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RIVISTA MILITARE 1871 TOMO III

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MILITARE IT AIJIAN -Li\. RACCOLTA MENSILE DI SCIENZ.A , A RTE E

STORIA MILITARI

OELL' ESERCITO I TALI AN O

Serie III. - Anno xvr.

Tomo nr. '

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FIRENZE

ROMA

Yia Ca vou 1·,11:· s.

Piazzr, del Gesit, r,; 0 47.

1871 ,

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I LA QUESTIONE FERROVrlARIA MILITAUE .IN I'l'ALIA ("')

I TRASPOR TI MILITAR J

Proprietà letteraria. I.

Una discreta prodmtibilità delle reti ferroviarie non 'ha."sta alla pra:tica dei tras,JD-orli militari. Ne occorre aTrcora l' appa1'ecchio; oss ia. ne occorre lo studio preventi vo n.1e-diante progetti che chiaramente -stabiliscano sui vari particolari del movimento, e la istruzione da darsene alle tr1;1ppe, e l'ordine, che è ·cagiune rrinra

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di celerità e di sicurezza, e l'indispensabile condizion-e di ogni operazione cli guerra. Come si possa.no ra.ggitmgere codesti risultati è oggetto appunto di quest:i -seconda pa:L'te dello studio che h o intrapreso. I trasporti militari sono di due specie : o complessivi cli tutto ['.esercito -o di gran parte ·di esso; o pa1,ziali ,di qualche sua occ.orr:enzu. (*) Vedasi :la Ri't;ista del giugno 1871.

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• LA QUESTIONE FERROVIARU

MlLlT.'11.E

Si inLraprendono i pr-imi per: o.onclurre l'esercito in quelle posizioni opportune ad inèominciare le operazioni attive: in ,iltri termini, per i.I. concentramento suo strategico. I secondi invece si intrnprendono quando già le masse principali sono a luogo, per portare a quelle rinforzi ed approvvigionamenti , per sbaraz.zarle lii feriti, di p.rigionieri e di Lutti quegli ingombri che {!OD l:nnta rapidiU1 ·vanno formandosi. a tergo dell'eser cito. E s i diffel'cnziano tra di loro essenzialmente, perçliè quei primi trasporti si e(feltuano coHtemporanen rnente S\l tutte o su là maggior pa rte dell e ferrovie rlello Stato, cessandovi interamente la spedizione delle m.el'ci e il ser·vizio dei viaggiatori, o riducendosi l'u,na e l'altro a minime proporzioni; meni re invece i lra;;porti parzi::i.li non hanno luogo che su di una sola llinea o su poche contemporaneamente, e s i effettuano cogli ordinari treni, o con quelli facoltativi, o con qualche treno speciale, ma senza inlerruzione per lo più dell'ordinario eser cizio . lncominciamo 11 nostro csarne da quei primi trasporti. Sono dessi di gran lunga i più importanti, quelli che esercitano una capitale influenza sulle sorti clella ca.mpagnR a cui prehldiano, quellì che richieggono il più diligente apparecchio, e, nell'eseguirli, la più attiva e la più energica: direzione, quelli finàlmente che sottopongono a dura e decisiva prova l'insieme della rete, le condizione sue dì costruzione e d'esercizio. · La proclull.'ibilità della rete ferroviaria, come è stata - preveduta nei calcoli e accertala. dall'esperienza, è la base necessaria per istabilite sn di quan to riguarda codesLi trasporti. L'apparecchio poi è la condizioJ1e indispensabile pcrchè quella stessa produtLibilità si. raggiunga, e raggiunta, porti tutti i suoi frulli. :Pove fa produttibilità sia grossa, e largo e previdenlG sia stato l' appo.re~-chio ; ivi pure sarà rapida e sollecita

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J!'( ITALIA

fa mobilizzazione dell'esercito,' e · pronto il co11cenl,·C1r

mento s uo strategico .

G inutile spender~ oggidì parole per Llim ostl'are di

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quale preo-io siano per le sol'ti di una campagn.:i quelle -due opera~ioni. Gran parte dei successi ottenuti_~.alla Prussia nell' a Lt1,.i ale suo periodo di splendoC'e nulita re sono dov1,1Li per l'appunw alla celerità colla quale i11 quel p ..,ese si possollO levare gli c:::;erciti, e levali, portarli al confine, ~essuna po tenza può, sotto questo .aspetto, starle di puri, e la rece pte campagna lo ha luminosamente chia rito. r.n Francia, mobili.zzazione e conccntrnmenlo si conducono di puri passo . Come però vi si eseguisca quella primri operazi one, fu visto in questa s_tes.sa c~mp~gn_a ed esposlo in pregevoli scr itti (4); e 1 ritarch e 1 .disinga nni incontrali in causa app':1-nto di ~1 ins\1ffi~ient~ apparecchio, non sono stati cag10ne ultima dCJ d1sast_r1 <li quella infe lice nazi one. DifeHosi pure nell'apparecch10 furono i teasporti per ferrovia, e mi occorse accennarn·e gi~t un e:;empio nelln prima _[JarLe, di. questo stud io : Ma qui la bontà dcli' istrumento velò 111 gran parte 1 cli(etti dell'esecuzion e. Ouanclo in Francia si debbono eseguire grossi movi ~ enti per ferrovi:\, basta per lo più a pro\'vedcrvi un primo convegno dei delegali clell' a mrnini · 1razion.e della guerra e delle singole Società ; e tanta è la perfezion e e la l'icchezza di mezr.i. di quelle vie, che rarnmen tc succede di don~r cornple lai·e quel µrimo e complessivo accordo con altri più particolareggiati. :! regolamenti in vigore (2), inspinmclo5i ~ ~uella tanto prospera condizion e di cQsé, sono parcln eh avvertenze (1) Vedasi nolla Rivista militare dell'aprile del corrente anno «

Un nuovo opuscolo dell'imperatore Napoleono (2) 6 novembre 1855 e 16 settembre 188 l.

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LA QUESTIONE FERROVIARIA MlLITARE

e di norme. Essi si limitano a prescrivere che le truppe che viaggiano per ferrovia sono nell'analoga situazione di quelle imbarcate , colla differenza però che del>'bonb porlar con sè viveri e fol'aggi. Hanno facoltà di requisire le Società per trasporli, il l\linis Lero della .guerra, i comandanti di presidio, l'intendenza milit.are. Sulla base di codeste requisizioni, i capi delle truppe si concertano cogli impiegati di quelle sul numero, ta qualità e la composizione degli occorrenti treni. sulle ore di partenza, le fermate e simili. Seguqno poscia nel testo del regolamento alcune sommarie avvertenze circa la ripartizione degli uomini nelle carrozze, dei cavalli e dei carri sui Yagoni, sul modo d'imbarcn e di sbarco, sul manten imento degli uomini in viaggi(I e simili. · Per qùanto ·insufficiente po~sa parere codesto ap·· parecchio, è però tantti, come dissi sopra, la perfezione delle ferrovie francesi , che sovente vi si recarono a buon ·termine operazioni militari la di cui importanza non fu raggiunta in alcun altro paese. Cosi dal 20 al 30 dcll' aprile 1859 , senza quasi alcuna preparazione , ·16,000 uomini e 4500 cavalli del I0 e del H0 corpo e · dello. Guardia poterono (.rasporto..rsi sulla sola ferrovia da Parigi per Lione a l\Iarsiglia e Tolone, di dove tolto imbar.co, approdarono poi a Genova. Il più grosso del movimento ebbe luogo il dì 25 aprile, nel qual giorno si trasportarono 12,il 48 uomini e 655 cavalli. Il servizio ordina.rio dei passeggeri e delle meeci non fu mai nè inlerrolto nè sospeso. La media giornaliera dei treni fu di 30: 27 misti e 3 speciali milital'i ; questi u!Limi con velocità da 24- a :t8 chilometri per ora. Dn Parigi ai porti del ~lediterraneo si 0.alcola occorrere mediamente 60 giornate ; onde s1 scorge che l'acce1

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1871.


IN ITALIA

In Prussia, dove le ferrovie sono lm1gi dalla perfezione delle francesi, si cercò di correggerne il difetto colla bontà e la larghezza dell'apparecchio, pur arrivando ai migliori risullati. È noto che colù la mobilizzazione dell'esercito precede di regola il concentramento suo strategico. I corpi non intraprendono i movimenti per ferrovi a se non quando hanno, colla chiamata dei' contingenti, completato il loro etreLLivo di guerra, messi in ordine i loro traini e allestiti i principali servizi. Queste operazioni, fonte di tanto disordine in Francia, si compiono in Prussia con mirabile semplicità, in grazia del sistema regionale ivi vigente. Ciascuno dei corpi d'esercito si mobilizza da sè, nel proprio territorio, colle r isorse che questo gli somministra; onde ne consegue che la mobilizzazione dei 112 corpi non cagiona all'amministrazione centrale più lavoro che quella di un solo di . essi. Generalm ente quindici giorni bastano, e dieci nelle e poche di .maggior premura. Mobilizzati i corpi, quelli cli essi che si ll"ovano prossimi · ai luoghi di concentramento da poterli r aggiungere ù piedi nell'epoca pres tabilita, vi si incamminano per ordinarie tappe; a cil'lscuno degli altl'i in vece è assegnata, per arrivani, una speciale linea di ferrovie che vi conduca dalla sua sede. Il movimento s' intraprende tosto, senz'altra perdita cli (empo, second o pi.ani fissati innanzi, sorvegliato nel suo andamento da speciali agenti. 'E siccome un corpo d'esercito in pieno assetto di guerra suol esser e trasportato sulle ferro,·ie prussiane al più in u11 termine di undici giorni, così no consegue che lre sellimane bastano per levare l'eser cito e 1·accoglierlo nei luoghi ciel suo con centramcnlo strategico. Quale poi venga ad essere il su o effettivo , dipende naturalmente, oltrechè dal quantitativo dei co rpi avviali a piedi , anche dal numero delle arterie fe rroviarie


1 LA QUESTIONE F_ERROVI ARlA MlLlTAllE

lN l'l'ALIA

;Statevi adoperate . .E così quando siano cinque quesLe ,ultime e tre quei primi, saranno otlo i corpi che ·in

nella provincia di Posen, nella \T.est.folia e nelle provineie renane ('I ). Delle cinque grandi Yic <'he si trovano t'ar capo sull'arco di cui dissi sopra, furono assegnale : al V0 corpò la linea che da Kl'euz e J.> osen per Breslau meue a Schweidnitz ; al I0 la linea che da Kooigsberg per Kreuz e Francoforte cl' Oder va a Gorlitz; al IT0 la linea che da Colberg per Sleltin e Berlino conduce a Herzberg; al YII0 Je linee di Dussèldo,-r e )Iunster, convergenti a Socst., e di là per Cassel e Eisenaeh, a ZeisL; finalm ente all'VIII 0 corpo la li nea da Coblentz a Cotogna e di là per )linden e Magdebourg su lialle. Le mosse di questi cinque corpi, quelle del JJ[0 , IV 0 e VI 0 pi'ecedentemente accennate, intraprese a parLire dal 16 maggio, erauo il ~ del giugno appieno terminale; laonde, seri ve il generale Mol.tke nella Relazione su di questa campagna, 1197,000 uomini , iSB,000 carnlli, 5300 \'etturc si trovarono essere stati trnslcriti in 21 giorni ,\ distanze variabil i fra 30 e 00 miglia {chilotrielri ~26 P- 618L senia che sorgesse accidente alcuno o ritardo d'irnportanza. Che se ora si. disamini più minuta mente tutto codesto moto si vede come, ad esempio, il 1° corpo con effett ivo di 24 battaglioni di linea, ·I di caccia.Lo r.·t e<l 1 di pionieri, 2·1 squadroni e 96 bocche da fuoco, avendo inizialo il movimento suo il 2&: del maggio, lo terminò il .2 del giugno, impiegandovi così dieci giorni e per ciascun giorno olto treni ; e siccome la distanza fra i luoghi d'univo e di partenza può ritenersi di . circa 32 giornale, così l' acceleram ento in confrunLo

.([uel termine cli ventun giorni raggiungeranno il con.fine. Che poi codcst.i risultati nou siano punto iuvaa-iabili, ma possano anzi mutarsi col .diminuir€) del .tempo che occorre alla trasposizione di un corpo d' e.·sercito, si comprende da sè .e dipende dal graduale -sviluppo delle ferrovie. E si sa che su di codesto argomenlO il Governo cl.i Berlino pon su9le risparmtare fatica (,J) . Un esempio chiarirà meglio quanto ho fin qui di-scorso, e san\ il concentramento dell'esercito che ha (l)receduto la campagna del 4866 (Vedasi per mug_giorc chiarezza la carta annessa). Ilo già indicatt> Ì!l ·,altr-a parLe qual foss e Ja zona di terreno prescelta per ;quello, che è la distesa di confine che volge in giro .-alla Sassonia e ad una porzione .della Boemia orien,tale, ·e raffigura come un arco lungo sessanta miglia .il quale tocchi. alle stazioni di Zeist, Hallc, Herzberg, ,G-orlitz, Schweitlnitz e .!\eisse. Su punti di codesto aeco -s'el'ano andati adun.l\ndo da.l 16 al :23 n1aggio, parLe 4)er fol'rovia parte a piedi, i tre corpi d' eserciLo che hanno le loro stanze in vicinanza; cioè il )1Q corpo di :stanza in Siles ia, a Neisse, il IIl0 e il IVQ corpo di sLanza t"ispeu i,·amenle nel Brandebourg e nella Sa sonia prussiana, fra Torgau e Coltbus. Rimaneva che vi si chiamassero il l°, II\ V°, Yll0 ed Vlll0 corpo rispeuivamcnte .di stanza nella Prussia orient.alc, nella Pomerania,

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(1) È appunto quanto ha dimostralo la J'ecenlc campagna: nella quale, secondo i dati che se ne hanno , la produllibilità ,delle ferrovie prussiane si sarebbe mostrata di una volta e ,mezzo di quanto ritenevasi pel passato. Di codesto censide!'evole -accrescimento, il quale di mostra il pctsistento studio che in l)russin si fa d<'i trasport.i militari, vedasi COIJ più ampiezza ;alla nola in calce della pagina 15.

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delle ordinari e marce fn poco pitt del {-. Impiegò il V0 corpo 4$ giorni; e perchè la distanza percorsa è di

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(1) Si sà che sino al 1866 l'esercilo prussiano con lava soli otto corpi o la Guardia.


/ IN ITALIA

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LA QUESTIONE FERROVIARIA MIUTARE

circa quattordici marce, non ottenne quasi .;tcoelera-:mento alcuno. Il cammino del II0 corpo era di sedici giornate, e siccome esso vi pose per ferrovia dieci gi-0>rni, e pe r ciascuno otlo treni, così l'acceleramento ottenuto fu di soli sei giorni. Del VII0 corpo fu trasporlata una sola divisione, la Ua, coll'artiglieria ed ii carriaggi ; durò il movimento sei.te giom.i, mandandosii pei· ciascuno olLo treni; e poichè la distanza era stata ,di circa diecinove giornate, l'acceleraniento ottenuto fu di poco inferiore a

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Finalmente il trasferimento

dell'VIII0 corpo dà luogo a particolari riflessioni, perchè si fece non pe.r la via più b,reve della Veslfalia già tenuta dal pr ecedente corpo, ma per l'altra più lunga a nord che conduce a Ha.Ile per Min.den e 1'1agdebourg; onde venne ad accrescer s i d'assai la lunghezza del tragitto; ma essendo la via a bi~1ario doppio, poterono mandarsi, non otto, ma dodici treni per ciascuno dei selle giorni che ha durato il movimento, con un ac,. celeramcnto del semprechè vogli asi tenere il raf-

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fronto nei termini delle vie effetti va.mente percor se. La Guardia 1h traspoTlata più tardi, qwrndo conosciutasi al quartier geneTale prussiano la posizione ,dell'esercilo austriaco, si decise di rinfor:zare l'armata di Silesia, ins ino a llol'a composta dei soli 1° e.Y0 corpo. Il movimento ebbe luogo dal 11ti al iH dì giugn0 1m~diante 85 treni, dodici per ciaschedun giorno, per fa ferrovia che da P.ostdam e Berlino per Francofol'.l.e ,e Breslau meHe a Brieg. L'effettivo delle truppe trasportate fu cli 37,000 uomini, 9300 cavalli, 940 velture; fo distanza percorsa di 4.~5 chilometri; l'acceleramento 3 del .

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Dietro quali norme e sotto quale vigilanza si eseguiscono in Prussia codesti trasporti cqmplessivi? Un'istruzione colla data del 1° maggio 1861 , emanata dai Ministeri unit.i della guerra, del commercio e dell'interno, determin a appun to le norme secondo le quali debbono farsi i grossi ·movimenti pee ferrovia, e ne specifica: la vigilanza. È divisa in due parti. ·· La prima statuisce su vari , particolari di composi~ zione e marcia dei treni. Prescrive che l'opera de1 c6nèentramenti abbia ad essere moderata, ma continua e regolarmente. proseguita su tutte le ferrovie ad u!1 tempo ; che le trupp~ ed i l~ro trait:i c~ebb~no poss1~ bilmenle essere recati a destino sem.à cangiam ento d1 vetture: Le ferrovie ad un binatio hanno da mandare e·iornalmenLe 8 treni, e ·12 quelle a due. Se il servizio delle merci è sospeso, e tenuto in istretti termini quello dei viaggiato,ri, quei quantitativi possono essere recati ·rispett.ivaniente a 1O e 14. Un treno composto da 60 a 100 assi, deve trasportare : 1

o un battaglione di 4 000 Ùom ìni; o uno squadrone di 1150 cavalli ; o una bil.LLeria di 6 pe~zi; o i tre quarli di una colonna di munizioni ; ' cosicchè un corpo cl' esercito esige pel suo trasporto da 100 a 114- treni.. t conveniente che fra l'un treno e l'altro si ponga l'intervallo cli un'ora e mezza. Dopo -quattordici giorni, il movimento si ha da sospendere per uno o due giorni onde dar luogo a riparare la linea e i piccoli dissesti del materiale. La velocità effettiva di marcia ha da essere da miglia 3 a miglia 3 1t3 per ora {chilometri 22,50 e 25) . -Dopo otto o nove ore di cammino., si fa una fermata di una o due


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IN ITAI.IA

LA QUESTION! FEIIROYIAI\TA MIJ.TTAI\E

ore, onde curarvi il manlenimenlo degli nomini e dei _cavalli." A queste fermate dovr;\ se mpre provvedersi, con un luogo coperto di ricoYero, una piccola infermeria, se.rbaloi d'acqua e latrine. L'ordine e la successione dei trasporti sono fissati per ciascun corpo d'esercito : 1° da un piano complessi YO di trasposizione delle truppe che lo compongono : '.2° Da un indicalore cleIJe parlenze e degli arrivi dt>i treni ; 3° da quadri particolareggiati del movimento di ciuschedunn. linea. La parte seco nda dell'ist ruzion e stabilisce sui grossi rno\'imenti pe r f'crrovin una sor\'cglianza di tre gradi mcdianie : ._ ._ ci) una Com1nissionc cenlrn lc sedente in Berlino; b) Commissioni di linee; e) comandanti di tappe; e descrive e particolareggia le attribuzioni di ciascuno (1 }. Nel movimento che ho descritto più avanti , .verso le frontiere della Sassonia e della noemia, romposero la Commissione (;entrale il maggiore cli slalo maoofore con te di Warten_sl~bcn e l'ingegnere in capo Wei;haupt delegalo del l\Im ,stel'o de l commercio. E composero ' le Comm iss ioni sulle· linee : pel 1° corpo, il capitano di stato maggiore <le Lallre e l'ingegnere I, eil; pel Il 0 r.orpo, il capitano dc ~Tasso"· e l'ingegnere Kom; (l) Una seconda istruzione, pure colla data del 1• maggio 186 1, emannla dal solo Ministro della gncrra . formn il neces. sa rio complemen to ilei le disposi7.ioni sio qui indicale, o d&.L;ive

iu sei Liloli, corredati da tavole di disegno, quanto ba tratto alla parte dir&i meccanica, dei trasporli ; cioè l'allestimento del materialo, le operazioni del caricare e scaricare i carri, o simili.

pel VH corpo, il capitano de Werdcr e l'ingegnere Schneider; per l'V [ll• corpo, il capitano Leutze e l'ingegnereSimon. Vi ebher:o inoltre speciali Commission i pei corpi dii esercito III l \' V e VI0 ' i lfUali raggiunsero, come· dissi, i loro luoghi di deslinazione parte a piedi e parte per ferrovia ( 1). . Vengo ora a discorrere brevemenle dell'altra classe· cl i traspor! i, ossia elci trasporti parziali . Possono quest.i essere essenzialmenl(· : 0

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1° cli truppe e cli materiale : 2° di appl'OYvigionarnenli; 3° dì ammalati e feriti; J. 0 cli prigionieri.

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(I) Il concentramento dell'osarci lo tedesco nella recente cain.pagna di Francia, sembra appunto stato follo in conformit,à,, dei principii or ora descritti; se non che, in grazia dello sviluppo costante dell e ferrovie in Gormnu ia dopo il 1866, il ri:. sulle mento complessivo ha notevolmcQ te superato quello delTacampagna precedente. E di quanto ? Ho lcUo qua lche tem po fa nei lo Sta.atsanzeiga di Berlfno·,. sul proposito appunto cli code,ti movimenti, la seguente conclusione: che in soli tredici giorni, mediante cinque linee ferroviario, furono portali tra Landau e Treviri da 500 a 600,000 uomini coi cavalli e il materiale; la qual cosa corrisponde allai sped izione giornaliera med ia di 42,000 uomini coll 'occorrente· materiale. È una evidente esagerazione, quantunque H giornaleabbia carallerc ufficiate: e per chiarirla gioverà ristabilire ii fatli su quel poco che se ne conosco. Lo mobilizzazione dell'esercito ha p1·cceduto anche in q,uesfao campagna il concentramcnlo suo strategico: essa ha avuto, luogo dal 16 al 25 ciel luglio. Verso questa data sembra siano, slali intrapresi i grossi movimenli per ferrovia. Siccome ora.i -0pin ione gcnorn le in r1ucl turno cho l'esercito francese si sa,-


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LA QUESTIONE FER.ROVIAR IA MILITARE

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lN l'T'AL'L.\

I trasporti parziali d'uomini e di materiale, si fanno con norme analoghe a quelle che reggono i -grossi trasporti, nè occorre quindi di maggiormente occuparsene. Un'importanle avvertenza però sul proposito del materiale, si è di usufrnire quanto più si può la capacità di ca1·i co dei vagoni : perchè in caso contrario, non solamente si fa spreco dei mezzi di trasporto pur cosi preziosi in guerra, ma si pregiudica gravemente alla marcia del convoglio. Così, Ad esempio, una locomotiva la quale per terreni acclivi del 2, 50 per mille, può trainare colla velocità di 25 chilometri per ora un peso lordo di 600 tonnellate, i-i0

partito cosi che siano 40 i v~goni cli peso ciascuno 5 tonnellate e soprapposto carico 1O; non per quest~) potrà. forse trainare neilc s tesse circostanze 60 '""ago~1, ciascuno dellb stesso peso di 5 tonnellute, 1M . canco solamente di 5; essendochè, sebbene il peso lordo sia rimasto imaria to in tonnellate 600, pw· tutlavia le maggiori resistenze clic si provano per l'ac~resc~uta quantità dei veicoli , fa1·anno forse non leggi.ero 1mp~climento alla marcia del treno. l?re,:edere cod.esto ed altri simili incomenienli, è opera d1 opport~m1 reo-olamenti. Procurare poi che le prescrizioni ne siano ~unLualmcnte osservale, è debito òel servizio di vi-

rebbe sp into verso il Reno per intraprendere una campagna offensiva, così furono assegnati ai singoli corpi dei luoghi di concentramento alquanto ritirati della frontiera, e posti su di una buona linea di difesa quale è il corso di quell'impor tante fiume, cioè: per la P armata (Steimmolz}, Coblenza; per la 11• {principe Federico Carlo}, Magonza; per la n1• (principe Reale), Spira. Ma le truppe. pur lasciando in massima le ferrovie nelle località indicale, dovevano, non incontrando resistenza, spingersi grado grado innanzi por ordinarie giornale, in guisa che9 non verificandosi, siccome poi veramente avvenne, quella. generalo presunzione che avrobbero i Francesi operalo offensivamente, potesse l'esercito aver compiuto fra il 3 e il 4 del• l'agosto il suo spiegamento strategico sulla linea frontiera Landau-Treviri. In quel turno appunto noi vediamo essere pronti all'azione, da parte diji Tedeschi, dodici corpi d'esercito, cioè: a) Il ·vll° e l'Vlll corpo, componenti la I• armata; b) La guardia, il m•, IV°, x• e XII• corpo, componenti la II' armata; o) li v• e XI• corpo, il I 0 e n• corpo bavaresi, il corpo misto vurtemberghese e badese, componenti la m• armala. Ora il VII• e l'VI11° corpo di stanza rispetlivaqionte nella Wostfalia e nelle provincie renane, hanno potuto raggiungere Coblonza, loro luogo di concentramento, per ordinario marce. Il J• ed il n• corpo bavaresi e il corpo misto vurtembergbese e badese, bano? raggiunto Spira, loro luogò di riunione, parte

a piedi, parlo volendosi dello ferrovie della Germania del sud, le quali formano un insieme indipendente da quello del nord. Aggiungasi , sul proposilo clell'Xl° corpo di st~nza n ell'A~s1~ casso!, che parto di esso dove aver ~oluto raggiungere a p1ed1 Spira, e parte valendosi delle ferr one da nord a sud, e c~sì senza ingombro delle grandi arterie da est ad ovest, segmle dai r imanenti corpi . Ad ogni modo, anche non tenendo conto di questa ullitna circoslanzo, si scorg~ che al pi_ù .sono setto ,i corpi d'esercito trasportali su quello crnque radiali che mettono tra Mauonza é Spira, cioè: la Guardia, il m•, IV·, x•. XII-, v• e x1• cor~o. ossia un effettivo al più di 250,000 uomini cni corrispondenti cavalli o traini. I movimenti sembra~o stati ultimali dal 25 Juo-lio a lutto il 2 doll'agoslo: onde s1 scorge 0 confermato qoanto dissi più sopra, che la produllibilità delle ferrovie prussiane si è dimostrata in questa ullima campàgoa di una volta e mezzo quanto si era chiarita nella precedente. La spedizione dei treni devo essere stata di l~ per lo line_e ad un solo binario, di 18 per quelle a due. Ben 10teso cbe s1 lasciarono alcuni convogli per il servizio delle sussisten~e. L'invio dei rinforzi non fu intrapreso so non dopo 11 3 dell'agosto, quando lo ferrovie con~incia:ono ~ . ri~iveni1:e _libere: e svanirono i timori d'inlervenl1 e d1 spod1z10m mar1tt1me. S1 mandarono allora quattro altri corpi; cioè : il I• io rinforzo della 1• armata. il n• e il IX0 in rinforzo della 11•, i~ ~ l~ i~ rinforzo della m•. Più tardi ancora si mandarono le d1v1s1on1 della landwohr.

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iJINO XVI, VOL, III,

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IN l.T,\tlA.

LA QUES'flO~E .~'Ef\l\OYIARIA l\IILÌ'rARE

;~iJanz~, il ~1ua.le 1101: ha da ç!if'ettare per ques.ti come .per gh altri. trasporli; 94a Se quantità stel'rn.inate di àpprovvioionamenti ,!ice i1 13a.~son gih cit<!.to, andarono fante v~lte })erdut; o guaste,_ e col~a _non solamente della poca risponden~a dei rnez~1 d1 tr~sportq, ma beri anco e forse piò. dell assestc1.tt1.e11to o d,isa.datto o insufficiente di essi .,ipprovvigionarnenti néi carri. U pahc; ,td esempio, ha iJ'uopo per consorvaxsi di qna. larga circola:oione d\i'.ria; lo SL deve. a.dunque riporre nei cani per istrati così consegnati.., .che quella circolaziol)e possa sempre aver luogo_.. . hrncla è ~raspo data dentro sacchi impermeabili,. e perchè si consetv_i asciuHa, mescolata a pi.cc-ola quatttità di materia avida di umidità come è ad ese.mpio, la fm.,ina .stessa deH'avena. Le balle fìeno s?no 1 pei1:i,a ch,e caricc;tte, compresse : col qua.le ptoced1n'.ento . sr gt~adagn~ spazio·, si U::i_111/h1jsce n~eglio la, çapac1tà d1 canco dei vagoni, ,si diminuiscono i pe1:icoli del!'incenr~? e queUi che provengono da mani a~fide, fina1mente s~ ha me~w a Cernere dell'umidità. S1 sa d.el . rest? che, to_s(o restiruitj a_ libertà, i fieni cornpress1, all!rano a sè con fclnta avidezza fumidi'tà -~~e subito ridive~Lano gli steli tondeggianti ed elastic/ hnalmenle altra importante avvertenza da tenere si è ~)?~ ciascun collo rechi a caratteri ben distinti. 'rin<rmzzo dell;i persorw o del' col'po a cui è diretto · 3~ Treni di' ammalati e ferici debbono essere 1·;cati ..i. des~1~0 se~na inutili fermate e colla maggiore possibile _celenta_. ammalati e i feriti non gravi possono molto · .b·ene _p1glta~· posto pelle carrozze da viaggiatori, solo c:he s1 lasci loro qualche spazio onde aclaofa.rsi. · ma per fo1:itì _più gravi vog-li.onsi vagoni special~ient~' conf~rn:1at~. Nella gu~rra di secessione in Amedea si sono T1:t~ ~:;,rco_laee dei treni 1 vol'i ospedali. am.bnlanti, d;o-v~ gh m.ternn t1·ovavauo ogni conforto e i'-ai~1to eo-ntim:10

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richiesto dal misero loro stato . Si componevano p_er lo più , quei treni cli vent.i carroz~e, dell!'l quali una specialmente dcsli.nata alla cucina e al laboratorio d i medicinali. Ecco come sono descritte nella relazione della Commissione militare sulla esposizione di Parigi_: « Un wagon ordinai re, formant un seul cornparLiment, ,« et conleuant habituellernent soixante voyageurs 1 a été « t1'c.U1sforn1é en wagon-hòpital de la manière suivante: « .Xux deux extrérni.tés du wagoù servant d'entrée, << sonl ménagés deux. petits compartiments destinés au f.< médecin accornpagnant le~co:nvoi de rnalades et aux -<< geo s de serv"ice ; !'Lui d\~~ix. scrt cl' o.ffkine pour la « prépara.tion exJemponmée des rnédicaments, boisson~ « et vivres . ~< Ils communiquent largement avec le comparti.ment ~< cenlral dans lequel sont disposés, dans tonte la lo:o{< gueur, sur les faces ltttérales, des cadres de bois « lais::;ant un passage au milien d' eux.; à ces cadrcs << sont suspondus l'un au-dessus de l'autre et au nom'hre « de trois , à .l'aide de forts annea.ux de caO\Ltchouc, f des brancarcls-coucl1 etLes garnis d'une fourniture de « literie analo·gue à celle cles couchel.les en usage à ·« bor d des navi.res; ainsi sont disposées, trois pour « trols, quinze couchettes de chaqne còte du wagon~ « tota!, trnnte. L'intèf'ieur de la voiture est chauffe par -« un poèlc cn fonte à doubje enveloppe; le tuyau du « poele est, contenu dans un manchon double en fòle -~< qui présente au dehors deux larges ouvertures; l'une :« d'elles, dirigée dans le sens de la marche du train; « adrnet r air extérieur et pur qui s'y précipiLe po-ur ·« l'Gnouveler l'atrnosphère de lu voiture sans la refroidir; « l'autre permet à l'air contaminé du dedans dc ~'~: « chapper o.u dehoys. » _ Oa noi si preferirà più co1nunemente di servirsi dej ._vagoni esistenti, facendovi po~hi opportuni adatt~menti:


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LA QUESTIONE F!mnOY[ATUA MILITARE

Ed ecco come .nella. predeUa relazione sono descritt~ due proposte presentate dal signor Fisclter di Heidelberg: « M. Fischcr a cxposé deux systèmes d'agencemenl « dont le principe comrnun consiste en deux barres « de bois, munies à leurs extrémités de courroi.es de t< cuir garn ies de crochets, barres sm lesquelles soni « placés, au nombre de deux: ou t.rois, des bra11carcls« couchéltes ou dcs branca.rds ordinaires. « Dans le premier système, !es crochel.s des harres <i: transvel's&lcs sonL pa.ssés dans des anneaux fixés ù « un cadre dc bois préala.blement placé dans le wagon, « ou à cles annea.ux fixés aux parois memes de fa « caisse. « Da.ns le second systèrne, 1es crochels des barres « trans,•ersales sonl placés sur le dossier des bancs « des compal'liments de Ltoisième classe, sans aulre ~ disposition préalable. » Quel primo sistema è presso a poco il medesimo propugnato clo.ll'ingcgnerc Basson, colla diflerenza che questi pone i lett.ini degli infermi su lre ordini, e così ·ne traspor-la da 18 a '24 per carro, mentre il Fischer- , soli 8 o al più 12. . I!: chiaro che Lutti codesti Lrasporli, come pure quelli di :prigionieri ed altri dei quali ommett.o cli discorrere, non possono essere lasciati nella sola responsabilità dell e Società. ferroviarie, ma che deYe l'autorità. militare regolarli e vigilarli onde si intraprendanò con ordine, si ronducano con sollecitudine, si compiano con esattezza. Gran parte del pregio cli quesl i traspot'ti è nell' è,-propos con eui si fanno; appronigionamenti che un rorpo ha inutilu.1ente atteso, ingombrano per lo più senza utile un-o. stnzionc finchè si dia loro altra destinazione; peggio . poi quando trattasi di oggeui d'ambulanza e di soccorsi a, i feriti. L'antica sentenza: da un inconveniente che nasca, molti ne seguono; non sarà mai più veru. cht3-

IN ITALI;.

in codesto serv!Zlo delle ferrovie peL" uso milit~re. ~e una .stazione s'ingombri, se si accumuli ma,ter1_alc 10 qualche parte della linea, il d_anno non sar.u cl~ ~erto il)cale nè si limiterà. alli\ staz10ne o al lrn.llo d1 lrnea Jove ~i è in origine manifestato: ma con incredibil~ celerità si andrà propagando di tratto in tratto, di stazì.on c in stnzione fino a. r0iudere la linea rnomen: 1ancamenle inutile. °;\è si '_creda che cliJlìcilmcnle Sl producano si !fatti. in conrnnienti. Era al ccl'to hcn re•rolato l' ordinamento dei tra.sporti nella rampagna del 1866, e<l. oculata la ,·igilanza che dai Pr'.1ssiani s~ n~ fucera alle principali stazioni; eppme _111con,·en10nl1 gl'avissimi sono stati notati J1ci rapporl1 _delle Cqmmissioui sulle linee. Così fin ,lai '19 del giugno, ceu1ina.ia di Yagoni carichi di approvrigi?namenti _so~o segnali giaccl'c nelle slozioni: interrnecl!c a Sc~nve1~rnlz e Frank.cnslein, senza che s1 possa ne scancurl1, _nè portarli oltre. Alla Jlne dello stesso 1_riesc ed al yrmcipio del seguente, si lroYano yagolll non_ potull scaricore per diversi rnotivi, ~n ~rcslau 1:21~, n: Olilat~ 80.' in Lm,·cn 230 , nelle stnz10m della ferrona dell ~l~,{ silesia mg in allre ancora 303 : rappresentanti 111 complesso 'un carico di 9000 to~nellatc all'incirc~. o' alLru parLe una SocieU1 Iagnarns1 che <la parer.cluc~ ~ettimane piì1 di ~GO Yagoni suoi non le . er~no_ st.alL restituiti. Se questi ed altretlali in!;oovement1 s1 pro1lucono quando la vigilanza non dif'elt.a, che avv~rrebbe se alle sole Società. si abbandonasse la cura cli questo serYizio, o non vi si facesse attorno che una vigilanza incompleta? . . . . Poicliè ho discorso degli orclinanienl1 prussrnm su~ trasporli complessivi, dirò ora nello s~ess? mo~lo dei parziali, e le particolarittl più notcvoh di css1 nella r.ampagna di Boemia. Tosto compiuto il concentramento strategico dello 1


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LA QUESTIONE l'EI\ROYIAlllA. MILITAI\E

IN ITALI,\

Ed ecco come nello. predetta relazione sono descritte·

due proposte presenLate dal signor Fischer cli Heidelberg: « U. Fischer a exposé deux. systèmcs d'o.gencement « dont le prin cipe c:ommun consisle en dem: barres « de bois, munies à leurs extrérnités de courroies de K cuir garnics de crochels, barres sur lesquelles soni ( placés, au nombre dc deux ou t.rois, dcs braucn rds<< couchétles ou des brancards ordinaires. « Dan s le px·emicr système, Ics crochets des barres « L!'ansvcrsales so11t passés dans cles anncaux fixés à « un cadre de bois préalablemcnt piacé dans le wagon, « ou à. cles anneaux fixés aux parois mernes de la « caisse. « Dans le seconcl syslòme, lcs crochet::; des barres « transversales sont placés sur le dossier des bancs « des comparliments de troisième clnsse, sans autre « disposition préalable. » Quel primo sistema è presso a poco il medesimo propugnato dti.ll'ingegnere Bassoo, colla differenza che questi pone i lellini <leg·ti infermi su tre ordinj, e cosi ·ne trasporla da 18 a '24 per carro, mentre il Fiscbersoli 8 o al più 12. . È chiarn che luUi codesti trasporli, come pure quelli di prigion ieri ed altri dei quali ommetto di discorrere, non possono essete laschrti nella sola responsabilità dèlle Società ferroùarie, ma che dern l'autorità militare regolarli e vigilarli onde si intraprendano con ordine, si <'Onducano con sollecitudine, si compiano con esal.lezza. Graù parte del pregio di questi trasporti è nell' à-propos con ~ui si fanno; approvrigionamenti che un corpo ha inutilmente alleso, ingombrano per lo più senza utile unn stazione finché si dia loro altrn destinazione; peggio ..poi quando tratlasi di oggetti d'ambulanza e di soccorsi ai feriti. L'antica sentenza: da tm inconveniente che .nasca, molti ne seguono; non sarà mai ~iù vera eh~

codesto servmo delle ferroYie per uso militare. ~e una slazione s'ingombri, se si accumuli materi_alc 10 qualche parle della linea , il ù_anno non sarà d~ ~erto l.oeale, nè si limilerà alla stazione o al tra~to ù1 ~~n~ 3 Jove si è in origine manifestalo: ma con mcrcd1b1l~ 1.:elerità si andrà prop..igando di tratto in Lratto, di slazi.onc in slazione fino a xe,udere la lii ie.a mom.en: 1.aocamente inutile . ~è si 'creda che dinìcilmenLe si pl'oducano silfaui inconvenienti. Ern al certo ben rc•)·olato l'or<linamenlo dei trnspotti nella <'ampagna del 1866, erl oculnta In Yigilanzi:1. che dai Prussiani s~ n~ wcern alle principali sto.7ioHi; eppure _inconrcmeoll ,,-ravissimi sono slnti 1101;1.ti nei rapporn delle Cqm~1issioni sulle linee. Così fin dal 49 del giugn?, ceni inaia cli vagoni carichi di approvvigionamenl.t so~o segnati giacere nel le slazion~ inlermccl_ie a Sc,~1,v~i~lmt: e Frankenstein, senza che s1 possa ne scaucarh, _n portarli oltre. Alla fine dello stesso 1!1ese ccl al ynncipio del segncnlc, si lrowmo Yagon1 non_ potuti scaricare per diversi motivi, in Breslau 1:24, n: Olilat~ 80.' in Lm,·cn 230 , nelle stazioni della ferrona dell ~l~,\ silesia ~ 39, in nltre ancoxa 303 : rapprcsc~~an_t1 n1 t·omplcsso un carico di 9000 to~ncllatc all mcll'c~: I)' alLra parte w:ta Societù lagnaYas1 ehe da parecchif: :,eltimane pii, <li &-60 Yagoni suoi non le. er~io_ st..all resLiluitì. Se questi ed c1 l t.rettali inconvemenl1 s1 prorlucono quando la Yigilanza non difetta, che avr~rrebbe se alle sole Società si abbandonasse la cura cli quesl o serYizi o, o non vi si facesse attorn o che una vigilaozn . . . . incompleta? Poicbè ho discorso c1,~gli orclinamcuu p1·uss1am su~ 1 traspol'li complessivi, ùirò ora nello s~ess? mo?o òe parziali, e le parlicolarilà più notevoh d1 essi nella campagna di Boemia. Tosto compiuto il concenlramenlo slrategico ·dello

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IN ITALIA

LA QUESTlON:E F'ERROYIAnfi\ MILlTARÉ

èsercito . Ja Com1n·i·ss· ·. _che t·o h . a .d1ret.to ·· . ~ , · . 10~e raggiungegenerale :(>rmc1p~le, è rimane a sua dispos1t;ion~ P.er .dar .regola agh ulteriori movimenti. LeCom1:11ss1om. sul_le linee sono sci.olfe e ricomposi.e sulla massuna, che. ciascuna armata la qlude , operi isola-· tamente su eh i,ma d,Hç1 znna. del teatro della .o·uerra e. é?n immediata dipendenza dal comando su~remo:. abbia la sua. speciale' Commissione. Dipendono da q_nes~a Co1:1 m1ss10nè le linee ferroviarie che dal ter-· 11_t'.m~ .naz10nale, e più. prop~foJnente <lalle parti di e:;so che sono sede ù1 corpt comp.onenti l'armata,' n;iettono . ~Ila_ zona, del te_atto della guerra dove questa ore,ra_; cm,.s1 àg~grnngofl? m_a.no man,o i prolungamenti ~1 ~esse. lmee _i;ul. te:nto~10 ncù1ico, che col p'rògre~so_,delle operàz101:1 allIYc si vanno acquistando. Cosi ciascun. corpo eh eserd!o è unilo e si. man(iénecollç.g~to eolla propi'ia $ecle e co1 la co1rmne base di OJ:~r~?oue ~·ied\a~te, unçi. s~1echtl_e sua linea; per.~ssa egl~ r~ceve nnfotz1 c,l uomrnr: e d1 materiale, con essa e~·h s~ sbar~zza di foriìi, di prigìonì, di ingombri d _ogm specie. · . ~er la regolarità delle spedizioni e la necessari.a : 1gtlanza, codeste linee di comunicazione sono divise ~1~ tapfte nel seguenr.e inqdo. AJ.t'origine dì. esse ·0 di p~·efetenza sul tenitorio dèl corpo d'eser-cito, testa d1, ·tappe dove ,vaimo a far capd 1~ cose e~e gli si n:ctndano e pe~':engono .le aHrc da. cui esso si libera; d1 c~ntottanta m centottantà chilometri, tappe . intermeche; finalm r:,!e là dove in prossirniti\ dell'esercito operante cessa la possibilità cli. valersi. delle ferrofi:e· come .m:zz? di comunicazione, e ranno di conseguenz; ~.apo 1 ltern, una tnppa finale, che è 0ome il luogo dove h~~no . rno_menta~1e~1~e1:te :erniine i servizi eh trasporto pe! f~1rovra, per r.1p1gllars1 al di là sotto aHre forme. Effettivamente le tappe fin ali uni te rappresen tano, dietro . 1 1_. ~uartie;r

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àll'eserG.ito, corno tma linea pal'allehi. al suo fron te slra~egico, mobile con esso gra.clo grado; la quale s.egna come il limile interposto a due diverse siete cli azione. ll disimpegf1Q dei numeros~ affari che si accenlrat;ò nelle tappe tanto intermedie che d1origine e finali, è àffidato a comandanti cli lappe 1 assistiti in questo lor(;} tifffoio da impiegati dei diversi senfai coi guaH çl;eb.~ bono aver relazione., E pel' dare unità di esereìzi.o e di a.zione a tutte le linee di tappe~ è nominato un ispettore generale di esse J il quale riassume in . sè 1a. .parte disciphnare e cl' ordine dei trasporti, ed ha per incarico di assìcma.re la viabilità <~ la polizia delle vie in genere a tergo dell' es·ercilo. Ad un t;ìle effctt<J gli è assegnato lill personale varjo di uffiziah e capi, di diversi servizi: fra i quali un ckrettore tecnico delle ferrov ie con una sezione ferroviaria. Slanno pure a· sua disposizione ba(t:iglioni e squa&_onl presidia.ri, una compagni.a di pionieri, un.a sezione telegrnJka , distaccamen!i dei scrvir.i cl'am:b:nlttnza ~ d'intendenza-, gendarmeria ed in genere ogni cpsa che occo1"'fa alla d'ifesa, alla conservazione ed alla polizia delle li ~ce cui è soprapposto,. La condotta dei movimenti sulle Jinee di tappe, IN de-sign,azione clelle partenze dei treni., ogni cosa iJ.1,sorn ma che rigua,nh l'esc.rcizio cli esse linee, è più particolarmente nelle irnribuiioni delle Comm.ission1, sussidiate dai con:ia.11danti loeaJi di esse tappe, e vigilale dall'ispettote. Uno speciale llf6(;iO dipendente dalle Commissioni stesse ha pct incariM cli ripartire il materiale fra le diverse stazioni in corrispondenza dei lòeo bisogni. Nella eampagna del ·1866 hanno c;orn posto: La. Commissione presso il quartier- generale prinvule, il maggiore di sl,:H9 ,maggiore conte cli War~


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C,A QUESTIONE l<'ERI\OY.IARlA MlLl'.l'ARg

Lensleben, col capitano <li ScheUendorf io aiuto, e il consigliere di gorcrno Yogl; La Commissione sulle linee dello. prima armata, il maggiore Derger e l'ispettore Korn ; La Commissione sulle linee della seconda armala, il tenente colonnello di Rocllich e l'ispettore Schulze. I prineipali trasporti eseguiti da questa Commissione sono così accennati in un giornale militare: circa 200 treni contenenti approvvigionamenti e rinforzi per le truppe; questi ultimi di 880 ufficiali. 60381 uomini, .f.166 ca,·alli, 157 carri; 13i treni di ammaln ti e feriti, nella complessiva somma d i 93 17 uomini, i quali L'ul'ono ripartiti in più d1e 30 ospedali lontani dal teatro della gueiTa; 84 ll'cni di pl'igionieri, ,sommanti in complesso a 540 uffi ciali e 2 14-&-0 uomini. È stato notato che i treni cli prigionieri sono quelli appunto che pit'i danrio luogo ad incertezze e acf errori, e che peggio si prestano ad un regolare ordinamento, specialmente pel' l'iguardo delle sussistenze; vuoi perchè è nella loro natura di essere imprevisti, vuoi pcrchè · debbono farsi all'infuori ccl in aumcoto alle prescrizioni dell'orario. 1

11.

.\Ii accingo ora a discorrere di codesta materia dei trasporti , per quanto più direttamente ci riguarda. Se è ccrLo che la facilità di concentramento dell'esercito in una daca località, dipende, presupposte pRri le altl'e condizioni, dalla quantità delle arterie

lN 11'AL1A

I

ferroviarie di andamento pal'allelo che vi concorrono, è pure certo che, sotto codesto aspelto , le c~nd~ zioni clell' Italia sarunno sempre meno perfette cl altri paesi più larghi e più aperti di essa, come s?no la Francia la ri:ussia e l'Austria stessa. La particolare confori~azione del tenitorio 11osLro è cagi.one che forse · mai ci sarà da.bo di tracciarvi quel uumero di arterie ferroviarie bastevoli a sfogqre, <·on un n1oderato lavoro, l'imponeme movimento di t.mppe e -di materiale che trae con sèil concen trnmento dell'esercito. Sarà adunque per noi obbligo di riparare, colla perfezione de.lle pa1~li'. all'ino·enita imperfezione dell'assieme: in altn tcrmm1 di te~tare cli trarre cla quell e poc.:he lince nostre la 11uantiti\ di lavoro c·he altri paesi, ùircrsame'.lte dal nostro conformati, conseguono da un magg10r numero di esse . .\. questo scopo è necessario am.itullo il . giw~to concell.o dei pericoli che ci minacciano: vogho d1re delle condizioni nelle quali verremo a I l'Ovarci r1 i fronte ai più prevedibili attacchi P. ùipeodenlementc dalla celeri ti\ con eui questi ci saranno portati, affinchè adeguata, cioè nè .insufficiente nè csugerata, f'i esca la clif~s~. Jn massima e per poco 11011 venga meno la \'lg1lanza, noi non saremo mai, all'aprirsi di una_ guerr~: sorpresi da un fulrn tne ffUale si sc:araveutò sugli_ eserciti fran cesi nelb recent<' carnpagna. Se s1reuo è 11 nostro paese cosi ('he poch e 'arterie' parallele Yi ~i. po~s~n~ tracciare; se è siffallo.mentc ingombraLo dai dcchv1 d1 due opposte catene di monti, che più ancorll. viene assolliglianòosi il poco spa7.io che ha in :;è _nalu~·almentc: non meno ingombri, nèJ meno adatti a ricevere numero se comuniciuioni sono i versanti dei monti che ci separano dai popoli vicin i: onde tra di essi e noi viene a formarsi come una fascia di paese montagnoso, povera o priva affatto di ferrovie, la quale


L.\ QUEST)O"NE FF.ilRO\'IARI.\ MlLITAll.E 26 interrompe cli forzti i rapidi' movimenti ed obbligùndo 1' .offosa a più lenle m.osse; è cagiooe che la di(esa <!,b°Qia agio cli l'accogtiersi ed ordinarsi. Di conlro alla zona nostra di ponenle, provengono d~ Francia le s-egue.nti linee ferroviarie s A nord, il gruppo di vie che staccandosi dalla grande arteria Parigi-Llone, fra )facon e \'alence 1 l'idolto poi, poco oltreGrenoble e Chambéi·y, acl, Llti solo tronco, prosegue per lo valli confluenti deU'Isero e del!' Ate a Saint MicheJ, cloncle alla lravorsata del Cenisìo., primo punto di congiungimento alle ferro\'ie italiane; A sud, la ferrovia litoruna da Marsiglià a Jfonàco, poco ollre il quale ultin'lo luogo sc1rà il secondo punto di c·o11giì.mgin1cnlo colle forTovie itf.ll i@e, · Una ferrovia di cintura è in èostruzLone, ecl allaccierlt in brevr quelle due fa(liuli passando pei luoghi di Aix, Gap e Grenoble, proseguendo poscia per Annecy a.I lago cli Ginevra, lungo gli sbocchi delle vnlli 1ras\"ersali che src{!dono clall' Alpi. Ora quella prtrna ,linea ihi Chambéry o la tr·aversala del Cenisio è lUtll\ ad LLn solo binario, con se.arsi mezzi di. trasporlo, e conduce per quasi sei gioruttte di marcia aura.verso un paese generalmente povol'o, dore la c1i((icoltù dc.I fa.r 1r0Yare vivel'i obb liga a tener piècoli gli scaglioni .succ~ssi,·i di marcia delle trnppe, e ad ogni moùo è di. sct'io e quusi insupei'abile osta.., colo a grossi conccntram enCi cli truppe. L'altra linea a sud è pure ad un solo hiriario, sviluppala <:HO chilometri, neppure essa 1·j(·ca di mezzi, tna avvantaggia!a dal sussidio c!H\ per trasporti, può rièerel'C dal mare. , In uno studio sulla clitesa clel Regno, pubblicato in questo stesso periodico, si ra<:comanda cal<lameule la costruzione di fori i .di ·sbarramento delle strade carreggiabili che nllrave_rso alle Alpi , pongano· l'Italia in comunicazione coi territori lilllitrofi: r fra le rfl_gioni

JN i'fALIA

2'1

in appoggw <Ii ciodesta 1·acco1uandl.lzione, primeggiàt àppunlo quella di doe ternpo t1ll'esercilo di compiete-· la propria ntobilizzazione e cli concent1·arsi. s.e. v'h~ parte dello µoslra frontiera alpina dove la ut1htà dir codesti forti di sbarra.1nento rni setnbri indisculibiler 1anto essa ~merge chiara dalle cirèost:mze, queslà èappunto l'arco di gioghi che dal Cenisio va al ~o!Ie: cli Nava; cd io son certo che quaTHlo questa cu·costanza del trovarsi chiuso le vie concorra coll'allra di un mio·Jiorameolo della nostra rete fe.rroviaria, noi sao . . ,. • remo qui abbastania assicurati ·conlro un 1mprovv1sai. irruzione ( 1). In un attaceo direuo alla zona centrale, crescon(i, im confronto colla precedenlè, le condizioni di sicurezza· c9ll' allargarsi dcllafoseia alpino., oltre. al nostrotcrritorio,-povora e prira uffatlp cli fertorie, Se l'allacco pJgli pe~ hase la Germania del slld e per principale linea dlf Oi)erazi.one la Yalle clell' Adige, hl rete di concentramén~c... de!l' eser<:ito d'invasion e non va ollre il confine rnei:idionale della Baviera, e di là sprolungasi per una sol~ via n.rl un bin ario alln. nostra frontiera. Le orclinurrem{lrcie di\'engono qui per l' inYasare le sussidiatrici indispensabili dei traspor! i per !errov.ia: e siccome essenon sono meno dj sedici per percorrere la. tratta che ho, detto, se ne giover(t cli tunto 11egli apparecchi suoi fa, difesa. Se poi l'alt ateo pigli per base la S,izzera,. sùpposto cessi d'essere neutrale, e per lin ea cli ape-razione la. stra.da dello Spluga o qneHa del (;oltardo,. mancano per ora in qltellit tlif'ezion e le ferrovi e, e fai 1

t'

(I) A. chi fosse di co"'.ltrario avviso, ricprdoroi il _to~po ebenellu campagna del 1859 impiegarono i 50,000 uo~1n1 d_ol. n~· e 1v• corpo francesi, per raggiungere1 ne~!e mi~lio_r1 cond1~1~~1. il loro loo"O di concentramento sulla linea d1 difesa <le• l 1eo mootP.si.


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IN 1TAT.1A

f,.\ QUES'l'lONE FE1lll0VJA11IA MILlTAllf:

agevolezza dei preparati,i <la parte nostra ne sarà anche più avvantaggiata. DoYe i pcl'icoli sono più incalzanti e o·ià l'accennai in .litra parte, si è nella zona d'allac~o cii levante. Qui alla povertù della nostra rete, alla relativa ricchezza dell'awersario, si aggiunge la speciale conformazione della frontiera cosi aperlu e così priva cli linee di difesa, che non puossi nemmeno avere una lontana fidt~cia ~i rnigliorrufa o farla difendibile con opere di fort1ficaz1onc : onde siamo qui 11ella triste condizione che mentre sola difesa ci sarebbe un rapido conrenu~am ent~ delle forze nostre al confine, difettiamo poi di rnezz1 per .attu_al'lle il concetlo. Quella lunga linea ad ~n solo bll)ano I~ quale <la Pa.do,-a si protende al conime auslro-unganco, poLrà bcue servire a mandare con p iù sollecitudine alcuni servizi speciali, ad assicw·arc il . Yettovagliamento delle truppe, e così permellere eh for grossi e prossimi gli scaglioni di marcia di esse;_ ma non è meno cerio cl1e pee massi1na i grandi trasporli douebbero a,·er termine a Padora stessa e cli lù le tl'UP()e avviarsi al c:onfine per ordinarie g-i~rnale : onde 11 tempi) occol'J'ente al concentramento .dell'esel'cit~ si accrescel'à ùi quello l'icliicsto per codesta rnarcw, ossfo all'in ciJ.'ca dì undici giorni. Se si suppone perlauto che si abbiano a concen trare su di 1~1es_1a frontiera cinque corpi <l'esercito (che tanri al~ rnc,rca ,;e .ne possoi~o fo rmare colle rmppe aventi ::iede. nell ~talrn. seue.ntnonnle), saranno a un dipresso 100 1 lte?1oc~orrenlt a lrasportarli.: <lei quali, se ugualmente npart1l1 sulle dne lin ee alla destra e alla sinistra del Po, saranno '200 sulla feuo,ia Tol'ino-liilano-Paùova e 200 s_ulla ferrovia Torino-Bologna-Padova. Epperò 11n tcrmme mct!io di 20 giol'ni per mandarli tutti ; onde tenuto conto_ d1 ~uello che si disse cli sopm, si scorge che trenta g,orm occorrera11no all'incirca per riunire

'

quei 150, 000 uomini al confine. L'Austria ha dimostralo che nelln stesso terrn'ine di tempo può ivi concentrare un doppio muncro cli combattenti. J~: dunque eviden te che qui un gran rniglioram.cnto ha da farsi. E sarebbe quello di prontarncn!c alluarvi una seconda linea, quale sarcbhe ad esempio la già indicata in nllra. parte, da ricr,11za per Fclt!'r 1· .Belluno alla l'ontcba, 11 sussidiariarnente porre il secow lo binat·io sulla esistente. 1-~ noto pure nuoYarncnLc la necessiti'.! di un secondo binario sulla li.nea Padova-Bologna. Accennali così i pericoli, ,-cdiamo i ripari; e a questo fine cnLC'iamo più acldenlrn Il('lle quistioni che sollevano la mobilizzazione cd il couecntramen to dell'esercito. Due fatti emergono più essenzialmente quando si esamini codest.\ quis1io11e in relazione coll'attuale ordinamento delle nostre forze. Il primo si è che presso cli noi, come in Francia, mobilizzazione e concentramento si eseguiscono ad un tempo; cioè non si attende, come in Prussia, che un corpo ·qualsiasi abbia acquistato il pieno suo effettivo di guerra e allestiti tutti i suoi. servizi per disporlo alla partenza, ma lo si invia per intanto come trovasi, e i contingenti suoi e i traini lo raggiungono in marcia, e se occorre, anche al confine. Y'ha in codesto sistema un van taggio da utilizzare e un pet·icolo da' sfuggire_ Il van taggio è che in esso non s'ha perdita di tempo; il movimento , o per ordinarie lappe o per ferrovia, seguendo istantaneamente al comando di levare l'esercito. Il pericolo è iu quella necessità di dover staccatamcnte e ad intervalli mandare le parli di uno stesso tutto : onde è generata la possibilità che una o pareochie manchino al convegno o vi arrivino con ritardo. Da qualche tempo molto si è fatto per rimovere o scemare almeno siffatto. pericolo. L'istituzione dei co-


:30

L.\ QC:I:STIO:XJ:: f.E.R I\O\'lAIUA mLl'l'AllE

.m.andi dislrett.u.di giova perchè i ùo_nlingenli i·aggiun-~ano, senw far falsa vif\ e senza perdila cli tempo, i .•.-ispeuivi loro éorpi: gion.t ancò1;a perchè ì singoli ,Tcggitnenti abbiano come tt mano e presso cli ·Sè· gli ..atlrezzi da guerra e i traini di cui · debbono essere fomiti. I p;rossj carri.aggi richiesti pei ~ervizi gene1·ali ,sono ora riparti ti ~n dicci centri, spursi SLl lutta lii. -snp~rficic llcllo Staio, ognuno dei quali p1'orrnde ad ,un corpo d'escrc.iio di due ·divisioni. E sono qL1es(e i mportanti semplillcazioni; 10a è necessario che non ~offrano incinmpi ncll'aUllarl e ; è necessal'io ehe, come 'iOllO negli intendimcnli, cosi ~iano immancabilmence nell~. pratica : è que::;lo si 9llcrrà ordinando, <Jisc.ipli:n.ando i trasporti . ll secondo falfo essenzi{\le al quale ho n.ccennato è tl seguente: che presso di uoi le ferrovie non lianno, come in ·Prnssia., da trasportare delle unità tattiche complete, le qu,1 li compierono già in pl'ccedenza un periodo ili preparazione e concentrazione, ma ;:;ibbene gli elementi sparsi J j. quelle stesse uni tù, clementi i quali non hanno 1,ella !'lituazione loro ultru tegola che là ,casuale dislocuzionc delle trnppe. V'ha in siffattit condizione di cose la sorgente di i nconvenienti ai quali è necessario prowedere. Se una :data linea ha di) leva.re nella star.ione A fanteria, nella stazione li ,1 ncorn, fontcriu, nella C in vece cavalleria, e ;1.rtigliel'ia neUa D; poi alternatamente e senza regola equipuggi da ponte in un luogo, sezioni cli. parco in altrn, e così di seguieo: è impossibile che in un mo:vùnento così vu.rio di sua natura, il materiale mobile nella linea sia convenientemente utilizzato; onde arverrà ,d i certo die in una località vi snrà deficienza cli esso, mentre in altra prossima Ye ne sarà for.;;e esuberanza. A.d evitare codesto :inconven i.enle 1 grave più per noi ,..ì;he pcl' altri pnesi? pç1.rmi si doY~sse ::; tabili re jn questi

IN JT.\. 1,1.!\

,

,,.

easi delle località di yOncentramento parziule, dove le truppe "li Cillà cla.ta circ.9scrizionc si debbano recare a piedi, sii.tosto avessero 1\cevulo comando di mobilizziu·si. La desi.gua~ione cli (! ues(c località h;1 da farsi co·n criterio, tenuto conto della sìtuazione dei corpi al momento clella mobilir,z_azionc, e delle linee ferroviarie, di anclamcnLo pan:tllclo a que]!o che si considern, cho si tro vino in ,·ic-ina11za.. ln :,;enerale la 1mll'ci:a delle trupp'B per ~·ecin·si }\'i Juqgi di concentramento piLrzialc ha da esscré nel sonso strs~o Ìll cui devesi fore il movimento; l'inlervallQ poi di quelli, non potrcbbcsi. fissare ' in mO(lo às:,;olulo, rlipendernlo da parecchi~ considerazioni f'Ui saranno gnida le circosla.nze. l~ssendo la di::;posizione d.i cui parlo, a mio ,\YViso, di fonc.lamentale importanza pçr la regolari tì1 e la celet'ità dei [rasparti., rn i si COH(;edel'à qi megl iu chiarirla con un esempio pra.tiço. Suppongo si nbbfo c}a con<;cntrare l'esercito o buona par;te di esso sui confini del Venelo 1 e che gli avvenirneuti siano stati così incalzanti che non abbiasi avuto quasi alcun margìn6 di tempo per prepararne la mobilizzazione. Parecchie saranno le linee seguite in questo i:.novimento dalle truppe: ma prenderò ad esame quella a nord, elle da Totino per "ì\Iilano e Verona mette a l'adova. QLLanto dirò a riguardo di essa potrà senza difficoltà intendersi applicato alle altre. Su di quella linea mj parrebbero da fissarsi come località cli parziale concenLramcnto, 'L'orino, Novara, Milano, Yerona e Padova, rispettivamente c.listaoli chilometri 11 O·I, M, ;167, 811. Ollre 'Padova intendo che le trnppe abbian0 òa roggiungerc il confine per ordinarie 1narcic.


I.A QUESTIONE F~RROYIARfA MILITARE 32 Ora a Torino verrebbero a concentrarsi (4) : I tre r eggimenti di fanteria di stanza, due a Torino. il te1~zo a Cuneo ; Il reggi rnento di cavalleria di sede a Torino (~); Le ollo batterie del 5° reggimento di artiglieria di ::;tanza alla Yenaria, con i senizi speciali di corpo di esercito e di cliYisione cui esso pron·ede (3) ; Le tre batterie dcll',1'1° reggimento di stanza a Pinerolo e Torino ; L contingenti. dei distretti di Cuneo e di Torino, che debbono far parte dell'esercito a ui,·o.

Onde partono da quella prima località di concentramento : 9 battaglioni con 3 stali maggiori reggimentali ; 4 squadroni con ,1 stato maggiore reggimentale; 1111 batterie ; 11 carreggio di un corpo d'esercito e di due divisioni di fanteria; 1 contingenti dei distretti cli. Cuneo e cli Torino. A Novara convengono : 11 r eggimento di fanteria di stanza a Nornra; Il reggimento di cavalleria di stanza a Yercclli ; Le nove compagnie zappatori cli sede a Casale con il parco principale del genio e tre pal'chi di corpo d'esercito che ivi si trovano; (!) A base dei computi che seguono, è stata presa la tabella della stanza doi corpi al 15 maggio 1871, ma sonza tener conto delle tru ppe componenti le divisioni di istruzione a Somma o a Montechiari. (2) Pei reggimenti di cavalleria si suppone ordinato il piede attivo di gaerra di 4 squadroni, sulla base della Nota 6 agosto 1870. (3) Per le batterie d'artiglieria si suppone che, con preventivi acquisti di cavalli, abbiasi potuto raggiungere la formazione detta a 4 pezzi incompleta. ·

33

IN' l'l'.A UA

La compagnia pontieri <li sede a Casale con un equipaggio da ponte di corpo d'esercito; Le quattro batterie del 6° reggimento di artiglieria <li stanza a Vigevano e a Novara, con i servizi speciali di corpo d'esercito e di divi sione cui il medesimo provve<lc; I comingeni.i del distretlo di Novara. che debbono far parte dell'esercito attivo.

,'

Onde pano110 da quella seconda loèalità di concen11·amento: 3 hallaglioni con 1 stato maggiore reggimentale; ,i. squacll'ODÌ COLL 1 Stato maggiore reggimentale ; 9 ;.;urnpagnie zappatori~ I ·par<.:o principale del genio ; 3 parchi del genio cli corpo d'esercito; 11 compagnia ponticl'i : equipaggio da ponte di corpo d'esercito; 4, ballcric; Il cmTc·ggio di 1u1 COl'po d'esercito e di due di, isioni cli fanteria ; I contingenti del 11's1ret10 di ]oYara. Si riuniscono a )lilano : I due r<'ggimenti di fanlcriél di stanza a ~lilano ; I tre baltaglioni di bersaglieri pure di stanza in quella ciltit; Il reggimento di cavalleria ehe vi licne gucrnigione; Due dei tre squadroni di sla.nza a Lodi; Le sci batterie d'arliglieria di stanza a Milano e Crema; I contingenti dei distretti di Como e di ~Iilano che debbono far parte dell'esercito attivo . ANNO XVI, VOL, lii,

3


34-

LA QUESTIONE J?EJlROVIARL\ MILITARJ~

Onde par(ono da quella terza località di concentram ento: 9 bauaglioni con 3 stati maggiori reggimentali ; 6 sqnaclroni con '.il stati maggiori reggimentali; 6 bauerie; ·1 contingenti dei clistre1ti di Como e )Iilano. · Fanno capo a Verona : I tredici buttaglioni dei ciuque reggimenti di fanteria di stanza rispcllivamenle a Verona, Brcscic1, Bergamo, Pesehiern, Legnago, Mantova e Cremona ; Il reggimento di cavalleria di secl~ a Verona ; Due dei Ire squadroni di stanza a Brescia; Le sei batterie dell'8° . reggimento di , ari iglieria di sede a Verona con i servizi speciali <:li" corpo d'esercitoe di di\--isiorre cui il medesin10 provvede ; ~Le tre compagnie zappatori stanziute a Verona, con un parco del genio di corpo <l'esercito; La eompagnia pontieri, pure di stanza a Verona, con un equipaggio da ponte cli corpo d'esereito; I contingenti dei distretri di Bergamo, Breseia e Verona ehe debbono far parte dell'esercito aUivo. Onde partono cla qu ella quarta loGaliUl di eoncentramen!o: il'3 bau.aglioni con ,j stati maggiori reggimentali ; 6 squad roni con 11 sta(o 1m1ggiore reggimentale; 6 bauerie ; 3 compagnie zappa/ori ; . ·I pateo del genio di corpo d'eserc ito; ·I compagnia pontieri; ·I cr1uipng1;-io da poni.è cli corpo d'esercito; Jl carteggio cli un éorpo d'esercì lo e di due di visioni di fanteria ; , I continge,n, i dei distre!li cli BergMno, Brescin e Veron,1..

IN ITALJA

Fanno infine <;apo a Padova: I due reggi.rnellli di fanteria stanziati a Padova, Venezia e Chi oggia; Il reggimento di cavalleria di. stanw a Vicem.:i e Padova ;

Le due bauerie di sede pure a Pndova; J contingenti del distretto di Padova che debbono, far ,parte dell'esercito attivo. Onde pa,·tono da quella quin1a cd ul!i.ma lor.n lità r.li eonren(ramen(o : 6 battnglioni con '.2 $fati maggiori reggimen!ali; 1- squadroni ('.on 11 siato maggiore reggi meniolc ; '.z batterio; I conLingent i del di.slretto lli Pado\i:1 .

Calcoliamo ora iJ uumero dei i reni occonenti a lr..\sporlDre cocles(e iruppé, togliendo a_b~1sc~ i. scg:uenti ,dalr..: ·Una carrozza contenga 32 uommt e pes i carica 8 ·tonne!la(e ; Un vagone coperto contenga Gcavalli e 8 uomini pe.r o·overnarli. ·. o . e pesi . earico 8 tonnellate; Un vagon e scoperto contenga o 2 carn a due ruote o 1 a qua.Uro, e pesi cai·ico 1 tonnell n.!c ; Un carro da bagaglio pesi eol earico 8 lonne) lau~ . _ , Si supponga inoHre che il peso normale de1 trei~~ nbbia da contenersi fra 220 e 24,0 lonnellace, ehe e quello che suUa linea di cui trattasi, e p~r pend eme non eccedenti il 6 per mille, possono tramare . le. locornoti ve a quattro rnote accoppiace _; ris:r:andos1 ~ ricorrere all'impiego di l!M. ]ocomot.lva cli I'l?forze fl)elff. vali co delle tratte fra Trevigìio e Bergamo, e fra Lonat@ Desenzano , dove è ec_ceduta quella rnisurn senz.a però che si superi il ·1O per mille. , Sj avranno a.llora i seguenii prospetti :

e


I 36

3'7

IN I TALIA

FEnnovunIA

l,A QUESTIONE

~llLlTAUE

d) Per uno stato maggiore reggimentale di cavalleria con effetlivo di:

a) Per un battaglione con effettivo di: 422 uomini, 8 quadrupedi, 3 carri a due ruoLc; 422 . 13 dl ,~ ., . ..,arrozze 32 ossia ' e peso complessivo di tonnellate 104 Vagoni coperti Vagòni scoperti

8

6 3

2

))

2

))

)}

16

))

2

))

))

H '

1

»

».

Carro da bagaglio Totale veicoli

18

27 uomini, 47 quadrupedi, 7 carri; 1 Carrozze 1 del peso complessivo di tonnellate 47 )) Vagoni coper1i » ossia 8

13

Totale veicol i

))

8

Carro da bagaglio

Vagoni scoperti

1

Carro da bagaglio Tolale veicolì

))

2

»

1 30

»

» ))

tonnellate

))

»

8

4'7

tonnellate

9

4-

))

,J3

})

9

1

))

»

129

1

46

»

1O.i

))

63

))

8

tonnellate

Totale veicoli

tonnellate

e) Per uno squadrone con effettivo di: 453 uomini, 113 11 quadrupedi, 2 carri; 87 (l), Carrozze ossia 3 del peso complessivo di !onnellale 24 32 134 Vagoni coperti » » 492 6 » 24 2"

74

»

7

,1

6

Vagoni scoperli

1

Carro da bagaglio Totale veicoli

49

~! ossia .2 del peso complessivo di tonnel!a!e

7

,J

»

Carrozze

))

»

»

98 uomini, 74 cavalli, 9 carri;

))

2-

'i

e) Per una baueria di bauaglia con effottivo di :

Vagoni' coperli

6

))

Cano da bagaglio

8

24

))

2

4

))

» 3

Vagoni scoperti

.

7

-

Vagoni scoperti

lonne]lale H.-2

1

64-

6

b) Per uno slato maggiore reggimentale di fani°eria con efiettivo di : 58 uomini, 43 quadrupedi, 2 carri a due- ruo(e; 58 , I Carrozze 32 ossia 2 del peso complessivo di tonnellate 16 Vagoni coperti

8

191

l) Per una batteria a cavallo con effeuivo di: ·1 '.20

uomini, ,1,17 cavalli, 9 carri;

' ~·~ ossia 2 del pesocomplessivo di t~nnellate 46

Carrozze Vagoni coperti

14

· Vagoni scoperli

8

,1 ;I 7

6

))

20.

»

»

HlO

9

»

9

))

»

63

1

»

»

8

1

Ca~TO da bagaglio

238

Totale veicoli

(1) I rimanenti uomini sono coi cavalli.

.. I

3~

tonnellate

247


LA QUESTIONE FE1UWVIA1IIA MILl'l'AHE .

Carrozze

:: ossia. 3 del peso complessi10 di tonnellate

Yagoni coperti

"11

V.agoni scoperti

3

6

))

2

))

})

))

3

).)

))

t arro da bagaglio Totale veicoli

l} .Per una compagnia pontieri ~on disla?came~co <lel Lreno ed equipaggio da ponte eh corpo d esercito, con eHetLivo di: z4,f uomini, ,Jé'.H quadrupedi, 30 ea1Ti ;

z4-

1

,Carrozze

i~~ossia 6 del peso complessivo di tonnellate 48 32

2·1

Vagoni coperti

6,J 5 1 »ACl6

8

Vagoni scoperti

1

1

»

9

»

69

))

·vagoni coper1i

\:

Yagoni scoperti

22

9

"":f

·I

del peso approssimativodi tonneÌJaie

» 20 >)

'J)

2.2.

Carro da bagaglio

.,

Tolale. veicoli

))

8 •160

))

))

154

})

))

8

44

tonnellate

.

»

329

1

»

))

8

Carro da bagaglio Totale veicoli

94

tÒnnellate

»

i>

))

))

Lonnellat.e

:: ossia

Vagoni coperti

6

i:>'16 422 ,1

3 del peso complessivo di tonnellate

208

8 474

24

» 86

»

»

688

» ·1,22

))

))

854-

» 32 tonnellate 11598

Caeri da bagaglio 4 Totale veicoli 2Hi-

n ) rer il carreggio del qu?rtier_ generale cli una -divisione di fanteria, con cffelL1vo di : 221 uomini, 319 quadrupedi, 69 carri;

Hì5 uomini, 263 quadrupedi, 47 carri; !i:<1rrozze 2 del peso complessivo di tonnellate 16 263 . - ossia H V/)goni coperti >) » 352 »

,,

Carrozze

Vagoni scopel'Li

i') Per un pareo principale del genio con e(fotti vo di:

'Vagoni scoperti

» 30

)

1

330

6 47 T » 4.7

,f

»

rn) Per il carreggio del quartier generale di u~ corpo ·cF esercito di due divisioni di fanteria, con ·etfeltivo cli : 346 u~mini, 5 16 quadrupedi, 1122 carri ; ·

76 uornini, ·I4 9 quadrnpedi, 22 carri;

!; ossia

30

,Carro da bagagli.o Totale veic.oli 63

/i} .Per un parco del genio di corpo d'esercito con effettivo di :

Carrozze

39

IN ITALIA

g) ·rer una compagnia zappatori con effellivo dì : 89 uomini, ,f ,, quadrnpedi, 3 carri;

-Carrozze

Vagont coperti Vagoni scoperti

:~~ ossia . 2 del peso complessivo di lonne11ate ~~! ~ » 54 6 69 » 69 T

Ca~ri da bagaglio Totale veicoli

70ti

r

»

»

16

» . 43'2 ))

483

» tonnellate 955


40

LA QUESTIONE FERROVIAllIA llULITARE

. Ora per decidere sul quantitativo e sulla successione· dei treni , mi pare indispensabile premettere un' avvertenza. Ed è la seguente. In una mobilizzazione-istantanea, come quella supposta, non tuui. i corpi nè tutti i servizi di cui essi abbisognano si trovano ugualmente avviati verso quello stato di mezzo ·allestimento c_h e consente di farli partire come sì trovano, riservandosi di completarli più tar-di. Così possono partire i reggimenti di fanleria coll'effettivo di pace, ·provve~endosi solamenle di aurezzi da campo e completando 1 loro traini al più prossimo distretto; possono essere fatte partire le batterie, quando ~on alquanta 'previdenza si siano prima provvedute dei pochi caralli necessari a recarle alla fornrnzione a 4 pezzi incomple ta; possono pure partire i reggimenti di cavalleria, quando dei sei squadroni se ne siano composti almeno 4 con effettivo di guerra; e egualmente possono essere fatte partire 1~ compagnie zappatori coi rispettivi parchi dì c9mpagma, e finalmente queJJe porzioni, pur troppo ~ inime, dei servizi del quartier generale pr:incipafe,. d1 corpo d'esercito e eh divisione, cui si può sul momento provvedere coi pochi uomini e coi pochi quadrupedi presenti a!le compagnie del treno . Ma la grande massa di questi stessi servizi; ma i parchi del genio; ma gli equipaggi da ponte non possono essere mossi in fino a che, non solamente s iasi provveduto ad acquistare i cavalli voluti pei traini, ma a porre insieme altresl il personale richies to a condurli e governarli , mediante uomini richiamati dal congedo (1 }. Ed '(l ) Non è mio intendimento di preoccuparmi della difficoltà di levare i cavalli, nè di eqaminare l'influenza ritardatrice che· questa operazione può avere sulla mobilizzazione dell'esercito .. llla la questione del richiamo degli uomini dal congedo riguarda direttamente l'argomento che fratto, onde mi si per-metterà di farvi sopra una osservazione,

IN ITALIA

41 ·

anche i contingenti della fanteria hanno d'uopo, prima che possano disporsi alla partenza, di essere riuniti, vestiti, equipaggiati ed armati. Parmi adunque che si debba in via normale ammettere come una successione di treni, le di cui gradazioni corrispondano alle scalari difficoltà di mobi- ~ lizzazione dei singoli corpi e di alles timento dei servizi generali. E così si avranno, ad esempio , treni del 1°, del 2°, del 3° turno, e, se occorre, del 4°, comprendendo: Nelle spedizioni del 1° turno: I reggimenti di fanteria e quelli di bersaglieri; I reggimenti di cavalleria · (su 4 squadroni}; Le batterie- d'artiglieria (a 4 pezzi incomplete); Le compagnie zappatori coi pa rchi di compagnia; La porzione che si può sul momento mobilizzare ,

'•

[

Sono ali'incirca 10,000 uomini delle compagnie. del treno eh~ nella circostanza dì mobil izzazione debbono esser e richiamati o mandati all' esercito attivo: a questi aggiungendone altrettanti circa delle batterie, deJle compagnie da piazza e dei pontieri, • 3'ha a un dipresso un totale dì 20 p ~l mila uomini della s.ola . arma di artiglieria. Per codesti le circostanze sono ben diversu che per gli altri contingenti, ad esempio, quelli della fanteria. Va11110 questi ai distrof.ti, vi sono vestiti , armati , equipaggiali e spediti poi ai corpi sul luogo di concen tramento generale dell'esercito. So per una circostanza qualsiasi vi mancano o vi arrivanò con ritardo, v'ha certamente un danno prodotto, ma che è limi tato al fa llo della mancanza di essi uomini sotto le armi. l contingenti dei reggimenti d' artiglieria vanno ai distretti . ne son falli partire pei rispettivi corpi , di dove ripartono · più tardi coi traini per raggiungere l'esercito. Se succede. un r itardo, il ma le che ne deriva è doppio: perc;hà alla mancanza i:legli uomini si aggiunge il dissesto di un intiero servizio. Ora io chieggo se di ri.tardi e di mancanze non ne avverranno di molti, in un movimen to tanto enorme quale è quello di mobilizzare e trasportare l'es,ercito, e su di una massa

/


IN l'fAT.IA

LA QUESTIONE FEI\ROl'I AR IA MlLITAIU;

,dei servizi genendi del quartier generale principa.lr, -0.i corpo cl'eserCÌlo e ùi di,·isione. Nelle spedizioni del '.z 0 lueno : I contingenti destinati all'esercito atti,·o, della fan.teria, dei bersagli eri e dei 7,appatori. !\elle spedizioni del 3° turno : Le residue porzioni dei servizi generali del quartie r· .:generale principale, cli corpo d' esel'cito e di divisione; I parchi del genio di corpo d'esercito; Gli equipaggi da ponte di corpo d'esercito ; Il parco p1·incipaJe del genio. Nel 4.- 0 turno finalmente :;i potrebbero, se occorre, ,contenere le spedizioni co mplementari d'uomini, di t;avalli e di materiale che non sono da assimilarsi ai òi 21,000 uomioi ri pnrli la in tulle le provincie. Aggi ungasi che, per raggiu11gerc i loro corpi, uua gran parte di codesti 21,000 uomini, hannu da compiere movimenti di direzione per l'appunto opposta a quella che Ya seguendo l'intier Qesercito. Pnrmi ..tcl unquo che qualche c·os;1 s11rebbe da farsi por miglioro!'e <1uesta situazione. l.jo mezzo polrebbe essore di fissare a ciascun Teg~imento di arliglioria come una cir coscrizione di reclutamento attorno alla propria sedo: non ch'egli dovesse annualmente ri fornirsi in quel la, cito nnzi le reclute, levale in numero .corrisponden te ai bisogni di un reggimc:nto, contin uerebber o ..i ripartirsi in tutti gli altri; ma gli uomini in congedo illimitato .apparLerreJ,ber o soJH.'a llro 11! l'eggimenlo nella di cui circoscri.zione si trovano ed a quel lo andrebbero in caso di richiamo. Non parmi che si/folta combinnzione possa troppo sentire <li ,quel sapore proYincialn che è così inviso a noi Italiani. L'art iglieria opera sempre per unilù di piccolo effettivo; che una IJ)arte cli questo sia tulla di Lom ba rdi o cli Calabresi , non è allol'II :gran da_nno. In quanto al treno. che è qui il principale fattore, 11011 puo nemmeno :i suo rig_unrdo esistere pur l'ombra di tala 5nconveniente.

..

I

43

traspOl'ti parziali; come possono cYentualrn.ente essere quelle per rimcllcre i reggimenti di caYall_eria su sci squadl'oni, per complela re le J.rnucrie e si.mili. Applicando co<lesli concetli al caso che ho preso ad esaminare, e ritenuta la normale composizione dei treni sulla linea 'forino-'.\lilnno-Padova e i p1·ospettì pi.ù sopra dich iarati pel trasporto di ciascun corpo e servizio, parmi ehc tutto il movimento su cli questa linea si possa opportunamente ripartire secondo le indicazioni dello specchio co mplessivo cli trasposizione delle truppe che trovasi in fine del presente studio. Analoghi. specchi si potrebbero compilure pe,. ciascuna delle altre linee cliirunate a concorrere a.l morimento, quali sono : La linea da Torino per Piacenza e Bol ogna a Padova; La linea meditemrnca J:>er Pisa, Pisto ia e .Bologna u Padorn; La centrale apenninica; La nclriatic.-1. È evidente che delle direzioni vogliono essere ordinate per ciascuna di codeste grandi arterie. Sono necessari degli enti che dirigano il moto, pr~o vverlauo ai _casi imprevi sli, seiolg-nno i duhbi, manlengano l'ordine, lo rislabiliscano se tmbato, senza ehe necessiti ricorl'el'e alla lonta1111 provvidenza del Ministero; al quale scopo mi sembra più necessaria ancora da noi che in Prussia quella vigJianza di tre gradi, di cui clissi parlando delle nol'mc che in quel po.ese regolano . i gross·i tra.sporti rnili tari. , Una prirna SOl'Ycgliam:a sarebbe da usarsi nelle localilù di parziale concentramen to , che chiamerò , per hrevilà , fermate. .Nel mio concetto la designazione delle fermll le sarebbe da farsi in moùo pel'munente per ciascuna grande linea ; e le Società dovrebbero essere tenui.e a porne, anche in tempo cli


,f.4

I,A QUESTIONE FERllOYIAIIIA MILl'l'ARE

IN ITALIA

pace, le stazioni in correlazione col movimento che vi si verrà a _sviluppare. Così per le vie nccessorie, per le banchme, per i piani caricatori, pei· le riserve del!' a~qua. e simili. Quando grossi trusporti si debbono eseg~1re . h~ngo ur_1c~ data linea, invito di apprestarla e quasi du·e1 · mob1hzzarla, dovrebbe essere fatLo alla Società che la esercisce, e que$ta ha allora tosto da frovvecl~re perchè e. la linea stessa e il personale e tl materiale passino nella dipendenza dell'autorità millla~·e. -~Ile _fermate mi sembrereJ)be gran parte imiLabile l orclmamento delle tappe prussiane. Le nostre dovrebbero di preferenza essere alle sedi dei distretti dove già esiste un centro di comando e dove verrann~ più ta~·di_ ad a~c~mularsi risorse militari d'ogni natura ; d~ essi distretti s1 darebbe alle stazioni una guardia che v1 conserv i l'ordine:e la disciplina. Il mantenimento delle tl'uppe eh~ viug~iauo deve formare oggetto della più atten~a ~ons1deraz10ne; non si deve negar loro il necess~rio nposo, ma questo va tenuto nei più stretti limiti . l na buona misura sarebbe quella forse cli far t.rovani pr~nto il _ran~io alle fermate. Un'altra disposizione di cm parn11 chiara la convenienza, si è che a ciascuna len:1ala, e _sp~cialrnente in quelle dove si fanno grossi Cc~r'.cament1 d1 materiale, sia vi una squadra, ordinatu rm htarmente, di uomini pratici delle occorrenti manopere, i quali servano cli guida ai soldati nello eseguirle ; si otterrebbe, ciò facendo, un guadagno non spregevole di tempo. Speciale attenzione saTebbe da porsi nella designazione dei comandanti delle fermate. La loro missione non é certamente scevra di difficoltà, e a superai·le , richiedesi in essi tatto non comune p~rfell~ conoscenza delle cose pertinenti sia all'ammi-' mstraz1one della guerra sia al servizio ferroviario intelligenza, fermezza. Posti in posizione delicata le esigenze soven ti ìnsuperabili dell'esercizio tec~ico

.

in

e

tr;

'

delle ferrovie e quelle non meno vi ve e pressanti. <lei bisogni militarj, essi hanno un'opera di conciliazione da com piere, tanto più meritevole che quasi sempre non sad1 compresa nè al giusto apprezzata. L'azione dei · comandanti alle fermate non può estendersi olt.re la cerchia di esse. .È dunque necessario un ente soprappos.to, il quale, per ciascuna linea, concentri in sè Ja sorveglianza. di tutte le fermate e dia norma al co1~1plessivo movimento; e questo si otterrà mediante .Direzioni di linee. Le · quali, tosto costituite, dovranno verificare se nelle fermate siano stati ' a cura . dei cornandnnli, eseguili i lavori necessari a porle in grado <li sfogame il movimento; vi fara11110 rifluire il materiale occoi-tevole, e questo adattare alle esigenze dei trasporti; vfdranno se siano bastevoli le riserve del combustibile ; provvederanno all'evenienza per più celeri mezzi di rifornim,ento dei serbatoi da acqua; provvederanno pure per nuovi scambi di via, dove siano giudicali utili per approssimare più gli incro- l, ciamenti; orclineranrio una ripartizione del personale adattata allo speciale servizio che si ha di mira, e ne :fisseranno i turni di servizio ; si occuperanno insomma di ogni cosa che valga ad assicurare la celerità la regolarità dei trasporti . Sulla base poscia dello specchio del movimento complessivo della linea, che verrà loro comunicato in forma analoga a quella di~corsa di sopra, le direzioni attenderanno a particolareggiare il movimento della linea stessa , mediante un quadro di deunglio , dal quale risullino , colle altre indicazioni , pure il giorno e l'ora. in cui ciascun corpo o servizio dovrà essere levato dalle singole fermate. NelJa éompilazione di codesto qttadro avranno le direzioni essenzialmente di mira il migliore e più proficuo impiego del mate, ria.le nelle condizioni di luogo, di ternpo e di riparti-

,..


46

LA QUES'!'lONE VEll UOVlAl\IA ~IlLll'AIU:

IN ITALIA

"

zionc del movimento ch e loro sono faue; ma non ( o~H~1eUer_anno le considerazioni di disciplina e cli arn~~ms~ruz1~ne, . che con~igforno cli . mantenere quan(o prn s1 J)l:lO ~1e1_ rraspor11 l'unità dei corpi e dei servizi. Le ~01~z1om eh ques-10 quadro saranno comple(ate da un rndtealore delle pnrte11ze e degli' arrivi dei treni il quale, per Luua la durata del movimen10, sostituiri~ l'orario comune. Se convogli <li viaggiatori e di merri debbono essere mantenuti, saranno ne11' ind icalore stesso j ?istinti _eon car,"\lt~1·i speeiali. E risul[erù p ul"e da esso m quah ferrna ~e s1 )1a da fare il. rancio, e in genere ogni altra par1_1colantù che si . riferisca al Yiaggio delle lruppe. EsttaUr del. quadro d<-,: taglialo del movin1en!<t deIIa linea e e opia deli'ind.icatort',. saranno conseg-H,Ut ai comandanti alle ferm ato. ' ' Nessun movimento potrà del reslo fo.1·si sulla linea nessuna spedizione comandal'si se non col consens~ dell_a direzione ; e~ i. comand~nli di pi·esidio e i · capi delle truppe m movimento, saranno posti in a:ver!cnza _che, pee_ qualunque cosa ·si riferisca ai viagg1, ess1 non abbiano a fur capo ad altri se 11011 n_elle. fer~ale, ai comandanli di queste, e su tutto circuito _ _io gen:'r~Je, alla direzione della linea. La compos1Z1_one _po1 d1 qu~sta direzione dovrà rispondere , ~Ila doppi~. b1s_ogna cm ha da_provvedere, In quale è rn par.te cl ordrne tecmco e rn parte disciplinare . E , cosi v1 saranno rappresen(ate, l'amministrazione mili,uffici~le_di preforenza deJJo stato maggiore , tare,' ~a .la ~oc10ta tenoviarrn, . da un suo impieo·ato tecnico. · Siccome la vigilanza dei comandanti alltfetmace non potrebbe e~1enclersi oltre la cerchia cli esse, così l'autorità delle direziorri di Jinea non soprebhe oltrepassare Ia distesa del_l'art1~ria_cu~-sono preposte. Si rende dunque necessarw. m!a J?tr~zio_ne centrale la quale sopravveda su tutte le pm·1.rnl1 chrez10ni, accentri la sorveglianza del

l

I l

'

il

:rn

\ \

rnovimento, e ne diriga lo sviluppo in eonformità· dellenorme presw.bilite. La direzione centi·ale ha essenzialmente da invigila.re perchò i.I movfrnen to di trasposizione delle truppe segua con eguale int<:msità su luHe· le grandi arterie, e si svolga e si compia senza pi·ecipitazio1rn o ritardo . A ude die1to essa rtecve dalìe singoledirezioni i quadri particol areggiali dèt mo vimentò delle linee, ne confronta !e inclicnzioni, e vi fa, occorrendo,. le variazioni che giudica indispensabili allo scopo sopra indicato . Alle deficienze di maieria!e mobile che si manifest.ano su di una via , p;·ovvedc con .impresliti da quelle meglio fornite . -l~inalmente dovrà recare speciale altenzione alle tratte comuui u due o più direzioni di linea , ed alle stazioni cumulative , per riguardo delJe quali delerrninerà di propria autorità,. ma con equo riguardo cli tutti i cointP.ressati.

m.

Una necessil~t di tulta e, idenza per noi parmi esser qndla di studi preventivi sul tra.sporto dell'esercito io occasione ùi concen tramenti. Si r·ipete volentieri oggidì da molti l'assicurazioneche, in gtazia di recenti pcrfeziouamerHi inn·odotti ne[ riostro ordinamento mili!are, l'escrcilo potrà senza diffìc:ol!.à essere mob ilizzalo in quindi ci giorni, Sarebbe p t" l'Ù bern~ cli in1enclcrsi sul senso e suJla: portata di ques(a espressione. Non è solamente d'oggi ehe ,un eqi"1ivoco può far s{l'ada ad una fallace opi. nionc, pc1· con dmre piì1 (ardi n.d un vero disinganno ..

•


4,8

J, A QUES1'10NE l?EllflOVIAlllA MlTI'rARE

La parola mobilizzazione può essere di,,ersameme spiegata ed intesa. Se('.ondo ulcuui, esercito mobil i~zato è quello dove i corpi ed i servizi di cui abb1soO'nano trovansi in istato d i pieno allestimento, cioè t> coi traini, cogli attrezzi e coll'intic1·0 effouivo di guen~. Secondo altri inYece, esercito mobilizzato è quello 11 quale non solamente ha compiuto quel primo stadio di prepa.raziQne, ma ha pu re intrapreso e condotto a termine l' altro irnpol'ta.ntissimo stadio del concentra.mento sulla zona prestRbilita. per la s~a. azione. Slancio a quest'ultimo concetto, si hanno come accu~ mula.ti due tempi, <luc operazioni, du<> modi diversi di :i1irf': cli~t inti " :-ep~rnti in Pn1ssi,1. uniti e coufusi in Francia o da noi come in qualunque paese doYe non sia in vigore il sistema regionale. È forse la somma cli quei due tempi che vuo_lsi indicare con quel termine di poco più che dLie seuimane? Non entra nel mio soggetto di occuparmi del lungo ed intricato lavorio cui dù lL10go l' allestimento dei corpi e dei servizi generali in occasione di mobilizzazione. Suppongo sia.si a tutlo prnvvcduto, e che ciascuna clililcollà sia staia prevista per essere poi a suo tempo le,·a.ta. )[a e i trasporli? Si è ben certi che la celerità loro corrisponcla allo speranze che vi si fondano sopra '? Checchè possa dirsi, noi non abbiamo per ora che due grandi linee, le quali corrono senza intcnuzionc e senia ingombro da un capo all'altro cl' Itali a, e possono coF-1 largamenlc, pienamente p restarsi ad un grosso moYinieuto cli !ruppe e di materiale; e sono: la linea adriatica, prolungata oltre Bologna, per una parte, su Pacfova, per l'altra da Piacenza. su Torino; la Veneta, conliuuata oltre Padova, per Verona put'Csu Torino. Tutte le altre linee o prcscn_tano, come la mediterranea, delle larghe interruzioni che ne scemano il pregio: o corrono, come quelle del Piemonte e di

parte della Lombardia, per tra.tti troppo brevi perchè siano di aiuto efficace ; o finalmente come quelle della regione toscana, s'innes.tano tulle in un. tronco ~ difficile per corso, per confluire poi poco discosto m altra arteria pl'incipale. Ora io non credo andar lonl~no dal vero aflermando, che la capacità di trnsporto d1 q~clle due prime Itncc non potrebbe ecccd~re la. nusura giornaliera di 3500 uomin~, tra~porlat1 cogli _occorrenti carriaggi e coi cavalli : ossia un totale di 7000 uomini per le · due complessivament~. _A 9uesta pro:. duttibilità troppo scarsa per le cond_1z1om ~ostre, d1 quale sussidio potranno tornare le pLccolc ,:hnee e le grandi ma interrotte , mentovate cl1 sopra? In quale ;nisur; si dovrà ricorrere alle ma.rcie ordinarie? dove si hanno da fare· e da quali corpi? Di quale aiuto potrà esserci la marina? . . Si è a risolvere codeste complesse cd mtncate questioni che intender devono gli studi preventivi. Essi diranno quale sia il sistema da seguirsi <la n?i ~ci concentramenti, adattato alle condizioni del terntor10, rispondente all'ordi.namento delle forze . Ma è sol~ment~ dopo di aver quello fissato e regolato, che p_olra porsi con sicurezza un termine di tempo dentro 11 quale la mobilizzazione sia contenuta: intendo la mobilizzazione vera la sola in realtà utile ed efficace, quella di esercito '1evato e concentrato , cioè nella pienezza delle condizioni richieste ad intraprendere le operazioni attive.

)

. Al(l(O XVI , VOL. 111 .

..

4,9

JN 'IT.1.LlA

(


r 50

LA QUESTIONE Il'EnROVIA RLI. MIUTARE

lN ITALIA

e il peso approssimativo cli ciascuno. Senza poscia intermettere allro indugio, la Commissione provvederà perch è da linea a liuea si facciano gli imprestiti di materiale indispensabili a porre ciascuna in grado di soddisfar e al proprio còmpito ; ordinerà i più urgenti lavori, e presenterà al Ministero della guerra le proposte per la composizione delle singole direzioni di linea. Designerà poscia quelli de' suoi membri che .compor devono la dirnzione centrale ; i. quali soranno, uno degli ufficiali, per la parte che r iguarda l'amministrazione della guerra, e un impiegato tecnico; per la parte che riguarda il servizio ferroviario.

•

lY.

m rimane a dire del sussidio che in questo ordinamento dei trasporti e nei lavori cui esso darà luogo polrà trarsi ùa quella. Comissione consultiva che supposi costituita presso l'ufficio governai ivo di sorveglianza sulle icrrovie. Nel mio concetto coùesla Commissio11e, che san'i già stata l'intermeùiario autorevole ed illuminalo fra l'amministrazione della guerra e le singole Soci età, nelle numerose question i. circa il compimento e l'ordinamento della rete na1.ionale in vista della massima sua produuibilita, lo diverrà pure dei concerti da prendersi per auuare ogni maniera di trasporti, i complessivi specialmente. A questa Commissione, costituita con tutti i suoi membri, trasmetteranno il Ministero . della guerra o il comando . suprrmo, il progetlo generale di trasposizione delle truppe, dove saranno designate le arterie srrategiche che sono chiamate a concorrervi, le fermate lungo di esse doYe si concentrino le truppe, il quantitacivo dì quesle e del materiale, la ripartizione loro in turni, l'epoca finalmente in cui ciascun turno sarà. p.r-on10 per essere levato. Sulla base di questo progetto, la Commissione compilerà gli specchi del movimento complessivo di ciascuna grau<.le arleria, da rimettersi poscia allé singole direzioni di linea ; di dove debbono risultare ollre le cose dette più avanti, anche il quaniilativo ùegli occorrenti treni , la loro composizione in carrozze, vagoni e carri <la bagaglio,

V.

lliassumendo ora il fin qui discorso, par mi di dover venire alle conclusioni seguenti: ~ 0 Presso di noi, e per riguard o della rapidità con cui può svolgersi un attacco, differenziano i pericoli sulle singole tr~tte della frontiera continentale. La zona centrale sembra la più riparata da una subitanea irruzione per la larga fas cia alpina, povera o sproVYedula affatto di ferrovie, che la recinge oltre il suo confine . La zona ad ovest gode cli una sicurezza relativa. che deve alla bella rete del Piemonte, ed alla circostanza di trovarsi inlerposto a ·questa e alle potenti arlerie fran cesi un territorio, per verità poco largo, ma singolarmente inadatto a1 grossi movimenti militari e percorso da una via sola ad un binario: aù accr~scere tale relativa sicurezza e dar più tempo al tempo,

.I ,;,,;

•


LA QUES.TIONE l•'EnnOVI,\RIA l\lILll'AnE

IN ITALIA

vi giovano dei for ti di sbarramento delle principali

comunicazioni. La zona a levante è quella dove i pericoli sono più grandi e le difese. più deboli: su di essa è particolarmente richiesta l'attenzione del governo. '.2° ho st.romento più valido e più si~uro per u n rapido concentramento dell'esercito, è una grossa produttibilità della rete lerroriaria. L'apparecchio però dei trasporti è conuizione indispensqbile, perchè quella stessa pro<luttibililà si raggiunga e rechi tutti i suoi frulli. · 3° In fino a che sia riparalo ai difetti della nostra rete, i grossi concentramen Li di trunpe e di materiale, esigeranno presso di noi l'atluazio ne <li un sislema misto, dove i trasporti per ferroYia, le ordiuarie marcie, eventualmente anche i trasporti per mare, siano opportunamente congegnati in vista del'l a maggiore celerilà di esecuzione. Non pertanto le segue.ili disposizioni sembrano ad ogni modo acconce a _dare ordine e regola a quelle operazioni: a) La ragionala classificazione in g1:uppi delle linee ferroviarie, ed i11 arlerie straLegichc corrispondenti ai pili prevedibili atlacchi; b) La permanente designazione su di quelle arterie, di località di parziale concentramento dei corpi stanziali nei più prossimi distretLi (fermale) ; e) L'allestimenlo, durante la pace, delle stazioni di codeste località, in dipendenza del quantitativo di truppe e di materiale che prevedibilmente vi si debbono r iunire ; d) La normale ripartizione di esse 1ruppe e del materiale e il graduato loro trasporlo con spedizioni di parecchi ordini {'I'\ '.2°, 3° e se occorre 4° turno) dipendentemente Jalle scalari di!ficoltà della loro mobilizzazione ;

53

e) La istituzj.onc di una. vigilanza cli tre gradi

sui mo,·imenli ferroviQ.ri mediante : Coman·déIJ1ti nlle fermate; Direzioni di linea; Direzione centrale.

;,

f) La compilazione <li un' istruzio~e s?l _modo di eseguire i oO'rancli trasporti e sulle atmbuz1om delle . persone che llcbbono invigilarli o dirigerli; g) La. compilarione di altra istruzione la qu~c stabilisca sui particolari dei trasporti, cioè sul caricamento e sullo scaricamento dei carri, sull'imbarco di cavalli, sulla composizione e marcia dei t~eni~ sul~a discipJj na e sul mantenimento delle truppe m ,·1agg10 e simili; h) Finalmente lo sluùio ùi progetti generali di trasposizione dell'esercito o di grossa parte di esso, su una o su altra parie della frontiera, coll'es~e~zial? int en to cli, chiarire il miglior sistema da seguu·s1 e 11 tempo da impiegarvisi.

A. DE CnARBONNE~u U(fì.ciale d'onlinanza di S. JJ.


55

54 NUM.

NU)!. ~ .

I.

SPECCHIO COMPLESSIVO

SPECCillO COMPliESSIVO

del movimento della linea Torino - Verona - Padova - Udine Da Torino. ·n 1

DES1G~ AZIONE DELLE: Tl\UPPE

o dei ser,•izi spe ·iali

I

r

I

oçcorrente d1 CArrozze e vagoni

I.~

2 simìli

180 960

Ili

5 ,f.2 10

15 30

1 battaglione

f

J

120 117

TOTALE

i0

3" Turno

2

20

9

1

(ì4

247

•

•

000

•

•

•

600 2400

a

TOT ALB nel 0 turno

1 5

1°

3

3

86 122

d 4:J0 1598

2

54 69 5 J 69

3 256 3 256

2

4

055

4

7 194 260 10 9<12 3508

1

H

,J7

7

153 131

2

459 893

6

li

3

4 SJln ili. , . , . . . 1 b!1tL!1da di hattaglia .

42-2

89 356

~

d~ l'2

9S 7,1 O 29.i 22:1 Z7

.

Turno - Contingente del distretto di Novara . . . . . . . 3700

• Carregi;:io di un quartier

I

·;;; t/1

aa

2 1 1

sol 142 197 H9

1 1 l

I 8 7 l fl4 1~9 3242160238 9 72 6 3 180 714

I 1 3

2 2

!/

2

12

a

2 8 S 12

2 6

13 9 :in 21

1 1

36 86

18 72

69 276

2 I

I 50 191 3 1501 573

;)

77 175 73 18 086 2671

14

,. 116

(1'8·

nera'le di corpo d'esercito di due di visioni . . . . Carreggio del quartier generale di una di visione di fanteria Altro simile . . . . . l compagnia pontieri con di$tllCCamento del treno ed 1 equipaggio da ponte di Turno corpo d'esercito . . . . 1 compagnia zappatori con parco di compagnia. . . 1 parco del genio di corpo d'cserr·ito . . . . . . 2 simili . . . . · . . 1 compagnia zappatori con parco di compagnia . . I l parco principale del genio 'l 'OTALB

,.

1;;

331 13 13

'l'OTAJ.E nel 1• turno 9800 950 77

10

055

27

1 sgu~(\rone.

, o s1m1h . . . . . .

1

1 8 1 1

6

21 8 8

s1m1h . . . . . . . . compagnia iappatori con ).)arco di compagnia.

•180

J

12.2

3 1

I

a• 1

e vagoni

~

'Il i 1·~ Ii I·1l'JI 11

1 battaglione . . . . . . 1 simile . . . . . . . . 1 stato maggiore reggimen-

tale di cavalleria. . . .

Turno

.,

1 1

~- ---1----788 1154 260

giore reggimentale. . .

l

qu,n;., goo,-

l·ale di corpo ~l'esercito di duo cll VJSJOlll • • • . . 316 ;,rn 122 Carreggio del quartier generate di una divisione di fanteria . . . . . . . 2:.11 319 69 Altro simile. . . . . . . 2-21 ,uo G9

I

1

1

.,

25

I

NUllBRO

oc<.'Orrento di carroz1.e

IJI 1~lilt:!

o dei servizi speciali

' 1 battaglione con stato mag-

nel 1° turno 5733 1682 147 158 288 185 28 1218 4737

Turno - Contingente dei distretti di Cuneo e Torino . . . . 9600

ic,.,.,.;,.,1

9

I

1....---.,......_.--....

I

5 3 50 197 10 6 4 100 89' 22136142 10 10 5 180 710

• 11 1

I

DESIGNAZlONE DELLE TRUPPE

:z.

4.22 8 3 13 simili 2110 40 15 05 1 stato maggiore reggimentale di cavalleria . . . 27 47 7 l ll 7 1 34 129 t• Turno , 1 squadrone. .. 153 181 2 3 2 4 2 1 6 0 2 8 8 ,ir.o uos s 9 72 6 8 180 71'1 3 simili 1 batteria di ba ttag!ia. 98 74 9 2 13 9 1 so 191 8 simili 784 592 75l 16 10.J. 72 8 400 1528 1 batteria a cavallo • 2 20 V 1 64 2'17 120 117 9 5

1 simile

I

e

9.s

·;,.;

~ ·t ~ ~o ~ gO'~c,!;!:~Z

giore reggimentale. . .

EFFETTIVO

g

-

~ .!g_ t i.g a! ~

·e ·s

1 battaglione con stato mag-

Du lWovara.

I

I

NUMERO

del movimento della linea Torino - Veyona - Parlova - Udine

-n, ~ ; 11 !! Ii I Ii I I l ;! EFFETIIVO

.

J

3

i21 IJl9 69 2'!1 Ul9 69

2 2

M 69 &1 69

0 256 8 256

9551 955' I i

'241 161 30

6

26 30

l

12G

474

l

18

G9} 330j

89

11

122

6

3'i6 51G 12'2

2

3

4 430 1598

3

3

76 119 22 330 260 50

l

s

:10 22 1-1 50

l 88 4 212

89 Il 8 loo 268 47

3 2

2 3 •H 47

I 18 l 188

I

2

7981 691

705

- - - - - - - - - -'

nel 3• turno 1778 Ul691l5

80 ,3H2 415 . 10 15921595~ 26 1


56 . NuM. 3.

SPECCHIO co~rPLESSIVO

SPECCIIIO COMPLESSIVO

del moYimenlo della linea Torino ·- Verona - Padova - Udine

del moYimenlo della linea Torino - Verona - Padoya - Udine

Da llliltìno.

Da 'l"eronn.

EFFETTIYO I DESIGN~ZIONE DELLE TllUPPE o dei servizi speciali

/

II

in

simili

,~

5 simili

::i

~

o.

960

1 battaglione

I ·DBSIGNAZIO~E D~LLE TRUPPE

,-1"-~ g I1-----------11 111 _ Ii I I .., "' "' I I :; Ii I·i i 11 ·i IJI} I J

l battaglione con stato maggiore reggimentale . . • 480 2

NU)!ERO occorrente di carrozze 8 vagorll

2ll0

21

5

15

42 10

30

3

18

401 15

65

8

o dei scr,izi ~petioli

o

I

5

10 2

' l

3

6

2

.

50

.

4 100

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5 180

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l

!Oj 10

894

2

5 >

1 stato maggiore reggime:i-

tale di cavalleria. . . .

1°_ Turno

1 simile

l squadrone . (i

simili

27

47

7

]

8

7

1

8,1

129

27

-!i

7

l

8.

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l

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129

153 13~

2

8

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l

00

238

765 055 IO

I bntteria di battaglia . 5 simili

98

74

9

190 670 "15

- TOTALE

-

2-1

16 120 IO

s 10

13

5 30(1 1190 1

9

65 45

5 250

nel 1° turno 5582 1435 113 155 ~05 101 26 109~ 4275

Contingenti dei 'Distretti di Como e Milano _. • . • 8400

,.

>

268

,. ,.

:,,

5 3 20 12

1

8 7 2-1 2 120 10 13 9 65 45

56121

47 7 131 2 6551 10 74

9

!l

15 2

3;0 45

IO

a

3

Il l!

3

2 50 8 ~>()O 1 8(; 7 252

2 2 14 14

2 '2

n

l

3,l

I

I

•

>

270

5

, Carreggio del quartier gen eraie di un corpo d'esercito di. ctue div isioni . . Carreg-~io del qnartier ge-

5

nera1e di wia divisiohe di fanteria . . . . . . Altro simile. . . . . . . 80 Turno , I compagnia zappatori con parco di compagnia . . l p;irco del genio di corpo

23

197

'768

l.J~ 994

129 238

GO 5 300 ll90 l :,o 191 5 '250 9551 18 18

l 1

3

n

69! 6!)

d'esercito. . . . . . .

,

>

,;58 2232

•

I

I !HG 51•; lq::, 2'21

aw sn

, 9

t

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TOT4LE

5 J

27

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I

1; .1

5-1 G!l

8 256

2

54 69

%6

955 955

3

8

76 119 22

l

3RO

a

3

l

,s

20 22

I

88

2

60l

I

I Compag-nia pontieri con

distaccamemo del treno ed un equipaggiodaponte di corpo d'esercito . . .

1 1 5 1

I

2

li

7

a 86 122 4 U'.\O l5f.8

2'.!I 319 69 S!l

l 4 l

- 1-

nel 1° turno 1"187 1468 128 216 c:,7:, !IO 33 l~GS 496,

11° il'urno - Contlngeoti dei Distretti di Ilergamo,D1·esciaeVerona .8100

-1526 2104

21 5 15 8! 20 ' GO 8, 3 13 01

- - - - - - - -

TOTAL E

191 955

l

'7simih . . ~951 l stato m aggiore reggimeri~ t,ùe di cavalleria. • • • 27 l ' 'turno 153 l sguadrone . 7(lj 5 Stmili . . 98 I batteria di batt.àglia : Jt O 5simili . . . . . . l compagnia zappatori con }>arco d1 compagnia. 89 6fl 1 l simile . . . . . .

l

- - - - --

'.-

- - --- - 2• Turno -

50

battaglione con stato mag-

giore reggimentale. . . 480 4 Stmili . . . . . . . . 1920 4~2 l batta~lione

197

., \l

-----,----241 151 30

G

f-01 30

nel 3o turl10 1!9t l-l3i> 31~

17

2-12(5

l

12G

474

2

18 1174

438!

IS


' 58 NUM. :i,

.,

SPECCHlO COMPLESSIVO

del movinrnnto della linea Torino - Verona - Padova - Udine •

Pado"a.

))a

LA TATTICA DESIGNAZIONE DELLE TRUPPE

STUDIATA COGLI ESEMPI E COI CONFRONTI o dei servizi speciali OESUNTl

l ba~taglione con,stat.o mag_g1çre regg1meutale. . . 1 s 1mJle . . . . . . . • 1 battailioue . • . . . . 3simih . . . • . . • 1• Turno 1 stato maggiore reggimeotale di cavalleria. . • . l squadrone. 8 simili . . 1 batLeria di battàgiia: 1 1 simile . . . . . .

4.80 480 4·>2

47 153 131 459 393 98 74

7

-27

98

4.700

RIASSUNTO Da Da

Da Oa

. . . . . . . . . . . • . .

. . . . .

. . . . • . . · .• . . . . . . .

. . . . .

.

6

6

3

8 24.

7 2

l

72

6

Hl

Al

>

2

2

8 3 li

39 9 Il

9 9

~I

15 151

6

74

I

I

2

3-J83 793 55

Padova . . . . . . .

. Novara. . Milano . . Verona . . . Padova . . .

8

9

-1• Turno -Contingente del Distretto di

Da Torino .

5 5 3

24

1266

T01'ALE nel l• turno

21 21

2

13 13

99 148 1,1-1

'

>

2

1

1081

197 197 14,'l 426

s

129 238

I l

3 180 l 50

714

8

191 191

1

618 2425

18

A Saarbriicken.

2R8j 1152

5

(6 agosto).

~I-= I

r,oj so

~1~ - -

.

DALLE CAMPAGNE D'EL 1866 E 1870

l I 1

:u

l

9

50

50 3G

)

r

. (CONTINUAZtONB. veuuasi la a1spensa ai o;z,rHe 1s11 ).

l

GENERALE 57f.13,lo82li471 1581 288 IA5 28 1218 4737 25 2800 959j 77 77 175 73 18 r.so 267l 14. f>.532 1435 113 155 265 101 i?G 100.1 4Zi5 23 74!!7 1•168 UR !?IG 21;; 110 aa 1208 4962 2'I 3183 7931 s;; !/9 148 ,17 15 CH8 2425 18

'l'OTALE OJ::NERALE del 1• turno 25035 G;r.J-7 5.20 705 1151 ;;; 120 !884 10070 ; ; Da Da Da Da

Torino Novara Milano Verona

-9600 - > -> -300 ---> - -60() -2,:iQQ -10

.. .. . .. •.

>

4700

>

116 26:l > 279 >. 1-11

'J'OTALE GENERALE noi 2° turno 84500

>

•

3700 8400

8100

Da Padova . .

Da Torino . . . . . . . . . . . Da Nova ra . • . . . . . . . . .

Da Verona . . . . . . . . . . . TOTALE

OBNBR,\LB

nela•turno

• • >

>

•

•

>

> > >

>

• • >

•

•

1102

>

>

>

> >

I

282 928 52G 2104 5,58 2232 283 Ll5'.l

4 9 9 5

2.~04 7816 3G

(Il) - 788 -115-1,-260 - - - --- -7 19·1 200 10 942 8508 14.l

17711 1!l68l4I5 80 83'.l 1115 19 1502 5953 20 a 1194 J.135 315 · 17 24.2 315 13 Jl 71 •1381 18 3ì60 45571990 -;.; 7681;0 42 3708 ;;;;; - ; -

(a) Di questi trenì, alcuni potranno e,soro del 1• turno. (Il) Queste carroz'lO possono essere sostituite da vagoni ~operti.

~

Strategia e lattica si confondono spesso insieme ; una non regge senza l'altra. J.\on si può sapere una senza conoscçr l'altra; i loro principii, 1~ loro massimes'intrecciano di frequente. l\Tano o mano che l'i.ntelligen7.a degli eserciti si .sviluppa, mano n mano che l~ iniziativa dei capi e degli ufficiali cresce , e che le ballaglic , i combaui,nenti d' oggi giorno si decompongono in svariate e molteplici fazioni cli singole e piccòle unità tattiche, tenden ti al medesimo scopo, si. rende se111pre più necessario che il piano strategico, almeno quello che si deve svolgere entro pochi giorni, sia a cognizione di lutti coloro che lo possono comprendere, non essendo possibile un accordo delle


60

STUDIATA COGLI ESEMl?I E COI CONFRONTI

LA TATTICA

azioni tattiche senza I~. conoscenza preventiva del fine di una mossa strategica. N~i Fra~c.csi noi osse'.vi~mo, procedendo in questo st~d10, un 1g~oran~a b1as1mevole del fine strategico dei loro movimenti; mentre ci accorgiamo come i Prus:'iani sc1pessero benissimo quale scopo dovessero raggiungere, se non in t!n dato giorno, nell'altro. L'azione tattica dei singoli corpi prussiani tendeva sempre a far riuscire il piano generale. Noi Io abbiamo veduto a Wor1.h, noi lo vedremo ora a Saarbrucken quantunque, strano a dirsi, nè la prima, nè la seconda di codesle battaglie, fosse preveduta pel ~i~r?o. 6. Ta~to una che l'. altra ebbero luogo pe_r _m'.ziatrva, de1 c_omandan ti _sott' ordine. Ma questa m1ziat1va nell esercito germamco è _agevolata da una straordi~ar~a disciplina nel combattimento, pròdotta da convmz1one profonda e non dal timore del castigo. I_, capi sann?, e possono contarci sopra, che aperto il fuoc o, ess i sono ìn grado di farlo cessare quasi sempre, quancl'an c~1e si siano ot.tenuti · dei nsqltati: essi sanno che il soldato prussiano è dotalo ~i u~o spirito di abnegazione senza pari, perchè ha hducrn m se stesso e ne' suoi superiori. Arnmir.abile effetto di una estesa istruzione popolare, e di una solida istruzione_ militare individuale; mirabile effetto di una fermezza, di una forza e ùi un sann·ue 0 freddo rimarchevoli in alto gqi.do. ' . A Saarb riicken non si prevedeva lo scon tro; ma le . disposizioni di attacco date in quel giorno di _com. battimen Lo im previsto mostrano come lo scopo da raggiungersi in un giorno o nell'altro fosse que;llo di isolare dall'esercito principale i singoli cotpi d' at·_mato. francesi, appostati lungo le frontiere, e batterli. E lo scopo fu io gran parte raggiunto tanto a Worth che a Saarbriicken. I corpi di Mac-Mahon, .di De Failly

l I

61

e frazi0ni di quello di Frossard , non poterono riparare sotto Metz; si salvarono in parte, ma dovettero ritirarsi fino a Chalons, e furono tagliati dal grosso del, · l'esercito raccolto in Metz. La prima e la seconda armata germanica, in varie colonn e, procedevano verso la SaJr. Appena Zastrow, . comandante il 7° corpo d'armata, ebbe la notizia cb e la 14,a divisione aveva incontrato il nemico in forza sulle alture a sud di Saarbrùken (tra Stiring e Spicheren), ordinò alla ~3· divis1oi1e clie marciava su Vòlklingen, a ·valle di Saarbrticken; di inoltrarsi rapidamente per Ludweilcr, volgere quindi a sinistra (sud-est), correre su Forbach ed attaccare la linea di ritirata dei Francesi. Zastrow non avrebbe certamente impegnato- uo'jntern divisione, cioè' metà della forza del suo corpo, in un la rgo movirl)en to' di fianco, senza la certezza che al tuonare del cannone tutte le colonne degli altri corpi sarebbero accorse, dietro ~rdini, o di loro iniziativa, a. sostenere la 14a divisione çhe aveva trovato il nemico di fronte. Questa convinzione vivissima in tulli i capi prussiani, li rende arditi e intraprendenti : nè mai hanno avuto occasioue di lagnarsi di essere stati abbandonati. Ci duole non avere ragguagli. sufficienti di fonte francese, ma sembra effettivamente che una sola bri'gata del · c.orpo di Frossard fosse in posizione il 6 agosto a Spicheren per. coprire la ritirata del 2° corpo che aveva avuto altra ·destinazione. Però il corpo era a portata tattica ancora, e potè ritornare . sui suoi passi per affrontare i Prussiani ; sembra anzi fosse rinforzato da una divisione del vicino maresciallo Bazaine {3° corpo).. Comunqu~ sia la cosa, l'avangu'ardia della 1&,a divisione preceduta da due squadroni della divisione di cavalleria Rheinbaben, giunta a ore H ant. sulle ' alture della piazza d'armi


LA 1'A'fT1CA

e del Galgenberg a sud di Saarbriicken, incontrò subito una seria. resistenza per parte dei Francesi. Le alture cli Spicheren dai 3 ai ,i,000 metri 'più al sud, a ripidi e boscosi versanti, si vedevano occupate, e -si sapeva che erano state preparate a difesa nei giorni antecedenti, quantunque per natura fossero quasi inespugnabili. Pur tuttayja il generale Kameke, comandante la H• ,divisione, non esitò di. accettare la lotta, mandando però avviso al generale Zasll'ow com andante il corpo d'armata. Al lontano r.i mbombo del cannone, le più vicine colonne in marcia delle altre divisioni dell'8° e del 3° corpo d'armata non aspettarono ordini per :affrettare in ogni modo il loro movimento in avanti; e diffatti nel momento in 1~ui Kameke aveva già im,p egnata tutta la sua divisione nei diversi attacchi ed ,era ormai privo di riserva, giunsero successivamente rinforz i, prima della 16a divisione (il ,i,0° reggimento 2 batterie e 3 squadroµi) col generale de Goeben comandante l' 8° corpo d'armata, che prese il comando :delle truppe presen ti; e quasi contemporaneamente della 5a divi sio ne (brigala Doring) . Come procedetiero gli attacchi per, parte dei Pru ss iani, come procedette la difesa per parte dei Francesi in ques(a giornata? Poco assai possiamo dire; però il poco che ne diremo non sarà privo nè d'in1er ésse nè d i ammaestramento . Le a lture di Spicheren forti per natura, perchè d ominanti e a ripido pendìo, erano state dai Francesi rafforzate coll'arte. Numerose tranchées-abris vi ,erano state scavate per coprire le linee della fanteria, :e l'artiglieria vi era abbondante, ben coperta e con vasto campo di tiro. La ua divisione sola si trovò a fronle di tali posizioni per circa tre ore ; e quan-

STUDIATA COGLI ESEMl'C E COI CONFRONTI

' 63

tunque con incerto successo, pure non si era sgomentata, nè ritirata. · Salendo da Saarbrueken pel fianco montuoso della valle si Lrov1Jno le alture della piazza d'armi, del Galgenberg e del Winlerbcrg, dirimpetto a quelle di Spicheren, ma meno elevate e divise da queste da uno spazio piantggiante e quasi scoperto. Indi si trova . il bosco di Spicheren che copre il versante della montagna fino al margine della sommità. Giunta l'arnn t>o-uardia e la cavalleria della H· di. visione sulle prime elevazioni ch e abbiamo O!'a nominato, furono salutate dal viYo fuoco dell'artiglieria francese. Là dovettero soffermarsi, cercando di mettere al coperto la cavalleria che era inu tile su quel terreno. Giunse intanto il g rosso della divisione, e fu subitamente disp~sto per l'assalto : la 28" brigata contro il fianco sinistro della posizione verso Stiring; la ::na quasi di fronte. Gli attacchi di queste due brigate furono condotti con varia fortuna, però si può dire che non riuscirono; e la di visione sarebbe stata alla fine costretta a battere in ritirata, se verso le ore 3 pom. non fossel'O sopraggiunti i rinforzi. L'artiglieria non aveva azione sufficiente sulla francese, d'altronde era poco num~rosa a paragone della nemica, e in posizione signoreggiata; pur tuttavia si mantenne ferma. La 27.. brigata ebbe maggiormente a soffrire, perchè troppo scoperto era il terreno clie doveva percorrere. Ciononostante debbo segnalare a' miei lettori le prestazioni del battaglione fucilieri annovcrani del 74° reggimento d i linea. La brigata fu respinta due volte; ma questo battagl ione ebbe o la fortuna o la fermezza di assalire l'altura di Spicheren e dì mantenervisi. Ad un'ora pomeridiana mQsse il battaglione all'attacco, doveva essere percorso ·il lungo tratto


65

S'l'UDIATA COGLI ESEM.1)1 E COl CONPRONTJ LA TATTICA

pianeggiante e scoperto. Il battaglione disposto in colon ne di compagnie coi plotoni cacciatori in testa, procede al passo ordinario co' propri capitani avant~ alle loro colonne, il maggiore (De Miilbe} a 60 passi avanti al battaglione. La prospettiva pel battaglione non era troppo rassicurante: 2000 passi circa di terreno scoperto, quindi il pendio di Spicberen con 35° d'inclinazione. Ai primi passi un violento fuoco di granata lo accoglie; a 1000 passi un vivissimo fuoco di moschetteria; le compagnie proseguono freddamente e giungon o alle falde del pendio con una pe1·dita d: 150 uomini circa tra morti e feriti senza aver fatto un colpo di fucile. li battaglione giunge solo, riposa 1w!zz'ora al coperto nell'angolo morto, quindi si arrampica, e dopo un'altra mezz'ora, comandante e capitani à, piedi, arriva a stabilirsi sull'orlo dell'altura di Spicberen. I Francesi tentano respino-erlo alla baionetta, ma il fuoco rapido di quei 0 ' valorosi rigetta il controattacco. Questo b altag1·10ne si sarebbe lasciato distruggere piuttosto che cedere e ritirarsi ; rna fol'tunatamente giungono le prime compagnie del 12° gl'anatieri e del 40° di 1inea, a sostenere i pericolanti soldati dell'Annover. 1l battaglione ebbe jn ~ucll'assalto I.S. uffi~i.al~ e 89 solJati morti, 12 ufficiali e 310 soldati feriu, rn tuLLo n ufficiali e 399 soldati fuori di combattimento; quasi tutti gli ufficiali e n1età della bassa forza I Rimarchevoli sono quindi gli attacchi del 12° granatieri, del !0° di linea, di quattro battaglioni delia 5• divisione (brigata Doring). I Prussiani s' impossessarono delle alture, ma non si sarebbero mantenuti a lungo ::;e d-ue batterie della 5" divisione non avessero avuto l'ardil'e di inerpicarsi per un meschino sentiero su pel ripido versante, e giungere all'orlo della sommità in linea coi cacciatori.

Il fuoco di queste due batterie, oltrP.Jnodo preciso, ebbe molta in.lluenza. sull 'es ito felice della fa zione. I Fran cesi eseguirono varii controallacchi; alcuni riuscirono fino ad un cel'Lo punto, ma. non obbligarono mai i Prussiani a ritrnnziare alle posiz.ioni occupate_ 11 cattivo esito <lella difesa credo d!pen<lrss~ anche qui dalla troppa fuei11 di falì fuo.co; e 1 Fran cesi lo cominciavano a 1500 passi, lo seguitava.no fino a 1000 passi, quindi si vedernno obbligati a indietreggiare, forse per troppo sciupio d.i mun izioni, e forse anche per la fermezza colla qual e i Tedeschi, sapevano sopportarlo . In questa battagl ia devesi rimarcare che i l'i sultati maggiori furono ollenuticogli allaechi di fronte, mentre gli assalti laterll]r vennero dai Fran cesi più facilmente respinti: secrno que$LO evidente clie a motivo dell'inferiorÙà del numero con rui i Pru ssian i effettivam~te combattevano, essi impiegarono sui lati forze troppo esigue.. . .. Ma il gran movimento di Oanco della 13" dJVJsrnne (quantunque la sola punta d'avanguardia giungesse a Forba ch a far fuo co) ebbe un peso immenso su ll'esito finale dèlla giornata. I Francesi sorpresi a Forbach a none fatta, do.vetlero abbandona.re la loro linea naturale di ritirata oltre ad una quantità straordinari a di provvigioni, loccbè fu iii principio della dissoluzione quasi totale del 2° corpo. Sembra strano come dai Francesi si possa scrivere che i Prussiani hanno vinto nella guerra def 1870 , per effetto delle macchi ne I A Saadn·i.icken ,•ins~ la fan téria col suo sangue freddo, colla sua abnega-z1one e col suo s\raordiual'io coraggio : le grandi perdite subì'te lo nanno dimostrato. Certo, dove l'artiglieria ha poluto agire non ha tralasciato di farlo, e si è mostrata in allora sempre superiore alla frances.ei,. sì . 1 ANNO XVI, VOL. III,

5


66 LA TAT'flCA per la lunghezza e precisione del tiro, che per la sua tattica ardita; ma la fanteria prussiana fu a SaarbrLicken ammirabile, perchè disprezzò i più grandi pericoli. La sola 5° divisione {e non tutta fu al fuoco) ebbe 2.:39 morti e 1800 feriti; il reggimento granatieri n° 12 : 32 ufficiali·, 800 uomini tra morti e feriti; é moltissime perdite soffrirono pure i reggimenù n° 40, 8, 48, 39 e 74. Cvila scorta di tali cifre non si può certamente dire , come da taluno si asserisce, che i Prussiani · uceiòano senz'<~ssere uccisi. Dobbiamo invece convenire di una cosa, e ciò a grande onore dell'esercito tedesco, che niuno sa meglio dei Prussiani anùare all'attacco. Imperturbabilità nella ·marcia pari agfinglesi, economia nel fuoco e ubbidienza fer'missiniu agli ufficiali ed ai cu pi; arte pe1>fettr1 nelle mosse tattiche: sono i pregi essenziali del soldato pnissiano, i quali pl'egi uniti ad un caldo amor di patria e ad un elevato sentimento del dovere, faranno sempre dei miracoli incomprensibili al volgo.

Courcelles, Vionville e Gravelotte. (1) (14, 16 e 18 agosto).

Non è mio assunto descrivere per intero le varie fasi del combattimento in q•ieste memorabili giornate. '-' {l) Questi sono i . nomi ufficiali che la Germania .ha dato alle battaglie del 14 sulla destra della Mosella, del 16 e del 18 sulla .sinistra, e che ebbero pct' risultato di rinchiudere in Metz l'esercito del Reno comandato dal maresciallo Bazaiae, separandolo completamente da Chalòns e da Parigi.

,

STUDIATA COGLI ESEMPI E

cor CONFI\ONTI

67

Non lo potrei, primieramente per la scarsità di ragguagli che meriLano credenza, specialmente da parte dei Frances i; ed in secondo luogo, perchè mi sono prefisso soltanto lo scopo di pol.'re in evidenza il modo di combatlere usato da qualche corpo minore, da cui . possa lo studioso dedurre in massima quale sia stata la tattica adoperata negli attacchi e nella difesa in questa memoranda campagna. Non posso però ommettere cli po rgere al lettore un cenno brevissimo delle op erazioni principali eseguite· in queste g iorn ate, e che conduss~ro a buon fine il piano strategico clei •P rnss iani di tagliare, cioè a Bazaine, la ritirata su Parigi, obbligandolo a rinehiuclersi in l\Jetz. Metz è un'importante piazza fortificata nella Lorena; giace sulle sponde d0lla ì\Iosclla e del suo influente Seille a 4.5 chilometri dalla frontiera N. E. ed a 1150 ch ilometri dal Reno: ha evidentemente il difello di troppa Yicinanza ai confinj, e per la sua posizione geografica rispetto a Parigi, base principale di difesa. in Francia, è esposta ad essere facilmente girata e tagliata fuori. 11 difetto della posizione di Metz non sarebbe tanto grave, se altra e più centrale fosse la giacitura della base Parigi. E siccome clifficilrnente la !~rancia vonit mutare la sua basè, così. ne viene di conseguenza ehe la nazione non sarà mai sicu ra delle sue operazioni, fintant,>chè non allontanerà da Parigi le frontiei'e più vicine . Il concentramento dell'esercito francese in Mètz fu perciò un grande errore strategico, dnl momento che l'offensiva non era bene assicurata. E fu un errore per parte di Napoleone UI esporsi a dov~r cominciare la guerra in quella direzione senza avere la certezza. di potere immediatamente, e prima dei Prussiani, procedere alle offese. E già che mi sono fatto lecito di dire due parole


68

l'.A '.11.~'l"J'lC.\

di strategia, mi conceda ili leLLore di entrare per uu istan te anche Nel campo poliLico. Nel momento in cui scrr,·:omo si è conchiuso un armistizio e probab~lrn,eote, eonsiderando la sta nchezza dei due popolj,_ si cerchcrb di stipo la re la pace. La Fran cia esausta dovrà accettare le condiz ioni del vincilOl'C'; ma pet~ quanto mit i queste possal'!o essere, non ,vi sanì pace durat1ira, se non si seconùeranno, in parte alrm.eno, le veccl1i e asp irazioni della nazione francese, quelle aspirazioni che trassero il secondo im pero ad una guerra precipitata ed infel ice. Perdendo l'Alsazia e, parte deila Lorena, pagando alcuni miliardi di indeorritù, perdendo un immenso maberialed iguerra, rim anendo impoverita per molti e molti anni , le sarebb e cc n arnen Le di con- • forlo il ricevere quel compenso che rimoYesse il difello della base di difesa dello Stato, che è quello di trovarsi troppo vicina a fron tiere esposte, aperte. Unendo alla Francia il Belgio e tutto ciò che appartiene al bacm<> della Mosa, codesto difetto sa rebb e rimosso, e le basi di una pace durevole sa rebbero trovate. In caso diverso ognu no vede che la pace non sarà che una tregua, un preparativo per una nuova guerra, e la Frnncia finir.ì come Cartagin e, o la Gernrnnia a sua volta dovrà un g iorn o o l' altro soccombere. E l'Europa? L'Europa con tali germi di dissoluzione terminerà come l'impero romano: si sfasc ierù e sarà preda de'barbari . Ed ora seguitiamo . Dopo Worth e Saarbri.irke n il piano di l1oltke dovette essere il seguente, cd ern chi aro, ind icato dalla situazione dell'esercito fran cese. « ~larciare su ~1ctz colla I• e n• armuta; tenere oc« cupato il nem ico sulla sponda destra della niosella « W armata), passare in tanto il fiume a monte di « Metz (Il" armata), e porsi a cavallo delle lin ee di « ritirata dei Francesi su Cl1alons e Parigi; colla III,. « armala invadere i dipartimenti che giaciono tra la

STUDIATA COG.l.il ESEM PI E COI CO!'iFllO!'iTl

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-~ Mosa P. la Senna, e marcia'.l'e a seconda dei casi « su Parigi, o socco rso della I• e Il" armata. » Se.g1rnndo tale ardito ccrnce'llo, :suggeriL0 dai for tlflnati risultati delle prime battaglie, la t• e JI• armata mar,cJarono su ~Letz, la III• s u Nancy, capoluogo delil-a Lo«·1>. na. Un gra.nd,ioso ventnglio di ca~al leria mascherava le mosse dei Tedeschi, ingann ava jl nemico, e sparge:va il dubbio e lo spiavent0 nelle popolazion i. ·Le sconfillc subìhe e la incipiente demorolizzazione dell',esc l'cito fran cese pe1·suaser0 . Baz1.1ine, nomin n,.to comaudanJ.e in capo .al posto .~lell'jmperalore, essere ind i-spensabile la ritirata .su ChtdoAs per da r rriono all'esercito di riserva , rinforzato dagli avanz i del '1° (Uac-Mahon) e del 5° corpo (De Failly) e del 7° corpo ,cl'a.nu ala (Douay). Il H.- ogosto la P armata ed nna dirisi 0ne della naallacc;;rono a oriente di 11ctz {su!la destrn della Mosell a e della Se illeì i Francesi che col 3° (Dooaen) e 4. 0 corpo (LadmiraulL) e frazioni del 2° '. Frossa rd) coprivano la ritirata su Verd un, g ià iniiia,ta ~J.a Ba.ia in e. La ba ttaglia fu vivissima e sanguinosa, e fece perdere ali' esercito francese due giorni di tempo (•14 e ,t ES agosto). Tn:ta.nto l,a 11" armata c0neva rapidamente al di là della ~Iosella, ed il 46 culla battaglio, ancor più sanguinosa, di Vionville, il prin cipe Federico Carlo sostenuto da frazioni de lla l" armaìlia, pervenn e a:d arresta re la marcia di Baznine, cd a prendern possesso clel1a st rada ,più bue·ve d-a Me.tz a Verdun (che è quella più mer,id ionale delle tre che -congiungono l\Ietz a Verdun, passando per Mn rs-i.aTour). Il 17 Dazaine, impossibilitato a continuare per quel g iornq la marci a, pensò occopare urna fori.e posizione sulle alture a ponente cli Met,: {da-Sflifllt-r rivat la ~fontagne a R.ozerieulles, -cfrca 4.6,000 passi di f-ronle) attendere quivi le mosse .dei Tecl.escb.j; respinge rli, batterli ed aprirsi cosi le vi,e che menano alla ~Iosa.

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LA TA1'1'ICA

Il iJ8 agosto fu giorno décisi".o ed infelice per Bazaine; ·i Prussiani mediante un'immensa conversione a des tra, fac endo perno tra Gravelotte ed il bosco· di -Yaux, difaccia a Rozerieulles (ti.la sinistra francese), affron 1.a r0no le · furmidnbìli posizioni francesi e riuscirono , dopo violenti attacchi, a scuoterle e prenderle, costringendo il nemico a r ipara re in Metz ed a rin 1:nziare ad ul teriori tentativi per farsi strada. _ Le c·onseg uenze di é1uesti fatti fm·ono per la Francia perniciosissim e e trassero quell'infelice paese, di rovescio in rovescio, ad una completa rovina. Premessi questi brevi cenni sulle operazioni generaH, veniamo ad alcune particolarità di quelle memorabi li giornate. .Una recente pubbl icazion e prussiana {1) ci porge degli apprnzzamcn ti circn il valore delle anni da fuoco prussiane e francesi usate in questa campagna, e circa il conseguente modo di combauere delle due parti coritcodenti, ri chi~ste forse appunto dalla diversa efficaci~ delle _arrc~i ste~se. Ne traduciamo -f seguenti bram, che ntcmamo mteressa nti abba stanza dolenti . ' d1 non poter porgere alcun apprezzamento di fon te fra ncese, per la mancanza totale di pubblicazioni che me ritino con sid erazione, o che emanino da fonti uf, ficiali e sopratutto imparz ial i. « Il fucile ad ago (scrive il colonnello Borbstadt), 4: armadafuoc.oeccellentee durevole, provata per lungo « corso ~·anm e per esperienza di guerra, si segn alò· « anche rn questa campagna per sicu rezza dì tiro e « solidità di costruzione. Bisogna però convenire che .« il fucile frances e, modello Chassep&L, lo superò •in « parecchie contingenze, e mostrò maggiori vantaggi (l) La gucn·a fran co-tedesca net 1810, do! colonellÒ Bor bstadt redàltore del Militar-Wochenbtatt (l' dispensa - Berlino 1871) .

S·T IJDIATA COGLI ESEl\'I PI E COI CONFRONTI

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« nel tiro. La dista nza moggi ore (HSOO passi) alla quale « i Francesi erano in grado di c()minciare il fuoco, « mentre i Prussiani non potevano risponde rn effi« cacementeche dai4-00 ai 500 passi, fu una delle cause « .delle moltee grnvi perdile da questi ultimi subite. È vero ,< che ad una tale distan za non vi è quisLione di mi« rare e di colpire; ma la quantità dei proi ellili lan« ciati rendeva mal sicurn una vasta zon a di terreno « ed irriLava le · trupp_e tedesche quando H cnso fo ceya « delle vittime ad una distanza a cui appena scor« gevasi il nemico coperto. Aggiung/lsi poi che nel « maggior numero de'casi toccò ai Tedeschi la parte « dell'assali.tore, mentre i Francesi si annidavano in « posizioni ben scelte e coper 1,e quasi sempre dalle « trincee a riparo (SchLiLzen24riiben, tranchées-abris). Spe« ci al men te a Worth e nella battagli a del ,16 agosto « dovettero i Tedesçhi superare dei larghi spazi sco« perti sotto il fuoco di moschett eria, senza poter « irnpiega re ·il proprio; ti combattim en to dovette in « conseguenza aprirsi sempre in condizioni sfavore« v~l i. Se un tal cons umo di munizioni a gran di« stan za abbia qualche volta avuto per co1,1seguenza « l'esaurimento delle munizioni , non possiamo accer« tare ; e solo si è constatato che un a volta giun~i i « Tedeschi a buona portata, i Francesi rinun ziavano « all e lof'.O posizioni e talfiala, appena pronunziato « l'attacco alla baionetta; ragion per cui nella loro « ritirnla venivano raggiunti da un formidabil e fuoco « rapido che li schia cciava. Mentre al fantaccino te« desco s'insegna di tirare solo quando vi è possi« bilitò. di mirare e colpire, sembra .invece che gli « ufficiali francesi partano da•un altro punto di vista , « quello cio è di tempestare di proiettili il nemico a « tali disLanze, ove il c_olpire è opera del caso. Mu « di cotesti diYersi principii , da cui si deduc~ lo scia-


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STUDIATA COGLI ESEMPI E COI CONFROl'iTI

T.A'TTIGA

« Nel ~ 860 il princjpe Federico Carlo tenne con-

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lacquo o l'economi:i rl el lc cartucce, non è qui il « momento ·di cli sMrrere. Luminose però appariscono '< i.la q1.rnnt-0 si è <feLto le qualit,ì del soldato tede~o « ohe dovette dare, in faccia -at fucile Chassepot, ,splen« lliùe prove di valore e dri ferm ezza, coin c ui sep:pe « perdurare e vincere me1·itaodo così doppiam ente « J.o·de :e rioo,rwsoenza. · « LP. vittorie prussiane del ti 866 furono in gran « porte ascritte alln superiorità de1 fucile ad ugo. -Ala « la guerra del ,18,0 ha provaf.i0 elm an·che le trupp'C ar« ma te ·di fucili rugnalment·e buoni, se non migliori, <, possono esse re vinte ed abbattute <la un avversario « .che non si la sc ia sc,uote,11e da nu·lla. Non l'arma « più o meno buona, ma la qualità del soldato che « la man eggi-0 , è e sarà sem13,re il fouore deciJente. « È questo un sublime insegnamento che le truppe « tedesche hanno forn;Lo al monrlo » . E più ,, vanti cosl si -esprime ~l colonnello Borbstadt parlàmfo dell-0 taLLica dei due eserciti . « Nei tempi andati godeva fama la fanlet'ia francese « di sapere meglio impiegare i tiratori .e sopere megl io ... d'ogni al tra fanteria trarre pt'o'fitlo delle accidentalità « del terren-0; le esperienze -di questa gue rra hanno « invece luminosamente pt·ovato che il fon taccino ite« desco, non per speciale allitudine della S:Ua nazione, « m.a in conseguenza di una solida jstruzione e di « una ·ac·r.u1·ata educazion e de'suoi mezv.i intellettu.ali , « non è secondo in nulla al soldato francese, ·e piut« tosto lo .supera. .« È merito speciale del principe Federi co Carlo di « Pru s~ia l'aver saputo pel primo dissipare quell'au« ·reola ,di invimdh,i~ itò. che ipie11.· tan to tempo C'irconq. dava l'esercito francese, e scopri re come nella tal« /Jic.ci pt·ussiana dovesse esse re riposta la fidu cia di ,, combattere con v-antaggio e di vin cere i Francesi.

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« ferenze cogli ufficiali in SLettioo su tal e importante « argomento. QuelJe conferenze circolavano mano·<< scritte tra persone di confidenza e vennero poi << sLampale per in discretezza di qualcuno e senza il « con senso dell'autore, i n Fra ncoforte sul Meno, so tto << il titolo Unci memo1·ia rnilitare di P. F. C. « Le idee svolle in quella Memoria dal solo punto « di vista militare furono in Francia superbamente « derrse. :Ha il 1870 ha provato i·hiaramente che il « principe aveva dieci anni prima riconosciuto le de,< bolezze dell'a,·mat.a fran cese e della sua tattica, e « la su periorit.\ inn ata nelle truppe prussiane. « Nella guerra presente la fanteria prussiana eseguì << vittoriosam ente su gl'ande scal.1 numerose fazioni in « cacciatori, facilitate potentemente dall'uso delle « colonne di compugniae di 1/2 baLLagl ione. I Francesi « invece combauerono in gra ndi bande di Gacciatori « e con battaglioni spiegati; l'uso delle colonne di ~ compagniu che offre tante risorse era a loro impedito « per causa del debole effe tti vo del le loro compagnie, « che non presenta sufficente con~istenza. « Una sp ecialità nel modo di conÌba tterc de' Francesi ,, in questa campugna fu quel la die la fonlNia lot« Lava difendendosi di piede fermo in buone posi« zioni, <lan cio maggior valore al fuoco che alla baio,< netta; e· fu solo in qualche raro urto offensivo che << dimostrò il suo antico slancio . I Francesi fecero uso « abbondante di tr·incee ci 1·iparo, dt accurati prep a« rativi per la difesa dei villaggi e di altre opere « fortifìcatorie. La fanteria tedesca, grazie ai continui << esercizi di marcia dei tempo di pace, ha dato prova -« di una resistenza alla fat ica, di frequente lamenta ta « invece ne' Francesi. Da ùn lato è da ascriversi ciò « alla maggiore forza fisi ca ed all 'energia del soldato


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STUDL\'fA COGJ.I .ESEMPI E COI CONFRONTI

TATTICA

« tedesco; dall'altro canto bisogna convenire che il « fantaccino francese è troppo aggravato di peso per <L eseguire marcie rapide e lunghe » . TuLLi questi apprezzamenti che io credo condivisi dalla maggioranza dell'esercito prussiano, contengono delle dure veriLà, espo;;te forse con piglio un po'orgoglioso, ma pur meri tevoli di seria considerazione. Mi è sembrato assai opportu no il citarle, perchè offrcmo ricca materia di stud io , da cui possiamo, volendo, trarre a nostro vantaggio il massimo profitto. Ed ora passiamo agli esempi. Nella giornata di Courcelles ('14 agosto) i primi ad attaccnre furono i Prussiani. Giunti in faccia a :Metz sembrava loro che i Francesi si ritirassero; ed era vero. L'avanguardia del 7° corpo d'armata (una brigata <lena 13• division e, la 2Ga, il battaglione cacciatori N. 7 e due batterie da quattro) fu la prima ad attaccaC'e le retroguardie francesi che voltarono il fronte e chiamarono a sè dei potenti rinforzi. L'economia delle forze, tanto apprAzzata dai Prussiani, cd il profitto granùissimo che ne sanno ricavare ùal serio impegno delle avanguardit'., si mostrarono a chillra luce anche in questo combattimento; l'avanguardià del , 0 corpo seppe combattere sola con tro forze s uperiori per ben due ore (da lle 4, alle 6 pomeridiane) prima che arrivasse il grosso della 2i:>• brigata, e mentre la ,u.0 divisione si trovava assai indietro. I Francesi si difendevano coperti dalle t.rancheé-abris, e dovettero meravigliarsi delln precisione di liro della fanteria prussiana, dappoichè si riscontrò ch e il. maggior numero dei morti frnn cesi era colpito alla testa . Cotesta avanguardia assaltò e prese le posizioni nemiche; e quindi attaccata a sua volta da forze maggior-i dovette sostenersi di piede fermo per circa un'ora. Furono in tutto tre ore di lotta ineguale.

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Il 16 agosto nella battaglia di Vionville noi sappiamo che il 3° corpo d'armata prussiano (5° e 611 divisione di fanteria ) e la 5° e 6• dìYisione di cavalleria, ebbero,. dalle H antimeridiane alle 3 pomel'idiane circa, a sostenere il combattimento contro forze ben superiori,. poichè l'intero esercito di Bazaine fu sorpreso in marcia su Verdun, prima dalla cavallet'ia e dalla 66 divisione di fanteria, quindi dalla 5° divisione di fanteria e dalla, 66 di cavalleria. Il combattimento ebbe rarie perip ez ie, e le perdite che subì questo corpo d'armala furono immense. li 5~0 reggimento (dell.i IO• brigata, 5" divisionej ebbe quasi tuLti gli ufficiali superiori fuori di combatLimento, di 12 cnpitan i 40 fcrili, gli ufficiali quasi tutti feriti; il 11° battagl ione si componeYa, dopo la ballaglia, di soli t80 uomini, e fu condotto fuori della mischia da 11n ufficiale di landwehl', il solo presente. Si trattava di dover tagliare la strada di Yerdun ai Fl'an cesi: tuUi i corpi dovettero marciare colla massima celerità pet· giungere in tempo ed attaccare furiosam en te e ad oltranza il nemico, qualunque fosse stata la sua forza: e qui non si trallnva di all.acchì _ di fianco , d'allorniamenti J'al.i ; tutta la manovra era di per· se stessa un grande l'lltornimnento per l'effettuazione del quale i reggimen ti primi arrivati dovevnno sagrificarsi. JI 152° fu quasi distr utto corne tnntì riltri. Vediamocome esso procedette all'm·duo assunto. A ore sette del mattino .il colonnello riunì gli ufficia li per dir loro che il còmpito della 5a divisione era quello di tagliar fuori dall'esercito francese la colonna - dei vi-veri e del bagaglio. A ore 8 il reggimento mat·ciò su Gorze; appena giunto in questa localitt,, procedeLte avanti a pass<>


STUDIATA C9GLl llSRMJ.'>I E COI CONF II ONTI

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LA TATTI.CA

di cal'ica e s'inoltrò i·n aperta campagna io colonne <l'attacco senza cacciatore in testa, chè temp o non v'ua di tem poreggiar-e con fuo chi in cacciatori ; ufficio li superiori e capita ni in testa alle colonne, queste · jn plotoni dietro. A 1500 passi circa i Francesi com inciarono H fuoco d i moschetteria: la marcia era lunga, il nemi co 011~erossimo, il fuoco aumentava di efficac ia, le perdite cresc~va no. Improvvisamente il reggimento è atfianco; la colonna più esposta riceve tac~ato ordine dt gettarsi a terra, e così si salva pel mom~nto dagli effetti di un fuoco rapido; una com pagnia accorre ad nppoggiare la co lonna assalila : tulli insieme allo ra si lancinno sul nemi co · ma oo-ni sforzo è inutil e. li battaglione più espos;o si pine allol'a a terra e carponi si ritira su l battaJ)'lione fucilieri, ma anche questo ha sofferto irnmen~amente 1 e tu~to le c_art'.J cce sono s tate consumate (caso ra ro ne, Pru ss1an1 che sanno così bene economizzare le 1;nunizioni). Retrocedono allora sollo i ca nnoni dell e batterie del la div isione. Qui il reO'o-im en to si riordina alla meglio, si rifornisre di munizioni, corre di' bel nuovo alla mischia e combatte con varia forLun a. ~opo_ dieet' ore e mezzo di lotta e di peripez ie infinite, il reggimento esausto per le perdite e per la stanchez:rn si ritira finulmcmtc del tutto ed è sostituito da nitri corpi sopraggiunti. Ci~ca il co ntegno del 52° dobbiamo osservare quanto segue: 4° 11 reggimento obbligato di marciare imme-diatamente e colla massima celerità all 'attacco senza ~nascherare le sue mosse, procede in colonne, non 1stende cacciatori, e si sl:incia senz'altro avanti. 0 • ~ Gli ufficiali per salvare i loro uomini da un fuoco improvviso , non isdegnàno ordinare di cori-

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carsi; ed essi in tol caso osservano scru pol osamente il regolamento : si pongono in ginoccl1io e vi restan o. 3° Il ritirarsi carponi dimostra come i Prussi ani considerino un dovere il combattere con arte ed accorgi mento, e co rn'essi sappiano mantenere una calma studiata nei rovesci . Non so se il nostro car:illere :;i presterebbe nd esegui,·c una ritirata CRrponi in 1111 terreno scoperto, temp estato dai proie ttili n emici I La brigata Rex della ,16· divisione {8° corpo} accorse in aiuto della o• divisione . A: questa bl'igata si aggregò 1'1 11° granatieri appartenente al 9° corpo di armata, 18a divisione. Di questo reggimento g,u,rnatieri si racconta che cli 60 ufficiali ne ebbe .H , e di 3000 uomini , 2000 fuori di comhattimenlo. Il reggimento marciò contro il nemico poco dopo i due reggimenti della brigata Rex. Salite le alture di Gorze il 1·eggimento fu condotto in un bosco lungo un miglio circa, che dovette allraversare. Appena fuori del bosco fu ricevuto da un vivissimo fuocci di moschetteria, sollo il quale dovette spiegarsi e marci are all'attacco per 800 passi circa in terreno scoperto intieramente. Il reggimento era marciato da Gorze in ·una sola colonJj)a di mezzi battnglioni a distan za uno dall'altro perr,bè il terreno era montuoso, boschivo e ristretto: il ~0 battagl ione io testa, poi il battaglione fucil ieri, i1~ ,coda il 2° battaglio ne. Appeoa la testa · uscì dal bosco cominciò lo spiegamento il 4° 1[2 battaglione pa e 4a compagnia): una compagnia a destra, l'al trn a sinistra della s trada, sollo l'azione del fuoc~ nemico; queste due compagnie di tesla furono nell'avanzarsi distese in plotoni di cacciato1·i, e cosl procedettero proteggendo i successivi movimenti della colonna. L'attacco fu diretto con.tro una masseria occupata dai Francesi ad 800


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LA 'YATTICA .

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,passi circa dal bosco da cui il reggimento era uscito. · i cacciatori del la ,I • e 4" conipagnia furono rinfor.zati da altri plotoni del battaglio ne fu cilieri .e del 2° t attaglione, locchè fa supporre che il reggimento siasi poscia spiegato in lin ea di colonne di compagn ia o cl i 1f2 ba ttaglione. Difatti respinto dai Francesi, mediante con trnattacco di fron te e di fianco l' assalto dei caccia tori, questi si ritirarono sopra un ,if2 baLLaglione di fucilieri che stava in ùserva. Questo ,mezzo battaglione tenne fermo e col suo fuo co rapido costrinse a sua vo1La i Francesi a retrocedere t otalmente. Allora di nuovo venne su onato l'cwcinti, -e pare che in questo successivo attacco i cacciaLori sO'ombrassero il fron te e si riunissero sulle ali del o ,1.•ecro·imeoto ove sostennero il combattimento fino alla 00 ' l • ,cessazione del fuoco . Da ll e 5 alle 9 pom. 11 regg1,men to aveva perd urato lasciando sul terreno due t erzi del suo effettivo. Anche il contegno di questo reggimento granatieri .accenna chiaramente alla precipitazione che si met:teva il rn agosto in ogni mossa tattica, pur di giungere in tempo . per obbligare i Francesi alla battaglia .ed alla ri nunzia del loro scopo ' precipuo. I Francesi eseguirono pochi e brevi controattacchi; ·si mantennero costantemente sulle difese, trincerati ,n ei villaggi , nP-ll e masserie e dietro ripari : questa tattica difensiva, se pur fece perdere ai Tedeschi ,una straordinari:i quantità d'uomini, tolse però loro -0g nì iniziativa, . ed i Tedeschi perdurando al fuoco ,e negli attacchi con abnegazione esemplare, succes:Sivamente sostenuti da corpi sopraggiungenti; finirono , .col vincere. Questi ed alLri ese1:npi ancora mi hanno convinto , ,che bisogna dare alle fortificazioni passeggere del· i&erreno, alle· tranchées-abris, alla difesa esclusiva jn-

79 somma, il peso che merita a seconda delle circostanze,. e nulla più . In aperta cnmpagna fa d'uopo ramm entarsi che ii p•rimo fattore di 'Vitt01'Ùl è il conser·vare l' ùiiziativa delle mosse; questa iniziativa è mancata totalmente ai Fran cesi nella presente guerra del 1870, e non vorrei che le cause principali di ciò fossero da ricercarsi nelle istruzioni date negli anni decorsi per le manovre che si dovevano eseguire al campo di Chalons. Ogni popolo, ogni ese rcito deve perfezionarsi in quella tattica che più conviene al carattere nazionale ; e meglio ancora: 'regoLa,te la vost1·a tattica a. seconda delle cfrcostanze, e non sfrtte mai estlik .çivi pe1· 'ltn sistema piuttosto che pe1· 1.<,n alfro . Ogni sistema è buono, ogni mossa è buo na, quando rag·ionatamente s'impiega o l'uno o l'altra: qui in un modo, là noli' altro; guai . a ,chi si ostina in campagna a regolarsi eslcusi vamente secondo una convinzione preconcetta; nu lla v'ha di più elastico in guerra che la tattica, ed è perciò tanto più difficile lo imparare ad applicarla con criterio. Evidentemente i capi francesi dovevano avere smarrito il coraggio dell'iniziativa, altrimenti non "si spiega come non abbiano saputo il 16 agosto approfittare dei vantaggi di frequente ottenuti col loro fuo co e· coi )oro brevi controassalti. ·Potevano continuare la marcia su ·verdun; ma sembra che i Prussiani colle singole frazioni che successivamente giungevano sul campo di batlaglia,, con un impiego veramente stupendo delle tre armi e specialmente della Gavalleria e dell'artiglieria, abbiano incatenato i Francesi sul posto . O questi si lusingavano infliggere una sconfitta ai loro fortunati avversari, o veramente la disciplina, l'irre~ movibile costanza e lo straord tnari~ coraggio delle · STUDIATA COGLI ESEMl;l E COI CONFRONTI


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tA TÀTTIGA

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STUDI ATA COGU ESEMPI E COI CONFI\ ON'l'I

truppe tedesche li scosse e lì avvi·nghiò .al . suolo, che difendevano . . La cavalleria prussinna e segnatamente la 5a divisione, composta del!' 11 a y 12a e 1 3" brigate, coman data dal generale RJ1eiobnben, p restò in questa gio-rna,la serv igi immensi e soffri peI'd it e dolorosissime. L'artigl ier:ia del 3°, 10° e 9° corpo d'armata col suo, fuoco incessante e bene aggiustato rese poss.ibile gli attacchi successivi della fan teria. tedesca . Le batteTie delle divisioni e le riserve d'artiglieria del 3° e rn° corpo accorsflro da ogni lato con rapidità straordinaria, talvolta ·sole e sen za scorta, e di frequente in linea coi gruppi di cacciato;-i, e talun€ di esse non retrocedevano anche quando gli attacebì e·r-an o respi nti. . . In un momento assai critico la 12a briga~a di cavalleria (generale Bredow) ebbe ordine di atlaccare Je batt erie francesi in posizione; e lo fece e passò anche oltre le li nee di fante l'ia. L'Ha hrigata di cavaHer ia (tre reggimentj della br.igata e due di rinforzo) all'estrema ala sinistra dei Tedesc"hi . altaccò, con vero disprezr.o òclla morte il ;~ corpo e einquie reggiment.i di cavalleria della guardia francese, allo scopo di proteggere la ntirala delJa briga ta Wedell. (38a brigala, ,ma divi sione) . Intorno all'attacço deJJa brigata Wedell mi permetterò di dire qualehe poco. Questa brigata appartenente al 10° corpo eT'a marciata, a gran distanza dal grosso del corpo d'armata, da sud est a nord ovest avendo scopo, insieme a molta cavalleria, dì sopravvanzare i Francesi a St-Hilaire sulla strada che da Metz passando per l\fars-la-Tour mena a Verdun. La brigata, cui eransi .aggregate due batterie ed un reggimento di· Òavalleria , sta va per giungere al luogo destinato, quand'ecco rfoeve ordine di tornare indietro passando, .

per l\1ars-la-Tour onde affrontare i Francesì trattenuti a stento dal solo 3° corpo d'armata. Ordini analoghi erano stati 'trasm essi a tutte le divisioni e distaccamenti che marciavano per uno scopo identico i n direzioni diverse. · ' Verso le ,i. pom. giunse la brigata · Wedell all'ingresso occidentale d.i l\1ars-la-'l'our . Quivi le venne concesso un ·riposo cl:i cfrca un'om, indispensabile, pare, per rinfra ncarsi un poco dalla stanchezza di una marcia che durava già dalle ore ,i. del mattino. Si dispose quindi per l'attacco. Questo er/!- diretto verso • le alture di IlruviUe a 4- chilometri nord di l\fars-la-T )Ur, contro la destra francese formata dal sopraggiunto 3° corpo (Lebocuf) e dalla cavalleria dellu guurd ia. L'artigl ieria aveYn già preso po<;izione fino dal l'arrivo, la cavall eria unitasi alla 5a divisione Rh ei nbaben, proteggeva l'ala sinistra dei Tedeschi·. Primo a sbo ccnre · dalla stretta e dalla bassura di Ma1:s-la-Toue fu · il 16° reggimento, accolto subito da nn intenso fuoco di artiglieria, sotto il quale dovett.e pren~ dere ordine da combattimento: il battaglione fucilieri a destra, quindi il 1° e a sinistrn due compagnie del 2° battaglione; mentre le rimanenti due compagnie ebbero missione speciale di marciare sop ra La Greyère, .una masseri a situala a sini stra e avanti sulle sponde . di un ruscello . Sboccò poscia il 5';0 con due bai.taglioni (uno, il 2°, era rimasto là dove la brigata aveva ricevuto avviso di marciare al campo di ,ballagJi<1}. Questi due battaglioni, in due linee procedettero met, te9dosi a destra del 46°. E così i cinque bn ttaglioni · della brigata avanzarono per buon tratto ne1 massimo ordine sotto un violentissimo fuoco d'a rtiglieria di moschetteria ad una distanza aJla quale era impossibile ai fa~taccini tedeschi il rispondere . I Francesi oscupavano le alture di Bruville separate ,dalla brigata Wedell da 1

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ANNO XVJ,

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lii,

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LA TATTICA

STUDIATA COGLI ESEMPI E COI CONFRONTI

ue lunghi burroni. Nel salire la pendice dell'ultim o burrone, le colonne, già decimate dal fuoco e stanche, furono accolte da un conlroaltacco di fronte a 150 passj e da uno laterale, esPguiti da forze superiori: i cacciatori tedeschi si mescolarono coi francesi, ma le colonne non poterono impadronirsi delle posizioni e · dovettero ritirarsi assai scompigliate, però con molta calma, fino dietro il villaggio di Tronville . Certo, se non vi fosse stata la cavalleria a proteggere questa ritirata, la 38a brigata sarebbe rimasta completamente disfatta; però trovo che il 3° corpo francese dopo questo scontro poteva prendere una decisa iniziativa contro l'ala sinistra tedesca, e sgombrare cosi del tutto le strade che menano a Verdun. Il non averlo fatto dinota cattiva · direzione per parte del quartier generale francese, ovvero una sfiducia in se stesso, che sembra veramente poco credibile. Un breve riassunto delle operazioni dell'ese1·cito del Reno, dal 13 agosto al 29 ottobre 1870, giorno della resa di nietz, pubblicato dal maresciallo Bazaine, contiene scarsissimi dati sulle giornate del U., ·16 e rn agosto, e nulla possiamo ricavare che serva al nostro scopo. Pur tuttavia non posso ammettere di citare il seguente brano di un dispaccio spedito da Bnzaine il '17 agosto all'imperatore ed al ministro della guerra: esso racchiude l'unica giustificazione che ppssa scusare il suo contegno lento e privo di quella energica iniziativa che salva gli eserciLi impigliati nelle più difficili situazioni.

·« poco provvista di munizioni, non potendo essa for« nirci che 800,000 cartucce, ciò che pe'nostri soldati è

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« Quanto a noi (esso dice) i corpi sono poco ricchi « di viveri; guarderò di farne venire per la strada delle « Ardenne che è ancora libera. Il signor generale So-

e leille (comandante l'artiglieria dell'esercito), che ho

«· inviato nella piazza, m'informa essere la medesima

« l'affare d'una giornata. Medesimamente non vi esiste « che un picco.lo numero di colpi per pezzi da A-; « ed infine mi avverte che lo stabilimento pirotecnico « non ha i mezzi necessari per confezionare le car« tucce. Il signor gen erale Soleille ha dovuto chiedere a « Parigi alcunchè indispensabile per rimontare l'of« ficina; ma chi sa se ciò arrive1·à a tempo'? I reg« gimenti del corpo di Frossard non hanno più utensili « di accampa mento, e non possono far cuocere i loro « alimenti. r~oi faremo ogni sforzo per rifornirci di « provvigioni d'ogni sortn, allo scopo di riprendere « la nostra marcia {1·a dtte giomi se sa1·à possibile. « Prenderò la strada diBriey. Non perderemo tempo, « a menochè nuovi combn ttimenti non isventino le « mie combinazioni » . Sono ragioni che possono ammettersi fino ad un certo punto e che dimostrano sempre più, come il quartier generale principale dell'esercito del Reno non si fosse subito penetrato della situazione, la quale esigeva fino dal '13 o dal H. agosto assolutamente la partenza da J\Ietz, a costo di sacrificare una porzione dell'esercito. Le ragioni espresse nel suddetto dispaccio spiegano a sufficenza la decisione di Bazaine di prendere il 17 la posizione da St-Privat-la-Montagne a Rozeri.:mlles per proteggere il munizionamento_ ed il rifornimento di viveri prima di pt·oseguire la marcia. l\ia restando costantemente sulle difese offri tempo ai Tedeschi di ammassarsi sulla sinistra della l\Iosella e di attaccare il rn con violenza inaudita e con mosse le più arrischiale. E così l'esercito del Reno andò perduto per la Francia, locchè fu causa della catastrofe .di Sedan.


LA

In questa giornata del 18 meritano onorevolissima menzion e il corpo della guardia pru.ssiana e il 12° COl'pO {sassone) da parte tedesca; e le truppe del maresciallo Canrobert da parte francese. Anche in· questa battaglia è notata dai Prussiani la potenza del fucile. Chassep~L. Io .ere?~ si debbono anche notare glì effe tti delle m1traghatnc1. Ad ogni modo da 1500 a 5a000 passi di distan za dal nemico i Ted eschi subirono il tiro della moschetteria · francese, che arrecò loro gravissim i danni, senza poter rispondere. Però essi seppero controbilanciare. tali effetti con un formid abile impiego di arLiglieria: masse di 50, 60, 80 pezz ed anche più, fulminavano le posizioni francesi molto prima che la fanteria , iniziasse gii attacclii. Le artiglierie delle di visioni marciarono colle avangitardi"e e tal fiata le precedettero; tutle le riserve di artiglieria fntono poste in azione, nè si procedeva allo assalto se prima l'artiglieria nemica non era stata ridotta al silenzio, o quasi . È ~trana l'ora nella quale i corpi d'ala W2° e guardia) che 11 18 dovevano eseguire la gran conversione a destra , cominciarono il mo-ç,imento dal .loro bivacco. La guard ia, per parlare di questa soltanto, partì da .fifars-Ja-Tour a- ore 9 del mattino e ma rciò 15 chilometri cfrca prima di incon trare il nemico. Tali tarde ore ~el mattino stabilite per la · partenza di truppe .che ctebbono attaccare, sono favorevolissime ad ingannare il ne_mico; e .infa tti, quantunque preparati, sembra che 1 Fra ncesi non s'aspettassero un'azione· genera~ e. Vedendo come sulla loro ala destra (St.-Privat-la-Montagn e) non vi fosse nel mattino del 48 àlcun seni.ore _del ncmiGo, i Francesi- dettero mano a preparare 11 rancio, la di cui cottura dovette esser so.spes·a poco dopo . . L'avanguardia della ,p divisione della gua11dia mar-

85 eiava in testa al corpo d'armata, e so110 rimarchevoli I.e sue prestazion i che procacciarono alle du e divisioni il tempo di anivare senza ostacoli sul campo cli battaglia,· ·e posizi oni acconcie per preparare gli ullacch i. L'ala destra fra ncese, da Amanvillers a Saint-Privat occupava for temente con truppe avanzate una boscaglia, p!'esso Habo nville ed i villv ggi.di Saint.,Ail e di SainteMarie-aux-Chènes ; quest'ulLimo sulla sLrada d1 Briey a 3000 metri circa dal castello di Saint·P!'iyat. L'avan.. guard ia ora detta s'i mpossessò subito della boscaglia e di Saint-Ail,. e tutla l' artiglieria del corpo d'armata prese posizione ed· aprì ·quasi co ntemporan enmente il fuoco contro le posizioni pl'incipa1i de' Francesi, sopratutto contro quella di St.-PrivaL. E mentre le divisioni giungevano e dovevano fare i loro preparativi d'attacco, codesta avanguardia, protetta clall'ar·tiglie1·ia, muoveva al passo di corsa su SL.-Murie-auxCh~nes e lo pr0ndeva di primo assalto . La coopera:r.ione della punta dell'avanguardia sassone contro il lato opposto del vi llaggio deve però avere influito sull'abbandono per parte de' Francesi di ·Sainte-~fo rie-aux-Chènes. Ho volu to citare questo prim o ·' \: '' episodio, del combatttmen to sostenuto dal corpo. ~folla guat•dia per mostrare al mi o lettore come il servizio d'a vanguardia presso i Prussiani sia semp re un servizio serio e di fecondi risult~ti, e come l'artiglieria precedesse di pari passo colle truppe le più avanzale. -· Prima di passare alle gio rnate fata li che p recedettero la capitolazione diSédan, amo citare un altro episodio della battagl ia del 18 agosto, che fu chiamata di Gmvellotte, rria che potrebbe anche c-0n molta ragione prendere nome da Sainl-Privat- la-1lfontagne. Poco dopo le ore 5 pomeridian~ le colonne del corpo " della g.uardia mossero all 'attacco di St.-Privat. Erano ·~500 passi di terreno scoperto che dovevano percorSTUDIA'l'J. COGLI ESEMPI E OOI CONFRONTI·

'l 'AT'l'ICA:

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I

i


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LA TATTICA STUDIATA COGLl ESEMPI KCC,

rerB sotto un fuoco formidabile. Le colonne procede• vano in ordin e: tutli gli ufflziali montati erano a cavallo, i capi in testa alle loro tru ppe; nessuno era, disceso, per poter meglio dirigere il combattimento. In poco tempo tutti i cavall i erano stati uccisi o posti, fuot·.i di servizio dal fuoco francese; le perdite crescevano a vista d'occhio, il terreno era seminato di uomini morti feriti, ma le file non si scomponevano _ 'ba guardia, scrive un testimonio oculare, era decisa, di vincere o di morire. Ma il principe di Wiirtemberg· comandante la medesima, viste le grandi perdite, econsiderato ch e il 12° corpo poteva ancora tardare· a giungere a Rooct1rt a portala d'attacco, 01·dinò di sospcudeTe it movimento. E queste disciplinotissime truppe ebbero il coraggio ed il sangue freddo - di /'e1marsi sotto un fuoco semp1·e più vivo ed efficace, ed aspettcvre. senza potersi cop1·fre, -un nuovo 01·dine di avanzare. Qui soffri la guardia le maggiori p erdite; ma );a rtiglieria, tedesr.a fece in tale critico momento doppi amente il· suo dovere: essa fulminava .il nemico che non ten L<'); verun controattacco. Alle 6 1/2 pom eridiane fu ripreso il movimento quando il 12° corpo d'armata era giunto e pronto. Si trattava di vincere ad ogni costo; guai per i Tedeschi, se Canrobert avesse da Saint-Privat potuto prendere· l'offensiva. La sospensione adunque ordinata da! prin cipe di Wi.irlemberg fu suggerita da un freddo calcolo· e la disciplina d elle truppe nell' esegu ire un Lale ordi~e ha . ? e!. sorprend en~e. ~on tali truppe e con tali capi ogm piano deve r1esc1re. E la gran conversione det 48 agosto riusci completamen.te.

LA GUERRA ATTORNO A METZ (·

o

PHi Tl\O

\Continua).

VALf,K

(Tradunone, con note di un ufficiale francese, dell'opuscolo: Der IH.r'Ùlg ,.,,. n et:::. di un generale prussiano sul diario dell'assedio compilato dallo stato !lfaggiore del Principe Federico Oarlo. - Berlino 1871, Mittler e figli).

CONTINUAZIONE & l'l :SE. -

Veqgast la dUpensa

at

giugno ll/7 t .

Il maresciallo Mac-llahon colla sua armata di nuova formazione, dì .forza eguale a un dipresso a quella do! maresciallo Bazaioe, crasi pu r allora mes~o in molo nello scopo di sbloccaro Uelz. Egli avanzavasi verso il nord marciando direttamente per incontrare l'.irmata della Mosa comandata dal principe Reale di Sassonia. Siccome le forze di cui quest'ulli mo disponeva erano di molto inferiori io numero a quelle alle quali egli ondava inco:1l;o, o cho atteso la rapida marcia del maresciallo ~lac-Mnhon esso avrebbero potuto trovarsi esposte a dar battnglia prima che . la 111• armala comandata dal principe reale di Prussia avesse potuto porlarsi in loro soccorso, cos·1 l'armala della Mosa ricevette l'ordine di concenlrarsi a Sleoay. Duo corpi dell'esercito d'investimento di Melt furono immediatamen te distaccati in suo rinforzo : il 2• e 3• corpo si portarono per conseguenza su Dun e stenay. Le comunicazioni segrete che ., il maresciallo Bazaioe

Colormello di fanteria_ (') Veggasi la carta in fine del !ascicolo.


88

I.A GUEllllA.

manteneva llncora col di fuori dovettero metterlo iu grado di essere informalo quasi immediatamente della partenza di questi due corpi ed influire sulle suo decisioni. Cosl indebolito, l'esercito d'investimento non era grau fallo più forte dell'esercito investito. Esso nc,n pr.esentava su ciascuna· sponda che effettivo a un dipresso eguale alla metà dell'effellivo di quest'ulliino, il che lo poneva nell'impossibilità di loU<1re a forze pari su di una sola sponda, se non Yoleva rendere pienamente illusorio l'inveslimeuto. Per contro le 1rinçee e le batterio stabilite lulto alriugiro della piazza, sulle due sporule, erano guernile di truppe in numero relativamente . considerevole ; ostacoli questi che richiedevano almeno un giorno per essere superati, ed il maresciallo ora obbligato a lasciar trascorrere duo giorni prima d'inf.raprendere checchessia, onde i due corpi che erano s tati distaccali non potessero essere richiamali a marcio forzate. Il 29 ePa dunque per lui l'epoca la più prossima per un nuovo sforzo. Per recaro Qn giudizio sulle r isoluzioni prose dal maretciallo, sarebue interessante ed importantissimo di conoscere con precisione quando gli pervenne lo notizia della partenza dei due corpi di armala (1). Il maresciallo ordinò pel 31 agosto una grande sortita. Quale era il suo scopo? I suoi numerosi dctraltori l'accusano principalmente di non ave.re mai avuto l'intenzione decisa di forzare le nosti•e linee. Esaminiamo seriamente questa accusa. Contrariamente a quanto .avviene per una picc:ola truppa che, dopo essersi fatto strada attraverso il nemico, può riuscire a liberarsi mediante l~ rap;dità delle proprie marcie, sia de.ssa com. posta in gran parte di cav111leria,"come a Ulma, ovvero di piccoli distaccamenti di fanteria che sfuggono al nemico per slrade tortuose_e in mezzo ai boschi, un grosso esercito fo rte di 140 mila uomini è obbligato ad aprirsi una larga breccia. Gli è perciò necessario di dare una grande bat~aglia, e, dopo essersi forzalo un passaggio, deve mao tenersi in istato di sostenere nuovi

un

(1) Il maresciallo non ne ebbe mai conoscenza.

ATTORNO A ME'l'Z

attacchi fintanto che dura l'inseguimento. Lasciando indietro ogni spe.cio di bagagli, è d'uopo almeno che esso sia abbon~ danlemente provvisto di munizioni di fanteria e di artiglieria. Queste munizioni di riserva non possono camminare in testa; forzato il passaggio, esse devono marciare sollo la protezione di un forte corpo di avanguardia al centro del!' esercito, ed essere di continuo saldamente difese a destra e a sinistra da corpi d'armata; infine è necessaria una forte retroguardia per resistere. all'inseguimento del nemico e renderlo senza effetto. La lunghezza di un tale convoglio, sia pure in doppia colonna, se ha una buona strada per muoversi, occuperebbe all'incirca. due leghe, un po' piì.1 di un miglÌo tedesco. Ad un grande esercito occorrono dunque tre strade parallele per forzarsi un passaggio in b uone condizioni, ed anche in tal caso l'asilo è più. che dubbioso se non si cominciò dal battere complelamonte, od almeno quasi . completamente il nemico. La disfatta del nemico è dunque il punto capilule, lo scopo da raggiungersi il primo giorno. Non è che il secondo giorno o al pih presto nella notte, che-può cominciare il movimento delle truppe in avanti. Se fosse stato possibile al maresciallo di ripor lare una villoria il primo giorno, la sua partenza da l\letz non solo diventava inutile, ma sarebbe altres) stata uno sbaglio. Una volta trnltulo l' eserci to di investimento, anche soltanto in modo da essere costretto ad ahba ndonare u na del le sponde della l\Iosella e da permettere 2 osì al maresciallo la libertà dei suoi movimenti, ques ti poteva marciare su di un terreuo che non lasciava più la stessa sicurezza ai suo nemico; i Tedeschi non potevano pensare a dare alla guerra un nuovo impulso prima che Bazaine non si lrov11sse nuovamente investilo. Se egli fosse stato vincitore nella sua sortita, avrebbe ne utra lizzato quàsi pienamente la disfatta subìta nello stesso tempo da Mac-Mahon ; noi saremmo stati obbligati a far r itornare forze imponenti attorno a l\fetz, e le truppe che sarebbero ri maste disponibili avrebbero forse potuto bastare per continuare la


90

LA GUERRA

ATTORNO A l\'IETZ.

marcia su Parigi, ma non avrebbero certamente permesso di investire questa città. Quando anche Bazaine non fosse rimasto padrone c.he per pochi giorni dell'una delle sponde della Mosella, egli avrebbe avuto mezzo di procurarsi provvigioni di ogni genere mercè le quali avrebbe tenuto saldo ancora por lunghi mesi ·- giacchè la fame era il suo più gran nemico nel blocco di Metz - ed avrebbe così paralizzato per il resto della guerra le forze considerevoli cho erano n ecessarie per lo. investimento. Stando ai dati incompleti sui quali possiamo basarci, non sembra che il maresciallo abbia avuio· l'intenzione di abbandonare Metz. Le disposizioni che egli pr·ese lasciano credere all'opposto che il suo scopo fosse di rendersi padrone di una ·delle sponde della Mosello. È sulla destra che si portavano di preferenze le sue mire, sia perchè il terreno e i .forti staccati all'ingfro gli permettevano di spiegarsi su di una fronte più estesa, sia percbè il paese, meno devastalo che sulla sponda sinistra, gl: dava a sperare quale risultato la possibilità di approvvigionarsi in modo più faci le e considerevole. Fina'1mente le truppe che stava per incontrare sulla sponda destra erano in numero un po'inferiore a quelle sulla sponda sinistra, il che si spiega col minore sviluppo della linea d'investimento. Il 31 agosto, l'armata di Bazaine cominciò il suo movimA!).tc> sul fore del giorno: t'a la destra si stabilì al forte di Queuleu e l'ala sinistra al forte di Saint Ju lien. Non fu che verso mezzogiorno che il movimento fu compiuto, una metà delle truppe pronta all'azione, e l'allra 8Chierata in riserva. li combattimento non si impegnò immedialamentll, e varie ore trascorsero innanzi che i primi pezzi di campagna . aprissero il fuoco . La linea occupata dall'esercito d'investimento si stendeva dal torrente che scendendo da Mercy-le-Haut, sulla strada maestra di Strasburgo, passa per Ars-Laquenexy e Colombey e taglia le due strade di Sarrebr ock e di Sarrelouis per gettarsi poscia in un altro corso d'acqua cho viene da Noisseville, di là essa

passava un po'più addi,e tro di Noisseville, di Servigny e di ,Failly, e veniva ad appoggiarsi alla Mosolla alf' altezza di ~alroy. Questa porzione della nostra linea era occupata; a cominciare dal sud di Mercy-le-Iiaut fino a Serrigny, dal 1• corpo d'armata prussiano, e da Servigny fino alla Mosella, dalla 3• divisione di riserva amen due ·sollo il comando del generale di Manteuffel. I Francesi apr irono il loro fuoco d'artiglieria verso . le due. Solo verso le quattro la fanteria diè principio ali' attacco impegnato quasi dappertutto senza grande energia . Essa fu a tutta prima respinta e soltanto verso le nove e mezzo di sera. essendosi impadronita di Noisseville e di Montoy; · forzò la nostra linea coll'o.ccupazione di questi due villaggi che do~inano a dritta e a sinistra la strada di Sarrelouis, mentre su tutti g li altri punti noi r estammo padroni delle nostre posizioni. Nel frattempo, j due corpi tedeschi che erano stati staccati dall'esercito, ed ai quali era giunto un contrordine il 29, rientravano sotto Metz; sicchè si potè la sera stessa e nella notte gellar nuove forze sulla sponda destra della Mosella per tenervi in. rispetto il nemico. Prima ancora df avere ricevuto questi rinforzi , il generale Manteuffel aveva rettificato le posizioni dell e sue truppe. Verso le due antimeridiane aveva r ipreso Noisseville e Monloy alla· b~ionetta (1) e respinto i Francesi, di guisa che la pos;zione dei due eserciti si trovò n.el mattino del l' settembre come era a un dipresso alla vigilia della battaglia. · Le forze tedesche essendo iri numero mollo più considerevole, e un risultato favor evole divenendo molto meno probabile che il giorno innanzi, il maresciallo Bazaine dopo un breve combattimento d'artiglieria ripiegò le sue truppe su Metz (2) ..

..

'· (1) n villaggio di Servigny ch e era altresì stato preso dai ·Francesi it Sl fu loro tolto soltanto durante la notte. , .. (2) L\iperaiione fu fissata per il I• settembre verso le 10 aot1mer1d1ane. La uardia disposta in colonne di attacco, do.veva tentare uoo sf~rzo decisi~ò sul 1ìiano di Sainte Barqe. I comand:\nt1 d1 C?rpo !),Vevano m;evuto l'ordin e di mantenersi ad ogm costo nelle loro,po~11.rnm , quando 1\ maresciallo Le Boe uf. battuto da . t11tte le parL1 dall 1!rl!gher1a tedesca., s1 vide nella necessità d i ritirarsi e ~1 8go1,1brar_e No1ssev1lle. Questo inatteso movime11sto di ritirata determinò quello d1 tutta l'armata.

•


ATTOl\:'lO A METZ

LA GUERI\A

'1 Tedeschi non impegnarono il 31 che il 1• corpo o la) 3' divisione dj riserva, 40 mila uomini al più. Non si può ancora

·precisare il numero dei combattenti che fu schieralo loro contro, ma tulta l'armala di Bazaine era sotto ltJ armi pronta a combat1ere, circa 130 mila uomini. Sia che il maresciallo Bazaine abbia cercato con questo.-sortita di forzarsi un passaggio, sia che abbia solo lonta to di rendersi padrone della riva destra della Mosella, egli aveva bisogno innanzi tutlo di battere il suo avversario. Il 31 egli non aveva davanti ~ s& che duo corpi nemici, la metà appena delle forze di cui disponeva; qualsiasi ritardo non poteva aduoque modificare la proporzione delle cifre che in modo per lui sfavorevole; ciò nondimeno egli perdo mollo tempo. Il movimento comincia frn dal mattino; l'armata di Bazaine si trova fìnalmrnto spiega(..\ verso mezzogiorno e non è che .alle due che comincia l'aUacco. B questo un orrore s) grave che è impossibile di ammollcrlo in un vecchio soldato di un earallero così risol uto. Devesi quindi corcoro altrove la causa di una sì inesplicabile -condolla. Ora ciò che foce gone.ralmente impressioM nei Te-rlesch i fu l'estrem.i indolenza e lentezza dimostrata ù:ille truppe francesi in quosto ritardato altacco; e certo ciò non era stato raccomuudato dal maresciallo. Sebbene in numero superiore .almeno della melò, esse non s'impadroniscono che alla sera, dopo selle ore di combattimento, di alcune posizioni incom'J)lotamcnle forti ficate e nemmeno collegale tra di loro per :mezzo di trincee: osso lasciano sul posto i èannoni di due batterie, di cui hanno finito per impadronirsi, non dandosi nemmeno lu pena d'inchiodarli, cosa questa che è pur nel .dovere dello truppP, e cho un capo non ha neppur bisogno di ,ordinare; finalmente esse si stabiliscono s\ poco saldamento .nelle posizioni conquistale che~se le lasciano ritogliere in un :attac~o notturno da quegli stessi soldati che poco dianzi furon o battuti e •.;ho c!,!Jero appena tempo per riordinarsi. · Falli simili non sono essi unicamente imputabili alle truppe

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dòvesi inrece farne risalire la risponsabililil al generale illl capo? È' incontestabile che l'esercito francese in seguito ai sanguinosi combattimenti del 14, 16 e 18 agosto aveva perduto it suo ardore o il suo slancio, in unn parola la fìducia in se medesimo, e che il maresciallo ctal suo canto non poteva più contaro su di esso. Ciò ora cos·1 ovidento che nepprn' uno fru gli uffìciali tedeschi ponovo. in dubbio dopo questo cvmbattìmonlo che il còmpilo· di questa gra nde armata non fosso term ina to, che essa non potesse più trarsi d'imbarazzo sonza un 1;occo1·so dal di fuori : tulli credevano che in breve tempo avrchbo deposto le armi., e che se durava uncora qualcho scllimana ciò dipendeva dalla: quantità di provvigioni che le r imanevano. Ora fìoo dai primi giorni di ~eltembre si comincia a sacrificare i cavalli a parecchio conti naia al giorno; dapprima sono, i meno utili , quelli de l treno ; poco di po i quolli della cavaJleria o del!' artiglieria, e così si rende di vol l.,. in volta più diffic ile un sorio tentativo. Tutto queste circostanze tuttavia non iscusorebbero la luuga inazione in cui rimase l'armata di Ba-.zaiue, se altre cause non fossero venule ad .:iggiungersi a quelleche noi abbiamo tostò enuncialo. Il 1° seltcmbro l' ullimo esercito francese che ancora tenev& saldo aveva capitolalo lutto iutiero a Séùo.o . Il 4 l'Impero era stato ·royesciato a Parigi, ed un governo di avvocati, bei pa?lalori, ai quali erasi aggiunto un distinto mi litare, erasi impadronito del potere. Questo governo proclamava d~ non avere· altro scopo che la difesa energica del paese; ma 1l suo veuo, movente, a quali' epoca come oggi (1), era di stabiHre la, repubblica e di imporla alla Francia. . li maresciallo Bazaine, soldato abile e sperimentato, schiavofed ele del suo dovere, non poteva avere, co~e mil~tare, alcuna, .fiducia ne\ valore di un governo di avvocall; egh non volev'4> av.ere nulla ùi comune colla Tepubblica, e ciò per la sola ra-

0

(l} Quando questo scritto fu publicato durava ancora la guorra.


9.f.

ATTORNO A ~fETZ

LA GUERRA

95

Sino alla fi ne, e sopratutto a11.'epoca del 18 agosto, epoca in cui l'esercito fu respinto sotto Metz, è riconosciuto che disor<lini esistevano nell'amministrazione, e che dal principio non ne erano esenti i servizi dei viveri e dei foraggi; insomma non si può negare che vi fu un po' di sperpero. Ora, se si considera ciò che vi era di imprevisto nella condizione dell'esercito, se si pensa che noi primi momenti ciascuno cercava di procurarsi ciò che gli mancava, se si tiene calcolo della difficoltà in cui si trovavano il più spesso g li intendenti d'imporre un freno ad esigenze più che imperative, si è coslrelli a riconoscere che qua.oto era possibile fu ottenuto, poichè quattro giorni soltanto dopo il 18 l'ordine era dappertulto rislabilito. A cominciare da questo istante, ogni dislt·ibuziono fu fatta regolarmenle, c in basCI alla più sLreLLa economia. Il maresciallo Bazaine e tulLi i comandanti di corpo non cessarono di portare tutta la loro atlenzione su questa importante parte del servizio. Una prorn del come tutti fino all'ullimosoldato ne apprezzavano l'eccessiva regolarità, si è cho perfino durante il periodo delle più duro p1·ivazioni nessuno mai mormorò a tale riguardo. È questo uno splendido titolo d'onore per tutti. Tulti quelli cho dovettero essere nutriti erano divisi in due categorie; la prima comprendeva gli abitanti della città, quelli delle campagne che vi avev<tno ' cercato un rifugio ; la guarnigione della piazza, i malati ed i feriti; la s·ecouda si componE1va dell'esercito propriamente dello. Ciascuna di queste categorie contava da 120 a 130 mila bocche. I viveri furono in modo eguale ripartiti fra l'una e l'altra, ed un severo e rigoroso controllo ne . assicurò la più stretta economia. Como abbiamo già detto, non si aveva più, sin dal principio di settembre, allra carne. che quella di cavallo. La città e 1~ truppe poterono r esistore, s) l'una che le altre, _regolando le razioni, negli ultimi tempi, fino ai più estremi limiti del possibile. La città. possedeva forse ancora alcune provvigio;:ii, quando quello delle truppe erano completamente terminate; ed è facile spiegarselo pensando che quando si fecero perquisi-

· ·gione che una m inima frazione del ·popolo di Pa1'igi aveva innalzato quel governo senza la part.eciµazione del resto della Francia. Ai suo.i occhi la guerra era terminata; ogni ulteriore resistenza non doveva condurre ad un.felice risultalo, la pace ,era necessaria per apparecchiarsi ad una rivincita e tentarla in condizioni migliori; egli voleva conservare alla Francia il suo esercito intatto in previsione dell'avvoniM; e non si · può dubitare che egli non abbia fatto dei possi presso il suo sovr auo per la ponclusione della pace. La guerra intìerisce ancora, e soltanto il suo risultalo definiliv·o proverà se il maresciallo Bazaine non si era appigliato al partito più savio, e più ragionevole , e se non sarebbe stato assai, ma assai preferibile di evitare tutti i sacrifì<:i a cui la Francia si lascia attualmente trascinare, prolungando, con elementi di dubbio valore, una dubbia resistenza. Quando il paese sarà r idotto a una compl~ta impo- · potenza, osso otlerrà condizioni di pace meno favorevoli di quelle che era allora in diritto di ottenere. Le forze che la Francio. avrebbo conservate le avrebbero permesso di avprof- · 'fittare della pace per, raccogliersi e intraprendere in nuove e migliori condizioni una guerra energica e più fortunata . Le ostilità sarebbero state momentaneamente sospese, ma non · sarebbe stata che una partita rimandata. Il maresciallo si doveva innanzi tutto sacrificare alla Fran~ia (dicono i suoi detrattori) sia che l'imp~ratore si trovasse ancor; alla sua testa; sia 1;he la repubblica fosse stata costituita. - · Sll il suo dovere era, di combattere per il suo paese, finchè restasse un uomo o un tozzo di pane. È precisamente quello che egli fece, e quelli che lo attaccano maggiormente sono i primi a riconoscere che la fame fu il suo più implacabjle nemico. Gettiamo ancora un rapido sguardo sul modo con cui egli :sopportò colla sua valorosa armata i tremendi combattimenti o le privazioni di questa terribile guerra; cosl potremo apprezzare i risultati che la Francia ha potuto ottenere, mercè i loro comuni sforzi, e vedremo se si poteva tentare qualche cosa di più. ·

L


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LÀ GUEl\l\A

zioni in casa degli abitanti, . taluni di essi· poterono conservarsi nascoslamenlo alcune provYigioni, non dichiarando tutto ciò che avevano. In sostanza questa frode non fu sensibile, e porge una alta pi·ova della abil ità, energia e previdenza dei funzionari incaricali d~ila ùifficilo qiissione di regolare il riparlo degli approvvigionamenti. Accertate le privazioni che dovettero sopportare Bazaine e la sua armata, sorge di per sè la quistione se non gli era possibile di crearsi delle risorse col mezzo di operazioni esterne. Su questo proposito si fan no al maresciallo le pih vive accuse, o ques.li 'l'ifi: proveri sono allrellanto violenli che immeritati. Tutti i ~uoi dotratlori si basano sulla strana idea che i ,,ilJaggi i quali eran o situati in prossimità della fort ezza, e di cui i Francesi avrebbero potuto, anche solo mùmen(élneamento, impadronirsi di viva forza , rigurgitassero di Yiveri di ogni manif'r,i. Nllllll di tutto ciò; che anzi, i ricchi abitanti di questi villaggi avevano tutti cercato un rifugio in Ml'lz, portando con sò tutte le loro provvigioni, m.ono il vino, di cui le truppe non mancaro no mai, e tutti i viveri che potevano possedere gli abitnnti meno agiati erano stnti sin dal principio da noi distrutti sistematicamente. È di notorietà pubblica che questa povera gonto non dovette i suoi mezzi di esistenza che all'azione diretta o indi retta dell'esercito tedesco. Non ~i è certo al disotto del vero assicurando che tutto ciò che si sarebbe potuto ritrarre dalla totalità di questi villaggi, non avrebbe nemmeno bastato per vettovagliare Metz per duo gioroi. Non vi ha se non chi ha occupato quei villaggi, Yale a dire i Tedeschi, ch e possano dire qualch e cosa a tale riguardo, e tutte le declamazioni dei Francesi non sono che sogni. vuoti di stomachi più vuoti ancora. Solo l'esercito tedesco aveva pronigioni in quantità sufficiente da poter .p ortare un efficace soccorso alla città di Metz; ma i suoi magazzini erano siffa ttamente fu ori cl.i portata cho non si sarebbe potuto arrivarvi che dopo aver guadagnata una 1,attaglia. Quando l'imprevidenza o una SO".e!-'chia fiducia con-

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AT'l'Oll.NO A ~H:'t'7.

duceva nelle vicinanze della piazza un convoglio di provvigioni alquanto considerevole, esso veniva immediatamente posto io • distribuzione , obbliga li come noi eravamo a tooerci sulle guardie, dopo la felico operazione diretta dal maresciallo Bazaine sn Pellres, il 27 settembre, uella quale circos tanza ci aveva preso_50 buoi. La lezione ci aveva bastato per evitare d'allora in poi ogui errore di quell,1 fotta. e a datare da quel giorno •1ualsiasi tcnte.tivo por proccaciaro a Metz delle provvigioni doveva rimanere infru ttuoso. Il mese di settembre passò senz·a lLra oper1.1Zioue importante. Le piccole ~caramuccie che avevano luogo tld ogni ìslante non furono altro che ricognizioni. Solo in ottobre ricominciano i combattimenti ayénli uno scopo militare determi11a to. Non vi è profano iu fallo ct·arte mi litare che 11011 sia per domandarsi con ragione: il mar esciallo Bazaine, alla testa di. un sì grande esercito, non poteva foro quo lche cosa di più , malgrado il modo con cui si trovava investi to ? Tronchiamo ·nettamente questa questione. Inconleslabilmente, a dispetto della sorveglianza doi Tedeschi, ogni comunicazione fra Melz P il resto della Francia non doveva essere siffattamenle im-. µossibile che il maresciallo non al'csso potuto conoscere, sia pure con ·ritardo , ciocchè si passava sul tealt·o della guerra (l). Egli doveva dunque sape1·e che il nuovo governo era l'isoluto ,1 spingern la guerra fino ai suoi ultimi limiti, che Parigi, messa in istato di resistere, era decisa a difendersi e che dti tulle parli , specialmente su lla Loira, andavano formandosi nuovi eserciti. Colla sua esperienza miiitare egli non poteva ignorare che il pH1 necessario in simili casi è di nvere dei quadri islruiti, nei quali possano essere versate le· nuove reclute ed anche le riserve. Jsra acluuque uu problcmw. da risolversi, degno del maresciallo, quello ùi cercare di fornit'c qL1esti quadri al suo (l) Nessuno degli emissari spediti dal maresciallo ritornò a Metz, e all'infuori del disastro di Sédan, egli rimase nella piu completa ignoranza di q11anto si passava sul teatro del)a guel'ra. AXJ{O XVI , VoL. m.

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7


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t;A

GUEI\l\A

A'l'TO UNO · A· ME'l.''i.

paese. Egli 11ol1Wa togliere da tutti i corpi, da tutti i reggimenti • piccole frazioni composte di soldati e di sollo ufficiali risoluti, rotti alle fulid1e d1!lla guerra ed in islato di sopportarle e di fare 11i1cora dodici o tredici leghe senza fermarsi, molti artiglieri senza i 101'0 cannoni, ma colle proprie armi, e unire a _ tutta questa masso numerosi ufficiali. Egli avrebbe ·formato , io :;uppougo, una truppa di 2000 ufficiali , 2000 artiglieri, 6000 fantaccini e 1000 t «rnliori ben n.1out11ti. li maresciallo avrebbe diviso questo piccolo corpo in tre o quattro distaccamsnli, raci;omandando a ciascuno di essi di ollrepassare rapidamente le linee nemiche sollo la scorta di guide perfettamente pratiche del paese evitando ogni sorla cli combattimento, profittando ilella notte e dei boschi per masc;herare la propria marcia . Egli avrebbe fotto pTenrlere a ciascun dist;1ccamcmto uno strada o piutlosto una direzione diversa , però dirigendoli in modo che fos se loro possibi le di riunirsi ; in capo a quultro giorn i (li . marcia. forzala avrebbero poto lo uscire dal paese occupalo dai Prussiani ; ba stavano 101•0 perciò quattro giorni di viYe1·i ; ma non dovevnno farsi seguire da olcun bagaglio o da alcuna rntlma. N(·l caso in cui riman esse dubbio sulla riuscila di una silllile impr esa, basta per cambiar tosi.o d'avl'iso, di ben penet1·arsi della posizione generalo di tutto l'esercito tedesco, che non doveva essere ignolo al maresciallo. Sul la fine di se ttembre gli csereiLi tcMschi eran o divisi i!) lro gru ppi princip1.1Ji: l'esercito. pih considerevole investiva Parigi, un secondo . g rosso esercito stava aUorno a Melz, 50,000 UOl'nini assed iavano Strasburgo. Tullo il paese che si estende frn 'fUesti tre pm1ti era occupato d,1 allri 50,000 uomini che per la natura delle circostanze si trovavano talmente sparpagliali, che sarebbe quasi stato loro impossibile di concentrare su di un punto qualsiasi · una truppa alquanto con,;iderevolo. I Tedeschi non avevano a quesVepoca <1l cun corpo di ope razione che tenesse la campagna. Se pel'lanlo i distaccamenti 0

riuscivano a soi-li·r e du ~Jetz. se dopo qualche sf<•tzo per attraven,are le nosÌre !inne essi effo Uuavano una rapida marcia, sc1 faCQ\'ano in una parpla un 15,legbe in u n solo tratto, essi potevu-no sperar e a buon dirilto o per ,.sluzia o per fo r za di riuscire a raggiungere i loro compagni. La mig lioro strada, e la pi ù bt'l!Ve ot·a <:uella .che pnrte da Melz e passando fra Sàrreg u,~miues e N,\nr,y, si dirige sni \!osgi e di là su Bcsançon ; essa a vreb he potuto ser vire di punto rl i ri unio ne generalo. Non vi c, rano · .realmente pericoli che m ii penorrere le 28 leghe che separano llfelz al sud cli Lu neville; poichè colà arl'ivati , qw•sti dislnccamenti avrebbero trovato nei.numerosi franchi tiratori , che ancora occupavano questa :·egiqn e, dei validi ausiliari ed in ogn i caso delle g uide eccellen li. t vero chogravi cli ffìcol là si opponovauo ad ogni te11talivo che aresse per iscopo di 5f'o ggil'e da Met;:. Tuttnria il combnltimento ciel -31 agosto aYcwa provato che non Ara affol!o i1Ì1.possibile di forza re in qualche punto le linc<~ prussiane , sopr atutto se per lo -seopo da raggioDgersi non· era neces5ario di occupa re il terreno che per un piccol o 1J ullH)l'o d'ore. 11 maresciallo non nve,;a che a si mulare un a ttacco· genc!'Lt!e con lutto le sue lrn ppe : egli perù non doye ra prnk re !unto tempo come il 81. L'atlacco avr11b be dovu lo farsi cu o \uU\d[ra enrrgia, e il momento ·piì.1 prnpizio sarebbe staio di te11tarlo due o I.re or<-1 pi-ima dol far della notte. Bisognava riuscire ,1 man tenere rollo le nostre linee fìno al la comple ln oscuri lii ; fa r partire allora i distaccamenti che non avrebbero preso par ie al c~mbatlimcnlo, e impedirne °l'inseguimento a costo di qualsiasi sacriflzio per evi tare che non cad css~eo , anello solo in parte , in potere del nPmico. Potorn del r esto avvenire ch e essi sfoggisser o senza che il nemico.se ne accorgesse; in tnl caso non sarebbero n()mrneno· stati_ insegu iti. Senza . dubbio le forz e dt; I m<1resciallo 110 n .~i sarebb ero con ciò sensil>i lm:,nle indebolite, e sarob_b ero rim,tste sn.ffìciepU 1wr lrattenere attorno a Metz tiuasi tullo l'esercito d'inrE•stimenlo. Qtwnto allét 1"rancia


mo

l LA .GUERRA .

.,'1"1'01\NO A METZ

indeboliti d'animo e di corpo, non Oi'a più in islalo d'intraprendere un serio combattimento. Se dunque il maresciallo limita a 60 o 70 mila uomini il numero delle sue truppe realmente disponibili, {JUesta cifra è piuttosto al disopra che al disotlo della verità. Lo scopo di queste due sortito era certamente di apr1rs1 una strada verso il Lussemburgo, passando per Thionville, . onde sfuggirù alla prigionia. Stante la neulralilà di questo paese, la cui piccola ostensione gli dava agio di restar concentrato ed in prossimità alle proprie armi, il maresciallo llazaine. qoando aYesse ristorato le proprio forze , potern rientrare nella lotta con migliori speranze .di successo. immediatamente dopo questi tentativi milital'i, hanno principio i negoziati diplomatici del maresciallo col gran quartier l{enorale. Il marescialto avrebbe voluto cho la sua armala potesse l'itirarsi liberamente con armi e bagagli, sotto condizione di n·on prendere alcuna parte alla guerra per lo spazio di tre mesi, restando la ciW1 di i\Ietz estranea al la sorte delle truppl'l e conservando il diritto di .Proseguire la propria difesa. Nelle condiziÒni aLtuali una silfatta domanda era .inammissihile, e la lunga durata dei negoziati permette di supporre che altre trattatiye, tullora ignote, siano state scambiate. Comunque sia, il maresciallo non riuscl neppure in quosli tentativi. Quando l'armata trovossi ridotta, nel più stretto senso del la @arola , :~gli ultimi limiti della fame, non le rimase altro partilo che di capitolare. Il fatto straordinario di un esercilo cos) numeroso, trincera lo in posizioni quasi inattaccabili che depone le armi senza aver fatto un ultimo tentativo, quand'anche infruttuoso, provocò contro il maresciallo le accuse le piì1 inudite. Se Bazaine e la sua armata non poterono durare nella lotta più a lungo, la colpa è di coloro che invece di accnmulare a ~!etz tutti gli approvvigionamenti, li di's.semin·arono a LuneviUe Q a Sarreguomines. Questa colpa è di tutti i Francesi perchè

tali elementi scelti sarebbero stati un soccorso materiale ed · insperato per esso; l'effetto morale poi sarebhc stato assai. mnggiore che tutti i proclami e tulli i decreti di Gambetta {l). In ogni caso bisognava tentare! In quella vece tutto il mese di settembre trascorre senza che si faccia nulla di serio. Le provvigioni diminuiscono ogni giorno, e il- poco che rimane lascia facilmente prevedere il momento in cui, malgrado le privazioni imposte alle truppe saranno consumate. L' esaurimento elci viveri rendendo inevitabile la caduta dell'esercito sino dal mose di ottobre noi vediamo ricominciare le opera~ zioni mili tari su di una più vasta sc,i la, e quando ogni tentativo di tal genere è andato a vuoto, Bazaine ricorro ai negoziati diplomatici per ottenere ciò che non gli riuscì colle armi. ll 2 e sopratutto il 7 ottobre il maresciallo tenta nuove sortite a valle della Mosella; principalmente il 7 i Francesi fanno sforzi disperati. Ciascuna volta essi guadagnano da principio uu poco di terreno; ma i loro sforzi si spezzano contro la posizioni tedesche di cui non arrivano ad impadronirsi, e che del resto essi non potevano pensare seriamente a forzare. Si rimprovera al mm·esciallo di non aver tentalo quest.e sori.i te con fo1•ze suf/ìcionti. Ma non ba egli impegnato ogni volli, tante truppe quante ne permelten la poc11 larghezza dP,lla vallata, cioè da 15 a 20 mila uomini, e non si ò forse servilo il 7 di soldati scelli di quasi tutti i corpi? La fame, le privazioni, le malattie, avevano scetnato di molto, a quest'epoca, il numero reale dei suoi combattenti. È possibile che 120 mila uomini rispondessero ancora all'appello; ma in questo numero, artiglieria e èavalleria , non avendo più cavalli, non potevano più combattere. Tutto il resto uomini

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(I} Un te?tativo di un successo così dubbioso a vrebbe gravemente corupro~es.~ 11 morale delle truppe, i cui quadri ai trovavano dì già ben dlmrnum ~vendo l'esercito perduto più di 2 mila ufficiali uccisi O feriti D'alt~o~de ! rcgolam!nti francesi che vietano di separare la sorte degli uffle11i.b da Quella dt>1 loro soldati, -.,1 8i oppòne"ano nel mòdo più assoluto.

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l ATTORNO A METZ

T,A · GUERRA

nessuno aveva pen~a to alla possibi liti, di un investimento di itetz, degli uomini del governo attuale al pari di 4uelli del governo precedentt'. Si accusa il marescial lo di non essersi aperta una breccia ment1·e lo poteva con forz!: così considerevoli come quelle di c:ui disponevo.. Noi altri tedòschi siamo di un avviso affatto conlral'iO. L'esereito francese non era abbastanza numeroso, il suo morale lasciavi! troppo a desiderare per vincere J"~1ssediant0, e gli sor~hbe sta la assolutamen te necessaria una vif.loria per r iuscire a liberarsi. Se si possono fare rimproveri al marescial lo per la sua sortita del 30 agosto, se ne debbono fare ben maggiori alla massa dell'esercito; ed è più cllEI strano il vedere uffìciali che accurnulano accuse co ntro, i I loro cn po, men tr e essi stessi od i loro compagni non !limno. esegu ito i suoi ordini che con lentezza ed in un modo incompleto. Sitio dal l ' settembrr , i Tedeschi più noh rivocarono in dubbio l'esito vittorioso della. lotta attorno a Melz, non perchè il maresciallo manc/'lsse di talen to, m~ a causa dell'evidente affìevolimento del moràle del suo esercito. Il generale B_isson J)l'etendo che se il maresciallo Avesse acconsentito a d/'lrgli 20,000 uomini , e:gli si s/'lrebbe incai•icato di aprire all'arm11t/'l la strada del T.nssr..mhurgo a traverso i boschi che costeggiano la r iva dostra della Mosel la. ora non vi è sulla riva destra della Mosel la alcuna strada che attraversi questi boschi nella direzione di cui egli parla, e anche 1101_ mettendo le condizioni più favorevoli, le trnppe avrebber o dOV 1JtO aprirsi on pnssaggio fra boscaglie inestricabili. Avrebbero avuto bisogno di molto tempo o ~olo lentamente avreb· bero potuto raggiungere la frontiera neutrale. 1 Tedeschi ·avrebbero preso loro i l passo avan ti per buono strade, costeggiando i boschi e rnstando in aperta campagna. Essi avl'f)bbero scelto dello forti posizioni, vi · s i sar ebbero stabiliti con artiglieriil , ·:ranter;a , cavalleria , e avn~bbero approfi ttato per annien tarli de) momento in cui i Francesi, i quàli non avevano altre nrrn i elle i loro chassepot, Sfl rebbcro stati obbligati a u.scil'e dai terreni coperti che li riparavano; .

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103

Il generale Bisson, por il primo, non doveva l'ipromeltersi un successo in condizioni così sfavorevol i. e se egli fece una proposta di tal fatta g li è che· un ulUmo tentativo gli sembravn nflC0s~ario per isfuggire all'inevitabile ca t11strofe: l'onore dell'esercito non gli pareva che uscisse intatto senza un simi le sforzo . Ciò apparisce chiaramente dal suo secondo pr ogetlo. Egli non chiedeva per metterlo ad esecuzione che 10 mila uomini , non pretende\'& di ottenere con éssi un vantaggio decisi,·o, ma sacrifìcandos i in olocausto per l'onore dell'esercito, voleva impndrnnirsi delle batterie prussiane di Ars-sur-\\loselle e penetrar°f! profondamente nelle linen nemiche, spingendosi fi no al gran quartiflré generale cli Corny. Certamente i Francesi ;,i sarebbero hattu Li valorosamente e si sarebj)ero mostrati dégni in qllella circostanza dùlla loro an tie.a riputazione, ma si può quanto meno dubiUu-e se avrebbero ottenuto de.i grànd i T'i sultati. Se la presa dell o ba tterie tedesche , se ~1 na bl'eècia at-· Ira verso _le nostre linee era cosa ·s·1 facile, come mai non se ne flhhe un esempio nei numerosi cornbattimenli attorno II Metr. 9 li generale Bisson· ha ben potuto trovare in uno di quei com, battiment i l'occasione di tentare una simile operaziorw: non , arehbe stato cPrlo il marescìallo che vi si sarohhe in allora o.pposto . Nelle presenti circoslanze Bazaine aveva ragione di .ion accogliòre una simile proposta, porcl\R l'ollore dell'armata era orma i l'uMi di quistione. Quest'armata Aveva impegnato ciuattro grandi ba ttaglio, molti e ostinati combattimenti, e aveva dato prove del la sua costanza e abnegazione in n;:rezzo alle piì1 dure privazioni Non si tratta.va d'unque del suo onore, nrn del la sua esistenza, e l'eff<:illuazionH del disegno del generale Bisson non poteva offrirgliene il meiw in nessun modo. . Finalmente si fece un deli tLo al maresciallo Bazaine di avere firmata la capitolazione. EgU avrehbn do m i.o far saltare i forti r. arrendersi a discrezione, dopo aver foUo spezzare le arm i ehe , destinate a difendere gloriosam ente !a Prancia, non do,'enrno eer Yire a combatterla .


l LA GUERRA

•

Diciamo innanzi tutlo cho le am1i cndule in nostro potere non saranno impiegato in questa ~merra, perchù te capitolazioni di Sédan e di Strasburgo a\levano da gran tempo messo nelle nostre mani il materiale che ci poteva essero utile; noi non avevamo bisogno di quello di .Metz. Di piti osiste tra i popoli incivili li uo codice di guerra, le cui leggi più elementari sanzionano cho il vinto, lo sia egli per mezzo delle armi o della rame, consegun il suo materiale e le sue bandiere (fuando ìi ridotto a capitolare. Il viucilore prende impegno, da parte sua , di aver cura doi prigio.::1ieri in modo da conservarli alla loro patria e di restituirglieli dopo la pace; questi conservano cos) la possibilità di es~ere utili al loro paese in ·LlO avvenire migliore. se il maresciallo avesse volnto mettore la sua armata fuori delle ordinario leggi della guerra , svincolava il vincitore dall'obbligo di uoifoTmarvisi a sua volta. Il cerchio di fuoco . si sarebbe sempre più ristretto intorno al le truppo disarmat<· : tutto al più si sarebbe aperto per lasciare il passaggio agli abitanti inoffensivi di Metz, e io pochi giorni , la fame continuando 1·opera sua, avrebbe soffocate per sempre quelle voci che si alzano oggi por protestare contro la c11pilo lazione e per vituperare il maresciallo. Pe~chè, quando si ha la volontà di porsi al dissopra delle leggi della guerra, non ispingersi pili ollro e nou imit;ne gli abitanti di SaguL1to eh9, ridotti dalla fame dopo una ostinàta difesa, preferiscono di seppellirsi sotto le rovinn fumanti della loro citlà, piuttost-0cbè arrendersi al vinr,itore ? No, il maresciallo ebbe ragione di capitolare, e la scelta dell'alta personalità del suo delegato, il genera le Changaroier. come pure il suo rispetto pieno di dignità per le stipulazioni della convenzione, sono una pro ,•a luminosa che egli seppe tare anche 'in queg·li ultimi momenti Lntto ciò ell e ora um1innmente possibile. Onore al glorioso capo degli eserciti tedeschi ! Onore all'e11ercito tedesco, cui fu dato di compiore un fallo fin allor11 senza precedenti nella storia ; ma onori) alt.rosi ai v.inli, ch1:1 si

A'l"J'/)1\NO A. ~IE'1'7.

105

sono valorosamonle dit"esi e che spinsoro la resistenzl\ fl~10 agli ullimi limiti umanamente possibili i Checchè possano dh·o questi accusatori esaltati dal momentaneo bollore Jelle passioni pitl lardi, quando la calma sarà rientrata nei loro spiriti, la storia imparziale dovrà riconoscere che la Francia ba perduto uno dei suoi capi più sperimentali, il suo miglioro e il suo pÌÌl valido esercito nell'ora ratale della capi tolazione di Metz.

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l


SULLE NUOVE POt.VERI DA GUERl\A 'EC.1; ,

SULLE NUOVE POLVERI DA GmJRRA A])OT'l'ATE

DALL' AR'I'JGLTERTA SPAGNUO LA

In questi ultimi anni furouc fatte in Ispagua, da quell'artiglieria, delle interessanti esperienze sulle polvnri da guerra. I l quesito alla cui soluzione dovevasi da prima mirare, 4uello si era di rice rcare una po lvere la quale desse modo di ottenere nelle artiglierie rigate e li~cie di grosso calibro, di rocente colA ad ottate per· la difesa delle coste (ll. lo svi luppo di con.si.derevole potenza balistica, con poca forza dilaniatrice, (1) Per l'armamento delle batterie da costa s i h anno i n Jspagna le seguenti bocche da t\toco:

Ì di nuova fabbriCannoui da 28 cent. di ghisa lisci e cerchiati, lunglli ~ cazione, secondo » 28 > > ,. corti { i l pl'ogettodel coJ lonnello Barrios. ~ 24 » • rigati e cerchiati caricantisi dalla culatta. » Ili .. di bronzo rigati - proveni enti dai lisci di 15 centimetri. 16 • di g hisa rigati e cerciati, lunghi f di nuova ,. 16 » • » » corti fabbricazione. Obici da 21 centimetri di g l1isa rigati e cerchiati. - Consimili aicaunoni - obici da centimetri .2-2 francesi - provengono dalla rigaturii dei cannoni da 80, oasia obici da cenii metr.i ~l lisci,

,t 07

A. tu ie intento .fabhricavasi col p,·ocerlimenlo Champy una po lvere n grani grossi e rotondi, di diametro vAriabile fra i 10 ed i 28 millimetri, la qllale veniva provata nel cannone liscio rin 28 centimetri. Piìi tardi il polverificio di Granata forniva alle esperienze una polvere stata ottenuta col rompere la stiacciata proveniente dallo slrettoio in pezzi di fo rma irregolare, da 10 ai 15 mill imetri di grossezza; e nel mentre slesso facevausi tentalivi per la fabb ricazione cli polvori compresse ed a g rani prismatici fora li. Avveniva irt questo frattempo che alla fonderia di Trubia (1) molte bocche da fuoco, non tanto di qnelle moderno, quanto ùi quelle lisce d~l vecchio sistema, scoppiavano pt·et11aturamente 00,lle prove di resistenza cui erano solloposte. Questo fatto parvn eia p rimlt ai pih dovesso attribui rsi (, ad un r~gre~so nei sistemi di fondila delle arligli c•rie, o 11ll'irnpiego d1 glnsa di qualità scadente. Ma , esauriti in lunghe e costose esperienze tutti i mf!zzi suggerili dall'arte del fondere , pur impiegando le migliori qualità di ghisa, senza poter giungere ,Hl alcun !<ensibil e miglioramento, ve1mesi a dubitare che non nella mc1ncanza di resistenza delle bocche da fuoco, bensì nella vivacità di c;omhustione della polvere da cannone di nuova fahbrica. zione (2) ili essH adoperat,9., dovesse risiedere la cnusa degli seoppi avvenuti. E che cos'1 realmente fosse s'ebbe provato, sia sparat1do le , tosse artig~lif'rie, che prima scoppiavano con polvere meno viva, la francese dei pestelli, sia adoperando io cannoni francesi la nuova polvere di Murcia, sia infine sperimentando due cannoni, costrutti appositamente eon ghise. dell o stesso bagno, l'uno con polvere francese e l"altro con polvere sp~gnuo\a. Dell11 t,r;ipJ'lO rapida combustione delle nllove polveri ottenute r:olle botti e lar1'Pinatoi s'ebbe eziandio un'altrn prova in ripetnti scoppi avvenuti nella cnlalta del fucilo da ramparo,

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(l) .pi·ìnci pal stahrnmento dell'artigli eria ~p~gnuola. ess@nzial~1en~e un;i. fonderia pe1· bocche da fuoco di ghisa ; nui v1 s1 gettano ez1and10 a1•tiglierie di bronzo, proietti; vi si lavor,l l'acciaio per i cerchi e per proietti perforanti. il ferro per affusti, e~c. (2) Poi vr:,1' i a vani di 2, 5 millimetri. a 5 di grossez.'.a, fabbricar,a a }.Jurcia dopo la riforma di qu~slo polverificio col metodo delle botL1 e laminaLOio, nel mentre elle la vecchia µol ve1·e era fatta, come la rraucese, col metodo dei pes t.elli , '


108

' SULLE NUOY.li: PM,YERI DA GIJERI\A

· modello Belga, cbe la commissione incaricata degli studi sulle armi portatili provava con cariche di po lvere d,1 fucileria (1) di peso eguale alla regolamentare nel Bel15io. · Sorgeva adunque, allato alla questione della polvere per grosse artiglierie, quella, importante del pari, di ritrovare le cause della troppo grande vivacità delle polveri di nuova fabbricazione, sia da cannone che da fucile, e di porvi riparo. · L(l esperienze che a. tale scopo si istituirono dalla Giunta .superiore facolta tiva d'artiglieria, e le quali condussero alla adozione di tre distinte qualità <li polvere a grande densità di <JUi una per artiglierie di gran potenza, l'altra per artigliel'ia di presidio e piccolo calibro, o l'ultima per fucileria, vengono qui in appresso sommariamente accennate, ricavandone, in una coi cr'iteri che se ne dedussero, da documenti relativi inserti nel )Jemo1·ial de artille1'ia 1810. Nella prinla serie di esperienze, .futto sulla landa di Carabanchelr, _si impiegarono le seguenti undici specie di polvere. r!iverse fra loro pnr ·la grossezza dei grani, per la densità e per i pr oce·dimenti di fabbricazione: l' Polvere da cannon e di Murcia, d~I 1866, al laminatoio, della densità di l,732; 2" Polvere da cannone di Craoata, del 1866, allo strettoio, rlPlla densità rli 1,709; 3• Polvere Ja cannone di Murcia, del l 852, dei pestelli ; 4' Polvere da fucileria di Murcia, del 1865, al laminatoio; 5• Polvere fatta con pezzi Ili stiacciata, di forma irregolare e di grossezza minore ai 12 mii limel.ri fabbricata a Granata nel 1866 col metodo deìlo strettoio, della densità di 1,838. 6' Po lvere consimile alla precedente nrn formata con grani di grossezza maggiore ai 12 millimetri. 7" Polvere a grani sferici, di grossezza variabile fra i 14 ed i 18 millimetri ottenuti col sistema Champy a Murcia nel 1863, Jf\nsità 1.567; 8' Polve re consimi le 11 1111 precrrlcnte, ma con grani grossi IO millimetri densità 1,693; ga ;\.!tra polvere a grani sferici, di 14 a 18 mil limetri di grossez211, densità. 1,733; 10" Miscela della 6• colla 2! 11• Miscela della 9• co lla 8.•

Il parago.ne di queste polveri fu fatto sparandole in.u~ obice di centimetri 21 di ghisa liscio o cerchiato . ottenendo 1 multati raccolti nello specchio che segne.

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ADOTTATE DALL ' ARTJGJ,ljj:iUA SPAGNUOLA

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ì SUl,LJ!; ~l'OYt POLVERI DA GUERRA

Le co oclu~ioni, che d,dl'esamo di q11 esto sµec cliio la Giunta credetle poler dedurre. sooo: 1" Il procedim ento ordinario di fabbr icazione clol polverificio di Grnnata (bolli e sLrelloio), di.i una poh-ere di miglior qualità di quella che si ottiene pC'r agglomornzionc col si~lema Champy. Difalli le polveri 5 o 6, di Granala, le quali sono pu r tuttavia pii,1 dense delle Cbampy 8 e 9. diedel'II rnlocitit ini1.iali di mollo maggiori. 2° Ad oguagJinn1.a di proced imon to uel la prep11ra1.ione tlcllc pasta del gran o e di densità, la rirncilà c'i combustione diminuiscCJ col cr escel'o della grossezza dol gro110. Ciò 11pp;iriscu dai risultali ovuli colle poli-eri Champy 8, 8 e 9. 9 (1). 3' Se in vece la grossezzn è CO$la II le o v,nia la densi Lii del gra11 0, la polvere di minor densità dà velocità maggiori r aricbo eguali delle due polveri 7 e 9, aventi la prima don,-ita di l,567, e lu secouda di l.733 fo rnir ono velocità che differenziano fra di loro di ben 227 metri . 4° Non sempre una poln:oro falla con posta bèn tri ln •ed intiornmenlo mescol.1ta, è di comb ustione pfo onergicu di un'altra fotta con pasta di incor porazione mcuo perfella; poichò ad a11men lnre la virncil~ di quosL'ullirn a è sufl1 cie11Le fornirla di minor densità . Succede cos·1 che, fra le polveri 5, 7, la ;:;, di pa~la piò perfella e•li grano meno gl'Osso, circostunze che 1<•11 dono a darlo nlla mcd<>sima 11 na maggior nlliYilò, ri~ultu irffece cli più lenta <·ombustione appunto per i:hè piùdema. 5° Collo polvol'i 1, 2, 3, 4, 111 carica cli 8 chil og. comu nica alla palla di 39. 3 chilog. una ,·elocil~ minore di quella çha alla granali.I di 25 chilog. è lrasmes~a da 5 chilog. delle stesse µo lvori. Su si noln che ambedue lo ca riche s,Jno del 115 del peso del proietto, circostanza la quale, stundo ad uua lt'gga ammessa ri i balistica in lcrnn, ,wrebho dov uto esser causa di una maggiol' velocità uelln palla chn nella g rnnala, come appunto succede per la cariea del l 110, puossone arguire che la ca rica di 8 chi log. delle indicalo pelvcri ò tro ppo grande per l'artig lieria io esse adopl.'rat.1 . e che una ponione di essa esce iucombusta. Stanle le sca rse velocilll otle1111te. da tutto indistintamen te le

ADO't'TATt OALL' ARTTGLlEI.\JA SPAGNUOLA

pull'ori a grani gro~si, a motivo ce!'Lamente della imcomp.leta loro combustione, della guaio s'ebbero manil'eslH proYe. s ia 1Joi g lobuli di fuoco cho al l'alto dello sparo dislinguevansi in mezzo alla Cìamma, sia nelle strisce di fumo ch•l produce,•ausi sul terreno innanzi ulla batteria, sia in[iuo nello improot.o· lascia le dai grani sul -solt'affusto , furono queste polveri me,,o i11 disparte r.ello susseguenti esperienze. Sole le polveri J, 2, 3. 4 e la miscela 2 COH G, paragona · ronsi nuovamente fra di loro. sparandole, non più noll'obico cta centi metri 2 1, ma 11el ca 11none da 16 contimelri liscio del la marina, ed in un Lron<.:o di cannone dello stesso calibro. Lo specchio n• 2 enumeru i va\·i tiri esegui li e le 1•elocitil ottenutesi. Le deduzioni che so ne trassero, sono: 1• Fra le poh·C\ri da cannone la pÌÌ.I lenta tl qu ella dei pestelli, cui vien dopo quelln di Gronata ori io ultimo quello di Murcia. 2• Le rnlocilà fornite dallo tre polveri noi cauooue sono quasi eguali por la carica del J 13, ma per ln caricc1 del 115 la polvel'e di Granata produco più efl'etlo della polvere di Murcia, cd ancor più di quel la dei pestel li. 3° La polvere di fuc ile potrebbe ado perarsi utilmcute nnl cannone por cariche inferiori a 3 chilogrammi. 4, L'inverso deve dir.; i del la polvere miscela di ordi1wria e di g rani g rossi. la qunie dà velocifa acr.cttabili l'OU la carica del lt3, e non con ((UClla dol lj5. Tanto nella prima che n,~11a secondi.I serie di esperienze si 11olò che lu polvere di Granala arca sullo altre il vantaggio cli una maggior regoluritù di effetti (l). L'essersi pol tal polvern dimostrala più lenta di quella di Murcia, malgrado la alquaulo minor densità dei grani, si er odette potesse provenire dall'aver, prima dollu compressione allo stre lloio, irnpaslnto il miscuglio ler oaril) delle boUi con quello oll1•nuto delle batterie di peslelli che pur si hanno in quello stabil imento. (I) Questa maggior r egolarità della pol vere d i Granata ,!eve ev!de_nte •

mente di pendere dal fatto che, collo stre ttoio, la compressi on e cm s1 assoggetta la pasta umida per ridurla in_ istiacciata_ e eguale ~u tutti i punti dello strato di polvere che s i comp1·1 me, e puo 111oltre ve111r sempre r ego lata in modo prer.iso.

(I) l.o deusitit di quei.te polve r1 , le quali non ROIIO preeisament.e Je ~tesse, tlebbono, a pai·er mio, aver eziand io influito sulla di111iRuiione che si ve1·iflca nella velocitìt.


Slll,Llìl NUOVE MLVE!ll DA GUll\RA

Specchio N. 2. • j

Cariche

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418,0

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9,1

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480,6

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314,5

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13,8

7,7

222,l

10,7

7,1

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'177,7

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293,9

20,7

13,8

1)76,0

23.5

15,7

3,0 ·1,8 3,0

H3

ADOT'rA!l'E 0-ALL' ARTIGLIERlA SPAGNUOLA

Nel tronco di cannoue la palla aflìomva il taglio della. bocca per te cariche del 'lo, e trovavase!l'e indietro dì Om,l per le cariche del 'h ·

I criteri che emetteva la giunta dietro queste due serie d'esperie.nze sono : l• Le polveri a grossi grani, state sperimentate, abbruciano troppo lent-0mente ed incompiutamente nell'anima del pezzo, per cui no·u riescono a dare al proietto le volulo-velocitit iniziali, cosa la quale devP,si natura lm ente a ttribuire alle troppo forti dimensioni dei grani.

2° Le polveri che. per e.ss·e re dì mfaéugllo meno intimo e meno omogoneo, ad eseh1pio quelle Cham py e dei peslelli, debbono perdere in densità por acquistare in potenza, no11 sono da adottarsi. _ 3° Ammesse, come basi della fahbricaziooo, una triturazione ·e mesco lanza le pih pe1·fetto ch'è possibile colla ·minor quantità d 1acqua d'inaflìamento, debbono la dnnsità e la grossezza dHi grani essere gli unici caratteri regolatori deJla vivacità di combustione delle polveri. Imperorcbr1l.ulto fa credere possa basta re un aumento di densi là, e nello stesso tempo di g rossezui del g rano per olteuere una polvfn'e che convenga alla formaz ione del lo grnsse cariche dello artigl ierie di gran potenza i notando però rii non oltrepassare nel le dimcnsìoni dei grani que lla di Il millim~t1t se non si vuole che uoa troppo ragguardevole porzione della carica resli lanciata dietro al pròietto fuori dell'anima (1). Stando a tali conclusioni, siccome i procedimenti di fabbri. cazione diieccn te in trodolli nei polverifici spagnuoli potevansi ritenere fra i più porfolti, non rimaneva piì:1 che a r intracclare quelle fra le combi nalioni di grossezza e di densità nei grani, alle quali meglio si r.,ròstassero a fornire dell e polver.i, potenLi sl. ma. di poca forza dilanialrice. Altre prove vennero quindi intraprese con val'ie specie di polvere stale appositamente fabbricatt· . · Le dimensioni di grani furono nel seguente modo regolate: Oa 1 millimeiro a 2, 5 (dimensioni dei gr ani del1'01'dinarta polvere da fucil e) ; D~ 2, 5 a 5 (dimensioni dei g rani dell'ordinar ia polvere da cannone); Da 5 a 8 ; Da 8 a 11. (1) E s e il calibro e la. potenza dell'artiglieria fos-sero tali che, con grani m inori di 11 millimetri e ri. aventi la rie nsità. cui è possibile gitmge1'e c0gli attuali metodi di fabbricazione, la polvere possedesse ancora molta fo rza dilani at1·ice l · D'altra parte, s upposto che la densità.. dei g rani po!esse accrescersi a piacimento, non v, · sarebbe egli, anche per .essa, un limite al di là del quale i grani non potrebbero più abbruci~1· per in tero nell'anima del pe,zo? Come vedesi la proposizione su fonn 11 !,1ta, non può ritenersi come assolu ta. Vi ha una causa per la qualA le pol ve1'i a grani grossi e densi molto 11011 possono più · convènire. quando il lavoro da csegui_rsi dall a carica sul p roie tto sorpassa certi h 1111t1.. Qu~St!!, cau~a s ta in c,_o che, col progredil'e della . combustion e. dei _grani, _dnu1uu1sce a .vectl di cre$cere ht superficie in 1gnez10ne; d1 guisa che. i gaz ·sono sv \lu ppatt 1n modo inve rso a quello elle sarebbe pi4 con:eni~nt<,, p9ich5: 19 sy iluppo è ,mo ggiore qururclo la velocità del proietto e p1u p1cco10, e mrnore qullndo mag~ giore è la velocità. , . - . -.. -, , . . -· Si è ap·punto p'èl' òttènere irno..s.viluppo di g_aZ'i! 9:uale andasse c1:escend9 •éol crescere dell a -:velocità del'. pwn~tto c ita, S.l proposero le 'polven a gran1 prismatici foràti. · , . ,, · · · · · .·

ANNO XVI, VoL. m.

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H4

· SUJ,J,E' N:UOVE POLVERI DÀ GUE'Rt\A ·

AJ;nbidue i polverifici di l\lurcia e di Granata prepararono . polveri deHe quattro classi ; quello di Granata produsse inoltre una polvere, della granitura da cannone, colle batterie di pe. stelli colà esistenti, seguei1do in lutto le norme del sistema francese. Toltone quest'ultima, le altre polveri di Granata s'ebbero col procedimento delle botti e strèttoio, quelle di l\furcia colle botti e col laminatoio. Eguale per tutte il dosamento (il regòlamentare 75 - 12, 5 - 12, 5); della stessa qualità gli ingredienti. I metodi differenti con cui nei due polverifici procedesi alla compressione del miscuglio impastato per ridurlo in istiacciata, doveano dar polveri di differenti densità: stantechè è ben difficile col laminatoio il giungere ad ima densità eguale a quella che· dallo strettoia puossi ottenere. E difatti ebbero le polveri di Murcia la densità di 1,652

1,653

1,654

1,657

a partire dalla polvere di fucileria; e quelle di Granata : 1,832 1,852 l ,868 1,893 rispettivamente. · Queste polveri furono provate nelle stesse bocche da fuoco già state adoperate nelle precedenti esperienze, più in un cannone da centimetri 16 di bronzo rigato. Gli specchi n° 3 e 4 riassumono i risultati avuti. Le deduzioni che se ne ricavaron.o, sono le seguenti : 1° Là polvere di 8 a Il millimetri di l\lurcia dà velocità . molto maggiori del)a polvere di Granata della stessa granitura , per ·il motivo che nel mentre Ja prima si consuma tutta nel pozzo, una parte della seconda esce incombusta. È tuttavia da osservarsi che le velocità fornite dalla polvere di Murcia mantengonsi pressochè costanti, pur variando la granitura , chu vanno invece crescendo col!' impicciolirsi del grano quelle dovute alla polvere di Gra.nata; dì modo che per la polve~o da cannone vi ha già quasi eguaglianza fra le due velocità, e Ja seconda supera la prima allorchè si giunge alla polvere da fucileria. · 2° Lo stesso fatto si riproduce nel tronco di cannone ne.I quale però la eguaglianza fra: le due velocità ·non si verific a che alla polvere di fucileria (l),

3° Le veloci tà ottenutesi colle tre polveri da cannone sperimentate, essendo poco differenti fra loro nel cannone, mentre che nel tronco tronlUsi in iscala decrescente a partire da quella ·-• ·, rorplfo ..d~lla .polvere di Murcia, ultima rimanendo ·1a corri~pondente alla pç,lvere di Granala, devesene conchiudere che, èella t.re polveri, è· questa ra meno dilaniatrice. ' · 4° La. polYere di Gran cita ~la 5 a 8 .millimetri è pet· cerio meno potente di quella da 8 a li millimetri di Murcia; però siccome questa è inaccettabi le per la sua estrema vivacità, e d'altra parte la velocità di 392 metri ottenuta colla prima nell'obice da cent. 21 impiegando la carica di 8 chi logl'arnmi; non sì discost~ molto di\. quella di 408, 399 e 395 metri, ch·e nelle prec~denti esperienze (specchio n• 1) si ebbero da!le polveri da 1cannone ordinarie di Murcia, <,li Granata e dei p'e~ stelli cosi è da presumersi che si o'Lterrebbero da essa mi~ g!iori · eftètti ove fosse adoperata nei cannoni lisci di calibro superiore ~i 21 cen. ti metri e nei riga lì di ca libro. superiore ai 16 centimetri, e che potrebbe quindi tale polvere esser quella . da adot~fl!i ,per le piÌl potenti. bocche da fuoco. 1

. Specchio N. 3.

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_ _..,

Specie di polvere

I• CoU'oòice aa, centimetri

I

Chil.

Meti-i

Metri

Polvere di Granala1 a grano di forma ir- ! regolare, da s·a li m ili. fabbric. nel 1867 (

·s

35'1.2

2gs:o

4,8 8,5

Polvere di i\!urcia. a grai:io cli forma ir- I regolare,daS a Il mt!L fabbric. x1el 1867 l

8 5

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446.6' 419,0

3,8 6,8

Polvere di Granata. a grano di forma ir- l regolare, da 5 a 8 mill. fabbric. nel 1867 ,

8 ·5

'/• •;.

SP2,1 327,2

8,2

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8

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h

446,8

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·

Polvere di Murcia. a grano, di forma ir-

regolare, da 5a8mill. fabbric. nel 1867 coi ca,n,none mgato

(1)

~on

potre.bbesi

t"or$e dedurre da questa e dalla ·Pl'<9cedente osserva-

.lione ohe le ·variazioni nella grossezze influenza se la densità è piccola f

de1 grani hanno poco o · MèS11na ·

liscio e ce,, ·ch·i ato . .

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5

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l.l 8,2

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centtrnetrl 16 di bronzo,

l>olvere di Granata, a g1•ano di forma ir· regol&fe, da (i a8 w.m. fa\ll).ric.nel ~S57

j

1?.olv~.re or.dinari~ da C!IJlll.One, fabbricata. I · a Granata. nel 1867 . . , . • . . . •

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I 897;~ 309.1

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SULLIC NUOVK POLVERI DA GUERRA·

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Specchio N. 4.

.,3T. o annone da cent. IG ~

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Specie di polvere

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Polve!'e di Gran.i a g rallo di ) ,1,8 . •la torma: irrego lai·e a 8 a 11 mìll. fabb1·icata. nel I8G7 . . . • . 1 3,0 , 1/ ,

I

Polvere di Murci a, a grano di { 4,8 '/, forma irregolaredaSal!mill., fabbricata nel 18G7 . . • . . A,0 t I / ,

i,,.

Polver e d.i G1•ana a _g,·ano. di ( 5,4 forma il'regolat·e. eia n a 8m1U., I d,8 fabbricata nel l 867 . , . . • . 3,0 PolveJ'e di )fUl'C i~. a grano di forma.irregolar e/; Ja;; a8mill., fabl.n·icata nel I 8 ·7. . . , .

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I 11,2

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Polvere da canuo ne, di Granata, ( ,i.a I !/ i fabbricata coi pe ~telli nel 18G7. , 3,0 'h

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Polvere da canuone, di !ùùrcia, f del 18G7 • . . . '· J'olvero di focile di. ~1·a'.1a~a: j del lll(t7 . . . '

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Polvere da fucil e ' di )f~rcia: f 4,8 3,0 del 1867

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Polvere ordinaria da di Granata del 1801

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O.G

i'iuoré esperienze progcLtaransi perlanlo dalla giunta nello scopo di accertare se veramente la polvere di Granata da 5 a 8 millimetri avrebbe dato i risulte li che se ne ripromettevan o. Codeste esperienze, le quali dovevano eseguirsi in un cannoue da 28 centimetri ed iu allri di mi nor calibro , non ebbero però luogo. Poichè avendo la giunta riscoutralocome in una parli la di polvere da cannone (grani fra 2,5 e 5 millimef.ri) , rimessaJe dal polverificio di Granati!., -si fossero supcralì i limHi· cui f~ra ~im~li co,lle pre9edenti .fabbricazioni. nella .. densità -'dei '

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ADOTTATE 'DALl.'AtlTIGLlERlA S1'AG1'JU0t.A

grani, portandoli <la 1. 850, - l, 900 a 1, 900, - l, 950, dubitò ragionevolmente che questa sLllssa poln•re avrebbe potuto servire anche nelle artiglierie di piì1 grosso calibro, con evidente vantaggio della speditezza di fabbricazi one, del servizio e del munizionamento. Prima però di proporne l' adozione, volle si facessero con questa poh•ere di maggior deusitit e con quella ordinaria di Murcia delle prove di confronto sugli efl'etti utili e sui dannosi che esso avrt1bbero prodotto : Di queste prove alcune furono fatte alla fonderifl di Siviglia (1) da una commissione forma·ta con ufficiali di quello stabilimento, le altre dalla . giunta al campo di Carabanchel. Lo prime, dirotl.(! unicamente al paragone della potenza dila11iotrice, consisloLl"'ro nell'eseguire un gran numt'lro cli spari ('(Hl ca riche equivalenti delle duo specie di polvere, in du e cannoni da centimetri t2 corti di bronzo rigali, stati all'uopo getta{i con metallo dello siesso bagno, e nel misurare gli ingrandimenti ed i guasti che dopo ciascuna serie di spari pl'orlucevansi nell'anima delle due bocche da fuoco. La conclusione che la suddetta com missione formulava in seguito ai risultati avuti si è che e quantunque le esper,onzo non pos~ sano dare la precisa relazione degli efl'elli distruttori delle duo « rolveri, indicano però e provano chiara monto esser l'eflòtlo « distruttore sulla bocca rln fuoc i causato dalla polvere di « Murcia straordinariamente più rapido tli quello dolla polvere " di Granala: imperocchè con un numero di spari quattro e volle minore s'ebhero dalla prima delle due polveri dolio « dilatazioni nell'anima ed un alloggiamento del proietto da e 8 a 12 volte maggiori di quelle verificatisi colla socondé\ » . La poca forza dilanialrice della polvere di Grallata venirn 01.iaodio accertata dallo sporienze di Carabanchcl. Colà difatti sparando da prima le due polveri nel mortaio provìno, s'ottell ne per quella <li Granula una giU.ala di 120 .motri , ed unn gittata doppia per l'altra. Provandolo dopo nel tronco .di cannone da centimetr~ 16 liscio, le Yolocità. riimltarono di 273 o (li 339 metri rispeltivamonte. Nè è <la ommettersi che eseguiti noi cannone do cent. 16 rigalo e cerchiato. L:ol proietto oblungo <li 28 chilogrammi, ben mila colpi, metà colla carica di 3 chilogrammi e metà con 3 cbilog. e 5 ettog. di polvere di Granata, furono lievissimi i danni cagionali alla bocca da fnoco ,

.. ( I ) Fonde1·ii1 ùi bocche da fuoco di bronzo.

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H8 SULLK NUOVE POI.VERI DA GU1'l\R.A poche le granate rotte nell'animfl o colle nlelLe svolte; quaoda , invece in soli quattro spari fatti nel lo stesso ca:nnono colla carica di 3 chi logrammi polveré di Murcia, s'ebbe a lamentare la rottura di rlue proietti e lo svellitnenlo del le aletto ad un terzo : Circa poi alla potenza balistica della polvm·e in isludio, allre esperienze :fatte allo stesso poligono di Carabanchel fecero ved·ere che essa ora più potente della polvere di Murcia nel cannone da 28 cenLimÈ>tri, e meno negli altri di miuorcalibro; che gli aumenti da farsi nelle cariche per imprimel'e ai proietti lo stesse velocità della polvere di Murcia, erano di 115 oei cannoni da campo, di 116neicanooni da 16 e 21 centimetri. rn seguilo a tal i risultali la polvere di Granala, a grani di 'i a 5 millimetri con densità di 1, 900 a l , 950 era adottalo per i cannoni ed obici lunghi in sostituzione a .quella di Murcia, l'uso della quale veniva limitalo agli obici corti, ai mortai e alla formazione deUo cariche di scoppio dei proietti cavi. La giunta risenravasi però di ricercare se la polvere di Granata a grani più piccoli {da fuci leria), o perciò di più rapida com-. buslione, non sarebbe stata da preferirsi per i cannoni da campo, dove la adollata dispiegava poco effetto utile in confronto a quella di ~lurcia; nel qual caso la stt1ssa polvere avrebbe potuto convenire eziandio negli obici corti o nei mortai. ottenendosi cosl il non liove vantaggio di faubricar tulle e d~e le polveri occorrenti poi servizio delle artiglierie con una upica serie di operazioni. Non si tardò difatti a riprendere le esperienze pononde u confronto le polveri di Gra11ala, da cannone o da fuci le, e quella di Murcia da cannone. Ricercate nuovamonte le densità di questo polveri col densimetro Bianchi, fallo appositamente venire da Parigi, si rinvennero di l, 856 por la prima, di l, 730 per la seconda o di l, 590 per la terza ; numeri i quali servirono ad indicare essere le densità, state precedentemontè trovate per mezzo dell'alcoòl, assai maggiori dello vere; doversi quindi ritenere minori i limiti stai! fissai.i per la donsilà della po lvere di Granata di nuova fa bbricazione, vale a dire cti l, 850 a l, 900. Gli spari destinati al paragone della potenza utile che le tre polveri potevano foro.ire furo no eseguiti nel caonone da campo da centimetri 8 caricantisi dalla bocca, coll'ordinario proietto oblungo pesante 4 chilogrammi 500; e si trovò che, prendendo per base la carica di 600 grammi di polvare di Granata da

\DOTTATE DALL' AJ\TIGLIElUA SPAGNUOLA

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o,anoone, cui corrispondeva una velocità media di 272 metri a 22 metri dalla bocca, bastavano, per raggiungere la stessa velocità, 440 grammi di polvere di Granal-t da fucile, e 885 grammi cli quella da cannone cli l\lurcia. · Questo primo sperimento valeva a confermare la giunta nella idea che la polvere di Granata da cannone, tanto superiore a quella di Murcia nelle artiglierie di pih grossç> calibro, necessita,•a invece nelle arligherie da campo cariche molto più forti se con essa volevansi ottenere eguali effetti. Allo apprezzamento della potenza dilanìatrice servì un tronco di cannone dello stesso calibro di 8 cent. rigato e di lunghezza tale che· il proietto messo nell'anima contro il cartoccio, sporgeva all'infuori del taglio della bocca cli 7 centimetri. Le velocità misurate a 22 metri dalla bocca del tronco risultarono di 97m per la polvere densa da cannone ~ colle stesse cariche 79"' per la polvere densa da fucile equivalenti adoperate 107"' per la polvere di àlurcia nel cannone. Ciò che valse a dimostrare come, ad egualianza di effello utile, la polvere di Murcia fosso molto più dilanintrice delle dense di Granata, e come fra queste quella da fucileria fos:ie meno viva di quel la da cannone (1). Dopo d· aver con altre numerose esperienze, che qui per brevità si ammettono, paragonala la potenza delle tre polveri in molle altre bocche da fuoco rigate e lisce, la giunta credette poter emettere in modo definitivo le conclusioni che dall'insieme di tu'tti i suoi studi ed esperienze sulle polveri avoa potuto ritrarre, conclusioni le quali sono qui di seguilo, quasi per intero, letteralmente trascritte. · « Ammesso l@polveri dense di Granata come le meno offensivo per tutte indistintamente le bocche da fuoco, quella da cannone, ovvero sia di grani fra 2, 5 e 5 millimetri produce nel· pezzo da 28 contimetr·i effetti superiori alla polvere di (!) ruò, a prima vista, puer singolare che di due polveri ~a a gr~nitura da cannone, l'altra a granitura da fucileria e meno densa, s~a quest ultima quella di con,bustione più lenta. - !Ifa, come osserva g1usta~ente la giunta, tal risul tato può facihr.ente comprendersi, ove si osset'Vl che la carica di 600 grammi di p.;lvere da cannon~ espone _alla ~aroma con rutti i granelli di cui è formata una superficie maggiore _di quella of· ferta dai 440 grammi di polvere di fucileria; ~er cui ~el primo momento della còmbuatione si ha da avere maggior sviluppo di gaz.

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ADO'rTATE DALL'ARTIGLIERIA SPAGNUOLA

SUl,LE N'UOYE t'OLVEn l BA GÙE IHIA

Murcia, la quale a cagione della poca ùensilà vi è di troppo rapida combustione. P('rò l'effetto della slessa polrere vn diminuendo a misura cho si impicco lisco i Ical ibro dcll'arLiglieria, di guisa che nel cannone da 16 cen timetri di ghisa rignto. 8 chilog. 1:00 di questa polvere equivalgono a 3, 030 di polvere da cannone di Alurcia, ciò che corrisponde ad una differenza di efftJllo del 16 pet' 100; nel ca nnon e dì bronzo da 14 cent. rigato, tale differ enza è un po' maggioro; nel cannone da 12 cent. corto rigalo, ossa è del 30 per 100; del 55 per 100, nel pezzo da cent. 8 di brOJl7.0, lu ngo, rigato, caricantesi da lln bocca, ed ancor maggiore in qnello da cent. 8 corto. ~ La diminuzione di effetto utile, ca usata dallo impiccolirsi del calibro della hocca da fuoco, è mollo pih rapida per le polveri dense· che per lo poco dense, circostao1.a questa proveniente dalla 010110 rapidR combm li onc delle prime, o natural conseguen7.a del C'ompiersi In 1·ombuslione successivamente su tutta la lunghezza dell'anima dalla \'Ull\lla alla bocca. « Nello stesso modo che la polvere <lonsa ccl a gran i più . grossi dolla attua le, stara adoperata nel le prime esperienze, non poteva abbruciar tutta nel cannone da 28 centimetri ed una parlo ne usciva rimanendo c1·ess,1 non pochi grani incrostali nel telai o r eticola to des tina to èll la misura delle vclociLà, cosl la polvere dcrnsa di gran itura ordinaria rii cannone, la quale abbrucia comp letamento nel pezzo da 2:~centimetri pro~ ducendovi il massimo cffcllo utile, esce poi in parLe. incombusta nei pezzi di minor calibro o per con soguenz.1 di min01• lunghezzn, ed osce in tanto maggior i.;opia quanto più ò corta l'anima; ragion<' per cui devonsi necessariamente aume11 tare le cariche per produrre eguoli effetti. La soluzione looricamente più logica per evitare un i11u tile consumo di polver e sta nel dimin uire la grossezza. elci grano in propor ziono colla lunghezza delle ar tigli11rie, regolandola per ognuno di esse in modo tale che possa il grano esser tu Lto abbruciato all'uscir del proiotLo dal la bocca del µez zo. So non che in pratica una troppo gra nde varietà nclln specie rJi poivere genererebbe confusione e complicazione nel senizio. Osservando però che coll'introdurre una seconda specie di polvere per artiglìer io no n sarohbcsi certo caduti in ta le estremo, la giunto. credette sA rebbe stata opportuna cosn l'adottare per i cannoni di minor calibro la polvere di Granata densa da fucile. . « Paragonata codesta po lvere con q uella da cap.none di Murcia. s'ehbo a r iscontri:!re che per produrre eguali tJtfetti si.

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richiedevano cariche eguali delle due polveri nel cannone da 14 cen l. di bronzo rigato; che era necessario impiegare il 6 per l OO in pitt della prima nel cannone da J2 cent. corto di brouzo r igato, il 14 per 100 nel cannone corto di egual calibro. Por cui si può dire che queste due polveri si comportano l'una rispeUo al l'altra io modo consimile a quello delle polveri di cnnnon o di Grana ta e di Mur cia, solo la po lver e dens"a da fucile, a cagione della poca grossoz"za del sno grano, produco offetti eguali a qurlli di ~lurcia nel cannone di 14 centimetri, a partire dal quale e co l diminuire del caltbro della bocca da fuoco essa perde in potenza conservandosi tuttavia molto migliore della densa da cannone. « Notando che la polvere deosa da fucile di Granata è di più lenta combustione di quéllu da cannono di Murciu, e meno nociva alle bocche dn .fuoco dello densa da cannone cli cui è eziondio p1ì.1 polPOle, la giunta ritiene cbr debba lai pol\'ere esser quella da impiegarsi nei cannoni da campagna , in quelli do. 12 e 14 cenl. d'assedio, non che in tulli i morlni e obici corti e nolle cariche di scoppio dei proietti. « Si vf.rranno adunque ad avere in servizio due classi di polvere per artigl ierie, dense ambedue, una di granitura fra 2, 5 mili . e i>, la guaio chiam eremo ·polvere da ca nnone a grani di 5 mili.. l'allra di 1 mi li. a 2. 5 che distinguer emo col nome di polvere da cannone a grani di 2, 5 mili.; quella da impiegarsi nei cannoni ed obici luoghi di 16 centimetri e di calibro superiore; questa in tutte le rimanen ti bocche da fuoco e nel cn ricamento dei proietti cavi. La densità di quèsle duo polveri donà essere di 1, 850 a 1, 900 misurata col densimetro di Riancbi. cr Le caric:ll e da impiegarsi o le velocità risultanti sarebbero le seg!lenli : e Cnonone d11 14 centimetri di bronzo rigato, granala pesante 21 chilogrammi 500, carica di 2 chilogrammi 500 di pol1'ere da ca nn one di 2, 5 mi llimetri, velocità 340 metri. « Cannone eia 12cent. corto di bronzo rigolo. gran11ta del peso di 12 chilog.. con carica di 1 chilo g. 500 polvere da cannone di 2, 5 mili., velocità 3!5 metri . « Cnnnooe eia 8 cent. lungo di bronzo rigato, granata di 4 chi!. 500, carica di O, chilog. 600, veloci tà 336 metri. e Cannone da 8 cent. d'acciaio rigato a r etrocarica, proiollo pesnntc 4 r.hi log. 250, carica O chilog. 500. velocitò. 330 mtllri.


I AD0'1"l"ATE DALL' AR"r lGLJEl\l \

SU LLE NUOVE POI.VIJ:1\1 DA i'WEI\RA

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cedere nlla atlozionc cli unn nuova polvere di !(l'ano tino. Passala la alluale polvere da fucileria al s~laccioavente _maglie d~ l mili., e spnra taln nell'<1rma Berdun s1otte nne con o grammi una velocità di 396 metri. IA quale supera d'assai qur.lla fornita dalla polvere a g rani di 2, 5 mil i. Si ha dunque, co lla polvere a grano fino sporimentata, un occesso di forza disponibile che si potrà modificar e a volon ta, o diminuendo In car,ca ovvero aumentando alquanto la donsità, ciò che sarà certo più utile dal loto della consorvaziono della polvere . . . . . . .

< Ca.nnone da 8 ceot. ui bronzo rigato n retrocarica, graoattt chilog. 250, carica di O chilog-. 500, ,·c locità 336 metri.

« Cannono da 28 ceni. liscio, palla posante 77 chilog. carico t9 ch ilog. 250 di polvorn cla 5 mili. (lJ4 del peso palio), velocità 149 metri. e Cannone da 16 coni. di ghisa rigato, granata pesante 28, 200, con carica di 3 chilog. 500, poi vero di 5 mil i., velocità 341 metri. » 3, 000 » » 805 metri. « Obice di 2! cent. di ghisa rigalo o cerchiato, granata pesante 79 chilog. con carica di chilog. 5, 000 di polveì·e di mili. 5 velocità di 220metri » 4, 000 > » 193 > 3,000 » > 163 » 2, 000 )> » 129 ~· 1,000 )) » 89

• An ebbe ben dc!<idorato quesla giunta che la stessa polverù di 2, 5 mil i. si fo sso potuta ado.peraro nelle armi portatili ; por la q1111I cosa procedetrc:i a sperimentarla nel fucile trasforma to sistema Berdan, ottenendovi co n 5 grammi di poivero, pallottola d~ 15 millimetri di diametro, del peso di 82 g rammi .e tacco lubrilìcptore fra polvere o proietto , una veloci l,à di 31 5 metri, nel mentre che col la polvere di ~furcia da fucile se ne ottengono 3:39. « Aumentar la carica in polvcro di tanto consumo non è convrnii·oto, tanto piii cho nell o arm i a r etr ocarica la capacità rltillo. camern è limitato; d'altra parte il coutentarsi cli uaa veloci là laoto inferiore precisamonte quando più si studia di ottener Lraicl.Lorio radenti, sarebhe un coolroseoso. Per riusciri, ad un aumento di veloeitil senza essere obbligati di nccrescero il peso dolla carica , ricavassi da qu ella di 2, 5 mil i. una po·lvore più fin11, la qualo ru passita attra verso ua setaccio a 'magli tli 10 al centimetro. PrtWati 5 grammi di questa polvere nel l'arma trasformala vi diedero una velocità di 332 metri, che s.i appro,sima bastantemen te all'attuale; però neJRemington coo ~arica di 5 grammi 15 e palloltola di 26 g rammi si ollenn1• solo 390 metri , mentre che da quella di ll.urcia se no hanno beu 420, dif1'",·renza mai:rgiorr. a cnust.l della leggerezza del proietto. " Sarebhesi fors e µot1flo lasciare io servizio l'attuale polvere da fucileria di Mu1·cia, ma Je g ravi conseguenze cui arrebbP dato luogo la eguaglianza di granitura coll:1 polvere do cannoni , pe1· piccoli cnlihri, !emiro redol'o la assol uta necessità di pro-

Sl'AGN UOL,1

: : : : i>robabi ~ e-nt~ 1à <Ìen.silà riuscirà . interm~dià i'ra quella stata fisrnta per la polvere da cannone e quella che attualmente possiede . . . . . . . . << Riassumendo . . . . la polvc1·0 da fucili:ma s1 far à colle stesse proporzioni e procedimenti della polvere da cannone; per ò se ne r egolerà la densità in modo che con la carica di 5 grammi e pallottola di 32 dia'.nel fucile trasformato I3erdan, modello 1867, la velocità di 3,10 metri a 15 metri dalla bocca, essendo il grano di essa polvere di 1 mili. di grossezza ed esente dal polverino . . . . . . . . . . . . . . . . . , a Tu llo queste proposte del!a giunta venivano accettale; e dal seguente specchio scorgesi quale siit attua lmen te la nuov8: classificazione dolio polveri da· guerra spagnuole, ed in quah bo'ccbe da fuoco od armi ciasctma di esse adoperata.

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I

De nsità / . assoluta Specie cli polvere lm isu1·àtacol Grossezza dei granì densimetro a.mercurio

I I

. .

II

. Sopra ugua~ha~o10 a ~ Polvere ~~ronno_ne tS50al900 maghe di a_m1l!. agran1 , cfiam1ll. ' ' l Sotto ~gu?~ha;t.01 0. a I maghe d1 , , a mili.

I

)

Poivereda cannone a grani , di .2; 5 mili. · · · · ·)

.

Bocche da fuoco

Cannoni e obici !un hi, lisci erigatf del calibro di 16 centimetri. e superiori. ,

Tutti i cannoni e obicil unghl, lisci e rigatidicalibro Sopra uguagliatoio a iufer. ai 16 cent. maglie di 2, 5 mill. Tu lti gli obici corti I , S50a. l ,900 Sotto uguagli atoio a di bronzo. ) maglie cli ìO mill . . Tutti i mortai. Cariche del pro\ ietti cavi.

1

Sopra. uguaaliatoio a Po.lv ere dn fucile di Non ancora) maglie di 'ì, o will . Tut~e. le a1·mi po1·· 1 mm. . . . . stata.fissata tatth. Staccio spolveratoio

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A, CLAVARINO

Capitano d 1A1·tiglieria.


ll!YISTA tllBLlOGRAF'lCA •

RIV.ISTA BIBLIOG.RAFICA

Guitla p t•a,lfo,i per l'am.1-ut.t.e.<ih•anaenlo tlfllico delle trit111ie. Fi renze, Tipografia C. Voghera, 18ìl .

~

Nel dar con.lezza in questa sf.es;a Ri-oista (1) della pubblica' zione fotfa per- cura del Ministero della guerra della No?'ìne e p?·es('J('i,zioni ge11e1·al-i, per l'addestramento tattico delle truppe scrivevamo: << Ma anche laddove si parla ampiamente di quegli ~ argomenti, si cercherebbe invano una, traccia del metodo « 11 seguirsi dagli istrnttori e dai capi r eparto, ciò essendo làe sciato alla iniziativa personale >). E dopo avere fatto cenno della grande uti lità di proclamare anche nell'istruzione il prin cipio della r isponsabililà colla corrispondente libertà d'azione, soggiuugevamo : « !Ila scendendo in un campo più pralico e « senza che una non giustificala pr esunzione faccia velo alk1 « verità , noi stimiamo che nel le condizioni nostre convenga , e senza incagliarla, venire in soccorso della iniziat.iva indivi"' duale per mezzo di un Afan1uale, nel quale gli istruttori trovino i, una specie di tipo sul come praticare le singole esercitazioni « ed un corr<i ÌO di esempi pratici ed attuabili llella gener-alità " dei terreni, I\ guida specialmente di coloro che per meno «_larga istruzione temono di affidarsi esrlusivainente alla propria « ispirazione ». Ta li parole esprimevano un voto che eravamo ben lno "'i dal lo sperare s·1 presto soddisfatto, non potendoci dissimulare g ravi difficoltà insoparahili dalla compilazione dell'invocato ilfam,ale; il qtrnle doveva richiedere uno studio tanto diligente ,. e laborioso delle No1·me ministeriali da sviscerarne il concett:o direttivo, e farselo proprio a segno da svilupparlo poi in lutti i particolari senza modificarne od alterarne lo spiri to.

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(1) Dispensa del mese di maggio

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Questo voto fu soddisfatto per opera di un egregio nffiziale ,mperiore autore della Guida Pratica. E noi siamo tanto più lieti di farne cenno ai nostri leUori, in quanto che stimiamo nessun altro avrebbe meglio è più felicemente kOtuto tradurre ad atto il desiderio che fìn d'.allora abbiamo manifestato. · La maggior parte delle esercitazioni ricordale nell e Nor ·1iie del Ministero (marcie, tiro , evoluzioni , misure di sicurezza, atti di combattimento, esercizi di. castrametazione e di trincea) tro\1 a nei regolamenti adottati una base sulla quale appoggiarsi ed una guida ee1'la a seguirsi. Lo stessQ non si può dire di quelle di combattimento le qua li come sono di maggior importanza, riescono alLres), più difficili a condursi, poichè nella loro applicazione è mestieri tener conto di una molÙplicilà di falfori dati dalla forza, dal terreno, dal conce llo, dalla condizione rispettiva dei due partili e da lla necessità di sapere commisurare la serie di atti alla calcolata efficacia materiale del fuoco e , morale degli effetti che da questo dovrebbero conseguirne. La qual cosa non si saprà fare se non da chi sarà in caso di governarsi in guisa da volgere quei .fattori in proprio favore, e nelle esercitazioni di pace avrà fatto l'abi(o, ad apprezzarne il valore reciproco e relativo. . Prendendo le mosse pi'obabilmente da quesio razionale concetto, il nostro autore ha circoscritto il proprio lavoro agli atti di combattimento, e o\tra6ciò ha quesli limitalo entro la importante m~ pur r istretta· cerchia dellr. esercitazioni di primo grado . Per quanto codesta limitazione possa essere stata consigliata dalla considerazione che quelle di se.condo e terzo grado possono ritenersi come un'amplifirazione delle prime, tuttavia ne sia lecito di esprimere il desiderio ch'egli completi la profittevole opera in.tra presa . 11 sistema seguHo nello svolgimento della C,u,ida apparisce pratico e razionale, siccome quello pel quale camminandosi passo passo sulle traccie delle disposizioni ufficiali citale tratto tratto· test.ualmente, le amplifica e completa a foggia di commento con tale nesso logico e necessario da rivelare un' assoluta consonanza di idee, e guidare il Jeltore con ordinata suocossione dal noto all 'ignoto, dal fa cile al diffìcilu. La Guida è divisa in tre parti e ciascuna di queste in capi. La l"' tratta delle Genoralili1, base al le esercitazioni di -comba'ttimento svolte nella n• e III" parte. Detto in quella lo scopo.r.htHii v..uGl raggiungere ed il metodo che conviene seguire, si passa all'esame del terreno come eia•


. · f\lV!fl'i'A IHP1,IOGIIAl·'ICA

,. mento primo che fa d'uopo saper studiilre e valutare por·de- · bitamente usufruirne negli · atti off'ensivi o difensivi: secruono quindi le regole generali sul soggello delle esèrcita~iònt sulla forza dei due. partiti, sulla direziooe e sulle decisioni a darsi. sull'uso e sull'apprezzamento dell'efficacia del fuoco e sulle spiegazioni per mezzo delle quali ,igevolare acrli speUatori la intelligenza degli alti da svolgersi in loro pre;,;nza. La IP parte si aggira su ll e esercitazioni del gruppo e, dopo . avere segnate le dis.posizioni prc1liminari relative alla scelta del . terreno ed al collocamento delle parli con una serie di acconci esempi progressivamente condotti, insegna come giovi procedere nell'addestramento dei soldati che fanno parte cli un drappello attaccante, o di drappelli e pattuglie operanti l'uno contro l'altro. . La UP parte infine seguendo un sistema analogo relativamente agli atti di combattimento devoluti ad interi plotoni, tende più che ad altro, ad ammaestrare i graduati e u dare ai gre.,.ari o . un cpncetto sommario ma sufficiente della parte ad. essi asse- . . gnata nello svolgimento di operazioni collcHivò di tutto un , plotone o dei gruppi nei quali esso si suddivide. ID' questa parte sono o~mprese le _migliori avvertenze sullo scopo al quale deve tendersi e sul modo che deve adoperarsi nell' istruzione del plotone, sull'uso de-i sostegni e sugli assalti, a riguardo dei : qua li si danno le norme piit consentanee alla tattica moderna. · 110lla quale è giuocoforza da un lato usare con molto criterj~ ed a proposito dP.l proprio fuoco , e dall'altro avere il massimo · rispetto per quello dell'avversario da non trascurarsi impunemente. 011d'è che come egregiamente si sentenzia « bisogna <1: far comprendere bene che la baionetta può aiutare· a com. <~ piere.il succe so che il fuoco ha preparato; ma che gli al7 < tacch~ aHa baionetta precipitosi, inconsulti e non bene pre. < parati col fuoco, tvaggono sempre lo scompiglio, gravi perdite . « e possono facilmente cagionare rovesci ». Per quanto ci lusinghiamo che il poco che abbiamo detto basti ad invogliarE1 i nostri lettori a procurarsi la Guida Prntica . d~ cui è argo~ento, aggiungeremo ancora che ui molti pregi d_1 .tal lavoro s1 deve aggiungere altresl una chiurezza di 1espo~ s1z1one ed una proprietà di lingua che non sempre è dato riscontrare in consimili pubblicazionì.

RIVISTA STAT1STICA

Levata lopog1•aflcti clella cm~l,,, tittstt•laca clell'Ad1•ialie,,. {Dalla Velw-Zeitw,ig di Vienna del 16 gi ugno 1871).

. I lavori di rilevamento del la costa adriatica austriaca (deliberati nel 1865 per speciale iniziativa del ministro del c9n_1mercio, vice ammiraglio barone Wlillerstorf), dopo di aver durato per un lasso n0n· interotto di 4 anni, sono giunti ora al loro termine. · · ' Appena si. pose mano ali' Opl'ra si vide che per condurla bene a termine era necessaria una nuova levata regolare e completa, giaechè i materiali raccolti e disponibili ali' uopo , non erano sufficienti a fornire i dati necessari, e quindi i lavori vennero ad assumero proporzioni molto più vaste del previsto nel progetto primitivo; si dovette procedere alla triangolazione. topografica dei punti d' uppoggio principali , a lavori di sondaggio ed alla levata del territorio colli mante colla costa. Cno ad un miglio e '/2 nell'interno. Stante la circostanza che - mai primn si erano fatti lavori di scandaglio de.l .i'ondo del mare , e quindi igtioravansi le condizioni di profondi.lii lungo la costa e nei canali, . come. pure molto incerti" erano i dati che si. avevano sul golfo stesso, si dovettero estendere le operazioni ancora di più. aumentando i mezzi ed il personale onde compiere il lavoro noi periodo cli tempo prestabilito. li progresso dei lavori nei 4 anni fu il seguente: Nel 1866 e 1867 fu fattn la levata della costa Istriana dal la foce dell'Anfora per Trieste fino àì 3uccari (pres,o Fiume) ed il canale di 1\1alteinp·o;· poi della motà settentriona le çlel l' Isola Cherso, e della costa occidentale-·dell'Jsola Veglia.

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RlYIS1'A STATISTICA

Nel 1868 si proseguì la levata di tutte le isole del Quarnerolo, come pure della costa B dell'arcipelago di Zara a Sabenico. Nell'anno 1869 il rilevamento fu conlinunto cd abbracciò tutte le isolo della Dalmazia centrale. Nel 1870 finalmente si cornp't la levata dell'Albania turca dal Capo l{iefali fino ai confini dei possedimenti austriaci sulla costa. collegandoli coi lavori falli nel 1869 a ponente di Moledu. Il riparto dei lavori durante i 4 anni fu di rilevameuto sul terreno nei 6 mesi d'estate, di ca lcolo o éiseg-oo nell'inverno, ed abbracciarono lo sviluppo di non meno di 2800 miglia marino di costiera. CoutomporanLamento ai l.wori di rileYamento, si poso mano a quelli di riproduzione, onde fruire il pih presto possibile elci vantaggi dell'oRera colla l?ubblicazione di carte, ed a tnlo scopo si addoltò il sistcmfl dell'incisione in ram e, la qualo abbenchè richiegga maggiot· tempo e spesa, sola potova fornire quell'esattezza o precisione noi tracciamento dei più minuti dettagli cho tanto sono necessari nell'idro-cartografia. Tre copio di ·tale cat'ta furoi10 già pubblicate, ne appru:iranno altre cinque, altre sono tntt'ora in opera. Giova far rilevare che co l collegamento alla levata della costicr,1 austriaca contemporan·eamente procedettero mollo ala- cromenlo i larnri di rilevamento della costa italiana, lavori che si ha ragione di sperare, dal modo in cui .sono condotti aUualmen to, che saranno ullitnali alla fino del 1871., La spesa dei lavori in parola costò al Governo Austro-Ungarico per le levale e triangolazione non meno di 91 ,600- fiorini ( 183,383 franchi) somma lieve al certo di fronte ai grandi vantaggi doll'opora.

MAnTINI CAnLo,

Gerente.


l' ESERCITO ITALIANO E LA SOCIETA' MODERNA

PARTE I.

I.

La guerra franco-prus~iana è stata una gu erra fra nazion e e nazione, volu ta o consentila da ambedue, e affidata ad eserciti nazionali; io la· credo perciò destinata nd imprimere, direttamente ed in modo netto e deciso, un nuovo im pulso ed un nuoYo indirizzo al complesso della civiltà nostra: i suoi effetti si ramificheranno dappertu tto, sì nell'individuo che nella società. Uno di quegli effetti sorà sentito da noi nell'esercito nostro.· Perchè all'infuori di questo subitaneo movimento militare per le preoccupazioni politiche, io credo che d'ora in avanti aumentandosi in Italia il numero di coloro che Lengon in conto di se ria la ques tione militare, non sarà più messa secondaria, e benchè essa diventi ogni giorno più problema sociale complesso, pure l'i ntern o dell'esercito sarà riguardato da. tutti in modo più assoluto. ANNO XVI, VOL, Ili.

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1

L ESEII CITO ITALIANO

E LA SOCrETA' MODERNA

Accadeva ben diversarni;nte primu di quesla guerra. ·Lu questione miliLare ebbe l'ollore di una lunga di-

seussione : e tutti quelli che vollero parlare o scrivere Jissero la sua ; ina vi entrnrono con principii sì opposti, con idee così disparuLe, ch 'i o non so davvero dove si sarebbe fe rmala, se la queslione finonzioria non avesse preso il disopra: talch è qll ei della maggioran za, con più o meno buona fede, con più o meno cognizione di scien za, conrennero tuLti in un sol punto; ed i pochi convinti dell'importanza di un esercito sempre forte e sempre pronto, misero in tacere dicendo: l'on vedete. voi le nostre finanze? In questo modo la gra nd e questione rimase troncata ~ snspcsa, e tutti aspettarono una qualche certezza di giudizio dal tempo . . . . Pure quella di sc qssione non fu inutile ; perchè rn essa prese vita se non origine un'idea che potrebbe divenire un princi pio. l difensori dell'esercito permanente, non potendo trasfondere negli altri il proprio cony in c.i ruent<;> , ~è sap en do c~e risponderé a. chi loro gri'dava , l'Ital ia essere oramai formata e la sua .economia aver bisogr10 di paee, si misero a ca ntarne le lodi: e da qu ello che aveva fallo in guerra e dagli e[etLi della sua esistenzn in par:e, dedu cevano quello che poteva anco ra fare, educando nel popolo il cittadino e l'uomo. Questa idea piacque; perch è mentre assecondava il tempo che sembra irrequieto per smuovere tutto, per trasformare, per utilizzare, acquietava molti du bbi e conciliava : e la cosl della « 1Ylissione cfoilizzatrice dell'esercito» fu cominciata a sturl iare. In quel tPmpo la società pedag0gica di Milano propose lo svolgimento di un tema messo in qu esti ter- , mini: « L'esercito italiano nello stato di pace, considerato "'

in ordine alt' educazione delle masse ed all'unificazione del sentimgn~o nazt.Qnq..le ».,,,

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Questo tema si pote va traLLore in due modi; far risaltare nna ad una le impressioni che produc.e la vita c.l cll'esercito sull'individuo e sull a ma ssa e \'edere come esse modific:ano l'uno e l'altra; oppure, ri conoscendo q uelle impressioni e quelle modifi coz ioni, prnporre ri forme onde S\'iluppnre luLto l'orgnoismo mil itare in ordin e alla missione ci vi lizzatrice. Jo ho lette, due libri che hanno trallato il tema della commissione: l'uno clel colonnello MoriDni, l'altro del capitano Ilallatore: quello premiato con meJt1glia <l'oro dalla deua societ-à, questo distinto con menzione onorevole. ]l cap itano IlallaLore sembra aver intP.SO il tema nel p ri mo modo da me uccennato. Egl i nel suo libro, dopo aver mostrato quanto fu rnirabil'3 nel senso nazionale. la formuzione del nostro €sercito da} 4859 al 18tili e qu~nto essa contribuì .ill' unificazìone del sent i111en to patrio nel popolo, si fe rma facendo U!1 confron to fra l'e.ducazion·e civile e militare, si rìsolve per -la superiorità di qu esta, e dice co me ossa infonda nel popolo le virtù di uomo e di cittadino: e tanto s'infiu mma in quesla en um era zione di pregi, che contemplando in uno dei suo i capitoli il soldato io quartiere, dt e fa da cucina, cbe spnzzo, che pu lisce i•vetr i dell e ftn rslre, esclama: « Meglio ch e in qualunque corpora« zione religiosa si ese rcita daJ.soldato l'uruil lù» pag. 56. Il colonnello ~lariani ha trullalo il tema con più profusione. Nella prima parte del suo libro egli fa una rivista stori-ca, più che altro roman a e meciiovale, delle urmi in Ttnlia e delle g uerre in ragione del umanitario. Sono giud izi storici nei qunli Proo-resso o io davvero non mi attento a·1 entrar'e collo scrittore·, pure rni sia permesso ossel'vare, non aver cri pito com<' si possa fare, colla storia dei se('oli passati alla mano, uno studio sul nostro esel'cito in attineriza


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L'ESEI\CITO ITALIANO

E, LA SOCIETA' MODERNA

colla vita civile: poichè essendo di natura e di carallere politico tutto nuovo. esso no n mi sembra paragonabile con altri eserciti it ali ani passati, se pur ve ne furono dopo quelli romani; i quali nelle armi e nelle guerre, esalta l'autore, come arm i e guerre ci vilizzatrici: ma i Ro mani aggred ivano e conquistavano, talchè il loro stnto normale era la guerra; noi ordiniamo le forze difensive e il nostro stato normale è la pace; e quel passato espandersi delln civiltà col mez1.0 della guerro, cioè colla confusiom~ di popoli di diversa civiltà, ora noi l'otteniamo colle rapide comunicazioni mate riali e morali , e possiamo fare a meno di quel bellicoso vantaggio. E lo stesso autore, e questo diciamolo tra parentesi, non pu ò sottrarsi da un severo giudizio contro di essi Roman i : perchè, mentre n pag. 11, intesta il capitolo con queste parole rii Vico: « I Rorna ni ebbero la fortuna c;li esten« dere su tutto l' orbe l'obbedienza della romana si« gnMia, in virtù del <liritto delle genti , ossia per « guerre giusta mente intrapr·ese e sostenute», a pagina 2,i- f,Oi egl i stigmatizza quel popolo, niente meno che nelle guerre puniche , dicendo che esso prese « un pretesto per ones tare l'ingi usta im presa». ~ella seconda parte del suo libro, il signor Mariani va molto più in là che il capitano Ballatore; egli fa delle proposte. - In una sequ ela di capitoli parla del come usare l'esercito in tempo di pace, come tenere, come istruire, co me educare; termina poi il suo libro con due capitoli intitolati: « L'esercito eclu.catore, benefattore, sal-vatore deltumanitcì ». L'autore vorrebbe che al << posa re delle armi >) le truppe fossero occupate in lavori di costruzione militari e civili. - Egli grida contro gli ozi dei quartieri e propone che sia dato al soldato un insegnamento 1ecnologico, di qualche arte o mestiere, facendo la-

vorsre i soldati nelle officine e formando così il soldatooperaio. - Osserva poi come la massa de.i soldati essendo comp osta di contadini, sarebbe buona cosa approfittare del tempo che stannò sotto le armi per dar loro « una istruzione agrnria elementare intorno « ai metodi ora perfezionati, della coltivazione dei « campi, intorno ai migliori attrezzi rurali e al loro << uso >) e cita all'uopo l'imperatore Leone che lasciò scritto: « essere l'arte della guerra e dell'agricoltura « le più utili alla conservaz ion e dello Stato». Poscia rammentando come la zooiatria « costituisca uno dei « principali rami de ll'in dustria agrario» desidera che si aggiunga pei soldati un ammaestramento « sui ml)di « migliori di allevamento çlelle bestie ... . sull'inlluenza « delle varie specie di nutricamento, sulle abi ta zion i « più adatte a conservure in sal ute gli- animali e il « modo di tornarli in salubrità se malsani; in fine, « sul laYoro e sul riposo necessario a rifare le forze ·« consumate dalla fatica .... »; il quale insegnamento di :igricol tu1·a, dice l'au tore, si pol.rebbe mettere in pratica nel tempo dei campi d'istruzi0ne, alter nando le esercilfJzioni co i lavo ri di agricoltura, la cnraùina coll'aratro: « '.'ìè certo, soggiunge il ~lariani, io penso « saravvi chi tenga a vile cond urre l'aratro per lavo« rare i campi; ma se qualcuno vi fosse, io-gli ricor« dcrei che nei giorni in cui l' an tica Roma faceva del « proprio onore una legge suprema, onde per ben due « volte un valoroso capitano, composte in pace le fac« cende della patria, lasciare il più alto carico della re« .pubbli ca, la diuatura, per far ritorno ai pacifici suoi « campi. Se colui il quale aveva salvato Homa dtt in<< vasione straniera non isdegnò trattare l'aratro, po« trebbero i nostri soldati forse tene rsene, per ciò o( fare, umiliati 'l » Sull'igiene e sulla ginnastica parla il signor Yariani:


1:EsEnGITO J1'M,IA1)[0

e deplorand o quanto quella sia poco curata nelreser-· cito, tnnto dai singoli comandanti che dal governO' nelle sue prescrizioni, ,avverte nel coscrill.o il troppo. .rapido pussaggio dulia v,itn oivile a quella mili Lare:. cibo (i ranci) « troppo monotono e· 1 · osserva esser il raro » e propone « il mattutino asciolvere ». Pussa poi alla ginnasLìca e ramrnenu.indo le opinioni in proposito di Cornelio Nepote, di Platone, le onorificenze del Senuto Romano ai distinti nei ludi Ginnici, vuol dimostrare l'irnportunza di quella educazione fis ica; quindi come per volgere uno dei suoi frutti al bene· pubblico, propon~ s'insegni ai so ldati l'esercizio dei pompieri « a vvegnacchè per essere il corpo delle guardie « da fuoco irnsni dispendioso, onde non si può mun« tenere che dalle città grandi e ricche, facc iasi ·sentire « il bisogno di rendere quell;:i esercitazione un iver« s11le nelle s0ldntesct1e >>. Discorre nel cap iLulo ~3 delle scuole reggimentali, e .le vorrebbe radicalmente rifonna te « allo scopo d~ «. far raggiungere all'esercito la sua intiera rigenera« zione morale e intellettiva .. .... SiccM la milizia « p.ossa .diventare una grande semola alla quale il po~ « polo nostro verrà ad istruirsi>>. ,Dedica poi un capitolo al soggetto delle biblioteche,.. letture e teatri; dove facendosi forte dell 'esempio lascia to da Asinio Pollione che compose ed -apri una biblioteca a Roma, sproni} il nostro governo ad imita.re Asinio; e termina questa parte di capitolo con .. queste parole: « 'JJuttg ud un que . a scopo educativo si « può. volgere: educativo il giandino e il passeggio « con le subl:mi bell ezze naturali; educativo il viag« .giare, nel quale spìegansi innanzi al so·ldato i mo« numenti della . città rchlegli visita in m1:1tare sue« stanze. l'!Ià affìncbè ubbia a tornargli profittevo1e , ~ ifl bello 1.deJ.Ja nàt tmra ·gustato, ed eziandio· quella

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E LA S0C1E'1'A

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MODERNA

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« dell'operà d'urte ved ute ed ammirate, mollo imporla « prepararlo con una saggia ed ucazione ed istrnzione ». Seguita quind i proponendo pei soldati letture popolari sµlla storia a chi vuole accoppiata la geografia: A per a~Lirare maggiormente a questo studio, dice, sarebbe cosa opportuna che i locali dell e scuole fossero ricchi « di effigi?- di grandi uomini e di grandi fotti». · E non volendo trascurnre nessuna idea di buona educazione, ricorda nel c1Jp itolo seguente in che alta stima tenessero gli antichi la musica, come educatrice dP,l cuore nmano, e così seri.ve: « Se Platone somrno · « umm iratore delle virtù milit.iri consigliava si edu« casse il soldato alla musica, la quale il rende umuno, « ne esalta il cuore a sentimenti magnun imi, e lo in « fiamma alla pugna, perchè non istruiremo noi i « nostri soldati in qu ell'arte che è possente inspi« rat.rice di nobili sensi? Percbè non faremo ch'essi « imparino a cantùe le~ forti imprese degli . er.oi e le « generose azioni dei henefattori dell'umanità? · Finisèe il sigi; or Marian i tutto questo bel 'metodo · col proporre il teatro pei solduti; essi stessi dovreb · be ro recitare, e le rappresentazioni dovrebbero essere · intese allo scopo antico « di correggere e castigare « i costumi :flagellando il vizio: celebru re le virtù e << porre la morale in nzione con le su.e grazie per · « indurre a seguirla». L'autore vorr€!bbe che quelle rappeesentuzioni · formassero il diletto dei sold ati , talchè il privarne taI,rno fosse punizione sen tita perciò applicata con vantaggio della disciplina. Copfro la quale applicazione in generale ecco com e si spiega il colonne llo Marian i. « Soffrnno ezian'dio e g1;ande« mente nél fisico quei solJuti i quali stanno rin chiysi « per 30 giorni in una prigione ove sca rsa è la luce, « insufficente l'aria la quale, o diffi ~ilmente o "i1on « sovente rin novu ta, ·si corrompe pel" le esalazioni 1


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L'ESERCITO ITA l,JANO

E I.,\ S0Clli:TA' MODERNA

« mefitiche degli escrementi. I ferc·i lunghi o corti « ai piedi ed al le rnnni, torture indegne sempre, ma « sopraLuLLo nel nostro secolo, io cu i gli uomini ga« reggiano nobilm ente in benignità ed umanità, e i « troppo prolungati digiuni a pane ed acqua, allerano « notabilmente la salute dell'uomo più robusto».

dividuo aver talora impal·ato la vera e buona morale negli eserciti stabili . E il signor Ma1·iani stesso che a pag. 323 discorrendo corne storico, chiama le milizie stabili , « frutto ben « derrno del nuovo incivilimento sorLo sulle rovine o . « della feu dali là», a png. 338 e nella conclus1one del suo libro, parlando da uomo che vive, oggi li nomina « terribile piaga della societ.\ ». - E qu es ta · terrìbil~ piaga, che lo scrittore in parte riconosce e in gron parLe vuol ridurr<-' << educatrice, benefattrice,

II.

A me piacque, l<'ggendolo, questo bel metorlo tutto armoni eo ch e fo rlc ll 'esc.rcito una vera scuola <li educazione; ma pensai subito, io c-he da ·1 O ann i vivo in mezzo ai soldati, che man casse di carattere pratico; mi pnne che avendo considerato l'esercito da un punto di vista troppo civile, e a forza di ammirarne le sue virtù in tempo di pace, si dimentichi che è un istrumento di gnerra ; ta lchè invece di volerne il perfezionamento in ordi !1e alla sua essenza, lo si cerchi nel senso dell'educazione civile: è una deviazione questa che parmi non si possafareimpunemente. Il signor Mariani che neJl a prima parte del mo libro si sforza di forci vedere nella storia gli eserciti quali istrum ento di civillà, nella seconda ne fo di proposiLo una istituzion e di educazione cirile. Certo, nessun o può disconoscere nella storia che il progresso si avvrmtaggiass,~ dagli effellì an che remoti delle luugh e guerre, chP. dnllo sconvolgimento da esse prodollo ne so rgesse un nuovo princ ipio, un nuovo ordine che in confronLo al passalo fo-sse progresso, che l'educazione umnno abbia guadagnato nella viLa delle armi; ma credo sia impossibile affermare l'io-

salvatrice dell' umanità,».

Veramente pilre vi sia co ntrasto nel chiamare una stes.::a istituzione in modi così opposti ; mn il signor Mnriani tenta :;vineolarsi di quesLa str<-.tta, ~ mettendo fuol'i di discussione l'esistenza il egli eserciti, e sul ~ I principio del suo libro, diee: Amm essa questa, bisogna ri c.:ivaroe il maggior bene possibile per l'umanità: e con tal criterio scend e poi a trattare a fondo « la missione i.1civilitrice dell'esercito,. Noi vedremo in seguito quale accordo possa esservi e fino a che pnnto, fra quclta esistenza e questa missione.

lll.

Presso gli antichi le educazioni civile e miliLnre, come erano nate insieme così armonizzavano ed erano coo rdinate ad un solo fin e; ma dopo e nello spazio di tanti secoli, per cause e rogioni che la sto ria c'insegna, le due caste ·vennero a separarsi e qu el111 militare vi sse di vita tutta proprin, tutta speciale, e noi


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1,'EsEnCITO lTAUANO

ancora la vedemmo segreg'ata dal civile nel diritto e distinte le due edu,;azio.n i, Ora poi con l'attuaz iof.le del gran principio di nazional ità, e. perchè gli esercitÌ essendo sangue della nazione ,si fecero sostenitori di queJ princ ipio, ne venne cbe insieme agli effetti, ai sentimenti, alle a'-pirazioni d.el1a societ.ì stessa, . ne sentisse gl'interes::;i, e corne re e nazione formano una cosa sola, società ed esercito si confondono; così ne sembra essere ritornati all a purezza antica. Ma eiò avviene più nell'intenzione che nel fauo; per0bè l'esercito stanziale n~sta sempre un i·strurnento vecchio sosten uto con artifìzio, e civile e mi li tare se pur camminano al medesimo fine, si urtano perv ia: po ichè lo s'viluppo di quei principi i che son0 dono della libertà, mentre danno incremento a'1 . gran progresso sociale, sembra congiurino per scalzare d~lle fondamenta le nostrè basi antiche; e lo studio della . scienza. nelle sue appl icazioni militari alla scienza stessa e al vivere civile ci rende nemici (Vedi Mariani, 269j. Imperocchè quello spirito moderno che le altre istituzioni ' le Jeg'ai la in grun parte informa . o, po liLica, non è giunto ad armonizzare l'educazione militare con la civile; e col maresc ia]h, Marm ont. ch e scriveva sui primi del secolo , essere« l' exis tence d'u ne « armée. chose si etonnante, si anificiell e, q~'on ne << negligerait pus sans. pé r·il tout ce qui contribue à « donner. à ses marnrs des habi tuJes cl'ordre et de so u« mission », si trova d'accordo uno dei nostri deputa.ti, distinto per scien za mili tare, ·il quale diceva non ha guarì in Parlamento:<< essere l'esercito una mac«· china così artificiosa, così fuori di natura , cosi col'I,« traria all'indole umana, che se non amme ttiamo « larga base ai pregiudiz i non potremo avere un « esercì to ~>. . . .., Così noi assistiamo, non già al preludio di un' ar-

monia frn le due educazioni, ma ad una penetrazione civi le pef mili,~ parti nel militare, e il tempo che ragiona a dirillo e rovescio su tutto, vuol ragionare sopra e dentro una istituzione, nella quule p iù che · in ogni altra, solamente la parola corroborata da lunga e giudiziosa esperienza, pi.ò riuscire profiuevole. Pnò darsi che cogli anni , da una gruòuale pern:wa zione civile, ne accada una fusione benefìea e sa lutare e l'armonia delle due educazioni si facc ia; orn' intanto quello che parmi si possa affe'l'rnare, si è che gli eserciti coine sentono co lla nazione, cbsì ne ritraggono il . punto di civiltà, e ia scienzn di guerra cammi,na colle altre scienze; e qualla soc ietà che prima deile altre abbia compreso la libertà ediniparato a Yiverci in ordine, a tenere il dovere come naturale abitud ine, a stud iare seriamente, ·qnel ln sap rà ritr::irre nell'ese_rcito la discipl ina e la scienza. Da noi in Ita lia, si può dire, non abbiamo acquistato nèquella saggezza, nè quella nb itudine, nè que1lla serietà: sémbra perciò quàlunque penetrazione civi le · debba riuscire dann'osa nel militare. E · mentre da 'ù'na parte 1redncazione del popcilo, èos}) tutta nuova a noi largita d::illa libertà, tende a consacrare gli affetti di fam iglia , facendo di questa la pietra an1· golare della società; a renòer più onesti e miti i sentimen'ti dell'individuo, più opero'sa ed attiva ' la sua · vi ta dall'altra il ben esse re r;orale e materiale che ' , ,•da quella libertà ne dP.riva, fa sentire come aspi razione del cuore e bisogno d'in teresse lu pace.; tale~~ per un altro verso, come la penetrazione dello s~lirito · civile, cbsl l' ed11éazione dell'ind ividuo · tende a scemare la particolare vigorìa all'essenza militare . 'Da tutto ·queflo che ho detto , ·'appare un contrasto 1 1 manifesto fra le'd ue esist'en'ze èi \'Ì)e e milÙa re; e 'n~-~n lfe qu~Ha và ortlinandosi èd eritrando 'sempre' pi~'in una v'ia 1

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L'E,SEI\CITO lTALIANO

normale, la specialità di qu esta spicca maggiormente e l'esistenza si , fa più sen<;ibile e dirò, abusando il termine, delicata, . E quella è una specialità ch'è condizi one <li vita: ciò non si deve provarlo ' a cbi avendo vissuto nel militare anche solo per qualche anno, abbia altresi compresi che razza di disordinP. nell e id ee e nej fatti, che l'<lZZa di pervertim ento nèl sentire vi sia nella nostra società pur tanto rigogliosn. Che se dai tempi • di Marmont ai nostri giorni , se nello spazio di tonti anni in cui tutto fu distrutto, tutto si rinnovò , l'essenza de!l' organism o militnre non si è. mutata, se in llalia dove pure si allen tò per tin momento ora vuol tornare ali' anti ra rig id ezza, se qu esto radd1·izzarn ento ne vien e dalla nazione ora rnaestr:a in civiltà, vuol dire che qu ell' organismo non può l'eggersi che in questo modo. E se ìl genere dello scritto e la mia poch ezza non mel vietassero, io sarei tentato ad elevare più in alto la qu estione: e ricordando come una delle condizioni più diffic ili della vita civile, sia , il ·far incarnare neìl a coscienza del popolo essere l'interesse particolare sottoposto a quello generale, dimanderei se in Italia noi possediamo tanta Cf\mprensione di · libertà, di man derei se per st.t·appare agli affetti, agli interessi nn uomo e tenerlo per anni in una vita « fuori di nat1ira, contraria all'indole umana », se ·per far-e ch'egli rinunzi non solo alla libertà ma alla vita, basta da noi lo scuotere e il metter a prova nel popolo l'amor di patria: oppure • se per ,tanto e minuto e continuato sacrificio, ntm vi sia bisogno di leggi tutte speeiali, di disciplina militare. Così, ripeto,' la nostra esistenza è molto delicata. lo non Yorrei perciò si forzasse quella penetrazione '(:Ìvile, ma se ne lasciasse tutta la cura al tempo.

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E LA SOCIETA' MODEllNA

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cioè al naturale s.volgersi ed espandersi dell a civiltà; e fino a che non ci sarà dato in questo nuovo ord ine sociale àver la certezza sopra un principio generatore dell'intero complesso dell'esistenza militare, io c~edo sarebbe giudizioso port:!re in tutto quello che si fa o si dice per l'esercito un principio molto conservatore. Ora a me pare, che volendo dare in modo immediato o diretto all'esercito quella parte di civilizzatore , non si possa ottenere che . col forzare quella penetrazione, Infatt.i il signor Mariani col suo _metodo ecJu?ativo_ tr_ns~orta nel militare quelle occupazioni, quel gusti d1 vita normale, quella mitezza di sentimenti,' quella regola di ordine civile che formano il buon cittadino, il buon padre di famiglia; ciò che può dirsi applicare principii nuovi ad un orcranismo o . vece h 10 . . ln tal modo, togli:ndo al rnilitarn di quel suo particolare carattere, ne imbastard iscono la vita, la quale, e questopesatelobene, perdecosilasua ingenita e schietta potenza educativa. Poichè, la vita militare deve non solo sviluppare e dae vigore a quelle virtù che per avventura fossero nell'animo del pqpolo, ma spesso eziandio e qu11si sempre creare di pianta l'idea di quelle virtù militari sconosciute ad esso e farne sentire _tutta l' asprezza e nudità della pratica: talchè qualunque miscela abbia in sè quella vita, distraendo l'animo da qutll' idea, disgusta da quella pratica. Or si vede come quei riformatori riescano al contrario di quello che vogliono . Perchè, gli è inutile lamentare gli ozi dei qu·artieri e dei campi, i ferri, barbara pu, nizione, gli sten ti tal voi ta, la giustizia assoluta; tutto ciò è inerente alla vita militare, ed è parte della s1:1.a educazione. Gli è inutile vantare la virtù civile dell'esercito e dire, vedete? se tanto mi fa naturalmente

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L'ESEI\ClTO l TAUANO

che non mi farà se voi gli predicate la moi-ale, lo civilizzale? io vi dico ' che a ll ora, v~r{uto al fatto, si cootenterù forse di sapere le massime morali. Perchè . se qualche cosa è vernrnente educativo nella nostra vita, si è che al confronto delle parole i fatti sono ' molti.

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MODEI\NA

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nazionale; ma chiedere un limité per quella penetrazio ne ·e per questa coopei:aziooe: uo limite dico fra l'istrumento di guerra e ·l'istrnmento civilizzatore. Il quale limite llOi lo potremo avere, quando la nazione avrà cap ito le esigenze di un esercito stabile e snprà così perc, 0 rispettarne l'esistenza, e si vòrrn da tutti ammettere che l'educazione civile nell'esercito è accidentale, e il bene che ne riceve il popolo è indiretto e mediato.

IV. Chi mi abhia letto Jìno a qui, può forse sent1rs1 portato a taccia rmi di avverso ~11la IiiJertb, ~overchìa~ mente timoroso dei snoi effetti; può credere che ri- , tornnndo coll'animo ai tempi pDssati, io voglio trincerare la casta militare e troncare, sefosse possibile, qn1i l11n que relnzione fra q11ella casta e la civile. E se di tutto ciò io giungessi a difendenni, potrebbe M1cora dirn1i: ma sigriore, s~ v9i ama,te la li.b"rtà, so volete confondere esercito e nazione, perchè temete . della penetrazione civile ·? se · volete che Ja vita 'ln ili tare educh i il po_polo, perchè negate la sua direw.1 partecipazione a quella educazione ? Davanli a costi1i ' io sentirei il bisogno di così concnllnre il mio pensiero. Credere resistenza di un esercito stab ile necessaria .ill'economia dell~ Stnto; a~er fede non poter r",ggersi che sotto quel dato orgarnsmo; vedere che que lla forzata penetrazione .civile foisa il cacatterP e SCf!tr1a il valore di quelrorganismo, t11rbando così quel l'econom ia. Riconoscere dannoso e d'nltro~d·e impossibile segregar;e l'esercito intieramente , ~lelln v_ita civile; ar~rn~L1.e.re9p:n~,';erità, clre q~alunque 1st1tuz1one depba r1~sc1re~tr.1,va nel cqmplessivos,,iluppo

PARTE II.

V. Noi ci trovia.mo di fronte ad uno dei più gravi problemi della questione militare. Adempiere a tulle le esigenze dell'istituzione milit,Jre conciliandole cogli interessi civili non solo, ma volgendo quell'istituzione stessa ad utilità del cornp:essivo sviluppo sociale: ecco il problema che noi ~i affatichiamo .di sciogliere, in un momento io cui quelle esigenze sembrano fars i più inesorabili, maggiori e più complicati quegl:' intel'essi. l~sso è probforna economico e· morale; e UQ,i lasciando al legislatore e allo organ,izzatore approfondire quella parte, ci occuperemo della secorida. Noi vogliamo considerare quell'altnoslera morale militare nella quale· vive il soldato e che st


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L'ESERCITO lTAI.IANO

chiama disciplina; hl quale perchè ha un'azione continua e direua su tullo l'individuo, è potente a modificarne il sentimento, il pensiero, le .abitudini. Esaminando quella disciplina noi vedremo se sia in accordo collo spirito del tempo nostro, com e possa stabilirsi quest'accordo , e pN quale via essa µerven,g a allora ad edu ca re l'uomo e il cittadino. Per parlare di tutto questo io intesserò il mio ragionamento sopra un libro, di cui il valore professionale in se stesso non può essere contestalo.

VI. L'armée françaùe en 1867 è un libro che fece allora non lieve impressione, e più ne hu fatta in chi lo ha riletto ora dopo la tremenda sorte di quella nazione. Perchè l'autore considerando il vecdìio esercito nella nuova società francese, rintraccia le cause tecniche e morali che minavano alla sordina quell'esercito. Vi sono dei periodi che hanno destato in me an_turba~ men to indistinto, un sentimC':nto grave ed an;;1oso d1 scuoprire più che mai la verità. Chè mano a mano io studiava quelle pagine, mi si palesava una somiglian_za di analoaia tra la Francia e noi nei rapporti dell'esercito colla na~ione. Io non S!.> se chi ha Jelto qu el libro abbia sentilo con me questa somiglianzo: ma le parole ch'io qui ne riporto e le riflessioni a cui possono dar luogo, confermano, se non erro, il mio sentimento: Ecco quello che trovo scritto al Cap. III nel quale s1 si parla del carattere e delle attitudini militari in Francia.

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l,A SOCIETA' MODERNA

« Noi siamo, infatti, assai più un popolo guerriero, « che un popolo militore, perchè, non abbi.Jmo quella « colma di temperamento, quella costar,te preoccu« paziune di esnltezza e dì puntualit.ì, qu ella rigidezza « di abitudini e di attitudini cli e tanto mirabilmente « preparano i popoli del nord all'obbt- dienza, alla « rassegnazione dinanzi alla regola, alla disciplina, « in fine a tutte le esigenze rigorose del mestiere del.le « arm1. « In Prussia, in Russia, un soldato obbedisce im« mediatllrnente e in si lenzio (qualunque sieno le sue « convinzioni e lo stato del suo animo) all'ordine ri« cevuto. Una osservazione, un mormorio anche fra « i denti, sarebbe d'altronde una enormità da non « tollerarsi, e ne seguirebbe subito la repressione. « li soldato francese disturbato da un urdine, lo ese« guisce pure, ma la disl:ussione è in fondo al suo « spirito, il suo cattivo umore si manifesta sempre « in qualche modo, e se una osservazione a fior di « labbra accompagna l'esecuzione, non ne facciamo « ùn affare, e nella maggior parte dei casi, il meglio « è di non sentirla. « Così la no.tura dei nostri soldati non è indefini« tarnente disciplin.abile ed è necessario misurar loro « Ja compressione e la repressione. L'obbedienza mac« chinale non è fatta per loro ». Seguendo . poi l'ordine delle mie idee, salto al capitolo Dello spirito di gerarchia, e ne estraggo questo brano: « In oggi i colonnelli, i generali, i più grandi per« sonaggi militari si presentano alle truppe senza far « loro impressione. Il sentimento della loro alta mis« sione verso di esse, e della loro alta posizione nella ~ gerarchia sembrano essere svanite. Esse li vedono ~ arrivare, li ricevono e li vedono partire con indifANNO XVI,

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L'ESEllCITO ITALIANO

ferenza: tutt'al più, quando questi hanno una fa~a « speciale, eccitano in esse una passeggern preoccu« pnione d' interesse, o piuttosto di curiosi1à. Egli è « che le credenze sincere e la fede militare, in« sieme agli arrlori e alle emozioni parLicolari che « ord inariamente le accompagnano, si sono affievolite. « Un sentimento tradizionale mollo elevato, mollo « conservatore, che è una delle forze di coesione del« l'esercito, e che io chiamo lo spirito di gerarchia, « t~nde a dileguarsi. « Non bisogna dissimularsi la gravità cli un sintomo « che accusa nella famiglia militare l'indebolimeri~o « (già segnalato nell'insieme dell a societt1 francese} del << principio e delle abitud ini del ris7)etto ». In questi due periodi si accertano due fotti: che il soldato francese discuteva l'obbedienza, che lo spirito di gerarchia tendeva a spariee per dar luogo all'fodifl'efenza per l'autorità. Dei quali due fatti l' autore cerca la radice nel suo popolo: poichè men tre · egli fa derivare il primo vizio dalla .. natura del francese non indefìnitivament~ inclisc1jJlinabile, vede la causa qel secondo pervertimento nella soc ietà di quel paese, ·1a ' quale h.\ smarrito qualunque principio ed abitudine di rispetto. Io non credo bisogni spendere molte par9le per dimostrare esistere, certo con inteflsità ròino1:e, quelle medesime dué cause nella nostra società; perchè la nostra storia passata e contemporanea, le manifestazioni nazionali, il genio stesso della nàzione ce lo fanno sentire; e potremmo citare illustri italian i che hanno detto queste cose, e fra gli altri ·o· Ar.eglio e il genernle La ':t\'larmora: il primo dei quali moriva lamentan'do altamente in Italia la mancanza di .CJ~alunque vero rispetto a qualunque autorità, e l'altro ha . scritto in questi 'giorni, essere impossibile fra noi otterÌére una disciplina assoluta. Che se al c~nfronto <<

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MOOEllNA

,dei l?rancesi noi siamo ora più docili alla dìsciplina, ·non è, credo, da vantaì·sene o rallegrarsene, perchè il punto ·di nostro risveglio civile, ancora incipiente e parziale, non è forse estraneo ·a questo nostro vantao-gio. Così benchè non si ' possa cons latare nel nostrn -esercito tutta l'intensità di quei due fotti, che l'autore· francese vide nel suo, restnno però sempre i germi {li cause ug11afi da ambe le pa1·ti, e perciò diviene ;possibile affermare quella somiglianza.

VII.

Pure non si creda ch'io vogl ia fare da censore inut il e e molesto delle cose nostre: io noto ed osservo. E mentre le parole di gloria , di onore militare, ~evozione, che per tònto tep1po dissero lo slancJO, 11 cemento, il cardine dello spirito mi litare, io le ve§go discusse e spesso fatte vane, domand0 a me stesso ·<love andrà a finire questo rovinìo morale into,rn,) a noi, qnal è sarà il nuovo princ ipio ordinatore di tanta guerra di opinioni, di sentime nLi . Forse tuLLo. qu~sto ,è crisi è pass11ggio tra il vecch,io che talora insc1entemente si disprezza e il nuovo · che nessuno sa .veramente definire. Checchè se ne pensi però, io credo giunto il momento di piantare su nuova base la nostra disciplina militare, di daTe a lei un nuovo ariterio. li quale sfidando il progresso del tempo, cammini con esso, anzi lo aiuti in quanto esso tende ad ord,inare, a meuere cioè ogni elemento. al suo vero posto é lì a

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E LA SOCIETA' MODERNA

L'ESEI\C1TO ITALJANO

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Egli è il custode, direi la vestale di quella fiamma òi spirito nazionale mil itare che prende diverso e sempre nuovo e giud izioso alimento da l progresso. Egli è quel sapiente educatore che abborrendo da qualunque rettorica, sa quanto si ed uchi col contegno e coll' esemp io, colle parole e col silenzio, e di tutto sa l'opportunità , la misura. Egli sa che al disopra di qualunque metodo, di qualunque opinione, vi sono poche virtù che fanno l'uomo, sia esso soldato o no, nobile o plebeo, istrut.to od ignorante: dina nzi a lui comincia la vera obbedienza, perchè egl i rappresenta la vera autorità. Io Io veggo sp lendere dinanzi a me ques(o alLissimo tipo, il quale perchè ba consacrata Ja sua vita alle armi, tien caro l'esercito come una seconda famiglia; ed è a lui, à lui solamente che sono affidate le sue ~o rti: questo io lo metto co me perno di ragionamento percliè lo credo vero. - Noi ved remo ora come l'ufficiale possa elevarsi a quell'altezza, come mantenervisi, co me solamente lassù egl i sia al suo vero posto. Noi dobbiamo considerare perciò quali elementi egli abbia in sè, quali gli offra il proprio officio, per incarnarsi in quel tipo. L'argomento è deli ca to ma io andrò fino al fondo del mio pensiero, perchè crc·do sia giunto il momento di dire su ciò tutta lo verità. E per adnttare tema sì grave alle mie forz e, io parlerò solamente del!' ufficiale subalterno.

!arlo ngire. E questo criterio io sarei per determinare 1~ queste . proposizioni: che riella gerarchia il superwre lo sia non solo di diritto ma di fntto· che sotto iJ grado vi sia l'uomo che ad esso si con~iene· che l'autorità _sia_ s~ntita e riconosciuta dni sotto~osti. Questo cr1ter10· 10 lo cred o il solo potente a ri stabilire presso di . noi il principio di autorilà. Perchè' in verità , a cosa nnra da qualche tempo l'educazione militareche si vuol dare al soldato, dico educazione tecnica ~. n:i~ra!e? ~ s~e~J iare la su~ intelligenza, a smovere 1 In1Z1at1~a. rnd1V1duale. Ora 10 credo che tale risveglio pren dera mcremento e darà buoni effetti, solamente ~ patto ch.e vi sia subito pronto ch i sappia intenderlo,. J>adronegg1arlo e dare a lui un sano indirizzo.

VIII. 1Jn ve~chio adagio del nostro esercito diceva: il ·.sott' uffiz1ale è !' anima de.Ila disciplina; e forse una :olta qnesto motto esprimeva la verità; ma orn che 11. sentimento è l'intima forza dell'esercito, il rnotòre d.1 esso~ ?~'a eh~ l' eserci to nostro si arroga una miss10ne ~1V1 hzzatr1ce, ora che la disciplìna deve essere educ~z1o~e . c~e · modifica il pensiero, il sen ti mento, Je ab1tudm1 d1 un uomo, ora l'ani ma della disciplin è l'uffiziale. a E, l~sciat~melo dire qui per incidenza, io riserberei al so~t u~fi~ia.le la parte maieriale del materialismo: v?rre1 eh e1 fosse come il modello militare tradizionale d~ quelle posizioni, di quei movimenti che si scolpiscono drnanzi alla recluta; ma l'uffizia le è ben altra c osa.

IX. Nel libro che mi serve di testo, c'è un capitolo in titolato: Jeunes soldats et vieux soldats, nel qua le si fa un confronto tra queste due esistenze militari: asco! tiamolo.

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L'ESEMTTO ITA LIANO

« Ho detto, e credo aver provalo, che nella costi« tuzione del l'esercito il sentim en to doniina e ne fa « la forza; esporrò con qualche dellaglio l'origine di « questa forza , facendo passare il soldato sotto gli « occh i del lettore, da Lutto le impressi oni .che riceve,. « Ja tutti i gradi d'insegnamento che concorrono a « formarlo nel reggimento, avvertendo pe rò che non « son o nè spccul,J7.ioni del mio spirito, n è so ttigliezze 11« losofichc, ma realtà che ho studiate in tuttala mio vita « in mezzo alle truppe, con un ardente desiderio di « trovare la verità. « I giovoni presi nellt campugne o nelle città per « la legge del r eclutam ento , arriv:rno quasi tutti al « reggimento con lo spirito dominato dal turbamento « e dal di sp iacere. « Essi non hanno ulicn ato vo lonl.ariumente la loro « libertà; essi ritengono tutt.i i sentimenti naturali « al cuore dell'uomo, tulle le passioni inerenti alla « loro condizion e di r.i ttadin i; rimpiangono la f'amir:rl ia , «. i loro_amori, il campanile del villaggio o la bott~ga. « Le esigenze del noviziato sono per loro penose, e ,< l~ maggior parte si difen dono molto tempo con tro « d1 esse, spess 111 anno intero nel segreto dell'anima « loro. Poi si fo rmano le abitudini; il mestiere pro« priamente detto diviene loro fomil ial'e e non hu pi ù « del mi stero. Generalm en te, condotti con ben evo« len za, nutriti convenientemente, convenientemente « vestiti, si ri mpettiscono sotto l'uniforme e sotto le « armi, con un prin cipio di fie rezza, il quale mostra che « il sen tim ento · dell a dignità professionale li pene tra (( di già .. ... « In qu es to momento, essi hanno almeno due « ~nr!i di servizio; sono p resso a poco formati, e lo « rn s1eme delle loro disposizioni si riassume in ciò « che io chiamerei lo spirito di reggimento, prim0-

« grado di mtAtnrità nèl soldato francese, e prin cipio « dello spirito rniliwre che è più generale, più pro« fondo, che si sviluppa I"npictamente con un anno di « più di servizio; che si conferma poi irresis tibilm en te « con una campagna di guerra co i suoi insegnamenti « di ogni specie e le sl1e terribili prove. « Allora appare il veccltì o soldato: non già quello . « che l'immaginazion e pubblii::a si figura, facendolo « in vecchiare so tto le band iere e come io definirò a suo « tempo; no! il mio vecchio·soldato è un giovane; egli « hu nell'ordine morale come nell 'o rdin e fisico tutta la « energia ddlu gioventù ,, ne ha le cl'eden ze, le il« Jusiooi. Egli è pieno di forza e d'ono re. Non intende « dare al paese un giorno al di là degli nnni che gli « deve per legge, pcrchè dove ri anteriori e superiori « lo ric!1iaman,o in fomiglia . Ma questi ann i egli li dà « tutti interi, senza restrizione nè calcolo. « In tempo di pace egli è l'uomo della regola e « del buon esempio, in tempo di guerra è l'uomo « dell'abnegazione. È qu egli che si riscuote alla voce « del suo general e che nell'ora del pericolo gli parla « del pa ese: è quegli che, malgrado im periosi istinti « di agitaz ione e movimento, si condanna alla penosa « im mobilità della trinceo, dove la morte viene a « colpìrfo, !'arme al piede; è quegli che lavora ener« gi came ote, che so!l're pazientemf'nte, e che presso « a tornare al suo focolare non chiede al termine e « per premio dei suoi sforzi che un ....... certifìcato « di buona condotta l « R quando questo vecchio soldato che è giovane « ritorna alla · casa pat.erna, con i sentimenti o le << affezioni che la sua anima ha serbato, egli ha « ucquistato molto, senza aver perduto niente. Egli « è gene ralm en te più forte, più ada tto al lavoro. « L'elasticità del giovane trionfa ancora in lui sulla


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rigidezzn, che. è il carattere particolare degli uo·mini che hanno troppo tempo portato le ormi; egli può ancora curvarsi sopra l'oratro, o riprendere le abitudini di una professione monuale. Rimane dunque nel paese dove è qa to, invece di andare nel le g randi citLà, ad accrescere il numero dei disocc.upati. « Egli si ammoglia in questo stato, mette su famiglia, e propagnndo intorno a sè le tradizioni ~~ obbedienzn, di rispe tto, che ba raccolto al reggimento, rende alla . società, senza pretenderlo, nuovi e preziosi servizi .

« Ilo mostrato fin qu, le successive trasforma- · « « « «

zioni, per le quali 1'1101110 dei cnmpi 0 l'operaio dell e ciuà diviene nelle file giovane soldato, soldato fatto, vecchio soldato, e finalmente ~itorna al suo punto di partenzn, la fam iglia. « Suppongo adesso c-he, sedotLo dai diversi van...: « tao-o-i oo che offre il servizio militare, e non con« siderandolo più come un obbl igo, ma come una. « carriera special e, preferibil& a quella che il suo « en trar nell' esel'c ito interruppe, rinn11ovi il $ UO << contratto con lo Stato. « Da questo momento egli rinunzia volontariamente « alla sua libertà: non momen tan eamente m;:i per lo «· avvenire, e si può dir per sempre, poichè la con« tinuazione del servizio militare lo rend erà radical« mente disad11tto all'esercizio della sua professione « manuale, sopratutto 111 lavoro dei campi , mentre « diverràse.mpre più estraneo alla famiglia. Dimodochè « il servizio e il reggimento dovrnnno Ol'rnai tenergli « luogo di tutto. Da ciò inevitabilmen te, una certa « alterazione di ciò che ho chiamoto altrove i sen-

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MODERNA

« timenti naturali al cuore dell'uomo, e un abbandono « quasi completo di ciò che ho chiamato le passioni « inerenti alla condizio1ie di àttadino.

. Durante il primo periodo del rimanente del suo « contratto · egli è ancora sotto l'impero della regola, « e siccome si è fatto maestro nei dettagli della. pro« fessione, t.u.Lt.o va a seconda. Pertanto il servizio « non gli sembra più un sacr-i6zio momentaneo al « quale lJisogna rassegnarsi. · « Ì~ un mestiere, un mestiere, del q uale è naturale « ch'ei cerchi di trarre tutto il partito possibile, eser« citandolo il p.iù comodamenle possibi le. li nostro « uomo diventa. difficile, esigente, fantastico ..... « Se vien condotto alfa guerra la fa vigorosamente, -« perchè ha sentito l'odore della polvere; m.a quèrndo ~ se ne sente disposto, e quandq gl, connene. « Dimodochè il suo vigore è ineguale, capriccioso, ~< e colui che ha fatto meraviglie oggi, resterò di« mani multo al di sotto della sua reputazione e « drl suo posto: È scettico, ,motteggiatore, incapace « di prova;·r. fo rti emozioni, e d'esser~ eccitato da « grandi canse 1>. . . In queste pagine l'autore richiama all~ :nente eia spiccar:e dirnrnzi a noi una gran~le verr!a: n~entre ci fa sentire quanta potenza abbia la. vita militar~ sull'uomo; fa vedere nlLresl come quella potenza. s1 volga in bene se quella vita ha un limite, alten ~· produca irreparabili guas ti morali; se non lo ?a~ Eg~1 · ci fa sentire come solamente dentro quel limite 11 soldato mantenga e scald i nell'anima sua i Ie_garni d~ affetto e d' interesse e con1e solamente d;:i questi legnm1 a lui der ivi la prima sorgente di .vigori.a rnilital'e; perchè tenendoli cari sopratutto, 11 ~acrdìca ad ~n dove re più alto, più sociale, alla patria; c1 f~ s:nt1r~ come questo sacri fizio nobiliti l'uomo, lo elevi dmanz1 <<

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L'ESERCITO ITALIANO

a se stesso e sia molla a tutto quello che può esser grnnde e gngliardo; mentre all'opposto nllentando e perde:ido quei legami, l'uomo esca dall'ordine naturale, il soldato perda la sua vittù; come infine il primo sia il vero m il itare, il sec:ondo un mesti erante. . Questi pen.sieri sono tali da pl'eoccupure chiunque si ~nella a r11leuere sulla nostra questione militare; cd 10 put'e me ne sono preoccupnlo e spesso un pensiero sopra gli altri mi ha tormentato. Le considera1.ioni de_ll'autore francese si possono forse applicare alla esistenza dell'uffìcialc? Benchè il servizio di questo non abbia, si / può dire, limite, rnn11tiene esso i legami. . colla vita natur:1le dell'uomo, opp ure è un essere tutto , a parte, uno che vive fino alla tomba una vita« artificiale, fuor i di natura , contraria all'indole umana?» E, supponendolo tal e, va egli sogge llo, in modo diversi) dnl soldato ma forse più fatale, ai gua sti del tnestierant e'? Qunle altra intima virtù può dare a lui t•Jlta l'altezza, la vigoria , per la sua posizione? Io titubava prima di mettere a confrollto del soldato l'ufficia le; poteva s11 pporrn che rngioni da me non vedute non permettessero quel con fronto; e poi, mi sta sempre ,. . dinanzi agli occhi, benchè molto sfumato ' ~ ni insp1~·a un. avanzo cli suggez ionc, quel bel lissimo L1po che 1 poetr ca.111.orono, i rornanzieri descrissero i pilt?ri ci fece ro veJere sui quadri; quel tipo di cavaliere guerresco tuLLo pieno di onore, di un O"nore tullo s~eciale, di generosi tà, di galan teria, sprezzante della .v,t'.1 che mette a cimento ogni poco, devotissimo al .pnnc,p~: quel tipo di cui l'immagine ci tramandò Ilawrdo; tipo che allora era guardato all'ino-rosso e che di poi nell'avanzare del tempo rovinand;si da se stesso nel vizio cercò appuntel larsi sul nome aristoe poi incarn arsi nelJ'uffìcia le deo-li ese rciti crntico . . 5 stanziali, e che ora il nuovo tempo, osservutore e

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sottile. analizzatore àelln vi ta di rl1iunq11e voglia esser distinto, ha abbattuto col suo ~l timo puntello. Ma in nrgomento più determinato e d'importanza capitale il mio tes to mostra, come le stesse cause, quando sono efficaci e permanenti, producono, benchè con apparenza diversa, g!i stessi effetti in tutti, senza distinzione di classe. Sentile le sue parole: egli parla ancora del rncsti erante che i vantaggi cli una posizione rendono un soldato conservatore ........ « Voglio dire consenatore « della sua persona in mezzo alle prove e ai pericoli « della guerra. Esso è uu a specie di capitnlista che non « trova nè opportuno nè giud izioso il farsi uccid ere. « Negli ufficiali e nei generali la stessa causa genera « gli stessi effetti con pericoli più gravi anco ra, poichè « questi 1ion l'icevono l'esempio, ma lo dànno; e « quando nelle loro anime il calcolo Ila preso il posw « del patriottismo, l'esercito è pérduto ». Ora, dietro queste parole io mi risol vo e dico intiero il mio pensiero: sì, ['.uffizìal e è un mes tierante. Voi vedete quest'uomo esercitare con lungn, m@notona, periodica ripetizione di esercizio, un lavoro presso gente che in breve tempo lo lasciano: in mezzo ad una società che si agita, che lavora, che produce, e di cui egli sente tutta la pressione, egli vive una vita arida, sterile, piena di abnegazione; dinanzi a lui il dovei-e si eleva nudo, scarno, seu za un affetto che lo riscaldi, nè un interesse immediato che lo sproni: i tempi nuovi tolsero alla sua esistenza quel carallere avventuroso, quella prolungata ebbrezza che l o tenevano spensierato di tutto, nè a lui co ncedettero l'ordine, l'attività produ ttiva , gli affe ti di una ,•ila . normal e; quando egli fece il suo giuramento, rinunziò a qualunque diritto sulla propria vita. Ecco gli elemen ti che informano tutta la vita dell'ufficiale , che


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L'ESERCITO !TALUNO

E LA SOCIETA' MOOEI\NA

possono fargli di se stessi via scabrosa a ra()"giungere l'altezza del mio ideale o trascinarlo con r~oto lento e continuo ad un deplorevole livello morale.

loro a_ttirassero l'animo nostro: perchè volendo spargere ~d alimen_tare l'istruzione nella massa degli ufficiali , ~o ,credo 11 nodo della questione sia appunto nel poter 1~namorare allo studio, finchè diventi per tutti un btsogno, una cara abitudine. Tali che in sè contenendo quei germi fec?ndissimi che formano e sviluppano l'uomo, hanno vi rtù d'impadronirsi delle sue facoltà morali tutte e più . che arricchire Ja mente scolpiscono il carattere: tali insomma che avendo riscontro nella pratica della vita sociale si connettono con essa. Perchè, ricordiamolo bene, l'ufficiale ha una influenza non lieve sulla educazione della società nostra; influenza che se direttamente si versa · nella cerchia militare. riflette non poco anche fuori di essa· imperocchè più dì quello che non appare egli sta a con~ tatto col civile, 'più di quello che non si crede è osservato e direi sindacato, come persona distinta fra le altre. < Tutte quelle quali'tò mi sembra non abbiano quelli studi professionali e tecnici, i quali per la loro aridità non_ p_ossono attjrare che pochi individui apposta tagliati dalla natura, e fra questi quelli specialmente che ambiscono una posizione scelta nella casta, Òttenuta la quale spesso lasciano lo studio. E, parlando come io parlo della massa degli · ufflciali e non di quelli delle armi speciali, con .qual passione, con ·• qual pro dovrebbero studiare leggi e principii che poi nella pratica del servizio non trova110 applicazione?

X. Quando mi acc:lde leggel'e uno scritto militare del giorno, in cui si parla dél bisogno dì rinnovare il prin cjpio di autorità, io ne ho visto proporre quale mezzo « il connubio del grado colla scienza»· ma a ciò si fermano qu egli scritti o poche altre rao-i~ni essi dànno, onde a me pare che di cano troppo ~oco e la parte principale ommeuano. Perchè, io già lo dissi, è solamente da una altezza morale molto elevata che l'autorità può esser intiera ed efficace, è solamente lassù che l'uffici,ale si trova al suo vero posto nella gerarchia e rispetto alla società, è solamente lassù d?v~ gli elementi deleterii del mestiere non possono giungere. Talchè s' io conco rdo con quen-li scrittori essere lo studio il mezzo per elevarsi, n~n credo sia indifferente la specie di studio: e oltre indicare il mezzo indicare il modo. A prima giunta si può · dire strana una tale ricerca e gli_ stu~i professionali e tecnici semb_ra siano quelli ~he 1~ pnmo luogo_ e maggiormente debbano occupare l ~ffi.ciale. Quest~ 10 non credo: e ciò segna una convrnz1one tutta mia, della quale non stimo facile persuadere chi n<W abbia seguìto fino a qui il mio pensiero. · Io credo non si debba es igere dall'ufficiale che una cognizione tecnica limitata al suo necessario; mentre ~ll'o~posto si dovrebbe con ogni nianiera coltivare. rn lui un'altra c;pecie di studi. Tali che pel carattere

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XI.

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La storia, la letteratura, l'economia politica, sono gli studi ch'io propongo agli ufficiali. La storia io la credo il fondamento di ogni vero saper~. ~ perchè


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LES1mcno ITALIANO possa riuscire tale ad ogn uno, il suo studio non dovrebbe lim itarsi alla sola storin militare: ma segu endo lo svolgersi e il prog1:esso dello civiltà geni~ra le, dovrebbe veramente fermarsi su quei falli che ebbero una influenza complessiva nei tempi; su quegli uom ini veramente grandi ch e in sè riassumono lo spirito di una intiera generazione. Lo studio della lei tera tura io vorrei fosse ispirato dal c:ìL~ri~ d1e conduce« gn slare gli ultimi frutti <li qu ella d1sc1plrna quando si cambiano in sapienza della vita»: 11 quo_le ~riterio dovrebbe poi gu idare nella scelta degli autor1. L :irte pu re della leueraLu!·a vorrei fosse apprezza la dagli ufficiai i, in quanto fa sen lire l'importanza della lingua, di questa splendida espressione della nazionali.tù, ed acquistare il SP.nso della parolo, che mena a ricC;rcare in fondo il pen,;ie ro e l'idea e a sig~i.ficarlo esattamente. E, dice Manzoni, tutto ciò « che « ha relozione con J'arle della parola e coi diversi « modi d' iofl_i iire sugli affetti e su lle idee degli uomini, « è lega to d1 sua natura con oggetti gravissimi». Io prop_ongo lo studio della Economia Politica, come que!la sci enza che o(fre un C'ampo illimitato, dove tutti , secondo le particolari tendenze dell'animo e della menlP., possono trovare oggello di pensiero e di 1·iflession ~. E, pP.rchè essa scienza ricerca, svolge ed a!'mo~rzza fra loro tutte Je forze della nnlura e le polenzè deJI uom_o e al ben~ generale le indirizza, è atta più che ogrH altro studio ad iosPgnare come nnlla sia trascurabile, tutto abbia un valore nell'armonia· atta per questo mezzo a far sentir presto tutta la' serietà de lla vita. Questi studi fatti in maniera ele,•ata e sinteti ca dovrebbero alimentare nell'ufficiale una vita di riflcs~ sione, un nutrimento del bello; avrebbero potenza di completàrc l'uomo in mezzo al mestiere dP,lle armi,

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E LA SOCIETA' !IIODET\NA

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di formere l'educatore. Rssi. dovrebbero mnntenere nel!' ufficinle sem~ re viva la scienza e la fede nell'op era del proprio ufficio; e nella pnl'Le filoso fìca della professione, dal'e a lui protondità di vedute; poichè io davvero non so se lo st udio e la conoscenza del core umano, sia qualità più necessaria nel comando del ge nerale in guerra o nell'um ile ma fon damentale amministrazione della discipli na in pace. Da un uomo tale io vorrei aspettarne ogni bene; e la disciplina tutta n,i aHebbe nell'an im a sua una vita nuova. che i tem pi, bottezzati dolio spirito di uguaglianza e illuminati dalla libera discussione, vogliono. - La quale disciplino, lasciate ch'io lo dico, di giorno in giorno si fa più difficile ed abbisogna di un lotto finissimo di chi l'amministra per mantenerla in equilibrio. Perch è cos toro ricercando ed oppogg iandosi 1;ull'intelligenza e sul sentimento del sottoposto per svilnpparue tutte le facoltà a pro ciel servizio, bi-sogna che facendosi modelli innanzi a questi, ne sappiano ezinodio infrenarc la sovrabbondanza ed i traviamenti, e ad una regola comun e sappiano tener costretto tutto l' individ tJO; il qnale se ùull'armonia delle leggi e dei regolnmenli non J1U () sentirsi contennto, si senta nlrneno sorretto dall'uniformità delle intenzioni di tu tti coloro che lo governano.

XII.

.. Tutti i.pensieri ehe ho accennato piuttosto che svolto in ques'to mio scritto, sono il risultalo di un:i lunga riflessione sul nostro esercito, nella. nos tra società. Da molto tempo assi mi" stanno fitti nella mente, ed ora. éhe


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L'ESERCITO lTALlANO

me ne venne l'occasion e li ho espressi nell,1 forma che il poco tempo lasciaLomi dal servizio me l'ha conceduto. Mll al termine di queste pagine, molti dubbi turbano la mia mente e le stesse mie convinzioni vacillano. E chi in questi mom enti può ser bare inaltera ta certezza veruna in se sLesso1 Or io vado domane' ndomi, se la bramosia di trovare la verità, se l' aif ·tto al paese nostro, all'esercito, le preoccupazioni dell'ovvenire, mi abbiano trasportato nelle regi oni delle utopie. Quei timori sulla nostra disciplina, su lla vita del nostro ufficiale, quel modello che me ne sono fatto, cl1P. a mia ed ucazione mi brill a nel pensiero, e dal quo.le io che scrivo sono pur troppo lontàno, tutto questo è forse fanatismo di una mente inesperto? E d'altra parte, quello che io propongo, quelli studi sortiranno il vero effetto ch'io credo? Mentre imprimono un vivissimo moto all'intelletto del giovane, mentre dànno ampia distesa alle sue facoltà morali, v'è d~ temere che tali potenze svegliate richi edano un più vasto campo di pratica che non sia quella dél mestiere militare, che le occupazioni ,Ji questo non offrano abbosLanza presa al rigoglio di quelle potenze? V'è da temere c:hc una specie di nausea sopravvenga per tutto quello che è minuzia, pazienzn, monotonia? QuesLi ed altri dubbi affaticano il mio pensi 3ro mentre scrivo queste righe. Ma in mezzo all'interno agitarsi di affetti, di pensieri, di ansie diverse, una voce rimane alta e distinta nell'anima mia; la quale nor1 si stancherà di ripetere a chi tiene i:1 mono il governo dell'esercito, piantate in mezzo all'anima dell'ufficiale un germe di ammegli'oramento umano, se volete che avanza.ndo i·n età avanzi in morale per(ezionamento, se volete oltre l'ordine degli' organamenti, l'ordine nello spirito animatore dell'esercito. E se a me non credete,

F. LA S0C1E'l 'A ,l\lODEIINA

se credete ch'io vaneggi dicen dov i ancora che qu èllo ammeglìornm cnto bisognet'ebl.Je derivasse fo rse d~ un orJin e di idee superiori, vi sovvenga che col cambrnre di tutLo, sernbrn sia camb in ta la sorgente anche di qu el snpremo sen timento, ch e in sè riass ume t~tlc le qualità di un urficìale, il cornggìo; percltè s~nt1te .. .. : « uomini di go rerno e dì comando, che siete statt « testimoni di que:;te crisi indescrivibili (3ei com« battimen ti) dite: credete voi che oramai le attrattive « ùella gloria per alcuni, delle ricomp ense per altri, ba« stino per sostenere il ,more sottom esso a tali prove? « no; è loro necessario un più nobile movente. << È loro necessal'io l' alto sentimento del gran dovere « o <lei gran sacrifizio. È allora che nella libertà « vanno con fermez za e dignità contro la morte. E « fra essi quelli solamente mantengono la serenità, i « quali credono in un'altra ·vita!! (•I). » E l'ufliciale deve essere sereno sul campo di battaglia ..........

RAHAELLO BTANC[ARD1

Sottotenente nei Bersaglieri.

(1) L'armée {rançaise en 1867.

ANNO XVJ , VoL, m.

11


LA TATTICA STUDIATA COGLI ESEMP I ECC.

J

Li\. TAT1.,ICA STUDIATA COGLI ESEMPI E COI .CONFRONTl DESUNTI

DALLE CAMPAGNE DEL 1866 E 1870

(CON'.l:rNUAZIONE.

Veggasi la dispensa di lUgl"iO 1871 ).

I~ 6S• reggimento dì linea prussiano a Be.aumont.

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agosto 1870)

Nel nostro esercito non è ta nto la disciplina che manca, quanto l'esercizio 11elle cvolnzioni e negli atti da combattimento. Il soldato italiano in generale, salvo rare eccezioni, è, di sua. natura, più sobrio e disciplinato, meno' furioso e piLl prudente del francese, rna ha meno pratica di questo, ecl anche se vogliamo, meno penetrazione nello eseguire le mosse sul terreno : l'applicazione dei regolamenti d'esercizio è stala fino ad oggi, confessiamolo pure, lo scoglio contro cui hanno naufragato gli Italiani nelle grandi occasioni tattiche di questi ultimi anni .. Siamo al di sotto dei Francesi e degl! Austriaci, e siamo mollo al di sotto dei Prussiani.

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E siccome i regolarnen ti tattici dal 1852 a questa parlo ·so110 sempre si.ali buoni; e l'uliimo, quello cioè aUualmente in uso , è anche superiore al prussiano, così è bene si conoscano le. ragioni della nòstra inferiorità. Non ho ornmesso di enumerarle qua e là in questo scritto, ed ora le riepilogo. Le cause principali delln nostr-a inferiorità tattica -ncll' applicazione delle manovre da combat.timento al terreno, sono le seguenti : 1 1r, Erronea maniera cli inte1·prctarc il regolameulo, causala da sofisticherie ovve.ro da deliberato proposito cli pedantesca. opposizione; . 2,) Scarsa istruzione primaria nella bassa forza, da cui ne deriva che questa si rende schiava dei pregiudizi e degli errori inoculali in essa da istruttori maLcriali e poco o nulla esperti nel nuovo modo di combauere; .3° Poco amore nella parte più educala dell' eser<;Ìlo ?i, imm edesi1:narsi con discernimento nelle parlicola_r1~a della tau1ca da cornbatlimento, di indagai·e i rnotrvr delle differenti applicaz ioni studinndo le mosse delle minori unitù taniche {compagnia, batrnglione, reggimento ) nelle relazioni accreditate di quakhc rinomala campagna, cJi g uerra; 4° Da cui viene la conseguenza dannosissima che l'istruzione individuale sul tencno peÌ· parte dei oTaduati di bassa forza, e quella collettiva per parle cle(J'li ufficiali, sì fanno o con esagerato materialismo o c~n tr-oppa supcrflc ialilù . Un passo sulln via del progresso è fatto grazie al1' incfofesso zelo di alcuni vnlenli superiori, interpreti intelligenti degli ordini e dei desideri del }Iinisl.ero della guerra ; ma non è che un passo, e pochi sonc. quelli che lo hanno fotto volentieri. L'·avvenire · dell'esercito riposa sulla giovine uffizia-


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LA 'rA'("I'JCA

lilà : studii essa pure le profonde elucubrazioui dello stato maggiore prussiano; ammiri essa pure il genio strategico dì Mollke; ma non dimentichi essa, se ama l'onore dell'eserciLo, la patria ed il suo re, chè non una vittoria avrebbe riportato l'esercito prussiano se non avesse avuto, in ogni siw st1·ato, · basi inc1·oltàbili di disciplina e di i'st1·uzione. QuePI.( basi create .da un sentimento del dovere, universalmente nuLrito, hanno resi possibili i trionfi del genio e del calcolo. Non basta adunque che le compagnie, i battaglioni, gli squadroni, i reggimenti ecc. sappiano arditamente affrontare il nemico ; bisogna che sappiano anche affrontarlo con discernimento, in Lcmpo opportuno, con mosse. dellale dalla circostanza, con atti da combattirnenLo che abbiano una ragione cli essere. E per for tulto ciò è indispensabile che ogni graduato, dal comandante del gruppo al capo di battaglione, possegga il buon senso dell'iniziativa, e sappia con opportunità -e colpo d'occhio servirsi dei movimenti regolmnentari, delle risorse e dei suggerimenti· essenzialmente prati.ci che gli offrono i nuovi regolamenti lattici, i quali egli deve saper applicare· in ogni parte che riguarda la sna. sfera di comando, con in- . tclligenza e con amore in tempo di pace, - con intelligenza, con ardire e sopratutto con prontezza di concetto in tempo dì guerra. Il le ttore mi perdoni s'io di spesso locco questo tasto e ne traggo un suono che forse a taluno può . essere disaggradevole; ma io penso che l'Italia ha davanti a sè un grande avvenire, e che nulla . meglio dell'esercito potrà alla nazione garantirne Io sviluppo. Studiamo adu:nque con zelo indefesso a casa e sui campi, completiamo la nostra e !' educazione tattica ò.el soldato, - e legheremo la fortuna al nostro carro. .Ogni qualvol(a ho trovato nelle relazioni della cam-

STUDIATA COGLI ESEMPI E GOI CONFRONTI

pagna franco-tedesca un episodio di minuta tattica, io ne ho giòito ; perchè sono appunto di tali particolarità che noi abbiamo bisogno per ' farci un esatlo criterio del modo di evoluzionare e di combattere al giorno d'oggi. Nel leggere varie descrizioni della battaglia dì Beaumont del 30 agosto 11870, ho trovalo, riportata nel pregevole lavoro del sig. Federico Di:irr, . una relazione mollo attendibile, della (parte presa al combnuimento dal 66° reggimento di linea prussiano . Essa è breve, ma (auto interessante da meritare di essere tradoua e citata intero, locchè io farò dopo aver dato allo studioso Ùn'ìdea generale dei movimenti sl,rategici che produssero la cala.strofe di Sédan.

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Dopo la bauuglia del 4 8 agosto, il comando in capo degli eserciti tedeschi, traendo. partilo dei rinforzi giunti o prossimi a giungere al campo, formò la IV" arrnata alla cui testa pose il principe r1$ale cli Sassonia che tanto sì era distinto a Saint-Privat la Montagne. Il pi ano per le ulteriòri- operaziom fu · 11 seguen te: « i, Iar ciare su Chalons e I'arigi coUa urae IV"' armata, mentre la l" e la Ir armata riunite sollo gli ordini del principe · Federic0-Carlo di P l'Ussia sarebbero rimasté alla custodia del mulilato eser cito francese del Reno riuchìuso · in nretz ». Il re di Prussia proseguì coll a nr e IV" armata. Mac-Mahon riuniva. intanto a Chùlons un nuovo ·esercit0 (di riserva} di circa HS0,000 uomini, col quale avrebbe dovuto trattenere il più lungamente possibile la marcia dei vittoriosi Tedeschi prima dì ri~irarsi a Parigi, jl di cui assedio ormai sì prevedeva con certezza. - Con ~fac-~1ahon trovavasi l'imperatore; e tanta l'i.:u10. che l'aHro subivano ormai le influenze e gli ordini fatali del governo della. reggenza. Questi ordiHi furono di abbandonare CM!ons e marci.are alla libe-


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STUDIATA COGLI ESEMPI E COI CONFRONTI

LA TATTI CA

razione di Bazaine, prendendo la strada del nord-esl nella direzione della frontiera del Belgio e del Lus' sernburgo. La cuvalleria prussiana trovò Chalons sgombra, e fu per un fortunato accidente che Moltke ebbe con1ezza sicura del piano di ì\1ac-Mahon . Imrnecliatameme ebbero ordine la III" e IV" armata di cambiare la direzione primitiva di mareia, volgere a destra e spiegare, camrnin facendo, a sinistra gli ollo e mezzo corpi d'armata di cui si componevano . Breve essenèco la via che conduce alle frontiere, era da prevedersi che l\+lac-Mahon non avrebbe raggiunto il suo scopo, e che in qualche punto sarebbe cad-i.110 nella rete, ovvero sarebbe stato costretto a riparare nel Belgio, perchè molto problcmatìca cosa doveva essere per lui il riportar vittoria con. un esercito inferiore di numero e molto scosso dagli uhimi disgraziati avvenimenti. La Jva armata, eletta àellci 1}fosa, che, marciando verso Chalons , si trovava a destra della III", camb ian do direzione e vo ltandosi verso settentrione, fa la prima a raggiungere i Francesi, poco prima che si accingesse1:o a passare la ì\1osa . Dopo i combattimenti di avanguardia accaduLi . tra il 27 e il ig agosto sull o stradale Buzancy-Stenay che doveva condurre Mac-iVfahon sulla destra della ~fosa, per quindi rimontare jl fiume fino ,a ì\fotz, questo maresciallo valor oso ed infel ice, videsi costr·e Lto di deviare dal cammino indicato, e per la via di Beaumont e lHouzon, dirigersi a Carignan o a Sédan, secondo i cas·i. I Prussiani preveden do le mosse dei l<'rancesi furono loro n.dclosso, e a Beaumont ebbe luogo una b~ltaglia parziale, che vinta .dal ! 0 corpo dell'armala della ì\'Iosa, appoggiato a destr.a da tre reggimenti del 42° corpo (Sassoni) ed a sinistra da una brigata bavarese della Jl.[• armata , obbligò Francesi a ritirarsi frettolosa-

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mente oltre la ì\fosa e marciare a Sédan piutt.ostoch è a Carignan, allontanandosi così da l\letz, invece di avvicinarsi al desiato scopo . Nei dintorni di Sédan \Uac-:Mahon pr:ese posizione difensi va e si. preparò ad una battaglia ciisperata. Questa fu combattuta il ,1° settembre e term inò colla disfatta totale e colla capitolazione dell'esercito fran· cese di riserva. Nei dinLorni di Beaumont e sullo stradale che da questo villaggio rnena a ~Iouzon sulla Mosa accampavano spensieratamente, come sempre, il 15° e 112· corpo francesi, i quali non preYedevano ancora da quance forze nem iche erano inseguili. 1 Tedeschi intanto, sempre bene informaci dalle loro ri cognir.ioni, stringevano, avanzandosi, quella rete di ferro che doveva tra breve soffocare nel sangue l'esercito di ~Iac-l\fahon, e far perdere il trono a Napoleone rn. Il 4° corpo d'armata (7" ed sa divisione) soslennc il pondo principale in questo combauirnenlo del 30 agosto ; il 66° reggimento di linea faceva parte colla 13" brigata della 7"' divisione, di quella divisione che sotto gli ordin i del generale F.rnnsecky si coprì di gloria il 3 luglio 1866 nel bosco di. M:aslowed alla battaglia di Sadowa . - Ecco la relazione intorno alla parte avuta da questo reggimento e contenuta nel volume Il, pagina 126 della pregevolissima opera del signor Federico Dorr (4) ; ÌQ · la raccomando all'attenzione de'miei lettori, co me quella che sparge molta luce sul modo di condurre al combattimento le colonne d'attacco. 1

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0) Der deutsche Ktieg gegen Frank1·efoh im Jah1'e 1870. Berfoi A. Ouncker's Bueh-Verlag.


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LA TATTJCA '

« Il mattino del 30, a ore 7, la 7• divisione levava il campo per marciare a Nounrl (villaggio sulla strada Buzancy-Stenay, di dove i Francesi si c~rano ritirati il giorno prima) punlo di riunione designato dagli ordini. Di qui dovevasi procedere su Ileaumont per attaccare i Francesi . Alle 1O antimeridiane cominciò il m_ovimento in avanti, d.opo che il luogotenente generale Schwarzhotf, comandante la divisione, ebbe. comunicato ai fucilieri del 6·6° reggimenlo, che essi avrebbero dovuto affronlare per i primi il nemico marciando alla testa della divisione; il quale onore era stai.o dai medesi,mi da lungo tempo ambito . Le truppe d'avanguardia della divisione si susseg~ivano come appresso: due plotoni di dragoni - punta d'avanguardia - la ,ioa compagnia del reggimento {~), quindi a qualche distanza la 9·, 1 1a e ,ma compagnia, dielro a queste comragnie, che formavano il grosso dell'estrema avanguardia, venivano una compagnia di pionieri, una batteria leggera (da quattro) e finalmen le il 1° e 2° battaglione del reggimento . In quest'ordine, piegali in sezioni (mezzi plotoni), marciammo per Belval senza inconvenienti attraverso un lungo bosco su d'una strada stretta e sdrucciolevole fino alla masseria di nelle-Tour ove terminava il bosco. Gli esploratori avevano ormai raggiunlo le alture che a noi stavano di fronte, quand() d'improvviso (era circa mezzogiorno) sentironsi dei colpi di fucile tirati sui dragoni e che partivano dalla guardia di u n accampamento francese che a noi si presentò inaspetlatamente vicinissimo. Il battaglione fucilieri ·a bandiera spiegata si schierò subito in ordine da combattimento avanti la masseria Belle-Tour a

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destra e sinistra tlella strada che mena a Beaumont: la 10• e H eompagma in prima linea, lu 9° e compagnia in seconda linea. Sì fecero avanzare i tiratori e senza far fuoco si prese possesso di una prima posizione, u n'altura a dolce acclivio. Qui riceve mmo ordine di fare alt.o fino a che la divisione fosse uscita dal. bosco e si fosse sviluppata. Infrauanto il reggimento spiegavasi : sull'ala clestrn dei ihcilieri il ,1 ° battaglione colla l • e 4• compagnia in testa, la 2• e 3° dietro in sostegni; all'ala sinistra il 2° bauaglione colla 6• e 7° compagnia in prima linea, la W' e 1'8' in sostegni. Un tale spiegamento ebbe luogo g iù sotto il fuoco nemico che si faceva sempre più vivo . Dopo lo schierumento il reggimento avanzò per scaglioni dalla destra fino a 4,00 passi dal nemico e raggiunta una nuova posizione com inciò un vivo combattimento dì tiratori che durb mezz'ora, ed al quale presero parte anche la 9\ 15" ed Sa. compagnia che dalla seconda erano passate a rinforzare la prima linea . Alle 42 3J4 le compagnie avviluppando in largo cerchio la posizione nemica la assalirono; l'avversario, un reggimento in prima linea, aprì allora un fuoco rapidissimo che superò tutte le noslre previsioni. Me ni.re durava questo fuoco, il reggimento nemico di 2" linea marciò in . aval)LÌ e venne a dare addosso ulle _nostre compagnie, le quali però con un fuoco bene aggiustato e ben nutrito di fronte e di fianco, susseguito da un at.tacco generale alla baionetta, accompagnato da clamorosi t1;rmh, obblìgarono tutti due i reggimenti a retrocedere . In quest'attacco il 2° battaglione s'appressò fino a 50 passi dall'avversario, lo respinse al di là del suo attendamento e conquistò due pezzi d'arliglieria. « ·1 battaglioni nemici s'affreltarono alìora a correre in disordinala fuga su Beaumont, e noi li avremmo inseguili senza posa, se gli ordini energici e ripetuti 1

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{lJ I l reggimento prussiano in campag·na ha tre battaglioni: l • e 2° battagli one rnoschellieri, il 3° battaglione (9", 10•, 11\ 12" compagnia) fucilieri .

STUDIATA COGLI ESEMPI E COI CONFUONTI


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.. LA TA'l"l'ICA

del luogotenente generale Schwarzhoff non ci avesse1:o obbligato di fermarci, doveudosi assolutamente aspettare che la divisione ultimasse il suo schieramento. La foga del combattere assai naturale in noi, ci aveva fatto dimenticare il nostro còmpi(o : soldati ed uffizi ali non pensarono che a mareiare arnn!i; la qual tattica però essendoci riuscita, lo sbocco della divisione C:\ra stato per tal modo anche meglio coperto e protetto: · « Nell'eseguire l'attacco detto poc'anzi, il reggimento aveva fatto una conversione a destra, al seguito di che la prima compagnia, m inacciata dal nem ico, rimpiattato nella boscaglia situata ad oriente di Beaumont, prese una posizione di fìa nco, dalla quale riuscì, dopo breve ed energica lotta, a respingerlo. Durante i succitati momenti, fu ferito ad una spalla da ·proiettile di moscheHo, a ore 11 1114 pomeridiane, il nostro bravo comandante del reggimento, tenente colonnello· conte Finck de Finkenslein. Questi però non abbandonò il campo di battaglia, e dopo di esse1·si fatto fasc1are ali'ambulanza, rii.ornò sulla linea dei cacciatori. Noi siamo debitori alte eccellenti disposi zioni .del nostro comandante se nou abbiamo avuto a soffrire quelle perdite ragguardevoli che altri corpi subirono nelle passate battaglie. Noi ci avanzavamo a riprese, a salti, cioè dai iSO ai ,J 00 pnssi alla corsa, dopo di che si faceva una breve sosta; ognuno gettavasi allora a terra . .E questo modo di avanzare in terreno aperlo lo ripetevamo al segnale << dritti » fìntantochè non eravamo addosso · al nemico: prima i tiratori, quindi i sostegni . « Queste mosse vennero eseguite come se fossimo stati in piazza d'armi; ad onta di 'una tempesta di proiettili non fuvvi la minima· titubanza: ogni. cenno, ogni comando era immediatamente ascoltato; ogni mossa a

STUDIATA COGU ESEMPI E COT CONFRONTI

destra, a sinistra, veniva eseguita colla massima prontezza; - in una parola , ern un manovrare ed un combattere stupendi. . « Il successivo avanzarsi del reggimento eontro Beaumont e le alture situate a levante, ebbe effetto dopo che tulio il corpo cl' armala, alla nostra sinistra 1'8a di visione, a destra il ·1 2° corpo d' nrmata (Sassoni) non entrarono in azione . L'8" di.visione aveva già cooperato in nostro fa,vore, combattendo contro àltre frazioni di truppa frnncese. La il a cornpngnia ebbe poscia · a sostenere, unitamen!e ad una compagnia di bersaglieri de! 12° corpo d' al'rnatR, una bi<eve mis-chia coùtro un distaccamento nemico che si era stabilito su di un'altnra presso la ~fosa. Anche qui l'avversario venne rigettalo. « Dopo giunto a J3eaumont e sul crine delle colline, dovette il r eggimento di nuovo fermarsi, dappoichè le batterie, le quali andavano postandosi per battere il nemico fuggente, non permettevano un ulteriore avanzarsi. In questa posizione ricevemmo alle ore 2 3[.4 l'ordine di rannodarci a le:vante di Beaurnont per procedere quindi oltre colta brigata riunita. Jl reggimento ·si raccolse e marciò poi, col 2° battaglione trave1·sando il villaggio, col 1l col battaglione fucilieri a levante del medesimo. Al dilà cli Beaumont, il 2° battQglione ed il battaglione fuci.lier i si sciolsero, avanzando, in colonne di. compagnia, il 1° battaglione seguiva in seconda linea dietro l'intervallo. TI reggimento aveva l'ordine di marciare toccando colla sua sinistra la strada di Beaumont-lUouzon. Il battaglione fuci lieri doveva invece appoggiare l'ala destra alla ~Iosa, e perdette in conseguenza il contatto degli altri batl.agli.oni della brigala a motivo del terreno montuoso e molto boschivo; esso avanzò isolato fino al margine nord della selva di Givodeau, ove ebbe molti feriti, tra i quali anche il 1

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LA TATTICA

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comandante del battaglione, rnaggiore dc Thompson. Gli altri due battaglioni che si erano avanzati a destra della strada non potevano rinvenire un passaggio per attraverso l' iùtricalO bosq_o, cd il 1° battaglione allora infilò la via. Nel far ciò ·venne a trovarsi momentaneamente nella linea di tiro di una partila nemica che si ba(teva con singole frar.ioni della 1o• compagnia . Il comandante il reggimento, tenenle-,colonnello Pinck de FÌnkenstein, che era eon questo batt~glione fu colpito a morte da . una palla di fucile. « Del 2° battaglione, la 7a compagnia potè penetrare nel bosco, e p rese parte al combattimento della H• br-igata. « I due battaglioni, 1 ° e 2°, si radunarono poscia, dietro ordine superiore, presso l'orlo meridionale del bosco, ove venne in seguito chi.amato anche il battaglione fuc ilieri; ed il reggimento riunù-o alla brigata si pose a bivacco ».

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V'ha chi stupisce della dissoluzione dell'esercito francese; v'ha chi trova eccessivamente infame, vigliacco i1 contegnò di pHrecchi reggimenti di linea che nelle infauste giornate del marzo 11871J abbassarono le armi in pref;enza dei rivoltosi proletari parigini, e consegnarono cannoni, munizioni, posizioni. Non v'è da stupire : fL1 conseguenza naturale dei grandi errori del governo imperiale, della reggenza, e dei generali che diressero e comandaeono le operazioni di guerra fino al 2 settembre 1870. Quando un eseeci{o, si componga pure de' migliori soldati del mondo, si vede così malamente condotto , non per un giorno, nè due, nè tre, ma per due periodi di guer.ra, per un mese intero; quando si commeltÒno negligenze ed errori che un caporale capo di una pattuglia non commetterebhe; quando divisioni e corpi interi si lasciano sorpt'endere in pieno giorno, quando si. fanno mancare ripetutamen{e e viveri, e munizioni e rinforzi, quando il soldato insomma giunge a toccar con mano che la direzione superiore è inetta o tradisce! non deve sorprendere se la disciplina si rallenta, se la slima fa luogo al disprezzo, se i buoni soldati si avviliscono e intorpidiscono, ed i caHivi prendono il sopravvento ed agiscono come elemento dissolvente. La fedeltà sparisce, e l'uomo, diventato fatalista, -si getta nelle braccia del primo sfacciato che incontra. La campagna dell'esercito imperia!e francese s i può considerare finita il 1° settembre di sera; .Metz e Strasburgo non sono che corollari finali, i.I cui esito, tosto o tardi era atteso. Ciò che nessuno si aspettava era la miseranda caduta dell.'esercit,o di riserva a Séclan. Si poteva mai immaginare errore più grande il pretendere di marciare eia Chàlons a J\1etr., per liberare Bazaine, battendo 1a via che conduceva alla frontiera del Belgio, dopo i fatti del ,t 4, 16 e ,18 agosto'! Si può immaginare errore più

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A Sédan.

(l• sett em bre).

Eccoci finalmente alla battaglia di Sédan , e con questa noi chiudererno la IIJa Fase del nostro studio. Le disposizioni dei Tedeschi per la battaglia furono così ardi te e nel tempo stesso cosi ben calcolate, gli assalti così poderosi, la difesa in alcuni punti così disperata, che- non possiamo contentarci di qualche epis0dio soltanto. Noi ci sforzeremo invece di esami~artc:1 _nell'insieme, e siamo certi che avremo appagat<:> 11 paziente lettore.

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LA TA'l'l'ICA

STUDIATA COGLT ESJDJPl E COI CONFllONTT

grande l'insistere su d'una tale operazione dopo i fatti di Buzancy, di Noua.rl , e specialmente dopo quello di :Beaumont'? Se non fu possibile a BazainB proseguire per Vt'rdun dopo la battagìia del '16 agosto, pò!eva mai

senza un piano preconcetto, e quindi dissol uzion,e completa di ogn i onlin e , amalgama. genc~rale c:he i più accreditali testimoni oeLLlari pnragonarono ulle materie bollenti i.n una caldaia : vera caldaia delle streghe di

riusciec a ~fac-Illahon, c0n un esercito inferiore per numero e per morale , un'operazione che richiecle~l. una rapidità fulminea, disciplina a tutla prova, e intera fiduc:ia nei capi'? ed ancora, in cosl eminenti condizioni di fisico e di morale, di risultati tanto incerta., perchè la via del Belgio era la. più pericolosa, troµpo scarse essendo le risorse strategiche. di quella streua zona del teatr-o dell11 guerra inclusa dalla linea di frontiera bc!ga, e <Ja11a linea pr~ncipale di operazione degli eserciti tedeschi Y E si poteva mai aspectarsi trascuratezza maggiore di quella del or col'po (De J<'ailly), il· quale sapendo .di avere_ a tergo i Tedeschi acc~rnpa il 30 a Beaumont

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senza un avamposto, come nemmeno _si farebbe in piena pa.ce? E chi sarebbe mai andato dopo il fo:to ·di Beaumont, e dopo il passaggio d i gran parte del 1V0 esercito Leclesco dalla sinistru alla destra sponda della Mosa, a prender posizione dif'ensiva Ùìlorno alla meschina fo rtezza di Séclan? E sentito ~he nella noLte parte del III<> esercito passava. la i"ifosa a Donchery, come si poteva non solo osLìnarsi a restae formi, ma ommetlere pérfìno di fa r- ma rciare una. ricogu izione lungo la ?.Iosa a valle d i Sédan? Yi sono errori che non s i perdonan.o g iammai, sopralullo quando hanno fa tto soccombere l'onore e la fo rtu na cl i ·una gran nazione.! · Nessuna bauaglia è così searsa di raggungl i tattici come questa che trasse sef:o, fatto inaud ito nella sto ria! la eapitolazione di un esercito di oltre 100,000 uomini con numerosa artigiicri.a e caval.leria. Da parte francese vi fo una ta.Hica in quel giorno~ io . nol credo : · confusi e disperati atti di difesa e ofiesa senza inisieine, 1

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La lallica tedesca invece fu ardita, risoluta, non però sbrigliata; la si polrc~bbe paragonare all' atto finale del caceiatòr e, che fatto sicurn della preda, la investe apertamente cessando dalle minute cautele. Sédan è una piccola e p.:ieo importante fortezza sull a ~Iosa a breve distanza, quattro o cin que k ilomctri, dal Belgio; giace sulla strada di Mézières-,1ontm~cl.y, è dominata dappertullo dalle colline che fiancheggia.no Je sponde del fiume, cd è situata allo shocco della valle nel piano di Donchery : essa viene perciò a predudere debolmente un'invasione nemica che tfal Belgio tentasse rimontare la Mosti. Le montagne in gran par te boscose che ristringono la posizione di. Sédan sono le A.1·denne sulla .riva destra, ed i monti della !lfosa sulla sinistra. Queste montagne scendono a graàini più r ipidi sulla sinistra che sulla destra , esse formano anzi sulla destra, O'fe giaee Sédan, nn piano _assa i inclinato, parte scoperto, parte coltivalo e pal'te boschivo, srnalta(o di. viil aggi, rnollo frastagliato da ruscelletti 8 da borri, pcrcl1è il terreno è eretoso ; ad ogni modo svariatissimo e d i un aspelto molto attraente . Era posizione assai svantaggiosa pei Francesi, perchè dovevano

opporsi non contro un nemico proveniente dal Belgio, ma contro un avversàrio che si era reso padrone di tulla la parte superiore della valle. ~ulìa adunque di più faci le che di posizione in posizione farsi rigellare , nella migliore ipotesi., fuori del suolo francese . rifa i Tedeschi disponevano eh- truppe migliori ·~ di n umero superiore·; non vollero con ten lMSÌ di questo ordinario

e naturale risultato, e decisero invece di cingere !Iac-


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STUD1ATA COGl,I ESEMl'1 E COI CONl?I\ONTI

LA TATTICA

il corpo della guardia marcia , a a Carignan, il 42° a Douzy, il .f,0 a ì\Iairy tra il Chiers e la ~Iosa; il 6° corpo e le division i di ca ,•alleria si recavano ai loro posti fuori della sfera tattica ' ma nel campo strateo-ico o ~) e d?~e_vano pr~servare la rn• e IV• armata contro Jposs1bl11 au.accln dal lato di ponente da t.ruppe provenienti ,, da Parigi. I Francesi nella giorn ata del 34 agosto si concenlrar-ono nei pressi di Sédan interamente sulla ·destra della Mosa appoggiando l'ala diriita a Bazeillcs, estendendosi in largo giro attorno a Sédan, con una interruzione tra Givonne e Illv, ed andando a toccare colla sinistra Saint Menges, pic~olo villaggio a valle di Sédan a circa 4 kilometri dalle mura della fortezza. Il i 2° . (Lebr un), ed il 1° corpo (Ducrot) da BazeiJles a Givonne sulle co lline poste davanti ad un piccolo ruscell~, fronte a Carignan, a Douzy ed alla ~Iosa . Il 7° _corpo (Do~ay) e la cavalleria tra Saint l\Ienges, Ele1gneux, Flomg e llly, fronte in fuori; il 5° corpo nel gran ridouo di Sédan in riserva . Se l'artiglieria fos_se stata q:iella cli un tempo, poteva la posizione presa dai Fran cesi a vere qualcosa di rassicuran te, perchè quel terreno collinoso e molto accidentato si sarebbe prestalo moltissimo alla difesa per la fanteria; i prati tra Sain t J[enges e Floing erano adattatissimi per l'impiego della cavulleria ;, lo spianato elevato d' Ill.}3 era poi dominante, e si poteva considerate come la chiave della posizione, la quale non doveva essere abbandonata che per ritirarsi nel Belgio, o per farsi strada su Mézières, e non per amalgamarsi in Sédan. Ma invece contro un'artiglieria così precisa, numerosa ed a lunga gittata quale era la tedesca, quelle posizioni erano tutte dominate da lungi , ed i Tedeschi seppero trarne u n immenso p.a rtito il ·1° settembre : dapprima con batterie postate nèi pressi d'Iges, Irenois, Wadelincourt, 0

~'lahon da ogni lalo, e costrettolo alla resa, spegnere colla sua caduta l'ultima speranza dell'impero. Dopo il fatto di Heaumont i movimenti della III• e nrn armata furono sBrnpre più risolutivi: lo seioglimentÒ del dramma si avvicinava . I.a sera del 3if arruslo orrni via di saìvezza poteva dirsi quasi preclusa ~l'esercit~ francese, cui più non restava libera che la .ritirata nel Belgio. La sjn istra sponda della ~Iosa era custodita dai Te<leschi tan~o a monte che a valle di Sédan; lo sbocco della valle del Chiets (influente eh destra che si o·etta ne)la òl~sa, a bre~,e distanza da Razeilles) era occu;ato, e 1 posti avanzati e ' le scorrerie si cslendevano fino alle frontiere . Se i Francesi si fossero voluti ritirare percorrendo il cammino a valle di Sédan sarebbero stuti allaccati dal!' H O e 5° corpo, dalla di visi~ne wurt~t1:b_ur~l1e~c, quindi r-aggiuntì dal 6° corpo e dalle d1V1s10ni d1 cavalleria che si estendevano nella direzion~ di ponente; se avessero voluto forzare il pass~g:g10 della Mosa tra Torcy tsobborgo fortificato sulla ;;rmstra) e Bazei lles (villaggio popoloso e ben costruito a 4 kilometri, a mo~te di Sédan, sulla destra della l\fosa) avrebbero trovato 11 ·I O e 2° corpo bavarese; e finalmen t~ se volevano tentare una punta per Carignan per rnarcrnre a ~Iontmedy in contravano ID. resistenza del 4° e _1 2° corpo, e d~l corpo della guardia. Dunque non era libera che la via cli Bouillon (piccola città nel Lu~emb~·g, teneno neutro) . Il .giorno 3•1 per ingannare 11 nemico ed occullargli i movimenti, fo faua lilla continua dimostraziòne davanti a Bazeilles dal 1° corpo bavarese, comandato dal generale Yon-dcr-Tann. Intanto O cotpo s'avvicinava a Donchcry e doveva gettare 1 ponti e valicare la l\Iosa nella notte dal 31 ago;to al ,1° sellembre, seguito poi dal 5° corpo; la divisione wiirtemburghese prendeva posizione a Dom le àfesnil ;

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Armo xvi, Yot.

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LA TATTICA

STUDIATA GOGLI ESEMPI E COI C.ONFilONTI

e dirimpetto a Bazeilles, quindi con concentramenti d'artiglieria a F!eigneux, Villers-Cernè\y, e dirimpeu.o a i\lonce lle e finalmente dallo spianato d'Illy, e da tuue le aìtre posizioni intorno a Sédan. Si può a.sseri,re senza ten¾re di esagerare che la battaglia del 1- settembre fu aperlÙ) decisa, . e chius<;1. dall' artigliel'ia. Egli e per questo che rari sono i deuagli tal!.ic1 dell'azione della fanteria, e che noi fantaccini poco abbiamo .da imparare da questo sangtrinoso macelLçi di Sédan . .Tra l'aper tura e la decisione però le due fanterie venn ero ripetutamente alle mani, ù lit cavalleria francese eseguì varie brilhrnt,i car:iche. Dalla decjs.ione, cioè dall'istante in cui l'accerchiamento fu completo, e il corpo della guardia (estrema- <1estra) potè dare la , mano presso Illy al 5° corpo .(estr-ema sinistra) fino al termine d~llè\ ballaglia, pon fu che un generale b.ombardamento ove tuLte le batterie incrociavano. i loro fuochi sopra un bersagli.o sicuro die non avev.a riparo. Alle_. f del mattino con una fitta nebbia che copri,ga la campagna e s'intrecciava negli alberi, cominciò la J?a uaglia coll' attacco di Bazeilles per parte del ,J O corpo bavarese. Tutti gli altri corpi d'armata mossero dai loro bivacchi per forinare e stl'ingere quella catena di ferro che doveva soffocare !"impero . Il 112° corpo da Douzy marciò su Moncelle e 1'fonville, la Guirdia su Vil!frs-Cernay e Daigny, il 4° corpo ·a riserva e rinforzo del 1° bavarese, e del JJ2° corpo; .il 2° bavarese su Torcy,. 1'14° sopra Saint l\lenges, il 5° su Ii'Jeignetix alla sinistra dell'H 0 , la divisione wurtemberghese va]iQò in parle la ~iosa per far fron te ai probabi]j tentativi di Mézières _lungo le due . riv~ del fiume e proteggere cosl le operazioni del 5° .e, ,1,i O corpo. Tutte le precauzioni tat~iche dei Tedeschi si rid~ssero ad in:ipedine che i Francesi:sfuggi~ser;o. ' Ordiparie precauzioni prelimiuari di corr1ba1tiI,I1,ento ·1nessun;.c le operazioni fu-

rono aperte, decise, irresistibili. Tutte le riserve d'artigtieria dei corp i ma rciarono in testa fra l'a.vanguardia,. ed il grosso. La cavalleria disponibile sul campo di battaglia fu spedita verso il Belgio per tagliare al 11em:i,c0 -0g"Oi via di salv~men Lo. I Francesi guernirono di ar, tigli~ria le alture, occuparono e trincerarono i villaggi e distesero lungo le collin e la fan teria nascondendola qua e là nelle l;>oscaglie e coprendola con tr·ancMcsabris ed altri ripa_ri. . La divisilrne di marina francese (del ,12° cor-po) difendeva Bazeil!es : ogni casa di qualche robustezza eq1 occupata. L' arLiglieria bavaI'ese aveva già suscitato l' incendio nel paese: quando il iJ O corpo preceduto . dalla ~ 0 di visione marciò all'attacco. Questo cornbattìmcnlo attorno a Bazeilles e n~ll'interno del villaggio durò · dalle 4 alle rn del mauino. La divisione di marina si coprì di gloria nel difendere quel terreno ·e quelle case a palmo a palmo. I Bavaresi erano lì pér soccombere, e se r iuscirono Jinalmen le a respingere i Francesi lo debbono alla ,cooperHzione dell.' 8.<' ,divi~sione del quarto corpo, e di un reggimento e qunlc~ balleria del {~ corpo, non che all'influen za indirett;t esetcitata dalle mosse oil'e5tsiYe di questo corpo , i~Lzi,ate a ore 6 . ,f 1;2 antimeridiane. Lo si puc') conside1:1;lr~ come il prirno e (sola,to periodo della battaglia, e fu una disgrazia che il comando in capo francese n.on sapesse farne suo pro. Il c-0mpa1,tim enlo di B;.lZe,illés, cui parteeiparono auche ·gli ahitanli dall e case, si segnala per istraordinario valore e per i(;)rocia sì nella dife,sa che neU'off'es·a .. In ]Jazeilles fotono consumati delitti e rappresaglie senza nome. Io non v.oglio scusal'e nè gli uni,. nè gli alt.ri, Tria credo di non andare errato assei·endo che i Prussiani sareb.bero sta~i. più rnodernti dei Bavaresi nel ·vendica rsi çontro gli abjtantì ; questa ff,ro ciil nei Bavaresi può, essere vera: il

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LA 'i'ATTiCA 480 40 luglio ,1866 la dimostrarono uguale a Kissingen ove truppe bavaresi ed abitanti si difesero accanitamente contro i Prussiani comon dati da Yogel de Falkenstein, e non volendo arrendersi, esercitarono alla spi cciolata su i Prussiani vendette di ultri tempi. I Prussiani d'allora ebbero il sangue freddo, quantunque Yittoriosi , cl i sopportarle senza inreire. Uazeilles sarà una pagina di ,•,d'ore, ma una pagina inumana negli annali delle battaglie , come lo è Kissingen. Qui non vi fu tatl ica, fu nna mi schia continua., durante la quale le due Hrtiglici-ie erano di freq uente obbligale a ta cere per non colpire amiei e nemici insi e me. Alle 6 ,112 antimeridiane il 42° corpo (sassone) prò-: nunzi ò i.I suo movimento in avanti, mantenenrlosi a destr·a dei Bavaresi. L'artiglièria si pose in balleria a poco a poco clirimpcllo :i ~lomille, intanto che la 24a divisione si disponeva all'assalto. Non lio potuto raccogliere che qualche particolare sul modo di disporsi della 48a hrigata che marciava in testa tiella divisione, -e che fu la prima a spiegarsi, Quesla brigala si arvicinò al nemico stendendctun battaglione in fitte catene di c·acciatori , cui seguivano in sostegno gli altri due battaglioni del reggimento, e quindi il secondo reggim ento della brigata. Sopraggiunsero poi sul luogo del combattimento la 4 7a brigata, e più tardi, a ore 9 ,f 12, la 23· divisione (46" e 4t? brigata). Sembra che tutto il corpo d'armata si spi egasse sopra una sola linea coi sostegui assai vicini, la 23· divisione a sinist1:a dando la mano oi Bavaresi. Il 12° ed il ·I O corpo francesi sostennero valorosamente gli allacchi: l'artiglicl'ia fran cese soverchiava dapprima la tedesca che non poteva collocarsi vantaggiosamente per difetto di terreno acconcio. l\lentre la 23a divisione stava prendendo ordine di combattimento sotto la protezione della 24•, questa

STUDIATA COGLI ESEM P I E COI CO N~' RONTI

di,~isione ed il corpo bavarese ebbero un scrio momento: l'artiglieria bavarese fu perfino obbligata a cessare il fuoco e ritirarsi in fretta. I Francesi allora tentarono un movimento offensivo, 111a, eseguito con forze non proporziona.te allo scopo, non riuscì. I Tedeschi lentamente progredirono di nuovo : l'artiglieria ritornò alle prese, e quella della . guardia cominciò a forsi udire da Villers-Cernay. I progressi erano lenti ma in cessanti e doveva no lìnire col roYesc inre la resistenza francese. Tn1 le 1O e le ,J 2 ore entrarono vi gorosamente in azione !e due di.Yisio ni del corpo della g:.1ardia e 1'8" divi sione del 4: 0 corpo, di ri serva a )Iairy. MeclianLe l'al'['ivo di questi successivi rinforzi il rnoYimenlo offensivo dei Francesi è totalmente respin to : le due divisioni. Grandchan1p e Lartigue che l'aYcvano tentato e sostenuto con valore, di elro il concetto del generale Ducrot subentrato nel comando al maresciallo Mac- Mahon ferito gravemente u Baieilles, dov1~uero ritirarsi ed abbandonare Givonno e Daigny, chP. furono tosto occupati dal ncmi('o . Da questo momento fu per parte dei Ted es chi un lavoro incessan1e di artiglieria, e un avanzarsi lento, difficile, ma continuo, nella direzion e d'Illy, per dar la man o al 5° corpo. Il 7° corpo francese a nord-ovest cli Sédan, collocato avanti i boschi delia Garenne sulle allure tra Floing e Illy faceva fronte a Saint Menges e Fleigneux . e occupa va con posti avanzati questi villaggi, alla sua sinistra indietro slava la cavalleria in riserva. La posizione tra Floing e Illy era rinforzata e coperta da ripari di terra. A. ore 6 antimeridiane tutto l' il ,I O corpo tedesco aveva passato la ~losa a Donchery e la punta d'avancruardia era giunta a Vrignc-aux-Bois. Il 5° corpo se~uiva }'H 0 e dietro il 5° una diYisione di cavall eria, la 4•. Parte della divisione wiirtemberghese passava pure il fiume, a ore 6, poco sotto Dom-le-Mesnil. Come


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LA 11'AT'1'ICA

STUDIATA COGLI ESÈl\IE'l E COl CONFllONTI

vedesi dalla carta il fiume scorre in to~tuosi meandri

e tra' Donchery e Sédan forma una sensibilissima cui,: vatura che racchiude una stretta linO'ua di terreno la penisola d'I~~s. Questa grande svoJ~ del fiume co{)re assai . bene ,Sedan da que::;lo Iulo ed obblìga, chi vuol marciarle eont.ro, a fare una fortissima convérsione·a desll:a . L'H ~ corpo che veniv,1 da Donchery era poi _obbhgat? d1 forn'.3 una cli quasi '180°. Bisogna tener conto d1 questa circostanza, ed io non so se siano più .. da lodare i Prussiani che osarono di eseO'uire una 5 operazione così arrischiala, · o se siano più da bia8 i°'.are i Francesi che nulla seppero tentare per impe-d~rla. li g~nerale Douay comancfo'nle il 7°corpo assicura cli avere, 11 3,1 Hgosto, reso edotto il marese.iallo ìUacì1fahon del_concentramento di truppe tedesche a Donchery e dei preparativi di pas~agO'io del fium e. Oueste notizie le aveva sapute da u·n co~tadino; ma pa;:é che M.ac-Mahon le tenesse in poco ·con to. Ad oa-ni modo il 7° corpo non era in grado di tentare null~ èli. rilevante essendo stanco oltremodo per 26 ore di marcia. )'.la . .... e la cavalleria rion c'era p'e r nulla? Coll'avaniatsi de11'11° corpo fu contemporaneamente collòcalff del!' artiglieria sulla penisoletta t'ra lges e Villette. E non solo !',H O corpo eseg~ti la conversione ma il 5°, che séguiv'a una o due ore dopo, andò a s~.hie-rarsi a sinistra dell'H O verso Fleigneux. La cavalleria prese posizione a ponente della p'enisola d' IO'es e fe'ce 0 'a?jr~ 1~ sua_ artiglieria a ·4.000 passi contro le posi"z10m d1 Florng. · · Questa ~rclitissima manovra dovea essere suggerila da una piena conoscenza delle condizioni fisiche e morali dell'esercito fì·ancese; divers·amente sarebbe meritevole di- biasimo; perche supposto che il 5° ed 1 1° corpo fossero stati bàttuti a S-a111t Menges e 'Flei-

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gneux, . do, e e come si ritihivano '! avrebbero do~ vuto naturalmente ritornare ai ponti di Donchery; ma i )Francesi forti. della vittoria, potevano· allora sboccare dal Cflrnpo trincerato di Torcy, e la v:ia fino a DonH1ery in ·tal caso è breve. Insomma .il passaggio della Mos'a e la ritirata sarebb~ro stati tremendamente <;o.mp.romessi. La mossa a.dunque del 5° ed ,t 11·0 corpo non deve servir d'esempio agli studiosi,· essa fu e1·-. ronca ad arrischiatissima; · ma deve esser lodala ed ammirala, perchè fu eseguita ·con piena cognizione delle cfrcos!anzc che ltt suggeriro no. Tra le 8 1(z e Je 9 antimeridiane l'avangtiardia del1'1i 1" corpo attaccava Snint Menges e se ne impossessava. Qui incomincièJ il successivo schieramento a sinistra del corpo d' arma(a, e quincli del 5°. Tutte le divisioni marciarono con l'artig!ieria in lesta, e le batterie, a nià.no a mano che procedeva lo schieramento, ,tende:vano a soverchiare sempre più l'ala destra del 7° corpo francese, il quale a poco a poco dovette stendersi da F,loing a llly sopra una sola linea. Fino a mezzogior:Hò il 7° corpo si difose valorosanfonte, le colonne d'.altacco tedesche furono resp1_nte, un fuoco d'artiglieria e di moseheueria spaventevole dominava su tutta la linea, ma la posfaione frnncese cominciò ud essere battuta da sinistra e da tergo dalle btitlerie slabilil~ sulla penisolerta d'Iges e da q·uelle della quarla divisione cli cavall eria. e sul lato destro da un concentramento cl'arliglierin a Fleigneux. L'artiglieria di Fleigneux progrediva len!amente ma sempre . su Illy . I progressi del corpo della guardia e del 5° corpo obbligarono finàlmente· l'afa destra del"7° ·corpo, e l' àla sinistra del ·4° corpo di· sgombrare il terreno e còsì il cerchio tedesco si chiuse sullo spianato- d'llly. verso le ' 2 •,1r2 pomeridiane là difesa per parte del 7° 1


LA TA'l'TICA

STUDIATA COGl,I ESE)!Pl E COI CONFRONTI

corpo affievoliva sempre più; fa allora ehe il generale Wimpifen, subentrato a Ducrot nel comando in capo, ordinava alcune cariche di cavalleria con ico le forti colonne d'attacco dell' 1,1° C0rpo tra Floing e la !nos11. La r.arnl!eria francese marciò superbamente alla carica, ma la fanteria pruss;:ma la ricevette ·impertetrita; parte ~n quadrato, parte in linea, lasciò avvicinare gli squadroni nemiei fino a 50 passi e poi li fulminò col suo fu oco· rapido. Fu l'ultimo alto di entità della difesa. Sheridan presente alla baLtaglia (al quartier generale del re Guglielmo), esclamò, di non avei· mai veduto cosa più supe1·ba e stupida, perch è ve,:amente al detto di tulli , era pazzia caricare in quelle cond izioni, venendo la cavnlleria francese battura di fronte dalle colonne dell'.,Itf corpo, da fianco e da tergo dall'artiglieria prussiann in bnlteria sulla pen-isolella d' fges.

I BaYaresi rin forzati dal1'8 divisione del 4° corpo, e dalla 2• clel 2° corpo bavarese, dopo stab iliti in Bazeilles, procedellero avanti, cd a nalan in prossimità di Sédan vi fu di nuovo un ostinato combattimento, che fa onore tanto ai li'rancc,,i, quanto oi Tedeschi. Il tentativo di Wi inpficn a ore 3 pomeridiane di fare una punla sullo strndnle che menu a Carignan, non fu secondato che da un 3000 nomini circa e non riuscì affatto. Dopo · le 3 Sédan sembrava lo scorpione cinto dal fuoco, la bandiera bianca mise un termine al -massacro prodotlo dalla formidabile artiglieria tedesca. Dalle 5 alle 6 pomeridiane cessb il bombardamento, e a ore 7 si trattava già della resa. Considernndo seriamente le varie peripezie di questa gran battaglia, bisogna venire ad una dolorosa confessione, ed è che il comando in capo francese doveva aver perduta la Lesta' e ciò dev'essere vero; pri-

mieramente, pcrchè tre furono coloro che comandarono l'esercito nel breve spazio di poche ore, ed in secondo luogo perchè da molte relazioni di una parte e dell'altra , è provato che in tulta la giornata mai furono date disposizioni che coordinassero fra loro le operazioni dei vari corpi d'armata di cui si componeva l'esercito francese. Dapprima un combattimento isolato a Bnzeilles, sostenuto eroicamente dalla migliore delle divisioni francesi, la divisione cli fonteria marina cornanùnta dal generale Wassoigne e composta del' ,1'', ~°, 3° e 4. reggimento fanteria marina; rlalle 4, antimeridiane alle 9 questa divisione combaue sola; appena a quest'ora si pensa n mandarle un rinforzo. Col successivo arri \' O dei Sassoni e del corpo della guardia la lotta si estende da Bazoilles a Givonne, ma a poco a poco: Nulla di grande, nulla di decisivo fu tentalo da questa parte del campo di bauaglia dalle 4 alle!:>; si lasciì.> consumaTe la difesa in eroici ,1 rli, che nulla poterono contro l'iocessan!e ingrossare dei Tedeschi. L'autore anonimo del pregiato lavoro: La campagne de 1870 jusqu'au 1er septernbre stampato a Brusselles, assicura che una b1·i,ga1a del ·1° corpo (brigata CartretTrecour) inviata a soslegno della divisione fanteria marina, non lu impiegata a nulla, per quasi tulla la giornata! E nulla si dovevu Lentore da Dazeilles ? Poi il movimento otfensi\'O ordinato da Ducrot, dalla sinistra del 1° corpo avanti, eseguilo co n I.ruppe di due divisioni e non mai rinforzato per quanto rinforzassero gli attocchi: tedeschi: mosso isolata anche questa che non portò frutto alcuno. . E il 7" corpo abbandonato a se stesso; e I~ s~1~nato d'llly, tanto interessante al detto ed al gmd1z10 di tutti trascurato affatto; e solo quando forse era troppo 'tardi, poca truppa fu condolta quivi, circa due battaglioni del 52° e 72°, che lo difendono valorosamente 0

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J,A 'l'A'f'rICA

STUDIATA COGLI J;;SEMPI E COI CON~'RONTI

per due ore. E la e-0.valleria che c·a dca disprezzando la morie iu condizioni tattiche sfavorevoli, senza onnai esser più secondata dalle altre armi. Oh! quelle di Sédan dovevano essere ore terribili pel povero soldato vaìoroso, che privo di gnida e di speranza si batteva ormai solo per l'onore. E soldati valorosi neH'es.e rcito di ·Sédan ve ne furono e non pochi, ma pur troppo non mancaronò i vili, i debol i, gli sfiduciai.i, e questi furono prigion ieri durante la battaglia. Se nei Tede_schi vi fu preponderanza nel m,1mero, vi fu anche un esagerato ardire strategico, ed un valore 1auico che non si smentì mai . I Tedeschi trassero profitto del munero in modo vel'amente sorprendente, e si può dire che i combattenti effouivi a Sédan fossero di poco superiori ai Francesi, perchè quauro divisioni di cavalleria, un corpo d'armata (il 6°) e la oivisione del Wi.ic-ternber·g non presero parte alla lotta; quesle truppe custodivano il fianco sinistro ed il tergo degli operanti su Sédan; la ardita mossa di ac.cerchiamento a nor\.i e nord~ovest di Sédan .fu eseguita da due corpi d'armata e eia una divisione di cav1.~lleria. Due divisioni, una del 2° corpo bavarese, e la 7• del4° corpo resta rono con~inuamente in riserva ed a guardia dello sbocco di Torcy . L'artigliHria manovrò con tale risolutezza, che l'uguale non si può ideare: essa marciò sempFe in testa, o col le avanguardie, o tra le •avanguardie e le teste delle divisioni; essa tirò con ammirevole precisione, e guadagnava sempre terreno in avanti. Ecco quanto ne dice il generale Wìmpffen stesso: « Se Ja nostra ·artiglieria avesse potuto tener testa « alla ·prussiana, forse non saremmo sfati battuti in (< questa campagna; le nostre :granate scoppia.I)-o alla '« distanza di 2000, 24.00 passi, mentrP quelle dei «Prussiani raggiungono il bersagli.o a 4000 metri pi·ù

« in là. Gli· artiglieri prussiani puntano e farmo fuoco <<con .gran calma, e corréggono l'alzo come in piazr.a

« .d'armi, per cui in breve tempo gi.ung.ono a smon« tare i nostri p~zzi, a di::;truggere iì nostro materiale.

« I Prussiani non impegnano mai la loro fanteria senza

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<<prima aver ç-opert-0 il nemico di una grandine di « proiettili. Essi non tirano mai a caso, ~a sempr: « soprà un ber·saglio determinato, ben chiaro, e s1« curo». . -.~('CO ancora come si esprime . un .altro testimonio oculare francese intorno all'azione del!' artiglieria tedesca . « A. ore 7 unlirneridiane cominciò il capno« neggiamento a farsi molto serio. Le ·batterie prus« siane mi sembrnÌ'ono assai più numerose delle « nostre; dappertutto io ,redeva batterie. Pote.i seguire « coll'occhio le loro g1:anate che appena toccavano il « terreno o Foggeuo, scoppiavano e cadevano con rrìe« ravigliosa precisiòne. Appena un corpo francese o.e« cupava una ·po:;izione, era subito bersagliato con « granate: la prima o ·la seconda cadeva forse un po' « più -'in lù, o più in qua, ma le susseguenti colpi«vano nel segno. Le granate francesi invece scoppia<< vano ordinariamente nell'aria, e taluna ad una '1:ale '« allezza da non poter fare alle truppe alcun male ». In diverse relazioni si nornina con speciafo onore una batteria dell' 1'1° corpo d'armata prussiano, comandata dal capitano Bardeleben; questa batteria nel'l'attacco delle alture d' rlly prese· una posizione espostissima a levante d.i Floing, si può d1.re 'in mezzo ai nemici, e col suo f'uoco , cooperò immensa~ente alla ~riuscita dell'attacco generale per.c hè batteva i Francesi quasi · da tergo; ebbe perdite rilevantissime, ma si mantenne in posizione. Nell' ibteres.s ante · assalto delle ·a:1ture di Floing eseguilo dalle colonne dell',t ,t O corpo, :si segnalarono in modo particolare due batlaglioni, o

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LA

STUDIATA COGU ESEMPI E 001 CONFRONTI

'!'ATTICA

uno _del 32P e l'altro del 95° reggimento fanteria (43a brigata, 2;la divisione): questi due battaglioni ascesero le ripide pendici di Floing senza tirar colpo: giunti alla sommità si videro caricati dalla cavalleria francese che tentò spingerli in basso, ma non riusci; quei valorosi resistettero, ed ebbero perdite immense. Rammento al lettore che il ~32° ed il 95° si distinsero moltissirnò anche alla battaglia dì Wi:irth. Parchi anche in questa battagl.ia nell'impiego delle forze , i Prussiani mandarono all'assalto generale della posizione prin cipale tra F1oi ng e Illy la 22• divisione dell'H corpo e la ,19a brigata del 5° corpo. - Nell'atta.eco di ~Ioncelle contro H 4° corpo francese fu la 24• divisione (47a e 1.sa brigata del 12° corpo ) che sostenne il pondo del combattimento. La ,13 divisione del ·1° corpo baval'ese sostenne a lungo ln lotta in Bazeilles contro la divisione fraricese di marina. Il corpo della guardia fu pure impiegalo successi varnente. E il 4° corpo prussiano non mandò in rinforzo dei Bavaresi che una divisione . ì\fa i rinforzi furono sempre mandati e impiega.ti a tempo; e ciò invece non si riscontra nei Francesi: ì lor·o rinforzi o non furono mandati, o se mandati, non furono impiegati a tempo per nulla. La direzione taltiea della haliaglia per parte dei Prussiani fu senza eccezione; ci duole non potere offrire agli studiosi maggiori dettagli, ma questi ci mancano; ecrò da quanto abbiamo detto se ne può dedurre il grande insegnamento, giù d.:i.'110i altre volte ripetuto che « vin« cerà colui che sap1'à (are un lar·go irnpiego della

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i pochi combattano con valore,. e con perseveranza il più lungamente possibile, e si avrà sempre tempo·d'impiegare le masse; si badi però a non trascurare il mo· mento opportuno. I Francesi lo trascurarono a Bazeilles, a l\foncelle,a Illy.

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PrnTno VALLE.

Colonnello di fanteria.

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« sua art·iglie-ri·a, e condurr~ ) all' attacco generale le « sue colonne il più tardi possibile, sostenendo invece

« nelle prùne .01•e il combattirnenlo con un nume1·0 di " truppe ragguagliatamente p1'ccolo ». Tanto pel plotone

che pel corpo d'armata, non si abbia premura di portare al combattimento tutta la forza; _si insista perchè .,

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LE CERNlDE OD I SOWATI DELLE- 01lDINANZE ECC .

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I'"'E CERNIDE OD I SOLDATI DELLE ORDIN A.NZE

del territorio Bresciano SOTTO LA REPUBBLICA VENETA (l)

Nulla di più vero che l'assioma« Nil novi sub 'sole ». La riservn, quella irnportanle retroguardia del l'esercito 11azionale, di cui è immin en te fra noi l'attivazione, sotto la llepubbl ica Veneta nac:qn e ed ebbe vita da più di qnattro seco li, e meno qualche variaz.ione, resa necessaria .e dai cDmbiati costumi e dalla diversi tà delle istituzioni di governo, noi la troviamo rappresentai.a cfolle cernid e di quella estinta Rep ubblica, come le sye basi principali si scorgono fondate sugli stessi principii che già goverrrnrono qpelle speciali truppe ._ Non è il caso di far conlronti. (1) Facendo r icerche di documenti sulle nrmi da fuoco nell'archivio governativo di Brescia, il c;ui dirigente signo!' Tito Vedovi mi permise coo vera gentill'zza di ampiamente ispezionare, ho trovato nelle cart. 181 e 183 dell'archivio ex-territoriale Veneto, le no tizie e documenti che diedero origine al

presente

lavoro.

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,t,91

La ,Repubblica Vc1,1eta potentissima sul rn_are, possedeva in proporzione poehissirne truppe di terra . In ~ aso di guerra forrnavH quindi l'esercito con1battente con compngnic assol<l'1lte, capitanate da pro?i .a'.·ven~ turieri; rinforzava · queste con qua lche m1gl1a1a d1 sudd iti, raccolti fn1 i volonterosi ed i più rnb~sti; gli sosteneva poi con ll'llppe . all eate, coll~ propri~ comp,woie stabili di bombardieri, guastatori e g\~nt1 d'armt Tutto ciò che riflettevasi a difesa territoriale era affidato alle cern ide, le quali talvolta anco agi vano in c:arnpo. Le cernide, od altrimenti ehiarna te ordinnnze, erano j,l G;Ornposto di tutti gli uomini, dai iJ8 ai 3~- ::nrni'. atti a portar le armi, i quali, senza essere obbl 1gat1 ad a'lcun servizio militare stabile, potevano perq E!SScre chiamati a prestare un servizio temporaneo, la cui durata . non oltre.passava. i due anni. Finito il bisogno, le· cernide rientravano ai lor0 focolari, depositavano le nrmi nell e Camare dei comuni e ciascun individuo ritornava alle primiere occupazioni, contento d'aver veduto nuovi pa<;si, d'nver sentito il tuon ar delle bombarde e poscia dei ~annoni, e maneggiato più o meo bene le affidategli armi in servizio del sercn issi·mo Principe. Quelli che riman eva no in patria, fo1·mati in centurie e compagnie, dovevann difendere IP- forlezze, i passi min-acciati, i luoghi non occupati dall'a rmata belligerante. n territor•io Bresciano fra tutti quelli della Repub blica Veneta somministrava il maggior numero di cernide. Fin dal 1446 allorchè Venez ia trovoss1 10 guerra con~ro il Duca · Filippo Maria Visconti, Brescia diede 2,300 uomini eletti o cernide. Infatti nel registro ~~51 pag. 710 (arçb ivio , ex-territ,.1,e Vene~o. ca_rt. n? 331 d'ordine) trovo,la <t Coniparticio ,hominurn eleotoru.mseu

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LE CERNlDE OD I SOLDA'rJ OELl,E 01\DINANZE

cernetarum ex-Brixiense Districtu, n° 2,300 » e questo riparto veniva fatto su tolti i cornuQi del territ01:12:

· sulla base dell'estimo. E nel U.4-7 sì ebbe una nuova « Taa,io hominum « 2,000. In di'strictu et territ. Brixiensi qui" ex-litte1.is « nostrorum Mag. rùm'. Bectorwm scniJtis accingi et pre« parari debent ùi armis ila ut cwn reqw·siti fu rrrn l sine · « mora surgere possint et ire ...... ecc . .» Dopo la suindicata epoca e fino al 1560 il numero del le cernicle dell'inliNo l)ominio Veneto fu di 15,000 uomini, sul quale il Bresciano ne dava 2,500, ma « Essendo di molto beneficio et rcputatione delle cose « nostre haver quel maggior numero che si può dì « gente descritte nell'ordinanze » - se ne ordinò l'aumento fino alla cifra di 20,000, accrescendone la quota · a ciascun distretto e territorio. In seguito ve.onero, quando per un motivo quando per un altro, varie· volte tali cifre aumentale, finò a che nel ·1664, pretendendosi dal solo territorio Bresciano 3H9 uomini, e non potendosi da qu.esto sopportare tanto aggravio, la città innoltrò supplica all'eccellentissimo capitano per otten ere un più equo numero di soldati d'ordinanze. Questo reclamo non venne affatlo preso in c0nsiderazione e fino al 1786 venne conservata la cifra del contingente delle cernide stabilite nel 1589. Dal 1664 fino al ·1 797, epoca della caduta della Re..; pubblica, Brescia continuò a dare il suo contingente di cernide, quando più quando meno, secondo i bisogni; ma meglio che espandermi circa il numero di esse, vediamo quali ne furono le costituzioni. Nel 1593 si stabilirono le ordinanze con ba:si solide ed acconci Regolamenti. ' I capii"ani dovevano essere stati alla guerra .ed aver fatto qualche campagna o per terra o per mare con

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un grado autorevole, od aver servito per :3 anni nella qualit_à di sergente maggiore de' colonnelli o govern~tor1 sopra le ordinanze, oppure sergente in un ord10anza parlicolnre per anni cincrue. Prima d'essere nominati dovevano subire un rigÒroso esame sotto la presiden z.i ,del generale df>lle fanterie o di quel capo che ne tenes~e le veci; se d ue concorrenti avessel'O ottenuto eguali punti, ver,ivan~ fra loro in confronto scelto il migliore, oppure ballottati. Erano obbligati stare . nelle case _date loro dai comuni nei luoghi deJ>utat! d~I ~oll~g10, e queste erano poste sempre nei centri d1 rrnmone stabilito per le cernide dei vari paesi che concorrevano alla formazion,e di una compa?nia. D~ve:ano.sapere la lingua ed il dialetto parlato dar. soldati ai quali comandavano, e se per caso avvemva che alcuni di essi fossero scelti per stare nei pos~edimenti di levante, dovevano provare di sapere 1a hn~ua gre_ca ~er _essen,j · trasferiti. Il loro stipendio er~ d1 _ducati dieci per paga a paghe otto all'anno, oltre cinque tasse ('.I) al mese, il che faceva in tutto ?ucatf 1~3, ]ire 3, soldi 8 annui. In Istria poi, perchè 1 cap1tan1 noo avevano tasse, prendevano ducati 18 per paga a. paghe otto l'anno. Quel capitano che non (I) Lo tasse o tanse era.no un peso che i comuni dovovaoo p~estar~ al gove~no, eone.orrendo con queste al complesso degli st1peod1 che egh pagava alle suo geoli d'armi. Cos! un capitano, per esempio, prendeva dal governo dieci .ducati al mese e dal comune quattro tasse, che si chiamavano · anche Raines. Prima del 1562 queste pagavansr dai comuni direttamente ai soldati ed uf/ìcia!i, ma da quell'epoca il ser. Principe comandò che si dovessrro versare nelle casse erarin li. Alconi comuni ne erano esenti, come Maclò (Uaclodio), per privilegio concesso da Pandolfo Malatesta ; altri o troppo so'vraccaricati. o per spirito rh opposiziofie iacevano continue cause per l'esenzione di quel peso. A11No xvr. Vot. m . ' 13 0"


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LE CEnNIDE OD I SO LDATI DELLE ORDINANZE

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facevà il debito suo, poteva essere cassato dal Savio di 1erra ferm a, dietro ballottaggio del collegio con tre quarti di voti. Il cnpitano eletto, entro il termine di un mese presentava il suo sergente od ai rettori della città· od al Savio di terrà ferm:i. Qu esti lo ' rimettevano al generale delle fante ri e per esaminarlo, ed il ri sultato 1 ven iva spedi to a Lutti i Savii di tena ferma. Veniva nominato se otteneva i v0ti. Esso doveva essere stato o sergente alla gu erra o alfiere o capo di squadra in qualche compagnia. -Alloggiava sempre vicino al proprio capitano; non ave.v11 diritto, che ad una sola licenza annua di otto giorn i; inobbedienle veniva cassato. Il salario era di du_ctiti - tre e tasse tre al mese, e quelli dell'Istria avevano ducati 62 s.di 16 all'anno. Era obbligato rived ere due volte all'anno la compagnia; fare rapporto al general e delle fanterie su ll a capacità e zelo dei capi di cento e capurali; aveva facoltà di ammo- ' nirl1 per Ja prima volta se trovati poco atti, di cassarli alla seconda. li copo di cento comanda va 1·1O c&rnid e, ossia una centuria. Varie centuri e poi componevano una compagnia ·comandata dal capitc1no e dal sergente in sua

---~-- - - -~·-- - - -- - - ~-- Esentllti pure ne venivano i nobili per privilflgi acquisiti io guPrra o in al tro modo, e questo era male, poichè la ta ssa pesava per lo più sopra le genti di campagna. Nel 1692 la città o territorio di Brescia pagava per tasse di genti d'armi lirazze 31484, 4 e riscuoteva :

Dalla cillà . Dal clero . . Dal territorio Totale

L. 22875 > 2"85 > 84:.JO L. 34090

per cui godevo. un disavanzo di lirazze 2605 6.

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assenza. I capi di cen to dovevano essere stati, per coprire quel pol-to, caporal i per anni 3; aveva no 6 ducati aJil'nnno òi paga ; sottoposti a loro ocaporali, i quali venivano eletti nei villaggi cbe av evan o maggior num ero di soldati. Ciascun capo di cento sceglieva l'ahitazibne nel paese principale fra quelli che conco rrevano a formare la cen turia; tenevano copia nominativa di tutte le squadre; ogei caporale comandava una squadra e di questa dovevano ten erne nota, scrivendovi oltre il nome e cognome, l'età, l'arme e la abitazione. . Ogni co mpagnia aveva un alfi ere che portava l'insegna inalberata tanto alle mostre particolari che alle generali . 'L'a16 cre era eletto dal ca pitano e confermato dal genera le delle fante rie. Ì tamburi dovevano essere eletti fra persone pratiche nell'arte; abitavano vicino al capitano ed avevano du e ducati al mese, oltre a due tasse, ed un mezzo ducato i~ occasione di mostre. Le ordinanze o cernide venivano insc r·itte nei ruoli dagli anni 18 tino ai 34:; escJusi i servitori, i poveri, qu elli di nbitnzione incerta; esen ti i capi di famiglia e tutti quelli d'unn ùHniglia 'che g ià aveva un insc:rillo; dei forestieri, quelli ehe non avevano abitato per: 10 anni in paese; quelli infi ne scelti pel servizio delle gal ee. ,\Ila prima '· vi sita venivano scelti gli atti a portare corsalello, o il mosch elt" o l'archib\lSO. L'iscrizione obbligatoria per ·14 anni; chi fosse statv chiamato a fa r p'nrte di qual che fazion e di gu erra aveva diritto al co ng<'do prima della fine della ferma. Chi voleva can1biar di po ese doveva avvertirn e prima il vice-collaterale, il quale ne faceva eseg111re il passaggio dai ruoli dell'uno nell' altro pa ese. li vice-collaterale ·LenP.va un registro ordinario delle c~rnide d'ogni co mpagnia e suo obbligo era cli' mandarn'e fre copie, una al ge-


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LE CERNJDE OD !SOLDATI DELLE ORDINANZE

nerale dell e fanterie, una al collaterale generale, la terza alti Rasonati; per legge questi registri dovevano essere rinnovati ogni <lue ann i. Scrupolosamente tenuti in giornata, i collatera li e vice dove,,ano ad ogni mese fare le opportune annotazioni, cancellandovi ì cassati o per im potenza o perchè diven uti capi di famig lia o pPr altre cause, i morti, i pnrtiti; regis 1 1 nrvi i rimessi di nuovo. Responsabili della regolarit.i.. delle loro scritturazioni, rispon•devano con pene grav issime se scoperto qualche sbaglio o frode. I comuni erano obb ligati levar a lo ro spese le armi delle loro ordinanze. li capitano generale di Brescia aveva l'incarico cl i formar appa Iti coi fabb ricatori bresciani per la sommini strazione ad essi tutti del ,domini o di corsaletti, celate, spade. moschetti ed -archibusi. Nel 1593 per ogni cento sold ati v'e1·ano 50 .J rchibusieri, ,t O moschettieri e 4-0 . picchi eri ; ma nel 1623 venne ordinato che si adoperassero i moschelli « come arma uti'le, molto più sicura et di' mag gi·or profitto per le occorrenze militari» per cui le cen turie si composero di 70 mosche tti eri e 30 piC'c he. Gli archibusi dovevano essere di. 3/li, d'oncia di palla, <li lungh ezza da 25 in 26 oncie, rinforzati, di tutto livello, con serpe da giuoco. I moscheLLi di lunghezza da 29 in 30 oncie bre-. sciane, di portata di palla di 5/4 d'on cia sotti l alla veneziana, di tutto livello. Le picche dovevano essere di frassino di lunghezza di 46 piedi, misurato il ferro e di proporzionata _grossezza. Più tardi si usarono le spa de all'albanese, quindi all'itnliana. Prima del 1593 solo 20 delle ordinanze per centuria e rano armate di corsaletti; dopo quell' anno venne

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ordinato fossero armate tutte. Verso il 4650 caddero in disusa al punto, che i comuni supplicarono il principe serenissimo acchè tutti i corsaleLti e celate fossero ritirati nelle munizioni di Brescia, onde risparmiare la spesa della loro puliwra. e conservazione. Nel 1712 furono le ordinanze co mpletamente provviste di fucili in seguito agli ordini già emanati fin dal 4703 e 1704 (·t). Nel nrn si abbandonarono del tutto le spade per le baionette. Ch i disertasse coll 'arma, se preso, veniva condannato a 48 mP;si di galera; se latitante, bandito per ilO anni. ·Condannato alla sle$sa pena colui che vendesse, comprasse, o i·mpe,qnasse o prendesse in pegno le armi. Le armi tulle dovevano essere bollate coll'impronta ,di S. I\1arco e sotto di esse il boll o dei comuni. Rompendosi ess~ in qualsivoglia modo, cioè nel focone, coperchio, serpe e cassa o fiasca degli archibusi, erano tenuti farle aggiustare a spese proprie; se permero accidente ed in servizio, p.otendolo comprovare, · ne sopportavano le spese i comuni. V'erano armaiuoli presso ciascun colonnello addetti -al servizio dell e armi. Obbligo loro era di tener in ordine i corsalett.i, nettandoli ed imbroccandoli e per ·. questo dovevano fare due volte all'anno un giro per tutti i comuni, ricevendo una mercede di soldi 20 per ogni arma. Così pure dei moschetti ed archibusi. Ri tirate le armi in una sala apposi ta di ciascun (1) Dedico questa notizia all'egregio amico capitano Angelucci, ·perchè ne faccia tesoro por le sue dotte illustrazioni dei docu•menti inediti per la slorin dello ar mi da fuoco italiane. È questa. la prima notizia che si abbia sopra un completo armamento delle truppe col fucile; la Frnncia e le altre nazioni non possedevano iu quest'epoca che poche compagnie scelte munite di .questa nuova arma.


LE CEI\NIDE OD l SO LDA'fl,DELLE ORDJNANZE ~98 comune ove risiedeva il capo di cento, venivano esse distribuite in caso di ~isogno e di .mostre. ,. Qu este regol e vennero più o meno modifica Le ed anco cambiate coll'andar degli anni e col succedersi de.i capitani generali, col9nn elli, ecc.; però le mo. dificazioni in esse norlate ricscirebbero cosl insignificanti annotandole tutte, che non credo valerne la pena. Per tenere in esercizio· le ordinanze v'erano varie riunioni annuali e mensili; le prime erano per le mostre generali e per i tiri 111 pallio; le seconde per le mostre p,articolari, nelle . quali sollo la direzione dei cap itani e sergenti ed il comando dei capi di cento venivano i mili ti esercitati nel maneggio delle armi ed in alcune evoluzioni. · , Questi ~scrcizi si facevano per lo più .nei giorni festivi e le ri unioni si chiamavano Mostrini. Ogni capo'di. cento rÌuniva la sua ce,l)turia e. teneva es~tla nota dei. più assidu i e di coloro .che più so.vento mancavano. Quattro o cinque volte all'anno si riunivano le centuI'ie in compagnie e. facevansi le ' mostre, particolari. ~ queste dovevano comparire j soldati con i corsaletti ed arm,i pulite; non potevano rispondere sello finto nome; erano permessi i reçlami contro i· loro .1:uperiori. I. p~p,itani dovrvano, in q,ueste « insegnar alli soldati· « d'adoprar l'armi et intender il suon del tamburo, « al quale obbediscano c9me alla propria~voce del « capitano. e Jn segnino alli archibusieri caricar l'archibugio, ~ ,portar la corda in mano i;on due capi accesi, porla , .~ )q .~~rpe, pr~sg[)t~rsi ,l'arcJ,ibvgiQ alla sp.11la, giu«.. starlo a.mezza vita ,del nemico, spararlo : recuperar e la corda et ricaricarlo con prestezza. Debbano am- . «. f!laestsare ~ picql~ieri, che, al suo.nç de,! ,tqipburo et « al cenno di esso capitano, sappJa.n.o,a,lza1ì, 1 a.tbassar

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« et interrar le picche, caminar et fermarsi senza « strepito e confu sione alcuna; procurino, che sappino 'i'. fermar le file et caminar e.on ordine, acciochè nelle « occorrenze con facilità si possa fermare et smezar « ,la .battagli.a. , « Essercitino in modo i soldaLi, che con faci lità et « prestezza, sì li · picchieri come li arcbibusieri et • moschettieri si pongano in battoglia et occorrendo • girare dall'una all'altra mano, volll'lr faccia per ogni « parte, camminare et affrellare il passo, sappino farlo e con facilità et prontezza senza punto disordinarsi. « Formino a tutte le mostre la sua b<1Ltaglia, la « <lividino in due parti el pongono una di fronte del( l'altra, et stando il capitano da una parte e<l il ser<i: gente dalt:altra faocino attaccar la scaramuccia, quale « habbia a durare fin che tutti li soldati haveràno « sparate due o tre archibugiate per cadauno, facendo « r,he. li ,soldati vadino, stiino et si ·ritirino alli lor « luoghi con buon ord ine et senza confusione. « Debbano in ultimo condut· queste due battaglie ( ad affrontarsi l'una con l'altra et offrontote che sa« ranno, debbano far fronte un poco, tenendo le-piche « con buon ordine et senza ritirarsi debbano gli uni « alzare le armi et unirsi insieme, dovendosi in ,tutlo ( et per tutto, esseguir gli ordin i stampati in questo « proposi to con quel di più che parerà al generai « nostro delle fanterie di ordinare facendo quello, che « conoscerà ..esser piu a proposito per perfetta di«. sciplio a di queste ordinanze». •.. Questi esercizii ripetevansi più in grande alle mostre ,· 11 " gen~rali. Sopo interessanti .le notizie che trovo sulle moslre facevansi. in occasione. èlelle ,visite dei capitani generali della mag.ca città di Brescia alle com pagnie

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delle ordinanze, che dovevano aver luogo una volta all'anno, e cioè in cias0un di essi \1). Proclamato otto giorni prima del fissato l'ordine di riunirsi le compagnie per essere passate in rivista cd esercitate, si stabiliva l'itinel'ario. Ciascun capitano generale pa rtiva accompagnato da uno stato maggiore e da persone di servizio. Queste mostre, delle quali focevansene una all'anno colla presenza dei degnissimi capita11i generali, non ave.van luogo nei mP-si di dicembre e gennaio per li eccessivi freddi, e per la brE'yjtà dei giorni, nè in quelli di giugno e luglio per le faccende della campagna. Mentre che alle mostre particolari le ordinanze non venivano pagate, a quelle generali ri cevevano dai comuni 12 soldi al giorno gli archibusien, 2'• i moschettieri, ·18 i_ pi<:chieri, conlanJo i giorni di andata, fermata e ritorno. I caporali ricevevan,o doppia paga d'archibusiere, l'alfiere tre paghe ed i capi di cento quattro. I mancanti venivano multati di lire tre, consid erate però le scuse legittime provate e giurate dai decani, fratelli e propinqui. Prima del 1595 le mostre gene rali facevan~i in riunioni molto più numerose di quelle che si fer,ero in seguito. Concorrevano a queste le ordinanze di varii territori, e ad ogni volla che succedeva una mostra si diramavano le apposite istruzioni. Giunto il tempo prefisso per la riunione, prima cura era qtrnlla di dar ordini per li alloggiamenti degli ufficiali e delle lruppe, per i viveri e per i fieni;

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- - ----- ---- ----- - - -----(1) li capitan generale durava al potere un solo anno. o questo tempo chiama vasi 1·eggimento; così per di notare ìl tempo in cui uravi il capitano Venicr, dicevasi, duraotu il reggimento dell'eccellentissimò capitano di Brescia Vcnier.

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premu ra dei capitani e degli ufficiali era, che le loro compagnie si presentassero il meglio vestite ed armate. Alla mottina per tempo trovavan si le truppe sul terreno indicato. Le compagnie delle ordinanze schierate in ordine di bal.Laglia su se i file di profondità; gli archibusieri a\·anti, i picchieri dietro. Le genti d'armi ~d i cavalleggieri su due righe. Facevano bella mo.stra le armature lucenti, le corazzine, le celate nel cui lucido riflettevansi i raggi del sofe. La varietà dei costumi produce\'a un bell'effetto e la r·icc.hezza e l'eleganza delle unifotmi dei generali, c11pit:ini ed aiutanti era straordinaria. All'arrivo dcli' ispettore, che a Montechiari era il -nobile Matc'Antonio Barbaro, Savio di terra ferma, i tambt1ti batt~vano e presentavansi le armi. Quindi a cavallo, poscia a piedi esso passava in rassegna le truppe, e ne osservava attentamente le armi. Cura principale era quella di \'Cdere come tenevonsi gli archibusi, oe osservava la politezza, il calibro, la forma; molte lagnanze s'erano già fatte, perchè non crasi mai potuto ottenere uniformità nelle ·armi da fuoco. Faceva provare la miccia e la polvere, che talvolta tro vavansi cattive-; cliiedeva notizie sullo su,to di famiglia dell'uno e dell'altro •. se era stato alla guerra, qualt servizi aveva prestato; ascoltava i reclami; giudicava; premiava o puniva a seconda del caso. Passavo quindi alla revisione dei ruoli; i collaterali chi amavano cinscun ordinanza per nome ; ne notava gli assenti; cancellava i morti, i congedati, ecc. Comandava quindi ai colonnelli che facessero eseguire le evoluzioni, primo parzialmente, cornpagnio per compagnia, quindi insieme. Ripetevansi le istruzioni cbe i capitani, i sergenti ed i r.api di cento avevan dovuto insegnare durante l'anno. Richiedevasi uaiform i tù nel pa sso e nel maneggio delle armi. Era in


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facoltà del generale delle Jfanteri,~ e I del crovernatore 1· ,, • • 0 · " gen~rale d1 PF?}ungare, q,~gJie esercitazion,i, qualora · · non fosse b~n riescita l~ prima prova, , Nell'ultimo giorno facevansi le esercitazion i a fuoco. Gràn foJJa di sp'.ettatori conveni~·a· nella imm.ensa piani!ra , di Monteéhiari ·a godere di quello in aii'ora " imp'ònen te spèltacolo. Ogm g10rnata, finiva con un lieto banchetto dato · dal còmu.ne nei quale facevasi la rn~stra · vi interve~Ivano la corte del generale ispettore ed i più elevati in gr:ldo, e fra il cozzar . delle taz.z!: e gli evviya al serenissimo principe ed alla, ivagnifica ci~là ~i çhiudeva quel, pif1 che, c0nyegno .9i 1'tatiga;, di dive,r.tim,ent,Q. , D,opo i quat,lr~ g_iofni le ç,~dina,nz~, restituiva~1si .9 Ile· , case loro e r1pl'eade~ano i 'loro lavori, depositando '· le armi presso il comune. Oltr1~ , I~ 'mòst~f par'ticolari e· ge~fraJi, v'era ri~Qi~ne delle ordmanze due volte all'anno per il tiro al pallio. ,' ' S~èondo .ii" regolamento ?el 115.93 dava~.i i~ ,!:fJ!~lla . · _'circòst~nza ad ogni 30 archi~usieri)ibbre 5 di pol,vere ,., e ·. g·o palle d'i piombo di tre,.9yarti q'onc(a p,e r palla. ; Erano ~ta,biliti 5 du,cati di pr~mio per ç>gn i éompagnia. I moschett~eri dov.evano tirare alla doppia dist4nza ·:· ~egl/ l ar~~iib,~si ~r,i, e'. forniv~nsi lor? 4;5 ·p_aJJ~ di piQ~bo per ogm 15 uomm1 e 5 libbre d1 polvere. Nel 1580· era ·'presr.rì'tto << c,he ·gli ;rchi,buggiel'i i;i,e1,' 'tirar alta« volazzo ' tirino andando in guisa di s'caramutia {'I) ,, J. i

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',{IJ Che gli (!,rchibuggeri nel tirar.al tavolazz.o tir.ino andando f~1n, !(.yisa di f~~~;11;1u,t;~a,., ,l\qof~. m1ç.,s,t~ d~~I/a çji rimarçq., che ,,nel ry:1~ntr~ s1. r1tien~ ~ss~re P~. progresso ,qp tr~p,yziooe pegli' eserc1t1 del g1o~no. d oggi del sistema dell'ordine sparso 1q alla · bersagliéra, questa fosse in usò nel 1580 .. E dì. più era qu;sto tirare al · bersaglio. marciando un bellissimo si~Lemà che da noi non si è ancora adottato ·e sarebbe, ben necessario introdu.rre • pÒichè le . catene di b~r~ag.Ùeri diventate in oggi tanto impor~

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.: et· tmno tre volte alla fila caricando et scaricando « ,presto, et che! tavolazzo sia lon tano passi tjuarànta « avvertendo che hanno sempre a tirare ·con la corda « sulla serpe et a mira ». ,: Riassumendo il· fin qui esposto si· ved~ ' che l'isti. ,tuzione ·delle •Cernide era così formata: · J piccoli comuni riuniti tra loro dava.no' tante or' dirnm~e da formare· una centuria, comandata da un capo di cento, divisa in 5 squadre1 con ·1 · caporale per cadauna. Varie centu rie ·formavano una compagnia con •I capitano, •1 sergente, l'alfiere ed un tamburino. , tanti, movendosi sempre a destra. a sinistra. in avanti, indie~ro, hanno pur bisogno di sparare e non a vuoto, a ,caso, ma di colpire e colpir bene. Ora in quel tempo esercitavansi gli ar' •bugieri •a questo bersaglio movendosi. m·enlre in oggi non si ., fa, o se si fa, si fa oppena irppena in piccolissima scala. •Altre cose ci insegna l'ordine per le esercitazioni emanate nel 1580. Esso dice: < Cl\n gli archib~ggieri ·si -esercitino in luogò stretto a caricar l'inimico, a rHirarse da lui sporando e puoi dand o loco alli compagni che sottentrino il,lli suoi compagni che gia hav:erano , · scari·cato Ecco i fuochi in ritirata 'della nostra scuola da bersaglrere; " sembra strano invero che vi sia't11nta anologia tra là istruzione , •moderna fotrodotta· da! progresso della scienza a quella quasi ,~, bambina di 3· secoli fa. Continuo: (( Ch·e· imparino' gli sbldati come si abbino a go•vernare nello scaramutie luoro sr ne.I car'icar l'inimico 'come ,. nel· retiràrsi: avvertendo ad 'ogni minimo cenno che farà il .ca, pilano per have~· .ad eseguir quanto ad essi''!uor.o' ~dìna.ndato . .« Che si eserc1trno a ~parar. a mantener I ordine caricando et scaricando ad un tempo "· , ,Anche :per i picchieri si trovano s})èciali presérizioni. ., ·e ·Ch'e ·li picchieri s) a-rmadi come di·s armadi imp11rino al cenno del capitano ed al suono del tarrrburl'o metter le picche sulla spalla, levarle et abbassarle, interzarle mettendosi in

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LE CEl\NIDE OD I SOLDATI DEI.LE ORDINANZE

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Podestà: dovevano avere licenza . per por1ar l'armi ed erano obhligate avvertire i superiori, se si assentavano dal paese. In tempo di guerra diventavan soldati . Nel 1689 si formarono du e reggimenti con tre mila ordinanze, cosl ripartite:

Le varie compagnie formavano un battaglione dipe_odenle da un capo e quesLi tutti obbedivano al capitan generale. Amm esso che il territorio Bresciano avesse 3000 orùinanze inscritte, queste dividevansi in 5 eapi come si è ved uto che era nel 1560; ogni capo aveva 6 compagnie; ogni c11piLano aveva dalle 5 alle 7 centurie a seconda sa più o meno il nurnero delle ordinanze di cui esse componevansi, Le ordinanze in tempv di pace erano com e gli nitri cittadini; ognuna di esse atle11deva ai proprii affari o lavorava la campagna. Dipendevano dal foro del 1

buona postura, caminar et formarsi secondo il cornaodo del capitano et il suono cfr l tamburo cl lutto senza conrusion. e Che li picchieri come archibusicri et altri soldati cbe ~i esercitino nd esser pr<~sti a mettersi in battaglia secondo l'ordine del sprgen te e mnntenghioo le luoro Olo e si c~sercilino a spezzarsi e romoltersi insieme secondo lo occasione o comando degli officiali, el il lullo senza strepito. .i: Cho li picchieri come archibusieri et altri soldati si essercitino osseodo in battaglia correre sino cenlo et cinquanta passi mantoncndo l'ordine nel quale si trovano posti "· Ecco un'altra novità b~n vecr.hia. L'esercitazione iotrodolta cogli ultimi regolamenti di islruziooo prescrive 'di far esercitare i soldati posti in ordi;,e di battaglia fac!:lndqli correre al passo di corsa veloce in modo da sbandarsi il meno possibile o di ottenere un urto violento por gli attacchi alla baionella. Ri°polo: è c1gli forso per quella lai ltiggo di rota2.ione, che, nl pari della moda e di altri usi dei popoli, che nascono. crescono, c.adooo e ritornano a comparire dopo un uerto·aodar di tempo, anche in questa porto cli scienza militare si rilor·n a ai sistomi così 'vecchi, dopo averne provato tanti altri quali, per esempio, dei movi:nllnli regolati , delle linee perfette, dolle posizioni fisso, ccc. 't Io noi saprei dire. Il fai.lo è evidente però e lo no10. La nostra istruzione alluale va proprio a cappello con. quella di 300 anni fa .

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Bresci11. Padova Bergamo Crema Saiò Treviso Udine Vicenza Rovigo Cotogna Bassan et Asolo

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Queste dovevano essere scelte fra i più giovani del territorio e preferire quelli che si presentavano volontari. Venivano loro accordati dei privilegi, tra i quali quello· « Che per il tempo che cadaun degli officiali ( o soldati sudetti starano al servitio, goderà la sua ( casa l'esention della mar.in a per stara sei di grano, t: et al loro ritorno li sqldati godera nno l'essention « delle. fa ttioni personali pe1· anni dieci et in caso ( che alcuno mancasse nell'attualità del pubhlico ser( vitio, dovera per il tempo medemo godere dell'io« dulto stesso uno dei suoi legittimi e più propinqui « heredi ». Venivano provviste dal governo d'un abito intiero, pendone, e spada; il moschetto doveva esser dato • dal comune. Dovevano pur servire in quell'occasione per due anni, ed aver diritto alle cariche di capi di ,.

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·LE CERNI QE OD I SOLDATI DELLE·ORDJNANZE

cento e.sergeqt.i pr,din.arii, spP.ciaJrnente queHi che pel ,, buoq servizio;,.se n.e fossero , resi m.eritev0,l i ,·1, Nel ,J695 con ducale 28 febbra io si levarono 2000,0il- · dinanze. Esse d,c~ veva,no esse,rè divise in,•15 ·compagnie 1 di f&nt\ ,'150 l'. una ,, La ,cornp;:ignia,, dove,'lra,,ave're un capitano, un arnere, tre sergenti, 1•-sei caporafo P.er quota del Bresciano ne tocca rono 290 e dovevano trovarsi entro un mese . a Peschiera. Si raccomandava di pro~urarsi il maggior numero possjbile di volontari ; gli altri dovevano essere tolti in st>guito a mostre appositamente fatte . Non sì dovevano .amme.Ltere cambi; presi i giovani migl i9ri non ammogliati, esclusi quelli ~he avessero ma.nd1Hi .in servizio il padre, · figlio e fratelfo. Subito arruolati dovevano avere,, tanto i capitani, officiali e so.Jda~i paga di .italiani· fç>restieri, donativo di 5 duc,1ti, un abito intero n•ppena giunti al lido. , . . Nè queste furono le ·so.le ,volte che le o.rd inanze vennero chiamate al servizio di. guerra attiva; in ogni _occasi.oref\~lJa ,p.rirna chiamata doveva,mo presentarsi quei ,t~ntì, fl J;ìno al nnmer.o ricbiesto :r, Quell~ ordinanze e.be rìmane-v.11n0 ai loro paesi,, ave~ 1 , vano ,l'obb] igp, çlella . dìfesa ì.n,terna. :Ad un allarme. •di ,> guerra d0veya,no stare continuamente pronte, leste e , vigila,r).ti, .,,con le loro armi e I linunizioni in punto'~ Era presy.1;itto ,d1e teoessero, giorn,o e notte seo tinelle, pro. cura~fe.ro., di. avere avvisi di . tanto ,io tanto,, usassero 1 ,, fuocN .per l{l notte, del fumo pel giorno s0pra:luoghi ~ emirrnnti per servir da segnali. Sunnassero le campa·ne , ~ in Cq~,0. d1(1 pericolçi, a.cciochè, ed al tocco di .essa ed :t ai segni pred~tti restasse avvisato con prontezza il· . , paes.~7 e9, ove non fosservi ,solrla'Li d'ordinanze, ,si~pot1~.St\ ,~.u,ppli.re , cqg[i ab.iranti e genti straordinari.e/oòsì , ,,1 da C\lir.é!U9 come,,da pitl<h, ,e.$sendo obbl-ig.o•di ci;sf'l!l'no ,,li dar sçgni .. p~pa,.,St\a fede (} della . sua de1vozione..ve,rs0 1,, '

207., ~

SOTTO LA REPUBBLICA VENETA ,

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il se,renissimo p~incipe. Era loro o_r,din~~o poi n~i ,:, si nrgenti . di tagliar strade, far barricate e~ imp!~p.rr tutti · quéi me~zi :che v:1lessero ·'ad i_Tped,ir.e_ la, ve,nuta <li genti e.ne po'tessern portar danno . Le · fortezzè 'si poriev'ano in . stato· dì' difesa; .Asola, -Orsinov'i, Anfo, Pontevi èo; munite di 'buone artiglierie -0ffrivano dura presa al nemico. Ogni castellano diramava i~ q'iielle occasi9,?i ordini in proposito. • ' Sarebbe," ripeto, troppo lungo il riterire tutte le variaP.ti che s'introdussero, tutte le leggi, tutti i regola-. menti che' si fecero sul pl'opos1to di queste ordinanze.' : Non mi riman1tono a, riievare che due cose: ~ra vantaggioso questo' si'siema? ,era egli ,écooo.~1ico 1 Datlè ;fil'se di carie"chè tengo sotto g,li occhi, riJevo una quantità immensa' d'i. rèclam,i dei comuni, di petizioii'i innoltl-hte a'J'p rin éipe, perclìè.o fosse protratta la mostra generaÌé a tempo più opportuno, o che I non fosse fatta del tutto, perchè troppo di'spen~iosa,, ,, o ch'è fossero és'bnerat: i comdni dal pagare le sp:ese della corte èd alti·e simili querimonie'' chè dinotaòo come' l'è' mostre fossero continuo baùicuore per i so.lda'tì' ed un succhiello" a d'o'ppia 'vite pe'r '1e' casse , ,. còmtinhli. ' "r, 1 ,. •• Nel"1'70'6 lé mostre costarono: .

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A Rovato dai Hl ottobre sino al 27 detto L: 3·187 .,5

A Ghedi dai ·9 ·o.ttobre 's'irio li 13 detto . '2375 .'it9 A l'llontècbiaro per gio'rni 'i ..,,.. ..,., » 1794: Ùl A Verola · in giorni 4 ·'. ·1 • ·• , 20:13 ,'i.. e éiò 'ìn ·· puri pasti, non compresa la. paga di' L. ·~ per gior'nata ai 'solda(i eh~< si pres'è'ò tavano 'alla' mòstra, è"Ja che il i tèrrìtori'o pagò' 1tli sua' cassa in ) I• 750 -ii " I

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209

SOTTO LA I\EPUDDLJCA VEN ETA

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LE CERN1DE OD I SOLDATI DELLE ORDINANZE

È vero che in queste occasioni si facevano delle

spese forse inutili, quali eran o lo sparo de i mortaretti , i p:iramenti alle strade e case, le maocie a tutti i servi

della corte dell'eccellentissimo capitano, la lu minaria; ma come evitare questi sfoggi d'un lusso creduto necessa rio in queJJe poche occnsioni in cui il paese era visi tatti da sl illu stri personaggi ? ln principio non si badava più che tanto a queste spese, ma coll'andar del tempo, aumentando le pretese dPi capitani, della corte, dei parass iti che accompagnavanli, cominci ò il malumore nei comuni che dovevano pagare e le proteste. L'eccellentissimo capitano di Brescia Antonio Venier con proclama 9 maggi~ 1634 invitava i comuni che in occasione di visite alle ordi nanze non somministrassero che il prescritto, cioè le spese di pasto già calcolate in ducati 1O « ma caso alcuno, volesse « il comune appnrecchiare, non vogliam o, che babbi « spender maggior quan tità di danaro, che i soli ducati « dieci per pasto, et perciò se le proibisse il poter « dar alcuna sorte di salvaticino, pesce et caroe in « in un'istessa volta, CQnfetture et ne anco pistacchi « dopo pasto, ma solo le cose ordinarie del paese « .con qu'ello spesa minore che polrano, regolandosi « in modo, che in tutto non eccedan i suddetti ducati « dieci, so llo pena ·a chi contravenirà al presente « ordine nostro non solo di paga r del proprio tutto « quello fosse stato comperato eccedente la suddetta « so mma, et come di sopra prohibito, ma d' altre « pene corporali ad arbi tt·io nostro, etc. de nostri e successori, le quali pene saranno eseguite non solo « contro qu elli havessero speso, ma contro quei consoli· « o deputati havessero datto l'ordine suddetto "· Però cp1este raccomandazioni o per meglio dire severi ordini non avevano effetto alcuno, ed i signori

capitani eccellentissimi s_ucressori d?ll'A~toni? yenier'. si curavano ben poco d1 far eseguire h ordm1 da lm e dai predecessori suoi emanati. Anche l'eccellentissimo Senato, preoccupato delle continu e gravose spese ch e sopportavano i comuni riell'occasionP- clelle mostre, e reso cclotto di quanti abusi si commellevano dalle gen ti e segu ito dei signori capitoni nel fars i pagare ciò _d~e loro n~n spe ttav~, diramò molte volte dei decreti m proposito, prescr1,•e ndo che si spendesse quanto era puramente necessario e nulla più. Nè questa fu la sola causa che rese odiosa !'isti~ tu~,ione delle ordinanze. Si commettevano molti at.t1 d'ahuso a carico dei comuni, tra i quali, per dirne uno, era quello scoperto nella ~ostr~ fattasi _nel 165?, che i vice-collaterali inYece d1 agglllslare 11 vecclno ruolo o libretto, cancellando quei soldati ~orti ? cassati e regi strrndovi i nuovi rimessi, colla r:cogn 1zione· d'un soldo per ogni rimesso secondo la tariffa,_ rinnovavano ad oani mostra tutto il libreLto, facendosi 0 pagare 0 gni vo lta tutto il ~un:f!~o de' so~dati i_n ess~ descritti insieme con quelli d1 r1spelto, m ragione d~ soldi sei per cadauno; per cui avveniva che ogm com une pagava ingius tam ente trenta, quaran ta e fin cinquanta li re per ogni most'.·a .. . . . Inoltre vari degli eccellent1ss1m1 cap1tan1 face.vano due mostre durante il loro rcggimerJtO fovece d1 una sola prescritta, ciocchè aumentava graod.emenLe_l'aggravio ai, comuni e si rendev~ penoso ai _sol_da~'.· I primi diletti correggevans1 con cassazioni .PJ onle e con severe pene contro chi veniva scoperto d1 fro~e, mo. queste punizioni _n_on ~r_ano abb~stanza efficaci a . . far cessare quei Juc1·1 11lec1t~ e ~en~h. Al secondo, _in seguito ad rnlìmte istanze de1 co~um ed ai. rapporti dei capitani fu rimediato, col1'ord111are ANNO XVI, VOL, 111 ,

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240

LE CERNIOE OD l SOLDATI DELLE ORD1NANY.E

che delle visite ne fosse assolutamente fotta una sola per reggimento; ed anzi in alcune circostanze furono esse eseguite solo in ogni due o tre reggimenti, allorquando specialmente per guerra in corso , per carest:e od oltre calamità il territorio trova vasi già troppo aggravato di· sp~se. Altra grave questione che diede luogo a molle contestazioni si fu quella di stabilire i punti per fare queste mostre. V'era chi parteggiava per i giri da farsi dai capitani, chi per le riunioni in vasti cnmpi nelle vicinanze dei Ct!ntri popolosi quali. erano Brescin , Sa!ò, Ghedi, ecc. cli tutte le ordinanze dipendenti dalla zona di quei capo-luoghi, chi invece ne vol eva la riunione in un sol p11n10 per tutLo il territorio, quale sarebbe stato il campo della fiera in nrescia. Nel '1'i37 S. E. Ma rin Cavalli rossegnava al serenissimo principe un rapporto tendente a provare l'incompatibiliLà di quest'ultimo progello, nel quale, dopo una lunga esposizion e di Fott i, conchiude con queste parole: « l\'li sia permesso infine di ponere al confronto il « luogo surrogatosi àella fiera, come esposi, vicino << alla ciltà, che vnle a dire, in vista delle mura e « porte della med esima conligno al quarti er ordinario « delle militie a covallo, prossimo al Borgo e r.he de « facto ripugna alle previdenze indicate col riferito <, decreto insl/LUtivo 20 giugno 15!:13. Inoltre non deve (I( tàcere il rogioncvole timore. che ingombrati lì sub« burbi o la cillà stessa dì tanti e numerosi accessi « di genti armate preYalere non possano molti e gravi . « sc11-nduli nell'aria na~urale e feroce del paese: che « nel calore de' vicendevoli frarnmiscbiamenti non ger.: « moglino lo r:sse e che accadendo tali mostre, come « ho rnppresentaLo nelle stagiqui ancor rigide, non « si estenda la militare licenza a miara,omettere le

SOTTO LA nEPUiiDLlCA VENETA

·« case di legno colà permanenti a comode, della. « fiera stessa ». Questo· rapporto non venne accolto, ed anzi altro dei. relatori su questa vertenza chiamò aerea e ridicola la ragione enunciata delle osservazioni dei confini e contrabbandi onde sostenere la necessità od il vantarrr,io pubblico nella visita generale delle ordinanze 00 • inv.oce di oseguil'la nella fiera cli Brescia. Nel 1737 sì fece un esperimeuto sui vantaggi di fare la mostra nel campo della fiera, e risultò dal confronto il non piccolo risparmio di 91'>03 lire a favore dei com uni. Il sistema delle ordinanze durò fino alla caduta della Repubblica Veneta. Gli e!fetti della rivoluzione francese, la comparsa nel teotro del mondo del I Napoleone, le sue grandi e strep itose imprese e quindi il bisogno continuato di truppe arrnate, condussero alla necessità degli eserciti numerosi e permanenti. Indubbiamente qu es ti ese rciti riescono di grandissimo aggrnvio alle nnzionì tulle, e_d assorbiscono la parte principale degl i introiti Mgli Stati, introiti r.lte potrebbe ro essere erogati con assai rrrnggior profìllo nei favori dell'agricoltura, nelle manifatture e nelle speculazioni del ('ommcrcio, specialmente in questa Ttnlia. terra ora piìi 1ntelleu11ale e commercinle elle mil-itare. La necessit,\ di forti o continuote economie, i miti ed umnnit;iri consigli a cui sono inspirate qunsi tulle le potenze d'Europa, non potevano a meno di condurre all'idea, c.ioè alla possibile non dannosa riduzione degli eserciti pArmoncnti, e la Prussia (:he possiede la sua landwchr somministrò forse le prime basi per la formazione df>lla nostra riserva. Adottato in massima, ma ridotta nllo spirito ed alle condizioni del secolo, io sono de l subo rdi nato avviso che possa la riserva 0

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~M 2

LE CERNIDE OD l SOLL'.\1'1 DELT.E ORDINANZE, ECC.

prestare assai buoni s~rvigi, senza costare alla nazione la imponente cifra che necessita per mantenere un esercito, cui ad ogni fine di guerra occorre aumentare in ragion diretta del cambiarsi della tattica e strategia moderna. La riserva sarebbe una seconda edizione delle ordinanze o cernide della Repubblica Veneta. Tenendo sott'oc_chio questo primo esempio, si potrà benissimo studiare i difetti ed i vantaggi che presenta e cavarne quel maggior costrutto per la attivazione di un piano più. completo e più consentaneo ai biso(Tni ed alle b esigenze dell'attuale generazione non solo, ma ben anco delle relazioni internazionali colle altre potenze.

PROGETTO DI UN NUOVO SISTEMA DI PONTI PEL PASSAGGIO DEI FIUMI

(Con due tavole liLografiche ),

CESAn& AUGUSTO QUAIIENGHI

Sottotenente nell' U 0 fanteria.

Quanto maggiore mobilità avrà un corpo combattente, tanto maggiore sarò. la probabilità di felice riuscita. Alleggerire il bagaglio del soldato e renderlo libero e svelto nei suoi movimenti e nelle marcie; ridurre al minor numero possibile i' carri necessari pel trasporto di quanto occorre in campagna, sono due problemi, i quali debbono essere seriamente studiati, onde non avere in qualche circostanza a deplorare fatali conseguenze. Altra volta volli occuparmi dello scioglimento del 1. 0 problema, e qualche idea ho azzardato esprimere in proposito ancora nel 1867 (1); e forse mi sarà dato fra non mollo di ritornare su quell'argomento, il (1) Relazione intorno allo modificazioni proposto pel corpo zappatori del genio.


01 UN NUOVO S1STEMA DI PONTI

PROGETTO

quale ho dovuto lasciare abbandonato per essermi più particolarmeute occùpato nel tentare lo sciogli-

mento del ~. 0 problema. Pochi mesi or sono io pubblicava in questo periodico, il progetto di un sistema di carro-ponte, col qualemi sono creduto di agevolare in gran· parte i mo":imenti e le marcie dei singoli corpi, rigu ardo ai piccoli corsi d'acqua. Faceva mestieri però di rivolgere maggiorme.nte gli studi sul passaggio dei grossi torrenti, dei fiumi, in generale dei grossi corsi d'acqua, quali possono anche oltrepassare i duecento metri io larghezza. · \ L'artigli eria, o per meglio dfre il 1° reggimento pontieri, incaricato speci.:ilmente dei grandi passaggi d'acqua, ha fino ad ora fatto conoscere nelle varie campagne passate, quanti eminenti servizi ha prestato, e quanto distinto sia quel corpo, sia per l'istruzione quale viene data ai ponti eri, sia pe r l'attività ed t1bilità degli uffiziali che a quel reggimento appartengono. . Chi ha veduto in poch e ore gettare attraverso il Po, per una lunghezza di circa duecento mPtri, sotto una corrente aumenté\La dalla piena delle acque, un ponte di barche, di cavalletti, o misto, può rendersi persuaso di quanto ho asserito riguardo al merito distinto del reggimento pontieri. · Fu appunto vedendo manovrare quei bravi pontieri,. che, osservando con qualche attenzione il materiale da essi impi egato, dovetti meco stesso convenire, essere esso tale da rendere assai difficile l'assunto in chi "olesse modificarlo per ridurlo ancora migliore. Confesso il vero, vi fu un momento nel quale quasi abbandonai il pensiero di rivolgere i miei studi su quel -materiale, se non che bene rifleLLendo, che se .anche un a cosa è molto buona, può sempre dare ragione a studiare per renderla migliore, e seguendo 1

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il vecchio adagio che tentare non nocet, volli geUar~i all'ardua impresa, ed ebbi per mio obbieitiv~ due scop1: Diminuire il peso e quindi il carreggio. Facilitare la costruzione. Per diminuire il peso del materiale, q~ale v.ien.e attualmente adoperato, conviene ridurre le d1men~10m, e semplificare le singole parti,. co.se eh~ non s1 potevano fare, pcrchè, come ebb i già a dll'c, quel_ materinle trovasi già ridotto, pnossi dir:, al.la perfezione. Si doveva qu indi "edere se la sosllt~z1~ne de.I ferro al legno avesse potuto dare ~ci buom risult~t1. {I peso specifico del ferro m confronto di. ~uello del lt>ano e la sua elasticità , presentnno tali mronvenie1;ti rendere assai difficile la soluzione del probl ema. . Tutto lo studio quindi si doveva aggmire nel far ricerca di un sistema di travalllra in ferro il quale, usufruendo della elasticità del ·medesimo, dasse alle varie parti un contrasto tale da oLLenere la mn~sima solidità e resiste nza, avendo sempre presente I altro scopo della maggior el imin azione del peso . . . Due sono i sistemi quali ho studiato; l'uno riguarda le travicelle o lungarine, l'altro la banchina del cavalletto: e come si potrà conoscere in seguito, e vedere anche dalle tavole, faèilmente si potrà co.mp1:endere, che il sistem a segnllo per la costruzione , delle t~·avicelle, non sa relbbe stato opportuno per la banclnna e viceversa. Le travicelle unite ed a con tatlo l'una clell'alw1 garan tiscono vicendevolmente il contrasto, e vengono a formare, qu::isi si può dire, un sistema a contrasto continuo. Prima però di seguire alla dimostrazione della resistenza, mi è d'uopo descrivere minutamen(e la costruz10ne delle tra vicelle.

da


DI UN NUOVO SISTEMA DI PONTI

PROGETTO

Descrizione delle (rawieeHe.

Co_n uo_a verga <li ferro battuto, piatta, larga sei ceot1metr1, dello spessore di cinque millimetri, formasi un rettangolo, i di cui lati n:iaggiori sono di quattro metri, ed i minori di venti centimetri. · Nell'interno del retta ngolo viene collocata una molla curva d'acciaio della larghezza di quattro centimetri, della lunghezza di quattro metri, e dello spessoi:e d1 cinque millimetri. Il punto più sagliente della curva va a toccare il piano superiore del rett.angolo. Le due estremità del!a medesima, sono fermate alle estremità del piano in.feriore da quattro caviglie, le quali uniscono ancora un pezzo di molla detta di ritegno o co_ntrasto, fissata sul piano dei Iati minori da altre qu.:iuro caviglie. La molla tiene cinque finestrelle equidistanti sulla st_ia I_nn~hezza, le q_uali dillrno passaggio a cinque piuoli d1 cordone d1 ferro del diametro di quindici millimetri, assicurati, ad ec.ce:1.ion e di quello di mezzo il quale non è assicurato che al piano inferiore soltanto, su i due piani lunghi inferiori e superiori, e permettono alla molla di muoversi sotto una data pr8ssione. Dei cinque piuoli, tre sorpassano il piano superiore di dieci centimetJ"i, e portano alla loro estremità uno spaçco, pel mot ivo che in seguito avremo a dire. Alle· due· estrem ità, ed al centro, delle fascie di lamiera l,ar•gbe quindi,!i centimetri e dello spessore di tre millimetri, collocate sui lati , servono ad assicurare

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ed unire, specialmente quella di mezzo, i due piani superiore . cd inferiore, ·e rattenere le congiunzioni snodate dei tiranti. Le due fascie laterali s0no fermate al piano superiore- ed inferiore del rettangolo, e quella di mezzo è fermata soltanto al piano superiore, mentre il piano inferiore del rettangolo pas.sa sopra ìl piano della fascia . Si scorge facilmente quindi, che nel punto centrale deila tl'avicella havvi un determinato spazio di movimento, onde poter dv.r luogo all'elasticità della molla. I 'tirant; sono r.ordoni di ferro del diamr.tro di un cen tim etro, posti diagonalmente a croce da am~o i Iati, e suddivisi i.n due sezioni. Essi sono uniti alle fascie mediante caviglie le quali, essendo fissate soltanto alle fascie, lasciano un po' di movimento ai nodi dei tiranti·. Il punto di unione o d'inceociamento dei due tiranti è pnre snodato. Dalla parte destra od anteriore della travic~lla, in continuar.ione del pi ano superiore, è stabilita una . mezza cerniera, ed in prolungazione del piano inferiore, una lingua di ferro sporgente per dieci cef_!.timetri e dello stesso spessore della verga del p iano del ret•angolo. Dalla parte sinistra o posteriore · allo stesso punto dell'altra, trovasì un'altra mezza cerniera ed al disotto un'apertu:-a avente la sezione di quattro centimetri per due. . Da que~ta parte bavvi ancora una staffa formata. dal della verga inferiore, nella quale passa Proluncramenlo o r . la travicella del cava letto o banch10a. La sezione quindi di questa staffa è in relazione ~ alla sezione del la suddetta banchina. Dalla descrizione di questa travicella, si scorgerà facilmente come esse debbono essere unile assieme


PROGETTO

DI UN NUOVO SJSTEMA DI PONTl

fra di loro; e meglio ancora .ciò si potrà: riconoscere quando verrò a descrivere il modo col quale devesj procedere per la c>struz ionè di un ponte.

.delle facce è meno lunga dell'inferiore, e ciò fu fatlo per l'inclinazione da darsi ai fori laterali dove devono pass.:ire le gambe, i qua.li fori vengono stabiliti dal prolungamento delle due verghe alle estremità, e da un telaio di rinforzo che forma il piano inclinatoesterno . alla testa della banchina. li piano interno è pure formato da un telaio rinforzato da un altro esternamente. Tra i due telai, i quali banno sulla normale un'inclinuzione di quindici gradi, e formano la morta~a, passa la gamba.

Descrizione della banchina.

La banch ina è compostà di due piani o facce collocate pnrallele fra di loro, alla distanza di rn centimetri_, e,d unite medi?nte otto telai . - Ogni piano o faccrn e ~ornposto d1 due verghe di ferro, lunghe una .(.super10_re) quattr~ metri. e l'altra (inferiore) quat~ro metri e 12 centimetri, larghe quattro centime_tr,, e del_lo spessore di cinque millimetri, e sono: urnte alla d1stanz(l di dodici centimetri, mediante una s_erie ?i tiranti obbliqui della larghezza di due cent1metr1 e dello spessore di tre mill imetri incrocicch iantis'i fra di loro, e fermatì alla loro es,trem ità da un ritto della larghezza di tre centimetri. e dello spessore di quattro millim etri. Nel punto dove è stabilito il ritto, viene assicurato il telai0, il qunle è composto di un eordone·di fel'l'o del _dia,me~ro di_ un ~entimetro. Il lato maggiore del telmo. e d1. cent1metn venti, il minore di quinçlici. Due t1rann del_lo stesso cordone sono posti diagonalmente nel telaio per renderlo più rigido e fosistente. Su quattro punti. equidistanti della banchina havvi un ~elaìo coll?cato esternamente, e composto di una fa~c!a Jar?à crnque centimetri, e del~o spessore di tre m1llimetn, la quale abbraccia le due facce, e viene .a f~rmare i quattro punti d'appoggio delle travicelle. S, av-rà osservato che la_ verga superiore di ferm

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Dt>.serizionc delle gambe.

Le gambe sono di legno Jàrice a lunga vena e molto stagionato. · Ve ne devono essere di due dimensioni, di quattro metri e di sei. La sezione è sempre di centimetri .dicci per sedici. Il numero di quelle lunghe sei metri deve· essere in rapporto del terzo sul totale. Le gambe hanno sulla lorn lunghezza dei fori equidistanti, nei quali pa~sa una gros~a caviglia di ferro ehe serve a sostenere la banchina. È da avvertire che i fori non devotio essere stabiliti su ll'asse aella gamba, ma ad un terzo della sua .l~rghezza. L'estremità superiore della gamba è cinta di una bandella di ferro avente utl gancio , onde attaccarvi, nel caso foss e necessari'), anche una c11tena formata di sottili m11glie, ed aveRte ali' altro estremo un gane.io che viene introdotto in uri anello fisso alla banchina . Di queste caten.e non se ne deve far uso, che nei . casi speciali, come avremo a dire più avanti.


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PROGETTO

Nell'altra estrem ilà della gam ba è assicurato con una bandelli:i un An ello, che esternamente tiene la forma oblunga, onde po tor meglio fe rmarsi su i fondi di ghiaia ed intern amente t·otonri o, per lascia r passare un bastone lungo sessanta centimetri di legno larice, affinché in un fondo non ghiaiosu non possa la garnba approfondire di troppo. lo ca so che il fondo fosse molto molle, prima d'introdurre il bastone nell'anello vi si introduce un disco di lamiera di ferro del diametro di 40 centimetri, il.quale vi0n tenuto fermo dallo stes~o bastone.

Deseriziooe del gbimlawento

Le travicelle di ghincJam ento sono regoli di legno foggio, aventi una sezione di r:enLimetri sei per quattro e lunghe cinque metri. Ve ne debbono essere però a'.meno quattro lunghe so fLanto quattro metri. In una delle estrc~mità havv i una fasciatura di sottile lamiera di ferro l:irga dieci cen tim etri, e spo rgente dall'estremità per cinque ce ntimetri, in modo che una travice lla può essere jntrodotta nel l'altra. Lungo le medesime tn1vice1Je, ad una d;ita distanza, o per meglio dire alla distanza stabilita dai piuoli di ferro, sporgenti dalle travicelle, havvi un foro nel quale eutrano appunto i suddetti piuoli, e nello spacco dei medesimi viene intrndotta una pi ccola cliiDvarrla. In tal m.odo il gliindamento è fatto solleci1amente, e riesce più stabile che non qtu~Jlo con la fune, soggeuo a stringerr.i ed :i!largarsi di troppo a caus~ dell'umido o dell'asciutto.

Dl UN NOOVO SISTEMA DI PON'fl

22t

Oei.erizlone delle tavol,e.

Lf\ tavole devono essere di ler o larice. a lunga . vena e benP. stagionato, lunghe I.re metri, larghe trentatrè centimetri , e dell o spessore d1 quat.tro cen~ tirn etri. Gli spigoli vanno . rotonda li. So~ra u~o dei la ti lunghi, alla distanza di cin~uant~ r:enymetn dal~e estremità, viene praticato un . rntagl10 dl due centimetri di profondità pei seguenti m~t.ivi: . . . li primo per facilitarne la cost~u.z1one ed _il d'.sfac1mento; il secondo per evitare gh rnconvemen~1 ~ro dotti dai cambiamenti atmosferici; il terzo per drnn~uzione di peso; il quarto affincbè le tavole alla ban c!1ma non abbiano a ricevere impedimento dalle cermere, e rendere quindi eguale il piano dell'.i?1palcata. O(Tn i tavula tiene alle due estt'em1ta un foro pel pasi1crofo ciel pinolo pel ghinclamento. Le ~~vole sono calcola te in ragion f\ della lunghezza delle campate, in modo che non sarà mai il caso di adoperare le mezze tavole.

Costruzione delle eos

I..a costruzione della coscia del nuovo ponte, viene ad essere in qualche parte diversa da quella che si usa per gli altri ponti. La coscia va stabilita a quattro metri della sponda,


222

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PUOGETTO

ed e' .,ormata I.' da tre gambe, una delle quali forma il dor~1ente, e sopra essa appoggiano le teste dc,lfe tr~v1cellA; la ~e?ondn più indietro sul piano del dormiente, appoggiata contro le teste delle suddette; la terza sopra la seconda, sporgente per sei _cetJtimetri, in niodo ch.e le teste delle travicelle vengono ad essere co1~e _incastrate fra !e tre gambe . . Quest ultima gllmba poi dev'essere solidamente asSJCurata con paletti al t~rreno. la p'.ima irnpnlcnta, od impalcata della coscia, quale ,".1en~ falla snprà il terreno, deve essere posta un po rnclinatu sul terreno, ciò che si otterrà, abbas;?nd? u~ poco la· posizione della coscia. , L rnclmaz,one non dev'essere minore d1· tre gra,.,J· 11, ne maggiore di sei.

l'ostruzione del ponte.

Stabilita la _coscia, e preparnto il piano del terreno per .la pr,ma,~rnpa!r.nta, si eollocano n posto le q11artro d·,JI'· dtrav1celle, es introducè nellP, loro ·stnffe ' ., a lt ra parre ?ve va collocata la. b~nc~1ina, una gamba, la quulc viene a fa.re le funz1on1 d1 un dormiente, e deve essere ~nel, essa mollo bene assicurata al terreno con paletti. Fra le tra ~ice · li e vi· si· ?1ertono de' snssi e terra, e

d

ben. bat~uto terreno, s1 collocano a posto le tavole, e s1 _fa il ghmdamento; eon due trnviceHe di, quatrro me.rr,. · Costt'Utla in tal mod~ la prima inìp.al.cala, od i,rrnpalcata ·della coscia, si dispQ,ng0no le travricel-le per

DI UN NUOYO Sl&TEMA DI PONTI

223

la seconda sopra il piano costrutto e sulla direzione delle travicelle del medesimo. Si uniscono insieme le due mezze cerniere e si assicurano con le caviglie. Si p,i:ocede quindi alla costruzione del cavalletto, facendo passare la banchina entro le staffe delle travicelle e fissandola alle medesime mediante una caviglia di legno di quercia, la quale attraversa la staffa e la fascia della banchina, e vi si introducono le gamb~ a quella altezza che sarà neeessaria, meuéndoci o no il disco all'altra estremità, a seconda sarà stabilito dopo l'esame del letto del fiume. Legate quicdi due funi per ogni gamba, nel punto ove si unisce alla banchina e .facendo fare un giro alla fune in modo di abbracciare anche la test~ della banchina, si fanno avanzare sull'impalcata eostrutta sei uof!lllini a destra e sei a sinistra, e tre al centro onde ~seguire il collocamento a posto della impalcata e del cavalletlo. , Sia a destra che a sinistra gli uomini sono divisi in due sezioni, una ava-n,ti di tre uomini in piedi, ed una pi-ù indietro di due metri,, di tre uomini in ginocchio. . Ùn capo de.Ila fune viene dato ai tre pt·irni e l'altro ai tre secondi. Gli uomini al centro, facrndo forza sulln banchina, 111 spiogono avan,bi~ rialzandola fino a metterla fuori della sua normale, ed. ullora gli uomini che sono alle funi vanno a poco a poco rallentando ilno a che il ~avallett0 va a .C(ldere al fondo. Si proeede quindi al colloca.1:mento· delle tavol.e ed al gh,j1adaroento, e si co0 tioua in tal modo la costruz10ne.


PI\OGETTO

Jlotivi pei q·uali fu adottato un sistema diverso nella costruzione dette travicelle da quella delle banchine. Il sistema di costruzione delle travicell e non poteva essere adatto per le banchine, essendochè quanto quelle sono solide e resistenti unite in ?isterna continuo ed hanno bisogno assoluto del contatlo una dell'altra pel contrasto, altrettanto la loro resistenza sarebbe minima sac adoperate isolatamente, tanlo più che la banchina deve sopportare da sola· tutlo il peso 'maggiore. - Infatti sarà facile il persuadersi di quanto ho esposto, gettando l'occhio sulle figure delle tavole, perchè supponendo che un peso sia collocato sopra una delle travicelle, esso mi farà abbassare la molla, la quale per forza è costrPtta a spingersi sulle pareti, e se queste non fosse ro contrastale da un'altra resistenza, egli ·è certo che la travicella finirebbe . pel' rompersi. Si deve osservare ancora nell'unione delle travicelle fra loro, che in ognuna di esse, ollre alla cerniera esiste una lingua di ferro . la quale enlra nella apertura dell'altra, e le impedisce di spostarsi in qualsiasi modo, eliminando così gli urti che non fossero normali al loro asse. L'usare dello stesso sisle.ma delle travicelle per la costruzione delle banchine, portava poi un aumento maggiore di peso, come si polrà scorgere più avan_ti dalle nozioni date su i pesi parziali.

225

Dl UN NUOVO SISTEMA 01 PONTI

llso della catena.

La catena è presso a poco uguale alla catena di sospensione che si usa peì Ponti -Birago. Nel nuovo po~te non fo mestieri della catena, pr.rchè . la banchina è tenuta ferma dalle caviglie, ed ho adottato questo sistema perchè·più adatto per la manovra, più stabile e più sollecito. Ro però voluto collocare i fori ad qn terzo della larghezza della gamba, anziehè sull'asse della medesima, perchè egli è certo che lo sforzo maggiore essendo normale al piano, quanto maggi Mi · saranno i lati del triangolo di resistenza, tanto maggiore sarà la medesima. Con le catene si è veduto varie volte succedere la rottura della gamba; e ciè> è ·anche naL11rale, ·sè si considera che lo sforzo prodotto dal peso della "banchina attnccala con la catena è massimo alla testa della gamba, e si accresce con l'aumentare la lunghezza della medesima. Nel nuovo ponte se ne deve far uso soltanto quando si P?Ssa riten~re cl1e in qualche cavalletto il sostegno delle 5v>Je caviglie non sia sufficiente, e quasi per una garnnzia maggiore,_ ed in questo caso si deve usare ancora il seguente sistema. · Poste le due catene della banchina alla testa della gamba, con altre catene unite assieme si forma una incrociatura partendo con un capo dal punto dove è assicurata. la catena della ,_gamba sulla banchina, e fermando l'altro capo alla gamba opposta mediante ANNO XVI. \'oL. m.

]5


1 2,26

-

227

PnOGETTO

DI UN NUOYO S!STEMA DI PONTI

una cavigli::i, come si può scorgere dalla iìgnra terza della tavola prima. Questo sistema di rinforzare il cavallelto non fa mestieri usarlo, come dissi giù più sopra, che nei casi eccezionali. ·

ui quali nggiunto un cntTo per fucina, ed uno di servizio, verrebbero n ·somma re a venti. AL contrario il rnnteriale occorrente per formare un ponte di duecento rnetri, modello 1860, fanno di bisogno quarantasei carri. "Quanto alla resistenza e solidith del sistema, dai •cnlcoli fotti e dalle esperienze sembrerebbe essersi rnggiunto lo scopo; sarebbe però necessario fare le ,e sperien ze su più lnrga scaln, onde poter meglio ragg- iunn-erc la perft>zione e. togl iere q1Jalche difetto, cpaD lora vi fosse, cosa che riesce più d11ficile fare quando si deve limitarsi a piccole e parz iali esperienze. Io non voglio si ubbia a credere, che io mi sia prr.teso di aver sc iolto il problemn, mi sono p1•ovato, e quanLo all'csilo io devo concliiudere con il poeta:

Peso del mat.criale e carreggio oeeorren•e.

Ogni Ogni Ogni Ogni

trnvicelb banchina ga mba tavola

pesa circa chi logr. id. id. id.

38 50

28 20

Ai posteri l'ard oa son lenza.

Per cui il peso di un' impnl cata composta di quattro travicelle, una banchina, due gnmbe E:' dodici tnvole, sarebbe di chilogrammi 4,98 circa, 1Jggiungendovi un ~O chilogrnmmi pel ghin darnento ed altri 32 per aumento prodotto da!lefoni e dngli attrezzi ecc., nvremo chi logramm i 050 ogni q11attro metri di ponte. Essendo la campata del nuovo ponte di quattro metri, così .per formare un ponte della lunghezza di duecento metri, sono necessarie einqua-nta campate. Ogn; campata abbiamo detto che pesa aU'incirca ch ilogrammi 550. Il peso quindi di duecento metri del nuovo ponte sarà di chilogrammi 27,500. . Ripartito il m,1teriale sopra carri, e caricnti i medèsimi co l peso di 11500 chilogrammi ci rca, tutto il materiale occorrente per la formazione di un ponte di duecentometri, sarebbe ridotto in diciotto ca1Ti,

1

I

Dese1•izione delle flgure .

TAYOT.A

I.

La fig11ra 1 .a rnppresenta il proO!o <li àue campai.e· di ponte gih costl'utle, ed una terza in posizione <li essere çalnlél nel l' ncq11a . Su lln sponda scorgesi la trnvicellH o gnrnba la quale forma dormiente e tiene luogo dellà b:H1<.:hi11a nel congiungimento della trav ìcell a della impalc ala della coseia con la prima irnpn lcata . La hgura 2. è ]Il proiezione <li du0 impalcate una ~ostrutla del lutto, e l'altra da compiers i. 1

0

t


4.228

PROG-)!:'1'110

La figura 3.a fa conoscere la formazione del Cq.val-

DI UN NUOVO SISTEMA DI PONTI

letto e la sezione trasversale del ponte. L'imp iego delle catene pei casi eccez.ionali è ab-bastanz:i reso ch iàro da questa figura.

ALCUNE NOZIONI SUL CARRO ·FUCINA E SUL CARRO DI SEnVIZIO TAVOLA

r

IT.

Questa tavola contiene alcuni dettagli principvli ,. o:nde più facilmente si rpossa compre-ndere la costruzione delle travice]Je e delle banchine. La figura 1 .n fa conoscere il modo con i: quale la molla vie.ne assicurata al telaio. La figura :z.• dà un'idea chiara e disti0ta del mododi, 1:rnj0ne d.i due tra vicelle. Vedesi . una tra vice Ila a ··posto, e l'altra nell'atlo che gìrando sulla cernier,a sta per essrre congiunta all'allNt. Sotto l'estremità della prima travicell a si scorge l-a st.1ffa nella quale deve entrare la banchina. All'estremità di quella che. si s1Jppone in movimento, vi si scorge la lingua d i ferro la quale deve introdursi nell'apertura dell'altra. La figura · 3. 0 è il profìlo di una travicella completa ., vale a dire con i suoi tiranti e fascie . La figura 4. 0 rapp.resenta il profilo di una banchina. Vi si scorgono le staffe ,col foro per introdurvi la cav igl~a , e sopra le travicelle. La figura 5. • è la sezione trasversale della banchina, per far conoscere la collocazione del telaio d'unione .. La figura ,6. n rappresenta la proiezione del piano supe riore della .banchjna dove vedesi .Ja mortas-a pel Jiassaggio della gambv. , In questa figura a desLra e sinistra internamente delle mortase si scorgono due guancie in legno le .quali sono assicurate alle facce e servono -per rende~ più ferma e stabile la gamba.

Ca ra·o-fucina.

Il carro-fucina è uguale a quelli tuttora in nso nella nostra armata . Esso dovrà contenere i ferri necessari per eseguire le riparazioni occorrenti al materiale, ed avrà quella quantiLà di ferro in verga ed. in co rdone delle vari~ dimensioni determinate che puossi calcolare presso a poco abtrisognevoli.

Carro di servizio.

La. costruzione del cano di servizio diflerenzia da quelli in uso nella parte superiore. Sul piano del carro . è formato un cassone della I unghezza e larghezza del pia.no, e dell' altezza di 50 centimetri. · .. -Il cassone si apre da tre lati, a dest•ra, a srn1stl'a eEl· al di dietro, mediante tre sportelli i quali stabiil iti a cerniera sul piano del éar'ro, girando su quella, si abbass-a'no. Nei tre scompartimenti vengono collocati · gli strui.: .menti ed altri oggetti necessari.


230

PROGETTO

Alle estremità destra e sinistrn e nel mezzo di ogn i: lato lungo sul piono del carro sono stobiliti tre rilli dell'altezza di seltantn centimetri, sopra i quali sono. assicurate tre traverse di forma un po' arcuata. Nello spazio compreso fra il copcr·chio o piano superiore del "casson P, e le tra.verse vien e collocato il congegno quale verrò ora a descrivere, e che sen e per rimettere una gamba dei cavallelli io . caso di guasto o rottura della medesima. . Sopra le traverse viene collocata una picr.ola barca di sottile ln.miera di ferro I ungn qua uro metri e larga uno fra i piatLabordi e di novantn centimetri nl fondo ed alta sessanta centimetri, la quale si rende necessaria pel servizio e per tutte quelle circostanze che possono accadere. La barchetta viene tenuta ferma da tre funi che, pass,rndo per gli anelli fissi sui piattabordi, va a fermarsi su altrettanti collocati di fianco ·alle travetse.

Descrizione del congegno da usnrsi per rimettere una gau:.b~ di eavallcUo.

. Può avvenire che una gamba abbia a rompersi,. sia per un caso fortuito come per un proiettile Jan-' ciato dal nemico. 11 sistema col quale è costrul.ta l'impalcata del ponte, ,è tale che se unche una gamba avesse a rompersi il piano del ponte non si altera gran fatto, salvo il casoquella parte di ponte al momento della re,tlura si trovasse sopraccaricata di peso.

Dl UN NUOVO SISTEMA DI l'ON'rI

Molti sono i sistemi usati per rimettere una gamba . di cavalletto, quando il ponte è costrutto. Io ne p1'opongo un altro, il quale ho varie volte espP-l'imentato con buon successo, ed è Dppunto quello, che ora vengo a desc rivere. Il congegno è formato da due travi cilindriche di lfigno fogg io <lei diametro di sedici centimetri e dell'altAzza cli sci mNri e mezzo, un1teassieme da una pnrte rnediante una caviglia d1 ferro la quale abbraccia Jè teste de lle travi cerchia te di Jeggiera lam ina di ferro, e dull'altrn parte, al contrario, tenuh: alla distanza fra di l0ro di un metro e cinquanta centimetri, a mezzo di due traverse collocate su due punti equidif.:tanti. Nella pnrte inferiore Jr. due travi finiscono precisamente come le gambe de' cavalletti. , A dieci centimetri dalla cnviglia è collocato più sol.lo un cilindro di ferro dd diametro di tre centime~ri il quale , aLtraversa le due travi e gira sopra due buccole di ottone infisse nelle suddelle. Da una p:H·te il cilindro sporge fuori della trave, e porta una picèola ruota den tata ed un manubrirJ presso, a poco come quelli lici mnrtinelli. Il cilindro tiene nel mezzo un anello di ferro al quale si attacca una delle catene d~lle qua'Ji abbiam parlato, aggiungendovene poi quante nitre sarunno necessarie. Si co ll9ca nell':1 cqun il congegno nd ptrnto dove devesi eseguire il cambio della gamba, ed in posizione per quanto sia possibile verticale, addos~:;andolo al fianco del ponte. Con una gnrnba e mediante una fune si unisce la testa del congegno alla testa dell'altra gamba clel cavalletto. Si abbraccia. èco una c~tena la testa della ban ch i.oa e si allacca la catena a quella del cilindro.


23:2.

PROGETTO ,DLUN NUOVO SISTEJIIA· DI PONTI -

Facendo girare il manubrio e la catena volgendosi attorn() al cilindro, la banchina si solleva, e si può in tal modo eseguire r,omodamente il cambio della ga,mba. Non ho creduto conveniente dilungarmi di troppo nella descrizione del congegno e della manovra del·. medesimo, ne dame la relativa figura, essendochè questo come accessorio non forma parte integrante del nuovo sistema.

LA NUOVA LEGfrE 19 LUGLIO 1871 SUL

RIORGA'.NA~lENTO DELL'ESERCITO ITALIANO 11> (Dalla Raecolla of6cialo dello Leggi o dei Decreti dol Rigoo, N. 349)

G. B. CONTARfNl A-faggiore del Genio.

CAPO I. illodiGcazione alla le~ge organica ~O· nmrzo '18a<I sul reclutamento dell'esereit·r,,,

Art. 1. Oltre gli arruolamenti volontari consentiti dal titolo 3° della legge organica 20 marzo 1854 , è ammesso uno speciale arruolamento · volontario per una ferma di un anno per i giovani regnicoli che desiderano istruirsi nelle armi. Siffatto arruolamento può essere contratto nei varii corpi delle armi di fanteria , di cavalleria , di arti-: glieria e negli zappatori del genio. · Per essere ammesso a questo a r;ruolamento speciale il giovane deve soddisfare alle condizioni 2", 3a, 53, s• dell'art. 1150 ùella precitata legge organica, ed inoltre alle seguenti: (1) Approvata da lla Camer11 dei Deputati nella torn ata del 22 giugoo 1871 con 139 vo li contro 73.

.,


l LA NUOVA LEGGE

19

LUGLIO

i87 l 1

SUL IIIORGANAMENTO DELL'ESEIICITO ITALIANO

4° Av-ere oltrepassato il 17° anno di età, ma non essere ancora stato chiamato all'estrazione a sorte per fallo di leva; 2° Sottoporsi del proprio alle spese di mantenimento, vestiario ecl equipaggiamento d1irante la contratta ferma, ed anche alla provvista di un cavallo ed al mantenimento di questo, se intende arruolarsi nell'arma di cavalleria; 3° Di mostrare con appositi esami disposti dal ministro della guerra di avere fauo con successo gli studi completi delle scuole elementari superiori; 4° Comprovare la buona condotta con attestati legali. Questi volontari non sono esonerati da verun obbligo di leva , nè conferiscono al fratello il diritto alla esenzione dal servizio militare. Per i volontari contemplati nel presente articolo e che seguono i corsi universitari o quelli delle scuole tecniche e commerciali superio~·i, la loro chiamata sotto le armi potrà essere ritardata sino al 24• anno di età., purchè però essi paghino anticipatamente il prezzo di affrancazione stabilito per i volontari senza soldo.

235.

militare , e produce soltanto il trasferimento dalla 1a alla 2a categoria òella stessa classe di leva. Il prezzo massiri10 di affrancazione sarà stabilito per legge. Art. 4. Gli studenti universitari in medicina, in chirurgia, farmacia e veterinaria ascritti alla 2• categoria sono dispensati, dietro loro domanda, dall'istrùzione militare; ma in tal caso hanno l'obbligo di servire in tempo di guerra sino al compimento dell'anno 34° di età, sia presso i. c_orpi dell'esercito attivo, sia presso la milizia provinciale rispettivamente come medici, chirurghi, farmueisti o veterinari effettivi, oppure semplicemente esercenti, sècondochè abbiano già conseguito la laurea od il diploma, oppure non l'abbiano ancora ollenuto. Quelli di essi che, çQmpiuto l'anno 25° di età, non fossero per anco dichiarati medici, chirurghi, .farmacisti o veterinari perdono il diritto conferto dalla 11• pari.e di quest'articolo; e sono chiamati sotto le armi . per ricevere l' istruzione di 2• qategoria e correre 1a sorte della classe di leva dell'anno in cui sono chiamati all'istruzione militare. Uguale dispensa può essere accordata agli ascritti alla seconda categoria che siano alunni cattolici in carriera eclesiastica od. aspiranti al ministero del culto in altre comunioni religiose tollerate dallo Stato, col1' obbligo però di prestare in tempo di guerra la loro assistenza sino all'età cii 34.. anni negli spedali e nelle ambulanze. Quelli- di essi che, compiuto il 25· anno di età non · avessero ancora ottenuto gli ordini maggiori, se trattasi di cattolici, o non fossero stati dichiarati ministri

Art. 2. Sono abrogati i varii modi di esonerazione dal servizio militare concessi dal capo 3°, titolo lI dell,1 legge 0rganica 20 marzo ,, 854-, ad eccezione della surroga-, zione di fratello e dell'affrancazione come è regolata dalla presente legge. Art. 3. L' affrancazione stabilita dalla legge 7 luglio 1866 çessa _di produrre l'assoluta esonerazione dal servmo

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l 236

UA NUOYJ\'. 1,.EGGE ,t9 LUGLIO

SUI, ,1uonGAN.!MENTO DELL' ESEUCITO ITALIANO

11871

del pr0prio culto, se trattasi di. altre comunioni religiose, o che avessero lasciato la carriera ecclesiastieadopo il 25° anno di età, sono chiarriati. sotto le armi per ric:evere l' istruzione di 2a categoria, e correre la sorte della classe di leva dell'anno in cui sono chiamati all'istruzione militare.

Art. 7.

Ali'articolo ,f 58 delìa legge organka 20 marzo 185,i. è sostituito il seguente: « La forma di servizio nell'esercito è di due specie: l'una permanente, l'altra temporanea. · « ~eb~o~o con~rarre la prima i carabinieri reali, gli armamoh, 1 mustcanti e gli uomini della compao-nia moschettieri, ed i volontari di cui a-ll'articolo ,1 5t « È applicata la .seconda a tutti gli altri, salvo ·le eccezioni di. cui al seguente articolo ,160 ». Conseguentemente · è introdotto nella legge il cambiamento delle denominazioni di ferma di ordinanza e provinciale, in ferma permanente e temporanea.

Art. iS.

I volontari senza soldo · menzionati all'art. 1° della presente legge, i quali alla fine della:- contratta ferma hanno dato prova di sufficiente istruzione militare . ' , possono consegmre all epoca della leva della classe rispettiva l'affrancazione nel senso del!' articolo terzo pagando una somma chè viené in occasione di oo-ni leva (issata pei· decreto Reale e che non può ess;re lI!agg10re del ·terzo di quella stabilita per l'affrancaz10ne ordinaria, corrispondente all'anno -in cui si sono arr1:1olati. _qualora quesli volontari, oltre la prova d'istruzione .milita-re precedentemente accennala, subiscano con , successo l'esame d'idoneità prescritto dall'art. 26 se,g~1e~te per essere ~o~inati_ ~ffiziali nella milizia provmciale, saranno d1 pien dmtto, per effetto defl'affrancazione, collocati in defta milizia nella quale essi percorreranno tutto il tempo della loro ferma. '

Art. 8.

· All' arti~olo 159 della legge organica 20 marzo 1854 è sostituito il seguente : « La durata del serviz,io permanente è di anni decorrenti dal giomo dell'arruolamento. ' . , << Gl_i _uomini di prima_ categoria dei vari corpi del1esercito, eccettuata -la cavalleria, sono obbligati al serv1z10 militare per ·rn anni, .e in tempo di pace li compiono con 4 anni sotto le armi ed il restante in congedo illimitato. « Quelli ascritti alla cavalleria sono obbligati al servizio militare per 9 anni, e li compiono in tempo di pace con 6 anni sotto le armi ed il restante tempo in congedo illi'mitato . « La durata del servizio temporario per gli ascritti alla prima categoria decorre dal 1° gennaio dell'anno

8

Art. 6. All' art. 136 della legge organica 20 marzo 1'854: è sostituitò il seguente: . « Nelle smrogazioni di fratello è tenuto in conto dél surrogatò 'il servizio prestato dal surrogante ».

2.37

( r 1 I

l


J 238

LA NUOVA LEGGE

19

LUGJ.10

1871

in cui la classe di leva rispettiva compie il 21 ° anno di età. « Jl tempo passato sotto le armi dai volontari senza soldo, quando fossero ascl'itti alla prima categoria, è computato a sconto della propria forma ». Art. 9. All'articolo 166 della legge organica 20 marzo 18/H. è sostituito il seguente: « Gl'inscritti annoverati nella 2a categoria del contingente sono obbligati al servizio militare per 9 anni decorrenti dal ,1° gennaio dell'anno in cui la classe di leva rispettiva compie 11 ventunesimo anno di età. « In tempo di pace sono normalmente lasciati in congedo illimitato. « Però, onde ricevere la ~rncessaria istruzione militare, sono chiamati:- sotto le armi per un termine di tempo non maggiore di cinque mesi ripartibili. in uno o più anni ». 11 terripo delle esercitazioni sarà possibiJmente l'iparlilo in diversi periodi in modo da non pregiudicare l'esercizio delle varie professioni. Gl'inscritti di seconda categoria che dessero prove <li cognizioni militari, spec:ìalmente nel maneggio e nell'uso delle armi, potranno essere dispensati di una parte corr:ispondente deile esercitazioni. Sono esenti dall'intervenire a queste esercitàzioni i volontari senza soldo, che hanno compiuto l'anno di servizio sollo le anni. Art. 1O.

All'articolo 162 della legge organica 20 marzo 1854. è aggiunto quanto segue:

SUL IllOllGANAMDNTO DELL' ESEncno ITALIANO

239

« Nel computo del tempo da restituirsi per i, motivi ·ora <letti, le frazioni di anno sono valutate per anni intieri. Così chi deve restituire 12 mesi o meno, va trasferito alla classe di leva successiva alla propria per seguirne interamente la sorte; chi deve restituì.re più di 112 mesi e non più di 24 mesi, va trasferito alla seconda classe successiva alla propria e così di seguito ». 1

Art. 1,f. 1

È abrogato l'articolo 163 della legge organica 20 marzo 1854.

Art. 1'2.

I militari in congedo illimitato sì di prima e sì di seconda categoria possono con decreto reale essere chiamati sotto le armi, in totalità, ovvero per classi, per categoria, per arma o per corpo o per distr;ctto militare, tanto per l'istruzione loro quanto per rassegne o per eventualità nelle quali il Governo lo giudica opportuno . Art. 13. Le disposizioni contenute negli articoli 8 e 9 della presente legge sono applicate a lle clussi di prima categoria degli anni 1842, '181-3; 4814, ,f8il,5, 1846, 1847, 1848 e 1849, ed alle class i di seconda categoria degli anni f846, 184-7, 181-8 e 1849. Però quanto ai militari delle classi pi prima categoria degli anni 18i-2, 4843, '18 \.4 e 184·5, appartenenti all'arma di cavalleria, la durata del servizio temporario 1

1

1

1


2&.0

LA NUOVA 1,EGGE

H}

LUGLIO ~ 874

24-\

SUL RI0l1GANAMEN1'0 DEU.' ESEllCl'l'O ITALIANO

è portata a Hl anni decorrenl,i dal 11 ° gennaio dell'anno in cui la rispettiva classe ha compiuto il ventunesimo anno di età.

di capi armaiuoli, dovranno contrarre una nuova ferma permanente, la quale comincierà dal giorno dell'a~messione, cessando però l'obbligo di terminare la pruna ».

Art. 1 ~..

Art. 16.

All'articolo '16 della legge orgn·

a sul reclutamento

20 murzo 4854 è !:iOstituito il segt ' nte: « .Ll Consiglio di leva è presieduto dal prefot.lo della

provincia, dal sottoprefetto del circondario o dal funzionario cui spetta <li farne le ver,i in caso d'impedimento, ed è composto di due consigliel'i provinciali, designati prevenì.irnmente dallo stesso Consiglio provinciale, e di due uffiziali superiori o capitani dell'esercito attivo o della milizia provinciale e delegati dal )linistcro della Guerra. « li Consiglio provinciale dovrà nell'atto di nomina dei due consiglieri designare due supplenti. « Assistono alle sedute del Consiglio con voce consultiva l'impiegato di prefettura facente funzione di commissario di leva ed un ufficiale dei carabinieri reali. « Il Consiglio di leva è inoltre assistito da un chirurgo e, se occorre, onche da -un medico». Art. 15.

All'artic:olo 11611 della legge suddetta sul reclutamento è sostituito il seguente: · « Gli allievi carabinieri ed i militari di qualunque altro · corpo dell'esercilo nel passaggio ai carabinieri reali avranno diritto che la ferma permanente, cui sono obbligati in virtù dell'articolo 158, abbia a decorrere dal giorno del loro primitivo arruolamento. Gli arroaiuoli, nell'essere ascritti ad un reggimento o corpo in qualità

All'articolo 182 della legge sovraccitata sul reclutamento è sostituito il seguente: « Il sott'ufficiale, caporale e soldato che trovasi i~ congedo illimitato può contrarre matrimonio senza b1~ogno di autorizzazione del Ministro della guerra ». Art. 17.

Il regolare congedo assoluto, di cui fa menzione l'articolo 324- del Codice penale militare, allo effetto di far cessare la giurisdizione militare, non si intenderà intervenuto che nel giorno in cui sarà stato eflettivamente rilasciato. Art. "8. Il militare cui soetti il congedo ~.ssoluto, e si trovi • 1 a scontare una punizione disciplinare inflittagli, non ha diritto a ricevere il congedo se non dopo ultimala la punizione. Art. •19. La legge organica sul reclutamento 20 marzo 4854sarà. con Regio decreto pubblicata di nuovo con t~tte le modificazioni ed innovazioni arrecate alla medesima sino al giorno della nuova pub~licazione. e co_ll'o~corrcnte cambiamento di numerazione degli arhcoh, ed introducendovi i mutamenti di denominazione ravvisati necessari. ANNO XVI, YoL. Ili.

16


242

l,A

NUOVA LEGGE

19

LUGLIO

4871

CAPO II. Istituzione clella · milizia provinciale

Art. 20. È istituita una milizia provinciale, destinata a so-

SUL "UIORGANAMENTO DELL'ESERCITO ITALIANO

2,i,3

Art. 22. Gli. uffìziali, i sott'uffì.ziali, i caporali ed i soldali <lella milizia provinciale sono soggetti, quando chiamati in servizio, alla disciplina ed alle leggi militari al pari degli uffiziali, solt'uffiziali, caporali e soldati dell'eser,cito attivo.

stegno dell'esercito attivo in tempo di guerr~, e ~iù particolarmente a concorrere con esso nella difesa mterna dello Stato. Essa non è chiamata sotto le armi in tempo di pace se non che temporariamente per la sua istruzione, ovvero anche per ragione d' brdine o di sicurezza ... pubblica. . In ocrni caso la chiamata sotto le armi della millZla o provinciale deve essere fatta per decreto sovrano .

La milizia provinciale è ordinata per distretti militari in battaglioni e compagnie; anche in tempo di pace i ruoli ne saranno formati e verrà costituito un quadro per ogni un.ltà tattica.

Art. 2-·1.

Gli uffìziali ·della milizia provinciale_ sono nominati dal re ·

La milizia provinciale si compone: 4° Dei militari di 1a categoria nei tre o quattro ultimi anni del loro obbligo al militare servizio., quelli eccettuati appartenenti alla cavalleria, all',artiglieria, al treno ed acrli infermieri militari, i quali rimangono ascritti· ai c~rpi dell'èsercito attivo sino al termine del1' obbligo al servizio militare; . ; . 2° Degli ascritti alla 2a categona n~1. qu~t~ro o cinque ultimi anni del loro obblig~ al serv~z10 _rn1l~t~re: È però in facoltà del Governo d1 valersi de1 m1l1tan ascritti alla mili zia provinciale per afforzare l'esercito attivo, sempre quando ve ne sia il bisogno in tempo di guerra. 1

Art . .23.

Art. 24- .

Art. 25. Gli uffiziali inferiori della milizia prov-inciale sono scelti e nominati tra i militari che cessano dal servizio dell'esercito attivo per collocamento a ritiro o per volontaria dimissione o per congedo assoluto e che chiedono di far parte della milizia provinciale. Al·t. 26.

Possono essere nominati sottotenenti nella milizia pròvii1ciale, previo esame di idoneità, coloro i quali hanno compiuto il loro servizio come volontari senza


SUL lUORGANAMENTO l)ELL' ESERCITO ITALIANO

~U

LA NUOVA 1,EGGE

19

LUGLIO

2.i-5

18'71

soldo nell'esercito attivo, e che hanno dato prova di sufficiente islruzione militare come è prescritto dal1'articolo 5 della presente legge. Questi uffiziali non possono essere mantenuti nella milizia' provinciale oltre il -~6° anno d'età.

, Art. 30.

L'uffiziale ascritto alla milizia provinciale ha diritto ad una indè.nnità da inscriversi nel bilancio annuale del Ministero della guerra. Questa indennità può essere cumulata colla pensione di ritiro.

Art. 27.

• Le vacanze dei capitani e luogotenenti nei corpi della milizia provinciale sono riempite, in massima, con uffiziali che cessano dall'esercito attivo; però è riservato lJ.ll terzo delle promozioni per anzianità di grado agl1 'uffiziali della m'ilizià provinciale. Per queste promozioni 1'anzianità· di grado tra gli nffiziali dèlla milizia provinciale corre per arma. Art. 28.

, In tempo di pace il comando e l'amministrazione dei corpi della· milizia provinciale appartengono ai comandanti dei distretti militari. Quando essa milizia debba essere chiamata alle armi, il Ministero della guerra destina temporaneamente uffiziali superiori dell'esercito attivo al comando dei battaglioni e dei reggimenti della milizia p1rovinciale, ed anche uffiziali generali quando sia il caso di formarne @rigate e, divisioni. Art. 29.

Le nomine ai gradi di caporale e di sott'uffiziale sono fatte dai comandanti dei corpi della milizia provinciale giusta le norme stabilite da apposito regolamento.

Art. 31.

-~

Gli uffiziali della milizia provinciale possono esser-e chiamati presso al comando del · distretto militare ri-spettivo per coadiuvare nell'istruzione o nelle rassegné si degli uomini di nuova lèv.a, sì di quelli in' congedo illimitato. · In questa occasione essi hanno ragione ad' una indènnità giornaliera determinata per B:egio decreto. Art. 32:

In · tempo di guerra si applicano alla mili.zia provinciale, quando è chiamata sotto ·le armi, tutte le leggi ed i regolamenti .dell'esercito attivo.


1L DILANCIO OELL'ESEI\CITO .WSTRv·UNGARICO

l'EL!l87,J 247

4,280,657 fiorini . r iducevano la somma a 83,152,543 fiorini. Le

IL BILANCIO DELL'ESERCITO AUSTRO-UNGHERESE PEL 1871.

L'Austria in questi ultimi anni ha riformato le basi s,ulle quali'· poggiavano le sue forw militari. Furono aboliti i vecch( privilegi e le vecchie distinzioni, fu proclamato l'obbligo universale della leva; · l'amministrazione, l'organizzazione tattica, la ripartizione territoria le, la disciplina, le teorie, l'armamento, il vestiario, tullo fu mutalo. Naturalmente il passaggio alla nuova éra :aon avvenne senza scosse, senza agit11zioni, senza eccitar malcontenti, recriminazioni, pro leste. Molle opinioni furono offese, molli interessi danneggiati. Spesso le innovazioni banno dovuto essere più volte rifatte; ta lora si è dovuto tornare all'antico; ta lora anche certi priocipii abbracciati con troppo ardore sono stati modificati o cambiati . !Ila non ostante tutti questi ostacoli, l'esercito austriaco fa la sua strada colla pazienza e costanza che l'hanno reso glorioso anche nelle guerre infeli_ci. La meta sarà ben presto raggiunta. Ne è prova il bilancio pel 18-72, presentato nel giugno alle delegazioni, ·recentem_ente discusso, o coi soliti 1itagli. approvato pochi giorni or sono. Il preventivo per il bilancio ordinario, compreso l'aumento di stipendio ai luogotenenti colonnelli e colonnelli e la maggiore spesa pel 29 febbraio, era di 87,433,200 fiorini. Le rendite proveuienti dall'amministrazioue della guer~a, calcolat&-

delegazioni, stanziando 83,971,295 e supponendo le entrate 4,737,109, hanno messo a -disposizione del governo la cifra di 79,243.186 fiorini, di 3,909,357 fior ini minore della domandata. , Con questa somma si dovranno mantenere 15,254 ufflziali ed impiegali militari; 221,285 individui di truppa, 1860 alunni e 46,095 cavalli. R a notarsi che il bilancio dell' ese'.l"ci'lo pel 1871 con 3,409,653 provvedeva a 18,349 uffiziali ed impieg~ti militari, a 254,511 individui di truppa, a 2,240 alunni ed a 38,174 cava lli. li preventivo pel bi lancio straordinario del 187.2 era di 15,991;371 fiorini. Furono accordati 11,193,712. Il taglio è quindi di 4,797,659. Ma passiamo all'esame dei vari titoli onde farci un'idea genera le dell'amministrazione dell a guerra e delle principali riforme che stanno per coronare l'edifizio della riorganizzazione dell ·esercito austriaco. Il titolo 1° abbraccia l'amministrazione centrale. Domanda il governo 2,518,561 fio1·ini: le d~legazioni ne accordano 2,445,860. Si hanno di fronte alla somma stanziata pel 18ìl circa 300,000 . fiorini di economia oLtenu ta mediante una 11otevo1e diminuzio,ne del personale. Presso il ministero della guerra non si parla più del posto . di luogotenente generale ad latu.s del mini\tro; il num,ero delle sezioni (corrispondenti alle nostre direzion i generali) da quattro è ridotto a tre j la carica di ispettore' generale vestiario è . abolita. · La monarchia Austro -Ungherese è divisa per gli affari ammi~istrativi militari in 17 circoli terril?rialì, sc Lle principa li, detli . comand·i generali, dieci minori per estensione ed importanza, detti comandi militari. Alla testa dei primi stanno i comandanti generali . Dipendono i secondi dal più anziano comandante la divisione che stanzia nel cir colo , il quale ha. fino ad . ora, uo genera le maggiore che lo aiuta ne l disimpegno delle

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1

1

IL DII,ANCIO DELL ESERClT<) AUSTRO-UNGHEHESE

suo . runziohi o -ne - fa le VùCÌ in caso di assenzà. Col bilanciò' al~unle però si tolgono otlo di° questi posti, conservandosi solò quelli stabiliti presso i comandi militari· di H\:)rrmannstadr e Jì Z,fra: Un notevole risp,if'mio presenta' anche l'abolizione dei tribunali milita ri confin.fri e le riforme lotrodolle nell'audilorato. Ti tolo' !II0 - Coniandi generali e Stàti maggiori - Le deleguzronì accordano 1,750.000 fìor/ni - 8Ù04 in più che l'arilio in corso -- 144,889 in m'Ono di' quello che domanda il min istro. La maggiore spesa è' parcam.ènte calcolala per gli sfati mag1 giori di' 10 'divisioni !3 di '20 brigate;· ché d13vono essere-create per portare da 11 a 13 i corpi d'esercito, da 24 a 34 le di'vfsioui. Jn Austria l'organizza'zione militare amministrativa non cdincide coll'orgài1izzione tattica. I comandanti genen• I( ed i com'andnnli mili'lari hanno fJnzidui atnministralive. Spella J0to'. a norma delle disposizioni rlel ministro del la goerra, la mo't'Jilizzazione e la formaziorrn dei cor pi d'esercito destinati a passare da-I loro circolo al l'esercito di operazione. Le divisioni tel'riloria ll non hanno uffici amministrativi, il ché produée-riLàrdi'' eli incagli nel momen to nel qualè più cht1' mai si hà bisogno di celeri tà e di ordine. 1 gi'orna li militari austriaci chi'amnno l'attenzione dell'esercito su questo stato di cose e mostranò l'urgenza dì pi·ovvedervi. Lo sta to m'aggi'ore geuer'a1'e non forrr;a più un corpo a parte con lista speciale di avanzamento. Gli ufriziali -in numero di 334, che sono chiamali a farne parte, conservano 1 l' anz!at1ità' de ll'arma al la quale ·appartengono. Le spese per lo sta to rria/t~ gioro gcneràlè contemplati in quosl'o titolo' ascèn,donò a fio- ' rini 19è.,217. Molto inleres~an'to è' il titolo m• - Corpi di t1·uppa e spese g'encrali per l'esercito - vuoi per gli àrtic.oli de·! bilan'Cio af <p:iali si r iferisce', vuoi por Id som'm'a richiesta·, vuoi per lo cl iscussioni' anfmàle cli'e eboèro lnogo in ~COO alla dciegaiionB ausfria'c à: La cifra pfopÒsta··era' di 23,545,797 ffdriùi' - 373;459 fi'òrini·

PEL

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ìn più di quella stanziata pe:r l'anno corrente. Causa principale della maggioro spesa è la parto che spelta a questo titolo• per l'a'tìmimto dell'artiglieria di campagna. L'artiglieria di campagna ;· a sèco nda dol quadro pubbliculo · nol 1869, conta al presente 12 reggimenti. Ciascuno si compono in plice di' 4 batlerie da 4 libbre a piedi, di 3 batterio da 4 libbre a cavallo,· di 5 ballorie da s· libbre a piedi. Le batterie sooo numerale' dall' 1 al 12. Si tratta di creare un 13° reggimento per cofrispondero alla formazione dei 13 corpi d'esercito, o di aécrescere a ciascun reggimènto una 13a batteria per porlarè il nn merò dei pozzi' a· 2· I 14 per ogui mille uomini. Resla·no, còme sono organizzate ora ,pèl}empo di 'guerra, i quadri delle cun:ì pagnie di complemento. La delugazione ungherese accettò di buon grado ìl progettato aumeiilO; ma viva fu ' l'opposizione che questo incontrò in seno alla delegaiione austriaca. ;'\el la ,·olazio1Je per la coslitu 0 ziono di un nuovo reggimento 26 deputati risposero < sl », 25 « no ii. L'accrescimento di una batteria per reggimeoto passò • ·cori 28 vo li contro 26. ::!embra che la delegazior:e austriaca nelle- prime sue seduta volesse sul bilancio della g uerra le economie ad ogni costo. Infalli si era accettata · in principio fino dall'anno scorso la formazione' di 13 corpi di esercito e si erano in eonseguenza votate delle! somme nel bilancio' straordinario per preparare il passiìggio alla nùova organizzazione. li miDistro de lla guerra se n'era 1 valso per provvedere ca nnoni e carriag'gi: questi ora restèrebbP.J'o' inutili ov'e i quadri non fossero aumentati. L'ultima guèrrir ha mostralo chiaramente il bisogr.io pe:r gli eserciti dii uria numerosii artiglier'ia da campagna in' armonia colla ripartizionè1 tàllica é col'la' forza clelle a ltre a:rmi'. Come min'i1nùilt1 l'esperienza generalmente arfrmessa stabili'sce 'i'I uu-; oi~ro dei' pezzi a 2 112 per milio. Ora l1'artigl1oria aust·r-iaca· non' ti:f p'ér la' guerra1 ch'e 1256' bòcc'h'e a fuoco da' campagnà, le quali, con froln'tate con on esercito attivo d'i 650,000 uomini·, non· -0ahnb nepp ure il rapporto del 2 per !}1ille. 1


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PEL

l L OILAN ClO IJELL'ES1!.RCITO AUS'fHO- u rrnH El\ltSE

Di pari passo coll'accrescimento dell'artiglieria va quel lo del le colonne di muniziono. Un !'cggimenlo d'artiglieria di campagna ha allualrnonte i quadri di 5 colonne di munizione, in lullo 60 co lonne. Si calcola che con essa non si J)Ossono portare più di 38 colpi per fucilo o 112 per pezzo e cho occorro un minimum di '72 co lonne : 40 per le dil'i~ioni di fanteria , 13 pei parchi da muniziouo dei cor pi d'esercito e 19 per il purco del l'esercito. Nella commissiono, riunita per appianare lo differenze insorte fra lo due delegazioni, prevalsero le ragion i militari. L'aumento fu accorda to, e cos) l'ar tiglieria austriaca avrà per la guerra 182 batLcri<', ovvero 1452 bocche a fuoco da campagna, corrispc,ndenli al 2 114 per milio uomini di fan teria e carnl leria, più 72 colon ne da munizione. l quad ri delrarliglieria sanrnno quindi accr,•sciuli pel pit>de di pace di 110 ufficiali, 1723 solJati e 532 cavalli, e per quello di guerrn di liO uflìziali, 7197 soldati o 6868 cavalli. L'effotlivo di paco avrà quindi un totale di 1085 ufOzia li, l9, 118 sole.la li, 7448 ca valli. 1·effcttivo di guerra u vrà 143l uffiziali. 53,451 soldati, 42,203 cavalii. Lu riorgnnizzazione dell'artiglieria richiede per <Juosto titolo una maggior e spesa di fi orini 229,3i3, e per g li altri titoli, cioò per la somministrazione in nalura, poi rnsliario, casermaggio e r imonta fiorini 620,927, in lutto 850,300. La spesa co mplessi• t per l'artigli eria da campagna ascende poi 1872 per compeleu1.0 in Cùnlanli a fio rini 2,130,035, o tullo calcolato a fiorini 5,675,800. Un'altra importan te rifor ma domandava il mi nistro della guerra - la concessione del cavall o ai cnpilani delle armi a piedi. Comµ reso il foraggio, soprassoldo ecc e compreso il genio1 il reggimento µon tieri e la fanteria confinaria, la somma richiesta era di fiori ni 389,056. È d'uopo notare che in Austria il caviillo costa allo Staio più che da noi. Oltr e il foraggio fiss.i to, fiorin i annui 148 e 37 k. l'uf!ìziaie riceve una bonificazione di 35 fiorini e 'iO k. ed un sold o di stallaggio di 26 fiorini 75 k. L'effellivo di guerra di una comp:ignia è in Austriu, non esclusi gli uffìziali, di 236 uomini. Coll'alluale metodo di fare la guerra, col frequente usù dei cacciatori e delle ~olonne di compag nia ,

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colle catene che r ccupano uoa lunga linea, coi sostegni o colle riservo a nolovolo distanza • col terreno cho spesso copre le mosse nemiche, colla necessità nelln quale si trova chi comanda di tullo sorvegliare. di tulio vedere. è un bisogno, generalmente sentilo nelle grandi esorcil,J1.iooi cd evidentemente provato da lle campagne del 1866 e 1870, d! avere i capitani montati. La grossa compagnia ha assuolo ora l'importanza che aYeva il piccolo battaglione e come esso manorru quale unità lattica. Di tali ragioni per ò non fu paga la delegazione austriaca e, non ostante gli sfor zi de l ministro, la somma fu rifiu tata. Si tornerà un.altro anno alla caric11. Forse anche mediante possibilJ economie si darà il cavallo almeno ad una parte df>i capitan i. Ed a proposito di discussione nel Re1chsralh , r icordiamo quella del 22 e 23 giugno relativa alla proposta di accrescere J'e.lfellivo di pnce della cavalleria. Uno squadrone allualmeote in Austria conta snl piede cti pnco 5 uffizia li, l'.ll solda ti e 138 cavalli: in guerra 165 soldati e 150 cavalli . l i numero dc, r eggimenti è di 41 a sei squadroni per ciascheduno. Il~rapporlo fra la fanteria e lu cavullorio è di 1 : 12 nrnntre in Prussia è di 1: 7 112 ed io Russia, compr esi i Cosacchi, di 1: 5. Questa circostanza pr eoccupa naluralmcnle i mili lari, i quali pensano, come scrive la Weh,r-Zeitu.n g, c;he v e1· l' Attst?'ia i tempi delle guerre in Italia sono passati, cho in mn,enire si avrà sulle braccia la Russia e la P-russia, che il teatro della guerra del nord o no1·d-est è favo revolissimo all'im piego dolla cavalleria . Si brama generalmente accresccrs il numer o dei reggimenti ; ma per ora baster ebbe portarè l'cffelliYO di pace a quello di guerra o poco meno. li progetto fu asprnmentc combattuto, pri ncipalmenle dal doli. nechtiauor e dall'ex ministro Ciskra. Non mancarono all'esercito epiteti poco lusinghieri cd allusioni alle scoufille toccato in Boemia. l succes~i gloriosi, il valor e , la perseveranza , il sacr ificio porsonale furo no dimen tica ti, e fu dimen ticato cbe ogni esercilu ha avu to i suoi giorni di srenlura, alla quale popoli e governi han no per parte loro contribuilo.


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lL BILANCIO DELL'ESE!l€ITO AUSTRO-UNGHERESE PEL

Nelle somme stanziate per questo titolo notiamo i 586 339 fi0.fo1 i per le esercitazioni, i quali unili alle, t:pese per som'.minislrazioni in nat,ura, pér, villo, per montura ecc. fanno ascendere la cifra a Q,088,623 fio rini, 926,243 fiori ni in più di quanto 1 era fossato, per l'a~no corrente. L'a1rno ven turo prender.inne, parte, a lle esercitazioni per 28 giorni 160,000 uomini di fanteria, 7,600 d'artiglieria, 3,200 del gonio e 1,400 dei pontieri. Un'aUra so~ma di 600;000fi@riui -100,000 più che per l'anno ' 1871 - ò fissata per le grandi manovre. Onde Òltenere· dallo truppe la necessaria facilità nel manovrare, e per promuovere l'istruzio11 e pratica degl i ufficial i lutti, e specialm.en te quella dei generali e degli stati maggiori, è nssolutamente necessario, dice la relazione,, il concentrare le truppe per illtraprendere annual1nente grandi evoluzioni con tutto le unità tattiche di ordine superiore. La durata di tali evoluzioni sarà pei roggimenti di fanter ia e c,wql'll:ria per lo mcnq di 15 giorni e per le hrigate, · e le divisioni di, 14. Altre som me accordate in questo li toto per l'istruzione sono: 62,301 fiorini per l'addestramento delle reclute, 26,800 fi orini per, la scuola di tiro a Bruck,stllla Leitha, 21,000 fiorini per le ;cuoio · dei cadetti. Col • tito lo I V il ministro propone pel treno d'armata la•· cifra di fiorini 334,485; un di più sull'anno corrente di fior.ini. 65,445. A norma del quadro 1• dicembre 1869. il treno sul piP,de di pace si compone di un ispettore genera lo, di 6 comandi territorial i, di 36 gquadr on i da campagna , di 6 squadroni di com,plemento e di G preposti ai depositi del materiale. In guerra occorre ur.1 coman.do di treno per ogni esercitò, ed uno per ciascun corpo d i eserèilo, e gli squadroni da campagna sollo portati a 1 57. Per la fonnazione di due nuovi corpi d';esercito, per· l.t più foei le mobil i·zzazione e per<shè 'ciascun squadrone sia- coma 11dato da un capilano1, il ministro credo i·ndispensabile· un aumenlQ nel personale degli ufficiali , il .quale l1enderebbe, possibile di avere pel piede di g uerra 72 squ<1dr,oni da cam-

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· .253

,pagna, p'iù dieci squadroni· di bestie da soma . Di qu) la mag-

' ,giore ,spesa. '

'

I deputati però non votarono che 282,000 fiorini - solo 9000 ·in più dell'a nno corrente- e non credo che con guasta somma l'amministrazione della guerra possa venire a capo della riforma progetta la. ':. Governo e delegazioni assegnano al titolo V. - 'rstitu.ti di ed·uca,zione militm·e- la somma di 1,064,772 fiorini, un 16,000 fiorini in meno che l'a nno corrente. L'economia proviene da,lla soppressione della casa superiore di ed ucazione a Kaschau e da quella del.J'istitufo dei cadetti di Risemtadt. Gli alunni sono in tal modo ridotti da 2240 a l~O, gli impiega li militari e .civilHla 963 a 858. Il risparmio sarebbe br. n maggiore ove non si fosse deciso di accordare alle pensioni gratu ite p.resso gli istituti su periori ed inferiori di educazione militare la egregia somma di 149,980 fiorin i. A difesa di una teoria pericolosa per l'avvenire del nostro esercito, sento citare l'esempio dell'Austria, la quale, si dice, va sempre riducendo il numero dei suoi isti tuti ,militari. ,.Ma l'asserzione o.on è esa tta . L'amministrazione della gue.rra austriaca , oltre al conservare la casa militare degli or,fani, la scuola· militare tecnica di Weisskirchen , il collegio .militare riformato e trasfer·to a S. Poltan, te due accademie militari di Wiener-NeuHadt e cli Vienna , il corso superior~ d'artiglieria e genio, la scuola di guerra, la scuola mi litare di cavalleria, l'istituto di veterinaria , ed il corso d'istruzione per l'intendenza, ha fondato il 25 settem bre 1869 le 13 _scuole pei cadetti. Mi si permetta darne qui un cenno. Le scuole <!ci cadetti non figu rano in questo titolo del bilancio, ma, sia per gli assegnamenti . in contanti che per quelli-in natura, tanto del personale insegnante com~ degli allievi, gra-vitano ,sopra g li altri titoli . Ser vono a formare uffiziali per la fanteria, pei cacciatori e per la c~valleria. Vi sono ammessi i sott'uffiziali o soldati di buona famiglia e di buona educazione, j qu.ali, mediante un esame, most·rino sufficiente coltura per·


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IL BILANCIO UELI!EsEnCITO AUSTRO-UNGHERESE

trar profitto dell'islruziono che si impartisce. Ogni reggimento di fonteria o di cavalleria può in\'iaro annualmente alle scuoio 5 indiridui, ogni battagliono di cnccialori 2. Compilo il corso di due anni g li alunni sono nomi nali dal ministro dr lla guerra cadetti. La parola cadcllo ha perduto il suo nnlico sign ificato per dinolaro scmplicemonlo aspirante uf(ìziale. Gli allievi di trupria, istituiti con decreto 15 ottobre 1869, . servono a scmminislrare u,i co ntingrn lo alle scuo io dPi cadetti. li giovane di famiglia civil<f raggiunto che abbia il 15° anno, in seguilo ad 110 esame può arruolarsi volonlario, ricevere un'istruzione prepar111oria al reggimento, entrare in una scuoln di cadetti e sortirne ca dotto por c·ss~ro epoi a suo tempo promosso ufficiale. In tal modo, oltre ai 18ò0 alunni, di cui è menzione in questo tilOlù del bilancio, l'Austria ha allri 2000 alunni, o forse più, · i qu;;il i probalii lmonte megl io degli al lievi di qualunque altro islilulo varran110 a ricmpi ro i vuoti dolt'csercito con giovani educali. colli, disciplinali, pratici del servizio e sotto ·ogni rnpporto capaci di coprire il grado al qua le so110 chiama li. Pel titolo VI- Jlfaga zz'ini di sussi1Stcnz~-- è fissata la cil'ra di 531,309 fiorini. L'infelice npprorvigionamenlo delle truppe austriache nella carnp:igna del 1859 aveva prodotto una reazione contro gli impiegali delle sùssislenze milil11ri, ai qua li si allriuuivaoo rolpe non di rado dipendenti dal modo <li con,lurre la guerra. Mc,lti di essi furono congedali, multi magazzini soppr<·ssi. Si feco sc•m µr e più largo l'opiniont•, essere pref1•ribil~1 poi viveri C:ella truppa l'appalto al l'iuùuslria privato che l"omministrnzioue per conto proprio. Venne il 1866. Bcnchè la ritirala dopo Sadowa 111•csse fallo sentire vivissimo il hiso~no di una migliore orgn nizzaziono, pure sette giorni di campagna non èran liaslali II dare un concello esatlo sul modo migliore di prov,·Pdere alla prima neccssilà della guerra, a qul'lla di dar da mangiare a l soldato. L'nntipatia por l' approvvigiouamento governa tiro continuò. I

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magazzini dn 58 furono riclolli a 31; gli impiegati da 32'1 a 173. Ultimamente p1•rò voci autor evoli sorsero a òifesa Qualcho giornale militnre incominciò a svelare gli inconvonicnti prr la pac"' ed i pl'fi(;oli per la guerra provenion li dal l'esclusi vo sistema degli appalti. In lempo di pace I corpi stanziati nelle guarnigioni dove non v'ha magazzino, sono ridotti II vnlersi di qunlche spc•culalore , il qua le 5eoza molta fa tica vuol rea lizzare un grosso guarlagoo . I generi sono ca ttivi , il peso non sAmpre esatto: le ·mancio ai sotl't:ffi.;.iali fanno lacere i reclami. I magazzini non escludono 1' appalto privato, ma lo sostHuiscono in cnso di bisogno. o dànno origi ne ad un ulile coor.orronza (1). Per il tempo di guerra non è chi non conosca l'assoluto bisogno per un esercito moderno, cho conta centinaia di migliaia d'uomini, d'avrr un perso nale islrutto , organ izzalo, disciplinalo, r clsponsahilo militarmente dell e sue azioni , il quale provveda o distribuisca i vh·eri. Certamente gli impiegati non di rado- hanno mancato al loro còmpilo , sia por colpa dL1lle circosta nze, sia anche per colpa propria. Ma non ò questa una ragione per trascurare un sistema , il quale allrove funziona eare"'iamenle ed ha reso e renòe immensi servizi . In Prussia o o . fino dal 1813 ò normale il vet.tova~linmento Pl'r conto proprio. Il sistema , osserva il J(a.merad, ha dato provo stu peorlo nel 18i0-7l. L'esercito tedesco aveva i grandi forni lori dei generi all'ingrosso, ma le provviste e distribuzioni in dettaglio erano falle e regolate sul teatro stesso della guerra dagli imµipgati del!' intenrlt'07.n in 'unione a qaelli tli provianda, La somma stanziala poi bilancio austriaco mostra che non spira ancora veolo tarorevole alle sussistenze. Tutta la spesa poi persona lo è compresa nella cifra di fior. 330,309, non essendosi aumenta li , per la croAzione di IO divisioni o di 20 brigale, che 20 impiega ti.

(l : 1l'ehr-Zeitung, 13?1, N. 70.


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IL OILANClO DELL'ESERCITO AUSTl\0-UNGIIERESE

P<>l titolo VIII, Jfagauini di casermaggio, è lìssata la somma di 35,31 O fiorini, e pel titolo IX, Uflì,ci d'amministrazione del

r;estiario, quella di 128,964 fiorini Tanto i mngazzini di caser-

maggio quanto gl i urfìci di vestiario sono in numero di 6 Sono amministrali. i primi da impiegati civi li , i s('coodi da ufficiali doll'eserci to. li titolo IX si riferisce al rnateriale d'artiglieria (technische, Artillerie) fl comprendo secondo la recentissima organizzazione: 1° L'arsena le di Vienna; 2° La fobbrica di poi vero di Stein, presso Laibach; 3° 23 depositi d'orlig lieria prin cipa li; 4• 14 depositi figliali; / 5° 23 laboratori .d' artiglieria nei luoghi ovo sono depositi; 6° Le sezioni di campagna. Fu concessa , meno 4,000 fioriui, la somma domar,data 2,725,000 fiorini, 49,987 in più del 1871. Fra le molte cifro notiamo 440,000 fiorini per tiro al bersaglio e 228,434 per esercitazioni d'nrliglieria. li polverificio ùà allo Stato una rendila nella di 606.411 fiorini. Pel titolo X, Afate1·iale del treno, è stanziala la cifra di 109,000 fiorini; 17,861 in pili dell'anno corrente. L' num onto proviene dalla dicentrali zzaziono della truppa noi circoli di reclutamento, il che ha reso necessaria la formazione <li due depositi speciali. Ilavvi un aumento di personole di 11 uffici lii, presi, per non aggravare lo finan ze, da individui già r iposali. É a notarsi che il materiale nuovo ò contemplalo nel bila o ci o I straordinario. Pel titolo XL Afa.te1·iale da ponte, ò mantenuto l'assegn'amento dell'anno ~corso, 29,500 Oor, Lo speso si limitano alla conservazione del materiale. L'amministrazione spella al reggimento pontieri, da cui dipende il deposito di pontieri di Klosteroeubourg. Pel titolo Xli, Direzioni del genio e degli edifici militari, sono

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fissati 2.302,640 fiorini, con un r:taglio di 232,5~1 lìorini sul preventivo del governo. Le delegazioni esprimono il desiderio che sia diminuito il numero delle direzioni. Sono 17 principali e 10 figl iali, più 49 posti di amministrazione di ed ifici militari . Costano il 20 per cento della somma amministrata. Si cita la divisione del genio di Temeswar, nella quale, per provvedere alla conservazione di ogore di fortificazioni e di edifizi militari calcolala annui fiorini 27,100, occorrono 36 impiegati, fra quali un ufficiato s.uperioro e due c;ipitani. Titolo Xli I. Istituto militare geografico Fu approvato il pre . vanlivo del ministro in 341,5~5 Oorini. Questo lilolo figura aòche nel bilancio straordinario. Titolo XIV, Servizio sanitario. Le delegazioni hanno votalo 3,095.218 fior.; 41,888 Jìorioi io meno di quanto domandava il ministro. L'attuale orgnnizzaziono dello truppe sanitarie data dal 1868. Esse contano 12 compagnie, ciascheduna didsa in sei s1'zioni. Ilanvi inoltre poi caso di mobilizzazione 36 ambulanze di divis:ono e 36 riserve di maluriale sanitario. L'effettivo di pace di una compag:1ia sanitaria è di un medico di reggimento, di un capitano, di 2 urrìciali subalterni, di 12 sotrufficiali <' 7z soldati. Tutto compreso costano 382,051 Oorini. 11 corpo medico conta 810 persone> od assorbo l ,!94,820 fiorini. Nel bilancio è calcolata la media di 11,200 maiali - valo a dire 5,02 per cento degli uomini sotto le armi. La sposa per g li ospedali di g ullroigiono ammonta a 277,669 Oorini e la curo deg li ammalali 11 1,576,00;) fiorini. Titolo XV, Pensioni di riposo. li ministro chiedo 10,623,183 fiorini, cifra enorme, ma inferiore di 123,000 Oorini a quella pel 187!. I deputati concedono 10,50J,900 fiorioi, adducendo, potersi fare il piccolo risparmio col claro qualche impiego ao individui giubilati. Il numero di questi ascende a 13,185, fra essi notiamo 350 generali. ANNO xvr, VoL. m. 17

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2'58

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JL BILANCIO DE1,L ESEl\ClTO AUSTRO-UNGHEI\ESE

Pel titolo XVI, Stabilimenti penali, fu fissata di comune accordo la sororoa di 'ìl,967 fiorini. Tilol·o XVII, Spese varie Lo delegazioni votarono 190,000 fio':,.. rini . mettendo i 20,000 fiorini contemplati nell'articolo infm·- , mozioni 1nilitari, a carico deg_li ass.egni speciali del ministero degli esteri l titoli X.VlII e XIX comprendono lo s~mminislrazioni in natura ed il r:anci-0 d·ella truppa. Il ministero domanda pel primo titolo 16,267,559 fiorini e peJ secondo 10,178,112 fiori ni, presentando nell'un caso un aumento di 3,865,669 fiorini, nell'altro ·di 211 ,286 sugli asse,gnamenti per l'anno in. corso. Causa ne è il rincaro dei foraggi e cli tutti i generi di vitto, L'annua razione di foraggio per la cava!lt~ria e l'artiglieria, calcolata pel 1871 a 149 fiorini, non potrà costar meno del 1872, di 177 fio'rini ,e '12 kr. Così il rancio de! soldato di fanteria, in luogo di '71 fiorini e 51 . kr: dovrà pagarsi 75 fiori ai 99 kr. La ragione fu in parLe menala buona; le delegazioni ac cordarono pel titolo XV!ll 15,500,000 fiorini e pel titol-o X{X 9)80::>,'. 00.

Pel litolù XX, Vestiario e casm·maggio. si proponeva dal gover.no una maggiore spesa di 1,276.102 fiorini in causa del dispendio cresciu to pel mantenimento dol la montura; mentre prima per ogni soldato di fanteria bastavirno fiorini annui 19 e 40 kr., d'ora in poi occorreranno 23 fior ini o 93 kr. I deputati però si limitarono a concedere il terzo dolt'aumento richiesto e votarono per l'intero titolo 6,700,000 fiorini . Sopra il titolo XXI , Rimonte. I~ delegazioni h1inno fatto al preventivo del governo una riduzione di 38,618 fiorini. Nel 1871' nulla si era prelevato per la rimo ola, essendosene coperta la f sp·es(l col prodotto della · vendita dei cavalli in soprannumero all'artigl ieria od a! treno. Nuovo è nel bilaucio il titolo XXII, Premi di Se?'Vizio ai · sott'uffìciali, o come noi diciamo : riassoldamenli con premio . .Mediante la somma 679,692 fiorini liAustria dà premi a 16,543 sott'uffiziali, i quali. terminato il servizio dovuto por leggo

P..EL

187•1

•cconsentono al ringaggio. La cifra totii le ascende per vero a 1,950,349 fiorini, ma 1,270,657 provengono dalle rendite dei .fond i di affraocazione. Il ringaggio si accorda anno per an.oo. Il sott'uffiziale ringaggiato ha un soprassoldo di 15 kr. (L. O. 37) al giorno, e dopo il l' anno un capitale di 60 fiorini, dopo il .2· di 120 fiorini e via. progressivamente fino al 12' anno, dopo il quale ha assicffrato un capita le di fiorini 1260 ed un impiegò civi le, come risu lta da leggn presentata nel giugoo scorso alle ·<lP-legazioni. In Italia, secondo la relazione dol geoerale Torre della ie1,a :sui gim,ani nati nell'anno 1848, si hanno nella cassa m ilitare di proventi L 29,778,664 e di depositi L. 1,621,982 in tutto, la bella cifra di L. 30,400,646 pari a 12,160,258 fiorini. Con questo capitalo gli amnrnssi al riasso ìdamento dal principio dell' istituzione al 31 dicembre 1870 erano 6169. Fo rse farebbe anche da :1oi buonn prov1a il sistema di rinnovar e la ferma anno per anno, aumentando progressivamente il premli). La Prussia stessa per i bassi urfiziali ha adottato la ciipitolazione annua. ~li limito ad accennare questa idea in un momento nel qua le ogni mi litare sente l'assoluta nectssità di assicurare nll'avvenire del!' esercito un quadro di soW uffiziali e caporal i surficiente per numero e per ist.ruzione. Gettiamo ora un r ,1pido sguardo al hi lant.:io straordina,r iÒ. Fra i molli lit.oli ed articoli limitiamoci ad accennare i principali. Vi lìgurano le truppe dei conlìni m ilitari, le cui speso transitorie sono quasi t.:opt~rte dall,i rendita del paese . Esse ~ono state sciolte con decreto 8 giugno, anno corrente, per ent,rare a for parte del sisttJnla genera le della monarchia. · Per complPtare il materiale di cam r'agna, neces~ario al1' org(l nizzazione in lrn eserciti ed in 13 corpi di esercito, e pe.r far lo corrisponoi,•re alla futura rlisloc;izioue norm ·tle di pNce sono stanziati 850 000 fiorini. li ministero av.eva domandato 1,182,955 . fiorini. La eifra 1ji 1,3)0.000 proposta per la pr-o-vvìsta del materiale <l'artiglieria di piazza t'u ridotta alla metà.


'260 .

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IL BILANCIO DELL ESERCI1'0 AUSTRO-UNGHERESE

PEL

Fu approvata la somma di fiorini 2,050,000 per 50,000 fucili,

Werncll per la fanteria e per i cacciatori, Facendo un ritaglio di 500,000 fiorini sulla spesa calcolata, le delegazioni st,1bilirono .2,000,000 fiorini per provvedere la truppa di un complèto equipaggiamento. La fanteria sarà munita di vanghe leggiere per le trincee di battaglia. Tutte le truppe a . piedi ricever,iuno nuove gamelle per cuocf:Jre il rancio. La cavalleria, che figura nel titolo per un mili~ne. avrà nuoveselle, nuove. coperte, valigie di cuoio, filetti, ecc. Nella parte del bilancio straordinario che tratta delle costruzioni militari, troviamo accettata per iutiero la spesa di 400,000 fiorini onde dar principio alla costruzione di due opere permanenti a Cracovia. - L' anno scorso era già stato votato un m ilione per intraprendere le fortificazioni di Jaroslau, ed un altro milione figurava nel pi:eventivo per l'anno venturo. Il ministro ~ella guerra però, in seguito ad altri studi, credette .più opportuna la posizione cli Przemysl sulla Sun, forse perchè meno vicina alla frontiera russa e taLticamenlc meno esposta e meglio in grado di difendere i passi dei Carpazi. Presentò quindi in questo senso un progetto di logge che fu approva to dall'alta delegazione. Tuttavia il preventivo pcl 1872 essendo stato l'idotto alla metà,· rimane un milione e mezzo per dar mano alle opere di Przemysl. Furono aocbe stanziali quali seconde rate 200,000 fiorini per la costruzione del forte Igmond a Komorn, e 150,000 per la ' fortificazione del monte Santo presso Olmi.itz. li ministro domandava nel preventivo 100,000· fiorini per uo··operu permanente a Romagoano presso Trento, ma questa somma non apparisce nel bi lancio approvalo. Di tutte le opere e f6rti progettati in questi ultimi anni in val Sugann, in val di Fiemme, in val d'Adige, nelle Giudicarie e nei dintorni di Trento, non è fatta menzione se non del forte di Civezzano, che chiude la stretta del torrente Fersina, fino alla quale erano giunti gli avamposti della divisione Medici nel 1866. Il forte è compiuto con una spesa di 132,000 fiorini, dei quali 100,000 a carico

1871

del bilancio pel 1871, ed il resto a carico di quello pel 1872. Tutto indica che le preoccupazioni o l'allenzione dell'Austria sono rivolte altrove che verso la frontiera italiana. rifa è tempo ornai che chiudiamo il nostro rendiconto coi totali generali •delle som me nette messe a _disposizione dell'amministrazione della guerra. Queste ascendono: Bilancio ordinario. . Bilancio straordinario Totale

Fiorini 79,234,186 >

11,193,712

Fiorini 90,427,898

pari a L. 226,069,745.

Capitano BA1tATIJm1 ÙRRSTJI Sotto-.segreta;rto del Comttato delle armt àt ztnea.


~63 di eccellenti qualità militari. Esso ha le pregievoli doti della sobrieta. clell'agililà e del la rosisten1.a, la sua coa f'o rrnazione è atta al i-a sella. Tale è pure la nostra opinione e vogliamo sperare che l'impulso governativo non farà difetto onde sping(ire i nostri al· levatori arJ accrescere ed a migliorare i prodotti delle loro rAzze. Nè certo di lieve vantaggio sarà in fatto d' industria equina l'aggiunta al nostro regno dell'Agro Romano. Pregevolissiino è il Quadro statistico della (urza dei ,principal·i eserciti e conipa1·ativo della forza in cavaUe1·ia. Da questo sta to, che ch iude la parte prima, risulta l'indiscutibile e non mai Abbastanza ripetuta verità che l'Italia è in Europa la ;,otenza che comparativamente alla fona delle ali.re arm i possiede minor numero di caval:eria, eccezione fotta del la Svizzera. La seconda parte è intitolata: Cenni sull'imJ)iego della cavall fria in questi iiltimi tempi L·autore, sebbe1)f.) incidentalmente. ci viene citando i piti antichi scrittori di cose militari e nomina !e cava llerie numide, scitP; romane;egli l'lrriva io poche pHginè Alla guerra del 1866, toccando quakuno dei fatti io cui la cava llP,ria ehhe parte importa a te. Come ognun vede, volendo spaziare in campo troppo vasto l'au tore non poteva trattare diffusamente alcun argomeotç. Così fu infa-tti. Non sconoscendo noi l'arsennatezza di ·alcuni apprezzamenti rela livi ad operazioni di c;avalleria, trovinmo però che, io complesso, que.sto r.apitolo manca cli uli lìtà Non essendo sufficientemente studiali g li enunciati episodii, nè avendo l'au tore fauo la r icerca delle loro cause e conseguenze, non ne può essere tratto gr,rnde profillo col ricavarne quegli ammaestramenti che sinteticamente r idotti a sempl ici e chiari principii possono soli essere guida sicurn a chi deve da llo studio òell'aHrui' operato aver norma pel pro prio. La mancanza d'ordine nel le idee e talvolta di chiarezza nella loro esposizione sono puro pecche lllln lievi di questa seconda parte. che l'autore stesso riconosce però essere soggetto da richiedere stud io profondo, o potente corredo di cognizioni. Trat'tasi nella 3" parte di alcune: rifletsioni suyli attuali di.fettie bisogni della cavalleria ·in Italia. Prova anzitutto l'Autore come anche qualora i nostri 19 reggimenti di caval leria fossero al completo di' cavalli sarebbero insufficienti , È la dimostrazione ,di quanto fu enuncialo nel quadro stati::;tico di cui parlammo; propone quindi un proporzionato e regolare aumento . ' nJVISTA DIDLIOGUAFICA

RIVISTA BIBLIOGRAFICA

La c,ivalleria estera e nazionale. - Ragguagli statistici e r1flessioni di G. M. - Firenze 1871, 'fip. Voghera.

Consta codesto opusco lo di un proemio e di quattro parli. L'autore nella breve. introduzione rileva il vantAggio che ne avrebb~ l'eser,:ilo qualora fosse convenientemente perfezionata ed aumentata la nostra cavalleria ; parla in seguito del bisogno riconosciuto da tulli , che gli ufficiali di quesl' arma sieno intel ligenti ed istrulti. i;;ono buone idee; ma forse non sufficientemente sviluppate. La prima parte, ossia gli appunt'i statistici, è divisa in due capilo li; nel 1° di questi è considerata la cavalleria estera, nel 2° la nazionale. I dati statistici sulle forze dello varie potenze s'ono desunti' dagli annuari stranieri, dall'Almanacco di Gotha e dalle diverse riviste militari. Abbiamo riconosciuto esatti i dati sulla nostra cavalleria contenuti nel 2° capitolo ed utile a conoscersi la ronsegueale deboJezza nostra in cavalli. L'autore si occupa pure ' in questo capitolo dello nostre ;rimonte che furono in questi ultimi anni oggelto di attenti studi ed e~perimenti I varii prezzi pagati p-er gli a'cquisti fatti nell'ultimo triennio risultarono da cifre precise e viene da esse mate~aticamente dimostrato che in Italia si possono avere buom cavalli da truppa, con una spesa molto moderata. Il cavallo italiano, sostiene poi l'autore, fu riconosciuto dotato.

li


l .264

RIVISTA

. L'attenzione dell'autore si rivolge in seguito agli uffìciali, e s1 preoccupa d1~lle qualità che questi debbono possedere ondo possano degnamente rispondere alle esigenze del servizio delJ'11rma. Il fondo del suo ragionamento si è·che se per una parte è necessaria al l'ufficiale di cavalleria del giorno d' oo-rri una . , 00 1struz1one superiore a quella cho richiedevasi nei tempi pas sati. pn l'altra sarebbe da, •noso il l11sciarsi trasportare nel campo del le esagerazioni, totalmente trascurando la parte ginnastica e quella che riguardn i dettagli del mestiere, sì l'una che l'altra, non che molto utili. necessarie. È ottima la proposta di far aggregare a CÌé!-scun reggimento di cavalleria un ufficiale di st(Jto maggiore, che abbia inearico di tenere delle utili conforenze in materia di seienze militari. Nel mentre nelle grand i città vedinmo sovente r iu~iti g li ufficiali delle varie armi di linea e loro impartita una buona militare istruzione da distinti professori a ciò specialmente comandati, nelle picco le guarnigioni dové il tempo non è scarso, vediamo inuti lmente trascorrere il maggior numero delle ore del giorno che potrebbero essere proficuamente occupate assist1•ndo ad una buona conferenza di storia mili tare, dedicandosi alquanto a lavori topografici, o ripassando, secondo i più mod! rni sistemi, la ge.ogrnfìa mili tare d'Europa. Quando, fra qualche anno, la scuòla superiore di guerra avrà versalo uel le armi di linea i pro prii allievi, questi ufficiali sparsi nei reggimenti potranno inLrattenere i propri compagni in m11terie s~ientifìche, far loro parte del bri llante corredo dicogn izioni che avranno acquistato, e no siamo certi saranno ascoltati con molto interesse . Pel rnornentÒ però no'u esi tiamo nell'affermare che il loro numero è molto ristretto. Riconoscendo adunque come una confor<'nza possa solo tornare realmente profittevole se presieduta da ch i ò dotato ,ii provata superiorità d'istruzione, approviamo la proposta dell'autore, faceodo voto che gli ufficiali com11ndati a tale scopo presso i reggimenti sieno rf-lalmente al l'altezza della loro missione. Le necessarie modifiche al vestiario, al la bardatura, ali' armamento, sono appena toccate di volo; l' autore propoue di radunar,, apposite commissioni per la soluzione dei quesiti che vengc,no proposti in tale materia .Meno qualche leggera variante è appunto quanto il ministero sta mettendo ad e-D'etto. Facciamo plauso al desiderio esp resso che . fìssata uua volta la tenuta, non -venga in Sflguito ad essere tollerata la benohè

BlBLIOG!\AFlCA

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menoma alterazione nP-U/! cose adottate. Nel nostro esercito

abbiamo bisogno di una severa rnpressione dQ.JIO frequenti variazioni arbitrarie che si fa nno alla tenuta. Ogni uffÌl;iale chEI sente vero amore alla carriera che ha scelto, deve rispettarla in lutto, anche nel modo di vestirne la divisn, la cui -uniformità è indi7.io di seria e ben intesa discipl ina. Cl uniamo all'appello che fa l'autore al la stabilità, tanto raccomandata recentemente da ll 'i!luslre generale I.a Mormora. Seguire il _progresso è cnsA necessaria, ma la manìa òegli inutili c11mbif1menti è dannosa; qualora poi questi voogano decretali, il far scrupolosamente osservare quantovMne in base -ai medesimi sta-bi lito è stretto dovere d'ogni comandante.. L'nutore. chiude la parte terza ram mentanrlo agli Ita liani i duri anni passati in servitù, cita l'esempio della lcrancia che per aver solo per breve lasso di tempo posto in non ca le le militari discipline, dovette subire tante sventure, alza finalmente I& propria voce a consacrare la verità, essere questione di esistenza per un popolo, quel la del suo esercito. Nella conclusione l'au tor e die'n iara essersi soltanto ere!lo in critico, aver taciuto lo nostrr buone qualità e questo, egli dice, .di deliberato . an imo, onde solo i11rn,li mostrando, ad essi alfìn si prO'IJDegga. Fiduciosi nol l'avvenire dolla patria nostra ed i:1 quello dell'esercito che non potrà mai andame disgiunto, noi non dubitiamo che le aspirn1,ioni del nostro au tore, che sùn purr in gran parte quelle degli uomini di buooa volontà, saranno per · esser e pienarnentf1 soddisfalle. '

t

S1dl'ordinanie11to ltitlico tlella cat>alleria: - Considerazioni e proposte del capitano Loon1N1 EM•LIO del corpo di stato maggiore.· - Tori no, tip. Candelelti, 1871.

Prirria di entrarn in materia l'autore di questo pregevole seriu.o· dich iara quale sia il significato che r.gli intende d i dare alle parole: e impiego della cavalle.ria in guerra. ~ Ottimo pensiero, ·poichè, come l'autore stesso dice con altre espressioni. avanti di discutere sui mezzi atti ad ottenere uno scopo, bisogna che questo sia chiaramente definito. Se non è nuova la distinzione che egli fa dr~i due servizi a


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nl BLI0Gt1AFICA

J\lVlS'l'A

c_u_i_ può essere chiamata la caval\etia in campagna, è pPrò dessa s1fl'.a ttam ente conforme alla verita, che non tomerà inutile il. qm trasCrJvernH le testuali parole. Ecco le definizioni e.ila te: . « 1° La cavalleria ha_ un primo ed importantiss:mo im< piego_ ne\ precorrere d1 aleun e marcie l'in tiero esercito e di « alcuna. chilometri_le frazioni di esso onde esplorare il terreno " s~lla Jronte e sui fiaocb1, scoprire il nemico. tastarlo ondC\ t< r1conosc~rne _la forza .e c0mposizione, sorvegliarlo infine < mantenendosi rn contmuo A vigilante contauo. ' «. 2° ~a. cav_aller1a può avere un secondo e oou meno ime poi tante 1mp1ego du_rante 1! eomballero dello altre armi sia « co l prot~ggerle dagl i assalti lifllla cavalleria nemica, sia' col « servir d1 ,eg,!rne fra corpo e corpo, sia coll'approfittare ra< pidamente do1 loro momontanei successi sul la fanteria nemica « 1oca lz~odola senza posa e imp<•dendo acl essn di riaversi e ~1aL: _ r1alm~J1 te e .i:riùrnlmente dallo scacco subito, sia iouoe e c:ol suc_r1fic10 .eroico d1 se stessa p_er sa lvarle in caso d'iuc successo. ari eslando con suecnss,ve cariche il oemieo in« calzantfl. » . Taur:o . m!I primo quanto nel secondo modo del suo impie"o d1~0 ~'.ù.. _avanl1_l'_aJJtore, ri_chierJ~nsi nel cava liere e IH' i cavai); tah s1,111ate qualità ed atlltu(ij.n1 opposti,. affatto le une alle altre. che !o es,_gerle da uno slesso _individuo sarebbe segno evidente . d1_ p1e1~a 1gnoraoza d1 co::a sia uomo e di cosa sia cava llo. . Anzitutto ?1 ,sem bra _alquanto arrisoh iata una tale sentenza m quantoche 110n dub1t1amo che un rn tel Jio-enle laneier,. pa: d;?~ o. 1sol~tamen1 e dPJ pr~prio l~a ira Ilo, p"ossa render~' utile sen1z1?, sia che 0anch_eggiato da altri lo si lanci a guisa di pro1ctt1l_e sul nemico, sia che sprnlo a più tappe dall'esercito V~da •spw1_1do le mosso •!(J,I_J'av ver~ario . [Jn esempio re<"ente' più , 101t,e_10 questi ult1m1 tempi citato, ce lo porseru gli ulani del) es~1c1to pru_ss1ano nell'ultima guerra. . ,ogliam_o. pero an?met~er<'l clJH separando totalmente l'arma IJ?- due d1~t1nte qua!Jtà s1 possa ollonere un miglior e . ·. 1· srn nell 'uno che nel l'a ltro impit•o-o ma ne ll'arromos IV!Z 0

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C?O~Agueo~~- ~he ahhia pr<?habilità di buona r iu ~cita il pri~~tt~ ~1 fI:1mm 1s~n1are nelle unità tatticlrn c,'l va lieri dell'una 0 dell _alt1a speCte in t,u1 , · ogm· riga · sia :lestinar · e. dformare così . . dei . .reo-,.rimenti oo t. · .a ci una spec1ali1a d1 seh•izio? Ecco qua nto non crediamo assol~ 1.amente ehesi po!isa ammettere. . A pr?suad~rc! dell 'uti lit/1 della sua pro-posta, l'autore fa anzitutto _I 1potc:s1 d1 due es~rciti comb;ittenti le cui esµlorazio~i marciano I una contro I altra. Verrà quel momento e,,.1· d . . con _al Lre e più .e~te~e paro!A. in cui queste due Ji n~e gv~•i l~c~ p~nt1 e protettr1c1 s1 scontreranno e tenteranno di perforar~i v1cendevo.l_'.'flenle. 9ra, sostie~e l'autore, « fin che trattasi di. « esplor~re, ~~opr1re, sorvegh?r~ . . . vedesi chiara ed a _ < propri~~a I ,mon o del _car~brn 1er~ .. . . ma quanto al tasta~e« 11 nemico che r1so)ves1 pm a caricarlo a tempo e Juo<Yo O " < port~mo, sembra rispondere meglio al lo scopo l'azio~e ctpel· .. lil nciere. »

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Dopo avere con altre adatte argomf•ntazioni corroborata tale sua premessa, della quale noi non contestia m'o la ver ità , l'autore ci pr,,senta un piccolo schizzo su l quale un plotone d<'i suoi carabinieri-lancieri eseguisce una esplorazione. Nel rnenrre gli scorri1ori armati di ca rabina visil:\llo un bosco, un casci11ale cd on poule, i lancieri su1 la strada dircltri ce stanno in sostegno, pronti a lanciarsi dove il bisogno lo chieggn. Sono queste le disposiziooi che qualuoque urfìcialH di c;avalkriadarchbe.aoche avendo il suo plotone ioti eramen te composto di lancieri o cavalleggeri; solo egli dovrebb~i avvertire gli esploratori di usar l'arma da ruoco èd il sosl<"gno la lan cia o la sciabola. Seconl10 il progetto del capitnno Lodrini ta lf\ ordine rornercb he inutile', ciascun cavalit>re si troverebbe nella specia lità della propria mission e. <..iò posto, sarà egli molto presumibile ehe una ta le differenza o la proposta specia le istruzi one 1wuta dal le du e categorie· di :;oldati, possa mollo influire sull'esito finale dell'esplorazion e? E dato avPssimo an chn trn c11rto miglioram ento nei due distinti servizi , snri.1 desso cli ta !A irnportnnza da poterci con sigliare un totale cambi,mrnnlo del nostro ordinamento tallico t spingerci verso i mol ti inconveoiènli che pur troppo C!sso pres1m 1a1 Si vorrà sosten-ire cho se un lanciere ha cavalca to alcune volte isolatamente· ed ha un cavallo che sa <Jistaccmrsi dagli altri, ciò sarà a danno dell'azione collettivx ch'egli potrà avere nello righe? Si vorrà farci credere che un caval leggero il quale abbia manovrato alcun tempo in ordine chiuso e.i nhbia eseguito un certo numero di marcio di front i,. non sappia più prestare un servizio io ordine sparso a lla de Brack _o. co me oggi si . cl ic~. a IIn prussianèl? Se noi fossimo persuasi essere la cavalleria italiana t::inlo in basso cadutu da meritursi uu suvero giudizio dl{ll'aulore: essa mauovra male neU'uno e nell'a l.trn ordine, nr!lla disr,irazione dol naufragio . nelle convnlsitmi dell"agonia ci atlacc: 3remmo fors e al suo progello come a tavola di sah·amento. Ma noi oi perm<ittiamo di éhiederc a ll'autore se ahbia fotto pratici e seri studi comparativi Ira la nazionale 0. le estere cavallerie. Dal canto Dostro tre o qunllro c11 valle r1 e europee le ab biamo conosciule, non intend iamo punto di souomeuerci e protostanrlo pre feriamo la discussione. Fino a nuovo ordine aJunquo mantPiJÌamo la nosrra opinione e ripetiamo che quando nn e,waliBre È: padrone del suo cava ll o e sa bene condurlo isolatamP-nte, lo monta purA nelle r ighe dove in poche lezioni saprà stare serrato (]Lrnnto possa di>si, derare. Quando invece n0u ha mai cava lcuto da ~olo . ol lre al oon snpr,re uscir<~ dalle righe è pure nei ranghi ed unito agli altri un OOl'SChioo. sol,liito.· . . . Ma ·sia JJOsia l'ipotesi dr ll'autore e sia consacrata l;·1 specrnhlà dell 'impiego classico. ossia dell'urto, ai sol i lanci~ri. Supponiamo un caso molto probabile: uno squadrone 10 una data esplorazione ha oggi gravi perdite nei suoi carabini(\ri. L'indomani è di nuovo comandato allo stPsso St'rvwo , una delle·


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RlVlSTA

nIBLIOGRA~'.(CA

sue righe è mollq diradata, si pensa allora di ricorrere all'a l!rn; ~a qucs\o . non è possibile, il laucicrn non può rimpiazzare 11 carab10 1ere. Il primo non è che un cavaliere medioeva le che_ aut~maticamento ed unilo agli a ltri si getta sul-.. l'avversario, 1solalament.e non fu nrni esercitato , s'ngli non sente il contc1tto del giuocchio del vicino e non od1; più la 1·oce del suo capitano. non è più capacr di nulla. Chi osl'rà mandarlo in esplo razione? Nel. cas~ pratico sovra esposto dovrò dunque ricorrere ai carabrn1é~1 d'al\ro squ_aclroo_H <'d eceo mescolali gli individui delle vc1r1e no,t/l tattiche, rnr.onteslabile inconveniente , am messo anche dall'autorn. Ripuliamo noi pu re iocl iscuLibile lii supBr iorità del lanciere sul ca rabiniere nell(l lotta d1 cavalleria contro cavalleria; tale· sup~riorità si farà tanto più sen tire q uan do la frazi one cli trupµa ablm unn certa importanza numPrica, o per mrglio spie:r11rci d~remo che il valore i_ntrinsc_co . rlttl lanciere cresce in ragion e d1rella del numero dl'1 cavallf'.r1 ch e so no nc,llil riglHl e viceversa. Ciò posto. uel l'escmpio r.ita to dall'autore quale importanza si dovrli dare a quelle dodici l11nciR che fanno da sostegno su lla strada? Vorremo noi credere che so fossero cavalle"'geri l't>sito di quella piccola esp lorazione varicrP-bbe di molt~? Non si;imo di questo parore. Vi sono invece dnlle operazioni ch e torna iuutile di qui Poumeraro, nell~: _quali è innegabile la superioriu) dei lancieri, perch ò adopcrat, ,n g rosso onmero. ma se chi avrà il comaodo cli tali con tingenze si troverà aver sotto mano della cavalleria come la propone il nosLro autore, r.ostituiw di due righe che non sa nno e non hanno mai mnnovrato assiomn rrn sia certo non bened irà al la sua scoperta, o benedirà con m~sto desideriÒ quegli squRdroni concordi e ben chi usi, in cui il secondo roogo ora ,di aiuto a_l pl'imo. in cui un solo coma orlo bastav;i per t.utti. L 11utore Cl vorrebb_e p_ersnadere cho 11 suo progetto present,,n1bbc 11 vantngg,o ci , mnntenero nell'esecuzione <lol lo varie operazioni seconrlario cli goerrn una mago-iore unità di co~anrlo. No) non ~iamo nel suo avviso. So 1à°rrazione di truppa 1mp1cg11ta e tnfnriore _ad uno sqnadrone , noi abbiamo già provato µoter poco 111teressar <1 che dessa sia di lanciPri o cav'alleggeri; noi spediremo adunque inrlifforentemento un pl~lone, uu. me7:zo s:1uadrone od noo squadrone . sia degli u01 _rho. degli allr1, ess_1 nvr;i~no per cons,•guen:r.~ il loro capo ord inario. Se l'operazione r1ch1 i>de una forza clie superi un'f squadronP. gli esploratori soranno di preforenza cnvalleg..,eri. il sostegno lancieri od un uHìcia lo superiore li comaodet~\ . C<1me giustamente è osservato nell'opnsco lo che esaminia mo finchò_ si. tratterà di_ stab:lire la forza ~el la nostra cavallt>ria, non g,à 10 propor1.1noe a lle altro armi, come sem pre si usò in Europa , ma bens) in base al le misere nostre condizioni finanzinria , uoo si potrà mai pretendere un servizio soddis-fa c,.ute. Spera_11do io tempi migl_iori por IB nostre finàoze che possano consentire un adeguato sviluppo della cavalleria italiana, siamo

a o"ni modo convinti. e sambra lo sia pure il capitano Lodrini. · che0 a molto si può frattanlo supplire colla buona volon tà e coll'istruzione, e che le migliori armi del cav~l1er_e, quantunque non a retrocarica, souo o sa~·airno sempre I ardire ed un bµon cavall:b sufOcientemente nutn lo. . . . . . Auo-uriamo al distinto ufficiale, le cu, cons1doraz1on1 ~bb1amo in p~rle combattute, che la sua mode~ta proposta ~h esP.er1mentare s11 di uno squadrone 11 suo ordmam!rnto tattico venga . accol ta dal ministero. ma Oo d'ora prevediamo avrà tale l!}l1:' ' taLivo non dissimile risul tato di quello avuto nel 2' lullCJUl'l dell'antico eserc;it.o napoletano. . .. Questo reggimento sullo scorc io del 1841 e uel pr1nc1p10 del 1848, quando ne ora eomandant.e il co l~nnel lo conte Statel la: fJ.1 armato precisamenlt• come propo ne 11 nostro autor~. Gli inconvenienti verifìcattsi , sia nel servizio che nell' 1struz_1 ou~,. furono tnli che dopo poch i mesi i lancieri furo_no. tnllt trn.111li in due plotoni, i carabinieri negli_ a ltri ~ue. e r!un1tos1 l'.mt._1ero roggimr3 uto in No la, essendo r,entrat~ alcuni sguaclroni da Ariano e da Foggia ov'erano d;slacca1.1, !urono r1tm1te le c~rabine e l'esperimento di sì breve durata. cadde pel proprio peso sonza lasciare un difensore nel reggimento. D i e Franzi.isisc!ee iflitrailleuse ( La mitrag_liat1·jce francese), del signor H. WllYG ANO, c;a_pilano nell 'arl_1gher1a granducale d'Assia. - Da!'mstadt o Lipsia, 1871, edi tore Eduardo

Zermiu.·

·

Il lavoro del ca pilano W1;Jgand . cnmmenclevolt:1 del . r_e~tO' sotto altri rapporti ha u°: pr,:g10 speciale che lo ca.ratter1zza. oche noi vorremmo vedere diventare comun_e a, tutl~ le pubb licazioni nosirane cli simil genere; esso r,1oè e stringalo _a!puoto da non dire una paro In di più di quello che ò necessan?, o la chiarezza della sua osposwone è tale da render!•) famigliare anche agli ignari di mate~ie tecn icb •.> . . . L'c,puscolo i n parola riassnmo JO. poco. spazio gr~n parte eh quan to in argomento venne pubblicato m Germania dal 1867 in poi.

GrmulziitJe fm• d!e H?~iefJS•f>J•y':'n.istlliou. ,~es . .llel~~cu-lille1•ie. - (Principii d1, un ordinamento. dell artiglier ta da campagna sul piedlldi guena secondo le es1,r,~nze de/.la tut-; , tica rnode1·na e in base aU1i espM·ienze clelle ·1ilttme g·u~rr~) di

luogotenente ,~el 9° reggimento d'arligller1a.-Viennii, 1871, presso L. W. Se1del e fìglro.

OTTONE MAnllSCR

L'untore basa specialmente le sue rroposlo sul fotto c~e dalle esperienze della guerra _1870-71 e,VJde~temente eht!e a :lsultarn che l'artiglieria cotllribu) più d ogni altro alla v1 Ltor1a,


270

dove veCJnH impiegala com e arma di manovra· od in armonia l,rnlo c"I tP1Tt•no sul qnalo ebbe n eomhatt,•ro, quunto colle cond izioni dell'ordinnmento dellr dil'Crse fasi dd comba ttimento, moo lre non fu ,ìll'altozza d,11 suo ma nd11 Lo quando ag) soltnnlo come arma cli sostegno. · l'\el primo cnpilolo è tr.itlata la quislione d~lla proporziono numerica dell 'nrtiglinria fooclo la sul bisogno di ouo sv ilu ppo ri levaolo di quest'arma oncl,!_ mcrcè la Vio lnnza della sua azione preparativa, riesc.i alt.i fanteria <li aunccare con probabilità di su ccesso uu11 posizione nemica. li seconcio ca pi tolo conlicne una descrizione abbaslaoz11 complPta e precisa dello diverse arLigliniP in uso. e l'a utore si richiama in moleria su quanto gih pubblicò prima in un suo opuscolo « I pezzi cla campagna l:sci ed i rigali. » Nel turzo capilolo è traltato l'Mll'omonto del numero d(li pezzi chn deve avere una ballC\ria da campagnll e vi è rccisamrnte a mmrsso com e normale rlovr ro cs,err.4 i l ·1nù1i·n1um doi fH,ni òell·unità 111 lii ca· d'Hliglieria , 8-12 il mnxnnum e 6 la media. li quarto rApitolo versa sul riparlo doll'ar11glinria tra le altre armi e sl.nbili,co per basn il print:ipio che rip11 rlila l'artiglieria fra le altre armi in qurllo proporzioni eh,~ ò nocrssa 1fo Pt'l' sostenPre l'azionP. dcli<~ mp,losimr., si destini la così dett11 arti,zliHria cli riserva pui mom ,~o ti d.:ci, ivi ammassanrlola t:nlà ove rurgeozfl d.- 1111 circo~lan:w p1t1 lo richjPg-ga Lo mitrag-l inlrici lo pone sollo la dipPocl,•nza immediata dei comanrlanti di divisione. NPI qu i11to capitolo ve n::o no inclicatfl In propnslesu l da farsi por la sicu rezza talli CA ctell'nrtig lieria, o si co 11 sig l1n la crunzione di un corpo sporiA IH rii scorta dPll'Arl"glu•r ia fMm11to di cacciatori a cavallo; questa lrurpn dov relJbe gi/1 in 1.umpo di pa·c e filr parlo inlegl'an te <Hl'arma. Il sesto capitolo tra ila 1lPlln dotnzione <li munizioni 1J('lle h11tterie. L'A11 toro parteo.-lo dalla b:ise che In mPdi,1 i1 .... 11a '1urat.a dflllc lrnl.lagli e sia cli otto oro, proponC1 poi In b;itl erin dr's Li nal.e ad enlr11re in linPa di cornhalllmPnlo non meno cii 180 colpi P" r pPzzo; '240 a 270 per pPZZO al porco. Propone <li pri,fnen1.a l'im pirgo di proielli li cavi o cioè r11• llfl propor1.io t,i di 1/10-1/ 12 di 111 iln1glia s11I complPsso o l'ng-giunta di una piccul11 dotazione inoltr" di proiell11i incPodinri. Nel sr:Ui mo cripitolo è prl'sa in disami na 111 q11Pslinne ctol porso1rn le da nsst>gnare a llo hnlLPrio c<I in considPraz1nne ddl'alta imporl11nza c·ho nPi mouwoli <lei maggior bi;.11g110 non abbia nel essm·u rnllPn ta ln o sn!<pc~so il sc'rvi;,;i,• clei pc•z7.i, si p ropano cll o il persona le sia numeroso specialm ente io fallo dif bn;;s'uffìziali . In ,:onclusionP. q11cst'opc•r11 nPI suo romµIP$SO può dirsi ben r iu scitn , l'arg9mPulo npprofond ito sufn ciPnt,•mnnlt\ l\ r.on ,·oSl'i1rnzri. le citazioni o gli t·sem1>i nunwrosissimi, prova della vasta condizione dell'autore.

274

RI RLIOGRAFICA

RlVlSLA

I. 11 llee,•es-lleru"tsèn D I se_·~ Die J/e1•1valltuiy ·o·ie te1 ,,. I. ·etles _ ( L'eu ammmis.razt , clell'esP.?·oito , ... u,ad .,.e "'!'oun. . I urochle dal consigliere di conlt1b1llla desco) co.mp1latlo6sul3feornliio 187Ì. libreria Schlesinr. A. FRO EIILICH, •

'

'

. , è ooosciulo in Germa1,ia per un L'autort1 rli qucstv lav_o1? c bi I" l nel 1868 sull'ammiallro suo libro pregeyoh~s1rno pu 1 ica nistr11ziono d~ll'eserno g~~rpai~:ti~~I 1ii:1e· di questo libro c~m.e f alla astrazione a . u 1 1? . no tutto le norme ammm1occollenle ma~unle,, g1ac<.:he c;ont1e r o s ecialm onte per tutti stralive prussiano. e dogno .c1\:ii~~ -~teri~ stanle l'abbondante quelli che debbon_o occupar.si.~ di idee in ·orrline all'organizzaraccolta <li ma~s.1me, pr_rn_cip'.\~vi il tutto srccif,lmente basato zion e- dei ~E!rVIZI ~m1n1r 1stra :U~l'J'f'. L;,,porl.l Ò divisa in due sullo espcr!eoz_e rle!le u_ ume .e amminu;t,razione . parti princ1pah; 01 ganiz:rnzwne e_ . . 'one clell'esercilo te1 Ln prima pn_rLc conL_ieof1 t Jii:~z!~i 11 suo ripari.o. d1Jsco, il suo s1~lcma dl~ r ~cl,~,.;mministraziooe tenuta d.i casso, La seconda parte tra 8 0 • ' ff u· in natun sul piede <h ::sull'agendA in conlunli sng\ \ lioagiamer;lo nutriziono poce o lii guer_ra '. aill.J1dg •,al men·d~si;ne ;egli ospe'dali, traino, delle truppe, neo, ero f' o mt r imonte , ecc.

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. (> • t, en.Reicl,e ll tnul Reiner Die JJ',tl,rl.rsaft ti.e~ ~·( ~'!'r,~~:;e rnililCl'l"i dalla Tnrchia e dei f/1u;ollen- tm,u,,~. !"'7 . . T · l) _ Vienna , slamsuoi Stuti ba:,si d'Egitto: J_tt'(l1SI e 1s7l peria o libreria cli L. W. Ge1del e o io, .

fi:rpo

. 0 pubblicazione d'indolo 1 Q_u_e~to lav·oL~o af'et~: 0 ~lespur~;:j~ri0~~~eraziono p~r lo sviluppo pollt1c,n, 111 0 11 , . . l · chfl tr nlla rilevante ed Approfond ilo òella ma eri\, l~to 'ct·;1ie concli1.ioni Esso ci prcsPnla u_n qmlll</ro m.otolloluc~o pc di quelli degli Stati gonern li c. di dettaglio de oserei dip,•ndonl1. . , ,, • ·t · di terra e la marina cla La pr1 mn parte riflellc I rs. 1 c\ 0 • ·v te condizioni in cui guerra doli~ Porta; la ~cco nd ~50 \~s~~n~li fl fornire I' Egil.lo, ~ t~oyr~o~·ripo1fn.\!:~~~~;'1 0 1\escri llive sulla forzo., or~~01s1 ·1011~ cd ·11nmit;istrazione detl"esercilO e della roar10a CO • 1117.7.AZ o • , pletaoo l'opera.

t;G~~1


)

BOLLETTINO 81BLIOG'RAFICO < · 1wve11imenti del IS70-187J. Lihro secouòo (con ùue M,1,nSELLI, ma,qgiore di stato e professore alla scuo la superiore di guèrra. Torino 1871, libreria Loescher. (l'rezzo lire 2,50).

co rto geograOcho) di N1cou

maggi01·e

Sull(l necessità tlelle fm•llfic,1.zfoui ve,• la ,life.~a degli Stttli in gene1•tde e delt'llt1tia in 11a1•ticola1•e, per ~1, ~IASSARl. ten,mte ootonnetto del Genio. - Pa lermo 1871,

Pcdone-Lauriel eòilorc. Cn fnscicolo .

L'at•te militm•e, libri sei, per VrnCHNZO Mot1NAR1. - Parma 1871, P. Grazioli, editore. ~ pub blicala la l' dispensa, prezzo lire 1. La Leg!Je Organica sul lle<•lulamento, de lli 20 marzo 1854, ristampala col le mod ificazioni r•d innovazioui a1Te-

cu le alla medesima dalle diverse leggi,posleriori , compresavi qnella dclii 19 luglio 1871 sullo basi genera li per l'organamenlo del l'Psercito - Roma e Fireuze 1871, Tipografia VoghHa - Un fascicolo, prezzo cent 80. Gnitla p,,•,itic,,, pe1• lh1.n1111aesh•a11,enlo lallico tie lle t1•up11e, s13coodo le norme e prescrizioni ministeriali, 15 aprile 1871, Goneralitù - Terreno - Orientamento - Esercitazion i di comballimenlo di primo grado, - Firenze 1871, Tipogra(ìa Vogh Pra. Un rolumetto, ccnt. 60, Reg<>lcuneulo pet• i ,,olonlat•i ,ii ,ne a111u), a norma della Leggo sulle basi genera li per l'orga namenlo dell'esercito, approvato co n n D. 23 lug lio 1871. - Firenzo Tipografia Voghera , Un foscicol o, cent, 50. '.l'l•e Defeuce ofotn• sl,ot•e.9 a,ul of Loudon, dol signor C. W, Eonr. -Lundra 1871, libraio ed itore Edward Stanford. Tre fascicoli con carte topografiche colora te. Our present C'l•·i sis, Pr,>babilities o/ a /ulm•e i11vasion, del capita1io W YA'IT. - Londra 1871, libraio edi tore Stanford, Un fascicolo,

!IARTINI CAnto

Gerente.


) STUDI STILL.l

DIFESA D' ITALT~I\.

I. ]\;on ,·i ha ìn Halia uomo di proposito, affezinnalo veramente ad essa ed avente intera fiducia nella sua 1.mìti1, el1e soltaulo può art'ecarle prosperi lii e grandezza, il quale di più in più non vada comincendosi essere imprudenza, confinante colla follìa, l'indugiare ancora, fosse pur di poco, ad ordinare fortemente il llostro esercito e prowedere con ogni studio alla difosa nazionale, da quu lunque parte sorger possa un pericolo per la nostra iucl ipendcnza. Om,ai le mezie mi.,ure hanno fatto il loro tempo; bisogna appiglial'si a partiti energici e decisivi, se l'nolsi consegnire sicurezza e stabilità. Ed i molli, che cosi sentono, non sono a tacciarsi di pessimismo; imperocchè. \'olgendo lo sguardo all'orizzonte politico, si è coslretti ti.cl ancstarlo eou qualche inquietudine su alcuni punti neri che qua e là rcndonlo meno puro e potreblier da un istante all'c1 llrn ingig,n1Lirsi fino a coprirlo cli un fitto ,•elurne pren1rsore di fiere e devastatt·ici procelle. Nè una tale prospettiva è confortata da bastevole À)ffiO XVI, 'Vor.. m. 18


I

I

27i

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STUDI

fiducia, che si possa in simili frangenti fare assegnamento sopra validi soccorsi di qualche sin<.:ero amico, od almeno sopra diversioni che, all'opportuno momento, impediscano che le forzè avverse si scaL6nino tulle c9ntro di noi. Questa fiducia , rrLeschino re(aggio della debolezza, potrà essere, senz' arrossirne, coltivata da nazione non ancora interamente costituita, o da qÙ.eJla che non sia, nè mai possa pesare granchè ne,lla bilancia europea; ma non sarebbe in alcuna guisa giustificata trattandosi di ll!l paese, quale è il nostl'O, che ha, per sua natura e per la suo. costituzione, i principali elementi onde poter prender posto fra le influenti potenze d':Europa. - Lotla di principii o d'interessi, assopili rancori e perfino l'invidia. possono creare per l'Italia, quando meno se l'aspetti, i più gravi imbarazzi ed anco metterne a repentaglio l'indipendenza e quindi l'unità:.· comunanza d'idee, simpatia la più sincera e pronunciata, per contro, seco non trarranno giammai Uf!a valida materiale cooperazione al momento del bisogno, .ove stringenti e forti motivi d'interesse altriménLi non consiglino. Uno dei principii fondamentali del ail'itto pubblico moderno, il non intervento, si offrirebbe sempre a pronta scusa della tiepidezza dei n:osti'i allèati. . D'altronde, nel caso che noi fossimo ·attaccati, chi mai potrà riguardarsi tanto nella propria securtà com-• promessò, da decidersi ad aiutarci partecipando con noi le sorti della guerra per difendere se medesimo1 La Francia no, perchè, sui campi di Magenta e Solferino e col proclamare altamente quel principio; si guadagnò la sua natural frontìer a sulle Alpi , Le sue cavalleresche tendenze non varrebbero a distoglierla da una n(;lutralità ' vigilante, r egolata unicamente dal 'suo; intere$se. E non QisogM perdere di vista cfessa

SULLA rifrJtsA n'rr.ALIA

'riàn

,~'7-5

mostrossi finora persuasa di avere, colla cessione ·fal(ale di Savoia e Nizza, ottenuto da noi tutto quanto 'credeva di potere esigere; che non si ristette per ciò dal far gravitare, in opposizione al principio suddetto, la sua volontà sopra di noi in questione nella quale avrebbe dovuto seguire una via ben diversa di quella nella quale persistette, e pare non voglia abbandonare se le fossero stati realmenle a cuore il compi~ento della nostra uni tà e lo scioglimento della questione · .stessa nel senso delle nostre giuste aspirazioni, e se ·avesse avuto intera fede nelle nostre dichiarazioni, che eravamo ben decisi discrupolosarnentetispettarequanto , ·nella grave questione, poteva, riferirsi agli interessi della cattolicità . Ammesso che la Francia non tollererebbe alla eve~ nienza che schiere nordiche accampassero di nuovo in permanenza sulle rive del Po, è pur lecito di dubitare che essa muoverebbe in nostro aiuto, qualora da noi soli fossimo impotenti a riescir vincitori in una ·guerra, nella quale si trattasse fra l'altro di disfare l'unità d'Italia. · ' Se un bel giorno venisse a taluno il ticchio di prendere il posto d'onore che hanno tenuto fin ieri le· truppe francesi a Roma, ove noi non sapessìmo impedirlo , · qual altro Governo mai ne farebbe un casus bettd - Se chi ci aggredisse, animalo dai primi successi in uno. tanta impresa ( che agli occhi di molti no1i sarebbe meno santa di quella di Goffredo di .Buglione e di luigi IX}, credesse giunto _il momen to ,di ritornare al già tanto vagheggiato progetto di una Italia federativa, capitanata, o no, da Roma papale, noi saremmo cer. certamente soli, ben soli a difenderci. '· · Ormai è tanto fra nòi generalizzata l'opinione che, me·s sa l'Italia a questa o ad altra qualsiasi dura e periglfosa ·prova; nen potreb'.\:)e fariassegriamento effe

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I.

276

S'ttJbl·

nelle .proprie. fone e specialmente nella potenza dei mezzi ?on adeguata cura predisposti in tempo per difendersi, combattere e vincere, che devesi ritenere non farà. dife tto l' i ndispensabi.le appoggio unanime e per~everan.te .del paf)Se agli uomini del Governo, ai quali incombe 11 sacrosanto dovere di tenere alta la bandiera della na'.'ione col tl'çU'l'e il. massimò profiuo di tult.i gli elementi che possono venir so1mm inistrati dalla scienza conven~volmente applicata, e col fare agire, nel modo più prodult.lvo, le. forze vive del paese che, per buona sorte, non . sono po1 così meschine come taluni vorrebbero lasciar credere. Per tal maniera sarà interceHata ogni via anche alle tendenze di pochi indigeni mesta.lori, i quali, nell'interno ~Jell'animo, rimpiangono un passato che da soli sono 1mpossen1i a . fa r risorgere; un passato, il cui avverarsi P,erò non sarà del tut.lo una chimera per essi fi ntant.oc!1~ .sapranno il paese ancor debole ed es~osto · a iac1h imprese di nemici d'oltr' Alpi. .Guardiamo~i bene da questi liltimi. adunque, sevo~ ghai:no che D10 ci guardi dalle insidie, la cui radice sta rn casa nostra e che rimarranno allo stato latente fino a che non saremo attaccati dal di fuori, ma che p~r troppo sarebbero messe in azione, .coll'accanimeHto d1 un supren:10 sforzo, ogniqualvolla fossero validamente sostenute da un'estera , aggressione,

Il. ; Tuttochè l'Italia aggravata sia d'ingenti pesi, essa e pef? ben lungi ~al trovarsi presso a quello stato di etaunmento che più non l.e consenta di avere alcunr1 .

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SULLA DIFESA D'!TAUA

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-

confidenza in se stessa al punto da abbandonarsi al cinismo della dispera1.ione, rimanendo le braccia al sen conserle ad attendere che il caso facc ia quel che saprù fare. Anzi la sua attività si risveglia quasi dovunque ed è foriera di un'era di prosperità , che le sarà dì assai affrettata, quando, sentendosi forte abbastanza da poler guardare arditamente in fa<:cia qualunque eventualità, bravamente si occuperù di estendere le proprie industrie, il proprio commercio, senza badare nè punto nè poco se ciò possa dare ombra. a qualcheduno. Se ci sarà qualche vasta impresa cl/\ tentare vi sì dedicheril senza l'esitanza, che saÌ·ebbe naturale in chi non abbirL c:he rispondere a colni che, solo perchè collvinto· della nostra evid ente in ferioritù, di cesse « fatti in là che son qua io ». · Allora i nuovi ~acrifici, che sia fin d'ora ehiamato il paese a sopportare per armarsi ·ed apparecchiare difese tali da far fronte a qualunque eventualità, verl'anno in breve ampiamente compensali; tanto più se, in modo convenerole., l'Italia ti.escirà ad organizzarsi una buona volta 1Jeìl'amministrazitne . introducendovi tutte quelle semplificazioni che tant~ contribuiranno a scemare i gravami e rendere meno inceppata l'azione di chi vuole e sa profiltare della libertà e dell'appoggio di un Governo :forte per estendere il suo commercio, la sua industria. Ma, se la nazione deve e può sobbarcarsi a quanto occorre perchè abbia ben presto a ritenersi sicura e fotte in ca:sa propria; se i pubblicisti non debbono ristarsi dallo s,~olgere tutti gli. argomenti valevoli a fare sparire ogni esitanza ed idea meno giusta -in que' pochi, pur buoni pateiotti, che, ad onta, dei tremendi esempi che abbiamo sott'occhio, pur sono sempre dell' opi;nione, ahbisog-nar prima che il paeie assesti le proprie

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• STUDl ,

SULLA DlFEl'\A p'ITAJ,lA

finanze e poi pensi a rendersi forte e spiegare le ali ad imprese ardimentose; se il famoso detto « economia fino all'osso » anche oggidì può stare, coll'aggiunta però: « purchè l'osso· non ne venga intaccato e quindi non ne consegua la carie, la caucrena, la morte ; » se insomma è da credere che il paese si dimostrerà ben deciso a man.dare in atto tutto quanto gli occorre, onde possa mantenersi nel posto che provvidenzialmente in breve giro di anni ha potuto prendere fra le nazioni, non .è perciò meno stretto dovere di tutti gli uomini chiamati a proporrè e mandare ad. effetto le grandL opere occorrevoli, perchè il paese possa in breve conseguire quella sicurezza che gli fa quasi completamente diffetto, lo studiare attentamen(e qual sia il mezzo più economico, speditivo e sicuro per ottenere un tant~ scopo. Il risultato di tali studi deve poi essere. in tempo reso di pubblica ragione, perchè tutti abbiano a per. suadersi ·che, quanto si propone, in realtà è ciò che più conviene e che basta affinchè il paese possa ritenersi validamente difeso in ogni contingenza.

III. . I militari, e tutti quelli che di cose miIÙ.ari si intà ressano, sanno benissimo che da molli anni esiste m1a Commissione permanente per la difesa generale dello Stato presieduta da S. A. R. il principe Eugenio di Savoja-Carignano e deìla quale fanno parte i Presidenti dei Comitati del genio e dell'artiglieria, il Comandante generale de~o s_lato maggiore, oltre un certo numer~

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di Generali. appurtenenti ad ogni arma: ch'essa è consultata ogniqualvolta si tratti di decidere su questioni di massima importanti che abbian tratto alla difesa nazionalej che il ~1inist.ro della guerra, altro non aspetta, come dichial'ò al Padamento, se non se le definùive proposte della Commissione stessa per un piano di difesa dello Stato in rapporto cogli ultimi avvenimenti della penisola, che le died_ero la Città eterna per capitale, onde poter presentare una proposta di legge che autorizzi una spesa da ripartirsi in parecchi esercizi finanziari , e.olla quale appunto provvedere in modo permanente alla sicurezza dello Stato. .Parimenti non s'ignora. dalla generalità. che siffatto r-isultato assolutamente non si può ottenere senza gra,·issimo .sacrificio di danari; e già i var-i militari, che, con tanta opporLtmità, credettero di rendere di pubblica ragione le loro idee sopra un così importante argo memo , hanno segnalate ben importanti cifre; le ql~ali. forse potei· Jno cirtecar non lieve meravi.glia a chi non sia in grado di rendersi esatto conto dell'enorme dispendio che esigono le opere di forlificazione, speci{l.lrnente in oggi , per essere in grado di opporre la necessaria resistenza all'enorme potenza distruggitrice delle aLtuali artiglierie. Per coloro, piuttosto che spaventarsi di quelle cifre, sarebbe prezzo dell'opera chiedere a quegli spettabili scrillori, se tennero stretto conto di tulli gli elementi di spesa, ehe debbono esser messi a calcold'per poter dire che una data piazza travisi all'evenienza in grado di ent.rare in azione e di sostenersi con grande vigoria per tutto quel tempo durante il quale <lessa è destinata a resistere. Imperocchè, oltre a ciò che costituisce il còmpito' del genio militare nella sistemazione della djfesa ~enerale. del pa13se (e che per molte pi;:i.zzl;l IlQll ~ ristriettd


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SULLA DIFES., D ITALIA

alle sole opere di fortitlcazìon e, ma estendesi a tutto quanto occorre in rico,·e1:i, magazzini d'ogni specie, arsenali, armerie, ecc. , 110~1 solo per le truppe destinate a presidiare le piazze in tempo dì guerra, ma ezianclio per quei corpi che fossero chiamati ad operare nel raggio della loro azione ' facendone perno' di manovra, o luogo di concentramento o di r·ifugio), è necessarfo provvedere su vasta scala i materiali d'artiglieria ed in ispecie quelli di grande po(enza pee le stazioni rn ilil.al'i navali e per le gTancli piazze di terr1J, che, avendo una grande importanza strategica, debbono, fra altro, colla portata delle artiglierie, che n e muni- scono almeno le opero p.iù irnporlanti, obbligare il , nemico ad arrestarsi a grande di.stanza, cioè 1a le non essergli da10 di agire con efficacia .contro la piazza · eolle sole batterie di campagna. Giù si conosce generalmente l'ingente costo di tali artiglierie; ma, perchè si possa aveme_anche qui una idea ahbast~rnza esatta, si danno cifre del valore di alcune nostre bocche da fuoco per difesa delle coste e delle grandi piazze dt_guerra (if }, e delle più costose

fra le quali, tra parentesi, o ne possediamo ancora poche od abbiam quasi assoluta mancanza Da tali cifre elementari sa~·à facile dedurre le somme r,olossali abbisogn evoli perchè, una volla messe in pieno assetto le operé coslituenti i vari punti fortificati, possano questi. dirsi completamente armirti a tenore della loro importanza ed in conformità dei progressi attuali delle artiglierie. Nè si tralascia di rammentare, che un'altra causa cli enorme, inevitabile dispendio, l'abbiamo nella necessità di munire cli corazzatura, in ispecie, talune batterie delle nostre piazze marittime nel quale rispetto esse lasciano tuUo a desiderare. Alcune cli queste corazzature possono costare anche oltre imo mila lire per ogni cannone. da coprire;' ma, volerido anche tener conto di eseguirne parecchie rneno costose e quindi calcolare che, una sull'a ltra , vengano a costare un'80 mila lire ciascuna , si pensi un po' quanto converrà spendere per avere fra l'Adriatico , il .Tonio ed il àlediterraneo almeno 8 stazioni ·navali militari capaci di resister e agli attacchi di .flotte costituite da navi con corazza di millimetri 305,, come gi/J. se

da

(l) li costo approssimativo delle bocche da fuoco di maggior potenza, concorrenti all'armamento delle nostre piazze di terra e marittime, è il seguente: l• Can~one da cent. 16 di ghisa rigato compresi l'affusto, sotto affusto ed il rimunizionamento per 100 colpi: L. 15425. 2' · Ca nnone da cent. 16 di ghisa, r igato e cerchialo con affusto e sotto affusto in legno, con 100 palle piene d'acciaio e 400 granate: L. 27602. 3° Obice da cent. 2Z di bronzo rigato, coll'affusto in ferro , 250 colpi, e gli accessori: L. 23650. 4° Obice da cent. 22 di ghisa, cerchiato rigato e per il resto come al N. 3: L. 23830, · · 5• Cannone da cent. .24 di ghisa, rigato e cerchiato con

affusto e solto affusto di ferro, col solo munizionamento di 150 colpi: L. 50000. . 6° Obice da cent. 22 di ghisa liscio, con affusto e sotto affusto in l,e gno e con 500 colpi: L. 12687. 7• Obice da cent. 27 e nel resto corno al N. 6: L. 21280. 8" Mcrtaio da cent. 2.2 con affusto e munizionamento pAr 500 colpi: L. 11640. 9° Mortaio da cent. 27, completato come al N. 8: L. 14300. Nelle cifre sovra esposte vien compreso il valore del paiuolo, degl i attrezzi ed oggetti di armamento. Altre 9ocche da fuoco di maggior calibro sono in istlidio; ed il loro prezzo sarà fuor di du!Jbio assai maggiore di quello segnalato al N. 5.


I ~sa.

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SULLA DIFE~A D'ITALIA

ne hanno in giro per i mari l (1 ) Assegnando a cia..scheduna di queste piazze in media quaranta pezzi con corazzatura avremo lì subito una spesa di 24 milioni e più . È vero che l'Italia, in quanto a danari, a fronte dell'Inghilterra è in rapporto simile a quel che passa fra l'uomo in grande strettezza di forluna ed il dovizioso; rna è vero altresì che entrambi quelli uomini useranno fl. qualunque costo degli stessi mezzi per non soccombere, allorchè tali mezzi sieno indispensabili alla loro co~se_n :azi??e. Epperò, se incalcolabili so.no le spese cm s1 e grn. sottoposta e che va facendo quella grande potenza navale per difendere le sue coste, nella cui sic~rezza: dipP.nde essenzialmente quella del Regno Umto, non può al certo l'Italia esimersi dall'imitare, nelle dovute proporzioni ed in quanto alle massime, q_uella saggia. e previdente nazione, per poco che si rifletta aU'immenso sviluppo che 'hann,o le nostre coste . Se noi non potremo se~i"uire, e non è il caso di farlo il sisterna inglese di. erigere in molta estensione dei litoral~ fì·equ~nti e poderosissime batterie, egli è però fuor d1 dubb10 che in verun modo potremmo lasciare ~utt? 1~ nos~re coste in balia di qualunque aggressione, mdlfes1 quei golfi e poui nei quali le nostre forze navali possono crovare un sicuro rifugio o prepararsi ad operazioni attive, non affortifìcate convenienteh1ente dalla parte di mare quelle città che, comprese come sono nelle nostre grandi basi di opel'azione, coslitttiscono non solo importanti punti strategici, ma sono

ad un tempo stazioni navél.li che debbono essere al riparo da ogni. attacco ·da hiare. Quel tanto poi ch'egli' è · indispensabile il fare per ovviare i gravi disastri che conseguirebbero dal lasciai·e in abbandono tutte le nostre coste,. è spedienle che sia fatto bene, cioè impiegando tutti i ~ezzi che l'arte moderna porge all'ingegnere onde provvedere alla difesa marittima. E, come si è visto, questi mèzzi costano molto. In quanto alle fortificazioni pem1anenti di terra, pochi, ma concludenti fatti basteranno a persuadere che fa d'uopo disporre dì enormi somme per potere soddisfare in modo conveniente alla bisogna.

(li Pel momento supµon iamo che si debbano organiziare po tentemen te quali stazioni navali militari Spezia, Genova, Go.eta ed altro punto della c'osta presso Roma. ~lt,ssiua, Siracu~a,. Taranto, Vene7,ia. , . · :

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IV. Taluno avrà presente che in applica.1.ione del trattato del . ,J 815, al fine di meglio garantirsi contro future velleità della domata Francia a rinnovare le sue_ discese in Italia pel 'Piemonte a preambolo di ben più vaste aspirazioni, le potenze alleate assegnarono al re di Satdegna molti milioni, credo 118, perchè, specialmente} meglio garantisse i suoi passi alpini sia m1gliorandovi i pochi esistenti forti di sbarramen to, sia costruendone dei nuovi (obbligandolo per altro a distruggere, forse perchè non a. vesse lui' stesso ad inor. goglirsi di troppo, le stupende, per l'epoca, opere a corona che il generale Chasseloup avea costrutte attorno ad Alessandria). Or bene quei 18 milioni furono ,insufficienti all'uopo: i.nfatti il forte di Vinadio, per tacPre del resto, che mi si assicura ne assorbì. quasi cinque, è tuttora incompleto. Vegga$i dm1que q~a.le_


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SULLA DlFXSA D'ITAUA STUD1

spesa ingentissima occorrer possa onde abbanare · solo i più importanti passi, fra i molli della nostra tanto estesa frontiera , con forti permanenti ehe racchiudessero tutto quanto può abbisognare ad un presidio abbandonato a se slesso in una gola cl'inospiti montagne. Le foNificazioni, ormai troppo celebri, di Parigi costarono ollre 420 miJi.0ni; ma quando si eseguirono riteneva.si che, spingendo anche a meno di tre chilomet.i'i oltre la. cerchia magistrale gran ·patte dei forti di prima linea U), si poteva essere certi che i proièttili più formi dabili dell'assediante non avrebbero iQ nle1.111 lllOdo potulo penetrare nella cinta stessa , fin chf, i fo rti non fossero stati presi. Supponiamo orJt · che. i Francesi si rjsolvessero a consenare la loro gran metropoli qual ridotto della difesa nazionale, e quindi a cingerla di. nuovi forti collocati dalla ciHà a lale distanza che l'assicurassf! da un born- · hal'damento, così possenti poi da non essere prendibili se non dietro regolare assedio. Siccome nella recente guerra :i Tedeschi Ianciatono granale nello interno di Parigi ad ollre sette chilomell'i di clistanza, cosi qu(:li for!i, che fossero destinati ad impedire in altra occasione tal fatto, dovrebbero esseie spinli anche oltre i 1 -· - -- ---·

(1) li gruppo dei forti di .Saint-Denis distano dall~ cinta. ill media 5000m;,quello di Aubervilliers 2000"'; Romainville, Noisy. Rosny, Nogent, Viucennes, ìe opere del la Faisanderie e di Grave:le rispellivamente metri 1500, 3000, 4500. 5000, 2000, 4000 circa : il forte di Chare·nton metri 3000; quelliM' Jvry, Bicètre, Montrougo, Vanves, lssy melri 2500, 1500, 1500, 2000, 2000 circa; la cittadella di Monte. Valeriano metri 5000. I fortini , lo ridotte ed altre · opere accessorie, che rinforzano la difesa negl'intervalli dei forti principali, naturalmente si appros 9iruano alla cinta più di quelli fra i quali sono inchiusi.

cinque chilometri dalla cinta; imperoc?hè, per ~uanto . fossero poderosi i mezzi di difesa d1 tah forti , non potrebbero impedire che l'attaccante stabi_Iis~e t~st~ o tardi batterie armate di cannoni dei maggt0n calibri a tre ed anche a due chilometri dai fort i. stessi. Da o.iò emerge che, venendo per tal fatto i mt0:~ forti a svilupparsi in, una yeriforia di gra11 lunga estesa di quella dei forti attuali, dovrebbero ~ssere rn numero maggiore cli questi, perchè fra. loro s.t avessero aprestare il necessario appoggio; oltre a che, dovrebbero in massima presen tare un grado maggiore, da per se stessi, di resisLenza, sia perchè più di?costi dal n:,icleo della difesa, come anche per le esigenze attuah dell'arte di. fortificare, affinch è le opere possano opporre una Yalida resistenza alla potenza clislruggit.rice delle moderne grosse artiglierie. Da questo c~nse~t~e ~he: pure utilizzando molta parte delle attuali fort~ficazi?m di Pario·i, si dovrebbero sempre spendere vane decme di' mili~ni, affinchè tale città potesse man tenersi il ridotto della difesa del suolo fran cese.

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1e opere costrutte· fino al 1864 per ampliare e migliorare la fortezza cli Anversa, che è il ridotto della difesa del Belgio e che a ragione si ritiene una delìe pi{lzie forti rnegli_o intese, costarono circa 50 milioni. Gli amrnaeslrarnenti della guerra che in quell'anno com· battevasi: tuttora nell'altro emisfero e di quelle sucr:essive che travagliarono ii nostro, hanno indotto il Belgio stesso a non contentarsi di un così enorm~ sacrificio; e nuove ampliazioni e migliorie ha falto d1 poì introdurre nel suo geande campo trin cerato, non badando a maggi9ri dispendi al fine ùi trovarsi. in mtsura di difendere, occorrendo, la smt indipendenza. Perciò non si crede andare errati ritenendo che Anversa tlal i18o2,. epoca · in cui ii Belgio iniziò la sistemazi.one •, .:: -, ~ :

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SULLA O:!FESA o'JTALIA

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pùre il aercare di dìmjnuire le spese mediante oper:e non corrispondenti in tutto alle esigenze della gt.itrra, il fare poco più di quanto Hn'ora-, specialme nte per .n.ecessità politica, fu praticato per Bologna, Piacenza · ed altre piazze meno importanti, sarebbe un errore gravissimo; si spenderebbe a tutte le maniere non .poco, e quanto ne risultasse, non varrebbe a far solo per un'om rimuovere il pericolo di un attacco . Se pe~· la nostra sicurtà occorre la trasformazione di qualche fortezza, o la creazione di qualche gran campo trincerato destinato ad avere una parte assai importante nelle operazioni di guerra, od una stazione navale che debba essere all'occorrenza la salute delle nostre forze di mare ed insormontabile ostacolo ad uno sbarco nemico entro una zona determinata, bisogna che ogni cosa sia compiuta con larghezza di vedute e corrispondenli mezzi, perchè non sia permesso di dubitare che ognuno di tali punti fortificati non sia tale da corrispondere adeguatamente allo seDpo.

della .sua difesa naziona l~, costò . al paese oltre i 70 milioni. M.a qtiel nobile paese deve andar superbo della propria abnegazione che l'indusse ad impiegare buona . parte del frutto delJa propria attività, <lelle economie derivanti da una ben intesa amministrazione, onde ·apparecchiarsi degnamente a qualunque eventualità di guerra I U sapere che, rnercè l'intelligente opera dei suoi militari, trovasi la propria sicurezza garantita in modo dçt destare l'ammirazione, e sto per dire l'invidia, di altre potenze ben più importanti, gli porge ampio compenso dei sacrifici che si impose per guarentirsi e_farsi rispeuare, tuttochè Stato di secondo ord.ine ; dai quali non si ristette acl onta che <;la ogni parte gli si andasse susurranclo all'orec1~hio, bastare per la sua inpipeodenza che avesse maggior fede nei trattati che la sanzionano .... Era <lessa troppo cah al Belgio perchè non preferisse aggiungere qualche ·elemento, cli _fauura proprio sua, allo a mantenerla:; validamente provvide quindi alla sua difesa, in ispecie facendo di Anversa il m iglior campo trincerato forse del mondo. Tutti ammirano, ripeto, il Belgio, molti l'applaudiscono; qualcheduno potrà forse attaccarlo; ma, in quanto a soggiogarlo, è per'messo di dubitarne; perchè, avendo esso di buon'ora ed egregiamente al~ lestite le sue difese, non potrebbe in nessun caso es·s ere preso alla sprovvista; ed il tempo farebbe necessariamenle il resto in suo favore,

V.

Questi ragguagli, e bet1'altri che si potrebbero àggiungere, all'evidenza dimostrano che, al fine di dìi'endere convenientemente ed in modo permanente il nostro paese., per quanto s i possa a vere tutta la buona intenzione cli scioglie.re un così grande problema baciando essenzialmente alle condizioni economiche in cui siamo ,

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Dalle premesse puossi arguire la mia esitanza a ritenere pienamente attendibili quelle cifre che, in alcune fra le ~Iemorie testè pubblicale sulla nòstra difesa na. zionale' si sono esposte allo scopo di. dare una idea delle spese alle quali l'Italia deve sobbarcarsi per provvedere alla difesa medesima . Io dico francamente, sono inclinato a -credere che quelle cifre .sieno scarse anzi?hè no, senza darne il benchè minimo carico agli · esimi' autori di quegli scritti, che, quali ufficiali de'l


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STUDI

Genio, preoccupal'onsi forse soltanto di cio che più particolarmenté concerne la loro arma. Temo dunque che per mettere insieme le egregie somme dichiarate bastevoli, onde provvedere convenevolmente alla sicurezza del paese, non siensi compresi tuttt cruegli elementr cl.i spesa, dei quali è g-iuocoforza il · tcuer calcolo per dil'e elie, spendendo un dato nu- • mcro di milioni, il p;.wse possa esset· eerto di avere ilpl)ieno esaurilo il suo còrnpilo e predisposta ogni co:<1 in manit~1·a ch e, al morn ~nto i.n cni il suo sis!ema difon::;ivo clebbu entrare 'lrl azione, uulla manchi ' cli tut.- . to('iù cl1e, iit quanto a fortificazioni, possa occorrere p<=:rchè l'a.zionc stessa riesca vigorosa ed efficace pe~· mu o il tempo della sua dmata, e non si sia coslreltl a Jan1entare troppo tardi la debolezza di un dato punto fol'liiÌcato; la quale può anche derivare da mancanza cli mm1izioni o di viveri, da deficenza di ricoveri lali che costringauo le truppe della difesa. a pri, azioni e stenti ad essa perniciosissimi . Non bisogna tenere il soldato esposto quando non occrore, e debb'essergli dato cli godere, a tempo e luogo , quei momenti di non turbato ~iposo che rinv igorendo 1n fibra non lascia abbattere il morale. Le munizi.oni ed i viveri debbono a tempo · essere raccolti e custoditi in luoghi sicuri e non è a farsi grande 1;1ssegnamento di poterli. raccogliere nelle piazze, ehc n,nno completam,ence approvvigionate, quando siasi 11 per entrare nel periodo di guerra; cosicchè debbe_si far conto che ogni piazza ne sia provveduta auche 111 tempo di pace, combinando naturalmentedurantequestaj in quanto ai viveri, quello smaltimen to periodico, il qw1Ie ne impedisca le a varie che a lungo anelare evitar non si potrebbero; e ciò medioote le opportuue cfo;tribuzioni alle trufJpe ed il (·01Ti~ponde11te riforuimenlo dei magazzini.

SULLA DIFESA n •ITALIA

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Altra fonte di spesa non indifferente, che deve pure :valutarsi nel determinare il costo del nostro piano generale di difesa, si desume dalla circostanza, che i nostri più importanti stabilimenti d'artiglieria 'trovan$i nelle località le più deplorevoli in quanto allà sicurezza. Il polverificio di Fossano , l'arsenale di costruzione, la fabbrica d'armi e l1;t fondéria di Torino sarebbero pur troppo la più facile predà del nemico firi dai primordi cli una guerra; abbiamo una fabbrica d'armi allo sbocco delle Alpi Retiche, un polverificio in testa al Golfo di Napoli eotamo arupio e non facilmen te difendihiìe ! Si pensi di quanta graviu, sieno questi inconvenienti ed Q.lla quantità di milioni che occorre onde rimediarvi almeno in parte l

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In riguardo alle opere di fortificazione, nel cercare cli rendermi conto di quello che possono costare, senza ave·re avanti gli occlii alcun progello, non so ristarmi fra le altre cose dai ricorrere colla mente alle spese · a cui soggiacque lo Stato, nell'anno 486 1 e successivi, per munire tahine piazze di fortilizi cui, per· circostanze di tempo e d'economia, fu dato in tullo il carattere di quelli che tf'ansitorii appellansi e che, fuor di dubbio, esigono una spesa che non può. giungere ai due quinti di ql,ella occorrevole per fortificare con opere permanenti le stesse localitù. Solo Bo_logna costò più di 15 milioni e, dato ehe si voglia trasformare questa piazza in modo veramente stab ile, quale si richiede dall'arte odierna e con tultociò che può occorrere ad una vastissima piazza e campo trincerato che in date circostanze di guerra avesse un còrnpito vitale per l'esercito ed il paese cui soddisfare, non può sperarsi di trovar mezzo cli sciogliere il quesito in modo veramente degno senza chiedere una som rna tragrande; perchè, fra le altre cose, dovend o spingere molto in· fuori della · cintà le, opere ANNO XV! , VoL. m. 19 1

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ST.llDI

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SULLA DIJ.i'ESA D'ITALIA

staccate e dare a queste un'ampiezza assai più considerevole di quella che hanno in oggi i maggiori forli della piazza e, dovendo in massima modificare i tracciati delle fortificazioni attuali che si potranno a0nservare, si può ritenere che parecchi milioni verranno assorbiti per la sola espropriazione di 'terreni; e, nella nostra ipotesi, non è questa uno degli elementi maggiori di spesa, come fullo trattandosi di opere pi·ovvisorie.

Con tutto questo mì affrelto a dichiarare non occorrere, a mio vedere, che il paese nostro s'impegni a sacrifici di cui finora ho scritto ed i quali, come potrebbe credersi, portino ad aggravare ollre misura lo stato ben poco soddisfacente delle sue finanze; imperocchè ritengo che vi sia il modo di ottenere un ottimo risultato per la difesa nazionaJe mantenendosi in un limite di spesa relativamente sopportabile. E vengo subilo a spiegare come puossi conciliare questa dichiarazione coi precedenti riflessi ed apprezzamenti.

VI.

L'economia devesi ottenere colla semplicità del sistema da adottarsi per l'arduo còmpito di cui parliamo; semplicità che da sè esclude il superfluo ed essenzialmente propende ad evitare ciò che è meno o}porLuno od anche' nocivo; la quale d'allronde per ogni riguardo è indispensabile requisito del sistema difensivo di qualunque nazione, affinchè abbia per ogni. eventualità di guerra ad essere di sicuro e formidabile appoggio agli eserciti operanti, e non mai riescire un imbarazzo od anche un fatale retaggio. Non vi è umana cosa in cui la semplicità del con· ceuo sia requisito indispensabile si.ccome in tutto quello che si attiene agli strumenti di guerra; e ciò si capisce subito se si rifletta che, quando si ha ln. guerra, una innnensitù .di el~rnenli deve agire sim1,1ltaneamente e nello stesso scopo al quale una sola menle deve dirigerli. Epperò, anche nel predisporli, non debbonsi considerure isolalamenle ovvero a gruppi distinti, ma sibhene. come parti di un tutto unieo desti.nato a spiegare tulLa la forza viva che può provenire dalla teiicc combinazione delle·sue parti.. Se, onde prepararsi alla guerra, un paese avrà saputo stabilire quest'accordo, quesla semplicità negli elementi che per essa può disporre al mom~nt.o di en.tr.are ip .az4ope, la sua linea

Fi'n qui ho cercato di brevemente esternare, senza ambagi e nel miglior modo che dato fosse alla pochezza mia, le mie idee sull'estrema necessità. in cui t.rovas l'Italia di non più oltre indugiare a provvedere in maniera stabile e con larghezza di vedute alla propria difesa ed 1 in ragione degli incommensurabili disastri che l'attenderebbero se fosse colta aUa spro\'visf.a da una grossa guerra specialmente in ·casa propria: di dimostrare che, se per conseguire tale risultato si tratta di trasformare piazze forti o crearne di nuove, bisogn;i rassegnarsi a spendei:e ciò che fa cluopo, affinchè ciascuna di esse corrisponder possa nel miglior modo (e nè più nè meno) all'ufficio che sia chiamata ad adempiere in qualunque eventualità: di dimostrare inoltre che bisogna essere fin d'o1:a convinli che, dovendo te11ere beri a calGolo tutti gli eleme11ti i quali ,debbono còncorrere a mellere in pieno ~ssetto ogni ·punto permanentemente fortificato, quel tanto che si dovrà spendere in complesso sarà nel più dei casi maggiore di quello che si. possa valutare dietro un primo cor.r1puto non dedqtto da certi e completi dati. •


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ST,UDI

SULT.A DlFESA D'JTALÌA

di condolta sarà ben definita e gli sarà poi meno dif,. ficile il trovare quella mente che li utilizzi nel miglior modo possibile e segua costantemente il cammino della vittoria.

gnatò ·u n Impero che, abbracciando tante n.azìonalità, aveva interessi propri da far prevalere a scapito anche, occorrendo, di quelli dc~Ila Gerrnunia. Per conseguenza, la Prussia non perdè in alcun tempo di vista la possibili Là di subentrare essa medesima all'Austria nel primato da questa tenuto sulla Germania stessa , allo scopo di ricostituirla su nuove basi tali da condurla a quel grado cli prosperità e possanza che si addiée ad una grande nazione, e compiendo così l'opera i[!.iziata con tanta gloria da Federico Il. · Preparatttst di lunga mano a compiere degnamente una tanta missione, la Prussia coglier seppe le opportune occasioni ·per ispiana:rsi la via che si era tracciata ed arditamente si accinse all'ardua imyresa. Tutti poi sanno con quanta maestria abbia fino ad ora soddisfatto il suo còmpito.

I risultati della guerra franco-prussiana sono forse ìl più rimarchevole esempio nella st01·ia dei popoli della verità cli quesLo principio : nè io guarì mi fermerò a dimostrarlo; imperocchè a tutli sono più che notorie le cause dei teemendi disastri degli uni, delle splendide e forse inattese vittorie degli allrì ; ollrechè vi fu de'nostri chi ( 1) ha trattato questo istruttivo quanto grave argomento con quella elevatezza che ad esso addicevasi: ma solo accennerò alla parte ohe rigu<1rda più specialmente questi pochi cenni, cioè all'influenza ch'ebbero le fortificazioni nel teatro della loua or ora cessata e se vuolsi puramente sospesa. 1

VII. La Prussia e la Francia, per motivi ben diversi, non poterono mai di buon grado aclaLtarsi al destino éhe loro era stato fatto dal tratlaLo del 4s,15. ' Er~ ben naturale che alla prima non ri~scisse di alcun soddisfa.cimento il posto assegnatole nella Confederazione germanica, a capo della quale veniva desì-

(1) Gli avl)eni1tienti, del 1870. - Studi polilico-militari di Nico1a Marselli. - E. Loeschor · Libraio-Editore.

Non era possibile, d'altra parte, alla Francia il tenersi paga delle disposizioni cli quel Lrauato. Non tronquilla verso le Alpi, giacchè d'esso , :wenclo frullato per l'Austria l'assoluta supremazia anc:he sulle cose d'Italia, rneUeva tal e grande po tenza in condizioni di valicarei quando le talentasse e senza grave slento, quelle Alpi che sono la difesa naturale della Francia verso la Penisola. Sopratutto, colla frontieNJ aperta verso la Germania a parli dal puuto in cui il Lauter si ' scarica nel Reno e fino all'Oceano, la domata nazione non poteva in ciò vedere che un peri colo in permanenza; il quale, un dl o l'altro, a dispetto della Santa Alleanza~ tra.s cinata l'avrebbe ad un libero sfogo alla sua tendenza per le avventuose imprese. Divenuta poi di bel nuovo imperiale , alla Francia doveva sempre più rioscire umiliante quella pagina del trattato nella quale, · essendo messi al bando dal potere i discendenti del Buonaparte, si ammetteva implicita-

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SU1,LA DlFES'l\ D 1TAL1A

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sene ed avere in ogni caso la possibilità d1 far muovere una immensità di uomini e di materiali senza perdere l'incalcolabile vanlaggi'o della rapidità. Procurò poi la Prussia di approfillare, per tutto quanto era possibile, dei progres.si delle armi da fuoco: onde anch e prima del ,1866 era <lessa la nazione meglio armata d' Europa. · Non s'intralascia infine di ricordare a quale punto fu spinta in Prussia l'istruzione fra le file dell'esercito affinchè, dal comandante di un'armala all'ultimo gregario, ognuno potesse degnarrienle soddisfare ~l proprio còmpito, quando i dèstini della nazione fossero affidati alla sorte delle armi.

mente tm diritto ,nei potentati di immischiarsi nelle sue questioni interne . ' E poi troppo viva era sempre la rimembranza delle sconfitte e dei danni che le erano toccati al tramontare di quell'a'stro che avevala guidata con tanta fortuna da un capo all'ahro clell'Europà. Era quindi, tosto o tardi, ìnevitabile che questa sempre forte e vivace nazione, la quale, ad onta di tarile sven~ur: subl!e. dal. 1813 al 11s,16, seppe mantener() per molti nguard1 11 primato in Europa, cercasse di pren- ' dere una rivincita e tentare cli rimedia.re ai mali coi quali aveva dovuto scontare la smodata ambizione del suo gran condottiero.

IX.

VIII.

In Francia, invece, non si tenne forse calcolo bastevole delle esigenze della guerra moderna e, per conseguenza, oon si introdussero nel!' esercito ed in tutt'o quanto alfo guerra si riferisce quelle radicali modificazioni, senza le quali assolutamente non era concesso lottare con felice risultato contro chi era militarmente organizzato con tutta la perfezione oggidì al.tendibile. .~ Non fu ric.:onosciuto il vantaggio del servizio obbligatorio nella miliiia: non quello delle riserve numerose e bene istrntte: ancòr meno l'altro <li tenere in permanenza costituiti i corpi d' esercito con tutto il rispeuivo approvvigionamento sopra luogo . Non si .volle ammettere che altri eserciti possedevano · materiale d'artiglieria superiore al francese. lUan'tenendo infine un complicato s,islenia. di p1azz~

La_ P~ussia, ~l fin ~ ~i compiere a tempo opportuno la m1ss10ne eh eras1 imposta, lavorò costan temente con grande alacrità e nel raccoglimento eh~ le cons~ntiron~ lunghi anni tli non interrotta pace; fece tesoro .dt quanto aveanle potuto inse()'nare le luttuose 5 traversie per le quali passò durante i trionfi di Napoleone, sopratulto perfezionando quelle istituzioni militari, di creazione sua propria, che dal 1s,13 al 118iJ 5 la misero in gradò di rialzare la sua fortuna. 0:Lre ~d aver:. ~n siffatto modo conseguito quell' orga_mzzaz10ne militare che sovranamente si presta alla esigenza della guerra moderna, foce cli tutto per essere, sotto il punto cli vista della sli·alegia e della tattica in misura di trdrre, all'atto : pratico, dalle militari su; istituzioni tutto il vantaggio che poteva riprometter-

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STUDJ

forti , non più adatto aIla guerra moderna ed avente dal la10 ingegneresco evidenti grasi difeui, fecesi ben poco per togliere sia l'uno che l'altro inconveniente, affinchè le val'ie piazze di guc?'ra fossero in armonia, nel lol'o assiP.me, c:olle massime di buona strategia_ da seguirsi oggi; Lutte poi pl'esentas.sero un graùo di resistenza prnporzionatoalla potenza delle artiglierie moderne. Insom ma erari in Francia una sistemati ca e perti11ace opposizione contro quelle innovazioni elle l'avrelJbero obbligala a seguire le traccie cli potenze rivali; e può hen dirsi che in tal guisa (più che tullo, forse per non bene inteso nazionale orgoglio ) fu messa a duro cimento la salute della patria. )la gli avvenimenti s' incaricarono di dimostrare che assai più dell'en tusiasmo, del prestigio delle tradizioni e delle ispirazioni del momento, sul che la Francia fondava le sue maggiori . speranze, valgono le solide istituzioni, la rispond enza colle medesime delle operazioni strategiche e di alta tattica, la precisione d'eseguimento e· la rigorosa disciplina.

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X.

Diffondendoci poi alquanto di più su ciò che specialmente si riferisce al nostro principale proposito, cioè alla fortifieazione, non sarà superfluo l'osservare, come nr,l Gen io militare francese rion avesse pomto guarì insinuarsi la veritù, che il sistema di fortifica zione permanente, forse ottimo ancora dodici anni or sono ed anche in oggi da quel corpo preferito, aveva fatto

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297 il suo tempo. Se avesse quel corp~ tenuto assai prima d'ora, con opportune applicazioni, in maggior conto le argomentazioni formu late ne l campo opposto per dì· mostrare che il sistema poligonale potera nella gene· raliti1 dei casi meglio del bastionato prestal'si alle esigenze della difesa, avrebbe poi, quando gli Armstrong, i Crnpp, i "\Virtword furono aclollati, ritrovato modo di organizzare polentemcnle le sue fo1'lezzc, i suoi campi trincerali.; al che non si prester.'.t mai has Levolmente il sistema predi letto ai Francesi per quanti Cormontaigne, No1zet, Choumara possano farsi redivivi. A nuJla valse, per distogliere il Genio militare francese dai suoi principi i, la pubblicazione a Parigi nel 4865 di una Memoria, che si ritenne ispirata dallo Imperatore stesso, - Lcs fol'l eresses et l'a,rtille1·i:e modenie, - nella quale era con tenuto il germ e di un concetto rispondente ai progrc:ssi odierni dell'artiglieria e della più utile applicazione. Ma, anche ummeltendo che il sistema di fortifieuzione pred ilello agli ingegneri francesi si potesse prestare· a trasfol'mazi.oni tali di conseguirne per le piazze forti tutte un sulTicienle grado di resistenza a fronl e dei mezzi potentissimi a disposizione dell'attaccante, sarebbe stata sempre una fortuna per la Francia se Coloro, cui toccava, avesser alm eno m!:!sso in piena luce i gravi pericoli ai quali andava incontro non efièttunndo quelle trasformazioni di cui erano suscetti bili , anche senza cambiure sistema, le sue piazze cl i guerra. A.l· meno si foss e slati pe1·suasi ùella necessità di abbandonare ~erte piazze fo rti , che, non essendo di suffi. -cienle appoggio nelle operazioni di guerra, piì1 che tuuo riesciva d'imbarazzo il dovere fortemen!e occupare e difendere; il che pel' conseguenza non poteva attuarsi con tutla quella vigoria e potenza di mezzi che in sè avrebbero richiesto. SULLA DIFESA D ITAI.IA


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S1:UD1

SULLA DIFESa, D ITALlA

Una volta la cosa era ben diversa, quando ciuè re armate erano assai piccole in confronto delle attuali. , Ali' aggressore allora, senza indebolir lroppo l'esercito comballenle, non era generalmente conc:esso il forzare la linea di dif'esa del nemico prima di essersi reso padrone di al?une delle piazze di guerra che la difendevano : e ciò per non trovarsi del tutto disgiunto dalla sua base d' operaiione e seriamente minaccialo ai fianchi ed alle spalle. Ma, ora che si - metlono in campo eserciti di parecchie centinaia di mila uomini e che le armate di invasione possono anche a breve intervallo essere seguite da numerosi corpi di riserva, come sarebbero la Landwér o la Guardia mobile, non è più da gridarsi « all'imprudenza » quando quelle avanzino addirittura a.oche attraverso urìa linea di fortezze , spè-cialmente se di fron tiera; imperocçriè sarà sempre non grave sacrifizio il lasciare indietro qualche brigata o divisione onde, per conto proprio; operi contro quelle piazze di guerra, le quali posso.no dare imbarazzo alle offensive mosse del grosso degli eserciti e che quindi vèrranno solo investite, ovvero attaccate vigordsamente secondo il grado d'importanza che si annette ana caduta di esse. ·Nè giova ,il dire che; per queste operazioni staccate contro piazze di guerra, occorrerà sempre all'aggressore impi egare forze almeno della metà superiori a quelle della difesa: imperoccbè, ad onta di ciò., siffotte forze saranno sempre ass·ai limitate in confronto delle masse che compongono le armate operant1 m campagna aperta. D'altronde ben presto la partita verrà per lo meno pareggiata su questo rapporto fra i belligeranti , perchè, o per sorpresa ; o per difetto <li viveri, o per bombardamento, o per altro, qualcheduna di siffatte piazze no11 tarderà guari a cadere , e· le

truppe' dell' auacco potranno avere altro immediat0 impiego i mentre quolle che presidia vano le piazze medesime rimarranno inutilizzabili durante tutto il resto della campagna. · Guai poi se una di queste piazze, essendo di frontiera ed assai vasta ed importante , non si trovasse nella possibilità di sostenersi a lungo col solo sussidio di una limitata guarnigione e se, onde risparmiare la vergogna ed il dunno di una resa prematura, s' induea -il quar'lier generale dell'esereito a fare nppoggiare da un nerbo considerevole di truppe alLive tal piazza l Ciò potrebbe portare ad un disastro simile a quel1o toccato all'armata, di Bazaine nella carnpagila del 4870, senza ritardare gran che la resa della piazzà. Il blocco di quest' armata in una grandè piazza di frontiera e la , poca influenza che ebbero le altre piazze, cui si appoggiava la difesa della Francia nel!' Alsazia e nella Lorena , sia che abbiano o no opposta una resistenza, sono unp. ben triste lezione , della quale debbesi trar profoto segnatamente nello stabilire in massima in · qual modo sia da predisporsi la difesa delle frontiere. Ed, in primo luogo, a tale uopo occorrerà essenziale. m.enle farsi un concetto del sistema più efficace e razionale, giusta i dettami dell'arte mìlitaee moderna, che po trà essere seguito secondo le maggiori proba. bili là dall'aggressore. · · La stra Legia odierna più non ammette, coi:ne assioma applicab ile in tutti i casi, che, marciando in presenza del nemico, non si debba. dividere le propr_ie forze sopra un gran numero di strad e; imperocchè la memorabile campagna del 1866 ed, a maggior ragione, quella dello scorso anno dimosLrarono chi.aràtnente, come n0ò si cotnpromelta menomamente l'esito d'una 1


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STUDl

campagna anche facendo opemr·e a forti masse di truppr; un dato movimento concentri"co sopr·a diverse strade, allo scopo di tentM·e di cir·condare 1'l nemico e tagliargli la linea di ritirata,. Quest'opr;razione non ha nulla di troppo arrischiato, qu,alora le nrmate si.ano sempre tra loro coll egale, e ciascheduna sia per se slessa forte a sufficienza da · opporre valida resistenza pe'r il Lempo occorrevole af'Gnchè altra possa venire in aiuto minacciando i fianc hi od il rovescio µell'avversario . · Onde rendere non solo possibile , ma di esito certo l'attuazione del nuovo principio della rnar·cia coo1·dinata quasi in linea di bauaglia, · che ha per conseguenza -la rapidità e .facilità dei movimenti, in sostituzione della marcia in colonna pr·ofonda, che· tanto intralcia l'azione delle grandi masse, i geneeali prus. si,mi hanno studiato essenzialmente come si poteva evitare il pericolo allo eser0ito di essere sorpres'o dal nemico ed interrotta la sua continuità in conseguenza cli un impeluoso e ben inteso movimento d' attacco. I grandi fatli di fresco avvenuti provar.ono ch'eglino sciolsero il problema formando, eon numerosa cavalleria leggera, ben islrutta all'uopo e convenevolmente impiegata , una grande barriera mobile avanti, sui lati e dietro l'armata; sotto la· cùi protezione questa possa dìslencl ersi anche in una linea molto vasta, conservando ciò nullameno tutta la sua forza. Per tal guisa, pi t'.~non potendo la cavalleria aspirare alla glori a dì brillami carithe a fondo, le quali oggidì altro non produrrebbero che una carnefieìna senza profillo alcuno, le viene affidato in compenso una grande. missione; quella di rnànovrare su vasta scala atLOrno al'l'armata di combattimento esercilando una so!'veglianza, tale da allontanarne qualunque prÒbabilità di sorpresa.

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SULLA DIFESA· D I'I'ALIA

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Ufficio preziosissimo, per adempiere il quale si rende . indispensabile una cavalleria leggera numerosa, con ottimi cavalli, assai bene esercitata e sovralutto molto approfondita nello studio della topografia ed a portata di da.re le informazioni più precise al generale in capo intorno qualunque cosa possa aver interesse per l'esercito. Qu~slo modo sovranamente razionale di organizzare le forze del paese~ e di rnaneggiarle sotto il puntò di visi.a della slrategia e della tattica può essere fertile dì grandi risultati, non solo quand o un esercito prende l'offensiva, ma eziancl io lorchè debba. limitarsi a starsene sulle difese ; e ciò affinc:hè abbia la partila fino ad un certo pun lo ad equilibral'SÌ, potendosi poi completare questo equilibrio, od anche far trnboccare la bilancia dalla parte dell'aggTedito, con predisporre opportunamente il paese alla. difesa e non lasciando all'ag- · g1:essore l'arbitrio di. dirigere le sue offese dove e come più, gli talenti. Le grandi operazioni delle armate fra loro contendenti dovendo essere, per quanto fu detto finora, iniziate a considerevoli distanze, mantenendo però fJ·aùanto il contàtto reciproco mediante que' corpi di operazione · speciali cui sarò. affidata la protezione dei movimenti cli quelle e la sorveglianza incessante derìe mosse nemiche, ne consegue all' evidenza la poca utilità delle piazze di frontiera ad una o due mareie da ques!a e l' assolula 'inopportunità delle medesime se sono .vasli campi trincerali che esigano 1a cooperazione di un buon nerbo di truppe auive per una valida difesa. 11 nemico intraprendente sceglierebbe sulla nostra lineil cli difesa una tona di sufficiente ampiezza per le proprie operazioni , avanzando in marcia coordinata,


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SULLA OIFBSA D'ITALIA

non appena Slas1 fatta ragione di. quegli ostacoli ohe potrebbero interromp.ere la conlinuità delle sue forze ed abbia disposto per tenere in rispeuo quelle piazze che potrebbero inquit>tarlo ai fianehi ..Per tal guisa non sarà forse nemmanco di un sol giorno· arrestala la sua operazione offensiva.

~boçchi di frontera. Le fortificazioni destinate a rin-. forzar questa linea poLl'an.no rendere segnalati servizi, perchè l'azione loro allora soltanto risullerà in correlazione coll' esigenze della guerra moderna.

Che se poi l'aggredito, non avendo potuto mettere un'argine all'imasione con fortunate battaglie campali, in luogo cli ritirarsi dietro una base opportunamente scelta verso l'interno del paese e fortificata per guisa da rendere inattuabili le manovre inviluppanti del nemico, cercasse di ripiegare su quelle grandi piazze della linea di frontiera, in foori dell'obbiettivo dell' inimico e quindi dell'azi one sua diratta, nella speranza di poterlo attaccare ai fianchi ed alle spalle, se ne avrebhe con molta probahilità per unico effouo una riproduzione dei disastri di Me lz e Sédan. È tristo il dover pensare che forse non vi ha mezze di coprire direùarnente dall'invasione le provincie di confhie, se in una guerra uon si è in grildo di prendere adclirittma l'oiiensiva; però, dal momento che barrie~'i ~r:1HiciaJi n.on solo sor~bbe:·o pressochè impoient1 a 010 consegmre, ma che ncsc1rebbero d'ineaglio alle operazioni (atliche dell e armate di combaLLimcnto · ed inollre paralizzerebbero inutilmente una pa,rte delle forze colla pr·ospettiva d'inevitabili parziali aisastri (come sono quelli della resa di pi.azze forti che per la loro ubicazione esser non potevano di bastevole appoggio a.Ile armate stesse e tutl'al più servir0no per tenere occupali corpi di riserva ed . a rendere per qualche tempo alquanto più diffìcili le comunicazioni del nemico colle sue piazze di deposito e per l'approvvigionamento dei viveri), gioverà assai di più .che questa linea di. difesa sia portata a parecchie marcie di disl,anza dagli

IX. Nel teatro della guerra del 1870 non erano certo le piazze forti che facesser difetto. Ventiquattro fortezze di varia importanza, ampiezza e valore difensivo formavano cintura attorno la frontiera nord-est della Fran.cia, alla quale erano addossate -O da cui non cliscostavansi, fatte poche eccezioni, oltre due o tre marcie ordinarie di cammino. In ciascuna delle linee di difesa si sviluppano poi que' punti fortificati su oltre 600 chilometri, m.antenen.dosi quasi tutti a distanza grande dal ridotto della difesa. di Francia, Parigi; cosicchè, u~ia volta forzate quelle linee e tenule in rispetto quelle fra Je loro piazze di guerra che potessero essere d'im- · barazzo, alJ' armata marciante vittoriosamente verso la grande capitale, i destini della Francia rimanevano evidentemente in balla unicamente alla sorte delle armi in aperta campagna e, non sorridendo tal sorte alla Francia, nella difesa della stessa Parigi poteva riposare ~ssenzialmente la salvezza dell'intera nazione. Così aceadde appunto nella recen!e guerra. La Prussia auaccata, fidando a ragione nelle ·proprie · forze rnaravigliosarnente organizzate per una guerrn d'aggressione 1 e potendo pereiò usufruire, fin dal principio della lotta, dell'immenso vantaggio dell'iniziativa ~· çli sostenerla sul suolo nemico, ben (osto spinge lè


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SULLA DIFESA. D ITALIÀ

s:ie ar~ate ~el suolo francese, aprendosi un ampio varco 111nanz1 al Saare ed al Lauter fra Saarbruken e Lauterburg, impossessandosi con un colpo di mano di Wei~semburg, città fra le piazze di guerca annoverata; ed rn sole tre seuirnane, dietro una serie di fcliei combaLLimenti e battaglie e, dopo a,,ere cacciata fin oltre la Marna l' arrnata frnneese di destra , riduce i! maresciallo Bazaine a rinserrarsi nel carnpo trincerato cl~ A;0tz, re~1denc~o inutil.i poi tutti i suoi sforzi per d1svmc0Iars1 dalla cerchiu oppr imente , fln c:hè lo costringe alla capitolazione , facendo un inlero o·,·osso esercito prigio11iero ed jmpo.ssessandosi di tale ~1iazza di guerra di primo. ordine intatta. Fu così provato quanto pot1:wa esser fa tale Jo avere tnnto vicino alìa frontiera un punto fort ificato di molta entità, il quale alr.i·o non fece che paralizzare l' azione del mig liore esercito francese; al qur.-ile d'altronde sarebbe toccatnma sorLe identica <t quella di Strasburgo, qualora riescendo il m qresciallo Bazain e nel!é micidiali giornate di Mursla-Tour . e Gravellotte a ripassare la l\Iosel!a , il suo esercito aYesse potuto raggiungere quello di ~fa.c-~fahon. Insomma puè> ben asserirsi che, fino ailo in vestimento di :Parìgi, delle tante piazze forti sul teatro della · guerra, alcune furono dal lato strategi co più che nltro dannose, poche soltanto recarono qualche imbaraizo al nemico, cìoè: · Toul che resistetee eroicamente fino al 22 agosto e mantenne interrotta la strada più IJreve pei Prussiani onde approvvigionarsi; al che però essi rimediarono coll'_aggravare le requisizioni nei dipartimenti occupati; Bitc he; coprente l'accesso ai. Vosgi v.erso la Baviera .Renana, il quale colla sua. cittadella inattaccabile non · · potè cadere, durante la lotla, nelle mani dei Tedeschi; Belfo rt, ehe, postato felicemente all'intersezione delle valli · del Reno e del Rodano onde ricoprjre le strade

301> di ~angres, Besançon e lladen, potè resistere allo assedio dal 3 ~ovembre al 26 febbraio, malgrado l'apertura della trmcea ed. un attivo bombardamento; Strasburgo, infine, che investito dalle truppe Jb adesi dall'.,H al ,17 agostò e poi assediato regolarmente, non capitolò se non s~ il 28 setlembre, quando cioè, prese le opere esterne del fron te d'attacco, già era completamente coronato lo spalto interno della piazza. Infuori dunque di quesle . quattro fortezze, cui la storia d~lla_campagna del 4870 riserverà una pagina · onorevohssuna, tutte le · rimanenti piazze di· guerra caddero in potere del nernico o dietro bombardamento di breve durata, o per solo inves timento, od anche senza • colpo ferire. '

Questi fatti, e la poco utile o la fatale influenza che ebbero sulle operazioni dell'esercito quélle piazze che opposero una resistenza, possono dirsi dovuti in primo luogo all'essere i punti fortificati, e specialmente alcuni fra i più importanti, troppo addossati alla frontieH1. : in secondo luogo al partito preso dal Genio militare . francese cli non apportare alle varie piazze di guerra. quelle radicali trasformazioni che, in presenza degli attuali progressi delle ·artiglierie, loro procurassero tutto quel grado di resistenza di cui debbono e possono essere dotali i vari punti fortificati in relazione dell'ir.nportanza loro; infine alla insufficienza dell'armamento ed al non avere in tempo utile provveduto perchè fossero in pieno assetto di difesa le varie piazze che potevano entrare in azione, come lo provarono parecchi fatti rilevati duranle la campagna, del genere del seguente che accadde nell'assedio di Strasburgo . Di questa piazza non furono, fra l'altro, utilizzate in alcuna maniera le gallerie di conlromina, specialmente a cagione delle difficoltà cli accesso, non rimosse in AJl'l'I'~ XVI, V_OL~ III,

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r STUDI

• .}1~empo, e perchè non si avevano nel presidio le truppe tspeciali occorrevoli per soslenere1 a guerr~ sotter~·anea. Per tal modo furono lasciate queste gallerie quasi completamente in balìa .dell'assediante; il qual_e ne appro_fitlò servendosene comodamente di luogo dt osservazione per istudiare gli effetti delle baUerie di breccia. Nè questo difetto di preveggenza. troverebbe una· scusa nell'asserire che lo stato maggiore francese non poteva supporre che le piazze di guerra della Lorena, dell' Alzazia della Marna e delle Ardenne e perfino Pario-i, fos;ero astrette àcl entrare in azione pochi gior~i dopo che la Francia iniziat.o aveva_ una guerra di aggressione con tanto apparato d1 fo~·z~; 1mpero~chè, anco avendo illimitata fiducia nei dest1m della nazione, era sacro debito del governo francese il p1:ovved_è re al caso assai probabile che la Prussia, .la quale so~o quattro anni prima in una campagna d1 · poche.. setti· mane aveva debellato e ridotto a suo beneplacito un grande impero, non si sarebbe ristata dal seguire, an~he contro la Francia, quei principii di strategia e tattica che l'aveano condotta di viuoria in vittoria fin presso le mura di Vienna; tanto più con un esercito animato dal prestio·io delle vittorie stesse, essenzialmente dovute 0 allasaggia applicazione di quei princ~ii, ed ingagliai~dito da tutte le forze del rimanente della Confederazione germanica del nord, cioè da altri 300 mila uomini di truppe organizzate ed esercitate al pari di quelle della Prussia.

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SULLA DIFESA D'ITALIA

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XII.

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Non sarà poi fuor di proposito qui aggiungere qi.:;alche parola sulle fortificazioni cli Parigi, che nella recente guerra ebbero una parte assai impoNante e dimostrarono che, ad onta d'incontestabili difetti non lievi e resi maggiori dopo il perfezionamento delle artiglierie , avevano pur sempre un grandissimo valor difensivo. Moralmente desse resero al certo un segnalato servizio alla Francia, porgendole il mezzo di provare che, malgrado i di già subìl.i più crudeli disastri, non si dava. per vinta; che, rimanendole ancora grandi risorse, a qualunque costo era determinata a prevalersene. Col rassegnarsi' a sostenere un kmgo assedio, Parigi tenne occupata una grande parte delle forze nemiche, mentre il resto era costretto a guardare Metz e l'esercito che v'era bloccato dentro o ad operare in aperta campagna contro quelle altre fortezze che alla Prussia militarmente, ed ancor più politicamente, conveniva cadesser nelle sue mani. Per tal modo soltanto fu reso possibile alla Francia l'organizzare nei molti dipartimenti, non ancora invasi, nuove armate, per tentare di riprendere con maggior fortuna l'offensiva. Resistere oltre quattro mesi, come fece Parigi, quantunque i suoi forti al momento in cui fu iniziato lo investimento non fossero in istato di difesa e vi si avesse anzi la maggior penuria d'armi e d'armati; lo aver saputo colle sue · sole risorse procacciarsi le une ed organiz~a.re gli altri ; l'essersi acconciata ad ogni più 'crudele privazione per un tempo co:;i lungo sono fatti


SULLA DIFESA D'ITALIA.

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S'l'UDI

degni di un gran popolo e dei quali si può con tutta la ragione menare gran vanto . Essi pronrn po i ç;ome Jefort.ificazioni, opportunamente disposte ed impiegele, possano avere anche adesso una grande influenza nelle operazioni cli guerr.a . .È ben vero che, al poslntto, l'eroica difesa di Parigi materialmente non produsse alcun vm1!aggio alla Francia; ma ben?ì, prolungando lo. guerra, senza perciò che ne venissero mutale le sorti, fece rincarar la dose dell'indennità di guerra , non contanùo le centinaia di milioni che saro.nnosi gettali onde raggranellare e tenere alcuni mesi iu campag na parecchi e nuove armale. Contnttociò , se lo accellat·e la pace dopo il disastro di Sédan, conseguenw di continui errori e sconfitte, sarebbe stato una estrcinn. rnniliaziolle per la Francia , dopo la resistenza cli Parigi, condotta fino all'ultimo, non fu che una clolorosa necessità. confortala dal poter dire, éhe alla sfortunula Francia, dopo aYcr perduto in meno cli oinque setljrn ano ben 250 mila uorn inie quasi tnlto l'immenso suo materiale da guerra, restava taulc1 vigoria da tenere in iscacco per altri cinque n?esi un cosi poderoso nemico, inorgoglito du1le più strepitose e decisive villorie. Il cade t"e con tanta gloria dà il diritt.o a non dispera1·e di una riscosiia. Considerala poi la cosa dal lato puramente militare, la difesa di Parigi è un grande u:vvcnimcnto valevole a chiudere la bocca a lutti quelli d1e pretendessero essere l'arte del fortificare ridoua pressochè alla impotenza. Se infaHi supponiamo per un mom ento che l'esercito di Mac-Mahon, invece di eseguire la troppo azzardosa, sventala manorra delle Ardenne, si fosse ripiegato su Parigi, allora questa grande piazza s i sarebbe trovata fuor cli dubbio molto più in grado di corrispondere

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al fine per cui Yenne così formidabilmen(e munita, e le operazioni dei Tedeschi contro cli essa riescite sarebbero assai più difficili, lunghe e cl' esito incerto. ~: invero da credersi che colle sole fo rze di cui questi disponevano per attaccare Parigi, non anebbero potuLo compierne tanto facilmente lo inYcstimenLo ad onca della loro numerosissima cd abile cavalleria; la qnale, per quanto risul.ta, r ese i più segnalati servizi anche in Lale contingenza, battendo in tutti i sensi e senza posa l'immensa rete di strade che solca l'accidentato suolo circostante alla grande metropoli, onde non vi entrasse fosse anche il più meschi110 convoglio cli. viveri. Parigi, bloccala imperf'ettamcnLe e sostenuta da poderosa regolare armata, sarebbe stata in grado assai meglio cli schermirsi dagli attacchi del nemico e deluderne la rigorosa vigi lanza : fol'se, a sua volta, avrebbe potuto l'esercito di ~foc-Mahon, animato da qualche primo successo, costringere i Prussiani a levare l'assedio ; nel qual caso, dando .la mano a lle armate della Loira e del nord , ritentare una l'iventl irazione a tan le ruine. La probabilità di ,111 tanto cambiamento cli fortuna sarebbe sla ta ben maggiore se, preoccupato a suo tempo il governo francese elci gravi difclli del suo grande riùotto di difesa, sopratutto della facilitit con cui il nemico potern bombardare il centro s1esso della cilLù. dalle a l(ure che lo cìominano (specialmenl<:1 :;ul fron te meridionale) e farsi padl'one del passaggio dell n. Marna, avesse cercalo di rimediurri ampliando, almeno in certi tratt i, la cerchia dei fo rtini estemi, di mantenere inso rnma a quella grande piazza tutto quel valore difensivo che rendeva.la quasi inespugnabile anteriormente all'adozione delle artiglierie rigate e dei calibri colossali; non trascurando di accrescere la pownza del suo armRnwnto, il num.ero dei suoi J'icovcri blincléi.ti,


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STUDI

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SUJ,LA DlFESA D ITAL1A

nonchè di proteggere le murature quanto rendesi indispensabile oggi, che il proietto ,<lell'attaccanLe può tutto colpire coi suoi tiri ficcanti . ~Ia, poichè siamo. sul terreno delle ipotesi, figuriamoci ancora che il governo della Francia, in presenza . della possibilità di una guerra contro la Prussia e fattosi, almeno dopo il 1866, un chiaro concetto della potenza militare di questa e del suo ascendente sull'intera Germauia, avesse creduto saggio consiglio il non trascurare nessuna misura di precauzione ond'e.sserè'preparato a qualunque eventualità di guerra, e quindi ben studiato se il sistema di difesa verso il lleno fosse tuttora consentaneo alle esigenze della guerra moderna. Fatto persuaso forse allora della nessuna convenienza, o piuttosto del pericolo, di avere qua e là numerose altre fortezze che, o grandi o piccole, non si potevano ritenere granchè migliori delle medioevali castella, avrebbe potentemente affortificata una linea di difesa più interna, e rist·retta, opportunatamente scelta eziandio riguardo agli ostaeoli naturali ed alle comunicazioni sia col territorio antistante) sia col centro della difesa, collegandone le poche, ma formidabili fortezze specialmente con ferrovia. Predisposta in colal guisa la difesa, l'armata francese, obbligata a ripiegare sul proprio territorio ed a successive ritirate, in conseguenza di battaglie perdute in campo aperto, avrebbe trovato in quella linea un validissimo appoggio: ed il nemico, per quanto la f9rtuna propizia lo avesse reso intraprendente e ma. novrasse oon abilità, sarebbe stato costrello ad arre• starsi, lasciando così il tempo occonevole all'avversario onde rinfrancarsi, approvvigionarsi e ricever-e rinforzi. Messo dopo ciò l'esercito francese di nuovo in grado di riprendere l'offensiva, o quanto meno di mantenersi a lungo su quella linea di difesa, ove . fosse poi stato obbligato, a seg·uito di ostinate lotte, , . ud abbandonare

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anche questa, sempre avrebbe avuto modo di farlo al coperto e di scegliere nell'interno altri favorevoli campi di battaglia; nè gli sarebbe mancato l'agio di organizzarvi una potente difosa, inquantochè l'avversario non avrebbe potuto avanzarsi in grandi masse prima di avere sotlomesse alcune delle piazze di, guerra di quella linea difensiva non più attivamente sostenuta. Ben si vede a<lunque di quanto era possibile il prolungare la guerra, anche avendo la fortuna costante~ mente avversa, prima di venire all'estremo rimedio di coprire la capitaie, senza incorrere in disastri simili a Sédan ed al blocco dell'armata di Bazaine. Ma, quando pure. si fosse giunti a questa estremità, in quale stato sariansi trovate le forze del fortunato aggressore? Non è a supporsi con ragione che sarebbero ridotte a tal grado di esaurimento da non essere più fattibile lo arrischiarsi a sostenere un assedio, o meglio una guerra di posiz·ione innanzi l'immenso eampo trincerato, la quale con ogni probabilità avrebbe fatto perdere tutto il frutto degli oltenuti trionfi ... ~ Qui giova ripeterlo-, al fine di ottenere tal risultato, il migliore attendibile, nel caso che le lotte decisive in campo aperto 'fossero riescite sempre sfavorevoli, occorreva il predisporre nel modo il più consentaneo all' esigenze dell'arte militare moderna tutta quella zona di territorio nazionale, la quale con qualche probabilità av-l'ebbe potuto trovarsi esposta agli onori di una o-uerra in casa propria . Ed era spediente il far questo 6olla massima ponderàtezza negli anni di pace; mentre ad unn. gnrnde nazione al certo non mancava mezzo di padroneggiare gli avvenimenti e non lasciarsi da una guerra sorprendere e travolgere, allorquando non vi era ben preparata e nemmeno aveva fatto !'assolutamente indispensabile per opporsj ad una rapida invasione del proprio suolo dopo un primo rovescio.


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STUDI

SULLA D!FESA D 1TALÌA.

X.Ill.

XIV .

Le conclusioni desumibili dalla succinta analisi fin qui fatta, nel senso militare, degli avvenimentiipiù rimarchevoli che ridussero la Francia al mal partiLo, le cui conseguenze di giorno in giorno si fecero più disastrose, danno argomento alle più serie riflessioni per quanto riguarda la sicurezza d'Italia. La ·quale, come nazjone, non contand0 i secoli di esistenza e ·di grandezza, cli cui a ragione puq ancora menar vanto la sua vicina, non potrebbe in date eventualità mai abbastanza rimpiangere dì non avere in tempo provveduto studiosamente e con sacrifieio pecuniario . non lieve alla sicurezza del suo territorio. Per conseguire questa occorre non già seminare qua e là, e specialmente presso la frontiera, una selva di _fortezze che finirebbe per darle imbarazzo O· peggio; ma invece approntarsene po che felicemente situàte e per· ogni rapporto formidabili, avendo il coraggio di smantellare tutte quelle che più non servono; appunto come ne ha dato esempio il Belgiò , che nel 1185 1 dispose affinché, delle sue venti fortezze, sei fossero senz'altro demolite , e tre venissero soltanto radiate dal numero dei punti fortificati, foì·se perchè sarebbe costato di t.roppo lo spianarne le opere di difesa. 1

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Gli egregi .nostri, che hanno scritto da poco tempo sulla difesa della Penisola, naturalmente non omisero di far cenno clel modo di difendere direttamente le nostre vastissime frontiere ed han quindi parlato, ma in vario senso, dei forti cli sbarramento che abbiamo e di quelli che mancano. A questo riguardo mi permetto di trascrivere qualche riflessione da ine formulata prima del finire del 1868. .. ... .. . « Sarà sempre utilissima cosa, volendo sopras« sedere o prescindere dalla costruzione cli forti per« manenti alla frontiera , il farne bene studiare fin « d'ora le località e redigerne anche i progetti sotto il « punto di vista, che alla mancanza di vere opere per« manenti abbiasi a sopperire con fortificazioni tran« sitotie da eseguirsi ià poco tempo. « Il vantaggio di sorvegliare tutti gli sbocchi delle « frontiere ·ha tale un'importanza, sia per le operazioni « difensive, sia per quelle che il nostro esercito « dovesse efièttuare al di là della frontiera, che. saril « per avventura prezzo dell'opera lo indagare con tutta « ponderatezza se, oltre ad avere opere diferisive cho . « arrestino Ja marcia del nernico e ne impediscano « le sconerie, sul riflesso che la cadl1ta d'uno dei « forti di sbarramento, aprendo un abbastanza esteso « varco sulla frontiera, Yerrebbe a scemare d'assaì il « valore strategico degli altri appartenenti allo stesso « gruppo, non convenga l'organizzare fin d'ora ed in « modo permanente u n sistema di difesll. della fr:on~


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SULLA DIFES~ o'tf.AL!A

« tiera assai più-attivo, creando un corpo speciale, che « potrebbesi denominare bersaglieri delle Alpi; alla « quale istimzione sarebbe a darsi un carattere locale ,

« buone armi, il cui maneggio sia loro famigliare, « potran no rendere al paese servigi cli gran lunga più « importanti di quanto in real tà esso possa ripromèt-

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« tersene da schiere di volontari e battaglioni di guardie « nazionali mobili , portati infra ·un labirinto di ·mon« Lagne che non conoscòno, dove 1;Ìllro non li aspetta « che inéessant·1: stenti e privazioni e fra le quali es« senzialmente debbono aspettarsi sorprese, agguati, « continui allarmi, senza potere maiJritrarne il compenso « di falli che abbiano conseguenze decisive per la « campagna. « ~fa questa è una questione complessa che, quando « vi si vegga del buono, certo vorrebbe essere stu« diata profondamente dal lato politico, costituzionale, « militare ed economico ; ed un ben maturo esame « di essa e del come rended a attuabile con reale van« taggio della difesa nazionale farà riconoscere, se « questa, idea, ehe al certo non è nuova, in folto sia « per esser feconda di buoni risullamenti, come a prima « vista pare ne debbano co~eguire per la difesa della « nostra frontiera .. .·.... , .».

« « « « «

un organamento proprio . La tempra del montanaro è, generalmente, piLt forte di quella dell'abitatore del piano. Da una parte è costretto fin dai primi anni ad indurare sotto il peso di fatiche improbe, per la natura ingrata del suolo, affine di procacciarsi « il pane; d'altra parte gode per lo più, sul contadino « della pianura, il vantaggio di un'aria più pura e « quello di essere assai meno a contatto dei grandi « centri, dai quali l'uomo del volgo non apprende che « mollezza, non ritrae. se non se male abitudini. Oltre « all'essere l'alpigiano, per 1o più, dotato delle qualità « fi_sic~e necessarie per sostenere i disagi e le 1priva« z1om della guerra di montagna, oltre allo avere ge« neralmente buone qualità d'ordine morale, possedendo « egli quasi sempre qualche lembo di · terra ed un « abituro, è desso per conseguenza in condizioni tali « da ispirare . molla fiducia, quando in una g uerra na« zionale gli sia confìdata la difesa cli quelle gole dalle « quali scorge il proprio casolare e quel po' d.i suolo « ,c he gli costò tanta fatica a rendere produttivo . Ben « sa che, mentre egli paga il tributo che la nazione « ha diritto di chiedergli, d ifende la propria far~iglia « e la sua poca sostanza, laonde energia, costanza e « preveggenza non possono fargli dife tto. « Si tratterebbe di affid are la difesa della frontiera « alpestri a chi la conosce in tulti i suoi poggi, in « tutte le. sue .strette e può percorrerla ad o<rni ora, . o « 1~ ogni stag·ione quasi ad occhi chiusi, starei per « dire; ad uomini ben conformati , snelli ed instan<< cabili, nei quali i sensi della vista e dell'udit) rag« giungono uno special grado di pedezione ed i quali « militarmente organizzati, ben eondot.Li e muniti di

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Gli avvenimenti del 11870 in modo particolare indurrebbero a credere tuttodì che sia vi alcunchè di giusto in questa idea di provvedere alla difesa diretta delle fronti ere precipuamente con un'istituzione militare tutta locale, prevalendosi poi di quelle fortificazioni che abbiamo sui varchi a.lpini e degli studi i più ponderati fatti in tempo cli pace per una valida difesa improvvisata al momento del bisogno per quelle gole ove non esistono forti. Che se, da un ben maturato esame della questione, emergesse la necess ità di edificarne anche dei nuovi in modo perman ente, lasciando però la cura a quel corpo sussidiario di proteggere i passi secondari, sulla


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STUDI

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considerazione che . forti di sbarramento in grande co· sterebbero enorrnemente, come si è già avuto occasione di accennare producendo qualche esempio, si dovrebbe ce1'.care di combinarli per guisa, che per la loro azione soltanto fossero bisognevoli presidi assai piccoli, provveduti, ben inteso, di tut.lo quanto è d'uopo onde resislere a lungo . .Per le operazioni, delle quali terrebbero incaricati i corpi alpigiani, sarebbe spediente fossero questi forniti. di ogni mezzo necessario per costruirsi le loro opere passeggere che presentassero tutto quel grado di resistenza che. puossi ottew'lre con fortificazioni cli siffatta natura; avessero artiglierie di buona portata ma legg·iere, e materiali da mina; in tempo di pace fossero poi stati addestrati in qualche modo nella cos l,ruzione cli batterie e barricate, nonchè nel confezionamento çlei materiali per · le opere campali più adatte alle località ove scarseggia la terra. Ricordo che i tiratori indigeni, cui l'Austria nel 1859 speciahnente affidò la difesa delle valli superiori nella Bresciana e nel Bergamasco, si erano costrutti sul monte Suello, presso Rocca d' Anfo, delle difese in legname benissimo falle, e sol,o con un appatato cli forze ingenti a grave stento si. polè snidarli, tultochè le loro opere- fossero ancora incomplete. Ed i nostri militari che furono in Crimea, non avranno . al certo dirnenlicato il servizi.o che resero le opere costruite in pochi giorni dalla truppe sarde al di là della Cernaia su poggi di quasi nuda roccia scistosa, e le quali indussero i. Russi a ritardare il loro attacco generale fino alla memorabile e gloriosa giornata di Traktir, ritenendo che, pel movimento girante che volevano operare, fosse necessario attendere rinforzi onde potere attàccare con successo quelle fortificazioni, in re1;1.ltà di pochissimo valore, ma che essi credevano 1

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SULLA DIFESA D ITALIA

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formidabili al punto, che si presentarono innanzi alle medesime fo1·niti di scale ed altri materiali che s'impiegano per dare l'assalto a fortilizi di grande valore difensivo, o per operare la discesa del fosso di opere permanenti quando si è fatta la breccia. Dovendo i bersaglieri alpigiani. agire a parte, peÌ' così dire, di tuuo l'esercito attivo ( colle prime avanguardie del quale sarebbe però necessario si trovassero continuamente a contatto), qualora fossero, doi)O ostinata. difesa, costretti da forze prevalenti a ceder terreno, avrebbel"O già nell'interno cìelle loro montagne designati e preparati i punti di l'itirata e non cesserebbero dal mantenersi in azione ricomparendo ben presto sulle comunicazioni apertesi dal nemico, allo intento di arrecargli, senza pos!l, danno e molestia, procurando, fra l'altro, d'impossessarsi di convogli di approvvigionamento e, obbligandolo a transitare per quelle regioni in masse considerevoìi, ad essere più lento ed incerto nelle sue mosse. Questa speciale istituzione militare 110n avrebbe poi .nulla di urtante con quella più generale delle mj lizie provinciali e . distrettuali in sussidio agli eserciti di. combattimento, la quale trovasi ora in via di attuazione e la cui opportunità è, così evidente che nessuno vorrà riguardarla altrimenti che quale una delle più importanti basi dell'organizzazione delle forze nostre in conformità delle esigenze della guerra mode.ma. In conclusione, riguardo ai forti 'di sbarramento, p~r ora,. e fors e nel seguito, non occorrerà spendere che pochissimo; potendosi per massima provvedere più attivamente alla difesa delle nostre frontiere e senza impegnare che poco o nulla l'azioqe delle nostre truppe cli combattimento. Si avrà presente che, anche quando ·si trovassero i principali passi delle Alpi tutti

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SULLA DÌFESA D'ITALIA

STUDI

muniti di opere permanenti, un intraprendente nemico potreb.~e sempre in. breve farsi strada attraverso la nostra frontiera, scegliendo quei tJ·atti di essa il cui sbarramento completo assohuarnente non può ottenersi. li.na volta apertosi un varco abbastanza e$teso alle sue truppe ~'invasione e limitandosi a lasciarne qualcheduna della riserva per agire con maggior comodo contro quei forti dì mo11tagna che dessero imbarazzo alle sue comunicazioni nl di là delle frontiere invase, p1;ocederebbe oltre senza punto preoccuparsi di più di tutti gli altri forti di sbarramento. · ·

.. xv. . E _si stirr~a necessario andare ben cauti prima di d1eh1arare rnsormontabili quegli ostacoli che noi crediamo <li .. opporre all'invasione del nostro .territorio. Anche riguardo la rete di piazze forti alla frontiera francese si era detto : « Les ft·o11tières qui en sont pour<< vu8s conservent leur intégrité .......... aussi voit-on « que le ennémis de la France ne regardent ces mo« numents que avec etfroi ...... . ;» ma pure 'questi suoi nemici, persuasi del grande errore da loro medesimi commesso nel 4793 e 1794 per a vcr paventato al di là gel bisogno quelle piazze forti, a dispetto di queste, nel 18 14, avendo_ compiuto il passaggio del Reno il 15 gennaio, il ::io marzo già sono padroni di Parigi; e nel '1815, il 18 giugno, vincono a Waterloo il terzo . ' giorno del successivo mese eccoli a dettar la leO'ge alla 6 Francia in Parigi stessa. Nel 4871 <lessa ebbe a subire le stesse ieggi appena 1

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dopo sei mesi di guerra; rn a soltanto da Versailles furonle imposte, per il rispelto che i Tedeschi hanno avuto alla grande citti.l: che seppe con tanto onore trattenerli ben qunltro mesi davanti ai suoi baluardi. Indipendentemente dai forti di sbarra.mento a difesa dei passi alpini, aventi un'azione Jel tutto ristretta ed ·isolata, e che quindi ad ogni modo non possono avere influenza diretta sulle operazioui dell'esercito se non durante il primissimo periodo della guerra, in maniera più che esplicita ho fatto conoscere il mio parere intorno alle piazze forti di frontiera, quali sarebbero Strasbourg, Metz, Thionville, Longwy, ì\lontmédy, lnezières ed altre in consimili condizioni; e panni non occorra aggiungere mollo per dimostrare non solo che, a ragione-, di cotali piazze di guerta non ne v9rrei nè grandi nè piccole, se si trattasse di costruirle a nuovo; ma eziandio che io credo necessario ed urgente il demolire in totalità od in parte quelle esistenti, le quali, lasciate in balla unicamente a se stesse da una parte non ipfluirebbero gran che a ritardare le mosse offensive del nemico, per altra parte, daesso oecupate, potrebbero servirgli ottimamenLe cli base alle ulteriori sue operazioni; se poi si fanno appoggiare dai nostri corpi attivi, con tulta probabiliLà finirebbero per sacrifìcar questi senza per ciò salvar se stesse. Posso aver torto a tale riguardo, specialmente perchè questa sentenza capitale io l'estenderei fino a molta parte delle forLificazioni di Verona; ma ad ogni modo assolutamente sarà prezzo dell'opera Io studiare ben bene a fondo siffatta gravissima questione che, per mia buona sorte, non sono il_ primo ad attaccar di fronte.


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S ULLA Oil~ESA D'lTAI.IA

STUOI

XVI. Perchè conserveremo Palmanova, dal momento che situata, com'è, nel tratto della nostra frontiera interamente aperto, non può in nessun caso esser per noi di reale vantaggio; che, non solo converrebbe abbandonarìa appena si avesse qualche sentore che il nemico scendesse giù dall'Alpi Giulie, h1a conYerrebbe farne saltare le opere · di difesa affinchè non abbiano ad essere da lui utilizzale ad appoggio delle sue mosse offensirn? Siccome però si tratterebbe sempre di opere di una relativa considerevole importanza, cioè di nov~ fronti bastionati completi in muratura con altrettante lunette vyunzate, e.on parecchie cuserme a botta cli bomba; così è molto, ma mollo dubbio che in un momento stringente si avrebbe il destro di consumare una tanta opera di dis(ruzione. Ad ogni modo si risehierebbe di produrre gravissimi danni a lle pel'sone ed agli averi della cittadinanza senza compenso verano a tanta ruina, non potendo la p iazza nemmeno nei primordi della guerra nver recàto qualche effettivo ,antao·crio alle . . de Il' esercito. Egli è poi .certo che il00distruo··operaz10111 gerc in breYiss im'ora con mine bastioni mezze lun: rivellini ecc., r iescirebbe operazione del' -tutto imper·' fe tta; si_cchè il nemico potrà sempre trovarne delle porzioni estese ancora intatte ed armabili e ridurre le ruinate a buone batterie. A che pro', infine, esporsi a perdere il materiale· occorrevole per la difesa di opere cli tanto sviluppo ed attaccabili indifferentemente su qualunque fronte, quando si sa che ogni cosa è

quivi destinata a peri.re al primo senlore eh~ non po~siamo più rnanlenerci su Lale frontiera? Dunque ammesso, come pare: fuor di discussione, che Palmanova nDn serva punto o serva pochissimo n n oi, bisogna spianarne, senza indugiare oltre, le fortificazioni, ridonando all'indust.riu agricola ben 42 mila ar.e di terreno, libei·andone da og11 i militare servitù una . estensione di gran lunga maggiore, con rnntaggio del paese, con evidente utile delle casse delio Stato e senza ness nno sc::ipito alla difesa generale . Quello eh c si è detto un po' a lungo per Palmanova. è applicabile ulle fortificazioni cli a ltre piazze che, senz;;, coincider e, eome quella, proprio c olla linea di frontiera od anche, essendo abbastanza interne, non possono produrre al momento dell'azione u n utile proporzionato agl'imbarazzi che creano in permanenza allo sviluppo industriale e commerciale del paese. Le quali fortificazioni prima cli tutto obbligano a spese ài manutenzione, a tenere impiegato per esse un materiale che sarebbe un tesoro per altre piazze cli guerra di reale importanza ed a mantenere infruttuosi terreni ehe potrebbero essere campi ubertosi e Yille, come nel caso di l'almanoYa. È quasi certo poi che alcune di esse verrebbero abbandonale senza resistenza, qaando l'esercito attivo dovesse ritirarsi dal territorio in cui troYansi , o perchè troppo isolate, oppure perchè la loro resistenza non farebbe ritardare le m osse offcnsi ve Jegl i eserciti nemieì, essendo esse dominate e facilmente girabili o di poco Yaloré inl rinseco, e per conseguenza incapaci di resistere ad un auacco dì virn forza . Cre mona, assai delJoìmcnte fortificata e nou suscc1tibilc. di sostenere in modu conYeniente un passaggio del .Po in presenza del nemico, senza farne con grave ANNO XVI,

Vor..

lii.

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323

STUDI

SULLA DI FESA D'lTAI. I A

dispendio una ~O;'midubile Lesta di ponte, sa1·ebbe da radiarsi dalle piazze di guerra .

-dere o lllm1 servigi all'esercito nelle sue operazioni in Lombardia ed in uua ritirala <lailc prim e due men.zio nate piazze.

A maggior ragione dov:-ebbe subire la stessa sorte Pastrengo, cbe è una lesta cli ponce precisamente al rovescio di quel che dovrebbe essere pel' noi . . Perdut_e le posizioni di Rivoli e dei Mon ti Lessini, sarebbes1 ben presto costretti ad abbandonare tali fol'tilizi nelle mani del nemico; il quale con tutta facilità li poll'ebhe rivolgere n nostro gnne clanno . . _Piuttosto che sµendere per adaLtarvi poche artiglierie di gola per baLlero sulla sinislra del fiume, sarebbe forse migl ior.· consiglio il demolire siffatta testa di ponie, giù opportuna molto per gii Auslriaci, quanto insignificante ed all'evenienza pericolosa pe1· noi .

1~ltre piazze, possedendo qualche importanza strategica, hanno però uno sviluppo troppo esleso , mentrechè sono deboli per la natura delle opere che le compon~ono; sarebbe g~tindi necessario lo spendere iugenu somme onde ridurre tutte le opere stesse a per manen ti. Astrazione foll a da ciò, bisognerebbe poi mantenervi 1:n poderoso armamento ed assegnare un presidio 1 ·.,olto f'orle per la loro difesa ; la quale, d'altronde non darebbe, str_ate~icarnen(e, un risultalo corrispon~ dente al valore rnt.rmseco cli tali piazze ed ai sacrifici all'uopo fatt i. Laonde il miglior pa1_tito si è di ridurre le opere alla dovuta proporzione, rinforzare convenientemente ed in modo stabile quelle che rimano·ono e 0 spianare il resto. Cito fra queste ultime piazze di guerra Pavia, che, ~nche dopo il 11866, costituisce un punto sLrategico importante, abbastanza ben collegato eon Alessandria e Casale da una parte, con Piacenza dall'<!,llra, da ren-

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XVII. La grande, importantissima tesla di ponte d~gli .,\_1.1s!riaci sull'Ad ige era Verona; o meglio, questa fortezza per loro costituiva il maggior perno d'operazione in llulia, un forrnidabile antemurale dell'impero. L' ,\ustria, siccome fu teslè giustamente fotto osserYarc {1), si difende dal Tirolo contro le minaecic che le provenissero dal sud-ovest dell'impero : ed, uppunto perchè seppe trar profitto degli insegnamenti lascialile in retaggio da Napoleone J (fdì'Se onde comµensarla in qualche modo delle tan te sconfitte che Je aveva ratte subire sui campi cli battaglia), riguardò mai sempre Yero ua la piazza più im portan te del quadrilatero non solo, ma la chiave delle posizioni del Tirolo. Per questo non vi furono sacrifici pecuniari che non -s'impose onde costituirne una fortezza· di primissirno ordine, sotto la cui protezione si potessero in piena sicurezza concentrare e muo vere le forze tulle che per una guerra offensiva o difens iva si facevano scendere giù dn Ue Alpi, accumulare ogn i risorsa in armi ed approvvigionamenti necessari ad un grande esercito disgiunto dal cuore dell'impero da grandi catene di

(l) Campo F-regoso. - La difeso dello Sta io e l 'op uscolo del generale Brignone. - Pubblicazione dell'Italia Mi litare, 1811.


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ST UDI

montagne e destinato ad operare in paese tuu'altro che am ico . ~ Ed inl.anto che gli .\ustriaci , non trascurando di migliorare Peschiera , perno delle loro operazioni sul Mincio e sentinella arnnza(a di Verona, a ragione p r ofondeYano tesori per aumentare di pi ù in più la forza intrinseca· ed il raggio d'azione di quest'ultimo loro g ran punto strategico e ad un tempo piazza cli concentramento e di deposito, facevano pochissimo per ~Iantorn , meno ancora per Legnago . Perchè mai una tanta diversità cli trattcimento fra le piuzze del quadrilatero durante dieci lustri d'incessante preoccupazione onde rendere Yiemrnaggiormente formidabiic così celebrato scacchiere di guerra" Cerchiamo cli spiegare questo fallo.

Più cli tutto importava all'Austria lo assicurarsi le sue comunicazioni col resto dcll'im pe1·0 in quelle posizioni appunto nelle quali i contrafforti delle Alpi maggiormente si protc~ndooo rerso le pianure che stanno fra l'Adige ed il Po, epperò costituivano il p iù favo 1'e,,o!e appoggio alle operazioni dell'esercito austriaco sull'Adige, snl Mincio e sul Po stesso, e 1o mettevano in grado di premunirsi adeguatamente contro un nemicn il quale tentasse di g1rnre il qnrdrilaLero irrompenclo nella Venezia dv l basso Po e :Jenc!rnndo n.el Tirolo per. k valli dell' Agno e del Timonchio : operaA1.ione c!ie ern solo possihi!e quando l'Austria, impegnata nella guerra cl a altra parte, fosse slata costrella a clifondere 'il qundriiatero con poche forze ed a non scostarsene. Perchè, in tuUi gli altri casi, non essendo riesci i.a ad arresl<1re la imasionc sulla destra dell'Adige fra Legnago e Rovigo o credendo di sua convenienza il lasciare ~pingere il n emico ta1;to aclf'n tro nel Veneto

SULLA DlFESA n'r r.\LI A

da interporre fra esso e la sua base i due fiumi, dal suo o-rande campo trincerato di ferona sarebbe avanznf:t ~ul fianco e d alle spalle del nP1~lico per rn~n~~r; a -ruolo l'ardimentoso tentativo, anz1 con tutta iac1ht1;1. auebbe potuto tagliargli ogni riti_rata . . . . In quunto a Mantova, bastava invece ~egli Austnac1 che dessa conservasse quella forza passrrn, res_a formidabile più che dall'arte da natura, o_n d~ sen?sen~ eome appoggio nelle operazioni s~l - l\li?c10 ;_ ~1s~~Sll .ad abbandonarla ai soli suoi mezzi mlrrnsect d1 dnesR per ripieg,frsi su Verona, facendo pcr_n o d i I>eschien.1; ·0 ,rni qualvolta n on aves~er creduto cli contrastare ~1 n~mi~o il passaggio del ~\lincio, o fo~sero . sta_ti su tale linea respinti. Sicc-hè a )lamova essi allr1btuvano un valore <lel tutto secondario. In quanco poi a Legnago, questa, pi~zza ~i guerra · non sarebbe entrata immediatamente m azione, tuttochè in prima linea, che nel caso foss 0 :;tato te:ltato .quel movimento offensivo, amn11s_sibilesolo in eccez1_onali:;,simi casi, del quale or ora ahb :amo parlato, cd avente p er iscopo di girare il quaclrilater? . . . ., . Siccome poi n on era a supporsi un altaceo d1 fro~lle a sud del quadrilatero, lasciando il Po alle spalle:

senza c'.1e un'altra parte dell'esercito, operando sul l\Iincio , avesse costretto gli :\.ustriaci a ripie?are sull'estrema loro destra a Verona cd, 1,.."Mi.~dio·e ·o ·i1)poo·9·ianclo c.. ~<-, a lasciaro quindi }fantorn in . balìa cli s~. sless~1., cosi J,eo·nago per le cil'costanzc d1 guerra pw ovne non p o~eva essel'e dagli _Auslriuci ri~uar:lato ~li_e u n ~~?t~ strategico secondario , sul qua_ie _saie~be_1s1 o.pp~i:,~mt1 nol solo caso che fossero stati r 1caccrnt1 sul)u_srn1str~ dell'..\dige; pronti ad abbandonarlo quando 1:1 non s~ fossol'O tro,·ati in forze da profittare delle fo.rnrevoft

condizioni di siffatta linea che, per l'andamento de1l' A<lige, il tjuale forma fra Verona e Legnago un arco


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!:i U LLA DlFESA

STliOl

di circolo rientr.:rn1·e, si prestava henissirno per ripren-dere l'offensiva ; pronti a ripi egare in massa ~u Verona, se non fossero riesciti ad opporsi ad un auacco della loro linea .fra mezzo alle cl ne piazze, lusciando Legnago. alla proprrn sorte, finchè radunati sufficienti rinforzi in Verona avessero potuto ripr-enclere .l'offensiva . Non pure quindi gunri sos tenibile l'opinione di la.luni, ~lte la forlczrn di \cronu abhin conservato, strategi-· camente e l.allrcamen te, un va lore- ehe di rnolto n~n sia inferiore a quello ch'essa aveYa per l'Austria; mentre il suo fronte priricipale, quello sud-orns t, è precisame'.11.e_nel senso inverso di ogni nostra Jine<t di operaz10m; menlre, coprendo essa precipuam ente gl i sboed1i dello ,Hpi _Retiche, è stata appunto affortificata, <1uale orR tro vas i, perchè YÌ. fo.cessero cnpo e vi fosse ro cl ebi_tarn eute preparate lo operazioni. difensive ed offensive· degli eserciti che shoccavano da quelle gole; mentrenessuna grnnde piazzo, faaa per ricoverare anche u11 ese~cito, . f)Ltò esser mantenutn quando questo non .thbrn ass tcnrai a la sua linea cli riti.rata . 1\mrnetto benissimo che Verona debb'essei·e consern ta _fra le piazze forli; ma sostengo che non deve più consiclerars1 quale piazza di prim 'ord ine; che nssolut.amente non ei. sarù mai utile la sua grande · distesa di ·forti staccati; che anzi, come campo trincerato, può esserci fot ale ogni qualvo lta un generale, ponendo m non cale il fatto indiscutib ile ehe Verona è fuor i della nostra :inca cli ditesa tanto s0 siamo- attaeeali d,dl'est come dal nord-ovest, e allettato dal nomee dalla importanza intri nseca di Verona, si l11sciasse indu rre a rifugiarsi in lale for tezza; menlre h altulo sul ~ìincio o sull'Adige altro non potrebbe e do vrebbefare c:he ripiegtll'C ~mila Ji nen Mantova e Legnngo,

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o' l TALI..\.

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Questa, ed ispecie la prima unita con Borgoforle, sono le due piazze del quadrilalero pi>r· noi veramente importanti; eo~ciossiachè dietro di esse avremo posizion i fortissime che non potranno essere nè circuite nè girate; e, se pure anche da queste foss imo cacciati , sernpre ne sai-ebbe ris.e rbata uua sicura linea di ritirata sull'Appenniuo ligure ed etrnsco, la Yet·a linea cli dìfosa dell'Italia , nella quale ognora potremmo ritrovare unn piazza forte che ecp1ivalga per lo meno a Verom,, qua ndo era nelle rnani degli Austriaci .

XVIII. Se, da un a parte , Si ritiene una neeessi lù che Verona abbia, com~ forlena, cln discend ere di un gradino od anche di due, bisogna perù conveni1·e che, ridotta a con dizioni clifonsù·e adegua te alla importanza che debbe essel'le assegnai.a nelie nostre operazion i di guerra, polrà rendere segnalai.i servizi. Ormai essa. non dern essere considera tu elle uu punto · d'appoggio sµecialm eme nelle opernzicni sull' !ldige e eorn e sb,1r-rnmento delle -attigue valli oltre fiume; dovend o rinzi per quest'uopo estendere di più la sua azioue difensiva da tal p1:1rle, coll'aggiunta di qualche Jmon for te staccato irnportante, non per cs!ensione, ma per i stl'Ulturti e qualilà d',wmamcnto . Rig1.rnr-do ,ri forii di pianura, panni che si dovrebbe foT qualcheco!::ia e disfor mollo; ritenendo che, anche r.prn ndo non potesse venire rnai in cnpo ad aìcun generale di fa rne ILwgo di rifugio per il suo esercito, il che sarebbe grnvissimo erl'ore, in qualunque maniera. ·


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Sul.LA DIFES.\ D'lTALI.\

:non ~ ammissihi.le che per difendere in modo conven.iente UM tal pic1zza (,~he ha perduto mollo della sua importanza non potendo essere nè perno strategico, nè pfazza. di concentramento, di refugio e · di deposito), occorr-u stabilirvi un presidio di 20 mila uomini, come nè più nè meno le abbisognano 1y:dle sue presenti condi7.ioni. Tutt'al più clovrebh 'essere sufficiente per essa .in lern po di guerra una guarnigione di ouomila od al massimo ·l O mila uomini di ogni arma . Questo risultato si pol.rébhe oLtenei·e senza diminuire Ja forza intrinseca della piazzil, semplificandone però d'assai il sistema difensivo, d8l che vorrà forse persuadersi chiunque ponga mente nlle condizioni topogratìche del terreno aniista i1te alla cinta magistrale della ciuà. sulla dritta del fit1me. Vediamo infatti, in r-isponclcnza dei fron li a nord e ad ovest fra il bastione di Spagna e quello di S. 8piri to, 11na sensibile depressione del terreno , che ha una larghezza di ben due chilometri è nel!a quale probabilmente in tempi preistorici si clislendevano le · acqtie dell'Adige formando lago . Altra consimile depressione, ma più piccola di molto, si ha nel così detto Cam,po ael Jfatto avanti il fro nte Santa Trinit.a e S. Francesco. ia città poi trovasi tutta a li vello dell'altipiano che involge tali due conche e ad esso congiungesi 'per mezzo di un istmo, pure elevato, che separa le · due conche stesse, ed ha soltanlo la larghezza di metri 800. . Dall'allipiano si scende alle zone depresse per una Tipa uniformemente scoscesa, ed un aliacco alla cinta magistrnle sulla diritta noù è possibile che in corri.,. spondcnza. del cennato istmo, perocchè i fron l1 sovrasl.anti ai terreni depressi hanno tale un comando sui ;o:iedesimi che vi renderebbe assai. difficili ed inulilmente mieidialj gli approcci . Per queste ragioni e perchè iI resto della cin ta di eittù, che trovasi sulla. sinistra

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del fiume, è per: se stessa inattaccabile se non si sono presi i fo rti delle allure, è da ritenersi, e così la pensavano anche valenti militari austriaci, che avendo sul t~rreno antistante all'istmo due, al massimo Ire, opere l'ormidahili assai più degli attuali forti di 1a linea e con gran comando, e conservando tanto a monie che a Yalle uno degli esistenti forti, convenevolmente mod iflcati, a collegamento di quesla speeie cli nuova testa di ponte con le difese meglio sistema te sulle alture, si polrù far senza di quel complicat8 labirinto di forti · s taccati in buona pnrle mollo deboli a front.e delia potenza distrnggitrice delle attuali artiglierie, presentando ad esse masse di murature che in brev'ora diverrebbero lanti cumuli di ruine. nidoui i foetilizi ad un numero d'assai minore e col dare a quei che res teranno quel grado cli !'esistenza di cui sono suscettibili applicando conveni entemente i dellumi. delr arte moder na dì fo1·1ilìcare, Verona verrà ad essere sistemata in correlazione allo scopo cu i deve soddisfare in oggi quale piazza del quadrilalero, consistenLe nel cooperare alla difosa direHa delle Alpi e della linea clelì' Adige. Le condizioni difensive del quadrilatero altualmente si trovano invertite, irnpcrocchè l'Austria doveva essenzialmente appoggiarsi alle Alpi ; noi invece dobbiamo appoggiarci al Po ed ossicurare a tutta la truppa atti va indistintamente la ritirvta di etro l'Appennino, ul(orquand~> .ad essa non abbia arriso la sorte in campo · ·aperto sulle otti me posizioni tuttiche, che avrà potuto scegliersi nello stesso quadrilatero e nei n.iggio d'azione del medesimo da qualunque parte possa essersi presentato il nemico . Sopratutto Verona debb'essere ridotta in condizioni tali da non esigere che un presidio metà, ed anche meno, cli quello che in atto coi suo i tanti forti stac1


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STi.:ill St:LLA DIFES.\ n'nALL\

eati le abJ~isogna ; di perdere del tutto qualunque

carattere d1. campo trincerato che a noi non serve, che può anzi in certe eventualitù esserci moltissimo nocivo, e che infine, cadendo la piazza pei casi di guerra in m1:1no al nemico, potrebbe ridarne gravi imbaruzzi.

lji\ QUESTIONE FERROVIAlllA ~ilLITAHE IN IT AL IA

!l)

( Con#nua) .

F.

~LHrrJNI

JL SEHVIZJO FEI.HlOVIAH!O IN GUERHA

Colonnello del Genio,

1. Guerra di secessione in Amer·ica. - n ·12 aprile 186-f l'a!tacco del forte Sum ler i.nizi uva nel nnovo mondo la guerra di ~ecessionc; e tosto manifcstavasi un fallo, il quale per quanto preveduto , non cessava però di: essere uuovo negli ann ali. della guerra e fn fecondo, dei r,iù diversi risultati. Su di un ,lcntro della guerra vasto quauto Lre o quattro volte la German ia. percorso da poche vie ro-tabili quasi tutte malamente conservate, spopolato in alcune parli, ubilato in altre da nazioni feroc i ed in!rnpreridenti , era da prevedersi che gli esetciti non si sarebbero nelle loro operazioni scoslìt! i. f.:;rn n fotto dalleferrovie, e che nella disputn di queste, come linee di opcn1zione e di appronigionamento o de i loro punti principali , si sarebbe per molta parte rid otta la guerra di campagna . 1

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(}) Vedasi la L'/itista del m,Jggio e gi uguo Jf:,7 1.

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J L.\ IJL,ESTI

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3Ia qui una difficollll nuorn o capitalo, non tardarn ad aggiungersi all'altt'e di quella lotta giganleS<'a In paese nem ico, il difensore nel ritrnr·si ùistr11ggeva ordin,iriam~nte dietro di sè le ferrorie, e il materiale o renùeva inservibile o traeva con sè al sicuro; gli impiegati celavansi, nè se anche rimasti in paese, la prudenza consigliava di servirsene. ln paese amico poi. la mottiplicilù delle società fonoviarie, i lunghi, lardi e fati cosi concerti con rsse in occasione di movimenti militari, Ja derivante impossi bililit di mantene evi sopra il secreto, le lentezze d'ogn i genere che scaturivano dalla varietà di costruzione o di esercizio di ogni linea in particolare: e1'ano difficolU,. d'alt.ra natura, ma pur tali da mettere in forse l'esito di ogni operazione mil itare. Codesta cond izionc di coso minacciava cli colpi.re sin dall'origine e rendere steri li gli sforzi che si facevano per comprimere l'insurrezione. Il goYerno del nord no fu p resto pcl'suaso, e per ovvian·i non esit<), come dissi altra vol!a, acl accogliere un partito il quale, grave por qualunque paese, lo era tanto maggiormente per quella terra classico. della libert.ù. lln dccrnto ùel1' H fobbmio ·1862 nominava il generale Mac Call um a « direttore militare e soninlendenle delle strade ferrate degli Stati Unili » con 1aco!Là « di porsi in « posse::;so dello feuovie e di esercirle a suo senno e « nel solo interesse delle operazioni milttari foderali ». Un'analoga facoltà gli era anche confoeta pel' riguat·do delle fa1>briche di locomoti re e Yagoni, che tro,·arnnsi in paese :1; . Il gcueralc }fac Ca!lum s',1ccinse senza indugio a questa grand'opcra senza precedente nel passato, come fu sino ad on, senza imitat(1 1·i. Conveniva provvedere (li Da esse sole trasso il generale j!ac Call:im nel corso della guerra 140 locamotive nuo vo o 2573 vagoni.

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IN l'l'AL[A

a due distinte bisogna. In primo luogo ncll"avanzursi, rimellcre quelle vie che il nemico distruggeva, aggiungendovi quei nuoYi Lronchi e quellc speciali costruzioni richieste dal processo delle operazioni: nel rilra1·si invece, praticarvi tulle le opere di guastatore con prudente riguardo delt' e,-entuale riadattamento degli stessi tronchi posti fuori scnizio. In secondo luogo, necessitava fai· rifi nire su quelle rie ristauralc l'occorrente n1aterialc mohile, e mantenerne l'esercizio noli' ampiezza voluto dalle proporzLoni sovente colossali di quegli eserci li; e per dii'endersi dagli attacchi delle mal disposte o apcrtnmenlc ostili popolazioni, non clisginngere mai l'esercizio dalla più severa ed altcnia sorvegl ianza_ A corrispondere a queste due di,·el'se esigenze, it genel'ale )lac C:alhm rormò dne corpi fra cli S<~ separai.i, ma mantenuti uniti dalla suprema sua dil'czionc: ordmaii militarmente, disciplinati, soltoposti alle esigenze tu tte della vita mil itnre . [l corpo d'esercir.io, il più numeroso, contò ilno a 'l'.2,000 uornini; la re te esercita allora. militarmente numerava 3:?00 chilometri, e su di essa correva110 4'19 Ioco ,noiive e 6330 vagoni. J due primi anni di sua esistenza, scrin'va più tal'di il generale al Congrnsso, furono come un periodo di assnggi e di c•spericnze, e la indispensabile prepnrazion<' all'enonne ciimpito serbatogli dalla camp11~.w del 18641~ nolo i11 quali eccezionali ci1·cosumzc questa si facesse_ ll gencrnle SItermann a vernricern 1o incarieo dal gencrn le supremo Grn111 di recarsi a spalle di Leo, accentralo in nìchmoncl, e di tagliarlo fuo ri dai suoi ricchi depositi della t~corgia, mentre egli, Granl, lo avrcbbetraltenulo di fronte. Linea di operazione di Shermann era la f'errovin che da Xahsville, scnvalcato l'Alleghuny, metto ad Allauta, donde in parecchi rami a Charleston, Savannah e Montgommery . Da lfahsv ille ad Atlanta, dove ebbe termine il primo periodo di quella prodi~ 1


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LA QUESTIONE l<'Ei:lROVIAllIA MILITAP.E

IN I'l'ALIA

g10sa campagna, sono . circa aotl miglia, q:uasi tutte in paesi di popolazioni ostili ed armale, cui negli attacchi <lavano efficace aiuto i numerosi pRrli li di cavalleria nemica . Si aveva da traportarvi un esercito cli100,000 uomini, con ;ì50 bocche da fuoco, 3000 vetture ed una sterminata quantità di cavalli e muli(H0,000); poi tra di cmelle difncolti\ clic Rccennai, si aveva da mantenerlo a ~umero, prnvvecluto cli ogni cosa e unito alla sua lontanissima base. Ad ogni istante quella lunga eJ esile linea era occ11pata ecl i111etTolla òai nemici; per s~omhrada si formavano treni cleiti di macerie (Wrecktrains), i q1rnli correvano giornaìmente e po11 tavano via le :·ovine; in soli sei mesi, rurono così esportati Hl locomotive infrnnte e il rarico cli .291- rngoni in macerie di ponti e ùi carrozze, q nelle deH' armamento della strada non comprese. Alle calamit:\ derivanti. dalla grandezza del còmpito ed all'insicurezza del transito, si aggiungevano allre non meno sensibili : un sole cocente, la molesta nfo di regioni quasi tropicali , il supplizio di un invasione 1,enza esempio cl'inseui, i giomi senza tregua e le noui senza sonno. Ciascun dì recava nuove sofferenze e tormenti nuovi, e le forze fisiche e le morali senza refrigerio cli alcun sollievo, s'andavano ogni ora più allentando. Qunnta virilità d'animo, quant_a energia e severità -d i risoluzinr i spiegasse allora il generale Mac.: Callum per sostenere l'altivilit di ciascuno, non è facile dire. L'eserc:ito fu continuamente approvvigionalo: e della mole di lavoro fatto, parlano eloquent.emente le seguenti cifre. Sulla sola tratta f'ra Chattanoogha e Krouville, si trasportarono 80,000 fra ammalati e feriti ed altrettanti pel loro rimpi,1zzo. Nello spazio di un anno, cioè fra il mezzo del 1863 e il mezzo del 1864', si con.Jussero pei bisogni dei vari eserciti 1577 bocche da . fuoco coi corrispondenti munizionamenti, un milione . .di carabine per fanteria, ci1:ca 300,000 pistole e mo-

schetLi per la cavalleria, ,f ,300,000 proietti, 4 ,,rno,ooo cartocci d'artiglieria, ~95 milioni di cartucce, (i milioni cli libbre di polvere, circa un milione di uniformi, e più che 34,000 bardature di cavalli. La spesa era stata in proporzione e salita a .262 milioni cli lire. · Jl corpo dei costruttori non aveva avuto in questo frallempo nè una minor bisogna da eornpiere·nè mino ri so.fforenze da sopportare. Composto di 5,000 operai, {fabbri, falegnami, montnJori di ponti, foemator i <li vie), nseYu in soli tl'e anni sulle ferrovie del sud guasti e ti.all.ati ponti per una distesa di più che ,f6 c;hilomclri, còstrulti a nuovo o rimessi più che ù90 chilomct.ri di vie, riattivalo un grande opificio posto sul teatro della guerra, e lrattone, rn soli set mesi, all'incirca 76,000 quintali di rotaie. Opera sua sorprendente era stnta in que!ln campagna di Shcrmann, c;he ho più sopra accennata, la ricostruzione in soli quattro giorni e mezzo clel ponte sul Chattahoochee distrutto per la Junghezz.11 di 260 metri e riedificato all'allezza di 30 (4 ).

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(1) Allra opera sorprendente del corpo dei costruUori era stata, in nl[ra campagna, la ricostruzione in l9 oro di lavoro di una lunga giorna!a d'l'slatu, del vindolto sul Rappahanok lungo circn 200 metri, olto 8, distrutto quasi cornp!Htomento <la Lee. Gli americani hanno una massima clrn app licano scrupolosamente sia ai lavori di pace sia ai lavori di guerra : cd è che per far bene bisogn·a far preslo. Quant'ollre essi l'abbiano spinta, si può vedere anche dalle relazioni che si h&nno sulla costruzione della ferrovia del Pacifìco; di una delle quali, apparsa nella Hevue des Deux lifondes , mi si permetterà qui di riferire alcuni brani, tanto piì1 che nulla v'ha di più attagliato a porre in chiaro la prodigiosa celerilù cui possono aggiungere operai di grande pratica noi lavori forrov iarii. « L'acto dn cougrès autorisaiL l'élab lissement d'une ligne principal!J allant de Saint Francisco à Omaha ........ La grande . Jigne prenait le num de chemin de fe1· national du Pacifìqwe;


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IN ITALIA LA QUESTIO NE FEUROYIAIHA M{Lll'ARE

Poco dopo poi quando riuscì al genel'ale Hood di girare l l' esercito . m ·1 • ! a sua vo,ta S 1ennann, e di distruggergli alle spalle per una distesa di 1152 metri di grosse opere d'arte e levar la via per 51 chilometri, parve che ogni cosa fosse irremissihilrnentc per duta; ma .

ell e se subd ivisait en deux par ties , le chemi n de far centrai e t le chemin de fe1· de l'Union. La compngnic au toris6e à constrn ire la première deva i t prendrc Sacra menfo ponr poin 1, de dépar[. et se porter directHnent, à tr;ners In f: aliform ie , le Nevada et i 'vtuh, à la renconlrn du trac;é dc runion ; ce dernicr partant d 'Omaha, se dirigeait vers l'ovest cu su irnri't a utant quo po,.sib!c la ligue èro ite ent1·e Omaba et le Lac-Sa lé. Lcs subvcntions du goun~rnement dcvaient Otre al louées alt\: dcux compagnies en propol'tion directe do la longuenr dc la ligne étalil ic par chaprne d·ellcs. Lcs poin ts do déport seu ls étaicnt :fixés, do man ièrc que la co mpagnie qui serait la plus acli ve anrai t la plus forté part da ns lu distribu tion des socours ... ...•. « Cotte parlicu larilé cfovint !a cause d'une Yérita ble cou1'se au cl?ch er. !orsque !es · deux soctions se rapprochérnnt dc plus eu plus. l'u?o .d e l'aulrc ...... . On no sougeai l pl11s à la dé pense; l'e s,ent,el e la1l d'a ll cr vite ....... Ou avai t comrnencé par poser dcux milles de ra ils par jour, puis trois, qualre, cinq ....... .Au meiis de mars, Ics travaillcurs du Centra l-Pacifi que avaicnt posé da ns un seul jo ur 10 kilomètres do rairs. Aussi al'a ion l-ils n omrné l'endroit où le soir le lravail s'était nrrété ChallengePoint, provoquant ainsi Ics ouvriers dc la compa,0,-ni e dc l'Uoion à en fa ire auta nt. Ccux-ci n'avaient pas tarclé à répond re au défì par un tra vail plus sui·prenont encoro; une jonraée Jcur suffi t ù poser 11 kilo mèlres 213 de raifs. De lenr còté, Ics Ca liforniens . . ne vou lnut admolll'O aucun e supériorité lorsqu'il s'agissait de lu ller de vi tesse dans la constrn clion de la g ra nde ligne, réuoirent tou tes Jes forces capab lcs d'etre employées. sur un seul poiot , et en on ze heuros de travail posfJre ut et :fh:èront à la sntisfaction de la commis, ion offie ie lio chargée de la suneillance des travaux, dix mi l!c, c'est-à-di re, près de, l J kilnmèlrcs de rails .. ....... a. To ut l'ou.vrago se fi t ce jour- là en couraa t: Un. wagon cb a·rgé de fer so dirige en te le de la. Jig né, apportan t !es raits

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tredici giorni solamente dopo la ritir.ata di Hoocl era pienamen te rimesso. · J)opo qnatlro nnni di guerra incessant e, dopo una distruzione senza c}sempio praticata in senso opposto ,.da i due èscrciti , quando 64,000 chilometri di via erano

rescreizi o

rn\;ossniros ù la coutiuualion de la vole. I l est trniné par deux --chcv..iux allelés en ta ndem et J.a ncés au galop. Un wagon vide. -qui vient d'opfre r sa livraison de rai ls, se porte à sa ren con lre, Ceci a tout l'air d'un conlt·ctemps, car de u:<.: wngons a llant en ·.sens ·contra ire ne pourraicnt circuler sur une seulo voie ferrée. Copenùaul lo wagou chargé poursuit son chemin sans ra lontir s on allurc; 10 ·wagon vide a élé arròt6 . ed des bras d'homme l'ont soolevé et r,rngé à còté do la lig.ne. Le wagon chargé .passe outr_e., !es co nd uctcurs échangea nl un hur rah nvec leurs compagnons dc travail. A la dernière limite de la ligoe, de mc h ommes mcltent des blocs de bois en avan t do wagon qui. -s'arréte au ssilòt. Quatre aulres ouvriers, placés des deux còtés ·do la voic, tirent à l'aide de /crochets uno pa ire de rails du wagon , la posent et l'ajw,tent sur les travcrses en bois ins lal lées à l'avance par !es coulies chinois, qui passent ii ben droit pour d'exccllents terrassiers; puis le wagou est poussé en avant do la long uour du douhle r ail qui vient d'élre posé, e t la mém e opé1·a tion recorn mence. Los tra cklaym·s ( poseùrs d e rails } sont su iris par une brigade d'ouvrit\rs qui assnrent lo ruil avec t,rnle l'cm:ictilude nécessaire et qui le fi:-:e.nt au moyen de f'ivets e t do boulons. Ce sont. des mécaniciens qui sont chargés de ce travail; exigeant heaucoup d'expérience et u n cerlain jugemcot. Ui.1e bande de chinois s'avance derrièro eux. pour compléter 1·ouvrage qu'ils ou t comrnencé. Enfin vient ·l'arrière-garde, encore composéc de chinois, trnvai llant sous l'iuspection de survoillansJ;irlandais et allemands; armés dg p ioches et de pelles, ils recouvrent les oxtr{imités des lraverses .de terre fvrt.omont tassée , o.fin dc leur donner plus de solidHé.... .... . e Pou:: poser ces 10 milles de rail., dans un jour, 8,500 hommo, .furent. employés . Il::; avaieut ù leut· dispositiou 800 chevaux , 8 locomot.ives et un grand nombre de charreltes. Celte armée .et. tout son allirail obligé, rnarchuicnUt la r encontrc d'une armée ANNO XVI, VoL. lii.

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338 ,

LA QUESTIONE

~·Enl\OVT.\ntA

MlLITAI\ E:

lN l'l'AU .\

stati percorsi alternatamente da un esercito e dall'altro,. 4,300 completamente rovinati, 5,800 gravissimamente g:uasti, non è meraviglia se degli strumenti che vF avevano cooperato , il grosso parco in ispecie , ben poca cosa· rimanesse . Delle .H 9 locomotive,· 6 erano-

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andate perdute, 103 forono riprese dagli antichi proprietari, le rimanenti 3,1O vendute a vii prezzo. n ei 6,330 vagon i, ,1Oil.-3 erano stati o d istruui dall'incendio o sfracellati per sinistri e per casi cli gueua, 500 furono ritirati dalle societù, i rimanenti alienati a basse condizioni . Lo sperp~ro delle rotaie era stato tanto grnnde., che esaurite le provviste' in paese, e quelle degli opifici riauivati , i.l Governo ne a veva acquistato all'estero p.er circa 500,000 q uintali; il prezzo loro era salito dall'uno al tre e mezzo . IL corpo comandato dal genérale Mac-Callum fu sciolto 1'8 agosto 11865 . Non gli mancò però la meritata lode dei capi sotto ai quali aveva comba ttuto, chè « la « previdenza, il coraggio , la costanza, la vigilanza sua, « la eccellenza clell' otdinamenlo e della disciplina « avevano aggiunto a quanto è nelle u m.ane forze di « dare ». Gli ordini adottati dal generale ì\1ac-Callum, i lavori da esso fatti eseguire, i metodi impiegativi costituiscono come una preziosa r1:tccolta di dati cui ricorreranno sempre con vantaggio quanti si occupano di codesta rnateria. Nè l'esempio porto dagli americani andò perd uto, come si vedrà or ora; chè gli ordini da essi adottati furono carne l'origin e e H tipo di istituzioni nuove nègli eserciti , cimentate presto in altre guel"re e cui l'avvenire pare prometta un sempre maggiore incremento .

de force égale. Pour poser, ajuster el fixer les 10 millcs d& rails,ou avait _eu bcsoin de 31, 500 traverses, de 4037 rails " de 8,1·10 couss1oets, de 16.280 rivels et cle 120,000 boufons . Tout Gola arrivuil co jour-là de divors cndroils à unP dislanco de 5 à 12 mil les du cen lre d'opéralion. << Voici d'a utrcs fo its authentiques ayant trail à ce travail· extrnordinaire : un trnin conteoant. 3 mii Ics . do rails, c'est-àdire environ il O tooncaux do fer, fut déchargé par une esco un dc do ch inois en 9 mi nu t.es et. 37 seco ndcs. Les premiers 6 millcs de rai fs furenl posés e n 6 he,ur es, 42 minutes et pendant. ce temps, ou chaque t.ra vai llcur mella il en j1::u toutes ses forccs, pa~ un d'eux, sur J ,500, no demanda un instan t de r epus. Ce qui <lonnB encorc uno plu, saisissanls idée do l'enlhousiasme qui s'ét.ai_t commu niqué à cotto arm&e d'ouvriers, c'cs l le fait qui lous les rai ls, formant ensemble uno longuéur de 17 kilomètrf!S et pesunt. environ 1000 tonnea ux - un beau chargomenl de navire - furent p.osés par huit hommes seu!cment. choisis comme les plus t>xpérimenlés el les plus durs à la falig u~ dans un corps de 10,000 travaifleurs... .... . « On ne doi t pas oublier non plus quc l' on se lroU1;ait aumllieu d'un déser l , loin òe toute ville et meme de toule habitalion , Lorsquc les ouvriers, r éunis ce jonr-lù au nombre de quinze cents sur un scu l poin l, abandonnèrenL le lravnil .pour prcndre le r(lpos de midi. ils élaicnt arri vés à JO l<ilomèlres de l'endroit oìi ils avaieut déjeuné le ma tin et Jaissé leur ollir ,iil de campemm1l. Les provisions, ton tcs, ustonsi.les fostrumens, effets, le fcu et l'cau, tout avait élé por té en avant: sans co nfusion, à mesu re que Ics travaux du chcmin de fer avançaienf. Celle armée d'ouvriers fut donc r ourvue régul ièremeot de to ut ce qui lui étai t nécessaire pour la nourrir et l'al.Jriter'. et cela dans des endroils où. le matin il n'y avai t pas vest.1ge de ro ulc ou de provisions. »

Gtterra di Boemia . - I Prussiani entrarono in Boemia con tre divisioni cli costruzione di ferrovie ; una prirnitivamente addetta all'esercito dell'Elba, andò più tardi a quello del Meno ; ,l e altre due seg uirono rispettivamente le mosse del primo e del secondo esercito. Istituite col decreto del 0 maggio 4866 , composte ciascuna di un personalé tecnico ·dirigente di ingegneri di ferrovia, di un distaccamento di pionieri, di operai

(!(odolphe L indm1.).

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Si.O

1.,1. QUESTIONE l"ERROVIAR IA Mil,IT ARE

borghesi in numero adatcato ai bisoc,·ni . comandate d_~U'ufficiale del genio capo di quest~ s;rvizio nell'esercito cui la divisione era addetta, avevano desse a provvedere pel riadattamento delle linee che il nem ico nel suo ritrarsi. avrebbe distrutte; a tale scopo clove"fttllO prov,:ederst del malel'iale occorrevole con richiesie alle socieliì di ferrovie più prossime, e di ·esso formare depositi in Yicinanza del teatro della ,ruerra e specia1m(rnte ai punti di giunzione delle ~arie linee. Lo eserei1:io . po_i cli qucsie doveva essere affì.élato a speciali. comrn1ss1 0111 , composte lJer cura del ministro del commercio . e.on impiegati delle strade ferrate nazionali . La pl'ima operR inr.rapr-esa dalla divisione ;2~ fu la 1icostruzione in tre giorni del ponte di legnarne sul. l'Elba presso il confine a Riesa, <li cui due travate erano state arse dai Sassoni nelle ore anlimeridiane del giorno ,J6 luglio . Contemporaneamente dalla stessa divisione rim.eUevasi. tut:a la ì ' Ìa da Dresda al confine g~tasta su J:a_r~cchi P\lnlÌ. Il giorno dopo (~O) per oper; d1 questa ch_v1s1one e di _queHa addetta al primo esercito, eru pure nparata la hnea Lrasversale di cono·iunc,·ì. d .. b b mento d . e1 ue eserc1t1 da Drcsda a Lòbau, d'onde a Gèirlitz. La commissione d'esercizio non era intanto rImasta inoperosa. Essa aveva fatto rifluire sul!~ linee .sasso ni, di cui s'impossessava, l'occorrente materiale togEcndolo a prestito dalle vie prussiane, e vi aveva installato impiegati prussiani. Già nella sera del ,1~) i treni con macchine str1:111iere., montate da ma ccl1inisti :Hranieri correvano senza inciampo ::;n quella linea , rfalla capitale della Sassonia al confine, éosì acciden·tala, che la sola staziÒne di Dresda vi si trova in .:pi:ano. Il. 2 1, · :zì, 23 e '24 il corpo di riserva dell'e· ,sen: it o dell'Elba, comandalo dal generale ~foibe, era J ;er essa: ·trasportato alla frontiera aus·triaca. Il z4 del giugno iniziavas i l'invasione della Boemia.

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Due lince cli feriw>'ie stavano ·ctanrnLi. ai Prussiani. L,1 pi1'1 oceidental e eia Dresda segu'endo prossimament0 il corso dell'Elba , meuc a I1 raga, cd è sbarrata pressH il confine sassone dal forte di Konigstein, alqnanlo più alto dall a fortezZ1:1 di Theresienstadt; risvolta quindi a levante e per Kollin va a ' Pardnhitz, nella quale localitù si Hnisce alla seconda linea . Questa,· la più orientale, parte da Gorlitz e per Lobau, Zilt.a~l e lleichenberg, prosegue senza inciampo di fortificazioni sin presso agli immortali campi di Sadowa , dove è successivamente sbarrata da nord a sud, dalle due fortezze di Iosephstaclt e Koniggra.tz : arriva quind i a Parduhitz. Oltt·e codesto ulLimo luogo proseguono le cluc linee unite il'.'l. una sola fino al confine moravo, di dove nuovamente bi parlite, corrono in due rami per Bri.inn e Olmùtz fl.n(l a Lundcnhurg e di là , ristrette ancora in una vià , finiscono poco oltre a ·Vienna. " In tale si tuazione delle cose , la presa delle quatlro fortezze o di almeno due cli esse, appariva come la. ind ispensabile condizione cli possesso delle linee. Ben è vero che costrulle su vieti sistemi, uè meglio , da quanto pare, approvvigionale delle piccole forlczze frances i nell'tùl.ima guerra, non avrebbero fo rse conùc, un attacco fatta diversa prova di queste ; come dc\nno luogo a supporre le tl'altatirn quasi condotte a termine, per la resa di Koniggriitz l'indomani della battaglia di Sadowa. Thfo i T1 rnssiani non dovernno nemmeno ·ai·cre il fas ti di o cli simula.cri cl' assed io. Fra i due abitati di Turnau e Kranlup, il primo situato a nord del gruppo di fo rtezze ;Josephstadt-Kòniggriitz, il secondo a sud della piazza di Tlieresicnslach. aveva il governo austri aco tollerato la costruzione di un tronco di giunzione delle due linee di sopra mentova!e, med iante .il quale perveninsi a girar l'os tacolo delle fortifica zioni. Di qucs(o trou c:o si valsero i ])rns-


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LA QUESTJONE FElH\OYJAfl l A MJl,lTAHE

sian i, di cui linea dì approvvigionamento e principale comunicazione divenne la ferroria Lòbau-Reichenberg. Turnau-K.ranlup-Praga-Pardubitz-Bri.inn-su Vienna. Non rimaneva che ri storarue i danni e, fattovi affluire ì,l materiale occorrevola, rimcUerne l'esercizio, ·colla celeriUt voluta dalle rapide mo'sse degli eserciti. La stazione di Tumau era sta.la quasi demolita dai Pmssiani per loro oper_e di difesa, e Lrovava si ingombra di queste. Da parte loro gli Austriaci avev[\llo pressochè disrruua la via di giunzione predetta fra Turnau e Kranlup; le rotaie vi el'an o state divelte, di cinque ponti metallici eran o state srit.atc e porLate via ~e longarine . Più alto, sul trallo da Praga a Pardubitz, 11 ponte _presso Kol!in era slato pure danneggialo . ~-n , pratt_co , esperim entato giii in varie operazioai di terrovie sul teatro della gue rra in Ttnlia , aveva. assunlo il non fac ile impegno di sgombrare del materiale le linee che si abbandonavano al nem ico. Ln op~razione aveva. avuto esito fel ice fin o 1' J?raga; ma qm Ja man canza di una linea di giunzione fra le ferrovie ~ell'ovesl e quelle del nord, aveva im ped ito di trarre u1 salvo 20 locomotive è .2,000 vartoni. Predato più tardi (8 agosto) da i Prussiani, servt questo materiale efficacemente r imette re l'esercizio. Il 3 luglio , dì della battaglia cl i Sadowa, i !reni pru~siani si avanzavano sino a .Turn au . Questa piceola stazione, per meUi ingombra e per metà demolita, era nllora tappa finale di qua lll'O corpi d'eserci to e del corpo di cavalleria della prima armala. A ·scaricarla .alquan to, riàtttva vasi fra. ii 3 e il 9 il Lralto TurnauKòniginhof, sul qunle Ycnivano a stabilirsi i depositi di due fra ideai corpi d'esercito. Il servizio rra .Turnau e Praga, non potè, in causa delle ricostruzion i da forsi, essere ripreso prima dei 2L ma già il materiale predato .aveva permesso di mandar tren i da Praga :-tessa fino a

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IN ITAI.IA

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,Lundenburg. Besse del rimanente l'esercizio del (ronco Turnau-Praga solamente per pochissimi giorni; ' chè ne.Ila nol le dal 21 al 28 una sortita della piazza di 'Theresiens!adt, sorpresa la piccola stazione di Liebschi tz, vi cattura va gli irnpiega(i e nel ritrarsi disLruggeva pnrte (lei ponte che lì presso scavalca l' Elba. 11 ponle fu r'i.tmesso, ma per i soli pedoni, onde occorsero çl'u llora in poi tren i cl irnrsi per i due tronch i della fo rrov.ia separati dal fi.ume ; gli approvvigionamenli, le munizioni .si dovellel'Odiscendere e mandare per le ordinarie vie -alle più prossim e libere stazioni. Così si contiimò fino :all'8 di ngosto, quando pel conclnso armisiizio si aprì ai Prussian i la ferrov ia diretta da Lòbau a Parcl ubitz.

-Spedizione d' Abissùda. - La spedizione di Abissinia ;non è sotto i riguardi del servizio ferroviario in guerra, così ricca di insegnamen ti , come le teslè descritte · campagne. Pur t.uuavia alcuni brevi ce1rn i su di essa non lorneranno superflui ali' argomento . l\iferisco le parole di un testim onio ocular'e, il signor d'Hendecourt fov ialo mili lare di l~rancia: « C'était 11 Zoulla (,1) surtput, ù ce t.te bnse d'opéra« tions s·i bien choisic et si précieuse , que les plus « surprenans efforts avaient été dépensés pour trans« fo rrr1 er une plage déserte en un vasi e en,t rep6 t. .. .. « Ce ne fut qne dans le coura.nt dn mois de décemb l'e ·« il867 qu'on put comm encer les travaux du chemin « de fe r, les études préliminaires ayant exigé un certain ·« temps . .Oi1'i gée du mole clP- Zoulla au carnp de Ku\x rnoylé, au pied des rnonlagnes, celle vo ie avait atteint,

(lì Zoulla <'ra In lesta rii sbarco dcli' eser cito ~i sperli_zion~:. ·Fra di essa e il piede delle montagne, stend evasi una sp,nggia ;bassa e arenosa attraverso la quale fu costrulla la ferrovia.


34,i,

l,A QUESTIONE 1'Eil1\0Y1All1A MlL!TA IUi

!e

dè:; 19 fcnier 18G8 , une lougueur dc (i milles 9 kilomètrcs 4 f2). La circulation fut établie sur-le,! c·hamp, et tandis qu'on transportait an fin· et ù « mcsure des be.c:oins le matériel néeessairc pour la " f·om:.lmc rion ù'w,c nournlle scction de la ,·oie ferréc « lcs .~pp~·ovisionn.emcns étaient tr..insportés ù 11n dépo~ « prov1sotrc élabh en tètc de 1n ligne; chaque jour , << ,150 ou 200 tounes de matél'iel étaien t ainsi cnlcvécs << cc qui épargnait au scrrice des transports dc lonrr; << délais et dcs far igues <;onsidérables pour les animau~. {< Un put ~ors ne lais::;er .ù Zoulla qu'un tl'ès-petit <' uom(.)('e cl anm1aux, et lanchs qu'au ])orci dc la mci« il fallu!t Jes abr~uver ~'une eau distillée d'un prix <( de rcnent exorb1Lanl, ils trouvhcn t au milieu de la {( plain e l'eau douce quc four11issu1cnt cn aLonclance « des pui ls ercusés par l'arrnée . .\ la fin de 111ars fa cc ligne alteignait le neuvième mille, et avaui le 1e, 1~ai « le parcours lolal dc ·I2 milles ( I9 kilomèlrcs) était « tcrrniné . J)cs cMvécs, p1·isos dans /es différc111.s corps « dc .l'arméc, nrnient scules acl:ornpli ces ll'avaux sous. « la direction du servicc du génie. l,es rails, Jcs tra<<: Yerscs, le rnatfriel roulunl, a rnient élé opporlés de {< l'lude, et. ee llC fut pas une pc!ile diftlculté que de· "i< 111ellre en état de sc1·viee tous ces objets de modèles « tlivers . J.c sol moll\'t1J1I clu désert fut µarfois un ·<< obsracle séricnx pour établir so lirlemenl les rails « des t.ranchées du ecnl. elre creusées ù tl'avers quelque; <1 collincs ; il fo llut jeter sur des 1orrcnLs huit ponts« en fcr, dont quelques-uns ù plnsieurs lraYécs. « Jusqu'au 24· mai, Jcs trains ne cessèrcnt de se· « succéder, eniportanl jusqu'mt piccl des montao·nes « tous les appr0Yision11emcn ts néccssaires ; h celle clate, « la campagne élait Lerminée. Dans la retraile le « t:l1ernin de lcc rell(Jit de nonveaux services. ArT.i,;ées « ù KurnoJlé lcs troupes furen t cmbarquécs sur la 1

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I :\' ITAL I.\

« rnic ferréc et couduitcs sm le mòle de Zoulla, cl'où « cllcs éta ient immédiatemen t trausportées ù bord des (< bùl.imcnts. Cela permit d'évitcr aux régimcnts fatigués « par de Jouo·ues marches, d'avoir à séjourner plu« sieurs jour; dans lcs plaìnes hrùlanlcs du littoral, « oì1 des maladies étaicnt à redouter pour des hommes « épuisés par les privations dc In campague . Chaque « jour , les trains <lu chemin clc fer trunsportaient (< ainsi jusqu'à a H>OO hommes avec les bagages et "' le rnalériel. Ces chiffrcs font jugcr suffisamment les « inappréciablcs ser vices que renclit au co rps cxpédi « tionnaire cl'.\byssinic l'établisscmcnt de celte voie o: fcrrée. La nature du pays n'eùt. pas permis dc la <e pousser plus loin. Non compris la valeur du n1ac< 1ériel apporlé de l'Iude, où il n.Yait déj.:1 servi, ces « 19 kilomèlres de chemin dc f'er arnient eoùté seule(( mcnt 6,000 livres sterling >). 1

lì1w1·1·a, /l'anco-gc1,mrmica - La Prussia aon aveva mancato di trar profitto della campagna di Boemia. Le sue di.Yisioni di ferrovia erano cresciulc a quattro, diventate un'istituzione permanente dell'esercito, poste in relazione col riformato senizio di tnppe. All e quattro di\'isioni prussiane, non tnrdò ad aggiungersene una quinta, ba varcsc. La composizione di codeste divisioni può ritener1;-i in massim a di un pcrsonnle tecnico dirigc1He, di un personale tecnico Ìll aiuto, di nna cornp<1gnia di pionieri, cli operai borghesi in misura «l~I bisogno . Il personale dirigente comprende, oltre il cornandanle ùella divisione e l' amministrato re capo del materiale addcttovi, tre ingegneri per ciascuna. delle due sezioni nelle quali la divisione si ripartisce. Il pc!'sonale d'aiu~o è compos~o cl.i. c_ontabi~i, amrn in!sl,·atori del rnaterialc , sorveghan11 al lavori, macclunìst i, impiegati telegrafici. Le divisioni prussiane, for-


3t6

l.,A QUESTI ON E FRltnOYI.lllIA M[Ll'l'AHII

male.si a Ilel'l ino, al'rirn, ano sul Lealro della o·uc rra pochi giorni dopo aperre le ostilità : la bavar;se alquanto p iì1 in ritarclo, essendo stata trattenuta sulla d es tra <lei Hcuo ai lavol'i cli una fc l'roviu n1ililare fra 13 rnehsal e (;crmersheim , occorren te a stabilire una comunicazione colla fo1·1ezza di Rastan. Per parte loro i Franc;esi entravan o iu campao-na con un baungli one cli l'c r1·ovie composto di circa GOO opera i (falegnam i, fabb ri , ecc.), cui era addossato lo speciale incari co di soslitufre il corpo dei ponti'C ri nel :i.meu~rc, . in 1:n;rnic.ra semi-perman ente , i ponti slnbit1 orcl1n a1·1 o Jerror1ari dislrul,i dal nc111ico. I.o ,comnndara ron grado di colonnello , I' ingegnere J)a igremont, persona di no ta abiliLì1 in siffa tti lavori. J~ corpo aveva nnifonnc di gual'Cli c mobili; un parco ·d1 .u. ''.e llure lo acco rn pagnan1. ; i depositi prin cipal i erano m ~Ietz. li personale di uffizinli e operai era qunsi per ìnticro sfato trnllo dall11 socieLù deìle fcr. rovie d~ll'est e compos10 r:on persone aventi pratica della lmgrn. .1 tcdesc ..i. ,\Ii aITreuo a so,rniuuO'ere cl·1e ' • l:>t> I') per la piega p~·esa tla.3li nncnimen:i, codesto corpo non ebbe quns1 occaswnc cli mostrnrs i , e fu sciolto poco dopo con1posLo. In. quan! o ali' .escreizio rl el1e vie da au 1uisia rsi sul n ~n!1co, la ~'r~ss,.a riserbarnsi di proncdcr\'i con spe~ ,cial1 Comm1ss10111 <li nu mero approprialo ai hisoo·ui e formale c!i i111!)ic?ati Lo_lti alle ,.varie ferrov.ie gen~irni,che; la l•rnnc1a IDYece ne aveva dato assunto alla detta società dell'esl. Innanzi di discorrere con qunlehe particolarilà dei lavori cli ferro via in qucsla campagna, giovcril vedere quali fossero le principal i linee della zona di terreno ~esti nata a divenir teatro della guerra, e quali osLacoli s1 presentassero all'invasore per po droneggii:1 l'le. (Vedasi per maggior chiarezza la caria annessa) .

I~ l 'l'ALIA.

Continuando la strada ferrata della valle della Nahe, u na prima linea valicava la frontiera francese non lo11lano da Forhach e per ~Ietz, Thionville, Montmé.dy • e Sedan si diri()'eva su l\l ézières, d'onde in due rami (Mézières-Reims~ Ilirson·Laon) su Soissons e di là sul.la ,capitale. Tutta a binario doppio , meno pcl tra tto fra l:lirson e Soissons, sban·aLa success ivam ente <l a alm eno :-;ei piazze fo rli, principalissima fra le quali Metz, ua.luardo della Francia, posta oltre ciò e pet· lungo trallo all'estremo co11fine della zona invasa , era rhiaro che su tl i essa uon si sareb bero porloti i primi colpi dei :Prussia ni. Uno. seconda li nea più cenlrale esisteva cui si perreni,·a dalla Germania in due rarni , pc~ ponte di Kchl, cioè, e Strasburgo , e per Landau , vali cata la frontiera a Wissenburg ; unili i dne rami .i Wendenlw im , proseguivano per Nancy, Toul e· Chtùons sn ·rariO'i. La linea era pure a doppio binario, meno pel 1rnll~ fra Wencl enheirn e il confi ne , cui fu posto dai b nvarcsi du rante le operazioni. Altrettanlo era fornita di fortificazioni quella prim a ferrovia, allrellanto ne d it'ellaYa quest'uhi ma . Una sola piazza vi si incontrava e già a gran distanza dal confine, Toul, for! ifì ça t~ n_ominalrnentc con vecchie mura addossate alla c1lla, nfodicata senza importanza dai francesi stessi. L'allra 7>iazza , Hagucnau, tult' accosto alla frontiera e no~o 1 fe rroviari o, c1·a stata cléclassée co n clec:rclo del 26 rnglto 1867 : risoluzione fun esta , di cui le conseguenze furono incalcolabili. llaguenau fu presa dai J3adesi il dì i agosto. Strana cosa, che d1 più cl i 80 fortezze che si Lt'O\"ano sulle ferrovi e francesi, di 26 venule a man ~ dell' aggressore sul solo teatro della guerra , . non s~ rinvenisse che una vecchia bastiglia per cbmdergh ]a principale linea sua di operazione e di approvvi·!J'ionamenlo l ,., La guerra sulle ferrovie incomin ciò con atti difensivi


JN l'l'ALIA

3,i.$

LA QUESTIONE rF.llllOVIAnIA llllLl'l'AllE

da parte dei Prussiani. J! materiale dell e linee del Palotinato fu posto Dl sicuro dietro al Reno, predando per la circostanza ~00 vagoni francesi. Il 2'2 del luglio • t Badesi distruggevano la porzione mobile del ponte di Kehl, posta sulla riYa destr[,; il ponte non fu rimesso che mollo tardi in modo proVYisorio, e solamente nella seconda metà del novembre riattivato l' esercizio fra le due sponde del fium e . Due giorni dopo la rovina del ponte cli .Kehl, un partito di ulani, a cui s'erano ·aggiunte persone tecniche, passava il confine, vi sorprendeva le guardie francesi, e faceva saltare in aria porzione di un viàdouo fra Saargemi.ind e llaguenau. TraLti di rotaie a destra e a sinistra del viaclollo. eran o svelti con cartocci di dinamite. , L'andamento degli avvenirnenti foce che codeste distruzioni tarnassero · piullosto dannose che utili ai I'russiani. 11 7 agosto gli eserciti fran cesi erano in piena ritirata. Il 11O era già rirn esso il tronco SaarbruckForbach guasto dai Francesi su pareechi punti, e vi si trasportavano feriti. l\Iollo materiale veniva' a mani dell'invasore. Il ·19 la principale linea di oper<.lzione da Wissemburg per Haguenau e 8averne, era in attività fino a Luncville: al 22 i treni si spingevano fino a 'Nancy, e di Il sulla trasversale fra questa citlà e Metz, Dno ad Ars-sur-Moselle, a 9 miglia (45 chilometri ) dalla fortezza. Il 23 s'imprendeva il ristauro clol trallo verso Toul: ma qui l'intoppo impediva di proseguire oltre. A quella trasve1·sale tlivenuta così il luogo delle tappe finali deli'intero esercito tedesco, fu immaginalo arrivarvi con entrambe le linee da Wisscmburg e da Saarbruck. Occorreva perciò girare l'ostacolo di Metz, ed a questo crasi ·pensalo molto tempo innanzi; si dprese il progetto quando fu visto l'esito dei primi combattim enti attorno alla piazza, e se ne cliedeiucn1'ico alle divisioni 1• e 4•. La deviazione dovcni. staccars i

349

a Remilly dalla linea Metz-Saarbruck, ed entrare a,

Pont-à-}lousson nella trasversale predella da ì\Ietz a Nancy. Sviluppata pressochè 5 rnig_lia (chilometri 37) condotta attraverso paesi accidentati pel valico dei partienti cl'acque che vi si incontrano, si spernva, rnalgrado di queste ed altre clifficoltù, di averla compiuta in 20 giorni: ma l'esito non corrispose alle speranze. Intanto, chiuso il maresciallo Bazain e in )Ietz,. prosE:guiva l'esercito tedesco il suo cammino su Parigi. Di lì' datano g iorni fra i più nefasti di. (ruella sua campagna: giorni misurati sovente all a -stregua degli si.enti e delle priYuzìoni. Toul resiste, a . I treni d'approvvi.g:ionamento si ferma vni10, sul ramo a mezzodì.' a Nancv ,_, ., e nelle vicinnnze; · sul ramo a nord, a Remilly: nè semp re si pe.rveniva a scaricarli. Quest'ultima stazione specialmente presentava il più grandioso e ad un tempo il più desolante spettacolo. Montagne di casse si ergevano nel ristretto piano di essa e nelli attigue pressi: abbandonàti a se stessi e stivali , gli approvvigionamenti, il pane specialmente, entravano in fermentazione e riempivano l'aria d'i moleste emanazioni. Sulle linee giù rimesse i treni non movevano che di giorno, e con grande lentezzai còsicchè il postale stesso impiegava 36 oee da Francoforte sul ì'11cno a ::{ancy. Ad ogni momento si trovavano or qua or là allentate le giunzioni · delle rotaie: e i treni in pericolo cli deviamento . Un ordine del quartier generale principale aveva stabilito che, a guarentigia contro gli attentati, ostaggi scelti nel paese dovessero ad ogni corsa accompagnare treni (4 ); oltre ciò i ·comuni sul cui territorio sue(1) Cod esta parti(;oìarità ·deg li ost.iggi sui treni Ila dato luogo a d una vira controversia fra i due CO\'erni impegnati nel con• flillo, controrersia che importerebbe, sollo le vedute del diriuo .delle ge nti, di rodere r isolta.


L.\ Qli.ESTlONE l•'lslHìO\''UU[.\ N!lLl'l'AHE

Gedevano i sinistri, erano tenuti a .pagarne gli indennizzi.· Ad ostaggi erano designate sul principio persone di tilicvo nel paese, e invitate ad ogni vol ta con lettera a domicilio di trovai·si alle rispettive stazioni; pil'.t tardi si preferirono impiegati delle societft ferroviarie come supposti autori. o aiutatori degli attentati. Nè erano, quantunque grand i, queste le sole difficolli\ che allraver:-;assero l'esercizio . La deficienza del persona!<~ crn tra le più sentite, specialmente in guarclav ie, gu1.1rdafreui, inservienti ,,Ile stazioni. Dapprincipio si erano a questi uffici · posli soldati, ma non avev,:ino soddisfatto : e po·ichè gli impiegati antichi francesi si erano d-0v_ump1e ritirati, aveva bisognttto chiamarne a furia dalla Germania. Altra diffìcoll.'t era nella diversitb del materiale francese dal tedesco, quest'ulLimo di peoporzioni quasi S·empre più larghe del primo: onde aveva necessiltl.l<:> togliere pedane, smozzare fm:naiuoli, talvolta ancora abbassare il piano stradale, e tuUo ciò senza interruzione dell'esercizio. A peggiorare an cora la situa:1.ione aggiungevasi, dopo la catastro fe di Seclan, il trasporlo dell' esercito di Mac-Ma.hon. Fu fatto ·con circa 50 treni, ciascuno di 2000 uomini, dei quali .:inclarono 2ts da :'iancy su Wissemburg , e ~ aò da Nanc,y su Snarbruck ( vi.a Remilly) . Giorni migliori si avvicinavano per l'invasore . Una grossa partita di materiale era stata predata a Chu.lons, e con esso erasi iniziato s in dal 13 seuembre un parziale esercizio delle linee, da una parte su Reims, dall'altra verso Toul. Stretta da presso, bombardata con cannoni di grosso calibro, questa miseranda città capitolava il gi.orno 23. Lo stesso dì era tçrrninata la deviazione da llemilly a Pont-ù-Mo usson; il treno inau-

IN lT.\LlA

35'1

gurale partiva tre giorni dopo , recando, pietoso ricordo, . ghia ccio ai feriti {'1 ). Così per due linee arrivavano ormai i treni a Nancy, d'ondo per Chùlons si spinge,,ano senza intoppo sino a Nanteuil a 74 -chilometri da Parigi. Oltrepassata questa localilà , grosse demolizioni impedivano di pro· seguir ollrè. La principale di queste era al tnnnel poco ohre la stazione, di cui la testata an teriore era Slatn tovinata con mine per più che ~O metri. 11 rnonte era in parte scosceso e colle macerie sue aveva ou.urata l' apertura . Più a valle a Trilport, era gràrnm ente guasto. il ponte sulla Senna.

(I) Ecco alcut1i ragguagli su di codosla importan te opera òell o divisioni di ferrov ia prussiano, tolti cJalln Afil. 'JVvchenblatt: Lo studio di quoslo lronco fu fac ili talo assai dalla copia di carte partico lareggiale e di elementi di ricognizione che esistevano presso lo stato maggiore prussiano . La direzione dt:i lavori, per la parlo mi litare, fu affidala al capitnn·o Golz, addello allo slalo maggiore del minislro della guerra; per la parlo tecnica, ai capi delle divisioni ferr oviarie 1• e 4\ ingegneri Dircksen e Menne. Ol!re al persona le delle accen nale divisioni l8 illlpiogati tecnici dirigenti con personn le d'aiuto o 450 soldati pratici di lavori fcrrov ic1 rii), concorsero àl l'opera la 2.a e 3" compagnia pioni eri da piazza del 3• e ,1• èorpo <l'a rmata (800 uom ini), circa 3000 lavoratori borghesi· e u n parco di 250 carri . Uno squadrone di cavalleria era incaricalo dHi senizi di vigilanza. li 1,1 0 goslo s'io tropresero i lavori di r icog, ti1.ione e di trac· cinmcntJ; conlcm poraunamentc si in nalzavnno i baracca monti per gl i operai e si spi ngevano indagi ni per raccogl iere il ma..: teriale occorrente al t'armamrnlo della li nen. li peso di questo era cn lcolalo ascendere a 170,000 quintali (8750 tonnella te}. No fu rinvenuto gran parte nei depositi di Saarbruck e di For~ bnc;h, a Courcelles e Chfttoau-Sal ins; il rimanente fu procuralo disa r mando la linea , in utile pei prussia ni, verso Courcelles stessa. Il malcrialo era condotto por ferrovia sino a ncmilly e Pont-à-Mousson ; co là posto sui carri e recato _su di un punto


3oz

LA QUESTIO~ E Fl( UllOYL\[\[,\ i\lIJ,[TARJ•:

.Diveniva urgente di riparare a questi danni. L'esercito aveva oramai accerchialo Parigi . Bisognava provvedere al reltovagli amento di 280 ,000 uomini, accampati su di un ristrello spazio Llorn le vicende della ·g u_erra e la previ denza del difensore, [avevano inaridita. o soppressa ogni fonte di approvvigionamento. Bisognava olu·e di ciò dar opera all'invio del parco · d'assedio, calcolalo di. peso non info t·iore a 3000 tonnellate. Alla grandezza di codesti còmpiti fallivuuo gli ordinari mezzi di trasporto; osserva.vasi infatti che i cavalli avrebbero, nel solo viaggio, consumato d' approvvigionamenti il peso che potern uo lrfli nare: tanto erano csuurite le centralo della deviazione . A facilitare i fras porli, giornrono assni gli equipaggi da ponte del 7• ed 8' corpo d'armata impiegati al blocco di illetz. I lavori di sterramento incominciarono il 17 "agosto; il 23. del settf!mbre erano terminati e questi e quelli d'armamento ; se si detraggono 5 giorni di pioi gia, si scorge che l'opera non aveva richiesto più di 33 giorni. La linea ha Lre stazioni, delle quali una con ser batoio d't,cqua: le salite massime sono del 25 pee mille, le curve massime di 600 piedi (metri 188). Come principali opere d'arte souo a noverarsi: un viadotto non lontano da Rémilly lungo 50 piodi, allo 12; un secondo viadotto attraverso ad una prateria bassa lungo 500 piedi, alto 23; un ponte di slillate su lla Seil lc lungo 50 piedi; altro ponte pure di stillate sulla Mos"ella lungo .2SO piedi. Altri particolari au tentici su di codesta opera: La via è ad un binario; l'argine stradale ha in puula la larghezza di 12 piedi. Per evitare grossi lavori, il piano della strada fu faUo seguire, quonto pH1 era possibile, lo ondulazioni del terreno, ritenute per base, rispetto alle curve ed alle sa lite, che la via si dovHsse percorrere con convogli di .20 assi utili. Le rotaie sono del sistema Yiguol e posano su traver~c. Sollosuolo a queste non fu fatto per mancanza di rnalerinle e di cur1·i da tr:isporlo; ciò non·oslautc il treno di esperimento percorse la via con velocità di 30 piedi al secondo {34 chilometri per ora).

·r


353 risorse del paese che aveva.si da attraversare . Alla sola ferrovia pertanto doveva spettare di compiere la grave bisogna. ì\ia la produttibiliti.t cli quella era lungi dal corrispondere a.Ilo sfogo che se ne esigeva . Di 50 treni, di opposte direzioni, che norrnalmenLe vi si possono spedire , se no mandava.no aflora al più Hl, contenuti Lutti fra le 6 cl el mattin o e le 6 di sera. Cammina.vasi con lentezza per la insicul'itù de1 paese ; cosicchè ponevansi cinque giorni. da Wissemlmrg a. Nanteuil e u na S(' ltimana. al ritorno . Divenute insuffi cienti quella piccola st.iziono di Nanteuil e la. sua vicina di Nogent ('l ), s'era dovuto far capo colle lappe ad altre stazioni più addietro quali Chateau -Thicrry , Epern0-y e Chalons. Fra di esse e Parig i p iù di 3000 carri attend evano giornalmen(e al trasporlo degli approvvigionamenti o del parco d'assedio; il tragitto si fa ceva in due o quattro giorni e le vie erano co me seminate di veicoli. Due locomoti.ve stradali cooperavano al traino dei grossi cannoni d'assedio, dei quali conducevano IN ITALIA

"'

•

(1) La ristrettezza delle stazioui destinate ad essere momentaneamcnto capo di linea, e la impossibilità quasi sempre acccrlJ ta d i ampliarlo. sembra siano sta te le calamità costanti, non so!amente di questa campagna, ma anche di quella di Boemia. Si com prende di leggieri come la regolarità del l'esercizio, fonda ta sulla regolarità dei turai delle macchine e de~ ma teriale, non debba aver più luogo quando per una circostanza qualsiasi,qua le appunto la ristrettezza delle stazioni estreme e la diflìcoltà di scaric'lrvi i trnni , venga pure a mancare l'altra . A diminu ire questi inconvenienti ha giovalo assai la designazione di pa recchio stazioni estreme, anzichè di una sola , non solamen te pei diversi generi di trasporto (truppe, cavalli , argl ierie, ambu lanze). ma ancora per le diverse unità talliche cui dossi generi vanno . E giova pure, ed anche più, un regolare servizio di sgombro d i delli approvvigionamenti appena giunti ;n stazione . ANNO I.VI, VOL Ili , .23


35-S,

I.A QUESTIONE, F.ERllOV!AUlA M!LITAI\E .

da due a tre contemporanC'amente co i. rì~peai vi affusti ('I}. La divisione 2a aveva ricevuto incarico dei lavori .occorrenti ad approssimare più le Lappe finali a Parigi. Una sua sezione attendeva alla ricostruzione del tunnel presso NanLeuil, opera irta di difficoltà e non scevra di pericoli . L'altra sezione attendeva al rifacimento Hel ponte presso Trilport. Nel dubbio che queila prima opera, di cui si spera va però non lontano il termine , fosse attardata da al!ra difficoltà, erasi quasi contemporaneamente intrapresa la deviazione del la ferrovia attorno al tunnel stesso; e vi lavoravano all'incirca 11000 operai. ta precauzione non fu inutile; il tunnel rovinava nuov.amen le nella notte del 6 novembre, senza che ri·uianesse speranza alcuna di potersi riprendere l'oper.a. Si riportarono gli sforzi sulla deviazione ch e fu final, mente condotta ·a termine il '.23 , i lavori avendo duralo 23 g iorni. I trasporti di truppa e del materiale fece ro allora capo a Chelles, ad un miglio dai fo rti.di Parigi; quelli d'npprovvigionamenti a.Lagnyea ~Ieaux . Vantaggio di codeste stazioni più vas te e meglio ripartite delle primitive di Nanteuil e Nogent, era di consentire l'esercizio più celere e più regolare della linea: onde, ùd esempio, i treni postali non impiegavano più che due g iorni da S 11 tlgart a Lagny . Diminuita era pure la lunghezza del tragitto sulle ordinarie vie per raggiungere i campi; la (1) Codesto locomotive erano stnte forn ite dal la dilla Fowlcr. Erano pervenute a Pont-à-l\lousson per .f'érr.ovia, o di lì avevano trainato in prova sino a Commcrcy (40 ch ilometri) prima un convoglio di approvvigionamen ti di 14 vagoni, poi una , g rossa locomotiva di ferrovia col rispetti vo tender. La strada ha cun·e assa i sentile o salile dell'8 per 1. Erano poi state mandale a Nanleuil per aiutare, come dissi, al traino del parco .d'assedio; ma sembra si rinunciasse a valersene per ragione dei g uasti recali alle strade.

IN ITALIA

355

-quale mentre- era prima, com e dissi, da due a qnatu·@ marce, non fo onimai più che di una sola. .Pf'im.a ancora che eon q uesla linea si facesse cap0 aJcrimen~i pervenuto col rigiro Chi\lons-Reims-Soissons-Sevran; arl nord e tull'accosL&. a St-Denis; cli che s'era avvantaggiato àssai il servizio J'approvvigionamento dell'esercùo della i}losa, r,he lì aveva il suo quartier generale. Il principale o·stacolo al rialti va mento di quella linea, era sla.lo, dopo la resa di Soissons avvenuta il rn ottobre, il rista.uro del tunnel di Bercy vicinissimo alla fortezza, rovrnato su due punti. fai ricoslruzione richiedendo molto tempo, s'era intanto attivato un parziale esercizio del tronco Vi11ers- Co1terets e Sevran, servendosi in parte di materiale· predato a Le Bourget, in. parte di vagoni fa.lii ven ire da Creil per la .linea di giunzione di Crepy. NeUa prima metà del novembre le opere d~ista.uro trovaridosi ultimale, la in terruzione era tolta e i treni correvano·senza impacci@ da ChDlons a Sevran. su .Parigi , era.visi

Non con uguale prontezza aveva potuto essere .ristabil.i.t.a la linea lungo il confine belgico, che da Saarbruck inette a Parigi pei due rami di \Uézièresi e Hirson. · Un prim o passo s'aveva fatto colla presa di Metz (27 ottobre) ; le bocche da fuoco di grosso calibro impiegatevi, erano state per ferrovia dirette su Thionville onde cooperarne alla resa. Codesta piazza, stretta già, da lungo tempo, capitolava il ~H novembré. Successivamente capitolavano . pure iUontmécly il H dicembre, Mé;àères il 2 gennaio. Non s'era però atteso tanto per rirnellere la via; e la divisione 1a ne aveva avuto Io-. incarico. Nulla, scriveva su cli questo, proposito un corrispondente, nulla può dare un'adeguata idea della: rovina alternatamente operata da: Francesi e Tedeschi


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LA QUESTIONE F.EIU\OVUlUA MIU1'AI\E

attorno a Montrnédy. -Non , contando 1e leggiere detel'iorazioni, vi si trovano successivamente guasti: 1m tunnel presso Longuyon; un porùe sul Chiers tra Longuyon e Colmey; altro ponte sul Chiers presso Colrney; un chilometro di via presso Villecloye dove le rotaiesono state svelte ; un terzo ponte sul Chiers presso l\fontmédy; l'armamento di codesta stazione; un secondo tunnel; finalmente il. viadolto non lontano da Thonne-les-Prés. Astrazione anche fatta dell'importanza strategica della linea; era di necessità ridonarla . allo esercizio per usufruire la grande quantità di IT:ateriale rinvevntovi; c ioè in Montmédy "11 locomotive e circa 400 vagoni: in Sednn 7 locomoLive e 300 vngoni. I.nollre rimaneva a sgombrare la ricca preda dell'esercito cli Mac-Mahon . Le tre prime fra le rovine accennate, erano stale operate dai pionieri tedeschi per coprire alle spalle l'esercito nella sua marcia verso ~M_dan; nè cagionarono per farle sparire grande lavoro, essendochè -1e m ine nel tunnel avevano in parte fallito, e i ponti erano guasti nelle volle, non nelle pile . Tutte le altre demo.., lizioni si trovavano sotlo il cannone della pi.uzza cli Montmédy, nè vi si potè dnr opera se non questa occupalél.; per ò delle parziali r.icognizioni erano . state, non senza pericolo, in!raprese dagli ingeg neri durante l'assedi o ed a:rnvano somministrate prer,io:sc indicazioni sui manufatli da esegu irs i, di cui s'erano tosto intrapresi i preparativi nelle officine di Longuyon . Il ponte sul Chiers presso ~lontmédy, era stato dai Francesi cosl b rillantemente fatto sal tare , ehe dell'intera· opera ( due archi di 60 piedi di apertura ciascuno) le sole spalle erano rimaste intatte; della pila'non rimaneva traccia; e le macerie sue e quelle degli archi ammon tate a diga faeevano al fiu me ri tegno. La pila fu 1·ifatta con basa.mento di grossi sassi, e sopra pietre e

IN ITALIA

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tra verse intelaiate: le aperture si valicarono con travate del sislema -americano. Il ponte çl.oveva essere compiuw per la metà del gennaio. .La ro vina del tunne l non la cedeva in grandezza a. quella del pon te. Lo si aveva ricolmo di Locomotive e vagoni, poi rovinato alle estremitù. per tralte, all'imboccatura orientale, di 33· piedi, all' occi<len tale, di "I 35. Un lavoro dì galleria riuscendo qui impossibile, si dovette ricorrere al lento sped iente di sgo mbrare e .nettare il vano dall'esterno. L'opera doveva anch'essa essere terminata per la metà del gennaio. Al viadotto sulla vallata della Thonne, la distruzione limitavas i a due aperture ciascuna cli 32 piedi. Si era soprarnurato sulla pila distrutta, e pel vali co delle tratte, preparate, di legname, leggiere strullm'e del sistema americano . Ed anche quesl' ultima opera dovevas : cp rnpiere per la· metà d el gennaio. Nel sud del teatro della gueera dopo caduta Metz, aveva bisognato provvedere di un a speciale linea di approvvigionamento il ~0 esercito stato diretto in parte verso Orléans per opporvis i al generale cl'Aurelles. La linea scelta molto contorta , come portava la necessità delle circostanze locali, dipartivasi presso Blesme dalla via 'cen!rale e per Chaumont, Chùtil!on sui: Seine, Nui.ts, la Roche, I,Ioret e Pithiviers conduceva ad Orléans . S'era ventilato se, nella parte centrale di codesta linea, a vece del troneo CM tilJon-Nuils-SensMorct, non avesse convenuto meglio i.I t1'onco più a no rd Chò.1.i llon-Troyes-Nogent-sur Seine-iUontereau, il qm le per la sua posizione ritenevasi più al s icuro dagli .at!ucch: de! ncm i(!O. Ma una ricognizione eseguita dalla ~· divisione di f'e rrovie, avendo consta tato enormi diffic.oltà rii ricostruzione dei due pooti a NogenL- sur.Seine e a Monlereau, l'ispezione generale delle tappe


LA QUESTIONE f E.UR·OVIAI\IA MI LITARE

359 .disegnavano più arditi e meglio diretti gli attacchi dei franchi tiralori contro le ferrovie a spalìe dell'esercito tedesco . Nella notte del 22 una banda _di quelli assaltava il villaggio di Fontenoy sulla l\'Iosa tra 'foul e Nancy, vi imprigionava i pochi sold.ati della landwehr che vi stavano a guardia, e nel ritrarsi rovina va le due arcale del ponte prossime alla riva destra ('I }. Tre g iorni dopo, nel mezzodì della zona invasa, i! colonn ello Ca rrière alla Cesta di 200 guardie mobili attaccuva i comandi di tnppa in Saint-Flol'entìn, Brienon, la 11.oche, .Joigny è Villeneuve-sur .Tonne, ·rovinava gra1Vemente il ponte, già una volta restaurato, presso Brienon e quello di la Roche, svelleva le rotaie fra l'lfontereau e Morret. Imp iegati dell'esercizio nell'accorrere sul luogo erano uccisi, feriti o fatti prigionieri; e pur prigione era fatto il comando di tappe di la Roche. Dovevano codesti essere gli ultimi fatti di guerra attorno alle ferrovie. La ca pilolazione J i Parigi , 28 gennaio, non solamente schiudeva ai Prussiani tulle le 'Vitali arterie alle quali la capitale è centro e cuore, ma poneva ancora nelle loro rrwni una ingente quuntità di maLeriale delle ferrovie dell'est e del nord, che vi si era rifugialn ; cioè non meno di 1000 locomotive e 40,000 vagoni . Si po teva acl unque nfformare' che, al pari degli altri strum enti <li guerra, anche questo importantissimo delle ferrovie era oramai spezzato nelle mani della infelice nnzione francese. I N ITAL!A

del ~ esercito aveva· prescritto cli allene-rsi stabilmente· a quell'altra direzione . Sebbene però di entità minore, le diffìeollà del riat'" tamemo della linea prescelta erano lungi da potersi ritener come lievi. I-1 tratto Blesmex-Dohjeux era in eserci1,io dal 7 novem.bre·; rna a'Vi1lers fra_ quell'ultima stazione e Froncles, s' in cònlravano già rotti tre pon ti di grossa struttura murale, di apertura rispelLivamente69 , 60 e 50 piedi-. I laYori per rimetterli durarono dat 9 rrovembre al 7 del d icer:nbre; 1e travate fur ono in parte libere in parte appoggiate a stillate fiue nel· fi um e. Quesla fu opern della so.la sezione 4a della divisione, cioè di una mezza e-Ompagnia di pionieri, eui s'aggiunsero operai tedeschi.' 11 fredcfo, la neve, l'insic:urezza del paese percorso da bunde di frarwh i tiratori, ii pochissimo ' sussidio che si· poteva trarre, peT acce~ lerare il lavoro , da quelle fred<lissim e notti, furono cag i01fo che l'opera non potesse essere compiula primadel termin·e indicalo. In questo fraltempo dall'altra sezione della di,•isione attendevasi a rimettere il ponte presso Nuits di cui tr.e aperture, ciascuna di .i,8 piedi, trovavansi ·roviriace. Le pile furono soprnJI}urate fino a'I piano cli sostegno,. le tratte valicote con travate del sistema americnno. Finalmeql-e i'l 14 gennaio, compiuti tutti i lavori, ristau ra1ti ancora una volta, senza interruzione dell'esercizio ,. i ponti di Yillers che un acquazzone aveva dann e'ggiati, un primo treno cl i approvvigion amenti poLeva pa r-lire da iBlesme ed arrivare senza impaccio ad Orléans. In capo a pochi giorni la locomotiva ~i sp ingeva a Tours .. 0

Si approssimava la estrema ora di codesta grande loua, non però senza reca re ·nuovi cimenli e nuovi, pericoli per i corpi di ferrov ie . Nei primi giorni' delb seconda metà del gennaio si

..

(I) Si sa come i Prussiani pun issero quell'allentato: il villaggio di Fonlenoy fu arso e la Lor èna mul tata di 10 milioni di lire. li rl Éumo t1'al troodo r. on era gravissimo; i du e archi rovinati si lrovavnno io acq ua morlil; la loro costrnzione non· potera adunquc richiedere mo lto lem po . In oltre appunto di quei giorni era stata r ia llivala la fe rroria su Parigi per Metz, Monlmédy e Méziér es. ·


LA QUESTIO NE f'E RR0VIAl1IA ~HLITARE

1N !TAl,IA

Un resoconto complessivo dell'operalo dalle divisionì d~ ferrovi:o: prussiane e dalla bavarese 'che loro si aggmnse, non venne fin qui pubblicato; le notizie date soprn sono ricavate dai giornali d'allora, specialmente dalla Gazzettacletl' Unione delle ferrovie tedesc!ie. Quando quel. l'esoconto sarà pubbl icato, si vedrà in quale enorme misura abhiuno le divisioni concorso ad assicurare l'esito di quella camp,igna tanto gloriosa per le armi tedesche. I.e privazioni, gli stenti, le dure fatiche, i lo. vori nelle rigide notte invernali, nella neve e nel gh iaccio non erano state J-e sole difficoltà a cui esse si fossero trovate a fronte; il battesimo del fuoco C:l la viva lotta non avevano loro mancato. Quas'i sempre da questi scontri improvvisi, le di visioni erano uscite con lor.o vantaggio . Meno fortunata però delle compun-ne . D la 3a divisione, lasciala sola in Ham, vi era stata sorpresa dall'avanguardia del generale Faid herbe in una sua ripresa offensiva; la div isione rifuggila in parte nel . cas(e!lo, in parte disseminata nella. città. aveva firmato una regolare capitolazione con cui ;rrendevasi prigioniera. di guerra ('10 dicembre): solo fatto questo che gel.lasse alquanto ombra sulle mirabili gesta di quel corpo.

istituita uua quarta commissione con sede a. Chaumont. Sopra codeste, quattro commissioni, slava la commissione centrale in Versailles, con a capo l'ingegnere Weisshaupt e il colonnello di Dranclstein. Il personale d'esercizio era stato per intero tratto dalle amm inistrazioni tedesche; 11 materiale era in parLè francese preJato nelle vari~ stazioni , 1na in ben più larga misura , _ tedesco , pure delle diverse amministrazion i. Secondo di chiarazioni ufficiali fatte in gennaio alle camere prussiane, la rete di ferrovie frances i esercita allora militarmente dalle commissioni, salivg. a 300 miglia (2260 chilometri) ; gli impiegati non erano meno di 3000 , il materiale di 30000 assi e 300 locomotive. Codesto quasi improvviso espandimento della rete germanica , non era stalo senza trar dietro gravi conseguenze, Una prima, fu l'al'resto dell'apertura di ogni nuova linen ; una seconda , la estrema deficienza di materiale per gli ordinar:i traffici. A quest'ultima aveva cercato riparare in parte la cassa dell'eserciLo acquistando sullo. propria dolazione 60 loco moti ve e 260 vngoni- eolla spesa di un milione di tulleri . 'Per porgere una idea dell'importanza delle commissioni d'esercizio, ripl'oduco i dati . relativi ad una cli esse, presa in sul nascere: la commissione di Chaumont. Si componeva allora di · 1 capo (ecnico, cli ,1 capo amministrativo, cli 11 ispettore capo dell'esercizio, di 3 ispettori, ,1 amministratore del rnaleriaìe, 3 ingegneri delle costruzioni, 1 ispettore telegrafico, 1 controllore, 3 ingegneri meccanici. La linea da essa esercita, .Blesme-Chaumont-Nuits-Sens-Or·léans, misurava miglia 93,95 ( chilomeLrì 706) con 800 circn. impiegaù , .esclusi i provvisori, come ad esempio i soldati deslinaLi a for ufficio cli guardafreni e guardav ie. La connmzione del 28 gennaio consecmiva alla capilo-

360

Non meno segnalati erano slal1 1 servizi resi all'esercilo dalle commissioni d'esercizio; nè meno nTavi i pericoli e le difficoltà con cui si erano trovnfe in lolla. Le c.:ommissioni erano slale in principio Lre : a Strasburgo, Nancy e Epernay (1). PiLl tardi (•1° gennaio) quando con venne rimeltere le ferrovie nel sud della zona di operazioni, che tendono ad Orléans, s'aveva ·

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(li La Comm issione di Strasb nrgo aveva per lungo tempo seduto a Carlsruhe, e conteneva rappresentanti militari di tutti gli stati del sud .

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lN ITALlA

LA QUESTI ONE FEUflOVIAltIA M!UTARE

363:

sist€ma, consentissero di introdurvi e tenervi i pazienti sulle barelle medesime ehe servivano al loro trasportodal campo; ·cosicchè il tragitto dalJ'ambulanza all'ospedale définitivo potesse per essi farsi senza mutamento di giaciglio. I comandi di tappa d'a~cordo co~ delegati • dell'Unione, dovevano provvedere pe1 socc~rs1 nel passaggio d_ei treni per le si.azioni. Codeste erano _le norme adottate . · ~la o fosse che la. previsione· venisse qui superuta dngli avveniment_i, o fosse, come si volle nsscrito, che in codesta matena · deH'assi stenza ai feriti l' antiveggenzu facesse ' in realtà 'dife-Lto, è certo ad ogni modo che non così regolarmente come per tull·i gl i altri servizi, si proeedessE'in questo . In principio di novembre, ci1·ca 60000 tra amrnalat'i e feriti avevano di già transitato per Magonza. « ~folti, scriveva un testimonio oculare, arl'ivavano nel più compassionevoh~ stato, lasciati giacenti sul · suolo dei .vagoni, tnlvolta senza neppure un ,magro letto di paglia; e così trascorrevano le fredde e interminabi li notti e i lunghi giorni piovosi senza il conforto di alcun aiuto . Perciò molti clamori si sono. levati .... .. » La carità ciltaclina non era a questi annunzi rimasta inoperosa. Privati, municipi, società ferrovi~rie in nobile e pietosa gara erano ugualmente accorsi a sollievo dei sofferenti . Gli st.ati del sud vi si erano specialmente seg;alali . Ecco in quale manie1:a, dopo· replicale prove, furono stabilmente ordinati i treni di a1i1bulanza bavaresi : · Il treno si. compone di '.23 vagoni, dei quali 3 con-tenrrono le provvig~oni occorrevo li; i rimanenti sono dis;osti pel passaggio dalruno all'altro in guisa che ogni occorrenza degli ammalati possa essere soddisfat.la senza abbandonare le carrozze. I vagoni sono riscaldali. Tre di essi, a quattro assi, tolti a prestito dal

!azio~e di Parigi, ampliò di 30 miglia (226 chilometri) J-0 · sviluppo dello. rele della commissione. Più tardi ·pei· successive aggiunte, il dominio della commissione, al momento cli sciogliersi, si stendeva su 183 mi(l'lia (chilometri iJ 378), cli rai ls; non comprese in esse° 30 migli_a. <.li linee, esercite dai. Francesi, sulle quali a terrrnnt della eletta conveuzione, le spellava il dfritto di sorveglianza. Un,~ p~rtjcol,a_r~t.'.~ . :i~sai note:ole cli c~~csta campagna, sono 1 '·' aspor t1 ci1 c;1.mrnalat1 e fer1t1. Senza entrar m_olt_o addentro io codesta ·materia, gioverà perèn tratteg$'1~rne le parti più interessanli_a complemento·de!le nolm.e date. Per pr_es~r:izione _del comando supremo i feriti e gli ammalati prn gravi, devevano essere 1:tllontanati dal tentro della guerra e disseminati per le run e cittù di Germnnia, negli spedali stabiliti direttumente dal Governo, o dnlla ( nio11e pei sotcors i. ai feriti. Codesto s~slern a . è ri_tcnuto da lungo fernpo iì solo pel quale s1 sr._em1~0 1 peri:ol i di epidemie, rmito fa.c iii a prodursi neile grandi agglomerazion i cl i persoue mol'hose; ~cl attuarlo nelle p•·opol'zioni che la guerra lnsciava 111travvedere, 0ra chiaro le sole fol'mvic avrebbero avuio bastante potere. - Una commissione ,di sgombero era stato, tosto che gli avvenimerHi lo avev,ino concesso . stnbilita in Epernny. I feriti meno gravemente dove~a110 viao·o·iare oo ne Il e on 1·mar1.e ear-.rozze. Per gfr alti-i enrn o ugualme nte raceornandnti due modi cli trasporto : o con ' vagoni allestiti secondo il siste1na ame1·icn no, o con vnfJ'oni ordinari chiusi, formalo pi"ima ai lettini un sottos~olo elasltco, corn~ sar~bbe di molle d'acciaio, che li premumsse daglr ur11. Volevasi principalmeIHe che o·Ji adattamenti da farsi nei vagoni nell'uno e nell'alt~o

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LA Q UESTiON B t 'EII llUYLA l\IA MILI'l'ARÈ

.Wurtemberg, contengono 42.z sedili ed 8 letti per ammal~ti e feriti leggiermente. Un altro yagone prossimo c~nt,ene un numero di letti, a due piazze, bastevole percbè, coi sopraccennati, ciRscuno dei ,f 22 infermi possa a turno riposarvi da 5 a 6 ore. Per riparo contro • .al freddo,, il_pavimento di codesti vagoni è rìc.operto ?a u~~ stuoia; d~lle traverse di legnarne post.e fango 1 sedili, servono moltre d'appoggiatoio ai piedi e di isoh\tore. Seguono ai detti vagoni: uno per uso di fatrina pure riscaldato, con sette. sedili; uno pel comandante deldt'eno· e per l'amministratore, dove sono pure contenuti gli strum enti e oo-li utensili di uso più . f requente; un vagone-cucina con ,due fornelletti; una carrozza del sistema americano con tavola e 4 letti per i medici; finalmente 112 vagoni pure del sistema americano, ciascuno con 5 letti pei feriti fgravemente. .I letti 11iposano su molle, e son provveduti di materassi, guanciali e coltri. Ciascun treno è accòmpa~ gnato da una guardia la quale ha cura dell' illuminazione e del riscaldamento . Alquanto diversi, ma pregiati pure assai erano i treni d'ambulanza del Wùrtemberg. Il principio ivi adottato di introdurre e far uscire gli ammalati dai vagoni sulle barelle di trasporto, aveva condotto a far scelta soltanLo di 30 carrozze con in fronte larghe e comode aperture, con spazio e possibilità di efficace ventilazione. S'erano aggiunti a ,codeste c,JJ.Tozze alcm1i. vngon i i quali, come esse, hanno vas!e upcriure nelle testate. . Con questo materiale s'erano composti 4 treni, ciascuno per 160 o ,190 ammalati. Nelle . carrozze, lunghe ,iO piedi, capivano ,rn ammalati ed8 nei vagoni; disposti in entrnmbi su due ordini. L'ordine inferiore riposava sul pavimento dei carri mediante un sotto-suolo di cnscinetti clasti ci; e questi si continuavano lungo le

lN l 'fALIA

365

pareti, per guarentigie dell'ordine soprapposto di lettini pensili. Tra le fil e dei lettini era uno spazio libero di 3 piedi, col quale si costituiva da cima a fondo del treno un passaggio non interrollo; con esso potevasi il treno caricare dà un capo all'altr·o, oppure ciascuna carrozza da sè. Al treno cosl composto si univano: una carrozza per cucina e sala da pranzo del personale • di cura o di vigilanza; un vagone chiuso per magazzino cli medicinali è di approvvigionamenti; altra carrozza del sistema americano per uso del detto personale . la crOce rossa in campo bianco designata dalla conferenza di Ginevra proteggeva nei suoi viaggi il treno. Per chi vogli a convil1cersi delle difficoltà. · con cui avevano non di rado a lotlare cod esti treni, ])astèrà la seguente nota su d'uno di essi allestito dalla città di .Mngonza e dalla .Ludwigsbahn, quando già i g1•ossi trasporti erano ultimati in Francia e le vie erano al meglio riparate e guardare. Il treno lasciò Magonza 1'8 gennaio, alle 6 di sera. Il terzo giorno, verso mezzodì arrivava a Saarburg; il quarto a Nancy; la sera del quinto a Bar. Qui stava un treno d'ambulanza prussiano in attesa di essere levato; speranze di procedere erano poche perchè difettavasi di locomoiive. Infine alle ,1O del dì dopo si poteva partire ed alle 2 si giupgeva a CMlons. Alle 6 del rnauino del giorno susseguente si era ad Epernay. Qui la cÒmmissione di sgombro àssegnava per destinazione al treno Amiens . Si doveva ripartire alle 7 del mattino, ma per un incidente partì invece un altro treno, e fu ventura, chè questi urtava a llilly presso Reims nell'eslremità del gean tunnel con due altri convogli ad un tempo. Nettata la via, alle 8 di sera l'ambulanza proseguiva il suo cammino; si camminò celeremente fino all'uscila del tunnel, ma qui la via sale e la locomotiva. non poteva. Si dovè frazionare


LA QUESTIONE FERflOVlARIA MILITARE

,iJ treno , ma me·ntre ·a questo si .,1.ttende ecco che arriva alle spalle il treno pos tale. Fortunatarpente lo ~i potè arrestare in tempo a pochi passi da una collisione. Alle 12 di notte si arrivò senlaltro incaglio a Reims. 11 dì seguente si proseguì. verso Soisson s, Senlis -e Crepy fino a Chantilly di dove si udiva d istintamente il ca nnone di Parigi . Riparli vasi il . lunedì 116 .aìle 8 del mattino . Tra Chan1.illy e Greil era stato rollo "' un ponte sull'Oise, fatton e in luogo uno provvisorio di legname a cui si accedeva e da cui si usciva con tronchi di via pure provvisori. Jl treno clovet.le essere scomposto in tre parti per superare· codeste tratte, impiegando nelle manovre ..due ore di tempo . So lamen te alle 3 dopo la mezzanelle, l'ambulanza grnn_g ev,l ulla su_a d estinazione di Amiens.

II.

Ho discorso con qualche larghezza dell e particolarità più emergenti del servizio d i ferrovia nelle ultime guerre, essendom i questo perso il più efficace modo di intenderne le esigenze e le diffi(:olt~l coll e quali ha .a lottare, e i rnezzi da po rre in opera per superarle. Dfrò. 9ra di (/1l8Sti mezzi in quanto ci rigult'rdano; in altri termini t:elt'o r<linamerìto ferrovia i·io che fondato sull'esperienza, mi sembrerebbe doversi adottare presso · -<li noi. Considerando i metodi seguiti dai principali eserciti nell'ulLirne guerre, si mostra evidente çhe essenziali organi pel servizio ferroviario, vi sono stati: _ Un corpo di costruzion~ delle vie; . Un corpo di esercizio. Il eorpo di costruzione ha per principali incarichi: In guerra offensiva; riconoscel'e le ferrovie sul teatro

IN ITALIA

367

della guerra mano mano cadono nel l'invasione, _sgombrarle dagli ostacoli che il ne mico vi accumuli', rimettere le parli distrutte di esse , adattare le ·' stazioni agl i eventuali bisogni dell'esercito , crearne di nu ove, fina lmente col materiale che possa aversi alla mano , iniz iare il provvisorio esercizi.o della linea riaclallata ; 1n gtierra clifcns i va; eseguire aitorno alle linee le occorrenti opere. di guastatore, r endere inutile al traffico il materiale che non s i avesse agio di sgombrare. H corpo di esercizio invece ha nel primo caso a provvedere perchè . quel provvisorio esercizio delle linee giù iniziato dal corpo delle costruzio1ù, si possa, mediante richiami eh impiegati e di m.D.leriale, trasformare in regolare e cl efini Li vo; nel secondo, ha per essenziale incarico di dar opera perchè le li nee vengano sgombrate della loro dotazione di materiale, e questo tratto al ri curo . Una prima dornuncla sorge qui spontanea cd è la seguente : se possa cioè l'amministrazione dell a g uerra provvedere con elementi suoi_ proprii al disimpegno di quei due servizi . . Se si riflette da una parte alla slerrninata estensione (migli aia di chilometri) che ne lle ultime guerre hanno .a ssunto le lince di operazione e di approvvigionamen to degli eserciti d'invasione; se dall'altra parte si pone mente che ad u n regolare esercizio delle linee stesse, occorrono almeno da 3 a 4 impiegati per chilometro di via; si avrà tosto risposto negativamente per quanto riguarda il corpo d'esercizio . V'ha di più : pervenisse anche per impossibile l'amministrazione della g uerra .a trovare in sè i numerosi elementi voluti per dar ordine a quel servizio, non arriverebbe pur mai a a conferire loro la necessaria istruzione . .Ben altra cosa è, lo dissi giù in a.llra parte e lo ripeto ora,


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l'esercizio delle linee in ternpo di pace, ed allro q uello in tempo di guerra. Allora l'ordine è nelle stazion i, i viagg ia.lori son tenuti lontani dai rails, lei spazio di quelle non risuona che delle voci di comando; le parlenze si. fanno regolarmen le; la via è guardata, i segnali sono a posto, ogni treno che arriva o riparte è in tempo segnalato. 1 macchinisti guidano locomotive da lungo tempo nole e studiate; nota è lor pure la via, ogni curva, ogni salila, ogni particolarilà di essa; e sicuri. che. la. più severa vigilanza vi si adopera ed oo'ni . ~ nov.tla Yl s1 annun cw, la percorrono con confidenza in sè e senza alcun affanno. Quanto muta la scena in tempo di guerra! Qui stazioni rislrette, ingombre quasi sempre, élemolile talvolta; treni d'approvvigionamenti, Lreni postuli, truppe, munizioni da guerra vi si. inerociano, vi si attraversano; qua si scaricano cani, là si jmbarcnno feriti, più abbasso altendono · convogli di prigioni; rnalgrado gli sfo rzi so vrumani dei capi l'ordine è ad ogni momento rolto; ciascuno strepita ciascuno grida, ciascuno vuol a forza partire. Assordati da tante e discorde voci, macchinisti e conduttori non odono più i comandi. Infine sentesi il fis chio della locomotiva, un treno si move. Ora cominciano le ùolenti note. Questa vio che si percorre non è molte volte guardata, o lo è . solo i.nsufflcientcment e; codeste macchine che la salgono vengono cl'ignoti cantieri, eran destinate per altra via, appena si è a,:uto ao'io di dar-vi sopra un fuggevole sguardo. Lentamente p~·ocede il treno ; si esplora l' orizzonte, si esplora la via; ogni macch ia che si mosLt'i su quello può contenere una sorpresa, ogni irregolarità anehe non notabile di questa può celare un inganno. A Lrau.i si procede per tronchi a;nwzzo dern.oliti, su pouti rincalzati, per viadotli e tunnels a mala pena rimessi. Come dire l'angoscia di chi in e odest i momenti ha su di sè la esistenza di migliaia \

d i, persone, sovènti di _interi g·mppi di ammalati che fiduciosi .,i n'vviano rerso la pélt,ria per 1;imarginarvi le ferite'? Uno di (yt,'sli treni di. feriti, cui. difeuavano gli oceorì·.enti frc 11 i , venne per {ma notle scura ed in ternpc~.!a a ilare addielro nella trincea da Reichen berg a Liebcnnu . Tremanti per l'i1:nminenza del pericolo, ma cchin ista e eonduttore si gittano dal treno , strappano ad un passaggio n livello l'albero di barrùn·u e cacciatolo fra le ruote di un vagone pervengono ad arrestare il treno. qon questi fatti quasi gio rnalieei in guerra, trascorsi per· lo più senza nota e senza !ode; mn C:hi in YÌsla di essi consentireb be affidare la cond otta (ki. treni altrirnemi ehe a perso ne di tutta pratica. in essi '? • le considerazioni çhe ho esposte, e molte altre ancora ~he si potrebbero for valere, con sìgliaI).o ì'a mministrazione della guerra a non pigliar su di s~ esclrn;ivame11lf~ . co<leslo servi.zio . Nè vi .s arebbe d'altronde ragione assoluta di opera re contrariamente. li servizio di ferrovia in quanto è esercizio , s.i svolge, come ogn i alll'O sel'Vi7.i o di tappa, a spalle dell'esercito, in una zona cioè dove sono ugualmen te rari e il contaHo col nemico e il contatto ,colle nostre l?roprie forze combattenti.. Che vi si im pieghino dei corpi non aventi che in parte il carattere della milizia, non può _allora essere grave ,dife tto : tanto più quando, come quì, non s'abbia possibilità di agirr, 11ltrimenli. · · S'avrA per questo a condud ere che .l'11n·1minis1ra7.i one della guerra non debba altrimenti occuparsi. di. · quanto riguaeda codesto corpo di esercizio ? T.n sola .considerazione ch' ella lo aclopl'e!'ù più tardi deve, a m{u .avviso, l"ecare ad nna contraria co nclusione . f: neeessal'ÌO che, siccome d' o~mi altrn sen izio .da alies!irsi pm· la guerra, gli. ele~~nti pure di questo siano · dn . lnnga mano preparnLi , on,.:,~ çon pnmte;;,zi1 si .pongano AJSNO XVI, \iOL . Il!.

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lN ITALIA

LA QUESTIONE J?E (lllOVIAI\lA m 1.lTAf\E

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L,'I. QUEST[ON l: FEIIHOVI.\ n l A MlLl'l'Al\J<:

l N l TAI.J.\

,1::;sien:e, e con celeri tù vadano connessi e cemeHtati n pigliar il posto loro nelle file detresercilo . :'lel grado di svilu ppo delle nostre /'o rze, e ritenute presenti tnt ll' le allre considerazioni, mi sembret·ehbe suf'ficiente che l'ammin ist razione della guerra tenesse per ora allestii i i quadri cli co111posizionc di 3 Dire::sioni cl'ese1·ci::::,io rti' /'e·r1·ovie, con pet·so nale corrispondente ad una distesn di linee, per ciascheduna, da 300 a 600 chilometri . Codeste di rnzi oni si tro verebbero così corrispondnr(• di numero ai tre eserciti, che eventualm ente si potrebbero comporre colle nostre forze altive; sopra di esse e con sede al quartier generale prin cipale, sarù la Dfrezione gene1-ale di cosfru::::,ione ed ese1·cizio delf<> ferrovie, i cli cui quadri dovrebbero pure tenersi a] .. !est.il.i an(icipatamente. Come po trù l'am ministrazione dell a guerra pL'oredere con oculatezza e piena cognizione di causa nlla formazione degli anzidellì q1tad ri '? Sarà questa opr1'a della commissione consultiva istituita presso l'uffizio di sorvegli anza govern ativa delle forrovie', di cui ho discorso nella prima parie del presente studio. Sp<'lterà acl essa di scegliere nel personale udclctto a ci,1scuno dei quatLro gruppi delle nostre ferrovie, quelli fra gli imp iegati i quali per cognizioni, per attiritii, per conoscenza acquistai.a delle lingue forestiere, risultino i più aclalti a quello speciale servizio; di ripartirli poscin nelle tre direzioni , ciascuno nel posto s uo, in conispondeoza dei prevedibili bisogni di esse . A membri ed impiegati delle direzioni non potranno designa rsi se non persone aventi la cilladinanza italiana . Se alcuno poi abbia tuctora vincoli verso il servizio militare, se ne farà speciale notazione cd in caso di ri chiamo della rispettiva classe, rice,1 erù facoltà di soddisfare in esse direzioni al suo obbligo di servizio.

La commissione don-ù ancora porsi m gl'ado di agevolare quau to più sia possibi le alle direzion i il disim pegr1 0 del loro servizio, segnatamen Le colt' assumere, duran te la pace, le più minute informazioni sulle forroric estere e sul ma teriale di cui nnrno forn ite, quelle specialm ente che si trovuno sui. pi ù pl'obabili !eatl'i di guerra all'ingiro del territorio nazionale . Codeste informnzioni sono per massima. identiche a quelle che risgua.rduncl o le fe l'rovìe nazionali, cadon o · pure nelle attri buzion i della commissione, ccl ho altra voltn pa rticolarcggiat('; onde qui mi trallengo dal rifarne l'esposizi one. Diligentern ,=mte raccol!c, nnnot.ale, clas~ificnte a scco ndn dei teau·i di guc·1-ra, mantenute a giorno delle variazion i nelle ,·ie e nel materiale, desse informazioni saranno di inapprezzabile aiuto agli impiegati delle singole direzioni nel condurre l'esercizio delle linee loro affidate .

IIT. Le diffìcoltà di vari a natura le quali si oppongono a che l'amministrazione della guerra prenda sopra di sè esclusivamente l'esercizio delle ferrovie in campngnu, non os i.stono o sono fo.eilmcnte superabili per riguarr'. o del corpo di coslruzioni; onde qui rinasce la opportunità di comporre senza grandi difficoltà, senza nulla detrarre alle forze combattenti, e con infini to vantagg'io di esse, un co rpo ordinato militarmente al quale possa venir affidato, nelle migliori condizioni, quello speciale servizio. Codesto corpo suddiviso in riparti corrispondenti ai vari eserciti o corpi d'esercito che possano operare separa1arnente, comprenderà truppe tecniche di efiettivo assai limitato ( quale ad esempio di una com-


LA QUESTIONE FEIIROVJAH JA MILI'f ARE 372 pagnia per ciaschedun riparto); ma dovrà per conl.ro ricevere Jforrnazioni adatte ai necessari arnpliarnenti, vuoi per il corso di una intiera campagna, vuoi per la specialitù di ciascun lavoro in particolare. Alla possibiÙtà che deriva di m,:ml~nere questo corpo dal ristretto suo effettivo, si aggi.unge di pari passo l'opportuni,tà di farlo per la speclale istruzione che gli si ha da coni'e rire. Gli e.sempi prodotti più sopra, hanno post.o in chiaro le enorm i fac ili't.ù. che si possono oltcnere nei lavori ferroviari, specialmente pf!l' riguardo della celeritù. cli esecu7.ione, da persone cli lunga pratica e costu nternenle in essi esercitate. Agginngp,rò ora ehc all'opposto di quanto suceedc pel corpo d i eserc.:izio, avverrebbe clinlcilmente di poter con profo I.o redutarn al morne11to dei bisogno, il corpo cli costr uzioni nel p~rsonale p·iù o meno nurneeoso cli operai , che suol essere tenuto dalle societiì pei b isogni correnti:. cb.f:-t anche uua certa larghezza di sceìt.a fra ìavorn tori talli abili ed in istato di por i.al' !e fatiche della guerra. Difatti. i lavori che si cseguiscono in g uerra attorno alle ferrovie, costituiscono , giusta l'unanime parere dei pratici, come una spcciàlil.ù, a raggiungere la quale non si può considerare che qunle utile avviamento quella elassica istruzione che si trae dallo studio e dalla costruzione delle lin<~e nelle normali loro condizioni d'assetto. « Se i1?, queste, dice il Basson, si esige la perfezione delle parti t.ongiunta ad una completa stabilitù e ad un.a salcl ez½f\. a tutta prova delle opere, condizioni le quali non s1 soddisfanno di ordinario se non con sistemi assai. complicati, ' ben altrimenti avviene neìla guerra, dove suol bastare invece una mediocre stabilitù; e l'ordinamento della via è . huono sernprecchè, con una grande semplicità di espedienLi, si ottenga di farv i tran sitare i treni, ancora. che con piccole velociU1 ». L' ntilità del corpo di co~!rm::ioni <lene ferro vie, la

IN I'l'ALtA

3'73

necessiUt di ordinarlu permanentemente e come corpo tecnico e come eorpo combattente, ~ono oggidì troppo note perchè io debba spendere altre parole in proposito. Dirò piuttosto come mi sembrerebbe doversi il medesimo · ordinare presso di noi . Una brigata del corpo zappatori, formata cogli in dividui d t f! hanno meglio in fino ad ora approfittato della istruzion e loro data; dovrebl)e avere da quincl'innami Jo speciale incarico della costruzione delle s trade ferrate in campagna . Dessa assumerebbe il nome eh B1·igata di costrwzùnie delle ferrovie . La brigata sarebbe n ella dipendenza del cornandanle il corpo zappatori e ispezionata da uHìcialì. general i dell'arma del genio. Ciascuna delle 3 compagnie che la compongono è desti1,1ata a disimpegnare al seguito cli un esercito, o corpo cli esereito, operante isolatamente , lo speciale senizio per cui trovasi islituita; a tal effetLo riceve in dotazione un parco di strumen ti adatti, ecl ha cura eh esso e dei traini. Per facilità di servizio, la com pagnia è suddivisa in 2 sezioni, identiche cli personale e m ateriale. Alla brigata ed alle sue 6 sezioni, si troverebbeeo corrispondere, nella milizia, 3 allr.-e sezioni , esclw,ivemente destinai.e ai servizi di tappa ed ordi nate con perfetta uniformil.'t con quelle prime . · · La brigata riceverebbe una generale is1ryzione sulle materie comuni eolle allre compagnie di zappatori, più speciale però e approfondita per riguardo del ser11izio delle linee telegrafie he : a parte codeste esercitazioni , attenrleeebbe esclusivamen te a prender pratica del suo parl.ieolare servizio. ta sede della brigata sa. rebbe in genere quella stessa del comando del corpo zappatori. :Però durante tre mesi almeno dell'anno, le compagil.ie andrebbero ad alcune fra le più importanti sta7.ioni., onde compiervi e perfo:~ionnr..-i nella pratiea di esse la ricevuta .istruzione . .1.ie:-;s,i.ntlria, Bologna e


LA (.) !.RSTJONE

FBIII\OYrABTA )I ILJTAIIE

Foligno rni :-:.emhrerehbcro a tu! uoro più specialmente opportune. in quanto all'epoca, crederci indicare di preferenza la primarerile ,, l'autunnale, nella truaJi non sonr> . l'Ude le pinggie e gli nccidcnti che cagionando guasi: alle fei'rnvìe, obbligauo a ripararli senza che si P?ssa sospendere l'esercizio. ~ iuna istruzione può più d1 ,·tHlesla essere proficua alle compngnie di ferrov ia. Ln brigala , giovaripelel'lo, clecoinpagnie de.vo no in pn.~c r?ns_ider:frsi come l' origine di quelie più ampie formnz1om \·olulc <l.ill'esigcuze della guerra: esse sono pe1·1nn1.o . come il micleo di quelle e le bo·uardian e del ne(·cssn no nrntcriaJe . Come per le dirc,,iou i di esercizio, così pure per le c:ompngnie di costl'Uzione, sal'ù anche in P:tce da tenere alies:iti i quadri per il pNsonale tecrnco che deve comple1nl'le : ingegneri delle costruzioni, macchinist i, contabil i , sone 0 -li.mti ai lnvori e simil i. .-\. ciò darà pure opera la c~mm1ssione consuhi"a, e le an-Prtenze poste piìi sopra per rig11ardo del personale d'esercizio gionrno anche per queslo delle costru1,ioni. Speciali islruzioni regolemnno le l'rluzioni di servizio fra il doppio prrsonale delle compan-nie di . n costruz1onç. I:1 gtte1Tu le comragnie dipendono dalla direzione gencl'a le di coslrnz ione ccl esercizio delle fo 1Torie, 1,e:'.a t1ua!e trorr1··1 il suo naturale pos;o il comandante delkt brigala.

lV. Le disposizioni fin qui discorse, e per rigu.,rùo dell'esercizio e per riguardo della cos1rmione delle lince, non bastano a firomuovere e rendere co muni nel!' esercito quel!' islruzione suUa ma:eria necessnria in parecch ie classi di persone dipendentemen te du uJlìci che lol'o spellano.

IN ITALI A

3'i5

Cn•r!rrei pcrlnnto dovt1 1· c-liiudcl'C Jn serie il rllc mii: pro 1)osle, colla proHiso r·ia istituzione di Comandi 111ilital'i di (err·ooia.

f.odt•sli comandi si formerebbero lcmporuriamcnte in quelle principali :=;!azioni dove prendono stanza C'Ompap;nie di costl'uzione; nè aHebbPro annualmente ma< rn'ior durata cli Cfllilll l O è richiesto per queste . t,~ Sal'chhero ('biamati u rame pnr!c: ufficiali clello stttlo maggiore ed altri dest inali ·a prender posto nei c0Ptnndi di formata, nelle direzioni di lincn cd in quelle d'esercizio; ufficiali dei vari corpi chi;1111ati p~i .a spanclE!re in 0.ssi le pii1 urili paJ'ticolarità elci c:anca111cnto e dcìlo sc:aricarnenio dei cnrri e di ogn i dtra 1·osa elle in codesta materia delle terro\·ie inter·, ssi le Lruppc ; soldat i pul'e trnt·i rlai val'i <'Oì·p i, cl istinti per :m~!LCzza ed appli1·azionc, onde ricevrl'\'i un'islrnzione lf unnto più si può !'omplela di guarda freni e gunrc.lavie, fìrnJmente drappelli cli cavalleria per impratichirvisi .nei se1·\'izi <li scoperto delle ferrovit' e nei modi di pronisoriamenlc preoccuparle al 11emico . Per chi m'abbia con quale-be alte11zione seguìlo nello :;Yiluppo del presente siudio , anò poche parole ad ao'n'illll"·ere per corroborare questa min ultima pl'OposLa, sp:cin l~enle pc 1' quanlo riguarda le dlle prime classi di pPrsonc. Gli uilìci delicati e non senza dif'ficoltà < itC' ,;pettnno agli ufficiali dello sLato maggiore, nei t·o11ccn1ramc11li, come niembri delle direzioni cli linea, jn guerrn , come compo1wuli, per la parte militare, delle direzioni di esercizio; le ricognizioni di rni possono CS8ere inc-al'icati nitorno le f'erl'ovie , richiedono in essi una pel'fclta cognizione delle cose increnLi al servizio ferrJv iario , alle sue esigenze tecniche, alle difficoltà con cui è costrntcmente in lotta: cognizioni ad ar11uistare le quali la istruzione teorica sarà sempre in sufliciente se non ò da tempo a tempo confortata


876

371

LA QUESTIOì'iE PZilllOVl.\ fl lA BllLITAH E

1T\ lT ALl:\

dalla pratica. Lo stesso dicasi degli ufficiali designati per- comandanti alle fermale . .Nè meno cli iara è la convenienza di impratichire almeno alcun i ufficiali per reggimento, nei particolari tutti relativi all'uso deÌ materia'le mobile forrovjario ed alla condotta in genere dei trasporti. Una difficolU1. costantemente nolata, tanto nella guerra d~ Bo~rnia ~uanto in quella di Francia, per riguardo delle _ferrovie acquistate sul nemico e da rimettersi in esercizio, è la defìcienza del basso personale, specialmente di guardfl.vie e guardafreni. Ad ohiarvi s'erél fa.Ho scelta di soldati, cui si porgeva al momento del bisogno una somma r-ia istruzione: ma lo sped iente s'è chiarito insutiiciente. Sovente erano i segnaVi illtesi a roYescio da quei guarda freni improvvisati, e i ti·eni in peri colo di deviare. hi.rmi che un' istrnzione meno estemporanea , più prolunga la , conformata da una qualche pra(ica, gioverù ad ottenei-e migliori risultati., e così a dimjnuire, se non rimo vere in teramente. LJUelìa essenzialissima difficoltft del servizi.o ferroviari~ in guerra. .Fra i nuovi. uffici clie l'odierno metodo di guerreggiare ha .conferto alla ccnalleria, questo è di pnicedcrc a grande distanza .l'esercito per preoccup·,we .il. paese al nemico e ,,elure i nostr·i proprii. disegni. Nel disimpegn o di codes to ufilzio, molte oceasioni di far ricca preda di materiale sul nernico si. presen teranno di certo, e cosl di ass icUl'are all'eserci.to !'ines1.imahile vantaggio della pronta rim ettitura in esercizio di singol i Lronchi. A. queslo scopo basterà talvolta svellere qualche rotaia, togliere uno sviatore, fa r ing,~nno . eoi :;egnali.; ma interruzion i più gravi possono pure divenire necessarie, e così la rovin a di un ponte, di u.n viadotto, di un · tunnel. t ?ndi snensabilc ehe i. nnriiti di cavalleria destinali ad ope;-~re od. aiu.tan· c;deste-

soq.ircse, non sia.no nuo·vi ulfatto alla materia. E parini si possa assai bene oll.enere questo scopo , quand o dei drappelli di essa, scelti in ciaschedun reggimento, siano assegnali presso ai comsndi <li foITovia per il 1empo che vi duranq le esei·cit.a7.ioni.

, Y.

Hiassunte in brevi termini. le proposte per l'òrdinamcnto del ·servizio ferroviario in guerra, sarebbero le seguenti_; , ,1° l'allestimento neìlci pace dei quadri di formazione di unn. direzione generale di costrnzione ed esercizio delle forroYie e di tr-e direzioni d' esercizio eon personale per- eiascuna di esse, corrispondente ad una distesa di linea da 500 a 600 chilometri; 2° I.a permanente istituzione di uI':a brigata di eos!ruzione di ferrovie composta di tre compagnie, ciascuna. di due sezioni, cui corrispondano, nelle milizie, tre altre sezioni esclusivamente destina.le ai setvizi di iappa ; 3° La istituzione durante alcuni mesi dell' am10 e nei modi più sopra espressi, di comandi mililari di. ferrovia che siano sc uola e ad un tempo esercitazi one pel' le persone , appartenenti all' èsercito , che in un qunlunque modo debbano· poi avere relazioni e pratica col servizio ferroviario.


3°78

I.A QUESTIONE HHlll<l\'fA!UA nt JLl'L\HF.

CONCLUSIO:liE.

(htmLo al termine di questa lerza parLe dello studio ehe ho iutl'apreso , non ho più che poehe parole :nl aggiungere. ~ella pri111a parte di esso, ho tentalo di porre iu socio il carattere, innegabile ornma i nelle ferroYie, di valido -0 fo r1 e strnmcnto cl i guerra , « i IIHiScoli, <:011 cni, :-;i lm111cliscono le arnii in difesa della pull'ia ». ~(-!- dcri rnrn di c·onsegucnza il dil'iflo noli' amm inistrazione della g-uet'm di av<'r<' in quelle una particolare ingerenza. Ilo cercMo 111odo perd1t\ codcslu inge1cm:a potesse esel'C·ilarsi con prudenza. ed eflìcacia : e mi pane ovrio 0 pro111ettit0t'e cl i buoni risuI1a1i quello di una mppretie11tanza pcrmnncntc dove a vcssero ugualmente roce e l'ammiuistrnzioue stessa e le societù fcrroriarie e il ministero dri lavori pubblici, naturale nuore cli queste. ln generale lu societit fcrrovial'ie vivono da noi troppo isolatP e come in riserbo l'una Yerso Ùl'll'alu·a. (JLLC'Slo IlOll ('> COSlUlllP cl'nllri paesi J)ÌÌI ùel llOSli'O a\·veduli e pratici del proprio interesse. Le societit Yi si riuniscono di fre qucnle in c-onferenza, espollgono i loro bisogni, mettono in comune le loro idee cd è raro che si sciolgano senza che una quulche innova... zione, egualmente uti le pc,· esse e per il pubblico, non abbia in quei eom·eg•1i preso radice e di là non trapassi più tardi nel dominio della pratica. Considero la rappresentanza p1·oposta qua le 1Jtilc avviam enro all'unione pii, stretta f'Ù in 1ima delle rnrie noslrn lince : unio ne egualmente proficua ad esse cd all'esercito . La prima opera, a mio parere, di! promuovcn;i dall:-t

l ì\' lTAJ.IA

379

comm1ss1onc, quella doHelJbe essere di 1111'°indnginc, su basi prefi sse e definite, della produttihiJitit militare. di ciascuua linea iu narlicolnre, d'ondc verrù senza difficoltà od emerger~ la pl'oduLtibilità complessiva della rete nazionale . S!urli di codesta natura si fanno ill paesi assai più del nost ro ricchi. di linee e di ma1criale, e si rinnova uo a determinale epocl1c afflnchè d'ogni innornzione si possa tenere il debito conto. ,:: veramente éla cl esideral'si che questa pratica così uti le si in troduca da noi pure. Sulle risultanze poi di ,·odesta indagine, largamente intesa per riguardo del ,·oi1cctto, minutamente eseguita per rigunrdo dei pi:trlicolari, vorrei prendere inganno; 'm a non ne ho gnari IHucia. Essa metterà in luce, ne son certo . l'insum1·.ienza della rete nostra ai bisogni del!' escrc:ito ; ins1111icicnza delle linee o sca,·se <li numero o inLe1·J·c,lle, insufiìcienza deHe slaz.ioni, dei binari di scambio, rlci serbatoi da acr1ua , elci più essenziali insomma frn gli clementi del!' esercizio. Essa metlc•rh in luce la scarsitù reramentc deplorevole del nostro materiale mobile, scrrsità che non trova ne1i1meno un lontano riscontro in a lcun' altra gl'ande potenza, cd (\ ::~nta da c:-0ntenere in sè i gf'J·mi dei più gravi pC'ricoìi rcr ì' esercito. Pet· chi infolli abbia a mente qnnn10 dissi n!tN1 volta , che cioè per un 1novimrnt.o 1·r,,,o!ato sulla spedizione: di 16 t1·eni giornalieri di up;uale dil'ezione, occorrono almeno ~O ca1Ti per mil'inmetrn della linea, tuui adalli ai lrasporti mil itari; d1e àd nssicura1·0 di ·codes to numero di 20 ca rri, tulli ncl.·ui, il doppio ne occorre sulla linea, ossia 40 carri per miria me tro; cd a riscontro di codesti dati ponga il qllantilnt.ivo del 1naleriale nostro, che pei vagon i raggienge appena il ;21 :90 per mi riametro : emergeranno tosto indiscutibili le diffieoltà che una tale situazione di cose contiene per l'esercito . Più eviden1i ancont,


380

LA QU ESTIONE t'El\l\OYlAP.l.\ MILI TARE

p_iù ?TaYi, più imm ed~atamente sentiti sarebbero i pe~:1co~1 quando per la rntn1presa di una campagna oft~nstva, dovesse la rete nazi.onale ricevere, mediante Jniee acquistate sul nem ico, un improvviso espandimento, quale ad esempio per la l)russia e la Germania nelle campagne di Boemia e di. Francia. Oui non esito a dichiararlo; la povertà delle nostre risor;e sembrami tanta _da porci forse nell'irnpossibiliti1 di proseguire con energia le operazioni offensive. Sulla ·condiscendenza del nemico a lasciarci il proprio rnateriale è lecito n_on far conto . E~ all'interno, qual sussid{o potremo ricavare da gruppi, come quelli delle ferrovie romane, delle meridionali e delle calabrosicule, dove la scarsità l:e! mater-~ale non ha nillronto che in quella dei 1/aff:ci'? Al p1ù al più, il gruppo dell'Alta Italia · potriì fo1:sc eo.n sforzo s!aceare da sè e dare ad imprestito all eserc.;11.0 da :2000 a 3000 vagoni utili. Ora io doJU~~do. di ehe entità · sarà codesto ~~ccorso , allorchè ne1l ulwna campagna ved esi la Germania mandare sulle forro_vie francesi 300 loe'omotive e vagoni pe1· 30,000 assi, e appena .bastarvi"/ -~ltrn risl~llt:nza dell'indagine per riguardo del rnaten~l~, s~1:a ~orse la non sufnciente sua resistenza pei serv1zt mJliLan. ln genere il nostro materiale ferroviario nproclnce tipi francesi, e sarebbe ventura se in identicbe condizioni. Ora sono unanimi le affermazioni degli ingegneri _tede~chi sulla poco soddisfacente prova fotta dal materiale francese 11(~11' ultima campao'ml; e èodeste asser7.ioni parrebbero conformate an~he in .Franeia da dichi.arazioni ufficiali sulla quantità di q:uel!o stato posto fuori servizio durante la guerra. 81 ~ratterebhe nientemeno che di H,000 vagoni; quantità ev1d~nternente troppo grande perchè possa lUlla ascriversi anche alla più smoderata onern di volon!aria distruzione . Finalmente l'indagine porrà in luce quanto

IN l'f ALIA

381

nell'ot·dinarnenLo di taluno dei nostri. gruppi possa esservi di meno opportuno , cli. meno nazionale o di pericoloso, e ne accennerà il necessario riµaro . A rnolte fra le notate imperfezioni provv~derù la solei-te cd efficace opera della comm issione , senza che necc5siti uscire dalla ccrchiu 1lelle au.1:il.mzioni amministrali ve; pet' altre Jnvecc , dove il ripnro esiga una spesa nuova , forse cospicua , occonerù l' opera del Pnl'lorn ento. )fa l'amministl'azio ne della guen·a non ha qui da esitare; traltasi per lei della difesa Hazionale, di cui le fonov ic sono elemento importantissimo ; trat.tasi r,ho per . cagione cl ella imperfezione di <pteste, uon possa quella andar eompromcssa o perduta . GoYern i anehe non noti fi nora per esagerala anLiveggenza , ci ltunno di codeste :;pese somministrati non pochi esempi; così nel bilancio della guerra austro-ungarico per · l'anno ,J87,1 , vedesi assegnùta la somma di /4.~0,000 lì.orini per accrescim ento dell a produttihilitù delle princ ipali linee. « La capacità di servizio di. una gràn parte delle nostre ferl'ovie, dice a questo proposito la relazione, è troppo limitata perchè possa corrispondere ai bisogni (leJla guerra, segnatamente nella ciT'costa11za di grossi concentramenti sulle parti minacciate del confine. t quind i necessario che su parecchie li nee ad un solo binario e nelli~ piccole stazioni si. form ino binari di scamb io e cli ricornro, e si costr·uiscano pure serbatoi da acqua e apparecchi di caricamento. Si.ccorne per questi lavori le societù non hanuo oh.bligo, così necessita che la fin anza pubblica si sobbarchi alla spesa. Traltasi. d'altro1)de non di una vera spesa, ma come di un'anticipazione ; mentre le somm·e avanzate, saranno rifuse dall0. · :,ocict.ò sittosto i traffici Yt avranno preso un corrispondente sviluppo »- Or chi potrebbe metlfi t'e a i·affro nto la no.s!l'n eolla prodtlltibilitù delle linee austriache:?


382

LA QUESTJO!\E FElì:'\OYfAflfA ~1Il.1T :\ilE

Il concentramento dell' esercito sulle tratte minacciate del confine, è l'operazione più impo rtante che si abbin ad eseguire colle fe rro vie ; quella ch e , pone a suprema prova la rete nazi onale e l' ordina, nentn datole. l\e discbrsi quindi per disteso nella seconda parte di q nesto scritto , anche perchè npparisse chiara da i raffronti fattivi, 1a neces~it\ di stud i sul mig1irir sistema da seguin'isi e sulla Yigi lanza , dn , usarvisi. La rinata nostra storia militare, non eeca ancora aleun esempio di que' grandios i moYimenti di concentrazione, quuli dovettero eseguire i Prussiani nel periodo di preparazione della guer!'a di Boemia , e pi Ll ancora nella recente cli Frnnciu ; ma reca invece non pochi casi di affollorrienti nelle stazioni e di disordini da essi emergenti. Chi ha tutLOra nella menle l'irnmagi.ne, fra le altre, delle stazioni di Bari , Barletta, Codogno e Ferrara in taluni poco fausti momenti della campagna del ,J 866 , desidererà, ne son eerto, che avvenendo di doversi. da capo levare l'esercito e portarlo al confìiic , ciò possa farsi secondo pian i preconcetti e sotto la tutela della più severa vigilanza.

Non ho parole da aggiungere per appoggiare l'ordinamento del servizio ferrovin.1'io in guerra ehe descrissi nella terza ed ultima parte dello studio. Fondato sull'esperienza delle ultime guerre, quell'ordinamento ha oramai fatto le sue prove. La Prussia ha di recente ancora riformate per la seconda volta le sue divisioni di. ferrovie, e di esse compostone un battaglione permanente; i comandi di fe rrovia sono da oltre sei mesi istituiti in Russia e vi danno , da quanto pare, eccellenti risultali; la formazione nella pace dei quadri delle direzioni di esercizio , è opera prudente e più per noi che per ,allri paesi.

JN ITALlA

:383

L in ussima cli egregio scrittore militare, che la impronta e come la consecrazionc di un esercito forlemente ordinalo e costituito, sia lo sviluppo largo e pieno dei servizi secondari . .Faccio voti perchè com e si pensò già ad altri di codesti servizi , così ancora a questo così impor-tante delle fcrroYic si. voglia dare opera prontn e inclrfossa ,

A.

DE CRALIBONNEAU.

l!f!ìàale et' ordinanza d1: 8. 1Jf.


385 È qnesto il genere di ricerche intorno al quale mi occuperò in questa Memoria, e come nelle antecedenti~ col metodo scientifieo-sperirnentale mi studierò di penetrare i segreti della così de~ta p~·atica. P:r v.~ghezza di novità, non intendo ripudiare certi _f~t:r• per la sola rugione che sono antiquati ed ernpmc1; che anzi ammetto la necessi tà di esurninarli con attenzione, ben sapendo come la pratica, in ogni rame dello scibile uman o, abbia q uasi sempre preceduto la scienza. Anzitutto piirl erò del lavoro che oueniamo dal cavallo, come utile produzione, e poichè ad ogni fu nzione economir,a deve corri spondere un ade quate imp ieO'o di materinli produttori, verrò tosto a disr,orrere della ~azione c,.limen tare . Seguiranno alc un e con siderazi.oni sulle gcuderie e sul governo. STUDIO SULL'IGIENE DEL CA VALLO

ST.UDIO SULL'

~IGIENE DEI_j CA ,1}\l,L() DI

TH.UPPA

L

L'attuale trattamento igie nico del nost1·0 caYrillo di t ruppa producH ri sn lta ti, che sono abbastanza sod disface nti, · si.a che si. consi cl ei-ino dal Iulo puramente sanitario, che da quc~Jlo direttam ente economico. ì\fa benchè le cure e le attenz,ioni con cni circondiamo il eavallo ci rappresentino un insieme assai bene immaginato, e quantunque nella loro applicazione si operi con amore e dil igenza, tuttavia l'igiene ippica militare ha bisogno dì liberarsi dalla dannosa stazfonarietà cui l:i condann"no i regolamenti, le 'abitudini. e le trad izi oni. E poichè particolari condizioni vennero fatte ai caY~tlli dall'adozione di nuove idee in ordine .al loro impiego, e poichè pee i medesimi sorsero -conseguentemente novelle esigenze, è senza dubbio g iunto il tempo di insLitu ire indagini dieette a conoscere, se l'attuale traLt.arnento si,l realmente quanto -0.i meglio si possa otteo ern, o se non sia pee contrario venuta l'occasione , e dirò megli.o, l'urgenz:i di ..:iddi\·enire ad irn porLa nti innovazioni. ·

Il.

Benchè in una precedente Memoria abbia ten uto djsr.orso della jnfluen za del lavo ro, esaminato come fattore princip al e dell'allenamento, qui ~i rin~ov~ l'occasi one di aggiungere alcune altre cons1deraz1om~ che hanno dieetta attinenza coll'igiene. Quivi adunque gli effetti del lavoro, non ~ono ~iù da studi ar~i come soro-ente di forza, come grnnast1ca preparatrice, mm ben°sì come causa di deperimenti e di perdite, _contro dei quali il trattamento igienico deve intervemre com i propri mezzi di riparazione. . . li fatLo culm inante che ci presen ta 11 ca\'allo ehe lavora, è la calorificazione ampia, diffusa ed uniformeo ANNO XV I . VoL. m.

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SUL L' IGIENE DEL CAVALI.O

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S'l'UD!O

an che nelle parti più periferiche del corpo. Questa esaltazione vitale come ancora qualche anno fa pa_rlava la fis io logia, oggidì è n;Jll' altt'O ch e un fatto di fisica. Ven ne dimostrato , che moto e ccilcre sono fe nomeni, che corrispondon o a due stati iden tici della materia ; moto e calore, pi ù brevemen te, sono due termi ni equ ivalen ti. La fis iologia voll e appli càre la stupenda teoria alla interpretazione dei J'enorueni meccan ici della vivente economia, ed i risu ltati sorpassarono ogni uspettaiiva. Rigorose prove esperimentali, instituite speciulrnenr.e per opera di Tynda ll e di Beclanl, stabilirono che la cuntrazione muscol are è sempre accompugnata dalla produzione di calorE\ nel muscolo in contrazione, e clie questo calore cessa di essere sensibile al termorn etro, nll0rchè la forza prodol.la dall a contrazione è stata imp iegata in lavoro meccanico utile . Io ultima analisi adunque, il lavoro dei muscoli non è altro che lo impiego di cDlorc, e la moderna fis iologin, abbandonute le vecchie teod che sulla termogenesi e sul moto , non adopera più quel mistico linguaggio_, che lutto al più esr1·irneva ingegnose ipotes i. rl lavoro acce lera la respiruz ione e la circoluzione; l'ossig~no inspira to, trasportato da l polmone alle nltime ,-.• id divisio ni del ci rcolo arterioso in contra i principii ìu,rnediati idro-carb onati, ed ha luogo la combustione interstiziale, _so rgente del calore an im ale, equ ivalente meccan ico della forza . Il cavullo che lavora, con sum a adun que del calore, la cui prod uzione deve venire assicurata da nuo vi materiali di combust:i one, · somministrati per una parte dall' ossigeno atmosferico, e dall'altra dagl i al inJ'enti ingeriti . Ed ecco tosto la ragione delle più rapide ed am pie aspirazioni ; gli alimenti residui neu tralizzati per la. produzione della forza muscolare, vengono eliminati dalla mucosa polmonare,

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:Solto fo rmo. di acido ca rbonico e di vap ore acq ueo e nuovo ossigeno viene assorbito, pe1· servire n nuove combustioni. :Ed ecco parimen ti manifes ta la ragion~ <iell'impe ri oso appetito e della più facile e pronta. digestione. Adunque, anche quel vi,·entc congegno di locomozionè che è il cavallo, è in tutto simile alle macchine, in cu i, sorgen te di moto e calore sia la combustione dell'ossigeno con elementi idl'O-Carbonat i. Da quanto ebb i a dire r isulta, che se nel lavol'O metodico e diretto con intell igcntP. progressione, con-siste tutta la rngi onc del successo dello allenamento, il massimo pericolo del medesimo sta nella esngerazionf:. del sis tema Non i:i.ppart.iene a me il dire, se nei cavnlli di trnppa, allo stato attuale delle cose e .de!le idee, si pl'oceda generalmente con piena sicnrev,za e conoiìcenza, e solo mi terrò conteni.o a secrna l.ire i sinistri effetti del lavoro smodnto. Io che o altrove ho dichiarato possibil e ed nnzi necessario lo esigere dal cavallo molto e moli.o lavoro , non vonci che quanto sat·ò per dire potesse ritenersi come inspirato dD 11n sentimento cl i ritrattazione. Quello che mette in apprensione gli intelligenti - e lo sento ripetere ad ogni momento ~ è la difficoltà di bene scegliere la giusta· via di mezzo. Quello clie si domanda coll'allenamento non è giù il così detto treno di cot'sa, non è nemmeno il treno di caccio, che sarebbe follìa il pretenderli, ma è una speciale preparazione ben di stin ta per q ualità e per quanti tà di mezzi impiegatj e di effetti ottenuti . Ma su questo punto basta, e fa ccio passaggio ad argomento di mia competenza, a notare cioè le disastrose conseguenze del lavoro esagerato . Son o queste di due distinte varietà, second o che le cause operano in modo len to, insidi qso, o agiscono ~apidarn ente e quasi direi istan taneamen te. E per


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evitare lunghe dirnoslrnzion i, cìlo .due p11ragonì Lolti dalla patologia, che esprimono benissimo il Jiverso concetto che dobbiamo farci dei due modi di operare del la\'oro , che eccede la misura dei mezzi meccanici e viLali. Gli eO'eLLi negatid del lavoro che con insistenza giornaliera sopravanza, fosse anche di poco, la potenza fisica di un cavnllo, si possono paragonare con molla precisione a quelli di una lenLa febbre. In ambedue i casi havvi prevalente consumo di elementi, ed i tessuti e gl'organi si \'anno Jentnmente logorando con inlensilù propo r·zionnta alla defì.ciente rip arazione. Sollo l'influenza di straordinarie faLiche, durnte in uno spazio di tempo brevissimo, si hanno effetti gl':wi sempre, mortali talvolta, e questi hanno la loro spiegazione in ciò, che si versa nel sangue, quasi ad un tratto, una enorme quantità di sostanze di riduzione, che determinano una vera infezione. Nella primn supposizi one, ved ia mo CO!l)parire quei falli morbosi che sogl ionsi riferil'e alle cachessie, e nella seconda insorgono subitanee e gravissime le febbri ìnfcltive. Di queste due modalità patologiche assai difficilmente si può avere rngione dei più appropriati trallamenti cul'alivi, ed ogn uno sa come le medesime costituiscano la quasi totolit11 delle mnh>Ltie mediche osservate nelle infer1nerie dei corpi . Il lavoro, che fisiologicamente non è altl'O 1,;he nn acceleramento cJel rieamhio e della riduzione organica; cioè un'aumentata com! ustione cd ossidazione, non si può spingere al di là di un certo limite prefisso, -perchè non ci è dato cli potere, a volonLù nostra ed a seconda della più ul'gente ind icazione, riparare le perdite avvenuti' colkl i ntroduzione di nuovi elem~oli, e pel'chè la potenza di assimilare i materinli cli 1·ic:ostituzione non è indeterininata, mn flssn n limitata. Circostanze cli stagione, ùi luogo e di terrono eser-

389 cit,,no la loro specia le influenza sul lavoro dei cavalli di truppa, e ::.olo mi limiterò ad una considera zione in ordi ne all' er oca ritenuta la migliore pe r intraprendere un attivo eserc izio, ed è questa la stagione prim averile. Il Regolamento per la cavalleria (Tomo Il°, pagina 236) con buona ragione prescrive di atlendere che sia.si racluolcita la Slf1gion e e bene effettuato. la muta del pelo. Di questa seconda parte dell 'assen nat.a prescrizione, elle pure è della massima imporlania, ordin ariamente non si fa il caso che merita, e non sarà pertanto inutile cosa lo spendervi alterno poche parole. Alla primavera il cnvallo depone il.lungo pelame ed in breve ci si presenta liscio, lucente e come vestilo a nuovo; è di umore brioso, fiuta l'aria, contrae tratto tra tto il labbro superiore ad una speci e di riso e fa profonde inspirazioni, quasi a riprova della prop ria potenza respiratoria . ~In nel periodo di tempo impiegt1lo al l:-i rinnorazron e del mautello si scorge nel cavall o un vero stato cli spossatezza, riconoscibile sovratullo alle facil i e profuse sudate. La ragione del fatto singolare sta nel g1·ande lavorìo che avviene alla cute, dove la locale attività funzionale, ne!lo scopo della muta, aLLrae una considerevole energia nervea , provoca ne i vasi cnpillari periferici un insolito affiusso di sangue, per cui la pelle viene a trovarsi momentaneamente in eccezionali condizioni di scnsibili tit. Qu esto stato di cose ci obbliga all'adozione di alcune misur·e igieniche fra le qual i primeggiano l'abbeverata· in bianco, lo scansare le sudate, il moderato lavorare, ed il non esporre i cavall i alle impressioni dei mutamen ti di temperatura così frequ enti e marcati all'epoca della muta . E per tal guisa verrà assicurato il proficuo intraprendimento degli attivi esercizi e saranno le probabilità di ma lattie notevolmente menomate, se non completamen te eliminale. SU LL' 1GIEN!f. DE L CAVALLO


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SULL' JGtENE DE I, CAVALLO STUDIO

III.

.Per l'esercizio f~ nzional e della vita e per il lavoro, uttle, ~h~ domandiamo al cavallo, i rnatcri1ili componeoL~ 1 tessut~ e gli organi subiscono delle meta~01}os1. regress,:e, .nascono cioè dei nuovi prndotti di.' 1~uzt~n~ destrnat1ad essere espe ll iti, souo le forme pr 1.nc1p:.d1 dt acqua, di acido carbonico e di matel'i e sohd~ nzota.te. ('.1rea). La nutrizione rinnovella con nuov~ .ma~er,.~]J I tessuti organici e li mantiene nelle c?n~1z1om p1u opportune all'esercizio del le loro fun z10n1, e q~esti elementi di riparazione sono apportati nell'ol'gan 1smo dall'alimentazione. Per noi il cavallo di truppa è niente altro ehe un agente ?1eccanico, da cui otteniamo della forza mnscola~e in corr~spettivo di una adequata alimentazione. Tale ~ la ~unz1~ne .economica del cavallo militare; la materia prima 1mp~egata è la razione alimentare, il pro_dott~ è ~a)ore, e l.av?ro meccanico utile. Dopo i dat1 h Jis1ologic1 · . enunciati or ora e ricordando , qne Il o, e e eb~1 a dire nell'antecedente capitolo, la domanda c~e ovVIa e natur~l~ ci si presenta è questa: la razione ahm_entare somrnrn1strata ai cavalti di truppa, sottoposti al. met?do di allenamento, è dessa sufficiente a controbt!anc1nre le· perdite? Per esaminare se siano i materiali di riparazion e i~ esall~ e9u ilibri? c? lla somma delle perdite, non .Ncorre:o at mezz1 d1 valutazione che gl( agronomi ?recon1~z~.no come dati precisi e scientifici, mentre rn realta non sono che seducenti ipotesi. Sufficiente-

mente nutrito si dirà per l'igienista pos1t1vo quel cavallo, che malgrado la quantità di lavol'o che produce, conserva la vivacità dello sguardo, dimostra vigore ed ela'sticità, presenta pelo lucido, e mantiene i suoi muscoli nel loro normale volume. E tale ci si presenta il cavallo bene· allenato, che mnlgrado il lavoro che ne es igin mo si conserva i o ista to di benessere, in buona condizione. La quistione adunque intorno al sapere se la razione sia suffìciente è per tal gu isa con metodo br·cve, del pari che esatto, definita , e si· pub dire con certezza, che l'attuale trattamento alimentare è sùffìcientemente riparatore. La composizione della razione fu ritenuta da molti igienisti come soverchiamente esclu siva, e s; volle vedere in questa cond izione uiw gravissima causa negativa alla conservazione del cava llo militare. l\la questo timore è del tutlo infondato ed ebbe corso di verità in discutib ile, solo perchè gl ' igienisti ippici furono per lun ga pezza copiatori gli uni degli altri. I . pratici risultati dimostrano, che la biadn e<l !l fieno costituisconc un comp lesso l'iparntore quasi perfeuo, e per chi volesse appoggiarsi alla ch imi ca, riponendo nelle tavole analitiche sugli alimenti tulla qu ella fiducia che. in realtà nun si merita.no, dirò che il fieno della più semplice composizione botanica contiene almeno undici corpi semplici. La razione viene modificata in occasione cli cam pagne e di marcir, e molto opportunamente consiste la modificazione in un aumento <li nve.na, la quale è il vero alimento del cavallo, pe!·chè, oltre agli ab- . bondanti ed omogenei principii proteici idro- carbonati ed azotati, contiene unn rnati~ria tileosa, che nP,i paesi freddi e temperati fa da eccita.nte. (MalHguliì, A mio modo di vedere, la razione d: avena nell'evenienza di una c:impngna, dorrebbe essere molto mog- .


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giore di quello che non sia attualmente, poichè è datla medesima che quasi totalmenle dobbiamo atten derci il movimento di riparazione. Il fieno in caso· di guerra costituisce un meno che mediocre agente rÌparatore e citi ha veduto le infinite cause di dispe rsione, lo stato di avarì a e le enorm i difficoltà di provvisioni e dì trasporto dei fo raggi certo augurerà ai ca valli una disposizione , in virtù della quale il qua ntitativo della biada venga ad essere accresciuto, in utilissima sostituzione di un fieno, cbe per due 'lerzi almeno non figura nllroYe che sui buoni. L'idea del test, della zavorra, del necessario volume, cioè, che debbe avere la raz ione alimentare per il normale -andamento funziona le della digestion e, non ba più il valo re che ebbe per gl i igienisti ,rn Ltchi, e tn:ttlandosi di cavalli preparati coll'allenamento ed in campagna, è evidente che il poterli nuLrÌt'e con un piccolo volume .di materia alim entare, ed il potere i medesimi con prontezza consumare la propria razione, sono fatti -da considerarsi non solo opportuni, ma bensì richies ti dalle particolari condizioni . Vi hanno dei casi in cui passeggiere, ma imperiose esigenze, impongono ai cavall i un lavoro affatto ecceziona le; ed una saggia disposizione ministeriale ' f27 marzo 1863, G1·ornale Militare) a!la quale si ricorre tosi cl i rado, da doverla tenere in conto dì lettera :morta, concede a questi cavalli un supplemento alla raz ione. Io noto questo fauo per constatare come non man chino buone dispos izioni amministratiYe in rap- · porlo al l'igiene, e pel' meglio segnalare il grave errore, che si commette, col non concedere a i cavall i una maggiore razione in caso di campi di istruzioni e spec ialmen te nell'occasione di grandi rnanoVl'e . Ripristinare gli squadroni nelle antiche condizioni dopo l€ fazioni, che come quelle dell'anno scorso ebbero

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su u'

lGlEN E DE I, CAVA LLO

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term ine a Caldi ero, è sempre un' opera lenta e non • priva di difficoltà . Circa la suddivisione deHa razione per i ,diversi pasti della gio rnata, non si è gran fotto -d'accordo: l\Ia l'igiene razionale e l'economia ci suggeriscono d1 somministrare il massimo della razione - suppongo i due terzi almeno de lla biada - dopo la foti<~a, e molte ore prima che dal cavallo si ricbiegga. un nuovo im piego di forza muscoìare . Il noto proverbio it~liano che suona - biada alla -sera, gamba alla mattina ci forn isce la norma più giusta. e conveniente sulla quistione e vale, da sè solo le molte disquisizioni fau.e in proposito da. ufficiali, da ve.terinarii e da agronomi. t igienico difatti oltre ogni credere il non irrtpiegare il cavallo a ventricolo pieno, a diges tione appena incominc iata; è logico, che gli elementi di ricostituzione nbbond ioo alla sera, quando app unto il movimento di organica riduzione ha rnggiunto il suo massimo o-rado; ed è rigorosamente economico il mettere il ~aYallo io condiz ione di mangiare. digerire ed assimilare, nel modo pièt completo. la propria raz ione. Ma il cavallo digerisce energicamente, e poche ore bastano a fare sì che il suo ventricolo si trovi completament,~ vuoto. Si rifletta però che la digestione non è che un primo e breve passo verso quella meta, che è la nutrizione, e che questa ha bisogno di un tempo abbastanza considerevoìe, perchè sia regolare e pr0fìcua, trattandosi di una vera trasform az ione dei material i ingeriti, in forza delle potenze chimico-vitali. Non mi permetto di entrare in minuti dettagli in ordine alla elaborazione di un orario per la cavalleria, ma la distribuzione della razio-ne non dovrà più essere, co me lo fu fioorn, così subordinata alle esigenze di . servizio . Si faccia in modo che il m·assimo della ra- . zione sia consumato a lla sera e si evit i con diligem:a


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il caso, che il cavallo debba lavorare ad andature alcun po' nnirnate, con il ventricoln ripieno di materie alimentari . La osservazione del cavallo nel suo stato natu1·ale di libertà conferma che il riposo dopo il paslo è per il medesimo una manifesta necessità ; e dippiù, co noscendosi il nieccani smo della fonz ione respiratoria, che ripG>sa in gran p::ir·te sul movimento antero-posteriore del diafragma, ne vien e chiara e sponl.Qnen l'indicazione di non procurare ostaco li alla pi ena libertà delle escursioni poln1onari . Ambidu e qu esti apprezzamenti, prer isi in qualsiasi stato ed impi ego del cavallo, diventano condizion i indispensab ili per l'ndozion e del sistema dì allenamento. Ad ogni momento ci si presentano ca valli ~he colla più grande avidità si abbandonano all'azione di leccare gli oggetti circostanti. Qu estn tendenza non è punto un ticchio, od non prava abitudin e contrai In, ma è bensì la espressione di un intimo bisogno nnturale. Il sale (cloruro di sod io) ha nella viven te econ omia un importante offtcio. Sene di dissolvrnte alle soslanze organi che e le rend e più facilm<:'nle assimilubili. Ila nzionc conse rvat ri ce s11i globoli del sangue , i quol i si struggono e scompaiono in una sol nzion e èi alburninn nell'acqna purn 1 menlre si conservano . in istnto di integritù, se olla soluzione albuminosa si agg iung::i 4/ 100 d i cloruro di soJin. Questo agenl~ eccitn l'appetiLn, promuove abbondante sC'c rczione delle ghiandole salivari , e fovori5ce la dissoluz ione dei prinrip ii ;i lbnmin oidi i nge rili , accresce la proporzion e dei globoli sanguign i e diminuisce quella dell'acqua. Bnsterebbcro certamente gli enum r,rati modi di azione del sale comune per consigliarne la periodica ammi nisLrazione ai cavalli di truppa; ma aggiungerò ancora unn significante considerazione s ulla influenza che il medesimo esercita sul sistema muscolare , e 1

suu,'rn11,:i'rn DEL CA\'.~LLO 395così non mi scosterò dal mio obbiettivo, che, anche in questa Memoria, è il cavallo al~enat~. È dimostrato, che una soluzione di clol'uro d1 sod10 mollo concentrata, eccita la fibra muscolnre a forti contrazioni e queste sono assai più energiche e di più lunga durata, se l'esperienza si fa all'orin libera, e più deboli al contrario , se si agisce nel vuoto della campana pneumatica. Ad ogni modo però erl in ogni caso il salecom un o appnlesa una distinta attiviL.;) eccitatrice della fihra musco lare. 11 retto npprezzamento di questo fatto fisiologico, anche prescindendo dalle ~onside1?zioni espresso poc'anzi, è, a mio credere, ~ 1 tant~ .11:1p~r~ tanza da obbli o·arci ad ammettere fra glt agenti 1g1emc1 diretti alla co~iservazione del cavallo di truppa, l'amminislrarione del cloruro di sodio. E come no? poichè sappiamo ch e i fenomeni di ecc itomento chimico_ sull~ sostanza muscolare, di recente staccata dalla vita, s1 ripetono con identicit.ì nell'animale vivo ed i~tiero, certo l'ammini strazione del sale è da addottars, come un a utilissima applicnzionP. igienica suggerita da 11n fatto fisiologtco, raccomandata dalla pratica, ed aggiungerb, reclamata dai cavalli colle loro mute , ma pm· ch iaro dimostrazioni istintive. Credo di avere di già notalo che il trattam~nto igienico del cavallo di truppa fu ed è troppo schiavo delle esigenze e condizioni inerenti al servizio. Ma a proposito dell'abbeverata, non sarà !nu~ilc <J'.li ripetere la sovrtll!Cennnta osservaz ione. poicbe egl i è nppun Lo, nella maniera di abbeverare i .cavall i di truppa, che l'abitudine e In tradizione urtnno in modo più patente le leggi naturali. La più sup erfic iale ~~nsi~erazione so quel movim ento irriflessivo, che.?1r1 ~e il cavallo nella scelta <li quello che gli torna p1u utile all a propria conserv azione, vale a dirP., su lì'i ~tinto, ci convincerà che decisamente noi co mmetllamo un errore


396 STUDIO allorchè stabiliamo in massima, che l'abbeverata debba precedere al la distri buzion e dell'avena, base essenziale della <:li lui alimentuzione. E per altra parte, se si vuole arrivare a pratinhe deduzioni ragionando sulle analogie, emergerà chiaramente che al ca vallo noi abb iamo crealo una rnanic ra affatto antinaturale di mangiare e bere, poichè nessuno animale beve prima che abbia ing·erito una forte r:lose di sostanze alin~entari. La maniera istintiva adunque, e l'osservazione d: quanto accade negl'esseri animati su periori ci 1.hcono, che bere prima di mangiare è cosa innaturale. L'abitudine, egli è veriss im o, perviene a modificare prnfondamente anclie i più importanti atti naturali ed istintivi, ma necessariamente questi effetti non potranno essere altro che perniciosi al normale ,anda·· mento del!e fun zi oni fisiologiche. Esaminiamo qualche c~so prattco e sarà certo il miglior sistema per la dunostrazione della mia tesi . In estate, vediamo che i cavalli al' governo della sera bevono avidamer.Le e si allontanano dalle vasche, starei per dire, a malincuore. Qui appun to sta la condanna del metodo; l'acqua bevuta va a ristabilire squi librii idro-dinamici pernic iosissim i; è destinata a riparare sensibili perdite ante~ cede_nti; e noi in buona fede crediamo, o meglio pretendiamo che serva ai bisogni, che il caval lo risentirà fra un'ora, dopo mangiatn l'avena della sera. In verità. questa abbeverata preventiva, destinata ad una sete futura, è qualche cosa di stranamente paradossale. Ma qui C(!1'ta111cnte mi si osservel'ù, che nella calda stagio.r.c si lia la buona prntica igienica, cli fare uscire dall.e scuderie i cavalli sul declinare del sole e si usa abbeverai-l i un'alLra volta. Questo 1miversale e tacito ammetlersi della ·innocuità non solo, ma della necessità del bere dopo il pasto, mi convince sempre più che il timore dei clan ni portati dal bere dopo la biada

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SULL 1GIENE

OEL CAVALLO

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non sia altro che. un errore, convalidato dalla troppo confidente accettazione di una vizi o::;a pratica tradizionale. Esamini amo un altro caso, quello cioè dell'abbeverata della sera in tempo d'invern o. P.er il freddo dell'ambiente esterno, e per la bassa temperatura dell'acqua, che prontamente si raffredda al contatto dei recipienti, ma partic0lannenle perchè ì cavalli subi5cono minori perdite di acqua, bevono pochissimo, e molti appena intingono le labbra nell'abbeveratoio;· ma dopo la biada e dopo la fienata serale, inevitabilmente j cavalli, in modo più o meno grave, si troveranno ad avere sete. . Si presenta bene spesso la necessiti\ di far uscfre ne.i cortili qualche cavallo per esaminarlo; e se ciò noo avviene a brevissirno intervallo dall'abbeverata, si è certi di vederlo tendere irresistibilmente all'abbeveratoio, ed t.1 seconda del carattere indiv iduale e del bisogno , manifestare la sete colle più espressive occhiate alle vasche, o i::on decisi tentativi di liberarsi da chi lo conduce a mano. · Poichè non ci è possibile metteré i cavalli di truppa in istato di potersi dissetnre colla sicura norma della loro volontà, si faccia in modo che non abbiano a sentire penuria di un agente tanto necessario e tanto abbond ante , qudle si è J'ncqua . Si usa dire che il cavallo deve bere poco; ma questa idea non · ha ombra· di fondamento nella ragione e nella osservazione; il ca,vallo deve bere tonto che gli bastì, e l' abbeverata dopo il pasto se non ci forù raggiDngern lo scopo in modo compl eto, certo varrà a menomare la gravilà di una condizione antinaturale ed antigienica. Havvi un caso specinl~, in cu i è assolutamente necessario fa!'e precedere a!l' abbeverata l'amministrazione di un po' di alimento) senza di che si in con tre-


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STUDJ St.:r.L' IGIENE DEL CA, ALLO

:rcbbero i più sedi inconvenienti, cd è questo il caso in cui il cavallo sia grandemente spossalo dalle fatiche. Qualche po' di avena, in siffaLla circostanza, agisce come un vero eccitante diflusivo; all'istante rianima ,l'energia, eccita l"appetito e si oppone ad un troppo s~ll~c~to raffreddamento del cavallo. Su questo punto <l1 1gtene concordano anche i più caldi partigiani dell'abbeverata precedente alle distribuzioni di avena. Ancora un passo; un po'meno di attaccamento alle .antiche abitudini, e poichè, col i;islPma dello allenamento, i casi di stanch ezza pronunziata si posson o presentare con quulche frequenza, finiremo col trovarci d'accordo &o lla necessità di abbeverare j cavalli dopo la biada.

RIVISTA BIBLIOGRAFICA

Dei• Deut.~cl•e Feld~Uf/ gegen. Franl,reicl, unte,• flem H,h,if/ WJlill,elm. - 1 La campagna ctci Tedeschi contro la

Francia sòtto i/. comando del Re G11.r;ticlino), per cura ùi un llflìzialo superiore pru$siono. Parto prima. un voi. con 3 allegati o 4 cnrtc. - Berlino :871. Ottono Fouko. Prezzo L. 3, 75 .

(Co·1itinua). G.

CAVIGUA.

L'autore si è basalo nel suo lavoro sullo stesso principio cho in massima iurorma lo produzioni-primizie del no'o storiogrofo militare Riistow: fornire cioò alla storia moderna del la guerra tale materialo che analizzato in ogni suo dettaglio susciti questioni e molla in luce problemi il cui studio riesca · profì llernlo all'arte mili lare . QuosL'opera è divisa in 12 capitoli che trnltano: l' La base s torica dol la guerra colla Francia, risalendo fino ai Jt-14; 2° La descrizioue compendiala della situazione militare della Germania prima della campagna ; 3° Del perfezionamento arrecato all'andamento cli alcuni servi1.ii in Prus~ia da l 1866 in poi; 4° Descrizione del teatro della guerra lungo il confine; 5, Valutazione complessiva del le forze di cui disponevano le due parti, non escluse le riservo, e considerazioni di paragone; . 6• Sul piano di campagna dei Francesi e sull'ordine di battaglia del loro osorcilo; 7• Sul piano di battaglia di ro Guglielmo e sull'ordine di battaglia dei Tedeschi; s• Le primo operazioni della campagna .-La ricognizione .d i Frossard su Soarbriik;


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ll lllLIO GRAFJCA Jl!VlSTA

u• Posizi oni dello due parli dopo i combatlimeuti di Saarbriik e Wf:isscm burg; I O' :llarcia delle teste di colonna della 1" e 2~ arenata sulla Saar; 11• Scontro cli Saarbruk ; 12° Qucslo capito lo tratta della battaglia di ·wo r lh; in esso l'autore descrive le divorse fasi dell'azione e presenta un quadro d'insieme interessan tissimo sopratutto pell'uomo di guerra. Giunto a ques to punto, l'autore chiude la prima parte riassumend osi e facendo, considerazioni importan ti sullo conseguenze immediate delle vittori e del 4 e del G agosto. Questa pri ina parte è corredata di numerose e belle incisioni, più di car i.e topografiche parziali e di altre maggiori aìla scala di 1/40,000, ben litografate, e.rimarchevo li per la loro chiarezza.

Ai•mee und Sclmle ! (Esercito e Scuola), di A. V. RIIODllN

già uffic iale Annoverese. Berlino 1871 , presso Ottone Goeclsche. Questo breve opuscolo tratta un argomen to di somma importanza, cioè il raffronto dell a scuola a ll' e sercito, d i questi due grandi fa ttori del lrnnessere dei popoli, che di loro m~tura sono talmente collegali fono coll'allro da soffrirne detrimento l'uno se non è coadiuvalo dall'allro. ll lavoro è diviso in 4 parli. · La prima parte tende a dimostrare che senza un maggior~ lavor o per par te dolle scuole elementari non è possibile una diminuzione della durata del servizio sotto lo armi, e quindi una riduzione nel bilancio della g uerra. La seconda parte tratta il quesito interessante « Perchè in 'Prussia l'educazione che s'impartisce al popolo nell'esercito sia più prolìcua cl i quella che si otlieue nel le scuole elementari? » Nella terza par te si fa nno r isaIlare i difetti dello scuole elementari e lo scapito che produe.e l'abbreviamento della durata del servizio sollo le armi. La qllarta parte ha per iscopo di dimostrare che .l'indirizzo politico da darsi nelle scuole deve essere il monarchico e mai il re pubblicano. Quest'opuscolo è mollo interessan te e fornisce un bel saggi? "d'erudizione dell'autore; più accenna a moite questioni mor1tiwoli di essere studiate e tra ttale a fondo da ufficiali studiosi.

»ei• Ki.iimpf' i ~

muì um Do,•f'e1• imd B/Yiilcl e.1•. (llcom-

battimento nei villaggi e nei boschi). Com pilato dal tenente colonnello prussiano Aur,usTo RrnsE colla scorta delle migliori opcl'e di storia mili tare. Editore Victor V. Zabern. Magonza 1870. Queslo lavoro è diviso in duo ;)arti, di cui la pri ma già scritta 12 anni fa, la seconda pubblica vasi prima della ga erra:· del 1870-71.

Nella conclusione della prima parte nel 1858 l'outore stabiliva la massima seguente: « Che indubbiamente nelle guerre future si sarebbe verìfi« cata in proporzioni maggiori l'importanza tattica df\i vi llnggi < e degli abitati in genere, e ciò perchè col genera lizzarsi < dell 'impiego delle armi di precisione non sarebbe stato più « possibile ottenere grandi risultati senza una grarnle pe1'fezione « nell'arte di trarre profitto delle condizioni del terreno "· Le guerre del 1859, 64 e 66 in Europa e la guerra d'America hanno pienamente dato ragione all'autore. Premessa un'interessantissima intr·oduzione, l'autore passa a parlare del combatti mento nell'abitato. e cioè dell'attacco e della difesa·, dei-·· l'importante azione che . spetta all'artiglieria, ed illustra il tufto colla citazione di numerosi csempii. Questo libro è mollo istruttivo e se anche non trovasi totalmente all'altezza dei tempi, ha però il merito incontestabile che la maggior parte delle teorie e delle massime esposte, sono state conformate d.:igli avvenimenti di guerra che seguirono.

lleei•wesen 1uut lnfantet•ie 1/)ieiu;t ,J,es IPellltt!iCl1,ef4 Reielislieeres· - (Ordinamento · detl' ese1·cito e se·rvizi<>' della'fanteria deU'bnpero Tedesco), compilato per cura del

tenente generale Prussiano A. V. ·wrrzLEill!N . - Dnod1~cimaedizione illustrata con incisioni in legno t' 4 tavole litografalo.' Berlino 1871. Editore A. Batti , Un'opera mililarH che ebbe l'onore cli essere rìprodotta in 12 edizioni, se in Ger~ania fu cla~sificata fra le rnrità, da no\l ANNO XVI, VOL, Ili,

·

26


DlBLIOG RA li !CA ~ qua!('he cosa di mollo più straordinario. La prima edizionevenne alla luce 2f> anni fa, e tulle quelle che seguiroue> furono sempne migliorate., in modo che oggi giorno questa opera, può a ragione chiamarsi uno dei migliori libri . che pos-· s~gga la letteratura, milila,re tedesca,. Ristretto in origine entro, gli nmili confini di una guid·a pei: volonta,ri d'un anno, nell'edizione del 1850 assunse il titolo di Manuale per g li ufficiali di fanteria, e andò sempre più. crescendo di pr0porzioni in, modo che le di.verse edizioni, come dice l' autore nel la sua, prefazione all'ultima, vengono ad essere uno sp eccbio dello sviluppo ed incre-meoto raggiunto, mano mano,dell'esercito prussiano. La duodecima edizione di cui parli!lmo, compilata in base a documenti ufficiali messi a disposiziòne dell'autore dal Governo Prussiano e da quelli degli Stati meridionali tedeschi , ci fornisce un quàdro completo del!' organizzazione attuale, dcell'esercito germanic.o.

§Ìre/flem• ,s - f)slen•eicl,iscl1e iJlililarisclie ZeUsclirifl. - Redatto da MoR1Tz-BnuN!'\ER, capitano nello sta.io maggioro del genio. - Vienna, 187J. -(Suuto degli artico!~

contenuti nella dispensa di agoslo).

L'eseroi,to russo e la s-ua 1·i(orrna. L'opinione pubblica in Austria volge inquieto lo sguardo alla Russia. Mentre il Governo, fortifica Cracovia, Przemysl e Komorn, · mentre spinge attivamen le la costruzione di linee ferroviarie a traverso i Carpazi, mentre progetta l'aumento della cavalleria , la stampa militare· studia con molta cura lo svi luppo della potenza del pericoloso, vicino, le sue fonti di forza e di debolezza, le sue teicdenzeaggressive ed il modo di paralizzarle. li JfiLita.rische Zeitschri{t, l'organo militare più importante noo solo dell'Austria, ma anche della Germania, ba io quesH ultimi tempi pubblicato parecebi studi sull'argomento. Ora la dispensa di agosto incomincia con un articolo che· tratta . dello alato attuale dell'esercito russo e della sua riforma. La prima parte esamina l'organizzazione presente, la forza num_erica, ed a rapidi traili ne accenna i pregi e difetti. I ragguagli t1oncordano quasi pienamente con quelli dati dalla Rivista 'mi-

.i-03

Tlitare di giugno (1). Essi si . riassumono in un parallelo fra 'le rì$orse militari delle due grandi potenze. L'esercito attivo russo conta a l pib 700,0CO comh<1ttenti. 1 Di quesli, 100,000 occorrono per il Caucaso, 120,000 per l'occupa- , zione dei J8 Governi occidentali, 1.20,000 a difesa delle coste . del mar Nero e rlel Rallico; resta un esercito di operazione di ' 350,000 uomini più 20,000 cosacchi. L'Austria può mobilizzare 800,000 soldati. Di essi '.?00,000 so.00,1 necessari a presidiare la Cislei tan ia e l' [J ngherin, 100,000 a g uardia dei confini hm.:o-rum<!ni. 100 .000 pel sud clfl Laybach a Bnd11a: rimane un· esercito di operazione di 400,000 uomini . Il soldato russo è piìl perseverante, più freddo, sente più di ogni altro il bisogno d·ella vita in comune; l'austriaco è più intelligente, piit istrui to, ;:>iù m0bile, ha maggìore slancio •ed entusi,1smo. La ·fanteria austriaca ·è meglio armata. La cavalleria ed i . cacciatori russi sono mo lto al disotto della cavalleria e dei cacciatori austriaci. Pel mat<~ria lc d'artiglieria è migliore il sistema russo, pcl materiale del genio migliore l'austriaco. Lo stato maggiore russo gareggia col lo stato maggiore di qualunque esercito europeo. I mezzi finanziari dulia Russia sono maggiori , ma l'amministrazione austriaca è meglio ordinata. l i sistema ferro viario· ha delle lacuno da ambe le parli. La Russia si studia ,ii riempirle; lo stesso deve fare l'Austria. La Polonia è ottimamente coperta da l quadri latero polacco ed ora si innalzano fortificazioni alle stazioni fer roviarie di confine rii Radriwil ion e Wo- . laczysk (2) . La Ga llizia o l'alta Cngh,~ria sono. io difese: urgo prov1•edere. . Ma la preponderanza numerica r imarrà per lu ogo tempo alla monarchia austro-ungherese ? E qui sorge la quistione della riforma dell'esercito russo trattata nella seconda parte del lavoro. In essa l'autore studia le proposte del generale Fadejew, ai11tante del generalissimo Baryatinski, e quindi sottopone a breve esame le basi stabilite dal ministro della guerra Miluline, senza· però manifestare la propria opinioue sui risultati probabili del,. nuovo organamento militare.

(1) L'esercito russo nel lS71. (2) .AUgemeine zettung, n• 20S.


RlYlSTA

Considera=ioni s11ll" ferroi:ic 'rispetto al commercio ed alla (Jtterra per P. capitano ·nel 6·/• 1·egr,imento {ante1·ia. - ~ Le u ferrovie sooo. le vive artL· rie cl'ondo in pace scorro e si e di lata la pubblica 1·iccllèzza od in g uorrn i muscoli con cui M sono brandite le armi in difcsn del la patria,, dicEI uuo scrillore tedesco citato dal magglorChurboooeau in un recente articolo {l). 11 capitano P. stud i,1 la quistionc forroviarin generalo sotto questo duplico aspol.lo, proponendosi la soluzione dei seguenti quesiti: Quando lo ferrovi o corrispondano ai bisogni militari e commerciali ? Come :ii pui:- trarno profHlo per ìc opurnzioni mil itar i? Divide lo ferrovie in radinli ed in traversali o di cintura. Qneste ullirne, più frequentate io pac1J, pii1 utili in guerra per ro ncmtrare lo forzo ad un punto dato della frontiera e por prr ndcre l'i niziativa ingaon a1id0 il nemico, doHcbuero csst:ro o, doppio binario. Crede in tal modo ùi pc,l.01· sciogliere ii primo •tue~ito . Pel secondo ricorda cou lcgitqrno orgoglio la produ1.ionn fe rroviaria austriaca del 186G ·~ si limila a fo r ''liti d10 ;1.Jl,1 testa delle lince fl'rra!e ausl.l'iache si trovino come al lorn uomini pioni di inlr lligenw. cli :;cienza. di allività e di energia. Passa quindi in rapida rassegna le reti di alcuni paesi cl'E uropo. '11rova (dimenticando forse l'Italia meridionale), clw la nostra J)Onisora ha nelle ferr ovie sufucien te difesa (geni.i,gendc Schut:;) contro un attacco pr ornni e!lle dalla parlo di mare. Quasi tutte le linee, sono at! un solo bin11rio, ma questo inconveniente ò eompensato dalle mo lto strad e parallelo e di comunicazione. Verso la Francia, l'ltalia ha il vantaggio della linea traversale o di cintnra u doppio l>inario Torino-Genova, nella qu(J le fauno ta po quat.tro fe rrovie. Anclw verso la frontiera nord il sistema ~ buono. Solo verso oriente l'llalia manca di una lioea lra~ersnle che serva al concentrnmonl.o strategico sulln frontier a auslriaca . Le ferrovie del l'imrero germanico sono numeroso ed ollimomonte costrutte nel s(}nso militaro o commerciale. Solo n ella :regione dell'est luogo la fronti era russn havvi una lacuna. Questa sarà in parte colm:i ta dnlla ferr ovia di cintura Posen,Gnesen -Thoon-Instel'hurg, In qua le. se a do ppio binario . sarà

- -- ·-- - - -- -(1) La "871.

qui stione ferroviari a mili!:irn i n Jtnlin, Ri uista •m,Hila•·e. <>iueno . "

II IBJ.IOGRAft CA

4-0S

in gr ado di pàralizz,ire la linea anersa Piefroburgo-\'ars11,·i&.La rete russa, drlla quale si dà uno schizzo, si va sempre più r iempiendo. 1\11)lil'i po l1Lici hanno fluo a l 1860 posto ostacoli al suo svi luppo, ma rla quell'epoca la ll.ussia tira sempre 11u0v-0 linee, le quali spesso lrnnoo scopo più stralegico che commerciale. Così la strada fe rrala di cintura 13rzcsc-Litewski-Oer ditschew servo ben poco al trasporto dei prodolli della llussia meridionale, ma può essere d'incalcolabile n ntaggio per gettare la massa dello troppe con tro nn punto qualunque del!.a Galizia . L'Austria _elevo stare all 'flrta e prepararsi nllu Slla vo lto col trasformare a doppio binario la linea di cintura Oswi cim-Cracovia-Stanislau o col congiungerla ·colla r ete della monarchia mediante la costruzione cli tro nchi o traverso la catÀna dei Carpazi, da Tarnow ad Eperio, da Przemysl a Szeroncs, da illunkilcs a Stry compiendo così tre radia li verso il nord-est. La p1·ù,.a batteria di m'ilra.Qlierc ciust1·ia,che. - li 31 moggio, · alla presenza del minislt'O della guerra , cd il 12 giugno, nlla presenza dell 'Imperatore. si sono falli s1_1lle lande del Simmering degli esperimenti con una balleria di 8 mitragl ie1'8 ' del sistema Montigny o CrislophP, perJczio'nalo da ll;i Commissione anslriaca. L'autore dell'articolo descrive l'esito favorernlissimo dello pror e o fa alcune considerazioni sull'impiego dello mitragliere nelle guerre anenire. La milraglicra Montigny fì no dal l S'ìO è stnlil ndottata definilivameuto per l'rser ci to austriaco: 10~ pezzi sono in costrnzionc, le canne presso la fabbrica d'ormi di Stiria, gli 11ffusti da cam pagna da 4 libbre presso l'nrsonale cli , qenna. I.a vosi::;ione strategica dell a Sviz::m·a di, fronte a{Jli Stat'i

confinanti. Studio di geog-rafìa militnrc del luogotenente c0lonncll o Alois llittcr von llaymerle, 11ffìci11le di stato mngg-iure. r.a redazione dC'I MiliWl'ische Zllitschrif't cl,ì principio con questo lavoro ad una serie di pubblicazioni dello stesso autore sulle fronti stra:egiche della monarchia, sulle linee difcnsi ,·e, sni pu nti strategici culmina nti. La neutra lità del la Svizzera, stabi lit a dallf\ po tenze europee, quale ;1rgir1e u lle tendeozA nggressirc della Francia, ba or :i acquistato un'importanza moggiore. I>Pr la coslilu1.ione della naziona li l/1 (edcsr:,i Pd itn liann il territori() elvelieo si trova in.


4,06

RIVISTA

mozzo a qualtro Stati potenti: il Germania, l'Italia, l'Au3lria e la Francia. È noto che pei trattati dol 1815 e 1816 nella neutralilà sono st<1 IC comprese le provincie di Chablais e <li Faucigny ed i dis rolli di Ugtno e di i•'aver~cs. Questo territorio, già appart eoP,alc al re di Piemonte, comprende la forte linea di difesa dell 'Ano. Essa è appo 6 gi .1t.a a sinistra dal MO!Jle Riauco, a tl o::trn dal lago di Ginerra, ha il fronte coperto da monti in p,we inacce;;si'.iili, ha buone comunicazioni alle spalle, non pr('senta uno sviluppo sproporziomto alla forza numerica dell'esercito s vizzero, il quale lrovere'.1be due linee successive di resistenza nella valle della Drauce e nel \"allese. !:icuza la neutralità dell'.i lta Savoia la Francia, in possesso del In valle superiore del Trient e -dello strette della Mail lerie r di S. G11ulfo, potr ebbe, all0 scoppio di una guerra contro l'Halia, occupare il fallose prima rhe la Svizzera fosso in grado di concentrarvi truppa a difesa dei suoi confini. In una guerra conlro la Germania il possesso del lago di Genevra, sul quale già in pace potrebbe essere costrulla 11 Ì1a flotll gl1a, us,icuror ebhe all'esercito francese la iòvasiono dei can.toni rccideotali con grande vantaggio di un'operazionEI contro il Wurtembcrg cd il Baden. Allorchè nel 1860 il PiPmonto cedè alla Francia Nizza o Savoia fu delw espressamenlo uell"allo di cessione che. ovo la Francia avesse bramato introdurro qualrhe cnrubinme~to nelle condizioni stabilite dal trattato del 1815 per l'alta Savoia, essa a\Tebbe <!ovulo meller~i d'accordo colle potenze segnata rio del tr11Ltaro. li Governo fran cese non ha mai fallo nessun passo io proposito: quind i r mpetto ul diritto pubblico eurepeo il Faucigoy e lo Chal>lais sono neutrali. L'autore pnssa in seguilo a studiare rimporlan1.a risultante <lolla geografica situazion e della Svizzera per la sua noutralilà nei diversi casi di guerra frn le quallro potenze che toccano i suoi confi ni. Con:;ide1·a il conflitto localizzaw vale a dire limitato a duo sole potenze. In una guerra tra l'Austria e l'Jlalia, la prima in possesso del Trentino, ha molte"vio npcrte per sboccare aggressivamente io Lombardia senza che lo occorra violare il suolo della repubblica. Supposta però l'olTensil'a <la par li¼ della se<·ooda, l'esercito italiano per le valli dell'lno e del Reno potrebbe attac. care il lato occidentale de l Tirolo dallo Stelvio al lngo di Costanza.

OlllUOGRAFICA

407

In una guerrn tra rllalia e la Germania dr.I più allo int.eTesse snrebbe per la prima , percbè più debole, la neutralità dell'Elvezia. In un conflitto austro-tedesco la Germania per la s~·izzera e per la Baviera potrebbe ponclrere nel Vora.lborg o quindi noi -cuc,re dilla monarchia. Io u o conflitto fra l'Austria e la Francia questa per le più facili comunicazioni avrebbe il vantaggio <ti co11contrare prima le sue forzo p er la Svizzera sulla fro.ntiera nomica. L'llalia in uua lolla difensiva contro la Francia è minacciata alla sua sinistra da un movimento avviluppante pel colle di Tenda. Lo sarebbe anche alla sua destra. ora la Francia potesse a suo arbitrio penetrare nel Vallese. d'oode pel Sempione o pel ~. Gottardo le sarebbe meno difficile lo scenclero nei piani -del Piemonte o della Lombardia, Nt•ll'offeosiva per ò il libero passaggio per la valle supf\rioro del Rodano facili terebbe all'Italia l'occupazione della Savoia. In nuovo ce,nOitto franco-tedesco l'invasione <lolla Svizze1·a per parte dell'1\sercito frnncese toglierobbe alla Germania 1 YanLaggi provenienti dalla configurazione avviluppante della sua frontiera, mentre per essa l'occu pazione del suolo svizzero nou produrrehbo che dispersione di forze . Esposte quflste idee basate sulla semplice conugurazione geografica, il colonnello Hayrnerlo passa a considerare la Srizzora ~omo teatro di guerra. Incomincia a studiare lo fronti i,tratogiche verso la !•'rancia , verso l'Italia , verso l'Austria e verso la CermaDia. f; un lavoro sollo ogni aspetto notevolissimoche sarà continuato io altre disponse. Ne riparleramo.

La b1·igata austriaca Dienstl nella battaglia di, Solferiti0. - i-; un breve rncconto della valorosa r esistenza opposta da

questa brigata tra Guidizzolo e Medo le; in 5 ore o mezzo di ,comballimenlo ha perduto 31 ufficiali , 900 · uomini e 50 cavalli; era composta dHI r eggimento fanteria bolga, di una batteria, di un ballaglione di cacciatori e di uno squadrone di ussari ed era comandato dal duca di Wiirlemtierg. Snrebl>e ,ulile che anche noi ricordassimo tratto alcuni dei moll1 fatti parziali dello nostre guerre onde trarne ammaestramento e -conforto. Servizi resi dalle sezioni fcr,1·oviarie tedesche nell'ultimaguerra. - Si accenna con poche parole a lavori delle sezioni Jcrr.oviarie.


4-08

40'9

IUVJSTA

IJJJ)I.TOG IUl" JC.\

All'aprirsi della campagna erano quattro prussiane cd una bavarese; contava ciascuna da 200 a 250 lavoratori. In novembre fu istituita uno quinta sezione. Si ,pera di avere fra breve una . dottngl iala relnzione dei molli e g randiosi lavori cli ricostruzione dì linee ferroviar ie.

t• Ac~umu lò dìfllco!là lc1ca li col c!Jiudere g li sbocchi dei fiumi, col rimuovero i fanali ed altri segnali marillimi, col ritirare nell'interno del µaese i piloti ecc. 2• Assicurò i pu nti più importanti e minacciali della costa mediante la costruzione di ballerie. Questo si tuate a Wilhelmsafen , all'imboccatura del Weser o dell'Elba, press•) I<iel • presso Wisrnar, erano già quasi tutte pronte alla difesa alla fine di luglio, il loro completo armamento però non poteva dirsi terminato che jn sellembro. . 3• Collocò le truppe in modo non da difendere dirett?monto ogni puolo di sbarco, ma da impedire ad un corpo nemico di procedere verso l'intorno. · Lo studio accurato dei preparativi folli doi Prussiani per la dil'esn del loro li torale contro gli eventuali sbarchi francesi , protetti da una flotta preponderante per numer~ e fomos~. P?l suo passato, può riuscire utile a noi onde predisporre ~,a 1~ pace i mezzi di difesa dello nostre coste tanto esposte ai colpi audaci di un intraprendentn nemico.

•

La battaglia di Vioni;ille. - È la prima parfo di un'accu·rala nar razione della grande battaglia tinta il 16 agosto 1870. I Francesi, i qua li sì ascrivono la vittor ia, la chiamano di Rezonville. Nessun fallo di g uerra dal 1815 in poi fu condollo con tanta energia, con tanta precisione, con la lo abilità di manovre. Riparleremo doll'interessanlo lavoro compiu!a che ne sia la ,pubblicazione.

1Ul.litii1•isclie Bliille1•. - Rt>rlino 1871. (Snnlo dogli articoli ·contenuti nelle dispen se <ji luglio e agosto).

' If. goi;erno generale nella ci?'coscrizione del 1•. i•. 9• e 10corpo d'esercito ( littorale) nella carnpayna del ,J871. - Alla dichiarnzione di guerra la difesa delle cost.o tedesche fn affidata al vecchio generale Vogel di Fnlkenstoin col titolo cli governa toro generale. A sua disposizionu furono messe cinque divisioni · mobili (la 17• clì\"isìone di fanteria, più qnattro divisioni della Jandwehrf sotto gli ordiui del granduca di Mecklomburg~ Sclnvorin. Il 21 luglio il gover natore fi ssò il suo quartiere generale uell'Anoover. li ministro della g unrra s'era già occupato delle · ·prime disposizioni per la difrsa . furono stabilili 29 posti tel1•grafì ,;i su punti bene scelti dell& costo del mare del NO!'d e clol mar Baltico. Di qu i lo IJ Otizie erano trasm~sse ,illu stazioni ecntra li di Brema , Amburgo, . Stellino e Danzica. fu fallo appello alle popolazioni, che si prestarono volon·_terose a tener d'occhio il Jilor.i lo nello locune esistenti fra i posti tclngrafìci. Fnrono scelti come commissari delle coste uffi'ciali in ritiro, i quali per il lungo soggioruo nellA località o per la pratica delle cose di guerra erano in grado di rendere importanti ser vigi. ' Ciò per l'osser vnzion<~. A diresa contro un at!ncco, Falkcnstcin .. prese le seguenti misure:

La qHestione delle fortezze. - Si sente spesso affermare: 1ft fortezze hanno fallo il loro tempo; di rado utili, possono alle volto riuscire dannose invitando i gonerali a disperdere le forzo. L'autore dell'artico lo corea di combattere quosla opinione pericolosa servendosi degli esempi dell' ultimo conflitto. ~lrasburgo tenne occupali 50,000 uomini , Metz 200,000, la difesa di Parigi salvò !·onore della Francia; To~I. Yerdun, l\Jontmédy, i\leziòres , Rocroy , Belforl occumularono molte clifrìcoltà ai Tedeschi. Ma una questiono così vasta non può essere trattata che suporfìcialmente in uno scrillo di poche pagine. . . . Si r iman da con ragiono alla lettura doll"opora: Considerazimu sopra te fvrti{ico.:ioni delle gmndi oittii del capitcino del genio lletzborg (1) . Peccato cho l'autore dell'ottimo libro, caduto 2 sellemure 1870 sotto le mura di Strasburgo, non abbia potuto, appoggiare i suoi studi alla storia della granrle guorra 18'70-71. La gne.rrn del 1870. Considerazioni ~d impressioni di un uffi., ciale russo.-:- Traduzione dal russo di h. V. H.

(1) Betrachtv;ng1m ·ii/Je1· àie Bcrcsti{J'!l/n(J gn~;c,· St~lte. -

Halle l87I


HIYISTA

seguito della pubblicazione iucominc;ata in ma"'""io. _·Contiene i tratti generali del modo di operare dei due avver:;ri. Porta in !esta il motto di Souwaroff: Bada alle cagionj di ogni ~ccesso in gnerra: colpo d'occhio, cele1·ità, concèntrnmento . .. li la~?ro è del generalo Anenkoff al seguito dell'imperatore · ·dt Russ1_a, comandato durante l'ulLima guerra presso il quartiere generale tedesco. La profondità dei giudizi, la larghezza delle ~eduto_-, !a chia:rezza d~ll'esposizione, glì ius·egnaruenti che '1 autore ritrae pe1· govern1 e per gli eserciti dag li esempi offerti ,dall'un~e_dall'allra par~c, consigliano lo studio di questa intet"essant1ss1ma pubbltcaz1one, della quale sarchbe molto desider abile una traduzione italiana. · .

·È il

Seguono due articoli sull'importante quHslione dei soll'uffìciali. l. Sulla condizione dei sott'ufficia!i . 2. 1-1 sotl'uffJciale in caserma. Scopo dell'uno e dell'altro è quello di ricercare le cagioni per le quali; ·specialmente nella fanteria, si hanno così pochi s?tt'ufiìciali capitolanti. In Prussia il ringaggio (cav·it1tlat-ion) ·s t fa per uno, per due o per tre anni e non dà altro diritto se no·n quello di pot~rc,' dopo dodici anni di intemerato servizio .aspi:a.re ad un impiego civi le. Il capitolante però non può con~ tarc1 rn modo assoluto: un rapporto a suo carico del capitano basta a farlo licenziare prima dei dodici anni. La paga è meschina.- il 1° sergente ha franchi 22,50. al mese -,I soU'ufficiale di 3' .classe la met&.; qua lunque altra carrier~ pro~ura ~I •gi?vanc educato e robusto una vita più agiata. IJ :Sott nflìc1ale m Germania è trattalo sotto certi rapporti da meno del nostro caporale. Non ha faco ltà di punire, · dorme nelle stesse sale dei soldati e con. essi fa la cucina e mano-ia 0 11 rancio. L'autore dei due articoli desidera pel sott'ufOciale i -vantaggi che da tanto tempo . gode da noi: una mensa a parte, una camera a parte, una sala di riunione, una montura migl(ore•. È a notarsi che in Prussia, come jn Austria, colla deuo·mmaz1one sot\'uf'ficiali s'intendono tutti i graduati di bassa forza I sott' ufficiali tedeschi sono veramente ammirabili. Non: ·-:ostan~e, la vita durissima, la nessuna carr i-era avvenire, fa ·poca auto~1ta d~I _grado, hanno reso, durante l'ultima guerra, emi. n_enh serv1g1. P~netrati dall'alta idea del dovere, prima fonte d~ tulle le vtltorio tedesche, hanno dato esempi splendid1ssimi ,d1 tutte le virtù milit~ri. L'esercito tedes.co deve .molto all'io-

nrnr,IOGLIAFJCA

telligenza, .alla costallza, all'abnegazione dei'suoi_ so~t·~fficiali. Sarebbe ingratitudine oYe il governo non curasse d1 m1glto~!}rne , la sorte. Relazioni 1tf{iciali . delle battaglie e combattimenti della campayna del 1870. - Questa dispensa contiene il r~pportol del generalo Manteuffel e quella del generale Mannstem so~ra_ la battaglia combattuta il 31 agosto e il l° seltemb_re 001 dintorni di Noisoville fra le truppe tedesche che assediavano Metz e l'esercito di Bazaine c~-e tentava rompere la cercbi'a fatala. Esperienie sopra l'arniamento con fucili dell'artigl·ieri(f d~ · . piazza fatte durante la campagna _1870-187'1. - _Sc?P? ~1 ouesto scritto è di mostrare la necessità di avere l'art1glter1a da piazza ai·mata di fucili . Fortùnatamenle da molto tempo tulli i nostri artiglieri sono forniti di moschetti pur ora trasfo rmati a r etrocarica, e ~? n~i, per quanto ci è noto, i:iessuno ha mai sognalo .-)be c10 sia un inconveniente. Ma in Germania molti ritenevano che l'arma a piccolo calibro potesse distr11rre il cannoniere dall'attendere alle svariate istruzioni. l molli assedi dell' ultima guerra hanno però mostrato .. il bi_sogno che le compagnie d 'arti~l_ieria da piazza sieno alle a marciare senza scorta di altre ar~m m paese 1,1emico, dli.e n coprirsi dalle sorpresa e dalle sorlJ\e,. ?t~e _a guardare le proprie batterie, atte a fare da sè le re~~1s1zt0m. Tuttociò non è possibile senza armi da fuoco portalll1. La setione comandala dall'autore dell'articolo fa provvista a Sédan di chassepot pescati nella Mosa. La munizione Boxer-Ren,·y pei nuo-vi fncili Martini Henry. - l fucili à retrocarica inglesi del ·calibro di,l l ,43mm. hanno il sistema di otturazione di Martin i ·e la canna di Henr y; 'di qui il loro doppio nome. Similmente la cartuccia. li proiottilo ed il sistema d'ingresso sono di Henry (da non confondere coll'Henry costruttore del fucile a ripetizione} il resto è del colonnello Boxer. L'articolo dà io dodici pagine una minuta deicrizione di questa cartuccia:

Le più lunghe e celeri marcie di tutti i tempi. -

~

una iult'ressante pubblicazione storico-militare cl'ìo da alcum · mesi stanno facenèlo i Jtilitiirische Blatter. Gli articoli delle


TIIOLlOGllAFICA ·

JUV1STA

dispense di luglio ed agosto trattano principnhnentP. della guerra dei 30 anni. Le più lunghe marcie (~ le più · rapi/le operazioni di quel memorabile conflitto wuo per orJ'ir1e cronologico: 0 .1. La marcia di Wallenstein all'Elbn, nell'ottobre 1625 ; . 2° Il combablimento presso il villaggio di nossingen, lugho 16.26; . · 3, La marcia di Mannsfeld dopo la rotta· toccata a Dessau · per riunirsi a Bethlen-Gabor in Islesia, onde portare la guerra negli- Stati eredi.tari austriaci, 1626; 4° Quella di Wallens lei n nella Slesia, Moravia ed Ungheria per inseguire Mannsfeld onde. mandare a vuoto il di lui piano, 16.26;

·

5° La marcia di Wallens tein contro il re. di Danimarca ed i suoi al leati, 1627; 6° Altacco per· sorpresa del q'uartiero generalo del duca Bernardo di Weimar fotto dal geuefalc vVer lh, ~el maggio 1633; ' 7° L'operazione del marescinllo Roner con tro Mcissen, 1636; 8° La marcia del maresciallo Boner da Tor"'au a Stet. t111q, 1637; 9' La marcia dello stesso da Clam n Zvickau, nel 1641 ; E_d a proposito di mar cio_ lunghe e faticose, questa dispensa pubblica un articolo ingegnoso sopra il : , ~

Lavoro meccanico det,. fantac,:,ino. - Supposto il peso del soldato 10 chi logrammi. il peso d~I ,,estinri'.l, bagaglio eci armamento 28,633, supposta la luJJghezza cfel passo nella marcia 0"'//32 e la velocità 100 passi · per minuto, si tratta di trovare il iavoro del fantaccino 'in rrrnrcia. Questo sarà costituito dal prcdotto della forza necessa ria a vincere il peso portato per la lunghezza della strada per/'\orsa. Secondo una formula di Poisson (!), che qui troppo ·fungo sarebbe sviluppare, il prodotto nelle suesposte condi2.ioni sarebbe rap presentato dal!<~ seguenti cifre: Per un passe> . . . . 14, 4 motri chilogrammi. Per un minuto di marcia 1,440 > )) Per un'ora > 86,400 » » Per tre ore » 269,200 ,, · » Per quattro ore ,,. 345.600 » » Per cinque ore » 432,000 > · » (!) Lehròuch dei- ilfecha-nih.

- -- - ~

•

· Laisné calcola che un lavorai ore esercitato porta giornalmente . un peso di 40 chilogrammi con una celeriU.t di 0;7i:> al second0i, per selle ore sopra una strada perfettamente pian~: fa cioè un.. lavoro di 756,000 metr'i chi logrammi, molto supor1ore a quello.: di cinque orf) di marcia. . . :.. · Si tenga però conto che, giudican<ln da altri sludt ed esp,erienze (lJ,' la cifra di Laisn6 sembl'a esagerat~ . o che le c1tre di Poisson fa mio astrazione dalle sali te e dalle discese, dal caldo e dalla polvere, dalla sete e dal magro nutrimen to, dagli ostacoli, dagli inciampi, ecc. , cagioni tulle d'inca lcolabile aumen to ~li fatica. Se si aao'iun°·e l:1 considernt.iooc che spesso le marc1e , 00 ;:;, · ' durano pih di ci ffquc ore, che arrivali alla tappa non s1 puo subi lo deporre lo zaino per abbandonarsi al r iposo, che il camp~ , e l'acquartier amento esigono molleplici servigi. di sicurezza, dt po lizia, di cucina. ecc., ecc. i qual i occupano una_ gn111 parte, della truppa, si pòtrà faci lmente con chiudere elio 1l Jant'.ic_ci~~ nella marcia durn un'enorme fatica H che questa ha dei l11mt1 oltre i quali 110 11 può essere spinta. Ne viene la_ necessità d~, abituare colla. maggior cm'a il soldato alle nrnrcie e quella dt ridurre al più 'possibile il peso chilo zaino. . . Una buona parte di ques to studio è Lolla dt plilntn da un ar-. ticolo sul lavO?'O dcllci fan te1·ia nelle marci a, pubb licato dall'Oste1Teichische militéirische Zeitschrift del novembre scorso. 01·lline di Federico il Grande sopra le 1·i[m·me. - Federica il Grande, a somig.lianza del suo antecessore Federico G1!<>'lielmo 1° vuole con questo curio5o documento (6 luglio, 1740) essere avvertito del passaggio delle rimonte da . Ber-

lino o da CharloLlemburg onde poterle« vedere ed csammare {/,- per far mozzare le orecchie ai cavalli piccoli e poco atti. al 4. servizio ».

,l'olu•bii<..•!te,•

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die Deut.,;~lte Ai1•1mee uutl ;1/;lai•irte.

(Annali pe1· l'esercito e la rna·r ina tedesca). . con questo titolo e sotto la direzione del colon nello Lobell, a cominciare Jal primo ottobre verrà alla luce in Berlino un •

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I\lVISTA BIBLIOGRAFICA

nuovo periodico militare mensile. « Le e,porienw di' tutti i « tempi, dice il prospello, hanno insegnato che t:iopo le grandi' < guerre la letteratur(I mi lilare ha preso uno slancio potenle, ~ -slancio che sta in rapporto col la massa del le forze messe iu e movimento o col lo splendore dei successi otlenoti. In ciò , < l'ultimo conflitto ha di multo superato tulli g li altri >. L~ grandi opernzioni degli eserciti, le batlaglio, i coinballimenti, gli assedi, l'i mpiego taltico delle varie armi, i servizii di esplo-• razionti e di sicurezza, i lavori del le s~!zioni ferroYinrii>, la te- , legrafìa, ·le armi. il vestiari.o, 111 cura dei f'e rili o r!Pg-li ammalati, l'amministrazione, il vettovagliamento, ecc., ecc. tianno a-ccumulato 1111 tesoro di esperienze indivir!uali e r,ollettive dal quale si può trarre inestimabi le profitto. cc Gli Anna li si propongono di diventare nn org:100 mi litare < degno del l'impero tedrsco nel senso ad esempio che erano « la Rivista pe.1· L'arte, scienrn e storia di g·ue1·ra (l) e lo Spec< tate1t1' militaire ai suoi giorni più bell i, ovvero che è attuai" meole per l'esercito austro-ungherese l'Ostm·1·eichische mi/.i« ti.trische Zeitsch1'i(t fo ndato da Streffleur ». . , Gli Annali abbraccierauoo quanto si ri.f',!risce all'esercito ed alla marina tedesca e cercheranno ammaestramenti nei fatti < del la guerra che inco minciala in agosto 1870 sulla Saar e «,sulla Lau tor, terminò noi primi mesi del 1871 sulla t,,ènna, « sulla Sarthe, sulla Loira, sul l11 Somma e sulla Lisaine "· Non escluderanqo però dal loro còmpilo lo studio degli eserciti stranieri, le nuove pubblicazioni, le scoperte nella tecnica, la storia degli anni Ll'a?corsi e tulle le quistioni interessanti lo sviluppo della potenza mi litare degli Stati . . .

INDICE DEL TOMO .nr

•

·Luglio CUARBONNl.ìAU, ufficiale d'ordinanza di s. Jf. La questione ferrovia ria mi litare iu Ita lia. - I trasporti mil itari. . . . . . . . . . . . Pag. IL PIETRO VALLE, coionnelln cli fanteria. - La tattica sludiata cogli esempi o coi confrooli desunti dalle campagne del 1866 e 1870 (continitazione) . . ,, m. La gm:rra intornl> a Metz réontinuazione e fine) > IV. A. Cu VARlff~ ccipitano cl' Artiglieria. - Sulle nuove polveri da g uerra adottate dall'artiglieria spagnuola V. RIVISTA nrnuOG!lAFICA . . • > ;,, VI. RIVISTA sTA-r1sT1cA.: Levat4 topografica della costa lf austriaca dell'Adriatico • . . . ,,.

I. A. DE

(1) La miglio1·e rivista tedesca, fondata nel 18~4 da Decker, Blesson <t . Ciriacy, ma morta per mancanza di abbonati nel 1861.

Gerente.

5

59' 87 106124 127

Agosto BU.NCIARDI' sottotenente nei bersaglieri. L'esercito italiano e la società moderna . . Pag. II. Prnrno V.u.LE, colonne.ilo di (ante1'ia. - La tattica studiata cogli esempi e coi confronti desunti dalle campagne del 1866 e 1870, (continuazione) • • > III. CESARE AuGÙSTO QUARENGlll sottotenente nell'11' fanteria. - Le cernide od i soldati delle ordinanze del territorio bresciano sotto la repubblica veneta> I.

MAnTINl CARLO,

- ANNO XVI. .

,RAFFAELLO

129

162'

19&


TND1CB

c.

B. CoNTARlNr, maggiore del Genio . - ProgeUo di un uuovo sistr.ma di ponti pel passaggio dei fiumi . • . . • Pag. (con due tavole litografiche) 'V. La nuova legge 19 luglio 1871 su l riorganamento dell'es0rcito italinno. J. • . • . . . . • . > VI. BAnurnnr ORESTE, capitano, sotto-seg1·etario del Comitato delle h·mi di linea. - li bilancio dell'esercito austro-ungherese pel 187j, » IV.

VII. RIVISTA 1l1JJLI0GRH'IGA VJ!I. BOLLETTINO HlllLIOGRAFICO .

•

213

I

233

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246 262

»

272

Settembr·e

I

:f.

colonnello clel genio. - Studi sulla difesa d'Jtalia Pag . II. A. DE Ca:.rnJJOMEAu, 1iffìziale d'ordin(inza di S. M. - La questiono ferroviaria militare in ltalia. - li servizio ferroviario militare in llalia > III. G. CAVIGLIA . - Stu dio sull' ig iene d<1l cava!lo di Uup~ » IV. HIVIS'l'A llllH. IOGfl.lFIC,~ FELI CE M.ut11i'i1,

33 1 384

399

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arta colla . po s1z10ne : . d' li' Armata Francese .

di.ntàrn1 Je1 Reno nel catnpo ' trinc · I erato e

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