafia ottica, ne l Quadrilatero, fll stabilito nell'anno 1850, sotto la direziono dell'l. R. Commissario tecnico t.:arlo Falli; nel 1856 veniva interamente affidalo al genio militare. Nel 1861, terminale le fortificazioni cli Borgoforte, stabilivasi il serl'izi.:i fra Verona, Mantova, Monte, Peschiera ed il forte di Motteggiana. Fra i telegrafi ottici austriaci, per uso diurno, primeggiava quello di Claudio Chappe, del quale ecco una breve descrizio ne: All'estemilà superiore di un'asta verticale A lJ, figura l"', è impcrnata una traversa C D, girevole intorno

1'"ig ura 1~.

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all'asse orrizzontalc, che passa per il punto B. Agli estremi C e D della traversa sono ìmpernali due bracci CE e DF, i quali possono rolare intorno ai punti C o D, nel medesimo piano verticale in cui giacciono l'asta AB o la traversa CD.


1. 'fECNOLOG I CA

RIVISTA

Quest:ultima pu0 prendere quattro diverse e distinte posizioni, · come rilevasi dalla figura 2". /

Figura 2".

Ognuqo dei due bracci può acquistare selle posizioni, uen marcate, come si scorge dalla figura 3". Figura 8".

6

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'·.' , it /' ,A ,..,(

Sicchè i segnali semplici che possono farsi, col (ele.,.rafo. Chappe, risultanti dalla combinazione di tali posizioni, son; 196. I pregi principali di tale apparato consistono nella semplicità e celerità di trasmissione.

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1 1

Malgrado ciò il capitano Faini crede che il telegrafo Chappo non possa essere vantaggiosamente applicato agli usi militari in genere. Ritenendo, a ragione, che gli apparati di telegrafia ottica perchò riescano veramente utili negli usi militari devono esser tali che si possa corrispondere liberamente e senza il soccorso di stazioni intermedie, ad una notevole distanza, come tra Mantova e Verona, il capitano Faini nota che, in molti casi, l'apparato cli Claudio Chappe, per soddisfare allo scopo, dovrebbe acquistare delle propcrzioni gigantesche, oltre di che si complicherebbe la manovra per le segnalazioni. Nè basta ; l'apparato di cui parliamo presenta un inconveniente ancora maggiore, qual è quello di non esser visibile in alcune particolari condizioni dell'atmosfera. Dall'altra parte non potendo servire che cli giorno obbligherebbe ad avere un altro telegrnfo per la notte; circostanza che r,omp licherebbe non poco il servizio , il quale specialmente in campagna è d'uopo che sia cli una grand·e semplicità. In forza cli tali riflessioni il capitano Faini deduce che i telegrafi ottici mili tari dovrebbero soddisfare al le seguenti conàizioni : l'. Che i segnali coi grandi apparati, a dislnnze non minori di 30 chilometri, riescisscro porcellibili senza dover aumentare le dimensioni ordinarie di tali apparati e senza com plicare oltremodo la manovra per le segnalazioni; i ° Cbe vi fosse identità di segnalazioni, nei grandi e nei piccoli appilrati, considerand o come piccoli quelli che servono a trasmettere i segnali a distanze minori di 30 chilometri, qualunque sia l'uso a eui fossero destinati; 3° Che siavi iden tità nl'i metod i di segnalazioni dei telegrafi diurni e notturni. Specialmente dopo il 1861, gli Austriaci adottarono diversi sistérni di telegrafi diurni u notturni. Quelli diurni, essendo interamente basati sul principio del telegrafo Chappe, cred iamo inutile di darne la descrizione. Quelli notturni. che servivano per la corrispondenza tra Mantova e Borgofol'te, alla distanza cli 14 chi lometri , consistevano in due lanterne a petrolio, di lamiera di ferI'o, mu:1ito di uno specchio sferico di ottone inargentato e di uno sportello mobile intorno ad una cerniera e girevole dall'alto in basso e viceversa. Un simi le apparato, alquanto più piccolo, serviva per la cor-


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TECNOLOGl CA

RIVISTA

rispondenza fra Mantova ed i forti distaccati, dei quali il più lontano è situato a 3500 metri. . L~ _segnalazioni erano fondate sugli eclissamenti e sulie appam;1on1 delle fiamme a petrolio. Infine per corrispondere fra Mantova e Verona, cioè alla distanza di 85 chilometri - ma solamente nelle notti sereno _ adoperavasi un nego latore della luce cletlrica, munito di uno specch io parabolico di ollone, internamento inargentato. . La luce yroducev11si per mezzo di pile alla Bunsen, i carboni si approssimavano mediante il sistema primitivo di una leva automatica. Cli esperimenti avendo dimostrato la limitata efficacia de..,.li app?rati austriaci, il capitano Fa ini estendeva i suoi studi ~ltn apparecchi più potenti ed a sistemi ottici di maggioro importanza, secondo che erasi anche ordinato dal Comitato del genio. Lo sue investigazioni tendevano a riconoscere anzt tutto: Se per le segnalazioni notturne, a grandi e piccole distanze fosse preferibile la luce del la stearine alla altre conosciute. ' Se _le_ lenti a gradinate fossero preferibili agli specchi parabolici. Epperciò_ cominciava dal paragonare fra loro le lu ci prodotto: dalla stearma, dall'olio di uliva, dall'olio di colza e dal petrolio. E come primo risultato otteneva che la luce della stearina è for?ita ?i poca intensità relativa e richiede, in peso, una quanti tà d1 combustibile molto maggiore delle altre luci, e cho non avendo, intrinsecamente, molta forza luminosa, non può essere prescelta in quei casi in cui la luce dev'essere proiettata a grandi distanze. · Invece, e per le segnalazioni a piccole distanza, riwltava preferibile la luce del petrolio, e per tutti ali altri casi manini festa vasi di una grtrnde superiorità l'olio"di colza coi lucignoli con0entrici. Quitr?i il capHan~ Faini procedeva all'esame degli specchi folofor1 _e dello lenti aunulari, essend6' questi i soli apparecchi ottici, ~1 tal genere, che riunendo in un fascio i raggi luminosi emanali dal foco, possono utilmente prestarsi all'uso della telegrafia ottica. È _not? che gli specchi fotofori sono degli specchi concavi, la d1 cui superficie è generata dalla rotaiione di un arco di parabola attorno al suo asse. Con questi specchi si è o{viato all'inconveniente che si ve-

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rifìca iu quegli sferici, cioè che i raggi riflessi da una fiamma, col locala al foco principa le di tali specchi, non sono perfettamente paralleli all'asso. È perciò che gli specchi parabolici fotofori sono più specialmente adoperali come riflettori e furono lungamente tenuti in uso noi fari. Le lenti a gradinalo furono ideale da Butron e perfezionale ·da Fresaci, per supplire alle lenti ordinarie, di grandi dimen-sioni, alÌn costruzione dE1lle quali è difficile provvedere e che per dippiù dànno luogo a diver si inconvenienti, scemandosi ,specialmente la trasparenza per la loro grossezza. Le lenti a gradinate sono fo rmate, .al centro, da una lente piano-convessa, cinla da segmenti annulari e concentrici, ognuno dei quali è fo rmato di un. solo pezzo di cristallo, nelle len ti non mollo grandi, edi diversi pezzi in quelle cli maggior diametro . Dal paragone, fra , gli specchi fotofori e le lenti annulari, Tìsultò che queste tiltime sono preferibili perchè dirnno, nel senso dell'asse, un fascio di luce più intonso. Che, a parità di rlfetti, gli specchi parabolici sono mollo più costosi - richiodçmo una forte spesa per la loro conservazione, massime per la levigatura e pulitezza - e che essendo di lamiera metallica sono facilmente soggetti a deformarsi, derivandone spesse fiale delle notevoli alterazioni nella luce ·che riflettono . D'altronde, anche senza di La li sperimenti poteva ritenersi la ·superiorità-delle lenti aunulari sugli specchi parabolici. massime -se si considera che nei fari, questi ultimi, dopo essere stati adoperati per molto tempo, furono sostituiti dalle lenti a gra'·dinate, con vantaggio considerevole. Dalle sue minute e progressive esperienze, il capitano Faini fu in grado di dedurre, per quanto concerne gli apparati .austriaci, che: Per le segnalazioni fra i forti distaccati, fino alla distanza di 3500 metri, basta una lampada a petrolio, della intensità di -0tto candele steariche, senza il soccorso di lenti o di riflettori. Per corrispondere invece alla distanza di 14 chilometri, come fra Mantova e Borgoforte, essendo insufficiente l'apparato austriaco. basta sostituire una lente allo specchio, disponendo la fiamma della lampada a petrolio cli costa anzichè di piatto (l} ; (1) Il capitano Vaini paro che sia il pr~mo a ,!'iconoscere, elle le fiao:,.m~ l~mellad pt·oducono maggior etrett,o lumrnoso situate d1 costa anz1che di

piatto.


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TECNOLOGICA

e con una lente, di soli 16 centimetri di diametro, si ottiene un fascio lum inoso dell'intensità di lOOO candele steariche. Per la corrispondenrn poi fra Mantova e Verona, tratta ndosi di una distanza di 35 chilometri , niente affatto insi,,.nificante e o ' per la quale l'apparato a luce elettrica austriaco in molte eircostanze riusciva impotente, fu intrapresa un'altra bella serie d! esperi menti fra le luci piì1 potenti, cioè : fra quella dell'olio d1 colza (adoperata nei fari) - la luce a ma 0 ·oesio - la luce elellrica e la luce a gaz ossidrogeno, • In attesa -della relazione particolareggiata che sarà fatta dal capita no Faini intorno siffatte esperienze, noi ci limiteremo a segna lare i r isultati pr!Jlcipali, come abbiamo fatto fin qui. Con una lampada ad ol io di co lza, alla allo scopo, si ottenne una fiamma di dimensioni grandissime e quindi un fascio lumin?so ~?Ilo divergente, per cui ove fosse applicata ai telegrah ott1c1 ne conseguirebbe un notevole sciupio di luce e la visibilitl1 dei segnali su di una grande es tensione, il che procurerebbe 11 mezzo al le persone estranee di osservare e di stud iare le corrispondenze telegrafiche. La luce magnesiaca e quella elettrica sarebbero parimenti da escludersi, perchè costose ed irregolari, Invece la luce Carlevaris, ossia-quel la a gaz ossidrico diede risultati migliori di tutte le altre, in ispecie per la sua co~tanza. Ecco poche parole sulla luce a gaz ossidrico: Stando alla teoria di Davy si co nosce che il potere rischiarante di nna fiamma è in ragion dirotta delle minutissime particelle di carbonio solide, che, galleggiando nella fiamma, sonorese incandescenti dalla temperatura elevata a cui sono esposto. Quindi si ritiene che tu tte le fiam me, che non contenuono, 0 corpi o pulviscoli solidi, diano una luce pinLtosta fioca. Questa teoria infatti, quantunque, non ha molto, combattuta dal chimico inglese Frankland, è avvalorata dal fatto che introducendo, per esc•.mpio, una materia solida nella fiamma ~uasi in~isibile, dell'idrogeno, come un filo di platino, un ci~ lmdro d1 calce o di magnesia od un bocciolo di amianto oppure mescolandovi del vapore di un olio combustibile,' cho contenesse carbonio , ecco derivarne una luce sorprendente ed abbagliante. Su tale principio è fondata la luce a gaz ossidro"eno del l'inglese Drummond e quella del professore Carlevaris,i l quale a grande ~n~redi sè ~ dell'Italia moc..iificò molto uti lmente la prima. col sostituire, spcéialrneote, il cloruro di magnesium alla calce_ 0

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se non che, le luci Drummond e Cnrlevaris, risullaudo da due ()'etti infiammati rii gaz ossigeno od idrogeno - nelle proporz~ ni di un volume di ossigeno e di du~ volumi d'idrogeno per ottenere il massimo effetto, ne avviene che o_ve tal mescolanza prenda fuoco, produce una forte detonaz~one_. E quantunque l'unio ne dei due gaz succeda ord:nanamente nell'esciro dai loro serba toi per mezzo di un caunnllo metall ico, quasi interamente ripieno di dischi di tele_ metalliche, pur nondimeno le precauzioni che richiedono le luci Drummond e Carlernris non sono mai bastevoli. Sappiamo die il generalo Menabrea, allo ~copo di e)im_inare uno dei due o-azomctri occorrenti per Io luci or ora md1cate,. avrebbe consiglialo alla direzione · del genio di Mantova di studiare il sistcmaArchercau, mediante il qua le si sopprimerebbe il ser batoio dell'idrogeno. È bene riflettere che, in tal maniera, non solamente si otterrebbe una sensibi'le economia, ma si eviterebbe il pericolodell'acconsione doi due gaz. , Fatto il parallelo fra le diverse luci, vediamo in qual modo 1t capitano Paini abbia risoluto il problema di Lel~gr~fare d! gior~o a grandi distanze, in cui trovasi senza dubbto 11 mento prrncipale delle suo ricerche. _ , _ Egli, volendo profittare del la luce solare, non d1~ent1c~n~o esser questa la più poten te ed economica, tolto il cons1gl~o dell'illustre pro fesso re Schia pareiIi , direllore del Il, Osservatorio astronomico di ~lilano , adollava l'elio tropio immaginato dal generale Bayer dello stato maggiore prussiano. , , _ Tale istrumento però, ond'essere adatta to agli usi telegr~fic1,. fu sensibilménte modificato dal capitano Faini, che anzi ne faceva costruire un altro, secondo Io sue ideo, il quale riuscl così atto allo scopo che con gli specchi di solo 3 decimetri quadrati di superficie, o col tempo alquanto nebbioso, si scorgevano le segnalazioni della stazione di Verona. Non aucor pago il capi tano Faini , ritenendo che per mezzo dell'eliotropio non 8arebbe stato possibile di telegrafare con qualunque tem po ed in tulle le ore del giorno, rivolse le _su~ cure. a sperimentare la luce del petrolio, per le segnalaz10~1 diu,-rne fra Mantova ed il forte di Pietole - e la luce Carlevar1sfra Mantova e Borgoforte. · L' esito fn l'eramente sYperiorc alle aspettative, giàcchè con un cannocchiale di medio,;re ii1grandimento si distinguevano le·


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segnalazioni, sia col cielo nuvoloso, come col sole splendente. Tal fatto sognava una gran vittoria, imporocchè climinova ogni distinzione tra gli apparati diurni e quel li notturni - cio~ permetteva con uno stesso telegrafo di corrispouclero sia di g iorno come di notte! I notevoli risultati ottenuti con la luce Carlevaris, fra l!anlova o Borgoforte, incoraggiarono a praticare novelli sperimenti fra i\Iantova e Verona, i quali non riuscirono meno sorprendenti tranne cho in a lcune ore del giorno le segna lazioni non erano perfettamente visibili. Ma il capitano Faini, con zelo indefesso, cominciò a lavoran1 nPll'intento di superare quosta tlllima dif{ìcoltà, la quale a quest'ora è già molto scemala - ed appena sarà del tutto rimossa si avrù il mezzo di telegrafare alla distanza di 35 chilometri, con uno stesso instrumeuto, sia di noi.le co·me di giorno. Il capitano Faini, non trascurando nei suoi si udi la parte economica, e considerando che la luce Carlevaris richiede la spesa di 90 centesimi all'ora, consiglierebbe a non abbandorwreinteramente l'uso dell'eliotropio ed a trarne profitto in alcu ne ore del giorno. Dal complesso dei suoi studi il capitano fa ini d"duce quanto segue: Per le scgnal::izion i, a distanze non maggiori d i 5 chilometri, giova avva lersi di un appar11to composto di una lente convergente, de l diametro da 16 a 20 centimetri e della distanza focale di 40 ad 8) centimetri, illuminata da una fiamma lamellare a petroliL>, delle m(lggiori dimensioni, che si possono ottenere, fra quello esistenti in comune commercio. La fiamma larne!lare vuol essore situa ta di costa e non di piatto, verso la len te, o l'apparato per lo sognalaziono dovo essere munito di un piccolo dia framma, interposto fra la lente .cd il foco luminoso, in modo da poter oscillare mediante un manipolatore a molla, identico , in quanto ·alla forma, ai manipolatori dei teleg rafi elettrici. Con le oscillazioni del diaframma potendosi produrre gl i eclissamenti e le npparizioni delln fiamma, si può telegrdfare avvalendosi del l'alfabeto illorse. Uno slesso apparato deve servire per le segnalazioni di g iorno e di nollo. Di giorno, la luce del petrolio, dovendo cam ,Je'"'iaro in un fondo" il più oscuro che sia possibile, si colloc~ 1:ranlerna in mezzo ad una finestra della superficie visibile di uno o due metri quadrati, poscia si annerisco la parete della camera, opposta alla finestra, in cui vcnno situato l'apparato.

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Mantenendo in om bra lo parole anneri ta, i segnali r isultano distintamente e percellibili, m·ediante un cannocchiale di_ mediocre ingrandimento. Finalmente per dare ol fasclO lumm~so la voluta direzione, si fa uso di un congegno mollo semplice di punteria, non dif(ìcile ad immaginarsi. . J1 costo complessivo degli strumenti cho necessitano per rimpianto di una stazione telegrafica, di t~I genere-:- che potrebbe chiamarsi di 3° ordine - sarebbe d1 L. 300 circa, e la spe,a del combustibile ;;mmonterebbe a 5 o 6 centesi1~1i. l'ora. Per le distanze superiori a 5 ed inferiori a 20 ch1lomelr1, torna vanLao-..,.ioso di avvalersi di una lente annulare, del diaoo . ' . metro variabi le, secondo le distanze, di 25 a 40 cenllme,r1. La lente dev'essere illuminala da una lampada Carlevaris ad un solo becco. Il costo complessivo di tulti gli apparecchi occorrenti per una stazione telegrafica, di tal sorta, cioè di 2° ordine, sarebbo diL. ~50? circa , per le distanze ini'nori, e cli L. 3000, per quel_le m~gg1or; La spesa del combustibile varierebbe, secondo I casi, da 2o a 40 centesimi l'ora. Per le distanze superiori a 20 chilometri, quantunque -gli esperimenti non siano ancora terminati, si può ben rit?nere ~he si ra 0o-.o-iuno-erà lo scopo mercè di una lento a grad111ate, ~nnu lare , di u~ diametro alquanto maggiore di 40 centimetri, illuminala da una lampada Corlevaris arl un becco. . , Il costo do,,.li apparecchi occorrenti per una staz10ne d1 tal specie- che 1~otrebbe prendere·il nome di stazione d_i l'. o~dinee la spesa del combustibile, sarebbe~o poco magg1on dt quelle calcolale per una stazione di 2' orchn~. . . . . A noi è avvenu to di assistere agli ult1m1 esper!menlt notturm falli dal capitano Faini, con la luce Carlevar1s, fra la torre della Gabbia, a Mantova, e la torre di Caslelvecchio, a Ve:ona . Col .~iel sereno, la luce Carlevari,; si mostrava a noi, d_a Verona, sotto l'aspetto di una fìaccola, "èho _non solamente distinguevasi ad occhio nudo, ma che faceva d~scernere le segnalazioni senza il soccorso di alcun cannocchrnle. Or quando alla notevole distan1.a di 35 chilom_etri si ?ttcn-· gono risultali così uotovoli, bisogna ben convernre che 1 _telegrafi ottici, ove sian~ impiegati in tult~ _e fra tu_lle ~uelle p1:zz_~ in cui sarà consentilo dalla loro pos1z1one, riesc1rnnno emi nentemonte vantaggiosi. SPONZI LLI

Ca.pilano del Genio.


l ,RIVISTA BIBLIOGRAFICA. Relazioue a e<n-t•edo tlel ;>imw r1e1wi•afe di ,lifes,i ,leU!JlfflUa, p·tesrmtata al minist1·0 della gne·1·1·a il. 2 a.90.sto 1&71 dal-La Cmninissione permanente pr1· la di.fesa dello Stato, i nstit1tita con R. decreto del 23 gennaio 1862. - Un volume

in-8° grande, corrc~dnlo di una carta geografica . .- Iloma, 1871, tip. Voghera CDrlo.

Ci è grato di potere in questa c\ispimsa dar con lo 'ai nostri lollori di un lavoro di poca molo, ma cli grandissima importanza, o ch'era ansiosDmente aspettato , come quello che è il risultalo di lunghi e profond i studi di persone della massima autorità, intorno ad una questione che tocca i più vitali in teressi del paese. Intendiamo parlare della relazione o del piano gèneraie di difesa d'Ilalia presenta to il 2 ottobre a S. E. il ministro della guerra dalla Comm issione permanente per la difesa generale del lo Stato. Il lavoro a cui ha do vuto allendere la C)mmissioue dacchè fu isti tui ta (23 gennaio l862ì fino ad oggi, in cui ha-comp iu to il suo mandalo, è stato dupli ce . Dapprima essa ha <lovnto osa mionrc la questione nel modo pi·ù largo, sonza restrizione nè di tempo nè di spesa, prendendo cli mi ra un solo scopo, quello di provvedere nel modo pih efficace e più completo alla difesa gener,de del regno ; ed attorno a questo còmpi to essa si è affatièata per ben nove anni. Ma quando già J'edifìzio era presso al coronamento ed essa slava per presentare un piano completo di difesa concertato secondo lo scopo ora accennalo, ecco che le conviene dar mano allo scalpello e disfare i11 gran par te il già. fatto. Il compimento dell 'uui!à nazionale, il doloroso esempio di nna vicina nazione caduta in isfacelo sopéatutto per imprevidenza, l'attività dispieg.a la dall'altro potenze ouropee nel porre in assetto le loro difese, hanno fatto sentire pi11 che mai vi va-

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mente sul cadere dello scorso anno ed al principio di questo, al Go;erno o fortunatamente anche al paese, il bisogno di apparecch iare in qualche modo sollecitamente il nostro sistema di difesa. . cos\ il ministro della guerra confortalo nella sua coraggiosa ini~iativa del volo concorde del Parlamento e della nazione, ma legato dal la uggiosa questione fi nanziaria davfa a.risolve~c, sul principio d'aprile, alla Commissione il non acile p_ro )1em,l di· un piano di difesa generale del rcg::o, che, ass1curanclo un'elficace resistenza contro qualunque attncco esterno, potesse essere eseguito con poca _spesa (100 mi lioni circa) e nel più. . breve termine di tempo possibile. La commissione ebbe dunque da riprendere ad esame gli studi fatti e vedere quello che fo sse da togl iere e modificare del piano ideato, per concretare un piano riclo~l~ c~10, modellalo sul primo, rispondesse a queste tre cond1z10111: 1° Provvedere sufficientemente alla difesa del regno ; 2° Poter essere presto eseguito ; 3° Costar poco . ora c'importa vec\oro come la Commissione ahbia . ~ompiuto questo suo primo mandato, e come il secondo; e c10 faremo esaminancl0 la Il.elazione da essa presenlat.a, e ponendo sott'occhio al lettore i principii ed i criteri che furono di guida . . . alla Commissione nel lormu lare le sue proposte. . come doppio fu il lavoro, così troviamo la re.laz10ue d1v1sa 11~ due parti ben dis tinte. In una si discorro del p1a~o generale d1 difesa nell'a ltra del piano ridotto; e alle due par ti precede una prefa;ione nella quale sono enunciate alcune conside.r~iio_ni sull'ufficio e sull'n lilità delle piazze fo1·ti nella difesa degli Stati. Lo scopo per cui fllro no esposte queste consic\erazi?~1i ~ quello di far meglio risultare l'i11'.porlanza ~ la necessi ta d~ talune fo rtificazion i, e di far no to 11 punto d1 partenza eia cm mosse la Commissione nel suo lavoro. · Non crediamo quindi inu tile, per procedere ordinati nel nostro esame e per seguitare meglio la Commissione nel _suo c~mmino, di partire anche noi dal punto d'onde essa _e partila_, compendiirndo ciò che essa dice .circa gli uffici delle piazze forll. Questi uffici si riassumono ai seguenti: • . 1° Rendere sicuri dalle imprese' nemiche quei lnoght ove sono raccolti i grandi depositi e magazzini. di materiale per l'esercito e la marina, i quali depositi vogli ono essere non solo in un numero proporzionato ai bisogni dell'esercito e della


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marino, ma vogliono anche essere distribuiti nel terri torio e lungo le coste in modo che nè le forzo di terra nè quelle di mare possano mantenersi con essi in sicura e continua comunicazione onde rifornirsi a tempo opportuno di tutti gli occorren ti materiali; 2• Offrire agli eserciti dei pun ti d'apµoggio e di sicurezza per con tenere il nemico troppo superiore in numero, arrestarlo nello sue operazioni offensire, obbligandolo nd attaccare od almeno ad accerchiare e bloccare il difensore, coprire dall'inYasione, duranlo questo tempo di sosta, una gran parlo del territorio dello Stato, dar tempo cli raccogliere le risorse del paese o farle concorrer e alla difesa; 3• Raccogliere gli sbandali e i corpi dispersi dogli eserciti dopo grandi disa~lri, l'importauza del quale ufficio non ha certo mestieri di dimostrazione per chi consideri che nelle grandi battaglie in cui si ved ono urtarsi centinaia di mila uomini , il numero dei fuggiaschi si accresce in modo sparontevole e che nessun altro modo v' ha per arrestarli, riordinarli, rimetterli in grado in poco tempo di tener lesta a,I nemico vittorioso che offrondo loro un sicuro ricovOl'O a poca distanza dal campo di battaglia, Q\'O uon abbiano a temere molestia da"li inseguimenti della ca,·alloria nemica cd abbiano modo di ~nettare al ri paro i loro foriti, e di ri parare e rinnovare il. loro materiale; 4• Finalmente, e questo è urficio che solo le fortozzo ( e specialmente di frontiera) possono compiere, contenere il nemico ed arrestarne l'invasione. procurando così a: difensore un tempo prezioso por mobilizzaro tutto lo sue forze e mantenerle noi sito piil oppor tuno per com batloro. A proposito di quest'ultimo ufficio della fortificazione torna acconcio alla Commissiono di porro in rilievo una circostanza che non potrebbe corto più opportunamente essere citala per dimostrare la nocossità nei caso speciale dell' Italia di assicurare le suo frontiere da una improvvisa invasione nemica con un ben inteso sistema di fortificazione. Una tale circostanza è l'impossibilità in cui il nostro ordinamento militare pone l'esercito di poter ossere cos) sollecitamoulo mobilizzato e portato in pieno assetto cli guorra alle frontiere, corno gli eserciti di quelle potcnzo che hanno adottato il sistema esclusivamente torritorialo. Criteri di un ordine non militare c'impediscono per ora . osserva ottimamente la Comm issione, di adottare in tulla la

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sua pienezza un talo sistema; dnnqoe 0 0 li è mestieri colla sa!ilozz.a dC!!lo nostre ba rriere artificia li compensare per quanto si può, il vantaggio che avrcbbo su di noi l'avversario pPr effetto della ernggior rapidità della mobilizzazio rJo del concentramento del le forzo. Chiudendo con questo saggia considerazione la sua prcfazioue, la Commi~~ione en tra senz'altro nul campo pratico tloll'applicaziono e nella l• parto della Hrlaziono viene a dar rngiono delle sno proposte esponenc10 in che modo e con quali norme abbia procedu to nei Hroi studi. li concolto genor, le che la Commissione si è falla dei bisogni del Regno per risp<:llo alla difesa appa1·i~co chiaro da corti principii ch'essa ha dedotti dall'esame àello Stato italiano nelle sue relazioni colle po tenze limitrofe e nulla sua particolare fisica costituzione. Non riporteremo qui sotto lulloralroente tali principii o riflessi noi modo ili 1:ui vengouo e nunciali dalla Commissione, perchò, a nostro credere., essi car11ttorizw llO lutto H lavoro e, al dire della Commissione slo~sa, ne rnno la base csse'nziaic. Tali r;flessi sono i segnenli: 1• Che il territorio d'Italia, considerato sollo il punto di vista geografico-militare, consto di due pari.i essenzialmente distiuto, doìle quali la prima, cioò In conlinentalo, con!ìoa verso terra con due potenze primario d' Europn, o trovasi perciò esposta alle inrasiooi più poderose; la seconda, cioè la µonirisolarc. non trovasi in origine esposta che ad attacchi p<'r via di maro, i quali non possono iniziarsi che coù un limitato nu:. mero cli forze; 2• Che sebbene queste regioni offrano en trambe, nellà lorò fisica costituzione, ostacoli e barriere naturali mollo potenti per appoggiar\'i uoa vigorosa difesa, tuttavia por lu loro forma molto di11or5a, la prima di esse. cioè la continentale, offre i mezzi di ·sPguirc una difesa sistematica; mentre pnr l'altra parlo, cioè la peninsolare, mc,lto lunga o ristretta, la di fesa deve particolarmente essere concentrata attorno gli obbiettivi principali che possono offrire scopo alla in 1•asione; 3• Che mentre nolla regio no continentale già sussistono molte e robuste difeso artificiali, dalle quali importa di ritrarre il maggior utile possibile por la difesa generale del Rogno, in quella poninsolare, per contro, queste direso artificiali non sussistono che in iscarso numero o sono anche di mollo minore importanza; Arurn XVI , YOL. I V. 9


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1• Che sarebbe quindi sommamcnle malagevole lo studiare la difesa uellc duo regioni, seguendo uo sistema perfeltameoto uni fo rme, ma convenga inveco studiarla in ciascuna col sistema che le è pih approprialo in ragione della sua (isica costituzione e dei pericoli a cui trorasi esposta, in modo che la resistenza possa avere ovunque un'e fficacia proporzionata ai veri bisogni della difesa ; 5• Siccome però le duo regioni benchè essenzialmente distinte fra loro sotto il rapporto difensivo , costi tuiscono un solo tullo, necessario che sulla loro linea di unione sia cosliLuito, e nel modo il più robusto, il collegamento delle loro separato difeso, per modo cbe, se l'aggr('ssione dollo Slato si spiegherà sollanto sull'Italia continentale, le difese della parte pe11insolare possano in un successivo periodo concorrere a11cb'esse alla difesa generale dello Stato, o vic_eversa. So l'aggressione si spiegherà soltanto sul l" Italia peninsolare; e se l'aggressione sarà simultanea, sia sempre possibile di regolare i mezzi di resistenza in proporzione all"importanza degli attacchi, ed ottenere così una difesa ordinata generalo la più ostinata e durevole; 6° Che per tal modo, creando in ogni par to del territorio i punti di sicurezza o di appoggio necessari alle possibi li operazioni militari, queste non si troYeran'no vinc!llate ad alcuu proconcolto disegno cli guerra, e lasceranno la maggior possibile liberlà d'aziono por tutte le even tualità. Premesse questo considerazioni, en triamo colla Commissione nell'esame dei particolari, ripartendo un Lo.le esame in 7 punli come la Commissiono ba creduto dover ri par tire il suo laroro cioè: l° Difesa delle froutiere continentali; 2° Difesa delle frontiere marittime; 3' Difesa interna dell'Ilalia conLinentalc; 4' Difesa dell'Italia peninsolare; 5° Difesa dell'isola d1 Sicilia; 6' Difesa dell'isola di Sardegna; 7' Difesa dell' isola d'Elba; Di fesa della frontùJ?'a continentale. - Lo scopo che dovea naturalmente prendere di mira la Commissione, studiando il sistema difensivo da appl icarsi alle nostro fronti ere continentali, era quello di allon tanare il pericolo di ogni improvvisa invasione e di renrlero possibile con una giudiziosa distribuzion e di fortificazioni di trattenere, nell'eventualità di uno guerra,

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il nemico alle frontiere, fiochè l'esercito nostro non potesse essere p~sto i~ as~ello di gu erra ed essere concon trato su quella zona d1 lerntor10 che fosse minacciata d'inrasione. A roggiungere questo scopo, è sembrato allo Commissione che, giovandosi dello favorevoli condizioni delle nostre frontiere coo tinenlali e delle fo rtificazion i già esistenti, fosse sufficiento mezzo sbauare tutte le slraJe rotabili che attraversano la cintura alpina, mediante forti robustamente costruiti in forlifìcazione permanente e convr,ni ontem ente situati, senza curarsi dei minori passaggi accessibili alla sola fanteria. Rimangono, è vero, a ques to modo scoperti due tratti rii fronti_era (uno fra i laghi i\laggiore 'o di Cemo, · l'a llro. nell'Isonzo) a1 quali non porge ai uto come pe l rimanente, la naturale barriera delle Alpi; ma parve alla Com missione che, riparando in qualche modo alla debolezza del primo di questi tralli, con una piazza di guerra a Varese, o rinunziando assolutamente a munire il secondo d'opera fortiOcalorie, rimanesse tuttavia suffìcienlemcnto provveduto alla sicurezza della fro nliera continentale nelle attuali con dizioni generali rl'llalia rispetto a<rli nitri Stati , 'Disio che la nostra f1'ontie1·a 'Oerso la Svizzèra n~n può essere minacciata per la garantita neutralità di q-uesto Stato, e che quellci 'O<wso l'Austria s·i t1·ova nella 1·egione JJiù, lontana dal cuo1·e del regno.

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Basandosi su un tale concetto, la Commissio ne ha proposto per la fronti era continentale, un sis tema difensivo costituito da 25 punti fo r tificati, dPscrilli dal numero l al 25 nello specchio che va annesso a questo breve cenno. . Dallo specchio medesimo può vedersi come 8 di tali punti s1eno giù muniti di opere di forti fìcazione, le quali andrebbero però migliorate ed ampliato, monlre per gli altri 17 sarel>bo lu llo da faro. Di(e~a _delle frontiere marittime. - Il triplice scopo che fa Comm1ss1one aveva da raggiungere r.olle sue proposte di difl'sa. della frontiera marittima era quello di porro al sicuro dalle molestie di una flolta nemica i nostri arsenali marittimi ed i grandi depositi del nostro materiale di marina da guerra, di preparare dei luoghi sicuri cli rifugio per la flotta nazionaltJ. e finalmente di r endere ,impossibile sulle nostre coste uno sbarco improvviso di tr uppe nemiche. Al primo di questi scopi mirano le proposte dei lavori di fortificazione fatte per Venezia e per la Spezia. Gli altri due scopi averono una troppo intima relazione fra.


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loro, per('.hè pi•ovvedcndo all'un o non !'imanessù proncduto anche all 'altro; gb1cchè è fuor di dubbio, che quei fort i e quello rade di cui importa maotennr padrona· !a flotta nazi,onale per assicorarè la ·riuscita delle opernzioni combinale cli terra e di mare, e per mantenere in co ntinua r elazione la flulta coi suoi mapzzini e col l'esercito, devono· appunto esser quelli di cui si deve vietare il posses;,o:S lla 1lo tta nemica, che venisse a cercarvi un rifugio o a ten tare uno sbarco di milizie dest:natè ad invadere il territorio nar.ionale. Il con·cetlo dl'!nque che ha servito di gu ida alla Commissione nel formulare lo sue proposte. sotto il_rluplice punto di vista ora accennato, è un so-lo, e diremo di piil , è stnlo presso a poco quello che lo fu di norma nel prQgr~ tlnre il suo sistema di difesa òclla frontiera terrestre. Come per quesVoltirna essa ha cred uto non doversi occupare che di quelle valli che sono percorse da strade rol11bili , trascurando i passaggi atti per la sola fan teria, così nella difesa delle coste essa ha creduto non dover tener conto che di quelle rade e di quei forti, che in ogni tempo potrnhbero o[riro un sicuro ancoraggio ·alla flottn nemica, e di quei punli che potrebbero essere scelti per· sbarchi d1 qualche importanza .. non curandosi di quelli ove- potrebbero essere messi a terra pochi uomini per compiere piccole scorrerie. · Partendo da questo criterio la Commissione è d'avviso dì aver proposto un sistema di difesn delle coste col quale questo grnn risultalo san~bbe raggiunto, di non lasciar più. sull'imm ensa: costa d'Jta lia un solo rifugio contro i fortunali del mare alla flotta nemica, · e urr solo approdo assicurato alle suo truppe di sbarco per mettere piede a terra, stabiHrsi e farsi strada ad una operazione di qualche irnportaùza . Anche su questo proposito della difesa del le coste la Commissione ha. cercato, pet quanto possibile, di utilizzare le difese già esisrenti, ampliundole e migl'iorandole secondo il bisogilo . Le sole rortifìcaziooi radicalmente nuove cbe essa ha propostosono qu'él le della Spezia, <li Mo·nto Argentaro. di Livorno; del porlo e del la rada: di Napoli, del. porto Santa Venere e di Umana .. Molte poi delle proposte della Commissione mirano a porre le· piazze marittime in tali condizioni da concorrere efficacemente· alla difesa interna della penisola' e da esercitare uria valevole azione carne punti d'appoggio dell'e-~ercit.o per le operazioni che questo avesse da compiere i'n p'rossimità del l'itorale. Così l'importanza di Genova verrebbe forse ad essere- mag-

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giore come pinzza fa ci:mte parte del nostro sistema difensi vo dalla parte di terra verso la Francia, che .come piazza marittima; e In Spezia. Gaeta, Ancona avrebbero pure un importantissi010 ufficio nolla di fesa dell'Italia peninsolare. Difesa interna deU'ltaUa cont'inentaie. __:_ Per determinare il suo piano di difesa per l'interno dell 'Italia continentale la Commissione è partita dal seguente criterio: doversi prese-indoro da ogni ipotesi di piani d'operazione e doversi creare nei punti strategici di maggior importanza del le piazze di a.ppoggio a li' esercito, sul le quali in qualunque eventualità di guerra gli fosse dato di Lrovaro un sussidio efficace alle sue operazioni, coprendo e difendendo il territorio passo a posso e utilizzandone tulle le risorse. I duo gran pe.r ni di manovra e punti d'appoggio che troverebbe l'eserci.to in caso di un'aggressione per parte della Francia sarebbero Alessandria e Piacenza. Epperciò là CommissionB vorrebbe che la difesa di Alessandria fosse sistemala ed ampliala per modo da assicurare al difensore l 'occu~azione delle colline di Valenza ed i due passaggi del la ferrov ia e della ~!rada ordinaria sul Gume, e che la piazza di Piac~nza fosse sistemata in modo dél ridurre alle opere permanenti le sue forliGcazioni, por la massima parte 1:oslrulle in terra , e da darle tutta la potenza difensiva che dovrebbe avere questo gran perno di manona per la difesa simultanea delle due rive del fiume. A completare il nostro sistema difensivo interno Yi!rso la alFrancia , concorrerebbe poi Geno·v a sbarrando il passaao-io 0 .l'invnsioue lungo il li tora le ligure, Casale che protegge r~bbe il . passoggio della ferrovia e della strada ordinaria sul Po. Stradella che la Commissione vorrebbe fortificato, onde assi~urare meglio la ritirala dell'esercito da Alessandria pn, Piacenza , ,e fin11lmen te Pavia, Pizzighettone, Cremona le cui fortificazioni lasciate nel loro stato presente servirebbero come testa di ponte mo lto efficaci sul Po e suoi nf'fluenti per operazioni eventuali, specialmente di corpi staccati per la difesa del terri.torio di riva sinistra. · , Ul timo rifugio e punto di appoggio del!' Italia continenlale che sul progetto della Commissione verrebbe oil'erto ad un ,esercito in ritirala dinanzi ad un'aggressione proveniente dalla f~ontiera francese , sar.ebbe Bologna , sussidiata . in questo suo compilo di estremo baluardo di diff;sa dell'Italia oÒnlinentale, dagl i sbarramenti e dalle fortificoz ioni cbe la Commissione


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IJJ!ll.l OG P.,\.!'JC.\

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prop~ne_ ai varchi della Cisa, di Cerreto, di San Pellegrino, dr Rondinarn, dell'Abetone, della 'Futa, di Fiorenzuola, di Casoglia,. o di S. Godcnzo. Ve~ulo così il sistema difensivo contro un'aggressione dalla frontiera francese; vediamo ora quello progellato dalla Commissiono con tro un'aggressione dalla frontiera austriaca. , Il gr_an perno di manovra od il gran punto d'appoggio per· I eserc1lo operante da questo lato, vorrebbe essere costituito dal Quadrilatero, lo cui difose andrebbero perciò sistemato in mod~ da_ rispondere più efllcacem en te al loro nuovo scopo, e la cui azione la Commissiono vorrebbe fosse estesa fin sul Po, mediante una doppia tesla di ponto a Borgoforte, facondo del Serraglio uoa specie di campo trinceralo eventuale e notevole, ove un esercito in ritirala potrebbe trovare un sicuro rifu ofo. Siccome però il Quadrilatero si trova troppo discosto d~11a frun tiei:a aperta dell'Isonzo, la Commissiono ha giudicato opportuno chG una prima barriern difcnsirn sia sistemala controun'aggressione che TOnisse da quella parte, e propone :::ho sia costrutto a tale effetto una piccola piazza di guerra a Snciie e una ?Oppia_ ~est~ di ponte a Molta, formando così questa prima barriera .:hfens1va sulla linea della Livcnza, che è il solo fra i cor~i _d'acqua c(cl Veneto, dall'Isonzo· all'Adige, che si presti a cosiflatto ufficio, per corpo d' acqua e per poca ostensione. Rendono finalmente assicurata, secondo il piauo della Commissione, la ritirata dell'esorcito, che datla fr ontiera austriaca: vole.sse ri piegare su · nologna anzichè appoggiarsi al Quadrila-. toro por manovrare nel Veneto, le fortificazioni di Boara, che la Commis_sione proporrebbe di cambiare in opere permanenti, e quelle d1 Ponte Lagoscuro, che vorrebbe lasciate nel loro stato presente. Bologna rimarrebbe anche, anzi in ispecial modo , per rispetto ad una ag-gressione dalla fronti era austriaca l' esll'emo rifugio noll'Italia continentale dell'esercito battuto nel Veneto. Essa sarebbe quindi nel piano generalo di difesa dP.lla commissio~1e come il_ gran ridotto centrale del!' Italia superiore, e· come 11 punto d1 collegamrn:o del sistema difensivo della pa'.te _co~tine~tale e della pl'l rtc peninsolare del Regno. Inutile q~md1 d1 agg1~ogere ·come la Commissione assegni a questapiazza la massima importanza nel suo piano difensivo .e faccia pr?poste perchò alle sue fortificazioni sia dat.o lutto quello-. sv1lup~o c_l~e possono me!lorla in condizione di adempire nei modo 11 piu cffìcace al suo urncio.

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'135

Difesa deU' Italia. peninsoLa.re. - Per la di!esa dell' Ilalia peninsolare la Commissione h~ tl'ovato che una gran parte del lavoro era già fallo colla sistemnziou e di <li['esa del le coste. visto che lo aggressioni che questa parte del Hegoo può temere pO$SOno' prov13nire particolarmen L e dal mart' . l crit.cl'i che la Commissiono si ù formala pÙ con,lurre a termine il suo còmpito li ha attinti a due considerazioni r.oncernc:;ti l"una la configurazione (ìsica del territorio da dilendersi, l'altra la presenza della capitalo in questa parto del Regno. A suo credere la struttura della penisola ristrettissima in con fronto della sua lunghezza e bipartita dalla catena apenninica, . con pochi e ben determinati passi da un versante ali' altro, permette di rilenore sufficicnlemeote difesa questa ptll't.e cli territorio italiano, quando , tolto il pericolo di sbarchi collB fortificazioni marillime, si sistemi sn ciascuno dei due versanti una linea d'operazione ben assicurata per l' esercito iu campagna, e si t.eiigono sbarrati con fJrLi a doppio efletto i varchi dell' Apenni no. La presenza poi della capitale, che la Commissione vorrebbe vali(lamente fortificata, e di cui vorrebbe si facesse il ridotto generale dell'Italia peninsolare, l'hanno indotta a progettare parecchie opere di fortificazione che hanno per iscopo di ritardare e inceppare la marcia di un invasore che mioac·ciasse la capitale, e di collegare nel modo più sicuro questo gran ridollo della penisola con Bologna, e per tal modo col sistema difensivo del!' Ital ia con linentale. Ciò posto, col piano de11a Comm issione la difesa del versanto adriatico verrebbe al'Odala alla piazza di Ancona e ad Ùna nuova piazza a Lucei·11 , che verrebbe costituii.a aa sole opere in terra, approfittando di una c6nveniente posizione tattica che il terri torio ivi presenta . Alla difesa dol rnrsantc mediterraneo provvederebbero essenzialmente la gran piazz'.l di Boma e la fortezza di Capua. A protezione poi della capitale propone la Commissiono un nuovo forte ad Antrodoco che intercetterebbe la comunicazione più diretta fra le provincie meridionali · e l'Umbria, ossia la strada che proviene da Aquila per Citt~ Ducale e sbocca a Rieti sulla via Salara. Jr collegamento di noma con Bologna verrebbe _assicurato da nuovo forlifìcaiioni a Radicofani, Chiusi, Magione, Perugia, che estendono la loro nzione su tutte tre le grandi comunicazioni interne del versante mediterraneo. Ad assicurare finalmente allo truppe posto a difesa dello


136

DIBUOGI\.\FlCA

RIVISTA

provincie meridionali il modo di manovrare sull'uno o i:ull'altro vcrsanto degli Apeoniui, pPr appoggiarsi Alla piazza di <:apua o a quella di Lucoro, la Commissione proporrebbe di slabilire un piccolo forte a illonlevercle presso Campobasso, il qual forto difenderebbe il nodo di strade Isernia-Campobasso, lfoneventoCarnpobasso,· Lucera-Campobasso. Alla difesa dei varchi dell'Apennino la Commissione stime r ebbe soverchio provvedere con opere permanenti di rortifìca1.ione o si limita perciò a consigliare che si facciano fin d'ora gl i studi delle fortificazioni pnssoggìere da crearsi a l momento opportuno. Di{es(l, delle Isole di S'icilia, Sftrdegna, Etba. - Le for·tilìcazioo.i propost-e dalla Commissione per le isolo. fatta eccezione · di quelle di Messina, che hanno un'importanza speciale, hanno per iscopo di offrire alla flotlfl punti sicuri di approdo sia per ritirare le truppe, sia per riportarle, e di. togliere possibilità alla flotta nemica (come le fortificazioni di Portoferraio e di Porto Longone) di prepararsi una base sicura d'operazione per pruparnro gli sbarchi. La piazza cli ~ressina avrebbe, corno abbiamo detto, una specia le importanza. non dovendosi limitare la sua aziono o. proteggere o contrastare operazioni di sbarco o d'imbarco, ma dovendo eziandio essere riguardata como una gran lesta di ponte rispetto allo stretto; e come un g ran ridallo per l'isola di Sicilia, dC'stinato ad assicurare alle truppe nazionali una posiziono cli ritirala e di appoggio per la difesl\ della SiciliA e a farori re uo ritorno offensivo sull'isola stessa quando i l nemico se ne fosse reso padrone. Fatto il suo piano difensivo per quanto concerne le fortificazioni , la Co:n missione non ha crerlulo terminato il suo còmpilo, ma ha ritenuto che fosse do\•er suo r ichiamare l'attenzione del Governo su tre impor tanti questioni che non possono assolutamente separarsi da quella più complessa della difesa gonoralo del Regno, della quale anzi fanno parte essenzia le. Queste questioni sono quelle: 1• Dello comunicazioni ordinarie e ferroviarie; 2• pel collou1mento degli stabilimenti di fabbricazione del nrnteriu lo da guerra e dei depositi di quello già confezionalo; 3° Della necessitù per l'Italia di una flotta numerosa o potente. Intorno a quest'ultima questione, la Commissione, eccitando il Governo a provn?der vi seriamente e celeremente, si limita a proporre che si prendano accord i fra i ministeri della guerra

e

I

137

dello marina per studiare il miglior sistema di torpedini da impiegarsi nei porti , nelle rade, e lu ngo le spiaggio e per provvederne a surflcienza quelle piazze della costa in cui tornerà più utile il loro impirgo. Ma intorno alle allre due questioni , che hanno più stretto rapporto col suo manda to , la Commissione si diffonde più hirgamontr. nella sua Relazione ed espone considerazioni e proposte che c'importa riferiro. Rispollo alle comunicazioni ordinarie essa ha riconosciu to che il nostro pa ese si trova in condizioni abbastanza soddisfacen ti , onde non ha stimalo dover fare a llre proposte cho di alcune strade sui monti Lcssini , Borici ed Euganei e sullo colline di Bologna, esprimendo il voto che nella coslruzion1:1 di nuove . strade presso la fronti era sieno preparali nei ponti, viadolli , ecc. i mezzi necessari di distruzionu colla mina. Non cos\ prospere essa ha trovale le nostre condizioni in fatto di furrorie, od ecco in riassunto quali sono le proposte -da essa falle, perchò il nostro sistema ferroviario risponda in modo conveniente ai bisogni della difesa del paese : · l° Una linea di collegamento tra le vie longitudina li dell'Italia continentale, la quale passi per Mantova e per Borgoforte e discenda, o con un sol ramo a Reggio, oppure pei due rami a Parma e Modena ( questa linea è già·in costru,zione); 2° li prolungamento dello. ferr ovia Pavia-Cremona da ,quest'ultim o punto a Mantova; 3• La costruzione della ferro\·ia Parma-Spezia; 1.• La costruzione della ferrovia Verona-Legnago ; 5° La costruzione dolla ferrovia Mantova -Legnago-RovigoChioggia; 6° Un tronco di giunzione lra la ferrovia dell'Emi lia e -quella della Porrolto, fra lo stnzioni di Larino e Borgo Panicale; 7° S.ia completata una forrovia longiludinale e cen trale in tu tta la pnrte penisolare, di cui esisto no già i seguenti tratti: a) Bologna-Fjrenze-Terni; bj lsoletta-Cancello-Sansenirino; procurando; se possibile, .di compierli} colla costruzione dei tre tronchi seguenti: o-) Terni-Rieti-Avezzano-lsoletta; d) San .Severino ad Eb oli, senza passare per Salerno; e) ·Eboli·Potem:a e quindi sino alla linea Taranto-Reggio per la Vallo del .Basante; 8• Una ferrovia traversale eia Valle di Sieve ad Imola preferibilmente, oppure a Faenza;


•138

t

RJYlSTA

9° Una ferrovia trasversale tra ]e·. due linee longitudinali Aretina e Senese; 10. Una nuova ferrovia da Orle ,a Roma sull'altra riva del Tevere; ll. Una ferrovia traversale da Rieti ad Aquila e Pescara; 12. Che sieno restaurate a doppio binario le s~gucnti pr.incipali arterie di comunicazioni ferra te, cioè: f) Linea Alessandria-Piacenza-Bologna-Ancona; g) Linea Torino-Milano-Verona-Padova-Venezia; h) Linea Firenze-Bologna-Padova; i) Il trallo della ferrovia Senese che corre dal punto di congiunzione coll'Aretina fino ad Orte; l) I due rami da Orte a Roma; m) La ferrovia Roma-Napoli; 13. Che nelle principali stazioni d.i tutte le ferrovie siano apparecchiati i mezzi necessari di imbarco e sbarco delle truppe, dei cava Ili e dei materiali ; 14. Che finalmente nelle ferrovie ad un solo binario, nelle stazioni pri ncipali sieno preparati dei tratti assai estesi di doppio binario per l'incrocicchio dei convogli. Toccata così opportunamente questa questione delle ferrovie, Ja Commissione ha, come si è dette, tratla in campo anche quella del col\ocamente degli stabilimenti di fobbricazione e di conservazione del materiale da guerra . L'avviso · da essa emesso su questo proposito è che per i magazzini di deposito sia fuori di dubbio la conve_nienza di situarli tutti o almeno per la massima parte nelle pwzze fortificate, mentre pei grandi stabilimenti di fabbricazione, per il cui esercizio ollre a quello della sicurezza si esigono allre condizioni, come quelle della facilità di procurarsi a buon mercato la mano d'opera e la forza motrice, converrà contentarsi çhe essi sieno stabiliti in luogo abbastanza sicuro affinchè le fabbricazioni possano continuare anche dur,ante le ostilità. In base ad un tale concetto la Commissiono propone la costruzione di 4 Ìnngazzini a Roma, 1 a Capua, 2 a Messina; l'ampliamento dei labo1·atorii d'artifici di Bologna e Capull - e la sistemazione di un nuovo arsenale di costruzione a Ro:na. di una nuova fabbrica d'armi in Toscana e nell'Umbria - di 4 nuove officine di costruzione a Genova, Bologna, Capua e Messina,.. e di 4 officine di riparazioni d'armi a Piacenza, Mantova, Messina e nella direzione d'artiglieria, di Capua (od a Firenze) con questo noi abbiamo dato termine al sunto che ci era-

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I

Bll3UOGRA FICA

~ 39

vamo proposto di offrire ai nostri lettori di quella parte della Relazione che si riferisce al piano completo di difesa dellostato progettato dalla Commissione. Accanto alle sue proposte di forti(ìcazioni la Commissione ha indicato in uno specchio dettagliato la spesa che richiederebbe la creazione o la sistemazione di ciascuna piazza d;i guerra o posto forlifìcato contemplalo nel suo _piano. Qu'3sla ,spesa ammonta in tota le a L. 306,800,000 senza tener conto di· quella occorrente per l'armamento e per i nuovi magazzini e stabilimeuti di produzione. La somma non è certamente lieve, ma non può parere soverchia quando si ponga mente al lo scopo nel quale avrebbe dovuto essere impiegata, e quando si consideri che non era 1Jel pensiero della Commissione che le proposte fossero attuate tutte ad un trnllo, ma che l'esecuzione fosse compiuta indiversi periodi il che avrebbe permesso di ripartire la spesa dei bilanci di parecchi anni. Ad ogni modo le attuali condizioni d'Europa non consen tivano trnppo all'Italia di fare a Dclaoza col tempo nel provvedere al suo sistema difensivo , o d'altra parte lo stato poco fioren te delle sue finanze non le permetterebbe di sobbarcarsi ad una spesa Lroppo grave. . . Per questo, come si è dello al principio di queste pagine, fu mestiere rinunciare al piano completo di difesa propostodalla Com missione e ridurlo entro quei limiti ~he ne permettessero una prQnta esecuzione con una spesa considerevol • mente minore. Da ciò il pfano ridotto che insieme all'allro completo la Commissiono ha presentato al ministro della guerra o di cui si ragiona nella seconda parte delle Relazione. Noi ci limiteremo qui ad accen·nare i concetti a cui si è ispirata la Commissione nell'operarn le necessarie riduzioni , rimandando il lettore allo specchio che ·si trova in fine a queste pagine, per esaminare in dettagli quali sieno le differenze fra un piano e l'altro. Tre mezzi stav<1no davanti alla Commissio1ie per compiere il suo nuovo mandato : cioè: Q sopprimere se~z'altro dal novero dei punti fortificati taluni di quelli proposti nel piano generale, conservando soltanto i più importanti e destinati a prestare un più valido sussidio allo opèrazioni attivo della truppa. O conservare indistintamente tutti i punti fortificati proposti-


l '140

lUVISTA

nel piano generale, limitandone però in tulti o in parte di essi le difese. O servirsi promiscoamento dei due prjmi mezzi, sopprimendo io luoo dei posti e limitnndo in altri le opere fortifìcatorie. .A .cru~st'uHimo mezzo la Commissiono ha creduto dover app1ghars1 come quello la cui applicazione poteva portare minore perturbazione a tutta l'economia del sistema difensi\'O ,,.enorale ideato e proposto come il più confacente per provvel1ere alla . sicurezza dello sta,to. Accettalo questo metodo ecco le norme colle quali ess~ ha -creduto doverlo impiegare. Cominciando dalla difesa della frontiera continentale la Com· missione ha giudicnto che non potessero essere el iminate che: 1•. Quelle forti~cazioni che erano destinate a chiudere gli -accessi verso la Svizzera perchè la garanti la neutralità dì quello slato ron meno prol~abiHgli attacchi da quella parte\\ perchè essendovi un tratto dr quella fron tiera aperto , "li sbarramenti ai varchi alpini non bnsterebbero a rendere si~uri da una im_provvisa in vnsione ; 2• li forte di Casteldelfino perchè fino ad orn non vi è strada rotabile in Valle di· Vraita, che metta in Francia ; ' 3• I forti di l<'uentes ed Aprica considerando come la strada ·dello Stelvio sia nella maggior pal'te dell'anno impraticabile . Quanto alla limitazione della difesa delle opere di frontiera la Commissione ha stimato non doversi tern'r conto che del puro sbarr.amento delle strade rotnbili e doversi rinunciare per quanto possibile alle opere destinate a chiudere più valli ad un tempo, sostituendo ad esse dei semplici sbarramenti alla _ gola di ogni valle. Quanto alla difesa dello frontiere maritlime la Commissione è stata d'a.vviso che non possano es~ere lasciati completamente senza cl'. fose, se ?on quei.forti i quali si trovano nei punti della cosi~ pm lontam dagli obbiettivi principali o presso i quali il nem:co non avrebbe grande interesse a tentare uno sbarco ~onsiderevol~ - e che le opere permanenti, nei punti che 1mpo1~ta f~rt1ficaro, possano essere ristrette. alle posizioni di maggiore 1mporlanza por la difesa, facendo ll·ssegn.1mento sulle opere o:,casionali per avvalorare all'occorrenza uua tale difesa. :)e: rispetto ~Ila difesa interna del regno è parso alla Com·~1ss1one no~ potersi rinunciare completamente che a quelle· piazze o forti che mirerebbero ad . uno scopo pnrzia,le conseguibile con altri mezzi o che non entrereubero. in azione che negli estremi periodi di una guerra.

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I

UinLIOGnAFI CA

Secondo questo criterio non r,oterono wrtamente esrnre molte le soppressioni lo!ali di punti fortificati proposti nel piano compiC'lo, che la Commissione crcdè poter ammettere nel suo pi.1110 ridotto. Ma per certo furono molte le r iduzioni nelle difese delle ghrndi piazze sia ùell'llal ia continenlale, sia della peninsotare, giudicnndo la Commissione che le opere di ampliazione e di $istemazione potessero essere li mitate ai fronti pih prouabili di nUacco e cho potessero essere co nservate le opere in terra già esistenti in talune pinze, e che nel piano· completo si ora proposto di cnngiare in permanenti. Mercè l'applicazione di questi principii la Commissione è riuscita a concretare un piano ridolto, la cui attuazione rispon- . dondo allo scopo essenziale di assi curaro una eflìcace resistenza contro qualnnque attacco esterno, non costcrebbé allo stato· che la som ma di lire 142 milioni, alla quale però andrebbero aggiunte lire 35,812,142 necessarie per la provvista dell'armamento e per la costruzione dei magazzini, e lire 5,500,000 per la migliore sistemazione degli stabilimenti di fabbricazione, il che darebbH in totale una spesa di lire 183,312,1'12 necessaria a mellere l'llalia in islalo comt'niente cli difesa . Egli è ben vero che con ciò la Commissione non è ancora pervenuta ,a quel lin) ile di spesa che le era stato assegnato dnl ministero, ma osiamo sperare che se tanto è necessario perdare al paese ciò che gli è strettamente indispensab;le per la sua sicurezza, secondo afferma la Commissione, nù il Governo dubiterà _r.i chiedere alla nazione questo nuovo sncrificio, nè la nazione troverà gravo di sobbarcarvisi pensando com' esso sia largamente corr.pensato dai vantaggi di una ben sistemata difesa. Nel por termine a queste noslre parole noi non possiamo finalmen te che associarci ai voti espressi dalla Commissione nel chiudere la sua ·Rela1.iouu. nugurandoci che, so il pianoridotto da essa presenl;;.to si limita veramente allo stretto indispensabile, sia posto in · es,'cuzione n<'I più breve termine di tempo possibil<', e che le proposte da essa fatle nel primitivo piano e mantenuto nel pi.mo ridotto circa le importantissime queslioni delle comunicazioni ferroviarie od ordinarie e della marina di guerra, sinno preso in seria considerazione dal GO-· verno e tradotte in atto sullecilnmento come quelle cho hanno una parle così importante nella difesa dello Slalo.


F.;Ir H-2

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1

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da trasromarsi co mplcrnmc nte

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-1-

Forte Capra Zoppa Id. di Melogno Fo1-tezza cl i CeYa

.M ODIFIC.\ ZIONI APPORTATE COL P[AXO HIDOTTO

da migliorarsi o da conso rvarsi nello stato presen te

- - - - - - --------

1

Diminuite le opere facendo maggiore assegnamento sulla natura del sito,

Forte na d i San Da lmazzo

c.. steldeltino

9

10 Fortilicaiione di Susa Il

12 Forto d i Grnvellona 18 Piazza rii Varese

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H3

PONTI FO RTIFIC A.TI

da costmi rs i di pianta

Forte ùi

B181.TOGI\AFICA

COSTl'ft:J.lNTl IL l'lANO COMI'LJ,;-tO DI :UWESA DE LJ}l1'.\I. I \

- -

l 2 3 ,1 5

1

P.I\.IST.\

Piazza di V~ti~nigl i:i.

Eliminata e sostitu iti gli sbm·ramenti del colle di s . Hemardo e di quello di K<.wa.

Forte di Vinadio

Elimrnata, sost ituendo lo sbnrramento del colle di Tenùa.

Fortezzn di Fenestrelle l'ortezza di Exilles

Eliminato del lu tto

Fo1·te cli Bard

Eliminata sostitutndo opere di sbarramento pi ìLin a lto.

Forte di Fuentes

lslJminati del Lutto.

15 Td. d1 Aprica IG Id. di Edolo 17

Fort•zza di Rocca d'.\ofo FortiHcazioni di Rivoli

18 lii Fortificazi on i di ll!ontc t'i-

polo o llloscailo

20 ForLcoa l pas~odelle l•'un-aize 21 Id . di l 'dmolano " ~2 Id. d, Castel Lavazzo :.>3 Id. di Ospeda!eLto !d. di Srnpizza

11ii

J~

Diminuite le opere facendo assegnamento sulla natU1·a forte delle posizioni e sulla-difesa ani va. Fortificazioni della ra.da di Vaclo

Piazza di Palmano va Piazza dl Genova

PiaZ?.:1 di Spezia

Limitale le opere da terra a ll'occupazione del colle dell'I ncorouata. Limitate le opere da terra al solo indispensabile per sottrarre lo stabilimento da un colpo di mano.

29 For 1illcaz1011i di Livorno

30 31 3i'

33 Forte d i ìl rou te Arg-c nta1·0 3.1 35

36 Fortiflcn.zionidelgolfodrgli ..\ranc1

37 ·flatleriu d1 Cag lia ri 38 30

40

Forti!lciz. di Portoferraio Id. di l'ortolongone Piazza cl i Grosseto Piazm cli Civ iia vecchia

1"ortifìcazioni dell'isola di Ponza Fortificazioni d i Baia

Concentrare la difesa specialmente nel forte dei Cappuccini. tmmiu.. te del tutto . Eliminata del lutto. l.imitare i liwori u nicamenle alla sis temazione d elle opere a mare. l>liminate le opere nuove.

Piazza di Gae ta

Sopprimere le baLte1·ie di Nisida e del capo Misenolimitando le difese ai punti pi ù ravvicin ati della rada. Sopprimere le batterie all'estremità del nuovo molo percllè uon ancora uliimate.

41 Fortificazioni di porto e rada di Napoli 12 Forti!ìcaz. di Cas tellamare 1J Id. d~l l'izzo 4<1 Fortillcaziouidi Po rlo Sa nta Vene re 45 Fortincaz1oni stretto di Messina 46 Fortificazioni pfozza di :'>1ilazzo 17

Elim inata del tutto

Pia?.za (li Or betello

fo:liminate le opere nuove. J•:liminate ciel lutto.

,.

Eliminale le opere nuove. Eliminate le opere nuove.

Batteria di Palermo

..


lllRL!OG I\A FICA

RIVISTA

PUNTI FORT IFICATI COSTI'l'lJENTJ

Il,

l'JANO COM l'Lfl T O DI DIPESA DELL'l'J'ALT,\

:-OIODJFlc;AZIO:Nl APPORTATE COL P I ANO RlDOT'l'O da costr uirsi di pianta

da trasfor mars i completamente

Piazza di Siracusa Id. di August.a Id. di Taranto ld._d i Brindisi

-18 49 50

51

52 l•'orte di Umar:a .'\3 51

55 5G 51 58 59 Doppia testa di Ponte a

I

Eliminate le opere nuove. Piazza di .~ncona Te~t.adi poule di Caaavella d'Adige

Forte d i !3rondolo 11C'l'ti!lrazioni di Chioggia Piazza di Vemizia

Lasciate nello s tato presente. Sopprimere tutte le opere di rafforzamen to alle difese gii1 es istenti. Trala1ciare le ope re di sistemazione sui punti a nord ed est.

Piazza di Alessandria

Ì\[Outi

60 61

da migliorarsi o da cousc rvarsi nello stato presente

'145

.Sopprimere le opere di sistemazione proposte nel piano completo.

Piazza di Casale Id. di Pavia

Fortificazioni di Stradella

Tralasciare la trasformazione delle opere in terra i n permanenti.

Piazza di P iacenza

'1}

di l' izzighc LLone l'ortitlcaziooi di Cremona I Piazza ,ti Peschiera l d . d1 :-0Iautova l d.

11\),)

66 G7

es Doppia testa di ponte a Boi·gofort"

1

Testa d i ponte a Santa MaJ"iJ. :-Oladdalena

69

Doppi a testa di ponto a Boara

10

S<;>pprimere le opere di trasformazione proposte nel piano completo. Diminuite le opere di sistemazione.

'res ta di ponte a Badia

Sopprimere le opere di sistemazione p roposte nel piano completo.

Piazia d l Legnago

•

l à . di Verona Te sta ù i ;,onte a Pastrengo

Fo1·tiJìcar. 'oni d i Sacile Dvpµiatestadip ou tcaMoUa, Piazza di Bologna varco dcll,1 Cisa

Eliminate del tutto. liliminata del tutto. Tral ascia re la riduzione delle opere di riva destra dell'Adige in modo da resistere a1le moderne a rtiglie rie.

Fortiui di Aulla

Y;wco d i Cill'reto e sassalbo Jd . di S . l'ollegriuO ld . di Rondina,a

Id. dell',\ IJetone o Boscolungo

Varco doJln F uta ld. dì Fi ore nzuola Jd. rli ca~aglia Id. di s. Goden zo

P iazza di Lucca

88

89 J•'Mtilì cazio ni dilladicofan i 90 ld . di Chiusi 91 lù. di Magione 92 1<1. di Po1·ugia 93 Piazza di Roma 91 f orte d i Antrodoco m; 96 Forte di )lonteverde 97 P iazza di Lucera

Eliminate del tutto.

I

Piazza di Capua

l

Eliminati 5 forti in prima lin ea e la piccola opera di monte Aotenore in 2a, EJ~ospensiono delle ampliazioni a lla cin ta . _111:unato del tutto. 1 .sono limitate le proposte opere nuove. 1!m!nato del tutto. Elim10ate del tutto.

1

A.1'1110 XVI , YOL . I V,

10


I

146

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J!Bap1,orls 1ililitaiN!!J écriftl tle Bei•liu 1H~t.ti-11si:@, par le colonel Baron SrOFFEL - Paris. Garnicr, 187 l.

li baro ne Stoffe! colonnello nell'artiglieria francese e ufficia le di ordinanza dell'imperatore fu inviato in Boemia mi la fine del luglio 1866, colla missione di stud iar gli avven imE>nti della campagna A'ustro-Prussiana e di renderne conto a l suo Governo. Onde f~cilitaré la sua missione il ministro della guerra gli conferì i l titolo di applicalo militare alla legazione di Berli1lo ed iò. lai qualità soggiornò egli in quella città per quattro anni, cioè fiao al 19 luglio 1870. Durante quel per iodo di tempo invii) a Parigi 45 rapporti, dei quali 39 diretti al ministro e 6 in ris posta ad interpellanze speciali rivol tegli dall'im peratore. Gli editori del suo libro hanno pubblicato 30lamente 32 r apporti, g iudicando "'li altri trop po tecnici, per interessare il pubb lico in generale. Ì;: questa certamen te una lacuna deplorevole, imporoccbè il lavoro dello Stoffe! si leggo con inter esse. con avidi tà, e nel lo scorrerne Je pagine si rima.ne talmente col pi ti dal la profo ndità delle vedute, ciall'esa ttezza degl i npprezzamen tl da desiderare di non g iu nger mai a l suo termine . Gli ufficia li di ogni nnzione do11reb hero leggere i rapporti del barone Stoffe!; essi ci impareranno come si debba servire il propr io paese quando si ha l'onore di ricevere una missio ne all'estero; ci scorgeranno come si possa g iudicare con pacatez1.a o riflessione, e come da ques ta calma di giudizio possano emerlterne vividi lampi di luce atti a squarciare le tenebre dell'a,~venire ; vedranno infino quali e quanti sieno i soggolli degni ci speciale menzione e in che proporzione l'organismo, lo spirito generale, le s.?.uole, il materiale, l'istruzione pratica , le leggi di leva influiscono sulla buona costituzione dogli eserci ti. Nei rapporti di Sloffol l'esercito prussiano è dipinto a perfezione senza esagerazione di sorta, pro o contro; di tanto in tanto l'autore nell'istituire un paragone e.o! proprio si duole amaramente nel vedere come in Francia si cammini ad occhi bendati, si disconosca del tullo la superiorità del fu turo avversario e si proceda a gran passi su lla via di un profondo precipizio. In una lettera d'introduzione scritta ad un incognito amico , lettera data fa dal 31 maggio 1871, e con la qual e Hcolonnello

l.

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llIULIOGl\:\FIC.\

·per mette la completa pubblicazi one dei suoi rapporti egli ci di pinge l'ansia atlànnosa, le preoccupazioni ,;he lo dominarono durante _il suo soggiorno a Berlin o. Lascbmolo parlare; è l'anima esulcerata di un buon patriota, di un urfìciale di mente elevatissi ma che si r spande dopo aver subìto lo pir1 im meri tate umi liazio11i, dopo aver survito per qua ttro anni la patria col ~onsiglio e in tutta la càmpagna valorosamente col braccio. Egli dice: ,, lo aveva capito fìa dai primi me~i della mi~ dimora <t a Beriino che la guerra c'olia Prussia era scri tta sui libri del « destino e mi vedevo forzato a vivere in mezzo a un popolo 4 nostro ful uro e implacabile nemico di cui riconosceva in ogni « cosa l'immensa superiorità. Vedeva la lotta immin.ente contro « questo p.opolo'virilo, istrui.to , disciplinalo, pieno di patriottismo < e di fede, governato da vecd1ie e for ti istituzioni, rispettate « da tu lli, e la nostra disgraziata nazio ne, egoista, scellir.a, igno· « ran te ' e vaoa che ha perduto fino l'idea della patria o che « no,n ris pettando più niente si fa un giunco da ottanta anni « a questa parte di r ovesciare una dopo l'altra tutte la istilu< zion i che la reggon_o. Non potrete mai éompre11dere fa ..tortura "morale in cui ho vissuto per quattro anni ». P.overo Stoffel 1 egli ·non a,'.ea nasr:osta la verità· ed anzi l'nvea additata a car atteri cubita li, ma forse non gli si prestò iotiera fede; i pr9feti di sv"ntura furono e sarau sempre male accolti in ogni epoca e presso ogni nazione . Al mornunto della dichiarazione di guerra, il 10· luglio 1870, egli rendeva un ultimo e gran (servigio di appre1.zament.o al suo Governo telegrafando a P'arigi che entro 20 g'ionii a conta·re dal 15 diver·se a1·mate pr1issiane d'i, 100 mila uomini sarebbero state mt Reno. I l generale ilfoltke ch e Corso avea· avuto conoscenza del tenore dei dispacci in cifra spedili dalrambasciata franceso non volle tenersi intorno quell'oculato osservatore neppure un· momento di più; al mallino del 18 quando l'incaricato d'affari frances e rimetteva oflìcialmente al conte di Bismarck fa dièh iaraziooe di guerra, questi gli dornnndò qua ndo rambasciata fosse decisa di abbandonare Berlino " Dimani sera se non vi scorcrete in. ~onvenieoto, risposo l'incaricato d'affari - E il colonnello Stoffe!? -:- Ha l'ordine di partire ·iosiemo con noi-Ciò non è possibi le, disse allora il cance lliere:. io ho parlato col generale Moltke: fate sapere al colonnello che se è ancorù a Berlino dimaoi mattina sarà consideralo carne. prigioniero di guerra> Gli avversari aveano apprezzato a .dovere la valentia in.tellettuale di ~

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nIVISTA

un uomo che sllOi patriotti conosci;vau soltanto imperfettarnen le. Nelle lettere d'introduzione cli cui abbiam parlalo, Stoffe! si espunde lu nga mente sui difetti inerenti al sistema d_i ~ducazione che predomina in Francia. Ci insegna no e c1 ripetono, dice egli, che il popolo francese è il più grande~ dei popoli, che noi sia.mo la gran nazione, che arm;1ta, magistratura~ fi nanze dotti poeti, artisti sono :;enza rivali nel mondo, e quest,. germi 'runes;i si.;cchiali nelle scuole eccitando la vanità e la presunzione personale, dispongono a vegetare nell'i~nora~za. Da ppertutto l'elogio esclusivo Jella ~·'rancia, la s_u~ glonfica_ziooa incessante, specialmente negli atl1 deglt uomrn1 della rivoluzione e del primo impero; mai una parola dei popol i limitrofi, di cui Ja lingua, i costumi, la storia non sono nè conosciute, nè giudicate , lo che falsa assolutamente il criterio , giacchè l'uomo non può formarsi dei g iusti concetti senza il paragone delle cose o dei fatti. Passando dalla storia remota a quella.. presente palpitante di attuaÙtil, Stoffe! stigmatizza il sistema conlinuo di menzogna che tanto nel campo politico , come nel militare predomina ancora in Frnricia ove è bandito dagli scanni ministeriali, dallo tribune parlamen tari, dal libro , qal giornale. Rettifica una serie di apprezzamenti di ordine p0litico relativi agli eventi che si svolsero dal luglio 1870 fin al giorno in cui scrive , e nella parte militare necra che la difesa di Parigi sia stata sublime cd anzi Ja caratloriz~a come un episodio in cui il grottescu la disputava aZ lugu/n'e, e n el quale l'ineltezza del governatore har_aggiunto tali limiti da arrivcir q1iasi al del'itto. Qui non possiamo faro a meno Ji notare che il giudizio ordinariamente calmo e spassionato delloStoffel si inasprisce fecondo supporre che s'inspiri a motivi. di personale risentimento. È ceri.o difalto che la difesa passiva cli Parigi falla da un eserci~o tut~'~ltro che_solid? co: mecchè composto in massima parte d1 mobili o guardie naz1onalt ha t"enuto in scacco 250 mila vecchi soldati nemici , per più di quattro mesi, nè può questo chiam~rsi spre_gev~le resultato. Si può criticare il Trochu sui concetti che lo 1?sp1ra:ono_nelle sortite, si può biasimare l'uno e l'altro deUagho tattico d1 esecu7.ione delle medesime, ma non può farglisi rimprovero nò di mollezza , oè di imprudenza. Se nelle difese parigine non vi. fosse altro da stud iare che la perfetta organizzazione che presiedè all'accumulazione e successivo reparto dei viveri sareb~e plir sempre un tal soggetto da meritare l'attenzione e \'encom10

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uni1'ersale. Tutte le nazioni , diciamolo francamente, all'ora del perico lo vorrebbero avere una capitale che s.i diportasse tanto valentemente co me si è diportata nella decorsa guerra Parigi, la città dei grandi delitti, della gran corruzione. ma anche talvolta dei grandi eroismi. Sempre nella prima lettera è istituito in poche par.aie un confronto fra la disciplina dell'esorcito fran cese e quel la del prussiano. Crederemmo mutilarne il concetto n,rn riportandolo testualmente. < Noi giud ichiamo le cose troppo superficialmente e non « amiamo mai andare al fondo . Udite, por esempio, tutte le .- sciocchezze che si sciorinano sulla questione della disciplina < nell'esc~r cit.c . La disciplina è felicemente·ristabilila, di con taluni. ·« Occorre, avanti ogni altra cosa, dicono altri, meno cominti « ciel fatto , ristabilire la disciplina nell'armata. E quando si do« manda a quest'ultimi, quali sarPbbero i mezzi da im piegarsi, « ci rispondono : raddoppiare di severità per i fal li commesst ~ contro la disciplina, forzando gli ufficiali a darne l'esempio , a tener le truppe riunite in campi d'istruzione. Poveri spiriti, e, che non veggono che la aisciplina dell'armata è solo la con-· .. seguenza della disciplìna nella fam iglia e nella società! Perchè < nell'armata prussiana la disciplina è tanto forte e tanto sicura? « Per la semplice ragione che i giovani entrano al servizio « discip linati, vale a dire abituali fin dall'infanzia all'obbedienza e in generale, al r ispetto dell'autorità, al la fedeltà , al dovere. · « Ne resulta che ufficiali e capi non hanno quasi niente da · "faro per mantenere la disciplinél, e ciò spiega per qual rac gione si co ntino sì poche punizioni nell'armata prussiana. · < Ma il credere che oggi possa darsi all'armata frances~ una « disciplina forte e durevole non è comprendere ciò che co- · -e stituisce la vera disciplina. Come si g iungerebbe a ristabilirla · « n'ell'esercito quando non esiste nella famiglia'? Ed è là che « occorrerebbe r istabilirla avanti tutho. Se più non vi si trova· <e lo si devo incontostabilmente, fra le altr e ragion;, a quell 'ar· « ticolo del codice civile che toglie in una misura troppo larga -< il dritto al padre di famiglia di disporre della sua fortuna . · < Da settant'anni la società francese subisce, senza dubitarlo, < la fotale influenza di quest~ logge che ha generato ogni sorta « di disordini nella famig lia, e prima la mancanza-di rispetto « dei figli verso i loro parenti. Cosa si fa al di fuori della fa·< miglia, nei licei, nelle scuole, nei cot1vitti onde sviluppare il ~ rispetto dovuto ai parenti, la fede in Dio, il senti manto del


n!YISTA

dovere, l'obbedienza alle autorità e alle leggi? Niente o quasi niente. Ne .resu lta che noi versiamo annualmonte nell'armali\. « un contingente di giovani che la maggior parte tion hanno < succhiato i principii di religione e di sana moralo e che sono <i: abituati a non obbedire a nessuno, a discutern tutto, a non • rispettar nulla. E abbiamo la pretensione di disciplinare a un ~ tratto' nell'armata con i mezzi di rigore usativi questa gio« venlù indisciplinata A senza priucipii ! È pon comprendere <i: che la disc"ipl ina nell'armata non è altro cho la disciplina « nella vita, va le a dire il sentimento del dovere, l'obbedienza • verso persone d<~sigoate, iofìne il rispetto del principio d'au,, torità e· delle istituzioni stabili le. < Cos), secondo me la. disciplina doll' arrrn1!a fu sempre d/\. « noi una di~ciplina fittizia, imperocchè non posso chiamare « altrimenti quella che si ottiene coll'aiuto di punizioni~ mezzi " repressiv.i. E non domando più a me stesso come nel 1866. « epoca in cui cominciava i miei studi sul l'esercilo prussiano , < perchè il numero delle punizioni vi sia infinitamente minorn " ili quelle dell'armata francese. La nostra disciplina .artificiale « ottenuta una buona YOlta potrà durar e un qua lche tem p·o « sollo l'im perio dello circostanze dominanti, ma si di leguerà e alìa prima prova . • Siatene convinto , amico carissimo, per questa questione. « come per molle a ltre, bisog na risal ire a li' origine dii i ma le. < Finchè non sentiremo in Francia l'im periosa necessi tà di " alle.vara la gioventù con· dei principii cli sana morale e di < dargli un'educazione e una is truzione che prestandosi mutuo « aiuto correggano, per quanto è possibile, i nostri difetti na< turali, cioè la vanità, la presunzione, l'arroganza , e svilop« pino il nostro criterio mediànte il confronto, in alt.ri termini < fìnchè non sentiremo la suprema importanza di versare altri « ger mi nel cuore e nello spirito della gioventù che fornis ce < le diverso generazioni dell'azione e del Rensiero, noi ci di« batteremo nel vuoto, non faremo alcun progresso, la nostra < decacleuza in tellettuale e morale aumenlGlrà, e tutto le riforme, < tolte le elucubrazioni politiche e sociali non ci condurranno· < a niente» . Bello ed apprezzabili parole son queste, ed anzi !anlo imbevute del più profondo $pirilo çli disciplina, che dopo cli averle· meditate ci domandammo come mai il suo .autore potesse nel la stessa lettera trascendere io amari rimproveri contro l'ultimo suo capo diretto, il generale Trochu . E non possiamo spiegare

Bll3UOGilAFICA

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quest'anomalia , altroc!Jè col ripeosAre alladebolezza del l'umana natur;i, per la quale tultociò che tocca l'interesse o l'amor proprio personale fa dimenticare i più sani principii, l~ più giuste riflessi on i. Nei slloi primi ra pporti compila li negli ultimi mesi dell'anno 1896, Stoffe! si occupa in ispecial modo della gue rra di l3oemia, esamina l'inferiorità degl i Austriaci sotto il rapporto dell'istruzione, dell'armamento e della lattina , constata la perfezione dei"servizi accessori dell'esercito prussiano e dà molti ragguagli sull'organizzazione delle truppe del la Germania del nord . Questioni queste tutte importanti, ma di un interesse troppo retrospettivo e troppo sviluppate e discusse, perchè noi dobbiamo arrestarvici luogo tempo. In un rapporto che porta la data del 20 febbraio 1868 r isponde il colonnel lo ad alcuni quesiti mossigli dal ministero della guerra su lla cavalleria, arliglieria o sull'istruzione d111lo reclute. La frivolezza delle domande che riflettono 1(1 prima arma merita in ispecial modo di essere notata; gli si domandava difatti la composizione del la razione dei cavalli, la statistica dei casi di morva, la proponiono - dei cavalli feriti in marcia o in campagna , la pianta delle scuderie . Ahimè! come se da queste minuzie potesse dipendere l'esito generale delle guerre . Si cercava il bruscolo, non si vedeva la trave! Nel rap porto del 23 aprile 1868 Stoffe] si applica a dimostrare la superiorità dell'armata prussiana sulla francese; son queste le pib bolle pagine del sno lavoro e vogl iamo riassumerle con diffusione, Sotto il rapporto mora le due cause contribuiscono principalmente a errare questa superiorità, cioè: 1° .il principio del servizio militare obbligatotio, 2• l'istruzi,rne sparsa in tutte le classi della nazione. li principio del servizio obbligatorio divt'uuto oggi un assioma militare incontes tabile, collocR nelle fi l~ un numero ragguardevole di persone còlte ed istruite che aumPntano la intelligenza e il valor e mora le dell'armala, della somma di tulle le intell·igenze e valori morali iodivi!J ua li, al che deesi aggiungere l'influenza SA iutare che queste persone esercitano sui soldati della classe inferiore. Raccon la Stoffe! che discorrendone un giorno con un gener ale prussiano, questi gli disse sorridendo, berichè seriamente: e Non adottate il servizio obbligatorio; ·dettereste anco una volta le !oggi all'Europa». E ·se poi dai solda ti si passa agli ufficiali è d' uopo ammirare


RlVIS'fA

D!BLlOGRHIC A

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il bell'.cscmpio che i pi ivilegiati di nascita e di fortuna iiànno al.(e altre classi socia li, pagando non solo col loro sanguo il tribu to alla patria nell'ora del pericolo, ma so ttoponendosi anche in tempo di pace a tutte le esigenze della vita militare. In Prussia può dirsi che l'ozioso non esiste, nè vestito di laceri pan ni, nè strascinato da un sontuoso equipaggio . li principio dell'istruzione obbligatoria preconizzato da Federico il grande, introdotto in parte da Stein ed esteso ampliamen te da circa 40 anni r en de la nazione prussiana una delle più illuminate d'Europa. Mentre in Francia l'istruzione si condensa solo nei grandi centri, in Germania vi hanno Duo delle città di quarto <lrdine che sono focolari di attività e produ zione inlellelluale. Coloro che soste:igono ancora cho un esercito di soldati incolti ma ngguerriti ne batterà un altr o composto di uomini mollo istruiti , mostrano , dice l'au tore, di non capire a fondo la cosa; quand'anche non vi fosse altro che ·il so lo vantaggio col la seconda q ual ità di istruir più presto la trupp:1, la scelta non dovrebbe r imaner dubbiosa. In Boemia dopo le prime . battaglie i so ldati prussiani trovandosi in presenza dei prigionieri austriaci interrogavan o questi uo mioi che appena disting nevano la des tra dalla sinistra e fatto il confrouto si sentivano Deri della loro superiori tà in teUettuale e più non ammettevano di poter essere sconlìlti da avversari consimili . Alle due qualità di ordine morale che abbiamo sopra accennate conviene aggiungere qual complemento, il sentimento do! dovere, che è for temen te accentuato io tutta la unzione prussiana. Quel sentimento costituisce una delle cause principal i per cui nell'esercito le pu nizioni si infliggouo su di una pie, colissima scala. A queste idee dì ordine generale segnono delle considera ziuni più speciali sull' istruzione degli ufficiali, soldati e sotto uffìzial i. Osserva lo Stoffe! in proposito che ~e il soldato prussiano per la sua coltura può essere facilmente istruito, e lo è di fatto a segno ta le che dopo tre mesi di servizio conosce a perfezi one il maneggio delle armi, la scuola di plotone, quella in ordi ne sparso e ha già incominciato a tirare al bersaglio. dall'altra parte il francese si raccomanda per un'intelligenza piL1 pronta, uno slancio poco comune, una continua allegria, e un disprezzo costante del pericolo , qualità tutte. che io ogni epoca hanno contribuito a' suoi successi. Quanto ai sotl' ufficia li il prussiano per coltu ra complessiva è più avanzato del

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:francese, ma rimanendo, in gener ale, meno tempo sotto le · band iere è meno istrutto dal punto di vista del dellaglio militare. Vi ha nell'esercito prussiano qualche vecchio ~ott'uffiziale; ma il numero ne è limitatissimo a motivo della necessi tà di -incorporare ogni anno quasi tullo il contingente. l l<'gislatorì •militari tedeschi non hanno chi uso g li occhi su quest'inconveniente, ma pen•arono e pensano che ad avere dei vocchi su.tl'ufDziali, non valga la pEma di guastare o altèrare il gran principio del servizio obb ligatorio, co rrompendolo col!' in·troduzione del ri11ssoldamento. Ma dove l'eserci to prussiano supera di gran lunga tutti gli al tri eserciti europei si è nella composizione del suo sceltissimo •corpo di ufficiali. Appartenenti, come già dicemmo, alle classi più eleva te della società, serii od instrulli non solamente dal lato tecnico , ma anche dal µunto di vista storico e letterario; essi amano con passione la loro professio ne, la conoscono a fon do, u·e r agiona no benissimo , e si mostrano avidi sopra tu tto di conoscere ciò che si fa negli a ltri eserciti. Chi parla la pri::na volta anche con uftìciali inferiori dell'esercito pru&siano rim ano meravig liato della profonda istruzione loro, della conoscenza minuziosa che hanno della tattica, del la storia. della geografia. militare, e non si stupisce a ltri menti delle grandiose vittorie ·riportate dalle truppe germaniche L'ufficiale prussiano, che è sempre escito da una scuola, non si limita do po a conservare le cognizioni acqu isitevi , ma continua a studiar e a lacremente. 11 r e, i principi , i generali incoraggiano queste tendenze e le Società rnilitari, ove gli ufficia li riunisconsi per conferire, sono un largo campo di attratti va a llo studio. A Berlino, in inverno, le conferenze hanno luogo ·Ogni quindici giorni ed il r e vi assiste generalmente. Le famoso conferenze fotte qualche anno indietro dal principe Federico Carlo a Stettino son cognite, per la profondità tli vedute, ne i :fasti del la storia mili Lare. Non è possibile il termin are di discorrere dell'uffizialilà prussiana senza far spiccare l'eccellenza del corpo · di stato maggiore. Seguendo le esattissime indicazioni dello Stoffe! no ·discorreremo con diffusione. . Per for mare lo stato maggiore si partì in Prussia dal prin·cipio di r eclutarne gli ufficiali in tutte le armi , pur chè· siano ,i più intelligenti ed istruiti; le funzioni diversissime che possono esser chiamati ad esercitare e l'influenza che i loro rapporti .ponno portare sulle decisioni dei genera li gli obbligano a pos-


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Jll\'JSTA

sedere una svariata istruzione ed un'attitudine speciale. Sono perciò sottoposti ad una. serie di ben intese prove, di cui ecco il meccanismo. Il generate Moltke, cap9 di stato maggiore dell'eseroHo_, forma da se stesso gli uffìciali. Sotto un tal rapporto non dipende da nessuno, gli sceglie, gli nomina, promuove, rinvia ai corpi, ed ha un alto potere discreziona le scevro da qualunque controllo. Stoffe! desidera per la Francia l'istituzione di un capo di · stato maggiore permanenle, ma è d'uopo rifletter.e ché dello individualità come il Moltke non si riscontrano ad ogni passo. E forse qualche volta nel dare tan to potere ad un sol uomo si corre il pericolo di veder.e lo stato mag~iore popolarsi di favoriti invece che di ufficiali di un'istruzione . superiore. Ogni luogotenente dopo tre anni di servizio, e purchè subisca . un esame, ha la faco ltà di imtrare all'Accademia di g11,erra che. è a Berlino. Il programma d'insegnamento di tale , scuola ù vastissimo eri abbraccia le seguenti materie: tattica teorica e applicata, storia delle guerre, armamento, fortificazione passeggera e permanente, storia degli assedi, levale topograt}cbe, teoriche e pratiche, servizio dello stato maggiore, geografia mrntare, amministrazionEI, matematiche, geodesia, storia universale, letteratura, elementi di filosofia, geografia generale, ch imica, fisica sperimentale, infine li ngue franc~se, inglese 0 · russa. La nostra scuola superiore di guerra ebbe a base un, tal modello. Su 120 concorrenti, media annuale, no sono ammessi 40, ed il corso completo è di tre anni, dopo i .quali senza esami nè· lista progressiva gli allievi son rimandati ai corpi . Il direttor~ dell'Accademia ed i professori indicano al · generai Moltke 1 più capaci e studiosi, e sa ne scelgono fra _questi dodici che vengono a\lora dislocati per sei mesi almeno in un'arma diversa dalla loro. Quell i che dimostrano iu tale esperimento zelo ed attitudine son chiamati a fare il servizio allo stato maggiore a Berlino, ma senza appartenere ancora al corpo. Eccoli nelle mani di Moltke che impara a conoscerli nello. istruirli. Egli li famigliarizza a poco a poco con i lavori di ogni suddivisione del corpo, tiene delle conferenze, dà loro della memorie a redigere che critica o elogia avanti qgli uffici ali riuniti senza mai farne conoscere l'autore, e dopo un anno e mezzo o due la sua scelta è fatta . Allora per non urtare sul momento le suscettibilità di nessuno

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BlllLIOGRA:Fl CA

r invia tutti anco una volta ai rispettivi reggimenti ove lascia i meno capaci. e promuove gli altri dopo qualche mesa at grado di capi ta·no, designandoli ad ufficiali del corpo di stato maggiore di cui indossano l'uniforme. . Questi nuovi capitani son reparliti a seconda del bisogno, taluni restano all'ufficio superiore del corpo ove sono impiegali nei lavori pei quali addjmostrarono una speciale disposizione, mentre il maggior numero va presso i corpi d'armata e le divisioni ove si ha ben cura di non for loro sprecare il tempo in occupazioni burocratiche, gli _affari di questo genere essendo sbrigati da sott'ufficiali. Dopo due anni di servizio nel corpo i capitani rientrano all'arma loro e si ha cura di collocarli in altri Mggimenti onde non porli in contatto cogli antichi compagni che hanno sorpassato; ricevono cosl, a seconda dei casi, il comando di una compagnia, squadrone o ba.lteria. Passali altri due anni vengono promossi a maggior,i e riontnno al corpo di slalo maggiore generale e così nelle promozioni succ(~ssive debbono sempre rientrare un ·auno prima nQi corpi attivi ondo ritemprarsi co l cou ta.tto delle truppe.· Se poi in questo continuo alternarsi d~ prorn e con troprove fossev i qualche uflìziale il eui zelo si fossa rallentalo, o la cui altitudine fosse stata gi udicata trop.po fav0revo lmente, lo si lasc/a al senizio nell'arma propria. Cbe ove si paragoni questo sistema complessivo, ingegnosamentB elaborato, con quello vigente nell'.esercito francese , o,,e un semplice esame al l'età di 21 anno basta a decidere che la carriera di un giovane si svolgerà nello stato maggiore, si vedrà immediatamente da qual parte e quando preponde~ rante debba essere il vantaggio . I due terzi almeno dei generali Ji)russiani son giunti ai gradi elevali passando per là trafi la dello stato maggiore. Dicemmo altrove cbe lo Stoffe! oltre alla questione generale molle Dtl trallò di ordine speciale e tecnico. Espose le forze di cui disponevano gli sta ti della Germania del s.ud, e le cifre che egli dà nel rapporto dell'8 m3ggio 1868 corrispondono esattamente a quelle portate l'anno decorso in campagna. Sull'esercito della Confederazione del nord , base principale dell,e forze germaniche, egli si estese largamente· corredando ogni dato di osse.rvazioni, di quadri accessori, trat.tando ogni organico dalla costituzione di un corpo d'armata fino alle compagnie e battaglioni di pi9nieri. di infermieri, di telegrafisti, di impiegati postali, nu lla dimenticando e tuttJ coordinando·


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RI VISTA

logicamen te, per guisa tule che al principio del 1869 il ministero -della ~uerra francese non poteva ignorar nulla della costituzione degli eserciti tedes1:hi. Dal punto di vista tecnico segnaliamo all'attenzione degli ufficiali di artiglieria i rapporti del 28 luglio 1868, 16 luglio e 22 novembre stesso anno, ove è discorso ampliamente dei cannoni d'acciaio e di bronzo, e dolle esperienze co·mparative fra il tiro dei cannoni prussiani da 96 e '72 e g li inglesi da 9 pollici, esperienze che costarono spese enormi, ma che resero soddisfallo l'orgoglio militare della nazione e specialmente quello dei grandi fabbricanti cli ferro o di acciaio. I ca nnoni Krupp da 24 e i loro proielli vi sono oggello di particolar.e menzione. La questione degli studi sul servizio ferroviario non è sfuggita all'attenzione di Stoffe!, ma probab ilmente i Prussiani larghiss imi di informazioni su ·tutti gli altri soggetti, non crederono opportuno di largheggiare su di un tasto delicatissimo alla cui perfezione non su pposta dcbbon c,, di aver potuto prendere la iniziativa dell'attacco nc1ll'ultima campagna . E perciò, o per altra ragione che non sapremmo precisare, lo studio del servizio fer roviario, occupa 3 solo pagine delle 650 formanti lo intiero vglume dei rapporti. L'organizzazione del servizio religioso nell'esercito non fu trascurata. Stoffe! indica che mentre per la religione protestante non si incontravano mai difficoltà, altrettanto non è da dirsi per il doro cattolico pel quale più volto si deve lottare contro le esagerate pretese della S. Sede ìn fatto d'ingerenza. Nonostante i'I Governo Prussiano giunse sempre ad appianare ogni conflitto. · lJ no studio importante è fa llo nel rapporto do! 12 agosto 1869. Jl ministro della guerra avea domandato al colonello .come si giudicasse in Prussia la legge militare· francese del l' febbraio 1868, ed in particolar modo l'istituzione della guardia nazionale mobile. lQuesti rispose con gran franchezza dicendo -che se dapprima si credè a Berlino che una tal legge avrebbe per conseguenza d'aumentare · le risorse militari della Francia , più tardi un esame maturo \J1odifìcò quest'apprezzamento. Partendo dal principio del servizio obbligatorio sì concluse in Prussia che la legge francese fosse un progresso,'ma si .;tentava .a capire come mai il legislatore si togliesse i modi di giovarsene-, giacchè una tal legge non dava il mezzo di sommin istrare allo guardie mobili la necessaria istruiione militare. E qui StoffPl con una serie di calzanti ragionamenti prova a meraviglia come

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BIB!.lOG RAPlCA

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le guardie· mobi li sarebbero risultate di pochissima ulililà al momento de l bisogno. I fatti gli hanno dala i ,iena ragione. Lo stesso rapporto sopra. citalo consta di una snconda parte uon. meno rimarchevole della prima; vi è cli mostralo 1° che la guerra è inevitabile, 2· che la Prussia non ha intenzioni aggressive, ma che si prepara altivamento a lla guerra conoscendo lo stato dell'opinione pubb lica in Francia e sapendo che il cenno della lotta può dipendere da un qualsiasi iocidente; si direbbe quasi che &toffel prevedesse Ems. 3° che la Prussia è chiaro veggente, e che la sua vigilanza in previsione degli eventi possibili fo. amaro contrasto con l'accieca mento e la non curanza della Francia che le impediscono di scorgere essere la guerra inevitabile; 4· che la Francia non curandosi di quest'eventualità non ha una idea precisa della situazione, il che la condurrà alle conseguenze lo più funeste. Quest'ultima preoccupazione gravissima è fissa nella mento dell'applicato militare, si traduce sott0, diverse forme, ma si ripete continuamente non solo in questoma in tutta le serie de' suoi rapporti. Le ullirno pagine del volume di cui imprendemmo l' esame offrono una minore importanza. Vi si riscontrano delle relazioni, sulle manovro autunnali eseguitesi oel 1869, nuovi , studi sulla artiglieria, un cenno sul le piazze forti e alcuni altri sulla telegrafia militare. Il colonnello cui non sfugg·1 la necessità di daro dettagli amplissimi su quest'ultimo argomento dice aver avuto. l'idea di compilar e a tal uopo un rappor to speciale , ma avendo, trovato il lavoro già redatto noi 22' fascicolo del Mititarische Bliitter si limita a trasmetter · quel fascicolo al ministero della guerra in Parigi. . Abbiamo finito di esaminare e riassumere nello suo parti più salienti il-volume dello Stoffel, e come si è potuto scorgere raramente trovamm o da farci qualche critica. Egli è che quel lavoro è opera as,-ennata d'una mente intelligente e laboriosa, che congiunge, caso rarissimo, le doti elevate dell'ingegno più svariato alle indefesse applicazioni, allo studio allento, perspicace. e costante. È perciò naturale che l'unione di questo due · qualità invidiabili e di ordino diversissimo abbia condotto ad. un risultato che se forse non è da dirsi pcrfotto, si approssima ,_ quanto si puo desiderare, alla perfezione.


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fll\'lST A

Q!ebea• tiie li.,m.-;l, iiin feilulliclH!111, JF'~uer mit mogfielurt

(Sull' arte dicondurre le truppe sotto il fuoco nem-ico colle perdite minori pos,çibit·i). - Memoria del maggiore p·russiano ri i Tm.LEJXBACH del 37• rr ggimento. - Berli no . 1871. 'fipograf1a Reale..

gei•i,~,[Jen '/Jl'et•l1J1:iJleoa. ~ii 011erfren. -

BI8Ll0GRA FICA

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6' Eritare di conquistare comballendo ciò che si prevede ·cerlo di raggi ungere senza colpo ferire; 7' Non procurarsi colla violenza quello che si può ottenere col tempo e coll'asluzia; · 8° Preparare ed appoggiare l'azione eoll'arligl ieria, sfruttare· la vittoria col la cavalleria ~.

L'autore nvrcbbe dovuto in tf's laro il' suo lavoro col molto: « Non mu.Ua, sed ninltmn ! » giacchè egli tratta in pochi fogli

molta mal8ria b porge qunsi l'essfrnza di mol te del le pHt impor tanti quistioni lattiche. Sono poche r ig he ~crìtte durante l'assedio di Parig i nello ore de l riposo, ma che rivelano in eh.i le ha ve rgate ùna grande pratica dell'arte della guerra. L'opuscolo com incia col seguente assioma: ~ I maggiori e ffetti dell e armi da fuoco mod erne rendono necessario di portare a ll a soa più g ra nde perfezionH !larte ri i fa r maaovrare le truppe sollo ii fuoco nemico colle perdite minori possibi li ,» quindi fra le regole da ossenarsi come le piil adatte pPr raggiungere tale scopo indica e svolge le seguenti: l' Prontezza dei mo l'imenli, <la fac ilitarsi sempre più alleggorendo l'oq ui pvggiamenlo del soldato; 2' Accortezza di oc".upare le zone non esposto al tiro o poco o gli ango li morli tanto nel collocumento delle truppe quanto nei movimenti delle medesime; 3° Offrire al nemico il. rn(mo bersagl io che si può. L'autore chiude il suo lavoro coli' e1iunciaziono del le se g uenti massime di guerra , le qua li abbenchè non riguardino esclnsivarncnto ì'argome11to capital e dello scritto. sono abbas t,inza pregevoli per essere citate: « li hisogno che sernpro più si fa evidente di rendere le perdite meno sensibili che si può, ci por la a stabilire come regola : 1• La massima parsimouia nell'impiego di dimostrazioni, ricognizioni e finti allacchi : 2° Non abbandonare ciò che convienH conservare, non impadronirsi di quo! lo che non si può ,rnrntenore, cercare di consennre nd ogni costo ciò che si possiedo; 3• Eri tare nell'aziene i movimenti oscil lanti. como i più <lannosi ; 4° Non condurre al fuoco un numero maggiore ·di uomini <li quello che è necessario ; 5' Non affrettare un'impresa, quando non urge;

!Beh•ael,ttmf;en uebe,• ,Ue Jllefestiy,mg fJ'l'Otne,• .§U.idte »· - (Considerazioni s11,Lla com:enienza di munire di {ort:ifiwzioni le grandi città) di CARLO ADOLFO HEflTZllE(lG, capitano del genio in Prussia (cadu to il 2 settembre 18i0

all'assedio di Strasburgo), pubblicata dopo la morte dell'autore, per cura del fratello, Haile, 1811 . Libreria dell'Orfanatrofio . La polei:nica chH agi tavasi pri mn dell'ultima guerra sulla convenienza o no di conservare le forlificnzioni delle grandi città 0 di modificarne il tracciato. avevano indetto il c11pitauo Ilert7.berg a compilnre una memoria in cui trattava diffusamente la quistione. Morto lui, il fratello cura va lo. pubb licazione di questo lavoro pregevo:e tanto per la chiarezza dell'esposizione, ele.vatczza di stile, qunnto piilla dottrina colla quale sono discusse le proposte in materia pubblicale dai noti scriLlori modem i di forlificaziono \.Yeinhagen e Wedclstaodt. 1·opera è divisa in due parti f\ 6 capitoli. Nella prima parte si comballono gn avversarii dcli' arte forlificatoria in genere .o si fan no risultare i sorvizii che la merlesima può rendere anche nel le guerre moderne. La seconda parlo contiene tutto che piu si)ecialmente riflelle le fortificazioni delle g ra ndi città; vi si indicano i vn ntaggi che si possono ritrarre dal mu nire di -Opere le grandi città, si fanno considerazioni sulla pro prietà difensiva delle cillà for tifìcale esistenti. in caso di un a ttacco regolare dirotto contro le opere, sull'cventunlilà di un violeuto bombardamento. Infine quest'opera ha il merito ri levante di provare con sodo r agioni quanto fosse falsa la teoria mes~a in vÒga dopo il 1866 -che tutte le piazze forti avessero perctuto il loro valore, e merita di essere letta ed attentamente studiata dogli uomini dell'arte.


BOLLETTINO BIBLIOGRAFICO

Centai slm•ici sui 11relimi11at'i della guet'ra ,lei 18(;G e •ulla battaglia ,ti Cuslo::a, pel capitano Lu1G 1 CmALA già addetto al Quartie1· generale principale, fascicolo 2', (370 pagine con carta del teatro della guerra , L. 3, 50). Firenze, 1871, tip. Voghera Carlo. Anatomia ed igiene ap11licate alla gilmaslica. Conferoo~e tenuto alla Scuola centrale di tiro, scherma , ~innasti ca e nuoto per la fanteria in Parma dal dottore G. ASTBGJA:'(O. Un fascicolo di 170 pagine, prezzo L. 2. f'irenze, 1871, ti p. Voghera Carlo. La gt1e1•ra dei 1list,icca1ue11ti e N!IUti sull' impiego ,lette t,·e armi, per un ca pilano di fanteria (EG I STO 1I! RI) . Un fascicolo di li2 pag., prezzo L. 2. - Udine 1871, tipo-

grafia Jacob e Colmegna. l iua evenhia.l il(i, di guerra per l'Italia, per F RANCESCO

FonTE, luogotencn.to nel genio, un opuscolo. -

Palermo,

1871, tip. Pedon e Lauriel. Ile I' i:.·tal-.lllljor eri P,•ussè, e u Fi•a11ce, en lllelf/ique, complément aux insli tu lions d'éducation militairc

existan l actuell cmcnt en Bclgique, par le capitaine Snn. Une brochure de 75 pagcs. - Bruxelles, 1871, Bruylaot Chr i~tophe et comp. éditeurs. Ei,al/aeilung toul Stllntlqu,u•lie,•e der ,leutscl,en Reichs-Arn,ee n,it t1atue11tticl,er /lttgabe der Corp11-Divisions-Bri11ade-Begiments-Bat,r.illous und Laudwel1t'-llezi1•ks-Cot1111u11uleur,!. Nach amtlich on Quellen. - Berlin 1671, Verlag von A. Bath . MAnTJNI CA111, o

Gerente.


ST'UDI SULL.\.

DIFESA D'ITALIA CON'l'INUAZIONE.

Veggasi la dispeusa.dell'ottobre 1871.

XXXIV.

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Appunto perchè la nostra marina da guerra per moltissimi anni sarà insufficiente, fra le cose alle quali bisogna provvedere con tutta sollecitudine, dobbiamo annoverare la sistemazione della difesa delle coste mediante formidabili opere cli fortificazione. Premettiamo però ch e, per proteggere con queste direttamente ognuna delìe nostl'e ciLtà marittime di qualche imporLanza, dovremmo sobbarcar·ci in una spesa enorme. Trallandosi, infatti, di opporre valida resistenza agli attacchi di flotte corazzate armale di cannoni d'immensa forza disLruggi lrice, occorreranno forLissime batterie con pezzi dei calibri maggiori : ed abbiamo già veduto quanto cosLino siffatte batterie, specialmente poi quelle da erigersi nei moli ed in genei·e quando, per mancanza di spazio o per altro, si debbano per esse impiegare corazzature. Aggiungasi che, fortifìèando potentemente a mare una posizione, il più delle volte sarù necessario fare altrettanto dalla parte di terra, per non correre il rischio di perdere tutto in conseguenza d'un colpo di mano di qualche truppa di sbarco.

I

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ANl'!O XVl, VOL. IV . \

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S'f!JDI .

Verremmo dunque a moltiplicare fuor di misura le noslre piazze forti, con sommo aggni.vio del pubblico erario, ed a rendere immobilizzabili rnolte truppe, .giaceM bisognerebbe lasciare in quelle costantemente dei forti presidii . . Ritengasi per di più che, quand'anche l'Ìtalia si trovasse in florictissimc co ndizioni finanziarie, non si atterrebbe mai al pa;·iilo di fortificare le sue città mariHime soltanto per gararHirle dal bombardamento e da contribuzioni di guerra; ma lo farebbe solo quando eziundio a ltri motivi di grande interesse per la difesa generale e per la marinn mili!are lo consigliassero . g ciò perchè·, volenJo fortificare un grande numero di ciaà marittime, ad altro non si riescirebbe che ad impoverire lo Slafo per ottenere dei vantaggi del tutto locali ed aventi v.l più irnporw.nza secondaria nelle grandi operazioni di guerra . Una lanta profusione di fortificazioni di costa sarebbe anzi, eorne già si osservò, una fonte di debolezza obbligando a disseminare le D()S(re forze . Per farsi un'idea dell'enormezza delle spese necessarie ~nde fortificare piazze marittime, come in quest' epoca vuol esser fatto, basti ricordare che il costo precalcolato per le opere cli difesa dei porti inglesi sulla ìtfan ica, del Tamigi e delle rade di. Pernbroke e di Cork all'imbocco del canale di S. Giorgio, ascen dono a 400 milioni circa di franchi. Si osservi oltre a ciò che il u umero degli uomini necessario per la difesa dei sette punti fortifìeati compres i nelle or· cennate coste è valutato di 70 mil&, cioè qualche cosa di più dell'esercito regolare atlivo che risiede nella parte europea del Regno Un ito. Quando poi si volesse fo rtificare solo debolmente quelle città di mare che non avessero una reale importanza

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SULLA DI FESA o'ITA.LIA

strategica, nello i1Jtendimento di garentirle da un insulto di flotta nemica, con tnUn probabi!ità non si otterrebbero che risultati negativi. Imperocehè le medesime saranno allora molto di più soggelle ad un bombardamedto, che quando fossero del tulto prive di difese . · · 11 nemico sarebbe infotii più facilmen te indouo ad operare contro cotali piazze dalla rirospetli~a di faeili trionfi per la sua armala navale, i quali, oltre a p1:ocacci~rgli non lievi materiali vantaggi, contribuii:ebberò' di molto a sostenere il morale dell'armata slessa e ad invogliarla di aìtre assai più importanti imp1'.e1se. . Siccome infine una resistenza delle piazze .medesim~. che ad ogni modo riescircbbe fiacca e di breve durala,. potrebbe servfro di pretesto all' àvversario per irr1porio ad esse lo p iù onerose contribuzioni di guerra e ma,. no meuere ogni loro stabilimento commerciale, . co:51 egli non avrebbe che. ~ presentarsi con un certo apparato di forze davanti cosiffatte stazioni, forti.(icate con opel'e cli poco valore, per esser quasi certo di. ottenerne In r esa alla prima intimazione. Converrù quindi che noi ci contentiamo di Jottificare: 1° Le poche piazze di mare che debbono avere un'azione efficaee nelle grandi operazioni di guerra; 2° Le stazioni navali che racchiudono gli arsenali della 11ostra marina m ilitare. Nel più de' casi avranno queste gr-ancle imporlanzo. rispetto alle operazioni sia dell'urmata navale, sia dell'esercito; 3° Quelle altre stazioni, di mare le quali, oltre dover servire di sicuro ricovero alle nostre forze navali e punto di partenza per le operazioni di queste, altresl riesciranno di appoggio per la difesa di deterr:ninate zone del nostro litorale e contribuiranno a rendere, se-non impossibi1e, almeno molto avventurato qualunq1ie sbarco ,di forze nemiche.

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STUDI

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xxxv. NeHa prima delle or . cennate categorie dL stazioni navali si ritiene sieno da classifico.rsi Genova e l\Iessina soltanto; secondo alcuni anche Venezia. Avemmo già occasione di segnalare qunnta importanza sia da attribuirsi alla piazza di Genova relativamente alle operazioni del nostro esercito nell'alta Italia. Per questo riguardo inte ressa moltissimo che le sue fortificazioni di terra. sieno complete e fornite di tal grado di resistenzn da non poter giammai cadere nelle mani del nemico, se non n seguito di lungo, regolal'e assedio. Egli è poi evidente che a nulla servirebbero, qualora la piazza non fos:;e rnedesimDmente resa pressoché inespugnabile da mare. Dovendosi però aver presente che Genova in atto è il nostro più irnportant.c emporio commerciale tirreno, il quale indubbiamente sarà per conseguire di più in più uno sviluppo considerevole, parrebbe che, prima di procedere alla sistemazione diffinitiva delle difese a mare di tale import.notissima stazione , debba essere completamente stabilito il piano d'i.µgrandimento sia del porto, siél di ogni cantiere e stabilimento che si riferisca al movimento commerciale ed alla marina mercantile. Naturalmente, piano sifiatto non sarà da approvarsi prima che venga ben accertalo prestarsi il medesimo appieno anche per lo sviluppo delle opere occorrevoli alla difesa. Queste verrebbero quindi con-

SULLA DIFRSA D'ITAI.IA

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cretate partendo dall'ipotesi che già lossero totalmente eseguiti quei lavori mediante i quali verrebbe pro:vednto ad ogni prevedibile occor1;enza del commercio e della marina mercantile. In tal guisa pl'ocedenrlo si eviLcrélnno inconvenienti gravi ssimi, ai quali s'andrebbe in contro, qualor.1 o~n~n~ derrli interessali all' incremento della grande CLtLa s1 oc~upasse esclusivamente dei progetti .che riguarda~o la propri'tl partita, ed alla spicciolvln v1 desse ;:,segw~ menlo, senza punto curarsi degli altri vitali,.i'fitcress1 cui sia spediente il provvedere in egual modo. La grande irnportanzit per ogni rispetlo ~n qui at~ tribuila alla piazza cli GC'nova, la nessuna fede che s1 ha sul ,•alore delle fortificazioni marittime, quando non presenlino tal grado di resistenza da corrispondere adeguatamente ai mezzi potentissimi d'alta.eco delle odierne armate navali, mi obbligano a ripetere che le fortificazioni di tale piazza vogliono e:;:;ere, prima d~lla parte di mare e poi da terra, sistemate colla maggior 1argbezza di vedute, cosiccli è G~nova ~~s~u regger~ al confronto di qualunque allra Jra le pw 1m~ortant1 stazioni navali, e debba essere ad un t~mpo iorte~a di pl'irn'ordine in appoggio alle operaz.iom dell'eserc1to. Lo sviluppo della costa siciliana è di ~hilometri 750 all'i11c1rca, dei quali 30~ a no.1·d e sul Tirreno,.~~~ ad est e sull',Jonio, 270 a hbecc10 e sul mare cl Atnca. L'ossatura 'dell'isola, costituita dal prolungamento degl~ Appenn ini attraverso lo slretlo di Messin~, compones1 di tre piccole catene, le quali si riuni.scono 1~ un ~rupp~ centrale dando all'isola la figura d1 una pll'amtde coi vertici al capo Boeo (ovest), al cll.po Passero (S.E.) e~ al capo Faro (N.E. ). L'Etna disdegna di far parte. d1 coteste catene, formando una enorme massa vulcanica isolala, che misura alla hase ,130 a 1~O chilometri. -


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161

STUDI

SUI.LA TJWESA D ITAJ,lA.

Eccetto il piano presso Catania, quello di Terranova cd una zona di med iocre larghezza lungo la costa, in lutto il rimanente della Sicilia le basse pianure hanno poca estensione. Qnesta isola non ha che torrenti; i quali, scndo asciutti quasi sempre, non possono in senso militare considerarsi ostacoli, se non durante la breve stagione delle rioggie. Le Sll'llcle sono tullora molto insu!'Qcienli nella Sicilia, poche poi ve ne ha acconce al transito dei carri militari . ·Sul Tirreno si trova il porlo di Palermo che ijOn è. nè vasto, nè sempre sicuro, raltro piccolo di Cefalù e le tre buone rade di Solanto, Termini e 1\Ielazzo. Sull'Jonio inveCt! abbiano LI'<~ vasti e buoni porti naturali, ciascuno capace di 1mmerosa squadra , cioè quelli di .Messina, Augns!a e Siracusa; ai qnali vn.olsi aggiungere quello arlificialc, tuttora angusto, di Catania. Sul mare d'Africa infine sono\'i i tre porti di Girgcmi, Sciacca e Trapani, i quali hanno pochissim a importanza. L'ammil'evole ferlilità della Sicilia; il numerò dei suoi porti dei quali alcuni sono s icurissimi, altri poss0no essere fra qualehe anno ni iglioraLi- d'assai; il suo buon clima, la fierezza ed il patriollismo degli abitantifanno di quesl'isola una gemma d'Clalia d'inestimobilevalotc. Ma essa non potrh dare frullo corrispondente,.. se non dopo cl..ie la rete, ora imperfettissima, d.elle comunicazioni sia nell'interno dell' isola , sia nell'attigua Calabria, sarà compiuta eù o.vremo provveduto ad un · b uon assetto dei porti: nlìora la collivazionc, l'industria, il commercio avr anno raggiunto quel grado di sviluppo che si addice a tanw ricch ezza territoriale e che, arrecando il benessere materialr in ogni classe, più di ogni altra cosa contribuirà a fare spal'ire del tu ttoquei mali che tuttora dobbiamo rimpiangere in qualche parte dell'isola.

Egli è del massimo interesse, non solo di non lasciare in tempo <li gumTa in abbandono una tanta parte d'Italia, ma ben a11co di p1·edisporre ogni cosa. al fine di essere sempre in n isura d'irnpedirc una inva!-1.ione <lcll' isola, o quanto meno, dr accorrere alla liberuziono di quella sua parlc d1c il ncmit-o fosse riescito ad occupare. Un grande aiuto per difendere bene la Sicilia, con mezzi relativameute limitali, si ritrae dalla sua stessa ubicazione rispello nlla terralerma . lnfalli, a fo.rsi dal Faro fin sollo a )iessina, cioè per un trentadue cbilomctri, lo strcllo non raggiunge in certi punti la larghezza di tre chilometri, nè supera rnai quella dì sei: perciò le batterie, "hc sieno disposte sulla costa calabra e su quella dell'isola, per un estesissimo t1·allo possono incrocicd1iare i loro fuochi di gui~a ~a ren: dere impossibile quasi o<l una squadra nemica tl fars1 un passaggio auravcrso allo stretto, fin o a tan to ·che siffa,tteballerie potranno agire . Volgendo poi uno sguardo alla cooforn1azione dello stretto medesirr.10, si scorgerà tosto l' enorme difficollù <:l1e incontrercbhe il naviglio nemico a controbatterle e farle tacere. l.c fortificazioni, che abbiamo atlualmenLe pet la difesa dello stretto, sono insufficienti e d isadatte allo importante scopo a cui vanno destinale. Biso?na qui~~i trasformal'l e in modo radicale, usando particolar d1hgenza . riguardo alle batterie sovl'addclle r.he debbon fare lo stesso ufficio di un effettivo sbac-ramento dello stretto. , Se queste baUerie saranno ben d isposte e numerose, sia presso Messina, sia sulla costa calabrn, ben fatte e meglio armale; se,' meùiantc stab ili ~ortilizi verso terra le medesime verrallno messe al riparo da qua' sorpresa <li truppe che si fossero avventurate lunque


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STC·OI

1

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. in uno sbarco sopra un altl'o punio della costa, Messina, e quindi -Sicilia tutta potranno mantenersi, per quamo possa durare una guerra, intimamente collegate colla terra ferma. Avendo mezzo di lasçiare nell'isola un discreto numero di truppe, le quali all'evenienza troveranno in Messina un ricovero, che l'arle ·può senza gravi diffico~tà o spese render quasi inespugnabile, colla possibilità inoltre nelìa quale ci troveremo ognora di farvi giungere _i necessari soccorsj da Reggio, .potremo sempre rimanere padroni dell'isola, anche quando la costa tirrena e quella verso l'Africa sieno esposte a qualche tentativo nemico. Il quale non sarà probabiln;tente rùai di grande conseguenza, perché gli approdi lunghesso tali _coste male si prestano ad uno sbarco di poderose tr:uppe, nè l'avversario facilmente vi si arrischierà, quando snppia che i nostri soldati occupano fortemente le migliori posizioni dèll'isola e con sollecitudine possono . accorrere in soccorso del punto mi·nacciato. · Al fine però di 'rendere, pi (1 efficace la nostra sorveglianza sulle ora delle coste, sarà meslieri lo sciegliere, verso il nod_o, delle tre suddiscorse catene-ap. pen~ino-sicule , quella posizione che meglio si presti per un buon campo trincerato di circostanza, ove terremo un certo . nucleo· di forze per accorrere appunto là, dove si rendesse necessario. r>er la difesa della Sicilia, dovendosi d_unque fare il . massimo _a ssegnamento stùla rapidità dei mo_vimenti delle nostre truppe, ben si verle di quanta impo1'lanz_a risulti, ancr.J.e, solo sotto l'aspetto militare, lo accelerare la costruzione di -strade numerose, ben disposte ed ampie ; segnatamente .poi di quelle che dovranno mettere la posizion~ centrale, che verrà designala per l'eventuale _formazione di un campo trincerato, m co-

SULLA DIFESA D IT~LJA

4'69

.municazione diretta coi sili più' adatt.i per uno sbarco, in ispecie col golfo di Castellammare, con l\ielazzo ·e Siracusa, sovratutto poi con Messina. . ' E qui osserviamo corne sia in particolat modo per la difesa della Sicilia ;ipplicabile la massima, che in una guerra le buone comunicazioni possono, in date circostanze, -tener luogo di piazze fortificate. La posizione in sè fortissima di Venezia · dovrebbe assai b~ne prestarsi onde costituirne una grande piazza d'armi per le operazioni· del nostro esercilo nel Veneto al di- là dei colli Euganei e dei monti Bèrici e nello _stesso tempo onde farne una stazi one navale militare <li prim'or~ine con arsenale di. costruzione, d'armamento e di riparazione. Invero " quando si' potessero , proclirare a Venezia sbocchi larghi, facili e ben difesi verso i\1estre , Fusina e Chioggia, le truppe , destinale ad operare sulle varie linee fluviali che dall'Isonzo fino al Brenta solcano il territorio veneto, potrebbero ritrarre un grande vantaggi.o dallo, avere così alle spalle un vasto campo trincerato, con tutte le risorse · d'un imporlanle porto cli mare, . -perfeJtamente sicuro, e con . una linea- di ritirata sul quadrilatero, non meno garantita mediante le forti posizioni degli or cennati poggi ed a motivo degl'infin/ti ostacoli che il nemico dovrebbe superare volendo ava1~zarsi verso il Po per la via diretta di Padova e Rovigo col pericolo d'essere preso alle spalle e tagliato fuori d'ogni sua base-da truppe nostre che sboccassero dn ;Chioggia. Tutti poi ·sanno come l'estuario veneto ~i,a molto forte di sua nalura. Quando· si eserciti . una · ?Ontinua sorveglianza per tutta, la s~a lunghezza e si .sappia fare u~ buon uso delle torpedini, esso pqò venir ·c onsid!ì1'afo fra quelle eccezionali posìzi0ni marittime contro


no

ST{!DI

SULLA DIFESA o'n·AI,JA '

le quali sono pressochè impotenti le navi corazzale ed i rnonitors. Trovandosi le squadre nemiche costrette ad avanzarsi con grande cautèla e . ad arrestarsi a molta aislanza dal lido, ed essendoi canali della Giudecca e di S. l\1arco discosti da esso più di quattro ch ilometri, l'arsenale, situato . ancor, più al ·interno cd il ' naviglio nostro, cha potrà rinvenire un sicuro ricovero in quegli ampi e piuttosto profondi canali, si troverebbero, al pari' della ciltà, al riparo da un ' bombardamento e da ogni attacco di vivà forza. Ma, anche quando si fosscro.,costrutle avanti nie·s tre e· Fusina testé di ponte con fortilizi permanenti formidabili, oltre che avremmo speso vistosissime somme, non solo per le ·opere i11 Sf! medesime, ma eziandio, per vincere le g:ravi difficoltà insite agli stessi luoghi, sarebbesi molto lunge dal conseguire un risultato che rispondesse alla tanta importanza delle opere ed allo scopo che si vorrebbe raggiungere; a quello, cioè, di trasformare verso terra la piazza di Venezia per modo che possa contribuire alla difesa del territorio molto più attivamente di quello che sia dato di ottenere con le sole difese che attualmente si hanno da quella parte. La laguna, i rìvi e canali colatori ché la precedono, le ' Drginature, la natura .paludosa degli stessi lefreni che rimangono abbastanza ·sgombri da tali inciampi, sarebbero. s~mpre di grande ,ostacolo al rapido con- , centrarnento, agli accampamenti, alle manovre delle truppe. Venezia, per quanto si faccia, presentérà in oo·ni tempo ed in massimo grado, per una difesa attiva, t~tti gI'if!,convenienli che sono inerenti alle grandi piazze di guerra, le quali hanno enormi fossi inondati, le opere esterne delle quali non sono mai bastev0lrnente sosten~te dal corpo· di .piazza. Per ciò, volendo costruire, dietro di , Venezia in terra ferma, U:n grande · campo

trincerato, non si potrebbe, credo, fare moltissimo assegnamento per la valida difesa del medesimo sugli aiuti che provenissero da:Ua ciu.ò. e dalle opere esterne dell'estuario; converrebbe invece al momento dell'azione ritrovare nel campo stesso acconeiamenteapparccchiato, se non tutto, almeno moltissimo di ciò che . può occorrere in locali ed app1·ovvigi,onamentì perchè fossimo in grado di mante.nere a lungo la po~izione e si polesse farne base di operazioni del nostro esercito . . Chi conosce la piazza forle di cui parliamo, ·sa benissimo quanto sia complicata e difficile a condursi, anche allo · stato presente delle · cose, la difesa della medesima in forza di · quel numero i,nfinito di opere g,randi e piccole che si trovano disseminate ovunque e delle quale alcune sono così isolate che poch,i ne conoscono l'esistenza, pochissimi sarìrebbero rintracciarle io mezzo a quel labirinto di cailali, .di bassi fondi e di sacche, il quale' costituisce la faguna. Figuriamoci dunq'lilc se può essere mai il caso di render ancor più complicato, e di mollo, il sistema difensivo di Venezia, aggiungendovi parecchie importanti ·opere ad 1!lna grande dista.nza dal centro della difesa, il quale con esse non potrebbe corn_nnicare se non a mezzo del ponte ferroviario, o per acqua percorrendo canali che bisogna conoscere intimamente pet non correre il pericolo . di vagare inutilmente per la laguna ed anche di rimanere arenati! · '· , Quando Venezia fosse dichiarata· in i~;tato d'assedio, si stabilisca pure il suo comandante a Poveglia od in qualui1que ahro punto centrale dell'immensa piazza, abbia·· pure stazioni telegrafiche da tutte parti e pa:recchie vaporiere a sua disposizione, ad ogni ,modo il suo còmpito sarà estremamente difficile, in ispecie per mantenere il nesso indispensabile fra le numerose e tanto sparse opere, di tei-ra e di· mare, della cui aziono


STUDI

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dov~·à rispondère. Se per difetto di ordini, per.qualche mahnteso, o per mancanza . di necessario soccorsò la d_ifesa di uno .dei fortilizi venisse a fallire, ne: potrebbe· rimanere· assai comprom~ssa quella deH'intera grande piazza-. . Moltissime dunque sono le considefozioni che ·obbliga~o. ad andar ben cauti prima di risolversi per la amplraz1one della cerchia delle fortificazioni di Venezia allo scopo di rendel'l}.e più attiva la difesa verso terra·· pare~do anzi che .l'interesse della medesimn porl,i ad. esammare ponderatamente, se per, avventura non sareb~.e _il -caso d' introdu~Te qualche semplificazione nell msiem~ d~lle opere che compongono la grande fortezza. Ciò . ~·rnscendo a . conseguire, si potrà forse, presentandosL qualche probabilità di guerra, avvisare c'On ~1aggi_ore co~fidenza se convenga, i1'.ediante opere occas1onah, · megho assicurare gli sbocchi verso tei'ra di Venezia .. Io quanto ad opere permanenti' pare abbastanza dimostrato che non converrà mai pensare, a costruirne. l\~b/an'.o r di g iù fat.~o cenno di qua)che pre~èvole quahta d1 \ enezia considerata quale stazione marJ.Ltima rr_iilit~re. Però anche per questo riguardo è giuoco-forza. rilevare alcuni difetti di non lieve emiLà. ·. , II litorale tutto · si sviluppa quasi in Iinen reua, ed i po.chi sbocchi pfaticabili del medesimo nell' Adrìatico son? _ri_streui anìièhenò; per cui, anche per questi soli motivi, l'entrata o l'escila delle nostre navi da guerra, quando uni.\ flotta nem ica solcasse quelle a.eque, non può essere nè fa.cìle nè sicura. nra il peo-o-ior gùaio si è la insufficiente profopdità degli sbocchi~tessi, senza escludere . quello di Malamocco, · e dei canali i11terni della laguna. Questo inconveniente, che non era grande cosa per lo . passato,. è mo_lto più grave ora per chè, mentre le corazzate.avrebbéro bisogno di una"profondità."

SULLA DIFESA o'nAUA

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d'acqua di 9 metri almeno per val'care i passi lagunali, d' ullr.o _canto non vi ha, nè si può av.ere in questi una tanta profondi~à. Anzi questa deficienza d'altezza d'acqua, malgrado tutte le cure immaginabiìi, non p::>trà col tempo non f<].rsi gradatamente più sensibile, perchè l'ar te umana· sarà jmpossente ad arreslare gl'inle1:rimenli che inva.dono la laguna da terra e da mare. ·. . Venezia non può dunque servfre di riçovero· a bastimenti corazzati ; ma solo al naviglio di legno ed. in genere a quelle navi che pescano poco. Per di più, a cagione sia dellà conformazione del litorale, sia dell'efficacia delle arliglierie moderne anche a grande distanza , può ritenersi. che, 1.U1a volla chiusa una squadra nostra nel_J)orto di Venezia, una o due corazzate . nemiche in ·crociera innanzi a Malamocco basterebbero per impedirle assolutamente di prendere il largo, e per tenere del tutto bloccala da mare la pia1.za. Questo .stato di cose g ius tifica in certo modo l'opposizione ·che 'si è fa tta alla proposta di ampliare e ,, migliorare 1·arsenalemilitaredi Venezia, giacchèsembra che, in realtà, non se ne potrà mai ritrarre un utile pari all'enlìLA della spesa presunla a tanto uopo. Gìi Austriaci, non già pe1: disprezzo alle passate glorie della r egina dell'Adriatico, ma perchè assolutamente non - avevano il loro tornaconto a mantenere in Venezia l'arsenale maritlirno, t.raspottaronlo a Pola; utilizzando i locali di Venezia per arsenale di terra . E forse stato ' sarebbe nteglio anche per noi fare altrettan to scegliendo altra località dell'Adriatico, fo rse Ancona, per impiantarvi l'arsenale di costruzione. e d'armamento del .nostro naviglio su quel .mare. Ma, poiehè a quest'ora in Venezia fu già intrapresa la costruzione d'un grande bacino con !l}tre opere cospicue per la nostra marina da guerra ; e pqichè di .

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certo non si vorrà tornare indietro, specialmente per quei rjguardi po{itici dei qual.i è costretta esser larga una nazione c.h0 non è ancora solidamentQ coslituita, bis·ognn ad,tttarsi a ·quel tanto che pur sempre colà vi ha di buono_ e sperare che ai momento oppol'tuno vi sarà chi sappia trarne ogni profitto, evilandq allo stesso tempo, se non tutti, almeno in buon. dato gl'inconvenienli che fummo costretti a segnalare. · · Sia dunqu~ Venezia stazione marittim.a mililare con arsenale di - eo~trm.ionè e d'armamento e le si attri~ buisca una qualehe irnportanza nell~ opera½ioni del nostro esercito in tenaferma. Però non si facciano sp~~e ~onsiderevoli nè per l'uno nè per l'aHro scopo. Che, riguardo al secondo, si otterrebbe con esse un risultato assai meschino ; rispeHo al primo poi si conside~i che Venezia può difendersi benissim~ ed a lungo medw.nte le ·opere che già v.j sono . Solo si tràit.crà di completarvi, qualora ne sia il caso, un buon armamento e di fare in modo che ogni opera, ,destinata alla ~ìfesa verso, il mare, sia fornita sopra-luogo -della massima parte d1 quanto può.occorrere affinchè le sue ar(iglier!e abbia?~. a mantenersi in azi~:;ne a !ungo senza. bisogno d1 ncorrere frequentemente ai macrazzini · , D 1 centra 1, appunto perchè le comunicazioni sono tutto altro che facil i e sollecite fra i diversi' punti della laguna;, e una delle cose più necessarie, onde poter difendere · bene tale piazza, si è di evitare con gran cura ogni causa di confusione,

SULLA. DIFESA D ITALIA

XXXVI. Si ammette dalla gèneralil~ che sia spediente per l'ilalia lo avere un arsenale mnriu.imo militare in. ciascuno dei suoi tre mari. Questo bisogno si farìi ,sémpre mago·iore · quanto più si accrescer;1 la nostra marina ' o, ' . . . ' . da guerra, la. c1uale, m nvvemr-e., trovar s1 potra m sufficienti forze nel tempo stesso sul Tirreno, snll'Ionio e sull'Adriatico al fine di sorvegliare attivarn~nt'e ciascuna delle cos~e corrispondenti e di,protegg.ere in qualunque circostanza ,i. g1:andi speciali interessi commerciali, che dovranno far capo ai. porti siluali sull'una o sull'altra delle cosle medesim e. Le localilà, stabilile dagii uomini di .mare, d'accordo ' cogli strategici ed accetLate dal Governo , per i.stabilirvi i tre no-stri ,arsenali militari, sono -sempre quelle- designate nelle dianzi. citate l\'.lemorie del generale di J\fontholon , perchè appunto non vi sono nelle cosle d'Italia insenature di mare che meglio si prestino, tanto per assi.curare cla un bombardarn_ento e . ~a ùn~ sorpresa gli stabilimenti q4ivi eretti ecl i baslmHmll · che- vi prendessero un coraggio, oppure· fossero,in co. strnzione od arma.mento, qunnlo per la possibililll di accedervi fat;ilmenle e trovarvi sicuro ricovero in circostanza él i fortunali, o di avari.e o di una ritirata per vicissitudìni. di guerra , Queste localitù sono: Spezia, Taranto e Venezia. <

I grandi arsenali ·costru-1.li o da, costru.i~;si in queste localjtà necessar·iamente non pr)ssono avere la stessa. /'


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importanza e quindi lo stesso sviluppo, ma debbono essere in rapporto cogli specia li interessi che si ~vranno da · proteggere in ciascheduno dei ~re baci:1i medit~rranei, col maggiore o minore pencolo d1 sbarchi e colla varia entità dei danni che possono pròvenire al paese dall'attacco di una, anzichè dell'altra costa. Sarà inoltre convenien te che WlO di questi arsenali prenda uno svilL\ppo superiore agli altri, onde av9re la possibilità di concentrare la maggior parte delle nostre forze nnvDli in un dato punto opportunamente scelto lungo le coste che rispondono al teatro più probabile delle grandi operazioni dell'esercito. ln que~l~ unico primario arsenale dovranno essere r~dunaL1 1 maggiori mezzi per accrescere ed a rmnrc il. no~tr~ navicrlio militare, per istabilirvi i più importanti op1fic1 di c~struzione, quello di precisione e fo rs'anche il comando :mpremo permanente della marina militare, ove si creda d'istiLUirlo in vista dei vantaggi che ne potrebbero avere la disciplina, lo spirito di .corpo e l'unità d'istruzione e d'indirizzo del complicato serv izio della marina stessa. Il nOi;ll'O arsenale mili lare rnal'ittimo, destinnto a tenere il primo posto cd a provvedere largame?te alle fin q~i accennate bisogne, si. è quello tutlora mcomplel.o m testa a l bellissimo golfo dellD Spezia. l pregi per ogni rispeuo di questo emporio marinaresco sono abqastanza notorii perchè qui nnn s·i abbiano a spendere parole onde cnumernrli. Tutti sanno pure che quest'opera gigantesca, una delle più ardit e intrat)rese dell'arditi:;simo piccolo J)ie- . mon te, ha già costalo moltissimo (cinquan ta milioni e più, compresi quelli ricavati dalla vendita della darsena di Genova} quantunque non sias1 trnllato, nè per un tempo indeterminato si possa trattare, di costruire gli altri sei bacini e varie opere di non poca entttà che mancano al compimento del progello primitivo.

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SULLA Dll'ESA n'ITUI A

Bisognerà poi vedere se, ad onta del soccorso non indifferente di fondi che provenne da quella vendita, saranno questi sufficienti a compiere anche solo il progetto ridotto, approvato colla legge 28 luglio 1861. Vi sono buone ragioni da dubitame : si teme anzi che siano per occorrere alcuni altri milioni onde ottenere questo risultato. Consoliamoci però; chè, allol'quando il piu grande ammiraglio deU' epoca, l' americano Farragut , ebbe a visitare l'arsenale di Spezia, presa conoscenza del progetto generale, ebbe egli a dichiarare che quello stabilimento sarebbe stato bastante onde provYedere a tull.e le occorrenze della macina militare dell'Unione Americana. Epperò è da credersi che una volta spese le somme ancora disponibili, anche qunndo non fosse compiuto quel progetto 1861, l'arsenale di Spezia ayrà. sempre di che provvedere conYenientemente alla nostra marina da guerra, ad onta che il secondo dei. tre cennati arsenali non sia ancora cominciato, e passeranno parncchi anni prima che il terzo pervenga a quel grado di assetto c he gli è stato assegnalo e che ad ogni modo si ritiene non potrà mai dare grandi frutti.

R ovvio che gli arsenali militari marittimi debbono essere prolelli da mare e da terra con opere di fortificazioni tali da rimuovere, per tu tto quanto è' possibile, ogni pericolo che il nemico abbia a farsene padrone, distruggere o solamente danneggiare gli stabilimenti che li compongono ed il naviglio che vi avesse cercato rifugio. Tanto maggiore sarà la cura da usarsi nello apprestare le necessarie difese, quanto più grande sia l'importanza dell' arsenale. Epperò Spezia vuol essere fortificata possentemente e senza indugio alcuno da terra e da mare, chè i pochi fortilizi ivi esistenti hanno un valore minimo. Nè debbesi dimenticare che Spezia non ha solo AlOìO XVI . VOL. JV.

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ima importanza p1'i'maria come sta2ione navalé con grànde arsenale, mar che deve essere oltre ac ciò di molto aiuto nelle operazioni dell'esercito, specialmente omle faéilillìre i,ràpitli con.centramenti delle nostre forze nélla· Yalle del° Po ed il I'itiro delle medèsime da· que·sta · , · diétro il versante , Tirreno dell' .NppeiuÌino. . A quest'ultimo oggetto si r~nde indispensabile e dì tùt:~a· · urg·e nia la costruzione della ferrovia da :Parma a Spezia, grande·,op.era, ché il ·Goveriib deve· favorire con ttitti, i mezzi· che s0no a sùa disposizione, appunto pè'rchè, olire ai mbll\· v-antaggi che se·de conseguir.anno rispetto al commercio delle provincie della vallata cen~ tra-le del Po, bisogna porre il'più pronto riparo.al grave inconvéniente ·di nòn avere, attraverso l'Appennino cor'rispondentè a- quella regionè centrale del }_'o, che umi sola . comunicazione ferroviàtia, la quale è del' tutto insufficiehte• onde far 'passare dall'uno all'a<Jtrò versante grandi 'masse-·di trùpf>é·con quella prontezza dalla quale può dipendere l'esito. di: una campagna,. Sieéome i pericoli cui trbvasi espostl):· la> grande·sta~ zione navale e pi~2,a di guerra -di Spezia ad evidenza sarann'o assai maggiori verso mare che da terra, cosi 1 egJi è iI1dispénsabile clre-abhian-0 la precedenzaile òpere di difesa, dirette a sventare qua1'unque tentativo di flotta tiemìoa, .contro il golfo:di -Spezia ed i stabilimenti na'Vali esso compresi. . ·H pFoblerna d'ella difesa, a, mare di questo golfo,: è f19.ùr di- dubbi0· fra_) più· complicati e--diffi.citi. Colla sua esecuzione infatti oltre al dovérè soddisfa·r e alle è'sigenze variè' clie hann0 tratto . aUa siourèzZia·del grand·è arsenafo, ed· al .nostro! naviglio da guerra, c.on,errà doh perdere di vista me~om•amentè ·le eccellenti qualità di tal · g-0lfo per la ,na;viga.i:i0ne in•·gérietei le quali, debbono ~ssere· sracl;ioSament:e· risp.etta:tè:;

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SULL.\ ·DlllESA' D' ITALIA

Riguardo a queste qualità . qui non ripeteremo · la• ~nfatica espréssiope sopra tras-critta del generale Mon~ tlsi'ol<im, perchè non si può dimenticare che l'nltro einisfe1'0' .-è ricco .di molte rade le . quali possono st,are a fronte, · per ogni, rispetro, con. quella· della Sp~zia é forse non~ hanno cdrne questa 'il grave in<~onveniente di una teno!:· denza molto lenta bensì, ·ma ·pure, costante all'intel".:. rimento: tultavia egl-i è indubitato che il golfo di·Spezia è te'nuto in, gran conto dai navig·anli ,di tutte le narion_i che tratncano- pei nostri ·ma'ri; si farf,bbe per conse.: guenza· a loro, e specialm ente alla nostra marina, sia" :inilitare che mercant'ile, un cattivissimo servizio quandcP se pe alterassero ~n qùalche modo· le co~dizioni• chir< , lo rendono tanto prezioso per la,grande sicQreìza•chet in qualunque -tempo si trovano i bastime.n ti d'ogni' ~ecii. · · · . Il · problemn dj cui ora fa~ciamb c:ennò dovrel:>be" còntemporaneamen te soddisfare alle ·segu~riti cohdizioni: · _ irnpedil'e nel modo più assoluto a· qualuriqùé ·n emici~ nave·- di penetrare nel golfÒ ; giacéhè, va lendosi dei! · mezzi potentissimi· di distruzione che' posseggon.o·-le odierné ma:rine; una s'osta· del némico · stesso, ariche · • J breve, rnill'inte1,no · del golfo pòtr•ebb'essére bastante" per distruggere, o soltanto d·anneggiàre ni.oltoril nostro,· maggibre arsenale marìttim0 e quei bastimenti, naziona:li1 ohe fossero- àll'ancoràggio nel golfo; . fa.re ' ih modo anzi, çhè' il •nemico· sia CO~lrett,!) . i! tenere · tutta'. la, sua floHà · a, distania tale dal , golfQ· da• éSSer cèrti· ché', per q'lÌan'lo . grarfde ·s'ia ]a,por(atwde-Ue, artiglierie di essa flotta, non potranno mai .~iu.ng:éf&· queste a molestare coi loro tiri nè l'arsenale nè la [jostra marin.eri'af, · ·. profitNindo déU:a'nipia.,.imbocca.tura:,dèl golfo,. la1q1ià'!e·, ·da- ìt1-ara:lungii1 .alla, tort,e, ,della• Sc11ola p_r'èssò iF Capo: . S,tnil~· wìsùI'~·uietri,.t.200, !Sisie:mare ·le-difes.~ per- ,gilisa.• 1

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che rendano· sotto la loro più efficaèe protezione, in qualùnque circostanza possibile ad una nostra squadra anche in presenza del nemico, sia la ritirata nelle acque del goJfo, sia l'uscita -dal · medesimo in buon ordine ed in piena sicurezza, evitando la perigliosa necessità ch'essa squadra debpa sfilare in colonna all'altezza di quello sbocco; ' . alterare il meno che sia fattibile le condizioni idraQliche del' grande bacino · di Spezia; onde sopratutto · non favorire in alcun modo la tendenza testè segnalata all'-interrimento ; in caso div.erso ne potrebbe éonseguire. il gravissimo inconveniente che l'arte non si trovasse più in grado 'di JI?antenere co' suoi cava-fanghi l'altezza d'acqua nec~ssarià per il traffico .del golfo con qualunque bastim~nto·' · ~ non minorare ip alcun modo· pelle navi da guerra ~ del commercio le attuali ottime prerogàtive del golfo _ , m rispetto alla navigazione, le quali lo rendono il rifug~o più .sicuro che si possa desiderare, ed il più facile ad accedersi. Invero non si saprebbe a quale di tutte queste ' essenziali condizioni· debba darsi-la preminenzti. Si spera però che gli: ùomini insigni', i quali verranno chiamati a sciogliere l'arduo còrnpito~di ~oqdisfare a tutte' cont~mporaneamente, sapranno additare il mezzo più acconcio a conciliare le strette èsigenze di una bu.ona ~ifesa colla ci:mservazione delle preziose qualità che, m quanto alla navigazione ed alla sicurezza d'ancoraggio, dànno aJla Spezia il primato fra tutti i golfi d'Europa. . Quando sie:no definitivamente sciolte coteste gravi· difficoltà, che si presentano per difendere verso mare il_ g~lfo -_~i . S~ezia in -mod? adeguato alla ,sua grandissima importanza, ·a:ltre se ·ne potranno affacciare

SULI,A DlFESA D'ITALIA

anche: per cornp-iere verso terra il sjstema difensivo di tal piazza di prim'ordine. ,. , Ma queste difficoltà sono .di natura ben diversa da q~eUa delle fi~ora segnalate; giacchè non si tratta più d1 lottare cogh elementi, ma solo colla penuria delle · nostre risorse finanziarie . , Riguardo all~ fortificazioni di terra, sembra. infatti si debba e~seniialrnente fare per modo che le medesime ~bbiano a raggiungere u1;1 assetto co1:rispondente alla importanza massima di quelli? che· verranno · ad avere le opere di .difesa ·rivolte al mare. Per .ciò le stesse opere v~rso, terra c~ovra~no essere tanto importanti quanto sia d uopo, affinche, anche da tale parte, garan~;5cano t~talmentè l'arsenale dal bombardamento e da un colpo di ~ano_: ne,l(o . stesso·, tempo si dovrà mettere ogni studio -. aHln~lì~ .11 Raese non venga impegnato in ispese non compat1bi\1 colla estrema scarseìza di danaro in cui per molti armi ancora verserà il pubblico erario. t non sembra fa.ci! cosa lo sciogli.ere io questo senso -Ia parte .del problema alla quale ora accenniamo: sia il perchè vàstissima è la corona di monti ohe recirwe 0 golf?: _sia perchè le vette che fa d;uopo occupare con forttllZl, ·allo s~opo anche di dominare il versante op:. posto al golfo, s1 trov<).no generalmente a molta distanza cl_aJla- costa, per lo chè diviene sempre più esteso Io sy1luppo della. cerchia da fortificarsi; sia infine perchè :questa corona di monti suddiy(desi in tanti minori _gruppi separati ·da vàllicelle che, presentando un andamento in senso riormale alla costa, si vorranno ·munire di difese proprie ond'essere vieppiù garantiti, che non ne provenga qualche sorpresa quando i forti delle valli n_on _1~o~sano a vere azione immediata su tali depres.:. -S1 om d1 terreno , . . . M~ pE!tÒ ausi~iari mollo prèziosi, di cui potremo gio:,. varc1, aJ fine di ~on moltiplicare ·di troppo ,i fortilizi;


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'. S:t'UD1

SUI.LA om:&SA l) ITALIA

.a creder mio, li av.r©mo nei ,rfsullati di uno -.studio preliminare il più accurato delJe altimetrie,.nella grande iportata delle artiglierie che .conse~tiranno di, poter :ba,tteue là o.ve coteste piccole ,valli si ra_nnodano, nella precisione veramente meravigliosa de' tiri ficcanti, che permettono di poter bat.t~re effìcaèemente anehe posiizioni non vedute~ allorquando le linee ditettrici colle ;v.a1:ie ,distanze preventivamente sieno ben determinll,te. Alti·a cosa, che potrà molto· contribuire alla sem~ :plificazione della difesa di "queJle montagne, ~i è un 1lnwn si.sterna di viabilità che mantenga nel .miglior ,moçl.o possibile in sicura e9munica.zione .i vari punti ,del g,r,ande campo fortificato.-. · ·· ll ,concretare siffatto sistema,· fr~ttandosi di una località es~remamente accidentata con·_forti ,elevazioni .à,a supetru:e, ·nqn sarà nè facile nè conseguibile con 1poco di,spendio. Pute tali e tanti saranho i vantaggi ,çhe ne deriveranno. sotto ogni .aspetto, ·e fra gli, altri ,quello di potersi "'attenere senza rischio ad un numero ~i forti .non ,esagerato, che si ritiene essere questione 1frp Je ,più utgerìti che si riferiscono allà Spezia, que1la ~de.l ,progètlo e d.ella attuaz_ione di molte strade, ampie .e ,cQmode per quanto può consentirlo la natura alpestre 9e,l Juogo, al.fine di mettere in comunicazione il centro ,~ella fìip.zza colle varie ·posizioni fortificate o da for:1ifìc.a.r_si, e · queste fra di iom. · · ,. , Anzi, .qualora non fosse possioile assegnare per molti .,inni tulta quella ingentissima somma che occorrerà ,per ·completare il sist.ema delle fortificazioni ·dé~ golfo 1gella Spezia ; almeno, oltre i fondi occorrevoli per :vigorosa difesa del golfo contro una flotta., si abbia il .m,ezzo di costruire- fa.ciii accessi anche per J.é artiglierie a tlltte quelle posi'.('.:ioni delle quali importa il contra·'l!l!iJ:re al nemico it possesso a · qualunque costo; chè, ~Ho~quando sieno qostrutt~ questt strade, volendo; si

avri). sempre la. possibilità di difendere con qualch~ v,igorla la piazza anohe dal,la pa,ete di ter.1:a, quantunque il sistema <ilei forl.i .peri:na11;enti .non. f0ssè da tale parte compiuto.

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.J1 secondo arsenale "nosLr,o doxreb.b'esser.e quello di . ' i'aranto. 'È Tarant~ situàta miri.3.bil.mente per cl.o minare _il Me'.. ' diterraneo ed attirare a .sè il oommencio del Je,vaùte. 1a sua rada -è .molto ,vasta ed acconcia per mia buo.na_ dife~a, avendo oltre dièiotto chilometri di s:v.iluppo ,e.cl , essendo, delle sue tre imboccature, solo .p.raticahilè quella tral'isoloHo di San Paolo ed il .ca,po di San Yi'.to, imboccatura ,la quale misura poco più .di tre ch.irlomelri. Non potrebbe insomma questa .rada esser.e.più comoda, sicura ed accessibile per· qualunque ba.stim.en~o. Essa non fa ,che prccecllere il vero por.lo di Taranto, cioè .il così detto piccòlo m,.a,1·e, ·il quale consiste . in un grande ba0ino avente uno sviluppo di un terzo maggiore di quello della rada si.essa colla. qu.ale comunica medi-ante due canali ti.ancheggianti la città, · che sorge per· conseguenza sopra una p.iccola isola , interposta fra la rada ed il piccolo mare. L'arsenalè che si. costruisca sulla spanci.a settenirio· na,Ie di cj'uest'ultimQ, i .bastimenti che ivi _si ancorassero sono totalmente al sicuro dagli ,insulti di nemica squadra La più -formidabile, quando · le sia sbarrato il :varco fra San Vito e l'isola di . San Paolo; giacc;hè cla questo capo al punto più prossi.rn@ dél .piccolo mare :vi' è la distanza di . oltre nove ,chilometri. I;a costa poj del gr'ande golfo al di là di San Vito è quasi ina_ccessiibile' ·,per un cen~o · cinquanta chilometri, Q.1'?ntrechè · da ·,tal punto fino a G,aUi,poli ,non s'incontrano eh~ spiagge mollo elevate e scòscese. Così non. è rispetfQ aHa · costa del golfo ri,volta a lev,an_ie; quivLparecchi 1


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punti possono prestarsi ad uno sbarco.; però non potrebb'essere tanto presto profittevole al nemico una discesa per quell'in..c>spita pipggia, che non ha fino a Cotro_ne alcuna, çliscreta .r ada e che non ha strade, ma invece presenta . qua e là terreni paludosi e foreste. Insomma per ogni rispetto Tar·a nto è tale non solo da p9terne ricavare uno dei miglio1.'i porti milil<!.ri del mondo, ma eziaridio da ritenerlo, com'è facile desumere da ·quel tanto ché fin qui abbiamo detto intorno la sua posizìone, in condizioni così per se . stesse favorevoli, che non r iescirù di molto dispendio il munire delle necessarie difese cotale rada e l'arsenale di marina . militare, che speriamo di vedervi p1:esto in.trapi'eso. Infatti," per una , buona difesa a mare basteranno _evidentemente poc:hi ' fortilizi, che non dovrebbero nè manco riescire di grande ..c osto, dal, morrlento che non vi concorrono le cause principali per le quali si è costreui a ricorrere al dispendiosissimo espediente delle batterie con corazzatura. Non sarà poi assoluta.mente indispensabile per ora · l' occùparsi delle fortificazioni verso terra , ,parendo, per ciò che si è eletto,. solo possibile uno sbarco a molta distanza dal cgolf\> ..di Taranto ·; circostanza la. quale fa' credere che d.ifficilmente il nemico vorrà sob~ barcarsi à così ardua impresa, per la ragione che , allorquando fosse riescito à. far discendere a terra le sue truppe e volesse rivolgede COI)tro Taranto, sarebbe obbligato a percorrere un territorio assai povero di mezzi, anche mediocri, di comunicazione e che solo potrebbe · somministrargli risorse del tutto instÌfficienti per lo a'pprovvigionarpento delle truppe stesse. Osserviamo infine a questo pmposito che, quando. pure tino sbarco di forze nemiche fosse un fatto compiuto, prima c,he queste potessero trovarsi p.resso alla sta'ziont navale di Taranto, dovrebbero trascorrere ne-

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SU LLA DU'ESA o'ITALIA

cessariamente molti giorni, che noi sicuramente uti-:lizzeremo inviando colà p·er ferrovia i necessari soccorsi., i quali v~ potrebbero organizzare una , buona difesa, trattandosi di combattere un nemico provvisto di mezzi inadeguati pel' àgire contro una piazza forte quando anche abbia poco valore. ' Checchè se ne dica, non è a credersi che sia facil cosa nè sollécita per un c'orpo di · sbarco il mettersi in inar'cia fornito di tutto qu9 nto gli occorre p~r tenere la campagna durante qualche temp,o, e meno ancor a per, attaccare posizioni fort1ficate, quando queste possano disporre di -q.n po' d'artiglieria di grande potenza. Bisognerebbe almeno che quef corpo fosse padrone di una buona ed estesa rada con approdi non meno buo·n i; e .dove la troverebbe egli in tutto il golfo di Taranto, se non .in Taranto stessa? Quindi, una volta èhe .la rada ed il piccolo mare, per quélla estensione che può largamente abbisognare · alla navigazione dei ba:;;timenti. da guerra di qualunque portata, ;vengaD;O ricondotti , alla p.r.ofondità che andò · perdendosi in conseguenza di una lunga trascuranza e della mal regolata coltivazione delle ostriche, spe·ciale industria della località; una volta che sieno convei:i.ientemente ampliati e sistem,ati, i due canali che Q.ll'altezza della città mettono in comunicazione la rada col p_iccolo golfo; una volta infine che siqsi int(apresa la co~truzione di un completo arsenale militare marittimo, 'in proporzioni per.ò molto più ristrette di , quello di Spezia,. a noi basterà. dar mano a costruire opere di fortificazione a mare valevoli, molto meglio che non possa ottenersi colle meschine opere esistenti, , à proteggere da qualunque insulto una così importante stazione marittima qual è quella di Taranto. .. I posteri, e quando tal città e tutta ·quella ricca ,_p1:ovincia avranno,raggiunta.l'important<:1- commerciale 0


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SULLÀ DIFESA D'lTAI.Ìf

che potrebbero avere, penseranno alle fortificazioni ·a nche dal lato di terra, ~ppunlo perchè il ·territorio -ché lambisce il vasto g.olfo cli 'fara:nto avrà in -allora cangiato di aspetto; nè sarà più così difficile e poco utile per il nemico tentarvi una discesa. ·

servire di .sicuro rico:vero ai n,ostrì bastim~nti da, guerra ed oltre· a ciò essere d'appoggio per la difesa di UO!l, data zona delle coste italiane.

Come abbiamo già veduto, .il ·nostro arsenale dell'A,driatico lo avremo in Venezia, della quale già parlammo anche rispe·tto 'a tale stabilimento che ora sta riorganizzandosi con molto dispendio. Abbiamo pure accennato alla nostra poca fiduciJ .nella utilità di que:-st' opera specialmente in tempo di guerra. Ma pure, se_ essa verrà portata a compimento, bisognerà ·ser-virsene -q ual cantiere di costruzione e ripaI'azione e eome si potrà '.meglio. A tutte le maniere in un'epoca più o meno remota essa verrà forse impiegata più utilmente ,per le occorrenze della marina mercantile;.quantunque nemmeno a questo riguardo, pur troppo , è · concesso. ·di farsi grandi illusioni, perchè le odierne infelicissime · ed irrimediabili condizioni di Chioggia,. gl'interrimenti deì quali t1on è .dato impedire abbastanza il progresso in tutto il restante della laguna, gius(ificano. pienamente il timore che Venezia, · per grande ché sia il suo buon volere e pèr quanli aiuti le provengano da ogni parte, possa mai più fare concorrenza a Trieste per attrarre a sè di nuovo buona parte del commercio dell'Adriatico.

xxxvn. Ora pa·ssiamo a dire qualche cosa dell'ultima cate-

.go:ria di stazioni navàìi; di quelle cioè ohe debb.ono

In massima tali stazioni ad evidenza vogliono essere

per numero 'in rapp~rlo · ~Ile forzè navali militari de; paese, dalla maggiore o minqre importanza d:lle qu~h dipenderà in gran part.e il potèrle 1 o no, frazionare m tempo di guerra per quelle tante e diverse occorrenze che si presentano: · in rapporto inoltre alla estensione .delle cosle medesime, la Aquale è-per noi eccessiva, ed alla natura -loro c11e le re11de più o meno ac.cessibili, e costituisce per il paese a difendersi perìcoli di vario grado; relalivamente alle · òpe.razioni d\ sbarco . del,. l'inimico. , Allo stalo· attuale del nosLro naviglio, dovend osi tn tempo di guerra cercare di preferenza di tenerlo riunito, per le occorreòze del rned~simo sembra che - ,poche e buone stazioni basterebbern: D'altra parte l'eccezionale grande sviluppo della costa italiana, la facìlità che m molti suoi tratti essa presenta per glì sbarch~ il numero e ·l'importanza delle nostre città · marittime ap(:)rte, il proteggere lè quali · spetterebbe essenzialrriente al nostro naviglio, -vorreb,bero invece che molte stazioni militari navali si potessero stabilire per averne tanti sicuri ricoveri a ,q uei noslri bastimenti da guerra che, riunili in isquadre or più ed OT meno forti, si tenessero in crct,ciera, onde essere a portala di sorvegliare ,efficacemente le nostre éoste da qualunque parte il nemi,~o si presentasse. Vi sono poi alcuni dei nostri porti che , senza trovarsi in posizione opportuna perchè vi sia molta pro,babilità che un nemico cerchi di ·farne base di ope..razioni nell'inLÙno del territorio con truppe di sbarco, hanno però tuLli i requisiti per costituire stazion~ importàntissime di transito e · deposito delle grandi


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linee commerciali. Talchè non è del tutto improba.bile il caso che, profiuando delle condizioni critiche in cui si potesse trovare il paese nostro , qualche grande potenza marittima abbia mezzo d'impossessarsi di siffatti porti , unicamente per i suoi interessi commerciali. Citiamo fra qµesti porti Brindisi e Siracusa, cui potremmo aggiungere la Vallella, se Malta facesse ritorno alla nazione cui appartiene geograficamente. t superfluo il dire che le piazze rn;1rittime di cui abbiamo fin qui fatta speciale menzione, cioè Genova, l\lessina, Spezia, Taran to e Venezia, le quali sono già for tificate , e, tranne l'ultima, debbono esserlo assai di più , ottima~ente potranno servire anche allo scopo di proteggere una data estensione delle contig1-1.e coste; ma, fuor di dubbio, per completare almèno discretamente questn sorveglianza, desse riescono del tutto insuffici enti. Qualunque sia lo stoto att11ale della nostra marina, e per poco ch'essa vada man mano acquistando, non si può credere che rimarrebbe inerte qualora il paese versasse in gravi pericoli. E ciò non sarò in verun modo a temersi quando Genova, Spezia, M.essina e Taranto sieno fortificale a mare, come debbono esserlo ad ogni costo, e quindi possano, insieme con Venezia, bastare a se stesse. L'armata nostra dunque, se allora non si troverà in misura di sbarazzarci del tutto con battaglie navali da chi volesse attaccarne dalla parle di mare, od almeno di toglierli ogni voglia di tentare uno sbarco, potrà certamente rendere molto utili servizj al paese in ispecie col sorvegliare e proteggere all'occorrenza i punti più minaccia ti delle coste, i centri più interessanti del nostro commerci o marittimo, che, per le considerazioni a suo tempo esposte, si dovrebbero lasciare sprovvisti <li opere di fortificazione. ~fa appunto perchè tale sorveglianza e protezione

SULl,A DIFESA D ITALIA

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rie~ca permanente ed efficace, bisogna che il nostro naviglio possa fare assegname.nt? sopra ~n cert? numero di sLnzioni mili(ari navali, mlermed1e alle cmque testè segnalate, le quali trovansi fra loro ad una dist~nza eccessiva, perchè il naviglio stesso possa trovan1 un ricovero in qualunque even tualità. . Onde poter determinare con tutta conoscen~a ~1 ~a usa quali e qn:i.nte debbano e~sere qu_est.e staz10m ~nle~·~ medie, conviene che, anz1tutto, c1 siamo fauo il prn giusto concetto della maggiore o minore f~cilit~ che ne' loro vari tratti presentano le nostre spiagg1e per uno sbarco, avendo la scorta delle più esatte e recenti carte idrografiche di grande navigazione e di cabotau·o-io, nonchè cli comple1i e precisi portolani. 0 parlano dell'infelice condizione del!e ~?slre coste, rispetto a lln. difesa nazionale, meuendo m riltevor ed n ragione, il grande loro sviluppo e la .estrema facilità d'accesso che buona parte delle medesime presenla, massimamenLe ora che si possono impiegare per gli sbarchi dell e truppe e del materiale da guerra bastimenti che pescano pochissimo. Di più è certo che furono faue minute perl~strazioni e serii studi intorno alle coste della Pemsola, infuori, credo, da quelle che si estendono dal~e t?ci del Po fino all'Isonzo e lungo l'ex Stato Pontificw; ma fo rse a tali distin ti studi e perlustrazioni non venne data opera con piena uniformith di vedute e sopratutto come seguito di recenti, esatte e complete operazioni topografiche cd idrografiche. . ., . · Per poter fare, come sarebbe necessar10, la pm minuta analisi dei pericoli che dalla parte del mar~ · ri:linacciano il nostro paese, conviene avere sotto gh occhi ad un tempo stesso le sovramenzionate carte ed altre che diano il contorno della Penisola bastevolmente quotato e con ogni indicazione sulla varia

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SUU,A 01'FESA: o'ITAUA

natura delle· spiaggie e de' ter:reni retrostanti, sul numero e l'andamento delle strade, sulla possibilità di costruirne in poco tempo delle nuo,,e che si prestino al transito di·veicoli militari-; bisògn~ possedere inoltre, ogni nècessario dato per farsi un co·ncetto 'preçiso dei -mezzi di cui può disporre attualmente chi. voglia aggredire-per· mare un paese con una data forza di truppa di sbarco. · Colia scorta di- questi elementi tutti sarù fattibile épncret.are ·un piano g.erieral.e dei siti nei quali le nostre coste· possono essere- esposte· ad nna discesa · di truppe nemic~è. 'Lo addivenire a questa completa analisi, es~esa a' tutta la costa italiana, e che deb.., b~essere, come fu detto, ·prece<luta da una revisione d,i tutte· le carte anzicitale e dalla riunione di tutti gli elementi che possono renderla veramente utile e pratica, è cosa necessarissima ed assai urgente ; soltanto d_ietro quest'analisi verrà concesso di avvisare ponderala.mente a ciò che sia, o non sia, da aggiungersi per la difesa delle nostre coste. · Ma, .tanto };analisi, quanto le _risult~nti conclusioni,. d_ebbono essere il fi.·utto della cooperazione all'uopo di uomini di mare; d'ingegneri militari ed idraulici i più competenti, ai quali, uniti in commissione; sieno· sommistrati i mezzi tutti o'ccorrevoli a compiere un tanto incarico e sciogliere un problema militare che fuor . di dubbio è f'ì'a· i più difficili e complessi; .e da classificarsi fra quelli che· sono per noi della più vitale importanza. , Da questo interessantissimo studio dovrebbe, fra le 1~ altre cose; ri.sullare s.e e fino a qual punto abbiano ragione quelii che sostengono non es.sere in alcun ri10do effettuabile- una spedizione per mare un corpo S!lperiore a cinquanta mila uomini, o meglio ,quale possa essere il lìmit.e massimo di un · tal corpo,,quando I• • · ..; • •

si supponga accompagnato da· tutto quel materiale che gli può c:iccorrere per cdn(inua:e utilm-~nte le si:le~ operazio_ni offensive mia v0Ita _che_sia _compiuta la sua discesa a terra. Dovrà inoltre farsi evidente se la nostra marina da guerra, nelle condizioni in cui,trovasi di presente, opportunamente collocata ~ p_ole_nd? c~lcolare ad ogni modo sopra sicure staz10m di rrfugw determinati punti della costa, sarà o no ognora . in grado, siccome paeeécbi,ritengono, di• SDT?rendere-, · in alto mare la floHiglia nemica delle truppe d1 sbarco, per quanto sia poderosa la sqùa.dra che le faccia scorta.

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Invero, se si ponga mente alla tragrancle quantità di bastimenti necessari per trasportarè anche un corpo· di truppe che non sia superiore a trentamila uomini, ma però provveduto di tutto il materiale occorrente' perehè possa con prontezza ed efficacia agire allo scopo che gli sarà prefisso quando sia r~escito_à p~e~?er piede sul teri:'itorio da invade~si; se s~ conslder1 l 1m'menso spazio che debbono d1 necessità ~ccupare nel loro tra(J'itto i basti menti, sia di trasporto, sia cl1 s-corta, per la ;rande difficòllà di regolare 1:1nifor~:m~n-te _iL l0ro i.amr:bino, a.d evitare gli invest1ment1 m ispecie durante lìl · notte ; se infine, si pensi che, appunto per queste ultime' ragioni, sopratutl(') le ~orazzate sono costrette a laseiare qualche· chilometro fra esse e la" flouiglia di· trasporto, ed anche a frazfonarsi onde< potere eseFcitare una vaEda·sò1:veglianza ~?pra 1~ medesima, setnbrerà tuttla1tro 'c'fu.e 1neffettuabde,.per parte-, delle forze navali del · paese·minacciato (anche, q.uimdo· sierio a.!3sai· prfr déb0I-i delle nemiche), una' sorpresa! . ·contro questo corpo di spedizione in alto mare, con molta probabilità non . spio di sventarne ogni disegno; mw d?incendiaré. <Y cafaFe a -fbndo· bu0"nti .parte: clélla flottiglia di trasporto.


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STUDI

Imprese cotanto ardimentose non han·no per nulla· dell'improbabile, mercè le radicali riforme introdotte , nel materiale delle marine ~ilitari, specialmente per quelle che seppero trar profitto dalla grande scuola che fu per tutti la guerra combattuta negli Stati Uniti d 'America dal 186,f al 1865. Si possono attualm ente lanciare in mare bastimenti con rostro ed enorme corazzatura, ai quali, dotati della massima velocità , senza quasi correre alcun rischio è concesso lo insinuarsi fin contro laJlotta nemica, impunemente attraversandola, per forte ch'essa sia, onde ragg iungere il proprio scopo. c~e, nel caso, del quale ora si parla, sarebb.e quello d1 urtare contro la flottiglia nemica di trasporto potendo apportarvi in brev'ora il più grande scompiglio e , per una parte di essa, lo s terminio prima che la squadra nemica di scorl.a possa opporsi all' impresa ~i quei nostri monitors, affondatori od altro congenere strumento di distruzione .. L'istoria della guerra della quale abbiam o ora fatto cen no, è abbondante di così ardimentosi fatti. In conseguenza di parecchi dei rnedesirµi, sta scritto in essa a caratteri d'oro il nome di uno dei più grandi patrioti del secolo, queUo dell' ammiraglio Farragut. Certamente, per concepire e mandare ad eff~tto in buon punto e con piena riescita im prese tanto audaci, dalle quali può dipendere la salule della patria, si richiede la più grand~ abilità . non solo , ma ben anco l'eroismo . E l'Italia, al pari di qualunque nazione , sentedi poter fare assegnamento, come ne ha il dirillo, sulla devozionè fin o appunto all'eroismo di quelli fra i suoi uomini di mare che saranno chiamati a proteggerne , per quan to loro spetti, la indipendenza, a ristabilir·ne la potenza e la gloria.

. Da tutto ciò che precede si può arguire come io pensi

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SULLA D IFESA D ITALIA

che l'estésissi.ma costa d'Italia si possa àifendere anche con n;ezzi relativamente lim itati e purchè ogni cosa venga presu1 bilita dietro lo studio più profondo dell'ardua e èomplessa questione; che pet pronunciarsi intorno al numel'o e la postura delle stazioni marittime in cui possa riparare il nostro naviglio da guerra, ed affìnchè questo concorra -con sicurezza ed efficacià a protes·gere tutte le C' i~l<'} accessibili da uno sbarco di forze nemiche, bisogna avere un grandé corredo di daLi precisi che forse non sono b.n'c ora stati ' raccolli tutti e con ·quèll' ampiezza di vedute, della quale abbiamo fatto cc:nno finora, che è indispensabile al fine di poter dire e dimostrare al paese che quanto gli si propone per la sua difesa a mare è ciò che assol utamente più gli con viene allo scopo di premunirvisi in qualunque ' eventualilà . Siccome però alcune di sif:.. fatte stazioni navali mifitari esistono ed hanno, a-nostro vedere, per ispecìali circostanze e per un ben determinato interessante scopo cùi debbono adempiere, una incontestabile importanza; così di queste ci lin1,iteremo a dir qualche cosa, lasciando a chi potrà aVfire tutti ..quei dati, di cui abbiamo or ora discorso, il decidere se tali stazioni con quelle più importanti ·superiormente enumerate,. possano o no hastare per la intera cd efficace s orveglianza delle coste contro. qual unqu e sbarco . · Abbiamo nell'isol.a d'Elba due b uone rade; quella d i Porto Fert'ièlio , che corhanda la navigazione delle coste occidentali d'Italia, e -l'altra di Pòrto Longone , che può proteggere il li t.orale ·mar è~1rnano. L' u na e l'altra città sono due piazze dì gugrra , ma d eboli, com'è naturale-, incruantòchè da mol ti anni non vi fu fatto nulla : per conseguenza favori di certa importanza vi si dovrebbero fare . Tuttavia, considerando che la ANNO XVI, VOL. 1v.

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SULU DIFESA D ITALfA

occupazione di esse rade per parte del nemico non poLrebb'essere di una vitale t:onseguenza nell'tnsieme dell e O'fandi operazioni di guerra, i lavori da farsi per trasfo1~nare coteste piazze li consideriamo fra quelli da rimandarsi ai posteri, potendosi utilizzare iJ1tanto le due piazzè- quali sono .

standosi nelle acque di Port'Ercole: e la resa ebbe luogo di fatto sc1lo dietro tale intimazione, ad onta che i · patrioti, i quali in allora difendevano il vessillo nazionale negli Slali pontifici,. avessero tutt'altra intenzione, siceomc i fatti successivi ne fecero luminosa testimonianza, fuor che quella di deporre le armi senza battersi ad oltranza ; fermo intendimento che avrebbe, portato a non cedere cosl facilmente quella piazza for te marittima, se fosse stata suscettibile di una resistenza; _mentrechè lo abbandonarla al nemico nofl faceva che affrettare l'invasione del territorio di Roma. Quanto poi operarono i Francesi' nei vent'anni e più ch'ebbe a durare la loro occupazione, il così detto campo trincerato, fu cosa. siffattarnente meschina che accrebbe in minime proporzioni l'importanza militare di tal piazza. Noi crediamo invece che la nostra sentinella avanzata di Roma verso mare debba portarsi nella prima buona rada che s'incontra dalle foci del Tevere verso il sudovest, cioè in Port'Ercole stesso; per garantire il possesso della qual rada alle occorrenze del nostro naviglio da guerra, conviene occupare con buone opere di forti!lcazioni permanenti il l\fonte Argentaro , utilizzando, quali trovansi, quelle di Orbetello.

Una posizione, se~ondo me, assai importante sarebbe quella di Monte Argentaro coll'attigua Orbet~llo e ?ol~a rada di I>on'Ercole; non tanto per sorvegliare il .litorale maremmano quanto per pro Leggere la capitale. È ben vero che da questa rada alle foci del Tevere abbiamo una distanza di. centodieci chilometri, e che precisamente. a metà cammino s'incontra_ Civilii_vecch_ia; ma bisogna considerare che, potendo 1 basn~~nt, ~ vapore filare comodam ente dodici e quattord1c1 nodi per ora, tale dislanza non è da riguardarsi quale un inconveniente di qualche peso, e che d'altronde il porto di Ci.vita,;ecchia è me&chinissimo per qu;;tnto si può dire, e sott'ogni aspe_Lto esso p_orto n~n sarà ~01:se mai (anche q uanclo venisse ampliato} ne accessibile ai grandi bastimenti da guerra, nè ricovero sicuro, sia per la natura stessa del litorale, sia perchè, da quanto si può arguire a colpo d'occhio, tal posizione poco si presla per essere convenientemente fortificata da mare e da terra. Non sarei anzi lontano dal credere che , pur conservando il Castello come un monurùento d'archi Lettura milital'e lasciatoci da Michelangelo , gioverebbe il radiar Civitavecchia dal novero dei punti fortificati, anzichè spendere con pochissimo · profitto molti danari onde trasformarla in vera stazione militare navale. Per dare un'idea del valore attuale di tal piazza basterà il ricordare che nel 1849 la squadra della Francia repubblicana intimò la resa di Civitavecchia

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Fra le foci del Tevere e quelle del Garigliano che termina il golfo di G-aela , abbiamo uno sviluppo di costa che si approssima ai ·centosessanta chilometri. Dalla Torre Alessandrina presso la prirn.a foce fino alla punta di Spèrlonga si ha quasi ovunque una spiaggia sotlile bensì, ma la troppo nota malaria di quella deserta regione, intersec.ata dalle sole due strade che da ;~]bano e Velletri portano rispettivam ente al mare · in Porlo Anzio e Terracina, lascia supporre con ogni fondamento che alcuna squadra non vorrà impegnarsi


STUDI 196 mai, ·e per nessun conio, fra quelle fatali steppe e paludi. . Senza fermarci sull'unica insenatura che presenti qualche importanza fra le varie che danno all_e ,costa un biz1.arro contorno da Sperlonga alla punta. cli (~aeta,. cioè sulla Cala di Serapo, che vien ritenuta qual sicuro ancoraggio contro i sciroccali per legni di qualunque portata e che, sottoposta, com}, ~~ m~nt~ ~i Gaeta, è .completamente baltuta dalle 1ortifica1.1orn d1 questa, giova invece dire qualche parlicolarità su Gaeta chefo il maggior baluardo del cessato Governo delle Due Sicilie. Il golfo di Gaeta comprende un tratto di costa di circa ventun chilometri eslendendosi dal capo di la~ nome fino alla foce del Garigliano, tutta costa so ttile eccetto che in rispondenza del promontorio di Scauri, che tuffa in mare le sue scoscese rupi e lascia ad occidente la vasta rada di Gaeta che alle navi di qualunque portata può d are sicuro rifugio contro tutti i venti, tranne quelli di greco-tramontana ai quali r-esta molto esposta, in ispecie durante · il verno, la parte più occidentale della rada. , Distando il capo di Gaeta da quello di Scauri per otto chilometri soltanto , cannoni di grande potenza posti in batteria sulle due sporgenze posso~o a?c~ra incrocicchiare i loro fuochi con qualche efficacia m nanzi alla rada. Il porto di Gaeta è piccolo, non essendo capace che di una trentina di legnì; ma è però abbastanza frequentato, anzi le transazioni commerciali cl' anno in anno ,vi accrescono coll'aprirsi di nuove strade interne, le quali vi portano con vantaggio i prodotti di talune provincie. Epperò si ritiene che verrà tal porto successivamente irnmegliando d'assai pei soli bisogni del commercio. Esso quindi si renderà sempre più acconcio ne'casi

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di guerra alle eventuali occorrenze tutte della marina m ilitare, alla quale non _saranno le prossime spiaggje avare di risorse anche per il raddobbo delle sue navi. La piazza çli Gaeta, nella quale il genernìe Allent riscontrò aloimchè di Gibilter-ra non può essere da chicchessia tenuta in non cale . Essa ed Ancona dovrebbero costituire gl i estl'em i di una linea di difesa, che mediante un buon punto intermedio di collegamento può sbarrare il passo ad un nr.rnico , il quale dal]' Italia · centrale volesse prncetlere verso la meri d ionale o viceversa. Per queslo modo di. vedere , di cui daremo più innanzi la ragione, e perchè Gaeta può garantire da mare ed anche da Lerra il g ra nde obbiettivo delle nemiche operazioni, la nostra capilale , crèdiam o dal canto noslro che tale piazza debba esser presa nella più seria considerazione . Da mare Gaeta in buone condizioni di difesa garanlis(·e Roma, giacchè il discreto porto e la buona rada di. quella, occupati dal nemico, potrebbero invogliarlo ad éffettuare uno sbarco, nel caso che la piazza fo sse abbandonata, o quasi dalla parte di terra. Effettuato lo sbarco, poco egli penerebbe a fortificarvisi potentemente, favorito a tale uopo dalle condizioni del silo ehe a meraviglia vi si-presterebbero. Qualorn poi, per evenienza qualunque, noi non riescissimo a cacciamelo, ben presto <:'gl i potrebbe accumularvi tal forza d' armati da potere avventurarsi in un movimento aggressivo contro il nostro grande centrn politico. In rispetto poi all'influenza di G·aeta nelle operazioni nostre verso terra., non pare si possa accettare senza beneficio d'inventario l'opinione, tutt'ora prevalente, che sia troppo eccen trica . Oltre eiò, tacendo che oggidì mercè il vapore ed il lelegrafo non esistono più distanze, osserviamo che tal piazza domina: ,1° La doppia valle delle paludi pontine e deì ridosso occidentale delle montagne del Fucino, in cui si svi-

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luppano le due linee d'operazioni contro Roma o Napoli, l'una per Velletri e Terracina e l'allra per Valmontone e Ceprano; 2° La valle di Roveto per Sora, che al nord dà luogo alle operazioni sopra l'Aquila. per Rocca-di-l\Iezzo ed Ocre, verso est per Forca-Caruso nella valle dell'Aterno comunican te per Popoli con quella del Pescara; 3° La vallata tirrena, limitata dalle vette di Monlecasino, Montec,ellara e liontemuria, al piè delle quali scorrono il Garigliano ed il Volturno. In sostanza, uscendo da Gaeta, il paese per ogni parte si dispiega nelle sue diverse vallate e presenta vari i distinti campi preparali, che sono pieni di memorie guerresche da -Roma antica ai tempi -nostri, le quali valgono a dimostrare che Gaeta, non solo è forte posizione come ostacolo materiale, ma puc'.> essere perno . di operazioni e di difesa e luogo di rifugio; ch'essa esercita h1ilitarmente una grande influenza, in riguardo al nostro maggior centro di popolazione ed alla sededel Governo, entrambi i quali necessariamente in caso di guerra assumerebbero il carattere di oggetto di operazioni del nemico invasore, e possono esseJ·e poste al coperto eia qualunque minaccia mediante la sopradetta linea di difesa che ha per un estremo Gaeta. . Per tutte queste ragioni che fummo costretLi ad accennare di volo, e ·specialmente per l'influenza protettrice cho può aver in rispetto alla capitale e all'efficace . difesa del li'torale tirrene, non cj·edo di andare errato sostenendo che a Gaet~t devesi assegnare un posto abbastanza importan te nella nostra difesa territo~iale, sia verso terra, sia verso mare' e per conseguenza debb'essere trasfo['Jnata secondo i precetti odierni dcll'ar-te di fortificare. A così oprare si può essere più facilmente indotti ove si consideri che in virtù di favorevoli circostanze.:

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locali non debbc cÒstarc molto il ridurre le già imponenti fortificazioni di Gaeta in guisa da poterne in ogni circostanza ritrarre tutto quel buon partito cli cui è suscettibile come stazi one navale e come testa. di una linea di difesa molto profhtevole; tuttochè non si possa dir questa primaria pel motivo che da una parte non pare assolutamente il caso di d<)re un'eccessiva." importanza alk opernzioni cli sbarco che un nemico volesse effettuare in qualehe punlo della Penisola, e d'altra pari.e siamo formi nel convin<~irnento che le sdrti <l'Halia nel euso di una invasione debbono decidersi nella grande vallata del Po, e nel caso piLl sfa"'..òrevole, avnnli al s 10 grande ridotto di difosa, Bolognn .

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La breve distanza che separa per mare e per terra Napoli da Gaeta, la necessità ìn cui ci troveremo in tempo di guerra di mantenere in una posizione centrale dell'enunciala linea _di difesa Ancona-(~aeta un buon nerbo di truppe onde far fronte a tutte le even·tualità che minacciassero una potente diversione del nemico nel centro della penisola o nelle sue provincie meridionali, lasciano supporre fra l'altro che Napoli si può sorvegliare e pro:eggere in qualunque caso senza dover ri correre al quasi insolubile problema di fortincarla. Enormi sarebbero le difficoltà che si presenterebbero per difenderla bene soltanto da mare, ed abbiamo già- veduto che val meglio lasci~re del tutto aperta una città marittima che fortifi carla solo mediocremente. Delle quattro rade che trovans i nel golfo di Napoli, esclusa l'idea di fortificar quella ove risiede la superba l)artenope, non potendo fare assegnamento alcuno sulla baia di Sorrento, alla qunle chiunque la conose<:l non può dare la benchè minima importanza militare; quando pur si volesse con una squadra es~rcitare una più òi-


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S'fUDI

SUl,LA DIFESA D ITALIA

relta sorveglianza· di quella grande ciuà , ovv-ero si credesse in ogni caso di avere in quell'interessantissimo golfo una stazione navale militare abbastanza si.cura, la scelta dovrebbe cadere fra la rada di Castellamare e quella di Baia. Pe r poco però che si stabilisca un raffronto frcì queste due ultime si venù I.osto a concludere che a Baia si debba dure la preferenza. Infatti è ben vero c,he nel porto di Castellamare qualunque nave da ·guerra potrà sempre trovare un sicuro anc:oraggio, ma però esi;endo grandemente aperta s iffatta rndn e non esistendo che una ristrettissima zona di terreno utilizzabile fra il mare e la serie di scoscese mon tagne che a mano a mano si succedono facendosi più dorninani i, rimane esclusa ogni possibilità d1 difendere la rada stessa come lo esige lJattuale potenza del!e artiglierie navali.. Potendo queste senza difficoltà essere avvicinale a beneplacito nlla costa, in bre\·'ora fulminerebbero e bastimenti e cant ieri e la stessa città. Egli è per ciò che, non solo nessuno pensa ad ampliare J'al'senule di marina militare che quivi esiste, ma tu tti fanno voti perehè pre.;;10 se ne possa avr~re un altro in buone condizioni di sicurezza in altra parte rlel litorale napolitano, affinchè si possano dismetLe1:e aJl'indrnHria commerciale prirntu i cantieri di Cas1e1lamare, i. quali .:id essa riescirebbero utili per tutto quanto si può dire. Conv iene invece che noi ci assicuriamo del possesso · della i·iJ.da di .Baia per servircene come stazione navale, e per impedire che un nemico se ne faecia padrone; impcrocchè egli potrebbe farne una .base eccellente di op erazioni offensive, sia navali, sia terrestri. Essa è accessibile a bastimenti anche deìia maggior por!uta; un'intera floua può nneoral'visi in piena sicurezza, meno rispetto ai vr~nti sirocr;ali . Fer di più è ivi possibile lo approntare un buon sistema Ji difesa

con poco dispendio, portando all'altezza dei progressi delì'arte moderna le fortifieazioni di Baia e di Pozmoli ed aggiungendovi qualche potente batteria intermedia di rinforzo.

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Ora, non scorgendo più dalla penisola d'Amaltì infino · al Faro di ;wessina, del qu1:ùe parlammo a suo luogo, alcun punto della costa che rniliiarmenle abbin un

valore rimarchevole, dobbiamo fare per poco ritorno alla Sicilia; giaeehè quivi, siccome già si disse, esistono due località marittime assai interessanti, le quuli sono Siracusa ed Augusta. La prima ili queste piuzze è così interessante che potrebbe in circostnnza ,cli guerra invogliare il n.emico a rendersene padrone pe,· le ottime qualitò inerenti al suo porto e pl; I' quelle sLratrgiche della posizione, rispetto al Faro, a Malta ed a.Ila costa d'Africn . Tale opinione: viene arnpiarnerJte confel'mala dalla storia militare che ci ricorda. come Siracusa sia stata in parecchie circostanze cli guerra fortemente occupata da Hot.l e, ed in ispecie gli Tnglesi l'abbiano sempre tenuta in gran conto , facendovi, fra l'altro, praticare scandagli replicatamen te alìo Sl.;opo di riconoscere, come di fat.to riconobbero , ehe la vasta rada col iempo non subiva pregiudicevoli diminuzioni di profondità. Le qualità preziose del porlo naturale di Siracusa ed in genere di Lal pos izione consistono : -1° Nell' ampiezza dell'i rnbocco, la quale permelle di accedere ad esso porto in ogni tempo con sicurezza; 2° Nella profondità del grande porlo, eccedente i bisogn i d'ogni bastimento per quanta ne sfo la portala; 3° NeìJa qualità del suo fondo che rende questo buon tenito1·e; 4° Nell'esser8 quasi del tutLo al eopetto da venti tmta la zona settentrionale del por to, alla quale serve com e di molo al'tificia!e la città stessa;


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lòULLA OH'ESA D ITALIA

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5° Nell'eccellente clima;

6° Nella grande abbondanza d' acque dolci, di buoni legnami e delle celebri, non meno buone, pietre éla c·ostruzione; ì" In una grande facilità di poter difende re bene da terra e da mare la localitù con mezz.i, relativamente, assai limitati.. Le fortificazioni di Siracusa rimontano in pnrie all'epoea di Carlo V, ed in parte lrnnno poco più di cinque lustri d' esistenza; quantunque desse trovinsi 1.u1tora in buone cond izioni, tuttavia, in presenza degli alluali mezzi -di offesa poss(~duti da!Je floJte, non sono tali da impedi re C'he queste ultim e possano facilmente impossessarsi dell'interessant issimo porto: epperò vi vogliono lavori anche per questa nos1rc1 stazione navale militare, che assolutamente dobbiamo cercare di mnntene 1·e sempre in nostro po:-.sesso. I1 ecca.to che Siracusa trovisi in . posizi one cotanto eccentrica e r emota, da.I che viern~ sconsigliato di approfillare più largamente di tanto pregevoli requisiti che porterebbero ad impinntare colù eccellenti cantieri di costruzione navale I La congiunzione pet ferrov ia di Siracusa con ~1essina ed il munire di formidab ili forbilizi il Faro, di guisa da rendere pressochè impossibile ad un nemico lo interrom pere le comunicazioni fra l'una e l'altra costa del Faro, non valgono a togliere il dubbio che Siracusa non possa rimanere isolata per un teinpo più che bastevole a compromettere ·del tutto quei cantieri . La esisLenr.a di que~;ti basterebbe a persuadere il nemico a portarsi contro la pi.azza in grandi forze, contro le quali essa mal potrebbe reggere a lungo, se rimanesse abbandonata alle sole sue forze. Bisogna dunque contentarsi di farne una semplice stazione navale per ricovero delle nostre navi da guerra, abbasranza bene·

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' fortificata per assicurarla contro una occupazion_e nemica. Non meno rinomato pee le sue qualità eccellenti si è 11 porto nnlurnle d'Augusta, che ha grande analogia con quello di Sfracusa, e dove la flotta inglese 'trasse quella cli Francia fatta prigione alla battaglia di Abukir. Ove però si voglia stabilire un confronto fra le due posizioni di Augusta. e Siracusa, per rispetto alla strategia e fra le prerogative inerenti a ciascuna. ,delle locn li tiì, si ritiene che la prc~minenza verrebbe accordata alla seconda . Quando poi si guardi alla estrema vicinanza delle due città , alla necessità in cui siamo, anche indipendentemenLe dalle spese, di non moltiplicare il numero dei punti fo rtificati, tanlo · più in posizioni così lontane ai territori nei quali con tutta probabilità vemrnno ristrette le grandi operazioni mi.., litari, se ne concluderà che bisogna rinunziare à rendere rnigliori le condizioni difensive d'entrambe le smldiscorse piazze di mare, e che, in presenza. di questa necessità, dovendosi p\ir deeidere a favore dell'una o dell'altra, la. scelta debba cadere sopra. Siracusa; limitandosi a er'eare, specialmente con torp~dini, oslacoli tali all'ingresso del porto di Augusta da rendere per l'inimico estremamente periglioso il volere arrischiarsi a pene trarvi, tanto più con l' estrern a vicinanza di Sfracusa e la non molta lontananza della grande stazione navale e piazza di guerra che avremo debitamente , sistemata al Faro. Con queste possenti fortificazioni del Faro, colla piazza di Taranto ed in vista delle grandi difficoltà che incontrerebbe il nemico ad effettuare uno sbarco di qualche importanz~ in un µunto intermedio della


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terraferma, si può l'itenere abbastanza guardata la estrema Calabria. A sbarral'e poi. <~ompletamente il tallone de llo Stivale (la terra d'Otranto) occorrerebbe che venisse fortifica ta bene anche Brindi.si; chè di leggeri si scol'ge come se ne otterrebbe l'eecellente linea di difesa TaranLoBTindisi, la quale riesce assai breve e non girabile ai suoi estreni i, che si potrebbero in brev'om dare la mano reciprocamente. ,~.e _f~vor~voli condizioni. della rada e del porto di Brmd1s1, n spelto al recente indirizzo cli buon augurio per· tal paese e per Halia tuu.a, che ha préso il commercio del levante, come pure i lavori che in iscala g_rancle sonosi avviati nel porto di Brindisi, o·.nde specialmente impedire l'interrimen to del canale che dalla rada coilduce ai due famos i corni, che involgendo in parte la città ne costituiscono il porto, sono coso tanto conosciute che ci dispensano dall'aggiunger parola sull'i mportanza di tale sLnzion e marittima, cui è riserbato un bello avvenfre, se si riesci.rà, come vi è rngione di credere, a togliervi la malsa-nia e ad infondere alla ·popolazione un poco di quell'attività sulla quale precipuam ente è fondnta la prosperità clei grandi emporii commerciali. Qualche parola abbiamo già detto dell'importanza . strategica di Brindisi ; la quale, unita alla vastità, accessibilùò per tut.te le navi, e sicmezza della sua rada e del porto, esige che noi procuriamo di tenerci pad::oni s~mpre di_ colai~ imporlantissimo ancoraggio e d_1mped1re che .il nemico se ne impossessi mai. r,'.ò nulla, 1118JJ O, avuto present e che superiormente ed mfer10rmente a Brindisi per lungo traùo di costa non vi sono obbiettivi di anche mediocre- importanza: nè alcun approdo che si presti a sbarchi di qualche entità, per cui non è d'wpo difendere la piazza dalla

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parte di terra; su!la consìderazione poi che per proteggere la rada di Briridisi basta rendere migliore il fortino a mare e costruire una buona batteria fra quei due stagni, che piccolo e grande fiume appellansi, al fine di battere diretta mente l'unica bocca praticabile, che è quella fra l'isolotto di sant'Andrea. e gli scogli che slnnno di faccia al fiume grande, e si denominano Petagne, alle qunli emergenze si potrà provvedere con espeùienti temporari abbastanza efficaci presentandosene il bisogno; così non si crede che per molti e molti anni sia il caso di pensare a far cosa alcuna,. onde trasformare in modo permanente la piazza .in discorso. Ci sembra poi che colesto sia uno dei rarissimi casi nei ,quali si possa oLtenere un buon r:isultato con opere fort.ificatorie di circostanza{alle quali in massima siamo contrari per quanto ha tratto alle difese a mare delle stazioni navali). appunto per la ragione che occorre appena di battere efficacemente l'imboccatura della rada di. Brindisi, ed impiegar torpedini per impedire al nemico il possesso di essa; epperò che breve tempo dovrà. sempre bastare onde meuerci in mism·a di tanto conseguire. Da Brindisi fino a Manfredonia la costa corre quasi rettilinea e non ha insenature. Essa è quasi tutta sottile, ma però in gran parte disadatta ad un grande sbarao. I porti d,i poca considerazione ed i piccoli ancoraggi che s'incontrano lunghesso cotesto estesissimo tratto di costa non si prestano per dare ricetto ad una squadra, la quale solo potrebbe trovare ricovero nella rada di Manfredonia, che vien di seguit'o e presenta un buonissimo ancoraggio , nè ha traversie, in fuori da quella dei venti da greco-levante ad oslro-sc1rocco.


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SULLA OlF'ESA D'ITALIA

STUDI

Questa rada ha tu(ti i caratt eri di un punto adatto ad uno sbarco. ftfa la sua posizione relativamente a Taranto, 8~indisi, Aquila ed Ancona dà luogo a eredere che difficilmente potrebh'essere scelta per una discesa di truppe nemiche, le quali si troverebbero da ogni parte minacciate e senza un ohbiertivo di sufficiente importanza. Dal Gargano fino al Tronto la costa è rappresentata da- un grandissimo arco di circolo con una piccola corda e senza insenature di qualche rilievo. Quivi si trovano porti e semplici ancoraggi da poco, e di nessuna importanza marittima o militare , senza escludere .Pescara, che già da tempo non figura più fra le piazze forli. · ~al Tronto ad Ancona la costa riprende un andamento quasi rettilineo, ed in condizioni non dissimili a quelle a<:cennate per il tronco inferiore, in riguardo alle insenature, ai por~i, agli ancoraggi ed all' i1riportanza militare. Il porto di Ancona è il più nmarchevole di tutta la costa adriatica italiana, gìacchè quello cli'Brindisi non gli piglierà questo primato, se non in progresso di tempo. · Quella città ebbe sempre una certa importanza militare; fu presa dai Francesi nel 1798 e nel ,J 83~ e, soggetta ai Francesi , contro gli Austriaci , sostenne un assedio memorabile nel 1799; tutti poi ricordano il fatto di guerra che la ridiede all'Italia nel 1860. Anche in oggi questa piazza conèerva un grande valore, e .come punto strategico e come stazione navale, quantunque per la poca estensione della rada in cui risiede, non sia nè possa essere da mare al sicuro contro U!1 bombardamento ; la quale circostanza basta a confutare l'opinione emessa da taluni che Anconà 1

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doveva essere preferita alla Spezia per c;oslruirvi il primario stabilimento della nostra marina da guerra. Parlando di Venezia vedemmo che, vuoi per la estrema difficollà cli mantenere nei suoi canali quella profondità d'acqua di cu i in oggi abb isognano le navi da guerra, vuoi perchè poehissimi legni nemici basterebbero a tenere chiusi nella laguna tur.ti quei nostri che vi fossero ri.coverati, non bisogna fare largo as segnamento su Venezia s tessa quale stazione militare navale. Da ciò risulta evidentemente che bisogna tenel'e in gran conto l'unico vasto e buon porto che abbiamo .sull'Ad riatico, il quale per cli più venne recentemente fornito di poderose opere fortificatorie. Il grande valore poi di Ancona come punto strategico , rispetto .alle operazioni deJl' esercito , emerge chiaramente, per poco che si consideri di r1uanto aiuto essa po~rà essere -per un primo concentramento delle truppe sparse nelle varie provincie meridionali del versante adriatico, e come tesla della grande linea di operazioni verso 'il Po, la quale deve fare perno in Bologna. Inoltre, l'occupare fortemente Ancona diverrebbe una assoluta necessità, allorquando il grande riclolto della difesa dovesse entrare in azione, sia per i rinforzi e le somniinistranze cli ogni natura,· che a questo potrebbe con sicut'ezza inviare; sia perchè, occupata Ancona fortemente, vieppiù renderebbe improbabile una punta del nemico vers·o la stretta che separa l'Agro bolo_gnese dalle valli di Comacchio, allo intento di girare a dritta il gran centro della difesa. Ma, se ciò non bastasse per dimostrare il molto valore strategico di Ancona, ricordiamoci che questa piazza è altresì testa della linea di difesa molto interessante, che ha r:1tro capo in Gaeta, e che avrà sempre grande valore nelle o.perazioni militari di cui p~ò essere teatro


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SULLA DJFESA D''l'fALIA

STUDJ

la zona centrale dell'ltalia sopra entl'ambi i versanti apenninici . Egli è perciò che, non credendosi nè manco su_ffic.:enti le opere considerevoli eseguite dal 18{H in poi ~nde rendere Ancona una buona · piazza di guerra e stazwnc militare navale, sarà prezzo dell'opera studiare quali sieno o·li ·ulteriori miglioramenti da i11trodurvi, quali di essio conviene cha assumano tosto un carattere d'1 permanenza e quaìi potranno essere .i~vec_e eseguiti in poco tempo , qualora se ne presenti r1 bisogno .

XXXVllI. Capua, piccola e difettosa testa diyonte ~ul Voltur?o, è generalmente riguardata quale piazza d1 guer~·a piuttosto importante, o meglio, i? posizione strategi~a ~al~ da esser presa in molla considerazione; per ~u1 g10~1 lo apportarvi radicali trasformazioni ed amphamen~1. Qnesta opinione si è andata sviluppando_ dal 186 11 m poi, specialmente perchè Capua ~ra l'umco ~unto fo\tificato nel quale bisognava inciampasse chi dal g1a Stato pontificio volevà' per diretta strada scendere nelle provincie napoletane minacciandone il maggior centro. Per altro la breve linea cli difesa Capua-Gaeta avrebbe potuto essere in allora considerata, siccome tuttora _sì potrebbe considerare, assai fo~·te, se non fosse facil- . mente girabile sulla destra dalla grande strada che da ' · Isernia passa il Calore sul ponte a Solopaca. Abbiamo già fatto cenno dr-Il'influenza s lrate~ca sul paese circostante, che ha Gaeta per tu.tt~ la larghezza de!Ia ferl.isola ; influenza che dalla parte tirrena prende t .•

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una grande estensione, sendo ta.l' piazza egualmente distante da Genova e dal Fàro , ed al cui paragone evidentemente non ,regge quella di Capua, la cui sfera d'azione non potrà mai essere che molto ristrelta. Invero, dovendo una linea difensiva completa di quella parte d'Italia, estendersi fra l'uno e l'altro mare, quando si vogli a ch'essa linea coincida qolla posizion e di Capua, che· è in aperta pianura e girabile sopr.:1 e sotto corrente converrebbe quasi per intero creare siffatta linea di difesa, costruendo fra Capua stessa e ManfÌ'edonia (unica rada intermedia dell'Adriatico, siccome vedemmo), non una, ma varie piazze forti, onde rimediare all' accessibilità della linea quasi per tutto il tratto di chilometri 200, che separa Capua da Manfredonia, e che, fra l'allro, attraversa tutto il vastissimo Tavoliere dell e Puglie. Se parecchie volle furono attaccate le fortificazioni di Capua, non accadde già perchè questa fosse realmente in una posizione strategica imporlante, ma bensì perchè tali fortificazioni racchiudevano i_I .punto di passaggio obbligatorio del Volturno, quLVI essendo stato costrutto il solo ponte stabile che esistesse sopra tal fium e prima della costruzione della ferrovia che congiunJ'.l'e Roma a Napoli, la quale fu pur tenuta sotto l influenzao di Capua stessa, E' però da osservare ne allorquando Napoleone I suggeriva al fratello Giuseppe di costruire una grande piazza .centrale che servisse di appoggio al nuovo regno, si pronunciò in favor~ della fabbricazione a nuovo di una tal piazza nei pressi di Castellamar~ , e non s celse già il sito della fortificata Capua; idea questa ch'egli anzi rigettò dopo averla discussa. Non potendo adunque considerare Capua siccome anello di una catena che non esiste, converrà conservarla nello stato in cui -trovasi o presso a poco, quale ~NO XVI.

Voi.,

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STUDI

SULU DIFESA o'ITAl, lA

passaggio momentaneo -per op~rare con agio sulle due sponde del Volturno. Ti:rtt' al più , all'oggetto di non vederne .cli primo lral.lo paraliz-zata ogni azione, si potrà scegl iere un unico punto sui monLi prossimi Tifati per costruirvi ùn forte che impedisca , per il tempo necessario, che il nemico possa prendere posizione su quelle pericolose aliUl'e. Ad ogni modo anehe siffatta opera, la sola che noi ammetteremmo, dovrebbe essere delle ulti me fra quelle a costruirsi per la di.fesa mv.lionale, sendo spediente che il denaro di , cui si potrà dispbrrc a vanlaggio di essa nei prossi rni anni venga molto più 11tilmeute -i mpiegato .

il quale .sia padrone dell'Aquila, avrà sull'avversario, da qualunque ·parte questi si presenti. Aquila non è lontana cfae dl!,e marcie da Teramo, tre da isoletta e quattro da Gaeta; epperò di colà si può agevolmente cadere sui fianchi od alle -spalle ,del nemico, se dal nord seencle per le vie di ,Gaeta, (~ Isoletta o Pescara, potendoglisi egualmente sbarrare il passo allorchè, provenienle dal sud , minaceiasse Roma da eotal parte. Di quesLa ìinea tra Gaeta ed Ancona , e di ,!=!uella srn;sidiaria Gaeta e Pescara, le quali sono le sole .<,lestinate ad a vere una .grande parte nella difesa diretta aella capitale .e del territorio nazioniile -retmsta-nte J sia che le minaccie pro\:engano dal no rd· che in ,senso inverso, l'Aquila fu in ~gni temji)O riguatdata l,a V(}ra chiave. Si ricorda, fra l'altro,, ehe Paolo UI fect prQporre a Carlo N il cambio di Aq liUa contro ,PaPrna,e ;Piacenia, pro.vincie in allora soggetLe a1la ,Tia1;a; rpa,l'.imperatGre ao·colse la grassa offerta. eon un decicso rifiuto, per l'uni·ca ragion e che considerava l'Aquila c.ome la chiave della difesa della fron 1 iera ·uar~oletana . Questa frontiera, la qu,ale appunto coinciderebbe c&lla lir1ea di difesa ora da noi come da ,tanti altri propugnata, se ·non ne riuscissero a!,quanto ~pos~ati gli est1ìemi per averli in d11e buoni porti di IR9-re dovu1.amente .fortifieati, veniva giudiQata 1da ~aJi:10.leo,ne ,I nel ,m@do seg11e.nle; al proposito , fle l qua.le , giudizi.Q autorevoli.ssi rno ,premettiamo ,che ,pe.r . apµiicarlo ,-/Illf:) nostre attuali cireostanze basterà solo mettere Ancona al posto ,d1dla 1fo.oe delffromo ed in luogo .di· :rerrac.ina considerar 1Gaeba ; .,do.vendo ·inQltre ass~g.nare,aJ.nostr.o ese1icito ,.ma.zionale Ja Jparte t1he ,il Jgran · ~apitano-;{l:tt1:ibuìva ai Napoletani. .« La frontiera "terrestre del- regno -di ·Napoli-ha delle «!.Pilr.ticola.ri~à ,non -co~uni. 1La, rsinistra della , liAea

Si è cdi g0iù fallo eco.no tlel grande valore t:he dovrebb'e attribuir-s-i ad una lin ea di difesa, la quale abb-ia i suoi estremi neìle stazioni navali miliLari di ,<;asta ed · An(.;ona eol necessat·i o rinfor½O in un punto intermedio indiso-u~i,bilrnente strategico mediante il quale ·venga assiouratà la reciproca influenza di così fatti due estremi. Questo punto in termedio, fnor di conte,cStazione, lo abbiamo nella posi,zione di Aquiìa. . ,La ,vallata d'Aquila ·è un vero grande nodo di co~ rnunicazioni. ,P er essa infatti si accede da un lato àlle valli del Yomano, del Tronto e del Corno, dall'ahr.0 a quelle del Velino, del Sallo e del Turano; a mezzo ,poi d~lla valle del Corno si comunica con queUa del!~ ,Nera; per · quelle del Salto e Turano colle -altre due·dl ~,Roveto e del Teverone. Asptissime, pressochè inaccessibili, s·ono·le montagne -tra lle 1quali si gp11·ono le or menzionate valli, nè v'ha possibilità di ·schiudersi un varco se n0n ·là dova naliurçl stabiliva -l'incontro de lle medesime. E, sicconJ'e appuntp --sull'-alta val-le d'Aquila ·-si ap1,1ono gl,i · accessi t:ul:li---delle · sei prime fra le or ·mentovate valli, eosì chiàramerate si ,può -s00rgere l'·a.ss,oluto v-antaggio che ~un ,esercito,

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STUDI 212 « poggia a Terracina, piccola città sul Tirreno a due « marcie da Roma; il centro tra Civita Ducale e Rieti « a 5 leghe da · T.erni; la destra poggia ali' Adriatico « sul Tronto. « Questa linea, non più lunga di 50 leghe, è una « specie di diagonale. « Il generale che vuole attaccare lo Stato napoletano « non può girare questa linea, perchè termina nei due « mari. « Se dirige i suoi movimenti sopra Roma e Terra« cina, può essere compromesso , perchè in 5 ore « i Napoletani possono forzare il centro, arrivare per « Rieti e Terni alle di lui spaUe, ed occupare lo sbocco « delle strade che si diramano in Foligno. « Se vuol forzare il centro, o la destra del nemico, « egli va ad imbarazzarsi in un paese intersecato da « asprissime montagne, in mezzo a gole, dove ad ogni « passo può essere arrestato ed anche avviluppato. << S'egli trascura il Tronto e le sponde dell'Adriatico , « i Napoletani in due giorni possono essere in Ancona, « e perciò a 12 marcie dielro Terracina.

« Il Regno di Napoli ben difeso, non può essere « invaso chè da un nemico abile e numeroso . Attac« cando il regno di Napoli dalla parte di Terracina e « Ponlecorvo, bisogna avere imponenti forze tra Ascoli « e Terni per impedirè ai Napoletani di sboccare dalle « loro fronLiere e di venire alle spalle ( 1) ». 1

l\folLi altri argomenti , desumendoli in ispecie dalla topografia dei' luoghi, si potrebbero ·aggiungere a convalidare vieppiù l'opinione che una delle linee di ·di-

, (1), Commentari di. Napoleone, pag. 1036. Liskene et Sauvan..

SULLA DlFESA

o' ITAUA

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fesa maggiormente forti esistenti nel suolo italiano si è quella della quale ora ci occupiamo. \\la dovremmo, esponendoli, allargarci a particolarità, che non possono aver posto fra questi studi del tullo sommarii; quindi ci limileremo a riassumerne gl' incontestabili pregi, i quali sono : ·1° Ch'essa linea, coperta nel mezzo dall'Aquila, che è la chiave strategica, di tutta la regione , non può essere g irata ne'suoi estremi; , 2° Che la medesima, trovandos i . fra due porti ed in mezzo a due dei maggiori centri della Penisola, ne potrà ritrarre ogni possibile giovamento; 3° Che grande sieurezza le proviene per esserne il centro garanLilo dalle aspre montagne della Sibilla, del Gran Sasso e del Velino contro gli attacchi del nemico, il quale non potrebbe riunire le sue forze che sopra la sola comunicazione traversale eh Foligno'I'erni-Roma; mentre noi, stabiliti all'Aquila, polremo sempre precederlo con ispiegare le nostre forze su tale eomunicazione sboccando a Terni per la gola di Antrodoco e coprendo in tal guisa la capitale .' 4-° Che , per contro , la nostra · linea sul. rovescio può disporre di svariate, grandi, facili e molto proficue comunicazioni. Osserviamo infine come non si rilenga nemmeno necessario il e.ostruire in Aq nilu, centro della linea e necessario punto d'appoggio ,degli estremi di questa, una grande piazzu forte permanente; imperocchè le condizioni topograficlrn della località permetteranno sempre di sbarrare con formidab ili batterie al ~momento del bisogno i var.-chi determinati ed obbligatorii che aprono le varie strade conC'or~enti nell'Aquila stessa. Come pure, allorchè si reputi, nel procedere di u~a guerra, necessario lo stabilire un corpo <l'os.s ervazione


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STUDI ~

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SULLA D)FESA o'IT,U,!A

in posmone intermedia fra Roma e Napol i, sembra che

la· scelta do-vrehhe cadere sui pressi, di S. Ger.rrrano,, situato nel punto d'i comunicazione fra le valli· Garigliano e Volturno, e sulla via Roma-Napoli , via che fu nel maggior r)um ero dei casi Battuta dagi'invasori delle provincie napoletane. La posizione di S. ·Germano, che potrà senza gravi diffieoltà ridmsi inJ Ull' buon campo trincerato, è preferibile all'altra di eapua come punto strategico; perchè l'influenza di quella.si estende sopra le due or accennate valli, per le quali le twppe con-centrate in S. Germano possono avere immediata e sicura comunicazione con quelle di Gaeta, d'Aquila , di Roma e di Napoli per Capua; menLre quesl'ulLirna piazza non comanda alcuna valle, nè può, dpeùamolo , essere che una semplice testa di ponte .

xxxrx. Pienamente conscio della som.rna gravità delle varie questioni che si riferjscono alla difesa degli Stati, noni mi dissimulai ad un tempo la deficienza · del mio ingegno, la· quale non poteva consentite e.be n1i elevassj e mantenessi all'altezza delle medesime . Conobbi pure come,. al fine di non dimosirarmi del tutto indegno d'intrattenere qualche indulgente lettore intorno argomenti, che per se stessi esigono uno studio il più: profondo e vastissime cognizioni , sarebbero stati necessari tempo ed agio maggiori di! quelli che mi p·o-· tevano essere conceduti : nondimeno, animato dal sommo desiderio di conc0'J.'rei·e, per quanto- mi fosse da:to, a mantener viva la discussione, sovrà, una, ma-

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te11ia che interessa estremamente la nazione, cd a portarla sopra un teneno pratico; incoraggiato per di più da qualche benevolo am ico , ho superato la mia ben natmale esitanza, ed ho messo in atto il mio proposito con ogn i buon volere, e con tutte le forze che potevo in mc raccogliere. Rccorni dunque pervenuto verso il termine de l mio lungo ed al'duo cammino·, sostenuco dalla speranza che si vorrà aecoglierc benevolmente il mio lavoro, qualunquè esso sia. Irnpcrocchè, l'esp.orre con lutla franehezza concetli che sono frutto di lung he meditazioni e del più intinto convincimento , non si vnr-rà ehiamare presunzione ; non fos s'altr-o, all'intento di promuovere la cr itica, in forw della quale, se molte idee verranno, forse a ragione , contraddette, molti argomenti confutati, co n tutto eii) q ualche cosa di accettab ile surà dato ad ogni modo di rilevcJre qua e là in que' concetti; cd, almeno, q uesto poco pot'rù servire a qualche più valente penna di punto di partenza per mettere in piena lu ce il vero, per eoncretare propos:te concludenti, per eoudurre alla persuasione, e da questa ai fatti . E non di vane parole , nè di sterili discussioni ha bisogno l'[talia , specialmente per ciò che si riferisce alle varie quistioni militari; ma cli opera energica e solerte , qual natucale eonseguenza di profondi e severi studi, onde potere gual'dare ardit.a.mente in faceia l'avvenire. Questo le sarà leeito ogni qualvolta non si. w~rda di coraggio per la triste situazione delle sue finanze~; ma invece si riprometta dall'operosità più costante ed ordinata un largo e· non tardo compenso ai sacrjfici che senza indugio è obbligata ad imporsi onde provvedere alla propria difesa. L'indagare appunto in qual modo si possa per il nostro paese -rendere meno gravoso ·cotal còrnpito, fu il principale scopo dei presenti stuaii.


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STUDI

SULLA. OIFESA D'ITALIA

Questa indagine c'indusse necessariamente a trattare la questione dal lato teorico-ingegneresco non solo , ma eziandio nei suoi rapporti colle copdizioni politiche ed economiche dell'Italia; colla costituzione e la forza del nostro esercito e della nostra marina da guerra; coìle quali tà intrinseche, rispetto alle grandi operaz10ni strategiche, del nostro territorio, il quale ha una conformazione quasi del tutto speciale e si presta i.n moltissimi punti per una valida di!esa at.tiva con mezzi, relaiivilmcnte, limitati. per essere in gran pari.e n:wlto accidentato: cogl'immcnsi progressi . infine che sonosi da pochi ,rnni in qua verificali in ogni ramo çiell'arte della guerra. Parimenti ci facemmo ad indagare l' infJ.uenza che potè avere la fortificuzione durante la grossa guerra testè combattuta sul suolo francese; la quale ci fruttò il tri:-;to insegnamento che anche poche selfimane possono bastare per disperdere I' eserciLo più possente per numero, valore e piuriottisrno; ridurre all'estrema rovina la più grande e temuta nazione; fare sparire fra le imprecazion i del suo popolo una gloriosa dinastia all'indomani del giorno in cui da un' imm.ensa maggioranza riceveva i maggiori attestati di riverenza e d'affetto; insomma portare ovnnqu.! lo sconforto, l\uniliazione, la miseria. · Nè potemmo esimerci da tale ricerca; giacchè trattava si di una nazione, fornita bt'nsl di una "doppia e triplice cerchia di piazze di guerra; ma la quale, sentendo trop po altamente cli sè per figmarsi che, quando meno $e lo sarebbe aspettato, vedrebbesi costretta a subire in brev'ora l'invasione di buona purt.e del suo territorio, non aveva credulo d'indagare a suo tempo se iJ suo sistema difensivo corrispondesse, o no, a:lle slf·et.te esigenze della guerra r:noderna. Dovemmo quindi portare le indagini nostre intorno

ciò su cm, rn fatto di fortificazioni aitualmente possedute dall'Italia, possa la medesima in ogni circostanza fare valido assegnamento pPr iscongimare un'invasione, od almeno per farla tosto . cessare e renderne meno disastrose- le conseguenze. Ci dovemmo convineere che <lessa è molto, ma mollo povera a questo riguardo; non già per il numero clelie sue piazze forti, ma bensì per il loro valore tanto strategico, quanto in linea d'arte. Passammo ad osservare, che dovendosi per una così triste cond izione di cose non frapporre indugjo ad attuare in breve giro d'anni un buon piano generale d1 difesa, era di tutta ev idenza che, per ciò fare colla dovuta parsimonia cli spese, non si trattava già di accumulare piazze forti su piazze forti , mantenendo per la loro edificazione o trasformazione il sistema delle mezze misure che , forse giustamente, si potè trovar buono per Bologna, Piacenza, ecc ., nel ,J860. cioè in un'epoca di transizione; rnn. il quale, ora che l'Italia è del 1utto costituita, ci porterebbe a gettar via in ogni modo molto ·danaro, senza provvedere con ogni efficacia alla clifesa nazionale. Am:i , piuuosto che avere un grande numero di cattive piazze di guerra, egl~ è di gran lunga preferibile il non averne. Almeno così non ci troveremo costretti , fra le altre ,cose, ad indebolire di molto l'esercito attivo, disseminandone una eletta parte fra cotesti punti imperfettamente fortifica ti. Vedemmo poi, come l'arte moderna del guerreggiare venga, fino ad un certo punto, a favorirci nel nostro estremo bisogno di fare ogn i possibile economia; inqnantochè quella non deve far grande conto sopra il valore dei forti di sbal'ramento permanenti di frontiera, essendo ad essi applicabilissi.mo il detto di Federigo il Grande - « CoJui che vuol tutto coprite, null a copte }). È ben vero che tutte e tre le nostre frontiere di terra

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SUU,A DIFESA D ITAI.IA

STUDI

sono per la maggior parte del loro sv,iluppo fra le barriere più inaccessibili del mond0; ma, fatalmente, ciascheduna presen1a il. suo lato debole. Dove infatti' cessano le Alpi, onde lasciare il posto agli Appennini, le une e giri altri. si tl"Ovano molto depressi -e lasciano foa di loro un ampio varco, il quale non · ·può essere sbarl'ato artificialmente che in modo i.mperfetto; onde in brev'ora sarebbe forzato, ove si lasciass.e unicamente in balìa delle forze passive che quivi stabilire noi volessimo . Chi po'i non sa che la; frontiera doll'!sonzo è completamente aperta, che una. forte scorrel'ia di truppa nernjca da quella parte, ove il nostro eserei.to non si Lrovasse in buon punlo per prendere l' offe11siva , obbhgherebbe a riti.rare tuHe l'~ oostTe forze dal rirnan ente della frontiera, lasciundo alla propria impotenz/l quei forti cli sbarramento che avessimo sopra la medesima più al nord<:? I,ungamen·te ci siamo tratten uti a discntere sul valore e la convenienza delle piazze di froni.iera e, appoggiandoei al ragionamento ed alla realtà di fatti odierni, le proserivemmo in modo assoluto, anche perchè le medesime non ci dispenserebbero <fal dover_ fortificare altri dati punti delle più in teme, vere nostre, linee di difesa; onde ne risulterebbe tale una serie interminabile di piazze forti, che in realtà aHebbe solo per conseguenza inevitabile di paralizzare in gran parte le nostre forze attive, ,di scemarne la confidenza in se medesime e lo slancio . Concludemmo perciò a tale proposito che si deve essenzialmenLe l'itenere per fermo che il miglior sistema di difesa gli è il più sempli"ce ed il più concentrato; che esso.anzi vuol essere cornpil!lto mettendo in condizioni di offrire il massimo gmd'o di resisten~a un punto centrale strategico bene scelto, il quale secondo la eonfigurazione del paese e la posizione della capitale rispetto le frontiere, sàrù o

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la capitale stessa, o più prossimo a quelle, pùrchè ad ogni modo copra inter;1mente la capitale. Abbiamo esposta l'opinione, giustamente condivisa da, tutti coloro i quali si occupano dell' interessantissimo problem1J della difesa nostra territoriale, doversi, eioè, necessariamente aver.e stazioni navuli fortissime, come 7n1,nti est1·emi non girabili clellc nostre linee di difesa interne, eome valido appoggio delle operazioni della nostrn armata navale, come luoghi di rifugio per essa e piazze di concentramento e grandi cenu,i d'ogni risorsa, d,ù qu ali dovremo ritrarre uomini, materiali e derrate per alimentare i nostri eserci ti e la nostra marina qa guerra, della <1 uale debbono essere completarni>nte al sicuro gli arsenali. Cercammo inoltre di rendere evidente che, se l'unico r,nodo logicamente ammissibile di fare econom ia (come d'allronde ci viene imposto dalle esigenze della guerra moderna) consiste ncll' adouare un sistema dife nsi v.o che impotli _l'esistenza di un numero di piazze di guerra permanenti, limitato per tutto quanto sia concesso, purchè però si metta ogni stud io onde gli estremi della linea di difesa che le comprenderanno non sieno girabili; d'altra parte, non si potrù evitare all'Italia quello spendio che occorre perchè a queste non nu. merose piazze provveggas i in rapporto alla imporianza che a ciascheduna di esse è assegnala nelle operazioni di guerra, impiegando tutti i mezzi che l'arte può suggerire, affinchè le piazze medesime contrappongano alle presenti odierne artiglierie tutto quel grado di resistenza sul quale si deve fare assegnamento. Oltre poi al grande costo che importerò. la sola riduzione delle piazze di guerra, per modo che soddisfino a queste con dizioni, debbesi provvedere ahresì all' armamento delle medesime; e giù vedemrn.o di quanta entità sia pure questa· categoria ·di spesa;. Avi·erno per di più gli


SULLA Dlf<'ESA o'ITAUA

STGDI 220 approvvigionamenti, i depositi di materiale vario, gli ospedali, gli opifici militari e tante altre fonti di maggiore gravissimo dispendio. Si osservò come, col volere che in generale le no·stre piazze di guerra sien ~i realmente forti e d'ogni cosa in guerra necessaria fornite, non si debba però intendere che per circostanze speciali di luogo o per altro, talune di esse non possano rimanere quali si trovano; corne in olLre, con tutta probab1liLà, in dote circostanze di guerra, potrà rendersi indispensabile, e sarà molto utile, il forlifjcare in mod o transitorio alcuni .punti di già ben determinati, dovendo ritenere superfluo il pensare in modo stabile 11 fortificare· sif:. fatti punti o perchè la natura li rende essa medesima così formidabili che basta il collocarvi buone artiglierie ben riparate, al fin e di renderli del tutto inesp'ugnabili; o pe;rchè corrispondono a linee interne che difficilmente potrebbero enLrare in azione; o perchè infine il loro scopo non differisce guarì da quello assegnato finora ai campi 1ricerati di forliGcazione pas- · seggern. Tenendo per bc.1se cosiffatti principii, non proponemmo la costruzione dì alcuna nnova piazza di guerra nè grande nè piccola, tranne la t~sta di ponte di Valenza e la piazza di Roma, considerata essenzialmente come punto minacciato dalla frontiera di mare; dichiarammo solo necessario . il riordinare con larghezza di vedute·, potenza di mezzi ed in iscala or· più. or meno grande, Casale, Alessandria, Genova, Verona, Mantova con Borgoforte, Legnago, Pavia, Piacenza,, Spezia, Bologna, Ancona,. Monte Argentaro, Gaeta, Daja,. Taranto, il faro di Messina; Sil'acusa. Dichiarammo essei'e nostro avviso che debbaosi f;omprendere nel novero delle piazze forti, conservandole però quali ora trovansi, ovvero solo preparando gli

· studi per migliorarne le condizioni difensive in caso di bisogno col sistema delle così dette opere miste, oltre i forti di sbarramento che esistono alle frontiere, le seguenti altré piazze : Vado - Peschiera - Venezia e sue dipendenze. - Pizzighettone ~ Porto Ferraio e Porto Longone -- Orbetello - Capua - Brindisi, le teste di ponte di Cavanella d'Adige, di S. Maria Maddal ena, di Boara e Badia. Segnalammo infine siccome punti indicatissimi per costruirvi opere miste od anche solo campali, a seconda della circostanza, oltre ai varchi alpini ed appenninici che fossero minacciati, le posizioni dei Monti Berici e Colli Euganei, Stradella superiormente a Piacenza; Aquila nell'Abruzzo; S. Germano nell'incontro delle valli del Garigliano e del Volturno ; infine una posizione centrale nella Sicilia in comunicazione diretta con Messina, anzitutto, e cogli altri principali punti di approdo dell'Isola. La conformazione speciale dell' Italia peninsulare, dalla quale deriva un grande sviluppo di costa su tre mari, è la cagione precipua per çui non ci sembra che vi sia modo cli sr.emare ancora di più ìl numero dei punti fortificati del nostro paese. Delle diciassette piazze dianzi menzionate, che in minima parte si dovrebbero costruire a nuovo e per il rimanente trasformare su vasta scala con opere permanenti, otto soltanto sono interne, le altre stanno sul mare e lo scopo loro è così ben determinato e d'importanza tanto evidente che in realtà non saprebbesi quale di esse lasciare in disparte, ove si voglia ottenere un completo sistema di difesa dell'Italia nostra. In quanto alle altre tredici piazze che farebbero parte del sistema stesso, ma verrebbero per un tempo indefinito conservate quali trovansi, solo sette sono

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$'i'UDI 22-2 interne : arrzi, fra queste, k quattro teste di FlOnti> che furono menzionate per ultimo, sono· e dovI:anno ,rimanere quattro gruppi di semplici opere in terna Mestinati a coprire il passaggio dall' una all' altm (sponda clell' Adige e del Po in trau.i ciel corso di.. cotesti fiumi per se medesimi abbastanza forti; che per conseguenza hanno e rnanterrnnno un valoi:e intrinseco limitato anzichè no, potranno ricevere .un m11namento quasi in totalità con ·pezzi ,di oampagnu e non avere un presidio stabile in tempo di guerra, -<ihiarnando all'occorrenza a di fen,forli dùitaccamexiti di vetiroguardia. Rispetto a Peschiera, Pizzighettone e Capua, quan(tunque a ,tali pia,zze si .attribuisca una importanza .del ,tutto . secondaria, pure, dal momento che esistano .e .che non esigono un grande armamento nè presidio numeroso, non osiamo proporne lo smantellamento; anche perchè, in quanto a Peschiera e Pizzighettone, sono desse intimamente collegate con altre fortezze di ben .;:i.ltr:o ,'\-lakll!e , &alle quali possono éssere validamente · ;sostem1te. ~In quanto a Capua, sarà questa sernpre.:gio:•vev0le~come testa .di ponte sul iV,olturno, e la sua, caduta non potr.à 0ss.ere grt•n fatto ulile al nemico, fintaJit0cl1è noi saremo padroni della vera linea di .difesa della J.>ta.ssa .:Italia, .che abbiamo veduto essere quella che ha ,per 1est;remi Ancona e Gael.a , per .éentro ,aquila, Meua· ·chiave ·strategica ,della contrada .

011a1noi .sarernmo .giunti ·aU:opport1mo momento ,di 1espotre ,qualche 'idea intor:no ,alle spese ir:i:dispensabili ,o.n~l:e Jtra:1'!:1urre :in (a't.to .il 1piano gene11ale ·della .difesa nazio.male ,se:condo i concetti che ,abbiamo fin qui ,sY:ilappatì : 1forse :qualcheduno .deside1·a una ,pa:uola tespliGita isu ·qmtest'.aTgomento rclel ,.massimo ·interesse. iil c0rlese ,lettore [il'e1·ò vonrù I tenerci :..p·er iscusati .se,

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223 ad onta del nostro vivo desiderio di renderlo pago a tal propesito, ci astenemo dal dare alcuna cifra. Ricordando quello · che ·abbiamo detto in varii punti di questi studi ris~elto al costo delle opere moderne .di fortificazione in genere , ed in particolare di talune . cl.elle grandi costruzioni milit,tri eseguite in ,Europa in ,questi ultimi anni, r,gli potrà in buon dato rintracciaue le 1:agioni per le qua.li non crediamo di chiudere il -I11os-tro sDrèuo •coll:e1mrnerazione.. dei,milir,,ni· ohc•FHalta -sarà ·obbligata a spendere, per aver costruite a nuovo, ovvero ne! modo il più completo riordinate quelle et.te -p.iaae ùi guenra, Jc quali , .a veder nostro, deblJOno costitnire i prìneipali punti d'uppoggio alle ,ooerazi00,i -delle forze Ji terra e di mare, dall'arte ,res{ inespu,goah:iJi 1per LUtto quanto possa questa consentire. Pur troppo gl'ingegneri militari di tutbi i paesi, dal ,g.iorno in cui sorse chi volle non ,più ravvisare nel sislema ,bastionalo il !l'Wn plus ult1•a'·della perfezione, :finirono per t:rovarsi divisi in campi opposti nell' appli1eazione dei prin0iipii fondamentali dell'arte loro . Qu:ès10 disaccordo alta-mente c.onlJiibuì actarrestare . il t~Jroo·;·esso deWante med esima, perchè nessana delle patti ·avverse .volle 'dare · bastevoli c0ncessiont: e ciò nello stesso .1;rienbre che.gli altri ra·mi della scieaza milita·re face vano tli conserva passi da gigante. ,Se ·venti 1anni or sono non si po leva 11egur,e che ,la foint-ifìoaz.ione si trovava ,ben lunge ancora dall'essere •pervenuta ·all'·alre2-za. di posiii\1a scienza, ora poi èiCorza 11 confessare che lo scio§here il pr.oblcma del migli0r modo secondo cui possa essere difesa una àata.:piazrlf.l èfeÒ!illLpi_to assai ,più difficae, ed incerto, perchè,appunto :si apuò andar in cerca di siifalto scioglimea1o Jiler vie ·1hen ,diverse, adottand0 cioè sistemi del rutto 1diS;pa.I1ati e quasi a piaciiment.o: ,pemìiè i.n ,sosta:nia, re-s-tand!) pur sempre incop.cussi i grandi principii sù cui si f'onda SUU,A D!F1J1SA o'tTALlA

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ST0Dl 224 l'arte dell'a!fortificare , non si sono. ancora concl'etate e fatte accettare dai più in ogni loro indispensabile particolatilà le idee sovra· 1a natura, la forma e le dimensioni degli ostacoli da opporsi all'ognor crescente forza distruggitrice delle artiglierie del giorno d'oggi. Può darsi benissimo che qualche smdioso , secondato da potente ingegno, abbia idee nuove preziosissime e · veramente pratich e sulla mateeia che ora ci preoccupa; speriamo anzi che fra questa schiera di eletti e benemeri ti sieno da annoverarsi non pochi de'nostri; ammettiamo, oltre a ciò, che tale speranza riesca appieno giustificata, imperocchè gli elementi che devono concorrere allo scioglimento del problema, secondo i vari aspetti in cui si -può presentare, sono tult' altro che un mistero, e perchè esempi dj opere grandiosissime testè vllimate o già in buon punto li abbiamo in Inghilterra, in Germania ed in Russia: ma le conclusioni di questi parziali studi, laudabilissimi, quando saranno accettate dalla generalità sì, che possano essere di certa guida per eolui che ha criterio e polso bastevoli per far bene imitando, anche senza genio per inventare? In quanto agli esempi, converrà sempre venga discusso se e fino a qual punto da noi sieno imitabili. E poi, se non è difficile il \ì'isitare, per esempio, Portsmut ed averne qualche disegno, bisognerà però lasciar sempre larga parte all'immaginazione, essendo molt0 meno facile il procurarsi op;ni minuta rel~tiva particolarità che fa d'uopo di possedere per farsi uno esatto criterio di sistemi del tutto speciali e di recente applicazione. Ad ogni modo, quando mai c1 troveremo noi in condizioni di profondere, non fosse che la metà, dei tesori che appunto l' Inghilterra potè spendere onde garanlir Je sue coste e senza quasi accorgersene?

%LLA D!FF.S.\ n'JT.HTA

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A parte tutte queste Cl)nsider~tzioni, che debbono mettere .nel più grave imbarazzo qualunrruc ingegnere militarn anche il pi ù provetto, quando Jo si voglia obbligare a formulare la sua opinione circa il costo di un certo numero di piazze il cui piano definitivo è ;_mcora nella mente di Dio, veclemm~ di giù che pce valutare colestc spese debbono concorrere tant i elementi de' quali taluno esce clalie normali conoscenze dell'ingegnere militare . iUa suppongasi pure che a ln i sia stato fattibile il procurarseli con s11f6.cien(e esattezza, e così egli abbia potuto meUere insieme tutti i clali ù1dispensabili per asser-ire con certezza che a fo rtificar bene la pinzza X o Z ci vogliono 1,)iuuosto venti che dieci milioni, il lettore non sarà però mai obbligato a. credergli sulla parola e le sue belle cifre non co nteranno uno zero qualora non dimostri per filo e per segno che esse,' almeno ad un dipresso, sono attendibili. Per tutte queste ragioni, non lrovandomi menomamenle in grado d'indicare nemmanco approssimativamente qual esser polrh il costo cleHe va rie costruzioni che ho segnalate quali ind ispensabili per provvedere alla nostra difesa nazionale, io sono costretto a lasciare una tanta lacuna , e non sarù la sola, in questi miei sommarii studi; cleìla quale perèi il le ttore non vori:à farmi grave carico, tan to più s'egli. porrà mente che col mio · dire solo mirai a dimo$trare : ,J ° Che per proteggere be11e ii nostro paese, tuttochè in breve giro di anni si possa or@;an izzare uno dei più possenti eserciti ecl una sufficiente armata navale, non è meno una suprema necessità il predisporre ·ct' .urgenza un buon sistema di piazze di guerra; 2° Che queste piazze debbono aver mue indistintamente un ottimo. e completo armamento, ed essere in tempo d'ogni cosa approvvigionate; Al'i 1i0 XYJ. VOL . IV.

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l 3° Che le medesime in gran parte, spectaimente le pri ncipnli , vogliono essere trasformate giovandosi di tutte le risorse ed i suggcnmenli ·d ella scienza ond e pervengano ad acquistare il massimo grado <li resistenza che ad . esse può r ich iedere la difesa nnzion ale: }° Che, avendo ridotto il num ero di tali pi.azze a: minimo consentito dalle condizioni ine.r.enti alì'Italia in ris2;uardo alla suà .co1Hìgurazione, ai ·suoi confini ccl alle posizion i strategiche, linee di difesa e h:1 si d' operazioni che si ·riscontrnno nelle sue varie regioni, qualunque si,rno i sacrifici pecu niari cui de ,;c sottostare il paese, non gli sembreranno mai trnppo grnvosi , perchè l'esser assai forte è cond iziòne per esso indispensabile · se vuol mantenersi uni to e· farsi da tutti rispettare in quulunque circostanza. 1

E -qui ripetiamo ancora una volta che non bisògna frapporre alcun indugio all'esegui mento di quel piano di difesa che, a segllito dei più maturi studi, verrà definitivamente ado ttato ; g iacchè, trattandosi di spendere molti e molli milioni, il paese non potrà per certo assegname nei singoli bilanci annuali che urw. limitata parte. Osiamo sperare che tal ·quota non sarà in nessun caso al disotto dei quindici mil ioni. Ove questa nostra lusinga non sia vana, si notrb credere che fra non molti anni ci seniiremo ass;i più indipendenLi, verarnente asso luti padroni di casa nostra, ed in grado di poter sostene ì'e a tempo e luon 'o le 0 nostre ragioni colla certezza d'essere ascoìtati; tanto sarù la ,.-i rtù di q ualche piazza forte che sia l)roorio di formidabile appoggio alle operazioni del ' no stro eser cito. · · 11 tu!Lo sta nella più o rncno buon a. sr:elta che ven2t Ùitta delle piazze che debbono avere la prem inenza. Su! quale riguardo è da tem ersi non sia mollo facile 1

S t;LLA DIFE SA o'ITAUA

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un perfetto accordo, se si deve argui1;lo dall e rimarchevoli differenze che si riscontrano fra i vari.i sistemi di difesa ùhe vennero frleati da queo-Ji eoTeo·i i quali credetter'o cli far note al pubblico 1~ loto ;edute su tale interessantissima quistione . , Dal canto mio , siccome parmi cli avere abbastanza esplicitamente segn<.1.la(o quali dovrebbero essere le piazze forti cui fa d'uopo assegnare il primario posto fr_a 1~. tante che . costituiranno il complesso del piano di .d1tesa, . così ritengo possa bastare al leLtore che qui appre~so 1~ le enum eri tutte in ordine d'importanza, percl:e egli, m_e more delle ragioni alle quu li ho appoggw.to le rrne proposte, sia fatto capace che tale enumerazione è .la naturale, immediata conserruenza 0 delle ragioni stesse . _ Mi_ ìimiterò quindi ff dividel'e, in urgenti.ssime, urgenti e men~ ~rgenti le varie opere da eseguirsi. a ltorno aHe diciassette piazze cli guerra che debbono .essere permanentemente affortifiz;ate in totaliLà od in parte. · · TI!etto fra gli mgentissirni la vo1:i . Le ~pere da esegui1·si auorn o 11 Golfo di Spezia pe r

garantire quesLo . ed il grzrnde arsenale dal bombardamento e da qualunque attacco di viva fo rza di una flotta nemica . · Il difender pure da. mare potentemente Genova. I fo r ti di collina attorno Alessandria . Tutte_ le opere _che debbono costituire il grande campo trrncerato dt Bologna, il ridotto della d.ifosa. Le fortificazioni di Roma. Quelle su ,Ionie Argentnro . l'io!. secondo periodo dassificherei : La trasformazione di }fontova da congiungersi con


l S ULLA OH<ESA D'ITALIA S'l'UDI 228 Borgoforte onde abbia · azione eftìcace . sulla destra del Po. 11 compimento delle stazioni na.<lli militari di Anc:ona e di Gaeta. . Quello delle piazze di Genova, Alessandria e Spezia. l'il'nmeo·iiarnento e l' ampliazior:ie della grande piazza cli gt~erra e sLazione miìitare navalEl di iìlessina.

Fra ]e opere meno urgenti cornprcclerei infine: La riduzione cli Verona o di Pavia. La trasformazione in vera piazza per[(lanenle di Piacenza . . · 1l miO'lioramento àella piazza di .Legnago. I.a si~temazioue a stazioni militari navali di naia, Taranto e Siracusri , nonchè di q\ielle altre poche le quali si erodesse di aggiungere a completare la difesa dd nostro litorale.

11 primo periodo non dovrebb'essere m,aggiore ?,i sette anni, gli altri due potrebbel'o essere anche pm brevi mentre sia lecito il supporre che , se una spesa di q~indici e più milioni P?trù pro.du~Te un lieve dissesto nei prossimi esercizi finanzrnn, eguale spesa sarà di molto minore aggravio in segctito, cioè quando Je ·risorse annuali del pubblico erario saranno accresciL1te e si risentiranno appieno i benefici degl' irnmegliamenti che si vanno a mi.\110 a mano introducen<l0; nel!' nrn ministrnzionc. OueHo che non converrà per ne·ssun conto ritardare si ~ il completo armamento , consono ai più reeenti progressi ~lell'ar.ti?lte'.ia, di t.~:lte. indistintamente le uiazze coslttuent1 il ststerna d11ens1vo, tn nto dei continente quanto · delle cosie, siano poi quelle di già sistemate, o no .

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Giacchè, in sostanza, per ciascheduna di esse piazze qualche fortilizio già esìste: ed in occasione di un;1 guerra, ove ogni cosa non fosse dovutamente predisposta, saremmo cpstretti ad eseguire tutto quanto <li rneglio, pel breve tempo di cui si potesse disporre, l'arte incegneresca sarebbe in grado ·cli suggerire oocle migliorare le condizioni difensive dei punti minacciati; nè si può dub itare· che , meltendosi all.'opera con intelligenza ed energia, si otterrebbern sempre abbasLanza buoni risuhtti . J\la il procurarsi in buon dato artiglierie di grande polenza col rispettivo munizionamenLo, il fare percorrere ìnollre a tali irnmensi cumuli di pesantissimo materiale il paese in lungo ed in largo, allorquando tutto le vie sarebbero senz'altro completamente ingombre di uomini e materiali guerreschi di allra specie e di approvvigionamenti, riescirebbe cosa di sommo imbarazzo nel più dei casi; ne conseguirebbe un eccesso di confusione ed. ·altri dannosissimi i~convenienti e di rado se ne ouern~bbe u:1 tempo uti'le qualche buon effetto.

XL. A q~wlcuno d'oltr'Alpi, anche di recente, piatqtie

chiamare noi Ita liani degni figli di iHacchiavelli. Non è qui il caso di commentare in verun modo un tale giudizio e di discutere fi110 a qual punto convenir ne possa lu politica di un tant'uomo . È però assai confortevole il poter qui ricordare come fin dal principio . del grande nostro rivolgimento, il popolo italiano abbia date non dubbie prove in tantissime circostanze di


I ~30 STOOY mollo senso pratico delle cose ; il potere inoltre ester: nare il convincimento ch'esso , appunto seg1,1endò il suo buono istinto ; sia un ani me nel respingere ì' opinione cli quel Gran Pensatore circa le fortificazicmi; secondo la quale si doHebbe, presso un popolo libero, queste riguarcbre sicco me li berticide. · la grande maggioranza in llalia, sempre seguendo l'innato suo giusto sentimento cli ciò elle mnggiormente alla nazione con venga, t1iù presto si aclé.iuerà ai consigli di tant.0 rnsigni capitarÌi e veri fonclatori dell'arte . militare moderna, quali sono federico II, l'Arciduca Carlo e Napoleone J, che di perfe!to accordo asseriscono come il costruire cli bene collocate fortezze non sia uiil éosa soltanto, ma eziandi6 più elle necessaria per ogni Slato, il quale intenda di essere bene ordinato militarmen Le. · Che le, invasioni non p1·ov1no veruna cosa contro le piazze forti lo hanno chiaramente dimostrato Wellington, J omini e r;apoleone stesso, il qnate, con argomenti incontestabili e colla semplicità, che è singolar preo·io degli uomini di genio, volle combattere ·.le massi~1è del generale Sainte-Susanne ehe in una Memoria, la quale fece grnnde impressione olLi'C mezzo secolo .fa, si dichìarò as.solutamente ,~ontrario alìa esistenza delle pjazze forti ( 1). Per chi è profondamente versato nell'arte della guerrn le fortezze valgono sia per difendere ché per attaccare; <.l'ordinario sono semplicemente seudo, ma possono talvolta dtvenire ·anche spade. Che se poi debbon o esser poche, gli è però spedìente che sieno possenti e., per ,conseguenza, bisogna fare in modo che desse abbiano continuamente ad immegliare ed a trovarsi

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SULLA DIFESA o'H:\LL\

ognora ìn istato prossimo alla guerra. Tmperocchè, se il flagello delia guena ne colpisce, vo!endo essere a portata di inaugurae bene la lotta e condurla presto a fine con nostro vantaggio , bisogna sopratutto non lasciarsi sorprendere dagE avvenimenti , ma bensì mantenersi in permanenza ben preparati a fan i fronte. Coi seguire questi consigli deWitì dagli uomini di guerra più autorevoli, ch\~rano al tempo istess~ emi~ nenLi politici, l' Italia provvederò. molto bene a1 cus1 suoi, E-; farit grandi pro3-rcssi ultcrior·i nella stima che seppe finora meritar.si nel consesso delle nazioni civili . Io poi non so pent.irnli d'essermi fatto :mimo a riassumere qualche opportuno r,oncettG dì quei sommi, ad esso informando le mie idee sulla nostra difesa nazionale; nel concretare le quali non mancai però di tenere ben ptesenti i più recenti grandi fotti cli guerra. Anzi io 1n i riprometto dì non avere troppo osato; chè, allorquando si espongono le più intime convinzioni all'unico scopo d'essere u tili a1 proprio paese, si può pensare con Guilhert, senza tema di venir tacciati d"i eccessi va presunzio_ne, che \{ le clélire d'wi citoven qu.i réve au bonhem· de sa pclt1'ie a q1.1elq1.ie uìosc de respcctable ì>.

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(1) Spect. mi.lit., vol. J, p:ig 92.

F. :lhirnNT

Colon nelio clcl r; cnw


233 pcrchè prosperi ed all'oceon;enza ingigantisca. Ora, gli spedienti acloprati a tale sc:opo mutarono se1:1pre coi tempi ; nel determinarli, i~vvi ora una magg1 0re, ora una minore· sicurezza di giudizio, e l'espei"ienza dei fotti non sempre cliè ragione allo spirito delle nostre istituzioni. Ogni generazione ebbe le sue grandi innovazioni, e nel nostro puese queste tuf.lora si arroncigliano nel loro fa ticoso stato di. gestazione. Se un solo principio razionale, incliscntibile, foss e il regolatore delle cose di guerra, ogn i disposizione, purchè modellata su quel principio , sarebbe un germe eh prosperi Li\ a vvcnire ; ma i principii sono molLi , c:ornplicati, contradd iu.orii; è evidente pe raltro che, comunqt1c essi siano, si otterrà sempre da un esercito il suo massimo d'effetto utile, qualora si abbia per norma: « di. costringer-e ognuno a spendere 1,1,til« mente b towlitù d'energia fisico-morale che possiede.» Fra le unilù che, riun ii.e, costituiscono un eserci,o, noi prenderemo ad csnmc la bni!eria d'n1tiglieria, come quella che più davvicino c'inleressa, e ci proponiamo di far vedere come , per l'a ttuazione del principio oradetto, .sia indispensabi le di accordare ai comandanti cl i batteria, dentro limiti che delermincrem o, la mci.~sima libe1·tù :l'a~ione, od in altre parole : << Di lasciar libero ad ognuno di questi comandanti « la scelta del modo di oltenern in un dato tempo la « propria unitù completu rn ente educa!u, secondo l'm« dirizzo tracciato daiie vigenti 1·st1·uzioni e conform e « allo sp irito dette nostre istituzioni. >' Non v'ha chi non riconosca come la rneno esatta interoretazione del giusto valore di quest'idea ne possa facil;1entc far degenerare l'appl icazione in libero arbitrio, che è negazione e rovina della disciplina militare. Perciò, designarne i contorii i, fissarne i punti caCONSIDEJ'tAZIOKI SUL P ERFI!:ZIONAME.NTO, ECC.

ALOUi\E COl\SIDERAZlONI Sti!.

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BAT'I:"IER!E D' A r--t TIG!:.,IEF\.I.L~

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• S~ per u~ !sta1?te si considern l'attuale organizzazione 1 C1Cglt es_erc1t1, s1 scorgerà come vieppìù essi tendano a racchmdere la massima parte di lutte le fo1•ze \"Ì re nazionali, mediante un legarne più intimo col reslu della popolazione e con qqanto ii ·progresso della sci8ma e dell'industria offre cli praticò ; solamev1te con questo . mezzo potrà un'intera nazione sviluppare nel momento d'una crisi la sua massima potenz:.1 d'azione. . L'importanza di qw~sto istantaneo sviluppo dì forza m un momento dato è tale, che cla il'efficacia del medesimo dipenderà, o di poter porre solide basi alla prosp_e,rilà di t~na gcne~a_zione avvenire, o di piombarla nel pm squallido rach11.1 srno. Bfo perchè si~ possibile, attinto che si abbia questa forza nella sua rnterezza dal paese, di mantenerla durante la pace in uno stato latente per poi sprtg i011arla a! n~oI?ento oppo:tuno, sarà mestieri di organizzarla, d1sc1plmarla ed moltre somministrarle ogni mezzo


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COXSIDERAZI0::'1I 'SUL PERFEZW:l\Ai'l'.i,ENTO

DELL'EDUCAZIONE :1i1ILITA~E, ECC.

ratteristici, dimos(rarne la possibilitù cl' esecuzione, noncfiè i YaJHaggi che ne derivano, sarà lo scopo cE queste poche pagine, redaue nella sola convinzione di manifestare idee di una pratica ed immediata uLilitù.

è questo scopo secondo la forza e la costit.uzionc <lel:c unità, e vario per conseguenza il s'isLema d'educazione applicabi~e alle medesime, cosl più o meno li mi1arn sarò. altresì la libertà d'azio_ne che ad. ognuna deve competere. .. Un comandante di balleria concentra nelle sue molteplici attribuzioni l'educazione morale e pratica della truppa, ne insegna e dirige l'applicazione tattica, indipendente, sul terreno, ed amministra; un coman~ dante di battaglione non ritiene che la seconda di queste attribuzioni e cede la parte faticosa delìe altre-due colla relativa risponsabilitù ai comandanti di compagnia, q~iind i al comandante di bauei-.ia speùcrù una maggiore JiberLà d'azione; nè è raziona.le che si ap.plichi alle nostre brigate d'artiglieria lo stesso sistema di comando che pei bauagliom, le prime non formando l' un1:tà in carnpagnn, mentre la formano questi ultimi. Quanlo maggiore sarà pertanto l'autorità d'un comandante di batteria nella sua sfera <l'azione, tan te maggiore sarù il risultato ch'egli potrà ripromettersi dai suoi sforzi; certo però egli dovrà offrire tutte le garanzie morali che gli assicurino b. fiduci,;, che deve inspirare, mbdellandosi sulle virtù militari che deve infondere nei proprii subordinati; ma sarc\ necessario pure che questn fiducia gli venga concessa irlliera, e non g!i ·si restringnno i lim iti entro !a quale esso clere eserc ita re la sua inflnenza. Fermezza e serietà di carattere, un irremovibile senti . mento del proprio , dovere, oltre alla c:apacitù in eonseguenza alht q1.w!e gli ,~enne conferito il grado, devono essere le qualità di fondo d'un cornunclante diretto di truppe. L'accurata educazione, l'esperienza della vita, l'ahi- · tudine della ri(lcssione formano il carattere serio; la profonda convinzione d'agii; bene, pfodotta dall'intimo ·

II. <2ii n~ione ~ul niaGg~o,.c s ,•Hu.ppo dei princit•• moir,~U che ,•ci;<)lauo l'cd<1cnz!(nnc mi DUm·e.

S~!fiue;::3:a dcUa U~c~·Ui

L'cùucazionc militare si eslcnde, siu alìe facoltà morali che fisiche dell'individuo, e se per il conseguimento dello sviluppo cli queste ultime è necessaria: una conrnnientè preparazione, l'addestrarnenLo e hl disc ipl iha delle qualità morali esigono un lavoro ben più dimc1le ed altrettanto importan~e, se si vuoÌe a!ì'occorrenza potersene valere eome forza per dominare gli avvenimen(i. Prima questione che s'affaccia al -pensiero egli è quelln ù'inves iigare a qual punto della gerarchia militare clebhasi concedere queìla certa libertù. d'azione, che è necessaria ad un adattato sviluppo delle propri.e facoltà perchè non ne scap iti l'armonia del tutto. La quantità di libertù d'c".1zione dovend o essere proporzionnta alle auribuzioni d'ognuno , essa dovr~t incominciare ad _esislere laddove può avere sfogo a totale profitto. del servizio . Ora, gli elemcn1i che servono di hase al colossale edifizio di un esereiw sono le unità lattiche ed amministrative, e dnlla perfo tta educazione militare di queste ne scaturisce la saldezza <lell'i~~ìcro o~·cli'.rnrncnto; a _ques(e ~erUrnto spetterà una Irnertà dazione proporziOnata a.Ila vastità dello scopo che ognuna di esse ha in mira, e siccome vario

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COMllJE~!AZIOK( Sl'L PERFEZIOX.\.:m,;:q·o

convincimomo della nocossith del r,spetlo alla legge ecl appoggiata alla te1wcitù del carauerc, dà 01·igi11e nl senlimenlo del doYere; questo è [H'rlanto frutt') della snna educazione dell'i111elleuo e del cuol'c ; e <·on quanta fu:·r.a poi cooperi alla hontù di 1t11 esercito, lo si riconosce dai successi dell'armata prn:-;siana, cloro esso ha così profonde radiei. Presso di noi queste qualità moralt doucbhcro a\'erc un peso alquanto maggiol'e sa!la l>iianciu del merito ìndiriduale. Se a fondamento dcll'autoritit d'un comnnùante di batteria sono necessarie queste doli, non v'lia dubbio clic per essere i;riluppate esse abbisognino cli una gniu li bcrtà d'azione, perocchè una strclla dipendenza morule le isterilisce nella sorgente loro più ferunda, cioè nella volo11tà . Infatli, ~e {m comundan~e tli balteria non ha focotth di clarr cl isposizioni proprie e quindi non può mettere in esercizio la sua libe,·a Yolontù, s<1rÌl sempre fuori del caso d'agire indipendentemente conll'O le prescrizioni, e qui ndi onchc d'os~oggcUare la s na libera volontù ul scntinienLo del dovere. Inollre, l'uomo per natura è pigro i se 11ou ha un movente che lo ecciti e lo sproni, LI'oppo fac ilmente si abbandona ull' inazionc e specialmente :'.l quella morale. Questo follo ha. mollo mag6ior presa nella carriera mililare che nelle altre carriere, e pet· convincersene basta rnl;;ere 1rno sguanlo al Lelllpo trascorso, quando cioè più che mai l'azione fisica <1vcrn il predominio su ll' azione morale. Allo rn, dun.111te lo stalo di pace, il troppo deaa;_;lio ed alquama pcclnnteria davano agio nd ognuno, cù in ispec ie nei grod i inferiori, a non mai pensare con mente propria, renderano così possib ile di progred ire senza bisogno cli studio; l'intellello perde,·a la sua facoltà di estendersi, e quando poi in i.morra la necessità d'una rapida decisione richiamava

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DELJ,'Jmt;CAZ!O~E ).lIUT:I.RB, ECC.

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la mente al lavoro, allora rnancava la perspicacia, falliva la forza del raziocinio, nascen\ l'indecisione e quindi l'inazione col seguito ùelle sue fatali conse~ gucnze. }la all.ualmenle bisogna combatte~·~ co '.i l:utll i mezzi quesla int1zione mornle, e fra ques! t 11 rn1gl1orc è l'eccitamento dato all'emulazione, sentimento solo possibile se appoggiato alla necessaria libertà d'n~ionc. Coll'emulazione :;i aumenta in un comandante Lit bal-· teria e negli ul'ftziali tuui lo zelo, che a sua volia si trasmette al!a truppa; si dar,ì così una spinta all'ardo~ del lavoro e si clarh campo a tulle le in1elligenze dt farsi '"iomo. Sollo il peso cl'un'eslesa·ed ampia ri spon0 . eI10 ~?n sabilitil emergeranno i comandanti et·I ballel'la sono all'allezza della loro posizione, e sarà stabilita una hase pi1ì sicura su cui fo1Hfa re il giudizio del valore individuale d'ognuno .

t ora necessario di passare dal C'ampo teorico al pratico, e col fo.re uno schizzo del sislc~1a di educazione d'una batteria, dirn0strare corno s1 possa trarre profJllo da tutta l'energia dell'uomo senz~ che divaghi dalla propria sfera d'azione, e render~ evidente .. come senza. una proporzionata libertà d'a~1on~ non sia pos'sibile ad un coma ndante di hallcrrn eh ottenere la massima prestazione di forza dalla propria frazione.

Hl. Abbozzo d'Cduca zlonc m il itare d'nnn batte1·la

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11 comando d'una batteria ha due scopi, cioè : a) Disciplinare le facollh morali cli _quella data radunanza d'uomini, perchè essa possa agire compatt.l


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co!li'.t maggiore docilitù possibile sJtto una sola voìontà, rnppi'csentata da qu8lla del comandante di battel'ia . b) Educare nel minor tempo e colla mao·rriore abilit..'t ogni uomo nei suo i doveri e nelle. isu·uzi;ni a P!:d i, a cavallo ed attorno a.l, prnprio pezzo nel modo pm conforme allo scopo . · a) Egli è evidente che si ritrovano rnol:e differenze nei nt~cl.o d'esercire u!1 comando e questo dipende es:,cnzrnlmente dalle diverse qual.itù rnornli d'o.n·nuno. · h;r disciplinare tante volontù , un comandai~[e abb~sogna di un~ certa forza, la quale gli vien sommimsi.rata dal sap1e11te maneggio del sentimenlo dell'amor proprio e dalle leggi della disciplina milit1.lre . · L'amor proprio ha radice nello. coscienza d1 noi stessi aequista maggiore o minore tens ione a setonda mnggiore o minore delicatezza di scntimen-Lo ed alimenta conlinuamenLe il fuoco dell'emulazion:. Esso è pertanto la molla più effkace che possa agire sulla nostra ·voìonLà e ~he · Ja spinga a spiegare sernpre e dovw~que la massima energia ed attiv.ità. Nello stesso · modo tome il sentimento def , dovere è sorre tto dalla tenacità morale , quèìla dall'amor proprio s'apuoMria . d'1 f"ar pm . , cegù j , r t>.tJ al 'j' amb'mone allri, ma a ' soese del · ' proprio laYoro. A destare queste doti _nel cuore cl' ognuno, concorron~ tutti. gli sforzi dedi (_,. educatoi'i della .0·iovi o -,1uzz-, . . c.\,_ e l' ;s1ituz1on~ del premio e del castigo sono i pungoli più pMent1 a tal uopo . . Che il sentimento dell',H11or proprio debba essere continuamente alimentato nell'esercito e l)rinciualmente l d 1 • fn . 1 • I ne corpo · egu ud'1Z1UJl, se si vuole che non si spenga. la . fi~mma dell'en~'..isiasn-io, del!a generositù, del sacrifìz10, e che ogm cura si debba rivo]n·ere a fot: ·1 ' . o c'. 1esso venga ovunque e sempre rispettato, onde il risultato d'un'educazione dispendiosa ed accurata no'n

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23~ venga in parte neutrr..lizzato, è inutile il <lirlo; eppur-e in pr-at~ca non sempre questo vien fatto. Un comandante di batteria deve sentire profondamente questo sentimento per comprenderlo e svilupparlo nei suoi subordinati. :l!aneggiando con ponderazione questa molla, esso potrà oltenere da ognuno il massimo -lavoro utile, ed è solo quando questo mezzo gli farà difetto che egli clovrh ch iamare in aiuto le prescrizioni della disciplina militar-e, nelle quali non dovrà cercare nè severità nè clemenza, ma sol!anto legge. Al comandante di baueria. spetta di .applic.are la faco!U1. di punire più che a qualunque altro, moderandone gli efie.tti su C'iaseuno, ad incominciare dagli uffiziali fino all'ultimo dei suoi soldati ; egli rammenterà sempre che le leggi della cliscipìina, quale semplice aiuto, non potranno mai somministrargli un mezzo clirett.o per agire sulle volontà ; perocchè queste non saranno veramente disciplinate che quando riceveranno l'impulso daìla persuasione clell'intelletlo e non dalla forza . Questo principio lo dovrà infondere in tutti i suoi grndw:iti. Siccome poi l'effetto dell'applicazione di questo principiò non è immed iato, e per essere reale esige un'uguale e sensata linea di condotta, ne nasce per consegnL•nza la necessiiJi. cli concedergli intera la facollh d'agire .nel maneggio della disciplina, clell' esistenza delb quale dern rispondere. Inoltre la. giusta inte~pretazione del., grado di colpa d'ognuno dei suoi subordinati dovrà essere lasciata pure interamente a lui , perchè (~gli più di tulli deve essere nel caso di valutare il movente che ha determinalo l'uomo ad agire. Solo co n questo mezzo si potranno clirnimirs Je conseguenze funeste di una diversa interpretazione sulla stessa colpa,-ed i1'npri.merc alla discipìina de!ìa batteria un indirizzo normale e sensato . DEI~L'EDl)CAZWNE .MlLITARE, ECC.

CONSIDERAZIONI SiJL PERFF.ZIOXAZ.1E);TO

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240

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b) Nello stesso modo col quale il seme s'adatta

alla qualità dei terreni c!estinàti ad accoglierlo, cos't l'insegnamento in nna bnll@l'ia s·adatta é:dla specialità d'individui, nei quali deve inforÌdersi. l'educazione d' un uomo a soldato sta nel formarne i l cuore e collivurne le quulit~t intellettuali e fis iche ad uno scopo determinato . Incominciamo dall'educazi one della recluta. La base essenziale dell' educazione morale della re- · clula consiste nel saperle imprimere nel modo il più elementare la conoscenza dei doveri che le incumbon o nell a sua nuova posizione, inculc~ndole anzitulto l'idea dell'ordine ed applicandone continuamente gli insegnamenti morali ad esempi di faui chc,1 accadono giornalmente . J:impressione che ogni recluta r iceverà da questi insegnamenti vari.ere\ a seconda l'indole, il carattere· ed 'i l grado d'intelligenza e d'istruzio.ne d' o · gnuna. Sarà studio incessar,te pertan to del cornandanw di batteria di scrutarne le facoltà morali, affinchè al term ine_ dell'anno il suo giudizi o sul va iore indi viduale e complessivo delle medesime sia fonda to ed egli pof,sa conoscere per tal modo di qnal forza può disporre. Ogn i recluta nel giungere sotto le armi porte). seco le conseguenze d'un ineguale sviluppo fisico ed intel · lettuale in seguito ai vari mestieri che avr,\ esercitato, stando nel proprio paese ;· con un'istruzione graduale ed uniforme si tratta in un anno di rimediare il oiù che sia possibile alle ineguaglianze di queslo sviluppo originario. Il mezzo migliore anziLlllto a tal uopo sarh qtie.llo d' inspirare in çignuna la massim a confidenza, evitànclo i modi aspri e non esigendo cli pit'1 di quanto eiascuna può dare, Il I'iparto degli esercizi di ginnastica e di volleggio dovrà in principio adattarsi alla costituzione cli 'ciascuno, per pro..cetlere poi riumto, solamente quando si abbia approssimativamente pareg-

241 giato le diverse condizioni fisiche degli. in div idui; non si spingerà troppo dappl'inGipio l'istrnzione a cavallo per evitare ferite e lesioni che ritardino in seguito l'avanzamento ; non si csigerù, da tutti un progresso uguaìe nello sLesso .tempo, nò . la · perfezion e ad un tralto; infine si seguirà con un occhio .vigile il frutto delle istruzioni impartite, non a,vanzanclo in modo fisso · e sistematico, ma aclaitcmclosi. alla va·ria na.tura morale e fisica degli individui . .i~ ben raro che in ogni batteria le reeluto si trovino equilibrate per inlelìigenza , istruzione, robustezza e <locilith di. carattere ; ora dall'insieme di quesli. dati, se s'ammettono pari le <loLi degli insegnanti, dipend e appunto il maggiore o minore progresso, per cui alla diversa eombinazione dei medesim i deve adauaesi e progredire· il riparto d' istruzione; ma col sistema in vigore, questo stabilisc~ in ogni seLtimana dell'anno le ls1ruzioni da attuarsi da tulle le batterie, e nonostanle che la sua eompilazionc sia consentanea alle stagioni, ai mezzi. cli cui ordinariamente si dispone ed al progresso che l'tsperienza diede a divedcre proporzionata ad un'intelligenza media comune, pure esso non giungerù mai a prevedere quanto è impreve·· dibile ; perciò ammessa pure la convenìem.a <li comunicare ai comandanti di batteria un riparto, ma ge_nerale e che fissi come norma quan to l'esperienza di molli, anni di lavoro hn consolidato, nonchè indichi i coefficienti d'importanza d'ogni istruzione e le epoche approssirnuliv.e che ne segnano il termine, però noi siamo convinti che dcbbesi poi abbandonare interamente al comandante di batteria la direzione dei deUagìio del riparto sotto la sùa intier1;- risponsabllità finale . Così sarù resa più facile l'esecuzione dell'obbligo che incumbe al medesimo di prevedere tutte quolle misure atte ad allontanùre le cause cli malattia, che per se DELL EDUCAZI0NE :MI LI1'ARE, ECC.

CO.KS1DERA'ZIO:NI SU L . P E D.FE7.I0)lAì\1ENTO

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ANNO XVJ, VO L. JV.

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('(J;'-:::!IDF R:AZiUl\l S t,: L P ERJ'E7.fOXAl,IEè\1'0

stes:<' f0rmfU1 J ii ])Ì Ù µ;r·n, ;lte oslncolo al rn.pìd:) ccl uniform ;:; arn1mu1ic:nlo rle1Je rec lu:e ; il coman dante di 1.., ·ne bauena. se non Torr« ai~sornk,1:en I.e •a1,rn, ..,.i e; ,q]le' .. :, __ prenJ:;ntiH;, str11 co~t1'e tto ad inlcnrn rsi con Sf'3'll!l0 in .

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aucstn soYru egni nitra sna i1nporltu1t c llt!r1buz1one ;

1; 0n ·,i sar.':. più r;.,gì one p lausibi ie p,ir nJfrcu nr c co11 ogni mezzo un'.istn1zione, solo perd1è css11 non è, per u~a c:n lsn mwluncjue, al pllnlo nssaio dal riparto; sì 1· . ' ev iteranno le COll:-;8(;uenze Cii questo S!Slcma C,t Spm1e forzate , le qunli qnalche roltn si trnducono in catti,·i trattamenti per p0.rtc cli c1uaiclrn sotl'uaìziale; svanirà il rnalconkntò nella recìu!a, e dirninuirù lo stato di continuo spavento, rigiden;:i., te nsione <li mente, che sembra pietrificGre, p<)r così tlìre, il nuovo soldato, e ehe lraspfru~ assai bcue dal suo aspe[to quando ,vede o saluta un superiorn. Sicc·ome poi !u sola reciproca confidenza può ìaseiarc alla redutn. l'intiero uso delle cli lei fì\coliit e ia di lei _scioltezza, ccsl per oltener q nesta e indispensallì le la neees~arin libef'uì' d'azione che permelt,; di farla progredire più o meno len tamente, a secondn. il di ìei sUHo flsieo rnorule . Acciòcchè però un comandante di batteria, possa agire secondo l'ind irizzo suesposLo, si rende necessario che questo suo rnodo d'agire si..1 coìlegato colle s ucce.ssiYe disposizioni che andremo svolgendo, e le quali dov1'. nnno 11gevoh1rg,ii' i~ compimento dei suoi disegni e ìasciarlo nello stesso men tre arbitro dèll'uso del tempo, il quale è moneta che aumenta in valore di mano in mano che s,corrr · 1

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Df.:LL'ED I;CAZIO~ E l\llLlT ..\ RE, ECC .

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Solamente duran(e il seco udo an no di pe,rmanenza sotto le armi , si consolida renlmcnte il eat'(ttlere cl~ìl'uomo soldato e viene completata. l'istruzione. Tuùo quanto l'ìsLruzione del primo nnno. giì· lasciò d'oscuro ed incornpr~nsibile e la . prim~ esecuzione

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.2.4:)

d'incompleto, dev'e~sere Ji lucidato, risolto e completalQ in (1aUest'ann o. l~ 'nertar::to . necessarw di riprendere ogni cosa da capo, cur..11·11e la: perfoua e dettagìi ata esecuzione, dando ad ogn i istruzione tutto lo sviluppo che i regolamenti vigc:=:nli autorizrnno; in qt1esto modo si. avrù, in fouo cfi struzione, un pel'fetlo cannoniere al termine del secondo J.nno e d i. vcnlerìt possibi le di ri,·olgere con sicu rezza negli nnni succcssiYi il pensiero · all' applica-:ione dcll' istruzione, come vcdre;no, nel modo il più esteso. I\e deriva co me conseguemn. natma!e la nece~:sitù per questo secondo anno d'un rip,irto i.l'istruzione spceiale. È superfluo il dire come debba ès:òe ì.' eura del co 111andante di batteria di c:ont inuarc a seguire lo .svilur)r;o eT-ll.duale elci c;ara. ttere dei suoi soìclati. In l: () ouesto ·'anno il cannoniere inr:omincia ad avere piena c~oscienza dAl suo stato; a rngionare fra sè Cll a comprendere lo spir'ito dell'orgnnizzazi·oue militare. A~uesw µunto si svolge una. fase ir11po rtan(e nc lia trasfo rmazione del s uo cnrattcre. S'egli ha un'indole cuparbia Bel incl inevole ai vizi, appena ce:;s/.lt.a Ja confusione, e la pressione morale sotto la quale egli agiva n~i primi (empi, incomincier) a l.aseiar traspnri re, prirn.a lievemente · e pÒi, se trascurato , con impronte sempre più . forti e con pi ù grav~ maneanze, . i frutti del suo c,u·attùc; i mezzi delln disciplina polrann0 porre un argi~e allora al distendersi' di" queslo qwle , con una gi cista npplicnzìone dei c-nstjgi, Non vi ha cosa sulla quale ìa mente del gio\·ine soldatù sì fiss i tanto come sulle punìzioni che gli s'infliggono; meno la sùa educaziorie è' perfetto. e p'iù si sforza ~li trovare in ·esse l"ingiustizia. Una punizio9e male npplicnta molte volte . basta per 'fa lsare~ un cara1.tere ; ora .s'in.comìncbno a prova re i rìsuitnti della p rima ~d ucai io:ne morale impartita alla recluta ; guai se qtì.esta


DELL'EDUCAZIONE MILITARE, ECC,

24°1

CONSrnBRAZiO.'!I SUL P ERFEZIONA).'!El\·ro

far

non fo tale da comprendere ul cnnnonierc l'idea del giusto e del d ove r e , perchè allora il soldat~ non vedrebbe neltn gerarchia altro ·che una schiavitù, ed in ogni punizione un sopruso od una prepo tenza ; esso non l'accetterebbe che con l'animo sco nvollo e ten_-., lerebbe ogni volta di reagirfl; il suo carattere peggiore1~ebb e 03nora più, finc hè reso in sensibile ad ogni correzione dall'abitudine della punizionP-, terminerebbe per ingrossare il contingente deìle compagnie di punizione, se non peggio. Pur troppo es istono già troppe nature u mane, su cui non aflecchisce educazione morale di sorta ! So nei due primi anni di permanenza sott.o le armi l'i struzione fisico-morale fn completa, si può dire che l'educazione generale della balleria per gli anni successivi ò assicurata . '.'fon si tratterà più nel terzo anno e nei successivi che cli raccogl iere. i frulti degli ann i precoden ti, i11Segnan<lo a questi cannonieri anziani il modo d'applicare con un c:erto buon senso quanto hanno irnparaLo nei due primi anni. Ne deriva an che qui la necessitò d'un altro riparto d'islmzione diversoaffatto dai due primi, perocchè è più che mai essenziale di non ripetere a questi cann onieri in dettaglio quanto gi ù c;onoscono. ln càso divers.o_ si otter~:ebbe d'annoiarli e rendere loro ins0pportab1li le ore d'istru. zione; l'educazione risult.erebbe monca e difettoso , poichè non. si avrebbero cunnonieri esperti. ed ubìl.i , capaci di vincere wue ìe dìfficollù che lo intricate circostanz~ d'una campri.gna potrebbero loro offrire . Jn questi cannonieri è necessario infondere poco a poco la mnssimu energin d'esecuzione nelle ìstmzion i, ed abituarli allo sprezzo dei perieoli; moralm_entc, converrà r.ia1zarne lo spirito, ravvivarne lo zelo , concedP,r }oro u11a certa considerazione ed all'occorrenza anche

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fiduc in, se · elocili, abili. ed amnnti del servizio; man·tenerli nello stesso te mpo. svegli ed uttivi, permodochè la pc11mnnenza -Solto le armi non divenga loro un peso e non abbiano a desider arne il termine con tanto ardore. L'istruzio ne pel' essi non dovendo più essere che complemento a quanto g iù sanno, si darà loro col fatto ragione di· tu! tO, permodochè i libri d' istn1zione non potranno più specificare ai comandanti di baller ia il da for·s i, ma dipenderà da! loro senno di adattar~ le -esercitazioni ed i ripurti a lle condizioni delle località-, ai mezzi d isponibili, in modo da ricavarne il massimo .utile. Sta d ifauo che non bostnno i ìib ri ad echi.care una truppa ; r~ech io ed il buon senso pratico non s'acquistano che sul lerreno. · Ci acldentl'ernrno in alcuni dcltQgli d'istmzione per questi cannonieri. Aniitutto , nel dar principio al periodo annuale tl'in ,segnarnento, ·si eselur1ernn uo coloro che.per una causa qualunque snranno meno jslruiti degli aìtri, e durante l'anno vi si comprencleranno quelli del secondo anno d'is1rnzioae, eh.e fecern tali progress i da meritare questa .d istinzione ; sarà questo un impulso <lnto allo spfrito . d'emu1aziÒm\ . . L'istruzione individnole a ca,alio sarit limitata allo -scopo cli rimellerli. bene in seHa e ,correggere loro quei difoai susceuibili d'esse1·e eati rpati; se si hanno èavalli" di ffic ili, o di rimonta, si utilizzeranno pc::r i mìgliori di loro ; se si hanno tuui ca~·alli fac ili, il prolungare (li troppo questa isLl'u:Gione, sarà tempo perduto. In ogni caso è incì ispensabilc che questi cunnonieri vengano sernpre is!ruiti in una ripresa ;:1. parto. · L'affardellamento non vorrà loro più fatto come istrn-~ zione, ma sovent~ fatto esegui re e \·crifì.cato ora in .un dcliagEo, ora il1 un nltro.


2•fG

CO~SIDERA710:.\ I SCJ. l'ERFEZI0:-i.\.:\iE:-i TO

Per que lle istmzioni che esigono il concorso di tuHa la batteria o di una grossa parte della me<le::;ima si riun iranno agli ahri cannonieri ; per le istrnzioni sul ·ser vizio e pu111arnc1 11 0 delle bocehe da fuoco, che per la loro importanza ranno ripi·ese in deilaglio, si riuninmno a quelli del secondo anno . Lu senola del condurre sa r;\ foua loJ'O in mod o affollo ~pecìale, cstenc!ei"ione spccialnwnte !'arplieazi-011c nlle ùfrer:-;e andaturr su Yt1l'ie strade, ni passag:;i c1it~ fi c,ili, all'o<'<:Upazionc d i posizioni , ni rnovirneu ti degli anrn treni, t,1sso ni, rnrri rla halteria 1·;u·if'hi, e ripieghi, in <1nalurnrt1c tempo, stagione, terreno . (• tmlnsciando le operazioni prqlirninari di deuaglio, qw::d.i g unmit'c, sguarnire, nomeutlature ccc . , alìa <·ni pcrfoua esecuzione donanno ba~tarc le ri,·iste dei <'apipezzo ed r.lcune occhiale del tom,u1duntc dellu batteria. ~oi ammettiamo una g1·ande impo1·im1za che tutta que'>Ut istruzione ,cnga folla a parte· per questi ran11onicri. pel'occhè per esser fo.lla con frutto essa ì1a biso;-no di urin. conven iente preparazione ; oceor!'C cli e lutli i rannon:eri siano r;i.', suftìcientcmcntc abili ed approssimat inimcnle ad UllO stesso grndo, perchè ù sia l'accoNlo e la calma, spe t:iali con dizioni di progresso per questll istrnzionc; oltre a ciò si an',\ una misura più elerata per distinguere ed npprczzare i migliori con~lucen ti e, per risultalo fì nale , sicurezza d i rlYerc successivarnenlc ogni anno le classi più anz iane pcrfettamcnle istruite : si utilizzer~l la piazza d'arme per iniziat·c l'occhio all'occupuzio11e della posizione ; così si fisserìt ogni volta acl ogn i pezzo u na direzione qualunque imn1utabile, per la durala dcll'islruzione, clelel'minata .con oggetti esterni alla piazza d' armc, suìla quale si dor runno regolare lUlti i movim enti del pezzo; nè si c!'eda che questo esercizio, per sè tanto semplice, sia cosa facile ad ottenet·si in pratica; esso a nezza l' occhio

247 a distenders i e ad orientarsi e sp iega alla mente del cannoniere la cagione d'ogni moYimento; si esegni 1anno ancora gr:1.dnalm0111c nella piazrn cl'arme, come scuola, i pussag~i diffic ili, reur.lemlo ad ognuno lh, 1igliare la rnpida applica:.iouc elci ripieghi; noi . rnr~ l'ern mo si pote:;sc pure eseguire per le bntter1e d i haltagli,1 u n po'di galoppo, nello stesso modo eol r1nnle e us1.to in Prussia cl alle hnttel'ie a piedi ( I', perocchè alr a:to pratico può sempre capital'e una stringente l'ircosw11za che costringa all'uso di qucsln nndatma, rosse a11che per pochi islallt i; sal'ebhe pertanto ragionevole che le ha1terie ri rossel'O, se non escrcitaic, almeno 11011 n uorn affollo . S' insisLerit s ull'esecuzione dei mo, imenli de3l i' arnntreni staecali, dentro limiti iissi, quali. sarebbero strade di ,uria larghezza; qua:iti avantreni si ·v idero andare nei fossi. e pcnùii laterali delle strt1cle pe r dcficicnz.i i 11 questa istruzione ! foo llre, il rimettere e to rii ere colla mas~ima rapiditit i medesimi è pure un°esercizio di Lroppa imporlanzn. perc116 non <l<'ilba cosliluii'e titrn preoc<"upazione del comnnJante d'una. batteria. l\oi non snpl'c!\lmo clccicìerc a cprnìe fra le due istrnzioni , l' u11a del condurre, l'allrn del scrriziv e pu?!a111ento delle bocche a fuoco, si debba dare la rnafrg101·e importanza, perocchè llOl1 snpremmo dore maggiore ~n media ne ernel'gcrebbc il danno, se in qne ll u batteria che, raggiunta la pos i1.ione, non sapesse trar par_l'to dal proprio fuoco, oppure in quella. ehe non csegrn:e;:e il fuoco per n on poter raggiungNe afi'atlo, o non m tempo opportnn(), la posiiio ne; [H't' la pri111a l'influenza del ·danno si risentirebbe i11 ogui occasione di fuoco e con qualsiasi terre110; per la secon da uo11 si rise11tiDELl.'JmGCAZIONR ì\!IT,IT.\.RE , ECC.

,I) Archiv fiir di-1 Ofiizicrc del' !~. Preussi;chcn .\rtilleria: J. ISiO, sci te IOf\.

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248

., ... DE LL EDUCAZIONE -1\ITLITARE, ECO.

COr;SIDERAZ.IONI Sl'L PERFEZIOXA!IIENTO

reùhe che nrl!c posfzioniacr:identote, mo in rnorlo futale. Con {p.wsto indirizzo dato alle is:ruzioni, nel niirno anno si abbozza ih;unno11iere, ne! secondo si f~rim,, neì terzo si compleia. Còme termine dell'istruzione 3r1m1"\le, l'int ieì'a batteria Yerrù osercilatà neilu scuola di Dosizione. Questa scuola non è che ì'npplict:1.ziono praiica sul !erTeno, per quanLo spelta -ad ognuno, di ciò clic si è impanHo durnnte tutlo l',urno d'istruzione, cd è preparatoria nl!e manoue còmbiuate . · 0 ·.Q·euò ed invero !(• Non Jrn.vv i 1orescrizione su tal soOv applicazioni sono troppe varie, pere li è si possano an:lIizzare e dettagli o.re. Esso è di spccfole peì'tinenza J cl conianclante · di batteria, rrlla graduale ed assennata esecuzi.one dcll'a quale egli poÌTà·ogni stud io, compiland'osono anche uri riparto che ne cornperidi i vari periodi ; procederà perciò dal faciìe al dif!ìcile, insc~gnando prima egli' stesso a postare s~lCcessivamenle tm pezzo,· un aY,mlreno, un- eassone , una sezione erl infine una bàtteria ·e cercando cli formare il criterio d'ogm:u:o; pr(mder ù in seguilo posizioni sbagl iMe .per farne riconoscet·e gli errori dagli stessi gr"adnati, infine' laseierù inter11. Jilwrtù d'azione ai singo li capi, distaccando le sezioni e foccndo loro ~1pplicare ail'improvviso su qualunque lerreno, i ripieghi, le manopere di forza, ed esigendo che ad ogni sparo, anel1e simulato, si applichino tulte lo normo; eome se il medesimo fosse vero : terrù conto speciale dei migliori g iudicatori. delle , di;wnze, e farà esegui re i ripieghi al tiro. Inoltre esercilerà ognuno a ricocdarsi dei sitì fr:,sc;orsi, ad 01·icnt1u·si dovunque, ccl apprezzare ie qaalit,\ offonsire e difonsive d'un terreno per l'aniglieria . La calma e la r iflessione dovranno presiedere a q~w?te e.ser?(tazioni, dalle quaìi emergf~rZt tut.toquanto vi fu eh chfetloso nel eorso dell'istruzione, e dove J

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249 Bssenzi,-tlmente · si 1:;clucherà l'occhio ,e si metteranno alla prova il ~uon senso e le attitudini militari cl' ognuno. A questa scuola terrnnno dieLro aleuni esercizi l/Htici bene sceìti , che noi crediamo di grande utilità, .specialmente pel comandante di baltel'ia, e di cui lro vammo alcuni esempi in dettaglio in un periocì ico prussiano già superiormente nominato; così si termina l'istruzione annuale, che, se hcn fatla, permetterà alla batteria di presentarsi con sicurezza. alla scuola del tiro ed alle manovre autunnali cornhinatc, J'.: superfluo di dirnostl'are la necessiflt delle scuole nell'esercito; in uria batteria ln direzione delle medesime, co1ne tulio il resto, dovrebbe lasciarsi interamente al comandante; basterebbe che; dopo di Here esami.nata la classificazione preliminare, si fissrisse al rne-desimo il limite <la l'aggiungersi in ogni classe al termine dell"anno approssirnatiYamen tc, quindi lo si allevi asse dalla compilazione degli specchi che hanno solamente per iscopo la gc:-~ranzia per l'esecuzione delle disposizioni regolamentari ; ìa classiJi.cazione finale operata in seguilo ad esami di una commissione reggimentnle metterebbe in evidenza se lo scopo fissato al eomandantc delìa hallerin., sotto la sna responsabi !iiù, venne o no l'flggiunto. Vedueazionc e formaàone dei graduali è un'ahrn importantissima atll'ibazioiie d'Lrn comandante di batteria. Se tanLo s'insiste sul bisogno <li migliorare le condizioni dei nostri soU'uffi:ànli, egli è perchè si rico11osce qual valore possa 0veì'e la concorde cooperazione di ·questo gradino della gerarchia militare al perfez ionamento dell'esercito. I.a base morale della loro eclucnzione sta nei prinGipii d 1e . :rnnno succh iato da recluta e che furono svilnppa!i ne;li anni successivi dai loro comandanti dircui, · ed il pungolo che ra-nii:a il loro


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CO.'\SIDERAZIONI SCL PERFEZlO:XA?irnNTO

zelo è ripo::;to nella ficlncia che .i loro sforzi ·sahrnno coronali da premio e dal migiiorarncnto clcì!a · .loro sorte. Bsst devono \·enire educati sotto la direlta risponsahìli1ù del com,mdante cli batteria, che irn'>rimerù loro nìlrcsì l'indirizzo del modo di co mandarc~ ed insegnel'ù loro con ispecial eura come si debbano esegai·i·e e lai· ese,qufre gli ordini. . . Non par vero quanta energi,i cd insistenza si.a molte Yolte necessaria per esigere <}nesra pe!'fcna e r;iziona le esect:izione <legli _ord!ni, indispensabile per gerwntrc in segmto quella m1rab1.le nl'monia c:otan(o ammirata nell'esercito prnssiano e cbe infonde in un Gener~le la quasi sicurezza della pet·teHa esernziono di tuai i suoi piani . }Iolle volte la caosa prima sta ne l modo· dicornunicurc gli or<lini, allro v,)ltc nella nrnncanza d'abitudine o nell'ines,ittezza nel trasmctu~rli, <.;he sono conseguenze '.!i un difeuoso sistema di comando. Ogni:.. cpw lvolta tl. comandante cli batteria •,·noie esso stesso ~tHto or·c(i:rnrc e cli::iport·c, cioè far da cc1pitano o da soa'uffìzuuc , oppure si lascia togiiere di mano cla quak:[~e suo so!loposto uua parte del.le sne n.ttr-ibuzioni, S\.'1~c-e· ·cr\ ~~ S"'11P"" , nella l i 1rasnuss1one · · . ,, ,t " • _J,c; ,,l -,il<'.l od esecuzione d'un ordino vi sin una rnrit1utc od un intoppo. Un ~r;popr,::zo che vede i! suo capitano for qn;rnto d;vrobbc !Hl'~. egu ~10S.SO, non C-rede più questa C0Sè1 Sua propria a_t1.nDuz10rw, e motte voite fors'anche per un nrnlinteso ns,pet~o, non dù pi ù su t..1ì rigrrnrdo i provvedia1enti cl_i egl1 dovrebbe dare e che crede di cliril.lo dc! -cap1tan~. Ness U!.1 grndo deve rubare all'altro 16 sue prerogative; ognuno deve S1.lpcre insegnare le fomioni del .grar!o i1.1_f'erior~ ed eseguire quelle del grudo su P:,r10r>e; un 1!1:·er~wne. ~li auribuzioui produce por lo p_1u contradd!Zlo m negit ordini, 0 salti nella (rnsmisS1011~ de'mcdesimi; di qui le confusioni molte volte fotalt che ne conseguitano.

DELL'EDGCA.ZIQ_'{F; M1LI1'AR.E, ECC.

251

Il capiu1110 deve saper fare da sott'uffiziale per saperne bene inscgnarç le fnnzion i all' occo1Tcmza, deYe essere i11forrnalu d'ogni menomo dellaglio, perchè risponde di tutto, Yede1\1 il più possibi le, pcrcllè- nulla sostituisce fa propria vi s{u, ma egli deve aìtresì toncedere la massima eslensìone ,il principio della 1·ispo1Jsnbi lità e . lasciare ad ogni grado la necessaria lihortù d'azione, $Ìa per poter (?;Llldjcnre con fondamento il criterio d'ognuno, sia per al1cg;;crire il peso della sua risponsal;i !i tù, 1·ipartcndo eouve!lientc1nente il lavoro . I suoi nrdini saranno esempi di chiarezza, previdenza cd irnpnrzinlitù, ed agendo in questo rnodo non gìi manchel'ù nè si i rrrn nè prosligio. L'applicazione de~le punizioni forma un allro soggetto per lui d'insegnameu to rti gn1clw.1ti, sulla bontà del quale si basn la clisciptuu di 1utla la batteria. Primo assioma dcv'csscr quello di pi·evenire le mancan;;e. Non è mai abbi:slnn::u culcoJato l'apprez:u:1menlo dcìla giust izia neli'appliem·e una punizione; se ogni volta si serulnsse li.!. cnusa del uw.ncamculo, ben rar,.\ rnente se ne ncldehitcrcbbe wua la col pa al eannoniere; si ritro,~erebbe quasi sempre o una trasc:urnnza o una imprevidenza od U H 1na!inleso nC'lla trasmissione dell'ordine, oppufc un semirrH~nLo di passione nel farlo esegui1-'e; iii questo rnodo ìe pici:ole punizioni. male applicate clr;nr;o orig ine alle piecole il'C, alì o spil'i lo di vendeLta; la pedanteria fa nascel'c Ja noiR, la stanchezza ed il disgusto, tutti principi.i generatori di rnan<.;tinze più gnwi. Uu comnndante di batteria, geloso della disciplina della sua hotterin, non . eopri r-ù od allevier-ù nessuna mancn.nza, ma rirnontcrit sempre alla causa prima, ed a mente fredd a pronunzierù ìa sua decisi0nc ; in qnesto modo rinwrrù chiusa ai graduati., suoi clipelldenti, la. strada della pa rzta1i t \ e del favore .


252

C0NS1DERAZf0NI SCI, PJ.m.FF.?,;IO:::{AMEN T O

DEtL' EDUCAZIONE j\!ILI1'ARB, ECC.

Emerge acLunque l'importam:a di non attrnversùre la slrn,fa a cl lm comandante di h<1-tteriu per tlltto qltanlo ha riguardo alla disciplina , eon disposizioni cl'ordine -secon.dario od· amministrntivo, che abbiano per risultato cli incepparne l'azione, ed ~ aumentargli così le d iffi,collà .del suo. lavoro d'edllcazi one. S'egli 110n è rigido osservatore cle'rego1amenti, egli solo èlo H ù sopportare le conseguenze delle sue inego!aritù. ; se insolite e recidive mancam:0 si commellernnno nella sua batteria, si dovrà pure. da lui solo esigere la cessazione

della loro riprocluzi'one. Ta ceremo sull'istruzione da impanirsi ai gr?cluati., perocchè su cli questo non v'ha chi non, r iconosca la conveniem:n cii confidarla interamente al comanclanfe di balteria, solo interessato che ne c\ebbfl poi fru i.re i risullati, ed a cui p(;)rtanlo sLia a cuore ogni sparizione d'abuso; più d'ogni altro egli potrù misural'e 1 , Jl' b.l ' ~ lc'[; ,,.,.. nz ""r. l"',., e'·e11z, ·"n: l• t l'.P" 1.. "'o l ~t11 , ,1 .it)V : ·.. a ·, H )·r·o e ,,/ JJt:..} - ·,\) , i lene1' conLo tlelìe sole stretlc esigenze del serTizio. <J.1.

IY.

3Ia Je ..1Ùribuzioni del comandante di b~ttcria hanno ·ancora un altro carnoo d'azione ncl!e disposizioni d'or1 dine ai11 ;ninìstra~ivo delln. fH'Opr-ia haueria, di cui direttam ente risponùe. Ve rcib gli incumbe la cura di un'infinitù d i piccole disposizioni, su1l'esaHeàà d,' csc.cuzionc delle quali è basato gran p,nte dell'ord ine i nterno della balleria; e cli cui la p<1rte dire~t1·ice spcw: a lui , q uella esecutrice al furi ere.

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Egli dov'rà tutto regolare quasi fi no alla peda~teda, perocchè un soprassoldo cavalli sospeso ac( arb1tr10 o non dato per isbnglio, una ritenzione eseguit a n:.,torto, una registrazione di~ enticata, sono _tutte ,c~us~ che più o meno lenlamente porteranno 'I !oro frutti, fa~ cenélo insorger·e diftìèo llà e para'liziancto una parte d1 lavoro utile. Per accertarsi dell'ord ine esistente ùeHa propria batteriu e dell'esattezza de lla parte esecutrièe, 11 cornan~ dante di batteri a ha come mezzo le 1·iviste, o generab o speciali, nl personale , al corredo , alte ~rrn i, ai. cavaJli a pelo, ai cavalli guernili, alla battèria altnccata, alla badatun1; al materiale e cc . . I consigli ch'egli di:lrù 'in ques te c ircosumze e:l 11suo modo di regolarsi dovranno csse1·e una scuola~ ordine e di eomanclo pe'suo i dipend ent i· ed un contrnuo insegnamento pei consegnatnri. . . . _ La rhista p assata a clove1·e e di. melo,_cred1an:o sia un efficace mezzo d'educazione per lulll; essa e una riunione che mette in evidenza la soìidarietù della vita mili tarn nel rispetto còrnunc per le leggi e che infonde l'amor dell'ordine e l' abit~1clinc aìl' ubbidifmza ; non per nulla sono tanto frequenti le riviste nell'esercito prussiano. . . "· . . . Nelle riviste individuali il capitano e glt ufnzw!t impareranno a: conoscere uno ad uno i pròprii can_n~~i?ri: e ad apprez;1,urne l'amor dell'ordine e la: sens1b1llta a1 sentin1enti dell'amor proprio e dell'emulaz1one ; a questo

molto gioverebbe se si pei'mettesse al co~nandante di batteri.a di premiare un po' largamente 11 soldàlO· migli ore, inappuntabi!é, m,a in r~odo istantan èo ; '10, o 20 fra nchi distribuiti con criterio, anche una o due sole volte per anno, lasciano un'impronta jndelebile nella mente dei pr~esenti. . Le riviste speciali , quali quelle al mnlerrn:le, ferra-


..204

COXSIDE R.AZIO~ I SUL PE RFE7.IOXAME N1'0

tura, sell e e finimenti sui cavalli ecc., hanno per 1scopo cl' accerture il fun zionamcnto reo'olare del ser. . . . b v1zw 111 ogni suo più minuto dettaglio, d'impedire abusi e m_anca nze, cli preven ire incouve1_ 1ienli alle volte gravi e d irreparabili nelle loro conseguenze . Le rhiste dei . èaval!i a pelo.,, oltre al ~anti:waio cl 1' (' (. ~ t, 1ar emerge~·_e chi ha pi 1'1 cura de i proprii cantlìi, attesta pure hmporianza del loro bl~on governo, affezi.ona 11_ s?lclat? al cavallo e costringe uftì.cia!i e so,tt'ufficiali ad interessarsene specialm ente . Occorre che rrnlla sfugga all'o cr;h io di ehi passa la rivista, altf'imen!i il cannoniere s'avvezza a trascmare quanto crede cli pò rer n~sconclere alla riTista; cl i qui i.l poco v,dore delle riviste passate soventi, periodicamente e di freu<1. Ne deriva che, perchè le riviste siano efficaci occorre s(a-n~ falte a tempo utile, · dando tempo e rne~zi suffic1.~nll . ad ~g?uno per prevenire ogni scusit plausibile. Prn cli Lutn 11 comand anl8 cli haaeria potrà essere in gru.do cli fissare il tempo pit'1 proficuo per una rivista, po_tendo egli soìo cal colarne il bisogno; perciò a lui d?vrc~b~ spellare la dNerrninazionc dell'epoca, durata; d1sposiZJom prelimirinri della medesima ;' ,a llora potrh fa re che la massima' parte d'uom ini vi si trovi presenle, non avendo in(ercsse a che manchi quàl'cuno e potrà scegliei'e le più favorevoli occasion·i a seconda lo scopo spee iaìe che ha in mira eolla r1vis la ; e siccome l'epoca di questa necessiLà è ·va riabile da 1)atteria a balleria, solarn'e nte ad ogni singolo comandante d i baueria pO!rù riusc:ire cli fìssnrne la mago·i ore o.i)-~ vb porturnta . Perchè poi tin comandn nte di balleria possa contin.uam ente seguiré lo svolgimen to inLerno e · complessivo della sua bntteri;1, d iventa più che mai necessario ~he_non lo si de(ragga dall'insi~me per co,s tringerlo a J urntare le sue cure all'adempimento d'una par!e sola

DE I.L'Imt.:CAZIOXE ) I! LITAitE, ECC.

255

,ielle sue atLr'ibuzioni . a pregiu dizio del resto . Il suo personale pereiò do u it per quanto possibile sempre trovnrsi d c-0rnpleto. ~Iol1e volte nel \ Cclern che il se rvizio scorre ugualmerne senza intoppi, nncor<:hè ne manchi qualche ruota, può rwseerc la conYi nzfone di poier considera;·e per lo meno inopportune le islaiw:, ll'un comandante <li ba!! ei·ia tcmde1:ti a far riernpi re aì più presto questo vùot.o ; è però indubi tato che ch i ha la sua attenzione assorbi ta a fcworc di. un rnm o speciale di servizio nen può a meno cl1 e spendei'e quivi gri n parte dell'energia che consacre,·cbbe nl resto; so lo dopo qual.che te mpo emergerann o gli effett i funesti di queste clisposi7,ioni, ,effetti non più imp1.} labili certo al com andante di batteria.

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'.

Dall'insieme di que:;ta breve esposizione, che r ias-surne il lavoro di un comnnclunte di bul.leria, si. rende wanifesto quan ta parte di effe!Lo utile possa , enire neutralizzala : l\'ell'istl'uzion e, da una !i.mitntn liher Lil d'nzione ch e impedisca al comarnfonte cli batt eria cli arres larsi sui bisogni più mg8nti. e non gli dia men o sufflqiente al .completo sviluppo fisico-m ornl~ d'ogni singolo individuo . Ncll'ed,u ca.zione morale, da una dipendenza imme·diata, talvolta un po' diffidente, che ne limiti l'au Loritù ,e quind( ne dissecchi la sorgente più fecon da in forza. Irel sclvi~iq, da uno str.ctLo legame a disposizwni gen~rali, che ne r estringano troppo l'azione a detrimento d'ogn i singoìo ramo di educazione della propria .batteria .


230 COXS!OBRAZIO:'\I SUL P.EUFEZI0./\:1.;IIE;.-;TO Siccome peraltro non tutti i 11u0Yi comandanti di batteria pot1·0bhcro pre~én!are garanzie suffitienli per iniziare di bollo questo sistema, così si potrebbe rimediure a quest'inconveniente, stabilendo che il orimo I e, se si v.nole, anòe il se(;ondo anno di noviziato fos:-1erl) compiuti alla sede, quale vcrn e proilcua sc·uola; uello stesso tempo , ogni balleria nell'oceasione clel caml>io del propl'io eon1nnclanle, verrebbe in tal modo ritc niprata, q 1in1ora abusi incsserrat i , i si fossero introcloui. Con· ciò non si toglierebbe la possibilitit che eoutcmporaneamentc altre batterie fossero alla sede, ma regolale pet· brigata; nò è eia dubi.tarsi ~llC lo zelo dei nuovi comamlanti 11011 abbia cla essere fo rtemente eccitato, durante la ìoro pcrmaMnza aìla sede, dal desiderio di agir pres!o rolla medes ima liberti\ <l'azione de i rropri colleghi, come neppure crediamo abbia ad essern un gr,m male quello cli far dipendere il cambio di guarnigione di qualche batteria dalia traslocazione del rispettivo eo manclante, giacchè, ove applicalo per tulli , non veùiarno in 1,;it'J ness1tnu triste conseguenz:i..

VL

..

.H momento dello scoppio d'una guerra emerge il valore reale delle disposizioni e della organizzazione di pace. Dnll'istautc neì quale ha principio la mobifizzuzionc di u11a batterin, col giun::;ere delle classi dal congedo, coll'acquisto, addestramento, allenamento dei nuovi cavalli, coll'aumento in materiale, nttrezzi, bardatura,

DELL ..EDCC,l7.IOX!': :ùILI1'.\RE, ECC.

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e coll'infi nità di JJiccol i lavori che ne conseo·11ilano ' o ' cessa l'anda rneuto metoù i(;o deile istruzioni e dd servizio, e le mollcplici cure del comandante di batlet'ia si ,·irol:rono al la necessit,'t del momento ecl alla 11rnYv • l vi denr.a pel' l'avrcn il'e. Se J'cdueazione della sua batteria 6 formata, rgli don·ù raccogliere in q Lll'.:SLi istnnti i primi frulli e.lei suo laruro, e, se tempo gli rimane, donii accclcrnre ancora l'istruzione delle due ultime classi e aclclesLrnre e pedezionafo LUllo il suo personale iu quelle purti del servizw ecl islruzrnne, clic per effetto della lllobilizzazione gli riusrircbbel'O nuorn . Allora egl i si lro,·erii costretto d'nllargare Yieppiù il pri neipio c1ella risponsabiliLì'l, non potendo più l'atlivitit di un uomo, la (pia.le pme ha un lirniie, giuugcre a tanto di potei' rndei·c tullo personalme11te; inoltre, gl' i1wuniberan110 pensieri e cure maggiori . Se il sisiema cl'islruzionc avn'.t progredito nel mo do suesposto, egli avrà !ulle le cìassi, fuorchè le due ultime, compiul,unente istruite, e fra queste la penultima non manche1·,\ che <l'ai ,[uanta espet·ienza fac ilmente acquistab ile in poco Lempo di campagna, e l' ultima se non polrlt somm i11islrare conducenti, sarà però sempre utilizzabile pel senizio dei pezzi. Se !'educazione della hutteria fu ::;ernpre, clunrntc la pace, quale l'abbiamo esposta, ln stato <li guerra, nou portando mutameHti al sislema , non genererà nè perturbazione, nè scossa ; ogni ramo di senir.io procederà collo stesso indil'izzo, nè l'aumento prodotto dall a mob ilizzazione polrù disturbare quello stabile equili brio sorto da un'accurata educazione di parecchi ann i di pace. . . Siccome poi l'ed ucazio.ne della trnppa <} una miss1one lenta e tulla di pazienza e costanza, dove molle rnlle un solo folto basta a neutralizzal'e il bene ottenuto con molta fatica, così tat:di esso. rorter-h i suoi ANNO xv,, vo,,. 1v. n


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259

COXSfDET1AZION I SU.L P E RFEZIONAMENTO

DELL 'EDUCA ZJO NJ<: MIM'l'~\RFJ, ECO.

JHU o,·1 fru lli e solamente durante trna' campagna, .fra l'avv ii'cndar:5i di c;ircostanze difficili e di crisi, em~rgera,1110 , se vi sono, le qu,alilù distintive che nei,lunghi ann i di pace poco a poco le si innes larono,

-0ihnen tC\ dlt hlOgo, può diventare· contrario a quanto poi succede ' in gue rra, do.ve la reciproca responsabilità dei co mandanti di brigata e hattcvia è molto più .accen tu i.\Ja, I~ necessario perLanlo che il comandante di brigata co n uno sviluppo continuo, costante, di forza morale, si lirn iri ad un'in cessante vigilanza sulle batterie po~;tc sotto ai suoi . ord ini , senza n uocere alla libertà d'azione e quindi ·menomare la respo ~sabili tù dei c;oqrnnclan Li delle medesime; l'uniformità del suo modo d'agire prcverrft così ogni" scossa, urto, o soverchio cccilamento di suscettibilità. Jl risultato che ragionevolmente dovrebbe arre care il manlenimento di u na ,linea e.l i condo tta così in armonia col principio che in['òrma tutto il nuovo sistema di coma nd'o delle batteri e, sn,t·ebbe quello di far salire l'autorità del CO.trrléll1.dunte cl i brigata alla medesi!ria altezza che qt1ell a, ,dei ·comandanti di batteria, di aumentare il · p restigio de~ suo grncl o nella stessa misura, d'appoggiAre ogni suo grndizio sul personale, sul grado di istruzione e d'educazione delle batterie, a da ti sicuri, sui quali le considerazion i perso nali possano a vere il minimo effetto.

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VI.

Uno dei punti più difficili consis!e ora: i Nel tìssare le relazion i che dovranno esistere fra chi es<-!rcita il corn ando così costituito d'una batteria <~cl il ri,;pettivo ·cornanclu nte di brigala ,· 2·1 ìfoll'analiun.re l'u pplicaz ion e, di questo sistema in quei cnsi dove pniwbbc neccssit.'1 l'interven to dèll'autoritì1 del comandante cli brigata per limitare la, libertà cf'f1 zione dei comandan:i di batteria, allo scopo di, :evitare contesta;,,ioni e ,nòn preg iud:icare il servizio. .\d.ua ime11te riuila accenna : al limite fino · al .quale, pcl rnigl iur anclamcnLo del servizio, sia desiderabile che il co ,rn.tndan te di brig/\ta debba allargare la sfera di azio,ie d el suu co rn anclo , Altrettanto è in sua piena foco ltù d'entrare nei pi1'1 piccoli deùagli delle batterie , rcstrin~lcudo al n1 irfirn o· l'azi one dei c~m and anti delle rn edesirllf:, come dì la scil1rli pressochè nutonomi in qua nto n:111 in tacca le dispos izioni generali da lui im· partLtC. Da ciò derivano le irrfì ni1é graduazicmi di si?terna di c0 mnndo dei. ~o mandanti · di brigata e perc·iò dei c0 rn andanti cli· b'atlerin. e per conscguenz·n. una varia ed indeterm inata · responsabiliLò per ognuno in tempo ·· di pn ce. Quèsto· stato · di c0se , prescindendo dall'influenza, di considérazioni personali n cui più faO

_ CONCLUSI ONE

BalFinsieme della .nostra esposizi onè ne eme rge ehe, supposto realizwto lo scopo a eui tendono queste bravi, <:onsiderazioni, .l',~urnento d'au.Lorit:1 del comaudi:i,nte di batteri a non ri'uscirebbe che a vantaggio dell'educazione della prop ria bat1.0.ria, mentre l'accresciuta sua n:sponsabili.Lù ne assicurerebbe la massima pl'c-

)

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CONSID~RAZIONI SUL PERFEZIONA}!EN1'0, ECC.

stazione cl i forzn, mediante la libertù d'azione di cui potrebbe disporre; nello stesso tempo non isvanircbbe la possibiliti'.t che si potessero srad icare gli abusi che vi si fossero insinuali . Sparirebbe di più il fotto doloroso chè comandanti di batteria diminuissero d'i zelo a misura di~ll'.aum en.to della loro nnzi.aniti1, perchè dal peso della loro risponsabili !,\ sarchhcro costreli i a trarre un continuo proGtto dal!a esperienza a poco a poco acquistala . La volontà del cornnndanle di batteria si piegherebbe con maggior sicurezza sotto la. streua osservanza delle prescrizioni tendenti a dare a tutte le batterie un indirizzo fi nale comune. 11 ·comtmclantè di batteria acquisterebbe un'esperienza maggiore, in più breve lempo, perchè a·proprie spese; ineomincierebbc durnnte la pace ad agiee · da solo ed esi)erimenterebbe tutto il frutto delle sue fatiche; la sua attività conlinuamenle tesa, la necessiti\ d'internarsi a fondo in ogn i dettaglio, imprimerebbe il massirno impulso a tutte le forze poste a sua clispc- · sizione; nello stesso mentre egli acquisternhbe profondame nte radièato il sentimento <l<~l proprio dovere. In poche parole, si avrebbe da tutli il- massimo ' effe llo u tile. Per ultimo ogni comandante . di batteria avendo una risponsabi li là senza restrizione di sorta, p·otrà godere dell'intern a soddisfazione cli essere sempre 1n testa e l'anima della propria batteria.

I SOTTO .UFFICIAKJ ·IN 1•nuss1A

..

Il capitano d'C1Jrt1·glieria, TANCREDI SALETTA.

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'\

In Ital ia abbiamo la questione dei souo ufficiali. Essa preoccup.a a hqon diritto l'esercito nostro, e domanda imperiosamente una soluzione . La ferma ristretta non ci permette di ed ucar·e abbastnnzn, un in dividuo per promuoverl o soito ufficiale tanto tempo prima del suo li cenzi.amento da· trarne buon p-rofitlo . È necessario ricorrere ai mili.lari che si obb1iguno a lungo servizio. ]Ha le ambizioni personali suscitate dai rapidi avanzamenti degli anni. scorsi, lo spi:·ito militare che va dimin uen do e molte altrè cause minori rendono oltrcrnodo diffici le il trattenere souo lç armi lrnoni elementi. Tt,llti se ne vanno , replicano in coro gl i ufficiali di -0gni eorpo e di ogni arma . Eppure in nessun altro esercito i sotto uffic iò.li hanno .maggiori allettamenti a coniinuarc vo!onloria mente b vila miltl1re . Mensa a pal'tC;, sala cli corivegno a parte, came1.·a a parre, perfino montura disLìnta da quella dei caporali e soldati; licenza serale, mezzi d'istruzione ; non ch iusa, ma anzi spianata per mezzo di scuole la carriera c1' ufficiale; buona pensione vitalizia per gl i anni a ve·ni.rc . Forse converrà ~modifica re il modo élel riassolda-


262 I SOTTO UFFICIALI mento , assicurare un im'piego , aprire nuovi isti tuti, aume ntare la speranza di promozioni, rinblre, specialmente nel servizio intèrno, il prestigio ciel gmdo . La questione è grave e complessa. L'abbiamo comune co ll'Austria, colla Francia, colla · :nussia, col Belgio ,· colla Svezia. Dovunque si sente il bisogno che le diverse parti dell'esercito sieno armoniosamente riunite· in un tutto, nel ' quale l' intelligenza dei cupi si trnsfonda mano mano per i gradini della scalà gerarchi.ca ad educare, preparare, dirigere, ani mare la massa armala allo scopo supremo, al!H vittoria. Nessun nitro esercito, di cc1'to , presen ta qùesto tutto solido, ord in,i to , vigoroso come il prussiano. Ruota importantissima del mirabi le rneceanisrno elie abbiamo veduto nell'ultima guerra funz·ionarc con tanta celeri1~1, fotza e precisione è la classe dei sollo ufficiali. Non sarà per avventura cliscai:o ai leuori della Uivista di averne un cenno che possa servire a. proficua discussione e ad utili confronti .

I. I sotto ufficiali in Prussia, meno l'ulfìere porta-spaàa· od aspi rante ufficiale, · proveng·ono dai capitolanti e dalle scuole elci sotto ufficiali . 1n questi u ltim i iempi perb si sono ammessi alla promozione solda ti obbligati a so lo tre anni di servizio. È noto che la Prùssia annovera fra i SOltO ufficiali tuUi i graduati cl i bassa forza. La · capitolazione corrisponde al nostro riassoldumento., Una volta il capitolante assumev;i·, come da noi, una nuova ferma oltre quella prescritta-per legge;

263 ora basta che SL obb ligh i pel' u n anno . ta cap ito lnzione può essere rinnovata successivamente c;o! çcnsenso del comandante di corpo. l)opo do;li<·i a11ni il militare acquista di ri tto a pensione- pel r.aso di iilvalidità, e non può essere contro sua voglia licenziato .Non è acr.euata la capitolazione c;h.c da i Ut!i soldati i quali, esse ndo giit di 11ri rna .classe, pr met <1110 per le loro qualità fisic~1e, mornli ed intP!lNin,1!i di fo rmare buon i graduati. ln cava!le rja anche i soldati co mun i pos,;ono essere eapitolanLi. Vantaggi della capitolazione sono: un rn en -- ile sopras%lldo di mezzo ta l·lero (lire ,1 87), t;he c·e,; .n coi cessnre del se rvizio, ed un distintivo alla na1rn de lla daga e.d ulle spalline o cordoni. Jella cavaJI( rin dii servP quauro anni ha di'ri.uo cli essere C011;~edillo due anni prima in modo ass,oluio, siechè uu anno passato soLto le arm i è considerato c.ome dne · anni passali nella lnnclwehr., Al sollo tifGeiale <lopo dodici anni cli buon se rvir,io spe tta, anebe senza che sia in valido, l'altesi Hto per un imp iego eivilc. Sono eselus irnrnen te desti11ì.1li ai sollo unlciali i posti di castellnno, di usciere, di nw ssaggiere, di guardia no tturna, di sone;;liau e alla pos1a, di eommesso ai bagagli, cli telegrafìsw, cli prc-· IN PRUSSIA

HE LLDORFF -

-

1870 -

Dicnst-Vorscriften de1· k. p1'etissischen A1·m.ee ~ ·1865

Batb. -

Hen1pel -

Berlino.

Preussisches Feld-Taschcnbuch ,t 869

B uscn BJ,C KS -

e ,[ 870

-

Berli no.

W 1TZLEBEN -

Heervesen 1mcl lnfantcrie Dfo;zst -

Ilc1th - Ilcr-

lino, ,1869. Lun1NGHAUSEN Organisation it,nd Dienst der Ifr·iegsrncu:ht des Norddeutschen Bwules - BC\rl ino, Ìll ittlc r, ,1870.

Mili.tiirische Rlatter -

Luglio ,1s1,1.

!iiilitiir-Vochenblatt - N. ,r,1, ·1869. \.VA LDERSEH - Der Die11s.t des preussischeninfanteri<J Untcro/fi"'iers,


l 264 I SO'l''l'O UFFICIALI posto agli sLradah, cli guardia di polizia, di sagrestano, di custode delle caserme. ecc., come pure una grun porle degìì impieghi subalterni negii nffici. In allro mio serino ( ! ) ho accennalo all'utilità di non esigere dal riaéisoldaLo l'intera fermà, ma di rinnovarla anno per anno. Molti rniliiari si obbligherebbero per un unno e poi continuerebbero · a servirn allellati dal 'premio che prngressivnrnentc si fo maggiore e dalla pl"ospelLi va che sempre pit'.l si avvic ina di un impiego civile. Ed n questo prnposiLo spero che anche noi, come ultri Stati d'Europa, imiteremo la Germania , ed ass icureremo ai nostri sotto ufi1eial i, dopo un certo tempo d i onoralo servizio, una modesta posizione sociale in una delle amm inistrazioni <lel Governo o delle Società che harrn o qua lehe rapporto col Governo . Non credo difficile l'attuazione del progetto tante volte discusso. Non si traaa· di disporre immediatarnen!e cl i rnigli.aia e neppure di centinaia di posti. Questi sarebbero co peni successivamente, e quindi allo Stato resterebbe\ tempo· più c:he sufficiente di provvedere . Le moltepl ici Società di strade (errate, battelli n vJpo1·e,· ecc., affidano volentieri gl' impieghi n vecchi e provati souo ufncial i, nei quali trovano onest~, dise iplina, puntualità, ordine, e g iù ora Ji propria iniziativ J si valgono dell'opera 1orn. Del resto sì possono obbligare per legge. L'Austria lo fa nel progetto recentemente presentato al Reichsl'atb anche c.;olle Soeietà nor1 sovvenz ionate dnl!o Stato. Interessa all a sicurezza del paese !'avere, principalmente nc!l' cserciz.io delle ferrovie, in tempo cli gucna persone sulla devozione delle . quali poter eoni are.

IL

1

I

(it) .Il biiancio della guerra dell'esercito·austl'o-unghcrese pc! ,1872. Rivista ll'lilitare - agosto ·l 87'1.

265

IN P RUSSIA

ì}fo. da . molto tempo i cnpitolanli non bas(ano a .son-i.mìniSl.\'are buoni sotto uffieiali ali' esercito ornssia110 . /td evitare l' inconvenient~ di avere graduati ·poco pratici. del servizio si è ricorso· ad appos i.te scuole militari . Nel 1825 fo is1ituito a Polsdam un battaglion_e cli educazione, sotto molti rnpporti simile ai nostri soppressi battaglioni dei figli dei mili rnri dì Racconigi; di Muddaloni e di J>alenno . Avendo fa lto B.ccellen!c prova, se ne fondò un allro a Jù lich, e, ,dopo la carnpagna del 1866 1 un te1'.Zo a Dicberich. L'organinazione, i quadri ed i programmi furono sucicessivamente, rnodifica1i a seconda cleHe esperienze e delle esigenze del tempo, con quel tallo pratfoo che impronta lutte le istituzioni rpili tari prussiane. Attua lmente i battaglioni sr chiarnano scuole èlei .sotto n((iciah, si dividono in ft, ç:ompagnie, ed hanno il seguenLe quadro orguuico: Comandante (urfiziale superiore o capi.Luno· c.nzi.ano) 1 Aiutanlc . ,J Comandanti d,i eompngnia (primi tenenti con soprassoldo meHs ile di 20 th. } . .4 llffki.a le incaricato deìla ginnastica (con 8 lh . di soprassoldo) 4 Uffie iali di compugn ia 12 b~wre ~ ~ìcdico 1 l:eJclvebel (furieri) . 4 Sergenti . 38 Tamburini e irombe!tieri -i7 ,

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... I SOTTO UFFfCIALI 266 Alunni (cl i ess i 60 <li prima classe) ,1'7 Lavoratori Allendenti degli uffìciaìi 20:. Si nggiungono 4 souo ufflciali success ivnmente comandati per un anno, e .'r incari cati, in .luglio, agost0e seUernbl'e, dell'insegnamento della ginn1;1stica . Dopo g!i splendid i fatt i ci<~l ·1866 la dasse colta affluì alle sc:uole di gnerra e il popolo alle scuole dei sollo ufficialif In queste ultime il Governo ;;iei' ettò gio- . van i fìnehè lo permise la capaciLi1 dei locali. Attua lmente vi ·ha poco meno di 2000 alunni, cifra sufficiente pe r poter stabi li re un'altra scuolu senza toccare per nulla l' organ izzazione lrov,ata buona .. La località: seeita a w le scopo è quella cl i Weissenfeld. Le seuo lo di. Julich e di B:ebcr ieh sono annesse· alla prima brigata infonteria della guardia . Dipendono, per gli affari amrnini,-trutivi e giuridici dalle int.en-· clenze ed audi.LOriati dei corpi d'esercilo 8° (Coblcnza)' ecl H 0 (Franc:oforte su l :\Jeno), ne i cni çjr,;oli esse si trnvano. Annualmente gl i nlunni più anziani formano due compagnie, !e quali preHdono par[o alle manovre, dell a rn'" divi sione (Co lon ia) e della 'i l" (Francoforte)'. La. scuola. di Pots'darn diocncl!~ in tutto direttamen te dal ,1° reggi1m~nlo della gna rdin a piedi. Questi contin uati rapporti coilo truppe attive contriJYuiscono non poco a teneec desLo lo spirito miliu.1re) ad elevare lo idee, ad eecitnre l'emulazione, ad: infondere vita e vigoria nell'educazione dei f'uturi graduai i. Al!e scnole dei sollo ufficiali è 11mmesso quulunque' giovane di buona condutla fra i '17 cd i 20 anni, al to. almeno 3 piedi ed uu polliee '(metro · 1,59), che dia provu di sùpee leggere e sr:riverc e di conoscere le prime quattrn operazioni dell' aritmetica. Il mantenimento è gratuito. L'alunno dev'essere, 1

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IN PRUSSIA

267

fomito cli. biancheria e di scarpe come qualunque al1ro cosc;,i,to che vada a far par-te dell'ese rcito. Contl'ae ]· obbligo per ogn i anno passato alla scuola di serv ire dne anrri. so~lo le bandiere : skchè ·a tre anrri di istruzione co n·ispondono ·sei anni cli ferma. Gli anni di sct10la sono considerati come · servizio effettivo pel con:;egui men lo del diriao ad impiego civile od a pensioue. 1~li uflìcinli cl i. governo cd insegnanti vengono nominati dall' imper·at,) re, d' on.l ir1M·iu pe r !re anni . 1 souo nffie iali, seelli. Lra i più capaci, sorro cornaurlati tetrfporariarnenLe dai divers i eo rpi . .\I presenle una gran parie ,cl ei gra duati delle s<.:uole proviene dalle scuole siesse. ·t,'istruzionc ha per iscopo cl i formare buon i so!to uffi<:iali cl i fanter ia e nie nte µiù . Qu indi gii alunni vi sono edueati al .sent irnento del dovere, alla 1Jaz.ienza,. all a· costanza, alì'abnegazionc, al scv·crn spil'ito militare. Le <li:-p ilsizion i governalivc rnceornandano replicauimen!e cli non insegnare !roppe cose, di atlenersi piuuosto alla pratico. che a! la teoria e di csereitarn· gl i allievi in tu!Ji i rami de l rniliLare servizio in modo ebe essi pos_sa11n riustit'c b i·,1vi i<;1rntto ri. I vari regolamenti devono e:;scre uppl icat i colla più. scrupolosa esalteu.a, · onde abi ,uare i giov,;111i ad· operare indipenclentern0nte dnlie pe!'sona!i opinioni. Si _dù grande importanza nlle manovre, al tirn al bersaglio, al servizio di carnpagnu.- I migl iori alunni sono purn addestrali a fare qualche sehi zzo to pogralìco. In tutti i mesi ne i. qu aii la stagione lo permette .è fotta lu g innastica sotto la d1re1 ione dcd pé'rsonnle comanda.Lo dall'istituto centrnle di ginnastiea. L' istruzione scolastit:a si limita al legge l'e e serivere corre!tarncntc, al fa r cli eonto, a qunlel1e noz1one di ·geografia e di storia, ad e:;01·ci:;:i eh com-


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l I SOTTO UFFICIALI

posizione in istile mi li tare, come rapporLi, notifìcazioni, quitanze, ccc. Compito il corso di t~e ,anni, i giovani sono rnHnda.Li ai reggimenti. Alcuni di essi possono pussare nell' esercito anche d0po il 2° anno. I m~gliori sono promossi sotto uflìciati al loro uscire dulle scuole: gli allri trascorso un anr10 e di. mano in . mano che si fanno posti vacanti . I corp i per tre mini consecutivi invi::ino al ~liflistero della guerra un deuagliato rap porto sùl pe,·sonalc av~Hò dnlle scuole. ()L:esti nipporLi sono anche comunica_ti alle d.irezion i dcp;li istituti stessi a fin e di metterl i in grurlo di. forsi nn'ii! Pa dei risultati dell' f: cluc:uz ione impartita e elci :migiioram011ti da introdurre. Secondo il Mt'lilàr Voche;ibfott ('18H9 , l\ 0 H )' la ·g rande rnaggioran:r.a dcgi'i alunni, :i giud izio dei CO · mandanti dei cnrpi, sot.ldisf'a · comp letamente alte esigenze dei gradi che deve coprire. Le spese asecndono n 39,H5G tli . per -ht · scuoht dei sotto uffìcia li di. 'Pos1darn; a i1,0, 146 th. per queHa ài Bieberich e ad allreUnnti per ln scuola di ,folich : in tutto ·l :.> 0,08~ th ., paci a ~50,3~H l ire iiuliarn~ . Con la somma. qui ndi di ;J ,i.no,0x7 he, calcolan<lo un per iodo cli tre armi, lu Prussia educa quasi. 1:000 .individui a diven ire g1·aduati. Suppo~!n anche \.ma considerevole riduz ion e per morti, riforme; espulsi.oni, ecc. si avrù sempre un I 'iOO rnililul'i istmiti ed obbl igati a sei an ni di scrri1io, nietiinnte li3 spesa rc lntivamente rnin imn di \10\l ·lire per c:iasd1ccluno. Mi sono dilungato a parlare cli i 1trnste scuo le, prussinne, che ora si imit.,mo jn Rllssi,1, perchè mi. pare utile la. loro ii:HroclnzionH anrhfi fra noi. L'accusa principale mossa ai Buttugìiorri dei Agli dei militari orn che tal i istitnti coll'arnrnettr.r~ al!ieYi troppo g10vnni forzavano la loro voca:i:-ionc. Ma, invece che a

269 115, si Ossi a 1 17 anni l'ct;\ miri.ima per l' arrolamento' volontario in un battuglione di educazione. A n anni ogni giovaue si sceglie una carriera. A i 7 anni le idee morali che si possono aHi.ngere alla Yita domestica sono già sv iluppa! f\ il cuore è formalo, la mente ha bisogno di istruzioue, il co rpo cli nria, di moto, di esercizio, cli Yila. Evidentemente la severa cltsciplina di un istituto mil ilare non ni:reca maggior no cumento alle fo.coltù morali del giovane dt quc Jlo lo possa fare la vila. libera del liceo, dél laboratorio, dell'officina, ovveeo l'educazione grcua e paurosa de! serni,nario . Le faeoJtò Osi eh e poi trnrn.no incremento ben rnaggiol'e nella ginnastica, nella schel"ma, nel nu,olo, nelle marcio ed in tutti quelli eserci7.i. che, mirano ad avere menti sane in membra gagliarde. Gli esami di ummissione vorrebbero essere molto facil.~ e conformi al livc~llo generale cl i co ltura del paese . l'na volta bustaYa che il cunclicln.to presentasse il certincato di avere superato la 3" ciassc elementare. Ne veniva clie taluno a rn anni avera giù. di·- · mcnticato le no7,ìoni elementari apprese, chi sa come, quattro, cinque od anche sci ann i pmna . Con m1 esame analogo d. quello che si dà ni volontari cli un anno si toglierebbe ì'inconvcnìente della disparità cli istruzione. Gli i::;truttori, gli. u[fìciali di g0verno ed i sollo ufficiali a<ldelli agli istituti dovrebbero essere cambiati cli freq:uente, onde non venisse in loro meno quello spiri;o militare che sono chiamati ad infondere nei futuri graduati. . L'istruzio,ne non dovrebbe Ìnfrarc açl uhro che a formare buoni sotlo uffìciali. Bando quindi ai pro gr·amni i brillanti, ;ille cognizioni da spolvero, ai fronzoli ed all 'orpello . Si limiti l'insegnamento civile al saper esprimere le proprie idee, ad un po' di aritmeI:'! PRUSSfA

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.., I SOTTO UFl!'ICIALI · 270 ·ti.ea, acl un p0' di geografia e cli stori a putria; s1 estenda l' insegnament0 rrriliLM'e allc1 .conoi,r,enza di tutto que llo che spetta al sotto uffìciale in tutti i rami . del servizio. Si rnctlnno a contatto i · giovani eollc truppe ne·lle escf'citazioni talliche , nell e grandi manovre, nei campi d'istruzione,. Sovrattullo si 'cerchi di . educare il cuore it b .mente degli - allievi alla srrnta idea del dovere . . Con questi e sim ili migliora.nient.i io credo si potranno far riso1;gere i· nostri 'vecchi istituti, i quali hanno pur dato di:;Li ntissimi ufficiali a tulli i gradi dell' esèrcito ital iano . I migliori allievi so1'tìrcbbero capora li o, • volendo .. anche, a ser.onda del grado gene rale dell'istruzione, dell' autotcvolezza e . della diseiplina , parte , sergen~i e parlc capornli; gli allri , surebbero promossi a loro ' turno . A. m;iy·, . , iore spnme dovrebbe ésse re loro aperta la 00 · via al grado di uffic inle. Dopo_un dato tempo cli servizio sarebbero ammessi a scuole prepnrat0rie reggi. mentali, !e quali Jaciliterebb<~ro loro l'e::;ame per scuole special i destinate, a som iglianz.a del corso aperto l1f~ l 4 869 a Modena , u preparare i sotto ufffeiali al grado .ni sottotenente. Naluralmente agii individui. eoslret.ti a rimanel'c ne i grad i di bassa forza snrcbbbl~ oec:o l'dato, terrn ina;a la ' 1· nitri l ' 'l . · 1· uegt1 fer ma dovuta per legge a lie ron d !Zlon , 1 riassoldarne nlo ed ;rnche il diritto all' imp iego civi le, . ove fosse ..adotta lo qnes to,. potenlG iocoragg\,amento. Ma siamo sempre· a li.FA g11ande :.1uestione f.inanzia 1'ia. GL' istituti militar i cosurno molto: la , spesa pe i .sop,;,pressi Batlagliçin i dei H;li <fo i milita r·i ( !500 a!li<wi) .ascendeva annualmen te a ,780, 000 lire. ·: Si noti che 112,oOO li n~ assorbe l'a:::.segno ·di primo ,,é orredo aceo rdato a qualunque recluta entri in ser-

271 ,,izi o, . che zHl,000 li l'e rappt'1!sen tan o la pnga, '10D,8.'t2 ìl decon1.o, 77·,,58 altri assegnamenti cle:):li all ievi ;come ]etto, legna, bene ar ma~o, ecc., e ~he, solt~ questi rapporLi, costano altrettanio 1500 solùati . La somma effeuiva di paghe agli uffic i·ali, ai sono uf1ì, ciali, alla lnippa eurnandata. pel servizio, di sop ras:S@ldi, spese di scuole, sa lari, foraggi, eec ., si riduce a 21.-0,000 lire al pi.ù, e questa siessa cifra è dimi,nuita dalln considerazione che i Bal.taglinni soppressi .gr;:ivitaDO sempre s11l bi lancio per pa6 he cl i· aspettativa. , Suppo niamo tuHovia che tre seuole cli 500 alliev i ·ciasc una costino effettivarnent.e allo Stato 2:rn 000 lire :}e quaii sarebbero a s urficienza coperte ·dall~ somm~ · versate da 400 v'olontn l'i di un anno . In1.1·oclucendo il ,sistema prussiano , l'esercito sa rebbe rifornito :rnnualrnen te, fotte le debite deduztoni ., rl i fi.00 individui' obbligati' a sei anni di sè rv,izio, colla lievi~sima spesa di 6z_5 .lire per ciascheduno, mentre col sistema at,1uale occorre l'assicurazione ad ogni ri usso l. dato di .300 lire cli rend ita vitalizia per cinque anni di servizio. IN PRC'SSIA

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Ogni . ,qimpugnia di. ' fon tel'.'ia in Prn.ssiu· conta un 1'eldvebel , un ,rnp irant.e uflìcia le, 1 sergen ti.{2 di µrima e 2 di seconda- classe) e ì s0tto ufficiali (3 di prima, .3 dì secondH ed uno di terza. classe, corrispondenti ai nostri cc1porali). Sul piede di guerra raddoppia il numero di. questi ultimi, e resta eguale quello degli ,altri; sicchè la compagnia ha in ,pace ,J 3, in guerra


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t SO'l'TO uFF[CI.4.1.I

IN PRCJSS!A

20 sollo ufficiali. Lo squad1·onc di cavalleria ha tan to in puce che in guerra ·15 sotto uffiziali. . . Il genera le vVitzlcben calcola di lmppa dt fa11terni che fa eITeltirnmenlc il se1·\'izio militare, rer l'eser cito della Confodcrazione della Germania del ~ord sul piede di pace : ~'2, 103 sotto ufficiali, com~)resi i tamburini di battaglione e di reggi111e11ti . !1/i-,316 soldati; il che equivulc acl un graduato per ogni 7 88 uom1m. ln Halia, a norma dei recenti quadri orgauici della fantel'ia e elci bersagl ieri, si avrebbe sul piede ord inario ( 1) : · -19, 130 sotto ufl-iciali e cuporal i; 99,800 soldati; vale a dire un gradnato rer ogni i> 2,t uomini . Sul piede di guerra !a fanteria ùella Gerraania dei Nord aveva : i.H-, ·I 06 sollo ufficiali; 576,079 soldati; cioè un graduato per ogni 1O fi/k uomini . Ed in Italia la forza mass irna giungerebbe approssirno.tivamenlc a : 28,800 sollo unìciali e caporali: 286,900 soldati; il cl ic conispondc a poco meno di 1O solclali per graduato. Il soldato di 4" classe è promosso sotto ufficiale dal comandante del corpo dietro proposta del comu1Hlanle la compagnia. Alla proposta prc'cede cl'ordinal'io un

esnme, nel quale il candidato dcre d:11· saggio di sapere stelldcre un rapporto militure e cli conoscere l'aritmetica. (Jualitù principali richieste in un graduato sono l'ottima condotta, la ferm ezza. di raratler·c, l'istruzione completa in tutti i rallli di se rvizio militnrc che riguardano il grado. I sotto ufficiali Yirnno sempre a· contatto c-oi snidati e vegliano sulla loro condotta, discipìina e tenuta. Si occupano dei <.lottagli del servizio, mantengono l'ordine nella caserma e nelle camerate, curano la polizia, trasmettono gli ordini e ne esigono l'esecuzione dai loro subordinati . Fanno tutte le istruzioni, meno quelle sui doveri del soldato e la scuola ùi puntamento, considerale a buon di ritto di tale importanza da essere solo affidate ad ufficiali. Con mollissima cura attendono i sotto ufficiali agli esercizi di dettaglio che sono eseguiti in ogni tempo e colla più scrupolosa esattezza. Sotto Metz e sotto Parigi, tra un combattim ento ed un altro, si faceva tutte le mali in e il maneggio delle armi, la ginnastica, ìa scherma, si pussavano riviste e si esigeva la pulizia delle armi e del coI"redo come in guarnigione. Così si mnntenne quel mirabile spirito d'ordin e e di disciplina, potente cem ento fra. gli s\·ariati avvenimenti , i quali, anche prosperi, potevano tullavia in un gigantesco conflitto, prolungato per più mesi in paese slruniero, n\·cre nn· azione dissolvente sulln. SO· lidità dell' esercito. · 11 sotto nlfir.iale in Prussia non ha facoltà cli punire . Questa snetta intera al capitano. L'indole nuieta ed obbediente 'elci soldato, i! s~o rispetto all'aut~rità, i principii moraìi inculcati continuumente dagli ufficinli della compagnia nelle lunghe prediche, fatte colla maggiore amorevolezza ed ascoìtate col maggior rn!eresse , !olgono la necessità di infliggere frequent i

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(I) CowprP.sa la compagnia deposito, e non compresi, analogamente aìla Gom1anin, i capi armaiuoli cd i yjyanclieri.

AXJ'iO XYl. VOL. IV.

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I SO'i'TO UFFICIALI

punizioni. Il solto uflìciale nei. casi gravi fa rapporto al capitano. Evita però al più possibile di ricorrere a questo ·mezzo di repressione.. Il regolamen!o non lo obbliga che per « l' insubordinazione, le mancanze « allà ritirata, le percosse, l'uhbriachezza, · i debiti, « gl'inga.nni, i furti » e naturalmente pei reati d'ogni specie. - « Il sotto uflìciale »· dice vVitzleben nelle sue istruzioni « il quale porta a conoscenza del ca« pitano ogni piccolezza che succéde 'nella sua squadra, « mostra di avere ben poca autorità sui propri su« borclinati. Tutti i rapporti inutili ai quali non sia « dato sfogo contribuiscono a menomare il rispetto « pel graduato. » 11 sotto ufficiale non può arrestare il soldato se non quando lo richieda imperiosamente il m.antenimenLo della disciplina e dell'ordine pubblico. I sotto ufficiali si distinguono in due classi: eunu porta la spada, l'altra la daga. Alla prima classe appartengono i feld vebel, i vicefeldvebel, gli aspiranti ufficiali, i veterinari, una gran parte dei trombettieri e mtrsicanti dello stato maggiore del corpo. · Alla seconda classe appartengono i sergenti, i semplici sotto ufficiali, quei trombettieri e ?1usicant~ ~h(~ non hanno diritto a portare la spada, 1 tambur1m e trombettieri di reggimento e di battaglione, i sotto veterinari, gli assistenli superiori degli ospedali, i quaìi hanno rango di . sergente, e gli assistenti ordinari, che hanno rango di semplici ' sotto ufficiali. Oltre la spada, i graduati della prima classe hanno la dragona d'argento e seta nera· invece dellà dra.gona di lana bianca e néra, e la coccarda alì'ehno d'argento e nera invece che bianca e nera. Altre distinzioni dei sotto ufficiali rirnpett.o ai soldati sono: un galloncino al bavero cd alle manopole

··· "· IN PRUSSIA

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della giubba ed al bavero del cappotto, .d'argento e seta nera pei porta spada, di lana bianca e nera .per gli- altri; due bottoni di metallo sul bavero fregiati da un'aquila pei feldvebel e pei sergen ti, lisci per gli altri. I sotto ufficiali, meno i porta spada e quelli cui è :élffidato un impiego speciale, dormono coi soidati e mangiano con essi il rancio. Da qualche tempo però 'l'opinione generale· dell'esercito vorrebbe rialzata la loro condizione. I giornali militari domandano che si provveda all a loro autorità, al loro benessere, che si incoraggi l'nmore alla vita militare ed al riprendere la cnpitolazione con uno stipendio meno meschino, -con un migliore , sostentarnento, con una camera sepnraLa fornita di qualche comodo·, con una piccola biblioteca, con una sala di ritrovo, ecc., comodità fac ilissime a trovarsi in Prussia, do\'e sono quasi scono· scinti i cambi. di guarnigione. Al principio dell'anno scorso ho accompagnato un giovane ufficiale della guarùia peussiana a visitare la fortezza da Basso in Fii:enze, dove era ed è attualmente accnserrnato il 41) 0 fanteria. Ricordo con compiacenza gli elogi al!a comoda sula di convegno, prov, vista cli giornali e di qualche Ebro cd alla ben ordinata iiala cli mensa ed il desiderio vivissimarnenle espresso che anche J' esercilo avesse tali luoghi di riunione e di affratellamento per ìa classe dei sotto ufficiali. Benchè una buona parte dei sotto .ufficiali prussiani .abbia complto gli studi delle prime èlassi. ginn.asìali, p ure rarissimi sono quelli che giungono a. passare la trafila. di esami, altestatì , prove, ec:c., richiesli per ·entràre nella cbsse degli alfieri e di lì in quella degli, uf6.c'iuli. Iì so tto ufficiale però nuò diventare pan-atore {Zahlmeister). Ogni battaglione Ì1a il proprio p<lg;tore,


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I SOTTO UFF!CIALl

Italia.

1

Fdriere maggiore Furiere Sergente

Fanteria Lire

Feldrnbè! . 56 ~5 Alfiere porta spada 38 7t) Sergente cli ,1"' classe 39 37 Sergente di 2"' classe 31 87 Swo ufficiale di. 1"' classe 28 ·12 Id. 3"' classe 2.i, 37 Id . .' 3" ciasse '18 10

Cavo.JIQria Lfrc

'

60 ;3:3

75

43 ,1 i 35 (; 2 31 81

.-·

28 19 2~ 50

·---...- --

- -- "

(,1) Lo. Pr,:ssia àist.inguc gl'impieg~ti i'n sup,1riori ed ' infcri;,ri, corrispondenti per analogia, non per assimilazione, i primi agi: ufiì r.iali , ì secondi ai sotto ulikiaìi.

GO

60

4 '? 33

4.5 ::JG

'Caporale . ·, ,! 8 22 ti O La razione di pane è di 720 gra.mmi. ll vitto si provvede mediante la paga. Yi ha un -rancio solo al giorno. generalmente fatto per mezzo battaglione. I convivenfi spendono circa ·1,-s centesimi, più il soprassoldo, che varia dai 6 ai 2,1 centesimi, a- seconda delle lo calità e del caro dei vi veri. Il giornale miliiare di T3erlino ha pubblicato vel'SO la fine di agosto la nuova legge sulle pensioni. Accenniamo ai punti relativi ai sotto ufficiali. Gi'in dividui cl i bassa fo rza hanno diritto .1.l sosten tan1enlo ct·invalidi dopo otto anni di servizio, se res i inabili per ferite od infe rmità provenienti dal servizio, dopo diciotto anni, anche senza essere inabi li. · 11 sostentamento d'invalidi cons iste in pensioni, ricovero in appositi ospizi, impieghi civili o militari se.dentari. Gl'ìnabili al servizio altivo si distinguoM in mezziinvalidi od invali di, seco ndo che sono o no in grado di ureslarc servizio sedentario. Le pens ioni si di.ridono in cinque cìassi per ciascun grarìo~ Pcl foìdvc bcl, la prima classe è di ìire rnen·sili K2 i>t) , Ì?) qu inta cli 18 ìb; pcl sergente il m.aximwn è di 1-;S lire, il minimwn di •1 i'\; pel semplice sotto ufficiate ìa pensione sta fra le lire 4,·I 25 e le ·1·1 25. P.(:W ~fuggire trnppi dettagli mi limito alle classi estreme. Hanno diri llo nUa pensione di prima classe: i militari {li bassa forza, dopo 36 anni, e gl' invalidi per fel'ite ed infermitiì incontrale in servizio, dopo 25 anni pas1

1

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IN PRUSSIA

il quale non ha grado militare distinto, ma è assmnlato agli impiegati di rango superiore (,1), dipende solamente dai suoi superiori militari e riceve un annuo st.ipendio cli 5 o 600 talleri (da 11875 a 1250 lire). 11 militare, dopo tre anni cli serviz io ed un periodo di praLica più o meno lungo presso un pagatore, presso la commissione del vesLiurio e presso l'intendenzD, è ammesso ad un e:same di concorso, superai.o il quale riceve il cerrificato cli aspiri;tnte pagatore. Rientra quindi al corpo e fa servizio come gli altri sotto ufficiali, finchè a · suo turno è nominato pagatore. Ogm battagl ione ha due aspiranti pagatori. Le paghe assegnale ai sotto ufficiali ben poco diffimscono do quelle che ricevono i nostri . Sti mo non inutile il dar qui un paralello dei soldo mensile nei due paesi :

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I SOTTO ÙFFICIALI

I~ PRUSSIA

sati sollo le armi. Hanno diritto alla pensione cli quinta classe: i militari diventati inabili per ferite· o malaHie contratte per ragiocù di servizìo; gl'invali di dopo otto 'ed i mezzi h1validi dopo dodici anni passati s·otto le bandiere. I graduati mezzo invalidi, dietro loro· domanda, possono.essere collocati in un posto sedentario, semprechè ne abbiano i requisfri necessari. Le scuole di reggirnento e cli battaglione faci litano al sollo ufficiale la via per procurarsi le cognizioni necessarie agl' impiegbi civili e sedentari. Vi si insegna l'aritmetica, l'ortografia, la compi lazione di rupporti , relazioni, stuti, la tenuta di regis tri e di libri, ecc. Non sono obbligatorie ecl hanno luogo per otto o dodi:ci ore alla settimana: In Prussia non si ha idea delle nostre scuole reggimentali , le quali di ben poca utilità sarebbero per un -esercito in cui meno del 5 per cento di reclute sono inalfo.bete. Annualmente cin scun bauaglione cli fanteria comac1da per olcune settimane sei grnduati: due per apprendere il servjzio- dei zappatori, clue per addestrarsi a condurre i curri da munizione, e due per imparate i! servizio ferroviario . I castighi disciplinari pei sotto ufficiali sono : 11° Rimprovero davanti agli ufficiali e sotto' ufficia li riunilì della compaguia, squadrone o baueria. 9° Servizi di puni"zione fuori turno, ·sp·ecia:lmen1e guardie di punizione e servizio di giornata. 3° A1Testo in caser·ma ed a1·1·esto sempli"ce fino a quaitro sei.limane; il primo corrisponde alla nostra consegna in quartie.re, il secondo alla sala cli disciplina: 4° Arresto meclio iìno a tre sellimane. Corrisponde alla nostra prigione di rigore: il pun ito non riceve il rnncio che ogni quarto giorno, perde il soldo 0 sta

isolato. Questa punìzione non può essere inflitta ai sotto ufficiali che portano la spada. In luogo degl i rt'l'resti cli rigo1·e (arresti meclii scontati . in una - cella oscura) i so~to ufficiali sono retrocessi.

IY.

· Il g!'ado di Portépee-Fàh1wic!i (alfiere porta spada, aspirant e ufficiale) è destinato a far con oscere. i dettagli della vita m iliLare a 'chi aspirn ild entrare nel 1:orpo degli uffici ali. Qualunque individuo prima di essere anJmesso aila scuola cli guerra, che lo prepara all'esame dì uffici.ile, deve aver passato almeno sei mesi in questo gr1;1do di sotto ufficiale. }ledi ante l'attestalo di buona condotta può presentarsi all"esame per alfiere porta spada ogni militare dopo sei mesi almeno di servizio effetLivo', comp iuto il q 0 e non oltrepassato il 2:1° anno cli età . L'attestato è rila sciato dagli ufficiali della compagni.i, e deve dar~ un giudizio sulle qualità fisiche, morali ccl intellettuali del giovane, sopra !a sua npplicazion e e cono scenze mi litari necessarie ad un graduato, sopra l'àttitudine al servi.z io con speranza di promozione. Il comandante del C'Ol'f)O esercita la più severa vigilanza perchè il candidato per !e sue doti, per la co ndìzione della sua famiglia e per guanto concerne la sua persona sia vernm·?nle degn) di pote!' ~spirare al grnclo di ufficiale. L'aver ron-.ipiuto con success.o il corso liceale o Ia scuola re:-de superi ;.1re dispensn dall'csnm e. All'es1.HYìC sono nmrnessi aneh c i non mililari, ma non possono essere promossi the dopo sei mesi di servizio.


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I S•)l'TO UFFICULi

Iè'< l'RU:3SiA

li c.:andidDtO clere dar prorn di conoscere. lo seguenlt rhater·ie: •1° Lingua tedesca: buona c,.ti,;raCTa, stile ben ordinr:to, facilità di esprimere i prnpi'i pen.:;icri a voce ed in iscriuo, idea gcneraìe della !erteratura tedesco_. 2° Lingua latina; traduzione dei olassici prosatori latini. 3° Lingua francese: L1·0..duz.ionc tnFen te rlal i'raneesc in tedesco e vicevers,i. 4° A·ritmclica; potenze, radici . l,1garilmi, proporzioni ad una o più Ìilcognile fìr:o inclusivamente a quelle di secondo gn1clo, progressi uni, interesse composto, frazioni contiH ue. l>" Geometria elementare; uso dell'algebra colla geometria. G0 T?-igonometria; funzioni trigonometriche, s,,iluppo delle i' •rmule più nei.;essarie, tavole 11:i·~·onometriche, càlevb dei triangoli, delle figure ..~~olori p degli archi di circolo. 7° Geogmfia matematica e fìsita di tutti t p,wsi in g0 norale, della Germania in pal'licolare; truceia1 ,~ a memoria i confini delle terre più notevoli. ! lor) monti principali, fiumi e grandi cittìt; gcogn1fìa po:1tieo. specialmente dell a Germania. 8" St'.01'ia; avvenimenti più im pc•l'tunti della stona univcrsale, loro origine, loro SY !:;imento, loro inconoscenza snesieme; uomini illustri Ji tutti i ten1J1i; • 1 ciale della slo1.·ia della Grecia, di lt.rnrn e della Germania. 9° Dùegno a mano libera e C~.struzione di figure matematiche; principii di disegno topografico. Superato l'esame, il cand idato riceve il t:crLitìcato dì maturità al grado cli rortépec-F':ihnrich, m:1 non h;, diritto a promozione se non trasc,)rso il tempo stabilito , quando ri sieno racanze nei q tadri.

li <:orpo dei cadetti (~) fino al 1870 som mini5trava aì grado di alfìe1·i pol'ta spada annualmente cirea 1 iO militari, h:nendo calcolo uel corpo ùci cadetti sassone, che ne da va ei rea 30 ai 1~· corpo d'esercito. Nello· gerarchia militare l'aspirnnt(' è infcr iorf: nl fe! dYebel ed al vice-feldvebel, ma superiore al sergen te . Tutta.-ia spella a lui, presso le truppe mobili, di ri mpiazzare l'uffkiale as:,-;ente, ove però il eomandante non lo creda inabile , nel qual caso destina un altro sotto uincìalc. 1· aspiran~e deve partecipare a wttc ie istruzioni, a. tutti i seevizi e sopportare tulle le fatiche della cornpagnin. Per qualehe tempo abita cog·li altri soldati, mangia con essi ccl è tenuto ad occuparsi di tutti i piccoli lavori dell'ordinamento dei quartieri, del servizio interno, ccc. G1·andc vantaggio è queslo: il. giovnne dcstinaw nlla carriera d'uffici cde impara a conoscere la Yita intirna dei suoi solloposli, ii loro modo di pensare, lo sviluppo dPJle loro idee, e prepara cosl un tesoro di esperienza p01· gli anni nvvenirc. Trascorso il !Cmpo della vita in C'o mune coi so ldati. l'alfier0 frequenla gli uflicinli, alla cui tnsola è anche amrn~s::o. Prima di presentarsi candidato alla scuola di .guerra, l'alfiere Llcvc sapNe nddestrarc una cln,;sc di reclute, comandare un plotone. impartire l'istruzione 1

( IJ Ila per iscopo di dare a i figli degli ullh:iali il 111oz1.o cd v. ·qu<'lli di fam iglia ci\'i}c la comodit:\ di educar,i e di istruirsi con speciale riguardo alla carriera mililare. Si divide in duo parti. La prima dà l'istruzione corrispondente a quella delle classi inferiori e medie del ginnasio : si to mponn di varie ,sezioni a due compagn ie cia.scuna, stanziate in diverse citt:ì. La seconda !'isicde in l3erlino, conta otto compagoit cd insegna materie analoghe a quelle delle classi creaii superiori e dei licei. L'istituzione del corpo dei cadetti risale al 017, C' da quell'epoca ha fornito all'esercito più di B,000 ufficiali.


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I SOTTO UFFICIALI

IN PRUSSIA

in tutti i particolari del servizio e disimpegnare vari incarichi speciali della co mpagnia. · Forse farebbe buona prova anche da noi, per quanto lo compottan o le nostre circostanze, un'istituzione simile a quel la dell'alfiere porta spada. Un principio di essa lo abbi amo già nel eorso speciale pei souo ufficiali presso la Scuola militare di fa nteria e cavalleria. Aperto nel '1869 ha offerto tali vantaggi che il Ministro della: guerra in una Nota del H) settembre 1871 toglie la disposizione che limitava a 6·1 il nu mero degli aspiranti .annualmente ammessi, estende a circa 300 sotto uffidali la fo<:oluì. di concorrere all'esame ed accetta senz'al tro gl'individui che l'anno scorso hanno ottenutoi H-f20 di punto finale di classificazione. Non sarebbe per-avventura opportuno di fare un passodi più, di stabilire due o tre corsi e di aprirli annualmente a 3 o 400 allievi? Mi si obbietterà che non abbiamo tanti graduati forniti dì sufficien te istruzione })er trar profi tto dalle materie che pur si devono insegnare . Ma questa difficoltà è ridotta ai minimi termini dalla Nota ministeriale del 9 ottobre 187 ! sulla istruzione invernale nei corpi dell'eserci to, la qua le dispone che alla sede di ogni corpo venga aperta una scuola per i sotto ufiìciali che . desiderano prepararsi all'esame di concorso per la scuola speeiale dei sotto. ufficiali. Del resto l'istruzione del paese va sempre cresceùdo .. Non pochi giovani di famiglia civil e e di mezzi limitati pref~riranno al volontariato dì un anno ed alla ripresa successiva degli studi l'abbracciare a dir.itt.ura una nobile carriera senza imporre sacrifizi cli sorta alle loro famiglie. L'entrare in particolari mi allont,rnerebbf di troppo dal còmpito mio, trascinandom i a ragionare di due recentissime istituzion i austriache. Ad ogni modo, mi

pare che coll'ammettere ai corsi speciuli un numero sempre maggiore di aspiranti si procurti .:&esercito una riserva cli oJlimi sptlotenenti, si rialza il morale rleE sollo ufficiali, si allellano sempre più a riprendere successivamente la ferma annuale, si spronano alla buonacondotta , all'istruzione, all'attività, si forma un nucleo di graduati coiti, autorevnli, provati, prn tici,- aiu! o potente agli ufficiali nel servizio, nella disc ipìina, nell' istruzione del soldato. E per .la spesa valga quanto si è già detto per . i battaglioni dei sotto ufficiali. I locali si trovano; gli insegnanti si comandano dai reggimenti, scegliendoli fra gli uffici al i che hanno cornpìto il corso d ella Scuola superio re di guerra; gli allievi hanno la loro paga . 11.l. Governo austriaco domanda nel bilancio pel 1872 80,000 :fiorini (300,oOO lire) per mantenere tredici scuole di cadetti, che . contano circa 2000 alunni, tutti prove- · nienti dalle file dell'esercito e destinati a rientrarvi per . poi divenire ufficiali.

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283·

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V. li Felclvebel, detto Wachtmeister in cavaìleria, è il primo fra i so tto ufficiali. In Prussia nQn havvi fu-· riere maggiore. 11 feldvcbel è nominato dall'irnperalore. Nella compagnia comanda il servizio, attende ai lavori di scrittura, comunica gli ordini , sorveglia alla disciplina; brevemente, corrisponde in gran parte al nostro furiere. I registri sono press' a poco quelli che tengono. le nostre compagnie: slati d'assen to, registri di punizione, d'ànzianit~, di servizio, di tiro, dei vaglia, ecc. ,


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I SO'rTO UFFICIALI

1N PRlìSS iA

ii giorna,le che tratta delle e::;erci tazioni deìta com' :J.)agnia e la lista di guerra, nella quale sono compresi lutti i soldati <lal momento della rn obilizzozione "fìno al term ine di questa . Hare sono le compagnie nelle qunìi oltre al feldrnh el ·si trovi un vice-fe ldvebel. Esso ha. ranc'o. distintivi n servizio di feld vebeì. Essendo la compagi1i.a in linea il feldvebel s!a in serrafile diet.ro l'ala destra del lnrimo "plotone f\ rl\,' il vice-fe !dvebel o l'aspirante d ietro l'ala destra del se·condo plotone. Nel battn,glione · il vice-fe ldvebel putl essere incaricoto .di portarB la bandiera. I fo ldvebel non possono asp irare al grado di ufficiale. Una clisposi'zione del 1!8:ilG concede loro di esscr0 -proposti, in ricompensa di distinti servigi, all'assimi.lazione di so llotencnti ad 01w1·em, ma la proposta clcn, 'essere accompagnata cìal certiiìcato d" invalidità. Quattro fra i graduati della compagnia si chiamano se·rgenti. Fanno lo stesso servizio che gli altri sotto uffwiali. Sono nominati cl ieLro proposLa del ca pitano fra i so llo ufficia li distinti pel' zelo, conoscenza de! · servizio e buona <;ondotta. A puritù di merito decide l'anzianità. Non p0ssono essere sergent i i so tto uffi. ciali occupali eome sarti, calzolai e scriuurali . Il più anziano sergcnLe della 'Com pagnia dopo quin· dici anni di buona condolla, quando sia in grado di fare le veci di feldvebe l nel servizio interno, può essere promosso a vice-f'eldvebe l. Il capitano affida ai singoli graduati, a seconda dell,1 loro attitudine, senza riguardo alcuno aìl'anzi1:mitò, i -divers i incàrichi di Capitainda1'11?eS, dì Fourie1' e cl i J)ÌÙ

V

•

(,1) La c.ompagnia, in ordine normali, su tre righe, si dil'idn in due iplotoni. In generali! però la terza riga forma il plotone dei cacciatori

.3 85 ,

sotto uf,ficiale atte a1'mi. Ouiene così responsabilitìt dirett.'.l, sprone alì'mnor proprio, impiel-{o delle diverse capacità, mezzo di ricompensa, semplificazione di servizio . .il capùain.dcmnes ,ha in. consegna l'armamento , l'equipaggiamento ed il vestiaiio degli uom ini della_compagnia . Co nserva il tmto in una stanza a ciò destinata, e dislribuisee cli mano in mano, a seconda degli ordin i del comandante b. eompagnia, gli oggetti, annotand o le distribuzi oni in apposito registro e rnnclenclone poi, il debito conto . Ha ,sotto di sè i lavorani i e rivede le riparazioni al vestiario ed alla calzatura . Olt.re la compagnia, ·ciascun reggimento e ciascun battaglione ha un sotto unkiaìe , il q1.wle fa le -fun- zioni di capitaindarmes . . Nelle -armi a cavallo il capitaindarmes· si cniama quàrticrnrnstro, cd unisce alìe di lui attribuzioni anchequelle di fourier. Il ['ouricr, da non confondere col nostro fur iere, ha in consegna le camerate della compagnia e preleva il casern:w.ggio ed i vi veri. Tra(ttl' direttamente coli'ufficiale destinato a sorve--gliare l'acquartieramento del corpo, limitandosi a fa r · rapporto al suo capitano delle cose più rilevanti. Spelta a. . lui b provvista dei lumi e della legna, il· cambio delle · lenzuola e la conservazione di tutte le robe di caserma in caricamento alla compagnia. Ne è diretlamenre mallevadore e ne tiene l'inventa.rio. Nella guarnigione il suo servizio relativamente ai.. viveri cli solito si limita alla distribuzione del pané , alla squadra. Nelle marcie di pace precede d'un giorno · la compagnia con se1 assistenti pe r attendere alle inc·om benze èla 'noi nffida!e ai furieri d'alloggiamento . Il sotto ·ufficiale allé cm ni esercita la sua vigiiama su iutte le armi delia compagnw.. Cura che le guaste.:


:286 I SOTTO UFFICIALI sieno immediatamente riparate, esamina auenlam ente _ Je riparazioni eseguile e le presenta alla Commissione per le armi, instimita presso ciascun eorpo, e quindi al proprio capitano, al quale riferisce quanto concerne ,il suo impiego speciale. Ha in consegna le·rnuni zioni, i bersagli ed i. molteplici ogget.ti necessari al tiro. -Compila, sotto la responsabilìLà del comandante la compagnia , gli stati del bersaglio, arn,loghi ai modelli pre·scriui dall'ullimo regolamento noslro. È d' ordinario ,dispensalo dal comando della squadra, ma non ha il .soprassoldo assegn'ato agli allri impieghi (·1). La scuo la milita.re di tiro fornisee ottimi graduati alle armi. Lu compagnia. è divisa dal capitano in alcune squadre. 'Non ne è fissato il numero, ma questo generalmente ,~orrisponde all a ripartizione tattica in guisa che ogni mezzo plotone forma due o tre squadre, a seconda cl~lla forza e del numero dei graduati. Così gli slessi soldati, -sia nelle camerate, sia nelle esercitazioni, si trovano sempre insieme sollo la continua sorveglianza degli stessi graduali . La squadra è comandata da un sollo ufficiale {ca_.porale); di qui il suo nome di Capo,mlscafi, · giacchè una volta il primo gradino della gerarchia militare ,era distinto anche in Prussia col· nom e di ca poral~. Due o tre squadre riuni! e form_ano un 'ispezione. 11 comandante la squadra deve aver cura della salute, dell'istruzione, della tenuta dei suoi dipenden ti. Può ordinare riviste in armi. e bagagli o ai soldati trascLi.rali o sudici, senza che ciò sia considel'èHo puni_:zione . In alcuni corpi di truppa ha lu facoltà di. pas.saro riviste straordin arie alla sua squadra; in altri deve

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• (•1) Il capitàindarmes ed il fouricr hanno ciasc uno un soprassott.lo ,•mensile di un th., lo scrivano di 3 th.

287 prima ottenerne il perrnesso da! com andante la compagnia. Il ca.po squadra vuole essere in grado di istruire un a recluta; del resto non si esige da lui altre cognizioni che leggere e scrivere e fare un po' di conto, requisiti ben facili a trovarsi ccl livello di istruzione della Prussia. Un fa tto ben sorprendente per le nostrn abitudini, per la nostra amministrazione e per la nostra maniera di ordinare il servizio, è il limiLatissimo numero degli. scriLturali dell'esercito prussiano. In ciascun corpo ve n'ha uno presso la nwggiorità di battaglione ed u po presso quella di reggimento: quattro in tutto . Questi e tre pagatori bastano alle scritturazioni occorrenti in tempo di pace a 57 ufficiali ed a ! 533 soldati, non conta.o.do naturalm ente l'amministrazione deHe compagnie ed i vari lavori affidati agli impi(~ghi special i. Gli scritturali pfrsso i riparli cli truppa dal battaglione in s u sono presi dai sotto ufficiali, presso i diversi uffizi e comandi dai mezzi-invalidi. In tal modo si risparmiano le forze giovani e valide dell'esercito attivo. Gli ufficiali in Prussia non sono costr~lli ad attendere al minuto e penoso servizio di quartiere; epperò possono c9nsacrare tutta la loro attività , tutta la loro energia , tutta la loro mente ad educare ed istruire i soldati e ad accrescere le proprie cognizioni. Questo grande vantaggio ritraggono dalle i'>titnzioni, dall'utile distribuzione del lavoro, dalla bontà del!' el emento sotto ufficiali e dallo spfrito d'ordine e di disciplina del paese e della truppa . Basta un ufficiale subalterno di g i.ornala per fa[' marciare il servi zio di tuuo un reggimento-; basta un gradualo (d'ordinal'io solduto seelto o gefreite) per nttendere a quello di compagnia.· Il sotto 'Ufficiale di gio1·1uita dipende dalì'uffieiale di IN PRUSSIA


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I SOTTO l FFIGL\ LI

IN l'I\USSIA

picchcllo. È responsabile del! ' ordine, della nettezza 0 della quiete dei iocali occnpnti" dalla comprlgnia . Nelle ·~~ ore non puì> sortire dal q uartiere se non per servizio. Accompagna gìi am malati all'ospedale, i punitj .illa p1·.igione (I }; porta il libro d'ord ine agl i ufficiali; comunica alla compagnia le Yarie disposizioni, e per incari<;o del fcldvebel comanda il servizio. Riunisee !a compagnia prima ehe giunga il feldvebel, ed a lui fa rappo1·ti di qualunque noviti1. Alia sera fa. il_giro dello camerate, passa, come diciamo noi, la controrisita. Terminato ii suo servizio si presenta al comandanh:Ja compagnia per rendergli conto del suo operato. Si paragoni questa saggia ·economia di forze intellettuali per l'ordinamento materiaie del qual'tiere alle nostre lunghe liste di uffìciuli, sollo urficiali e capo1·ali con:iandati di servizio seuimannle e giornali ero, So1 ve ramente non siamo in grado di copiare in questo la Prussia, come non lo sono gran parte degl i a!trì eserciti. La !unga abitudine, lo stato di pupilli nrl quale abbiamo fino ad ora tenuro i nostri graduati, la loro gìoYane età, il breYe serYizio dei cnporaii, e, diciamolo pure, l'indole dei soldati sveglio., ciarliera e non sempre deferente nl prin cipio di autorità, ci c·onsigliano a non co rrer troppo. È però necessario cercare un rimedio agli inconvenienti dell'antico sis.tcma. Con questo bene spesso la responsab ìlitù si divi de, s'inerocia, perde la sua efficacia; la mente dell'ufficiale, che dovrebbe essere serbata · intera allo sviluppo delle facoltit morali cd inteliettuali del soldato, diriene satura di dettagli, il tempo manca allo studio; :rl sotto ufficiale non rimane abbastanza autorevolezza , ne soffre

il suo amor proprio e per conseguenza il suo a more al servizio. Conviene rialwre il prestigio dei graduati col losciar loro qualche rispo nsabililù diriitLa, qualche inizinliva nell' ordinamento materiulc dei quartieri. Es!-\i sono pun1 chiamali al grado di ufficiali, hanno pure facol tà dì punire, devono pure comanrlare in guerra scorte, pattuglie e piccoli pnsti, devo no pure, per ln parte che li riguarda, istruire !!Cl ed ucare il soldato. Del resto siamo sulla buona strada. L'istruzione ministeriale circa ogli impieghi S1>eciali nei corpi del 4, giugno '187:l sw1plifica di molto il s< rvizio di settimana degl i u!Iiciali. Cl prin ciµ10 di lasciare intC'ra la responsabilità per grado e per comando, principio che guadagna sempre maggiori simpatie nell'esercito nostro ed è consncrato da tulli i regolamenti di recente pubblicati, serve a facilitare l'ut1le riforma. Ma è tem po che mi riassuma . Molti insegnarncnti si possono ritrarre da uno studio qu:ilunque sopra un esercito quale il tedesco. Di essi mi basta citare i seguenti, che reputo attì ad .issicurarC' buoni elementi alla nostra classe dei sotlo ufliciali: 1° lliasso ldam ento con premio rinnovalo ogni anno . 2° Assicurazione di un impiego cìYile dopo dodici anni di servizio. 3·• Is tituzio11e di tre o quattro scuole di sotto ufiÌciali. 4° Ammissione al col'SO od ai corsi per gli aspiranti ufficiak di ·3 o 400 cand idati all'anno. t. 0 Sernp lifìcazione del servizio interno. BARATIERl ORESTE

---·- - -- -- - - -- - - -- --·-- -

Capitano di fanteria.

('! J A Berlino una s~lo. prigione scr\·e per tutLi i corpi del presidio. ANNO XV I,

VoL. IV.

19


llECEN'l'I PU!lDLl CAZi ONI SU LLA Gl'E!HL\ DEL

RECENTI PUBBLICAZIONI SULLA GUEIUU DEL 1870-71

V. l!ne ,g1a11e d'!,isaoit•e co.,tena:u1011•Glne ,;!/,e.Jtnai g,Alssembl.ée :iaiimuiie pcir le generai Tnocau. - Paris. 1871. - Libr air ie rnilitairo de J. Dumaiuo. ·

Quest'opuscolo è la r iproduzione ben coordinata <Jei discorsi pronunziati dal genern le nel le sed ute del 30 maggio 2, 13, 14 o 15 g iugno 1871 al l'Assemblea di' Versailles. È un ìavoro wofondo, evidentemente studiato e meditato , che senza es~er e sem pi ice n on pecca però per l'esagerazione t.le Jle fr,tsi. Elaboralo con l'arte finissima del pensator e e dello sctil!ore ~orvo la con un tatto non comune sulle parti che prestHrebbero nppig-!io alla critica, men tre fa risaltare e pone in rili<wo tutte le azioni ed i fatti ina ttaccab ili . Merita di essPro attentamente meditato e studiato come quello clic ha indicata ed aperta la via n!la innumerevole serio di scritti apologetici ch(:l d'allora in poi videro la luce io. Francia. Bisogna però dire , ad onor do! vero, che lo scritto del Trochu si differenzia dalla massa degli altri di simil genere per _una. superiorità _incon~estabile di elevati concetti, ' e per la forma piacevole ed 1strutt1ra con cui ci espone le suo idee. se si legge soma sforzo , senza tedio, si medita e si discute senza fatica mentre si legge. E vi ha inoltre u n allro riflesrn. Il generale ha il mer ito di aver indicato pri ma di ogni ailro il lato debole dell'organizzazione francese, e previsto la sconfitta

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mollo lempo avanti che avvenisse; ci lo scull· o si giova di questa a utorili1 inr,o'lcussa per imporre ta lvo lta le sue con1;inzioni. Non ri lm dubb io : l'autore dell'.4nnée françafar. cn 1861 ha sì ben f;;·ofo!iunt11 gli even ti da aequistarsi il diritto di esser credulo, da m,,uere in grave pensi(-)ro ch i si azzarda di criticarlo; auzi ne l nostl'o esnrne ci sommiDÌ$lrerà nitre prove òr:!ln ~un profonda pwvidenza , della chiarn luce che lo ha sempre guidalo qunndo vo!!c scrntare lo profonde tenebre dell'avven ire. La posizione di eupo del G0Ye1·no esercitata dal Trochu dal 4 sotteml;re fino alla capitolazione d i Versailles lo obbliga a d iscutPfH nel suo opuscolo le quoslioni politiche in tramezzandole collo militari. Noi scinde.remo le due diversis~irqe specie di argomenll\1,ioni, riepi logando cd apprezzando le ul time, e spogli,;ndole , per qu nnto è possibile, dulia parte aneddotica eri ornativa elle le correda . li generale corninc\u dal io stabili re un gran principio che ci scmbrn rii nna ... v1rleote vt>ri!à: !e rivoluzioni di qualunque generù esse siano qut\!ldO si rncr.ndono in u_n paese son sempre nocive alla s0iidili1 e coesione degli eserciti. L' esercito fra ncese deve scorgere in questo fatto una dello cause principali del suo morale abhns,amcnto. Al prin,)ipio ct·u~osto Trocl111, per circostame inulili qui ad esporsi, ern rimasto 3 Pa ri:;i ove ricevè le noti zie d e i dbaslr i subìti in Alsazin. \'olle daro un cousiglio strategico al comando suprHmo e scrisse una !onera ad un uffiziale del seguito im peria le elle vog:iam riportare per inticro, p'nhè ci sr mbra on clo cunHmto che s<'l'V"\ n car;1tlcl'i7.zarr lc giustissime vedute del generale. J.a data del giorno in cui è st:ritta ne aumenta oltl'O m i:;a ra il merito. Par igi, 10 agosto 1871. « Per quanto grande sia l'importa nza degli eventi che semhra « «

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dc bbnn succede re fra Meiz e Na ocy, quella rlcgl i avvLrnimenti complernenlal'i, che succederanno a Parigi , non è minore considerandoli dal do ppio puato di vista polilieo e mi litare. Vi son qua, !o crederete senza fali cn , dei pericoli speciali che posso o(, fore csplosi :rnc da un ~iorno all'a ltro in conseguf' nza deH'inlìuila tPnsion.e della situazione, quando il nemi,;o v O!'l'Ìl a spi"gar le sue masse at!oruo la cnpi tale . Oceonc difenderla a ogni costo col co ncorso de.!l'opinione pubblica che


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RECEN'l'l PUBllL!CAZJONl

SULLA GUERU A DEL

< si tralla di cloltrizzaro nel seaso del patriottismo e degli sforzi e grandiosi. e So questa difesa è attiva e vigilante, se l'opinion pubblica < tien formo, il nemico si pentirà di essersi impegnalo nel

" cuore del paese. « In quest'idea esprimo l'opinione di .cni segue lo sviluppo: « l'assedio di Parigi può oss,~r lungamen te· clispu talo , colla « condizione necessaria a talli gli assedi e pPr questo impe« riosamente necessaria , che la lotta sia appoggin ta da una « armata di soccorso. li suo og:;r tto sarebbe di richiamnre a " sè tulli i gru ppi che si org.ini1.zassero nel paese, di ngire < coo attacchi r eiterati contro l'armata prussiana che s:irebbc e per conseguenza incapace per un investimento co mpleto, e e di proleggerc le ferro,,ie e le grandi strade del sud, per le e quali si farebbe l'approvvisionamcnto della cilti1. « Quest'armata di soccorso esisto, dicesi al ministero. Ma < son futuri contingenti lanlo incerti come le speranze foudate e sui r eggimenti di marcia e di mobili, che polranuo essere e di un gran soccorso più tardi, ma non al presente e in modo « imm ediato. • Credo occorrer e che l'armala di soccorso di Parigi sia « quello che è riunila avanti a Mnlz. ed occo come io intendo: « La sosta che ci accorda il nemico, vuol dire che manda ine dietro i suoi feriti, fa prender l'equilibrio alle sue teste di « colonna e opera la sua concootraz1one definitiva (1). Es~a « comprenderà tro armate, di cui una a lmeno aVl'à la mis« sione di girarvi. Lo sfurzo le costerà caro , ma sarà sostee nuta da forze considerevoli che si rinnuoveranoo senza e resta. Se tenete a ncor troppo tem po avanti Metz, succederà e a quest'armata, ultima sperauza della Francia, quel rhe è e avvenuto al 1° corpo che è pt,rilo dopo prove magnifiche. e Credo esser necessario che quest'armata di Btetz studii con e cura e prepari una ritirata a scaglioni sopra Parigi, dando « battaglia alle toste di colonna senza mai impegnarsi a fondo e e giungendo a Parigi con degli effettivi che dovranno bastare e onde adempiere lo scopo di primo ordine che ho indicato; e noi faremo il resto. e Addio! Coraggio e speranza. > (1) Se il generale Trocbu rosse stato net campo tedesco non al'rcbbo meglio indovinalo.

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Il valore grandissimo del piano strategico del Trochn non può cont<\star~i da chicchessia. Col concentram en to rlelle armato di Baza ine e Mac- .\lar.on e anche della prima so ltanto sotto Parigi. il passaggio della Senna riuscirn dilficilissimo. l'investimento completo impossibile, e In rrancia avrPb!Jo avuto tutto il tempo <l'organizzare nuove forze e di spiegare utilmcnto e con reale profitto tulle le sue grandi risors~. "Le deliberazioni del consiglio di guerra riunito il 17 ogosto a Cb Ctlons souo informate ad nn principio (;onsimi le. Il generale vi. sostiene· e fo adottaro l'opinione cho l'armata di Mac-Mahon debba ripiegare su Pnrigi. R.igioni politiche o lo idee men ragionevoli del ministro Pal ikao f'ecoro piì1 tardi cambiar parere, conducendo ul la gn1n ratastro fo di Sedan. Quel che focAsse il Trochu nella capit,le gli ultimi giorni del govrruo imperiale , i suoi coll oqui col l' imperatrice reggente, la sua influenza negli avveoirno nli del 4 settembre, son fatti che appartengono al dominio della polilica. Abbandonandoli del tutto all'apprezzamQn tu del !attore, vogliamo considernre il go\'ernatoro mi li tnre di Parigi, l'uomo che presiedette alla sua difesa dal 18 setlembre 1870 fino al 22 gennaio 1871. Comincia il 1-(enera le nulla sua esposir.iono dall'osservare che le fo r tificazion i da uti lizzarsi erano stato creale in un tempo in cui la portata mas$ima dei cannoni da assedio era di 1600 metri, perciò oon potevano aver un gran valoro. Come cambiarlo, co r11e assicu rarlo e rinfortarle ad un tratto su di un tenono circondato p1Jt' ogni senso da nlture dominanti? Malgrado queste grandi difficoltà Trochu constata che la dir ezione del genio e quella d',irtiglieria han fatto quasi miracoli dal 4 al · 17 sotlembro. Descrivo in succinto l'armamen to e l'approvvisionamento, poi consacra uno spazio maggiore all'organiz.wzione dell"Armata di difesa che bisognò creare ed istruire a poco a poco. Il 17 settembre le toste di colonna tedernlle compar vero in vista di Parigi; il 19 ebbe luogo l'iufrulluoso combattimento di Cbi\l.illon. Be nchè il genera le vogl ia g iustificarlo, asserendo che occorreva disputare a l nemico lo stabi limento in Versailles, noi crediamo che si possa muovergli appunto di averlo accettato, imperocchò per la sproporzione numc~rica dello forzo combatt,•nti, l'esito ne era previsto in antecedenza. na quel giorno ebbe principio la difesa passim. Alla fìue di quc>llo stesso mese Favro e Picard dimaudavano al Trochu che pensasse della co.udizione delle cose. Eg li rispondeva in questi termini:


SU Ll.A GUE!lltA DEL

RECENTI l'UBHLICAZIO NI

« Non è soltanto una verità, non è soio un priori pio. m;i un as« sioma militare ass,>lu!o, che uua pinzza da gur•rrn, qua lnnque « essa sin , finisco per cadt•re in mano dt:! n, mico, qunurlo non

« è so,;tenuta da un'armata preesis!ente. Parigi con i suoi rino « mi11ooi di abitanti. i suoi bisogn i, intr.n•ssi e pns$iOhi deve « sottostare a quesl'nssi<ima più d1 qua lunque tiltra piazza da « guo!'l'a ; e siccome nessnna arnwtn frnncese tion lu campag na , « uoi siarnu vtinuti qni pc:r commdter(, in,;i(!r:1e un·ero1cci follia,. « i\Ia essa è a3solntam • nte nece~snt'ia pl'r sr!rbar l'onere della « Francia. È assolutoruontfl 1wct·~suria, per ,bre ;;J mondo a t« tonito per i nostri disa stri ii t, mpn di rnccogli0rsi » . Convinto corn·era ndunque clc ll'impos,ihili!:1 di un esilo felice del la lotta , su ll'incerta speranza di un ,-oecorso cslcro fece egli ben,, o male a continuare la gu(•1Tn ? Noi rinn pos:;iamu giu-, dicare : la storia so!Lan Lo potrit prounnziarc il suo in,1ppel la l.Jile verdetto. I lavori di circonval lazione f\ le.va ti da i Prussion.i sotto Parigi sono oggetto di uoFi spndalc descrizione. Ne è constatata la gran forza difensiva e le nuovissimo id ee su lio qna li vennero foggi ali . Kispondendo all'accusa mossagli di non r1ver mai avuto nessun piano d.i g uerra decis,), dice il Trochu chn ne ebbu uno se mplice, cita testimoni e prnduce inappuntnh ili documenti oode coonestarn il suo asserto ; vo leva rompere lo linee nem iche sulla strada di nouen. passar1do la Senna al di lh dt!l ln pt:111i;;olu. di Ceneri iliors, ove a IGl uopo avca costrnito moltP opero e b atterie onde protPggoro il tentntivo Aveva con!ìdat.o quel piano a l solo Fa vre, e diretto istruzioni in .p1cl seuso ulle autori ti1 di pro vincia on<le occu passero HouAn in for za. Qui la critica non pnò nwoar buono un tu l concetto. Con una armata gioYa ne com'era l(J parigina il prctf:'nderc di oscguiro un'operazione di frìcil,, p nssando due volto di ~eg nito In tienna , la pri 11a è vero senza pericolo . ma l.:i seconda ili µro ssim itit di s. Germano, ci snmbra n n' illu~ione. I Prussia u1 potevano riu nire in breve tornpo ava nli Argentcuil num1·roso t',Jtze della 4, armata auaccuuclo di Ga nco l'e,ercito francP.SE' . che anche roltH le prime liose prdondesso di sct'l1dr·r la Senna. Una catastrofe luUuosa ci s1:mb ra la sola r;onsC'gu.•nza po~sibile de u·espo;to progPito. lo ogni modo non si cercò di attuar lo La nolizia del lo battaglia à i Coulmiers, l' avviso che l'ar mata de!l.1 Loira si sare bbe prescnlata dalla par te cli Fontaineblcau , obbligarono ad uu 0

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tratto il governatore a trasportare dall' ovest all'est lulli i preparativi fa tti nella penisola di Genevilliers. Ques lo lavoro si effe ttuò mal••rad o numerose dil'fìcolt/1, ma l'i mprovviso crescere della Maro~ che obbligi>ad arrestare l'at tacco del .29 novembre avvertì ii nrn1ico, e r d:e irnpossibilu la vittoria il giorno susseguente a Villiers e Cha mpigny. il r acconto di q11Psto tentatiro di sortita m l quale il Trochu scorre rnpidamPntc è, a nostro parere, la parte piu criti cabile del lavoro, come qn,:llo che abiJonrla di inesattPzze . La sor tita del 29 non d<•tle nr·ssun prenvvi~o utile ai Tedeschi, e ne sia ptova l'i mmobilità <Jc,lla loro riserva genurale cbo non mosse ;,\l soccorso de lle tr uppe impcg!iate, altrochè alle 2 pomeridiane del giorno 3J. Alla sera le schiere Wurtornbergl1esi erano scompag'inate del tulLo, le sasso ni della 24" divi~ionc malmenale , le teste di colonna del 2° corpo prussia no appena iu linea ; perch~) Trocllu non r iappil:Cò ia battagl ia il l · dicem bre, approfìW1nrlo dei primi succf'.ssi ouenuti ? I~ a questa do manda ell e dovrebbe r ispondere in modo chiaro o noi fa . Dopo la battaglia di Vil11ers dicfl il gcn0rale che Parigi era defìnitivnmente abbandonata a so stessa, ed ha r ag ione. Il bomhar·dam enlo Ycnnead aggrava re le critiche condizioni della città. A.vanti di capitol::ire ,·gl i volle tentare u n'ulti ma impr esa che è g iustiCicata cou queste parole : « lo pensava che l'assedio di Parigi dovesse essere coronato « da uu ultimo tentativo che avevo sempre ann unziato da lungo « tempo ai miei eo l!eghi del governo e che chiu rnuvo l'atto <l'. di displlrazwn e. Mi r icordw o il motto sto rico del ua l't di « Soffren: fin r)llè Yi resta un colpo rii cannone tiratelo : è « forse quello che ucciderà l'inimico ». QuesL'iilto di disperazione si chiamò battag lia di Bu nzenval. Là vi fu ro no atti eroici , episodi commoventi, ma l' ind isciplina e la cattiva lJualità delle truppe foct:ro a ndare a vuoto ancho quel!' ulti mo sfo rzo. Tullo ciò chn segue tratteggia la politica militar e dell'assedio, e sehizza la monografia della guardia nazrvnale, ond'è che poc<i uti le s,m~bbo l'occuparsene a lungo. La conclusione generale esponendo lo cntastrofì subìte dalle armate d ll' rmpero, poi r ic,1pitolaodo i ten ta tivi ripetuti di quelle improvvisate, viene a stal1ilire eli o nella storia del 1870-'71 la J•'ranr ia non dee verl erll a llrochè una data ncfast11, quella dt'lla dichiarazioue di gun rra Sara nno tu tti del medesimo avviso ?


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RECENTI PUOBLICAZIONI

VI.

.iiJilitiil•i.vcl,e Ge,lnnl.en 1uut !!Jetrat!l1tunr1en iil,ei• ,teH /J)euls(!ft- F'l•t11iziisi!u..•lu•u !'i:•ief/ tle1·~Pttln•e 1l ~ 1 O un,l 11 S11 (Pnnsin i o consùtrrrv.ioni. s11Un gu,"rr11 fmncogermanica del ,f ,,70-7 1) d ll't1u lorn c1 .. 11a (;1,erra into?'lio <t 1lletz. - !lugonza. 1871, editore, Vittorio v. ZabtH'D.

Questo inleres~ante lavoro consta di unn snie di proposizioni che non sono in r11pporto di strPllO colle~amcato fra di lo ro. ma che pr,rò tulle traggono loro origine dalle espl'ri,·nze folto nell'ultima c11mpagna . L':rn 1ore si ù giri acquistata uoa valc•ntc riputa7iirne col suo primo scrillo e La guerra intor, o a Mctz » chll i nostri lellori g1i1 con ..scono, e quindi qu,,sta seconda sua produzioue non può essere elle heOl• accolta. Lo ~copo ('.he e~li dico d'P-ssPrsi prefisso col suo ultimo seri ti o è solo qu1·llo di foroiro fìo d'ora del matPrialP, il cui st11dio dettaglialo più tardi non potrà a ffil'no di portare i suoi frutti pel pt•rfezionamenl.o dcli· i,tilu1.ioni mili tari in Germania. Jl 1° capitolo versa sul la pr,· paraziooc a ll a guerra.« ·È più importante, di<·o l'autore, di qu{:llo che s{:mhra a prima vista, il r<'n<lcrsi tosto ragiono al coniioc,are d' uaa gur·rra, delle condizioni moral i in cu i si trovano le popnlar.ioo i d'ambe lo parli belligeranti, giaccl1 è in esse si trova la spiegazioue di molti (alti eh<' semL,raoo incredibili »; o cita quale esempio la disillusione sofl't>rta oai fèrnncesi , che al l'aprirsi dPlla carnµ a rna in parola ebbero di-mira di cond11rn~ 111 g uerra offensiv1<mPnto, mPnbre i Tedtischi si prep11rarono ad una <lif•·nsirn .itL1va, cioò sul proprio suole, per quel lasso di tempo sul1a11 lo che loro s,•mbrava inevitabi le, per poi trasporta re l'azione sul terreno delI'ng-gressore. Il 2° capitolo tratta della mobilizzazionr. e dislocazione dell'esercito rrancese Le doti parti seguono un sistemu affatto opposto. La Germania mobilizzo le sue truppe nelle rispetti ve

SUJ, 1,A GUEfillA TJ.EL

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guarmg1ooi e poi le manda al conOoo ove si form:ino io corpi d'armat,,; la Francia invece prende 1'3 truppe 1:omo si trovano nel le guarnigioni di pace e lo lancia ai c0nfìui dove si mob ilizzano. L'autore fa r isaltare che i Fra ncesi fin <lai 2D lu~lio avrei)bero p ,tulo iniziare con 200 mila uomini la loro m:m·ia sul Heno nella direzion~ di Germr:rstwim e ~lilgooza e considera come un erro re il non aver ossi ciò fallo . Il 3• capilolo \·ersa su lla flotta fl'ancPSfl P sulla sua missione. L'sutore si tienfl sullo generali e non mostra qui qu,·lla sicurnzfl di giuciizio clw è la carall,,ri,tica del suo lavoro. li 4' capito lo parla dei pr<ipnrntivi dclln CPrm.iniA alla guerra o delle prime posizioni occ;upate dall 'i'Sercito; io e~so si fa rilevare quanto arri.;chiata fo::;so la SC('Jta dei punti designati pello sharco del lo truppe tcdrsche (speeialm!' tt tn Laodnu e Neu 11 kirc;hen), e soggiunge : <e Bisogna Cl'Pd<'rt· che a Uerl,no si avessero notizie cprte dPlla poc,1 iutra prendeuw lici generali io capo franresi, per ordiuare la formazione dell'csercilu sotto il loro naso » . L'nnpicgo delle forro vio in guerra forma il soggetto del 5° capitolo. Sulrutilil:\ <il:'llo ferrovie in guerra l'autore osserva che si è scritto molto e prJr lo più con csagrrnr.ionn pro o contro, e pnrtendo da talo coneclto Pgli si propon(J di :neLtnro le cose ad uo limite _giusto. stabiliendo le seguenti normo, r1s111lalo di molti e rliligoutissimi ca lcoli. Non si possono pori.aro trur.1pc c0.n risparmio rli tempo sul campo di battagl ia a mezzo della fenovia rho nlle soguooti condizioni, cioè a), su linee a 2 bina rii qu , ndo il complesso dei chilometri drlla dista nza a percorr.·rsi ncin sia la metà del lB rniglinia d'u omin i a trnsporlarsi, b) su qu el lo ari un solo binario quando la detta quantità dei chi lometri non equivalga alm,.no ai 3/4 delle migliaia d'uomini. Tr11tlaodosi poi di trasporli so ltanto su l lentro del la guerra il coeffìcionte proposto sarubhc rli '7/12 per lio eo a doppio binario o del numero di chilomclri ugu11le alle migliaia d'uomini a trasportarsi per qu~lle d'un hinario solo. In modo parlico laro vi è poi fatta spkc:1r0 la superio rità dei vnn tag-gi che offrono le ferrovie a co11frunlo di ciuals;asi altro mezzo di Lr..sporlo, qu;indo ~i tratta del trasporto di materiale e d1 viveri per i grnndi eserciti odierni.


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BECENTI PU13BL1CA'.1,l0N!

Egli adduce a pr0va df>I sno asserto l'esempio ch e con 5 tr<mi f'errovial'ii di SO vugllni l'uno (contenenti ciascuno iOO cen· tinaia di generi), si può a~sicurnre il vf>ttovHgliAmento per un giorno di u n'armata inliera di 300 mi la uomini e 60 rn ilc1 cavalli. Ques!o capitolo è uno dei migliori deli'opern, o l'urgom ento vi è svolto con molta . cbiarezza e e-rande cognizione di cnusa. Nel 6° capitolo l'autore tr-atla del caraltere di tprnsta guerra e del modo con cui fu coodolta. Egli fa risaltare come unn delle caratteristiche dfllla medesima la quantitil rilevan te di fatti specia li, deg li opisorlii isolati non aveni.i relaziono di sorta fra di loro . La guerra in Alsazia, quella attorno a Metz, lu catastrofe di Scdan , 1·ussedio di Paeigi, lt1 battnglia di Orleans e di Le Ma ns, le fo1.ioni nel nord o quelle · n1-l mezzogiorno del!n [,runcia sono altrettante gunre combattn lo da arrnatf.l speciali. · Nel,• capito lo s'illi:da la nnl'l'azione della campagnn colla dc·scri zione rlr!l suo prolog o , cioè dei fatto d'armi di Saarbriick o degli avveni men li in Al,azia ; l'a utore si est()nde in considerazioni sulla critica posiz.ioue clell'a:a destra frane.use il cui comnndantc cm completame nte ignaro su i propositi ddl'avnr sario; soggiunge poi che a Worth li G agosto ·i Todesclii non si attendevano un'azione decisiva, giacchè snppon<wano che MacMabon si sarebbe ritirato su Brumnlh pur collPgursi co n F'nÙly e .Donay cd iniiiare colà le sue opi!razioni con rna;:::gior i forze, e più pro bobilità di successo. invece qn esto generalo se ne r imnoo in;:ittivo iu nna posizione formidabilo s), ma con truppe iufo riori al ue mico, ed è disf,1lto completamente. Capitolo 8'. Valore ed importanza del le fo rt<'zze sul campo di batt:ig'lili. In esso l'autore arrn lizza cd isc11le l'influenza che le piazze forti po,sono eser citare sull'esito dei grandi combattimenti cho si danno sol.lo le loro mura; dislingmi i casi rli1',-irsi, so il difeosora nccctta bai.taglia o se la pro voca a llacca ndo : l° Colla piazza al l1-1 spalle; ' 2° Colla pioz.za sul ln lioea di battagli a; S• Co! la piazza sul fianco; _ 4" Colla piazzn. innanzi al fronte di ba1taglia . L'autore ch iude questo inter·essaote studio coll' enunciare ch o è bensì vero e razionale quanto i maestri dell'arte scrissero, doversi c:oè .unoovernre fra le posizion.i piÌ.l forti quelln di un '11rmc1ta che si appoggia ad una fo rtezza, ma che q uesta massima mul capita e peggio applicat~, come lo fu

SULLA GUERRA DEL

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nel 1870 da due mnroscial li francesi portò a risultali nffatto con trnrii. Il 10' capitolo parla d1~1la catastrofe di Sedan e delle sue conseguenze immoriiatc. « Al maresciallo ~Jac-Mahon, <licb l'autore, giunto il 18 agosto a Chàlo ns ed inteso n r iorganizzare il piì1 presto rossibile la sua aemata, stavano aperti dué parti li, cui ap pigliarsi per continuare le ostilità con probabil;til di succt>sso; o abbandonare l3azainc a se stesso. ap prollttanclo di tutte le grandi r isorse an rora disponibi li olle gli poteva fornire Parigi, o lasciare la capit,· lo ;;otto lo solo protezione delle su<• fortificnzioni e tflntare ,ii liberare Met.z . Egli invece, prima nrnrcia su Reims ptT proteggere Parigi, poi avuto l'ordine di teoJ,are di liberare Hazaine, opera in senso opposto; forse con mosse ardile e rapide e con trup pe meno clomoral iaate sarebbe riuseilo; ma dai Francesi, nel lf) condizioni iu cui si trovavan o, non si pot<iva prnlcnde re tanto. Il concetto inveeo del coma ndo supremo tedesco di scll iacciare Mac-M,ilion contro il eonf'in o di nord-est, e la pronta effotl11az.ione di ta le mossa, fu una delle più beìle imprese di guerra che nove ri la storia mi litare. ed è deg-na di essere pareggiala alle azioni più bd ,lantidei pih grand i cnpitnni » Quanto al la b/\tl,:gliii di Sedan l'autore biasima sevHramente la posirione presa da Mac-Mnhon, la quale nnn permetleodo all' arrnnta franc<!so altra ritirata che sulla piccola fo rtezza di Scdan, cagionò quel g igantesco disastro éhe privò la Francia dell,Ì sua ultima armata disponibile L'll• capito lo versa su lle operazioni intorno u piazzo forti e sull'importanrn dello forteue in guerra. « La Germania, di ce l'a ut.oro, si getlò nel campo della guerra di fort1n:w , ancora vergine di esper ienza. In tnt.tfl le campagne anlecodeuti l'obbiettivo dei gime rii li 111 ca po prussiani era sernpro stato di far decidere le sor Li della gnerra sul cam po di bJttagli:i, e mai con assrdii o di fosr, di grnndi pianti; cosl era avvenuto nel 1814 e 18Fi erl anclrn nel 1866. N1una meraviglia quinlii so qua e lii mancò qrniiche cosa ncl l' ordinamen io elci ('Orpi d'nsscdio, uu non nulla però di fronte al le meraviglie operate n,-llo éCOrcio cli 6 mesi di fronte ,a d un nu rrn~ro così i ngente di pinzze forti :, . L' nutore ch; ude questo (;apito lo esponendo il parere che rnAglio snrebbe stato se an,llogamente allll 3 armate si fossero creati 3 cor pi cl' assedio, destinati a segu ire ad una certa di-


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RECEi'iTI PUBBLICAZION I

stanrn, e pronti a ricaricare il materia lo del pa!'.CO in caso di disastro. Il 12"' capitolo tratta della contiouazione della guerra per parte del popolo francese, Si fa risaltare che dtirante il mese d, settcm br<' 1870 quasi tu tto l'esercito tedesco era r iocolato intorno alle fort0zz,• . L'ns,edio dt Strasburgo riteneva 50 mila u11m 1ni, qnel lo 1'.i Mctz 200 mi la, quel[o di Parigi 5(0 mila; più 50 m ila uomini del la landwehr ernno impiegati nel mantener(:) Io co mun icazioni tra In diverse armate. Questo ernno condizioo i molto ,rnormali , che non sarebbero state possibili se la Francia nvessn po tuto disporre almeno di una piccola armata, atta a tenern la campagna. Ga'.nbetta diede prova io quf•sto .periodo di grande energia e somma ottività, · e se non po tò for mutare le sorti della campagna, ottenne certo di protrurne la fine . L'a utore crede che non pochi imbarazzi si sarebbero cag ionati ai Tedeschi, se durao le il blocco di_ Metz. colle truppe fr:rncPsi ancora disponibili (4 reggimenti provf'o ionli dagli slati della Ch iesa, 2 da ll'Algeria ed unii briga ta di cavalleria da Lione) si fosse form1llO un corpo artldato nd un generalH intraprendente, p. c. l:lour baki, cull'incarico di la;.d iare a l nem ico le sue comunicalion i nella direzione di Troyes-Verdun o di sblocca re Strasb urgo : invece n ulla si fece di lutto quPslo, o Toul capitolava il 23, Strasburgo il 28 settembre e Soissons il 15 ottobre . Il 13m• capitolo discorre dell 'assrdio di Parigi. L'au [ore dopo di aver portato il suo tri buto d'ammiraziorw alla g randiosi tà dell'i mpresa di assediare la più grande forte.zza del mondo, difesa do forze superior i io · numero se no n in bontà, ed approvvig ionata pnr molti mesi, <)sserva r.be il fatto dell'essere fa lliti tutti i ten tativi di sorti ta costitu isce il più grande elogio per g li assedian ti , e prova inoltre cbe se lo fortificaz ioni di Parigi bastava no per la difesa del la piazza propriamente delta, non erano pf•rò sufficienti per conser vare il possesso del terreno antP.posto ai for ti. · Cir0a l'a ttacco di Porigi per parte dell 'artigl ieria, l'auloro dopo di a-veee a·ccennato a lle due opin ioni che dividevano il quartier ge nerale tedesco, di costringere cioè la pia zza a capitola rt1 me lia nte il fu or.o d.i 500 pezzi onde r isparmiare mao-• t> g iori s,,critizi . o di attaccare fo rmalmente il fro ote di mezzogiorno ed i forti che Io pro teggevano (Issy, Vann es, Mou0

SULLA GUERHA DEL

1870- 7,t

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trouge e Bicetre) espone il parere che se a metà di ottobre si fosse attaccato S. Denis coi forti dipendenti, si sarebbe r iusci ti ad impa<1ro ni rsene con perdite pro p11rzionalm<'nte minori ed in breve, tempo, e da quel punto si sarebbe potuto bombardare la città a 3000 metri ed acceleraroe di mo lto la resa. Capitolo 14m,. Questo capitolo r iOette i tentativi fatti por libHrare Parigi. L'autore esprime lo sue meraviglie per l'influenza . che questa città e;,ercit,J su tutla la Francia; Parigi assedinta, l'obbiettivo costante ed un ico dell ',ir mata francese fu la sua libt\razione, e per raggiu ngere tale intento si trasnndò il resto ; le maggiori e pi t1 importanti piazze for ti. gli a ntemu rali tradiziomdi della f'rancia si lasciavano ab ba odo nati al la loro propria sorte, intiere zone por cui correvano le un iche e più essenzia li linee di comunicazione del nemico, si lasciavano in suo po tere, anche qut.Jndo ooo erano difese che da pochissime truppe . l i 15"'' capitolo !ratta delle operarioui di Bourbaki per Iiberarare Belfort. Finolmente, dic0 l'au tore, i Francesi si erano '.lecisi ad agire verso il confine dell'est ed il pia oo era bel lo, 11 concetto 'lrdito e non si:,nza 1,ro!,ahi lità di r iuscita, g iacchè Bourbaki disponeva di 120 mila uomi ni, più di 16 mila fra gariba ld:ni, franch i tiratori ccc. contro le fo rze teciesclrn che 1uon supero vano i 6(.) hotlagl ioni. 24 sqUf1droni e 12 ba Lterie. Le vicende e l'esi !o disastroso di quell'imprrsa pei Fra ncesi , provarono una volta di più che non si possono ottenPre successi in guerra, quando n on vi sia stata la necessaria preparazione io tempo di pace. Nel ]6m• ed ult'mo ca pitolo l'an tore porge un riassunto scienti fi co l'lel suo lavoro co l titolo di < cara ttere ed andamento di una ba ttaglia al g iorno d'oggi . • Dopo una breve introduzione storica l'a utore basandosi sulle espe~ieoze .fa tte nella guerra del ì 87C-71, espone le seguenti massime: 1° Che d'o ra innanzi le sorti di una guerra saranno sempre decise da granr!i battaglie ; 2° Che la cavalleria avrà bisog no sempre di essere bene a ppoggiata da lle armi sorelle se vorrà coolinuare ad oltenere quei successi c11e la fecPro tanto brillare nella guerra prPsente; 3, Che i pian i di battag lia , p<>r quanto perfetti possano essere, non sa.ltanno mai u na sufficiente garanzia pella vittoria, fi nchò il comandante in capo non avrà l'abilità i.li trarre partito


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RECENTI PUlHJT,ICAZIONI SULLA GUEI\RA DEL

1870-7 •l

delle circostanze divm'se che si present.ano durnnt0 l'azione, e che talvolta posson o pel'fìno essere causa elle sue.ced ano fa lli simili a quell i del 18 agosto a Metz, ove il combnllimnnto provucalo dall'uno degìi avversari su di un .punto f'u ingl'lgg iato dall'altro in altro punto. Conchiude poi esprimendo l'opinione che, secondo le tradizioni della Francia, questa potenza impiegeril i: tempo di pace ad Flpparecchiar·si con solcv.ia febbrile alla g uerra di vern:eua contro la Germania .

RIVISTA DI PERIODICI ESTElU

JLe Spect,aiem· ,ni/iiitp,irqJ. Recu,ei.l de science , d'a?'l et d'histoìre milìtaire. - Paris, 1870-1871.

Lo Spectatenr mìl'itai-re, il quale durante la gnerra francogcrman ica si trovò nella i rnpossibili là di proseguire regolarmente le pu bblieazioni, l e ha ripreso n da lare dal fascicolo del 15 lug lio del correule nnno , mandando in pari tempo ai snoi associati. lutti quelli arrr,trati dal ~5 settembre in poi. Noi siamo ben lieti clJe quest'autorevole period ico mensile sin Ticornparso nel mondo militare, e non dubitiamo che saprà effìcucemente contribuire alla solida r icdi flcazione àell'ed:ilìcio militare della Francia, mercè i buoni studi che ne devono essere la base. l i nnmcrodel 15 settembre 1870 compr•lndc - Étude de géograph'iestrategiq ne sur le nord-oiLest de VEurope (4" arti colo), del signor F1mYEt; un articolo - Le r6ie positi( de la bafonnette à, Palestro, del brioso scrittore .issa i favorevolm<~nte no lo sotto il pseudonimo : La Garde rnobile, il quale traendo occasiono da eitazioni di alt ri s uoi scritti fatte dal colonnello Lecomtc n ella Revue mititafr·e sitisse, impreude a svolgere di nuovo tale importante tHgomento. Segue un ecnno bibliografico molto diffuso sulla import.ante opera: r:arnpagnes de l'Arméc d'Afriq1w (1835-1839), par le due d'Orléans, publiées par ses fils. -· Quindi si leggono


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.

RIVISTA

pregevo li studi sulle arm i portati li, l'uno dei quali Siir le r10u11eau fusil ant1·ichitm, systèine Werndt , seri llo dal signor GAL!!ZOWSKI, l'a l lro. lcs a1·mes à fou portatiV"S anglciises, <>sfratto dal Co tburn's llfooa ;;ù i e lnfin,• 111 alcuni cPnni bib liografici si dà contPzza di p 11 bhlicazioni militari. e fra di Psse Vt><liamo con socldi sfazio, ,o C:ilç1rs1 con ·paro le lusing liiPre La F-ilos,,fia della gu err·a di ALESSANDno 1-lALLANTI luogotenente e ki Noz,oni sul Tiro di P. GH ERSI , luogotrm,fnte colminetlo di fanteria, lavori dovuli al la µenna di due nostri connazionali.

I fascico li ci el l'ultimo tr imestre 1870 riuniti in un sol vnlu me di 340 pllgio e, cornprenrlono: les anhivr,s ancienncs dn Dépot dP la guerre -

De l'organisation des armées et de la tactique

moderne

del capitano V1ornoE. (traduzione <la i ted ..scu); LeUres d'un prisminirr de g1w1-re sur les rappnrts de l'armée

avec la s,,cufté et sur la réurgan'isation des fo1·ces rnil1taires

en F?'<in ce. L'op,·rn del cnpi tnno Vic'k<'de, la qual<-1 venoe pubbl"icata in Germania fino ,ial lk67 non ha perdu ta n eppure ora d1·l la sua imporUJnza <'d oppor1un1tà, lo studio raz i ona le dc·lr11rte dHlla guf•rra appog giandosi i n es~a alJ' psperienza e><l al la storia, spPsso invocata persost1•nnP non solo la nri tà, nH1 la necPssità delle tra sf'ormazioni ell e l'ar te dnl la guri:ra drve subirt-1 anche l'ssa per man 1en1)rsi all'itltezza della sua m i ssi one. E ne lla òspn•s, i one ~ arte deliu gu erra» noi compre nd i,, mo i due fattori, organizzazione e tnltica, che si comp letano l'un l'a!tro, ne l senso che ld primi prnpara i nwzzi, di cu i l'altr a deve sfirvirsi nel l'azione. Stabil il il la necPssil à di tali l'ÌforrM, i ndicnti i periodi stori ci e g li au1or1 delle m(l(Jesinw ed i l 11Psso in ti mo e DP-CPSsario fra l'urgan.i zzazi11ne o la lattica, il W1c;kwl0 con0hiud0 questo 11rgom eotn, dop9 d i mostrato « qu·une nrmée ay1int un,1 org1111i$alion « en harmonie avec l 'esprit de son époqUf', devait toujours e ètre v ictorieuse PO pr Aseuce d'une armée <~x·· rc6e <>t c,om~: mandée, d'après les vieux erremfints. Gustava Adolphe avec « ses Sué<lois <laos la gu,·rro dP tnn1 tfl n ns; les 11rmé1,s P"r« manent,.,s franç11ises à lil On du xv11 m• et au comrnPnc:ement « du x vm'"' s iécle : Frédéri c le Graod avec ses Prn ssien~: Jes < armées de la Révolution f'rançaise et eosuite, à un plus tiaut << d1'!gr6, Napoléon le (;rand avec son ar mée, le syslèrne prus< sien du service obligatnire dans !es campagnes de 1813 à < 1815; !es victoires des Fraoçais sur les Russes et les Autri-

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DI PEllTODICl ESTERI

« l'hiens "11 1854-55-59. et a11jo 11rd'hui li,,; v ir.toir,,s dP.s Prus « si ens s11 r les Aulridl!lrn s, snnt lf's ITll'i lleures pr,•IJVf'S de ce « quo nous avo11,; ava n.::é, ot pour tout mili taire i nlellig,· nt i l -= u·~:~r. pas nétcssairn de rh,·ri:!1,·r d 'au l n•s a r g-umeo1s ;> L'i11fl11t>.11z;1 del pr1n,,ip 10 ri(! l la 11;1zi,11 ,a li li1 ~1111·orgil1Jizznzionù d Pg li .11scrciti mod1·rn i è chianww utt>. dirnustrnt<, pc• I fa llo del · prc·.lum in io del-fii rlnmenli morali, i qua li renc1 .. no 1wc:pss11rio <li f'. ,r poggiarn i l s1s(f,n1a m i li tarfi sul ser vizi o g c~llr·ra l ci obbligarorio, va11liigg-1oso al servizi o st1,s,;o, e van1;1ggiMO a l p,w se elio trova nelle 0:11 dl'll't•s1•rc1tn u11a s,·.u.,111 mora lizzillr,c,• atta a r i tl'r111H\1ri> i l 1·igor lìsico . a ~vil11pparP il sPn li nn·1do <fai dov1~re H d1·ll11 dist:1pl i11n e arl , d11,·an· i l ,·u ore nobilrnP!lte. Nl'll o svo lgiuw11to d": c11p i tol 1 clrn si r i :~nscono Al la tartica ed al la slra le::ia. il rapi tano VkkP.de si adop,~ra a 11 1010,l rare l'influi,nza grandissima ch e il perf, ·z1orwm,•nto ,h•l le arm i , lo <1SI.P11<1ers1 dell'agric\>l tura, lo ac1·rf·sc,•rs1 , misura lo d,•g l i t~Sf·irciti, P la mo 1ti r,l ic11>> i, ce li,r,tù dd m .. 7.z1 d i comun1c;izi 11 11e ha uno l'S1··rc il11lo. e r·.omn p•·rciò si;1si apP rl.n un 11u11vo orizzonte. elio lrasforrnò la gu1·rrn i 11 scii, r.za .ii ffici l is,ima fld i n istrum,·nlo 1110110 pi ù rwr iculo,o cht> p..t pa,:~111n n o n rossH. Lo sludio, ns truzi,Jlle e la formn 1011e d i ot 1i 1111 q uadri devi, qui ndi ess,1re la pn•orHa.1p11zione d 1 lui.li i g,ff1,r11i Lo staio maggiore sopratutto. a l qu ;de spel ta il g r;1ve f• d 1f'fìc1liss1mo cò111pi10 dt•lla preparazio ne aria gu Prra . .fi,rn r ac,:,,;d i ere gl i ·hg,,gni più f•llltti, ed al.lPllfh•r,·· agli .studi p ih luri!il i , p iù prui'oodi 1, 1oià st;,ri1 Ed in prnpo:;ito l'gl i dkt>.: « Nous l rouv"nti uu l'X1·rnp le (< snisissaut ,1,.,s 1111m.,nses s~·rvicPs q 11,• pvul rPndr<' _, 111Ju1· la << co n c,·plinn d ' un p ian strnté.~i q u,•, un h1>u éliil· major do11é e ,fo solid ,~s co1111a1s::111 nces g éo~r,,ph i411 ..s, slò1L1s1i q11,·s, t•I µo l i tic q ,1, •s, diJns In der111ère C;1111µ;1g 1111 <;u nire !,·,; ,\11lrid1;i• 11 s e Crùce ii l'é mul/llion scienlifiqu .. qu i r (:grrn <:lwz ·,a p lupart cc des offìci .. r~ pru;s1P11s l'l pl us p,H't1r·.11lièr, •m,· 11 l daus IP ,·,,rps « d 'élat maj nr, •un avai t da Il$ lt•s di(l'fr, nts hu rn,wx <lu /;tl'iHld « 61at-rrrnj1J1· unP, co n1J,ti$Sè1DC11 ffé'ai11ée drs co nditio11 s g~O;.uac phiqu,•,; et st<1lis tiqurs des µays qui , sP lOll l,·s prél'ls ion ,, « étoi,·nt deslinés à dllVt:nir le Lhéùt· e ,1e la ,:arnpagn" f11l111·p. e S;rns C>'S c,,1111a issanc· s nppruro11d11·s. i l u'n11rait µns ét<> p••s• sible dP préparPr ilvrc n•lt" s11p0rior11é.. .... ........ En ~lurarie « et en Boheme, l 'état -nrnj or pros,i,• n òt11it s11uv<>11 l m1cux « r, •nsPign(i qm, les ol'ficicr~ m&me de l'fi mpirH outrich,en ». O,,po questo ,:enno sommari o. dubhiilrno aggiunla(>'re ell e il capitòUO Vil:kl'de sr pronunzia c1 blwst;, nza fllvorevulm"11tti sul ANNO XVI, \'QL. I V.

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RIVISTA

' Dl PERIODICI ESTERI

conto nostro-, ma dimostra di conoscere ben poco il carattere della disciplina che regna presso di noi, e la composizio_ne del corpo di ufficiali italiani,-là ove dice che il nostro esercito si farebbe buono ben presto << si une. discipline· sévère so « rétablit dans l'armée Halienne, si les dissidences politiques « disparaissent parmi !es officiers, »

raggiungere por l'avvenire so non dopo una riforma radicale, che lo renda sincère, éclairrJ et maure cle ltti-meme. 1·a utore conchi ude constatando che le elezioni generali del 1869 ed i disastt'i iuilitari doÌ l' ultima guerra provarono che i Francesi non furono d'as.~ez bons électe1n·s, ni d' assez bon soldats, e come perciò sia mestieri pensaro agli uni ed agli altri. Lo studio sulla riorganizzazione dell' esercilo riposa sulla nccessi!à del servizio pcirsonale generale, ed in base a tale · concello è redatto il progetto che l' autor·e sviluppa e discuto in tu lto le sue parti. La Cronaca del mese, dopo avere constatato cho la guerra ullima ha imposto di nuovo a tu lte le potenze lo studio del problema militare, fa un esame del le migliori pubblicazioni uscite alla iuce in Francia su tale argomento e rivolge un Ciildo appellò alla buona volontà cd alla cooperazione degli uomini compotonti, acciò col concorso di tutti l'esercito possa costituirsi su solide basi.

Tutti gli scritti pubblicali dallo Speotciteur per l'anno 1811 si riferiscono agli avvenimenti della guerra od alle sue consegue!Jze . Dopo la narrazione storica della campagna, ch_e comprende i fascico li dal gennaio al giugno, e della _quale discorreremo particolareggiatamente allra volta, troviamo noi fas cicolo di luglio La g1ier,re et le su.({rcige iuiiversel, dovuto alla penna dell'aooocato brnERT; - Quelques mots su,1· la rém·ganisation de l'm·mée, lavoro di un antico ufficiale, GAUG1'ER Dll GEMPEN, e la prima parte del!' opuscolo I(1·ieg mn ''.fetz , scritto di un generale prussiano voltato in francese dal signor Edon. - Di quest' u?timo scritto ci dispensiamo di darne un cenno, essendo esso stalo riprodotto anche nelle co lonne della Ri:vista (1). Nel primo fra gli articoli ricordati, partendo dalla base che, le gowvernement a ,rnanqué an pays , et le 1.Jay:~ , représenté va1· le corps lég'islatif, s'est manqwJ à lni-rn8rne, ~i _fo . uno studìo politico-rnilitaro mollo in teressante sulle cond1z1om che hanno preceduto e sul le circoslanzo speciali che hanno indotto Ja Francia alla guerra . Prondondo le mosse dalla discussione avvenuta nel corpo Jegislalivo, il 30 giugno J.870, al lorchè si propose di ridurre il contingente annuo di leva_ da l~O,O_oo a 90,000 uomini e proseguendo fino al momento ctella d1cbiarazione della guerra, si vuol dimostrare che mentre molli avevano un'idea esatta delle intenzioni della Prussia, ben poch.i sapevano apprezzare il valore delle sue forze militari e delle suo istituzioni e quasi tutti si cullavano nell'illusione di pol.ere fare assegnamento sulla France de Jéna , come disse alla tribuna il signor Guyot-Montpnyroux. Di questo stato di cose lo fascrittore -carico sopratutto al cor po legislativo, vera manifestazione diretta dei suffragio universale, che non seppe vegliare o controllare la· condotta del governo, risultato che non si potrà

(1) Fascicoli d i g iug no e luglio I8il.

Nel fasc icolo del 15 agos to viene ultimata la pubblicazione della versione del l'opuscolo K1·,ieg mn Jfetz o s'incomincia Le siège de Paris, journal d'1m o(!ìcier attaché au.... . secteU?', nel quale si espongono in ordine cronologico i fal.ti avvenuti fino al 5 novembre, . Segue uaa r imarchevole lettera scritta due giorni dopo il disastro di \Va terloo, attribui ta al generale ·Guilleminot, cl10 se non andiamo errati fu capo del Deposito della giwrra : Esposti i particolari di quella giornata , egli ripoto l'origine degli ultimi disastri « com i11e dc tous ceux qui l'ont précédé depuis 1812 » da diverse cagioni, fra le quali sono specialmente a notarsi : 1. L'Im peratore memore dell e sue vittorie non prende alcuna « précauliÒ.n on cas de malheur »; · 2. Egli non visi ta i campi di battaglia e dà ordini poco precisi e sconnessi sicchè manca l'accordo; 3. La ripartiziono d0ll' esercito in corpi d'eserci to di fanteria e di cavalleria indipendenti l'un dall'altro, rende impossibili le operazioni cli assieme ; 4. La formazione della cavalleria in divisioni autonome rende di.ffi cile e tardo il suo concorso alla fanteria; 5. e Le pillage est devenu d'un usage si · géuéral que Io « soldat le regarde camme un de scs droits. Officiers, ni gé-


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nlYISTA DI l'El\IODTCI ESTERI

« néraux ne sont en état de l'empeeher , quanèl mew.e ils en « auraient envie ».

Il capitano FLAtrnns tratta De la réorganisati'on m il'itaire, patro~ina!1do il sistema del s.er vizio personAle obbligatorio, esaminandolo nelle sue conseguenze, e chiude le sue consider azioni richiamando rattenzioo e sulla necessità di provvedere alla formazione rli buoni quadri. Infine la serie degli articoli è chiusa da quello del signor Eugène Brunechasse, « Feu ..... les capitainf's de ti?· ». Se abbiamo ben interpretato lo spirito di tale scritto, ne sembra che _sotto la veste _di censura re un,1 rec1~nte dispc,sizioue che :~o hsce quella carica nei reggimenti di fanteria, egli tende a 1mo~trar~ _la necessit~ di stabilire ia Lutti i grad i della gerarc!Jta ~1_l1lare_ uoa_ g111sta misura di r esponsabili tà, la quale tron nei t1tular1 dei comandi la necessaria capacità. So lo in questo modo egli ritiene possa r iuscire uti le e non dannosa la soppressione dei capitani di tiro.

Nel fascicolo del 15 settembre troviamo il se.,.uito dell'articolo Le siège de Par1:s; - un rimArchevole studio su lle condizioni dell'esorcito francese intitolato: Q1telq1tes 1·éfl1'xioris de la gu_a?Te de 1870-71, di L. EDE, nome favo revolmente co nosciuto pe1 molti studi sul la cavalleria pubblicati per lo addietro nello Spectatew· stesso; - un articolo su lla 01·ga'l'tisation de l'armée un altro sulla Réo_rganisation du service sanitai?'e, la solit~ C:on~ica e per ul timo una Rivista bibtiogro.fica ed altre cose d1 mmor importanza. Il fascicolo di ottobre comprende: . 1° Il terzo ed ultimo articolo sùll'assedio di Parigi. 2° _L'esame ~-u~ opuscolo inte~essante uscito per le stampe a Berltno sotto 11 titolo Der {etdz1tg von 1859, d,ts Vorspiel zu den Ereignissen v on 1866 b-is 1870. (La campagna d'Italia del 18~9, pr~ludio ??g_li avvenimenti dal 1866 al 1870) nel qual~ facendosi la cr1t1ca della condotta di quella g-uerra si vuol di~ostrare come nè nel. camp~ delle_comb inazioni strategicbo, uè 1~ quello delle combrnazrom talllche i due avversari, hanno dimostrato quella capa~ità superiore che era necessaria per incaten?re c~~ .certezza_ 11 carro della vittoria A consegu ire risultall dec1sm. E po1chè nè l'Austria nè la Francia seppero trarre ammaestramento dagli errori commessi in quella cam-

..

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pagna, l'autore tedesco riscontra negli avvenim~nli del 1866 e del 1870-71 la continuazione di un sistema che doveva condurre l'una e l'altra a certa r ovina. Relativame.ote ai Francesi poi, egli soggiunge che i generali tedeschi devono avere trovato un argonrnn to di fiducia in ciò che lrovaronsi di fronte uomini che sui campi di batt:1gl ia d'Italia avevano dato un solo esempio di co0oscimento strategico, e nella persuasion e di vedere ancora una volta prevalPre la I.Attica temporeggiatrice di Na poleone, quella tattica rhe anzichè dall.e proprio combinazioni attende dAll'azzarrlo l'urlo deci:;ivo, sicchè mai una mossa premeditata avrebbe potuto neutra lizzare i loro piani. E così fu di fnfli. 8° La prima p1n·to della traduzione di un opuscolo tedesco inti tolato : Considérations snr les defaites de l'armée dii second empire. In esso dopo avere detto che per la Francia la guerra era divenuta inevitabile, l'autore dimostra che gli apparecchi dPl la g uerra erano insufGcrenti, accenna ai difetti della organizza1.ione militare ed ai suoi vizi fondamentali; infine prende ad esam inare il disPgno di g uerra dei J?rancesi, quale apparisce dal primo ordine di batlnglia . 4° li secondo articolo sull'Organisctl'imi de l'armée. 5° Unll memoria inedita sul riorditrnmen to dell'esercito nel 1814, redatta dal maresciallo Marmont. il quale in allora avrebbe voluto un esercito di 500,;lOO uomini sul la base di 125 reggimen 1i di fanteria a 4 ba tlaglioni (<'li cui 2 attivi e 2 di riser va: ~ questi ultimi coi soli qu11rlri) e di 50 r eggi menti cli cavalleria. 6' Uoa difesa dei lanciflri r.. ua da quell 'autorevole scrittore in ta le materia che è il genorale d' Azémar, il quale si eleva contro una decisione tes tè presa dal ministro della guerra di Francia. 7° Uno studio sul modo di P.seguire i fuochi a comando ({ma; cl'ensemble) quali sono stabiliti dal regolamen to di esercizio della fanteria fra ncese. • 8' lnf:ne la necrologia di Valentino De S'rofffour già dir ettore dell' Oesterreithische rnilitdrische Zeitschri{t, e qualche {)eano sulla pubblicazione di carte topografìt:he.


nIVISTA

DI PEnIODlCI ESTEHI

3-11

descrizione del prodigioso laYoro o del modo con cui in soli 10 °'iorni fu condotto a termine.

Il

ponte doveva servire al rapido e sicuro pa~saggio di otto legioni (40,000 uomini). le quali giunte sulla r1_vn destra del Reno, dovevano al più presto schierarsi per piombare sul. . l'inim ico. Molti dalle parole di Cesare ritengono il ponto largo ~O p1cd1 romani (ll'",80). Napoleone però, il giudizio de_l q~1ale ~ adottato dal nostro autore, crode cho la cifra indic_h1 la ~istanz~ dei sostegni a fior d'acqua. Calcolando l'inclina7.ione eh quoslJ. il ponte verrel.Jbo largo 28 piedi romani . (8"?6). . Ln larghezza del H<mo a Colonia è d1 circa 400 metri, la profo ndilà delle acque, nell'epoca favorevole nella quale Cesare gettò il ponte, è di circa tre metri. . . . L'esposizione del Badclin è chinra e precisa, lo ragiom calzanti, ma troppe sono lo lacune lasciate da Cesare per ~olOl'lr: tulle riempire in modo soddisfacente. Nessuno. può lusmgtl_rs1 (e lo stesso autore lo con fessa) d'ave~ tr~va_t~ Il modo p~eciso col quale il più grando capitano del! ant1cln tu ba costru1 to l_a sua opera meravigliosa . Gli eruditi militari hanno do:uto lt~ mitarsi alla ricerca de! modo cli gettare un ponte solido, col m ezzi dei quali potevano disporre lo legioni ro~ane, evitand? lo scogl io di cadere in contraddizione col testo del Commen taru.

A~·cl,lv fièr ilie A!i•lillei•ie-tuul !hsgeaaiem•-@ffizim•e fles ,leutsci!wn Reiclis!u!et•es (Archivio per gli uffi-

cia li d'artiglieria o genio dell'esercito tedesco). - Redazione Newnann luogotenente generale in disponibi.lilà e V. Kfrn già luogotenente colonnello del genio. Annata 35\ volume 69°. - Berlino, 1871. - (Sunto degli artico li piit importanti). · ·

I ponti snl Reno di Giulio CesartJ, ver A. V. Badelin ufficiale di fanteria . - Dove e come Ct)saro ha costrutto i cfuo ponti sul Reno per portare le aquile romano contro i Sicambri e contro gli Svevi? Sono due quesiti st0rici molto dibattuti fra i dotti. I commentarii colla loro brevità imperatoria, colla fretta cli giungere presto alla soluziono dei grandi avvenimenti, qui, com o altrove, rifiutano di sc<mdere a particolari, cho pur sarebbero tanto interessanti. Nel mondo militare. tre opinioni sono generalmente ammesse su lle località prescelte da C~sare. L'una è quella del generale badese Goeler, il quale ritiene che ambidue i ponti sieno stati gettati a Coblenza. L'altra si deve al colonnello del :gonio prussiano Cohausen, che corea di mostrare il primo p_assaggio aver avuto luogo presso Xanton (Castra veVerum) rimpetto n Wesel, ed il secondo nello vicinanze di Coblenza. Una terza opinione, da moltissimi abbracciala dopo la pubblicazione del la vita di Giu lio Cesare, di l'iapoleone llI, crede che l'uno e l'altro ponte sia stato costru tto presso Bonn. Il Badelin, profondo CO!l()SCitore delle antichità romano differisco comp letament<~ dai due autori tedeschi e si accosl; ,all'ex-imperatore, ponendo la prima delle maravigliose costruzioni a Colonia, la seconda a Bonn. Appoggia il suo dir& ad argomenti storici, fi lologici e militari, studia l'indole e le gesta del grande capitano, la natura di quella guerra, il carattere di quei popoli nimicissimi a l nomo romano, i vantao-o-i strategici o tattici delle r ive a suo avviso prescelte. Il ~-~gionamento è caldo, vivace, svariato, ben lonlnno dalla pedantesca monotonia che &i incontra talvolta in simi li lavori di erudizione. Interpretando il famoso capo dei Commentari, che incomincia colle parole t'igna bina sesq1iipedalia, dà una rhinuta

un vror;etto di fortezza. - La fronte a tracciato ·sinuoso ~i compone di opere semplici appoggiantisi a v~cen~a, 1~a rnd1~ penclenli una dall'altra, con grandi piazzo d'armi nc_gl1 angol: del poligono. Intorno alla cinta stann o fort_i staccati costr~tll • in modo analogo, distanti fra loro e dalla cinta stessa da lo0'.) a 2000 passi . La pinzza forma un dodecagono regolare di 1500 passi di !alo.

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Della proprietà, dei proietti lunghi, lanciati da J_>ezzi 1·igati con poca elevazione della canna, d'cwere rnaggiore JJO?'tata negli spazi JJieni d'aria di quello che nel 'IJUoto completo per OARAPSE:Y.- Questa proprietà fu già sviluppata iu una notevole memoria pubblicata da 1Jfartin de Hl'ettes nei comptes t'endii dell'aprile 1868. È noto che i pr@ietti sferici _sparati da c~nne Jiscie presentano il caso inverso, vale a dire ad elovaz1one della canna eguale raggiungono distanza maggiore nel vuoto completo.


nIYISTA

DI PE lllODICI ESTEl\I

L'<1r1icolo è corredato rta mnlle t.ivo le rli tiro . Alla cannll liscia ha,t.ano 0".49' di eiiffaziool' p1•r lnnc:inrn un proiPllo sferieo di 24 l ihbr,! ad una distanza di 720 tnPt.ri 0,,1vuol.o, rneu tre nel lo sµnz io J)inno ,Li ri a h: 'or.corrn un·<1levnz 1one di l•, 15', 18". Al co 1J lrar10 la cn l lDH r igata p r la nei are ad una di:;ta11z:1 di 811. ITl<"ri u1Ja gr,rnala Wilhwor t del pr·so di '"ìO li bbre lrn bisogno di un ango lo <11 Pl .. vazione di 1° 24' 1w l vuoto e sempliCt!nWnte di l ' nnll' aria Bcrnsì cn•seenrfo l'PIPv,mone, la proprid /1 s'inverte in mo,!O che la st..ssa g rnnala richiede, per ragg i un;.:erP. un pun10 a 61'13 m tr i . un angolo di elevazione di l0°, 33' nel vuoto e di 17° .ne llo spazio pi t'llO d'oria .

Nuovo peso e 1wis11,r a pe1· l'm·1igl;u:1"ia. - I Prussi ani denominnuo i loro pezzi rigHli dal poso di una pal la di ferro piena che già si sparava dai canQno i l isci di cali bro corrispondt·' nle. Ma i cann oni ri ga ti da 4 e da 6 libbre non sparano proietti pesan 1i 4 e 6 libbr<>. Di qui in ..saltezza e confusione ct1 idee. Ora ehe si sta pPr introdurre anche in Ger man ia il sistema metrico decirnn !e, l'nutore consiglia che i l calibro delle bocche da fuoco sia rluterm inato dal diametro del la loro ani ma espresso in centimetri. In t'l l modo gli atl11al i c,mnoni rigati da 4 e da 6 libbre si chi amer1•blJl'rO da 8 e 9 ceoti :netri. Da noi lìno dal 1866, epoca nel la qualo andò in vigore il nuovo mo<IPl lo pt•r g li invon tari, si è ahbandonala l'antica clenomin aziouA i ndkanlo il peso in l ibbrr> piemontesi della palla massiccia di rerrnccio. pe1: ado ttare qud la sunccr>nna(a. Così i l cannone da 8 l ibbre bronzo r igalo, modc•l lo 1863, prese il nome di cannone da contimPlri 9 B. H., misu r andosi il diametro fra i piani op'pos ti doll'au imn. La Spagna e la Svizzer a determinano anch'esse in questo modo il calibro delle loro artigl ierie. In Prussia ogni r eggifl)Pnto d'a r tiglieria di campagna ha tre divisi o11 i · (Ablbei lung) a pir,d i e una a cavallo.Ogni divisione a piedi si com pone di due batlr r ie da 6 li bbre e di due da 4 ltbbrn. La di visione n caval lo consta di Lrt' batterie <la 4 libbre. L'au lore osserva che tali disti1wo ui ha nn o portato qualche i mbarazm n el corso del la campagna, dovend o il comandante srmpre indicar e il num.-ro c d i l calibro de ll a baHeri a. A semplificazione, propone clrn nel reggimPn lo le batterie assumano i l numero dal l' l al 12. Nell'impiego lattico ognu oo dovrebbe sapprc che le b1tlteric a pied i I, .2, 5, 6, 9 e 10 hanno calibro maggiore delle altre. . . Fa però voti per l' introduzione di una bocca a fuoco d1 un modell o uni co per l 'artigleria a piedi di ogni rrggim~mto.. Nel nostro esercito Goo dal 1863. ep_oca de l l'adozio ne dell'attuale -cannone <la centimetri 9 B. R., si hanno per l'artiglieri a di campagna i grandi vantaggi dell'unità di calibro.

La ma•e1·ia d"i proil'tti per le arrni portatiti. - Il volume aot<>c,•llent.o dPI I' Arct,iv cout<'neva uua mi,ruoria nel la quale si c,·rcnva prov,1re, che l e 1Hli luttO IH rl i fer-ro, r i vesti to di una fogl ia di piumbo , ppurn di sLagno, presen tavlloo su quelle di piombo i seguc~nli vantaggi : l' .\l11gg1orn l'orza di ponolrazione. 2° Minor p1>rn ct .. 1111 pal la e qu inrli foci litazioue al soldato di por111rt> mnggior numoro di carLuc;ce. 3' Tr;iiettoria più rarlr- nte 4" Minor costo cfo lla mat..rin prima a compenso della m,igg iorA spi•sa di fa bhricozinno. L' au1on, dell 'articolo che PsamJ111rimo è però di tutl' /litro avviso. Hbponde col porre io riJi.,vo i vantaggi della pal lolto'la di piombo. Que!;ta pn•srn la: I- Jllaggim'e peso specifico di qnr•lla di forro: i l peso specifìeo dnl pi0mbo è cli 11,::>, quello del ferro di 7,7. Così il pr oiPLto vince pit1 focil1111•ntH la resistenza dell'ari a. 2• Sufficiente consistenza 3° Suffì ·fonte fm·za di wmct·r,1zione. 4° Convmiente esvansibil·ità, per entrare nelle ri ghe della cauua s,·nza smussarlll 5° Facilissima e quasi matematica 7Jrepara zione. Priocipalo rl ifetto <l ei piombo è di manci1re del la necessaria solid ilà, p~r m11do che la pallo lto!a vu tal vol ta so_g-getta a deformaz ioni nell'intProo dc·lla canrrn A r i m 1>rl ìo si consigl:a l 'adozione del la lr·ga del cnpila no l'lonnirs di 96, 5 di pi ombo e di 3. 5 di antimonio. Con essn il mr~t11 ll o g uadagna in consistenza, pu li tu ra Pd elasticilà: miuore altrr>sì ne è l'attrito nella canoa. senza cbe perciò ne soffra la ·densità.

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Per servire a.lla sto1·ia dellci fusione del bronzo. - VILLE , primo tenPote. - Quando nella sPconrla metà òel secolo . xv la fab bri cazione ddl H artigl iHri e i ncominciò a preoderA un importanti' svi luppo l'arte riel rundern il bronzo_. co~ grav:' su_o danno, passò i n monopolio di alcune famiglie d1 fond1tor1:


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DI P E.lUODICI ESTERI

Bianca ed Alberghetti in Italia, Hartmann in Germania, Keller

duto), contiene semplicemente sopra 80,42 ' /, di ramo 19 e 5 di stagno. II cannone Dhool-Dhane (distruttore), fuso in Agra nel 1628 e pesante 30,000 chi logrammi, presenta alla bocca una lega del 92,7 °i0 di rame o del 7,3 '/, di stagno. È quasi la lega in uso presso molti stati europei - 100 di ramo e 10 di stagno.

in Francia, ecc.

Nel corso di tre secoli, dalla metà del xv alla metà del xvm, un solo scri ttore - Collado - Pratica manuale d'artiglieria 1585 - ha dato la lega normale dei cannoni scientificamente basala , fissandola a 100 parti di rame ed 8 dis!agno. l\Ia quasi nessuno vi si attendeva. Al rame ed allo stagno si aggiungeva zinco, otton<~, piombo ed àltri metalli. Per molti e mo lti anni si credétte purificare la fusione mediante una mescolanza di acidi, di ossidi di metalli, di alcune materie organiche, ecc. La ciarlataneria ne aveva fatto un segreto, che fu svelato da · S.t-Remy nel 1697. Iu Italia si divaga meno. Ru~celli ne.I 1568 fissa la lega a 100 parti di rame, 10 di stagno ed 8 di zinco. Capobianco, nella sua opera,Corona epalmci militcwe, pubblicata nel 1597, consiglia una lega di 100 parti di rame, 20 di stagno, 10 di piombo e 4 di ntt(lne. La famiglia Alberghetti, che per un secolo fornisco r,annoni al la repubblica di VernJzia, li fonde sempre con una lega di stagno , rame ed ottone. Pietro Sarti, nel 1621, limita anch'-cgli a tre i metalli e propone di aggiungere a 100 parti di rame non più che 8 parti di stagno e 8 di ottone: attribuisce il frequente scoppiare delle canne in bro1rzo al rame impuro cd al la mesco lanza di stagno o piombo. Durante la guerra dei 30 anni molle bocche a fuoco scoppiarono perchè contenevano troppo stagno o troppo piombo, essendo state fuse con metallo di campane. Elia Fli cker, maestro fondi tore che viaggiava per la sua arte, fus e ottimi cannoni dal 1631 al 164'7 in Polonia, a Modena. a Nòrdliugen; Biichaner scrive che la loga di queli'epoca in t~rmania era di 100 parti di rame, 10 di stagnò ed 8 di ottone. I fratelli Keller di Strasburgo usavano 100 di rame, 9 di stagno e 6 di ottone. In Francia regnava aìlora una grande ignoranza sulla fusione del bronzo, alla quale spesso si credeva giovare con ·strano mescolanze e con pratiche superstiziose. In Oriente fino alla metà del secolo XV si sapeva fondere egregiamente. L'analisi fatta in Inghilterra del cannone di Maometto II (1464) ha dato circa 91 parli di rame e ·g di stagno con traccie quasi impercettibi li di altri metalli. Il cannone Maliki-jJfeidon (signore del campo di bat.taglia), fuso nel 1548 noll0 Indie orientali e pesante 40,000 chilo<>Tammi (perciò il più colossale cannone di bronzo che si sia ~ai ve-

A.ttyemei ne iSJIUiliir Z eUung, pubblicazione d'una società

di ufficiali e di impiegali mi litari tede~chi. Redazione Luogotenente Colonnello ZmtNrnt. Annata ,rn• - Do.rmstadt, 4, 11, 18 e 25 otlol.Jre. - N. 40-43.

Lavori preparato1·-ii JJe1' la guer1·ci cli fortezze e di assedi. - L'autore propone che ogni uno o due o.uni sia studiato il piano di difesa di ciascheduna fortezzo. dello Stato, non isolatamente da uffìci,1li d'artiglieria o del genio, ma da un consiglio di d'i(esa di tutto le armi riunite. TI piano sarebbe riveduto, corretto ed approvalo da un comitcito centrale, misto del pari, nel quale però avrebbero la moggioram:a le armi speciali e lo stato maggiore. Qualunque studio di difesa deve baso.rsi sopra uno studio di attacco. Di qui l'utilità che il consiglio cli difesa si addestri tratto tratto ad una specie di giuoco cii gnerrn cli fortezze a somiglianza di quel lo che è in uso nell'esercito prussiano per le manovre. ln tal modo pih facilmente apparir<1bbero i punti deboli delle .fortezze e gli espedienti atti a mettervi riparo. ~la è d'uopo rivolgere l'attenzione anche alle piazze forti nemiche. L'autore suggerisce un consigl,io di ciltacco per eia~ scuna fortezza ed uu comitato cent1·cile, l'uno o I' altro costituiti in modo analogo a quelli per la difesa . Si preparino le carte, i piani, i lavori di ri cognizione; quindi mediante regole fisse si stabilisca il giuoco di guerra . Con questo mozzo, col1' attenta osservazione e col lo studio di tutti i dettag-li, si troverebbero i lati vulnerabili del baluardo nemico, si formerebbe un piano di attacco e si appresterebbe quanto occorre per una pronta· ed energica operazione. Il sistema di bocche a fuoco deU' artiglierici cli tei-ra in P·riissia nel suo stato auuale lautunno 1871). - È un quadro


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DI PE LHODICl ESTERI

che merita l'attenzione degli studiosi e specialm1,nte de<>li ar0 tigl i_e:i Contie_ne i~ 31 colonna· i più minuti particolari sopra do_d1c1 pezzi <h vario calibro. Le denominazioni, i pesi e le misure sono dali col sistema metrico-decima le, che sarà introdotto in Germa nia al 1° genna io 1872.

dei militari portati dai quadri di pace. Si stabilì di estPnilere al 1872 qtwsta disposizione: cos) l' esercito che ascende a 401,699 uomini verrà a cosiaro 90,:273,295 tali. L'eserci to della Confl'derazione del Nord pel 1867 Ha di 299,704 soldati. Dei 401,659 uomini appartengono approssimativamente : 341.000 alla Germania del Nord, 33.000 alla Baviera ; 12,000 al Wtirtemberg o 15,000 al l'Alsazia i) Lormrn; 216,8)0 sono di fan-terio, 66,000 di cava lleria, 40.000 d'artig lieria, 17,600 del gf!nio. Mollo varia è la forza dei riparli. I b.ittaglioni in Fran cia hanno un effettivo di 800 uomini mentre quelli in patria lo hanno di 530. 1 rPggimenli di cavallrria contano 650 cavalli in ~'rancia su quattro, in patria su cinque squadroni. I batta• glioni bavaresi e wurteruberghesi hanno in media 150 uomini, i bavaresi neppure 200. L'obbligo univPrsal e del servizio militare nell'Alsaz"ia e uella Lorena è introdoHo coi maggiori riguar<li : non vi sono tenuti Chù i giovani nati dopo il 1° gennaio 1851. Per ora , non si formnranno reggimenti provinciali, ma il contingente delle nuove provincie sarà ripartito fra tutti gli Stati dPll'i mpero. Russia - I lavori della commissione incarira-ta ciel progetto per la riforma militare sono vicini al loro termine). Dei 55 mflmbri hanno votato 18 per 12 anni di obbligo militare con 4 anni di servizio allivo, 11 pP.r 15 anni di obbligo con 5 aooi di se.rvizio attivo, 27 per 15 anni di obbligo o 6 di servizio attivo. Di fronte all'importanza eccezionale della legge !a com. missione inten de sottoporre al consiglio dP ll'Impero tanto le conclusioni della mllggioranza quauto qu elle della minoranza. La maggiora1lZa propnue 6 anni di sen·izio attivo por l'impossibilità di dare in minor l<'mpo sufOciente istruzione alla cavalleria ed all 'artiglieria a cavallo . Lo stato maggiore russo, degno cli stare a pari a qualunque stato maggiore europeo, pubblica la quarta dispensa dell' oprra colossale, veramente meravigliosa : Archivi statistici militari.. Vi si trovano lo questioni più importanti della costituzione ed amministrazione d~ll'lmpero degli Czar, i più minuti dettagti sopra ogni sorte ji attività industriale o mercantile, sopra tutte lo fasi della statistica della popoliizione e dell'esercito, sopra la mortalità e grado di coltura, spirito militare, intelligenza, ecc. delle diverse razze ; offre in somma il più ampio, completo ed esatto materialo statistico della Russia. L'opera è accompagnata da un aliante di 3n carte, lo qu.ali con gradazioni più o meno marcato rappresentano la relativa

Importanza strategica di una l1:nea ferroviaria Re-i.lbronnBrucl~scil - Uem ersheim, per !}Al'; l'iEKEN I uogoten ent,1 -generale prussiano - Tre linee dividono oréi Fran cia o t.c~rman ia : i Vosgi coi monti del)' Hardt, il Rrno e la Selva Nora coll'Odenvald. Hip_rendendo la ri vinci ta, la Franci.i, superata la prima linea e cmto d'assed io )R fùrtozze, porlerohbo la guerra sul Reno. Qu ivi i Tedeschi potrebbero resis tere e prolungare la lolta, fi nchè i r inforzi propri o l' inde bolimen to nemico porgessno modo di rimediare ai primi insuccessi. ~a Fraoconia, situata dietro la tPJza line.i na turnle di difesa, è 11 paoso più adatto per r accogliere le Ì'isé•rve, per riformare le forze , per esorcit.irle alla guflrra in vicinanza del te,llro ~tesso dolla guerra. Èssa èi congiunla al Meno da parecchie ferrovie: la più co rta però. In più favorevole slralegicamflnte, sarebbe nna di mezzo fra quella di Mannh eim e quella di Carlsruhe. li tracciato ne è sPgoato dalle cillà di Ifoilbronn e B:uchsal e da lla fortazza di Gerner sh,·im. Questa , quille testa d1 pon te , renderebbe il passoggio del Reno più facil e e più coperto dal le offese nemiche . Anche per una guerra offensivi! la linoa offre notevoli vantaggi. Formandosi l'esercilo principale io torno a Metz, ·I' esercito secondario intorno a Strasburgo. sarebbe utile portarne un _terzo, minore. degli a ltri due, nel centro, a fino di riempiere la lacuna e rinforlare a seconda de lle circostanze una dello ali. A concentrare prontamen te un tale esercito ed a facilitarne i movimenti servirebbe in modo mirabile la linea in questiono. L'Altgeme·in: 11Iilitci~· ~eitung ha molti corrispondenti , quasi s~mpre bene 10format1, m tut.to le parti di Europa. Dalle corr,sponden~rr del n~ese cti ottobre ricaviamo le seguenti aotizie: GM·manui. - Non era possibi le presentare un bikmcio prevent ivo bPn defi nito dl-'lla spesa occorrente al mantenimento di tullo l' osercitu pel 1872. L'articolo ()'2 della ·costituzione accordava a l genera lissimo della Confederazione del Nord fìno a tutto il 1871, tante volte 225 talleri , quanto era il nu:nero


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densità della popolazione. i prodotti agricoli, industriali, minerali, ecc. ecc. · Nelle manovre di Krasnoj e-Sselo s:i è fallo l'esperimenlo di una torre militare di osservazione, In quale si può innalzare con facilitit ovunque fino ad 80 piedi. Ne è itlveJJtore il colonnello Eulor. La macchina è iogegnosa, ma si dubita mollo della sua utilità pratica.

Jllllu•biiclie,• fiit• qi,ie DtmltuJ!te ·AJ.,•uute tmd lDZm•ine.

- (Anno.li per l'esercito e per la marina tedesca). Redazione colonnello ENR ICO von LOEREL - Berlino - ottobre 1871. La èroca d·i {IYrro - Con legittimo orgoglio di prussiani e di soldati gli Annali incominciano la loro vita colla storia della Croco di ferro . Il generale Froschke, elegante e ben nolo scrittore, passa in rapida rassegna gli ordini cavalleresch i pr ussiani per venire a parlare dell'istituzione doli' ambita ricompensa, falla da Federico Guglielmo nel 1813, epoca nella quale per salvare la patria più cbo mai occorreva ferrea persçveranza, ferrea unione, fer reo valore. La onorificenza della Croce ·cessò col 1815, termine delJe goorre d'indipendenza . L'altuale imperatore di Germania ia richiamò in vita all'aprirsi della guerra del 1870. Nelle guerre contro iJ primo Impero i principi di casa Hohenzollern furono insigniti della sola Croce di 2' classe. Nello guerre t ontro il secondo Impero , Guglielmo potè fregiare della Gran Croco, serbata a chi guadagnava una grande battaglia, il principe ereditario, il principe Federico Carlo, del pari che Moltke, Manteuffcl , Goeben , Werder ed il principe · reale di ·sassonia . Tutte le bandiere che sono state al fuoco nel 1870-71 hanno avuto l'onore segnalato della Croco. . Nelle campagne del 13-14 e 15 sono state distribuite 16,105 croci agli uffì ciali, 12,071 a soldati. Per la guerra del 1870-71 l'autore si conten ta di dirci che tenendo conto della forza tre o quattro volle superiore. delle truppe, e della maggior intensità dei combattimenti, il numero · delle ricompense è presso a poco eguale.

DI PERIODICI ESTERI

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La seconda divisione a piedi del reggimento d' art,iglùJria da campagna N. 1 nella gnerra contro la Francia del 1870 e 1871 del luogotenente colonnello GnEGouovrns - La divisione

d'ar ti"'lieria in Russia corrisponde alla nostra brigata, con quesl~ differenza che comprendo quattro ba~terie e<l è sempr_e formata sollo gli ordini d'un ufficiale super10ro, dal qunle direttamente dipende nell'istruzione, nella disciplina, nella tenuta, · in tutto. · ll 1• reggimento artiglieria di campagnaspetla al 1° corpo d'armata e perciò si recluta nella provincia cli Konigsberg nella Russia propriamente eletta. La seconda divisione, composta di due batlerie gravi e di duo loggiere, allo scoppio clc!la guerra stava cli guaruigione a Grauàenz sulla Vistola sollo il comando dell'autore. Compiuta la mobilizzazione, mosso il 30 luglio dall'estremo oriente ed anivò con doe batterio sui cap1po cli battaglia di Saarbri.ick alla sera del 6 agosto in tempo per tirare le ultime salve al corpo di Frossard in ritirata. Prese in seguito parte alla battaglia di Metz dol 1•1 agosto, la quai~, benchè tatticamente non riuscisse mo lto favorevole alle armi tedesche, puro servì a trnttenoro Bazaine nel suo movirnent~ di r!tirala. Il 17 le batterie del 1• corpo si posero a cannoncggrnre 11 forte Qoeuleu, onde colla minaccia di un attacco distogliere il nemico dal mandar rinforzi sulla strada che mena a Verdun. Segue l'assedio cli Metz. L'nrliglieria della l° armata è pi_azzata a _Failly, Poix e Servigny a 5 chilometri dal forte Sarnt.Julion . Quiete completa uel campo francese. Il 31 agosto grande sortita e quindi battaglia di. Noiseville. Lo cose por un momento vo lgono a malo per gli assedian ti. La fanteria fran~ese ricorda il suo "'lorioso passato , attacca vivamente, e Serv1gny deve essere sg~mberata. Ma Bazaine non l1a riunito tutte le forze delle quali poteva disporre contro il punto decisivo. Gli attacchi non sono sostenuti, nò coordinati. I Francesi perdono i vantaggi da prima ottonuli ; la cerchia si rinserra ùi bel nuovo .. Il 1° settembre altra battaglia e quindi ritirata nella fortezza. Nelle otto settimane successivo alcuni allarmi insignificanti, ochi cannoueo-o-iamenti fra i forti e le batterie, qualche uvP oo . h visa"'lia contro piccole sortite che non hanno altra unra c e di f;raggiare. Nulla di decisivo tenta l'esercito investito. II 7 ottobre altro combattimento; le quattro batterie sparano 154 granate e non soffrono alcuna scalfiltura.


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or

PEB10DlCI ESTERI

Negli u l Limi giorni del la rr>sist011z:i passiva si attendono continuamente attacchi. e le truppe assed ianti stanno ~Pmpre all'erta; ma il 2a ottobre sorviene la piì1 g'raudo capito liiziono che rPgistrino g li nnna li dell uman1tlJ. L'autvro, fra tello del celehre Gregorovius, storico dPlla città di Roma nel medio evo. rac,:onta· la parte pr,•sa da ll a sua divisione nPi m,:cnorlibil i avvl'nirnenti. Alla stessa Pgli <ledica le pagine dt> IJalllrbucher. le quàli, racrolle in opuscolo, saranno regalate n tutli f!li artigl ieri che la componnvauo. Ess,~ sono <lettat" con r> lega nza e SPcnpl icitil. Tratto tratto qualche parola patriottica , qua Iche rimembranza poHtica , qua lche ricordo affotluuso da,rno vita, colore, int<•ressn alla narrazione, senza che no soffra lo stilo mil itare. Vi si trov,!nO le azioni di mPrito, le proposte a rico mpensa, i d,·tti memorabili dei so ldali 1:d una copia di dt-lltagli che deve ri<~,;c;iro bon cara ai dip»ndenti di qu el br,1v:, o dotto uf/ìc nle. Nè si tacciono i difetti: lo batt,•rie che impicciatµ, nelle colonne da carri sono giunto tardi sul teatro dell'azione, quelle che si erano piazzate in modo da non aver c,Hnpo di tiro , i pezzi i cui primi colpi 110n nrrivavano g iusto ecc. Queste <' simil i narrazioni, dellate rlai supPriori con quell'aria pa terna di c11i si ra lgnno g li uffìc,ali prussiani nel trattare coi soldati. contro llate tla tanti testimoni 01·u l1ni, sono preziosi documenti per la storia <li uoa grande guerra. NHi mo lti particolari poi il mil itare studiusn trova episodi, siluazioni, casi, ecc che gl i µossono riuscire di uti lissimo ammaestramento per l'impiego tattico delle truppe. (Continua)

MAIITINJ CAnr,o

Ge1·ente.

LA ·T AT TIC A. STUDIATA COGLI ESE}1PI E COI CONFIW~TI DRSUl'iTI

DALLE CAMPAGNE DEL 1866 E 187 0

(Co~t!NU.\ZIONP. e FINB .

Veggasi la dispensa d·i agosto 1871).

IV Fase (ultima) Nella quale ai insegue il nemico appena si è certi di averlo battuto.

Colui che, acquistata la certezza di aver battuto il ~uo avversario, trascurasse di cogliere la somma maggiore di risultati dalla vittoria riportata, commetterebbe un grnnde errore ; . perchè verrebbe a mettere in non cale le fatiche spese e il sangue sparso nella giornata . Indovinare l'opportuniU1 dell'inseguimento e il momento propizio di eseguirlo, è la prerogativa del genio. Nelle passate campngnc era regola fissa inseguire l'inimico dopo averlo scacciato dalie posizioni occupate; e male o bene ognuno cerca".a di osservarla. In massima, il dovere d'inseguire il nemico ba.ttulo esiste tutlora; non è però così facile come una vol_ta ubbidire ad ~°:a tale prescrizione di guerra, e ne accennerò i mot1v1. ANNO XVI, VOL. IV.

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3'32 LA 'l'A TTIOA Il carico principale dell'inseguimento spellava prima, come spett.a ora, alla cuvalleria. Quest'nrma era pronta durante il comhattimenlo a comparire onmque, ad attaccare o ad in seguire . Lanciala u1rn. volta la cavalleria snl fuggiasco nem ico, ques ti non aveva i mezzi che al giorno d'oggi posseggono gli eserciti , per tenerla in rispetto, e costringerla an che a voltar facciu; pel' cui ne veniva di c;onseguenza che quell'arma raccogl ieva di frequente risultnti im mensi, da geuare un enorrne poncio sulla bilancia della fortuna, e da costringere· tal fiala il nemico di venire a condizioni oneros issi me. Sia .l'artiglieria, che i fuci li caricantisi dalla bocca, speci.ulmenle quando si guerreggiava aneora a eannu liscia, non avevano adunque la potenza di incutere rispetto sufficiente alla cavalleria, la quale poi, sicm\l del suo f\Jfelto, era anche oltrernoJo ard i La e coraggiosa. In questi ultimi anni le cose hanno sensib ilmente mutato aspetto. Giù. fino da quando s'in trodussero Je armi rigate a lunga giun ta , auenuavasi d'n ssni l'influenza della c;a vullel'ia negli inseguimenti non solo, ma anche negli attacchi sul campo d i b0ttngli a. Anehe i p t'ogressi dell 'al'liglieria influ irono moltissimo a scemare gli effetti della carnlleria ; per cni venne un mornenw ch e quusi si credei.te prossima la fine di quesLa brillante cd ittilissùnci arma , speciulmen!e quando ai fucili. caric:anLisi dalla bocca si sosti(uirono le armi a retrocarica. L'impMtanza della cavalleria stava adunque per cessare, quando, for tunatamente per gli eserciti, si pensò a modificare la tattica di cui s' era serviw. fino a quel giorno e ad assegnarle scopi diversi e svariati. E a questo modo nel 11810-7 11 l'esel'c ito germanico fece della c;avalleria larghissimo uso, ritracndon~ servigi di grandissima ulil it.ù ; e tali impo rlanti servigi i Tedeschi non li ol!onevano veramente dagli insegui-

ST UDYATi\ COGLI ESE11PI E COI CONFRO:'!TI

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menti dopo la hauagEa, mn. dalle missioni speciaìi. affidate alla cavalleria, o daì!e ì.'Ì.cogn izioni ed esplorazioni eseguite su scala vastiss trna ed a grande distanza dallo tes(e delle colonne marcian ti . Ed osservisi che in tutte eodeslo opernzi oni la cavalleria (meno i piccoli distaccam enti di uno o d ue squadron i) fu. sem pre accompagnata dall'artigli eria, e fu anche tal fic1la segLtl!a da qualche battuglione di fonteria . Gli inseguimenti nelia campagna '1870-7'1, quando era il caso e l' opportu nità di eseguirne, si ordinarono quasi sempre comb inando insieme le tre armi ; per cui non cli raclo riuscirono di tardo effetto, e sono a parer mio c!a considera rsi più come un avanzarsi regolato e progressivo di tulle le colonne combattenti , che c! i una pa1te Silltanto di esse. Nella campagna elci 1!8G6 si. pnò dire che veri e regobti inseguim enti, dopo la villoria, non vi furono; lo che doYclto dipendere duHa tcnacitù della difesa da parte del soccombenLe, per il quale mo!ivo i vincitori trovu ndosi stanch i oltre modo non erano nemmeno essi in grado di approfittare della vittoria in tu: ta l'estensione del termine . Colui che, quantunque battuto , consena uncora della disciplina, ccl ha sottomano qualche eorpo, non troppo rnnl trn.aato od nnehe intn llo, e qualche riserva di nrtigli eria, può esser sic;uro che 110n snrù troppo incalzuto, cd avn\ campo di ril1rn1·si con calma. L' in seguimento invece avcà risnli.Gti considerevoli, da parcgginre od anche superare quell i ottenuti dalla battaglia stessa, solo qrnfodo !e lruppe baltute abb iano perduto ogni consistenza e la rii.irata degeneri in sban· damento o foga . Siccoir1e però ciascun cornandanlo pone ogni cura per occultare ag!i occhi del nemico il disordine delle proprie truppe , così riuscfrà spesso difficile accorgersi


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LA TATTICA

di quel disord ine e indovinare il rnome:1to propizio per l'inseguimento . . Un primo e b reve inseguirnento lo debb?~o ~segu ire quei corpi stessi che hanno attaceato l' rnirrnco e lo hunno costretto a ·riti l'arsi abbandonando le buone posizioni che occupava. Questo primo insegui1?en~n però è spesso peri<.:oloso, e potrebbe talvolta nusc1r fotaie al vincitore . Egli è perciò che dovrà esser breve, e vorrà esser eseguito sempre sotto la protezione della propria artiglieria .. Quin~li :3ub~n~rerà il .bis?gno ,.che quei corpi si fermm o, s1 r1orchmno e s1 onzzont.rno. Frattanto qualche partita di cavnlleria riceverà l'incari~o di scorrere il campo di battaglia onde esplorare rn quali condizioni si trovi il nemico, e se d ispo!1fP anet1ra di truppe ordinate per proteggere la sua n t1'.ata . Quesle piccole partite di cavalleria che consLsteranno di qualehe squadrone isolato, hanno incontrastabilrn.en~e una missione rischiosissima, mu dovranno adempierla anche sacrificandosi a vantaggio dell' esercito. Debbono dare notizie sicure a chi co rnnncla, onde colla scoria delle medesime, ed a seconda del successo ottenuto nel eombatlirnento , egli possa con cognizione di causa e colla massima prontèzza disporre per un definitivo insegu imen to. ·. · . . ., La luno·a O'i ltata delle é.rml attu ali , la raptd1ta proe:> • l'.nnp1ego_ . d. e,lJ e digiosa dib. tiro dei foci li a retroearica, mitrao'liatrici e la straordinaria potenza e precisione delle ~dier1rn artiglierie han no talmeo te reso di fficile il còmpito delle truppe inseguenti , ed in ispec~e della cavaileria, Ghe sì posson o nel complesso considerare come quasi nulli i risultati dell'inseguimento in queste due uhirne campagne . . E se risultati di rilievo, dopo alcuna giornata d1 combattimento , si ottfnnero, fu solo quando tuLta o quasi tulta la parte combattente e vincitrice venne

STUDIATA COGLI ESE)1Pr E COI CONFRONTI

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.disposta e impiegata per l'inseguimento ; la quale operazione però, stante la moltiplicitò. ed importanza degli ordini. da darsi, non potè nwi eseguirsi prima clell'i ndornalli della sconfitta toccata all'avversario . L'accanimento nel cornbaLlere, e le numerose perdite cui nt soggetto l' altaccante , traggono seco spesso In conseguenza cl i vedersi privo di (ruppe intaae al cessare della battaglia, e così diffic ilmente può aver luogo la sera stessa lo inseguimento, a meno che il vincitore non si trovi tanto superiore cli forze da disporre per ogni even ienza di nuove truppe. Ed il comandante di una piccola partita di truppa, pel' esempio, di una o ùue compagn ie, di uno o due s([uadroni, od anehe d i u n ballaglione di fan teria, riuscendo vittorioso contro un avversa1·io di fo rza presso a · poco egua le, deve inseguirlo, o deve contentarsi cli rimanere padrone del campo, della località, della posizione insomma da esso occupata? Un tale comandante cle,·e usare molta circospezione nell'agire ; e se do vesse decidersi ad inseguire per lungo !ratto il nemico, deve esser sicuro del fatto suo. Egli porrà men (e al luogo dove al momento si teova, h:. distnnza che lo separa dai rinforzj, la maggiore .o minore probabiliLù di essere a sua volta sorpreso da forze nemiche superio ri in flogrante azione cl'inseguimeut.o, lo che può esser causa .d i sua disfoua. L'insegu.imento, per regola, tra simili frazi0ni isolate dovrà essere breve, nè mai eseguirsi coll' inlera fo rza. Da oru innanzi i grandi inseguimenli non potranno esser fecondi di l'isultuti che quando saran no fatti coll'intervento dt ·tutte le tre arm i, o almeno con cavalleria e artiglieria . Si dovrà evitare di impiegarvi cavalleria sol~. Durante la battaglia, la maggior par'le della cavalleria sarà tenuta riunita per divisioni o pe1·l brigate, al co-


326 LA TATTICA pc1·to dal fuoco, P- in posizione tale da essere prestamente cl1iam111.a . Il migliore co llocamento cl ella cavalleria sarà sui fìanchi, perchc in tale posizione non solo è rn eno r.sposta al fuoco d'artiglieria, ma è anche in grado cli protegge re le ali, ciman te il combatl.irnento; e sarà poi maggiormente pronta per l' inseguunen to, potendo sboccare con più facil ità sul fronte . Spogliando qua e là le pagine delle 1·elazioni 11fficinli della campagna del ·1866, di quanto c·è \'<'11lllO sott'occhio intorno il (JLtesl'ultinrn del ·1870-7·1, abb iamo raccolto alcuni dati per formars i u n'idea circ,1 il contegno da osserva rsi in <1uesta quarta ed ultima fase clell'az.ione lattiea di un esercito, o di un corpo, clw ha fol icemenlc combauuto nella giol'llala; come plll'e cli colui che perdute le posizioni e costretto a ritirarsi più o meno freuolosarnentc.

e

Il . comhauimento di Trautenau (?.7 giugno "866) terminò colla peggio dei Prussiani. Il genernle Gablr.nz, comt1ndante il X corpo austriaco, raggiunseperfcllamenle lo scopo i111pos1ogli, ehe ·era quello di impedire al ,1° corpo d'armata prnssiuno (Bonin) di sboc.<·nre da Trautenau. I Prussiani furono l'Csp inti su tuui i punti; perb dalle 3 aJJe 9 pomeri<litlne la resistenza ciel ,1° corpo fu molto tenace; e nelle ultime ore de lla sera cotesta resistenza 1iascose agli Austriaci il disol'Cline che si era infìllrnto nelle truppe che maggio!'inen te avevano soffer to e che per le prime si erano ritirale. 11 non a vel' potuto ndutare In sera stessa l'imrortanza dell a vittoria ripOl'lt1ta, la scurs itù della cnvallel'ia add eu a al X ta rpo, la stanchezza delle truppe che ,n·e,·ano follo u11a lunO'a ma1.·cia e quindi comba!lnto fino a Larda ora, posson~, anzi debbono essel'e sLatc ragioni validi ss ime per non inseguire i Prussiani. In conclusione non vi fu un vero inseguimento , dnl

32'1 quale gli Austriaci avrebbero potuto ricavare vantaggi non indifle renti, auesocl1c i Prnssia11i in quella notte cl1e susseguì al fo rto del 27 fu,·ono 1·ealrnenle presi quasi da un panico, che non saprem mo spiflgare, e si l'itirarono a precipizio. Gli Austriaci si conte11tarono di carnpeggiar·e sulle posizioni conquislnte. STUDIA'l'A COGU

E SEMPI

P,

COI CONFRONTI

Anche i l'rn:,sia11i nella t{iornata cli "Nachod (?.7 giugno ·1866) nella qua le riuscirono Yilloriosi, si astennero da ll'i nseguire il YI corpo austriac;o, il q mile co prì Ja sua ritirala su Skalilz con tre batterie della riserva scortale clu un hullaglio11c di fanteria e colla brigata di cavallel'ia Sch i.11dlocker. I Prussian i (0° corpo Steinmetz) inquietarono la ntinua di Raming, 1·iune11do sullo spiunato di W isokof 40 pezzi d'artigliel'ia e face ndo fuoeo sul nemico fino a che fn l'uori di portala; ma la slnnclwzza e più d' ogni cosa, io credo, il timore di incontt·nre più indietl'O altri eo l'pi austriaci (e difa1ti l'\'UI e il IV corpo d'armata cruno he11 vicini), che aYcssero potuto mettere n repentaglio l'intera operazione, dello sbo cco cioè dalle mon wgne della Il arlllata (P.rincipe Reale} LraHennero il 5° corpo prussia110 dall'inseguire l'avversario .fino n Skal itz per togl iere al medesimo ì'appoggio del fiu1ne Aupa . Nel successirn giomo :28, i l'rnssiani che doYernno ma.rci are a Gradlitz sull' Elba , ebbero di necessitò. ud auaccare le posi1.io11i d i Skulitz , che rurono vigorosamente difese cla.11'\'llI corpo, mentre il n erusi ritirato al di là dell'Aupa i11 posir.ionc cli riserva. I l)rnssiani s'impossessarono cli Skali1z, costrinsero l'VIII corpo a · ripassare l'.\.upa, ma in<1uictul'ono Ùtrn poco la sua ritirata su SchweinschaLlel; imperocchè le truppe incaricate clell'i11seguin1en10 (un reggimento di fanteria, un o di cavalleria e due batt erie sollo gli ordini del colon-


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LA TAT TICA

STUDIATA COGLI E SEMPI E COI CONFRONTI

nello Blumcnthal) non giunsero che a Klein-Trebeso·w, . da, cl ove poi si. ritirarono . La rell'Oguardia · austriaca oppose in Klein-Trebcsow qual.che resistenza. Anche qui, io credo, chr: il 5° corpo prussiano non si sia voluto comprornet!ere troppo con un inseguimento generale e lungo, quantunque fosse seguito da vicino d_al 6° corpo (De Bfotius), perchè sarebbesi di troppo aUontanato dal suo seopo cli rnarcia che eta, co·rne abbiamo eletto, Grtidiit.z, presso Ja qual città, e presso la vicina Koniginhof, doveva conccn:rarsi la II armata. onde valicare poi compatta l'E lba e riunirsi a11a I eh~ marc:iava su Gitsch in. Di più, le perdite erano state dolorosissime d'ambo le Jiart i per l'accanimento del combattere : ragione anche questa. abbastanza grave per nqn insistere sopra un insegllimenLo a fondo.

prigioniero il quartier generale del 1° corpo austriaco . Nel concetto dello statO maggiore della I ar-rnata la bnttaglia dovevn veramente terminare colla presa di G-itschin; ma nel fatto b isogna considerare la battaglia terrnirrn!a colla conquista del le posizioni situate a pochi chilom etri dalla cillà; e la marcia delle due divisioni 3" e 5" fin o' a Gitschin, deve esser ritenuta come un vero inseguimento , che fu poi molto feco nda di risultati. Si può anzi asserire con certezza che lo sconquasso del 1° corpo austriaco non cleri vò tanto dalla batiaglia, come dal sripere che i .Prnssi.ani er,wo giù penetrati in Gi1sd1in, mentre nkune colonne del medes imo non iHevano peranco oltrepassalo la città e furono fatte prigioniere e completamente ·aisperse.

J3en cliver,,amcnte noi vediamo agire i Prussiani delta I arrnaLa nella sera del 29 giugno 1866 alla battaglia di Gitschin . Qui io scopo dei Prussiani non era soltanto quello di impossessar-si delle posizioni occupate dal 4° corpo ausrri::i co (Clamin-Gallas) e dal corpo snssone (Principe llenle di Sasson ia) nei diutorni della città di Git:schin ; ma tratta vasi bcnanche cli spingere innanzi a _sé gli Austriaci, mai·ciando sempre e più ?hc fosse possibile a rn nti, onde facilitare ognornpiù 11 collegamento della U armata coili.l I; impereiocchè le linee d'operazione anduvano viernn~aggio rmente concentrandosi, a mano a mano eho gli uni da Gitschin, gli ailri du Ki5n iginhof si fos:; ero inoltrati. La 3• e 0• ùivisioll e prussi.rna non si contentarono di n.ssallare e prendere le posizioni (àelle quali parlammo giù in altra parte di questo studio), lo che segnarn il t0rm ine clellu battaglia; ma vollero ancor marc iare su Gitschin, inseguendo le coìonne austriache fino enLro la città, ove poco manca va _non restasse

Dalle 2 alle 3 pomeridiane del 3 ìuglio 11866 (a Sadowa) i Prussinni s'nvvidero che stavano per vincere la più grande battaglia della campagna. Naturalmente, a seconda delle massime generali di guerra, bisognava cercare d i trarre i mnggiori vanlnggi possibili clnlla lotta gigantesca della g iornata. A ore 3 1 r~ pomerid iane la cavalleria prussiana ricevette l'ordiue .cli accorrere pei' inseguire la battuta fanteria austriaca . Eppure se i Prussiani dovettero ringraziare o l'ardire del corpo della guardia , e la tenacit,\ delln 7" divisione, e i mir'acoli del fucile a retrocarica, cii avere ottenuto vittoria , ·non poterono certamente rendere omaggio alla loro cavalleria e forse -anche alla loro artiglieria . La batLaglia di Sadowa- fu ,vinta, dalla fanteria, la quale ebbe il sopravvento sempre, in tutta la giornata. La cavalleria dunque ebbe ordine di accorrere . ·Quest'ordine tu dato a tempo e nel momento opportuno, per cui al quart ier generale principale non si può tributare che lode, avendo esso indovinato il momento propizio nel quale doveva lanciarsi la ca-


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LA 'rA'l''l'ICA

valleria per l'inseguimento . Due brigate di cavalleria infatti si mossero per le prime, accompagnate dalla loro artiglieria per coner sopra alle scomp igliale colonne nemiche. jfa dov'erano cotes1e due brigate?Erano dietro al centr·o della I nrmata, al cli là della Bistritz e piuttos Lo lontane. Vennero subito, e dovendo esse recars i al campo pe 1· la via più bi'eve, dovettero passare la Bistritz per il ponle di Sadowa, e per quello di SoveLiz. Siccome su questi due ponti et·a continuo l'andare e venire di corpi cli truppa, per t.rovursi tali passaggi. cl ieu·o al centro del la linea di battaglia, ne avvenne un cons iclereYole ritardo, e la cavalleria non potè presenlarsi al nemico che a ore k ,1 t2 della sera. Si badi pel'eiò ehe, se anche si am asse collocare, la cavalleria dietro al centro per ave rla più pronta a coprire la ritirata in caso di rovescio, nel caso invece la si voglia impiegare nell'inseguimento, la si dovrà far marc iare sul campo cli baltaglia movendo verso le ali della linea, anzichè per attraverso il centro .

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La cava llel'ia prnssiuna sul ca mpo di bauaglia di Sadowa non ottenne risultali di rilievo ; q acili ottenuti nella giornata e che fmono veramenle straordinari, non furo no l'opera dell'inseguirnen!o , ma la conseguenza dello avanzarsi continuo e concenlrico delle tre armnte pru ssiane, e la eauiva scelta per parte di Bcnedek del campo di bat.tnglia e delle linee cli ritirata : perclendo dove va esservi disord ine anche senza inseguimento. L'azione da parte della cavulleria prnssian a fu d'altronde brevissima, non avendo essa oltrepassaLo nemmeno i più avanzali battaglioni della propria fanteria . La Lutli ca però dei co rpi di cavalleria incaricati de ll'inseguime nlo fu commendevole; essi .allaccarono bravamente 1n cavalleri.a austriaca accorsa a proteggere la ritirala; e siccome q nesta era assai più numerosa , essi

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S'l'UDIATA COGLI ESEMPI E COI CONFRON1'I

seppero attirarla sotto il fuoco della fanteria e frufa da questo sgominare. La ci:tvalleria austriaca ebbe a soffrire perdite ri lernnti; ottenne però l'inlento unitamente alla forte e perseverante urr iglieria, di tratrenere r ioi- · mico . E clifo 1c:i l' eserci Lo prussiano non eonobbe che tardi l'immenso disordine peneLrato nell'ar mata austriaca in conseguenza della cDltiva scelta delle linee di ritirata e de lla chiusura delle porte di Koniggr:i.!z, fino a ore · ,14 di noli e . A Worth (6 agosto 18'70) l'armata del Principe Rea le Q armata clel Sud) ottenne una eompleta villOL'ia su illac-i\fahon; u0 poteva essere diversamen te, perchè il Principe Reale disponeva di forze quasi triple. La res istenza fu però anche val idissima, ed in co nseguenza non troppo vigoroso fh l'i nsr!guimento. La br(gata di cavall eria viirternberghese, il U, 0 dl'ago01 cd 11 H, 0 usseri prussiani marciarono la sera stessa del 6, inseguendo il nemico, fino a lì.cichshofen; ma queste truppe non erano special men le incar:icate clell'ins1~gui- · mento ; dovevano eseguil'e un accerchiamento , cercando di tagliare la ritirn l.a a Mac-filahon; era una operazione inerente alla battagli.a stessa ; ed ollennero in(irni rilevanti van1arrn:i. - Il vero inseguimento fu orclinat.o pel mattino del '7 agosto, e lo esegnl la divisione cli cavalleria del Principe Reale ; rna ormai i resti del corpo · di fifac-aiahon si erano eclissati dal campo di bauaglia. Se la divisione di cavalleria si fosse troYata più vicina al luogo de l cornbauimento, e che fosse stata lanciata pt-r l'insegu im ento ìa sera stessa, forse avrebbe ottenuto risullnLi immensi . L'averla len ula lonlana, mi fa eredere che i :Prussiani più non pensino a quel metodi co inseO'uimento che una volta era legge, e ritengan o invee~ più proficua cosa il rapido avanza1·e cl~ tuUa la mussa combauenle . Ed invero la divisione eh (Hl armata,

J<#

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33.z LA T AT TICA cavalleria m1ll'(·iò beusì avanti il 7 di mattina ma anche l'a1:mata del Princip<' Reale proseguì il proprio moYirnen to di invasione. 1\clla giornata del 16 agosto ( 1870) la caralleria prussiana fu impicgnta larga men!c s1tl campo di b.:ittoglia contro l'ala cles1ra dei l•'ran<.:es i, e fu soprnttuuo impiega la vigorosamente rerso il term ine della giornata; ma non fu inseguimento : fn operazione incrcn ie alla III fase del la battaglia. 1

E nella marcia delle colonne prnssiane su Pnrigi, la 5" e G" divisic1ne cli c·,walleri a marciurono in testa ad una o più Lappe di di::.tanza dalle avanguardie, coprendo così d'un fitto velo la IlI e ff armala. }{a ques1a cavalleria mentre inseguiva ch i trovava sulla via , non deve esser considenltn come truppa d'inseguim ento, ma di ricogn izi one e di esplornzione; e come tale <lessa prestò servizi di una importanza ind iscutibile.

Dopo il disastro di Suda n e dopo la capiLOlazione di Metz, i Prussiani più non ebbero nvnnti a loro che !ruppe raccoglit icce e pochi solda ti rego lari. :'fon disprezzabile fu la resistenza oppo:;ta da queste truppe; ma, fùsse la gioventù, fosse il difetto di solidità, l'ossero ln poca . istruzione ed il cattivo equipaggiamento, quando venivano bt1!lulc si sbnnclavano foci lmenle, o si ritiravano in gran disordin e. E contro tali truppe l'inseguimento dop:> la vittoria doveva necessa 1·iomc nte riuscire molto fruuu oso. l~d infol!i i Prussiani non Io trnscura rono. Un inseguimento su grande scala ebbe luogo il 5 dicembre 1870, dopo i fieri cornbattirnenti del 3 e 4 dicembre (pt'esso Orléans) che fruttarono al Principe Federico-Carlo, alla tesla di cinque corpi d'armala, il possesso d'Orléans e la ritirata de ll'armata francese

ST UDIAT A COGLl F.SEMP I E COI CON1"RON'l'I

33 ·~v

dellci Loira sollo ali ordini di Anrclles dc Paladines, ' b . Il composta di sei corpi d'armata, ma non .c:ornplel1.? c .a notte del l al ;; clice rnb re il generale Mnrt111 <le Pall1cres, che con parte del Hi 0 cor·po difcndern 01~léan~, sgombrò la città e ripassò la Loira, dopo esscrst nss1cura~o ~he tutta l';i.rmata della Lo ira si era r i.tirt1t.a . 11 Prrn cry e Federico Carlo, padrone ciel campo, dispose irnmecl1amente pe r l' inseguimento ~el seguen~e modo : . Il 9° corpo d'armata Yalt ca la Lo ira e marcia su Dlois. . . r . · · Ln 6" divisione di carnller1a appoggiata da 1r~7.10~1 del 3° corpo si spinge da Orléans sopra Vie1.·zon m dtrezione meridionale. I.a massa principale del 3° corpo passa la Loira, la r isale procedendo nella direzione ùi Gien. . , Il ropido avanzare di codes ti tre gruppi c1 arm.o la, . atti, ciascuno, a battersi isolatam~n te, ebbe per r, s.ul1 tato la separa:;ione dell'ese1·cito tlt Aurellcs ae Paladine in due distinte pa1'li . Superiorm ente ad Orlèans anelarono a riunirsi, rilirandosi, il -li:>0 , '18° e 20° corpo; ed inferi ormente Orléaos il ·16°, 11° e ·19° co rpo . A q~esti ultì.1n i tre fu in seguilo aggrego.lo il ::H0 di recentissima formazione; e tutli e quallro insieme formarono crnindi l'armata occidenlcde (della anche :i' cmnata, eletta [,ofra.}, che posi.a sotLo gli ordini di Ch?nzy, scelse Le Mans e la linea della St1 rLhe per base cl ope, , razione. Gli alLri tre corpi invece andurono a forma re l armatci orientale, cui fu dnto a capo il genera]~ Bo u1:baky, scella infelicissima. Ecco ~dunque un rns?gm~ mento fat to su grandi dimensiom e che ebbe esito d1 gran rilievo. . . Anche dopo la battaglia di Le-Mans, vmln 11 '1 2 gennaio 18'H dal Principe i?ederico Carlo c?ntro Ch,~nzy, fu ordinato un inseguimento a fondo . Ne ebbe l inca-


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LA TATTICA

ST UDIATA COGLI ESEMPI E COI CONFRONTI

rico il gcncraie Sc11midt con un forte distaccamento composto di tulle le tre arm i. R Schmidt infatti insegui per lunga pezza, fino alla .ìlaycnne , le. scompigli ule truppe di Chanzy, in modo da impedire alle medesi111e per lungo tempo di potersi riord inare, rifare e nuovamen te prende re l'offonsiva. Un altro inreressante insegui mento lo L!·oviamo eseguito dopo la battaglia di S. Quintino ('19 genna io 18'1'1} vinta dal generale Goben comandante la l annata peussiana, contro il generale Faiclherbe comc1ndante l'armata del Nord . L'inseguiu1ento durò tre giorn i ed ahbracciò colle sue operazioni un sertore compreso tra Catcau-Carnbresi.s ed Arras . Dod ieimila prigionieri furon o il meritalo frullo di tule operazione.

taglia di Saclown. assai. più numerosa deila cavalleria prussiana, ed anche protetta da una valorosa arliglieri,1; ma cionullamcno essa poco o nulla potè fare, ì-Je rchè il fuoco della fan teri a prussiana, sotto il quale essa cu pitò, le fece subire tali perd ite e ta le scompiglio da dover rc·Lrocedere . Ad ogni modo sussiste il fouo che la fanteri a prnssiana. avanti la numerosiss ima cavalleria nemica, non si è nel complesso mni ri.lirnta. In seguii o nlle esperienze del if 866 , come ho dello più sop ra, i Prussiani modificMono radicalmente la tattica deìla cavalleria e la maniera cli impiegarla; e se ne . trovarono sodcl isfatt.i . A Woeth, sul finire della battagìia, i Fra ncesi vollero impiegare la loro cavalleria per ricacciare ed in seguire i Prussiani, che· stavuno per isbaragliare e tagliar fuori la lo ro ala destra. QuesLo tentativo costò la vita a un gran nnrnern di uomini , e la cavalleria francese rimase non solo battuta, ma sgominata e dispersa dal fuoco della fanteria. E così pure la eavalleria prussiana e wiirLliernbergltesc , la sera di \Vi.irth, non potè proseguire oltre lleichshofcn per aver incontrato truppe della divisione franr;cse ·giunte pl'ecisamente allora allora da Bilche, che le impedirono di progredire ncll'insegnirnen to.

1

Stando all'esperienza d i. queste due ultime campagne, si potrebbe adunque ritenere che gl' inseguimenti trn truppe solide e disciplinate di fficilmente avranno più luogo, per l'acc;in irn ento del combattere, come abb iamo già accennuto, e per le f'orti pe1·ditc prodotte dalìe nuove armi e dalle nuove e potenLissirne artiglierie. i!: se un inseguimento dopo un fotto d'armi decisivo vi dovesse essere , qucslo si dovrà regolure in man iera che i.l seguito delle operaziom non soffra riturdo ; anzi, l'inseg uimento stesso non sarà che un più rapido avanzarsi, in varie direzioni, di tuua o quasi tulta la parte combattente che riuscì vittoriosa. L'inseguimen·to nei lim iti del campo di battaglia stesso, ovvero il comparire della . cavalleria sul fin ire di un fatto vittorioso, sarà sempre affare di breve durata, e non avrà che, contro trnppe poco consistenti e indisciplinate, l' esito che avevano gl'inseguimenti nei tempi anelati, quando la cavalleria poco aveva a temere · dal fuoco di una fanteria battura . La cavalleria austriaca cornparve sul campo di bat-

COXCHIUSIONE.

Il concetto del presen te lavorn fu quello di tracciare agli studiosi, colla scorta degli esempi_ tratti dalle ultime carnp;igne, ,unci g l!ida, che loro indicasse il contegno da tenersi al giorno d'oggi per ben marciare e battersi. Questo lvvoro doveva limitarsi dapprima al


336

LA TATTICA

solo esame di alcuni fatti desun ti dalla campagna del 1 1866. l\"Ia durante ìa periodica pubblicazione del mio saritto venne a scopp iare la lotta tra la rran<.:ia e la Germania. Adescato dalla straò rdinarietà de i successi, dal carau.ere gt'an clioso impresso a tutto l'andamento di questa memorabile guerra, sia per le numerose falangi condotte ·maestrevolmcnte sui campi di oatlaglia, sia per ia potenza e perfezione dei mezzi di combattere, sia per la novità di metodi che ne sarebbe potuto scaturire, ho creduto far cosa grata a' miei lettori entrando anche un poco in alcune particolarità di tanto memoranda lolla . . Presumere di avere raccolto in questo breve scritto la quintessenza dell'arte nuova di combattere, sarebJ)e follia : ci resta ancora. tanto da scoprire e da impa.rare ! e siccome dalla ésposizione della verità soltanto si può apprendere e stabi lire, se da stabilir vi sarù, nuovi principii, nuove massime, così fa d'uopo aspettare ancora prima di poter dire : il mio passo è sic'uro; perchè fino al giorno d'oggi si scarseggia troppo cli documenti ufficiali ed attendibili ; e le pubblicazioni odierne, non eccettuate le tedesche, sono troppo impregnate di parzialità e di passione. Però coll'avvicendarsi rapido, febb rile, degli· Qvvcnimenti politici, sociali e militari al dì d' oggi, sa rebbe un'a ltra follia lo starsene coll!é) mani al la cintola ad aspettare i documenti tutti, immaginab ili e possib ili, prima di accingers i a studiare e giudicare gli avvenimenti che ormai appartengono al dom inio della Storia, quantm:ique noo bene appurati dalla passione con cui li descrissero attori e spetlatori. Dtt mia parte ho creduto far cosa utile spigolando qua e là in quel vasto ginepraio di pubblicazioni sull'ultima campagna , raccoglier·e dati che possano, come già dissi, servir di guida all'ufnciale, al comandante

STUDIATA COGLI ESE:.\:!Pf E COI CONFRO:{'l 'I

337

nell'impiego di quella tattica che giornalmente va modificandosi, ma che è ragionata ogni qualvolta sarà proporzion ata e allo speciale curattere dei combattenti, e ai mezzi materiali che questi usano e saranno per usare sui campi di battaglia. Ciò che io raccomando a'miei compagni d'armi, se qual che prezzo potessero avere le mie raccomandazioni, si è quello di astenersi dalle cs<1gerazioni nell'impiego dei mod i di condurre la fanteria al carnbattimerito : voglio dire che, colla tempra del nostro popolo e col carattere del nostro esercito, bisogna saper tenere il gw.sto mezzo 11ell'ùnpiego dell'o1·dine spa1'So e nell'imp·iego delt'o1·dine chiuso. Bisogna evitare cli condurre la fanteria , a masse, ma bisogna anche evitare di distendere troppo le proprie fo rze, ed assottigliare talmente le linee da non poterle più dirigere, nemmeno indirettamente. Può darsi la combinazione che occo rra qualche volta, in terreno assa i sc0perto e unito, di dover tutto distendere sopra una lunga li nea ; ma in tal caso si indichi molto ch iaramente ad ogni gruppo, ad ogni plotone, ad ogni compagnia lo scopo della manovra. Ad ogni modo però si eviti l'esagerato sparpagliamento : il nostro soldato ha bisogno di star sotto la mano più del soldato tedesco ed in ispecie del soldato prussiano. Vi sono stati casi in ques t'ultima campagna, io cui la compagnia prussiana ha steso in cacciatori l'intera sua fo rza ; la compngnia italiana, a parer mio, deve evitare di far ciò. Il regolamento le permette di distendere anche tre plotoni ossia 314 della forza, ma colle compagnie dell'effettivo stabilito , dall'ultimo organ ico {sul piede cli guerra un effeuivo totale di 247 teste) si farà mo Ito bene di ab.usare il meno possibile di una tale col}cessione, riserbata solo a casi specialissimi. 11 soldato prussiano si iascia meglio dominare dai ANNO XVI, VOL. IV.

2~


338

LA TATT ICA

proprii superiori; e poi esso ha l'istinto del raggrupparsi e del sottoporsi a un comando, quando nel eombattiment? trovasi troppo sparpng_lialo o disperso: il nostro soldato invece ha la tendenza di svincolarsi sempre più, e così evitare, quando il possa, di souoporsi a un capo ; - di. qui la necessità di moderare la nostra tattica dell'o rdine sparso anzichè abusarne. Il principio swbi!ito dal Regolamento di osercm ct1 dividere 1! plotone che deve distendersi in cacciatori, in due o tre gruppi, sottoposti ciascuno ad un capo gruppo (sott'ufficialc o caporale), è convenientissimo ed alto ad abituare il soldato a riconoscere sempre un capo che lo guidi anche quando è disteso -in calcna ; ed io vorrei che nelle esercitazioni del tempo di pace si facesse in maniera di ab ituare l'occhio del soldato a distinguere sempre il proprio gruppo dagli allri , locchè si ottiene facendo manLenere ai gruppi una cerla distnnza uno dall'altro, anche quando sono stesi. Questo sparpagliarsi e combattere in lunga _linea e sott.ile, è la conseguenza degli effetti micidiali delle nuove armi; e siccome, per quanto parchi saremo nell'impiegare il diradamento delle singole frazioni componenti le unità tattiche - pur tuttavia doYremo sottostnrc alla legge impostaci dal bisogno, quella cioè di. sagrificare cioè meno uom ini che sin possibile : così ne viene di necessità, e ciò all'oggetto di compensare in parte la scemata azione del comando clireLto, che, dello scopo di una manovra, di una evoluzione, di un attacco, non si possa, né si debba far più mistero a nessuno. Tuui, fino all'ultimo soldato, debbono, in un . momento opportuno, essere in{ormati della meta a cui si tende, onde ognuno sappia regolarsi, anche quando si trovasse isolato o sperso per lo avvicendarsi della mischia. Codesta esigenza, che a primo aspetto sembra di faciliss ima es(~cuzione, sul campo di battaglia

STUDIA'fA COGLI ESE:\IPI E COI CONFRONTI

339

non lo è.; e spesso è accaduto che un comandante una frazione qualunqu('), ricevm.o un ordine di eseguire una mossa, un nttacco, ccc.; acl altro non abbia pensalo nel momento che a porre in molo la sua truppa e a marciare difilato alìo scopo, senza pu nto curarsi nemmeno di ind icarlo a' suoi dipendenti; e- spesso un atto eh combattimento non è riuscito perchè nessuno degli esecutori era penetrato dell'importanzu di quell'atto . iì1oita, moltissima calma è adunque indispensabile in chiunque sia investilo di un comando; calma nel ricevere gli ordi ni, calma nel disporre gli uomini per- l'esecuzione, calma per poter comu!1'icare anche sotto il fuoco, a'propri sottoposti il motivo della mossa che va .ad eseguirsi, e ìa meta cui tende la medesima . Il Regolamen to raccomanda che sulla piazza d'arm i si sp ieghino bene alla truppa la ragione e lo scopo di un atto , di una evoluzione : sembra ridicolezza a prima giunta, ma non lo è; è una neceessità indispensabile, indiscutibile, di abituare cioè chi comanda, dal capo-gruppo e dal capo-plotone fino al comandante di una maggior unitù, a fa r ben comprendere a' proprii dipendenti ciò che egli esige con un movimento che va ad eseguire, e coll'atto di combaLtimento che ne susseguirà.. Trascurando sul campo di battaglia una simile avvertenza, siabbundona l'azione al caso, e si corre gran pericolo di non riuscire nelrinlento : si semina in difforenza _e si raccoglie spesso disonore ! Prima di prendere commiato dal mio benevolo lettore debbo porgli sott'occhio le importanti considerazioni sui cumbiamenti intl'odotti dai Prussiuni, durante l'ultima campagna, nella tattica da combattimento della fonteria, svolte da S. A. il tenente maresciallo austriaeo duca di vVurlcmbcrg in una conferenza interessnntissima tenuta a Praga il 3 1 magg'io del corrente anno. 1


340 LA TA'l.1'l'ICA Il duca di 'Wùrtemberg {quello stes~o che nel ·I86(5 comandava una brigata ciel 2° corpo austriaco e che ebbe parte onorevole nella g iornata di Saclova} spiega primien1mente con molta logica per quale motivo la fan teria pTussiana abbia ne l corso della ·campagna modificat,o la propria tattica. Egli dice che i .,Prussiani riconobbero che l'or'd ine d'auaoco in colonne, sancito dai regolamenti ( 1), era su terreno scoperto un inutile spreco di vite 'Lunane, e come tale lo rigettarono; e gradalamente nel corso della campagna introdussero l'attacco in òrcline rado, ac.compagnato dallo stormeggiare a corsa dei gruppi di cacciatori. E a muno a mano ohe codesto nuovo metodo di disporre la fonteria per l'attacco andava prendendo piede, vennero em anati ordini severi di non condurre su terreno scoperto e poco o 'nulla accidentato, Ja fanteria in ordine chiuso, ad una distanza minore di 2000 passi dalle posizioni nemiche ; ma ('.he entro tale zona, tanto i sostegni che le' riserve della linea combattente dovessero disciogliersi totalmente, press:a poco come la linea de'caccialori, ed· avvicinarsi tanto a quest'ultimi da form are, per così ' dire, -una sola linea. La disposizione del battaglione risultò modificata così: non più due compagnie in 1 ~ e due in 2a linea, ma tulte quauro le compagnie in una linea ; un plotone per compagnia, riel primo momento, i1Y cacciatori ; sostegni e riserva di ciascuna compagnia diradati in gruppi a intervalli uno dall'altro dietro la catena, e molto vicini ed essa. Il comandante del corpo della Guardia e quello del 3° corpo d'armata furono i primi a modificare in questo senso gli ordini della fanteria per l'attacco ; e la Guardia 1

(4) Due compagnie del battaglione in prima linea, con un plotone per compagnia in cacciatori, e due compagnia in ,seconda linea.

ST UDIATA COGLI ESEMPI E COI CONFRONTI

34 1 1

poi fu la prirna truppa che ne spe rimentò su larga scala gli e:ffotti all'assallo di Le Bourget {nei dintorni di Parigi) iL 30 ouobr,e 1870. Codesta importantissima modificazione della tattica di com batlimento della fanteria non deve ,però a parer nostro essere presa e in tesa alla lettera; ~arebbe un grave errore. Tn massima entro la zona dei :2000 passi in terreno sgombro , ch8 non offra maniera di coprire veruna sezione senalt1, nè un plotone, nè una compagnia-, non si devono più vedere, marciando all'attacco, riparti serrati , ma gruppi riuniti o distesi e ·nulla più, e coricati quando stanno ferm i; ma con ciò non è dello che , marciando avanti, appena ad un plotone, ad una compagnia si offra il destro di potersi coprire, sia anche dietro una leggerissima incurvatura del terreno , essi non . lo abbfano a fare. Anzi lo faranno , pit'.t special mente se , coperti da quella . qualunque aeeiderHaliLà del terreno, potessero con buon ·esi to sostenere un ben nutrito fuoco contro il.nemico in posizione, o contro qualunque riparto del medesimo che uscisse a controaltaccare. Anche il.completo riavvicinamento dei sostegni e delle riserve non dev'essere inteso alla lettera. I Prussiani stabilirono tale massima nellà guerra conlro i rrancesi, perchè questi tirando, -senza mirare, sotto un forte angolo di elevazione, venivano in ragion e della lunga g ittata del fucile Chassepot, a colpire tutto ciò che si trovava. dietro la pri ma linea nemica a 1z00 fino 1800 passi dal tiratore . Ma, e $i vorrù nelle guerre successi ve seguire la strana abitudine de' Fra,ncesi? PoLrcbbe dursi che sì, perchè effettivamente molto danno hanno recato con quel loro modo di tirare all'impazzata. Per dare un esemp io, si crede che alla bauaglia di Gravelouc, il 118 agosto , il corpo della Guardia all'attacco di St-Privat abbia,· in dieci minuti, aYuto 6,000 uomini fuori di combattimenlo ; però 1

1


l 3.f2

LA TA'l"l'ICA

con questo non è detto che, potendo, non si debba mantenere una quaìche distanza tra i sostegni e la catena, o almeno. tra le riserve ed i sostegni. Anelando all'assalto, catena, sostegni e riserve, uni.ti, la qual cosa. s uc cederà sempre ognora quando non vi sia distanza alcuna o pochissima, può accadere che, venendo rigettati, la ritirata, non essendo coperta pel momento da nessuno, degeneri in disordine, in 1sc.omp iglio, lo che può eserci.tare una cattiva impressione sull'animo del soldato, e specialmente del nostro. Acr ogni modo io credo che queste massime per ora non debbano ritenersi per nssolute; ma che sia invece cosa ?iudiziosa quel giusto alternare del combattim ento : qua m catena, là a grnppi. o in sezioni serrate, a seconda dei momenti. opportuni, del · terreno, del tatlo e della iniziativa dei singoli capi. Dopo ciò, non posso omrneHere di citare le pnrole stesse del duca di Whrtemberg, colle quali commenta il fauo di Le-J3ourget. « Le-Bourget fo attaccato da tre parti. Questo villaggio; che si estende a$sai· più in Junghez;,;a che in larghezza, ha una cinta murata (muri dc' giardini) ulla sci piedi, lunga, dil'illa , fa quale venne disposta a difesa, cioè munita di feritoie o rivestita cli terra; gli accessi del villaggio era no sbarrati da barricate. Le due colonne di ·fian co o d'ala spinsero innanzi degli stormi: di cacciatori, i quali guadagnarono terreno -alla corsa e poi si coricavano. « A questi stormi segui vano i sostegni e le riserve medesimamente al passo di corsa e distesi pure in gruppi o storm i. << Allorchè questi ultimi si coricarono per riposare, i· cacciatori della linea più avanzala (della catena) si spinsero, correndo, cli nuovo avm1ti,, e · piegando ~el• tempo stesso le ali avanti ad aroo di cerchio per gua-

3.{3 <lagnare e circondare i fianch i, a buona distania di tiro -si gettarono nuovamente a Lerra ed aprirono un vivo fuoco . Nel prolungare le alL si el'ano prodotte delle lacun e; queste vennero subito ,· e mano a muno che nascevano, riempite da sostegni che accorrevano; e meclesimamen le per dare più vigore al movimento avviluppan te, alcune compagnie, sempre in ordine rado , venivano a formare degli scaglioni di rinforzo aìle ali. « A queslo modo,.J'attacco concentrico, che avvicinandosi alla meta aveva acquistai.o una intcnsitù sempre maggiore per effetto dello ristringersi degli intervalli, divenne sempre più avvolgente . « Ogni sezione distesa upprofittava per conto 1:roprio di ogni oggetto o forma del terreno atta a coprirla per riunirsi e serrnrsi cli nuovo. Così, per esempio, avvenne a nord-est di Le Bourget., che una intera compagnia, app rofiltando di alcuni muechi di letame coìù rimasti, si riunì dietro i nrnclesimi e com inci6 da quei r i.postigli un fooeo micid iale contro le sezio1Ji nemiche çhe sboccavano dal vil!aggio per contrattaccare . « Da un'altra pa1'Le y j era il rusccìlo Le 1'19leret che offriva qualche riparo; e fu difatti al lcrnalivamcnte occupato da alcune cornp1-1gnie che in quella cavitù del · terreno si riunirono per frontegg iure un eontratlacco proveniente da Drancy, e così proteggere l'assalto su Le Bourget. « Il meccanismo dell'attacco consisteva adunqiw piìi STUDIA1'A COG LI ESE:.'lf PI E COI CO::-!FRONTI

spec-ialmente nel pronto pcissaggio dall'ordine sparso all'o,rdine chiuso, non appena ima piccola accidentalità qualwique del terreno avesse permesso ad ·un plotone, od alla compag nici cli r'i-unirsi; . men tre poi lo avcinzarS'Ì su te,-reno sgombro, succedeva sempre in ampio ce1·,chio di cacciatori slormegg-icmti che come le form,iche continuavano il lrJ1·0 movimento. « L'ala destra era un po' rimasta indietro; il centro


34/~

LA TA'l'TICA

non si era diradato ahbaslanza , non essendosi ancora emancipato dall'antica abitudine, ed ebbe infatti perdite enormi. L'ala sinisLrn invece, sotto g·Ji ordini del tenente colonnello conte Walclersee, era riuscita, muowmdo in ampie e soli.il i linee, cli dare un assalto a stormi di eacciatori fin sotto le mura de' giardini di Le Bourget, di far tacere il fuoco che dalle fe rito ie veniva fatto, e finalmente di penetrare nel villaggio da fianco e da tergo . « .I~ fu allora che i Prancesi ceJettero. E per tal modo potè anche il gen erale Buclritzky penetrare di fronte, e la colonna di destra guadagnare l'accesso a terg·o clel villaggio senza subire t.arnc perdite ». Dice inoltre il duca cli vVLirtemberg, che i Prussiani non solo impiegarono codesto modo di marciare all' assalto in terreno scoperto, ma Jo usarono pure in terreno coperto e intersecrito. Sopra t1~rreni di questa ultima specie, i Prussiani vi polerono spesso condurre truppe in ordine chi uso ad una distanza assai minore di ~000 passi ; ed ailora riusciva fac ile lo aprire il combattimento in ord ine sparso SP.nza allontanar:,i dalle prescrizioni regolamentari, perocchè il fucile Chassepot, a distanze brevi, non era per niente superiore al Dreyse . Essendo quindi necessario , seguita nd osservare il tc~nenle maresciallo austriaco, lo avvicinarsi eonsiderevolménte alla posizione nc1mica per procedere all'atto fina le, e dorendo in tal caso attraversare per solito un tratto di terreno seoperto, si lanciavano alla corsa i cacciatori della prima linea e dei sostegni, ciò che spesso non riusciva; - ovvero si stendevaòo a1Janti et dest1'a e a sinistra le ri.serve, e così cercando cli avvolgere 1a posizione nemica, la tasteggia vano tanlo, fino a che, scoperto il lato debole dell'avversario, riusciva ad una partita d~ cacciotori di cacciarvisi <lentro e di mantenervisi.

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STUDIATA COGLI ESEMPI E COI CONFRONTI 3M5 Il ehia.ro autore di tanto assennata ed opportuna conferenza aggiunge finalmente che i riparti serrati di fante ria non dovranno esser condotti a meno di 2000 passi dal nemico, anche se questi fosse poco destro 'n el maneggio del fuc ile a retrocarica, imperciocchè sarebbero impediti di avanzare dal fuoco delle mitraglfotrici e da quello molto' preciso delle granate. Se poi il fucile a retrocarica fosse maneggiato da buoni tiratori , si può (egli prosegue) -arditamente asserire che ogni assalto con sezioni o ripani cli fanteria serrati, cioè disposti in ordine chiuso, SOJJm un terreno scoperto, sarà impossibile ; - e perfino l' mto della catena e l'assalto in ordine rado costernnno molto sangue. No11 lro voluto chiudere il mio studio senza citare le suddetle pal'tico larità che mi vennern · sott'occhio soltanto da poco tempo ; e siccome rit.engò ormai per fermo che l' importanza de lle esèrciLazioni in ordine sparso sia dui nostri ufflziali generalmente apprezzata , così altro non mi rimane ehe pregare ealdaménte i miei compagni d'arm i a voler seriamente ponderare sulle viciss itudini e sull~ peripezie di combattimento, nonché sulle cause che le produssero, prendendo in esame i rapporti ufficiali e gli scritti varii che col progredire del tempo verranno pubblicati, sic1 di origine tedesca che di fonte francese, con più imparzialità e con maggior copia di documenti ·di quelli che fino a · questo momento vennero aìla luce. E nello esaminarli vi cerchino soprattutto le particolarità di minuta tat.. tica, onde, fattosene un esatto criterio, nori inciampare sia nell' istrU?:ione teori ca come nella prntica , nelle esagerazioni nelle qua.li si è soliti di cadere, quando si pretende non solo · imitare ma superare un maestro altrettanto· profondo che fortunato . E si imitino sopratlutto i Tedeschi nella modestia,


346 LA TATTICA STUDIATA COGLI ESEMPI E COI co::lFRONTI

nell'amore che portano allo studio, nello zelo che spiegano, indefesso ed intelligente, nell'istruz_ìonc_e n:ll~ ricerca del meglio 1·agiona.to, senza rendersi mai schw.vt di in ve tera te abitudini.

LE

G R.AN:OI ~.ANOVR..E DELL 'ESERCITO INGL ~SE PIE'l'lW VALLE

NELL'AUTUNNO ~ 87·1

Colonnello di fante1·ia.

(Estratto del rappol'to fatto a S . E. il Ministro dolla Guer,·a dal colonnello

BAssBcooaT, comandante la 4" brigata di fanteria de!la dir islo no di Verona_'.,

Fin dall'epoca della guerra di Crimea il governo inglese stabilì un campo permanente presso Aldershot, nel quale generalmente veniva esercitai.a una Divisione, d'istruzione , composta di dod ici a tredici bauagìioni, . quattro a cinque reggim enti di cavalleria, e cin que a sei batterie . Sul pri ncip io, queste truppe furono alloggiate in baraccamenti, ma poco a poco venne cosi.rutto un bellissimo stabilimento mili tare con spaziose ca. senI1e, vasti rn agazzen i, locali coperti per le istruzioni cli clettagho, e spaziose scuderie . Presso tale stabilimento è situaLo il grazioso villaggio di Aldershot; il quale è un a delle stazion i della strada ferrata che congiunge Londra colla costa sud-ove~t dcli' Inghilterra. Intorno ad Aldershot si estende un vastissimo tratto cli paese, quasi esclusivamente composto di fonde

•

I~


348

349 1• Brigata di Fante?·ia - Comanùante ~Taggior generale Principe Edoardo di Sassonia-'\Veimar . DELL' ESERCI'rO INGLESE

LE GRANDI :MANOVRE

boschive e di brughiere (il quale appartiene in gran parte al gov.erno od ai comun i), tnwersato da ferrovie e da buone strade rotabili, intersecato da canali ed .a hri piccoli corsi d'acqua. Ta li circostnnze, unite alle svariatiss ime cond izioni topografiche del terreno, costituiscono una regione ernincntemente adalla tanto per le istruzioni di de ttaglio delle truppe, quanto per manovre combinate su l11rga scala. F' Ll però solamente in quest'ann o che il governo inglese determinò di fal'vi eseguire grandi manovre, ed a tal uopo fin dagli ultimi giorni dello seorso agosto si cominciò a concenlrare nelle vicinanze di Aldershot un forte corpo di truppe ,.le qu ali, unito alla Divisione d'istruzione giù stab ilitavi pennanentemenle 1 costituirono una fo rza di 3o,938 uomini, con 5938 cavalli ed 86 bocche da fuoco . A misura cho le truppe giungevano in Aldershot, esse passavan ù sotto il comando del luogotenente generale sir Hope Grant cornnndante il campo permanente, ma da l giorno G di settembre vennero organizzate in tre Divisioni attivo ed ·una riserva, la formazione e la forza numerica delle quali erano come viei1e indicato qui sotto :

,1 ° Battaglione Granatieri guardie. 2° Battaglione Coldstream guardie. · 2° Battaglione Scots Fusilier guardie. 1° Bnttaglione della R.ifle .Briga de . 3° Reggimento di milizia del J1iddlesex.

2"' Brigata cli Fante-ri·a nerale Lysons. •I O

23° 42° /:SO" 1° 2°

Comandante Maggior ge-

Battaglione del ,f.0 reggimento fanteria. Reggimento fanteria. Idem Idem (Highlanders). Idem Idem. Reggimento di milizia del Middlesex. Idem Idem.

,La Divisione aveva due batterie di battaglia - una batteria a ca vallo - una sezione çl' artiglieria cli. volonta,rii - una sezione del treno del genio ed una compagnia di zappatori. La forza numerica della Divisione stessa ascendeva a 10,742 uomini, '.iW27 cavalli e 20 bocche da fuoco. 1

,1"

Divisione

Comancl. Generale - Luogot. generale sir llope Grant.

:za. D·ivisione Comandante la Divisione -

Brigata cli Ca:valleria - Comand. Colonnello .lVIarshall. 1° Reggimento Life Gwfrds . 2° Idem Idem . Reggimento lloyal I-forse (',uards. 3° Reggimento Dragoni guardie. Milizia a cavallo (Yeomanry) dell'Hampshire. (Idem)' del Willshire. Idem idem

Brigatet di Cavalle1·ia :Principe di Galles.

l

lHaggior generale Carey .. Comandante S. A. Il. il

7° Reggimento Dragoni guardie. 10° Reggimento d'Usseri. 12° Reggimento Lancieri.


'350 LE GRANDI MANOVRE 1"' 'B1'igata di Fanteria ·- Comandante Maggior ge.nerale Maxwell .

2° Battaglione del 4° reggimento fo.nteria. 46° Reggim ento fanteria. 94 ° Idem Idem. ;I 04° Idern ldem. 3° Reggimento di milizia di ,Surrey. ,1 ° Idem Idem Tower Ifamlet.s. Un battaglio ne m isto di volontarii. 2" B1'igata, di Fanterùt - Comandante Colonneìlo Smith.

2° Battaglione .del 9' reggimenlo fanteria. 2° Battaglìone del 45° regg.iment? fa nteria . 27° Reggimento di fanteria . 99° Idem Idl~rn . 2° Reggimento di milizia Tower:.narnlets . Due battaglioni misti di volontarn. Una batteria a cavalio - due batterie di battaglia - una sezione del treno del genio _:, una compagnia zappatori - · una compagnia volontari del genio di Londra. Forza totale della Divisione : 111,977 nomini , '1474 cavalli e 18 pezzi . 1

3.. Divisione

Comand. la Divisione - ~Iaggior generale sir Charles Staveley.

B1·igalci di Ccwcilleria - Maggior generale sir Thomas Mac-i\1ahon. 2° Reggimento Dragoni guardie. 7° Reggimento Usseri. 9° Jlegg1mento .Lancieri.

DELL' .ESERCITO INGLESE

351

1a B1'igctta di Fanteri:a - .'.\foggiar generale l3rownrigg . 4- 0 :Battaglione del 60• fanteria. 9J. 0 Reggimento di fanleeia . 400° Idem Idem. 1 102° Idem Idero. niilizia di Londra . 5° Hcggimento mili zia del Uiddlescx. Un battaglione di volonlarii (Dorset Rifles ).

2" B1'igcita cli Fantffia -

Colonnello Stcphenson .

Battaglione, del 4'? reggimento fanteria. 2° Battaglione del 2:2" reggimento fanteria . . 82° Reggimento di fanteria. 11° Reggimento milizia di Surrey. 2° Idem . Idem. Due battaglioni mi sti di volontarii. ~

0

Una batteria a cavallo --- due·baucrie di battanfol b una sezione cli treno clel genio-una compagnia zappatori - una com pagnia volontari del gen io di Jlicldlesex. l'orza della 3" Divisione 1,J ,749 uomini, 1480 cavalli , e 118 bocche da fuoco . La risel'va era composta di - una batteria a cavallo - quattro batterie di battaglia - una compagnia zappatori - u na sezione del treno' del genio - una compagnia di pontieri - ed una compagnia di lelegrafisti. - La forza totale di detta riserva era: 11470 uomini - 857 cava]li - e 30 bocche da fuoc; . 1

Nelì'effeu.ivo delle truppe, da me poc'anzi ·indieato , non è compreso il personale del' treno , delle sussistenze e degli infermieri. Tutti i battaglioni ùi volontarii finora accennati pre-


}35'j LE f¾RAN_!)I , ll!A.NOVRE-, sero parte alle m;:inoyi:e fino . al 16 .setteinbre ,, ed in que!; giorno vennero rimpjazzati da ?_ltri . , ._, frima di cominciare ;le manovre? le truppe erano gli ordini di S. -A . il Duca _di Cambrid~e, feld-maresciallo e comandante in capo de ll'esercito inglese . .Egli aveva il suo quartier generale in un villino appartenente alla Regina, chiampto Qu_e en's Pavilion, e situato presso, il ca~po del Sud (.South Camp). Tutte le truppe erano attendate, senza ecceziofie alcuna di grado o di categoria. Le t(:lnde · usate, son~ -simili alle· nostre tende coniche, tranne quelle per 1 generali ch'erano · del modello · detto JU"arquise. In-,o15n~ ·tenda erano stabiliti 115 uomini di fanteria o 11'.2 cli :cavaileria ed artiglieria. Essi dormivano sopra coperte di ccwutchouc, di cui le J dimensioni s~n10 6 piedi e 6 . p·ollici per 3 piedi, ed il coqto è 5 scellini e 3 pence l'una. ~Ii fu eletto che tali coperte avevano, fatto ~atÙva prova in Crimea, ma che vennero distribuit~. ,i n queste manovrq per ragionj . economiche , perchè fu calcolato che , la distribuzione di paglia alle tr1,1ppe avrebbe costato al gov~rno. .-cir~a: 480 lire sterline al gi9rm>, (11).

DELL'ESERCITO INGLESE

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Gli uffiziali avevano una tenda ogni tre. Lo stato maggiore del comandante in capo era formato: da un aiutante generale ~ un sotto-aiutante generale - un quartier mastro generale - un sotto quartier mastro generale - un avvocato generale militare (Juclge Advocate) - un ispettore generale delle milizie e volontarii - un comandante superiore della cavalleria - un comandante superiore dell'artiglieria - un comandante superiore del genio - un capo del servizio d'intendenza ( controller ) - ed un medico capo; ai quali devonsi aggiungere gJi aiutanti di campo, i funzionari subalterni dei servizii amministrativi , e gli uffiziali applicati ai precitati comandi superiori. I ·quartieri generali divisionali erano costituiti quasi nello stesso modo, ma in proporzioni minori. In essi non esisteva l'ispettore 'delle milizie il giudice avvocato, ma vi era in più un uffiziale incaricato delle funzioni di Gran Prevosto (Provost Marshal). Ogni Divisione aveva tre ambulanze, ognuna delle quali era affidata ad un medico direttore coadiuvato da due altri uffiziali sanitarii. Ogni comandante di Brigata aveva a sua disposizione un capitano che esercitava le funzioni di capo di stato maggiore della Brigata, col nome di Drigade Ilfajor (maggiore di Brigata) - Nella Brigata del Principe cli Galles tale impiego era coperto da un clolonnello. La fanteria era armata del fucile a retrocarica~ modello Snide1·, il quale deve essere surrogato dal sistema Marlini-Henry. Ogni soldato di • fanteria porta seco in guerra 80 cartuccè, cioè 20 in ognuna delle sue due giberne, 20 in una piccola tasca di cuo io- appesa al cinturino presso il destro fianco, e le altre 20 nello zaino . Oltre a questo munizionam-e nto ogni battaglione ha ANNO xv,, VoL. 1v. 23

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, _-(,1) Lira ste~lina = 20 sccll_ini I/re italiape 25. . scellino = 12 pence = lira italiane 1,; 5. (• ·' penny '(singolare di pence) = lire itaJia·ne O ~ 04. miglio inglc~c = fi60 yards •1609 metri. · · yard = 3 piedi -! om 9"44. ' · · i' pied9 .J:2 pollici =;: om 30-i8. pollice = om 0,254. ., Tonnellata inglese 20 quintali = 1Zu·: ~ 0 115.8-i. ·• · • , çl~int_ale ,( ~dr~dweif#,' che _abb~cvia~anÌe~te 'si schv~ .c':t. I ·· 442 libbre (avo1r du po1as) k!I 50,79. ' . t 1 ':i.ilibra (avoir ·du poids) = 1 il6 oncie = ' kil. O .{535: · · · '· ! · :~ 1 Oncia = kil. O 028. · .\' l • •• ,1 • G,allon ,liq.uido := 8 pi_nte == 5 IJtri ,all\ncirca. . ., • JO

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353


354

J,E GRANDI MANOVRE

un carro da munizioni a due ruote, lrainato da due cavalli, il qual8 contiene sedici casse incastrate in oll~ comparlimenti. Ciascun,1. cli quesLe casse è capace cli ,JOOO· cartucce, e quindi il earicame11to interno del carro è di ,f 6000 cartucce . Le casse sono di legno leggero e fo<lerate internamente <li latta. Esse sono munite esternamente di due maniglie di corame , per poter all'occorrenza essere portate a schiena di mulo. Le loro dimensioni sono : pollici 20 I{'.3 X 8 3Ii- X 6 3i,L I éarri da munizione in parola sono dislribuiti ai

battaglioni solo in tempo ,di guerra, od in occasione di campi , ed i cavalli vengono fol'niti ai corpi dal control department; però il conducen te appartiene al battaglione. ~ci tempi normalì di guarnigione, i carri stessi vengono versati nei mo.gazzcni tlell' amministrazione militare. ~elle passate manovre autunnali ogni ballaglionc di fanteria era stalo provvislo di munizioni in ragione di 400 colpi per uomo armato di fucile. Lo zaino usalo ora nell'esercito rnglcse è di un modello atlollato recentemente, ed anzi alcuni reggimenti che presero parte alle manone non ne erano ancora forn iti. Questo ,;:aino è una tasca coperta di tela americana, soslenula da un sistema di coregge, le quoli sopportano anche al di sopra ùelìo zuino, ma da esso separato, il cappollo piegato piatto . Il gamellino è fissalo 'ti.Ilo zaino mediante apposita cigna. La tasca a pane è di tela ùa vele, cd è portata ùa sinistra a destra con una Lracolla (della tela stessa), la quale può accorciarsi od allungarsi per mezzo di una fibbia senza ard iglione. Nel predetlo zaino , il soldato porta i seguenti oggetti : Un paio di pantaloni di panno - un paio cli stivalini - una camicia - u na salv ietta - u n coltello

DELL' ESERClTO INGLESE

355

- una forchetta - un cucchia io - una spazzola da holloni - un lustrino - una spugna - un pclt ine un rasoio - una spazzola da abiti (ogni Lre uomini) una f:[>azzola da scarpe - un pezzo di sapone - un · Yasetto eia lucido - un libre1to cli massa - un berrcllo cli fatica ed un tovagliolo per aniluppare gli oggetti nello zaino . Lo zaino in parola parmi comodo, cd il suo peso · sembra ben ripartilo. Esso appoggia in parte sul mezzo del dorso cd in pat"l.e al di sotto del cinturino, per cui le reni rimangono libere. Ho interrogato al riguardo mo lli soldati anziani, e tutti mi dissero che trovano il nuovo modello cli gran lunga pI'eferilJile all'antico. La tasca a pane, quale fu da mc poc' anzi dcscritla, era anche gmrnralrnentc portata dagli uffiziali, ed era. slnta distribuila ad essi dal control clepartmen t, con obbl igo di restituzione dopo le manone. Però tale tasca non è prescritta per l'ufliziale iu modo regolamentare . Il solduto di fanteria nYeva in clistnhuzione una copertn da c:ampo del peso di 5 libbre, le cui dimensioni erano 7 piedi e g pollici per 5 piedi e 2 pollici. Essa è interam ente ugnule a quella ùistribnita nelle caserme e negli ospedal i, essendovi un solo modello pér tutti i servizii dell'amministrazione militare. La coperta costa al gpverno 4 scellini e 9 pence. Essa . non è trnsporlata dal soldato, ma viene caricala sui carri, in un colle tende e le coperte di ccwiitchouc. Tanti oggetti eh trasportare necessitavano evidentemente co nsiderevoli mezzi di lrasporto, ed infatti ogni battaglione arnva sei carri a quattro ruote, oltre quello da munizi.oni, ed altro per trnsporlare attrezzi cl i accampamento. In lcmpo di guerra il numero di Lali Yeicoli verrebbe sensibilmente diminuito , perchè l' esercito inglese entrerebbe in campagna senza tende.


1

356 LE GRANDI MAJ\'OVRE La tenda Abri non è attualmente in esso us'àta. - Gl1 11"ffiii'al1 con eui parlai al riguardo erano di parere che iI'_sacco' a tenda è un peso molto grÙve per il soldaio srfeciaJmente_quando è inzuppa(() d'acqua,' e ' chd 'tà~ 9~1;do la 'g uerra in Eur~pa si avrà generalmente mezzo ~1 ac~antonare le truppe, per cui la tenda sa'rà inutil~. "Id cito q1:1esta opinione sebbene nor1 la divida àffatto. 1 'E sistono due ·modelli cl.i borraccia nel servizio in-· glese. Uno,' di forma cilindrica. e di · legno, ha un diametro di olto pollici con uno spessore di quattro pollici. L~ sua capacità è di tre piqle, ed il suo peso è di cinque libbre 'quand6 è pieno: Questa borraccia è di forma in- . comoda, pesa troppo e lascia fac ilme1,1le trapelare il liqufd,o; per cui si pensa ad a,bbandonaria. altr6mo'dello consis~e in una bottiglia di vetro · coperti di flanella, simile a quelle che si vendono in InO'hilterra per l'acqua . di soda. Non credo che ' quest/'mod.eJlo venga adottato definitivamente, per'c hè frao-ile -e' di poca capacità. })er ora esso è solo lll prova~ · q}l soldato di fartt'eria riceve ' dal t)o-overno ,J ~- pence:' at <giorn?,. dei quali gliene vengono ritenuti 7 per la razi?n~ vi'veri ed 1;1n? ~er il bucato. I rimaner1ti Gpence gh ,:en?ono pagati _mtegralmente alla muno . . Gli oggetl1 cli grande e piecolo arredo sono gratuitamen te somm,inistrati dal govern'o, ed il limite della loro durata è fissato dal regolamento. • La éavalleria era attendala come la fanteria, ma ognt tfncl a, ?Ome già dissi, conteneva 42 uomini invece di 15. II sol~atò di ·c avalleria aveva la coperta da campo e quella dt caoutchoiic ~ome quello d~ fanteria, e dippiù una ~econda coperta d1 caoutchouc simile alla prima,, per riparare le selle e gli oggetti di bardatura clall'umid!tù _e ,?alla pioggia. !ali oggetti erano· presso alcum regg1ment1 . collocatt nelle tende ; presso altri essi T

er,ano posy in, li,J;ea dietro · le \~n ~le stesse. I, caya~li :a_veanO I Cùperte d_i COI.Ore giallognolo a rio·he • ~zun:e ~1miF, a quéue c~e d ·vengono c1au· ingl~i!ten:a '; ~eydorw in H~lìa presso tutti i $elle!-( ,, Esse pesanp lrbb,~·e, 5 e 11(2, ed il - prezzo di ~ontratto pagato pér, cia,s_c una dal goverrio è 14 scellini . Le ìoroidirnensioni sono, 6 piedi ed, ~ })Ollici. per ' 6 piedi. In ·t:~m1;0 d( guerra _s arebbero lasciate nei magazzeni .'' La cavalleria in~lese adopera per sotto-sella una copertina d,(_feltro ~l~t~ma~a mimdah, nome che supr.ongo preso dalla lingua mdostana. A q~1esta coperla ed alla ragionèvoÌé costruzione della sella inglese di ordinanza . ci·e~o dèb! basi altril)l,:tire la qtrnsi .totale assenza 'ai ' cJ~,auf macèati negli squadroni ; · almeno io posso dÌre ~he non n~ vidi quasi_ alcuno i~ sedi~i ?io~ni cht pas~.ai pn; s,s91 le truppe, sebbene glt uomm1 rimanessero soventi · a ca:,:é!-ì'lo dieci o dodici ore, .e ma}grado !o scosceso ·'e ro.à -· difncìlissimo terrei)o sul quale avevano luogo novre. Le briglie della cavallAria sono fatte in mod da po~ter all'occasione servire anche da cavezza s,taEa, per cui esi.;e barino una ciapp!J. ~on dt~.e a~elfi, fa quale unisce la museruola col soggolo, ~uasi :;'.O~e nelle briglie d'ella nostra artirrlieria' . Servendosi della . . b ' . . .. briglia come cavezza il solcln,to userebbe . la cordà' da: fol'agg_i,o. per corclà _da greppia . N('gli accampamenti\· cav,alli aveano le loro cavezze'.' . . . 'e ' La forza . degli squadroni era 'generalmente cl~i 75·· agli 80 cavalli. Le brigate ei·ano quasi tutte con:wdste· di .Dragoni, Usseri e Lanç:ieri, tranne la ':bri'o·àtà di"ca0 1 vall_ena della 1s. D_ivisione _ eh; ero. i.n parte compo~ ~a', daÌla guardia ,a c:avallo, _la . quale porta .còr.azz.a: , (;ì;If 1 U~seri soq o armali cli sciabofa è ca~·abi~~- O~c:ft1 ~- je.trocarica, di .modello uguale al fu~ile di 'Ìàuteri~:, ~d. ~- por(~ta in . un a~i:~cc~o · o - ,fode~o fis,1~th, ',~w1s( ':er_o calipente, _alla, destra della _sella ve.rso 1.a P!l-,·

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LE GRANDI :MANOVRE 358 letta . Le lancic, alquanto più corle delle nostre, sono leggere e nello slesso tempo molto solide, aYendo l'asta. di bambou delle In die . Sono le più belle lancie da mc finon1. vedute. La sella del soldato ha, invece delle foncle, due tasche di cuoio, in clii portansi i ferri da cavallo, e gli oggetti per il suo governo . Due altre tasche di tela mobili sono collocate a des tra e sinistra della sella . 11 mantello e la vali~ia sono coperti da pelle di montone, la quale era stata soppressa, ma fu nuovamente distribuita ai reggimenti d i cavalleria, percliè senza essa l'affardellamento era reso affatto inservibile clalla pioggia. Per r ifornire di munizioni la cavalleria, ogni brigala di tre· reggi menti aveva un ca1To da munizioni, pari a quello giù descritto per la fanteria . Inoltre ogni reggimento di ca vallerta ha 7 carri da trasporto a quattro ruote ed una fucina da campagna. I cavalli erano auaccati ai filari, ccl aveYano la funicella quasi a livello del suolo; ·dippiù i piedi posterio ri erano a ttaccati <.:on bulze ad un picdw lto conficcato nel terreno dietro al cavallo. La cord a da balze si b iforcava a circa YenLicinque o trenta centimetri dal picchell.o, ed ognuno elci due capi era attaccalo ad uno dei piedi . La corcla in parola era lunga abbastanza per permelLere al cavallo di muoversi e coricar si, ma però non tanto da rendere poss iuili i calci e le incavestmture. T.e funicelle da filari e le corde da balze erano di colone . Al princip io di queste grandi manovre i reggimenti ebbero ordine di attaccare i cavalli ad un picchetto per uno dei piedi anteriori, e sim1lmcnle per uno dei pied i posteriori ad altro picchello, ma questa prova riuscì male. Difalti la no tte success iva all' arri,,o in Aldershot del ·1° reggimento Life Guar<ls, l'abbai are cli un cane spaventò i suoi cavalli, i quali, strappati i

DELL' ESERCI'l'O INGLESE

picchetti , si diedero a correre furiosamente per la campagna. Solo dopo Yentiquattr'ore si potè riuscire a riprenderli tutti. Sei o sette cli detti animali si uccisero precipitando da burroni o doveHero essere abbattuti per avere gambe rotte . Lo stesso disgraziato accidente si ri pctè cinque giorni dopo, cioè il 2 settembre, nel 2° reggimento · Dragoni guard i.e, cd il 4 dello stesso mese nel 10° reggimento di Usseri . Questo cattivo risultato fece completamente rinunziare, almeno per ora, al nuovo metodo, e si ritornò al sistema de i filari. Il soldato di cavalleria e quello d'artiglieria ricevono dal governo 18 pence al giorno, sui quali vengono operale le ritenzioni gii'l accennale per viveri e buc.:ato . L'artiglieria era acca;ropala come la cavalleria, ed i suoi cavalli erano anche a.Ltaccali ai filari ma coi µ aletti più alti. . Le ballerie a cava1lo avevano un nuovo cannone da 9 libbre a caricamento per la bocca. Esse hanno due serventi sull'avan treno del pezzo e gli ul.tri a cavnllo . Generalmente nelle marcie e nelle manovre i plotoni dei serventi precedono il loro pezzo anzichè seguirlo. Le ballerie cli battaglia avevano il cannone da 12 Armstrong a retrocarica, e qualcheduna avern ancora l'antico cannone da ,J 2 caricantesi per la bocca, ma questi due modelli sono aboli ti. L'artiglieria inglese ha completamente abbandonato il sistema a retrocarica per l'artiglieria da campagna, in seguito al parere di una Commiss ione specinl e, noininaLa dal Minister o della guerra nel luglio dello scorso anno. Detta Commissione esegui esperienze comparative fra i due sistemi di caricamento, e si pronunziò per quello della bocca, in quanto riguarda il materiale da campagna. Io conseguenza di tale decisione, l'anti co modello Armstrong a retrocarica è stato rimpiazzato dal cannone da 9 libbre 1

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3ti9


300~' LE GRANO!, MANOVRE . nelle batterie a cavallo e di ba.ttaglia, e dal cannone da 16 libbre nelle batterie di posizione. Questi due calibri, come già clissi; , sono a caricamento per la bocca. ,,.,,, . · . •· Le precitate bocche da fuoco sono formate da un'anima di acciaio cerchiatK-con Jspirali (coils) di .ferro battuto, collocate a caldo intorno all'anima ste-ssa . Gli affusti son? di lamierai. cli ferro, con ruote di legno le quali hanno però il mozzo formato da due piastre di lamiera. L'affusto per il cannone da 16 è trainato da quattro pariglie . I due cofanetti sulla sala dell'affusto sono disposti in forma di s'eclile; e su ciascuno di essi monta un servente nelle manovre . Il pezzo da 16 è manovrato da 9 serventi. Alle grandi manovre dello s?~rso autunno prese parte una sola ·batteria di p'os1z10ne . · Qui ·appresso indicherò alcuni dettagli sui 'predetti due pezzi:

DEI.;T) ESERCITO INGI,ESE

,ea r i c a .interna \ della r1 granata, . r, oncie 8 Velocità iniziale , . . , -piedi 13.80 Peso dell'affusto col pezzo · t• incavalcato ed avan- . treno carico .' . cwts 35 112 Pe'so del carro da ·munmoni carico cwts 40 ·~12 -Ogni cofano contiene 30 colpi- Ogni cofanetto 2 colpi.,· Il carro da munizioni porta 90 colpi.

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Pezzo da 16 libbre.

CannonP da 9 libbre. •<

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·:Oiametro dell'anima . 'Pes0 del -pezzo . Lunghezza totale del pezzo . Lunghezza del!' anima Preponderante . Numero delle righe . Lunghezza della parte rigata dell'anima Passo . Sistema di rigatura Carica di fazione . Peg.o dellagranata vuota

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Diaruetro dell'anhna pollici 3, 6 Carica di, fazione libbre 3 Peso della granata carica libbre 16. ,. Peso del pezzo cwts 11 e quarters 3 Peso del!' affusto ,col pezzo ( incavalcato edil cofo.no ( cwts 34 3 quart. 8 libbre dell'avanlreno vuoto . Peso del carro 'da' munizioni vuoto . cwts 26 1 quart. 18 libb . Il cofano dell'avantrend porta ~4 colpi . .,-- I c;ofanetti 2 coìp i ognuno. - Il carro da munizioni ne porta 72 . . . Co!Je predette due bocche da fuoco s1 fa uso d1 spolette a tempo, modello Boxer, e di spolette a percussione. - I proietti sono ad .alette . Non ho potuto procurarmi maggiori dettagli · sul pezzo da 16, perché, corbe già dissi, solo una batteria era provvista di questa nuov~. bocca . da fuoco, e lo fu quasi sul fine delle manovre . ·. Alle truppe riunite in Aldershot era addetto un eqmpaggio da ponte, servito da una compagnia del genio, · poiché nell'esercito inglese i pontieri appartengono a 1

pollici c,vcs

3 8

piedi . 15 e poll. piedi 5 e poll. libbre o 3

8 112

3. 1I2 1

pollici 59,8 1 giro in 30 calibri costante. libbre 1 · e oncie 12 · libbre 8 e oncie 8

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362

LE GRANDI MANOVRE

detta .arma. Tale equipaggio era di barche formate di legno souile avviluppalo con tela da vele. La barca era l~nga '.iH piedi. Il carreggio della. cornpagnia constava d1 3,1 vetture, compresi i carri da .trasporto della com-' pagn ia stessa. Ogni carro da ponte portava una impalcata . completa, comprese le travice] Je di oofondamento e d i randelli. La lunghezza dell'impalcata era ,15 piedi; quella dello fa vole 9 piedi. · Ho veduto ge ttare due ponti sul canale presso il South-Carnp . Il primo, della lunghezza di 45 piedi, fu fatto in dieci minuti; l'al tro, di 80 yards, fu terrninato in 40 minuti, contati, ben inteso, dal momenlo in cui il materiale era sulla ,sponda. Le barche erano portate da ,14.- uomini. · . 11 _m~clo _usato dai pontieri inglesi per gettare quei ponti ddTensce_~dal nostro. Essi formavano sempre le 1mp~Icate dalla sponda e le Si)ingevano al largo successi va mente . Le barche erano frattanto mantenute contro la. corrente per mezzo di funi dalla sponda .a monte, ed erano ancorate quando tulto il 1'1o·n1e era t~rm~nato . Io créclo che ·s imile metodo sarel; bc impl'at,cablle con una forle corrente. In tnl caso , mi venne delto cbe si getterel)be il ponte per conver::;ione. Gli uffiziali del genio inglese si lodano rnolto cli questo modeJJo d'equipaggio. Dal poco che l'ho vedulo adoperare mi é sembrato che debba essere ltn comodo equipuggio di vangua!'clia. Il genio aveva anche, duran te le scorse manov1·e il servizio tel~grafìco. Il filo era avviluppato con gutt~ perch.a e \'.entva collocato senza pali sul terreno luno-o le siepi o l'orlo delle strade, tranne ai crocicchi o~e esso . veni va sol_levato con pali o sospeso a rami 'd i alben quando ciò era possibile. Durante le manovre fu tagliato qualche volta, ma ignoro se per malizia o, fortu,tamenLe dal passaggio dei carri.

DELL' ESERCITO INGLESE

363

- Un altro servizio affidato al genio era quello dei segnali. Per mezzo di bandiere di. vnrii. colori, e di un modo c0nvenr.ionale di muoverle, uomini posli su alture info rm avano i comandanti. di Divisione dei movimenti delle truppe opposLe. QuesLo servizio è fondato sul principio del .telegrafo semaforico. Negli Stati Unili d'Ameri ca, durante l'ultima guerra, vidi tale sistema applicato anche di nolle medilrnte lanterne di diverso colore. · Nell' eser'eito inglese i servizi amministrativi sono affida.Li al Cont1·ol Depàrlment, .corpo creato recei:iternent.e e che faceva le -su.e prime · prove in quesle manovre. Esso è incaricato dell'ammi11:istrazione militare nel senso più largo, tanto in denaro quanto in materia, non escluso il materiale di artiglieria. Il se1-.Yizio del Control Department è sudd iviso in due rami sepaeati (Sub Departmenls) cioè : Somministi:anze .e trasporti (Supply and Trasp.ort Suh Department). Contabilità. in denaro (Pay Sub Department). ll corpo predetto é sotto la d ipendenza irnrnediala del l\'Iinistero della guerra, ed ha lre eapi principali (Conlrollers) il di cui grado è assimilato a quello cli · maggior generale. Uno cli essi ha la direzione dell'amministrazione militare in lutla la Gran Brettagna, l'altro nell'arsenale di Woolwich cd il terzo in Irlanda. Al d i sotto di questi tre capi principali sonvi varie classi di funz ionarii, i quali hanno tutti ussirnilazione a grado mil itare, da colonnello a luogotenente . · Per il servizio del Cont,r·ol Department è stato creato un corpo di amministrazione che porta. il nome di .Army Service C017Js. Esso dipende direttamente .dal Gontrol Departnient ed è composto di compagn ie ciel treno .e Mmpagnie operai delle sussi stenze e dell'amminislrazionr.. Lu sede dell' A.rmy Se1·vice Corps è a


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LE GRANDI MANOVRE .

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vyestminster (Londra). II' soldato cli detto corpo riceve ,dal gover110 circa due scèllint:.-a1 ~rioi:l)or. c'ort1prèsX ne paga . di. lavo_ro .. Str tale 'somma I ~èngòpd'' ò'perati : 'le' ·stesse r1Lenz10m che g ià accepn·ai l 'p er gli ·àlt.ri ~botpi f1 Il pcr~onale dell'A:rmy Service' Co11;s ·iioh 111:lteh'do bastare al' servizio dei trasporti' du:ra.òte le r mam:\v~1(i'' <li quest' at~tu_nno, si dové ricorrere àll'a1it{gÌi~riii".n_pd~1 averne pariglie e conducenti, e dippiù fii 'n'ecess'àhdr servirsi di . treno borghese. L' artiglieria ,xf6'1:nt t1:e··> tfi..'.. staccament1 della forza di 160 uomini e 200· chcvalli1 ci.ascuno. O?nJ distaccamento ~veva44 carri da .r.r' asp·orto. ed una fucma ·eia campagna. Le compao·hie tlel"treno . . . ' b f eran~ m ~umero eh dieci, . e ciascun9- ·presehtàva''.bn effettivo dr ·1 113 uomini e 91 cavalli; finahhente futo'il.o .a~Ìlt~ti. .i-0~).carri del·commerci.o e 400 pariglie) 'OgÌi'uhi:ì:' d1 talt carn, con una pariglia ed il conducente Horo-h'e· . 5 se ' c~stava ,a1 .governo 50 scellini al giorno,. Òl.tr~ il ''nn-: trìm~nto del conducente e dei quàdrupedi. Ogni icavaJici' del treno borghese ric·eveva ·una razfonè d1· 20 lib.o.Pf d.~ biad~ al giorno. Risulta da questi.. d~aagii'~·hè'\1~t traspor't1, durante _le manovre, furono a dispòsizÌdne" del Control Depct1·tment 23'10 : cavalli" dei 1 qùalf 2'1Jls' da' tiro . .'. 1 , ,, ; ,· ' ' Il cai_Teggfo del Control_ era pai:cat'o, presso\ b~~ai, camenll del çampo pern1a:nenl.c di .Alde'l'shot, é'cl'~ quel' 1 ~uo~o ve?i'vano mandati ai , corpi i viveri; . il p,a·n·e dd. 1 1l- foragg10 . Il trasporto del pane aveva luoo·i:i coh cRi'ri" còpert.i, il di cui interno el'a fatto a scaffo.Ji r:n6b.fl i r. caricati i quali il carro veni~a 'ohius~ ' posth io':me~i; ?on tm~ ~P?rlello. L}l _ra~ic'.ne di pane' era di lìJj)J'fo ,f ~ l~ ;:'1 ~n _guern1g10r1e essa e eh libbre 1 ,'lf4.:JI pan~ del ·st>ltlafo 1 e, rnteramente bianco. · ,.i,:, ·J I n11?H!1 _razione. _di viveri fornita à1 so1ic1a1p eia' ,ç13·hlr.6Ha. -come segue: ' Carne 314 di libbra ..2.. THe ,fr'B d'bngfip'·wl 1 Cafi'è 'l I3 d' · -' Sa · 1' 'e '1r2 011~.1~ ' , -2...· P~pbWr3& ' r 1 · oncrn. cr··onci&,l 1

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DELL' ESEl~CITO : NGLESE

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ZÙccl~er,o 2 oncie. , _: · Non ven,nc mai distribuita I.';zione di aé·quavi.le od altro lic1•uore. La razìoue· l ,, r, alcuna \ di ,Jegpa era .cti 3 libbre per uomo . . Alc'\,lne volte la ourr::e fresca _en\ rimpiazzata da .carne.salata, ed io tal c,;J:SO la i:azion,~ era cli una libbra. La. rfzion.e. di bisc9Lto e.ra uguale a quella di pane fresco; fll, .,distribuita 'in prova una salsiccia della salsiccia yat{Jman, . in razioni di mezza libbra. Essa poteva essere m{lngiata fredda, , ~ cotta per averne il brodo. Il suo sapore non è cattivo, e la credo putritivD, essendo formala di carne. La salsiccia in parola costava ali' ~mministrazione •l 3 pence la )ibbrq. .Sul principio del mese di setlernbre, ogni Divisione ricevè una riserva di'viveri per otto giorni, cioè: due giorni di .biscotto e carne salata, due giorni di. sal.sicc:in, due· giorni di carne bollita e zuppa Aberdeen (consel'va) , e dt,e giorni di cons,erva ordinaria . La riserva cli carne salato. e di biscotto fu dcposi1ata nelle stnioni di W1nchfield e Liphook, per: es:;er-e prelevata solo in caso di necessità; il rimanente della precitata ri serva diviveri fu consumato nel periodo delle rr1<movrf~ . li pane era cotto nei forni stabi li del baraceairnmlodi Aldershot, i quali erano in numero di 112 e davano io complesso 50,000 libbr.e cli pane ogni ventiquaur'ore. Rurono anche usati forni da campagna di lamiero. di· ferro, ~lcuni dei quali erano porlati su quattro ruote, altri erano stabilili sul terreno., Con quesli forni erano anche usate caldaie portate su carri a quattro ruole · per fo.r bollire l'acqua. Esse avevano forma semìcilindrica, con un focolo.rc interno concentrico ed urL masl10 per l'uscita dell'acqua. 1 Ogni corpo aveva un carro ad acqua ('\Valer ·waggon ) formato da un barile portato su due ruote e trainato. dp. .due cavalli, dei quali quello sollo mano era fra. le stanghe, come in tutte le Yetture del materiale inglese .. T

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366

LE GRANDI MANOVRE

Tale rnodello di carro verrà gradatamente surrogato · c?n al~ro a quattro ruote, perchè pare che il primo . sw pe'.·icoloso nelle rapide discese, specialmente quando 11 barile non è pieno, a cagione del violento e rapido spostamento del ceniro di gravità del sislema . Ho veduto anche nel servizio delle sussistenze un carro da macellaio (Ilutcher's Cart) . 11sso è somiglian te al precitato carro ·ad acqua, od al di sotto · clelia sala è appesa una secchia . In una cassa; sulla destra, sono contenuti i coltelli.. e gli s!romcnti · da macellaio, ed a sinistl'a è avvolta una fune per attaccal'e il bue . La macellazione non ha .Juogo collo schifoso metodo della mazza, ma bensì con un martello a punta, med iante la quale si pratica un foro nella nuca e vi s'intrnduce una canna sottile che va a toccare il midollo spinale de; bove_ e lo uccide istantaneamente . In campagna tali ~arri verrebbero dis tribu iti ai bauaglioni, ed il macella10 sarebbe scelto nel battaglione sLesso . I bovi da me veduti nel deposito delle sussistenze, in A_ld~rshot erano tutti importati dalla Spagna, perchè a m.1g.l1or mercato che quelli dell'Inghilterra . Ogni bove dava m media 800 razioni . I montoni, anche imporlati dalla Spagna, davano 70 razioni come numer.o medio. Le marmitte da campagna erano simili alle nostre, e vengono portate come da noi si usa. Il soldato in glese cu~ce il rancio in un modo che mi parve ingegno_so . S1 scava un fosso , nel quale si pone la legna, e s1 c_uopre co~ terra grassa; lasciando i fori per le marmitte . Ne risulta un focolare a -forma di tubo, che procura una buona corrente d'ai'ia, utilizzando così il calore mollo meglio che alraria aperLa. La rabone di foraggio era al campo d i ,12 ìibbre di .~vena ed a.Itrettante di fieno . In guernigione essa è di 1 hbbre, 1.2 d1.tìeno,_11O avena ed 8 di paglia da lettiera. Nell esercito bnta1:mco, il servizio sanilaeio è sotto

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DEr,r,' ESERCI1'0 INGLESE

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367 la dipendenza superiore di un direttore generalé avente rango di rnaggior generale, e comprende 7 categ,)rie di medici, con assimilaziona a grado m iliture da quello di maggior genef'ale fino a quello di luogotenente . Ogni battaglione ha un chirurgo in 11°, ed almeno uno in ~0 • G·li ammalati gr;a vi sono mandati agli ospedali m ilitari di gnernigione·; le malattie leggere seno curate nelle infermerie ;-eggirnentali. Lo stesso metodo era praticato presso ie divisioni, nel periodo delle grandi manovre . Per le malattie gravi era vi un ospedale gencnile militare, e le malattie leggere erano curate nell'infermeria di og ni corpo. Tutte le infermerie reggimentali erano collocate nei baraccamenti permanenti · dj 11lclershot. Dippi Ll per le piccole indisposizioni esislevano tre ambulanze in ogni Divisi.one, cioè una per brigata. Le ambulanze divisionali erano stabilite sotto la tenda e seguivu no i movimenti delle truppe . Nelle manovre, con ogni bauagliDne marciava un soldato che portava. lo zaino d'ambulanza, ed altro che portava una barella. In generale durante le grandi manovre . ora scorse la salute delle truppe fu soddisfacente, e credo c11e il numero degli amrnalati non ollrepassò mai il 5 per mille. In Inghilterra il corpo sanitario militare è reclutato nel grado più inferiore fra medici borghesi, per mezzo de.l concorso. Una scuola di perfezionaniento è stabilita· a Netley, nella quale i giovani medici seguono corsi di chirurgia m ilitare, medicina m ilitare, igiene militare e patologia. Detta scuola é diretta da un consiglio di istruzione del quale è presidente nato il direttore generale del serviiio sanitario militare. Dopo aver dato un'idea del modo con cui erano stabiliti i varii servizii presso le truppe, passerò ora a parlare delle manovre eseguite, le quali .lo furono sotto l'alta. direzione di S. A. Il. il duca di Cambridge ·


368 LE GRANDI MANOVRE che diede il tema delle opernzioni. Egli era ariche primo giudice di campo (umpire in chier), ed aveva per coadiuvarlo quali giudici di campo alcnni l'lffiiial1 c:h"e formavano il così detto um,pire sta:jf {stàto maggiore degli arbitri). Le reciproche relazioni fra i giudici di campo e le truppe erano circa le . stesse che da noj sono stabilite, ma credo bene in ogni· modo qui indicarle, quali furono prescritte dall'ordine del cornando 10 capo, in data 115 settembre 1187•1. ~: ·

Regole cui devono conformarsi i giudici e.li ,campo. ,1° Il giudice di campo in capo sarà S. A. R. il feld maresciallo comandante in capo od altrd uffiziale generale che · 10 rimpiazzi nel comando. ' " 2° I giudici di campo sarannQ distinti mediante una larga fascia bianca portata intorno al bra6cio destro al disopra del gomito. 3° Tutti gli ordini dati da un giudice di campo devono essere considerati come emanati dfrettament~ cl.al giudice di campo in capo, ed eseguiti 'irnrnediatarneNte. 4° Nessun generale od altro uffiziale comandante 'di brigata, cli reggimento o 'cli batteria deve, pér qualsiasi motivo, entrare in discussione · coi giudici di campo. 5° I giudici di campo possono arrestare la··I).1arcia di qualunque corpo cli truppa ed ordinargli di ritirarsi dietro la prima linea, od in altra posiiioné d·a loro indicata; ed in caso di collisione il giudice di campo deciderà se un corpo di truppa è talmente comiJron1esso da dover momentaneamente essere ritirato dall?azione, se non deve più prender parte alle manovre per tutta: la giornata, oppure se deve essei'e,mandato alla riserva.

369

DELL' E~ERCITO INGLESE

0° :t giudici di Gampo deciderann,0 ;igua::rd;QI, &li~ çircost;rnza del momento, sen2ia ,tener conto degli effetti cJìe la lqr0 decisione1 potrà pr0elurre sull'andamento g~neral~ delle manovre·. 1.1 · •

Regole da osserva'rsi dalle ·1° Le forze opposte dovranno essere- vestite ,diversamente (per esempio una in piccola e l'altra in grande montura) oppure una sola delle parti potrà avere il berretto di fatica, ovvero portare sulla copertµra del 1 ' . ' capo foglie verdi,' 0 erbà di brughiera. ' ' 2° I giudici di campo sono giudici generali per tutfo lt armi e g;iuç1foheranno sul luogo, qualunque. sia l'arma cui si riferisce la quistione. , 3° I giudici' di campo prenderanno posto fra le due forze opposte, nella posizion~ più :vantpggiosa.· Eps1saranno ripart.iti, quanto possibile, vicino alle truppe, due al centro, e due ad .ognuno dei fianchi. l . · t 0 Se·nòn è presente alcun gjudice di campo quando pçcorn~ :una. quist:ione du~.bia, il generale o brigadiere· ma11de.rà a chia:marn~ uno, ·e le trup.ee rirnarran:µ ~ nella .loro posizione fino al suo arrivo . , ·' 1 5° Le truppe noh dovranno avvicinarsi a meno.di H),Q.yards dalla forza opposta ; come regola generale il' ..cor;po. più debole . dovrà sempre ritirars{ASe. per qualche ragiçme esso non 101 fa rprima.. di , arrivane, a:l lir,nite,po~'.anzi ac.cermat.o, le due forie opp.oste de1/-0R()) . fermar.si; rnét!erç l!arma, aJ ·piede ec;l, as.pe:ttare ·.chét il; g.iudic1e..~i c-arup0 -decida qu?-le de.Ile :clue deve ri:ti.11arsi.· , ~ r·JLe linee ,! non ,dovpanno tfar. 1fuoco1 a distanzei 4

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370 LE ~-RAND! MAKOVRE quando si (rovano a 200 'yards dai cacciatori. opposti . 8° Le cariche di cavalleria, per essere considerate efficaci dai giudici di campo, devono esseré eseguite a fondo . La carica deve ,fermarsi a 1i 00 yards dalla truppa opposta . 0 \) La cavalleria e l'artiglieria non debbono rimanere ferme soU.9 il fooco efficace della fanteria e <lell'arLiglteria . · rn. I cn,cciato.ri e l'artiglieria non debbono marèiare, senza essere sostenuti, in una pianura comandata d~lla cavalleria del nemico . H . I cannoni messi sull'avantreno, se non hanno scorta o sono debolmente protetti·, possono essere fatti prigionieri da cacciatori o da foraggeri . 12. La cavalleria battuta deve r itirarsi al trotto; la cavulleria vittoriosa potrà inseguire al passo a 300 yards di distanza. 13 . Un quadrato di battaglione in buon ordine non può essere attaccato da squadroni isolati. di cav[J..lleria. Tre o quattro squadroni possono attaccarìo, se esso è attaccabile da diverse parti: 114. Quando la fanteria è battuta dalla fanteria (conformemente alla decisione dei giudici di campo) il vincitore potrà inseguire a 300 yards di distanza. 15. Gli ostacoli devono essere considerati come ostàcoli tattici, tanto quando essi sono ostacoli naturali come quando sono costituiti dal terreno vietato. - 46. Il comando « cessate il fuoco » e « alt » non deve mai essere suonato dalle trombe per movimenti particolari del proprio reggimento; per questi si farà solo uso di coml.\ndi a voce. . 17. La fanteria non avrà mai la baionetta in canna tranne per ricevere la Càvalleria. NB. - Con ordine successzvo -fu prescritto· di non 1

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DELL'ESERCITO INGLESE '

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18. I v~llaggi che hanno truppe collocate innanzi ad essi saranno considerati come occupati. ' 19. Gli ufficiali generali veglierm:i.no ad ,i mpedire ogni p~ecipitazione e marcia forzata. I movimenti de-· vono essere eseguiti colla massima risoluzione , ma conservando l'ordine e la regolarità . Quando le truppe· vengono disordinate dalle accidentahtà del téi'reno o per altro motivo, esse devono èssere riordinate al_ più presto possibile . 20 . Egli è essenziale inculcare nelle truppe ed · esigere da esse l'uso il più economico delle· munizioni. I battaglioni e le ballerie che ne avranno fatto·un cori..:· sumo profuso ed ingiustificabile non devono sperare di esserne r iforniti. · 2·f . Le strade fofrate devono solo essere traversate' · _sui cavalcavie e sui regolari passaggi a li,:cllo. 22 . Si deve evitare per quanto possibile di far fuoco vicino ai fabbricati ed alle cascine. Ogni precauzjone deve essere presa per evitare incendii. 23. Si dovrà vigilare per impedire inganni nelle' manovre, come sarebbe estendere le linee in modo assurdo per avviluppare il nemico, ed il rinnovare a ttacchi con truppe . gia battute . 24. Nel giudicare sul probabile effetto de'll"arti-gliera, si dovrà anche tener conto dell'ordine o dena· -confusione esÌstente in quel momento nell'avv.ersario. · 25 . Attacchi r ipetuti dello stesso ·corpo dì caval-· 'leria sono assurdi ed impra ticabili sul campo di bat-

taglia. 26. La finta distruzione dei ponti dovrà ès~ere i ndicata sul luogo con una bandiera o coll'occupazione del ponte da un picchetto di zappatol'i . I giudici di campo determineranno per quanto tempo si dovrà co"r1siclerare il ponte come non ancora ripa,rato. 27 . Quando verrà suonato il segnale « cessate il


372

LE GRANDI MANOVRE

fùoco ».seguito dafrapporio ' d~gli uffi~iali, i comandanti, . ,. ' . d' • à' ..Jf, h . '. i l 1t.l~) G.mll,. 'd"1vrs1one1,e d11 · i cl·ung ta · s1·. l'·ree eranno presso 1 drce di campo in(J cupo;·e1'Je fruppe aécamperànnp' ò . • • • 'h ,·; Il •J ' aspetteranno ordm1 secondo le. circostanze. (' r. 11 1 - ,lh giorno,1'8' settembre la · .Oivisiope Carey i,1a:sc.,iò i ' .. . '\ • "' ( . '! . li\ t dintorni .di A'lderslìòt; e èon'"'.una marcia manovra :venne, ad·,accamparè presso Harìfohl Eridge fìats, alfa d"i~ stanta di "7' rnigl{a dal'·sdo· primò' càfupi{ ' La"marc1f ebbe luogo in tre colonne. Quella .di 1estr<).' Q!lrìg;ata !rfaxewll ed. una :Oatte'ria } prese la strada ' ài l!arnbo. ' ' ,. r.oug'h e 'i fawley; quella del' centro, (brigata Srriì'lh con, una batteria} passò _p er Go·ve El '11~inley. L'à colonnà . di sinistran(brigata 1 1principe di Galler} fiancheggi ava il movimento, marciando per Fl~et' Pond e· la strada · di .Eve11sley. Partite alle '7 del ·mattino, le fre coionhe si concentravano alle '1 1 sui terreni di 1:Iartfo1rà· Br i'à,f/e flats e vi stabilivano il loro nuovo accampa_mento. ·· Nella mattina stessa, alle 6, la JJivisione Stavéley parti:va per Woolmer facéndo quel giorno 'ta'ppa a Prensham. , Questo. movimento' fu fatto con . una rnarcia ma'nov1ra in r. aue colonne. Quella di destra, composta della 11 brigata di . C'avalleria ' Mac-Malcon e della brig~ta Browm·igg' ·dì fantèria,' prese la strada di Farnha.m , Rèd-llill ie Eock' s llill. Qùella di sinistra (brigata Stè. phenson) p'assò p·e r Badshot; Gooksbury Bill ed, il ponte di . Tilford. Alle ,t 1· antimeridiane 1è due colonne giun. sero a Frenshàm Gommon e vi pernottarono. dgnuna' di ess~ avevà una ' batteria di .b.attaglia ed una mezza batteria a cavallo. Frensliarii' trovasi ad ' otto mi~lia da Aldershot. 1 1 Nelle due :marcie precitate, tanto della Divisio.ne Garey quanto di quella · di Staveley, ogni colonna era preceduta da lima vanguardia composta di un batta- . glione,. uno squadrone e rnezza batteria a cavallo. Il quar.tier genera'le della Divisione marcia va coHa colonna 1

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371., LE GRANDI :MANOVRE era ~ncaric~to di coprire la marcia della Divisione, ed ave~a per.ciò a sua disposizi9ne il 3° reggimento Dràgom guardie, distaccato temporaneamente dalla brigata

Marshall. , La compagnia di zappatori, colla sua sezio.n e di treno precedeva di qualche ora la marcia della Division~ per .rendere praticabile al bagaglio l'accesso al luogo destmato per l'accampamento. L;' tr~ ?olon~e. giunsero quasi contemporaneamente suU alt1prnno. ae1 Chobham, Ri'ctges e vi si attendarono . L'indomani, 13, Gran,t continuò la sua marcia in ritir~~.a per ~ue strade. La brigata principe di Sassonia marc10 pe~ W estley Green, e la brigata Lysons per çhobham. La lmgala . l\Iarshall con una batteria a cavallo proteo·o geva 1a ritirata, passando per IIyam. A rnezzoo'iorno Le teste di colonna delle due brigate di fanteria sboccavano da Chobh~1n e da lVestley Green e si accampavano . al sud-ovest d.1 Stapù:s 1!ill su tre linee; la prima formata dalla brigata principe di Sassonia, la seconda . dalla brigata Ly-sons e la terza dai bagagli e dal _parco. Marshall stabili il suo accampamento dietro la terza linea, a cavallo della strada di Bagsho~. . I~ c?nseguenz~ ~l~i P:1ovìmenti preparatorii fin qui md1~at1, 1~ tr.e Dtv1s1om erano il giorno ·13 in posizione per mcommcrnre le grandi manovre le quali furono · eseguite sul seguente terna. ' ' « Il nemico avendo effettuato uno sbarco sulla costa « sud-ovest dell'Inghilterra, invece di seguire le strade « che conducono direttamente a Londra, ·ch'egli sup« P?ne fortemo~te occupat~, tenta di girare la posi« zione fra Rezgate, Dorking e la catena dell'Hog's . « Bq,ck per guadagnare la valle superiore del 'famiO'i « e marci~r~ su. Londra. La sua vanguardia (Divisio~~ « Carey) s1 e spmta fino ad Hartford Br·idge Flats « ed il c9rpo principale (Divisione Stavelev) trovasi C)o·ià. 1

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3'io « a 1Voolmer. Il corpo che difende Londra (Divisione « Grant) si è portato a Staples Hill per coprire la ca« pitale. » · . Il · H. il generale Grant, av~ndo avuto inforrnazioni sulla posizione occupata dalla vanguardia m~mica e . sulla sua forza approssimativa, si avanzò da Staples Hill sulle alture di Chobham Riclges, minacciando le comunicazioni di eletta vanguardia per mezzo della sua cavalleria ch'egli spinse su Fr1:mley, Fa.rnborough e P·fr. bright, al di là del canale. ll generale Carey avvertito di questo movimento si ritirò immediatamente verso Bonrlcy traversando il Blackawater e prese posizione dietro il canale Basingtoke, presso il sito denominato Campo di Cesare. Nello stesso tempo egli specFva avviso a Staveley dell'avanzarsi del nemico. La ritirata cli Carey su Ilourley fa protetta dalla brigata del prmcipe di Galles il quale percorse la strada di Frimley poco · p'r ima che vi giup.gesse la cavalleria di Grant. Questa trovarnlo la posizione di Hartford Bridge Flats evacuata dal _ne~ico, occupò il terreno compreso fra la linea del Blackwater sulla destra ed il villaggio di Frimley sulla sinistra, coprendo con pattuglie le ~alde dei DEU.'ESERCITO INGLESE

Chobham Rid,ges. Il generale Staveley, ri~evuto l'avviso di Carey, portò la sua. Divisione a Frensham , dove pernottò. Il ·15, Grant continuò ad avanzare. Egli moveva da Fox-HiH (Chobham Ridges ) alle 7 antimeridiane, e giunto al villaggio di Chobham portava sulla destra la brigata prncipe di Sassonia spingeva brigata Lysons fino . al cimitero di \Vokìng. Il movimento era coperto sulla destra dal 3° reggimento Dragoni guardie . Due battaglioni formavano la vangua rdia , e nello stesso tempo osservavano le corrìuuieazioni colla sponda del canale verso A1dershot. Nello stesso tempo il 4° reg.gi~en.to Life Guards esplorava il terreno verso l'Hog's Back nella direzione del nemico.

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Alle ~ 30 _pomeridial).e Grapt .e1tarfo FOssesso ~della catfna dell'H?g's Bac~, , ~d accampaya? le ,sup 1tru-ppie nel modo ~eguente: ,, , , 11 ,.i, (l~Jll, l ,., ;,;Il ~uartie].'e generale Jfi · piyisione e la :btigµ,_ta,di; ,ean valleria pretso Pirbright e Burnts ./-leatlt ... ~ :rL a, hri:: g,at.a principe di Sassonia Wein:,iar .a Cobbet-.Hz°lt-G(Jl}nmon, e la ' brigata Lysons a , Wb,itemoor Co~inon. :-i ,, Nella st!)ssa mattma del .f 5 il generale Stavèley .av.evà. continuato la sua marcia all'incontro di,Carey, .',è p>oco dopo il mezz,o giorno le due d,iv,isioni aveyano lattor la !oro congiunzione,r ;La <JivJ.§ione Carey p~se ih suo campo presso Little Pond,{Erensham), Staveley accam·pò la Brigata Br;_ownrigg e.d u,µa parte della sua , artiglieria a Thursley Common; il, rimaneÒte del!' arti,..; gli~ria, la brigata· Mac ~~ahon ·e la,brigata,Stephen:som . a Hankley Common, circa mezzor miglio a d~stra. . Nella notte dal ,ft\ al rn la divi'sione Grant fu rinfor-l zata da tre batter.je d'artiglieria ·e 2000 uqmini~ di fanteria. Egli occupò la e.resta dell'Hog's Back e.J spinse i predetti due mila uominj con artiglieria fino all'Hungry Hill, presso il c~µipo di Cesare. · 1 1 ·_e ,r 1 Le due divisioni nemiche, sotto il comando supe~ v riore del generale Staveley, si decisero ad _àttacc.are .Grant nella mattina del ,16. Le operazioni di questa giornata, dietro ordini del duca di Cambridge, do';évano esse,r e limitate dalla strada Puttenham,-WaJ11,borough sulla sinistra e dal Beacon Hz'll sulla destra. Gran( avea posto un dista'Cçamento di c;:tcciatori à piedi (Rifle Brigade) all'intersezione della strada di Tongham con quella (J,uilford-Famham. Da questo punto verso la sinistra il ciglio dell'Hog's Rack er~ ocwpat.9 da un battaglione dei (iranatieri guàrdie e da uno squadrone di Life Guards. Sulla destra del punto precitato erano collocat~ tre pezzi in' h<:ttteria, ed altri tre trovavansi sull'estren~a sinistra verso Pute

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3'7'7 .téhliam>.i::·Quest.e truppe j erano 'còperte da una cat~na di/,ilvàmposti stabilirti ,nella' pian\1ra . L'estr ema aéstra .a Hungry Hill era tenuta, come già rdiss'i, tl'a 2000 mini ' e,,qù-àlche' petzd.1 H ~i·osso deTl' artiglieria di Grànt .éral in.. ,p0sizidne a !f'òx ·Ifill, presso Ash. . • 1 -, Alle· s·,, 30 àntimeridiàne i foraggieri nemici comparvero in ·(V,i'sta dell''Hog's l3aek;· Pòco àopo una colonna di·,fanterià: sboccava·,sotto Croolisbury If'ill e stendeva 'i0sto in , cac·ciatori •i'l battaglione di lesta, mentre una batteria nemica c01locàvasi ·in ba(teria in una bella posizione al disopra di .Seale' e cominciava tosto il fuoco. Gli•avamposti di Grant tfurono in poco tempo respinfi. I Granatieri gua1;d,ie scesero nella pianura, ma furono tosto obbligati dalla prepònderante forza del ,nemioo a ri:p1'ençlere la loro pfima · posizione sulla ·cresta della collina, la quale era in· poterè di . Sfaveley alle 10 30. La fur.igata ·principe di Sassonia ritirava'.si in buon ordinei per Ashley-Green e ·Ash, occupando successivamente le posizioni favorevoli pér rallentare l'inseguimerito del nemico. Nella sua marcia retrograda il principe Edoardo di Sassonia fece saltare il cavalcav-ia dell 4 stazione di Ash, non · che gli altri clie incon'trò nella sua ritirata, e si. riunì al rimanente della Divi·sione Grant sulle alture di Fox Hill. L'altipiano di Fox Hill e1'a da questa fortemente occupato ed un ripìdo contrafforte, chiamato Gravel-Pit1-Iill, posto sul dinnanzi di- detto altipiano, era aifeso ,dai 24: pezzi. Là. brigata Lysons era collocata in riserva dietro la posizione verso Pirhright. Il prmcipe di Sassonia prendeva posizione sulla sinistra del contrafforte, coprendo con una fitta catena di cacciatori il piede dello stesso. ta destra era occupala in modo analogo da1 42° 1Iz'ghlanders. Mentre' Staveley attaccava l'Hog's Back, la Divisione Carey con un doppio attacco, di fronte e di fianco, DÉt.L'ESl'iRCl"TO INGLESE .

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378 LE GRANDI MANOVRE erasi impadronita, de!la posizione di Hungry Hill dopo una mediocre resistenza, ben naturale) attesa la sproporzione delle forze opposte, L'estrema destra di Grani., perduta la posizione di Hungry Hill, ripiegò su Fox Hill, ma con grandi difficoìtà, perchè tormentata dalla cavalleria del principe di Galles, il quale aveva anche distrutto due ponti sul canale, lasciando così all'avversario la sola possibilità di tra versarlo per mezzo del suo equipaggio da ponte, operazione che gli avvrebbe fauo perdere un tempo prezioso. Nel momento però in cui la sua ritirata era molto compromessa, Carey ricevè l'ordine di sospendere le ostilità e non oltrepassare Cove Common, essendo per quel giorno terminata la manovra. Ritorniamo a Staveley che abbiamo lasciato inseguendo la brigata principe cli Sassonia ·weimar. Trascorso il tempo fissato dai g iudici di campo per il ristabilimento del cavaleavia, egli traversò la strada ferrata alla slazione di Ash e sboccò in fronte cli Om1,elPit-Hilt . A. m isura che i suoi reggimenLj oltrepassa. vano Ja sLazione, sl.endevano in cacciatori la lorn testa di colonna e cominciava.no il fuoco, ma con poco vantaggio, poichè i cacciatori di G.rant occupavano eccellenti posizioni. D'allra parte i reggimenti di Staveley trovavano molta difficoltà nel.lo spiegamento a cagione del terreno, tanlo più che lo spiegamento in parola era fatto sotto il fuoco di un ' artiglieria nume. rosa e ben collocata. Una batteria di Slaveley riuscì a prendere posizione presso il piede del eolle, ma fu immediatamente cost.relta dai giudici di campo · ad uscir-e dall'azione, perché tale posizione non sarebbe stai.a possibile :in guerra . Dopo circa mezz'ora di fuoco di cacciatori, il duca di Car:nbridge fece cessare la manovra. Dopo aver descritle brevemente le fasi di gufsta

379 . prima giornata delle grandi manovre, io esporrò le mie impressioni sulle operazioni che in essa vennero eseguite, e così farò per queHe successive. , Panni probabile che il generale G·rant non vo1esse difendere seriamente la posizione del!' llog' s .Back, la quale d'nltronde è dominata sul fronte e sulla sinistr~. Infatti egli la occupò debolmente con una sola brigata, e da ciò sembrerebbe che la sua intenzi?~e f'~ss~ di nspettaro realmenfe il Jì,ernico nella . posJZ1one eh Fox flill dove egli aveva collocato il grosso delle sue forze. In quanto ai due mila uom ini. da lui spinti sulla sua destra, a grande distanza, verso Jfi~ng1·y Hilt, a parer mio essi erano completamente in aria, non collegati (o almeno poco eollegati} col r imanente ~ella Divisione . I{videntemente la .difesa fatta da questL duo mila uomini soli. c.ontro l'intera Divisione Carey doveva essere· debole, come lo fu realmente. Credo che con maggiore attività, Carey avrebbe tagliato facilm~nte la ritirata· al distaccamento predetto e .l'avrebbe fa(to prigioniero. Il movimenlo in-ritirata della brigata. pri~cipe di Sassonia We.imar da Hog's Bacl~ su P'oX: Hill fu benissimo eseguito e con molto ordme. Egh profittò del terreno eon criterio per fare faccia aJ nemico nelle posizioni favorevoli e rallentare la sua marcia. La pos izione di Grnnt a Fox ffill era be~ sccll~, e:l . ancora più era da lodare il modo con cm occupo d1fensi vamente ii conlrafforte Gravel-Pit-IiiLl, ma la vera forza di tale posizione era sul fronte, e se Sla veley, invece di shoccare da Ash ed attaccarla di fronte, avesse traversato la strada ferrata verso la sua sinistra ed avesse porLato il grosso delle sue forze sul franco des tro di Grant, avrebbe trovato difficoltà di gran lunga minori . 1; artiglieria in generale dimostrò • molta perizia nella scelta delle posizioni, lr-anne quella batieria di cui parlai poc'anzi, a proposito dell'auacco DELL'ESERCI'l'O INGLESE


38.0 ',LE ''GR'A NDI ·M'.<liNOVRÈ11 di' G-ravet:..Pit-HiZl, ma èiò ·norr fÙ èalpà a&Técfm'afi:tfaftite fa ,b,atteria,•ih quale -esegl:lliraru n' oì·Binlri:c èvuto:q ifo

"11.La.J.Se.ra· del J1.6 la Divisfone·• Ca~eY, d2can\~·ò";ac &oV;J Common presso Aldershot, e la divìsione Ist'afèllè?bc'l ci;ipòrl?frbrig ht ,col,:probàbilè 'intlI'nto;·iJ i1Wifnacdi5.rJIle co.municazioni d~ Grant e.olla.valle del Tall)igi, ·lètf 1pbrg bhgarlo ad', a:cC'ettar battagl ia "p'efr fpNSteg·ggrfè. ·•'110_) ;1 ..Nella stessa Isera :Gtaì':tt ' rittr0 tuità:l~ "sràf ùivisiòh~ ~a .. Fox Hill su Ghobha111i JWlges. a !1P-'ì r, Jta'vib .e u -,fo questo· ,giornu aJicuni' CGfpi\ ~i C·i1.md hàrono>'m H:1 1 t;frd.o, ne.I servizìo. dei. viveri·. ' Il>Co_ntréli <lJ va Ja1 céhpal a~ ..quarnei- mastr1 che non 1·a'veva110 temlfofai corWnfl? dei m.ovi~enti delle trupp_é; e .naturalrnetit~ i I qh~tt%'1~ mastri1 s1 · Scusavano 1 r.igefta:ntlohiàLrespò.n'siHililt rèiit' çontrol. )Per I9arte mia ·io ctedò1 che' il vè}o''r:aoiÌ\ro)t1i 1 qq~sto · inconverriente (ch'e si rinnovò qù'aJèhé 'r,'èflta 'j sebbe°:e •Se ne siano ésagera-lé IJ. i)r9po-r'ifo"nil dip€ind~D ~s,sen~talmente. d.all' organizzatione dei' L1uarti'Jr·gene'fd1i1 mgles1. In essi 1I dettaglio ' 16el >ts~rvizic.hfoif é r.cdhl~'i n.egli ~Itri eserciti europei, con~cnti~to ~.1iri"1 ur~j~\b)o ,~ cioè: nel ·capo di ·stàtt'o . ·nifigg'i'ofé~9 tùa'~ iì\vecetnelle m.ani . di. tre, CaJ:>Ì "di 'sèr'.vizio 'ìnt'er1lrii"enfé in:l:liperr'<l1Hti i l'un~)d~ll':aJtr;o: ·1'A~jutd;nt 'geneiflal,' 'periq·u aq~ò rigu'il~dah la •d1sc1phn~, il. Quarte}' imastèr 'gen'èlaJ per ' i ¼01i! '.) mel'lti cli truppa:, ed il Controller per· i· servizi" am nii J nistrativi. ·:Nelle passaté' fuan·ovr'e.la sdlà 1livisioff'e si~~n v:le:r aveva un cap01 di rstato'' 1½àggioré}1·il 'èo.Iòntlellò' ;:i Slfl., Gar.t?,et \ Vioolseley; e qtié'sta p\òsi~iòhe iJecèhiòna~e'' [ era •solamente unà prova. ereèlò If1nb'he ché' iFser v~zlé/l dei viveri sarebhe,s ta(o,p"i\j.tffl:cilèO~e 111 Divisiorfe JGraht ·i fosse stata approv,1igidnata J(la e:r:o~dr a:,; ~(1l •Utv1si8hi ; attaccanti lo fossero state da ,ùnlldéposì1tb \ taMiìlB si'.ìuk'l1 l0~'01t SUpposta base ·di operae;Ìo~i :~~ì 11o':faqòs'fa!~{iiléS1Ùi ',I' m~sur~ ol,tre alt' ess"erè ,," più 11confoi'tr~';!, a111quanfoìJk',/ièf' I Cede lil guerra, - avrebbe CdiVi'SO ,jl.olà'.vbrÒ' de}1•tJ'l:>ntro1: 1

Dl)2J,L'·f;S)'.:~Cfll0 INGDESE

3811

§1rçlJJR..cHn~ i;qaggiçtre .facil(tà ' e regolacitù.'Tal ·servizio. ~li pa5r;e 9-nc~ c:heJ ir1!ieggio,i<mti si, occupano poco.del lo11:~t s,eryfijo ,. di viv:e1;i ed t,;tiutano , molto sca-nsarnente r ·" ,~r , \,:,~·- · il ,la:vq,ro.bqel._~pqt(ol. .,;· .i ,' ·• ' ,. Il. 1J1.., s~ttern);ire ,Ju ,1giorno,, di ri}Jl,o.so; çssendo -do.:;. mw1ic,ç1. 1 , ,'(' ,)f I,, . !' , . ' •.•. l • , , Come , 1 t veduto pçic' an.zi.,,, fin dalla sera, del 1G la D~vi,7iop~ StpvelfYr. .ep~ accamp,ata: a Pirbright Common e la divisione Grant sui ç,Irobh,am Ridges, mentre,Carey' occupav8: çove".I Comm.o,n . In I eonseguene;a gli avamposti d~pe Divisipn~ Staveley e Gmnt erano' quasi· a• cqr1t?ittO, separate. però ·.dal canale Basingtoke. La mat-~ tiµ,?, d~l 18 Stavetey ,&i propose di eseguire Ull' attacco cornbin3;to delle su~ Di:vjsioni contro (h:ant per procurare di avvilupparlo,. ma la sua, divisione esegui sola l',a~t~pco, 1,Pef~hè il . generale, Carey· giunse sul luog-0 q~and~ la .ritirata d1 Grq,nt era, perfeHamente assicu-·, r~ta; e solo qualche bal~e,ri4 della SU/,1 Divisione prese par~e a.Il' azione sull'ultimo, allorchè lo scopo della: 1 giornata era fallito. ., . , ··n generale Staveley intençleva passare il ,canale Basingtoke e marciare pe,r Cow j)foor· verso la posizione di ,Gra1~t, ma il passaggio del . canale non era facile, essendo sta Li dis,trutti qal nemico -i ponti permanenti . cJ:!;e .su esso esistevano. •Staveley in,cominciò la costruz\on~ di un ponte militare, . ma .i giu,dici di campo gi.,ud!çarono tal~ operazipne irppraticabile sotto il fu0co ben nuirito di artiglieria ~ .fucileria che le tru)Dpe di · Grap.t eseguivano, riparate da uµa clig~ la ,q uale copriva, _il fronte del1a loro, posizion~ . Stav,eley riuni una forte massa .di artiglieria tper cpntrohauere le batte,rie del. nemic9, e fece cominciare la co.strl;lzfone del ponte. Tosto costrutto, la brJgaJa Steph~ns.0:n, .con quasi tulta , l'<}rtiglieria dr,Ila 3a_ Diyision~,, tra.versava su e-sso il ca.: nale, mentre la brigata B_rownrigg e la ·cavalleria di

sì

1


38!3

•

· LE

GRANDI MANOVRE

)fo.c ~Iahon sfilando lungo il canale stesso , verso si· nisLra, venivano, a passarlo a Co,vshot. La brigata Stephcnson, t.osto passato il ponte, marciò sulla posizion e di ONmt, spiegatn a :;inistra delJa strada sulla quale marciava l'artiglieria . La ma rcia era preceduta da una forte linea di cacciatori. i\Ientrè Stephenson impegnava l'attacco di fronte, la brigata Brownrigg aveva passato il canale a ·Cowshot e girava l'ala destra dell' avversario, per cui la prima linea di Granl dovette ritirarsi in disordine per non essere avviluppata. Le . due brigate Stephenson e Brownrigg, inseguirono G·rant, il quale aveva regolarizzato il suo movimento retrogrado, e si ritirava per scaglioni, sostenuti dall'art,iglieria che faceva fuoeo in ritirata per batteria. Al di là di Bisley Green la sua estrema retroguardia teùtò di far fronte al nemico; e ~Iac 1Iahon che inseguivà sulla sinistra si portò subito ad attaccar·la. La sua batteria a cavall<), con una marcia al galoppo, si spiegò in batteria a circa 500 metri dal · nemico . Il movimento . di deua batteria era proteLLo dal S0 reggimento d i Dragoni guardie ed il 9° reggimento di Lancieri:, jn colonna per squadrone, col 7° reggimento Usseri in riserva. La hntteria fece poehi spal'i, perehè i cacciatori di Grant con un vivo fàoco l'obb ligarono a rimettere gli avantreni, mentre i Life Gitarcls caricavano i Larrcierr che si erano spiegati al galoppo sulla destra dolla batteria. Prattanto la fo,n leria di Staveley · ra:ggiung·eva la ret.roguardia di Grant, e questa si poneva · nuovamente in ritirata . In questo momento fu suon:ato 'il segnalo p.er cessare la: manovra . Nella fazione fin qui dèscritta l'attacco della Divisione Staveley fu ben fatlo, e particolarmente il movimento girante , della brigata Brownrigg fu eseguito con una rapidità ed un vigore superiore ad ogni elogio . La parte della Divisione Gra,nt che trovavasi in prima

DEJ.Th~SERCITO INGLESE

383

linea; alla difesa dell'argino, avrebbe dovuto, a parer mio, essere dichiarata fuori di combattimento dai giudici di eampo, perchè in guerra le sarebbe stato impossibile ritirarsi,avendo la brigala Ilrownrigg ai. fianchi e quasi alle spalle. Il generale Staveley avrebbe dovuto perb aspettare l'arrivo di Carey per eseguire un DI.La cco combinato, nel qual caso è probabile che il generale Grant sarebbe stato posto in una critica si tuazione ed avrebbe perduto le sue comunicazioni con ,tondra:. Eseguendo l'attacco con forze uguali, Staveley ridusse il suo successo a piccole proporzioni, cioè al solo vantaggio di fare indietreggiare l'avversario di qualche chilometro, senza perciò modificare in nulla le sue condizioni rispetto alla -difesa, di Londra. D' altra parte Grant si servì poco della sua cavalleria. S'egli l'avesse impiegata ad osservare e proteggere b sua ala destra, il bel movimento di Brownrigg non avrebbe avuto lo splendido successo ch'esso ebbe. I?inalmente le Divisioni Slaveley e Carey · erano , nelhi mia opini<?ne , a troppo grande distanza l'una dall'altra, poco collegate fra loro, e separale da nn canale del quale era distrutta la maggior parte dei pònti. I<'u difalti questa circostanza quella che ritardò l'arrivo di Carey ed obbligb Staveley ad attaccare colle sole sue forze. Nella notte dal ,t 8 al ·19 la·Divìsione Staveley accampò a Three·· Barrows all'est di Chobharn Bidges ed al nord di Bisley Comrnon . La Divisione Carey pernottò a quattro miglia sulla sinistra di Staveley, a poca distanza dal Collegio militare di Sandhurst. Due miglia e mezzo innanzi· al fronte di Staveley, il generale Grant prese posizione. ,Le sue spalle erano appoggiate alla ferrovia Staines-Wokingharn , la destra terminava alla strada, Staines-Bagsho t e la sinistra a Gracioiis Pond e Fliitiers Hitl. Il fronte di questa posizione aveva u no svi·


384

luppo di tre miglia ed era · in forma di saliente, il cui vertice era formato dalla eima dello Staples Hill. Da questo, verso la pianura, · il terreno presentava un seguito di buone posizioni per l'artiglieria. La posizione scelta da Grant poteva malagevolmente essere girata, perchè il terreno al di là della strada fer.rata era terreno neutro non compreso fra quelli destinati alle man ovre. Egli la fortificò con umlici opere di campagna, alcune delle quali non erano ultimate nel mattino del ,t 9, ma il duca cli Cambridge aveva: disposto che tutte le opere tracciate fossero considerate come finite, dovendosi supporre eh' esse erano state costrutte per cura delle autorità 1Dilitar.i di Londra, nei giorni precedenti, per dare un appoggio a Grant nel suo probabile movimento retrogrado. Dalla faccia sinistra della predetta posizione il terreno scendeva con dolce declivio verso l'altipiano di Chobham, il quale però era ondulato abbastanza per coprire facil· rriente le truppe attaccanti. Innanzi alle opere da campagna poc' anzi accennate era stata costrutta con sacchi a terra una triplice linea di trinceramenti per fanteria. La strada postale di Londra passava alla . estrema destra del fianco di Grant, ed attraversava la strada ferrata alla stazione di Swnningdale, pel' cui · essa ,era nelle mani della D1visione G'rant: ma molte altre strade minori conducono nella valle del Tamigi, ·girando quella posizione; la quale . però, , come già dissi, acquistava una forza convenzionale, in seguito a1la neutralità del terreno posto alle sue spalle . .. · Il .fronte di ·Grant era occupato dalla brigata Sassonia Weimar e la sinistra dalla'<brigata Lysons. Il ··1° e 2° Life Guards e la milizia a éava:llo del!' Hants t • ' (Hants Yeomanry) erano collocati sùlla des.t ra. . , 11 119, 1per tempo, Stàveley fece èseguire una r,iconoscenza' di ' cavalleria per conos'c ere la posizicme ~el ~

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LE GRANDI 1\1ANOVR1J)

~

38·5 · gene1;ale '., G1rant\ e deaisè' di attaccarlo nella mattina s:Jessa" Egli1~i ipr0pm.1eva di eseguire colla sua Divisione . l' _Q.ltMCO di -fronte . ,verso Fow 'Jfitt, mentre Ca1:ey . at- . taccherebbe .sul fianco sinistro. l':! 0sser.vo~.c he, neÌ terreno di queste manovre-esistono t ari colti iche. portano lo stesso nome d1 Fow .Jlill e ..ché',11on devono ,essere· confusi l'uno coll'altro. Nella pr.,i1na: ma11ov;a . 110 già parlato di un F~ro Bill posto :vidnp ,ad ·lish, e, su questo ebbe anche luogo l'ullima. Jazi0ne; qJiello di cui parlo ora trovasi die:!,ro ai Chob/J,arr,, -Ridges~presso ·iStçiples Hill; finalmente esiste altro Fox {lfill sit@ .presso Hungry .Hi'll e Cove Common. , . Per dàrè tèmpò a Carey di giungere in linea al momento fissato; •Staveley cominciò la sua marcia verso iFox Jli..ll, dopo'.le-9 antimeridiane, su due colonne. Quell_a ,di, dest11a (brig11ta Brownrigg) ,passò per Clappers e .S1!ruhs:; quella di sinistra (brigata ~tephenson) per Westley Green·. Cias.cuna di queste, colonne era preceduta~da una. vanguardia composta di un battaglione, 1rno squadrone ·J3 . mezza batteria a. cavallo. Col grosso di ògni brig;:i:ta: marciava una · batteria di battaglia. Il I'imauente della brigata ,di Mac-Mahon .fn mandato ·s'uHa: sinistra, · e posto sotto . gli , qrdini del principe di Galles.:; .:.1 • • , · -. ·: 11 gener.ale Carey era.si già posto in marcia un' ora ,e~mezza· prima di Staveley, avendo egli da per_c orrer_e una -distanza nwggiore per portarsi . in linea. Tosto che le-- due })ivisioni ebber.o fatLo la loro congiunzione, -esse cominciarono l'atta,ccp ~ul fronte e su1'fìanc0, sinistrp deHa . ppsizione di. G-I'.ant, il qual~ ritirò le _,truppe e l' ar~glieria "PO.Sle' sulle ' posizioni avapza,te, e èOn es~e 11inforzò; i, sqoi fiançhi .., Fqctta,ntq il princ(P,e eh Galles colìa sua càva:lle,11i~ ·riusciva?- sboccare dietro il.fianco .destro di Gi;~nt.~EgJi ._era, !O~sto caricato dai Life Guards fed ar.r~s.~at_,Q d 41 fu@,ço d';lle rigotte. La fanteria i'J.lt~cDEliL-'1ESB,R0ITO INGLESE

J

ANNO XVI,

l rOL. IV.

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16


386 LE GRANDI MAi\"OVRE cante era formata dietro pieghe del terreno, ma l'attacco erà impossibile prima di aver ottenuto una decisa. superiorità sull'artiglieria di Grant, coperta da spalleggiamenti . Perciò alle 12 ,114 pomeridiane l'azione era ridotta ad un vivo fuoco d'artiglieria e. dì cacciatori contro le ridotte, mentre la fanteria coperta dal terreno aspettava l'ordine di attacco . In tale momento le trombe suonarono « cessate il fuoco » e la man ovra fu terminata . Il giorno 20 le truppe rimasero in riposo, per procedere ad una riorganizzazione completa delle forze opposte. Grant avendo il giorno prima tenuto la sua posizione, fu supposto che ciò facendo egli avesse dato tempo di arrivare ai rii;iforzi aspettati da Londra, i quali dandogli un effettivo uguale a quello dell' avversario gli permettevano ormai di prendere l'offensiva. In base a tale supposizione la Divisione Carey fu sciolta e la sua forza ripartita fra le due altre, le quali formarono così due corpi d'esercito comandati il primo da Carey ed il secondo da .Staveley. Quello di Cal'ey rappresentava i! corpo di difesa e queìlo di Stave]ey il nemico. In seguito a detta distribuzione di forze, i due corpi ptecitati risultavano composti nel modo segu~nte:

387 Colonnello vVoomhwell.

DELL'ESERCITO INGLESE

2"' B1•igata di Cavalleria. -

40° Reggimento Usseri. 42° Id . Lancieri. Hants Yeomanry (milizia a cavallo dell' Hants). Due batterie d'artiglieria a cavallo.

1

Fanteria. Brigata principe Edoardo di Sassonia Weimar (con una batteria). Brigata Lysons (con una batteria}. Brigata ì'llax·well id. Riserva d'artiglieria, due batterie di battaglia . CORPO NEMICO.

Comandante generale - ~Iaggior generale sir Charles Staveley.

Divisione di Cavalleria. Comandante la divisione - i\Iagg ior generale Hac l\fahon. l" E-rigata di Cava,lleria -

1

Colonnello Seymour.

CORPO DI DIFESA.

Comandante generale -

~faggior generale Care;r.

Divisione di Cavalleria. Comandante generale -

S. A. R. il principe di Galles.

1"' Brigata di cavalleri"a -

•

2° Reggimento Dragoni guardie. 3° Id . id. 7° Id. id.

Colonnello Marshall.

4° Reggimento Life Guards. 2° Id . Id. Reggimento !forse Guards.

2a B1:igata di Cavalleria - Colonnello Fiennes.

7. Reggimento Usseri . 0

9°

Id. Lancieri. Una batteria a cavallo .


388

LE ·GRANDI MANOVRE

Fanteria. Brigata Brownrigg (con una batteba). Brigata Stephenson id. Brigata Smith · id.

Rùe1°va d'artiglie1"ia. Una batteria a cavallo. Due batterie di battaglia. Nella notte dal 20 al :.>.if, il gencr al~ Staveley era accampato sui Chobham .Ridges, ed il corpo di Carey oc,cupava l'an tica posizione di Gr~nt presso Staples Hill. Alle 6 30 antimeridiane del ;2 ,1, Carey si pose in marcia per Bisley Green e F1·imley, e sfilò lungo i Chobham Ridges, coll'intento di portarsi sulle comunicazioni di Staveley, ma giunto a Fox Bill vi trovò il nemico che occupava la cresta di àetto colle colla sinistra a Cur!y Bill. In questo punt9 erano collocati tre reggimenti di cavalleria con artiglieria a cavallo. La destra di Stav~ley era fortemente occupala da fanteria ed artiglieria, ed altra fanteria con due batterie era tenuta 1 in riserva in seconda linea . Verso le 411 412 pomeridiane il principe di Galles con due squadroni di Usseri eseguiva una riconoscenza sulla sinistra di Staveley e giungeva .su Curly Hill quasi all'improvviso, ma la cavalleci,a di Stayeley caricava tosto detti Usseri, facendoli quasi tutti prigionieri. All' 1 e 112 le teste di colonna di .Carey cominciarono ad essere visibili ed il fuoco d'artiglieria dì St.a veley cominciò contro di esse, ma il vero punto di 1

•

389

DELL'ESERCITO INGLESE

attacco non si poteva ancora prevedere. Verso le due il movimento d i Carey era perfettamente sviluppato. La brigata Lysons attaccò la sinistta di Staveley, cercando di estend.e rsi sulla propria. ~destra per spuntare l'ala sinistra del nemico; la brigata principe Edoardo di Sassonia attaccò sul centro, sostenuta a -s inistra dalla brigai.a ~faxwell. In brevissimo tempo Lysons aveya girato l'ala sinistra, ed i suoi reggimenti erano sul fianco di Stavelev. Quasi contemporaneamente la brigata Sassonia Weimar si spiegava ·sull'altipiano. Il generale Staveley spiegò immediatamente le sue due linee, e cominciò un fuoco violento di artiglieria e di moschetteria contro il nemico che già trovava.si a .circa 250 metri, e con'tinuava ad avanzarsi p rotetto d'alla s·ua artiglieria . La cavalleria di Staveley posta sulla sinistra si preparò allora a caricare la brigata Lysons ma fu fatta fermare dai giudici di campo. F1;attanto Lvsons continuò ad avanzare, ed il fuoco di moschet1.iifa s'impegnò furiosamente alla distanza df 30 a fi,O metri . A tale punto il ·generale Staveley tentò un passaggio di linee, ma ne fo imped ito dai g iudici di campo. Egli c01ninciò quindi là sna ritirata, protétto dal fuoco concentrato di tutte le sue batterie e da cariche sucfratcessive per i·eggimento della sua cavalleria; tanto la brigata ~Iax,vell sboccava sull',altfpiano, a destra della sua linea di ritirata, e ·nuovi . ba:ttaglroni · di Caréy g iungevano ·sulla posizione, s/.endendosi talmente verso la sinistrà 'da m inacciare le sue Jomunicazioni con Aldershot, mentre il principe ai Galles colla sua cavalleria e l'aTtiglieria a c<?,vallo prepà:ravasi · a,d·auacnai·-e il suo fuìnco sfoistro . Con tuttociò il generile Stavelev, trovando verso le 3 una buona posizione-, · fertnò la sua ma1..cia retrogbda e volle .far fronte nemièo·. Pèrò' il 'rnovimeì1Lo di questo era -gi'à talmente prbnunziato sul suo fianco che non vi era pe·r luì, te'ru15o

·ma'

al


390

LE GRANDI MANOVRE

da perdere s'egli voiea impedire di essere completamente avviluppato, ed in conseguenza si vide costretto aritirarsi definitivamente. Le trombe diedero allora il segnale del fine della manovra. In questa giornata la marcia di Carey fu lenta, com'era da prevedere, non conoscendo egli sulle prime la posizione dell'avversario, ma ne fu perfettamente informato, a misura che avanzava, dai suoi esploratori, e giunto in vista del nemico il suo attacco fu ben ideato e perfettamente eseguito . In quanto al generale Staveley, una volta l'azione impegnata, egli agì con tutta l'energia e la perizia ehe si doveva aspettare dalla sua ben stabilita riputazione; ma a parer mio il servizio di esplorazione deIIa cavalleria di Macì'llahon fu mediocremente esegui{o, ed è probabile che Stàveley fu sorpreso da. Carey, e che quasi fino all'ultimo momento egli ignorò completamente i movimenti del nemico. Il momento dell'attacco fu bello ma il fuoco fu continuato troppo lungamente a di~ stanza che sarebbe stata impossibile in guerra, senza la completa distruzione delle due parti combattenti. Questo errore è àifficiìe ad evitare in qualunque esercito nelle manovre di pace. In guerra certamente è più raro, perché i proietti del nemico correggono tosto uno sbaglio ·di tal genere. ~ In detta fazione, come in tutte le altre, non ho mai veduto formare colonne d'attacco. Questo ebbe luorro sempre in linea. Certamente nessnna truppa potrebbe attaccare, con min'oti inconvenienti, in detta formazione che la fanteria inglese, .poichè anche nei difficili ~erre.~i di queste manovre essa eseguì sempre · a~m1rabu~1ent: .le sue marcie in battaglia, ma precisamente m simile terreno parmi che la formazione ì~ colonne di compagnia , da spiegarsi a piccola • distanza dal punto cl' attacco , avrebbe permesso di

DELL'ESERCITO INGLESE

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tenere le truppe coperte per una gran parte della marcia . Con questa fazione ebbero termino per quest'anno le grandi manovre autunnali dell'esercito inglese . Ho procurato descriverle il meglio che mi è stato possibile, affidandomi alla mia memoria ed alle note prese sul terreno. A parer mio questo primo saggio fatto in Inghilterra ebbe un bellissimo successo . Se qualche piccolo errore fu commesso , se qualche dettaglio lasciò a desiderare, l'insieme però delle manovre fu eseguito bene, con alacrità e con vero spirito militare. Del !'esto gli errori furono tosto scorti dalle autorità militari inglesi, e sono convinto che colla ripetizione di manovre simili ogni anno, esse diverranno sempre più inappuntabili; ciò che non è difficile cogli stupendi elementi che costituiscono l'esercito inglese, i quali non potrebbero certamente essere migliori di ciò che sono attualmente . A parer mio nelle precitate manone il servizio di avamposti e di esplorazione avrebbe potuto essere migliore; non già per mancanza .· di zelo e buona volontà, ma per dii~tti del sistema. Eppure, ove si voglia, questo ser.vizio può essere reso perfetto con quella magnifica cavalleria ; con soldati intelligenti, disciplinatissimi, dotati di amor proprio e di eccellenti qualità mili.tari. Le manovre ebbero termine con una rassegna passata il 22 settembre ·c1a S . 'A. R . il duca di Cambridge, nella Long Valley, valle arida e sabbiosa, situata presso il South Camp . Le truppe passate in rassegna presentavano (attese le variazioni occorse nei volontari) un effettivo di 30,233 uomini, 5, 70,i cavalli e 90 bocche da fuoco , :ripartiti nel modo seguente : - ii O reggimenti di cavalleria regolare - un reggimento di milizia . a cavallo --:- 4 bauerie di artiglieria:a cavallo 11 batterie di battaglia - :Z3 battaglioni di fanteria regolare - 1 O battaglioni di milizia a piedi - 2


39~ LE . GRANDI ilfANOVRE compagnje e 4 battaglioni cdi volontari - un distaccamento di zappatori col , loro treno ed equipaggio da ponte - il corpo di amministrazLone (Army service corps) col suo treno - il treno ausiliario. · Le truppe erano formate su tre linee: la pr:ima di· fanteria in linea di battaglioni serrati in massa per divisione di due compagnie ; la seconda di reggi- . menti di cavalleria in colonna per squadroni ; la terza dell'equipaggio da ponte, treno del genio e quello dell' Anny servi'èe corps. Le tre Divisioni sfilarono in colonna successivamente coll'artiglieria in testa, seguita dalla cavalleria, e quindi dalìe brigate di fanteria; l'artiglieria per batteria ad. intervalli serrati, la cavalleria per squadroni · e la fanteria per divisioni di due compagnie. L'equipaggio da ponte ed il treno erano in coda. Tosto finito lo sfilamento al passo, l' artiglieria e la cavalleria sfilarono nuovamente al trotto. Le truppe regolari sfilarono in ordine ammirabile, e credo impo.ssibil e lo sfilare meglio . La milina ed i volontari anche rn,-.rciarono bene , ma naturalmente in modo inferiore a quello delle truppe regolari. Osserverò che pres50 l'esercito inglese i generali sono preced uti dal loro stato maggiore, nello stìlameuto. Dopo avere terminata la rin ia relazione sulle manovre di quest'autunno , credo bene dire alcun~ parole sull'attuale organizzazione dell'esercilo inglese. L'esercito regolare della Gran Bretagna consta. attua!- .. mente di 109 reggimenti di fanteria di linea, tre reggimenti di guardie a piedi, ed una brig~ta di cacciatori a piedi (Rifle brigade) - cli 31 reggimenti di cavalleria - cli un corpo d'artiglieria - di un corpo del genio, e di un corpo di amministrazione (Army service corps) . In detto esercito non esiste un corpo di stato maggiore

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393 nel vero senso della parola. Gli uffiziali: cli stato maggiore sono scelti per concorso in qualunque arma, fra gh uffiziali subalterni e capitani che contano cinque. anni di effettivo servizio . Essi entrano come allievi interni nel Collegio di stato maggiore, ove fanno un corso di due anni, terminato il quale subiscono l'esame e sono destinati ed un impiego di stato maggiore per cinque anni ; trascorso detto periodo cli tempo, essi rientrano al corpo .cui appartengono, nè possono essere richiamati allo stato maggiore prima di aver prestato altri cinque anni di serviziQ nella propria arma. Il Collegio di stato maggiore è stabilito pre$SO quello - militare di Sandhurst e consta di '40 posti gratuiLi . Quando lo visitai esso era comandato da un colonnello, il quale però dipendeva dal governatore della Scuola militare, che è un luogotenente generale . · Il corso del Collegio di s tato maggiore comprende l'insegnamento delle,seguenti materie: - Si.oria militare - fortificazione ed artiglieria - topografia e disegno topografico - amministrazioi1e militare - matematiche - lingua francese - lingua tedesca - lingua .indostana - geologia ·- chimica - e filosofia naturale: Il servizio topografico e geodetico non è affidato allo stato maggiore ma bensì al corpo del genio. Però presso il Ministero della guerra esiste un ufficio che porta il nome di · topograpMcal branch_, il quale si . occupa delle levate militari e delle carte ne cessarie per il servizio dell'esercito, come anche di riunire dati statistico militari. Detto ;ufficio è sotto )a direzione di un capitano , coadiuvàto da due u ffiziali e dal numero necessario di. disegnatori-topografi e scrivani . I reggimenti della fanteria inglese non sono formati collo stesso numero di battaglioni . I tre reggimenti delle guardie a. piedi ne hanno tre. I reggimenti di linea dal numero ,J al 25 incluso sono su due batDELL'ESERCITO . INGLESE


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LE GRANDI MA?\OVRE

taglioni; ed i riinanenti constano di un solo, tranne ii 60° ch'è di cacciatori, ed ha quattro battaglioni. La Riffa br,igacle ne ha anche quattro . Tutti i reggimenti di fanteria hanno il loro deposito, che rimane aggregato ad un corpo stanziato nel territorio delle Isole Britanniche, quando il proprio reggimento è destinato alle colonie. Ove un solo battaglione riceva tale destinazione, il deposito resta col battaglione che non parte . Questa differenza nella forrrwzione dei reggimenti non ha grande importanza, perchè iu Inghilterra il b nttaglione non è solo unità tattica , ma ~è anche unità amministrattiva, e le uniche relazioni esistenti fra i battaglioni. dello stesso reggimento consistono nella comunanza di carriera, poichè nell'esercito inglese l'avanzamento ha luogo per reggimento dal grado di sottotenente fino a quello di colonnello inclùsi vamente. I battaglioni consta.no di dieci compagnie le quali', per la manovra, formano due mezzi reggimenti di cinque compagnie ognuno. La cavalleria conta 31 regg imenti, cioè 3 di corazzieri (~ 0 e 2° Life Guards e Royal Horse Guards) - 1O di dragoni - 5 di · lancieri e 13 di usseri. I reggimenti sono su quattro squadroni, ciascuno dei quali è diviso in due compagnie chiamate troops, le quali formano due unità senarate, tanto Der iì servizio <manto , • l per l' arn ministra'zione. L'artiglieria è divisa in 31 brigate, delle quali o di artiglieria a cavallo - 24 da piazza e di battaglia una di deposito ed una di artiglieria da costa. · Le batterie sono su sei pezzi, anche sul piede di . pace. Il corpo del genio ha 40 compagnie di zappatori e 3 compagnie del treno dei parchi, con un deposito del treno stesso. Questo corpo è incaricato anche del servizio topografico e di quello dei pontieri. La sua sede principale è a Chat.ham . 1

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DE_LL'ESERCI'l'O INGLESE 395 L'avanzamento nelle armi speciali ha luogo esclusivamente per anzianità. La carriera viene incomin~ ciata in qualità d i cadetto nell'Accademia militare cli Woolwich . L' ammissione ha luogo al concorso . Il corso è di due anni, e si aggira sulle materie seguenti: matematiche pure ed applicate - fortificazione e disegno geometrico ·_ artiglieria - disegno topografico - storia militare - lingua francese - lingua tedesca - disegno di paese - chimica e fisica. . Nella cavalleria e fanteria l'avanzamento ha luogo per anzianità o per compra di grado . La promozione per anzianità si verifica unicamente per -le vacanze lasciate da uifiziali morti, U posto dei quali rimane a disposizione intera del Governo, perdendo la loro famiglia ogni diritto al rimborso del prezzo del grado. La ,.promozione a sottotenente è anche gratuita per i cadetti allievi della Scuola militare di Sandhurst. In tutti gli altri casi iì grado è comprato , ed il prezzo di esso è pagato, non g ià al Governo, ma all'uffiziale stesso che si ritira dal servizio, dopo aver ottenuto. dal Ministero della guerra l' autorizzazione di vendere la sua commissione . Il regolamento stabilisce il numero di anni che l' uffiziale deve passare in ogni grado prima di poter essere promosso a quello immediatamente superiore, e ·per tale promozione egli deve inoltre essere dichiurato idoneo, in seguito ad esame. Ogni impiego che si rende vacante per ritiro del titolare è devoluto di diritto, per ordine di anzianità, agli uffiziali del grado immediatamente inferiore che vogliono e possono farne l'acquisto; r imanendo questo un contratto privato fra l'uffiziale che si ritira e quello che aspira al suo impiego. A taìe èontratto il Governo è affatto .estraneo, tranne in quanto riguarda le condizioni d'idoneità e di servizio dell'aspirante. I prezzi dei varii. gradi sono bensì fissati dal regolamento,


396 . LE G~ANDI M4NOYRE m~ generalmente essi sono venduti pt1r somma· m1:J,ggioré. La Scuola militare di Sl?-nçlhurst é situata in , una axnena. posizione, non lungi dalla stapi@ne di ~Farnborough. Gii aJlie.vi sono alloggiati in un grandioso fabbricato P?Sto in mezzo di Ùn vasto pa11c_o, ·,c.ou(enent(;) un grandioso lago, bellissimi .viali e ,p1;ati. su cui hanno luogo le istrnzi.oni mi)itari dei cacletti.- II. locale è costrutto per , 300 allievi . _Jl corso è~ di due· anni, durante i quali vengono insegnale le,.,s~guenti materie.: maLematic~e - fo_r.tificazione ,.,,_.~topografia e disegno topografico -:-. storia militar~ i,-,- ·regolamenti d'esercizio' di ,contabilità e di corri s,pondenz-a ufficiale - di~egno qi paese - e lingua fr?-.neese. L'ammessionè alla Scuola J-~a lu,_@go :per· esame di. c~ncorso;. ,Nello _scorsq settembre n'er~ governatoue iL lu.ogotenente generale six Dunca..r;i Cameron,, che : oo-•• n1.andò. tn Crimea la briga~a di flighlanders , dop0 sirr Colin Campbell. . . ,tn • Da quanto rni fu detto, il Gove_n\O ,ha_intenzio.me-.di : modific nre le conchzi,011i attuali. di detto istituto ._Seoolildo il nuovo proge,ttq, i c,andicla~i doyrehbe119 senìre ,peru n anno .n~i reggimenti,r jD,_,- qu9lit.à 1 di cadetti, .e SJlperato quind~ . l'°esaill:~ 1,di. q.m.missiçme farebb,ero·· alla. Scwili-t cli ·s ap dl1urst un, c.qrso Ili- un , m1n_o; :,!{elativo, a studi pu{am,~nte ,plHit?-fi/ Alla :finq dell'anno I di corso r gli all,içvi st1.p.i rf;bber~ l;e~ame , di .uscit,i per la~prom9zione ~ _so,!!9t~n~nte nype, 1;mi. di liqeg. n recJut~n,iepto, clell'.~erci.to è e~èttuato esclusj,y0c- ·• m~.nt~ pe,r mezzo ~i arru~lamenL,iav.,olontari .J,a ferma. è çlì, 12,Janni, _t,v,erso· fìne èdei qqali_il soi~a_to, p-uò ·, riassgldar:si , per al.tr.i ,f 2, _,ma,giµ1\to ai i~-1 · anni cl~: ser- . VIZ~O e~etttvo1.egli }1a, 1 _ diriµo a;lla pensione clt l'i},OSf)~ . Quanto finor,;1..)J9r, qe;tLo 1riguardQ i!H' organizzazib:ne del_l'eserèi~9 .i~gl~se ~i-rif~ri~~ç ,,ftll]prdit1~·~d~ ébse, a~ • tual~p.en\~ 1 f.SiP.tente 1 jL(J t,1{1-l~ i}_?re,sJp rlìa~.~e,r-à ~allo stMo ·~ 1 • ••

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397

DELL'ESERCITO INGLESE

di tradizione, poichè quest'esercilO è ora per entrare in una fase di trasformazione radicale , dovendo in esso essere ·variate ie due basi fondamentali di ogni organamentò militare-; cioè la legge sull'avanzamento e la durata della ·ferma. Difatti a cominciare dall'anno venturo sarà abolita la compra dei gradi, ed il tempo di servizio del soldato, senza cessare <li essere volontario, verrà ridotto a sei anni sotto le armi , e sei ' anni nella riserva. Al nostro· punto di vis ta, la legge attuale di avanzamento dell' e,sercito inglese non è difendibile; ma è incontestabile eh' essa offriva due vantaggi considerevoli, éioè: ·1 ° Economia per il Governo che aveva a suo carico pochissime pensioni di riposo; ~ un solidoed invidia.bile spirito cli corpo, naturale conseguenza dell' av.anzamento completo per reggimento. Finora non si conosee la nuova legge sull'avanzamento, ma qualunque essa sia, le promozioni non potranno più aver haogo per corpo, in un modo affatto esclusivo; e perciò è da temere che lo spirito di corpo-ne abbia da scapitare, paragonato a ciò ch'è attualmente. In qu-trnto alla modificazione apportata nella durata della ferms, parmi ch'essa dovrebbe produrre una dimi-nuzio-ne anzi che un aumento nel numero .degli arruolamenai. Difatti in un paese dove non esiste la leva, ge&.e,.tll.lmente il volontario che si arruola adotta la carriera militare come una nuova e permanente professione. Ora col nuovo sistema non a.vendo più la speranza di una pensione per la fine della sua carriera., nessuno avrà interesse di abbandonare durante_ sei anni il proprio mestiere per ritornarvi dopo tale periodo in condizioni molto più sfavorevoli di quelle. in cui egli versava prima del suo arruolamento. Oltre all'esercito regolare, l'Inghilterra ha battaglioni di milizia formali da uomini arruolati volontariamente0


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LE QRANDI MANOVRE DELL'ESERCI'r0 INGLESE

i quali sono chiamati sotto le armi per l'istruzione durante quatlro seuimane ogni anno. La durata della fe rma neìla milizia ha variato più volte ; ora credo sìa di cinque anni , ma mi è sfato detto che sarà presto modificata. Questi battaglioni hanno quadri permanenti, e quando sono sotto le armi sono soggetti ulle leggi militari al pari dell'esercito regolare. In quanto ai volontari , essi sono perfettamente simili alle nostre guardie nazionali. Le nuove leggi · organiche deìl'csercito, da me poc'anzi accennate, incontrarono grande opposizione nel Parlamento, e parmi che non godano molto favore presso la massima parte degli ufficiali inglesi. A parer mio esse produrranno inevitabilmente un cambio, lento forse , ma radicale, nella natura intima del tipo militare britannico. L'avvenire dirà se ciò sia un progresso od un peggioramento. In ogni modo si capisce facilmente che l'uffìziale inglese possa avere un pensiero di rammarico per una legge di avanzamento che ha prodotto generali. quali il ducn. di Wellington e Lord Clyde, e per un organamento militare che ha potuto creare l'ammirabile stampa dei soldati di Waterloo e d'Inkerman.

CENNI

SULLO STATO SANITARIO DELLE TRUPPE DELLA DIVISIONE DI R.OMA ED AL

CAMPO El' ANNIBALE NBLL'llSTATE

rn7~

Ora che l'autunno volse al suo termine, e la malaria ci lascia alcuni mesi di tregua, può forse non essel'e privo di quulc.he interesse gittare uno sguardo retro~ spettivo sulle condizioni sanitarie di quella parte del nostro esercito , che trovandosi stanziata nei ìimiti della divisione di Roma dovette per la prima affrontare nella stagione più malsana la perniciosa influenza della malaria che spadroneggia· per tu.Ho l'agro romano, tenendo per così dire bloccata la città, e penetrando benanco in molti punti sino dentro la cerchia tracciata dalle mura aureliane . La forza media ·dell'intera divisione nel quadrimestre luglio-ottobre risultò di 8750 uomini. Si avevano al primo luglio negli spedali 340 infermi - e ne entrarono durante il quadrimestre 2660 - totale 3000 . curati. Di questi uscir-on o guariti ai corpi 28 16, fu.:. 1


SULLO STATO SANITAR10 DELLE 'l'RGP PE, ECC.

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,i,00 CENNI rono inviali 111 breve licenza di convalescenza in patria 104, in lunga convalescenza (di più di 3 mesi) 19. Furono riforinati 38 - morirono 23 negli spedali (oltre 2 uffi_ziali che morirono a domicilio). Si ebbe dunque un'entrata media giornaliera di 2 .47 per '1000 della forza - quindi un'entrata giornaliera uguale a quella che si ebbe .in tutto l'esercito nel 3° trimestre del biennio 1867'-68 - la quale pure risultò di ';l, .47 per 4000 (vedi Notizie statistiche ecc. , pi_ibblicate dcilla ComrnissiMie statistica del Consiglio super iore di - sanità militare, Firenze, 4 8'70, pag. 7). La mortalità che s i ebbe fu assai moder ata, come quella che corrisponde a 9 .fkO per 1000 entrati; ed è sensibilmente minore della mortalità media avuta nel 3° trimestre del biennio summenzionato, la quale fu cli HL9 (vedi loc. cit. ). Pertanto se si considerano cumulativamente le condizioni sanitarie cli tutti quanti i corpi della divisione, sia dentro Roma, che fuori di essa, nelle città secondarie, come Velletri, Viterbo, Frosinone e luoghi vicini di minore impor tanza, s i vede come lo stato sanitario sia stato soddisfacenLe anzichè no·. I\fa la cosa cambia. aìquanto d'aspetto, se si prendono in ispeciale considerazione le truppe che co mponevano propriamente il presidio di Roma . Queste verso il principio di giugno si trQhvano già in condizioni poco lodevoli: e davano già a quell'epoca a divedere d'aver risentito l'influsso pernicioso della malaria, il quale doveva essere riuscito in questo anno ancor più energico per lo straordinario allagamento avvenuto agli ultimi dL dicembre del 1870. Si aggiunga a ciò, che dei corpi costituenti il presidio della città, alcuni (il i 0 ed il 2° ·reggimento granatieri) provenivan~ da . Venezia e dal suo Est_u ario, ove erano stati forteménte travagliati dalle febbri, e traevano seco un buon numero di sol-

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dati g ià in preda alla cachessia palustre, e predisposti alle recidive. Lo stesso accadeva dei pontiei:i che venivano da Pavia. - Non è quindi da stupir e se il numero degli infermi avuti nei mesi a cui si accenna; fu piuttos to considerevole; il eh.e per altro non vuol dire che a bbia raggiunto quelle spaventevoli proporzioni cui si poteva temere di vederlo arrivare , se si fosse aggiustatéJ fede a tutte le ominose previsioni, con cui alcuni degli indigeni ci venivano spaventando, tratti forse in errore dai fatti occorsi negli eserciti, che, prima del nostro , qui avevano fermato le loro stanze. Ecco il rigido linguaggio delle cifre . Sovra una forza media del presidio calcolata a 5'.260 uomini, non comprese quelle truppe che si andavano avvicendando al campo, del quale si parlerà più sotto, si ebbe nel quadrimes Lre la cifra totale di '.2309 infermi entrati allo spedale di S. Spirito (sempre esclusi quelli che provenivano dal campo). Le entrate dunque raggiunsero una· media giornaliera di 3.56 per mille . A formare questa cifra, le malattie interne contribuirono per circa 410 e su queste le febbri a chinina per circa 2[3. Si ebbero 16 morti : vale a dire 3.04 per '1000 entrati . Cifra in verità assai poco considerevole : per la met.à circa dovuta alle febbri , ccl ai loro esiti . . L'afflusso degli infermi a_llo spedale di S. Spirito obbligò, onde evitare un soverchio affollamento , da cui venissero peggiorate le già poco felic i sue c:ondizioni igieoi che, ad eseguire cli quando in quando alcune traslocazioni in ospedali delle vicine divisioni. Gli informi per tal modo inviati a Perugia ed a Caserta sommarono a '.235. Ollrecciò per favorire od accelerare il ripristinamento delle forze di coloro, che, dopo aver avuto troncati dai farmaci gli accessi fehANoo xv,, VoL. 1v.

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SULLO STATO SAN11'AR10 DELLE 'l'RUPPE, ECC.

brili, rimanevano calmentc afllcroliti da non poter così presto riprendere il sen·izio, e neìl' t1ria poco sana dello spedale avrcl;>l>ero ,wnto, ri~;;u·d&to il ritorno alla prirniera fl orida salute, e per proven ire le recicliYe, immancabili se rssi non fossero Slélti per qualche tempo sol Lrau.i all'influenza dcl i' uria di Bmna , i l gcnernlc comandante la cli,•isi one oriiinò si cercasse nelle Yicinanze un qualche luogo salubre cd a<latto a stabilirvi un deposito di convulescenti. Si trovò infatti presso Frascati un locale conveniente ; e \·i si stabili un deposito , che comiuciò a funzionare il 18 agosto, e fu chiuso verso la metà di novembre. In questo Yennero ricoverali in tuuo '1 'H co11Yalescenti- (la cifra media giornaliera dei presenti fu di 4-8 - la 111assirna di 7·i ). Le condizioni igieuichè clelJa scelta località si sperimentarono assai buone, talchè questo stabi limcnlo rese non pochi servig,i. A com1>a1,tere l'infl~enza. del miasma fob brigeno, oltre tulle le cautele che sono generalmente raccomandate a q11csto fine, e sulle qunl i, come troppo note, non occorre qui più a lungo fo rmarsi, si Dmministrò in agosto e settembre una dose di dieci centigrammi Lii solfato di clrìnina, sciolti nel cafi'è o nel vino, tre giorni la settirriana, ,a tutti i rn ilitari di bassa forza, e principalmente a quelli che erano già stati colti dalle febb ri accessionali. Anche ùa questo provved i men Lo bisogna ammettere siasi otleuuto un buon eITctto , poichè nel mese d'agosto, notato come il più pernicioso dell'anno, al punto che, secondo i calcoli del professore Baccelli, si ha in esso il doppio dei casi di febbre .che non nel luglio ( 1), anch: pellc~,trnppe ·d~l , presidio di Roma la 1

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1) Dall'. intcressantissin~o lavoro ~tttlhtipato: d1il' pr,ofcssore Daccclli sulla pe:r11iciosita•delle febbri da malaria, risulta eh() questa si fa io Roma e sue vicinan7)} più grarc nei mcs~ di luglio, agosto, settembre (1

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cifra dei febb ricitanti segn ò un aurnen lo, ma in pl'Oporzioni sensi,bi!mente minori. Per <;ompletare questi brevissim i cenni ci rimane a parlare delle cond izioni snniéarie in cui \-ersarono le truppe ne.campate sulle montagne Iaziali ; e su riuesl'al'gomento ch iedia1110 ci si coneèda··· di soffermarci un po' pi.'.t à lungo, giacchè, se mal non ci apponiamo, i fatti col,\ osservati ponno anche essi servire a gettare qualche po' di 'lu ce uella controYers ia ehc or comincia a soilevarsr rispetto Dlla salubrità del soggiorno sotto al le tende in confronto della dimora 11elle cast'>1·rne.

Come abbiamo testè vedt~to, lo sta(o sanitario nei primi cli giugn o era giù poco rassicurante, climodocbè non poche apprension i si nutrivano per quei qualtro mrsi d'infausta rinomanza che ci stanino duranti: e siccome questa era ' la prima voitu che i( nostro esercito si trovaYa alle prese in questa regione con questo flagello , così erl\ na turale, che il genernle comnn dante la divisione, nella suà sollecitudine per tutto quello ccl ottobtc, segna corue termino medio il giugno () poi il novembre, il dicembre ccl il gr,waio : e tocca il suo minimo nel febbraio, nel mar~o, nell'apr ile, nel maggio. Ecco come il do tto profe~sor() stabilisce numel'icamcntc il ciclo annuale della perniciosità.

!\fossimo Luglio Agosto Settembre Ottobre

Jlfedio 107 230

HH

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Giugno Novembre D-icembfo Gennaio .

-

lllinimo

20 Febbraio 42, r~o, 1 '" 2s·-· 11\a Aprile . 2"i) Mag.li).Q_

!S 7

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43

. Nella qui annessa figura vedonsi tradotte in tq1a, ~en}plioe ·espressione grafica le sovfoesposte val'iazi'oni tn()nsili 'dello cifro dei febbricitanti, re quali si ponno ritenM.! còme una misura delle maligoit/1 della malaria nei va.rii mesi dell'anno.


CENNI 404 che può interessare il benessere delle truppe poste sotto i sùoi ordini, non solo faoesse s11-o pro di tutte quelle cautele che l'esperienza, sovrana maestra in simili materie, aveva indicate agli ind igeni .come più efficaci a combattere il pernicioso miasma; ma andasse altresì investiga~do quali fossero tra tanli luoghi, quali più, quali meno . infetti, quelli che promettessero una relativa salubri(à. Fn aìlora che egli pensò, potesse tornar vantaggioso trasportare una parte del presidio fuori di Roma in qualche loèali.tù, .che per la sua elevazione al di sopra della campagna romana fosse merio esposta agli eflluvii che cla questa emanano, ed ove si avesse per di più il vantaggio di av.vezzar ·i soldati alla vita del campo, e cosl promuoverne la m ilitarè istruzione . A questo intento parve si prestassero assai bene le montagne di Albano , come quelle che , mentre trovansi in vicinanza di Roma, offrono, a 500 e più metri sopra il livello del roare, alcuni altipiani abbastanza spaziosi, e , benchè vicini alle vette , non mancanti di limpide ed eccellenti acque di sorgente ; e dove per di più l'occupazione dei terreni doveva riuscire poco costosa. Si posero gli occhi sull'altipiano che siede ad un chilometro circa da Rocca di Papa, sotto la vetta ·del monte Cavo, e che porta ancora al dì d'oggi il nome di Campo d' A.nnibale. Esso sla a circa 750 metri sul livello del mare, per conseguenza da 650 a '700 al di sopra del piano medio dell'agro romano, e 'dista 30 chilometri circa da Roma, dimodochè le truppe vi arrivano con una marcia di 8 a ,J O ore comprese le fermate. Qrnfato altipiano, che è 1·itenuto . il bratere_ centrale di eruzione 'élella ·catena ·vulcanica...:Laziale , ha la fo rma di un bacino eliHico,· il èui orlo restaLsolo interrotto a nord-ovest ; · là sua · lunghèzz.a misura il 800 metri circa, sopra: unh larghezza di 11500 .1A:lla parte nordica,

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SULLO STATO SANI'l'ARIO DELLE TRUPPE, E CC.

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dove termina il piano e cominciano i burrpni; sgorga una sorgente abbondante d' acqua limpida che nell'estate segna cir'ca 14 gradi centigradi. Il suolo è costituito di terre e roccie vu!can\clie ; nell;i. parte piana è ridouo o. pr.aLi e pascoli, e per ·qualche tratto rivestito di vigneti, e coltivato. a legumi : i fianch i delle vette che lo circondano son o quasi ovunque coperti di folte . boscaglie e selve di castani. Dista un chilometro circa da Rocca di Papa, borgata che conta sooorabitanti all' incirc~. L'esercito pontificio nel 118(?8 vi aveva già stabilito nei mesi di g iugnD, luglio e·d agosto un campo, al quale presero ' parte ,10,000 uòmini circa, in due successive riprese di 5000 uomini ciascuna. Naturalmente . non s i mancò d'assùmere, da persone clte potevano esserne meglio al fotto, ·notizie rispetto alle condizioni sanitarie di quelle truppe durante quel periodo; e le informazioni avu~ene furono assai poco incoraggianti . - Risultava che in quei tre mesi erano ' entrati allo spedale di S. . Spiri Lo 74-3 infermi nel mese di giugno il 01-0 · >> » nel luglio 159/r, .» » nell'agosto In tuuo dunque 3317 ìnfern;ii . La qual cifrà posla a raffronto dL quella dei mes( omonimi cleglt altri ·anni, nei qua li non vi era stato_accampamento,, àa.va un'eccedenza cl i circa -1 5QO informi {qioè quasi il doppio) . Il fatto poi che negli :;,nni susseguenti al ! 86,8 le truppe poutiucie non furono più inviate a queslo campo, .las~i~ credel'e_cJ1e1iL.r1s.:1:dtat9 . ~}'l~l q, Ìf),-~~\e}~ ~n.9:9 avesse dissuaso ch1 le~1;ègg~va, d11J nnn.srr..{>rfo.}'(t_pPJì-.fHf!lil1to. Sic_c òme per:·, altro [t;̧. ~.!)a par.1e ;l;;i;1~aH1~~ r~ei luoghi per se stessa),lJ.011 p_0Je;v~ 1;d~r . r9cgiq]!e , çV,1 .µ{l sì triste risultato, e dwll'altrtr v'er;'àJu0g{) A.alle no~~zjp ra.ccolte, •-.: ~,1.u~1-i: a sospettare, che più che le condizioni locali ordinarie 1


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CENNI

potessero aver allora sfavorevolrnehle agito una stagione ecceziona!rneli.lte nmicla. c piovosa:, e più di tutto la mmicanzn, da parte dell'esercito pontificio, di disciplina , e la negligenza .de.i precetti igieniei ; si tentò l'esperimento, col proposito di trafasciarlo, ogni qualvolta e tostochè si constatasse che Je condizioni sanitarie delle truppe ivi accamnate venissern a pebo·èriorare. o E poi facile capire eome siffaai preceden~i dovessero rendere an{!orn più accuraLi del soliLo\ così il generale coma0dante la divisione nella preschzione di tutte quelle cautele f;he si fossero rem~ta(e più o·iovevoli a , o superare il pericolo , come i comandanti dei corpi nel farle rigorosamente da Lutti osservat e . L'esperimento ,fu coronato da l più folic e successo; il che deve servire u dimostra re una volta di più (se pure di questa dimostrazione si avesse ancora bisogno J , ~ di qunnta importanza siu pei' la saluto <lei soldati l'os:;ervanza ,cli alcime podi e e semplici precauzioni igie · niche, la cui vtill(à è consacrata dalla lunga esperienza; e ciò massime in quei luoghi dove la salute dell'uomo è continuamente insidiata da un, nemico ognora prcsen(e ed in continuo agguato, nemico tanto più temibi"le q·ncmto meno accessibile è ai nost-ri sensi, qual è la malo ria cbe regna in tutta la campagna romana, e di Iù ost~ndc ad inqu inare anche quei luoghi fini timi che per ia loro co~tfigurazione ed elevazione sul mare parre bbero do verne andare immuni. Codeste precauzioni nel caso nostro furono le seguenti : lifossima JJGtls.i,7,za , clel cmnpcue ,àet oessi. Accurata vigilanw. sullo. ,smqn :io cli · fnttta ; · ert'lthri commestibili , e bev,~tn<le , d'0gni·.g,er.1:ere fatto ,dai rvencl ito1·i accorsi : badare, ,a , 0,!,ie, i soldati rùn anessero costanl.e rnente co,ptwti 1qe! ,panciotto,o del ,farsetto ·a maglia, e deì!a loro giaccheua di tela; e non si esponessero sca'

,SULJ;,O S'l'ATO SANITARIO .DE LLE TRUPPE, ECC.

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miciati alle brusche variazioni cli temperatura . Gli uomini di guardia avevano anche l'obbligo di vestire il capp.otto, .o rispettivamente Ja tunica di panno dalle 7 della seru nlle 8 del mattino : poiché i passaggi dal calo.re del giorno alla frescura della noae, e del crepuscolo muttutino, sogliono in quel luogo così elevato essere assai rapidi e forti, massime -quando, eome di freqnente <-teca.de, soffiano I più gagliard i e freddi i venti del nord 0 nord-ovest. A questo scopo fu allresì chsposto che i soldati non uscisse1·0 dalle rispetti ve tende il 'mattino primn del!' alba , e la sera Yi si ritirassero prima deHe otto ; e si cercò di far loro comprendere la 11ocessitù di tenersi nella notte ben a Yviluppali nel le loro coperte e· nei loro cappotti, e soffrir piutLosro un po' il caldo , anzìchè lasciarsi cogliete dal freddo, come suole verso l'alba facilmenle accadere. Si prescrisse inoltr-e, in· caso cli straorél inarii abbassamenti di temperatura per ternporali, o dirotte pioggie, d'accendere un su.fllciente numero di fuochi . I.i'u poi vietato di.andare girovagando lungi dal campo , e sopr-attulto di scende.re alla spiceiolata a bagnarsi nei vicini lagh i di Ne rni e Castel Gandolfo (posti a t1·e chilometri di distanza, e dai 300 ai 400 metri più basso ). .E ciò non già pe.rchè il bngnarsi nelle acqtrn di quei laghi avesse poluto nuocere alla salute, se ciò si fosse fa tto a corpo non riscaldato e colle debite cautele, ma perchè sarebbe stato nssai probabile, che queste cautele fos sero nella maggior pari.e dei casi traseurate; e poi , .perchè l'. esperienza dimostra, ,che in chi è andato di fresco ·sog'gatLo ,alle fcbh1ti 1 a ·pe11iodo, ·l'esporsi alla menoma umidi tà, aorne per cse,1,1~pfo, il trasdurare di asciugarsi ben bene il corpo ' uscendo dal bagno freddo I ccc., busta., spesso senza altr0 a provocare una recidiva . E fu loro inoltre. raècomundarn di non lasci..-m;i troppo aù escare dal bisogno <li dissetarsi alle


CENNI408 acque d·ella limpida e frigida sorgente •vicino. al campo, quando fossero troppo riscaldati, ed in profusa traspirazione; ma cli bevere in tali casi a piccoli sorsi, e dopo essersi alquapto riposati. Alla mattina prima di com inciare qualsiasi istmzione il soldato r iceveva una distribuzio ne di caffè, poi col primo rancio una · distribuzione di vino; in qua si Lutti i corpi distribuivansi alcune goccie di anici prima delle istruzioni del pomeriggio , provveduta questa sul soprassoldo del soldato, e dopo 'ìl ritorno dalle esercitazioni pomeridiane si eseguiva la distribuzione del secondo rancio. E poi inutile aggiungere, che la qualità dei viveri richiamò tutta la sollecitudine dei comandanti . Anche 'q ui si usa va amministrare 1Ocentigrammi cli solfato di chinina, tre volte alla settimana nel modo sovraindicato. La prossimità dei campi di · manovra e del bersaglio faceva si, che i soldati riuscissero meno affaticati che a Roma, ove, e bersaglio , e campo di Marte, oltre essere in luoghi assai poco salubri, sono anche assai lontani dalle caserme. Il campo fu collocato alle falde del monte Cavo, sul versante che guarda a nord-est, sovra un dolce pendìo, colla fronte volta a levante; ed a circa 500 metri di distanza <lalìa sorgenle già menzionata, che doveva servire ai bisogni del campo .· L' infermeria si stabilì in Rocca di Papa, in un locale composto d' una camera a pian terreno alquanto umida e con rjoca luce, e di due camere al primo piano ben aerea te ed illuminate; tu~(è' insieme le tre stanze '-potevano' corfieriere steùfo 27 letti; rion contando ìa stanzh inferioi·c, · p~co· co1:rispondente allo scopo, non si avrebb~ potuto rico~eraTe più di 'Hl a 20 infermi . . Siccome ' per la distanza dello spedale (in Roma) questa infermeria doveva nei cas·i u1·genti 1

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409 tenerne interinalmente il luogo , era necessar:io che i l vitto dei ricoverati fosse allestito in modo particolare, e così si è infatti disposto <lalla maggior par te dei comandanti dei corpi che)i successero al campo . . La stagione corse propiiia. Pochi furono i giorni piovosi e nebhio~i . La temperatura, nelle ore e nei giorni più caldi, non si elevò al disopra di 35 e, d'ordinario non oltre pa?sa va i 26 C, e nelle ore più fredde non discendeva al disotto dei 15 C. Una sola volta dopo un grande acquazzone temporalesco, discese a 1O C. talchè fu d'uopo accendere numerosi fuochi . Ecco ora un breve riassunto numerico delle condizioni sanitarie ·delle truppe inviate a questo campo . Un solo corpo, il 10° regg. bersaglieri, vi rimase per ben 35 giorni. ~ulla forza di 1217 uomini, solo 73 enLrarono all'infermeria : dei quali 12 soltanto dovettero essere inviati allo spedale ; e di questi .1:2, 4 soli lo furono per malattie mediche. Questo reggimento, pochi giorni prima della sua venuta al campo, dava in Roma una med~a di 3 entrati per giorno allo spedale. Se qui s'insiste su questi risultati av.uLi dal 10° reggimento bersaglieri, gìi è pecchè questo reggimento soggiorp.ò al campo più a lungo degli altri corpi (i quali non vi si soffermarono cias·c uno che ,J O giorni) e lo spcrimen~o fatto in questo reggimento è per conseguenza molto più concludente. Non vuolsi nascondere che altri corpi diedero una cifra alquanto maggiore, ma è pur ragionevole avvertil'e come furonvene di quelli in cui si ebbe una cifra i~ , anc9:r più ,piCCOl[/.; , I ·1r · ;,,· , .;.' ' , , Il 62° regg. ~apter~i} ~pçr es~rn,pi9, con unt forza med ia di 831 uomi~i 1 ip.yiò ~llo spedale . nei suoi dieci giorni di campo ur,i solo, inf~rmo. · Raggruppand9 inkpocei cifre il quadro delle entrate allo speda le, s_i ha il numero totale di 96 entrati su u na SULLO STATO SANI1'ARIO DELL E TRUPPE, ECC.

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SULLO STATO SANlTARfO DELLE 'l'RUPl'E, ECC.

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forza media di 103t · uomini c;he soggiornarono al campo !Jo giorni, - vale a dire un'entruta 0i 30,3'1 al mese, equivalente ad un'entrata di 1,0·1 al giorno sul totale della forza ; il che corrisponde ad un'entrata media giornaliera <li 1 sopra iJOOO presenti. Or bene, in Roma negli stessi 9G giorni, e dagli stessi corpi (quegli esclusi che si avvicer~darono al campo), vennero imiati allo spedale, su una forza media di 5.20 I uomini, •1131 infermi, ossia una media di 631 al mese, il che equivale ad urt'cntn\l.J di 18,:?2 al giorno, corrispondente ad un'entrata media giornaliera di 3,50 per 1000 presenti : cioè più del triplo dell'entrata che si ebbe al ca1:1po. . Altre considerazioni rnorite..-oli di qualche interesse suggerirebbe ì'esnme e la storia di guelle p~che febbri a perioùo, quasi Lntte recidive, che si osservarono in queìl'elevatci posi~ione del Campo di Annibale. Ma oltre che queste sarebbero d'un ordine s!retlamentc tecnico, ed esigerebbero un linguaggio poco accetto ed intelligibile a chi non ha fatto degli studi medici la sua principale occ;upazione, esse richiederebbero uno SYiluppo non compatibile collo scopo di qncsta succinta relazione. Sicchè couchiudcndo questi hr_evi cenni, c;i gioverò. soltanto far avvertire come i risultati arnti da questo campo servano mirabilmente a confermare un'opinione oramai fondata su molti altri e ben più estesi fatti, che cioè, la vita passala nei carnpi e soito le tende può avere per }a salute i suqi inconve~ienti, e promuovere anche lo svolgimento di talune specie di malattie, massime quando si trasè1uri110 alcune indispensabili prccauìiurri ; ma che pe,,,· altra,, parte essa olfi·e sugli ù1convenienti a cui vanno soggette le truppe agglomerate nelle littà e nelle caserme, non pochi ed • essenziali vantaugi; dùnodochè, massillle per te popo1

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lazioni meridionali awez::;e a viver sempre, per così dire, all'arùi aperta, so bene si llilanciano i vantaggi e gli svantaggi dell'una e dell'altra maniera di vita, si Lrova che nei luoglii sani e bene scelti, le truppe accantonate e sparse qua e là nei villaggi ed anche le accampate, alta fine dei conti danno in generale un numero d'infermi sensibilmente minore di quelle che vivono ammassate nelle città, è rinchiuse nei grandi camero11i di monumentali quartien'.. Poichè tutte le grandi agglomerazioni di uomini ed altri animaìi in ispazii chiusi, e relulivmnente ristretti, danno lnogo allo svolgimento di una quantità di effiuvii di pessima e deleteria influ enza (1 ). VITTORIO Grcmcr

llledico Direttore.

(,t) A sost-egno di qul'sta opinione ci si permetta di citare trasvolando i risultati avuti iu quest'anno al campct di Somma ed a quello di .Montechiai-i Io quello di Somma che durò dal 20 aprile al 31 agosto con una forza media di 6,!05 uomini si ebbe un'entrata media d'ospedale giornaliera di ~, 24 por 1000, mentre in quello stesso quadrimestre lo truppe stanziate uollc vicine ciW1, con una forza media (esclusi i carabinieri ed i rnoschP,ttieri) di 8338, diedero una entrata media giornaliera di 4, 7-i per 4000, superiore per conseguenza di O, 50 per giorno e per ·1000 all'entrata del campo. Al campo di .Montcchiari, rbe du rò anche esso dai primi di giugno all'ultimo d'agosto, su una forza media di 5834 uomini, si ebbo un'entrata media giornaliera di 2 per '1000. :'llello stesso quadrimastre i prcsidii delle vicine cittil, con una forza media di 9660 uomini, diedero una entrata media giornaliera ùi 2, 87 jl()l' mille (O , 87 di piLì che non al campo.) l\fa la più bella prova che la salute delle truppe migliorb dopo il loro arrivo al campo di Montechiari sta nel fatto che nella prima quindicina gl i entrati allo spedalc clicde1·0 la cifra media giornaliera di 3, 5 per mille, nella seconda non diedero che 2, 4, nella terza ,1, 6 e nella quarta 4, 3. · Nelle quindicine seguenti, coq·ispo11deuti ai mesi dei calori massimi, la media degli entrati risalì alquanto, senza però mai sorpassare ·1 ,9, vale a dire nou andò ·che· ben di poco al di là della 11ict1~ della.

med'ia de-i primi giomi.


LE )II'l'RAGLI A'l'RICI

LE )VIITRAGLIATRICii1l

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In questo 'periodo di gèncrale progresso anche le armi non 1:ogliono restare dà meno; ogni meccanismo si perfeziona e la distruzione. _dell'uomo si studia su vasta _scala. Ogni guerra· pone · in evidenza un nuovo ordigno distruttore, e le nazìo.lli' fanno a gara a mettersi a livello e soperchiar.si. Le mitraglia.tric~ ora formano 1o:·studio di tutte le potenze; alcune gHi le introdussero nel loro arinamento, altre ne vanno studiando i difett.i per quindi metterle in uso a tempo opportuno c6n maggioi· vantaggio . Un fuoco rap.ido -e successivo, capace di superare gli effetti del tiro a mitragJhi e degli shrapneU, eeco lo scopo" deùe1 ·mithglia;_tI'ici. Essl:!1 sond Jl'aneno d'unione , r, l, ,: rl . . ~fClff[J-1·, ìt , !)'>fj"'H'f•lf:l:<t'ì f ), r 'J + o~, e111 e ~è a~·tig 1er1e, CO' 1~ arml JJOl'è,Ùlll. " .' r '~ ,, 1 !S1 l' .1lf [) 8.JJ JJ1. ,1t.r.-r OLOIJJ1 Hl()f., ,·,rt f (ffT ') yz; ·~ JL ,,

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(,1) Vei:rgasi a ,questo ri,g11ardo . l'artico 1o già 'pubbriéato nc1la Ri-

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L'invenzione di tali nrmi micidiali può benissimo ritenersi di data assai recente, però g1i antichi, già conoscenti del principio fondamentale, avevano cercato di farne a1)plicazione. Infatti avanti il quindicesimo secolo eranvi i così detti Organi cli cUstriizi·one, che consistevano in varie canne da fucili, poste su speciali mezzi cli trasporto, alle quali veniva applicato l'innesco in modo da farJe agire tutte insieme . o separatamente. Varia era la forma di essi, e cli bellissimi tipi se ne conservano nei musei dei principali arsenali cl' ar tiglieria. · Per quante modificazioni si introducessero, questo genere cli armi non prese piede, e di quando in quando nei secoli seguenti le vediamo far capolino, e quindi dim~nticate andare a far numero fra le curiosità dei prodotti dell'ingegno umano. In America nel 1862 di nuovo compaiono queste armi a sparo continuo, e la loro applicazione nella guerra di secessione attira gli sguardi degli intenditori e ridesta nelle menti l'antica idea, alla cui pratica applicazione noti individui tendono a rivaleggiare. R. J. Gatting· di Indi~napoli, nello Stato Indiana, diede questo primo impulso, esponendo in detta epoca il primo modello cli rnz'traglz'era ad organo a rotazione e riti-randgne il relativo brevetto d'invenzione. Questa consisteva in sei canne rigate del calibro di mill. 25, 4 disposte parallelamente intorno ad un asse centrale. Essa fu sparata ripet.uta~ente in presenza di una folla di attoniti cittadini, e fu presa in considerazione da pratici uffiziali I dell' arm;;i.ta, degli. Stati Uniti, i quali f j' 1 assoggettarono ad esper~enr~, y :flqalmente l'4dot-tarono. Varie modificazioni furono introdotte dall'inventore stesso negli anni seguenti, ed a norma del- calibro delle canne la mitragliera. ebbe nome cli leggera o cli posz'zz'one. È propriet,\ es·s enziale ' di quest'arma l'essere Ìl cari)

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LE i)fITRAGUATR!CI 414 camento e lo sparo. n.utomatico e continuo. Il numero <lolle canne pub. essere di quattro, sei o anche dicci, del calibro cli mili. 14,7 per le mitragliere leggere e di mìll. 25, 4 por quelle di posir.ione (1). Per l.L descrizione considereremo una mitragliatrice Gatlìng a quattro canne. Lo canne sono rigato e disposto sepnratamonte intorno ad un asse centl'ale ; sono fisse alle estremità di esso d1,Ie piastre circolari riunito all'alber o e congiunte tr a lol'O con guide. Son pure infissi sullo stesso asse, in seguito alla piastra posteriore, il tamburo di caricamento ed il cilinslro cli.e porta g·li acciarini in numero corrispondente a quello delle canne. L'intiero apparecchio è girevole insieme all'asse centrale, il quale appoggia su. di un'inleiaiatura di ferro, portante lateralmente due orecchioni e posteriormente una cassa cilimlrica, la quale aHolge il ciJindro d<'lgli acciarini ed il meccanismo di rotazione e forma b culatta dell'arma. Il tutto s'incn.valca su di un, affusto della stessa fo rma di quelli delle ar tiglierie or<linario. Lateral mente alla cassa di culatta sporge il manubrio, che sen·e a far agire l'apparecchio interno di rotaziono. Gli acciarini muniti di molla spirale, la cui compressione e sistemazione è r egol ata dalla speciale cqnforma1.ione del t amburo di car icamento, servono a caricare la canna, ad otturarla, a far partire il colpo e ad estrarre il bossolo della car tuccia. Sulla sinistra della intelaiatura, corrispondentemente al tamburo di caricamento, è situato un imbuto, nel quale si pongono le scatole che contcn.gono le car tucce, 'disposte parallelamenLe all'asse. Il tamburo ha,.l ~quatLTo scannellatµrc ,longituçlinàli, le jf' 1 ) : I J. t )• Jr', ~ quali, ' 'ddrante il moviment9 d1 rot~zione, Yengono a rasentare l'apertùra dell'imbuto e r icevono la carica. ,

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(1) Giomale d' Artiglieria. Anno 1867, Parte .2".

LE MITRAGJ,[ATRICI 4.15 Ad ogni giro del sistema ogni canna dell'organo ,iene s1)arata e caricata; in un minuto lluirnli, agendo al manubrio, si posson6 sparare ùai 60 ai .100 colpi. Il serYizio è prest:ato da soìi tre uomini, di cui uno ~. incar icato di dare la direzìone e girare il manubrio, l'altro di collocare le scatole di cartucce 11ell'imbuto, ed il terzo di prov\"ederle successi-v-am'ente dai cof;;ini di munizione. · Le cartuccie sono metalliche con innesco a per cussione anulare al fondo. Le pallottole sono di I;iombo e di forma oblunga, e la carica è di I 110 del peso del proietto. P er le mHragl ièe- di posizione 'si adoper ano anche scatole di mitraglia, contenenti 25 pallini di piombo. Il poso in media è dì '92 chilogràmmi per le mitragliere leggierc, e di 362 per quelle di posizione, non consiLlèran'do l'affl1~t6. ' ' ' ' · ~ Il rinculo è insignificante, e perciò il puntamento contr o un dato bersaglio noq h a bisog1io di essere modificato. Il meccanismo presenta abbastanza solidità e sem1)licità, e non soffrè alterazioni . d'importanza anche quando adopel'ato; d(?pO essere ' stato' esposto) per qualche giorno alle intemperie. L'unico incon,enientc è il riscaldamento dello canne dopò un fuoc~· continuo per qualche tempo. Il fuoco puo essere continuato anche nel caso che una canuq cxl u,n acciarino f9~scro guasti; basta allora chiudere con un apposito sportello la scannellatura corrispondente del tamburo di caricamento, ed il fuoco potrù. O'Sser e continuato colle canne rimanenti. Nella guerra d'America ebbero grande successo, come lo dice l'inventore. st.esso'; i fe derali ; se rn; 'sGfrirono 1 assai nelle lorc, p'òsìboni f fo).1tific~te lungQ le ri've del James, e così pure sni battelli a vapore del Mi~sissipì e d'altri fiumi d'occidente, affine cli_rcsping-ere- gli att.acchi delle gueaiglie nemiche. ~ ,,, i;<1

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416 LE MITRAGLIATRICI La grande rivale della 1nitr~gliatric~ ?atling è l_a Montigny, che per molti rapporti, r as_som1gha alla terr~bile arma usata dai Francesi nel~ ultima ~uerra. Qu est~ mitr agliatrice è di origine belgi~a, e fu . mve~~atét d_a1 signori Montigny e Christophe; rn essa. 11 can_camento è intermittente e lo sparo è successivo e continuo ( l ): Il suo aspetto esterno .è molto . somigliante a qu;'llo. ~1 un cam10ne da campagna, poichè l e canne, cl acc1a10 fuso, sono riunite. insieme a fascio e strett~ da un_tub? di lamiera di ferro, munito d'orecchioni. S1 consolida 1~ sistema riempiendo gli jnterstizi fra le canne e le pareti del tubo con una lega . di piombo e stagno, e le es~remità sono assicurate con due dischi d'acciaio. Al disco posteriore sono unite due guide, fra le quali scorre la clùatta mobile, media;nte l'azione di una leva che sporge . . , dalle guide posteriormente. Il numero delle canne non è fisso, ed 11 cal_1bro ·.e pure variabile, secondochè l'arma dovrà essere d1 posizione o leggiera. . . . . La culatta moNle si compone eh quattro part1 d1sti~te , di cui la prima trovasi verso l' estremit~ posteriore delle canne, ed il piatto di caricarnent~, ~l quale può estrarsi sollevandolo mediante una mumgha posta superiormente. . . . ·, . Esso è fornito cli tanti fori m numero _e P?~1z10ne corrispondenti alle canne, i quali vengono r1emp1t1_~alle cartucci~, il cui orlo posteriore s'alloggia in appos1~1 al~ largamenti. La mitragliera deve avere parecchi d1 questi piatti per sostituirli nello spa:o.. . .. In seguito a questa prima parte e s1tuat~ la pias~r ,t delle spine, la quarle b.a: pure' ,.dèi rfqri , <WJ?nspondenti a quelli, .del. piatto ndi,~caricarnen'to,1nei q:uali possòno scor~

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l LE :'lfrTRAGLIA'l'RICI 417 rere dei cilindretti 'pròvvisti di spìna destina.ti a produrre· l'accensione delle cartucèie. Viene quindi la piastr·a di scatto,' èhe è mobile verticalmente, mediante un siste'ma d'ingranaggi~ mosso dal1'estemo per mezzo cli un manubrio. Essa è foo·o-iata superiormente in ìnodo da regolare lo sparo dell~'l.~·ma. S~gue ~nfìne la culatta propriàmente _cleUa, la quale cont~ene 1 p_ercuotitoi e le loro mollo spirali corrispondenti alle chverse canne, ed è direttamente maned,)·iata 00 dalla leva superiormente accenna:ta. La mitragliera è iiica.\~alcata su affusto 01;dinario munito di cofanetti per ie cariche; pel tra.s1)orto si unisce l'avantreno. . · . ~ edia.~o ora come succede lo sparo dell'arma. Suppomamo mna.lzata l a leva, e quindi la culatta mobile fatta scorrere indietro, si estrae il pia:ito cli caricamento c~nt~nente i bossoli delle cartucce gì~t sparate e sì sostitmsce con un altro provvisto di cartucce. ·si alza la piastra di scatto, quindi, abbassando la leva, tutta la culatta mobile è spinta avanti, le cartuccie entr ario nelle camere delle canne, ed i percuotitoi sono forzati, incontrando i1 piano della piastra di scatto, a rientrare nella cul_atta propriamente detta, comprimenç!o le molle spirali_. Volendo eseguire il fuoco, 'si agisce al manubrio e '.'ll abbassa gradatamonte la piastra di se-atto, il cui spigolo superiore permette successivainente 'a ciascun perc~otitoio cli scattare e di sping19re quindi le spine ralativ~ con~ro le_ cartuccie corrispondenti e farle esplodere. S1 cunfanua 11 fuoco quando sieno scaricate le cartuccie, cambi~n~0 il ··piatto, dh:arica"nte1rto,: ~ r ,,,,1 ·.l" ,} . Le cartucc1e sonp ;me{alliche,.:con,innosdàmen,to·,poste-.· r1ore a capsula,. Supposta l'arma di 37 canne di 14 mm di calibro, i] peso dì esS:1.- sarebbe sènz'àffusfo a i c'irca 180 chil., e la ca'rtua.cia~·pe,'lenebbe ~gtamm'i iii9:,~. , Parecchie potenze si procurarono campioni dei due tipi . ANNO xv,, VOL. JV. 27 e


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LE Ì\H'TR1\fGI,'1'N tltié I

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di mitrrl'gli~trici so~fa1'esp0sti •eo<;t-abiEi·9no delle esper ienze da farsi s i\:\. 'per consta.tare' "l"éffi(}~ic~a dell'arma in paragonè 'delle artìgli~rre e1:deillè /armi por tatili, sia, n el caso che l 'arma: 1ess'é' gihdicata: riécessaria nell'armament o delle truppe}'.péi· in.trloch{ne quelle modificazioni io cordspondessero al10 1scopo ,del\'arma pr ima Che Il1eo·l 't,· . " tJ . ,f, t ; ~ , cli adottarli ;,clefinitivame~'lte'. A1\ch'e1 m Italia s i pr:ocedctte alla còstruzioilé dr-: u:dahnit raglicra del t ipo Gatling con raeccanii,h11d· rnod·ificato e· si><cominciarono ·espe1 :; lì' rr •, · 'k ' rienze e studii. ·· , · Esperien'z'e' ufatte in tA'rri~hca cli confrontd t r a .una mÌtraglier·a 6atling>"da lri1111'.· .25;4. ~cl 1 1.1I}l 0Mce-1da. cent., 15 diede1~or, i 1se13:uenti• risul1Jatf: 'l 'ì-:>,)l,, rr- , ·· · 1 ·i~Ì ;114!-;ip11J; ~ J/ J"1, cJ'"' ,)fl~.Hl·~·j1J~ ,~i Bersaalio r ettangolare di ml [1!4, 60 s u f; 1 J80 ' · Di'staÙ;a ,del'"bé'rs'a g1r6. r.i r-1 H)lf . ·J-tn1. 1;l8D;· 1 , Durat-a tlel 1f1.16co u .f'1'1), !;.., 1· ~ r•·; D rnii:nJ 1 112 Num. 1dei"cò'l pi ''a 1pallìnit:lellé~Gat iJ.iìng· l 'M i r Pu~ti ·colpit i ';·,r. , •. i .1 1• ', tf/ •.. 322 . 'Nurn .' !d~i uéolpi· f'a mitPagha 1;deU'obice 1, ,A". P uhti col~it ii 1 l ) .· i' .j · ! r',.U1 . i() '" ·. •, 166: Nuin . dei ·colpi>a' ,slir apnell ')dol llo'lJice· ' 4 . P'ùntff colp'it i ,· fJi '. ic,r JI) J •11 ,.'E1[ 1• '1; ' • 214 ;,

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Alla dista.ùz~ cli 137 foi; e nell; . stesse :cirèost a~1ze di cui sopra, l a mitr agliera Gatling eseguì -101 colpi a pallini ed ebbe 691 punti colpit~;. l 'obi~e in.vece non ebbe che 89 punt i colpit i in 4 t m a mitraglia. . Il tiro a pallottola della mitragliera Gattling, esperimentata sola, diede i seguent~1 risultati: 11

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t,,:IBersaglio q~iad. çl iJato,rn. ,q 31 7,0 Distanza "m. 91{{ \ ttI;l,t ù'ata I deL t u.oco, -:- n1.i11: . .,1 '\ ·· 1 11 )1Nurn. 1 de.i e;olpi _y , • , 1; ,92,1 , , 1, , ~ Colpi ., ;1:~al , bersaglio I QO. '" 1

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l 420 LE MI'l'RAGLTA'l'RICI I Sistema Claxton (1) - Il colonèllo Claxton, americano, diede il proprio no1,ne ad un sistema di mit ragliera da lui i nventato, la qu n;l~ è del tipo della Ga.tling , cioè a car icamento e sp.ar o automatico e continuo. La differenza principal e t ra l a mit raglieria Gatl ing e l a Claxton consiste nell'essere impiegate solo partE) dell$ canne nel tiro inv ece che t utte. Infatt i nella Claxto1; non sono che due canne le qual i sparano alternatamente , e quando queste sono riscal da.te, si gira il f qscio di canne in modo da farne agire un'altr a coppia. · Di questa mit raglieria se 'n e costr ussero tl'e modelli, cioè da campagna , da montagna ed a mwno. Il primo modello, [cost rutto al pari della Gatling riguardo a form a e meccanismo , si compone di 8 canne di1,poste intorno ad un asse cen tra.le .e sostenute da un telaio con orecchioni. Un tamburo fisso trovasi dietro le canne e contiene due ott uratori cilindrici scorrevoli, coi r ispetti·vi percuotitoi corrispondenti ç1,l le à.perture J)Oster iori delle due canne che si t rovano sullo stesso diametro orizzontal e del sistema. Un tamburo interno, con meccanismo analogo a quello della m itragliera Gatling, è mobile per mezzo di un manubrio che agisce dietro l a culatta COI)- movimento r otatorio alternativo da destra a sinistr a, e da sin istra a destra, facendo così scattare o il colpo della canna di destra o quello della canna di sin istr a. Al manubrio è .unito un caricatore il quale, - ad ogni rotazione , riceve una. cartuccia dal fondo di una t r amoggia , che si riempi<:) dal di sopra della culatta con 40 cartucce , e la porta\ secon do il s,enso della rotazioi;i.e,• dt~tfo la canna di siJtis·t{~ o dietro quella di ,. '.J' 11 • ' · destr a. 1 • 'l~erminat~ Je 40 p ar}uçci~, ~~,.)/,e ,rJm.~t t~no altrettante ll ' ~ \ J\ '\' jJr • (4} Giornale d'Artigl-im·ia.. luno 4869, Parte 2

1

421 e si cambiano le canne girando a mano il fascio di ~anne di _1/8 di giro. . Tre uomt ni bastano al ser vizio ; il canno1Here puntatore ha un sedile apposito sull' affosto . ed è riJ?arato dai colpi nemici dai cop<:lrchi di due cofani l ate-rah, posti sul guscio di sala, riuniti con una tavola scorrevole è rinf'orzi1ti da l a.mier~ d'acciaio. Pel trasporto si mette fra le coscie del1a c9dfi dell'affusto u~a ter~a r uohi munita di manubri ,,. ai qua.11 ao-iscono g-lt altn due cannonieri. Le ca,rtuccie sono me['l.lliche co~1 i?ne~camento posteriore a ca~sula. Ecco i caratteri prmc1pall della rnitragliel'a Claxton dà carnpao·na : 0 Numero delle canne 8 Calibro. mill. 25 Peso del proietto · gr. 225 » della carica . . . • '. » 30 » della mitragliera munìzionata con 720 cart11ccie . . . cbil. 367 Questa mi~ragliera l ancia tre ;pecic di proietti, cioè : Pallottol a semplièe . Pallottol_a, composta (4 pallottole penetranti un a n ell'altrn) Sc:;i,~ol a a mctraglia co1Jtenente l l 1'pallottole. . ~olla pri.ma specie dì proiettile si ottiene una, gittata d1 22?0. rn., colla secon'da cli 1200, e col~à: terza 350 111 • L_a mnmna Yèlocit,'.t di tfro è di 60 colpi al minuto e · d1 30QO a ll'ora. La mitragliera <li montagna . è siinile alla precedente e ne differisce sol o nei cal'atteri ségul nti : Numero delle canne . . . . ,1 6 Calibro . .. . . . . m1·11. 25 1 Peso de1 ~ J:)rH.rétt8~ ~J• .er • rrn3 • • .r.l • e ,1°,r g .' 20~)] ,ç,J » della carica . . . . . . . >> 25 ·» de11"\a 111m1 ''·t·rag ·r 1·· · .-,.,.,..,r ·- 01 f --~ • wr a · con '400 èarjJf,n• · "f t ~l C ~- ·-...:.. ___ chil. 250 · La mitrFtgl iera a mano o : infante-;.ie mécanique- è LE :1,1ITRAGLIATIUCI

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l 422

LE )1ITRAGLIA TRICI

come la precedente, ma è montata sopra una specie di carriuola ad una ruota. I caraLtei-i 1pcl' cui <lifferisc<j sono i seguenti: Numero delle canne 6 Calibro. mm. 11 P eso drl proietto . gT. 25 f » Gella car1ca . » 6 » della mitragliera con 750 car. eh. 80 E::,pericnze furono fatbe in Austria nel 1868, ed il Comitato d'artiglieria conchiuse che la mitragliairice di Claxton non era. a tenersi in considerazione più a lungo per l'armamento dell'esercito , a motivo della sua imperfetta conformazione e della cartuccia che non soddisfa affatto al servizio in campagna. Sistema Agar (I) - Questo sistema, pure americano, si compone cli una sob cnnna unita ad mui culatta fissa; detta canna può essere surrogala da altre che si trasportano coll'al'ma per riserva. Il munizionamento consiste di piccoli cilindri d'ncciaio; contenenti ciascuno una cartuccia Boxer, i quali sono disposti nella culatta in modo che, cadendo cl;'\, un piano inclinato, si alloggiano successiYamen(e in un recesso collocato posteriormente alla canna, dove trovasi il 1amùuro di caricamento. Un martello messo in movimento ·dalla rotazione di un manubrio, connesso ad un sistema di ruote ad ingranaggio fa esplodere le cn.rtuccie rnano mano che trovrmsi a sito. ·È.naturale che sparando con quest'arma colla vclociM, di un centinaio di colpi al minuto, il riscaldamento della canna diventa tale da. clo-rnr sospendere il fuoco , e ricampiarla. Siccome la celerità nel fuoco è propt'Ietà. essenhale delle I J11itraglia:trici, CO$l tal perdita ~

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(~) Colòum's u!!±ted service maga,;inc a,id 11avat a11d military Joumal - Anno .187·1.

LE :MITRAGLIATRIO!

423

di tempo è dannosa, e la reputazione .della mitragliera Agar .fu irremis~ibilmonte intaccata. Sistema Goi·loff (1). - Questa mitragliatrice, adottata dai Russi ultimamente, è basata sullo stesso principio della Gatling, consistendo in 9 canne d' acciaio fissate in torno ad un asse centrale di ferro. Il calibro delle canne cli quest'arma, progettata dal generale Gorloff, è eguale a quello delle canne della miiragliera Gatl(\1g· leggiera. Ii sistema è incavalcalo su di un affusto cln. campagna di f'er'ro, trainato con 4 cavalli. Le canne sono fatte in modo dn. potei' fm·e uso delle stesse niunizioni che servono per le nrmi a fuoco portatili della fanteria, e possono sparare con una ,elocità di duecento cd ottanta colpi i11 minuto. In esperienze fatte innanzi ad una Commissio~e speciale d'artiglieria ' la Gorloff ottenne 75 colpi buoni su 100 ad una distanza di 870m. Sistema Afanceaua; (2). Francesco Manccau:x. cosirussc quest'altra specie di mitragliatrice e ne ottenne bre,etto d'invenzione <lal governo francese. Essa f! del tipo della ì\Iontignr, cioè a caricamento intermittente, e consta di . 21 canne <l.a .fucile disposte in tre strati di 7 canne ciascuno, ed allogate su di un telaio m1111ito di due orecchioni. Posteriormente alle canne si trova un piatto di chiusura mobile, sl1lb superficie anteriore del quale son fissi 21 cilindretti di chiusura, di special forma., che sporgono innanzi ju direzi0ne delle aperture delle canne. Il detto piatto pnò per mezzo di una vite cli pressione, secondo il bisogno, èsscre compresso contro le canne o l asciato allentato. Quando è allentato può essere ripiegato all' ingit'.1, e:ssendo unito alle guide del telaio per mezzo di ccri;1iyr~ . ,lo. tale p~~17,ione ~i possono

(1) Colburn's w1ited servicc magazine ecc. - Anno ~874. (2) R. W1LLE, Ueber Kartatschgeschiit;;c - Berlin 1874 .


424 LE .MITRA.GLIA.TRIC! caricare i cilindreUi e quindi risollevare il piatto e comprimerlo contro le canne. Le cal'tuccie, che si adoperano, non sono metalliche, bensì quelle comuni di carta. L'arma tiene s1)nt·ata. per mezzo di una specie cli acciarino, il quale comunica il fuoco alla carica di una delle canne e nello stesso tempo, per mezzo di apposiLi canaletti, lo comunica successinimcmte alle cariche <lelle restanti canne. Tali ·canaletti tengono in comunicazione le camere cli tutte quante le canne. Questo sistema non può a,ere preforenza sugli altri per l'evidente imperfezione della tropJ)O poca 1·apidità di fuoco e per la non adatta struttura dei cilindretti per unir\·i le cartuccie di carta. Sistema (1·ancase (l ). -- GramlE} somiglianza ha questa mitragliera colla Montig-ny, come già. innanzi abbiamo accennato. Per la descrizione ci seniremo <lei dati 1ml>ùlicati sulla conformazione della mitragliera che porta il nome Le Génùal Du,cltancl e che fu presa ai Francesi nella battaglia di "'\Vorth. Essa con~ta di 25 canne rigate d'acciaio, strette in un inYolucro di b1:onzo che le dà l' aspetto di un cannone ordinario da campagna. Le canne sono del calibro di 13 millinÌetri. L'in volucro ('i munito di orecchioni lateralmente e termina posteriormente con due guide riunentisi a culatta, a tergo della quale giuuca una. vile <li chiusura mossa da manubrio. ~ell'apertura delle guide è disposto il meccanismo pel caricamento e sparo dell'arma, che si compone clelle seguenti parti : 1° Il piatto di caricament.o, che è posto dietro le canne, ed è munito di 20 camel'e per le ca.rLuccie e di una impnznatµra su1)c1·io,r.mento per poterlo estrarre e cambiare, dopò eseguito lo sparo, con altro carico.

LE .Ml'l'TtAGLIA'rRICI

2° La piastra di chiusura, che segue la parte antecedente cd è forata pel passaggio delle sottili estremità anteriori dei percuotitoi. I fo ri sono in corrispondenza delle camere del piatto di caricamento. 3° Seguono la guida dei percuotitoi, contenente la piastra <li scatto, e fin al mente ht culatta. mobile, munita d'impugnatura superiormente. La culatta. mobile sene a comprimere le molle e quindi ritrarre i percuotitoi. La piastra di scatlo è munita di 5 ordini di aperture, le quali per un certo tratto sono streLte in modo da lasciar passare la parte sottile dei percuotit!)i, e per u n altl'o traUo sono pit'.1 larghe, in modo che può passarvi anche lo!stclo di essi. Detta piastra può essere, per mezzo di una vite, posta alla sua destra o mossa da manubrio, s1)ost.ata normalmente all'asse dell'arma. Ecco come succede lo sparo. Supponiamo fatta una scarica, si gira la vite di chiusura ·che trovasi posteriormente, allora la culatla mobile viene ritratta indietro e con essa i percuotitoi. Quan<lo gli steli dei percuotitoi ·sono usciti dai fori grandi della piastra di scatto, si fa gi uocare la ,itc laterale di essa, e si sposta la detta piastra a destra, di modo che le 11arti sottili dei porcuotitoi enLrino nelle piccole aperture della medesima. Continuando a girare la vite di chiusura posteriore si ritrae tutto il meccanismo nnch0 il piatto di caricamento riesca libero. Si cambia quindi quest'ulLimo con altro carico. Gii'ando la vite di chiusura si spinge avanti e si sorra tutto il meccanismo, o siccome gli steli dei percuotitoi non possono penetrare attraverso la piastra di scatto, perchè in corrispondenza dello aperture strette, essi rimangono indietro e le molle r iescono compresse. P er comunicare il fuoco non resta altro a fare che girare la vite laterale della piastra di scatto; questa ma.n mano \ che si sposta a sinistra, per la speciale configurazione dei suoi fori, lascia scattare totalmente uno dopo

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(4) Giornale d'Arti{Jlieria -

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Anno 1874- - Parte i."

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l'altro· •i percuotitoi,r i· quàl_i i:on,ellcano ..,s ucce·ssiva'.m ente l e . co.1tr.is1)ondenti . ca,rtuade. Tr.e giri· 13 JXl_ezzo , d~lla vite bastano ·per. dar. p_ar:t.ire 1tutti h 2~Lcplpi . . ·L1a1fusto .'è an alqgo·a queilo·,dJ3i:caQ_n oni da .. çamp~gn a. i La cartuccia; di car.to11e,1di qualità speèiale, è ad innesco posteriore, La v:elocità: ,çli·tirò è ,di c(rca 125 col pi ,al minuto.,Cinq:nie uomin.irbastano pel)Ser.viiio, d~lla mitragliera. Con que,sto ::Sistema,., .occotre .. g1:aml§ , ,diligenza nel .ben serrare tl{li ,vi_te di . ch iusm·a, poiçM 1al,t rimenti vi ·sono sfuggite.\cli' c.ga7J ed I il pr@i,E)tt9 ,rJ1n,:;y11e :µella ·canna, il che può causare durante il fuoco serii i1;1gor,i.venienti. . &stema crFekl~ ([·). t-::-r L'inventorE) rd.i' ,quqsta · mit ra·gliatriee , ~ ·l'ingegnere. F~ldb addetf0 1,,~lla fabbrica di macc-hine di ,r/ 1..ngsb.urg·. , 1· 1 Essa è, in certo qual mpdo; l'ii1sir me, di quattro fucili che agiscQn0 ciasqu).o per proprio conto, mediante un apparecchio mec~anico di carica.qi,ento; o con altre parole, un'arma .a , quattro canne F' il:'iMtizioni separate. La grossez:m delle pareti delle c~ilne, che sono disposte orizzontalmente e paralle:lamente. . ~'\ma di fianco all'altra, fu in r iguardo de,ll'ùnportanza çlel r iscaWamento, mantenuto un po' magg'iore di quello dei fucili di fanteria. Il caricamento avviene mediante magazzini da car tuccie disposti perpéndicolarmente due per ciascu;na canna' e ! ' contenrnti 41 cartucce caduno. Le cai,tuccie giacciono orizzontalmente nei_magazzini e ~a<lo~o1 pel proprio peso, un·a dopo l'altra in "un ca1~icatore, il cjuale, appena che vien rttratto l'apparecchio di chiusura in c'ui gitfoca il percuotitoio, con un rivolgimento l a caccia nella camera. della c~nna. Allora l'apparecchio di chiusura da se stesso si a,vn1;.;n1 è G:pn,soJidat J~ oa,:rttìQ.C,ia il).:ella, canna, da cui un colpo 1:G°L&to da.I, 'Gan e ,,su,l 11 Pl3-tCUQ,tj~oio fa paIJtire il 0

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, LE M(TRACtIJIATRICI

colpo. Il meccanismo·,• mosso da unà rotella da. girarsi a mano. è combinato ·-in modo • che sempTe..una, canna dopo l'~Hra fa ,fuoco, Eì ~he il- irnigazzino cl~ cartuccie di dest ra i:li ognli: ' canna I ·sM1pre -pet primo fornisce le cariche; e qhàn'clo solo è vuoto, subentra nella funzione quello di sinisti'a, potendosi · allora1 1 senza interrompere il fuoco riempire quello ,di de-stra. Durante il.o sparo si può dare alle 'canné1' 'Una divergenza. di' 28 gradi in totale ver.s'o ambo i 1flati, per' mezzo della qual e si può battere utilmente -un 1 lJersaglio clelfo h 1nghezr.a di circa l a metà della gittata. 1r r La massima . velocitti' di fuoco ottenuta in casi speciali fu di 400 colpi per 'minÌJto, 'pè1·ò, <1Wme 1'apidità di tiro n ormale, si possono ritener e 300 ·colpi per minuto. Due uomini bastano pel 'servizio dell'arma, però pel trasporto delle cartùccie 'e ,Tiempirhen ti ·dei magazzini occorrono altri· cannonièri, il ·cui numero può· variàre da 3 a 6. I caratteri principali. clell'ai1ma. sonò: Peso del pezzo · coi.1 a:ffusto . , . · ~ chil : - 43,7 » dell'avantreno con 6864 cartuccie >> , 658 >> di due uomini sull'e.vantreno » 150 !•

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· P eso del carro · da jmunizlone con 16016 chil. 1620 ca.rtuccie Peso di 5 uomini ùvartiti :sull'avantrt~no » 375 e sul retrotreno »

1895

P ezzi e · cas~oni Js'ondH:raifìati fdà: ·sùli 4 eti::vaHi. Due batterie a 4 pez21i ·/ di1 q [iesto,,r.sHitefuai for0:no,1adclctte a ciascuno dei d-uc corpi d'armata bavaresi verso l a :fine· della · guerra 1870-71 e diedero risultat1 poco soddisfa.centi. · ) 1 , ·• 1 · ' 1


·428

LE MITRAGLI,A'l'RJCJ:

LE MITRAGLIAT RICI

Quantunque le mitragliere nòn sieno di grande ef1 ficacia che in 'certi ca'.si S,P6C\ali, 1q, s~l\dio ~~ esse ~bbe 1 alimento presso t utte le potenze e la loro introduzione nell'ar mame!lto degli eserciti ~. qu1a,si fatto compiuto. I nfatti l'America del Nord ha definitiva.mente adottata , , , ' I la mitragliera Gatling; q1testo sis~ema ve1~ne pure dei ' ." • stinato, a far. pa11 e dell'arma.mento ~'?11~ tr uppe britanniche dopo vàrie ~sperienze ese9·uite a P~umstead-i\farshes ed a Shoeburyn~ss. Dàl mip istero delf~ g·uerra inglese furori o già commess~ 60 batterie I a Q pezzi . ~el sistema Gatling· a dieci cànne, del calib~·~, d~ 10, 7 . Le commesse 360 mitragliatrici saranno allestite nella fabbrica . d'armi cli Colt in Hartford negli Stati Uniti cl' A1~1erica (1 )In Russia furono g·ià formate 15 batterie di mitra' I gìiere oltre quelle della guardia ; queste appartengono al sistema, Gatlipg, modi~q~to però 1 alquari~~ dal maggior general e Gorloff, come i;ià. abbiamo v isto innanzi. Sono mont~te su affusti · i11 fer1'.o da cannoni da campagn a, . ' però pres,e ntetùente. si sta ,, adottan.~lo _;1;:n n uovo affust~ ; col primo affust? f i ·possonp i:a~por~are 6?48 cartucc1e e col n uqvo se n e ·t rasporterai?.no 6729. . , Il traino è a q1L1attro cavalli ed iì inùnizionamento di ~iascun pezzo è co111pletato da un car1;0. <li munizion i a . !~ - ' ~ tre cavalli. In Austria fÙrQno' fatte . varie esperienze, sia col sji \ stéma Fel.dl, _che,,con quello Gatling e Montigny, e quest'ultlmo ebbe il ' voto fa.vorevole cl~lla J Coriunissione. Il Ministero austriaco lv;t qui~cli or diù_a'to la costr'ilzione di pa~ecchie mitragl,i~re MÒ11tigny, .Pe~ò n ull~ ancora si sa di nositivo circa al numero, ripartizione, or~anizzazione, ecc:

In Spagna ed Ìn Italia si co~tinuano le es~xlr ienze, e finora non si h anno cfati certi stil sistema che verrà adottato. , La Francia. fn l a prima in Europa a provare il suo sistema, detto · anch e canon d balles. AL principio della o·uerra i Francesi' avevalio 24 ,b atterie di mitragliere ~ornposte di 6 pezzi e 6 carri da. munizione, 'per la parte attivà; e due carri da munizioni, 1 fuc ina ed 1 affusto di ricambio per la i·iser,ta. Le vetture. della ' p'a rte attiva erano trainate a 4 cavalli e quelle della riserva a 6. La ·forza di una batteria er a di: 1 5 Uffiziali . 148 Uom ini Cavalli da selfa 26 Id. da tiro . · _. 74 Il munizionamento d'ogni.pezzo trasportato e1:a di 10,462 car tuccie. A Saarhrùck per Ia prima volta queste armi di distruzione vomitarono i loro proiettili sulle colonn e prussiane attraversanti il ponte. A primo aspetto l'efletto· sembrava dover essere ·ter ribile ; il risultato' però 4imostrò che color o i quali agirono afla mitragliera adempirono ben male il loro ufficio, poichè l e perdite del nemico . comparativamente furono cli poca importanza. Si fu sul campo cli Sedan che la mitragliatrice s'acqu istò reputazione ; infatti; quando dt buon mattfoo fo' trupp'e del principe Federico Carlo com1nciaron o ad avanzare· pe1' attraversare la Mosa su due ' ponti, i Francesi tentar ono di con:trastare il passaggio di essi con una batteri~ di mitragliere difesa da nesstm riparo. Battagl ion i si susseguirono per tentare di guadagnare l'oppost: s~onda e sempr ; vennero ricacciati, clècimati dal fornudab1le fuoco, finche la gran _m.ass.n._degli__uo.mini _ pr_erus_cLe_j _ pont~ _,furono superati con consider evole _perdi~a. , . , ·, , . Dal lato di B~1fort là mitrb'g'h erà no·n so'stenn'e 'l a sua nascenle rinomanza. Solo si dissè :'che 1fii'111 procTotto un I

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430 LE 1 :i\-IIT.RA;GL!AirRr0I ~ gran foacass@ cla •tre \ battenie di ,{lei pezzi ciascuna, · impiegate 1flalrl'f~rmàta , d~ iclil,ou.rba,ktt,· maroon 1poco risultato, sia perchèr i' cannonietiJJfossero:,poco. accostumati al servizio, sia i perchè, le ;munizioni ·fossero, ..cleteriorate. Verso hi fine della gnenm , si , vi(lèro comparire 'anche -le mitragliere Gatling, e nella campagna di Le lYfans esse ~gurarono con onore in parecèhie occasioni: ma in nessun'altra giornata questa formidabile arma fece maggior impressione che in quella memorabile dell'l l gennaio, ove il suo fuoco fece orribile strage nelle colonne sempre avan zanti dei Prussiani, che ben caro dovettero pagare ogni pal~10 di t1rreno guadagnato. Da questi : isu1tafidsemp1;e maggiormente rifulge la grande ''~ffiéac'ia èÌ~Ùè" ~nì-fràgli~re come armi difensive. Esse sono di grande effetto in campagna solo nei casi di bersagli viventi e scoperti ; sulle masse specialmente il loro fuoco ottiene risultati sorprendenti. Però la loro applicazione è limitata, specialmente nella tattica attuale, in cui si combatte molto in ordine sparso e si utilizzano tutti gli accidenti del terreno per farsi schermo ai colpi nemici. ' L'introduzione di esse è giovevo_lc negli eserciti, poichè i loro vantaggi uniti a q..uelli .-delle altre armi rendono . formidabùe l'azione. Dove non arriverà la mitraglia del cann·one da campagna, -arriveranno le pallottole della mitragliatrice, e quando queste non avranno più effetto, · subEintreranno a continuare lo sterminio shrapnell e le granate. Nella difesa degli stretti, nel · contrasto dei passàgg1 dei ponti e delle strade, dove le truppe sono obbligate a presentarsi in massa, ~ i11~ontestabile la bontà delle mitragliere. · Nella difesa delle opere di fortificazione il loro im:. piego riuscirà di grancle vantagg·io, sia nel r espinger e le còlonne d'attacco difendendo .le br eccie, sia nel far

431 fuoco . dalle casemà.ttei<~ caponiere fii.ancheggiando le Qpere e battendo i fossi .i 8'Gtto11 ques~o I aspett0 1le1.1riitragliere non possono, a' me nor.che e,ssere .tenùte in considerazione, . e nelle guerre ··futforer!ihl@ro.rnagionato.i im'p>i·ego~porterà peso · nella bilancia fleHa1vitt0ria;'1·:· .r:P ·· 1 'i,·~i r LE ~IITRA.GL'L-VfRICI "LI

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1870-7,f 433 · trollati e analizzati. Nulla vi è dissimulato; neppur gli insuccessi sono sminuiti. Lo scritto non è apologetico, non fa l'elogio delle disposizioni prese dall' autore nei diversi periodi della guerra, ma vi espone queste disposizioni giorno per giorno e lascia al lettore il giudi1.io. L'opera. di Chanzy è di qu~lle che n pn si Jeggono per diletto, ma si studiano per istruirsi. Essa mostra come l'energia di un generale in capo può in parte supplire all'inesperienza delle soldatesche. Diciamo in parte, perchè appunto da quella relazio!?,e apparisce chiaro come varie volte lo sbandamento e l a poca coesione delle truppe fossero le cause che mandarono a vuoto i progetti del comandante. Chanzy chiede ,l'indulgenza di chi lo legge, ma n on h a bisogno d'invocarla, perchè in verità il suo · lavoro non presta quasi appiglio alla critica, quando lo si considera dal lato tecnico. Nel primo libro intitolato Òrléans ci espone ,pr1mieramente come fosse costituito il nucleo delrarmata della Loira, occupando.si specialmente della formàzioue. del 16° corpo di cui il generale Chan zy, dapprima divisionario, assunse il comando il 2 novembre. Spiega dopo il piano concep ito per ottenere che il nemico sgombrasse prontamente Orléans, indica con sufficiente esattezza come il ge:q.eraie bavarese YOn der Tann sfuggisse all'accerchia.mento, e ci descrive nei suoi più minuti i)articolari la battaglia di .coulm iers. ' ' Dopo quest,;i. batta.glia il comandante il 16° corpo propose due volte al generale in capo dell' armata clella Loira di avanzar le truppe prendendo · a difesa la linea · della .Coni e. Que,jita,, i<lea. i no~ ,fu , appnova:ta: J.Ch'ànzy lo r acconta ·~oàestamen_te; semzç1 .reérirt'ii•nri.zidne'rtll sorta., benchè comprengsJ;,E.ch~11l&f;s11:di; iWea: 1ifC'iss'eCmrgliò\:té~dell'assoluta inazione di D'Aurelles di fronte all~rime man ovre un- po'-sco)Tnesseìm,raprese -dal duca di Me_cklem.., .bourg al sud-o.ve-Sì{ .d i Gliartrès. . ,.,,,tll.i ,~·H,,ì\ìlt ,.\,;-.i 11 RECENTI P.UBBLICAZIOKI SULLA GUERRA DEL

RECENTI PUBBLICAZIONI .

,SULLA GUERRA DEL 4870-7~ (1) . ,i'

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La (leuxièmc A ~·mée ile '" Loi,•c,

(Paris -

par le général

CHANZY.

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tienry Plòn, ·1 S'H ).

Allorchè, si è letta la, cortissima prefazione che precede quest'oper a, grosso volume di più di 400 '.[)agine, si !1a già, un'idea sufficier:i,temente esatta del coht etto eh~ gmcl~ il generale n el. compilarla,. « ··Non ·ho ' la pretensione d~ « fare un libro, m,a. semplicemente un · r acconto » eg·ll dice - -'e-. l}i~s_ottQ so• ~0 ·g'iunge: ·« Riportot' i fatti senza ) . (J.r . ;; ' « commentaifi ' con un'esattezza che 1n essuno contestera; « scrivo con sincerità ; .tutto il mio·· tl.esitlerio è quello « di ess~r ) etto . con indulge_n za.• 'ti. · ~· v · ' · Chanz;y , ~on ha , mancato alle · .(atte promesse. n _·suo stile è SN'-1',0 .rjuvJi9.~pog1ioili <i!Jt'lle1l'.Q1rr1Jarne:nt6,èhe 'cl'il~tta, 1--;."}Ih]k • 1• - J A . , f:J' h) ,~1 " l·~t · e p1:ivo; 9.iiifrei>.()i!'~PQm½Danti·;:'\ ma 19 .1.U'tll1 ; son' ue~cr! 1 con 1}recjsione~nçoit).~::;m i1wiiia i~e.ttagl i$ rfsev~arrìefitè · .c9.nv f0.• 0 _ ·(1 •r. ·,. rr · Ti; i11 0 t,· ,i .1 . E>!1II'H\ ,.> i'li> 'otno·i't• ib eoif ,_i•.:uL r Il :b· ·::>ufa r,,f) '1<-.'1err11;'r l m G~;,,:')flfrl 1" ''· _I 11:)9 . ~ ! .J, ;. ,, ·- , . •. r' \ : f "' • ~ l i " J f' (1) V. Rivista Milita1'e, dispcnse.:dJ'1ottro~re e,no\'emb~o. :rr . -.~ i·' o·: 1

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ANNO XVI, VOL. IV.

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1 434

RECEÌ\T l PU.!?BLICAZIONIY

Le operazioni finora inco~~r~s.e_d~} generale Aurelles de Paladines ai primi del .mese d1 chce~1))re vengono da Chanzy coinpl~tamente spiegate e ai;tahz~at~. ~ a sera del 30 :n,ovembre fu tenuto u,n gra,fr consiglio d1 guerra al quale · intervenne, il signor ~i Fr.eycin~et, dele_g ato d~~ ministro clellà gu~rra recp d::i. T ours un piano g1r~ . elaborato. 'l'rattava~i- di marciare , su ,. Piihi viers . ove s~ sarebbe battl1to il principe Federico Carlo, per da:· .po~ l a mano al generale Ducr.o t che uscendo da Parigi s1 sarebbe cliretto verso l a foresta cli J.:ontainebl eau. ~nvano i ()'enerali tutti . esposero il pericol o·di questo movunento co~icentrico, ) li ft:~nte a un l}emico fori;e e giàlammassàto nei pressi di .P ithivicrs ; Freycinet· vi oppo:c;;e l'o~·dm~ formale ;lel . governo, e lq, discussion.e non pote aggirarsi altrochè.,sui dettagli di eseçuz~one.. . . b·>tta.;.lie ·del l O e 2 dicembre, Àl cui esito final e L _, "" b ' . . t ] ·1 r iusci fatale a i Francesi, sono l a ~on~eguenza mevra )l__e di questo l)i,mo difettoso . A Villepiou ~1 1_0 di.~emlJ~'e 11 15° c~rpo,· riportò un vero Sl~cc~s~o_, e 1 tele_g~_amn11 che alhL sera recavano, eccellenti notm .e da P~r1g1_poterono far nascerè. l e più brillant i speranze, ma 11 g10rno s~guente il corpo stesso non potendo esser sDstenuto m tempo dal 170 a J;.,oigny, venne sconfitto e separato dal 15° già :i:i()'ettato direttamente su Orléans. . È da q~esto c9mbattimento che ,data la sepa~·az10n_e dell'armata della Loira in due parti. Mentre l a prima ripiegava a~ .d i 1~ gel fiume ,su ::Vierzon e Bou~·gas, la seco'nda mantenendosi sulla sponda cle{>tra venrva _affidata al comando cliretto di Chanzy. Fu il 5 ·al ma.ttmo che ~n ti)1~iw1rnm.~ .Gftlr1minifli.9~d~~~~,ig~err:a~ costit!1i:va la seco'f1,qçh;P'Cf1Jfl,tçnslqlla, ,4ov1fft G@~ b.P;F\P e- e ? l ,corp~Il secondo.sJ.j)W'? ;p;ory,a, q tj,toko .:[ps1~~~, dal pr-1 ~0 luogo in cuirfu --stabilitorAtgr a;nrq}!ar.~i~~' gf)ll\'lJ~}e della 2 .armata. Appà0:;g1·an;½ ~ l;:i, r~les;~w, ral.fnig;i..e ~~ !a1;~j,\1istra ,alla foresta ' b . .Y.;':".,..., .l 1 ' • b tt ca cli l\fo.rchen0ii:;,rQh~nzy ,-~fa ,ti~ol ).).19'1 /}, COm a·. ere ac ,v •' 1

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l 870-7 1! 435 nitamente onde non ceder terr eno. Dal 5· al 10 questa seconda armata, 'che i Tedeschi credeano demoralizzata e incapace a t~nei.' la campagna, lottò senza svantaggio contro le truppe del granduqi di Mecklernhourg'. Il 9 il nemico essendo riuscito ad ~ccupare Beaugency bisoo-nò rettificare le posizioni. Ap1iunto· quella sera il mini;tro Gambetta era arrivato al quartier generale, annunziéìlldo che il governo si tràs:feriva a Bordeaux e che perciò l e operazioni strategiche noli avean più 'bisogno di inspirar~i all'idea di, coprir Tours. F u allora che Chanzy si .decise a ritirarsi dietro il Loir in direzione di Venclòrne ·con che non veniva per nulla a scost,wsi da Parigi . Questa marcia in · ritirata· com1)attendo ed effettuando ,u na larga conversione con perno a ·sinistra, eseguita da t ruppe giovanissime, affrante da otto giomi cli "combattimento, in una pessima stagione, in faccia ad un nemico abile e intraprende11te denota essa sola una grande intelligenza in ,chi · là concepì e un'e11ergìa· non com une _per sorvegliarne e dirig·erne i dettagli. Si effettuò felicemente e costi·tuisce un vero titolo di meritata gloria pel generale Chanzy . · Il 3° l ibro, porta il titolo Vend6me . L'au tore comincia col darci una descrizione della vallata del Loir sulle cui sponde quella città è situata. Poi riportà le istru;1,ioni da lui daie la sera del 13 dicembre, epoca in cui tutte le frazioni della 2" armata aveano occupato le posizioni designate, e non -dimentica di dar conto delle misure prese per procedere allo sgombro dei malati, dei feriti e provvedere i ne·cessari approvvisionamenti: Qui,. come sc~pr~, nessun 1~~ttafgllid! t ~·1:HieHibfi-h1b s'fùgge ~ila per·sp1cacia de'r gener~t1é th'è ,~a\•dì mier\ cHe fure' corP trnppe giovanissin1e, p8e6 ~s'o lrd1é'~ ei fuale11 'istrlltté.11J,r,v.;::,~ r È nelle posiziohi'Tiutoi'rro à: VeiltldAte1ib11t c1ùmìy fu attacc; o dal pritldipé Fett~i'ico ·Cà:rlofii1 1è1.'ua:le' léttP-irenuto in persona a prend'el"è 1it 1coinand6· fr{ 1càpoi portàni:lo d-apSULLA GUERRA DEL

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436 RECENTi PuHBLICAZIONI. ' • i I Jrima il 10° corpo in azione, più,~f • t a.rdi il 3° e Jraziont 1 I j l I del 9°. I F;rancesi .ebbero <;tllor a a con1hattere con un l\ I l" ! nemico pqderosq. , r 1 L a lotta , cominciò il ' 14 con un attacco a Morée e ' ' Fréteval e.seguito d,a~ .g;ran,<lljlca cli Mecklembourg per girar la sinistr<1, fi,V\rersaria; qu~sto pr;imo ·,tentativo non fu coro;nato da buon,. successo, Ma il 15 si impegnò una battaglia ge~é.-r,ale, }n cui, ~~alg1;ado valor e reale l ' esercito. fr1:tncese <lovè abban~ona1;~ a~c,une posizioni importank Qui 9/:1t1nzy dissiIJ.}Ula l~l'}pOC0 1 à CtUflltO_Ci sem1m1, la perJita.,deUa battaglia, ma, è o);ihligato a c_onvenire che la sera la su~ armata. presenta~a un a1petto desolante cl1~1 ci de~criv,e in, qu~sti tern:i,i,ni: « Eravi evic1en- . « tement e nelle truppe una stanchezza che non per metteva « di aspettar cla,esse un colpo Yigoroso, se ht lotta dovea « ric;mincia;e :3-Ù'alba ; i . capi di 'corpo· non dissimula« vano 1~ loro apprensio,ni in pPoposito. Il generale in « capo, dal ,canto suo, i r iceveva ,a.cl ogni i,s tante notizie « poc9 r as,~1curanti ~ul mora.le µegF uomini, e lo st?sso « amroiragli9c1 Jar~guiberry, sulla, tena,cità. di cui erasi « abituato a calcolare, veniv{l in,. per~?na alle 5 del roat« tino a,dichiarare cli non cr()der JJiù a una resistenza « seria ». Fu allora cl~cisa la ritirat a sulla S!;"Lrthe in direzione del :Mans. . ~~sa si e~egnì tr~buon ord ine al centro e alla sinistra, ma all'alt\·a afa le trnppe si ,sbandarono o ripiegaronp nel- ,massimo clisor~ine,. It il 18, il ì9, gli 1 sforzi di C]j!.anzy e di vari generali riuscirono a regolar izzçi,\'f:ìrl 9'P.da_we~W ~e~\~i,f ose,j J ~hri. fu _age,~ol ato dal :contegR:<;>r d13t, ;ne.nuJ co -eh~· non pote . .msegu1,re· v1 vamente · . l ~ . J1, ~ ~In,~ 0 1..11,·-''t 1· 1 0 per ~~sef.j ,~~sp. Hì1Ije; ~f~nqq etlIJ1~fW1,t~, dalL:\ ,f~tica. Il 4° libro è int itohtto J.l!lr,,ns ..Vi,si qc.o mincia dal consta-,')1 ,L \JJ 1;.i'f tare.la gim11clP. impwltan:i;a di c1uestòpunto il più J . l':1.J 1 JJ ,·r 1 $'trateP-ica 1lJ1u) ;:,iy1 H]?.l1Jf1 ,· 1. 1 impo;rtante ,. de}T o,rest d~Ua Fri;mcia per esser nodo di ._ l,}1ll.J~l>1,f \l1! 1 )l -'\IJtJ/l.)1,' ! , l i11ee ferroviarie · e s~rade rotabili. Sono studiate le po~

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~izio1~i che lo c,irc~n;clanò, ~ot~ndo 'fra tutte la g-rande impor t~nz,1'1 dell al~l)tano d1 Avours; situato quasi a.ll'E. · <l_ella_c1ttu. L~ tnip})e francesi 'poterono raggra.nellarsi e · r10rdmars1, grncchè_ i ?eclesc!1i ave~n rin'u'nziato pel rnoJ1~en~o ad avan;:ar,:n l)I~l 'oltre; volendo p1·lma assicurarsi d1 _ciò c,he pote.a :· far.e Ti' prim'a ,frrnata francese della Loll'a e quella del 1ib1·d s otto Faidh'è b'e . ~,i! ~ , Ftl iil . ~uell'~p~ca ~ precisamente il 22 clicenibre che 1 Ghanzy ncevè una comunicazione del '· generalè Trochu })_81' 1'.1ezzo del cavitano _cli_ staio tnagg·iore B~isdéffre par1 fato m palloné da Par1g1. Chanzjr ne ' fe'ce ' i1111Mdiata1 ~11ent_e r,~ppor to 'a:ì 1~~n!sfro Gaml)etta che allora tròvavasi 111 L10ne. ~l gov~matore di Parigi dopo molti dettagli co1~cernent1 sit1~azio1:e . polit ica, il morale•della popolaz10~~- e sforu fatti sin alloài, conclude'·clicendo che Parigi n~~i pu~ ~bloccarsi ' da pei· sè, <~ -he "'espone le molte r agwni. Chaiu:y deduce a 'ragione tla q'ttésto fatto che occo1:re andllre' il' più pr estò- ·possibile al soccorso de~la cap1tn.le, e annunzia che affretta la riorgani~zazione de~ suo _eserc~to,. dimandand:o di esser tenùto al corrente dei mov1me nt1 _eh Boul'baki e di Fa{dh'erbe'. · 1 La corrispondenza scambiata -su tal sogo-etto fra il gener~le ed il mini~trd della guerra , è inteì·e~sàntissima, perche mostra quantq buone fossero le idee élel primo mentre quell? ,~'.;l,1'altro erat10 emirìéntem!3nte poetiche'. Ga~1betta .sogna c~ie-l'arina't'.A dell'est 'h ncèrà a Digione, fa~a 1ievare, senf~i polpo 'fel'ire, l'assed io <li Béfort taglterà l:: com,u~i1a~io:tri cleI nemi2o e potrti'. tìnanèò d;r~l a mano pm ~ardi a t aidlierl)e p~r liberare · Ìe piazze del nordr. ClJanzy ne~ i;iUO ra.pport.o del 30 dicemb'rè e' 1·n. 1 ' > 1' rr" >~ ff · ,, t8rr n, r , veceC1 Hai·o e: pb$\ti'v f R1tf• tahti oa,irr~ [L.,I !:ltl a:(;)osf'!}'' ,, · ·t ,Jlf, ;Jl r,:1, rn.rrr" rfi . _ , 0 €Illlc, ,., lll;,!S e su11e,)__ fotte n f[ess101'u,. fèh/? i~Pd~.iloo{:iH fH, Q""' e-" t''"l;->,?'• ' · 1 , r> • ,, , li Il(\'.) l" r T ,· ·, · 1 r o< ';[ Ll< S a O U LS a 111 un p~ano generaie èl'azi·61\'é'>il ,\ 0wlo11Jm 6 o·ufiI "l · « 's'e1i;bram/ ff'nil,idpUytsJiit€ S'c)Hf"PitH\~irrliPJ\Jfre r, r :1 • 11 ~ ., , i,' r.i ;:W"'Pf . 'I , -1~ 1 , seconca << a.rnmìa1,r e ,q uella' sotto 0 ' 1 e· o rclfoiv tf&l''crè½~ ·a"'ffm;"'· , a1 ·b 'ff)i". , · r::,, J ::, 1 re F al ,ie1 e ,

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438 RECE N'l'I PUBBLICAZIONI « si po~1gan0 in moto al tempo stesso, la seconda ar-· « mata dal .iVIans per ventre a ,stabilirsi suU'Eure fra « Evreux. e Chartres, coprE}ndo la sua base e linee di « operazione, che sono la Bretagna e. le ferrovie <l'.A« lençon a Dreux e dal Mans a Chartres ; la prima ar« mata da Chàtillon-sui--Seine per venire a stabilirsi « fra la Marna e la Senna da Nogent a Chàteaux« Thier ry, prenµenclo la sua baso e linee d'operazione « sulla Borgogna, la Seine, l'Aube. e l a Marna; l'ar« mata del noi:d da Arr as per venire a. s tabilirsi sulla « linea di Compiègne a Beauvais co1;1 la base d'opera« zione sulle piazze del nord e la sua linea p1~incipale « sulla ferrovia da Parigi a Lilla ». La risposta di Gambetta è del 5 gennaio. Dice che è stato gi'\1dicato più utile il far marciare l'annata di Bourbaki all'est per occupare i Vosgi e le ferrov ie che vengono di Germania. Pascendosi di illusioni stranissime, crede che al piLt tardi il 12 sarà tolto l'assedio di Béfort, ed indica a Chanzy la data del 15 per far marciare il suo esercito in direzione di Parigi. Oramai la seconda armata era abbandonata a se stessa. L'autore ci racconta di avere insistito anche una volta il 6 per richiamare l'esercito di Bourbaki in direzione della capitale, ma la risposta del ministero della guer ra fu secca e recisa. Dovè rassegnarsi ad obbedire. In allora, per riconoscere esattamente .le posizioni e la forza dell'inimico, Chanr,y fece inoltrare in divérse direzioni delle forti colonne mobili . Qll.este incontrarono i tedeschi, che appunto al tempo stesso, tranquilli sotto Parigi,, aJ. 1no11d ed all'est, riprendevano l'offensiva per finirla ,coll'.armatc:\ francese, Dopo1 una serie di combattimenti· 13ostenuti,.da ?-mbe , le ·parti con gloria e valore, quest'tiltima ,•armata ·era rigettata i il 10. ,a sera nei din.., t orni del ]\fans. , Tt\tti q.uesti cornbat,timenti sono descritti con ampJi dettagli ,neffopera: -.che,, esaminiamo.

439 Nelle istruzioni ?Ompilate la notte dal 10 all'll per la battaglia ·delfindomani , il generale ha previsto tutti i casi, ammesso ' t utte· le ipotesi presentabili e date le · disposizioni necessarie a provvedervi. I suoi ordini furono eseguiti con energia su ·iutta fa: linea, meno che alla destra, alle Tuileries sulla strada. di }.folsanè, località che le truppe di Bretagnà,-prese cla: timor panico, abbandonar ono verso sera:. Kon era che un punto perduto, ma era uno dei più impòTtanti, e la lunga linea di fronte oramai rotta diveniva insostenibile. Bisog-nò ordinare 'la ritir ata dietro la Sarthe ; Charn;y lo cònsfata con amaro dolore nel rapporto , telegrafico che egl i trasmette a Bordeaux. · Dopo aver clesc'r itte alcune sca.ra.muccie di cavalleria, colle quali i tedeschi tentarono cli disturbate questa ritfrata, il comandante della 2ti armata della · Loira annunzia che , · sapendo come Parigi sia agH. éstremi, avrebbe voluto stabilirsi presso Alençon onde non scostarsi dalla capital e, ma, infor mato che il 19° corpo, su cui contava per rafforzarsi, non presentava un(l. forza immediatamente utilizzabile, credè bené dar l'ordi11e ài r etrocedere dietro la1 Mayenne co~la destra a Li:wal. Un dispaccio del 13 di Gamb'etta approva la de-terminazione del generale e, bisogna dirlo, rende omaggio con belle parole ·al sno contegno. <{ Qualunque sia la « condotta della fortuna verso cli noi, dice il ministro, « essa è impotente a stancare degli uornini come voi « siete, e che sono risoluti (a sostenere fino a totale « spossamento la guerra santa contro lo straniero. La « fiducia del Governo non. è per niente clim.1nuita, e lo « scacco che av,ett! fi subtt0,i pèr quanto, gra'"'f ' esso sia, « deve esser soloi una lezione •ed , un ·eèci.tamimio a far bene. » Tali conc~ttii fanno ' o,nor e a tihi Bé'rive, ' e costit uiscono il più meritato elogio dt 1' èhi li riceve. Se semprl gli uomini che ·resse1'o 'le ,,gorti d~lla Fi·ancia si SULLA GUERRA D};L

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340 RECENTI PUBBLICAZIONI J fossero in fal guisa inspirati, il paesé avrèbbe avuto minori disastri a - deplo1.'al'e ! ·( Segue la descl'izione dei · combatt i·nieriti di Beaumontsur-Sarthe, ·di Ch'a ssillé, di Sille-le-Guillaumé, di SaintJean cl'Ervé, di. Alençon è di E 'comm.o_y, dopo i quali il nemico avendo cessato d'inseguite, i'àirma:ta francese si trovò ·anco una volta consel'vata al paese, beùchè grandemente sminuita e un poco demoralizzata. Avrebbe potuto 'far molto meglio, ·ma e g.iusto il convenire con I Chanzy che, avuto riguardo alfa. sua còniposizibne, aveva fatto abbastanza. .1 , ' Una riflessione che 0i sembr a importantissima e che emerge n aturale per essere accennata dalla l ettura di tutte le istruzioni compilate a varie epo·c he dall'aut ore, si è q nella della 'difficoltà grande che s i ha a tener riunite truppe giovani e poco disciplinate. Quelle de.Ha 2" armata francese si battevano con coraggio, ma s.i sbandavano spesso· alla sera, e dopo Il e sconfitte si disserrtin avano in tutte le direzioni a' seg·no di inutilizzar e numerosi squadroni di cavalléria ed artiglieria onde arrestarle. Nuova lezione· per chi pretendeva 1uri anno indietro di veder aboliti gli eserciti perrhanenti ! , Il 5° libro ha per titolo Laval. Vi si cornirtcia da esaminare la forza · della lioea della Mayenne, indicando le disposizioni prese onde difenderlti e quelle per la riorganizzazione dell'armata. Si dfacorre dell'ordinamento delle forze di Br etagna e di Normandia e dell'idea di operare contro il granduca. di l\fecklembour g, che si era staccato dal principe F edèriéo Carlo per dirigersi al nord, operazione che ci sembra sarebbé sit 1.ta 1i11'dicatissima. Ma in quéfYiiit\mén'lf6\ 'èidèl ana tlata 1'deì 2~ 'g ennaio,> i;renne annunziht6° 11&rrrti.§tlizi'ò\l' ©lianvy néPaiv;y1ètU· l e ,s ueft;r uppe con un ordHfo 1;étffi I gi~r11d t clignifòsoHé') nfaùia.10', e s i occupò aitivdfué11't1f 1d11fégo1ah:fo UlétìliàgHl ne1l modo il più favore,;ble. ' Questà '·sil'règa'z'iohe i offi'éu:riituralmente per 1

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,1870-7,1 441 noi poco interesse, b,enchè l o, avesse certamente per chi si trovava sul posto e doveva · prevedere il ca.so possibile di una rip11es_a, ç]i, ostilità. Il 4 febbr,aio, il generale, prevedencl,o· fr caso. ,possibile di dover ricontincia.re l a lotii:l, indiriz,za al ministero della guerra qn, rapporto nel q,ua.le, , esaminando le posizioni rispettive . delle -parti. belligeranti e la critica posizio:n,e delle arma.t e del ;nord e del~'est, pro.pone uq piano generale di difesa, pel 1quale il grosso_dell'esercitq ai suoi ordini passerebbe suli,a1 sinistra <lEJlla Loira, basandosi a.l µ:iezzodì. Il rimanente doveva provvedere alla,, difesa della Bretagna e de_lla :Normandia, La conclusione di questo rapporto è r imarchçv9le, perch<'! mostra. che fin da quel gwrno Chanzy ha: creduto possibile di,1,eguitare co;n vantaggio la guerra,,.opinjone eh('} non possiamo dividere. Egli · -dice: « R iassumo : organizzare per , tutto la difesa locale, « forzare il nemieo a di1\perdersi, obbligar la Germania « a manten.e re in Francia .un'armata di almeno 500 << mila uomini, che essa non può pill. tenere senza im« porre alle :c;ue li,mdwhor e riserve l'obbl igo di rima« nere sotto le arm~, allorchè non ha ottenuto questo « sforzo alt rochè propagando l'idea che, la cadut a di « Parigi sarebl.)e, la •fine della ,guerra ; evitare le grandi « battaglie avanti l'organizzazione solida . delle ·nostre « truppe; difendel;'e infine il terreno pal.mo .a palmo, e « condu,rre l a na,1ione a capire che per salvare il suo « onore e la sua integriHt non ha a.ìtro mezzo che il « sacrifizio momentaneo degl'interessi materiali e la re« sistem~ar ad1,0J,tranz,a. ,~>.i d 1,,'-' 1;·1i111t'J, r:> r,rh c)flp1;,; È ben,1f:ac il,1 il;Q: sçtirgi ;1;e c,J-ire. ~~,[1!.ep,]~;.s. ~mpre . 1serena del generale cìiy~ga,, ql.\i :ql}.11!campod 19.l lth iliu.._~i9,~j.. Egli conta i sacrifi11ia clieJ'< i farfli·J.~).;vi;_w;,it~;is.'?j'1(:fo,r.mania per con;lnuare 1~o/èg·l}.Jll;J:'a, .t;ì µqn ,.i~i~v.ta l<iL½e,W ,.mMgiori della . spossat a J.<):aiwi;:t; ign,oM,J,9Fpe B!1.e_,,!J:l1l s:q9-.lo franSULL.'1 GUERRA :OEL

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RECENTI PUBBLICAZIONI SULLA Gt:ERRA DEL

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cese stavano 780 mila tedeschi (cifra officiale); ignorava certo in quel momento essere l'armata dell'est accerchiata, e l ascia prender e ad un esagerato patriottismo il sopravvento sulla cr uda ragio_ne. Il 6° l ibro, intitolato Poz"tz"ers, offre nuove consider azioni sulla difesa del paese al sud della Loira ; indica le marcie fatte eseguire alle truppe per cooper arvi ; accenna le misure prescritte per la ritirata, e par la infine dei preliminari di pace e dello scioofonento del0 l 'armata. La conclusione brevissima che segue i sei capitoli anal izzati non è all'altezza della n arrazione. E greLta ed inconcludente, ed il sopprimerla, non che diminuire, avrebbe accresciuto il pregio dell'intero lavoro. Una minutissima e dettagliata appendice chiude il volume e contiene una serie di rapporti, di telegrammi , di corrispondenze scambiate coi generaii subalterni e col ministero, non che i giudizi e le relazioni d'ingl esi, tedeschi ed americani sopra qua lche fase della g uerra descritta. Questi documenti, che , océupano circa un 200 pagine, comprovano sempre più che Chanzy ha. scritto con convinzione e con coscienza.

I,

RIVISTA BIBLIOGRAFICA:

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fl'e••yleicl,e,ule »n••11t,1n,01y dei• rve1,.-,,eo• 1,iut.. ;sse ••• JE,a,•opn ::,e Jt,,m,l emd ::., u• See. Vienna, Seidel e figlio, ~87 11 - (Espos-i:done

comparativa delle forze rnilita1"i d'Europa per terra e per mare).

È un'interessante ed utilissima pubblicazione fatta per' prospetti comparativi, i quali offrono un'infinità di ragguagli sui diversi eserciti di Europa . Le ta,:ole rispondono a prima vista a qualunque domanda sui rapporti sta: t istici, economici, amministrati vi , sul reclut amento, al'mamento, istruzione, sulle flotte, i cavalli, le armi ecc. ecc. I dati sono raccolti con somma cura e messi a confronto con singol are pazienrn. In genera.le ci paiono molto esa.tti. Vediamone alcuni relativi al nostro esercito e cerchiamo cli rettificare qualche leggiero errore. La I tavola paragona i bilanci e le spese dei vari eserciti e marine di guerra colle rendite, colla estension~ delle frontiere a difendere, colla, superficie, col numero d,3gli abitanti; d~t il percento delle spese per vitto e vestiario, per amministrazione ecc., il percento degli aumenti e delle diminuzioni del bilancio <lel 1870 su quelllr del 1868.


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RIVI$TA

BIBLIOGRAFI CA

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All'Italia costa l'esercito , U 12,B7 r,ercento del suo bilancio passivo; nessun., ailtro eserc_ito , europeo, meno lo sviz~ero, ha un per ce;nto1 mjp.ore,.1 In Russia le spese militari rappresentanq i~ 30,0,1 per pepto .delle spese tota.li: nella Germania del .Nord il 2:4,5$; nell'impero au's troungher ese il 17, 16 ,per J' Austria, il 13,06 ,per l'Ungheria; n el Belgio il 2 1,04; in ,S~rbia i~ 27; ,in Isvezia il 23,08; n ella Spagna il 13; nella Syjzzera 1'11?34. Notisi che il rapporto basa sopra un bil anc!o calçµ l ato per noi a 171,771,840 lire e perl'Austria a 199,365,000 lire, m(')ntre pel 1872 il gov~rno nostro dol,l).anc).a 170,160,670 lire, e le Del egazioni hanno già accqrda~o al governo austriaco 226,060,745 lire. , · Anche per l a rµarina, spendiamo relativamente ben poco, il 2,25 per . cento della , spesa . genera~e; eppure l 'Italia è lo Stato che dopo l'It1ghi.lt1;n Ja Ì\a m~.ggiore estensione di coste marittime da difendere. All' Inghilterra costa l a marina ·il 13,7 per ~en:t~ sJ.el bilancio complessivo, alla Fr ancia il 9,77, alla Nqrvegié1 il 9,7, al Portogallo· il 6,4, all' Austri~. 1'1,78; ,rpa l',-fost~·ia ha 240 miglia geogra,ficµe di frpntiera c1n airittin1a, no i '.718. La II t avola, ç.i offre ,un pr~wet~o .$inottico d~ll' obbligo a;l se1wiziç\ militar.~--.I,:q lµ ogq d(}lla milizia.. prov inciale v:i ~ 1 per , 11.oi calcplP,,.t} 1~, g.1,1.a,rdip, nazionale mobile (,l/54,00y rl\Om i,ni. .•'fa;v".,V),, q1ia~ando sotto, le. armi tutte l e, sue i for,,;e qbbligate ,al . ser1vizig a n91jru.a del·. l'ultima: l egge, ,l'Italia ~vr~ ,1i ifrl'.f\l~~~ri?ompresa. la marina, l'l ,96. p.er,..ceaj;o d~l,l'fotera. P.?Pola~ion,e. Il rapi:iorto è quasi egual e a A\iello <l~1l'Il.lgh;i.~terra fl,97), di poco superiore a quello della Russia pr imn. Aal,l'attuale ri.forma , 1 . B'llc:: 1J.l,J i ' li* , · ·(1,73},;_ i~Uh,~~fligl},sla Mr,§?1,roMJ}ib ~~~rieg;jf1:~Ar\1~~ ~. E 11ft,ri,8.;%1:)ania invec~14b m,q}to>~1ij!e1;iPU siH'ldìftf (2,99~.l');P(ìlJ;,.i;~u~pp~ f'!Ìjilq}, . &i~lh<} ,§iyfz~~-f i 7,,Y.%·r/ lella Grec1w.·1GlP,f!q) o-Ri.%1fu SHFPJflu(1 011i3)iffsup , .r.rr: •Ifr, La ct~\Jf:lJ.~1;A1h Hrn~Wh1M l th S~r~ftJI}Ì\{rlìl3Pt~e0d1 , g u.erra 1

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delle truppe des'tinaté a formare l'esercito attivo e de gli individui ·-tutti a barico cfel 'bilancio militare ordinario· Consiclera:rido che l e 1bfre date · sotto l a rubrica Italia comprendono gli ufficiali·, ma non le compagnie depo~ito, si vede che · pel piede ordinario corrispondono alle cifre presunte dal biTa11cio pel 1872, . puòl~licato · pàrec~hie settimane do1)0 la compilazione delle tavole. Infatti il primo pi'èsume · le seconde calcol ano'pel 1872 nel 1871 Fanteria 109,143 108,283 . · 16' , 8?.0 17,680 Bersag11en · 1·ier1a · 18,074 · 18,603 A rt1g Genio 2,7f3'1 . . . . . 2,897 F<:1. eccezione la ~avalleria., l a qu ale apparisce nella tavola c61Ia forza di' soli 14,288 uomini, mentre nell'allega'to a l bilancio pel recente accr.escimento. è . i?dicata colla cifra di 18,240. Pel piede dr guerra s1 r 1tien~ il nostro esercito ·..att ivo fol"'te di 349,977 uomini e d1 33,472 cavalli. . La tavola IV abbraccia l'organi1.zazione dei corpi e riparti' dest inati all'esercito attivo." I'n-·generale i reggi-· menti di fanteria danno· tre battagliòni attivi, ·salvo gli olandesi e belgi, che ne contano 4, gli svedesi e portoghesi 2, gli ingl esi da 1 a 4. La Serbia~ l.a ,N~rvegia, ~a Danirna1:ca e Svizzera non hanno umta mtermedta fra la brit>-ata ed il battagli'one. Sono formati su 10· 0 compagnie i battaglioni inglesi; su 8 i turchi; sopra 6, i francesi, i greci', gli spagnuoli, gli svizzeri e l a massima parte· dei belgi; ·sopra 5 i russi è gli olandesi; 1 sopra 4 tutti gli ~altri.'1 , ." l · " .,. : . LJaJmebto 'èlAl'½L c&1/aller<L\ 'clié st i:T a'tif1iandbs'i in Italia po1~terft pel pièdkhc1t)1p&Ce i~a tpl3,W tfffuè•l iiJ.dkÙ la fa~Ol~ •>u's tri'a éa . a r52:~'11ér miHè :il r.app6rfo·.1'f ta 1 Ì ' soldati d1 ;ava1{~1i~ e que11i "·lli 1 · fantetiìl cd1bpresi' 'i, He'rsaglieri. ;. per la forzà1_itrG."ls~ìrrltPperòJ t&Mià:rtiò1 rih1ahga' ·sempre 1L

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446 rapporto del 66 per ni.ille. Sul piede di guerra la Russia ha il 240, la F rancia il 165, la Germania il 126, l'Au·stria il 98, la Spagna 1'85 e fino la Svezia il 108 per mille. In migliori cor:idizioni stiamo pel numero di bocche da fuoco, 2,52 per mille fant accini. La Germania però ne ha 3,04, la Spagna 3,20, la F'rancia ne aveva 2 67 l)er mille. Il nostro rapporto è eguale a quello de,lla Russia e presso a poco sar à pari a quello dell'Austria, quando questa. poten::ia abbia portato da ·1256 a 1492 , come ·è già stato deciso , i suoi pezzi da campag·na. A proposito dell'artiglieria osserviamo · che · la tavola ci . presenta _b ensì la composizione di u11 reggimento quale era anter10rmente al decreto 15 ottobre 1871 , vale a <lire <li 8 in luogo cli 9 batterie di battaglia, di 5 in luogo di 4 compagnie da piazzà, di 8 compagnie del treno e di una compagnia deposito·; ma in altre colonne attribuisce all' esercito nostro · 90 batterie di battaglia , 7.2 0 bocche a fuoco pel piede di guerra , cio'è la forza precisa portata dal suddetto decreto di trasformazione. La tavola V tratta dell' organizzazion'e e forza · delle 1~1ilizie . desti~~~te alla difesa del paese. In caso di guerra 1 Austria puo mettere sotto le armi 101.929 uomini di -landwehr , 89,822 l10nvéd., Ma l'Austria,· del pari che l 'Italia, si trova in un periodo di transizione: la WehrZeiti~ng del 22 otto,b to ci assicura che·, nel 1872 la sola -landwehr ungherese avrà un effettivo di 150,942 ·uomini di fanteria e di 6880 di cav>!:tlleria. La Germania, astrazion fatta dallt. htndsturm , e dall~ imminente rior. ganizzazione, ,dispone per la difesa n ae:ionale di 247,616 uomini.;wla . Russi a.t,di 193,6421 P'er --o-ra ,J ma di qui ad un paiò clf amù.ir,-de1 t,nip1ef, 1 fo1_,g,hil-tèrr[Htfa milizia, veo1nanryi é voJ.onta.qi, r..di2r33ll,QOQi i ff}?bMipat,i . Da'mrliiani di 84,320;11:t1.) Seri.biai,diJI23";16.4·., pgr il'1talfa si' calcolano 152,000 uomini,. r-ipai!titi ·~in 116.Q ol!Jattaglfoni dì 'fànteria e 40 compàgriie;Jdt a!'~i:gli'eria ~ r1G&Uad f-0'tmazione della

447 miUzia provinciale però noi avremo 1020 compagnie di fanteria e di bqrsaglieri, l e quruli potranno all'occorrenza formare 250 battaglioni con meglio di 200,000 baionette, senza contare le 10 compl:ìgnie di 1.appatori e forse anche parecchie compagnie d' ~t~·tiglieria di piazza. La tavola VI ci dà un prospetto sinottico del totale delle fo1:·ze che ciascun Stat0 d'Europa può mettere sotto le armi in caso di guerra. L;Italia vi è rappresentata ,colla buona cifra complessiva di 501,977 uomini e 43,472 cavalli. Eppure t anta è l'estensione delle nostre frontiere che per Giascun miglio geografico di esse non possiamo disporre di 556 uo.rnini, mentre la Germania ne dispone di 1,315, la Russia di 1029, l'Austria di 867, .l' Inghilterra di 588, la Spagna , che manca di milizia provinciale organizzata, solo cli 395. La tavola VII comprende le flotte. Nel 1870 avevamo sulle nostre navi armate .31 l cannoni, l'Inghilterra 1984, l'Olanda UOO, la Spagna 819, la Germania 557, la Svezia 539, il Portogollo 366; sono lasciate in bianco le cif-re per l'Austria: e per l a Fl'ancia. 311 bocche a fuoco corrispondono per noi a 1,09.per og.mi miglio geografico di costa· mar~ttima, rapporto inferiore a quello di qualsivoglia armata europea, sal va la gre·c a e la danese. L'Ol anda nel 1,8 70 di,spon~va1 di 13,07. pezzi , pe1~ogni migl io .di co~ta, la Francia cli, 9,09, l'Inghilter ra: di 7, la GeTmania ·di 2 ,61. · 1 •• La tavola VIII tratta deglì uffiz.iali. Vi si t rova il numero, le pagher i soprassoldi , g'li assegnamenti speciali, i ram1orti , numerici fra le diverse armi, fra i diversj i1ppieghi, J~pc. 1Ji'ItJl;litj,t ha slUl"'pie.d.e -o;i.·dinario• un ·uffici~le infei110rih ·p_~fo\<;>g~i· J7 ,~@:: soldati 'i dil. fànteria, l' Irrghilterra p~r: :Q'gn} f6\') ]l'2"\.,t1st:Na,iper1, ogni 2-4,ì I, la Germptnia; . pe1' noghi ,3,©,14[) lçli ·Russiai,p.ei? ogni,J3fl,66, la Francia ;ne a-r,t-r.~t U:rtO {Jpèi' O'gBi.rJ22r,p7., mr:mv' '• 1a tavol~ J\eJ,lagçQl gnna..for.~§'gi :attribuisce- .una raBIBLIOGRAFICA


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BIBLIOGRA FICA

zione al;gi0ì fib llb's tr' o lrr~ào-O'iOr €f dil'fàhterfa , 'rhéntVe da, _ , , Ob . più ·eh.le, U!i'Ì)1aio! ad~t)es~io: ne' J]ta,1' Hìie. 1.EK' ~bldnna': I <<"Uo-· mini ·destilfairi al ~·serhtie:i 1<decrlì1 u'ffìcialì'.''>Y p'or't d ' 1corne in Gehnai:l i-a,1eeMri}'Fd 1i&ia::f'liln 1>ittt'eh1c1é.'ntér 'ti.itti ,i . · gradi dell' esercito l mentt~l c'~h {fe~~'eto, 2.2 aprile I 1871 se ne accolfdanbaidu'e fàgli•'uffì'ii·a:Wgeiier àli ed ai 'coin'a ndanti di ' c'0rpo. Neilar col'onha ': « JJrn11t&gati 1 niiliii\li rivestiti -d iJgrado 'd'i uf:fiéiale ~> si' ' èifotfnbn ' averrie ll' Italia alcuno. Forsl ·· nellà \ fompiÌaziòne 'si',:.e·11~1-tebuto che la parola ilassirb'. i-latd esclùd~sse il' gràtrd' di uffiziale· ma i nostri medici mi'l.ìtar{, i c·orùinissati df guefra ,"i 'farmacisti 'ect. >Jiannò caràt~ere (chC{r·aktJ}) ' d' u'fficiale per 1 lo meno 'pari 1a queHo degli aud tt6'rì ;f 'ib.édic'ì dìrettori dei COnt i '1USt·~'iaCf, I dei l rn.hli~Ì i pl'US~iani, degli intendenti , .m'e dic'i:,' ,veterirta:ri,' im1:llegati .di vèstiaho e di amministrazion<'i 1'francesè . '· 1 11 ·1~.< 1 ,. 'I ,,, La tavol a IX .comprende1 la 'bas~i forza'. Oss·e rviamo che, salvo il ·soldato inglese 1e''t urco:' il' nostro · riceve la maggi'Ore ,razione ·c1i carne, Òè:ò.Chè :n~l pfospettO I 8SSa Sia calcolata a 0,35 di libbra viennese 1'.!....:':i. grammi meno di · quello che è effett:ivam'ente. L a 'r'azìo~e tedesca è di 0;21, l'austriac'li e la francese di 0,33, ed' egu~mente è di 0,33 libbre viennesi la russa nei 196 giclrni'cleÙ'anno nei quali al soldato è concesso il· rancio di grasso.' Trovìa1no esat- · tissimi, .Per quanto riflettono l'Italia, i dati 's ulia paga di. guerra ~ di · pace dei · diversi gradi · é' delle diverse armi, sul pane, sul vittò, sul vestiario; s tigli arnesi in caricamento alle compag~ie, sulle tende, ecc.: 'ecc., i rapporti 1 numerici fra i sotto ufficiali e ·soldati, l e bocche a fuoco ed i cavalli. Ùn,'ìne_sattezza si riscon~ra nella colonna: 1 « Ricotfu~e!i_Yè" J!qh0Hlaì'e j Fgl,\icfuafr' p~PÌn vi tarli d ' ro_[rf; •ff> ['1.J' /f 'J.'ì'f(' 'r, 'l ·:--,,•.n I I . I p l ungare il servizio' dovuto pèr l'éggé >~,llgiacchè' 'vi si dice che essi hanno un soprassol do giornaliero da 8 a 20 kr. (20 - 50 cenf.), meirtre invece, rinnovando la ferma, ottengono una pensione Yit alizia di 300 lire . 1

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Si cal..;ola il pesQ p.o rtato del nostro fantaccino, escluse le armi, in libbre ;viennesi 36 (chil. 10,16), alqua.Il'&O meno del tedesco, che ne P,Orta 38,53, molto meno del russo, che ne porta: ,56, p iù dell'austriaco, il cui carico è stato r idotto a , 2.9 ,41 libbra. La t avola X ,qft. moltissimi detta.gli sui cavalli di t,ruppa : l'età, l'aHe1.za.,, tutt e le condizioni richieste per la cornper<ì e requisi~ione, l a compos izione e peso delle razioni di foraggio, eçc. Nel prezzo med io del cavallo v'ha e,videntementr 1 1,m ìl, svista . - la cifra di 560 non pnò indie.are fiorini, bensì lire italian.e . L'ultim~ tabella.contiene l e' armi da. fuoco . Ptesenfa il costo approssimativo di molte di esse, i vari sistemi delle mitra~liere, ~ei fucili a retrocarica, il_ peso di ciascuna parte, il numero, le diverse specie di cartucce, ecc., ecc. T , . ' .tn complesso l'esercito nostro fa bella mostra di sè ed occupa sotto tutti i rapporti un ~obile e degno posto fra gli altri eserciti europei. Vorremmo i prospetti s inottici clell'esposzzì·one, c.om,rpa?"ativa fossero seria.mente cons ultati dai pe,ssiinisti, , qhe vedono tutto male nell'organizzazione e1 n ell'ammintstrazioç.e , deUa guerra, dai parchi <3conomisti, i quali troppo spesso dimenticano che le buone armi ~aJ;lno l e buone finauze, dai filan~ropi, cui paré il tpopol,o nostro t roppo aggrava;to ~li:,i.lla, \e;va, e d:1.l servi~io. V:orren;1p;10 , alt its1 , chy; .~ssi ,fo;,~erq ,~otto gli occhi dei no~ti;t 1,l.}<;lPPPese~t anti qu~n ~o ,cJ.o;vr~pmo 1 di~cut ere ,l e srese pe,i;:: l'e}erc~t~ ;e per _.la ,rnafirp, per la. r;innov.a ziope delle ar mt ,e_ per l ei 01wre di rçlif esa del te{r~1orio; vorren1mq in~11e, cllfJ ~s.~i fo~sero,·, ,studia!i dagli,.ufficiali nostri onde ,pqssa1ié/ yeclere,:. ""''\,\. i. vari rapn~ orti fra noi e gli l J _) • .•...:. J:,. UHU~.>c-.l 1 JJ:;Jd.vl:L 1 .:-J_J...J .-dfi l J.,-. ~

s~rap}r~h 1:1r11, C. ft\lÌSrnfrrbfì}lf1 0~11H}t0J~gu~¼1wtf.rrn tant o g10v:a c.omnattezza,. de 1 f'e f01·ze J}1a,z10nah. . r alla '>,tJ~.i1 ,4 t<,C u~~tJl ·11(]'. OJ f/U 0 Jx1 -f ·1~e lr D'J O'J')•Lrnol~ oLio?.211'frIO':! nu omu;1f ÌE<?.'3 el.

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ANNO XVI, VOL. IV.

29


RIVISTA DI PE RIODICI ESTERI

HIWISTA DI PERIODICI ESTERI

.Jrai•~·b,iclu11• f,11• iU.e IPet,.:oche .<i~·•»ee ..,,.,a l$,~ri ..e . _ I A,1mal i

per l'esercito e per la marina tedesça). - Berlino, ottobr~ ,187~ . (Continuazione . V. d·ispensa di novemb1'e}

Il conftz'tlo fi·anco-teclesco ed il clir·z'tto delle genti", del dottore FELIX DAHN, professore di dir itto delle genti a \Vùrzburgo.

Scopo dell'articolo è giustificare rimpetto al diritto delle genti quanto si è operato dai Tedeschi ·nell'ultima guerrn. .Nel primo capitolo si ripete l a storia trita e ritrita delle _cause politich~ immediate clr:ù contlitto, e limitando1~. a:lla can'.hdatura del principe Hohenzollern ed _a.11 mc1dcnte d1 Bened.e tti si conchiude col belga ~ol~n-~acquemyns (1) al torto del Governo n apoleonico eh d1chian1.re la guerra., Il secondo_ capitolo. tratta dell'impieo-o d,ei mezzi di guerra. Lasciando le viol qzioni alla co~venzione di Gi• i

(il) La guerre actiiellé dans ses rapports avec le dro it inteniational.

451

nevra a proposito delle palle esplodenti di meno di 400 grammi, di cui scambievolmente si sono accusate le due parti combattenti, si passa al bombardamento di città aperte e di piazze forti. L'autore ritiene contrari al diritto delle gentì il bJmbardamento da parte dei Francesi di Saarbrùken il 2 agosto, della stazione di San Giovanni il 5 agosto, e della città di Kehl il 19 agos to. Notiamo che poche righe appresso ammette « 111 pre« Yentìva distruzione di case e (li gruppi di case che « siano di ost,:ècolo alle proprie operazioni o che favo- . << riscano quelle del nemico >-' , e tenta giustificare la distruzione delle località _ ::iperte Ablis, Bazeille e Chft:ieaudun. Consig-lia tnttavia al comandante di non Yen ire a tali estremi in paese nemico, se in coscienza non può rispondere che per necessità. militare avrebbe egualmente operato nel proprio paese . I capi tedeschi in Francia hanno sempre diretto a sè questa domanda? Ne dubitiamo. Padando del bombardamento delle piazze forti , lo scl'ittorc fa questa interrogaziorte : « Permette il diritto delle genti <li bombardare una « piazza forte al solo scopo di spingere ìa cittadinanza << a trasci nm·e sia colla forza , sia colle pi'oteste il pre« siclio ·alla resa? l> · • R isponde sì.' - Sconsiglia però l'espediente perchèinefficacc. - Dnran le l'ultima guerra 20 pi;:tzze più o meno grandi si arresero dopo un bombardamento; giammai si ebbe il triste spettacolo cli pressione per pnrte deg-li abitanti sui difensori. - L'autore confessa (e si può creclergìi) che solamente l'assedio e l'attacco diretto alle opere ha costretto Strasburgo all'arresa, mentre il bombardamento contro la città non ha prodotto che perdita di tempo, di forza e di materiale. Ed a proposito di bombardamento fa voti che una nnova convenzione internazionale sbandisca questo mezzo di guerra contro cittadini innocenti. Ricordan do i progressi dell' umanità n elle guerre da Ugo Grozio a noi (rig·ùardi ai n on combattenti, proibi1.i6ne ~lel sac~hegg·io 'ai possessi pi'ivati, limitazione delle prede marittime, proibizione 'del cotseg- · giare, del bloci6S siw papie1\ dei riscatti p~r prigionieri di guerra, neutralizza1.ione dei feriti, degli ammalati, ecc.). spera che presto o tardi i suoi voti saranno esauditi.


452 R IVISTA Un'nltrc_.a accusa. JI)19S'?>?t aiI )J([o 'refktkhl ' , ,· è quella di non , ._ ff . , ;-r; , aver lasciato uscire 1 non ·comba tenti dalle città 0 ve-· smit_e. '~ f:c.l\'.p_p_c,g·~:ato ra:11fo'l§@vi:tg1'tZt!rrctiW1Ji Ìih'.1(1} eél','a1gli artreol uil:tmdrHàt%i. f~ì.<.:S'0ttbiè-'rl1è11 <i;héìi p·'l'l:fèfufuchi' è1'a-nd'neF l oro. clix'!i:tt6I iLoDJ-.:1ltrioiJ.lì~té)' ass@ri~é\~, -é'fié' 4 èfa ~~sthisbi:ìro·o con, peihnessbc!çlegl~f'a:SsfediÌ'n1't&ìs6lfi<:'l 'sor'tit~', f400è)1rl:i6bche inutili, hilw:dì-a1~ig.fl nrO'lWisftìfafl'ié:iii1'é/Ì i1i1 • d(hti' b s·ìr'a:hché Bnances.li, tdn1 BeM01i-Dd0,ni1'e{I(ve&tlì1U1:ì faiiWim.111 1 nr 1 , Senzal p:r.1-n i0 f1~r,'01'"01"' '-lddtt'ld''l:fsth1'~>4':;.;i1ffl<èlìfiti:-O' /:1i1"lr'ìJèfra . ci ·si perp10tna·i diii10isef«t1félOè.}1el r$ti"/:t~1i\ftJc5f r'f d>'rliti~'t- 'tifi~· ecèezione1,:·.rth~m&iii (\Nfotzr, ll'oul{ (J:\,!"lfr_aah? \rnz~frè~ ,,~r~éc: nessun cntadmo oltre1)assò la cerclna chnvestrmèlHo-:':cl.a Parigi quasi nessuno e da Belfort pochissimi, e solo èlopo le reitéi'citè'c)\i&~an~e1'clel\\:o~n·amlà'Fìtè ~rn'1tbhe'ìztc , 1Jr:\t1fèrt. Altra~1èlùestiò'1l.'6!0',,l... ISecù11;clJlr1m 'di-t it{ò,,lcìell:è) gen'Ù è l'~sseéliaiit~ ,t-èftui@ ,t\il5)·etefii•r e-''J;t'6iWàl1a1'~edfat1' 1d~ll'iin~ 111tneUt.<iX bomba,1vametfl'rto ~ :1'{( ~ 1foJJp (l)ff ,~'I\J~l\•,~\ ,\ ') . Dailn!o!Blrwn:tge1J111il é8);r.·g.1ù ,11,tie0J11ii rarmericard rrspdndQn? ,oh_e fèri·tle0~t0~ltral~\g~M·e.1•"1J!' a-J.Mhzi6 1<P 'qdtlhtlo ·' il~ « pia.no 1el <Djperaz1b111:iL11entltr fletes-Mlrid"·t\h 11ftMcc<i ·;'su« ~~itarr~o:i ~d iruprovvisb .. '>>i'iffirll° è_il~é'sfotiìfl:' c-~so'·tk;P,a:fi~i ? pand i<l1I!-1'?1:1~1:~, 1app~1ttiolrFl:l~'èl ti~ioìie'OcJeJUi.J sbrpresa, 1 l~111!:\'hH11be:st::i·ne'ir rguà]i !J$tWgev~nd sl3rnpréfiùu·ov'é bai-· terne rrit@rµo J;'a:Wirnhr~n~~ !tit'ifàiS11@ ~\ts•ffri/10§€f '•g-òl'é Idei I<rupp ·qhe :o"g,1ri •g-ib1'.r,i'o1%imrg,0W ilò1 éla'.ll'à @MiWaùia'Yèndevano (\iµu:tilèJf1.tmwfn-z,fo uii1ffol11i1èi du1datlfl1V/ ·1r·1 lo:; · d){uov,i>lpunii•9 d'i.m,ter:rc!wazN~1i.é1.fda:1 P.l'e'Hetiénti 1kcriftòri di, diritt0· Ari 'g1iterna fÌ0n11~:ò'éùri s'ò'g-1'l'Mll i§}. ctli.;iz'zttno''in't'<frrio

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spioni ~) CJ.'li.ill'clir,il fulii~a,t i ?f,_,ft' tùt1.fc~~·é~r)spo~hrn 611~ ' :ùd,: a m~no cl1: 1Sfòv~-ifclijle[ ~il 1 :"ia;g-gto~~~·~111sia'- <'-l.'ntra1~reJ o! 'p~r spra:re l~·mo.st~1eJpbs1zirfdm1.pin1cast> 1Jé-01it.rarfo·'t1 sòlèlatf del).!. ' bono··es.§erel;tl'atttdi conie 1pì·fgibni'èri'lCÌiJ\l\wiTt'li; i 'Hdfò·Msi rin1andatif! itr1-;città. [:)J hl/<, Sk>'J f /) fl df •lf1 •' J;ffi;~ ) . ' •E ,eg.il;i i })'9:Fd1l~ss~;1dirn'biti.:à12~,J;~'iifi-/;irtUbrtrt<-VdHt:h~i? ·S'i°ri-" 1 u;, 1 12 oI1?h !'noj·JJn'[. ,!lJ;r_:>filH 01:s1loH _eI ofiHo:.i:;~) e· "· l U) ("r' f ''J I 4fiJ°> ±A "" r, l•.<•j.., j\J...J .1.J r , Jll<lu..: V ."""89 Jil oz ,e,,, .,..- ,~,, I ~,-) 1:,., !Ila 'I.nr J.:b oLom IIÌ /;Jifafo ,nx~sni-rn1 ,nxm.·wn (. ,,iiègsrecfit. , . · . , . d· ,-, . ;,

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(2) American articles of wm·. .u llfitl I n Lq,J (3) Das moderne Wolkerrecht in demJfriçg vo~~1870. ____

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Il .campo di. esercita%ion,e 1 ,darieS§i P!f!SSo ,l.fçllçl, 11et. Jù,ttan&,1 - 1n quesiti.i., 1oèai1t~t,} deli2;ios,ar:Ja iP;mimai~ca r aecoglie per,'. sei,.settimane-· <m;wal 1;nèqtJ 11na,1 .çlivisi9,ne di 9 a ·10 · mila u0rn; ni,, pkù.Jc~1;e1 ~3: m~tµ, · de!;;~uq , e~_ercito sul piede di pace, . La., t1;u..ppa è1; 1~i~a,r~t4\ d4)?,~~l<J1:f?O_niche simili, a,<JJ.uèHe .gità in ,l.\:,;o,pr,essQrd} llW p~r1gl'. ~lJfi~\~h~ Ogni ,·tenda .a ontie~}e s~,~to 1~ ~onreg_li~nza ~~ _ '4n ''.ice, caporttle una. sezione ,di..14 uoq111111 tw~tJ-i pxovv.iskcl1 nwterassi, di• coperte d~ Ja1na e cH, le:q?;upl~·n rr:.:À+'. pr\mo per iodo . pa,c,sar i.n: 1tiro nLber~n,g}..,ip ~~ 1\l'l rr~erc1t~1.9n t . dt compagnia:_ap]i>lica..t;~i y l iierrenc, . . °7\', ;~1 ~.eco,nJ~ {'1 ll'!"ll\lcgato in evo1u-ziG11lq·cli ba,ttaglior;1 f3 ù,1 rOfr!~ata ~1;) 11 n:ri~~co cl'ordindnio, n.Ht1'Cf1.t0.,. - Nçit ,t.erzo l_a.1nfi1;v;.s19ny ~1 ~w.nisce per qual.àlHi ..gr a.qde. onflra'!.w~vI, ffnf1r9 le,g4e ,,,Jr~-: gate manoHanò ,JJ,J,la,,aq_ntm r<;,JL1;~-: i'!HJ'I 1'1 .,(p, 1 I I

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f rancese1del11no1,d. i-r;1 E,,.un, .e:5tti1·~~~ s,lr.Jt~ 1 C,a174p~gnede l'a1•1née du nord del generale Fa1dhcrl)e. - La oatteria Dupuich, la quale non aveva .fatto mai ne~sw~a esercitazione, nè esegniLo verun tiro al bersa.glìo, in una c;;u11p8gna cli quattr<~ settimane prese parte_a cinque· battacrlie (Porù-NoyeHes, · Bapea11ame-,,prnma . e "'leçGmda giorn~ta, Vermand1.f& Si Q\hù1ti110 ),1ti-~rne testa d'.)v unq;1e all'artio·lieria tede:::ca, spa.rb 2615 coìpi, peruette fra morti ~ feriti 30 sotto ufficiali e soldati, ed ebbe 50, cavalfr:fu6rJ coJ11l:ratPir»en~o. _·,,, 1 ,,,1.'ì\:,,·i'i. 1:,,. ,} '. \ , , • Faiclherbe' -r,n~nrJe , occas1on,<? 1 Pf:lf,,! tel,,ser~ . Le,, 9g10," de1soldati,,i1~1pro,v:vj§atj. t,:la ,rjc9rll\an:1_q 1,~hy \lll s9l fiqre i1i1on fa. •pr ima~1e)'$,jt<3 ,.eh~ , lo ·1 ~t~HO gMf}pthrJi:atl?~S,(;){1w~ .suq scritto , più :v,.o;l.te,, h~,, seY1\:)re-1.Pf1rp\~ J~o.~t,i;o . il. 1:c.01g~gn~ della ' gna1~diuqitrn~~<;> ;ia,ale ,il)10QiJizza~;:\p .,r,,,J, 'I • ,r'· J _ , . ' ,f,:-1'1 'J<1 , 1,,,. ·"1 ',J' 1. >' :"rroi,:1·_!,.~,..,_ ,. rr.. L 'i'stni~zione clellç1, fr;tnf{}r~çt1ne~ tre§,tc,y scqn,ctn~çi1(i· La g11,ini;1:IDM!>i'lcrgç\1fl\f~Sie.i;si~c;>1 1:Yircl,~~~ .I "JD ' Jt·HtH.921~ .~ ser"e. ~e-l,!1IJf ~W!Lrill1T)R2. 4B·il5N:r:).~fh H:~~;\.i..3:ftll11~J.l~US9~8~ln 20, s1cftJlJ~iilit!tt~:tt,J'.lJ,UJJ.)J;q~oòJl!J. ,4'.rl)i~HB 1aSl\BR~1~g?ò·P.fai ,vizi0 , pquit>irrrangr;~PJ.,t9l lgJhf:W_ d1pr{1rJrJae ihc1~~fB 1/n~f1\- L~ truppe assoldate (6S},Q.QJ(Jl;~A11llÙ }1fl.~HP,1J\1Ut1i t~!Efi.iH.l·ha. 3 a, 6 ..:u11tir,,, --1--.-....,J•L;•., t M~,ie1· z:1:ic),I/flr1 ~ -..rr.J tH1 "-' • 1 ,··1~M t ~\ mau;ipITton ~~y'J l.J.\] I..! 1th L n.+ I.u,tt,1,·Jl J .µ> :,i . c1t-· ~aclini ,i:1lltUJ?:@.~fi 6isJ:r.~;d~W,}ih è ;,;~m1.. lh1t1?1el th8;./H?rm m due anrn success1v1. , 1

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DI PERIODICi ESTE!,tI ·455 · Nella Norvegia Ìe truppe' di rlinea ricevono l'istruzion.e delle recl'ut'e "l/er l4? giòrhi •e \'quindi van110 in.,~o:@ngedo . Sono poi. chiamate per·,5 vol'be >s'ucòes:si:ve 1 rad unfamma esercitazione di 24 ' rl·ioi'n ì; 1'sicèhè ,, in 1·tntìo' struon0 sotto le arini r6Z ' 1giorhil ) mend •Un 1. 11Lwle0)11 pel 1'l se'f{, izio di guarni·g·iònè ed ' i"1q11Wdri pè'rinaneti.t i'.' ,;'.,\r .' 11 :~f · i.q 1 • 1 • • Ora si yatta ·tli' 'una' 1•ifbrm'a ri:J.èR<~ ' isti.tuz10nurm11it.ari deìln. penisola i$cctndi'iit(va1,_ 'mtài". ut1·iprofo:nao ,ccintrast.o divitle naese ParHfo\'e nto 1 e· Ministe1·0.1 • ~ ,,, 1, , · ,r . In Dà.1~irn;rca)'tutt1i 1soilo ·obbliga,~i ab servizio milita.re per 4 ·ar1n'i 'ù~lla lir\.ea,··,4 anhi•nèll'ai 11iserya e~L _8 nelle tru,ppe di1 rinforzo .. · i:fyfa ·1 h1 ' ctn·èS:f,o J~qngo 1pr,rwcto staimo sò'tttde,..,ar'm'~ G ·mesi' n'e l' prim0i satlno ol:i servi1,io, 15 nel sec&ndo ed 'un paio di volt0, 1S0ll0 'Clliamati ad 'esèrèit!ziOÌil 1di ,l5i ''grorfli<J dop() .'tdel 11 •1Òrt0')' passaggio· nelle truppe di r~nforfo o lar'rélwher,r: 1sicchè ,tutt:w llistruzione s} ,ri~t1ce. ad l\ ll ,i;i.nno. t'orgà.rtizzailò'ne 1 ctel'I',isèrcil.cP' c1'à'll.'e!:ièÌ''\ ChB\ •Ìl'3.ta dal . 1867, ·dev'e' es§et~ 'so,.'ttèlp'6sta>1ad una -ì·e,v:ision'e nel I872. 1

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Sidla bo-nifìcazz·one delle 'gr·a-h'cff Valli' Ve1 101i:esi. ~ È un l:fre've1 stliu(c.P\lell'é va:ri~;, fasil cJfo,r!l1:1;br. . t'l·~ si:s tema delle Kcque fr\i 'f~dige'·e it- Po1·1l\:t -Heg·n'algo{aiJ! imu!"e; e Sp8CÌil:ll11éUte ·cl~g-l't J,'llllli'ilì.i '' l [Lir'QfÌl' j (J'Ì I [ :bohÌf.Ì(;;a~i~Ne '. :;he furon'o1 idtr\:ipl'e's i rYo'v~frno ,.a:ustriacor s'0'lito 1 Là cl:1re~t0ne del ~elebre, Paleocap11.1:~"iJ1h~esto" isWt~Vi'ò' fi n~sb~t éO}ll:t sei.· guente conch1;;io1;i,c : « L'Adige n~n .è ,per l'Italia :rna « buon~ ' liniùt 'dì"tli¾es1f st1•àte'gi'cj I J?1I'J l'a):gmt' 'foòntlera « nord-&Ùmtaìe,.'sia' 'p·é.r l'~ 1stl~~cb!trftgtilta-z.icme11p@r rn.p'« ·po?rdflal~f)' Rfb?!iiHìff d~~t'ea~c&'.,l· sm.r1aì1ct>ffa1·111ef;Jla • eon« sidE!ì'o'\,:01J:ef'.5Hilès~€HWio\J:é, ~hél5r:.\ffe1Bt'àWlrn~it.t'lt1ia.rnentè « aH'rnei.1tdt~1·•w 0 tù1ttiri;n11.Wi1.iwl IJ~g,nagcr.rl!Wìiap~)er la · « bBnifì:6\.iziori~ JJde<rIW1\'llaÙi 1'\\'iéWnfMsì!.O) tij1.;l)fo~?..G • , : , 1 « _lQÙé'.1la11tmp6Wèn'-Cefnt1ahì-èlfa}~0lll:lt\-q_ttest,r:v~1Ur co.s ti« tlrfra110 · ·sY 1lllf11H'Hé'a 8L~giia;g6'-~~ig-lfct-'N1qtil~rfa, tanto

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456 IJT ,·1 AF HiT,'l-,1JI.i'I 1/ « sensibi)..e .~fi!'ategicamente per l'Italia cqntro un attacco « da ~Bf1~~t, i1on esisto .Pi~. L,st, 1pi;-Jrm1 1ço1iseguenza « milit~pì{lf'.1:e rìsulta. dalla. ac.cenrti\ta ,\n:ie:ta1!10Hosi. to« pogr,\;fi'<:a,t.e pertanto quella dell.a crescrnta importanza « mil itare dei due punti Badia ed Ostiglia ». Lasd~r/1(1 fg;iudicare dnl lettore quanto sia nel vero l a asserzione che ~~ bqni~qa~01,1e dellp 1grandi Valli Veron~si ~bb~a..prggiorp.to. lE} c9AdjzipqiJ,l,i'fe~sive d~lla linea de11 i 1lir~· J,,J! .Ji.til'lÌJlll) Ì!!<)I ,;,.,q,.,ih 'li (1'\.l' ·•~')1

Sistema m:flitare, del!fl< Svezz'.C?. p, il p1·ogetto di rif or,na,nJ?o~,.:fip;Dfi\\I9,0::Rt. )i;'JALJ,,:'iYAftR1 , , it Dç>_p o 1M~1~e in ar ticoli preèéde~1ti "'t rtattntq rc/.~!lQl cqpd~~ipni1.militari attualmente rSV)'i.Qijti in-Isvezi~, in questo artic9lo l'autore rende conto del progetto ultimamente presentat0 peL riordin-rP}ST\-f? _,.4~F'ft~fl1'Cf~?r,, , {,fl,lf.'f 1h i~,,, '1 . Il progetto e basato sullQ, presunw;,ne rc]1e le condtzionì spoyialJ11t9pogJ;a~c/~~ ~ ~e9g~·agclw d~lla, Svezia non perm~~~nr~/Jlim;?,,,r(l 1l~J!l-t,qo <~ 1 i~PJr,g,~1~~/ cqnt ro ~ss~ , un · eserc1t9. sup13norc a , 100 mila u9ro1111; <l.onde $ 1 n cava la conseguenza che- basti alla Svezia poter dìsporre di un e0ercttp c,W ìl ,lfQ . n1il n. c9,mbattc~1i ;, o ,l>.icc9,m.c l a Norveg'ia è1 01,)1:ì~igata a 1 flare nn cpn l i.p.gente di.20 mila uomini, e.osi resterebbe per la Sv~zia.. a provvedere a soli. 1 100 mil a. ·' Ecco tt rovato 0 osì~ il :1')1:113<:~ <lit •bù'uerra, a •cui ! I J..1: ~ 1 1 l 1 · mo r,niedc,. !.t' ' si vuol gwngere, e che potre be ancora essere aumentato co~ l andstur m e, GOn rorpA yolon~pri. , , E in9,{ #y[. h.a)Ji1 \l\1 ,,Bi~ç_\'11 .~\~ r g g,er;n\ m,eçh o .di , soli 68 mila UOmin1j llUauao le circostanze Il0ll richiedessero l 'impiego (le!_ J7¼f.S~imo. f1 • ,• • 1~i(3de q\ N,çfi 1 1?i<1#n~JY,i~lYi\3¼lle di, cirg~ 4.,0 mila ,µon:i in~. I qualiri s~re))ber,o :ì\3mpre gh stessi, _sia in pace, sia m gueqa; r .. , All.e forz~ fqrnlw,tfe°i~\ , S,~ .l ~ggi,i;u.J,gOl:Oi)e t ru1~pe , di d~p~sJto~ 19'I d~J~/Jq{,9·Fl\'NW?,.i.,~0r1c;q>,laJi\ 111H.xrnr- .50, ,Wtl;},uo-:m rn , pe1 cpfl?., x9~, tqarrtl:,;.ilNN rm-a, :,J~lì~J-.ya.,r,dt gi;te.J;rsb d1 circa 40 11;1,¼~nft.OJf}P~P~~1)1}:J~jfp~ftu}.9:<1al~_; .e1,t11fb,1,e l a l an()st ·+H 'rcftr1tf Y1tmlh} \\'<lWjW-H<JfJ. 'llilf•'• (ì,OfI . Cosi l ie.'n'Èit½Y>qi of~lp }m~~e)_sy. ~~~SJ.:-..SUi .ni~ssun~ P.1ede .~1i . liuwa~~1flilliMbb.~ll~, )9R (p:l!le-nUO}UMl:!- ptrça, COSl ripa~·t,i;t\ùwbél o·rnuH JJ; i~nnnil_1 nrroi )P.iHp r;l r 11 l I JfJ1'1 L

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Esercito "atth·t> . . . . (', 1001000 'I'ruppe di a ~11b'sito ! 1 I. ~ 1' . ;1' .• ~ O,ùOO . Risè1•va di • guér1fo.1 1• •• • .r,! • . ' ,., . !~10,6bo Landslurm . 1~0.000 , I.

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,.'1,1r.Hp ,,.,,,lr•·I I I •,1 , I, ,i~l0,000 Per giungere ,a qu~sta cifrà c~lla dop~ia·!·'coriqizione ,di aver e ti·uppe "di Moria 'luà1ità e !:H non pesar troppo sul paese , ecco l e disposizioni contenute n el pr6getto di legge: . È stabilito .U principio dell'<;>bbligo del servizio per 0 tu tti dttl 20~· ·a:14Q _rrin_o, 1é1s~1'liden'.io '.ò~~l r~ITfi~d.m_er~to ,od esoneraz1one-. r(Qu'è sto' pet1ol:16" i.l1' 20 annt viene chv1so in due , categorie, cioè, 10 anni di land1;"ehr1 10 di 1 11 1 '1 H't • 1 .landsturm. , . .• ;r 1 Le 10 classi di Lmdwehr sdno' alla ' idi<o ~H1t'~' distri:buite nelle seguenti categorie : 1° Le tro •prime ' él assi formano le tru~p-e . di l:lepo:sito 1o l e- t·acl lit'è .1S'olbr qtwmio 'ql.l.'e~tg 'hannòd' b8rripiuto i 3 anni d'istr uiione,' sono esse ~-\S~egnate Ji'.t corpi di truppa ; 2° Le dùe classi: 1d0g1i ··anni 4° 'e 5° ·fl:nrò.o1~d iirima riser va ' déll'esercild :atLivo, éioè quel 'còntmgente che ,eompleta i quadri per manenti portandoli al piede medio cl i guerra ; . . , 1 3°' Le due ' cU{ssi !degli ' altni 6°1è 7°' forrAano il contingente pel massimo pìede di gnerra; 4° Le ultime tre cl a,s'si"son'o des-tin~t¼ in u1~ colla r Jt · .11:.rr1·· 1 11; 1)'11 ..lll •111 l anels turm l:t!:·1·~ ' CLtn~sa: - ocate,' come r1sl:lr at;., d'''''' L g uerra. Dopo questi 10 11nnir si fa' passaggio nella. Iarldstur m, 1 -dove. ~on si è pi·ù · ?b?li~ati ~n . t?mp.0 ·cti .pac_e. a ,1:7ieru~ ·servtz10', e da' cu11 s111 e ' r1ctmrmatr 1 sbt'tanW/11H caso d1 1 _gue rra, form~nd6 'cbrpi taHici''disLrettuali. ' 1 ' Con ciò si sarebbe conservato l'attuale eserciiCJ per1 'manente formàto conr1 ah·uoiame:hti"voloHtari. '•' ' L'isti ttrnioH•é !nW1.ibfi~Ht;Jél'elF.b:i,élJZ~c{1lfe'rrl1.lbé11 p\i/ con~ I r,1~

servata nena 'sua: e'ssénza: 1\l'a -m'e [lio1UITan\zittl!à e compresa i:Jt i tuLto iPlsi~&ma''dèfi.La_;ldifélia! 11:1%·l(lpa&Je'!1 v

È noto come _n ellla!ffi\Hè \.j_-li&'stòl''ilrdkcq~J MR\tlifo ri,·ge_ttat~ -dalla ~s~c'6ti'~a: ~,'n~fa',11 éfò/fn{/; pFotbéb ,il suo .sc10glnne11to. EUJHèllnotl:J 1purel come ullf:imanfe n1W es;~e:pdo s tata riportata la quist ione dinanzi al nuovo Parla n1~nto,

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La p.or;iziqnrJ strate,qf~a'c(jel(a, ~vizz1rq cli' f rpn_te agli Stati cor1,fi.1u;1,nti . ., D\ questo; ,acçm·at~s,sirno ~tu,q~o ~eooTafico militàre noi ab. 1Rùimo 1fatto ·cernw nella ·ì' l 1 , , ·. . " l' r rn1sta ,· bioliocrrafi0~t <li rse~iem'lre . N t \ ), prpseo:lllamo orit esame. O , r" , 1 v i,

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-Sua co,nfor1:n4zi0,n.e , f, d, estensior:\f:\· ,Ji J;n r,apporto al s istema generale di, djfesil. q~lla_ S?~z~~~:.1 ,. essa,.~wq. ~ 1l1~l~o favorevqle, fìÌa , per ~a ~m1 ,giac1tt~F), 1SìP, '+nç11E)-P~r?1ie 11 Giura ,1wn,, fom_n<.).j,J.u ~a .b~u:rier't_rdire'.W\::il t:OH~O. ~1_cu1:a.. Que.s ta.ft'ontJer_a §1 pu<Jd;onstder ,ìfe 17;; tre _t1att\·, , a). A/.a sirii'!it?;·q,,; da .G.i,nyì'.l't:\.sinp -5'-1 fago d1 'Ne\ic!rntel. E dove i.i Gi4r~wre;sent3r ,m1p.9,r ~arghezp :; ledue .buone stvade ~JJ.e.,lo -~ttraxeri;;:.mp,J?on~rl,i.e1;-Qrb.e :e,f er-Ro1_1s,S'.'.!S-:Nyon , , pprf:ere):ibe1:o f q,1wmic;c~ 1?.'}f,\~. PRn:y,l)'.,i,e .?hr ~1. r1:otende ,fra 1 due - laghi ,e c:;he ,pyrn-1y,1:t~r~pbegh 1 un. f,1c1l~ spieg,Hnento.· Ilr :r;.tyn;J.ico 1 chG,,.-:g~p11gtq~.e, 1;:i_ pl:)netr~rv1 avrebbe con ,ciò1,stesw ~ olq:to,.çt1,ier'-'rh ,1e ~ L 1tr1~v.er~obe impegnato in umi _di~·ezione s~rategir ~1;ncnte ta~pre~roi,~, cioè con;tto, l'.~· ~Ui ,s1p1s;tr4r,{leij A;ar ..'1h i , ., ,.. . '. L'aut@~'f; r1~Yil,ppa1 l;\qC,O)ì{1, ~ltfahC9'.1S\a~razl,().J,1~, Ir;t .~ase aclle q~1<).,l i ...co11~Jr1~1de .. e,s~e1:ç",qq~:stp,,¾\ Jr,pyt~ }~µ~ J! ont iera ,-0cqi<le,nta\y piùrJaNpre,v,~ì-,e.1.t14 ·Llfl. 1-~ttf1:CCQ r fr:~\1i9ese. · bJrC.e~t?:o:,:"d,~LJMP. .d~., ~e1l!G~Flt~t,r,qb al,~., ~ffa4a 1

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una Ca.mera a)Jbia approvato il,pr?g_e tto,. e_ l'altra Io aòbìa:. inv ece rigettato,, Qt.~esta ''. olto.; 1 .~u 1~ MnNs.~ero che chede, la sm}, d imissiçme. , , rr, ') i ,. , . , .

Ziehl';fra il lngo :di Bieli, doye 1. nòn avreobe su ncJente ~J.ogo ai manovra·. • .·. ·- ·i . e) .Ala dest,·a ; da Biel sino alle fòè i dellt:Aar. Il Giura, sebbene assai bisso in r1uesto tratto, pure essendo t utto comnresò Kèf·_lter-r1tch·io 'sirizzerò, e- 1weséntando eCCCllentl l~p0Sizioriì }ef' 'ln. 'difesa I localè, prisen:ta 1.111 ostacolò ,;SSl.l.Ì. l't\è-,;rantf{ hl 'rierrli\:;O é1'Jie Ì 0 1 ' e]{)\'.(~SS€ attra vel'siile' pdr s1t}~/ie, 'ché l riòn li~n nb ccYmtih ica:zìone fra loro. Il corso dell'Aar inforiore viene qm ~- nnforzare l a difesìl , in quanto che fino a. Olten lt~ montagne veno·ono a finir nella va.lle con r ip,e dirupate, m modo da ~11pedire ·oo·ni ~''spir.gai'fH:JRtO·;, ·l>iù'' access ilii le , è' .il ,tratto montano c{e si estettè1'e-'ì>., ·èst de1h linea Basilen-Olten fin o alle foci dell' Aar ; per cui un attacco ehe si facesse. · da questa ~ar te , Josse desso il pi;incipale o fosse in conCOlT~nrn clii' n'tÌ 1h'lfr'6 do 11:<e'}:fbe pruttò'sfo di'rjfg·ersi verso Brug~../f tdbl~W~z~ Jrt!,i.~11(~ ' s,u: B iel ''é · 0Het1. : , . Cio .p1'err1èsso, 1l'autore Vte-n eL tt, consider 1are ,1,i linea:. dell' Aa~·)1 fai c8wfo'éo.'.Mrry¾~·-a~ av1ir~,ilni:fJ:h1z~··~i~itare all'uscire ' d1d' .ta&oo d1 1 Thuri, d0ve'Jt~ J'g1a.J nav1gab1le. Per questo tratt6' &ofr&... n'.ttrav'ers6\:tù pa'eseac'dessibile, dove 1 la via!)ilit,i' et i'i{ +appùl-to coìla1' hu'rnè1'o h'1popolazione <t ioi.' n101ti: 1Jentd aUit'ati,.' pr'esehtà 11ql1,i::li dapper1 tuttd ~ccell~iùf cd~qi\i?!.;? cli' 1~~if~:d ;, ~b'cal é_,"'1si'.' a'pJ_l?g~ia: 1 a destra' at1 'H,eHtì; a simstrh. fttr~ ,\.! pi·}·essa iè pe'rcw una ottirrìh'. ' linèa. clife'nsl~h, ,;èl'so"la Frarict,t D3autol'e la con- , si<lera do1iie 10i ì!isb: ii'n'' dì.le' tratlti-_ dal:'·gomi to,~b:e essa fa ' ,( , eL , ;-~,,, A ::t"1,w1·~,f !)'IJf''o'J(. ,, ... J'r,f, JJ lJI Il •)'. li uc; 0 . .. f ra Ber n" , a) .Il tratto più al td è' pi1t1'•br1ivé'\I~ v61HJ1a· sull<ove_ st? e for.ma ,t1HN \Hnl:lif,cli''hjiiegarrienfo; p !ll'-1 lél fruppe che S l ritir~~sè,;:b' 1tlc~' 1Fr/l_)_ Ur~o: . 9~i_è_~fa)t.!1eh:l. "?10h: è· '~ì!'~l; ile·, •e condurrJ_9I{e l. pei4c1f/\11~n~m1c~ I aél_ ll!l1/ l,).ttac_cò· dit 1 f_r?~te, ma stan~e 'la' h~t.diW (lè1 'icrreno~ llq •re' sta dttva-~tl,\ 1 attacc.o r,oirebbe pr;t;!.1rere tut~~- le ..sh'.~ .'c\~sp?siz.fotìi;-r~ n?rn si troùirebb'e IJ:i.l)tr0~1fo 1'ci:}.tfavt'J cond1zl0Ill quando ,foss~ r espMtò.1{r ;:·r·JJ'!}i·;I j:f!i.i ~tJfnt ot2Ewp ~mq nt~t:3t>'T<I_ 1 , , 'b.\ tr!ttB 1% JJ}ihr:~ef.f 11'ilit1 1fqcel) r)Jìfm-.fotb11 fa si-. nistrit1~foa>15re\?JJ;lfitfea ldé!l;JA 11~fo'.hl, e01Jfé)pfu:ìiàll~l ~ alla: fron{(Jfk,< 1'fo rhìò1ri'Ylth! ~f.~ 11<1:'JJ Bfi.!g~t'1p.1!~01;'ii.lPINI fò3èl, dove, l'Aal rì&eb~cl8 1t !.ffi%1nHif.l/ ;pféseh'é!{'~otiiq i.fe!::ltfà? cfo\J.! lago. di. .Znilig·d; !f2i)faI:l.i,;ffl.% 9 1:P èo1i;lHf'.'éH\\9tÌ.fi:JliN11sije 11 ctiìùtlt r~· lined' dl·,rc1Wi:Mì'.I ~ti~ n'òW'WlU> iF<:fl\Ìin<P~f~mnu1ilrr1aggiorv 1

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2. 0 La frontiera, ,settentrion.alf{ e zl f nonte , · ,strateg.z'co vcws9 lq,11 &.erni(l!.ni'a.

La -frontiera de11a,Svizzera verso l a Germania è tleterminata i::lal 4lagMti ·aostar'l'l h eJ dn{Ré~o;1i.èI\~cè~ii6neJdelle enclaves •s1:tllàtdes't!'a:1tlel Reub dff8teiff;tSéiafFusa:; Eo-1isau e Bas!lea:;(lr)r...:...iiConsi:lleran'c_M·'qt;è'~ìel~nlçr.aves' :conl'l\ante JJj"I [')q ,O')~)J;Jjr; )11)7 l i J; .(<1·g111h ,: J 1 ~ 1···t lé".. ·

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461:

t?ste cli.ponte, che servirèb'!fe1-W1aUa. Svizzera per prendere , 1 ?ffei~~l';f"¾ ,,~ul~~ i-9~,{l}Jia,c:,d~l_1, Recnp / iì~l}f;eb,1i:e~ffJ,tea11.liati, ,a grnchc;ctr~ ..lJjlO~t.R 1lt1?-llc,if.PP1idi~z19Jlf.1.t,~tuli:1J;1fr0nt1eiq1 ,,rhii1itare de,~la ·.S[yì~~ra.~; 1fi.a.11t.0_4ù)i \L·i~~·l iSj?. _p.ono•1jJ.en:t.e l_al, gomit~ e~~ '~~}1-~t~nHJi\ ~9}ir~riSsl;.?¾} E~lhsa~,1 ahe, .-tiareobe. ·agli Sv 12~~n )a, p_9s,s1-,l11tJ/~1~9JJ;mH!fJC~}a1Je. dar,SGiaf:l'usa 1.tant~) ~ norc~ Jq~Wn.Fo .,¾·/me~tq--ori\'11:J. t,ile nwéìntagg:1.(j), , seeondo . 1 ~u~?J.:1J:iA9fl •S1iJHngr;nH1Hr,t~r1<;lhe .èlii?.·)1J.\rad apparenza., . f? 1cl!fi ,J{1l9N,t1~ai )rtlP!~nP1.r:1,!e Qcmdi~i!ilJ.iH,lbc11Lin di ;c1 uesl.i tt?rr!;or11 sv1zzer1 sulla destra del Reno essi nonls~ rpre~vl,Jefficr.ce,Ai_ ' ,l ,,d:1'1 da {)'o·_ stmo . . ,-',.,'t~ j ~ , .L..-. ·~p,::~, 1.'t~~:,- J"si.anOJ·ì'mufe.e h -. ..... .,, ,1F , (·~0ma·:" ul!l,Qi'I) ttz\°1'\¾ ;..t~\Ji ,t;~ i, tJp;,n)J39J},tiHçh~ ,r~~;,~r;oyijno•JJsu 11f tell"l:ito1'io acese. vO/j~ 1.fl,l'fe ifli~11 j«r, P,EH.~_ç1.cle,$1;' l1!1 yia,pbaggi<i'JÌ'.eale il p~s_seq)1t;1f.Ìq~ta-11,f~ r1f_t\Lli~ s1~~s,tq1. .<~eL·_1<Re1~b'., dpoiohè ivi !1 ier~~!?f. 1Pr t ec~~~i~~ rfb?cn11v,ii;.,.sq:Ioi1J1..m.i,J&'to;, ~ma città:, ed ~ e 011.?1~/j\~.rf1~.rX·\Wfìe: s1tli1,1Ii~.;,,~H{10~~.me~ ·il1~p,0ssesso d~ ~ostm}f~J i:, \P.XWzeT~~<i\J;~AJ,_po .isl:g~).J<$,'V1~e.rn1r 1si11p1~@sto , che 1 ,fì9,~JP~6SfH'P rJk 1wn~lfi_)lJ_Qltrr1,\aUe 1dit~ico ~~ , _tflcn.i~ c11e e JFH~<Jgg10 r!l~LJ-t~n%-1 l Y:Jr1.protun<lo 0as'.sai1 1 1s1. troX:~·e:)Riff,9.,g l,\ ,?1~i~jj~f!i~1h r-fro.i;tte1i.alte. iià.1ttire :de)Ja(; sponda 1

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Le hf~~q ' sI;Jlrttr,cmii" cpnf r.Qrufl Uf,SJt~ftÙ!Ont-iier•i~ •tpo,ssono esser c\ue,;1l 1~1e,~·H~\?'lf1g.f:H!~ , G:.Q\l¾ b¾Sei~J<ì1·,i h1,tirg@., ,éd ac- · cenpai;ity 1.J.}~l}§ff El~1iu11~l~r~u4@1 ol)ai;iubio ,' G:on 1base ,a Do- . ~aueschrngen, ed accennante a Sciaffus.a. --;-,,·Qut ste due, Ime~ ~P.{oc·F-(;ìJil.fl,):;1}1e i;fr;.~!l}pr~, cl~~Ua,di'onesttiio l2fora ,u che ren,deiwb.:r~ ,lRHgJ\<:;, €\·1,diffii,1J1 ,.Le,rnomu.!i11e.tiivioni :Jìr.a '1:iuna e 1 altp 1·-1, '•?·:d rilo1;.i fHrn o·>i111•,r1 lr; •1dd•,·1r'HI'- 1::, I car,~M.1,t~:i~J)qg_J}/.~%!{1eJte- ,JT.0,.11e;<j:tn;\ 1Ni:lr,1' [sono ·,.-t ali,, che pe1 un attacco diretto contro Basilea Il tratto a sorvegliarsi per parte della Svizzera si riduce alle linea Bas1lea:S~ckinge.n ; ogni oper<;1z.ione çtie fosse tentata contro 11\t,m.1itt\i \_Sa:clt-h110\i)i~\.Y-àltls'hti't'''si j'è11ihr'it\bb~ da se stes:a una sèmplice,~mirdÙstrìiz'ìélnJ'l~è('\'ifr "iittacco se- . condar10. J:3~!1 alt};im~11t ~l §Jaypp 1le.r1ç.Qiler,;se ,Jirl ,:nemiGo,.opera -~ ~r.!eBt~11,~\~i1:~J;Tsir~i~~~tilo;J;t"\'ÌJ:l.ilot)>.t~1e1w·;Jèi1di K!OSÌ faci,l: ~f.8.B~Bb ~\!~8)tlìr,9grm <lmìsif, Jahc,·ii~·difei'.isore~:pU:ò esser e ;fl?lh o~1tÈ,<i;:!:\~~~-90iYf§~1it~~\lrt9fs ll1§lilò,::fu1Ge~if$z.aJ1.del' punto su cm s1 dmger à 11 vero attacco. Per cui la s~rv~gl:~~1.11-za ~e-Ha--:f-rontr~;-a-da. ~cp.iest~ partesT r ende assai.r pm d1filc1le, tanto om. se s1 cons1clAr.a 1:he il 1,wo !:~!l 9Jb IJ!Hn} JJ (Jj !l(t,:) HJ O<?.',lfl Yfo,w 'i T!JI) irtt; 1,:1 ,'ft, -

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di Costfìnza non può essere tenuto in conto di ostacolo assoluto contro un nemico, che potrebbe disporre di una fl.ottigl ia corazzt1ta ; ùonde deriva la necessiti\ di comprendel'e nella difesa anche la costa meridionale del lago.

DI P ERIODfC r ESTERI

RIVISTA .

Ciè> non. ostante l' autore riconosce che questa frontiera <lolla Svizzera verso l a Germania è favor evo lissimamente con<lizionat.a per la difensi\•a, e ne sviluppa <lifi'nsainente l e ragioni. L'au1ore fa, poscia men7,ione c1ei punt i che hanno maggior importanza strategica, esaminandone le condizioni nelle rnrie ipotesi , che la Svizzera si troYi sola di fronte alla Ger mania , o sola di fi;'onte alla Francia, o alleata con una di ques1.c due potenze contro l'allra. Tali punti sono : Basilea, Sciaffusa, \Valdshut , Rlleinfclden, Ober-S~ickingen, L aufTcnlrnrg, Kaiserstuhl, Eglisan , Bùssingen , Die::;senltofon , Stein , e alcuni porti della costa 111eridionale del lago di Costanza. Si passa indi all' esame delle condizioni in cui si troverebbe un attacco contro Bas ilea e dil'ctto contro la linea dell'Aar, indi quelle d'un attacco chi Sciaffusa. e da Costanza diretto contro la linea della Limmath. Qui è posto in disc ussione il valore dei pun!,i militari Olten, Brugg, Zurigo e \Vinterlhur. Da tutte queste considel'azioni l'autore viene alla conseguenza. che l' attacco più probabil e della linea del Reno si farebbe a \Valclslrnt, l)erchè cli qui s i potrebhc facilissimamente occupare Brugg , rompendo per tal moclo in mozzo la linea formata dall'Aar e dalla Limmath , ed acquistando pure il pos::;csso di quella della Re uss. - Di qui l a necessit,\ di afforzare Brugg, facendone un campo trincerafo, del pari che Zurigo. - Come in una guerra contro o\·est , Drugg· sarebbe l'elemento o.ffensivo , e Zurigo il difensiYo, così sarebbe l'opposto in una guerra contro (}§i. Perduta l n. linea dell' Anr e della Limrnath, ,sarebbe necessario all'esercito svizzero , per ranno<larsi e rinforzarsi, l' aYere parecchi punti d'appoggio all'indietro, quali Thun, Lucerna , Zug, Schwyz e \Veseu , che vorrebbero per<.:iò essere fol't ifìca.ti.

463

3° La fr·ontie>'a orientale ed il fi·onte strategico ve?'SO t' A 'ust1'ia . . J?cscrizione. - Dal lago di Costanza fino al monte Gnbclle ha forma avviluppante ed è proietta dal Reno ,e da una sc-h10n1:- 1:10nt~1Ht, quella del Rhiili kon; diefa·o ~: questa _par~e dt front1ent trovasi un'eccellente linea a1 co111u111caz1one nella strada che dal lngo rimonta il Reno, percorrendo la valle cli Prii.Uio-au donde si collega colla st_rada <leli'Engaclina. Dietro 'quel tratto di que~ta_fr,ontiera, _c he è costituito dal Reno, sorgono l e 1lpi d:1 h~r. e r1,t .Appcn1/.~ll, di~tl'O allo qnali si stende 1 ahop,a,1? snzze1o, atto a t movunenti di o-rosse mas~e menlre dietro al '.·estanic fratto della frontiera so1·go;~ aHc monta_gne. S1 prcsenta.no cosl t re tratti ben distint'1 délla front1erit: ~) Da L_u ziensleig al lago di Costanza. Qui la lineafr_o~ttera è _il _Reno, . che i\ a questo punto gi,\ buon ostacolo _tait1co . ~o lo. lll ~nagre eccez10nali alcun i guadi, pochi e malsicuri. Lmea hrern, con buoni appoo-o-i cl ala al l ago . e~ •:lla fo1'tczza di Luziensteig e e offro. molto m1gl10r1 condi1/.ioni di passaggio e <li -difesa a ch,1 sta_ sul~~ sp~ncla sinist.rn, che non a chi sta sulla des11 a.. Un pm mm_u to esame delle circostanze locali mette m most~a altrt van taggi dellil. difesa, cui non val.g:ono a p~l'ahzzare alcuni svantaggi che pure quesla lmca- frontiera presenta. . . Forzatn, questa linea, la. massa delle Alpi di Thnr e di Appenr.cll ~,e 1~resenM. iosto un'altra; massa che present.a, carat~~l'l eh asprezza s_~H~nto nella parte su<l, ~1e~1it e 1~el1.. parto nord ha pm Il cn.r attcre delle Prnctlp i, ed e P?rco1'S,~ cla rnolte e buone comunicazioni. Ciò p1 emesso, s1_ consulerano i tre moùi di dife.sa che si possono apphc~re ~cl '.1,na catena montana ; dinanzi alla caiena non puo qui pm essere il caso, giacchè si sup- · pone. · 11 forzatn. te la lmea clél Reno ·, il prendere , po«· . 1z10ne su a ca na. stessa sarebbe errore, ed al più sarebbero ,da asserragliare alcune strette, tanto per rallentare l'a-

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464

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DI PEl}!Q»riJr ESTERI

vanzarsi del nemico e riconoscerne l a forza: la vera. difesa sarebbe dunque da farsi dietro la catena, attaccando le varie colonne nemiche al loro sbocco nella pianura;, e,i,.qui l0 i scNtto porta1·um1\'Jmnga serie <'.l i con-siderazioni per fìssare qu~le , sar.ebbe in questo caso la miglior posizione da. scegliere. b) Da Luziensteig al monte Gribelle. Lin:ea perpend~çol-a11e f· a qJiella. al&l Reno;> 0,pper,çi'ò· paralÌJ.ela alla 1 direzione principale dell'esercito , an,si!riaco ; ben legata. colla , 1iine;1 del, . Reno per .1 101 fortez0a , <li•· Luzienste ig,. completamente . aperta dalla ,parte • çlell'J.s,ngadina'. Treli.n ee d'attacco qui si offrono: dai' IJ,andeck •a Feldkirck ; quella 'dell'Engadina e quella <lla Glums per 'l'auffers, che riesce pur nell'Engadi1ùt, ·.donde I s i penettèt nella valle del Reno. La prima è l a- principale, llerchè _l a migliore e meglio collegat8; colla bas~· d'operazione , e mira alla parte più importante del,l a frontiera svizzera; essa però è la sol a buona . st11acla; ed è seria mente minacciata n el fianco da' parecchie · strade <'e · sentieri che superano la catena clel Rhiitiikon; · questa minaccia sparisce , e . l e operazioni diventa.no· più I spèdite se l'esercito austr,iaco agisce anche contempòFaneamente nell'Engadina. Di qui 1n. necessi,tù, peT l a Svizze11a di fortificare alcuni punti della , linea che congiung·e il Reno coll'Engaclina e e dell 'Eng-adina , stessa. o) >Dal monte· Gribelle al Giogo di Stelvio. Frontiera pressochè 'inaccessibile, tranne per le due strade ora dette dell'Engadina e di ;Glurns. Un'offensiva svizzera andrebbe incontro a troppe diffìcolth ed urterebbe nelle fortifieazioni cli• Nauclers e qi Tauffers. Facile invece dovrebbe Tiuscire la difensiva attiva contro le col onne separate del nemico, basandosi sulla linea Sfo;Zernetz, c lrn collega l e due strade. Questi due punti perciò -vorrebbero, essere fortifieati. Chiudono lo studio di questa frontiera l'esame delle condizioni militari ,de.il.la :fortezzi;i di Luziensteig·, che sar ebbe il primo obbiettivo delle operazioo•i degli Austriaci, una v.olta "Jforhta il~ l in:ea1'\fte~ 1~R.eiào)1J<pet· cni •sarebbe· necessar~o....·aa1it.1l l:1.l que"SiJa" rfi01·mzia 1 1,1n,lsgior e ampiezza, e infìne l'esan1e del1a rrine,:h n:tlrfie1"1or;e ,fìliU difesa formata dal fa:@O clii 1:v.ialùenstlàdit1 rd~llalJL itrth\':~d~l l ago di Zurigo é ·:€l·alhì.illhim rrnl.th;;::;c: "tl r 1 - .()M )S \: ' o

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ì\~ovifneJ1ti t:iastérsa!.li h iflgo , la frontieir.a!. \L. IJ':rt: 'Italia l a l mea •Brefcia--BeFgaino,dJeèao,.Còm<:hVai1ese.:S esto-Galende:A-Tona,.G~t~inap-Iivrea noni è in · buon~ 'c6ndizior1i perc~e~ ;Ca 1 ~0ppt '.'gi,:H. e, perehè1ot r 0pp.0 ùontana dalla frontiera nei ,puntr, d1 1Gond?',r deh · ~1\es, rtd~lld i Spluga, del Bergel~,.. della , vane >1d1 ,. Posa:h1avb1,e ael passo di . Sant~1.l\fa,r1,a; . e ,J~f·Strade :hldial~ ç1re, menanol a ' questi p unti della. _fr?~"tiera · .sono sEJpara:te , frai ,;loro i cla alte ~ont~gne. ,1~~-p~u,,questa st1:ada rè m~n:aedi(li~a . da· presso ~a.~ c ~~t~i;t l1cmo,,1 appulll:to Ml1raiJto C0m0-Yiar,M~, che e 11 pm i,mp0rtante della Jineà intie:rai., · , ,,1 1 Co;sì . pur$_in ?atti~e con.di~ioni, mi1itarippert:hè, troppp lontana da.Ha frontiera, è la linea! di cornm{iéazione della Sv:izze·r a di~tr,~ Jro. front iera stessa ;'1 e n, ' collega- · mento fra le varie pa1rt1 della1Jrontiei~a è così difficile cl1e è '!ecessar.io prestabilire fin da p17incipio il. riparto 1 della . .difesa. , ,: r . r , ,· , . ,. · ~e ' ,i.n generale•:la parte più, sensibile dèHa Svizzera è 11 suo altopiano, setteffbtion ale, mentre la fparte mont~~ ·h a. ~oltiJ,nt o un y al?re sec@ndario,, ·p el caso di· g uerra coli Itah s1,~ ~a cosa e J,d1versa; l'Itaha · ,può occupare il Canton 'l'icmo e tutto . oià , che v.i è -d'italiano nella S·rizzera, può l'Italia starsene contenta a e iò e non andar oltr.e,- Qu_~ p~rciò ·~ :, montana: . ha ,mnai , v:era e Ca.p1tal~1/I.D)P,OI}tajlil_(l;J,,,f;'JLtrlf1 ·1IJ,,f, 1ni1hicl<fr, ornr'r1 J1 Pr~mes.se 4ilH}st'?o(lQ,nsictlenaz.ioni' género,J:ir,1l'autor:e clisc~te. l~ tr e ·,, P.V)J}eiJilali,:-. aoro:Unioozipni ,<la1Q,'I,t à:lia · alla Sv1zze:r.a,_ lo. ·Spl_u~a, )hlJ oJtltiardoHèdl :i:JflBempiol'l'é, corrisponde,nt1 a~ Ch1!gJ~P..li. ;a1f Catrtop ; aliaintlr:eèr all <N.ilJl:llese. a) Canton Ticino. - Vi pass4,llùamstnadèl k €l,el: GotANNO xv,, Voi,. 1v. BQ .

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DI PERIODICI ESTERI

466 :r ; HF1s:-çA ' I ;• -tardo la ' mi o-liore 'd·eUe tr e, ouèHa eh.e più direttamente . , . , . b . ·~ . . .. conduc"B all'\1.Ho1)1,\no s'\, tzzero 1e , taglia ,l a lmea trasversale (Reno-Rodano) nella sua parte pitt ,111ta e pressochè alla, mét,ì!·del>1stw svil uppo. QuL giu1}tG,\ l'attacco doniina le' due valli- e ne neutralizza · l<). difesa. L~ altre · due strM/ dello Spl-uga e del Sen1pion~ sboccandQ nella valle deJ.f Reno e· del: Rodano non proseguono al di 1à; l'assalitore ' deve percorrere · l'una- o , l'altra di dette valli, che sono sba:rrp.te da: Luziensteig e da $t-ì,\ faurice ; ègli, di più, non vr si seHte sicurQ, .finchè l a difesa '. conserva 'iì ·s. Gottardo. La maggiote inip01½anza clel1a1 strada ,del S. Gottardo ris ulta pure da ciò, che essa percorre per la sua lunghezza il Canton T-icino e· si, lega direttamente con Como é Varése. Il Can.ton Ticino colla s ua frontier a cuneifor me, protetto a destra ed a sinistra ' da catene dii .alte montagne, e present'àytlo vari sbocch,i s ulla fr~n_te s~rate~ica .nemi.ca, è fa,,orevole .ad un offesa degh ,Sv1zze.n contro l'ItaJia. in tal' caso, le forze . svizzere spinte, fino a Iviendrisio clov1:ebbero eosiJrurre teste di , ponte a Melidl:l e. Capolag'o é . batterie- s_u lla destra; .d<~lla Tr~sa ~ominante l a sinistra; altre. 'truppe nelle Oentòvalli mmaccerebbero ·nomoclossola. e la strada ·del Sempion.e, mentre d'altra p,ztr:te ' converrebbe yure pre~arare quitlch~ intrapresa cònt;ro _Gravedo!~a e ~enagg1? sul . 11'1-go _d1 Como, e ciò pe1: .a-ssu}Urare ~ pr opri fianchi ed nupedn:e al nem'iço gli· ,àttaechi pella strada del :.Se)lilpione .e quella dello Spluga. Base cli tale offensiva sarebbe Bellinzona, punto di diramazio1ie delle· tre diramazi<mi ofa elette. b) G1~igioni. - L'at1icco degli italiani due strade principali,, quella ·d~llo Spluga e qu~lla . d1_Poschiavo :pel passo di ·Bernma; albre cQmumcaz10m secondarie da:lla N altellina, nell'Engadima. - La frontiera svizzera, corisideratl;t per questo tratto solo difensivamente, è in poco buone condizioni. Consideratti\ì>'èrè{Hiin_) 'u11i'Q.Ii~ éoi ,\Oa:nt 61ù. IJ.\lcino e dal punto di vista '0d'eH'à èlifes r. 1Mtivar:,si i'P)fesenta,a,ss.ai migliore. Una punta .. ~1g ·~ ir-afél.o-puòiies-s,eTè.J eseg'.uiiia-;façilmente ed aver o-ravi conièg.iiiéJnzè·'pé1111g:L'Ij;a1i~ni, 1C0Si,,pu.:re · i'offensiva italiana per lo Spluga è efficacemente minacciata dalla J._

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Val Bregaglia, tanto più." che il passo dello Spluga è facilnienté ditfen<libile p(\r se, stesso. ,,, 1 • • • . , Perciò 1·i·~. éò1-i:1pitç, della:, difesa è JQspi;t.i.1 più fac ile che .queUo . dèl1'"offcsa" , . : J," ··• "' < ., ., , , ,, • , 1 • e) ·rr.auese .. . , .;:. Base clefl.a difesa, ;li;} ,valle del Rodano; strade pri1icipali , dell'atta.eco ,· 1tl Se!11p ione ed il Gran S. Bernai<do l' quest'ultima, non r ata.pile nella par-te pii\ alta ; più varie str ade m~1lattiere e se.ntieri. La strada del Gran S. BernardQ è troppo eccentrica ed urterebb<~ in St-Mau1'ice . Fortificando ancora Mart igny e prendendo alcune d:i$posizioni, la Svizzera potrebbe essere sicura .da questa parte e conc~ntrare la sua 'difesa su1la strada del -S<m;ipione., E~sai più irn})Ortante. , , ·Qui il territoriq del Toce si ,avvicinr,- ass<_j.i alla valle d el Rodano, dove si pen etra non solo . pel Sempione, ma 4nche per altri v.archi later ~li; ma per Q01;rverso l a difesa pùò minaécia,re l a Val Formazza:, si11 pel· Sempione! sia per le Oe11tovalli, noi1 permetten~lq, all'_1:,1.ttacco dt avanzarsi oltre Domodossola, senza pericolo d1 avere la 1'itirata chiusq.. In sostanza, un attacco ita,.l ia~o per la , Val Fomrnizza, cl6ve non si può portar~ che artiglieria di montagna, e 'c ogli Svizzeri che difendono il Sempione dalla inespugnabjle posizione cli Gond..o, non ha probabiMà di . riuscit a. Si conchiude da tutto ci.ò che il S. Gottardo è la chiave dellal difesa. delli Sviz7,era contro l'Italia, e che perciò -è rtecessaJ'iO provvedervi çon un sistema, ~i fortificazioni che •permetterebb.e di prendere .l'offensiva su altri punti. . ' 1\Totizie tattiche clell'es.erezto russo. - F 1:!, parte di una .serie di artieoli che prendono ad esam,e i r egolamenti russi d'esercizio. ·Qui si tratta della cavalle.ria, esponendo prima la scuola dello squadrone,· poi quella del r eggimento, e dancl'o anéh e alcuni cenni . sull'i~piego dei dragon i e dei cosacchi. 1>Ld, ;tattùJ'àCI'deri ffP:n'assiaii iJ al :,J}2li°'t;1,ci!J)ùJ,1 cle llçr, g'lferra del 1.&r/0,~lY-sue.J()!)1;0diific0;zioni,1lii-lM;-a1}t~ kq/ ç,arnpagna, del capitanò:.;'E1~nesto" Sd1m.ecles:,r;-q-1,lJ;i;,o_gge.tt9 è, come si ,vede, interessante;- é qfa:\pita,.,d':a,;iit\fl;L.jt~~Ì\ )') •. rv :.1., • i a1c,.ùl ,:,>,,...u.;.,tl · --:n · C.' .Gtr' .qC:: f ' 0 I 10(J .Hµ . ·r · ,.,.

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caziqne,:.:.i ;·eT1:,_J c,h e Ao~/t~ indi la 1'.iform.a non pure sarà accet')(O ' r • r - · . ,. tata ma .an"h"' : es1èlerata:s,r ,j,-:. J ·mq ih_; rnnr,a !'>!/< i " ·' IJ<( ,,, DJIYlJ?, !'flO'!.f/1'1 l · jrJj-l ·r • r I ~igj½~Fi~9 r qJ}t\t J !j l,,,,~.~r xir,i0~:if'_1colpn~e~~.d Le1 comte .parere a1 Jnon1' cliihbra1· n1:1ll'à' F'!'.spetto" ' ·'." ~ar ,.u ~{:be 1/; i ,cI1 lln.,T •·r,r;, ,'>f1')'i")(L •irrt t 'bPfi& a1 hm1+ 1 a_ t ufl,l i, aeU'eta, ma :r1~ --shf!é'b E ,, J'. ,.,,, t'Sll'.J"h',r nwu19•1, ri., ~ r m'inefw cbri- · trario J l r ·h.e s1c1pfolung_asse cl.ti _ nu'ff{ì 'dùlP ·à:n-ffi.!>fa; vèce ·· ,''a·J .,Ji>J 1111 WllO~l - r'.H f r ,UH " :9 pur - ~ pero r dmaere 1 eserc1to fn tr! i cat~(òhe,. a?'sèéonda, della durata di servizio, come ·sl'.8fa:h--a:ttu'1Hlfiléhte, ' egli crederebbe preferibile di fare due sole categorie uguali (élite e r iserva), l e quali si s uddividerebbero in due classi d'uomini per quadro; così si avrebbero l " e 2" éli'te in un 1° qnadro, e 1a e 2" riserva in un 2° qu adro, e si guadagnerebbe una classe di quadri sull'or dinamento. attuale. Per l'armamento e gli oggetti di corredo e di vestiario l'egregio autore dice che le armi devono essere fabbri-cate per cura della Confederazione, ma che ogni Cantonedeve averne il proprio deposito colle munizioni relatìve .. Per la maggior parte degli oggetti cli corredo ammette che, fatti eseguire dal governo centrale, Jlotrnnno essere più uniformi, migliori e meno costosi. Fra i vari sistemi poi di provvedere al vestiario, egli preferirebbe che i militari d'ogni grado si .vestissero da sè ed a proprie spese, come si pratica ·anèora in alcuni Cantoni. L'ist ruzione, secondo il colonnello L ecomte, dovrebbe dividersi in tre gradi: primaria, secondaria e superiore. La primaria comprenderebbe l'istruzione individuale dei soldati e sot t'ufficiali e quella delle unità tattiche isol ate, battaglioni e mezzi battaglioni. Questa istruzione· dovrebbe r estare cantonale perchè ogm Cantone è alla. portata di provvedervi. L'ist ruzione secondaria sarebbe quella degli ufficiali. subalterni e delle brigate isolate. Potrebbe esser e cantonaleo federale secondo che i Can-· toni h anno, o non, l'effettivo di una brigata, o che deferiscono tale istruzione alla Federazione, o.preferiscono di associarsi per essa ad un Cantone vicino. L'istruzione superiore, che comprenderebbe le · scuole degli stati maggiori, degli ufficiali superiori, degli istruttori, ecc., è di s ua n atura esclusivamente federale. Nella riforma degli ordinament i militari della Svizzera il Lecomte vuole a.dunque uniform ità ed un'unica. ->

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DI PERIODICI ESTERI (' ; è! ,.r.urq. Jlùrt .~ITT'ifil,1~r ':\.1. rimArrR ost a ito')·,ae1.:..> direzione generale per l .isb U7.)f;lry1,)J~t j · fl ' hteréJ r autorjt à I.GPcl}tQI1ç,!e~d1,f;-llUtJhh 1 c\wNal~ù'ènte . centra.le- ~~llJ/r CB?i~irftl}S l?Rf& ~tl't:fo/iliss'ìonehene da,i. , C},~ C}l:llJ(R1imt<?A~.,)J'J?frn •.:Jt\ Jlà~cfie'i!atf{ de'lFhc-' 1 egli l :;iu COJl~J_fl e; a, fF9}llJn1 ·~l 1~~~\::fil<\~ qmbf' fdiè p9ttato, centr~rnent,o a ,ss9i½t9,!) e~··r?IR1 ÒlJ'J'l ·H', ~ l !3'13 "l[Ì> alla costit~zJq:n~iLetl1;11a\~- •11w1:> .orcii r'l'.~c rb r:" :'I, f, i· ,' 'l"t Y,.;· tf'J t'fò;,, onf> em;'J: Ù; efofrw'ì•)'Jf1 •:-;cld'i'Je ni ù'lt:dd':l·rnhivibhrrn 1e iforrp '·)l (n f'.i8f'r t 'l ,,- ,,ddti'J.7f; j~ faoo ?nLJJIJf ID•J ini1110H b J,'. IJJ'n '~,, 1lff !ff .lH'lè8i'I ''8_ 0 "f O ,o·/erJfl 0 1 fHJ 'rl ' :n-,11ib".". 'Jbe hh!trrp jn 5<,P.tlo 1;ms oddG'J:J.U'ì,'1d,.cri'i:} .,Jfo r i~> e iI,riTroo 1b ÌJHJ'3'gO llB ,, ot.CT'.)W.r,m·" ·_;'l 'l" r!:>;;io on >nL im1n 01 1:11b '10il <rrohrn oi·g'>'l 'J>;J ·1.rgo d1:J J:/H .0rroi:·rnnfy,1w,'j r.dfoh J;UJO mq r J fo·r . rrnisirruar elfo'.) f'ti;;,r ;_'-,f.t o•·srro·xq Ii f;>l['!~(/Jl r. ' , oI Tl( '.) , b fjJG;cj-go i-g•,b c,t mq 'J(lf'8'g1Hll .d ~, ì:l'f.n·noq_ ,'-lif:'Ih1'.t0 or119·rn·a foh (J'Ii.UW)i'.'I jJ-j1:l ., I J,"ri iioJ~·oo OffM!I ,J Ì'!<,rfoim ,IHl'(t)'ilUIJ ùi(I i'lEiis·1,r 1::;'.1 ,oi'tnJt?.Lì7 fr s·rr,Ì.;:.JTH,rq iL Ì''(I \of. · ì b 4~ .r,!) c,'10?.~1.t~··-r i2 obJ;Tg '1 h1·Jifì1n i . ,, Cl : ) i.cm J.r. fìI Ji'1{_1•)fIB .GOJ f;'Hf i;;; 9dh)r, 'Qis01J?. . ,: ,,' ~no· 'hl oll·1nrrr,fo~ ii ohrro:.ì!:l<' .~10isrnt,i' r : " 4 n·· 'Pff!Jò9c: ,nh ,mr;tq :if ,'T.g. :=,1j ilÌ i<>'J ,.f, 'T~ i ( · ':l,;o:~w1tet' mf ! .,. rJJl','fìJl O.:> ~l'!f:! Ì'l•I .r: ~.rL + ,,: 1· rn ~· fob .B1b 1) e '.1..s:i:offlr/.t 02 s i,1;. ·r. :1: ,:t,";HJ{) .ittoif-gr rfrd IS'.em: o lir iìJ-gL:.Gd , ' t'... ,Jm:J .rrgo ,;&ne~ ef..iwoj.u:,'J :,•rnJ,;;.';>'! __odds·J<

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capitano ~e1 ~avaJ~eggeri d'Alessandria, in riposo. Un opuscolo. NaRol1 1 48 ,~, t,p. Gargi ulo.

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par G'. MONingénieur ch·il et C KUN""L docte11'r · . ,., • · · ""' , en sc1ences. Bruxelles 43d, C. Muquardt editore. _ Un Voi. io 4o con tavole e incisioni.

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colo1111ello cùl genio. Studi sulla difosa d'Italia (continuaz'ioric) ·>h . . 1· ' Pag. Il. IluouEs CrmFF11Eno, luogotenente di fanteria. - Della » tattica dal I~66 al 187 1 . JTI. G. c1w101,lA; , , &t,1.1diQ sull'igiene del cavallo di truppa

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IV. G. Coi-;r,rn1:,1, maggiore del genio. - Alcune idee sui lavori d'attacco delle piazze forti . 65 V. lltANCm n' AooA i\fA11z1wii:',11luouot0;1J1mte di cavalleria. Note sul ser\'i7io della cavalleria io campagna · » 75 VI. REC!l:'iTI P UIIBLICAZIO.'il SULLA GUERRA DCL ~870··7'1 » 94 VII. Sl'ONZ ILLI , gapitfono del genio. - · Rivista Tecnologica . » ,115 VIII. RIVIS,TA B1111, IOORAFJCA » 06 IX. flOLLJ;TTINO OILIOGl\.\l'ICO . l. » -160

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colonncll? del genio. - Studi sulla difesa d'Italia (conti,iua;;ione e fine) . Pag. ·164 li. TANCIIEDI SALETTA, capitano d'art-iglieria. - Alcune consiI.

FE LICE M,rn'l'INI,

derazioni sul perfezionamento dell'educazione militare delle batterie cli artiglieria . :-- . . -:-., . . . l" . . . » 2!~ III. DAIIA TJEJ\I OnEST'i:~ •, capìta11b ' di failteriòY ...!... I Sott'ufficiali in Prussia . ~ 26~ lV.

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FEl.lCE M.ARTJN1,

Établissemr.nt

de\ co'.1rs cl adultes p ~u r Ics sold:its illettròs. - Leur marcito et lcu s .resultts, par _9LRM Ji~T 1:,101", sous-licutcnant <1u 12• de lignc. - L1èie, 874, editore H. Vaillant-Carmanoe. _ Uo opuscolo.

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RECENTI PUUBLICAZIONI SULLA GUE RII.\ DEL RIVISTA DI PEI\IODICI ESTERI

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Dicembre. I. PmTno VALLE, colon-nello di fa..nte;ia. - :r.Ja tat tica.'studiata cogli esempi e coi confronti desunti dalle campagne del ~ 866 e ,1870 (contimuazione e fine) . . . . . . Pag. 'IJ. BASSECOUf\1', colonnello di fanteria. :_ Le grandi manovre dell'esercito inglese nell'autunno i 87·1 .1 • • • • • ·JIJ. VlTTOf\10 Grno1c1; meclioo direttore. - Cenni sullo stato sanitario delle truppe della divisione di Roma cd al campo d'Annibale nell'estate ,187•1 (con una tavola litografica) · » IV. GUALTIERO VERATTI, lu.ogotenente d' artiglieria. - Le r?itragliatrici . . . . . . . » 1/. RECENTI PUllULICAZIONI SUl,LA GUERRA DEL ~ 870-7•1 » Vf. RIVISTA BmLIOGfLI FICA • • . • f » RIVISTA DI PERIODICI J\S'l'ERI » VIII. BOLLETTINO BlBLIOGllAl'JCO . »

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