IT ALIAN _i\_ RACCOLTA MENSILE 'DI SCIENZA , A RTE E
ST ORIA ?vfILlT A..fH
DELL'ESEll.C.UO ITALIANO
Serie III. - Anno XVI. Tomo I.
'l'IPOGRAFO DI S. ),{.
Fir~nze, 1.871.
SUL PROGETTO DI LEGGE PER LE BASI GENERALI DELL' ORDINAMENTO
DELL'ESERCITO
Proprietà letteraria ..
I. Tutte le ammìnistrazioni che si sono succedute al ;potere, dopo la guerra del 1866, sia nei loro pro-grammi minist.eriali, sia nei discorsi della Corona, sempre, proclamarono la necessità che il Parlamento dovesse con sollecitudine provvedere, con apposita . legge, all'ordinamento militare dell'esercito. Primo ii generale Cugia, il quale era succeduto al generale Pettinengo nel ministero della guerra dueante l'amministrazione del barone Ricasoli, valendosi del consiglio d1 dotti generali, che egli aveva all'uopo riuniti in urra Commissione da lui stesso ,presieduta, formulava un apposito progetto di legge, il quale venne poi presentato alla Camera dei deputati, nella tornata del 11° maggio 4867, dal generale di Revel, Ministro della guerra nell'amministrazione ilattazzi. Il generale Bertolè-Viale, giunto al potere nell'amministrazione presieduta del conte Menal>rea,
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SUL PROGETTO DI LEGGE
nt1rava, come Ministro della guerra, quel prìmo progetto di legge sul finire dello stesso anno 1867, e ve ne sostituiva un altro, che presentò poi alla Camera dei deputati nella tornata del 12 aprile ,J 869. Rinnovatasi la legislatura, l'attuale l\'linistro della guerra, con urra sollecitudine d;egna· di ogni maggiore encomio, appena aperto il .Parlamento, invitava il Senato ad esaminare e st,udiare un progetto di legge per l"app'fovaii'6ne deH'é basi genenHi dell'ord'i1Hìarn'ento deH'esèrcito, progetto il quale, com'.egli accenna nella relazione che lo precede ('1), non è in fondo diverso da quelli concretati dai suo"i' p1:edècessori. Dal sin qui detto si vede, come tutti i Ministri della guerra, dopo la liberazione della Venezia, abbiano avuto in animo di far approvare dal' Parla· mento una legge di questa natura, la quale era ed è tuttora altamente recìarnata dall'opinione generale, così del paese, corne dell 'esercito, e che, sin dnl 1863, era propi:osta allo studio dei l\1ioistri dalla Commissione g-emiràJe del·· bilancio della Camera dei de·putati. Lo stess'o gènerafo•(fo~'one, il q.ualé, per dure esigenze d'ordiil'le p-olitico ·ed' eeonomico, aveva dovuto ridurre le spese per l'esercito su ampia scafa', assunse l'im·pegno di presenta11e· al Parlamcrnvo una legge su, tal mateTia. Parrà stirian o che·Ia Cam'e ra de·i deputati, in quattro anni', non, ahbia avnto tigio di, discutere l!).nò di· quei due pTogetti. J\fa se si cons'idera quali· e qua.'Ote gravissrme question,ir sieno state suttor>oste aHe d-iscussioni> della, Ca,mera in ques1!r ultimi quattro armi , questì@n'Ì che· non ammettevano dilazione, quali quelle· della· firoanza; e se si riflette come le · p·olitiche fac.a. cMtJlie·,1 i~: mezzo a.Ha conci,tazione degli animi, prima . (l) Yègll"'a:si Ri°'t>ìsta, }J,filitdre, dicembre 1s10:
oEu: ORDIN.A\M!ENTO
DEJ,J.' E"SERGlTO
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pen: la s~dizione di illentalila, p@i'. per le a}Dpa_ssi'~nate disaussioni sulfa ltegìa e sul. ~1acmat©,, e qmnd1 pet t1~·tto. quel ma,liaugura.to e t~nebroso irr),broglio della in:ch~esta parlamen,tare, prendessero il so.pra-vvento SO}Dra ogni altr0 negozio, ben s'intende co~1_e non vi sia_. . stato nè il temp(!) nè l' oc€asione p,ropma per affr0ra1taire• l.i disct.USsiO'ne di un argomenLO così1 grave. Del resto, biisogna pur convenir.e che cowst0 bisogno di darf} un nuo;vo asset.to a.ltl~, nostre cose dii g~evra , n:0-n sembrava forse tanto m1gentA a tuLti, quanto, no,i, militari l'anclawamo dichiarando aù ahe n0te: e sì potr-ehbe qu,asi supporre che un tacito accordo si. fosse stabilito- tra Parlamento e Ministri, per riman-dare a ,ttmpo più opportuno. la trattazione di- un argomento di tanta irnp0rtanza. L'uno temeva,, e forse. sta tutt0;ra in apiprensi0r.ie, di consacrare con una legge fondamentale alcuni·p11ncjpii, coi qual1i si arri,vi q_uasi a convertire il bilancio della guena in un conto passivo dri. spese intangibilii, dal quale non possa guari più esser fattib_ile di divellere ogni anno quakhe milio ncino: gli altri, pe r certo, in mezzo· a que.J pre• p.otrente influsso delle economie sino ali' osso, che travaglia i legislatori in tanta comune miseria, dovevano trep-id a re, n.è il timore. dev'essere scomparso affatto, di vedere nascere la loro legge etica e rachitica,, improntata pi,ù dei hisogni fin.anziarii del mo-mento. che non intesa· a dare ali" eser.cito e,d· alladifesa dello Stato nna bt1ona e stU'bile organizzazione. Cosicchè, pe1· q1.:11est~) aspett~1 non abbiamo l\leppuretanto a dolerci, se la d iscussi0:ne si è fatta a>Spettail'e. Non è già che il nostro d,i·ssesto fì,nanziario sia SJDal'Ì-to; le no<;tre pover~ in'Hnze camminano tutt0ra sui t.rarnp@li ·, e ben lo sanno tut;Li i .contribuenti. cui non parrebbe ,;ero di poter trovare un Ministro della guerra il quale sapesse .tener moÌti sol1
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sur. PROGETTO DI LEGGI'. dati, e speuder pochi quattrini; poichè, senz_a entrare nel merito delle questioni tecniche, cm non bada per il sottile chi deve fare i suoi conti ?oll' es_attore essi non vedono mal volontieri che s1 trovmo sott~ le armi numerosi soldati, i quali li hanno di già salvati nel passato da tanti guai, e li proteggono continuamente contro i conati di un'audace e turbolenta demagogia, la quale non si periterebbe a manomettere le loro proprietà in vantaggio suo. Ma, nell'anno passato, quella pace la quale si riteneva durevole per una lunga sequela d'anni, venne improvvisamente turbata per il rompersi della pi~ gro_ssa guerra che giammai si sia combattuta,. e s1 è, v1~to e toccato con mano come la buona e forte orgamzzazione militare della Prussia abbia in poco tempo trionfato di quel temuto esercito francese eh~ e~~ riputato il migliore fra tutti: ond' è che anche 1 prn schizzinosi, i m'eno disposti ad appoggiare le spese che si fanno in tempo di pace per l'educazione militare e per la difesa del paese, _non che per la sua preparazione a giuocare, quandoches~ia,_ la gr~n p~rtita della guerra, si' raccolsero in un d1grnto"so s1lenz10: 'e quel vociare confuso e dissennato , col _quale 1 fautori delle economie senza riguardo facevano ressa sui Ministri della O'Uerra e della marina, come se. da o essi solì potesse dipendere la salvezza o la rovuia finanziaria del paese, si è alquanto acqueta~o . S_ar.à. duratura questa calma? Speriamolo. Intanto 11 Mm1stro deflà guerra non ebbe mai òccasione più favo. revole dopo il 1866, per convincere il Parlamento dell'opportunità e dell'urgenza di ?eliberare_ st~lle proposte che gli ha fatte. Ed è sulle p1ù not~voh di queste che .noi ci accingiamo a brevemente discorrere. ·
DELL' 011.DINAM EN'l'O DELL' ESEI\CITf
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II. Un ordinamento militare l'abbiamo, e non tanto cattivo; ordinamento, che c,i permise nel 1866 di ave.re sotto le armi quasi 500,000 uomini, Perchè volern~ fare un nuovo, dicono i conservatori ad oltranza? Qui sta lo sbaglio I Non è punto questi_one .di c~mbiare dalle fondamenta , ma solo di mod1ficare, riroaneg~ giare l'esistente. Infatti , nei_ tre div~rsi progetti d~ legge elaborati su tal materia, non s1 cerca punto d1 cambiare di pianta la legge del 1854 sul reclutamento, la quale è unive:·salrnente riconosciuta buona, ma solo di modificarla in alcune sue parti, e, essenzialmente, di stabiìire un miglior riparto per i,bisogni della guerrq. at.tiva, e per la difesa del paese, di tutta la forza che annualmente ìa leva ci somministra, procurando nello stesso tempo di impartire una sufficiente istruzione alle seconde catr.gorie. Il difetto capitale del sistema vigente è , che dovendosi incorporare tutte le classi provinciali nei reggimenti attivi, questi, se crescono in numero, non guadagnan0 in bontà dalla venuta dei soldati delle ultime classi anziane , già disusate alle armi ed in età troppo avanzata per le fatiche di una guerra attiva. Che se, pBr adoperarli più utilmente, si riuniscono in nuove unità tattiche create al momento, ed indispensabili per la tutela dell'ordine interno e pér la guardia delle fortezze, si va incontro ad uno scompiglio generale, tale da impedire la pronta thobilizzazione dell'esercito, la qu ale, ai tempi in cui _viviamo, deve poter essere fatta colla massima celerità. Conveniva adunque :stabrlire bene il riparto della forza totale, ed è ciò che venne proposto in tutti qu~i progetti
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SUL PUOGE'!'1'0
or
LEGGE
di legge, classific:indola in due parti ben distinte: in esercito attivo, ed in un secondo esercito, a sostegno del primo, che il generale Ricotti chiam a milizia distrettua le, perchè si raccoglie e si ordina nel distretto istesso, con elementi locali, provenienti dalle classi più anziane. La principale innovazione sta impertanto nella creazione•di questo secondo eser1cito, deU'utili Uù del quale anche i non militari po;;sono foei lmente con vineersi: basta ch'essi riflettano, che se la Francia inrece di avere dell e guardie mobili disorganizzate, al cni equi-' paggiamento od nrrnarnento non si era pronisto che in parte, fosse stata in grado, contempol'aneamenle alla mobilizzazione dell'esercito attivo sul Re110, dì · mobili zzarne un secondo all'interno , provvisto dell'occorrente, sarelrbe forse riuscita. a paralizzo.re i primi successi del nemico. Qt1esto è il puo to cardinale della logge. 1ì; evi,dent.e, che se si vuole avere in caso cl i gu erra. un secondo esercito, bisogna pensate a costituirne i quadri; quindi la necessità di una modificazione ollc1 legge vigente sulle pensioni, colla quale stabilienclosi um maxùntvm d'età, ollreil qualel'uffi ciale passa d'autorità e di pien diritto nello stato di riposo, può però ancoca essere consen•oto nei quadri della mil izia di:strett.nale. Tanto il generale Cugia, quanto il generale Berto lè- Viale, proponevano clte dii tutti indistintamente i gradi, dopo un certo limite d'etù, si dovesse passare noi corpi presiùiari o nella riserva, com'essi chiawavano quel secondo esercito, e così aggiungevano una nuova posizi one alla legge sullo sttùo dégli uffi_ciali, cioè la posizione di riserva. Il generale Rirotti · propone invece che, dopo un certo limite d'età, tutti indistintamente cessino dal se rvizio, e vengano solo trans ita Li l)e!Jia, milizia distrettua le gli uffì,~iali inferiori,
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D[~Lr,'onDINAMENTO DELL ESEl\CITO
quando dichiarati idon ei, sino , al 521> a1Jno cli età . La milizia distrettuale non \·enendo raccolta in tempo di pace che in piccole proporzioni, è inutile, in consegucnia•, tenervi àssegnaLi uffiziali·superiori ed uffi.z.iali gen eraff, ai qunli' si dovrebbe corrispondere un aumento di pensione, che, per quanto lieve, andrebbe sempre a carico dell'erario. Per altra pa1·to, qualora si l,ra uasse di mofo,i,Jiziawe questo secondo esercito, sarebbe util e cl1e al· comalld o delle diverse sue unitù tatliche, costituite in gran parto di classi anziane, in cui molti sarebbero gli ammoglia~i, e di ufficiali infer iori, relati1v11m entc al gl'odo g iò·muturi in etù,, vefl'issero preposti uomini di attività, vigoria ed energia, qualitù che n1al si potrebbero c;t.llcndere dalla generalità deglj 11on1ini- dopo un certo li1nite di etì1, e dopo che stettero pe1· lia1Ho tern1,o lontani dalle 1.iandiere. Secondo i progetti del Cugia e Bertolè-Viale, i colonnelli sarebbero stati conservati nella posizione di riserva si no a GG anni; sino a 60 i tenenti colonnelli e maggiori; sino a 55 i cap:ituBi,. Ci. sembra ad unque eh-e la proposm di togliere dalle file dell'esercito attivo, in cél.so d1 mobilizzazione della milizia territoriale, gli uffiziali superiori necessa rii, ed anche gli uffìziali general i, sia cli s~reUa convenienza. ln quanto alla limitazione assoluta dell'eLù, raggiunta la quale si debba passare all o stato di quiescenzn, non possiamo dividere a tal r iglla rdo l'op inione degli egregi i\Jin i~tri. Intend iamo ben iss imo che pochi sono coloro i quali possono ancora presta1·e un utile e buon servizio nelle truppe attive, raggiunta una certa età, ma non possiamo amme ttere una mis1:1ra così tassativa , coll a quale si verreLbe ad imporre all'era rio un aggravio non i ndifferente, senza un corrispettivo equivalente di vantaggi. Non crediamo neppure che possa essere giovèvole· per l'esercito l'allon tanare pretnaLnral'l1'ente dall e sNe
OELL' ORDINAMENTO DELL' ESEHCITO SUL PHOGETTO DI LEGGE
file elementi ancora utili, e per capacità e per a~titudine fisica, e privarsi di capi esperimentati, solo perchè hanno raggiunta una certa età. · Siamo impertanto ·d'avviso, che nel tempo di pace non debbasi stabilire il riposo forzato che per i soli uffiziali inferiorj, i quali evidentemente, sulla totalità, non possono più prestare alcun utile servizio dopo raggiunta una certa età. Ci pare poi che il governo non dovrebbe vincolarsi per nulla in quanto all'età degli 1:1ffiziali generali: essendo pochi, egli può sui medesimi esercitare la più ampia sorveglianza, ed indurli a dimandare il riposo o collocarveli d'autorità, quando non li ritenga · più capaci di adempiere convenientemente ed utilmente ai doveri della carica che coprono. In quanto :agli uffiziali superiori, ne sem~ra cbe il l\linistero, ·usando discrezionalmente del suo diritto di giubilare .quelli che non rep uta più at.ti al servizio, neppur per il te mpo di pace, dovrebbe, in caso di guerra, essere. facoltizzato a collocare al riposo o a far passare nella milizia distrettuale, quando idonei , tutti coloro che avessero oltrepassato il cinquantacinquesimo anno di età. Egli è ben vern che per l'eccezionalità dtlle ·tircostanze , in cui il nostro esercito venne via formandosi, esso ha molti ufficiali i quali dovrebbero invecchiare oltre misura sotto le handiere per raggiungere il m1:nùn~m della pensione, ma questa è un'eccezione, .a cui si nuò straordinariamente provvede re, e che, a ,nostro a~viso, non deve punto essere tenuta a calc?lo m .una legge fondamentaJe. Il Ministro nella sua refazione dice: che se è vero che· le leggi sulle giubilazioni e sulle pensioni d1 riposo danno facoltà al governo di mettere in ritiro od in riforma gli uffic~ali dopo una certa anzianità, e sempre quando cessrno di. avere la voluta idoneità al militare servizio, siffatta .facoltà, essendo sino ad un certo punto discrezionale,
nelle sue applicazioni possono succedere incertezze, esitazioni e qualche volta anche atti che non , 1estano tutto l'aspetto della grnstizia. A riparare a questi inconvenienti e a dissipare ogni qtialsiasi sospetto di ingiustizia, crediamo che il Ministro potrebbe rimettersene all'a.t1bitrato di un apposito Consiglio, il cui verdetto sarebbe d'uopo che venisse sentito e rispettato sia per l'avanzamento, come per il collocamento a riposo degli ufficiali. Il Ministro accenna ancora, che tale disposizione è ravvisata necessana per dare un campo sicuro alla carriera dei varii gradi dell'ufficialità. Noi per contro temiamo ohe questa misura potrebbe dissuadere molti giovani dall'intraprendere una carriera, che nei tempi ordinarii di pace non · possono aver speranza di percorrere molto rapidamente , e che dovrebbero abbandonare ad età determinata .
III.
Una modificazione important1;;sima, proposta alla legge sul reclutamento, è que1la con cui si abrogano i vari modi di esonerazione dal servizio militare ad eccezione dP,lla surrogazione fratello, e dell' affrancazione, colla restrizione, chE'. la prima sarebbe ammessa soltanto all'atto dell'assento del surrogante, e la seconda non produrrebbe più l'assoluta esonerazione dal servizio militare, ma soltanto il trasferimento dalla prima alla seconda categoria. Questa disposizione è conforme · al principio di giustizia, ed allo Stntu to, che all' articolo 25 prescrive che tutti i regnicoli debbono contribuire ndistintamente ai carichi dello Stato nella propor-
1SUL l'!lOG-E'P'f(l DI t;EGQE
zione 1tl,et lo.ro -a.veri . ,Prescindi,ar.r)Odall'addu1-:-re a1:go· !)Denti a ,so.stegno,di ~ue.sto principio, da molti .cnnte·S'tato, 1ìn rn1J;te11ia ,dì tr:ibuto ,milit1're . <l i c_;:1T.atlere1deòso .,ed ,assoluto ,çlì tiazionalitil, a cui si .at.te,gg:i11:no Jglì ,eser:eiti ·rnQde.rtn i, ,l'esempio di mia .gnrn p@ t~nza che sorte· ".ittoriosa , da due guerre ·gjg~mtesche in hve·we 1S.pazio ,di te)Jlpo, il :Suffnagio di eminenti pubblìoi·sti e roilita,1ii e · civili, ·.sono tutti argo1nenti iChe .élov1'ebbero 1persua-c1ere anehe eo)o,vo 1i quali vonr~bbero .c,onsen:~to..un ude privi legio. ,P er l'ltal:ia,.,acui u.ni!lcazione è.ancor-reoen Le, ed1e è sorti ta du poco ·tempo i1aHa educazione .eu nu ca dei go.verni caduti , quesl!Hìi~ fo1m.a , ollr1whè dalla gin1,tizia , è reclaniata cla1l11 ragiQpe politìoa e clal', bisogno ,di.assuefare da n·ostra g-iov,emtù agiata ad 1ma :Vita·più vieile ,e ,pi ù c:militare. ;F,ro.v,asi .· in ,ItaLia una r.tn·assa di bambocci burbanzo:s i, Qhe altrettanto ignoranti quanto vanitosi, t!'f.l!Soinano ila loro scipita esi,stenza tra i caffè, i clubs, il parrucchiere e le ballerin e -: cuori logori ed irnbas~al'diti nel vizio e nella <\.c rapula, sono privi di qnalsiasì desiderio di adoprarsi a -vantaggio del loro paese, e non saprebbero neppur commuoversi per le sue sven.tur(;l. Sarà ,pur ..lll\ gran ben e, se a tutta codesta turba 1di.gio v.entt.v ;,@ziosu , 1(DettegQ la ,ed effeminata isi ,pot:rà ·dare i un r indirizzo migliore, ass0ggettanclola ad un po' di vitf!, ..;d ura, e ,ad un · po' .di disciplina. J l ,g,ener.ale Cu.gia , ·o'el suo p riruo ,progetto, .,pt~op:oneva "ll.ab0lizione 1deJJa .semplice ,smirogazior.i e ,or1dìnauia: il ,,gte.n,e11ale 1Bertolè-Viale .foce1,1,a un po6SO 1in &vanti,. ;r:neuendo ,dei limiti .\·isLrettivi ,all ',a;ffoa,ncazion e: il ~linistro attuale , ~più ,liberale ,dei suoi predeèess@'fi ,1 e i.più ,a.nclito in no vatiore, Mgl,ie sa.ffauo l·a ,esonernzione, ;ed • anime.ttbe . ,s@lo l'affrancv-zione 1per passare .dah1a ,:prima àlla,sec.liln da c.a tegor:ia:i Q11al au1<110 ,d;io:à : , e j:>ancbè ,nonitabolire ndel tutto l'cruffnancazione
DEL1:,o RD{i)ìA MRNTO' C>Eu' ESEl\ClTO
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,ed ,i~1i,tare in ,ciò :la :Pnu $sia ? Oiò per ora non si può .,fare, e 1bep ®·e· dJ.sse ,k na;giioni .il gemr0r.ale 'J3ertolèfia,le ,B&}l9- ,f\elaz io:.F\e al suo p,r QgB!HO : è .b.is0g:00 im·J,}resci,r,Hlihile ii! t,J;&tte.i1er.e so~to le ai:mi i l maggior n.1:1 mer0 di _gìradw1,a,ti e ,di ea•t:flbinie,ri anzialLli, ai quali bis0gna dare un s ufficiente vantaggio pecuniari'o. In sostaBza bisogna sagrifieane un po'.,il pr'inc,ip.i @generale, ai bisogni della ifìnan2ia. - (Quando l'Italia sar.'.l più ricca, e potrà provvedere, c:@l solo brla·ncio de.lla ,guerra, alla rim.u nerazione dei graduati cb e si ringaggiano , od nvrù p roeura to lorn il nìezzo di venire <;olloeati in ·impieghi decorosi e sufficientemente luerativi al fine della l~ro fepma , oome ,si fa in Prussia allora si p0 trà aboJi.re J'affra:B,wzione anch e da no.i: prima ,no . E, ,posùiaobè le necessità politiche esigono, e l:interes.se dello Slato consigli-a,• che sì dia ,i l più grande s.viluppo alle fo11ze militari , èerchjamo ,di imitaEe -iin ,ciò la 1Prnssia, la quale .accorda ai ~~ecchi :mili taxi , posizioni .con venien ti nelle amministra,zic;ni idipenden ti 1da.llo Stato: facciamo in modo soprat,,tto, ' che, ,nei molr.ì impieghi civ.ili che dipendono dal ~1i,n,i,stero della .gnenra, siano p referiti i graduati del·Eesercito. . 1,liconosciu~a la ne~ess~tù di t:ollerare· J'.affranca,zio.0,e, gioverebbe esaminare se la legge del ··1·866 debba esse.re marHenu ta Lai quale, o coTretta e modific-ata per ' 1essere ,consen tanea t11Jo spirito éhe informa la nuoNa rlegisla zione sul l'ordin amen to dell'esercito. Più che nol consenta l'indole ,di que~to scritto, do"wemmo dilU,n,garei, ;se ci imp~gnassimo Mlla trattazione.di si,ffatto argo.mento : c~e se Jil lettoTe . desiderasse , avere più ·a1:np1 rç1gg~&gh s1ugli .~fretti prodotti da ,quella legge, lpe·r-J',8-'ìperr1~.mza Qhe ,s1 è ·fatta in quattro anni, lorilU\ll1l?·i9'mo alle Relazioni d~l. genera:le Fl'@rre sulle Je,ve ~eteHe 1clas$i 4(3, .47 ,eqc., non che a ,le_ggere atten ~a)
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SUL PROGETTO DI LEGGE
mente un brioso ed elegante scritto del senatore cav. Giuseppe Pastore, generale in ritiro, che ha per titolo: Osservazioni sulla legge per l'affrancazione dal servizio militare ed il riassoldamento con premio. Però, essendo questa una legge, la qua)P. ha una gra,nde importanza per il suo rapporto con quella sul re~lu·tamento, potendosi considerare come _un'~ppend1ce, un correttivo a quella, non crediamo mutile tenerne . brevemente parola. . La legge predetta è stata oggetto' d1 m_olte cen~ure, e sembra realmente che essa non abbia raggiunto )o scopo che il legislatore si_ er~ prefisso. Il generale prelodato, il quale la o~tegg1ò smo da quando ve~ne in discussione nell'uffic10 centrale del Senato, rias~ sume la critica che ne fa in quel suo opuscolo, ne.1 . . punti seguenti, che citiamo testualrr1en~e : . li« '~I o Che il sistema delle affrancaz10m senza . « mitazione di numero e di tempo, qu~le venne_1~au« gurato dalla legge 7 luglio_ ~ 866, ~ m. opposmone « coi prinr,ipii d~l nostro dmtto pubblico, e· colle « massime dello Statuto, in quanto_ c~e con:erte « l'obbligo del servizio milftare, e_q~m?1, un tr1buto aOo·abile esclusivamente rn uom1m, m una tassa « · «P pecuniaria non' proporz10nale ag1·1 aver1. d el con·· « tribuente. . . ({ 20 Che qualunque sia il n~me rd 11 co_lor~ che « si voglia dare ai riassold~ment1 con prem10, 1 me« desimi non tralasciano d1 essere ~na vera, . surr_o. di· cui la mercede mantiene « gaz10ne, . nell esercito . no spirito di speculazione contrano al senl!mento ( u ·1· « dell'onore ed al carattere m1 itare. . .. « 30 Che le norme da cui sono retti I r_iassolda: « menti offendono il principio dell'e~uaghanza ~1 « tutti i cittadini rispetto alla leva' d1spensand_o. il « riassoldato da una parte importante del serv1Z10,
DELJ,' ORDINAMENTO DELL'ESERCITO
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« che dovrebbe allo Stato, tanto per sè come per lo « inscritto affrancat.o dal di lui riassoldamenfo, e « finiscono con defraudare l'erario di un buon nu« mero ùi uoniini. · « 4° Che l'entità e la modalità del premio non « sono proporzionate al sèrvizio reso ed all'opera « locata, possono nuocere alla· disciplina, e quel clie « più monta, sebbene congiunte ad altri notevoli van« taggi, non raggiungono nemmeno l'intento della « legge, dappoichè dopo la sua promulgazione il nu-« mero dei rìassoldamenti invece di crescere è di« minuito ». Il sistema restrittivo delle esonerazioni porrebbe riparo se non a tutti, a parte almeni dei succitati inconvenienti. Il difetto più grave della attuale legge è di non somministrare un eg ual numero di riassoldati quant.ì sono quelli che si ·affrancano, mentre non riesce a procurare all'esercito un numero sufficiente di riassoldati. È il caso apptmto di temere che possa succedere a noi quello che avveniva in Francia, quan do si dovette abrogare la legge del 4855 sulla dotazione dell'esercito , dalla quale i suoi autori si ripromettevano i più felici risultati, e che non cor. rispose punto ' all'aspettatirn comune. ln quanto al rimprovero che le vien fatto di introdurre nell'esercito uno spirito di speculazion e, ed una nuova foggia "di mercen ume osiamo dire ehe è qu·es lo ut~ pericolo più immaginario che reule. Infatti, dove si troverebbero il graduato, il carabiniere, disposti a rimane re al servizio, se loeo non vengono procurati dei vantaggi pecuniari i? Corn.unque si faccia, in fon€1o . la sarà sempre u·na questione di denaro. Conveniamo perèJ, che bisogna eliminare ogni lontana idea, che il graduato specialmente nel ripren dere una nuova ferma mercanteggi la propria persona allo Stato. AN!l:O XVI, Vot. I.
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La narola stessa di rinssoldato di favore dovrebbe essere' abbandonata . Lo si chiami graduato o soldnto anziano o con qualsiasi altro ti tolo, il qual0. indichi puramente la nuova posizione acquistata, e che ha scelto di propria volontà. Andiamo poi, convinti, per esperienza acquistata, ch e, s.ia per ragioni di disci- plina, sia per ragioni d'i nteresse, comuni allo Stato ed all' individuo, non sia conveniente il sistema delle pensio,ni vita.lizie, stabili lo dalla legge vigent.e. La . combinazione migliore consisterebbe, a nostro avviso, in un soprassoldo giornaliero, scalare per ferma, e per an nu ità, ed in un premio da toccarsi, a fprrna compiuta, minore dopo la pl'irna, maggiore dopo la seconda. Crediatno elle coi fondi possedu ti al giorno d'oggi dalla Cassa militare, e con quelli che può acquisLare in avvenire, che a nqstro avviso aumenteranirn se vien ridotta la tassa d' affrancazione, si potrebbe tentare , con speranza di buon successo, un a combinazione, la qnale vogl'i amo sotto porre all'esame ed all'apprezzamento -dell'intelligente lettore. Abbiamo nell'esercito una classe d'individui j quali, in rea ltà, come eornbattenti, sono dei non valori, rna essi sono pur ·ind ispe nsabili per gli unìcinli, e questi , sono gli attendenti . Coll'abolizione dell'ordinanza per il soldato sempl ice, colla diminuzione dell a ferma, ne succede, che ad ogni momento l'ufficiale è costretto a cambiare di attendente; mentre costoro, d'istruzioni vel'e del soldato ne fanno pochissim e, specialmente nelle armi a cavallo. Ne consegue quindi, che col richiamo delle classi, le compagnie, gli squadroni, le batterie si trovano ad avere una sovrabbondanza di - eotesti soldati non soldati, con detrimento del coefficiente vero dflla forza. È dunque un danno per l'ufficiale e per l'esercito. E dove si fa maggiormente sentire questo inconveniente, è nelle armi a cavallo.
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DELL' O UD IN AMENTO DELL'ESERCITO
SUL Pll0GET1'0 DI LEGGE
,Epper:ciò_; . noi proporremmo che a tut!i gli ufficiali, aventi rl 1r1Lto a razioni di for11ggi. venisse concesso ~i p.otersi scegl iere un attendenLe il quale accon sentisse al passaggio d'ordinanza; a costui sareb be dato l'affi damento di potere contrarre, al termine della pro~ria ferr\Hl, altre du e fe rme di quattro in quatLro anni. In ques te ferme questi at.tendenti sarf:bbero i surrogati _cli altrettanti individui, i quali si affrancano dalla J_a categoria .. Così fo_cendo, si potrebbe SPmpre avere 11 numero grusto cl'! soldati di 4" cateo-oria dovend~ corrispqndere il numero degli attendenti 's~rrogllll a q11elli affrancati in seconda. Cred ia mo che stabiliendo un premio p. e. di 50!) lire da ~occar~i dopo Ja prima !_'erma, dì 1000 dopo la 2a, agg1untav1 1 econo1ma che 11 soldato fa sul deconto qua?d~ ~ atte1:clente; la mercede che gli vien data dall uflicw]e, SI COSl ituirebbe UD insieme di compensi pastevoli per trattenerlo sotto le armi. La Ca~sa mil it~re dovre?be sopportare il carico di tulti questi P:em1, e crediamo che abolend o le pensioni vìL1)1izie, v1 resterebbe ancora abb::isianza rnargtne per far fronte al soprasso ldo dei graduati e carabinieri anziani come ~i chiam_eremmo noi , e per· concedere loro il premio m fin d1 ferma. In tal modo il sott'uffiz iale o carabini_ere anziano non rapp.resen terebbero più nissuna equi valenza di servizio in dennro: questa sarebbe bilanciata dagli attendenti degli ufficialì delle armi a cavallo. Ma se l'obbligo di prestarsi alla difesa della patria deve essere comune a tutti, non è per questo che si debbano postergare tutti gli interessi delle famio- lie della società, delle scienze e delle arti. Epperciò l~ legge sul reclutamento del ,1854-, mentre provvedeva saviamente agli interessi delle famiglie ·colle esenzioni, l' esonerazione ch'essa permetteva, tuttochè violasse 1
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SUL PRO GETTO DI LEGGE
DEU.'ORDINAMENTO DELL'ESERCITO
un principio· di giustizia, poteva avere la sua giustificazione nel fatto, che con essa si forniva un mezzo agl i studiosi ed agli aspiranti di altre eurriere, i quali volessero o potessero rneLLcre il cambio o pagnre ]a tassa d'affrancazione, di non interrompere i loro studii. Esteso l'obbligo della leva a tutti i regnicoli, ne viene Ji conseguenza che studenti ed artisti si vedrebbero costretti a fare una sosta per la professione delle arm i. Fu dunque savio div·isam ento il proporre uno speciale arruolamento volontario. 11 generale Bertolè- Viale proponeva che tale arruolamento venisse concesso , per un anno, a tutti gli studenti, i quali avessero conseguita l' amm:ssione nella qualità di studenti effettivi ad una delle università del Regno: dopo un anno di servi zio sollo le armi, dopo superato un esame per comprovue la loro isLruzione militare, questi volontari dovevano essere mand ati in congedo illimitato in prima o seconda categoria, conforme all'estrazione a sorte: se invece non rìescivano nell'esame, dovevano correre la sorte della loro classe. Il generale Ricotti fa durare questa ferma pel' soli nove mesi, e la estende a tutti i giovani regnicoli i quali desiderano istruirsi nelle armi·, ma non lì esonera da ness un obbligo di leva:. solo~ a cotesli volontarii senza soldo permette di potet· conseguire, all'epoca della leva della classe rispettiva, l'affraneazione dalla prima alla seconda cat~go l'ia, pagando alla Cassa militare una somma non mai maggiore cli quella stabilita per l'affrancazione ordinaria. Noi, pur convenendo in massima nel principio che informa que.lla pl'oposta , Yi faremmo i segu enti emendamenti: Per tutti gli studenti delle università e degli istituti scientific i, i quali non possono vantare diritti cli esen-
zion e dall_a l~va, è stabilito un arruolamento speciale, che comi ncia coli' ammissione del giovane alle universit.'.1 ed 1sti tu ti sovradetti, e termina col finire del co rso -di studii intrapresi. · Ta~i v?lontari dovranno alloggiarsi, vestirsi, equipagg1 ars1 e mantenersi a loro spese: dovranno fre-. quentare le scuole, cd avranno due ore d'istruzione ~ilit~re n~i. giorni non festivi, e tre o quattro nei g1orm fcst1v1. Ne i mesi di vacanza venanno accas~r~ati almeno per un mese, ·e durante quel tempo p1gl1eranno parte colle altre truppe alle esercitazioni e fazioni campali. A tali volontari non sarà applicabile il Codice penale mililare che dopo il 17° anno. Uno speciale regolamento per l' i~truzione e per la disciplina verrà per essi si.abilito dal Ministro della o-uerra d'accordo col Ministro dell'istruzione pubblica~ ' Terminato il corso di studii, subi ranno un esame in seguito al quale potranno o ricevere un brevctt~ per passare uffiziali nella milizia distrettuale, ovvero essere inviati in congedo illimitato in prima o seconda categoria, a seconda del numero d'estrazione a sorte della loro classe di leva, della quale dovranno correre la sorte, colla diminuzione di altrettanti anni di ferma quanti i corrisponden ti alla metà di quelli trasco rsi n ell' arruolamen lo volontari o. . Que11i ascrilli · alla prima categoria potranno passare 111 seconda , mediante il pagamento alla Cassa militare di .una tassa eguale alla metà di quella stabilita per l'affrancazione ordinaria. In tal modo, ci pare, che si potrebbe ottenere il doppio intento di somministrare a tutta la 0o-ioventù studiosa il mezzo di istruirsi nelle armi, se nza che per questo motivo dovesse interrompere i suoi studii. Ci sembra inoltre che l'istruzione militare debba essere
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SGL l' llOGETTO DI LEGGE DELL' Ol\DINAriIEN"TO ECC.
u n co mplem en to in di spensa.bil e di qu ella scien tifi ca, affichè, menlre si ed ncano dei cultori dell a.sc ienza, si focc iu pu re: in moùo che essi a temp o debito sa ppi ano essere buoni , coragg iosi , ed istrn iti difensori dell a patria . 11 motto an1 ico noblesse oblige fe ce fore dei mirncoli di valore e di eroismo : nei nostri tempi democratici, se vogli am o co ntar per qu alche cosa in ques to mondo, e se vogl iamo rendere fo l'Le e r ispelt<1La la nostra pat ria, p rend iumo pi uttos_to que-. st' altro : buoni cittadini sempre ed anche buoni soldati neU' occasione.
L .i\ _ T ATTIC A STUDIATA COGLI ESE~lPI E COI CONfRONTl DESUi'.\"TI
DALLE CAMPAGN E DEL 186 6 E 18 70
( CO));T !1'ìUAZIONE: Veggast Ui dispensa del dicemln-e lb'iO ) .
B . . .. Gli e ffett i micidiali del fucile a retrocarica.
La guerra colossale che ora si corti batte sul suolo francese ha conveetilo 1n certezza i dubbi ch'io nutriva. lò m'andava dicendo prima della guerra: « Ora che tu!Li. gli eserciti sono armali di fucil i a retrocarica, a quali forme tattiche domì la fanteria dare la preferenza? come dovrà essa condurre gli atlacchi e quali terreni dovrà cercare per venire a battaglia col nemico? » - Ed io rispondeva a mc stc~sso : « La fanle1·ia atlacca11te darà la preferenza allo formazioni in colonna ; le truppe che <lovranho sostenere il primo urto saranno, nel maggior numero de'casi, poche, e marceranno in colonne di compagnia ; - per l'urlo decisivo si ndopreranno masse maggiori, e queste in colonne di baltuglionc o cl i mezzo bauaglione a seconda del Lerreno. Si guarderà cli lenere semp t'e intatta. una riserva da impiegarsi solo ne' casi estremi. Molta. artiglieria marcerà all'avanguardia, dovendo aprire il combatti mento a buona. portata. Se l'azione all'avanguardia si fa seria ed apre.la prospetti,;a di una battaglia, si avvicinerann o le riserve <l'artigliel'ia. La ca-
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LA TATTICA
« fallirono per effetto del fuoco micidiale, che il ne-
valleria si terrà pronta ad agire sui fianchi e sul teego del nemico. Gli assalti di fronte si dovranno per regola evitare, o per lo meno non saranno che accennati e si dovrà dar la preferenza a far cadere la difesa con potenti at. tacchi di fianco. La tattica di avvolgimento sarà la preferibile . Ma per l'adozione cli questa massima sarà necessaria la preponderanza del numero. Egli è in conseguenza che da ora in avanti otterrà il vantaggio colui che oltre al ben condurle, saprà presentare sul campo della lotta masse di combattenti superiori in numero a quelle del suo antagonista. La strategia avrà in conseguenza un peso importante e graviterà sui destini della guerra anche più della tattica. Il terreno dascegliersisaràsemprequello, che offrirà migliore opportunitù per mascherare le forze·.)> Questa rispos\a ch'io dava a me stesso non mi sembra fuor di luogo. · · La. tattica adottata dai Prussiani, ritengo sia l'unica conveniente e voluta dalle nuove armi. La guerra del1870, di cui si conoscono soltanto alcuni dati. generali, dilegua i miei dubbi. ~fa il r agionare ora minutamente di tale guer ra è còmpi.to ben difficile, quantunque non · tralascieremo di farlo . Arno però prima, appoggiandomi alle relazioni ufficiali dell'ultima campagna austro-prussiana, di raccogliere qui sotto parecchi dati di confronto che valgano a corr oborare quanto ho esposto più sopra, e formino un criterio circa il modo cli contenersi, se un giorno noi pare fossimo coinvolti in una lotta g_e nerale.
°
« rnico, rinforzato di due altri battaglioni (del 3,1 e
« 7,1° reggimento), fece su di noi contro l' ingresso << del villaggio di Podol, dal magazzino solidamente « murato , dai giardini e dagli orti. » Relazione pr11.1.ssicina. - « Il generale Bose risolvette « .di attaccare immediatamente. Fece: appoggiare il bat« taglione (2°) del 711° fanteria verso ovest per dirigerlo, « sui ponti, e fece marciare il battaglione (2°) del . 311°' « fanteria sulla strada maesira contro l' ingresso de1 « villaggio (Podol). La 5n compagnia del 311° fu accoltai « dal fuoco del nemico postato nelle prime case ed urtò « conlro un battaglione che s'avanzava. Il battaglione « del 311° si formò ; le due prime righe m~sero ginoc« chio a terra per ricevere i.I nemico con un fuoco sw. « q·u.att1'0 1·ighe. Era un bel chiaro di luna : si aspettò « a far fuoco di vedere prima bene l' avversario, poi << si tirò a 30 pcissi, e subito dopo la truppa si lan« ciava avanti alla baionetta. La colonna austriaca « battè in ritirata lasci'anclo sul terreno un nu« 11W1'0 di 11'/,01'ti. »
rr·an
Combattimento di Nachod.
(27 g'iugnoj.
Relazione aust1·ic1,ca. - Essa ascrive la perdita della giornata più agli effolti del fucile a retrocarica che agli errori d'arte commessi nel muovere le truppe. Sentiamo: · « Ve1;so le 9 1114 ant .. vedendo il generale Her twek · (f l'inutilità del ·combattimentò · di piede fermo, diede « alle sue truppe l'ordine di andare all'attacco. Il 3°
Podol. (26
25
STUDIATA COGLI ESEMPI E COI CONFI\ON'l'I
giugno).
Relazione ausfriaca . . - « I tentativi che si fecero. e: da· Podòl, ove fu 'fatta avan·zare la maggior p ai:Le « del~a nostra riserva, per procedere con tro Prisowic,. '-
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27
LA TA'l"l'IGA
STUDIATA COGU ESlrnIPI E COI CONFnON'rI
« battnglione Kellner fu fotto passare dalla 2" all' ala « destra della 11• linea, e la 2• liriea fu avvicinata alla 11•.
Relazione prussiana. - Il combattimento di Nachod era quasi deciso, quando a mezzogiorno sboccò dalla str·eLta di Wisokof la testa del grosso del 5° corpo d'armata. Per più di tre ore l'avanguardia con ventiq.itatt1·0 compagnie aveva tenuto fronte e respinli_più attacchi di ventwi ba.ttagl-ioni austriaci. Otto compagni.e rigettano la 11a linea della brigata Herl.wek ; ma il primissimo urto è sostenuto da due compagni.e sole ; due sopraggiungono poco dopo, le alt.re qua ttro arri.vano sul posto rnezz' orn più tardi . Sei compagnie del 58° fanteria (comandate dal colonnello François, (ìUello che morì non ha guarì generale sul campo di battaglia di Saarbruck il 6 agosto 1870) si difesero con successo contro un ultimo assalt9 generale della brigata llertweck appoggiato dal)a brigata Jonak. La brigata Rosenzweig è respinta pure da otto compagnie. J,a brigata . Waldstritten, che fu l'ultima ad attaccare, fu obbligata a releocedcrc da dieci compagnie.
« Le truppe della brigata andarono avanti cor.;tg« g.iosamentc e con ordine : il ,1° e 3° battuglione Kellner si diressero verso un piccoìo bosco trian« golare situato a levante di Wenzelsberg, e siccome « ebber-o. ad at.lraversare un terreno intersecato da « profonde spaccature, giunsero assai spossati a circa « 1120 passi dalla boscaglia ; ma dopo notevoli pei,dite <<
«ca.usate
l01'0 dei
iin
fuoco cli nwschetteria dist1·11,ttMe,
dovellero ret.roceclere. >> !~d in seguito : « 11 2° battaglione Kellner, a sinistra della prima « linea, marciò a ponente del viìlaggio di Wenzelsberg, « ed il 25° cacci.atori a levante, attraverso i giardini « contro la cappella di S. Venceslao , non occupata << dal nemico . 1Ua qui impotente fiwco di moschetteria « impose l' cilto a quei battagHoni. Il battaglione cac« cintori occupò colla 3a di visione il cimi.tero prossimo « alla cappella, ed una divisioù e Kellner il villaggio. « La ,f n e 2• divisione del 25° baltaglione cacciatori e « la 4• Kellner tentarono un attacco contro il piccolo « bosco (già menzionato) ; fiwono però 1·cspinte con « sangJtànose perdite, e dovettero riparare nel vil« laggio. » l~ quindi più avanti : . « E poichè la 11• linea ebbe a sopportare notevolis-
<<
(Estmtto sommai·Z:o.) .Relazione aust,riaca ... . « I due battaglioni mar«· ciarono verso la strada eh Neustadt ; non riuscirono « però a raggiungerla pcrchè furono accolli dai Prus-
« siani postal:i nelle boscaglie con
« sime perdite dei qiwl fuoco mp1:do, il· cli cui effetto « e1y1, so1p1'enclente , il generale Hertwel~ videsi co« stretto a far avanzare la '.2" linea. )>
1.1,n
vivissim.o fuoco. »
Combattimanto di Skalitz. (28
E così di seguito, in ogni pagina si trova un passo che ascrive la mala riuscita degli attacchi agli effelti del fucile prussiano ; ecl io mi permetterò di aggillng~re: ed al modo maestrevole éon cui il soldato pruss1ano se ne sa servire.
giugnoì .
Lotta fierissima nella quale gli Austriaci commisero lo sbaglio .di attaccare iu masse troppo compatte e numerose il nemico, il quale aveva: saputo impadro.,: /
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LA 1'A'l'Tl CA
STUDIA'l'A CO GLI ESE ìll PI E COI CON FRON'l'I
nirsi cli quel terreno selvoso che fronteggiarn le posizioni austriache di Slrnlitz. Relazione aust1·iaca. - Intorno all' attacco della brigata Kreyssern la relazione racconta quanto segue: « Il colonnello barone Wober , col reggimento Rei« schach (3 battaglioni), cui aggregavasi anche il ,1° « battaglione Este, attaccava le frazioni prussiane che « si erano avanzale oltre l'argine ferrovìnrio, e le ri« gettò indietro. I tre battaglioni Reischach oltrepas« sarono l'argine e con istraordinario disprezzo della « morte si spinsero avanti; giunti però a b1·evissi1na
« a sinistra sulfa stessa linea ; il mezzo battaglione « Becker anelò a porsi dietro la linea in riserva. I « Prussù:mi aspettarono di piede fe1·nw l' attacco, e « quando i battaglioni nemici giunsero a buonct por« tata, H accolsero con . fuochi' di plotone a comando e « con fuochi a volontà,, il di cui effetto fu sangui- . « noso. Purtuttavia l' ala sinistra si· avanzò fino a 50 « passi dai mezzi baltaglioni del 7° fanteria, rna colù. « giunta si fennò e toniò addi'et,·o. D'ambo le pa1·1i « le pel'dite erano gravissime : più volte i tiralol'i « vennero alle. mani col nem ico e fecero uso della « baionetta. Il battaglione austriaco dell' ala destra « marciava conl.ro il mezzo battaglione. Schreiner : « questi aveva disteso sul fronte molti cacciatori, non « rimanendogli in ordine serrato più di :I 00 uomini. « Il baLl.aglione austria.co giunto a 100 pass i di cli« stanza esitò e si fermò : gli ufficiali fecero ogni « s~orzo per trascinare avanti i loro soldati, i qua.lì « r icevettero ancora due o tre scariche e poi volta« rono il tergo, e fuggirono alla corsa verso la sia« ziono ferroviaria , inseguiti dai plotoni di tiragliato,:i « che seguitavano a far~ fuoco su eh loro . Gli altf'i « mezzi ~attaglioni r espinsero nello stesso modo gli « attacch1 ; lo squadrone tenLò pure cli cari.care, ma « fallì completamente. »
« po1·tata di un fuoco micidiale dovettero ret·roceclere « sconipigli'ati. »
1
E più avanti : « Allorchè un mezzo battaglione prussiano tentò di « passare pel viadotto a mezzodl della stazione della « ferrovia, il 2° squadrone ulani Arciduca Carlo ir« ruppe contro il medesimo con b ravura st1:aordina« ria; ma collo da im violentissimo fiwco dei batta« glioni piazzati in vicinanza, perdette in un batter « d'occhio più cli oO uomini e dovette in fretta riti« rars1. ~ Relazione prussiana. - Parla dell'attacco della briga la Keeyssern . « In questo, la brigata Kreyssern usci tutta da Ska<( litz per marciare contro i Prussiani : era formata su « due linee, lo squadr one ulani indietr o, sopravanzava ' « l'ala destra. All'urto di questa brigata non si aveva « da opporre che tre battaglioni (sei mezzi battaglioni) ; « le altre tmppe erano ancora troppo lontane per so« stenerli. Pèr non lasciarsi spuntare e girare l' ala « sinistra, occorr eva prolungare il fronte. I mezzi « battaglioni Nalzmer e Kaisenberg erano già in linea " appoggiando la destra alla strada ferrala; - i mezzi « battaglioni Horst, Schrotter e Schreiner si distesero ..,
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1
La sventura della brigata Kreyssern è da ascriversi
alla potenza clel fu,oco ed alla fermezza delle truppe prussiane. ' Combattimento di Gitschin. (29 giugnQ).
Relazione aust1·iaca.. - « Mentre Dilec (villaggio) · « veniva rìpreso dai Prussiani, · ìl reggimento ussari {< austriaci As.sia-Cassel, della brigata Frat.ricsevics ,
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STClHATA COGU ESEMPI E COI CONFRON'rI
LA 'J'A'rTICA
« tentò una carica contro singole frazioni nemjche di « fanteria che. si erano spinte più avnnti., mci caclde · « sotto il tfro di alcune linee di ,tfratori pia:::,zate al « coperto e dovette 1'et1·oceder: con perdùe ·1·ile'oanl'i. » E p iù innanzi: , . « La brigata Piret. prima che giungesse l ordme « generale di rit'irala era ~ar~ia~a . all' attaceo, ma « questo aveva civuto mi esito in[elwe stante_ il vio« lent'issirno fu.oco di moschetteria che par~1va dal « nemico situato in prossimità di Zames e presso ·
« Dilec . » Belazione p?·ussiana, - « Dopo la presa di Dilec, « Je batterie (austriache) stabilile alJ' estrema destra « sul Zeh inberg e l' Eisenberg sembra vano . talmente « esposte, ehe per assicur nr loro _la ritiratn _il g_e ncrale « Piret risolvette di tentare un r1torno offensivo . La « direzione scella poteva mettere in seri.a quistione i « sttcc:essi ottenuti dalla t)• divisione . A ore 7 1[2 pom. « poco più,' egli {Pire!) sboccava da Jfaensladtl con « sei battao·lioni della sua brigata . Il 2° .e 3° battao .. « glionc del reggimento Grnndu?a. Coslantmo, segì.ut1 « dal 3° battaglione Arciduca, S1g1smondo passarono « la Cydli.na al mulino di Walcha e si diressero co~tro « il sagliente nord-est di Dilec ; un quarto battaghone « si dirigeva, con uno squadrone, su Zarnes ; mentre « o·li altri due battaglioni cercavano di giungere a « ~uesL'ultimo villaggio per la riva , sin~str~. , « n colonnello Diringshofen, stando m D1letz, scopn « primi.eeamente j tre ?atta~lioni che pa_ss~van,o il « ruscello presso il mulmo d1 Walcha. Egh piazzo la « 6a e 7" compagnia del 48° fanteria, sotto gli ordini « del luogotenente colonnèllo De Wulffen, nel~' ort~ 1
<~ che si trova a nord-est del villaggio. Il nemico si
« era coperto di cacciatori e saliva l'alt1~ra 'a tamburo
« battente e formato su due Ii:nee . Le compagnie
« prussiane si erano distese . neH' orto ; a 350 passi esse fecero una scarica generale e cominciarono « subito dopo i.l fu.oco a volonti.t. « La 11,1a compngniu del i 2° ed i tiratori della « 9a e 1oa compagnia del 48° fonter-ia, che si. trova« vano lì presso, uni.rono i loro fuochi a. quelli delle « due prime . I battaglioni austriaci progredirono an«' cora di 2()0 passi, ma le lol'O righe si cliradavano « ognora più, e finirono per discendere dall'altura al « passo di corsa, inseguiti dalle due compagnie del « tenente colonnello De Wulffen . - Mentre si batteva « su questo punto, i due ultim1 battaglioni della bri« gala Pirel che si dirigevano sopra Zames per la « riva sinistra della Cydlina, erano giunti alle viste. « La 4a compagni.a marciò loro incontro con fo ri« serva formata dalla 2a compagnia, e si appostò sul « davanti del villnggio . Quando il nemico era a 200 « passi fu accolto da un fuoco a volontà estremamente « vivo . Il nemico dopo un breve isti1nle di esitazione « co minciò a ~altere in ritirata, e nel retrocedere fu. ~< costretto di passare sotto il fuoco dei tiratori ((. dell'sa compagnia del {~8° fanteria, che gi:uugeva in << quel momento da Daubrowitz per coprire il fianco « sinistro. » (<
1
Combattimento di Rudersdorf. (28 gùigno).
'
L'accerchiamento e la catastrofe della brigata G-rivicic del 10° corpo d'armata austriaco il giorno dopo Trautenau, furon o prodoLLi dall'azione di sedici compagnz·e, quantunque fo. brigata avesse 5000 uomini 1
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STUDIATA COGLI ESEMPI E COI CONFRONTI
LA 'l'ATTICA
sotto le a1·1ni. Ciò che merita singolare attenzione in · ,q uesto combattimento si è, che quando la brigata in:contrò presso Rudersdorf i Prussiani del corpo della Guardia, questi si componevanq di un solo bcittag liane. {il 2° del reggimento impera tore Giuseppe) comandato .dal tenente colonnello de Gaudy. Questo solo hatta,glione, che appena imbattutosi nell'avanguardia della brio-ata si dispose con due compagnie in ordine sparso o . e mezzo battaglione serrato, in sostegno,;--:- tenne testa con varia. fortuna, quantunque con straordinarie perdite, agli Austriaci, dalle ore 1,1 11(2 alle ,J 2 112 pom . Per-elette. quasi tutti gli ufficiali e più di un quarto della bassa forza ; ma fu c·er tan;iente il suo fuoco che gli vermise di non abbandonare la posizione. Quand? giunse cli rinforzo il ,1° battaglione dello stesso reggimento , i due battaglioni. riuniti, operando per mezzi battaglioni coperti da truppa in ordine sparso, pote_r ono non solo sostenersi, ma presero l' offensiva ed obbligarono la brigata a riparare più . indietro . Questa brigata doveva essere tanto impressionata dugli efietti del fuoco prussiano che il solo apparire cli otto compagnie del reggimento Elisabetta. sul suo fianco destro e a tergo, ne determinò lo sbandamento e la succes- , siva resa. Stando ai dati prussiani, le otto compagmc del reggimento Elisabetta. non ebbero che due feriti.
prodotto sulle truppe austriache gli effetti dell'arma a r etrocarica. · i . . . . . . Senza battaglia e solo in parziali fatti , di «. otto corpi non ve ne sono che d:ue intatti, ed anche . « questi e le riserve cli Cél valleria ed artiglieria assai « ·affaticate. Le rrandi perd·ite p1°ovengono dai fucili
« ad ago, dei micidiali effetti d,e' qiiali, tutti colo1·0 « che fw··ono p1·esenti ne' combattimenti, senza dist-in« zione alcuna, 1·imase1'0 fortemente irnp·ressionati. »
1
Brano di un dispaccio d i Benedek all'imperatore.
w luglio
-
ore 11 di sera) .
,
Dal seo·uente brano cli un dispaccio autentico del 0 ,g enerale in capo Beneclek all'imperatore dopo i clisç.-: stri subìti a Burkersdorf, Nachod·, Skalitz, Gits.ehin ecc ., i ·può arguiee quale straordinaria i111pressione ·abbiano
Battaglia di Koni;;grii.tz o Sadowa.
1
{S' luglio).
Relazione aust1°iaca. . « La volontà di combattere del « « « « «
centro austriaco che aspettava gli ordi.ni dell'attaceo, erà t.anto grande , che il colo.nnello Binder comandante il -reggimento Hess si lasciò indurre cli marciare . avanti col suo reggimento contro il bosco di Hola ( Sadowa). Nell'opinione trattarsi di un attacco ge« .nerale già ordino.to, gli teneva dietro anche il reggi« mento Areicluca Alberto . Ma il bosco era troppo « occupato, ed il fucile a 1·et1·oca·rica 1:n'a1'1n_a eh~ ( ·richiedeva tr·oppe v·~ttime. Ambedue 1 regg1ment1 . « procedettero con molta bràvura contr_o il. bos~o ~ "' Sadowa (Arciduca Alberto} e contro 11 v1llagg10 d1 «• Wihnalow (Hess); ma le frazioni prussiane dell'Sa, 4a « e 6a divisione che tenevano occupato il margine del «..,hoseo, aprirono un f11oco micidialissimo; i battaglioni « :dell.a 5a divisione giunti a Wihnalow fecero una conver« sione in maniera da accerchiare il fianco dei due reg.,· gimenti, , per modo che questi dovettero lasciare il « campo çon grandi perdite. » ANNO X'l'I, VOL , I,
3
'
E più innanzi: « Il luogotenente generale De Fransecky · aveva 111« frattanto fatto penetrare nel bosco (di Swiep} altri « due 'bai.taglioni -della 113a brigata, e queste truppe:) « fresche, 1:t dì c;ui te1°1°ibile fi1,oco mpido abbatteva i siwi « nemici a 1nasse, finirono per ridurre a nulla gli ul-· « timi tentativi della brigata Brandenstein. » · E nello stesso bosco : « La ,i.a compagnia e la 3a divisione del 27° bat« taglione cacciatori perdettero in un attacco : la prima « 3 ufficiali e 60 uomini, la seconda tutti gli ufficiali. « e un gran numero di. bassa forza. » E là ove parla deU'atlacco della brigata Pock, eseguito contro il bosco cli Maslowed (Swiep) con sei bat1aglioni di fronte ·in 11• linea, e non riuscito, dice: . , « Chi fu. testimonio del tei·r ibìle effetto ottenuto col « {uoco cli fron te· d~ t1·1.1,nJe cwmate di fucili a 1·etr.o«<ccwica, non può negare ammirazione ai battaglioni· « impeiviali- ecc. ece. ». · E circa le perdite subite in questo attacco, ecco quanto riferisce la suddetta relazione: · << Le perdite dell'8° battagfome cacciatori, del reg<<· gimcnto Arciduea Carlo Ferdinando, del '1 ° battaglione « Este e del 2° battaglione R.eischach (11a linea deHa « brigata Poek) fuL"ono imme1ìse. « 11 2° battaglione Rei'schach, dopo ìa lotta, rac« colse in rango sole 42 file (8J. uomini}, La 1 a linea. « deHa brigata Poek fu quasi. distrutta ». Raccontando le peripezie cleìb buttagtiac all'ala sinistra; dice fra le altre cose : « La divisione di cavalleria sassone de Fritsch. si « era piazzata agli sbocchi est di Nechanitz, per im«·peclire il passaggio del nemico; ma fu costretta dal, « fuoco cl'artigl'ieria e dal fuoeo tapido del batta:glione, « del 28° fanteria prussiano· a: t el.roceclere ».
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STUDIATA COGLI ESEMPI, E COI CONFRONTI
U. 'l'A T'I'lCA
E da ultimo per non· dilungarmi trO.[i>pO . dirò colla :relazione austriaca: · · ~ Il' primo corpo Gl' arh1ata (che era., di. riserva.,. e f'u,, « ,portato a vanti neg;l~ n1lti.1trri. rno;i,11.e'llti, della, battaglia... « per trattenere il nemic0 vittori0so Sbl ·tutti i punti); ,;
« pe1·clette in q·uel combattimento che r.wrèi cb.w'alo f'o1·se «· venti mùi'liti, e nèt 1·iti1'm;si, 11O, 000 · uoininì e 23 « pezzi. Era ma1;dalo all'attacco con 20,000 uomini, ~
e 379 ufficiali. E la relazione ·p russiana riferisce di avere obbligato a. retrocedere la divis-ione cli cavallen·a del principe Holstein con sole quatt1·0 com,pagn:ie situate tra Chlum e Rosberitz. Nel combattimento di Iaafach (dato il 43 luglio nella Germania occidentale) le truppe del generale De Goben, che si clifesero cli piede fermo contro gli Assiani, perdeHero 63 uomini, ment.re q1.1esti lasciarono sul terreno 765 individui tra mo1:ti e feriti. . Le perdite austriache · nella battaglia cli Sadowa ammontano a : 1313 uflìciali, .U ~. 99 individui di bassa forza, 60·1O cavalli, 487 cannoni, 6,U carri e 2,J. veUure da p~nti:. ; É, il' eorpo sassone ebbe fnori cli combattimento:
55• ufficiali e ,14.1..6 uomini.te P~;dite dei Pnssiani· im,1ece. amm0nlrrn.o; 360 ufficiali. 8812 uomini e 939: eavallL
a
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LA TATTICA
l)efalcando dalle perdite austriache 20'.3 ufficia.li e 12677 uomini. prigionieri non feriti, abbiamo sempre le seguenti rilevanti cifre : ,J 1·111 uilìciali e 28,882 uo- ' mini tra morti, feriti e dispersi; le quali cifre stanno colle perdite prnssiane nella proporzione di ,1 a 3, 27, locchè equivale ogni tre Prussiani ,JO Austl'iaci. Le proporzioni sono in media le slcsse in tutti gli altri combattimenti.
DA vVEISSEMBURG A
SEDAN
(daL 4 agosto al 2 settembre 1870).
I dati autentici surriportati ci. spiegano ad es'uberanza le enormi perdite che nella presente campagna del -1870 hanno suhìto i due eserciti belligeranti: · perdite fors'anco aumenlale dalla rabbia feroce colla quale finora si è com battuto da parte dei Francesir e più ancora io credo da un'artiglieria numerosa, ben servita e di sicuro effetto, nonchè da un'ardita tat.t.ica nell'fo.ipiegn.rla. Francia, l 1 russia, Ilalia e le altre maggiori potenz• s\1.ccol'scro, do po il ·1866, che, perfezionato il fucile cd adottata una tattica corrispondente ai tempi, l'equilibrio fra i presumibili. contendenti Yeniva cli nuovo a. ristabilirsi. Bisognarn in çonseguenza tentare di far p1·ogredire qùalchc arma o qualche ramo del seevizio in campagna del respeuivo esercito per rornpere co- , test'equilibrio e presentarsi in campo se non superiori di numero, superiori almeno per potenza di fuoco o per mobilità. Si perfezionarono adnnque le artiglierie, se ne · s tudiarono cd esperimentarono di nuove; si studiò il modo di alimentare bene e presto il soldato,
ST UDIATA COGLI ESEMPI E COI CONFRONTI
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di alleggerire il peso che porta; si adottarono nuovi r egolamenti d'istruzione e d'esercizio 'per le varie arm i; si riordinò il treno d'armala. Ferveva sempre un tal lavorìo quando scoppiava in lnglio la guerra. La Francia cercò di sorpassare la .Prussia coll'ado-',,._ zione del fuc ile Chasscpot che è reputato superiore per ·. qualità di tiro al Dreyse prnssiano. :Ha i Francesi · .non ebbero tempo suificenle per essere tutti istruiti a perfezione nel muneggio e nel tiro al bersaglio alle varie distanze. Essi adottarono inoltre le mitragliatrici nella proporzione di una batteria (6 pezzi) per oo-ni 0 divisione cli fanteria ('I ). La fan teria francese fu inoltre molto esercitala in manovre applicate al terreno e nella costruzione dei pa1·apetti d1fensivi (tranchées-ahri) prima dell' azione o durante la medesima. I Prussiani non credettero conveniente ·modificare i loro regolamenti. Tennero ferma p. e. ]a formazione della compagnia e del battaglione giù usata nel 11866; p erciò non abolirono nè la 3a riga, dalla quale si costituisce per ogni compagnia un plotone cli tiratori, nè la colonna doppia delle due compagnie centrali, ovverossia la formuzione delle colonne di compagnia .sul centro del battaglione. Codeste complicazioni non furono tolte, e sono le sole che indurrebbern lo studioso a far qualche osservazione sul regolo.mento prussiano; inquantochè sia <la_ ritener~i che senza danno alcuno anzi con vantaggio evtdente si potrebbero leYare. Il sistema però di istruzione individuale e di esercitazio'ni applicate al ter(1) Sembra chr, il numero dello batt('rio di mitragliatrici ascendesse prima della guerra alla cifra di 24. Con;;ta però •che un tal numero sia stato accresciuto di molto all'aprirsi della campagna.
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rono, relativamente al mod0 col quale viene ;xlt.ivalo, è di gran lunga migliore che negli altri eserciti. la Prussia modificò imece l'organismo tnttico ùell'artiglicria e ne perfezionò pme il .maLeriale. E 1•ivolse pQi attentissime cure alfa cavalleria. L'llalia non Yolle restal'e addietro alle altre potenze. Essa fece costrufre e provò nl cune nuo1·,e ballerie., cb.c dagl'imentori presero nome <ili .batte1·ie 1lfaUei-Jw.ssri.. Armò la fanteria di un f'L1cile a r etrocarica ri<loL1o ed abbastanza buono, stabìll il calibro di un nuoYo; adottò nuoviregolamcnti d'istruzione ed' eserc.izio pet· la fan terio. e la cavalleria; esperii,1cnlò i pa1·apctti clifoo sivi, nu0,vi modelli ùi vestiario, un sistema di carri-cucine (-sistema Inviti), ed intn1prese una serie di esercitazioni pratiche applieale al terreno. Se però l'Italia avesse dovuto enLrare ora in campo contro la Prussia o la Franeio, avrebbe presentati tre lati deboli: 1° L'a;rmamento delta. fantà ia non al punto in cui trovasi quello deila .Francict o della Germunia. 2° Un eccellente personale d'artiglieria, ma un mcite1·iale non pe,fezionato . 3° Una cavallrm·a di numero troppo nl di::;otto dello esigenze generali. Baslerà ad accertarsene gettare un colpo cl' occhio. sui seguenti succintissimi dat.i :
Francia.
Fanteria. - Fucile Chassepot assai leggero; calibro millimetri; peso della cartuccia grammi 30, 5; traiettoria molto tesa ; tiro assai vantaggioso e superiore ~ quello del nostro. fucile ridotto. ~1
STUDIATA COGJ.I ESEMPI E COI CONFRONTI
LA TA'f'l'ICA
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Artigli"e·ria. - Novanta pezzi (stando a recentissime indicazioni) per ogni corpo d'armata, da 4 e da 12 rigati, caricantisi dalla bocca; e mitragliatrici caricantes·i dalla culatta. Queste mitrn_gliatrici consistono di 25 (o 37) canne riunite insieme in forma cilindrica da mia fu sione in bronzo: hanno una portata di 1l '.z00-11500m, ed in circostanze molto favorevoli possono gettare otto cariche al minuto. Lo svantaggio di ques te macchine è che il getto dei proiet.tili avvi,;ne in direzio~e para.lella e non forma ventaglio di so rta. Cavalleria. - Al momento di entrare in campagna l'esercito fran cese contava. 57 r eggimenti di cavalleria (tra cavalleria di risen a, di linea e leggern ) compresi i cacciatori cl' Africa e gli Spahis. L'effettivo sul piede di guerra doveva ascendere a 62039 uomini e 4802'.2 cavalli. Nessuna arma çla fuoco a retrocarica.
Prussi a e Stati del Sud.
Fanteria. - Fucile Drcyse (e in Baviera fucile Werder) ad ago, più pesante del Chassepot; calibro 15 , .½. millimetri; traiettoria mf' no tesa, approssimativamente uguale alln. traiettoria del fucile il.oliano ridotto. h ·t?:glie·ria. - Tutta l' artiglieria germànica da cam'p agna si ·compone di pezzi da 4 e da 6 pfund (libbra tedesca), d'acciaio fiiso, e caricantisi dalla culatta. Le canne .'SOno rigate. Il proiettile ciel pezzo da t pesa kilo 4 112, quello da 6 pesa kilo 7. Il cofano dei pezzi da 4- ha un appro,vigionamento cli 48 colpi, cioè : 3'.il granate semplici espfosive, 1'z granate-shrapnel e ,i. scat:o1e a mitraglia. - Il tiro della granata-shrapnel coJ · 1
LA TATTICA
.STUDIATA COGLI ESEMPI E COI CONFRONTI
cannone a retrocarica · deve evidentemente produrre effetti micidialissimi anche a ~ e 3,000 metri, supe·.. riore pe1·cio al tiro delle m.itragliatrici' fyance~i. Ogni corpo cl' armata ha dai 90 ai 96 pezzi. ~1:1antunque il numero sia uguale o presso che uguale a quello assegnato al corpo d'. armata francese, pure l' a rtiglieria prussiana è superiore alla francese , . per .1a ragione che i corpi d'armata della Confederazione del Nord si compongono di dtw clivisi0ni di fanteria-; mentre i corpi francesi ne hanno t1·e. Le divisioni prus.:. siane possono in conseguenza dispor~·e cli un numerò maggiore di pezzi, astrazfon fatta che Lutti i pezzi prussiani si caricano dalla culatta. · Le batterie contano 6 pezzi tanto in Prussia che in Francia. Cava,lle·ria. - La Confed.er.azione del Nord conta 76 rerro·imenti cli cavalleria (di linea e leggera) . ·F ra questi b5 d . 8 76 reggimenti vi sono :iH reggimenti di ragom e •I reggimenti cli usseri armati di carabina ad ago (a ret.roc1rica). I corpi d'armata prussiani nella guerra att~1ale hanno ciascuno 6 reggimenti di cavalleria ; cioè uno per divisione e due brigate (4 reggiment:i) a disposizione del . comandante del corpo cl' armata. Dai 4,500 ai 5,000 cavalli per corpo cl' armata. I reggimenti di cavalleria si tedeschi che frai:cesi sono entrati in campagna formati su 4 squadrom.
da combattimento, per vedere .se ci sia possibile di trarre qualche ammaestramento cli utilità immediata da cotesta guerra colossale che muterà col tempo radt calmente l'equilibrio europeo.
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Taccio delle altre potenze, per~chè Francia e Ger~ mania soltanto sono fra loro in guerra, e la sola Italia: ebbe probabilità di prender vi part.e; d'altronde poi mobilizzò .50,000 uomini e li po1t0 in campagna contro Roma . .Non ci occupiamo ora della pàrte morale ed · organica degli eserciti belligeranti, ed entriamo un poc·o , quantunque intempestivamente, nel campo della tattica
A Weissemburg. (4 agosto).
·,
Il principe reale comandante la III armata ( 5° e .1,1° (~orpo prussiani, 1° e 2° corpo bavaresi e corpo combinalo _d.i. Wtirtemberghesi e Badesi) doveva il 4 agosto passare la Lauter ed inno!Lrarsi offensivamente in Alsazia. Egli sapeva che un corpo d'armata fran cese, il 5°, aveva il quartier generale in Bitsch, un altro (il 1°) a Strasburgo. La distanza tra questi due punii era grande abbastanza, e offriva perciò molta facilit~t all'offensiva dei Prussiani. :Però mediante le ferrovie potendo i ·corpi francesi facilmente concentrnrsi a tempo opportuno sulla strada principale Weissemburg-Strasburg, il prin,c'ipe· reale ebbe la precauzione di mettersi in marcia all'alba del 4 agosto in parecchie colonne onde presentare in qualunque caso una disposizione cli battaglia favorevole al combattimento. Nella sua marcia avanti si distese da Weissemburg a L.auterburg, facendo appoggiare il maggior numero delle forze verso il Reno. Appena seppe che truppe francesi occupavano Weissemburg, egli non poteva mai :imm.aginarsi che queste dovessero consistere per tutta la giornata di una sola divisione. Egli contava, se non nelle prime ore, di aver a fronte dopo il · mezzogiorno almeno il corpo di Mac-Mahon (4.. divisioni) forse rinforzato da altri corpi e cer tamente poi dal 5° cli Bitsch. Le disposizioni cli 1
1
L.\ TATTICA 42 attaccò pei·ciò contro le posizioni di Weissemburg furono benissimo ideate. Il 2° corpo baYarese colla divisione Bot.hmer in testa marciò di fronte contro la piccola ciltù di Weissenburg per la strada dirella proveniente -da Landau; il 5° e l' ·l ·I O corpo prussiani passarono la Lauler a valle di Weisscrnburg, e, coperti dal terreno, disposero ciascuno ·una bn"gata per l'assalto delle posizioiri a tergo (sud) di Weissernhurg, occupate dal grosso della divisione Douay. Giu1lla la di,isionc Bothmer davanti Wei.ssernhmg, i l?'e battaglioni dell'avanguardia, 1 baLterin ed un reggimento cli cavalleria, presero posizione a buona porto la cln Ile mura dello città cd incominciar·ono lll1 'Vivo fuoco contro i difensori (2 battaglioni), ma non mossero all' assalto se prima gli altri corpi (rS 0 e 1111°) non fossero giunti ai luoghi assegnati e non si trovassero in g1·ado di procedere risolutamente contro le forti posizioni del Geisberg a cavaliere e difesa delle linee di ril.irnta francesi verso Hagcnau e Strasburgo da un lato, e ,·crso Bitsch dall'allro. A-rendo a disposizione la peeponderanza del numero, il principe reale seppe trarne il miglior partito adollando con molto accorgimento la tattica di accerchiare il nemico. Vi riusci completamente, nè poteva la cosa andare in modo diverso con tre corpi d'armala sul luogo dell'azione ocl a pol'Lala efficace. La divisione Douay si lasciò però sorprendere e di~fare; e ciò non avrebbe c1ovuto accadere con due reggimenti di cavalleria a sua disposizion e, ed essendo giunta a Weissemburg fino dal giorno prima. Quantunque prepondernnti, pur LuLtavìa i ·Prussiani non impegnarono che ragguagliatamente un piccolo num ero cli truppa, cioè tre battaglioni della divisione Bolhmer, la ,f 7' e 18' brigala del 5° corpo e la 4·1_a brigala dell'H 0 • - La divisione francese s1 mantenn e costantemente sulla difesa, e solo verso la fine del com1
STUDT.\TA COGU ESEMPI E corco1wRONTI
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:.battimento tentò un contrattacco pe1· ,riprendere il perduto Geisberg e per proteggere la ritirata. . Ciò che deYesi osset'vare in questo primo e noternlr combatt.imento si è : 1° I meschini effetti d'artiglieria francese e segna.tamente della batteria cli mitragliatrici u confronto dell'imponen te tiro rapido dei cannoni d'acciaio prus" ·siani e bavaresi. 2° La lallica passirnmente difensiva -usata dai Franr °Ce$i per trarre il massimo vantaggio dei fucili ChaSr .sepot. Quei:;ta lattica po.ss.iva è conunendefole in con·~idei_·azionc del gran numero de' nemici; ma non è commendernle l' accunimento della difesa subito che i Francesi s'accorsero cli avere cont.ro di loro un esercito . 3° Il sangti.e freddo straordinariamente rimarchevole .delle colonne d'allacco , le quuli nell'assalto del Geisberg, alturn elevala e a ripide pendici, percorsero ai passo , a tumburo batLeoté coi loro comandanti ed ufficiali in testa, alcune migliaia di passi di un terreno quasi scoperto ed espostissimo al fuoco delle batterie e elci ChassepoL del Geisberg. Qucsle truppe non fecero fuoco che a brern portata dal nemico , ·prima cli gcttan,i sul medesimo .a] passo di corsa. i<: la latlica identica del 48, G: le due brigate della ,14a divisione (armata dell'Elba), come disse nel corso_ .di questo scriu.o, marciarono nello stesso modo contro la posizion e di .Problus difesa dai Sassoni. Poco prima clell'anac:co del Geisbcrg, i battaglioni dell'arnogmmlia di Bothmer aiutati, sull'altra riva della ;Lautcr dal lato della stazione ferroviaria, da due bat1aglioni della ,J 8• brigata e da un battaglione della ,11" (della 9" divisione del 5° corpo d'ormata), diedero lo assalto alle mura ed ulle po1te di Weisscmburg già .abbattute dall'artiglieria (ore 11'.3 m. ); il presidio rimase pri6ionier o.
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LA TATTICA
STUDIAT.4. COGLI ESEMPI E COI CONFRONTI
Le posizioni <li Weissemburg posseggono delle buone caralleristiche tattiche; in altre condizioni sarebbero slate vantaggiose pei Francesi, ma non lo erano più nel mattino del 4 agosto allo spuntare dell'esercito del principe reale. Se la divisione Douu.y non fosse slata r ealmente sorpresa come lo fu a ore 9 del mattino, ~non si. sarebbe ostinatamente difesa. ed avrebbe incominc.ic1.la la ritirata al primo apparire del 5° ed 1,1° corpo di fianco e a tergo del Geisberg: Le posizioni di Weissemburg godeYano prerogative lattiche , ma erano pI'ive in quel dato caso di Yantaggi strategici. Caddero con grandi sagrifizi, come caddero quelle di Worth. Ben diverso sarebbe slala la loro importanza se, ·verso mezzogiorno, fosse giunto sul terreno il corpo di Mac-Mahon; ma questi non arrivò che il 5 di sera nei dintorni di Worth. Le perdite furono g1·ayi d'ambo le parti e corri. spondenti agli effetti micidiali delle nuove armi. Ciò che specialmente sorprese i Francesi furono gli effetti dell'artiglieria germanica : il tiro rapido e polente dei cannoni caricantisi dalla culatta eclissò le mitragliatrici. Però queste dovettero io quella giornata essere mal servite, perchè nei successivi combattimenti fecero _molto miglior prova. Pur tuttavia ritengo che saranno sempre inferiori alle granate-shrapnel dei pezzi da 4 e da 6 prussiani. Credo poi ancora che la fanteria francese una volta impegnata abbia preso troppo alla lettera la nuova lattica inculcatale nelle istruzioni del tempo di pace ; la difensiva assoluta è e sarà sempre un errore. Colle nuove armi devesi è "ero dare la preferenza alla difensiva, o _meglio detto, al fuoco di piede fermo in posizione vanltlggiosa, piuttosto che ai ripetuti attacchi nlla baionetta pei quali i l?rancesi menavano tanto vani.o
~}~Ile passate. c_ampagnc; ma con ciò non è detto nè e ~-na pos1Z1one. debba ass0Iu1a111ente !enersi, nè 1 ~~- d_ebba_no evitare gli allacchi alla baionetta. I e Pr us:::;iam agiscono con più criterio. nè si rend c~rt~'.11ente schia~i de.Ile eminenti qm{Jità di tiro d~fr: armi. t~sano la d1fens1va ogni qualvolta torna loro di vantagg10, .o è richiesi".... dalle co111b.maz1om . . . tat11c . I1e ~el comba1t1ment9 ; ma se riconoscono esser necessario l attacco, non lo evitano e lo ese . . . . .. , guiscono con una 1mpcrturbab1htù ed abnegazione che hanno d I pr~ndcnte. Basti notare le perdite subite daof cffis~rl_ dei co · · 0 i u . eia 1 . rp1 ~Ul sotto descritti che J.n esero parte attivèl al combatt.1mento per persuadersene:
,H.
:e
Colonne d'attacco clel 50 corpo . 11
-
.
Uffic. morti Uffic. feriti
1
,•bngata I 58° fanteria {avanguardia). 5 7° granatieri del Re {regg. di . testa della colonna d' al18•br1gata Lacco) . . . . . . . 10 4 7° fanteria. . . . . . 1. 5° battagl. cacciatori _
1
J.I
12
i
Colonna d'attacco dell'uo co11Jo. 4 t•brigata
Avangucwdi·a della divisione Bothme1'. Tre bauagl~oni di fanteria Una battena 1 reggimento c~valleria
l
3
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LA TATTICA
s·ru oIATA COGLI ESEM11 I E COI CONFI\ONTJ
ll)a un cailc.olo approssimativo fatto sui rapporti prussiani ho desunto che il totale delle forze impegnate negli. at.tacchi di Weissembur? ~ d~l G·eisberg ascen~e a 10 battaglioni i quali, coll'art1gher~a e colla cavalleria. che dopo il fatto (ore 2 p. m. ) prese pnrte all'inseguimento, avranno contalo è~·ca 20,000 uomin_i .. C_erto questa forza era superiore _m n~rnero ~lla_,dms10n~ Douay, ma si scorge però come 1 I1 rnssrnn1, non d1~ mentichi delle loro massime, non facessero spreco di uomini. la divisione bavarese Bothmer p. e. preferì impegnare darnnti Weissemhurg {dalle ~ alle : I Il~ a. m.) tre soli battaglioni cd una baUcnu, t.enendoh in posizione sulle pendici al sud di. Schweigen fino a tanto c he non fossero ben pronunzw.te le mosse del 5° e ·I I O corpo cl' armata , dopo di che procedette all'assalto della citU1." Questa pazienza, segno di alta disciplina e di ç1·iterio Lattico, è rimarchevole; ed i Frnncesi avrebbero dovuto accorgersi com'essanascondesse un progetto che sarebbe loro riuscito frttu1e : avrebbero dovuto perciò abbracciare assai per tempo il partito di riLirarsi; nè dovevano aspeLtare di vedersi quasi· interamente accerchiati. Però è inutile ragionare di quel che doveva fare la divis ione Douay, dal rnomento che, rima sta affatto al buio d'inforrnuzioni sulle forze anche approssimative del nemico, si era lasciata totalmente sorprendere.
ta~to improwis~.mente sulla disgraziata dirisione Douay. No.1 abbiamo gia oss~~va!o nel!a 2". pa1·te cli questo lmoro eh~ non _e rn _p1u conrcmente il marciare, senza fo rze. eqmva l:nt1, mcontro al principe rea le. Resta d.ubb1os.o _pero .se a llac-Jlahon fossero stati promessi rtlev_a~L1 rinC~rz1 o no. Ad ogni modo truppe del 50 col'po stab1hto_a Il1tsch, e truppe del 6° e 7° corpo dorevano esser gmnte o dovevano giungere nella sera e nella n?_ue del 5 al 6 agosto a Worth , La marcia di Jiac-iUahon a \\ orth. clo~re:a ad,unq~e esser colleguta alta speranza di P?lenlt amll, co quali egli sarebbe stato posto in o-rado d1 Lene~· l:sta. all'esercito del principe reale, col! certezza eh ng~ttarlo o con lro la sponda sinis tra del Reno o_n:lla Bav1era :·enana. dond' era venuto. Le speranze eh r,fac-l\fohon nmasero deluse, poichè si trovò impegnato con forze molto info riori alla 3a at·rnata (dai 40 ai 50,000 uornini contro 1100 o 1120,000). Quanto sopra e ra neces sar·io ch'io dicessi : primie.ro.menle perchè non posso ummettere che ~Iac-~fahon errasse di . prop~·io irn~ulso ; ed in secondo luogo pe.1,·_chè alt.r1menl1 non s·, potrebbe comprendere nè Ja '.'esistenza tc~ttica op~osta dalle truppe del ,JO corpo francese agli atlacch1 poderosi dei Tedeschi nè la s~elta de~e posizioni prese sulle colline dirimp;tto alla piccol~ ~1ttà cli Worth, in _modo da copri.re gli accessi ferrov1an da Bitsch e da Hagenau .
i, 7
r:
{Continna) A Worth. PIETRO VALLE
(6 agosto).
Dalla sera del 4 alla sera del 5 agosto era impossibile che al quartier generale di Mac-1\Iahon non fosse giunta notizia precisa delle forze tedesche cadute
Colonnello di (anterfa ..
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LA FISIOLOGIA DELL'ALLl\:NJ..MENTO DEL CA YALLO
LA FISIOLOGIA DEL L'AL LENAMENTO DEL CAV ALLO
~
·
I.
In unR ant ecedente Memoria col titolo-· 'il cavallo~ un.'airmci (11) - _presi l'impegno di ~ot~omet_tere ~i letton · della ·Rivista alcune considi~raz10m fis10log1che e~ igieniche dirette a rintracciare nell~ loro essenza 1 fenomeni dello allenamento. Adempio ora alla fatta promessa nella speranza . che. questo ~~o lavoro possa riuscire di qualche utilità a coloro che s1 mteressano alla conoscenza ed alla conservazione cli quel pocle~·oso_ stru: . mento di guerra che è il cavallo. Nelle cose aLt~n_entr a questo nobile animale, in_ q_uel complesso d1 . idee e di fatti, che quasi ne c9st1tuiscono la manut~nz10ne, io credo c.:he senza invadere il campo_ alt~·m , . an~he_ il veterinario possa o piuttosto debba 1~m1scl11a_r~1 ~ concorrere così, nel limite delle propne cog~lZlO_m speciali, alla soluzione di un interessante e d1ffic1le problema. (I) vcggasi .Rivista Militare, dispensa del marzo 1870.
Le norme sull'allenamento dei cavalli di truppa formulate nell'Appendice provvisor·ia al Regolamento pe1' l'esercizio e le evoluzioni della Cavalleria sono, per universale sentenza dei veri pratici, il prodotto di ottimi studi sperimentali, e difficilmente vi si potrebbe togliere od aggi.ungere qualche cosa di sostanziale, senza portare nocumento alla intrinseca bontà delle prescrizioni ivi contenute. Nelle osservazioni praticoscientifiche che andrò tosto . ad esporre, la 'citata Append-ice sarà adunque il mio testo indiscutibile. A quell' attivissimo conato dello spirito che tende ·perpetuamente a modificare in bene le cose e le idee . ' in qualsiasi ramo delle umane conoscenze ' ' certo. non è chiuso il campo ad ulteriori conquiste iri ordiae a cavalli ed al loro .impiego, ma un passo gigantesco fu fatto coll'adozione del sistema che fa sua ·base di azione il cavallo allenato. L'avere riconosciuto che si possono mettere in condizione di lena i cavalli a'Reggimenti, con tempo e metodo uniforme, fu causa di un totale rivolgimento di principii, e si istituirono dappertutto esperimenti. e studi, provoeati daìla nuova situazione fatta al cavallo dalle odierne armi da fuoco; e così doveva necessariamente accadere, poichè le situazioni hanno una logicÌ.l irresistibile. Nel · colossale conflitto franco-germanico al quale tuttora assistiamo commossi e stupiti, ad onta della grande perfezione raggi.unta dalle nuove armi da tiro, per le quali si poterono concepiee dubbi sulla ulteriore efficacia e potenza della . ca vaJJeria, fu troppo luminosamente dimostrato che il cavallo è pur .sempre , un'arma. Il nuovo pr-incipio dell'allenamento del cavallo in massa fu escogiL<i. to e posto in pratica dal generale austriaco Edelsheim; sotto la di lui competente direzione si poLerono ottenere tali risultati, che prima delle ANNO XVI , VOL. f.
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LA FISIOC,OGI-A 50 'eNidentì prove di fatto non si sa:rebbe110 creduti possibih . su cavalli di ti·urpa, e tt1li, in una parola, çl,a rneritare che il_ metodo i11contrasse dovunque ammira.tor( ed imitatori. Le appassionate prevenzioni e 'le più vive oppos:izioti'Ì · dovettero ?edere iim~nv.i alla ·pr~tica dimostrazione, e questa fu 11 cavallo d1 truppabent e profondarn,ente àllenatù. Anche fra noi si è calorosamente discusso in.tomo alla botllà e cMvenienq,a del sistema; si elevarono dttbbii sull'attitudine del cavall'O italiano -a convenev0lrnen.te subire una tale pteparnzioiw; e sp~cialrnente si agitò la quistione, se i ca valli , dovessero allenarsi ·sol1tanto nèlla imminenza di tina campagi:ia, oppure .ma:nlenerl'i éontimrnmente in islaLo dì lena. - Cir&a. le condizioni di bontà e di uLilitit del metodo, oggimai presso di hoi regna un quasi Gompleto accOTcltl, ed· i pareri, non ha guari, così diversi fra loro, v~no · ora a eoncret.arsi in uM opinione, éhe quale . gn1sta media proporzionale, spinge i restii. e tern~era . i. partiigiàni troppo ar<:le:nti. Riguardo alle at.t1tudm1 _Gel cavaHo italiano, mi sono àltra volta espressn nel modo ·più espl'ièito ed affermativo, siib 'Conditione per_ò, e~l,è ·universà.lmente ammesso, che nelle ' i'azze equrne m-. di.gene abbiamo degli ottimi élemenf.i di Rimonta. I~1 ordine poi · aUa ques·tione tuttora tinsoln~ ~er ~nolt1'. se cioè debhasi allenare solo in e-a.so d1 nnmment1 ostililà ovvero mantenere i reggimenti in ogni tern:pp prepar~ti ed in ooadi~.ioni di lena, dopo ~tudiati i -ferròmeùi che l'allenamentb provoca. nella flhr:a muscolare e nell'appai'è·cchiò respiratorio, mi si p-r~senterà l'occasione di esporre il mio libero · parere.
IL · I perni fondamentali, sa cui, posa e funztornt 1l sistema preconizzato dall'Appendice, sono la spontan~itù che vuol dire .naturalezza e e0scien~a, per pa11te del €M1aI1o, _di quello che deve eseguire, e la p1·orrress.ùme: A quesL1 due in'1portanti fatt0ri adunque io v.0lgerù ai11~ituuo le mie considerazioni. Non ho la pret.esa di espQure vedute peregrine ed origin.ak; ma .che huvvi mai dli veramente nuovo sotto lei cappa del cjelo1 lo non insegno; commento clegl'insegnamentii dati da .un libro -d i incontestabile autorità, ln ordine aJla spontaneità, l'Appendice ha pr0scrizi0ni: assai precise e ripetute, e bastt\ leggere le pavolò ~· poco a.tla volta, cwclwezzando t1'atto tr-abto il ét1,.,_ vlillo s11,t· collo o dietro la sellw pe11infonde1·rJ-ff ca1;p,,den:za >> (pag. 7}, onde accerw.r0i che il; b.ttcm pDin€~:ùo, dr equit~ione, il quale consiglia: di c0t1wi,ncere, anzichè di . vincere . il cavallo, è veramente uno dei. cardini del . sistema. E. le parole· - « molPt aavalli si t.@Òragginebbcro {pa:g . .f5}, il piw ùnpo,,tantit• è diii 'l)i'l;f,ondar:e ùt lo1ro con(idé.n~a (pag ..116:), rna sarebbe g1JéJ/VB difetto vole1·e- spi'nge1·e il aavallo. a saltm·e 'da,ndoglf , colpi cli f"m.ls:ta; questo non 1·fuscfrebba ad altro che a SÒÌfJObtirlo mag,g,im'mente '00! a, 1.'M/.dl?JJ1'['o 'IJ'Ùtpp·i;ù, Jpa'l,(,1'0SV a,. s.r1,ltare (pag. ,1'.7;, son0, altrettil'nt.i @ttimi pvèeet.lri, ohé si ·rile~runo qua e. là <Iltirsseminati: nelfa cita:ta Ap.pe-ndicrJ; ed j 1>eriti nelle · cose .eq:u~stvi sanno p.e11 hlng<tl. pt0.y,lf di <p:1ale e ql!lantà èfficrucia sian.© ,i,11i1.edesimi pier l"•ammaestramento de.i,. 0ava1Ji - _<< Questo ~ iZ- se'gn<i ohVJ :i}; ca.1JQ.Ua lta i.nt.<l!SJJ: :&1 (pl.lg: 20) f~ it più beW:el~gio,
LA FISIOLOGIA 52 che si possà fare del migliore fra gli animali1che l'uomo abbia saputo ridurre alla domesticità. Il cavallo ha capito! Queste parole sentono la passione al cavallo di chi le dettava e valgono tutti i pomposi elogi che poeti, storici e naturalisti hanno saputo seri vere all'indirizzo dell'utilissimo quadrupede. La spontane.ità suppone alte e distinte facollà intellettuàli, ed è un fatto innegabile che le azioni del cavallo sono dirette da un qwid che è qualche cosa di più del cieco istinto. Egli ci appalesa fino all'evidenza, che comprende, riflette, ricorda, paragona, distingue. Che è mai tutto ciò se non intelligenza?' Sia che si tratti di psiche zoi.ca, come opinarono antichi filosofi, o si tratti di fosforo e nulla più, secondo i moderni materialisti, è indubitabile però che il ca:.. vallo possiede facoltà intellettuali eminenti. - La spontaneità del lavoro ha sull' organismo la pi0 marcata influenia. Il consumo di forza muscolaee e di r)Otenza nervea, . che fa _un cavallo nel percorrete al .trotto una: distanza di cinque chilometri, in semi libertà, non cercato dal cavaliere, divagato dagli. oggetti circostanti, è evidentemente minore di quello che faccia in cinque. giri cli maneggio, vinto o . costretto dall'azione delle gambe di chi lo ca_valca. Ciò avviene perchè la prima quantità di lavoro equivale t.ut.t'al più ad un salutevole esercizio, consentaneo ai mezzi naturali del cavallo ed alle sue attitudini; men tre in maneggio es·s o è obbligato a cose in cui l'arte e l' arLifizio sono tuttò; e quivi anzi che fruire di benefico esei·ciiio, il ca vallo è obbligato ad uno sforzo. Un c~vallo si stanca, · si logora, e diciamolo pure si . affligge, non solo per il lavoro troppo spinto, ma anche pel' il modo. . . Yeggasi un cav11llo che s_i rifiuta a superare un ostacolo; •egli sbuffa, trema, scalpita, minaccia, si difende furiosamente. Or bene, luttociò avviene perchè
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DELL Al,LENA1tIENTO DEL CAVALLO
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r10n ha la coscienza di quello che da lui si richiede; ma le maniei·e persuasive, le carezze e sovratutto l'e. sempio, riescono sempre a trionfare. Tale fatto, che ,erroneamente interpretqtO dai non pratici, verrebbe ritenuto come rustic:hezza, come cattiveria, quasi sempre non è che novità, non-uso della còsa richiesta, ed è talvolta imperfezione, dell'organo visivo od impossibilità meccanica. ~ Un puledro cui si· è lasciato vedere, :6utare e toccare la barriera, o la passerà. o la salterà appena abbia. compreso quello che noi vogliamo e sia.si' convinto che non v'ha pericolo.· La. pazienza e l'esempio, che generano la persuasione e la spontaneità, sono adunque i soli mezzi da porsi in azione. Anche a suon di frustate pèrò e di scosse di capezzone si otterrà che , il puledro salti l'ostacolo; sì. certamente; ma anz1chè saltare, questo è un liberarsi con uno sbalzo incomposto da un grave tormento, e chiunque vede che in tali condizioni si ottengono effetti in perfetta opposizione agli· sperati, se questi dovevano infondere al poledro confidenza, ardire e .sicurezza. Possono solo convenire i mezzi coercitivi quando ogni altra · prova non sia riuscita; ma nello impiego dei meclesim~ occorre un' alta dose di senso pratico onde non piombare il cavallo nel disgusto e nello sgomento. Si ha talvolta a fare con cavalli evidentemente. in istato tale da: .doverli ritenere come egregi saltatori, e che ciò nulladimeno si impuntano allorchè vengono portati all'ostac_olo. Non si possono quivi addurre come ragioni plausibili del fatto. negativo o la facoltà. visiva imperfetta, o molto meno la insufficienza meccanica. In tale caso si è autorizzati ad ammettere che; la causa dell'ostinato rifiuto sia unicamente riposta nel non sapere· _atteggiarsi a spicc'~re , il salto. ~avvi qui indicazione di ricorrere ai meù't coercitivi, poichè il
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• LA F"lSlOLOGIA
eape~zone e la frusta, colla loro azione combinata, mek Leranno inesol'abilmente il cavallo in adattala posizione cemtro la barrieru e quindi ven•it il saho, come unica '1ia por liberarsi da una penosa situazione; ed all,t primitiva indecisione, su bentra solitamente la confidenza nei propr'ii mezzi, la persuasione, lo. spontaneità. Pani1 strana cosa il di1,e che un cavallo non sappiq prendere l'opportuno aueggiamento per slanciarsi a.I salto; ma conosciamo noi esn.uamente le misLeri0se modificazioni apportale dalla schiavitù in questi poveri compagni delle n0stre fa.Liohe? Le contlizioni di vita. in cui versa il cavallorni1itare, sono così lontane dalle naturali 0a fornir•oi una razionale spiego.zione di ben ahri fenomeni. Anche l'istinto cede e subisce della me~amorfosi sotto l'it1flusso della schiavitù, e sventuratamente le sono tutte· regressive. Ho tesiè veduto in Napoli arrivare €lai doposito di allevamento di Persa.no un gruppo di .r,illllonte ; Reilo scor1.1a,zr.1,a.1·c per il co11~ile ·del quart ie r·c, incontravano gli ostacoli ivi prepar·ati per l'istruzione dei c~,vaHi pr.0ivetti, e li superavano senza quasi addarscne. Fra qualche mese agli stessi cavalli, i medesimi ostacoli .semb1~eeanno (orse novità od ardua t1'iflìo0M. ' t generaJmenlc ammess0 'che il cavallo ha solo !<1 , uoscienza della pt•opria l'orza, in q,1,rnnto che gli vieneinsegnata ; e'"ì.denlemente ·adunqtle l' ,obbligarlo co1ll mez¼i violenti ,a subire la nosl1'a volontà'., il costringedo u cedere alla nostra possanzu ,.fisica gl!l)idata< dall'intelligenza, è un volergli insegnal'e a senirsi dei sucti ,mezzi di dofesa. Lo attende.re ·che lu eoet1gioa: oourezione apporli buoni risultati, in virtù quasi di 'un nrvvedimento, che induca nel cavallo la convin-· zicme della nostra superiorità, è certamente fidal'e m~ p.o' frop110 <della sua i!'ltelligenza. Il cavaHo sente p1·0 f@n-0hvmemte la ·puuiziòne , massime quando gli vicnec..
DELt.' ALLEN AME.'iTO DEL 'CA VALLO
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inflitta senza buon diritto e con esagerazione , mo solito s~ non uni<:o efiol.to, sono il lento guaiStarsi del carattere e lo stabilirsi di prave abitudini fisico-morali. La correzione violenta, il castigo severo, e, quasi direi, lo schiacciamento del cavallo, possono qualche volta affec:are soddisfacen~i risultati., ma l'ottene,rli è una specialità riposta essenz'ialmen!.e in indivi.duali.aHitudmi <lei!' istruttore. È ammirabile Rarey, che in un' ora lnusforma 'tifi indo:r:mi.l.o e pEnfooloso cavallo in una pacifica e lranquiJla cavalcatura; ma chi è che otliene cotali ristùtanze? È Harey, od il ro-e,todo Rarey? è l'eceezionalità del cavallerizzo certamente, poichè il suo metodo in mano altrui, non dà che assai pro.blematicamente gli utili effetti preconizzati dall'inveator<~ e dai suoi fautori . - Meglio adunque è attenerci ai modi convincenti, che non urtano le disposizioni instintive e che non sopravvanzano i mezzi e le attitudini del cavallo, d1iedendogli cose impossibili. Solo per tal guisa si ottiene la spontaneità, cd i risultati nella istruzione sono veramente utili , stabili e non sono rnai cagione di pervertimenti fisici e morali. Dalle andature dell' alta scuola , al ticchio dcll' orso, la faooltà dell' imitazione nel cavallo ci si appalesa eon eridenr.u: quale sua principale dote intellettaale ; è dessa la causa intrinseca della sua educazione e de-ve essere g,er1cralrnentc ra.vvisata come unica e sfoura produttrice di buoni risultati. Facciamo nostro pro di quest.a foli.ce disposizione, e l' esem:pio sia un o dei principali espedienti di ammaestramento. La p·ro.r;1·essione delle esercitazioni è dall'Appendice piu voil e rnceornandata comi'\ precipua foLLore dell'applicazione del nuovo metodo. Tnsiste1:e con molte parole suH' imporbanza dii oruosta p;re,s0.1:iz·~0ne , e<1ui.varr.e~be a lambiccarsi la men!e per arrivè.l re alla dimost~·.azione di ve.rità pati:rn•ti . La pr·o,qressione eleJ lavoro è la sana,
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LA FISIOLOGIA.
vera e proficua :ginnastica; l'allenamento ,del cava,llo · che altro è egli mai se non pura e semplice ginQ.astica t Di questo lavoro, uniformemente reso più atti.vo, non si possono, è vero, 'indicare segni graduali ben chiari ed evidenti ; a r egolarne però il modo e là quantità non mancano utilissimi dati approssimativi, ma più che altro . gioverà l' amore al cavallo , il buon gusto equestre e quel tale colpo d'occhio, ehe in tanti uomini di cavallo costituisce una specie di senso ippico: - Procedere a sbalzi, esigere smodatamente, provoca per solito la necessità di dovere ricominciare da capo ad ogni più piccolo insuccesso , e tutto ciò equivale sempre a sciupo di tempo, e qualche volta a sciupo di cavalli. ·
III.
Mi fa d'uopo di tosto esporre una definizione, e dichiarare che per allenamento ·si deve intendere la
ginnastica del tessuto mu.scola1'e e la ginnastica del polmone; e per lo appunto col dare fona, d proponiamo cli sviluppare nel cavallo al suo più alto grado la potenza muscolare., e di rendere più facile ed ampia la funzione della respirazione. - È dessa necessaria e.d esatta questa specie di scissione tendente ad indicare. . gli organi e gli apparecchi sopra i quali si vogliono ottenere stabili e benefiche risultanze ? Credo che sì; e non potrei farne a meno; poichè anzitutto mi traccia la via ehe dovrò percorrere, segnandomi la divisfone del lav.oro; in secondo luogo poi, quanto ad esattezza.di concetto > il corso diI questa 'Memoria dimostrerà,
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DE!, 1,'.ULENAMENTO DE L CAVALLO
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spero, che la definizione sopraccennata, · rndlo staio attuale delle nozioni :fisiologiche sulla lena, ci si presenta come -sola mel'itevole di essere àccettata. L'allenamento presuppone ·attitudini fisico-meccaniche, un valido fondo ,cli energia vitale, una specie di forza latente ; adunque l' età, la salute, l'integrità delle funzioni princip'ali, sono condizioni che non si possono non curare; eppertanto la dassificazione dei cavalli di truppa in due categorie fu perfettamente logica e necessaria. · Lo impiego di forza che si esige dal cavallo per .allenarlo è esercizio o è lavoro ? Sembrerebbe ques'tione ·oziosa, eppure non è tale. Non si possono <lividere le risultanze delle contr<').zioni muscolari, ed il lavoro funzionale e meccanico dell'apparecchio respiratorio, in porzioni precise e distinte , e dire: qui finisce 1' ese1·cizio , là incomincia il • tav01'0 , al di là siamo allo sforzo. Ma dal pacato esercizio al trotto raccorciato , libero e spontaneo in upèrta campagna, alla corsa sull'ippodromo, che in pochi istanti esaurisce un cavallo, il pratico e vero intelligente vede la enorme <liversitù che corre fra esercizio ·, favoro e sforzo ; quelli sono sorgenti di energia e di resistenza, e questo è causa di sfinitezza e di gravi perturbamenti nelle funzioni organico-vitali. · · ~'IMa quantunque non si abbiano fissi criterii per . regolare il lavoro ginnastico del cavallo , si pensi ,che si ha fa.re con una delle più robuste organizzazioni animali e si pròceçla colla più ampia confidenza. La possanza muscolare, la valida ossatura ad arti.colazioni facili ed ampie, l'attività circolatoria e respiratoria, la ripugnanza. all'inazione,- la ' generosità infine, onde il cavallo fu a dovizia · fornito, dicono · all' osservatore che per questo · simpatico · animale , .esercizio, ginnastica , lavoro , vogliono dire impiego
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DELL'ALLEN•A'. MENTO DEL CAVALLO
LA FISIOLOGIA,
dli mez:zi tali, la di cui s@mrna in a1Hri animali equi-. van·ebbe a fatica , · a spossamento. E d' albronde , a saivaguardia degli eccessi, noR havvi la progressicrne, mezzo esse~iale e condiz~one suprema dell'allenamento? lf'l ordlU!ilB alle manifestaZÌOFlÌ <ili buoni e Stabili r,is11ltati sopra fintiero sistema muscolare, e par.~icolarmente sugli organi l@comotori, ecco succintamente i fatti oulminanti desumibili daHa moderna fisiofogia. P:in1t bril1lantemente cli tutti gli spel'imenta:tori, il con.1~ pianto l'1atteucci dimostrò praticamente ohe ìl mus·eolo rErs:wira, sia in istato di riposo , c:he di · a2iione , ma assa;i più energicamente d·urante le eontl'azioni. Tra:.p01·ta,ta la esperienza dal piccolo al grande, i risuiltaiti S(i)JilO sempre i medesimi. In un muscofo isolato in c-<!lntraz.i0ne, l' esala~io.ne .<ilell' acido cw:boRico è rnag•iriore d ie nell0 stabo di ri1~~so ed è climost1·at0 c@Ià o ,rove df fatt0~ ~lii.e la Gruantità di ossig,erro assorb'1to. è 1notto n1aggrore rtel primo caso. t precisamente quello che vediamo succed<pre 0.el .cavallo_ viv~nte_cd in ·1stato d<i inte@ritA. -, Le gra·ncli e rapide msp1raiZ1i:oni, ·cli cui ha bisog.Ìil0 11m cavallo sottoposto a lav,oro energico, · rispondono adl. una intima necess:iità fisiofogica, e~senilo l'ossigeno atmosferico il principale fra Sllli ecc.ita1:rnenti dte determinano la contraiione muscolare, e poichè fisiologièarue,rn.·te il lav@iro meccanico non è a1'Lro ehe combustione ed ossidaz.ione organica resa più attiva . -- Il cavallo, corne ci insegna un 'vecchio · motto iippico, vive di hiacl.a e di ar·iia., -e l'intelligeF1te non ha difficoltà a constatare sui oaV'alli sottoposti all'allenament0 HJ}a vera, sete di a1,ia. · L' A.ppendice nota ta sco-mpal'sa od,alrn.en© ±a graJ+de ridu.zi-one della ping1;1Jedine e la secchezza e tensione dei muscoli (pCJco ven fre, carne sanrt e ctwra; pag. i$.). S.0110 que.ste le risultanze finali ed utili dello allena-
, '
mento, e nella fisiologia abbiamo un~rutn[Yia, ~ot1fernm della cb@ntà :dQgli effetti otternìti. Nella s.@stanza muscolare di cava.Bi g1m:ssi si ha a l'.lotare. una più fo11te ql!laBtità;d'aequa e di s0s·ta.nze, che ci ir.appr:esentano .puodotti di meta:rnorfosif;uegressi ve, de· stin-a:te ,a:cl -essei.ve elriirninate oome ·inutili e ,danno.s e lilelle fUtNzioni della vita. Degno di essere .preso 'in c0nsi:de1:azfone è il fatto·, che identiche risultanze si consta-tnn0 sopra ,muscoli sp@ssruti, .esaurii.i merla d@ro pt1ter1Za lila v,iolente e rip·et'.l'rte contra~irJlFi; < qui:wi pure. , abbiamo a ·notane :la ·presenza cli e.reatina, ·d:i c.r-eatinina:. e ,di aeido l'attico, s.oslani,e di l'iduzi-011.e, senza vrulù1·e per l' organismo e destit1ate ad essere espeHiLe .per rnez30 ,G!elle secrezioni. - Il singolaire par.rllellism@ di · intime C(H.Hlizioui chimiche della sostanza 1.nuscol.:m~ nei due casi ·di esa:ge1·ata grossez·w, e ,di t11opp0 spinta.. stanchezza, è, Ghiunq:ue lo· v.ede; estremara.1e.rìte, ·ooJar c!ù:del'l:te, e chi dicesse cavallo grwsso., cavalio\stanco, oltre all' a.sserive una verità a:mmes.sa lia:i pratici e dagl' igieilist:i, 1ittra11l!ebbe <ton fomnola sbr~§aliva quasi intiera la verità riposta nei dati J:isiologici ed istologici La: guan<ll.e .floridezza: e la robusta salute adunque cl:e,i ca'l\a:tli in ista:to di prommziata .grassezza., . non è che falla.ce ·RI'.l,pareJiliza, ed i facili ·sudori, il ·p1ionto ·respira,ro aiffannoso,e -la pou~ 11esiste.JlìZa SOT!l.O·· pre-ve evidenti • <}he ·gra·sso n.0n1 è 0011.dizùnw.. Quello stato di siccità così pronunzrato, che si con· sJab® nei imusooli dei ,.a-avalli ben ,aHena:ti:, è un risul.,. taitl'l !ln ttut.t0 oonfoJ·me alle leggi nsiologiohe e chimiche della sostanza m:uscolor.e;, ,e. ~uella ·quasi aridità., . è. l'espressione dell'intima condizione dei muscoli, portati dal lungo esercizio al loro più alto grado di potenza; è una vera condensazione dei fasci muscolari , resi perciò atti ai più gagliardi effetti meccanici. La secchezza di cui è parola, ha la sua ragione di essere-
LA F'1S10L0GIA 60 nella ridotta proporzione di acqua, e nella prei3enza, o meglio prevalenza nel tessuto muscolare di sostanze .solide, albuminose. Le ricerche analitiche instituite su muscoli nelle diverse età e nelle diverse specie zoolo.giche, dimostrarono pienarriente che il massimo della potenza meccanica della fibra è in esalta correlazione colla maggiore quantità di elementi solidi, e risultò che una rimarchevole ·quantità cl' acqua è sempre indizio di fibra floscia , di fiacchezza muscolare. La siccità adunque provocata dall' allenamento altro non è che un favorevole cambiamento avvenuto nella costituzione chimica e _molecolare del muscolo, preparato alle più forti manifestazioni di attività. Per ottenere queste condizioni di latente energia nella fibra muscolare in genere ; ma specialmente nei muscoli dell' apparecchio locomotore , il mezzo ginnastico è il trotto, Hbe1·0, spontaneo, regolato strettamente sulle norme prescritte dall'Appendice. Le progressive esercitazioni al trotto costituiscono la vera ginnastica della sostanza muscolare di cui, come di · tutti gli altri · tessuti od organi animali, fino ad un· certo punto, siamo in grado di dirigere la nutrizione. E questo effetto si ottiene per lo appunto, col richiamare per mezzo del trotto nella sostanza muscolare un più considerevole afllusso cli sangue , vale a dire maggiore copia di elementi di costituzione. In tale con:.. • dizione cli vitalità e di potenza, i fasci muscolari· possono venire pàragonati a molle di acciaio · a forza piegate, che per tempo indefinito conservano la forza primitiva 0,nde furono obbligate a piegarsi.
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DELI,'ALLENAMENTO OEL CAVALLO
IV . L'Appendice raccomanda di rivolgere la massima: attenzione alla r espirazione ed afferma ,con buon diritto che « le rnigliori ga,mbe r·ifi·utano i"l servizio allorchè 1: polmoni vengono di t1'oppo a/faticati. >> Similmente a quanto ho testè fatto pe1: il sistema muscolare, ora metterò a contribuzione la fisiologia, onde avere anche per il polmone la spiegazione d~i più importànti fenomeni che si osservano nel dare lena ai cavalli ed ' allo scopo di possibilmente dedùrne qualche utile indicazione. Nel cavallo fermo, tranquillo e sano, vediamo la · cassa toracica quasi perfettamente immobile e solo alle ultime costole possiamo vedere picéoli · ed isocroni movimenti di elevazione e di abbassamento. In questo caso l'inspira~ione e l'espirazione si effettuano per la sola azione del diafragma, tramezzo che ha un mo,;imento di 1;a e vieni·, fra le c.:.n·iÙ· toracica ed addominale., È nel fianco ed alquanto in basso dove solitamente si guarda v er valutare il modo ed il tempo · della respirazione ; e ciò con buona ragione, poichè nel cavallo la respirazione tranqlJilla è totalmente addòrninal~, ed è solo durante e dopo l'azione energica, che ci è dato _di veclel'e manifestamente la respirazion_e· toracica posteriore. Allorquando sono rese necessarie dall'esercizio mollo attivo piLt forti e più frequenti. inspirazioni, il diafragma ~piega una grande energia, si, protende -verso i visceri addominali ed imprime un alterno movimento di èlevazione e di depressione alle ultime costolé, su cui
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s1 inserisce. Quivi risiede quasi per intiero il •meccanismo della respirazione nel cavallo e ne scaturisce una indicazione, che è troppo soventi Lraseurata, quella cioè di stringere le cinghie della sella più in a"anti che si po~sa, circondando così la cassa toracica là dove non gode che di insignificanti movimenti. - Le gravi diffìcol~à di respiro, il foti-coso ansnre ed il convulsil> dibabtersi, dei musc0l,~addorrrinali e del diaifragma:, «h.e talvolta ci toeca osservare in co.va!Ji dopo auive esercitazioni, non ha ben soventi allra rngione Ghe , la srreltn delle cinghie troppo all'indietro. Concorre a 1·accomandarc la indicazione cli cinghiare più in avantii. che sia fatt.ibile, ,un'altra importante considerazione. Lo stomaco -e gl'intestini ripieni cli màlerie aliméntaJ.;i e dì gaz, f~winnno una, specie di cuscino elastico, ohe cede ai moti in diet.ro del diafragma. Ne1l'espirazionei, momenlo di inazione per questo tramezz@, it v0lume dei visceri addominali ripiglia il suo posto in avanti e cosl conir:Ìbuis-ce allu respirazione. Ognun vede quinxiii come e q.uanto interessi il non porre impedimento alla libtiltttà funzionale del mera.:viglioso congegno elastico., l'isultante cli ossa, cartilagini, legamenti e muscoli, ·sul q,uale riposa il meccanismo respiratorio. · Durante ,il la.voi-o ~nerg.ico, il polmone scivola aontro le pare!ii <lei cavo toracico, col quale rimane in esaLtò e peL·enne contatto; ba pronunziati. movimenti di allarg:a.me'ID!l:o e clii resttri.ngimenL0,, e si porta all'indiotr@ come e quanto glielo permctte·lo sp9stamer1to del dia'fragma. lJ liberQ< ed ampio movimento di escursione del polmone dmante le andature veloci, ò coaùiltio-n,t sine qua· non; e la sezione cadavecioa di cavalli, dimostra o.11'.evideilz'a la veHitù: dell'asserzione. IlifatLi, si in.contran0 balvolla arl J.:lOl,010-00 gro.vi folti rnoibosi, eviden.temenle arttichi, él)pU.lie i-1 cavalfo p@1(:Wa, noe hai gu,:u:;i.;an;aora, sp,i~ga:ne uoo. singolare eoorgia.. .ne,..
DELl,'AJ.LENAM,EN,TO DEL CAVALI.O
spiratòria; menlre per contrario, in tal cavallo assolutam~t.e senza lena ed inca.p<1ce di forti inspirazioni, l'autopsia non lro-vai che de.lle adcreriz.-c fro le, pareti costali ed il polmone, essendo quest'organo in pressochè normali condizi.nni ·di struttura e di corrJposizione. È adunque il C'-lmodo e libero espandersi del polmone in ogni senso e specialmente l'oscillare drul' a vanti all'indietro u:na essenzialissima necessità per il cavallo che deve fare profonde inspirazioni ed espil'azioni. La fisiologia "i.ppica attende nncora un abile esperimentatore, che sopra cavalli in diverse condizioni cli vita e d'impiego, col mezzo dello spfrornetro instituisca 11icerche sulla quanliLù. di a1·ia complementare e spccialmeute sulla capacità vitale del polmone. Ma per analogia. si può sostenere, che questa capacità vitale dovrà rinvenirsi massima nel corridore dell'ippodromo, minima nel tranquillo cavallo dei lavori campestri, e che nena giusLa via di mezzo dov.rà trov.arsi q.uell-a del cavallo mi.li tare, metodicamente allenato. - ' Per conseguire questa capacità, fallo per orà non determinabile quantitativamente, ma certo·e necessario nelhi sua assenza qualitativa, ci si presenla come m,ezzo ginnast,ico il' galoppo sciolto, allungato e non rile,vato. t questo pel' l'appunto il genere cli andatm·a, che richiede un grande impiego di energia per pacte dell'apparecchio respirator.io e che obbliga il polmone 11 distese e forti escursioni. Sempreechè questo esercizio sia mantenuto al di qua dello sforzo, caso in cuì « si ottfw,rebbe _p,,·eciscunente l'opposto tl-i ciè . cho s.i lui in mìm » (p. 47) - il polmone va g.radu tam onte a co... stituirsi nella migliore condizione di capacità ·vitale, ed il cavallo dicesi in ·aUol'a bene allenato, bene affia.tato. Xelle norme sulle esercitazioni per. dare lena l' Appendice a più riprese raccomanda oalma, lihertà., ti:an:-
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LA FISIOLOGIA
quillità, parla di passo abbandonato (p. -1.6) ed assai esplicitamente insiste affinchè si lasci al cava)lo una posizione di testa e di co_llo più bassa e distesa {p. 43). Sono adunque la scioltezza e la naturalezza delle andature che vengono raccomandate, ed avendo già, fin dal principio cli questo studio, fatto rimarcare la .diversa in1luenza del lavoro spontaneo e del lavoro forzato :in rapporto alla meccanica muscolare, ed allo stabilirsi nel cavallo di particolari disposizioni morali, esaminerò ora questa raccomandata libertà di collo e lesta nelle sue relazioni coi fenomeni respiratori.. II cavallo in azione, e specialmente - se questa richieda movimenti di . respirazione alcun po' energici, .si sforza di dare alla propria testa ed al collo quello atteggiamento che meglio permelta il libero abbassarsi ed elevarsi della laringe e della trachea, ed è sempre naturalmente quello che maggiormente favorisce la comoda entrata ed uscita della colonna d'aria, attraverso il cavo, che dall'apert.ura delle narici si estende alle vescicole polmonali. Questa spontanea posizione di testa e di collo var:ia nei diversi cayalli, e benchè le differenze siano leggiere, non pertanto non sono meno · evidenti e costanti. Tal cavalio camminando tiene il collo teso ·e la testa ferma; tal altro dondola, da lato a lato, il capo ad ogni battuta dei piedi. anteriori; un altro inveèe fa leggieri movimenti. di alto e b?ss~, isocroni ad ogni. alzata delle estremità addonunah. Gli atteggiamenti della incollatura poi sono svariatis.simi e fra il collo di cervo colla lesta al vento, ed il collo di ci-0·no colla testa incappucciata, ci occorrono , Je più sva~iate gradazioni di posizione, Tutti i cavalli, in una parola, hanno k loro caratteristica camminatura individuale. Queste differenze· nell'atteggiamento del collo e della testa hanno, senza dubbio, la loro ragioné di essere e · si trovano difatti··in relazione con
DELL'ALLENAMENTO DEL CAVALLO
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particolari conformazioni. della regione giogolare; colla diversa ampiezza delle narici esterne; con particolari modi di inserzione della testa sul collo ; con la varia lunghezza e curvatura del collo i.stesso, ecc . Per quanto grande sia la perizia e l'intelligenza del cavaliere, l'azione delle redini, rivolta a convenevolmente fissare il collo e la testa, non potrà ehe riuscire dannosa alla libertà del respiro, Questo fatto incontrastabile sugged il precetto di cavalcare a redini lente, onde i.I cavallo atteggi con piena libertà la propria testa, ed i risultati dimostrano che r·euìmente si può fare a meno di gran parte dell'antica equitazione militare, e che all'arte, la quàle troppo spesso si. arroga ·il dfritto ed il potere di correggere la natma, deve sostituirsi un metodo più consentanèo ai mezzi ed all'indole ,del cavallo. Un Jnio egregio amico, volendo quasi condensare in una sentenza didattica i principii che informano la · nuova scuola ippica militare, è riuscito à questa forrnola - meno cavaller·izzi e più cavallar·i, - Io credo che questo motto raggiunga un considerevole grado di precisione e di importanza, in quanto che si possa tradurre per: cavalcate molto , arditamente, e senza artifizio, E benchè non sia del mio compito lo entrare in quest'ordine di idee, non posso tuttavia trattenermi dal notare, che molto verosimilmente nei cava Ilari sullo stampo dei. Csicos ungheresi, dei il'utte1'i maremmani, degli Ebbasones sardi ecc ., vi si debbono incontrare i più adattati elementi per costituire il tipo del moderno soldato a cavallo.
ANNO XVI, V OL. I.
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I.A
~·1sroLOGIA
V. A pl'ornmziarmi sulla qmsltone non ancoru risoluta, cir·ca la conv(mienza di. aver<' <lei continuo i cavalli allenali, ovvero di allenare solamente in vista di una campagna imminente, ho domandato p.iù innanzi di potel'e previamen te studi.ire i fenomeni pl'ovocali dal1' applir:1ziu1w rlcl 111rfodr1 . (J ;1csto p:·cwedPrf' f11 p0r in e necessario e logico ad un tempo; imperocch<\ mia sola intenzione nello svolgimenlo di qucsln tesi , sfo quella cli andare cosc;ienziosame,·11e 'in traccia di conseguenze e di metterP nella migliore luce possibile fotti · bene accertati. La teoria mi seduce, mn la pratica mi piace di più, mi soddisfo. Poichè l'allenamento altro non è che la ginnastica della fibra muscolare e dell'apparecchio respirarorio, .e poìchè sappiamo che la razionale ed e!Ticace ginnastica richiede tempo· e lenta progressione, egli è evidente, che a volere allenare ad un tt'alto e con sollecìludine per una ìmpr0vvisa nccessiLù, si coree il t·ischio di rovinare un grande numero di cavalli, quando pee l'appunto se ne ha maggiore bisogno. Si è veduto come la siccità e la compn Uezza della fibra muscolare, che sono la rngione finale e lo scopo ut.ile dell' allennrnenlo, si possano so lo ottenere impiegando un tc,11po ragguardevole ed una progressione rigorosa. 1,; del pari si ò potuto constatare, come a stabilire nel polmone quella particolare condizione che si ehiama capacità vitale, occorrano tempo, insistenza e lavoro progressivamente maggiore . La ques tione adun1,1ue ò decisa, e lo allenamento per occasioiie, è cosa da non potersi ammettere.
DEl,J.' ALLtNAMEN'l'O DE I, CAYAl, LO
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Da tahmi si è sospettato, che l'adozione del nuovo ~isLcma avrebbe avuto per inevitab ile cfletto lo abbreviamento della durata media del cavallo, e la comparsa di cause morbose più grnvi è più .numerose. ìlla come solitamente avviene ai giudizii instituiti a prio1·i, fi11ora l'osservazione è lontanissima dall'appoggiare le poco lavorernli supposizioni degli opponenti, ed havvi anzi fondata ragione cli ammettere, che fra qualche anno lu statistica sarà in grado di porre in evidenza che anche dal lato economico, l'allenamento fo cosa ilecisamentc proficua; e ad ottenere questo ris1.1 lLato, contl'ibuirauno il migliorare degli clementi di rimont-a , ed il passaggio del metodo dallo stato di. innovazioue, a qnello di praticu universalrnenle ammessa, solita cd abituale. - I pericoli cui si può andare incontro nel dare lena ai cavalli di ll'uppa, non vale il dissimularlo, sono molti, ma lutti stanno nella csagel'azione e non nell' applicazione del sistema. - Ad eviLnre le possibili evenienze negative, non si posseggono, è ,·ero, che dati regolatori upprossimativi, ma pure sono della più ragguardevole uLilità. A/fraltarsi adagio_. è il mollo che più conviene per gli esercizi iniziali; poichè rimanere al cli qua del li mite possi.bile, non è mai gran dnnno; mentre l' oltrepassarlo in sulle priine, può cssel'c sorgcnlc <li insuccessi e di. pericoli. - La' compm sa di gocciole di sudore snl collo e sulla grnppa ; la 1·espirazio1rn ehr- incomincia a farsi faticosa; la tcndt'nza ciel cavallo a rallentare l'andaturu, sono indizi abbastanza sicuri <lclla uccessilù di non spingere piò oltre il lavoro. Coli' orologio alla mano, si può giornalmen te constatare che questi segni si presentano ad in tervalli sempre più lunghi, e sono altrettanti passi verso quella condizione che l'istruttore si è prefisso cli raggiur1gere . - ta tendenza ad allungare spontaneamente I' ,indatura , lo spiegare 1
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LA FISIOLOGIA
grazia ne.i movimenti , ff dimostrare buona volontà, lo sbuffare sonoro di tratto in tratto, sono indizi che il cavallo trae profitto dalle esercitazioni ; e sono indizi di conseguita lena, la sicurezza, ' la resistenza, l' uni fprinità delle andatlu·e ed il pronto rit9rno alla calma e ritmo normale dei movimenti respiratori , col cessare del lavoro . Il cavallo in cui la pratica dell'allenamento sia stata bene applicata e ben riuscita, ci presenta un aumento nell'attività circolatoria ed una specie di esaltazion@ nervosa; la calorificazione è più potente, più uniforme e più diffusa; suda meno facilmente e meno prontamente si raffredda ; mostra una specie di abborrirnento per l'inazione, ha le estremità asciutte, dm·e ed immuni da infiltrazioni sierose; pigiando o battendo colla mano il collo, la spalla, la groppa si sentono i muscoli sottostanti come fremere, hanno una rigidità che ricorda quella di una fune fortemente tesa; ha il ventre rimpiccolito, come vuotato, il fianco fermo, un po' rientrante, ma non · ritrntto od incordato ; ha la pelle staccata e morbida, il pelo a riflessi più vivi e lo sguardo mobile e scintillanLe; mangia avidamente la sua profonda ; ,digerisce con prontezza ed appa.lesa quasi un~ smania per l'aria libeta. Gli oppositori del metodo credono di porre i~nanzi un formidabile argomento, di esclusione a-llor chè dicono : ma dove vi fermerete, e come conserverete l'ottenuta condizione di lena? Qui realmente risiedono molte e gravi difficoltà; qui è indispensabile quella tale conoscenza del cavallo .che poco fa ho detto costituire in certuni una specie di senso ippico ; qui occone possedere quel tale tatto dei veri uomini di cavallo, dot,trina. che non si può apprendere da chi ne abbia vaghezza, ma solo acquistare da chi sia dotato delle volute, indefinibili · attitudini. - Pervenuti i cavalli a quel tanto 0
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OELL.ALLENAMEN:ro DEL CAVALLO
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<li lena che si reputerà necessario, importerà certo ed al più alto grado il potere conservare i risultati ottenuti. È dimostralo éhe ·q uesto scopo si ottiene colle periodiche esercitazioni di lunga lena e che basta esigere, di tanto iii tanto , dal cavallo un cospicuo impiego di energia, per 1~ichiamarlo al pri:mùivo grado .di p1·epamzione'. E non altri.menti succede per il cavallo da corsa di gih assuefatto alle ·prove dell'ippodromo ; basta, come dicesi in termini tecnici, mette1·lo in condizione , locchè si ot.Liene abbastanza facilmc>jite ; nè più occorrono tutte que11e cure e quelle minuziose attenzioni, ehe pure furono indispensabili nel1a preparazione alla prima corsa. - · Per evitare la dispersione degli effetti ottenuti col dar6 lena, i pratici della nobile arte equestre · posseggono ancora molti altl'i espedienti efficacissimi; ma siccome consistono essenzialmente nelle esercitazioni e nelle evoluzioni, eseguite piuttosto in un modo che nell'altro, qui mi trovo nella necessità di porre terrt1ine ad ogni ulteriore cdnsiderazione sull'argomento, dichiarando la rnia più assoluta incompetenza. Ma anche dai modificatori igienici si 'è in' di'ritto di Bsigere un' attiva cooperazione al mantenimento del favorevole stato d·i cose pl'ovocato daJl'allenamento. Sì eerto, e per quanto l' a~tuale trattamento igienico del cavallo militare sia buono, si potrebbe tuttavia addivenire ad alcune modificazioni, onde maggio1'ìrìente adattarlo ~le nuove esigenze ed alle speciali condi·zioni. E ciò mi tiporta nel mio campo di azione e darà materia ad un altro lavoro che servirà come- di complemento alle ricerche pratico-scientifiche·sulla lenì• dei cavalli di truppa.
PI\OGET'l'O E ORSC RI Zl ONE IH UN CARl\0-PON'l'E
PROGETTO E DESCRIZIONE DI 1/1<
CARRO - PON1.,E
Uno dei gravi in'convenienti, e che bene spesso succede in campagna, egli è quello di ritrovarsi llntl divisione, una brigata, un corpo di truppa qualsiasi, arreslato nella sua marcia da un canale, o da un piccolo fiumicello: dei quali specialmente abbonda il terreno italiano. Pei grossi fiumi vien provvisto scmpL·e a tempo opportuno dai comandanti i corpi cl'esercilo a seconda delle mosse che furono prestabilite, ecl havvi a questo scopo i grossi equipaggi . da ponte. 'Per gli altri passaggi d'acque, vengono fatti dalle compagnie del genio dei ponti di circostanza, con materiale che quasi sempre devesi costruire, servendosi degli alberi e dei legnami che si possono ritrovure sul sito. Per quanto idoneo sia il materiale rinvenuto, per quanto sollecita la costruzione, per quanto facile il passaggio, l'esecuzione di un ponte esige sempre uno spazio. di Lefi?.pO , che, ritardand o la marcia, reca dei svantaggi grandissimi e tali da poter anche influir~ sull'esito di una batta.glia.
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Per ovviare un lale in con veniente, l' unico itezzo sarebbe quello di provvedere le compagnie del genio, che vengono addeLte in tempo di guerra pel' oo-ni divisione, di un dato materiale, combinato in m~do da poter supplire con sollecitudine ai bisogni nelle varie circostanze. )fa tale rimedio necessariamente porterebbe seco un altro inconveniente gl'avissimo, qual e sarebbe quello di aumcnta r:e il carreggio e quindirendere incagli alla mobilità delle lrnppe. ConYien quinJi, senza aumenta.re il carreggio attuale, a.vere quanto può essere necessario per opernre prontamenlc i piccoli JJassaO'O'j , ~ d acque. Ogrù reggimento tiene due carri pel servizio dello stato maggiore, come venne stabililo dalla Nota K0 11,i 6 in data 6 agosto 1870. Uno di questi carri potrebb~ essere destinato allo scopo summentovato, qualora non si credesse più conveniente fa l' uso di altro carro nppurtenentc al comando di brigata o di divisione, tanto più che il nuovo carro può venire ancora meglio caricato di maggiori oggetti che non i consueti carri di battaglione. Il ponte che vien formato col nuovo ca rro non deve se~v ire che pel passaggio della fanteria e dei cavalli degli ufìlciali superiori della medesima . .L'artiglie,:i:t e la cavalleria che può meuersi al tl'otto, ricercherà un passaggio più stabile e c:onveniente, e se l' ar.qua fosse guadabile, po!r.'t passare contemporanea.mente.
(;o!òilruzione . del carro.
li carro è compo::;to di un piano formato da qualtro travicelle di legno larice, distanti da. centro a centro di 0'11,30. Le due truvicellc di mezzo lunghe tre metri .hanno una sezione di cinque centimetri per otto, le
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l'IIOGETTO E DESCRIZIONE
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due lirtterali lunghe cinque metri, una sezione di. otto per dieci, e da tavole pure di legno larice lunghe un met~o, e larghe da 25 a 30 centimetri, inchiodate normalmente sopra le quattro travi.celle. Nél mezzo di questo pio.no, al di sotto, viene stabilita. una ITavicella. trasversale, lunga un metro e della sezione di '10 per 1Q centimetri; la quale è fissata con Chiodi e staffe sull~ quattro travicelle longitudinali. In questa travicella sono stabiliti, ad eguale distanza, tre regoli di legno noce, alti 70 centimetri, e della quadratura di 5 centimetri, aventi dei fori distanti 1 O cenlirnctri l'uno dall'altro. Questo pi.ano così formato viene a stabilirsi sopra l'asse del le ruote nel qua.le sono fatti ~re fori per dar passaggio ai tre regoli. Si può quindi innalzare ed abbassare il piano del carro a quell' alteiza che fa di bisogno, fissandolo con tre cavi.glie di fetro, che, passando attraverso i fori dei regoli , si apP?ggiano sul piano clell' asse, il quale è coperto al disopra di una sottile lamina di ferro per maggiore Solidità, e per evi.tare il consumo del medesimo dal ll1a.neggio dei regoli e delle cavigl.ie. L'asse appoggia sopra due ruote di forma comune, aventi però un raggio di un metro, anzichè di om,85 come quelle dei carri da bal.laglione, e ciò per maggior f~ cililà al traino, per dar-e maggiore elevazione al Plano del carro, e per lasciare uno spazio conveniente fra. le estremità dei regoli ed il terreno. . Le stanghe del carro sono doppie. Da una parte sono fotmale dalla prolungazione delle due travicelle laterali ?el piano del carro, dall'altra sono scorrevoli sul fianco interno delle medesime, mediante tre staffe in ferro 0 :ncte poterne fa r uso quando occonesse auaccare il cavallo anche dalla parte posteriore. ~e pareti laterali sono formate da 4 regoli di legno latice lunghi tre metri, e della sezione di cinque per
73 otto centimetri e da tavole come quelle del piano del carro. Esse vengono fissate al carro a mezzo di quattro bandelle di ferro che finiscono a perno, il quale s'introduce in un occhio di ferro fisso alle travicelle esterne del pi.ano del carro. , Le due pareti anteriore e posteriore sono formate ognuna da due piani composti anch'essi da regoli di legno larice lunghi un meu:o e della stessa sezione di quelli dei fian chi, e da tavole come nei medesimi. Questi piani si ripiegano l'uno sull'a.ltrn mediante cerniera, e vengono fissati al piano ciel carro pure da cerniere. Una volLa chiuso il carro, le parti anteriori e posteriori vengono fermate alle laterali mediante un gancio. 11 carro tiene un coperchio formato precisamente come i fianchi. Prima di passare al modo con il quale il carro-ponte viene spiegato e collocato a posto, debbo far conoscere il materiale, che, oltre al carro, fa di bisogno per la cosl.ruzione, a seconda della maggior· lunghezza o profondità del passaggio. Il carro olt.re agli oggetti necessarii allè brigate, reggimenti e battaglioni, contiene cinque banchine e dieci gambe, per formare cavalletti. Le banchine sono composte di due tavole di legno larice dello spessore di due centimetri, alte 15 centimetri e lunglie due metri, le quali sono unit~ fra di loro da alcuni pezzi di legno grossi otto centimetri, i quali alle estremità formano i fori inclinati pel passaggio delle gambe. Queste banchine cost.rutte in tal modo present.ano moli.a leggerezza e molta solidità, come si ebbe a provare nelle esercitc1.zioni pratich e delle scuole di ponte fatte dal corpo zappatori. In una delle cinque banchine i ripieni sono collocati diversamente ed in modo che DI Ol'i CARRO-PONTE
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PllOGE'rTO E DESCRIZIONE
01 UN CARRO - PONTE
oltre i fori delle gambe, ne rimangono a.ltri tre, per dar passaggio ai tre regoli del piano del carro, nel caso che l'altezza dell'acqua , fosse maggiore di 1ni,50, Le gambe sono formate da travicelle di legno larice, lunghe metri tre, e della sezione di centimetri 8 per HL Esse portano dei fori, nei quali vien introdotta la caviglia a seconda della maggiore o minore altezza' che occorre dare al cavalletto, Nel carro vi debbono essere ancora quattro funi, lunghe metri ~ O cadauna, e del diametro di due centimetri, Queste funi servono per la manovra, e per formare le spalliere del ponte, come si dirà più appresso.
Posto il carro nell'acqua, si spinge, quanto si può, in a.vanti, · facendo uso delle gambe dei cavalletti, e tenendo ufl poco rialzate le stanghe, aflìnchè le ruote , del carro possano avanzare più facilmente. Se sarà possibile far giungere il carro fino alla metà del passaggio, i.n allora la costruiione può aver l1:1ogo più rapidamente, potendosi fare qa ambo le parti. ln caso diverso si farà da una sola parte. In qualunque posizione trovasi il carro, la manovra •' e, sempre Ia stessa. . l\Iesso a posto il carro, si tiene sollevato_ dal~a parte delle stanghe fisse con una gamba che provvisoriamente si lega ad unv stanga ed appoggia sul fondo del passaggio. Quindi formato uno dei cavalletti si colloc~ sotto le · estremità delle stanghe fisse e delle mobili, le quali vengono tirate fuori facendole.scorrere nelle loro s_taffe. Si abbassano quindi, spiegandole, Je due parti anteriore e posteriore, e si avranno eosì sette metri di ponte. Prendesi quindi una delle pareti late~ali_, e si unisce con l'estremità di una delle due pareti già collocate a . posto mediante due caviglie che pas~ano nelle due cerniere semplici. Si fissa al disoLLo nell'estremità della parete un cavalletto mediante mia caviglia_ a ~ado che, fissa nel mezzo della banchina, attraversa 11 piano della parete, e con due funi legate lateralmente all~ . banchina si accompagna il movimento di discesa e s1 colloca a posto anehe questa parte. In tal modo si farà per l'altra e pel coperchio nel caso occorresse maggiore lunghezza di ponte. In tota.le il carro fornisce 16 metri di ponte . Costrutto il ponte, le funi che servirono per la manovra; vengono fissate alle due estremità del ponte con due picchetti o paletti, avvertendo di farle passare nelle orecchie di ferro stabilite sopra ogni gamba, e negli
~1anol'ra pel c0Ilocame11to del carro-ponte.
Giunta la truppa sul sito dove deve effettuare il pa:;.:. saggio, si fo. condurre il carro, e lo si scarica degli oggetti che contiene. Quindi si toglie il coper~hio , ]e pareti laterali, e per conseguenza le due parti posteriore ed anteriore vengono a ripiegarsi sopra il piano del carro. Si lega una fune in ognuna delle due stanghe :fisse, e due sull'asse delle ruote, e quindi alcuni soldati spingono il carro giù per la sponda, mentre altri, tenendo le f-uni, accompagnano il movimento a seconda dell'altezza dell'acqua: e qualora essa non sia maggiore di 1111 50 prima di farlo discendere, si fissa il piano ' ' a.ll' altezza necessaria, mediante caviglie le del carro quali s' inttoducono nei. fori dei tre regoli, e van~o ad appoggiarsi sull'asse delle ruote . Se l'acqua è d1 una .altezza maggiore di ,in• ,50, in allora si fa uso del cavalletto apposito, togliendo l'asse e le ruote·, e facendo entrare i regoli nei fori della banchina costvutta a questo · scopo, come s1 vede nella figura 5".
01
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PROGETTO E MSCRIZlON E
G, n. CoNTAR!Nl j}faggio1·e del Genio.
1
V
La figma 1a rappresenta. il carro veduto di fianco con le stanghe mobili già poste fuori. Vi si vecfe 'chiaramente l'unione della parete con il fondo del carro, e le due parti anteriori e posteriori in movirn.ento per essere coricati sulle stanghe. La figura 2a rappresenta una sezione trasversale del cttrro, dove si scorge la parte anteriore ripiegata e fissà. alle laterali, e la travicella che porta i tre regoli iJquali passano allraverso l'asse. La figura 3a ràppresenta il profilo del carro già spiegato du una parLe, me:q.tre dall'altra si può riconoscer-e il modq con il quale vien collocata a posto una delle pareti col risptttivo cavalletto. Nel centro del carro scorgesi uno dei ritti latero.li fissi sul piano <lei carro, sopra i quali passano e sono ritenute le fun i le quali scrrnrio di spalliera. Il piano del carro vedes i rialzato . dal!' asse d1 tutta la lunghezza dei r egoli. . -
CAJUlO -PONTE
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La figura 4a rappresenta il carro già spiegalo del tutLo, il piano del quale è slato tolto dalle ruote, e collocato invece sul cavalletto per dargli un'elevazione di due metri a causa dell'altezza maggiore dell'acqua. La figura 5' rappresenta la proiezione del carro spiegato. Vi )i scorgono le varie .pareti unite dalle cernier e ed appoggiate sulle hanclr ine. In questa figura si veggono le cerniere stabilite in tutte due le estremità delle pareti, e ciò per unirvi il coperchio del carro nel caso la larghezza del passaggio rosse maggiore di '13 metri .
anelli che sono ' fissi nei due ritti situati ai due lati della melù del carro. Su qucslo ponte può passare con tutta sicurezza la. fanteria per due, eù i cava1li degli uffiziali superiori condotti a mano . Urra volta cfletluato il passaggio, il ponte viene ritirato togliendo con manovra analoga ogni parte, e quindi facenèlo rimontare da ultimo il carro sulla sponda opposta. Quindici uomini abituati in tale manovra eseguiscono lo spiegamento dcl'"ponte in 20 minuti. Il carro pesa chilogrammi 700 circa, vale a dire chilogrammi 160 di più di quello da battaglione coperto ·che pesa 540 chilogl'arm:ni.
Spie~a:r.ione delle figure .
m,
OPERAZIONI MlLI'fAnl OELL,ARMA'l',\ IH BAZ.~INE
OPERAZIONI MILITARI DELL' ARMArl' A DI BAZAIN E
(Traduzione del Raa,111:n·t somnnat,·e sur les opératwns de l'A,-rnée du RMn ctu 13 aorlt au <J9 octoòre J.l/70, var le commMl<l/.llnt e·n chef Marécha.t
BAZATNE - Bcrlin L. Simion, décembre 1870).
Questo riassu nlo ha per iscopo di dnre un'idea, por quanto ·po-ssibile esalta, dei fatti che riguardano l'Armala clol Reno durante il periodo sovramonzionato. I rapporti speciali compilati dopo ciascun comballimento, nei quali sono citali i corpi. gli uffìziali o i soldati che si sono distinti , sono Joirosti negli archivi dello stato maggiore dell'Armata, all'inòirizzo .dol ministro della guerra, e gli saranno mandali tosto che le conmnicazioni sara11110 1·istabitite colla Capitnle.
Nominato, con decreto del 12 agosto, a comandante in capo ·dell'Armata del Reno, io ne assunsi, il 13, il comando, avendo per capo di sLato maggioro il genorale di divisione Jarras, do-signato per queste funzioni dallo stesso decreto che sopprimeva quelle del maggior generale e dei due aiutanti-maggiori .generali.
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Le mio istruzioni orano di far passare l'armata dalla sponda <lastra della Mosolla, ore era riuoila dopo I' 11 , sulla sponda sinistra per aniarla su Verdun. Qucsl,o movimeolo era in piena. via di osecuzionc1 il 14, operantesi dalle duo ali, quand?, verso le 2 del pomeriggio, le truppe tedesche cominciarono l' attacco contro la divisione Metman del 3' corpo. Fu mestieri appoggiarla per montenere il nemico, che diveniva intraprendente; il 4° corpo che aveva quasi etrelluato il suo passaggio del fiume, ritornò io parte n prendere posizione in avanti del forte Saint-Julien. e prese parte a questo primo combatlimento. che durò sino allo notte e toJ;:p il nome di hattag-lin d1 llorny. Noi non ebbimo la soddisfazione di sventare i disegni del nemico, il cui scopo era di ritardare il nostro concentramento sull'allipiano di Graveloltc, e di dare il tempo alle sue tr uppe di arrinrvi prima di noi. Il loro passaggio era segnalato a Nomériy e a Corze e l'armato del principe Federico Carlo, i cui scorridori erano stati visti nei dintorni di Ilriey, avanzava da Ilo stesso la lo. Il movimento delle nostre truppe sulla sponda sinistra della Mosella prosegu) il 15 agosto, e il 2° o 6' corpo furono ~caglionali dietro oJ la divisione di cavalleria del generale <le Forton, che, sin dalla vigili.a, perlustrava la strada di .}lars-IaTour, menlr11 la divisione dol generalo du Barai! perlustrava la strnda di Connans. La guardia imperiale fu co llocala in avanti di Gravelolle. Il concentramento del 3• e 4· corpo sull'altipiano non era al completo il )6 al principio della battaglia, <lacchè il passaggio sui ponti, cho erauo in numero iusu fOcionte. dur/1 più lnngo tempo di quello che si ora supposto. Il 16 agosto, verso le 9 antimeridiane, il nemico attaccò dapprima la divisione de Forton che dovette ripiegarsi su l 2• cprpo; l'azione in brov'ora divenne gonera:e e durò sino a notte chiusa. Questo combattimento che inflisse sensibili perdile al nemico e lo tenne per un momento in iscacco, prese per noi il nome di battaglia cli Hezonville. L' estratto seguente dol dispaccio
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OPERAZION I MILITAI\I
che io diressi a S. M. l'lmporalore e al ministro della g~1err11, il 17 agosto, espone le condizioni delle truppe dopo questo .combattimento. e Si dice oggi che il Re di Prussia si troverebbe a Pango < o al castello d' Aubigny, che è segu\to da un'armata di < 100,000 uomini, e che inoltre truppe numeroso sono 5tato < segnalate sulla s_trada di Vordun e n Mont-sous-les-Cotes. ~ Ciò che potrebbe dare una qualche vorosimiglinnza a questa < notizia, dell'arrivo del Ro di Prussia, si è che in questo mo< mento in cui ho l'onore di scrivrre a Vostra Maestà. i Prus< sìani dirigono un serio a ttacco sul forte di Quouleu . Essi < avrebbero stabilito delle batterie a Mogny, a Mercy-le-Ha ut <. o nel bosco di Pouìlly; in questo momento il tiro è anzi < assai vivo. < Quanto a noi, i corpi sono poco ricchi in vive-ri; io procuc rorò tostamenle di farne venire dalla strada delle Ardenne < chs è ancora libera. Il generale Soluille, che ho mandato < nella piazza, mi rende.conto che essa ò poco approvvigionata < di munizioni, e non può darci che 800,000 cartucce, ciò che < pei nostri soldati è l'affare di 1m giorno. Parimenti non havvi < che 1m picciot numero di cotpi per pezzi da 4, é infine e aggiunge che lo stabilimento pirotecnico non ha i mezzi < necessa.r ii per confe.zipnaro lo cartucce. e: Il gener ale Soleille ha dovu to chiedere a Parigi ciò che è < indispensabile per rimontare le macchine; ma nrriverà in e tempo? I reggimenti del corpo dPI generale Frossard ' non e: hanno più utensili di accampamento e non possono far cuocere e i loro alimenti. Faremo tutti i nostri sforzi per rico~tituire < i nostri approvvigionamenti di ogni sorta affine di ripigliare e la nostra marcia fra due giorni, so è possibile . Io prenderò e la strada di 13riey. Non perderemo tempo, a meno che nuovi « combattimenti non mandino a monte le mie combinazioni>. Unii a questo dispaccio una nota del generale Solcille indicante le poche risorse che offriva la piazza di Motz per il rinnovamento delle munizioni per l'artiglieria e la fanteria. Di
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DELL' .\RMAT A OI flAZAJNE
poi si trovarouo, nei mag1m:ii1i Llellu foiTov ia, 4 milioni di cn 1·luccc. e il generale Soloille ùiede Llll tale impulso al l'orsenale · di Metz, che vi si poterono fobb ricare razzi II percussione, polvut·c e cartucce con una carta .,peciu lr; fu slipulato u n contralto J) CI' fvùd ore dei µruielli. · li 17 agosto l' Armala renne a stabilirsi stillo posizioni ùa n ozui·iouiles a Sain t-Pri vat-la-llontagno per i segue11 ti moli vi: 1° ~lan~an w d'acqna a <,;ravelo lte e dintorni; 2' Obbligo, prima J i c.; onliuuaro la marcia io a,·aoli, di allineare i viv~r i o di sostituire le munizioni consumatr. pt·mci- · palmento iu proictli da 4; ' B• Sgom brare i ferili su Molz :-iouo slate falle supposiziou i sulla possibiliLà di conti nuare la mm·cia su \'<• 1·ò un nella notte del 16 al 17 : esse erano cr1'once. Coloro r.hc lo cmuttorano non conoscevano la situazione. Il - nemico r icovcvn a ogni istante considcrcvo!i rinforzi o avovÌl.' m andalo Jcilo forzo por occupare la posizio ne ci i Fres11es in aran ti di Ycrdun ; l'armata fra ncese in mari:ia òa parecchi g iorni avtJva dato <lue sangniuoso butlogl ie, e arol'..i ancora doli<• frazion i iudi utr o, com proso·il gra n parco di r isena dell'A1·mala, elio era arr estato a Tout, in olle.;a di un'occasione fayort mie por raggiungere, ciò che non potè eseguire. L'.-\rmata poteva stiliiro uno scacco srriissimo che avrebbe avuto un deplo11nl'o ln infìn sso sulla ulteriori operazi oni. I corpi ri_!.:O \'Ctlero l'ordiuo di for ti fìcarsi nello lòro nuove posiz:oni e di mautcnervisi il più a luogo possibile. Era mio intonil imcn lo di ripigliare l'offcnsi ,,a, appena terminato il l;in novamonlo dello munizioni. Il 18 agosto, tnllo l'esol'cito tedosco, sollo il comando di S. M. il Re di Prussia, allaccò le nostre linee con una numerosa artigli eria e con masse considerevoli di fanteria . L'esito rima$~ tutta la giornata indeciso ; ma lo sera un supr emo sÌorzo ' compiuto del nemico su Saint-Pri vat-la-llonlagric roso questa posizione intenibile per la nostra ala destra, che malgrado la ,! . ,·,
ÀNNO XVI, VOL, I.
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OPERAZIONI MILITARI
DEL!! ARMATA DI BAZAINE
bravura o l'abnegazione del maresciallo Canrobert e delle suetruppo, dovette !igombrarla e lo fece in buonissimo ordine. La divisione granatieri della guardia, mandata come riserva, 1100 avern _potuto essere impr.gnata ohe tardi. li 6• corpo dell'Armata del Reno non era completamente costituito io artiglieria, genio, cavalleria. e neppure in fanteria; una dolio sne divisioni non aveva anzi che un solo reggimento. Durante quesl'. azione che fu delle più micidiali pel nemico, io dovetti tenermi, collo riserve d'artiglieria o colla guardia, sull'altipiano di Plappeville per respingere i tentativi fatti dal nemico sia per Vaux e Sainto-R ufOne, sia per vVoippy, sul te.rgo delle nostre posizioni, essendo suo s0opo di tagliarci da Metz. Questa battaglia prese il nome di difesa dello li_nee - di Amanvillers. Nella mattina d(}I 19, l'Armata venne a stabilirsi tra i forti staccati di Metz eda questo giorno in poi rimase sulla difensiva. Essa aveva bisogno di riposo e sovratutto di ricostituire i suoi: quadri in· ufOziali di o.gni grado. Il nemico non perdette nn istante per compiere il nostro inv-estimento, distruggendo i ponti sull'Orne (piccolo rio che si getta nella Mosella) e rendendo impraticabile la via ferrata di Thionville . . Il 26, il 4• e 6' corpo e la guardia passavano sulla sponda destra; io aveva il progetto di forzare il passo lungo questa sponda, ma una vera tempctsta ci sorprese e rese ineseguibile, in buone condizioni, ogni moviment.o offensivo iu terreni coslbagnati. I comandanli dei corpi d'armata, come pure i capi delle-· armi speciali, vennero da me convocati nella fattoria diGrimont ed espressero I' opi11ione che l'Armata avesse a rimanere presso Metz, poichè in tal modo immobilizzava 200,000 nemici, dando tempo alla Francia. di organizzare la resistenza, ed alle armate che erano in via di formazione di costituirsi; e, se a:uche essa non era in istato di far toccare al nemico una decisiva sconfitta, poteva, nel caso ch'egli fosse costretto
alla ritirata, rendergliela il più possibHe disastrosa. Rispetto ali~ città di Mc,tz, essa abbisognava della presenza dell'Armata per ultimare la co!'truzione e l'armamento dei forti o delle opore"estnrne della piazza. Fu riconosciuto che senza il soccorso deU' Armata, !,fetz non 1JOteva ·resistere più di 15 giorni. Sventuratamente, nè le autorità militari nè le civili cli questa pÌazza, non aveva no, quando si era in tr.mpo, prese lo misure necessarie per introdurre dalla vicina Svizzera la maggior quantità possibile di viveri e foraggi , ed aumentarn cosl Io approvvigionamento pel caso di uu blocco prolungato. (Qu;lqhe tem1)0 prima !"intendente generalo dell' Armata era partito per affrc~ttare le somministrazioni ; dopo di lui mandai l!intMdente signor Preval, ma nessuno dei due potè riLornare}. Qucsle autorità tras0nrarooo egua lmente di mandar fuori le bocche inutili e gli stranieri che, per le loro relazioni nazionali. potevano recarci tanto danno; e per non inqufotare la popolazione, furono trasandate lo savie misure prescritte . dai r egolamenti militnri. Noi eravamo dunque fino dal principio dell'assedio ristretti ai deboli approvvigionamenti di Metz e dei pochi villaggi sui quali si estendeva la nostra azione. Fu inollre deciso, nella riunione del 26 agosto, di fare dei piccoli colpi di mano per mantener vivo lo spirito delle truppe, non lasciar posa al nemico e, nello stesso tempo, cercare di aumentare le nostre risorse. Compagnie di partigiani furono organizza·te nelle divisioni e resero buoni ser,•izi. li 30 agosto ricevetti da un emissario che io aveva mandato a S. M. l'Imperatore al campo di Cbàlons l'avviso seguente·: e Ricevuto vostro dispaccio del 19 scorso a Reims : mi porto . e ~ella direzione di l\_lontm6dy; sarò posdomani sul!' Aime, ove e agirò secondo le circostanze per venirvi in aiuto. » Io riunii rArmata, il 31, in avanti dei .forti d\ Queuleu . e di Sainl-Julien, e indicai come obbiettivo a ocr:uparsi di viva forza l'altipiano di Sainte-Bàrbe, avendo il progetto, in caso di riu~
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DELJ) ARMATA DI BAZAINE
OPEfiAZIONl MILITARI
scita, di guadagnare Thioaville por BeLlclainville o Itedange col 3°, 4:, e Ci' co rpn , fa cendo sfì lare la guardia e· il 2' corpo
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ra str:irln di 111-alroy.: . ~a sponcla destra offriva H vantaggio che- non si -a-veva da: ' traversa re 1'0rnc; ol!'rccchè, prendendo Sai utc-Barbe per ob- · biçtti vo, il n emieo era incer to se io mi diriger ei vmiso- 'l' est) per lag liare le comunicazioni, o verso le fortezze del nord ; L'operazioue _riusc·1 in. parlo il .31; ma, duran te la nol!e, J:e· t'ru,ppe che occupavano Servigny furono obhlig:ttc a ripiegarsi· in seguito a ùn rilorno offensivo del nemico in rnirnetto assai superio ro. li comhalli rnento r icominciò il 1° sellcr,n bre, in mezzo ad un&. nehbia i1Jtcnsis, ima che ci fil sfavor evole ; noi non potemmo r iprender ù la posi zione conqui stala il 31, e il marescial lo r~eBoeu r do Yelle abba ndonare il vi llaggio di Noissevil le, su l quale si appogginva l a clPsfra cli'! 8' r.nrpn, prrchè egl i 0rn forteme nte ballnl o da nn fuoeo violen lo ct ·arliglieria ; e VtJdcva la sua ri- · tir,;la corn rromessa 1rnr l'nnivo di forti · colonne nem iche. Le no ;lte perd ile on.1uo sensibili ; e ra n temersi che _i l nem .1C(; 111m ci molestasse duranti) il noslro ritorno sul la sponda sini,,[ra, p,:rc~è i suoi proietti fr ugavano già i terreni dietro· ai .f111·; i. 11 4: e G· eorp0 e la guardia ri passarono sulla sponda sin isira rwr riprr:mc!He posizioni più estese e pib fovorel'!lli den'e antiche ,1:l 'ul!oggia!IJeuto delle ·truppe, e si presero aUivc pre, · mure pel' forv i eseguire i lavori di cli.fesa necessari, lavùri som mariunwnt1~ indicali dar gcutrale f:ofOnières de Nordcck e mercè · i qunii dor_eva mo essere sol i,:iamente slnbilitj in un ·vero campo trincHa!o . lo prevenni nmw:rn torc e il min istro della g uerra deku oslto insuccess0 col di,; puceiv seguon{e (tjliés!o dispaccio, · · mandato il l' sellemhrc' , fu spedilo per cluplicato'il 3, e quindi _ nuovamente SfH!(iil& ii 7:,. : « Dopo uu lent,1til'o di 1·iva forzn, che ci lia tratti a Un com- • « bat im.ent:o Gho ila dnrat,o due gim•ni, nei dintorni di Sainie« Barùo, noi siamo di ll'UOYO· nel campo.. trincèra'lo rii ri!etz con ·
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poche•risorse in mu11izimi·i d'm·tiglieg'ia da .camp.agna, sanzli .c ,carne e senza biscotto; :infine, uno stato sanilar10 che non è e perfello , la p·ia.zza essendo ingombra di ferili. Ala lgrild-0 ..i -: numerosi combattimenti, il morale "1.elle truppe conli rwa,ad « osser e bnono. lo prOsl'gUO a fat'e ::;for.z i per USCit'e òa lla si« tuazionc in cui siamo: ma il nemico è numerosissimo allorriò ,e a noi. Il genoral·e Decaen è morto . .Feriti e n;talaU 18,000
,e:
circa. 1> Ilo sempre ignoralo se. questo dispaccio era ,giunto, poich~ da quesl' epoca ,i o non ho più 1·i-ce.vu.tci •verun a comunica-'
·<
:tione .dal yo,,;e,rno . . Ebbimo indi:rellamente conoscenza del la boltagHa di Sédan'
e della ·capitolazione .cho no sr.guì, .dagli urrà aJza,tisi .negl,ì
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aivam[i)osli tedeschi e da un mçdi,co dell'J.ntero:J.ziona le che .ora andato a curare i ferì.t i tedeschi. Le noti,zie degli avvenimenU de.I 4 sPtlembre ci gi~.nsere per mezzb ~i un prigioniero chn a~ieva d)Otu t-0 fu ggire da Ars. Io ne rliedi co1rnsce nza al le lrn ppe, tosto cho .me ne giuase la oonf1:nn:1 da;\ qnarticr generale tedesco, col segue,nt.e ordi·ne del gio r;rm : « AU'Arma ta d1•·l R!\nO ! ·"- Seiiondo du,e giornali fran eesi del 7 e 10 sellembrc, .recati ,e al q1uartier ,gf:\ne1:ale principale da un prigioniero francese "oho 1h11 -potU:lo varcare In lince nem,icb", f5 . Al. l'Imparalore < Napl}lconH sa re.bhn .sla,to internato in {;e,rmnoia do.po Ja. bat" tag.lia rii Sédnn, e r.t.rnpenalri co ,come puro jl Priirnip~ irnpe« rialc avendo !:ascialo Parig i il 4 seillembre, 11.n potete ese« cutivo, sollo il titolo di d1fr sa nazionale, . si .è .<:Oe;~\hiiLO a « Parig i. T memb ri che lo compongono sono: (Scgu1àn·@i nomi'. « GPne rali, uffìzialì o soldati dell'Armala del Reni:>{'[ nostr i « obblio-hi mili tari v<•rso la patria in pericolo rirna·ngono gli o . « sf.rssi. Con rin uerPmÒ dun que a servirla con denniOMO o co lla « stess,, "nergia rlir(~odendo il suo terril? rio contro lo slrani('l'O, « l'ordine so1;iale co nlro le malvagie pùssioni.
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OPEJUZlONl MILITAUl
e lo sono convinto che il vostro morale, come già voi ne
avete date tante prove, ·r imarrà all'allezza di tutte le cii·coc stanze e che voi aggiungerete nuovi titoli alla riconoscenza e e all'ammirazione della Francia. « Ban Saint-Martin, 16 settembre 1870 » . e
Ho tèntalo a Vi.J rie ripreso (15 e .25 settembre) di m ettermi in rappor to col governo della difesa nazionale. Gli ho diretto in tre spedizioni il dispaccio che segue: « È urgente per l'Armata il sapere ciò che avviene a Parigi e e io Francia. Noi siamo senza · comunicazioni coll'interno e « le voci più singolari furono sparso dai prigionieri rimane datici dal nemico, i1 quale, a sua Yolla, sparge notizie della e natura più inquietante. Per noi è della più estrema necessità e di avere istruzioni e notizie. < Noi si~mo circondali da numeroso forze, attraverso IH quali e abbiamo ten tato invano di passare il 31 agosto ed il 1• sete tembre. > Il mio dispaccio restò senza risposta e nessuno dei . miei esploratori, i quali non erano che solda ti che si erano ,·olontariamen te prestati, tornò mai indietro. Noi ricevemmo notizie unicamonle col mezzo delle gar.zette tedesche ritrovate sui prigionieri, e col mezzo di parlame.ntari, se questi volovano darle. È un fatto rimarchevole che pochissimi abitanti si offrirono durantRln campagna, od il blocco. a prestar servigi; e solo un piccolissimo numero di essi si è fatto inscrivere fra le guardie mobili. Durante il mese di settembre e i primi giorni di ottobre le principali operazioni militari furono quelle di: Lauvallier, Vany, Chieulles, Morcy e Peltres, Lessy, Ladonchamps, Bollevnfl e Saint-Rerny.
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DELL' Al\MATA DI BAZAlNE
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Indipendentemente da queste operazioni, le compagnie di partigiani non cessarono dal molestare il nemico, fargli dei · prigionieri. e io· rinnovai gli ordini già dati di tenere costan·· · temente il nemico all'orla con attacchi incessanti sui . suoi avamposti, affine di obbligarlo a mantenere un grosso effet.tivo dinanzi a ~fetz, sperando di r itardare l'investimento della capitale e guadiJgnare tempo· per l'organizzazione della difesa nazionale. Dopo il 14 agosto, l'Armata aveva dato tre grandi battaglie, ' tentato due grandi sortite, effetluato freque~li attacchi sulle posizioni del nemico. · Durante questo periodo, le perdite subite dall'A rmata del Reno, tra uccisi, feriti e dispersi, furono di 25 ufficiali generali, 2099 uftìziali di ogni grado, o 40,338 sott'uffiziali e soldati. I maiali erano numerosi e si poteva temere un'epidemia. r:a nostra situazione divenendo vieppiù critica in seguito allo esaurimento degli approvvig:onamenti, la razione di pane, che da lungo tempo era a 500 grammi e poi a 300 grammi, ,.fu ridotla a 250 grammi, senza buratto {limite estremo, secondo l'opinione del m edico-capo dell'armata). I c11valli che servivnno art alimr>nlnre le tnipj)e e la città (questa ricevev>a 50 cavalli al giorno) non mangiavano che foglie -e corteccie d'alberi, e soccombevano rapidamente sollo l'influenza di una simile alimentazione e di una persistente intemp('rie. Non. contando più su di un·armata di soccorso,. e aven:do . avuto contezza dell'insuccesso della missione del signor Giulio Favre, come della non convocazione della Costituent(I, scrissi la 1Affe.ra confìden:dnle ~r.g11 P.O I.A :ii comanrlanti dei corpi di armata e ai capi delle armi speciali.
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Ban Saint..,Martin, 7 ottobre 1870.
« S'appressa il momento in cui l'Armala del Reno si troverà
« nella posizione la più difficile forse che abbia mai dovuto
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S8.
. OPERAZIONI MILl'l'A,tU
<. subii'ù un .esercito francese. I g,ravi avveuirneu!i militari e-
~ :politici. che si sono compiuti lontano da noi e di cui 1101 « se;1tiamo J:1 dolorosa r iporcussiono, non hanno scossa Iiè· « la nostra fona morale, nè il nost.ro valore come esercito., ~ Ma voi non iguorate che complù;azi-0ni di un altro ordine.: si agg iungono giornalmente a quelle che creano per noi i < fatti esterni. « 1 viveri comi nciano a mancare, e in un intervallo cli tempo,. < che sarb ,l1reve pur . tro ppo, ci faranno assolutamente difetto. « L'aH,ti~~ tnzione dei nostri cavalli di cavalJeri.a e di tiro è di'< renuta un pr;,blema, la cui so luzione diventa .di pill in pi.ù.·., " improbabile ogni giorno .che passa: le nostre risorse sono< esaus te,i no~tri cavalli sono alla vigilia di deperire e~com parire~ « In qileste gravi ,cia·costanzo, io yi ho chiamali rer esporvi la e si1uazioue e parteciparvi il mio sentimento. Il dovere di tm < ge~craln in capo è di nulla lascinr igue.rare, in simile oc- . « correnza, ai -comand,~nti doi corpi d'armaLa posti sotto i suoi. «• o.rdi1li', e di illuminarsi lfri loro .avvisi e dei loro comsigli •. < Posto, pih imrnediatam,:,nt~ in contaUo co !I"' trnrr•I", voi < sapete , cèrtamenle, sig .. .. , ciò _che si può aspettar e da esse, « e ciò che si deve sperarne. On,l'è che prima di prendere un· < partito d<.wisivo, io ho v0luto indirizzarvi cprnsto _dispaccio~ e prr chiedervi di farmi conoscere per iscritto, dopo un esami~ e rriaturissia10 e ponderatissimo delIn situazione, e dopo aYerné.: conf<·r ito coi vostri gcint!rali di divisione, la vostra opinione e personai o e il vostro ap prezzam en to motivato.. « Tosto cbe io ~vrò preso cnnoscenza di qursto documrn to, « la eui im po rlanz;i non vi sfuggirà, vi chianwrò di nuovo in « un, ,·ons1gl10 snrrt•mo. ,fa r. ui 11s1·irù lo sciog1irnc•n ru i1 .. (ìni< tivo ,li-I la ~illrnzione d,ill" ,\nnnln di cui S. Al. l'Imp eratore. < mi hn. af/ìcloto it r.omando. . « Vi prego di farmi pervt>nirn. entro le48 oro. l'opi nionn che· « ho l'onore di cli iedervi, e rl i accusarmi r icerul.;i del presente< di.spaccio. »
DELL' AR;\IATA DI DAZAINE
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· A q11,esta, stessa data., il Giornale Ufficiale diceva: 'l Lei posizione di lJci:rnine è semp1·e eccellente. » rArt'icolo firmato da t1itti i memb1·i del govenw della d:i.fesà naz·ionale) . 'li io ottobre eube luogo al quartier genenile princi paio un consiglio di guerra ne1 quale venne itnani1mmiente deciso che ìl generale Boyer. venisse invin!o a l quartier generale del Re di Prus$ia a Versai lles, per tentare di conoscere la vera situazionfl df\1111 Francia , le int('nzion i dei capi prussiani, relaÙl'amente ad una conrnnzionc mili lare, e le concessioni che si potevano aspellare da essi, tanto noll"inleresse ciell'Armata di ~letz qnanlo in ·quello dl!lla pnce generalo. Er.r.o no eslratto del rrotocollo di questo consiglio di guerra relativo all'nccennata risoluzione. Do.po che i1 m..irr.st~iallo Bazni ne ebbe ricordato i punti · « salie nti rlella sitnazinnc , <'gli nggiunse che nd onta dei « tenlalivi- fotti per mettersi in comunicnzione Mi la capitale, < non gli era moi giunta niuna notizia ufficia le ctél governo, oche « non vi era iarli'zio akuuo elio un·arm,1ta france·se intraprenc desse· una diversione a fa,·ore cli quella del Reno. ~ li risultato del computo dei nostri · viveri lrn dimostrato « che, se si fanno anche lutti g li sforzi possibili' mettendo in_< sirme gli approvvigionamenti dell a cittil con qur.llì detrar« ~ atn , · s~ si riduce la razione qn,itidiana a 300 grammi , se « si pongono g li ahitnnti a rn zione, se si consumano gli ap« prÒHigionamon li dei forli, se si huratla la farina in modo e da sepàrarne la minor quautità possibile òi crusca, sarebbe « p:ossi bile di r esis tere so lo siuo nl 2'.) ottobre iBclusivamenle. « Ma in tale computo ~ono cn lcoh1lc lB r~zioni di dne g iorni e di hiscollo che stanno negli zaini òci solda ti. « La razione dì carn e ,li cnvallo riaveva essere elevala sino a· « 6~ >b, e piì1 tnrdi a 750 g rnm~ni, poichè tutti i c~valli dovevrrno . « CÒnsiderar,i COme perduti, TIOU eSSPUdO possihiJo di QU trir]i « so non con pa,coli . che orruai pìì1 non esis!Avan<\ e f,1,,Pndò < q1i'otidianarnente la peste terribili progrefsi fra quelle bestie.
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DEU,' AU~V.TA DI BAZA,I NE
OPEl\AZIONI MILiTAnI <
< Dopo ciò venno dichiarato che lo stato sanitario della città
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paese è quello di dargli tempo di organizzare la resistenza.
-e era posto a grare pericolo, tanto dall'accumulazione di 19,00ll
e La seconJa domanda viene unan'irnemcnte respinta, perchè
--« feriti ed ammalati, quanto dalla mancanza di medicine, letti,
> vi è poca probabilità che si trovino suffìcionti risorse per
e ospedali e dalla deficienza di medici.
e poter resistere alcuni giorni. di più e perchè lo perdite ca-
medico in capo attestano che il tifo, il . -c vaiolo, la dissepteria e tu lla la sequela delle malallic epide-<. miche erano di già comparse negli ospedali, e cominciavano. -< a spandersi per la città. e La debolezza fisica, cagionata dalla cattiva nutrizione alla -e quale si era costrMli. non poteva che· aumentare le cause delle -< malattie. Si constatò che le ambulanze e gli ospedali erano « ingombri, che giìi quasi 2000 feriti ed ammalati erano al-« loggiati presso gli abitonti della città e si giunse alla con·< elusione, che se giungesse nuovani.ente in Mctz un gran ·-« numero cli feriti, ci sarebbe dapprima impossibilità di 1·i<: coverarli è ne nasoe1·ebbe in ogni caso un istautaneo pe< ricalo pe·r la pubblica satute. e Dopo che fu comunicata ai membri del consiglio questa ·" dilucidaziòne dello stato delle nostre risorse e di quello sa« nitario, si passò all'esame della situazione militare. e Dnpn let111ra dei r11pporti òP.i coman<lanli dei corpi d'ar1' mala e -del comandante di Ml'lz. si riassunse la situazione -a nelle seguenti dimande: e 1° Deve l'Armala restare sotto le mura di Metz fino· al totale « esaurimento . ~ei viveri? « 2• Devono intraprendersi spedizioni nei dintorni per « tentare di -procurarsi foraggi e vh•eri? « 3• Si pitò entrare in trattative col nemico r elativamente -e ad una convenzione militare? ~ 4· Si deve tentare la sorte delle armi e cercare di aprirsi 11. un varco fra le linee nemiche? « La prima domanda riceve unanime rispogta affermativa ~ per _ il motivo che l'armata francese, accampata sollo le mura >« di Metz, tiene immobili 200,000 nemi.ci e che, nella situazione « in cui si trova, il miglior servizio che essa possa rendere al
< gionate da qneste sfortunate operazioni, esercilerelJbero una
« I rapporti del
e influenza demoralizzatrice sull'Armata . « La terza domanda .è accolta all'u,nan·imità sotto la condi« zione che le trattative siono iniziate entro 48 or~. onde non
e lasciar agio al nemico di protrarre la conclusion~ sino al ,e giorno, e forse oltre al giorno nel quale le nostre risorse e sieno esaurite. « Tutti i membri del consiglio di guerra dichiarano ener« gicamonle che le
condizioni della convenzione dovranno
« esse.re onora.voli per le nostre armi o per noi stessi. >
a
{
La quarta domanda ne trae seco una quinta: il generale Coffinières de NordP.ck chiede, se nou sarebbe preferibile di tentare la sorte delle armi, prima di intavolare negoziali, dacchè il successo di questo tentativo potrnbbe r cnifore le trattative inutili, oppure il risultato dei nostri sforzi potrebbe pesare nella- bilancia delle .perdite che avremmo fatto subirn al nemico .. Qur.sta rlomanda è scartata cla!la magg·ioranzri ed è deciso all'unan'imità che se le condizioni del nemico portano offesa all'onore militare, si tenterà di aprirsi un varco colla forza, prima di essere estenuati dalla fome e finchè rimane la possibilità di attelaro ancora alcune batterie. e È dunque convenuto e deciso : « l • Che si resisterà sotto Metz più a lungo che sarà « possibile;
e 2° Che non si faranno operazioni attorno alla piazza, e essendo più che improbabile di raggiungere lo scopo;
« 3· Ch~ si apriranno trallaJive col nemico, io uno spa7.io ~ di tempn che non oltr1~passerà 48 ore, affine di conchiudere e una convenzione militare onore,•ole e accettabile per tutti; c
e 4• Che nel caso in cui il nemico volesse imporre c·ondizioni incompatibili col nostro onore; e col sentimento del
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OPE'RAZibNI ~nLrr.rnI
:, dovere militnre, si tenterà di aprini irn varco col le al\11~ e in mano. « Seguono le (i'rme: « JJarC'sciallo ·canrohert, comanr.lanto il 6° coTp'O; « Genc,rahJ Frossarll, com,rndanlc .i\ 2° corpo; e Maresciallo Leboenf, cAmandanle il 3° corpo; ' '. : Gentirale d~ 'L'..\<dmirauH, comandante fl 4° corpo; « Gener11le Desvaux, comandanto provvisoriamente la e guardia imp<'l'ial~; « C<merale Soleìl le, ·com.-mdaote l'arligliPria dell'Armata;. « Generale Coffìnièrf!S de Norcleck, comandanl<~ superiora « di l\!elz; " Inlcmdente Lehrun, intendente c::ipo del l'Armata; e Marnsciallo 13azaine, comandante in capo del!' Armala , « del Reno. l>
DELI! AIIMA'l'A D,i llAZAlNE
r.
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L'anlùÌ'izzazione ch iesla p111 gencfa1e Boyer, che <ira stata 1frfìulaln l'll ottobre, fu accorclata il 12, in seguilo a un <lispaccio · telegratìc-o del Re di Prossia. Quest' uffìziale genera lB si m'ise immedinlamenle in viagg:io pe; Versail'les. Accompagn,rio da rl~rn ufflziali dello slalo inag~ giore del prinéipc Ferlerico Cnrlo. Al sno arrivo :i Versail les il H, ove non 1,o si ·1asciò comu·.nican~ libernm on tc, fu rieevut,o !lai conte di 13ismarck che gli diede unn seconda udienza all'in rlo mnni dopo il consiglio. Il genera lo Boyer ritornò a Ml~tz il 17, e una nn ova conferenza ehbc lnago il 18. allA qnal0. gentil mente 11ssi~l.ellr. anehe il. gencr;ile Clw.ngar1:iie1·. pe r St'ntire la narr;:izioue dcl'la mis~ siono .rii cui il generale Boyer. era stat.> inca.ricalo . Egli rnse co nto ch·lle CMH:lizioni che rrono d-ornanrlll !e pr·rehè l'armata soll0 Mctz potesse uscire cori a1'1wi e mnteriale. Qu~ste condizioni snhordinav,ano a. mia, qmstio11e poli'tica, i v11 11 taggi che sarebbero accorda li a Il' Ar mata del Reno.
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•Egli espose la si tuazione in:terna della. Francia come gli e.ra , ~tata dipi nta , l'impossibil ità in cui si. trovava la Prussia di ·tra.tt.ara col goYernu tilclla difesa naziona le senza la preventiva convocazione d'una assemblea nazionale, che_ sola potrebbe · gtiarcHtìte il trattato futuro e l'aggiurnamenlo del la cuuvocélziono della Costi tuente, _decrelala da questo governo di folto, cho fa Prussia non an::Ya riconosciuto, poichG il potere sorto d-al~a costituzione del 1870, alJa quale il popo lo francese ave,va dato la sua approvaiiune, rap r;ireseutava ancora il goYerno cli dirilto. C~n 7 voci contro 2 ven ne deciso <.:he il generale 1·1òyer avesse Il ritornore a Versailles e di lò recarsi in lng hiltorra nella speranza cho, m<~rcè l'intercessione dell'Jmpcra tric~ r(•ggcn!e presso il Re di Prussia, si ottenessero cond izioni piit favo revol i all'Ar:)1ala di òletz . Veu<,e -w,anime111ente deciso cllP: li mal'l\scia llo comandante in cnpo non pntesse acceltare nessuna delcga:;ione pnr sotto$Crirerc le hasi di un trnllnto rPfalivo a questioni estraneo all'Armata dot cnclo <J!Wsta essei· tenuta lontana cla ogni negQziato
politico.
",.
La mi~sionc d<'I :;e nerale Boyer non aveva dun9uo allro -scopo chn quello di liberare l'Armata dol Heno da lla dolorosa situazione in cui si tro,·nva e di consenarla al la Francia. Io non ricevetti più alcuno noli7,ia diretta di questa missione, ma ho saputo pH.1 tardi che que<:.li leali tentalivi non- avevano po tuto conclurre ad alcun risultalo ·, perchè le garanzie dimanclate dall:'a utoriL/"t rnilitnro tedesca pnre'l'.ano eccessive, ed inoltre la loro accetlazionn o non accettazione non di pendeva in veruna g:uisa dai capi rlcll'escrcilo . Il 21 ottobl'e io m..uidai i11 soi spedizioni , a Parigi e Tours, il dispaccio s<'guenlo :· . « ·A varie riprese io ho ma·udato uomini di buona volontà « per d(ll'C nolizie dell'Armota di Me lz. Successivamente, la ~ nostra situnzioue non ha fallo che i-iegg'iorare, e io non « ho mai ricevuto la n:iinima comunicazione nè da Parigi, nè da _: ·
OPERAZIONI Mll,l'tAlll 94 e Toun È nondimeno urgente il sapere ciò che . accade nele l'interno del paese e nella capitale, perchè fra poco_ la fame « mi forzerà a prendeie un partito nell"interesse delÌa Francia « e di questa Armata.» Il signor de Valcour, ioterpreto del generale Blanchnrd, era uno dei latori di questo dispaccio. 11 24. ottobre soltanto, io ricevetti, a mezzo del p-rincipe Federico Carlo, la notizia che al <JUartier generale del Re si era rinunciato alla speranza di giungere ad un felice risultato con trattalini politiche. La mu llina del 25 ebbe luogo una nuova riunione, alla q!}nle fo presenta i questa nuova comunicazione. Siccome il CoHs,iglio di guerra desiderava di cònoscere perfettam ente e definitivaml'nle le intenzioni ckl quartio.r generale tecksco a nostro riguardo, fu prrgato il generale Changarnier, il glorioso veterano delle nostre guerre d'Africa, il quale durante tutta la campagna fu per l'Armata del Reno un bell'esempio di nbnegnzionc o valore nei comba!t.imcL1li, una savia e leale guida nei consigli, cli recarsi dal principe Carlo per tentare di ottenere ' non una capitolazione-, ma un armistizio con approvvigionamento, oppure il p~rmesso per l'Armala di
ritirarsi in Africa. L'illustre generalo accettò per devozione questa delir.ata missione, la quale però non ebbe miglior esito delle precedenti. Bisognò rassegnarsi, perchè un tentativo ùi liberarsi colla forza. che era stato giud icato~già qualche tempo prima come un atto dj disperazione, sarehbe stato nella situazione attua]$ un vero suicidio, mentre noi avremmo procurato al nemico uno. "troppo racile villoria sopra un'armata esausta di forze, la quale tuttavia non era~stala mai vinta; sarebbe stato un ver.o delitto il sacrificare inutilmente migliaia di vite umane, che erano 11late affidate dalla patria] alla responsabilità' di capi espe-
rimentali. Il consiglio fu convocato: di nuovo:alla mattina del 26 per
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DEI,!, ARMA'fA DI llAZAIN E
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95 .
udire il risultato della missione del generale Changarnier o· prendere una risoluzione. Unanùnemente, e non senza 11maggior dolore, venne deciso che il generale di divisione Jarras, capo di stato maggiore~en_eralo, venisse, quale incaricato del Consiglio di guerra, mv1ato al quartier generale dfil principe Federico Carlo. emunìto di Lutti i pieni potHri per concludere una cunvenzionemilitaro e sottoscriverla, colla quale l'Armata francese, vintadalla fame, ~i costituirebbe prigioniera di guerra. Al rapporto del 26 ottobre io aveva dato al generale checomandava l'artiglieria l'ordini, di far raccogliere, per cura dell'artiglieria, le aquile dei reggimenti per deporle nell'arsenale· ove e$SC dovevano venir distrutte; ma sventuratamente quesl() ordine non venne eseguito in lutti i corpi. Si chioso 1111 nuove> ordine emanato dallo stato maggiore, si perdette in tal ma, niera un tempo prezioso, e siccome la conven:1.ione era già' · sottoscri tta, sarebbe stato un mancare alla data parola so no!l" si fosse ro ndcrnpiuli rigorosa mente tutti i palli, por quno!odolorosi, della medesima. Dd resto i trofei mi litari non hannoYalore mornle se non quando vengono conquistali su di urr campo di battaglia; non ne hanno alcuno quando sono deposti in un arsenale. Questa convenzione militare fu firmata dai capi di stato-maggiore delle due armate, la sera del 27, nel castello di Fre11caty, per essere posta a esecuzione il 29 a mezzogiorno. Essa fu accettala dal Consiglio nella sua seduta del 28, alle 8 ltZ' 1
a.ntimeridiane.
Ecco il processo verbale di quest'ultima conferenza: « Il 28. ottobre 1870, alle 8 lt2 anl., erano riuniti in Consigli<1,
< sotto la presidenza del marescia ll o Bazaino, al suo quartier· < generale, i signori comandanti dei corpi d'armata e i coman<-danti delle armi speciali, allo scopo di sentire la lettura defla; e Convenzione firmata il 27 ottobre 1870, al castello di Fra< scaf.y vicino a Metz, . dal generale capo di stato maggior& < generale dell'Armata, munito a tale scopo dei pieni poteri"
•
I OPERAZIONI l\lILlTARI
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ciel maresciallo 13azainc e di lui.li i membri del Consiglio, « che gli sono stati conferili nella sedu la del 28 ollohre rnaltioo. >. e ll generale .farras ha dato lclturn del delta documen to come « pu·re dell'appond icò che vi è annessa , e dopo spiegazioni « chu g 011 u st,,tc domandate e dalc ~ulla por b la e sull ' ioler-. « preta1.ione di alcuni articol i, il Consiglio ha riconosciuto che « il suo m.indalario aver a usalo delle. ampie islruzioni che aveva « ricevute, nel modo piì1 soddisfacente che lo comportava la , « situazione dell'Armala, e ha data la sua approvazione al pro«
I
« tccnllo e al suo /.lnnesso. » «
Cnurobert-Leboeuf- Ladmirault -Frossnrd - Oesvaux - Soleille - Coffìnières - Lel.lrun - Jarras - Changarnicr - Bazaine. »
Fi-J'mati -
11 29 ottobre, alle 5 pom., io mi cosliluili prigioniero
•
a Corny, qnar Licr gencrnle del princip,e Federico Carlo , e quindi fui avviato a Casse!, d'ordine di s: M. il Rn di Prussia. Separandomi dalla brava Armala che fu sc>mpre un modello di discipli na e di leallà, io le di ressi l'ordi ne , del giorno se- . gueuto, debole atlestato della mia ricouoscenza pel suo palriot- . tismo o lo solide qualità militari di cui diede tante pro,·e dn-
~
sagriflzio di mìgliaia di vile che possono au,~orn essere utili alla patria, esrn sarebbe ~lato infru ttuoso, in seguilo ali' ar« mamento cd «llé forze prnponderanti che cns!odiscouo ed « appoggiano ques te lince: un disastro ne sarebbe stata la « conseguenza. « Sinmo dig nitosi ncll'avversi là, ri~peliiamo lo convenzioni e onorevoli che furono sti pulnte, se vogliamo essere rispettati « come lo meritiamo . El'iliarno soprallullo, por la r ipu tazione « di questo esercito, gli ulli d'indisciplina, come•la distruzione « di armi o. di ·materiale, poichè, secondo g li usi militari, piaz1.e e ed armamento doY!'anuo ritornare alla .Francia allorchè sarà « Ormata la paco. < Lasciando il comando, voglio esprimere ai generali, uf'fi« ciali e soldati tutta la mia riconoscenza per il loro leale con._ corso,, il loro brillante valore nei combattimenti, la loro ras< segnazione nelle privazioni, ed è col cuore spezzato .che mi e separo da xoi. - '" nan Saint-Martin, 28 ottobre 1870. » «
:. Tale è la narrazione succinta e fedele della condotta dell Armala del Renò. Io spero che la storia. le renderà gi ustizia; e che la gran voce dell'opinione pubblica dirà che essa ha bèn meritato della pa tria. · 1
rante i pi ù tristi periodi della campagna. « AlL' ,1rnd1,ta de l Reno! » Vinti da lla fa me, noi siamo cosfretli a subire to ]P.ggi della « o-uerra, costituendoci prigionieri. A diverse epoche della nostra. o 'b « storia militare. valornse truppe comanda te òa Massoua, Kle er, < Gouvion Sainl-Cyr, han no suhìto la stessa sorto, che non « macchia meuomamentc l'onor militare, quando, com e voi, « si è adempiuto gloriosamente ol proprio dovere sino all' e«
stremo limite umano. « Tutto ciò ch'era· 1ealmcnte possibile di .fare per _evitare « questa fine è stato tentato o non ha potuto riuscire. « Quanto a rinnovare uno sforzo supremo per rompere le « linee fortificate del nemico, malgrado il vostro valore ,ed il
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DE!,T,' ARMATA Dl BAZAlì'ìE
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!!'fflO XVI, VoL. I.
7
.,. CllONACA l'OLITICO-MILITAllE
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Vediamo brevemente la serie degli aHenimenti, trasporta1idoci successivamente da uno ad un altro dei varii teatri di guerra. l?ra Senna· e 1,oira. - Già vedemmo come per effetto dei successivi combattimenti che avevano rimesso i Prnssiani i.n possess0 di Orléans si foss ::- operata naturalmente una separa- ··· .zione delle forw francesi in due masse, l'una delle · qua li pas..sando la Loira erasi ripiegata su Vierzon, Bourges e Nél'ers, l'allra era rimasta sulla destra della Loira, a poca distanza da -Orléans. Iu seguilo al ritiro del generale Aurelio @e Paladines, queste due massR vennero costituite in' due eserciti separali, l'uno sotto Bourbaki colla propria base a Bourges, l'altro sotto thanzy colla propria base a Le ~lans. L'esercito del principe Federico Curio crasi diretto di preferenza all'inseguimento del primo verso sud e sud-est, l'esercito del granduca di MRelem,burgo contro l'esercito di Chunzy ad ovest. Ma mentre i! prinéipe Federico Carlo non trovava dinnanzi · a sè veruna resistenza, il granduca di Meclemburgo trovava dinanzi a sè un .esercito tutt'altro che disfatto, · che in quattro giorni successivi di combattimento (6, 7, 8 e 9 dicembre) diede prova di essere a.ncora .golidamente organizzato ed energicamente diretto. Le forze che aveva seco il g randuca essendo ornai troppo scarse a tener fronte a questo nemico ostinalo, fu necessario portar da questa parte una considerevole porzione delle forze che ~givano sotlp il principe Federico Carlo: furono porciò diretti .contro . Cbanzy dapprima il IX corpo o la divisione assiana, indi anche lutto il X corpo, mentro il I corpo bavarese, ridotto <ialle marce e dai · comtJattimenli a non essere più che uno scheletro, fu ritirato a Orléans. Non ri mase per lai modo co11.t1:o ·Bourbaki che il solo III corpo, il quale perciò dovette cessare dall'inseguimento, e concentrandosi a Gien sulla Loira, assµ, mero ivi un'attitudine di semplice osservazione. Cos) l'esercito di Cbanzy rese alla causa fran cese un segna latissimo servizio, permettendo all'esercilo di Bourbaki, il quale sUrovava in condizioni asini deplorevoli, di potere sicuramonte riorganizzarsi. .. ;,. Dopo questa serie di accaniti combatl!menti, il generale Ch:~n~r ,
CRONACA POLITICO-MILITARE
La guerra · del 1870-71_.
u gennaio 1871.
Lo quattro settimane ora passate non furono scarse di falli d'arme sui varii teatri d'azione. L'esito di questi comb11ltimenti fu in generale favorevole alle armi tedesche, senza però che alcuno di essi sia stato così decisivo ed importante da cambiare notevolm ente la situazione. Questa perciò rimano a un dipresso quale la, la;ciammo un me~e fa, e si può riassumere cos): la Francia resiste; .essa va successh:amente completando le sue forze, le quali, ancora" inette all'offensiva , dimostrano però già una tenacia ed una saldezza che forma l'ammirazione del nemico stesso. Questo alla sua volta mantiene pur sempre alto il prestigio deJ'le sué armi, ma le sue forze cominciano a dil•enire scarse, quanto maggiore è la zona di tefreno ch'esso deve occupare e quanto è maggiore la rosislfmza che trova : esso trovasi già presso ad ·avere raggìun!o l'estremo limite degli sforzi, che la sua potente organizzazione gli consente di fare, e tanto meno si vede vicino ad una soluzione, quanto più il desiderio se ne fa sentire vivace. Esso si è bensì accinto ora a provocare una più pronta soluzione del problem:1 là dov' era prirria- il nodo, a Parigi; ma mentre ogni giorno che passa è un avvinmento verso questa soluzione, ogni gion;o che passa r ende pure questa soluzione meno d~:cisiva.
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fra la' Lo1·rae e 1·1 f.0·1 r all'a"llezzn di l31ois e·occup a•·a ,. . lo sri•z1'0 t ,., di Vendòme, coprendo così le strade di T1ims e di : Lo Mau.s,. donde egli aveva nltirato a sè tutto c;ò che <•ra possibile di forze orgflnizzate. Ma ora dinanzi agli sforzi riuniti del gran·ctuca di 1i"eclomburgo e <foF prin ci pe Federico Ca1·10 era evidente come la sua ritirata divenh1n ùna necessità. ,Questa ri'ti·rala eo-li ' la poteva fare su Tuurs o su te Mar1s. Tours c·e11i\ "avuto fino allora bisO~·OO di protezione, pcir potei• CO~pieri:dl trasporto della sede del governo a Bordeaux; rna cessato qu~s~~ ·b isogno, Le Mans si presentava come un punto assai preter1: ,biìc, giacch~ riUtandosi verso Le Ma:-is, non solo Chanzy vii iwrebbe tro vato le risòrse· in uomini e ri:1czzi militn-ri e-ho JI vicino campo di · Conlie gli pol<!.va somministrare, ma si sa'.. ·re bhc iniche· tròvatò piì.t vicino il Pai·ig1, e meglio ir'l. ~rorfo perciò di ri prend<Ìre l'o!fonsiva.-Ri-lirandosi su Tours egli noti ·avrebbe .probabilmente ' potuto sostenervis i ed avrebbe do vut~ ·proseguire la sua ritirala lungo la Loira . Ritirandosi s~ Lè M.t~s egli potèva opporre al 11emicù una prima ·1i nea di di!'esa su.I Lòil; e quindi a Le Mans stesso sulla Sarla e sull'Huisne .: ..: · · co$ì appunto decise Chànzy, i l quale si 'disLaccò dalla Loira·, abbandonò Blois e port.ò il suo esercito sul Loir a ''endòme:ea Frélévnl. . Quosl'operozione ebb~ luog:o fra il 10 e il H dicembre e fu compiuta senz'essern disturbata dal nemico; il ·-quale r itenendo che i. Francesi volessero ma11tenersi sulla Lofrà., 'aveva spinto la sua sinistra al di là di questo fiume, pér prov-0'care l'evacuazione di ·Btois e per occupare Toùrs. Sulla des_tr.a della Loira trovava-no fra Chateaudun e J31oìs la 2• e ·4, di',visione di cavalleria, la 22• e la 12• e il .X c~rrpo; sulla sinistra , · .fra Blois e Montrichard, la 181 divisione e la di visiono assiaria .· · ' '(25') . Ciò fra il 13 e il 14 dicembre. Nei giorni 14, 15 e 1'6 ebbe luogo uua serie di combattimenti -attorno a Vendòme e i•'rétévàl, il cui esito fu la ritirata dell'esercito di Chanzy su Le -Mans, e lo stabilirsi dei PrussianL-a Veridòme e -sulla linea del Loir. ', Il giorno 21 Chanzy aveva ridotto il suo esorcito a Le Mani, •debolmentts insegiùto dai Prussiani, i quali colla loro sinistrn si spinsero fin sollo le mura di Tours, senza però occupare
si
·11. :eillà. '.
POLl'f.IçO-,-MILlTARE
'La riliralé\ ·di ·C-b &nzy su Le Maus diede luogo ari alcuni eom, ta.ltimenti ' cli r etroguardia, senza gran.de importanza. ,cipo Federico Carlo non credette · per allora rli potere proseguire la sua marcia fino a Le Mons. Sia ch'egli avesse bisogno di r istorare le sue Lruppe e di alleudere ·che i corpi r icevessero rinforzi, sia ancora per non lasciare il 111 co rpo cos·1 isolalo ed esposto alle operazioni offensive che potesse intraµrendere l'0sercito di Bourbaki, egl i si lPnne in ·un'alLiLL1d ino di aspetta ti va colle truppe sp11r~e sopra ampia fronte da Charlres a Gien , pron lo a concenlrarìe e ad 9pporsi a un tenlarivo che l'nno <> l'al ~rn dH'dno cserci li nernid dirig1's~e so P11rigi. ,Egl i nvrebbe a lai uopo po tuto disporre rli 80 uii la uornini tirca . In ([ll<'S!o in1,,r-vnllri rli tr>mpn fn . o 11lm,,nn dnvPII<' (',<Pre ·cb fl i! Gambetta, o chi. per 0sso dirige IH opernzioni rn ili lari, r in unwrndo all'idea di sbloce,uo Parigi co n un all.a1'r,o diretto, concep'1il pensiero di g iungere al lo stesso risu ll ato, niimrnciando le c1>muoicazio ni dei Pru:;&ia-n i. L'esercito di flourùak i, una volla riformnto. do r ora ossoro trasporta lo verso l'est. unirsi nella y,alle d<:lla Snona coll e forzo <'-11<' ivi già stnvar:io, ass.alireWpr·dor, 0Lblig11re i Prussiani a levar i·asseJio di Belfurt, e m irweciare le comu nicazioni del nemico. F. fu pro!Jllh ilrueule pel' foc ilil:rn~ questo còmpilo nli'f•sercilo di Bour b~ki, e por attira r,1 a sè nuovamet1 t1J l'a tt<'nzione del nemico . ehe il generale Chan7y <lopo alcuni gioi·ni Ji ripc;so. a Le _Mnn, yortossi n uov,inwntc iunD nzi vPrso v,~nrlò nw, attaccandovi le l'orzo ,fol X corpo che ivi si trova,·ano. Nf! nvv,•.onero così verso il fìnH di dir·embre alr.nni com balti1r){' nf1 i'ra \'eudò ,11•: e Tonr;;, clw 11011 ehli,·n, pr' r SI-' sln:;~i i:::rnndi· itnp.,rta oia. lnla11to il movir)Jen lo di Bo_u,~lrnki rnrso l'es t si ,;ndavél compku ,jo, per modo çbe il prin cipe Federico ,:,)'rio, rirnn;lo libero ·da (jtwsta parte, pen,ò a cnm pi,•re ciò ehe nun an•vn potuto esegui re dapprima, cioè riv.olgP.re tntte le sue forzi-i c,mtro Chan 7,y e resping,,rlo su Le )lirns. Egli p,•rciò r.11:cnl,t• te sue co lnnlin, compresovi anche il li i rnrpo, r il g-iorno 6 proounziò la sna offensiva a llaccando &l'ontoire e Virnclòme. Da l giorno 6 finn flt g-iorirn !'i> f11 nna srr10 co ntin na ri; r.omb~lli11wn li; in çui l,i l'rirzt• dc•I prìn('ipe Fcdrrico (:11rl" s· .1van-.zar•,no a [)OC~> a poco fìoo a Le Mans, respingPni' o dinatifrà
Jipi,in-
l
l CllOl'(ACA.
sè quelle di Chanzy, una parte delle quali dimostrò q ui pure quella saldézza e tenacitiJ , di cui aveva dato prova anlccedenlcmente a più ' riprese. Il giorno U la lotta si ridusse alle po~izioni che , ·coprono la ci llil, e il g iorno 12 finalmente i Prussian i occuparono la cillà stessa. .Fino a questo momen to non ci è possibile valutare l'i mportan za di quPslo successo, altri menti che per ciò che riguarda la perdita fatta dai Francesi di un punto così importante, nododelle comunicazioni della r egione fra la Senna o la Loira, e dove i Francesi dovevano aver raccolto nu·merose provvigioni. L'importanza di questa occupazione sarebbe ancora stata maggior e. se tuttora vi si fosse trovato in piedi p campo cli Conlie: ma , in previsione forse dì questo a vve nimen to , quel campo era stato levalo, e le r ecl ute che vi si esercitavano, erano sta'te porta te piì1 addietro nella Bretagna, dove ancora J!esercito di Chanzy potrebbe trovare di che rifornire e riordinare il sùo ese rcito,'il quale dopo questi ultimi comha ttimenli, e dopo la perdita di Le Mans, deve trovarsì in uuCl stato poco florido. L'esercito di Chanzy ha del r esto sodd isfatto al còmpito suo,. sacrificandos i così · ben duo volle per procurare all'eserci lo di Bourbaki, prima i l tempo e il modo di riaversi da lla sconfitta di Orléans , e poi di esrguire liberamente il suo movimento verso l'est. Saprà questo compensare la causa comune della salvezza della Francia , ottenendo risultati che valgano a far ditnentic:.are questo sac rifizio? Finora non sembr_a. E questo ci porta nntura lmenle nl te a tro dell'
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!~st della IFranda. - Il conceUo pìh sopra enun zialo, cliportare l'eser .::i to di Bourbaki ver,o l'est, per riunirvisi colle forze già ivi raccolte , o che si stn Ya no raccogl iendo, per quindi schiacciare WertJQr , li berare 13elfort e manovrare sulle comunicazioni dei Prussinni, era nn concetto fecondo di risultati, dellato dal la si tuazio ne, quello che prometteva maggiori probabi lità di successo. - Ma occorcvano per questo due condizioni: il segreto e la celerità. - Ora sono già pih di due settimane che se ne parla su tutti i giornali, se nza che ancora nulla sia avvenuto di . ben decisiro, e intanto già vedemmo come il principe Federico abbia saputo ut ilizza re ques to alleggerimentO:
POLl'l'ICO- l\ULITARE
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provato sulla ~ua s inistrn, per agi re con tulle le sue forze sulla sua destra e scacciare Chanzy da Le Mans. . L'operazione si presentn così sotto aus pici poco favorevoli. Questo teatro d i guerrn e.r a s toto sinora quello c he meno aveva presen tato in lcl'esso. L'assedio di Belforf, incominciato sul principio di n ovembre, presentava grandi dìffìcol!à ai Prussiani, sia ·per le condizioni della piazza, . sia por le vigorose sorLite della guarnigione. Le truppe di operazione di cui poteva disporre il generale Wercler si riducevano nlle 3 brigate della divisione badese Gluwer ,~ alla di visione Sch meling della riserva . Le suo comunicazioni co l resto degli eserciti tedeschi erano assai mal sicure per le imprese dei garibaldini e dei frnn'chi tiratori, che infestavano i m onti de lla Costa d'Oro, minacciando le guarn igioni di Chaumont e di Chà!illon-su rSoioe. prìncir,ali luoghi di lappa de ll' esercito del principe Fo-tierico Carlo. La fortezza dì Langros offriva a ques te squadrig lie df franchi tiratori un sic.uro rifugio e come una base d'opcrazioni. A me tter fine a questo stnto cli cose rn mandala la brigata Gol!z del VII corpo (Zastrow) il quale , dopo la presa di Me tz, aveva av uto la missione di presidiare quBsta piazza e. dì asse,tiare le for tezze poste lungo la frontiera belgi ca da Thionvil le a MézièrM• . Questa b rigata si c:>ra porta ta sotto Langres e ne aveva compiu to l'investimento. Liberato dallo sue preoccupazioni verso questa par te, il genera le Werder diresse un movimento offensivo in va l cli Saona con tro i Francesi stabiliti a Nuits, una ma r cia appena a sud di Digione. Il combattimento fu abbastanza caldo, e vi presero parte la 1• e la 2' brigata della divisione badese. I Tedeschi riuscirono verso notte a impadronirsi di Nuits, ma non senza fare gravi perdile. Ciò avvenne il 18 dicembre. I Tedeschi non proseguiro no il loro movimento offensivo, po ichè il nemico era in que'dintorni abbastanza in forzo e la div.isione Glumer si riconcentrò in Digione. Intanto la presenza di Gambetta a Lione, la sospensione del servizio privato sulle ferrovie da Lione a Besa nzone e . a Chagny, fecero sentire· ai Tedeschi che il Uf1mico starn rinforzandosi e
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POUTlCO-MILlT.\P.E
CRONACA
meditava un'offensiva. - Alcu ne r icognizioni fa tte nei dintorni di Besanzono provarono la verità di qnesla supposizione, ed aìlora parre che la posizione di Digione rosso troppo arrischiata. · li giorno 26 la divbiooe GILimer sgombrò Digiono tl il'igendosi su Vésoul, nello stesso tempo ch e la brigatu Goltz ebbe ordine di abbandonare !'ass('(lio di Langres, per raggiu~gere Werdcr. In seguito poi, diven<'ndo il p(•r ico'o srmpro più evidente o minn ccioso , poichè già le gua rdio mQhili o i franchi tiratori fo rmieo lava oo nC\i din torni di Dt•llo, a poca distanza da Bclforl, fu ancora chinmata per fer rovia la guarnigione della piazza di llastalt, ciò che ohhligò il Grnnducato di Baden a supplirvi collo piì1 nnziano cl.1ssi di lanclwrhr. Alla slessa voiI.a l'nrono puro direttn le tru ppe del VI I corpo, ri masto di~poo ibili in segnilo alla capi tolazione di Thionville, ~Jontmédy e llrziòres. Snrì1 così con tulle quc~le truppe fo rmato un esercito tedesco dell"est, il cui comando deve essere assunlv dal generale Maolc11[.d, cho fi nora comnnrlava il 1° e~crcilo. In lutto questo tempo i l~ranr:esi hnnno dato pochi sogni di rita. - Alcuni rombaftimenti di rieognir.ioDl3 ebbero luogo presso la fronliHa srizzera, e più importante di tutti un combattiment0 a Villorsr.xel a ngua l distanza da \'ésoul e da Belf'ort. I bollellini frances i ci dipingoDo qLll'sto comh,illi niento come una brillanto Yittoria, mrntre i bollettini tedeschi ·ci pnrlano di allocchi respinti su tutta la linnt1. Ma io so~tanza non dovette essere uu'aziono ge1wra lP, nè decisivo, poichè le perdit.o da nna parte e dal l'nllra non fnrono molto gra vi . e dopo qncl giorno (9 gennaio) nulla più occorse di ri lcnrn te da tnl pnrtP. Ciò non den1 fnrc-i ~lupirn prr parte dl'i Tc,ksch che sono sul !a difensiva; ma abbi,11110 ben diritto di chiedere • che cosa facciano lo forzo di Bour baki , le quali riunito a quel le di Garibaldi, Crrmcr e Bressollcs dovrobhcro essere nel caso di prrnclero l'ofi'onsiva. QuM lo lcntena e riuesta in11zione per pnrlo dei Fraocosi non lasciano presagiro nulla di buono in loro favore , e minnecia oo di far pcrtll.lrc ogn i frullo di questa mo~sa di Bourbnki, la qo,1lo si11ora non ebbe verun altro r1sulwto che la sconfitta di Cbanzy.
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llìo1•ll della l~1•a11eia . - Troppo s'Pra1;0 aITrettati i Prussiani ~ i:pacciare come an nichi lato l'esercito di Faidhorbo dopo la ballaglia d'Amicns del 27 novembrr. Questo esercito si era ritiralo in mezzo .a quella rnte cl i forteno che costituisce della fr on tiera nord dell a Fraoeia .un gran ca mpo trinceralo , e qui a vova a lleso a riorganizzarsi. ~I P.n tre la maggior parte dcli 'esercito di )lantcnO'..t rrasi portalo verso llavra o a Rouen, passando anch e sulla sinis tra della Senna ed occupando Elbeuf e F.vreux, !'.eserci to di FnidlHH'be, composto dei corp i XXll o XXIII, si avanznv.a nuovamooté in direziono di Parigi, sorprendendo il 10 òic(:rnhro con un'avan:rnardia la cittadella di Ham, minacciando la Fère, e spingendo ricognizioni fino a Roy e llontrlidier. f>r,r fa r front n n qnP,fo minacr.ioso 11vanzar si dei rrancesi sn Parigi, monlro ~lnnto'.lfiel tornava ind ietro da Rouen e dall'llavre, fu spedita da Parigi una di1•isiont\ e furono chiamato altre trnpp<! dall'est. - ~lanteu(fol accorrera intnnlo vrrso À.miens, dove giu ngeva il 21 col l'V lll c.orpo, una divìsiooe del I e la divisione Groben di cavai lcr ic1 . L'esercito frnnccso aveva prrso posizione n<'lle vicinanze di Amiens Il nord-est tlolla ciltà; la sua forza fu l'alut;1L1 dai ;'russiani a GO mila uomini; ma Faidhcrbe dichiarò p0 i che solo 35 mila Francesi furono impegnali nella baltngl i,\. Qucsla seconda hn !la:rlia d'Amiens, dPlltl a oche cli Pool-Noyc\les, ebhc luogo il 23 rlicrmhrn. F.ntramlle lu parti se ne attribuirono l'onore: ~h111lc11ti'PI prolcse ù"al'l r preso d'a,sallu I~ posizioni dc1I nem ico ; Fait!heruo di averlqrnantcnulfl. Se rio , se fu una 1·ittoria de'Prussiani, in quanto i Frc1ntcsi il giorno dopo si post'l'O in ritirata, uon fu una gran l'itlori:;, e le prrdile da una parto o clal :'allra furono pinl toslo sen;:ibiìi . Il solo Ylll corpo lasciò 700 uomini fuol'i r\ i co mhn l.li rnr.nto. Fa idherbe ,crissc poi ch'r•gli s·era- 1·itiral0 spontan(~a menle per cooced,•rc alle lruppe alcuni giorni di riposo n<'g-li accanto namooli; il follo è che ~l:intcuffcl non si rimiso in nrnrcia che <1110 giorni dopo, io direzione di l\lhert e di Bnpeaume, investendo la forteaa di P6ron ne. l n(('J·vco,H~ qui un periodo di sosta nollo opernzioni; )Jant!3ufi'cl si tenno nei dintorni di Albcrt e di 3apeaume, mentre
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CRONACA
POLITlCO-MlLlTAllE
l'esercito di Faidherbe erasi ri tiralo dietro la Scarpa, coperto dallo due piazze di Arras e Douai. Al 2 gennaio vC'diamo l'esercito di Faidherhe uscire di nuo,,o alla ca mpagna, e dare due giorni consecutivi battaglia alle truppe tedesche nelle \oro posizioni attorno a Bapeaume. Faidherbe si ascrisse nuovam ente la villoria, e io un ordine del giorno ai soldati tribu tò loro lode per c.hè se nella battaglia del 23 dicembre avevano vittoriosamente mantenute le !oro posizioni, nelle due battaglie del 2 e del 3 gennaio essi avevnno prese quelle del nemico. Sembra infatti che questa lode non si possa loro negare; ma se i Francesi riuscirono a prendere tutte le posizioni attorno a Bapeaume; non presero la posizione stessa di Ba peaume che sarebbe stnta la pib decisiva. Dopo ciò l'esercito di Faidhc.> rbe si ritirò nuovamente sotto la protezione delle fortezze e qopo al lora non ci pervenne piìt nessuna notizia d'importan za da qu11sto teatro della guerra, fuorchò quella della capitolazione di J>éron ne (10 gennaio) e que.1111 dei successi ottenuti lungo la Senna della colonna Bcntheim del I corpo contro alcuni drappolli di guardie mobili comandati dal generale Roy. Già dicemmo come il grrnerale )lanlr uffel sia stato ultimamente nominato comandante l'escreto dell'est; io luogo suo .fu nominato a comandare il 1° esc•rcito il generale Goben finora comandante l'VIII corpo. Noi ci possiamo aspettare da un momento all'altro una riapparizione dell'esercito di Faidherbe , fors'anco notevolmente aumentato co'rinforzi pervenu tigli per via cli mare; ma, anche in caso di successo, non è difficile ch'egli debba nuovamente rico,·erarsi fra le fortezze , a meno ch'ei non riesca ad organizzare il si'rvizio del le sussistenze e dei trasporti in modo da poter mantenersi in campagna parecchi giorni . i.a di'stanza che lo · sr.par a da Parig i si può ca lcolare che richieda almeno 8 giorni di marcia. Arras, le llilvre e Le Mans si trovano a un diprc~so a ugual distanza da Parigi , le Hù.vre a ugual distanza rla I.e lllans, e a dista nza un po'maggiore da Arras. Parigi. - Dopo il 2 dicembre tutto ritornò nella tranquilli là . Così pas~arono le prime Ire sellimane ùel mese. Il 21 e n 22 ebt,cro luogo due nuove sortite le quali però non ebbero più
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qul'll'imporlanza ed esten·sione che aveva avuto la sortita del 30 novembre.
Come al solito, i Francesi vollero avvertire il nemico della sortita che intendevano fare con un vivissimo cd innocente fuoco dei forti, aperto nella notte dal 20 al 21. Il mattino del 21 le forze francesi sboccarono in tre gruppi dal fronte nord-est delle fortificaz ioni. li generalo Vinoy a destra sboccando dai forti di Nogen l e di Rosny si rl iresso verso Chelles, ov'cr ano i Sassoni; il generale Oucrot al centro, sbo\5cando da Noisy le sec; e l'ammiraglio La Roncièrc a sinistra, sboccando da Aubervilliers si diressero verso le posizioni di Groslay e. del Bourget difese dalla gua1:di,\ . . Nulla è pOS$ibile sapere sulle fo rze francesi, fuo rchè esse erano in miuor num ero che nella sor li ta del 30 novembre e che vi presero pur p:wte alcuni battaglioni clP Hn g uardia nazionale mnbilizznla, i quali' però venner o prudente mente tenuti iu ri sel'v:=t .
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li risultato era preved ibi le; gli nva mposli prussiani, cedono nl primo impeto delle colonne frnncesi, e si r ipiegano su ·sostt>gni, ~o·q na li riu niti si ritiran o rcsislci nclo Ono alle r iserve, che ;n tn;;to si va nno rac.coglienclo dietro il riparo dei trincernmen,ti. Di nanzi a questi e al fu oco dulie batlerie l'i mpeto fra ncese deve fermarsi. A destra i Fr.-: ucesi si spinsero fino alla Mùiso o Bianche e alla vi lla Evrard, ma non poterono avanzar e fino a Chcl les, esposti al fuoco di fronle dei Sassoni. n a .quello di Oa~1co dirello dalle batterie wurtemlrnrghesi poste sulla sinistra della ~J.Jrna . A sinis tra essi poterono occ.upare un istante il Bourgct, ma dòvettoro poi evacuarlo. · Verso sera i Francesi r itornarono entro la cerchia delle fortifìc1.1zioni. Un secondo tentativo di sortita nella giornata del 22 non incontrò miglior sorte. La storia ci spiegherà co me sia avvenuto che la difesa di Parigi dopo avere organizzato una forza armata di oltr e a 200 mila uomini non sia mai riuscila ad im pegnarne che una piccola parte. Per ora , non essendoci possibile procurnr ci la chiave di questo enim ma , snnza abba ndonarci a milio diverso congetture éi Emitiamo ad enunziare i fal li.
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Cl\ONACA
J'OLITiC (f MIJ'.lTA HE
' Intanto il comando prussiano prendeva la decisione di mettere io opera il bombarda meu lo. Pih e pih volte. questa·. mi~ ~ura era stata veni.i lata ne' consigli di guerra, che si ripelrrono con mo lta frequenza a Versailles; la pubblica opinione in Germanin la invocava viramen le da gran tempo, poichè · in un bombardamento si vedeva il mezzo di rompere la resistenza di Parigi, e qu in di - pnreva - di finire 13 g uerra. . fila era prcv<~d ibi io chr , a nche volendo. non sarebbesi cosl presto poluto in cominciare il fuoco. li tr11sporto del parco d'assedio col re latiro muoi1/.ionameoto richiedeva_t;n lPmpo più che rliscrelo ])a principio le lin<:o t'orrovia rie erano tutto chiuse e (jlìan<lo per la presa di To ul polè npr irsi qtrnlla di Nancy; Ch,1 l"TJ~ . il tr:i«p(IJ'f(\ c!Pi vivPri H dPi rinfnr7j d'11"rni ni dn Vfille l'laluralmente 9 ver la 'precede nza su ogni 1;osn .' Fors'iinco da principio la ferma speranza in una 1n·os3ima res,i. facendo sembrare inu ti le di ric:orr<'re ad un bombar,fom enlo feco anche indugiare a prendore le misuro per mcÙerlo in atto. Qu:: lc sia stnla ora la ragion e preva lente, pnr cui il co mando prussiano rinunziò al pi:rn o primit ivo e si d('cise pel bombarçlumento, non s.iN:mrno in g rado di poter defìnil·t1. tlla una vo lt.a deciso il bomlrnrrlam r>nlo , il pu nto e.be prim; di furto impnrtnv11 ~t.rappare ai Fr,,nce,i 1•rn il monLe Al'f'on cii cui essi ·eransi imp11d~oni1i nfllla sortita d1•l 30 novembre, ~ ehe poi avevano mun ito cli fortifìcnzion i provvisorie Questa. posizione fo rmando como un s,1gìitrnto_avanznto sul l,1 linea dei for Li di Parigi, 11ppoggiandosi al la r,Janrn . e doroi uando il terr-c:no innanzi a sè, cosl.itn iva un punto rnn 111gg:osissirrrn poi. Frat~ei>~i rd oltr<'ni,;rlo p<:r icolos() p!,i Prussiau i. Colla riro trziono dj questo forte in /'a ai 11vrc>bb<~ ro i FraacPsi potuto operare un passnggio sulla Marna in co ndizinni assa i più favo r.cvoli cho ~1ella giornata r.Jei SO noverniJro oppure, prosngucndo i lavori di zappa , spingersi Yrrso Che!!cs, io modo da romp<·rc la linea pTussiann . Contro il monte Avron qu ind i si rivols>'ro g:li sforzi dello prime batterie stabi lite sul!.} r1osiiion i <lei Sa,so ni. li mattino del 27 dir.rmbre, 99'_giorno <l Pll'inv<·~linwnlo.·si 11priv11 .il ca n-· 1101wggiame olo conlro i lavori ·COslrul.li dai Franeesi su 11 ·al tipiano. Il fuoco fu conti nuato vivissimo lutto q ue l giorno e
il;
'giorn:O S1Jguenle. !'.J UU01r.f0 . delle becche a 'fuo CO impegnate dai Tedeschi pPr br1Lterc il montc ·Avron era pressochè uguale · al riùmero de.Il e boe.elle a fuoco che lo dife ndevano; 76 przzi ·da una partt; 74 da ll '~llr.a. Ciò ~o·n· ~stanle fin dnl primo gio:·,no fu sentila dM Francesi 1?1mposs1b1 l1ta d1 sostenere la lotta; I artiglieria francese, dietro confessione del governo stessò, si riconobbe inferiore all ',artigl il'riu prns,fona. fu pùrciò deciso lo ·sgombro dell 'nl ti piano, ed eseguilo ne!!a notte del 28. . nopo questo primo successo le hatte1·ie prussiauc crcsciu te di n umero e stabili le i w posizion i più avnnzale diressero i loro fuocbi conlro 1 forti di Nogent, di nosny e di Noisy, e mnD:.. tennero la loro aziono 0m ·pih oi'a m eno viva noi giorn i suc.•ccssivi. l Francesi rispond evano élebolmeulÒ o punto . · 11 5 gemrnio fu a]:wrto il fuoco ancllc dalla fron{ e sud <H P,~rigi, dove le ~o ncliz.iorii èlc! terreno si presentano più. favorovo li che ·in ogni altro punfo, gia1:chè iYi°lo posizioni dei Prussiani a.Clà~ mart e a fllellcion l'ianoJ un considerevolfl clomiuio sui for ti e non distano dalla r.inta continua che di soli 3 a 4 chilometri. Flirono pre5i come ob!Jieltivo i fortìd'Is~y, di Vanves cdi Montr ouge nei quali dopo qualche tempo si rn.m'fifestò . l'focendio delle caserme.· D'aÌJ01"11 in poi ogni boìlèttino di Y0rsailles ci riferisce che il ·bombarda monlo continua con violenza e eon successo . o che . ,j forti :nemici non rispondono affatto, o solo debolmente. ·. Mol ti proiettili furo no pure scaglia.ti nella città, ed alcuni ·caddero nel giardino ·del I.ussemburgo , n1le a dire a '7 chi~ lometri di distanza dalle batterie prussi,rne. Parecchi abitanti di Parigi, senza distinzione, ben s'intende, nè di elà nè di ·se·sso. fu rono colpiti dalle granate prussiane, e gli ullimi te·legra~mi ci pnrlano a tal rig uardo d'una prÒtesl.a del Governo francese, firmata dai rappresP.n tanli del èoTpo di plomatico. Tale protesta non sc1rtir.à probabilmenl11 nessun etrello, poichè fi noTa fu questo un sistema costante dei ·Prussiani impiegat~ per tutte le piazze, a eui si mise l'assedio, di provar subito ,per prima i:losa un bombardamento sull'interno delle città, :'p er pr'ovoe·are cos) una resa pronta. · . . 1:, ·Parigi si·dichiara pronta: a subire and1'essa questa dura prova, , :e il contegno de'Prussiani non farebbe, a quanlo sembra, che
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CRONACA
esasperare maggiormente Ia popolazione, la quale insiste più che mai perchè si faccia una gentirale sorUla. Di fronte a queste condizioni, il còmpilo della difesa diventa . -0gni giorno piu dif{ìcile. L'autorità del Governo ·è scossa. r replicati insuccessi delle sortite, invano palliat~dai bollettini che inneggiavano alla vittoria, lo sgombro del monte Avron e il bombardamento, hann o reso assai c;ritica la situazione; il Governo si vede attaccato da tulle le parti, e il generale Trochu ha cred uto necessario cli circondarsi di un consiglio di guerra. Se poi il bombardamento avrà pc>r effcllo di precipitare !a fine del memorabile assedio, è cosa che sin d'ora non si può prevedere. Sebbene i forti tacciano, non sembra cbe abbiano subiti danni ~<rnsibili; e se ne'mesi ora scorsi il Genio francese, spogliandosi de'suoi tradizionali pregiudizii, avrà pensaro a metter _le murature al coperto dai tiri lontani, sarà forza · ai, Prussiani ricorrere ai mezzi melodici ed aprir le parallele; cosicchè potrebbe darsi il caso che questi lavori si protraessero tanto che in questo mezzo la città fosse costretta a rendersi per mancanza di viveri. E poichè l'esperienza delle sortite dei mesi scorsi che il comando della difesa non sa o non può disporre per una sortita di forze abbastam:a irpponenti per rompere in _un punto quel cerchio cbe l'avvinghia, e poichè ora, restringendosi questo cerchio ed essendo cominciata l'azione delle· artiglierie, ;un tal mezzo di salvamento riesce ancor meno facile che per l'addietro, è chiaro che Parigi da sè non si può salvare, per cui non è qui che questione di tempo. Ma se è vero, come abbiamo detto di sopra, che la caduta di Parigi non sarebbe forse !a soluzione del t~rribile pro,blema che or a si agita fra Germania e Francia, è pur. vero però, che fino a tanto ch'essa resiste, Parigi è il punto cul_minanto e riassume in sè tulta la ;,iluazione. La sua sorte perciò non dev'essere considerata unicamente nelle condizioni locali-, pia in tutta J'.estensione del teatro delta guerra. E sotto questo riguardo un filo di speranza esiste ancora per: Parigi. Se l'esereilo di Bourbaki, rimediando alle lentezze de'giorni scorsi ,riuscisse ad ottenere un successo decisi1·0 sulle forze tedesche .c}:le gli stanno a !rnn,le; : e nel!o stesso le m po gli esercì ti dj
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PO LITICO-.MlLITAÌ\RE
,aidherbe e di Chanzy bastassero per tirare a sè l'attenzione del 1° e del 2° esercito, non v'ha dubbio che la situazione diverrebbe oltremodo critica pei Tedeschi, i quali banno ornai a quest'ora osaurito pressocht3 tutte le loro risorse in uomini mentre gli ·eserciti francesi vanno formandosi e prendc,ndo consistenza, · Tale è la situazione del momento. l Prussiani vittoriosi su "tutti i punti si trornno ciò non pertanto 1rnlla necessità di vincere ancora, e più decisivamente che negli scorsi mesi : i Francesi sempre vinti, ma rifòrmantisi sempre, non hanno d'uopo che d'una 'vittoria por ristabilire le loro sorti.
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RETTJfICAZIO~E
Nel Cenno storico sullo operazioni mili lari nell'Agro Romau·Ò., pubblicato nella dispensa .dello scor so ottobre, dietro meno esalta inform.Ìzio nc avuta, afl\Jr ma.vasi che il 34° baUagli9n1e bersnglieri fosse stato il primo ad cnlrarc per la br eccia tra le porte Pia e Salara. In os.sequio alla verità storicù dobbiamo rettificare quell'affermazione, inquan lochè chi fu propriamente primo a entrare per la breçcia sia stato il 12° battaglione bersaglieri, e più precisamenCc: in testa la 4• compagnia di esso ballaglione; poi subilo dopo la 2• e la 3' compagnie sue, frammiste però ad un plotone della 4' compagnja. del 34' battagli.onB bersaglieri e a due plotoni della l" compagnia dello sl_esso. · nobbiamo poi anche aggiungere, a complemento dello specchiò delle perdite che abbiamo. t4;i..to . .sull_a fine del Cenno storico, che il 33• battagl ione bersaglieri , ascrilto alla 2• divisione, lasciò 4 morti e 6 fe.ri li sotto porta S. Pancrazio, e tu lli uccisi e foriti da· gr anate. Uno di questi ultimi morì poi all'ospedale.
MARTlNI . CAnLo
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Gerente.
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SULL1 DIFESr\ DEGU STi\Tl IN GENERALE EDELL'ITAUA IN PARTICOLARE
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La gueTra tra Francia e Gennania che fe1•ve ostinala da oltJ'e ~ci 111esi de ve esse re perglistatisti l'he hanno l'alta e dirflci-Je missione cli reggere i popoli e lenazioni maestra di grandi ~JJsegoamenti sopratutto sollo , il rappoi''LO mi litare. Io penso che al termine' di quesla lotta formidRbile tutte le potenze faranno in prima ogni sfvrzo por accrescere il contingente rnil~tare, ·µerft!zionare il s110 armamento e migliorare l'istruzione della trnppn, rna contemporaneamente credo che non vorronno trascurare uno deg li elementi più essenziali per assicnrare la propria esistP.nza, q·ual è un sislema generale di difosa con focen te alla natura, estensione e cou Ogurazione del proprio territorio. Per l'Ital ia, oggi sol1an10 risorta a nuova vita e raccolta in unico .Stato~ que:;;ta deve essere la preoccuANNo XVI, \'OL, I.
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SUl,1.A DIFESA OEGU STATI IN GENEnALE ECC.
pazione principale e noi vediamo inflitti che questa questione, dopo il compimento finale dei nostri destini, comincia ad agitorsi vivamente e da tutti si cerca e si studio perchè possa ricévere una conven iente soluzione. Sia an che.lecito a me di esporre qualche id en su l grave argomento, ma coll'unico e fermo proposito di 'trattare l'ardua questione secondQ i pri1rnipii stabiliti dai più accreditati autori che tratt.!lrono la materia, modificati secondo i risultamenti della esperienza fatta in quest'ultima guerra. Tale è lo sc0po di alcune Memorie che mi sono inrlotto a compilare sotto il titolo Swla difesa degli Stati in generale e dell'Italia in particolare, e che affido alla' pubblicità in questo im portante perioJico militare, con fiducia ehe saranno benevolment3 accolte.
l1EM0RI1\ I.
IL RIThOTTO CENTRALE DI DIFESA
I.
Per piano genernlP. di. difes~ di ,~no Stnto.si_~~tf'nd? ,quell'insieme di opere d_1 ~ort1fì~:a z1?ne, Slab!:1~wnt1 militari e di co mu nicaz1on1 ordinarie, forroviar1c od .acquatiche che valgono ad appoggiar~ co(la nnigg'. o_r effìca·cia le operazioni dt'lle tru ppe sin d1 terra _che <li mare e porle in grado di contraswre dappr1rnil un'invasione sulle sue frontiere e snc,·essivnrnente l'occupnzione delle varie parti del_ sno lPrt."i.torio, pr10lnn_gando ne la resistenza a Ila moggio r p,oss1b'ile durata.
26 genntiia 1871.
0
II.
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L'idea. più noturale che ~i nffac~ia al(1• mf'~'te per eonserruire questo scopo, si è quella di ord.nnre I.i, dites/ e le lin ee di comunicazi one in modo che _la goerrn sviluppandosi sopra unn dnta '.ronl1P~n, i_ l dìfensore trovi successivan1en 1e tante linee dr difesa per at\endervi ecoml>ntte~e con vn~ts~~io ~i po~izione · H suo avve1·sado, re'tròceilère cosi d1 stazione in sta-
E DELl.'I'l'AL!A rN PART!CO L ~T'.E
SULLA D!FESA DEGLI STATI I N GENE!\ALE
zione fino alla frontiera opposln, e là so lo, se la forLuua gli sarà cos tantemente contraria, mette re termine alla lolla. Qu es to sistema pare a primo a:-pe tto it solo con cui sia dato di fat· concorrere nlla resistenza le risorse tutte del ptrese e di protn.irTe la lotta ai suoi limi ti estremi; però, brevi mn co n,·incenti· riflessi ci porranno ·in grat1o cli giudicarn s ul merito reale di questa i1en clie, sebbene con lrurin al sistr.ma difensivo propugnalo <la i più accl'ed ituli aulori milit:ni, trova appassionati difensori. Rappresenti amoci per maggior sempl icità nno Stato c!1~ ahbia la forma di un quadrato: seeondo il pri,oc1p10 Oi'a detto, le difese è le comunicnz ioni principali doHebbero essere stabili te sopra tante linee Ion cr itudinal! e trnsversali, in modo ell e svili1ppnndosi 1"lu na 1ovas10 11 e sopra una delle quattro fron tiere, il difensore, 01 ,poggrc1nclos.i fo pr·inia " il a linea fronti<:ra- e _po i alle succf'ssive linee pnrul!ele di difrsa , p ossa con trnst:ire ad ognuna il passo all'nggresso1·e, p<' 1• arres tarlo finu!rn eole e soste1wre co ntro di lui un ·c·s1rcm a lotta sullH front.i ua opp o:-ta a quella di i1m1sione. lo ammetto beni ssimo clic in un(·st.o s istema nè i punti fortifìeati vo.rranno cssc:rn ~ollucati a di Sl/rnza uniforme, nè le successive st.:Jzion i di difesa forniare de lle li,we r(~Lle, ma ben sì che, sia le di stan ze 1m le . piazze forti, sia la direzio ne dell e li nee d i <.life:;a, sia .quella dell e <:o mnnicazinni, venga no rrgol11te in ,,,odo da piegarsi al la top ografica cond izione dPl s llolo, oude , .possano essPre osservai.e tu lt1i le buone rPgole d'a,rte .nell a erezione delle 'fo rti!ìea1-ion i e nel t.rn c:cia 111 e11to ' -,delle vie di comunicazione s ia ordinal'ie ell e fe ,:ro· viari e cd anch e ncq u;1ti('.h e. Ma àm messo a neh c t.llttociò, ness 11n o pnèi neg;-1l'e che. con questo sisterr1a il ùun,iero delle · piilzze forti si ~ccrescerà per modo da consumare i tesori ·dellu ~Lo.lo, .
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per la loro erei', ione e per il loro armamento , e da sp ar paglial'e il maggior nerbo oelle forze comba tten ti al rnor11 en1.o <lc ll R g uerra pe r la sola c ustodia delle forti[ìcazioni; com e nessuno pu<l negare ehè a menò d i ave re una co nfìg-11rnzione di territo r io crenta 1.1 bella post.a, sa rà <l iffir:il e che tulle le strade m\lit.ari di comunica zione coincidnno cogli (l l ti·i bisogni com mer-cia1i e con tin ui drllo Sta to per rilrgare fra loro ne\ migli or morlo •"l secondo la lo ro im po rtnnza i centri di poµ olnz ione, siccli è la costr11zione di · queste strade esclus1vnrnen te mili tnri é la loro continu a manu tenzion e forrn ern nna nuova spesa di grande en ti tà da aggiungers i ai saer·ifìzi ,d el lo Stato ree l'impianto e la conservazio ne del s uo sislc·ina difensivo. Eppure non è nnrora questo il difetto princ ipale di nnn <'os iffatt:i c·ombinazione; altro ve n·e· ha b'en più pernieioso che si riveìn in tuLLa ev ide[lza, esa·· m inando un po' più prati1•arne11te il modo con cui so·no e debb0no di necessi tìt essere c-ondo lle le operazioni militn ri. Per clJi.n rirlo snpponinmo, come il p-it'1 favorevole pel difenso re , il caso di un'invasione che si pronunzi sopra uo a sula fro nL;el'a di q11esto Sta to così fo rtificato, e supponiamo ancora che l'agg resso re o coll'espugnare una dell e piazze di front iera, se tutte le -strade nccessibi li ali' ese rc i to sono dnile medesime sbarra te, oppu re passn ndo tra una p inzia l'11ltra, se il territorio lo co nsente; sin riescito ·a fa rsi strà da al.traverso la prima linea di fo r-tezze e venga ad assa.lire in · campo nper to l'ese rcito ch e è prepostq,a ll a difesa. .del la fron tiern alta,·cala. Io vogl io supporre che questo eserc ii.o difensore agir,ì seconlfo le migliori rego le dell' arte della. guerra, e clrn per consegu enza a questo }.in nto in cui la frontiera è in tacca La, non andrà a sparpagl iarp, i pP. 1.· rag-
e
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SULLA O{FESA DEG!.I STATI IN GENERALE
giungere i diversi punti (iella seconda linea cli dife-$.a, ed c:-porsi così ad essere balluto in dettaglio, ma bensi si concentrt>rì1 con tutte le sue forze disponibili sopra r111 ella fr11- le st.rnde c.he gli pt'esenta una miglior posizione difensiva ed ivi aLLenderà il nemico per resistergli. Orn, se in qut>sto primo urto il difensore è soc- • combente, quole partito gli resta a seguire? Secondole buone regole clell'a rte non ne ha che uno, cioè di ritirarsi tutto riunito in una sola direzione, approfittando bensl delle varie strade clrn dalla sua posiz ione antecedel.Le di battr1gli c1 lo riavvicinano alla seconda linea di difesa, ma però tenendo le s ne coJonne a limitata distanza fra loro in modo, per cosi dire, <la mantenere costnnlemenle il s uo fronte di batta~lia. Ciò in termine tecn ico vuol dire seguitare una sola linea di operaz ion e, e qu ind i la sua ritirata, dopo una prima lotta sfortunata, si effettue rà necessariamente sop t'a una sola delle pinzze che formnno la sua sPconda linea di difesa, per appogginrsi su questa piazza od al più soprn due consecutive che si trovino per t,ile operazione convenientemente collocate fra loro, abbandonando inti eramt>nle le allre piozze tu tte della geconda lin ea, I~ qua li per lo scopo di ai utare l'ese rci to difensore divengono da questo primo istante affatto inu tili e forse an che d:innose per il presidio da In sciarsi alla loro difesa, il qu;ile mancherà . alla Ìoua vera e .reale che si sostien e in r.ampo aperto. E siccome il ragion ame nto s i può da una parteri petere per la ritirata che ti difensore avesse sucC('ssiv11mentc a fare dalla 2• alla 3n linea di difesa. dalla 3a all a 4,• e così di seguito, e dall 'o lt.ra per· e iascnna frontiera che fosse atLar.cala, c0sl da queste brevi riflession i viensi giù ad argomentare che quando .pure si voglia am1r1etlere l' idea d.i sem in are su \utia
E OELL'rr,\J,IA IN PARTICOl.~ nE
).'estrema frontiera di ·uno Rt~to le piazze fotti in uumero convenientP, a contrastare nel miglior modo qualu nque una possibile. invasione { vedremo a suo tempo quand o la cosa è, possibile secondo le buo~e regolè dell'arte della guerra e come si provvedl'I ca so diverso}, non si può però mai amm ette re ché dopo questa prima co rona di piazze di frontiera se ne creino altre parallele, ma tutto al più dietro la fronti era sono ammessibili poch e pinzze interne, le quali sieno situate sulle stra de che il difensore riti ene preferibil i, a srconda dei casi, per la sua riti l'atn_ben ordinata e sicura, e sono appunto queste poche piazze c-,he costituiscono le 'Vere s'Lazi oui di resistenza su lle quali devesi contrastare la marcia successiva dello aggresso re.
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IIL
Partendo da questa iòea si vede subito che la drfesa interna di uno Stato vuol essére ordinala non con li nee di ostacoli parallele alla frontiera, ma secondo linee conve rgenti che pa ,·lendo da quella vanno avvicinandosi .fra di loro di mano in mano r.he si intero ano nel territorio. Alla stessa concl usione sì arriva, e forse anche con mnm.,.ior evid enza dì rngioni, quanùo si suppongn allo t)b 1· Staio la forma circolare oppure qua lsiasi altra po 1gonale che compo rti approssimativamente un centto di fìgnra; e sicco ,ne è q,rnsta appunto per l'ordinario la con fi,rurazione degli Sta ti, così si spiPga e si riconosc·e vera~ente razior.ale il concetto del sistema difensivo norrMle dngli autori ge:1eralrnen Le ··p ropugnato, il quale Gonsi-slc nel forli-fical·e secondo il metodo prù
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SULLA DIFESA l.l lWLl STATl IN GENERALE
apr,ropri:ito che a cinscunn si addice le frontiere tutte , di uno St<1to, qnindi di pr·epnrHr·e sopra un ristretto numero di linee convergenti al centro cii · lìgura le succ::-ssive st.nzioni di resistenza, ·e finalmente di co..: stit11ir·e in qnesto centro di fig11ra il cosl detto lli<lotto centrale quale ultimo · baluardo della difesa.
IV. Tuili i militnri di senno, i qnali hnnno un giusto · concetto delle opernioni mili1nri, sono colpiti dai vantn~gi em in enti che present a in gencrnle unn difesa ordinnta -in ,w,do che da un centro fortementn cos1ìt11ìto si irra \lii su tu tra In per&ria del . territorio; questi vnntaggi si fonno più pa lesi ancora quando dal caso affatto semp lir.e di una gue rra che si sviluppi sopra una solu front iera, si passa a considerare quello di 1ina guerra simultnnea da sostcner·si sopra due, tre od anche sopra tutte le frontiere ad un ,ernpo di u no S_tato, gi.icchè in q11esla ultirn.:i ipotesi, che è pur quella a cu i deve e:-senz ial'rr1ente provvedere· il pi,HlO cii difosa se ha da nominarsi e riteners i ~eramente come generale, non si Sl1prchbe idearne nitro clw rispondu a tutti i bisogni in modo non solo più effic:1H'.f-\ ma a-nclre solamente possibi le. . · · Egli è pPr q 11esto che lo eccezion i che si fanno a. quest,o s is te·rna norrnnle non rignardano giù il caso gencr·ale di uno Stato ben confìguruto nel suo territori o, rna piuttosto i singoli casi pnrticolari, oss ia qll~ndo si t.rnlln di npplicar-lo a q11ei certi Stati la cui cnnr:ig11razione affatto eccezionale pare debba sfuggire alla regola generale. E siccome fra questi
E OEU,'!'l',U,IA IN l>A llTICOLAllE
Stati s1 crede di driver· nnnov Prnre la Pcnisoln irnl inna,
la qunlfl l11ngi dall'aver 11 na fnrrna cl1e · co111p11r 1.i un centro 'di fig ura, se ne diseos ta l,drn1~nte dn far clubi la re se rn ilitnrlllentc' D,Hlando possa consi tl Narsi CO !W! nno Stato veramenLf\ unir,o e cor11pi1llo. C[lpìir.e di· essere asso~gcrt,1Lo aci nn s istema dil'i 11sivo dd pn r i unico, così egl i è nr•p1into pn la dd'1•sn dell'Italia ora r iunitn f'clicemr,nle in un solo Stil lo, che si vanno esr.ogilnnd o e si ritengono pn'feribili ni tri sisterni dif'ensivi, quali a due e q11ali a. tr,~ cc•nlri di difesa, co111bin'll i in modo clie la lotra un ita in un compnrtimcnlo possa essere trasportata n1•11';1!tro e da q11es10 nel terzo, fìno ., d1e non sieno consu 111.iti i n1Pzzi tutti di rcsisti>nza. Se s i vuole adunq11e Mclin~re la. di resa g<'n0rale ù'Ii.alin ser·onclo il s ist0m a più nppropr· ia10 e f'!,e nll'ntlo pratico nbbia poi a fare la miglior proq1, la qnestione primn e princip::le a sc:iogl iersi pa l'll 1i dC'bba essere ques ta: « alla Penisol,~ ila linnn, con sidern La « nel suo. cornplesso, si può desso appliC'are 'il sisl1'ma « dirensivo normnlP- irrncJiante prop•igna!o in g<>nere « dagli a11tori, il qnale polarizzato per così Jlire nd « un unico centro o ridotto genern le ' di difpsa si dif« fonde dllpprima dn qneslo centro alle frontirre per « for front.e ai pericoli dove e di mano in mano che « si pronunzinno e fa poi di nuo\'o' r:ipo 111 centro « stesso come in nltimo bnluàrdo .di l'<:'Sisten za? Op<< p11re pella conligurnzione speciale dél tenitor·io « itnlinno sarà n,~cr.ssnrio assolut:imente od and1e « so lo prefaribile di ricorrel'':l ad nllrn ronibiriaz ion~?» Noi ass istiamo nel una g~1erra formidahilP- che per l'eserc ito divenuto dift~nsore del pl'oprio parse . pre·sentò fin dai suoi pri rn ordii le più tristi e qnasi dispernLe r.ondiz ion i, fra le qoali, piì1 dannose di tutte, fa mancanza · od alme no l'1nsuffideoza di buorri di0
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SULLA DlFESA DEGJ, I S_'I'>\:tl IN GE-NEllALE
fo9s,ori ,pe~ ii i:idott0 cen-tra le e (<-'mpo s:(ui r·~issimo a melterlo in complClto a-ssetlo €li Jifesa : f'Jlpnre noi vediar;l'lo qnest0 ridotto sfid·a re per oltre qu.11 1-ro mesi t1,1.tti gli sforzi del cofoss:de agg.resspre. Se ìn fr,nnria non avesse a,vu.to la pifl.zza dì Pal'igi -dJe atTPSIÒ fin@ alla capilol,azio,ne di ,Metz, cioè per due rnrsi in Lini,, ttj,tl.~ le fo rze germaniche disponibili, ed in s<'gui1ò ne tra-tlen·ne se111p1'.e oltre alla rn:vtà, come rnfli avrebbe potuto il G.overno <lella difesa 1rnzionale a,Le.re il mezm cli prrpn,rare nell e provincie e n.elfa i;tc•ssn ci11ì.J di Parig-i q,11egti ese,~citi . tlurnerosi clie vedelil,11r,i.o Jottrare c,ou t.n.n,11a osti,1rnlez.,rn e c.ostM1zn _per rialz nre le sorti d.e l Aoro ,paese.~ D.0,po I'ncern:hiÌarn<'nLo d,i Mf' I.Z e .la eatnstrote di Sédan la gner:-ra nor;i snre brhe sta ia ,necessar·iam ente· ed ine\'il,Tbilmrnte ,fì11itn? . lm.J!>,OSSib.Ìiè ailunque il dis('onoscere la im porta nza 1mrn~nsa per una na zione che V<)gliia pr0.v,1edel'e ,dia ~u". 111_d1p_e-ndenzn di non pri,·al'si senz.-1 ]f> .più pol<'nti ~agr'°l_n1 dt .un così efl.ica,:·e sussidio di dif°L>sn qual è un r1ù0Ho ce-nlra.le fonemente costi11ui10: impossibile ad~nq,ue d,i disconoscere l'impol'tanzn (,fo lla -quPstloneche io ho più sopra en1rnciata per ,risolve!'lt1 nel moda più op.pc>1:1run 0, ; di-s entiamola :prr.Liinto-con 1u1ta !"ampiezza e 1-n alu rilù voluta dalla gravità dcll'a,.go111rnto,, f~cendoc.i ,d:a~pr:irna ,UB giusto <· o-ntello df>l le condiz~-on.i essP.n-ziali a CH,i deve soddisfa.re un r,i,dolto c1•ntp1\e d-i ,di -esa pe,r prestarsi al suo ufficio, eJ -appli~ candole pQ~cia al .-teniiitorio d'Italin .
V.
tf .Ì~l
fin.e _r.i.~oneis~iamo a,n_J:ilul!o .çJ1e so.tio il :ra,p CCOiJl,CJmieo ,w1 ride Ho u 11i.co a confronto, ,di . due o pV1 ridptli ~e1p<) r aiLi l1a · .il mii taJgio.
f!O,rlo ;fi-n_nn.z,1ar 1Q .ed
E DEJ,L)Ul.l A.IN I>ARTICOLAtlE
-ma.
ç,he e.on . un,a d,eLermina-ta spesa la sua costruiione ~ iJ. sub arrhamento, ossia la sua resistenza dorr!1 <·s~ere_molto più potente, e che sollo il ra7iporto militare,. ~on 1,rn ridotto \mico quando un'inv;1sione proveng13; ~a una sola frontiera, sarà possibile di utilizzare, nei vari periodi della lotta e soprtituuo pn la resistenza estrema, le difese ma1er-ia]i tulle del rido1to unico e, i.é l'isorse i,n.tiere òcÙo Slnt,o riunen<Jovple a tmapo qpportuno, mentre CO.I! riçlotti sqrnrati non si utiliz:,;.erèlnno che le di,(es,e di ç]'rnllo tra essi in cui ci saremo determ,i.nati di ra cc:biudcrpi prr la loua finale. . Riconoscia.rno in second.o luogo che il ri<lotto cP.-nÌrale di difesa non è necessario clie sia situato ~l · éentro di figurà del territorio a dif'«, ndersi, ma che te.o ricamente :p.arlaodo la s ua di:-fanza dalle fronliere· d_eve essere in ragione inverso dei peritoli di i11vas,ione ,a cui ciascuna può essrre SOl-(gf•Lla, cioè n dire il rido,tlo deve essere più vi<;i-no nllil frontiera pii'! pptenter;i,1ente n:iinncciata e vi('.e,·er-sa, onde i sot1;orsisieno p_iù pl'onti ed efficaci dove il . bisogno è più g,rav.e e minacc~oso. l\iconosci.a·i;no in terzo lu ogo che il ri<lol.to een.traJ,e qi difesa per soddi·sfare a.bbas't,anza <·onveni r ntementea,1 suo scopo· basta che si trevi nl nodo nlrneno delle p.rin,cipali com,unicazioni ordin,n rie e fe-rroYiarie che r.i,un.iscono fra loro le varie parti del territorio cnde ~~s,e.re in gl'ad,o di i~r~t,diare, ovunque il p.rr:i<·olo 8 ~p,rese_n ti, i sor.e.<n:s;i in uomini. virnri e rnnterioli da g;uerna che o,ccorrono; ma che se si vuole <·he il suo sctopo sb raggion.to ne.I modo più completo è ne·ce-ssario ch·e per. una co,rnbinazione più uniea che rara ili Ler,rHorio esso r,id.o tto si trovi al nodo unico di kutte le. oomunir.azioni che da una fronliera c<!nduc.e :& -~.uell11; di~metralment.e o,pppstn; imperocdiè allor a, solo sarà realmente poss:bi!e di sostenere dapprima..
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SUI.LA Dl l"r::S.\
n~:c:u
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S'l'A1'l lN Gl~l'IF.IIAI.E
d.1 esso colli! n1aggi or .. mcac·ia la difpsa snpra (Jn<'llè t'ronli <'l'c ch e fns:-c•ro 111i11111·1·ia1.e e po~cia ropn· r, do colla sun sola mntcri,tl1• po:-1:izionc le rim.irPnti parti, del 1.r. 1·ri torio, ricerP rrrn durante la sua r esis tenza le ris orse nn r:ol'/1 disponibi l i a prol;JOgnre per così cli re i11definitnrnente In lottn. Jo ch i,1n1 0 be ne 1'a llrn1. ion e su q1lf'HO p11n ro capitalr, per<:hè rni YC'l'rà il c·aso di :ipplir:irlo ,d ia difesa cl('ll'lt.a lia, «! per· cli i;n·i l'in 111rgTi o i o forc-io q,1rs1a sr rnpliec r ,lll'ssione. Pnrigi è il ricl11uo rn11rale della Fr:i!lc·ia , e scl.Jhene sin slatn invrs1i 1a r <-l1i11,11 q1w si i11n i: pcttatnrnc11tc per la no11 prevedibile calnslrofc di Séda n, p11r'<', colle risorse rncc(lllcsi in sol i 30 giorni e co n difen so ri q1 rns i inl',; jHi l'li, q11e:-:10 rido t lo trova i l n l'PZ ZO di resistere rwr ol Lre .i, rne,;i 111 più poderoso csrrcito : ma Sn PMrgi, invl' C(' di PSSere 1111 p1 111 tO SOio ne l 111 <'7.Z O di 1111 vasto territorio elle pnlè Pssrrc rornplet:rn1en1e accer<:hi11lo dai l'l'll SSinn i e r idotto nllc sue li111i1ale risor~e, fo::;:-e stn ro in\'(• ce 11 n p11nt o so lo o rn cglio anrora unn li111ilata zona di tnrPn<i pnlente111rnte forlifìr.ntn da ll 'Hrir. e dnl ln n ;i 111 rn c:h c, comP mi istmo, fosse tutlo nll'in giro bngnnlo dal 11111re, sicc·l,è i P rus sian i 110n nresscro pot111a accerc:hinrla nè avnnz.irsi nel r i111aoe11tc terriln:·io senz a csru~na r e q11eslil po.:. ten le barr11>rn, snrrbbP. l'gli possibile di i111ni.:i~inare che cogli sforzi fatti rla ll n Francin dopo il 1° sc Ltc1nbre (sf11 rzi che fino nd ora si perderl"rO in folle eroiche ma pnr troppo inntil,) l e cnnd izi oni di quel paese si trove r ehlH'rn r idutlc all o slc1lo in cui sono? Io vogl i o anche supporre d1c colln 11hii11à Yernme11te str::iord inn rin dei l' r u~s i arri essi sa rebh<'ro r icsci ti di irnp edi re ai Francesi lo sbocco da q11ella barriNa for1ificata, ma nuel !o che mi scmibrn ce 1'lo si è ell e la resisLe11za di questo ridoLLo, rifornito cnntin11a111ente di uon,ini e di v ettovi.lgl ie, sarebbé indefin i ta .
B OELL ITAI.IA IN PAll1'ICOl ..\llE
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Ri <'on osc·i an10 in q11arto lu ngo ell e il ri<lollo rentrnl c deve Psscrc si11 ,a1n pc•r· 11,odo i-Ire la sua cost ituzione con oprre di forr, ficazinne ri"<~,·a d;tlla eo nlìgurn ziune deJ Lt• rrcno Lutlo il plls-;j l.J ile s11ss itl io, siccl1è l'a ri~ e la nnlurn çon<:orrn1111 per c-osì dire a farne _un bo lunnl o il µiù polr.nft:' di n ·s i s1e1 1zn. ond e se avvenga che per gra vìtà d i ea~i e di r1rrnstnr, ze In forlum1•dello S1ato si trovi ;iffi dHla ,dlc est rcrne risorse di qnesto riclo tro, si p(l:-,;;; f";,rc nss<·grin111<'nlo sopra una lotl.i finale In più vivn, ,, {lic;ac-e <' dure,·ole . A questo prnpnsilo v11olsi usser vÌ1re dtr! pri ,11 ,1 d1•1ln g-11e na auunle si rit.e111·rn con1t· i1111H1s:;iuilc di ncc-ert;hiare un forle esc rcilo in una so la g n111 pinzzn ben n1uo i1 a di ùif,•s(; e attornia ln da un c·;1111po trinc l"ra to di ta l e a111pi ezza da ric·ovPr::irlo e 111ettPrlo ol si<·uro dalle im µ r ese n ernicl1 r. : spc 1Lc1va 11i l'rn ssiirni di sc ioglie r e que:-10 grande pro1Jl.,111a. e bis11g11n cornenire tlrt' lo ris ol,;e ro in rn odo snrpr·endenle p r illiil a Metz e poi a l'i.lrig i. l>·ora innanzi non sarii adunq11e p iù l1·c_ito di nssidere la difesa di uno ~ lnln sopra osLacoli di tal n at ura , 1n;1 cu nvP1Ti1 i nv0c·e ,··correr e se n on per la difesa di lui.l e le frnntiN c, al1111!no per il riùtillo centra le aJ nitro sisH• 111;i, c:ioè ocl a zone di · LNreno po Lcn ternen Le fort i fìcn Le da ·pi azze f11n11n II ti sistema fra loro, sicchò d i venga nssoluta 11 1c11 t<~ i111pnssrl1i le di acce rdiinrle, nppur~ 1111l'he ,id un ;i sola pi;izza fo r tissima, ma per posizione lli1t11ntle 1·, 1dig111;11;1 in 111ndo àa no n poter 1~s:;c rc cir<:On 1L1tn pri 111 a u i e~sp·c in 111 110 od in ·parlc espugnata . sicc:hè al , 1 i l'1•11so1·c• sia possibi l e an che rne>r1tre nll1·nd c ali;. dif'e~a d,·1 r idotto di rifornirsi delle vl'lt.1,·n ~li<', rnu11izio11i da gur,r1 .;1 r. cli f1·11:-c1ri che gli se no ner·essari n protr;irre inddì11it111111·11l1· In 11111.1. Hicono:-c:iarn o infine che il r i dotto n i11lr.ile di 11 11'<'.Sa de,·c e!-s<'rH siL11 nl11 in 11n tcrrilorio rin·o pn 3(' sl1'SSO di risorse J'ogni geu ere e :;opralu llu J, forza muL1Ìt;e.
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nnt'11rnle affi'ndrè poss:i p'l'e$'tarsi come aTSenal1e d1 -c'rNizione di tutta sort;:i 0i rrwt'eri,de da g11erra. In qu'esti ultimi tempi J'es·ernpìo è11elle can'rprngtt'é d'Jlalia °4'8'5~, di Germania ed lt.Jlià''1866, aveva ind'ot(o .molti 'milita ri a credere che la d1a'rat'n ·d~Jle guerre re ndev~ .à diminuire e che d1 orà ir\rnr'.lzi l1à. lo ita fra due pat'enze si snrebbe ristretta ad un'0, sforzo p·otente :e complessivo in una so1a, o poche bat((aghe, • dopo fo q-oa li il vinto avrel)be certç-Btç> d'i- Ottenere )e n)l{,f'iOl'Ì condizioni possibili di pac·e. - ln ba-se~ que·stb c'Once.tto si riteneva cl'1'e po'co o nullo era l''ù1i!;e che -si pote.va r·itrnr re ·dagli ùsenali di costruzi'one di tj'iareriali dn guerra durirn-t'e il breve pér'iodQ peJ)a lot ta, nra che si doveva fa 're· esdusivament·e asse-gmr·rrrérHo sul r'n1nteria Pe prepa1·ato in temp'6 di piè·e è ra-cn~11'lo ne-i rrragnzz ini; si · l'i'traev-q. poì la cònse'guenia non· esse re necessar-io che gli aì's;enal i fosseto in Lµogo {;i:<m'ro; bensì solo i mn'gaz'zini'ci'i l'r'latè'ria'lccon feziònalO'. ·t'e's'ernp'io ·dell·a guerra an'ua)è é le immense fa:bB'ric~zio'n'i fatte i'n Franç'ia ne.i c'in'q11e ultimi I'nesi in m'éào a<i una guerra In pìù d'isc1stros.1, ha an'clYe- fr1t'r6 r«g'.ian~ di' crnesto giudizio for·~e ur\ po' arrisclijllto: laonde se ·sì· vorrà provve1jère efìì-care·nrcnt.é al1,a difesa di unò _fftat9, bi:;;ognerà veder modo d'i Ì'~ccog,liere ìn lpogç> sl.cu'r9 questi arsernili p'crc:h,è possanò; raçl'do'ppianèlò <fi sforzi duvan te la l.ott3'. C'onr,o rr'e re' a f:>'ròli1:1gà'i{a', ·è· la loro posizione p'e'r 'u'ti'fizza'f'l'i s'e rrFpre :sàrà ·natt.r,r;1h~lerrte l)ei .ri<loq9 cenCrnlc.
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VI. · ·Ò'ril
·che 'ci 'i-i1!!'m'a faùo un 1 Vd~;i ·g"iu's(a de1l'a U'.ttlità
t ·l(e· pu'à avèr'e un tid otto ci?nlralè tinic"o di 'difosa, .è '<felle· con·dfzioni ché' dev·é riunire per soddisfare· a'l st.tò /
scop0, esnm1n inmo le cond'iziòni del!'l 1rrlin, e vedl;rnro s~ sia vera rtiente impossil.Jile di stabil irlo corivenièA~emerrte <:ome molti opinnno, o sè i'r1vece la sùa confign·rnì one n:on si presti a rneraviglià per costitui,:l'o nl'l modo pi1ù potente ed u1:i!e alla sua drf'e.sa geAeral'e . A tale fine c9nsidèrinmo dapprimi! che l'Jt;ilià es·s'rndo potenza continentale e marittima i suoi rnei,zi di rcsistPnza sono di due specie cioè, eseicito çii terra è a!'11wta di mnr·e: se per conseguenza il suo rìd.o qo c~ntrnle <l i d,fèsa potrà costituir,si in rnodo d~ esserl'o ad un tempo e pù l'esercito e per Farmn la, si sarà trovat,i una combinnzione la pin appropria tp, impe1·occti~ allo ra solo la lotta fina le snrà realmenle ef'fìcace e durevoli, concorrendov i la mari'na pn ·port;xr:e al ridbllo Vf'ttovaglie, munizioni e diferi'~ori .dalle t)ltre parti del · t(;!rritorio se sarfl padrp_na del 'Illare? concorrendo l' eserçito di terrn per d'i'fè'r)'d'e.re Je ;,tazioni .,i1ari1.ti111e contro sbarchi, se la flotta rè~pinta çnl ll'lare dovrà trovare jl necessario :rifu-gjo nei porti fortifi,·a t.i. '· , C'onsideri~mo in scMndo luogo cJ1e per FJtnlia 'non , yi è cunfronlo posgil.iìle fra i pericoli d1e possono ;ininaceiarla da tl'rra e quelli éhe ba a temere d;1l mare: i primi sono irfcotnpurçqilmente più gr~vi dei ·secondi. ' . . ; - Per chi si fa t~ giusto concetto d·eJJe gra11di ,operaZi'oni della guerra e 'delle dif'lìcohà 'elle offro'no sia alFaggr.-·sso re ~ia al djfe~isor~. secondof'li.è si S".·Ì\uppano sòpra pna fronti l ra continentale eomunqu,e çostituila o sopra ur1a f'r1ontiera rnari~tìm~. lo cr~do _che la ~~rità da me en~iru:inta non atrbisogrii di ~imostrazi one ed nb'bia a ritenersi e.orne un vero assìonia· ·ma siccome v.e'du manites.tarsi alr,:i pr.incipii, ·cioè ,eh; _p er rapportç> ad i1nportanza miiitare deLt;>a rirene·r si come untidea , mùiq11àda e da rigeharsi-qùella eire la
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SCl,~A o'r\,ESA DF.CI I
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chiave d<'II' Itnlia stia rwlla Vé1l le del Po; <"lie sosta nzialn1e11te tutte le parti de ll 'Italia so no di prr11nl e irnt> ponanza n11n solo per 11u111Pro di porolaz1one e di r_i.sorse tl'11gni ~enere, n1n Hnclie sollo il r,1pporto m i1,une; <'11e le frontiere nwritt1111 e sono eg1w l111N1te vu lnerab ili com•~ le t<>rrrst ri , 111i sia lr.ci 10 qu i di di~cut<~re qu este nu ove idee e pontler..irne <la vicino ii reale loro mt•1·ito e valore. Anzitutto se noi g1rnnlinrno le fr ontiere ,lf• I nosl.ro Stato e non Lenin, 11 0 con to della nc11irnl1Lù svizzern, lo q11al e può es:-Pre f.tciln11·nt e \'iola1a , noi vedi amo l' ILalin sul continente con fi nare direltame~ le con du e potenze furmidahi li (An"tria e Francia ) e i11diret1.a11lent(~ co n una pol"nza. vern111P11te <·oloss11!c 1la f.er,na nia) , mentre per 111are due so le potenze (F1·c1nc:ia cd Jnghil trrra) posso110 aua,·cnre co n supNi oritì. <li m ezz i I,, fro 11t;crn; una sula, c:i0è la Fn1n cia, è i11 grad o di d11re s<-'guito con opcrc1ziu11i interne .i C{'lesti .i11acd1i mnritti111i chesieno r i<'sc iti l'or111nnti su lla costa Quindi senza nnclrn tener con to nè dell' attuale situazione della J•'rnn eia cli c la renderà per q11ali:lic tempo i11nc.cua .ii· suo i vicini . 11 è dell a costituzione speciale dell'l11ghi llerra dall..i quale nesstlnn potenza d'E111·opa e l'Italia men o di tu tte ha ne:-s u,, a se ria ragione di 1.crnc re qual che collisione, bisogna pu r amm ettere ci,e per nippnr to al ,iurrH:• ro e ai 111 ezz i u•c11i dispongono le pote nze a no i c·onOn an ti non sono da 11i clt<'rsi a confronto i pericoli elle ci soHas Lan o sulle fron tiere continentali con quelli _cu i si;:in10 n1i nn<'c:i.it i per ma 1·e. Ma se ci in ternic11110 pi ù lldde 11 tro nella conrlot1a delle oµera;don i dell,1 guerra e stlldiamo coni<! i rn eZ7.i <li offesn po~so110 svi l11pparsi sin d;; terra s ia da 111nre, noi vedi11 111 0 c·li e da iPrTa l'a~gressore può in 1111 lrallo dirige r<"i co:,tro tu tte le sue l'orze a11d11i di 300 a 4.00 .mila uo111ini, mentre per mare il s uo primo sforzo ha
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E l),EU. 1'.liALlA 1N P.\RTlCOLARE
liltil, li,mite insupPrabile nPi lPgni di lragporto di cui dispone, i quali nè per l'Inghilterra nè per la Francia non su perNanno mai la fo rza di 50 mila uomini: noi vediamo che l'invasion e da terra può mina cc.;iarci su tutta la pari.e di frontiera conffnan te coll'.iggresso re e per tulle le s tra1le a<·cessibili che l'altra versan o, motivo Ji>er cui sarà molto focilP ri esca in un punto e ne sconcer:ti cosl tutte le 1·irnaneoti pnrLi , mentre da mare l';iggressore pùn può avere che po,·h: obbieltivi , ci oè uno clei porti che gl i permettano di sbarcare al s icuro e cli basare una ulteriore opera1.ionc: noi vediamo infìn e c:.he una volta supera ta la frontiera, l'aggressore da terra può sen,:a risclrio spingers i arditamente avan ti con t11ttA In potenza dei suoi mezzi , perc:li è tutti erano g1.'1 prepn rati all' in vasione e prontom ente sono richiamati sul pa:;s') ch e si è aperto, me ntre invece l'aggressore da mare, quando pure sia ri escito .id operare un primo sba rro di 50 fnila nom ini, se trova si a fronte un difensore egualme nte prepnrnto e quindi necessariam ente con superiorità di forze in questo primo period o, dovrà M11.itullo prepararsi con opere di fortifi cazioni un rifugio sicuro contro le eventualità del combattimento, ritornare colla propria flotta ad imbarcare nuovi armati e nuov i mate riali e qu esta ape-razione ripetere an che più volte lino a che non abbia raccolti i mezzi sufficienti a proseguire la guerra coo successo. Queste cose mi sen1br:iuo evid Pnti, ma la guerra attuale tra la Germania e la Franc.:ia lo dimostra in modo a tulli palp<1bilP., irnpcrocchè nessuno crede rà mai che malgrado la imm ensa este nsione delle coste fran cesi, la Germnn ia avrebbe potuto ('Ondurre un-'in~·a~ione così poderosa , così abile e così fort~rnata CO.fllA In <:ondusse da terra, quando pure avesse disposto del naviglio riunito di tulle le potenze d"Europa; del ANNO XVI, VOL. 1.
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SULU DIFESA OJfoU STATI lN GENERAI.E
resto _qu,~sta verità è in fondo il segreto dell' invulnerabilità dell'Inghillerra. Concliiudiamo adunqne che non vi ha confronto possibile fra i pericoli r,he minaceiano l'Jwlia da terra con quelli a cui è espo'sta da mnre, e per çonsegnenza riteniamo che il ridotto 'c entralè di difesa non è necessnrio clie si trovi nl suo cPntro di fign;·a, ma sarà , c1nzi ,·antllggiMo che si nnicini alle frontiere continentnli os-sia nlla valle clel Po dove sono tcniibili i maggiòri pericoli e pitì necessari i pronti soccorsi dal ridotto. ·
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VII.
· Se qnesti dnc prir1cipii che io son ,·ennto qni svol·gendo con tutta ampiezza di conside.ra:òoni verranno ammessi, eredo r.lte hon avrò più contraddizione possibile alla r.onsf'gu0.nza che ne ril.rnggo, cioè cl1e esiste in llalia una posizione non solo convenienti>, ma eminentemente vantaggiosa e forse unica fra quanti ne possano presentare gl i Stati d'Europa, nella q11ale eollocandovì il 1;iJotto centrale di tutta la difes.a, costituendolo coll'arte nel modo più resistente e r.ollt'gandolo convenientemente colle var_ie frontiere, si avrà un sistema difensivo il più potente e sicuro che si possa Ì[!irringinare; e che quPsta posizione non è altro che il tratto di territorio toscano interposto fra l'Arno e il Sercbio ·da Pontas::.ieve a Pisa con centro a Pistnja e coi posti av_anzati d: Spezin a ponente, d~I passo apenninir.o Jetto Abetone e dèlla piazza di Bologna a riord, dei passi apenn inici di S. Gaudenzio e Trabaria a levan'.e. Infatti se lo considero dal lato strategico, io vedo
43t ~he su questo tratto di territorio si riuniscono tutte le strade ordinarie e le ferrnvie che mettono in comunicazione l'Italia superiore colla media e bassa Italia, eccezione fotta di quella sola che riunisce Bologna con Ancona lung-o l'Adriatico, eppcrtanto fino a che la difesa si mantiene sulle estreme frontiere a nord od a sud oppure sul lido laterale sarà non solo possibile di richiamare dnpprinrn. al ridotto le risorse che sono neces:-'iarie sopra le frontiere non attacr.ate e di irr;adiàrl~ invece su quelle minac-ciate, ma di for -coocnrl'ere a questa operazione tutte ad un tempo le -strade che solcano il nostro territorio (vantaggio questo più unico che raro e che 1100 sì riscontra in nessun altro Stato d' Europn\; io vedo che allora'quando la lotta -si sarà concentrata nel ridouo, colla occupazione di <111e,;to il dift'nsore intercetta anche materialmente tulle Je strade per cui l'aggressore venuto da una parie tentasse di passare nell'altra, ad eccezione di quella sola -che si distende da Ancona lungo l'Adri,Hico, la quale però se non sarebbe direttamente sbnrrata verrebbe cosl potentemente difesa e minacciata di fianco da tutti i ;:.assi arenninici che -collrgano la Toscana alle Ma,,che. da rendel'ln pericolosissima all'aggressore per un'operazione di q11nlehe im portanza, sicchè_ sarà effettivamente vero e.he la resistenza del ridotto non potrà venir meno che per la espugnazione del-le sue difese e non mai per la 111ancan1.a di vettovaglie, di difensori o di materiali da guerra, cose tutte che continueranno ad affiuirvi dalla 'metà del territorio iovulnerata' ed invulnerabile: io vedo che la flotta italiana se sarà padrona del mare, non s~lo coadiuverà l'esercito nella <lil'esa dd ridotto, sia apportando a Spezia od a Livorno , da tutti i punti ciel litorale italiano i soccorsi in uomini e le risorse varie che là non sono più utilizznbili, sia sbarcando i suoi propl'ii mezzi di -azione per parte·E DELI.'l'rAUA IN PARTICOLARE
,,.
l I
f:3.2
n bm,L'iTÙlA IN Ì'ART'f(;'Q·r, ATUZ
SGLLA DIF:E$-A O~G.f,I STATI IN GE~~RALE
.C,i:p,a re a!La loll,a, e ·se snrà alla sua voltu bloccata da fl.o,lle prepondnanli in ~pezin, r[cever;\ essa stessa dal rid ç,,tto. d,i c11.i fa parte la Spezia fortifi,1·ata da terr:a, e d.a m.a.re, il sussidio clr e h1 occorre per sottrarsi alle . c,qnseguenr.e di sbarchi cffo ttunti in dista nza. Se poi io, consi,dl~ro il -ridollo eentra ,e di difesa cosJ ~~.~bi,lj_ ll> ch1l, hl to tattico e s11 ppongo che l 1 guerra si !?J.a. s,v~lupp;:it;1 Sili co1;1fioe contioentalP-, che è vera.mente la ~ol~ clr~ possa condurre l'Jtalia coi su oi 600 o 70~, mila ço,t,n,b,altenlj al ln misura e.strema di dovers~ di~~r;Hl;ere nel suo. rid otto cenlrnle, io vedo dapprima . ~,el po~l,o ~vai;i z.n.to di Bologna, costitu ito in piazza ~(.)rl~, u,n campo trin.ceralo i11 pinn ura e con ridot.t0s,ulle oollioe, tu:r ostacolo che slìderà per rrie~i e mesi q,11alunqu,1y esp ugn,nzion e, perchè i soC,corsi e le vcttpvagU~, non, v.~ potra ,~.no mancare dalle spall e 110 0 a çhe nc;ir,1. siano c~dutc le sue estremJ,tà fortissime per n,n,~ur.i. òi _m,onte Cn~ra e monte Calvo che copron.0 l~ val!) d,cl, Reno, e dr Savenn; io vedo dopo la caduta di B9logn.a, le valli dr.I RP. no e della Saven a nond1è . l~ _gole degli ApenninL aU'Abeto~e, a Osp idale tto, al,le • E.~hg_a11e, q San GJp1d,en zio prolungare lunga meute uua r,esjst~nZ:J-1 resi+ fissai faei le da lla posizi one costante.m,~ntç, donlin,11n,t.e del difensore s ull'aggrrsso re; io vedo f1i1;1l.l,l;rn.~,Ji)te i,n P.on~nssieve, Pi::;a e Pistoia conrenienteI mente fortr'f'1,eate, ed nneh'esse contioua :n~nte riforn ite qi, n~ovi meqi di resistenza dnll'ltalia media e weri_(\jona.l, ~, un i11sieine di piazze facenti si stema fra loro in m""'t,zp nll e qu,a.li, con una costanza _inv itta e ~on _u.r;r'a b,j le, direzion e, l'es1iwl'it9 difensore, sussidiato ove ,(l'uop9 d,all_e, tr11ppe. di ma re, e da.Ile artigli erie della .fio.tta_\ p,~ò ben sta,~,ca r.e le for?lc. di qualunque· p,iù Jo,rm1dabrle a\'ver!'j a.n,o e ottener:e se non altro, condi~i.pn i di pace l·e me no_ di sastrose. Nè diversi sarann.0 :lÌ: ris.4ltati pç>;ssi._qili ~lt.\ oL~,~nersi col ridollo se la guem~ a
r..
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f3'3
-si pl"o·nunzi'erà pi~ viva sulle fro11ti ér e 'di mnre, i'rnperLiccl1è sebbene le piazze di 'p'ontnssieve, 1Pistoih ·é Pi s-à' veng'ai10 'in tal cas·o ad essere ·1e p'rirne espos'té fra <j'nelle del ridblto ai colpi Jell'nggre·ssorc, 000 s'al'à ' -dif(ki1'e al difensorè di soste11rì·;,i u11à Iungà h!'~·i'stenza corn ecchè ivi allora i · mezzi dr ·a'.tt:rcc·o, c·o·rn'e· ·provenienti da mare, non potrnnno mài ·òve re quHl·à· superiorità d1e l!nnno nel caso di un'invasioue da terra, e ad ogni modo, cadute quf!Ste tre piazze, la resistenza si potrarrb con tulla facilità ;igli .\p,,nnini e quindi a Bologna, la quale verso sud nella valle del Reno non è meno inespugnabile che da nord verso il Po. . Che se poi la gue rra si è svilù'pp'ntà sulle frontiere continentali e marittime ad un te1npo è t1con ta p'~A'gio -del tlifensorn da ehtrambe le parti, in glhmi fi iù «·lrè mai il 1·idotto centrale, costituito ctiit1e si d'i'sse, Rr presterà eolla m11ggiore efficaf·.in a prtvvede,re a' 'èprè-Sto ·cns6 più dispera to, imperoccllè è v'èro dre in alJ·o'ra fo. r'isorse sarebbero hecessarinmcnle limitate hi hìaga'z'zini é depositi in previdenza racèolli,·i, ma sè t10'n :altro i difen sori invete di essere spn'rp11~lin~i ìrl ·duè o più ridotti, tr6van<losi rnti er»rt'len'te còr\cehlr~ti, si troveranno in una posizi one ce ntrnl e che è la solé1 p'6 S-' sibile per resistere e talvolta dordbau~r'e ~o'n suèce·sso uh heri1ico più poderoso disunifo. Se finalm ente io considero ii H/ìotto tèi'Hrafè· ·W1 valle di' Arno da l lato delle rì sorse che si còrniengòrm p~r un grande arsenal'e d'a {abbricaziorie di niall•riitH tfa guerra ·d'ogni génere, io tedo che I'à· u'f>'e-rtdsi tt1 èle'llè -c~f:1pa~ne, fa ticèheiza d'arquh, fo ghrn'di sèfrè rtt''lfa v1c!na Maren'rrt'la, l'e rtli'nierè delt'ìsola d'E~ba offi·or'la a dovizia quanto è <l'uopo, per cui anche da ·questo. ~alò il ridotto è rneravigli·osameute siLirn to per pi-estate 11 suo ufficio. ' .
°'134
SULLA DH'ESA DEGLI STATI IN GENEfiUE
Insomma, sotto quulunqne punto di vist•1 io considero questa regione toscnna, giù un tempo culln dell'arte e dello. civiltà, vedo riuniti ill una zona nbll1lstnnza ristretta e proporzionnta alle forze t;lie l'Italia può rnetti>re in campo quanti elementi si possono mai i111rnaginare per uua resistenzu la più efficace, vigo rosa ed ostinata.
E DEI,L'ITALIA IN l'Al\TJCOJ,AUE
.I•
VIII.
Una sola_condiz10ne chn potevi! ancora avere qnesto ridollo centrai~, che l'ebbe anzi per alcuni an11i, rna che g1i verré'l a mnn<.:are fra brcre, si è quella di 1·ac1:hiudere nel suo interno la capitale del Heg110; e da chi ri. flettecbe in generale una capitale rAgola l'opinionr. delle provincie, racchiud.e abbondauti risorrn, ed unn volta occupata dnl nemico resta se non an11icnt1i'la almPno paralizzata l'azione del Go,·ern.o cent,·al e, e di molto abbattuto il morale di tutti i cittadini dello S1ato, certo questo difetto non sarà considerato co.rne di insigni· ficante rilievo. Se la questione di>lla cnpitale defi ni tiva d'Jtnlin fosse ancora vergine, come avrebbe dovuto la sc iarsi fino aHa totale rigennnzione del paese., mantenr.ndùla provvisoria in qnella cill1ì da cui era pa rti tn In prima scintilla per la sua lrbenlzione e indipend cnzn, e che la cura di scioglierla con vera nwturitù Eli senno fosse stata rimessa non alla generazione presente che assistè ~ q11est.a grande rigenerazione e trasformazione, ma ,bensl a quella che le sarebbe succerluta, in rui più ·J]On avessero influenza le passioni polilicll c e le riraAità da regione a regione, io ritengo c:he, ant:l1e sotto,
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il solo aspetto politico, Firenze, per salnbrit;'i d'aria, amenità di dintorni, l'Ì<·cliezza di suolo e centralità di posizione sr-irebbe stata ,prescella a tale uffi<:.io, facendo naturalmente preeedere que lla orgnnizznzione interna di tutto lo Stnto con c:ui mi>dinnte un ben inteso decentramento fosse stnto possibile di assicu rare alle · nitre città cospicue d'I1a li a elemrnti i più ampi cli lustro e vita propria; ma se anche qualche dubbio si fosse nppalesoto a sreglierla t;Ome capitnle dal lato politico, io sono certo · ctie almeno le sue çondizioni ·più uniehe r.l1e rare dal lato rnili1are avrebbero avuto la influenza di far decidere in suo favore la seelta. Ma ora, dopochè da 40 noni si è sollevata la questionò. di Roma c11pitale, dopocltè in nome di qnesto principio e per agevolarne il con,pimento si è fatto un primo trasporto delln r.api111lP da Torino ·a Firenze in modo assai viol ento, dopod1è con questo prematuro atto si è concentrato soprn Firenze il più ardente ed appnssiunato sp irìt,1 di riv,dità, dopnebè insomma l'idea di floma cnpitale d'Ital ia è divenuta l'arma più potente di partito nf:'I pncse e nel Pnrl11men10, associandovisi ancora lo spirito di lotta nel rampo fi105ofìco e religioso, io SPrtlo <.;h e sarrbbe fotira pr.rd11ta di voler fare argine a questo torrente sfrenoto e tumultuoso, per invocare nel solo interesse, conlllnque sacrosanto della difesa del parsr., una soluzione veramente consona a sl vitale qucslione, e tutto ciò clte resta a farsi si ~.di · Yeder modo di nttenuarne sòtto il rappo1·to m1htare le conseguenze.
SULLA D•I FESA BEGLI S'l':4.TI IN GENERALE
1<: DELl,'fTALlA lN PARTICOLARE
lX.
Ora fra queste conseguenze la più probabiJ~ e insi eme nel mio avviso la pi'tì a let11ersi si è che icol trasfer·iinento d~lla capitale a Roma si pensi llnche a fortifo:arla ecosLiLuirla in una grande pinzza eia guerrn. · chi ha leLto quesLe pagine con qnnlchb seguito ed attenzione ed lia appre1.zate le considerazioni ed i principii 'che vi si svolgono, si sa,·à, ·almeno lo spe r0, follo persuaso che Rornn non è per situazione nè strategica nè tattica il sito più opportuno per cosLituil'vi il ridotlo centrale di di fes a d'Italia, imperoccli è ivi la parte del ter_ri lo rio militarm ente 111 più importante si troverebbe la più lontana e quindi per essa meno pronti i socco rsi, ivi non più qu el nodo di tulle le st.ra<le che si irradiano nlle frontiere e ch·e agevo lano sotto tutti i rapporti la difesa dovunque si presenti il pericolo, ivi 'rlOn più qu ella barri+erà inevitab1·le che il nemico devt espugnare per farsi strnda all'inva~ione della riman ente parte de.Ilo Stato, ivi non più quell:a ricchezza ùi territorio che offre aWes trerna lolla abbondanza di risorse d'ogni genere; ma Lutto ciò ch e vi si può creare profonde11òo rnilioui anche senw ritegno si è una grande piaZ?.a con campo trincerato , la quale come P,rrigi non avrà altro raggio .d i az'ione hel periodo finale della lotta che que,Jlo lirnitalissimo del suo campo di tiro e potrebbe essere accerèhi.ita e ridotta ;iJle sue estreme risorse. Ora se per fortifi care Roma noi tralascieremo l'erezione del ridotlo in valle d'Arno, non vi ha chi non vegga di quanto si sarà scemalo il valore del sistema edjfensivo dello Stato e come sarebbe un volontaria-
mente privarsi dei vantaggi immensi che una posizione eccezio nalment•e opport11Aa ci offre all'uopo; se poi noi prepariamo il ridotlo in val d'Arno e fo1"LifkltPren10 ltorna, non vi è chi non ,·eg,ga come sì accre::;ra smis11rnta1nente la spesa di .costruzione, di armnm ento e di man11Lenzione a carico dello Stato. tta io non voglio dai•e inaA'gior peso di quanto ne meriti a qaei:;ta semplice con5iderazione finanzinria, irnp P.rocchè bt?n i:;o che qannd10 trattasi della difesa dello Stato i sacrifìzi pPcuuiarii sono sempre. di secondMia irnpo rtunzn: vediamo alnieno se questa nuova grande pinia, studiata attenlélmente in b;isç all~ operazioni 111ilitari, arrecherà un quùlch~ utile nlla difesa -(') non vi sarà invece nella nwggior parte dei casi mollo dannosa. Cbe la capit1.1le di uno Stato nbbia ad essere fortiflcnta o no, è unn qllestione c.he non è s tnla iincora ben definita e f'.he per 11 momento non occorre discutere: ma <:iò che nessuno vo1-rà mettere in dubbio si è che se ln c,,pitale di ui10 Stato viene fortificata, deve e:;scrlo in 111o<lo polente, e diventa necessariamente il centro più iinport.ii1le di difesa, imP.erocchè sé è giì1 una <lura necessitì1 della guerra ùi esporr-e grandi centri di popolazione :igli orrori lii una guerra d':1s::.edio e di un hombardamento che N l acq11istondò proporzioni sempre più spietate, sarebbe invero un·a grave i111prudeuzn q11ella di esµorvi la stessa 1·.ipitale senza un gra11<le sc0po, e questo non può ~s~ere altro che la lultt1 finale ed estr·ema dove uno SL'ato giunca le sue ultime risorse. Ora se la cosa sta in qnesti termini, coi:;a n<' a,•,·errà per l'I~alia se llornn cnpitale sa rà fortifìcalo'l O la gtH~l-r~ si svilupper,ì come la più probabile e c:erto sempre come la più polente sulle frontiere continentali, ed allora tulle le apese che si saranno fatte allorno Roma 1
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438_ .
E OELL'i'l'ALIA 1,1'( PAI\TICO LARE
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SULLA DIFESA DEGUSTATI I N GENERALE
e tulle le risorse . cli e vi si n1<·cogliernnno d11rante la lotln per metterla in pieno ns:-Ptl o andran110 in dim inuzio ne di q1wile a gNtarsi nel ridotto in v11l ·d' A!'no, ciò che ne dirnin11irb il gr·aclo di rP~1:,;tenza. Opp11ro la_guerrn si sv iluppt> r·à nell' Italia media e me ri diorinle CQlle p :ù form idab ili spedi zio11i nrn rittirne, ed allora se qu este riescono a stabili rsi s1didame11te su l r.ot1,1inen te e nd av vi,frsi su B011ra, noi Sill'P.rno obbligati a consum11re in q11est,1 piazza fo1'l1fienta con 111olto mino re probabilità di resistenz1;1 le nostre prirt C' ipali risor::.e. e q11nnrlo poi q11esta ca;' itnle fortiflcata finisca per cadere, noi avren ,o ri,·evuto. 11n co lpo rnor-ale e materiale ÌntrrJl-'t)SO che Ì11fl11ir.'t sv;1ntaggiosnn1e11tf\ SU tutto il ri111an 1>nt e della lotta, pPn:l1 è nw neheremo nel vero ridotto tìnnle in Vil i d'Arno di tutto ciò elie avre1110 prrd11to in Horna. Le .fortiffraz ion i di Homa non possono avern che uno scopo politieo, quello ci oè di dare un pegno alle popolnzioni che il GnvNno è deterr11innto di difendere q uesta ciLlà con tro q11al11nq11e ritMno di slnrniern dominnzione; rna la p1di1iea . è per I' ordinnrio c11tliva consigliera dal la to mi lit11re, e i trnppo recenti ef-rmp ii, aneli e a danno della nostra ltillid , che potrei ci 1a re e taccio per non cadere in q11nld11i personalità, mi fanno lecito di r~ccom andnre ni nostri statisti di volPrsi premunire contro questa piag-a funesta di tull.o subordinare alla po liLi ca, al,neno nella gravissima q uestione della difesa ·del regn o. Abbiamo ad unqut: mag-gior fidu cin nello !-'pi rito dinazionalità del popolo, che rnni si sviluppa con sì for tetension e con.11! durnnte una guernr clic minn ccia la sua indipendenza , e che nrni 1.a11to si nbba lt e come ,11lorq11anuo vedr pr.r errori di impreviden zn fru s1 n1ti i suoi sfo rzi; ri spelliJnio Ìlìvece i principii vp1·i della scienza militartJ, éhe non souo 1uai irnp unemen te tra sc11ruti.
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"'
X.
Riassumiamo e conchindiamo in poche. parole tutto ciò che forma oggetto di questa prima l\lemoria gulla difesa degli Stati in generale e dell 'Ita li a in parti_cola re . Il sistema difens ivo di uno Stato qualsivogl ra non può essere concepi to altrim en ti che con una linea di d1fesq. sulle frontiere, la più robusta ed nppropriata alla loro natura ed esten·sione, atta a contrastare con tutti i mezzi o.o-n i possibile invasione del territorio; c·on s1wcessive ~ta::;ioni di resistenza che dipartendosi dalle frontiere sopra poche lin ee di operazion e convergenti al centro di fig ura dello Stato offrono all'esercito difensore, successivamente respinto, i mezzi di ritirarsi ordinntamente, di . rifornirsi a seconda del bisogno di uomini e di mnteriale da guerra, di combattere ed arresta rie il nemico; e finalmente con 1m ridotto centrale di difesa, d.ove il difensore stesso possa, valendosi delle estreme risorse dello Stato ivi a tempo debito concentrate, sostenere un'ultima lotta, la più. effic,;_ce e la più durevole. . È un vero empi rismo , solo sc usabile in chi non è inizia to nella scienza deli"arte della guerra . il vuler· credere che una lotta sfortunata néi primi incontri possa sostenersi co n eflìcacia e dar tempo allo St.1 to di usufruire tutte le sue risorse ·con un sistema difensivo che si estenda da una frontiera a quella diametral mente opposta, senza un punto centrale potentissimo che colla sua resistenza assicuri al difensore il tempo e la ca lma di preparare con tuìli gli sforzi gli elementi della riscossa; ne è prova nell a·
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LA DH'ESA DEGLI STATÌ iN GENERALE
guerra attuale la piazza di Parigi, e certo arriverà diffi~ ìlm ente ad uno Stato di irovarsi in condizioni più disperate della Fri:incia, quando il suo ridotto finale si ,trovò impegnalo nella lotta. Questo punto centrale o ridotto finale di resistenza ·non _Pu? s:mpre, pe r la configurazione particolare degli Statr, rrnn1te tutle le condizioni fa\ìorevoli per s.oddi- · · ·sfare complP.tamente al suo scopo, e da cìò dipende in graia parte il valore del sistema difensi,•o cli uno Stato: la più importante fra queste condiùoni addìmostrata nella guerra alluale è però incontestabilmente quella che il ridotto r.entrale non possa essere .accerch,i~it~,. sba:ri complet~men:·e !a via all'aggres~ore e l11mt1 cosi la parte d1 terr1tor10 èhe questi può rnvadere prima di avere espugnato il ridotto siechè. il difensore ivi raecolto durante la lotta p.oss~ rimanere in comunicazione colla parte di territorio no~ ·O.ccupata e otilizznrne le risorse. ln lt,ilia , per una combinazi.òne più unica che rara la po~i~i~ne _del ridono cenl'rale può soddisfare a quest; ~ond1z1one importantissima quantjo venga pre.paràto rn quella zona del territorio toscè.no com'presa tra l'Arno èd i_l Serc~io da Pisa . a J>ontnssieve, coi posti avnnzatì d1 Spezia a ponente, Abetone e Bologna nord, S. Godenzio e Trabaria all'est. In questo ridotto così s·istemat.o si iliuniscono anche in mod,o , convenien1i::.sim9_ .L!Jlle le altre condizioni fa·vorevoli per lo scopo; solo rnarica di racdliudere la ·c.a,pitale élel regno che fra breve dovrà essere tra sferi ta in Roma. S?Llo il r npporto esclusivamente miTìtare qÙesto ira~fer1rnen·to è dannoso, .ma s'i' polrebbe reùd'e.re pi~ -dannoso ancora quando si fot;ti'tfoasse la nuova caip1tale.
E DELL'l1'ALIA IN PARTICOLARE
• XI. È mio avviso che se queste primnrie idee per sta- . b.ilii:e il sis.te.ma- gene~ale d.if'ensi·xo dell'ltnJin verrano,o apprezzate, si sa ranno gettate le vere basi di un piano· generale di difesa sernpli.ce, razìonnle è anche rion soyerchiamente costoso; basterà a r.omp!etarlo che si accenni .al modo di fortiilcare Je vnrie frontiere sia tontinentali che marittime e quindi al modo di collegare le frontiere col ridotto cèntralr, ciò che formerà. ogg~tto di altre due Memorie.
ANTONIO BnTGNONE
Maggior Generale dei Genio •.
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.. LE GRA!'illl MANOYI\E AUTUNNALI DEL
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DEL 2° CORPO D'ESERCITO
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NELL'ANNO 1870
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In base a tale incarico feci fare i necessari studi e present.ai all'E. V. per iscrillo ùapprima , . indi a viva voce, le mie pr_opost.e, le quali si riassumeva~o nei eapi seguenti: ,t Il genere dì esercì tazìoni che mi parèva p_iù adatto era quello delle grandi · manovre analogamente a quanto erasi già pratica lo nell'autunno dell'armo decorso; perocchè queste forniscono l'opportunità di add eslrare le truppe in tulle le operazioni che occorrono in guerra·. 2° Detratte le truppe che a.vrebberodovuto rimanere nei loro presidii pel servizio di piazza e a l1:'llela dell'ordine pubblico, e tenuto conto delle truppe che dovevano giungere da lont~ne provincie, rimanevano a. {lisposìzione di que~to Comando per le grandi manovre ·, 60 battaglioni, 20 squadroni e 20 batterie. 3° Tenuto conto della <lislocazionedelledeue truppe a quell'epoca ,si ·ravvisava la -possibili tà di operare in due giorni il.quasi totale loro concentramento in quattro ùi.&tinti gruppi, ~ nsibUmente uguali di forza, a Villafranca, a Roverbella ; a Monselice ed a Ferrara. 4° Ques ti gruppi a vrelJbero costituito ahrettante -divisioni, le quali avrebber;o potuto per. alcuni giorni manovrare a due a due l'una contro l'altra sulle élue linee Verona.-Goito e Padova-Ferrara; dopo di che riunitesi le une a Verona e le altre a Padova avrebbero costituito due corpi d'esercito, per manovrare sulla linea Verona-Padova. 5° Avuto riguardo ai movimenti delle truppe che dovevano giungere da lontane provincie, si faceva .calcolo che pel u · ottobre le quattro divisioni potessero essere concentrale nei . quattro punti predetti, e che le grandi manovre potessero intendersi cominciate <la quel giorno, per proseguire fino al 25. Nel formulare questo progetto, io aveva dovuto ispi0
LE GRANDI JIANOVRE AUTUNNALI
2° CORPO ECC.
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RAl'PORTO DEL LUOGOTENENTE GENERALE CO~TE PlANELL
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8, E. IL lllll'HSTRO DELL~ GIJF,RB~
Verona, 24 dicerubrn 1870.
Con suo dispaccio del '.20 settembre (N° 5595, Ufficio Operazioni Militari e Corpo di Stato .Maggiore) l'K V. mi manifestava la sua intenzione che si avessero ad intraprendere verso la metà di ottobre alcune esercitazioni delle trupp~ su vasta scala, e fuMi della stanza delle ordinarie guarnigioni, per completare le ese4cilazioni tattiche allora in corso. A tale oggeuo l'.E. • V. mi significava che io avessi a vedere quali truppe di questo scompartimento militare si sarebbero potute riunire per eseguire tali esercitazioni, riservandosi il Ministero stesso cli far concorrere alle medesim~ altre truppe più lontane, di cui m i annunziava il prossimo trll.sferimento in queste provincie.
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J,E GRANDI MANOVI\E AU'l'UNN~l
rarmi sopratutto alla considerazione· di utilizzare il più che- fass@ possihiJe 'il tempo. che mi era concesso p,er le ·esercitazioni. E avend0 l'E. V. stabilito che le t-r~ppe: .non do,ve,ssero in massima assentarsi dalle ordinarie loro stanze per un tempo maggio1·e di ,15 giorni, io, d0:vett,i ce,rear modo. che le istr·uzioh-i corniro1ciassero. .~ p-iù- prest0 ~ossib.ile. Illi parve d' altronde che non p·otesse riescire che :B>iù p1'ofittev.0Je. all' istn1,ziooe stessa la p,rogpessione., per . cui si cominciav.a colte manovre fra div.isione e div.isione per finire con quelle fra due coJ·pi d'esercit0,. L'E. V. avend0 approv,alo q:aesto progetto. si coneertaronQ. e0I l'llinis1er0 le modalità delt'esecuzi.one, e q-\ilest0, Coi:nando Generale diede gli ordini e prese i prnvvedimenti necessari per la concen~razionc delle trappe nel modo, sopra iiadicato,- e per l':impianto dEli r.omandi gener;ali, degli stati 1:n&ggior:i; e de:i va:1.1i servie;i. Nello s.tess@ \(}mp0 e 0.e-ll' intento <l·i inlraprendere le es.1wci1,azioni · nelle condiz.ioni p,iù favorevoli per· I;is·Lruzi0ioc de6li 1t1lficiali: e delta tr.uppa, disp0si:: ·1" La puob!icaz.ione Ql st.ampa <ti ulil; f:aseicolojntitolato le,G,.IJ•andi 1tCano,1we, 6v.e c0nlenev.ansi re istni.zioBi. :i, r;ic0rdi e le- 0sserwa;11ioni· gen-era:li inse-rike nel mio 1,:-a,pp0rl0; s.ùl,Je graindi Niltl:l1ovre, a,uturni_ali c;Jello seors0 ita.1110 · (·1·). Di tale fascicolo furono sLa,mfah·} mille copie e ·invia.te ai c,omandanli lìli divisione, per es-set·e date l}cgli unic-iali delle truppe che doveano prender parte ulle gran<1i 1:na00:vre. Si fece notare su tal proposit-0. che la parte precettiva dell'opuscolo era da rjtenersi come strettamente obbligatoria, salve talune poche diSJ>0sizioni, per le quali era stato diversamente or(hn·M0 · dal l'flinis-LerQ- colle Norme generali per le eserci,taz ion1," tat,t,iclèe (26· marzo rn70).
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'2° conro
n ' mmncITO NEJ,;,' ANNO
18";0
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2° L'invio ai comandi generali delle eruppe di lfì COj}ie dell'opuscoletto i\'onné 1·elat1:ve alle marce delle di:visioni e corpi d'armata, compilalo per cura ce'. lo slalo rnuggiore; così pure J' invio di quel numero che si potè maggiore dei fogli della Carla allu scala
di ~u\HJo relativi ai terreni su cui avrebbel'o avuto luogo le esercitazioni. 3'1 Le ricognizioni dei siti più adatti per accam-. parnenti, accanLornHiient i e fazit)ni carr1pali' sulle lin ee su cui si· doyeano eseguire le grandi manovre. L'eseellZione di iali rieognizioni fu afudata ai comandi genernli deìle divisioni terri!òriali di Verona, di Padova e di Bologna. -·- Altre vennero ordinale clirettamente da me stesso, e .v·i furono impieo·ati ui11ciali ·o . O u ogm arma. l rappol'ti di queste ricognizioni vennero raccolti in un soio volume, c:he costituisce senza dubbio una parie imporlante dell'istruzione di quest'anno. 4" Finalrnenle, la diramazione dell'ordine del giorno gene rale n° ,1, eon'enente le prescrizioni pl'i.ucipali -ehe do vevano essere seguile durante le esercitazioni ( 1). , Il ,1O ot1obre questo lavoro di · preparazione era pressochè uhi.malo, ed io emanai alle Lruppc l'ordine del giorno n° 2 (Allegato A), in cui richiamava la loro ·allenzione e quella specialrnenle degli ufficiali sul fruuo che dovevasi ricavare dalle eserc itazion i, e faceva appell o alla buona volontè di tutti per vincere le difficoltà e per sopportare i disagi che la vita del campo presenta. Alla stessa epoca essendo giù designali i signori generali che avr'ebbero comandato le 4- divisioni e i due -corpi d'esercito di manovra (A tlegato B), partecipai lc.ro 1
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(1) Vcggasi Rivista Militare <lèl. dtiGembre 1869:
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' (I) '.fa li proscrizion i sonn ~oltnsnprn IH sle~s<· rii qtrn llc di cui fu dat,, un su11to in questa lltVÌ6la uella·dispeosa <lui di ccm l>re 1869. ANN O .XVI , VOL. I.
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LE GRANDI MANOYllE ,AlJTUN N,\:U I?EL '2° CORPO ESC•
il conceu1 _gener!},le ,con cui' sareb:>ersi svolte le marce
..e le foz~oni campàli. Dopo la fazione del 24 .ottobre a ,Caldiero, che venne onorata dalla .presenza di S. A. R. il Pr:ncipe Ereditario, le trùppe andarono la sera stessa ad accamparsi inlorrio a Veronn.11 corpo d'esercito dell'ovest (Lon6oni) attr·aversaodo il1 città pose il campo foori della einta, con la divisione Fonlfrna nei ter1:eni fra l orta Palio.e Por ta Caterrn, e colla divisione Pio la-Caselli a S. Massimo e a Crocé J3ianca. Il corpo d'eserciio del!' est rimase sulla .sinistra dell'Adige e fuori di Porta Vescovo; la divisione Bouaceo fra la città e San Michele;. la divisione Seismit- Doda all'est di S. ì\iichele, attorno al forte ·-.dello stesso nome. Tal e disposizione ebbe. il çloppio scopo di avvicinare le truppe il più che era possibile a Verona, atteso lo ,.sfilare che doveva aver•luogo il 2,5 sulla piazza d'armi, ·e di ,evitare ogni ingombro ed incrociamento nei mo- .. vimenti che dovevano in<i~iarsi il gio rno 26 1pel ritorroo -<iÌelle iru.ppe alle loro stanze d'inverno . .Per lo stesso ,fine ,feci. gel.lare un ponte milita.re sull\\.d ige fra.i .mo1ini di S. Michele e il :lazzaretto . p·el passaggio deHa -divisione Seismit-Doda. Il giorno Sa le quattro divisioni .sfi.larono sulla rriazzp · :d'armi di Verona ·dinanzi a S. ~i\. H., c'.1e :si mosLr·ò .vi.vamente soddis'faiila .del •contegno e della tenuta ·!iell.e ti'.l!lppe. Cosicchè con l'ordine ·del gfot·mo geoerale,n°:5 ~-(Atte.gato C), io :adempii ./li grato doveJ1e ·di rendere :a .tutti .ampia ,giustizia .pel modo :a.mmire.vole com'eranp :procedute le .e 3ercitazionL Con cio si chiu~e il periodo d'istrnzi.one ·delle \ruppe 1e ìl ,gi0rno seguente qu.esJe si .posero in marcia per, mg..gi.mgere le lom destinazioni.
J>Ill~J.O P.E{UOPO ])ELLE
GRANI."')I: r r
.....
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M. . A. ... NO"'\-~RE ,.., r , ,. .,.. .,.,
il) LI~EA DI C-i0ITO-VERO~A (~1)
,Fa..~io.ne di Rov~rb~ll~ (l.~ 9llqbrc)
Temn gen,eroJe
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La di.visione Pio'a-('aselli si suppone essere l'avanguardia d'un ese rcito che dalla Lo ·Tibardia marcia su · Yer,onJ'.l. Giupta la sera de) :I~ ;). Goj_Lo, /:!S.sçi 9-,eve nel giorno ,15 proseguire la sua marcia su Verona, avanzando3i quanto più le sarù possibile. La d~v~sion,e _Fon_tanaJa par:e d,elle tl',UpAe c~e d,ey;Qno q1fr~nd,~re Veroq1;1; essa è stata spedita n)e!,la q<;l,ra ll.~1 .~4 -~ yill{.lfrap,q1, per ma.rciar:~ n,el gi.o,rpo ~1,1ccessjyc:, çoniro Ja diy\~i9pe nemic.a ,g;\':}J1l.a a ç;,oj1.9. · fe1:ci!) ii gio,r99 115 .le .çiue . c;liyisj,oi;i.i, rrw,Yte,n,do l't,m~ (1) P1•r seg-11ir11 ,con fruito In~ OfH'razioni indk~tc CMÌ nr I 1• cn'mti nnl.2.,· pM o !n di qu ..~t" m11n11_vr1·: gi.o\'erà ;l}'Hr soJl'uc,diio
la carta ddlo~ ~lato maggiord au~triaro al!u. .,;wulì,I di J,,8J.~1~q. .
U.8
J,E GLHNDI M IN'.lVl\2 AUTUNNAU
<la Villafranca, l'altra da Go'.:o, s'incontrano, si spiegano e combattono. Le notizie che.giungono in questo mentre al general e Fontana sul passaggio del ì\Iinci o operalo da alt.re truppe nemiche, lo decidono a ritirarsi nuova.men te su Villafranca. Nell'iotento di rend ere pi11 ordinato e regolare lo svolgimento dell a fazi. .me, il luogo tenente generale Longoni credè opportuno diramare ai d.nc generali didivisione da lui dipendenli, alcune istruzioni, sfrcome ho rilevato dal Diario Sto;·ico del corpo d' esereito dell'ovest. In tali is:-nlZi.oni egli_prescriveva che si avessero a distinguere nella fazione carnpnle due pr.rioch; rn~l primo sarebbero comprtsc le ricognizioni, lo spiegamento e il primo scontro . delle due divisioni; nel secondo periodo la divisione Fontana sarebbesi ripiegala i.n una posizione in:errnedia fra Roverbella e Villafranca; la divisione nemica sarebbesi riordinala pel" un secondo attacco; eseguito il quale, la di.visione Fontann sv rebbesi ri.irala defini.i va mente su Villafranca.
Smdo delle di!iposbJoni ,le lfo divisione S<'ontann.
Nell' ordine del generale Fontana si prescrive che la divisione prenda le armi alle 7 antimeridiane per marciare su Goilo. Viene indi specificai.o l'ordine di marciil. della divisione in due colonne, l'una principale per la strada Villafranca-~Iozzecnne-Hoverbella, l'altra (colonna di dèstra) per la strada Villafranca-1\fassimbona. Que_:;t' ullima si componeva di 3 battaglioni, uno squadrone e una balleria, ed era posla sollo gli ordini del br:gadiere ·Bes.a6 no .
DE L
'.2° ·couPO o'~SE I\CI'i'O NF.l,L'.\NNO 18i0
'- Sunto delle dis posizioni ddla dh·i:.ione 111>iola- !"nsem.
Nell'ordine del giorn o di qries:a divisi'.rne, si riassume ·il conccllo generale in qne'S to sénso eh~ Ja divisione ricevendo notizia dcii' avamarsi del nemico da Villafranca su Rovet'hella muove senza indug io, occupa lungo il fosso <li Pozzuolo i ponti di Massi ìlbona, Villabona, Marengo, lu Rotta e Pontevecchio, ed auacca il nern ieo in p1)sizione a Roverbella. In base a ciò il generale Piola -Casell i ripartiva la sua divisione ù1 Ire colonne e una riserva, nel modo se6 L1enle : Colonna del centro - generale Lombardioi: ,i. battaglioni, 3 plowni di · cavalleria, 2 bauerie. Doveva avanzarsi sulla strada diretta da Roverbella, ed occupitre Maren 6o e ~forengbello; Colonna di cle;t?·a - f'.ol onnello Ilerlolè-Visle : 2 battaglioni, un plotone cli cavalleria, una sezi'.Jne d'arti,gl ieria. Doveva occupare il ponte della Rolla e il Pontevecchio; Colonna di sinistra - colonnello Simonesilz: 21: battaglione benrngìieri, 2 squadt'oni, 2 sézioni d'ar.i_;lieri.a. Doveva occupare il ponte cli Massimbona, lasciando una compagnia a Viltabo na. Bise1·va, - generai.e Charvet: .i- battaglioni, uno squadrone, 3 ballerie. Doveva se6 uire la colonna del centro. Le tre colonne giunte ai siti indicali doveano spedire delle ricognizioni di eavalleria, dietro i rapporti de1Je quali il generale Piola-CaseUi si ri.servava di dare nuovi ordini. Op;:ioriuna fu la disposizione pre~a dal generale Piola~aselli in q 1anto al ,carre6gi->. Ques~o ve1.i a ripar,i.o. 0
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in tre frazioni, di eui l'una seguiva irnrnediaLamen:e le truppe, l'aLra dovevasi tenete sullti deslra f]el Mincio, pronta a muovere nl primo cenno, la 1erza infine; che comprendeva il grosso bugaglio, doveva restare pur essa sulla destra del Mincio , parcala nei cJ.mpi e lasciando s;tombre fo strade.
'2"
C'lUPO
o'F.s1mcno NEr,1:ANNO '18,0
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· Cosl disposta la divisione Poolatia stelle -a d aspeHare l'at'taeco del nemico. InttmlO le tr-e c~:rlonne della divisione Vio1a- Case1ìi si trova vano verso le ore 9 1/2 e le '10 ne~Je posizioni p-reven!"ivarren te nssegriale, ed avevano _inviuto ci~scuna dei drappelli di cavalleria a battere 11 terreno u'l lonlananw. La colonna del centro (Lombardini) ù.VC'Ya benao co spinto un bauaglione del U fon:etia e d l~e pezzi fino al Casone, a mezza via fra :Marengo . e no~ vef'hella. Questi. due pezzi scamb iarono alcum colpi co1'e' poche ,ruppe che oecnpavano Roverbella ; ma tuHo si rima-se a ciò, e per qualche tempo nè da una parte riè dall'altra s' intrnprese ve!'Un moviirento oflensivo. Alfine il generale Piob- Caselli fece muov-erc offensi~ v-amen:e le su-e truppe: -la <? >}onna di destra twRnz1:1ndos1 da Pontevecchio doveva occup:1re Caslelletto, scacciandone il ne-1iico, e quind i marciare su RoverbeHa ; là. colonn 'l del centro p·r·oceden+o per scàgli oni a.van.i dalla sinis!t·,,, -d,JVeva con eone re a questo auacco : la riserva doveva sbocca re olu·c tfa·rengo e l\larenghello (;J) e dirigersi a sinistra ·per riunirsi alla colo?n~ cornundal·à dal cobnnelb Sirnonesi.z e proce i ere insieme ad attaccare le truppe trvve rsarie, ·che, seeondo le informa~icn'i a'Vute, stavano all'e Sei Vie con fa.n:e6a, c,:\Vallena e~ aì·ri,,.lieria. E ·siccome queste informazioni parltwano d1 un'i~ iera .bri6ata, così il generale Pi-1.J.-Caselli diresse a quella vo'l,a la sua riserva.. . . ·Era gù passaTo il mezzogiorno ·quando trues-n atta.ccl:t si pronunziarono. La res is:enza delle truppe .della divisione Fontana non fu di. lun.; a durata, arm lo squa<lrone e le due sezio ni d'artiglieria ehe guarda vano 0
Sebbene le truppe fdssero messe in rna.rcfa ll'l'le ·ore· 7 'an.imeridùù'ie, 1.uuavia non s'udì il èamrnne prrma delle ore 111.
Il grosso de'.l I divisione Fontana, avanzando ·sul"Ia: strada princinle incontrava, a poca distànza da Mozzecane, gli esploratori della divis'ione a\rveesaria. ò'bbl(;a.ili a ripie,;are, e spinte rico.;nizioni fino a · Ilo._ verb1~lla, queste rifet ivano che s i rfalla locali1ù era ò'CC"a.: JHla da fonteri::t neì'ica; ma 1rova1.os'i erroneo ques'to rapp::li'to , il genee.ile Fontan1 diede ordine di :occirpare il deti.o pae.;e con un battuglicrne bersaglieii 'e una sezione d'arti_;lieeia. Ciò avven iva dop') le ore rn .. Còntérrp1-ra'irea:mente ùho squadrone é dae seziùni èli arti6 1iètia 'firorro dlceui ·ad oecupàre C·is,elleuo. Pòco dopo essendo ·se3·nal.iLo l'av rnzarsi del nemico, foròno portali due bai taglioni de:l'tÌ ,1° (colonrrello Barba,,ara) all'ovest di lfover!:ièlla, lungo la strada che da quèsto paese cMfe diremi fin : > ulle Sei Vie. Due bhllerie d1:-i.digtieria erarlo pu:t ·disposte sulfa stessa ']ine·a. • ,,n resLo del gròsso di~Ue truppe cùs.,ituito da:lltt hriJa'fa Va:ndon0, fo ·tenuto fri seonda linea. La colorina di desua intanto sol togliordirii del'bi•t.: · gadìere Ee:,111-; no, g iun ;a alle Sui Vie, si arrestava e 'vi prendeva p o:.;i,:ione,: se<:ondo le is,ruzioni rice\!cité.
(l) A por.a ,!istanza dn '1nr,•n'.{helio la 9' compagnia d.,·I ?." nio an•va rn·lla 11 ,.,t,• p11•c;f'd"u1,• cos1ru t 10 lHl ponte per foc1l1ta r 11 fo wmuuicùzivui fra il t·c u tr,, e !'i.ila s111 istra.
. LE GHAND[ MANOYllE AUTUNNALI
Cascelle!to · non ne feeero alcuna. Queste truppe nel rilicarsi incon trarono un battaglione della brigata Vandone, che troppo tardi era stato invialo a quella volla in loro sos1e3no. Le truppe della divisione Fontana disposte all'entrala di Roverbella verso Maren30 si lrovaron::> repen.inamente assalite di fian co e alle spalle dalla colonna Bertolè- Viale, avanzatasi da Càstelleuo ; e però esse oppos~ro una difosa disordin1Jta, nell'interno del paese, gù ing-o~nbrato da carri di mun izioni ed ambulanze. In tanto il bri~~n di ere Destagno veniva assai ilo nella posizione delle Sei Vie, e senza molto n ~sis:ere si po:1eva in ri,irata, benchè non avesse dinnanzi che le so!c truppe della colonna Simonesitr., non essencb quelle della riserva ancoNi giunte sul luogo . li brigadiel'e Bestagrio ripiegò su Belvedere, in modo da avvicinarsi al grosso della divisione~ che prose_:ruiva pur esso a ritirarsi. La divisione P.iola-Caselli non fu molto vivace nell'insegui.re: più cbe di questo, il gen erale si preoccupava di man:eDer·e sempre ordinale le sue truppe, e di procedere con calma e con assieme. Ciò diede ar.rio al o generale Foninna di formn ee la sua divisione riunita a11'alleiza cli Bel vedere e dei Forro ni. Il gener,de Piola-Caselli preparavn un secondo attacco, quando, facendosi gù l'ora tarda, fu dato il se6na!e per la cessazione della man ovra. La divisione Fontana rientr:ava agli acc<:l'mparnen l'Ì del mattino attorno a Villafrarwa, e la divisione Piola-Caselli si accampò nei dintorni di Roverbella.
D.EL
2° COI\PO
o' ESEl\CITO N-,~ LI.'ANN:>
1870
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Osscrv:i:P.ioui.
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Le osserv,izioni cui diede luogo qursta fazione campale risultano g i~t·in parie dalla stessa esposizione fattane. In quanto alle dispo::;izioni preven.ive, ambe le pa.ti non si attenner-o strettameni e · al tema. Infatti stando a questo, una divisione parliia da Villafrnnca doveva·marciare '-U GoiLO per respin6ere la divisione nemica, la quale con analo6o scopo marcia va da GoiLo su Villafranca . Conse,;ucnza di questa supposizione avrebbe dovuto es$ere che le due divisioni dopo aver perco:·so un tratto di stra da pressochè uguale, si sarebbero incontr~te a metà cammino, e spiegatesi avrebbero comin ciata l'azione. . Era inoltre int eresse della divisione Piola guadagnare più spazi.o che ·potesse, sboccare al più pres(o dai ponti del fos so Pozzuolo, e reca rsi rapidamente innanzi, per to ,·li ersi e.osì da un terreno fr,:tstagli:.ltissimo e guada;;m.re la" piannra di Roverbella , coperla, è vero, da folla vegetazione, .nia unita in modo da permeuere fo.cilmen:e le mosse. f,Iedesi'Ylarnenle inieressava aHa di,visionè Fontana di giungere -, fino al fosso cli Pozzuolo, per impedil'e al nemi co di sboccare da quei ponti, il cui possesso parve .così importan~e al generale J)ìola. . La manovra procedè con soverchia lentezza, e senza quel caraltere di sponraneitit che richiedeva il. :e:na: TI frònte troppo esleso occu;mto dnJle due d1V1s10m ingenerò una linea di bai 1aglìa senza coesione: La ?o lonna Ilestagno a più di tre chilorr.e ri dalla d1ret1r1ce di marcia del grosso della divisione, non era con ques~o colle6ala, e non avrebbe potuto ricevern,e soccorso m
LE Gn \NOI MANOVnE AUTÙNNALI
tempo. In quanto alla divisione Piola-Caselli l'estensione del suo fron te era scusala dalla convenienza di u.ilizzare tutti i ponti esis:enti sui fosso di Pozzuolo per spin3ern più prontumen!e le truppe al di Lì. Ali' infuori di ciò le dispos-ìzioni date dal generale Piola-Casell'i., e prima, e du'rante l'azjone stessà, sono · a:t:cWrnt.issinie e 1·azionali. Li àHesa irrvece lasciò noti poco a desiderare. Se l'uhione delle forze è necessttria pè'r chi a tt.acca, lo e friblto più per chi difenàe.- L'aver dllp):lrirJ.1a occupato Castellètto cori for~e insuffi cienti e senza fante ria, e lo àverlo pòi sgombrato sènza resistenza ; il rriod·o con èui furono dispnste le. truppe a Roverbella e l' aver, teniit6 nell'Ìnlel·nb de1 pùese urra ·colon'nà cli catl'i; il ri"?h 'ii_ver' JWovveclulo a collegai'e la colonnJ di Bestagno fdl grosso dcll,a divisiòire, furono i r11oti,,i per cui ·a l primo irrompere del nemico si dovè subito pi egare in ritirata, 'là qu-ale non fo nernrr1eno eseguila in ordine dai difensor·i di Roverbella. -Fu notafo in -generale il dil'éLLo cli iniziu!ivn : ·il disr:u'cca1r1ento spedilo dalla colonna Lo·nbardiJTi al Casone' rirria~e. lun3·a ·pezza fer1t1.0, senza nulla intraprend_ere_ Dalla ·parte 'o'pposia il clisu.1cctl'menro di Ca:s:elleuò, che avrebbe avuto per favorevoli condizioni del ter:.. re'no i' opporttrn itù cl i tentare sul pr-i n1 o una sorpresa, rìrnase pur esso nella cornpleta in-azrone. .. Ai éomb}.initnento non pt·esero parte c'h:e l'artiglieria ed i cncciatori. Il grosso del-le truppe m'atclavn dietro le 'cmene, se31rnndone i rnovirnenri, Sénza ma: i en:rare in aiione. 'Mohi. hauaglioni noti spara:rori6 nefrimeno u'n colpo.
~ta 'cavalleria fu impeJnata, ·a dir vero, in nuine1:oseritdg'hi'zion-i, come ridhiel:leva la c'trcòs!arrzn ·e la 'natlYi'5' èle'l ·tèrlén'o; -~nzi la più g11in parre délla·g iornata ·a:ppi1ntq à'.sstrrbi:ta l:Ja queste. 'i\fa si adoperarono.
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'2° co1ìPò"i.>°ÈsÉÌtt:Ì'Ì'O NEr.i' A:NNO 1870
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dl'ìfpp~lli' tf'òp[:ib t~r't~, él-lé rìoii pò1'e\rn:no cei'to raggiuril g&rf lo s'c'ò'p1Ò 'd'Ì v~rlèré sinzti essere veduti, e éhe anz--i, ),còlpe rti lnotléì <là 'l ontai:io ·èhrno ui\ facil"e invito. i séofHr1 éd tr cari'èhé' suHé strade. (}li ·èspfofatòl'i is101'nt'i p'oi si éò'nterùavaù.'o 'di ~egnalare l' approssim'nrst dlègli è'sr:ifo:nrto·ri nemici, senza ce1·carc di i·doLtars'i inossenati per scop rire qualche cosa di più importafrfo. Quésee osseN1azioni foPmaTono oggetLo dl una n'O:ta c'h'e ie> spedi'i nell5. ·sehi' s'foss'à· d'el :1:> ottob'i:e ùI ge~ rteltale Lòb'g'ohi· pef.· farla comunicm·e ai gèuerali ·co:.. mandanti di divisione. Sign:ficai inolire al géncra1e sres!fò di.. disporte peì·diè dùr,nie la ·ma rcia dél -glioi'no seJuetr~e ;;tf'verùse 'uri c:oWìna~tirnento di re.roguarflia_ )
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Faziofiè 'di Y'Cafranc:a: ( 16 ·crttdlYrò)
'secùnd6 il 'co'rrcef.l6 geri~t'àfe, in questo giorrrb 'ra divisione Fon:ana abbandcnava Vìllafranca· per colloca~si in 'bùò'ì1a p'o-s(t'tòtiè t'l somma('.artipa}na, ·e porsi in \sfaldò fìi ìrilrulctù:r'e ·è'" dttiri.t-are la , marcia _dèl nemico :, ,cr'onà, ·cdnserv'a'rlcJo scrnprè s·èura la ·sua rnea di r:t:rata sulla piazza. La divis:orie Piola- Caselli prose6 ue la sua marcia su Villafranca, rnenlre il grosso dell'e:c:eec ito di ·cui ·essa ·è -ravanguardia opera . . il passagg'o del Mincio. Il genera'e Lo ::1.goni nell'intento di rendere poss1btle un comba.tt:men_o di relroguardia, siccome io gli aveva
su
15G
1
OEL~"COl\1'0 o'k:S l!RCITO NF.J.J.
LE Gl\.\ NDl MANOVRE AU'l'UNNALl
significato, ordinò chP la divisione Piola-Caselli muovesse alle ere 7 antim e1·icliane con un'ovan3ual'dia composta di 3 ballaglioni, una balleria e uno squadrone e che la di,·isione fontana in cominciasse il suo movimenlo cli ritirata su Sommacampagna ulle ore 11O, destinando a ret roguardia 3 bauaglioni, 2 baller.ie e 2 squadroni. La divisione Piola si mosse all'ora stabilila da Ro-. verbella, su lre colonne, di cui quella centrale, che marcinv,1 per Belvedere e Malavicinu, si riunì poi alla colonna cli sinistra. Giunte le avanguardie della divisione a S. Zeno e ali' alrezza di Quade:·ni incontrarono le truppe di retroguardia della divisione Fonlana. La diroll1 p·o,gia che era caduta nella noue, e che prose6 uiva a <,adere nella gio rmla aveva reso molli i terreni e difficili i movimenti de'lla truppa al1rimenti che per le strade. E però il generale Longoni aveva nel mauino avvisa to i due eomanclan li cli divis:onc, che la l'azione doveva limi1arsi a quel che potea farsi sulle s1racle, e più p<:1rtiaolnrm ente con le artiglieri-e e la cavalleria. La divisione -Fontana ridusse a due soli pezzi l'arti;;lieria della sua retrogua rd ia, cosiccltè il combauimento consisté in alcuni colpi di cannone e in scontri di cavallc1·ia. Continuando il cau.ivo tempo, ,l generale Longoni fece cessare il cornbauimento, P. pres~risse che la parte maggiore possibile delle truppe venisse accamonata.
ANNO-i8i'O
1157
'
Fazione di Sommacampagna (17
ottobre)
11·cnu, generale
Esso si riassume nella difesa <lr-lle posizioni di Sommacampagna per parte della .divis(onc Fontan a mentre la divisione Piola ha l'incanco c.lt auaccarle. Dovendo h! srra la div1sionc Fontana uccnrnpare a s. l\Iassirno e la divisione Piola a 8ommacarn pagna, si suppone che la ritirata della divisione Fontan~ avvenga per effello di supposte numerose ~r~~pc ne~11cl1e, le quali marciano in sostegno della chv1st0ne P1ola. Al pari della .fo z.ione di Roverbella, ~nche per qu~.;I~ il generate Longoni indicò ai gcnernl1 cornt'.ndanl1. J1 divisione le fasi per cui potcn passare L'az.100~; c:oè 1 disposizioni per la dil'esa di Sornnrn.cam~)agna; 2• ricoo-niziorri da ambe le parli; 3• alloc?o dt Sornmacam~agno; 4a mar-eia in ritirata della divisione Fontana. 11
Suaalo delle diiiposizloni dctln dh·ii,ionc rontana.
Nell'ordine del {)'iorno, riandato il concelfo genernle, si accennano le ~ariicolari disposizio11i delle truppe. La brigata nes1agno con 3 bat:erie e uno squadrone doveva difend ere il villaggio cli Sommacampagna. La briO'ala Yandonc col ,t7° ballaglione bersa:,lieri e una. ba~eria doveva u\oersi nel piano, appo3giando la destra a Sommacampagna.
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D;l;L
,L~:- GJl,\:S,P.:J, l\JA~Txu~; 1urms,':!~LI
Più Ioni.mo a sinis:ra fu collocato a Cnlzoni un distacca'.llento com;)Osto del ,io·• battaglione ber;;aglieri, una bauerla _e lO~~go ,s,;p,H}Qfpq~. Il resto della cavalleria doveva mantenere il collegamento fra questo distaccam~nto e la sinislra della brigata Vandone. · Erano a~segnale come linee di ritirata, alla brigata Bestagno la s,rada che per c~wç:ioa Razola e il Casone va a S. Mass imo, alla brigala Vandone la strada che .A{l So.rr_i.m,~ ~,mp~g»a p~r Ciiri1pP-ni ,":{p, .a ~,~Dli-1 L~pia. . ,ll ¾arre~g10 er;i avvii;lLO 11J byon ,Iì?R,JlU¾O 0 S,. ~iai>,suno rer strp.c~p. ~.he 9è1 /j~rpvwc~,rripagAa it~,wJe jl ;,swui e f.é:1S~a q1,1,1,nd1 p,ep .)t1T9qth1c1p,w e. ~\lJ1}~lW-NP·
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(5 baltagl10n1, 2 bauene e mezzo squadrone) doveva procedere per la strada che cosle6gia le ultime falde delle a~iure., spin6endo S\Ille alt~re medesi.me m~ ~battaglione bersàg:Eeri e una sezione d'artialierìa: l'ala · destra sotto il generale Charvet (4 ballaglioni, 2 battrrie, 2 ~qua,~~oxi.i e me.zw) do~e~:i a,y.<Fl~?-i;e rlfi~\tame,pi~ ,S,U: S?.rpW,~C!);W~ilgqa1 ;~~JW,i~a et?- ·v,na~t~_ fP'1~ j .~{l,W,\9,ll.9P.J, .2 ba~\~ne ~ uq<;> ,Sff!-liFl,i;ppe. L~ ,çl~~ _çolo,.r;w.e ,~o~~vap.p ;~$pt,rte· fori;w,a~e pfìr ,j,f ,P. (!t~n ,a,1 r\Hé;\fi:<Jnc~., :e .j)tt~o.4ere 1g1.~qr~~w,~)~ 1g~Jn;).r~Jp. .
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,Le \i;uppe della divisione .Pio la-Caselli giuoie a me~w.. c,via fra }lillafranca e Sommacampagna, si spiegarono :1p .ordine di combauirnento. · Ali' estre"Yia sinistra il battaghçme ber;saglieri 1 .c~e ,con •HOa se~iove _d'artiglieria doveva oc;cu~are ,Cà ~e~ nolino, trovò quesL' ahura difesa dal ne01ieo, .e do.ve impossessarsene .con ;un ,auacco, che fu preparato ,,e so~tenuto rh1ll'.c1 n~i<;]eUil sezione. Jn pari tempo le due ( col'onrie de\ln diyi.~ione Piola,Caselli _si aya4zaxa.no JJEll _piano, e qqella di destra d~po a,'.ere pccupato /o,i;~e,m~nle Jjl Palazzina, che copriva il fron ~e della .brig;:t~fl :Vundone,. a\laccò cqn JTIOlto impeto ,la brigu.ta ,~{es?a, J a quaje cedette così proniament~, d,a l~~.ciare .i~olata là briù'ala Bestao-no .a .Sommacampasma. E però 11 g~eo p .. v ~~rale .,Longoni, credè oppornmo cli sQsp.enderè l'azione e crip')rlare igriaozi lu ,bri_gata Va~{lone . 1 .p gener1.1\e l~oJ,a-Caselli flv.ep<lo ~ppre;;o .che .Som_npcampagna e~a{lif~~ da n~qierps,e uu~J)e e ,d a_molla ,~rLiglietia, ,spedì a Cà l enolino 10 _pezzi della '.tserrv.~, ri quali ins~ème .coi du.e che gi,'1 Y;i ..erano , Ji?nron.o 1il ru'oco contro le batterie ,nemiche. 11 t>/:\tta~,1one b,er~a.gheri d1~ rrrn.n0v.rav,..'\:S~lle f;l,lture yennc)pp:re rtqf.orzato ,da altri d1.1,~ rbatt11g,li.q~i. ,Per tal ,,mçi,çlo ,lp. ,bl'.igalfl ,B.e,stagnp ~enenc~p ;;irtt1oc~lla jli>er le ~J~ure ..e nel piaq.0 .e tem,en,d,0 µlLre~~, pe~,rPfJ:ido indietr.~3gi,a1~ ,FlefJa ,qrigata ,Ya:tJdçm~., 41 ,;<llrure_,~~l'l 1:we~.~o assalil,p, ancl).e ,-$u.Ua , s.y.a . sinistra, }R,C.Prrp.oc1@ ~11cl1: essa·.a ~iti.ra:r.~i. Il .quq~e ,plovime~~o~ le~to .çJap,. Jlr.iwia,, f)ov.èJiù?Cia affrettar,s1 ;i Cin,sa .çlel V.L.:O u;ical~a~e del nerr.ico; cosicchè dovendo le tru,r,pe .e 11 .,n.um!:!r.O~ 0
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.. , LE G:IANDI i\fANOYUE AU'l'UNNAT,I
ma!erinle d'artiglieria attraversare le strade interne del paese, non fu possibile evitare un p'o' d' in6ombro e di confusione. La stessa brigati\ Bestagno prese poi posi zione col_la sun destra sulle alture di S. Piero e di S. Pierino, e ·c_olla sinistra a ·~radonna cJélla Saint.e, cercando di colle,:;nrsi a sinistra colla brigata Yanclone, la qnale, corne di sopra si è dello, era stata l'iportala in avanti, ed occupava una linea col centro aJla Campagnola, la destra prolunguta in direzionE! cli. fifaclonna della Salute ed: appoggiata alla strada Somm<1r,ampagna-Santa Lucia:, e 11 sinistra in .dil'ezione di Calzoni. Mentre la colonna di sinistra della divisione Pio la pren- . deva possesso di Sommacampagna, e vi tn1sporlava 'non senza diffi~olt.ì le arti3'lierie ch e prima erano a Cù Zcnulino, la colonna di destra diri3evfl. Lrn nuovo attacco alla Campagnola contro la beigata Yandone, mentre la rirnrva portala in pri·oa linea all'estrema destra, cercava di cadere sul fianco sinistro del nemico. La br·i.g ata Yandone non oppose a questo secondo attact.:o una maggiore resistenza cli qu9'1a ehe aveva opposi.a al primo; retrocedendo non senza qualche precipitazione, si diresse su Casel!e cl' Erbe, dove finalrnen'e fece fron te , e si riordinò. l a brigata Besragno se;sul questo movimento di ritirata coprendo la strada c:ie per la r,:.iscina Razola· va a S. Mass imo. Qu:.imlo fu dato il segnale per la cessnzione del!e rnJnovre, la divisione Fontana si trovava disposta con la fronte a Somnwcampagua, colla sinistra alle Caselle d' irl>e, e colla destra ve!'so la cascina Zi volara. Di fronte ad essa la divisione Piola. aveva in p rimo Ùnea la colonna di destra e la riserva, menlre la colonna di sinistra arendo trovato maggiori difficoltù nell ' avanzure ern venuta a troval'si, a causa del processo ijeff aziune, i.1 seconda linea.
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2° COllPO
n' Es Encno NEI.J,'ANNO
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Il tema di questa fazirne mirava a mos!rnre come una buona posizione di fianeo ulla linea · di mtll'cia del ne:nico poss11 impeclirgii lo avanzarsi ed obbligal'!o ad attaceare la posi7ioi;1e s essa. l\el nostro cnso è evidente che la divisione Piula-Casellì non si sarebbe pot uta spingere fin sotto il cannone dei for ti cli Verona, per la strada direHa Villafranca-Dossobuono, lasciando sul suo fi.1nco sinistro una divisione pressochè uguale alla sun. con pericolo ti i essere assalita <li fianeo ed alle spalle. La divisione Fontanir non dovea molto preoccuparsi della sua riliTula percbè, sino a tan to che il ne.:11ieo non fosse giunto in forze a tugagnano, ess::i. avrebbe avuto sempre modo di ritirnrsi; 1an10 più che la strada di ferro (che è lulta in ril ievo fra Sommacampagna e Lugagn ano) presen ta una valiclissirna di{esa e copre la strada cht! pel villaggio stesso ò Lug,1gnano conduce a S. Massimo. ll nernjco certarr.cnte non poteva os1re di inoltrarsi lìn su Lugugnano fra la piazza cli Verona ,e la divisione Fontana ancora inlatt,1 . Da queste considerazioni ·s i desume ehc la divisio ne Fontuna doYeva tener fortemente a S0mrna earr1 pagna; non doveva esporre una delle due brigate( quella Vawlone) ad essere battuta nel pinno da forze nemiclte prevalen'i. Questa brigata doveva essere collocata jn posizione ri1irata relativam.enle a Sommacampagna ed ir1 modo da non poter essere auaccala senza che il nemico si esponesse alle offese delle artiglierie postate su Sommacampagna. li distaccamento stabilito a Calzeni non aveva scopo Armo
XVI, VOL. l .
lJ.
,f 6:2
' 2° ·cò'~~ò o'i~E1tcrio'NÈ1~1:·i.:NNÒ. 18"70 f63 tfJstàgi'l\1,' che fu cbst1ècfa ' ad abbàndon-i re S:òmma.: élH1nìfag'h1,t p1ù cl'JI ripie3ù.,i ' i]ella : br i\faià Varidone d1e darfa effica·éia dcll' a:t(ricéo .d1ièllò contr.o' di essa, fh 'pur'e'ah1dantcY ifnb~\ràz'f'utiùelltl S\la ritìraìa'; perdi~ il nemico la seguì' mcJfo clappres'so, e1ò d 1e· in''re;nui ii~n:; avrèboe poWtò av~enire' se si fossero , yJfotatÌ i y,ant~lfsi:f,i, ,che ~~ella, p~s~~io~~,y~es~n,tf .a t d?éni o'rf .é lé dltficolfa cli'e d'el:1bons1 superare da chi vuole as$atM;.' 1i 1 fossu Nér·èÙàra c'os'titÌ.1is~f un os't.:iéol:; ·a~Ni~ :r,qrtanza all'entràl.Ìt,' in . so·rr1m'hcarr1pà'g'iùì, alrr1·en·o 'p'èr fa'rti:J'liè1lfa e pet• Ja' C[lV aJlCri.a'.' . Le posizioni che occupwano le due cfo1si'on'i al t:è'r1:nfr1e del co:nbat.timento no_n lascian '.l nulla ad osservare. ·1 rapporti dei giudici del ca·npo confermano quanto si è cli sopra osservato. Difat,i essi notarono come la 1a compagnia del 33° battagliòne bersaglieri non solo rimase lungo' lenì po soito. il fuoco' efficaciss'imo di un . intero battaglione, ma si accingeva ben anche ad avanzarsi se non fosse stata dai giudici fermata. I bersa0 'lieri si avanzavano a· brevi distanze, nul'a .cmando J~ oflesc· 1YP-michc-. L.:rd:4é'iòtl Palazzina di:·esa da due baLlaglioni ed una sezio,ne di 'arti6 1ieria della brigata Vanrlonc, fu attaccata. da un solo battaglione. Così pure la cavalleria della division e Piota fece teilerati attacch i contro la cava lleria nemica, sebbenequesta fosse st&t1 sosteìfrùa:· dàllà '" fan.eria.
LE G!\ÀNll1' M•AN()VJIE AUT B-NN,\Ù
perchè, come si è gù detto, il nemico non poteva avanzarsi per la strada dfretta Villafranca-Verona. Le truppe di cui. quell o era composto Sllrebbero state meglio ntilizzaie n.el cornbaLtimento di Sommacampagna. A causa di questo distaccamento fu asse 6nata alla ~ava.J,leria lU1 mì,3sione di· tenere un colle6arrrenro imp,;EJssil:iiile fra ·CaJ.zoni e la 01'iJata Vumfone, che s-i eri spiejaLa dj'etro la Palazzina, cioè a 'tre chilo'Tleliri alme1YG di, <liStanza. Il generale Fontana asse6r1ò alle due· brigai.e Itestiagno e Vandone lè strade- di riti rata più vicine· a:l nemico e per 1100 esserne separato ern sµa intenzione (pe11· quanto si legge ne lla sua relazione) di fo.re pern o stilla sin,isLra. Con ciò egli voleva appoggiarsi a,lla parte più de'bole deJ.lçi sua linea di bauagha e discon-osccva l'importanza della posizi one cli Sommacarnpagna e lo scop0 del tema. Difall i il generale Piola veduta la 'disposizione nem ica, concepì di attaccare C':rn forze pre'ponderan~i la bi:igata Vandone nel 'pi.1no, e, respri111:~a g\1estn in, disOi'dine, rivol6ersi contc-oSommaca'llnpagna. · li faHo s-eguì .secon tlò il slio p:rnponirnentCl. La: bti;a ta ' "andone sebb~ne ripoi'lata una prima, volfa · irr' avanti <,}a l geo.erale Lon3ohi, retrocedetle' raficlamente-· mi'l seconda volta. A q,lllesto · però confiritfoì cerramen té il sapere éhe ddpo il c·0rnhattimento d·ove'va p:.ir"Serripre ritirarsi, ma i l briga:d iflre Yandone avrebbe' dovuto tener· presente che·.qu'est-a ·prédisp'osta ri tiratar d0sveva avvenire per ragtoni esl!·ance .al combatrirnènto-; Oon:. t,r ibùì · pur·e in ques~a: oceasi0:ne (r.ome- in rnoltè altre durnnle ff corso delle esercitazioni), al ra-p'ido-- e talv0lta poeo· ordinéito ritirarsi, . e~e le truppe . che . ins~g1:10M, ·non considerando le per<lite ed i s·acrifi:z:i :cli.e quasi sempre accompagmmo-i successi, lo fann o tropp.@ viv,unen te e non tengo'r:10 oòntb del' tempo necessari@ a riordinarsi, prima di inseguire il nemico. Questa os-servazi0ne viene eonfetmata diù vedere·,come Ja :0ri@ata
NF:1.
{:)p'erazioni' dal 18 ai 20 ottobrè. · "
.
I
LE GnANDI MANOV IIE AUTUNNALI
Fontana a S .. Martino Burm Albergò, la divisione PhlaCaselli a S. Mic:1ele. In questo gbrno pertanto si costitul il corpo d'esercito dell'ovest, sotto il comando del luogotenen1e generale Lon;oni, il quale stabilì il suo quartier generale a S. Martino. Il giorno ,19 le truppe furono passate in ra ssegna dal generale stesso. Dopo di che egli rinnl a rnpp::irto i generali. da lui dipendenti ed esposi loro le osservnzioni ehe a,,eva fatte sul!~ precedenti fazi )ni campali. Il giorn o 20 si iniziaron::i lè gr-antli 1.nanovre del secondo periodo.
o:-;r. (zo
l
r
( 17 o:tobro )
Tema gcncrnle.
La divisione Dottaceo , avanguardia di un grosso esercito proveniente dal l?riuli, giunge a Boara sull'Adige il giorno 16, e si prepara ad operare nel maltino seguente il passaggio del fiume . La: divisione Seismit-Doda occupa Rovigo con l'intento di coprire , come retroguardia, le rnòsse llel prnprio esercito, il quale si ritira su Bolo3na e trovasi imp~gnato nel passaggio del Po
·I 8,0
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Questa divisione avuto notizia nel rrw.ttino del -17 -che il ne·nico sta opernnJu il passag.~io dell'Arli.:5e, muove ad allaccarlo. Ne scgne r.osì un combattimento fra le due divisioni od trutto di terreno co11preso fra l'A.diJe e i'Adigetto: La divisi'.m c BoltacC'.) si 1·is:)lve poi <l ripassa.re nuovarne.nl.ti l' Aà ige ed a ritornare ai suoi campi a Doara. In ques!a fazione si dovrann:1 con.-;iderare come non esis tenti il ponte s ulla ferrov ia e i molini sull'Adige. Sunto dc•Hc di,.11osizio11i della dh·lsionc HoUacco.
B) LTNEA HOVJGO- PADOVA
Fazione di Rovigo.
COlll?O D'ESEIICl'l'O NEU.'ANNO
La divisi one ha gi\ porta_to ne1la sera antecedente qualche battaglione sulla destra ddl' Adi:;e pel ponte di Boara ed ha ordinato altresl la costruzione di alcuni ' trirn:era menti. . Nel mattino del -17 la compagnia pontieri getta il ponte di barche a Concadil'ame, località riconosci.utR la più adalta per tale operazione , e b divisione si di.sp::ine nd o;:ierare il passilggio sulla destra del fiume con la brigata FeJer:ici per il ponte militare e la brigat.a . Gabet pel ponte di Boara. Precedono co:lesto passa:gi) alcune rico6nizioni di cavalleria, c}w mu'.)vùn) da Concaclirarne , Boara ed Anguillara su Ro"i:io. · Delle c:inque batterie della divisione, due furono addeue alle due bri:;ate e le altre tenute .in posizione centrale su!l'ar0 ine sinistro presso Boara. 'sunto dctle di~pos!zioni della dll'isione Seli-mir-Uoda.
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Il generale Doda di:.pone ric0gniz.ioni lungo l'Adige . . Nella speranza di ra:n i.10 Jere il nemico nell'atto ?el .suo passa;;Jio al ponte di Boara, profitta del maJgtor
Hì6 ,, • .#
u; G!lAND I MANOVBE AU1'UNNALl ('
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QU·nero. d( .~0.1.nqnicaz~?.t:Ji che vi ,:'>~no a :~.~~is,trn r9Jslla stra.da i!a U.ovt[''O a Boara pee ra.fJrzare la sua sif).ist.ra afffne d1 respi~1e,:e , nèlle p:tladi ,qi .s H~ao'.ò,.. p1 ~rie delle lruppe cile ;~ve~se ffl ~:5egH}!Y i\?,a,,ssa6~i<>· ·· · · tlel pQn·e. ·~ ~1.i11a:m~_no pel suo ,.,olìgioe p,r~ye_cle la. P.!'R1?f'l.b il,it.ì che il ne:nico geai un p :mte rnilit:1re a mo4 le di {bara ~ ' si ·.ris~n:a fo ciuesto s~sò dj ' J~apt'Jrraì·è , ~o-ryi " g~~~za. ·· Ecco b rip9slizi.one dcl!E: sue t·up;:>e : Ala sin/stm. - Gener<de Bonvici,ni. -Una brigata di fanteria (8 ' baltaJlioni,). Uno squadrone. ,Itna. hatteria. Alg, q,(}~tr:a. - G~nerale Bkinebe.a i. .Tre 6iitl;,1.glioui ,di fonteria. Un battaglione bers1glieri (:38°). ,Un.o squ.adrone. Uoa bll.tteria. Ri1J1tv.o,. - Coloqn.e.UoJfarchetti. Tre ba,1tagli<wi di fon'eria. . Un .b.a!t~glione be.rs.1.glieri i 6"). Due squadrnni. ,Dne ~baLLel'ie..
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ilnd:uu.-nto dc[la fazione .
Il generale Revel s(abilì che la divisione Boltacco, inizias_sè il movirncnto alle ore 9 antim . e lal .•,divisione .. '" . -: · • ~· .· ; · : .. ~~-·-·rr;:;~ Doda alle ·1 O, ma <hede facoltà ai corr.andanti di divi~iBA~ di c.9.~1 {t1ciare an.çt1e.prf!11a. le op~r~zio~i Rer g!'),t!·tfe 1L po~'f, r for .~1~~~10~~:ere 1.l fr.on'.t:) q~ll~ ~~,.,·~ll~rJ~· ~li.a_~ 1/2 Je dile brigate dè}l~ 9_iv,~~i0ne _Bpt~ac_.ç,J?; ~
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G'.)Jll'(i) o'J{SEHGHO NELI.' AN·N-0.-18";0
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s.i'·1tno,vavan0 ,già peon'.e· ciascuna al sito assegnatole per ese,;1ù1e .iÌ passn,6gio, m~rHre la eomp.a~nia p0.n)e1i gettava il p~nte a Conea.dirame , che alle 011e_,9 era già ,c.o"mpiut.o . ,.:Intanto .le ·ricognizioni d.i caval~ena spc~ ditc,.Aìno a ,B.o-vi_~o 4nnunziavano che 11 .Llermco noo &i . ·muoveva ancora da:ll,1. i; itU1. , Id g~neeale .Bo~tac.co ,diede . ~o~to .ord:ne alle .tlue brigate .di pass:.i.re il fiu•ne, 1rn.wp,,111do alquanto sull'ora stabilita, c~sicchè la brigata Gabet, ,che dovova. aYa.nzarsi per la strada diqHl.a ..Boarn... Rovig:>, ~bhe da peroonere sQb. tr-e ch ilo-r1elri ..e mez7: ) pee .gitrn3eN S'.)tto la ci t'i, e siCC'.)'lle aveva piò dt 1:tn (fra:cl, avanzo sull'avvers,: irio, cosl p:91.è sp·e.;arsi a ~ava ll o dello sfradiù'e senza inco!llt'rare nesis1enz:i. Tre t>attaglioni fu.co no posti , in prima ed altri tre in sec0nda linea, quattro a ,destra e due a sin isLra dello stradale, e su) medesimo una sezione ,e u110 squadrone . Una cololll.il/:l di un ballagliooc , uno squadrone ed una sezi?ne s.i era avanz':l.ta:.i-n pari tempo sulla steada delle Sahl:non.are a ovcu,l .qella ferrovia e dù.v,r1va sen Ìt'e di collcgarnenL0 fb ,la b.ri6ata .Fedcrici e la briguta ~abe~. di 34 ° baitagliJn~ bees1glieri che nel m1t.t111'.) ~cc~p1va la testa di pon~e e avea fJrniLo gli avd.n·:i!)%ll, l'lmase allo s'.esso siL@, in rise,rva. Ia • bri orata Federjci passò il p'.:ln'. e militu,re ,a .Con. cadirame, hi.saian ~lo un. ,baung1~0n2 dBI suo 1 ·' :r-ey;~1~ mento sull a sin,istra ,dell' A.di_;e. G-li altri tre ·battuglton L dello SLess.o re;r;::r1er1 (0, che marcin_v,ll10 i~ te.,ta, v;olsero subito a sinistra, timversaron0 b sc:>l-::> {.eres:.ilo à:l .p(:)nle di ,Colomb~ìre e .si spLe;5aron 0. S@~lo J,u foro pr•o.t~zio.ne i quntiro battaglioni del 2'' reJg1m~Ii1lo ~filarono pure lun.30 lo scolo Ceresolo, e ,due ,di ~ss1 l0 passaPon > al ponte tli,1Carrar.e, per i~1cli spie6 ~«·st sull.a sinistr-a a8ei. tre ba-tla,:;tioni anzidetti; gli altm ,due n1
Hì8
LE Glt\NDI M.\NOVIIE AVTUNN.\LI
maser'.) in riservJ a Casale. Uni sezione d' arti3lieria fo p1sta in balferia al centro di ques :a linea .. All'estrerd:1 des'n un1 ·c)brrn\ cJm1)sla del 15° battaglione ber3aglieri e d 11e s.p:1cL·oni' si spin,;evafino alle N::lJarez.m s:111'.\cligJLlo, pel' m.1rcù·re sopra Rovigo sull'argine s1nistrn cli quello. La di.vi:;ione DJcla mitiò i siJi m wi-r1:'\ n:i alle ore 10 unL co11'eraie stato prascriuo. ~11 a qu~dl'ora la brip;ata Ga bet ern gi '1 così press::> alla ci,Là , che i battaglioni della riserv<l a;:>pem sboccali s,1llu stradi. di Ikiara per recarsi sal posto lor:} asseJn.Ho, si trovarono di fron :e la cavJlleria ne·nica. PHssa nd:) io c1n in quel momento, e giudic:tnd:> . che la fazion e n0n avre·)~e p1tuto svilu 1p1rsi , se n:in si dava alle lruPtJe della divisi)ne DJda spnil sumcienie per u ;e ire cLtlh cùt2l e S,Jie taesi, creJe i OVi))rtun1 odin.u·e alh bei,:;1ta G..i.'.:>eL d1 fo.rsi al 1u1nto più in:l ieLro. I'rocuealo C::lSÌ un p '.) ' di sfo:r:l ai movi1nenti della dìvisinne Doda, di ìì a q:ulch:~ te,1p) s'ì·npe ;nò il co·nbalthiento fra il gr·.:>:B o della div::siooe lloltacco. e il centro della aivisiJ ne Dod:t, c)m'Jatti·nento che si svolse prm::: ip:1l·nente nei- terreni adiacenti alla s:rada· diretta Rovigo-l3oara, alla ferrovia · eJ alla slrada delle Sabb ion,ire. Il gene rale Bo W.lCC~), che gìl clisponev:1 al centrn di m~q·giori fo rz3 che l'avvers lrio, foce ancor1 en·.rare in linea una batieria dell a riserv,) e i battazlioni della bri:~ata Federici che ('ran1 rim.isti in risu va a Casale, ed ordinò nel t.e ·npo sless'.) al 1° regJimcnto di ese3uire una con vers i:me a sin :stra a fine di p renJe!'e parte auiva al co'llbatti·nento. Il generale Doda faceva fronte a questo attacco, pi1rre· eon battaglioni della rise rva e parte colla destra della bri3ata Buonvicini, la cui sinistrn prolunJata fin 1
DE I,
2° COllPO
n'ESE!\CITO NELl,'ANN:)
18i0
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oltre nl ponte di Arzèrone sull'Adigel.to servì ad arrestare il ,J 5" battaglione bersaglieri e i due squ~droni che avanzavano da Nogarezze . - Trnvatosi poi dalla superiorità delle forze nemiche costreuo a cedere terreno ed a restringersi sotto llovigo, il generale Docla fece enLrare in uzione quanto ancora gli restava della r-iserva e pensò a richiamare al centro tanto l'ala sinis:ra della brigata Bnonvicini, quanto una parte della . brigala I3lancheLti. Ma mentre questi movi nenti si compiva no , il gen erale llevel avendo osservato che su quulche punto della linea di .batt.:iglia le truppe della divisione Bottacco si avanzavano con soverchia precipitazione, free dare il segnale per sospendere l'azione (verso le ,t :2 112). In lutto questo tempo la brigala Bhrnchelti crasi lcnula nei terreni al nord-est di Rovigo, spingendosi , fino a Sarzano. -- La sua auenzione era stata richia- . rriata su tal punto da lle dimostl'azioni dei due squadroni dei cavalleggeri di Saluzzo, che aveano passato· l'Adige ad Anguillara. Tutta l'azione da tal parte erasi quindi limitata ad alcuni scontri di cavalleria ' verso Mardimago. Dopo mezz'ort1 di sosta fu dato il segnale di riprendere il comba tlimenlo , Si eseguirono i mofrr. en~i che il generule Doda " avenl prescrìui. - Quattro bauaglioni s:i recarono fra la strada diretta di Boara e quella delle Sabbìonare, .avanznndo per scaglioni dalla destra , sostenuti da due batterie. -- Il movim ento in avanti fu eseguito, benchè più lentamente, anche a sinistra dalla brigata Buonvicini. Le i.ruppe della divisione Bottacco incominciarono il movimento di riliratH, e quando questo fu ben pronunziato e la divisione Doda era riuscita a spiegare quasi tutte le sue forze, fu dato il segnale per la cessazione delle manovl'e. 0
no
LE GllANDJ MANOVRE AUT UNN .~ Ll
Ver~o. l~ 0~ e 3 .-pom. le lru_ppe dc·lle. çflfe parti eFaf!f) fi~nlrale q11asi tutte ai hro ,accf\n1 pame(lti. AssisJ.ei allo sfilure Lella divisicne Doda allra,,erso Jl,ovigo, -per ritpn1are ai suoi accn1r pamenti. Ad qnta P.~J!e dirp}j.e pi0ggie dei giorni prpccrlenli e della fa;1i~11 sosL~n·lla durani.e b fazh ne , le l,rnpRe mostravano .11n ottimo conLcgno e marciaV?-flO 111 0,1;.dine perfeuo_. 1
La manovra procedè in modo al;:iuanto slerralo. Dt y.irie le cagioni: " ~ L' anticipuzione del movtmrnto _per pfl;r/c ç)e!Ja dw1swne Bu.uacco. fu causa che q1,1es1a si LrovassP. già aJle porle dt Jlov1go quo ndo Ja di\lisione anersaria r.:omin r.iaya :i muoversi. Ciò anebbe reso irnp::issibile Ja fo,zione, cosicchè dQvei io ste[,so for e:$eguil'e l' inruo ·imile rno vi rnenlo .l'.c lrµpp e cJ ella d iv:sionc Botlacco cli ritirarsi alquan10 per procurare un po' di sfoo-p 0 alJa divisione Dodn ; . 2n La s11\let·chja estensione del ,frqn re di ballaglio. occupato dall e due par!i. - Per qunnlo rio·uarda la divi$ione l3ollacco de,·esi però dire che tale :s,ensione fu nccessariarncnie cagicnata dai dnc pµnti cslremi d;i. )?,assaggio, )3çara e Con cadirarne. .Pnssat-o l'Adige, ·le truppe che cos l~Luiv/.l no il grosso della di visione re~lrinsero lO$IO Jc loro disw~ze, e nd oo{a del terreno intricato ed irrpcdilissim o, si p.rescntnrono ahba sla~za ç_ompat~e e ·lcgo.:o di fron te al ne rr ic<:>. '. ,QuanLo a]Ja divisione Doda s-i spiC'ga la disserninaZJone delle sue forze per la contor,1rn.zione del 1crreno. Nel procedere verso Boara egli no n poteva fore i).·
~iò .furono 0
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DEL
2° conro n'escrnctTo
NE r.r.'ANNO
48";0 •
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1!1,~·qo _cli ~-~!~_n\are JP.. Sl.l'~~~e . rJie d~ Copç~~irg,rn,e .~d A;11f1ìua',ara C<' nducon:l a Rovig.9: quindi la nqce.~~tF1 di .spin9ersi fino a Sarzano ed .Arzerone.
:; La n.,itura ciel ten·eno , copcrlO di mo.Ila vegef\lZi~ne, ·tagliato' da molti cn nn!i, fossi e ~cpli , re,JJ,tje le mosse àifficilissirne, e ritarda la diramazion e degli ordini, a segno che non è sempre possibile mantenere il necesrnrio collegarrrnto. 4° Devesi ifll\çe !rpe.r pcn\D che era questa la prima fazi one campale che le truppe di cui si parla eseguivano. ; In par_J,icola.1:c si eb,bc a ~01are che la brigu,la Bjan1 cher'ti rimase .trop1)0 1err J)O in.operosa . all'ala dl?s(ra, i ,q . . I1" entre il co rn ba11i'.11en10 erpsi iwpegnato al cenlr_o. ÌJ'. f.lppal'Ìzicne del!u c_avall cria nemica nelle vicin anze cJi ~é r-s!imago !)Clll ,dovc·va ernrcitare 1an1a influenza ~a ri.,. \enere çolù tulle le forze della bri6 ata nlancheui, p_oichè le rico3ni;,:ioni dei propri esploralori avrebbero àovut o ben presto chiarire che qul'lla c_uvallcria non e{~ seguita ~14 ftH\lerin nè da artigUeria, e bastava perciò )asciare poca fC1rza a teneda d'occhio, por~i ndo il r~st o a rinforzo del c~ntro, cmr.~ fece in s'1guito il gene_ralc Dlnnchctti quando ne ebbe ord:_ne e,,sprcsso. . . _ . . Lo squadron e addet to ~Ila bngata Blanchc~tll s1 avanzò b~Òsì fin o a1i\ncon1 ro della ca vulleria nemica; e _nelle vicJ.1:!!lnzc di n;Jrdimflgo !e due parti eseguirono vori senn11;i con ir1olta abili1à, comi'\ riferì un f S,iµdice del campo che _Ile fu 1estimone. M,a poiehè ciuf llO sq~.ia1rnnc non fu in gr0;do di rjf~rirc nl generale Bianchetti b çornpos izione e la forza della co191\~a nem~ca, cl ev~si dfre eh' esso rnqgc9 ~li f~ç_bito suo, che era di ricoooscel'e e non di comballcre. ~a c!Jviii~:ne D01Ìc1 c-;o da par~e sua noQ irr'piegò la ani; Ji~ri it <li ~\li tUsr, 99~va .tr1 tuu,1 q~~na ri.i~ura chEl f
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J.F, G:tANlll ~I.\N:lY~E Al!TONN.\l,T
forse avrel'he potuto, ma n::>n si deve tacere che il rcrren~ presentava all'azione di que8t'Arrna molle diftlcolt.ì. ~ 1 altre osservazion( a cui diedero luogo i par1icolar~ delle manovre d_i quesla giornata e delle segt:enti, si fora cenno com pless1vamen 1e nelle osservazioni generali.
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Operazioni del 18 ottobre. In quesla g iornata , secondo il conretto n-enerale la divisione Bottacco i·ieeve ordine di I i.ira~si su n',ltluglia , perchè le lruppe che gua rdan o Venezia sono r~inac<~iace d'una s~r1ita dnlla piazza, e il grorso del~ eserc110 che marcrn dal Frinii su Padova, avendo tnconll'ato serie difficoltà che n1~ hanno rallentato il movimenlo, non è ancora in grado di reca re aJ esse efficace soccorso. La divisione Seismil-Doda, flccorgcndosi del movimcnt_o in rit_irata del ne•nico, lo inse3ue, anche per coprn· niegl10 le opel'aziuni del proprio escrcit), il quale non ha pern nco ultirnalo il passaggio del Po. li generale Bo11acco fece escgu il'e la marciàin ritirata della ~tta c)ivisionc su Battnglia nel modo seguente: Avviò prnna il carre3gio, indi a due ore di dislanza foce seguire le tmppe, le quali marciarono su dne colonne: la brigata Gabel seguì la SO'ada din-\{ta BoaraStaogh~lla-Monselice-Daltagl ia ; la brigala Federici da Conca~trame per Yescovana e Sant' Elena giunse pure a Mon_seltce, dove entrò in cnlonna dietro la brigai.a Go.bel. Ctascuna delle due briO'ale aveva una retrorruardia di due balfa6liooi, due squadroni e una sezio~e. La divisione Sr.is'Ilit-Ooda marciò pur essa ìn due colonne sulle stesse strade sopra indicate. A queslo
DEL
2° COlll'O
0'1-:SEl\t:l'fO Nr:1.1.'ANNO
18iv
li3
fin e fu lasciato teso il ponlc di Concadirarre, che si poleva considerare corre gellfl lo dalla divisione Doda; il ehe fu tanlo più nercssario, in qunnlo il pon le comun e di Boal'u non sembrnva nhbas1,1nza sicuro pel pa:;sa:;gio di numeroso carrc_;gio. Perciò la più gran parie della eolonna- bagagli passl> sul pente militare di Concadirame. l.a ùivisione non inco111in ,. iò il passaggio, se non dopo che le esplornzioni di cuva lleria riferirono che la riva sinistra ern sgombra. Del resto gli Ol'rlini dali dal gnnera le Do<la per ln marcia della divisione,. di'.111110 a divedere eh' e6 li si preoccupò assai più degli altncclii che p·)teva fare il nemico , che dell'idea di molestarne la ritirnta. Ne seguì che la marcia di questa divisione, nozi ~he presenli11·c quel caratlere celere e vivace che ccnviene a chi insegue, procedè con soverchie cautele, che cagional'ono !':ensibili ritardi, cosicchè le truppe non giunsern ai loro accniripamenti di 1\lonse !ice se non u o:)tle chiusa, menLre la divisione Bottacco avendo avulo quasi egual ca•11mino da percorrere era gi:'i nei suo i campi. alle 4 del pomeriggio. Le, retroguardie delle due colonne della divisione Bollncco presero posizione a SLanghella e a Yescovana pet· dare sfogo alla marcia clPlle truppe ; ma avendo a11 eso non poco tem po, nè ved uto venir contro che p:)chi uomini di cavalleria nemica, sui quali trassero • qu alche colpo di cunnonc,si misero unch'esse in mal'cia. Jo olirepassai la colcnna di destra della divisione Bouacco, e giunto a Bauaglia assistei allo slìlare delle truppe, che andavano a pr endere i loro ca•opi. Jfai s~mmarn ente edificalo dcli' ordine perfelto, dell' ese •nplarc comegno dell<: truppe e della celerità con cui la marcia erasi compiuta.
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p·ér tl![!He queste pdsi'iioiW ' s-Uètessi'vè· · rl . cehti1a ;d\ fazione
di lBaita9'ìla-
gl'ltvÌ[tt •e:]:el'la d1fesà· èfa posto dal• generale i:fot6i~èé sull'à- s!tii.stra" dè l 'ghui eai't',il'e. ehe và- in lmèa" réLt¾i-' da F~dova a Monsel'.ice, coste6$iaio pet ' tuJa ·la sua huiL gl1eiià"dttlla 'slk1àd'a piòviriciale.
cici. olt6i3J'òJ ·
fa! di'iislfoffo·stlsinil:.!Dddai ré'sa atrdac'éì: dafréh·bc\Ml dere dél' · ffeffiLC(), SÌ Sptn~e dd"riùtl~Car]{)I ne1lti si1lt p6lg:jzio'ìfr .m1 B¼1tagI1ai, ché qlit:!std v~oi1 1matrìei1éré'. Nelf.rfgi'.i'5 rn:à1a 1• pèf6 fa,"ctNls16ntt nuu~cè'o'\iv\\Vo ri.M tl~i'a' ètfl:f1è\fuppei de11à1'pfoj)r'flt.pìi'ì'h!1 cl1~ o~ser\)ctv~ìi8 Ye&z·He eiJano1• stufe . vivhit\ente' 1 al1itcìfaié-' e~ resgfiit> é
<lWmP gùah1igiDrif'cfi qu~ll1ir11piiiz.P,' ;pi1frrra" a"' fa:tlbW pe'i1eslseré' iiii' gi'aJo ai soc'doà er1é:··
Néll' dtd.1ne del g'i.lfrM) déll'a' d'i\iìsiorre' Seis1·rìi -D9d~ si accerirìa-1a not.iz-i.e· avute dagli esploratori che if ne1'ni·c0 ,ot;ctìp't1~\.à PentuMra ('I}, per cui · vi si preVe'd·e che la fazione di. Battaglia si d.ividerà ir11tfo pèàòuì principali : •I" Attacco di Pernumia; 2() Attncco della linea della· Hivella ; 3" A,uacico•' Ef ' passaggio" de} · éan~Ie··di s1>'1itél'' è' di Cacrncrlii'. o . ' P.er co111'piere qtres1e tre op-ètaziorii. slictessiv<;t; ìl generale D'o'ttla rip'artì' le'· sue' foYze inf trlf tdt&nntr: · Coloriha di· sttristra:• -- Oehérnlè' Bhirtfèth.'èLti; 6· bat tragliòni, di fah'etì1:('; 3·8° baltarg.hòùe' her-sa.glferi; · Uno qua:drnrle ; Utrà'. battèria~ Que~ta colonna 1:lovea suddividersi in tre par-ti, di 0
B genefralè'lfoflacèli, pfbdc1.1p'èiWd1&si 1frtY'da'fp1'in'&pM 8'e1Hiè! rft.itàfay eh~·· d·6'1~,,a~po'irèsè~trire ~su·''Phti8Va; p"r~':! sérr~'. nHl~i sttò1oi"dh:i~t:crE\I gi'érndJi.Jùtl.t'tr8 ~oiiiidn'J'sùct' cié~ve' c,lié fo\ truppe' a,11·~thét·8 dovhttf 6c'èùp1ire 1: la pi·tma-''aJVaHézz,ti <~ii·B~'ttaglin· cbf., caflale 1di'·Ca8nollt'brk~1 l:inea11 dl1 'cPi.fo%a-1; la 'seèòmfa1 an'a'frè2:U.i" 'dt ~lifù.a'1'1ai. c't i c§.na~g Bnin~W,fo':Jc'ò'l'i'ie liWèa{di1 dìf~~a ::' que1s1k~ètòdt1& .: J!inà 1èr ir1crrca i·iè èhrlYlliet.ri · . dìHr8'1 Iìt' p'rfm1i;' e1~aif uguali distanze successh•é'' v'èfi1Viìnlf:1 irtdrdìiiW'11a Xfer'i? e la quarta posizione.
-- - - - - - - - - - - 4 - ~--~ ... ·----------------- -(1) NPl fotro la- d~vi'sione- ~)trAèèn éfa tutta 11crnnìpala al nt1rd d1·I Cona lLi di Cagno la e ne'di11lnrni irn rntdiali ;jj Ba,llagl a: ma na111ralm•·t'Jle f'SS a aveva disl<1ecalo i suoi avamposli a <inah:he · n is11t11zn . Quel o l'he· pbl& l'a r ' cred·,,re 11glì :es~J:lnrltlori (.)>I],~ .di\'Ì,;Ì ..;IÌH Oo,fa ehn PÌ'r1•1i1·\llÌa ('f'~ OCt'llpal/l, fu UO Oaltll• tiiLi'ne ,l'i fi'i'nYé-ria si 111ato ·,irì:J n'i'vpl la; con lHt pl,i't,,;,e 'di c;,val~ li~ria l'f1<J.. <'11tYl"il , sfa liilirit pottr .ii i:iv'Hso('sù'tU""sifaifa 'cff ]{uo'se:_ il~ti..·.eur!a Pètfb-utni~ i :
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LE CIIANDI MANOVUE Atl'l'UNNALI
cui l'una rnarcerebbe direuarnente su Bnttaglia, un'altra: prenderebbe la strada di S. An lonio, Solana, lngo cli Arquà ed occuperebbe successivamente Monticelli e Monte Lispida ; e la terza infine girando attorno a Monte Hicco andrebbe ad ·Arquà, . indi a ValsanziJ·,io. La colonna cli dcslra (generale Buonvicini), eon°posla come hl preceden le,. <Jovea alla sua voltH suddividersi in ciuattro colonne per muovere all'attacco di Pernumia e S. Pierro Viminario, e quindi occupare i passi della Riv<~Ila, ed avunzare fìnèllmen:e sul e-anale cli Cagnola, dove sarebbesi tentato di ge11are un pon te a.cl Acqua nera. · La rise1·va, comandata dal colonnello ~larchetti, era ·comp~sta cli 4 bauaglioni, uno squadrone e mezzo, e due batterie.
Occorre qui aggiungere che avendo io avuto nel mat.lino del 19 copia dell'ordine della divisione .SeismitDo.da; aYvertii il generule slesso che la òìvisione BotLacço non avrebbe portalo le difese lant' oltre, anzi, solo a pochissima distanza. da Battaglia. Sperai che dietro questo avviso il generale rinunziasse a spedire le sue colonne delle ali in direzioni tanto eccentriche e · concentrasse le sue forze verso la linea principale di ..rnarcia, çioè quella direua da Monselice a Bauaglia.
~odamenfo della fa~ione.
Verso le ore 9 del mattino le truppe della divisione Botlacco erano gi,ì in posizion e : la brigala Federiei era collocala· presso Battaglia da am~o le parti del canale di Monselice ; il reggimento di destra appog--
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gia-vasi alle ultime falde di Monte Croce, ed aveva una sezione d'artiglieeia sul moniieello di Sant'gJ.ena~ il reggimento di sinistPa diefro ul canale Cagnola si estendeva da Bauagha a Gorgh izzolo. La brigala Gabet dovea- guardare col suo primo reggimento il ponte di Riva sul canale di Cagnolii, tenendo il secondo in riserva a Pontem.meo. Più sotto i due battaglioni bersaglieri dovevano guard,)re il ponte di Cagnola; I1 oeo prima delle ore 1 O la riserva del generale Doda, che marciava per ìa strada provinciale, e la col_onna di destra della briga,a Bianchetti, rhe marciava sùlla ferrovia, incontrarono· ali' altezza della Rivella i posti- aVanizati del nemico e li obblig~rono a ripiegarsi. I due peni che erano · oaimamente collocali suHa allura d·i Sanl' Elena, aprirono il faoeo con~ro la hrig·a ta·Blancheui : ma dcpo ulcuni colpi si fecer~ riti-rare peT non danneggi,i1e eon lo scuotimento il fabbricato vjcinissirno. La brigala ]3lanchctti dovè sostare presso la ferr:ovia a causa del passaggio cli un convoglio, nè potè ava,nzarsi altrimenti per la difficoltà del terreno ; ma la ris.erva invece si fe ce innanzi eon molta vivacità, e in p·oco più di mezz' ora giunse alle prime case di Bat-taglta, senza aver incontrato, che ben poca resistenza pe-r parte di un solo batlaglione, il: quale ritirandosi hu.1-go, l' argine e sulla slrada, impediva a,Ha propria artiglieri.a di far fuo co. Dopo un breve ma viYO cornbau.irnento·entro il·1n.1:ese stesso,, le truppe della brigata Federici ebbero' ordine di ritirarsi al Cattajo. Per tal modo le altur'e di. !\fonte Croce furono abbandonate prima di essere attaccate dalla colonna di destra della brigata lllanchetti. ANNO IVI. \'OL. 1.
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LE Gl\AND1 MANOVI\E AU: UNNALI
DEI,
Solo più tardi, e quando già Battaglia era in mano della riserva, la colonna ora della prose3uì la sua marcia luno·o la ferrovia e giunse a spiegarsi quando già le trup~e della brigata Fed erici sta_vano ritirandos~ al Cattajo. Le altre colonne della lmgala Blanc~ett1 non poterono, pel largo girn c_he dovevano compiere, .prender parle efficace all'azione. Lo stesso si verificava ali' ala destra della di visione · Doda, ov~ la bt·igata .Buonvicin i, trovata s;:çornbra P~~rnumia, si avanz<'> fino al canale di Cagnola; ma n:m ,~i giunse se non quando già la brigat~ Gabet, a ~aus:: deil' occupa~ione di Battaglia, aveva ncevuto ordine d1 ripiegarsi in posizrnne più ritirala a PonLe:nan_c? _e a Corneo·liano. - Anche il distaccamento della dmsrnne BotLac~o stabilito a Cagno la dovè ·ritirarsi per se_;uice il movimento generale. . L'azione procedendo troppo ani"nata al centro ~ quasi nulla alle ali, il generale R.evel fece sospendere 11 combatti mento per rettificare la posizione. . . Al riprendere dell'azione la brigai.a : Fede'.·1c.1 abbandonò il Cattojo senza difenderlo, p01cM 11 gene_rale Bottacco. volendo portare questa brigata sulla linea della brigaia Gabet, le ordinò cli prendere posizione più .indietro fra Monte OliveLo e 11onLe Grotto . \\Ientre essa eseguiva questo movimento, fu assalit_a vi,:amen·e da un battaglione del 63°, ma due pezzi po~l1 sopra una piccola altura obbligarono que;:;to battaglione, che non era sostenuto da altre truppe, a relrocedere. L'ora fattasi già tarda, consigliò al generale llevel di dare il segnale per la cessazione delle manov!'e.
2° COilPO,D'ESEJ\ClTO NEU!ANN3 J870
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Le due divisioni occupavano una fron!e eccessivamente es1esa. La divisione Bottacco si estendeva da Monte Croce al poni e di ·Cagnola; vale a dire, occupava un front e di nove chilomeLr·i; ed ultr~ttanto faceva la • divisione Docla da . Arquà a San PieLrÒ Virninnrio. La difesa di Battaglia dovea avere per principale scopo il paese stesso-; sia perchè posro sulla strada direua fra TIIonselice e Padova; sia ancora perchè i vari ponti sul cnnale di Monselice, nell'inLerno di Battaglia, dannn abilità di co·nunicare sulle due sponde; e sia finalrnente perchè, il canale di Cagnola passando dentro Batlaglia souo il canàle di Monselice, chi è padrone di Battaglia è anche padrone del canale di Cugnola. Poche forze potevano bastare a guarentire i poèhi pnssi di questo. Muggior considerazion e meritavano le ulture dei Colli Euganei, che stringono da presso il puese <li Battaglia, perchè padrone di esse il nemico sarebbe stalo padrone del paese." Da queste ragioni che si potrebbeeo più ampiamente sviluppare, chiaro risulta che il perno così della difosa come dell'attacco cli Battaglia avrebbe dovuto essere il paese stesso e le alture vicine. Invece accadde che sulla vera linea principale si trovarono impegnate poche forze, e che il resto non prese se non una piccola part e all'azione. · L'avere poi il generale Seismit-Doda fondato il su<> piano d'attacco sulla notizia dell'occupazione di Pernumia per parte del nemico, dimostra che le ricognizioni di cavalleria da lui spedite non · lo inf..lrmarono a dovere, poichè dall'av<.r veduto qualche cavaliere
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1,E Gl\AN ()J MANOVRE AUTIJN NAI.I.llBl,
2° COlll.' 0
ECC.
avversari.o argomentarono lu presenza di nurner·ose fo rze: _ Trovai pure difelloso nell'ordine del gioruo delle due parti l'indicazione particolareggiala dei periodi succes' sivi delr azione, parendomi che .il volere precisare tut.tQ quell o che si fa rà nel seguilo, equivalga a fare ciasC>heduno la guerra per r·onto proprio,. senw tener cal e.o !<:> dei movimenti clell'avrersnrio. L'a uacco della oolon na <·entral e do,lla divis·ione Doda • venne fouo -con sorerchia precipi..1.azione.
SECOXDO PERIODO •
D ELLE
Q]l_~ANDI MANOVRE
Operazioni del 21 ottobre Operazioni del 20 ottobre.
• A) 601·po tl'esernito dell'e'st.
In questo giorno il generaie Revel, assuniendo il çpmnndo delle due division i riun-ilc in 1.m eo rpo di e.sercito denomina.lo dell 'e;;t, passò in rassegna al Prato della Vnlle in Padova la divisione Bolt.ac·c.:o e la divisione Doda ch,e vi giungc,,a da Baua glia. Il genè,eale, llcvel fu soddisfatto del con tegno e della tenuta delle Lr·uppe, ()d espresse questa sua soddisfazione in apposito ordine del giorno. . Le due divisioni accamparono nll'ovest di Padova fra : il Daçchiiglione e la BrenteJla: la divisi one Bott.acco a cavallo deJlo slraùale di Vicenza, e la divisione SeismitDoda luqzo la ferrnvia di Rovigo. Il giorno seguente si dava principio alle monovre del 2~ periodo.
Rifrnile u Pt,dova 1~ due divisinni Bo tracco e SeismitIDoda i'n lln ~olo éorp:'l d'ese rcito den oniinùlo dell'est ìl lnb}o ienen!r-l generale Thaon di flevel, ch e ne ·as: sunse il comando, cre·lè opportuno di coslitufre per tutta la dun.lla del 2" periodo urw propria riserva composta nel modo segucn le : Due bauaglioni ciel 5° rbggimenl.o granatieri. ,15° bauaglione bcrsuglieri . Heggirm:11lu Piemo 111 e Reale cavalleria . Due sérundr·on·i del re.mi mento cavalleggeri SahmlO. rn• e 12" b.i neria dell'8" reggimen10 ar1iglieria. Equipng'iio da pon1e. Qu(\sta ri serva fu po~la sotto gli ordini del eolonnelh Soardi, comandante il re00'g-irnent.o cavalle..,,. (~eri t:,o ·Sul uzzo. li gi )rno 21 , a scc:m l l del conc~a o generale, il -eorpo d.)H'c.'ìt, dJvern dici_;ersi clJ. Padova su Vicenz-a •J
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DEL
LE GllANDI MANOVilE AUTUNNAl,l
2° CO Rl'O
o'ESEI\CITO NELI.' ANNO
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-coll'intento di occupare quesL'ultima ciLLà; ma ricevuta per via la notizia che già il nemico stava pel' occuparla, dovea fel'marsi a mezza via e rimand are al giorno seguente l'attacco delle posizioni di Vir-enza. Per essere poi iu gracw di operare contempol'aneamenle su Lonigo, come era accennalo nel -terna generale, il generale Revel formò un distaccamento composto del 63" reggimento fan 1 eria (.1: battaglioni) del 6°· bc1ttaglione bersaglieri, del re6gimento lancieri Vittorio Emunuele e di.· unu batteria sotto gli ordini. del generale Bhmchetti. - Questo distaccamento dovea ac. campare la sera ad Albettone. Il grosso del corpo d'esercito esegul la. sua marcia in due colonne. A destra la divisione Bollacco e la riserva segJJ.il'Ono la stracJa pro vinciti le Padova-Yicenza,_ ed accarriparono, la prima a Vicimuglio, cogli avamposti a Torre di Quartesolo, la seconda a Favallina. A sin istra la divisione Doda per la si.rada de lta Pe}osa lungo la sinistra del nacchi6lione si recò ad acwampare nei dintorni di Secula e di Longare : essa aveva ordine di estendersi unéhe fino a. De!:lba, ma questa localiw. era gih stata occupata dal nemico.
fanteria, del ·17" bat.taglione bersaglieri, di uno squadrone dei lancieri di Jiontebello e della ,u.a batteria del 9° reggimento artiglieria. Queste truppe erano sotto gli ordini c~el colonnello Blancardi. Il mandato di queslo distaceamento era di copcire la linea di ritirata cl el corpo d'esereito, vigilando il teneno fra i Berici e l'Adige per opporsi alle mosse che qualche distaccamento nemico tent~sse da quella par'le. Il giorno 2,1 il cOJpo d'esercito proseguiva la sua marcia e giungeva nel pomeriggio a Vi.cenza. Io assistei allo sfilare di parecchi corpi che entrarono in ciltiÌ e fui le:.lim onio anche questa volta del.buon contq;oo delle tru i:pe e 1:ell' 01 dine con cui procedeva ogni cosa. Stante la dirotta pioggia cadulu nell a notte del 20 al 2·1, diedi fo.collà ai due generali comandanti i due coi pi d'crercilo cli far accnn tcna1·e le loro truppe, per quanto era possibile, senza disseminarle troppo. - Il coi po d' e~erc:10 dell'ovest potè approfittare eh questa concessione; ma non cosl ttuello dell'est, per scarsezza di caseggiati opportuni.
B) Co?"J)O d'esercito dell'ovest.
Fazioni di Vicenza e di Lonigo ('22 ollobre).
Questo corpo d'esercito aveva incomincialo la sua marcia da Verona su Vieenzafin dal giorno 20 in cui partendo dagli aceaTl'parr. ent.i di S. n1iehele e S. l\larlino era ·andato fino a niontebello, in una sola c:olonna con la (ii visione Fontana in I.osta. In quello stesso giorno la divisione Fontana, come· -giunse a Villanova di S. Bonifo.ci.o , distaccò su Lonigo una colonna composta di due battaglioni del 71°·
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'l'emn gcnert\lc .
Il c.orpo dell' ovest, che ha occupato nel giorno antecedenle Vicenza, ha per missione di difendere questa città e le posizioni vieine conll'O gli attar.chi <lel corpo è.ell'est., il G.uale muovendo da Padova, si è
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• U: .GJ1'AN0I MAN 0VIIE AUTU N1"!IALI
fermato nell;i sera anlet;fl<lent.e a· mezza mt1rcia ,da Vicenza nei dintorni di FarnlLna. Il corpo dcll'esL non potendo sperare di forzare di f1·onte le fLlt'Li p'.)sizio.ni di Vi cenza, opera· suJl.a linea di ritirRla del nemico, invìnndo a Lorrigo una colonna compo:;la, delle tl'e armi, la quale si suppone seguita a poca distanza da altre forze distaccate dall'ese11çito princ~pale su pposto in rnat·ciH du Padov.a su navigo. Questa dirnoslrazione su Lonigo obbliga il distaccamen to i vi Jas,·iato dal corpo d' ese,.cito dcli' ovest a rj_picgore su ì\lonLebello. -La .li otizia ,di ,q uP.s Lo fou.o p0.o e il cor,yv.o dell'ovest nella nocessitù di rinnniiarc alla difesa di Vicenza , ,e di r1p1e6 are su Blontebello.
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corpo Longonl.
Tenuto conto che per un n~mico provenienic da Padova, la z ').Ilil d'at1ac.co di f~<·cnza è òivisa in d ue parti ben disrinr c dal RacchiJlione, fìurne profondo a ripe scoscese e non guadabi le, il gencrnle Lon6on i ripat·!l le sue forze in lre co lonne: l'un a a de~lra, l'al!ra a sinistra del Ilacchiglionc, e la tcr.za tenuta come riserva generale a Vicenza, per acco rrere ei a quella parLe ove iJ nemico 3:3r.onunziasse il vero ait.ac.co . La colonaa ,di desua, sotto gli ordini del generale Fon~:wa (:6 battaglioni, 3 butterie e un pl..itone di .ca-va!Jeria)., doveva e.!:-~endere la su.1. dife;,,\ fiJrn al p:a1.te
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,di Debba. ·E corne seconda linea di(i:msiva le venivano assegnate le posizioni di Arcugnano. La colonn :-\ di sinistra consisteva in tulla la divisione Pioln-Caselli, rr en o una balleria. Ad essa era aflida1a la diff'sa della cillù verso ori enre cd assegnala unu linea di battaglia fra la strada di Padova e quella di Treviso, a non molta distanza dalla cillà (due chilometri oipc:a.) . La riserva infine, composta -di 3 battaglioni, 1 s 4uadrone, i batterie, era tenuta in Yicem:a slessa, pel fine di sopra accennnto. 1
S unto èl clle dl,;poi.b.lo ni de l e or110 H e ,·cl,
Secondo le di~posi.zioni emr 1rnrc dal gen era le Revel,. l'attneco si doveva svolgere su ambe le rive del Ilaechiglione, ma con obbicttiro fin :tlc ai colli che sorgono immeù iatam enlc a sud di Vicenza. A tale oggetto men1,re la divisione Seisrnit-Doda, i mpadronitasi dei ponti di Secula e di Debba, clovcva occupare le allure delta Com menda , e da queste avanZì.l rsi fin o alla ~Iadonna del ì\Ionlc I3erico, la divisione Jlottacco avanzand,osi o. cavallo della .strada di Padova d.ovcva s.pin6c1·si il pii'! che fossr. possibile con vive .dimostrazioni fin sollo Vicenza, per proteggere la costruzione di un ponte sul Dacchi_;lione pr0sso Casale. m ercè il quale si sa rebbe r Lunila colla divisione Doda e avrebbe cooperato all'auacco della ~Iadonna ùi Aloni.e Berico. La cavall eria della riserva cloreva nwnovr:.are sulla .destra della d ivisione BoLtaceo, spin;.;e0dosi .tlno a minaccia.re Vicenza dalla pa1te nord. Il resto ,della riserva dovev,l tenersi dietro la .divisione BoJ,1.acco. 0
).'l'azione di Vicenza
Sunto dt!II•• d ispo~l.7.ioui
D2 1, '2° COl\l?O D' ESE IICl'l'O N El.I,' ,\ l'il'iO
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LE GRANDI MANOVI\E AU TUNNALl
.l.uclamento dl~lln fuzione .
Un vivo cannoneggiamento a Debba apriva il combauimento. Il generale Doda, già padrone fin dalla sera antecedente del pcn·e di Secula e delle vicinanze di Longare, tendeva ad impadronirsi altresì del ponte · di Debba, occupato dnl nemico;. il quale aveva disposto in b\rnna posizione sulle alture imrnediatamen'. e al sud di Debba 1Opezzi, protetti dt'l un bat.tagl ione bersagliel'i e più indietro dalla brigata Bestugno. Il generale Doda contrappose al fu oco di quell'artiglieria un egual numero di pezzi, collocat.i sullo stesso eontrafforle all'altezza del castello di Bugan in una pos i.zi.one doir•inata troppo da vicino. Il cannoneggiamenlo si peoìungò da twu parre e dall'altra qualche tempo, senza che al generale Doda fosse possibile di avanza re, r inserrato com'era a sinistra dalle alture, a destra dal Bacchi.glionc e controbattuto di . fronte dall'artiglieria nemica. · Il generale Ilevel informalo di questo slo.lo di cose sulla sua sinistra, e vedendo la necessith di assicurare la comunicazione fra le due rive del Dacchigl.ionepel ponte di Debba, prescrisse alla divisione BotLaceo di procedere lentarnen te senza· troppo irnpe3narsi e diede ordin,e ad una parte della riserva di rec,wsi al ponte di Df'bba pee prendere di finn co le truppe che lo dilendevano e s2;ombrnre così la via ;:,i l generale Doda .. ~la queJle truppe giunsero sul silo· di e· già il ne-rnico si era ritirato; imperoccl1 è il generale Longoni preoccupato dalle minacce di · un corpo nemico dalla, parte di Loni6o, credè prudente restringere la sua difesa più p~·esso Vieenza, e diede ordine alla brigata
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OEL ~o CORPO o'ESEIWl'l'O NELT,.ANNO
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Bestagno ed all" artiglieria che difendeva il ponte di .Debba di venire a prendere una, posiz-ione più ritirata sulle alture della Commenda e di Santa Margherita . Nello stesso tempo, per rendere più foeile questa operazione e per impedire al ·nemico d' incalzare troppo vivamente, ordinò alla riservu di avanzarsi e di occupare Commenda sul piano ed alle fàlde delle alture. Con una celerità veramente lodevole l'artiglieria della divisione· Fontana si recò dalle altur.e di Debba su quelle della Commenda e di Santa l\forgherila, donde apri un vivo fuoco conlro l'urtiglieria nemicu., che in·lanto erasi avanzala sulle alture di Debba, seguìta dalla fanleria della divisione Doda. In questo frattempo il cornbaUirr~en!o erasi pure impegnato nella pianura dove la clivisiÒnc Bottaeco procedeva compatta sull:1 strada di Padov;:-i, impiegando tutta la sua artiglieria e respingendo innanzi a sè le truppe della brigata Lombardini distese sopra larga fronte. Sul.la destra clella divisione Bottacco la cavai:.. leria della. riserva del corpo cl' esercito dell'est incontrava poco al di là della BerLesinci quasi tutta la brigata Charvet, e non potendo perciò avanzarsi senza il soccorso delle altre armi, mandava a chiedere rinforzi al generale Revel; mà. non avendo questi creduto opportuno concederli, la cavalleria ripiegò dieLro la l~ertesina, senza essere inseguita. dal nemico. La brigata Charvet, che per ta.l-modo era rimasta disponibile, eseguì un movim ento a destra verso la Bertesinell a in modo da venire in aiuto alfa briga ta Lombardini e minacciare il fianco destro della divisione Botlacco, la quale trova vasi allora rin.forzata da quelle truppe della riserva, che rnanclate a Debbu avevano ·trovato questa località già sgombra dal nernieo , .e si erano perciò rivolte in direzione del cannone verso. Casale .
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LE'Glli\NDJ'lllANOVfiE i\UTUNNAL I
È d'uopo riffoU·~re però che 'l colpi d,i :ima batteria
del corpn d1eserci.Lo deJl'avest ·stabilit.a :alla l\ot-on,da., erano diretti i:a modo ·da fiancheggiare ,il 1'r0nte d~lla brigala Lombardini e da r:13rendere in fhmco ,fa ·drvisione Botlaecù, per guisa che 'Bll' atto .prati.co ,J',a::v.an~are di quèsta ·non sn:rebbesi fouo p.robnbilrn en te còn HrnLa fooìhtà. ·ijt1rnncfo le truppe ·deHa di,vIBione ·Piola-Case1li a ,catisa del sucr,essivo retr0cedere si •trovar-01110 ,quas·i adclo,s -sate alle prime case di Vi1'eNz1, le-tru11>r:ie della riserva del corpo dell'est Le.ù Larono ,gettare un ;ponte sul .81.1cchiglion.e oli' altezza di Castile. ':M:a ,il ·fooco della batteria della Rotonda lo im peclì; e fo ·perciò adoperata par:,e dell' artigheri.a della divisione Botlacco ,a far tacere quella batteria. Q1Jwndo si eredè•ra,ggiunto lo scopo, ,si rinnovò il .1entativc:1 cli gettare il ponte, ma indarno .; :poid1è una p,frle della riserva del gènerole Long(fni, spedita a quella volLa, lo impedì co n vivo fuoc o di fu. cileria . S0l_0 pit1 t_a,rdi, quàndo non vi fù più contrasto, .e -solo .per esercizio fu gettato il ponle 'Ì0 mezz'orn .. IQ gener'<1le Longoni dopo ave!' ·rrrn•n'lenute p·e r qualche <tem_po le belle pos•izioni ,deHa Commenda e di San ta -1\fargherita, e ,rafforzatele ancora co n u r,ia •rrnova halt~ ,~eria posta. ad Arcugnano, ·senza 0he ·fosse -stn:t0 ip0s,sib1le alla d+visione ]')oda cli fare nolevoli ,pr0.gre-ssi, decideva di ,restringetsi aneora ,più JD resso Vioenz,a, .occupando le posizioni della Madonna di Monte Derioo, .dove nuovamente :fu messa in ,a,z10ne l'ar·lliglie1;ì'a: Ne!l0 -Stesso tempo ordinarn al geriera,le 'Piola'-Gaselli, 1è•he 1n<tarll0 ·s i ri.pa:rav,a in Vice.uza, .'di 4'.are occupare ìl 'l\lontè ,della Crocetta al nord-ovest deHa c,i,C~à, per assicurairé ,in ogrti easo 1a ri1-ir·t'tta su Alta villa. Quando vidi la divisione '.B0cla cordnare le alture dii . -Momte della Guardia, dirimpetto ,J,a -Mà:dohna ·di Monte . 0
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2° coiwo o'EsEnCl'rO NEU.' ANNO 18,0
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Beri,~oi; feoi dare il segnnle per la cessa,zione delle maa.pomeridiane): . liop.o ,m' 01:a di riposo a<:,c0rdata ,alle. s~e t~~ppe:, il . gei;ie.i:ale Longooi fece eseguire la; rnarli!ta rn ntu·a\a·s~ A,l~avJHa, che, fu protetta da una forte retroguardia d1 a.lltiz;lie1:ia. e cavalleria.
ò0v.re · {verso le
Le. dispos;.izi0ni date da una parte, e dall'a)mra, mi parvero ben coneepile. Le manovre procede~tero I?--co,~n~ plesso con meha regolarità; ed anch:' ne_1 p~rtu:olar~ molti dei, difou i notati nelle precedenti faz10m eampah n.onJs.i a-vvernron0 più: o solo in pàrte. U.'pc0blema, cJ{e doveva risolv.ere it corpo d~esevoiro dell:est: presentava non poche di.fficoltà. Attaccare t,n nemico stabililo in forti posizioni, senza ·avere dalla prop ria pnrte una notevole preponde11anza di fo1'½e, è un' impresa che non si può tentare con fonda~a s~e-· ranza di successo, salvo il caso di uria gréJn d1spar1tà nelle condizioni mora li delle due parti. La natura del terreno aggiungeva ancora non poco a tale difficoltà. Diriowe tutto l'attacco nel piano contro là parte orien0 tale di Vicenza sarebbe stato r ericoloso, e non avrebbe condotto a nessun risultato ; ro ichè il nemico padrone delle alLur:e che sorgono sulla destra del Bacchiglìone· è, sempre in caso , se n0n d'irnpedi11e, aln1eno d''inquìctar-e la ma.ticia delle c@lom1e· di11cbte su V1ii':en0a, e qurn.:l!licJo. p,uce. qHeste giungano, a•. irripadrnnirs~d~\:Jia. oittà s~essa si troy,er:amw dò 1ni,n.ate-, dA!Le akur-e d11 ì\'IIQJ')!~e B:er-i:co,, Nemmeno -si può•- d:irigere tl!ltto, fo sfor20 SHlla dest11a.. deL·B1.1c€hig,H0ne', perchè- il terreno montuos~non consente lo spiegamento delle fo_rze, e · perct1è. s1 1
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LE G~ANDI MANOVftE AUTUNNALI
lascerebbe liberti\ al nemico di spiegare le sue offese dalla .~inistra del Bacchiglione contro il fianco destr-0 delle colonne p1·ocedenli per le altt1re . Se perciò il genel'ale Hevel d·ispose le sue forze a destra ed ,a si~istra del ~acchigl ionc, deve pur dirsi che era questo 11 solo partito a cui egli si poteva rao·ionevoJmente 5 appig liare. Di front e a ques 1a disposizione d' attacco, il generale Longoni seguì quel sistema di difosa che rne<•lio conveniva . Se egli spinse la sua destra fino al ;onte di · Debba, lo fece nell'inlento d'irY'pedire al nemico la comunicazione fra le due divisioni che si avanzavano dall e due rive del Dacchiglione . Sta di fatto che, trattandosi di fo rze quasi uo-uali le condizioni della difesa erano così lavorevuli d~ ren~ dere improbabile la riuscita dell'auacco. Se ciò non pertanto il generale Longoni si ritirò di posizione in posi~i~ne, !'estringcndo a ll'ultimo la s~a difes a presso la c1Ua , ciò non avvenne che per le considerazioni svolte nel concetto generale, e già più volle ricordate.
Fozion~ di Lonigo
Il d istaccamento di Lonigo sotto gli ordini del colònnello Bla ncardi aveva spedito fin dalla sera antecedente il ·17° battag lione bersaglieri ed una sezione d'artiglieriu a Stm Gaudenzio, per guarda re la strad·a che da Valle Liona tag lia i Monti Berici e si unisce alla strada Lonigo-Montebello passando il Fosso Nuovo al ponte di Sarego.
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DEL
'2° CORPO
n' ESERClTO NELL'A NNO
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Restavano cosl al culonnello Bla ncàrdi 2 battaglioni d el 71°, uno s 1uadrone e due sezioni dì al'Li3lieria. Di queste forze e6 1i mandò un piccolo distacca mento di fante ria con una sezione d' arLiglieria a Bngnolo, e ritenne il resto con sè a Lonigo, or dinando esp lorazioni .cli cavall eria. l a colonna Blunchetti si pose in marcia a lle ore 7 1/ , da Albett.one e progredì un ilc1 fino ad Orgiano, donde il generale proseguì con parte delle sue forze per la strada - che lambendo le falde dei Monti Berici, si dirige per Alon: e su Lonigo . Egli dis tacf'.Ò il colonnello Antona con 3 battaglioni del 63', una sezioue d'a rtiglieria e due squadroni s ulla stra da che ten<le a Bagnolo. Questa colonna di sin istra avend o trovùlo Bagnolo occupato, si dispose per attaccarlo. Ma il nemico, tiru ti pochi colpi di cannone, sgombrò il paese, senza a~pettare l'attacco, temendo forse di non potere più con<1iungersi coi suoi a Lonigo e di ven irne tagliato fuol'i dalla colonna di destra del generale Bianchetti a quale avendo avuto minor cammino da perco rrere si• trovava presso Loirigo. Non passava infatti più di mezz'ora che già questa colonna si Lrovava alle · prese coll e truppe che difendevnno Lonigo, mentre la colonna Anlona, occupato Bagnolo, e soJformatasi per prendere alcu ni minuti cli riposo, si rirne lleva in ma rc·ia. Il generale Bianchetti avrebbe voluto attenùere la sinistr.1 per dare l'attacco a Lonigo; ma il battng lione bersaglieri che marciava in tesla a lla colonna d i destra dopo aver oc<;upala l'a ltura cli San Dan iele, dirimpello a Lonigo, erasi impegnat o così vivament e, che il generale credè oppor. tuno di appoggiarlo mercè le due sezioni <li artiglieria · che aveva seco, le qua li risposero all'ar'liglieria nemica ;,i luata innanzi alle case di Lonigo . La r esislenza fu b reve, cosicchè la colonna Antona
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LE GRANDI MANOYI\E AUTUNNALI
per quanto avesse· fa tto. per concorre.re all'attacco , giunse a- Lonigo che gi \ il ne mico &i era completa.~ mente ritiral10 nella direzione di l\'.l'0nt,eb'e!l0. . Ncllà-. ritirata atir'averso le vie imterne, <'h Lonigo &i -vé,rjficò qualche ingombro, e l'nzione dei giudici ·c1~1 campo moderò l'impetuoso incalz.arc~ delle truppe at.taocan\.i, c~hit- non tenevano abbastanza conto degli ostacoLi e. de~ fuoco nem iGo . 'Esse però do,·.ettero arrestirsi in faccia. alla posizione occupata -cfal nemico, il quale postosi in difosa di:e~ro il ~osso Nuovo occupava il ponte coll'artiglier ia,, e la diga a destra ed a sini stra di esso con Ja, fanteria, Il coJonnell o .Blancardi si· potè infine ri ·irare, come si è · de:to su . lUontebello. 11 17° battag·lione bersaO'lierì o e la sezìone di ar1iglieeia che trova van si a S. Gaudenziosi• ripiega•rono . su M@ledo. 1
Operazioni ,del 23. ottobr.a
IV corpo d'esercito deJl'ovest- apprendendo, che numerose forze -nemiche sono in mc1 rcia su Lon igo, si ril'ira su Caldiero ~p~r prfnd ervi pos izione. Il corpo d'esercito dell'est prosegue la sua marcia su San Borrifacioi Il generale Longoffi, ten1 endo che la sua mareia _ potesse venire -in:1uietata d,il:e colonne. avversarie che · nel giorno antecedente arnvano occupato Lonigo, spedi av,viso al colonnello Blancardi, rilirntosi la sera anlecedèQle a Monlebello , di. reca rsi· nU'a:lturn della Flì- ' vorita, per sorvegliare il nemico ed imped irgli di av&azarsi• contro , il fianco della: di visiono in• marcia. 1
'2" Còllì>'O
n'1mmcITò NEL!; ANNÒ
·l 870
Il QP,lonnetlo Blaùcar·di mosse ct·a ~Tontebello alle 8 anlimè'i·idiane preceduto da una avanguarq ia composta di µno squadr-one, una eompagnia di fanteria ed unà sezione d'artiglieria sotto il comari'do del luogotenente co1onnello dei ìancieri: di ~Ion1ebello, ·che aveva puro l'incarico di avvisate il comandante del distaccam ento rimasto la seta antecdenle a Meledo, di rannodc1rsi tosto al eolonnello Dl,rncardi. Codesta aYanguardia incontrò i.l nemico a mezzo chilorneLro oltre Monticello di Fara e si dovè fermare e prendere posizione, senza che il comaridaolc di essa avt~jse potuto comunicare . col distaccamento. di l\teledo. ·Questo dislnccamen-Lo per recarsi da J.Ueledo a Monticéllo di Fara non aveva altra· strada che quell a che attraversa il Fosso Nuovo al ponte di Sare3,o. Il co lonnello Blancardi scorgendo che questo ponte era già occupato dal nemico, sped-ì ·ordine al comandante del dislaccair•enLo suàdetto di raggiungerlo in turti i modi sul la strada da ThionLebello a Caldiero. ' Le truppe del generale Blanche1,ti erano state ripartite in varie colonn e, una delle quali: (la principale} percorreva la strada. diretta Lonigo-i,fontehello , mentre uno squadrone si ' dirigeva sopra Meledo, dopo avere attraversato iì Fosso Nuovo a Sarego. Fra la detta colonna i.l le · truppe in posmone a Monticello di Fara ed alla Favorita, s' irnpegnò verso le ore 11 un cornbattimenro al quale diede tosto termine movimento girante del generale nlanchetti.,. che, minacciando la destra d·el colonnello· Blancardi, , lo costrinse ritirarsi su Montebello. intanto lo squadrone diretto su Thlel'edo fece pr'igio~ niero il fanciere che portava al distaccamento l'ordine ai riLirarsi, e sorprese quindi il di·s taccarnent'o stesso che era in posizione sulla collina dietro il paese. -11 comandante di esso non fece alcuna resistenza ~vendo
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Al'll'!O .XVI, VOL. I.
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LE GIIANDl MANOVJ\E AUTUNNALI DEI,
creduto appar1enere questo squadrone al proprio corpo d:esercito; e siccome l'unica stl'acla per la qtale il chstaccamento poteva raggiungere il colonnello Blancardi era occupata. dal nemico, così il suddetto ·con:iandanle non ~olè a-slenersi dall'entrare in . spiega, zione col maggiore del reggimento lancieri Vittorio Emanuele, che dirigeva l'operazione dello squadrone sopraindicato. Ques1i gli comunicò l'ordine seques~rato e gli lasciò libero il passo per raggiunger~ il colonnellò Blancardi.
D'ESERCITO NELl.'ANNO
1870
H)5
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Fazione di Caldiero (24 ottobre).
Tema ~enerale.
Il c<:>rpo dell'ovest attaccato cl{ fronle a Vicenza, mentre .:ilire numerose truppe accennavano a Lonigo, ha eseguilo la sua ritirata su Caldiero di liicui occupa le posizioni, sperando di poter quivi arrestare la marcia del nemico su Verona. · .· li corpo cieli' est .:ivanzatosi fino a S. Bonifacio, e inanimiLo · dal, retrocedere dell'avversario e dal sapere che a~1re t:uppe d_el peoprio eser:cito _•enu~e per Lonigo ~ · sono m trnsura eh sostene rlo, s1 decide d1 attaccare le / posizioni di Caldiero. /1 Il tema della giornata è dunque l'attacco e la -difesa di tali posizioni.
Ossern'lzioni.
.
Il colcnnello Blancardi nel ritirarsi la sera del 22 su ?llontebello, avrebbe dovuto prescrivere al distaccamento dì venire a pernnt;tare almeno a Mon'icello di Fara, poichè egli non ignorava che il distaccamento ave?clo s~co del~'artiglieria non avrebbe potuto di poi altnmcn t1 ragg1ungi:~rlo che attraversando il Fosso Nuovo al ponte di Sar-ego. II generale Blanchelli,'. più accorto, fece pratic.:are la sera stessa ciel 22 delle opportune ricognizioni che lo · informarono dell'esistcuza , di quel disLaccamento e lo posero in grado di operare, il giorno appresso, in modo da seq\leSLrarlo completamente tugliancloo-li o<rni rit.irat_?.. Le ben concepite disposizioni del 0iene·r~le Illanchetti . furono eseguite con molta attivit.à ed• accortezza dalle colonne avviare per le varie strade che irrauiando da Loni6 o, cadono sulla strada princ'ipal;, fra Montebello e S. Bonifacio, cosicchè 'rieseirono ad arrecare qualche disturbo alla marcia del corpo d' esercito dell'ovest. '
2° CORPO
V
)
S~nto delle disposizioni del corpo Lon;.;onJ.
I>
,
Il generale Longoni considerate le vantaggiose posizioni delle alture di Colognola e di Caldiero, a cui poteva appoggiare la sin isLra ed il cen tro del · suo ordine di battaglia, e preoccupato degli attacchi che il nemico certamente a vreboe diretto contro la sua ala destra nel piano, adottò un ordine a scaglioni colla .d.estrà. indielro .
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DEI.
I.E GRANDI M.\:"IOYRE ACJTON ~ ALl
Egli disp'.)se perciò la divisione Piolu-Caselii a sm1stra clellu ferrovia; secondo una linea che da ~fonte Gnzzo si estendeva all'estrema punta del con lrn ffo rtc di Monte CasLeggione. La ,fo·isione Jt'onlann sulla destrn della ferrovia dovcà oc:.cupare colla sinistra ~Ioni.e l;.azzo e tenere la destra ripiegal a in direzione di Gombione. Due bal.Laglioni e una balleria eruno la riscrvn che dovea tenersi fra Calrliero e Slrù.
..
J. generali comandanti i due corpi d'·esercito, cr1rno, stati pre, enuti éhe S. A. R. il P1·incipe ErediLario avrebbe assL ti.o alle manovre, le quali avrebbero cominciato.
Cdl\!'()
o' ESEllCf'l'(j rrR1.L' A~NO 1870
<QJ:Uc1ndo un colpo di ctinnorn'\ annunziasse I' anivo di -S. A. Lr truppe ciovevano essere in posizione per le tllre ,1O anl.imerid ianc .. li Principe giunse a Slrà verso le 10 ~1'2 , e poco di poi si dieue principio all'azione, a cui S. A. R. assistette dal ~[onte Rocca-Caldiero, posto al sud di Monte 6azzo. li combattirncrtio non fn da principfo molto vivo ; t:e ll'uppe prima d'i-11pegnarsi nell'azione andavano tasteggiando il terren o. I rappol'li che riccvè il genc't'ale Revel dalla s·ua ea,•all~ria, l'ilcriva110 che il nemico occupuva soltu,nto' con deboli forze il villaggio di S. Yitlore e l'altura di ~lortle Bissone ed aveva conceu~rato le sue di:.cse sui · Monte Zovo e )Jonlc Gazzo innanzi a Caldi.ero e il Strù. E perì:l il gene11ale Revel per meglio' covrire la, strada dirella S. Bonifacio-Verona, e dar,e alla sua destra un più solido appoggio, ris·otse d'i.rnpadronil'si di S. Villore e di ~lonle 8issoi10. Dati perci'b gli oTélini opporluni, il generale :Bollacco dopo un vivo fuo co di artiglieria, pori ava una parie della· sua seconda linea (brigala Gabcl) ad Dltaccare S. Vittore, e eolla prima linea (brigala Federiei-) si spingev,a diretfam ente su )lonte Bissone. I distaccamenti avanzali della1 divisione Piola , che <Yccupavano queste località, tlon t1vendo a\"uto ordine di opporre ostinata resistenza, si l'iLirarotro sulle alture retrosLffn'tri di ~fonte Cas~eg_gio'tlc e di ~!onte Zovo·. Ciò avvenne dopo. ebe si era plronunziato còn molta, ,•ivacità il combattimento· fra la divisione Fontana e la dìvi~ionc Séismit-Docln . La b-i·igatrr Bfonchetli chè fortna va\ la sinistra- di quest' uhirna, trova lo sgombro B~Wore di Porcile, erasi avanzata in due colonne "Verso il Casale di Gombroni: la brigata Bu onvicìni di1 ,destra si avanzava in pari tempo verso la cascina 1
S unto delle dis poiòii1.ioni del eor110 He,·el .
Nell'ordine del giorno del gcnerule Revel si t1ccen~ nava a.ll.:i convenienza di evitare l'atlacro delle alt11re di Colognola e di pronunziarlo in forza nella pianura al sud di Caldicro. l'crci'ò il con ccllo delle sue d isposiziooi er,i il seguente : tener fermo colla destra per coprire' la s~rada principale; nuaccare con lo fiinistra, mi11acci,1ndo l'ala destra del ne111ico. Per la qual cosa la divisione BoLlacco cm. disposta. a cavallo della strada t1ll'altezza di C.:istelleuo, eon una brigala in pr.ima e l'altra in seconda lim~a. A sinistra la divisione Seismil-Ooda dorc1'a avanzt1rsi occupando Belnore e mirando a Gombione cd a Caldicro. - La risena ra~forza la da una butteria e da due squad roni, doveu teners~ u Villanova spio3<•ndo però la sua cavalleria a riconoscere il terreno fra Soave e S. Vittore sulla destra della divisione Bottacco.
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LE GRANDI MANOVIIE AUTUNNALI
Loara e Caldi.ero, in modo da collega re i suoi attacchi a sinistra. colla briga ta Bian chetti, e per qut1 nto era possibile a destra colle !ruppe della divisione Bouacco. a cavallo della sLrada principale. Per tal modo tuu.., la linea del corpo ReYel procedeva a scaglioni dalla sinistrr1 . La divisione Fontuna oppose all' uvonzarsi delle colonne aVYersarie un nutrito fuoco delle sue batterie collocate in buone posizioni. I.a brigala Bestogno di questa divisione, col '10° bauaglione bersaglieri e due batterie occupava Mcmte Gazzo e si protendeva Yerso la cascina Loara. La brigai.a Vandone con un reggimento, due compagn ie del 17° battaglione bersaglieri · e due batt erie, difendeva gli accessi di Caldiero verso il sud, mentre il casale de' Gombioni non era difeso che dalle ali.re due compngnic del 17° bersaglieri e una sezione d! artiglieria . (] generale Longoni Yedendo la sua destra minacciata, disponeva egli stesso perchè la riserva andasse ad occupal'C ali' altezza del palazzo Pellegrini e di Rota il ciglione che ·Corre pa ra llelamente ::il la strada principale. · Si pronunziava così verso la destra del corpo Longoni un movimento di rilirata, a cui tenne dietro l'avanzarsi della divisione Seismit-Doùa, la quale dopo avere occupato i G·ombion i, mirava a cadere sulla linea di ritirnta del nemico. Però la riserva del generale Loogoni, rinforzata dalle !ruppe che si erano successivo.mente ripiegate, opponeva un.a valida resis tenza. La divisione Doda nell'a v;-1nzarsi si era scostata al4uanto dalla divisione Bollacco, sebbene anche questa si fosse avauzata ed avesse coronato cor~ 48 pezzi di artiglieria l'altura del l\lonte Bissone. Il generale ReYel fu pronto a colmare questa lacuna con la sua riserva
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'2° CORPO
n'ES!tllCITO NELL'ANNO
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e ordinò in pari tempo l'attacco delle allure di. Colognola, tenute ancora da lla divisione Piola-C:,lsellt. Qùesla però ebbe alla sua volta dal generale. Lon.goni l' ordine di ritirarsi. l\la in .questo rn~z~o, 11 ~eguale della raccolta poneva termine alla laz10ne che era durata· fino alle ore 2 porn. Nella. se ra stessa le truppe accampo.varlo ..."ltorno Verona nel'.e posizio[!i altrove accennate.
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f.
Anc)c di questa fazi one mi occorre .dire quello. che notai sulla fazione rntccedente: bene mlese le disposizioni dale dai - du e comandnnti così prima co~ne durari'te l'azione; ordinalo il procedimento co'llplcs:.:avo delle manovre ; ed un che nei part~colari dell' ~se~uzione no:evole mio·liornment.o. S. A. U. il Pnne1pe Éredi1ario mi es1ernò ripetutamente la sua sodd1sfa.zione vedendo il modo razionale con cui proredenmo 1 movimeot.i e il contegno csempl,1re dell e trupp~- . Invero anche qui come a Vicenza le pos1Z1nni che il generale Longoni aveva mi~sione di difender~, ernn o così fo rti per natura, che la parte ayversana · non aveva probabiliLi1 di riuscire nel s.u? at~a~c~ c?~ forze appena uguali, etl anzi con sensibile mlen onla. di ar1iglieria. 1\Ia anche qui la ritirala del generale \ Longoni era d ipendentc da cause estn1nce al combal- ) timcnlo. Fu lodevole la disposizione del generale Revel, di procedere offensivamente a sinistra il più ~ontuno possibile dalle alture di Colognola e C:ald1ero, fortemente occupo te dal nemico . - Egli però avrebb.e ~orso grave rischio, se la sua destra, menomata d1 forze,
200
LE GJIANl)I MANOVllE ,AUTUNN .\Ll DEI,
'2° c;onro 'IWG.
fosse stata battuté;l e respinla in disordine sulla 1:nea principale S. Bonifocio-Yel'ona. - Opportunamente dnnque provvide il generale Revcl all'occupazione del lllonte Bisso ne, che guerni to di ,rn mcrosa arli6 1i.eriu diede un saldo appoggio alla sua destra e permise nlla sinistra di spinJersi innanzi senza preoccupazione alcur.ia. Tuttociò per altro non sa rebbe stato suffirenle a spostare il generale Longoni, il c1u~le aveva la sua sinisLrn cosl fortemente st;:ibilira sulle alture , da. non temere gli allacchi del nemico neppure dopo l'occupnzione di ~[on:e Bissone. li suo ceni ro occupava in fol'za Calçl icrn e ~Ion·e Gazz'), e la s11a. clestru, ritirata lun.;o iJ ci.~lione ch e si estende per palazzo Pelle6 rini a Rota, validamente s1stenuta dall'ar·liglieri.J., non correva risch.io alcuno. Se non d1e con1onnnnclosi il gencrnle Longoni al conceuo generale , iJJìziò i suoi rnovi·1•enti in rilirara, i qunli prestandosi opportuna,nente nl procedere dell'a·vversario, dit'dero luogo ad istrut,iva esercitazion e.
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ùSSEilVAZlO~I GE~ERALI SULL'
ESKCCZIOiSE DELLE ~fA JSOVRE
Credo opp0r: uno riunire qui talune ossci·vazioni folle sulle singole fazioni carrpali, ma che si possono in maggiore. o mino i· grado r,pplicairc a , tutte, Molte di esse forrrwrono oggetto di noi e scrilte da me subiio dopo ciascuna fazione e cornunieate ai generali comancl..in1i: oltre cli che foron') il tema della confe renza che tenni il 2•1 ottobre a Vicema éoi gencrn li riunili. )Ii corre però l'obbligo di accennare come, massime r3elle ultime mnnovre, siasi nolntt) un sensibile migliorarnenLo, che al certo sarebbe sta.t } maggiore se la ristreuezza del tempo 11'.)11 avesse i-npedito di rendere veramente pro6Ltevole ques10 gener(~ d'istrnzione, lasciando ugio di meg~io JllOndcrare lo osserva;1;ioni fatte e <li prepararsi con mag,;i ore dil igen:ba e calma alle varie fazioni. Sembrami qui opportunci rife1·irrni al f'a,pp.orLo che ebbi l'onore di rasse3nare nl ~Iinislero l'armo scorso sulle grandi nun~vre autunnali, nel quale fa.cevo osserv.n1·e che « ma rciare e comba.ttere, eseguire )ai critiC'a, • delle manovre, stabilir·e i nuovi campi, dare gli «. ordini per la fazione dell'indomani, sono cose che fotte • senza, inlernuzione di sorta, implican o una p11ecip~
I.E Gf'IANOI MANOYHE AUTUN NALI
« tanza che impe:ìisce traere da tali istruzioni Lutto« quel profitto che si potrebbe » (pagina 518). I difetti ' princip::ili ch'io osservai durante il primo periodo furnno : nella parte dispositiva, il fron:e troppo esteso della linea di buttaglia, e uella esecuzione delle · manovre la mancan1,;a di collegamento e la poca iniziativa di taluno fra i comandanti. Questi dife tti hanno un intimo nesso fra di loro e, danno luogo a varie altre irregolarità. ~Jentre la fronte di un a divisione in ordine normale non deve occupa· e un'escensiooe maggiorf\ di due chilometri, fu talora spinta anche a se, e più chilomell'i. Ciò non può non produrre debolezza su tutto il fron'.e, g ra n difficoltù di - mantenere il colle6 amento fra le varie parti, gravi eitardi nella diramazione degli ordini. In taluni casi può essere necessario ocr:upar~ una fronte più e::;lesa di quella normale, ma sul proposito occorre osservare: Un teri·eno, su cui sia irnpP.dita la vista e sieno, libere inveee le mosse, esige grnnde impieO'o di ca0 valleria per riconoscere in lontananza, rna richiede altresì cl1 e si tenga bene runito il g'rosrn, per polereopeeare in qualsivoglia direzione second o l' oceorrenza. · Un terreno su cui -sia libera la vista e sieno impedite le mosse, perm eue al cop.trario di allargare le· distanze, e di udoll.nre un ordin e separato. Più. diffic ili di tutti sono i terreni dove così la visla come le mosse sono impedite : tali erano nppunto i terreni su cui. manovrarono lfl due divisioni del corpo dell'.est, po(c.hè la frequenza dei cauali, dei fossi, degli, scoli e s1m1h non permelleva soventi di far; muovere le truppe fuorchè sulle strade e sugli argini, · mentre una fitta alberatura non lasc iava campo alla vista cli scoprire terreno a qualche distanza. -- }fonovranclo su cosiìfatti terreni, se da una pane non si può a
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C':>RPO O'ESE_llCfTO NELL'ANNO
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men? di far marciare le truppe su varie strade, spesso assai distanti fra loro e direegenti, dall'altea è tanto maggiore la neeessità di r.olle_;nrle' fra loro e di mantenere l' unità d.i · direzione. On ç.l~ si richiede in simili casi somma arie pef conciliare due cond izioni così essenziali, quali sono lo sviluì>po suffieienle delle forze e l'efficace azione del cornan.~o. La più sicurn guida .in ogni caso pnrmi quella di rendeesi ben ragione dello scop::> princ ipale dell' azìone e dislinguerlo accuratamen:e dagli scop i secondari : deslina re al . pl'imo il · rpag~ior UU'1'Je ro di forze che si possono impiegare, ed assegnare ai ser.ondi solo quanto. basta in armonia co llo scopo princ;pale. Per essere più chiaro, ripeterò qui l'esempio di Battaglia, dove sì l'attaccan:c ò e il difensore dovevano avere per iscopo principal e l'attaceo e la difesa del. paese s tesso di B1ttaglia e delle alture che i rnrnedia-tamente lo dominan'.) . I passi del canale di Cagnola non avevano invece che una impqrtanza secondaria, ~ tanto minore, qunnto maggiore era la loro distanza da Battaglia. Distrutti i ponti esistenti su quel canale, disposto qualche pezzo per batterlo nel la sua lun6hezza e destinate alcune compagn ie e qu alche plotone di cavalleria-- a sorvegliarne il corso, il difensore avre':Jbe provvisto abJastanza alla difesa di questa linea. Che se l'attaceante si fJsse ostinato a voler passare questo canale più a valle, il difensore sarebbe stato sempre a tempo di opporsi a questa monov1·a giran·e. ,A mio avviso, ciò che produsse il soverchio disseminamento delle forze sopra un _ampio front e, come si notò nelle manovre del 4° periodo, fu l'incertezza · in cui trovavnsi ciaseuna delle due parti sulle intenzioni dflll'a.vversario; cosicchè si veniva quasi a cambiare in una ricognizione genernle la manovra stessa __ Dal ehe s' infe tisce .che gli ordini delle due part_i deb-,
LE Gì\ AN Ol MAN OYRE AUT IJN NALl
DEL
bono essere compilati fin tbl gio'r'ho arH_ecedcnte. In essi si deve accennare il conceilo generale,~ slab_ilire : una prirniriva riparlizionr, delle tru ppe, capace di ~reì stal'Si a diverse corn binn·zioni. B sol _quund_o le r rco, g nizioni abbiano indicato quel che fa d ncm tco e_~ove sia il grosso del le sue forze, si deve adouare un piano defin itivo di azione. Q.uesta sareqbe la pal'te v~rametHe utile e . pratica della fazione campale cd a cui si dovrebbe rivolgete la maCTrriore attcuzione. Il coinbauimento stc%o non _ può m~i an el are esen·e da profonde inveros irn (glia~ze, e deves i perciò considerare come cosa: secohdar1a a frome delle operazion i che lo prep,mrn '>. In lipenden temente dnll'accennala deJolezza di colle ,·amento fra le varie parli dell'o rJine cli ba1t·1glia, .. . ., che n1sce ap;mnto dal fron'e tiopp1 esteso , notai. p1~1 volte, e ne fec i og;e tto di replica te e vive osservaz1orn, che non tu lli sembravano abbasltln:ta penetrati della imp1rl.anza di mantenersi sempre cc~lle;5ati éolle truppe l'a:l.cn1li; il che è tanto più necessti i'Lo quanLo ma3gwre è la <liffi colt\ di farlo. - L'isola mento che risulta per chi non è colleg1to, è f.:m te d i incertezza e cli i~?ecisione; e di. qui l'inazione , eh€" più sopra à~cenna1. Cosl avvenM spesso che una frazi0rie, ariclie frn...: portante dcll' orùine di baltaglia , non avendo .nof zie' di ciò che accadeva ai suoi latì, ed essendo rneerta d 0lle inten:~ioni del nr,·nico , rimnneva molto tempo in ')perosa, m~ntre il co:nlJa!ni:nen,o è'rà i:nf.>e3rfatto altrove. Nelle mie osservazion i a voce e pe'r' iscrillo' creèJei! tni<'l d'avere insistere moltiss imo su questi duce difet.1.i. Tol ,o <l'a e ;se alcuni brn ni: «° Con·a'to coll'a'll ico e e0l 'i'leìlico. Ecco ciò eh'iO' « racco·nandn. Io vorrai che' quahrn 1ue comandan tè « cli frazione <li trnppa, grande o piccola, così d'uno
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COllPO o :ESECICLTO NK l,l.' AN NO
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"d.ivisione come (il,' un plotone, fosse ad o,~ni momento ~ in caso di risp·ondete a queste doman Je : << Dove si trova? - « Quali sono le trnppe ;:1michc a destra ed o. si« ni stra? - « Oov' è il ne•nico? « lo sono profoocl a'llenle convin lo che qunnòo tu tti Ksapessero se·npre dare una r:is;:lOst:i a qnes·e inter« ro.;nion.i, snprebbero sempre qu al p:i.r,ilo ~ ·cn:1ere:« ma lì nchè un uflìzi;;tle conwndanle di una f,-..-,zione « di lruppa non è in caso di dorc tali risp'.lS lç, eJli «, rimarrà serr prn nell'indeci8ione, e accumulel',\ errori « soprn errori. » Ed in altra mia dicev;'l : « Ogni fra zione cli Lr upp:1 , granrle o piccola che sia, /' « deve sempre csser·e colle 6ata a. drsi ra ed a sin :sli'a. ) « Riterrò meritevole di biasi no e ben anco di pu« n iziooe quell'uffìziale comandan'e di una tì·azione di « truppa il qu:de non sapesse in prnposito cl urmi rci-; I· « spos te socldisfaceni.i. (< S,1Jvo il caso di una speciale missione ben cleter« minata e prec:isala (per ese·npio, guardare un ponte,« una strada, scortare un J balleria), è sé"llpre biasi« rnevole quel co n1andanlc di unH parte irnp:-irla1,11e « dell' ordine d i baua3lia, il quale mentre il · cannone (< tuona, se ne resta in opE> roso. S'egli non ha nemico ~ avonti a sè, deve man ovrare per ce rcarlo, sia unen« dosi direuamenle alle truppe arni che giJ impc.;mte, «sia distraendo per quanto è possibile l'attenzione e « le forze del nem ico. << Gravissimo oclcl ebito si fa i.n gueJ'ra a quel general<:i e, che rima.nenclo formo, Insci sopraffo.re da fon;e so-· «. verch ianti un'altra frazi one dell'esercito di cui egli «, fa parte. Onde non senza un'alta ragione io insisto ~-s1,1 qu,,estò, punlo: se q uesle esercitazioni debbono, 1
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LI~ GRA NDI MANOV RE AUTUNNAL I
« veramente essere una preparazione aJla guerra, è :t assolutamente necessario non tolleràre che s'ingeneri « abitudine così perniciosa qual è quella che ho notato « nelle passate manovre» . · In quanto all'impiego e all'azione delle varie armi, devo anzit.utto dichiarare che è veramente sensibile il progresso dell'is1ruzione ne3li ufthiali. l\Io11i errori che io aveva notato nelle gran di manovre dello scorso anno, non si fipeterono in tjuesl'anno con tanta fre,1uenza, ed era in Lutti visibile l'impegno per trarre da que.3te esercitazioni il maggior frntto possib.ile. Nolo t1uesto follo con vera compiacenza, come buon presagio per l'avvenire, e come stimolo agli uffiziali a voler prose3uire indefcssamen:e ad istruirsi ed a perfezionarsi nell'ese rcizio delle loro funzioni. Si osservò nella fanteria una tendenza generale ad adoperare quasi.esclusivam ente i fuochi in ordine sparso, il resto delle tn1ppe si limitava d'ordinario ad avc1nz:\re od a retrocedere in ordine serralo secondo quel che ) faceva la è.atena. · Essendo questa, com e dissi, un'osserva1.ione gene{ raie, vi rich (amai fin d'all ora l'attenzione de61i ufficiali, essendo importan tissim o che non s'in6enel'ino idee o 1 pratiche false sull'ordine sparso. / Il velo di cacciatori serve : ,1° A ricon oscere ciò che fa il nemico.· :. ~ 2° A ÌIY' pegnare il com batlimenlo. 3" A coprire, a mascherare ed accom pagnare i movimenti delle tl'uppe. In alLre parole esso serve a guadagnar tempo e a preparare l'esecuzione del proprio concetto. l,. 111a una volta che il comandante abbia riconosciuto \ le forze e le posizioni del nemico, ed abbia deciso l'operazione da fare, è necessario che en lr\ in azione 1 ! -col grosso delle sue forze, sia disponendole in I:nea.
DEL
2° CORPO o' ESF. nCITO
NRLL 'ANNO
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per ese31~ire .fuochi <l'insieme, se il suo scopo ha ca- ) rauere difensivo, sia marciando in colonne, se il suo scopo ha un caratlere offensivo. J . I~ mnggiore comanda n1 e di iJl1 baua~lione che si·/ limrt.assc ?olle sue t~e compagnie unite a seguire ~ ~ov1~ienl1 che esegmsce la compagnia sparsa in cac{ c1aton, a sunogarla quando ques la è spossata e noci· trovasse mai modo di impiegare tullo il suo bau;glione: per ~no scopo ben determinalo, renderebbe inULile 1J maggior parle della sua forza. ~. cacciatori debbono coprire e cercare il conra~to co~nerrrico ~ ~l collegamento colle truppe amiche a d~srra cd. a s1n1strn, arni e facilitar loro lo scopo prin) ?1palc .cut rendono e che si deve rJ,.,.rritm rrere con lulti 50 0 1 mezzi disponibili. · . Quanto alla cavalleri51, se gli uffìziali di quest'arma ò1rnost.1·arono tal:olla abi litù ed intelligenza , resta però noo poco a desiderare per qunn to riguarda le ricogn izioni, come già ebbi l'occasione di ricordare ripetuLamente a voce. ~on è abbaslanza radicata in tuui l'jdca che in ter- ~ .rem ~onie quelli su cui si mnnovrò, l'azione della ca- ~ valleria sul carnpo di bauaglia stesso non trova che ~aram ente l' ?ccasione di un elìi cace impiego, e che 1~vece. ~on? immensi i servigi che può prestare colle } .n cogmzwm. .· , Duranl~ le pa~sate manovre le ricognizioni non sempre furono dirette ~n modo da ragg-iungere il loro scopo, che è quello d1 poter riferire notizie il più possil.rilmenfe complete ed esalle sulle fo l'ze del nemico sulle posizioni da questo occupate o sulle mosse ~he il med~sin:io intraprende . Sovente avveniva che gli esploral~r~ di una parte si contentavnno di segnalare l'apparmone degh esploratori nemici o si lasciavano tra-
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L 3 (;J\ .\NDI ?tl.\VOYllE AOTUN'N.Ut·
scinaro ia qualche scontro~ invece di evitarli e di' spingersi più oltre inosservati. Quanto incompl ete rius<:issero tfl li ricognmoni r·i- sulta evidente ~ali' espos'izione dell e fazioni campali. Bene spesso i comandanti delle truppe pt·esero disposiziorti <lìfetlose, direzioni erronee a c~gione ·c1ell'inceeteYAa jn cui en100 sulle intenzioni ciel uenrico . Ques to genere di istruzione non sarà perciò mai abbastanza raccorrnrndato. Ma se la cavalleria devr. essere, s·econdo t.mà fras eormai universtilmenle acccttalc1, l' océhio cl r>gli eserciti,,. ess-a dev' essem e non mern il filo di le3ame-. Gli ~ ol suo mezzo che si può ottenete quHl con tatto col nen1ieo e con l'amico, ch' io di sopra accennava. Nei terreni rotti e coperti che furon o il campo delle no tre grandi manovre era desiderabile che la cavalleria fosse stata impiegata a stabilire il co ne·gamen10 fra 1-e varie pnrti dell'-ordine di huuaglia, il che sarebbesi polulo faretanto più agcvolni emie, in .qnanlo ogni divisione era forni.la di quntlro sc1uodroni almeno, cioè più della p1·oporzione fioom usala. ln genel'ale l'artiglieria oc?upava le posmoni con mo1to discerniirne?nto:, e si muoveva con una· celerità \'eramente da lodarsi. Ma si fece sentire non pocht} volle il desiderio che gli ufficiali di quest'arma fossero più diligenti nel rico noscere le s1rade che d:mno accesso alle posizioni e quelle che servono per la ritirala. Qualche volta vi fu altresì soverchia precipitazione negli spari. · Osservai del pari che le artiglierie, irr·piegole in masse poche volle sollonto , erano spesso suddivise in sezioni. e collocate ne3l' intervalli delle linee colle quali esse ~vanzavano e retrocedevano. Ciò mostra che non ::-.i 'è tenuto abbastanza conto delle utili norme per l'im-
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n;;.r. :! 0 r.onPO n'r:s.:-:aCITO N:.. 1.1:ANi\O ·18"';0
pie:;o dell' arliJ lieriu con:enu!e n pagine 13 e 23 dei llicordi tattici. Duruu·e l' al.ione, gli ufficiali cli arti.3l icria non ebbero se·11p:e tutta la ln'il udi,ie tlesiden,bile per rEsporre delle bro bocche da fuoco. Aci essi si donehbe solLanto i.nd ir·nre jl movimento generale ,11 qunle l'nrtio·lici·ia deve C'uoperure e gh scopi pri11 cipnli da c:or:o ... se'ruir<', lasciandoli li ~e ·i di sceJl;e:e le pos,zwm opp~rtu~e, e rirn;inPrv i il le:np::> nrcrssal'io per inrli rec:i.rsi in nuove posiz:on i. nì,runrdo 11llc con1p:i.3nie dei w ppalori del genio addette° alle divisioni, non si p!"esenlò l' occusione clt fol'le concorrr.ro con qualrhc irnporlm110: larnro specinle alle eserr ilnzioni del le al:re lJ·uppe. l lurnri eseguili ::;ì limitarono al costruire o 1·es!aurare qualche rampa, all'aprire siepi per il .pnssaggio nei sili tleslinati agli accampame nli,; e rarissime volle alla cosll·uzi one di piccoli ponti di cir·coslanza, di trincee, bnrricale, nbbattuteeria . La ceh~rilù imposta ul le mosse delle ll'uppe pet· la ristrettezza del tempo, e le ragioni di ç:conomia, non permi ...ero a quesL' arma di sviluppare la sua azione; ed il servizio più imporl an ·e che essa potè rendere , sebbene entro r istrelli limili>,fu lo stabilim ento delle li~ nee Lele,grafiche , del quale si pal'lerl in apposito capitolo.
ANNO XVI. YoL . r.
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LE GJL\NTH l\iANOYRE AUTUNNAU ))El,
OSSERVAZIONI E PROPOSTE
Oltre le relazioni militari prescri Lte coll'ordine del giorno generale n• ,1, chiesi a ciascuno dei generali comandanti le divisioni e i due . torpi d'esercito un rapporto complessivo sulle manovre, lasciando ad essi la più ampia libertà nel modo di redigedt, cosicehè ciascuno potesse comprendervi le proprie osservazioni e qualunque proposta avessero creduto opportuno di fare . . Da codesti rapporti e dalle relazioni dei capi di servizio ho estratto quanto mi parve meritevole di speciale considerazione, e ne ho tenuto largo conto nella seguente esposizione del modo .con c:ui funzionarono i servizi vari.
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<illlllflO,
Mi è oltremodo grato di esprimere la mia piena sod<lisfozione ai distinti ufficiali generali e superiori che furnno incaricati delle funzioni di giudici del campo durante le grandi manovre. Essi disimpegnarono il non facile ufficio· con intelligenza, attività e tatto.
COllPO ECC.
211
L' utilità dì questa istituzione si manifesta durante razione col prevenire possibili disordini, col far cessare Lalnne irregolarità, col cooperare insomma al buon andamento ,delle manovre. Oltre di ciò i raggu.agli che ç i giudici del campo forniscono dopo la manovrn al ge- ', nerale in capo, lo pongono in grado di farsi una chinra idea del modo come procedè l'azione sui pun·i prin- ·( cipali della linea di battaglia, e gli forniscono un tesoro di osservazioni sugli errori commessi. Ciascun giudice del campo fece per iscriUo un rapporto sulle cose da lui osservate, locehè · mi riescì assai utile per meglio conoscere e giudicare le fasi delle varie fazioni. ·Osservai che in quest'anno l'autorità dei giudici del \ campo fu meglio compresa e rispettata che nello scorso i anno, ma credo tuttavia che siffatta utilissima istitu- } zione, anco·ra nuova per noi, abbia bisogno di essere 1 maggiormente sviluppàla e regolata. Importa stabilire . in modo chiaro e precisò le attribuzioni dei giudici e le norm e secondo cui essi debbono regolarsi ; indicare presso qual quartier generale dovranno essere . ad'detti '. prescrivere che i comandanti superiori delle due parll contrarie comunichino loro per tempo i concetti della fazione da eseguirsi e i movimenti delle truppe , onde porli in condizio·ne di giudicare con criterio e con cognizione di causa. Si deve stabilire che dopo ciascuna fazione i giudici debbano compilare un rapporto che dovrà essere Lrasmesso od ai comandanti super iori delle due parti avverse, ovvero D.11' autor:tà che ha la direzione delle manovre, come meglio si ravviserà. Occorre insomma porre nello sviluppo di questa istituzione la maggior cura possibile onde essa renda durante le fazioni quegli utili .senigi che altri eserciti_ sanno ricavarne.
i
SUI SERVIZI VARI
Giudid del
2°
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7
· o:::i. ~" èonl:lo u·rst ntl·r'o N:EU,' ANNO 'I 8'70
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re:t : i'1'1ènt.o ·p'.)!re\bè ben issìrrto avere 'iclenticà ìst.ruzione c!c~gli altt"i, ed essere adòprato, quando ocèotTèl; con, e rcggi nento di cavalleria; rna do,,('ebbe essenzial men·e ricev~re un' istruziòne speciale per i.I servizio cli guide : gli uomini. dovrebbero esseré sèelti per iùfclli0enza, buòna conJoùa e tutti !fope(' le6gerc ~ Scl'ivere. lo s·ono corrv;nlo che questo servir.io è di una s·omrrla ìrnpoi·ttmza in guerra, e che rnel'ita d'i essere pr1eio in c'onsid,erazione e stud iato. Kli furon o pure rivolte alcune osservazior\i éirca ·1lt scarsità di carte topogl'afiche, benchè 'ia non' avè'~si m11 ncato di farne distribuire alle divisioni consfrlerevole qnantitl, rnà G.er ta>11ente limitata al numéro di copie che lo stato ma 5giore polè 'fornirmi. . Sarebbe senza foll o u:i!e che le carte si frovasserò in rnagg\o:r copià f,;a gl'i uftkiafi, é che . ad Ògni capitDn:'.> CO'l'liJ'rld1\n:e di co:np1gnl'i, s::iuatltone o baLLeri:i', cl r; t1gli ufflè iHli superiori, b'en i'nres·o, foss e fdrnita ùìiÙ . l l 1' , . . . Il• carttt topografica del terreno su qùa è , s1 r manovra. , .. . • . ,_ t • Essi si fore~>bern C')sì più foc ih1 en(e un)dea generaW èlell'M1da:nento dell'azion e, ètl eseguirebtiero còn Maggior sicurezza le mosse loro ordhuùè, è quelfo Ìntra~ pres~ pt'opri:1 iri'iziati~a dura.rii.e 1\1zion'e. OùP-sLo ....
~lnla urn::~if1rl - D lrnmnzione 1a,•;;:U o,·,!lnl G,~icle - (_'nrie iqpo;,;rulìd,e.
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213
·~ )
1
1:wti. \ cQ1panda9ti gcnernli laircnta rono la deficenzn
dJ perS().iHJle ne3li · stai.i maggicwi , e specialmen,e di u,fficiali dl l corpo di stai.'.) mnggiore. Lo difficoltù çhe presentano i nòstri terreni per· la cl iramazrone cle3li or-: djni. dura11te l'azjone e per tener d'occhio ali' ;mdll1fi.enLo generale di es.sa, rende oltrn:nodo necess:1.rio il con1inno impiego di uf(ir.iali di stato magiiJr<:, in :0.lli..: genti, atti.vi e provvisti di bu on i cavalli. Gli ufficiali 1i,rove.oùmti dalla scuola superiore di guen·a e destina li p.re;}~O le I.ruppe come uf'ffriali di staio rnnggiore avreb-h.e ro. in generalç reso u t ilissh ii rnrv igi per la Jorò ip1elligenza. ed i~!rnzione, purchè avessero avu[o cax1,11li adatti al servizio, n enire con quelli di trnppn loro itsse3nati, non prit~rono adempiere che stentatan:ente alle ricevute missio:qi. Alcuni gçnerali. mi fec ero osservare la diJìcoltù che p1;es~µ La I~ çliramaz\one degli ordini. Nelle scorse maQo~re per 14,, ristreLfezza del tempo e per la manennza. 91i. qné!, speciale p0rsonale di ordinanze a cavnUo, uv1:cnnero ri1ai:di ed errori cli recapito . Di fatti. ordin ariamente le lrnppe giungevano ad ora làrda. ni loro ,ciirrpi; occoi:reva · fonriulatf} gli ordini per l'indprmini, SRriv~r\ i per tut.Li i corrji, ed affi darl i alle ordinnnzf' a Ci\~aHo per il; rec(1pil.o ; iJ che ordtnariam enle succ(;)c~e 1'~. di npue, e ad ora rn,9lto tarda. Queste ord;n:inze, 1.olJ~ cl4i , YAi:i reggimenti di c<1,Vi:\ll~ri~, noi:i haun) in generai(} i. requisi;i n~pessari per ,1a'.e ·irn poi:tan;e irica,:-ic_o; cpsiccJ1~ io c,r:eç!o çhe sarebbe utiii.;simo destinare il re 6g:imentq guide pm:.i, servizi <lei quartieri generali. · • •· · 1
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'El'cmutn - 'l·cstiario - ('orrc(Jo
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Dmante I.e grandi manovre le truppe d'ogni arma ìodoss,;rono lu tenuta col corredo prescritto _dalle _vigenti disposiz.ioni minisi eriali, e giUs_ta l'è ù~rfué còn, tenuté nel mi ) ordine del giorno generale n° 1. rarécth ie osservazioni e propos't'è rni f'nrono rasse-:gnat3 cieca ìa tennta , il ve.;tiario ed il corredo de1Te
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DEL,
LE Gl\ANDI MANOVRE AU'l'UNNA.LI
varie armi, e reputo opportuno accennare quelle che · il mio avviso sono più importanti. Sa:·ebbe comune desiderio ehe -si adottasse per letruppe normalmente h tenuta e il corredo che esse debbono avere all orchè sono mobilizzale. Occorrerebbe definì.re la quistione de llo stivale sotto o sopra il pantalone dei militari a cavallo; io credo . che lo stivale sopra il pantalone dovrebbe venire adot( tato generalmenté, rna in particolar tnodo pee gli ar. , tiglieri, che costretti pel loro servizio di scendere o 1 da cavaìlo o dai cofani, e fare alcuni tra li.i a piedi. insudiciano il pantalone, che dopo poco tempo è logoro. La modificazione cli portare il centurino sotto la tunica è in generale apprezzata e riconosciuta utile~ però occoÌTe moclifkare anc·o In forma dei c:enturini ed il taglio del.le tunichEi. Da ogni parte ebbi lagnanze circa la qualità e le\ forma della calzatlU'a della fanteria. Io davvero non . I \ credo che riguardo alla for ma sia indispensabile ~nodificada, ma credo io pure che la qualità si.a scadente~ se le scarpe fossero fi-.itte con ma!e6ale di buonn qualità, ( ed un po' meglio adauate al piede non v'ha dubbio che le lagnanze cesserebbero. A quanto pare l' altua.lc keppy sarebhe r-i_conosciuto incomodo pei zappatori d_el genio quando trovansi ai lavori., ed havvi chi prnporrebbe od un cappello più adauo, ovvero un berreuo, ma di forma diJforente dell'attuale berretto cli fatica.
CORPO o'ESEllCITO NEn' Al'iNO
1~70
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·Anche la fornitura dei foraggi, benchè sia _occors,~, durante le grandi manovre, qualche lieve contestazione, ha in generale soddisfatto _ La distribuzione dei viveri e dei. foraggi, che talvolta /\ accade di dover. eseguire ad ora tarda e di notte, pre- , senta sempre alcune difficoltà, ed occorre che \'enga studiata. Vi. ha chi propone che le distribuzioni di vivéi sienu fatte al magazziuo per- battaglione a'nzich è per compagnia, e che all'accamparnent.o poi si facesse la distribuzione alle compagn ie. ~on v'ha dubbio che con tale sistema. si otterrebbero risparm i9 di tempo, e maggior focilitc'.t nell'operazione, i quali vantaggi sono certart1en1e tali da consigliare la spesa clell' occorrente bilancia per ogni battagli.one. Siccome incontra:,i. tuttora somma difficoltà nel costri.ngere il soldato a eonservare nell o zaino le razioni di hiscono, sa1'ebbe certamente assai utile di abi.luarlo in tutte le occasi.oni di rnoYimenti o per e.ambi di guarnigione o per colonne mobili od altro, a tenere nello zuino una o due razioni cli biscotLo. Gioverebbe assai che un uffi ciale supe1-iore assistesse alle varie d ist.ribuzioni : la sua presenza manterrebbe quell'ordine tanto necessario; egli darebbe all' occorrenza le norme opportune per il regolare anclumento dell'operuzione, e si eviterebbe in tal modo quella confusione 1~ quegli inconvenienti, tnnto comuni, massime se la distribuzione ha luogo di notle, e se numerose truppe concorrono allo stesso magazzino . ~
i!
Wi v eri - Forag;i -
2°
I
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Di!lh•ibuzioni.
S~rvizio d'inten,!enza milifare - Sus,-ilo<tenze.
1l servizio dei viveri procedè regolarmente : la loro qualità fu sempre ollirna, e debbo cli.chiara.re che l'impresa arlempì in rnodo lodevole aUc condizioni del ,contnil.ln.
-
Non ho che a lodarmi del modo con cui l'intendenza militare disi.mpegnò il suo servizio durnnte le grand i manovre. Qualche eo1nanclunte generai.e osservò che
216
DEL
il pers'.Jm1'e delle sussis:enze rni'liLa1'i e<ra scars·::i, il che
è veì·::i, rna sicc::i·ne codesto pcnonn:le non fu nelle grandi rnan ::ivre quello mrm<1le ·pe1 te'npo di gu·e rra; n::in occorre dare i'-r1port:'lnt.a a ude osservazione: Mi s·! 1~r~pone fis;ìLnzione di s '.'. uole spoai&1li. pel pe-r., s~~ale mfor1ure ~dc~etlo ai Sf!rvizi dèl l' in ei1:Jenza militare; \ ne lù e.redo fuon di propos110 siffatta propos_ia. Mi limito ad accemn~rla p~I. caso. che si credesse ·opportuno di prend eJa rn cJns1creraz1one.
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S er, !zio s:rnif:wfo.
11 ~ervizi© snnilario fu pure disiTpegnaro in modo sodd1sfacenle. Sarebbe StlllO senza ·dubt:i) assai vmli a;;gioso un pe1·scnale più nu:neroso , par(icolarmen!e pre<;so -i corpi, cnde evitare la fac ilit:t delle a1~missioni agli ospedal'i, giaccliè non poteva eseguire ccnvemeo:ernen!e le visite de,Jli ammalati nei corpi un solo ltledico. Ma si noti che qucs '. a de:... fici enw di perso nale erd. cagi@nl.a· dall'essersi dov11~0 la.scia·rre alcLrni rned ici ·ai battaJ!ioni sta.nz.i ,tli ed agli ospe:rlaii dei presidii, laddove (~aso di guerra ola\e che il pérsonale sunitarfo nei corpi .sarebbe accresciuto tuui j med ici partire!'.>bero col corpo cui sono add'e1ti'. Sarebbe forse opportun o chR il mechco press'.) i corpi quando speciahien1e è sub a prestare servizio, eomè J avvenne ne!Le grandi manovl'e ·di qnes~anno, fosse pfov: / vedul..o di ca~allo, poichè dovendosi fermare lun30 la /, / rnarcrn per VlSltare e soccorrete qualche malato, non può raggiun3ere la eolo-nna che fra11.anto avrà continuato a marciare. Inoltre· il medico t,o·iuoto al campo . ' dovendo, attendere al su:o ufficio , e correre di qùa e di 121·, nem potr.\, srancu co:n'·è , co :11piere facilm-en~e ·a .dovere il suo ·se1·vizio . ·
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tzo C'.Hl'..'O n'r:s:::nf.11''.l NHL. A'N7..0 18,0
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Occ·wre p )Ì defin iee in m:Ycb preois::i l'i~ ?~:·enw ~l~ll' in1enden~a militare nei·provvedi 'ì' enti re' a ~tv·1al :::et''Vtzto sanitario e sLudiare se n:m fosse più vantaggioso 'c he fo amhubnze s·esseeo sol.I.o l'i·nmediata dipcn~lenza del rnedico d:irigente il servizio prP-ssn la di vi,ione, anzichè . , sotto quella di un person·dè arnrninistr;,tivo .., La qui::; tione è certamen te 'grave, ~ fu g1~ . agitata altre volte p-resso d'i rn 'i e p-resso •alln cferc'll1 ; on~l~ credo opporttrno acce~ni).rla·, paren ::lomi che c-,·sa men:1 di essere seriarnen·e studiato . Gli uffizinli d'ti riirninisrrazione addelt i al1e an~bulrm:e donebbcro essere autorizzali a for le richie: te di trasporli sulle fe-r·rovre, ed avere i foncl'i necesrn··i per pagare le sp'ese di vinggi'.) , Così si evi·e~e~.bcro i.ritardi nell' inviare agli ospedali gli ammala!1, .1 qual.i nelle scorse manovre eran) alcuna volle costret.11 ad aspettare nelle sta zioni che il corp) in rm.1·ci'1, o l occup·tt l in qualche fozione, invias., é foro il clJcu:nenl.o e il dan1r::i per il via33io. ·
in
'nul pt<òspettù generale de ;li i1riividlii eh.e cadderò -'ilmma1H1i da l U, al 25 ottob re risulta che_ti nurr.ero <:omplessivo di essi fu èi 29C6, cioè 24-'7 àmmalati al giorno. Questa ciffa p1slà a con.t'r~nt.o c::in la truppa l') ~he fo in media di ,H ,836 uOi1H11l dt bass1 forz1 prt1- i sen!i da una media gi'lmaliera cli 5,iSO per mille. 1; 1 Q~esta proporzione, che può gi1i cl (rsi di~è'. :~a, viene assai mile ove si riOetta che fra 1 2966 amm11lalf1 vi ft1ror10 772 casi cl i c'hirurgià, la maggior parle feggie1•issi.,ni come a dite delle se 'Y\pli :~i escoriazioni àr piedi, da 'curarsi piuu.os-lo all'infermflria the a!J!osp·é~
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" 2-18
LE GllAND{ nIANOVll E AU1'lJN:\"AL[
dale'. e 205 venerei, :il cui male non poteira certo èiscrivers1 nè alle mag1iori fatiche dell~) manovre nè ai d.iscwi 0 dell'accampamento. . Occorr~ an?o~·i: ~otare che per la scarse7,za di personale, cli c~1 s1 e fatto cenno , le visite n8n si pote.rono s;rnpre pratrc~re con tuLta la diligenza des iderabile; d o:1de la magg10r arrendevolezza nei med ici a mandare agli ospe_dali gl'individui. che si dichiaravano· arnm alaLi.. .Le vane. rnalaHi~ concorsern nella proporzione segu~ntc a fo rmare li numero totale delle amrn issioni agh os~)eda!i : febbr icitan ti 188(1, feriii 7715, oftalrniei 98 ven_e1·e1 205, scabbiosi '.z. I casi di febbre periodica sj v~;·1fica!'·ono es~lu:sivarr.cn!e su ind ividui. che ne era.i;i.) gia st~tr travaghat1 o che prnvenivano da luo.;'hi infetti. da rm1sma palustre. 1
DEL
2° CORl'O
n ' EsE•lClTO NRLL'ANNO
,1810
219
riso o di pasta cotta nel brodo ; nel gamellino esso eonserva la .carne che può rnangjarc al grand' alt; e gtunto al campo eiceve il .caffè. Jl luogotenente generale .Longoni, purtenclo da importanti. considerazioni, proporrebbe di dare ul soldato in campagna e durante le grandi manovre, un _sol_o rancio, ma intenderebbe modificare la eazione di v1veYi, ed aumentando la carnl~ fino a. 300 grammi, toglieJ'ebbe inleramente dalla eazione la pnsta o il riso: 11 dottor 1\1anayra, medico capo di questo corpo eh esercito, che invitai a s tudiare siffatta composizione di razione, non è di parere che si adoll.i. La. questione del rancio del soldato è senza dubbio fra le più importanti; essa non pui> dirsi mai abbastanza studiata e sperimentata ; cd occorre occupar- / sene continuamente e seriamente.
n .rncio .
. Nel mi.o ordine del giorn:) genera le .N. ,j died i faco ltà a l ge1~e'.·ali_ (:omandanti di divisione di rnodifìrare IP-· prescnzwrn emanate riguardo al rancio. Fmono difatti s~eeimentati vari sis LP.rni differenti~ non senza van_t.,1.gg10, giacché solo coli' esperienza e c~llèl prallca s1. può giungere più fac il mente a sc:ioghere .questioni che tanto interessano il regime~ e ·il maneggw delle tmppe .
Ho d_?vut? per~u_a dcnni che la sola distl'ibuzione del caffe pnma d1 in traprendere una macc:ia od una r~anovra, r~on è al cer~o suftleienr.e, tanto più quando la manovra o la marcrn, come d'ordinario accade , si prolungano per pacecchic ore. Io credo che il miglio r sis tema sia quello adottat,J da qualche, comall(lantc generale, cioè di dare al soldat,o prima di muovere da! <:arnpo un rancio di
Sa rebbe utilissima disposizione ehe le batterie si recì1ssero alle grandi manovre con formazione consi~ mile a quella che si a<lotta in guerra ; cioè che ogni batteria, anche di 4. pezzi, fosse munita di veltur~ rappresenlanti la colonna d i munizioni! c~ie ogm corpo d'esercito fosse forni.Lo della propna nservn, e delle sue sezioni di parco generale. Così purn per evilare apprezzumenti non esani sul munizionamento dei pezzi, sarebbe opportuno che i cofani d' artiglieria, nelle grandi manovre poetassero soltanto qu~l numero di colpi da salve che posson~ contèncre quando havvi il vero munizionamento d1 guerra. Altrirnenti mettendone (come si n10l fare. nelle grarirli manovre) un numero rna.ggiore, aecad~ quello
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0::1. ~o ç(?-lll>O n ' ESEU.C'.'J'O NELL\rmO
si os·serv11,
t-io'è che il p(':zzò c'6] solo SUO aV/Jl'llteno 'ttr'a per Uh' in(e1;a 'gioi'natn, senza :èhé gli ufnc;fa!i della baL'.eria si 1·fre;iccupi1b m;et10ni arterJré 'di qwmto r'iflcuc il 1rnni'zionarre·n10. rttifr'.oVe -te i 'cofani conCcnessero il solo nunierc\ di t:tllp'i prc;ehÙ'6 in guerrn, si renderebbe ne'ees'shrio chè ;I eom.ìndànré "dellh haUér'ia si oc:cupuss·e cziamiio Ò~'i Ti,pet.tivi é.i:l'rrì da munizione, ·r.nde ncn ti'Jvars:i iieÙa à idea dr.-ét>sllmza cli dover Cessare il fuoco p~r- YrHlriCanza di murtizirni. Iìa,,vi chi rùerrébbe ollima cli~poslziorÙ'i qircfrà clsislen:e presso Tari iglierfo pmssfoha, doè elm un c-er-lo nùrn~ro d'ufficiali di statd maggiore d'urliJfierii.l f~e incaricato di 1tH!o quanto ri'fleue la parté tatt:c;i t:! logisc ica dell' anna, dì modo che i c'omandanti e gli uiiiciali delle bauerie non dovr&bberd occùrà:·si 1cHé dei parlicolari deJln loro arma ~enza c'.o\'<:'r., i, con cletl'imento di questi, preoccupare delle disposizioni generali delle al1re lrnppe, segnirne il eonee110 generale, siUdiarne l'azione, per uniforrnarvi:::i, riconoscere le strade per recarsi ir1 posizione o per ririrarsi ecc. 1\1t.1ì quc_sti vari servizi verl'ebb'cro disim.1-1eg11acì dagli uflìciàli 'eh s1aro màggiorc <l' Mligli'è'rin, ch'c dgn i é6trfahdnhi'e supCÌ'iore de! l',u·rr à dotrebbe avefo a ·s ua \ dis~osizione ih nurrero suflkienJe, menn'e gh hl:r'l ~ .tron avi<ebbero dà occuparsi che defle propHe setiori1 r o batterie. . lo reputo Cale pl'oposta rr.eri!evo1c t/J S{tltJio, corrie pttt·e lè seguénti che mi furono IJ·asm èssf:i li rniè\ tichftista dà Vltl'Ì COlt!and.i ntj sup~rior'i 'c]efJ'~t'l11a: L' aHua!'e ammleJl,,mbHo d~Jhl s~'Ilit. e l' tHiifbftn~ (1eil' ~rUg-iieria non soddisfarro alle èsiiehze tfeIB: gùerHt. Nellà barda1ura ·si poir'e'l:lbero io1rodurré n'lo!t'~ inigli~r'.e: ]' aituale è Lropp6 peMnle ; si' può ab°diir~ la: groppiera (ecceuo pei cavalli · dì voiaca) : le fondé dre g'ène'·alrrénle
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18'70
2zl
non. ~er\;0111 a 1rn\\t\ e p~lr_e:ibero. es~er~ s.~st~l.~~it: cln tas.cllf'. Non so.no cpmpanbtlr le funzLorn_ d1 fu~1e1e e <Ù comun clanìe di ~,ezione; surebbo me3lw_ ass1ç:u_r,\LO il s.erv izto nurnentando. di un ut1ìci;.de ogni balL~r 1_,, , E: facen~Jo cornan.dare ~ia,scuna sezi one da un_ u~ic;rnle. SarebLe u1ile u,dottare il ca1-ro da forngg1 111 uso ~t;SSO la cavalleria in luogo deJl' al!ua]e. Co_nverr~b~e 1.no(lifìcnre il caricamento. in[erno delle fucme, _du_rn~ r;ufre la dotazione dei ferri da cavallo e sosl1 lu,irvl due rnaschi di ricambio coi rcla!ivi darli ed un mar;c)ello ,· restrinrrere jl mu:nero c'.ei rnedieinali ed. , ag-,, t•. o r giun:;ervi ·il grasso naturale_ e_ un~ c,eria, qunn.il!,l...< 1 . uncruen.lo vescicat(Jrio ; sos\1.Lmre il carbcne m_111ec.de a ~uello di caswgno. Le lanterne nllualmen:e rn .~so, dando poca luce, e le torce a vento essendo. d n~pietro itlqunnto JJCricoloso, si potrebbero adoperare m ;ec~ le l.rnterne a globo, come quelle dell' ammio.h· Slf'i-J.Zior,Je cle,lle ferrovie. Agli alluali pnle:li ~· a.ttucco dei caYalli si potrebbero sost:imire ci.nell1 d1 for~·Q. ~ s,ucchiello disposti a fior. di terra. - Invece d.1 un cavas!rac-ci-sco volo per ogni pezzo, che h~s1e1·e~be pe1: ogni sezione, richiederebbes~ un ca_lcatoJ.o-sco,volo. d~ ricnmbiD per pezzo. Si crerle uLile di dar~ <l-fl ogni batleria un cannocchiale con telemetro, e si propone quel!o del Gauthier. Le copert~ di te_la cerala no_n soddisfano, poiehè facilmente s1 stracc1~no : _forse sarebbero rnigl.iori quelle di tela di vela tinta m c~lore cenero ,.nolo. Alcune bauerie a cavallo trover_eboero p.qstç,, veniente nell' arligLer.i.u, d! riserva dei, c,orp1 cf'e~erciL.o. . Le v.uie. relazioni. spe d.)ten:11-. afl'errn...."UO cl·1e Ì. c•A_ x OdJ.l;,q~nll r,rovenienli _rl~lla . cava~leri~ ~-~e,~tarO[JiC\ _rn g~~,e~ . ··~.. rfe 1,111 b,upr1 se,rv1z~Q1 e ~!1e. 1.cava,ll~Ld\ _D,\l,OV.0:-ilpqplflB1 ~ . ~"n.c)ù IJ½QVÌ. ~el ~~~VJz,i_O de~ reZZI, diedero. fav~"~~-~-~ ~, / r.is ql~a.J. , ,,,,
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LE ù flA N Dl MAVOYJ\E Au'l'liNNAI.I
Debbo però francamente dichiarare clic dei cavalli o.on fu i, nè sono pienamente sod ùisfollo. Comprendo che le al.luali cond izion i fi nanziarie del paese non pcrmellono di rifornire la noslra artiglieria di ca, alli acfo tti , rn a credo che si dovrebbe studiare di ofoncrcrc ' . b l') a poco per volln a fo rmre le ba llcrìe <li cavalli che per la loro struttura fossero veramente da tiro, e non nn miscuglio di cavalli d'ogni razza, d'ogn i tipo, come si osserva tullora, non osi.ante le falle l'i duzioni. Si noti che fra i •100 carnlli di una baucrin spesso vi sono dirci quasi allrcttanti tipi diUerenti. E se essi hann~ prestato buoni servizi ·d un111te 'IO giorni. di ra.,... zioni campali, non credo che si possa spctare ali rnranto pc,· una carrpagna lunga e faticosa. Il ma ler·iule da poule adoperato alle manovre si presta benissimo al suo scopo e non lascia nulla a desiderare per la solidi tà. Il caneg·gio sodd isfa n tulte lo c:on dizion i richieste per il buo n train o. J passaggi sui ponti, sì ·delle lmppe che del cal'reggio, veunero eseguiti con ordine e con sufficien te celerità. Nulla avvenne d'irregolar<', e nessun inconveniente ebbe a lamentarsi.
Sen iz lo d e l genio m ilitare.
Come ·accennai 11ella parte Usservazioni yenerali ecc. l'arma del genio non ebbe occasione duran 1.c Je grandi manovre di compiere nessun importante lavoro , ma sarebbe certamente di somma utilità cli approfìttt1te di tali occasioni per fare eseguù·e quei lavori che si ritenessero ne cessa l'i per µro vveclerc alla ·difesa e alla viabilit~. QuesLO è vi vamcntr desideralo dagli uffieiali
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ell'arma, giacchè l'appli<:nione pratica può r iuscire oltremodo istruu iva e di complemen to agli studi teorici. Cr<cido utile di riferire alcune osservazioni e proposte che mi perrnnnern e chr mi sembra.no meritevoli <li studio : Ritiensi da taluni necessario cli c i zappatori, massime quelli provvisti di istrumenti, possano deµorrc sui carri i propri zaini. Così sarebbero mono stanchi, quando giunti al campo sono ch iamati ad esegull'e qualche lavoro. Credesi pure che converrebbe assegnal'c ad ogni compagnia unn carrelta leggera a due ruote pel trasporto de 6li strumenli più indispcnsnbili per lavori tlcl momento. gincchè i c,11Ti del parco di eompagnia, oll remodo pesa nti, sono d'ordinal'io ten uti col grosso carreg::;-io, cd il rnulo col basto non può tra sportare la quantità occorrente di strumenti che d'ord inario si richiede. - - 01 ,re di ciò l'uso del basto per tale trasporlo presenta ,1 lcun i inconvenien ti: il curico è troppo grave, e mn le distribuito; produee lesione all'animale che viene ben presto reso ine110 nl servizio; - havvi una perdita d·i tempo eecessiva per estrarre i fe rri dai carri da parco, ed adat larli sul baslo; - sono assai rari i muli tanto mansueti da lasciarsi caricare tranquillamente un peso sì consid erevole, e quasi tulli oppongono res istenza . Qualora si adollasse una carreua leggera per gli s trumenti, vi si pot,rebhero pure deporre j zaini <lei zappatori . Ad ovviare all'inconvenien te del carreggio troµµo pesante, havvi chi propone aumentare di una pariglia i çarri n° 4 (parco di compagnia) poiebè due sole pariglie non sembrano sufficienti. Certamente la quisLione del carreggio ha bisogno di essere studiata , non solo per quel che riflette l'arma
LE'_GUAND_I ,\l\NOYBE Aun : N:'IA.l.l
<lei. genio, ma benanco per qu ~nw riguarda i trasportì ii;i. generale al se3uito delle 11:uppe. B. op:nione genera le cl1e il comandnnle cli una compagnia z:ipp;Hof'i, in c11mpa31rn e nelle grandi mnnovr~, de)ba essete provvisto di c1Hllo. La màg3ior parie çlei servizi che, e3·li deve p:·e:;Lare richiede l'uso del cavallo, e credJ sare '.) bo op;:iortuno siabilire ciò in modo ~·e;;olivnenlare, ma nello s:esso te:npo repute rei. comen.ienl e fornirn ,11 c 1pi1an :> il fo1·aggio anche i.n te:npo di pn.ce, onde abili1arlo a ienern cava llo. I zapp~Hori del gen:o dovendJ, pci servizi speeiali çui sollo chia'Yiati in campagna, Ycnir distaccati i1'i p:cc:oli drappelli, aceude n::>n di rado che rirnan 6ono senza viveri, non avendo la prcpria compagnia mezzi 's.ufficenti per invi;:ir loro le rispe,live n1zioni. Occorre senz1 dubbio preoecu;:11nsi di così serio in convenien1e e. ve :lere se non vi sure'.)be modo di rooclifi.care opportJrnamen~e l'arnminis,Nzione t!cte con°pvgnie z~ppa,ori .
rei serv1zto telegrafico non fo irnpie3a,10 che il t11aleriale vol./l nte: quello pesan ,e fu lasci.alo ai panchi. Quasi tutte le linee furono distese di n.oue tempo; e malgrado Lu piog~ia e la qualità delle strade per l~ quali correvano le linee , si ebbe sen~pre la for:tun11 d1 cÒi:Tisponderc pedeuamente. Siffatto risultato n_on può a meno di riuscire assai soddisfacen le a cln, t!:}n,;a. calcolo de •li ostacoU che presentano le linee \Wlnn ti, della fr1cilit). colla quale si ptoducono le de1;ivai ioni. I~ ·generale fu sentilo il bisogno eh~ i. .telegr:afi~~~ a,nz:ichè far parte delle cornpa6nie zappai on,.s1~no 1·nu~1.t~ in. un s0l GQI'P9: s,pecialc incarjcato ,,di s.egmre tum . 1
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IJ~I.
'2° GO!ll'O l)1 ESEIICl'l'O
NlU, r.' ANNO
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'z,25
progressi che si vanno mano mano fa.cenci? n:-11~ te~ leg.rafia, e di ocenparli in continue es<~l'c1taz1.om ed esper·ir.nze. La quali.là. dell'involucro tfol filo fu trovala piuttosto scadente. P~r ovviure in parte a siffauo ineonvenientc s:u·ebbe oppor·f uno che ogni carro di telegrafo volanl0 avesse una dctermirwta quantile\ di. piccole aste a forcella della lungliezza di 0,40 onde appoggi.Drvi. il filo, lù clove nou si trovassero nè alberi nò cespugli. Si sente del pari la necessi.Lù di un rn.Jggior numero di toN:ie n vento rei· i lnvod da csc{{ni es i di not.le.
Il personale del treno adem pì. ai vari ~erv!zi in modo \ ). lodevoìc, ed i quadrupedi, ben(',hè acqmstalt con molt,, I 1 fretta, e certamente non tutti seelti, diedc.ro un risul~. ,1 1 tato abbastanza soddist1ccnte. Non ho inconvenienti di i.n1porlanr.a da segnnlnre ,.1 tal riguardo. Ogni di vi.sione di manovra aveva seco una colonnu C (quartier generale di divisi.onc) eù una colonna E (ambulanza di divisione), più 20 carri dell<:i colonne poi traspcn'tO pane, che io foc i im piegare per trasportar0 i viveri di riserva tielrn di.visioni, non essendo organizzate le colonne H. Ad ogni comando generule d.i corpo d'esercito erano pu1·e a.ddetlc due colonne C ecl E, ed inoltre p.rcsso i! corpo d'esercii.o dell'ovest destina i. un .,, coiornw (~ (pareo del geni.o). Con sj ifatto cal'rcggio non vi ero. cerlamcnte ragione di temere che ci.aseun servizio non fosse pienamente assicurato. Lo condussi L1.ttto alle grandi manov.re onde ser:visse di istruzione, rna.ssirne agli slati maggiori, pei .l,'!NO X.VI. VOL.
r.
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2~(.ì
I.li: GIIANOJ 1'\IANOVRE AU'rUN-NAU
1qµalit è senzu , dubbio uri arduo còmpito il 1111i.nciggiauc ·regolarmente il numcro:;o carreggio ul seguilo delle t:-uppe, ed ottenere ehc non abbia assolut,,mentc ad incagliare le wosse delle trnppe, speciab1cnle in occasioni di rri;)l·ce in ritirn la. Qualche comandante gcnen1le divise il carreggio in due c:olonne: una di munizioni dcJ. guerra e di. viveri, che era tcnul1-1 sernprr n due o ·tro chilo,netri dalle trupµe, l'altra del bagaglio, ecc. u due chilometri dalla pri nia. lo credo che questo sia il miglior sistema di marcia <legl'impedimenli per tYi.lare i noti 101·0 inconvenienti, e potrebbcsi anche dire i disastri, che talvolta sono precisamente cagio11a1.i dalle cattive chsposizioni,.... rig un rdo al rarre~gin. • 'urreg gio.
li carrPggio q11aìe è nll1rnlmente prescrillo è senza
dubbio assai numernso, rnu io cr·eùo che difficilmente si ri.11scirehbe a ridurlo senza compromellere in qualche modo l'andamento regolare dei vari !:crv1z1 in camp11gna. Con,e. osservui più soprn, occo rre assolutanwnte provvec.!Pre co lln massima cura a regolare la marcia del ca rreggio in modo che mentre ciascun se r,vizio presso le trnpp e sia convenientemente assicurato, esso ca rreggio non pos-;n in alcun modo incagliare i movim en ti ùellP. d1ffenrn1i armi , e cornp ronwuere, come pn ò facil1o enLe avvenire, le so ,·ti di una giornata \ ca,npide. • I È nece~snr;o che i comandan ti di truppc1 e gli stnti 1 m;1gg iori di cno su questo proposito orrlini ch iari e precisi, e sì ns:-icurino che lç istruzioni emanate sieoo scru_p0Iosa1ue11te eseguile.
DE I.
2° CORl'O D
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~St<1H0I'f0 NELJ.'ANNO
4870
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Ciò premesso, credo oppnrtuuo di esporre aléune osservazi0rii e nlc:un.e proposte, che mi pervennero rirru ardo al cn r,ecro-io , e che, a mio parere, meritano O 07"> , spf'c iale con~idcrazione . Le ca11relle di battaglione sò_no in ge~era le reputat~ ~ adatte sia al caricam enLo, sia al traino, anche su cn uive strade e su terr-eni poco solirli; esse accop- , .piano la solidità alla legge rezza rrlativa. . l~ opinion~ quasi comune che l'attacco dei due qua~ dl'Uped i di fronte sia preferibil e u qnello co~l detto di puntn, poi rhè <:ol prim o si diminu_i sce la_ già ragguardevole profonditò delle colonne do, carn. Alcuni però credono che il mulo attaccato di fianco non lavora qu:mlo dovrebbe, ed occupa uno spazio di fronte che rende disagevoli i movimenti nelln strllde strette. ln questa discrepanza di pat·eri sembrami• conve~ uic11te conciliare, come mi venne ~wc proposto, 1 due sistemi d'auacco co l fornire ogni uarro di titell~. che potessero, secondo le circostonm consiglierebbcro, servire tanto per al.lacca re il mulo <li fianco, quanto p('r attaccarlo di ,·ol.;.ta. . . . . Sarebbe acl ogni modo desi<lcrab1le che 11 bilancmo fosso un po' più soh<lo , e la catena del h!lancin_o un po' più lunga, onde il cavallo non tocchi contmuamente la slanrra come avviene, il che produce delle 8 eor1icature. Occorre un sostegno anteriore ripiegabile per poter senza inconve11i1-mti staccare il cavallo ·an che quando il carro è carir.o. Le slrìnglie non so_no abbastanza resistenti. Il freno dovr~bbe essere rmforzato. Si osservò ohe le seghe, le gravine, i badili, ecc. si disordinano facilm en te hmgo la marcia e impediscono il rcgolal'e caricamento degli altri o~geuì_.. Sif~ fatti utensili potrebbero essere ugmilmen1 e_r1part:1.t1 su~ fianchi od al disotto del cauo. Le attuaJ1 ooper'Le - d1
LE l;JlANDl MAN'OVllE AUT UNN ALI
tela non copf·ono eh~~ irnpedettarnenle ii ca rico e snprat.ulto il foraggio. Secondo alcuni, i. cofani d' ambulanza dovrebhero essere più ravvicina ti nel la parté superiore; il ialo di. essi che appoggia sul quadmpede dovrebbe esseremodificalo in modo da poterlo adattare al corpo dél medesimo , - occoncwebbe che fossero ricopceti di lela incaLrnrnala.
La piccola vettun1 destinata al servizio di posta , non :;i. crede adatta allo scopo. n suo peso è troppo grave per uu solo cavai.lo : essa è oltremodo incomoda · il sellino è troppo picco lo per sostenere i.l peso c~l 1-1 vettura, e facilment~} (erisr,e il cavalìo. J. carri a quattro ruote del freno hanuo in gencralcfatlo buona prova. ·~fi si obbiettò che non sono perla loro forma adatti al trasporto dei viveri, o pa rticolarmente del pane, ma non è da dare imporlnnza a siffo.ttc ossernJ½ioni, giaccbè ·i detti curl'i fnrnno im-piegati per tali servizi solo pt~rd1P- mancanwo i carri. speciali pel trasporto del parw, r, le carrette di. ba ttaglione per qnello dei. viveri; siccome mi pl'emeva di veder fun½ionai·e durante~ le grandi mn novrc tutti i servizi, così volli approfittare di questi cnrrì per M segnarc nd ogni. di.visioM unn colonna vivel'i .
In quanto all a commissione istituita presso ciascuna divisione di rnanovra per verificai-e e stimare i danni, ·si è osservato che essa, dovendo seguire i movimenti <lella divisione, mal poteva adempiere :il suo ufficio, poichè i. reclami giungevano generri lmcnle dopo la sua partenza. Parrebbe più conveniente che nell' avvenir-e ~' i.sliluiscano in casi simili una o più commissioni. pel' cura del comandante la divisione terriloriale, nella cui circoscrizione cndono i terreni occupati dalle t!'uppe. J proprietnri dovr-ebbero trasmettere i loro reclami al comandante slesso, il quale li rim etterebbe dia commissione che se ne occuperebbe, secondo le norme contenule nell'istruzione ministeriale del 2911prile 11869. Sarebbe pur desiderabile che negli avvisi· dati dai .sindaci ai proprielari ·si stabilisse un lirnite perentorio ili tempo, oltre il quale i r-eclami non sarebbero aceettati. ll.lhmizio1w da fuoco.
Le munizioni consumate durante le manovre forono: Cartucce
,Ja div.isione G)n
"' 3· ,i,a La spesa Lotale per risarcimento dei dunni arre-
cati alle proprietà durante le manovre di quest nnno , è stuta di circa 7000 lire, comp · ,,;e le indennit.:ì pilgatc· al municipio di Polesella pei. lavori da esso eseguiti onde procurare acqua potabile alle truppe acca.mpate in quelle vicinam:c.
348,HO 4-03J63 4:iH ,041 300,MW
)) ))
>)
1,473,09~.
1
Me <Jiape1· Cartocci i nd ividuo
51 5·1 t>'I 4,7
Media p er pezzo
343(-i 1721 423{5
n6
2052
93
1
--- -
H5 48
111,l,Hi
Media. generale, per individuo, delle cartucce consumale, 50. Media generale, per pezzo, dei cartocci con-sumati, 108. Le cartucce da salva peì· la fante1fa non dieder:o luogo ad osservazioni di sorta. In quanto all'artiglieriu.
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LE Gfu<\N;DI ·MANOYilE AUTU'NN'I\Ll
!)EL
si doNè .esaminare la qhlalità dei suoi carloc(}i ca' causa di ,due . disgra<tie ·;J.v,venulc per l'esplosione preF.r11;1,tuQa ~i uno sparo nella fazione di ,Viconza e di. uno in quella di ·Caldiero. Si trovò che alcuni ca11lùCTci antichi dj ;modello austriaeo erant> ,in caHiv:o st-ato ; e quan\unque non sia ben ,prova.Lo che le disgrazie aw,enute sj,ano ,state cagionate claìl'impiego ,di lal,i ,cartocci, pu1'e i'l solo sospetto di ,ciò d0wepbe fo.r ·.bandire per l' in-· n,a,n,1,i gli accenna:ti cartocci.
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Jlfes1 1 soprnsso1tli •àUe !truppe ·nei giomi '<fa -esse •irnpiega~i sia per rec'l.rsi nei luoghi. di concentramento, s-i'a ·ver 1restituirsi. •nelle lorn ·guarnigioni.
l .:onélusione.
,circa l'utilità oramai comprovata delle ·gl'andi •nH:i.no vre, non potrei che frpe.tere quaMo dissi nel ~nio rapporto dello scorso anrw, aggiungendo che nel .l'lconoseerlfl conconhno -tutti i generali che vi presel'O parte. '1 · !Credo. però dover insis tere sulla necessità di una ; prcceden Le preparazione, per . i.nodo che le truppe -non \ v::mo-ano chiamate alle grani:11 manovre senza aver } prir~a percorsa LuUa 'la pru~·re~sion~ delie ·is~ruz;on,i I èlemenlari e delle csercitazwm -tattiche appheate. -al mrrèno, partendo dal _plotone e terminando con più / lmttaglioni riuniti, ·come prescuivono le noeme !~el.la,le ; tlal i\finistel'O ,aella guerra in data ~6 marzo del ·cor- · :rente anno. 'Il sensibile progl'esso che sì notò generalrnent:e nell'eseguimento delle manovre cli quesCarmo deve senza IJuhhio ·ascriversi al follo eh<~ una ·pari:e delle teuppe vi si potè debitamente preparar~. . La condotta delle trnppc mel'ilò lode ; e tu degno di ;encomio T ·impcgno mostrato dalla m~ggior parte c~egli uffi.ciàli. . I sei:vizi tulli funzionnrono regolarm!~nte, senza dar luogo a lagnanze nè ad inconveni~nli, se ~i eccettuano qu~i pochi dì. ·lieve imporlu?za d1pendeon dalla scarsezza di personale in alcum rn1m. .. Il nilmcro degli ammalati, che, come s1. e dett~, non \ j oltrepas::;ò la propor:àone del 5, 50 pee m1lle al gt0rno , \ può considerarsi come diseretissirno, tenuto conto dei j \
' L' irn;porto 1~pprossimativo delle ::tpe:;e .stra01'l:linaric p0r le ,g,,mndi manovre .fu di lire ·2rn_,91;,1., diviso GOm·e
segue : agli stati maggiori . L. k,702 al personale d' intend. >> 2,500 alle truppe. . . . » ·132,8 113 Spese varie di cancelleria dei 7 quartieri. ge neir,;fLi. » Sp0se VfH' ie di cancelleria degli uffici d'inteadema. » ,f ,500 Spese per· alloggi, ,per trasporti sulle :ferrovie, per ,paglia, legna » 66,0.00 &Joese per <lanni . » 6,'990 Per soprassoldi
2° CORPO •o'·ESEftCI'i'O 'NEf]l,\vN'Nfl •i 8,0
!
0
Totale L. ~H8,9H E siceomc la fot:za met\lia clelle truppe era di ¼,6,,,24,2 fg1.i. ,ufficiali compresi,) cosi si ,s ono ·spese L. 4-, ·!73 ,pe,r individuo nei dodici giorni delle rnanovÌ.·e, os~ia ·liile 0., :39 iper giom:i:o .e per fodi:v.iduo. Ofa:.orrc notane che neHe s~ese sudùeHe sono noni-
. '
LE GIIA Nl)l MANO VIIE AIJ'J'ONNAl,f
giorn i piovosi e delle considerazioni svolte all'articolo Ammalati. .\nche in tiucst'anno venue ripetuto il parere generalt11ente arnmesso, che l'alleo dare sia prcfo,.ibil.; all'a ccan tonamento ed al bivaceo, tanto per la salute, q11a11to pcl' la disc.iplina dell a truppa. [] tempo più propizio alle grandi manone è la seconda metà di settembre, epoca in cui sono mitiO"ali i e:dori est.ivi, e le campagn e sono in condizioni ~ali che i loro danni non possono più essere tanto g ravi. / Lu durala delle manoVl'e dovrehh<' essel'e per lo 111eno di tr·e o qua ltf'o seltirna11e. // La spesa totale in quesl' anno non fu c'l,c di lire 4-, 73 per individuo e può consideJ'arsi come assai lieve. Ciè> premesso, io non posso che far rnldi voti perchè esel'citazioni di wnla ulilitù siano immancab ilmente esrguile ogni anno; e che nel bilanei.o sia semp1·e preveduta In neccssa1·iu spesa, la quale, di p0co ri~icv<? per se nredesirna, è d'allroncle van taggiosa.men te 1mp1eguta, eo,~,e quella che tende a rendere più efficace l'istruzion e delle lruppc ed a r:.dforzaro le istituzioni mil itari che so no il pi ù rnlido istrumenro per la clifosa dell'onorn e degl'inrcressi nazional i.
Il f.uogotcnente Generale PJANELT,.
233
Allegato A.
Comando generale del 2° Corpo d'Esercilo.
Or dine del giorno gene1·alc N' 2.
, v el'ona, 10 ottobre 1870,
L'aurnontato ,.ffPllivo dei Col'p: permellondo allualmPnto di 1J~rguiI"e esarcila1.io11i su scala p1 ì1 vnsta o con mng-giore npprossimnziono a lla rea lllt che nell11 ci rc.oslnnze ordinarie, il Minioiste,ro del la Guerra non ha voluto last:iar passare una s) favorevole oc,·asionc per promuovere l'islruziono delle truppe, od ha perciò ord inato la concPnt.raziono di quattro divi~ioni in questo scompHrtimen lo mi litnre, africfando a mo la curn di dirigere le csercilazio11i, a cui lo medesime sono chiamale a prender pti rlo. Io tale 1;ircosl1rn1.n sento il bisogno di rivolger e agli uflhiali , che vi concorronc), nlcuoA rarolr> di ricordo [.'istruzione consislol'à specinlmeoto. quanto al lo marce, nel runzionnm1;ulo do' varii sl·rvizi organiu.ati come in ca mpagna, uel trasportare al s<•guito doll c truppe il numernso, incomorlo, ma pure inòispensnhile carreggio , nel r·rPnd oro gl i accamµamenli e nfll levarli: con, islerà i11ollre nello osallP ricognizioni, nor rJ1ar ciare colle precauzioni di g uerra, con ordir,o e spedil~zzn, nol lt1 pPrlustrazioui , noi coprirsi di! igontemf•nlfl in m1.1rcio, o con uo bono inteso sistema di ava mposl.i nei c11mpi. Quanlonlle fazioni campnli, la r,artenwnorssem.i11lee mono pt·ofkua sarù il ·comhntlimcn lo simu la lo. il quale non pnLPndu eforo t isultati ronli , è perciò sl<'sso invcrosimilo. Per cui l'attenzione generale vorrà r.ssere diretta di prefel'enza a qu1;llo opc,raziont che precerlono il comballimnnto stesso. Scegliere le posizioni, occuparle con iotelligc•nza, disporne la 1lif.,sa, oppure ricono•cere quollo dell'avversario, o prepararuti l'attacco - ecco le
tl'.E·GJfANOI 'MANOYllE AU'l'ONN;\LJ
coso clrn si <kbbnno sopratutto avere io mira rrnllP- fazioni. Il combntlim ,·nt,, - ripnto - noo <;ar/1 clHJ la pa rte comp lt>tnHD· tarP, e dur1111t,~ il nwdt•simo ciò chn sarà YPr11rrwnte islrullivo s11rà il val utaro s11 ciascun punto fitilla lini>a di batrnglia le condizioni ,frl lt1:TPnn in r11pporto colle forze , pPr giudicare da quale ,klle due pr1rti siano maggiori le prob11!iiliti1 di succ~•sso, e dedurne chi ctPva manten..Tsi nella ,po;;i<1.ione ,occupata, chi ritirarstHlf'; e ciò 11strnioue fotta dal valore. che ha tanta paru+ nei falt: rii gunrrfl, e che, irn, ienrn con vRrie allre circostanze, le q11ali 110•1 si verifìcano elio nPI comh11ttimento na lt':\ ha spe~so il poteri> fii far penriere la villoria dall11 pari.e meno numerosa , o cdlloeota ·in più sfovorevole posizi.,nf• .. Lo tr11ppn che prondt•fcH1no parte a questo eS<"rcitnzi oni sono piuttosto num,•rose e provvisto in eopia d'artig;i.,ria o di ma·teriale: - •raccolte in fre tta da varie provincie t.lt>I Begno, non \ potranno forse apportarvi In neCPssaria preparazione. Esse furono composto in 'reg~iinPnti, brigate ·e divisioni sir.come è Stato ,µnss lbi le Sll hordinn tA rll('tl te àlJe nl<-l dfver,SC -esigenze di· ser.vi,-.io. ,La stn;dn,rn è incltr;,la , o pr11ba!1ilnwnte le piOg[.(io c'incoglii•'!'anno in m.,zzo al IP nustro esereitazioùi. :A.vrem quindi diTfit:oltà di varia natura da sormontare, marce rii cui talune piuttosto l1111g-he 1 e forsH po,1ose da compiere, fatiche e disagi ) d~ s,~pportaro. Ma . lutto 4utis10 - ùllt'del resto durel'à pochi g1orrn t1ppo1111 - non P"trà darvi che una dHbo!e ·immiigina d111Je fatieh", privazioni e disagi, che, oltre ni grandi pericoli , sono iner1i11 1i al la g uprra. L'av,'.r supPrato 4111~stP rliffi,,oltù , l'avere in/J1.1T;;(n ·quPste fa . Hlihe sarà npµ1111to il ,µrofitto che ricavorP.mo dc1 queste istruzioni: ·prtHìtto ·()hc snrit t.1nto 1più seneibi le, q,innto m11gg1oro sarà l'impf\g-110 dm cinscu nu di noi vi nvrà app,1rtato. lo con to Pt'rci·ò sulla huonn volontà di tutti, poichè tutti dobbiamo aver I iD lima rwrsuasione che soltanto cno una ·solWa . accura ta, intelli;.:onte pn•parnione in tempo di pace gli eserciti -diven·J goo'O atti a compir gr11nd i cose in guena . 1L'a ,·ita d,,I ca mpo ~ · è la VP!'ll scuola del soldato. ,Ha :00111'1n rlo a ·tutti l'indulg1~oza, ovuoqnn la buona ·volontà 1 · sia mi,r11fosta, cornP per contro 1111 rnassima s,n•e'rilù verso taJuno ,ohH mòstras,H poco .z1{lo, o 'OlPvnsse nuove ,frrfìcoltà invoco di adnpPr ,rsi a vinc,•re quelle esi~tfrl'l'ti , o mostrasse <'liso-usto P"'r ·lti fatidrn ·e privazioni, ·dando r,o~ì prova di ,mimo lacro e ·Èli puco spir.:ito •militare. ,
la
DEL
2° CORPO
0
D ESEllCITO Nl~U.' ANNO
1870
235
Sappiano tutti clrn queste f\St·)rcitnzioni hanno pure p0r iscopo · di sperimentare l'iotiill1gPnza, lo 1l ,do. l'altiludine di ci11scuno alla posizione che occupa, e CIJf, ,le ioformazi11ni che ne deriveranno saranno prese in seria considerazione. Sforziam:ici dunqna di fara il ·nostro rreglio, e, ·senza sc·oTJfor·tar'ci ·prr quegl'inconvenieuti che oon potrem'o ev it,mi, nè. rwrchè rimanes,imo inftlriori a quel gra,10 ·di pnrfRz.ione, a cui pure ·ri't'l b~ bi~imo aspirare, 0i sia grat,, componso il . constatare quei progressi, che certamente otterremo. JI Luogotene.nte Generate Comandante ,1'1Al'OH.J, .
Allegalo B .
Fortmnionc ·delle trupp~ dd ·~ iCorpo d'•Esmilo èhc .prèmo parlc .alle grandi manmc 0
Comandanto generalo. - Luogotenente Generale cav. ~0N"GDNI.
I• Divisiou,e , Maggiore Gnnerale cav. Fc•NTANA. lo brigata (Bestagno) 1° regg. 2 batt ,Jel 23· e 1 ball. del '1.2:. 2' rPgg. 2 batt. rlt- 11'1! 2• brigala (Vandone) .1" regg . .2 b·1t1 . dd 71· e 1 del 72°. · 2' regg. 2 batt. del 24•. 1d• e 17• batlaglionP. bers11g-li eri. Rùggirnento laneieri di Mont.. b ·Ilo. - 4 squflcironi. Biltteriu d'arli"glittria: '14, .del 9• re;;g. e 4', 5', 13• e Hl' il611'8' reg-·ghnento. - 3'.> pezzi. 7• cornµagnin zappatori _del genio . 0
•
•
DEf,
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2° CÒRPO o ' gsERC['l'O
NRLf; ANNO
·18i0
23T
1, E GflANDl l\lANOYRE AUTUNNALI
Allegato C.
~· Divisione Maggior Gruerale cont& P1ou.-CASELL1.
Comando gcncrafo del 2° Corpo d'Esercito.
l" brigata (Lombard{,ni) 1° rPgg. 2 batt. del 5° e 1 del 12•. . 2° rt>gg 3 balt. de l 6°. 2' brigata (Char-vet) l · rogg. 2 balt. del 65° e 1 del 12•. 2' re;;g. 2 baU. del 66·. 24• e 33° ba tl. btirsaglie ri . RHggimenl.o ~avallnggrri ò'A lessandf'id. -- 4 sq uad ro ni. 13oller,a ci a_r11glleria: l', 2', 3• del 6° regg. e 9•, 10, e 11• del 9° reggi rnirn lo. - 36 pezzi. 9a compagnia zappntori del genio.
Ordine del giorno generate N° :i.
Ve roua, 25 ottobre 1870
Uflìziali, so!t'uf(!_ziali e soldali ,
COilPO JJ'ESERCITO DELL'EST. ·-Comandante Generale. - Luogot. Gener_. cav, THAON DI REVEI,.
I
Collo slìlaro che faces te o~gi in bell'ordinc in presenza di·· S. A.. R. il Principe Ereditario, si ehiudn il periodo rl'istruzioue
a rui foste ch iamati.
:i•
l!llvi,;ione Mag·gior Genera le cav . BoTTAC<:o. l' brigata (Fede·r ici) 1° rrgg. 4 . 2° regg. 3 2• bngata (Cabet) 1° rùgg. 3 2• rt•gg. 3 15' o 31• balt bersaglieri .
batt. ba tl. baLt. batt.
del 5° e 6• gr ana ti eri. del :w e 1 hall. del 56•. del 36· e 1 del 56•. rlel 55•. ·
R'.1gg.
c11va ll,1gg-,:ri 11i Saluzzo . - ,i squadroni. P1t~moote rea le ca,·a lleria. - 4 sq 11adroni 13atterfo d' ar1i:;Peria · to. ·. · ·· 3• · 6' , 9' , )0' o l'" ,,, clcll'8• reggunen - 30 pezzi. JO• compaguia zappatori del genio . .1• Dh-l!iiione Maggior Generale cav. SmsmT-DOl>A.
l' brigata (811,onDicini) 1° regg. 3 batt. del 33, e 1 del 1• <>rao. <)o O - reg-g 3 hall, dc.I 84° e l del 1• g ran. 2• brigata (Blanchetti) 1° rrgg. 3 hall. de l 63• e 1 de l 2• gran, . 2' regg. 3 batt. dd 64° e 1 del 2• gran. 6• e 38• hatt. brrsaglieri. ~1!g!!. lanci,:ri Vitto rio Emanuele. - 4 squadroni. B:1 ttnrin d'arti:;lieria 1· ' ·8 1 ' 9" del6•reo-,., ~el l'8• • - 24 pezzi' · 'Oo • e l u'-• Il 17' compagnia zappatori del genio.
Già io vi rivolsi la parola quando stavano per incominciare · le esercii.azioni. Allora io accennava alle diflìcollà ed al le fa -
tiche ,che aHesto i11con tr11!0. e fa ceva ap pello per questo al la buona volontà di tutti voi . Io r.rovo ora la ·massi111a soddi!'fazione nel poler dire che voi r isponòeste ampinmenle a questo appe llo. Pt'r pffotto dei vos tri sforzi volenterosi quelle dif[kollà vennPru viole o rimesso, quel le fatich e superate. Le quattro divisioni d'istruzione, così variamente composte, così subitaneam;,ute racc0lle hanno durante i passati g iorni. e soventi sollo dirotte piogge, marciato . manO\'l'illù, 8CC:ll111pi110 COU 1111 OfdirtH ed una regolarità, Ch'io non avrei spPrato m11ggiori. S A. IL il Principe Umberto nell'assistere ieri al la fazione campa le se ne mostrava ammira tò, e mo ne espresse la sua µiù vira compi11cenz:i. T11 lli i servizii banno funz ionato senza dar luogo a doglianze. La disciplina·èstata ammirevolmente conservata. Grazie ne sian rese anzitutto ai :;ignori generali e ai capi dei va rìi servizii pt'r le buone disposizillni da te, ai comandanti di corpo, agl i uffizia li e funzionari m il itari per lé1 so lPrzia spiegata nell '·ad,·mpir.rle , ai sott'uflìziali e ben anche ai semplici soldati µer la loro conrlolla verami!nte esemplare. Pertan to queste g randi ma novre, come scuo la di virtù miJitàri , hanno già dato lutto quel risultuto, che da lle ristrettezze
23'ì \
LE Gl\ANDl MANOVRE All'l'lJJ\"NAl,l IJEJ.
dol tempo ,•ra l,•cilo riprom.. ll1•rsi : como scuo la d·islrnzhne i onice t>sse non porternnno inti,•ro il loro frullo, se non quando arrNe colla mrdililzione fecondalo lo osservazioni, a cui esse dil'dero luogo. Tali osservazioni sarà mia cura di raccoglierle ~ cli rocnrlu a· conoscenza di lutti: I:e · raccomando sin d'ora all'nltenlo esame di Lulli gli uffìziali. Dln-o poi c.oglino quest'occasione per constatare - almP.Oo per la porle non piccola di lruppo che si sono trova te sollo lo mia di pend,•nza - come itJ elussi rrceolern<'nte richiarnnle snllo le armi , dopo aver dato al paf'so. un amm irabile spellacolo accorrcll<lo nella loro totalil/J e provvedute in massima pnrto del loro corrtirlo, hanno poi mostrato, una voltn giunte ai corpi, cd ora spucialmente in o<icasiono <lPllo grandi manovre. come l'assenza dallo file alti ve ddt'escrcilo per un inlcrvallo di tempo pit1 o meno lungo non abbia arfic11 olilo in loro il senti.mento ì dl'l · dovere mi li tarn, e che le mn loarti di ,talurli pe11vorsi ~omini , e cli una parto ùi stampa aHe111a1a o maligna non h:inn<J11vuto influenzn alcuna sull 'a nimo loro. Tnluno di questo classi sono gi.ì pen ri"n lr11re nnlle loro ramiglie: vi JlOrtino la compiacun1.a del , dov ere on,•slamPnle compiuto e la maschia f~.fo,•ma c.il!tl!rminazione di non venirvi mai m,•no, p,•r quanto grdve o penoso possa in talune emergenzr diventare. _ • Uffiziali. soll'uffiziali o soldati , L'esPrcilo al quale app.arlPnPl.c ha roso grandi sP.rvizi nl (\a.•·se, ~ia rosislilo a duro provtJ. Esso rappresPnta nel modo più elevato e nobilu l'llatill , pPrcliè gli rlemenli che lo comp,ongono formano un solo tulio, s•·ozn trac:cia cli provi!lco o di J.ll'OVP t1 Ìt1(lze . Siate ciunq11e orgogl iPsi lii apparle.ncr·vi, l'd abhiatu irr«'movihil menlfl fitto nel la. mente e n,•1 cuore di essPro e consPrv:1rvi fede li alla hancli,·ra . la quale vi comaoda, a costo òi ogni sacrifizio, duvùzione al Hc ed alla Patria.
IL LuogotenenttJ Genernle Comandantli il 2° carpo tl'aseroilo PU..NEU,,
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2° COIIPO, J?CC.
l~t\ D-IFESA DI PAIUG.I
l?rappez ce cenl1·e el la 1''ranco est comme-uo hon11n" fra11vé à la tiite. 'f1J18R~.
L
Una politica av\o,errtala, appassionata,ed impreVJidente bandisce la guerra esi cimenLaadungiga111oscoe_morLale duello· il difetto di orgaoizzazione, la lentetza d1 appre. slamc/11i e di consio·lìo da una pari.e o Parclila iniziativa dall'Ùltra fanno sì ct~e iFrancesi sono sorpresi in flagrante delitto di formazione; gli errori strategi~i e t~ttici c.onducono alle disfalle di Vissemburgo, di Fre1schwe1ler e di Spick.eren, alla sepa.1·azione (lo!le fo~ze imperiali in due uuclcri ed all'accerchiamento d1 Bazarnc a ,\lelz, ove cl.aveva perders·i il fioJ·e clell'escrejto regola~·c. Nè lrnsta; eh.è per colmo di sciagw·a quel nucl~o cli armata cbe sotto l'abile direzione di Uac-Mahon s1 era concentrato sulla Marna, doveva pur essere sac.rificato alle fallaci esigenze politiche , le quali eb?ero tale sopr-~vvent~ sulle militari da imporre al ùuca d1 Magenta un p1aoo d1 campagna conttari.o ai principii più, elementa ri dell'arte della
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1,.\
or.
OWESA
ziouo inidnto con pronteh a, celerità ed energia da una men t; e da un bea,·CÌ(> unico, sollo l'impulso ~lei l_1uak dovcw,1 funzi.ona re coll' accordo e coll' armo1 na m uua .. macch ina pet-fet1ur1H~nte orgiu1izzat.i . .\d o(_~ni modo, i fermi e generosi pro posLIL s~lrcbben, ri u;; e il l vani per l'ù1calzare del potente avversano St\ non si fosse trovalo moclo cli neutra! izzéH'e i'opera dell e n~1mernse schiel'(~ che [;'ionfo 1'ono .:, Sédan. Questo nobile còupito dore,a spcuarc a Parigi : !~ol!' irnn1obilizzare '\'· torno a sè quelle truppe, essa laseièJ t~mpo_ aì l~ Fr~ncrn di rinfrancarsi. erl oi-ganiaa1·c qne lle g1ov11rn legwm che , pur soe,:ornln~ndo pitl tard,i , ailernHH'OllO aneni· una ,.oltn ]H Vl""Ol'lil d0,Jl a 0 11 7.Ì OM . ,.,
guerra, sug·gcrito da quella st.rategia t~rlto temeraria che doveva condurre alla cn tastrofe di Sédan . Codesto disastro segna va la fine dellaguerra manovrata cd apri va la strada di Parigi al soverchiante nemico, la cui forluea in brevr~ volger di tempo crebbe cotanto meravigliosamente. La Fra.ncia colpita da stuporA e da indegnazione per la immeritata immensa sventm:a, senza esm. cito, senza quadri, senza anni, colle fortezze non apprestate a con veniente difesa, stava per essere ferita al cuore ed abbandonata a se stessD , senza indirizzo e senzu forze, nel momento appunto nel quale la gravitù delle circostanzf' avrebbe reso necessario più eh e mai l'es0-r-cizio di quella autorità tirannica ch<-l Pal'igi ha sempre mcti eserci.tato come centro <li al.trazione, di influenza e di dominazio~ Una. rnano di generosi r,d nrdenti patriotti s'impone a! paese che chiama all'arrn<~ evocando le gloriose memorie del 1792, ed alla loro voce fa eco cun sublime ed unanime gri.do l'intero paesf:. Ma qwrnta cliversiti\ di tempi, di condizioni e d'urti! Di fronfa~ ad un esercito vecchio <~ ad un nemico fiacco, scacso·pcr numero, discord e per pian i incerti e m,ile ordi.ri., non superiore per arti, sia vano allora masse insot ic spontar1eamcnte con ealdo cntu.: siasmo per combattere la mina1:ciata invasione stranien1 ed atterrare acl un tempo l'odi.osò edificio feudale di. quei peepotenti privilegiati che si erano rifuggiati nel <:rimpo avversario. E a<l agevolare l'orrtinamento e l'addest.rarnenlo delle medesime ccnco1Tev<tno in uno la ,boittù e la copia dei quadri provenienti da1I'escr-cito permanente e la lentezza delle operazioni degli allea ti. Ora lo scetli.cismo prcv1;dentc, la dissuetudine e quasi la ripugnnnzn alle armi, fru.uo dello spf~cia!e sistema di reclutamento , i grandi progressi delle arti euenesche e l'assoluta deficie nza di riserve negli ,Al'Senali dovevano eoncorrere. a :rendere gravissime le di.f tko llà creale dal!' azione di un esereito colossale per numero e possente per organizz_a-
1
H.
ll eoncetto graudiuso e gigant.es<..:o di fortif icare l'ò.rigi pel' fo!'marn il ridouo centrale d<~l sistema generale ~1 1 difosa, i-i.monta aVauban, il quale presenti.va ehe la fH'e~a di qHoÌla metropoli sart)bbeslala una sventura dalla qna,e fa Francia, non i;i sarehbe l'ilentlèl «dH longlernps et !)Nllètre jamais. >> Lo stesso Napoleone I si preoccupò d1 tnl<' bisogna alloi'<:hò le i)rmatc che lo avevano aecerc1nntn n ,.\., 1 sover"hr 'ndo col numero la potenza del suo gemo, r' l·p ~l<l ... V U . • . . l 1 miravano alla capitale ; rna troppo tard1 : sei g orrn CiOP?, Parì.f}'i doveva capitolarn . Lo stesso a vvennc nc_l !8,J'> qu a;do Watnrloo troncò il corso dei lavori ni qu;:ih si era posto rnuno per vo 1.ere <l et·1··· 1lllpe ru fO''< , , ,' . ni';el, .48;,,6 . -~ ·setto , . Carlo X., nel ,j 83·1' ;1l!orchì: novella ~;(:3JlZ:o?e 11).lnacciuv;i la Francia, cd infine ne l 1836 si agito e ~1 r_nrno\ ò più volte lo stud io di quel proisetto d 1e doveva rn(1~c essere attuato dal '18,i-·i al 1845, essendo Tbi.ers prns Ldent(: de.\ ministero , per ini:,;iativa del duca d'Orléiws.
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ANNO XV I, \ 'OL . ( .
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PAiHGI
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16
~ ,i,':,),
LA DJ~'ESA
È Parigi un. campo trin~erato nel più lu,rgo sig~iJ;ìcato. della parola: chius:i. da un.1 cinta continua di fJrrna pentagonale, con 94 basLioni ed uno sviluppo di 36 chilometri, la citlc'.t è avvilupp,,ra da. ui;ia cerchia di forti stacca_ti, i quà,'i costituiscono un secondo perimetro c:he ne rr11sura 55 circa. Se l' arte ha saputo vantaggiarsi delle aJture che la. cingono, la felice giacitur~ corttribuisce pt~re a ~·e~dere forti ~a.lune posizioni della piazza, pos.ciaçhè 11 fronte E-S. è rn par(e eoperto d.alla Marna che si 1 versa n~lla Senna u.due chilo.metri ,i monte di Parigi, mentre ll fronte O. è doppiamente assicurato da du.e risvolti della Senna. Questa entrando in città da S-E., dopo aver'a auraversaLa sboccando da S-0., presso il sagliente di Meudon piega al N. e scende fin presso S. Denis parallelamente ed a due chilometri circa dall.:1 faccia occi- ' den ta'e de !la cinta; quindi ripiqa in direzione S-0. in modo da racchiudere nella sua sponda sinistr; la penisola di Gennevilliers. 1 · ' ~ for_ti stacc_ati che circuiscono la piazza hanno forma, ub1cazwne, d1stanz11 ed in:ervallo disp$rato . Muovendo dalla destra della Senna a valle ed al N. cli Parigi e proseg~iendo pe! fronte orientale si osser·va : •I° Fra la destra della Senna e della àfarna : a) In pianura il gr:uppo dei lre fo;·li di, S. Denis con appoggio alla Senna, distanti in · media 5000 metri dalla cinta, non che ·il forte Aubervilliers pres;p il canale dell'_ Ourcq., i! quale. per solf 2000 ·meu:i è staec.=,tl.Q dal saghen·e seuentrionrde del!a medesima· b) Sulle alture di ì\Ionlreuil, eh~ dal canale dell'Ourcq protendono le loro ultime pendici sin~ alla destra del!a Marna, i forti di Roma.in ville, .Noisy, Rosny, Nogent, e dietro a ques t:o, quell_o del casieno di Vincennes e poi J~. o~ere della Pa1sander1e e di Grave'le (le quali chiudono l'istmo della penisola di S. Maur, formata da una ()'rande curvatura della ~larna} che coprono il front~ . oi·fe~tale e
i
DI PARIGI
2,i.3
-disiano dalla cinta rispettivamente metri ·15001 3.000, 4500, 5000, 2000 e 4000 circ:a; 2° Fra la sinistra della ~farna e la destra della Senna a S-E. presso il saglienle formato dalla confluenza dei due fi'urni, il fol'l.e di Charenton distante circa 3000 metri
b
r
dalla cinta; 3°_Sulla sinistra della Senna : a) A Sud di PcH·igi, dalla Senna al sag'ienle di Meudon, quasi disposti in linea retta, i forti d'[vry, Bicètre; MonLrouge, Vanves elssy, separati dalla cinta rispelt.ivarnente dalla distanza di '.% 00, 4500, 1500, 2000 e 2000 metri circa ; bj infine a guardia del front.e occidentale, fra Meudon e S. Denis, la gran ciuadel la di Monte Valeriano a circa 5000 metri dalla cin:a: L'in:ervallo fra tutte le menzionate opere è tale da perrnetlet'e fiancheggiamento e difesa reciproca. Nei punti •poi ov' è richiesto dalla forma specia 1e del terreno, la ·difesa è resa più gagli.arda con fortini, ridotte ed altre opere accesso.rie costruite in modo permanente, quali si incontrano fra S. Denis e Rorrwinvil!e, e fra Noisy, .Rosny .e Nogent. Quantunque Parigi sia stata fortificata in epoca ben prossima, tullavra il sistemà adottato e la giacitura di taluni forti staccati non rispondono più a tutte le esigenze dell e potenti art.i6lierìe di oggidì. Lasciando a parte gli inconvenienti propri del sistema bastionato, il quale alla. difesa passiva sacrifica il vantaggio di accol'dare al!e artiglierie quel più vasto campo di azione voluto e corrisponden te alta accresciuta loro importanza; giova se;;nalare le gravi conseguenze clerivar:iti dallanon occupazione di talune posizioni e dalla poea felice ubicazione d,i talune opere. Tulli i forti del fronte meridionale sono signoreggiati dalle alture che si stendono da Vitry a Meudon (Vitry,
Yillejuif, Bagncux, Clu-uillon, Clarnart, Meutkin) da 2000H 300() rnetl'i di. disin nza : per tal modo c,ccupand0 quelle si può bombardare iì ceuti·o stesso di Parigi quilndo si,: bbiano ..11~tigìierie della pol'iata di 7 ad 8000 me tri,p.wli 0~~~1 esistPno. --- Pel fronte oc·(:ìdenta!c, focendosi soverchio assegnamento ,;niln difosa dc!ln Senna, pc~1· llilél cfo;tesn di ei.rca 20 ehilorneu·i, si costruì sol1un10 i! ftfonte Va!eria11n; p1:!r loc:chò, :;c·~nzn pc6eolo di so1.'Lu, a <:lii si mettesse in ball.cl'ia :-ml!c a ltul'e della srond;:i sinisira, a :-ì-0. sotto Mormetout ed a N- 0. fri.l Nantel'rr\ e A~nièrcs, t·ùtscirehlHi allresì poss ibile di colpire la citt.ù . Set! fronh! orienia !c fu µ-rnvc errore il unn occupare fortemen te i\lontc~ Avron· (a :2'.!lOU metri dal foric-: Rosny) per mezzll chil q tia!t~ l' assc~d iato r<~ucln il sò agevole il pnssaggio , de1h Marna. l~ io impcdi.sc;c al n0.mico . (Jucsli po i dul possesso di. t.{Ue Ua altnn1 potevu riLntr'l'e som mo v,rntaggio p(~l' i,; opei·aziuui contro i fr>rli deli 'cst. La difesa di P1.1rigi, a li.i quale non erano sl'u.t~giti i di- . {~tti. e le lacune di.e siamo venHlisegnalando, di.cd,? opera solel'h a porvi ri paro nll orchè v,rlc prnssi.mo il peJ'ico[o : ma il tempo \ CflJle meno e, nd eecc1.ionc deUe nlnm· cii Yitry l'\ Villejuif, Gite essa potò conserv,ll'e e furli-· iicare, tutte~ le H lll'e fu giuoeofona abbando!rnrn perr::!11\ al principio <ÌBÌ li tocco i la vof'i. ner:essari a rilfforMu·!,, erano appena Hppena aribuz:rnt; .
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uomm, eompbeati fu senJpre repulaLo corne assolutamente i mpossibile di accerchiare cornp!etamente cd isoltH·t~ Parigi, pcrchè non si era inai neppure supposto che la Francia un ùì si troverebbe nr-lle miserrime condizioni di non pole r sostenere Jn capitale con un esercito r-egol,H"e. Un campo trincer·nto l'ichiede, per essenza propria, difosa atliva e sussidio di corpo atto a earnpeg·giarc e manovrare per ritardar~ e pural i1.za:e ì' av,ve.rsario e laseinr ten1po i~ mezzo di organizMrs1 alle torze che, ent.ì'o e fuori, ;na sempre al cop.erLo, sono ch iamate .ad atfronlHl'e il nemico con spc~ranza di successo. E co~ desto conccHo avrebbe po!Llto ail.narsi pur aneo nella guerra frunc:o -germnnica se non si fosse commesso il grave errore slrntegìco cli ~acrificare inutilmente Maclvlahon nel momento appunto nel cruale più che rnni ~tavDno in :µerico !o le sorti di Parigi. L'arm"Ha mobile al comando del duca d·ì Magenta, aecresàutn dal corpo del ~ ge1wralc Vinoy, ehe già stavn pc,· unirvisi, <~ da alt.re truppe in allora concentrate a Parigi, avrebbe potulo avere un r.ffettivo cli olire ,J ~>0,000 uomini con 500 pezzi da campagna ( !) , i quali , manovrm1do .fra Senn a e ~1arna a seuentri one e ad oriente, a vrebbcro impediie le operazioni dei Prussiani e reso toro ;::issolutamente ìmposs tbile i! passaggio sulla sponda si~1istra pe~· fron.. teggiurfl la l'orlezza a S. e ad O.; locche ad ogni mod.o ess i non avrebbero potuto eifettuare senza correre il pericolo, in caso cli. rovescio, <li veders i minacciata Ja ritirata e fors'anche essel'e presi fra dw~ !'uocru,. quando .alle armate che s'organizzavano nei dipartimenti fosse sLato dato di conseguire l'obbieLtìvo di comparire a mezzodì di ì1 arigi (2). In coLal guisa sarebbero rimasti liberi
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. Ad. 01Jla delle lacutt(! e dei difeLti ac~:ennaLi ed alla inconlest,Jb ile snperiori Ui r,!ie col!H moderne arLiglier'ii~ hn ass11nto l'aWtcco snl la difesa, è indiseutib'ile l' irnrneuso valo1·e difcnsiy1J della piaz1.a di l'arigi, anche di fronle .al,Je nu,nero~t~ al'male d'op;gidl. Nel concetto di tait.i gi i
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ilì Alla capitolazione <li Sè<lan l' armata di llfac-Mahou c<>ntava :oa,ooo uom113i 10 ooo cava lli 400 cannoni e 70 mitri,.glia1rici. (2) se' nei J814 Par igi, ('.Ome si dovev~. e si pou·va, oc<:up 11 ndo con pochi J avori impro n isati Je altme de l norJ e dell'est, fosse stata :,ipprestata
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LA Dll<'ESi\
settori meridionale ed occicJenta le con sommo vantao·o·i(' ), 00 della difesa, sia perchè essi costituiscono la parte più debole della linea_·generale, sia sopratutto pcl fatf;ò importantissimo che si sarebbe lasciato aperto l'aditoai rinforzi ed al vettovagliamento, per modo da trarN3 il massimo par'!ito dalle nuove armate che si pote.vano raccogliere ed organizzare e da rendere irnpossibile di affamare la cittù. --- Se le cose fossero state condotte nel modo per noi accennato, i Ted eschi si sarebbero trovati di fron! e a diffieoltà qur1si i.nso rrnontabili. Nel primo periodo delle loro opeN,zioni conlf·<>Parigi, ossi.a ·quundo ancora la prima · n ìa seconda armata erano immobi lizzate a Metz ed in altI'i assedi;. riusciva loro irnj)ossibile di disporle di un esercito tanto forl:e da poter fronteggiare 1Uac~M.ahon I'lel mentre sLess,~ che si dava mauo alle opere di espugnazione, e d'al-.. tronde senza di quell'esercito ern vnnaspera!'e di poter tener posizione ed attendere ai lavori cl i approccio. Di poi le truppe della I"- e della Il' urrn nta si sarebbero chiarite insuffi cienti per tenèr fron1e ad un t-empo alle t ruppe di . fifac-filahon cd nlle numerose armate ·create dal vatriottismo dei dipartirnP-nti, le ·quali poterono essere successivamente bat lute sol! a·nLo perchè l'assenza di un eset·ci.to di soccM·so a·vcva ri~ dotto Parigi ad una difesa affatto pnssirn e lascìa to libere le truppe n6n in·1'.P'egnate nel blocco. E quand0 anch e, accogliendo l'ipotesi peggiore, fosse riuscito ai.. - - - - - - - - ---- ···-- -- ------
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mom e ntanea dif•n , a vrei.Jbe p otuto ·r•t>s istere non solo poche ore, ma due i i'ò ,·n i .incora , o~sia il tempo clie Napokone c h r,·d ~va. ~o n vi've istanzé per compari ,·e alle spa lle e ù ,,; liauc.h i ù <'gli al le,1Li. Q,1e$t.i. pre·occu1>:it'i: ~ tal per,colo. non so lo n on osaro no J;isciare il frou t,· 11orcl ed est passan?o _la _l'lfo r n:t " !;1. S<! nna. 11·,a fece r o og-11i sfr>r1.ò per ,if!'r·e<!à re J~ ()f1er az1011 1, rncalz:wdo cnn l'.0,000 uomin i i sol r 'l-'\,000 r·im~.st i a t ute la d ella capitale. Chi s a qu;1! mucn,11e11to d i f,,rt 11na sarPbbe s, p r a vv..,11uto. se in allora s i dav a t,Hnpo a l iti uni('r e ,11 N:ipoleom,, e 01".t nou ~i-fossù mandato. A sicu ra p"rdita -il co rpo d i M:"c-;1;(a l1u11 ! ·
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·tectes'chi di stà'.oÙ irsi a N. e 3:d E. di Pàrigi, si sàfebbè ·rinnovat_o, su di Una scala _molto tnaggiore, un. .sèco'ndo à~_sédfo dì Sebaslop'o\i, fortezza irnprnvvi.sata ·aaI gehiò di Todlehen, la quale, per·chè sosrenut.a dii 1.1n, ·esereito 9i soccorso ed avendo aperta la via ai 1·inforzi agli àpprnvvigion nmenti., ·non èedetlè che in segui:o all'as's altò , resis·endo ,, ·I mesi di fronte ad ~rn esercito che giun.s'e ffno a 200, 000 uomini, con s·oo cànnoni. ~fa, à cau~a e per- effetto di Sédan, l'a posizione si era resa dP.lle pi.(l mina.cciosè. La sfiducia e l'accas'ciàmento che era su·ccc;du1.o alla fede seonfinala nella fortuna e nell?- viltoria a,,eva prostrati gli uni cd ec-citalo negli étlL!'i le J)i ù vi'olente passioni. ~pet.tavu a g_ùei - pat.'riotti a'rdenti che avevano raccolto i1 poLere, di tentare di rialzare le sorti. dellu pat.ria, fa~e nclo appf\llo ài più nobili sen:irnen:i dell'onore e del sacrifiziò ~d inspiraridÒ qù ella SfJeranzà nel successo che poteva frenare le pa'ssio1ii violente e rinfranca!'e gli spiriti < 1epressi. Frattanto Parigi, che aveva raccolta la funesta èreàiLà delle sventure del paese, rispond eva degnamente al suo e·òm1iito, traendo largo partito dalle risorse che sono pròprie di ur\à gì·anclc capitale, la quale, e?s'(:}ndi) ad un tempo centro ti ttivò di industria , possiede un à. grandiosa fo'n'deria cd un gru ndioso stabilim ento pe1· equipaggiamehli militari d'ogni genere. Pa1.:evano difetto le armi, e sorsero officine di costruzione, di ridùzione é ài .ripai·azione. Ma!1cavano le arti.glieri~ di èani'po e scars'egl-{ìavano ,quelle 'oa. ·posizione, le munizioni da ~uerra ·èl'ano cli fuòltò iùferio'.ri a'lla consumaziorlè preslimil5itè ; a tu'Lto si pro·vvide mercè l'alacritù spiegata ·:nelle fo nderie e nelle offieiu-e ; ne ìnvano si fece à[S,.. pello alle volontarie o{forte per l'acquisto di intiere batterie . In ·14 giorni si costruisee una ferro via esterùh
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che gi ra entro il perimetro dei for·ti staccati, di riconosr.iula necessili't militare; e su di essa locomotive blindnte sono trasformate in batterie mobili, le quali ali' occ·orrenza possono conconere a rinforzo ùell' azione dell<' arLiglierie dri torti stuccati. Persino molte opere del rampo trincerato ernn0 in completo abbn ntlono e clisa1·111al~' o n1ale armate çon vecehie artiglicr·ic e fu mestieri provvedere pronlamente e con mezzi s trao1'di11nri ( I). 11a tutt i codesti sforzi snrehbel'o 1·iusciti infrnÌ luosi, se 11011 si fosse prnvved u'. o all'esercito comballente, cla cchè quello es'istente al principio cle ll'ass:d io era a[fot! o insufficic11le. lnfat.1 i, a quanto paee, d1 !ruppe organizzale non si a,·evano allora che cil'Ca 10,000 rnac·;nai ca nnonieri, ottimi solrlnti adibiti al servizio delle ar1igli<~rie rl ei l'orli; 60,000 vecchi soldati fra il 113° (Yin oy) e H,0 c·or po (Oucrot) ; genie la cui disc·iplira e sald<'zza doveva necessariamente risentirsi dei disastri s11 bìti dalì'escrcito, e 4.0,000 delle I.re uivisio ni di guurùic mobili di Parigi. Jlel resto masse eonfnse e disordinale di fr,rnd1i tirai.ori (20,000), di gual'die niohil i d<>i dipnrti rnenii (90, 000), di pompieri, di guardie rn uniripali, di ~uardie di città e di guardie nazionali sedentarie {300,000 ), dis:.i rmati per la rn1;1ggior p.:irte, senza qnaclri, senza organizzazi one , senza cd anzi insollcrenti della disciplina, e neppur quipn3giati. 11 preparare codesti di~parati clcmen ti nlle dun} prove dell'assndio e delle sortite rich iedeva tempo; onde .iv venne - nò poteva uccac!cre dircrsarncnte - ehe nel primo periodo de l blorco, ossia allor,.ruando sarebbe stato più clic mai neecssal'io nn ese rcito numeroso ed agguerri 10, per or porsi ali' investimento del nemico, fu giuoc-oforza il l'i manere in quella quasi completa inarlJ Rc lllzione del gijne ra le 'l'ROCn u inserita nel .101wnai 0/ftCLcl del.17 -0ttohre.
zione che cloveva riuscire e:siziale all'esito finale. Poichè se da un lato i F1;an ee:-i conse3uivano il vnntaggio di mettersi su di un assetto militare relativamente buono, dall'olLro i l).1,nssirni potevano solidamente fortificarsi nella loro ce1·cl1ia di attorniamento . Per t.al modo Pal'i<•i era fatalmente condann ata a [JCl'ire in un periodo h ui 1cmpo più o meno lungo ; le forze mancavano a lloro. per impP-clire lo investimento; e quando per sbloccn re la piazza dovevasi e potevas·i fare assegnamento sulle .-.irmate di soccorso, queste erano soprnfl'atte dalle u·nppe rimaste disponibi li dopo la caduta di" Metz.
lV. l.u Ill e la IV armatn tedesca, giustamente inorgo-
g lite per le portentose vi ttorie l'iportate presso Sédan, muovono dalle rive della Mos,} e con· accelerata marcia di 15 giorni giun3ono so tto le mura dell a sgomenJ.ata Pal'igi. \'enne asserito che i Frnnccsi non reputassero i Prussiani nè <:osì forti, nè tanto arditi da ncc;crchiare completamente la piazw , e ritenessero che solta nto verso i fronti .N. ed E. essi u\Tebbe l'o concentrati i loro sfo1·2,i., limitaudosi a far guardare quelli S. cd O. da <:Ofpi che ad ogni evnnienza a rnl>bcro potuto 1·itiral'si sui ponti che si sarebbero stesi cd assicmati sul la Senna e sulla Marna. A noi sernbra per contro si do"esse prevedere quello che è avvenuto effottivamenle, os~ifl, non solo lo attornia mento completo reso possi bile dal dife lto cli esercito di soccorso, mn altrnsì l'impiego di maggiori forze nl mezzodì, pel'chè, più che all rove, da t.n l parte avrebbero potULo npparire le nuove forze della repubblica e, per la stessa ragione, da tal 1
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DI ·I>,\:IUGt
LA DlFESA
'èaite si ·sarébbet·ò Probabilm:ènte prondiici~ù i cona.t 1 dell'assedi,rto. Tte 'diteése vie potevansi sl:wuit'e per Pai·igi: o espugnare nella lusing·a che i mal umou, · .· J Il ·.semplice · · blocco, . . e pnvaz10m, 1e hia.lattie è sopratutto la 'minacci; di -~?r~bardamen_to, in~ucessero , suo malgrad'o, il gove1 no della d1fesa ·ad una prontll resa Che 8 , '"fl" · , · · . , e. com e. e .e t,t1vam~.nte avvenn;, h11i sp.eranze dovessero· poi ri~an~re f1 usi.rate, I acc·erch1arnento completo della pia:zza avrebbe sempre alla fin fine co'nsenti!o di fat~ assegna~1ento sulla fame come la migliore alleala dei Tedesclu. I mezzi metodici di attacco: partito poco pralico, si.ccom~ quello. eh~ avrebbe importato lavoro luno·o t.rflvagh strao~drn~n e sacrificio non lieve di soldati, ·~enza che con c1ò st potesse px-esumibilrnente acceletare fo caduta d'i Pàrtgi. , b.omba1·d:arr~étito della ciUà che si sarebbè potuio ùi1ztar e, a~che senza la preced·enve p't esa d'alcun forte st~ccato, aaile alture che corl'ono a mezzodì del cainpo ~~·,hceTato. Ab_ba ndonanà.osi il concetto d'i pr·oc'ecÌere a~la_ espugna-zwne coi mezzi melodici, il bornba'rdame~l(O a~rebb'e pottit? ~ntarsi fin da phncipio corric ~tezzo dt prova per mt1ir1oi~ire la popolazione ed ecci.~~re qu~J,J~ sc?ràg~iam ento e quei c:Jisord inì sui quali l assediante si lns111gava di pot'ifr fai'e· 0,'ss· e&n·'J"" f ) ì: .. . . 'o . « "en .o • pe · nsparm!iire 1:fna penosa campagnb. éi'' inverrio. ·~;ié ·non sia .·él1è le gra\,j dif6-co10tà inconfrate ne1la <:ostnlZ'io~ie dei rieces·saei t:r>incer:n·nenti e n'e'I fras'poTLÒ é ~~I trai~6 delle grosse àrl.igli'èric lo impedissel'o nel r,nmo, pe~10~,o d'e l , Mocco: sfa éné 1'ed.bschi ripugnas:e di t-ic·òrre_re ad un nYéào 'ta'rilo violentò cP{è ~~r~ob': s~~cita~o '.'i'n'dìgnazioné <Tél mondO civilizzato: essi non s1 app1ghaeono a codesto pa.l'tifo ché néll'ul-
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. tima fase dell'assedio·. Pi·obabiHilente vedevano ben prossimo il difetto di vettovagliamenfo, ma stimarono chè pochie bombe cadute in città ne avrebbero pr'ecipiltata la soh.fzione. Anche qU:esUt volta però le speranze loro andar0'i10 deluse ; ·nè gli effetli rnàteri'ali; n,è gli e'ffotti morali del forioso ed incessante bombardamenfio di 30 giorni poterono scuotere la fibra, là. .pertinacia 1èd il coraggio dei cittadìni e dei difensori,, i quali dovevano cadere solò allo rquando l'inedia avrebbe ·reso -inopernse le ar"mi . In complesso quindi il sistema adottato dai T·edeschi fu il semplice blocco da ·prinia è poi sussìdiaria-metitè il boi:nbarclarnento ; ma se fl.Ofl pi:Ocedettcro ai lavoti di assedio, tnua·via con una dtiplice ed in taluni · punti una triplice hn0a di forti triacel'amenti e c6lla elevazione di ridotte nelle looalitd1 .principal,i, ~ssi si aflomxrono a segno dà chi1:1dere se stessi in una cerchia <li formidabili forti:fìca7:ioni,. c'ol concorso delle qual.i po'tere sfidare qualunque atl:acco d11.l di fuori e dal di dentro anche fatto da a•vversariò 'di molto superiore, <lacchè la resi stebza prolurigata laseiava agio al c0neenteamento delle forzè. Le concliziohi difensive di Parigi ali' allo in el'li i Tedesehi irfrliarono l'accerch iamento eràl'lo quanto mài depl·ol'abi:li. Non solo facevano difetLo le arm i e le armate, ma scarsissimo era l' ar'r'namer'lto della cinta e dei forti e quèsto per l;,. rna:p;gior parte composto di ì~ezzi da 24 e di àbic'i. d:u '1:2 cli antico modello • còn scatso ed kristtflìci-en'te rnunizi.onamento. I lavori di ri:aUùmen'to ·procede\"i:l'llO con lentezza, tanto d1'.e. Mn soltanto néln ·erano arnwte ma nepptu· ultimatè le opere ·nei~essarie pei· chiudere ed assicurare le eùm1:micu-zioni é\)11' esterno. Non è qtiiudi a stupire s-c a t-ah:trri ·sembrò pos'S i.~ire <h tent:aré l' à.ssalto cM gr•a:n sp-e:ranz-a d·i success0 ,. giudicando ·costoro thie Je gì-av·i :Jtt=wdite stiMte ·neJil' arcl~-to re1ita~ù'1:> s1arebbero
Ol t>Alllt;! I.A UlFESA
siate i,,,;. . ; inri u queìle considerevoli sofferte nel corso <lell'inlero .issNlio. Xel campo opposto il pi,uw suggerilo alla difesa era pur 1roppo circoscrillo dalle infol ici acNmnate condizioni. :"<' I primo per·iodo il difetto di nu rnefose ed agguerrite lnrppe dovcrn cir<·osnirn1·e l'azi one del difensOJ"e a fozioo i di rni nor· irnporfa11za al solo limitato sco po di ri!urdarc per· <prnnto possibile lo accerchiamcnlo r eso i11eviLnbilc e cli r·ico noscei-e e ùistru,rge1·e i lavori di approccio e le batict·ie dell' atlacc~. -- Più. ta rdi, <:ornplelati i lavo.ri del la piazza, provveduto al matcri,1 .!c mobile cd agli a!Liragli indispensabili per uscire dalla cerchia delle fo rtificazioni, addestratr, organizzale' e militarizzate le disoJ"di11a1e masse potevasi cone,·e ad assa lti di viva forzn per tcnt.ar; -di nprirsi un v.ireo attraverso le fil e cd i trinc:erarnenti del nemico e <::rngiungersi coilr sperale armale di soccorso. Senza dr:! che si sarebbe slati inesorabilmente condnnn\ll i a soggiacere per fame. Mu pc1· conseguire codcsfo rnlenlo era <l'uopo conU:1re sul faU 01·c tempo che non era conces:;o 11è dalle impazienze ed intemperanze dei pari ili, nè da lla scarsità degli approVYigiona rncn t.i , ed opcrnre di accordo colle armate cli soccorso, prima che essP fossero ~opraffatte, trascinando scco la perdita di Pélrigi, le c:ui forzC' er11no insufiicienti per lottare <:omro l'assedian te. Si comprende quindi di leggieri come bcu liev.i ostacoli potessero opporsi al proceclcrc dei Tedeschi dmante il primo periodo del blocco che dmò dal il9 settembre al '.i9 1tovcrnbre. Nè clell' inazione dei Frauce;i clic appnrì sovct"chia a taluni poco criusti -estirnatori delle diliìcoliù enormi di trasformie in truppe solide le numerose schiere che si andava man ma?o armando ccl organizzando, sembra possa farsi <.:anco al genernle Trochu, il quale nella fuga ignomi-
niosu del reggimento Znavi avvenuta nel fa t~o cli Ch atillon (v;:in.o tentativo di Ducrot <:on 40,000 uom1m per opporsi il 19 sf>ltcmhre allo spieg~1:-iwnto della m• nrnrn.ti.l snll,~ alture merìdinnnli ) e nello sbandamento avvenu to in segu ilo nìl» dt!plo,·abile sorpr-esn del Ronrget {28 ouobre), do,·era :rov:H· validi ar-gornenti. per confermarsi nella pPrsuasionC' d:r nnn conYenisse i.n1prg11 arst 1rop1in prc·patw·an'en'r . - Eln indnrinnrono i Tr,clnschi allorchè s'nvvi dern ehe 111~sslrn oslaeo lo s i ern <:n nlrapposto ::il passaggio d<•lla Senna dcllu lorn III' arniata, rlfcttna!osi n monl<' dì Parigi a dista11w di ·:w, n e '10 chilonwrr-i cl,ù forli del fronte S. !)11nli sforzi, qtrn li fot.iche , tpwuli sacrifici abbiano coslaLo la cn~azione, l'or·dìn:ur<'nln n l'organizznion,-• del!, nmwe itrrllntc ùi l'a;·igi 1100 è rliiìicile lo in11nagin,11·e, quundo si pensi ngl i elementi dispnrati e vari 0-nd' cssP clovevano com porsi, alla di seiplina sempre dil'c-ttosèl se non rnuncantc a geni<' raccogliticciu, allr soflc,cnze ed alle prirnzioni che s i rlo,·ernno imporre e ~uhi rn cli mnla voglia, al dif'eLt1) di istrnzione e cli educazione 111ilitarr., ;)Ila 1n;1nc·.;•n;~a dei qun<lri, nlla lin:ilaln Jirln ein che inspirar dovevano uffic iali nuovi, impr·ovvisuti e sconosr.in ti ed infìn 0 alla ben scarsa confidcnz..i che <p1csti nltun i dovcY,uìo ripoITe nei loro, subr,rdinati insofforenli di nutol'itù. - - Tr:oclrn c;he e bbe! il patriottismo di accettnr<' un clolol'Oso stato di cose ch'egli non aveva conlrihuito a crcnre, hn dfrillo perci.i.> nlh rico nosecnzu della nazione. Mnrcò suu Parigi ha pntnto rl ispnrrc di 24:.i,OOO no mini cli truppe regolari compresi i non comballcoli ; 1~ dedotti quest i e 11~ trnppt~ asse;gnutc perrn~ncnLementc alla cinta ed ai for'ti , 150,000 uomini di lruppe mobili con /4. oo e pii'1 cannoni di carnpagna e 60 mitrngliatrici. f.e armale tottica-ncot<· organiz1.ace erano lr'è, la 1
Hl ;>.A.HlGl LA Ili [tJ{SA
prima di Gunrdia Nazionale, In seconda e la terza di tl'uppe mobili. 1• Armata (generale Thomas )- 266 ballaglioni di Guardia Nazionale sedentaria della fo rza calcolata a circa 300,000 uomini, ripartiti in compagni a, battaglioni e reggimenti di. marcia nelle file dei quali si era fotta una cerna di '100,000 dn rnobilizr.ar·&i a 1:iserv,1 delle truppe regolari. na Armata (gener·alc Du crot) - 8, di,vi.sioni di fanteria ed ,J di cavalleria - forw complessiva 80,000 uomini fra t ruppa e guardie mobili . III• Armata (generale Vinoy) - 6 divisioni Ji fanteria ed 4 di cavalleria - in tulio 60,000 uomini fra truppa e guardie mobili. Divisione La Roncière di ci rca 40,000 uoìnini. Se concorde è l' opinione dei più nel tributare la, maggior tt'mmirazione al generale Trochu per l'organizzazione della difesa, egli fu ed è bersaglio a vivaci ed acerbe censu1·e per la coJidoU1.1 dçlJ ' assedio e, specialmen te per l'esiguità relatirn clelle forze impegnate nelle premature sortite, pil'.1 che volute, impos{e, e da lui subìte pet' dare una volgare soddi sfo.zione alle masse, quando evidentemente q.uelle non potevano rius.cire ad altro che ad inutili camefh;ino, perchè non accertala la prossimitù delle armate di soccorso, senza la. cooperazione ,delle quali gli atlaechi o non sarebbero riusciti o riuscendo non avrebbero condotto cl1e a.Ila perdita delle forze ch e fossero uscite dalla cerchia del oampo trincerato. I rnperocchè senza viveri e senza munizioni da fuoco che la mancanza dei truini impediva di traspo rtare, senza cnvaller-ia e con impa,r·ità ,di. numero e di ordinamenti tattici-, di fronte ad un nemico operoso , saldo, eompatto, esse non avrebbero potuto sosteneT'si in mezzo al deserto <li desolazione che le attendeva fuori delle lince di blocco.
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Coinunque sia, o cbe si facesse pressione sulla .vo1ontb vacillante del generale Troch u, o che per considerazioni più politiche che militari si reputasse nece~~ sario di uscire dal\' inazione, . egli è certo che p11J propiiia occas ione cli iniiiare il. se_condo PC;rio~o dell'assedio non poteva presentarsi d1 quella fo rnita ~all'annunciato felice risultato della g~ornata di Coulm1ers (9- 11O novemhre), primo sorriso della villoria allé a1·mi francesi. La qual no.tizia se rialzava gli anirni sgomentl'!ti, t'encleva per~ 1.riù in sistenti le irnpaz.ic~zc cli coloro ai c1m1li orrni in<luO'io sembr·a,·a fatale e Jo!'se colpeo o I . vole e rrià vedevano le bnndierc cli Aurei le. dc Pa ac11nes .spunlur~ diell'O le alture di Cha1 ìll on. Da. ciò e?be o~gine uno degli episodi più sag'ienti cle'l'assed10, ossia quella serie di operazion i fotte rial _29 novem~r?; tentativi che dovevano miseramente fimre colla rw.rala del 3dicernbre perchè vano doveva riuscire lp1alun :p1e ~Jo rzo per romper~ quella cerchia di ferro che i Tedesdn avevano improvvisato con Luni.i\ celerità, percM vano era. Jo sperare di sorprendere un avversario ben preparato, fort emente !l'inceralo e prudentemente comandato. I)el' quanlo si possa ritenere che il risultato final~ dove·sse essere ad ogni modo disastroso per le armi francesi, non si può spiegare come il co mando supre1 no ignorasse che i Sassoni, avend.o rotte I~ dighe d<Jlla l\Iarna rendevano impossibi!e 1.I passagg10 pel 29 novembr~; non si. sa come spiegare In poca .vi3oria di Vinoy nell' auaccare i Tedesch i che fronteggiavano, le p.osizioni di Vitr,y e Villcjnif al S., locch_è 1n:1per!1 la con«iunzione sua con Ducro l, al quale era rwsc:t) 11 30 nov~mbre di rend ersi padrone della sinistra della Marna; e mo.Ilo meno poi si può spiegare l'inazione di quest'ullimo genera!e che consenlì in tal guisa all'avveduto T~desco di conceutrare quelle polenti masse che dove-
·vauo ussal!arlo il 2 dicembre e costringerio poi a rit11·a.rsi il dì successivo. QuanLo foneste co uscguenze dovessero de6vure ria tale insucrcss~ ò fac ile imrrwginare. E qw-1~;i non bastassero i comoaitimenti, le gravi pc.rdi'. e patite, 1c fatiche , le malaHi.e, il freddo ed il concorso di altri clementi <lissoìvenli militari e po litiei che si l.lccunwlavan o in dunno della disgraziata difesa, la sfiducia 11el!<1 posizione e negl i uomini dov1wa crescere ognor più, quanto più si allontanava lu speranza di veder apparire Ie armate di soccorso ; la fortuna aveva pur ·di;:.ertalo da qudle coroggiosc schiere che a set1entrion<' , a mezzodì e ad oriente f)r·ano sorte con generoso, ma vano proposito di rialzare fo sorti del paese. }!entrc con ammirabile c:ostanza si cont inuavano ddla piazza quel!e rn iuol'i operazioni ehe dovevano molestaree disturbare il nemico, non 'si prctcrm ise di org:inizznn, grandi sortite ,).Jl orehò queste, piL1 che dal prùdenlc' consjglio, erano vo lute dalla necessità di far lacere le agitazioni, i clamori e le recrirr:innzìoni e,, forse prevenire conseguenze ben più funes!e nel r.ampo politito. Se questo fosse utile e conveniente, se nella esecuzione siasi adoperata tutta quella prud enza di prepara1.ione e vigoria e tenacitù di ese.cuzione che erano indispnnsabiii, lo dir2.t poi lo studib sereno e cn lmo di tutti i· particolari del rncmortibile ,1sseclio. Frattanto l'ardita iniziativa del nemit5o , il cprnle il 27 dicernbr<-~ in comineia· i-! bombardamento dei forti de!l' E. e del N.-E. coprendo di fetro e tli fuoco il l\lonte Avron troppo debolmente occupato dai Francesi che doveva no sgomhrnrlo il 29, precipiLa la crisi. Dal f> gennaio si spiega una aùi~'iti\ straordinaria nel furi oso bombardamento dei forti del S. e della ci.tUt stessa, colpila dai pro- ·iettili delle poderose e fo rmidabili batterie armate e s.coperle sulle alture che si stendono da Meudon a Cla-
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mart. Ma più che le rovine, le desolazioni e !e morti che a larghe mani sono sparse nella desolata città, può la fo.me , la quale s' impone inesorahilrnen1e. Quindi è che per quanto la dura esperienza a11rn1aestrasse delh1 im poss ibilità di superare le lince tedesche_e dfl!Ja nessuna speranza che si doveva riporre nell'arrivo dBlle armate di soccorso, fu giuocoforza ri.cor!'ere all'ultimo disperato tentativo, segnato nel giornale del memorando assedio colla data del 19 gennai.o . Ma il nemico è come al solito in sull'avviso; come al soiito sono insuperabili !e sue linee ; ed alì'anlito _ Francese che coraggiosamente affronta impavido la certa morte, si rompono le forze di front.e tille fortezze · create dal prudente e valoroso avversario , il quale le difende 'con forrn idabili artiglierie da ppsizione e da campo. Generoso, ma vano proposito I I'inopporluni.tà di ricorre.re al supremo mezzo delle bah·icale , allorchè1 meno che rnai era a terneJ'si un assulto del nemico, è pur fatale all'esilo della giornata, pe,rchè ritarda di molte ore iì concorso dell'énwala di Ducrot in un momento nel quale ogni maggior forza sarebbe forse riuscila insufficie nte : il difetto di artiglierie e forse la poca ubilitt\ nello impiegarle come prep().razione negli assalti; l'inesperienza dei condapieri; il poco accordo neìl'impiego lattico dei singoli corpi e molte altre disgraziate circostanze, inseparabili dalla slrnziante posizi.one dell'asse.diato, possono aver contribuito a rendere più sanguinosa la batta.;lia, ma ad ogni mocl o il risultalo finale non poteva essere dubbioso, nè diverso da quello ch e fu realrnente. Quando la cl'Onacn veritiera del memorabile assedio fornirà alla storia gli elementi della critka, si potrà riconoscere a ch t maggior lode debbà accordarsi fra coloro che col senno e colla mano si adoprarono per prolungare onorevolmente la lot.ta deìla Francia. Gli 17 ANNO XV I , YOL. I.
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LA. JlIFESA 01 PATIIGI
s\atisli, al freddo lume della ragione, potranno, qualificare forse per generosa follia il proposito di proseguire la guerra dopo il disastro di Sédnn. A noi basti di ricordare che nel momento appunto in cui per l'accumu'arsi di inaudite sciagure qualche dubbio. forse si poteva elevare sulla forza materiale e morale della nazione francese, questa ha auestato ehe le sventure non fiaccano l'animo dei generosi che sanno eornbattere e morire per' salvare l'onore, quando il vincere oltrepassa la misura delle forie 1,unane.
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CRONACA POLITICO-MILITARE
L' Arm·istizio
H febbraio 1871.
G.
0TTOLENGHI.
Lii /<'IIPrra, d,1p0 sPi mr$i cli aspre lolle, sPmhra omni finita. l.'arn1b1izio è dn tnlti ritPnulo corrrn il sicuro prPclP.ces~ore c!ella paco. Tutli Sl'lllono. dH~ se la gn,•rr.i pOIPva ar}corn pr,1lungarsi dopo )a caduta di Parigi , quando In provincia non fosse stata cnmpresll Ol'lla 1wss11ziunn d<•lle osli liti1, ora invPCC 1·he le armi furono messe in riµn~o su tutta la linea. non è pd1 possibile un ripig lio Il dt•sidtirio che ha l'nna dPlle due parti di conch iuclrre derìnitivam1·nlA la pa'ce non è rneno vivo cli quello clw sia slring1•ol.e tH'r l'a llra parte la n,•cr.ssitil di farlo'. e qm,slo ò la più sicura mallPVeria che si lr_overà un comune acc,,rdo, A noi r,•sta intanto di r icapitolnr,) gli ultimi avv(•nimenli milHari, che prucedeltero la conclusione dell'armistizio.
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Si fu nel tratto cfal 10 al 20 di g1•nnaio r.he la sittrnzione militare se;rnò nn deciso pr'ggioramnnto pei Franersi. F'ino allora rssa eras1 pur Sl'rnpre mantenuta f,irore1•ole ai Prnssiaoi, ma lasciando sempre 1tperla ai Francesi la spPi:anza che una villoria ottenuta su qua'lcuno tfoi varii tPalri d; guer.r:1 poh1ssa da un mom•nto ali' a ltro mutar la scena. Parigi, nodo della i;il.unzione , <··ra bPo,) r.ondannata a vedne ogni giorno peggiorarn le sue condi:1.ioni, non tanto per gli ufietri del boml;)ardarnento qnanto per qu1tlli dnlla fame: ma un deciso rivoltarsi della fortuna al di fuori poteva aochu per essa segnare H .mornr.n tn del la IHwraziooe. Noi'! v'ha «lub!iio tfol resto che un tale scopo. si poteva assai mPgli,, che cnn sforzi dirPlli r11ggi110:.{Pl'lo medi11ole una ma...novra sulla comuuicazioui del nemico. Perciò· il coneello di
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CHONACA
POLITICO- MIL1'1'ARE
portar11 l'eser<·itl) cli ' Bourbaki verso l'est rr a qut'llo·che mPglio, rispondeva alla. situazione, q,ic llo da l quale era possi bile ripromen .. r; i i ma~giori r isulloli. Non v'ha dub bio allres\ che pH µarhi di chi prPsiedeva alla prepnrazio11 e dei m ezzi di guerrn non 5i mancò di destina rne a qo<'slo scopo que.lla maggioro q11a11til,ì ch11 Pra possihiJ.,, cos1ccbò, lPnuto pur conto del la inf,·ri11ri1à rnoral ,, e tecnira d1~lle tru ppo t'r,rnce~i. non potp,va a mPno di dir$·i clrn il lentativo , a v,wa p~r sè molte probabili tà di S tt CC{ SSO , {."n csPreil.o, corn ,1 qm:llo di Bourbaki, for i.e di ollre a 100 mila nomini, e elio avuvu nvuro a!;io di ri posar,;i, cii rior·galliz.zarsi e <li cump1et.,rsi durante tulio dic<·mbru, che pohn'a .all'uopo coopera re con qu ... 110 di Garibaldi , si trovava p<:r un . Cf'flO· lempo a dovere ag-ire con tro le sole forzo del gen,rale Wl'rdHr, delle qo,1li uua parie era impegonla n ell 'assed io di Iklforl. Anche amrnettEmdo che !e tr uppe frn ncesi destinalo a qu nst'opt.•raziorw non fossero diYersc! da qu elle'cheflnora averanocomhullul,) in 1dll'<1 parti, e che il gen,· rn le Bùurbaki no n fosBo por nu lla superiore agli Aur(• lle de Paladines, ai Faidherlrn o ai Ct,aozy, non pareva dul>hio i l risul lalo. Werdur avrlll,b t\ dovuto ,w,:eltHro la batLagiia conlro un nemico di t.anto supe1·ior1~. oppuro sgombrare davanti a lui, levando l'assedio di
=to mhatt.imen to, nel qnale ri tiscì ai Prussiani di far e u-n ·mr zzo mig liaio di pr ig ion i .. ri . Dopo r.iò il g ,•oHalH Werd <>r rotè prMP~uire. tranquilla mnnte la sua marcia e prendere posi1,ione sulla sinistra della Lisaine, iQ. modo da coprire Tklfort. La s ua posizione aveva un,, f i·onle di uoa V"ntina di ch ilometri o poco più; s'appoggiava a sinistra a ~lonthéli11rd, dove i Prussi11ni occupav:m,, il castello, e a dt>stra ai Vos~i. die rresentano la loro maggiore a ltezza :ippunt.o 1wlla pa rte nwridio nnle, e propriamente :il CO$Ì ddlo B1.1) l un d'Afsacl!. Trn ~trade tagliarw la Lisa ine ai pu nti di Frah ier a l nord , dì Monl.bé li ard a l sud , e di l:lé rfrourt al centro, e t1Hle e ti·e si r iu11i$rono a Bolfort, che si trova a diPci chilometri soltanto dalla Lis:dn e cos i<~chè un sol _p:isso indielrn ch e ancora avesse da lo Werder voleva dire la liberazione di Bel forl. Da Vil lersP xH! a portarsi sull'a Lis:iino non vi sono che 24 chilometri; il combattim ento di \'ill,.rsex,d av,:va avuto luogo j J giorno 9; ma ci vollero cin quo a ltri giorni prima fh 1i Bourhaki. fosse in m isura di percorrere qu~sla distanza e di allaccn re la posizione d.i Werd Ar. Ma intanto i Ted,:.srhi non av1!ano perduto tempo: essi avevano co ncentratfl tutte le iorze dispon ibili, chiamandovi aoch e troppo di lan<Jw,.hr, av,wano di,tol to dall"dssc<l io di Belfort molti pc>zzi di gro~so calibro. ed e rt>ltO triucoramen ti nui punti più vu ln nra bili. Quando essi ernno giunti s ul silo dopo la loro mahia da Wirn nl, lt-1 munizioni · facevano difetto. ma il nem ico aveva loro lasciato tutto il tempo ,di ri prov veJ crseoe. Fina lmPnle il giorno 15 Bourbaki con quattro corpi, il XV, jl .XVIil, il XX e il XXIV, diede l'assalto alle posiiioni del nemico su tolta la linAa. Nou Hssendo:<li r iuscilo, lo rinno vò il giorno 16, e poi ancora il 17, ma sem pre co ll o stPsso Psi lo: all' ultimo giorno i difensori p11ssarono essi $lf'ssi all'oOcnsiva, sboccando per Frahier sul la sini slra d•·i Eraocesi . Omn: !o scopo di'! tentativo era pienamen te falli to, f'd è nhbaslanza curio~o il modo con cui Bourbaki n nde conto del risu llalo di ques ti tre giorni di comhattimon lo . " Il nemico > egl i dice - ha potuto re~iskro a tulli i nostri sforzi: pPrò "gli .> ha subìto perdite serie (1). 11 nosiro attacco del L> ri unovato
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Bel fo rt. · Ma g ià n ella cronaca anlPc,,cten te filce mrn o no tare come la estr,·rna le11le1.z11 dei mo vi1nenti di questo esercito lasciass(Y. pr1•sag-ire poco di buonn s ulla capacità dl!I gonerlil<, Bourbaki e sui risultati ch:egli avrPbbe ottt•nuti. e c;om•J intanto_ch'egli
si nwvova così lo:•ntan~e uto ve.rsn il suo obhiùtlivo. i Prussi11ni .mett(,'.ssorn a profitto il tcrnpo, iu quanto che il pri ncipe Fe. dci•ico Carlo rivolse lutto le sue l'orze coutro Ch:rnzy, oecupani'l o -Lo Mans. Qu,,sta vittoria fu vernmcn t~ cnmplrta e dccbirll; o!tre a 20 mila prigi11oieri fu rono r<Jceol li d,i i Tedeschi. e l'e;erci!o di .than zy, Onlai ri,follo lllf"impo:;sibi lità di l'o')SiSlt'l'H alle fo t·ze 1)() mi cho, si ritirò parlP su Alençon, parte s u Uirnl. M~ulrf:l q1H'slo suc,·Ptfova sul tcalrn di ~u,•rra fra Senna · e Loi ra, Buurhaki si ar.-iozava fìnalnwnle vers11 B1>ll'ort. Il gt>n,•rale \Ver der che areva raccolt,1 la maggior portB de.I lo su e truppe .attorno Vés,iul :Si m osso allora b1-mchè u11 po' tardi, p"r coprire Bel fort; ma col gPoerale 8ourbaki non sa rèbhe mai :<tato ·troppo lardi ti Pila sua marcia Werder s' ioconlro il 9 g, nnaio a V1llers\:xel cullo truµ pe di Bourbaki, e ne scgu\ un piccolo, 0
(1) I Tedeschi confessano una parJita di 876 uomini fra morti e feriti. "in .tutti i tre giorni.
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'262,
CllONACA
> il 16 e il 17, se non ha prodolto tutti i:tli rtr.•lti clesidPratF,
>, malgrado il nostro vigore, h:i pPrò isµi rato ri,p111to al . ne- · > m ir.o, il q 11alo stimò prud,•nto di t1•n1•rsi in 1111a costante > d ifensiva . Il tr.mpo ì:\ puro cauivissimo; la mari:ia in 11n1uti > è diffici le. lo ho deciw di tornarP- doman i nello posizioni e che occupavo prima ,'lt•lla hnllagl ia . » Q1wsl-i giri di parola per pall iare la , vcril/1 non· riristOPO clH1 a mette rla magg-i .. rmP-,1te a nudo, e lutti capirono elle cosn volPsse dir11 q11 ..sto · tor1uoso linguaggio dr•! genl'r,ile francest•; 111ui pPn,and" ilHe colonne tfol Il e del VII corpo f:h e erano in marcia a 4uella vo lta subodorarono una nnova Sédan . Cer to in condizioni nornial i e di sufOci.,nle i•q uilihrio mortile fra le duo pa rli combattc, nli la si l11,,zione del llourhaki natntt'allro <:he disperata. Sup1·riòre nunwril'am.,11ln a tulio l'•·sPrcito di MantPufft•I, anl'he quando qunslo fo•sn ri11 11 il0, esso · avrebbe po lut•l gèltarsi con tro le <·olonne che rnpravvc•nivano da I nord e dnll'ovest e atlron 1arle s1•purAl.amente con una supcri11rità di forza che dovrehl.Jc par1•re più che sul'fìcie11tn ad assicurare il successo Ma per far questo i:ra ne,·,·ssario marciare sollt"Cila ·r t·nle e mnnovrnre; a ciò si oppocH·va c1:rrarnente la st11gione e il calti1·0 ·stato rleHe st,·arlH; rn:1 non Pra qnesla la tlifrìcol til prihcipalo. poichè questa esisteva nn<.;hP pci Prussiani . L'impossibilit/1 di far lo risn ltnvn snpratulln dall.imperf'elto stato di org·anizzaz:one <!elle truppe rram:esi e dnl c·attivo an damento ti e' s•·rvizi am ,n inistrariv i, pt•r cni ('~f·rciti siffa·tli possono f'ssoro alli alla tlil'esa, non ,ll l'otfosa. L'altil'i'tà e/ l'intelligenza clel g eneralt~ possono tìno nd un c,•r10 punto rimnrtiare a questi difl'lli; ma s,,uo q111'.slo rapporto SPcnbra potersi dire che la scrd ta d••I Bourhak1 sia stata infr: li,·P, essern1osi egl i mostrt,to assai da menu degli altri gene rali della oùova re1.,nl,h lica . Ad ogn i m11do qnesto era brni chiaro che se Bùurhak i non · intendeva te11tare 11ncora I I sorlH <1 ... 110 armi nè cnnlro W,~r·ler nè conlro le colonne doll'o\'est e del nord, l'u nko p·,rlilo d ie· gli rim;1oova era cprnllo cli pro ntamente ritirarsi. Non (•ra d'uopo d'essne mi lilari per ,·edcrlo, e tale fu inl'alli l'opinione coororde di tutta la stampa. Cho cosa sia in tervenuto in tutto il tempo che sc0rse ,fai 18·gennaio fino al 1° f!'bhraio , giorno in eui si pron11oziò la catastror.. , non rimlla finora ben chiarnmt·nle. A quPst't•poca lroviamo. l'c·ser,:i10 di Bourhaki chB passa la l'ru11t1era sv,iz.z((-na. a Pontarlier deponendo lo anni in mHlO de' neutrali. Oa P.on1
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POLITICO· MTÙTAn&
tarl irr a Monthéliarti sonvi circa 80 thiinmdri. rho l'osl'rt·ilo di Uourhaki 11vr.. hbe impiPg.tto 14 giorn i a pt'r1:orr,·r1•, circa 6 chil 0mi:lri 11 1 g iorno. ovu si amrnB!lcs:;11 ch',·s~o abbia marciato s(impro. Ma così :,on sPmhra clw fos so, l'tl alt-une r.nci_ µrcten<ln 110 cho il Gamlrntta av,•,se imposto a I3o11 rb11k1 d1 non riti r:1rs1; la rip.. tizionu ri i Sé,lt111 sarebbe ro~ì p ù co111pl 1•ta. Poch i dati puro abhi11mo sulla marera del!,· coloonn ledesr.he. Mentre la 13' rtivisiono provenirn da l nord, la 14' P. il li corpo provenivano tia ll'l>Vtist. Al g iurnn 21 Gariha llli si ved<.!va àlta.ccato ntdle suo posizioni a nord-nVHtil di Uijon; è no to co,~o i bolkllini dPI campo garibald ino ì1hhia110 celehr"t.u la v1t1o n ~ ott,!nutu su i Prussiani sia in quPI giorn", sia 111:i du,i seg1w11ll 22 e 23; tHI è nolo purn come i ho lle llinì prussiani abbiano mantnnuto su q11esti f,illi un allo site11;:io. Se però si consid,•ra che nello stesso letnpo i Pru~sia11i OC!;Upavann llò le e Cray e si avan zarnno fino ad iut('n;ettare l:1 _ferro1·1a fra L_ione e 'Lksançvn, si r1,11dH proh;,biln la supµ11s11. 1one che le lorze cootrn cu i ehlrn a lottaru Garibaldi nvn ros~ero drn un n parto, fors·anco ass,ti pic1:ola, dell't·sc:r :110 d1 Ma 111 eulfrl. e die 11011 avesst•ro a ll ro st\Opn. sP non q1wllo rii trattcn,·ro Caribald i a D joo, meutrc il l'!'SIO manovravà.sulln cnm1~nicazi'.1ni di Bo\1rlia~i. So eosì rosse , 1•g li è r.t,rlo 1·h e p• ·r q11an10 onoril1rlle In \tllo1.1e di Gariba ldi, non nvrcb lwro p,· r nu lla disturbato il piano g,.ne- . mie clc' T,·dcschi: (Isso anzi n.in fac, ·va no elle cull arlo m una fatale illnsioue, dalla q11aln s: s·! rPl>bn scns~o ad uu tratto per . .• ti·ovarsi cinto d'ogni parte da formitlalii li 11,•rni<'i. . A qu,·sto punto la sorw di 13ourh:iki (ara crmai rlec1sa; il suo 1~ser(:ilo dupo i cornbaltirrwn ti d(·! 15, 16 e ':'r,•se ntava i c:1rattcri deìla · disorganiu.a1.iouA . ccl Pi'i1 oma1 rncapace ~ tener tesla ad un nPrnico anch,: in mollo inl'twi11r11. l i B01'.rhak1 in ta le si tuazioo<', lac,,ralo da l 1:1)lorn.' allPnlò alla $UH 1·1ta. la q,nle oggi ancort1 spm._,,,; di ?a lv«rn: sn ciò !o dimoslra '.1orno di cuore, la storia infl,·s~ihile non po 1ri1 pH altrn, ltim 1amo, s,ll va rlo dalla lac·eia di pl'l·sunzione e di incnpacil/1. A suo su~CH~sorc fu designalo il g-t:n,,ralt• Clinclwnt, il qua le chho 1~ tristo còmp ito di eredi tare come Wirnpffo11 una si lu azionb oma1 dispera ta. . . . . _ . Q11anrlo sopravvenne la no tir,ia de11'11rm1st1zin. !l)!h sprrnrn fo.rs,i di ess..rvi c:ornpreso; ma vp,le ndo C'hP ciò non (1Sla 11 le In tr uppH t,•desi·lrn µrOS!!g" ll ivano i loro mo\'Ìtnf'11 li, .~lrt•l.lo già d'app r,·sso clàlle loro eoton 11n. nr1 v•· dendo \'la 01 sc_ilfl1 ['0, .strinse col generalo llerzog, comandante delle truppe sv1zzcrn. 1
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CRONACA
l'OL'ITI CO-MlLITAH E
una convr.nziono (l• frbb rAio), in forza <lPllA quale l'esPrcito oass:1va prigioniHo in 1:;viz,;cra. mt>no il XXIV corpo chi' potè operare la sua rilirula, 0011 senza però subire pertlile considerr·voli. Più di 80 mila nom ini d1,poni•vano co~ì le armi sn11za cnmbaliimcnlo, e l o dr•ponevano. non in mano del nPmico, rna in mano di una pi<:cola poten1.A O"lllrale, a cui per questo modo crPav:1110 imbarazzi ,J'og-ni m·111iHra. Se q,wsto fallo rim11so qunsi eeclisl:'alo rlnll'im porlanza di altri avrenimenli, o so lo stupore ch'esso dovea produrre non Cu così gr11 111fe dopo lo capitolazioni di Sédan, di ~olz e <li Parigi. esso rf'S!Prà pu r sempre, più a11r;ùra che lulli gli altri falli di tal gPoPrc, una pungenLissima forila all'org-o!!l io e alla ranità <l<>ll11 uar.ione fra ncese. Invano si cerctrnrnhbe nella storia qualcosa cli simile. Il 19 gc unaio se:.rnav11 un altro tristo fallo pel' le rtl'r)li francesi . l.'esercilo di Faidh1Jrbe subivn in qu11sto /;!iorno uoa complHla sconn11a a S. Quintino, che lo pont•v;:i per lungo tempo fuori del caso di riprt•sontnrsi in campn~na. Dopo la ballaglia di B11pea11me del 2 e <IPI 3 gennaio, nella qunle oulr11mbe lo parti s·erann nll ribuilo l'onore, F.ii.Jlwrbe erasi nuovamente ritiralo dietro alle for 1oa.o, annunzia ndo una proDln ria pparizione. ln follt. non app('na scor ~a una sr.tliroana, rgli si rinvnnza verso sud, e oc,·upa Bapnnurne e All.,ert, g111cchè i 'kòeschi haono evacua to lullo il lorrilurio a n ord (sulla dostra) dulia Somma, rumpfl ndo i ponti su lfUOsto fiume. Lll Somma !'ol'mava cos\ un serio oslncolo all'avanzarsi di Fait1herlw, il qua le arenrln perduto . s,tanle la capitolazione di Pérooue 8Vl'enu •a il 10, l'unico puulo d'appoggio che ancora i FrllllCl'S( avessc•ro su quelt11 lint>n , non pot1•va avV(·'Ollll'Al'Si al di ,là o da re bntt:,glia con u n fiume a llo spalle. Egli stimò quindi prurlùo le rivolgersi a est, ri mon tan• la Som ma fino alle origini e girare quc~la li ne11 pr>r l'altopiano ili Sa n Quintino, pur indi tagliare le comunieilzioni dei Tod1is1~hi a Torg-oier t1 Lnon. Ma 1<0 al geo~:rall' Faidhrrbo non si può n<>gllro, dirtro l')uanto eili OfH' rò rlal novPmlire in qun, un'abilità noo comnno, car attere e,l intelligenza, egli si tro,•ava ora tli fronte 110 competitore di prima forza, il gen•·rale Gobcn. rlrn si ar.quislò cosl merilnla fama nelta ca mpngna dl'l ~lena nel 1866. Qur.sli dov1wa far fron lo al nuovo aUacco collo forze del l' esert.:ilo, assotti-
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glinto del VII corpo. che rr11 sta to clirPll? ."''rso BPlforl. Egli atll?sn allora a cnnccntrare 411Pllc dw gli r,mannano, abbandona nrlo ,ii Francasi, comn '111:cmmo. il lnrrilorio al òi là nella Somrn n. Dall 'psorr:ilo di aeCl'l'Ch iarncnlo inturoo a PHl'igi g li fu manda la la divisio110 di cav11 l1 Pria d<~I corpo sas~onfl, locchè permise <l i far riposare la di\'isione <li ~avall~iia Groh.e,_, fi~ora ad<l~lln 111 J• esercito, e chn si tro,·a ,,a JO cau,ve cond1z1on1 per etf,•llo ò,il le r.ontinu,i ri r.og-n:zioni. {I 18 gennaio l'a llaeco di l"aidherbo si p11IBsò cnstri~ge.nrlo alla rilir ta una brig·1111 de11·v1u corpo clrn occupava S. Qu1n11110. Nc,lla noll" il gro•so ,lrll'i>st1 rcilo dr r.otwn, marcian,io pPr Ilarn, gim1so a sud di S. Quintino. raccogliendo la brigala che s'era. rili rnln. Le for1.e <li cui p,)tova disporrA io qncl momPnlo il grnora le Goben saliv11no f11rse a 3) mila uomini (l'V III corpo, una divisione del 1•, 111 <livisione di cavalleria ~nssonP, r<l a:tre picrole fr.11.ion1). Quelle òi Faidhf'rbc sa livano n <'gua i cifra: F'aidherb0 ucl suo rapp.,rlo parla di ~5 mi la comball en li. In t,tli co11di1.ioni l'esito non potPva Pss1•r duhhio. Tuttavia il comhallimentn fu vivissimo. o si prolungò fin rnrso snn; intorno alla stazione fe rroviaria la lolla fu micidiale. Presa anche q11l'sl11, che era conw il ridotto df'Jln p~sii:ioni dei _rrance~i, ~a rou,, òi q1,,.sti div1·noe g-,:nr•rnlc. e la ri cchona <11 ca valler,a frese,, che avevo no i TPd1•schi permi,;e loro cii . rac:cogliere i più ampi i risultali della villoria, inseguo:ido il nemico, e raccogli1•n,10 prigionieri 11 migliaia. . .. . . . J.'e~rrciLo tl i l'aicl lrn rbe g innse 10 <leplnrnb1h r.onrlrz.10111 sotto il r ii:twero dtille piazze forti. irtSPJ?t1ilo fino 11 C1unbrai e a Lnnòri•cies E b··nchè Faiclh•·r hc si vanti di :we.r ricondotte inlalle la su11 15 batLPrit1. non è m"n VPro. pc>rò, stando nlle c.oncordi testimon ianze di t11lla la stampa, che lo sue tru ppe erano io uno staio d1 dissoluzion e, o iucapai.:i per mollo tempo di ripr,·ndt•re le opPraziuni. . . . Dul resto a F.iiclherbc e Chanzy-non puoss1 negare 11 merito di avrr fallo q1111nto r rn loro pMsihtlP co·mnzi che ov1·vano a loro òi~pnsi1.ione; 1•ssi lollnrono· cnn forzo pr1•ssochè sempre uguali o .:i poc..:o su µeriori n qu ·Ile tll'I nemico. e Sll . non .oltemwro surc,·ssi, SPµpt•ro almeno guidar,• lo loro ;:1ùv1101 e mille organizwto lrurpn in mntlo. c1,t m1•rilare r:immirozio~e d,'•:::li sl•·ssi 11vvHrs11rii. Lu stesso elogio Don può Ctrlo vemr cuneesso al Uou1"b;1ki.
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CHONACA
Al 20 gennaio Per.o rl unqn e qual rra la sitoazion e mil'itare-
·in Fr11nci11. -Chanzy raccogl ie g-Ji sparsi nvanzi de lle sue lrnppo a L,wul u a MilyennP. li suo PSf'r1·ilo è comp letarn•'nte da rilaro. Dinanzi a lui il µrinri po I<'Nlt·rico C11rlo con 70 a 8 l mi !a uomini. -Faidh,•rtif? .sconfì l t1, a S. QninLino si ritira sollo la protr.zione drlle forte.no. li suo eserciti) rc1 pure in uno staro di disorgan izzilziont'l . .....: Dinanzi a lui Gi.iben con un esrrcito <li 30., a 40 m ila uom ini. - Bourh11ki ha fa lli to n..Jla snn impresa di toglil're l'assedio di J:l, ·lfort. Hi unrndo le sue fur7.e con qu ... 110 di Garibald i ~igli può f,,rse av1~re un eserc:i to di l::JOa 150 mila uomini, co'qun li dovrebbe essere più r:lrn in caso di LPner front.e· alle forz a di Mante11ff,·I. cho non sono nncora ri11nitl1, e cbe ' possono nscenoli•r\, al più a un 80 m ila uomini. Ma le condizioni: del lo sue lruppn o il modo 1:onl'1·gli ha fìnnra condollo le operazioni non _In sciano· presagire nulla di buono: Ad ogni rnodo egli agisco in nn teatro di lflH•rra lonta no da Parigi, · nè potrebb1J. far senli rP. la sun azione sull'assedio della capitale, sonon a p.itto di rif.1rPnd1·r11 1·otr,•nsiva di haller,t Manteuffel o di cadPre s11l le c1>rnunicazioni dei Prussinni. .Da _r.essunn parte dnnqul'l gl i eserciti francesi sono in g rad o d1 11g1re pEd mom<·nlo io modo da far sperare una prossima lib1·raziune di Parigi. La l{ran ..:api talf! proseguo a<! es!'Pr e bnm lwrdata. L 'dl'C'.llo dell'artigFeria lPdesca s11i forti si palesa in s...guiLo assai mi-· nore di eiò clrn il µrinripio srmhrava prornc l l 1•re, e St>bh,·n e i danni arr,•cali ~pf!Citllnwn!e .ii forti rl'ls,;y O rii \.'anves siano. ~otevoli, tuttavia hisognc•rù proc•pdere p1·r lo vie r f.>golari. o rntrnprenrlero i lavo ri di zappa. D,•I pari I effdto del bombardarnt·uto della cittt1 non è tulio quP llo drn i Prussiani potevano sperare, . B sPbbPnC ornai qu11si lulla la pane di Parigi sulla sini~lra delln SPnna sia sollo il do:11 i nio d1•i. proi t> Ltili prussinni, i quali mietono ogni giorno viLtimP fra le divc·rso classi della popolazione, lullavia l'l'ffelto n:orale che r.10 pro. duce sulla popolazione non è tan to qul!II O dello sgomento, quan.lo quello dell'inasprimento. ~In ciò che non pr,s.sono produrre le artigl ierifl lo deve omai produrre u n. altro nemico nncor più inesorab iln. la forno. - Mancata anche la carne di cavnl lo, la has,1 cie li' nliinentnzione di Parigi è r idntla quasi esclusi vfiment c ,li panP., che · non è più llPfflffiPno di buona qualità, o che da li'IJ g iorno all'al tro si minaccia di rnz ionarn. Sll si oss,·rva el1 <1 duraule queslo lungo e doluruso periodo dell'assedio lcp cl<!ssi basse dovettero .
P01,1TIC0-MI I.JTAUE
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essr.r.r. alimentato ,fai g-ovPrno . il quale r1!nlizzò così no v,•ro S<ll'ia limw. n se si u~serv11 chn app11n10 in grazia a tJlH!sla nlimi•n l,w.iool' graluila le c:lnssi basso _slf·ssP poterono god1•rc di u1~ i,:'C't'H•ro di ,•rtto 1r elalivamPnl i> assai mi,:dinr <• di qutllo che· era lum ord inario, è chiaf'l) qual i rons•'guon1.e possa portare· rig11Hrdo a q11osl<' classi un sl 11ote1•ol1:1 peggiurumento del · sistl'ma gnnnrale d',ilirnenlazione. · 1-1 cu111i 11 110 ng;1-r11varsi <11.'lla ~iluazionP avPva inlnnto per prim<Ì .. tfouo di l'Pn dert\ sPrnprn pi ò 11cc,·nl1w10 e g, OPl'alo lo spirito di 1laffìdrnza ,,,,1·so la diri·1.ionn supr,·ma. eser ci tn ra dal genc•rn le Trn1:lìu. Qu1•sti r.ra giil stato ohh ligalti. come vo1kmrn", a rliv idPrn la sna rP$µon,rnb i li là c·on un Consiglio di g111·rra, cd a pr11mettere un·azinne g~1wr11te, a cni ,11-rebbero pr,·rn parle tul le lo dirers<l l'orze du11·,,s1·r(·i10 di Pangi. Q11nsL'a1.ionn gn1wr;ilp. d ibe luogo i l l 9 ;.:ennaio. Truchu sLPsso ass11 11s1? l'l dir,...zionn 1folle operazioni. Ln sorliw venue ratta con maµ-gior n111n11rn di truppe clw lo pr·eced,·nti. l rapporti fr1iu:cesi sl11 si p,1r l1ino tli 100 mi ln uomini e più. l'<'rò ,ti so l0 gi tr are un ocrh10 sul la c,1 rta si v,·de non esscro poss1hi le dii: ta11l i nn siano st,1li im1wgna ri . Il l'ronle su cui si s,·iluppò il com lia tlimHnto è. s<lgnalo da quel seguito di alloro clw :,i ,tendon,, fra ::;t Cloud e Bon:..:ival sbarrando quell'U del la Set111a, .che si <iico p .. ni~o!a di Ccnnt• 1·i llc•rs o di Sur eslll'S, in Sl'llO al quale t.1irrcg;.:;ia là fort,•na del Mo11Ltl Va kri ano. La di~h111za fra i due hracri dcll'U su tal punti' non g in11gn ai 7 chilorn•·lri, ed è P"rc·iò i mpossihilo tlw abhia preso µarte all 'azi~HlO lll'tlllneno la nwlà della cifra oradl'lla. Lo forze fnrn c1·si fu rono divise in 3 co lonne. ,:omposte egualJnl'Ole di sol,1nli n·gulari, di n,obili e di guard ia nazi,1un l c mo-. bi lizzala. La rnlonna di sinis tra (Vinoy) av,:va pe r suo obhi ellivo J'aJt;11ra di . ~lonlre11,ut e di SL. Cluud, qu,·lla dPI CPnlro (B,dlerrnmi) le al ture della l!crgerie e di Gnr.-!11·s, qn ella di destra (UtH:ròt~ la ~la1maisun e Bou;;ival. :--oltan!o dopo che i Franc1·si si fùs, ,•ro impadro11ili di quPsti punti, cN loro pussibile sriicgrires maggi,>r·i forw. co-lle quali mirare a Versai lles e a prendHI'o ri i rovescio 1a linea sud dei l'rn,siani. · J1ri q·n<'lla niee la loro forza d'allncco si csaur) tu tta nf'll.'nttaoco d i q1.w l le prime allurc, d,·lle quali furouo 1111 m,,me 11 to pa·dro-ni, rwr Psserne di mwvo r i eacci,,ti. Essi si vid<'ro sin dal prì,nr<ipio a.rr,·stali dtigli &vampo,ti ~rn~siaui, i qua li c..lidro ai mu,r ,i, di cfola dei pa•r chi e dei castelli che sùrgouo su qudlct
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CllON/\CA
POLlTICO-MIL(l'AllE
allo re, dirigev;ino quasi impunemente un nulrit.n fuoco di fucileria e.oniro i batlnglioni francesi . cha s'c1va11z,1vaoo alla hnionelta, senza !'he la loro azion'e fosse slala convcnieolcrm\nte preparata da'll'arligiieria. La colon na <li 1l eslra sub) ol tre a ciò notevoli ritardi, sia pt>r causa della n>' hbia, sia per Pfl'Nto del fuoco delle batterie del IV corpo slobilile al di là della Senna a Chaluu e a! lc Garri•,res. Quando alOnf', non s,'nza mollissime per(!ilt\ i Fr1rncesi giunst•ro a prendern posseS$0 dellHa ltu re da cui gli avamposti pru$siani s'eran o ritirnli, le !ruppe M l V corpo gitt erano disposte in battagl ia. · e dietro a queste le riserve chiarnate ,la Versailles, dQ. ~J endon o dtt Clarnart. l Francesi, di allacean li che Prnno , furono ora gli altaccnti, ed è foeil e vedere con quale !'silo. Un nuorn attacco t,•nlato in sPguilo, mò. debolmente. fn del pari respin lo. Verso S<!l'8 il comb11tlimento cessò, f ' i Fn,ncesi si r id ussero allorno al Moole Va leriano. A darci un'idea df'I carattere ùi sirn;li nioni vale più d'ogni allra co·sa il confronto ,follo p,•r<lite falle da ambo le parti. Sebbene non siavi slatu insPg nim ento , pur1i i Francesi pf:r<ldt.ero in questa gioruata un 11um,·ro stragrande di gente, forso un 10 mi in uorniui; lo comprova il fatto del!' armistizio <li 48 ore chiesto il gi,,r.,o dopo da l genera le Trochu e concesso solo pt•r 3 oro prr raccogli~· re i fPriti e sP.ppPllire i morti. Dn lln pnrle dPi Pru, sfoni poco piì., di 60.') uomini soll::into furono m essi fuori di comi,atlimf:lo lo. Qnesta v,, lla il grnl'rale Trochu non Pbbf' piì.1 il coraggio di rapprost•ntare CMne una vittoria il risull·ato di questa sortita, come aveva prnlicato p,~r le sortite ankcH<lPn ti. Gli avvenime 11t.i ora si complicavano , µrecipitanrlo alla fine de l trisl(, dramma . Nello stes,o tempo che Parigi appre.n,frva l'infelice esito di questa sortita, prPparata con tanto appnralo e le r.ui con:<eguenz..i er11no questa volta assai piì.1 sensibili, poi<:hè, pt•l fdlo d1~11a panecip«zione della gua.rdifl naz.io1,ale rnohi li zznta, numero;e famig lie rli Parigi eri,110 piombate nel lutto, si spargeva pure la nolizia. dellH sconfìlte subitt• €!all'esercito di Chanzy. 1~o li2ia n cui non facea r erto compc•nso quell'altra giunta nl'ilo stes~o lPmpo cht1 l',,sercito di Bourbaki si era direuo verso l'est, cioè allunranand,,si da Parigi. per liberare IJelfort. Un <lt-crelo del governo, il quale annuo1..iava finalmen te la decisione, di cui taulo si temeva, del raziona-
mento del pane. in ragione di soli 300 grnmmi a tesln, veniva a cornpld/lro la s1tuazLrn1~ ed a porla all'o(Jinioue ·pubblica di Parigi sollo il vero aspetto. il 21 geouaio, cioè :;o ltanlo due gill!'ni rlopo la sortita, le batterie pru;;siaoe sma~ch,•ravano il ftioco anche contro S. Denis, compit:ndo co~ì la c,\rch ia di ruoco ,,ttor1io alle fortificazioni di Parigi, lranrw il Mon !e Valeriano. Nella notte una mano di facinorosi, appartnnenli al turbolento quartiere di llelleville, si i·ecava armata mano alle famos e carct~ri di .iazas, o il compiacente direttore rimr-lteva ioro, mediante rego lare ricevuta, Flour<::ns NI altri suoi simili, per organizzare una nuova gio,rncita. Il tentativo l\1 tosto represso ma il generale Trochu. cedendo all'impopolarità di cui già da q1rn lche tempo era fatto segno, e cht~ ora. dopo i rcceu ti falli, era cresciuta al colmo, cedeva al generalf Vinoy il comando suprnmo delle forze di Parigi, rimanendo però ancora presidente del governo. Tullo questo complesso d'i falli. ul'venuli nel breve spazio di due giorni, è più che suflicieu t,, per spiegarci come il governo di Parigi abbia ,1lfine sentii.o la necessit.à di cedere atl un fato intsorubile. Dopo una resistHnza di quattro mesi, non appa1'endo più da nessuna parlo verun raggio di speranza, si pottwa forse ·resistere qualche giorno ancora, ma inutilnrnn le, anzi esponendo una popolazione di duc1 milioni a pro. v.are gli orrori del la fame. Giu lio Favre, quello stesso il quale aveva formulato il programrna de l go1•,ffnO del ia difesa niL. zionale collo cel ebri parole; nèun pollice clet nostro terrìturio, nè una piet,r(i dritte nostre fortezze, fu incaric.itn di trattare a questo riguardo co l conte di Bismarck. Questi che poco prima aveva ricusalo di riconoscere al favre un c11ratlere uffiziale, . allorchè trattav·asi di rimettergli un salvacondotto per rec;1rsi alla conferenza ~li Londra. non sollevò nessuna difficoltà quando s'ebbe a trnllare d'un armistizio. Ma il .ravN era veramente incartca to di trnttare un armistizio, gen<irale per tutta la Francia . oppure ~vrebbe voluto prefer[bilmf'nte trallare soltanto la capitolazione di Parigi? Era uensì ver0che il governo della d;fesa nazionale era rimasto II Parigi, mentr• quPIIO di Bordeaux non ne ern che u oa delegazione ; ma non era egli a. supporsi che nell'isolamenLo in cui trovavasi Parigi , il governo sarebhesi dichiarato ineompi>t•!nle a trattare dei · destini . dHlla Franda, e sarebbesi quindi li mitato a ciò cherigual'dava Parigi soltanto?
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Qualo sia stata l'attitudine pre,a io prinmp10 dal Favr" 1:J<'n sap piamo. Cerio è per altro · c-he nl Bi;;m ,,r,·k doveva premere di accomunare co lla c;i pitolazionn di Par igi andrn una disposi.; iooe relaliva a tutta la Francia. eho foss.e un prim-i passo alla pnce; per lui era quind i <li suµ remo intere$sechu Favr·e agisse come m<'mbro '.l•·l gorerno naziona le, 1100. sollaolo c11me m embro ,lei govc•rno di Parigi. La r ehi li va mi tezza del lratta rrw11to usalo rwll"armistizio verso PArigi, ott1muta fors i. a costo dt'l le durn condi zieini imposto al la µro,·intia , SPmbrere hbe doven• Os$ere in te.rprela.ta Appunto nd s,·nso cho dicem mo; mentre a Pari;d i Prus:;iani non ocr.upPrnhlie o eh~ i fo rti e non entrPr blw'ro in cittù , las,·.iando ,ii franc, ·si slPS$i la cura del di, armo della forza a rmala e della r.i11la - ~ollo la pressione, è vero. del la condizione del vellovag liam,.n lo le operaz oui av rehlH'l'O segnito al l'1 :st, dove si Lrattava di completare la cat~1strofe dc ll'csen:ilo di ,.BuurlJaki . Comunque sia, ciò prova com,• sia slolo uo solerrne rr.r ore qì1rllo di manlerrnre in Parigi a.$sed iata la sede dd gov,·r110 di Frnnc.ia, e 110n si può dar torto al Gambetta il qu ,hi tac·ciava di co ·pevole legyerezza il morie> con Clti fu, 1:oi!ch1u:;o l'armistizio. E più che una colµevole leggHrPzza ~i s;1pnl,he ten ia li a ravvisare ni·!l la cnndolla tfol Favre, il qua In dando avdso fo lografko 11! Gamhella della conclusione d<'ll"ar111istizio, e dandogli ordino di far lo cs<'guir,~ dalle lrupptl opernnli, non agg iun:;eva che gl i csurciti di B0urh11ki e di Garibaldi ne or,rno t'Sr lusi, per modo Che. se il <lisa3lro del primo l'!';l forse, iOC!vila bi le , quan1l'anche si fosse_conosciuta liJ•uisla claurnla, non si può tulla·via nssolvt> re il Favre dall 'av,•r·vi con 1rrhu,it,, ,·olla su/l inconcepibi le nrgl igenza; e quanto all',·sPrd to di, Gariloal,ii di poco mancò non subisse per effetto I.li talli c4uiroco la stussa sorte che qut'llo di BourlJaki. Giù prima ,rncora che il Gambetta fosse a cognizione, rii qui,sla • cla11sola. egli aveni emanato un ardente prcclanrn iu rni m,!nifostava il suo programma , che conlinuava a,! ess .. rc qrwl.Jt, che Na stato finora; g ucir1:a ad oltranza. Pnciò (•gli si propo ""va che l'armistizio servisse ad organizzare e ad istru ·re le trnppo per riprendere le op11razioni con maggior fiduc~ia : ,10,·ri,la,ia le forrnnz ionP. di 16 nuovi reggrrnenti di marcia . e P"l' l"d,,•z: one -dell'as~f'l.nblt•a escludeva da lla Gandidntura non ~Olo q1wlli rvllfrm!Jlali 1lallo leggi ant,icedttnli, nia · anch n tulli col oro Ch6 .a vevano dato prova in un modo o ncll'aaro di affezione al
27t '
P.OLITICO-MIU TAUE
GRONAGA
govrrno bonapnrtista. Una prot.. ~tri del Bismarrk in nomo della l i berl..'l (Qu/s tuilt,rit· ,:,.,,accho~ de sedit i rme q 1.ie1·1·ntr s ?} -nuo fece ·che iL1f1•r,·or11 r mùglio il Ca mhdla o,·'su"i pro posi-ti .
Il suo ducrrto di esclusione V!'on e ann ull;il,1d11l govc•roo di .P arigi, e il Gambetta diedr. I<~ s1w d1·! rnissiuni - Egli eadc a tempo . La Fran ci.:i nun lo avrehhe SP-1:{11i10 aclrsso nella strada, ch't·gli indicnva: ma quando 111 Fra ncia cr1.•<ii-rà di av,·r ri1l'lairg inato le sue feriJu ahhaslanz 1 per riace1•nd11re la lolla Garnhotia .~pparirà corn,i l'1111rno della sit11azion e. e po lriJ,pres,.,ntarsi corn6 -co' ui che non volli~ pa lteggia!'e collo strauiero e mantenne .int.auo l"onore rl Blla Frant'ia. Egli cado a lem~.o. S.n a n,: ho caduta Parigi, era· possitiil e .p ro wg ui re la lotta ora che le armi sono µosale anche por po1;0, non v'è più prohahi liti1 e;he ~·ah bia rrn a ripigliare. In .ques ti sei mPsi di giga11t,·sca lotta la Francia ha avuto funri òi combattimen10 ol i ce a l rnilionn de'suoi (ì;{li (I), ha perduto ·una qu,rn 1ità vilram ente prod igio:;a di ma 1.1•riak ha sr.wso sommo euormi, ha vislo deso lalo dagl i orrori della gunra q11asi un terzo d.-1 suo t.-rrilorin. dHµ rw r111 1to arrnslala la r., ltiraz1000 -e il lavoro. In t11li co nd izioni è pur SH111pre pnssibile cho l'uomo prosPgu11 a lottare fin o all 'ullirno, s11sten1110 dal <'Oraggio dt>lla di ~perazionH; ma se p,•r un rnouw111o, <·gli si ri p'isa e si guarda attorno, gli si troncano i nervi, e l,1 pace diventa per lui un b isogno irrcsi~tibile.
(I ) Q11esta ci fra non è una fi:::ura di r etto rica ; essa è piu ttosto .al disottO' della verità. - Ecco uu c"k olu, nou ce1·to esagerato, delle per,ute fatte da.i Francesi. PRJGlùNIERI Dal G al 18 a gosto A Sédan
30 000 80 000
A J\fotz
HO.O' O
A Pariiti Ne lle varie Piazze . Dell'Eser ci to di A tirelle de Paladines di Chamy d1 Faiclht'rbe di Bourbaki
300,000 60,000
10.000
':O.OG 'O ~ 0,000
80.000 7:20.00 0
I morti , i fer iti e gli ammalati ono certo abbastanza numerosi ·Compire ciò .che manca. a. fare il ~ ilioue . 0
per
. 272
CRONACA t>OLITIC0 - 1\f il, IT ARE
Ciò si vedo dalle liste dei depulitli. ch e in questo m()menlo che scriviamo, ci 11on11nzia il telegrafo; il parrito del la gu erra ad ogni costo non rhbe il lrioofu che io alruni rari di purlimeoli, fra quelli ancora loulan i dal teat ro della guerra. I prossimi giorni ci portoran r: o lii notizi e dello discussio ni o delledeliborazioni dell'asse mblea che oggi si raduna. - Giammai uo·assornb lea si trovò a riuni rsi io rnom• ·oto più solenue ; l'ssa, è chi1Jmata a decid,•re della pace o della gu erra, della r epubblica o della monarchia.
1
SULl1A DU ESA DEGLI STATI INGENERALE EDELL'ITALIA JN PARTICOLARE
X.
CONTJ NUAZ( ÒNB -
Vedt dispensa-del febbraio 1871.
MEMORIA Il. ' D I FESA DELL-E COSTE
I. MAnTINI
Stabilito che il sistema gen erale difensivo dell'Italia può e ·deve · basarsi -sopra un ridotto cèntrale unico di difesa e che la postazione di quest.o ridotto vuol esL's ere fissata nella zona di terreno circoscritta a nord e levante daila catena degli ·Apennini fr~a i passi dcll'A-betone e di. Bocca Tràbaria, a ponèn te ·dal mare fra Spezia e Livorno, a sud dai fiumi :s erchio ed Arno,-fra Pisa, Pontassieve e San 'Miniato con centro a Pisloia, 'èsàminiamo ora. la natura, enLitù e p'ostazione> delle difese da stabilirsi sulle varie sue frontiere ·per· opporsi ad ·un'invasione dalle 'medesime con · quella maggiore · efficacia che rispm1da , all'importanza delle impr ese·n.emic-he prevedibili e, possibili- su ciasctina di esse .
CAnr.o Gerente.
AffKO XVI, VOL. I.
t
18
E DELL'ITA LTA IN l'ARTJCOL 1dm
SULLA DIFESA DEGLl STATI IN GENERAl,E
li. . (;ià h~ fatt? v~dere che non vi ha confronto possibile fra 1 pencoli che possono minacciare l' Italia da terra e quelli a cui può essere esposta cl.al mare: se vogli:amo a,dunque che le misure di difesa sieno proporzionate a questi peri.coli sarà già d'uopo che noi consideriamo .a parte le frontiere continentali dell'Italia da quelle marittime; questa separazione è d'altra parte anche necessaria per la diversità degli ns ..,coli che si possoùo -stabilire a difesa di ciascuna di esse e che meglio si convengono a contrastare gli attacchi di natura essenzialmente diversa che da terra o da mare può sviluppare l'aggressore .
lII.
.
Consideran~ dapprima le frontiere continentali, osserviamo che per studiare un sistema di clitesa conveniente a ciascuna di esse è ancora d'uopo cli ripartirle a seconda della loro natura, cioè se formale da catene di montagne con pochi e ben conosciuti passi accessibili ali' artiglieria e carriaggi di versi, se formate da un corso cl' acqwi. considerevole con possesso per ~arte del difensore di entrambe le rive, oppure se intierarnen te aperte . È evidente inf8:tti che se nel primo caso si riesce a custodire diligentemente i vari passi accessi.bili in modo da scoprire in t.émpo quelli sui quali il nemico dirige
;i. suoi sforzi principali, sarà sempre possibile al difen' ·s ore cli concentrarvi forze almeno uguali. per resìstere, ìmperocchè per una stretta -valle l'aggressore non pui) .far concorrere i mezzi superiori di cui anche dispo- · ncsse; quesLe frontiere sono sieurarnente le migliori sotto il rapporto difensivo e le storie u:ililari ci dimo·strano' che -sot?ra frontiere siffatte, senza una superio·rità assoluta o nella direzione delle· opera1;ioni o nella ~ istruzione e valore delle truppe che invadono, la resistenza del difensore può essere protratta quasi inde:finiw.rnente , come ne sono prova le campagne t.ra la Re pubblica fran eese ed il Piemonte negli anni 1792 al '1796. Se poi la fronliera è costituita da un g ran corso d'acqua, con possesso per parte del difensore di en. trambe le rive, è evidente che se questi con opere di fortificazion e erette a cavallo del fiume sulle strade prineipali che lo attraversano si renda padrone eh tutte le comunicazioni più importanti e distrugga tutti gli altri minori passaggi, in allora il corso d' ,tcqua cessa di essere ostacolo per il difensore, il quale pnò sboccare sopra una ripa o sopra l'altra col suo eserci.to, mentre invece si conserva tale in tutta la sua estensione per , l'aggressore, il quale trovasi anzi li1nitati e circoscritti i punti di passaggio tra una e fortezza e l'altr,l, colla -condiziqne più sf'avor;evole ancora di doverseli creare -con mezzi art.ificiali e per così dire di viva forza. Queste frontiere sono anche eccellenti per la difensiva ·e le storie militari ci dimostrano che senza una superiorità di numero decisiva ottenuta o con una rapiditù eh mobilizzazione o con abilitò. di direzione, è raro che un aggressore riesca ·a superare in qualche punto una front.iera di lal fatta, la quale è inoltre conside_rata opportunissima per invadere il tenitorio nemico, come ne sono prova tutte le campagne della Repubblica fran cese dopoehè st.abill le sue frontiere sul Reno, nonchè
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SULLA DIFESA DEGLI STATI IN GENEllAI.E
c.l?elle .del pri~10 r.rnpero, ment:re egli è solo dopo i disastri sangu10 os1 toccati da :Napoleone I in Russja . nel ·f 8·12 e in .\Jlemagna nel 18 13 che fu possibile twli alleati di superare questa barri·era e d'invadere il suolo francese. Se, infine , la frontiera è coslituila da un corso di acqua di cui nessuno dei confinanli possegga entrambe le rive, oppure 110n siu limitata da alcun os tacolo uaturale, egli è evidente che il successo della invasione dipende intieram ente dal sito in ct1i il difensore satù riescito ~ concentrare le 'sue forze e dall'esito del pi·i.mo cornbatt1mento che avrà dovuto sostenel'r contro l'aggressore; queste frontiere sono sicuramente le meno favorevoli alla difensiva e le storie rnihtari ci dimos11·ano che la violazione di esse può essere anche improvvisa, inaspettata, e la IÒro difesa non trovare seria ed efficace resistenza che molto più addentro nel territorio del ?ifensore e forse anche esseI'e completamente paralizzala fin dal principio della lotta se colla prima sconfitta toccata in campo ,iperto l'esercito mobile della tlrt'esa' sia stato distruUo o separato dalla suu base di operazione, come ne fanno prova a danno del Piemonte la campagHa del ~8~.!J in Lomellina, e a danno della Fran cia la recente campagna del 4870~7,t. Se adunque .noi YOgliamo ordinal'e la difesa territoriale d'Italia sulle sue frontiere continentali che da Ventimiglia sul Wled.il.erraneo si estendono prima per Jn catena delle Alpi fin o presso Corinons sull'Isom~o, e poi per questo fium e si estendono da Cormons fino oltre à Latisana sul marn Adriati co, e prepara rla in modo a.ù assicurarci in ogni sua parte i maggiori e più effi caci elementi di res istenza, ci è d'uopo di considerare separatam ente il tratto di essa formato dall a catena delle Alpi da Ventimiglia a Cormons, ed il tratto formalo dall'Isonzo da Cormons a Latisana.
E OELJ; lTA,LIA IN l'Al\TICOLA !lii!
271
IV.
Ora considerata unicamente peI' la nalura dell' ostacolo naturnle eia cui è costituita, e nitm conto tenuto -delle condizion i delle potenze limitrofe perchè nell'ipotesi in oggi ammessibilissimt1. che la neutralità della Svizzera possa essere violata dalla Germania, i pericoli di un'invasion e si devono considerare come possibili ed ugualmen(e potenti in ogni sua parte, la frontiera alpin a d'Italia appal'tiene alla prim a categoria di fron tier.e continentali costituita da UDé\ grnncle catena di moncagne con passi rotabili limitati di numero e ben conosciuti, quali sono venendo da Ventimiglia: S fradci della Corn,ice (sulla riviera ligure di ponente ); St1·ada qel Colle di Tenda (valle della Vermegnana); Stmda del Colle A1·gentaro o della, .lfaddalena (valle <della Stura di Tanaro); Strada clel 1lfongineV1·0 (va.lle <lel Chi sone) ; Sfrada del .llong·ineiwo (valle deila Dora Riparia); St·l'Cicla del Honcenisio (valle della r.eni.schia)-; St1·aclcf del pi'ccolo e gmncle San TJe1·nardo (valle <lell;,. Horn Baltea); Stracla del Sempione (valle d'Ossola); St1·ada del San Gotta1·do (vulle Ticino) e del Colle San BernanHno (valle Miscocco} che si riuniscono a Bellinzona in territorio svizzero e discendono in Italia per varie strade tuu.e ro tabili ; Stmde dello Spluguen (valle San Giacomo) e del Pa~so diilfaloia (sorgen1i dell'.J un) che si riu~iscono a Chiavenna: Strnda del Colle Be1·nùia (val Poschiavo) e Strada, dello Stelvio (Valtellina} che si congiungono a 'rfrano;
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SULLA OIFKSA OJWLl STATI 1N GENERALE
Strada del l'anale (val Trompia); Stmda, d'An(o (val d'Idro); · Stmda del Jh-enne1'0 (valle d'Adige);
Stmda al passo della Foga,z za (valle di Schio)·· Strada dt T1'ento (valle Sugana); ' Str-ada di Cado1·e (valle del Piave); . ~fr_ada del Ponteba(valli del Tagliamento e della Tella); ClO P. rn tul~o 17 strade ve ram ente accessibili a qua1~nq~e tramo, che giungono separate s ul territorio d ll~lia, senza tener conto di quelle del Snn Gottardo e_ d1 . San Bernardin o, le quali punto di lorn congrnnz10nc in Svizzera a Bellinzona si diramano in più s_trade che tulle arrivano disgiunte alla nostra front1er.i col Canton Ticino. Quali sm:unno le difese a prepararsi in ciascuna di q~este valh per contendere il passo ad un'invasione ne'.nr~~l e per a~sicurare ~I difensore elementi cli resistenza 1 p1u efficaci e potenll 1 . t ~sciando per ora in disparie le molliple strade che s, diramano da Bellinzo11a, cssenclochè per sua ecceziorwlità il confine che iri ci sepura dal Canrou Ticino sort_c da_lla categoria dì frontiera alpina, e occupan<_loc1. ume~tmenle di quelle cl1 e giungono nlla nostra Jronllera· sia alla giogaia s tessa delle Alpi, sia almeno per una valle ben pronunziata, noi vedi.umo che tre sono 1 m~zzi suggerili dall'arte per creare oslacoli all~ nrnrcia dell aggressore e favorfre la difesa, cioè : . Preparare i~ tempo di pace con camere da mina 0 1~1 altro modo pron lo ed appropriato i mezzi di distruzw_nc. dell_a str~d_a, approffittando dei ponti, gallerie, a~ti r~ves~1~ent1 m rnuralw·a, streue, ccc., che per J'ordn:ar10 s1 incontrano nelle strade di. montngna, onde ~01 valersene all'apertura delle ostilil à ed intercettare ti passo. . Studiure in tempo di pace le posizioni piùr oppor-
i
E DELT.'ITALIA IN l'AIITICOLAI\E
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I.une ed. apprnpriate per eseguire poi, all'approssirnar·si della guerra, dei trinceramenti con opere occasionali· e materiali raccolli sul sito. atti a rinforzare la r esi' stenza del difensore e po1:lo in grado di sostenersi ulrneno temporariamente contro forze anche superiori. Costruir-e in tempo di. pace dei forti così detti di sbarramento, i quali collocati in posizioni già forti per natura e resi pil'.1 polenti ancora dall'arte con robustezza èi profili di fo:rt.ifì cazione permanenLe valgo.no · a conl.rnsta~e fino alla loro espugnazione la marcia delle masse ne1rnche- cd 9bblighino l'aggressore a far avanzare per questa espugnazione mezzi di attacco più potenti che 11011 sono quelli cl' uso per le operazioni I . campa11. Si comprende l~tcilmenle che col primo d i questi mezzi gli osta~oli creati sono di ben lieve momento contro un aggréSsore agguerrito, il quale assai presto, eolle risorse cli cui ora dispongono gli eserciti ben ordinali, potrà riparare i g uasti e ristabilire il passagg io; :;e la guerra scor,pia impt·oV\'isa può ben accadere che su taluno cli detti passi e su quelli uppunLo prescelti per l'invasione il ,li tensore sia prevenuto dall' aggressore anche con semplici distaccamenti che disturberanno l'opera di distruzion~ e la faranno anche andare a vuoto; questi impedimenli così creati sono osta.coli ugualmente per il difenso:·e quando gli occorresse di prendere l'offen sira alla sua volta e potrebbero fargli mancare un' occasione propizia; in!ine queste distruzioni. applicate indistintame::ile a tutte le strade r otabili di montagna come la prncl enza lo esigerebbe, onde non essere sorpresi in alcun punto del nostro confine, potrebbero ben essere misure inutili per quei passi che l'aggressore non avesse prescelto a scopo cli sua invasione e intanto danni involontari, incalcolabili noi ci saremmo cagi~nati da noi stessi che accrescerebhero
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SU Ll,A DI FESA DEGLI s:1wn JN Gb:NERA LE
F. ng1,1:rrALlA I N 'PARTICOLARE
in enorme misura i sacrifici delìa guerra e le sue funeste conseguenze. L'esempio deUa Francia in questa ultima guerra dimosr.r:a con troppa evidenza questa verità perchè sia lecito di metterla in dubbio, ed jo sono certo che la ricostruzione delle opere volontariamente distrutte non sarà il minore fru i saorifizi che dopo la pace le foraono risentire gli effetti della lottr. lunga e sanguinosa sostenuta. Si comprende non meno facilmente che col mezzo di trinceramen ti. occasionali non sono nè anche ostacoli di rilievo che si creano alla marcia di ur aggressore che abbia riescito, con un' abile· clirezioqè, a concentrare rapidarnent,e in una di queste vnlli una grande superioritù di forze, imperncchè queste opere occasionali, anche preventivamente studiale, ma improvvisamente eseguite al momento d'una guerra sopra terreni che mancano per l'ordinario clell'elern~nto più essenziale aJla loro costituzione, cioè tcrr., o sabhia, potranno difficilmP.nle avere una resistenzD che non possa essere superala coi mezzi stessi che s'impiegano nelle operazioni campali, ed allora, se sarà abilmente condott.a con superioì:·itb cli mezzi, l' iuva sione avrà ben presto raggiu nto il suo scopo, masStmo se si tien conlo ehe i trinceramen ti per essere armati d'artiglierje dovranno per lo più eIIe t.tuarsi nell'alveo rlclla valle o sulla strada, cioè sopra luoghi naturalm ente accessibili, sicchè nel caso nostro deJI' Italia I' aggressore il quale discende le valli al seguito del difensore avrà per l'ordinario ancora su di lui il vantaggio della p0sizione dominante. . Col terzo mezzo se il forte di sbarramento sarà stato .1 I . . b en situato 111 mooo che la st.l'ada, sia inle.rcettata, ,s e sarà stabilito in posizione abbastanza elevata per non essere dominato nel limite del campo di tiro, se sar à soliclarnente <:ostrutto in rnotio che I~ artiglierie di carn~
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pagna non abbiano sufficiente efficacia a distruggerlo e non possano nemmeno avanzarsi a tiro senza grave pericolo, si comprende invece quali difficoltà incon~ trerà l'aggressore ad aprirsi un passo per avanzar~t colle sue masse e dar seguito all' invasione; tut,Lo dimostra che se non si fanno avanzare artiglierie pi,'t potenti la resistenza_potr.\ essere indefinita, e intanto nel tempo che avanzano le artiglie rie grosse il dilensore avrà avuto mezzo di portare sul sito forze competenti per respingere l'invasione, _essendochè, come già si disse, in una valle ristretta un aggressore non può spiegare lutti i mezzi superiori di cui anch e per avvenLura disponesse, e così il ri sultato essenziale ohe deve attendersi il difensore, quello cioè di non lasciarsi sorprcnrlcee , sani consegui to, mentre ben di rado e sempre inconwiutamenle si ouerrebbe colla sernplioe rovina delle strade o con trinceramenti ·di fortificazione occasionale. Non deve aclunque r eca re me raviglia se gli autol'i. più accreditati propugnano concordemente per la difesa delle front iere costituite da catene di montagne auravcrsat.e da poche e rl et.erminute strad e rotabili la erezione cli un foete permanente di sbarramento in ciascuna di esse ; ciò non toglie che contemporaneamente, dove la cosa ò poss·ihile ed opportu na, qu esta difesa principale venga sussidiata da altre dif'.ese ~ella natura cli quelle sopra enunciate, cioè la d1slruz1one di str-ade e fortificazio ni occasionali, ma ciò solo come misure accessorie e per convalidare una resi~tenza già essenzialmente assicurala dal forte di sbarramento; che anzi in lal caso il ripiego della distrur.ione delle strad e potrà divenire pfficacissi.mo e quasi mai ~nfruttuoso, perchè, preparato o sotto il campo clt tn:o del forte o più indietro, non rischierà rl i ess':1·e d1Slut1bato, polpi\ sempre esse l'e mandato nel efletto al
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· SULLA DH'ESA DEGLI STATI I N GENERALE
E òELl,'lTALlA IN PA!l1'1COLAI\E
solo tempo opportuno e perderà così i suoi più gravi inconvenienti sopra segnalati. Così pure i trinceram enti occosionali costrutlt con materiali abbondantèmente reperibili sul sito, come sono appunto i legnami, diverranno efficacissimi per occupare quei passaggi accessibil i alla sola fanteria e. varranno a contrastare i movimenti giranti delr opera principale. Per la _nostra Halia adunque le 17 strade sopra enumerate che attraverso le Alpi mettono al confine nemico, dove le invasioni possono essere per numero di armati poderossirne, e giungere anche irnpro_vvise, non affidiamo la difesa del suo.lo altrimenti. che ad opere capaci di una va.lida resistenza ed eleviamo m tutte senza eccezione un forte cli sbarramento nel sito conveniente, di ampiezza e robustezza proporzionata aWimportanza della strada ed alle condizioni del. terreno; riserviamo invece i mezzi sussidiari per i passi di minor momento .c.he non possono dar passaggio a forti colonne, passi ch'io non ho nemmeno enumerati perchè di ·secondaria importanza, oppure per accrescere ancora · maggiormente e momentanearnènte lP- difficoltà della· marcia dell'aggrèss0re sulle strade principali già convenientemente sbarrate. Senonchè vuolsi qui fare un'osservazione essenziale che riguarda la strada cosidetta della Cornice, la quale corre lunghesso il lido della riviera ligure di ponente · fra Ventimiglia e Genova. Le . condizioni topografiche e militari di questa strada sono ben diverse dalle altre 16 che abbiamo considel'ate e ad evidenza molto più favorevoli ad uh aggressore che tentasse da quella invadere lo Stato, imperocchè ivi; supen3.to il primo ostacolo, ossia lo sbarramento di_ Ventimiglia, non è più una sola strada che · gli si apre rinchiusa in una valle, per lo più poco fer1ile, che lo obbliga _a condurre al suo seguito i viveri
ed i foraggi, ma una zona più o_me~o larga_ di: territorio, provvista in abbondanza di ogm sorta di risors~ '. alla quale fanno capo ben altre 4 strade tutte rotabili che, attraversando gli Apennini, penetrano nella vali~ del Po, cioè : Strnda da Oneglia a Pieve in val di Tanaro_; . Strada cla Albenga a (;a1'essio parimenti m val d'i {l'anaro; _ Strnda da P,inale ad Osiglia in valle cli Bormida; 8t·1·acla da S'a1Jona a Cafro parimenti in val cli Bormida. Inoltre questa strada dello Corn i.ce è ancora fian cheggiata dal mare, sul quale il . ne1~1ico che potr:bb~ sceu·lierfa allo scopo di invasione, cioè la Fl'ancia, e pot~nlissima pet rispetto all'Italia , sicchè gli sbarchi di truppe, materiali e veuovagli.e, che sareb?ero poco a temersi quando la via non fosse anche torzata _da terra e si potessero dal difensore contrastar·e alla riva stessa del mare, diverranno invece facilissimj quando già la strada sia percorsa daHe masse ~emic~e . provenienti da Nizza, 'Monaco e Mentone, di susMd10 efficaèissimo a proceggere la marcia dell' aggressore e provved ere le st~e . co~onne di tutt? .l'occ_or~ent: .... Infine Je condmom stesse del fo1 te eh 'entumgha, che dovrebbe chiudere questo passo importantissimo, sono ineÒrnparahilmente infe riori a quelli: cli sbarramento delle allre valli alpine, comecchè 11 !erreno su cui. è impiantata la fortezza ne rende difficile la roLusta erezione, senza dare alle sue fortificazioni un'ampiezza fuori di ogni pI'oporzione, e la sua postazio?e prec!samente al confine la esporrebbe ad un colpo eh mano rn ., . caso di guerra improvvisa. Sarebbe pertanto un mancare alle regole prn volga:1 della pruden7.a e compromettere gl'inte1:essi della difesa se · per éhiudere la strada della Cormce contro ~na invasione della Francia, e con ·es~a le 4. strade prm-
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SULLA DIFESA 0.1<:cu STATI IN GENEllALE
cipali sopranumerate che dalla riviera ligure mettono, attrnverso l' Apennino, in Piemonte, noi ci affidassimo alla sola fortezza di Ventimiglia, ma si rende invece i:iecessario di chiudare con altri sbnrramenti la str:ada stessa della Cornice, oppure le s1rade che valicano !'A.pennino, oppure promiscuamente; e così sono altri 4 forti di sbarramento che converrà aggiungere al novero che sopra abbiamo fatto, pet contrastare alla frontie ra stessa ogni invasione da tena. Avremo cosi 21 forti por la dilesa della sola frontiera alpina ed apenninica da Genova sul ~Ieditenaneo a Cormons sull'Isonzo, la quale rn\sura 'oltre u chilometri 1000 , o quando pure noi vogliamo ammeuere che la costruzione di ogni forte compreso il suo armamento ascenda a 2 milioni per ciascuno, ossia' 3.0 milioni in tuuo (si dedu cono dai 2 1 i 7 sbarramenti che g'iò esistono a Ventimiglia, Vinadio. Fenestrelle ExiJles, .Bard, Rocca d'Anfo e Rivoli), se ,noi conside~ riamo di quale sussidio ci saranno allo scoppio, d'una guerra per preparare la nostra mobilizzazione, per riconoscere e ben giudicnre dei passi su cuì l'invasione nemica dirigerà i suoi sforzi onde concenLrare le nostre ma~s~ sul p~rnto decisivo e combauere l'aggressoee con tutl1 1 nostri mezzi: c~rl~ non ci lascieremo sgomenta~e da queslo sacr1~z1~, 11 quale anche solo per questo pt1mo effetto sac-à gmchcalo come minimo a confronto delle spese inlì·uttuose e dei danni incalcolabili che .avressjmo _a sopportare da un'invasione rapida e po1;.ea~e che c1 s~~·pren<l~~se in mezzo ai noslri preparativi. vedremo Plll Lardi 11 sussidio che da questi !orli di sbaerarnenLo c i su rò. lecito di attendere anche nel corso ulteriore della difesa e riconosceremo allora mo<r,lio la eflìc.:icìa di essi. " Io non entrerò ora a. designa re i punti di cinscuna valle o 81.rada ·in cui vorranno essere m·elli i si'ngo h 1
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K OEl,l.'I'rAl.lA IN PAllTICOLARE
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forti, comeccltè ciò sorlfrebbe dai limiti di unu semplice Mernoria sulla. difesa in generale degli Stali e dell'Ilalia in particolare, e non mi sarebbe nemmeno concesso dalla mia posizione speciale; quanlo ne ho detto basta, io spero, a chiarire, come è il mio scopo, che 'la difesa ·élel nostro Stato può e deve essere prcpal'ata anche per le frontiere costituite da montagne, secondo -i principii più accreditati dagli m.1lor'i, e ne riceverà pdWnle elemento cli resistenza. Chiuderò con una semplice osservazione clie rni sembra opportunissima al caso e anche palpitante di attualità. Se la Francia avesse avuto ·verso la Germania una frontiera costituita come è 'là nosLra a ·p0nente ed a nord, se in tempo vi avesse preparati i fo l'ti di sbarramento in tutte le valli e che quesci, come Ri.tche e Phalsb urg pei Yosgi, Toul in Lorena, ecc., avessero resistito a tutti gli attacchi diretli 'Con semplici mezzi campali, l'invasione germanica del 11870 avrebbe essa potuto a vor quelle conseguenze disastrose e quasi uniclte nelle stori.e, che noi vedemmo? Non di.rn entichiam6 'p er allr·o quello che ho avvertito ·prù sopra, cioè che queste difese non possono erigersi al momento della guerra, ma vogliono essere pteparato in tempo di pace, e non differiamo perciò di metterci all'opera se non vogliamo avere dei gravi disinganni col rimorso fra tuui il più insopportabile o che solo fra tanti non ba nemmeno la Frnncia in mezzo alle atluali calamitò., cioè di avere trascm:a.to volontariamente una fortuna rara che ci offrono i confini dalla natura segnati all'll~lia. ~Ii resta ora a parlare dello sbocco che ancora re..,, sterebbe aperto alle ·strade dello Splugu"en e di S. Bèr'nardiito che si riuniscono a Bellinzona in territorio svizzero e discendono in Italia per varie strade rotabili ; ma siccome noi non possiamo portarci in alto
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SULl,A DU'ESA DEGl,I STATI IN GENRBA.U:
nelle due valli percorse dalle strade, questo tratto ·di confine vorrà essere- da. noi considerato come aperto ed i mezzi ad impiegarsi verranno indicati tosto che parleremo della difosa delle frontiere _a perte . Osser.:viamo qui solo di passaggio che ,la Svizzera essendo potenza néutrale noi non abbiamo alcun interesse a violarne il territorio; se l'interesse sarà de1 nemico -che ci move~se guerra, è probabile ·che avremo la Svizzera alleata ed in tal caso il pat.rioltismo e il valore di questa eroica popolazione ci saranno cli valido compenso a ciuesto inconveniente di configurazione del confine ed i suoi sforzi varranno bene a contrastare questa unica porti;\ apei:'la; ma nel caso peggiore noi avremo sempre il mezzo di entrare noi stessi in Svizzera prima che sia invasa ed allora noi ci porteremo rapidarnente in alto flellè valli e là sarà veramenLè il caso, con opere occ~sionali, r@vina di s l.rade e con grande concentramento di truppe di provvedei·e ad una ostinata difesa. Quando la Svizzera ancora c:i fosse nemica ei. troveremo allora nel caso - di una .frontiera aperta, di ~ cui imprendo. adesso a trattare per applicarla essenzialmente al confine orientale da Cormons sull'Isonzo a Latisana presso il rnar·e Adriatico .
V.
Questa categoria di frontiere è. , come· dissi, la più . sfavorevole alla difensiva e non occorrono molti argo. menti a dimostrar.lo. " Infatti non basta più, pér arrestare il nemico sopra una frontiera ·siffatta, di occupare le varie strade rotabili, anche con robuste opere di fortificazione; im-
E DELJ,'JTALIA IN PAR1'1GOLAllE
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perocchè il terreno essendo a cèessibi.le ovu?quc, ~ueste opere o piazze da guerra si troverebbero m un -istante avviluppate e messe foori di azione da · un aggress<).re il qua le con rapidità cli mobilizzaz~on~ o. con super-~otità di mezzi si avanzasse nel lerrltono mlerposto fra · le piazze fuori del tiro delle loro arLiglierie; chè anzi. non è nemmeno necessario che vengano avviluppate con forze poco disuguali al presidio (ciò che fu ~i mostrato possibile r ecenternentc a ;\1etz anche•pe:r le p1a?e di ·1° ordine con intieri eserciti in esse r1coverat.1), rna è sufficiente che sieno osservate con corpi anche inferiori al presidio stesso, convenientemente postati e protetti da opere del mornenlo, perchè l' ~ggressore possa avanzarsi senza timor~ e se~z_a pencol? .nella sua invasione come fecero gh eserciti germamc1 nell'ultima campagna a riguardo di Strasburgo, Bitche, Phalsborg, Toul, ecc. , Inoltre per queste ' piazze siLuate sulla estrema fron,tiera havvi altro pericolo a temersi quando una guerra ~coppiasse all'improvviso :in mezzo ad ?na pace profonda ed è quello cli essere sorprese pnma cl:e sieno conv;nientemente poslc in stato di difosa e d1 cadere -così in· mano dell'aggressore per farne base_delle su~ operazioni, ciò che non può a:1venire (?sserv1amolo qm di passaggio, al solo scopo_ eh p_rev_ernre qualche obbiezione in contrario) per i forti d1 sbarran:enlo proposti per i pas_si di montagna, pcr~hè questi-no~ sono mai situati che a una o due marc1e dalla frontiera e .per un'invasione in una valle l'.mga. e_d i_nospital~ oc~ . corrono per l'ordinario delle d1spos1z10m prevent_w e eh approvvigionamento che segnalere?be~o semp~'e 1 preparativi di guerra e m_ettereb?e~o 11 cb:fensore m grado di prendere le sue misure eh sicurezza . Un solo mezzo veramente sicuro si può idea.re per arresLare sopra una frnnliera aperta un aggressore
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SULLA DU'ES.4. DEGLI STATl IN GENERALE
che disponga ali' aprirsi della gu.erra di una grande s'uperìorità di forze, ·e questo sa,rebbe di costruirvi tma barriem artificiale fo rrn.ata di tante piazze forti quante occor rono per intercettàre coi loi·o tiri incrocicch~a'6i , ·qualunque passaggio interposto, a 1m dipresso co'iY1e usa di colloca:-re fra lo,ro i forti staccàti che oing@ò un grande campo trincerato; ma peT poco ·estes·a che -s ia la fron tiera si comprende che queste piazze , situate da 3 a 4 chilometri di distanza fra loro, Ii accrescerebbero di numero per modo da consumare i tesori . de-Ilo Stato e da sparpagliare troppo le truppe deUa difesa, col grave inconveniente che questa barriera; unà. voi La forzata in un punto colla espugnazione di due piazze al più , tutte, 1e altr·e rimarrebbero inutili per contestare la marcia dèll' aggressore, _col gì·ave danno dell'immobilrzzazione dei loro presidii , ciò che accade bensì, ma in rnino-r scala (osserviam òlo ànche q'ni éli ·passaggi.o per pre vfmire osservazioni in ·contra1·io) per i forti di slrar.ram en'r.o proposti-per i passi di montagna, giacch'è questi non dispongono che di p1'esidii limitatissimi di difesa , cotanto agevolata dalla loto 'situazione naturale ed ,irtificiale fortissima, e trovandòsi a grandi 'disU1nze tra loro nulla si oppone a 'che il difensore assottigli ancora quell i che, ima volta l'invasione prQnnnriconoscessero -zia ta in 'una clètermmata direzione, senza scopo. Questi brevi riflessi dimostrano, a mio avviso,'in in odo 'evident~ che sopra una frontiera intieram~nte aperta non è con opere di fortificazione al contfoe che si deve cèrcar 'rnodo ·di arrestareTinvasione, ma b ~u-sì con l'e~c1'cito ·mobile, procmando con tutti i mezzi ·po-ssibili d i prevenire il nemico ·colla nostra mobiliizaiione od almeno di non lasciarci jfrevenfre, di scegliere il nostro punto di concentramento -più che possibile vicino alla 'fron tiera ·dove il terr eno ci offra però un campo con-
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E DEI.L'ITALIA II'( PAlt1'ICOLARE
veniente di 1~attaglia, se vogliamo realm ente restar sulla difensiv~1,. ed ivi c0n uria prima battaglia combcittula, se poss1b1Je, con vanttlggi0 di posizione e con tutte le nostre forze dispoui bi1i, veder modo di respingere l'attacco . Osserviamo per altro che anche inferiori aU'ao·g~·es~or.e nella total iià delle nostre forze, potrebbe b:mssun o accadere che, per rapidità di mobilizzazione no.i _ci tr-ovassimo super iori a lui per un primo scontro: al qua le egli si avanzasse meno pr·eparato di noi; in Lai caso non esitiamo a, prender noi stessi l'in iziativa portandoci sul suo territorio per sorprenderlo in mezzo · ai suoi prepa rativi; sarà questo il mezzo di valerci dei grandi vank1.ggi che l'offe1jsiva ha in generale sulla difensiva e di utilizza.re a nostro favore delt'inconveniente reciproco che per lo più le frontiere aperte presentano per en trambi i belligeranti, Non deve dunque recMe rnaraviglia se gli autori di opere militari più accreditati propugnano il sisten1a di non fortificare con opere permanenti le frontiere inter~mente aperte di uno Stato, ma di sostenere una prima difesa ~ol solo esercito mob ile, ciò che non too-Jie però che si veda m odo di fortificare con opere tr~nsitorie le posizioni più opportune sulle quali il difensore prevederà di dover sostenere un primo scontro, onde aver· così nel momento della lotta un possente sussidio al valore e . all'àzione delle truppe ; ma riteniamo bene che queste opere transitorie non vogliono essere preparate che al momento del bisogno sui punti che si sarà i.n tempo di occupare fortemente, perchè egli è appunto la loro inaspettata apparizione che farà più grande effetto sul nemico. Si racconta a questo proposilo che nella guena del 1866, dopo l'insuccesso delle nostre armi a Custoza, l' arciduca Alberto fu trattenuto dal prendere una vig~ro~u . offensiva in Lombardia per non avere ad u rtare contro la piazù forte cli Cremona, la quale era allora appena abANNO XVI, VOL L
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SULLA. DIFESA. DEGLI STATI lN GENEI\ALE
bozzata e non per anco armata, tanto è l'effetto che gli. ostacoli non conosciuti producono in guerra .' Nemmeno per la nostra frontiera di Gorizia non scostiamoci adunque dai principii più generalmente acereditati e non occupiamoci di essa nel combinare i] sistema generale difensivo del regno; prepariamo bensì per il caso di una guerra sopra questa frontiera le tabelle di --·:,~:ilizzazione del nostro intìero esercito , in modo da assicurarci con tutti i mezzi la superiorità di forze nel primo incontro e dalle più esatte cognizioni che avremo all'approssimarsi della lotta, sull'esito che. potranno avere i nostri movimenti, ci sarà allora dato di stabilire le posizioni ben p~·ecise d·a fortificarsi con opere di campagna, onde assicurarci quei vantaggi non trascurabili che anche in una giornata campale pos'sono . presentare ,le fortificazioni. ' La difesa veramente appoggiata alle for tificazioni permanenti incomincierà per questa frontiera alquanto più. indietro, cioè a quelle piazze fort.ipiù importanti che, come vedremo a suo tempo, oceorrono anche dietro i forti di sbarramento delle montagne per appog~iare efficacemente la resistenza alle frontiere e per difendere l'interno del territorio, ciò che formerà oggetto di una terza ed ultima Memoria. ·
Vl. Preparate le difese di fro rl'liera sui confini continentali dell' Italia, passiamo ora a quelle che si convengono alle front.iHe marittime, le quali comprendendovi le isole di Sardegna, Sicilia e dell'Rlba si estendono da Ventimiglia sulla riviera ligure di ponenle a Messina sul Tir-
E DELL,ITAL!A IN PARTICOLARE
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,reno, da Mess·ina a Taranto sull'Ionio, da Taranto àl Sile oltre Venezia sull'Adriatico e quindi per tutto il eircuito delle isole, eioè per una estensione di chilometri 3000 di costa. .Esaminiamo e discutiamo secondo il consueto ciò ohe c'insegnano gli au tori e poi procuriamo di farne una giudiziosa applicazione a quest'immensa estensione di costa della penisola italiana, per mod o che la resistenza sulla frontiera possa essere ovunque proporzionata ai pericoli che ci sovrastano da essa, e in quella misura che non sor!e dai limiti del possibile per un regno che non ha e non potrà avere per lungo tempo tesori jnesauribili da profondere in opere di difesa. Pochi sono gli scrilli militari che tratlano della difesa degli Stati dalla parte di mare e nessuno abbas tanza recente che tenga il debito conto dei progressi fatti dalla navigazione per mezzo del vapore, nonchè dell'accresciuta efficacia dei mezzi cli attacco della marina, dovuti alla potenza delle nuove artiglierie e alla corazzatura dei legni da guerra. Noi ci troviamo quindi teoricamenle ancora al sistema antico, che è tuttavia in uso presso alcune potenze e specialmepte presso l'Jnghiherra, fatta però, b en inteso, eccezione per la solidità delle opere ·ehe venne generalmente accresciuta. Questo sistema consiste nello stabilire piazze forti in tutti i porti o rade atte a ricoverare la flolla e gli s tabilimenti marittimi mililari, onde coprirli da un attacco sia da terra, sia dal mare; nell'erigere batterie di costa su tutti i capi sporgenti in mare' e dominanti le cosi.e, per tenere lontani i legni nemiei e proteggere il cal)otaggio; disporre posti di. guardie e vedette per rilegare fra loro i mezzi di difesa e dare avviso dei movimenti del nemieo; stabilire finalmente sbarràggi ed · ostacoli sottomarini per impedire l'accostamento al lido di bastimenti nemici; il tutto perchè il difensore possa..
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SULl,A DlRESA DEGLI S.TA'rt IN GENERALE
tue>varsi in misura di contrastare qualsiasi anche minim@ sbarco sopra qualunque punto delle coste. SenoncM l'esperienza ed il ragionameoto hanno oggimai dimostrato i gravi difelli di questo siste.ma, s~a ~1er il 5crrande sparpagl iamento di forze che esige,. srn r . per le spese enormi di costruzione e di. manutenZH),Oe delle fortificazioni che richiede, ed infalti no.i lo vediamo andare in disuso da qualche tempo press0 quasi LUlle le potenze, ed in Jtalia tulle le torri innumerevoli che servivano appunto di punti d'osservazione o batterie destinate a proteggere il cabotaggio, le quali er·uno in numero poco inferiore al 1000, giù sono state abbandonate dal servizio n1ilitare e rimesse al demanio dello. Stato. In oggi s.e noi vogliamo concretare qualche cosa di positivo. sa questo argomento che riveste un carattere di singolare importanza per l'Italia, stante lo. grandce::;tensione delle sue coste e la: nota insufficienza della sua marina militare a cui spetterebbe il principal còmpiLo in questa ptu,te della difesa generale dello Stato, noi dobbiamo anzitutto farci un giusto concetto tanto èlella entità dei pericoli che la minacciano da q~1esto lato, qua!'lto della loro intrinseca natura. . ·· . Sull' enti là dei peric;oli non occorre p,ù parla.re dopo . quanto già vemle esposto nella ,t a Memori~,. e basta . ricordare come questi siano stati dimostrati mcompu,rahilrne11te ·minori di quelli che ci sovrastano da teert;l. Circa la natw-a di essi r:icordiamo .quanto già fo detto allora cioè che un'impresa di qualchè importanza dal mm:e,' ossia u~o sbarco considerevole di truppe, l'ago-ressore non, può tentarlo che in un posto ·atto a dar fonclo ìHL l!tna squadra, sia per aver la possibilità di scendere a terra rapidamente ed in forza, sia per avere la cer-tezza di ritù:arn nuovamente le truppe se il diiens.oPe si ti:ova.sse in ijncisura di .aLtaccarle e di sbarc1
293 ragliarle, onde non corrano rischio di essere .gettate 1n mare. Io ben so che alcuni, esagerando oltre ogni misura la potenza 1;1cquistata dalla marina militare col vapore e colle arti:glierie attuali, si preoccupano di possibili sbarchi in grandi forze s,o pra qualunque punto del li.tor-a.le, le cui spiaggie sieno accessibili, e hon si p'eritano di parlnre cli ,100 ,000 uomini che da tnl momento all' a!Lro possono cornpar ii·e in un dato puntò incognito della costa per tentare una rnpitla e pot-ente in'V'asione e mettere a soqquadro tutto il territorio circost.mte; si ci.La corne esempio l,J campagna di Crirne.i del 18/H,-55-15(1 in cui Fran cja, Inghilierra, Pìetn0nte ·e Turchia trasportarono ben ohre a 2'00 mih1 combatlenii in quella lontana pen isola, e(fcttuanclo il primo :Sbarco nel piccolo porto d' Eupa toria e sulla adiacente costa. Ma, se si vnol stare nella verità delle c0se e dei.: fatti, è pur d'uopo riconoscere l:he siffo.ue ·asserzioni sono teoricamente inammissibili, inq,uantochè non vi l;iac ìria·~ rina a,J mondo che disponga cli legni da sbarco sufficienti al trasporlo simultaneo di •100 rnila uomini con tutti i materiali da: guerra da cui clevon.0 es~er"e acoompagnati e col vettovagli,ùnento necessariò per farli vivere armeno nei primi· gi·o mi dopo lo sbarco, fino a che, avunzttndo, abbia potuto trovare sul territorio invaso le risorse tl'll'uopo necessarie; non v'ha:- condot:tier0· che si antlntttrerebbe di gettare sull e coste ima si1 eònsiderevole rrra'5sa: di: truppe senzà assicurarsi almenè il · possesso di un porto· abbastanza, ampio· do:ve possa essere agevola(o eél assicurat@ c@ntro i fortu,rtt:1,Ji del r,n,we un0 sbarco di tale en bilà ed evitare la triste eventutllità di vedersi l'operazione interrotta à mezzo col più grave ed irreparabile perieol0 dei primi sbarcat:i. E difatti se consifjleriarno il fatto de1la guerra di Crimea, , .E om,1!1TAl.,IA lN PAU'fICOLAHlj;
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E DF.LT,'lTALlA IN PARTICOLARE
SULLA DJF'F.SA DEGLI STATI JN GF.!'iERAl,E
noi vediamo che il primo sbarco .ad Eupatoria, · con tutte le risorse delle marine militari riunite cii Francia, Inghilterra e Turchia, non superò i 50 mila uomini, sebbene per la sicurezza che presentava il i\Iar Nero tutte le navi abbiano poluto essere usufruite per legni da trasporto; noi vedi.amo che la battaglia d'Alma che nel domani istesso dello sbarco dovettero affrontare gli alleati costìluiva infatti per essi un pericolo a cui non s.i sottrassero che a forza di valore e di eroismo e che l' operazione poteva cambiarsi in un vero disastro se la lotta fosse stata meno fortunata; noi vediamo èhe dopo la vittoria istessa i vincitori non si. preoccupa ron o di altro che di. andare in cerca di porti, cioè,. Kamiens e Balaklava per stabilirvisi convenientementee ricevere le sussistenze indispensabili al loro esercito, tra~curando perfino, nel girare la piazza di Sebastopoli' da levante, di fare una ricognizione dei dintorni e · prender possesso, senza colpo ferire, come avrebbero potuto, di quelle posizioni d'approccio (~fonte. Verde, ecc.), in allora non pee anco occupate dai Russi e che costarono poi due anni di lotta colossale per essere occupate più tardi; noi vedìamo che malgrado gli. sforzi incredibili di tre potenze riunite, sacrifizi. di uomini e di danaro fuori d'ogni proporzione coll'importanza dell'impresa, questa durò quasi 3 anni, mentre sarebbe ·stata sicuramente terminata in sei mesi se avesse potuto essere condotta da terra con tutte le forze disponibili e riunite delle quattro potenze alleate; noi. vediamo infine che se l'impresa stessa finì per ottenere un successo (certo non proporzionale ai sacrifizi incontrati), ciò devesi unicamente alla difficoltà per i Russi di condurre in quella est.rema loro provincia forze convenienti a contrastare l'agg1;essione, all'enorme distanza dei luoghi d,al centro dell'impero, sicchè i soccorsi all' ~sercito ·auivo non giungevano che dopo,
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tre mesi di marc~e faticose a piedi e ridotti sempre a meno della metà del loro effettivo. Tutto questo è storico ; dimostra come gli esempi a comprova dei principii vogliono essere citati nella loro integrale verità, e non solo parzialmente, e dà un'idea giusta delle difficoltà che incontrano sbarchi importanti sulle coste intieram ente aperte. ' Io ne dedurrò con maggior verità di illazione che operazioni di tal {alt.a sono assolutamente eccezionali, non ,sono tentale che per un grande scopo, come sarebbe l'impadronirsi d'un grande arsenale marittimo e di un'intiera flotta, com'era appunto .il caso di Sebastopoli, non s'improvvisano per modo che il difensore non abbia tempo di concentrare forze competenti a respingerle, massime coi mezzi attuali di segnalazione e di trasporto, ben più celeri da terra che sul mare; essi sono invece prepal'ati da lunga mano e avver.titi in conseguenza dal difensore; ed a ogni modo in vicinanza al punto , di sbarco dovrà pur sempre trovarsi un qualche porto sul quale il nemico possa fare assegnamento d' impadronirsi non fosse altro che per l'ulteriore approvvigionamento dell'esercito' sbarcato. Se per tanto .sulle coste marittime noi fol'tificheremo convenientemente dalla parte ciel mare tuue le rade ed, i porti in cui possa ricoyerarsi con sicurezza una squadra nemica, in nwdo da contrastargliene un' espugnazione di viva forza colle artiglierie della flotta, se fra i porli noi fqrtificheremo altresi da terra quelli che racchi.udono i nostri arsenali marittimi e quelli altri anco_ra la cui postazione e sistémazione in piazze da guerra con1inentali possano favorire la difesa da terra, pare che si sarà provveduto ·a i pericoli reali d'invasione ·e he possono minaccial'e uno Stato d:il mare, imperocchè bisogna ben riconoscere e ben persuadersi che un difensore non deve preoccuparsi dei tentativ
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SULLA Dll•'ESA DEGLI STATI IN G-E.NEI\AJ,E
di sbarchi parziali att.i tutto al pìù a piccole diversioni senza conseguenza, come sc0rrerie, occ11pazioni mo~ mentanee di villaggi ecc., le quali saranno ben t-osto sba-ragliate dalle truppe mobili della difesa . .Così fecero i Prussiani nella presente guerra, ma lgrado si trattasse di opporsi ad una delle prime marine del mondo; essi accumularono le migliori difese possibili .nei loro p0rti e rade acecessibili, non si r:omrnosse.ro dalle minacce n~l Baltico che pure erano ingigantite daHa fama, ma diressero tutte le loro forze agguerrite sul teatro vero d~lla lotta, ben persuasi. che trionfando su questo tutte l~. div~rsioni sarebbero andai.e a vuoto . L'esempfo merita dr essere meditato e imitato. E pertanto facendo l'applicazione di questi principii alle coste dell'Italia noi fortificheremo a nuovo da terra e da mare la piazza di Spezia per garanl:ire da una espi'lgnazione a viva forza il golfo di Spezia, come grande ed unico arsenale rnarittimo, consel'veremo e miglioreremo ad un tempo, ove occorra, Je foi:·tifica zi?ni ,già esistenti da mare e da terra a Genova, Gaeta ed Ancona come piazze marittime, che anche sul co11 tinente gioveranno a sostene're la difesa del territorio nonchè quelle di Venezia che, olt,re ad essere piazza' ed arsenale marittimo, è pure di un utile sussidio alla difesa da terra . Noi fortificheremo a nuovo o miglioreremo dal lato di mare: La rada di Vado sulla riviera ligure di ponente; 11 porlo dì Livorno; I porti di Longone e, Porto Ferraio delJ'isola d'Elba; ~l porto Ercole o di S. Stefano al capo Argentaro; Il porto di Civita vecchia ; Il seno di Baia nel golfo di Napoli; 11 porto di Napoli; .
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Jil p01:·to di Sani.a Venere presso J5i;v,m in-Calabria, se
vetrà ultimato ; Lo stretto di Messina che si estende suMa costa ca" lnbrese da Scilla a Reggio e sulla costa sicula da capo Peloro a ~les$ina; I porti di 'raranto e di Brindisi; · l porti di Siracusa, di Augusta e di Palermo in Sici1ia; U p0rLo di Terranova in Sarèegna. In tntto s0ilo adu'nqùe ~H porti, rade o stretti distinti da fortificare, dei quali però un solo di grancl:e importanza da crearsi a nuovo, cioè Spezi.a; 1:i.ndici già ésistenti e soltanto da migliorarsi {Genova, Gaeta, Ancona, Venezia, Longone, Porto Ferl'aio, Ercole o Santo Stefano, Civitavecchia, Baia, Siracusa ed Augusta); 9 da sistemtu·si quasi. a nuovo (rada di Vado, Livorno, Napoli, Santa Venere, slretto di ~lessina, Palermo, 'Taranto, Brindisi e Terranova) . Se si eccetmano Spezia, dove le o{)'ére nuove sono deUa più .grande estensione, mas,sime per. la digà marina, Genova dove occorrono grandi lavo.ti di arnpliazi0ne e mi:gliotamento, lo stretto di Messina, dove si esige un gran nu:mero eh opeI'e, Gpere queste che ridhicderanno complessivamente per le tre locahtà la spesa di 50 milioni, quelle occorrenti irt media p~:t cia'.Scuno dei ,J 8 porLi rimanentf non supererà un m1hone, ossia 18 milioni in tu:tto, massime se' si farà uso· nella erezione delle batterie a mare di opere in sabbia, che srono fors e m:igliori di quelle in muratura; sic·chè fa fortificazione generale delle coste italiane e delle sue isole' si conterrà in on, limite cli 70 milioni, che non' sembrerà eccessiva quando si consideri che Spèzi.a, Genova:, Ga~ta,. 1\ncona Venezia, Messina e 'ferrano-wl1 prestano altresi un effieàce sussidio alla resistenza, a:lle invasioni cfa ter,a, ed anzi questi du·e ultimi co·stituiscono tutta In difesa delle isole di Sicilia e di Sardegna.
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LA DIFESA DEGU STATI IN GENEMLE
Appena occorrerà qui aggiungere che queste varie difese, sparpagliate Lalvolta a grandi distanze fra loro sopra una costa che misura l'estensione di 3.000 chilometri, verranno esse rilegate col telegrafo elettrico e con un servizio semaforico completo perchè la costa possa essere ovunque vigilala e tulte le segnalazioni di flotte nemiche che appariscono al largo esser fotte in tempo debito per accorrere, ove sia necessario, con 'truppe mobili alla difesa attiva delle coste aperte e dei porti più minacciati.
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Riassumiamo in breve tutto ci6 che forma oggetto di questa Memoria. Per studiare il sistema di difesa che si conviene alle· frontiere di uno Stato bisogna in prima distinguere le frontiere continentali da quelle marittime e poscia ripartire ancora le conLinentali secondochè sono formate da catene di montagne con pochi e ben conosciuti passi accessibili alle artiglierie ed ai carriaggi, oppure costituite da un corso d'acqua considerevole con possesso per parte del difensore di entrambe le rive, oppure intieramente aperte. Per le fron~iere continentali costituite da catene di montagne, la difesa migliore consiste nella erezione di un forte di sbarramento robustamente costituito in fortificazione permanente, convenien'temente situato per chiudere il passo alle masse nemiche, sussidiato all'occorrenza da lavori occasionali, come rovina delle strade, blokaus e corpi di guardia difensivi nelle valli, lrincerament.i campali nelle posizioni naturali più forti
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ed opportu~e da studiarsi precedentemente e da eseguirsi solo al ,momento del bisogno , E per l'Italia la applicazione di questo sistema si concreta nella costruzion e di 14 forti, i quali, coi 7 giù esistenti a Ventimiglia, Vinadio, Fenestrelle, Exilles, Bard, Rocca d' Anfo e Rivoli, chiudono tutti i passi principali accessibili alle artiglierie e carriaggi, per i quali le potenze limitrofe potrebbero da terra invadere lo Stato sul confi~e cl~e· da Ventimiglia sul Mediterraneo tende per la gwgaia delle Alpi a Cormons sull'Isonzo. Per la frontiera costituita da un gran corso d'acqua , con possesso per parte del difensore d'entrambe le rive, .il sisrema più appropriato consiste nella erezione di grancli piazze da guerra a cavallo del corso d' acqua sulle strade prin cipali che lo attraversano, distruggendo tutti gli altri ponti di. passaggio, per modo che l'aggressore si trovi limitati i p1.J.ssi tra le piazze e debba crearseli di viva forza . Per l'Italia che non ha alcun tratto del suo confine così costituito non è il caso di fare applicazione di questo sistema.. . Per le frontiere intieramente aperte non è il caso di preparare difesa alcu,na pèrmanente sul confine, ma è d'uopo soltanto di riconoscere le posizioni più opportune in vicinanza al medesimo, sulle quali si prevede di dover sostenere il primo urto campale coll'aggressore, per erigere poi solo al momento della guerra opere campali di àifesa su quelle che dai movi.11:entì del nemico e dall' andamento della nostrn mob1hzzazione ci saranno indicate come teatro dei primi comba0ttimenti. E per l'Italia l'applicazione di questo sistema si traduce nel lasciare intieramente sprovvisto d' opere di difesa ·permanente il tratto di confine da Cormons. sull'Isonzo a Latisana presso il mare Adriatico, abbandonando senz'altro e distruggendo Palmanuova, sludia.ndo il terreno interposto fra l'Isonzo e la Livenza ,
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SUUA OH'ESA DEGJ.l STA'rr 1N GENER.ALE ECC.
e specialmente il corso di quest'ulcima rivi~ra per conoscere le posizioni più opportune a concentrarvi le nostre. forze . ~ll'a~ertura delle ostilità, preparare le tabelle d~ mob1hz_zaz1.one dell'esercito, con tale precisione da assicurare 11 puì rapido e sicuro concenlramenlo . . Pe.r le frontie~e .marittime il sistema più conveniente d1 ~.1fesa ~ _a~ 1 il s~lo ammissibile per non cadere nell 1mposs1b1hta consiste nel fortificare tutti indistintamente i porli o r~de in cui una squadra nemica potrebbe trovare un sicuro riparo con tro i fortunali <lei mare, e ,le truppe da sbarco un facile approdo, fortificando aa ferra quei por·li soltanto che racchiudono gli n.rse?ali militari marillimi o che pure possono per la loro situazione speciaie concorrere efficacemente come ~iazz~ di. terra .alla difesa continentale. E per l' Jtalia I.applicazione eh questo sis tema si traduce nella créaz10n e a nuovo di una grande piazza fortificala da terra e da mare alla Spezia, nella sistemazione delle fortificazioni esistenti sia da mare, sia eia terra di altre 4, piazze, cioè Genova, Gaeta, Ancona e Venezia· nella sistemazione delle fortifi cazioni esistenti solla~to da mare per altri 8 porti, cioè Longone, Porto Perraio, Ercole o Santo Stefano, Civitavecchia, 13aia, Palermo, Sira cusa e Augusta; nella fortificazione a nuovo o completa t~a~formazion_e solo da mare di altri 8 porti 0 rade, c10e Vado, Livorno, Napoli, Santa Yenere streflo ?i Messina, Taranto, Brindìsi, Terranova; riÌegando moltre tra loro lutti questi 24 por1i o rade fortificati con un telegrafo elettrico e con un completo servizio semaforico.
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MElllORIA III.
DJlrESA INTERNA DEL TERRITORlO
L Stabilito il ridollo centra le di difesa e determinato il ~istema di lensivo. piiì approprinto a cio.scuna delle sn e fronti ere sia continentali che marittime, per compiere il piano ger,erale di difesa dello Stato occorrer di collegare le clifese di frontiera col ridotto centrale in modo che l' esercito difensore successivamente respinto da combauimenti sfo rtun ati tr·ovi delle stazioni di resistenza a conveniente dist:rnza fra loro ed in postazio ne opportuna per riordinarsi, ricevere i necessnri rinforzi, rifornirsi di munizioni o di altri materiali da guerra e difendere più gagl iardam ente possibile le varie parti del lerritorio sino a raggiungere fi11nln1 ente il ridollo ccnt.nile dove deve sostenere l' ulLima e insieme la più vigorosa ed ostinata lotta. Quest' ultima parte dello studio di un piano generale di difesa è incomparabilmente la più ardua ed insi ern.e la più import.ante. tnf'atli se per stabilire il ridotto centrale di difes_a bn sta studiare allentarnente la configurazione del territorio e del suo sis~ema generale di comunicazioni sia ord inarie sia specialmente ferroviarie, e dedurne
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J SULLA DIFESA JJEGLl S'fA'fl IN GENERALE
la sua migliore _postazione dal lnto strategico e taLtico ad un tempo; se per concretare una lioea di difesa alla frontiera la più appropriata basta consic.lecare la natura degli ostaco li che costituiscono il confine e applicarvi i dettai.i della scienza delle fortifi-cazioni senza quasi tener conto delle combinazioni possibili ad avverarsi nei movimenti de'IJ' aggressore· àlle quali tutte convien e in quel primo moméllto della lotta essere ugualmente prepar'ali; quando invece si tratta di difendere un territorio dopochè la lin ea di frontiera trovasi inta ccata e l' Hggressore si è aperto un passo alla invasione, non è più possibile di sfuggire le ·ipotesi multiple che si possono fare secondod 1è sarà stato forzato piuttosto un passo che l'altro della nostra frontiera . E siccome si deve pur sempre ten ere il più gran conto della configurazione naturale del territorio e del suo sistema di comu nicazioni, così è evidente -che il problema si complica fortem ente e conviene andare con talla cautela nel fissare i punti da fortifica rsi se si vuole realmente che il sistema difensivo risponda al suo scopo e non riesca per lo meno più dannoso che util e alle opf'.razioni militari dell' esercito . òifensore.
Il. Io so che molti specialmente in Italia non dividono ·cp1esto aniso . che cioè le difese interne di uno Stato vogliano essere studiate in base a preconcet~i piani <li op erazione degli .eserciti belligera nti, ma opinano invece che vogliano essere preparate so ltanto in base alle condizioni corografiche del territorio, a quell e to-
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pografiche del terreno, nonchè delle comunicazioni ordinarie e specialmente ferroviarie che lo so1cano, sicchè col sistema generale difensivo considerato nel suo complesso sia lasciata la maggior Jibertil passi.bile di azione ai gene·rali comandanti in capo di ideare le loro combinazioni, an zichè subordinarle ad un li mitato numero di ipotesi state considerate nella cornb·inazìone del sistema difensivo stesso. Secondo il consueto, mi sia concesso di discutere queste due disparate opinioni; ma si ccom e l'argomento è ampio e si pott:ebbero :<crive~ r dei volumi a conforto dell'una e dell'altra, io mi r·istringerò a poche ma salienti rag ioni avv.i lorate da esernpii di incontrastabile autorità per giustificarmi se io mi accosto di preferenza alla prima opinione, cioè che le difese interne di uno Stato vogliono esser preparate in modo da risponde1'e singolarmente alle combi nazioni più probabili e più opportun e per il difensore, e che valgano soprattutto a sottrare lo Stato alle più gravi ed i rrepara bili ra la strofi. Anzitutto nessuno può sostenere che il criterio di punto territoriale strategico e tattico sia sufficiente a determinare il sito dell e fortificazioni di no sistema difen sivo, imperocehè in un territorio di qua lche arnpiezz'a molti possono e~se1:e i punti che offrono migliori condizioni dal lato strategico per appoggiarvi Ia difesa di und. grande es tens ione territoriale, molti quelli che possono presentare invece migliori condizioni tatl.icbe pc~r sosten el'VÌ una difesa lo cale più lunga ed os tinata, e molti al tresì quelli che riuniscon o in eminente grado le con.dizioni stratAgiche e tattiche; ed in tali casi siccom e bisognerà pur sapersi limitar~ nella scelta andie solo per non cadere nel!~ impossibilità, quali saranno i cri terii da cui si dovrà par.tfre per fissarla? Evidenteme11te non vi ha che una
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SULLA DIPES'A DEG LI STATI l~ GENEI\AI.E
sola via .a segnirsi; ed è di formarsi un giusto concetto delle opera ~ioni che un aggnessore già p'enetrato· sopra qualebe punto <lei terri torio può é;;egu ire, e stabilire le difese che rispongano se non a trutte (il che è impossibile) almeno a lle più importa_nti ossia a quell e che arrecherehb ero maggio,r danno all' of- . fon so re. E questo è per l' appunto lo scopo ·che• si prefiggono quelli che sostengono la prima opinione. Nessuno poi può contestare che quando le piazze fo rti esistono, tutte vog[iono esse re per lo meno custodite, ed inoltre vogliono essere presidia,te a difesa al · momento opportuno quelle che ,•engono a trovavsi sul teatro <?!,elle operazioni; questo difetto inevi tabile è già grave per le pi?-zze di fronti era ma è compensato ampiamente dalla sicurezza che le piazze ;:;tesse offt·on0 al difensore di fare i suoi prepa rativi con . calma, ordine e successo per opporsi poi con tutti i suoi mezzi all e lotte carnpali che in definitiva de- · cid ono delle sorti di una guerra; ma se le piazze interne furono erette senza un ben determinato scopo nelle operazioni difensive, ben sì solo per occupare punti territoriali importanti da l lato tattico e str·ategico, accadrà ben spesso che alcune di esse si tr0veranno o fuori del teatro delle op eràz ion i o per lo meno sepal'ate dall'esercito difensore, il quale non ne avrà cosl ritrntto vant.aggi,o di sorta, e tanto il prosidio quanto 'le risorse r:a.èc:ol tevi diYerranno inutili21zabili per cadere poi facilmente in mano J el nemico, quirndo il successo otfenuto in ea mpo aperto gli permetterà di rivolgervi ·1a sua attenzione . Se nonchè vi ha un pericolo ben più grnve a temersi dà qu esto si stema di semina,1:e le piazze senza un. concetto direttivo che eman i dalla scienza della guerra, ed è quando fra que~ìe ve ne sieno talune, che
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create · per servir di perni di manovra, sieno state · costitu ite con rampi trinrerar.i di grand e ampiezza e ·munite di grandi presidii e di risorse di ogni genere; in tal caso ·si può ben dire che I' immobi liz:'..a zione o la perdita del presid io e delle risorse cornnnque coni:. siderevolissime ivi raccoltevi sono anco ra il minor danno che possa riceverne il rlifonsore, irnperocchè se per a,vventura acradesse che il generale supn~mo non sì sapesse decider·e a tempo per seegliere la piazza sulla quale vuole rea lmente appoggiarsi, òppure sopraffatto dal nemico non facesse questa scelta con discernimento, in allora o il suo esercito poLrebbe essere bipartito, oppu1·e la sùa ritirala successiva essere compromessa, conseguenze tutte fu ne~tissim e che avrebbero una sinistra decisiva influenza su tutta la guerra. Gli esempi di Strasbnrgo e di Mr.tz pella recent ~ carnpngna provarono ad nn tempo la vrrità di tutLl questi difetti che presenta un siste ma dife~sivo non , coordinato ad un pi an o preconcet to di opP-razi,oni militari. La Francia che ereditò quest e piazze dai suoi antenati ne conservò e ne migl iorò le difese in vista di una guerra probabil e colla Prussia, ma senza far~i un giusto co ncetto se· col locQte come erano a distanza rli oltre HiO chilometri 'fra loro, con una fron tiera int.ierarnente l'lp erta nel me,zzo, si prnstarano ad un'azi one combinata e sim ultan ea e soprnttutto poi se ~a)e~ano a : ;si?urare s la rit_irata~ dell'es~rcito}~pra Par1g1 in caso . ,sfatta. Se sr fos::.e a cJO. an1:sato, si sa rebbero pT parate in tempo altre difese, oppure ali' aprirsi delle ostilità la concentrazione delle trupp e. francesi s:irebbe stata fatta in una sola massa abbastanza indietro dalle due fortezze suddette. In vece il generalissimo francese deciso, a quanto pare, ANNO XVI, VOL. I,
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SULLA DIFESA DEGUSTATI IN GENEJ\ALR
a prendere l'offensiv:i, pensò di operare la s ua mobilizzazione attorno a qu este due gra ndi piazze da guerrJ che so le esist.evano su que llu fr ontiera , divide ndo si cosi fin dal prin <:ipi o in due masse. Sci.rprr,so ni>lla s ua rnubi lizzazi.one l'eserci to francese si trovò diviso in due parti e col la minore più esposta 11 gli atta cchi del suo av ve rsario riunito in una rnassa ce ntral e sebbene ripartita sollo tre comandi . Bai tu ta qqesta prima parte, la piazza di Strasburgo si trovè, subilo fuori di azione con 110 presidio cli ultre a 20 mi la uomiui ed immense risorse che cadd ero un mese più tal'di .in mano del nemico, senzn rlistrarre un nolo uomo d11l suo esercito attivo. Quando poi venne la volta deila seconda parte dell'esercito francese, il ma rescia ll o co mandante, sopraffat!o da uno scacco nemmeno ri levante toccato a Porbach, non s('ppe a trmpo d,.cidersi · di abbandonH re il campo trinr eral.o di Metz che non si pre~tava nll' uf'fìcio di ,perno di manovra pe r tenersi co llega to a Parigi , vi si lasc ib rin ehiudere e così il fiore dell' eserci1 0 francese. fu in pod1i g iorni messo nel!' impossibi lità di 1J,gire per tutto ,il resto della campagna . Inoltre bi sogna ben intendersi su questa libertà di azi one da lasciarsi ai generali rornii ndanti d'esNc ilo in guerra e specia lm ente ne lle operazioni di difesa di no territori o. Se per liberLà d'azione s1 inten de quella di non prescrivergli le mosse che dc~l'e fare, di non in cagl iarne gli f)rdini, di non incC'ppare io alcun modo il s uo comando , di lascia rgli insomma · faco ltà inti era di comb in are il pia no di ope ra zione dell'ese rcito per potergli ad un temp o addossare lntla Ja resp,oosabi li !ù del suo operato, nnch' i.o la comprendo e là ri tengo assolutamente ~odispe nsobi lc. Ma questa libertà di az ion e no n può evidcnlerneu te nferirsi se non alle condi zioni del momen to m cm
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EDEU 1TAUA IN l?Mt'l'lOOLA!l'E
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<Comincia nd ese:'ciiars i, cioè nll ' apertura delle ostilità, sice hè egli prenJendo il Lerritol'iO èhe ha da difendere cnn1e s1 tr:ova ed è stato prep11 1't1lo in precedenza, ,sia libero di adottal'e qt1el pinno di op<'l'az ioni rhe · meglio gi i tal enta ; gìncchè se si int·endc. ,se li bertà assoluta di az ione, hi sognereubP , pcrebè questa fosse reale, c:he il ge 11 erale st <~sso /lvesse dC'lerminato il numero, la q'unliLù e la pos tnzione de lle ope re difensive, -e.iò che cùdn·bbe nell' iinposs ìbi'l ità e ne ll' assurdo. 1',un è nùunq11e la ·liben à di az ione dei generali •che s· i!lcf' ppa co lla c·ostiLozi one di un determinato sistema difensivo del Lerl' itorio dello Stnto , rnn è anzi una g-uida che gli si dà per le s ue cornbinc:1 zioni, ·e qu indi nessun o può nega re che questa gu ida sarà · tanto pi ù uti le e siéur·a quanlo nr~ no lo J,1scierù nel1' irnba1:nzo nei gravi tn.m,gli di mente e di cuore a cui è soggeLLo io g•ierra. lnfìn e nor, dirn enticl, iarno che se si può e si deve aver fiducia di uve re a .comandanti <f c>sercito nomi ni con snnrnti ne l!'nrte della g t1 err11, è sempre euso ecceziorw le quello di al'ere dei veri ge ni i militari; non scorJia mo che in uon g uP-rra metodicn anche un genera le cou1u,1e p uò nve re le qunlitù neeessa ri e per diriger:la, mass ime perehè vi sanì co11diu va 10 <fai suoi in fer iori ai qllali tulli essa è access ibil e, mentre 11na gnèrrn. libera e sciolta gli ~ nini so li di grnn gen io e ~li grn n caraLLerc la com~1 do n0, sanno idc: ·•rla e dir·,igerla trascinando 1111èt1?""'sPco gli iMfe.riori d1e meno n,e sanno apprezzare e srolge,re le ' c0rnbina.2ionì; riten iamo sop rnuuto ch e u11a guer-.ra ~ne todica B0n darà forse g,rar.id i. ris ulLnti q1111 nd' anch e guidala <t1la vale Jìl~'"' gl'llel'al e ma p,arèJ se111pre sicuri, e intanto quello che è ce rio si ,è che in caso le nos1re forze iclovessero es&e•t <;liMtLLe da un generale com une, ,si_ 1
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SUJ.LA DIFESA DEGLI STA1'I IN GENET\ALE
eviteranno le _gravi irreparabili catastrofi che possono,, portare 1Jno Stato all'estrema rovina. Ora 10 ritengo che I provvedimenti per la difesa, g~neral~ dello SI.alo come I' in ter·esse più s,icro e più vital e d1 un popolo non vogliono ess-ere subordinati' alla eventu.llità più che éccezionale di avère al m omento del bisogno un generale di gran genio, rna bensì alla even ienza ben più probabil e di avere un capitano esperto e consumato nell'arte sua ma di ingegno non strnordi'nario, il che l1a anche i suoi va·n~~ggi non spregevoli, perché bene spesso i g randi: gen_n sopratt~tto militari si perdono per Ja troppìi arditezza de1 loro progetti, come un Annibale, un Carlo xn e ,Io stesso Nestore dei capitani moderni . Napoleone I. Eppertanto io conchiudo pronunziandor'ni , perchè le difese interne dèll' Itali-a non sieno già sem,plicemente stabilite sopra punti territoriali che soddisfino in genere a cond izioni tattiche e strategiche, anche le. più eminenti, ma sieno invece studiate e~oordinate in modo da sodd isfare ad uno séopo ben, preciso e determinato. Quale sar~ questo scopo ? Per chi si è associato alle idee fino ad ora svoltein questo scritto, le quali cond1Jssero a stabilire perla difesa di uno Stato in generale e dell'Italia in particolare un ridotto centrale di difesa in cui deve ffoire la lottn, ed una corona di opere fortifìcatorie su tutte le' frontiere ove deve necessariamente incominciare ' questo scopo non può essere che uno, cioè di rilegare il ridotto alle frontiere con linee di ope razioni convergenti che partendo dalle front;ere facciano capo . al ridotto, sulle quali linee nei punti territoriali che presentano conv-enienti condizioni tattiche e strategiche sia possibile di elevare piazze da guerra capa ci di formare stazioni di resistenza per l'esercito onde
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<difendere successivarnente e colla maggior energia le '.Singole parti del territorio, ma tali soprattutto da proteggere ed :~ssicura re contro qualunque eventualità la ritirata d_i questo esercito nel ridotto centrale per -sostenervi la lotta .finale.
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·1· ,1· • / • d ' Sta b1 1to q11esto concetto ùrret.t,vo cu1 eve · rnform arsi l'ord inamento della difesa in tuna di un ter-rit orio, non abbiamo che a determinare le co'.ldizioni principali alle quali devono soddisfar-e le hnee di operazione per pres tar-e il loro ufficio, e poscia farne la più giu<liziosa applica zione possibile nl tenitorio d'Italia, ed il suo sistema generale òifensivo si tro·verà cornpletarnenle ordinalo. Ora per riguardo c11le lin ee difensive di operazione ehe ,debbono collegare .le front iere dì uno Stato al ·suo ridotto e.entrale di difesa, tutti i più accreditati autori mil itari convengono nei seguenti pr-incipii generali. 1° Il loro numero deve essere più lim itato che sia possibile subordinatamente però allo seopo es·senziale di copl'ire e difendere tutto il territorio dello Stato, affìnchè l'esercito difensore costretto a contrastare ad unn invasione anche sopra varie frontier~ ad un tempo non abbia troppo a frnzionare le sue forze, ma possa operare riunito, e se possibile, anche in una sola massa per ciascuna frontiera . 2° La loro direzio ne deve essere regolata in modo che costituisca la comunicazione più breve fra la • front iera ed il ridotto centrale subordinat.arriente al-I
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SOLLA DH'ESA DBGI.I S1'ATl IN GENERAI.E
l'a ndamento de lle strade ordinai·ic e ferrovi e esisl<:::nli af'fì ncliè l'esercito dif'en ~o re costrello a ritirarsi o d~ rovesci o per .ilLre eve11L1rnli combinazioni sia ccrlo di raggiungere il rido1.1 0 prima del suo avversario e non corra mai il risc hio di essere srparnLo. 3° Nel loro inliero sv il11ppo dalle frontiere al ridotto CP-n lrale le linee di uprn1zione devono presentare tu lle le c1gcvo lezzc poss ibili alle operaz ioni dell'eserci to difensore che vi si ritiri anclie disoi·dinatod?po una lolla la più disastrnsn, e fornire perl'iò a d1st;rnze convenienti stazioni abbns tanzn forti e sicure di resi sten za, dove possa c:ol n1n1aggio di posizione compen:;are temporari,Hnt>nle IH sua infcrior-ilà numerica o mora le, rifornirsi delle muniziont e ni,itcrinl i da ·guerra consumati o nhunndonaLi al nen1ico rice,·ere regolarmente il nccessnrio vcllovaglinmenlo: e_ per tal modo rio rdinarsi poco a poco an<'he contin uando la siia ritirnLn per giungt' re nel ridotto t:er1trale senza altre mèlggiori perdile di quelle toccale .oc! combattimento, q1rnl11nque sia la distanza che debba percorrere io qu es to Ln1gi!Lo. . 1-° F,:a queste vnrie stazioni di resistenza o piazze fo1·L1 seminate lungo le lince di operazioni unn al~eno de~e, per siLunz1one strategico, pe r· amp ìnza d1 estensione, per rol.J u:;tczza di costituzione, ~ssne ordionta in qiodo do I' f'Sercito difensore ri tl'Ovi non solo una momentanea sosta allll sua ritirato, ma vi si possa stabilir!:' con tutte le sue forze, sostenervi ~ na lolla lo più vigoro~o, mantenendosi però sempre rn cornunicnzionc sicura e fac ile co l ridot!o cen lra le pe r ri cevern e successivnmcnte anche i soccorsi in uomini che gli occorrono per ritentare con vantaggio 1a. so rte delle armi; senzn di c.he una prima ba ttaglia perdu 1a c1lla fron 1iera potrebbe c.igionore lo abhaodoo o al nemico di tullo il territorio interpost()
E DEI.L'ITALIA IN PAHTICO LAHE
fra esso ed il ri dotto, per soprapp iù portare la lotln troppo prematuramente in qncslo estremo baluardo di resistenza priITFJ che si ahuia avuto il tempo di adottare tuui i pl'Ovveclinwnli di difesa e di rnccogliervi da ogni partP ·del terl'itorìo le m;:1ggiori risorse. 5° La postazione Lii quesle piazze da guerra princiµ,ili d1rnn nnchc perni di mnnoHa della difesa è rn1L11ral;ocnte determinala dalla configurazione particolul'e · del lel'ritorio perchè riunisca od un tempo le condizion i sLraLegiell c e UJtticlie le più conven ienti al suo scopo , ma a tutte nitre cond izioni eguali dovrà essere scelln preferibilmente I.i più prossima alla fronliorn perch è cosi, fìnd1è il dife nso l'e vi si appoggia e ne fa perno delle sue manovre senza però mai perdere le sue .:o municnioni col ridotto cenlrnle, copl'irà e difenrlrrà la maggior parte del tenitorio dello ',lato e potrà u1.ilizza1·e le risorse tuLte . 6° fo'inalmenle le vnrie linee di operazione difensive interne di uno Stato devono essere stabilite in modo da collegarsi inLirrw,;ientc fra loro, siccliè se . ]a g11erra ha luogo contemporaneamente sopra due o più fro ntiere od an<:118 su tutte ad un tempo gli eserc iti difens ori die le difendono anche pl'irn a di riunirsi al ridotto cenlrnle possano coordinare le loro operazioni, so ,tene rsi a vicend a e conco rrere occo rrendo eon sforz i riuniti ad uno scopo comune.
IV.
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Tali sono le condizioni princ ipali a cui devono soddisfore ' le lin ee di operazio ni difensive di un terri torio, e la loro convenienza si chiarisce abbaslan za.
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E DELL'ITALIA lN PARTICOLARE
SULLA DIFESA DEGLI STATI IN GENET\AI,E
da se stessa perehè nello studiare il sìstema difonsìvo interno ·dell'Italia debba ess~re prima particolare nostra cura di farne la più rìgorosa applicazìone éollo stribìlire le nostre lince d'operazione in rùodo che tutte sì trovirw soddisf1.1tte: · A tal uopo incomin ciando dalla frontiera continenta le cl' Ita lia , la quale, come già si disse, si estende da Ventim iglia snl _Mediterraneo prima per la giogaia delle Alpi. o per i suoi eontraffotti fino a Cot-mons in Gorizia e poi per l'Isonzo sino presso a Latìsana sllll' Adriatico, osserviamo che per rne.zzo di essrJ fronti era noi confiniamo con tre pot.e'nze distinte, ci <,è ; Colla Francin, da Ventimiglia al piccolo San ner 7 nardo (incl11so); Colla Svizzera , dal gran San Bernardo al Passo del Maloia (incluso); Coli" Anst1·ìa, da ll o Stelvio a Cormons e quindi eia Cormons c1 ll'Adriatìeo. · Se pertanto IJ0i vogliamo per la difesa interna di questo tratto di terriLOrio dell 'Italia (che come fu .già osservato a suo tempo è incornparabilrnrnte il più importante d.il lato militare , per i perieoli molto più gravi a cui é esposto) att~nerci al concetto direttivo ed ai principii che abbinmo finora stabiliti, converrà che separatamente per ciascuno di questi suo ì tre tr.atti di frootie.ra n?i ~ccgliamo quel. numero di lirr~'---. d1 operazione 11 p,u ristretto possibile col qnale c1 · sia dato di fortemente collegarl o al ridotto centrale iu Val d'Arno subordinatam ente alle stradè. ordi11arie. rd alle ferrovie esistenti in modo r.he t11tro od almeno In massima parte del territorio' sia r·operlo dall'eserci to difensore elle vi si ritira per raggiungere il _ridotto; converrà che su ciascuna di queste .linee d"operazione noi prepariamo le difese più in-
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dispensabili per assicurar:ne il possesso ali' esercito {lifensore contro qual~ia si operazione del nemico fino -a ch é la sua ritirata nel ridotto non sia compiuta ; corivPrrà ch e fra qu este dìfese dì ogni linea di operazione o stazioni successive di resistenza almeno una noi ne prepn.r·iamo ta le per postniQne strategica, per amp,iezza di estensione e per robustezza di costituz ione che form i il vero perno di m11novra del1' esercito' <lifensore; converrà che sopra ciascuna linea rii operazìone qn esto perno di manovra noi lo stabi liamo nella posizione più pròssimll alla frontiera; converrà fìoalment.e che qu este linee d'operazione si trovino co ll egate fra loro con un ostacolo ·territoriale il più prop rìo per la <lifesa, sicchè l' esercito difensore ove abbia a ripartirsi per sostenere 11un gnerra simnltanea sopra due o su tult.e tre le dette frontiere vi trovi una linE>a dì comune resistenza per resistere' riunito.
V. >
I
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[ncomìnciando lo studio cfalla frontiern continentale f~arwese, noi vediamo che in origine 7 sarebbero le ·!;il.rade per cui i Fr11òcesi potrebbero penetrare in Ila,lia, ~ioè slrrtda della Corn ice' lungo . il mare, stracla del Colle di Tenrla, Valle Stura cli Tanaro, Valle del Chisone, Valle della Dora Riparia, str·ada del Mòncen isio, Valle <lella Dora Bflltea, ma però queste strade si aum entano di altre t, cioè: Stra<la da Oneo-lia a Pieve, da Albenga. a Garessio, t) ' . da FiQale 11d Osiglia, da Savona a Carro appena 1 Francesi riescano ad aprirsi il varco a Venti miglia; -eppertanto si hanno in tutt.o 1 ·1 strade .
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SUI LA Dll<'ESA DEGLI STA'l'l lN GENEHALE
Se ora noi ci ritiriamo nlquanto più indietro sopra alcune di queste strade, come ad esempio fino a Cum~o sulla strada proveniente da Tend;:i e sino ad Aviglialla sulla strada proveniente dal Moncenisio, noi vediamo che queste strude da 4-1 si riducono a 9, imperocchè a. Cnneo sono già riunite e si dif'e ndono , simultan enmente le d11e di Tenda e di Valle St~ra di . Tarwro, in Avigliana sono ri11nir~ e si difendono simultaneamente le due di Valle Dorn Riparia e sl1·ada del Monceni~io. Se noi ci ritiriamo più indietro ancora fino a Genova sulla ridera, fino ad Alessandrio tra gli Appennini ed il Po, sino a Ch ivnsso su l Po, noi vediamo che le 11 strade primitive si I'iducono a tre , comechè· a Genova resta chiusa la strada della Cor1'iice, òa Alessandria . si possono difende r-e attivamen te tutte le strade che giungono su lla riva drsr rn del Po, a Chivasso tutte q11elle che giungono sulla riv a sin is tra di qnesto fiume. E siccome venendo anche più ind;etro non si potrebbero ottenere che comb in azioni molto meno favorevoli da l lato del numero dei nod i de lle comunicazioni o inoltre si accrescereb be di troppo la dislanzn dalla frontiera alle pl'irne stnzioni dell'ese rcito difensore, cosi. si rende chiaro che scegliendo pel' te~te di linee d'operazione Genova, Alessandria e Chivasso' e pe1· linee di opc•rnione le str·ade importanti e ferrovie che le congi ungflno al riclotlo in Val d'Arno, vengono determinare ad un tem·po in numero · e direzione Je linee difensive di opernzione del!' Italia per opporsi ;:id un'invasione continentale francese: Senonchè vuolsi osservare che un eserci to massim~ se nlq1rnnto forte e numeroso non ha ·cl' uopo -1fi essere èol locato a canJllo di ur.a strada per difenderla, ma • pnò estendere la sua azione anche a qualch e di stanza , rn a.ssi1Òe se l'aggressore cl1e volesst] percor-
E DELL .ITALIA IN PAnTIC.OLAnE
rerla fosse costretto ad espone prima il suo finnco e poi le sue spalle al difensore; per co:iseguenza se ]a difesa. di tutte le si.rade che i Francesi d1scen~en~o dalle Alp i pe1· la Va ll e di Sus~ e ~el.l n Dora H1pan~ potrebbero percorrere sul la rm'.I srn1stra del Po pe1 dirio-ersi al nostro rid otto cr.ntralc foss.e traspo1~tata O più a valle sul fìurne stes3o, come ad esernp10 _a Valenza, essa non sarebbe meno efficnce che a Chivasso, · imperocchè per procedere olrre l' _n,ggresso_r~ , dovrebbe presta1·e i[ SUO fiunco dest.ro al ?1fensore IH ;oocentrato e senza alcun ostacolo tr.rnl.oriale eh~ copra la sua operazione ed irnpedisea al difensore dl' attacca rlo in marcia e separare le s11 e colonne. Se poi per mezzo di opere fortifìcalorie arlifìciali c?nvenientemente seconda te dalle condizioni locnl1_ del terreno fosse possibi le di riunire in una sola p1ari:za Alessandria e Valenza, egl i è chiaro ehe con q11 esla sola grande piazza di Alessandria . così ampliata e con Genova sulla riviera ,lig11re, ossia con _due s?le linee di operazione si ollerrebbe lo scopo di copr~restrategicarnente tnlto il territorio italiano da · una Jnvasi,rnti continen tale francese.
VI.
Ora questa pos'ìibilità di riun.ire in una un~ca p!azza Alessandria e Valenza sussiste non solo e si pu_o attuare senza nemmeno, una gran spese), ma an_zi. un_a tale sistemazione può sola , offrire il, mezzo d1 costituire la piazza di Alessandl'ia attuale con tale ar~- piezza e robustezza da soddisfare ~ tutte le condiI ·1·1 per vera piazza da g·ue.1·:·a __ zioni più desidera.}1 ,
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SU LT,A DI FESA DEGLI STATI IN GENE RAI.I!.
perno di manovro oua a sosLenere una vi"o rosa di0 fesa atLi va in tutt,, il Piemonte. Infatti la piazza di Alessa ndrin, ,·os tit uiln com e è -0ra di una gran r.inta in terra , di una robusta citta dellii e di tre fortin i distaccati, non p•i ò regge re <l u'! giorni òopo lo stabil imen to dt>ll e prime ba tterie di bombn1·dam ento, e qu es te da un nemico che venga <la pon ente si possono E:rige re senza difficol1ù sia 1,eila pianura sia specia lmente sugl i ultimi co ntrafforti òelle colline di Valrnad onna ; quesla pin za non può rac,cogli ere so lto la prolez ione delle fo rtilìc.1. zinni più di 30 o 40 mila uom ini olt re il presid io ordina rio, sicch è l'ese rcito difensore, il qu ale vi fosse respinto dopo una sconfitta, non polrebbe Lrova re rifu gio che sulle colline di ,1alenza dove, se vie ne insegu ito dal nemico , dovrà a nco ra affì da re le sue so rti n nuove lolle cam pali senzn nlcu·n serio vantaggio che gli possa promettere un facile successo od alme no una ben prolunga ta resitenza ; se l' nggressore dispone di grand e superiorità di forz e può ac,'.erchiarlo com e fece ro i Pru ssian i a Metz e così Loll e le fo rze della difesa che i·vi si sarn nno ritirate a iverrDnno in utilizza le per tutta la cnmpngna; insomm a Alessandria come è ora non ha alcu no de i carull eri di grande pi azza da guerra pern o di manovra e nem meno quelli più limitati ma cerio non spregevoli di r1pera rohustn di difesn. Se si ci rconda di fo rti distaccati in pianura a conveni ente distanza fra loro e dal corpo di pinzza senza or.c upare i punti delle collin e ch e dominan o la città. ed i forti in un cnrnpo· di Li ro efficacissim o, si farà se mpliceme nte un' opera inutil e senza spend ere mrno di 8 milioni, perch è il nemico portand osi nell e colline vi si tro,·e rà al sicuro, sLabi li1·à le sue ballerie di bo mbarda me nto e farà cade re la piazza .
lf DELJ,' iTALIA l N i'All'l'ICOLAl\E
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Se si costruiscono i forti staccali di pian ura e si occupano for temente i pu11 ti delle rollin e p~ricolo~i per la piazza, qu esti fo rti di collina. ~ro~ans1 dorra~ nati a pochissirua dislllnza da pos1z1om retrostant~ ch e occ uo,lle dal nemico, in breve renderanno 1 det;i forli ·intenibili, e così co n unn spesa che non sarò in feriore ai 12 milion i non sì san\ ottenuto che un b~n meschino vantaggio. Ma se invece por la _sistemazione cli r1uesta grand~ pinzzn di Alessand ria si adolla il partilo di erigere 1 fo rti staccati di pianura e di chindcre nell'interno dell a piazza I' ullirn o grup po delle co lline ~osicl ett~ di Valen za con varii fort i che in parle sbarrmo ogni accessi) dalle alture di ponente e in parte le chiud.-in o verso il Po a nord e ve rso il Tllna ro a levante , e così in tutto con non più ùi 10 forti , <.l ei quali q uiittro soli di grande importanza e gl i alt.ri sei ~oll~ meno ril cvant.i , si avrà costiLUita una pi azza 11 cm val ore tatti co sarà veramen te consono alla sua eccezionnle importanza strategica. Fermia moci a conside ra rfa un momen to e vediamo qua li ne sare bbero le emi nenti qu alità sotto ogn i . . rapport.o . Essendo dessa il nodo di strade ordrnar,e e fe rrate incontes tab il mente jl più importante dell'Halia, non vi può essere dubbio che anche in caso di guerra improvv i5a il coneentr:aniento dell'cse:cito vi. po tr~ esser fatto colla miiss·irna ccleritò, e siccom e 1 pass1 per cui il nem ico potre bbe arrivare dalla ~ra n~ia ~i troverebbero per confìgurazione fortuna ta d1 te m lono tutti sbarrati, egli è non meno certo che la nostra mob ilizzazione ed il nostro co ncentramento vi si pot rnn no compiere io Lempo debito, cioè prima che la frontiera sia in qu alche punto violata . .Per la stessa ragione, compiuta che sia la mobiliz-
E DEl,1.'IT ALIA IN PART!COLAIIE
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SULLA DIFESA DEGI,! STA'l'J I N GENERALF.
znzione ed il concentramento e fino n quando In difesa è ihta-tla hlla fronliern, si potranno da Alessandria dirio-ere i ri nforz i di lr1 ad n , 1ppa ,)ttiva ch e occorrano . . <1vvalor11rla, nonchè a contrastare 111 success,rn n1arc1a dell'aggre.ssore quando sarà stata in qualche punto superata la frontiera. Obbligl"llO a ritirar\'ÌSÌ dopo qualche insuc·cesso, od anche so lo per volo11ta1·ia determinazione, l'esercito ita liano vi può cap ire nnche nrll' cffellivo totale delle sue forze , misurnndo noi suo interno un'ampiezza di chilometri qundriiti ·1ò0, e vi trova non solo le , riso rse ra ccol te\'Ì da lln previd enzo, ma ancora quelle rilevantissime delle colline ubertose racch iuseYi. Non è possibile a111mcttere che nel suo complessivo sviluppo di clii lo111etri 50 alla periferin dei forti •ci.terni il nemico tenti di accerchiare la piazza, perchè òov rc~IJbe div idersi in tre pnrti non coni;iun tc cl,e pc,· mezzo di ponti sul Tanaro a monte di Alessandria e sul Po, sia a monte che a val l>3 di Valen za; ma q11ando pure questo accerchiamP,nto venga tentato, si('corne da ll' i.l ito delle coll ine si scorge il tel'ritorio in disté'lnza fino alle montagne vcl'so sud e le vantr, fino alla più grande portala della vista verso nord e ponente, il difensol'e può co noscere e vedere ad ogni istante la posizione di tutte le furie nemiche d 1e ce rcnno di rinc.liinderlo, e senza suppo rre un 'inferiorità n11111erica, che non .de\'e anrora sussistere in sul principio di una carnpngna, 11011 si può ammettere che non gl i si offrn il destro sboc·.cando in forza dove più gli conviene di scon certare qualsiasi operazione <ii tal ge nere. Q11ando pnre l' accNch iamento potesse compiersi e rnnnte11 el'si a ma 1grtHlo ni ogn i sfo r•zo dell'assed iato, sicchè i soc.cor!-i non gl i po%n110 nrrivare, diretlarncnte, per mezzo di osservatorii colloc:ati sulle col-
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Ji ne ' tenuti in cornunicazione con un qunlcl1e altro ~sscrvatn rio si tu ato in pos izi one fortifìcata pl'<!SSO gli Appennini, come ad t' scn1pio a Serr,avalle, Tortona, Stradell a, sarù possibile di conibiGé'lre qualche operazi one simultan ea eon qn.:rl<.:hc esercito <li soccorso pro\'eni enle sia da GPuova, sia da Piacenza, ed in allora la posiz io nci dell'assed iante potrà farsi la più critica po:;s,bile. · Jnfinc la resistenza stesso della pinz11 così costituita sarà t>crra11dissi r11 n irnperoccltè il bombardamento • • • dalla pianurn non avrà alcun cffello sugli ab1tHnt1 e sulle truppe at1ive clte si ritire ranno occu rrenélo nelle colline ad abitare le numerosissime ville od accarnpornenti appositnmen te prcparnti; pe rduto il c:irnpo tri11cer11to di piauur,1, tutto I' esercito si ritira sulle colline, e l' esp 11g nazione dei forti di queste sarà difficilissima inquanlochè il nemico dovrà nvanzarsi sopra un terrenù dorninato almeno di 30 a 4-0 metri dai forli . l o mi sono dilungato alquanto su questo argomento pe rcltè mi pare c,he reol rn cnte co l.la pinzza di Alessandria costituita nel modo eh e vengo di indicare la difesa dell' Italin sia assicurata contro qualunque invasione contincntnle francese, ben inteso r.he sia conservnta e migliorata specialmente dal lato di ponen te la piazza di Genova dest inata a chiude re la strada della Co rn ice, il che si può ottenere <:on una sp<'sa non eccessiva, fol'Liricando potcnlerncote la costiera di l nr.oronnta, r.ome g ,.\ venne proposto a suo tempo per la difesa della frontiera maritti ma.
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SULLA DIFESA DEGLI STA'l'I IN GENERALE E OELt.'ITAUA l N l'AIITlCOLAllE
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vn. Epperlanto, secondo il mio modo di vedere, la difesa interna dell' Iialia ver·so occidente non abbisogna che di due piazze o stazioni estreme, cioè Genova ed Alessandria, e per conseguenza di due sole lin ee cli operazione, le quali saran no naturalmente Genova, Spezia e Pisa l'una, Alessandria, Piacenza, Bologna e Pistoia l'altra. Crederei perciò. superfluo di migliorare la piazza di Casale, perchè all'uopo occorrerebbe dnrle un'ampiezza straordinaria e tutte le risorse e trupJ?e ~:he vi si concentrerebbero a difesn trovano 11J1gl1or impiego e maggior sicurezza in Alessandria; troverei invece molto piò opportuno di abbandonarla, perchò espugnata facilmente forn1erebbe un buon punto solido pel' appoggiare le operazioni del nemico contro Alessan dria. Si dovrebbe però conservare solo la testa di ponte sulla riva srn1stra del Po per protegge1:e eventu almente un passaggio del fiume, ma suppr1meodo l' armam ento che sarà costi tuito dal materiale stesso dì cam pagna . Analoghe teste di ponte in terra sulla riva conveniente si potrebbero erigere all' apertura della guerra nei punti stimati più acconcì dal genernle sui varii corsi d' a.equa cbe intersecano il tenitorio. Ora per tèrminare quanto a queste due. lin ee ~i operazione si riferisce per tutto il loro sviluppo, 10 osservo che in ordine all a pri111a linea'_già sono state proposte la piazza di Spezia fortificata da rnat'e e da terra per mettervi al sicuro il grande arsenale ma-
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r.ittirno. e la piazza di Pisa per uno dei punti del . Ridolto centrale, qu indi non occorre certo di altro aggiungere a sua compl ela sistemazione che snrìi fortissima, offrendo ancora oltre a Genova un altro pupto all'esercito difensore ben solido per sostenervisi e per assicurarsi una ritirata nel Ridotto . In quanto alla seconda linea d'operazione che tende da Alessandria a Bologna, dove già è stabilito un posto avanzato ed il più robusto del RidoLto cen trale, io osservo che la distanza essendo di oltre a cl1ilom etri 250, sembra di tu tta conven ien7.a il fissare almeno una nuova stazione intermedia per assic urare contro ogni eventualità la ritirata del difensore nel Ridotto. Dal solo lato tallico questa nuova stazione dovrebbe collocarsì a Stradella, imperocchè ivi gli estremi co.ntrafforti degli Apennini vanno a Jambil'e quAsi la riva d~stra del Po, e con uqa fort.ificuzione di non grantle am piezza edi molta solidi ti1 perchè dominante si potrebbe guardare il passo su entrambe le rive, per cui l'esercito difensore che si ritirasse sopra l'una o l'altra od Dnche .s u entrambe, troverebbe in essa un potente sussidio per arrestare il nemico che lo inseguisse vigol'osamente e c·ontinuare regolarmente la sua ritirata; ma siccome fra le strade principali ordinarie e ferrovie di riva sinistra del Po nessuna mette capo a Stradella e molte invece si riuniseono a Piacenza, così sarà forse d'uopo di stabilire ivi una stazione di resistenza intermedia tra Alessandl'ia e Bologo.D, sebbene il terren·o vi si presti me~o favorevolmente dal lato t~ttico che a Stradella . Del resto Pi acenza essendo una.prazza esrstente che dovrà essere conservata per altre invasioni possibili sul le ·frontiere continentali d'It.alia , -. come vedremo fra poco, io mi riserbo di esaminare allora come voglia esser·e costituita per il suo scopo ANNO XVI, VOL . I.
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322 SULLA O{l,'J~SA DEGl.l STA'l'l IN GENERALE principal e, e qu ello puramente secondario di cui ora si avrebbe a ragionare troverassi egualmente ragg innto. Ad ogni modo a Tortona, Strad ell a ed a Serravalle in V111le di Sr:rivi11, in posiz ioni ben visibili da i coll i cli Valenza, vorra ssi colloca re di:~i fortini ben sol idi da se rvire di osservatorio per man te nere in relazione Alessandria con Gcno,·a e con Piacenza e combin are le operazioni delln difesa con qu elle.di soccorso che ivi fossero dirette dal rid otto centrnle. ·
VUJ.
Passando ora alla fronti era continentale austriaca, la q11ale dal passo dello Stelvio in.Va ltellin a si estende per la g ioga ia delJ e Alpi e pei suoi contrnfforti sino a Cormons, e quindi da Cormons pe r l'Isonzo fino ali' Aclriatico , io debbo premettere che non a caso ho posto lo studio di questo tratto di territorio interno immed iatD men te dopo quello or ora r ompiu to per la frontièra francese, ma bensì per una valida rao-ione o ' cd è che le frontiere verso Francia ed Au stria, come realmente indip endenti tra loro, si possono e si devono consirleral'C isolatamente, mentre invece il 1 ratLo interpo~to de lla fro :lliera svizzera dovendo se rvire di collegnm ento dei due primi fra loro, vuole esser studiato in correlazi one alle difese già ordina.te sui due estremi. Da q11 csto tratto cli fronti era au striaca si com inci ano ad avere 9 strade di montagna beo determinate che d iscendono in Italia, cioè: Valtellina, Val Camonica Valle dell'Oglio, Valle dell'Adige, Vc11le di Schio,
vai
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E DEJ,L ITALIA IN PAl\'J'lCO,LAJ.\E
Sugana, Valle del Pinve, Valle del Fella e del Tagliamento, Vall e del Natisone; si ha inoltre un tratto di froqti eea intera mente sco perto da Cormons, al mare attrave rso il quu le passano ,,arie strade ordinarie ed un a ferrovia, e dove, per così dire , tulto il terreno è accessibile alm eno per con-ccntrazio(1i e c0rr.1huttimenti. Per la confìgurazionc della frontiera alp in a, che è rettilin ea tra Ste lvio e Corrn ons , in ve·ce di essere con' cava verso l'I talia, come lo è la frontiera fran cese, si vede che non solo non è possibile, ritirandosi anche alquanto in dietro dagli sboc0hi della montagna , di dimin uire il fronte di operazione della difesa, ma anzi questo fronte si accresce ancora maggiormente in Lombardia per la direzione obliqua verso .ponente dell a Valtell in a. Ciò stante sarebbe cosa diffkil e di voler :;tabilil·e le stazioni di resistenza teste di linea ai nodi delle co111unicazion i perchè questi sarebbero troppi di numero e sove rchinmen te moltiplicn.1.e del pari le lin ee di operazione ch e dn essi rnetterebbcro al ridotto centrnle ; inoltre le piazze forti che si co stituirebbero pe r formare qu este stazioni , come ad esempio Mi lano, Brescia, ecc. non avreblrnro talticamente le condizioni occorrenti per prestarsi all'ufficio, imperocchè tulle sarebbero facilmente accerchi ab ili, con un raggio di azione ristrettissim o, i!1 perfetta pian ura oppure dominate a poca distanza. Per risolvere convenientemente il problema non vi ha che un mezzo, ed è di traspo1:tare su l ,Po qu este prime stnzion i di resistenza e teste di linea d'opera zione, imperocchè a quesLo modo le comunicaz ioni senza nµrnero in cui si frastagliano le strade di montagna dopo il loro sbocco nell a pianura si trovano neccssariam-?nLc ridotte ad un numero molto minore. cioè a quello dei ponti e porti stabili esistenti sul
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SULLA DIFESA DEGLI STATI IN GENEI\HE
Po. Se poi fra queste comu nicazioni residu e si sceglieranno soltanto le princ:ipali esopratlutto le ferrovie,. si giunge ad una combina zione cbe non ha più nulla dì impossibile e neanche di estremamente difficile a costituire una conveniente difesa interna. Infatti a valle di Alessandria, che già è stata fortificata come piazza principale in Piemo11te, tre sooo le ferrovie in atto esistenti, le quali attraversano il Po, eioè: Milano-Pavia-Voghera con passaggio a Mezzanacorti, Milano-Pizzighettone-Piacenza con ponte a Pia,cenza, Padova-Rovigo -f.'errara-Bologoa con pns--saggio a Lagoscuro, ed una qu-arta cioè Verona1\'.Iantova-Modena con passaggio a Borgoforte tl'-Ovasì in via .di esecuzione. Eppertanto se si esclude la prima l\'lilano-Pavia-Voghera, la quale non si dirige al ridotto ma in senso inverso, e si stabiliscono a Piacenza, Borgoforte e Ponte Lagoseluro tre stazioni 'estreme di linee di operazione, noi avremo certamente il minimo, , di piazze forti che èonvem\ erigere sul Po e insieme di linee di operazione che occorrerà stab ilire ed ordinare per la difesa interna del territorio compreso, tra il Ticino e l'Adriatico contro un'invasione austriaca.
IX.
Senonché vuolsi qui fare una importantissima osservazione, ed è che tutti~ le stl'<1de di montagna in generale offrono agli eserciti in guerr.i, massime ora che sono numerosissimi, gravi difficoltà per ]a sussistenza, tutto dovendo essere . trasportato per la sola strada carreggiabile, gravi difficoltà anche dal lato. militare per un invasore, il quale non potenclo spie-
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325 ,1{arvi tutti i suoi mezzi potrebbe essere arrestato da un difensore abile e valoroso che ivi avesse concentrate forze bastevoli a difendere la valle; ciò tanto più potrebbe avverars i quando, come venne proposto, ,in ognuna vRlfe accessibile fosse stato elevai.o un conveniente forte di sbarramento. Per contrario attraverso una frontiera aperta la marc:a delle colonne -essendo possibile in tutte le direzioni, ivi l'aggressore può imrnedi,Ha mente spiegare tutte le sue forze e far valere la sua superiorità. Rppertan to non vi può esser dubbio che sul la frontiera tra l'Austria e l'Italia il t:r:itto che è aperto tra Cormons ed il mare present.a all'aggressore incompa rab ili vantaggi e al difensore pericoli molto più gravi . SP adunque si vuole che la difesa interna del terr itori? risponda complet,rnien te al suo scopo, bisogna che sia ordinata in modo più robnsto dove la minaccia è più grave · e dove le difese di frontiera non sussistono per coadiuvare le prime operazioni dell'esercito -attivo. No n parrebbe pertanto sufficiente di stabilire a 'Lagoscuro ID prima staz ione di resistenza verso la frontiera di Gorizia, cornecc hè se l'eserci to difensore fissa fin da principio il sno concentramento nel Friuli .per cornbkittere l'aVYersario più presso possibile alla frontiera e contrastare la difesa con una battaglia in campo aperto , in caso di sconfitta, soprattutto se disastrnsa, gli sarebbe difficile di giungere ordinato sulla prima sua staz-ione a Lagoscuro e la sconfitta diverrebbe una catastrofe; se per contro l'esercito difensore per combattere con vantaggio di posizi one si eone-entra fino dai primordi della camp<1gna a Lagoscuro e vi. attende il nemico, questi si impa-0ronisce senza colpo ferire di tutto il Veneto, fa caden,e E DELI. 11'A UA fN PARH.COLARE
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E DELL ITALIA IN l'Al\'l'ICOLAllE
SULLA DIFESA DEGLI STATI IN GENERALE
i val'ii forti di sbarramento dr.Ile valli ussulcuùoli allespalle, e '}uanrlo ha occupalo in modo stabile e sicuroqueste provincie, sicC'hè la sua ritirata sia sollo tutti i rapporti assicurata per varie vie, si dirige con Lullele sue fol'ze a Lagoscuro e vi f1 preva lere tutta la sua superiorità numerica avvant;iggiata da una prima conqqista ottenuta senza colpo ferire c:he gli offrirà per lo meno risorse preziosissime di ogni genere, privandon e il difensore stesso. · Una star.ione e ben efficace di resistenza, ossia una piazza forte di grande mom ento è adunque indispensabile che si stabilìsea nel Veneto oltro il Po, senza. di che la difesa di tutto quel tenitorio si troverebbesommamente pregiudicata. Dove collocheremo noi questa piazza ? L'id ea più nat.urale che si offre all,1 mente si è di stabil irla a Vene1.ia dove già esiste una piazza dal lato difensivo eccellente ed in tutta prossimità della frontiera più minacciata di Gorizia; ma se si riflette che una sola strada fo capo a quella città dal continente e che il terreno interno vi è mé,lagevulissirno e ristretto, si vede :;ubilo che non può se rvire al concentramento di 110 inti ero esercito per sos1enere la difesa attiva dC'I territorio e tanto meno poi per dargli rifugio dopo una prima sconfitta; si vede subito c;he il nemico con un corpo di truppa ben inferiore bloccherebbe ivi un intiero esercito fortifìcandosi robustamente sulla sola uscita terrestre e potrebbe dirigere 11 resto delle sue forz e i_n tulle le rimanenti parli del "Veneto ed anche su l Po a Lagoscul·o prevenendov i il difensore, il quale non può giungervi che pe r piccoli drappelli attraverso l'Estuario e la laguna . Nè questa condizione di cose varierebbe notevolmente quando si costruisse a Jlestre una testa di ponte, a ' nieuo di farla essa stessa ampia come una gran,
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pia1.za capace di ricover·are e sottrarre ,1gli em~ui del bombardam ento un intirro esercito, ma se mpre collo svantaggio di poter essern ar.ccer<:hiata. Esclu sa Venezia, l'idea che si presenta più naturalmente per collocare questa nuovà stazione, si è di stabilirla a Verona dove g ià es iste una grande piazza con c"a mpo trincerato stata pr·eparala con tutte le cu re e coi più gravi sar. rifìzi doll'Austria per mantenere i suoi possessi in Italia e che è ritenuta come uno dei più forti baluarai di difesa che esisto.no in "Europa. ~fa se noi esam iniarno la postaz ione strategica di questa piazzo, noi vediamo che essa è meno felicemente situata per sostenere una difesa atLiva del territorio veneto, imperocchè si trova molto più vicina alla frontiera di montagna dove minori e più facili a contrnstare sono i pericoli di invasion e, mentre è più lontano da lla fronti era dell'[sonzo in cornporabilmente la più minacciata, e per conseguenza succederà a uo dipresso come se la prima stazione difensiva si trovasse a Lagoscuro, cioè: o l'esercito difensore si porterà fino dal prin cipio nel Friuli per dar bat. tagli,a, e in caso di sconfìtta un po' disastrosa non roggiungerà che a stento e ben disordinato la piazza d1 Verona, o se poi fino da principio la conùeotrazione del di fensore si fa rà in Verona stessa per attendervi con vantaggio di posizionP. il nemico, questi s'impadronirà senza colpo fe1·ire di tutto il Veneto, s'impadronirà dei for ti di sbarram ento fino alli, Vall e Sugaoa assal endoli di rovescio, si formerà cosi ottime e multiple li nee di operazione che gli agevoleranno la via alle .ulteriori sue operazioni, utilizzerà a suo . vantaggio le risorse di questo fertile tenitorio pri- · . vandone il difensore, si porterit finalmente all'attacco della piazza con tutta la possibile superiorità di mezzi.
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SULLA DlFESA DEGLI S'rATI IN GF-NERALF.
E DEU,'ITA..LTA I:'ì PAl\TICOLAnE
Inoltre è da osservar·e che Verona dal lato tatti ~0, se è forlernente costituita sui suoi fro~ti sud ed ovest (tralascio i s uoi difetti prov enien ti dai progressi delle artigliel'ie morlerue, ai quali converrebbe pur rimediare con spesa 11 , !1 indiffe,·enle) è invece assai debole sul fronte ad est e spccialn,ente su quello a nord che sarebbero pure i primi aJ esse re attaccati in ur.a guerra contro l'Austria, motÌ\'O per cui o converrà rinforz.are la piaz zn elevando nuove opere sulle alture dominanÙ e spE:ndendo ingenti somme, ma senza mai giungere allo scopo desiderato, perchè le alture si protendono sempre più el evnndosi, oppure bisogne rà uLLendersi a vederla cadere in brevissimo tempo. Infine Verona non è clitlicile ad esse r accerchi:ita come lo sarebbe Alessanifria, perchè il corso dell'Adige, che dividerebbe in due pHLi l' esercito assediante. non à un -ostacolo molto imponente come è il Po; dal nord le posizioni dcli' assediante sono in compnrabilm en te superiori :i quelle d~ll'assedia to e quindi facile a custod irsi con poca forza che rirnarrù disponibile per rinserrnrla sulle altre parti; onde se l'esercito difensore vi si sarà lasciar o accerchi11re cadrà insieme colla fac:ile es pugnazione dr: lla pia zza, e se se ne sarà scostalo in te1npo per raggiungere il Po, In piazza stessa; r.o me stazion e di resis tenza e grnn piazza da guerra, perno di manovra, sarà stata. inutil e. Escluse le due piazze di Venezia e di Verona non è il caso di considerare qu alsiasi ll ltra delle già 1~sistenti, poich é Pesch iera e Legn ago si scostano più ancora dalla frontiera dell'Jso11zo e sono in oltre troppo ristrette allo scopo; e Mantova poi, ,quando pure si volesse costituire insi eme con Burgororle in nna pinza di ·1° ordine eo11 <·ampo trinceralo di gragde ampiezza sarebbe meno appeopriata ancora di Lngoscuro, perchè sempre più lo11Lana dalla frontiera aperta dell'Isonzo. 1
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Epperta nlo se noi vogliamo stabilire qu esta nuova staz ione cli difesa nel territorio veneto non resta altro partito che di ricorrer ad una crear.ione nuova, scegliendone il silo con tutte le possibili cautele perchè possa sodd isfare al s110 còmpito. Dopo un accurato s1udio s ulla carta, pare Il me che la combinazion e più opportuna sia di coslilu ire, col gruppo stesso dei colli Euganei a sud di Padova, una srnnde piazza da guerrn con campo trin oe r;1to, la cui periferia esterna o corona rli forti staccati, a somig!ianza d~ quant.o ho proposto pe1· le coll in e di Alessand1·i11, si trovi a metà r:osta dei principali contrafforti (mamelons) ed il riclot.Lo sul punto centrale cu lmin ante, pr.r modo che dal lato tal.tico sieno incontestabi lm enle ri un ite le rnigliori eondizioni possibili di resistenza. Non mi nascondo elle la citLà di Pad0vè1 e qu,~lla ·di Treviso soprallutto socldisferebbero meglio allo scopo dal lato stl'ategico. perd1è en trambe nodi di comu11icazio11e importanti e più prossime alla fronti era dell'Isonzo : ma la loro posizione in pianura non è troppo propria olla difesa, il nemico le può accor- · chiare µerchè di limitato sviluppo, ed infin e le loro numnrose po~olazioni sarebbero un grave imbarazzo in caso di assed io. Inv ece dai colli Euganei si scorge il territorio a tutta vi st11, si conoscono ad ogn i istante le po sizi oni del nemico e la di~lrib11zione delle sue forze, per cui non deve essere difficile di impedire un accerchiamento completo della piazza che misura 30 e pi11 chilo111etri alla peri fe ria dei forti, ed ove lo acce rchi amento abbia luogo, la piazza per mezzo di un telegrafo aereo si tiene co5laotemente in comunicazione colla vicina Venezia, la quale nlla su a volta per mezzo della flotta può essere in relazione col ridotto centrale, e così diventa possibile come per
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SUI.LA DlFESA DEGLI S'l'ATl IN GE1'ERALE
Alessandria il combinare quakhe operazione simultanea colle truppe di soccorso. Io do molla importanza a queste posizioni dominanti delle piazze destinate a perni di manovra, prima per la loJ'O incomparabile superiorità dal lato tattico della difesa locale, poi per la fac ilità di scoprire sempre le posizioni delle truppe nemiche che cercano di accerchiarle ed infine per la possibi lità, unche qua1Jdo sono accerchiate, dì · manten"ersi in qualche modo in relazione col le rimanenti . parti del nostro territorio; e sono convinto che se Me tz avesse avuto la configuruzion e che verrebbero ad avere le due piazze di Alessand ria e dei colli Euganei seco nd o la sistemazion e dn me proposta, non sarebbe stato forse possibile il suo accercliiamento. perchè i Francesi dal l'a lto della posizione doininante tutto il terreno in giro avrebbero vedutCl il movimento· girante a Pont-ù-Mousson che loro fu n;:;scosto da un grande spiegamento di cavalleria, e o l'avrebbero. disturbato attaccando i Prussiani in marcia, oppure avrebbero prncip itato la propria ritirrlla sopra Verdun, e qu.rndo pure Metz fosse stata acccerchiata, ma avesse conservato il mezzo di mantenersi coo segnali, in comunicazione colle rimanenti parti dello Stato, forse si sa rebbc evitato il grave errore di Sédan e la vera catastrofe che vi tenne dietro.
X.
Stabilita questa pri_rna stazione di resisten ta, noi avremo un'ottima linea difensiva di operazione per la difesu interna del territorio veneto tutta detcrrninata e preparnta Jni tre punti, colli Eugnn ei, Ponte Vigoscuro·
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E DE LL ITALIA IN PAl\'l'ICOLAllE
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e Bolo(Tna, sul la quale non occorrerà certamente'allra opera ~1e1·manente di difesa, ma tutto al più ~i potrebbe conservare come protezione al ,passi.1gg10 dell'Adige in ritirata la testa di ponte di riva sinistra a; Boara senu1 però costituirle alcu n armamento speciale dovendo essere munita al solo momento del bisogno delle urtiglierie campali. Osserviam? soltanto che a Lagoscuro non occorre una grnnde piazza, ma semplicemente una doppia testa di ponte sull~ due rive, abbastanza ampia per coprire il passaggio de~ fiume all'esercito italiano che 5 Ì ritirasse dai còltt Euganei, oppure alle truppe di soccor5o ~he vi si recassero per un'operazione simultanea combinata con 's egnali; imperoccbè io questa stazione l'esercito italiano che avesse perduto il Veneto non dovrebbe soggiornai·vi e fa rvi resistenza con pericolo _di lascia r~i , sepan1re dal ridotto; :na nppeoa effettuato t1 passn~g10 sul la ri,·a destra dovrebbe lasciarvi un fone pres1d10 (li difesa e quindi retrocedere a Bologna pet· sostenere in questo primo punto è\vaozato del ridot_to cent,rale-· la più accanita e vi(Torosa resistenza . Non 1sfngg1ra ad 0 alèuno il vantaggio rilevante dell a dopp'ia testa di Ponte di Lagos1;uro fìnchè resiste, imperocchè occup·eri'.t anzitutto una forza competente del nem ico per osservarla, l'obbligherà alla co:-t'i'uzione cl i ponti volah'ti di passao·o:,.io su l Po, ch e ce: n una larghezza di 4.00 05 , I . , i'. ·1 e più metri di alveo non è l'ope_raz1one a p1u a?1 e, lo costrin o·erà a fare un lungo giro colla sua l111ea di operazione; e se per · avventura dal ridott.o in Bologna l'esercito italiano rinJo rzato potesse un g1or.n~riprendere l'offensiva, si troverebbe già p1·ep_a rat1 1 ponti . stabili di passaggio sol Po sulla linea p·1u br~,, e per arrivare alla fronti era de!l:[sonzo, ~~ 11 ~em1_cosi troverebbe costretto ad una r1't1rata la p1u pencolosa.. . e com.r)romessa.
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SULLA Olf'ESA D1!.GI.J STATI I N GENERALK
xr. Provved uto con qu es ta lin ea di operazion e nlla difesa principale del Veneto, perchè dcstinal;i a resislrre essenzialmente e vigorosamente :illa invasione più im portante fra le possibi li 11<1 ;ivvenire dnl t,erritorio austriaco, osserviamo che con questa li nea non si potrà sicuramente e con egua le enìcacia contrastare un' ir,ivasione la q tJ ale prnvenisse da lle v111l i dell a Brenta , dell'Adige, de l Mincio, dcll'Oglio, cli'! Chiese e dell'Adda, giacchè un eser·cilo ne111ico che scegliesse tali vie potrebbe ram minare (pres tnn do il fJ:inco sinistro è ve ro) ma a tale distan za cfo lla nos tra lin ra d' operazione e coperto da ostacoli n:itural i come l'Adige, il Mincio, l'O;;lio, ecc. da non corre re qu nsi alcun pel'i colo : cppertan t0 contro queste invasion i se si fa astrazione dalle difese es isten ti e si ritengono soltanto ,quelle da me proposte fin o ad ora, il territorio del)' Alta Italia non avrebbe ad opporre che le pia1ze <li Piacenza e di Borgoforte collocnle sul Po in punti in cui 10 auravcrsano la forrov ia già esistente Milan oPiacenza e la ferrovin in coslr·11 zione Mnntova-Modena. Ma coll e sole pi.1zze di Piacenza e Borgoforte, quando anche costituite nel modo più ampio e più robusto, si po trebbe dire suffk ien temente pro tetto il tratto cli territorio che si es t~n de cfa l Ticin o all'Adige, dove per strade pili malagevoli sì, ma pur prnticabili, l'Au stria potrebbe invadere l'l tn li a? Se tutto questo territori o fosse anco ra vergine, non fosse cioè mu nito di alcuna piazzfl fo rte, io penso -che sarebbe forse a disr.ntersi la convenienza o meno
E DEu:rrAT.lA 1N PAJl'l'l COI.AI\E
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di erigerne delle nuove, imperocchè a ri?ol'e_ non si può ammettere che un condo t~i e_i·o ~emico il quale. ubb ia iun anzi a sè un tratto di fron tiera apel'Lo per invadere l'Italia, e do,·e può per conseguenza far valere ad un tratto tulla la sua so,pe riorità numeri~a. prescelga invece allo scopo le strade di .rnontn~na cos~ difficili, penose e seminnte cli os tacoli , massime poi se in ciascuna di esse sia ceJ'lO di incontrare un forte di sbarramento ehe lo obhlighe rà a far uvan zare materiale di assedio e daJ'à al difensore il tempo di raccorrJiere Lutti i suoi mezzi di resistenza; al più queste str;de ùi rnonlagna polrelibern se rvirgli per <live rsiot~i alte a nascondere i suoi progetti, e di queste un difensore abile non deve preoccuparsi , ma procurare fovece di tenersi pronto sul punto decisivo, ben persuaso che un successo ottenuto su questo punto manda a vuoto qualsiasi diversione, la quale bene spess~ divi ene anzi pericolosissima per chi l' ha tenta ta . .D'alLra parte quando pure l'Au stria, c.ontro ogni_rrobabilitil, scegliesse alcuna delle menzionale, valli ~er dirio-ere le sue principcili forze, ncmrr:eno s1 può dire.. che°col le piazze di Piacenza e di Bor~oforte a ~ava llo del Po, colla lin ea di operazione colli Euganei ,. ~agoséuro e Bologna, l'eser~ito i~lia~o che opera_ a d1(esa deìl'Alta Italia corra dei pencoli o non pos:,a sostenere efficacemente la difesa aLtiva del te ni~ori_o interposto fra il Ticino e l'Adige, giacch? egli s1 troverebbe con un a forte base dì operazione format~ in due rami ( Po da Piacenza a Lagoscu ro e coll1 Euo-anei-Larroscuro-Bologna) facenti fra loro un angol~ rie~trante ~erso il nemico, e gl i aut.ori più accredit~~1 riconosco no in questa combinazione .una_ delle prn felici disposizioni per difendere 110 terr1lor10 e tentare delle operazioni decisive; basta_ a_ ~al. uopo sap~r manovrare al riparo dei due ram i d1stinl1 della nost1 a
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SULLA DIFESA DF.GLI S1'A1'J IN GENERALE
base di ope_razionf;, e mentre si trattiene il ,nemico dj fronte con un corpo di truppe sop ra uno de.i rami .della base, . sboccare colla maggior parte delle forze ,dall'altro ramo per attuccarlo sul fianco od anche alle ,spalle. ( lo ricordo a qu~s to proposito l'operazione non mai ·abbastanza cornmendat,1 con cui i FrancoItaliani nell a guerra del 1859 tecero abbnndo.nare agli Austriaci senza colpo ferire tutta la Lorn e1:;J,"' nasan dosi sul Po e sulla Sesfa, che ernno oppunto disposti ad angolo retto fra loro, facendo r.redere ad un passaggio sul Po. con mo lti tentativi di costruzione dì ponti e poi sboccando da Vercelli con tutte le forze riunite alle -spalle degli Austriaci). Senonchè è da osser.v:are che in questo abbastanza -vasto ed ubertoso territorio compreso fra il Ticino -e l'Adige non solo esistono giù delle piazze da guerra ma anzi .si presenta il celebre quadrilatero prepnrato dall'Austria dal 48H> al 1866 per ass icurare contro ogni eve ntual ità i suoi possessi italiani, quadrilatero ~he ha una riputazione europea e d'altronde ben meritata perchè non f'u mai che i,n minima parte -espugna to (Peschiera nel 1848) ed 111;\ conservato per due volte all'Austria il dominio rn Italia. Non sarebbe egli un vero controsenso se l' Itali a ripunziasse ad utiljzzare le grandi risorse solo perchè noo fqssero strettamen te e in modo assoluto indispensabili alla sua difesa, o solo perchè non ne può · più ritrarre tutti quei vnnt11ggi che offl'iva ali' ;\ustria ? È adu'nque venuto il momento di stud iare attentam,ente questa grande questione del guad ri latero fol'mato dal le piazze cli Peschiera, Mantova,. Legnago e Verona, di vedere cioè quale sia la sua imp/.H'lanza m ilitare per l'Italia diven uta Nazione una ed indip~nclente, qua le l'utile che pl.,IÒ ritrarne la difesa nella parte principale del suo territorio (Alta Italia), . 0
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-quali le misure a rrendersi per soddisfare_n:1 miglior · modo possibile a tale scopo. Questo studio accu rato è tanto più necessa rio inquantocl1è le opinioni al riguardo · sono le più disparate, ritenend0 alcuni che possa questo q11adrilatero ancora e debba_ essere sempre il ridotto di difesa dell'Alta I1al1n, ritenendo altri che non possa più nvere ulcun serio virnta~gio e costituisca pi11tLosto un vero pericolo per la d1re.zione a darsi alle operaz ioni di difesa di questa parte dello Stato. •
xn. Chi ha seguito con quakhe attenzione le considerazioni svolte nella mia I0 Memoria già comprenderà che io non posso accostarmi ali' opirnone di quelli che considerano ancora il quadrilatero come il centro e ridotto della difesa dell'Alta Italia nè in nna guerra contro la Francia nè in una guerra contro l'Austria poichè avendo io sulla scorta .dei _pi~ ac?reditaii_au tori adottato per la cl1fesa dell Italia 11 sistema d1 ~n ~uniccJ ridotto cen trale di difesa e stab ilito qn esto rn Valle d'Arno coi punti avanzati di Bologna nella Valle del Po e d i Spez ia sulla riviera ligure di levant~ , non potrei arnrneltere che la difesa del la parte ~1litarmente la più importante del regno avesse termrne ~ltri·menti che in qu esto grande ridotto centrai~ ... , 111a anche per cbi diss,~n tisse meco sull11 _poss~b,hta -di applicare ali' llalia il sistema di un unico_ r1dolto centrale vi hanno delle ragioni che spero <l rmostre·ranno ad eviclenza come il quadrilatero gunle ora è ~oslituito non potrebb.e assol11tnrnente ~ervirP. per riJotto parziale di difesa dt' ll' Alta Ilalia, e che per
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SULLA DIFESA DEGLI STA'l'I 1N GENERAI. E.
costituirlo. tale occorrerebbe così forte spesa e si andrebbe ciò ma lg-rado incon tro a tanti inconvenienti da sconsigliarne la scelta a q11esto irnporlante uf6eio. Infatti il qnadrilatero quale ora è costituito ha evidentemente il suo cent.ro di direzione e di resistenza a Verona , essendo questa fra le quattro pi:izze che lo formano non solo la più ampia e la più robusta, ma la sola capace di ricoverare sollo la protezione delle fortificazioni un grosso corpo d'esercito . Eppertanto se l'esercito itnliano dopo di avere patito delle gravi sconfitte si<'t sopra l'una ehe sopra l' nitra fron-· tier1;1 venisse a ritirarsi nel quadrila tero , per necessità non lascierebbe ehe dei pr-es idii più o meno forti in Peschiera, ~fantova e Legnago e. colla maggior parre delle forze si ricovererebbe in Verona appunto corne fecero gl i Aust1·iaci nel 181,8 e 1859. Ma . ciò che era utilissirrio per gl i Austriaci, giacd1è da Verona mass ime dopo ia costruzion e della testa di ponte di Pastrengo e dei fort i di Rivoli si t.ene,;a no in comunicazione cow·interno deJla monarchia per ricevcrne _i so1~corsi d' ognì g·en.ere, sarebbe egli ancora di uguale utilità per gli Italiani i q.uali verrebbero in Verona a trovarsi scpra un punto estremo della loro frontiera 1 Non sar,.,bbe anzì questo il vero ed unico mezzo per se pararsi completamen te dalla riman ente pH rte del regno e rneltersi nel!' impossibilità · di ricevere soccorso qualsiasi non appena l'aggressore entrato nel quadrilatero, come i Piemontesi nel f848 ed i Fnrnco-ILa lia!)i nel 1859, si fosse collocato a cavallo del!' Adige presso Zevio ed avesse separato Verona dalle rinianeJJti tre, piazze. del quadril,Hero ? Impossibile adunque di ammettere che jj quadrilatero ·nella sua costituzione atruale µossa servire di ridotto di difesa per l'Alta Italia a meno di voler 1
387 espofre l'esercito che ivi si ricoverasse a fare la fine che ha fatto il fiore dell'esercito ·francese nella pres1int.e campagna a ~letz e forse più prema tura ancòra, imperocchè almeno ivi il termine della lotta fu segna to dalle provvigioni della piazza, me~tre in Vero~a con un attacco vigoroso dal nord s1 potrebbe rn menò di un mese espugnarla e· colla sua caduta far prigioni ero tutto l'esercì to . . . Non vi sarebbe che un mezzo di riparare a questo gravissimo difetto e 1-1arebbe Cli invertire l'ufficio dell.e singole piazze che· lo co stituiscono trasportandone il centro di direzion e e dì resistenza da nord a sud cioè da Verona a Man tova. ~la allora bisognerebbe C'ostru ire a Mantova o meglio nel Serraglio compreso fra il Mincio ed il Po al loi·o confluente un grande campo trincerato con azione efficacissima sul Po a Borgoforte, ciò che esige una spesa considerevolissima e con pochi vantnggi dal lato tattico, perché una gran pinzza in pianura senza dominio sul terreno circo.stante che permetta all'esercito che vi si ricovera di scoprire tutte ad ogni istante le posizioni nemiche, le sue mosse, ecc., non è favorevole ad una difesa attiva e ridurrerebbe ben presto l' esercito stesso alla condizione di sem plice presidio di difesa assediato i cui giorni sono contati fin dal primo investimento. Se almeno con questa gravissima spesa tutto fosse finito, non si andrebbe incontro che ad un aggravio ' finanziario cui già altra volta ho detto che non voglio dar troppo peso; ma il pe~gio si è cbe_se ma lgrud~, la sistemazione di Mantova m campo trrncerato noi manteniamo Verona qual' è, noi correremo i più gravi r·isch i, imperocchè tutte le forze e :isor~e _che noi raccoglieremo in Mantova andrnnno rn <'lumnuzione di quelle che potremo lasciare in Verona, e la E DEI.l,'l'l'ALlA IN PAHTJCOLARE
ANNO XVI. VOL . t.
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E DELL ITALJA IN l'ART!COLAI\E
esp ugnazione di questa non ne sarà che più aO'evolata, massime per la infelice condizione del suo f;onte . a nord, ed allora jl nemico che se ne sarà impadronito avrà invece g-uadagnato una pia'zza della massima importanza per Lui, comecchè il fronte a sud ehe è fort issimo sarà il suo fronte naturale di difesa, e con questa piazza conquistata senza grave sacri1ìcio ottenà una base solidissima per attacca·re il vicino campo trincerato di Mantova dove n0i avremo concentrata tntta la nostra resistenza. Io credo che queste ragioni principali sieno sufficienti allo scopo che mi sonu propos.to, cioè di dimq strare che il quadrilatero come ora è costi tuito non può servire di ridotto di difesa dell'Alta Ital ia, e che non vi ha convenienza a modificarlo in modo che possa servire a questo ufficio. Da questa discussione pare a me che sia anche chiarito come non sieno tutt' affatto nel torto quei mi·litari i quali credono che il quadrilatero non offra più all'Ita li a un serio vantaggio per la difesa d13Jla Valle <.lei Po e presen ti forse più pericoli che vantaggi, imperocchè se ren lmente nel Veneto sì lasciasse suss isLere Io stato aLtuale di cose senza alcuna difesa più prossima alla fronti era aperta dcli' Isonzo e con sola Verona per piazza di manovra, si può ragione,,olmente tcm_ere che il coodouiero italiano non possa manovrare abbast;:inza abilmente per non lasciarsi separare dal Po e non si veda cosi disgiunto da t utLo il rimanente territorio italiano. Ma fra le d t1e opinioni diametralmente opposte sull' importanza dì questo quadrilatero pare a me che possa trovar luogo una opinione intermedia che qui prendo a svolgere siccome quella che offre il mezio non solo di ritrarre un utile partito di questo grande baluardo di difesa benchè eretto con inten-
•òimenti a.ffotto opposti, ma quel che è più di rafforzare .effieacernerite e quasi senza spesa il vero razionale sistema di difesa dell'Alta Italia . Già ho dimostrato più sopra che nessuna delle piazze d.e l quadrilatero può per la sua posizione territoriale trovarsi sull a vera linea di oper1.1zione difensiva ddl' ese rcito itali;rno contr_o un' invasione che si pronunzi sulla frontiera aperta del!' Isonzo, e che questa linea d'operazione vuol essere creata a nuovo colla gran piazza perno di manovra dei eolli Euganei e colla doppia tesla di ponte a Lagoscuro; ma nel tempo stesso ho pure dimostrato che con questa sola linea di operazione tutto il territorio dell'Alta Italia in terposto tra il Ticino e l'Adige non poteva esser <lifeso ehe indirettamente sia da questa linea d' operazione sia dal Po tra Borgoforte e L(lgoscuro. Ora sebbene fra le linee· di operazione che il nemico può sceg liere ·per un'invasione tra l'Adige ed il Ticino nessuna gli presenti qu~lle faci litazioni che ritrova naturalmente uttaccandoci dal!' Isonzo e tutte sìeno piuttosto p.ropizie a semplici diversioni che non a . 1Jna grande iovasion~, tuttavia non si può disconosc.ere che fra queste varie valli quella dell'Adige offre dell e qual ità assai propizie per discendere in Italia anche con forze imponenti, irnperoccbè le gole più ristrette e la parte più inospitale dell a vallata trovandosi io possesso del!' Austria, questa vi può concentrare a suo beli' ugio i mezzi necessarii alla invasione e prevenire così le difficoltà più gravi che ]e lunghe val late offrono alle marcie dt>gli eserciti; ino ltre al disotto di Trento molté strade e tutte otti~e si diramano verso l'Italia che agevolano ancora le operazioni mil itari; in fine Uil,a strada ferrai.a. che conduce r:d cùorn stesso d~lla rnor:iarchia attraversa la valle dell' ¾dige e offrirà cospicue agevolezze sia
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SULI.A Oll<'ESA DEOI.I STA'J'I I N GENERALE
per il trasporto delle truppe che per il lor·o Yellovagliamento. Nessun dubbio quind i che se l' Ilalia potrà prendere contro un'in vasione possibil e da questa valle delle precauzioni eccezionali preparandosi delle difese dirette contro di essa e costituendosi per così dire una linea di opernzione speciale pe r contrastarla, sarà un vero e reale beneficio che si apporterà al sistema difer:sirn gen ernl e dell'Alta Italia. Ora un semplice sguar·<lo sulla cartu fa vedere. clieYerona e Legnago per postazione territoriale sod<lisfano completamente a questo scopo, imperocchè un corpo d'esercito italiano stabilito in queste due piazze si trova a cavnllo dell'Adige e può, nperando sulle due ri ve, combattere effìcaremente contro un aggressore il quale dopo aver espugnato il forte di sbnrramento a Rivoli si av;inzassè su l Po. Così ancora un sempli ce sguardo sull a carta ci fa vedere che Peschiera e l\Ianlova sul Mincio soddisfano bene allo scopo di combattere un'invasione per le valli del l\'I in cio e dclt' Oglio, imperocchè un corpo d' esercito italiano ivi stab:li to trovasi a cava llo del Mincio e può operan do snlle du0 rive contrastare efficacemente la marcia del nemico, che dopo avere espug11ati i forti di sbarramento nelle alte valli si avanzasse sul Po. Ecco adunque con qu esti semplici rifl essi trovato l'ufficio vero a cui possono essere efficacemente destinate le quattro piazze del quadrilatero, ed eccoci con esse preparate due nuo,·e robuste linee di operazione per collegare la fronti era austl'iaca col Po e conseguentemente anche per mezzo di Bologna col ridotto cen trale di difesa in Val d'Arno; e quando si considerino i pericoli da cui I' Italia può esser· minacciata in un avvenire più o meno lontano
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dalle condizioni son1rnarncnt.~ preca rie dell' .Allemagna, non si può al certo dire che I' ufficio · assegnato a questo quadrilatero sia poi tanto meschino e limitato da non esser tenuto nel più valid o conto.
XIII.
Secondo quP.sto concello ciò che resta ora ad esaminare si è se le quattro piazze di Verona, Legnago, PBschì era e Mantova quali sono ora co stitu ite possano efficacemente sodd isfare allo scc,po che loro verrebbe assegnato. A tal uopo io osservo che Peschiera per punto di appoggio di un corpo d'eserè' ilo che debba opcrore una difeso atti,·a contro un nemico che scenda per l'una o l'altra de ll e du e strade lunghesso il lago di Gard a, si trova assa i br.n collocata e costituita per cui realmente non occorre alcun a oggiunta o modificazi one. Così pure Mantova per la sua ampiezza e sop ratutto per le su e difcsenotevol i trovas i convenientemente costjtu ita per piazza di momenta neo rifugio in caso che le fo rze mobili della difesa o per sconfitte toccate oppure Bnche per semplici manovre dell'aggresso re si trovassero costrellc a ritirarvisi onde non lasciarsi accerchiare in Pesch iera, e tuLLo al più attorno a Mantova sulla riva sinistra del Mincio ossia sul suo fron te a nord potrà occo!'l'cre la costruzione di qualche fortino staccato per impedirne un a troppo facile csçugnazione , con un bombardamento, rna pe rò opere poch e di nu!TH?ro e pi ccole, non dovendo Mantova essere destinata a piazza di manovra, non avendone ,le condizioni ·altimetriche eh' io stimo indi spen sabih
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SULLA DIFESA DEGLI STATI IN GENE!IALE
.all'uopo, come bo già aruto occasione di dichi ararlo, e di dimostrarlo. Resta ora, a vedere se egualmente soddisfaccianoal loro scopo Verona e Legnago. Qui si rende chiaro innanzi tutto che ' per riO'uardo 0 a costituzione vi ha un grave difetto, imperocc hè per evitare all'esercito de lla difesa il rjschio di essere separato dal Po sarebbe molto conveniente che foss~ più robu sta Legnago, mentrè in atto invece lo è in- · comparabilmen te più Verona . l\'Ia per ciò che rio-uarda . b Legnago ')a questione è presto sciolt.J; invece di ampliarla e rafforzarla. come sarebbe necessario per renderla alla all' ufficio di piazza di rifugio momentan eo, il che non si potrebbe ottenere senza gravissima spesa, sarà preferibil e lasci arla com'è, ritenendola soltan tocome nn a doppia testa di ponte capace di assicurare un passaggio eve ntual esull' Adige, e considera rein vece come piazza di rifugio per le operazioni difensive a cavallo del!' Adige la stessa piazza di Mantova, la quale è meno distante ancora di Legnago da Verona, e ne è ri legata con un a Stl'ada di ferro, e cosi si .sarà non solo accresciuta _l'i mportanza di Mantova e giustificata la spes::t di ampliazione e di rafforzamento che ho più s~pr~a proposto, ma si acquisterà ancora il vantaggio di l'J portare sul Po a Borgoforte, dove è già stata dimostrata indispensabile un a gra nde doppia testa di ponte, tutto il perno sussidiario di difesa contro le operazioni ch e si avessero a sostenere suWAd ige e sul Mincio. Ciò che bisogna avere il co1·aggio di esarniua re con so mma cura per decid ere poscia sul da fare con fermezza dettala da vera con vin zion e d'an imo , souo le condizioni di Verona. Essa è incontestabilmente una gran piazza da guerra per ampiezza di estensione, per numero e robustezza d1 opere, pe1· impor-
E DELL ITALIA IN PARTICOLARE
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ta nza di fabbricati mi litari, e sotto la protezione dei suoi forti può capire un intiero eserc ito e tro\·arvi temporariam en te un sic uro rifugio, ciò che non ha luogo per alcun' al tra piazza d'Italia in atto esistente; essa ha inoltre una fama europea perch è costrutta coi sistemi più rec.enti prestò all'A ustria dei se rvizi eminenti a tutti conosciuti. Nessuna meravjglia quindi che l'Italia, nel cui dom inio è passata da soli pochi ann i, si cred a in possesso di un grande tesoro per assicurare la sua indipendenza. Ma questo tesoro è poi desso reale o non nasE.onde r,iuttosto ul) vero e tremendo pericolo? Discu tiamo la grande questione con tutta ca lma e maturità di giu dizio e vedinmo, s,: possibile, di dissipare un' illu sione troppo radicata negli animi italiani e di prevenire un disi"nganno che potrebbe esserci fatale .
XIV.
A tal fine osservia mo in pr.imo luogo che la postazion e di questa piazza fu scelta per mantenere in continua sicura comunicazione co lla monarchia austriaca l'esercito preposto a difesa dei possessi italiani e per coprirne la ritirata in caso di disastro, mentre per l'Italia lo scopo dovrebbe essere tutto opposto, cioè di mantenere l' esercito ivi raccolto in continua comunicazione col resto dell 'Italia e assicurarne la ritirata in caso d'insuccesso. Ora considerando Ver0na anche sotto questo punto di vista della sua pos tazione, è <lessa un 'anomal ia che una piazza costrutta secondo un dato in tendim en to non possa più sc,ddi-
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SULl,A DIFllS!. DEGLI STATI IN GENEMLE
sfare ad un altro diam elt·almente opposto? Non sarebbe invece piuttosto un'anomalia se la cosa fossE: altrimenti! Osserviamo in sarondo luogo che Verona non è una piazza di costituzione uniforme per cui la sua forza di res isten za sia eguab su tuui i suoi fronti; quelli n nord e ad est, come ho già dello, e come è noto a tutti, sono molto meno robusti di qu elli a sud e ~onente. La ragione di questa sua costituzione particolare è quell a stessa di sua postazione, cioè l'intendimento in cui venne coslrulla, perchè dovendo senire contro c1ttacchi pro.venienti dall'esterno e non dall' interno dei possessi italiani austriaci, era chiaro che dovesse presen tare maggio r robustezza verso la Lombar,lia dove più grave era il peri1·olo. Ua per l'Italia invece i pericoli da cui è minacciata Ve rona so no dessi ancoro gli stessi che erano per l'Austria? Si presentano dessi nella stessa direzione o non pi1.1ttosto nella direzione contraria-'? I~ dessa adunque un' anomalia che an che sotto il p11nto di Yista dell'intrin seca sua forza di resistenza la piazza di Verona costrutta secondo un dato intendimento non possa più soddisfare ad uno scopo affatto opposto? Non sarebb e piuttosto un'anomalia se In cosa fosse altrimenti? Ma egli è poi quando si sorte dalle se111plici considerazioni generali e si studia l'ufficio a cui la piazza di Verona p 11ò prestarsi in una difesa del territorio veneto che si rilevano nd evidenzc1 i pel'icoli che e1-sa può offril'e per l'Italia. se mai fosse avvolta io una guerra contro l'Au stria e I' Allerungna. Infotti già si è veduto ch e questa piazza non ~uò convenien temente prestl)rsi ali' ufficio èli piàzza di mnnovra nella difesa contro In più importante invasione che sia a temersi dall'Au.stl'ia, cioè dalla fron
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E OEr,r,'ITAUA IN PAl\'l'JCOLARE
tiera dell'Isonzo, ma che questa piazza di manovra vuol esser creata a nuovo ai colli Euganei; già si è veduto quanto la piazza di Yerona sia debole sui fronti nord ed es t che sa rebbero pure quelli naturali di difesa per l'Italia in caso di guerra, motivo per cui la sua espugnazione è lungi dal presentare quelle difficoltà che pur do,vrebbe offrire una grnnde piazza di manovra; già si è veduto finalmente che la cadu ta di Verona avrebbe le più trem ende conseguenze per l'ÌtaJia, imperocchè ad un tratto l'aggressore che la avesse con quistata si trov~rebbe in possesso di una base fortissima di operazione collocata sulla sua linea di ritirata, e chP. diverrebbe pel' lui, come già lo fu per l'A11stria fino al 1866, la vera chiave di occupazione del Veneto. Ora non sarebbe giò una vera imprud enza di conservare qual è uha piazza che per l'Italia hn nelle migliori ipotesi possibili una sl limitata azione, clte sarebbe dotata di così poca forza intrinscra e che per contro caduta in mano del nem ico gli diviene di un sussidio così · straord inario a rinforzHe le sue conquiste anche momentanee? Non sarebbe già questo un argomento validissimo per indurre l'Itali a a modifìeare uno stato di cose così precario e pericoloso~ Eppure vi hn una ragione ancora più potente, la quale se verrò ben,-' apprezzata nelle su e conseguenze spero varrà a vincere tutte le ritrosie ed n giustificare una misura che io stimo la più urgente e salutare per l'l~alia dal lato militare. Eccola: quando si ha · una piazza come Vernna, capace di raccogliere un intiero esercito sotto la protezione _delle sue fortificazioni, quando quesla piazza è unica in tutto lo Stato che abbia questa preziosn qualitù, quando infine questa piazza ha una fama europea, è egli mai possibile "immaginare che un <.;ondo ttiero possa fare a meno di
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SULLA DIFESA DEGUSTATI IN GENET\Al,E
prenderla a base delle. sue combim1zioni, massime poi se essa si trova nel raggio di operazione dello esercito? Quale responsabilità si assumerebbe mai un generale che se ne scostasse senza prima aver tentato dì ritrarne tutto l'utile possibile? lo ritengo quindi non solo probabile ma quasi certo che se una guerra ci sorprende, fioche Ve rona sussiste qual è, l' esercito italiano vi baserà le sue opeÌ'azioni di difesa; eppertanto se sarà battuto nel I?riulì rn una prima ]oli.a campale vi si ritirerà per appoggiarvi ie ulteriori sue operazioni. Ma e allora cosa succederà se il nemico, disponendo di grande sup1~riorità numerica, o si limiterà ad osservarla· con forze competenti dai colli Beriei cor, rendo colle rimanenti truppe ad impadronirsi di un passo sul Po, oppure se cammil)ando tutto riunito, su Verona la accerchierà da ogn.i parte? Non sarà ad un tratto ripetuto il caso di Metz colla condizione peggiore pel difensore di avere una piazza molto meno robusta a difendere? -Non ci illudiamo adunque.i ch è Verona qual ora è cos,tituisce un gravissimo perièolo per l'Italia, gi acchè nè strategicamente, nè tatt icamente soddisfa allo scopo di piazza di manovra; noi potremmo per avveòtura ripararvici sot.to il punto di vista tattico cos:,:,Pndo nuove opere sui fronti est e nord, però non n meno ai spese considerevolissime e sèrnpre incompletamente, perchè elevandosi sulle alture si presentano più indietro nuovi punti dominanti dai quali il nemico avrà il vantaggio; ri1a siccome sarebbe pur sempre impossibile di ripararvi dal lato st.rategico, si fa cosl evidente la necessità di ben altri provvedimenti. Quali sono questi provvedimenti? · Io non ne vegP,o che .un solo ed è di rinunziarea qualsiasi ampiiazione per non accrescere l'esten-
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E DELL ITALIA IN PAl\'fIC0LARE
sione di una piazzi;l che è già troppo grande per lo scopo limitatissimo a cui è destinata di piaz.za cl'appog~io per u·na difesa della valle del!' Adige, abbatterne invece le 1,eoppe difese sui fronti ovest e sud, onde non avendo più i caratteri di piazza di manovra con gran campo trincerato non possa più nemmeno attrarre a sè in cautamente l'eR'ercito difensivo e perderlo irreparabilmente, ondf:. caduta in possesso del nemico non costituisca più per essò un ar.quisto importante; ridurla insomma non ad altro che ad una piazza forte ordinaria atta a costituire un'ottima doppia testa di ponte. sull'Adige. Senza numerare in modo precisotutte le opere a demolirsi, il che dovrebbe formare oggetto di accurato studio, io credo di poter in massima intlicarn la testa di ponte di riva destra a Pa strengo percbè le sue difese sono inutili all'Italia, e tutti i forti di prima li nea in pianura parimenti sulla riva destra dell'Adige. Io non mi diss imulo tutta la gravità di questa proposta, ma non pertanto ho potuto rattenermi dal farla, tanto è profonda la mia convinzione a questo riguardo; del resto, siccome 10 ho tentato di co rroborarla di tutte le ragion i che generarono in me questa eonvinzione, cosi i militari potrnnno nel loro conscienzìoso giudizio apprezzarla e decidere sopra sì capitale argoment,o.
xv. Adottando tutte le proposte che io ho discusse ed· enunciate. il sistema difensivo interno dell'Alta Italia contro un'invasione austriaco sarebbe adunque co-
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SULLA DH'.ESA DEGLI STATI IN GENEnALT<:
,st1tmto da tre linee di operazione che ne collegherebbero la frontiera col ridotto centrale; cioè : Colli Euganei-·Pontelagoscuro·Bologna; Verona -Man tova-Borgoforte·Boloo·na · o ' Pesd1iera-Man ~ova-Borgoforte· Bologna. Si avrebbero inoltre due te.ste di ponte sull'Adige per agevolare il passaggio di questo fiume; l'una a Boara e l'altra a Legnago. Non occorre di aggìungere altro se non che la doppia testa di ponte a Borgoforte vorrà essere costitu ita in modo assai ·pott: nte s·pecialmente su lla riva sinistra del Po per esser certi di rotervi sostenere ·efficacemente un passaggio del fi,ume anche di tutto _l'esercito, ma non è però il caso di estenderla per modo da riunirla mater:ialmente a Mantova e formare così un grande campo trincerato del Serraglio, perchè l'esercito italiano che ivi volesse stabilirsi come in una piazza di manovra, quand'anche ·non potesse così facilmente esservi accerchiato stante l'enorme sviluppo di oltre a chilometri 60 che presenterebbe la sua periferia, potrebbe però essere distaccato dal ridotto centrale di difesa ed esposto a non ricevere più soccorso di sorta, non avendo alcun punto dominante che gl i permetta di concertare le sue ope1~azioni colle forze che tentassero di ven ire in suo aiuto .
XVl.
Sistemate così le linee di operaz ione che possono occorrere per la difesa interna del l'Alta Italia contro un'invasione che provenga .dalle frontie~e estreme d-i .Francia ed Austria, non resta più che a provvedere
E DELl.'l1'ALTA IN . PAfiTlCOLAI\E
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per la difesa interna contro un'invasione che provenga dalla interposta frontiera svizzera la quale, come già si disse, si. estende dol ·passo del Gran S. Bernardo a quello del l\laloia. Io ripeterò qui che contro un'irn;asione di ta l fatta. 111 difesa migliore che abbia l'Italia sta nell'alleanza· dell'eroico popolo svizzero, il quale saprà ben rPsistere nelle sue montagne contro ogni sforzo del l'Allemagna fino u che noi possiamo raccogliere tutti i nostri mezzi e portarci in suo aiuto in quella difficile contrada; ma se in un periodo o nell'altro della guerra la lolla dovesse essere trasportata nella pianura del Po, io dico francam en te che sarebbe una vera imprudenza· di volerla co ntrastare sul territorio di riva sinistra, imperocchè la stessa grand e superiorità di· · forze, di abilità e di valore che ci avesse obbligati a ritirare le nostre truppe dalla Svizzera trionferebbe ben più. facilmente in questo territorio apei'Lo, piano,. dove non vi ha un ostacolo territoria,l e abbastanza: importante nè una posizione difensiva atta ad essere polentemente fortificata per piazza di manovra. Ora sul Po noi abbiamo già Piacenza e Borgoforte· che potranno vigorosamente appoggiare la difesa di questo grande cot'"O d'acqua, il quale per la sua larghezza variabile da 300 a ,1000 metri costituisce in questo tratto un osti:ieolo ben serio ad un passaggio di vi va forza. Tu ttavia non si può disconoscere che per una lotta tremenda e disuguale a cui sarebbe chiamata in questo caso l'Italia, queste sole due piazze siluate a distanza di 200 chi lom (:")tri circa fra loro . non costituirebbero una difesa sufficiente, tanto più se l'esercilo italian o si ritraesse immediatamente in Piacenza, imperocchè· allora l'aggressore dirigendosi obbliquarnente su Cremona o sopra Casalmaggiore potrebbe prevenirlo tanto
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SULLA DIFESA DEGLI $'l'ATI IN GENERALE
sulla sua linea principale di Pitirata Piaeenza-ParmaModena-Bologna, quanto su quella sussidiaria PjacenzaBorgo S. Donnino-Fornovo-Pontremoli-Spezia e sepa rarlo dal Ridotto . Per riparare a ·questo in conven iente ritengo indispensabile di conservare Cremona qual è come testa di ponte sulla riva sinistra de l Po, da arm:11·si soltanto al momento del bisogno colle nrtiglierie ca mpali per proteggere un passaggio del fiume in ritirata, e stabilire una nuova piazza a caval lo , del Po a forma di doppia testa di ponte a Casalmaggiore. sulln quale l'eserci to difensorE: possa ritirarsi e sostene re la più lunga difesa attiva possibile di quella importante lin ea del Po, conservando intatte le sue comunicazioni col ridotto centrale sia per Parma -Modena-Bologna, sia per Parma-Fornovo-Pontremol i-Spezia . Io conosco le difficoltà che si presentano localmente alla costituzione di una g rand e piazza da guerra su questo punto, e non intendo quindi di proporre una simile creazione, sebbene strategicamente vi si riun iseano le condizioni più favorevoli per prestarsi a quest'ufficio, comeccbè ivi unn gran pinza di manovra cbe fosse capace di dar ricovero nd un inti ero esercito con due ritirate a sua disposizione, l'uon sopra un fianco e l'a ltra alle sp1dle, potrebbe assicura re per lungo tempo contro ogni assalto la difesa del Po; ma non posso assolutamente rinunziare a stabilirvi una forte stazione di resistenza, la qnnle con Piacenza a monte e con Borgoforte a valle valga. ad appoggiare la più energica difesa attiva dei trai.ti interposti del fiume. In tale ipotesi si può consr.rvare Piacenza qual è senza aggiungervi alcuna altra difesa, ma sarà utile invece di sostituire un punto fortificato ben solido
E DELL'ITALIA lN PARTICOLARE
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a Fornovo per chiudere la grande strada di ritirata per Pontremoli a Spezia. E così le linee di operazione per una difesa interna contro un'invasione proveniente dalla frontiera svizzera sa rebbero Piacenza-Pnrma-Modena-Bologna; Casalmaggiore-Parma,~iodena-Bologrn• ; oppui·e, Piacenza-:Borgo S. Donnino-Fornovo-Spezia; Casa Irn aggi ore-Parma-Fornovo-Spezi a. Si potrebbe osservare che invece di creare n Ca·salrnacro-iore una nuova robusta opera permanente 00 . con azione sop ra entrambe le rive, si potre bbe rnvece affidare a Cremona questo ufficio; ma per chi o&serva attentamente la carta si fa evidente che Cremona non si presterebbe così efficacemente a coprire le due linee di riLiratH pH Modena e Bologna oppureper Parma-Fornovo-Spezin : inoltre Cremona si trove rebbe troppo vicina a Piacenza e rafforzerebbe più. potentemente il tratto del Po a monte verso Pincenza, mentre per l'esercito italiano che deve ave.re costantemente I' occh·io al Hidotto importa invece che sia molto più rafforzato e per così dire al sicu ro da ogni , jntrapresa il tratto del fiume a valle verso Borgoforte. E sì.::corne d' nitra parte la spesa di riduzione di Cremona a doppia testa di ponte con opere permanenti sarebbe poco iuferiore a quella occorrente a . Cnsalmaggiore, così io mi penso che tutti i militari converranno nell' utilità di questa mia proposta, imperocchè nlmeno si otterranno ud un tempo tutti i ·vantaggi strategici che importa di assicurarsi nella lotta cbe potesse aver luogo tra l'Italia e la Germanin per mezzo cl.ella frontiera sv izzera dove noi non avremmo più difese di frontiera preparate e.
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R OELI,'ITALlA 1N PAllTlCOLAJH: SULLA DIFESA DEGLI STATI IN GENERALE
nemmeno alcuna gran piazza perno di manovra di g:rande ampiezza e di valore ·tattico competente come si sono potute costituire verso la Francia ad Alessandria e verso l'Austria ai coll,i Euganei.
XVII .
Sostanzialmente adunque il sistema difensivo interno del!' Alta Italia c9nsiderata nel suo complesso sarebbe .costituito '
Verso la Svizzera
dalle tre linee di opernzicne: Piacenza-Parma-Modena-Bologna; Casalmaggiore-Parma-Modena-Bologna ; Mantova-Borgofor_te-Bologna; ma con . facoltà al generale di dirigersi sia da Piacenza sia da Casalmaggiore sopra Spezia per Fornovo sempre quando sia prevenuto su quelle più dirette verso Bologna,
XVIII.
Verso la Franoia
dalle due linee di operazione distinte: Ge nova-Spezia-Pisa; Alessa ndria-Pincenza-Parma-Bologn.:i-Pistoia ; ma_ co.n ~acoltà _inoltre al generale che dirige le operazioni d, scegliere le due sussidiarie : Alessandria-Genova -Spezia-Pisa; A lessa nd ria-Piacenza-Fornovo-Spezi a-Pi sa. Verso l' Austria
dalle tre li nee di operazione distinte : Colli Euganei-PonteLagoscuro-Bologna; Verona-Man tova-Borgoforte-Boloo-na · l'.> ' Peschiera-Mantova-B oraoforte-Bolorrna ·1 O ma con facoltà al generale di dirigersi anche traversa] men te per Legnago dalla prima alle due altre e viceversa, come altresì da Borgoforte per Fornovo a Spezia se gli fosse già . contrastata quella diretta da Borgoforte a Bologna. V
Parrebbe ora opportuno di dimostrare con quDlche applicazione pratica la <:onvenienza di q:rnsto sistema difen sivo interno dell'Alta ltali a, scegliendo alcuna di quelle tante ipotesi che si possono fare di invasioni a cui il nostro esercito avesse a resistere sia isolatamente sopra ciascuna delle tre frontiere francese, svizzera ed austriaca, sia simultaneamente sopra due di esse, sia su tutte tre ad un tempo, indicando almeno in grande le operazioni con cui dovrebbe contrastarle e rnetterido in evidenza i vantaggi che può ritrarre dalle difese interne preparate nel modo che vengo di indicare per sostenere una lotta ostinata, efficace e durevole; ma siccome questo esame per quanto rapido si volesse fare richiederebbe necessariamente un certo svolgimento che accrescerebbe ancora l' esten si.on e già troppo grande di questa terza l\lemotia così io vi rinunzio lasciando al lettore di far egli stesso queste applicazioni. ANNO XVI, VOL. I.
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SU l,1.A DIFJ1:SA DEGLI STATI lN GENEI\Al,E
Ciò di cui non posso· dispensorm i per ora, senza venir meno allo scopo che mi sono prop osto in questo mio lavoro, si è di esrim inare almeno brevemen te in q ual modo sieno sodrlisfatte pe1· tulle le linee di operar.ione intern e da me proposte per la difesa dell'Alta Italia le varie co ndizioni generali tracciale dagli autori piì1 acc reditati e che ho riportate al N° lll di questa. stessa 111• memoria. A tal fìne se cons idero queste varie lince di operazio ne raggrnppate per fronti ere io ri levo che esse sono in nurnP.ro di due verso la Francia, di tre, ma però anche r:ducibili a due dopo il loro punto di congiunzion e in Mantova del le du e ultime, queJle verso l' Austriil, Ji tre, ma però anch e riducibili a due dopo la loro congiunzione in Parma delle due prime, quelle verso la Svizzera. Non si può q uindi disconoscere che la prima cond izion e vi è convenientemente soddisfa.llil, iniperocchè con due sole linee si copre sopra ciascuna frontiera tutto il territorio dello Stato siechè I' eserr.ito italiano non uvrà rnui a sepa1·arsi jn più di due parti per assicurarsele <'tHrarnbi, ma con facoltà di tenersi riunito anche colla totalità dell e sue fo rze sopra un a di esse, se così lo crederà opportuno, lasciando mom cnlèlnean) en te alle piazze forti situate sopra l'altra l' ufficio di arrestarvi il nemico, e con possibilità altresl di trosportarsi celeremente dall'una all ' altra per le vie trasversa li clic le collegnno, quanJo ciò offra una favorevole combinazione. Si può anzi d ire che l' esisLenza di due lin ee di ope,·ozio ne invece di una sola cost-iluisce più un vantaggio che un difetto, imperocchè quesLa disposizione, senza obbligare asso lu taniente ad un a division e di f')rz e che è spesso nociva, o/Tre, acl nn concl :.: ttiero abile ed intraprendente che di spong;i di un esercito mobile ed agguerrito, le più svariate combinazioni di una guerra difensiva attiva.
E DRU)l'rAl.1.A T,N PAR 'l' ICO LAl\E
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Se considero q11este vnrie linef: di operazione sotLo il punto di vista di -loro direzione, io vedo che esse seo-nuno ov unqu e la via più diretta e pil'1 breve per gi~.ngere dalla prima staz ione difensiv.:i dell 'esercito mobile al ridotto centrale, motivo per cui per poco -che jl dife nsore ope ri attivamente, si tengo a giorno co n ricoo-nizioni frequenti dei movimenti del nemico, è certo raggiungere il ridotto r cnlrale prima dell'avversario, c.omunque rotto e disord inato· egli abbia a riti rarsi dopù una lotto. Che anzi per una f~rtuna ta c_ornbinazione di territorio la maggior parte <h queste linee e quelle appunt.o più importanti e dirette quali sono: Alossond ria, Piacenza, Modena, Bol ogna contro la Fran cia. Piacenza_- Illodena-Bologna ì verso la Svizzera Casalmaggiore-Mode na Bologna j , . . Borgo forte-Modena-Bologna verso I Austna, ~1. trovano inoltre costnntemente coperte sul fianco srn1st ro dell'esercito in ritirata da un g rande os tacolo naturn le cioè il Po fortemente orcupato da piazze di guerra ai ponti di passnggio, sicchè quando p~r~ l'ao-gressore raddoppiasse di celerità per pi-even 1rc1 sulla nostra linea di r itirala si troverebbe a fronte questo o-ra\·e ostacolo da superare colla necessità cli costr1~irsi i necessnri ponti dove perderebbe il tempo guatfagnuto nella marciu, onde_ si trov~rà costrello ad un sem plice inseguimento rn coda, _11 q_uale non può mai avere conseguenze disastrose p~r il vinto. Se esa mino queste va rie lin ee di opcr1Jz1one sotto il punto di vista delle ogevolezze ch e offr~no ad u~ esercito in ritirata, io vedo che sopra cia~cu~a d1 e sse a distanza non rnnggio re di 2 a 3 marc1e s1 trovano delle pin1.e forti quali p iù qua_li n:ieno fortemen te costituite, ma tutte però capaci di dnre una sosta al difenso re e di ohbligal'e l'aggressore ad ar-
di
e
SULLA DWESA DEGLl STATI IN GENEllAC,E 356 restarsi per procedere innanzi , giacch~ oltre alla, forza intrinseca delle fortificazioni di cui sono munite tulle ancora queste piazze, si trovano sopra un corso· d'ac.q.ua o presso una strella di montagnn, per cui la s1 t1r~ta anche la. pi.ù <l_isastr0sa, dopo una prima battaglia perduta, si. riordinerà a poco a poco, e le conseguenze ne sarnnno assai rn·eno gravi e dannose .. . Se considero le varie linee di operazione per rispetto alle stazioni di resistenza di cui sono munite io vedo che sulle principali di esse, quelle cioè più probabilmente saranno seguite dal difensore come Alessandria - Piacen7:a - Bologna oppure colli Euganei P?ntelagoscuro · Bologna esiste una gran piazza pernodr ~anovra . cioè Alessandria per la prima linea e coli.i Euganei per la seconda, nella quaie l'esercito 1 tali ano trnveri1 Lutto l'occorrente per arrestare senz'altro la marcia dell_'aggressore anche dopo una prima sconfi_tta toccata in campo aperto presso la frontiera; e siccome q_uP.ste piazze-manovra ~i trovano ancora in. testa di linea, così le co~seguenze di questa sconfitta non ~otranno essere che ben limitate e presto ripara~il~ s.e fra le ri sorse racchiuse in queste piazzee co1 rrn{orz1 che potranno gi ungere dal Ridotto centrale si verr~à a ristabilire il necessario equilibrio di f?rze per. r1prer~dere l' o~·ensiva. Eguale risorsa poss1.e de la linea d1 operaz10ne di riviera nella piazza di Geo~va do:ve un esercito in ritirata può per lungo ~empo 1m~ed1re un completo investimento, ricevere 1, nece~s<}.n soccorsi . e quindi riprendere l'offensiva. E ve~·o che d.i questo utile accessorio vengono a mancare le_ lm,ee , d1 _operazione verso la frontiera svizzera, po1che ne Piacenza . nè Casalmaggiore nè Borgoforte non avrebbero a rn10 modo di vedere le condizionì tu tte_ necessarie per servire di perno di manovra e specialmente le condizioni tattiche per una lunga e
eh;
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DEr,r.' ITALIA IN PAllTJCOJ,AJlE
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.sicura difesa locale, ma a questo difetto supplisce la lin ea del Po interposta fra le piazze ora dette e specialrnenLe il tratto da Casalmaggiore a Borgoforte, il quale misurando ivi una larghezza d'alveo da 500 ai un ostacolo difficile a superarsi 11000 metri diviene ,di viva forza ·e fac ile a difendersi con manovre attive da un esercito alqnanto numeroso, il quale ba i suoi _fianchi appoggiati alle du e robnste teste di ponte di ,(:asalmaggic,re e Borgoforle . Se infine io considPl'O queste varie linee- di op~razione nel lo ro complesso , io vedo che ad eccezione di quella che pe1· Genova e Spezia si svolge lungo la riviera ligure tutte le ultre sono fortémente collegate fra 1oro ifa. un ostacolo naturale inportanti ssimo, doè dal Po lin ea fluviale la più importc1nte di tutta )'Itali n, la quale agevo lerà un'azione comune di tutte le fo1·z0 dello Stato quando p~r sun sven1.1fra si trovasse impegnato in una guena simultanea sopra due delle sue frontiere continentali od anche su tutte tre ad un tempo, motivo per cui in questa ipotesi, la più grave di tut.tè, questa linea del Po formerà, a riparo delle Alpi , come una seconda barriera o linea di difesa sostenuta a poca distanza da una terza linea cioè gli Apennini dietro .a cui un esercito ben guidato troverà una condizione cli cose Jn più favorevole per protrarre unfl ostinata resistenza e coprire contem poran eamente da ogni insu lto la parte media e meridionale dell'Italia ritraendone intanto tutte le risorse possihili per mezzo delle numernse linee stradnli che vengono a discendere attraverso gli Apennini nella_ valle del Po. Mi pare con questo rap1do esame di aver dimostrato che tutte le linee di opernzione da me proposte sod.disfano abbastanza convenientemente alle singole condizioni cui credono di assoggettarne la scelta gli a11torl
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S ll Ll,A DlF'E$A DEGLI STATl IN GE~ E I\ALE
E DELI,' ITALIA IN l'AllTICOLARE
mililari e ad alcune di esse. Ì D grado em in en te, motivo per cui ho fiducia che questo sistema difensivo. interno del territorio dell'Alta Italia comsponrla realmente al suo scopo, il quale, giova ripeterlo un'ul~ tima volta, è della rnnssima imporlanza per l'ltalia tutta, giacchè ivi senza dubbio sta la vera chian! della difesa di tutto il regno contro le più potenti e veramente tei·ribili invasioni da cui possa essere mìnacciatn.
Non com,p1·erido alcuna spesa per le demoJizione a farsi sia a Casale che a Verona, essendochè io credo che c1).J la vendila dei terreni che si rf:' nderanno disp.c,oibili si avranno i fondi necessari aJJ'uopo.
XIX.
Chiuderò quanto si riferisce alla d ifesa intern a dell'llal ia indicando qui solto approssimativamente· la spesa a cui possono ascendere le opere da me prbposte all'uopo. Sistemazione della piazza di Alessandria costruendo i forti slaccati di pianura ed includendovi le colline di Valeriza . L. 25,000 ,000 Costruzione di una robusla' doppia testa di pontt a Casalmaggiore » 10,000,000· Costruzione di un a robusta doppia testa · di ponte a Borgoforte » 8,000,000 Costruzione di una rob usta doppia testa di Ponte a Lagoscuro » 6,000,000 Costrnzione a nuovo della piazrn dei rolli Eugàneì. » 30,000,000 · Sistemazione di Mantova. » 6,000,000 Costruzione di Lfna piazza a Fornuovo » 8,000,000 Costruzione di piccoli fort ini di osserva.torio a Tortona, Stradella e Serravalle » 2,000,000 Totale L. 95,000,000 •
xx. Per compiere il sistema difensivo interno dello Stato resta. ancora a studia re le difese che oc~orrono nella media e bassa Italia per appoggiare prima a ten·po opportuno i presid ii che saranno Jusciali nei vari porti f0.rtificali qmindo fossero minacciati da uno sbarco e impedirlo alla riva slessa anzichè sia e(fe~Luato: per· contrastare poscia l'avanzamen_to ~cl nerrnc~ :1e~ te rri torio interno quando avesse l'JescJt.o a sta b1hr~1 solidanien le in qualche punto della costa: per assicura.re infine in ogni qua lunque ipotesi la ritirata del difensore ne.I ridotto centrale. Eviden temente i principi che debbono regolare .la natura, l'entità e J;i disposizione di queste difese non possono essere diversi d~ q11e_lli stabil i! ( per le f,ro ntiere conlinentali eh~ noi abbwmo applicato nell A.Jta Italia: converrà cioè che q1111lunque punto su l quale possa essere tentato un~ sbarc? sia ri l_egato _col ridotlo centrale con una . lrnea d1 operazione s:eura e forte sulla quale l'esercito difensore t rovi tntte le r.gevolezze per seconda re le operazioni nttive del! e · . , . . truppe mobili. Senoncbèosserviamoche sul solo continente dcli llalia esiston o 15 porti che tutli dovranno es5e1;~ _fortificati almeno da mare secondo il principio stabil110 per la difesa dell e fronti ere marittime: questi porti sono
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E DELL' l'l'AUA JN PARTICOLARE
SULLA DI FESA DEGLI STATI IN GENERALE
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-difesa verso l'Adri<1tico coll'erezione, a tutti i passi rotabil i che l'attraversano da lcvant.e n ponente, di un forte di sba rram ento, l'avremo costituita nel modo il più ,acconcio e robusto all'uopo, gincchè in quDlunque vunto succeda lo sbarco si sarà certi che il nemico non potrà nè pen ~trare nel versante occidentale senza prima avere espugnato uno dei nostri · forti di sbar,ramento, ciò che ci darà il tempò di accorrere colle truppe mobili a sua difesa, nè avanzarsi lungo il litorale verso l'Ital ia superiore, perchè minaccialo ad ogni istante sul siio fianco sinistro da numerosi sbocchi -che possono intercettare in marcia le loro colonne · e prenderlo and 1e alle spall e sarebbe esposto ai _più gravi pèri<:oli. Rimaue adunqué a provvedere per il solo versante -0ccidcntale derrl i Apennini dove il territorio, essendo più ampiq, o~n- sarebbe più snfficentementc d_ifeso da quella catena massim e per una marcia longitudrnale r più presso Blla costa r.olla quale, da qualche punto -0el littorale mediterranr,o dove fosse riescito a sbarcare, il nemico si dirigesse sul nostro ridotto , e dove per . sop rappiù si incontrano i punti obbiettivi più importanti per il nemico ad occuparsi e per noi a difendersi, quali sarebbero Napoli e Roma. Ristretta così la questione, ognun vede cbe se sulla -comu nicazione più importante e diretta che da Pistoia, centro del nostro ridotto, mette per Emp<lli a Siena, Orvieto, Roma, Ceprano e Napoli, la quale sarà ~en tosto seguita da una ferrovia continu.1, ooi ~tabiliamo ai punti territoriali più conveni_ent_i qu~lche pw,zza fo~·te capace di appoggiare le operazrnnt att1Ve dell esercito mobile e dotata dì conveniente robustezza per raccogliere al sicuro le risorse di vario genere che possono occorrere all'uopo; noi avremo completamente .soddisfatto allo· scopo, cioè di preparare quella unica
Rada di Vado, Genova, Spezia, Livorno, Porlo Eréole o S. Stefano, Civitavecchia, Gaeta, Baia, Napoli, Pori.o Venere, Stretto di Messina, Taranto, Brindisi, Ancona e Venezia, dei quali nndici si trovano nell'Jtalia media e bas~a, pe~ cui se adottassimo il principio di formare ~na_ linea dt. operazione distinta per ciaseun porto fort1~cato noi avremmo Hflinee da preparare, delle qua_h alcune di lunghezza stermi nata e per quanto l1m1tate fossero le difese di cui vorremmo munirle si cadrebbe in una vera impossibilità. Per altra pnrte non dim entiehiam o ciò che fu ampi~mente dimostrato a suo tempo ehe i pericoli da cu, può essere minacciata l'ILalin verso il mare sono incomparabilm ente minori di quelli che le possono sonastare da terra, per cui ancbP il sistema difensivo int~rno dovendo essere proporzionato a q,uesti pericoli, non sarà il caso cbe presenti quella robustezza ed efficacia ecrezionale che abbiamo stimato di dargl i nell'Al ta Italia. . O?eorrono adunque provvedimenti tutt'affatto speciali per questa parte del sjstema difensivo generale da applicarsi alla bassa e med ia llalia, provvedimenti l:he importa ora di ben stabi lire . A tal fine osserviamo che tutta qnesta parte della penisola italiana è abbastanza ristretta, non misurando nel la sua massima ampjezza dn Follonica ad Ancona più di 2:W chilomet.ri, e soli ,130 da Salemo a l\lanfredonia, e che inoltre essa è divisa in due parti Jongitudinaln~ente dalla catena degli Apennini _la quale forma già una naturale linea difensiva ottima ad appoggiare ~·eser:'ito italiano massrme per arrestare qualunque 10vas10ne dal l' Ad rin tiro D cui essa catena maggiormente si accos ta . Eppertanto se noi afndiarno a questa linea degli Apennini !'.importante e natu1·.:de ufficio di linea di
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SULLA DIFESA 'DEGLI STATI IN GENERALE
lin ea di operazione che basta per costituire un potente sistema difensivo interno di tutta la media e bassa Ital ia. - ·senza indicare in modo ben preciso ed assoluto i punti da fortificarsi perchè non conosco sufficentemente le località, ragionando semplicemente su ciò che è dato di rilevare dulie cane, io ritengo che con Orvieto, Viterbo, Ceprano e' Capua conve- . nientemente ridotte a piazze forti 01·dinarie senza campi trincerati, si avrò quanto occorre per offrire punti di sosta e di rannodamento all'esercito mobile nella forza. al più ,di 60 ad 80 mila uomini, ch e ::ccorre ad arrestare gli effetti di uno sbarco il più grnnde che si possa fare col naviglio anche più potente di Europa. Ora i passi. Apenninici da Bocca Trab1:1ria, punto estremo del nostro r idotto centra le, fino a Campobasso sono in numero di ,10, sicchè occo rrcninno ;JO forti di sbarramento con una spesa al massimo di 20 milioni per erigerli: per ciascuna delle quatti-o pia zze di Orvieto, Viterbo, Ceprano e Capua possono occorrere· al più 8 milioni ossia 32 per tutte, sicchè con 50, milì oni in complesso si vie ne a sistemare convenientemente la difesa interna della media e ba ssa Ilalia contro i veri e reali pericoli che possono minacciare, quelle parti del regno , r ilegandone coovenifrntemente le difese a rnal'e còl ridotto centrale ài tu Lt:l h, difesa dell'Italia in Val d'Arno .
XXI. Io so che molti mi faranno l' appunto di lasciare per Lai modo scoperti ed esposti ad ogn i sorta di i nvasione da mare oltre ai '%,/3 delle provrneie meri-.
. ft DEU.'ITAUA 1N f'AUT!COLAUE
363 ·
dionali c1oe dal parallelo di Napoli-Bari fino allo stretto di Messinu, ma io non credo di scostarmi dal vero asserendo r:·he questa e una necessitò ineluttabile della· configurazione del territorio italiano e che non si provvederebb e ad una più efficace difesa di quella parte esLl'erna del rrgno quando pure si moltiplicassero senza. misura le difese. Infatti siccome le fort ifir:ai ioni per se stesse non sono che ostacoli inel'ti fa cui rr:sistenza dipende intieramente dal numero e dal valol'e dei difensori, co sìprima di erigerle è d' t1 op o di ben considerare se all'atto pratico vi sarà poi mc~zzo di dil'igerv i e mantenervi le forze che sono necessarie alla loro custodia ed alla loro difesa. Ora se noi prolunghiamo le nostre linee di operazione oltre una data misura, nemmeno le piazze forti per quanto numerose si erigano a loro di fesa non bastano più ad assicurarne l'intiero svilupp·o . da ogni eventualit.'1, sicchè esse possano poi sempre servire di sicura ritirata all"eserci to difensore : è molLo preferibile di la sciare scoperta una parte estrema del tenitorio, ma co lla certezza di limit.are ad un detei:rninato punto la zona di invasione, anzich è comprorneltere tutto il territorio per voledo garan tire in ogni sua parte. Cosi propongono di fare tutti gli autori più accreditali, sul riflesso che non è la estensione più o meno grande del territorio dal l'aggressore even tualm ente occupato e dal difensore volontariam ente abbandonato che può decid ere delle sorti di una guerra, ma sibben e, l'esito delle lotte che i due bell igeranti avranno a sostenere, e per conseguenza più il difensore si sarà assicuralo una superiorità di mezzi per questa lotta, più avri.i cercato di sottra rsi a quelle gravi catastrofi che in un giorn 0deeidono delle sorti dei regni e meglio avrà provveduto ai suoi veri intere:ssi.
364
SUl.l,A OJ~ESA OEGU S'l'ATl lN GENEIIALE
Del resto in tutta la parte del territorio che io ab·bandono aIla inva sione tfo ma re non vi ha un solo obi ettivo importante che po~sa_ attrarre l'attenzione del nemico e giustificare nna operazione così clifocile, così pericolosa e così onerosa qual è uno sbarco :in grandi forze:: epperciò io ritengo che non esistendovi motivo ragionevole ad una operaz.10ne cosiffatta essa, nonsarù nemmeno tentata, e quando lo fosse, e riuscisse, i danni saranno sempre poco rilevanti ed anzi nulli, se noi avremo oltenuta la vittoria .5u) punto decisivo, Pel' questa ragione io stirne1;ei un errore dal lato militare gravissimo quello di stabilire a T(lranto, co~e molti propongono, un arsena!P. marì uirno imperocchè, si verrebbe allora veramente ad offrire ad una potenza nav_ale di primo ordine un obbiettivo a somiglianti operazioni e colla condiz ione peggiore per l'Italia di non poterlo rnai convenientemente difendere, irnperoechè quando pure si cingesse in tal caso Taranto di robuste fortificazioni da terra t! da mare, sarebbe difficile di portarvi a tempo opportuno i soccorsi necessari, massime se l'esrrcito fosse fortemente impegnato nell'Italia superiore. Collo sviluppo attuale della sua marina ed anche per uno svilnpp'li ben maggiore il grande. arsenale di Spezia è sufficiente a tutli i bisogni d'Ital ia per questo laLo, e dappoichè questo sarà sicuro tanto da terra che eia mare quando si sarà fortificata convenienlemente quella piazza col vantaggio inoltre di utilizzarla com e par-te avanzata del ridotto centra le, sarebbe una ve1·a superfluità di erigere altro arsenale in Taranto; ivi basta un bacino ,<li raddobbo e qualche scalo di alnggio per le riparazioni dei vascelli, e questo non formerà mai un obbiettivo di importanza da consigliare il nemico ad una spedizione m4ttrittima per impadronirse ne, nè tale soprattutto per l'[talia da cornprometlern tulio il suo ssistema difensivo per impedirne ,l'espugnazione.
E OELL'l'l'ALIA IN l'AllTICOLARE
365
XX1I.
Per ultimare in ogni sua parte il sistema d_ifensivo del regno converrebbe ora parlare ?ella ?1fesa almeno delle due isole più importanti quali sono la . Sicilia e la Sardegna. Ma a tale proposito i~ ritengo che quando s1_e?o stati fortificati a mare i v_ari poni che possono offrir~ campo ad uno sbarco, sarà s_ufficie~te ?be _u~~ d1 essi come, ad esempio, quello d1 Messma m S1c1l1a _e quelio di Terranova in Sardegna si_eno_ ~oche _co~ll~ tuiti in piazze da terra per raccogl1erv1. _1 yres1du d~ difesa dell'isola intiera ed ivi attendervi 1 necessan soccorsi dal continente per rMzzo della nostra flotta. Che se questa fosse impossibilitata all'uopo da flotte nemiche preponderanti, si avrebbe poco a sperar: sulla conservazione delle isole stesse ~ conve~rebbe più che rnai non compromettere _le sorti geuerah della cruerra le quali si decideranno m al'.r~ luogo, P?r atrendere ad una difesa locule impossibile, perche non suscettibile di essere sussidiata.
XXIII.
Riassumiamo in breve tuttociò che forma oggetto di questa III" MemrJria sulla difesa degli Stati in generale e dell'Italia in particolare. • 10 La difesa interna di un territorio costituisce
366 SULLA DIFESA DEGLI STA'l'l JN GENEllALE incontestab ilmente la pnrte la più ardua ed importan te del sistema generale difens ivo clello Siate, e vuole es:;ere studiata non unicamente in base alla confiù'urazione del territorio ed alle sue comun icaz ioni, ~na bensì secondo un determinato scopo, il qùale è di ril egare fortemente le dife_se di frontiera col ridoLto centrale in modo da offrire all' esercito mobile linee ·di operi}zione conven ienti per una ritirata facil e, pronta ed ordinata nel ridotto, in qualunque più disastrosa combinazione di avvenimenti n1il itari. ;2° Le linee cli operazione difens ive di un ·territorio devono essere pi_ù limitate di numero che sia possib ile subordinatamente al la condizione di coprire tutto od almeno la maggior parte del territorio; devono costituire la com unicazione più diretta e breve fra le frontiere ed il ridot.to . centrale subordinata.mente al si-stema di comunicazione esistente; devono offri re a conveniente distanza staz ionj sicure dì l'esistenza per il difensore e fra ciuestc stazioni una al-meno che possa dare rifug io. occorrendo, anche al. l'i1Hiero esercito e servirgli cli perno di manovra; devono infine essere tutte collegale fra loro da un grande o:;tacolo territoriale che favorisca l'azione com une di tutte le parti in cui l'esercito avesse eventualmente a dividersi per sostenere co ntemporaneamente la difesa di tutto il territorio. . · 3° Per l'Alta Italia l'app li cazione giuJiziosa era.gionata di queste vario condizioni a cui devono soddisfare le linee di operazìone in generale conduce al seguente sistema di linee di or,erazione da preparare e costituire fortemente. ' ·
Verso la Ji'ranci'a Alessandria~Piacenza-Bologna Genova-Spezia.
. E HEl.l.'l'rAUA IN PARTICOLARE
Verso la Svizzera Piacenza-Bologna. ·Casalmaggiore-Bologna. Po rnia-Fornovo-Spezia. Casa! maggio r6-F~rno vo- Sr-, ~-·;i:. . Verso l'Austria Peschiera -1\lantovt'I Borgoforte-Uologn a. Verona-~lan tova-Borgoforte -Bol ogna. Colli Euganei-Ponte lagoseuro-Bologna. 4° J>erchè queste varie piazze da guerra possano comp iere conven ientemente l'nfficio a cui ciascuna è deslinata, occoHe die Alessandria sia grandemente ampliata e rinforzata, includendo nella piazza il gruppo di collin e presso Valenza interposto fra S. Salvatore, il Po e il Tanaro; Casalmaggiore. Borgoforte e Lagoscuro sieno costit11ite a doppia testa di ponle sul Po con opere permanenti e di tale ampiezza da assicurare il passaggio all'inti ero e::.ercit0 dell a difesa; Mantova sia munita di alcuni forti staccati nel suo fronte a nord; Fornovo sia costituita come una piazza forte di mon tagna capnce di coprire momentaneamer:ite la marc ia di un intiero esercito per la vallata. del Taro e quind i di sostenere un lungo assedio; I colli Euga nei .siano for ti ficati in modo da costitnire una gran piazza da guerra con campo trincerato per ricoverarvi. un intiero esercito e servirgli di perno <li manovra; Bologna sia costitQita fortemente con campo tein-
• SULLA Dll<'ESA DEGLI S'1'A1'l IN GENEllALE 368 cerato in pianura. e sulle colline, e vengano soprattutto solidamente fortificate l'altura di Monte Capra a sinistra del Reno e l'a ltura di Monte Calvo a destra della Savena; Spezia sia fortificata sufficien temente da terra e potentemente da mare; Genova sia rafforzata sul suo lato di ponente fortifi-. cando la costiera di Incorouata; . Piacenza e Peschi~ra sieno consel'vate quali sono attualmente; Si costruiscano inoltre tre piccoli fortini a Tortona, Stradella e Se rravalle; Si demolisca per intiero la Piazza di Casale conservando solo la testa di ponte. 5° Il quadri\atero che l'Italia ha ereditato dall'Austria è lungi diill'avere per noi l'im portanza ed il v·alore intrinseco che ebbe per i nostri nemici fino al 186G; non può essere utilizzato che per contrustal'e un 'invasione dalla valle dell'Adige o da quelle che trovansi a ponente di nssa, inva~ioni però che sono molto meno peri co lose a fronte di quella che può svilupparsi sulla frontiera aperta di Gorizia; esso nasconde un pericolo gravissimo sia per 1a direzioneche per l'esito delle operazioni militari, a scongiurare il quale oecorre che la piazza di Verona sia convenientemente modificata. . 6° Per la difesa interna Jellà media e della bassa Italia basta che siano eretti forti di sbarramento in tutti i passi· rotabili che dal versante adriatico mettono al versante mediterraneo fra Bocca Trabaria a nord e Campobasso a sud, e che inoltre sieno fortificate le piazza di _Orvieto, Viterbo, Ceprano e Capua, ma come sem plici piazze ordinarie, per obbligare il nemico ad un assedio regolare per impadronirsene, . e non come campi trincerati.
1
369 7° Per la costl'Uzione a. nuovo e sistemazione di tutte le piazze che fanno parte della difesa . interna del territori0 (esclusa Bologna) occorre la spesa 'di 95 milioni, alla quale aggiungendo q1fella occorrente _per le fortificazioni di frontiera valutate nella H• ~Iemoria in 100 milioni e quella di 55 milioni per il Ridotto centrale (cioè 20 milioni per Bologna, 6 milioni per Pisa, U, milioni,per Pistoia, 8 milioni per Pontassieve, 7 milioni per Abetone, Ospidaletto, Fivizzano, S. Gaudenzio e Bocca Trabal'iaì si ottiene la somma in cifra tonda di 300 milioni per preparare all'Italia il sistema difensivo più potente che si possa desiderare ed immaginare. E DELL ITALIA IN PARTICOLARE
XXIV.
Nel porre termine al mio lavoro io. sento che questa cifra di 300 milioni può per avventura spaventare più ~'uno dei nostri statisti e far sembrare una parodia l'osservazione con cui io terminava la mia I• Memoria, cioè che il piano generale di difesa dell'Italia studiato sulle vere basi propugnate dagli autori più accreditati non dovesse rìescire soverct1iamente costoso. - Ma quando si rifletta alla configurazione abbastanza eccezionale dell'Italia, alla immensa estensione delle sue coste, rammentino le spese fatte dall'Inghilterra or sono pochi anni per migliorare soltanto il suo sistema difer1sivo (200 milioni), e si ponga a confrontt> la cifra di 300 milioni coi danni anche solo material i che possono avvenire allo Stato da una guerra sfortunata, io m1 penso che non sarà ritenuta. ANNO XVI. VOL. 1.
24
• 370
SULLA DIFESA DEGLI STATI IN GENERALE ECC.
per eccessiva, tanto più che nemmeno tutte le opere proposte si possono dire egualmente urgenti ed indispensabili, sicchè con un assegnamento annuo nel bilancio dello Stato che non apporti una troppo grave pertu rbazione a tutti gli altri servizi sarà possibjle di ottenere in non troppo largo spazio di tempo un sistema difensivo. che sarà la garanzia più sicura di nostrn indipendenza, e che sarà ampiamente compensata quando ci sottraesse ad una sola guerra che, come nel 1866, in pochi mesi consumasse la spesa di oltre a 400 milioni. Del restp io credo opportuno di osservare che questa cifra potrà e;;sere ridotta anche sensibilmente se la fortificazione, come pare probabile, massime per · le grandi piazze, ritornerà alla sua semplicità primitiva, e se gli ingegneri militari :ìap ran no sciogliersi da tntte quelle complicazioni costose e senza utilità di cui la incepparono i teorici sul fì'nire del secolo scorso. Dall'accoglienza che verrà fatta a queste mie 1't1emorie io vedrò se abbia a prendere coraggio per esternare alcune mie viste al riguardo, rna per ora io pongo termine a questo mio lavoro, esprimendo la stessa Hducia che esternavo quando ne incominciaì la pubblicazione, cioè che offra materia di discuss10ne utile e fruttuosa nell'int~resse dell'Italia nostra.
ANTONIO .BRIGNONB
'Jr[aggior Generale del Genio_.
RELAZIONE
SULLE GRANDI MANOVRE ESEGUITESI DALLE TR UPPE
DELLO SCOllP!RTmnro MILITARE O' !LESS!NDRI! nel mese dì ottobre 1870. A S. E. il Ministro della Guerra
Alessandria 16 dicembre IS70
Prima. e durante le grandi manovre eseguitesi nello · s corso autunno dalle truppe di questo Scompartimento Militare, io procurai di tenere l'E. V. a giorno cli quanto ad esse si riferiva, trasmettendole successivamente i principali ordini del giorno emanati, .le disposizioni date ed alcune parziali relazioni sugli incidenti di qualche rilievo. Dovendo ora redigere la relazione complessiva, affine di render questa completa in ogni sua parte, credo far· cosa utile riepilogare anche le informazioni già date precedentemente. Ricevuta il .t ouobre la Circolare Ministeriale del giorno 3, N° 162, colla quale veniva prescritta la formazione di divisioni mobilizzate per l'esecuzione delle grandi manovre, emanai le disposizioni necessarie per-
372
UELAZIONE
concentra.re tutte le truppe disponibili dello Scompartimento ai miei ordini e per dare ordinamento e Yigoroso impulso a tutti i vari servizi, acciò quelle manovre potessero eseguirsi quanto più presto possibile, e prima , che la stagione troppo inolt.rata vi ponesse osta.colo . ( Vedi Allegato A ). Camminare e combattere, attenendosi quanto più scrupolosamente possibile alle necessità ed alle regole che impone lo stato di guerra, fu durantequeste grandi · rnanov1:e il mio scopo principale. Solo in questo modo e facendo tesoro delle osservazioni che si andavano man mario rilevando, ·e modificando quelle disposizioni che all'atto, in qualche modo, si , rivelaYano difettose, era possibile ritrarne quella somma di utilità pratica che è base al conseguimento · dei 1 .:.1 migliori frutti in tempo di guerra. ' Colla presenza sotto le armi di tutte le classi, essendosi considerevolmente aumentato l' effettivo dei ' corpi combattenti e · dei corpi sussidiari non combat-, 1 tenti, l' occasione non poteva presentarsi più favorevole per dare il maggiore sviluppo alle operazioni di guerra. Infatti facendo, astrazione dal concetto strategico, il qua.le ent.ra in una sfera più eleval,i, ' cli due specie sono i problemi che si possono sciogliere nelle esercitazioni di pace : il primò si riferisce alla Lògi:stica; il secondo alla Tattica.' f La logistica nelle grandi manovre può trovare, qnasi come in guerra, un vasto campo di azione allorchè, c;omè ora avviene, si hanno grossi effettivi, ed i servizi necessari in campagna sono stabiliti sul pi.ede di guerra ; poichè nelle disposizioni r elative all' orga- . nizzazione, ai concenLrnmenti, alle marcie, agli accampamenti, al vettovagliamenlo, alla condotta delle colonne, • al traino del carreggio, alle fazioni ed in molti altri :bisogni che sorgono impreve<lutamente, si chiarisce
. SCJ, LE GRANDI MANOVRE
373
11,1. suprema irnpoctanza di questo ramo dell' arte della
guerra, quanta diligente preparnzione si richieda in tempo dj pace, e qual copia d' intelligenza, di cure, di prontezza e di sollecitudine debbasi in camp~1gna \ adoperare per parte degli stati maggiori e dei capi servizio per assicurare il buon indirizzo delle operazioni militari. Nel campo della tattica il vantaggio non è meno considerevole, ma è circoscritto alla parte disposiliv~ 1 ossia a quanto. devesi operare nel periodo che pre- \ cede il combattimento, il qu;,3Je comprende sopratutto: le riconoscenze. Io spiegamento e l'impiego delle varie armi, la scelta delle forme taLtiche da adottarsi ed infine il riparlo delle forze a seconda dell'obbiettivo che si vuol raggiungere, del carattere speciale del terreno, delle intenzioni note od attribuite all'avver.sario, ecc. - Il combattimento per contro ha un'importanza tanto minore quanto più nel suo sviluppo riesce inverosimile ; nè a tale inverosimiglianza si può del tutto sfuggire · pel fatto che, facendo difetto i fattori ! fuoco e coraggio <~oi loro effotti materiali e morali, I i due partiti possono impunemente abbandonarsi a ·qualunque inconsiderata opeI'azione . Guidato dagli esposti concetti ~ dalla considerazione pur anche che per la dispositiva tattica non t indispensabile manovrare con corpi eo.Qsiderevoli (poten• ,dosi tali esercitazioni praticare anche <:l.:!-lle miuori µni tà tattiche 11el periodo che precede le grandi rn~- ~ :p.ovre) mentre invece ciò riesce .sommamente ut1l~ , per la logistica, ho stimato bene di dare a questa ) il maggiore sviluppo e di limitare a due soltanto le i fazioni campali. · Sempre allo scopo· di dare il earaltere di verosimialianza alle singole operazioni, io mi sono astenuto dal ~are preventframente particolareggiate infor.mazioni su
-1
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I
RELAZIONE
quanto aveva in animo di fare eseguire più tardi_ Perciò: dopo avere emanate le necessarie disposizioni pel pruno concentramento e fallo conoscere a tutti i generali il concetto strategico dal quale dovevano scaturire le operazioni da eseguirsi, io dava un giorno per l'altro gli ordini relativi alle marcie, alle manovre· ed alle fazioni. Ana.logamente praticai _per il servizio viveri e pane· parteci~ando all'Intendenza i movimenLi delle truppe a. un dipresso come occorrerebbe fare in guerra, e· procurando che i magazzmi di riserva fossero sempre, se non in quella precisa posizione che il veì·o stato, di· guerra avrebbe prescritto, almeno coperti dalla miaprima linea e distribuiti in modo che il carreggio non ingombrasse le linee di operazione e di ritirata. Avendo provvisto perchè oltre alle' d11e razioni di biseotto conservate nello zaino da cadun soldato, vi fosse ancora presso ogni divisione sui carri una riserva viveri ~al~o!ata sulla ba~e di due razioni complete _per ogni md1v1duo, non che una riserva di avena, io non aveva a temere inconvenienti di sorta per difetto di viveri e di foraggio. Mi compiaccio fin d'ora di aggiungere che il servizio. fu disimpegnalo sempre col massimo zelo e prontezza. e che non si verificò nemmeno il caso che i viver·i e l'avena di riserva dovessero essere consumati.' Per il servizio sanitario e veLerinario io aveva disposto in modo che l'evacuazione degli uomini e dei . quadrupedi infermi si facesse sempre dietro le mie linee ..
Mentre si stavano eseguendo le mosse pel concenLramento delle divisioni mobilizzate e, cogli scarsi Jnezzi che -il Ministero potè mettere a mia disposi-
SULLE GRANDI MANOVRE
375
zione, si formavano i quartieri generali e si organizzavano i va.rii servizi pel Corpo d' esereito che doveva operare sotto i miei ordini diretti, ho stimato opportuno di profittare di quel nucleo di truppe che più aveva sotto mano per far eseguire una manovra di minore imp~rtanza sulla linea Alessandria-Genova nell' alta valle della Bormida ; colla quale operazione io aveva . anche il duplice vantaggio di sperimentare i vari servizi amministrativi prima di ~impegnarmi nelle grandi manovre e di addestrare le truppe impiegatevi ad operare in terreni . di montagna ove la tattica trova applicazioni svariate e richiede essenzialmente buon · uso dei caratteri e delle forme speciali del terreno. · Si è perciò ·che le manovre eseguitesi dalle truppe del mio Scompartimento debbono suddividersi in due l speciali •categorie : \ J. Operazioni nell'alta valle della Bormida. IL Grandi manovre . ·
J l\ELAZlONE SULT,R Gl\AND1 MANOVRE
I.
OPERAZIONI NELL'ALrA VALLE DELLA BOR!JIDA
· Le truppe che presero parte ' a tale operazione vennero formate : in una divisione agli ordini del luogotenente generale Della Chiesa: essa doveva muovere da Alessandria con 1'.2 baua.crlioni di fanteria 2 batter'ie b . ' di battaglia e 3 plotoni di cavalleria della forza c0mplessiva di 8 128 uomini; ed i~ una bricrata composta sotto gli ordini del colonnello brigadiere Bi~nchi, la quale muovev? da Genova con 6 battaglioni di fanteria, ·1 balleria di battaglia, ,1 batteria da montagna. ed 4 plotone di cavalleria, della forza complessiva di 3813 uomini. Dall'allegato B risulta la composizione del1' una e dell'altra . Il concetto al quale esse indirizzarono le loro operazioni, era il seguente: « Un còrpo nemico, sbarcato nella rada di Vado, fa « occupare sollecitamente da una ·brigata di avan« guardia le allure che costituiscono il versante nord -« dell'Appennino, spingendosi fin oli.re Dego. All'an« nunzio ~i tale movimento la divisione di Alessandria « accorre frettolosa e si porta a Spigno. Fra Spigno « e Dego presumibilmente ha luogo il 1O ottobre un « combattimento, il cui risultato probabile si è la 11. scontìtla del nemico. "& 1
1
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Onde porre ad esecuzione un tale concetto, il giorno 7 ottobr-e tanto da Genova come da Alessandria le truppe si mettevano in moto, e le tappe si eseguivano . per la via ord inaria secondo le .regole della guerra. Le marcie procedettero con tutta regolarità cosi nell' andata come nel ritorno e tanto in- queste che in quelle successive le truppe provarono di avere acquistato abitudine e pratica di camminare. Gli accampamenti non diedero luogo ad osservazioni cli rilievo . A Cadibona la brigata Bianchi non trovò siti adattati per campi, stante la pendenza generale del teereno. Non ostarite pe1~ò il disagio della notte ivi passata, anche aggravato dalla pioggia che venne a ·cadere, non accaddero nè inconvenienti nè malattie . Il giorno 9 le truppe della divisione Della Chiesa si trovarono accampate presso Spigno ; una brigaLa e mezzo dietro la città .; l'artiglieria, il genio, il 1° fanteria e la cavalleria scaglionate al di là sino al ponte di Bormida . - Quelle della brigata Bianchi poser o 11 campo di.etro il Bricco della Calma. ·
Fazione campale del giorno 10 ottobre (1 ).
Dispo.~frioni della brigata Bianchi. Siccome nelle operazioni cli guerra ipotetiche che si -eseguiscono per svolgere un concetto supposto, è mestieri circoscrivere a tratti generali il campo di (:) Par seguire con frullo lo svolgimento delle operazioni .gioverà r.onsu ltare il fog lio fì6 {Roccaverano) della carta topografìca d<'gli a ntichi Stati Sar di alla scala di 1!50000.
SULLE GIIAND1 MANOYRE
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RELAZIONE
azione dei due partili, io aveva prescrilto al brigadiere Bianchi che nel prendere posizione difensira avanti Spigno, non oltrepassasse il Bricco della Calma a destra e C. Ba ttin •a sinistra della llorrnicla : perciò lasciava ìn sua facoltà di prendere o questa linea o qualunque· altra più indieLro avesse repulato preferibile. A dare tale prescrizione io era stato indotto dalle seguenti considel'azioni. Le distanze clte dovevano percorrere le <.:olonne Della Chiesa e Bianchi erano Lali che a quesLi sarebbe riuscito impossibile, neppure accelerando la marcia, di arrivare olt.re Spigno nel tempo che alla divisione Della Chiesa era necessal'io per giungere a quest'ultimo paese : onde ne veniva eh' egli avrebbe dovuto presumibilmente arrestarsi prima. )la se il brigadiere Bianchi si fos se portato più avanti delle posizioni indicate, si sarebbe virtualmente reso padrone di Spigno battendone l' accesso ed infilando il ponte sulla Bormida, è perciò avrebbe reso impossibile alla divisione Della Chiesa di uscirne per attaccare. Il brigadiere· Bianchi consigliandosi più· che altro da un sagace apprezzamenLo delle fo rme del terreno ed interpretando il mio' ordine in modo troppo largo, ha creduto d.i. poter adottare la linea designala come posizione delle sue forze principali senza che perciò gli dovesse essere vietato di staccare una parte di queste fin verso la Cuce.a sulla destra e i Colombi sulla sinistra ; locchè conduceva appunto all' inconveniente eh' io voleva evitare. Fui quindi costL·ettd di ordinargli di far rientrare nei prescritti limiti le truppe che li oltrepassavano. L' esecuzione di quesl' ordine sconcertò il pia.no di difesa che già si . era proposto ; imperocchè l' avversario era in quel momento sulle mosse, ed egli non aveva. agio di disporre opportunamente la sua brigata in una posizione analoga più a mon te, nella quale gli fosse possibile di contrastare
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il passo a forze superiori. Il colonnell o Bianchi dovette perciò ripiegare sul Bri cco della Calma le truppe che aveva verso la Cucca, ed al Molino di Casa quelle che aveva ai Colombi; cosicch è le di lui forze si trovarono ripartite e disposte nell'ordine seguente: /Jestm. Due bat~aglioni del 3° fanteria ed uno del 48° colla batteria di artigli eria di montagna. al Bricco della Calma. Cent1·0. Due battaglion i ciel 4° con due sezioni d'artiglieria d( battaglia sul Pian del Gallo ._ Sinisf.. a. Un battaglione del 4° fanteria con una sezione d; artiglieria sulla sinistra della Bormida : la sezione sulla gran strada, il battaglione sui contraftòrti sovrastanti alla C. Battin. Osservazioni .
l.a disposizione della brigaln Bianchi aveva i seguenti inconvenienti. La sinùtra era debole ed in posizione arrischiata: non si trovava per conseguenza in grado di opporre valida resistenza. lnfotti, minacciata dagli Airoli, per non . esse1·e prevenuta al confluente ciel torrente Merana, doveva ritirarsi fors' anche sotto i,l fuoco dell'avversario padrone delle sovrastanti alture. 11 centro al .Pian del Gallo era troppo innanzi per servire utilmente di risel'va alle due ali, ed avverandosi il dianzi accennato probabile movimento retrogrado della sin istra, esso non avrebbe potuto rimanere in posizione senza pericolo di essere pr'eso a r ovescio, e si snrebbe dovuto ritirare in condizioni sfavorevoli, perchè ivi la ,·alle si allarga ed il nemico avrepbe avuto agio di sviluppare le sue forze e di profittar:e cosi della sua superiorità numerica·.
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REl,AZIONE
Per quanto sia torle , direi quasi inespugnabile , la posizione del Bricco della Calma non poteva · ·essere conservata per molto tempo dalla destra, dopochè il centro e la sinistra si fossero riLif'ati ; cosicchè il pI'esumibile vantaggio che a,1I'eb be l'avversario al Molino di Casa obbligherebbe a ripiegaré tutta la linea. Nòn si può però far rimprovero al brigadiere Bim1?hi di non ,aver preveduto questi inconvenienti , ed io sono persuaso che' s'egli avesse imrnagin,ato di non poter profiuare di tutti. i vantaggi della stretta chi.usa che sovrasta a. Spigno, non si sarebbe avanzato fino al Bricco della Calma ed avrebbe scelto più indietro un altro punto in cui la difesa fosse nelle favorevoli. condizioni che egli aveva ricercato nella posizione · in cui si era primitiva.mente stabilito , e questo lo avrebbe probabilmente tl'ovato nel ristringimento della valle che ha luogo in prossimità di Piana.
SULLE Gl\ANDI MANOYHE
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forze rnoho più · indietro, fin forse verso Piana, dava le . seguenti definitive disposizioni . Sinistm. 3 battaglioni del 2° reggimento con J. pezz1 d' art'iglieria senza cassoni diretti verso Montalclo, colla missione di percorrere la cresta fino alla Preisa, sloggiando il nern_ico dalle sue posizioni. Centro. Tre battaglioni del 5fP reggimento fanteria ed un battaglione del 11° sulla strada provinciale cogli altri. 8 pezzi d'artiglieria . Destra. Due battaglioni del 1° reggimento fo.nLeria., coli! incarico di dirigersi per un lungo giro d·i montagna a Merana, cercando cli prendere a rovescio le truppe nemi.che in posizione sulla sinistra della Bormida. Rùerva. Tre battaglioni del M 0 reggimento ·innanzi a Spigno, per essere chiamati là dove sarebbe il bisogno. 11 generale · Della Chiesa, a.Ilo scopo cli mantenere in comunicazione colla risetva la sua colonna centrale, colla quale decise di mantenersi, aveva disposto che il telegrafo :mili.tare si venisse sviluppando man mano che tri.le colonn a avanzava. Osservazioni.
Disposizioni' della d1,visione Della,. Chiesa, Il generale della Chiesa non poteva prima delle 7 antimeridiane, o,ra fissata pel principio della fazione, spingersi oltre Spigno più in là della Bormida, ossia delle posizioni occupate nella sera precedente : al di lii di quel limite erano soltanto permesse le riconoscenze di cavalleria. Informato da queste delle posizioni occupate dal nemico, a parziale modificazione degli ordini già dati nella supposizione che il nemico concentrasse le sue
Di fronte' al difeLto dianzi segnalato deliri pos1Zione della brigata Bianchi, questo piano d'attacco presenta va probabilità di buon esito, a condizione che la partenza · delle colon ne fosse regolata a seconda delle distanze a percorrersi e degli ostacoli presumibili a superarsi; in guisachè l'attacco cominciasse dalla destra, il centro non s'inoltrasse nel lungo e pericoloso stretto che aveva a ,percorrere flnc.hè questo fosse difeso, e la sinistrci non si consumasse in 'inutili e prematuri sforzi contro il Bricco della Calma. Ora per quanto, queste cose sembrassero facili non lo erano di fatto.
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SU.LLE GRAND I MANOVRE
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IIEl,AZION .E
.E invero la dest1·a, per spuntare la sinistra dell'avversario , non aveva che una sola sLrada per i Bracchi e gli Airoli : lunga, erta, malagevole e non carreggiabile, la quale gli consumerebbe molto tempo, lo a.ftàticherebbe non poco, e potrebbe per avventura ren- . dergli l'esito incompleto per difetto d'artiglieria. ])er contro la sùiistm, poco dopo la sua uscila da Spigno, si troverebbe in contatlo col nemico di fronte al .Bricco della Calma, e potrebbe, anche senza volerlo, trovarsi prima di tempo impegnata in un combattimento; la qual cosa sarebbe pregiudicevole , pel'chè essendo il Bricco fortissimo per natura, l'azione poti'ebbe esordir-e con un attacco respinto che avrebbe gravi conseguenze, qualora il nemico si spingesse audacemente verso il. sottostante villaggio di Spigno. Se tale piano si esamina in relazione coll'importanza dei l'isultati che presumibilmente poteva procurare, si scorge che que.sti non sarebbero .stati considerevoli, impàocchè esso tende evidentemente a far eseguire all' avversario il movimento di ritirata .che gli è più · vantaggioso, dalla sinistra, cioè,, facendo perno sulla destra al Bricco della Calma. E siccome il movimento atlornfantc per la destra non potrebbe tenersi celato perchè la colonna diretta ai Bracchi ed agli Airoli sar:ebbe in· vista sui nudi, tufacei e scoscesi contrafforti del versante occidentale della Bormida, così è a. credere che la ritirata della brigata Bianchi si effettuerebbe per tempo, coo ordine e senza perdite. Per ottenere dall'atta.eco di queste posizioni un rilevante risultalo bisognava, a mio avviso, mirare a far: cadere il più presto possibile la chiave della posiiione, la quale nella difesa del terteno compreso fra Spigno e. Piana sta evidentemente nella catena che separa la valle della Bormida da quella del torrente Yalla, dal più v.olte m~ntovato Bricco della Calma a Ca.frini;. e per 1:ag-
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:giungere questo intento si doveva, nel mio concetto, ~vviare una forte colonna per la strada che da Spigno · conduce sulla cima della catena dietro a l\fontaldo. Da questa strada, o'iLrc al prendere di rovescio le truppe a difesa. del Bricco della Calma e ad obbligarle probabilmente a. ritirarsi per Franzini, C. Bairona e Loueisi, si avrebbe il vantaggio di giungere con facilità a Cairini, a lla Preisa ed alla C. Preis per Squaneto e · di minacciare così di continuo al coperto il nemico nella sua marcia retrograda.
.-lndnmento della !a).ione.
I
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Erà intendimento del generale Della Chiesa di tenere .a bada il nemico colla colonna centrale per avvilup-
parlo sulle al i, e questo concetlo era da approvrrsi. Però l'attacco tanto al Bricco della Calma che al centro s'iniziava quasi contemporaneamente. ' Il battaglione che· costituiva la colonna di sinislra della difesa, malgrado occupass~ una buona posizione e fosse rafforzalo dall'azione dei quattro pezzi del Pian del Gallo, non potè tenere lungamenle, perchè la miI?,accia d'essere preso a rovescio dai due bauaglioni che erano in vista verso la sua sinistra, l'obbligò alla ritirata. Ed anzi, com'era da prevedersi, egli dovette e.ffeltuare questa ritirala sotto i.I fuoco nemieo . Il cent1·0 da Pian del Gallo avrebbe potuto ciò nulla~eno continuare la difesa ancora un po' cli tempo, perchè la destm dell'avversario non gli . avrebbe spuntata tanto presto la sinistra, e frattanto esso e.ra in grado di arresta.re la r,olonna centrale Della Chiesa che si presentava tutta in ordine profondo sulla strada, e non avrebbe razionalmente potuto avanzarsi sollo il fuoco
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I\ELAZIONE
dei pezzi di campagna che 'avevano un dominio giusto , e dall'artiglieria da montagna piazzala sulle alLtu·e. Se non che questa difesèl centl'ale dovette cadere coll'abbandono del Bricco della Calma per parte della colonna di. destra; abbandono che ebbe luogo assai prima di quanto con ragione poteva immaginarsi il colonnell o Btanchi. Ritengo che codesto abbandono sia avvenulo per cattiva interpretazione di un ordine da me dato sul posto. Io aveva prescritto di far ripiegare alcune frazioni di truppa che si trovavano troppo al di là del vero Bricco della Calma; il comandante forse credeuc di doversi 1·itirnre con tutte le sue truppe : equivoco questo che non ru scevro d' inconvenienti, peechè nHerò il concello fondamentale della manovra, e obbligò n precipiturne la soluz'ionc. La ritirata però si. fece con· molto ordine, difendendo passo a passo con scaglioni succe:;sivi la si.rada ristt·eua eh~ doveva per1;orrersi, ed abbastanza lentam ente per poter far sfilare per l'unica stra,la che lega i due i>riccl,i passando per l\Tonlaldo, l'iotiero 3° reggimento senza che fosse intaccato clall'assaliLor.c. Yin te queste prime posizioni, la fazione continuò con un non inlcrrotto inseguimento .. Verso le ,1 Operò vi fu ancora un po' di sosta. Le posizioni prese nella vallata da unn sezione rl'artigli.eria tra 1\terana e C. Vivè e l'oeC'upazione ben fatta delle alture tra le ~Ioeerc e C. Bairona dalla colonno di dcs tr:a, permisero alla colonna cPntrnlc della Jilesa <li sostarn ancora un po' di lempo Lra le Moglie e queste alture. Ma l'atwccanle continuando ad.avanzare, la sosta fu breve. Il colonnello Bianchi agì prudentemente dando tosto l'ordine al suo cent1·0 cli ·rit.irn rsi poco a poco fino all'ultima s'Lm linea <li difosa al ponte <li ha.no . Infatti sulla sua sinistra una colonna di tre bauaglioni
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SULLE GRANDI MAl'iOVIIR
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incan1minalasi da 1IPr,ma teadcva ad aLtorniarlo, e sulla sua destra lit colonna di sinistra clell'nvversn rio avl'ehbe anche potuto girarlo completamente. li conianùnnle di questa, il quale. aveva condono con criter~o l'.illacco, occupò ezi,rndio bene il Bricco della Calma, riuscendo a portnre n te1npo oppo rtuno ~ulla cima una sezione d'n rtiglicria; 111n dopo, per la fretta di spingere avanti contempol'ane,11nen1 e i suoi bauaglioni, surldivise troppo le sue for·ze contruriamente agli ordini nvuti che gli ingiungevano rlirnnrciarc direttamc111.e sullaPreisa. Locchè ha portato che egli 1mmdasse 1111 battè\glione nel piano dove ve ne erano gi.ì sovrnbbondantemenle, mentre snrebbe stato preferibile di avviarlo coll'altro che prese per la cresta assieme all'ar1iglieria e riese;ì a<l essere assolutamente sul fianco del nemico al finire dell' azione. La colonnn di destra della difesa poi ebbe l'ù1a,·vertenza di ritil'arsi al di l.) dcìla ~forel'e per la strada a mezza costa, avvece che per quella che procede per lo vettu. Così operando, oltre all'essere molestala dal ballaglione della colonnn di sinistra del nemico che l'insegui.va, venne nnchc nel essere seriam ente battula dalla. numerosa nrliglieria che questo potè stabilire alle Moglie. Era circa l'una pomeridiana quando, vedendo che le forze dell'altaccante s'erano potute sviluppare in modo da non permettere pei· parie dcli.i brignta Binnchi nessnn contnltLacco, e che quindi l'azione, che durarn da sci ore e più, non poteva pii, entrare in nessuna nuova fase, mi decisi a far dare il segnale della racco lta. In quel momento le truppe centruli Bfonchi si trovavano ali' altezza del torrente Piano, coprendone il fronte; lu sua coloona di. desLi:a sta va facrndo il suo movimento di ritirala da Loueisi sulle Praie, con parte ancoro delle sue forze scaglionale tra Bairona e Loueisi. Ad essa era arrivalo con mollo ritardo l'ordine della ritirala genero.le alle Praie. Armo xv,, VoL.
1.
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REl,AZ!ONE
SULLE GRANO! MANOV!tlì
!;a colonna di destra attornionte (Della Chies~) non aveva ancora compito il suo movimento; il bauaglione di eslrell)a sinistra sta va per sovrasto.re ai Loueisi; le colonne centrali occupavano fo rtemente le Moglie; la riserva era ~tata chiama ta dal generale telegraficamente ed era già unita a.llu colonna centrale, non che occorresse ivi rinforzo, ma perchè l' intieea divisionç seguisse il movimento progressivo delle colonne attaccanti. ~lezz'ora buona dopo il termine dcli; fazione, l'arrivo della colonna attorniante di destra si annunciava collo sparo della moschetleria. Essa non aveva udito il segnale della raccolta; ma tosto avvertita cessò da qucst' attacco che riusciva involontariamente intempestivo.
non di rado si agisce, il poco conto che si tiene degli effetti che p1·odurrebbe il fuoco in un'azione reale, e della superiorità che può conferire una posizione vantaggiosa, porta spesso i due partiti avversnri ad assumere posizioni che sarebbero insostenibili; dal che ne segue clte il combattimento si sviluppa 110n di rado -con un carattere di palese inverosimiglianza. Ed allo scopo di prevenire per quanto possib ile siffotli incon · venienti è mestieri saper tener conio di tutli quei criteri, .avendo sopratutto presente la necessiti\ cli conservare fra i due pa1·1 i1i le distanze volute dagli e!fotti del fuoco e dalla . natura del ler-reno, di non arrischiat·e imprese superiori alle forze di cui si può disporre, cli sempre sostare per qualche tempo quando si conquista unn nuova posizioni", di 11011 ritirarsi mai ad andatura pre·cipitosa, e di dare nelle lunghe ritirate il cambio ai reparti di relroguarclia, onde questi non si trovino prima dcl finire dell'azione esausti di forze e di munizioni. Jn tal guisa si forà un buon impiego delle proprie forze e si potrà circoscrivere l'azione delle truppe nel cornhallime,:1lo.
O.;ser,•azioni .
Con rnio rin crescimento, stante la lontananza di vari.e considerevoli frazioni di truppa, non mi fu possibile compiere sn9ito dopo la fazione ali: importante ufficio di radunare a rapporto i sig1Jori comandanti cli corpo per .sentire le spiegazioni del loro operalo e porgere in proposi lo le mie relalive osservazioni. In complesso io devo dichiararmi soddisfatto, tanto più lenendo co ntb della poca preparazione avuta dalle truppe n questo genere cli fazione. Jn generale i comandanli di colonne separate fecero buon uso della liberlà cli azione loro lasciata, e per parle di Lulli si mostrò .buona volont;) e molto amor proprio ; anzi questo amor proprio fu qualche volea ecces~ivo e tnle da fare insistel"e negli auncchi e nelle resistenze al di là del nccessar·io. La non sempre matura e calma riflessione, la precipitazione colla quale
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Lo stato sanilario fu soddisfacente. Della divisione Dell a Chiesa, forte di 8 128 uomm1, non si ebbero ehc 24-3 ammalati, e della brigata Bianchi .60 su di una forza di 384 3. Cn settim o circa di questi élmmalaLi va at.lribuilo ad escoriazioni ai piedi, ptodollesi special mente fra i soldati delle classi if839-40&.'1 -4-2 meno assuefalli a camminare·. Su questo genere di malallie avrò occasione di ritornare alla fine della presente Relazione. Non si ebbe che una sola lesione grave cagionata ad un soldato del 5° artiglieria da un1t 1
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REI.AZIONE SUUE GRANDI MANOVRE
ruota di cannone che gli passò sul piede; -lesione sanabile in 40 giorni. Gli infermi furnno sempre evaeuati: · per la divisione Della Chiesa su Alessandria; per la brigata Bianehi su Savona e Genova. Il servizio dei vi.veri fumionò regolarmente . Mancò una sola volta i l servizio dell' impre8r. viveri a Strevi il 7 ottobre per un batl aglione ; ma ciò avvenne per una semplice mala int.elligenza, e prima ancora che la · lruppa arrivasse, il cornmissa.rìo di guerra aveva provvisto. Così il 7 ottobre a Càssine ritardossi di due ore la distribuzione di pane a tre compagnie -di fanteria; la qual cosa non diede luogo ad inconvenienli, nè devesi attribuire ad incuria della intendenza divisionale.
II. ·
GRANDI DIANOV UR !Forza.
Le forze che souo i miei ordini dovevano prelld ere parte alle grandi manovre erano riparti~e .in 4_div.i·sioni di fon{eria (Casanovn, Righini, Della Chiesa, .Bnanza) -ed in una brigata di cavalleria ( VancJone ) , le quali _c.onlavano r:omplessivamente 53 battaglioni di fonteria, 2~ squadroni di cavalleria e 11,i batte1"Ìè, con una f~r~a che all.' u!to della. formazione era di 38797 uom1m , 64'19 cavalli e 84.- pezzi. L'artiglieria era ripartita -i.n ragione di 3 batl erie di battaglia per divisione di fa nteria e di du e bat.te,rie a cav,illo per la brigata di cavalleria. { ,Wegato C) . 'll'e1na g e n e r ale.
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l , ..,/
Nell'esecuzione delle grandi manovre dovevasi sviluppare il seguente concetto fondam entale : « Un'armata nemi ca scesa in Lornbé.lrdia, stacca sulla « destra ciel Ticino un corpo al c1uale affida la mis« sione di riconoscere i progetti dell'esercito nazionale. « Ouesto dai dintorni di Alessandria ov'è concentrato; « ;uove 'contro all'avversario per batterlo e tentare cli « intercettargli la linea. di ritirata ». _. . . To.le concelto doveva svolger·si in due d1strnlt pe;-iodi : nel primo l'esercito nazionaìe si limita a manovrare per rago·iuno-ere il nemico; nel secondo avveno campali, b . duce gono due fazioni il risultato delle qua1·1 m I l'avversario u ritiral'S i.
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SUI.LE GIIAND[ MANOVIIE
REL.\ZIONE
io dovelli fissare onde si potesse poi arrivare razionalmente alle fazioni che aveva in animo di far eseguire nel secdndo periodo; mn, all'infuori di ciò, egli aveva 1 piena libertà d' azione e doveva regolarsi giorno per ~ gi.omo, secondo le proprie informazioni, sui movimenti del mio·corpo d'e$ercilo.
PRIMO PRRIODO
Tema s peeiale.
Concentramento e dislocazione dei giorni 13-e 14 ottobre.
«. Il corpo stacca lo del nemico, fort e di una divisione· « d~fanteria. con .f. squa<froni (ùi visiòue Righini), dal Ti." ~mo rn~rc1a v~rso il Po per 1·iconoscere e far spiegare « 1 esercito nazionale . Questo , con tre divisioni di « fantel'~a (Casan?va, Della Chiesa, Bl'ianza) ed una bf'idt cavullenn (Vn.nclone}, non nppena informato del "passaggio del Ticino per pnl'Le di una sola divisione « nemir:a, mu,Jve dai dintorni di Alessnndria e si porla « a,1an tt nella spernnza di poter profiu,ue delle deboli « forze dell'avversa,-io per battedo, tentando di inlrrcet« targli. la linèa naturale di ritirala su Buffai.ora». Questo primo tema speciale, il quale mi permellcra di tenere una forza ragguardevole sotto i miei ordini, ru dn me prescelto per la considerazione che facendo muovere so.tt? il mio diretto comundo e con uno scopo sLra1egico un rntern corpo d'esercito, si presentava l'opportunità di veder funzionare su di una scala considerevole i vari. servizi, e di esercii.ire la cavnlleria sopra di un'estesa , zona di terreno in vere esplorazioni di guerra, rese necessarie dall'ignoranza in cui era l'un partito delle mosse dell'altro. L~ divisione llighini poi, desiioata a l'é.1ppr-esen1are il nem1eo, aveva un altro còrnpito non meno importante. Le .suo mosse infatti ernno solo legate a certe condizioni che
Il concenlramento generale del corpo d'esercito ebbe
« gala
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l
luogo il gior no 13 colla seguente dislocti zion e : Quartier generale e divisione Della Chiesa ad Alessandria.. Di visione Casanova a Valenza. Divisione Brianza ,1 Bassignana. Brig.Ha di e;ivalleria Vandonc a Sartirana, cl' onde, fin . da quel giorno, spingevn lonl,rne riconoscenze sul suo fronte e sullu sua destra. Nello stesso gior-no il parlito ncmico(dirisione Righini) co l grosso occupava Magenta, mentre ùnn forte avanguardia di ~ battaglioni bersaglieri, .f. Sl[Uadroni cd una battcri·a, agli ordini del colonnel lo Sn lusco, crnsi stabilita sulla sinistra del Ticino presso il ponte Bu{:. faloru, occupava la leslu di ' ponre di ~- Martino e spingeva riconoscenze fino a ~ornra ed a Yige,•,rno. . 1l gio r·no '14 la divisione Righi ni si. avam:ava, e dopo aver passalo il Ticino, si portava a Cerano occupando con uno briguta Trecatc cd inviando le prnpric rico-
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HEl,AZ10NE
I Movimenti del giornq 15 ottobre. ,
L'ordine di marcia portava: 1° Che 1a brigata di cavalleria alle ore ,JO antimeridiane lasciasse i su.oi accampamenti e, sempre perlustrando il terreno, si portasse sulla linea nforlara-Vigevano, col grosso a Vigevano, e con irradiamento fino a Vespolate, Gravellona e Cassolnuovo, ossia. su tutto il ~ fronte racchiuso fra il Ticino e l'Agogna. Essa aveva ordine cli respingere il nemico se lo incontrava in deboli forze, ma cli rilif'arsi lentamente se lo Lr0vava in forze superiori; ad ogni modo le dimostrazioni dovevano farsi piuaosto sulla sinistra, onde ingannarlo mentre, eftèttivamente, io mi pr-opobeva di spingermi vigorosamente a vanti colla de:;ll·a onde tagliar I' a vversa6o dal ponte di Buffa.!ora. 2° Che la divisione Brianza, passato il Po su! ponte militare, si porlasse per Garnberana e Pieve del Cairo a 1
393 Lomello. Questa divisione, rimanendo lo scagli one più avanzato e costituendo l'estrema destra, ebbe ordine ,di collegarsi colla hrigal~ di · cavalleria. onde poterla all'uopo appoggiare e ad ogn i modo di guardarsi sulla ,dest1'a. 3° La di.visione Casanova ebbe ordine di portarsi da Va.lenza a Mede per la strada provincia'!e. 4° La divisione Della Chiesc1 da Alessandria a Torreberretli. Le tre divisioni dovevano muovere·aIle ore 8 del mattino ; avendo eosì una preeedenza di due ore sulla cavalleria, si trova vano maggiormente in caso di poterla appoggiare. Ciascuna divisione era informata della po.si:tione delle a!Lre truppe. Il mio qrn1rtier generale fu stabilito in M:ede. L'andamento delle marci.e fu socldisfacen1e. Yi fu ritardo nell'arrivo in linea della divisione Brianza, la c1utde effettuò molto adagio il_passaggio del Po sul pon1e stes~ dai pontieri, e ciò a cagione del cauivo stato delle strad e di acc.:esso . Il ponte fu poi ripiega Lo ed il relaLivo equipaggio seguitò in coda alla colonna. Questa divisione, c.:he era la più avanzala, pose i suoi avamposti sulla !loggia Gattinara, irradiando le sue esplorazioni di cavalleria fino a S. Giorgio e Trumello , avanti all'estremfr destra. La di visione Casanova che formava il 2° scaglione, spingeva parte della sua forza a Goido con avamposti La: divisione Della Chiesa rimaneva in riserva . SUUÉ GltANDl MANOVllE
ooscenze dà Gravellona, ov'erasi spinta la cavalJeria, nella direzione di Afortara e Vigevano. ln questo stesso giorno, volendo io alleuare la divisione avversaria ad avao~arsi per comprometterla, allontanandola dalla sua base di operazione, non ho mutato la dislocazione ciel n1io corpo d'esercito, e solo raecomandai al_ generale Vandone cli veder modo di raccogliere informazioni sul partito opposto. Nella sera del ,f 4 ottobre, informato dei movimenti della divisione Righini, emanai gli ordini necessal'i per il movimento delle mi.e truppe pel giorno successivo.
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, Sia per la natu!'a speciale del paese nel quu!e si ope-: rava, sia per la pioggia caduta, riusciva difficile di trovarn per tutle le truppe accampameflti. ottimi. Così .la divisione Brianza non potè evitare cli occupare a
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l\ELAZlONE
SULLE GRANDI MANOVRE
Lomello pràti sott'acqua . Fortunatamente però lo stato sanitario non ebbe a soffrirne, e il nmhero degli ammalali dichiarati la mattina del 4 6 non fu maggiore dì quello degli aJtri giorni, nè superiore per la divisione Brianza. La t~ppa poi del giorno successivo fu rischiarata da: . uno ·splend.ido sole che fece rapidamente dimenticar~ gl'incomodi della nolle precedente. Della pioggia caduta non rimasero quindi che i benefizi, avendo essa ammortita la gran polvere che tanto aveva fino allora ·molestate le marcie.
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La divisione Righini, alla quale le sue informazioni avevano accennato nulla aversi a 1.eine1·e sull' allo Novarese e sull'alta Sesia, continuava in quel giorno il suo rnovimento di esplorazione avanzando . L'avanguardia si portava su Cilavegna e spingeva le ricognizioni su Mortara, Il grosso veniva scaglionato tta Cilavegna, Gra vellona ed il Terdoppio col carreggio indietro a Cerano ed il quartier generale a Gr.avello'na.
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Il contatto delle avanguardie, almeno per quanto 11igliardava le ricog11izioni depa eavalleriB:, <.iloveva eviàenlemente effettuarsi in quel giorno. Infatti gl i squadrnni più avanzati di Nizza cavalleria da una parte e dei lanceri Foggia dall'altra si videro tra liforLara e Albonese , ma non si allaccarono. Più Lardi uno squaìirone di Nizza si portò verso Albonese con intenzione· ·di occuparlo ; doveue però ritirarsi perchè tale vilfaggio era ancora in mano del nemico che lo teneva t'ortérnehte con cavalleria, bersag lieri ed una sezione
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d1,artio-Jieria. Davanti a 'Cilavegna si presentava pure b . uno squadrone ussari in ricognizione, ma vemv~ respinto dai bersaglieri Righini. Un ·piccolo posto d1 1'9 bersaglieri sulla strada di Vigevano era sorpreso e fatto prigioniero dai cavalleggeri cli 1,1?nfe:-rato;_così accadeva per riscontro che alcuni carr:-t ~e1 d~tt1 cavalleggeri venissero presi da pauuglie m1ste eh bersaglieri e lancieri. Questi leggeri scontri delle due cavallerie, ess~ndo dovut.i a:Jl'iniziativa dei comandanti le avanguardie, e nulla assolutamente essendovi in essi dì prestabiliLO'. e di combinato, valgono a di_moslrclré che la no_s~ra cavalleria incon1incia ad addentràrsi nel vero spmlo della naturn speciale e clell'importama dei servizi che· quest' arma potrà e dovrà tendere in gu~rra qua_ndo con intelligenza ed abilità saprà eseguire am_pre e •lonlane riconoscenze senza inopportunamente 1mpegntJrsi, pe1·chè in tal caso la sua niissione non è di combattere, ma sibbene di esplorare e riferire. La 1'rigata di ca vallerìa avvece di camminD"r e dalla linea Sartirana-Lom ello a quella l\forlara-Yigevano sopra di una sola strada, eseguendo così una marcia di fianco quasi so\to gli ocehi delle vedette nenrich'e, av~·eb?~ 'dovuto segufre le linee che accennano ai due obb1et1,1n da raggiungersi. Quella marcia doveva tanto più evitarsi per la ragione che per essa, irnzi.,:'. ,.ò ,1_a scondersi l'occupazion e di Vigevano col grosso e nchrnmare l'atlenzione del nemico su Mortara per ingannarlo, col fare sfilare da l\fortar.a stessa le tr1.,1ppe destinate a Vigevano si rendeva palese al nemi~o lo scopo dell? manovra; quanto poi es~a fosse pencolo:a lo prova _1I fatto della possibilità in cui si trovò il p~rtllo_avv_ersar10 di 'impadronirsi per sorpresa di alcum carri <l:e1 cavàl- leggeri Monfcrrato .
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SU l,l,E Gl:ANnr MANOVRE
HELA ZIO NE
L'ordine cli marcia del Corpo d' esercito pel giorno
Verso le ore 5 112 fa brigata di cavalleria era stabilita nelle località. ad essa assegn!lta, d'onde doveva spingere ricognizioni verso il fro nte nemico il quale .occupava le posizioni fra Borgo Lavez1.aro e il Ter·doppio, avanzandosi .fìno a Cilavegna.
16 portava:
Movimenti del g10rno 16 ottobre.
La divisione Highini aveva ouenut.o il suo scopo eh far spiegare le forze del nemico; ma pebo fe com'ern, non ~otev~ cimentarsi di fronte ad un avversario troppo supenore rn numero. Perciò baU.è in ri tirata su Galliate, non stimando più oppoi'tuno di .ripiegarsi pet ponte di Buffalora onde non eseguire <lavanti all'ingrossaesi delle colonne che accennavano a sbocctu·e da Vigevano, una marcia di fìanco che egli gì1fdicava pericolosa. Alla mezzanotte dal H, al 16 cominciava •il movimento in ritirala della divisione Righini, preceduta di qualche ora dagli equipaggi e protetta dalla colonna del colonnello Sa.lasco, destinata a retroguardia. Questa colonna partita dagli accampamenti aUe 3 antimericl. , non raggiungeva le nuove posizioni che alle 12 1[2 con un cerlo ritardo, prodotto in part.e dal rovesciamento di alcuni carri prontamente però rimessi in via. La divisione veniva così a trovarsi scaglionata trn Trecale e Galliate con un battaglione bersaglieri alla Bicocca. Trecate era fortemente sostenuta indietro dalla briga ta Parma.
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·1" Che la brigata di cavalier.i.a partendo alle 9 dcI mattino pronunciasse vivamente il suo movirnrnto per la destra, eoneentrandosi col grosso sopra Cerano, portando al più presto possibile l'orze competenti sulla linea NovaraBuffalora e ~pecialmcnte al ponte a S. Martino, e spingendo le sue ricogn izioni anche al cli là del Ticino. 11 generale Vandone aveva l'ordine di ripiegare sopra Cassolnovo incontrnndo torze superiori; <li attaccate in easo con!.rario. 2° Che la divisione Brianza partendo alle 7 ant. per la strada Ouobiano-TrumellÒ-Gamholò si portasse a Vigevano. Essa continuava a formare lo · scaglione di destra e il più avanzato; doveva quindi governarsi. a destra e collegarsi per mézzo della sua cavalleria divisionale con quella della brigata Vandonc , spin-· gendosi fino a Cassolnuovo. Aveva ordine di sos tenere occorrencl,o quella brigata e di raccoglierla quand'essa dovesse battere in ritirata . Coll'avanguardia della divisione leci camminare una sezione del genio incaricata di costrùrrc la linea telegrafi.ca Gambolò-Vigevano durante la marcia; servizio che fu eseguito con molta , celerità. 3° Che la divisione Della Chiesa, scag'lione di sinistra, partendo alìa stessa ora da l\'Iede si porlasse su Mortara per la gran strada provinciale, spingendo la sua c,walleri.a su Parona Albonese, procurando dì collegarsi verso destra e di guardarsi a sinistra. 4° La divisione Casan ova, partendo alle 8, seguisse la divisione Brianza e venisse ad arrestarsi a Gambolò , formando così uno scagVione indietro dalle due ali in · riservn. Egli aveva ordine di . portare la sua cavalleria ·tra Monara e Vigevano all'altezza della C. S. rietro. ~
398 111::LAZlO~E Le marcie procedetlcro con regolarità; la distanza fra la coda e la testa delle due divisioni che dovevano muorere sulla stessa strada, risultante dalla distanza Lomello-1\lede e dall'orn di precedenza che la divisione di testa aveva sull'altra, permise ad esse di camminare liberamente.
Nel pomeriggio io veniva inform..ito che una piccoléi fazione era avvenuta a '!'recate tra fa retroguardia Righini e par·Le della br·igata di cavalleria. Verso il tocco infaui due squadeoni degli ussari, dopo respinta una ricognizione neniica, attaccavano il villaggio stesso <li Tl'ccate; ma essi do\'ellero ripiegare perchè il nemico !o aveva fortemente occupato con un battaglione bersagl,ieri ed alwn i pezzi, meni.re In. cavalleria ne custodiva gli approcci. Erano circa le 2 quando il gcner·ale. Vandone fece nvanzare dell'artiglieri;J e riauaccure il villnggio affi·dando alla cavalleria cli eseguire un la rgo movimento nello scopo di tagliare fa ritiratc1 alle trnppf\ d1e lo {lifondevano. La difesa si sostenne gngliardamente; ma poi, unifomwndosi ulle avute istruzion i , si' ritirò in buon ordine, validamente protetta dalla brigata Pal'ma che aveva preso posizione di battaglia aHa altezza della Gardana a Ci.lvallo della strada Romentino-Trecate. Le buone clispos·izioni di questa briga ta ;i,rreslarono l'inseguimento della brigata Vandone e permisero alle truppe inseguite di mettersi al coperto all'ovest di Romentino. Questa fazione che dur-ò circa due ore, quantunque non preparata da alcun concer10 preventivo, venne J:icn condolla dalla difesa la quale molto opportunnmente, da pri.ma si mantenne a 'l'reca te di fronte a
SULLE GRANDI ?t!Al'iOV!\R
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sola cava lleria i cui atl.t1Cchi non potevano essere efficaci, e poi, seguendo le avute istruzioni, si ripiegò dietro la forte posizione occupata dal generale Bocca. La ca,valleriu pe1' contro operò meno prudent.emen lc ; seco nda delle avute istruzior1i doveva attaccare soltanto in. caso di supeciorità di forze; ciò non essendosi verificato le conveniva li mi tarsi al vero suo ufficio di esplotazì.one, evilando soprattutto il primo vano tenlutivo di attaccare, senw. la preparazione dell'artiglieria e senza il concorso cli fanlel'ia, un paese fortemente difeso.
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ta brigala di cavalleria prendeva i suoi accampamenti alle sei e mezzo di sera fasciando due squ&droni con arLiglieria a S. Martino e uno squadrone a Tt·ecate colla missionP, di pattuglial'e.
Movimenti del giorno 17 ottobre.
' 16 i varii rappor1i che indicavano Avuti la sera del un contatto così imrnediµLo e segL1itnto col nemico , affin e di togliere a questo la poss ibilitA di eseguire il passaggio a Huffalor·a getlanclosi improvvisamente sulla cavalleria e prevenire la possibilità che lo tentasse a Turbigo, ordinui una marcia concentrala dell'inti el'O mio Corpo d'eset·cito su Tl'ecate. Con ciò io mi proponeva lo scopo di staccare il nemico dal Ticino e respingerlo verso il nord. A tal uopo l'ordin~ cl i mc1rcia prescriveva: 1
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IIET.AZIONE
·I ° Cbe la brigata di cavalleria non lasciasse Cerano che alle 1O del mattino ; in caso d'incontro del nemico in ti.m~e essa doveva lentamente l'itirarsi pc!" dar tempo alla divisione Brianza ùi sostenerla. Potendo avanzare, doveva occupare fortemente S. Aforlino-Ticino e fare uu disiaccamen10 di 4. sqw1 d!'Oni di c.-walleria con .-i per.zi d'artiglieria n Gallinlc. Tanto da Galliate qnanlo da 8. Martino irradiatsi u gt·,mdi disU.1me spingendosi da quest'ultimo punto sulla riva sinistra del fium e. 2° Che ln parte combaUcnle delta divisione Bl'ianza seguitasse la b1·igc1ta cavalieri.a muovendo da Vigevano alle 8 anti111. e si portasse su Trccate, seguitala a sua volta dnlla parte combaUente della clivisione C«sanova, la quale partendo da Gambolò pal'imenti alle 8 si sarebbe lrovata appunto con quella collegata; che il car-rnggio cli quesle dne divisioni camminasse in coda della colonna Casanova conservando 1' ordine di marcin delle divisioni stesse. Lo squadrone guidf', i cavalli del quat'tier genel'ule P. il suo carreggio leggiero do,·evano camminare tra le parti combattenti delle due divi sioni; mentre l'equipaggio da ponte e le rimanenti colonne addette al quartier generale seguivano in coda al carreggio delle due divisioni. 3° La divisione Della Chiesa destinala a rimanere m l'iserva, a rnet.ì strncla fra Cerano a Trecate, doveva parim enti muovere all e 8 antirn. e portarsi oltre Cenmo per la si rada Pa.rona-GraYellona-Bal'bavar.i. Le ore di part.enza erano combinate in modo che le pnrli cornballenti si trovassero a Trecale nell'ordine stesso col quale dovenrno occupare le posizioni a ciasr,uno fissate nel concentramento. lnoltre un ufficiale del mio qmirtier generale era incaricato cli presenziare in Cerano lo sfilare di queste colonne, onde vegliare alla precisa esecuzione degli or1
SU LLE GI\.\NDI M.\:'iOYIIE
<lini dati e proHedere nei cas.i imprevisti per modo che le pat·li comballenli ~Jilassceo sempre prima del carreggio. Le marcie proc·e, k ttero regolarmenle. Le ultime truppe combattenti erano a posto alle ore .f. e mezzo pomeridiane , mentre le prilll c incominciavrmo a me ttersi in linea alle 12 . li caneggio naLmalrn ente clovette subire qualche rilnrrlo. ecl alcuni carri della divisione Della Chiesa, a cagion~ delle cn ni ve strade, non raggiunsero che il mattino successivo. Tulle le truppe però poterono avere il loro rancio alla sera. ~Iancò il servizio del fo raggio per parte dell'impresa, ma fu provvisto in tempo dal!' intend enza per mezzo di requisizioni ; e se alla divisione Brianza fu somministrato il supplcmen Io d'avena a rvece del fieno, ciò fn fatto per fa.ci.litare il disbrigo del servizio. La brigata cavalleria cornmise nuovamente l'errore di camminare sopra lllrn.-sola stracla. Invece di avviarsi da Cerano eontemporanoamente su S. l\fartino e Galliate, tutte le truppe ,·ennero a sfil,, re per Treeate. Le truppe della dis isionc Brianza posero il cu rnpo sulla destra della strada Tteca te-Romenlino cosi disposte: il grosso della fa.nt.eria con una balleria alla estrema destra, cli.et.ro il piccolo l\ n.viglio 1:he cJallc·Bel.tole scencle al Ticino ; un battaglione d'.n·amposli alla Cardana; la riserva, compostn dell,t eavaller·ia divisionale, di d t11! batterie d'artiglieria e tl i ù ue batlaglion i bersaglieri, ;Jlla 1'Iadonua òelle Grazie, ove si eoncenlrò pure il suo carreggio. ~el parlarsi ai suoi ac,·ampHmenti essa sJìlò per la sleada laterale al paese a tlesll'n, senza per nulla. ino·omhrare i.l paese stesso. La divisione Casanova, giu11!a fin presso il paese jn coda cJella colonna Brianza, sfilava poi a ponente ccl andaYa col grosso ad accampare a sinistra della strada Trecate-Romentino occupando una posizione analoga ANNO XVI, VOL. I.
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UE!,AZIONE
a quella della divisione Brianza; essa aveva due bat--ì taglioni con una sezione d'arligheria in avamposti a Romentino; la sua cavalleria a Pemate con ordine di irradiarsi largamente collegcmdosi col distaccal'nen to· d'i. GaHiate; la riservn , composta di bersaglieri e dell'artiglieria, appf-ma fnori di. Tre ca te presso la strada . T;a divisione Della Chiesa, in riserva, si stabilì. a metà strada tra Cerano e Treca'te. H i11io qt1artier generale a Trecale . Cotesto concentr,aanenlo effettuatosi con ordinf e pun1.ualità, offriva un dispositivo capace cli far fronte 1:1 qualunque evenienza. · Del resto la divisione Righini s'era fin èlàl 'rnattino ritirala su Bellinzago, occupando Madonna della Neve e. la Bariola colle sue retroguardie.
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Così. aveva termine il 1° periodo deIIe grandi ma.:: povre durante il quale si ebbe soprattutto l'opportunità· cli far praticare il sel'vizio di r iconoscenza e di esplorazione dalla cavalleria dei due partiti. E l'espeTienza di questi cinque · giorni ha contribuito a viernrneo-Iic.i o . . 1·· c h iar1re importanza $Omma di quel servizi.o e la nèJ ( cessità di adoperarsi col maggior ini)Jegno e con persevenmte studio per condurre quest' arma a perfezio:'. narsi sempre maggiormente nel difficile ed importante còrnpito che nel.la guerra le è devolu'.to. · La fmiteria non entrò mai nei. suoi accampamenti più tardi delle 4 cli sera·, moire volte prima; in media si può calcolare che facesse in marcia effettiva 5 chi-· Jometri all'ora. Gli ordini furono sempre diramati ed eseguili in tempo, malgrado io scarso personale disponibile . Cosi pure le informazioni mi furono fo.tte_pervenire · con una certa prontezza. )
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SULLE GRANDI ~H\NOVf\E
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S EC ONDO PERI OD O
Col 1° periodo veniva esaurita la parte più particolacrnenlc intesa alla logist:iea ed al servizio speciale della cavalleria . Colle manovre eseguite, il Corpo d'esercito era strategicamente riescito nell'intento di tagliare I.a divisione Righini dalla sua primitiva linea di ritirata. Vòlendo ora addivenire all'esecuzione cli fazioni eampali, io non poteva più ritenere sotto i miei OTdini diretti una pnrle di dette _truppe, ma mi spett.lva la superiore direzione di ambe le pnrti, onde esercitare con essa le funzioni di primo giudice eh ·campo. :E per di più importava che non avesse a rimanere una così grande speoporzione di forze fra i due partiti. Affine dì giungere in modo r azionale a tale risultato, proseguéndo sempre lo sviluppo ,del terna generale, ho disposto che le operazioni del secondo periodo avvenissero in base alla seguente supposi7.ione .
Tema speciale.
« Il corpo nemico (Righini) privato della sua linea. naLurale cli r itirata per Bnffalora, viene raggiunto da « una seconda divisione (Brianza) proveniente da Tor.« navenlo. Con tale rinforzo esso trovasi in caso di <<
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RELAZIONE
SULLE GRANDI l\IANOV'RE
« prender posiz10ne per respingere il nemico ed assi« curare la ritirata. Il corpo nazionale per contro è' « costretto a dislaceare una divisi9ne a guardia dei « passi del Ticino a valle di Buffalora; tuttavià esso « prosegue il suo movimento offensivo. » Lo sviluppo cli ql;lesto tema speciale conduceva all'esecuzione di due speciali fazioni : l'una ·a ?Jellin_,:a_c;ò combn! (ina fra il Terdoppio ed il Ticino; l'alt.ra ,1 ('a.~orcite sul terreno del campo di Somma. n ei due corpi d'esercito che, a seconda del terna speciale, dovevano formarsi , uno venne afiidalo al comando del generale Righini e l' all,ro al generale Casan ova. Il corpo Righini comprendeva le divisioni Nedbal· (giù Righini) e Dr-ianza non che la brigata dì cavalleria (8 squadroniì Salascç>, con una forza -complessiva di ·180?~ ~orn in i, 28·16 ea valli e -i-2 pezzi. Il corpo Casanova: la d1v1s1one Peyron (giù Della Chiesa), Adorni {giù Casa~ova), non che la brigata qi cavalleria (8 squaclrom) Avogadro, della forza di 19000 uomini 287'>"" eavalli e. 4.2 pezzi. ' · . ' ·I vari servizi amministrativi continuarono a . funzionare, come nel primo periodo, sotto la direzione dei capi servizio rimasti al mio quartier generale. Nel giorno 18 il corpo Righini si trovava concentrato presso Bellinzago, ed il corpo Casanova a Trceate. /
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Fazione di Bellinzago (1) (19 ottobre).
La fazione di Bellinzago doveva effettuarsi difensivamente per parte del corpo Ri.ghini (corpo nord} ed offensivamente per parte di quello Casanova (coi"Po su.d}. Le uniche restrizioni che ho dato per lo sviluppo dell'azione furono : a} Che il terreno .di manovra fosse eircoscritto r dal Ticino a levante ·e dal Terdoppio a ponente. b) Che la fazione non dovesse avere pri~1cjpio prima delle ore 7 . antimeridiane. i e} Che prima di tale ora si avesse quale zona / neutrale quella segnata dai due paraleIli di Ca vagliano \ e di Cameri. Oltre tali limiti erano però <;1.utor.izzate le 't esplorazioni di cavalleria. · Parmi che con questo sistema si laseiasse una snfficiente libertà d'azione sul tereeno di. manovra, senzà tema che la fazione stessa si spostèi.sse in quanto al terreno ed al Lempq. Con~etto e disposizioni del corpo 11ord (Righini).
Il comandante del corpo nord avendo séelto per punto eventuale di ritirata sul Ticino il passaggio al porto di Oleggio, si decideva ad occupare la forte (1) Per seguire con frutto l'andamento di questa fazione gioverà avere sott'occhio il foglio N• 33 (Ologgio) della carta degli antichi Stati Sardi alla scala di 1/50000.
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l\ELAUONE
posizione di Bellinzago allo scopo di sostenere l'urto d~ll'avversario e respingedo , per aver agio, oecorrendo, d1. traversare il fiume. La posizione di Bellinzago è formata dal villaggio stesso posto a c~val.lo della strada Novara-Oleggio, e dalle alture a cui s1 appoggia, le quali ad · occidente . cortono per 4 o? chilo_metri parallelamente alla strada, ancla?do a termmare m dolce pendio a Ca.vagliano e Coclèmonle. ~e. disposizioni difensive adotlate dal generale Ri..'.. glnm _furono le seguentf : D~stnt. ..- Div~io~e Ne.clbal ridotta a 9 battaglioni e 2. batterie . Il 1 , 0 fantena con 3 ba ttàglioni e 4 pezzi o: çnpava le alture tra la ferrovia e il villaggio, invi.gdanc~o anche l'estrema destra fino alla C. San Pietro . La: ,bng~ta Parma (6 battaglioni ed 8 pezzi) era formata s~1 due hnee a cavallo della strada provinciale all'altezza S. ;Giov:anni e l\1.a ~onna della NeYe : occupava fo1't~~1ent:' questa pos1z10ne e difendeva gli approcci del v1lfo.gg10 . Sin~stm. ,- Divisione . Brianza su due linee; si pro\encleva dalia ~fadonna della Neve alla C. Nuova. 'Essa ~ra pme ridotta a 9 ba ttaglioni e 2 batterie. . All'estrema sil'l'i.strtt e in posizione molto avanzala alla B?rnago, '.a brigata di cavaller-ia (6 sqrnidroni) colla pro?na batteria__ a ca:vallo ed un batla~lione bersaglieh. l~ise1'va. - Una nserva di 7 battagli on i e 2 batteeie tolti cfa)le due divis.ioni, e cli due squadroni, tolti d,all,: lmgal~ eavall cna , sotto gli ordini del generale ftat1 1, era situata alla r,anea El:ietro la C. Nuova. 1
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SU LLE GllANJ)l MANOVllE
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Concetto e tli§!t05òizioni del eo1•po seul (t;a~anova).
11 corpo sud alle 2 antimeridiane muoveva dagli a~ carnpamenti di Trecate. OltreP..assalo Romentino, le due (divisioni prendevano dtt'ezioni differenti per modo d-a trovarsi per le 7 antimeridiane: la divisione .Adorni a Cameri ; quella Peyron a destra tra là Soliva e· la ,.Picchetta. ~:. Il generale Casanova si proponeva di p-ronunziare l' attacco principale per la pianura, ed il secondario verso l'altipiano, facendo quivi dimostrazioni che valessero ad in_clurre il difensore a concentrarvi le maggiori forze . Ciò avvenendo, nel suo concetto snrebbe l'iuscito facile di separarlo dal ponte di Tornavento .. 1 Le disposizioni date alle sue I.ruppe furono le seguenti ': . . , · Sinist1--ct.- Divisione Adorni. Della brigala granatieri (6 battaglioni ed una balleria) erano in testa di colonna 2 battaglioni con una batteria diretti su CRvagliano ·e '-Bellinzao:o per riconoscere le forze fronteggianti ed at-tirare l'~uenzione del n emico ; gli altri 4: batlyglioni, ;disposti a scaglioni di .2 .battaglioni inclietro dalle ali, 'llOn dovevano_ impegnarsi anzi tempo . La brigata Cadabria. (6 battaglioni ed una batteria) in tre nuclei, ,c0n ordine eguale a quella granatieri, doveva muovere .alla sua destra, per le due strade Cameri-Porcella,Bergamasco, Cameri-La Gi.anona. · La bcigata cli cavalleria (8 squadroni ed una batteria) passando ad est di Cameri doveva dirigersi verso Ca-stell@ cli Baraggiooe, precede ndo le mosse della fan-teria, pec sbarazzare e tener sgombro il terreno della ·'Òl'ughiera.. .
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.Dest·ra. -
RELAZIONE
La divisione Peyron a destra aveva un duplice scopo: La brigala Re a sinistra (6 battaglioni ed una bauena), formata anche in tre nuclei, dalla Gaidina doveva dirigersi sulla Barozzina per terreni riperli. La brigata Umbria (6 battaglioni cd una batteria) all'eslrema destra doveva pur camminare in terreni coperti per Bornago e l\IolineJlo, e, lenendosi collegata con quella Re, procurare di tagliare il nemieo dal passo di Tornavento, venendo a cadere tra la Lanca e S. Giovanni. Rise,,va. - lina riserva di 4 battaglion i bersaglieri e di 2 bauerie tolti alle divisioni, doveva seguire la brigata cli cavalleria a dis lanza, e recnrst rn pos1z10ne centrale da cui fosse facile il portarsi ove ve ne fosse bisogno. , Le artiglierie che erano colla brigata Re, colla riserva. e colla cavalleria dovevano , al momento opportuno, riunil'si per formare unn potente balleria al centro, nello scopo di collegare le due clivisioni, distrarre l'nUenzi.onc dell'avvel'sario dal movimento altorniante della brigata Umbria. c hatierc all'occorrenza le I.ruppe che accorressero per impedirlo. . Queste disposizioni indicavano chiaramente, e il generale in c:ipo lo prescriveva d'alt.ronde in nioclo espii.cito, che a di lui avviso, tenendo H bada il nemico a Bellinzago con bastanti forze clu fargli giudicare èhe l'attacco principale si pronunci.ereb~e verso le alture, non si nveva più a lemere che nel momento nel quule era per riuscire lo allornimuen lo della sua sinistra, il nemico fosse abbastanza libero nei suoi movimenti per polersi geltare risolutnmenle a sin istra per respirigere gli attaccanti contro il Ticino. Oltre alle accennate disposizioni, il generale Casanova avendo nella notte fatto gettare un ponte a Turbi9·o, fin dal principi.o dell' azione ordinavn l'occupazione
SULLE Gll.\l'iDl M.\NOYI\E
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di Turbio·o s tesso per parte del 2° battaglione bersaglieri pr:so dalla riserva; e ciò e0Il'inle:1d~ment~, se lo sviluppo dell'azione glielo aYessc cons1ghato, ?1.servirsi d i quel passo per recarsi ad occupare la sm'.stra ·del Ticino presso Torna.vento con forze competenti. In questo modo egli stimnva di a vere resa più sicura la sua operazione.
O s11ervnzto11i .
La posizione del generale Righini , considerata. souu il punto di vista loca.le, era buona; infalt.i 1n fronte era proporzionata alle forze destinale a difonùerla; la. destra era forte per le alture che sorgono a ponente di Bellinzago; la sinistra era prote ua cliii terreno difficile ed inl el'secato della valle ciel Ticino. Il collocamento delle truppe, a mio aniso, porgeYa occasione ad 1111a sol,• ~sservuzione, che fosse opportuno cioè di concentrare maggiori forze dalla parte delle alture e di ffellin~ago piullostochè alla C. Nuova ed alla Lunca, perchè cluave di posizione da quel lato. Ed im-ero, chi occupa fort~mente le elette alture cd il villaggio e ne conserrn 11 possesso, è in con dizioni molto fa votP.voli rispetto ad un nemico che si spinga fra lui ed il Ticino. Ma nel caso speciale, il generale Righini avendo giit come punto eventuale di passaggio il ponte desirrnato 0 fatto gettare in precedenza a Tornavcn to presso .il porto di Oleggio, non bastava scegliere una posizio.ne for te c!i pe r se stessa, ma conven iva che fra questo e il punto eh passaggio vi fosse per di più una .profirndi~it sufficiente per rendere possibile quelle difese successive che dovevano aae,·olare la ritirata e la difficilissima. operazione <l'un o l ' passuggio . di fiume eseguito di fronte ac un nemico che incalza; senza del che il menomo ripiegamento po-
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I REUZlONE
leva compromettere lu linea di ritirala. E codesta: profonditi\ veniva a far difetto pel fatto che il ponte di TornaYento si tr0Yan1. poco più a manie della posizione occupala dalla lin ea del corpo· Righini. A me . sembra elle la difesa si sarnbbe molto avvantaggiala se si fosse spi11ta più avanLi presso Cavagliano. Con ciò si acquist\l'"a la profondità di manovrn uecessaria, e si. traen1. partito del terreno coperto che corre davanti alla Barozzina, al htniLe de}Jo. brughiera di Cavagliano dul quale si può battere tulla la b111ghiera, ed impedire che l'avve1;sario proceda di nascosto fin presso le posizioni della difesa. Gfostizia vuole però eh' io aggiuoga che questa posizione è più estesa di quella di BPllinzago sC'clta dal generale Righini, ed era per conseguenza meno in relazione colle forze cli cui egli clisponeva. Questa fu probabilmente la ragione per la quale egli non la occupò ; ma in questo caso sarebbe stato preferibile di scegliere una località più a monle d.i Tornavento per preparan-i il pas?aggio del Ticino ..
Per aUaccare .il !}emico, il generale Casanova poteva segLLire due concetti diversi, l'uno e l'altro ugualmente buono, s.ccond o che si dava la preYalenza all'idea di rendersi padroni della collina per gettare l',rwersario contro il Ticino, o per conti;o. si reputava preferibile di gi.rare con f'oeze p r·eponderanti la sua sinistra per impedirgli In ritirata e rigenarlo verso il nord: Egli, ap-;Jrczzaud o il gran parlito che potevasi trarre dalla. zona di terreno lasciata libera dal nemico, per manovrnl'c nl coperto e sorprendere la di lui sinistra, s'appigli ò all'ullimo partilo, per effetto del qunle, in caso cli riusci~a, aYrcbbe potuto ottenere un risultato ben più decisivo.
SULLE GfiANDI MANOVlli
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t tuttavia da considerarsi che il piano aclolla.to poleva esse.re alquanto arrischiato, poicltè l'aVYersario che si fosse anc<luto in tempo della sua manovn1 avrebb~ : polnto, tenend o fermo sulle dominanti allure, ~·olgerst con masse preponderani:i sulla cli lui colonna di destra e o-euarla a sua volla (;Ontt·o il Ticino. Per queste (;~nsidernzi_oni .io ane~ preferil~ il ~oncelto meno unhlo, ma. p1tì sicuro, th pronunmare l altacco principale verso Bellinzago e la. collina: poichè chi è padrone cli queste posizioni lo è ~urc eh. t~tla la zona cli terreno che corre dal Tcrrlopp10 al Ttcmo, e. ,quincli obbliga i] nemico effe~LU,1re una precipitosu rili rnta sollo i l [uoco <lelle batterie che dalle alture possono battere la sottostante pianura, e sollo la pression e delle fo rze che ,possono contribuire a renderla -più clisasLrosa. Lo stendimento poi <lei ponte di Turb igo e l' occupazione falla di quest'ultimo paese per parte del 2° battagli one bersaglieri, non avrebbe dornto a~'er luogo per non uscir dai li.miti stabiliti dal terna, 11 G(Uale pre.scrivern che non si ollrnpassasse il Ticino. Perciò <loYetli diehiarnre fuori di combattimento questo battau·lione e le altre lruppe ehe più lardi <la quel ponte ~ossarono sul In ~porid n sinistra. i\ la l proposi Lo è a~co!'lt da osserYarsi che, stando al concello del tema, s1ffalle disposizioni potevano srmbrare imprude~ti, poichè _il grosso del nemico che si supponeva stesse i.n Lornbarcha a.vrebbe avuto buon g iuoco delle poehe forie fa lle pas~nre cla Turbigo. Il fnrto stesso di_ avere il, nemi~o riccrnto rinforzi da To rnas enLo e eh avere I eserctlo pazionale lasc:[ata. una divisione a guardia elci passi da Buffalora, dim ostra pale::;emenle meno opportuna la supposizione che una piccola parte di questo ~~t~ss~ essere arrischiata al di là del Ticino con probab1hta dr ouenervi r:ileva,nli risultt\li. ·
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SULLE Gl\ANDI ~;lANOYl\E
RELAZIONE
Andamento della fazione.
Al)e. 7 le vari~ ~olonn~ del corpo sud si posero in movimento. La sinistra giungeva co' suoi esplora tori fin presso la C. 13ariola senza incontrare il nemico. Ivi si av~'edeva cl~e le alture erano occupate e distaccava, per 1mpa:lro~1rsene, 2 battagl~oni e 4: pezzi di artiglieria, me?t.1e 11. gro.sso della br1gata (4 battaglioni) con una sez10ne eh artiglieria rimasero nel piano a cavallo della strada provinciale. L'artiglieria ed uno dei baltaglionÌ avviatisi verso l'al-· t~ra pres:~·o la s trada che per Dulzago, I' Abb<1zia e la C.. San I ielr~ conduce a Bellinzago ; I' alt.ro batt.a?l~one ~ungò mvece il ciglio orientale del colle. Era 1v1 a chfesa una sezione d' artiglieria della divisione ~ebdal all'estrema destra fra la C. San Pietro e Belhnzag?, più a.v~n ~i su due linee, il 17° reggimento fanteria colla suus~r~ appoggiata al ciglio dell'altura, ~u ~uesto s~esso Cig.ho un'altra sezione rivolta verso· 11 ~ian.o ed m condizione da baller~ con giusto dominio ~. d1 sb1.~co le ar_Liglie~·ie che mirassero a preparare l'attacco chretto d1 Bellinzago e le fanterie che muovessero contro questo villn 00 o-ofo · ' ..n .bau~gli~ne_ di sinistra e le due sezioni di. artig!ter1a d1re_u1 all'Abbazia di Dulzago tard.arono ad en-lrare r~ az1one; l'altro bauaglione venne invece solo a dar d.1 cozzo contro l'intiero 17° fanteria e davanti a tanta chsparità di forze dovèue ritirarsi. com_arn!a~te i~ '17° fa~1teria con una parte delle sue forze ~orono 11 più volte menzionato ciglio onde battere eh fianco l'attacco ehe nel frattempo s'era pronun1
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ziato nel sottostante piano contro Bellinzago ; ma indotto successivamente in · errore sulle forze nemiche che si 1nostravano allora in prossimità della C. San Pietro., nel. timore cl' essere preso di rovescio da quel lato, si ril,irò coli' artiglieria prima all' altezza di Belli_nzago, poscia anche più indietro. Questo· errore fo nel seguito aggravato ancora cl.ali' abbnudono della altura. Per effetto cli questa ritirata, i due battaglioni granatieri e le due sezioni cl' artiglieria p_oterono procedere oltre, riunirsi, rendere 1mpossibile l'ulteriore difesa cli Bellinzngo , rimanere nell' assoluto possesso dell'allma, e minacciare successivamente la destra del corpo nord all' allezz;a della cappella S. Antonio. Frattanto il grosso della brigata grnno.tieri s'era avanzato nel piano direttamente contro BeJlinzago. Stavano a difesa di questo villaggio : nel piano e davanti 3 battaglioni del 49° reggimento e 4 pezzi, 2 su ciascun' ala ; sull' altma e di fianco i 2 pezzi e la frazione del ,17° reggimento cli fanteria, dei quali ho parlato dianzi: Di fronLe a questa difesa l'attaccante (4 batlaglioni e 2 pezzi) era in condizione sfo.vorevole ed· avrebbe dovuto fermarsi, limitandosi a for dimostrazioni pet· aspel·'tare *' il momento opportuno cli · muovere all' attaceo, com'era prescritto dalle istruzioni del generale Casanova . Invece la colonna senza sufficiente preliminnee preparazione, allo scoperto , ed in ordine profondo procedelle avanti; Iocchè in un combattimento reale non avrebbe potuto farsi senza gravi ed inutili perdite. Ma il 47ò fanteria si era ritirnto , comè dissi. Il 49°, scoperto sulla destra ed in pericolo di essere preso di rovescio dal colle, fu obbligato a r etrocedere abbandonando il villaggio per prendere posizione fra la Carola e S. Stefano. Questo fatto iidondò a vantaggio del grosso della brigala granatieri, il quale fu in
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SCI.LE Gl\A.NOl MANOYI\E
grado cli avanwre, impossessarsi del villaggio e schie-
sarebbe fors e accaduto, tanto più ch e in questo stesso tempo la brigata granatieri aYanti Bellinzago er a Yi,·amente battuta di fronte e cli fianco da un fuoco a cui, come dissi, non avrebbe presumibilmente potuto reggere. Queste due brigate sarebbero siate p robabilmente respinte con perdite prima dell'arrivo in linea della divisione Peyron: dopo cli ciò, siccome il generale A.domi non disponeva più di truppe che non avessero ancora combattuto , egli non sarebbe pit'l slo to in gt·ado di riprendere con Y,mtaggio il combaui111cnto nell'atto che la di\'isione Peyeon po Leva cnl.earc in azione; -cosi.cchè quest'nllil'l'la si sarebbe 1.rovata alla sùa Yolta • a mt1 l partito prr avere il fianco sinistro scoperto e per do,·e1· combattere conl'ro forze superiol'i. !'\ella fazionr cionondimeno avvenne che la brigata Calapriu , cssenclosi manLenuta u n po' di tempo nella accennatc1. pos izione, entrarono in linea alla sua destra, prima la cavalleria, poscia la brigala Re. Fhl.Uanto il m ovimento retrogrado del 49° fanteria che aveva perduto il vilh1ggio, <:>hbl igò il o0° a cedere Madonna delln Nern, e la divisione Brianza privata di soslegno cloYcllc egualmente indietreggiare. Fin dalle 7 la cavalleri,t del corpo sud si era avviata nella direzione di Castello cli Barngione e della brurrluera di Cavagliano. Ivi scorgeva a distanza la cav~lleria e l' artiglie ,·ia nemica, scambiaYa qualche colpo di cannone e si formava fin chè q uella. non s li1mU1clo prndente di conservare la posizione avanzata che aveYa, dopo che Bellinzago e la 1Iadonna della Neve erano stati at.l,accal i, si ritiravo. Quesla per contro la seguiva a distanza cd inoltrandosi si trovava impegnala coll a divisione Brianza d i. ~ronlc ~lla_ quale non potendo naturalmente sostenersi, commc1ava. a ripiegarsi allorchè giunse a rilevarla la brigata Re. Nel tempo in cui accadevano alla sinistra ed ' al
rarsi al cli là, legandosi coi due battaglioni e le due sezioni che era no verso l'altura. Mentre queste cose a ccadevan o sul colle e nelle vicinanze_di Be11inzago , la brigata Calabria con una balleria, procedendo per la Por cella, la Bergamasca e la Gianona, era giunta a tiro di Madonna della :{eve e si. accingeva ad attaccarla disponendo :2 b attaglioni l'urtiglieria 'ii1 prima linea, gli nitri 4 hatl nglioni in seconda linea. Questa formaz ione era poeo opportuna, perchè esponcYu al fuoco dell'artiglieria nem!ca masse agglomerate; cionullameno la superiorità numerica d ell' assalitore era tale che il difonsorc avrebbbc dovuto cedere la posizione se l'allacco fosse stato, come doveva, sostenu to a destra. ~la per la precipitazi one con cui la divisione Adorni, contrariamente alle ricevute istruzioni , procedette con lro le posizioni di Bellinzago, la cavalleria e la dfrisione Peyron, le qual i dovevano trovarsi la prima al cen tro, la seconda a.Ila des tra della lin ea generale cl'a1.tacco, non avevano avuto tempo di giungervi; inguisachè la brigata Calubria si trovò senz..i appoggio . Il generale Btianza, il quale era schierato colla suft. divi.::.; ione fra la ~Jadonna della Nr ve e ln Manzini, lu brigata Reg ina a destra, il 4-8°fanteria a sinistra, ambedue su due lino(', e lf' due baltcrie òisposte per mezze batterie e sezioni lungo la fronte, pensò di profittare· della circostanza per assalire l'esposto fla11 co dell'nllaccanle, e prevedendo che altre truppe nemiche sarebbero venute a sostegno di questo, portò avanti tulla la sua clivisione. Per parare al pericolo il colonnello Pi.va spiegò I' int.iera , brigala Calahrfo su d'una sola linea piegando indietro ad. angolo il battaglione di destra, e con alcune alternative di vantaggio e svantaggio si. mantenne un po' di tempo in posizione. In un combattimento verit,i ero ciò non
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HELAZION.E
• l\ELAZlONE
centeo le cose che ho sopra narrato, la divisione Peyron si -avanzava: la brigata Ile verso la G-aldina per la . Picchetta, e la brigata Umbria verso Bornago per la C. Zaboina. La prima di dette brigate scorta a distanza la Galdina occupata dall' artiglieria della cavalleria. neniìca, ne la scacciava eol fuoco dei suoi pezzi; dopo · :;i fermava qualc:.li e tempo per lasciar sviluppare alquanio l'azione per par'Le della divisione Adorni. In seguito procedeva oltre e giungeva nella direzione dei G-uarrascini nel momen to in cui la cavalleria alle prese colla divisione Brianza cominciava a ritirarsi. lvi impegnò il combattimento e con varie alternative . giunse a dar la mano alla brigata Calabria. Ed anzi ~ a cagione del movimento retrogrado pronunciato dalla · di visione Briarn~a, le due brigate poterono avanzarsi fin presso la s·trada che da Bellinzago tende al ~Iolino vecchio . La brigata Umlsria aveva seguitalo il suo cammino per Ceriano e Bornago, ed in prossimità di Molinello tu accolla dal fuoco dei cacciatoei e di 4 pezzi de corpo nord. Il generale Soldo dispose tosto per l'attacco spiegando alcune compagnie in cacciatori in guisa da spuntare le ali della poca forza che avevè1. di· fronte, ed obbligare questa u riJirarsi.. Resosi così libero il passo continub il suo movimento . Allorchè la divisione Adorni ebbe forzai.e le po,sizioni di Bellinzago e di '.',faclonnn della Neve, la brigata R~ erasi congiunta colla brig,Ha Calu])l'Ìa, e la brigala Umbria si trovb ben avviata nel suo movimento accerchiante, il generale Casanova comprese che nori avrebbe più avuto bisogno della riserva per decidere l'azione, e stimb giunto il momento opport.uno per mandare · ad effetto il suo pensiero cl' impadronirs·i di Tornavento. Egli ·distacc;,ò 11ertanto dalla medesirna due bauaglioni ·bersaglieri . ed una baUeria · e per Turbigo
SULLE GRANDI MANOVflE
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li mandò a prender f. ossesso delle <'11ture che battono la strada che dal porto cl'Oleggio conduce a Lonate Pozzolo sulla sinistra del Ticino . · Era il mezzo giorno e le cose volgevano male per il · corpo nord . Infatti. perduto il colle e Bellinzago, esso occupava nel piano una linea obbliqua fronte a questo villaggio colla destra verso la Carola e la sinistra . a C. Nuova avendo la riserva in, dietro alla Lanca. Per contro il corpo sud occupava le alture · ed il villaggi.o , e da.Ha cappella Sant' Antonio alla Manzini fronteggiaTa e teneva in rispetto la linea avversaria, mentre colla brigata Umbria era sul punto di spuntarla prossimamente a sinistra e prenderla a rovescio. Il generale Righini il quale per la precipitazione con cui. aveva.no proceduto le cose sulla sua destra, stanle la prematura ·ritirala del 17° fanteria e il troppo cèL~rc avanzarsi della divisione Adorni, non aveva avuto agio · di far agire la r'iser·va, quantunque rièo·noscesse che un contrai.tacco fosse a quel pHnto alquanto tardivo, ciò nulla.meno sperò · di ottenerne un felice esito facendo lo eseguire_con vigore e da forze considerevoli. l)ispose perciò che la medesima sboccando nel vuoto che era rimasto nella sua linea di battaglia fra le divisioni Nebdal e Brianza movesse all' atiacco eh Bell inzago . Per contro il gener ale Casanova rjconoscernl o quanto fosse importante di conservare il possesso del!<' posizioni acquistate affinchè l'imminente attacco della brigata Umbria produce~se tutLi i risultali eh' egli ne sperava, portò il battaglione bersaglieri e la ha.tteria che ancor gli rimaneva in riserva a rinforzare la difesa diretta di Bellinzago, e collocò le due batterie della divisione Peyron alla destra in posizione opportuna per battere di sbieco b linea nemica e di 27 À.!1!NO XVI, VOL. I.
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REUZlONE
:f\anco qualunque pnrte di questa che s' avanzasse per w1 contralL(;lCCO. Meni.re si. facevano queste disposizioni da, una parle e dall' altra, la brigata Umbria usciva fuori dalla strada del Molino vecchio in. prossinÌità di C. Nova, I' <.l ttaccava vigorosam(lnte e se ne impadroniva, e s_pieganclosi perp~n.4jcol,1rmeQie al fian~o cleil'avv~rsa,rio, la. siµistra leg<1,ta c.oHa brigata Re, l~ destra n:ella direzione di San Giovan11i, si di.s ppneva all'attacco della Lanca. La rise1·va del corpo n~)rd agli ordi11i del generale llatLi oltrepassata la 'linea çlelle çli visiopi ~ehdal .e ~ria.nza , .s' avanzitn\ contro l3eliinzago; ma il suo attacco non aveya alcuna probabilità di folice esibo nell~ condizioni in cui era fatto . Era oluepassata l'una pomeridiana: per una pa~·te. lo · scopo propostosi. dal comandante del corpo sud era 1Jao·o-iunto operazione tentasse il bo , mentre quahmque . GJrpo nord non avrebbe mutata la sua sfavorevole posizione. Ciò posto io reputai giunto il momento opportuno di por tern,.ùne alla fazione.
®§§et•vazioni.
Le osservazioni che intercalai nella narrazione dello sviluppo dell'azione mi risparmiano di estendermi qui. Ciò nullameno m i sembra opportuno cli osservare com@ per quanto concerne il corpo riorcl i fa.Ui confermino l' avviso eh' io manifestai nel!' esame del suo piano di difesa, vale a dire che Bellinzago e il colle che lo. ~ domina fossero la chiave della posizione, e la riserva doYesso per . conseguenza essere co1locata in prossimità -cli questa. Ed invero se <Juesta fosse stata a portata. di rinforzar subito il •I 7° fo.nteria, Bellinzago non sa-
SULLE Gll ANDl MANOVRE
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rebbe càduto, e ui;i. contrattacco fatto a tempo opportuno, <~on vigore e con considerevoli forze con!Fo la sinisLra del corpo sud, avrebbe reso assai pericoloso il movimento accerchiante della brigala Umbria. Quanto al corpo sud l' esito della fazione · diede ra-. gione al prano con cui fu ideato ed eseguito l'attacco, ma non bisogna dimenticare quello che dissi più volte, che parecchie oper-<.lzioni in un cornbaui.mento reale avrebbero avuto ·un risultato diverso da quello che ebbero. Ad ogni modo gli attacchi della sinist.ra e della destra erano alquanto slegati, e il fatto dell'a,rer dovuto la brigata Calabria spiegarsi. sopra 1.rna sola linea potrebbe -in p1.1rle essere derivato dall'essere il · centro troppo debole per la soverchia est.ensioue della fronte. Infatti la brigata -(jmbria essendo stata staccala per agire da.Bornago a Molinello, le linee daHa G-uanascini e dalla ì\Ianzini al ~olle erano soverchie. per tre brigate di fanteria, L' artigli.eri.a ùel corpo nord. fu troppo suddivisa ;. la qual cosa olLre al dimi.imi.me gli utili effetti del tiro fu causa che in alcuni. momenti taluni pezzi si trovassero impotenti ed anche d'inciampo nel subordjnare la loro posizione alle frequenti mosse della fanteria. L'artiglieria della brigata Re in principio ùell' azione sparò per errore conLro l'art iglieria della cavalleria del proprio corpo, faLto questo che il solo accennarlo ne segnala la gravità. L'artiglieria della divisione Adorni, che verso il ter. mine della fazione era ìn prossimitù. dalla cappella Sant,' Antonio all'estrema si.nistra, nel momento in cui sarebbe stato più utile che rimanesse sulle alture onde prendere di .fianco i contro attacchi. che il nemico si. disponeva di fare contro :Bellinzago, fu ìnvece erroneamente fatta scendere nel piano· dove l'effetto del suo tiro sarebbe stato molto mipore e fors' anche nullo.
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SULLE GI\ANDl l\lANOYRE
REl,AZION E
ii: degno d'encomio il generalC' Bocea coma11dan1c la brigata Parma per le buone disp.osizion i date per lo. difesa di Belli nzago e di Madonna clelli\ Ne ve e per l'esecuzione della ritirala da quesLi luoghi. 1\lel'ila eziandio lode il generale Soldo comandnnle la brigala Umbria per aver saputo ab ilmenlc nascomlere il movimento attorniante profi ttando drl fitto hosco e delle bassme che fianch eggiano la spuuùa ùeslra del Ticiuo. Come conseguenza della fazion e, il corpo nord non avrebbe potuto traversare il Ticino a Tornavento. Volendo io tutla\'ia profittare di questo ponte per far occupare ad esso la sinistra del fiume, ho supposto che rn ilitarmenLe parlando il pas1-aggio fosse stato effettuato più a nord a Cas!elnovnlt'. · Per tal modo alla sera. il corpo Righini aveva messo il campo sull'altipiano fra Lonate Pozzol o e S. Antonino, ove già il carreggio era stato avvialo fin dal mattino; mentre il corpo Casa.noYa, chinm_atn il propr io car~·eggio da Cerano ov' c1·n rirnasto, si aceampò sulla destra del Ticino fra. Oleggio e Bellinzago.
DISPOSIZIONI PREP.A.R.A.TORill PER LA FAZIONE UAMP.A.LE DEL 22 0'.i''l'OBRK
Dislocazione del giorno 20 e 21 ottobre.
Era mio inlendimento cli far eseguire il .z...l oHoùrc, sul terreno del campo cli Somma,. un'altra fazione, il concetto della quale potesse sempre dedursi. dal tema
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generale. Però ho reputato necessario di invertire le parli, perchè al rorpo Righiot spellasse di agire otfonsivamente ed a quello Cn.sa nova tli riman ere snlla difensiva. A Lal uopo era ne<.;essario <'he questo si portasse più indietro e prendesse la precedenza nella linea di riLirata occupato. dal corpo Righini. Perlocchè il giorno 20 ottobre, il corpo Casanova andò a porre il quartier generale a C. ,\lasnaga facendo accampare le truppe in quella vicinanza. Il corpo Righini non mosse dalle pos·izioni prese la ser.:i. precedente. Il 2·1 ottobre fo giorno designato al riposo dcJle truppe, alle disposizioni preparatorie , ed alle riconoscenze per parte dei due parti.I.i.
Fazione di Casorate_ (1). (22 o llobro).
In quesla fazione il corpo del generale Casanova figura il corpo staccato prima rappresen lato da quello del gen erale lligltini: perciò esso assume la denominazione di coipo 11ol'd, men1re quello oppo$to e denominalo corpo sud . .Ll gcneeale Casanova informato che il generale Righini, traversalo il fiume a. Tornavento, tenta di tagliargli la ritirata, decide di prendere forte posizione (1) Per seguire con fru llo lo svolgimen to di questa fazione couvC'rrà avere soll' occhio la carta-manovra dol campo di So mma alla scala di 1/20000.
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l\ELAZIONE
SULLE GRANDI MANOVl\E
a Somma e Gallarate per far fronte al procedete del nemico ed assicurarsi il passo per la via cli Varese. · La zona di terreno enLro la quale doveva aver luogo l'azione era circoscritta: a ponente dal Ticino, a levante dalla linea supposta tracciata ad .occi.dènte dei. paesi di Cassano ru:agnago, Cedrat~, Gallarate. Arnate. Verghera e Samarate; n nord dalla linea che passa da (;o!asecca a' Cassano Magnago ; a sud dalla linea· che pa:raHelamente u questa passa per Ferno. I.a zonu neutrale da non potersi battere che dalle riccmoscenze della cavalleria prima dell'iniziarsi. della fazione, eru limitala a settentrione dalia linea Castelnornte-Samarate ed a mezzodì dalla lineu di . Ferno già indicata. L' esarne dello scaychicre che doveva essere teatro dell'azione dei due partiti, rende pa1ese il gran vantaggio che alla difesa era dato di trarre 'chJ.lle· fort.ìssfrne posizioni alle quali poteva appoggiàrsi. Si è perciò che per controbi~anciare in pai:te con qualche superioTità cli forza le clifficoltù che doveva incontrare l' atlaccanle nel lottare contro l' aYversario, ho disposto che il generale Casanova cedesse due baltaglioni cli fanteria (granatieri) a rinforzo del corpo Righini.
linea della quale sono perno le alture di. l\1. Capra e ,'tft Cuore. Il generale Casanova giudicò le posizioni. di Crema e i.Uontebello come pressochè inespugnabili se attaccate di fronte , e stimò che il ìlemico sarebbe marciato ·con buona e. forse la maggib.r p;dte delle prop.rie forze contl'O il bosco di Caso:ràte imposs·e ssandosi clell'e ;due, 01rdulazioni boschive che stanno· a cavallo delle 'Strade ehe· dà Casorate, tendono a Cardano per S. Ilario -e l~ Glorietta, perchè ivi avlebhe trovato solidi e coperti appostamenti per spingere a fondo l' at'tae-eo da Lai parte. Perciò nel di. hìi concetto, verso strema ala sinistra doveva bastare di oc~upare for·temente Crenna e Montebello facendovi difesa essenzialmente passiva, mentre a:f · cerHro e verso T'ala destra la difesa dbveva essere alt.iva, ossia dispo$la i11 modo che dietro alle truppe in posizione vi. fosse disponibile una forte riserva pei ritorni offensivi. Le disposizioni da lui date alle sue truppe furono: Sinistra. _:__ Divisione Adorni' forté di .12 battaglioni, 3 hutcerie .e 2 squadroni'. La brigata granatieri (4 battarrlioni): con ·due' doveva occupare il saliente. sud d·i b Crenna ossia l'altipiono sovrastante alla forroviu coronalo da una batteria cli artiglieria; cogli altri ed un'altra batteria Montebello {di Crenna). Un battaglione bersaglie't'i era spinto imianzi a pari di Arnate con ordine di. cedere graclatarnente venendo a rann0darsi sotto Crenna. , La brigata Calabr.ia (6 ba!tag1ioni) più a sinistra, c&n un battaglione bersaglieri ed una batteria, venne incaricata della difesa dell'ondulazione di terreno G1orietta, C. Arsago, occupando con un'avanguardia_ ~li t~·e battaglioni ed una sezione di artiglieria le posmom ava?zate, e tenendo appo3tato fra la Glorietta e la ferrovià il rima n0nt1 della br:gata .
Concetto e •lisposizioni del corpo nord (~asanova).
: · Il corpo riorcl poteva appoggiarsi in prima linea alla fortissima posizione Crenna-Casornte, la quale · sf presenla quasi a forma di fronle bastionato colla cortina rinforzata dal- Montebello e dalla C. Masnaga, e con opera· avanzata formata dagli streui e lunghi poggi che dalla Glorie tta ·pm· la Viscontina si protendono a C. Arsago. Più . inditlr o norre una seconda
re--
l\ELAZIOlXE
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SULLE GRANDI MANOVRE
Dest1·a. - La divisione Peyron della forza cli H, - battaglioni 3 bauerie e 2 squadroni, era incarica'a della difesa cli Casorate. La .brigata Umbria {6 battaglioni) fu destinata ad occupare la prim.a onclulazione che sta davanti al bosco di Casorate, protendendosi fino alla· strada S. llarioèardano . Due baùerie delì'artiglieria divisionale dovevano esser dispost~ alla sua sinistra a cavallo di quesl' ultima strada. Un bal!aglione bersaglieri era spinLo più innanzi per coprire la linea Casorate-Cardano. La brigata Re (6 battaglioni) colla sua batteria doveva . rimanere in riserva su di una sola colonna possi bilmente concentrata dietro l'ala destra cl.ella brigata. Umbria. Qùesta disposizione si prestava per potere od occupare tutta la sottostante pineta per eontrobattere un attacco proveniente dalla bassa pi1mura della Malpensa, o formare alla brigata Umbria una seconda linea non perfettamente parallela alla prima e quindi n1eglio atta a raccoglierla se dovesse ritirarsi. Insomma la brigata Re doveva essere una vera risérva. · All'allro baÙaglione bersaglieri era affidato il còrnpito di occupare la C. .Della Valle e posizioni auigue per sorvegliare il fianco, lasciando alla sua iniziativa di cooperare, occorrendo, alla .difesa della pineta. La brigata cavalleria (8 squadroni) colla sua batteria disposta all,J estrema destra, aveva inca~·ico <li sorvegliare e difendere la brughiera bassa. Nel caso che la cavalleria avversaria s'innoltrasse tra la ì\Ialpensa e la Pineta verso _Somma essa doveva dissimulare le sue forze nel bosco per lasciar-la sfilare e at.Laccarla in fianco ed in coda . · B.ise1"va. - :Era. nel concetto del generale Casanova di fa.re una· difesa a ttiva delle sue posizioni; .perciò, come dissi, voleva avere souomano una forte riserva. Se non che, anzichè formarne una speciale eo-li riT
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teneva che a tale scopo poLessero servire la brigata Re non che i 4 bat.1.aglioni della brigala _Calabria messi presso la ferrovia, poichè avevi1 per certo eh~ gli altri battaglioni avanzati avrebbero potuto sostenersi da soli appoggiandosi all a ferrovia. sLessa.
Coawctto .e disposizioui del co1·1,o sud (Righini).
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Il generale Righini, ptÌr giudicando molto forte la posizione del difensore, credè possibile di impadronirsi. anzitu!.to delle due posizioni laterali cli Crenna e Casorate e coll'appoggio di queste eseguire poi un attaceo centrale ·sul piano della Costa (di Crenna), per prendere di fron te ed a rovescio dietro ì\I. Capra ie forze del difensore. ·· A tal uopo egli ripartì le sue forze in quattro colonne ed \ma riserya composte e distribuite nel modo seguente : Destra. - Divisione Nedbal forte di 113 battaglioni, 2 . batterie e 1 squadrone . Di questi 3 battaglioni del ,1'7° di. linea, un battaglione bersaglieri e 4 pezzi dovevano attaccare Crenna all'estrema destra, mentre 2 batraglioni del 67° reggimento con due pezzi marcia vano sulla strada nella direzione cl1~lla stretta fra Crenna-Montebello per con' correre all'alta.eco dell'uno e dell'altro a seconda d ei casi. La· brigata Parma con una batt<:~ria aveva. per . speciale obbiettivo la eonquis ta di Jiontebello dopo avere sloggiato il nemico da C. Arsago, Viscontina e Glorietta . Sinist-ra. - Divisione Brianza forte cli ,1,J battagli.oni, 3 batterie, e ,1 squadrone. La brigala Regina diretta su ,c. )fasnaga doveva collegar si colla brigala Parma. 1
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RELAZIONE
La brigata Ferrara alla sua sinislra ùoveva aHaccare Cas~rate di fronte e di fianco. Esse però, prima di ogm cosa, dovevano tendere all'occupazion e tle i con- . 1ro.fforti ùi Casorate. Il comandante la di,isione aYeva ordine di non avanzarsi .fi~chè non fosse eominciato l'attacco cli C. 1\J·sago. ~a ~r1g~1L~ c~val lcr·ia (7 S')Uadroni) colla propria hntteria d arL1gltena e un battaglione bersaglieri, sca(Tlionata all'estremn sinistra, aveva in carico per la bt~whiera bassa, nel coprire quest'afa dcll'a.Uaccan te, dì rn ina~ciarc la destra del nemico. , Riserv~. - I 2 b~uaglioni granatieri tolti dal corpo Caso.nova, un battughone l>el'sagliel'i, una 1Jnlteria e uno squadrone cavalleria: essa camminava. dietro jf centro.
Osservazioni.
11 concello che il generule Casano\'a si era formato d~lla posizione sembrami -esatto; ma il dispositivo da lm adottalo non risponde forse' in tutto alle esigenze di tale concetto. . !?latti Yi e~·a_n? forze pressochè uguali dalle due pat'li, o~s,a una drv1s1one (Peyron) a Casorate per for front e ai maggiori sforzi che si supponeva il nemico arrebbe fou~ _da . tal_ parte, ed un'alrra divisione (Adorn i) nelle posmom cli. Crenna, lUontebello, V. Glorictta e C. Arzago per parare alle semplici dimostrazioni che si giudicava Yerrel>bero fotte contro le medesime. "È bensi vero che nel concetto del generale Cas'anova anche ,i. battao·lioni di quest'ultima divisione avrebbero dovuto con un°contrattacco cli fianco concorrere ulla difesa di Casora te, ma era a presumers'i che essi sar ebbero tratlC'nuti ed
SULLE GRANDI MAl\"OYllE
4'.27
occupati dalle dimostrazioni fatte dal nemico sulla loro fronte. E ciò Yerificandosi, la dirisionc Peyron avrebbe dovuto bastare a se stessa colla pos~ibilitù di intraprendere bensì una dilesa di posizione, ma non una difesa allfra quale il generale Cil$ancn1 ceasi proposto, e per soprappiù pel modo in cui fu disposta questa divisione, il punto pit'l debole della. lincn, il centrn cìoò davanti a S. Ilario, si sarebbe trornto anche il meno -guemito di forze .· Il presumere che quei 4 hatt1.1glioni dello. brigala Calabria e tutta la brigala B.e avl'eb~cro polulo essere! impiegati quale riserra era troppo arrischiato, pcl fatto che quelle trnppe tron1xansi in tali posizioni dalle quuli e1·a probabile veni.ssero impegnate in combattimento colla prim.1 linea. od a. sostegno <lella medesima. Egli è pereiò che per essere cerl_i cli poter clispo1·re della riserva nel momento opportuno e prevenire iJ pericolo che nasce do.Ila faci li!,\ colla quale i comundanti so tl'ordine rieo('r·ono al concorso di truppe fresche che si trovano nel rnggfo delle loro- operazioni, è mestieri tenere la medes illla fuori dell'azione delle truppe di pt'ima linea ccl nIla mano del_comandante in capo. Nel caso altuale la l'iserva doveva essere collocata sulla'. seconda ondulazione fra r.asorale e ~- Jla":o e la V. Glorietta, in buona posizione da cu i potesse all'occorrenza acoorrere a rin l<H·znr e il centro ovvero quell'altro punto della prima linea che fosse in peri- . coio d'essere forzalo . Il generale iiighini., con poca superiorith di forze , ave,'il a sc:iogliere il difficile problema di atfuccare un arve1·sario saldamente stabililo in posizioni ~"orlissime. Nel piano cli attacco egli partl dalla suppo3izi_on~ d~ pot èrc senza graYi diffieoltè\ espugnare le po.;tz:iom d1 Crennu e cli Casoi-ale. . Se non che per qunnto un atta cco cli fron te non
!IELAZIONE°
fosse da con siglia1·:;i., è chiaro tutlavia che senza una grande superiorità cli 1.1rtiglieria e di fanteria sarebbe .stato vano il tentarlo con speranza di successo. Quindi è che, secondo il mio modo di vedere, anzichè ripartil'e le prcipl'ie truppe in 4 coìonne cli forza pressochè uguali, e caduna cli esse insufficienLe ad ottenere lo scopo che si. voleva consegµire, sarebbe stalo preferibile concentrare le maggiori forze verso la sinislra , e per potere, dopo conquistate le posizioni cli C. Arsago e Viscontina, pronunci.are l'a ttacco· principale con masse preponderanti su Casorate manovrando abilmente per mascherare le ·proprie mosse e profittare dei boschi per avanzarsi al coperto . Da Casorate era dato in seguii.o di marciare su ~\I. Capra e l\L Cuore, e far cadere Crenna indirettamente minacciando l'unica linea · di ritirala che rimaneva al difensore su Varese, i terreni verso Besnate essendo pocopraticabili p·erchè paludosi. e difficili. Andamento dèHa, fa zione.
Questa fazione venne onorata dalla presenza cli S. l\I. il Re e di S. A. R . il Principe fa·editario, i qual i giungevano a Gallarate il mattino del 22 ottobre stesso alle or-e 8,30 accompagnatÌ da V. E. Dato il convenuto segnale, vel'so le 9 incominciava la fazione che S. III . e S. A. n. seguirono con molto interesse, portandosi successivamente nelle posizioni di C. Viscontina, avanti S. Ilario e C. lUasnaga. Lo sviluppo della fazione non diede luogo a combinazioni di manovra, nè per parte dell' attacco, nè per parte della difesa. L'aLtacco sim.ultaneo su tutta la- linea non avrebbe potuto razionalmente condurre ad alcun risultato decisivo.
SU LLE GRANDI M.\ N OYRE
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A sinistra l' azione venne troppo affrettata dalla divisi.o ne Brianza, la · quale marciando nella scoperta, brughier a, senza tenere tutto . il dovuto ~c:nto çlel fuoco dell'avversario, si impossessò molto prn _presto di quanto in realtà non avrebbe poLuto verificarsi dei contrafforti e del bosco che coprono Casorule. Anche la prepurazione clell' artiglieria non f~ cos.l ampia quanto sarebbe s tato n eces~ario . ì\1entre un.a: de1le brigate ( I?errara ) avanza va di' fronte alfa ' b1·1,'-' · gala Umbria, l' alt.ra (Regina) dirigevasi. verso _11 centro: in allora la difesa fu costrella a chiamare 1fl linea quasi tuLla la brigata Re colla. rispettiva ba tteria; cosicchè l'altipiano di Casorale venne coronato da 22 pezzi d' artiglieria, 12 dei quali cos t.it~iv~no una. poderosa batteria al centro . Ad ontn. dt ciò la br1gata Regioa, quantunque da prima mf\novrasse in. terryno scoperto, ove non avrebbe p:òtut.o procedere impune~ mente, non si arrestò ; più tardi però essa sep15e val0rs1 della pineta sottostante alla pos,izione_ c~nttale per appostarvisi ed irrompere presso la batterw. c~nlrale, siLa a cavallo della strada S. Ilario, la quale m quel · momento si trovava alquanto indifesa . A qu esto. punto, perduto coll'impiego della brig~ta Re ì' ,1p~oggio ,che il generale Casanova da essa r~promett~vas1 per l ufficio cl.i riserva, egli aveva cl11amalo. m soc~orso 1~ brio·ata Calabria alla quale per iscntto ordmava d1 co;trauaecarc il fianco destro della brigala Regina. ; · ma La[e ordine non poi.è essere eseguito perchè .il soldato gui.cla che n' era latore, smarritosi, cad~e m potere del nemico. Fors'anche esso sare~be grnnto troppo tardi perchè quella brigata era. tutta 1mpeg~at~. A mezzogiorn o la divisione Peyron era perciò 1~ ritirala ed anclarn ad occupare le alture che, al d1 sopr a della ferrovia, si protendono dalla ~· Mas1?a:~~ fin pr~sso c. Delle Valle. Verso questa ultima poslZlone
4.30
llELAZIONE
erasi p ure più tardi ritirata la brigata di cavalleria, la quale, privata dalla sua artiglieria chiamata a coopera.re con quella della clivi~ione Peyron e non ricevendo dal battaglione bersaglieri il voluto con corso, · non poteva f.u· fronte é.l quella de11',wversario, sostenutn cln bersaglieri cd artiglieria. Ali' aìa sinistra del difens0re, le Lruppe della divisione Nedbal, dopo espugnale con fac ilità le posizioni avanzate, s'erano dovute arrestare di fro nte a Crenna Monrebello ed adiaccuze ben occupate dalla division; A<lomi. . Qualche battaglione, spintosi trnppo avanti, fu resprnto cln ben aggiust-n.te cariche dell a cavalleria divisionale appostata dìct.ro allo strello Crenna-Mootebello. Del resto i! eomballimen to si risolrnue in un vivace ùuello cli al'Liglierie fra le batterie già in prececlem:a opµortunamen Le collocate dal difensore e que_lle còl)e quali l' a~salitor c a,,eva coronati i con~uistal1 poggi della Glor1etta e della Yiscontina. La fanteria ay~znvnsi. ~n presso la ferrovia coprendosi quanto pm µoss1b1 le; 111a ciò riusciv,ì hen difficile in un terreno quasi SC'opcrto e di fronte a posi1.ioni dominanti. Nè i l'itorni oilensivi a proposi.t.o Lu1i dalle colonne della di"isione à.dorni, nè l'efficacia nè la ~uperiorità del fuoco del difensore a\'e\:ano ; ersuaso 1 attacc~u'.o che vano sarebbe ries'cito qualunque tentativo d1 ~spugnazion? direttn di fortissime posizioni, dalle quali ben a ragt0ne l'aYvcrsario non volle sloO'gìare. In questo frauempo la. colonna di estrema dest;a marciava nel piano cli Gallarate per tentare di cooperare alla. pre~a di _Crenna; ma anche tale impresa clovern essere d1. un r1sLùtato molto dubbioso a ra(J'ione delle deboli forz.c di cui poteva disporre l'assalii.ore e sopraLu,tto per l'insufficienza della sua artiglieria. ' Allorche alle iJ2 I{2 per ordine di S. JI. il Re, il quale trovavasi m quel mom.ento alla C. :Masnaga,
!:iULLE GU.\. N DI M.\NOYRE
venne a cessare la fazion e, il c:orpo Righini erasi reso padrone del centro e della destra della posizione del corpo Casanova, il quale a sua volta teneva fermo alla suu. ala sinislra.
Os,;scr,,azioni.
Lo svolgimento dell'attacco non avvenne in tutto a seconda del concNlo prestabilito dul gene rale Righini, perchè della linea occupala dalla difesa, la posizione Crennn.-Montebello riusci veramente inespugna.b ile. Se a Casorale non si polè tener tanto tempo quanto si a Yeva ragione di sperare, la cosa sarebbe proceduta diversamen te in un'azione reale. Infatti il risultalo ottenuto dalla divisione Brianza non va tutto attribuilo al dispositivo della divisione Peyron, od alla mancanza di una grossa riserva nelle mani del generale Casanova, ma in parte allo sprezzo acldirn oslrato di fronte al poderoso fuoco delle batterie nemiche, e alla celcrilà colla quale la fo.n te ria si avanzava. Senza di ciò forse la brigata Regina, la quale del resto manovrò abilmente, non avrebbe potuto così facilmente sorprendere la batteria centrale, cd al corpo nord sarebberimusLo il Lcmpo necessario per riordinare le truppe ed organizzare la difesa di Casorate. All'estrema destra la brigala di cavalleria del corpo Casanova ed il battaglion e ber saglieri che vi era addetto anebbero dovuto non rimanere inoperosi, ma, prima ehe la cavalleria dell'an·ersnrio stmostrasse, tentare allacchi contro la sinis tra della divisione Brianza. q nanclo questa muo,,e'va alla espugnazione di Casorùte. La difesa dell'ala sinistra ...-enne sostenuta validamente spec'it\lmente per parte dell'artiglieria. L'attaccante si
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SULLE GRAl'iD l MANOVRE
l'.E LAZIONE
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« montare con lodevole contegno e lieto animo le fatiche « inevitabili ch e le accompagnano. « Noi dobbiamo andar superbi dell'approvazione So« vrana : essa deve esserci dì stimolo a per·severare « nel lavoro e nello studio per · mantenerci sempre « degni degli encomii del Re e della riconoscenza della « Nazione ».
avanzò troppo direttamente ed allo scoperto, senza che tale fotto fosse giust.ificat.o da superiorità nè di artiglierie, nè di fanteria. Perciò in un' azione reale non solo esso non sar:ebbe riuscilo nella. conquista di Crenna e Montebello , ma per di più avrebbe avuto . perdite considerevoli. Merita lode la prontezza eolla quale il generale .Ferrari seppe profittare del momento di debolezza dell'avversario per attaccarne la batteria del centro ed impadro- · n'irsi cli Casorate.
Scioglimento del corpo d'esercito Dato il segnnlc della raccolta, la maggi.or parte delle truppe si portava rapidamente e nello stesso ordine nel quale si trovarono in seguito alla fazione lungo la strada Casorate-Gallarale e aveva l'onore di esser e passata in rasseg na da S. iW. La Maestà Sua si è degnata incaricarmi di manifestare alle truppe l'alta sua soddisfazione, ciò che io feci col seguente ordine del giorno : « S. M. ha ben voluto incaricarmi' di esternare a tutte « le truppe ai miei ordini l' alla sua soddisfazione <1. non solo per quan to potè di persona constatare circa « l'jstruzione, la regolarità della fazione, la disciplina-. « e la buona tenuta di tuU i, ma pur anche pei buoni « rapporti che io ebbi occasione di farle sull'andamento « generale delle grandi manovre. « lo fui ben lieto infa tti di poter annunziare alla 1\1. S. « come, durunte i pochi giorni che r imanemmo insieme, « si sia sempr e m.a ntenuta la più stretta diseiplina e· « sia.si spiegato il massimo impegno da pRr!e di tutti « per trar.re il maggior vantaggio da queste istruzioni « applicate al terreno che sono di tanta utilità, e sor-·
Colla fazione del 22 ottobre dovendosi p9r termine alle operazioni del mio corpo d'esercito, avevo in precedenza emauaté le necessarie disposizioni,' perchè, a datare dal giorno 23, si iniziassero per via ordinaria i movimenti dei singoli corpi per avviarsi alle guarni~ gioni loro rispeUi vamente assegnate.
Al'l:XO XVI , VOL. I.
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RELAZIONE SUI,J;E GIIAND1 MANOVRE
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OSSERVAZIONI G·ENERI\Ll
'di subordinare le disposizioni e le mosse ai princ1p11 generali dell'arte della guerra, non che ai criteri pratici -che sono suggeriti dai vantaggi o svantaggi delle posizioni occupate, dalla opportunità sull'u so delle singole armi, dall' efficacia del fuoco , dalla eventualità delle perdite e dall a convenienza di dar la prevalenza a questa od a quella formazione, si sarà portato l'istruzion e tattica al punto che tutti potranno giungere al ,desiderato fondamentale scopo di 1·fronoscere, giu,di'-
llllanovre.
care, risolvere ed agire presto e razionalmente a seconda delle cfrcostanze clel momento .
Dopo ciascuna fazione io radunai a rapporto tutti i generali e comandanti dì corpo per espol're loro verbalmente quelle fra le osservazioni sviluppate in questa Relazione che le circostanze di tempo e di luogo rendevano opportune. Avrei ciel par i desiderato di potere, n el corso delle medesime, sospenderne l'andamento p er verificare e rettificare le posizioni dei due partiti affine di far meglio rilevare la necessità di saper valutare le circostanze e le situazioni varie di un atto · di combattirnenco, per dare a questo sviluppo razionale e carattere di verosimiglianz,a. Se non che ciò mi riusciva imposs ibile a ragione della grande estensione del campo ' , . . d. az10ne. _ Codesto sistema non si può generalmente adottare che nell e faz ioni di unità tattiche minori cli una d ivisione, nelle quali riesee possibile ~ di grande giovamento l' esame eritico che si fa sul tel'rnno della posizione occupata dai due ·partiti ; ma perché ciò si possa ottenere con or dine progressivo e senza precipitazione, è necessario si faccia con preparazione graduata e cominciata dalle minori unità. Quando ciascuno, nella sfera del proprio comando, si convincerà per esperienza propria della necessità
L'andamento generale delle fazioni lasciò l'impressione che tale preparazione faceva difetto o non esisteva .in proporzioni sufficienti. Ciò deve in parte attribuirsi -a lla circostanza che le esigenze del servizio non consenlono sempre di attendere alle esercitazioni tattiche ·quanto sarebbe desiderabile; che non in LlHte le guarnigioni sonvi frazioni cl' artiglieria e di cavalleria da 'far manovrare d' accordo colla fanteria, ed infine più ·ancora alla difficoltà di troYare nei pressi dei presidii ·principali, terreni -s variati che si prestino a manovre di battaglioni, r eggimenti e brigate. ln generale, per non arrecare daùni a priv::.i.Le proprietà, si è indotti a sviluppare incompletamente le operazioni militari, facendo supposizioni di ostacoli e di difficoltà di terreno affatto immaginari; cosa che falsa arn~ichè contribuire alla formazione di un giusto criterio militare. Per talune delle truppe ai rniei ordini poi, milita nncora la circostanza dell'essere da poco ritornate dalle provincie meridionali, ove il soverchio frazionamento dei corpi . mn l si presta per dare buon indirizzo ed impulso all'istruzione .· Ad ogni modo io debbo segnalare questo fatto al Ministero, perchè quella preparazione è di un' import anza suprema ed è cond izi one indispensabile per
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RELAZIONE
SULl,E GRANDI MANOVRE
.. ,1accog1iere poi buoni frutti dalle gr~ndi rna~ovre,.
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-ritirate troppo precipitose, ins.eguimerui troppo incal·w nti; i contrassalti non tentati quando si poteva, nè .se rnpre 11el momento più propizio . L' urtir; lieria abile e pronta nelle evoluzioni, non fu ·sempre ugualmen te felice nella scelta delle posizioni e nell' agire a 1nassa concentrata ; che anzi, forse . perchè non le si lasciò sufficiente hbertà d' azione, avvenne spesso che essa fosse frazionata fra i vari reparti e che nelle evoluzioni ve·nisse ridotta ad una forzata inazione. La cavalleria, ln cui missione è· d'un' il'nportanZtl -supremD , dimosttò molto zelo e prontezza; ma l'esperienza chiarì che si deve portare la :maggior dili.:genza nella sua edue~zionè . Ed è mestieri radicate in tulli la convinzione che nel periodo di préj:iàrazione essa deve sapere irradiarsi arditamente sul fronte e .sui fiancl,i a grandi distanze per guarenti.re, c'opril'e, riferire e tenere il contatto col!' à vversario ; mentre durante l'azione,. quand'anche non lrovi oppottunitù di un eftìcuce impiego a grosse masse, può tuttavia .con mo!Lo frutto essere chi.amala a stabilire e coHserva-r e collegamento ed aecorclo fra le varie truppe, a prnfil,tare <li quei fuggevoli momenti ìn cui ufl'a carièa può salvare truppe arniche o completare un risultato conse- , . guito_, ed :infine a proteggere ripiegamenti parziali. o ! generali. ])er tuuo ciò l'addestratnerllo tecnico è affatto insùfficier:rtè : occorrono educazione lattica consefilaneà alle incfict1le e·s igenze ; intelligenti, istrutti, arditi e ad ' .. un tempo pendenti ufficiali che sappiano misurnre tuttà , l'ampiezza e l'importanza é!eila lor.o m issione e H'asfcin- \ .- derla nei loro subordinati.
nello sviluppo delle quali riesce materrnlmente 1mpos~!3ibile arrestarsi Di dettagli delle operazioni dei singol1 ' c0rpi. Perciò, a mio avviso, dopo ultimate le_ esercì- _ tazioni elementari ., gioverebbe sommamente 11 poter chiamare i reggimenLi e le brigate a manovra.re coll_e- · allre armi in terreni favorevoli, per poi completare 1 l periodo delle eserci.tazioni colle manovre di divisione· e di Corpo d'eser·cito, le quali ·riescono grandementeprofittevoli specialmente per gli ufficiali di grado superiore- e per quelli di stato maggiore. . . Le osservazioni principali ch'io ebbi oceas10ne d1 fare d1:1rante l'eseouzionè delle manovre si possono riassumere nelle seguenti. . . A:} Relativamente al dispositi-i10 tattico : un nparto: di fouze non sempre completamente consentaneo al concetto diretto11e, a seconda del quale si sarebbero dovuti fare i mt1ggiori sforzi per riuscire nell' obbiettivo le minori forze agli scopi se~ P.rincipale ' asseo·nando 5 . ,. ,condari; fronte qualche volta troppo estesa, qmn~1 \ disseminamento e sleg.a mento dei corpi e l_oeo repar:t1~ ~ disposizioni prepacatorie basate talvolta su d_i~egni. so;- · tanto attribuili all'avversario, rnentre con d1hgent1 n ! conoscenze si po Levar.o scopril'e ·le vere. sue intenzioni. B) Nell'esecuzione : poco accordo ~uré!nl~ !'azi_one; qùalche volta uso troppo ·]imitato dei cacc1at?n no~ sempre chiamati a coprire e proteggere le linee d1 battaglia e gli spiegam en li; · alt,re, per .~ontro : tale abus~ .di òrdine sparso, da non ,dar. occasLOne al gr~sso a o-ire difensivamente od offensivamente secondo t casi; p~ca preparazione negli assalti ; sprezzo del fuoco del!' avversario al punto .da camminare a masse pr?fond~ a;llo -scoperto contro posizioni forti, opp:1re s_chierars1 -senza hi?ogno quando, adottando un or,-dme d1 colonne separate, sa11ebbe ·stato possibile procedere al ,coperto;..
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Giudici di campo.
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SULL-E GRANDI MANOVRE
llEI,A 7,fONE
Allo scopo di dare un indirizzo generale al funz io-namento dei giudici, di campo, ho reputato utile di dettare alçune norme (Allegato D) le quali contengono i principali criteri che dovevano servir di base ai loro verdetti. Locchè riusciva utile anche in un altro senso, chè esse potevano seguii:-e di guida agl i ufficiali pe!' regolare la loro èondotta nelle fazioni, nel corso delle quali mancando gli effetti materi.ali. e morali del fuoco e del valore, è mestieri più che mai lasciarsi guidareda un giusto raziocinio militare. L'ufficio del giudice di campo· è quanto mai diftìcile a ben disimpegnarsi, siccome quello che richiede grande esperienza, criterio esatto e prontç;zza di apprezzamento per sapere d' uu tratto valutare i · vari fattori che nelle esercitazioni possano influire in: vantaggio ed ' a danno dei due partiti. Per agevolare ad essi il non faeile còmpilo, aveva disposto che ciaseuno fosse messo a giorno del concetto generale e del piano di manovra delle truppe presso le quali doveva funzionare. Io non ho che a lod·armi della coopel'azionè da essi prestatarni durante lo sviluppo delle fazioni, quantunque esercitando per la prima volta questo incarico, essi non possedessero la pratica che è necessaria per dare in ogni occasio ne ed all'istante opportuno i giudizi ed all'occorrenza i provvedimenti atti a correggere tutti· gli error1 ed a porre rimedio alle pos izioni ed alle azioni che non erano perfettamente razionali e verosimili. Mi è gr.ato dichiarare che la loro autorità fo sempre riconosciuta e rispettala per parte delle truppe. Allo scopo di evitare gli inconvenienti che possono na'scere dalle difficoltà che incontra -il giudice per·
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farsi riconoscere in mezzo alla confusione inevitabile durante le fazion i, sembrami sarebbe opportuno dare a -caduno di essi un segno molto appal'iscente e foranche prescrivere che lo si l'acesse accompagnare da un trom liettiere, le cui suonerie servissero a segnalare la di lui presenza ed a far cessare e riprendere l'azione quando le circostanzè fossero per consigliarlo. Ed in proposito soggiungerò che per ovviare ai temuti inconvenienti, io aveva adottato il temperamento di far mutare in bianca la banderuola bleu del, lanciere che seguiva cadun giudice.
s'
Per!ionale dei quartieri genea•ali.
Stato maggiore . -
Lo scarso numero di uffìciali di stato maggiore di èui potei dispone per r organizzazione dei vari quartieri generali, venne rjpelutamenle e giustamenle lamentato da tutti i generali, in special modo nel secondo periodo delle grandi manovre, durante le quali ho dovuto destinare due capitani alle funzioni di capo di stato maggiore di divisione, ed assegnare a talune di queste un solo ufficiale inferiore'del corpo . lo sono, per esperienza, profondamente convinto che in campagna un numeroso e sperimentato stato 1 maggiore è indispensabile guarentigia del buon an- i damento dei molteplici servizi _che si accentrano sotto ( il comando del generale, e per la cooperazione che ! a questo esso deve prestare nei giorni di azione. In ì a ~lora si fa sentire la necessità di pronti, attivi ed intelligenti ~ ufficiali .che nei lavorì e negli sludi di preparazione e nelle esercilaz:ioni della pace abbiano avuto largo campo di acquistare conoscenza esatta dri serv1z1 delle varie armi e de.i servizi accessori, e l'abitudine della diramazione e comunicazione degli ordini.
4.40
llE LAZIO iX .I!:
Gli ufficiacli provenienti dalla Scuola, superi0re di ( guerra hanno addimostrato di essere nudriti di buoni ( studi, e dato prova di molla intelligenza e zelo; rna ( ·si comptende cli leggièt'i come in essi dovesse fare difetto quella espee~enza che non si può acquistare nè :in pochi giorni, nè da chi è chiamato a prestare ser"' vizio ai quartieri general i cli tratto in tratto ed a pe,1 riodi interrotti. Guide. - Per senizio ·di ordinanze a cavallo veo-· nern scelti indifferentemente soldati del reggimento guide e di alLri corpi di cavalleria. Per tal modo venne chiarito che le guide più degli altri soldati sono adatte a siffatto servizio, sia pel modo col quale fino a poco fa quel reggirnento venne reclutato, sia per un diligente studio fatto in quel corpo per famigliarizzare i soldati alle speciali incombenze di ordinanze. Senza voleee accennare se. convenga o meno ave:re lm' reggimento di. cavalleria specialmente prèrlestiriato a sommihistrare i distaccamen1:i delle ordinanze a cavallo, il quale dngli nltr·i diflel'isca solo per· la cerna dei soldati, sembra mi tuU.avia riesca utile di constatare la necessità che tali ordinanze sappiano leggere e scvi-· vere e vengano preparate al disimpegno del loro servizio. Ca,rte topogr·a/ìche. '- Per q uanlo lo stato maggiorle a,bbia , somm inistrato un certo numero di carte topografiche, queste furono insufficienti. A mio avviso saL rebbe necessario ch'esse corressero per le mani 'di tutti i èomandarìti delle varie uni1;1 tatliche, poichè per I.al modo non solo essi si impratichirebbero nella; leuura delle medesime, rnu si metterebbero ail.résì meglio in caso di gind'ièare. l' andarrrenro g·eneralè delle operazioni e la parte che ad essi spetta in rapt: porto alle truppe prossimiori.
SULLE ,Gf\AN.DI M.AN9Vl\.1!:
Hancfo .
Il modo di dis·tribuzione e di consumazione del rancio è di grande importanza non solo sotlo il punto di vista igienico, ma altresl p'el nesso diretto . che la soluzione di tale problema ha col maneggiò e la cli.sciplina della truppa. Sulla consideraz;ione che riesce impossibile al sol-<fato di camminare. o ·cornbatfere prendendo il solo _caffè, io aveva disposto che . si facesse cuocere la carne al mattino affìnéhè prima di muovere dagli accampamenti egli potesse prendere il brodo col pane. Per tal mo<lo al ·gf·and-all o dopo la fazione il soldato mangiava l_a carne conservata nel garnellino e più tardi la minestra di pasta o di riso. Questo sistema che venne praticalo dalle mie truppe non ha dato luogo ad alcuna osservazione.
Senb.io del genio.·
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11 corpo del genio durante le grandi manovr~ no~ può certt1mente esercitarsi in tut.ti gli importanti rariu di servizio ai quali éonverrebbe si preslasse in guerra vera. Nelle operazioni nell' alla valle della Bormida una ·sezione di telegrafo da campo aveva accompagnato la divisione Della Chiesa, ed aveva disimpegnato il suo servizio durante la fazione di Sp igno, tenendo collegata la ·riserva col comando della divisione . Nel periodo delle grandi rnanovi'e io aveva presso
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1111.LAZIONE
SULl, R GI\AND{ MANOYHE
di me la brigata del genio con una compagnia e mezzo per servizio di parco del Co.rpo cl' esercito, menlre con altra compngnia e mezzo si erano forniti i distaccamenti alle 3 divisioni di istl'uzione. Presso la divisione llighinì., la quale al principio doveva agire isolatam ente, era vi un'intera compagn ìa, anch'essa con una sezione di pa:rco telegrafìco. La dotazione in materiale pesante e volnnte telegrafi co era quale è por·lnta dai vigenti regolamenti. Però il maggiore coma ndante la brigata aveva opportunamente dispos10 perchè un o dei cneri di materiale pesante fosse rimpiazzato con altro di matel'iale rnlante. In seguito all'avutan e aulotizzazione si potè collegare il telegrafo militare alle linee governative, ed all'uopo fu molto utile l'opera dell'impiegalo borghese messo ,1 dispos:i-zione del maggiore del genio. Durante il p1·imo periodo delle grandi mnnovre fu stesa il giorno 115 l<t linea telegrafica da )lede, mio quartier geneeale, a Tol'rebereui. L'indomani, la linea polè essere stesa tl'a Gambolò e Vigevano durante la marcia delle truppe, mel'cè l'opera della sezione che aveva fatto marciare colla avanguardia della divisione Brianza. n giorno 47 due sezioni avendo cammina.to colle avanguardie, il servizio telegrafico t.ra f:,) 1·a no, S. l\Iartino Ticino e Trecatc era stabilito prima I ncora che tutte le truppe foss ero a posto . Per tal modo, malgrado il rapido succed ersi delle marcie, grazie al zelanle se rvizio dell'arma ciel genio, potei essere quasi costantemente in comunicazione sia Gollc truppe da me dipendenti, sia colle lince telegrafiche governative, qualunque fosse il punto prescelto . pcl mio quartier generale. Nella divisione Righini il senizio telegra!ico fu impiantato il giorno H tr·a Cerano e Gravellona .
Nel s econdo periodo, durante la fazione di Bellinzago, il telegrafo da c.ampo fLl steso da Cameri al Ticino e ·successivamente funzi onò per unire il mio quartiern genernle di Gallarate coi comandanti generali dei due Corpi d'esercito a C. Masnaga e a Lonate Pozzolo e colle loro l'ispellive divisioni dur·anlc i giorni 21 e 22. U modo con cui questi servizi fu rono eseguiti merita lode. Gli altri servizi nei L[ uali ebbero occasione di esel'citaesi le compagnie fmouo di poco momento , o,,e se ne ecceLtu.i quello prestato da l distaccamento della divisione Righini per sistemare la strada che conduce al passaggio del ponte mililarc di Tomavento , e pe1~ gettare piccoli ponti sui lre cnnali che precedono i.I Ticino stesso a quel passaggio. Però sarebbe a desiderarsi che quel corpo trovasse frequenti occasioni di altendcre praticamente a siffalli gen er·i di lavori che in campagna riescono di gran giO\'amento quando gli zappatori sono abituai.i a farli con molt,u celerità.
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"Nei rapporti parziali sul servizio elci genio troYO le seguenti osservuzioni e proposte che credo opportuno di segnalare. 1° Nella co mposizione dei parchi telegrafici sì vorrebbe aum entato il materiale volnnLe, e diminuito in propo rzione il pcso nte. Panni sia- questione da risolversi a seconda della specialittt dei casi e cl ei servizi a cui ciascun parco vien destinato,' nnzichè in teoria generale. . 2° Si chiederebbe che i gua1·da/U,: fossero muniti cli asse a fo l'cella e di piccole borse da guardafili, aumentandone perciò In dotazione nei carri volunti. Così pure si vonebbe che detti cm·ri volanti venissero pl'OVvisti cli carrueoline n. rntelle e dì qualche tratto di filo grosso, ugunle a quell o che si usa per le linee fisse, 1
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SULLE GTIANPI MANOVRE.
RELAZIONE
onde polersi facilmente riattaccare alle medesime,., Qnesle proposte mi paiono assennate. :afolti sono poi gli appunti che si muovono al car-... reggio, tanto pei modelli in uso che per difolti di , costru~ione. In genert~ i carri sono trovali troppo p~sant1. E veramente la maggior p~rte di essi e specialmente quello da parco di compagni.a e quello telegr~fico. volante, devono poter servire in qualunque specie d1 terreno: conveerebbe quindi che il loro pe~o tutto al 'J)iù non eccedesse mai quello del cnrro da munizioni d' artiglieria che è di 2,100 chilogrammi; peso che in generale è tuttavia giudicato eccessivo. Il peso dei principali carri del genio è : Quello n° 11 di parco di compagnia . Carr-o n° 3 di parco di Corpo d'armai.a Carro del 'telegrafo pesante Carro del telegrafo volante Carro-stazione
Chi!. 2250 » 2340 » 2460 » 2,120 >> 1800
Per quanto ha tratto al materiale da telegrafo volante, si reputerebbe mollo vantaggioso di , adottare un carro più legg.iero da potersi uainare con una sola pariglia, e di essi se ne aumentasse il numero per cadun parco . Stesa· la linea, quei CéHTi devono ritornar sempre alla primitiva stazione per ripiegarla, ed allorchè si stabili.sce il telegrafo dmante 1a marcia per .una serie cli mareie contin1,1ale, le sezioni del -volante devono ora nello stesso giorno fare due o anche tre volte il cammino. La maggior previdenza nel dare gfi ordin i per lo immediato ritorno del carro al punlo di ~artenza,_ non potrà rimediare che in parle a questo mconveniente, che affatica troppo uomini e cavalli, quando non riesce ineseguibile. A ciò si potrebbe rimediare colla invocata modificazione, perchè con un aumento di materiale si potrà sempre stabilire un riparto
più appropriato del medesimo . Senza entrare nella parte tecnica della questione, io mi associo cli .buon grado a queste pr-oposte, sempre quando la lunghezza delle colonne non ne venga aumentata, cioè a dire che vi sia compenso di lunghezza tra il numero dei carri aumentato e il numero delle pariglie climiriuile per .ciascun carro . l>roporrebbesi anche di abolire la stazione-tenda· diminuendo il peso dei carri-stazione, e aumentandone il numero; ma a questa proposta non posso associarmi, sia perchè il peso di detto carro non è eccessivo, sia perchè la stazione-tenda rende ben utili servizi. Fra le picçole mod ificazioni per completare i cani, o riparare a difetti di costruzione, vengono annotate le seguenti. ~fonire tutti i car-ri di martinicca, e i c~rri del parco telegrafico di ruota di ricambio . Avere qualche scarpa di ricambio. In genere modificare queste scarpe, tanto per aurnentarne la robustezza, quanto pel loro modo di l'iunione al carro . Pwcurare che tutti i carri .dello stesso modello abbiano le medesime dimensioni nelle singole parti, onde poter sostituire quelle di un carro all'altro. Aggiustare la cassa d'avantreno nei carri modello 1850 in modo che non intacchi i raggi delle ruote anteriori. ~lunire la harclaturn dei muli da basto di quanto è necessai:io per poterli utilizzare anche pel traino . _Queste proposte sono appoggiale in massima all' esperienza : alcune di esse sono evidentemente utili; io quinci i le appoggio. Jn considerazione del servizio che deve prestare il capitano, specialmente se addetto al pai.·co telegrafico, troverei necessario che fosse a cavallo; egli è perciò che mi dichiaro favorevole alla proposta di concedergli il diritto ad una razione cli foraggi_o se si _pu? anche in tempo di pace, ma sempre poi durante 11 periodo delle esercitazioni· ed in campagna.
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SULLE GUANDI MANOVRE
BELAZIONE
Nel primo giorno delle marcie si trovarono taglia ti in alcuni punti i fili stesi presso gli accampamenti: quindi presumibilm ente questo sconcio fu opera di soldati. Quantunque l'inconveniente non siasi più rinnovato, tultavia sembrami che in ragione delle gravi conseguenze che làl fatto p11ò arrecare esso meriti speciale allenzione. Dovrebbero esservi leggi severe per punire chiunque reca danno alle linee telegrafiche ~ello stesso modo che si punisce chi danneggia il materiale da guerra . Ad ogni modo conviene sia continua la sorveglianza, e forse a tal uopo il numero attuale dei guardafili non è sufficiente.
t:nrreggio.
Cari·o di stato magg'iore. - Il carro di s tato maggiore viene trovato troppo pesante, troppo voluminoso e di difficile trnino. Credo meriti di essere presa in considerazione la pr.oposta fattami di rimpiazzare le due casse per gli oggetti cli cancelleria con sei cassettine sirnil.i a quelle degli uffiziali e di ridurre alla métà del loro volume le cassette scrittoi . Ca1·1·eggio della f'ante1·ia. - Dalle informazioni avute circa al carreggio in uso presso la fanteria rilevo le seguenti osservazioni e propos te: 1° In generale il servizio delle carrette da batlaglione è r itenuto soddisfacente e sufficiente pei bisogni ordinari delle trupp<?; par~ però che alcuni carri dovrebbern essere messi fuori uso perchè confezionati ' con materiale cattivo e troppo vecchio . 2° Le foraggiere in ferro sono n ecessarie, ma in generale si riconobbero troppo deboli. 3° t riconosciuta l'utilità cl i munire i carri di un . sostegno alto a tenerli in bilico , quando il mulo è staccalo, corne si usa nel commercio. Con ciò si otterrebbe anche il vantaggio di rendere più agevole il caricamento, e di evitare la t·otlura delle stanghe come avviene qualche volta allorchè il peso del carico propende troppo avanLi. Alcuni poi proporrebbero di munirli anche di un torn io per attaccarvi il cavo e così poLere con m.aggiore facilità stringere il carico e di fornire tutti i carri del cassone (basso fondo ) sotto l'intiero piano di caricamento per potere ivi custodire gli zaini dei conducenti e altri piccoli oggelti. 4° Circa il caricamento delle carrette da batt.aglione si proporrebbe :
§ervi1.io d'a1•ti~lierin.
· ·, Non essendo del caso di parlare della necessità di alleggerire il materiale clell' artiglieria da · campagna, nessuna osservazione di rilievo ho a fare in proposito. )r Debbo però esprimere il voto che dura~le le grandi manovre tutto il servizio dell'arma sia al completo e perciò le batterie abbiano le rispettive colonne ed il ) Corpo d'esercito 1a riserva e le sezioni da parco, afì finchè gli ufficiali d'artiglier.ia e quelli di stato rnagbb1·anod ca°:po di eserci.larsi praticad°:ffiente a ; . giore a_ maneggiar 1e e a nconoscere e superare 1e 1 1co 1Là che si incontrano nell'organizzare le varie colonne di grave carreggio in modo da averle sotto mano, quando ·occorre, senza che perciò riescano mai d'incaglio alla parte combattente delle truppe. -
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SULLE GRANDI MANOYl\E
REI,,\:Zl'ONE
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possai10 sempre far giungere abbastanza in tempo al· ·campo i cani che :.easporlano le marmille di campagn~ . d) Alcuni ,·:,rrebbero tutte le carrette munite di urrn paln e di .un piecone. e) Quasi tutti i rapporti concordano nel domandare le houi pel . vino dichiarandole indispensabili per avere un servizio r egolare : io credo però che in campagna convenga non adottare la clistribuzi.one del vino pel grande imbarazzo che esso procura . Qualora si conse1Tas~e però, si sarebbe proposta l'adozione di un otre in pelle invece delle botti, in considerazione del vantaggio che si otterrebbe e nel peso e nel volume allorquando le otri sono vuote. f) Da tàJuno fu pure iJroposlo cli sostituire alle casselle auualmenle in uso per gli ufficiali delle valigie di pelle foderate di tela di rela inca tramata, le . q1.rnli, al dire del proponente, sarebbero più leggere, senza perdere in solidità. g) Finalrnente si chiederebbe che le tende per gli ufficiali fossero di quattro tele, e venisse!'O portate da muli da basto onde gli uffieiali potessero averle contemporaneam.Emte ai :-;nldati. i:$ 0 Relati.vamente al mor1o di attaccare i quadru.p edi è generalmente approvato il sistema ado Uato p,~l traino in pariglia ; proporr ebbe.:; i però di. munire le bardature di tirelle da allungarsi pet' poter anche aUaccare il secondo quadrupede in punta in certe circostanze speciali. ' 7° Si esprime il desiderio si.a fatto un po' d'i.st.ruzione cil'ca il moclo di caricare i cofani ai conducen ti clei r elativi muli. Can·ègg,io della cavalleria . - , Dnl complesso clelh~ proposte si rileva che sarehbe.l'o l'itenute utili le modilì.cazioni seguenti : Abolire il carro a foraggio che s1 Lrova poco atto al • AKNO xn, Vor.. r. .29
a) L'abolizion e delle marmitte cli campagna; la qual cosa implicherebbe necessariamente l'adozione del gaméllino a .fuoco. U vantagg·io incon!estabile che ne derivereb~e dalla possibilità di ridurre di ulmeno un carro ogni due battaglioni il carreggio dei corpi di. fimt~r:ia, raccomanda questa proposta all'attenzi.one superiore. Ed in proposito è opinione di molti fra quelli che la appoggiano che converrebbe che i soldati si serviss_ero dei gamellini a fuoco anche in tempo di pace; b) Si reputerebbe possibile l'abolizione di una . cesta ' da came per ogni compagnia; non che la ridu--· zione di numero nei badili, bossoli da untume, gravine, falciuole, martelli a granchio, tanaglie, seghe ed altri ordigni, limitando la dotazione di essi ad uno ·solo per specie ogni due carri ; e) Avvi pure proposta di limitare ad una sola. cassetta la competenza dei comandanti di batlaglione ; di abolire la cassetta dei fu rieri, sembrando che per la con tabilità di campagna debba bastare che i regolamenti più necessuri e la scorta degli stampati sia portata nelle casselte della maggioritù, mentre pel r estò può bastare ai. furieri un semplice astuccio; di ridurre a minori proporzioni la cassa in ferro dei battaglioni, fissandola però al carro con una vite od altr~ ordigno per uiàggiore sicurezza. Penetrato · qual sono deile grandi difficoltà che le colonne di carreggio creano in campagna e della somma utili tà di ridurre le medesime quanto più possibile, io appoggio lo studio di tutte quelle proposte .che pos~ s?no ~ond.urre a tale ri~ultato. Sopra tutto a me sembra ( rivestire 11 carattere d1 maggiore importanza quella [ __relativa al gamellino a fuoco, anche per fatto, che l'esperienza della guerra ammaestra come avvenga non di rado che ad onta delle maggior·i previdenze non si
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.I SCI.LE GRA~DI MANOVRE
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RELAZIONE
servizio di una cavalleria moltò mofole e servirsi m-:vece per tale uso deì carro da tn1spoeto leggiero. Questo carro, munito di una gabbia movibile e ben intesa, potr-ebbe, al dire dei proponenti, servir~ ulla pro~vista d i un giorno per uno squadrone d1 100 cavalh . Adottare due carrette da battaglione a due cavalli per ogni squadrone : una pel bagaglio degli ufficiali, l'altra pei viveri e sacchi degli , uomini a piedi. Attaccare le fu cine a due cava1lì in pariglia piuttosto che in punta. Per parte cli un comandante di corpo viene poi fatta una proposta di riforma radicale sulla quale mi astengo dal pronunci.are giudizio . Preoecupato d~lla difficoltà di poter sempre trainare i carri at seguito della ca. valleria e~·li propone di aggiungere a ciascun squa' o . . b . clNJne quattro muli sui quali, mediante appositi asll, verrebbero cari.cali i viveri della giornata, una razione viveri a secco di riserva, un piccolo bagaglio per gli ullìciali colle loro lende, ed il necessario per accampare i cavalli. Per tal modo il solo. carro leggero col foraggio seguiterebbe la colonna, e c~éu'ro ~el _grosso bagaglio rimarrebbe a una o d~e ~10rnate md1etro .. Questa proposta per quanto richieda un aumento di quadrupedi, è tuttavia un passo verso una più completa mobilità. . . , . . Ccvrreggio del t?·eno . - 81 propone l udoz10ne d1 un solo nuovo modello per i carri da trasporto del treno, trovandosi che i carri forti sono spesso troppo pesanti, e quelli leggieri troppo deboli pei vari servizi ai quali sono :il più delle volte indifferentemente destinati. . Le vetture di . ambulan za prestarono buon serrizio~ venne però espresso il desiderio, che trovo giusti.fic~to, di aggiungere al car-icarnento esterno delle medesnne un timone di rieambio.
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Relativamente aì carri fori.i adibiti pel trasporto del vane si fa. osservare che essi non sono i pi~t adatti a 'tale servizio, importando un inutile spreco eh quadrupedi ed un dannoso allungamento delle ?olonne. I~fat~i cadun carro non può caricare più d1 '1600 razrnrn, ossia· poco meno d i 12 quintali; peso che potrebbe essere trainato da una .sola pariglia con altro carro più leggero opportunamente costrutto .. L'ar?omento è di somma importanza, poichè quando s1 arrivasse a~a soluzione del problema si otterrebbe un vantaggio grandiss imo nella possi.bilitit di diminuire la lunghezza delle colonne carreggio. • Anche le coperte in uso si sono chiarite in sufficienti pel' ampiezza e resislenza a preservare il pane dmante 1e piogge dirotle un po' continuate . . . . . . . · Si vorrebbero poi tutti i carri provv1sl1 d1 martmieca. e si desidererebbe una fucina per tutte le colonne che superano i 40 ca valli. . . Circù. al modo di attacco frapporti non concordano; alcuni considerano preferlbiie l' attacco ìungo come l'artiglieria; altri danno la preferenza all'attacco al.tua~e. La vettura per la posta è disadatta a qualunque utile servizio. Incomoda per forma e costruzione, essa è troppo pesante . per ~m so~o cav_allo'. il . qual~ rimane non di rado ferito . l: perciò des1der10 d1 tultLehe essa venga o sostituita od in qu alche guisa modificata. 1
Equipaggi d~ ponte.
Due erano gli equipaggi da ponte di cm 10 poteva disporre. L'equipaggio N° 1 ebbe a stende.re : . a) Con una sezione un ponte sulla Bormida presso
RELAZIONE
Terzo d' Acqui, in occasione delle operazioni fatte in quella vallata. Esso risultò della lung:hezza di 55 met1i b) Un ponte sul Po a Bassignana della lunghezza di ii50 metri, pari aUa lunghezza dell'equipaggio . Però ad ogni buon fine si era fatta venire per acqua da Casale un'altra sezione. · J e) Un . pon!e sul Ticino presso il ponte di 'i'mbigo, de ila lungh0z;~:l. di 139 metri. , oltre ad altro nfrcolo pnnle steso sul canale. ' ll) Un ponte sul Po al passo di Gerola pcl transito delle truppe ehe facevano ritorno alle rispettive guar;1igioni. Esso risultù di HS4 metri e fu costrutto col sussidio delìa · sezione, giù chiamata da Casale a Bassignana e poi avviata per acc1ua a Gernla. L'equipaggio N° 2, rirnusto sempre a disposizione del generale Righini , stese; a Tornavcnlo .il 1rnÌlte sul Ticino, che, costrutto il 19 ottobre, non venne ·L"ipiegato che il 25, avendo servi.io anche pel passaggi.o delle truppe che ritornavano ,Ìlle guarnigioni. Tutti questi servizi, che in parte feci ispezionare dal tenente_ colonnello _ScottQ, comandante del 'reggimento P?ntien, addetto al mio quartier generale qual giudice dr _eurnpo, procedctter-o con quella precisione e regolantù che è caratteristica dei nostri pontieri. 1
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. ~ome ?ià_ e?bi ad accennare nel corso cli r1ucsta Relawmc, 11 fuz10namento dei servizi amm inisti·ativi durante queste grandi manovre ehe portarono rapide ed anche inaspella! e di:docazioni, e qualcl1e vuha, come a Trecate 9 presso Gallarate, un c;oncentramento considerevole di truppe, fu veramente soddisfacente.
SULLE GHANDI 111.\NOVRE
Pane. - Col eoncorso dei panifici di Alessandria, Casale, Novara e Verc.elli, e di quello di Milan'.) per le truppe della divisione Righini, si poteva ottenere un . complessivo di 50,000 razioni al giorno , mentre l'effettivo della forza nòn ha mai ecceduto i 38,797. Il Ministero avendo adottato là rnisura di fabbricare il pane mezzo biscottato, si ebbe il vantaggio che, pur conservando al pane il suo grato sapore, non se n'ebbe mai di sciupalo, essendosi persino consumato del pane. che, pef mala interpretazione di ordini, aveva 4. o 5 giorni di fi:Lbbricazione. La direzione del servizio cli distribuzione del pane veniva concentrata presso l' intendenza militare del Corpo cl' esercito. Per tal modo, medi.ante i 70 carri a pane ( colonnà h) messi a disposizione, il servizio funzionò sernpre con regolarità, benchè ]a distanza dai siti di fabbricazione a quelli di distribu.2:ione sia stata persino di Hl9 chilometri, 'j)oichè in ragione .del numero considerevole cli truppa era necessario approvvigionarsi anche dai più lontani panifici. Viveri. - Noli posso che lodare il modo col quale l'impresa speciale, colla quale erasi streuo contratto , provvide a: questo servizio. Lo zucchero e caffè vennero per cura déll'intenclenza versati nei magazzini dell'impresa, la quale s'incaricò della loro distribuzione contemporaneamente agli allri generi. La razione viveri, compresa la distribuzione di caffè e Zl1cchero a giorni alternati, veniva nel costo medio di lire O, 4358, stando così al cli sotto del limite massimo fissato dal Ministero in line O, 4500. ' Fondi d,i rise,rv.a mobilfazati.- Di viveri a s~cco. indipendentemente dai magazzini stabiliti a Sartirana: tara e Novara, eranvi al seguito delle truppe il necessario per due giorni, oltre al quantitativo di avena per una distribuzione. A tal uopo caduna divisione
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SULLE GRANDI MANOYn.E RELAZIONE
aveva 1O carri forti per i viver i e 3 per l'avena, mentre la brio·ata di cavalleria ne aveva 1O. in lutto . b Questa scorta, la quale mercè il buon andameolo del servizio rimase intatta, era in soprnppiù delle due razioni. di biscotto, che, secondo le prescrizioni ministeriali, furono sempre portale nello zaino da ciascun soldato. Fo1·aggi. - Il servizio foraggi doveva essere soddisfatto dalle solite iri.1prese. l c1.1.pitolati d' appalto , accol'dando ad esse tale diritto, non era consentito di. valersi dei'' depositi di fieno e di avena che il blinistr:·) ro aveva posto a dispos izione del!' intendenza. se non in caso di constatai.o mancato servizio; ma tale constatazione naturalmente non pote-va mai aver Ji10cro che al momento stesso della distribuzione. o . . . Ciò doveva esser fonte d' inconvement1 resi ancora più facili do.l fatto ·che sui 440 c·~ilomet~i percorsi, s1incontra.rono · cinque imprese differenti, tutte tra loro in disaccordo e per nulla porlq.te ad aiutat'si a vicenda. Tutlavia il servizio procedette con regolarità, e mercè l'operosità dell'intendenza si potè riparare pronLamente agJ'inconvenienti sorti.. Per prevedere ad ogni eventualità aveva dis-posto che; 4° l n caso di rnancanza di fieno si fosse supplito con un aumento di due chilogrammi di averrn. ;2° Si formassero tré magazzini di fieno compresso e di avena a Sartirana, 11ortara e Novara. Le.qna. - Desiderando che la truppa arriva_ndo stanca ai bivacchi·potesse avere sollecilamente sul sito la legna pel raneio, incaricai l'intendenza di provvedere pel suo trasporto. 1
Nel suo rapporto l'in tendenza stessa m i fa osserv~. zioni e proposte che stimo opportuno sottoporre al Mi-: nis Lero . Ca,ffè. - La distribuzione del caffè in grano, finchè la truppa non sia provveduta cli. apposito utensile per ridurlo in polvere, presenta l'tnconveniente che il caffè · stesso perde le m igl iori sue qualità , ma il distribuirlo in polvere offre altri i·nconvenienti; cosicehè I~ que~ sti'one non si potrù risolvere sino a che non s1 t.rov1 un utensile di utilità pratica per maeinare il caffè. ! Ii venne asserito che sia stato proposto un g ranitoio eia unirsi alle carrette da battaglione, che opererebbe duranle la marcia . J>a,ne.-, m fu proposto di sostiluire all'attuale pane di pasla molle, quello di. pusta dura, il quale, ad ~gual peso e volume, contiene rninore quantità di acqua e mao·o·ior cruantità di sostanze nutritive . Tale sostituzione, 00 . . · al dir-e del!' intendente mili tare, sarebbe s(ata espenmentata con successo nella campagna del 4866. Senza potere emettere un gindizio in proposito, sembram i che, quando la proposta fosse attuabile, si otterrebbe u n duplice vantaggio : si potrebbero c ioè diminuire le colonne dei trasporti e . tenere forti riserve di pane , poichè sembra che la (Som posizione di pasta , dura consenta la conservazione del medesimo per la durata di circa un mese.
Servizio sanitario.
Il servizio sanil.ario funzionò con mia piena soddi-
sfazione. Mediante cr eazione di ospedali succursali, la concessione di posti in ospedali civiìi, e la formazione dì
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RELAZIONE
alcune infermerie reggimentali, fn provvisto in modo da avere per tutte le truppe del corpo, cl' esercito pel periodo delle grandi manovre, circa 5000 posli. Pei casi di malattie gravi che non consenlivano il lrasporlo degl'infermi, furono falli contraili cli ospi·zio negli spedali civili di Valenz1:1, Mortara, Galliate, Gallarate e Bust.o Arsizio. Con ciò sì era ottenuto un numero di posti ragguagliato a più del 1O per 100 sul lotale della forza che non arrivò ai 150,000 uomini. Non era quindi certarnente a lemersi che il servizio potesse rimanere scoperto, quand'anche disgraziaLainente avvenisse che lo stato sanitario delle truppe foss e pregiudicato dalle probs1bili intemperie e dalla poca salubriUt dei pHesi nei quali conveni.va accamparsi, senza poter avere somministranza di paglia. Fortunntamente però lo stato sanitario si con~ervò sempre in modo olt.remodo soddisfacente . La media cli ammalali clie entrarono all'ospedale dal 13, giorno del concenlramenlo, al 23, giorno dello scioglimento delle di.visioni mobilizzate, fu del 3,77 per mille; poichè s1,1 una forza media di 38795, vennero ricovera ti all'ospedale H-M uomini. Se non che questo numero sarebbe stato cli molto inferiore, perchè in condizioni normali alcuni affetti da malattie di. poca èntità non sarebbero sta li ricoverali al!' ospedale . Perciò è n riLenersi che la media di permanenza di cadaun ammalato non avrebbe oltrepassato il pe- , rioclo di sei giorni, e la rnediu effet1.iva sarebbe stata di non più del 2,06 per mille . Fra le varie malattie figurano in certo numero le chirurgiche; la maggior parte di queste sono prodotte da escoriazione ai piedi (11 pel' mille). I medici sono concordi nell' altribuire quest'inconveniente alla mal propria forma delle scarpe. Io divido il loro parere. Oltre a ciò ritengo neces:e;aria una più grande at-
S ULLE GRANDI MANOYllE
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tenzione al modo col quale vengono adoperate e tenute le pezzuole cli tela di cui si servono i soldaìi. Le malaùie chirurgiche che possono qualificarsi come lesioni violenti, furono in cifra ristretta e relativamente di poca grnvezza. Tre di esse furono prodotte da scollature per .accidenti arrivali nel maneggio clell'aema; cinque per accidenti arrivati nel maneggio dei carri, o cadendo dai medesimi ; due per accidenti arrivati col cavallo, ed uno per percosse ricevute da un · compagno. Per quanlo il corpo sanitario abbia col zelo rimedialo al difetto di numero, debbo per-ò segnalare la scarsità del personale sanitario cli cui polei dispone. Il l\Iinislcro s'era bensì prestuto con proni.a sollecitudine ad accordare quel numero di ufficiali sanitari che gli era stato possibile distogliere da altri servizi, ma ques to nurneT'O non potè essere tale clii permettere di portare le ambulanze al completo del loro effettivo al momento in cui co~weniva lasciare gli ospedali discretamenle fornit.i di dottori e si doveva provvedere serYizio di ospedali. succursali. Il medico capo facendomi giustamente rilevare la speciale posizione .in cui si trovano i rnedici aclcleui ai corpi, i quali devono ad ogni tratto formarsi durante le rnarcie per visitare gli amrnalat.i, e giunt.i agli accampamenli spesso sono chiamati. a prestar 1' opera loro, proporrebbe per essi la fa coltà cli esseee montali ~on diritto alla raziorw cli foraggio . lo divido e mi unisco al di lui parere.
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llEI.AZIONE
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SULLE GRANDI MANOVRE
Consumo di munizioni, §crvlzio veterinat•io,
Il totale delle cartuccie da salve e dei cartocci consumati durante 1e fazioni è dato upprossimativamente dai seguenti quadri :
Il servizio ve(erinario funzionò lodevolmente. In previsione delle possibili malattie, fin dal principio delle manovre venne aperta un' infermeria centrale iri Alessandria e nel corso di esse s·e ne apl'Ì una succursale a Vigevano . Non si ebbe. nessuna epidemia. La maggior parte delle ferite furono prodotte da calci; il numero delle contus ioni dorso-lombari causate dalle selle no·n 1h grande, e certamente minore, tanto in numero che in gravità, a quanto si verifi cò in altri grandi concentramenti di truppe . Risultal o soddisfacente, tenuto anche c:onto per la cuvalleria del pesante servizio che prestò costantemente, e pei cavalli del traino del poco allenamento ul genere di tiro a cui dovevano servire1 allenamento che non si po(cva avere da cavalli acquistali e messi .:issieme pochi giorni prima delle grandi rn.a novre, e condotti da soldati provenienti in gran parte dalla cavalleria e per nulh1 ancora rotti a quel gene.re di servizio. · Il totale dei. cavalli r icoverati. nelle infermerie su un effeLLivo di 7000 circa fu di 51 : due dovettero lasciarsi a municipi come inlrasporlahili; du~ vennero abbattuti per moccio; due altri soecoml:iettero per morte violenta .
Cct1·tuccie. Consumazione
Media
Numero
pP.r
COffi[)lessiva
approssimativo tJi baionette
individuo
1,l'iS,558
28,000
42
Ccwtocci. ] Consumazione I complessiva
l
Cll'Ca
I___ ___ 5,500
I ]
Media per pezzo
Pezzi _
_____ _______. 66
84
__: 1
_;_
Da tutta la cavalleria fu. fatto un consumo di eirca 1300 cartuccie, impiegate per la maggior parte nella. piccola, fazione di Trecate.
Durante tutto il perioào del.concentramento non mi venne riferito alcun faLLo che possa qualificar.si come vera inJrazione alla disciplina. Marcie, fatiche, accampamenti qualche volta m_edio~ri, rita1~di inevitabili nel- ( l'apprestam0nto del rancio, furono m generale sop- \ portati di buon animo. E da ciò m1 è grato poter
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SULLE GR.ANDI MANOVRE
RELAZIONE
trarre buon presagi.o per l'avvenire, poichè la disci- · plina è appunto più che mai necessaria nei momenl,i di maggiori fatiche e dei maggiori disagi che sono inseparabili dallo · stato di guerra. In allora avviene non di rado di dover imporre al soldato la fame, cosi esigendo la celerità. delle operazioni, la difficoltà di far muovere grosse masse colle necessarie provviste, ed i ritardi impreveduti che sono conseguenza delle cir-~ costanze straordinarie che ad ogni tratto sorgono durante una campagna. Il medico capo nel suo rapporto fa ossenare come l'attuale uniforme del cqrpo sanitario male si confaccia al genere di servizio che deve prestare; per cui nell'operare, bene spesso i dottori devono svestir-e la tunica. Trovo ben giusta questa osservazione ed appoggio la proposta cli un nuovo uniforme che permetta maggiore libertà di movi1nenti: proposta d'altrond e che ritengo possa venire pres~ in considerazione anche per tutti _ gli alLri uniformi militari. \ Alcuni comandanti di corpo mi accennano alla con/ venienza di cangia.re il keppy con altra più comoda I copertura. Tutti poi sono concordi nel riconoscere le necessiU1 di provvedere perchè in qualunque tenuta, e perciò anche in quella di via, siavi modo di riconoscere i gradi decrli ufffciali: cosa questa d'urgente necessità ~ . onde e,,;itare inconvenienLi che potrebbero anche ncaclere a danno della disciplina. Ella è cose veramente poco conveniente che il superiore per farsi obbedire s:ia obbligato a dichiarare il suo grado, corne avvenne , ad esempio duranle la fazione dell' Alla .Bormida in una circ9stanza nella quale uri ufficiale superiore, per l'assenza dei giudici di carnpo , dovette egli stesso cessare un attacco direllogli intempestivarnen(e, cosa che si sarà probabilmente ,,erificata in altri casi consimili..
far
Conclusione.
ln compl esso io debbo dichiararmi ben :;oclclisfatto dell'impegno spiegato dagli uffieiali e della buona volontù e llello zelo col quale tuiti si adoprrarnno durante i pochi giorni nei quali dur-arnno le grandi manovre. Se, come è a desiderarsi, si p6trù nell 'avvenire procedere graduatamente nella progressione delle is truzioni tattiche, 2i raccoglieranno per certo grandi [mtti da un sistema di esenjtazioni essenzialm ente pratico che ha incontrato il pl·auso di tutti gli uomini competenti. Per esso è dato a ciascunè> di esercitare il proprio comando in modo Yeramente profieuo; di f formarsi un giusto criterio del perchè, del quando e / del come YcUrno inrpiegatc~ le v.:1rie anni e le varie / forme tattiche; cli riconoscere e di superare le dif- ) fìcoltù molteplici che si incontrano 'nelle marcie, nei \ campi e nei combatfonenti, mentre nella vita co mune 1 del bivacco si affratelìano le vnrie armi e si r i.lel'npra quello spirito di solidarietà che è una delle princi.pali forze cl i un buon esercito . Si è perciò che nel chiudere questa n1ia Helazfone e nel compiacermi dei risu!Lati oLtenuti nelle eserc~tazioni c)i quest'armo, mi per-rneu.o cli ivsislere sulla ( opportunità cli dare il maggiore sviluppo possibi\e alle \ · istruzioni elementarj e di es1~r_irnere i l ~leside:io che . ) le grandi manovre eseguendosi m un pc1'10do d1 tempo \ più lungo e più propizio, ossia nel mese di settembre , l . possanù eonclursi eon maggior cal rna e svilnpparsi ' · f-scnza sove r·cbia precipitRzione .
.Ll Luogot. Gene1'ale com.anchn te il Corpo cl' Ese1·cùo PETl'l'Tf.
RELAZIONE
SULLE GIIA NDI M.\NO\'J\E
Allegato A.
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tuno di accantonnre le truppe, questo Comando generale emanerebbe gli ordini Recessari. Le tonde, nel nqmero proscritto dallo specchio X dell'Istruzione ministeri11le 14 luglio 1869. del pari cbe lo cucino per gli uffizi ali verrann o somministrale dall' intùadonr.a militare, alla quale si dovran no rivolgere lo volute richioslo.
'l'entdn. Alessandria, 8 ottobre 1870.
Pet· l"esecuzione delle grnndi"manovre, olle quali prenc1 erannB parte i corpi dipendenti da questo Comando generale, si ema. nano le seguenti norme ed istruzioni.
3. LII tenuta dc!lle truppe sn rà q11rlla di marci11; por gli ufficia li q1H:lla di via collo norme date in proposito du l § S dolla Nola mini;teria lo N. 156 del 2;i sC'll1:mhrc 1870. Allo scopo di distrnguere le truppe dei due partili durante le fazi oni, la linea, l'artiglieria , il lrc·uo cri i bersaglieri di uno di essi porteranno la fodera de l k opy e d()J ca ppello rovesciota, la cavalleria il lrnrrello.
PRIMA PARTE. Compete,rnc. Fo1·mndone o dli;l ocuzlone.
l. Poi 13 corrente, le truppe sono r,ostitu ile in un corpo di esercito composto e dislocato noi modo seguonle:
Quarliore generale del corpo d'eser cito ad Alessandria. l' Divisione. - Luogotenente generalo DELLA CmESA, ad .A.lessand1·ia. 2' Divisione.
- Maggior generale Bnr.\NZA, a IJc.ssignana. 3• Divisione. - Luogotenente genera le CASANOVA, a Valenza. 4.' Divisione. - Luogotenente generalo Rw111N1, a Jlilano.
Jlllogglnmeotl.
2. Tutte le truppe dovranno alfendarsi ; ai soli comandanti di divisione e di br igala ed ogli uftìcia li a loro disposizione è fatta facoltà di alloggiare in case privale, pnrchè µerò ciò non li obblighi di allontanarsi troppo dall'11ccampameoto dei corpi dipendenti. Quando per circostanze speciali si r eputasse oppor-
5. Le competenze durante il periodo dello g randi mano·ue sono quelle stabilite dai §§ 38, 39, 40, 41 o 42 del le norme ministeri11li del 21 gennaio 1869 e dalla Nola N. 162 del 3 ottobre 1870: le medusime varra n nco corrisposte dal g iorno della partenza del le truppe dallo ris pettive sedi, fino a quello di ritorno inclusivamente.
Scrvl :r.1 am:ulnl11trath·I.
6. L'intendeu le militare della dirisionu di Alessandria è preposto a c11po dei servizi ummioistrativi àol corpo d'esercito. I magazr.eni di l ' linea per la prima dislocazione sar11nno st11bilili a Sarlìrana per la brigata di cavalleria, a Valeuzn per la divisione Casanova, a 811ssignana per la divisione Brianza, ad Alessandria per la di\isionf' Della Chiesa o per le truppe diretlamcnto dipendenti dal quartier generale. 7. li comandante la divisione Highini, designerà le località ovo si <louaano stabilire i magazzi ni por le truppe ai di lui ordini, dur11nte il periodo di tempo nel quale egli agirà indipendentemente,
1\ELAZlONE
SULl,E GRAND1 M;\NOVRE
8. Successivamente la dislocazione verrà fotta conoscero ai capi servizio, acciò essi possano provvedere pel trasloco dei magazzini di 1• linea . 9. li servizio dei viveri, sotto la direzione dcli' intendenza, è disimpegnalo da uu·apposila impresa, la quale provvederà, a datare dal 1:3 corrente'. per la consumazione oel dì successivo; , icchè i corpi devono provvedersi direttamente pc:r loro conto D tutto il 13.
Vivel·i e pane.
10. La razione giornaliera di viveri è stabilita come segue: Carne grammi 200
Riso o pasta Lardo Sale Caffè Zucchero Vino .
id. id. id. id. id. centil itri
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Viveri a secco.
16. CadRun soldato clovrà avere nello zaino due razioni di gaietta. I comandanti di corpo e di battnglione, ma pih special men te i co ma ndanti di squadron e, batteria e cornpagD ia rispondono della buona conservazione delle medesime. 17. L'intendenza mililare del corpo d'esercito dovrà provvedere iDoltre per potere, occorrendo, effettuare due distribuzioni di gaietta, di carae fo conserva e del le relative razioni di caffè e zucchero. Magazzini di risorva si stab;l iranno al!' uopo ad Alessandria, Mortara, Novara.
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Rancio.
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18. Per la consumazio.ne del. rancio, si terranno presenti le seguenti norme: a) Nei giorni di marcia si darà il broc!o al malli.no e si farà conservare lu carne nel gamellino per essere mangiata al
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a
Il caffè e lo zucchero però non verranno preleva li che giorni alternali, allo scopo di non olll'rpassare il costo massimo fissato dnl Mini stero a -15 centesimi per r azione, come dalla Nola già ci tata . lì. I corpi rilascera uno i rùlativi buoni. 12. li pane, conf'eziona(o dai panific i militari, verrà distribuito giornalme nte presso i magazzeni viveri in quei luoghi che verranno designati. I panifici dai qua li l'intcndeuza potrà trarre le necessarie provviste sono que!li di Torino, Alessandria, Vercell i, Casale, Pavia , Milano e No rara . 13. Pel trasporlo clf-' l pane dalle stazioni forroviarie alla sede dei magazzeni, si provvederà per mezzo dei carri della colonn~ h mossi a disposizione deil'i nlendenza. 14. Si avvertono i corpi che il Ministero avendo fatto preparare del biscotto, po trà occorrere di f~rne qualche distribuzione. 15. I corpi rilascieranno i buoni pane a seconda delle norme consuete, avendo presente il disposto dei §§ 13 o 14- dell 'Jstruzione ministeria le 21 giugno 1869.
grand'alt. b) Nei giorni di fa zione, a seconda della sua durata e importanza, i comandanti di divisione daranno quegli ordini speciali che crederanno d~I caso, allo scopo di assicurare il buon nutrim ento del soldato . e) 11 caffè, nei giorni nei quali è distribuito. verrà consumalo a seconda delle norme che daranno i comandanti di di~ . visione. Legna.
19 La legna verrà distribuita dai municipi sulla presentazione di buoni per parte dei corpi. . 20. L'importare del la legna pel rancio verri! conteggiata nella contabilità trimestrale per le somministranze fa tte in marcia; sarà poi cura del!' intenclenza di far ri mborsare dai corpi ai municipi l'importo della m<>desima. 21. In caso di pioggia ed ogni qualvolta lo crederanno necessario, i comandanti di divisione sono autorizza ti ad ordinare una distribuzione straordinaria di legna i per questa i corpi riJascieranno un bu6no speciale: il cui ammontare sarà a carico dell'erario. 30 ANNO XVI, VOL, I.
J66
RELAZIONE
22. Aftìne di assicun1 re tale servizie in tem po debito , un funzionario d'intendenza di caduna divisione dovrà sempre precedere l'a rri vo della tr uppa.
23. Il sèrvlzio dei tòràggi sarà disimpegnato dallé relalìve imprese, e lè d\stribbzloni si efl:'titluérJ'nno ò&i magaizebi che. verr:).11u6 stabili(i in loéalila opportune e pròssi.iìliori J t'1uelle occùpate da llè truppe. . · 't4. La razione è quel la di n'rnrcla. 25. Avranuo di1·itlo a prelevaì'e urìa i'àzibrle fòNìggio , ql.la'lilio siano forniti di cava llo, gli aiutanti maggiori in 1°.
29. Pel servizio sanilariu presso il quàrliere genera le del eo1'po d'esercito venne d-cs't.1nato un medico capo ed un medico di battagl ione, e presso lo ambulanze division11li un medico di l'fl!!gimenlo e due 1'.nedici di ballaglione. Alle brigate di cavJlleria Junq,ionerà come capo dell 'a mbulanza il medico di reggimento più. anzi:rno fra quulli di regg4nrnn~i. Egli avrà ·a sua -disposizione un medico di battaglione per turno." Pres,o 1-e brig-ifre <d 'artiglieria e oolonne del treno, il senizio sanitario sarà fatto per le prime -dai corpi prossimiori, e per le seconde dai medici d()lle ambu lanze. Per gli squadroni. addelli alle divisioni, dai medici dei corpi più vicini. 27. Gli ospedali principali pel corpo d'esercito sono quelli di Alessandria e di Milano, dai quali gli ammnlali trasportabili saranno diroUi su quelli di Torino e di PiacPnza mano ·mano che ciò occorra. L'eVacuazioné degli infermi si farà in generale sugli ospedali che soD'O dietro le basi di ope-ra.:i'Ooe. 28. Per le truppe ddla d-ivisione Righini il servizio rip-osa . sempre sullo· spedalo d'i Milano e temponm eamente su Nrova.r a. 29. La direzione da dàrsi agli ammalali per ogni dislocazion:é sarà fàttà con'Oscere dul medico capo ai medici eapi ',folle am bulanze. 3fr. S'intende che gli ammalati entrano allo spedale con armi e bagaglio.
SULLE C~'I\ANDI MANOVRE
. l!iervizlo "Veterluarlo.
·131. li vc,terinario capo dol corpo d'eser cito avrà a sua immed iata disposizioni'\ il veterinario in !°del reggimento guide. • Pei corpi di faol1·ria il ·serviz io veterinario sarà fatto da quelli a cava ll o più vicini. Cinterm·eria principale verrà stabilita •prima -ali ~lessandria. · 'poi a Vigevano.
Buulzlo.ni da gum·•·a.
32. Lo 't'l'l1ppe porteranno nel lo zaino i,l munizionarn(ml-0 a pal lottola del piede di pace. Le munizioni da s:alv,e si.mmno por tate nella giberna. L' nrtiglif~ria consc:n'<'l'à i cofan i con munizionamento completo; porò i co fani dell'avantreno dei pe.zz.i veuanno caricati con colpi dn sil lve. 33. li ·quantita tivo delle munizioni da salve, di cui i cor pi · 'deV</no èssere fo rniti. s11rà di: ·, '50 colpi per ogni fantaccino è bersagliere. IO colpi per ogn i cavaliere. 80 colpi per pezzo .
Situa,r,ionl .
34. Ogni sera per le ore otto, dai comandanti di divisione. del la brignta di caval leria e dai corpi direttamente clipenrlenti: verrà rimessa al' 'qnar liere gt\tWrale del corpo d'esercito una .situazione compilala secondo l'annesso modello.
35. Giornalmente, due ore dopo l'islallamento degli accam.. ,Pamenti. si r iuniranno a rapporto presso il capo del lo stato maggiore del corpo d'esercito: , l' Un ufficiale di stato maggiore per caduna divisione.
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RELAZIONE
2° Il capitano di stato maggiore addetto alla brigala di cavalleria. 2• L'intendente capo. 4• li medico capo. 5° li capitano del trt>n o . Ungagllo.
36. Gli ufficiali avranno dirilto di portare il numero di cassette per ognuno concesse sul piede di g uerra. Coonnl~lonl J>el danni.
37. Cadun comandante di divisione nominerà la prescritta Commissione perman ente per la verifica dei danni. Essa sarà composta di:
Un ufficialo di stato maggiore. Id . del genio. Un fu nzionario d'iotondonza militare. 38. Ogni qualvolta sia per le manovre, sia per gli accampamenti, i corpi potessero arrecare danni ai tt-rreni che occupano, la Comm issione dovrJi constatarne l'entità, aftlne di poter poi stabi lire il compenso da accordnrsi a carico da ll'erario. La Commissil)oe si atterrà a quanto prescrive la Nola mini-· steriale N. 54 (pag. 187 G. M. 18b9}.
SECONDA PARTE
A !\'orme per le mnrclc.
1. Lo marcio bene r ego!n te so.no la più u tile scuola cli guerra che si possa offri ro ai soldati ed ngli u fficiai:; per cui non tornerà inutile il raccomandt1ro .a questi ultimi il massimo zelo nel conservore l'ordi no o la più r igorosa disciplina. Adempiendo a qncsle due .condizioni colla minor fatica delle truppo,
SULLE GRANDI MAN OYHE
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si percorrono rilevanti lunghezze in un tempo r elativamente pih hrern, e si conseguisr,c la possibi lità di tenere le unità lattiche sotto mano dei capi cho devono impiegarle oell' azione. 2. Ma neli'azione si ha bisogn o di utilizzare tu lle 11-1 forze del solda to, di cui non converrà quindi giammai foro un inutile spreco. E questa dr\'C C'ssr•re la preoccupaziont1 di tutti duran to una marcia; quindi è cbo allorquando la di visiono sorte dai cnmpi . tutti i corpi non devono mcllersi conLPmporaneam en to so tto lo ~rmi. L'ordino del giorno indica la successione -dei ~orpi, e ciascun di qursti farà bat.lero l'assemblea quando quello che lo precede ha comincialo a sfi lare dal campo. Jn generale si ritenga che un reggicrH'nlo di fantnia impiega a sortire dal campo dodi ci minuti, tredici una brigata d'ar tiglieria su I.re baltcwie. tre un ba llaglioni:' di bersaglieri, 8. Duran te la marcia I I.J;1Lla.gl ioni devo no costantemente conservare le distanze regolaml'ntari, e ad ogni modo piuttosto aumentarle che diminuirle, giacchè incontrando ostacoli o stretti sulla linea <li mrircia, si manil"oslano dei sussulti che non sono cos\ risen titi da tutti i battaglio ni della divisione. Coll o esplora1.ioni che la caval leria dcli ' ava nguardia deve fare mollo lontano, non si manca certamente di tempo por spiega re la colonna quando si presenta il nemico, ancorchè sieno aumentate le distanze fra i battaglioni. 4. Quando_da un punto Qll alunqu o della colonnn si dà il !Cgnnla dell 'alt, le trombe <lei singoli hallaglioni ripetono il segnale, o nessuno dovrà occuparsi di faro serrare le distanze, poichò avverrebbe che i pic1!oli alt scrrircbbero solo ai battaglioni di testa. 5. Quando s'incon trano crocevia èh e possano lascia r dubbio sulla strada che si deve prpnrlere, l'avanguardia vi lascia un cavaliere. li comandante In brigata di lC'sla lo sosLiluisce con un caporale, il quale, appon11 sopraj!giuoge la tosta della seconda brigata, corea di r aggi ungllr e la propria compagnia . 6. Si richiam11no alla memoria le disposiz;oni contenute nel r egolamento di disciplina, e spacialm<'nle quella cho ordina la fan"teria non ingombri il rnrzw della strada, e l'nllra che n es-sun soldato può r imanere addietro, se nrn visitalo dal medico cd accompagnalo da un caporale all'ambulntna. Tuili i soldati rimasti indietro senza queste forma lità dovranuo essere consegnali alla guardia del campo, e puniti collo corvée le più faticose . · Quaudo la colonna artiva nella località dogli accampamenti,
4'10 i C.fvJ;Pi.d.ev000 en.tr<\re· nei camp.i. a.I pas5io di e.orsa., cmde uo.n o,ecas~ol,la:re una fern.1.a.ta sulla. strada a quelle· ehe.1parciano iu c:oda-. 7. Dura,nte le grandi fazio·ni pei:ò. deve supporsi elle og,ni marci-a s.ia falla in preseoia del nemico,; per cui bisogna preocc.upa1:sj ancho di <.1,uello mi~urc che tendono ad evilaro le· sorp,rese. del p,açlito avversario, il disaccordo nelle colonn.o chE) mai;rianQ lateralmente, ed i.I s-orerchio rit.ardo n_e gli spiegamenti .. Qg,o.i coJo.naa quindi deve farsi prece.d.e1_1e da una a.vang,uardia co.i;nposta delle tre armi, incaricanclo specialmente la. cav.alleriac deJil'<M;p,loraZJi@n.e. Da questo sr..n;izic, de.Ila cavalleria fallo con l~ghe ve-dute, dipen.do.no 1.a. sicurezza nella marcia., lp buone. d\sp,o.sfaioni del corpo pri.ucipn!e cd anche l'esito, dei co.mba.t ti1neu-ti., poich.è. tenendosi t drappelli di cavalieria a conta.Ltqc col nemico, e.ssi posso oo da-re le. più ampie nQtizi,a sull.a: {o.rza e ptog,etti d:t esso,. non, eh.e tmp0elire cn·e~,li ve.mga a ricon0r sc.erci, te,ne.n.ilolo., per cos1 dire, av;voH.o i.tl. tJJHl filla rete., c.l:i.~ lo ·la$~ia .conliD;uQ.o;i,onte. nell 'incer(ezza.. - La . fa.o le(ia del l'a,vangua:rdia !JO,U. esplora chele località sos:pette. cf1J} si 1ro.v,u1p im1t1,ed.iata.mento vic,ir;i,o alla linea di marGia. ~- L'arti,1$iller.la che sta, co.l.l'avang.uardi11 , ma.rcia senza ca.SSt,i,ni. 8. li, fi.anchegg·iam,ento della marcla sarà fotto da; d,t\e. drapp0.Hì· cji, c.avalleria. cm.e marcieranno su. slrad.e laterali. Ques,h drappelli cercheraQno dl tenersi in comunicazione c,ol~'avan,guarcl.i~,. r\fe.~endQ. s.ull.e novUà che loro M;vct1tsse di aHe.rtir~. QQa.\o.ra tale, fianc:heggiamento riesci~s.e. impossi lo @,c,r lo co.u.diz,i.oni topografìcne., si distaccheranno successjva.i;nente da.11:'an ,nguardia pattuglie cli cavalleria di 4; o, 5. uo,mlni, fac,end;o· loro battere le strade ):iterali per traUi di 3 o 4 ch,i lomctri o~ia pe1' lti o 3.t4 d;'Qra di· cammino. Do.po. e.ssersi tratle,t;111~ quEll ier:opo c,he. \a c.o,lo,nna deve impiegare per sfìlaro, (seconcl·<>- · la; p.roJond~tà cbe ha), esse st ritireran.uo 1:icalcaJ;1,do la s,trad,&>. già fa.Ua, e, p.ass(),rann,o alla rel,roguardia o megl-i0, in, eoqa d.Ellla colon·na pr~nctpale.; Naturnla1ente qu,esto pattugli,e. debho:u.o, esl!er·e raceol,te ,la tl'ffì.ciali sin.cl,iè riun.il.e tulle. ~~ r ~portino 011~-tiuate ailJ 10,r-0, pos(Qi pro.fìllaudo degli alt. ()tiest~ serviziQ,. se, ben fatto,, cioò sa nltivato 1'.€1I\ cu,ra,,, c0n. int.e lligenza. con scaltrezza e scioltezza.,, è il 1nigliore,fianel),eg~. g;iamento,. È ~osa· u.tilo per altro che k pattuglie, staccanòo$t · • JasciB-O, al punito d:i p.a rtenza un uomo. per segnalarle· all'nfl.ì., Clale,hioa,ricat-0 (p:vesso la retro.guardia) di raccoglierle. L'ufficiiale di stato magg.ioro all'avanguurdia Ila la direziono. di f!!1zl:e;Sto· s1miizio..
SULLE GRANDI MANOVRE
9' Allorquando l' avanguardia incontra il nemico, il comandnnte di essa deve cercare di riconoscere l'entili1 <Jella resistenza che esso vuol presentare, onde all'incontro di qualsias'i drappello avversario non si dìa l'al larme alla colonna e non si arrosti inutilmente. 10. Se I' avanguardia però segnala la presenza di forze rilevanti del nemi'co, il oomandnnle della colonna ordina sulla testa una form11zione co ncentrata, onde a11 ere rollo mano tu tte le sue forze per qualunque rvenienzn. - Sarebbe grave errore il procedere subilo aJ una formazione io ballaglìa, senza aver prima riconosciuto il nemico o formalo il piano di azione. 11' Ogni q11alrolla, in seguil:o a lle segnalazioni dell'avanguardia, il coman<Janlo della colonna decide di prendere una formazione concenteata, deve farne avvertite immediatomonte le colonne laterali 12-. Tutte le volle che i rapporti tattici o le cootii.zioni topografiche lo esigono, nell'ultimo !'JElriodo della marcia in pre~ senza dol nemico, la divisione po.trii Hrnrciare- in clue o più colonne, purchè si tengano bnne allacciate fra di loro. 13. Durant11 la ma rcìa la successione dei oor'pÌ di una d1ivisione. sarà in generale così stabil,ita :
,
Uno squadrone. Un batlag:liof).e fanteria. Una sezione d'artiglieria (set;iza cassoni) . Uu hallagliono fonLN'ia. J.a se1.ione del genio.
Co1p,a principale.
Uno s,1u,Hlron0;. Uu reggi mc-uLo con un ba,ttaglione .
l)ue sezioni <J'a.rliglier~a (baHeria di, raanoHa).. Un· reggirnPnlo, faniteri·n. Seconda brigala di fonltwia. DtJe bottcric di manovra., B·i ttaglio u i b0rs.aglieri.
4-72 '
RELAZION E
Carl'eggio.
Ambulanza. Le colonne di munizioni della brigata d'artiglieria.
Carri del quartier generale. · Carri dei corpi nello stesso ordine in cui si trovano i corpi. Colonna viveri.
SULLE Gl\ANDI MANOYl\E
473 '
gimentodello scopo degli avamposti. E che anzi guarentite le comunicazioni principali, deve evitarsi il sorerchio sperpero di forze. e) Che quel comandante d' avamposti il quale non sa- · pesse dare informazioni dettagliale sul terren o che occupa, e notizie più o meno ampie sul nemico, darebbe provo d'insuf- . fìcienza o quan4o meno di nPgl igcnza. I signori comandanti di brigata cureranno che In truppe si · fam igliarizzi no ari un tale servizio, e mi riferiranno specialmente di quelli ufficiali che per merito o domerito si togliessero dal comune degli altri. ,.
Ret1'og1ia1·dia.
Una compagnia della brigata di coda. 14. Alla fine di ogni marcia, i comandanti di corpo trasmetteranno un sommario rapporto sulla medesima, indicante gli . inconvenienti occorsi, le punizioni inùitto, il numero degli ammalati. Ta li rapporti dovranno essere fat ti appena il corpo è accampato, e saranno per la via gr.rarchica trasmessi a questo Comando coll e osservazioni dei signori comandanti di brigata e di divisione.
A·nnnpostl.
15 L'istruzione ministeriale 28 giugno 1868 provvede già largamente sopra questo importante servizio. Allo scopo però di conseguire che quell'istruzione si applichi sempre raziona lmente e con vedute non troppo rist:-elle, non sarà inutile ricordare: a) Che i migliori avamposti sono quelli di cavallr.ria. la quale con drappelli spinti molto lungi guarda le strade più importanti. b} Che dietro a questi drappelli a distanze non maggiori di 1 o 2 chilometri pren<leranno posizione dei nuclei di fanteria . e) Ch e i posti d'avviso che di giorno si compongono di ~aral leria, di notte sara nno formati da pattuglie di fanteria, le quali p(irò si terranno a distanze meno ri levanti. d) Che l'attività degli ufficiali, più che una grande quanti là di truppa distribuita sulla zona di essi, assicura il raggi un-
No1·me 1•el con1b"t,tlment.1.
16. Richiamo dapp rima l'atlenzione degl i ufficiali sulìe norme date dal Ministero colla sua istruzione 2fì mnrzo 1870 e aggiungo qualche utile avverlime:nto per ottenere un risuflato reale dalle g randi fazioni a) Chiunque ù chiiunato a rnppr esen tarc una partr. non agisca mai a caso, col pr ecipitare troppo l':;1zione. - R'iconoscere 17rima dell'entità d ella resistenza p·resitm.ibile awersa1·ia; vonclerare .mi mezzi di cui si dispone; (onna·l'si 1tn concetto chiaro lii qu,el che si ·mwle; p1·endere ·u11a (ormazìone adatta al ten·eno ed alla circostanza; muovere all'attacco, ecco i vari atti che succcssivàmen le devono svolgersi, se si vuole ollenere il mas5imo risu lta to col minimo spreco di forza. b) Durante il combaUimento i capi superiori non cerchino di asso rbire troppo l'in i"iativa che spf\Lta ai comnndan ti di battaglione, di l.Hlllr.ria, di sq11arirune. - Siccome pPrò l'iniziativa può far sorgere dei pericoli quando a raggi ungere uno scopo comune le diverse parli di una grande unirà non funzionano armoniosamente, così non è mai rar;comandalo abbastanza ni capi di spiegar,i bene agli uff1cia li clipcndenli il concetto generale dolla fazione e la parte che devono rappresentare. Sta appunto nell'intelligenza di quest'u ltim i il saper non sortire dai li mili di quell'iniziativa che si all arga più o meno a seconda dc,! terreno e d1:lle circosl.érnze . A queslo riguardo la scuola delle esercitazioni tatliche può dare utilissimi risultati, preparando g li elementi del nos'tro esercito a funzionare senza
ll'EtA ZION É
SULLE G-1\ANDI .M AN OYHE
esitazioni e senza disaccordi quando saranno chiamati ad agi1e in nna gue~ra reale. o) Nelle evoluzioni non si scQlga a caso una formazione qualunque. Sovra un terre.io dato, tenuto conto dello scopo tattico ohe si vuol raggingere, unl'I sola è la formazione buona. A. questo riguardo converrà aver presenti le norm e stabilile dal regolamento d'esercizi per lo truppe a piedi d(ll ~ 413 al§ 621. Si ricordi arrcht,i com e, possedendo la nostra fanteri11 un regolamento informato ai principi i della nuova tattica, occorra che sul teneno venga realmente applicato, obbedendo più ohe si può alla lettera e sempre poi àllo spirito di esso. d) Ogni qualvolta debha all 'indomani aver luogo un com~ battimento, i signori comandanti di divisione fornnno pervenire al sottoscritto una relazione s1,1l concetto che vogliono svolgere.
Il Liwgot.enente Geni;1'<tle
P1mxn.
4'15
Allegato B.
Divisione di Aless nudrla,
Luogotenente generale DELLA CHIESA.
1'l°
r egg_. font. (3 .bat id. ( id. 2, I 53f rcgg. fa11 t. \3 batt.) Brigata Umbria-, Magg. Gener. Sorno ( 54• id. \ id. )
Brigal« Re, Magg. Generale
P EYR ON
(
Tre plotòoii guide, Due batteirio del 5' reggimento arliglieria , Una OO!ll/pagni,a de.I genio, Un equipaggio da ponto, Colonna C ed E ) <e , Id. pel pane (lO carr-i) IY. I I 1ICJJQ · ·· ·
Brigata mlsla della dlvi.;;ione di Ge no,vu.
Colonnoli o BIANCHI .
3' Reggimento fanteria (2 battaglioni) 48• id. (S id . . ) 4• id. (1 id. . }
Uua batteri'a del 5.• regg,imento d'arligliorin , Una balleria d'autiglieria da montagnn, lfn plo t~.ne g,uidt¼, Colo,n,na pel pan.e· (10 cani).
SULLE GRANDI MANOVRE
.176
477
llE LAZIONE
a• Divisione,
Allegato C. Luogo tenente generale CASANOVA.
QUADRO DI J~ORMAZIONE DEL CORPO D'ESERCITO.
t."' Dh·lslonc.
Luogotenente Generale DELLA CHIESA. Brigata Re, Magg. Generale
PEYRON
· Brigata Umbria, Magg. Gener . Sowo
1° regg. font. (3 balt.}
Brigata Granatieri di !oscana, 11° rogg. granatieri · Maggior Generale SCALETTA ( 8• id-, Brigata Calabria, llfaggior Ge- I 59• re.gg. fanteria nerale ADOHl\'l . . . • • t 60° id. 2• e 9• battaglione ber saglieri, Tre batterie del 5° r eggimento d'artigl ieria , Due squadroni guide, Distaccamento del genio, Colonna C ed E ~ Id. viveri (lO carri) j del treno d'armata
2'· jd. ( id. ) · 53' r egg. fant. (3 batt.)
54' id. 41• e 43° battaglioni bersaglieri, Tre batterie del 5° reggimento d'artiglieria, Due squadroni cavalleggeri Ca.serta, Distaccamento del genio, Colonna C ed E ì , Id. viveri (lO carri) j del treno d armala.
( id. ) ,ao. Divisione.
Luogo tenente Generale RIGHINI
·
·
_Brigata mista, Magg . .Gener. •.,.
o-
NEDBAL •
Br1bata Parma, Mabg. Gener. BOCCA .Magg·ior Gener<J!e BRIANZA.. , G , · t· R · Briga a egma, 111agg-. ener. l'ERRAUI ,·cr
~
,
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(Y(T
,
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.
( 3batt.) ( id . ) (3, baM;) ( id. )
1l 9° • regg. fant. id .
(3 batt .) ( id . ) 10 ~ 47° regg. fant. (2 batt.) t 48· id. (3 id. l
Blloata I ena1a, Maoo · Gener. RATTI 40' batlaglione bersaglieri Tre batterie del 6° reggimento d'artiglieria, Due squadroni cavall egf eri Caserta, Distaccamento del gerno, Colonna C ed E . ) • • Id. viveri (lO carri) j del treno d armata.
It 1·;,, regg. fant. id. 67 ·l
49' r egg. fant. l 50 , id.
5' e 30° battaglione bers-aglieri, Tre batterie del 9° reggimento d'artiglieria, Quattro squadroni lancieri Foggia, 3• compagnia del genio, Colonna C od E ) , Id. viveri (10 carri) I del treno d armata, Equipaggio da ponte N· 2, Una compagnia del genio (4).
(3 batt.)
( id. )
(3 batt.) ( id. )
i,8
tlELAZIONE
SULLE GRANDI ~lAN·OVRE
JIJt'igntn. di eavallerla,
Maggior Generale
VANDON\
Reggi men lo Nino. cavalleria (4 scjuadtoùi\ ld. Caval leggier i Monferrato (4 squadroni), Id. Usseri di Pìacenia (4 squadroh'i), 'Duo batterie a cnvallo dr>I s• ·reggimento d'ar'figlietià, 10òlonha d'atnb'lllanza (3 carr'i), 'Colonna viveri e foraggio (10 carri).
T1•np1,e dll'ct,tument('> dlpcnclc;ntl ·dÙl '·(;otifnudo del Coa•po d'Esercit-0,
Allegato D.
NOilME GENERALI PER I GIUDICI DI CAMPO.
Onde dare una base uniforme aAle decisiO'lli dei g iudici di <;ampo credo opportuno di rioor~lare quanto segue: :1•
Una brigata zappatori del genio (3 compagnie), Equipaggio da ponte N· 1, Uno squadrone guide.
La superiorità numerica è ia condizione assoluta del successo 'quando la forza morale deve considerarsi quale fattore comuJe.
Annotazione.
Allorchè nel secondo periotlo iJelle grandi manovre ~i formarono due corpi di esercito. la divisione Righini ebbe un solo 'squiadrone di c1:1.valleria cedutole dalla divisione Brianza, ed ;un solo distaccamento del genio. 'Coi 4 reggi:ncnti di -cavalleria si formarono in allora due brigate: una composta dei r eggimenti Foggia e Usseri con una balleria a caval lo agli ordini del co lonnello Salasco; l'artra dei reggimenti Nizza e Monfe'rralo colla relativa batteria a èa- . vallo sollo il comando del col<;rnnello Avoga:tiro. ·
Là superiorità numerica pu-ò esseM neutralizzata da ·svantaggi di terreno e da inferiorità di ma novre. 30
Il dominio, se n'on nuoce al l'efficacia del fuoco, gli ostacoli -che ritardano la nwrr,ia, quelli che coprono dai colpi o dalla vista, sono le coodiziolli di terreno che in certi lim iti compensano la inferiorW1 numèrica. '
6ostiluiscono inferior i'tà di manovra le seguenti condizioni: à:) Fantèria che -combatte fanteria unita ad altre armi e : llpMialmcmte ad arliglieria. All.reltanlo si dica della cavalleria. b) Càvalleria che carica fanteria intatta. o) Artiglieria senza scorta. d) Un'arma qua lunque che mentre si trovi impegnata di . fronte viene altaccata di fianco.
.480
l\ELAZIONE SULLE GRANDI MANOVRE
e) Un'arma qua luoque contro la qualo si smaschora un attacco di fianco prima ch'essa abbia avuto tempo di opporre l'opporluoa contromanovra. {) Cavalleria che sia inopProsa sotto il fuoco. g) Cavalleria e fa nteria che stanno o muovono in forrpazioni profonde sollo il fuoco deì l'ilrliglieria. h) Arliglieria che in terreno coperto si trova sollo il fuoco di num erosi caccia to1·i. i ) QualunqLrn manovra di fianco sollo il fuoco. /;,) Mancanza di riserve. l) Ogni at lacco in genere non preparato dal fuoco.
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CRONACA POLITICO-MILITARE
LA PACE.
Nei numeri precedenli si cercò di formu lare i criteri pl'incipali che devono servire di base per i verdelli dei giudici di campo. Non s'intende di averli dati tutli : in co nseguenza rimane sempre il loro apprezzamento personal e per g li al lri. 14 marzo 1871.
I gi udici di ènmpo nel pr onunziare quale della lettera a, b, e del N° 38 del le Norme ministeria li per le escrci l/izioni tattiche siano applicabili alle trnppe, .io base ai criteri precedenti, dovranno ' invigilare la stretta esecuzione dei loro verdetti, avvertendo che le truppe dichiarale fuori di combattim(:)nto formino i fasci d'armi se di fanteria, appiedino se cl i cavalleria od artiglieria e si pongano in disparte per non impacciare la manovra. .
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i.
Ciascun gi udice di campo in principio dell'azione è assegnato ad una frazion e di truppa onde possa trovarsi in mia zona in cui la sua presenza è presumibilmente nece.ssaria. Per quanto essi debbano occupar si più specialmente di questa zona, passando da un partito all'altro a secooda dell'oppor'lunit~, l'uftfoio lorn non è però limitato in modo assoluto alla zona in cui si trovano in principio dell'azione, ma estendesi · alle zone laterali ove non si trovasse un giudice cd occorresse una decisione.
All'armisHzio a scadenza fissa f\ succeduto l'armistizio a scadenza indeterminata a cui si dà comunemen te il nome di pace. Questa si può fì n d'ora con si dorare come con chiusa e il trattato che gi farà in appro:iso non potrà aggiungere o modificare gran ché 'a quanto già venne così accuratamente stabililo nèi preliminari. Per cui anchn noi chiudiamo qu,•sti studi con una breve esposizione delle f'nsi. per cui passò quest'u ltimo momento della guerra. , La gran decisione se la I<'r ancia dovesse assoggettarsi a subire le legg·i ciel "incilore, o prosegu ire la lotta Ono alla rivincita o ali' es·termioio, dipendeva da ll 'assemblea che si dovc•va radunare a Bordeaux. Eletta e convocata in. circostanze così nuove e così straordinarie. non è maraYiglia se essa riuscisse in grau parte composta di uomini nuori. Gli elementi che aveano formato la maggioranza nel corpo legislativo rimasero esclusi, e il vecchio regime non trovò più adito alle deliberazioni del nuovo Parlamento che pC'r una mezza dozzina di voti . Per temperamento la nuova Camera risultava essenzia lmente pacifica e mo j erala, · giacchè gli uomini es!remi di qua lsivoglia parti to non avevano trovato modo èi essere eletti che a Parigi e in alcuna delle altre grandi ci ttà della Francia. Per colori politici l'assemblea preANNO XVI. VOL. I. 31
482
CRONACA
senta va -(ìn dal princ1p10 i germi dell'inconciliabililà; i repubblicani erano in minoranza; ma i rnonarchici erano fl lla loro voltfl divisi in lrgi tlimisli e orleunisti , tra' quali si p~rlava e si parla tuttora d'una fusione, la quale non sarà credibile, se non quando sia u n fallo compiuto . Ma la gran maggior anza degli rlcmenli moderali d' C\gni partito rendeva possibilH una conciliazione a lmeno momentanea, almeno pflr r isolvere la quis tione più nrgpn te. quella della p:rce o della guerra. Pe1;ò anche questa quisti0,,r, oresupponeva alla sua volta una risoluzione almeno prov·:isoria d<~lla qnistione r;overna~iva. forlu uatamente questa soluzione era inrlicata dal risultato stesso d~l le elc•ziooi. Thiers, ' P.lelto. in 18 di par timenti , era l'uomo eh(\ la Francia add itava come il più capace e il più ,ieg'no rii reggerne le sorti in questi difOcili momenti: V'era già stato u u periodo nella· guerra in cui parve doYess'egli diventare l'uomo dP.lla situazione: l' impopolarità ch'egli si era ti ra la addosso al momento d1\lla dichiarazione della guerra, quando la tnrha gridava : à, Berlin à Berlin! erasi ben presto convertita in un seotim1-mlo d'ammirazione pH la su11 ,preveggenza, quando sopravvennero i pri1ni rovesci: r icercato da~ mi nistero Pal ikao per entrare nei Consigl i d!'lla tlif'esa, egli· non consentiva- ad accf'tlal'o il manc!&lo se non gli .fosse confermalo dalla Camer:i, ed ottennva da qu1•sla una splendida man ifestazione di fiducia; nessun dubbio che dopo Sés.lnn egli sarebbe stato port.n lo al governo. se n on avesse fr ionfato la ph1izn con tutto ciò fu egl i. che allora diss.nase h Crimera v,iolcntemonte r.liseiolta da l protestare con tro l'u$urpaz·one, e ben longi dal cre11re im bar,)7,Zi al nuovo goveTno ne accettò J'inr.nrico di fare un viaggio presso i gauinetti europei e di ne<:roziare c"n Bisrnank un armistizio . La lunga r,·sislenza fat~a da P,irigi era ven uta ora ad aggiungere un ti tolo di più all'uomo illustre, che ::l\'eva aYuto il,nrnri lo pr incipale nel fortificare quella gra n capitale. A lu i peri~i<) la nuova assemblea, convocala a Bordeanx, conferiva il diffici le incarico di capo del potere esecutivo . lflscian dogli la libera scel ta dei 'suoi min istri . Era inn1ro nn'amara ironia M l d!lslino, che l'oomo, il 1.pialo i>ra stato e nr>gli scriUi e n<~ll'aziooe la person ilìcnion(1 più spiccala del sentimento francese, che av,•va dt•dieato gra n parte della sua vi 1a e de' snni studi a tramandare Alla posti>riti! l'cp\ica più g loriosc1 clc•ll11 Fr0ncia , fosso pur quello destinato a . rapprescritare la Francia caduta
POLl'l'IC,0 - lllIUTARE
483
n~ll'abisso. e romprare una pace dur issima collo stralciamenlo ~I u na parle dt:I t_e rr ilurio. Eppure el'a giu sto che egli io part1c~1 lar modo sen_t1sse l'amaro di questo momtioto, nppunto \ pe, ehè le d1sg raz.1e d1 que, ta na zione sono io gra n parte dov ute a quel sen Lirnnn lo di primato nazionàle esclusivista eh' eali tanto av~~ co~tribuito ad eccitare. sentimen to che. 'assai ;iù 9 del la p0l1 t1cil d1 Napoleone III, aveva crealo attorno 0 11a Francia ' l'isola men lo. Thie rs non si crede cr rl n nemmeno adesso co lpevole di q~esto peccato; o a ltnl'llO no n lo crede un pecca lo : nel suo d iscorso letto a li' assem hlea di 8ordeélux nella seduta del 19 -E1gli '.)01~ dim~n li?a di stnzzicflre la 'vanagloria del suo paese : < Ah1me ! egli dice, esso è infelice più di quel che non sia < s_lalo Hl verun. tempo del la sua storia così vasta, così va< r1ota, _co~ì g loriosa , io cui si vide precipitato tan te volle in ~ un ah1sso . d'rnfortun io per risalire al col mo cl PI ia potenza e ~ del 1,a gloria, avendo costa ntPmente la mano in tuttociò eh <t fu fallo di granrJn, di bid lo, di utile all'umanitil . « È i~felice, senza dubb io, ma ri mane uno dei paesi più " grand i_ o p~ù yotenli d1dla terra, sMnpre g iovane, .fiero , inc< saur1blle d1 ~rsrirsf\ e s0pratut!o sAm pre eroico: prova ne sia " la lunga resistenza dt Parigi, che r imarrà monumento della "' costanw e d11l la energi<1 umana . > · . l i programrn,a che egli svolse in questo suo discorso si può r1_ass~010:e c0s1 _: f~~· la pnc1'.. _rimar_gina re le piaghe del paese, d1ffer1re a tempi p1u tranquil li la discussione sulla fo rma del gov~irno Ern lo scopo piì,1 pratico e ragionevole, e fo rse il solo r,~g1?n~vde ch'egli si pO lf!S_se pr090rre. Quanto alla pace, egli d1c h1a1 o bcn~ì che non 1· avrebbe 11ceellata, se non rosse onore'vule;_ ma t'fU ques to mollo prohabi l1w1 nte un eufem isrno ' per non dire che avrebbe accettala la pace ad ogn i coslo, e se ' gnnlche rlep ula to avesse chieslo allora qua l era il limi te fra l'onore e il disonore, nqn s;:ppiamo che cosa anebbo Thicrs po l1,to rispo ndere. Dill tenorn del suo discorso si può a nzi rileva re eh' egl i non s·1:1spelt;1va i!IIMa ad un'occupazione così prolunga ta, come quella che venne in fn tli pa lt uila. Non staremo qui a rifl'ri 1'H le peripezie del le lratta ti ve di cui de l ros to poco nnçora si conosci\ la storia. Già con una convenziooe addizio rrn lc del :5 f,sbb 1'aio er:::i staio fatto cess,1re lo sta i.o di g11en:a nell'unico punto 0ve ancorn c~istc\·a, a l;lelf"ort. ~opo tre mesi e mr.uo d';1ssodio q1wsl11 piilZZil resisteva aneora il prenderla avrebbe costalo ai Tedeschi uon poco tempo e
CI\ONACA 484 sacrifizi; ma la sua resistenza non avrebbe .migliorato le condizioni <lei Franr,esi nel caso di ripresa delle ostilità. Fu' pt'rciò stabilito di comune acxerdo che la piazw sarebbe c~dut:i ai Tedesehi, o la guarnigione sa rebbe uscita libera con tutti gli onori de!la guena fin oltre al limite di demarcazione. Quando poi Thiers g iunse a Parigi, anmdo seco il Farre, ch'egli avea conservato ministro degli esteri, e una Commissione di 15 deputati, delegali dall'assemblea ad assistere alle trattative, l'armistizio già prolungato al 21 sLava per spiran1; -era necessario qui ndi rinnovarlo. Fu ciò che si fece; ma il Hi-· smarck non concesse di protrarlo oltre a I 26. Rimanevano cos\ ,oli 5 giorn i per lo trattat:ve . A g ivdicare dalle intenzioni mostrate dalI' as~emhlea di Bordeaux, dalla scelt.a del!' uomo in caricato del governo ,. d11llo spirito di reazione che si risvegliava dappertu tto contro la dittatura di Gambetta, e più ancora dallo stato di prostrazione e di disorganizzazione delle forze militari francesi, non è molto erudibi le che il conte 13ismark si a!lendes~e alla possibilità di una ripresa delle ostilità, e por quanta appressione egli <limo-· strasse per le misuro mili tari decretate dal governo francese, ' è molto più consentnneo alla ragione il credere che questo, breve spazio di tempo concesso alle trattati1'e non fosse che il mezzo di abl1re,·iare il termine di una situazione piena. se non di pericoli, almeno di aspottativa, e di otten0re j)iù fa cilmente quello eh' egli v,oleva. Era stata sollevata la questione del l'ingresso dei Tedeschi a Parigi; essa era stata o mai decisa affermativamente n Pi consigli del l'impero , ed entrava perciò nel programma delle proposte elle dovea iare il Bismark. Ma il modo migliore pei Tede,schi di ottener ciò, era quello appunto che si verificò infatti , cioè come una guarentigia della ratificazione dr.Il' assemblea di Bordeaux, quando fosse spirato l' armislizio. Era quindi chiaro come anche sotto questo aspetto la. brevità dell'armistizio accordat.i da Bismark fnsso un calcolo per ottenere di più. A qùesta pressione del tempo s'aggiungeva quella delle requisizioni e contribuzioni che s'imponevano nel territorio occupato dalle truppe tedesche, e quella soprallutto degli apparati militari. Contro il cost\1mo usato durante la g uerra si dava pubblica notizia dei movimenti dei corpi, che si concentravano in modo da esser proni.i al primo cenno a riprendere 'J e operazioni. Era insomma tutta una fantasmagoria, . assai
l'Ol,lTlCO-MILITA!Uè
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simile al!' atto di chi d1icd,• al suo pr0ssimo un qnalche cosa ,-col co ltello a lla gola. Che il 8ismark non ,;i fosse sbagl iato oe' suoi calcoli lo prova il fotto che i preliminari di pace fnrono segnati proprio al l'ul~ lim'ora. ed .è mollo cred ibi lo cho ,le cond iz.ioni pa ttuite non si dissornig liav,rno grnn fatto da quolle che furollo post.e innanzi dal Risma rk per 1!1 prima volta . Il Tili ers avrà · probnbilmcnlo anch~ qnesta volta ceduto ali' illusione di credere Chll la sua eloquenza avrebbe olleD uto una mitigazione , alla <lur,,na d"lle cond izioni proposte, e si lasciò venire fino at termine fotale, sempre sperando di ottenere qualche cosa di meglio. Egli fll an(;hO su! punto, dicesi. di r ompere k· trattative, e di chiamare nnoYam<> nte 111 Francia ali ll anni; ma se anche egli fil>he questo pensiero, <lovelle smell.erlo ben · presto di fro nto al la totale impotenza della Francia. Le cond izioni en,no inYero. durissime si.1 per la sostauza, sia per la form a , rna quali in general<1 si prevedevano. Dal testo stesso elci prel iminari si rilol'a corno le mo<l ificazioni territoria li fossero gilt sta to stab ilile da lnnga dala, poichè vi si fa rimando a<l nna carta slampat<t a B<'rlioo nel ;,el.tembre del 1870. coli' unica J1ffcrenza in favore d ei Francesi della conservazione di Bolfort. Con qu este stipulazioni la Francia cede all11 German ia tutta l'Alsazia, meno Botfort o la p11rtc nord-orienta le della Lorena, comprese le piazze <li Metz e Thionville. L' inde nn i1à di guerra ,che la Franci a deve pngare a S. Jf. t' imperato1·e di Ger~nania è stabilita in cinque miliardi di liro, di cu i un miliardo entro il 1871, il res to eotro tre anni . Come guarentig ia di lai pa"'amento g li eserciti tedesch i seguono ad oecnpare la parte no~d,est della Francia, sgombrandola a mism·a che si pffet.tua il pagamento. Queste truppe vivr::mno a spJse del la Frnnèia; ·1• amministrazion e sarà ritornala al le auto rità fran.c;esi, ma sotto la sorn•glian;i;a clnlle autori.là mi litari tedesche. Questi prel iminari dovendo essere ratificati dall ' assemblea di Bordeaux, l'armistizio fu prorogato fino a l 12 marzo, e -come guarentigia fu stipulato l'ingresso éiollc trnppe tedesche in Parigi. . Non entra qui nel uostro' çompilo l'accennare le circostanze che precedettero P-d accompagnarono I' entrata dei TE>deschi in Parigi; si può discute.re se questo fosse atto di savia politica, -certo era una soddisfazione data a quest'esercito, che con .tanta abnegazione. e cos tanza aveva incontrato le rJiu dure
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cnoNACA
POLJTICO MILITARE
fa ti chll, e si capisco corno lo spavaldo H provocante cinguAtliOdella stampa parigina non sia 5talo cho un,l slimulo di pih. Forso 11nc:he il nuovo irnpe ralo ro rJi Germania \'Oleva faro il suo trionfale iogrrsso, ma la sollecitudine con cui l' assi>mbloa di llor dPaux rati llcò la convenzio ne lo impeli\, e diede un pronto tr.rmine ali' occupazione prussiana. La perd ila che fa la Ji' rnncia territoriale ò grave sollo tutti i rapporti. È una popola1.iooo di circn 1,600,000 abitanti, ed uo' es.tensione di circa 15 mila ehi lomntri quadrali, a un dipresso · l'estensione superficiale dell' isola di Sardegna (I) Sebbene tede5Che di razza e di linguaggio queste popolazioni sono frn n-· cesi di cuore; esse davano alla Francia eccellenti soldati, prohi amm inistratori, industria li attivissimi. Militarmente p!.'i i riH1ltati di quesl11 mutil111.iooe sono immensi. La Francia non solo pP.ròc Lntalmento il R.eno , mii anche i Vosgi; 4uesti formPranno bensì una barriera protellrice llt>ll'Alsazia, ma non sarà l'inverso per la Lorena r imasta frnn crse, giacchè col possesso della Loreno tedrsca la Jiuea dei Vosgi, consiòorata come protezione dei Fr11ncesi, è natural monte girata . Ln nuova fronticrn forma una vera t,.inaglia, da' cui d ne lati Tedeschi possono sboccare occupa odo ·,run colpo tut.to il b::i-
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tcrner dietro alla linea della nuova frontiera, come ,•iene indicata nei preliminari, credi amo utile i nd i.caria a i nostri lettori in modo che possano segnarla sopra rtualunque car~a. su cui siano notati i conflui dei d ipartimenli. Essa parte a nord della frontiera franco-lussembu1·ghesc, pressochè al punt.o ove questa è tagli ata dalla ferrovia Lusscmbu1·go -Tbionville, si dirige a sud fino a Gorzo secondo una linea pressochè parallela a qu<'lla della Mosella e a una clistnnza media ili 10 chilometri da qu esto fiume. Tocca a Gorze il confine sud del dipartimento della Mosella. e piega quindi a est segue ndo il detto confine sin quasi all'iucontro dell a strada MetzChateau Salios. Di qui piega nuovamente a sud, toccando la Seille, d i cui rim onta la riva destra, per poi passare sulla sinistra a sud-o.-est di Chùtoau-Salios, donde si diri ge in line a quasi retta a est-sud-est, tagliMdo la ferrovia. Sarrebourg-Luné ville, presso R<!chicourt (tedesco) e passando fra Lorquin (tedesco) e Blamont (francese). Raggiunta cosi la dorsale dei Vosgi, la segue costantemente verso sud. meno alcune piccole in vasioni sul versante occidentale. Gira indi a est attorno a llelfort, e tocca finalmente la frontiera svizzera presso Dell e. Considerato complessivamente il territorio annesso si può ritene re come formrJto da d ue rettangoli,d i cu i urlo avrebbe il suo lato mir.ore (La uterburgStrasbttrgo) di 60 chilometri. il lato maggiore (Strasburgo-~ietz) di 160, l'altro avrebbe il lato minore di ,15 chilometri (la larg-hezza media del!'.A.Isa.zia) e il lat.0 maggio\·e di 120 (il Re no da Strasburgo a Basilea). (1) Non esse nd o µossih ilo, se nza cai·te molto minute,
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cino della Mosella, che ri si trorn interposto. lin allacco dei Francesi, se non sia dirP.llO contro il fro11 ttt MPlz-Thionvil!f>. o shoccando dal pr<.'sso di .Belfort, si troverà oecessarinmPnte in mezw a quella laoaglia. e pr1islt•rà il fianco o ali' uno o all'altro la to. Così lo nuova cond izione di coso lascia la Franr.ic.1 completamente apertn nll'in,•asiooo, e non dà ad essa il mezzo di agire offensiva-monte. se non con grandi pericoli, e sempre urtando a seri i ostacoli. Questo considerazioni ci fanno comprendere come i Tedeschi, e per essi Bisma rck non abbia esitalo a chiedere questo sacrifizio alla Francia, )Jer quai1Lo sia !ìn <l'ora preparato alle difficoltà interne, chogli prucurcra .. :,v le nuovo provinci<'. Bism11rk non ha fallo un mistero dello sue idr.e io proposito, fìn da quando 111 vittnria rimase assicurala alle armi prussi!lne. -So bene, eg-l i diceva, cbe l'Alsazia e la Lorena, sebbene te1!cscho etnografìcamante, sono di scotimenti francesi più doi Francesi sll'ssi: io mi allcodo dunque a non poehe opposizioni e difficrdli.1; ma il tempo è pure un gl'nn medico ; d'altrondfl por noi la è qut>sti,,ne di porre i Francesi poi maggior tempo po~sibile fuori riel caso di J'urci del ma lo. Ch'ossi pensino nl ln rivincila è certo; o vi peosurt>l>bero quan l'anche noi cedendo ai sentimon ti i"1merosi ci co1.1Lentassimo de lla gloria acquislélla, o ci ritraessimo nl'lle antiche frontiere . chiedendo al più una lieve incieuni1à òi g uerra. Poichè du nque noi ci dobbi11mo :ispettare tosto o lardi ad una ouorn riprPsa delle armi, tanto vale che noi cerchiamo di tr11rre dallo nostre villorie il maggior risultato materiale possibile, facendo ~ì che In Francia non possa piì1 r iltwarsi per un pezzo, o qun11rl'auche sia rilevala, abbia dJ lottare contro serii ost11coli. Questo si chiama ragionHl' 5lrelto: e sP. dobbiamo arnml'!LPre la premess~, la quale infatti 5emhra trovare il suo appoggio nel carallere di questa nHzione, nessun ònbbio cho la con~egueoza ò applicata a rigore. L'innes"ibililà del conte Bismarck: in questi), coroe nelle circostanz~ precod<'nli, ci ; icorda i111·0lootariamt>nle quella mostrata da Napoleone I a Tilsitt. È una analogia di_ più frn que~ta gu2rra o quella dd 1806. rispc•llo alla quale e per lo meno curioso legg<•re il giudiz;o sornmatio cbe ne d;\ il Thins nel111 sun Sto1·ict del consolato e dell'impero. " O.uanlo ai Jlr11ssi1rni, vi si dice, se si vnnLP. avere il segreto « <11 quPst.a c.1taslrofc inaudita, i11 seguito a cui gli osl'l'citi e « le piaz:rn capitolarnno all'iutima%ione di un drapprllo di 11s-
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CRONACA
POLITTCO-M1LlTAflT1
sari o di alcune compagnie di fanteria -leggera, lo si .troverà e nella demoral izzazione, che tien dietro ord inariameute ad e una folle presu uzione ! f\opo aver negato. non già le vi ttorie u dei Francesi eh,~ t=1rano iuoegab• li, ma la loro superiorità mi< !:tare. i PrussiHni ne f .. ro no talmente colpi li ai primi scontri < ohe essi llOll cr1_ici<, tkro pili possibile la resisténza, e foggi e rono gittando lfl armi. Essi furono atterriti, e con essi fu < attArrita anche !'.Europa. la quale frpmetto dopo JA.na piì.i an < cora che dopo Au;;terlitz, giacchè dopo Au?lerlitz la confì < <lenza nell'esercito prussiano restava almeno ai nemici della < Francia. Dopo Jena if continente intiero pane appartenere c all'eser1;ito frances e. I soldati del gran Federico erllno stati < )',ultima r isorsa dell'invidia; questi soldati vinti. non restava • più all'invidia che quesl'allra risorsa, la sola ahirne! che non < le mancni g iammai, que ll.i di predire gli errori d'un genio < omai il'l'esislibile, di pre tendere che a ta!i ·su ccessi nessuna « mente d' uomo potrebbe resistere; ed è pur troppo vero, che • il genio, rtopo avrre am·aroggiato l'invidia co' suo i successi, < s'incarica esso stesso di consolarla co'suoi errori >. J asciamo volontieri ai IMI.ori la libertà di fore su lle ana logie e su lle differeo.ze del le du,, situazioni quelle considerazioni, che. il c;i talo pas~o del ThiNs suggerisce in abbondanza. AggiungerPmo soltanto elle se la campagna di Jena fu pill rnpida, più fnlm inea, più completa nei suoi risullaii, la g uerra ctrn on, finisce presenta proporzioni ass.ii più colossali. Se i trionfi d'allora erano dovuti al genio d'un solo uomo. i trionfi d'adtJsso sono dovuti al g imio di tu li.a una nazione, g iacchè anche i Mollke e i Bismarck s·ono essi pur il prodotto di tutta la vita pr·rìss:11011 , assai più cbe Na polPone fosse il prodotto della rivoluziom, Questa considerazione ci inclinerebb1:; a credr.>re eh,) sarà assai pili ;tahilP l'opera fondata da lutto un sistema ri i quell(i che fosse l'oper11 fondata <la un solo uomo. Un breve sguardo ai risultati politici già prodotli da qnesta guerra od allp probabili conseguenze cb'Pss.i produrrii (;i met.letà in grado d1 renderci ragione della vastità e del significato <legli avvenimenti d,_l! )870. Dopo il 1866 la Prus~iii . cb.l:l fìno allora pesav,. a~sr:i poco nella bi la ncia Hnropea, si era sollevata fino a contendere ii' primato 11 1111 Frnncia. Q110sta aveva così trova to una riva le, e !a opinione pu bb lica eni incerta a qnale nel le due potenze nssegna re i primi onori.
La guerra del 1870 de1;ise questa questione.; rivelò all'Europa la superiorilà della Prussia sulla Franda; il che, se snrebbe significativo per ogni altra po tenza, lo è sovralutlo per la Francia, la quale non si accontentò mai di comparire f1·a le più potenti nazioni, ma vollr. sempre pretendere al van to di essere la più potenlr!. Orna i "ssa è ridotta a dover confessare ehe non solo il primato scientifico, ma anche il primato po litico e militare le è sfuggiw. Così· mentre la Prussia, e con essa la Germania acqui~la · tulto il senti mento della propria forza, di cui non aveva avuto d10 il presentimento a Sadowa . la Francia invece devo toccar con mano la sua debolezza r. la sua inferiorità; e so la Francia si ricusasse a fare quP,lt1 confessione ,, gitt;:indo, come mostra di voler fare. tutta la rolpa sopra un uomo wlo, conv~i::rebbe dire ch'essa sia cadu ta ancor. più basso di ciò che si sarebbe ·creduto. e ctrn sian troncate in erba IA sp:>ranze ad un possibile ravvedimento e . niiglioramento. Ques1a modifienzionA nel s,rntimcnlo intimo delle du B nazioni, che fu prodotta dai risult.ati della g uetTR, è, a nostro avviso , la · più profonda con seguenza ch'essa avrà arreca to. \11870 s(•gnerà nel la storia il momento ciel pieno sviluppo della vital ità tedesca, e sHgnerà per la Franciu iÌ ponto di p11rleuz11 pHI r innovamento di uu:1 società, che da 8,) aoni vtve iu prerlu alle convulsioni rivoluzionarie, oppure pld totalfi suo disfacimen'. , . 11 1870 h11 trovalo la Germnnia ancora divisa, piHna anctlra d e' I'1H1cori cho la guerra del 1866 aveva provoùali ; il 1871 trova la Germania unita, concorde• .e accresciuta di tcrrilorìo. E siccome ie guerre sono come i grandi piloni che tracciano il camrpino del l'umanitn e mettono in evidenza quali sono le idee che tendono a pr<walcire, lluali quello che stanno per fi,nire il loro tempo. cofì noi possiam dire che la g uerr11 del 1870 ha po-sto un nuovo suggello a! principio delle naziona lità. ha d<.1to un nuovo inctcm,mto nll1t formazione delle grandi agglomerazioni naturali. che ~eml>r., es,;..ire una rlelle caratteristiche del Dostro sec:o:o. È un Lrislo avviso 'al l'Austria; ma è un incoraggiamento di pih al l'Italia. E qui lo strano, e diciam pure i l doloroso è, che questa guerrn è costata la rovina cl i quell'uomo, il qu11 le aveva francamente affermato ~·d inan)!u rato il nuorn pri rJ cipiò. focen_do ammettere questa parola nel vocabolario del la dinlomazia . Ma egli aveva procu rato il trionfo di questo principio a dispetto dell'opposizione del suo paese, e fu all'ultimo coslretto da l paes~ stesso a negare ed a combattere ·<JUel principio; fu cosl la !•'rancia che obbligò Napoleone !li a
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suicidarsi, e che ora getta così poco avvedu tamente e generosamente su di lui una colpa che è tutta propria di lei (1). Quello che diciamo del principio di naziomllità, diciam olo del principio di non in len·ento. in teso nel sen:;o di non ingerirsi negli affari interni, nel la cos tituzione di>gli altri paesi. Già seguito in par:ecchie emerge nie, esso fu da Napoleone Ili er etto io vero precetto del diritto pubblico europeo . ~l a anche qui la Francia lo costrinse a rinnegare se stesso, vietando alla Germallia del Nord di varcare la barriera del t.fcno . . Se ora la Francia è così ingiusta verso quest' uomo, sia almeno giusta I' ltalia, la quale alla proclamazione di quei due principii deve il suo esser e di nazio1H.1 . L'averli egli proclamati formò la g loria sua · e il trionfo della Francin; l'averli egli poi bon solo scon osciu ti, ma com battu ti, condusse la ròvina della Francia e la cad uta d i lui. Mo , lo ripetiamo . di questa contraddizione la colpa non ricade su lui. Era p.:issato il momento in cui egli guidava la Francia, era venuto quello in cui egli doyeva lasci11 rsi guidare da lla Francia . Un altro carattere della situazione genera le fu posto a nudo da questa guerra, ed è la condizione di tota le rlisgregainento d'Europa. L'eq nil ibrio europi>o , che era già ri masto spostato dagli avvenimenti del 1866, è ora intierameùtA alterato e rotto, Ora in meno alì'Euro pa si accampa una Germania di 40 milioni di anitanti. forte del sentimento della .sua grand ezza e d'el li! sua potenza; allorno a 1bi un'A ustria, le cui parti tlimoslrano ogni giorno più pronunziate lr. tendenz(I centrifughe, una Francia diminuita di tenitorio e di popolazione, priva di frontiere, e nell a impossibilit/1 , per J,ungo tempo ancoro, di risalire all 'altezza di prima. Frammezzo a qur.sti 3 grandi Stati, 3 minori, che vivono a condizione tl i rinunziare ad una delle più importan ti pTeJ'oga tive della s'oyrarntà. All' infuori da tutti questi Stati l'Inghilterra. cbe pure un giorno prese parte così attiva al le cose del eon ti oente. s'è mostrata in questa guerra quello che già prima si sospettava,· impotente ad esercitare veruna influenza veramente sensibile, ed ora essa dà a ' vedere di non essere più sicura quasi nemmeno in casa
--- -------- ---- ·- ---- ·(IJ Non vediamo noi ogni momen to questa contraddizione anche in quelli uomini che costa ntemente parlano a nome dei p rincipii ? Non ,·ed_im,o Vittor Hugo voler portare le frontiere della 17rancia ano a Colonia e Coblenz ? Non ;-ecl'amo Thiers proporre di comprare il Lussemburgo, per cederlo alta Germania in compenso di Met.1:>
POU'l'fCO- Mll,J'rAllE
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J)r..ipria . È mollo probabile che la sua po lii ica d'aslP.nsione incon tri d'ora innanzi nel suo seno un numero maggiore di oppositori , e che si faccia genera le il sentimen to nel r<~p:no britannico che non si può sperare di pesare moralmente nella bi!ancio euro pea se n on a patto di mostrare attit11diue <• volontài di pesare all'occorrei;iza anche materialmente. L'avere toccato, coù mano che ornai la sua parola, .una volta c,i.s\ tflmuta, oggi DOll è più degnata di alCUlJ r h!uardo, fuorchè quello della form<1le cortesia diplomr tica , prod uce fio d'ora visibil menta una, rea1.ione contro il sistoma politico seguHo ni>gli ultimi anni, Od ha giovato a Clfll'O unii spinta di piÒ a (JU0l movimenlo .cbe g iù prima si, notava nel seùso di una riforma mi litare in fo_rmata a norme un po' mono difformi da quelle vigt'nti negli altri eserciti europei. Essa, che finora 1,rol'essò sempre quell'avversione per la ca rriPra mili ta.re che le' ispirarono i soldati di Cromwell, che affidò l'incarico dell,l sua difesa a gente prezzolala, pagata per fare questo mestieri!, ha già comincialo anch'essa a sm1tire la necessità di rinl.Jili tare il solda to e di farne una professio1ie; l'istituzione d0i volontari fu il prim o passo, ed ora che gli esl·rci li d' 'Europa prendono pToporzioni così colossa li, in _modo da di veri ire vere nazioni armate., anch' ossa sen,tiril di non pot~r provvedere al suo recl utamento,. se non i;ol sostitùire al contratto d' arruolamento il principio dall'obbligo porsooale, , Unica a contare veramente nel coosesso europeo, oltre la Prussia. è ora la ltussia, la quale mrlla guerra si moslrò la. · benevola neutrale o,], anch e la erentuale nll t>ala. Si va ora parlando di trattali già esistenti fra le du e pvl!mzo prima che· s'intraprendesrn la guRrra; se i trattali fossero scritti non si sa precisare; ma <:he l'accordo esistes,e è ch iaro come il sole. E mentre la sua altilucli no servì a p,1ralizz11re gli sforzi che , volesser o f11re le nitre potenze neutral i in fav l>re tiel la Franc;ia, l'occasiono fu pure propizia per lac~,r aro l'opera del congresso. del 1856 nella parte che lede~a il suo amor propl'io e i suoi interessi. Essa era giù .sta ta preceduta in questa via dal l'llalia, la quale oogliev& il momlrnto favorevole pet" re,, iizzare il com pimenlo dPl suo programma naziona le. ·Queislo fallo, la cui importanza è. mondiale, fu una vora fortuna per l'lla lia, non g ià tanto come scioglimento dei suoi voli, ma l,ensl come un g rande problema proposto allo spirito italiano, il qua le dovrà affaticarsi per trovarne la soluzione, nello stesso t~mpo che .il modo
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rare la sue forile, di riordinare la sua amministrazione e il suo es(ffCi!o. Ma oltre a que$la yueslione v·ha quella eterna di Oriente. la quale se non è ancora entrata nel suo periodo acuto, vi si è però avvicinata di molto. Col suo passo fatto nell'au tunnoscorso la Russia ha moslr,.1to c!i credere amai finito il suo per iodo di raccoglimento. e se ,rncho essa era in buona fode quando protesln,·a che con ciò non intendeva sollevare la questiono d'Oriente, è però c:erto che l'attiludine da lei presa non può a meno di essere stala come un avviso, una parola di ortJine ,, quelle popolazioni della penisola dei Balca n, che guardauo alla Russia coma rivcndicalrico dfii loro diritti. La prostrazione della Francia o l'impotenza dell'Inghi lterra renderanno, ,la marcia di questa· questione più sollecita. Gosì dal 48 in qua, non solo ogni guerra ha lasciato l'addentellato ad una nuova guerra, ma la progressione nella colossali là dello guerre successive si è fatta sempre pih visibile. Ed ora la guerra del 1870, che supera per grandiosità di apparati e per ampiezza di risultati le guerre antecedenti, lascia prevec!ore lolle ancor più gigantesche, Tutte lo potenze ripetono in coro, o noi Italiani noo abbiam ragione di far diverQ samenle, quel detto che fu r icorda lo testè nel nostro arfa, mento : preghiamo Dio, e teniamo ascititte le polll)eri,
con cui vi si proeodette ci obbliga ad una sa lutaro posizione di g.uardia. Le rninaece del mondo . cattolico o I<'> spirito di ostilità che s: manifes ta a nostro riguardo in Frc1ncia per parte di tutti i partiti saranno, lo speriamo, quello stimolo e quella pressione che ci terranno uniti, e- ci prepareranno a soppor.tare i sacri!Jzi necessari per ma.ntenere l'esercito e la marina in uno stato, se non del tutto soddisfacente, alm<•no talf', che al momento dùl bisog no siano in grarlo di far sentire efficacemento la loro azione. La Spagna, sotto lo scettro di un principe uscito dall'augusta nostra casa di Savoia, sta ora focr ndo lo prove sulla nuova vja in cu i è entrata : ma essa dovrà nncora far molto prima di poter godere quel la c0nsirlerazione che solo uno Stato ben orciina to o potl:)nte può ispirare. , Tranne ·dunque l'intima unione fra Russi:i e Prossia il resto .:non presenta in Europa elemeiiti di coesione. Ma nu lla ci promette che questa unione ·sia per durare molto te mpo. L'opera della russificazione di tnlli gli elementi estro oei è proseguita con instancabi le allivitù; l'elemento lede~co che pur rappresentava fìnorn unn parte così emi nente nclì'impero russo , vede ogni g iorno più ridotta la sua sfera d'azione, ed è fa tto segno a continue oppressioni ed esclusioni. È egli possibile che il Tedesco, conscio della sua superiorità intel lettuale, e che ora, dopo la presen'te gue1·ra, ha acquistato piena coscienza del la sua forza, si rassegni indefinitamente a 4ucslo sistema di deprimento e di annu llam ento? 'l'edesche sono le prnvince del Baltico, o Loslo o tardi nssc, manderanno verso la nuova German ia il grido di, clolore, invocando di far parte della grande famiglia. Gli elementi di ,una fu tura lotta fra la Russia e la Prussia esistono dunque fin d'ora, e la gurr.ra attuale non p11ò n mono di aver loro data nuova forza, per quanto le apparenze ora siano pel contrario. Intanto la l;tussia prepara già fin d'ora . una riorganizzazione delle sue forw mi litari, per dar · loro il massimo svi lu ppo, di cui sono capaci. Questa probabilità di una nuova guerra non è del r esto uò . · la sola, nò la pi l.1 vicina cl1e sia scalurit::i dagli. ovven:meuti del 1870. Nul la diciamo della qLH~stionc che rirnnne sospesa fra Germania e fi'r:,rncia; nessuno v'ha che si faccia illnsione in proposito; -il so lo r1ucsito a risolvere in proposito ò quello di sapere fe, e io quan to tempo tiusciril alla Francia di risto-
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INDICE DEL TOMO I. .- ANNO XVI.
BOLLETTINO BIBLIOGRAFICO
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A11tologit1J militare, premiata dal Ministero della guerra, per 1:v.sA1rn CANTO' (3 voi., Savona 18i0. Tipografia della Rcelusione m ilitare).
Gennaj.o, B. _: Sul progrtto di legge pçr le basi generali deH'cirdi 11amento dell 'esercito . . . .' . . . . Pag . U . Prnrno VALLE, colonnello d·i fanteria - La tattica studiata cogli esempi e coi confronti desunti dalla c11mpagna del 18u6 e 1870 . . . . . . . . » III. G. B. CAVIGLIA - La fisiologia del\' allenamento del cavallo di truppa . . . . · . . . . . . . » IV. G. B. CONTAIU NT, maggiore del ger.io - Progetto e descrizwne di un cano-ponte (con 2 tavole Iilo. . . . . • . . . » gr.ifìche) . . . V. Operazion i militari ò<'ll'armata di Bazaioe . . . >> VJ. CitONACA l)OLITlCO-MlJ.ITARE - La guerra del 1870-71 » I.
'l~U8-UiG6, l 1 enUcinque a,m-i in. rt,r.lia por C. · (2 voi., Firenze 18i0, Tipografia Faverio ). '
CORSI
,Gli a ·t,veuimenli ,lei ·B870, slt1tlio pol itico-m ilitare di N1,c ou ~IARSJ~L,LI ( un fascico lo, Torino, Loeschor , 1871 }.
' Consi,lerazioui .•mila d ·i {esa gene,•ale dell'llalia, di G. B. Bnuzzo, maggior · grme1·ale deb Gewio ( un fascico lo, Napoli, Librt>ria Duca, 1871 ). Pt•o1,ost11 sul 1•iortlinameuto tletl' esere'il~>, per V. ZECCA maggiore di fant,ria in ri ti ro (2 fasc icoli. Salerno, Tipografia Nazionalr., 18i l ).
Rettificazione
collegata alla quislione della istruzione prim11ria in Ital ia del magg1,,,re BosELll di cavalleria (un fascico lo, Cesena, Tipografia Nazionale, 1871).
Lti Legge st{l t•eelullimento,
colo, Mi lano, Tipogra!ia l:ll'igo la, 1871 ). .Il Cmlic•e 11euolt! m .ililm•e commcntfllO dal pro(. {un voi , M:lano, TipograGfl Treves, 1870) .
~!A nTINI C.rnLo Gerente.
VtS}IARA.
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F ebbraio. maggior generale del genio - Sulla di l'esa degli Stati io generale e dell' lla lia in particolare - Menrnria I. - li ridullo centra lo di difesa . . . . . . . . . . . . . Pag . .;- II. Con te l'1ANEr..1.. /.nngotenente generale - Le grandi manorre au 1unua li òHI 2° corpo d'esercito nell'anno )8:0 - Happorto a S. E. il Miuislro della guerra » III. G. OTTOLENGu1, capitano di stato maggiore - La difesa di f>ari;i . . . . . • . , . ' . . » IV. CRONACA i'ounco-M1LITARB - L'armistizio . • . »
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La Queslimw tlei /Jle11•.<it1f1lie1•i, pN' P. FAnrnnr (un fasci-
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ANTON10Jin1GNONE,
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14.2 239 259 '
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INDICE
Marzo. maggi01· generale del genio - Su Ila difesa deg li Stati in generale e dt' ll'llalia in particola re .- Memoria H. - Difesa òel le coste - Me· mot1ia III. - Dit'esa interna del territorio . Pcig . 273 P.r.TT1T1, l·1wgotenente gene·rale Relazione sulle Il· grandi manovre eseguitesi dalle lruppr, dello scompartimento mi litare di Alessandria, nel mese 'di ottobre 1870 - Rapporto a S. E. il Ministro della » 371 guerra . . . . . . . . . . . . » 481 lll. CRONACA POLITICO-M IL11',~IUl - La pace
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ANTONIÒ BRJGNONE,
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