Skip to main content

RIVISTA MILITARE 1870 TOMO III

Page 1

MILIT AR_F~ ITALIANA RACCOLTA MENSILE DI SCIENZA , ARTE E

STORIA MlLIT ARI

DELL'ESERCITO ITALIANO

Serie Ill. - Anno XV. Tomo III.

VOG!IE!lA CARLO SUCCESSORE G. CASSONE E COMP. T I POGRAFO DI S. M.

Fireuze, 1870.


NO T E

SULLA STOlUA DltLLA CAMPAGNA DEL t 866 COMPILATA

DA1LA SEZIONE !STORICADEL CORPO DI STATOMAGGIORE PRUSSIANO s orro r,à. 01ut z1o~u DI s. s .

I L ' GENERALE

C ONT!N UA?,!ON}; -

MOL TKE.

Ved·i Dispensa d i giug110 1870.

Proprietà letterari·a .. Halfoglia ,H lé.onigg1•iitz o tll Sadowa.

H luglio. li 2 luglio l' esercito prussiano era eosi dislocalo, cominciando dalla deslrn : Esercito dell'Elba: tre cl ivisiol1'i cli fanteria ed una brigata di cavalleria tra Smielar cd IIochwescly. Il quarl:er generale era in quest'ulLimo paese. Esercito dtl principe Federico, intorno Mil etin, Wo-stromer e Milowitz ; cioè sei divisioni di fan teria, due 'di cavall eria e la riserva di ar tiglieria. Il quartier· generale del pt·incipe a Kamnitz; quello del rea. Gicin • .Esercito del principe reale o 2° esercito, 1° corpo a Ober Praussn itz. Gli altri corpi sulla sinistra dell'Elba fra Koniginhof e Gradlitz. In tutto una fronte di più cli 35 chilometri.


6

NO'rE SULLA STOIIIA

DELLA CAMPAGNA DEL 1866

L'esercito austriaèo era tutlo dietro la Bistrìtz avendo alle spalle l'El ba e la piazza di Koniggriitz; esso occupava uno spaz io compr-es~ in un quadrato di 7 a 8 · chilometri di Iato . Il generale Benedek avendo avuto afferrnato il 2· luglio da tutti i comandanti dei corpi d'esercito ch:elo spirito della tmppa era ecccllen te, si decise ad accettBre la battaglia e diede le· seguenti istruzioni:

« Fintantochè l'attaceo sarà limitato alla nostra ala « sinistra, le truppe non designate nel paragrafo prec cedente non avranno da far altro che tenersi pronte <.< a marciare . ~la se il nemico elesse maggiori pro« porzioni al suo attacco e lo estendesse in pari t~mpo « al nostro centro ed alla nostra destra, l'esercito in(( tero si formerà in battaglia e si atterrà alle seguenti « disposizioni. « Il IV0 corpo si sp iegherà alla dri.tta del Ill0 sull e « alture fra Chlum e Nedelist: il Il0 corpo si situerii. <.< al suo lato e formerà l'estrema destra. « La :2• divisione di cavalleria leggera si stabilirà « dietro Nedelits pronta a marciare. « Il VI corpo si riunirà sulle alture di Wsestar; il « I0 sulle alture 'di .Rosnitz e , tutti due si ferme rann o « su questi due punti in colonna serrata. La ,p · e 3" « divisione di cavalleria di riserva si situeranno a « Sweti, la i• a Briza. « Nella seconda suppos·izione, cioè di un attacco « generale, il I0 e il VI 0 corpo, le cinque divi:~ioni cli « cavalleria e la riserva di artigl ieria formP.ranno la « riserva generale e resteranno esclusivamente a mia « disposizione: la riserva di. artiglieria del l'esercito si « stabilirà dietro del I0 e VI 0 corpo. « Tutto l'esercito dovrà essere pron to di buon'ora « a dar battaglia. Il corpo che sarà prima attaccato lo « farà conoscere immediatamente a quelli che, secondo « questa istruz_ione, ' saranno più vicini a lu.i, i quali « tra~metteranno a loro volta i ragguagli avuti. « L'VIII0 corpo lascerà immediatamente l'accampa« mento che occupa in questo momento; manderà « anticipatamente un ufficiale al quartier generale sas· « sone. Secondo Io stai.o delle cose, e se· la lotta è « impeO'nata o sul punto di esserlo, quest'ufficiale ri« torne~à al galoppo all'incontro dell'VII1° corpo e gli

« Quartier generale, I~oniggrèitz, 2 luglio ore 11 p . m. « Le notizie avute oggi ci fanno conoseere che grandi « masse di truppe nemiche sono riunite nei dintorni « Neu-Bidzow e Smidar, e dalla parte di Horic: le « nostre avanguardie hanno di già i·mpegnato qualche « scaramuccia col nem.ico . Secondo_la situnzione che « occupa il nemico è possibile ché attacchi domani, « e si diriga principalmente contro il corpo d'esercito. « sassone. Ordino, per questo caso·,· quanto segue: « Il corpo d'esercito sassone occuperà- le alture di « Popovitz, ripiegnndo un poco · ir.idietro la sua ala « sinistra e coprendola colla sua cavalleria . Non sta« ranno dinanzi alla fronte che le sole avnnguardie. <.< La 1" divisione di cavalleria. leggera si stubilirà « su di un buon terreno a sinistra, ed un poco in« dietro di questa posizione fra Problus e Prim e « formerà l'estrerpa sinistra. « Il X0 corpo prenderà posizione alla destra d·el e corpo sassone e alla destra del X0 il III 0 corpo « occuperà ie alture di Lipa e di Clum. TVI1I0 corpo « servirà di sostegno al corpo sassone e si stabilirà « diett·o di questo.

ai

1

0

7


8

NOTE SULLA S·TOJ\lA

DEI.LA CAMPAGN.\ DEL

•

t servirà di guida per condurlo sulla posizione che « deve prendere dietro al corp·o sassone. Se non vi « sarà indizio che il nemico venga a attaccare, l'VJJI 0 « corpo si stahilirù a Charlrnsìtz e vi accamperà. · « Se sarà al.taccata la sola ala sinisLl'a clefl'escreito « io mi terrò vicino ad essa; e nel caso di attacco « generale starò sull'altura di Chlum . « Se l'esercito fosse obbligato a battere in ritirata, « questo movimento si eseguirà per la strada di H-or·ic « Holic su Jlohenrnaulh, passando fuori deJJa piazza. « Dal mom ento che. l'ordine cli hatlfire in' ritirata ·« sarà dato, il Il0 corpo e il IV0 corpo dovranno far « gettare de' ponti dì battelli su ll'Elba, il II corpo « due ponti tra Lochenitz e Predmeritz ed il IV 0 du e << ponti ugualmente a Plazka. Il I corpo farà immediatamente o'ettare un ponte « dai ~io~1ieri sull'Acller a Swinar. Si ~aneleranno degli ~< ufficiali per rend ere conto verbalmente o per iscritto « dell'esecuzion e di quest'ordine, e si dovrà indicare «-in modo preciso i punti scèlti per lo stabilimento ~ de' ponti. · _ « Pel caso che si marciasse in rilirata si darù unà. « is tr:.izione speciale domani ». Queste istrnzioni evidentemente incomplete, che non giunsero alla loro destinazione che verso l'alba in parte .vennero esegui.te, · in parie mod ificate col cons??so del generale ~he le aveva date ed _in parte modificate senza ch'egli ne av~sse saputo nulla. Il_ corpo sassone trovando che la posizionè -di J:>opov'.t~ · non aveva sbocchi indietr-o, e più adatta la posmone tra Problus. e Nicder-Prim, chiese ed ottenne di occupare quest'ultima. Il X 0 e II1° corpo occuparono la po~izione indicata · nella istruzione,_ ~1a il IV 0 e II0 corpo no. Il 1v corpo trovando la poslZ!one tra Chlum e .Nedelist dominata

9

pensb di occupare . quella migliore. di Maslovecl . Il II 0 corpo che aveva ordine di mett.ersi alla destra del IV" prolungò la sua destra verso le alLure Horeno·w e Ila.::ilz, lasciando solo una brigata rinforzata da 2 battagl ioni tra R.1ci'tz e Trotina. · . Ci farem o ora hrevernenle a nanare della baLLngha. Ln giornata si annunciàYa oscura e piovosa, e ~etteva ostacoli alle trnppe che dove.vano avanzare. Il principe Carlo ebbe l'ordine çli conco'rrer~ con . tutto il 2° esercito alla battaglia alle 4 a. m. del giorno tre. li co mandante il 1° corpo di questo esercito aveva ·avuto cliretta rnente l'ordin e alle ore 5 1 !'2 di marcia.re innanzi . Ma l'ordine non era preQiso poi che lo si autorizzava ad agire immediatamente.. secondo le circos tnnze.; cosicchè il generale Bonin credè opportuno ordinare dì tenersi peon i.i a marciare al primo segnale. Eppure vi erano ben 1o chilometri e più pe1· giun. -O"er.e sul campo di balluglia. Il generale coma ndante ese1·cito dell'Elba ebbe l'ordine alle 211'2 del mattino. 1

0

0

0

1866

1

,f

1'lfo1·eia

1,

sulla Gislritt ,folle OJ'è G alle <H'e 8 n. m.

-Verso le 6 1['2. a. rn. l'u·vanguardia dell'esercit~ t~ell' Elba sboccava dal bosco che è innanzi Alt-Necbanitz; atta ccò il villnggio con tre battnglioni, cioè uno per la destra, uno di fronte e l'altro pel' la sinistra, nel mentre Ja batteria apriva il fuoco . Il villaggio era difeso da un battaglione sassone, il guule dopo brev~ com~ battere si ritirò su Nechanitz ubbrucianclo 1 ponti sui canali. Si preparavano i Prussiuni a rinnovare l'attacco coi tre battaglioni contro Nechnnitz nel mentre i pionieri rifacevano i ponti. Erano quasi le otto a. m.


10

NO'l'E SUT.LA STORIA

DEU.A CAMPAGNA DEL

Al centro l'ese.rcito del principe Federico, alle. ore 6 a. m., si mise in marcia nel modo seguente cominciando dalla dritta dei Prussiani. Il corpo di cavalleria alle ore 6 giunse a Petrowitz; all e ore 8 ù Sucha ove si spi egò di fr onte alla Distriz. La 3a divisione partita da Pesanec al'rivò alle 8 presso Zowad Iika . .La 4a divi sione seguita dall'artiglieria di riserva del 2° corpo partita da Bristan si diresse a ~lzan; e sboccando da questo paese impegnò un cannoneggiamento col ne mico. L'8" di visione ch e a 6 ore si era spiegata a Klenitz, si pose in marcia su Dub ch e era sgom brata. Frattanto Sadowa essendo occupata dal nem ico si cominciò a comba ttere verso la fabbrica di m attoni ch'è innanzi a q uel paese, Si fece nn o spiega mento di artiglieria. La 15° e la (3n divi sione com inci arono a spiegarsi verso le 7 a. m. a Kl enitz a dri tta e a sin istra della strada. ' La 7• divisio ne (Fransccliy) a 7 ore era dinanzi a Benatek, ed occ upò qu esto paese dopo leggiero combattim ento cont ro due baLLagli oni ne mici- che vi stavano e che si ritrassero. · Ecco intanto i ragg uagli del 2° ese rcito prussiano: Verso le ore -8 so lo il 6° corpo e l'a \'angua rdia della 4• ·divisio ne della g uardi a ernn o al cli qua dell'Elba in , marcia su Welchow. 11 ri ma nen te del 2° esercito era ancora lungi o al di là dell'Elba.

Dalle 8 alle 11 a. m.

L'avanguardia dell'esercito dell'Elba attaccò Nechanitz difesa da un battaglione sassone che dopo una certa resistenza si ritirò . Il ponte sulla Bistriz essendo stato ricostrutto, una porzione dell'avanguardia prussiana ne profittò per passare il fium e, men tre un- battaglione piti a sinistra verso Kamarow e_ u~ altro più a destra lo passarono a guado. · Fu -qurnd1 attaccato il villaggio di Lubno c-he, dife_so da_un altro battaglione sassone, oppose più sel'la res1stenz_a. L'avangu ardia prussiana alle ore ,J,1 era rntorno alla posizione di Prnblns eon la destra formata di due battaglioni a Ifradec, col · centro, che aveva due battaglioni e mezzo e du e· batterie tra H_ra~ec e Lubno ~ con la sinistra, forte di due battagho111 e mezzo al. d1 là di Lubno . Indietro stavano in riserva una brigata di cava lleria ecl una batteria. In questo momento cominciarono a spiegarsi le teste di colonna ùella 15" divisione. Verso le ore 8 e ,112 a. m. l'avanguardia della 7a divisione, protetta dal fuoeo _di tre ba_tlerie situai~ all'oves.Ldi Benatek, attaccò il bosco di Maslowed, dire-so da buona parte della brigata Bandenstein. Gli Austriaci furono respigti, ma nello interno del bosco si continuò a combattere. In questo il IV corpo austriaco, che stava per portarsi alln posizione assegnatagli.? spiegò_ 4-0 pezzi i quali fulminarono il bosco, e mandò una porzione della sua fanteria ad attaccarlo. l'\ello stesso tempo i Prussiani si erano accresciuti di tutti i batta:. glioni delìn 70. divisione. Gli Austriaci rinforzarono 1

0

·'

1866

r


:,ùTE SU LLA STC/RIA

la loro. batteria ch'era tra Horcnow e Maslowed portandoìa a 96 pezzi e ri nforzarono con altra fan teria l'uuacco del bosco, minacciando lo sp:izio tra il bosco ,e Benatck, per cui in molti punti i Prussiani sopraffatt i da forz e maggiori furono obbligati a ced ere, massime dopo le ·1O e 112 quando concorso all'attacco porz ione del Il eorpo austriaco, mentre la division·e prussiana non era stata soèco rsa che da due soli balr..igl ion i del!' sn. division e. Verso le 1·1 a. m. gli Austriaci erano padroni dell a più gran parte del bo:;co di Maslowed. Ved iamo ·ora che cosa era accaduto più a destra, ~o ich.è la 7• divisione. era l'ola sin istrn del ,1° esercito. L'8a divisione era alla destra dell a 7\ e la sua av11ngu ardia che occupava il terreno innanzi la fabbr ica .di rnatfoni . fuori Sadowa, si era po rtata a Sowetiz; l'artiglieria. aveva preso posiz ione nel Koskos-Rcrg, cd aveva col su o fuoco sloggialo due batte ri o austri;iche c he erano innanzi Sadowa. Erano le ore \) quando più .a destra deJl·sa divisione si spiegaro no la 4a division e a Mzao e la 3• aneora più a. destra a Zawalika. Il princi1:ic ordinò d'insigno r.irsi dei punti, cl i pa ssaggio .della Bistriz, senza impegnarsi troppo sull'allra ripa nè sulle alture situate in faccia, e nello stesso Lempo fece avonzarc il corpo di riserva, 5" e 6• divisione, a. SoweLiz e l'arLigli eria di riserva . Sadowa non era difesa ch e dalla sola brigala Prohazka del III0 corpo au striaco , la. (}Uol e vedend o il pericolo di esse re circonda ta si ritirò sull e altre brif ate del III0 corpo au striaco e.olà spiegato. Dim odochè quando rsa divisione ·pru ssiana passò la Bistriz non trovò alcuna resistenza nel bosco di Sckalkn, ed appoggiò a de!-lra. occ upa nd o il bosco di Sadowa chtt era stato abbandonato dal nemico. La 4a divisione a Mza.n e la 3a a Zawatilka. avevano 0

DEI.LA CAMPAGNA O.EL

1866

13

riunite le proprie bntterie ad altre della ri ser:a e co ncentralo il fuoco sulle b,llterie del X corpo austriaco-. Il generale Gablenz che comandava quP.slo ~o_rp~ non potè più a lungo conserva~·e le s~e pos1Z1on1avaozat.e su lla. Distriz, essendo rimasto 11 suo fianco destro completamente scoperto dopo .la ri ti rata d_clla bri(rata che difendeva Sadowa. Onde 11 generale nunl a ; oco a poco il suo co rpo sulla posizi one tra Langnhof e Strnsi ti z sostenendo nella ritiro ta qualche combattimento colle truppe prussiane che si avn~zaro~o. L' avancruardia della i• Jiv isione prussrnna si era 0 fe rm ata rimpetto Unter -Ooholitz ; e un b allag1·ione a.vendo passato a guado la. Bistriz marciò su UnterOber-Dolitz. . ]I grosso dell a 4° divisione non segul l'a.v~n_311ar~1a ma passò la Bi sLriz a Sadowa, e prese posl7.lon e indietro del bosco. La riserva rimase dall' altra parte del ruscello . Indi a poco codesta divisione si portò an che sulla Bistriz, ed eseguì questo movim en to a bat~ taglioni spiega.L i pe r esporsi meno nl l'nrtigl! eri_a nerni~a • Di poi si diresse, successivnrnrnte a scagl 1001 a. commciure dalla destra, su Mok.rowovs Donli ska e Kop~n~na ~ sene impadronì senza molla resi~teo_za •. ~vendo di già gf1 Austriaci in iziato il movim ento d1 rillrata su lln 10 1_-~ principal e posizion e detta di sopr.a.. S_i 1~ot_i eh~ qui 1 Prussiani non ebbero seco le lorn a1'l1gl1er1e :1n:inste indietro, avvegnachè i ponti non era no ca~ac1 d1 sostenere i pezzi nè si era pensato a cost ruirn e. 11 co rpo di cavalleria rimnse sino alle ,1O e 1 t'2 a Sucho, poscia una division e appoggiò, re r_crrore, ve rso l'esercilo Llell' Elba , e l'altra venne r1ch1ama ta. verso 0

Sadowa. . · cl t Jn questo tempo ecco i movimenti esegu ~t1 a 20 esercito atteso , come dichiara In eletta stonc1, con im paz ienza al q uartier gene rale prin cipale.


NOTE SULLA STORIA

DELLA CAMPAGNA DEL

Verso le 11 la testa di colonna della 12a divisione, eh' era ali' estrema sinistra, seguendo la strada di Salney:-Ronznow, era giunta presso il monte !lorica. La testa della Ha divisione per Syboied-Welcow aveva raggiunto la Trotinka al nord di Racitz. L' avangua_rdia d·e J corpo della guardia era giunta anche sulla TroLinka a Jericez. L'avanguardia del '1° corpo, che può dirsi il corpo .dei m::di intesì, ave,·a udi.Lo il cannone di buon'ora, ma non credè necessario avvertirn.e il comandante; dimodochè il ·1° corpo, che si credeva dovesse arrivare pel primo, si pose in marcia tròppo tardi, e la sua avanguardia alle H non era anco ra giunta a GrosBurglitz. 1

brigata di .9 battaglioni, ed una divisione di cavalleria leggera. li generale Benedek solo alle 10 a. m. seppe di tale trasgressione ai su~i ordini antec.edenti e mandò a rinnovarli . li comandante del 1V0 corpo prima di esegui rli gli fece conoscere che il movimento offensivo contro il fianco sini stro della 'ja divisione prussiana poteva dare la vittoria. !\la il generale in cDpo austriaco , che aveva ricevuto a mezzodì l'avviso da Josephstadtdell'avanzarsi del 2° esercito prussiano, rinnovò l'ordine. li H 0 corpo che non aveva fatto tan te osservazioni, dopo mezzodì com inciò il suo movimento di fianco per pol'tarsi_verso Nedel ist. Esso occupò l'altura all'est di Horenowes con 40 pezzi e la cresta delle alture che sono trn Mastowed Sen <lrasitz con cinque battaglioni. 11 IV corpo non com inciò a muoversi che . dopo il ora e 1[4 pom., lascicrndo per male inteso nna brigata a Cistows. · Adunque da mezzodì fino alle 2 non vi l'ur0uo d1e uh distaccamento di caceiatori ~ Horenowes; 4-ll pezzi sull'altura di Horenows; un bnttDgl ione a Racitz, ed un al'tro al sud · sulle .alture; due bnttaglìoni nel bosco all'est, e cinque dietro Trotina. Tutte le altre truppe del Il 0 e 1V 0 corpo austriac.i erano in marcia di fianco per andare a prendere le posizioni assr.gnate nelle istruzioni del generale Bcnedek. Dippiù molte di quelle truppe avevano comballuto, e qualche brigata era mal ridoLta . Qnesti furono i prosper·i auspieii con. cui cominciò l'offensiva. del 2° eserci to prussiano. A ·mezzodl e mezzo giunse al <t 0 esercito prussi ano la riserva .di artiglieria e corni nc:iò a trarre con buon effeLLo su ll'artiglieria nem ica e sulle colonne che mar. ci:ivano di fianco. Una piccola parte dell'avanguardia della 1~ divisione della guardiD attaccò e prese il villaggio di Horenowes e si diresse su ll e alture all'est del . villaggio occupate dall'artiglieria austriaca. 0

1

Dalle ore 11 alle 3 pomeridiane.

Alle ore 11 1 [4 tavanguard ia della 1a divisione della _guardia sboccava da Zizelows, ed aile '11 1(2 le sue due batt~~ie aprirono il foo_co. A mezzodì cominciò a spiegarsi 11 grosso della ·1" divisione dell a guardia e 24 pezzi aprirono il fuoco. Verso qu es t\ ora prendevano posiz10ne sull'altura al nord di RaciLz le quattro batterie della 14a d ivisione del 6° corpo sosten ute solo da un r~ggimento di ussari . Più a sinistra una porzione della piccola 12a divisione occ upa va il monte Ilorica. Vediamo quali erano le forzeaustriache~he dovevano sosl~nere !' a_LLacco del 2° eserci to pruss iano. I due corpi austnac1 ll e JV0 che avrebbero dovuto difendere il paese tra Horenows e Tto Lina si erano portali intorno a Maslowed cd erano inten ti ad attaccare il bosco difeso dalla 7.. divisione prussiana. nel men tre non si era lasciato su quel traLLo di paese che una 1

1

0

1866

1


16

NOTE SULLA STO l\lA

DELLA CA~lPAGNA DEL

Quest'artiglieria e l 'altra situata inn anzi a ì\Ioslqwed, qunntunque i corp i a cui :ippnrtenevano cioè il II 0 il IV 0 si fossero ritirati, rimasero a far fuoco finche non si videro minacciate dalle truppe che avevan o occupnto Hor0n owes; indi si ritirarono successivamente in bell'ordin e. La 1• division e della guardia prese posizione sul]' altura di Hore nowes. La 1,ia divisione oceupav~ l'altura al nord di Sendl'asitz dopo avere scacciato gli Au striuci da Racitz e dll l bosco che è lungo la Trotina. Qu qslo bosco fu attaccato nello stesso tempo nl sud da due ba tt::wlioni della 12a divisione\ ì quali si portarono di poi su Sendrasitz e ne slog(;iarono il nemico che non oppose quasi r esisten za. J: estrema sin istra della rn• divisione non incontrò resistenza a Trotina. Furono tentati vnri attacchi dalla cavalleria prussiana n1a inutilmente. Così alle ore 2 p. m. la ,1• division e della guardia aveva preso posizione sull'alturu di IIorenowes, e aveva occupala l'nltura di Masl owed . ed il villnggio di Lnl nome. Il 6° corpo occupava SendrasiJz e la sua sinistra dopo occupala Troti:~a marciava su Loclienilz. Frattanto dalla parte degli Au str·iaci il II 0 corpo era ancora in marcia e solo una brigala era giunta a Nedel ist. Il IV 0 corpo mossosi mollo più lardi, come si è detto, era -anche esso in miircia e quantunque le sue posizioni fossero più vicine, pure solo I' artiglieria , precedendo di galoppo le colonn e, aveva potuto prendere posizione . Questa ar1.igli eria fu rinforzata da 64 pez zi della riserva spiegatisi nll 'est di ~edclist. Per prep nrare e sostenere I' aLLn"CO della divisione della guardia si erano spiegati soli' altopinno cli Maslowed· 8 batterie cioè 48 pezzi, che aprirono il fuoc o verso le ore 2 e ,f(2 p. m. Il ce,otro della divisione della guardia, ch'era prin-

?

1

,t 7

rn66

~!

,cìpal rnente composto rlclla 1• brip;n ta ,. di '.·essc al cnmpnni l<~ di Chluni, men.Ire tre b.att,)gil0 n1 e 11: ':w.rciavano in risel'v,J, e siccome si era sollo 1111 azione viva di artigl ieria, si' mnrciò eo n grnride c8leri1.à .. I rrussin ni l'aggiunsero il lrincerinnC'nto i'\ 3 e le bnttcr1_esitun te ali' est di C!tl u:-n, ed nltnccn rono e prese ro 1~ ·vil laggio . Al le ore '.3 3t'i, Chlurn era ~ell e rn~ ni dei Prussiani , ehe presero :inche 3 1 pezzi. Quest Jttat:co sembrava clic nvesse dovnt o costare fl11111i di sa ngue, essendo Chlum la chiave d<~lla posizione uuslriacu . Anche con nrnggiore facilità fu or.cupnto il 1.rin~er amen lo N° '.2 dall a si11ist1·a de lla divisione• dèlla gnnrdw. Occ.11pata Chlum, le trn ppe dell n g1111rdia n<:ll 'avanzarsi verso le pt'r11 li ci meridion ali ddl'nl 1111·;1 vel'l nero au.nccate dalla 1• di\·isiune di cav,1lkrin di rìs<>n·a e dalla s ua nrtiglic ri a; mn il fuoco r,,pido dci v,JJ'i distar.r arne nti prn ssinni re-sp inse qnestc l'o rze . ' Ou csl' nln dritl.il dr~lla, divisi one p1·u.,si,111n l-Os tcnne s e; 1prc vi1.Lol'iosanwute 111011.i nttncclii pn l'z i,il i eh.e il ne111 ico fac eva da Li pa e dal bosc:o . 1n qn<~sto trattemro tre baua,rli uni e mezzo della guardia s i erano -d ir elli a Boslw r11 z che f'n anche oce11pa10 s0. nz,1 -diffi colt:1 alle 3 pom eridiane e fu caccinlo il nem ii:o dalle vicinan ze. I'assiamo n 'Yedcrc <:h e cosa sucrcclev,1 in qnesto mezzo dinnnzi al C0 corpo. Un bn1.tagli o11 e d<:11"~ 11 • divisione rno r rn do cfo Seridr11 si1z si dircss(: su l\ e;r!clist, precedu10 da m1n sola com pagnin, che 1wnPl rè1,il p asso di corsa ne l villnggio, ove p,1re cli c gl i ,\ 11sL1iac·: furono d<'l tUl.tO Sorpresi, pert li_è non OfY!? O:-Ct'O l'CS ÌS((' !lZil e ,fu0'1 ri ro no in diso rdìne. 'Jr1ta t1:igliÌ1nc di l 11i pnrli,,ino, on . ,. proscg11cndo Ùn co rn più nJI' C·:·c~L la Slln rn nrcw,, S :n~ eon t1·b ncll,1 rÌsprva di nrtigl1c'l'lfl a11 s l1'1i , C' il , r ii <'T'oSt. pori.ala più indi1~tl'O df' lla posizion e, e le 11·(·~·c .' :! ,_·annoni. Ciè) a<.:cad r: vn nel mentre il grosso della d1\'ls1one. 0

1

ANNO XV, \'O!.. Ili,

2


.f8

NOTE SUbLA STORIA

era arrestato a Sendrasit dal fuoco dell'artia-Jieria di riserva e di quella situala al sud di Troti na, ~a prima delle ore 3 tutta una brigata della ,,1,Ja divisione cominciò a giungere a Nedelist, ove più tardi riunivasi benanche l'altra brigata. Più a sinistra, quantunqt1e con poche forze, si era cominciato ad uttaccare il villaggio di Lochewitz. che copriva uno dei ponti di ritirata dell·esercito austriaco~ . A qu.esta ste~sa. ora cioè le 3 p. m. il H0 e IV 0 corpo d eserclto austriaci marciavano in ritirata su Wsestar Swe Li, Predmilit,ze e Luchenitz. ' Ma è mestieri ritornare a vedere ciò che accadeva in questo tem po al centro. Dopo le ore H a. m. gli Austria~i essendosi di molto rin forzali, penetr·avano vieppiù nel bosco di Maslowed· rompevano il centro della 7a divisione prussiana ; nell? stesso tempo cominciavano a girare il bosco dall e::it ed a guadagnare la parte settentrionale di esso. È faci le immaginare che in questo osti.nato combattimento nell' interno del bosco le compagnie prussiane s'erano confuse fra loro completamente .. Intanto si vedevano truppe austriache che si dirigevano verso Be· natek; e in quel mentre giunse la 1rntizia dell'a rrivo del 2° esercito del principe reale; il che rianim0 le forze di quella coraggiosa divisione. · Ad un. tralt0 l' attacco degli Anstriaci s'indeboliva tra e· ie 2 ore p. m.; poi<.;hè il loro II 0 corpo(l';è'.t ~ercrto ali' apparire del 2° esercito prussfono lasciq ~l campo per a?dure a prendere posiziode verso Nedlisn:~ 11 qua le mov rmento fu eseguito· di poi anche, cl.ai 0 corpo au.;triaco. Per tal modo la 7a divisione p:rp,sl s1ana, e!~~ a:ev_a pur sofferto gravissime perdite mand~ la sua_art1glier1a sulle alture di Maslowed per ful1ilil inare le ulu me colonne nemiche,,n'el mentre taluni iba:t~ar ghoni occupavano il lembo rne·:uidionale dek',bos.coj.:d

!'1

1y

DELLA CAMPAGNA DEL

1866

Verso mezzogiorno il principe ,Federico portò innanzi sulla Bistriz le due divisioùi di riserva 5a e 6n. Le .divisioni del suo esercito erano fulminate da quasi 200 pezzi austriaci, ai qual i. i Prussiani non poterono opporre che 4,2 pezzi innanzi il bosco di Sknlca, e 78 pezzi innanzi Doal ica, o si noli che queste artiglierie erano in isfovorevoli condizioni pcrchè dovevano trarre dal basso in alto . Oltre di questo c<1,nnoneggiamento non ci fu nulla di rilevante sulla linea ov', erano spiegate e riunite 5 divis ioni prussiane. Appena i Prussioni tentn,·an o sbocca re dal bosco, erano obbl igati dal fuoco dell'are della fucileria a ri ti rnùi. Un. tentativo isolato tio-lieria o fatto da una brigata austriaca per riprendere OberD-aliLz non ebbe alcun successo. Esercito •lcll'Elba,

Il generale Herwa rth dispose le sue truppe in modo .«,&a,)inac.~a_re . ~,~l,le _due oli la posizione; rinforzando il centro ci{n fo rti batterie di 66 pezzi poste sulle nlture di ,&Abno .. Qu in_di ,? r~q i9ò che la 15" divisione attacH ,ss,e la sio,istra pen~.ic~, .l~ ·14" division~ ,la destra, e Ja •16a quand ç>fQsse, giunta rirnan.e.sse i n.riserva dietro le t?:ltu~·e di Lu))np. Al1'.ini~ia1:si di qu \ sto atta_cco i.S.isso~i .,9JlPO?ero giudiziosa men te un contro ntlacco dal c~11t1:q, S~~e, .qyn.~ ~uriq up dfbple, ri~scì ,a ,resningcrej I n~mi~p ver::iò Haadek. Ma quando vollero· ritentare un ~,ec~ n<Jlp ;f9ntro attacco rinforzato, fuvvi qualche_con f'usion r Ìil u\lna ,brig<1ta dell'Vlll0 corpo che vi concorse, e i Sa~· ~oni vennerc;> respi nti. In~i perdettero non senza_: yf ~qr~~a re?istenza anche ~ew .Prin ,e p.oi ~ied_er] r)i!'f¼. }Jpggi,~rresi~tenz~ 0.l_)~OSe, J>r~~.!tJted,. in~ne _gli ~JSlf9,r°

'

"


20

DELLA Cl~PAG ~A DEL

NOTE SUI.LA STORIA

Sassoni e l'Vlll corpo dopo le ore :.3 presero.posizione sulle nlt11re che so no all'est di Probl11s. Mn in questo il principe di Snssonia vet.lPndo retrocedere il X corpo che ern alla sua destra e le altre trupp e, crl'dè inutile arrestarsi di più s ulln pMizìone e cu,n1in ciò il movimento rctrograt.lo nella direzione Romilz-lhiza. 0

0

§cguito della baUaglia, dnlle ore 3 alle ore ,a 1 1t1.

.2° Esercito.

Solo nlte ore 2 31~ il genera le Il<> nP-d l'k, ch'C' rn tra Lipa e Clil11m, srppe che il \'illngg-io dì Clilu111 ern oct:11p=1to dni Pru-:s ìnn i. Egli ne dubiLHva :1n co ra q11nnùo si diresse v11rso q11<:I "ill,1gg-iu e f l1 a<·1.;oltu da vivo f'11oeo; qn i11di si portò s ulla forte ris<! rvn g1°rH~r.de di 1•uì p,>leva an<'.ora disporre; e di lù ordinava ad una brigatn ùi atL:.icrnre Chlun1, e ad un·altra dt riufurzaregl i AusLroSassoni rerso i'roblus. l\Ja nel mentre · il g1' ncrule .iustrinco dnra questi ord ini, il 111° cd il X" co rpo :.iu sLri nci con1i11cinru110 a bnLtere i11 ritir,1ta, lnsci,1ndu però sul sito le 11r1iglie1·ie cl1e <'. (Httinu.11·0110 il loro fiioco . E qui è da notn;·t• che c:c..<lPstn mnrr:ia in ,·itirn ta non polc· ,·a essere St'O rla dal 1° c,;ereito poi ehc opcra\'asi su l versa nte opposto del! e ,il 1111·e. La 1" divisione <lcllil guardia pl'll ssinnn occupnra a destra Cltl11 r11 cd n siuisL1·a HosliPriLz. S11I s uo fia nco <lesi rn avt~\'a co 11lro In Ul'igata Berwd ek d1e 01·1:11pnva i l bns1·u di Lipa e tracra co u la lricill'ria. Di fr,,nte fra La113e11uhf e WscsLar si erano posti i11 Dillleria 1

1866

quasi 100 pezzi ili artiglieria cli c cnnno11C'gginv:ino i due villaggi; e Onnlm cn te marciava cli fronte contro i Prussi ani una brigata della ri scrvn gene r11le. tn posizion e ddla 1" di\'isionc prussinna era perciò crìti<·a, tanto più che per .,illorn essa non potevn essere soccorsn r.he da'.ln sola avangunrdia dt>lln '.:! di,·isionc della gunrdiu; nè I' nrtiglieri a di riserva era anco r gillnta su ll'altura di Ch lum. In quel mentre fn at.tnccnl o il bosco di Lipa e gli Austri aci furono ricaccinli sopra Lipa; e dall' allra parte l'Altra co lonna austrincri, attaccala la posizione tra Chlurn e llosberitz, fu pure resp in ta dal vivo fuo co delle compagn ie prussinue che occupt1vano le alture . In <[\I CS lo mPzzo un òistncramcnto d~lla gn~rdin avevn altncr.ato il villng6 io di Lipn. e se n'era impadronito. L'artiglieria au strifl ca del III 0 corpo che sino allora era r.imn sta in hatLeria com inciò a ritirarsi, lasciando per altro tre batlerie a conti nuore il fu oco, le quali auaccate di poi alle spnlle da alcune co mpagni e prnssinM perderono 1 O pBzzi. Verso le ore 3 e 11('2 giunse I' nrtiglie: ia di riserva prussiana che pt'ese posizione al sud di Chlum lu ngo il burrone e con1 inciò a tirare sulle mnsse profonde della gnrn riserva aus tria ca cngion11 ndole graYissimi danni. ~la anche la riserva di arligli el'ia prussiana ebbe molte perdite. Dopo quei tenta tivi infrntluosi, gli Austriaci in forza attaccarono il vill:.iggio di Rosbcrilz e ne scacciarono i Prussiani; ma quando furono per sbocca re ul nord del deuo villnggio, furono accolti da tn>fe vivo fuo co, che dovettero retrocedere in R.osberilz ove si trincerarono. ArrÌ\'Ò in questo l'avanguar<lia del ·1° corpo il'esercito prussiano composta di 7 battaglioni e tre reggim enti 3


I

22

J NO'l'E SULLA STOI\IA

di cavalleria. Ma la riserva di nrtiglieria prussiana alle ore 4 1 [2, consumate le sue cartucce, si era ritirata. L'avanguardia del 1° corpo prnssiano occupò Chlum; portò l'artiglieria sulle alture; respinse gli attacch1 parziali che gli Austriaci facevano; R. si preparava ad attaccare· Roscheri tz. Allora tutto il 1 • esercì to prussiano, preceduto dalla divisione di cavalleria, si avanzò da Sadowa e cornincil) a marciare innanzi per inseguire il nemico, ed erano le ore 4 1y2 pom. Passiamo a vedere intanto quel ch'era accaduto al.l'ala sinistra prussiana, ci~è al 6° corpo. La 4,J a divisione prussiana occupato Nedelitz si stava riunendo al nord del villaggio quando fu caricata varie volte dalla cavalleria austriaca, meritre l'artiglieria prendeva posizione sulla collina rivolta all'Elba e traeva sulle masse della cavalleria austriaca che si mostravano sul fianco sinistro della divisione. Questa cavalleria passò il fiume seguendo il Il0 corpo austriaco; il quale sin da quando vide occupata Sendrasitz, e vide i progressi che faceva la 12a divisione verso Lochenitz concepì la più vi,? inquietudine per i suoi pont.i, e ripassò subito il fiume. Solo era ' rimasta la brigata Henriquez a contenere i Prussiani. Infine la 12a divisione prussiana attaccò e si rese padrona di Lochenitz. · Allora il 6° corpo prussiano, che non aveva più nemici nè ~nnanzi a se nè su l fianco, risolvè di ·l )ortarsi in aiuto della 1 a divisione della guardia, e si avanzò · verso le ore 3 e .1112 su Bosberitz e Sweti. Quivi fu accolto d~ un vivo cannoneggiarneolo di 36 pezzi austriaci stabilili sulle alture di Sweti. Ma il corpo prussiano seguitò ad avanzarsi e giunse a vedere la grande strada per- la quale i nemici fuggivano. Le truppe si slanciarono allora con più vigore; e respins,ero

1866

23 Je ,cariche di cavaHerin, non ostante_il fuoco nemico. Verso le ore 4 1•f2 fu occupato da una brigata Sweti ed il terreno ,i ntorno, e un' allra brigata attaccò Rosberitz che nello stesso tempo veniva aua~cato al .nord .dell'avanguardia del 1° corpo prussiano. DELLA CAMPAGNA DEL

1

Esercito clell' Elba. Gli Austro-Sassoni avevano abbandonato le alture di Problus, ma occupavano ancora il bosco ad oriente di queste con una brigata sassone sostenuta da una brigata austriaca. Le art.iglieuie sassoni avevano occupato le alture al nord del bosco. I Prussiani attaccarono ·il bosco da varie par.ti :e dopo ostinata difesa gli Austriaci furono scacciati. In questo mentre il cot'po sassone prese posizione sulla linea dì nlture tra Rosnitz ed il bosco, per raccogliere i difensori di questo. Raccoltili, diresse la marcia ,re~ trograda verso .Plazka che si credeva dovesse esseFe •il 1posto ove passare l'Elba, ma poi ebbe l'ordine di ritit1arsi a Apotowitz ed a. Pardubitz. La brigata Piret spedita àal genernle Beoedek per ritenlare l'offensiva, dopo un primo tentativo quasi riu:i.cilo, fu obbligata a ri tirnrsi assai malconcia.

Inseguùnento . Poco dopo le ore 3 si osservò dai :Prussiani del ,1° esercito che il fuoco dell'artiglieria austriaca diminuì.va mano mano d'intensità; poi si videro dei movimemi ,di ritirata del centro nemico. Fu ordinato '.perciò alla ·I


NOTE SULLA Sl'Ol\IA

divisione di ravalle'ria di spingere innanzi una brig::ita. allo sbocco del ponle di Sadowa, e J' alLra verso il ponte di So_wctiz, e tulle le ~ruppe prussiane ebbero ordine . di marciare inn anzi. Verso le 0re 4, mentre le truppe di fanteria che era no più innanzi si avvicionvano alla linea Langt>nhofStresetiz, la prima colonna di ravnlleria le oltrepassò ed atTivb per la prima n Lnngenliof, ove non trovò gli Austria,~i, ma Yide da lungi qnsl<:he truppa isolata. La cnvnlleria ruppe vari ballnglioni di fantrria austriaca che si ritiravnno e maggio r·i danni nvrebbe :arrecato se non si fosse scontrnta a varie ripresè con la 1a divisione di c,H'nlleria di riserva austriaca. .Anche la 34 divisione di cavalleria di riserva austriac& ebbe a sostene1~c vMie cariclie contro l'allra divisione il'i c;avallerin pl'Ussiana cli'era passata per errore, come. -abbiamo giù detto, per 1\echanitz. Qu esli scontri fra le due cnvallerie di ede ro tempo ·alla fanteria ed ali' artigl ieria del centro austriaco di ri tirarsi e prendere posizi on e più indietro. Il elrn non potè accadere s•Jlla destrn, sia per la troppo rapida ritirala sul!' altra 'r ipa dell'Elba della 2" div isione qi cavalleria leggera, sia perc:hè si era distolta la 2a divisione di cavalleria cli rise!'Va, e mandata a Klncow pe.r sostenere gli Austro-Snssoni. Oode il 6° corpo prussiano potè avanzursi su Rosberitz e su Wsestar. Abb ia mo veJ11to che verso le ore 4.- ,1 [2 l'uvanguardia del 1° corpo prussiano cori nlcuni òistaccamenti della div"isione gunrd ie discendeva da Chlum per allaccare llosberitz, che veniva nello ste:;so tempo uttaccata al sud da una parte della brigala di destra del 6° corpo. Gli Austriaci. cominciarono per re~istere accanitamente; 'ma di poi si nrresero. Ciò accadern nd momento della mischia della cavalleria. Intanto si erano

DELLA CAMPAGNA DEL

1866

(.)."

,:.i)

.raccolti presso le al ture di Chl11rn 58 pezzi prussiani che tn1evn.no contro il ·nemico in rilirnta. li grnsso della del ta brigata di destrn del 6° corpoprussiano continub la marcia su w~eslar; s'ineonLrò con grosse colonne nemiche che respinse, e s'impadronì dopo accanito combattimento del paese. L'altra brigata prnssinnn clre, conic nlibiamo dello, si era diretta più a sinistra su Swcti, respinse la riserva ùi artiglieria nemica eJ alctrne cariche di caval leria e prese molti pezzi. Di poi i Prnssiani riunirono sulle alture tra Wsest:11: e Sweti 54. pezzi i cui colpi sulle colonn e austriac:l1e che si ritiravano sti Briza e Ko nigg 6itz non fol li rono certam en te. ùell e due brigate del G corpo prussi ,rno quel!~ di de:;tra rnorci6 su Rosnit.z; e qtr ella di sin istra su Brizn, che fu conqtristnla se nza grnndi di'fficoltit e costò molti prigionieri agli ,\ustrinei. Alle ore (i la linea di hnttaglia si limitavu tra Briza e Boz. FrntLant.o gli Austriaci enino l'iu seiti a riunire U ll gran num ero di batterie contro i Prussia ni, s11 di una linra che cominciarn da Stot'sser e passa,a per Freihoofen e Zicgelshlog sino a Plutist. l Prussinni vi opposero molti pezzi colloC'ati tra Brizu e Chah11slz, e poi tra Klocow e Sterzink. In qnesto rnenlre !t, !ruppe dell'esercito dell'Elba. e quelle del 2° esereito s'ineontrar-0110 col 1° csereito. Una div isione di c,walleria e due brigale di fonleria ten tarono più "Olte di sbocrt1re diilla pnrte cli Stesser, rna ne furono impcJite dal vivo fuoco di artigli eria nemica. La fanteria ne inien non si vedevn più, ed alle ore 7 ·1 [2 dirn ;nuì e cessò il l'tioco del l'artiglieria. Al principio delln ri t.iratn gli Austr·inci presero qna si tutti la direzione dei ponti stabiliti· rii nord di Konigriitz, ma i progressi dell'estrema sinistra prussiana 0


26

NOTE SULLA STORIA. DELLA CAMPAGNA DEI,

1866

non permisero loro di raggi ungerli.· 'Questo incidente portò naturalmente. la coBfusi@ne, e diversi corpi di truppe si mescolarono. La cavalleria che batteva in ritirata al galoppo, aumentò ancora la confusione ed il disordine giunse al colmo quando si trovarono chiuse le porte di Kèinigratz.

LA GUERRA E LA SUA STORIA

(Continua) . {Continuazione. Vedi dispensa di giugno 1870}.

E. C.

"

IV. St01•in ed 1fu•te milifa1•e.

La guerra è il contenuto proprio della storia milit·are, la quale è insieme la storia dell'ordinamento e della azione degli eserciti, delt'apparecchio e delle cnmpagne, e la quale per acquistare c_arattere scientifico deve non solo spiegare i. fatti militari con i principii, ma porre questi fa tti in Telazione con quelli della .storia generale, connettere 'la guerra .con la civiltà. Dedotto questo concetto dalle cose discorse sulle forme della storia, assegnata la relazione tra la civ,iltà e la guerra,· noi dobbiamo entrare ornai nel campo peculiare della storia militare: determinare i Stl'oi limiti; fare un quadeo generale dei ·principii supremi della guerra; porre la legge di svolgimento dell'arte milital'e; esporre l'ordine col quale voglionrsi ·studiare ìe campagne. Del modo cli fondere la storia milita1'e


28

LA GUEllllÀ

E LA. SUA STORIA

con la generale non si puè> toccare che di . volo in questo cnp itolo. Deterni in are i lim iti è d(~rerminare il cont.cnuto. Per farlo, incominciamo dal vedere in che la sto,·ia militnre si differenzi da quella branca che addimandasi comunemente arte mili tare.

le discipline militnri aclunque raftrovano in essa le ìoro relazioni detenninate dallo sr.opo della guerra; ma alcune sono studiate in rapporto alle t,·uppe anzi che ,tecnicamente, altre vi entrano piuttosto come esernpli per incarnare alcuni principii gene1·nli che eori'le trattazione compiuta, nltr'e vi sono studiate intrinsecamenLA. E mi spiego con esempi. Nell'arte mil itare prende post.o l',:trLiglieri11, ma non come studio tecn icio del c:ostruire e sen·irsi del c:innnn e, sibbe.1e come studio del manovrarlo nP.gli escrcit:: l'artiglieria ,·i prende posto o come scelra degli comin i (nPlla parte dell'ordinamento che rigunnja il rer·l11Lnmento) o come mauovra del pezzo (nella tnttica), insomma come artiglieria tauica. Pal'imente la fortificnione vi t'ntra non come arte del costruire le ope re, le pinzze eec., ma -<lell'adoprarle in reln zione coi 11Jovinwnti degli eserctti, come -forti!Ìc ozionc ' tallica e ~trnt.rgica. 1! secondo genere degli elnnent i compresi nelJ'nrte militnre è costituito d,1ll'a111111ini~trnzione n1il i111re, ,'o lla. legislazione militnre, dalla geogrofìa militnrr, dnlla storia 111ilitare. L'arte militnre se ne oec11pa al <·erto pi ù che non faccia dell'ingegneria (cl ella qunle non si oecupa punto), ma non se ne oc1:11pa sì ùa non lasciar 1:iro cnnipo a cost ituirsi come una l1r,1nca u parte. Essa si rim nnc 11d nssrgnare i car11 tt eri genernli mil itari del srrnlo grogrnfico cd n fore qnalche applicaz ione, ma nbba ndona alla geogrnfia rni lir are lo st11dio diffuso di tuui i bnc·ini in relazi onti con Je cnmpngne co mpiute e poss ihili a cor11piersi. Trae dalla storia militM·e csrrnpi sfigati di grandi operac e Lattiche fJer cli iMire z ioni . ..strntec,·iche n , ]on·isticli n 4'csposizione de i prinèipi i di · strateg in, di logistica. e di tatLica; ,na 110n si rivolgr. e non deve rivolgNsi a tessere la narrazione concatenata e spiegala dt>gli avvenimenti.

Là quistione delle relazioni tra l'arte e In storia militare è risoluta nel fallo in tre modi: o assorbendo la storia nell'nrte, o ques1a in que!'.11, o rntLrovando due conten11ti, i quali non ostante la loro identità fondament,Jle abbiano pure d11ferenze tali eia costi- · tuire dne brnnche. Alcuni scritturi francesi tengono il primo modo e chiamano « corso di arte e cli storia militare » un corso nel q1Ja le l'arte campeggia e ];) stori11 non \'Ì sta come svolgimento, ma come esempli sfigati e pochi. Il Rustow d'altro canto ha pubblicato n11 Jnvoro « s ull'arte milita re al secolo x1x » in cui si fa la storia delle campHgne dalla rivoluzion e francese sino al .rn: 6, con intermezzi nei quali si discorre generaliss1rn.nmente delle condizioni dell'arte . Io non accetto queste dne soluzioni. Negare uno dei due termini .non è risolvere; confo ndere i nomi n.on è chi:1rire, le cose. Per me la soluzione del quesito non s1 puo rattrovare che· nel terzo modo. Posto il P.roblema nel suo terreno genernle, è nec:ess;.irio aggiungere che per ra1trovnre il campo parlic:olare dell'arte bisogna r.:imm ent<irsi che la srienza è costituit.a dalla teoria, dai principii, dallt' 11:'ggi, dnll 'irnm utabrle, mentre l'arte dalle applic.azioni, dai mezzi, dal mutabi le. . L'arte militare, eome la cleGnì il Marmo nt e come intendesi nei moderni trattati, è il coord innmento 1 de le varie discipline che hanno per 0bbiet10 l'ordinamento, il movimento e !'urto degli eserciti. Tutte

29


30

LA GUERRA

Quali sono le materie che vi sono studiate intrinseca.. mente, sino a fondo e senza commettere ad una ,speciale branca la loro ampia esposizione? I principii sui quali riposa l'ordìnamento degli eserciti in generale ed i moltepli ci e particolari fatti costituenti l'ordinamento degli eserciti contemporanei, cioè l'organica come oggi si dice. Lo stesso per la logistica, nella quale va compresa, a mio credere, la castrametazione; lo .stesso per la tattica. Anche coloro che veggono l'arte militare con tanta larghezza da farne una encicloped ia militare, non negano che di questa essa p,ossa solo disegnare un quadrn generale abbracciante le ,relazi oni tra le varie branche, ma che solo alcune pa rti possa e debbe svil uppare sino a fondo. L'arte militare intesa come vera enciclopedia militare non sarebbe p'lù una branca speciale, ma la somma dj tutte le discipline militari e affini che si studiano in una scuola militare. Questo non potendo nè dov.endo essere, noi dobbiamo trovarle (senza escludere interamente l'idea di coordinamento in un quadro general_e) un pr9prìo con t~n uto cl~~ ,diffusamente svolga. O.çgani ca,,logistica, tatticai ecp9 ,un propri!)_contenut<;> 1 ghe le porge, un c;arattere particolare .oltre di quello ,gy,r p.erale che le v.ieì.le daU;ess~re coqrdinat1:ice delle d~ve{~~ ]).i:anche1 militari. Contenuto par~icoiare la cui sorgent13 sta 'Qel. fat.t9 che son que~le le ~ranche che più · ~~ _yicino riguar~ano l'applica,zione 11el campo .dell'.ordk µp_men to, deL movimento ~ del coqibauirnento. .· • r ti .. H- che ~on ~scluçle c)le si p.ossà, volend_olo, . spint .g~r,e il lav,qr~ i1~w9-~alist ,sino a trattare a parte,, :°:\lJl she la tatt~~a,. lil1a, anche ·una p~rte di essa. . ;g .:: )~ gon i f ,a ~ C<J.SO che abbiamo s_critlo. l_a i p~1;.g,l'1f. ~ a1mJicazi,qne ·».• O l' ar~e non, è.arte o ella dev)sse1~ ~~prattu.ttoap.pli_c3c~ione .. M~ si.dirà: Voi scordate la,p11irt& scientifica, mentre consentite che l'arte m_ilitare .~eq~,,

E LA S:UA STORIA

1

31

anche essere coordinamento? Non dimentico ciò, mà sono convinto che questa parte scientifica non possa troYare nell'arte il suo compiuto e positivo sviluppo. I p!'incipii sono nell' arte dimostraLi col ragionamento, dedotti a priori, ill ustrati al più con qualche esempio isto6co sligato: i prin cipii si presentano soli.o forma troppo rigida ed assoluta, gli esempi staccati dalla sit11azione istorica sovente sono sfigurati. Le scienze mode.me debbono i loro trionfi ad un in dirizzo div~rso, al Jigame cioè dell'a-posteriori coll'a-priori . Egli è per questo che, volendo nssjdere le discipline militari sulle solide basi del metodo scien Lifìco, dobbiamo partire dal concetlo che i principi i supremi ·e generali che dai fatti storici scaturiscono e cbe solo nei fatti storici raltrovano la loro espressione più compiuta, la loro dimostrazione positiva, debbono andare ex professo trattati nelle discipline storiche. A misuru che si abbandona la regione dei principii generali, immutatabili contingenti, e che si di s.ce~de a quella delle applicazioni particolari, noi incontriamo proprio la sfera dell 'arte. Per questo non ho collocato la strategia tra le discipline che l' arte militare.possa traJtarepqs.ktivamente, nè vi c0lJ.Qchenò ·.qqel)a , parte de,JJadogistiQii ei,della,t,att.ica ehe-i pìù da: :1vicino le si 11 ìattacc·a e- c1te ;d.el:)omj.njamo . gr.ande . logi)stfoa. ,e; grande: tattica.: L"a strategia è il concetto della guerra e ne ,abbraccij). Lsup,r.e.r'l;l•Ì·i scopi r ·JJililitari, 1 oncl'ella · deve ,; noti pure ta;~er:v.enir.e.. nell.'atte militare, m;J essere il poi~ v.e.n~'i) ij,, qu uJe)· Si dev.e.;faJr,-converge·i:e il ,coorclibamen~o;t( e:d. .essendo !,il\ pol@dii'stì6, lilél:.fl.usso eleUe-, forn:Je., .Il ' :SU~ in.teir-v.ento . espri~e qu.ellò dell'immutabile §'cienti·fic~.i ,Gjò ,dt-0n ios'tan1Lei non è qui~ non ; è nel regn a delFai'Jf militare.,>c;he, .],a;; strategia d:tV~Ci!U1 VÌ'JaJ er! ~OD.Ci'et~a-, ~a in.iquell'òi clellai sLo,ria , mi1i·ta1Ìe. ·. Ilt e~:e · i~J ·a pre: la ,via iicJdir.e,,ili.i ;.q,u~stlll ;edieJ •suo, '. Contertllit'i:>. (1 , . 1:() S•,·:1;;,f


E I.A SUA

L..I. GUERIIA

La storia mili tilre è crn cbe codf:'sto c:-ordinnmento, poi che ,rnd1c qni nfflniscono tutti gli c~Jem enti milital'i, ma non con ordine logico sibbene con su c,c_essione cron?log( cn; non nella immanenza de ll'oggi, -s1bbene nel d1ven1rc rfo J passato. Il cont(~lluto è il medesimo in quunto "i sono i merl es irni eleme nti, ma diversa è la loro dose reciproca, diver:;a la composiz ione. L' ar'Le presenta e ded ur.e le idee con metodo Jnrrico s ubordinando i fotti n! pos to cl i esr.111pli pocl~i e cronologi cè.lrn entc sl ignti : la storia lign tutti i fotti -e vede sca:u rire le idee con diso rdin e logico, come corùlla ri ora di unn rnarcin, poi di combaltim en to in montagn;,, poi di un pnssagg io di fiume, ·di nuovo d' ;iltra ma1·1'.ia, in Sf'gu ito d'una ba1t11glìa. L'arte si . occupa si dei principii generali e im111uw bili , ma dà. r~li evo g r·andiss i1110, sino n forlo rnnggiorC'gµ; i:He, a q uello che . oggi è un . esercito, ol modo co~n e oggi -dere rna_rcwre e cor~1bnttere : la storia vi gi 1111 g13 a trnYe1·so 11 pa ssn to e d1 sbrnglinndo q uel che sop!'a vvi ve <la quel i: 11 (~ cnde. L'arte perta nto, come la gra mmatica e In sci_cnza . filnsofkn, trac dall a storia i s,~oi princ-ipii -supre mi e vrtal1: questa se~ .li riprcndl~ r'Jcr scnirscne <li lllrne cd in sien1e per corroborn r-J/ drd11ccndoli dai fotti a rnisu rn si prese r.U1no. Pnre ' una contrnd-dizion e e non è: il lu me che risdiia.rn dà saggio di sua pote nza . il.la la storin militare qnanlunq ue sia cod0s(o organ nn~en to cronologico di fott i anz i cli e quello logico -d ell e 1der., ha al pnri del l'arte rn il itv. re 11 11 re1t o suo ·C?ntennto, a cui essa meglio dell'art!~ pnò dare svolg1: uento . Qucs~o co ·1 ten111.o è la str·ntegia , la grnnde 1ogistrc_n o s1.ratcg1a d,~Jla viabil ità , e IH gra ncle tat.tica ci strategia ~H _comp~ di hnLtnglia. Che e.:osa sono q11es1e parti -st1 pr r1or1 d0gli studi militari in 11 n-traLtato d';:rte militarn? Quatt1·0 definizioni, tre principii e due esem pi,

S'ronu

33

.d tutto compreso in una pagina. t codest a· tutla ,la strategia ? Quella astratta quasi sì, ma quella -co ncreta no. · La strategia concreta è costituita dalle molteplici applicazioni dei p1·in cipii gen erali, i quali, fJppunto perc.hè principii e perchè generali, -sono pochi ed app unto perchè vivono nello spazio ,e nel ternpo ricevono svariate modificazioni, piegandosi .alle condizioni geografich~ del suolo e alle condizioni politiche, scientifiche e militari dei tempi storici . -La .strntegia attinge in alcuni principii fissi il corattere scientifico, ma acquislé.1 cofpo col diven'ire scienza storica. Lo storia militare è la. vita della strategia, perchè è la sQccess iva e multiform e in carnazione dei conce tti supremi. L'arte militare difatti, qunndo vuole che la -strategia occupi un ampio posto nel trattato, non fa che ingrassarla con esemp i storici, i quali essendo pochi e sligati non riescono a dnre che un paio di a spetti dell'appli ca zione strategica, mentre una storia genera le militare, com prenden doli tutti , rnddisfa meglio a ll o scopo di sviluppare l'intelligenza delle grandi operaz ioni. Solo fa cendo e rifocendo i ragionam en ti astratti, che spiegano le grandi operazioni, e rifacendoli in una seri e estesa di fotti concreti si può dare un'abitudine positiva all a intelligenza militare. E ciò cbe ora .affermasi della strategia va eziandio detto per la gn.rnde logistica e pee la gran de tatti ca, le quali branche, pur -r iman en do nell'arte militare pee formare il centro al quo le far converger~ i raggi che si vogliono coordi,nare e unificare, non possono ri cevere un ampio svol,girnento che nella storia mili tare, della quale sono ì1. .contenuto proprio. La storia mil itare può essere o monogi-afìa di una campagna, o _storia militare parti colare e cornpren<le rne più, o generale e abbracciarle tu tte. Jomini ANNO XV, VOL.

m.

3


LA GUERRA

diceva che sludiando un a cliecin a di campngne si potevano vedere applicnti tutti i prin cipii cieli' arte. Lo studio di una sola campagna adunqne, utilissimo come l'ha fatto l'arcidu ca Ca rlo, per esempi o, non è sufficiente a formo.re il criterio delle grundi operazion i. 'È un elf:!rnento della storia, non è la storia ed è pure una faccetta dell'arte, non l'arte: è l'arte militare di un dato tempo in un a determinata nzione. Queste monografie debbono discendere sino ai più minuti partiC'olari : ciò è loro consentito dalla ristrèllezza clel l'/\rgomento ed è comandalo dnllo scopo che si prefiggono, il qual e consiste nel mostrarvi in azione lu tto il meccanismo di tutti gli ordigni d'un ese rcito. Particolnreg-giata desc1·izi one del suolo geog rarico, parl.ico lareg-giatà esposizione dcll'ord innmento degl i eserciti combattenti, d1fl'usa esposizione dei piani e delle grandi operazioni, minuto racconto di lui.le le marce, di qualunque rna novn1, -di ogn i piccolo comba llimento, creo il loro con tenuto. Sono un tesoro di dati, di elemen ti , e di documenti. )la a cngione del med esimo rilievo di paeticolari, co ntengono un imtnenso magazzino di roba che sotto l'azion e del tempo marcisce, che <!opo un certo numero d'anni e qu.:indo l'arte si trasforma rimane come un vecch io uniform e, una bella nrrrrntura, u·no spadone magnifir:o, oggetti curiosi a vedere in un musco, spasimo da eruditi . Questa storia militare appunto per essere tnua l'arte mi litare di una determinata epoca, in azion e, contiene molto di contingente, molto clte è destinato a precipitare e qu el che di utile ga lleggia è propriamente ciò che ai posteri tru manclasi come una lezione viva, voglio dire le idee informatri ci, i principii direttivi sia di ordinamen to sia d'azione, le grandi ope razioni e alcune Pegole essenzinli alle piceùle, le quali regole chi g narcla pel soLLile vedrà non essere altro che le medesime relative

E LA SU.\ STORIA

35

alle grandi, rid otle soltanto a scala più piccola. Gli è pertanLO che volendos i in una scu ola militare intr_odurre l o studio amplissimo di una sola campagna 10 non saprei consiglia.re che una campagna rn orle rn_issima, per esempio qu ella dei J>russiani nella Doemia o la nostra nel Veneto al 4866. Solo in qnPsto caso è prnticamente profi cuo lo spende.re mollo tem po su di uno studio che col cambiarsi dei mezzi di guerra perde il carattere pt'alico pe r rivestir~ qucll.o eru~ito. E siccom e cosiffatto studio è ricco cl1 pnrt1C'olan relativi a Lutto l'ordrnamenl.o, a Iuli.a l'a rn mini strnzi one, a tulto il vellovngliarnento ed il 111 uniz iona menlo, a tutti i mezzi di trasporto delle truppe, e discende e deve discende re sino al la più piccol issim a tatlica (conccdetem iil permesso di sgram mn Licare),_c~slsa r_rbbe una vera. arte militare dei nostri tempi rn azione, l'a rte del fare oggi la g11erra. E però in una scuo la sarebbe acconcio Ìlffi11arnc il carico alt' insegnante l'arte militare, della quale potrebbe essere quello stu dio una finale e più compiuta applicazione. Auguro ngl' in segnanti che potrebbero essere deputati a ciò, pochi alunni atlorno nd un tappeto verde su l quale sianvi libri da consultare, carie da vedere, compassi, doppi decim etri da man eggiare. Auguro loro non di dovere esporre, ma di studiare senza apparato discutendo con gli alunni . Senza si ffatta condizion e e con le nostro sc uol e ricche di num erosi uditori eglino potrebbero ,udire questi a russare .ed i banchi a scricchiolare. Rammento che molte mus1r.he belle a sentire . a pianoforte fanno fu ggire gli spettatori, traspo rt Dle in orchestra. E un professore non può far senza dcll'allenzione, comandabile solo mediante il suo metodo d'insegnare, il qu ale deve saper distin guere ciò che va detto in iscuola da ciò che va affidato allo stud io individuale, ciò che dev'essere posto


36 LA GUEnnA in rilievo da ciò ehe dev'essere gittato in ombra .' Anche una storia militare dcgoa del nome, anche una storia militare clie comprenda oltre al tempo contemporaneo i passati, debbe insegnare a fare, ma non si poò negare che non è pro1wio suo il còrnpito d'insegnnre a fare oggi la guerra in tulle le sue minute applicazioni organiche, logistielie, talLiehe. È qu esto il mandato dell'arte. Ed . aggiungo pure che non mai l' arLe militare e la storia militare sono sì vicine come quando trattasi di una sola campogna. Ciò che le avvicina è la sovrabbondanza di quell' elemen to contingente, che nell'arte militare è il peculiare contenuto, come Io indico il suo nome di arte, e nella storia monoo-rafica ' b e parte grandissima. ~ misura che la storia si fa genera le ella diverge e si separa dall.' arte. Se le poche' campa o·ne d' una storia particolare so no di una medesima ep~ca, allora qu~ll o che si è detto per la storia di una campagna puo vc1lere, sebbene con restrizione, per la storia delle campagne di un' epoca. Questa nemmanco giunge a far risDltare Lutti i lati salienti nella determinazione dei principii, sebbene vi giunga ,meno male della storia di una sola cam pagna. Fo un'eccezione per le rampogne napoleoniche, le quali per lo sviluppo dei mezzi mi li tari, per ìa varietà dei teatri di guerra, ver là grandezza e fortilità dell'ingegno del c!lpilano vi presentano nn ciclo sì compiuto da trasformare la storia particolare in un corpo ricc o di vita mnltiforrne, concrezione piena del passato, sintesi, risultato dell'anteriore istoria, e come ta1!3 suflìeiente a formè1re il criterio militare d'un buon uffiziale . E pure quel vero e grande uomo pratico non si rimase a <lire: stud iate le nostre campagne; nia disse: studia te tulle le ottanta dei on-randi . . capi tam. Se le poche campagne d'una storia piuLi eolare sono lratLe da epoche diverse, e sono quelle che meglio

E l A SU:\ STORIA

Wi'

riassumono codeste epoche, allora rimanendo vero ciò che abbiamo detto dinanzi, se il racconto vuol farsi discen~ere sino ai più pi'ccoli particola ri, è da aggiungervi quello che diremo sulla storia militare generah;, se il racconto vuol conservarsi in una. regione st}p eriore alle cose caduch e e contingcrnti. La storia militare generale comprende tutta la vitaistorica dell'arte militare : aggruppa i fotti , li coord in a li spiega, rnediante i principii med esimi che scaln~ riseo110 da .essi: si ferma di preferenza a quelle epoche, a quegli avvenimenti, a quell e personalitù che più dirett~m_ente fecero ,avanzare l'arte e cl1e offrono esempi da 1m1tare, errori da fuggire : abbrnccin il complesso del quadro appunto per lasciar discovrire le o-rnndi linee che costituiscono le predominanti leggi,\ per porre in luce l'imman enza dei principii allraverso la mutabilità delle forme, la varietà delle determ inazioni. Indispensabile quadro! SeÌm1 di esso non si lrn coscienza piena deJla verità dei prineipii, non s'impara a pi egarli ai casi particolari, non si comprende fa indecli nub ile necessità di certe leggi vitali dell' arte., non si afferra con nettezza il suo svolgimen to. Da ciì> ~'inferisce che codesta istoria debbe, per conseguire 11 suo alto scopo, porre in secondo piano elementi secondari e caduchi, dar rilievo e gittar piena luce su di quelli sempre vivi. La sua difficoltà sta fors<~ più nel sapere ciò che deve tacere che ciò che dev,e dire, ed e~·sa forse forse scarta più fior i àppassiti che non ne colga di fresehi. A misura che la storia incede verso i tempi n:odcrni il suo paniere si _ricolma, perchè i mezzi mili lari si vanno sempre più facendo identici ai nostri ed il se·condario ha più diritto di vivere accanto al principale. nra rirrum sempre fermo che in così rnsto , quadro d'insieme si colorisce il principale e si sbozza J' accesso rio.


38 LA GUERIIA Ora il princ;ipale qual è"? Le condizioni generfl li della società e dell'arte .:i quel Lemp o, il teatro geografico, iL piano·di g uerra, i gl'andi mov imenti logistici, i comhn t.ti menti più importanti, la baLLaglia. La politica militare, l' ordinamento di un ~set'c:ito in generale, la geogra fìa, la strntegia, la g rande logistica, la gl'ande t.n tticn , ecco il contenuto della storia · militnre generale , nel quale contenuto la poli ti ca, la geografia e l'ordinam ento dell'eserci to. aprono la scena, la strategia. la grande logislica e la grande tattica la occupano: la logistica ord inaria, la tattica ordinaria, ecc. ne formano il fondo gittato in ombra. L'arte militare accogliendo come proemio la breve, metodica, generu le espos izione di qu este pnrti, le qua li debbono anz i essere la chiave della sua voltn, deve lasciar sovrabbondine per arnpiezzn di svilu ppo l'organica appl ica ta agli esercjti d'oggi , la __ logistica applicata ai moderni trovati, la taLt.ica con le nuove armi. E così, e solo . a questo modo, storia militare e arte mili tam prendono contorni proprii e chiararrÌ ente delineati : costituiscono due ruote che possono bene ingr-unars i, ma il cui ingranaggio genera il moto regolare non la confusione, chè l'una svil uppa quello che l'altra non può . Ln prima fornisce i succhi vital i u cui l'altra dà un corpo presente in cui di'scendere : que lla va alla ricerca di cib che permane nella mutabilità delle forme is toriehe; questa , s1rnza Jal'e lo sfratto alle regole immutabili, si preoccupa soprauutto di quei mezzi di .1pplicaz ione prnse nte, i q'uali se Jom ani saranno c:1dut.i oggi sono indispensabili a vine.ere le battaglie: la storia mi litare genernle lascia maggioregginre l'elemento $C ieo tifico dell'arte, il quale elemento diviene concreto e positivo col divenire istorico, mentre l'arte poPgc ri li evo alle cognizioni intermedie tra la scienza ist.oricw e l'npplicazione strettamen te pratica, costi1

},i.

E 1,A SUA STORIA

39

t Hila da regolamenti, da. esercizi di piazza d'armi, ·dal servizio quotidiano, dall e manovre ai campi: è la teoria organica, tattica, logistica del servizio militare esecutivo. La stor.ia militare in tesa così forma il largo criterio delle grandi operazioni, sviluppa la faeoltà. del concepire e comandnre, forma il c~rattere morale " -militare, mentre l'arte in segna ad eseguire ed appli care. La prim a ha per .predominante contenuto la grande guer ra, la seconda la guerra nelle su e più particolnri ap plicazioni sop rattu llo odierne. An che nel!' arte penetra l' elemento scicn t.i fico.- e ove non penetro. ? - ma soltanto come fuoco centra le a cui fo r conver-· gere i rnggi clellu modalità del mestiere militare, come la meccanica e la ch imica nelle applicaz ioni all' indu steia. Vi deve pure penetr·are·come ord in e metodico ,ne.l l' esposizione. Entrambe sono necessarie, sebbene pet', diverso rispetto agli ufiìziali che comnndano ed a quelli che debbono obbedire cou irttell igenza . Souo due .fo.cced'u na medesima medngl ia, la qunlebisogna g uardar dall'una parte e dall'altra; du ll'una per .veder la testa e dall' altra per conoscere in ispecie il valore corrente. t questa la eon dizion,e i nd ispensabile per avere cervelli be n fa LLi. La geografia mihtare ,cJel pari, quando vuo_le formare co t·po autonomo , è costretta o a vivere alle spese della storia o a dive ntare una geografia fisica e politica con qualche ossr~rvazione rn iliLDre. Non nego l'utilità di studiare ordina Lamente il complesso di un bacino, illustrando le osservazioni geogra!ìehe mil itari con esempli stori ci tratti dulie campagne avvenute in -quel bacino. In questo studio si segue un ordine geo. grafico , mentre nella storia uno cronologico: qui predomini\ l'operazione nel tempo e il snolo si studia a misura' che vi si offre cl innnzi secondo la successione -.delle operazioni, li predomina lo s.paziò e le operazioni


LA GUEl\l\A

E LA SUA STORIA

vi si presentano come esempli sligati. Ma ciò non pertanto è così indissolu bile il ligame fra lo spazio e il tempo, è tanto necessario il descrivere un teatro· geoi:{rafico prim.a di narrare e desarninare le operazioni militari, che a me pare la geografia militare costituire· uno studio inseparabile daJla storia militflre, quando,però questa è svoha nell e scuole separatamente dalla storia genetale, quando è svolta almen·o in due interi anni seolastici e quando la storia mi litare è gP,nernle.. perchè abbracciando tutta la storia dell e campngne si viene ad abbracciare lo studio di tutti i prin cipali teatri · geografici, di tutti quelli almeno che importa studiare dal lato militare. Senza queste condizioni la fusione della geografia c,, étclla storia potrebbe diventare dannosa, perché a nessuna delle due parti si potrebbe dnre adeguato svolgimento . Guard]amoci sì dal separare di troppo q.uel lo che è stre ttnmente congiunto, ma guardia moci pure dal fondere cli troppo, perchè a questo modo si potrebbe fare di tutto lo scibile un solo cor$O intitolato: Enciclopeùia:

che quando non lo sono riescono alla negazione dei princi pii e dell'ingegno. Certo il buon senso basterebbe se non foss e senso ·raro; certo il fer~ile terreno è condizion e indispensabile a protlurre buoni frutti, ma ci voglion o buoni sem i, nè la terra è tutta coperta.di fertil i terreni, ma il buon coltivatore pervi ene a migliorare quello che non è di natura feraciss imo; certo l'ingegno ha l'intu ito delle situ azioni, ma nè gl'ingegni si trovano n centinaia per ogni uscio, nè è superfluo evi tar loro gli erra.menti della inesperienza e della ricerca eon gli esempi dei fatt i da altri compiuti . Astratto è per fe rmo lo studio di q uelle sup reme discipline nel dominio dell'arte militare ed importante è il vederne le applicazioni , le quali si studiano appunto nella storia militare, che è deputata a regislrare tutte le operazioni compiute dai grandi cnp itani, e che eziandi0 q11anclo è generale non si rimane soltanto a concelli e genernlità, ma quantunque non discendi• sino alla. bassa straLificazione dei particolari pietrifica ti e morti, discende pure in quell a intermedia stratificazion e uve s'incontrano le modalitù a.ceonce a rivelarvi le vive ed utili incarnazion i pratiche del concetto astratto . Con qu esto studio informato ai grandi esempi formasi l'intelligenza delle op erazioni mili tari, il__~a~a_t~ t~re rniljtace, e l'intelligenza e il carattere sono i pri1·1c1p ii vitali <li qualunque operaz ione. La storia militare vi dù l' uomo mili tare, e l'arte gli pone lo schioppo in mano, insegnandogli teoricamente a ordi narsi, marciare, accampare, rnanoHare, combattere, soprattutto come oggi si fa. I regolamenti ed i cnmpi fanno il resto: quelli insegnano il piccolo parti colare, questi applicano le cognizioni militari. Senz11. lo studio della storia voi creereste non l'u omo militare, ma la macchina rriilitare : voi non sol o non avreste generali

Se la mente non mi true in inganno, parrni che il modo da me proposto di sopra sia l'unico per fare usci re .la. questione dei limiti fra l'arte e la storia militare dal,la confusione in cui giace. Coloro i quali studian o le supreme discipline della guerra, strategici , grande logistica, grande tattica, e solo nell'arte mil itare, son o dalla sempli cità e dal poco numero dei principii generali condotti ad opinare che basti il buon senso a comprenderli, che è quasi su perflu o lo studio dì essi, che sono un'astrazione, che l'ingegno li trova da sè, che l'importante nell a guerra è la modalità dell'applicazione. Tutte affermazioni che conterrebbero una parte di vero se fossero bene intese, ma


I,A GUERRA

E LA SUA STOUÌA

ma ~ nemmeno ufiìci-ali su periori quali li vogl iamo

fatt o di studi mili ta ri, l'arte preceda la geogrnfia e la sto ria militare , si pu èl in un a scuola superiore farle càmminar di conserva a cond izione che la storin militare ed anche la gé!ografia fac~iano precedere il loro sv olgimen to dn un quad ro dei principii generali slrntegici, logistici e tattici, daì quali scorgan~i i concetti direttivi della mente del!' in segnnnte, e chiuda no il medecon 1111 quadro riassuntiv o e sintetico sirn o svolo·imento b . dei pr-incipii più particolari che nel corso delìa loro esposizione sono audati ded ucendo qui e là a modo sliga to ed a misura che ne offriva il desl l'O questa o quella operazione militare, questa o quella determinazione geografica . In tal modo ·ogn i corso, pur giovando agli al tri, farebbe rotta da sè; nè vi sarebbe a sgomentarsi -delle contraddizioni in fra i cors i, chè queste non ponuo essere cl1 e poche qunndo si tratta di quei pri ncipii più o meno generali nei quali quasi tut.ti i militari convengo no, e queste poehe in una scuola superiore, sono vita non finimondo.

oggidì.

Ora con qual e ordine si avranno a studiare cosiffatte disciplin e? V' ha un'arte mili tare elementare ed una più elevata e complementare. Ogni bran'ca del sapere uman o comporta codesti due modi d i trattazione. I.:arte militare elementare si deve studiare in una scuola militare inferiore, e la superiore in una s uperiore; quella deve precedere qualunque stu dio militare , percbè inpegna le definizioni, gli el ementi; insegna ai giovani che cosa sia un eserci to 'ed a che serva e com e si muova, e fa comprendere le relazioni e lo scopo di tutte le discipline mil itari che di poi si studiano. L'arte mili tare superiore ha il n1edesirno contenuto, ma presuppone stud i militari di già fatti e p uò coordinarli in modo più elevato, trattando ampiamen te le questioni di ordinamento, studiando sopratl.ulto la guerra con i trovati rnodern i, le trnsformnzioni moderne, e facen do · in ultimo una concreta applicazione ad una o due campagne recenti, nelle qual i si vegga tutto in auo il sistema della guerra moderrnt. Quesl'arte milita re superiore può nnche trattare il problema della difesa dello Stato. N.è l'una Drte nè l'altra debbono escl udere le s upreme discipline della guena, an zi elle .vi debbo no rin1ancre eorne perno clclì'ed ifizio, ma la differenza con la storia è ques La: la storia sviluppà ciò che forma il perno de l!' m·te; questa sviluppa ciò che forma il corpo atLuale che intorno a guel pern o si aggira e si muove . Ma pei:chè nelle scuole non sempre riesce foc'ile J' ordinare la successione degli studi secondo un concetto raz ionale, a cagione -di tnnte esigenze acciden tali che qui sarebbe su perfluo enumerare, co sì ri ma nen do fermo il prin cipio che in una scuola com e l'accadem ia militare di Torino e la scuola di ra·nteria e di cavuller ia.. di Modena, inferiori in

Dal complesso delle cost~ dette seg ue che gl L studi mili tnri si possono consideL·arn come una piramic!e. Sulla base sc rivinn10: Regolamenti, piazze d'armi, camp i. Ecco lo studio pratico nel senso stretto. Su di un p ri mo scalino scr iviamo : orga ni ca, logistica, lattica. Ecco l'arte mi li tare, studio teorico, ma pross imo alla pra tica quoti drnn n. Saliamo più su e. troviamo un altro scalino su cui sta scritto: ar tigli eria , for ti ficazione, topografia , ponti-strade, tele.grafia, amministrazione, legislazione ecc. Sono gli stu di tecnici, che da un lato entrano nell'ar te militare, come abb iam o detto, e dal l' altro entrano nella . scienza. All'ultimo scalino leggete: Grande guerra. È stud io che forma la ,mente dirigente, è il primo mob ile degli eserciti. 1: un@ studio teorico an ch'esso, ma più lon tano che l'arle


E !,A SOA STORU

u

LA GUEl\1\A.

dalla esperien za quotid iana, la qu ale per la grande guerra essen do irnpos~ibile ad avere, devesi com pensare il suo difetto con la med itazion e sulle ca mpagne fatte. A questa pirnm ide rii stud i in qualchP. modo risponde di già e potrebbe rispondere di più una piram ide nell' ordinam ento dell'esercito . E così, non tenendo conto dei corpi più o meno sedentnri, coda della grande com eta mil [t.antc, ved iamo al primo e robusto sca lin o le armi di linea : fanteria, caralleria. artiglieri a da battagl ia. Al secondo gl'ingegneri militari, i quali sareb bero ingegneri del genio (fortifi cazioni, e lu tto ciò che rigua rda le comunicazioni ed il rilevamento), ingegneri ù' artigli eria (costrnzione del le armi e deT c·elativo rriateriale) . In tal caso gl'ingegneri del genio potrebbero ali' occasione dipendere dallo stato maggiore, in quanto al servizio telegrafico e fe rroviario; ma essi e non gli uffizi ali di stato mnggiore dovreb bero fare, perchè a far bene ci vogliono specialità, specialità che tutta la vita facc iano una sola e medesima cosa. t un pa1'1ar turco codesto nel nostro esercito, in cui lutti dobb iamo sn pere tu tto, non è ve ro~ Ma saliamo su per la piramide e vi troverem o, so llo nl la mente unica e direttrice del generale, lo stato maggiore, che tu tto di rige e I)llJliJ..fo , e che per tanto ha per sua specialità il non averne alcuna. Reclu tato con uffìzinli che sieno esperti in un servizio speciale perchè uomo se nza specialità è zero - ma che insieme sien o la negazione dell'escluvism o, sieno forniti di attitud ini comp lesse; reclutato in somma con uffi ziali csercitn ti, ma non ro tti a' diversi servigi, esercitati sino a co noscerne il meccanismo ma non rotti sino a rompersi la testa in essi ed a sperdere cosi . " la fac oltà de l sapere abbracc iar la fo resta dopo aver veduto gli alberi. Ecco la specialità dello stato mag-

;

\

giore : la facoltà del cornpl<!sso . Ma, intendiamoci, il co mplesso positivo , quello cl1e tien con to delle appli1:azioni. Mi fe rmo in un a questione che potrel1be tro::;cin arm i fuo ri del sem inato . ~Iolti potranno dissentire da mc, ma ad eccezi one di colo ro che parlano di cose militari senza essersi fo rmuto un concetto preci so di null a, credo che nessuno vorrà negarmi clte la soluzione elle presento è non pure meditata , ma eziand io semplice e ne ttn. Solo prova il desid erio cl i ri:issum erc, 11 che farò anche a rischio di ripetermi. Sinora la storia militare e l' arte mili ta l'e sono state, l'una un .coo rdi name nto crono logico, l'a ltra logico delle varie .branche militari. lia è anche mestieri determinare un co nten nlo che ciasc una di qu ell e due disciplin e svolga più ampiamente nel quadro generale di coordinamen to. Qunl è adun quc qu esto contenuto pe r la storia militare generale '! La g:·ande guerra. La quale deresi consi dera re come una cu rva risul tante da varie ascisse .geogra fic he e da va rie ordin ate stori che. La cuna in relazione alle sue ordinate, o la dingonale come risultante delle forze nel pa r·all elogrnmm a, for mano 1111 tutto inseparabile che io denorn irei Scienza islorica della guerra. Quale rimane il contenuto dell 'arte militare'? L'applicazione partieolare di questa scien za, soprattutto '111e modal itù. della guerra odierna. Onde l'arte si può di re essere costi tuita da due pnrti : una prima che tratta ampiamente dell'organica, della logistica applicati va, della tattica ordinaria; ed una seconda che s tudia l'nrle mili tare con ternporaneamcn le in nzione in una campagna, esamina ta in modo particolareggiato, e che gi1rnge sino a studi are il problema del.la difesa del proprio paese con i mezzi att uali .


46

E LA SUA STORIA

LA GUERRA

V. De!inizione degli eleme nti componenti la s toria militare.

Rintracciata la relazio ne tra la civiltà e la guerra, o megli o veduto quale posto occupa nel com pl esso della civil tà uno de i suoi elcment: , assegnati i limiti che separano la storia mil itarr-\ dall'arte mi litare, e pertanto nfferra to i! contenuto propr io di codest'ist0ria, noi possiamo occuparci di defin ire gli elementi for-manti la storia mi lit,are, di porre i prin cipi i che governano le gra ndi operc1zioni militari, e la legge che presiede allo svolgi mento dell'arte mili tare nella storia. E non di,:iamo a caso: porre. Il carattere di un metodo isto rico veraqiente scientifico è di pone come una premessa quei principii e quelle leggi, che nel corso della storia riceveran no appli cazione è dimostrazione, per ri tornare in ultimo a qtielle medesim e . premesse, ma con la coscienza piena di loro Yerità. Ed anche in questo applichiamo alla storia mili tare il metodo istesso che ci guida nell a generale . Gli elementi integranti della nostra istoria si possono ridurre a tre: naturali; sociDli, cioè morali, politici, econ omici e soci ali nel senso stretto; militari propriamente detti. Dei primi diremo èliffusamen te nel trattare del fondamento nalurule della storia; dei secondi ci basti per ora qu el che si è del.!o discorren do della correlazione di svi luppo tra gli Stati e gli eserciti; dei terzi diremo ora. L'ordine deve stare in cima dei pensieri d'uno scrittore, perchè l'ordine è la espressione prima di un metodo razionale. Ora io mal saprei intende:re c.ome si possano comprendere i

~

4.7

caratteri militari del terreno geog rafico, se prima non si sia. assegnato il valore delle cose e dei termini militari. Incominci amo adunque dal definire i termini e dall'osservare le cose. Delìnii'e i termini? Che, che si tratta forse della mil lesima o milionesima definiz10ne della strategia? Ma il "acco n'è pien·o, e sn rebbe peggio del portar nottole ad Atene ed elmi a Berlino . Eppure fa mes tieri passare sotto le forche caudine, e soggiacere ad alcune definizioni , tanto più indispensabili a dare, quanto maggiore dovizia havvì di esse. Non mi muove smania pedagogica, ma il desiderio razionnle di qnnlunque scrittore cosce nzioso: dichiar~re qual valore porga ad alcune pa rol e e cose. È però una dich iaruzione, non rnicn una lezione. Posso far fede al lell.ore che prova maggior fastidio lo scrlltore a chiudergli il pnsso, che esso a sfìlare per la stretta cuudina.--l\1a-via;-capitola, o-1ettore : Roma ti-,v.endi<:herà presto-! Napoleone ha definito così l'arte de_lla guerra: arte del sepaàns i per vivere e del r iunirsi per vincere. Forse dopo del separarsi e prima del riunirsi potrebbesi aggiungere : del collegarsi per manovrare; ma ciò non ostante nrnane quella una definizione degna dell'ingegno sovran o ehe cogl ie l'essenza delle cose e la esprime con poche puro le. Ora in codesta ::irte so no parecchi e branche e la suprema fra q ueste è la strategia. Pere:;hè è la sup rema, che cosa è dessa? La strategia è il concetto direttivo delle operazioni militari. Come tale comprende la scelta dei fini predo- minanti delle operazioni ùi (unzione dei pri:nc171it che qiwste operazioni governano, la direzi.one genera le a dare alle operazioni per raggiungere lo scopo. Havvi una grande ed una piccola stra tegia: quell a abbraccia il complesso del teatrn della guerra e delle operazioni -ehe vi si compiono, questa il teatro ristretto di qua-


48

l un que operazione per secondaria che sia; ond'ella vive in tutte le op erazioni e grandi e piccole, perchè ne è il concetto; e poi che comprende principii primi che sono immutabili, forma l'elem ento scientifico dell'arte militare, che è composta di mezzi mutabili. L'organica, la logisti ca, la fortificazione, la tattica, ecc., comprendono i mezzi per raggiungere i fini strateg:ci, per incurnare i concetti strategici. I fini predom in anti sono : immediato o la scelta delia base; mediato o la scelta dell'obb iettivo; intermedio o la scelta della li nea d'ope razione che unisce l'uno all'al tro. ML si può dire: -ma la base e la linea . non sono fini, sono mezzi per aggi ungere l'obbiettivo, che è il solo fine. Il solo fine? 1~ anch'esso un mezzo per dissolve re l'e,ercito avversario, conqui stare una provin cia, sottopo rre un regno. Se gittia mo uno sguardo profond o a cominciar dalla natura ed a venire nella storia, noi intenderemo che a cagione dell a catena inclissol.u bil e che tuUo lega non v'ha cosa che il linguaggi o ord inario denomini « fine » che non sia mezzo per al tra cosa, e così non v'ha mezzo che non sia medesimamente fii1e. Nondimeno l'ingegno um ano è costretto a rompere la catena, e restringendo il suo esa me ad un ca mpo parziale, chiama fin i quei punti sali en ti. e dominanti verso i quali le· parti convergono . In somma la mente guarda non a ciò che in una cosa è , solo, ma a ciò che predomina, e se predomina la c:nusalitò. o la Dn alitn, l'uomo pronunzia le pal'ole « pì·incipio o fine )> e se la modalità, dice « mezzi ». Ora un capita no ch e prima di ro mpersi la guerra volge la men t.e a fa re il piano co l quale condurla, che cosa pon e in cima ,dei suoi pens ieri ? scegliersi una base ed un obbi ettivo ed una lin ea. Di poi apparecchia i me zzi per assi curar fa primn, muovere per la terza, raggiungere il secondo. A di-

49

.E L,\ SGA STOIUA

LA. GUERRA

rimpetto di questi non son o quelli i fin i predo minanti ? Parmi ehiaro che sì, e lasciamo dormir la scol astica. I detti mezzi costituiscono l'organica , se riguardano il modo di recl utare ed ordinare gli uom ini; la logisti ca, se quel lo di trnsloca re gli uomi ni orèinati ad esercito; la tattica se gli ordini di combattimento con siderati in relazione alle armi in uso . Onde le marce, l'accampamento, il vettovagliamento possono ri entrare nel la logislicA, a fiue di semplifìcarf\ le rrnrtizio ni troppo sbocconcellate; lu fortificaz ione potrebbe considerarsi siccome dipendente dalla strategin , in q uanto è scelt a dei perni principal i, e dalla la ttica come scelta dei perni da munovre secondarie e come studio del modo col quaìe le truppe debbono difendere ed attac.::are le posizioni «fforzate di qual unque genere sieno. Il ritrnrnent.e è elemento tecnico che esce dal ca mpo del l'arte mi li tare strct l11m ente inteso e discende dall'.:1rte dell'ingegnére. Così l'artiglieria è logistica come movi mento, talli ca come ordini da combattimento , ingegneria come costruzione. Abbiamo detto c lic v'!ta unn grande ed una piccola strategia : bnni del pari unv. g rand~ ed una piccola tattica, la battaglia ed il combattimento. Or bPne, vincere la battaglia non è conseguire j ] fine della gnerrn? E se è, non ne segue che la tanica o almeno arwh e la tatticn comprenda i1 fine supremo della guerra? Vincere un a buttaglia è al certo cosa piacevole ed utile, ma può essere e può non essere conseguire l'obbieLlivo dell a g uena. Napoleone vince alta ~Ioskowa e perde la cnmpf gna del '18 12 ; i Piem ontesi vin cono a Goito e perdono la campagna del ;J848. Noi siamo stati battuti nel 48(}ti a Custoza : sa rebbe sLato meglio che avess imo vinto , il che era per lo meno più consolante ; ma vittoriosi che avremmo fat.to? Saremmo 1

ANNO

xv, Vot. m.

4


&O

LA GUEI\RA

rimasti sulle alture per separar le piazze e dar tempo all'esercito 'del basso Po di valicare il fiume ed avan.zarsi? Consiclerandoil caso normale di un esercito avversario di forza presso che pari alle nostre, e non quello .anormale del 1866, quel partilo ci avrebbe esposto ad un ritorno offensivo dell'inimico, al quale continuavamo .a lasciare i vantaggi della posizione centrale. Per evi tare un rovescio dopo la nostra vittoril e per evitare un probabile disastro all'eserciti> del basso Po consideriamo sempre il caso di maggior numero di forze austriache disponibili - saren1 mo andati da 'Custoza a tender la mano e a riunirci con l'altro esercito 't Tanto e meglio valeva il. farlo sin dall'aprfrsi della campagna l La riunione delle· forze ci faceva. a.dunque. conseguir lo scopo più securamente d'una vittoria, alla quale doveva seguire una marcia di fianco alla presenza dell'inimico appoggiato a quattro fortezze, una delle quali gran campo trincerato . Con -siffatti esempi vogliamo dire che, salvo il caso d'una. ,c arneficina per la quale perisca tut\a la potenza militare di una :oazione, non basta la 'r(attaglia vinta. perchè si consegua ·il fin e della guerra: non è la vittoria il fine ·ultim o, ma è quello che mediante l:i vittoria si consegue. Or che cosa è q uesto? È l' obbiettivo strategico, è un qualcosa che se visita il ~ampo di battaglia o se riceve visita l'indomani di questa trasforma la vittoria in fine ultimo, e se no, può ri uscire a renderla sterile. La storia militare, massime nei tempi che precorsero il riapparire della strategia con Gustavo Adolfo, è piena di riprova di ,questo vero. Se volete fini r presto la guerra date la battaglia in guisa da afferrare l'obbiettivo strategico. E per conseguire ciò è mestieri porsi tra l'esercito avversario e la s ua base, avendo sempre una propria

'

E LA SUA STORIA

I

54

!inea di ritirata. Ed eccoci in piena strategia, perchè questa è concetto supremo, fini supretni, principii sup remi. Questo suo essere la rende tutto ed in.pari tempo nulla, le porge il carattere dei principii generali delle ,cose, che appunto come tali informano il tuttÒ, ma non ne sono la forma sensibile. Coloro che negano la strategia o fanno le viste di spregiarla per codesto ·s uo carattere, danno indizio di non aver sortito di natura ingegno scientifico. Ma coloro che dopo averla sollevata sul trono credono potersene stare frnbramati in essa, senza penetrare sino ai più oscuri tuguri <lei popoli soggetti, si apparecchiano tristi giorni, perch è la cur,1. dei sudditi forma la saldezza dei troni. La guerra è mobilità strategica ed urto tattico: quella è il nome, questo il cognome dei grandi capitani·. E mobilità ed urto si ottengono naturalmente non pure con lin ee e punti, ma con uomini che le seguono e ehe pugnano. Armonizziamo nella , scienza ciò che nel reale è uno, e solo allora , faremo scienza positi va. ( Clausewitz e Renard hanno veduto di troppo la battaglia scompagnata dalla steategia; Bulow e Willisen il contrario, Non è possibile pensate ad un elemento militare, 1 senza vedervi dentro tutti gli altri. Nè è possibile tro- { vare un qualcosa che meptre sotto un certo rispetto appartiene ad una branca, sotto un altro non appartenga ad altra. Vogliamo toccarlo con mano? La linea -d'operazione, come scelta per collegar la base con l'obbiettivo, appartiene alla strategia; come mo do a percorrerla appartien e alla logistica; come studio delle posizioni agevoli per combattere, alla tattica; ~ome scelta dei siti a rafforzare, alla fortificazione strategica e tattica. E però qualunque problema si offra alla mente del capitano è di natura complessa.


5'.2

I. A GUERRA

E LA SUA STORIA

Le cose anzid ette stabi liscon o, se non m'illudo, nozi oni chiare e de11ni zion i essenzia li. S'.rategiu, logistica, t;Htica fo rmano un medesimo tutlo , il quale d si offre sotto aspetti diversi a seconda del punto dì vistu: ciascun elemento vive e si compie negli al tl'i i~ quel che separa è la nostra focoltù di a·strazione, di ana li si. La in sepa rabili tà del resto non esclude le diffe r·enze, le quali possono o debbono essere nettamente eomprese, cogliendo il lato predominante, ponendo in rilievo più il cc1rattere specifico che quello generico. Quando Napoleone, chinatosi su di un a . eana d'Italia, additava al sno segretario :Bourienne 1a pianura di :Murengo ed esclamava : « qui, qui batterò Melas, » egìi prcsceglieva un obbiettivo il quale intendeva n:iggiungere partendo dalla Svizzera ed at. traversnndn jl S. Berna rdo : ec.co la grande slra tegia . I modi tenuLi per dislocare le trnppe e per farle attraversnre i pa ssi alpini, ecco la logis tica. Nella seconda pal'tc della gio1:oa la di Mvrcngo la con versione, se lale vno lsi chiamare, dell'esercito francese, mediante la qnale gli Austriaei avanzantisi su Piaeenza, mentre erano arrestati in testa, erano atLaccati in fianco, co stitu iscono una manovra da grnnde tattica; la qna le essendo la strategia del campo cli bat!a!{lia, non è che il conceito dcl ln battaglia e comprende i principii che regolano la direzione n dare nlla manov ra. Le specia li disposiz ioni date alle tr·uppe da Desaix, quelle per la carica di Kell ermann , la pos izione e l' azione della batteria di. Marrnont sono app li r.azioni di tattica ordina ri a .. Ora che su di queste pnrti co mpo nent i l'arto mili ta re ho esposto il mi o eoncetlo, possinmo esam inare quello che dieo no intor-90 alle medesi me questi oni i pirì noti scri uori militari, e così vedere se per avven tura ci foss e 1·iusciLo di giungere a nozi on i pi ù esatte; il che

servir-il o a infirmu re o a corrobo rare le cose dette, inso mnw sari pietra di parago ne. L' a rcid°uca Cado definisce la stra tegia la scienza delta, g1.1.crra: essa traccia i pi'ani, abbraccia e determina il carnmino delle operaz·ioni mi-zitari: essa è propricimente la scienza dei generat?: in capo . - La tal tfra è l'arte della guerra: essa insegna il modo seconclo il quale ·i gmndi p-iani debbono esser posti i·n esecuzione. Quesl' arte è ù1dispensabi'le a qualunque capo di corpo. La differenza tra ques te definizio ni e quEd le esposte di sopra non è al C<!rto gran fo tto sostnnz iale , rna esiste. Il far risaltare cbè la strategia comprende i fini predominan ti della g uerra mi pare che sia un pre-cìsarne di pi ù il con tenu to. È vero cb e essa è scienza e la ta ttica arte, ma no n è esatto che sia solo scienza dei generali· in capo. Da quel che abbiamo detto si.' inferisce che ci sia impossibile l'assegnare il dio Termine della strategia. Ogni milita re che guid a un drn.ppel!o applica, o almeno dovrebbe , la sua strategia proporzionale all a operazione da compiere ed al terreno su l quale compierl'a. Muovere dalla strategia suona formarsi un concetto di quello che de ve eseguire: non farlo, è operare da automa ed esser earne da ba stonature. Se un capitano çomandante un a co mpagnia debba operare col suo battagli one e sotto gli oechi del. maggiore che lo comandn, allora questi pensa e dirige, e quegli non deve conoscere che una sola strategi n: obbedire. Non avrà altra inizintiva che profìLtar degli accidenti del terreno e menar le mani. Ma se a cod esto capitano affidate una mission e isolata e gli dite: tu con i tuoi 150 uomini devi domattina all'alba muovere per impadronirti di quella cascina, che a dieci ch ilometri di qui giace allo sbocco di quella valle la quale apresi lì in fondo; ma bada che a' lati della strada principale ed a cinque chilometri di qui sonvi due ca scine occupate

I

1

,,

53

y /


54

55

LA GUE!lRA.

E LA SUA STORIA

da distaccamen ti nem ici: a destra ed a due chilometri dalla strada ei ha 80 uomini, a sinistra ed a cinque, altrettan ti ; allora voi avete affidato al capitano di c'ompagnia una imp resa, 1a quale per compiere fel icemente egli deve in picco la scala risolvere nella sua men te· tutti i 'p·roblem i della strategia. Cons iderato che non può senza pericolo lasciare la sua lin ea d'opera zione e di r itirata esposta, minacciata da quei due distaccamenti nem ici, e che per tanto gli è indìspensnbile ,il dis~acciarli dalle due cascine, che farà egli? Romperà rn due la sua compagnia? Sarebbe 1111 asino: avrebbe forze minori di fronte a ciascun distaccamen to;. mentre tutto ri unito le ha poco men che doppie. Procederà dunque concentralo. Ve rso quale dei du e si, volgerà prima? Quello a destra è più vicino alla strada, ma è meglio trincerato: 'è meglio trincerato ma è più lontci no e più separato dai suoi. Girerb la posiz ione e farò di minacciargli la ritirata? La dispernzionc potrebbe spingerlo a difesa eroica sì, che mi farebbe perder soverchio tempo e fa ll ire l'operazione princi-pale. In quella ,•ece il -distaccamento di sinistra è senza difese, so che sta spensieratamente in sulle guard ie; sarebbr un bel colpo ! Ma voreei prenderli tutti questi poltroni. Vediamo se c'è una viuzza campestre per Ja quale avviandomi quatto quatto: io. possa girare, la posiz ione. Dllte qui la carta . La c'è, la c'è. Sì, ma e se fallisco il colpo, potrò ritirarm i io? Eccola qu i un'altra strada che rapida con verge ove sono i nostri. È un bel colpo, facciamo lo, e poi piombiamo sulla cascina allo sbocco della valle, seguendo quest'altra via inLerna, questa ipotenusa . Dei q;;aranta che la di~endono in me;do-ra avremo ragione, e degli ottanta d1 des tra m'infisch io. Questi e altri ragionamenti si possono fo!'e in ciascuna operazione per lieve che sin, e per finii ben0·

ci vuole eriterio strategico. Pensateci su e vi troverete i problemi essenziali dell a strategia. Per siffatte ragioni abbiamo detto esservi una grande e un a piccola strategia . EvidentementP. l'arciduca Carlo accennava ali<\ prima; ma in una defìnizione la precisione consiste nell'elevarsi a quelle id ee generali che comprendono tutti i casi particolari. ~el linguaggio imperfetto e ordinario noi per comodità di espressione ed abito di se pnrazione sogliamo usare la parola « strategia » appunto in un significato che par largo ed è ristretto; ma nel definire è necessario dichiararP, l'intimo· delle cose. Anche userò sovente la pa rola « strategia ~ nel senso dei movimenti che il gene rale fa compiere fuo ri la presenzn dell'inimico e sul complesso del teatro delle operazioni; soltanto aspiro a definire il contenuto dei termini, ben conv into che molte umane questioni sono qu estion i da vocn bolariote di convenzioni . Spieghiamoci prima, chè c'intenderemo poi. L'opinione che ìa strategi a sin so lo la scienza del generale in c:ipo è 11n pregiud izi o comune che non eleva la strategia, ma ne sconosce l'essenza e ne restringe la distesa. Cetto il generale in capo deve risolvere il prob lema. nella sua forma più vn sta 0. complessa, ma ciò non esclu rle che qualonque capo deve riso lve il suo, deve avere un concetto di qnel che fa. deve pen sa re prima di fore. R 00i, cMando nrgli ufficia li l'abi lo di 1·agionare su lle operaz ion i, apparecchieremo la stoffa dei ge nerali. Onde non si dovrebbe esse l'e alieni dal fare Conferenze reggim enw li, nelle quali in forma chiara, breve, popolare si e~ponessero esempi di storia mi litare. Chi può dire qu anti Lesori nascosti rivelerebb& nn raggio di luce? Riti rate nella Stl'ozza quel sorriso balordo I Non mi rimane a dire in torno alle definiziom dell'arciduca altro che questo: la tattica, considerata

I I]


56 com e qu ella d1e offre i mod i con i qnali porre in atlo i pian i, è confusa con l'arte dell a gue rra di cni la tatti ca non ò che un ramo. M:l qunndo l'arciduca sct·iveva , il lnvo ro di nnal i~i sul le diverse bran che dell'al'te non era ancora futto neanche con mediocre pl'eci~ione. Il genernln .Tom ini si esprime così: « La strategia è l' arte di far la guerra su lla <·arta, l'arte cli abbra ccia re lutto il teatro della guerrn . Lo tnUica <:~ l' arte di co mbattere su l terreno ove l'u l'lo anà luogo, ùi porri le fo1·ze secondo le lor.a!itù e di por_Je i:'1 azion e su clive1·:.;i pnn ti de l camp o di battagli a, ossrn in un o spazio di quaLtrn o cinqu e leghe, in modo che tulli i corpi operanti possano ricernrc .,.Ji ::, . . d ordm1 e esegu idi nel corso stesso dell'azione. - La Jogistica non è in fondo che la scienza di preparare e di a~sicura{e l'applicazione de.Ile due altre. » Lascian do stare che ancora un po' e la definizione ùc~Ja tatlic~ scivolava in un trattato, noi ci dobbiam o ch iedc,·e : E un definire il dire che la strategia insegna a far la g uerra sulla carta? È un atto esterno, non una deflnizione del contenuto, pel' enun ciare il r1uale è mestieri dire quel che ci vogliamo fare e Je?gel'e su di codesta carta. Basta l'aggiungere che vogham? abbracciare il tE:atro della g uerra? Ma abbracc1,arlo come, . dove, perchè? 1;: cosa vaga. Inoltre, çereh e la strategia sarebbe divenuta arte e la loo-istica sc ienza·? In tal caso l'immutabile è arte, il m;tabile scienz a , e niuno v' ha che non vede quale assenza di nozioni scientifiche regna in questa inversione di eosc e in Cfll es ta confusion e cli termini. La logisti ca, co me 1n tattica, ha in fondo un elemento immutabile co perto da un corpo mutabile. Un movimento o si d f':ttui con_ le gambe, come sempre facevasi prima, o m fel'rovia come spesso si fa ora, debbe esser mai

E L.\ Sl'.\. STOl\lA

r

sempre fotto in g-11 isa da evitare ingombro, non è vero~ questo i'i l'i mmutabi le buo n senso logistico ; ma dal fa.rio a gnmbe o in vagone ci corre un bel divu rio e questo crea una ricca moli.iplicith di disposizioni vnrial> ili secondo i materiali fel'l'oviari, le quali disposizioni formando con allre di simii geriere il conf.e nuto pec uliare e val'iabile dell a logistica, le porgon o il cara!lerc di arle . Accettiamo per la strategia il nome di scien za datol e dall'arciduca Carlo, perchè essa è il concetto direuivo ed è tutta costituita do. principii immutabili, mentre i mezzi mutabi li sono fuori di essa e cost itu iscono ai:pu nto la parte sa liente della logisti ca, della lattica ecc., le quali per tanto avendo i mezzi in esse sooo arte. Jl Clausewitz, col dire ch e una teoria positiva è piìt possibi le per la tnttica che per la strategia , cade in un ' errore anclic più grande. Che cosa è il positivo? JI concreto . Ch e cosa è il con ct'Cto'? Il vero ch 0 ·è sempre tale. Il Clausewilz è un esimio scrittore che si muove.in una contrn:ldizione vitale : fa le viste di negare la possibi lità di una teo t'ia dello guerra e pur teoricizza di continuo. Egli stesso, sebbene meno scettico del Berenhorst, nega. . il moto e ca mmina. I.a ragione per la qual e nega una positiva teoria della strategia e la vuole possibile per la tattica, si è che la strategia pone in azione fo rze morali incalcolabili. Ecco il solito ab isso tra due cose che son fuse. Le forze che la strategia dirige sul campo di battaglia non sono anche materiali~ E quell e che combattono non sono pure morali ? Queste idee del Clausewitz sembreran no tanto più strane oggidì che il positivismo scientifico intend e a sottomettere a leggi eziandi o il giuoco dell e forze morali. Dal che è nata la fi sica sociale, applicazione del calcolo dell e probabilitù alla statistica e della quale oggidì il Quetelet è l'illustre rappresentante. Del

,it


58

LA GUERRA E LA SUA STOI\IA

rimanente le definizioni che il Clausewitz dà della strat_e~ia e ~ella tattica non sono lontane da quelle di Jomm1. Egl i pensa che la tattica ha per con tenuto la forma del combattere, la strategia l'uso di essa in relnzione con lo scopo della guerra. Le definizioni di J'omini si avviciuano eziandio a quelle del Bulow secondo il quale la tattica è la scienza dei movimenti militari che si compiono sotto gl i occhi dell'inimico, la strategia di quelli fuori. Il Wi lli sen , che è lo scrittore riputato antagonista del Clausewitz, dice che la strategia rio·uarda i bisogni dell'esercito e la tattica il comba~ere. Ed ecco la strategia trasformata in ammin istraz ione. A me pare che il difetto di_ profondi studi scientifici abbia genera Lg confuse definizioni . Do vrnmm o esaminare l'op inione del Ren&rd, ma per comcrvare ordine nell'esposizione, amo farlo dopo di aver discorso deO'li 0 ordini di battaglia. .Perchè ci siamo distesi su tali definizioni? Pr.rchè le definizion i non sono i preliminari dell a sci enza, rna il succo, il risultato; perch è definire con precisione significa comprendere con precisione il contenuto di una disciplina; percliè tutto ciò conferisce a formare menti chiare e queste apparecch iano operazioni razionali. '

(Continua)

N. l\Lrns.E11r.

ERRAH-CORRIGE dcll' articolo contenuto ne!la dispensa di giu9no. E RR ATA .

Pag. 349, verso 25: La Bar Duparcq >

366,

»

19: nesso

COI\IU GE.

La Barre Duparcq. Caos.

LE ARTIGLIERIE PER LA DIFESA DELLE COSTE NEI VARI STATI D' EUJlOPA

Con tre tav. litografìcho.

Dopo l'applicazione dell a corazzatura alle navi da guerra, tutte le potenze marittime si videro costrette a mod ificare i'arrnarnento delle proprie coste, cercandÒ cli aumentare la potenza delle bocche da fuoco, onde essere in grado di respingere gli attacchi delle flotte nemiche. Per ottenere però questa maggiore potenza di artiglierie non si seguirono dnppertutto gli stessi sistemi, e ciò deve attribuirsi alla diversità di circostanze in cui si trovavano i vvrìi paesi. In fo tti, oltre nlle considerazioni tecniche (le quo li già di per sè sono un a: causa di differenza, per il diverso modo di apprezzarle) e1:a necessario tenec· conto della convenienza sotto il lato econom ico, dello stato dell'industria locale, dei mezz i di p roduzione ecc. ecc. Sotto il . riguardo tecnico la p rim a qm·stione che si presen La r decid ere si è la scelta fra le artigli erie ad an imn -li scia di grosso calibro e le artiglieriè rigate


~o

r,E .\l\'l'IGLlRRIE

PE R LA DH'ESA DELLE COSTE

di calibro inferiore. Col primo sistema si lanciano ~normi .proi etti sferici con ve locitù piuttosto piccol e, rn modo da scon qn assare i fianchi dei bastimenti ~ontro cui vanno ad urtare; col second o invece si lanc iano pro ietti allungati con forte velocità in modo da fo rare le piNstre di corazzatura . Nella guena di secession e in America si adoperarono delle bocche da fuoco lisci e di 33, 38 e ;:\il c0 ntimetri di dia metro, le quali lnnciavan o delle palle di ·127, 196 e ,i.53 chilogrammi, colle cariclie di '12, ,J 8 e .iO chilogram mi . Queste bo cche da · fuoco erano di ghi,,n, fuse con speciali avvertenze secondo il metodo llodman ; il loro tracéiato ern calcolato in modo da presentare eguale resisten·za all'azione dei·gaz in ogni lòro parte , ammettendo l'ipotesi che le pressioni variino in rngione inversa delle lurlO'bezze d'anima esisten ti dietro il proielto. Il peso dtqu es tc bocche da fuoco era ri spe ttivamente di H, :2'.2 e 52 tonnellate; esse erano incavalcate sopra affusti in lamiera di ferro. In Europa non vi fu alcuna potenza che abbia seo-uito ~l sistema degli americani e dappertmto si adottò il si stema perforante. I vantao-o-i ch e quest' ulinvece . 00 timo presenta sono i seguenti: 1_ -:L_ a _rrob~bi lità di colpire è maggiore, attesa la velocttà InlZl ale più grande, la traiettoria più radente e la maggioe esattezza di tiro . 2° - Il peso delle bocch e da fuoco di questo sistema essendo minore, il maneggio ne riesce più facile e si può eseguire un fuoco più rapido. 3° - Si può anche esegu ire contro lle navi corazzate il til'o a granata onde avere i vantao·o·i dello . dopo la penetrazione. scopp10 4° - Col sistema contundente, i cannoni, gli uomin i, le macchine, i magazzini di munizioni, e tutto ,l'interno del bastimento non sono danneggiati finch è

ì fianchi non ne siano completamente rotLi; mentre-

1

0

=

I'

invece coi proieui che attraversano i fiD nchi, si possono più facilmente prod11rre questi dann i. La diffico ltà che presenta il sistem a perforante è· quella di esigere bocche da fuoco più resistenti; vedremo in seg ui to come ciò si sia otten uto presso le varie potenze. Un'altra condizione, che sotto il lato tecni co bisogna stàb il ire quando si tratta di ado ttare un nuovo sistema di artigl ierie di grande potenzu, è il modo di caricamento. Non intendo parlare del caricamento dalla culatta: per semplice comodi tà di serv izio; poichè questo può ritenersi vantaggioso semprechè si abbia un sis tema di chiustJra convenien te e non si venga troppo a indeboli re la cula tta della bocca do. fu oco; ma vorrei solo far notare Ja differenza fra i du e sistemi opposti di caricarnf'nto, cioè a vento od a forzamento . . Nel primo di questi sistem i il proieuo è isolato , c·ioè tenuto discosto dnl !o pareti dell'Ìtnimn, mediante risalLì od alette ehe penetrano nelle righe e .servono a dargli il moto di rotazione; nel secondo invece il proietto è avvolto da una incamiciatura di metallo· cedevole, in modo che il suo diametro esterno risulti alquanto maggiore di quello dell' ani ma, e per prendere il moto di rotazione esso è obbligato a modellarsi nelle righe praticate nell\rnima. Nel sistema a ven to succede nnturnlrne.nte che i gaz svi lnppati dalla earica , t1·.ovan do uno spa zf o vuoto attorno al pro i,~tto , e specialn1ente alla parte superiore. vi si precipitano con grnnde violenza producendo così delle forti corrosioni e sgrnnnmenti nello pareti dell'anima; inoltre q uesta quanti tà di gaz non è utilizzata per spingere il proieLLo ed è quindi un a cau sa di diminuzion e nella velocità iniziale; finalmente ì1


.;

62

LE ARTl GLlERIE

proietlo può prendere nell'anima dei movim enti accidentali, prodotti dal non essere ben centrato o da qualche difetto di costruzion e, i quali sono causa di danni alla bocca da fuoco, e di irregolarità nel tiro. ~er contro nel sistema a forzamento, quando il proietto è spinto nell'anima, i risalti delle righ e devono lacera re e comprimere l'involucro in modo da praticarvi i solchi necessarii perchè il proietto si possa avanzare; la tensione dei gaz, in principio del movimento, diven ta perciò molto grande e bisogna che la bocca da fuoco sia molto' resistente per non scoppiare sotto questa azione potente . lo oltre questo sistema esige nella costru zion e dell e bocche da fuoco una esattezza considerevole, essendo necessario che non vi sia la più piccola differenza di diametro in tutta la lunghezza dell'anima. In genérale può ritenersi che i sistemi a forzamento sono più vantaggiosi per l'esattezza di tiro e p er la conservazion e dell'anima delle bocche da fuoco , ma che per con tro tormentano di più la bocca da fuoco stessa e richiedono I' uso di metalli molto resistenti. In quanto alla scelta del metallo per la costruzione delle bocche da fuoco di g rande potenza , come abbiamo già notato, è necessario tener conto delle riso~se che il pa~se pu ò presentare e della maggi ore o mmor convenienza sollo il lato economico. Nell_o stato attuale delle cose, i metalli adoperati sono 11 bronzo, la gMsa, il ferro e l'acciaio. Il bronzo è adoperato solo per bocche da fuoco secondarie nella difesa delle coste. Esso ha il vantaggio di non scoppiare facilmente, ma non essendo abbastanz_a _duro. si deteriora con facilità, specialmente nei s1stem1 a vento, a ca usa delle sfuggite di gaz attorno al proietto. Il bronzo inoltre presenta

PEII LA DIFESA DELLE COSTE

63

l' inconveniente di costar piuttosto caro; ma ha il vantaggio che quando i cannoni sono fuori servizio si possono fondere nuovamente. La ghisa è molto economica ed abbastanza omogenea e dura, ma di fetta di elasticità e di tenacità, epperciò oon ~olfre abbastanza sicurezza p er la costruzione delle bocche da fuo co destinate a lanciare proietti molto p esanti con cariche molto forti. [Per au ment:i rne la resistenza si pensò di ce rchiare con anelli d'accia io la parte del canuone soggetta ai maggiori sforzi prodotti dalla tensione dei gaz. Questi cerchi posti a ealdo, r estringendosi nel raffreddarsi, s i serrano talmente alla bocca da fuoco che fanno con essa quasi un sol corpo e la rafforzano considerevolmente. Come si vedrà in seguito, questo sistema di artig li erie di ghisa cerchiate di acciaio, fu adottato presso varie potenze per la difesa delle coste . Esso ha il "antaggio di costar relativamente poco e di essere ai facile lavorazione. Inoltre colla cerchiatura si possono evitare i danni dello scoppio delle bocche da fuoco, perchè si hanno degli indizii del p rossimo pericolo e perciò si può cessare a tempo di sparare, e perchè se per disgrazia .avviene lo scoppio, i cerchi impediscono la proiezione ' laterale dei varii pezzi. Il ferro fucin ato possiede tutte le qualità desiderabili per costrurre eccellenti bocche da fu oco; ma è di fabbricazi one difficile, richiede una grande precisione e delle macchine special i ; inoltrè esso costa assai caro e non è abbastanza duro per impedire che le pareti dell'anima sieno danneggiate dal movimen to del proietto e dal passaggio dei gaz. L'acciaio fuso è un metallo eccellente per bocche <la fuoco , ma presenta una grande difficoltà di fabbricazione , ed il suo prezzo è molto elevato ;


64

LF. An·rrn 1,IEfilE

inoltre esso deve essere di qualità eccellente e benissimo lavorato, altrimenti noD riesce ornoo·cneo 0 s~o~~ia con facilitò. 11 signor F. Krupp di Es~en può d1rs1il so lo che sia riuseito a fore del le bocche Ju l'noco di gmsso cali bi" di acciaio foso, le quali Dosse()'()'ano le qualitù richieste; per<;iò le potenze che' vol lc°r~ adot.~are q,'.eslo sistemn, doYettPro tutte ricorrere a questo mrl 1rstr1ale, e così aggiungere al prezzo giù elevato delle hocclic' da fuoco, anche q uello del traspol'tO clie trattandosi .li pesi tanto grnnd ì, non è certo da tra~ sc ur111·si. In quunto agli affusti può dirsi che presso tulle l e potenze sono amme%i i medesimi pt'i ncip ii. Un nffnsto montato sopra un sott'uffostn (in modo da poter tirare al disopra del parapetto) cntra lllbi in lamfora di ferro e disposLi sopra un ps iuolo a ruotaia posteriore in modo da pcrmellere un campo di ti ro da 90 n 480 grndi; tutte le parti dell',1ffusto e del sotto affusto com bi.nate in. r~odo da rcnde!'e la manovra la più semplice possibile e da richied ere il mino r· numero possi bil e di serventi, fina lmen te~ un freno per diminuire il rinculo dell'affusto . Recenteme nte ::;i sono folle- esperienze con affusti speciali che permettono di innalrnre la bocca da fuoco al r.lisop.ra del paraµe l.Lo per lo sp.iro, e di abbassarla pel ca1·icam ento, e\·itando così di lasciare esposti inutìlrnente gli uon,ini cd. il rnatcrin le. Con un affusto di questo genere, proposto dal cnpitnno nioncricff, si fecero nurn?rose esp erienze in Inglriltcna, le quali sembra abb1.:ino dato buoui risullilti. Rigu?rdo ai_ proi etti si fanno ltlllora esperienze per determinare 11 metallo e Ja forma più conveniente. Ser:nbr? per~ accertato che per i proieui niassic.ci, la ghisa indurita può essere sos tituita alt'ucc iaio, otte-

65 nendo così una no tevole econom ia (1). Per le granate invece, è troppo sensib il e la differenza nei risultati che si ottengono e perciò esse si fanno escìusivamente di acciaio temprato. Per ottenere Io scoppio di queste granate non si ritiene necessaria alcuna spolcitu, pcrcliè si cr·ede gèneralmente cl1e il calore sviluppato nP.Jl'urto basta per accendeee la carica interna. Quanto alla forma più adalta pe1· la tesla di tali proietti pare :;ia q uella di una punta a forma di ogiva molto acuminata, la quale p8nctrnndo nella pinslra, ricaccia la teralmente e successivamente il rneLallo di questa, mentre invece se la testa è piatta o emì5feri ca essa sp inge davanti a sè il pezzo distaccato dulla piastra e così le diflìcoilà da vincere aumentano di molto. Si fanno anche dapperlullo esperienze per t1·ovarc il modo di rendere meno sensibili alle bocche da fuoco gli effetti potenti delle forti cariche che si è costretti di adoperare . Si ,sono provati a questo scop o diversi modi di caricamento, adoperando cariche allungate, lasciando un o spazio vuo to dietro la ca rica, disponendo uno stoppaccio fra questa ed il 13roiet10, o anche facendo dell e cariche anulari disp os te fra dL1e tubi concentrici come proponr.va il signor Whitworth. PER LA DIFESA DELLE COSTE

(1) L'inconveniente che presentano i proietti.di ghisa indurita ò quello di essere piuttosto fragili i n modo c he sovente nell'urtare contro le coraz1.e si rompono e non possono più traversare la mur1J.ta in legno. Per evitare questo inconvenien te si fecero recentomen lo, in Srezia, delle esper ienze con pro ie lti di ghisa colla sola punta indurita e paro che si sieno ollenuti occellenli r isulta li. Ta li proiolti si ottengono fo.c:ilmenlo fondendoli in apposite forme ùi cui la punta soltanto è di ghisa ed il rimanente di sabbia. ANNO xv, VoL. m. 5


LE A(l'fTGLIET\IE 66 No n si sono mai ottenuti con questi mezzi dei risultati abbastanza soddisfacenti e decisivi. Perciò gli studi si rivolsero a cernare una specie di polvere che, bruciando lentamente, riesca a dnre al proietto la veloci tà iniziale die si desìden,, senza tormentare troppo la bocca da fuoco al pr·imo momento dell'àccensione della carica. Finora tale questione non è risolta in modo nniforme e, come vedremo in seguito, si hanno per queste bocche da fuoco, nei va rii paesi, delle polveri assai diverse tra di loro, ·sia per la densitù sia per la forma e la dimensione dei grani. Premessi questi cenni generali, vediamo ora quali sono i sistemi di artiglierie adotlati presso le diverse potenze, pee la difesa delle coste.

PEI\ LA. DU'ESA DELLE COS'fE

1

I"->

( 'favola l3 e 2" ).

I cannoni che sono adottati in Francia per la marina e per la difesa delle eoste sono di ghisa, rinforzati con cerchi d"acciaio. Essi sono rigati e si caricano dalla cnla ua, ma non sono a soppressione di vento; la rigatura è parabolica, in modo che l'inclinazione è progressiva da 0° all'origine fino a 6° alla bocca. I calibri adottati sono quelli di '16, '19, ;2,i. e 27 centimetri: i cannoni dJ ,16 centimetri differiscono dagli altri in quanto che hanno un solo ordine di cercb i e tre sole righe ne ll'anima mentre gli altri hanno due ord ini di cerchi e cinque righe. Il profilo di queste righe è formuto di un fondo concentrico all'anima e di due fianchi tettilinei inclinati di ,17 gradi sul raggio; inoltre per ottenere un leggiern forzamento delle alette, la loro" profondità è decrescente per circa un

rnett·o a purtire dalla carnera, mantenendosi quindi costante. I proietti hanno una corona di alette situata in prossim ità del centro di gravit.'.t e destinata a guidare il proietto e dargli il moto di rotazione, e posteriormente una corona di bottoni che servono ad isolare il proie tto dalle pareti dell'anima, d,rndogli la stabilità che non potrebbe aveee r;olle sole alette. Per i proietti da 16 e da ·19 centimetri le alette sono cli zineo, per gli altri calibri esse sono cli rame; i bot.toni isolatori sono invece <li bronzo per tutti i calibri eccett--uello <la centimetr·i 16 pel quale sono di zinco. Essi sono disposti in modo da non poter toccare i fianehi delle righe , ma da- poter solo appoggiare sul loro fondo -ogni qualvolta il proietto tende a disporsi obliquamente nell'anima. Questo sistema di rigatura ad ind in az ione progressiva ba per iscopo di dare poco per volta il moto di rotazione al proietto; ma è di costruzione un poco più compl.icata che quello ad in -clinazion e costante. La chiusura della éulatta in queste bocche da fuo co si ottiene mediante una. vite d'acciaio fuso. A che si. .adatta in una chiocciola praticala su l prolungamento della camera come si vede nelle fig. ,1• e 2•, e di un -ottu.ratore B situato alla parte anteriore di deLLa vite. Per poter facilmente aprire e chiudere la cuffltta, tanto la superficie esterna d,~1'.a vile, quanto la supe rfìcie internn del foro praticato nella boeen da fuoco, sono divise in 6 parti eguali che sono alternativamente con o senza verme. In tll modo, facendo corrispondere i tratti della vite che portano i venni ai traLLi lisci del foro di cu latta, essa si può introdurre interamente a posto, e poi con uo sesto di giro attorno al suo agse, si possono fa r entrare insieme tutti i vermi della vite in quelli 1

FRANCIA.

67


68

LE AR'l'IGLIEHIE

corrispondenti dnlla chiocciola. Viceversu per apT'ire la culatta basterà girnre in senso opposto la vite attorno al propr io asse per liberarla dall11 cli ioccioln e· poterla quindi ri tirare faci lmen te . Qua ndo la vite è estratta dal suo foro, essu è ricevuta sopra una mensol a C di bronzo clie si può far girare attorno ad ' una cerniera situata sulla destra e così la culaLta riman e completamente ap<:>rtae si pub caricare la bocca da fuoco. Ond e fac ilitare il caricam ento si dispone sul s:tlo rainf'e,_'iore ?el la culàtta un~ suola di ferrn munita dtr..1n rnlaglio sul prnlungamenlo della ri o·a ònferiore de_ll'ani ma, la quale è prolungata altr;ve~·so alla camera; allora basto. disporre il proietto con una delle sue nlette dentro quest'intaglio e poi spioo-erloa posto, perchè le al tr~ ule tte en trino naturalt;enle nelle righe corri_spondenti senza p resentare alcuna diffico ltà. Questa suola serve anche ad imp ed ire che il cartoccio 0ssendo introdotto nel l'ani ma veno-a lacerata dai r isa lti della chio cciola cl i culatta. Pe/'poter for· muovere la vite A e farla . . girare attorno al suo asse ,,. "! e una man~vella D situata al la sua faccia posler10re. Sul taglw della cu latta vi so no due arresti che limitano il rnov(mento della manovella nelle posizioni es treme della vite, vale a dire q1rnnclo i suoi vermi sono c?rnpletu_m~nle liberi dolla Jorn chiocc iola, opp ure v1 sono 10t1erameote presi. Inoltre la vite è incavala posteri ormen te e presenta un a maniglia che si può impugnare per spingere o ri tirare indietro la vite stessa. Al la parte anteriore di questa vite è disposta una tes ta d'acciaio E che serve a sostenere il fondello otturatore B che è un anello d'acciaio molto dolce e molto elastico. Esso si fissu alla rondella E e quando la vite è spinta a posto, il suo orlo viene ad adattarsi contro le pareti della superficie tronco-conica che si '\

PER LA DIFESA DE LLE COSTE

69

t rova al di Ht del risalto a che termina la camera; nello sparo questo fondell o si di lata ed appoggiandosi co ntro le deue pareti im pedisce le sfuggite dei gaz. Potendo avvenire che il detto ri salto a avendo snhìto qualche degradaz ione non potesse più combaciare coll 'orlo del fond ello otturato re· si praticò un secondo risalto b alquanto pi ù indietro; e per ottenere che _l'oLLuratore vada ad adattarsi cootr-o le pareti tronco-coniche cli qu Pslo seeondo alloggiarneoto, basta cambinre la testa E sosLituendola con un'altra più corta e di dinmetro alq1rnnto magg iore ed ndnt.tarvi un fonde llo- un po' più g ra nde del prifoo. La ccrch iat•Jra si estende dal t:iglio posteriore della .cula LLa :lì no al di là della posizione occupa La dal proietto. I ce r·chi ::;ono fatti con sbarre cl 'accini o rnvvo lte a sp irale; per metterli a posto, essi si ri sca ldano in fo rn i spec iali fino al eolor bleu, e poi si intro<1u co11 0 sul corj)o del cannone, e quando sono H po sto :,i raf.. · freddano facendovi cader sopra dell'acqun frc l d1~. Pel'chè il cerch io possa au mentare la resi st1'n7.a dl~l!a bocca da fuoco, bisogna che eserc iti aLtorno ad essa una press ione, vali~ a di re Jevc essere di dian1etro alquanto min ore del corpo del cannone . Questa diffcr·<~nza non deve però es.se re troppo fo rLe, ccl in rr·ancia --essa è stubilita in ragio ne di cirra 2 rn ill . per me tro di diametro . Lo spessore della ce1·chiaLur·a è di m.ezzo cn libro circa ; quello delle pa!'eli dcJl' ani ma nel punto ove sono i ce rchi è di un calibro ; gl i orecchioni fanno corpo con uno dei cerchi . Le ca l'i che pe l' queste bocche da fuoco sono· formate con polvere da cannone a grossi grani (3000 g rani per ch ilograrnrna) lisciata con piomb,1ggine; esse sono racch iuse in sacchetti di saia di lan a il ,cui diametro è O, !H 6 di qu ello <teli a camera; pi.ne


'70

71

LE ARTIGLIERIE

l'ER LA DIFESA DELLE COSTE

che in seguito alle esperienze eseguite, questa dimensione sia la più conveniente per la conservazione delle bocche da fuoco e per le velocità iniziali. Inoltre nel caricamento si dispone sempre uno.stoppaccio di alga di un calibro di lunghezz:1 fra la carica ed il proietto. I proietti che sono lanciati dalle bocche da fuoco sopraind icate sono: la granar.a oblunga ordinaria, la scatola di metraglia, il proietto cilindrico d'a_çciaio massiccio, il proietto cilindro-ogivale di ghisa indurita; gli ultimi tre destinati ad essere impiegati contro le corazze, prendono il nome di proietti perforanti (de rupture), essi sono tutti e tre dello stesso peso e si lanciano colla rnedesima carica. Gli affusti per queste bocch e da fuoco non sono gli stessi per tutti i calibri . I cannoni da cent. ,16 sono montati su affusti in legno con sott'affusto, quelli da cent. 19 possono essere incavalcati: 1° su affusti a guida direttrice di ferro, alla quale è applicato un freno automatico; 2°su affusti con sott'affusto, l'affusto essendo munito di rotelle sulle quali si può a volontà farlo appoggiare o no; 3° su affusti del sistema Dard, !)ei quali l'affusto è in parte di legno ed in parte cli ferro ed il sott'affusto è di lamiera di ferro, munito di freno. l cannoni da 24 e da 27 centi'metri sono incavalcati su affusti con sotto affusti in lamiera di ferro. Per diminuire il rinculo vi era prima un freno applicato ad ogni coscia dell'affusto che abbracciava la rispetti va liscia del sotto affusto, come è ancora indicato nella fig. ,1a della tav. 2• ; Ora invece il freno adot.tato è simile a quello Armslrong, che vedremo in seguito parlando delle artiglierie inglesi, ma è diviso in due parti collocate lateralmente all'asse del solt'affusto. Per facilitare il movimento della bocca da fuoco, gli orecchioni sono situati presso a poco al centro di grà-

vità della medesima e per dare l'elevnzion e necessaria pel puntamento vi è una catena cbe passa sollo al rinforzo di culatta e si arrotola nell'interno di ciascuna coscia intorno ad una ruota che si muove mediante una vite perpetua che si fo girare per mezzo d'un manubrio. Nello specchio segu ente si trovano registrati i dati principali relativi ai · cannoni della marina francese.

~

I

i Da'.16 Dat.O Da:e ,1 Da%,_

3385

3800

634

772

980 ' 1113

» 164,7

194

240

271,4

> 177,7

205

252

287

Lunghezza totale del cannone. mili. Diametro esterno in culatta dell'anima . Id.

"

della camera.

Id.

Lnrghczza

lighe )

Peso 4el_ia e.ami

4660

3135 3492,b 4183,ol 42'.)8

>

Lunghezza dell'anima. 1 Numero . . . .

4560

3

. . . . mili. 150

5

5

41,5

55

I

5 60

5 5 Profondità massima . . > I 6 1 4 Por la granata ordinaria K. 5,001 8,00 16,0::> 24,00

I

l

Per la scalo I~ e1·1~1e 1rag ,.1a >

20,00~ 30,00 7 ,50. 12' 501{ 24,00J 36,00 8,00 16.001 --o,_

. .

~

31,oO 52,00 100,00 144.,00

.

»

1 45,00 75 ,00 144,001216,00

Scatola d1 melragha .

>

20,50 28,50 54,51

Per i proidli perforanti

. Granata ordinaria .

Peso dei Proietti proietti )

perforanti .

Peso del cannone . Prezzo del cannone

.

»

" .

. L.

oo[

5000 6000

-

8055 14250 22000 9000 15000 22500

Per avere un'idrn del tiro di questi bocche da fuoco e derrli effetti che possono produrre, basteranno i dati segu~nti ricavati dalla puntata 5 del Uiornale d'artiglieria, 1869, parte '.2°:


73

LE ARTIGLlEillE

l'ER LA DIFESA OE!,J,E COSTE

1° Cannone da cent. 16. Nel tfro a granata colla carica di chi I. 5 si ottiene una veloeilà di metri 360 ; questo tiro -è spinto sino a 7000 metri sotto l'angolo .d i 33°. I proieLl.i perforan ti del peso di 4.5 chilogrammi lanciati colla carica di chiì. 7, 50 hanno 11na velocità inizia le di 3ft-5 metri. 11 lorn tiro è lim itato a 200 metri pei proietti r,i]indrici e a 600 metri per qu ell i ··ogivali. I proietti perfora nti di qu es ta bocca da fuoco non hanno efficacia che contro piastre inferiori a 12 cent. di grossezz:L 2° Ccmnone da cent. 19 . - Il r.iro Jl gl'a nata si · estende sino a 7000 metri coll'angolo di 35°, la velocith iniiia le colla carica di 8 chi!. è di 356 metri. · I proietti perfnrnnti, colla carica di ch il. 12, 50, ricevono una veloc iU1 iniziale di :14-4 metri. Il tiro di qtielli cilin drici è limitato a 200 rnetl'i; quelli ogivali si spa rono da 200 a 800 metri. Essi agiscono efficacemente snlle piastre di ,1 ,~ centirnetl'i, ma sono inefficuci cont.rò qu el le da cent. 1'5. 3° Cannone da cent. 24 . - La granata si spara fino alla distanza di 8000 metri con 38° di elevazione; la velocità iniziale è ,di 304 metl'i. I proietti perforanti si sparano colle cariche di 24, e di '.20 ch i!. che imprimono loro rispettivamen te Je velocità iniziali di 336 e 3:20 metri . Qnelli cilindrici non si sparano oltre 600 metri , quelli ogivali s·i sparano fino a 1400 metri colla carica di 24 chi!. e fino a 1000 co lla cnrica di 20 ch il. Quesi i proi8tti agiscono erfì cacemente contro le piastre di ,15 cent., ma sono inefpctici contro quelle da 22 cent. 4,° Cannone da cent. 27· - · La granata ord inaria si può span1re fino ad 8000 me tri coll'el evazion e di 37°, la velocitù inizi;ile che gli è impressa è di 351metri. I proietti perforanti si possono sparare coll a carica

di 30 o di 36 ehi!. ; colla 1" si oltiene un11 veloci tà di

metri; coll ;;i 2" quelln di 33 1. I proietti cilindrici sono ndoperati .fino a 1200 metri quelli ogivali fino a 2000 metri. In quanto al1a r esfate nza dei can noni di questo sistema , pare che essa sia suLilciente. Essi p1'rsentuno però l'inconveniente di esser messi fuori sr~rvizio dopo un certo· r1 umero di colpi p•~r una considerevo le diminuzione di v'etocità in izi ale e cli esatlezza nel tiro. Onde ovviare a questo inconveniente che dip ende dai danni che si producono nell'anima, si sono fatte esperienze per rivestire internam en te quest'an im a con un tubo · d'acciaio sfJcondo il rneLoclo proposto daìl'ingegnere inglese sig. 'Parson; ma vi si rinunciò poi in ca usa dell'eccessiva spesa sp rop orzionata al vantaggio, relat.ivarnento piccolo, che si otteneva . Oltre alle bocche da fooco sopradescritte vi è purn un altro cannone da cent. Hi ed uno cl<1 cenL H i {{Uali sono anche di ghisa cerchiati ed a retrocarica e conco!Tono alla difesa del le coste; essi però non lanciano proietti massicci e non sono imp iegati contro le navi corazzat.H. Finalmente vi è pure un obice du centim etri 2:2 di ghisa cerch iato e rigato, il qnnle ha per iscopo di tirare in arcata per colpire i ponti dei bastimenti e danneggiarl i coll 'urto e coll o scopp io. Quest'obice lancia una granata di circa 80 chi!. con una carica interna di chil. 4. ed il suo tiro si estende fi no a 5'.200 metri con carich e vaeiabili da 1 a 6 chi!. ad angoli da 25 a M) grad i., Inoltre esso può anche eseguire un tiro di lancio colla stess? granata e la carica di 5 chil.; in tal caso si ottiene una velocità iniziale di 24,2 -metri ed il tiro si spinge fino a 4i75 metri coll'angolo di 40°. _ Eccezionalmente quest'obice può anche lanciare un

3'13

1

1

1

.


'i5

LE At\l'IGLlERIE

P]!;R J.A DlFESA DELLE COSTE

proielto massiccio d'ac.ciaio del peso di 82 chil. colla carica di 6 chil.; con questo tiro si possono eiuenere suflìcienti effetti contro piastre di co~azzatura di ,f 2 eentirnetri fino alln distanza di metri 100. L'affusto di quest::1 boccn da fuoco è di ghisa ed ha la forma ind_icata nella fig. 3•, tav. ~·.

Da alcuni anni questo . metodo di coslruzione fu modificato secondo le proposte di Fraser. Questa mo dificazione consiste nell'avvolgere le spirali le une sulle altre prima di saldarle, in modo che riscaldandole poi e bnuendole tutte insieme si viene a formare in una volta sola lutto l'inviluppo massiccio chè abbraccia la bocca da fuoco dalla culatta fino alla metà della volata. Così si viene ad ottenere una notevole economia nella fabbricazione poicllè si risparmia tutto il tempo che col metodo di Armstroflg si deve perdet;e per formare separatamente i vnrii tubi tornirli e sopeappo"t·li. gli uni agli altri. Inoltre ]e b,ocche da fuoco così costrutte risultnno composte di un minor numero di pezzi; infatti, p. e., il cannone da 9 pollici che ·col metodo Armstrong risultava formato di H pezzi distinti, si compone col metodo Fraserdi soli ,~ pezzi. È necessaria perb una maggiore cura pe r ottenere una saldatura perfetta fra le varie spirnli. Per chiudere la eulattn cli queste bocche da fuoco vi è un maschio a vite che si avvita posteriormente in modo che la sua testa vada ad appoggiare contro il fondo dell'anima interna di acciaio ('1). Le bocehe da fuoco di questo sistema, quando sono ben costrutte, sono molto resistenti e pe rmettono l'uso di cé\riche mol to forti.

INGHILTERRA. (Tavola 3•).

· Per l'armamento delle navi da guerra e per la difesa · dell e coste si hanno in Inghilterl'a i cannoni di Woolwich da 7, 8, 9, '10 e 12 pollici, rigati e caricantisi dalla bocca (1). Questi cannoni sono formati di un tubo interno d'acciaio temprato n.ell'olio e da diversi tubi sovrapposti di ferro balluto, fabbricati e messi a sito secondo il metodo di Sir W. Armstrong. Esso consiste nel fare ciasctino di questi tubi avvol?e~do ad etir:a delle sbarre ·di ferro e saldand,ole poi ms,eme mediante potenti magli a vapore. Le fi bre del ~er~o seg~ono l'andamento dell'elica e questa incrocia m ogni tuho la dfrezione delle· fibre del tubo sottoposto. Inoltre le dimensioni interne di ciascuno di questi tubi sono un po' più piccole di quelle esterne del t_u?o che devono avviluppare affinchè ognuno. eserciti una pressione iniziale.

(1) Anche in Inghilterra si fanno però degli studi adottare il caricamento dalla culatta. Recentemente espe~ienze co_n un cannone da 7 . pollici a cui s'era un sistema d1 chiusura simile a qu~llo della marina

per poter si fecero applicato francese .

(1) Sir w. Armstrong, ritiene che con questo modo di chiusura della culatta non si può essere ben sicuri d'ollern?ro un contatto perfetto fra la testa della vite ed il fondo · dell'anima interna d'acciaio o che perciò è facile che questa si rompa ; perciò nelle bocche da fuoco da lui costru tte, il tubo d'acciaio è chiuso con un fondo mobilé dietro al quale è disposto un disco di rame di circa 15 millimetri di grossezza contro cui si appoggia la testa della vite. In tal modo se non si ottiene il contatto perfetto in costruzione, si è certi di ottenerlo dopo i primi colpi.


76

LE AllTIGLlEnJE

77

PER L A . 'DIFESA DELLE COSTE

Siccome _in questè bocche da fuoco carican tesi dalb bocca non si può fac ilm 31He osservure lo stato dell'an ima, onde preven ire qual unqu e possibile disgra zia, si è praticato nella culatta un piccolo canaletlo attravvrso al quale possono passare i gaz della ca rica qu ando è rotto il tubo interno cl'a cci ui o e così i serventi dell a bocca. da fuoco sono avvertiti del pericolo imminente . La rigatura di queste bocche da fuoco è progressiva cio è ad inclinnione crescente dall a culau.a vel'so la bocca , eccetto però quella del cannone da 7 pollici la quale è ad inclinazione eostn nt<'\. Un'altra partico larità di qu est'ultima boccn da fuoco è che essa ha un preponderante d i 2M chilogrnmrni, mentre per le ultre esso è piccol issimo o nullo . I l trnccia lo delle r ighe è qu ell o indicato nel la figura 3• ; esso è.formato da tre archi di circolo di cu i uno costitu isce il· fondo deila rigu ed ha il sno cen tro su! rn ggio d 1e va dal centro dell'an ima al punto di mezzo della riga stessa ·e gli altri due tangen ti al pdmo ne costitu iscono i fian chi. I proietti sono di ghisa in dti ri ta del sistema Pa lli ser, é muniti di alette di b ronzo. ·Nei pro ietti dn 7 pollici vi sono due coro ne cli 3 a] etle ciascunn , eg uali fra di loro; in vece ne i proiC'tti da 8, 9 e 12 pollici le alette non sono eguaiì, vd ie udire q,1el!e della corona anteriore sono più piccole e le postHiori più gra ndi. Qu esta differenza dal sistema del la rn nrin a francese pare t.:he si sia fatto nelì'intento cl i fnci lita re il moto di 1·otnziooe presso la boero, dove l'inclinn zione delle · righe è maggiore . La polvere adoperata pér q ueste boeche da fuoco è una pohere a. grossi grani da 4 a 7 mill. [lisciata con piombaggine, ma per le cariche molto forti, cioè s uperiori alle 50 libbre, si ha una pol vere di forma 1

speciale che è chiamata polvere P~llet. Essa si ottiene · cornprirn en do la stiacciata ·in appositi stnmpi cil indri ci rnell iante i q ual i vien praticD.ta nell'interno dei grani uoa cavità troneo-conica eosicchè questi assumono la forma di un cappelletto o cassula . Le dimens ioni di questi grn ni sono le seguenti: mili. 19 Diarnetrn )} Hl, 5 Altezza )) 5 1 Diam etro ulla bocca della cavità )) )} 3, 8 al fon do ld. )} o, 3 Profo ndi tù della cavi lli grurn. 6 l)eso del grano )) 1, 75 Densilù del grano )

Con questa specie di polvere si ha il vantnggio di avere i grani di grossezzn uniforme; ma per c.o ntro sembra diffìcile ottenere u na sufficiente de nsità. Ora in Inghilterra si stannù facendo esperienze con polvere a g rossi grani da 113 a 18 millimetri e non è difficile che questa venga definit.ivumente adottata e che sia di nuovo abb andonata la polvere Pellet. Le bocche da fuoco per la difesa delle coste sono incalvacate sopra affus~i e so tt' affusti in lamiera di di ferro. La manovra per spingere il pez7.o in batteria si fa molto fa cilmente poi chè sollevando la parte posteriore dell'affusto, questo viene ad appoggiare colle sue rotelle sulle liscie e scende così facilme nte in batteria. Per dare l'elevazione alla bocca da fuoco vi son o due denti ere ad ureo di circolo disposte nell'interno dell e cosce, ed unile al cannone, le quali si fanno girare per mezzo di piccole ruote dentate che si manovrano per mezzo di manubrii esterni. Per diminuire il rinculo si aveva finora un freno spe-

..


....

78

ciale proposto da sir W. Arrnstrong. Esso si compone di un certo numero di forti lamir,e di ferro disposte al disotto della metà dell'affusto nel senso della sua lunghezza e introdotte , fra altre lamine corrispondenti del sorto affusto. Pe,· mezzo di una leva fissata contro la coscia destra dell'affusto si può girare una vite e ven ire a serrare più o meno fortemente queste lamine fra di loro. Un'altra leva posta al Iato sinistro è messa in movimento dal rinculo stesso, perchè quando l'affusto ègiunto ad un certo punto, essa in contra 1m risalto del sotto affusto clt e la obbliga a girare, e siccome essa agisce su lle lam ine ,del freno, essa le obbliga a serrarsi maggiormente le une sulle altre. Ultimamente poi fu adottato invece un freno a.ù acqua (fig. 5°) il quale consiste in un cilindro a fissato nel mezzo del sotto-nffusto e di uno stantuffo b la cui asta è fissata al disotto e nel mezzo dell'affusto. Nello stantuffo sono praticati tre o quattro fori attrnverso i qual i deve passar l'acqua per lasciare avan zare lo stantuffo stesso . Questo fren o molto semplice serve .benissimo per moderare il rinculo ed inoltre quando si spinge il pezzo in batteria dopo lo sparo, non vi è pericolo che esso scorra con troppa velocità, epperciò non è necessario avere tutte le precauzioni che si devono avere cogli altri fre ni; basta infatti riulzare la parte posteriore dell'affusto in modo che appoggi sulle sue roteile anteriori e poi lasciarlo scendere liberamente. Le principali dimensioni dei cannoni inglesi da 7, 8, 9, 40 e ,i;~ pollici, sono in dicate nello specchio seguente:

79

PER LA DIFESA DELLE COSTE

LE AIlT!GLIERlE

Da 8

Da o

Ltm ghezza totale del cannone . . . mill.

3810

3658

3962

4250

,1648

Lunghezza totale del· l'a.nima .. . .. -»

3200

2997

3175

3637

3683

Lungbezzadella parte r igata dell'anima •

2857

2591

2730

Diametro masRimo esterno in culatta ,

800

902

991

Diametr o clell'aniroa»

177,S

203,2

228,G

3

4:

6

38,1

38,1

·ss,1

"Jt(rofoni.lità . .. •

4 .6

1,G

,; ., ri

, .. . .

4,6

I

3226 1125

1372

254

304,8

9

38,11

38,1

5,1

5,1

o

1•.38'

l'.38' ·

4?

4°.29'

3°.34'

27,180

34,430

fondo . .

5°.S'

o

\ ] ·~ alla bocca .

5°.8'

4°.29'

Peso della caricamassima . . . . . chil.

9,966

13,590 I 19,479

Peso del proietto massiccio (ghisa Palliser) , . .. . . :,>

52,095

Peso del cannon e . »

7236

9056

12300

18390

Prezzo approssimativo del cannone L.

12500

15750

21000

32500

II

Da•~

7

., \ Larghezza . mill.

1Numero.

P'

I

I Da 10

D a 'J

81,540 113,250 181.200 271,800 23840

I

16500

I

Oltre alproielto massiccio indicato in questo specchio tutte le bocche da fuoco sopraindicute lnn ci ono pure una granata e, .ad eccezione del cannone da Hl pollici, anche uno shrapnel. li peso di questi due proietti differisce poco dnl peso del proietto pieno. Conviene inoltre notare che la carica indicata nello specchio sovrastante è quella che si adopera nel Liro contro bastimenti corazzati; nelle circostanze ordinarie sì adopera una carica alquanto minore. Con queste bocche da (qoco si sono fatte moltis$ime


80

LE AfiTIGLrnnrn

esperienze sia per la lo ro resistenza sia per gli effetti che possono produrre. Per dimostr·are l'efficacia del loro tiro citeremo soltanto i dati seguen ti : ,1 ° Cannone cla 7 poUici. Nelle e~perienze eseguite a Shoeburyness nel giugno ,1868 si trovò che la velocità iniziale che si ott.iene con questa bocca da fuoco (col proietto . pieno e la carica massima), è di circa 447 metri. Si può ritenere che fino allu distnnza di 500 metr·i si possono forare le piastre di ·15 cent. Non si deve adoperare a distanze maggior-i contro navi cotazzale. 2° Ccmnone da 8 pollici. La velocità iniziale ottenuta nel tir-o col proietto rnussiccio fu di metri 4015, 65. · Fino alla distanza di 4000 metri può essere eHìcacemente adoperato contro le cornzze di ;J 5 centimetri. 3° Cannone da 9 pollici. Questa bocca da fuoco diede nelle esperienze surriferite un.a velocità iniziale cli metri 408, 70. All a di stanza di '.1000 metri esso fora completamente le piastee di cent. 20 di spessore. 4:° Cannone cla 110 pollià. La velocità ottenuta con questo cannone fu di metri 393, 45. Il proieUo massiccio lanciato dalla distanza di 200 ynrds (metri ,183) contro un bersaglio formato di 3 strati di piastre della grossezza totale di 38·1 mil i. lo forò completamente. 5° Cannone cla 12 pollici. Nelle medesime esperienze del 11868, tirando dalla stessa distanza di 200 yards contro un bersaglio formato di 4 strati di piastre di 127 mili. ciascuna, si ottennero delle penetrazioni di 34, 35 e 40 centimetri. La v~locità iniziale ottenuta fu rii metri 359, 90. _ Questo cannone, come anche quello da. 1 O pollici possono classificarsi fra. le bocche da. fuoco più potenti che esistano, e sono eflìcaci contro le maggiori piastre finora adopera.Le per la corazzatura dei ba· stirnenti.

81

PER LA DI PESA DELLE COS'l'E

·Oltre alle bocche d<'! fuoco soprndescr1tte esistono an che in Inghilterra alcuni cannoni da ·13 pollici (330 mili.). Essi lanciano .un proietto di '.28 1 chil og. c:ol la carica di 3•1, 75. Ora però non se ne costruiscono più perchè coi cannoni da 1:2 pollici, (;be pesa no presso a poco lo stesso, si possono adopeeare carirhe maggiori ed ollenere quindi con un proietto più leggiero dei risultati eguali ed anche superiori. Si cercò inoltre in Inghil terra di utili zzare gli antichi cannoni di ghisa rinforzandol i internamente con tubi di ferro battuto nel modo immaginato dnl mag" giore Palliser. Questi cannoni però si spnrano con cariche deboli e non sono considerati come bocche da fuoco di grande poten r,a. 1

1

(contt:nna) .

,\. Cmrnvn

Capitano rC Artig liena .

1

•

ANNO

xv. Vot. ur.


:CA TATTICA S'l'UDIATA COGLI ESEMPI E CO I CONFRONTI

ij .

, ..

L.l\._ T r\.. T1~ICA

STUDIATA COGLI .ESm1PI E COI CONFRONTI DESUi'iTI

DALLE CAMPAGNE DEL 1866

Se chi ama l'arte della guerra e la professa si fa ad annl izzare i fat.Li comp iu ti in una o più campagne e li mette a confronto tru loro, si crea senza alcun dubbio la migliot' guida pratica eh' egli possa desiderare allo intento di forrna1·si 110 eriterio assai retto che lo ponga nell a possibi lità di sapersi destreggiare nell e mille impensate circostanze in cui si potrà trovare sul campo cli battagli.a. Nu ll a meglio degli esempi tratti dalle campngne varrù a fargli apprezzare quelle leggi teoriche che si trovano vergale nelle migl iori opere di ta LLi ca; - nulla meglio degli esempi comparati potrà inse;1:nargli. a farne )'npplicazionc, e nu lla meglio degli esempi tratti da queste ultim e Gampogne gli indicherà la via da tenersi nel guerreggirire e manovrare secondo i progressi che ha fatto a va tuttora facendo la tattrca, quantunque gli ultimi abbiano bisogno della sanzione del fu.oco. Le nuove armi a re~

83

trocarica hanno avuto un gran peso nell'ulti_ma guerra germanica; anzi ful'On queste che lanciarono la tattica sopra una nuova strada. Pu ò adunque essere utilissima cosa studiare anche gli effetti di quell'arma micidiale per istabilire le basi di· quella nuova tattica che noi. tentiamo ora di praticare nelle nostre annuali esercitazioni, le guaii nel decorso settembre ebbero uno sviluppo veramente vasto e degno di una grande nazione militare. IUi sono perciò prefisso cli analizzare le fasi tattiche per le quali deve passare una brigata, una divisione, un corpo d'esercito, prima, durante e do·po un combattimento, colla scorta cli eserrq.ri comparati tolti dalle ultime campagne. Offro questo lavoro di pazi enza ai miei lettori e lo raccomando alla loro benevo lenza. - Certare il nemi'co e batterlo è lo scopo supremo in guerra. Questo scopo si ottiene: 1° MarcHrnclogli contro e passando dall'ordine di marcia o·profondo a qu.ello di combattimento, sì tosto lo si presuma vicin o : 2° Col prendere posizione appena si suppone il nemico in forza; 3° Attaccandolo quando si vogl ia conservare la iniziativa tattica e aspettandolo in posizione qualora si creda più vantnggiosa la. difensiva; 4° Inseguendolo, appena si abbia la certP-zza di averlo battuto. Queste sarebbcr0 le fasi tattiche della guerra di campagna, q11nndo le parli contendenti sì sono di tanto avvicinate le une alle altre da prevedere immin ente lo scontro. Anal izzando i fott.i desumeremo quelle regole e quegli ammaestramenti che ci possono servire di guida sicura nella incerta. strada dell'avvenire.


84.

_LA TA'l' TICA

STUDIATA COGLI ESEMPI E COI CONFRONTI

85

debbonsi in tal caso usare: avanguardia, fiancheggi;Jtori, retroguardia sono indispensabili per assicurare la marcia di un corpo qualunque . I trattati di tattica contengono le propor·zioni delle distanze a cui hanno da marciare quelle frazioni di truppa destinate a tale scopo, e ne danno c1nche la composizione, nvut.o l'iguardo alle diverse caratteri stiche del suolo. I trattnti indicano anch e, pet' approssimazione, quando si possa procedere in colonna profonda, e quando sia necessario passare all'ordin e di combattimento, per esser preparnti anche durante la nrnrcia ad attaccare oricevere il nemico incontran dolo. - Nulla om meue un buon libro di tnttica. Ciò che non può in segnare un tale trattato sono i mom,enti opportuni, nei q ué.lli chi comanda un corpo o una frazione deve sa pee prendel'e una disposizione piu ttosLo ch e un'altra, o rnodificarn e una già data. Come ad esemp io: arrestare o continuare una rnarcia; passare all' ordine d i com battim ento prima o poi ; spi ngere l'avanguardia o i fian cheggiatori a maggiore distanza o nvvi cin arli al g rosso ecl an che concentrarli col medesi mo; assieurnre più un fian co che un altro, più il tergo che il fianco ; cam biare direzione alla marcia; fare occupnre dall' avang uardia un tra tto di terreno, rnentre il corpo princi palP. sta in attesa . Le combinazioni sono tante ehe il pi ù delle volte la teori a non basta ; e la teoria infatti non basterà mni a fa re apprende re quel buon senso tattico ehe fo naseere e svilu ppa re le felici ispirazi oni. Chi eomnnda deve conoscere le basi principali nella tattica ed averne fatt.a una larga e svariata applicazione al terreno, -secondo ln pro pria sfera di eo·rnando. - Solo dop o ciò, gli sarà di gr;:i n frutto lo sLudio analitico delle cnrn pngne . Impossibile che un gioYane po ssa fa1·si una eh iara idea circa il merito de' fatti g uerreschi comp iutisi in una campagna, se prima. non

Il legame strettissimo di quPste fasi trn loro mi obbl igherà spesso , parland o di una, di entra!'e nei domin ìi di un'altra: così esige t.iholta il concatenllm erito dell'azione, da cui ne deriva che dovrò qualche fiata ripetermi. Spero peraltro che le ripetizioni, anzichè noiare o confond ere lo studioso, serviranno pìutl.nsto n rend er1a1;li più r.hiifre le idee e concorrerann o a stabilire un cr·iterio anch e più esatto circa la vn iutazion e cl i fatti emersi da concepimenti tattici che fu ro no causa di vittoria, di insu cce:,so 6 d i sconfi tta (1 ).

FASE l. Nella quale si mareia all'Inimico e si pas!-n (foll~oa·dine di nuu·t~ia o 1wofo11do a t1udlo di c omlmUimenCo, s i tosto lo si p1•esuma vicino t, si preveda 11110 seonh·o.

Sfogl iando i trattati di tnttica si trovano le regole generalmente ::idottate in tutti gli eserciti del mondo p·er marciare ,ill'inimico quando lo si presume vicino 1• ·,i prevede uno scontro. Tutti sanno quu l1 cautele (1) Ho desunto gli esempi dalle due vo luminose storie ufficiali, prussiana ecl austriaca, corredate cli buonissime carte topografiche (al 25,00) le prussiano, al 28,800 le austriache), che raccomando al lettore di consultare. Sarei stato felice di poter ave re fra mano anchn la storia ufOciale italiano , per non essere obbligalo negli apprezzamenti -e nei confronti di basarmi troppo su quel la austriaca; ma pur troppo ne siamo ancora privi, quantunque io abbia motivo per credere che la nostra storia ufficiale è già scri tta da una valente ed autorevole penna del nostro stato maggiore, e che aspetta soltanto l'or1line del Govbrno per essere stampata.

....

1


813

STUDIATA COGLI ESEMPL E COI CONFRONTI

87

LA TA1' TICA

esecuzione di unn marc ia (e qui non intendo la sola meccan ica esecuzione- della marcia, ma vi includo le varie disposiziuni · da darsi durante la medesima e dipendenti dalle circo stanzeì dip ende il più delle vol te l'esito di una faz ion e. Dopo questa lunga digressione passo agli esempi .

ha c:om andato almeno un pelottone sul campo di bat~ : tagl ia o preso parte ad un camp o d'istruzione o a : grnoc.li fazioni ca_mpali, come quelle, per esempio , ; che furono eseg·u1Le nel 1869. Quei giovuni che in un istiluLo militare si dedicano allo studio Cl'i tico delle ?ampugn e, usciranno coÌla testa piena e con delle idee molto confu se: alle prime occasioni s'nccorgeran no di aver fa tto un buco ·nell'acqua. - Prima le basi dello studio, qui,idi la pratica sul terreno e fin almente l'analisi critica de' fatti d' armi. - Nei col legi la pura storia degli avvenimenti. - Nelle scuole su periori di guerra , o con giovani provetti che hanno comandato in gLrerra o ai campi, la storia militare analitica e eritica·. Può uno seolarù di pittura o di scultura analizzare con succ: sso _le !ele d~i grandi maestri senza prima avere ulL1rnat1 gli studi all'accademia ed avere eseguito egli stesso almeno un dipinto? No cerLd.mentel .Il buon senso tattico adunque è un risultato della pratica e non della teoria; e non potendo esser sempre ~ul_ terreno o sem~re in guerra, serve moho a perie_ztonarlo lo studio analitico comparativo delle fasi e degli epis?d i di ~na campagna, <li una battaglia. Il buon g10rno s1 vede dal mattino: è un vecchio proverbio c!1e si può applicare a tutte le operazioni d~ll'u_omo. 'E difficile che una operazione bene cominciata non volga anche a termine felice. Bisoo-na sapere ben marciare all'inimico: un combatLime;to una bnttaglia _in aperta campagna è sempre precedut; da una murc1a. Le marce di tal genere che 0o-eneralmente si chiamano marce-manovre si effettuano avanti indietro ·o di fianco, il giorno prima, nella notte O I~ stesso giorno dello scontro. - Anche colui che si difende, marcia: marcia indietro o avanti o di fianco per prendere una buona posizione. Dalla intelligente 1

( Gtierra. di Boemi a - :#1 giugno 1866} .

'l'rcmtenau è un punto molto impc,rtante, tanto per

<:olui ch e intende della Slesia prussia na sbo ccare in Boemia, come per ch i ha in pensi ero di impedire una invasione da quel lato e per quella strada. Nella guerra. in Boemia era di sommo intere;;se all 'epoca dell'invasione della un armata pru ssiana, tanto per i Prussiani che per gli Austriaci di occupare per i primi quel punto strategico, che d'nllr-onde possiede anche ,delle buone caratteristiche tattiche. Due corpi d'.arrnata, il 1° prussiano sotto De Bonin, e il X0 austriaco comandato da Gablentz sono nél mattino del 27 giugno in marcia per occuparlo. Vediamo come ognuno dei due eseguisee la sua marcia. , Il 1° corpo prussiano è diviso in due colonne maggiori ed una minore sul fìanco destro. Ciascuna di que3te tre colonne deve marciare su buone strade. due eolonne principali dovevano unirsi in una sola a ParschniLz su terreno boemo a 3 chilometri circa da Trnutenau per quindiprocedere insieme all'occupazione qi Trau tenau , mentre la terza avrebbe raggi unto il corpo nella città stessa marciando per Altstadt.

Le

,.


88

89

LA T.\ 1'TIGA

STUDIATA COGLI k:Sf:~ll'l E CO! CONFnOi'i'l'l

Le due colonn e principali marciarono colle debite ca trtele e d'.1! calcolo fatto avrebbero dovuto giungere a Parsc h111tz presso a po co nella slcssa ora. Avvenne che_ un~ ~i queste g iunse quasi due ore dopo (ore 40 ant1lll er1d1an c), ed era precisamente quella che, stando agli ord ini, doveva fornire l' avangua rdiu dcli' iut.e ro co rpo. La colonna giu nta poco prima dell e ore 8 anti meriJìane credette suo do,·ere aspettare )'nitra senza darsi la briga dì spingere su Trautennn nè nvnno-LH11·dia nè ricognizion e di sot'La. li 1° cMpO d'arm i•tun a soli 3000 metr! di dis tanz;:i trasèurb ndunque per qnnsi: due ore d1 occupare Trautenau e le alture clr<' avrebbel'o agevolato il proscguimf\nto dell 'invasiorw I Quella ?ol onn~ g iuntn alle 8 doveva bene imrnnginnrs i che ~! nemico po~evn da un momento all'nl tr-o presentarsi rn forza; - 11 suo comandante dove,·a ben sapere che non è a Pa r·schn itz che si OC<' npa Trantennu n1a al Copc l!c nbel'g, al Gnlgenbe rg, a Il ohcnbrnC"k I Perchè ad unque a tre cb ilometl' i da Trautcnan biq1ccarc e ,·estnrsenc colle mani alla cintola, senza ne111meno passare dall'o l'dine di marcia a qn C'll o di combattimento '? Cosa nvvenne dalle 8 alle 9 iJ /2"( Ved iam o. Il colonn ello principe Windischgl'alz çomandnnte il reggi men to dragoni dello stesso nome, in nvamposti a Trau~,en au, n.nn11 nz iò fino dal 26 la presenzn e la probabr!e marcia s u Traulenau del 1° corpo pl'llss iano, 10 segullo di che il X0 co rpo austri nco ebbe ord ine di muovere a ore 8 antimeri diane dagli ac·cnntonamen ti di Prau snitz-Kailc, Sc l,urz , "ln rorner e 0 11 be ncz , e m~rciare s u Trau tenan per occupa rla rigettando il nemico se fosse g iunto primn. Il corpo d'arrnnta era sparpagliato sopra una distesa di 15 chilom etri e non poteva g iungere che su ccessivom ente a destinazione, l~ccli è potevn esser cau sa cli nna sconfitta in dettoglio . D allronde però era di s0mmo intct·esse occupare ai

più p1·esto Trau tenau per impedire lo sbocco del 1° co rpo pru8sion o. Gabl cntz ebbe la felice ispil'azione di ordinare alla brigala ~fondei, postata a Prausnitz]\aile, non rli part ire a ore 8 antim el'idian e, ma di occupare a qu ell' ora le altu1·e che circondano e domin ano Tra11tena11 . A ore 7 3/4- la b rio-ata Monde!' o che poteva conside ral'si come l'avangu ardia del X0 <:vrpo, giunse all'ultura sud di Huhenbr uck a due chilonretri da Trautenau : aveYa pcrcor1,o 7 cltilomelri in un'ora e u11 quarto. l:e,Ge alto, passò da ll'ordine di marcia a qu ello di combatLimcn to e insieme at l'egg imento dragoni Windischgratz prncedeLte a ore 8 1/2 nll'occupazione del le imporl onti nlture d0l Galgenbe rg, Gapellenbcrg, Hopfcnher·g e dello sbocco ovest della citlù. ,\ ore 9 1/4, tutlo era l'atto, e le prime èsplorazioni prussinne trovarono occupate le posizioni. Noi sapp ian ro rhe que l ritardo cc.stò ai Prussiani la giornata. Qtt ella tal'Cla11za ad oecupare Trautenau fu la fo rtun a di Gablenz. Che sarebbe av Yenulo invece se il gcnérale aust riac:o no n avesse avuta l'i spirazione di fa r 11w rc iare a ore 6 1/2 nntirneriJiane, cioè uo a ora e mezzo pl'inra dcll'ol'dine In brigata ~Jondcl? La distanza dalle altre brigate era forte : quesla briga ta vrnno a trova rsi n fa re l'uffi cio di avanguardi a a ciri·a i 5 C'hilornctri d,1 110 nlti-e. Quali consC'guenze sarebhel'o i:wcce deriratc se Gabl13nz avesse ordinato alln brigata di ar;,ingnardia di aspettnre il suo arrivo a Pra11l',n itz-K:1i le come fece il corrnindante drlla I" divisione itali nnn il 2i- g iugno~ - Lo stnre attaccn.to all a teo ria avrebbe nociuto a Gablentz e gli arrebbe fatto perdere la battaglia. Le successive hl'igate del X.0 corpo non com inciarono ad arrivare ch e allo due poruc1•idit1ne, e soltanto atle 2 1/z poterono entrare in azione. La bl'igata lllondel e il rnggimento dragoni 1

1


90 Windiscltgriitz sostennero per Lre ore un co mbattimento. in .eguale : fuJ'Ono dnlle 11 a mezzoaiorno co. . b stretti a nt1rars1 verso le al tu re al sud di Ilohcnbruckma tennero in ta nto a bada l'i ntero 1° co rpo pru ssia no: e quando giunse la testa del grosso di Goblenz la bilancia <Jclla villoria scese a fa vol'e degli Au stri;1ci, perchè i Pru ssiani si credevano aver fi ni to ed invece ebbero sull e braccia tre nuove bri aate. Ciò che decise più. speeia lm ente il trioi'lfo fola brio-ata Kn ebcl, ullim a arrivata (dalle ore 5 alle 6 di sel'a} . l Prussiani regolarono male la loro marcia, percl1 è per due ore circa si trovarono a Parschni tz senza avanguardia ; gli Austl'ia ci vin sero, percliè la loro in. vece marciò ad una distanza di 15 chilom etd dal grosso I Co,~fronti. - _L' ,~va nguardia di Cerale dovelle aspettare 11 col'po prm c1µ ale per più di du e ore su lla strada V_aleggio-Castelnovo, a portata Lauica dell e posizioni d1 Monte Vento, della Buseua ed a non molta clistanza ~a O_liosi ~ da ~onte Cricol I Perchè non passare dalI ordine eh marcia a quell o di combattimento e non n~a.rciare avanti ad occupare o l' una o l'altra ? In posmone poteva att endere a suo bell'agio; e in ogni modo sorebbe stata poco dopo rinforzata dall'avangun rdia della 5a· divisione che errando strada si era trovata press· a poco in quell'ora a marci are nella stessa dil'e1.ione e ch e probobilm enle non l'avrebbe o!t'.'epassata se la avesse trovata, per esempio, in poSlZlone all a Busetta o a Oliosi. E fosse anche ar1·ivata ùue ore pt'ima a Monte Cricol-lloni;nbia avrebbe ottenuto il vantaggio cli scoprire molto per tempo le mosse del nemico, ed influito senza alcun dubbio sui preparativi di azione della 1~ divisione. La brigata riiondel passè> dall'ordine di marcia a quello di combauimento a due chi1omet1·i da Trautenau ~

STU DlAT.\ COGLI ESEM PI E COI CONFR ONTI

9~

e prima cli incontra re il nem ico; -

le truppe della divisione ita liana passarono in pa rte all'ordine di combattimento soltanto dopo in contrato il nemico. La divisione au striaca di r iserva in Italia pensò che <la un momento all' altro (2ii- giugno} poteva incontrare l'avversario; e all 'uscire da Castelnovo si pose in marcia in ordine da combattim ento: una brigata in 1• lin ea, la seconda brigata in 2• linea a mezz'ora di distanza; ciascuna brigata in tre colonne, la colonna centrale più fo1'Le delle laterali. Quando s' imbattè negli ltoliani (truppe del genera le Villahermosa) noD le fu di sorpresa, e potè procedere con ordi ne allo schi eramento . Con tro la brigata l\londel i Prussiani impiegarono successivamente troppa t1·uppa: il terl'eno si prestava assai per nascondere ai Prussiani le poche forze degli Austriaci, e questo fu un gran van taggio. Vantaggio che uvrà sempre qu ella avanguardia che sappia ben e trar partilo da l terreno quand'è collin oso e in parte coperto . Ques ta disposizione di marcia del X0 corpo, regolata in modo che la brigata di avanguardia giunse sul posto a ore 7 3/4: an tim eridiane, la na brigata (Grivic-.ic} a ore 2 pomeridian e, la 111a (Wimpffen) a ore 4, e la IV4 (Knebel) a ore 5 pom eridiane riuscì a d una completa vittori a. Vediamo ora come una disposizione affatto diversa ebbe per risultato la sconfilta. ,ia

Naelw,l o lflisol.otv. (Guerm di Boemia -

27 giugno 1866).

Il 5° e 6° corpo prussiani (della Il"· armata - principe ereditario) dovevano sboccare per strade diverse su Nachod in Boemia. Nachod era adunque un punto


92

LA T·ATT!CA

impo rtantissimo pei Prussi ani, e gli Austria ci erano in obbligo di sape rlo, perchè i posti d'avviso di cavalleria stabiliti sulle diverse strade che cond ucono alla frontiera, avevano info rmato abbastanza per tempo che forti colonne tendevano a Nachod, quantunque da Reinerz fossero .state falle dimostrazioni verso Giesshi.ibel e Neu-ffradek nella di1·ezione di DobruskaOpocno, dove si trovava in larga dislocazione il VI 0 corpo austriaeo (general e Raming). Questo corpo ebbe ordine il '26 giugno a notte fatta, quando il dubbio fu ce rLezza, di mettersi in ,narcia a ore 3 del mattino del ?.7 giugno JJer Skalitz e spingere una forte a\'anguardia verso Nachod. Il 5° co rpo comandato dal generale Steinmetz doveva sboccare per il primo; mentre il 6° (Dc ~Iutius} lo al'l'ebbc segu ito a un giorno di distanza . Per esser padroni di Nachocl e de' suoi sbocchi bisogna occupare Wisokow, ·wenzelsberg e le alture del Buchwal<l. Steinmetz è un uomo ardito e sopratutto energico e risolu~o nelle sue opera zion'i. Egli non mise tempo in mezzo, - occupò Nachod, e cominciò a distendersi prima dell'arrivo degli Austriaci. Così l'iniziativa e il vantaggio delle posi zioni ernno già suoi. A Raming non mancnno ardire e sapienza : è uno de' migliori generali austriaci, come lo ò Gablenz. Ma l'online de.i comando in capo era concepito in rnoclo da destare in Rarning delle 11pprensioni : « Marc iare su Skalitz, cnent.rn la massa nemica stava per uscire da Nachod ! » - come conciliare l'onliQe colle circostnnze del momento? Raming marciò in quattro colonnt: (ciascuna di una brigata) approssimativamente ad uguale altezza; e contava, giunto sulla linea SkalitzNachod di voltarsi a le vante in modo die la brigata di destra (Hertwek) ven isse ad occupare Wenzelsberg e Wisokow e fare l'ufficio di avanguardia dell'intero corpo

STUDIATA COGLl ESE)ll'I E COJ CONFRONTI

93

il quale avrebbe preso pos.izione a Kleny e a Skalitz. Forse Rarning non avrebbe fatto così se fosse stato in sua facoltà agire diversamente; probabilmen te egli .avrebbe spi nto avanti la briga la Hertwek in avanguardia con l'ordine di marciare su Wewzelsherg e Wisokow, ed egli medesimo colle allre tre brigate la .avreb be segu ita ne lla stessa direz ione, onde piombare compatto sul fian 1.:o sin istro del nem ico , mentre saliva 10 erte pendici della valle della Meltau . Rarni ug l'irne<liò alla megli o e dispose che la C'avalleria si opponesse un itamente all'avangual'dia all'uscire del nemico, intanto che la fanleriH del grosso, al suo giungere, avrebbe preso posizione con dt1e brigate a Kleny ed una sola a Ska.litz. Ma la larga disposizione cli rnnrcia , che poteva esser considerala come una marc ia·in battaglia, fu di grnnde ostacolo allo opporsi cun successo al rapido avnnzarsi dei Prnssinni. Molto tempo ,11idò perduto, e mentl'e le brigate . andav,nw Ù~::,i.JUnendosi , la brigata Hertwek combatteva con incerta fortuna contro le truppe del 5° corpo che riuscirono a sboccare e disten dersi in battaglia. La giornaln di Nachod che gli Aust1·iar,i chiamano di Wisok.ow 1rndò, come si sa, perduta per Raming, il quale dovette l'itirarsi dietro Ska litz e l'Aupa. Ecco il danno di q uelle mar;:;ie in bauaglia di grossi corpi latt:cl senzn riser·ve .indietro. Confronti. - La marcia di RamiEg in quattro grandi ,colonne di circo 6 a 7000 uomini ciascuna (la brigata austriacn ha questa forzaÌ, approssimativamente ad eguale altezza, ha molta annlogia c'on quella dell'esercito itnliano « del Mincio>> il 24 giugno. Le tre divisioni, 1a 5"' e 3" del 1° corpo italiano dovevano dalla sinistra sponùa del Mincio procedere in avanti, senza riset·ve addietro: potevano quelle divisioni essere impegnate tutte e tre in una volta senza speranza di 1


94

LA 'l'ATTlCA

esser soccorse. Accadde infatti così: tutte e tre furono attaccate, respinte e scompigliate dopo inauditi prodigi di vulore; i soccorsi alla :3• divisione (!frignon e · a Cus toza) giunsero troppo tardi e non sufficienti per quell e posizioni di un'importanza cap·itale. La piccola riserva del 1° co rpo fu appena hastnnte per proteggere la ntira!a dell a dispersu ,1• divisione e per cooperare con purtc d.ella 2·1 divisione (Pianell) che pas:;ò il Mincio per iniz iativa spontaneo del suo comandnnte, a gnrantirr l'es trema sinistra dell 'esercito. La 5• division e co mbu ttè, si sostenne per· qua lche tempo e si ritirb quindi senza soccorsi. Lùiea di battaglia t1·oppo estesa, riserva di entità nessuna, - scompiglio e ritirata inevt'tabili I Il segreto della vittoria sta ripos to in mille combinazioni; su ques.to non vi Ira dubbio; - ma son certo che un grnn fattore di vittoria è quello di sapere prendere una disposizione di rnarcia oppor'luna alla cireostanza, prendere a tempo l'ordin e di corobattimenLo, e saper bene imp iep:nee l'avangua rdia, ovverosia quella truppa che è destinata ad avere il primo contatto col nemico. Le avangiiarcli'e prussiane. - I Prussiani sono tanto persuasi di questa massima che i loro grossi corpi tattici, secondo che debbono agire per divisione o per corpo d' arnrnla, sono perrnaoenlernente divisi in « avanguardia - corpo princ1jJate e riserva. » Le avanguardie pruss iane nella campagna del ·I 866 erano sempre le s tesse e, sa lvo leggeri cambiamenti, banno disimpegnalo un tale servizio lungo tutto il corso della guerra. Le avanguardie prussiane marciarono sempre a molta distanza dal corpo principale. I felici risultati di esse, o per effetto del le medesime ottenuti, ci persuadono che il pr.incipio è giusto.

STUDIATA COGLI ESEMPI E -COI CONFI\ONTI

95

A Mi.incbengralz (il 28 giugno cli rnattinn) fu l'avanO"Uardia dell'armata de ll'Elba (Scho ll er) che attaccò le ~os izioni e sostenn e per ben due ore il combattimento contro b uona parte del primo corpo aus triaco (ClarnmGallas). All'arrivo di aleune delle ~uccessive divisioni de!J'arruata dell'Elba e della l" armnta, i ris ultati più importa nti erano gin stati niggi un Li. · Clii forzò .i ponti sul l' Iser presso Podoll nella notte del 26 al 27 gi ugno, se non nna. parte dell'avanguardia dell'ottava divisione prussiana? Le avangua ,·d ie prussiane bivaccano sempre a forte. di.stanza da l grnsso e fornisçono gli avamposti. Sar~1 un servizio pesante, è vero ; ma l'ab itudine che ncqmstano ad esplorar.e e combattere è tale e tanta che è di un grnn peso pel buono e fel ice andamento della guerra. D'a-ltronde hanno anrhe campo cli riposnr~, pe,·c;liè quel corpo o quella divisione che non marcia in testa non fornisce avanguardia, la quale per quel dato tempo marcia un ita nl grosso, però S<-'mpre avanti al med esimo. Questo sistema I,JUb aYere i suoi inconveni enti in una lunga carnpngna; pe,·altro credo che in tal caso Je avunguardie si por,saoo ricomporre . La stessn avangunrdia chè con:1battè a Miinchengratz il 28 giugno, passò il 3 luglio (gio rnata di Sadowti) la Bistl'itz a Nechanitz, e sostenne il cornbaLLimeoto contro i Sassoni e l'ottavo corpo austria co per quasi tre ore, fino all·ar-,·ivo della H", 15" e ma divisitrne che componevano l'armata del l' ElbD. L'nrrivo succes: s'ivo e tardo delle suddette tre divisioni sul campo d1 battaglia a Problus e Prirn fu però un errore ~he poteva cosl.ir cnro ai Prussiani ; e se fu bene 1mpegnarn l'avangunrclia seriamente, fo male il passare pe.r Nechan itz con quelle tre divisioni in una so~a colonna. Gli Austrinci e i Snsson i ernno g itt in posizione: bisognava passarn la Bist;-itz in varii punti


96

f,A T ATTICA

contempora·neamente e in ordine di combaltimenlo. Non fece così la seconda arma ta il gio rno di Sndowa. Essa aveva dai 15 ai 20 e fino ai 24, chi lometr-i da percorrere, e non sapendo quand o avrebbe incontrato gli Austriaci, poco dopo varcato l'Elba si mise i11 n:nrcia in ordi·ne di combattimento, e percorse, cosi d~spost~ , dai :10. ai ,t o ~hi lorn etri superando grandi d1fficolta , perche le vane colonne ebbero ad atlL'àversa re un terreno col linoso, qun e là paludoso, inter~ecato e di fre_qnente coperto di boscaglie, tutto . poi molle <falle piogge dei · giorni anteriot'i ( pioveva leggermente anche il 3 luglio), strade pochissime e senza fondo. - La ,ta divis;on e della guard ia e il 6° corpo d'armata che m11rciavano in prima linea erano precedu ti dalle loro avanguard ie. Fu l'avangu~rdia della 1° divisione della guardia che, trovandosi molto avan ti, ebbB l'ardire di · dare l'assalto alla form idabile altura di Chlum, chiave del c ampo di battaglia. Le avanguardie italiane. - Le avana-uardie italiane I • • 0 ai contr~r,_o marciava no il 24- gi ugno assai vicine, troppo v1cme al grosso delle loro divis ioni : arriva va?o ,_ si può dire, qtrnsi contempornneamente al corpo prmc1pale sul luogo dell'azione . Alla cascina Coronini · prima di disporsi al combattimento su ~'.I.onte Croce · e Monte Torre si può dire che la 3" division e non .aveva più avanguardia, perchè questa erasi riunita al grnss,). La 7a e 16a divisione a Villafra nca non ebbero combattimento d' avanguarclia propriamente detto. Tutte le divisioni italiane, ad eccezione deI1'8 11 e ?" (Cugia e Govone), passarono sul posto , e non pmna, dall'ordine di marcia a quel lo di combattimento. Se uno o due squ:Jdroni della 3• divisione ~entre questa giungeva n C. Coronini, avessero espio: rato bene la valle del Gorgo, la gola di Staffalo e le 1

1

STU DIATA COGLI ESEMl'I E

cor

97 .

CON'fllOi'i'l'l

alture di Casa del Sole ecc. avrebbero scop erto la presenza del nernico, e non sa rebbe stata piazzata allora la brigata grana tieri di Sardegna lungo il crin e di Monte Croce e Monte Torre, fronte a Vill afranea e il fianco sinistro scoperto verso Berettara e gola di Staffalo . Le civanguardie austriache. - Mentre la divisione di riserva austriaca , dispersa .la divisione Cernie il 24 giugno a Oliosi, combatteva sparpagliata mente senza ord ine gli avanzi di quella division e, giunse l'ordine dell' arciduca Alberto di sp ir1gersi verso Monzambano e impadronirsi del poni.e. 11 generale Rnpprecht radunali un paio di battaglioni .che primi gli vennero sotto la mano, ne formò una colonna d'avanguardia e la spedì verso il ponte colla intenzione di farla seguire dal grosso della divisione se gli riusciva. di raggranellarla. Marciava in tesla il 36° battaglione èacciatori. Questa avanguardia si cacciò molto avanti e stava giù per raggiungere la meta dell a sua marcia, quando presa tra due fuo chi la tes ta (36° battagl ione cacciatori)- da truppa del la 2a divisione. , fu sgominata e presa; più di 700 uomini caddern nelle mani di Pianell. Il resto potè salvàrsi a stento. Qnell'avangua l'dia cadde pr imieramente percliè non fu secondata da nessun corpo prin cipale; in secondo luogo perchè arrischiò di rnarciar·e vel'SO il pon te di ~1onzambano senza prima uss ieurarsi qual i e quanti nemici aveva sul suo fianco sinistro. Fu una impru denza che le costò cara: non doveva procedere in rnezzo ai nemici senza la certezza di esser seguita da una parte almeno della. di·visìone. Jlfarcianclo actunque in m.e-tzo a nemici dovremo impiegare -in testa la cavalleria <> rr.antenere distanze brevi, /'orze compatte, fiancheggiatori numerosi. La cavalleria all'avanguardi·a. - 1. Cavalleria i-ta1

ANNO XV, V OL . III.

7


98

LA 'rA'l"l'ICA

liana. - Quando si marcia all 'inimico e si prevede d'incont rarlo , non si deve ommettere, ogniqualvolta il tcrre~10 lo permette, di aggregnre molta cavalleria all'avanguardia , o alla truppa fiancheggia n te: i p rim i sc:ontri d'avanguard ia sono quasi sempre scontri di ,cavalleri a. Perchè qu est'arma possa veramente fare un buon servizio, non si de"'.e temere di impegna rl a ip un certo .numero e di spingerla mo lto avanti, aggregandole una o pit'J sezioni d'artigli eria leggera a seconda dell a forza . · A c:he serve un plotone di cavalleria per una divisione che manda quatLro baltagliqni in avanguardia? Che coraggio può avere quel plotone? Appena scorge il nemico si ritirerl1 o farà alto e non vi informerà d'alt;'o che di averlo veduto; rna non vi potrà di re nè la forza, nè le posizioni . Se mand erete uno squa<lrone, due squ adroni, sarò altra cosa. Qua ndo marciate all'i'niin ico, fatevi risc.hiarare la marcia su larga scala dalla cavalleria ed essa vi 'renderà servigi inestimabili. Non scarseggiate mÌ1 non . ne fate ne:.rnche abuso. Gli Italiani il 24 giugno scarseggiarono troppo nello im.(;i ego della cavall eria in avanguardia; no n più di ui 1 plotone avevano alcune avangunrdie del le. nostre divisioni , e questi plotoni, per la loro debolezza relativa, marciarono troppo vi cini al grosso dell('.l rispettive avang ua rdie. Il 3° corpo d'armata italiano, che aveva sei reggimenti di cavalleria a sua disposizione ne11a marcia su Villafranca è al di là, impiegò ben poca cosa. La ma e 7a divisione avrebbero potuto esser precedute , da · una brigata o almeuo da un reggimento di cavalleria. 2. Cavalleria austriaca. Gli Austriaci in Italia

STUD1ATA COGl,l ESEMPI E

cor

CONFRONTI

~)9

fa tolsero ai lor-o çorpi d'armata (m eno uno squadrone per corpo d'armata) per riu nirla fo due piccole bni-ga te ·all'estrem3 loro sin istr·a in pianurn . Ess i avevano poc hissima cavalleria iti Halfo, percb è quasi tulla si trovava iui Boemia, e fi'ecero bene a riwnid a in pianura per· due ragion i: 11° pe.rchè poca 00ni'era, avrebbe prestato meschini servigi ni corpi ,d',arnrnta; '.2° perch è dovevano g iu stamen te p revede•re ch e gl,i Italia0i avreh·bero in pianura irnpiegaJo abboLJdanLem1~ntc la loro. ·Gli AasLriaci seppero abilmenite servirsene ; non eosi gl' llnl i:rni, salv·o onorevoli ecoezio tii. .3 . Cciva,lleria bavaresG. - I Bavaresi nell a cam pagna deHa Germani.a occ idenLa le esagern.rono o falsarono nella loro marcia avanti , dnl Meno Yero Her:sfeld, l'impiego della cavalle r·i a. La division e pesan te del principe Thu!'n -Taxis fu folta marciare s_oln e i,ntcra sopra una str.:1dn all o scopo di mantene.re_ il legame tra il 7° e I'8° corpo fede.rai e che procedevano su due strnde a gran distanza una dall'altra . Questa divisione poi eb be l'imprudenza di marciare compatta in una sola colo nna . Era il mattino del 4 l llglio, quando aJl·o ste ria Nnova 1m poco a nord di h irc1J hase1l Ja pnnta d'avang uu rd ia della divisione s'i mbnttè- in fra zioni cli fanter in prussiana apposLaLe lungo la strada . Ricev uta a foci la1.e credette, e giustamente, di esser caduta in un agguato e voltò fa ccia . La gra n vicinanza del grosso fece na scere un pan ico strnordinario ; l' intera divisione re trocedette scornpigliata e si disord inò talm en te, che la non si potè ra ccozzare che dopo alcuni giorni. Se ,·_i fosse stata della fanteria, q1uesta po Leva pr.oLeggere la div1isione , o ,almeno,, se l'ava 0guarclia fosse marciata a molti eh iloLYtletri rp-i ù :aYanti, ·e si fosse contenuta con più ,ca lma, ,il p>a nico non si satebbe così facilmente c0municato al ,g1msso. 4 . .CavaUeria Prussiana. - A Wisokow (o Nach0d


fOO

LA TATTICA

furono due squadroni prussiani che si sagrificarono per· proreggere lo sbocco dr::Jle Ptime truppe del 5° corpo. La ·cavalleria austriaca tentò opporsi al movimentot ma si trovò impaccia la, perch è grave (era della 1" disione pesante di riserva) in quel terreno molto accidentato, e il vantaggio rimase ai Prussiani che poterono uscire e compiere il loro schieram en to. 5. Altri esempi cli buon impiego della cavalleria. - Il reggim ento dragoni Windischgri:i.Lz coope rò con mollo s uccesso al buou andan1ento dell'azion e impegnata dalla briga ta Mondel a Trautenau. Fu questo reggimento (4 squadron i) che ebbe il primo scontro con tre ·squadroni pt'ussiani nella mal'cia avanti della brigata da Iloh enbr uck alle alture di Trau tenau . La l'itirata degl'Italiani, dopo il 24 gi ugno , fu coperta fin dietro all'Oglio dall a cavalleria, che in tale dolo-· rosa OCC!)SÌone fu impiegata davYero e maestrevolmen te. E Cialdini pure seppe farne un largo uso nella sqa marcia dal Po ad Ud ine. Ogni qualvo lta la cavnlleria marcierà numerosa in · tesla avanzandosi, e in coda ritirandosi, l'esercito sarà tranq uillo e padrone di se medesimo .

4o,,

STUD1A'l'A CO GLl ESEMPI E COI -CONli'RONTI

-G1tsch in due divisioni, e fu biasimalo, perchè queste si disposero solo al combattimento quando incon trarono le posizioni che circondano Gitschin a pon ente -e tr,lmonLana occupate dagli Austriaci e dai Sassoni. Bisogna per altro por mente che queste due divis ioni (3a e 5a) erano seguite a portata tattica (Gefe,ehtsbereich) da al tre due divisioni; e che le avanguardie -erano forti abbastanza da aprire con successo il co m·battirnento . - Pur tuttavia, per non esporsi a critica -<li sorta si sarebbe ' potuto far marciare tra una divisione e l'altra almeno una brigata, quanLunque i 'Prussiani ritenessero non averne bisogno a motivo della crescente convergenza delJe strade. L'aver però ' trascurato ciò poteva esser causa di un -insuccesso, se gli Austriaci ed i Sassoni non avessero ri cevuto l'ordine d·i interrompere la battagiia e di abbandona re Gitschin.

( 28 giugno).

(~ 9 g 'iugno).

La marcia in 'l'itirata da tr;au.tencm. - Ora debbo fa r menzione di una marcia in ritirata durante la ,quale vi era probabilità di esser attaccati in coda, in testa e da un fianco. [\farcia più difiìcile non si po teva ider1re; e fu quella cl1e Ben ecleck ordinò al 10° corpo ausLriaco pel 28 maLLina dopo il fel ice combattimento sos Leouto da quel corpo contro De Bonin . A ore 5 1/2 antimeridiane del 28 giugno Gablenz riceve ordine di ritirare da Trautenau il suo corpo d'armata e condurlo a J'nromer. Durante la r-ilirata il ·1° corpo prus1

La marcia dei Prussiani su Gitschin. - Vi sarebbe però qualcbe cosa da ossen-are intorno all a marcia dei Prussiani sopra Gitschin il 29-g iugno. Il principe Fede rico comandante la Ja armata fece marciare in testa sopra due sole strade che convergevano su

1


403

LA TATTICA

STUDIATA COGLI ESEMPI E COI CONJi'fiONTl

siano poteva di n·u.ovo avanzarsi e i,ncakrnre il nernic0; e il corpo <dell a guardia era in grado di shoccare da Eipel su Prau sn i,tz-Ke ile ed attaccare !a testa e il fiar.1co della colonna in ritirata . Come conciliare una marcia su Jaro1ner, passando per Prausnitz? eppur8 J'ord ine era tale. Gabl~nz non voleva arrognrsi il diritto di modificarlo , e cl'alLronùe rite[:leva pe1· certo che il comando in capo· avesse lasciati starn al loro posto due battaglioni de ll a brigata Fleischhacker del 4° corpo inviati la sera del 27 giugno a PrausnitzKei le per custodire lo sbocco di Eipel (1). Fatalrnenteqnei due battaglioni erano stati tolti poco dopo e lo sbocco era libero e non guardato. Fiducioso però checodesta uscita da Eipel fo:;se custodita, Gablenz dispose il corpQ d'armata in ritirata, faeend0 muovere per la prima la colonna del c.irreggio e dell'artiglieria di ri serva con piccolissima scortn. Aci una certa distanza sep:u iva quindi una brigata, poi alti-e due venivano dopo; e l'ultima (brigata Grivicic), ebbe ordin e di riman ete in pos izione per qualche tempo e poi ritirnrsi per Alt-Rognitz e Rudersd0 rf facendo ufliciodi truppa fìancheggiDnte verso gli sbocchi de ll a valle del l'Aupa e di Eipel. Questa marcia in ritirata e l'u sc.ire del corpo della gunrdia da Eipel dette luogo ai combattimenti di Bnrkersdorf e di Budersclorf cbe terrn inarono r.oll a sconfitta di Gnhlentz e colla catastrofe· dell a brigata Grivicic. A Prausnitz-Keile non vi era ness•rno: la 1° divisione della gual'dia potè uscire dalla valle dell'A upa e giungere a Staudenz 1.:ontempornneamente nll'arrivo. a Burkersdorf della co lo nna dei veieoli e delle batterie· di r:iserva, la qnale fu così assalita di fianco e disor-

dinata. La maggior parte di questa colonna si ge.ttò alla campagna abuandonanclo la strada e cambiò direzione di marcia. La ,1.a brigata che arrivò sul luogo dell'azione dovette cambiar fronte per volgersi a le,,ante e potè pl'otegge re l'avanzarsi del le altre due e qu indi la loro suecessiva ritirnta verso Pil nika n ~ Neuschloss. - Troppo tardi intc111to giungeva la briga ta Grivicic a Rudersclorf: essa n~n poteva più. re~.dere alcun servizio. Se Gablenz si fosse assat · p111 preoccupalo di quel fianco, la avrebbe fatta pD rtire più per tempo, Jascii-rndo il carico cli gua1~d~re '~'ra utenau e tener d'occhio il ;Jo corpo ad un pD10 di battaglioni e due sq uadroni di cavalleria soltanto, e·così invece quella brigata fu soprafatta dupprima, e cadde poi in gran parte prigiouiera. Valutazione di tempo ed apprezzamento diverso dei pericoli! - Chi può msegnar tali cose se non l'ispirnzione·? - Pure la pru. <lenza doveva su<rg·erire a r.ablenz il temperamento ~ in tesla quella lunga colonna a·1. di non far marciare veicoli senza scorta. Quella colonna doveva marciare per Altenbuch e Soor, e cos1 sarebbe s~ata molto meno esposta ad un attacco di fianco .. Il corpo d'armata marciando per Burkersdorf la copriva perfettamente [ed era in grado molto megli o di accettare il combatt.imento. Ma si ha un bel chiudere la stalla quando sono fuggiti i buoi; -- però la prudenza non è mai troppt1 I se non ahro Gablenz do,,eva prevedere che, quei due battaglioni della brigata Fleischhacker, fossf\rO anche i·imasti a Keile, erano sempre troppo poca cosa per opporsi allo sboceo della guardia o almeno per tenerla in rispetto.

1

(l} La relazione prussiana dice quattro, l'austriaca due.


t04

LA 'J'A'l'TICA

Le maree dell'armata del l\Ulcno nella (mmpagna deHa Gcl'mania 0(1cidcufale.

Feconde di insegnamenti sono le marce della pie-cola armata clel ilfeno comandata dal genernl" Vogel <le Falkenstein nell'interessante campagna della Germa nia occidentale. Faìkenstein non aveva che tre divisioni e qualche distaccamento ausiliare, in tutto non più ,J i .1-5,000 uomini . I nemici, Bavaresi, Assiau i, Wi.irtembcrghesi, :Badesi, Austriaci ecc. più di ,J 00,000. Ragioni strategiche e politiche esigevano che Falkenstein dividesse per soprapp·iù le sue scatse forze per frontegginre i n umerosi ma disco rd i e sparpagliati avversari . Le sue ire divisioni seppe ro sempre così ben marciar-e e ben disporsi, seppern assicurar-si tanto bene in avanti e sui fianchi che mai ebbero a deplor·are un agguato, una so1·presa, un insucesso qu.al unqu e dipendente da una cattiva disposizione data. Falkenstein sa che il 7° e 8° corno marciano in avanti divisi uno dall'altro: €gli si daccia in mezzo a loro e procede cautamente; una divi sione mnrcia sulla strada principale di Fulda, l'altra a sinistra sulla strada <li Dermbacb ; la 3• divisione in riserva a 6 od 8 chilometri di distanza alfa portata di tutte e due. Le trupp<~ fiancheggianti fan no bene il loro dovere, scoprono sulla sinistra i Bavaresi (7° corpo). la divisione Goben li attacca a Wiesenthal e Zella e li balte il 4 luglio. Ques ti combauirnenti sono conosciuti sotto il llome collettivo di Dermbach. La marcia offensiva di Falkenstein verso la Sk1ale con trn il 7° Cllrpo è eseguita con rara intelligen za:

S'rtiDIATA. COGLI ESEMPI E COI CONFI\ONTI

una divisione tiene a bada le truppe dell'8° corpo per due giorni, finalmente si riunisce alle altre due; la cavalleria spinge le sue esplorazion i molto avanti, una di ecina di chilometri. Viene a saper8 assai per tempo che i Bavaresi occupano lungo la Saale una <listesa di 315 ch ilometri. Si, dispone di conformità all'attacco concentrando dapprima ,le tre divisioni a Bruckenau. 'Battuti i Bnvaresi sulla Saale il IO lugli o, e deciso di abbandonurli per volge re le offese contro 1'8° corpo, dispone la marcia in rnodo da ingannarli comple tamen te. La divi~ione Goben, segnìta a mezza giornata di. distanza dalla divisione- l\fanteufel, mentre la di visione Beyer marciava su lla destra sopra altra strnda, scuopre 11 nemico a Laufoch il 4 3 luglio : fu uno squadrone di cavalleria che s'avvide dell e prime truppe dell'8° ccrpo; questo sq uadrone rnnrciava a considerevole distanza dal grosso dell'avanguar"dia della di. vi~ione Goben . Con questo squadl'one tro'vavasi ileomandante st,isso della divisione, il qnale ebbe tut.to il tem po immaginnbile per pensare al da fnrsi. Lo squa·c1rone attaccato , ret.rocedetle len tarnen te fino alla buona posi¼ione di Hain dietro l'argine della ferrovia; fa giunto si ·piazzò in difesa fiiio all'arrivo del battagli one di avanguurdia , il qunle, deposti li zaini, giungeva al pusso di corsa. Appoggiati a questu buona posizione il battaglione laneiò cacciatori a\·anti, quindi si dispose ad attaccare li Assian i e li resp in se. Quando di testa della divisione, qnella prima o-O"iunse la bria:-ata . fase del combattimento di Laufach era finita . Questo si chiama « 11sar bene· clelle proprie avan,quorche. » Converrò che la buona stella dei Prussiani splen deva di fulgida luce; ma debbo anche osservare che. imedesi mi non trascurarono cautelo vernna nelle nrnrce: si servirono esube.rantcmente della cavall eria e furono sempre ben serviti. Nella loro mnrcia verso la Taubcr, 'J


106

LA TATTICA

dopo la presa di Francoforte, dal 20 al 23 luglio, le pattuglie di cavalleria speditn dalle avanguardie a grandi distanze, anche una giornata di marcia, scoprirono le posizioni nemiche, e ne ragguagliàrono sempre a tempo l'esercito. Le avanguardie delle tre divisioni prnssiane sostennero combatUmenti di due e più ore. Il comandante in capo non fu mai colto all'imprnvviso per dare le sue disposizioni. Vero è che il 7° e 8° corpo manovrarono spesso molto male; ma anche contro cattivi manovratori bisogna guardarsi bene, e 'non è diffici le che qualche volta un pessimo tiratore di scherma non vi ferisca. Le divisioni prussia ne erano sempre a portata di concentrarsi facilmente; appena il comandante in capo s'accorgeva di essere minacciato seriamenie serrava le file, cioè si concentrava . Dopo il combattimento di Dermbach e l'in contro con là divisione di cavalleria del principe Thurn -Taxis il 4 luglio, Fa lkensteio riunì le divisioni il 5, prima cli progred ire nuo vame nte. Nel marciare da Francoforte verso la Tauber pel la si nistra del ~1eno, l'arrnaLa prussiana fece marciarequ~lchedistaccamento anche lungo la destra del Meno per ingannarne scoprire il nemico. La rapidità deHe mosse di Falkenstein sconcertò completamente i piani dell'esercito federale (7° ed 8° corpo) : q11ando 1'8° corpo s'imbattè a Laufach il 43 luglio ne l!'1rnrnguardia della div isione Goben, credeva dt avere avanti a sèqualche scorreria isolata non pensando mai che mentre riteneva l'armata prussiana sulla Saale e in marcia contrn i B,waresi, essa invece fosse già in movimento contro 1'8° corpo. Ma i Pruss!ani marciavano sempre; e mentre una divisione p. e. riposava, la sua. avanguardia marciava. avanti anche di una tappa. La divisione Gi:iben fece miracoli: in sette giorni percorse 20 leghe tedesche (80 miglia ita-

STUDIATA COGLI ESEMPI E COI C0Nnl0N'1'I

107

liane = '148 chilom. in media 2·1 cbilom. al giorno) diede tre comba ttim enti, ed attraversò le aspre contrade del Rhongebirg e dello Spessart. Confron#.-Se prima e durantei l24giugno l'esercito italiano non ebbe n rnllegrarsi di buone disposizioni di marcia e di largo unpiego della cavallerin, non così si pllò dire dei giorni che susseguirorio la battaglia di Custoza fino alla fermata dietro T'Oglio, e della marcia nel Veneto fino al torrente Iuclrio. La marci.a in ritirala dal ~l incio all'Oglio fu ben coperta dalle 1·etroguardie di cavalleria che si tennero distanti anche a1Ì una giornata di marcia. Mentre l'esercito .italiano accampava dietro l'Oglio , frequenti scorrerie di cavalieri perlustravano il terreno fino a.l Cl?iese ed anche al di là verso il Nlincio. ~1entre l'esercito passava il Po a Lagoscuro, la cavalleria era già molto avanti, e fu sempre la prima ad entrare nelle città del Veneto. Le avanguardie iLaliane nel Veneto, ritfingo fermamente, avrebbero fatto il loro dovere se avessero a'vuto la fortuna di incontrare il nemico. (Continua).

Prnrno

VALLE.

Colonnello del 8° Granatieri.


GLI AEROST.\Tl NEI.L.\ GUERRA

GLI AEROSTATI NELLA GUERRA

Un lavoro del signor Lefo11rnier inserito nelle dispense di novembre e di dicernbl'e 1869 dello Spectateur Jliilitaire, riassume quanto si è fal lo sinora intorno a!l' aereonautica militare e c0ntiene delle utili notizie ed alcune pr9pos'le su questa importante appl ica~ione_ scientifiea agli usi della guerra. II sig. Lefournier dice che a Wate rloo non si sarebbero scambiati i Prussiani di Bli.iclier per il corpo di Grouchy, e che durante l'assedio di Sebastopoli un aerostato eh:' ave~se in dicato giorn o per giorno le disposizioni dei Russi sarebbe stai.o al certo utilissimo èigli alleati. Cosicchè venendo ad epoche più recenti oseremmo aggiungere che un'ascensione aerea fatt a da abil i osse rva tori sui pt·irno albegg iare del 24, giugno ,J866 avrebbe forse potuto ca n,biarc le sorti di quella giornalai Certo 1100 .abbia mo l'ingenuità di credere ch e senza palloni non si vin co no battaglie, ma desideriamo so lo tener vivi nel mondo militare gli studi su questo polen te mezzo di ricog nizione che la scienza ha po.s to nelle nostre mani, e che non è sLato mai ripudiato

109

dagli scrittori mil itari {'I) nè dai grandi eserciti, come ne fa testimon inn za l'ultima guerra d'Ameri ca. Per ap prezzare gli aerostati riflettiamo che gli esempi di truppe ~orprese in gu erra non sono rari nella storia e che, non ostonte l'ordin ario servi zio di aYamp osti, è sfuggito talvolta ai più agguerriti e rep utati ese rciti quel che accadeva a non molti chilometri dalla loro fronte! Così il giorno 30 gi ugno 11866 gli Austriaci raccolsero sull e altu re di Dubenez un intero esercito, • ad insaputa dei Pru ssiani eli'erano lì presso, il quale fece neJla nolle del 30 gi ugno una marcia di fianco qu asi a porta la degli avamposti nemici, e si recò fra Koniggt·atz e la Bistriz, nè i Prussiani lo seppero se non nelle tarde ore porncricliune del giorno~ lu glio I (2). La vil.Loria ha spesso coprrto col suo munto dei fatti consimili, m:l no o per qu esto essi sono men veri e non meritano tutta l'attenzione degli uomini di guerra. Laonde nella dispensa cli se ttembre 1869 qu esta Ri·vista non avendo trasandato di porre a giorno i lettori dello stato presente del la questione degli aerostati applicati alla g uerra, cred iamo opportuno rié'lssu mere in questo scriLLo per sommi capi le idee del signor Lefournier quasi a complemento ed a conferma di quanto è detto nella citata dispensa. Il che facc ia mo tanto più volonticri in qu on to il Lcfo11 rnier si è avvalso dei lumi del signor de fon vielle, l'au torc del ìa Science cn ballon, e uno tlei più reputati aeronauti del nostro tern po. Al sign or do l?onviel le si deve in fatti un espe1·imento sulla stab il ità degli aerostati che egli fece ne llo scorso anno a Parigi, e propr iamen te il dì ,11 aprile con un tempo calmo e sereno alla presenza dei delegati 1

(1) l3RIALYONT. Études su,1· ladéfense des États, T. 1.", png. 192. (2) Dispensa di giugno 1870 di questa Ri'Vista, pag. 411-12.


HO

GLI AEROSTATI

delle società. scienti fiche francesi invitati dal!' ili ustre Le Verrier. Il Fonvielle si elevò insieme a du e ni tre p_ersone sino all'altezza di 24-00 metri con un pallone rimasto per più di un'ora quasi immobile, e dimostrò con questo fe lice sperimento che si può aprire il campo a molte ricerche importanti come la verificazione delle altezze barometriche, la fotografia a volo di uccello e sirn i,li. nla tornando allo Specta.teur /Jfilitaire, ecco in succinto i punti principali dell'articolo del sig. Lefour-· nier, dal quale ci duole doverci discostare solo per quel lo c;;he riflette alcuni dati numeric i sulla preparazione dell'idrogeno, cl1e ci sembra no fallac i come si vedrà in seguito. Personale . - L'autore proporrebbe· orgunizzare delle -compagnie di aeronauti ciascuna di 40 uomini di t~uppa. e 3 uffici~li, dandon_e una a cinscun corpo <l _e~er~1 to . Le vane compagnie starebbern sotto gli ordrn1 d1 un colonnello per l'unifol'm ith dell'istruzione e degli esercizi. ?l'individui per essere ammessi in queste cornpa' gme dovrebbero aver frequentate del le apposite scuole e fare un esame teorico-pratico. Le compao-n ie di 1 aeronauti farebbero durante la pace. dei contin°ui eser-. ~izi di ascensioni aeree, di ginnastica, 'cli nuoto e. simili. Per ritrarre grnnde utilità dagli aerostati è necess aria tnolta abilità negli ufficiali in'cn.ricati delle osservazioni; il che richiede lunghi esercizi durante la pace. Gli ufficiali dovrebbero avere dei binoculi, stante che le oscillazioni dei palloni rendono difficile l'ado.Perare i cannocchiali con una sola oggettiva . Un ufficiale esercitato potrebbe rilevare rapidamente il terreno dall'alto con approssimazione sulHciente.

NEU,A GUERRA

Se1·vigi che potrebbero renclere gli aerostati. -- In<lipendenternen te dulie leva te topografiche a pprossimative, l'aerostato potrebbe fare delle ascensioni di notte, le quali permetterebbero, contando i fuochi del nemico, di conoscere presso a poco la sua forw. Si potrebbe con la luce elettrica dirigere su, di un dato pun to di una piazza assediata il fascio luminoso per bene scoprire i lavori del nemico. Oltre di che l'aerostato essendo sempre ved uto dall'esercito Mnico potrebbe, col rnezzo di segnali convenuti, co municare degli ordini istantaneamente a tutta la linea per estesa che essa sia. I1 rima ·del combattimento si farebbero con l'aerostato delle asc0nsioni d1 ricognizione e si potrebbe scovrire 3 grandi distanze l'avvicinarsi del nem ico, le sue forze, e i suoi movimenti . Durante l'azione l'aerosta Lo indicherebbe al generale in capo tutti i camhiameoti di disposizione del nemico, i suoi punti deboli e i lu ogh i in cui la linea am ica abbisosnerebbe di rinforzi. In una parola l'aerostato segna-lcl'ebbe tutto quello che acc~de sul campo di battaglia e nei dintorni. Negli assedi i palloni in stallali in un modo permanente osserverebbero di giorno e di notte i lavori -del nemico, ind icherebb ero i preparutivi che si fanno per le sortite, l'arrivo di nuove Lrupj'.>C ecc.::. Particolari dell'aerostato . - La rete clie avviluppa l'aerostato è di corda. Intorno al gran cerchio orizzontale di legn o, presso a poco come quell o di · una botte ma più res istente, sono atta,~cate, a intervall i di maglie regoli)ri, .delle funi più forti che sostengono la navicella la quale ordinariamente è di vimin i. E qui si noti che se in guerra qua\èhc proietto bucasse l'aerostato, il foro ancorchè piccolo trascinerebbe seco il laceramento dell'inviluppo nel senso del filo in tali proporzioni da vuotare il pallone con certa rovina

(

l \ (

.\,

I ·; {


GLI AEROSTATI

NELLA GUEUUA

degli aeronauti. Questa faci li tò. con cui i fo ri degli aerostati si dilatan'o è sta ta confermata dall'esperienza, ed ha suggerito al signoe Lefonrni er l'idea di fare che la rete del pallone facesse corpo con l'inviluppo; in guisa che i fori non pol.rebber,> mai estendersi al di là di una maglia, e sarebbe facile turarli. L'àncora, più o meno forte secon do la grandezza dell'aerostato, è con simile a quella delle navi ed ha lo stesso scopo, cioè di fissa re il pallon e quand o arriva pl'esso la terra e l'aeronauta vuole discendere. Questo è un mome nto criti co, perchè se l'ancora.non .morde solidprn ente il suolo, il pallon e corre il rischio di essere spesso trasc in ato con· gran de velocità. Una sem plice cord a mol to lunga che penae dalla nav icell a se rve ad atleo,uare l'urto nell'arri vo a terra. Im magin,rn do, per esem pio, che essa sia lunga 9001, è.chi arn che quan do la sua es tremità toccherà la terra, l'aeronauta sap rà in nanzit utto di certo che egli è a 90m dal suolo. Inol tre a misura che il p:-1 llone si abbasserù , un a parte del peso della cord a annullandosi. a ca usa dell'appoggi'o sul suolo, teqd t~rà a rallen tare la discesa . Per attenu are l' urt o nell'arrivo si potrebbero del pari attaccare i sacchi della znvorra a dell e col'de pensili cli circa '2m di lunghezza , fissa te attorno alla navicell a. Questi sacch i a1'l'ivando a terra prirrHi dell'a erostuto, ve ngono ad arn morzare l'urto in proporzion e del loro peso. Infin e, se l'ae rnn auta te me an cora l'urto, potrebbe , use.end o da lla na vicella all'ul ti mo mom ento, aggrapp arsi alle co rd e che la un iscono al pallone e così fa scossa sarà diminuita del peso della navicella. Quantu nque la descritta fu ne e l'bncora non siano indispensab ili per le ascensioni captive, com e d'ordinario dov rebbe ro farsi in guel'L'a, nondi meno è d'uopo

-che il pallon e sia munito di tali ordigni pel caso in cui l'ascensione si trasformasse in ascensione libera volontariamente o no. Come si dovrebbe tenere il pallone capti-vo. - Sul campo di battaglia non potendosi a<loperare verricelli o altre macchine per trattenere il pallone, gioverebbe l'espediente che il Coutelle ed il Conlé trovarono il migliore, cio è di fissare due corde al gran cerchio orizzontale dell'.acrostato e farle tenere ai loro estremi liberi da parecchi uomini. Se una delle corde si rom pe . o è tagliata da un proietto o abbandonata d.:igli uomi ni, il palìon e non va via per questo , essendo trattenuto dall'allra eorda. Questo sistema ha il vantaggio di ripartire gli uomini. in ca!'icati di m11nJ.enere il pallone in due squadre diYerse , il che, oltre di agevolare la manovra, attenua le osci llazioni che può produrre il vento. Gli uornini dovrebbero lasciarsi trascinare dal pallone anzichè abbandonare le funi nel caso di un fo rte vento , e persuadersi che in tal guisa fi nira nno sem pre per arrestare la macchina col loro proprio peso. Anzi, per maggi or sicurezza, si potrebbero fissare le co rde agli uom ini mcrcè l'anello cl i una cinluTa dì ginnnstica. Mezzo per comunicare con la terra. -- Il signor Lefournier proporrebbe di ren de re le fun i che t0n gono il pall one captivo con duttrici del! 'elc~ttrico col farle a1.trave 1·sare lu ogo il loro asse da fil i di forro isol ati com e nell e gomene soltomarin e. Ciò non aìter erebbe la resistenza della corda e solo au men terebbe tli poco il suo peso. Una pila posi.a nell a navic0lla porrebbe in comu ni cazio111: due q uadran ti collocati l'uno nella navicella stessa .l' altro a terra ; e così rapidamente potrebbe fa rsi una serie di do man do e di r isposte. E qu i osse rveremo che se pure sarà necessario ricorrere all'elettrico per rendere rDpide le coANNO XV , VOL . III.

8


GLI AEROSTATI

NELLA GUERRA

municazioni fra l'aeronauta e la terra, si polrelJbe ,. an zi che fabbricare delle Apposite gomene di ritenuta ,. renrlere il fil o conduttore indipendente da queste e farn çhe esso si avvolga ben isoloto este rnam ente alla gomena. Pericoli che corre l'aerostato. - Non si pretende clie gli aeronauti militari sieno imrnuni da pericoli; anzi i pericoli maggiori che li circondano non farebbero che rialzarli ;lgli occhi. dell' esercito e. destare l'ernula zion e. Del resto non vi ba ragione percliè gli aeronauti militai·i debbano esse1·e meno esposti degli individui combattenti che sono a terra. L'a el'OStato potrebbe essel'fl colp"ito, è vero, dallemoderne armi di lunga porlnta; ma questa probabilità non è poi g randissi rua, non avendo i soldati l'abito di tral're assai in allo, il che richiede uno studio e una pratica speciali. Del resto non sarebbe difficile trovar modo di turare i buchi prodoui dai proielli presso a poco come i calafoLi fanno sulle navi.

il peso del vol ume d'aria ri mosso dalla navi ?ella e dagli altri co rpi che il pallone porta seco. l\Ia sICcome l'idrogeno non è mai puro nè il pallone perfettamente privo d'aria, cosi è bene non cont~re che sulla forza ascensiva ai . Clnlogr.m, 4300 Da questa forza sono da dedurre: La sua decima parle perii fal lo che al massimo non si deve riempire il pal» 4 30 lon e se non pei 9/'I O Il peso di tre uomini a 70 chilogrammi l'uno . . . . » 2.JO Il peso cli due corde per u·attenere ·» 140 ìl pallone . Il peso della zavorra e degli istru» 1oO menti . . . Il peso del pallone e di tutti i suoi orderrni (Inviluppo; rete di cordn; na" vicelola· ùncora con la sua corda; cereh 10 del pallone a cui si attacca la naYicella; » 500 due funi -guide ecc., ecc.)

Esposte succintamente le idee del sig. Lefournier non sarà inopportuno aggiungere alcune considerazioni per meglio concretarn codeste idee e porrn in chiaro dei cla li importantissimi sugli aerostati a gas idrogeno. For~a cli ascensione delt' aerostato. - Ecco il calcolo per l'aernstal.o cli ·4200 metri cubi (che potrebb'esscre una sfera del diametro di circa 13"', 18) secondo gli stessi daLi riportati dal Lefo urnier. Ricordandoci che il peso di un metro cubo cli aria a 0° ed a 0 111 , 76 di pressione è chilogramm i 1,293 e che quello di un metro cubo d'idrogeno è ch ilogrammi 0,080, sarebbe la forza ascens iva dell'aero..,tnto, se fosse del tutto enfiato, 1'.200 (1,293 - 0,0~9) = 444-4 ,80 chilogrammi; e ciò tras..;urando per la sua piccolezza 1

1

1

Totale chilogr.mi ,t,130 H30 Rimane pel valo re della forza ascensiva » -

170

Q~esta forza è pit'.1 che sufficiente perchè q~a~i LuLLi gli autori ritengono eh~ basti, che ess_a abbia 1l valore di pochi chilogramm,, valore che s1 può _del resto sempre delerrn inare con un din am ?rn etro prima dell'ascensione, se l'atmosfera è tranquilla. Onde nel caso nostro si potrebbe o aumentare la zavorra, che è preziosa qunn_do _il pallon~ dov~sse cambi?re la su.a ascensione cnpL1va rn ascensione hbe~a, com è s~rnpre da prevedere in guerra, o ridurre d1 molto le dunen~ sioni del pallone : tanto più che finchè esso elevandosi


H '7

GLI AE110STATI

l\"ELLA GUEtUIA

non sì sia totalrnenL0 gonfiato, avrà sempre, com 'è noto, sensibilmenLe la stessa forza ascensiva che aveva nell 'abbandonare la tena. Preparazione dell'idrogeno. - È ancor dubb io quali siano glt aer·,)stati più adatLi in guerrn; anzi, a parer nostro, sta in ciò il nodo della questione . E s·e il sio·nor Lefournier preferisce il gas idrogeno da preparar;i in campngna, è noeessario porre meglio in ch iaro la "'ran quan tità di materiali che si dovrebbe trasportar/per questa preparazione e gl'inconvenienti che questo sistema trae seco. Si chiamino infatti v il volume d'idrogeno che vorrebbe sprigionare jl signor Lefournier mercè reazioni chimiche che nascono dalla miscela dell'acido solforico monoidrato con la limatura di ferro; p il peso della limatu ra da impiegare; p' il peso dell'acido solforico monoidrato. Siccome un metro cubo d'idrogeno a 0° e 0 111 76 di pressione pesa eh ilogl'ammi 0,089 , così il chi~sto volt:rr;e peserà chilogrammi v x 0,089 .. . :.(•l) . Ciò premesso ricordiamo che la reazione chimica clie ha luogo nella miscela della limatura di ferro coll'acido solforico monoidrato è rapprnsentaLa dall'equazione chimica

chimico del feno è 28 e che quello dell'acido solfo rico monoidrato è 49 (·1), avremo

H6

le

a

Fe

+ HO

'

S03

=

so~+· 1r.

FeO '...

.J.,

la quale, come tutti sanno, esprime che il fe1·r·o comi n,cia. per ossidarsi a spese di una parte dell'ossigeno del! acido idruLo, formando il protossido di ferro FeO, e che questo alla sua volta combinandosi coll'acido forma il solfato dì ferro re O; S03 e lascia libero l'i<lrogen.o H. Sostituendo ai sim boli. i pesi equivalenti che essi rappresentano, e ricordandoci che l'equivalente

28

+ 49 = 76 + 1 ;

onde col peso 28 di limaturo. di fe rro e col peso 4.9 di ac ido solfor ico monoidrato non sì può ouenere che il peso 1 d'idrogeno. Per conseguenza avremo le due formole gen erali

p p'

= =

v X 0,089 X 28 X 0;089 X 4.9

'V

= =

2,49 v} },·, 313 v ~-

(a)

:Ecco teoricamente i pesi di limatura di ferro e di acido da impiegare per avere il cercato volume v di idrogeno: Ma in pratica per guadagnar tempo essendo d'uopo faeilitare con numerosi contatti la dissoìuzione delle materie impiegate e moltiplicare le superficie onde il gas si svolga con 1a massima rapiclitò, si aumentano sempre le proporzioni delle deu.e sostanze. In generale si suol ritenere dalla mnggìor parte degli au tori che pee produrre il volume v cli gns idrogeno si debbano im piegare per gli aerostati ch~logram mi cli ferro . 5vÌ c.hi '. og~-mi dì acido solforico monoidrato . ~ v \ (b) htn d1 acqua . . 2o v,

(1) La formula dell'acido solforico monoidrato essendo IIO, SO' , aHerno: II = 1 e.quiv. d'idrogeno = l O' = 4 » di ossigeno = 32 S = 1 » di zolfo = lG l equi\'. di acido

= 49


H9

GLI AEROSTATI

NELLA GUERRA

E ciò anche per l'impurità del ferro del romrnercio e perchè si deve Lener modo .che le reazioni chimiche si comp iano in un grande ee;cedenLe d'acqua, affinchè il solfato diferro, che forma il residuo della reazione possa dimorarvi sospeso. - I valori (b) sono appunto quelli adottati da questa .Rivista ne!Ja dispensa di settembre '1869, pag. 415. Se in luogo del ~'erro si adoperasse lo zinco, ricordandoci che l'equivalente chimico di questo rnetallo rispello all'idroge110 è 33, avremo

« Meltons ces provisions en double, nous aurons -« 2200 kilogrnrnmes occupant 10 rnètres cu~es_ »_(1). Ora. i suddetti dne pesi di 4-00 chilogramrm d1 zin co ,e di 700 chi looTarnrni di acido, essendo presso a poco b . t i 3/25 dei valor i (dJ dati dalla chimica, sono ccrt~m en e fallaci. Il che abbiamo creduto opportuno d1. porre in chiaro essendo la questione del trasporto dell~ materie ~rime capitalissima per l'D.pplicazione. cleglL aeros·tati alla guerra; cosicchè dei dati poco esatti su_ll a .quantitii ·a i tali mater ie potrebb ero_ per avv~ntura rn·d urre dei falsi concetti sulla maggiore o minore opportunità di applicare questo o quel siste~wcli aerostati ,in campagna . Infatti gl i aerostati a gas idrogeno puro hanno incontestabilmente il vantaggio che pe r poter .innalzare un dato peso nell' atmosfera debbono avere un volume minore di quello necessario se si adoperasse il gas da illnminazione e mo lto più pi ccolo che -se si adoperasse l'aria rarefatta (2), il che ~ al ~erto vantaggioso per gli usi militari. Ma disgraziatam ente· si deve o trasportare giii gonfio il pal lone o sobbar-carsi a trascinare app resso dei veri parchi e sf'idare }e non lievi difficoltà del trasporto dell'acido solforico, se si vuol ri empire l'a ernstoto sul luogo in cui dev~ servire. Difatti a pag. tH. -416 della citata dispensa di

p = v X 0,089 X 33= 2,93 p' = 4,36 V.

Vì )

(e)

Orn se i valori (et) e (e) sono esatti, com e sembra, e se i valori (b) sono c(uelli generalmente adottati in pratica ( 1) è da ritenere che per inavvertenza qualche errore non lieve sia corso nei calcoli del sig. Lefournier. Difatti al caso del nostro autore si traua di rendere lih eri 1200 metri cubi cl'idrogenn; quindi nei valori (e) fac endo v = 1200 avremo: 1

1

(d)

J P_= 2, 93 X 1200 = 35"6 chilogrammi di zinco; l p' = i-,36 X 1200 = 1523'.z chilogrammi di acido:

e questi sarebbero i _pesi teorici di zinco e di acido necessari per produrre 1200 metri c:ubi d'idrogeno. Frattanto il Lefournier dice. : <( Tout calcul fait il « fau t, pou r procluire 1200 mètres cubes de gaz 'by« drogène, environ : . <( 1° 1.00 lcilogranimes de zi·nc . . . . . . « 2° 700 kiloyrarnmes d' acùle sul/urique .

pag. 404. . d" . o• e (2} li peso di 1 m etro cubo 1 aria a · , . . . . . · · · · · · · · · ·s1one e

(l) Manuel com.plet d·aérostation pa'r Dupuis. pag. 166. - Paris 1850.

-dal gazometro è variobi le, essendo incos~ante I~ <lens1l~ del g~s

(1) Speclat&11;r JrUitaire, Tome 18. Livraison 15 déccmbro 1869,

Il peso di 1 metro cubo <l'idrogeno puro

. 0"' , ...,,6

a

di pres-

.

,

chilogr. 1,298 . . . ·>) 0,089

1

Differooza ossia forza con cui un metro cubo d'idrog eno comincia ari osser f.l sollevato ncl_l'atm_osfe!·a . » ,\209 li peso di. 1 metro cnho di gas da 1llum10nz1one ~1~a lc s1 ha

Delcourt,

come Ja sua composizione. Questo peso s1 può r itenere m media


120

GU AEfi OSTA'l'I

settembre 1869 di qqesta Riviste, si dimostrò essere necessario trasportare un peso di circa 7 tonnellate (a presc:in de t·e dall'acqua che si pre.s ume trovarsi in campagna) per go nfiare un aerostato a idrogen o del volu me di iY24, metri cubi, mentre i calcoli ciel signor Lefo urnie.r farebbero credere che per un pal lone doppio di qu es to basterobh ero 2,200 cliilogrnnim i ossia 2 tonnellate e 1/o di materiali; il che evi<len temente non può reggere. Dopo queste cose rimane conferma to che per preparare l'idrogeno p uro in campagna è necessario trasportare un materiale immenso, il che non è a dire quan to sia grave per un esercito. Si aggiunga poj, a svantaggio degl i aerostati a idrogeno pll ro, la notissima permeabili tà di quAs lo gas a traverso le pareti dei recipienti che lo contengono, la quale giunge a tale .che nelle p rime sperienze dei fratelli Mongoltì er sul l'idrogeno racchiuso in sacchi di carta o di se ta « essi videro questi sacch i elevarsi, co me avevano pre« veduto, ma ri discendere bentoslo, poichè il gas si « perdeva rapidamente ». Al pl'esente si è riescili è ,,ero a fare per gli aerostati dei tessuti irnp0rmeabilissim i, ma si no li ch e se gli aeronauti preferiscon o il gas-lu ce, gli è non solo per la faci litù di averlo e 1

1

di ch ilogrammi 0,688; quindi la forza con cui 1 metro cubo, di gas da illuminazione comincerà por essere :~ollevato nell'a lmosfera sarà 1,298 - 0.688 == 0,610 chilogrammi ossia circa la metà dolla preceden tl" . Finalmente si noli cho il peso di 1 metro cubo di at'ia calda a 70°, qual ò presso a 1ioco lfi temperatura cui suo le arrivare l'aria nell o grandi monuotOere (circa 0,80 della densità dcll'nria ester na} è chilogramn~i 1,033: quinrli la forza con cui comincia a essere sollevato nell 'atmosfera, 1 metro cubo cli quest'aria rnrnfa tta sarà 1,298 - 1,033 = 0,265. chilogra mmi che ò poco più cli 1/5 di quella relali va al gas idrogeno puro.

NELL.\

GUERR.\

pel suo minor prezzo, ma eziandio perchè non ha la gran facoltà end os motic~ dell'id rogeno pu ro . Qu es te varie clifncolt,\ dovrebb ern spingere seriamen te gli uomini dd la scienza a studiare quali aerostati sian o più adalti in guena. Certamente sino a che si potrù contare sn l gas-luce delle ci lLù sparse lungo la linea di operazione di un esercito non vi sarà molto da preocc uparsi; ma quando manca questo gas, l'esercito dovrà pure s upp lire colle sue prop rie risorse. E in tal cnso so rge se mpre la ques lione se si debbano prefer ire le rnongoloere o gli ae rosta ti (ll'Opriamente eletti. Le prime hanno bensì l'inconvenien le di richiedere un gran volume; ma in fin dei conti i preparativi son pochi e le si posson o enlìal'e rapiclumente massime versando un po' di alcool su lla paglia. Oltre di che se non basta l'idea del signor Goda1·d di copr ire con tela metallica il loro fornello per evitare gl'incendi, sarebbe da indaga re se si può fa re assegnamento su di una delle moderne soluzioni saline per rendere incombustibile l'invil uppo . In quanto agli ael'Oslat.i se, co me semb ro, è da smellere il pensiero dell'idrogeno puro da prepararsi in campagna, rimarrebbe da slucliare se sia possibile traspo rtare in guel'ra il gas-luce in apposi ti recipienti come il gas portatile di Parigi e di altre ci tlà; o se si p uò in qualche modo preparare queslo gas rapidamen te anche a caro prezzo ma con semp lici apparecchi, facendo tesoro dei grandi prngressi della chimi ca moderna. Ma ecco delle ard ue qi1estioni che so lo agli nom ini dell a scienz a ed alla pratica è dato l'isolve re e che noi , quasi profani in codesti sLudi, osiamo appena enunciare. B.

D :i:: BENE D IC'l'IS Capitano del Genio.


IUVISTA STATISTÌCA

I'

RIVISTA STATISTICA ORDINAMENTO DELL'ESERCITO AUSTRIACO (:11.SGS)

(Continuazione - Vedi dispensa di g iugno ·1S70).

CAVALLERI A . Importanti assai sobo le modifìcazìoni che furono arrecate ali' ordinamento della cavalle.ria . Non vi è piìl differenza nel modo d'impiega re i diversi corpi dì cavalleria. Uno per tutti è il tipo dei cavalli , uno il modello di sciabola e di carabina a retrocarica. Gl i ulani sono armali di lan cia. La caval leria consta di 41 reggimen ti ; cioè 14 di dragoni, 14 di usseri e 13 di ulani. Questi reggimen ti oltre il nome del loro propriotario portano anche il numero progressivo. Sul piede di pàce ogni re.ggimeolo ~ forma lo dal guo stato maggiore, da 6 squadroni ·attivi numerali e dai quadri dì uno squadrone di ri serva. li colonnello comanda tulle le diverse partì del reggimento e dipende dalle autorità militari r ispclth'e dell'-01·dine di battaglia.

Una divisione di cavalleria è formata di 3 ·squadroni atlivi sotto il comando di un ufficiale superiore, tenente colonnello o maggiore, posto sotto gli ordini immediati ciel comandante di reggimento. La cavallr.ria si completa con uomini forniti <la uno o pit1 circoli dì leva limitrofi. Si prendono di prefe-

renza gli uomini più robusti e capaci di sostenere i sorv1z1i faticosi inerenti a quesl'éi.rma , e quel li già rraliri nel governo dei cavaJii e I.li pr oi'essiono maniscalchi, arr:naiuoli, sellai, ecc. La misura minima degli uomini di cavnl leria pe.r tulli i reggimenti è di 1"', 58; la massima è di l '", 76. I mìopl sono esclusi. Ai cavalli di servizio si provvede con le .r imonte. li contingento annuo per supplire alle perditE: è del 12 •1. dellfl forza normale . I requisiti èui de bbono socl1)isfore le r imonte sono, omogeneità di razzn, robustezza di forme, capaci lit di servire, elà giusta. I cavalli delle rimonte sono affidati agli squadroni attivi. Hanno diritto a cavallo di servizio gli ufOcia li subalterni e tutti g li uomini di bassa forza da ca<lello in g iù.. I depositi di recluU1mento in tempo di pace portano il nome di quad1·i di reclutamento ed in tempo dì guerra di .squadroni di 1·eclut,11nenlo. Per regola gener<1le in cns0 di mobilizznzione i comandanti dogli squadroni di reclutamen to non ponno essere cambia ti. I soUo-uffìciali dob bono possedere un 'a llil.udi ne speciale per l'istruzione delle Teclute e per ammaestrare i cavalli cli rimonta . I còmpiti dei quadri di reclutamento sono: l" La manutenzìonP., l'amministrazione e la contabilità del mater iale di riserva, degli oggctli dì vestiario , di equipagg·iamen to. dei fornimenti dei cavalli, dell'armamento e del muterial e da campo; 2° 11 tenere al corrente i ruoli degli uomini iu congedo e cli quelli apparlencnt.i al la riserva del reggi.menlo; 3· Il tenere il ruolo dei lavoratori e dei conducenti del reggìmen.l0 in congedo o n~lla riserva, come pure dei sott.o-uffieiali e so ldati stati istru iti nel servizio cli provincia o cli gendarmi da cam po; 4, li concorrnre alle operazioni cli rimonta; 5• La direzione del la scuola d'equitazione per la fa ntl\ria, esistente lit dove hanno sede i quadri di reclutnmenlo. Ogni anno al 1° di gennaio si fa la r ettificazione dei rtroli distribuendo in parli proporziona li fra i battaglioni attivi e gli squaòro nì di reclutamento gli uomini disponibili o mand,rndo in congedo o alla riserva le rii verse classi che vi hanno diritto. La forza inscritta nei ruol i dei battaglioni attivi deve essere tale da corrispondere a quella stabilila pel piede di guerra, affìnchè si abbia sempre disponibile il personale necessar io in caso dì mobilizzazione. La forza inscri tta nei r uoli dei quadri di reclutamen to deve essere tale da corrispondere a l prescritto

'


RIHSTA

poi ~ic~e ~i guerra e da fornire la bas~a forza per gli squndron1 <h risana che si formano in tempo cli guerra . Il personale dei quadri di r ecl utamento consta per lo più dei mono a bili Il i ser vizio alliv,J. ma capaci dell' istruzione delle recluto e di a:nmaeslrare i ca,·alli delle rimonte. ' . Per gl i sc!11adroni di risr.el'a cli nuova for mazione in te mpo d_1 g_u erra s1 ~celgono gli uomin i migliori ed i 6 rarlua li più anz1n n1. Il contingento fo r nito drilla lova a nnua le è chiamato al l' di ottobre presso gli squad ron i a ttivi , entro i limiti dell'effo tlivo di pnce, per r icevere l'is tr uzione necessaria. Gl'inrlividui di bassa fo!'Za dal cadetto in giù, cho possono continuare il son-izio atliro.. oll: o la ferma, con o senza ,·anl11ggi, non possono essete p1u d1 90 per r r.ggimr nto. I graduali necessari in tempo di guerra, ta nto agli squadroni attivi che a qnelli di reclutamento od alla fo r mazione degli squadroni :li r iserva, si tengono iuscrilli nei r uoli della rist'r rn io un numero del 10 ·r0 maggiore d i quello stabililo. Agli ufficiali dulia riserrn si provvedo sia con Yolonlari di un_ ~un o'. sia ~on_ uffìcinli cho vi fa nno· passaggio dai quad ri ~ltm. Ch du_ffìcrnh della riser rn si ripartiscono per reggimenti m tempo I pilce e si ins,wivooo nei rnoli el ci medesi111i . I reggimenti debhono asst'gnare al corpo del treno una parte della hnssa fo rza dellD. loro riser vn. Gli indil'idni del treno ;;ano sc~lli ~ra i mono atti a l ser vi,do cli cavalleria, purchè nbbiano all1ludmo nl'I governo dei cavalli e nel servizio da conducente e siano di buona condolla. L'arm nmon lo dr Ila carallcria cons isto: . l' Nella sciabola per tnlti gli u l'fìciali e per tu tti g li uomini d1 bassa fo rza da Carle tto in giù meno g li attendenti . 2• una pistola a retrocar ica per tutti i so ll~-u fOciali mont.a t! o n ?n . m_onla li, esclusi i lavoratori, gli scrivani allo amn~ll~IS(razwm, I maniscalchi, i veter ani, g li ar maiuo li, i COr egg1a1 e gl i attendenti ; . 3• In uua carabina a r etrocarica por lutti i soldati montalt o no . · ,1• In una la ncia per tulli i solda ti mon ta li dei reo-"'imen ti 0 0 d'ulani. L~ car_tLJCCO da portarsi 1rn~IU g iberna sono O~sato a 30 por le c~rah1ne ed a 15 per le p1slolo a retrocar ica . . L' 1stru1..in~e ~iellu _cava ller ia è r egolata in modo che quello d~ ~qunòrom sia u ll1mala alla fino di g iugno e quf'lla della diYisione verso g li ultimi cli settembre. Le esercitazioni princi-

!n

S1'A'J'IST1CA.

pnli della bassa forza della carnlleria sono l'equitazione. la scherma di sciabola cd il ti 1·0 a l bersaglio colla carah ioa : i soli ufficiali sono esercitali nel tiro al bor~aglio colla pistola, e g li ulani nel ma neggio della lancia. Per po rre lu cavul lcria in grado di pro\'vedere a se medesima nelle Ionia no spedizioni, si è disposto che lutti i qua1·Li plotoni dei sesli squacl!'oni siano esrrciluti nel serrizio di pontonieri, massime nel ristabilimento <li comu nicazioni o nella r ollura dello medesi me, soprattutto di quelle frrroviarie. srcondo apposite istruzioni e~istenli. Questi •Jltar ti plotoni , equ ipaggiil li cumo lntl.o il re,lo de l rPggimenlo, portano 1rni caval li allres·, gl'istrumen li eia pionieri. li comando cl i quc~li ploto ni è uffìdu lo ari u rrìcinli forniti delle cogniz.h1oi neces,arie pul servizio da pionieri, e lo stesso <lica,i dei sollo-uffiriali. Oltre clei detti plotoni ciascuno squadrone attivo o di riservo. ha 5 uomini dei quali :2 muniti dr.gli strumcoli da falegname o 3 di quelli necessnri pci piccoli lavori di Len a che possono occor rorc sin nei passi difficili, sin negli accampamenti o duran t.e l'nzione. Per ogni rcg.:;imento si sr.olgono annualmente 2 o 3 sott'ufiìcia li o solda li dostina li a poter fa re il ser vizio di gendarmi <la cw,1po in tempo di guerra. Durnnte le grandi manovre annua li qucsl.i uomini fo rn ili dalle divor,e brigale sono r iun iti in una sezione ed esercitati teoricamenlll e praticumcnte da a lcuni uflìciali. Il passaggio èa! piede di pace a quello di guerra si effettua r ichiam ando gli uomini che so no in prrmesso e ff l',el li della riserrn. Si acquistano cavalli di rimonta o si requisiscono quelli cho ciei,bono forn ire le singo le prori nce. Agli ufnciuli si provvede colla chiamala di que lli · della 1·is(·rrn. Gli ufficia li nocossnri allo squadrone di recluta mr11to si prendono, occorrendo, an che fra i pensionati; o se ciò non basta si ra nno del l(\ promozioni. Lo s-tosso dicni:i df'i maniscalchi, dei vcterinnrii e dei medici pei qual i si r icorre ·anche ai borghesi in caso di nflcessilil . l m11dici, i commissari, i voler inarii dc blJono essi stessi pr ovvoclersi di carnlli, oppure ricornuo durante la campagna cavalli cli bflssn taglia, pagan<l o una lassa di primo acqu isto . Quando un reggimento deve passare clul piPde di pace a quello <lì guerra i nvia all o s411odrono di riser va g li uomini meno a tli ad entrare in campagna e quelli addclli ai maga zzini. agli uffìci, ccc. In massima si ,nanduno pure allo squadrone di


,j '.27

RIVIST~

STATISTICA

· riser va tulle quelle reclute dell'ul lima leva che por poca istruzioue ' non sono a'lte ad entrare in campagna , Questi uomini sono sostituili da · altri del le ultime classi pnssate a lla r fs(lr va, le quali so no consid.erate come lo migliori e le più atte al servizio di cavalleria . Man mano che i soldati gi ungono al reggimento non sono destinati agli squadroni allivi, ma fino a che lo permcllono le circostnnze, si tengono riuniti in una sezione a parte per essei·e isLrniti nel loro mesliere . Agli squadroni di reclutamento pass,~no quegl i uom ini degli squarlro ni atti vi i cui cavall i hanno duopo ri i un riposo temporaneo e non potrebbero fare lunghe marce. I cava ll i infermi o fiaccàti si consegnano ai depositi dei cnva ili amma lati che si impiantano appositamente cliclrP i r ispettivi cor pi di esercito. Il cnmandt1nte ri i ciascun reggime nto. deve mantenere lo squ11dron e di reclutamen to sempre al com pleto ed in· buone .condizioni scartando a tempo uomini o cava lli malandati, e lo stesso dicasi rlegli squad_ron i attivi. Egli può, quando ve ne sia la necessitil, comprare i carall i da tiro necessari o toglierli fra quelli che forniscooo le apposite Comm issioni più vicine. Lo squadrnne di recl 11tamento raccoglie tutti g li_uomini e i cavalli degli squadroni attivi r imasti indietro, p:ù i fondi di magazzini, e le provvigioni; Richiama sotto le armi ' i gradmili e gli uom ini necessari per porlare il reggimento alla forza del piede cl i g uerra; li vesle e li ,~quipaggia ; Ricevo in consegna i cavalli ; li fornisce delle bardalure e li ammaestra; Riunisce in drappelli g li uom ini destinali a raggiungere 0o-li squadroni g ià partili; Provvedei di cavalli e sped isce al reggimento i gendarmi da campo; ' Fa tenere la m11tricola del reggi mento al conento dal tenente d'amministrazione assegnato allo squndrone; . Invia subi to al reggimento :vestiti ed cquij)aggiali ma non mon tati i so ldati conducen ti e cosl pure tutti i graduati o aJi uomini necessari, perchè la forza del reggimento sia al complefo. In caso di mobilizza1.ionP. dell'esercito gli squadroni di reclutamento provvedono a comp letare gli stati maggiori e gli squadroni attivi dei r eggi menti ; cd a formarn gli squadroni di riserva comprendendovi i loro gendarmi a cava llo. In lempo di guerra il ministro nomina appositi generali ed ufficiali superiori per ispezionare gli squadroni cli r eclulamonlo .

ln massima i reggimenti entrano in campagna con tutti i 6 squadr oni nl c9mpreto per quan to è possibile, Questi squadroni sono impiegali esclusivamente al servizio più im portante della cavalleria, ·e si cerca cli evitare il più che si può ogni frazionamento delle forze per ser vili secondari. Gli squadroni di riserva s'impiegano : a) Por fom iro ordinanze agli stati maggiori, per scortare convogli e fare .requisizioni ; b) Per presidiare le for tezze ; e) Per formare dir isionì indipendenti composte cli 2 o ùi 4 squadroui ; d) Per dare i gendarmi cla campo montati ai diversi quar· tieri generali, Si r ilorna dal piede di guerra al piede di pace collo scioglimento dello squadrone di riserva, con la riduzione dello squadrone di recl utamento ai semplici quadri, e col congedare tµtti gl' individui della riserva e quelli in servizio attivo ma in soprannumero. Si rimandano gli ufficiali, i medici cd i veterinarii del la riserva, e si ricollocano a riposo gli ufficiali che erano in tale stato prima della mobil izzazione. La vendila dei cavalli di servizio e la restituzione alle pro:vince dei cavalli o f<;>ruiti volon tariamente o requisiti si effettuano secondo le norme specia li che emana il ministero della guerra, Man mano cho diminuisce il 1rnmero dei cavalli, i graduati e gli uomini che restano in soprannumero sono inviali in congedo.

Hl6

(Continiia)

l) I


UIVIS'r A TECNOLOGICA

RIVISTA TEC NOLOGICA

Il governo inglese ha fatto eseguire estesi esper imenti colla torpedine del capila no di marina llarvcy la quale sembra avere molto_del le quali_tà necessario pel' essere un eccell ente apparecchio sotLomarrno nelle b:i tt.aglie navali. Parrebbe che i risultati delle sperienzil siano stati tali da consi(7liare l'adozione di quest.a torr>odino, quantu nque l'lng hiltorra fo sse slaf.a 011ora piuttosto aliena dai mezzi cl i offesa sottomarina. La lorptidine Ilarvt•y, per quanto apparo da alcuni cenni clescritLi vi che troviamo nell' En,qincc,·ing di Londra, consiste in un forte ca~sone di legno cerchiato in ferro , conlonenlc un r ecipien te metallico ov'è chiusa la carica . La sezione yerlicale fa ~ta lungo l'nsse dol cassone è un rettangolo. e la sezione onzzontale ha la forma romboidale per rendere minima la r esistenza dell'ncqua quando In torpedin e è r imo rchiata. Ollrechè Je cos~ sono di_sposlo in modo ch o In torpedine, seguendo il camrnmo del runorchiatore , nou si trorn sulla stessa direzione della chiglia di esso ma giace sempre di lato, cioè in modo che Ja r eLta che 110isce la torpocline al r imorchiatore fu un certo angolo con la direzione della cbi!?lia suddelta. In altri termini la torpe?ine pu~ essere rimorchiato sia da poppa, sin dal centro del ?aslimenlo , rn moria che la dir~zione de l cammino di essa facci~ un a~igolo variubilc fra dati limiti con la direzione della ch;""' lill. .« lina spec1·0 d1· palt a d' oca, coi· rami· inecrualmente · ~ lungh i ser ve ad unire la torpedine con il cavo di ~morcliio·, .,.

...

'"' s<'condo che si accorciano o si allungano questi rnmi la lorpe« dine si prC'scnla pil.L o meno inclinata al l'acqun, e. far endo ,e da limo ne a se stessa , si scosta pil.i o memo dal la dir<'zione « del bastim f" nto >). Queste torpedini sOilO rimorchiate da navi assai veloci e cl i costrnziono speciale, le quali permt'ltono di somroergerc a volonlà la torped ino o sollrarla ai tir i della nave nemica che si dt:H'O altar:ca ro e danneggiare colla torpedine stessa . Quosl.n con un sistema di fuu i che la uniscono al r imorchiatore può essere di l'ella verso il haslim onto nemico quale c he sia la dirczion(; in cui esso si trod rispollo al r iruorrhintore. La Lot·pcdin o ù mun ita eslernamenlo di semplicissi mi ar,parati a leva con 1wssi con a ltro appa recchio int erno in modo clrn al primo con tallo con la ca rena nemica nasce l'esplosione medirrnle spoletto a sfroga menlo orl a percuss ione. La ,prof'ond ilà c:l'imm cl'sione drlla torped inè sotto al pelo di ncqua può es3ero regolala dal rimorchiato re . L'appa recchio è sostenuto dil :in il pposito gallng:giao l,~ il quale serve nl lresì poi' estr arre da ll'acqua la torpedine. Una chiave di sicur,,zra toglie qual unque pericolo d: esp losione accid<'nlale. Lo dimensioni della cassa cho deYO -conlenero la r.arica vn riauo co l priso di questa. l)'ordinnrio la ~rica è di chilogram mi 32. 20 della cosiJ<.ll'lta polvrJ'e ltorsleg com post:1 di clora to di potas~a e di noce di galln nello propon.ioni di 3 ad 1 iu peso. In quanto 111 eforato di potassa ù 110!0 eheesso pt"r l'estrnnia faciliti1 con cui abbnn dona il suo ossigP.no ù un ossiclanlo piit e11crgic0 dr llo stesso nitro. Cosicchèl basln rncscolaro il clorato di polassa con ~ostanzc combustibili corno il solfo. il carbone, il fo sfo ro, la poh·ern di metalli, i solf11ri metal lici. l'amido, il legno, lo zucchero, le r esi ue l!CC., per avere de lle materie fulmi nan ti le quali col calcrP, col fregamrnlo, con la percossa o co n qualcli e goccia di acido so lforico gi1latov i soprn csploùouo con una viYissi ma combustiooo dovuta alla ,1ccomposizione dell'acido clorico. 1\n1.i la proprietà o~sidante del doralo d i potns$a g-inngo a tale, come tuLLi sanno . da acco11dure il fosforo sotl'at·q ua. Così ponendo iu 110 bicchi ere dell'ncqna , del fosforo o una quantità di clor11to di potassa supPriore a 'JUell:I clic il liqu ido pnò sciogli()l'O, o facondo arrivare sul miscuglio al fo ndo del bicchi ere. mercè un imbulo afO lalo, dell'acido solforico concentra to si ,elle subilo a produr ~i una virn rea1.io 11 e e <l ei nu merosi gt? tli di luce cho so!c,1110 il liq11i1io. La nùce di galla è anello una soslanzn nolissinn in commercio come una delle princip:i.li parli Jell'i nchio~1r o, dulia ANNO XV, \'OL, JII.

0


TECNOLOGICA

130

RIVISTA

qua le fann o grande uso i tintori ed i confettiori. Essa ò un, potenLe astringente e serve anche per estrarre l'acido gallicoed il concino che si adopera no Ila concia delle pel li. La galla propriamente detta è una pianta più grande della quercia, lacui corteccia grossa e rugosa. si macina per form are la 1··usca che adoperano i conciatori di pelli. La noce di galla provieneda quest'alber o, di cui costituisce non un frutt o ma una vero malattia sotto la forma cli un tumore legnoso prodotto dall o pun tura di un insetto alato che vi depone le uova . La galla aJligna in tutto il levante, nella monarchia austro-ungarica. nei siti montuosi della Spagna, della Borgogna e anche nei nostri Abruzzi. Or bene questi due diYcrsi corpi , cioè il clorato di potassa e la polvere di noce di galla si custodiscono separati l'uno dal!' altro e si mescolano imieme mediante uno staccio al momento di caricare la torpedine. La forza esplosiva di questo composto in parità di volume è 15 volte maggiore di c1uella della migliore polvere da cannone per quanto narra l'Enyine&ring . Con torpedini cosiffatte ma scariche e solo munite di cassnle, p<'r accertarsi della loro esplosione nell'urto, ebbero luogo a Portsmonlh dogli esperimenti sotto la direzione dell'amrniraglialo inglese. li veloce rimorchiatore e Carnei> fornito dogli appositi apparecchi trae\'a seco le torpedini. Il capitano 1Jarvoy, l'inventore della torpedine, dirigeva sul Camel le operazioni contro la corazzata a torre « Royal Sovereign » comandata dal capitano Roys specialmente incaricato degli esperimenti. Il Carnei manovrava in guisa da portare le sue torpedini sotto il Royal Sovereign, che alla sua volta doveva cercare di sottrarsi agli urti di esse. Nella prima parie degli esperimenti il Royal Suvorcign rimase ancorato. li Carnei rimorchiava uno sola torpedine capace <lol la carica di chilogrammi 34. 96 e nrnntenuta al la distama di metri 91. ,10 dal rimorcl1in lore in unn direzione che divergeva p<'r 45° della linea di corso del Carnei stesso. Il quale con la velocità di circa 8 nodi all'ora foco 10 attacchi contro l'immobile Royal Sovereign ora verso la prua, ora verso la poppa, ed ora verso i fian chi, ed ogni volta otlenno cbe la torpedine toccasse questa nave Hlla profondità di metri O. 25 a metri 4 sott'acqua. 11 Royal Sovereign per vedere che probabi lità vi sarebbe stata di mandare a picco il Carnei aprl in ciascun attacco il fuoco dalla sua ttirre. Una volta potè trarre 2 colpi prima di

.,

l ...

13·1

essere urtato ; ur.'allra volta 4 colpi, ma non arrivò mai in media a far più di due colpi. Dopo ciascun attacco esaminata la torpedine si vide che la cassula era sempre esplosa. La chiavo di sicurozza fu aper ta a distanze variate tra metri 7. 36 e motri 5'1. 25 e sempre si vide che il Camel trovavasi perfettam en to al sicuro . . Nella seconda parte degli esperimenti ambedue le navi erano in moto: il Carnei con velocità di circa Il nodi all'ora ed il Royal Sovereign con velocità di 8 a 9 nodi all'ora . Il Camel r imorchiava su ciascuno dei suoi quarti una torpedine distante 46 metri. li capitano Roys eseguì una serio di abilissimo manovre per sottrarre il Royal Sovereign alle torpedini, ma non vi riesc) mai, talchè nei 6 successivi attacchi il Camr.1 potè sempre far agire una del lo sue torpedini. Lo profondità oei punti in cui la torpedine urtò il Royal Sovereign variarono da metri O. 25 a metri 4 come nel primo esperimento e due volle la torpedine sfiorò proprio la chiglia del Roya l Sovereign. I colpi che trasse quosta navo durante ciascun attacco furono àa 1 a 12. Le cennate esperienze dimostrarono che le torpedini rimorchiate stanno sotto il sicuro ed immediato comando della nave che lo conduce. Uno dei vantaggi di queste torpedini si ò cfw esse si possono far manovrare con gli ordinarii mezzi della marina. L'apparecchio per ormeggiarle al rimorchialoro può essere adoperalo da un semplice II\arinaio. Dopo gli Bsperimenli esaminate le torpedini vi si trovarono i segni dei poderosi urti sopportali, ma i cassoni erano ancora intatti sebbeno alcune cerchiature sì fossero spezzate. Si rendono innocue queste torpedi ni al passaggio del lo navi am iche manovrando col la fune di rimorchio in guisa da portare la torpedine fuori della via del bastimento ch·e filasse vicino al rimorchiatore. E qui nel porro termine a questi cenni sommarii non sappiamo far di meglio che riportare alcune considerazioni della Rivista Marittima dello scorso mese di giugno. <! La nalura di questa torpedine Harvey è tale, che, anche e senza conoscere i minuti dettagli, dal semplice cenno <lel suo " modo di~agire, ogni uomo di mare comprende quale influenza e essa sia destinata ad e.sercilare nelle future guerre mHrillime. < Il completo successo di questo nuovo potente mezzo di offesa e dipenderà però eyidentemonte dall'arditezza e dalla preci" sione dellal manoyra dello navi che so ne varranno, ed il


13:z

133

1\IYIS'I'A

'l' ECNOLOGICA

« goveruo ing les e si preoccupo molto di dare speciale is!ruzione

ma no si son o itwcnt,ate in questi ul ti mi tr, rn pi. E però c1·erliamo far cosa grata ai n,>stri lettori compendiando svariate notizie su questo argornBnto tolte· dai gior na li esteri e sopraltulto dal l'Atlegemeine 11hlitdt Zeilnng . A prescindere da l calibro dei cannoni o dalla lor o ~trnttur.1, è c<'rto che i due clementi i qua li hanno :issai conferito alla potenza òeì tiri sono stati la polvere prismatica c~d i pr ,Jic> lli di ghisa ind urita. Dopo l'adozione dc1i ca nnoni rìgflti caricabili dalla cu la tta i quali r ichiedono proietti rivestili di materie malleabili por adalt,1rsì entro le rigature . e dopo che si vide la necessiti.i di grandissimi calibri per la clistrmione delle corazze, sorse impellente il bisog no di nna polrer e che abbrucfasse più lentamente. g ciò nel fìn t1 di vincere pii1 g rndalamente la r esistenza .opposta dalla enorme massa del proietto e quell,1 proYe nicm le dall'attrito della rigil lura, senza ci111enti1re cli troppo le p.ireti del cmrnon e. Varie potenze esperìmC'ntarono diverse qualità di polver e, mirando a crearne una che dall'islante dell'accensione fino .illn sua completa combustione tenesse il pro ietto, ch!ranle il suo rapido tragitto cu!ro· il canno11e, costa ntE1rncrn te esposto all'urlo dei gas. per imprimergli così la massima ve locità inizia le senza troppo lor mrei ntarc il e.ionone. Jn lnghilterra si c.ireò dì ottenere l'inten to fabbricando la po:vere a g ra ni pit1 grossi de l consueto, con carbone difficì lmenie infiamnrnbile H lisciandola con piomhaggine . Io America furono fatte diverse proposte da Ilodm11nn Brown, Dorcmus e Budol e si ehhe la cosiddetta polvere dì Mammuth, r idotta a piccolo YOl ume sotto forti pressioni per elim inare gl'inlentizii ~ra i grani oil almeno r ìdmli al minimo . In Francia furono espcriml'ntate varie propnsle consimili ma non si seppe se vrnnero adol.tatn. Durante i tiri compnrativi fra i c.innoni Armstrong e qudli Krupp, eseguiti duo anni or ~oùo in Prussia, g li inglesi adoprarono la poivero . compressa e i prussiani ln solita polvere _da cannone. Sì fu per questo motiro che l'Armstrong carieabi le da.Ila bocC'a feco migliori prove che il Krupp caricab ile dalla culatta. Q1jesta circostanza non fu subito avvertita .; mli la Prussia, riconosc iuta di poi la potenza della polvere compressa. adollò la cosiddelta µol\·ere prismatica, nella fobbriel).zione della quale si è specia lm en te segnai.ilo l'opificio di Kçtmm in Germania. Questa polvere consiste in grossi grani della forma di prismi retti la cui ba se è un esagono regolare avente la diagonnle .mai,sima di circa 38 millimetri. L'altezza dei prismi è di 25 mili.

«

r)i 1•iguardo ai su oi uf!kiali. « Jn Jog hi !lerra geriùralmente sì ritiene che l'uso dello tor-

« pedini Ifo rvey darà ad una s4uadra u11a immonsn superiori lù.

" e che c,sc riusciranno assai pit1 eflìc.ici delle ,ùliglie!'i e e « forso a nche delle dil'flcili offese col rostro per distruggere ., la sq uad ra nemica . <, Lo artig lierie' , por quanto potenti, non p9!ranno mai ar11.· rcslaro il tnùvim ento di una flo lla che venga determinata « a tngl i,1rn una linea od un ordine qualunque di basti menti « co n queste macchine a l r imorchio éla amho i la ti, 11è un « rapido movimento del lim one, nè qualunque evoluziomi po<i trebbe.ro fare evilare il disastro, perchè Jalloo tan1n·si dal!a « sfora di azione di una tor pedi ne Tla rvr.y condurrù inevi ln hìl< men te ad ìmhaltei·si in quel la de lla navo vicina, tan to più « che il raggio di azione di ciasch(·duna lorpedine può css'lre « aunwnta to o dimin:1ilo quasi islantaneanwntn col vari11re la « lung hezza del rimo rc hio. Il ten tare poi di urtar e una ilotta « a ttaccante per schermirsi da queste armi non fare bbe che « J'acililarn la manovra delle toI'perli ni. ,, Per poco ch·e si esam inin o sul la cat'la le combinazion i di ( manovra che si potrcblJoro eseguir e in ·sirt'ii tta circostanza, « si acqui:;tt•rit la co1win7.iune che il caso di una flotta pr irn (< cJi queste arm i sarebbe assai dispera to. Un solo elemento « sembrami potrebbe in siffatte circostanze salvnre la squadra « sprovvista lii lor peri in i IIarvey, ciol: la su peri ori tà di vel oci ti,, « la· qoale permetterebbe di mnntenern il nr.mico distan te. « Osserver ò da ulli mo che le tor pedini Ha rvt-y in certo modo « distrnggono la dis parità di for ze r elali\'0 tra nave e nave, " poicllè il pii1 debo le avviso a grand e velocità può a ttaccare r. con esse e di:;trugger e la più form idabile corazzata >).

I progrnssi fatti in Germania nellB polveri da spa ro e nelle bocche dn fuo co di grosso calibro rendono· in tr ressa nle iÌ vedere, almeno per sommi capi, con quali mezzi si giunse a porre ]e artiglierie in gTado di trionfare di tulle le corazze che man

l


TECNOLOGICA.

RIVISTA

Parallelamente al loro asse vi sono dei fori cilindrici del diametro di circa 4 mi ll. Il peso specifico di questa polvere è di chilog. 1. 60, ossia è 1, 75. di quello della polvere ordinaria. I componenti sono quelli comuni manipolati nella stessa proporzione e cogli stessi metodi che per la poi vere ordinaria. I grani prismatici si ottengono comprimendo sotto uno strettoio la polvere dopo lo granitura, e prima della sua essiccazione, entro apposite for me prismatiche contenenti i piccoli ci lindri corr isponùenti ai 7 fori che de,·e avere il prism:i di polvere. L'aziono dElgli strettoi è perfettamente r egolare :iffinchè ri sulti uniforme la densità della materia compressa. I prismi si espongono poscia all'ossic<,;amento o naturale al solo o artificiali ad aria calda. Questo polvere ha anche il vantaggio di non essere mollo sensibile 111l'umidità, di occupare poco spazio, e di essere mnno pericolosa nei trasporli. Essa brucia lentamente e adoprala per pici:ole C()ricbe dù una velocità iniziale minore che la polvere ordinari~ e risparmia r elativamente le pareti del cannooe, poichè sviluppa la sua forza gradatamente ed agisce sul proiell? durante tu tto il tempo che questo impiega o percorrere l'anima dr l cnnnono. Io una pnrola b:isla ricor<.larsi che la meno r npida accensione r ond e minoro la forza dilaniatrico della polvere. Se ad esempio si caricasse un cannone di 72 libbre pr ima con cbilog. 5. 50 di polvere pr ismatica e poi con altrettanta polvere ordinaria, si otterrebbe nel primo caso uoa velocità iniziale 11 ssai minore che nel secondo. Tnvece con cariche di chilogrammi 9, 20 dell'una e poi dell'altra polver e si otterrÀ la stessa velocità inizialo. E finalmente con cariche superiori a 9, 20, chilog. la velocitìi data dalla polver e prismntica ·sarfl molto maggiore di quella fornita dalla polvere ordinaria. La polvere prismatica è adun que adatta per le g randi cariche dei cannoni di grosso calibro o di lunghez7.a tale da dar tempo ai grani <li convertirsi in gas du rante il tragitto del proietto nell'anima del pezzo, nltrimenti essi sarebbero proiettati fuori ·•iel cann onn senza avere sviluppalo la loro forza a fav or e della gi ttata. Giova notnre però che col cannone da 72 libbre s'impiegano eccezional men te per ulcuni speciali tiri anche delle cariche di chilog. 5, 50 di polvere prismatica con effetti buonissimi. Nel formare i cartocci si colloca la polver e prismatica entro -sacchtilli di cotone o di lino in g uisa che i fori dei grani vengano a risultare sulle stesso linee per dar modo alla fìamma di circohmi liberamente e produrre con più rapiùità l'accensione di tutta la carica.

l I

.

.

135

Venendo ora ai proietli. notiamo che la forma migliore di -quelli che debbono forare le corazze deve avere la parte po-steriore cilindrica e l'anteriore tronco conica terminata a punta. L'altezza del tronco di cono e quella della punta ogivale sommate insieme debbono stare nella proporzione di 3: 5 cir ca -colla lunghezza della parte cilindrica dei proietto. Questi pr oietti sono pieni o vuoti. I primi agiscono con massa piì.1 imponente; i secondi scoppiano dopo di essere penetrati nel ber·saglio. Questi ultimi sono generalmente preferibili poi cannoni -di minor calibro. La carica interna dei proietti è relativamente piccola, nè richiedo apposita spoletta od al tro congegno per accendersi poi che basta l'alta temperatura a cui si eleva il ,proietto sia dietro il poderoso u rto contro l'ostacolo. sia pef fortissimo attrito che si sviluppa nel penetrare in esso. I primi esperimenti che si fecero contro le corazze dimo·strarono che i proietti di ghisa grigia vuoti o pieni si spezzavano ·quando la grossezza del la corazza era eguale al dinmetro ùel proietto. La forza viva del proietlo si sciupaYa quindi totalmente nè produce\'a altro che delle schegge. lJa ciò nacque l'id<'a dei proielli di acciaio fuso. Il Krup p nella sna famosa fonderia di Essen riesc; difat.ti a fabbri carti di qu e>sti proiE!lli -che diedero otlimi risultali O(\J perforare le corazzo, talchè fu rono adottati da vnrie potenze, massime dalla Russia pci grossi -cannoni di marina e per le batterie da costa. II materiale di ,questi proietti è tena.cissimo e non si scheggia quasi mai; ma, i proietti sovente si spuntano a svant:iggio della loro penetrazione. Quelli vuoti non possono essere gittati nelle forme eri-chiedono maggior lavoro che non i pieni. 11 blocco d'acciaio per ogni proietto vione gettato in una prima Jormu che si approssi ma alla defl niliva figuro del proietto , a cui si giunge di poi lavorando penosamenle col martello ed infi ne col tornio. Per formare l'ioc11ro nei proil!lli moli s'impi1'ga un· perforn tore a macchina; e per introdurre la carica si richiedono molte ,cu1;e dO\·endosi chiudere la bocca dell'incnvo stesso con un dist o a vite. I proietti così preparati rnngono con un processo chimit:o rivestili esternamente da uno strato sottile di piombo che ;,i addentra nelle rigature. Per fare ciò si riscalda il proietto sino al punto che spruzzandovi sop1·a delral:qua questa si svapoTizzi istantaneamente con sibilo ; s'immerge indi il proietto prim:t in una soluziono di 8 par ti d'acq ua e una par to dj azoturo d'i-0rogono (ammoniaca), e tre minuti dopo in un bagno di zinco


136

137

RlVISTA

TECNOLOGICA

a 40'.) gradi Iléaumut·. fcina\mente dopo altl'i 3 mitiul.i si caccia

tempi dietro i lavori dell'eminente chimico Laurent, il quale ha d imostralo che questo acido deriva dall 'acido fenico per la sostituzione di tre · equivalenti d'acido ipoazotico (Az, Q4) , a tre equivalenti di idrogeno. Difatti la t'ormola ·chimica dell'acido fenico è CJ2, HG, 02; e facendo bollire quest'acido coll'acido azotico concentralo, esso si 'converte in acido picrico e la reazione è espressa dalla seguente equaziooe chimica.

il proietto in un hngno di piombo a 260 gradi Réaumur. Con.

quPs to sistema i metalli si uuisGono fortemente <>d intimamente insieme per modo da rendere quasi impossibi le all 'involu cro, di staccarsi dal proieLl0, come ta lvolta suol accadcrn nei proietti dei can noni da campagna. Inune i proielli si adagi.mo in. alcurrn forme speciali ove ricevono il complemroto dell'involucro di piombo alquanto .abnonclante, e.ho co1 ··torni:J viene poi ridollo alle precise dimensioni e pni'fellamr,nte conguaglialo. Per quanto eccellenti fossero questi proietti di acciaio fuso,.. il loro costo el<.wato spronò a ricercarne altri di pih mod ico. prezzo e di figua le hontil. L'inglese Palisser od il tedesco Gruso11 di Brnckau presso Magdeb urgo vi riesci rono ron un gotto speciale di talunc qnalilà di ferro fuso., che raffreddnte rapidissi-· mamente 1Iavano dei buoni proielli di ghisa indurita. I prqielli Palisser si mostrarono inferiori a quHlli Gruson che furono. anche adottali da vai'i~ potenze. Qu()sli ~ono durissimi, non si spuntano mai, 0 non scoppiano che dopo essere penetruti ncllecorazze. Essi hanno pure un sottile involuci·o di piombo che non può applicarsi col procedimento descritto pci proietti d'ac. ciaio, p1:rcbè la ghisa perderebbe della sua du·rezza se Hmisse riscaldata fi no a q uell'alta ten: pera tura. Il procedimento del Gruson non è conosciuto. ma risponde perfcttamentHi.\llo scopo •. Con questa slessa ghisa inclurita il Gruson costruì anche clt!lle cor.izze che nessun proietto ha perforalo finora . La batteria co~ struita in Prussia con qneste corazze fu è vero distrutta fina lmentr dopo molli tiri, ma si noli che resistè durante tutto il 1869,. come finora nessun riparo ha.mai resistito alle moderne artiglierie.

Poh•ere da guerra a base!,di picrato . cli po•n-ssio.

Fra i mod erni pr ~parati esplosivi, dei quR!i si è arricchita la pirotecnia, sono mollo encomiali e abbastanza in vogn presso. varie potenze quelli a base di picrato di potassio, dei quali l' CCO alcune succinte notizie. L'acido picrico conosciuto sollo il nome di aC'i,do amaro. arnaro d'-indaco e ama·r o d-i Wvlter fu scoverlo sin dal 1788. ma se ne è trovata la formola chimica solo in questi .ultimi.

C2 HG O>? ·~

acido· re nico

;.)

+ 3 .Az05, HO = crnns (Az ~.---.----.. acido azotico

0')8 02 + 3HO -acido· -picl'ico ~ ...---.. acqua

In questo modo si ottiene l'acido picrico, detto anche acido carboazotico, il quale còsta oggidì in Francia circa 10 lire il ch i!ogramma. L'acido picrico è una sostanza solida che cristallizza in piccole lame brillanti. È poGo solubile nell'acqua ed amarissimo, e risca !dato sino a 360° si volatilizza senza detonare, mu riscaldato rapidamente a una temperatura più elevata essn detona con violenza. L'acido picri co si combina colle basi metalliche e forma diversi sa li gialli conosciu ti sotto il nome generico di picrati, oppure carbo-azotati, come p. e., il picrato di potassio, i picrati di piombo, i quali scoppiano n1:ll'urt.o, e. i picrati di ·mercurio e di argento i quali bruciano spandendo una luce vivissima. · Il picrato di potassio è un salA che si ottiene sotto la forma di aghi .cristallini di un hel giallo di oro a splendore metallico. ·E,;so passa nll'nranciato intenso alla t.empcratura di 300• ed esplode a 310'. È insolubile nell'alcool o richiedo per sciogliersi non meno di 165 parti d'acqua a 15 gradi, oppure 14 parli di acqua hollente. Il sa le s'infiamma e scoppia con for.za quando gli si avvicina un corpo in ignizione. Ma è notevole che ·il picralo di potassio , portato gradatamente a lla temperatura di 300°, può sostenerla per più di 48 ore senza detonare e senza che la sua composizione si alteri. - Di ppiù, esso non scoppia sotto l'azione di un urto anche violentissimo; cioè si comporta come la polvere da éannono che certo non s'in!ìamma sotto i colpi di un martello , ma prende fuoco al contatto di un corpo in ignizione o in virtù di qualche scintilla. I sali che l'acido picrico forma con gli ossidi . di potassio o di iodio presentano molla somiglianza fra di loro, ma il picrato di iodio è piì.1 solubile 11ell'acqua.che non quello di potassio.


r RIVISTA

TECNOLOGICA

II signor Designolle ha studiato profondamente i picrati e . ~a dat~ una teoria completa dei fenomeni che accompagnano I·esploswrre del picrato di potassio, la quale esplosione darebbe i seguenti resi'dui solfdi : 1 equivafente di_carbonato di potassio kfl. K, e 02 5 equivalenti di carbone . , • . . > 5 e Il picrato di potassio, già adoprato da qualche tempo nella industria, è stato ultimamente applicato per fabbricare una nuova polvere àa fuoco che ha importanti proprietà. Le polveri a base di picrato sono di due specie: l'una dotata di poca forza dilanitltrice serve come polvere da sparo , e l'altra è un vero fulminato per la sua gran forza dilaniatrice ((aree brisante), cioè appartiene a quella specie di sostanze le quali, anzichè accendersf gradatamente come la polvere da cannone ordinaria, esplodono istantaneamente con tale sviluppo repentino di gas da nuocere alle armi da fuoco. Per avere una buona poi vere da sparo col picrato di potassio· bisognava cercare di attenuare. la forza dilaniatrice di questo sale con qualche materia che facesso come da moderatore. H signor Designolle vi è riuscito per mezzo del carbono di le"'no in polvere, il quale mescolato col picrato di potassio non ne attenua la forza dilaniatrice, ma ( quand ' è adoperato in maggiori propor;,ioni) la distrugge quasi completamente. Si è potuto così fabbricare la poh'ere per le grandi bocche da fuoco deTie navi corazzate francesi; la quale non ha certamente una forza dilanialrice maggiore di quella dell 'ordinaria poll'ere da guerra, ma intanto imprime ai proietti delle velocità molto maggiori. Un carattere particolare di questa polvere (Technol~giste 1869, pag. 295) si è che variando semplic,~mente la pressione alta quale essa si sottopone nel fabbricarla, se ne possono far variare, le proprietà. Sembra che la massima forza dilaniatrke si ottenga dalla mfscela di parti <~guaii di picralo di potassio e di azotato di potassio, ossia salnitro; e così si fabbrica. una delle polveri c?e ser v~no per le torpedini. r venti chilogramm i di picrato di potassio che disgraziatamente sco ppiarono · l'anno scorso a Parigi nel laboratorio ciel signor F'ontaine, dovevano servire appunto per alcune torpedini che si preparavano a Torone. La polvere da sparo del signor Desig·noflù si compone ~-i picr:~to_ di potassio, carbone e salnitro: cosicchè in essa il picrato lren lt10go ciel solfo d'ella ordinaria polvere da guerra. Pèr le polveri da moschetto le proporzioni del picrato di po-

:010

tassia variano dal 12 al 20 per 100 secondo la velocità iniziale che si vuole ottenere; e per la polvere da cannone le proporzioni det picrato variano dall'8 a! l~ per 100. Le materie di questa polvere sono stritolate a mano e mescolate con una quantità di acqua che varia dal 6 al 14 per 100· La battitura negli appositi apparecchi dura 3 ore per la polvere che deve servire come -fulminato' cioè quella composta di picrato di potassio e di salnitro; e 6 ore per la pol~e~e d_a sparo. Indi la polvere subisce un'essiccazione di alcuni ~10rm, dopo di che è ridotta collo strettoio idraulico in forma dr tante gallette la quali si sottopon~on.o alla pressione di 30,000 a 1.20:000. chilogrammi secondo che si vuole della polvere a combusl10ne viva o a combustione lenta. Dopo la compressione le gallette .sono acciaccate e sollopo_ste alla granulazione _meccan!ca po~ essere ridotte in O"rani più o meno grossi secondo glt effetti che si vogliono o~tenere. Indi si procede alla lisciatura del la polvere. alla essiccazione e all 'ultima lavorat~ra co~e per !a polvere ordinaria, Sembra che la polvere al p1c1:ato d1 ?otass10 sia vantaggiosissima per le moderne bocche da tuoco di g~osso calibro necessarie per lo piazze da guerra e per le navi corazzate. Le grandi cariche di questi pezzi rendono insufficiente l'antica polvere e in vece utilissima quella di cui parliamo che si adopera in tal caso oon in grani ma in globuli o pallott?le. La portala di questi grandi pezzi è sensibilmente crescrnt~ senza che ne seguano grandi effetti distruttori per le pareti della loro anima e il fumo nello sparo è assai diminuito (V per altri ragguagli il G'iornale d'A1'tiglieria , anno 1868).

Ili un nuovo distanzion1etl"O militnt"e. È noto che quando si vuol determinare la distanza di _un punto inaccessibile si può con un grafometro, con un gorno metro. ecc., ... traguardare il dato punto e fissarne un altro con una palina sul terreno su cui si oper~. posto precis~.me.n~e sulla visuale che fa 90° col diametro dell 1strumBnto g1a alhneato sul punto inaccessibile. Si hanno cos'1 i due cateti di u_n triano-olo rettangolo· di sorta che misurata sul terreno la d1"' fra il punto di' stazione e questo nuovo punto e misura . to stanza.


HO

RIVJS'l'A 'l'ECNOLOGlCA

1' angolo acuto alla base del triangolo, una formoln trigono.: 1l'.}etrica semplicissima vi darà subito la chiesta distouza cou approssimazione più o meno gronde secondo la lunghezza della b;ise misurata. · Ora il capi tano Plebani del nostro esercito sarebbe giunto coi principii del r egolo calcola torio, del quale si è mo lto occupato, a fab bricare un piccolo istrumento che dispensa dal risol vere il detto triangolo rettangolo e dà la cercata distanza , nell'atto s tesso in cui si traguarda dal!' estrem ità della base il punto ~naccessibilA, Questo istrumento potrebbe essere utile alle truppo m campagna in molti casi. Esso, a quanto narra l' aut.ore in un suo r ecentissim o opuscolo intitolato: Il-man eggio del1·egolo nelle operazioni aritmetiche e trigonometriche, darebbe un errore non maggiore di 50•• su 4 chi lometri; cosicchè speriamo che la pratica voglia coronare di felice successo. le idee del signor ,P.lebani.

RIVISTA DI GIORNALI

Speetn,tem• milifairf!.

Maggio 1870.

Della fant(}t'ia leggieta (} dei battaglioni cacciaiori a piedi, L'autore di questo artico lo cerca dim ostrare quanto sia im.• propria la denom inazione che si adopera tuttavia ai giorni nostri di fanteria leggiera e di litwa , e qu11 nto . sia oziosa la <lifferenza 'che si pretendo ('sislc~,re tra fanteria e caccia Lori o bersagl ieri. Negli antichi eserci li, egli dice, i, fantaccini erano provvisti d'armi diverse, nè manovravano Lnlli dl la stessa g uisa; cosicchè, da l modù vario di cssern armati e di com battern, nacque nella fanter ia la divisione in pesante o di linea ed in leggiera . I greci ed i foman i ebbero g li armati pesanti, muniti di lancia e di spacla· che !'ormavano la linea di battagl ia, mPntre altri che adopravan o armi da getto, come giavello tti. archi e fion,fr, combattevano da perlustratori. Più tardi, all'epor:a delle grandi invasioni dei barbari, no n vi fu che una sola specie di fanter ia, essendo tutti i combattenti Agua lmenle armali ed usi a combattPre nello stesso modo. Al mii~lio e"o, t!poca di confusione e di decadc·nza, vi l'urouo cava lieri ;.{ravemen te armati che formavano la JinAa di battaglia; mentre i fanti, quando ve ne eraao , facevano il servizio cli perluslra zinne. Dopo l'invenzione _della polvere, la fanteria fu di nuovo armata in due modi tlivc,r,i: qu~illa che fo r mava la linea di batt11glia aveva picche ed ala barde; raltra , che faceva da fanteria leggiera, aveva ar chibugi e mo::'chetli, E queste dur. spc~cie di fanteria erano perfeuamen t~J giustificalo, pcrchè avorano tattica ed armi diverse,


H2

l\IVISTA

Alla fine del secolo xvn l'invenzione della baionetta avendo fatto do! fucile un'arma da getto e da mano ad un tempo , avrebbe dovuto fare sparire la differenza e foi;tdere in una le dùe fanterie. Nondi me no fu conservata tal divisione, poichè, perfezionandosi man mano il fuci le, una parte dei fanti fu armata con fucili più precisi e servì da fanteria leggiera, mentre l'altra peggio armala faceva l'ufficio di fanteria di linea. Napoleane per altro non volle mai saperne di questa differenza, e nelle s ue memorie dice : « Les puissances lèvent souvent eo ~ temps de guerre à es corps irréguliers . sous le titre d l'l ba" taillons francs ou de légions, r ecrutés de deserteurs é tran« gers. ou formés d'individus d'un esprit ou d'une opinion par« ticulière; mais cela ne constitu e pas df:'ux espèces d'infaoterie. « J1 n'y en a et 11 ne peut y en avoir qu'1:me. » (Notes et mémoires, MoNTJIOLON). Questa opinione del grande uomo è tanto più giusta ai nostri giorni in quanto i soldati di fanteria sono armati nella stessa guisa ed hanno la medesima istruzione, e le truppe di fanteria manovrano tutte nello stesso modo. Ogni differenza è adunque illusoria. La differenza non esiste che nel modo di reclutamento. Si scelgono per bersag lieri o cacciatori uomini di piccola taglia, ma con larghe s pa lle e petto sviluppato. pronti e di fisonomie intelligenti. Gli avanzi delle varie scelte falle nei contingenti di leva van no ad ingrossar e i reggimenti di fanteria. E ppure la fanteria è il nerbo degli eserciti tanto nel combattimento quanto nelle operazioni che Io precedono, perchè essa al imenta ' tutti i servizi, veglia alla sicurezza dei cam pi e· compie i lavori <li guerra e di comunicazione. Per rendere agevole un sì g rare còmpito, se non si può rnoditìcare chn con circospezione il reclutamento della cavalleria e delle armi speciali, è a lmeno indispensabile di rendere a ll a fanteria ri i linea la parte del contingente des tin ata a quella leggiera. In lai guisa , fondendo gli elementi di forza e di debo lezza , si otterrebbe un' amalgama su tutta la .linea di battaglia con grande vantaggio della solidità della massa. Da qualcuno si volle obbiettare che i cacciatori o bersaglieri .sieno migliori tiratori dei soldati di linea; ma questo non è esalto , perchè sono arma li sì gli uni che g li altri con i medes im i fuci li e sono egualmente esercitati al tiro. Del resto le compagnie di fanteria avendo oggidì i lira lori scelti , dis ti nti dagli a ltri soldati meno abili nel tiro, è paleso che se io campagna occorresse te mporaneamente un drap pello scelto per

DI GIORNALI

H-3

qualche operazione i mportante , si potrebbe sempre formarlo

sul momento coi migliori tiratori dei reggimenti. L'istruzione che man mano si è andata unificando nelle due fanterie, ogg i è precisam en te la stessa jo entrambe, nè potrebbe essere diversamenta. perchè con le nuove armi, il m odo migliore di combattere è quello sinora seguito dai bersaglieri, cioè alla spicciolata ed a piccoli g ru ppi per offrire minor presa ai tiri delle modern e a rmi. Se dunque nessuna considerazione tattica milita a favore di questa divisione nella fanteria, quale a ltra ragione vi può o•sere per conservarla se non ') UOlla di avere dei corpi speciali? ... Ma è conveniente avere questi corpi speciali? È utile mantenere un privilegio a detri mP, nto della fanteria? I corpi scfllti, dice il maresciallo Gouvion Saint-Cyr, < out le do uble inconvénient d'énerver les corps d'où on les tir e, et d'elre par lus faveurs dont ils jouissent, un object de jalousie. (Campagnes des armées de Sambre et ./lfeuse et ~du Rhin, voi. IY).

Revue miUlai'l•e f7•ant;aise. Giug no 1870.

Studio sull'avvenire degli eserciti permanenti e dell'a1·te della guerra. Dell'aut01·e del giornate umoristico de/.l'assedio d:i Sebastopoli - articolo nunn.

In quest'artico lo l'autore dimostra I;i prodigiosa influenza che eserciteranno nelle future g uerre le numerose linee ferroviarie ch e oramai solcano tulle le contrade europee. f. li ,eserciti bel ligeranti , egli dice, con i nuovi e focili mezzi di co municazione ora osis teoLi, possono concentrare i lorv combattenti in gran numero sul tea tro d'operazione i l g iorno seguente a l]Uello in cui si è denunziata la g uerra. In tal modo si abbrevia la campagna per lo mono del tempo che prima si perdeva in marce di concen tramento e ne ll o operazioni prelimina ri. Vi è oggi una manifesta te ndenza a semplitìcare la gnerra, non solamente nella sua durala, tna anche nel modo di farla.


DI

guerra futura sarà di breve durata e si riassu merà in una grnncle ba!laglia seguita da un assedio. Egli sog·giunge di poi che l'arto dello. guerra è passata per tre fasi diflì•renti : nella prima, al t~mpo della cavalleria, gli eserciti si batlevaoo cor po a cor po ed i com lrnltimonli aprivano un il limita to campo nl va lore pcrsona lo, ma non vi era unità di azione nè intcrP.sso scientifico; ai più forti toccava la vittoria . Nella seco nda fnse , ai tempi degli ill cslri capi toni , il disordino cessò, la di~ciplina mantenne al loro posto i combattenti, e le g uerro CPssarono di essere un duello ; poichè lo ingegno sviluppalo dall' istruzione. seconda lo dalla crescente bontà dulie armi. dispulò la p()!ma alla bravura e soprollutto alla fo rza muscolare. Finalmenlo la terza fase è quella dei giorn i no slri , che rnno il r egno delle macch ino da guerra , noi qui.1 10 il coraggio incli\"icl uale è sceso quasi al posto d i elemento secondario del Yalore degli eserciti. La ba listica ha i\ segreto della vitloi-ia, o l'altare dulia gloria è (•rello in un laborntorio di ìondiloM o di armaiuolo. La Lesi s,,stonuta dall'au tore sull'avven ir e dogli csercili per maneuli. si r iassume in due idC'e fo ndameola li che sono : la tendenza della ci vii là europea a fo nd ere gli esorcil i permaueu li nello fi le del popolo armn to ma discipli nalo ; e il cunrerlire alla vigilia di un ·èra io cui sembra che la ·pace sarà piì1 stabil•J, la disciplina milil.:ire in is tru me nto di educazi ouo 11nzionale. I mezzi razionali per operare questa trasformazione degli eserciti perman enli sono : 1• Generulizzare il servizio militare; 2' Ridurre l"istr uziono al!' ulile, co nsideralo sotlo il punto di vista del mostiu1·e della guerra.

IUYIS'l'A

L'ui•to dei poderosi cser cili modern i devo produrt'? un effetto decisivo. Dopo il pri mo scontro il vi olo, ? ernora_lizzalo: non polmdo prù tenere la campagna, non puo far _d~ ~eglJo eh.e rili rnrsi in huon ordi ne sotto le mura prol0Llr1ci di un a fortezz.i o rico,·erarsi in un campo trinceralo, orn troverà for5c la probabilità di una r ivinci la. Che cosa f) r il il vincito.ro? I nvestir.\ lo posizioni nemiche e prosegui rà la sua marcia verso la capitalo? ... Non crediamo che le suo fol'ze g li permelll'ranno rl'inll'aprenrlere nello stesso l<!mpo queste due operazioni; cd aucorchè crlielo pPrmetlt'ssero. un lai pi ano solloverouhe tu Ila !a 11azione ~emica minacciala nella sua capita In . e rirollerebhe l"Europa rimnsla forse si no ;11lora nenlral o. l i pc>so d1·ll'opi uionn pubblica commo,ssa opprimerehhe il vincitore o lo costringorebbe a subi re la sun leggn. Cos) fu dopo Solferi no. poiehè la Germania influì su! le d<'Cisiou i d a cu·i nacq 11 c la p.:icc di Vil lofra oca; e cos'1 dopo Sadowa, la mediazione minacciosa della V~anci~ arros tò i pru ssia ni chn ma rci,wano su \i i1mna. Jl nem1c:o. :;1 limiterà inveco piti probahilmnnlo all"allacco del campo trmccralo con Ln lti i mc·zzi di cui polri, dispo rro; ma vi sono nitro considcrazio11i che gl'in1pcdiranno rnrse di cstrndere il suo campo di opcrnzioni dopo la pl'ima battaglia. lnnnn.zitutto nou è diffi cile che il viuln chit•gg:l la pace ,lopo una giornata. campalo che gli ani, cagiimalo ~ravi pt>rdilo; ma arlt'ord1è la o-uotTa co11li1J11assc, è ct•1·10 ebrJ il vinci fo ro, dietro lo p;, rdito ;he anch"esrn arrà !'Off<!rlo. non poir1·bbe accing,:rsi subito a . gran•:li imp resn, ma nvrà d'uopo di u n certo lernpo pc:r.risto~ r11re le spossale suo forzo Allora il campo lrincnralo. 10 cui si sarà r :tirnlo il\ into, , i pri·sc1,t,,r.,I,1Jc al rinc 101 f' c,,u e l'obbiC'lli vo pii1 sodd isl'ac1• oll'. r<: cos'i luca lizzalà la lc)lla, è molto prohahile cho h·i 1'Ssa trornrà la sua s.1luziom•. . Questo teorie, proS('gllo l"a 11Lore, 110n hanno solamonte Il ralore di 11na ipolrsi razil1nnl", d,1cchè i principali folli della slori:i mili t,1ro eon wmpornnra lr. co 111"rrmu no. lofalli In guerra da \·Puli anni in q11a si aggil'ò 1wlln c1·rct1ia delle comhi11azioni di cui :-;.. 1,,1:;tt,poli fu il prnlolipo. D01,o Solforino. se 11011 fosse seg11\l,t la p11)i', la ca mpa~na ,l ' flnlia sar nhb/\ finita con l'al~ tacco drl q11n1lrilatcro; parirnc>nli so dopo Sadowa la lotta s1 ro~sn prolungula, la difnsn di Vienna ;a robbe slit to il campo delle ullirn,: oper.17.il,ni. ~: \·ero r:ho la guerra d'.\meri1;a si è allu11t.J11nta da qtll'slo ovvin rnonto slrHl1•gico , ma lo guerre chili sfuggono a tulle le rogulc . 01l'IO r aulore crede d1e ogni

ClOIINAI.I

,

,.

Osservazioni sulla statistica del rcclntamento in Europa <lei capitano di stato maggiore, TEonouo F1x.

>

La razza umann è in decaùAm:n, si r ipeto sovente; o si vuol provare ciò col far notare che gl i nnlichi · guerrit• ri erano robusti e forti menLrc le mil izie ri i oggiùì non polrt•bhero sopportare il peso delle arrnature dei nostri a,•i nè manoi?giarna lo armi. Il paragonCì, dico il capitano Fix, non è esu lto. Cli antichi g uerrieri erano le genti scelte del tempo, laddove le ANNO

xv, Vot.

In .

10


H6

lllVfSTA

147

milizie dei nostri tempi sono estratte dal popolo, e appartengono per la p1aggior parte alle classi artigiane e rurali, le quali sono certamente più forti e robuste che non ora la classe. a cui si possono paragonare, cioè la plebe dogli antichi tempi. gente mal nutrita, mal rico,•erata e peggio vestila. Altri pretendono argomentare la decadenza del111 razza umana dal gran numero d'individui dichiarati inabili al servizio militare nei diversi Stati d'Europa. Ma questo non è un argomento miglioro del primo. li modo di formare le statistiche del reclutamento è diverso in ciascuno Stato, perchè diverse sono le leggi con cui essi si governano. D'altronde le operazioni del reclutamento, per quanto si voglia essere scrupolosi nell" apP li care la legge, sono S('tnpre soggette alle influenze poliliche dei tempi. In un paese minacciato dalla guerra e che ha urgente bisogno di soldati , la Jegge sarà in.terpretata con magg iore larghezza per dichiarare abili al servizio mi litare gl' inscritti sottoposti all'esame, e vi sarà invece maggior rigore per le esenzioni legali. Invece nei tempi di pace più sicura accadrà il •contrario, perchè si preferiri1 la quali là alla quantità dei soldati. D'altra parte nelle statistiche di taluni p;iesi tra i dichiarati inabili al servizio militar e, seno compresi non solamente gli individui mal conformati ed infermi, ma anche quelli che non avevano l'altezza prescritta, e forse eziandio glì esentati per cause legali. Quali deduzioni esatte si possono ricavare da tali statistiche 'l Il capitano Fix pur tnnendo conto delle cause fisiologiche, econom iche e socia li dei diversi Stati europei, le quali non consentirebbero redigere in modo uniforme le stati-fiche riel reclutamento , bramerebbe che si co 11 1•pu is;;e di compilarle in un modo più uniforme e con più precisi particolari. Il che l'('Uderebbe possibile uno studio comparativo di molti anni per vedere sino a qual punto sia vera questa decadenza della razza umana, affinchè studiate le cause complesse di tale fenomeno, si possa arrestarne il corso con quei rimedi igienici e sociali che la scienza e la civiltà indicherebbero.

Conferenza del ministe1'0 della gue1·I·a. - Dell'annamanto cli. Eur·?pa e degli Stat·i linit'i. - Influenza del fucile a tiro

rapid? snUa tattica e sulla istru.zione del soldato d'i, fanteria. D~t signor· de PAIIADllS l>E LA PuTNE capitano aiutante maggiore del 2° reggimento dei gninatieri della qwirdia imperiale. ·

I j

>

"

In -questa conrerenza l'autore esamina i diversi fucili che hanno g li eserciti moderni. Tempo fa tutl,:i l'Europa era armata con fucili lisci di 17. a 18 mi llimetri . L'adozione del fucile rigato col proietto allungato produsse nell' armamento un immenso progresso ed i calibri dei fui;ili adotlati do.i diversi eserciti variarono da ,10, 5 a 18 milli metri. Le Commissioni che studia.cono l'armamento convennero che il mig lior fuci le era que llo di piccolo calibro, tra i 10 o g li 11 millimetri: altrimenti noo ern possibile ottenere una traiettoria tesa, che è la prima ·cond izione di un'arma da g uerra. Il fucil e da 10 a 11 millimetri presentava frattanto l'inconve niente di diveuire difficile a caricarsi dopo lo sparo cli un certo numero di colpi. Non vi e~a altro rimedio che cn ricnrlo dalla culatta , ma questo nuovo sistema ebbe molti nemici fino a che la battaglia di Sadowa pose fine ari ogni esitazione. Il capitano de Parades dà un cenno dei varii tipi di fucil i a retrocarica aciot.tati nei diversi eserciti tanto per lo armi di . n'.1ova costruzione d1e per quelle ridotte. Egli conchiude col dimostrare l'influenza che il fucile a tiro rapido eserciterà nella guerra. L'azione di quest'arma cominciando da lontano e i colpi essendo frequentissimi, la vittoria sarà per quello esercito che_avrà. saputo pel primo avvalersi dei vantaggi del nuovo fucile per. gettare lo scompiglio nelle fi le nemiche. Il fuoco di ~nsie~e sarà più utile ed eftìcace di quello a volontà; poichè 11 primo è fatto a comando e ordinato nel momento più opportuno, laddove nel fuoco a volontà i soldati tirano in mezzo ad un turbine di fumo senza poter mirare e senza produrre grandi effeW. ·


lUVIST,\ IJIBLlOCI\AFICA

RIVISTA BIBLIOGRAFICA

J)

L'adm.i ttist,•,dion ,te l'a1•,née fr11nça.iae. - Un vof. . in-8 de no pages. Paris 1870, Plon éditeur.

L~ lolla fra il corpo d'amministrazione e il corpo d' intendenza è nntica in Francia : e dal 186j in poi sp<'cialmente si è fa lla più viva che mai per non dire ·aspra e vio lenta. · La publ>licaziono che annunciamo è una difesa sconfinala del corpo di amministrazione, e un attacco, sconfinato ,1o1 piiri, contro il cor po d' intendenza. L'a utore si ò r ro poslo ili essero temperalo; ma sin dalla prima pagina, nel suo A1>ant-p1·opos, comincia col dichiararo che « l'interesse dell"esercito è l'ultima cosa a cui pensano gli antagonisti: ciò che domina in 0ssi, è lo studio della loro propria amhitione. ,, Quanto a lui, non a~colterà che « la rnce dell 'interesse generale dell'esercito, cioè della veri là . » Secondo il nostro au tore l'amministrazion e altu11lc uoll'escrcito francese 0011 rispondo nullamrnte ai bisogni del medt•simo, e fallisce inticramcnte a l suo scopo in campngna: colpa non degli uom ini , mn dell'orcl inamento. Sorln clopo i dolorosi avvenimcnli del 181 5, troppo si risente di <Jnell' epoca: occorre adattnrla ai progressi o ai mutamenti succPduli dopo qurll'epoca. L' autOl'O pa,sa in rasseg na i varii sistemi ammin istrativi vigenli presso lo allre nazioni europee. per conviucere i suoi compatl'iOli che « rosercito francese non è il solo esercito che esis ta nel r~ondo » e sovratlullo pf•r ed1fìr.are i fan tori del corpo d'intendrnia su l valore reale del loro éternel cliché: Cette ad~ mirabte organisatiun quc l'Em·ope nous enviel ....

,.

U.9

Uno dei ca pitoli piì.1 io tor essanti d(•lla pr<'sente pubblicazione è senza dubbio quel lo intitolato: Qui est cc qu'arlminist,rcr, n oi quo.lo l'autore prende ad esame un discorso pronunciato nel 1865 dinanzi al corpo legislativo dal signor Darrican, commissa rio governativo. Il signor Darrican aveva esposto nel seguente moòo il còmpilo a$segnato alla amministrazione militare francese : « Dee principii bPn dive1·si sono stati coslante1mnto ap plicati alla direzione delle operazioui militari: Unità del comando in tutta la sua energ ia : Un ità. dclt' amniinist?'azione sotto gli ordini -del ministro della g trnrra, o sotto gli ordini del genera le in eopo, al qualo ~empre o quasi sempre il ministro della guerra ha delegato i suoi poteri. L'autore non prov.-, grande difficoltà a provare cho un'amministrazione la quolc stabi lisce Ira il comando o I' amministrazione una dualità di qu rsto g enere, non può a meno che ame,·o lire l'uno e l'altra: Comando e amministrazione sono nna solli e medesi1na cos<i, e col ui il quale non saprebbe che -comandare le truppe al combattimento, senza saperle amministrare, cioè farlo rirere, non èi allo al comando. f; in questa <lualità P"l' l' appunto, dice l' autore chn bisogna ricercare la ~aus•\ unica de tous 1w1is déboi?'cs à, l'armée. Del r esto, il fatto a!logato da Darrican , dnl quale si do,,rebbe con chiudere naturalmente che presso l'esercito in campagna ubbidisce al so lo generale in ca po, non regge intierameote. li Darrican stesso, nel discorso SO\'ramenziooato, ha dovuto riconoscere, parlando dei lavori dolla Commissione di ':inchiesta nominata dopo la g uerra di Crim ea, che quosta Commissione non potè ,·oniro a capo di nulla so non dopo avere preso conoscenza della c01Tispondenw. del ministro della guflrra ,cog·li intendenti generali. e di quella di qu es ti intendont( generali con tutti i loro inferio ri nella grrarcltia amministrativo. -Ora dacchù il ministro corrisponde direUamente coll'intendente d oll'eserciLo, ò incontP.stabilo che quosto intendm1te non è sotto gli ordini del generale in capo, e che costituisce invece col generale in capo quella clualilà che recò così gravi inconvenienti nello guerre di Crimen e d'ltalia. L'au tore esamina inoltr e la quostione del controllo, e so;;tiene che la direzione e il controllo dei servizi amministrativi sono incompatibili. Adoperando quella « moderazione :o che si è imp,>sta nel det't.are questo libro egli dice che « la pretesa del!' inte11<lonza di rapprnsentare il controllo sarnbbe illegalA,


"50

,t 51

lllYlSTA

DIDLIOGJlA FIC.\

~e non fosse altro che un argomento iure.nLalo poi bisoo-ue>

Cho cosa si potrebbe dire cii più forte so invece cli nna campagna così fortunata come quella d'Italia del 1859, si fosse trattato della nostra campagna del 1866. A proposito della campagna del 1859, l'autore cita a carico dell'amministrazione mili tari;, fran cese un fallo, che se si fosse avverato presso cli noi. cos'1 in quella campagna come in quella del 1866, non sapremmo davn" ro qual e arnnrnsso di accus1:" di inettezza 5arebhe piovuto sulla uostra amm inistrnzione militare! « L'amministrazione fran cese. è detto a pag 99, non ha quasi mai. potuto distri buire del pane, o una dolio rure distribuzioni che furo no l'atfo, nel corpo d'armata di cui noi facevamo parte, ora composta nel modo s0gucote : »

della caus_a, . un mirage facile à expluiter aux yeua; des ;er.wnne_s ~.ui se payent de mots. » Ma almeno, ques to controllo, •li cn, s1 r:a rla tanto e sì allo, esiste egli fors e? Ci sembra che " ' ne pana tro ppo perchè non conveng11 diffìdinne. Non è e"'li

\ero clw la qualllà. che ogni giorno ci ascriviamo, è preci;,,_ rneut~ que'.(a_ _ch~ Cl n:1an_ca di più'? ... . L'intendenza non parla. l.llal che, dc~ ~UOl Obbltgh 1 d1 contro llo: VlJO)si tfonque ricercare ",~ n_o~ -~ c~o per l'_al_}Punto di cu_i meno si preocçupa . Il mezzo';', n?f-~Ca ,.e se~~ltci.ss~mo : parli::imo cogli intendenti e cogli, 1· IO ciali d _<1mm_imslra7.1one, domandiamo loro che cosa fanno, 1;0 1~. m~ggior piace~e, e noi vedremo ben prPs(o che nei ser':IZl,1. d ~mm 1nistr'.1z1one, la vé1·ifi,cat'ion est déconsidé·rée autant a,. l i ntenem.' q1i'ci t"arinée . Il che proviene da ciò che co lui il qua le esegmsce produce, e colui il quale verilìca fo un lnvoro, ing0ntn. » ; « Ln contahi lit~ passa per essere buon::i (ossf'rvn più innanzi· l autore) e tutlo e dello; finc hè venga il rea le contro llo della Corte 'dei Co~ti, parecchi anni dopo, a rimettere tutto nelle,, stal? . legale. E dunque impossibile che nella duplice rniss:one d:ll '?l_endon~a,_ una parte non sia sacriOcata a li ' altra, ed f• , 111 tros1 1mpos:::1bllo che la parte sacrilJcata non sfo la vor·fi ·.a o_nei ''e e Ile t(liau,.i o I' conti arrivano n egli ufl1ei dell 'amministraI (. • · z:one delta attiva, si tratta bnn cl' ::illro che di esnminàrli ! Si ricevono CO!l ripugnanza, e non si ha altra idea c!Je quella di sba~·azzursene al pfo presto, Se si pote$so sped irli al piano super1orn 31:uza pure aprirli, come lo si farebbe con piacere! .,. C?me s, vede, 1! corpo d'intendenza non Ila dei nemici in Jtaha soltanto! Le stesse ire, più acerbe forse , esistono in Francia o da assai più tempo llllcor11. Se ne può avere un sa"'o-io nell~00 srJguente conclusione del capitolo sul c-oolrollo: · · « Il signor Darrican. nel tel'minare il suo disc.orso con ,m'osanna alFamrninisLrazio11e militare di cui er a il capo. ha e~clan:iato: Ciò vi spiegn qu.anto è av·vermto nella campagna ,'l'Italia del 1859, e lo st·np&re che suscitò n ell'E1iropa e di cui ho raccolto più d'una volta la testimonianza. Anche r·rsercito. francese ~imase stupilo, e più profondamente dell'.R uropa, ma lfl sen,so _inverso da• quello che snppone il signor Darricao.; i[, perche ripeteremo anche noi quanto ci è già occorso di scrivere: « Quanto alla campagna d'I111lia, noi con[essiamo checiò che rrn?0de i limiti della nostrn ioLelligenza, si è che it nostro or<lrnamcnto amministrativo le ~ia soprnvissnto. »

Pane (e che pano! ) . Polen ta . . Riso Tabacco (sigari presi al nemico)

1/8 della rnzione 4/8 2/8

l i8

« Dovrassi dire che noi abbiamo vissuto senza pane'? No cnrtamente. Tutti, soldati e ufficiali, ne ha comperato presso i fo roai del paese : ve ne era dunque. Il bilancio ha pagato assai caro un pa:ne che non ci è mai <trriwto. I soldati ha uno tLILti ricevuto qu:ilclle mandato. grosso o piccolo, per posta , giacchè, in Fra11cia, come è nolo, quando una fo miglin ha un figlio sotto lt\ bandiere e specinl meoto in guerra, non la perdona ad eco nomia di sorta per mancltwo qualche soldo destinalo a procacciare un alle,iamento pas;;egge.ro .all e privazioni di questo figlio costantomeolo pronto a versare il proprio sangue pet suo paese . Ebbene! nel!' esercito d'Italia, nel 1859, lutto queste piccolo somme mandate dul ie famiglie sono state csclusiYameolo impiegate a comprnre d~!l pano, ce qui est orliew.c! » A pag. 80 l'autore aveva gin detto che anche sotto intend.enli mililfÙ'i « intelligenti » !}iÌJ di una volta soldati francesi ern no morti d'i f'a·me I Ma basta ormai per ciò che concerne i déboires che ha procurato alla Francia la sua mala amministrazi0ne militare. Vediamo in brevi parole quali sono le idee che l'autore suggerisce per r imediare a questi inconvenienti . I.e modificazioni proposte si basano sulla separa7.ione delle t\tlribuzioni di funzionari amministrativi. e sulla necessità di fàr arrivare alla direziono dei servizi quelli che avranno cominciato dall'esecuzione: in somma. l'autore vuole divisa l'am-


UIVIS'rA

fHOLlOGI\A FICA

mini~trazioue in .rlu? parli ~islinte : l'esecuzione e il con trollo, ma f,,condo com11~ciare tu tll 'lalla esecuzione, e aprrm do a tutti l~ pnrro del cnr'.t~·ollo. E!i li chirde qn in<li un camhiamr•nto rad1?11!e ne(la posl7.lone e nelle attrihuzioai degli uffìr.iali d'am mrn1s1rnz1one. Sucon,.lo (a lngge a ttu,lfe l' uffìz i,1Je d'amministra%ionc è reclutal~ Ira I solt' uffizinli che si OPStinano ai servizi 11 mminis~rat1 v1. Il ~oll'11f0ziale eh(\ hn su l,ìto co n successo i suoi esami vien() nommato allievo d' amminiçt1·a::ionc. e quindi a suo torno, ~ulla proposta di una CC1mmissione. viene s1•gnalalo pPr la nom1n.a ,a ~ot.totenente; solchè merilro per ogni reggi mento $/Jtle s_ o ll uHìcrnl1 son o propnsti. come solto lr nenli di J',rnlcria n.on v1 sono_ ~lrn rlt,c so1_r11ffì~i;i Ji .per o,g-ni circondario rii ispe~ zt0no. propo~t1 c~me a.sp,rnnll nlhevi ò' nmminislraziono. non ostan,e che _ques!, a bina no a snbiro esami r ig-orosissim i L'nutor? non amm etto ~h_c « coloro i qua li si fonno amn~ 11 zz11 re de, on~ esse'.·~, r r: fer1l~ a_co lnro che si a mmazznno nel gra.ve ~ rud,e m~st'.' 10 ~n cui s, sono occupati» e vorrebho cho tutti 1 soli ~mz,ah ve!llsscro nominnli sottcitPncnl: a concorso poicb · non v1 ha e·Iie 1··1s t ruz1one · ' 'Pspe-0 . la qunle possa surrogflro qupfl rwnzn che la guerra, oggi tanto rarn, non pÒtrA piìi <lare Quando questo progrrsso sarù un fallo compiuto in r ·· gl! uflìziali d'a.1;1mi11istrazion,•, i quali per olleoere la mtnn hanno ?''a d~v11.to dnr sa!!gio di una noternlu istrnzione, sn rnnno cons,<lornt.1 grnsta i loro · merili· , e 1·1opo a,' e r p:: s,a t o • • m~ 1t1 ann,. nel~. buona escc11 ,\ione dei servizi e nella prati-ca arr1v<>ra nao alla loro volta •a d;"1,,rre"'e bde, I d<>llagl1. . . ,,, ' . « s·i ba un 0 da lung_o tempo (!-Crive I' a111ore), ·è certo che so " ò,~·, 7ere _ no._ s: ~ n~at. esegL'.llO , ? On si raggiungerà che ben diftìci(tllente I alllltla prati ca d1 qnolli cho opr.ra no e che. malg-raòo tu ll?. non nnr! ra nno a fa r conoscere immedialamenle ai foro cap, del le p''rn ·rno ftìen.. . lo, ., fu r her,e .(1·oueriesJ . . mestiere . , "ncl1e ... " H o. E dunque 1nd1spen~aliile, nell' interesse òel tesoro e in 1 1uell,o d?ll'esercito, che gli ufflciali!di am mi nistraziouo arriviM an1·.h c•ss1 nlla direzion e. • . E c~n lr?llo? .A~che di questo l'autore propone che sieno rncn, ,cn11 gh u~Oc,ah d'amminislra1.ione. « Chi sarà il mialior conlrollorc, eh, d'u11 colpo d'occhio n~dri, qua le corti a è ~Inta troppo o tri,ppo poco tesç1, so 11011 colui che ò stato il mioliore 0 !lt! l'ill?rc o su~ccssivamentc il mi~lior dirollore? Se il controllo 1' una sezione di ceonom ie militari, come in Prussia, eh i

sarà più atto a segnalare le economie effettuabili di colui che a vrù per lunga pezza eseguito e diretlo ? » Un altro incarico vorrebb9 l'.iutore che fosse affidato agli uffiziali di àmmioistrazione: quello della aruministra1.ione dei reggimenti, e dei depositi di reclutamento, applicando anche i ri ciò il gran pri ncipio economico della divisione del lanoro. · In fine del volume sono formulale tulle le proposte dell'autore sotlo forma di articoli di regolamento, o modificazione al decreto del l° dicembre 1862. La nuova organizzaziono recherebbe un' economia di un milione circa sulla organizzazione esistente, e avrebbe. secondo l'autore, il vantaggio di sciogl iere il problema tanto controverso del.la separazione del controllo dalle operazioni di gestione. Qualunque sia il giudizio che si possa recare in merito di questa pubblicnzione, noi abbiamo tenuto a darne un cenno ai nosll'i lettori perchè oggi sovratulto che sono vive fra noi le controversie por la riforma a mministrativa militare, essi sieno tenuti a gior no di quelle cho sullo stesso argomento banno luogo presentemente in Francia.

1

1i,~;:~

!.'

•

F

C enno 11t1ll!i11apieyo tle ll' tH'ligliel'iff cam,p tt.le mailc,1ueule alfe altt•e anu.i, in seguito till'mlozim, e ,lelle tirmi a lit•o i•t11>ido, ,li I, B. lloGNllTTA, cap i tane d'artiglie1·ia - Societ ù l'Unione tiJ)ogm fico-edit1·ica - Torino, via

Carlo Alberto, n° 38, casa Pomba - Napoli, strnda nuova :Monto Oliveto, n• 6, primo piano, 1810. Il capitano di ar tiglieria signor Rognelta ba prosenlato in ~uesl'opuscolo una raccolta di buono massimf\ e di precetti di guerra, segnatameulo per lo impiego delle arliglierie in campagna. Quantu nque la fautel'ia sia il nerbo dogli eserciti, purtuttavia essendo e.ssa nello suo imprese validamente coadiuvata òall' artiglieria e dalla cavnlleria, che si possono considerare come complomcnli di qucll' orma, è utile che gli uffizia li di fanter ia conoscano i principii della tattica delle altre due armi _ L'a utore, penetralo da questa verità, ha voluto compendiare nel suo lavoro le relazioni esistcoli tra l'artiglieria o le altre armi ; dimostrando il mutuo ai uto che esse si pre~tano, e fino a qual punto possono far o reciproco nssegnomcnlo in guerra_


ULVIST A

Egli espone da prima qual sia la composizione generale dell'arLiglierin nell'esercito, e la proporzione. in cui essa è distribuita nei corpi d'esercito e nelle divisioni in cam pagna; indi accenna i vari servizi ad essa affidati ; le sue bocctie da fuoco, i tiri di cui è capace e la loro portata. Passa quindi ad esaminare come, por uniformarsi olla tattica odierna, debba oggidì e5scr libero ed indipendente il movimento delle batterie in campagna. o propone perciò ch'esse sieno fo rnite di una scorta stabile di fanteria ed eccezionalmente di cavalleria (1). Avvalendosi poi dell'au torità di parecchi iì lustri scril.tori mili tari , addita il posto ove convien collocare le artiglierie, tanto nell'orcline di battaglia che in quello di marcia; affinchè possano meglio raggiungere il loro scopo. e fa delle giuste conside~ razioni sulla marcia di un corpo di esercito e sul!' ordine di combattimento più convenien te da prendersi nello spiegarsi (2). E qui non sarà inuti le riportare un importante precetto rammentato opportunamente dall'autore, e che vorremmo veder sempre attuato nella pratica; cioè, ::he : quando l'occupazione di una posizione esposta e risch iosa fosse riconosciuta utile per la rinscita di un. movimento o per la salvezza delle truppe, il vano ti more di perdere i pezzi nou dovrà mai trattenere dall'occuparla. L'autore po rge in fine dello normo pei combattimenti specia li ed espone come si debba comportare l'artiglieria nella difesa degli stretti, nei passaggi dei fiumi. noi pr oteggere la ri tirata e nel raccogliere i frutti della vi ttoria.

(l) È qttesta pure l'opinione espressa da u n . autore tedesco, tn jun pregevole libro tradotto dal capitano Furcy de Raynaud. (Z) A con validal'e i cx·iteri esposti dall'autore, crediamo utile far notare che coincidono colle opinioni manifestate s ullo stesso a rgomento dal colonnello francese sigooi· Lawcl in una confer eoia testè fatta sulla mal'Cia di un corpo d'esercito. '

Ili B LI O(::n ,\ F'TC.\

155

Die z,,gUnye ile1· llliene,•-ifleu.sti.idter 1llilitii1• .4c,,,t,!mie von dm• Grfmdtmg ,tes lnstilutes b is auf tmset•e Tage. J/on ololui-nnSvobodai(. K..Ober-lieuten(f..nl und A.ctideniie l1djutant. · Vien. Drnck und Commissions-Verlag von F'. B. Geitler, · Albrechtstrassc, n• 4. 1870.

(Gli allievi dcU'acoademia m,Uitare cli Wiener-Neustddl a cominc·iare dalla fonda zione dell'istituto fino cii nostri ternpi. Per GIOVANNI SY011 0 1H I . R. luogotenente ed aiutante-maggiore dell' liccadem,i a. - Vienna, tipografì;:i di F. B Geislcr, strada Albrccht. n• 4, 1870). Di quest'opera , g iù annunziata nelln Dis'pensa di febbraio del corrente anno, abbiamo r icevuto il primo fasc icolo e siamo lieti di poter dire che essa risponde pienamente ol suo nobile prog ramma, il qijale la rende degna di essore imitata da altri istituti militllri. L' opera comincia da lla fonrlazione dell' accademia nel 1752 ed al'ri verà :fìno ai giorni nostri, tramandando a li' eserci to un ricord o di tulti coloro che furono educati alle armi nella reputala accademia militare di Wiener-Neustadl. Quest' opern potril essere utile alla storia militar e della monarchia austro-ungarica in grazia degli svariati documenti ufficiali che contiene.

Ét1ule su,· Ili ,,;cliqu.e ,ì JWOl)OS ,le lo. c<un1uigne de ·JS6G. - 1'rad:uit cle t' allemwn1t JJCW .ll f. Funcv R.Hl'iAUD, ccip-itaine mi 90'' - Paris. 1869, lihrairir~ D U)IAINE: volume unico in 8°.

L'autore di quest'opera esaminando la campagna del lé66, aimostra i cambiamenti che seguira nno per la lattica del combattimento e fa sn1rinte proposte_su questo tema importantissimo.


l\l\'ISTA BIIJLlOGRAPICA

L'ak'mée clans la soeiété ,noderue.

Paris,

A.1IYOT,

libraire.-éditeur.

Questo lavoro è un accurato studio sull' esercito fràncesc dal punto cli vista filosofico, sociale e ·militare. Le considerazioni ìn esso svoll!>. sugli esercili permanenti, sebbene in alcune parti ' alquanto precoci pei nostri tempi, non sono meno degne di studio e di meditazione per tutti quei militari che amano la ,coltura dell'ingegno.

•

BOLLETTINO

Cenni d'ippologia militare raccolti nel le grandi manovre -del campo di Verona nel 1869 e nelle pregresse campagne nazionali, per Basilio Lodezzano. medico veterinario in l° in Piemonte reale cavalleria - Vicenza, tipografia Burato, 1870.

~l.i.R'rINI CARLO,

Gerente. _.


r .ll l l l U L.I L .I Urt

l' J., Jl

Fi Q. 1 '-'

l;/-l

l.J.l.l'J~H) J:l 11.LM,J.~

Cann on e

da

\ U ,) lL

centi metri

-

.111(111' t , /,1"}.

Jl.111. .I.

24

Fig. <2 .

Fi g. 4 . JèaLa.~'b

~=··,___··· ····--··········

(01 ~

--·-------------·-···

Ti ,em,c, Ll t. 6.-uno Via Ca.h.ai o1i, 1.

.l


'zvista ,,Ah/dare 7cf'7o

JUlTl l,lJtJHA P.Ett. 1A 1Jlt'.E_SJ.\ JJ.tLLt liU~l.t -

.i'll/ll~v111

Z7:1. V .I. I .

Fig. 1. - .Affusto per canno m da cenl 24 rigati e cerciiah

Fig. <2 -

Affust o a guida central e

·per cannoni

da 19 cenl.rigah e cerchiali.

_, Vi re.nze tit B1•uno, Via Calzaioli .7.


•

.. • .

• ..... • •

.... _. . ..... '- ,

.l ...

.... • J 1 ,

I /L I.

. .. ,

..1

.a. ..LH, J..t ., .

1

J .........tt..,L

\),I

L_)

1 L

Fi g. 1- Canno ne

J:411. .In

.I 1(//J/ U 1)1/Jl/1

aa 9 poJ~1 ci

coslr~Uo col metodo Arms lroRg

Fi g. 4, - Cannon~ da 9 pollici sall' affusto di marina Armstrong

p:::~vuu·::~:; ; :. .. )

. I

Fi g. 3 .. ..... i.. . .. ~-e,., ....

.,

f ,t

~~~,y·;

I.

l"ig. 2

L Cann~ne

da 9 pollici

costrnU.o col metodo Fraser

l•'ig.5.- Fr eno ad acqua sistema Clerk

--==~=~..=:=== === ======= = ==;;;;:===,=;:="'=;===;;:.=~=== ==--===== ----==--·=~~--~-- --== Tir-en,..e, L1. lJMm(I Vi a CA.lu1la~i 'J. 1

l


[ i':

t•. ~;'

.,;..... M

r"

•,

• • , ~'\

.:

\

\'.f:~{}~t{::~ ~UNOVRE D' ARTIGLIEUIA E DI CAVAL1ilUiVt~}/

Nel ·1864, allo1·aquando S. E. il generale LA iVIARMORA. trovavasì al comando del Dipart.imento Militare di Napoli, riunì nei dintorni di Capua quat.tro reggimenti di cavalleria, su quattro squadroni ciascuno, e sei batterie. Le manovre, comandate da S. E. in persona, .ebbèro luogo nei giorni 12, '14, 16, 17, 18, 1_9 e 2 1 maggio~ Nelle manovre del 18 e 21 il numero delle batterie presenti fu di 7; una delle quali, unitamente ad un reggimento di fanteria, un battaglione bersaglieri e una compagnia zappatori del genio simularono la parte avversaria. In questa occvsione S. E. il generale LA MAnM01u. diede a1cune istruzioni verbali ai comandanti di corpo, ed è un sunto di esse che qui sotto pubblichiamo con autorizzazione dell'illustre generale, Noi crediam,> tanto più opportuna questa pubbli.cazione, che tra i critici militari contemporanei non sono guarì concordi le idee circa l'impiego della r.avalleria sul campo di battaglia. Il generale LA MAnM011A. 1

ANNO XV, VOL. III,

1

1

1

11


,158

MANOVRE

formula su tale question e delle idee interamente nuove; e abbiamo constatato con pia cere che il concetto fond amenL,1 le di esso si trovi ammesso, benchè non sviluppato, nelle Istruzioni su Nmpiego delle varie anr.i, emanate dal lUinistcro della guerra fran cese nel 1869. LA DIREZIONE.

A ). S copo della riunione.

Dopo le grandi guerre dell'Impero sono bensl avvenuti alc:rni brilìanti fatti parziali di combattimeBti di cavalleria, ma nelle campagne che ebbero luogo dopo quell'epoca memorabile non si può cilare un solo esempio di qu ei grandi successi ottenuti da un corpo di cavaJJeria, mentre varii se ne possono contare negli eserciti comandati' da Federico e <la Napoleo ne. Ciò, a mi o avviso, devesi attribuire non soltanto alla mancanza di grandi generali di cavalleria, i qu ali non si possono forma re che nelle lunghe guerre, ma eziandio alla maggiore solid it~ e mobilità che acquistarono le armi d'artiglieria e fant eria. Se non impossibile, sarà certamente ben diffici le, d'ora innanzi, che la cavalleria possa da se sola sfondare una linea <li fanteria nemica

D'AilTIGLlERTA E DI CAVA LLERIA

~59

o rovesciare una deJJe sue ali, per poco che questa sia bene ordinata e protetta da sufficiente artiglieria. Ciò malgrado, non vi è Stato il quale non si imponga gravi sacrificii pecuniarii cd altro per formare in tempo di pace una numerosa cavalleria, che in guerra non si può .improvv isare. E non vi è comandante d' un esercito che di cavalleria voglia essere privo, malgrado l'imba- · razzo che molte volle gli cagiona, e malgrado la circostanza C'he poi al momento opportuno soventi, o non oserà, o non saprà servirsene, com.e avvenne precisamente nelle guerre di Crimea e del ·1859. Ora io sono di parere che la cavalleria oltre agli importanti servizii che ha resi, e che rende, ava mposti, nelle riconoscenze e fiancheo-agli . b giamenti cleHe divisioni di fa nter ia, potrà nei giorni di grandi battaglie riacquislare tutta la sua importanza, quando la sua azione sia bene combinata con queìla di una numerosa artigl ieria. Perchè una cavalleria possa s fondare le file d'una fanteria bene ordinata, come lo sono attualmente quns i tutte, bisogna prima disordinarla e getta rvi la confusione; e ciò può farlo solo l'artiglieria colla possanza distruggitrice dei suoi proietti . Non vi è truppa che possa lunga mente re- _sistere _sia essa in battaglia, o peggio ancora in colonna o in quadrati, quando venga bersagliata da 30 o 40 bocche a fu oco ; e quando si pensa


~60

MANOVRE

che l'artiglieria dopo l'introduzione dei cannoni rigati opera queste stragi ad una distanza doppia di quella a cui . soleva tirare prima coi proietti sferici sparati dai cannoni lisci, è facile immaginarsi in quale tremenda condizione si debba trovare q uell'ala o quel fianco del nemico che ·vegga improvvisamente s mascherare davanti a sù p i1'1 batterie riunite. Ma perchè queste batterie possano improYvi. samen te giungere in quella posizione che sarà ad ~·s se 'ind icata, bisogna che i loro movimenti siano rapidi, cosa che altre volte era eone.esso allasola artigl ieria a cavallo . · Ora invee.e le bàLterie di battaglia hanno aèquist~ta tale mobilità, da potere quasi ovunque portarsi ad un buon trotto. Non ])asta però che la aetiglieria sia diventata molto pi t.1 mobile pc1~ ·giungere improvvisamente sopra un'ala od arrischiare un combaùimento sopra un fianco del · nemico . Conviene che sia fortemen te sostenuta e pro te tta non da piccoli plo toncini, come si soleva fare altre vòlte, ma da parecchi rcggìmen tr ·interi. Ora, se a ciò fare s' iù1p iegàssc la fanteria, ]a mobili tà dell'artiglieria sarebbe intera!11entc ]}aralizzata, e converrebbe rinunzién·c a qualsia si movimento di operazione di sorpresa sul nemico. . La cavalleria sola potrà farlo convenientemente. · Dunqne se la_ cav~1lleria non può più sciahÒlare la faritcria ed artiglieri a nemica ) a meno che· queste non sieno prima dif,ordinate d<1 l fuoco miei-

n' AnTIGLIERIA E Dl CAVALLERIA

I

I•

~

I

•16,f

-<liale dell'artiglieria, e se l'artiglieria non si può .arrischiare in un movimento di sorpresa, senza essere fortemente protetta da pitl reggimenti cl.i ,cavalleria, ne viene per logica conseguenza ~a n ecessità di combinare l'azione di queste due armi. Comunque la cosa sia così natui·ale e n on . mi sembri tanto difficile il metterla in pratica, pure non so di nessun autore che abbia formulata questa idea, e quel che è pit1, credo che n essun generale abbia fino ad ora convenientemente ed opportunamente esercitata Ja. cavalleria in modo da poterla muovere senza esitanza in mezzo a quelle numerose batterie che debbono .assicurarle l' esito delle sue cariche .. Egli è appunto questo lo scopo della presente riunione. Fortunati noi se per i prmH sapremo valerci sui campi di battaglia dell'azione combinata di queste due armi ; ad ogni modo sarebbe per noi certanrnnte fatale che un g iorno ci trovassimo a fronte cli un nemico che ·a vesse saputo ,conven,ientemente coordinare le sue riserve di ~avalleria ed artiglieria, mentre noi non sapessimo ;o pporgli che l' una o l'altra di queste due armi -separatamente. Molto probabilinente saremmo battuti . Comunque le manovre che stiamo pei.· esegu ire siano più specialmente appropriate alla ~avalleria di linea appositamente destinata · all' azione in divisioni riunite, s iccome però gli


D'AR1'IGLIER1A E DI CAVALLERIA

1\lANOVRE

163

,redrebbe in tal modo paralizzate tutte le sue disposizioni, e massime quelle preziose ispirazioni, che ad un buon generale balenano solo sul campo di battaglia e durante l'azione , e che soltanto se eseguite al momento possono 'a ssicurare il successo. Se si hanno due brigate uguali si disporranno naturalmente su dn e linee s imetriche ; e perchè ì generali non siano gelosi, si darà naturalmente a ciascuno di essi una porzione prec;so a poco uguale di artiglierja. Cosicchè o si metteranno in azione le due brigate, e non vi sarà più riserva ; o si conserverà un'internbrigata in riserva, e si arrischierà di compromettere il s uccesso dell'attacco principale. · Un quarto delle forzB in tiserva è sufficiente; ed è àssai meglio che i tre quarti rimanenti siano impiegati per dare alla linea che attacca la forza e l'impulso necessario. Nulla poi è più erroneo, secondo me, che disporre due linee di cavalleria eguali parallelamente l'una dietro l'altra, nelJa supposizione che sè la prima linea è battuta, la seconda faccia un passaggio di linea avanti , per castigare il nemico che ha avuto un successo sulla prima linea. Stando nel campo <l,e lle supposizioni, a me sembra assai più naturale il supporre anzitutto che la prima linea può essere stata rovesciata appunto perchè era debole, mentre non lo sarebbe stata se più forte; e quello cheper me non è supposizione ma certezza, si èche·

ufficiali passano facilmente daH' una all' altra specie di cavalleria, e che la cavalleria leggera stessa può molte volte essere riunita, massime quando si tratti d'agire coll'artiglieria, io credo opportunissimo che tutti i reggimenti di cavalleria indistintamente s iano esercitati nelle -manovre di lÌnea coll'artiglieria. Premesse queste generaìi avvertenze, sv ilupperò alcune mie considerazioni , sulla forma¼tù1ìe · fondamentale cli una divisione rii càvalleria per poi passare a stabilire le norme principali s•~condo le quali dovranno regolars i i comandanti di cavalleria e d'artiglieria ogni qual volta sono chiamati ad agire di concerto.

BJ - Fo1·mazione delle tU11isioni di eavallel'ia•. Non è mio intendimento di trattar e qui dei grandi corpi di cavalleria, quali si possono impiegare in certe vaste estensioni di terreni aperti come in Francia , Germania, Russia, ecc. In Italia difficilmente s i· pot'rebbe fare agire più di una divis ione ; ed è precisamente d'L1na divisione· composta di 4 reggimenti di cavalleria e di ts o 6 batterie d'artiglieria di cui intendo occuparmi. Secondo me è grave errore combinare una divisione di cavalleria di due brigate perfettainente uguali. Il comandante della divisione·

t


MANOVRE

e-on due linee di cavalleria 'eguali e parallele, se il nemico ha rovesciata la prima linea, la

seconda Io sadt assai piì1 facilmente, perchè le verranno addosso non solo i nemici vittoriosi, ma anche gli amici superstiti, che avranno voltato . briglia. Preferirei mille volte trovarmi a · lato, anzichò dietro, ad una nostra cavalleria battuta, perchè' potrei in tal modo gettarmi sùl .fianco od alle spalle del nemico che la insegue: _Supposto adunque che si abbia una divisione di cavalleria, composta di quattro reggimenti di cavalleria e sei batterie, vorrei in prima linea tre r eggimenti di cavalleria con quattro batterie, e jn riserva un r eggim ento di cavalleria con due .batterie. Con nna tale disposizione ci vogliono due soli generali; l'uno comandante la divisione, l'altro sempli ce generale di brigata, comandante ordi.... nariamentc della prima ,linea.

irlodo di proteggere a v1:cénda, della cavalleria ed artiglieria. - Ammesso che gli attacéhi della cavalleria per riuscire debbano essere preparati dal fuoco dell'artiglieria, la cavalleria deve avere principalmente in mira di secondare e proteggere 1c. batterie, sia cl1e ·i pezzi s1eno 1n mo,;imento od in ba.t teria. ·

D'ARTIGLIERIA.E DI CAVALLEHI,\

Quando poi la cavalleria si muove per l'attacco, l' artigli eri:l dern coi suoi fuochi efficacemente proteggerla e secondaria, sia qua'ndo avanza, sia massime qu ando è obbligata a ritirarsi. Quando i reggimenti di cavalleria stanno od in · linea colle batterie che fanno fuoco, od in riserva a protezione dei pezzi, si terranno od in colonna serrata od in battaglia, secondo si pre- . senterù meglio il terreno, collo scopo sempre di prevenire anzitutto qualsiasi attacco su i pezzi ed in guisa da esporre il meno che possibile proprii squadroni . ai proiettili ciel nemico. Il co1nanclante della ca1ialleru1, de·ve be.ne ri(lette1·e prima d'agire. - · La cavalleria è arma che piì.1 d 'ogni altra deve agire con ardire e risolutezza . La fiacchezza, la tilubanza nell' eseguire un movimento, rischiano non solo di · compromettere l'esito, ma possono essere fatali alle truppe che l' eseguiscono. Ma appunto pcrchè nessuna esitanza è lecita al1a cavalleria nel1' esecuzionè, bisognerà che chi comanda rifletta e calcoli piì.1 d'ogni altra cosa prima di comandare un movimento, che a qualunque costo deve poi essere eseguito.

Importanza della conoscen::a del terreno . -

Tanto comandanti d'artiglieria , quanto quelli · di cavalleria, dovranno fare di tutto per conoscere il terreno sul quale possono essere chiamati ad agire. Lo devono fare anche a risr.hio d'esporsi.


I

166

MA.NOVRE

D'ARTIGLIERIA E DI CAYAU,EIUA

Poca ùhportanza clel fuoco a cavallo. - I fuochi del pistolone da cavallo non hanno nessuna efficacia. In alcuni casi la cavalleria deve mettere piede a terra e allora potrà servirsi' delle sue armi a fuoco, ma a cavallo mai. Quando i soldati di cavalleria sono in esploratori e che si dina ai medesimi di far fuoco ; sono tante le difficoìtà -per tirare, che non si occupano più niente affatto d'esplorare. Se si ha poi il nemico di fronte, vale molto meglio agire a d{rittura energicam.en~e piombandogli addosso colla lancia e colla sciabola, se è di cavalleria , caricandolo se è di fanteria; oppure se non si è in forza, ritirarsi.

or-

Semplicità nei movimenti. - Dai comandanti la cavalleria si eviteranno sempre i movimenti complicati, ed in particolar modo poi si avrà cura di non prestare il fianco al nemico. In combattimento invece fra cavalleria e cavalleria si cercherà sempre di guadagnarne il ~arico.

Celare al nemi·co la presènzti della cavallei·ia. Chi comanda la cavalleria cerca di tenerla nascos ta il più che sia possibile dalla vista del nemico, e quando non può celarla où è chiamato ad agire, manovrerà in modo, con tutta, o parte della sua forza, da ingannare il nemico sul vero . punto che vuol attaccare.

16'7

Brevità, energia nel comanda1·e. - Perchè i tn&. vimenti della truppa a cavallo s iano eseguiti colla necessaria prontezza e risoluzione, bisognerà che anche i comandi siano pronti cd ener- . gici, come le spiegazioni ed indicazioni brevi e precise. - Riguardo alle correzioni succede spesso che quando le truppe a cavallo (cavalleria ed artiglieria) sono in movimento e quakhe uffiziale voglia farne intempestivamente, ne rimangano incagliati i rnovirùeuti e si genera la confusion_e. -Massime nelle andature celeri il più delle volte è assai meglio passare sopr a piccoli inconvenienti, i quali se non si riparano da sè nella marcia converrà meglio correggerli o quando ci si arresti, o quando si prende il passo. Segnali di tromba. - I segnali di tromba non. vogl iono essere molteplici.-Essenzialissimi sono quelli per partire, fermarsi o cambiare d'andatura. - I comandanti parziali, non devono mai fare segnali di tromba che da altri possono essere interpretati siccome segnali generali. Andature. -Sull'impiego dell'andatura i comandanti di cavalJeria presteranno la massima atlenzione. Il galoppo raccorciato è buono per il maneggio, ma non deve mai usarsi in manovra, sia in pace sia in guerra. Il galoppo allungato conviene riservarlo per l'attacco e per inseguire il nemico. Se venisse senza necessità adoperato nel formare


M.\NOVIlE

D'ARTIGLIERlA E DI CAVALT.EHH

-le colonne o nello spiegarle, si affaticherebbero ~nutilme nte i cavalli e facilmente ne avverrebbe confusione . J~c formazioni e gli spiegamenti si fanno assai meglio e soventi anche pitt presto al trotto. A meno di qualche rara eccezione , come per esempio, il caso di smascherare pezzi, la cavalleria si ritirerà sempre di. passo. Non v'ha cosa che pit1 demoralizzi una tnippa, che il vedere la propria cavalleria ritirarsi .alla corsa. La cavalleria non solo deve ritirarsi a passo lento, ma deve altresì ri volgersi sovente rie~ ritirarsi per far fronte al nemico.

hnp·iego dell' cirtiglieria nell' inseg·uùnento.,

168

Intervalli e distQ,rt~e. - In massima le truppe a ,cavallo terranno sempre larghi anzichè stretti gli intervalli e le distanze. Tutte le truppe , massime quelle a cavallo nelle celeri anda ture, tendono ad allargarsi sensibilmente. Se quindi gli intervalli erano in origine alquanto stretti, scompariranno in breve completamente e ne verrà disordine. Gl' intervalli e le distanze abbondanti conserveranno invece .alla cavalleria quella libertà cl i movimenti, che Je è indispensabile; quand'anche · il nemico riuscisse a penetrare per siffatti larghi intervalli, per la rap idi tà colla quale la cavalleria può formarsi , potrà sempre piombare sul fianco o sulle spalle di chi si avventuri di penetrare per i vani a perti.

~

Quando un corpo di cavalleria è incaricato d'inseguire il nemico sarà, secondo le circostanze , accompagnato da tutta o da una parte soltanto dell'artiglieria. - È naturale cl1e quando nell'in-· seguimento si lascia indietro l'artiglinria , bisogna che quest~ s ia protetta o ùa altre truppe, o se non si può fare a meno, da una parte della cavalleria, che si ·1asceri1 ind ietro appositamente. - Allorchè una divisione di cavalleria è incaricata di proteggere la ritirata cl' un corpo di ar-, mata, a meno che abbia degli str~Lti da passare,. converrà che si tenga riunita con tutta la sua artiglieria.

.~

.

•I ,

,


NOTE SULLA STORIA DELLA CAMPAGNA DEL

NOTE

8ULL! STORIA DELLA CADIPAGN1\ DEL 1866 CO~!l'ILATA

DALLA SEZIONE lSTORlCA CEL CORPO DI STATO MAGGIORE PRUSSIA.NO sorro

T.A DJR8Z(ONE DI

s.

R.

IL GENERALE MOL TKE. C ONTINUAZIONE -

l"eggasi 1lispensa (/;i luglio 1810.

VII. Note sulla fanteria.

Nel combattimento di Podol il 26 giugno gli Austriaci perderono quasi il quintuplo ~,ei Prussi~ni fra morti e feriti. Pare probabile che c10 debbes1 non solo. al fucile ad Dgo, mD all'avere gli Austriaci. dovuto agire in massa; altrimenti non si potrebbe spiegare questa enorme differenza di perdite. . Il combattimento incominciò verso le 7 p. m. e s1 protrasse sino ad 110' ora del mattino. Certamente ".i fu grande fermezza ed ostinazione dal!~ due parti, ma. i Prussiani avevano un gran vantagg10 nel combattimento di strada che è come un combattimento di stretto, potevano moltiplicare i fuoc~i, mentre l'avversario non poteva fare altro che rinforzare le colonne con che non aumentava la quantità dei fuochi ma esponeva maggior numero di g~nte .alle offese nemiche.

1866

17~

Nel combatti mento di Trautenau nei corpi prussiani vi fu sin dal principio grande confusione ed intreccio per dir così di corpi con corpi. - Si legge che parecchie volte i capi furono obbligati a riordinare le frazion i di truppe nei pochi momenLi di sosta. Accaddero parecchi malin tesi che sono da notare. La matti na do';evano giungere due colonne per due differenti strade dinanzi a Trautenau. Giunse prima la colonna di sinistra verso le ouo, e non si credè in obbligo di occupare Trautenau osse_rvato allora da soli pochi dragoni austriaci, perchè al l'uopo era stata designata la colonna di destra la quale non giunse che alle 10 a. m. e nel fraltempo le alture poterono ess~re occupate dalla brigata austriaca ]}fondei. Male inteso o mancanza d'iniziativa. - Verso, le ;2 e 112 p. m. fu dato a Trautenau u~ segnale di assemblea generale; a questo segnale una parte dell' avanguardia prussiana che stava combattendo verso Hohenbruc;k, cioè a più di un chilometrn innanzi, pensò bene di lasciare il campo e di ritirarsi su Trauternml Verso le 3 e •I (2 quando Gablenz riprendeva l'offensiva perchè sopraggiungevano le altre brigate del suo corpo, il generale Bonin mandò l'ordine di aLLaccare, che giunse bensì agli otto battaglioni ma, per ~n malinteso, non giunse alla avacguardia ch'era alla loro destra, per cui gli uni attaccarono e gli altri no . Aggiunto a questi il mal inteso della ritirata, si vedrà bene che quando le cose riescono, tutto è preveduto, si vanta l'istruzione generale e particolare, la coltura di tutti, tutti i soldati hanno la carta topografica nello iaino, hé!,pno l'abitudine, sono gente di sangue germanico: quando poi le cose non riescono felicissime ma neppure infelicissime, veggasi quanti mali intesi, quanti se, ma ....


,.. NOTE SUI.LA STORIA.

I battaglioni e le compagnie veni~ano dis~accati uno ad uno da tutte le brigate, o corpi, per cui maneava il nesso o legame necessario. . . Al combattim1\nto di Nachod la brigata austriaca Hertwech, nttaccò con tre battaglioni in prima linea e due in seconda linea i Prussiani e fu respinta da un buttaO'lione prussiano più mezza compagnia. Q_ueste trnppe aU'avviòinarsi del nemico si spi egarono e fecero fuoco. Questo fuLto cioè che un battagliq_ne respinga una brigata di cinque battaglioni cons~derat~ i? se ste_sso sembra un fatto strano, diremmo rnued1b1le, specialrnen tc se si pensa che accadde all'esordio della can:pagna, nella quale epoca nessuna prevalenza morale v1 era nè vi poteva essere più da una parte che dall'~ltr~: e se v'era credenza e presunzione dì valer d1 prn d.ell'avver~ario era questa presunzione dalla part~ eleo-li Austriaci. - Quando due eserciti sono stati. qu~lche tempo in campagn~ e la sorte .si decide_ quasi sempre per una delle parti, quel la res1st~nza s1 com-· l)rende e si può sp·iegare, ma non al primo combatÌimento anzi all'inizio della campagna . - Per poter sp iegare quel fallo non vi ha che u~ sol modo, a mio parere, ed è che la brigaLa austriaca Her~wech disposta in colonne di division~, preceduta da_1 caçciatori sia andata senz'altro ali attacco, per cm ebbe a soff/ìre le scariche delbattaglione prussian0 che si era spiegato e che faceva uso del su? fuoc~ cele1:e, . Quel metodo era buono quando non vi era 11 fu cile ad ao·o e la esattezza del tiro, ma adesso non vole più -°uno deo·li errori tauici commessi dall'esercito ' autr'iaco nel!a°guerra del 66 è ~tato quello il _Più delle volte di voler venire imm edrntamente ed mconsultamente allo attacco alla buionetta, prima di a-~er fatto breccia e scosso col fuoco il morale del nemico

DELLA CA MPAGNA. DEL

·~

1866 .

1

:,_ epperò allora si esponeva o grandi e forti perdite,. le quali affettando lo spirito delle trnppe faceva si che fossero obbligate a ritirarsi . .::_ Di ,•iò abbiamo un esempio contrario nel combattimento di Trautenau ove la brigata aust1·iaca i'tlondel, essendo ben pq~tata, faceva forte resistenza a bnona parte del 1° corpo prussiano, e se abbandonava la posizione gli era perch è Yeniva spnntata sul suo fianco destro. A Nacltod la fant eria prussiana quasi tutte le volte che veniva attaccata, opponevn una doppia difesa, cioè per lo più il fuoco, contro gli aHacchi diretti di fronte, e de'contro attacchi sul fianco delle colonne clrn si avanzavano . Così quando poco prima di mezzodì le colonn e austriache sboccavano dal bosco al nord della chiesa di Werzlar· e marciavano contro il centro prussiano, nel mentre che due mezzi battaglioni e due pelott.oni di cacciatori le ricevevano di fronte con un vivo fuor.o nuclrito, due mezzi battaglioni ch'erano alla lord sinistra si gettarono sul fianco destro dell e eolonne: le colonne nemiche prese fra clne fuochi rincularono lasciando molta gente sul terreno; e poi vennero benanche attaccate nella ritirata dalla cavalleria, con doppio 'altacco. È buon metodo da imitare. - Ma. per essere posto in pratica a tempo bisogna che i comQ.ndanti di battaglioni o compagnie abbiano giusta iniziativa. Si111ilmente quando fu tentato du dne battagnom della brigata Walclstetten di attaccare cl i cnnserva con i distaecumenti della beigata Rosenzv,.·e ig l'angolo ovest del bosco ch'è tra Wysokowe Wenzel~berg, furono ricevuti di fronte da un buttaglione e mezzo del 6° reggimento, ·e nello stesso tempo due mezzi battaglioni sboccando da Wenzelsbe rg li u11uccarono sul fianco destro: oppresse da due lati, le colonne di 1

ANNO xv, VoL. m. l

12


NOTE SULLA. . STOIIIA

DE l,T,A C.\:\11'.\GN.\ DEL

att,1cco si ritirarono la sciando in roano ai Prussiani 200 priginnie l'i . Così pure si comportavano in un altacco che fu

..

l'u ltimo che vcnivn dal nord verso Wysokow. · Questo è molto buon rneLodo da i111i tare e da dare sicuri ris11IL1Jti se bt•nc :ipplic·ato - 111a per essere bene posto in pratica a tempo debito è nrcrssario, ripe1iamo, che i capi subalterni sappiano prendere l'ini ziuliva. A ~:arhoJ l'avanguardia Lafental composta di sei batla~lioni e ·n1 pzz0 pe l'dè in tutta la gio rnata, senza con1prende.re In perdite della cavalleria e orLiglit::ria, tra morti e feri1i: ·13 ufficiuli e 310 soldati, nel menlre le tre brigate Hertweck- n osen zweig ·- Jona<.:k perdettero tra morti e fcrili, non cornprf'SO la cavalleria: . ·166 uffkiali, 2·1ii4, solùilli Nel co,11battimento di Soor e specialmente contro la brignta Grivicic un battnglionc della seconda divisione prussiana 111ostrò una grande re,-istenza, tenendo a bada pr.r quasi un'ora tu lta la brigata . La fanteria pn1ssinna a Skalilz come a Nachod fu im pirgata per mezzi battnglion i, ' essendo forse opinion e del generale Sleininelz di opporre due compagnie alle lii visioni ·in cu i si spi!>gano lt!Cornpngnie :1t1striache. Vediamo sovente anzi sempre gl i nlLacc:.h i nustriaci arre;;tnti clu l virn fuoco di -b,11tnglioni o mezzi battaglioni. Infalli a Studu itz nwizo ballngli o11e arrestò l'atta cco di un batLaglione della brigata Fragneni. Nel combattimento J i Skalitz dopo n1czzodì la brigata Kreyssern su1'lì tulla da Sknlitz per marciare contro i Prussian i elle si ava11zavnno: e:-sa era formata su due lin ee, il reggimento E::.L a dritta della stràda, il reggimento Rnischach a sin istra, lo sqnn drone di ulani in-0.ielro oltrepassond() l'ala destra. Qt•esto attacco fu so-

..

1866

·stenuto da se i mezzi lrnttflg li oni, chP li attesero di pi& fernio,equnotlo i batt·iglioni nemici fo1·onoa buona portata , 11 t·icevell C't'o eseg-uendo de'fuocb i di p1·lnt1one e fuochi n1pidi il cui cfrcllo fu n,icidiale. - L'11la sinistn au :-; triDca ara11 zb sino a i:iO p:1ssi, ma là !tl colonne si arresta1·0110, titubarono e si riti1·Ho110 . - Il g'3nerale StcinmNz lodò s ul sito stf'sso de l <:on1l.H1t1i 11-1cnbo la fcrml'zza dei se{ lll ezzi battaglioni c:hé avevano respint o l'attacco s up eriore. Quasi tulle le ln1ppe deposero lo zaino nel monicnLo del com ba li illl en to . Al con1but1in1l'Ht:o di Gicin una divisione prus~iana di ·1'.2 batt;iglioni , 4- sq11Jd roni e 24- pl:'zzi dove"n ntlaccare tre brigate nust1·0-&<1sson i site in fo1·1e posizione . Ed abbiumo visto nella breve rra; razione slcm<lersi la fronte uel cor1ibH1tirne11 to da Dilc1z fino nlla eslr<'111a sinistra nemi<'n di fronte a Pr.:itkow, c:ioè una distesa dì mC'gli o di 5 miln lllfl l.ri, conccn 1rnre le f'o1·ze a Diletz, eù a!taccare e fare di111os1rnioni s11 L111La la lin ea. - È il contra1·io di qu<'llo ('he v·e dC"rnmo fnre dagli Anslrinf'i al pri1110 pc1·iodo del co111bnt1ime11to di Nad1od ove essi erano i più nnine ros i de l doppio: mentre i Pru ssiani si estcnderano dn Wysukow al burrone di Brnsetz, gli Austrinci lin1itnrsi ~once111rnti a dare d1 cozzo contro le forti posizioni, trascurando di ~nstare se .altrove ve ne foss ero di mno·,riore J>rono . ., b a b111ta. - L1 noto perc:hè mi sembrano entn111 ,bi due difetti da ev itare. In _1100 dei COlllbatLimenti _impegnati sulla dr5Lra prussiana a Kbelnitz, eni no stnti adopcrnti due battnglioni del 12° granatieri, siccome questi due battaglioni errino colà slnli invinti per errore cd all'insaputa del generale comnndante la division e, e unil~m cnte ad un terzo battaglione forniavano Ja sula riserva dispo nibile allora, co sì il generale Ti.impl ing

dru


•176

DELLA CAMPAGNA DEL

NOTE SULLA StORIA

1866

~77

,di Lituania, si dirigevano in du e scaglioni versò. pa ·recch i squadroni nemici che si spiegavano · sul loro fianco: - Vi era tutto il reggimento dragoni Windisgratz non che un distaccamento di ulani Mensdorf. Si combattè corpo a corpo con ostinazione, rua essendo i nfine accorsa la fanteria da ambe le _parti, la cavalleria si ritirò. - Verso la fine della giornata i Prus·sian i volevano fare sboccare la cavalleria per pr·o..:' ·teggere la loro ritirata - ma ne furono impediti dal fuoco dell'artiglieria e fanteria. Nel combattimento accennato .si perdettero per parte .dei Prussiani fra morti e fe-l'i.ti.,. 4 ufficiali, 77 bassaforza e 70 cavalli. Non pare che il comba ttimento riuscisse favorevole .a i Prussiani, altri menti la relazione Jo:avrebbe detto .. Gli Austriaci vi perdettero · 2 ufficiali feriti ., H. soldati tra mort-i e feriti e 29 prigionieri - in tutto 45 uomini. , ~el combattimento di Nachod nell'atto in cui i Prussiani erano respinti dal bosco al sud di Wysokow, la brigata Solms si a va·nzò per coprire e proteggere il fianco sinistro degli Austriaci. La forza di questa brigata ,,era di 13 squadroni ma non aveva presenti in quel mo.mento che ,i. 1('2 squadroni, più un altro squadrone poco <listante addetto alla brigata Rosenzweig. La brigata Wagch di cavall eria prussiana ch'era pl'esso Wysokow, vedwdo tale movimento mandò il 1° reggimento ulani . ad attaccare la cavalle ria austriaca. l'tla nell'avanzare fo esso stesso attaccato _nel fianco da uno squadrone della brigata , di cavalleria austriaca che aveva girato per Wysokow, attacco che venne ~in parte parato da uno . squadrone del 4.- 0 dragoni pru ssiani che seguiva ,detto reggimento. Intanto 1'8° reggimento dragoni prussiani scaglionato dietro al reggimento di ulani. :Si era anch'esso spiegato e caric·ò.la destra .della linea

mandò ordine che si cessasse dal combattere e che.i due battaglioni fossero 1·estituiti alla riserva. Due bauaglioni del 12° granatieri, dice la relazion e, eseg11irono con una regolarità ed un sangue fredd o, amniirevole l'ordine pericoloso d'interromp ere un ?o rnbattimento snnguinoso e seriamente impegnato . }; certo bello esempio. Al combattìrnento che succedeva all'ovest di Gicin tra Unter-Lochow ed Ober-LoLhow, il primo punto err.t occupa to dai Prussiani, il secondo dagli Austriaci. I Prussian i non poteva no arrivare a sboccare dal Yil-· laggio senza essere ricevuti da un vivo fuoco micidiale, poi che il terreno non presentava nessun ricove ro . In uno di tali attacchi non riusciti, il comandante di un battaglione anzich è riparare nel paese-. fece cor ica re per terra gli uo mini e la testa .di colonna, . com in ciò, come :pure i cacciato ri di fianco, a risponder'c con gran talm a al vivo fuoco nemico. - Undis1acca rnento di cava ll eria austriaca so rtì da Oberlocbow per caricare il battaglione: ma gi unto a 2.00• passi f'n obbligato a riti ,·arsi. Al comba ttim en to di Schweinshadl il G0 e 46° reg- gim ento si spiegarono dopo aver deposto gli zaini .. · 0

1

Note sulla ctn•aller!a.

1

Al eombattimento di Trautcna u vi fu uno scontrO' di tre pelottoni di cavalleria prussiana clrn cariçarono uno· squad rone e n.i ezzo di d rngoni au st.riac·i; questi, fece ro loro fuoco addosso con le carabin e, con che però non riuscirono.id a nesta re la carica e fu rono sfo nda Li. - . Nello _s tesso tempo il 3° e 5° sqi:,adrone dragon i prussiani

,.. ·. ...;.,,


178

1

DELLA CAMPAGNA DEL

NOTE SUI.LA STuRIA

1866

179

1

mentre sbucava dal villaggio s,uclcletlo s'imbnttè in due· sq11adroni ulani imperatore del Mrssico che mossero ad attaccarla in buon ordi ne, rna con andotura moderata. - Qu ei pelottoni µr ussiani che si pote rono spien·nre caricnronn - furono rfrevuti .a colpì di pi., o . stoln, ma non poterono, co ,n e era natt1rale, riuscire a rompere e traversa re gli Austrinci - ,; quindi vi fo mischia che durò un ·10 minuti <:on vicende prospe re ora dall'una ora dall'altra parte; infin e gli Austr:aci si ritirarono. Le perdite austriache furono 3 ufficiali, 22 soldati, 9 prigionieri, 13 cavalli morti; _quelle dei Prussiani 3 uffic iali, 33 soldati, 2~ cavalli morti. Questo combatri,nento fra due squadroni di ulani del Messico e tre squadroni e 11'Z di ulani della guardia prussiana, mostrn che ad armi eguali il valore era almeno pari. Ho voluto notnre qu est0 -fallo della stranezza dE>gli Austriaci che volevuno arì'estare una carica con colpi di carabina, a Trautenau, e c~o colpi di pistola in qut~sto combattimento. Dopo la guerra del 1866 si è ingenerata l'opinione che ora la cavalleria sia . quasichè inutile, buona sola per il servizio di sicurezza e di esplorn zione. Eppure non havvi quasi un solo fatto d'arn1i in quella gutrra in cni la cavalleriR non vi: a.bbiiÌ preso porte ed anche imp,ortante e q1inlche v.olta diremmo qunsi deC'i siva . Gli attacchi austr iaci tra le H e le 12 ore prosperavano al combot.tirnrnto di Nacbod e già iniziavano l'attacco dell'ultima linea, quando successe la cl).rica della brigata di cav.ill erii-\ p russiana contro la briga,t~ M lms. Dall'a ttenta lettura della relazi one prussiana. noi ci siamo formato il con.ceno <·he se quella r,a1·ica fosse riuscita i nfruttuosa per i Prussiani e fossero s1a1i in-:vece 1·espinti, forse l'atta:c·co. all fl strada di Neustaclt

austria.ca nel nien t.re il ·1° ulano c;iricò la sinistra. Qu in di vi fu rnisr.bia su tutta la linea fra 5 ,J 12 squadro ni austriaci e 9 prussiani. - Dopo di che la cava lleria nusirinca si ririrèl, rna passando d'acr.anto , al villaggio di Wysokow, in questo frauempo occupato , dalla l'an1eria prussianci, ebbe a soffrire un vivo fuoco . . Ln cnval l1~rin prussiana non inseguì che per brevissimo tr,,tto la candleria nemica. Starasi per rjordinare detta brigata dopo l'ur to precerlentP., quando visto che la fanteria ausfriaca che, usciLa da l .busco, aveva tentato l'attacco su lla strada· di Neustadt, ritiravasi, quri pelottoni che si erano ril'orn1ati pioinlJarono pat'.te sul fianco sinistro e · parte di fronte fig li Austriaci. Un hattag·lione di cacciatori che aveva fom,alo il q•iadrato fu rotto come pure gli altri distaccamenti . Yi fu inoltre verso la fine del combatLimento un . altro nlln c1:o di cnvn lleria v1~rso il podere cli Lhotek tra co razzi eri anstt·inci ed ulani. Questi esempi co11fermano sempre più_ eiò cl)'era . bP.n noto, ehe negli attacchi coutro cavalleria o fanteria bisugna non Jirnitaesi solo ad ·un solo attacco mn combinare p0ssibilmeote un attacco di fronte con un a tlA eco cl i fin neo. Ln cavalleria nustriara . che fu respinta perclè in , questo attncco e nell'altro iii nord di Wysokow ~ra · morti e feriti 112 ufficiali, 177 soldnti, ca valJi 258; i Prussinni che li avevano .respinti, ebbero tra morti e : feriti 20 ufficinli e 14-5 ·suldnti e HO cavalli. Qui si,. verle cl1e le perdite si equipararono, non essendovi differenza nell'armamento nel mentre la fanteria nustriaca perdè come 3, 20 e la fanteria prussiana come 1. OQ •. 11 giorno 21 la 2~ divisione della guard ia giunta a Koste ltz mandò una ricognizion e di cavalleria composta di 3 squadro~i e mezzo verso Czerwenahorn - . 1

,.,

··


180

DELLA CAMPAGNA DEL

NOTE SULLA STOIUA

riusciva, perchè i Prussiani non a~evan più guardata la loro destra. -- L'aLLacco di· cavalleria sulla fanteria austriara non avrebbe avuto luogo, e forse la cavalleria austriaca poteva penetrare in parte nello stretto e mettervi lo .scompiglio e l'allarme. Chi salvò l'avanguardia prussiana fu la brigata di cavalleria Wauch. Ora se la cavalleria ha reso e può rendere questi segnalati servigi, non si può già conchiudere che il suo còrnpito sia fini to, ma piuttosto che oggi come. per lo passalo .essa è 'un'arma necessaria. Se invece della brigata incompleta ùel pi·incipe di Solrns, si fos se trovata a portata tutta la ;1• divisione di cavalleri:1 di riserva è certo che le cose sarebbero molto calllbinle, perchè la cavalleria austriaca mostrò vigore e .resistenza in tale ·c ombattim en to e non venne meno alla sua buona fama. . Peraltro l'opinione che Ja cavalleria abbia fatto il suo tempo, come molte competenti autorità militari affermano, non è nuova nella storia, ed infatt"i piò di un secolo fa il generale Lloyd nell'introduzione all'istoria della guerra in Germania del 1756, scrivendo sollo l'impression e della rapidità de' fuochi di fantel'ia di allora; diceva queste precise parole: « la cavalleria è «un'arma 1:nuti'le, eccetto per le pattuglie e le guardie << del campo. Bisogna averne pocMssima iu un eserci'to. » Non è solo lo stesso concetto, ma sono benanche le stesse parole che oggi si ripeiono. Ebbene dopo di allora le più grandi vittorie di Federico furono ottenute mercè l'ottimo impiego della celebrata sua cavalle1·ia. Nell'epoca della rivoluzione e dell'impero non meno gloriosi sono stati i fasti della cavalleria sotto MuraL e Lasalte dimodochè quella opinione di una autorità incontestabile rimase direi 5mr-ntila dal fatto. Ne.J giorno 28 mentre il principe Federico attaccava

•

t

1866

18·1

Mnnchengràlz, mandò da RovcnsJw su Gicin unari- · cognizione di cavalleria composta di 6 'squadroni ed una batteria. Questa ricognizione giunta p1·esso la ci ttà fu accolta a colpi di fucile partiti dalle prime c ase. J;a città n·on era occupala che <la una compag nia di cacciatori, ma siccome il distaccamento di cavai' le ria non essendo accompagnato da fanteria non poteva. atlacrare, perciò dopo avere scambiato qualche colpo d i cannone con un distaccamento di cavalleria ed artiglieria incontrato più all'ovest della cill.à, la . rico.g nizione si ritirò. Ora se invece dj s·ei squadroni fosse sta ta una di,iisione di cavalleria, egualm ente si saa·ebbe ritirata dinanzi a una sola compagn ia di fanteria! Questo abbiamo voluto noLare per quegli che credono inutile i dragoni come cavalleria. Quello sarebbe stato il caso di adoperarli. A Gicin ci fu una carica di cavallei·ia austriaca contro la testa di colonna giL·ante per Wostruzno, ma fu respinta. Il servizio · di esplorazione ci sembl'a che sia stato meglio fatto dalla cavalleria austriar.a che dalla prussiana, bene inteso sino alla battaglia di Ki:iniggri:itz. Infatti il generale Benedek seppe al suo quartier generale di Josefstadt alle 7 anL. del 28 del movimento . delle due divisioni della guardia sul fia nco di Gablenz. Ora il movimento della 2a divisione della guardia da Ko5tletz non principiò che alle 4 antimeridiane del 28. Dunque dopo tre ore il generale Benedek era in grado di avvertirne il Gablenz. Così pure li tre eserciti prussi1:1i1i quantunque a pochi chilometri dal nemico ignoravano affatto il concentramento su Daulrawic non che la marcia di fianco fatta da Bem:dek, ed il- suo concentramento intorno a · Koniggriitz ed ignoravano ciò per due giorni interi e feeero cercàre il generalissimo . austriaco · dappertutto dove non vi era. ·


NOTE SULLA STOnIA 482 Nella marcia della gua rdi a il 28 da Eypel su Kaib Prausn\tz, gli esploratori e le ri cognizio11i riferi ro no che grosse colonne austriache si avan zavano su Eypel, dirnoclochè il éo rpo della gnardia cominc iò di nuovo a ritirarsi al di là dell' Aupa. pr1· prendervi po::; iziu:Pl e ed attendere gli avvenimenti. Nuove ;10tizie cor res~no ]e prirn"', ma frattanto se qlwl movim ento retrogrado si fosse ancora p110Junga to poteva lasci are il tempo al x 0 ·corpo austriaco di uscire dal nrnl passo in cui stava per c;:idrre I • Tu tte le volte che la cavalleria sarà male impiegata: certo che si può dire che fa rà -più da nno che vantaggio, rna a tempo e luogo oppo rtuno impi egata il suo effetto ora, come altre volle, sarà quello <: be. dinà i migliori ris ultati. Egli è certo che se si tentano cariche di cavalleria, per quan to ben date, su fanteria n_on prim a scossa da fuoco di fo'nteri a e artigli eria , è quasi sicnro che la cavall eri a follirò il suo scop~l. Bisogna perc hè un a cal"ica di cavnllrric1 nbbia successo che il fuoco abbia scosso le file de lla fan teria. vi abbia faft.o breccia, in ta l <·asola r.arica ben fottn, cioè attacca ndo di fronte e di fi anco, riuscirà certamen te; biso_gna cioè opera re in egnill mod o com e atiorno ad . un'opera di campagna che non si assc1l 1a se non dopo averla baLLuta in brecei a o dirada ti ne alquanto i dif'ensori. Ricordiamo vari esempi nella stessa campagna del 6(ì ove la eavalleria fallì i suoi attnccbi quantunque la fonter·i a che la rice ,·eva non fosse munita di f1Ù;ile a retrocarica. li fucil e a retrocarica di oggi relatiYa lYJCnt<i nl fuci le caricantesi per la hocc:a, ha qunsi le stesse p roporzio ni d i celerità dr) fuci le a br.rchctta di acciaiò a carica confezionala col fucile del!' epoca. precedente, per cni il Lloyd credeva dovrsse essere ornai quasi inutile la cavalleria. Si è visto infatti che

DELLA CAMPAGNA DEL

1866

183

la Prussia dopo lu c11rnpngna del ~ 866 aumentò la proporzione del!a sua cavall eria. . A Oswiecim due squadroni austriaci contrastnrono a 4 sq i1adro11i pru ssiani . A Slrnlitz un solo sqnadrone di ulani, al momento in .cui l' nla sini stra pru::;siana g iungrv a al viado tto della strad tt ferrntn, l'a ltnc(·èi con grc1nde bravu ra, ma Ia fanteria ed i cacciato ri lo allesero di piè fermo, e feeero fuoco su di esso con I.aie ca lma e prec:i:;ioneche la carica si arres tò a trerita passi, indi lo squadrone battè in ritirata lasciando molla gente ~ul terreno. 1'olc ~ull'arti;;licria.

L'artiglirrin prussian;i a· Trautenau fu post11 su lnoghi troppo luntan i del con1b11llir11ento. L'a rtigl ie ri a austri aca pan~ che fosse bt)n sit1111ta sin dal princip io; in ultimo vi erano rn pezz i cht~ tirnvano sn Trautenau e sùlle posizioni occupate dai Prussiani. Troviamo nel rrin<·ipi o della narrazion e del e:ombattimentn di Nadiod che un a batteri& prussiana nppen11 p rese posizione obbligò nna batteria au stria ca (8 pezzi) ad allontanarsi e prend ere. posizi one più indiet;·o e che poi due batterie pru ssiane ten nero fermo contro dlle P- poi tre batterje a ust1·iach<::, cioè 1:2 pezzi contro 1u e 24-1 La ri se rva di artigliPria nel comhnl.timrnlo di N11ehod composta di cinque. ba tteri e, rafforzata da una sesta, si postò clopo mezzodì RIJ'est di Kleny, sul limite della strada che da Prowodow riesce sulla strada KlenyNacbod , in tale sito distava dallo sbocco d,;llo streLto per più di 3000 metri , per cui se danni putev.n ca-


. NOTE SULLA STORIA

gionare come cagionò, non poteva avere tiri efficaci e conc~ntrici per rendere impossibile -il passo, locch è .sarebbe stato, se si fosse situata a meno di 2 mila metri, cioè nelle alture di Vysokow. Ciononostante l'artiglieria prnssi.ana incontrò non pochè difficoltà e perdite per potersi mettere in batte ria. Sulla l\letau si erano costrutti · de' .ponti per il più facile passaggio, ma il terreno essendo paludoso, quattro pezzi da 12 prussi:mi e tulle le vetture virimasero impantanate. Che cosa sarebbe accaduto se fossero stati respinti! Indica ciò anche l'inconveniente di ;ivere artiglieria grav.e. A Skalitz la prima balleria che dalla riserva prussiana giunse a K).eny fu una batteria da 12, ma bentosto questa batteria si riÌirò poichè i pe~zi nemici erano fuori portata per i pezzi da ,12 lisci. · A mezzodì giunsero la ·1" bat~eria da 6 del !5° reg- · gimento e la 2a balleria da 4 del 6° reggimento. Ma avevano contro cli esse al sud di Skalitz, a 2500 passi (18·75 metri} di distanza, irna formidabile arti·glierifl, disposta in due piani, cioè su lla diga della fori'ovia e sulle alture che la dominano indietro. Verso le ore ·12 e 1[2 giunsero ,i batterie rigate ,prussiane che presero posto all'est di Kleny ed allora comi nciò uri fuoco violento, m11lgrado che si fosse a. grande distanza. Ma infine i Prnssiani avevano riunito 54 bocche da fuoco cioè nove batterie, dopo di che comincièi a rallentare il fuoco delle batterie austriache e poi a Lacere. Al combattimento di Schweinschad'. sull'alti piano -di Sebuc v'erano tre batterie della riserva e<l una batteria dell a brigata . Quest'altura su cui erano -s tabilite le delle batterie è situata da 900 a 1000 metri àl sud di .Misli oles; ma quaniunque facessero

DEUA C.BIPAGNA DEI,

1866

·i l possibile per impedire ,.-avanguardia prussiana di

.I .

sboc care dal burrone, non vi riuscirono. Pòniarno termine a questa uaparte delle note sulla istoria della campagna del 1866 come per la I" parte, con due quadri ricavati dalla detta storia e da quella dello stato maggiore austriaeo, sulle perdite soffertedai due eserciti. . Nella tavola l"- so no le perdite per morti e feriti sofferte dai due eserciti prnssiano e austriaco. Nella tavola ùa sono le perdite per prigionieri; ab-· b iamo riportati nella tavola 1~ i prigionieri feriti. Se paragonfomo le colonne l l delle perdite to tali: dei due eserciti per morti e feriti nei singoli combattimenti e facciamo un rapporto fra loro prendendoper unità le perdite dell' esercito pru s~ian o, avremo la colonna rn in cui ad ognuno de'combattimenli mentre i Prussiani hanno perduto come 1, gli Austriaci hannopei·duto come 3: 4. : 2, 9 : ·i, 5 ecc., e solo nel com~ battimento di Oswiecin le perdite pru~sian e sonostate com.: 1, rr1!:':·1tre le austri ache come 0',38. Il combattimento di Oswiecin è di poco conto, ma vi. ha . pure una r11gione della differenza, cd è qhe le truppe de lla landwher di cui era composta la maggior parte della colonna mobile prussiana, era armata come la . landwh er di Lilngensalza, non di fuc:ili .id· ago ma di fuci li Minié. Ma in tullì gli altri cornbauimenti hanno· perduto in mrdia quasi du e volle e tre dee.imi di più; non vi Jw dubbio che questo debbesi alla rapidità del tiro del fu eile ad ngo dei Prussinni. Quando qu~lle, semplici unità si trasfornrnno in · rnigli oia, si v.edrfi facilm en te la gia\'C differenzn delle perdite. Cosi quandoper esempio di due corpi d'eserci to J'uno contro l'alt.ro armati e clic con lan·o in media ao mila uomini, se . il pru;sinnò pèrdcva -1000 uoh1ini cioè '1/30, l'altro· perdeva 2300 cioè 1/ 13. 1


186

NOTE SULLA STOnlA

DELLA CAMPAGNA DEL ~

Vagliano portare due <>sernp i. Nel combattimento di Podol gli A11s1.rinci perdeLtero 478 uom ini tra morti e feriti ed i Prussiani non ne r:ierd ettero che 118; ed erano pochi bottaglioni gli uni contro gli altr·i. Si spiega pure la gruve perdita relativa nustriaca pens,rndo cli' essendo q uello stato un cornbau iniento di notte e quasi sempre nel paese, si ridusse nd un cornbattirnent.o di stretto; era il sito in c11i maggiormente ha vautaggio ì"l fuci le ad-ago, g iacehè i Pru:,;siani mettendosi su quattro righe e facendo fuoco celere cootrn gli ..\ustriaci, ri11sdvanovani i costoro c·on,1t i di attaeco alla baionetta ed il fuoco lento e s u due r ighe. Abbiamo vis to a J.\'achor:1 unn avang11ardia composta di G b"tLagli oni e lllezzo, res istere. dall e ore 8 1J'z sin quasi le '1 z ,nerid iane, a tre brigate del Y1° eorpo austriaco; senza dubbio quella avan;uarJia fu degnissima cli lode per la sun fermezza, ma infin e che cosa j>enlè in tuttD la giornata per n10r1.i e fer iti? ,13 ufficiali e 3'10 soldati ! eioè poco più poco rneno di 1/20 della sun fol'za, laddove le brigAte Herwt'ck, nosenzweìg e .Jonac:k perdellero t.ra mof'ti <~ feriti 166 uffiziali, ~HM. so ldati, cioè p iù di '1/ 10. Vi ba pet: così dire un certo limite sin dove le perdite non scuotono il morale della trnp pn, ma oltrepassato ii quale accade il contrario; naturaìrneote questi limiti sono dipend enti e da llo spirito militare, dall'abit111frne di guerru ed anche rnolLo sovente per vittorie riportate. Per questo non si è punto verifi:flcuto, come generalmente si credeva, che co n ]'introduzi.one del fucile rigato e perfezionato relntivamente alle epoche anteriori, le perdite dovesse ro essere molto maggiori, come pure non saranno neppbre maggiori col . fue;ile ad ago ora. genern lmente adott;:ito: tutto al più un combattirnento si potrà risolvere m minor tempo.

866

187

Pnssiamo adesso a paragonare le colon né g, h; nella colonna g sono addizionate le perdite sofferte in ogni cornb~tti;nento per morti e feriti degli nfrìciali. ne lla colon na h vi sono add izionate le perd ite nei singoli cornbat1im.enti per morti e l'ceiti de' sold~ti; si è l'atto un r;1ppurto prendendo per uni tà l'ùlficiale e si ~ono arnte le co lo·nne n, ove per ogni ufficiale mo rto o ferito corrispondono pegli Anstriaci HS, H, 18, 4.,1 , rn, 46 . ... : soldati, rornecorri:,;prindono per i Prnssiani H, 8, 4, 21, '16 ..... e facendo un rapporto . fra i totali delle colonne g, h si lrn : Che rrli Austriaci lìanno perduto 904 uffi.ciali, fra morti ; feri ti, su •I 591 O di bassa - forza - cioè un uftìc1ale per n, 6 sott'uffkiali e sol dati , · Che i Prnss inoi hnnno perduto· 326 uffkiali eontro 6i5G bass' uf'ficiali e soldati - cioè 1 uflìcialt per 20, 7 sott' ufficiali e soldat i; Se non ehe avendo cercnto il rapporlo normale fra uffìziali e sol<la Li negli esN·citi austriaco e prussiano abbiamo trovato che nel primo, cioè nell'austriaco, 1ale media norrnnle è di 1 ufllciale per 36 uon1ini fra sou.:uf'ficìa li e soldati, e rn·ll'rscrc1to prussi,rnq 1 unìciH lf: p·er U uomini fra sott' uffìeiali e soldati . - Se i due esP.rciti fossero stati perfettnnte nte diseiplinati, non vi è dubbio che le perdite fra ufficiali e soldati aHebbero dovnto essere q11csle stesse ora- notate , e non quelle di sopra. - Se dunque la proporzione si altera, ciò non si può spiegare altrimenti se non ammettendo, come vernrncnte avv iene, che una porzione <lei soldati, profittando cli essere meno sorvegli ati nel viYo dell'azione, si nascondono e si tengono al sicuro od accompngnano e sorf'eggono in più o m1>no n urnero i f<>riti e più non ritornano al loro posto nel rnentre gli nitri si battono - e che questi tali che si sottraggono in un modo qualsiasi all'azione erano nelle 1

1

1

,


488

NOTE SULLA. S'l'OUIA

proporzioni di 18. 4, per ogni ufficiale austriaco :.W. 3 per ogni ufficiale prussiano, cioè a dire, che ogni ufficiale ausLriaco portava veramente al combattimento dei suoi 36 uomini solo 17.- 6, ed ogni uffic iale prussiano dei suoi 4·1 uomini ne portava 20. 7. Gli altri poi, ove la vittoria si dichiarava, si riunivano coi vincitori, gridando più forte ancora e per meglio fa rvale1·e azioni che non avevano fatte, e pel perdenLe erano sovente quelli che venivano fatti prigioni. Secondo questo criterio cli e a noi naturalmente se mbra logico, ne· conseguirebbe che quella truppa si mostra più valoros« e disciplinala la quale negl i uomini posti fuori di comba!timento si accosta di pitt alla proporzione normale fra ufficiali e soldati, e l'opposto sia l'inverso. · Quello rhe bisogna avvertire si è r.he a siffatt.e pro-· porzioni non bisogna dare un valore assoluto, vale a dire ehe chi ha perduto meno ufficiali in proporzion e non debbesi credere per ciò !';o]o che abbia migliordisciplina; rna bisogna ten er conto benanche della proporzione nonnale, esse ndo per così dire il risultato una ragione composta. ,1 I . f. Così se Tu è il _rapporto norrr_ia e aust.rrnco tra u -

..,

ficiali e truppa, /

il rapporto delle perdile . cor... 6 chere mo quali perdite avrebbero avuto i Prussi,rni 1

la cui proporzione normale è di ;\ se fossero stati della slessa disciplina e valore . degli Austriaci, e tro1

veremo per quozien te 'z

0

ch'è solo 7 decimi inferiore

delle perdite sofferte. - Per cui diremo, per q1rnnlo si possano calcolare con cifre valori moral i, che la bravura e disciplina austriaca e prussiana considerati sotto.

AN~/l ,T.

•

,1866

489 q uesto punto di vista fu quasi eguale, ma che nello stesso tempo quella disciplina e hravura non erano . atte a portare a veramente combattere se non quasi la metà della gente di cui si disponeva. Nel combattimento di Podol che succedè quasi _tutto ·di notte, troviamo conformato il fatto <lella influenza. più o meno grande degli uffiziali; - infatti quello essendo stato un combattimento notturno troviamo nelle perdite prussiane la proporzione enorme di ,J ufficiale per 8 soldati e 4 decimi - che nùn troviamo -p iù ripetuta in tutti gli altri combattimenti. - Così pure nelle perdite austriache vi troviamo la proporzione di 1 a ,J f., 9 che solo troviamo in meno nel piccolo conibattimento Oswiecim ed a Podkost che fu anche un combattimento notturno . Di notte si fa meno sentire la influenza degli ufficiali. Nelle colonne i, k si sono raccolti nella prima tutti i morti sia ufficiali che soldati e nella seconda i feriti ·sia ufficiali che soldati - ed abbiamo cercato ·1a media -<le'feriti per ogni morto nella colonna p - ed abbiamo trovato in totale nell'esercito austriaco essersi contato un morto per 2 feriti e 7 decimi, nel prussiano 4 morto per 3 feriti e 6 decimi. - Non sapremmo · trovare alcuna ragione di tale differenza, se non o nel miglior tiro, ovvero nel più grosso proietto prus- · -siano che poteva produrre ferite più letali . Passiamo finalmente àd esam inare la tavola IP. Noi abbiamo già eletto che abbiamo soltraLLi da questa tavola i prigionieri feriti riportati nella tav. na e vi troviamo . che gli Austriaci hanno avuto· 471 ufficiali prigionieri, ,J 0974 soldati. Nel men~re nella iavola feriti e morti abbiamo notato che si contano 4 ufficiale austr:iaco per ,J7, 6 soldati, cioè la metà quasi del rapporto normale, qui si contano invece ,J ufficiale per ogni 63 uomini cioè il quadruplo quasi delle DELLA CAMPAGNA DEL

1

V;.r, _ r:r .

1B


~ 90

NOTE SULLA STORIA DELLA CAIIIPAGNA DEL

1866

perdite, ed il doppio quasi dello stato normale, lo che ci fa supporr:e che fra i 10974- prigionieri ve ne · fu quasi una metà, cioè 4500, che si lasciarono prendere per demoralizzazione. Il risultato che poi- fa grande meraviglia e diciamo il _ver o che sorprende, è il vedere i pochissimi uomini dispersi .o prigionieri dell'esercito prussiano, cioè 471 I e certo è questo uno de'migliori segni che caratterizza.no favorevolmente quello esercito - tanto più ove si rifletta che nel passato, non molti anni addietro,. veniva considerato come l'esercito in cui fosse facilissima. la dispersione. l\1a in quell'epoca non era ancora un esercito veramente nazionale e che sentisse l'alta missione a lui affidata.

TAVOLA delle perdite degli Austriaci e dei Prussiani nella guerra del 1866i

•


TAVOLA I.

II g:s ~ ~g

~

a>3

t

· - !..o ttl'"""

::: Q,)

t! ~-~~ I oa..~-..,J

~

~

Cl)

Data

bt

Combn ttbneut I b

a

Huhoerwasser

20

»I ,,

T rautenau .

27

•

I,

Nachod

27

»

»

Oswi ecim

27

SooroNew-Rognitz 28

»

S kalitz . . . ..

28

Gici n .. . . . • .

29

Koniginhof . . .

29

Schweinschii.dl.

29

27

18

10

97230

:30

106

372

478 H,2

104 1038 1796

13

• ~Q4

183

842$

llO,t

,2-507

3611 1:2,!J

105 85 1001 1093

37

341!1

1106

2540

36-46 I :3,2

917

,,

h_,_,_..-,--·-"--,--··--,---"-

121

8

»

,.

fJ

4

5

2

P odkost .. .. . . 29

r

e

.2

3

f,6

Muochengriitz . . 28

tl

2'1 109

26 giugno /1866

Podol . . . .

e

(f.'~

~o l ~i.. e-:;&!-c.>

7

1325

227

55

4

7

173 134

479

19

20

5

8

3

591 ?Sii

16 21 191 290

18

63 55 S19 825

65

561

24

42

181

62-1

11

50

161 1:3,2

66 1:0,38

805 1:2,'l 1:3

1:15

1:36

1:5

1:14,9

l:;J,5

1:18,7 1

1:2,2

1:15 I:

1:2,29

$,51

1:1,7

1:-1 1

1:3,,1

1:11

1:4,6

55

lOi\J

2071 027

1131 ' 1:1,5

1:19.5

1:4,4

IS•l

3106

882

2-10$

3290 I :2,-1

1:16,9

1:2,7

1

I

J.162

134

--:.1-""1_,

()I

: ': ': ': : ·: : :1] ·: ~~ :·:·' ''·' : :., : ::

,, ,, »

9 Hl 130

1141

•

·rntnli . . . . .

5

320

83

~,~

'l58

897 ] ·2,3 -

004 159101 ~359 12~t;t, 16814 1:2,3

1·26 1:17,6

- --

1:5,4

1:36

1:2,7

..,,

"

TAVOLA J . .

1

Hulmer wasser . . 26 giugno 1866 Podol . . .. .

6

4

40

Trautenau . .

"

Oswiecim. . . . . . 27

» '»

»

!

43

7

46

50 1:3,2

1:11,5

1:41

1:6

301 71 15 41 229 967

12

101

82

SI

113 1:1,2

l: 8,-1

1:2,5

56

1196

!M..1

1008

1252 1:2,9

1:21

1:4,1

IO 43 26-1 782

62

1046

283

825

1108 1:3,2

6

166

,,

»

317

46

279

2 10

26

Nachod .. . . . .. 27

3

"()

»1

»

8

461 276

8

>

»

p

1: 16

1:2,9

172 1:,038 .

l:.27

,.

325 1:2,4

1:39,8

1:6

Muncllengri\tz.

28

Podkost. . . . •

29

l

»

28

"118

»

9 19 H6 537

28

683

155

556

17 45 2i9110ll

62

1200

296

1056

352 1:2,<1

1:20,7

l :3,5

541 1:1,5

1:20,6

1:3,6

1:33

1:3

1:24,0

2:3,6

Soor. . . . . . . .

»

.,,

Skalitz . . . . • . . 28

:,,

Gicin . . . . . . .. 29 I<oni ginho f. . . . . 29 Schweinschii.dl .

29

,.

21 50 30$:1162

:1 : ::

~:1 'l'OCAII .

»

19 1:3

1:18

7ll 1:1,5

1:2'1

71

1470

329

1212

.2

67

17

5.2

69 1:1.1

15

371

86

303

889 1:2,3

_6756~ 1495

5415

--;i

7082 1:2,8-\ l:20,7 ~ - : ; -

OSSERVAZI ONI 1 ~ni.,ionl 11e1•th~tte,..o h1olt1·t! :

l· 1\

5 Ufficiali morti · - S3 Soldati morti Id. fer iti - 329 Id . feriti . quindi 133 2Ì 1 Id. disperso - 15'1 ltl. d ispersi . 2~45 · Proporzione 1:1,?·

+ 26 nella colonna 1 =: J:?·02 } 2583 + 329 nella colo nna 8 - 2:>74 .

1:3,5

I


DELLA CAMPAGNA DEL

NOTE SULLA STORIA

1866

~95

l'Wote sulla battaglia di Koniggràtz.

TAVOLA II. :;:,

1.USTRU.CI

;.::: ki Soldati ..,.~ pri~.§ ~oo :::>·:-- gionieri a

.Podol

"'

.;

....----. "'ci: .,, o ·-

DATA

Huhnerwassez

o

'"O "' o.,

26 Giugoo 1866

1

~ :::, ~ .;:: "'

3

113 1: 37

-

PRUSSUNI

òo

·-·~ ~·a '"Clo

:::>·;::;

OO·t:

~-~ ·-,:,

S·$;n O ·Eo 0.

l I

"' >

21

l)

J>

3

567 1: 189

27

>

»

8

1168 1: 146

l)

>

>

5

2068 1: 413

>

,.

28

>

»

. .

29

,,

»

.

l>

>

>

68

2617 1: 28

2

))

>

>

21

2266 1: 107

13

Gicin

))

>

»

51

2469 1 :"48

12

Koniginhof

l)

»

))

5

333 1: 66

1

))

6

547 1: 91

5

.

Trautenau Nachod 9swiecim.

»

Munchengrii.tz Podkost So.o r Skalitz .

.

Schweinschadl .

I I

TOU.LE

»J

.

»

12 1

S76 1: 871 16

I

17 86

14 l)

16 >

- - - -1- 171 109741: 631 I 166 ';

. Quali furono le ragioni per le quali il generale . Benedek si decise a dare la battaglia di Konìggratz? È ,una domanda che ci siamo di sovente fatta ma . alla quale non abbiamo saputo mai r ispondere adeguatamente. Una grande batlaglia dalla quale possono dipendere le sorti della patria non si dà senza molte e buone ragioni, a meno che non vi si sia costretti per incontri fortuiti; anzi non debbesi mai dare se la ·somma delle probabilità di vittoria non è molto maggiore di quelle di disfatta. Poteva il generale Be~ nedek evitare la battaglia, se lo avesse voluto, senza nulla sacrificare del suo esercito? Non vi è il minimo dubbio che l'avrebbe potuto, quando si pensa ch'egli era nei dintorni di Ki:inìggratz col suo esercito sin dal mezzodì del 1° luglio, e che buona porzione dei grossi bagagli era già a Pardubitz, per cui a·vrebb.e avuto innan zi a sè tutto il giorno 2 luglio e la.notte -del 2 al 3, tempo più che sufficiente per r itirarsi al di là dell'Elba. Era lo spil'ito delle Ll'uppe così esaltato e superiol'e a quello del nemico, da promettersi la vittoria? Narra la ·storia di cui c'intratteniamo, che il generale Benedek, incerto sino al giorno 2 luglio di ciò che dovesse fare, .convocasse a consiglio i eomandanti" dei corpi d'esercito coi loro capi di sté1to maggiore, per cono:scere quale fosse lo spirito delle truppe e che quelli affermassero ali'· unanimi là che le loro truppe erano animate dal migliore spirito e che non avevano desiderio più vivo che di dare una grande battaglia . .Non v'ha dubbio che una tale unanime sJfermazione


196

NOTE SULLA. STORIA._

dovette fare grande impressione sull'animo del capo,. poichè lo spirito delle truppe è certamente da annoverarsi fra i migliori coefficienti di probabilità di vittoria, ma peraltro egli non avrebbe dovuto dimenticare che 6 corpi d'armata su 8 avevano preso parte a combattimenti serii, avevano perduto molto del loro effettivo numerico, ed essendo sempre ·stati battuti e sempre obbligati a retrocedere anche il loro morale aveva dovuto soffrirne. Dippiù quei corpi che si, erano 'battuti avevano lasciato sempre in mano al nemico . numeroso contingente di prigionieri senza ·-che ne avessero fotti p~mto ai Prussiani, la qual cosa proverebbe che le condizioni mora li non erano le piu eccellenti. Per cui alle assicurazioni raccolte avrebbe dovuto dare il vero significato e valore che avevano ' . che cioè malgrado gli scacchi sofferti la massa delle . fruppe era tutt'altro che demoralizzuta, che si sarebbero potuto con essa- in tra prendere serie operaz·ioni, qualora le èircostanze si presentassero favorevoli od il· nemico commettesse enori. Già per se stesso è un sintomo ben grave quel bisogno S'3ntito dal comandante in capo di essere assicurato dello spirito delle sue truppe, il che significava che aveva, e vi erano, rag'ioni sufficienti per dubitarne. Ma passare poscia da quello stato di dubbio a voler: impegnare a qualu nque costo una grande battaglia campale, senza nessuna occasione favorevole, il passo era troppo graride ~ Una grand_e battaglia, non ci stancheremo di ripeterlo, a costo anche di riescire noiosi a chi pur ci legge. I)On si qeve mai dare se le probabilità di vincerfa non sono mo lto più a favore che contrarie. Una bat~aglia infatti è un'azione sottoposta a tante eventualità:, e in cui accidenti anche minimi possono avere una consegùenza grand issima, che non bastano neppure le mo.lte probabilità per assicurarle la vittoria.

DELLA CAìlll'AGNA. DEL

1865

Voleva forse il generalissimo austriaco profittare dii qualche enore che il nemico aveva commesso ne! manovrare? Abbiamo visto che se il nemico con la divisione in due gruppi del suo esercito gli avevai offerto anteriormente al 1° luglio una buona occasione, dopo la detta epoca invece l'esercito prussiano era così concentrato da potersi facilmente riunire nella stessa giornata sul campo di battaglia. Inoltre per poter profittare degli errori che H ne· mico commette è necessaria l'offensiva, per portarsi là dove è la giuntu-ra della corazza o il suo lato debole, ma siccome daJle istruzioni del Benedek che abbiamo riportato, si vede chiaro che era suo intendimento di dare una battaglia difensiva, quindi neanche questa poteva essere la ragione che lo spingeva ad accetta re battaglia. · Era forse la posizione innanzi a Koniggriitz talmente formidabile da bilanciare l'ascendente morale che il nemico aveva per le vittorie riporta~e in tutti i combattimenti antecedenti? La posizione di Koniggriitz era certo una buona posizione da Nechanic a Lipa,.. molto meno buona da Lipa a Nedelist e all'Elba, perchè dominata ed intenibile, come posizione difensiva, se veniva occupata secondo le Ìstruzioni del Benedeck ,_ molto migliore se occupata come lo si proponevano i comandanti del II0 e IV 0 corpo d'esercito aust.riaco. Ma quella posizione aveva un gran difetto per la ritirata, avendo alle spalle e vicinissima l'Elba che in moltissimi tratti è ,inche a ripe paludose, per cui non era difficile prevedere, che in caso di ritirata questa si sarebbe mutata in rotta completa. Inoltre per la disposizione degli eserciti prus$iani, la posizione scelta poteva essere attaccata in sulla fronte e nello stesso tempo ·nei fianchi. Per queste due ultime circostanze


,198

NO,TE SULLA STORIA

DELLA CAMPAGNA DEL

il campo scelto diventava più che mediocre, quantunque fosse abbastanza forte. Poteva credere il comandante austriaco di potere opporre al nemico (orze m<.1ggiori delle sue? Non pare, giacchè sapeva che tutto l'esercito prussiano era r-accolto in torno a Smidar, Horitz eKoniginhof; sapendolo così ri1rnito tutto, egli doveva ec;;serenecessariamente inferiore di forze perchè aveva pHduto numericamente molto di più sino a quel giorn9, cioè aveva perduto da meglio di 30 mila uomini tra morti, feriti, prigionieri e sbanda ti. ùi questi più di 20 mila erano in mano ai Prussiani, nel mentre gli Austriaci non avevano neppure un centinaio di prigionieri prussiani. Quindi dopo quattro giorni di combattimento l'esercito austriaco aveva di meno fra *-ed} del suo effettivo. Di più abbiamo detto che esso contava quasi 20 mila prigionieri, nel mentre non ne aveva fatti punti ai Prussiani, quiòdi ciò doveva condurre il Benedek a due conseguenze, che il suo esercito avendo perduto molto di più del nemico era probabilm ente ora più debole numericamente e che aveva anche di più perduto nello spirito, avvegnachè contro uno o due . centina ia di prigionieri fatti all'esercito prussiano, egli ne aveva lasci'ato in mano del medesimo più di 20 mila ! Dunque. l'Austriaco non poteva credere di essere numericamente nè moralmente più for te dell'avversario. Aveva il generale Beneclek un concetto suo mercè del quale crede.va poter vincere la giornata·? Stando àlle istruzioni dettate da lui, ed a quel che ordinò nei momenti in cui svolgevasi la battaglia, noi non abbiamo saputo vedere alrro ch'era sua intenzione di dare una battaglia difensiva. Ma peraltro per il modo come sono dettate le istruzioni e come egli si guidò· durante la giornata, parrebbe ch'egli si fosse formato il concetto, giusto sino ad un dato punto, che le rotte

,.,

1866

199

sofferte antecedentem ente dalle sue truppe dipef!dessero specialmente dall'aver preso tropp9 soven~e l'offensiva, é che quindi egli fosse caduto nel s1slema opposto, che assoluto anche ess~ noi: po~eva dar~ frutto cioè dì restare nella p~ss1va d1fen s1va. Se e vero 'questo concetto co me pare indubìtato, egli · è certo che i risullati in ogni qualsiasi modo non potevano eh' essere mediocri se riusciva a non essere .r espinto, disastrosi per la posizione scelta, se lo fosse stato. Sperava infine il Benedek che la sua presenza, il suo impulso, la sua energia, fermezza ed nttività avre?bero rrwglio dirette le cose, che erano succe_dute med1~cremente neo·li antecedenti combattimenti~ Ma abbiamo visto pochi effetti della sua qualità e specialmente della sua atLività, poichè dùe co rp i di esercito non pren~ dono le posiz ioni da lui assegnate, e tale errore egh ·non conosce che molto tardi nella giornata, cioè verso le 1 o a. m. quando il combattimento era calorosamente già impegrnito da molle ore, nè gli v:d iamo prendere nessuna energica disposizione per nparare a tale grave in co nveniente! Infine avremmo saputo darci ragione, sino ad un certo punto, del perchè egli si era deciso a dare battaglia, se anzichè una pura passiva difensiva, come è chiaramente detto nelle sue istruzioni e alle quali si tenne fede le e costante durante la battaglia, nvesse prescelta l'offensiva avesse cioè attaccato verso un'ala l'esercito prussiano ' che occupava dalla estrema destra alla èstrema sinistra uno spazio di meglio di 35 chilometri, e tentato di opprimerla prima che l'ala opposta potesse giungere; era certo un progetto ardito, specialmente per lo stato delle sue truppe, ma che aveva una ragione di essere e poteva dare buoni risultati


900

. DELLA CAMPAGNA DEL

NOTE SULLA. STOllIA

se accortamente eseguito verso l'ala destra prussiana tra Smi·d ar e Petrowitz. • · · Da tutto ciò che abbiamo detto si rileva la inanità delle probabilità di vittoria a favore del generale Benedek quindi la inopportunità di arrischiare una ballaglia. D~~I~ parte dei Prussiani la maggior parte delle probab1hta erano loro favorevoli. · Eccellente spirito delle truppe che avevano vinto in quasi tutt~ i co1!1battimenti antecedenti fac.endo provare gravi perdite al nemico, e facendoali meo·Jio di ~o mila pr.igionieri e non perdendone punro essi ~tessi; m quel momento tutte le fo1·ze si erano concentrate abbastanza da potere, specialmente se il nemico rimaneva immobile, concorrere tutte alla battaglia. I corpi erano disposti in guisa da poter attaccare da ya,rie parti il nemico. Se battuti avrebbero trovato al di là délla Bistriz una così buona posizione, come quella del nemico a Lipa e Langenhof. La ritirata effettuabile senza gravi difficollà. Se battevano il nemico, risultati immensi per aver quello un fiume paludoso alle spalle. Confidenza che avevano dovuto acquistare nella potenza ed effetto del fucile a retrocarica. Dando subito u~a battaglia dopo le vittorie conseguite si era certi d1 dover trovare gli Austriaci non mtieramente ria"?,ti e non ~inforzati dai depositi, nel mentre quanto prn tempo s1 metteva in mezzo tanto più quelli avrebbero avu_to _agio di rifarsi e rinforzarsi. La diplomazia c~e- commc1ava a far capolino poteva avere il tempo d1 mtrornettersi ed arrestare il corso delle loro viFt~rie. v.ince.ndo una battaglia a Kèiniggriitz con i grandi r1_sult~t.i e 1 !rofei che potevano raccogliere per essere difficile 1~ r1tfrata del nemico, le loro operazioni posteriori diventavano facili; là dove se l'Austria si fosse ritirata con le sue forze intatte a Olmi.itz, diveniva

ù

1866

1

20.f

~ifficile guardare la lin ea degli approvvigionamenti, e difficile ancor più il seguire un buon disegno di guerra; trascurare Olmi.itz non si poteva; attaccarla era impresa di molta difficoW1; che una porzione di esercito l'osservasse e l'altra avanzasse su Vienna era cattiva operazione di guerra. Le sol€~ probabilità contrarie erano poche e si potevano correggere spiegando molta attività. Queste erano che le tre differenti colonne non giungessero a tempo opportuno, oppure potessero essere battute successivamente~ Una difficoltà maggiore gli era che il nemico disponendo di una forte riserva centrale si poteva po·l'Lare con forz a preponderant~ su uno dei tre eserciti prussiani e, far loro subire uno scacco. Infin e difficoltà nello assiem e . degli attacchi venendo da direzioni opposte i varii corpi e lontani fra loro e quasi senza legame e senza comunicazioni o queste così lunghe da far perdere molto tempo. Da questo breve esame fatto si rivela come non avesse il generale Benedek , almeno così ci sembra, ragione suffieiente per accettare una gran battaglia. Che se invece egli si fosse ritirato, la truppa avrebbe potulo meglio rifarsi, ricevere rinforzi e prendere una· posizione formidabile a Olmutz. Avrebbe guadagnato:· inoltre tempo, dato agio olla diplomazia d'intromettersi, potuto profittare degli errori del nemico 'se ne commetteva, e ricevere una formidabil e battaglia nel campo trincera.to. :Ma perchè dunque Benedek diede la battaglia? Le istruzioni date da Benedeck il giorno 2 ·luglio e da noi riportate son cli,1ise in due parti; nella pt-ima egli è molto preoccupato da un attacco che potesse venirgli sulla sua sinistra e sul suo centro, nella seconda parte provvede con tro un attacco generale. Les ue ricognizioni, dice, avergli fatto conoscere la j:>i'e-


NOTE SULLA STOftL\

senza del nemico a Smidar' e Borie, tace poi delle f~r~e numerose ch'erano sull'Elba, le. quali erano così v1?10<.'l come le prime, ed erano quelle che sin allora gh avevano più di tutte mc,lto nociuto e dato da fare. Ora questo fa_tt?, cioè l'essersi maggiormente preoccupato della sm1stra e del centro che non della sua c~e~tra, l'aver situata la sua riserva più vicino alla sm1stra che alla destra, l'essersi deciso alla battaglia senza avere molte probabilità, se credeva che tutto l'esercito prussiano sarebbe intervenuto farebbe nascere il sospetto che il Benedek avesse a;uto sentore dei movimenti ordinati dal 0O'enerale Moltke pel giorno 3, innanzi che si fosse deciso alla battaglia, e col quale ordine ·si prescriveva al 2° esercito, eccetto il ·1° corpo, di rimanere su lla sinistra dell'Elb_a. e fare forti. ricognizioni sull'Aupa e la Mettau. Per cui 11 generale austriaco credette che con forze pr~ponder~nti ?vrebbe potuto resistere dapprima e poi rovesciare 11 nemico. Questa non è che una mera nostr~ supposizione per poterci spiegare la ragione perche dè~se la_ battaglia. E ci convince. tanto più questa ragione, 10quantochè anche nel momento in cui_ le for~e _d~l 2° esercito erano penetrate a Chlum, eg!1 al ~rinc1p10 non vi mandò contro se non una sola br1gata,!preoccupato com'era forse che da quella partenon p~tesse avere un attacco serio e poderoso. Passiamo ora ad osservare le istruzioni da noi ri. portate del gen~r_ale_ Benedek per la battaglia del 3, no? che le pos1z1orn che furono veramente occupate dai comandanti dei corpi d'esercito. Ab_biamo letto nelle istruzioni dettate dal Benedek, che 11. corpo sassone dovesse occupare la posizione Popov1tz Tresovitz, con inibizioni posteriori di occu pare lo sbocco ~i Nechanic. Ora se il corpo sassone avesse occupato d1 fatto quella posizione, quantunque con

DELLA CAl\lP.AGNA DEL

1866

203

l'ala sinistra alquanto piegata indietro, egli è certo che sboccando l'esercito del.l'Elba da Nechanic, ch'era lo sbocco più facile, si sarebbe trovato sin dal bel principio di fianco e minacciante le spalle dei Sassoni, e quindi questi sarebbero stati obbl igati a cambiar dì fronte od a ritirarsi in posizione più indietro. Inconveniente che non avvenne per avere i Sassoni preso, col consentimento del generale, la posiz ione ProblusNieder-Prìm. 1'1a ciò c'indica sempre più che la posiz ione non era stata bene studiata. Se d'altronde si fos~e bene osservato che per Nechanic sarebb e stato il passo più faci le per i nemici, e se si fosse occupato Hradek éon molta artiglieria ed il bosco con fanteria, non vi . è dubbio che lo sbocco dell'esercito dell'Elba sarebbe stat? di gean lunga ritardato con sacrifizi importanti; e maggior perdita di tempo sarebbesi ancora verificata se avessero i nemici voluto risalire la Bistriz per passare a Popovi(z o Tresovitz, ove il difensore poteva . prevenirli essendo le strade per la sinistra della Bislriz · molto più brevi. Ora se malgrado che lo stretto di Nechanic non sia stato difeso, non di meno 1a terza divisione dell'esercito dell'Elba, per la natura del luogo, non potè oltrepassare lo stretto prima delle 5 p. m. nel mentre la tesla l'aveva già raggiunto al le ore 8 a. m., di quanto ·non si sarebbero quindi ritardati lo spiegamento e gli attacchi dell'eserèito de l!' Elba se lo sbocco ·dello stretto fosse stato ordinato a strenua difesa I Alla destra dei Sassoni si collocò il X0 corpo ed alla destra di questo il III 0 corpo a Lipa. Veni va di pòi nelle istruzioni ordinai.o che il IV0 corpo dovesse occupare le alture fra Chlum e "Sedelitz ed il 2° corpo alla sua destra e formare l'estrema destra sino all'Elba. ?ila avvenne che il comandante del IV 0 corpo porta-:


~04

NOTE SULLA STOnIA

tosi sopra luogo trovò che le alture di Nedelitz es·scudo dominate da qu elle di Masloved si sarebbe trovato in condizioni migliori di difesa, occupando lo spazio fra Chlum e Masloved . Il II0 corpo si ritirò alla ·sua destra occupando le alture al sud di Horano·wes e Raciz, lasc·iando solo una brig<,1ta tra Racìz e l'Elba. Come accadde che i comandanti del IV 0 e Il0 corpo d'esercito non occuparono le posizioni indicate nelle istruzioni, e che aven.do il Benedek i comandanti sotto mano non spiegò loro le s ue id ee? .... Come spiegare che dei comandanti di corpo d'esercito si allontanarono dalle istruzioni e non si cu rarono rieppu re di darne conoscenza al generale in capo? Com e mai questi non conobbe una tale trasg1?essione o un tale e rrore se non dopo le dieci, cioè dopo che da varie ore si era impegnato un serio combattimento? Com e si arbilraron o i comandanti generali di corpo d'esercito di mutare di loro capo una istruzione precisa? Ciò farebbe cred ere che Benedek non godes·se una gran riputazione fra loro, altrimenti si sarebbero bea guardati dal farlo, senza prirna averne l'nppl'ovazione ! Ma quello ch'è più strano si è che il IV 0 e II 0 corpo d'esercito non occuparono la posizione Chlum, Nedclitz, Elba, ma neppure la posizione Chlum, Masloved, Horanowes, n.acitz , Elba, poich è erano tutti intenti a cornbatlere la 7• divisione prussiana nel bosco di Masloved, dimodochè quando si p1·esentò il secondo e3ercìto prussiano non ebbe quasi ne:.;suno di contro, perchè -il II° e IV° Col'po si mettevano allora in movimento per andare ad occupare la posizione prescritta dalle i sLruzioni. Così si spiega come la prima divisione della guard ia pene trasse sino alla chiave della posizione dietro al centt·o dell'esercito ausLriaco con minimi sforzi I Ciò dimostrerebbe alLresì che nell'esercito austt·iaco vi fosse

DEl.tA CAMPAGNA DEL

ios

1866

non solo poco accordo ma poca disciplina nei capi. Mostrerebbe inoltre questo come Ben edek non avesse spiegata non solo tulla quell'attività che si richiede in tale occasione ma che egli non si seppe piega re a Ila necessità che Io portava allora a dovere occupare Horanowes con le truppe del U0 corp o che vi si trovovano più vicine, come pure il perch è volle tenne assoluLamente alla sua primitiva idea della linea Chlurn, Nedelitz, Elba I li genera le Dcuedd{ aveva fatto rafforzare il sno -cenlro e l'ala destra, cio è le alture di Lipa, Ch lum e Ned elitz, con setlc parapetti per selle ballerie, sos tenute la maggior rnrte con trincee a destra e sinistra a forma di bastioni, capaci di una compagnia di fanteria. Quattro di queste b11ttel'ie erano ali' ovest di Chlum difese d,tl m r.orpo, e tre all'est d1e dovernno essere difese dal IV 0 e 11° corpo. Bisogna convenire che il sito 'delle batterie all'est di Clilurn non cm stato sce lto felicemente, poidiè il nemi co poru,ndo le sue batterie sulle alture di ~fasloved quol:itc a 837 dom inava In ba·tteria 1\ 0 3 che era all'est <li Chlum quotata a 795, ma non solo dornirJava le batLcrie sulle altuee di ~edelist, nia poteva battere -tuùo il terreno adiacente e retrostante. Ed il male dì ciò non era tanlo per le bauerie ed i trinceramenti, che mercè i Iorn parnpelti potcvansi più o meno bene essel'C riparati; ma bensì pN la truppa <lei corp i a·ar-mata ehe dovernno prendere posizione indietro per difenderle . Qlleste erano intieramenle viste dal nemi co, per cui poch issima difesa potev:rno fore. Fu questa la ragione per cui il comandante il II0 cor·po pensò di occupare le alture di Masloved , le qu1ili erano vcrnmente bene indi cale. Il Il corpo che doveva, secondo le istruzioni del gcnernli ssimo, occupa1·e la destra del IV 0 si situò sulle alture al sud di 0

0

ANNO

xv,

\'OL, 111,

14


NOTE SUI.LA STORIA !06 H,1r;1n0wes, ln scia ndo una sola brigata fra Racitz, la Tr0 Li11ka e ITlbn. l'oicliè ,I 110 e tV corpo non solo non occ11pnrono il poslo loro indicato nelle istr11zioni, ma nP~pure I~ po:-izione dn loro scelta, mn bensl er:ino Lut11. 1nt~nl1 inLorn o il bo:-co di ~ln:-lured; e qun 11do per 1 1·1-·1ternLi ordini del genernlissirno si posero i11 1w11Tia pel posto loro indic;alo nell P. istruzioni, avvenn e l'ht:: allora npp11nto Ju P di\·isione dt>lla gua.r<lia e la 12• divisione f'e<·cro i loro nuacc·hi, per cui non trovaron o loro diunnnzi c·he frnzi oui di trupp1' clJP. crnno già stn11chc pt>r aver in lrnona parte.c?,11?nll11to, clte giungevano suecr.ssivnm r~ 1e sul.e posrz.10111 nel 11wn1re il ne111ir:o vi giungeva d'.il1rn pnl'le, cd ecc·o _p_e,>liè nessuna rPsist<>nza eJ il fn('ilc ll'ionfo d1·ila d1v1s1on.e d el'a g11ardia, In quale penetrò nc:ll'.1 cbinv~ della p_ ~l~Lzi,one non in co nLrando c:hc unn m1nimn res1sl cnrn. L_facilc i11'1magin ,He ('h e mo lta più rrs ist~nza avrebbe 1nco nlra1 0 il secondo esercito prussiano, se una delle due posizioni avessero preso i due c:orpi <li esercito austriaco. N{> la prr.sa dl'I bosco di nta~lo\·cd pP.r pa'.·te de!la ;• <fivisione prussiHna er:i peri coloso per I rsercrto a11s1riaco, perocf·hè pet· sbor.ca,·e dFi l bosco su Chlum e le nlture rii nfasloYed, la dif'fìr.nltà snrebhe stntn la st<'ssa come per le ali re divisioni lo shrwcnrt" dal bosco di Sadowa su Lipa. Era certo un ollimo punto d'appoggio pe1· i Prussiani eù uu'otliwa difesa se oLbligaLi a ritirarsi, ma nulla più. Alla fine dr•lle istruzi on i è detto che tanto il 11° e IV0 corpo, qua lorn veni::;::;e eia Lo l'ordine di ri1i rn tn, a,-rebbcro dornto c·iascuno far gctlnrl' due ponti sull'Elba fraLocl~e· nitz e Pl acka. Prnmette infì11P un'istl'Uz ion e pnrt1colnr1zzntn pcl caso si dovesse lw11er-c i11 rii i raie), istru~i~ni t!i_e pure non fossero dntc od aln1('no non a tull1 1 cnp1. 0

DEtLA CAMPAG:'1.\ DEI.

1866

207

Afa pnre crrlo che q11ei q1111ttrn pnn1i <lovessPro servire, come s111·virono , per· uare pass11ggio sul la sin istra dell' Elba al li" e l V corpo ll't!sercito. Ora i ponti siwa1 i in quei siti si trovaq:ino qunsi sul prol11nga111e11to dPlln lineu di batrnglia del 11° corpo che dove\'il oeeup111·c le nf 1111·0 di \rd clist nll 'Elba, q11i11tli era natu rn le CQe alla prima minn('cin di rerdr re que i ponti il ll 0 corp0 si preoceupnsse a passarli; scopPrta la destra del I\" 0 <:orpo erano sroper1i altrcsì i ponti del corpo, e q ui ndi anch 'esso f)l'eO <·c11pu10 a trar1sitare subito l'Elba; eppC'r,· iò su crcssc ,·he nel 11,entre In b11 t1ng-lia ern nel suo mo111etJIO òi Cl'isi, buona porzi one del Jl0 e IV 0 corpo e la divisione di c::ivallc rin IPggcrn scomparvr ro dal calllpo dr battagl ia, I0cd1è avvenne presso a po<:o trn le 3 e le 4. Ciò dipendeva nppunto in pnrle dalla confìgu rnzion e del terrrn o e del corso dell'Elba, in pnrl e pcrchè Bencdck credè i maggiori at1ncclii nll a sua sinistra, anzieliè alla s11a destrn, ed infìnc per la collor.azione tr0ppo innnnzi dei ponti. Dirnodo<;hè poro dopo le 3 pomNidinn e il 6° corpo, ala sini strn prussinn,1, non avevn in11nn zi a sè più nem ico se non a Sweti e Rosberilz, ove si diresse. La mancan za delle istl'uzioni promesse per la ritirata moltiplicò cento volte il difetto dei punti scelti troppo prossimi :dia linPa dei con1b111tirn0nti, dimodochè Yerso la fine della bn1taglia sit.:co111e i corpi d"esercito avevano preso quasi tutti la direzione dei ponti stab iliti o monte di Koniggriitz, come i soli nominati nelle istruz ioni del Ilcnecfok,. mn i progressi fatti dall'ala sinistra prussinnn impcden<lolo, si pro· du sse una ~ran <'onfnsione, si coufuscro fra loro alr.uni corpi, e questo disordin e ~iunse nl co lmo qnanòo portntisi verso la piazza di Konibgriitz furono trova te le porte chiuse I 0


208

NOTE SULLA STORIA

Passiamo ora a brevemente esaminare se si fosse potuto provvedere nelle diverse fasi della battnglia. La battaglia ebbe veramente tre periodi principali, uno che comincia dopo le 6 ant. e finisce a mezzodi, il secondo dn mezzodì fin 'dopo le tre, i l terzo dalle t re pom. sino ~Ila sera. · In qu esto primo periodo l'esercito austriaco venne at.tacca to di fronte sulla Bistriz dal 1° esercito prus~ siano e sul fianco sinis tl'o dall'esercito dell'El ba. Se esso avesse fotto be n perlustrare sul lato destro, e con la molla cavalleria ch e aveva poteva oltracciò Ì'ar perdere ni'olto tem po alle colon ne elle si avanzavano ('l), avreb be saputo che bisognavano parecch ie ore prim a che il 2° esercito prussiano avesse presentato le sue teste di colonn a ::;ul campo di baunglia , e vedendo come l'ala sinistra del 11° èsercito pru ssia no fos se in aria, avrebbe, diciamo, potuto imitare la manovra di Napoleon e I a Wagram ,1 è specia lm en te il movimento di Davo ust contro raia sini stra del principe' Carlo, face nd o attnccnre <li finnco q uell'ala, rigettarla sul· centl'O, ed aprire così vieppi ù

(I) La cavaller ia .se piì1 forte di quell(l che ha il nemico in t esta :(li colonl}a e se accompagnata da artiglieria, prendendo posizioni. successive cd occupando buone posizìoni con la sua àrl_igl iu ia per fa re 9nalche colpo, può far perdere mol to tempo allo colo nne in mar cin, ed il tempo è il gr:cin fa ttore in guerra e specialmente nelle batt11gl ie. Nel mentre la cav;illeria fa questé ~imostràzioni pee arrestare il nemico, e quindi ha pitt · campo per osservare le sue colonne, la sua forza, e per poter man mano con _rap.porlì successi)'i meglio. tenere informalo il comandante· oa.~u i è stata si:w litn; dar;\ a questi il tempo per decidersi e prov1•ederù sui' ·moglio da fare. Néi caso in' parola della marcia del 2° esercito prussiano,. .pOllW8 la cavalleria llOn ,pOCO ritnrdàre.' l'avanzare di questa, dìstl'uggendo i po11ti su·lla Trotinka a Luzan , .lericek e facendc> un simulacro. di difesa .

DEj.,LA C,\MPAGNA DEL

1866

1

209

lo spazio vu oto tra il 1° e 2° esercito prussiano. Come Napoleon e, facendo attaccare in t«l modo l'estrem a sinistra dell'arciduca a Neustad, voleva ottP-nere di allontanare quell'ala dal congiungersi col corpo che guidava l'arciduca Giovanni che veniva da Presburgo, qualche cosa di consimile vollero fare e cominciarono a fare i comnndanti del IV0 e Il 0 corpo austriaco, ma .troppo tardi, e con sforzi successivi, ma non guidati da un'idea generale. Laddove quella era una manovra ardita, che bisognava eseguire con ardita de-cjsione, e spiegando sul fianco suffìcienti forze. Ma, ripetiamo, fu tentata tardi, quasi verso le H e mezzodi, con forze suceessivamente impiegate ed era solo volto contro il bosco di Masloved e non con un disegno prestabilito e più vasto. l\la, dice la storia dei Moltke, il giungere del 2° esercito alle spali~ avrebbe tosto rimesse le cose a favore dei P!'ussiani. Prima di tutto ricordiamo che la battaglia di Wagrarn, cominciata alle sei antimeridiane, verso mezzodì era quasi decisa in favore dei Francesi, quindi avrebbe potuto succedere altrettanto verso il 1° esercito. Yi era inoltre la riserva che portata tutta intiera sulla importante posizione delle alture al sud di Hora.nowes, con molta artiglieria, avrebbe potuto solidamente contrastare l'avanzare del 2° esercito prussiano, che d'altronde sin verso le tre non presentava che due divisioni e mezzo a tre divisioni e mezzo in linea. Nel secondo perfodo, cioè da mezzodì alle tre, l'esercito austriaco oltre i due attacchi di fronte ed a sinistra veniva attaccato benanche alla sua destra. sfo.. come sulla sinistra austriaca sin quasi le tre p. m-. i :Prussiani non avevano fatti progressi e la posizione . principale era tuttavia in mano agli Austro-Sassoni., !siccome sulla fronte riuscivano impotenti gli sforzi de.i


210

NOTE SUI.LA STORIA

Prn:-siani per sbor.r,Hnf', e vnri trn 1a1ivi ernno nnda ti falli1i. dunqu e se Be11ed«>k s i tosse ~·ieppiù preoccupa lo dell'uttncco d,,1 Principe ren lc, sì per la forza del 2° esPrcito ch'Na di più di !17 111ila uoniini, sia per la sun lin ea di ritirala c:he pnre cli'Pgl i stnbilisse princip,d1n cnt e tra Lomenitz e Ko11ip;gratz, se preocc:upato di tnle ntt:i cco che <loveva co nsid c r,11·e come il princ·ipalP. 111·csse, tn nLr·o il 2° Pscrr ito prnssiano, Mioperata t11t1:i In snn riser·vn, po•·landola il 1en1po sul luogo, è probabile ch e il ll 0 e 1V 0 corpo avrebbero fatto miglior resistPnza, e, polendo spi f'g:He clfl me~lio di ,t 15 111ila 11 01ni11i, 0L11 ·ne re un qu,il che ris ultato sul 2° esC'ri.:ilo prussia no . Allo stesso moùo come alla battaglia di Eylan il gPnP rnle russo Ilcnni11gsen mandò le s11P 1·i,;urve cnnl.ro Dnvnu,;L <:lie lo nttaccava di fhinco. La q11al cosa V<'dendo ,'iapolconc sentì la necessità di intrrvenire, se nza di che i 1l11s:.i getranclo ·i in rrwssa s'nl corpo di Davons t potevano sd1i!lceic1rlo; duvè fa,·e quin di mal'r:iare ali' att,1cco <·entrale il corpo di Augereau, che nHto e disfnllo, lfl!'-c iò il còmpilo alla cavaJl..,ri a di Mural di nrreslflre i progressi del nr11Jico. Prnlrnbil,nente, nnzi d1rf•111mo c·rr1amr•nt.fl, se il ,1° esNc1to prussiano nvésse LPntalo u11 a11nc·co sulla forte po,;izionc Sln·S1' liz -L1pa-Chl11rn, In ste,;sa sor1e gli sa-· rebl>e toccuLa d1e al corpo di. Augereau a Eylau g iacchè grande era la quant ità d i urt iglieria co!à r adunata dagli Au s lrinr.i , il tl'rrcno Pra scopi>rto e fatto a guisa di d,,lc:e spnlt,i I . l'ie l terzo periodo r·h r si 1'sle nde d,dle tre p . m. sino alla ritirala trnviill110 <'h e Bc.> 11edC'k n11llu conobbe dei }'.lrogr~ssi fatti sulla sufi dt>s lra s e non q1rnnrlo già i Prnssi,ani furono pndr11ni di Chlurn, e nòn irnpirgò che una solu brig,1111 ,fo prima p('r scnc,·iadi. In qursto fra,ltr> rnp o anr·h e l'ala sini~lra s11/l inf'nmi11ciava a ripiegare. l111padronihii tosto di Chlum etl a qualunque

1866

9H ,costo, sembrllva duressc ro essere le prime e precise diDELLA. CAMPAGNA DEL

·sposizioni del comandante austr,nco, il qual e pare ch e anrh e allora non credesse che i prin cipali allacd1i più micidiali e deci:-;ivi dovessero venire dalla sua desLra I I Passiflm9 ora a for notare vnrie fas i partiralnri di questa bflttaglia, le quali ci daranno a con o~werc perchè e come le c:o,e !-iano su<'crsse a quel modo . Da Ni etl er-Pri111-Probl11s n Stresl lil·-Lipa sino vrrso le tre p. m. le vicend e della bauaglia procedc,ono reg-olarrnfrnte, cioè ai centro gli Au striaci IHHJ avevano solfl" rto ncs:rnn o sc:acco ed anzi il -1 °,•se n·ir o do , evn fiire tutti i suoi sforzi pPr rirnan P.rP. nella !-1111 rliffif'ilr. posizi one, a vcn te la Ili striz i rn rn ed in ta mPn te di etro le spa l'e, dom inata e be r;;agli a ta clall' arligli eria nustri ..i rn • .A sini .,tra r.ioè a Nirder-Prin1 gli nt1 ,1cchi si e rano nvvicendati, rnn posc ia gli Au s tro-SM,,;o ni ave vn no preso una posiz ione p iù indietro. Molto diversamente perb procede vano le cose tra Clilurn, .N edeli!- t e Sendraz {fai to:eo in poi. Colà vi clovctie essere unl'I g r·ande conflls1on c, nessuno che dirigessP , che <'ornancln sse e dirc111mo fìnnncli e ch e combaltrsse, locd1 è ce lo pro-vano i faui segtJr.nti. · Al s11d di Hornn owPs e ll aritz si elevan o IP :i lt1Jre -dette dr H1)nrnowcs -d1P qna si cn111e un b11s1in11P 1raYc1·snno il tr rrcno; qn<'~ln f0r1 1> posizionf' vi~ln nn lnngi dal <'omanclnnl e cl el 2° <'snci10 prn!'-!- Ìl'ln o, f•J ,111 lui gi11stamen1 e :i rg11rnrnlato ell e fosse fo1·t0rnl'nlf' <liJ'1 •!-m, e q11indi diPd e gli ordini n t<llLi ·j <:orpi di Pse r('il o e per punto di din,zion e d11e gf'OS:<i nlberi che :;,i t.r·nva:"ano ~ull e detLe a l111re. Tutto fM· r ,·n suppo,.,·p ,-he rn 1111e l punto doves,;~ su cn,~dere 11n f.1rn,idabile combnltirn e n1.o, che 1110lri nttacdii i-nrrblwr:-.i dntr, molti resi,inLi, e eh.e. lll for1una fH' r mollo 1,·111p o sarr-bbe inrlcrisn fra i du e eserciti I Nnn s11r.N·dè nu lla ,rli tutto ciò. Cinque compagnie dell a gunrdi,1, (:ico

e

0


212

DELLA CAMPAGNA DEL

NO TE SULLA STOlUA

cinque, attaccano il villaggio di Iloranowes e se ne impadroniscono faci lmente; non era difeso che da meno di un battaglione; quindi si dirigono sulle alture form idabili che essendo difese solo da 40 pezzi senza fanteria di sostegno, questi sono obbligati di · tosto ritii·ar~i I Anche le alture ed il villaggio di l\fa·slowed viene occupato quasi senza opporre resistenza,. Un battaglione attacca il villaggio di Raci t.z al passo di co rsa, sloggia un batt,iglione croato che lo difendeva ed occupa le alt.ure al sud. Scndraz e le sue alture vengono occupate dai Prussiani quasi senza combattere f.! Chlum viene occupato dal grosso della 1• divisione della guard ia senza incontrare nessuna seria resistenza. Nedelist a quasi due chilometri innanzi Sendraz viene conquistato da un solo battaglione, anzi dalla c·ompagnia d'avanguardia che v'entra al passo di corsa. E ricordiamo che Chlum e Nedelist formavano la principale ·Jinea di difesa designata dal generale Benedek~ Per confermare quanto è detto sopra amiamo fare )a presente citazione sul fatto di Nedelist. Il maggiore Berk.en alla testa del 2° battnglione del 50° marcia da Sendraz su Nedelist, che era quasi ]'appoggio dell'estrema destra austriaco. « Arrivato• « presso la strada che conduce a Maslowed il batta« glione ricevè una grandine di granate; ciò malgrado « la sa compagn ia continua a marciare su Nedelist e « vi penetra al passo di corsa. Sembra che i nemici « fossero completamente sorpresi; una parte si pose « in fuga; quelli l'imasti nelle case fu rono fatti pri·« gionieri ». Poco più lungi aggiunge « che un plotone di tira. « glia'tori della 6• compagnia dello stesso battaglione « .del · 50° portandosi innanzi si trovò sull'a la dritta « della·. riserva di artiglieria austriaca. La 7a batteria:.

« « « «

·1866

da 8 del 7° reggimento l'accolse tirandogli a mitraglia; ma i tiragliatori si slan ciano innanzi gridando urrà, respingono la sco!'La di fanteria e prendano tutli i pezzi della bntteria ». Sulla destra, i due plotoni di tiragliatori délla ;:;.a compagnia si ·inc~ntrano egualmente con la sinistra della linea dell'artiglieria; il luogotenente Gehsing si era congiunto loro con una parte della 7• compagnia; la batteria che incontrano è probab ilmente l' 8• batteria da 8 che tirò su di essi a mitraglia. Colà pure i carabinieri si slanciano innanzi, sorpassano correndo due pezzi rimasti sul terreno, penetrano nella batteria, prendono due pezzi malgrado la resistenza dei serventi che li difendono a colpi di fucil e. CosÌi il ,i.0 battaglione del 50° aveva preso ·13 cannoni e il villaggio di Nedelist, che gli dava un l}unto d' ap.poggio per il momento, nel caso che si dovessero portare innanz i. l\Ia bisognava prima aspettar l'arrivo degli altri battaglioni del reggimento, giacchè essi erano ancora a '20 minuti di distanza. Ora tutlo questo è fatto nelle vicinnnze delle grosse forze austriache da un battaglione isolato, affatto distaccato dal resto del reggimento pc>.r più di 2 a 3 chilometri, non appoggiato a destra da nessun'altra forza I Non indica questo eviden temente il grado immenso d: confusione che vi era in quell'n la austriaca t ·Pe rchè di questi fotti non ne vediamo nè sulla linea Streselic-Lipa, nè a Probu:3? Vedendo adunque posizioni forti non difese, batterie abbandonate a loro stesse e prese da un manipolo di soldati, -gran quantità di prigionieri cadere in ma no dei Prussiani, si debbe conven ire che quivi regnava una confusione immensa, non vi era nessuna .direzione ed ognuno faceva di suo capo. - Poichè vediamo nello stesso tempo a Nieder Prirn, Problusi-

r '


NOl'E SULLA S'l'Ofi!A 2H Slre:-elic., Langenhof, Lipa, gli Austri11ci combattervi con ~osianza e resistere a tulli gli sf11rzi degli attaccnnti ehe in qnnlche purùo sono più fo rti de' difensori ed in altri ugull.li, nel rnenLre qui è il contrario che si avver1t ! li peggiore ordine in guerra è quello ·d i non averne 11 lcuno ; c·osì succedè tra Chlllni, Nedelist e l'Elbn. - Ln disubbidienza de i comandanti il IV 0 e 11° f'.orpo è la cngione prima. la ostinnzione di Benedek di voler che si ritirasse ro nei primitivi post i è la se·c onda, perchè sarebbe stato più sollecito ed anche più ·indicflto e più ad/lito alle cù·costanze fare occupare le alture al sud di Horanowcs e Bae itz. · Il H 1,orpo d'Pser<·ilo 11ustrillco e 111 divisione di ·cavalleria leggera dovPl\cro lnscillre il campo e portar·si al d i Lì dell' Rlba prima dell e 4, p. rn., poichè la 1 ,1° divisione prnssiana e la 123 ctie componevano il 6° corpo . si posero in marcia su Sweti e Rosbcritz pHt' coadi uvare là gucirdia, non avendo più nemici innanzi, ver:;o le 3 114· 1 11 I\' 0 corpo ausLriaco . dovè passare l'Elba non mollo dopo ma più indiet.ro. t strano alLresì come poca prcoceupnzione mostrasse Be1 edek in sul prin cipi o per lo 11vnnzarsi dd princip e Carlo , il quale non nveva avanti a sè quasi ' n es'.'> 11no, e che s i con1Pntasse . di ordinare nl 11° e IV0 corpo <l i g ih impegnati di farn 1111 movimento indie~ro, cioè un cnmbinrne;1to r!i fronte indietrn snl! 'ala sinistra, per occnpnre In posizione loro stata indi c11ta nelle is tru zio ni. - No n era quello il mornrnto decisivo, non ern qnel ln il cnso di co111inei<1r<> a fare nvanznre le riserve? - Ern colà il p iù grande perirolo per lui come pPr Napo l1~one a W11tf'T'loo, e questi non prete rrni se di spedire le riserve nel lungo minacciRto, mn di Clii lllHl porzione C t'allO State giù impiPg<1te alLruve a sua insaputa. Benedek invece rimase impas0

DELLA CAMPAGNA DEL

1866

1

215

sibile nella batteria innanzi a Chlllr11 finchè i primi Pl'ussiani erano già dietro dì lui n Chl11rn e Rosberitlt. Se a noi fosse <lato di esprimere una con\inzionfl, diremmo ehe il generale Bt'nedek nel collocare le truppe sul campo di battaglia seguì un pl'incipio buono ma e:;agernLo quello cioè di tene-re le tr11ppe concentrate; ma·o-~ni princip io bisogna ("hewng11 piegato alle esigenze di l11ogo. - Ora in paes<~ col linoso corne era qnello di Sadowa non ba,:tava dire di n~n vo lr.rsi troppo estendere, poichè bisognava adattarsi alla na~ turn del terreno, che pres<'rivPva di occupare quei tali punti , che allri,neu li \'engono invece occupaL~ dal nemico con nostro danno; - di più postandosi verso Nechanitz q11:rnt11nq11e fosse più flSt<>sa la posizione, ma infatti lo era meno, perchè più fo rte, ·e così pure occupando le altun' di Maslowe<l e Horanowes, sebbene si s viluppasse nwggiormente, avrebbe occupato posizioni più formidabi li e avuto· più sp~zio ind ietro per manovrare. Fu prescritlo al corpo sassone di occupare le alture di Popowitz, rnn gli fu inibito di esL.en 11ers1 al bosco ed alture di Uradr.k. Ora se fosse ri1nasto in qnella posizione i Prussiani che sboccavano du Ned~n11ic avrebbero sub ito occupnto il bosco e l'aìiura dr Problus e Nieder Prirn. li Corpo Snssone tr·ascul'ò il bosco <li Ober Prim, nel quale i Prussiani penetrando stavano al coperto non solo nrn nper11rono 1111 nt.tncco cli fianco. Là dove se i Sassoni fossero stati padroni Jel bosco, è certo che non pneo nvrehbero duvutn fotic;ire .i Prussian i per insio-norirscne. Lo stesso è da ripPtP.re intorno alla posiz~n e giù nota!n, fra Ch l111n e 'fo.Jelist, che lasc:iava innanzi scopP.r tn e dornin11nte la posi... zione dell'altura di Mnslow1-!d; - biso~nava ~wegliere altro terreno, tnnto più 1·he si ~ra Sl'ello volo11La1:ia~ mente e non si era stati forzali ad accettare cola 11 combattimento.


NOTE SULLA STOUIA

Se si fossero occupa ti con a r'liglieri e gli sbocchi della s:retta di Nechanic e con qualche forza il bosf'.O, l'esercito dell'Elba avrebbe avuto un difficile còmpilo innanzi a sè. - Se senza incontrarvi resistenza non .po tè giungere a schierare più di due divisioni sino alle 4 1[~, quanto più tardi ciò non sarebbe successo se fosse stata solidamente occupata quella difficile stretta I . Se quindi Benedek forte sulla sua sinistra, occupando .Ja bella posizione Streselitz, Lipa, Chlum con la stia numerosa artiglieria e con la quale impediva qualunque avanzare del nernico, avesse attaccato in forze ma con a~sieme il fianco sinistro prussiano che fu .in aria e non appoggia to a nulla sin dopo mezzodì, non avrebbe egli di molto aperto il varco tra il 1° e ! 0 esercito prussiano e potuto obbligare il primo a ritirata? Ma dice la storia del Moltke·: l'arrivo del 2"' esercito prùssiano sul fianco e alle spalle avrebbe ristabilito le cose. 'A ciò si potrebbe rispondere che ottenere un primo successo è già per sè un gran che. Il primo esercito obbligato a ritirarsi e poi 'acl avanzarr, a.vrebbe perduto molto tempo, dippiù succedevano attacchi non coordinati, il perchè vi era ragione ,di credere che le cose sarebbero andate molto male. - Si poteva rinnovare, cioè contrn il ·1° esercito prussiano, l'attacco di Davoust contro il corpo di Rosenbétch. Quel campo di combattimento, centro di una battaglia assolutamente difensiva, valeva poco perchè andava a .finire in un angolo fatto dall'Elba, e per conseguenza -una ritirata doveva produrre i dauni che produsse; ma si prestava p•'r una battaglia difensiva, offensiva. È strano vedere come sino all'ultimo momento Benedek fosse preoccupato della sua frontè e poco o nulla del suo fianco destro anche quando era minac-

DELLA CAMPAGNA DEL

1866

2'11

ciato nella linea di ritirata. - Difotti se avesse compreso subito il pericolo avrebbe potuto con le grandi forze di riserva di cui disponeva fare un potente sfol'zo contro quel lato, tunto più r.he si doveva essere accorto ch' era impossibile ai Prussiani uvanzin·si al di qua dt>lla Bistriz, e come tutti i loro tentativi andassero fa Il iti. El'a quello ornai il caso di · adoperare bene ed in grandi forze la risel'va; liberato il suo fianco destro era già una vitto l'ia pee lui. Ma invece non mandò al pl'incipio che una brigata ad attuccare la d ivisione dellu gun rdin, e nello stesso tempo spiccò una briguta verso la sua ala sinistra. La sua grande preoccupazione C'rn. stata ed ern la sinistra; dovè temere che i Prussi;1ni c0là avessero radunato molte forze e YOlessero precludergli la ritirata su Pardubitz, locch~ .ci co mfermerebbe nella idea che qua lche notizia aveva avuto dei progetti dello stato maggiore prussiano. Abbinmo precedentemente dello ·come i Prussiani t1vesse rn tutte le · ragioni per dare battaglia ul più pt·eslo. 01'a passe remo a b1·evemente esaminare quel che fecero, e se perchè intieramente riuscirono s'abbia da tenere tulLo per buono qnello che operarono. Saputo ch e l'esercito austriaco era accumpnlo innanzi u Kon iggriiLz, fu ottima l'idea di uecelLarc la battaglia e di farvi concorrere tutto l'esercito, come pure l'aLLncco di fronte fotto dal 1° esercito, dull'esercito dell'Elba e dal 2° esercito. Ma dopo questa uzione sp iegata dal quartier gene-· raie principule, cbe, amiamo ripeterlo, fu intelligente) é salnt.àre, non vediamo più alcunu influenza del comando in cnpo ; furono per così di,·e tre bntLaglìe ~ate nella StPssa giornata su tre punti differenti: ~lme~10 sin òopo le 3 p. m. ·· · ·., ,, 1 Notiamo· ciò non per darne colpa·' ad alcuno, :ma· 1

1 ,


NOTE SGLLA STO\\IA

soh per far vedere a coloro clie patror.inano questo mo.do di attaccare eorne qn,1si sicuro, il grave in conveniN11e <'he vi hn in tali azioni sPp111·atP, che dehbo:lo necessariamente ess< re seur ite, non potendosi rin1ediare ngli erro ri o alle disgrazie di una parte, chf-\ molto tardi ed in modo inrliretto per lo svi lurpo della immensa linea che si occ.npa, il dH~ impedisce l'invic) di rinforzi o riserve su qualche parte, e quindi la facil ità che avrl'bbe avuto il ne111ico di penetrare tN1 gli in tf~rvalli dei tre eserciti. Inl'aiti il 1° eserc ito non si unì al 2° che dopo le 3 p. rn.; eppure q11e'ìto aveva im pegna lo il cornba1Liine11to sin dalle ·11 e 1 f2. - Con l'eser<'ito riell'Elba le eomunicaz ioni prano anr.orn p iù difficili e più longlte, e non s i congiunse C'hc anehe più tardi. Se quindi gli A11striaci sicuri della loro sinistra e del centro, :wessero portato contro il 2° ese rc.ito tutto lo' sforzo delle loro riserve, il 1° rsercito ne sarebbe venuto tardi a eonoscenza, e non avrebbe pot11to soccorrerlo in altro mode, se non inizinndo un formale att,lCco contro In forte posizione di Strese tiÌ-Lipa, ntt:icco rni(;idi,d e con poca spernnza di riuscita. Qu <?s to è l'ioconvenient,) di simili attaccli i avvil uppnn ti quando anche si eno ben guidati. - Sovente avviene che non sempre vi si può concorrere con la puutuaiità che si sarebbe desiderata. Ne abbiamo un esr inpi o in questa battnglia istessa iu cui si faceva dal quartier generale assegnamento speciulrnenlc sul pronLo aniro .sul campo di battagl ia del ,1° corpo all'appunlamrnto, e fu pre(;isarn ente qu ello che giunc;e p iù tMdi. Q11indi In non poc:a apprensione del qua rtier generale prin cipale nel vedere ritarclare, o meglio credere ritardato, l'arri,to del 2° esercito. l'otrernmo citare l'arrivo ad ora tarda <lrl corpo di Ney nella battaglia di Eylau, che doveva cadere sul 0

DELLA CAMPAGN.A DEL

·1866

219

fianco d%tro russo, quantunqu<~ giungesse ancora a tempo da far desistere lfonni11gsen da ulteriori attacchi; - cnnie p11re l'nrrivo, qunndo tutt.o era der· iso, del corpo dell'arciduca Giovanni :illa battnµ;l ia Ji Wagrarn. Una falsa notizi», cattive strade, un oslnC'olo qnalunquP, un inganno del nernico, p?s~ono far f'1~?rviare nna eolonna e non pen11P.tt erl e 111 giungere p1u a ten1po come accadde di Grouchy n Waterloo. Ma ammesso d1e tuLto proceda bene, egli è vero_ che si minaccia il n1:1 rnico nella sua lin ea di ritirata , ma gli attacchi sono slegati, e non vi lia una riscrv_a generale cbe possa jn u11 dato momento mellere n paro a tutto. Ma nelle condizioni di luogo in cui si trovavano i Prussiani, fecero benissimo ad attaccare come foer.ro, essendo s11periori nl nEm ico di nu·mero ed avendo ac<p1 istato 11na grande superiurità morale. Prima delle 8 a. m. il principe Federico, vedendo che si aveva da fare con tutto l'ese rcito a.ustriaco. aveva ordinato di nc,n oltrepassare la Bistriz, e di combattere temporeggiando . . Qucst'or<:line era ricco di buon senso e di preveggPnza . A qu ell'orn si doveva sapere che il 2° escr(·ito non poteva giungere che tardi, quindi il ml'lggiore t<>rnpo ch e s'impiegava era tutto a vantaggio per poter attendere "il 2° esercito. Ma gi unto il' re sul campo ordinò l'Dttacco _gr_ne· rale. Quest'ordine, che guardato da un punto d1 rn;~a può commenda{'.SÌ, come non vi ha n ulla per meglio imporre al nern ico el1e un ilttncco, d~ll"alt~·a. pol'ta esponeva l'esercito ad 11no scacco, ed 111~att1 :-1 r_d,.wa dalla ~toria pl'Ussiana cbe si passarono varie ore dt un.a inquieta ansietà - ed opiniamo eh~ :"a molt? 11~1gliore la posizione di aspettazinne nl d1 la ~ella Illstriz~ che aYeva racco mondatn il principe Federico, nnz1chè l'ordine di passare la Bistriz data dal quartie1· generale.,


.220

DELLl CAMPAGNA DEL 18A6

NOTE SULLA STORIA

Eccone le ragioni. ·- Sulla Bistriz difficilmente guadabile non v'eran o che due o tre punti di passnggio. Ora mettersi immediatamente alle spalle un tal fosso era pericolosissimo; specia lmente · se un attacco austriaco fosse riuscito, sarebbe susseguita una disfatta imme<liala. Un simile attacco avrebbe potutl) riuscire se lo si fosse iniziato con un movirn,rnto di fianco verso Benatek. Dipiù in quella posizion e l'artiglieria molto mediocremente poteva co ntrobattere l'austriaca che la clomin,n-n . Là dove rimanendo sull'ultra ripa ~ra molto più difficile l'attacco austriaco, che avrebbe avuto esso a supernre il fosso de lla Bistriz. L'esercito prussiano sulle coll ine al nord della Bistriz avrebbe avntn una posizione ottima. L'artiglieri:1 potevasi spiegare nel numero che si voleva . Sarebbe s tato più facile parare un attacco di fianco se gli Austriaci l'avessero tentato. - Infine il ·1" esercito avrebbe sofferlo ·molte m'inori perqite. - Qua ndo poi il principe Carlo con il 0 ~ esercito avesse cominciato l'attacco qu el lo sarebbe staLo ·il momenLo di traversare la Distritz ed intrapre'n dere l'attacco . Per queste rag ioni noi siamo piuttosto disposti a dare ragione al!' ordine dato dal principe Federico anzichè a quello del re . Di più, è la storia stessa che lo dice, si faceva conto sili pross imo arrivo del 11° corpo prima deJ.:. l'eserc ito del princ ipe Carlo, cosa che infatti non succed.è, essendo g iunta l'avanp;uardia di quel corpo so fo dopo le 3 p. rn. nelle vicinanze di Olasfowec! nc:1 mentre la guardia e 6° corpo giunsc1·0 a mezzodì. · Il '1° cor·po d'eserci to prussiano, sul cui concorso i mmediato alfa battagl ia si faceva sovrutuLlo fonda.'. ~ento al quartier generale del 1:e, rube direttamente alle 5 ,J [2 a. m. l'ordine di riu nire tosto il suo corpo in modo da essere completamente pronto a

221 ricevere gli ordini dPl principe reale, ed anebe, in ,·aso di bisogno, di poter marcinre isolato contro il il '!.'~mico. Alle 5 e :lt 'i, il f);enernle Bonin ebbe l'o;dir,e di tene,-si pronto a mat·cia,-e nrlla direzione di Sadowa e conrbaltere, e frat.tanto aspr•ttava gli ordini del principe reale, o l'annun eio che la battnglia fosse corninc-.iata. Vera:nen lene sembra che l'ordine dato dol quartier generale rosse mal eoncepito se si voleva che si fosse tosto rn esso in marcia. - In qu:into all' iniziativa de gli si lasciavn, è da osservare che spesso a ~4- chilornet.ri non si sente il fragore dt•lfe arLiglirri'e, come pare che non si senti sse. - Q11indi non pare che ·met·iti rimproveri il gener,,I Bor1in . - Ma nè egli nè il quartier .gencrnle p1°nsarono che il ·1° corpo per giungere sul -campo di battoglia ave"n d'uopo di percorrere 24 citi. lomet ri, per cui si richied evano quasi sei a sette ore di tempo ~on un grosso corpo di trnppn. Ebbe il comand;1nte il ·1° c1,rpo nlle 7 :l1'i·, e secondo afferma 1'11f'licinle u'ordinanza alle 7 111., , l'o_rd in e dal princip e reale di mettersi in marcia, ma non dir!de l'ordine del rn11vin1ent.o ehe all e 9 n. m. ·- Qui ci pare ch'ebbe torto - un'ora non si deve perdere inutilmente in guNrn. L'avaoguanliu del ,1° corpo non giun::;e a Chlum ch e vcr_.;o le 4. p. m. r.iuè 8 or!:) dopo che si era viYamcnte irnp,,gnata la baLLnglia, è q 1111ndo era in pnrle decisn. - Eppure In coopt• razionc cl(,1 1° corpo ui esere ito prnssi:1110 e.rn q11cll11 sulla q11a le mnggiorme.nte eon tava lo slnto 111nggiore, sì perch è l'era più vicino all'aln sinistra del 1° ese rcito, sì pe1:cbè gnrnn~ tiva il detto flnnco c:h'rra in aria. Fa piutto sto rnar-u"iglia ('he attendendosi tnnta coopernzione dal 1° corpo d'csrrr.ito, noc! si fosse 111rglio assicurato con ordini prec:isi non solo che si sarebbe 1

'J

1

ANNO XV, V OL. 111.

i

15


DEUA CA,MPAGNA DE L

NOTE SULLA STORIA

in movimento, rnfl nncbe dell'ora colla quale si sn rebbe posto in ma rei.i. La 'i 0 d ivisi one s ino nll'nr·rivo del 2° esercito in linea, ch e fu vc r·so le -12 rneridinn r, era l'r~tremn sinistra del 1° ese rci to ed era l'a nel lo di con«iunz ione con il 2°. , O eser1;i tn; pPr qu este due ragion i era importa ntissimo tener:-;i fo r'te sul punto dn css,1 occ upato: se il nerni1:o la respingeva si veniva nd np r·irc un maggior spaz i<) v11 oto trn il 1° e :!. 0 esercito, ed inol tre il 1° eserci to pou~va esso ste::;so ven ire attaccato di fìanco . Per cu i snrebbe se mb rnto c:l1 e nlla ,• divisione si sare bb e ro dov ute volgere le <; ure prineipnl i del co rnn ndo in cnpo, e rn fforza rla al\'11 opo. Noi abbinmo vedu to invec:e che la s i lnsciò inticramcnte in Slla bnlìil , <'O ntro for1.c sove rch ianti, e se non f'11 sc:liincc1atn debbesi nl tnrdo aceo rd o frn i comandanti <lei lV0 e 11° l'o·rpo, al sop rnggiungcr~ del 2° esercì Lo. Le' rng ioni clic porta la detln stori.a a png. 200 non pr:rsui.ulono punto, anzi non fanno che co nvalidare quanto djcr111rno . Frn le altre rngioni In stor ia dir-e che siccome si terne\'a un nltneco genc r-alc dal la parie dC'l I O esercito, non eo11vc11in1 irnpieg,ne una porzione della riser-va all't)sl re rn a sinistra . Qui ci snrcbbc da obhìeLLnre che per la sless::i ragione per c11 i 1101 1 érn possihi ìe 111 ·1° csPrc·ito di sbo1Tarc cd allacc,u·e lo posizione cii L:rngenhof-1.ipa, le stesse grnlld i cliffìc-nltù nv erano gl i Aus1ri11ci se si fossero imprgnati in un ;iLl.aceo; l,1rldove a quPsti conve·niva benissimo, per· la fal'i! i tà di eseeuzione e per le (·onseguenze tat.1i('l1e, di at.Lncc11re pi,r Maslow<' d-Dt~nnteck sul fianco si nistro dei Prussiani . E nllc: !1c in t,d cnso r iserr e cli c si vulerano con8('rvn re pel centro, stncb be slnlo nc (' essariv portnrle nlla s inistra , e dore11clole i,or-

1866

223

la re era mf'g(io prima r.he dopo ehe l'attacco fosse ·Stnto

pòslo

p,ron unci11 I o.

l

f

J)e reltè fu lasc iata .a se stessa la,• divisione , nnzi si fece a ppoggiare a des tra vel'so Sadowa la 8" di visione? Be ne opel'ò il principe Ca rlo porwndo in rrnn7.i le teste di colon~a de l 2° eserciLo; in que l mome nt o In scii.i pres.e nzn d1 qur]le truppe dov eva prod ur re u n grnn de effetto e cninb iare la facc ia degli avve nimenti. Èbbe la g rn11 venturn di non irovnrseria resistc nz,l'da llornnowcs e Chl um , rna I.o ·Si deve app unto al la g ran dil igenza messa nel ma r.::1are . Se pe r· i1101 t n1 r:-;i ccl n un ccnru a v('sse volu~o attenck~·o l'nrrivo de lle vnrie eolonnc~, spiPgn rle e poi avnnzn r·s1, avrebbe <lato tempo nl 1Jem ico di prepn1·are la dif'esn, rne11tre il suo nttacco ri uscì quasi corne una sorpresa . . Ciò non è ::;ernpre dn imili1re, ma sì bene quando si ~:a nel caso di poter giungere a tempo e liberare cl tra parte de ll'c~crei_to troppo vi\',J11J1··ntc impegnala, o qunndo altrnve s1 stanno per correre rischi . . Fu b11 ona anc.;lie la <lisposizion(' data n twndo si vide la fonnidnb ilc. posizion e di Horanowes o'.'l lungi, cioè di d,ire per p1111to di direz ione ,Jlle vnrie colonne ln detta altura, peroccliè era naturale che colù si dovesse in contrare se l'ia resistenza. Le opernzioni e disposizioni dell'esercito drll' Elba durnntcla L,1 ttnglia di Sa<l,rwa semlH·ano per pi ù di un luto cri ti cabili. L'essersi nccontentnlo di sfilare tntlo per Jn s!rrttn di !\cdiani c non sc r11bra che russe nè ncCf•ssnrio nè utile. ~on neccssnrio perchè vi era il pnsso per Lubno o per Popowrtz, presso il qu,Jlc più vicirrn clic a Nccha nic dOl' CYà lrorars i In H. " di vi:-ione eli e nveva presn lcl tlirez1on e d t Po<lolil.i n Lodi n - e c:ltr gi1rn1n n pns~nre lo stretto fu 111nncla1n per le nitore di Popowitz :id allaccnre verso la destra la posizione di Problus. ~on era uLiÌe,


NOTE SULU STOnL\

DEUA CAMPAGNA DEI,

avvegnnchè se la testa della streua fosse st:11a valida:men te sostenuta verso llrncl1•k, nc,n si sarebbP po1uto ava nzare sènza grnnde, anzi 1mrnPnsi s:wrifìci; nel mcnu·e se una o più divisioni slioccnHrno da Popowitz; t ale resiste.nza sarebbe si.ala 1110IL0 minore. Aduperandc due sbocchi sulla IJ1striz s,1rPbbe stato più solleeito lo spiegamPnto df!ll'eser,·ito dell'Elbn, nd ni'entre passando tulti p<'r la slrclt,J di N,~chnnic nlll} 4,pom., non ancora era fìnito mentre l"avang1wrdia alle: otto era già padrona della drtta streltn. Jn 11lti1110, in ca:=.0 di ritir·nta l'esercito dell' Elb~ a vrrbbe avuto d11e pnn t.i per dove ritira rsi, e la buona posizior.e delle altu1·e Neelrnnic-Lubn o-Popow itz. .\nc:ltc l'attacco della posiz io1w Problus-Nieder-Prim: non ci pare che sia irnrnune da cr:1.ica. - Pr•r forc quf'l lo_ auaeco il comandante dispose che la 1 A• div ision e dovesse atLnC'enre per l'ala destrn , 0. la u.• divis ione per l'.ila sioistrn, sostenuw nl C'entro da 11nn risrrva di nr·tig lieria e d,Ìll a Hi" di visione di e per ,illrn cr·n ancora al di là della stretta. Questo n1ta eco si svilunpnva s11 di nna curva di mei;rlio di 6 cbi lo111 etri, prr cui le due divisioni non poteron o ch e e:a;sere ckboli da per tu Ilo ed espost e ad aLU1cclii cen1r,ili del nrn1ieo . 11 qual e vernmenle l[Je LPnl ò d uf' , di ciii il primo rinsd a im padronirsi d~ ~ ied-Pri111 e rigl'ltnrc i Pl'llssia ni . A con diz ioni cg nali di .tr,rppa e di lllf\ J' ille rg li è ce rto ch e tale attncco centrnl e avl' v,1 1.u1.1 e le pr"lwbi litlt di riuscitn, t' qu indi le due- . dirisioni seuza ri se rra gen crnl e si snrebbero trovate a m al pnrtito . · Due ogg-Ptl.i potc~vn nvere · l'atracco di fì an r:o dell"escrci lo ddl'Elba , o minacciare la li n<' a di: . 1·itirn1a drgli A11s1ro-Sassoni, oppure di vid ere l'ala: . a ustri;Jca dal rima ne nte. re r ciò 01.tcnere bisognava combinare un nlln cco. òi 11n',1la con un atlncc:o ce ntral e. - Se questo si foc·evn ; s ull'ula sinistra austro-sasson e, si minacciava la lin ea·

1866

225

di r1t1rata; se si faceva sulla destra si distar.cava questo corpo da Problu s dnl rimanente dell'esP.rcito .,. che appoggiava la sua si11is1ra él Stresetic. Ma volere a I un tempo ottene re l'uno e l'altro scopo era troppo, e quando si vogliono avere troppi oggetti in rnira si finisce g<•neralmente per non consrguirne alcuno. !la si dirà: si riu~r.ì; ed è vero. ma· si riuscì tardi, ed i progressi dell'esercito dell'Elbn, su eu i il qu:irti(w generale prussiano contava tanto, furono molto lentj, .e lo sarebbero stati di più se il <·.ornandante del (·u,.po òegli Austro-Sassoni, non avesse visto ripi egare e cedere gli altri corp i di esercito ch'ernno alla sua destra. Ed inoltre si devono quei risultati a ciò che il morale <lei Prns~iani ern molto ·elevato per le vittorie riportnfe -e per la forza di resistenza che loro veniva dal fucile · ad ;igo. Il modo di attaccare di fronte non che per la destra e per la sinistra è modo abitunle dei Pr.ussiani, i ·qnali pare che prediligano il tre . Con tre eserciti hanno invaso la Boemia. I tre esei·ci~i si portano a dnre battaglia con un aW1cco cen trale e due di aln. Ma oltre a ciò l'esercito dell'Elba nel fare l'attacco della posizione Problus-Nied-Prirn lo eseg11i per le ali non ,che pel centro. Ma scendendo più ai particolari, lo ,attacco di Alt-Nechanic e di Nechanic venne fatto con tre battaglioni, di cui uno atl.accò direttamente e due altri .attaccarono per le due nli. .Anche nelle manovl'e usano sovente qnesto modo avviluppante, buono certo finchè nhbiano una gran . forza di resisten za, e finchè il nemico fotto accorto ~ non usi tutti i mezzi per sfonda rli . Qui è altresì da osservare che l'esercito che aveva t:1n ruscello profondo a passare, la Bistriz, non cost1·usse .alcun ponte servendosi solo di quelli che vi erano, cosa ,che non sappiamo spiegarcelo. -- Erano ponti da farsi ·

I


225

DEL I~ CAMPAGNA DEL

NOTE SG'U,A STOlllA

in un hntter d'occhio, anche con maleriali troYati: soprn !ungo. Verso la . fine della h,Jt.t11glia, qunnilo l'inseguimen to era molto 111oltrato, sucecdè questo follo strano cioè che porz ione del 2° esercito s'in croc iò con pa1·t; <ie ll'es0.rr· i10 dr·ll'ltlbn dinRr1zi al 1° ese rcito cio è il ·~0 si port ò verso il sud e il seco ndo ver:;o 'il nord. L'esPrriro prnssinno non si accorse del ".oncenrraJnento rlell'eseri:it() ansLl'ÌilCO dinnnzi. a J{onimrralz L 00 c11e verso le 6 e le 7 pom. del g iorno 2, cn nccnt r,wnenlo già esrgn ito sino dal mezzodì del 1° J1wlio· 0 d'11n<H Iocl 1e, ' se non se ne fosse ro nccorti, il "iorno ' dopo l'ese rcilo de ll 'Elba si sn rebb e trovnlo nPlln direz ione di Pardubitz, e il second o al di là dell'Aupa ve rso Joscfstnrl t, e solo il 1° esercì to e iI 1° corpo verso Kon iggratz I Il serv izio delle truppe di cavallerin prussiana pare· ad unqt1 e che lasciasse desiderare m11ggiore oculutezza. ed csaW'!zza. Uno drgfi in convenienti d"gli attarr.h i nY vi ln ppnnti, qunle è q11 el!o adope rato dai Prussiani nf'lla battflo•lia di S'.itlowa, è che ognuno clegli att ncr.'1i bisognn Zhe ba ;.ll a se stesso e che pron:eda ad una riser vn p11rlicola1·e per ()gni nttnr,co. fofatLi il ·1° eserci to non av rebbe in alcun modo potuto mnnclnre rin forzi all'ese rci to dell'El ha e al 2° ese rcilo se ne nvesse ro nvuto, b isogno, e se ii avessero mandati, per il lungo circui;o a far e, snr,·bbero ginnti troppo tardi . Al co nlrnrio l'esercito nustriac:o dalla s ua riserva ~entral e e ra nel. caso, di 111andare rinforzi o al centro o ad una dPlle ali: cht fo sse sta ta respinta, ma non se ne gio,:ò, ed infatti quando Chlum fu occupata d11lla 1., divi sione di riserva, se lfrn erl ek in. luogo di unit br"igata avesse colà manrlato un corpo d'esercito , molto probabilmente[a divisione. della guardia sarebbe stata respinta, ed.

I

1866

227

il II e TV corpo d'eserrilo tl11strin co, rincorati, i'lnzichè ritirarsi s11ll'allra ripn dtdl'Elbn, av1·ebbe ro potulo l'iordin arsi e portarsi innanzi, la baung lin avrebbr, nss1111lOl un altro aspcllo, perché il 1° ese rcito non poteva, sboccore, e nel silo ove ern, soffriYa enor111e11Jrn te, la qual cosa non si polev;i protrnrl'Ci o lun~o. li generale Benedd{ pare che non si rr,ndesse nbb11sw11za conto della posizione va11l11ggiosn C'l1't-'gli avP\'a col,ì, per cui i su oi sgua rdi e sforzi anzichè essere rivolti al 1° eserc ito , avrebbero dovuto esse rlo verso il 2° esercito. Un altro inconvenirnt e di quegli nttacchi d'ala e di cen tro si è la diflì co llb cli poter conoiwere n rernpo debito i progressi ch e si fauno e delle disgr11zie c:he avvengono. lnf'ulti il comando in 1·npo prussiano non seppe e non si nccorse dei progrPssi del 2° e!-e rcilo se non quand o qu esto e ra da molto tempo a Chl11m e Rosberilz, cioè dopo le 3 rom. , quando sco mparvero i nemici che aveva dinanzi 1 Quesle cose abbiamo volnto dire perchè l'nnlore della storia di cui c'intr11lleniarno ammette co me cosa iÌ1disculibile che , q·ual orn un esrrcito pn ssn ntlllccare un altro aHersario rli frontH e di lìnnco , il risultAto non pnssa esser dubbio. E noi credin ino ehe in guerra non vi sia niente di assoluto, mn so lo riesca tutto ciò che è npplicato ron criterio nlla <:irC'ostnnza. I pregressi del 2° esercito prussi,ino debbonsi ~pr.ciaJ. mente a ciò che il terreno per cu i esso pene trò non era quasi gnardato, e le truppe che dovevano dife nderlo arrivarono in posizion e qt111si dopo dPl nemico . Infatti contro il 1° "l~sncito st etlero soli il III" e X0 corpo ed una divisione di cavalle ria di riserva. Ora questo • 0 esercii.o prussiano ern forte di 8:i.,830 combattenti , esclude.nrlo la divisione 7• che ebbe a combattere coolro porzione del IV0 e 11° corpo, doè 13,300 0

0


228

-, NO'rE SULLA STORIA

uomini, così rima~gono 71,530 ch e furono tenuti in. iscacco dalle 7 antim. si no dopo le 3 porn. dal 111° e X corpo e la 1• divisione di cavalleria di riserva, che secondo la detta storia avevano la forza di 28,500, 18,000, più 4,000 della divisione cavalleria di riserva, totale 50,500 11omi_ni . Per cui non ci ha nessuna rngione per non -credere che se non fosse stuta trascurata. la difesa dél 11:ito destrn •austriaco, questo avrebbe potuto opporre altreuanta resistenza. 0

1866

E si osservi che cib non è . già da attribuirsi alla natura der terreno, chè il c:impo di battaglia è col- · linoso bensì, ma a dol ce spalto, non rotto, nè frastagliato da coltivazioni, da giardini, cnnali numerosi e ,· ignei.i. I soli col'pi che si presP-nt.ino al combattimento eon un certo assit'nie_sono: 'il grosso della 1 divisione d<~lla guardia nella sua marcia su t:hlurn; l'aranguardia del 1° corpo qu :indo si dirige da ~Iaslowecl su Chlurn; la ,11a divisione quando da Nedelist si. porta su Rosberilz e Sweti, e la 3a divisione che marcia pn scaglioni di reggimenti spiegati dalla destra, quando da Zavadilk.a si reca sulla Bistriz per occupare poi i villaggi di Mokrowons e Dohaliz. Questa formazione era stata presa pcrchè il terreno era battuto dall'artiglieria nemica. Durante l'azione poi andie questi corpi si frazionano; della 1a divisione dPlla guardia, ad esempio, appe·na incomincia il combattimento uno o due -battaglioni appoggiano a destra per opporsi alla brig:ita Benedekcon,tro il bosco di Lipa, alcune compagnie vanno sino a Lipa, altre finiilmente a Cistow ove si mettono in cornnnicazionè -col 1° esncito. In questo mentre la div isione di cui fauno parte si trova in gran pericolo ~ttaccata dal nemico a Cblum e llosberitz, e vien pur anche costretta-ad abbandonare quest'ultimo villaggio. Molti altri esempi si hanno dell'azione srparata di piccole frazioni di truppa; Borenows fu preso da 5 compagnie; fla I bnttnglione il villaggio di 8t1ndrasitz; da .una compagnia ~edelist; da 3 CL•mpagnie Chlum, la chiave della , posizione. Una co~npagn ia sola s· im·possessò di Rosbcritz, due compagnie presel'o Lipa,. due . o tre Lnngenhof. Ci(1 dà ,alla battai::,l a piuttosto l'aspetto d'una serie · di falli d'armi isolati che d'un complesso ben _ordì8

Fanteria.

Se si esamina l' andamento della battaglia e come procedono la din,zione e l'esecuzione, Vt"diarno che il generale in capo dà l'ordine di marcia ai tre ·eserciti indicando loro la direzione generale. Il comand;inte poi di ciascun ese rcito fìsrn le co-. lonne di mnrcin, determina la loro speciale direzione e l'ora in cui devono giunge re alle rispe~tive destinazioni. I comandanti òi divisione giunti sul sito, iniziano il éombattimento con le avanguardie o con queste e col grosso delle loro forze. . A questo punto, in cui Lutto è proceduto regolar•mento, cessa l'azione chiara ed immediata dei comandanti superiori; nppena cominr,ia to il combattimento., non è più qnestione di divisione, di brigata, di reggi1]'1Pnto, ma il più delle volte nemmeno di. bauaglione, bensì sempre delle compagnie che paiono agire per. iniziativa tal volta forse .soverchia dei loro comandanti e senza connessione apparente.

DELLA CAM Ì•..\GNA DEL

,· .,


/

2,30

NOTE SULLA STOlUA

nato, sono i comandanti di compagnia che ne hanno. in certo modo la direzione; e questo risulta dall' ordine in cacciatori adottato su larga scala; è una ratena avviluppante che va sempre più svolgendosi, e che per ciò stesso si fa ognor più debole. Se una simile catena fosse respinta sarebbe difficile raggranell a re pur nnco 11n plotone. La mo ltiplicità dei piccoli attacr.hi si osserva altresì in altre nioni 'in cu i trovnn!-i impegnate forze magg iori . Nell'attacco del vill<Jggio di Alt-Nechanio un baunglione opehl di 'fronte, un altro sul finnco destro ed un terzo sul fianco sinistro. Così pure contro Nechanic, ma con movimento molto più lllngo, atte.. sochè bisognava trovar il punto di passaggio sulla Bistriz. I ·rrnssi,)ni stessi banno dovuto riconoscere q11anto vi era di sconnesso e di. disordinalo nel!' azione in questi combattimenti, e parlando del movim eòt? d~l ~" ese l'cito qunndo marcia dalla destra della B1str1z per andare ad oecllp,ne la lineu Streselitz-Lipa, allora abbandonata dal X0 e I1l0 corpo 1n1striaco, la storia di cni ci. occupiamo dice: (pag. 336 e 337) « Non « si poterono fai· marciare in ordine regolare che i « corpi di truppa i q11ali ernno· rirnosti in .seconda « linea .... . Tutte le trnppe andavano innnnzi senza « che i loro movimer,ti avessero una grande roe( sione; ina dtetJ·o di esse venivano in or<lin~ di bat« ti:iglia r~golnre le truppe nujTierose che s'erano con-= ~ servate sin là in buon ordine». La qual cosa conferma la necessità, come sempre vi è stata, ma oggi più che mni, d1 tenere in serbo delle riserve; lo cheperaltronondeveneppureforcadere nell'errore ocl esagerazione opposta di tenerne so.verch ie e quindi di non sviluppa re abbastanza le proprie risorse. Bisogna evitare i due inconvenienti di troppo

DELLA CAMPAGNA DEJ,

I

.:.,,

23~

svilupparsi per non rimanere con insuffici enti r.iserve, e l'altro di non sp-iegar forze bastevoli die c11g1ona_nò sforzi successivi i quali possono non essere adt1tlt a . conseg11ire lo scopo. L'irnpirgo dei caceiatori prodllce altrcsi un consu~o eccessivo 'cli munizioni: la 1• divisione del la gu11rd1a, ad esempio, nveva e~nurite tulle le sue alle ,i. p. m.;. si riuscl però a sprdil'gliene alc:uni cassoni. Nella storia presa ad esame ti·oviarno a pag. 258, un fotto che a parer nostro è da imilarsi. 11 cornandunle la 12a divisione riceve dal co mando del C'o rpo J' esercito r ordine « di non perdere il nemico di vista, t collegarsi colla 1P divisione; questa rnnrcin o·ve , tuona il cannone. Il generale Trondzynsky (cnman« dant.e la H.• divisione} si derise allora cii s<"guire < la medesima clirezione. Si spiegarono le bnnoiere, * i ministri delle due confessioni, a cavnllo, nnda« Yano da un battnglione all' n]tro, e si continu.b a .i mllrciare s11 Trotina ... » Se poi portiamo l'nttenzione sulle operazioni .generali dei Prnssinni nella guerra di cui e'intrntt.e111am~, osserveremo focilmenle eh' essi agisr.hno sin strn1eg1· eame nte sin tatticamente sempre secondo un meiodo· quasi coslnnte, q11nle è quello di nttnccare non s~lo di fronte rna Hnche.- sur due fhmch·i del l' a.nersa no. Anzi tntticamente altar.cano se111pre in tal guisn e lo fanno con molta esnttezza e si collf'gano fac il mente fra ·Joro. Tal modo di oltncco produce, qtrnndo è quasi con'tf'mporaneo, molta . senzazione su chi si dif~nde tFi.e teme dr perclere: la s.ua Jine_a di ritirnta, c_ag1pn~ confusio·ne alle spaHe dei coq:'H. e q11an~o riesce ~ ric·co di molti rrsultati. Non vi ha duhh10 ehe dn C'Osi attac-ca non può a meno di essere debole dap. pertutto, ne·t mentl'e ehi vrene avv il'uppato porti;?d~ ·te sue maggiori forw e riserve su uno. dei punu di. 1

1

f

186(3


232

NOTE SULLA

STORIA

tale linea, dovrebbe a\'erne, u forze eguali, van.taggio. Ma ripetiamo che la minaccia sul fiance colpi:-ce forlemente le menti, e se non vi hanno soldati molto provilti e confidC'nti rn•J )Pro <'apo, cc.me i F1 an~esi a Anstcrli rz, è quasi r.c·rlo che un tal modo di procedere è ricco di conseguenze. Ma siccome ad ogni manovra vi ha. una volta conosciuta, una conlrornanovra, sapendosi clt'essi agiscono rostantemente verso il centro e le a1i, si può loro opporre attaccÌ1i a fondo sul centro, t.enendo a bada le nli; ovvero rifiutare un ala molto indietro e rinforzare l'ala opposta, qualora il terreno si presti; cambiare di posizione e portarsi vet'so un'ala . Questi atlacchi avviluppanti sono non solo narrati nella stoi'ia di cui parliamo, ma li abbiamo altresì visti eseguire nelle manovre autunnali. Un'ultrnia osservazione su quanto è narrato a pagin.a 29G. Parlando della .n.ecessitli di guardare e difendere per parte dei rrussiuni la de~tra dellaBistritz ed il bosco di _Ha~o\~a, eh'~ra per loro un importante appoggio, e ,qt11nd1 d1 tenel'v1 molte truppe esposte nl fuoco nemico, leggiamo: « Era necessaria tutta I' nbnegazione delle « truppe e tutta la loro obbedienza a seguire l'e• sernp io dei loro ufficiali, per t<'nPre durante più di 4. 5 ore, in un'attitudme comp letamente passiva, sotto « un fuoco d'ai·tiglieria così opprimente ». Or contando le perdite sofferte dl)J ·1° esercito esclusa la · divisione é'he era nel bosco di M.:islowcd, roffe pure le perdile di 2 battaglioni della sa divisione d1 e · ,er11no con la 'i", non eh<' la Cilvalleria di risen·a la. ·(JUale non aveva ancorn nvuto rampo di agire, troviamo ,c he le perdite delle cinque divisioni e dell'artigl i1~l'ia asce11dono ad 8i- ufficiali e 2507 uomini tra morti e ferit i, perdite che veramente son tutt'altro c·be enormi ripartite su di un effettivo di 60,000 uomini. Anzi

,a·

186(>

233 nel lcmpo stesso i due corpi d'esercito che sostennt'ro la lotta, cioè il X0 e III°, avevano a,·1110 208 ufficiali e 4,39;> uomini morti o feriti, e non contavano, secondo i dal i della stMia slessn, che W,500 uomini;· quindi molto P.iù fel'rnezza e abirngnzionc ebbero a dimostrare che no11 4trnlli ch'ernno. sulla Bistriz. DELLA CAMPAGNA DEI,

•

Alrtiglicria

Ln batt.iglia di Sadowa è sta111, abbf'nrhè alcuni nb~ bian o nsserito il co ntrario, prinrip,dmen, e 1111<1. hnttngl ia di ar·tiglierin. Sono poc:he le lwttngJiP, in cu i la a1tiglicria abb.ia resi tanti servigi e sin staia tanto uti le . D.i]IP, otto ant irne rirli11n e sin dopo le tre pomeridi11ne. sprc\ialmcntc verso il centro, t~·n Streseliz e Lipn, tulla l'azion e è consis1 i1 a in un vivo ra nnonegginmento dall'una parte e dnll'alrrn. Gli Austriaci .:ivevano cor onatP, le [!lturc di Strcsetiz, Lipa e Chlurn cnn 18 · ballerie (H.f pezzi): queste br1tt eril~ erano rnslen111.e indietro dal X0 e 111° eorpo d' esercito e unn divi:-ione di ca vall erin di riserva. Qu es ta bnu eria pn rali21.ò fHH" q1rn si tut ta la giorna ta, cjo è dal le otto nntimeri.di àne alle tre pomeridinn e, tu tti gli sforzi del 1° r.sHcito prus:;iano, cinè meglio di 70 n1ila .uo111ini, focendo loro toceare grnv i perd ite. Tutti i tentntivi folti dn q11Psti 70, Jnila J'russiani JH'l' sbocrnre clnlln loro posizione ed . impadronirsi · <l elle alture nborti1·ÒnG·, nrnlgrncle> chr fo ssero anelH~ essi eoa diuvnli da 64- pezz.i, r·d aY,n:;sero una i1nin ensa su periorilà morale in conse~ guenza dell e già ripor-Late vittol'ie. Quando un' tr~i... 1


231'

NOTE S ULLA STOR I A.

gli e rin poò dare tali ris ulLali, che sono fra i più b rillanti elle noti la s toria rnilit.1re, è forza condiiudere ch e l' a rtigl ie ria non hn p unto di minuito della s ua imp orta nzn, anzi il c,iri trurio snrebbt', il v_e ro. . Anc he con tro il bosco di Mn slowed (u sp1 <>g.i la d.igli Au s tri.H~i 111 ol ta nrLigl ieria, di c ui '10t pezzi fo r mavano • unn soln batte ri a. re i· op porre ostn colo aHa rnnrt ia del 2° esereito prus~ sinno, il H0 co r po a us trinco fe<'·e. oce upnre le v.lture d1 Horanowcs da H) pc·z zi nel mentre esso si portavv. sulla pos iziorw nssegnatagii. Dnrante la ritira.la furono le nu merose bllLlcrie che si vennero ~rn1n mnno spirgnndo, d,e, se non nrrestarono indebol irono la foga deìl' insrgu imc·n to. Dt;po tutto ciò non · :Si pub più dire che l'artiglieria non nbhin preso llnn parte i111portantissi111n ~1ella battaglio., nè elle la influenza dell'artiglier ia s ia Ye11ula di mi nuendo . S1ill'alturn di Ilol'nnowes abbinrno detto che vi crnno 4.0 pezz i austriaci, corn0. trn IJornnowes e: Maslowed nitri 4'.25 przzi, t"ppure q11cs li pr.zà rirnn::-r•ro in bn11er1a, lllnlgr,d o il rnc>viinento indictr0 fntto da l Il 0 e dal l\' 0 corpo, e non si r itir,lrono che c111'ultinio rnom()nto , q 11 ando giù il villagg io di lloranowcs r ra cad,Jto in rna 11 ? ,id un batLaglion c de lla gunrdi;i pr11ssii1nn e ne sort,vn per marc;arc sulla Ji,wa cl èi cannoni, lo clic eseg:11i rono suceessivan,en te eonii nciandu il rnori tucnto <lil ll a sinisLrn . {.)11rstn è b uona r0..goln, e l'nb lJinmo notnta p~rect:hie rnlle nel corso dclin bnttaglin. Cl1e se l'al'L1gli cri,1, pr.r tema di esporsi, prende po,ì izio11j o I rnppo indietro o lnscin cssn la pri111a e troppo presto 1u posizione, C/:!;li è rnro ehc sn lrert1 qunsi s ein:;irc le sue bocche D. fuoco, ma non re1H.lerù nessun· se.rv izio, nnzi talune vo lte più nocumento che va ntaggio, pP-rcbè la-

I l''

I

DEI.LA CAMPAGNA DEL

1866

235

-scerà un vuoto s ulla lin ea di comba tt imento e col su o ritirarsi disnnim erù le altre armi, che se primn si credc vv. no a ppe na forti da pote re an cora resistere, ·dopo la sua pal"te11zn ne depù1Ta1rno intern men te il pensie ro. Si ccome ogge tto de ll' artiglie rin è di soste nere la fant eria , batle re le colonne nernic:he e t1J lora l'a.rt.iglieria ne niicv., quando ques ta f'a m,1g-giori mnli e le nostre col onn e s i nvnn z,Jno , perc iò bisogna che l'artigl ieria sia nudace ed azzard i sove n te le sue bocche da fuoco se vuole udempicre nl suo scopo . L' aJ"liglie ria anstrinca ne lla battngl ia di Sadowa compì pcrf"ctlamf' nte nl s uo eòrnpito . I 40 pezz i a destra di Horanowes non avevano che due sole eolllpagnic di sostPgno, eppure r imasero sino a) l'ult.itno momento in posizione. . Abbiamo tr,)vato l'arLiglieria prnssinna molto più prnden1.c olia bnttag lia di Sadowa, al 1'0lltrario di qu el che avremmo pensato leggendo l'impiego del l'arti~lieria d,:lln ,ia divisione della guardia al eomba~titiinen to di Soor. Ant:li :-: rH!lla bnttnglia di Sadown il pezzo lisr.io da B non fece bnonn prova, spe,:ialm ente al le grondi di~t,1nze; d ifaLt i tuue le volte eh c batlcric da ,12 prcsrro posizion e pe r tirare nlle grandi distanze si fu obbl igati n farle r itirnre, 1wrc;h&, sùffrirnno senza poter c:ontrobul.tcrc il fuoc0 11en1ico. Jn qnesii grandi concentramenti d' artjgl ieria è neccssnrio, g ià s'intende ma è bene notnrln, una direzione un it:n. Infatti troviamo nella storia del Mo ltke <:he le ·1 I bnttcric pr11ss iune sLnbi lite tra IJunl iz e ~lokrowows, uppnrtenenc.lo a frazioni dive rse d i truppe, non si poterono intenclerr, per r•gire <·011 scnpo comnne, non procfoceva no fc lièi risulwti, e nel Hl('ntre t:i.lune si avanzavano, v.llre si ritiraYuno (pag. 204).


236

NOTE SULLA STOIIIA

Alla destra prussiana l'esercito dell· Elba qnnndo ebbe in b11011a parte sbo<~eato, il generale Henvnrth stabilì al cf•nlro, s1dle altur<~ di Lubno. una fOl'le linea di artiglierL1, die portèi , sino a 1 i batterit->, cioè 66 p ezzi. Ma ovendo q11<'st.ì n tirare a n1eglio di ~\fOO :metri, ove era la posizione prirwipnle degli Austro·· Sassoni, non prndusscro c·he pochissimo effr tto. Questo fu un difotto che vf•diarno pi11Ltoslo SoYeote ripetrre dai Prussinnì eJ 11bbinn10 nnche vi.,to :idnpcrnrn n, ·ll e loro manovre clt esercitazioni. Non vogliono .:inischiare la loro nrliglieria; è vero, clie non ne perdono, nia non prod11cuno neppure l'effetto che dovreb bero. Qunndo il X0 e Jll 0 corpo hnuerono in ritirata dopo Je tre, lascinl'<JOO le loro bn lteric s111la lint•n per n:a~ .schcrare il loro inovirnento; I' .:ir1iglil'l'ia ndunque si sncrifìcò prr prolcggrre e cop i ire tnle morin ;en 10. tanto clie nel ·1° t•sen·ito prus~i:,no J1on se ne accòrSPr·o se non qnnndo il fuoco delle b:ill<wie cominC'iÒ a- din1in11iri! surcPss.iY:irne,,re. Qurs10 è nuorn e bello es('rnpio daro d.:i ll'artigl ieria :iustrinra, le cui ult:me batterie f11r·ono a1L:1ccate e 10 pezzi do\'etl01·0 cnde re fo ninno al nemico, ,na prese n rovesc io dalle tn,ppe de!la 2a divisione ddla gunrd in. Nt'f men tre 54, pc:z~i delln riserva cli vr1igliPria ed artiglierin di ris0n·a della gnnrdin pnn-sinnn prer de,·an o pos izinnc su lle alture al s11J di Clilum. qu<'Sl.a artigli eria dirigeva. con buon principio il suo fuoco sulle co lonne di ri servn n11striac:a a;:glo11 ,ern1e a Wsrslnr noi mentre pNd ern essn stcssn c,11orn1cmc•n10 r;erelr è bersngli;)lrt da unn Lntt eria di 1100 pezzi flabilita tra Wses1ar ,~ Langcnbof'. Perciò dopo un'ora .di cornbattiinenro !t~ rn11niz io11i erano q11:i si es:iu;.te, e molto danncgg iat;i, rpp1>1·c:iil si 1·i1.irò alle &. ,1/1. Troviamo che la dirrìcol1~l di ponti s1illa Distriz incomodava rnolto !_'approvvigionamento delle batterie,

DELLA CAMPAGNA DEL

4866

237

ma a pag. 29i trovi,J1110 riTerito: « Dietro ordine del cornandante il reggimento, queste due batterie {prus« sianf') si ritirano <JI di là della Bistriz per approv• vigionnrsi, pcrchè i cassoni di riserva non po!e« v11no p;issare i ponti ingombrati dalla fanteria. «· No11dirneno, dacf'l1è ebbero rinno\'nle le loro rnuni« zioni, le due baLLerie ri tornarono a prendere In loro 1( prima posizion e ». . A pa.giua 295: « Una cosa che nvern ronsidNe"ol«· rni·nle incomodato tutte le batierie, ern la diffi co lt à « di corn unieare con i loro cnssoni cli ri:-.crra, di!fi~< colt;\ cngion:ita dnl piccolo numero di ponti sui quali « si poteva traversnre la Bistriz ». Q11este citazioni ed nl 1re l:be potrPmmo fare ci pare cl1e prnvino: che i ponti erano pochi, nè si curarnno cli costru irne, mnlgrado il numeroso pcrsorw!e di p ionit>ri <:he n,·evano; clie i ponti ernno ingo111b1·i di tr11 ppa, rna si<'co,nc i rn::.snni non poterano venire al di rl11n, e IP b,Hteric pote\'ano focilrnent.c · andi1re al di IJ, vuol dire ch e si era formata una c:1·rtn corrc,nte jn clìrez ionc dal sud al nord. l\on si cnpiscc c9111e clelle batterie si ritif'assero per andnre ad Dpprovvigion z11·si, per poi ritornnre, m·entre sa rebb e stato mollo più sempiice for veoire. innanzi i casson i. Come era faci le far pnssa rc e rirnssnrc il ponte od i pon ti nd almeno ,1~ cannoni non doveva l}sscre dinìcì le il farlo per q~ralclre ca rro di riserva di !lrunizioni . Se fossero stnLi obblign t1 i Pru ssiani .id un movimcn 10 di ritirarn, quali e quan 1e dilfico ltù non anebht>ro incon(rnto per· effe lLuarlo su,i pod1i· ponLi di cui <lisponf.'vanol Forse q11cs1a era una ragione pe rcli è non si er<1110 roli1ti portare s11ll'tilt.ra spu nda i cassoni di. :r·sf'll'vn, d',1r1iglic ri a, Io supp1;ni l1rno , 111a la storia del_ Molt\ e portn pe r cagionP- 1·ingo111bro dei pl)nti. ALra cosa da lodare nel:'artigli eriu austriaca si è ehe ~

ANNO XV, VOL. lii.

16


~38

NOTE SULT,A STORIA

in q11esta ballaglia non si lasciava distrnrre dall' artigliei a av,·ersnria, ma quantunque batt.uta dall'arti~ glieria prussiana, essa contin::ò semp re a tirare sulle colonn1• di fantrria eh~ si avanzavano. Più di una volta obbligò l'artiglieria prussiana a tacersi o ritira·rsi; così, p. e., l'artiglieria del!a riserva del 2° esercito fo obbligata a ritirarsi, così pure le batterie dell'esercito dell' Elba quando presero posizione~ oll'ovest di Sterzink, Anche la riserro d'nrtiglieria della gua rdia prussiana quando verso le 3 ·1/2 prese posizione a Chiuro, insieme all e h:111eri c del 1• divisione della guard ia, si comportò mollo lodcvolrnentP, poichè essendo battuta da meglio di ·100· pezzi austriac i, non smise di dirigere il suo fuoco contro le colonne oustriache che si preparavano a ollnccnre Rosberitz. Non polè per altro rimanere .in balleria cl,e sino alle 4-1 /2 clopo la quale ora, sia per la mancnnza di munizioni, sia per le perdite sofferte, do,·è ritirarsi.

Cavalleria.

Dopo la guerra del 1~66 si è formalo in em inenti miliLnri e scritlori \rn'opinione che cioè la carolleria d'ora innnnzi sn1·à utile prr e~plorarr, per la sicnrezza. dei campi e le ricognizioni, ma non si potrà più ndoperare in grnndi mn.:se come per lo ndòielro ed ottenere ùa essa quei grandi risulwli ch'era per cosi dire la rnr:colla della mP.sse della villoria . A clii studia con a1 1enzion e i fatti òi guerra del 1866, qucst' opinione non sembra basata su nessun fallo imporlnnte che lo dimoslri,'ed anzi si può dimoslrare con la nar-

T .'

DELLA CAMPAGNA DEL 1866

239

razione delle sue vir.ende alla fìne della batlnglia di Sadowa come la SlW in1portanza non sia p11nlo rnenoornln. Egli è vero chP. n~lla bollnglia di Sadowa non furono impiPgntP., coni e. nelle guerre dcli' impero, imponen ti mnsse di cnnilleria; ma ciò dipese dcJll'esscrsi e d~ll'uno e òall'nlt.ro esercito dispenrn la cavallerio, ond'è che al momento di potedn e doverla adoperare, sì dall'una <·orne dalr altra parte feee difetlo. Questo lutto ol più può climoslrnre d1e mnnr·avano uomini cnpoci e prevl;'ggènti, ma non gi;\ che la cav1illeria non avrsse polllto prestare quegli emi nenti servizi che poteva e dovern. Anzi voglwmo dir subito che se In cavalleria mostrossi alyuanlo du meuo di se s1rssa fu appunlo nel servizio di rirognizione e di esplorazione. S,1ppiamo infnlli che l'ii:-ercito prussinno sino alla scr-a del 2 luglio ignorava affatto r.he a pochi cliilomr.tri da 1:'SSO fosse conr.r.nLr·ato tutto l'ese rcito ,1 11 st1iac:o. Snpp iam o pure che il giorno 3 111 marcia Jcl 2° esercito prnssiano dell'Elba al earnpo di coml.i:ittirnento, non lo si seppe se non quando esso nvevn gii1 cominc iato a prendere posizione per co rnbnltere 11 Pa ssiamo ora a veclere quel che operò di più i111porta11Le la cavalleria alla l.iauaglia di Sadowa. Sino nlle ore 4 pom eridiane nè la cavalleria prussiana, nè l'au sLrin cn avevano presa unn pnrte mollo alliva nella ballnglia, se si ecceltui qualche attacco parziale come t1uello ùBlla ·I· <li visione di riserva rontro ]e posizioni di Chlum, e l'in contro dellu brigata Bisma rck con porzione de lla 2• divisione di ca ,·..illeria leggera nustriaca. Solo vr::rso le 4 pom erid:nne quando la fanlerin au striaca protetta dafl'arLigli"ria s'era ritirata molto in-~ dietro, co111pnrve una brignta prussiana sull'al1ura di Langenhof, Lra questo paese e la slrada principale.


NOTE SULLA STOnJA 24-0 Un reggirn en lo cli questa brigata cari c_ò dappri'!1a un battao:lione che abbandonava Rosbentz, poscia .un o quarlrato che un allro ba ttaglione aveva form alo sull~ strndn ed infin e una bn tteria di cui s'impossessò· d1 quntlr~ pezzi. Stava per caricare altra fo nterià austriaca ehe l'incoinodnva col suo fuoco, quando comparve su l suo fianco la 1u divisione di riser\'a d_i cavallc.:ria aust1·iac:1. Una brigri ta austriaca caricò la briga ta pru ssiana, di cui tre squ adroni si era~o portn ~i _molt? all' ovest verso Stresetic, e che fu obbligata a ril1rars1. La b1·icr:11n austrinca la insPgu ì, ma ebbe. a soffrire il fo oco della fan terin, non d 1e 11 n atlacco di fin nco fa tto òal ,, 0 rcn-1rimen to ulnni di Pomerania N° .&., . per cui on unn porzione dr lla briga la au striaca si arrestò per co111battere, altra p,·cse la di rezione di Langenhof. ·IL reggimento Fe,·dinando del!a 2n brigata del la 1a di- · visione di riserva non srgni la b rigata di cui nli biamo . sop ra p11 rlat0, ma si d11'PSse a Langenhof e s'incontrò, dopo avere sofferto il fuoco della fa nteria prus~ sinnn che arnva occn po to il pnese, con il regginienlo ussari di Ziethr n e f11 da questo rovesci0;to. L'a ltro reg-_ gi 11H' nto della brigata co razzie~i di flesse· fu allacc~ to p ra%o Lnnge nhof di fi anco ed iri '. t esta _dagli ·_ u_ssa.ri 1• Zi r tr n e da,rli ùln ni ~0 4 e fu anclì'esso respinto.. . ' o Jn qu Ps ti conr batti rnenti qu,1tt1;0 .reggimen ti c :, rn zzi p1·i au~t rie1ci nrcva no co in bu tt11to cond·o du'e ·reggimen ti di ussari, un reggi mento di ulani e d·ue squa.· . dJ'() 11 i di dragon i. ln qu est0 pu nto si'nipegnavu un'altra _lotta di caval. . leria a Streseti c. La 3" divisione di cnrallcria di riserva si ritiravo. · qll:tll(fo r ide giungere j tre sq undroni' di dragoni ~i . cu i ab bian10 pa rla to e c:lic si po rtarono a Stre.:-e tic. Fcoe· q11 indi f'rontè i11<l iP. l.l'll . SpiPgò il reggimento J1 rinCÌ(l·c:di Prussia in prima linea, il ·re~gimen~ò Wrangel ~

a,

DELLA CAMPAGNA DEI,

. .,

-1866

P4i

in seconda linea, ma in modo da oltrepassare a destra e sinistra il primo; due squadroni di ulani in terza linea; la seconda brigata molto più indietro . I tre squadroni di dragoni prussiani vedendo la tempesta che loro cadeva addosso presero posizione dietro Stresetic, ch'era occupala come le su e alture da fanteria ed artigli eria pr ussia na. La brigata di cavalleria austriaca quantunque fosse esposta al fuoco dell'artiglieria e fanteria prussia na, nondimeno rontinuò a portarsi contro i tre squadron i, e li investì animosamente. L'ala destra dei dragoni fu circond ata e resp inta , ma sebbene questi avessero ol trepassata l'ala sinistra austriaca, pure non poterono ottenere alcun vantnggio perchè si trovarono tosto presi alle spalle dalla seconda lin ea ben disposta della brigata au striaca. I dragoni stavano per essere schiaeciatì, quando giun se in loro soccorso l' H reggimento lllnni che li disimpegnò, obbliga ndo a ritirata la brigata cor.izzieri . Nella ritirata alcuni corazzieri traversarono due but· terie prussiane I Non era terminato il combattimento di cavallel'ia di Stresetic, qu ando· la 2a b rig:,ta della 30. divisione di riserva austriaca vedendo ch e cav:illeria prussiana si avanzava tra rroblus e StresPLic, vi si diresse ron. due reggimenti in prima lin ea, a destra corsizzieri re di Baviera, a sinistra ulani Alessandro, in ri:-,erva corazzieri Neyp erg. Avevano di contro a destra il 0 ~ reggimPnto dragoni della guardia, a si11istrn gli ussari BliichP,r. I dragoni e ulani combattnono eon vicenda quasi pari, essendoch è la disposizione delle lince era tale che l'ala sinistra rl'ognu11a oltrepassa\'a. l'opposta. L'ala destra degli ulani austriar·i fu g~ttata. verso Stresetic, e l'ala destra dei dragoni prussiani. VJrso Problus, ma sulle alture di Problus essendovi


.. -~-NOTE SULLA STORIA

una b,Hleria prussiana gli ul:1ni furono respinti dal fuoco. Meno felicemente fu sosLenuto dai corazzieri re di Baviera l'attacco degli ussari, perch è essendosi questo reggimento l'aLLo sorprendere µrima di spiegarsi, uno sqund rone gli piombò su l fianco, Io obbligò a ritirnrsi. Il reggimento cornzzieri Neyperg di riserva austriaca non prese parle. Alla fine del cornballimento tre sq,iadroni del 1 ° rPggimento degli ulnni della gun rdi a caricarono conlro gli ulani Alessandro. In questo combattirneoto di Stresetic e Problus presero parte.: cinque 1·eggimenti e mezzo austriaci, di cui uno verarnente no n agì, contro 3 sqund roni di dragoni N<> 3; 14° rrggimento di ulani; 1° rerrrrimento . d . bt> d1 ragon1 dell a guart.lia; reggim ento ussHi nhiclier; tre sq11ndro11i 1° reggimento ulani della guardia. Qu esti combnltimcnti di cavalleria permisero alla fantel'ia di mettere un maggioe intervallo tl'a essa e il nemico, per cui la cavalleria di riserva portandosi con risoluzione intelligenza, e bravura, aveva reso i più grnndi servigi alla fonteria ed all'artiglieria del centro. In questi q11nttro comballi111cnti di Rosbe1·itz, Langenhof, Stresetic e Problus vediamo impi eg:11.i nove reggimenti e mezzo da una pnrte, ma di cu i presero parte ~tti_va ~olo otto e mezzo, contro otto reggimenti prussrnm, cioè 37 a 38 squudroni contro 32 a 33 squadroni! Ora la Prussia aYeva sul r,n mpo di battaglia di Sa?owét 18i. squadroni presenti, e l'Austria, compreso ti_ corp~ sassone, ni; eppure nel momento del maggiore bisogno non poterono spiegine più di 30 a 36 squadroni per parte I E questo certo fece nascere in .~alu~i il sospetto che la ca"alleria fosse ornai quasi mutile nelle g.rnudi battaglie I I Ma un errore oò una incapacità non ci pare sia quella che debba decidere

DELLA CAMPAGNA DEL 1866

11na cosi grave controversia. Suppon iamo per poro che

l'Austria non avesse avuto quella cavalleriu, C"he cosa sarebbe succeduto de' suoi corpi nella riLil'ala? !Abbiamo visto quale ·aspro go"erno ne aveva c:0min-ciato a fare verso Hosberitz, un solo reggimento di eavalleria, se la sua cavlllle.ria non fosse slnta presta ad accorrere. Abbiamo visto inoltre che gli flllncthi della cavalleria ausLriuca di ede ro tempo alla fanteria di ~filare, ed al.)a artiglieria di prend0re posiz ione indietro, e dopo ciò si può meuere in dubbio Ja grande utilità delln cavnllerin 'l Snpponinrno anche per poco che Benedek anzichè mandare a destra. ·e sinistra. Lre divisioni di cavalleria, ]'a resse tulla o quasi lutta tenuta in pugno, non dicinmo già che arrebbe potuto riafferrnre la vi ttorin , 111a non è· dubbio ohe mollo meno ùisastros" sarebbe slaLa la ritirata. Quando dunque una cavnlleria può rende re di La]i se rvigi, si ;può mai dire essere qua:;i inutile? Supponiamo tbc il prnssiano anzichè sparpagliare la sua numerosa 1:avalleria l'a\'esse ·avuta sollomano, non è egli certo che molto maggiori sarebbero stati i dnnni dall'Austria -soffe rti per la perdita della battaglia? Egli è certo che · una cavnlleria per proCil urre effetti dnlJIJ'esscre mollo bene maneggiala, impegnnta a tempo delJito, in grau quantità e come fulmine. Capire il momento, saperne immediaLam en Le pro.fìLLare, spiegare le forze e piombare sul ne1ni1·0, de"e essere l'opera di un istante, ed è cosa mollo focilc a dire, ma molto diffi ile a fare. Ma ripetin1110 che quesla può e~sere questione dei capi, man.on di essenza dell'ar111a, che fu •e crediamo sarà se mpre un'arninu Lii issi ma e phirwipall,e. Abbinrno notato nel combauimento della ca ,·aHeria prussiar1a contro la fanteria c:he questa fu scompigliala :nell-e due volte che fu attaccala .e fo fu presa l' arLiglieria. Ciò vuol tlire che quando la cavalleria vuole


NOTE SULLA STORIA

atlaccare una fanteria, b.isogrrn d1e questa sia gia m parte demoralizzala od in movimento. Verità vecchia · e conosciuta, ma è bf>ne ripeterla. ,,La prova di qnesto follo ehe gli awicchi esegu iti .antecedentemen te dalla cavallerin, non riesr.ono n nulla, la si ha . i·n ciò che VP.rso le due pomeridiane q 11 a11do furono occnpnti Horanowes e le alture al sud, In brigata rii cavalle ria Bismarck c11rieò un baltnglione auslriaco che si ritirava da Racilz e non potè, rom pedo. Un altro bnttaglionc con sei pezzi vedendosi attnccato da un reggimento di drngoni formò il quadrato e Tigettò con qualehe perdita la cavnlleria che si era: slanciata per romperlo. Abbiamo visto n€'1la cnrica contro i tre squadroni di Stresetic che la cavalleria quantunque fosse Lersa·-· . gliata dal fuoco di artiglieria e fanteria potè compiere, il sno attacco. · Abbiamo visto r.he la seconda linea r.he spu nta va fa prima, era una buona disposizione, infatti il n('mico, -che spuntava la prima linea e la prendeva di rovescio era egli stesso preso di spalla .e di fornco e rovesrialo. , Abbiamo anche visto il gran vantaggio rhe danno ·le , riserve opportunamente 11dopernte, ed infatti )'11~ reggimento che arriva a proposlto li~era, i tre sq11a.-0·r.011i 'di dragoni, e ciò si spiega fa c;lmente. Chi at-, tacca nnche se vittorioso, rimane disordinalo nelle :file, . per cui se viene contrattal'.Cato, facilmente vien respinto. · Abbiamo visto all'attacco di cavalleria . verso La,ngenhof, come gli attacchi di fianco sono sempre di un . effe tto certo contro la cava lleria. Co.si il reggimento di COl'azzieri re di Baviera viene facilmen te rovesciato perchè attarcnto e prevenuto nel : mentre stava per spiegarsi; quando manca il tempo,,

[

DEl,LA CAMPAGNA DEI,

1866

cli spiegarsi è meglio attaccare il nemico in colonna o squadroni sucressivi. La brigata di cavalleria Wichmann fu inraricata di cop,;ire il fianco sinistro della 1 ta divisione prnssinna che s: concentrava dopo le 3 poinerid ia ne a NedHlist..,. con l'istruzione di caricare la cavallf.ria nemica quando l'occasione. si pr·esentasse. Spiegò il reggimento ussari in prima linea, e tenne in colonna all\·strema sinistra in seconJa linea il reggimento ·dragoni. ~ol marciare al nemif'o per le diffir:oltà del terrP.no q1.wsli clue reggimenti finirono pe1' essere separnti. « Intanto nella « precipitazione di marciare all'incontro del nernico,. « il reggimento ussari aveva trascurato di farsi co« prire dagli esploratori; al momenlo in cu i aveva « preso il galoppo, s'incontrò in un butTnne profondo, « dissimulato dalle biade, e che non si era veduto . « Una parte sola degli uomini riusci a evitare questo « ostacolo, Dlcuni lo saltarono; ma la maggior parte «· vi cadde· dentro. Q1resto accidente nveva disoròi« nato le righe; il corna.ndn nte del reggimento volle « radunarlo . indietro del burl'one e fuori portata «. della mitraglin; · ma gli uomi ni che r1vernrio digià t ' traversato l'ostacolo non poterono eseguire qtH•sto « ,ordine . che seguendo il corso del burrone, dall'altra « parte, per venire indietro. Il reggimento u;.sari Palffy, « profittò di questo momento per caricarli ed impegnò «1 una mi schia prima che il reggimento dragoni potesse « trave1·sare il fosso ». · - Abbiamo cita io questo fatto percl; è insegna che in guerra ,se si trasc•1ran o le regole, se ne paga imme-. diatamente il fio; d1e una linea o colonna · di cava}: ,leria bisogna che abbia sempre 1 suoi esploratori e sulla fronte e sul fianco, non solo per segnalare il nemico .ina benanche pe1· riconoscE:re il terreno sul .quale si dovrù. passare; infine eh' è buonissimo mo-


DELLA CAMPAGNA DiL

NOTE SULLA STORIA

2!7

« Nessuno aveva potuto mangiare la zuppa, i cavalli ~ non avevano avuto il foraggio, e non c' era·no ch_e

mento di attacco, r.omc fecero gli ussari Palffy, quando si è in disordine. Le due divisioni ùi cavalleria di riserva austriaca che non ascendevano a 6000 uomini perdettero per morti e feriti Cì3 ufficiali, 866 bassa forza, cioè quasi ~/7 della sua forza. Bella propo r·zione che dà a vederE: come bene si comportasse la cavalleria austriaca, e quanto fosse ingiusto il giudizio opposto . . Per ogni uflìciale fuori combattimento si contan_o 13 soldati. li corpo di cavalleria di riserva pr1,ssiana perdè tra morti e feriti 29 ufficiali, 384 bassa forza c.ioè un ufficiale ogni 13 soldati. Le due divisioni di cavalleria leggiera e la 2• divis ione di riserra furono mondate uno a destra verso la Trotinka, e le altre due a sinistra, in ambi i siti non ebberu a fare quasi nulla, ed infaui non perderono in tullo che 113 ufficiali, 1 H soldati. Se Beo edek avesse tenuto in pugno una porzione di tale cavalieria, egli è certo ehe molto minori disgrazie conterebbe oggi l',isercito austriaco.

ben pochi uomini che avessero portato seco provv111. sioni da bocca (png. 358) ». . Queste citazioni abbiamo volute fore a proposito di quei toli che poco esperti del come suc~edono sovente le cose in guerra, gettan~ le alte gmln. se pP.r caso qualche truppa è stata portala al c~nibat11rnento senza aver mangialo. La gnerra e spccrnlmrnte un~ batu1glia ha tali esigenze che chi e~Lard~sse ~n_che d1 mezz'ora una marci.1 per far mangiare 1 suoi s1 ass~merebbe tale una responsabilità din~nzi alla_ st~1_r1a che mai non fu maggiore, poich è da_l ritard~ d1 11~ 01·~ pnò dipendere tutta 11na catena d1 avY~rnrnent1_, d1 cui quell'ora può essere l'cinello rollo d'rnterruz1one. Ma vi ha di più, se si considera che Sad~wa no~ f~ già una battaglia fortuita d'incontro, ma 1 Prm~siani si avanzarono per dare una ballaglia, erano essi che la volevano. Supponiamo che il principe reale. yrima di ,~ettcre in moto il 20 esercito, avesse prescnllo, che siccome era certo che nella giornnta bisognava co mba.1tere per molto tempo, era necessario che la Lruppa fosse ?en nudrita e virrorosa, ep perciò avesse fallo mangiare una buona ;uppa prima di partire. Avrebbe certo provveduto ad una parte importante, ma avrc~be man~ cato allo. più essem,iale ch'era, c?me fece, di trovarsi al più presto sul fianco del nP.n,11~0 I .In queslo caso siccom e l'importante delle cose e I arrivare ancl1e .con la testa <ii colonna, bisogna sacrificare l' accessono al principale.

11.

1

Wiveri.

« Le truppe di qu es la òivisione (H•J avevano fatto «· tre miglia (22 chi lometri} durante la noLtc per cam« mino rollo o altra verso campi; da dodici ore erano « sotto le armi, e come le altre, esse non avevano ancora « nulla mangiato (pag. 30!)). Esse avevano percorso « (qui parla di Lutte le Lruppeùel 2°esercito) una di~tanza -( di 3 rnig.lia 1/2 (25 chi lom etri}; molte fra loro ave« vano marciato per 19 ore 1/?. e combattuto du rante rn.

~866

"'' ,


!48

NOTE SUJ,LA STOR[A

OE!.LA CAMPAGNA DEI,

1866

249

noi persistiamo a credere ehc senzn il fucile nd ago molli e molti cornLattirncnti nvrPbbero avuto un risultato diverso da quello che ebbero. · Quali si sieno ·,·ircoslanze per cui IJ nfl truppa abban do na unn posizionP o ind ietrrggi nel tcnlM'e un attacco, la ragione sta spccial111enle nelle perdite che si soffrono. Se non \'i fosst•ro perdite, una dnta posizione od un nttacco non si tralascel'f:bbe mai, ma. sono le perdite più o meno gravi che eolpcndo la irrirnnginazione <legli 110111ini cominciano per r.osì dire n1ilitannen1c n de111oralizzare, dnpprirna i più Oacchi ed a 1iiisura che si fonnu più gravi nncl1 c i più forti; le file si dirndano non solo per le perdite, non solo pr,r . qu elli che ·vnnno ad ncc·ompagnarc i fe1iti, e sono sempre molto numerosi, ma perqu elli che ~i sollr a;gono .ili.a vigilanza cl f' i superiori; la demoralizzazione aumenta, il fuor.o nos1ro si fa meno el'fìcnce, il nf' rnico g1wdngna d.i altrettanto i n sicurezzn e presun~ic~ne! · si avanza e finisce qunsi per trovare le pos1z1om ::;guern ite. A.llrettanto suc:cede quando si v ;1 all'a11ricco. Or() se una delle due parti perde come uno e l'altra con,1e :2,6, egli è quasi rel'IO ehe qEello clic più ycr<lerà sarù que llo che il più soven te più presto s1 <le- . mo,rnl izzc rù. S11ppor.cn do che 100 uomini sieno da unn parlo e · ,da.u11'altra in un corn bal t:'.11 e11to, e ebc le perdite sieno nel rapporto trovato <li 1 : z ,!i5, ciò si trad111T1·bbe <·osì: . - se .nn1 dèl!e parti perde tra morti e fer iti 10, lii pn r·te opposta perde in pi·opol'Zionc 26 uo111ini, la prima cioè 1/ l O dell a sua l'orza, nel 111 entr·e la seconda perde pii! del quarto della sua forza. t~li Austr·o-Sa;;so ni ebbero H:23 uffici.di tra morti e fer iti e 22fi5 bassa forz a, cioè 1 ufficiale per ogni 20 soldati.

illorti, Ferlti e Prigio'11ieri.

le

Nella hnttaglia di Koriiggratz gli Austriaci ebbero tra morti e feriti 1068 uffì~iali, 21455 di bassa forvi; i Sassoni 55 uf'fìziali, · 1020 di bassa forza. Per cui la perdita totale fu di H 23 ufficiali; 2.24-75 bassa forza, totale 23!S98. · I Prussiani ebbero le seguenti perdite per morti e feriLi: 359 uffìziali; 8318 bassa forza, totale 8877. Facendo il rapporto fra queste due perdite totali, prendendo per unità le perdite prussiane, troviamo che per ogni uno cli pe rdita prussiano corrisponde nell'esercito austro-sassone una perdita di 2,65. Questa ·immensa perdita mi:iggiore e costante che abbiamo notato sin dai primi combattimenti sin ora t non vi ha dubbio che debbesi al fuci!e ad ago che appunto ha una velocilà di tiro tripla. Non ci fer· miamo di ,più su ciò percbè oggi mai è cosa giudicnta. I morti nel!' esercito austriaco furono 330 ufficiali e_ 5~t8 bassa forza, cioè in ·totale 6158; più 15 ufficiali, ·120 bassa forza Sassoni, quindi un totale di 6293 mo rti. I feriti 'i38 ufficiidi, 16·127 bassa forza, aggi unii 40 uflìciali, 900 ba<;sa forza Sassoni si ha un . totale di feriti 17805. Quindi il rapporto fra morti e feriti, prende.ndo per unità i morti, è di 1: 2,8. I morti nell'esercito prussia1Jo furono 99 ufficiali, 1830 soldati, cioè 1929. I feriti 260 ufficiali, 6688 bassa forza ; totale 6948. 11 rapporto, prendendo i morti per unità, 1: 3,6. . Clwcchè siasi voluto dire da quegli rhe crrdono d1 andare molto a fondo per spiegare tali avvenimenti, 1

1

1

1

1

ì


... 250

NOTE SULLA STOUIA DELLA GAMPAGNA DEf,

1866

I Prussinni ebbero 359 ufficiali tra morti e feriti e 85 18 bassa forza, cioè 1 ul'ficiule per ogni 23 di bnssa forza. Gl i Austro-Sassoni ebbero fra prigion ieri e dispersi 215 uflicia li e 20470 di bassa forza, cioè 1 ufficiale per ogni 8:3 uomini. I Prnss1ani non ebbero che 276 prigionie ri ll Gli Aus Lriaci perdettero 60'10 cavalli , dei quali 274.3 mo rti, 1000 .fer'iti . I Prussi.ini· perdettero 909 ca v.illi . Gli Au striaci perdettero 187 pezzi e 64 1 cnrri del treno I L'eserc ito auslriaco nveva perduto dul princ ipio delle o.stilità, 2'.2 giugno, sino e compresa la baw:iglia di Koniggri:ilz, tutto compreso, morti, feriti, prigionieri e dispersi: 2.i,(ÌO ul'Ociali, 'i0507 bassa forza, 7371 cava lli, 203 pezzi di nrtigl ie ri.1 , 666 carri del treno I non comprese le perd ite de' Sasson i. Tuie ese rci to con iava al 15 gi ugno le seguenti forze: ~83,215 uomini, 67,0"4 c,w.1 Ili da nudrire e come combattenti, 1!):?,098 uomin i, 22,8.25 cavalli di cava ll eria combattecti, 7~l6 pezzi. Cioè avr.rn perduto più del quarto negli uomini, più del terzo nei cavalli, e quasi un terzo della sua artiglieria. L'ese rcito prussia no era cli '.2i54-,300 uomini, e 786 pezzi. AYeva perduto dal 2:2 giugno al 3 lugli o compreso: (HH ufficiali, 15839 bassa forza, H06 cavalli, cioè meno d i '1/15 di uomin i, pochissimi cnvalli e nessun pezzo I I E. C.

LA NUOVA LEGGE SUL RECLUTUIENTO FRANCESE ( i ° FEBBRAIO i868).

1

1

Esercito - Guardia nazionale mobile.

La legge sul reclutamentò dell'esercito francese in data 1° febbraio 1868, col modificare quella fonda.mentale del ·1 83'3 e coll'abolire la legge s ull a dotazione del 26 nprile 1855, ·ha porlato: a) Cambiamento nella durata e nelle condizioni di servizio, per rr:odo che in caso di mobilizzazione l'esercito risu lti considerevolmente accresciuto; Iocchè ~i ottenne specia lm ente coll' aurnenture la durata del servi zio del contingente annuo da 7 a 9 anni, ma alleviando in pari tempo la gravezza d( codesto ser. . . ~ 5 di servizio attivo ~ viz10, ripartendo i 9 annuo ( 4 di riserva. b) Creazione di;l la guard ia nazionale mobile, nella quale sono inscritt.i , per la durata di cinque anni, i giovani di ciascuna classe nlli al servizio attivo e non compresi nel contingente annuo.

r


252

SUL RECLUTAMENTO FRANCESE

LA Nl}OVA LEGGE

3° Come conseguenza: della disposizione precedente, venne abolito il riassoldamento con premio, che aveva portato conseguenze tanto funeste alla buon& organizzazione dell'esercito. Con ciò però non è vie·tato il riassento volontario, il quale dev'essere preso per un periodo non maggiore di 5 anni e non mi-: nore di 2; quale riassento è incoraggiato, allo scopo di conservare sotto le armi dei buoni graduati cli bassa forza, sia coli' aecordare dopo iS anni di servizio un soprassoldo speciale~ sia col riservare degli impieghi civili a coloro che, ultimato un riassento di 5 anni, hanno conseguito un attestato .di buona condotta. 4° Venne ristabilito il rimpiazzo come era autorizzato dalla legge 1832, e di poi fu abolito con quella del j 855 àllo scopo appunto di dare più larga base alla istituzione della dotazione. 5° La sostituzione fra parenti non ha più alcun limite; solo si richiede che l'individuo proposto in sostituzione sia di pari età e della stessa cla sse di quello che sostituisce. La leva viene fatla nell'anno successivo a quel](} nel quale i. giovani inscrilli compiono il loro 20° anno ~·età e prende il nome dell'anno in cui si compie l'età stessa. Così, ad esempio, la leva fatta nel •1869 è quella di coloro che contarono il 20° anno nel ,1868 ed appunto è detta leva del 1868. Il computo de'l servizio è calcolato dal 4° luglio, dell'anno in cui si eseguiscono le operazioni di leva e non più dal 1° gennaio{ come praticavasi precedentemente. Per tal ragione la dispensa dal servizio attivo ed il passaggio nella riserva ha luogo al 30 giugno; giorno nel quale si finisce il voluto periodo, di 5 anni.

Per tal modo le forze organizzate risul tano: attivo I . Dell . E•serci·to { Esercito . n,serva Della Guardia nazionale mobile.

1r

Colle disposizioni della nuova l<-'gge, si ebbe in . mira di organizwre un sisternu rnilirnre che senza accrèscere la cifra degli uomini r-onsPnnti sollo le armi in tempo di pace, per111eltesse in easo di guerra di quasi rad doppiare l'effettivo dell'esrrcito nttivo per mezzo di uomini per la 111aggior parte completarnenle istr1Jt! i; e eiò inrlipendf•ntemente dalla forza sussidin1·ia della guardia nazionale mobile. Per tal rnotlo l'antica costituzione mililare della Francia ,. elnborntn dn uomini eminet1ti. nei quali la profonda scienza anunva di pnri pnsso cu lla lunga e pron1ta esperienzn, trn :-fnrn1ò il proprio earnttne· di costituzione di pace in costituzione di: guerra, n rrecn ndo i benefici effeLLi di prep/lrat·e l,J gurrra e di mantenere saldo lo spirito militare 11el paese.

1

!Esercito.

L'r.ser1:i1 11 si alimentn, come precedentemente, con. uomini eh leva e con volontari. Hel.itivnrnP.nLe ngli uomini di leva venr.ero introdotte le seguenti modificn inni: , 4° Il serv izio por'Lnlo da 7 nnni di serviz io aflivo .a 9 ann i, di cu i 5 11ell"csel'ei10 a11.iro e 4 nrlln risrrva. · Vt'nnc aboli1a J'nrrranC'nzione dtd scrviz:o per mezzo del rimpiazzo nrnrni11 ist1·n1ivo, ossia co l rngamenlo di una de terrn i1111ta son1rna versn ·a nella cassa. della dotazione dell'esercito crea la colla legge del 1805.

1

0

~

ANNO xv, VoL. m.

r

17


254

Il contingente annuo di leva , stabilito dalle Camere sulla proposta del Governo, fu fino ad ora norm~lt?en te di 100,000 uomini ('I), i quali vengono dal ~mmstero della guerra ripartiti ed assegnati nel modo md1cato dalla seguente tabella, la quale si riferisce alla leva fatta nel 1869 sui nati nel 1868.

E ,$ E R CITO

1

I

g ~

< 1 Fanteri:i . . z ) Equipaggi della flotta . 2 ~ Regg. artigl. di marina ""' Comp.a operai d'artigl.

~

3,500\ 2,400( ,.,1 000· 800\ ' \ 300}

. 1,890 . 430 . ·190 "~ Equip. militari. 50 o E-<

u

-«1 ix: ' 1"1

µ;:.

z

00 µal

H

~

A fil

';:,"'

TOTALE

2,560

1

8,000 1,500 2,000

1a e 2• Porzione

100,000. 4 00,000(l) 1

23,000

viene ridotto a . 77 ,ÒOO quanto annualmente è assegnabile all'esercito.

6,460 2,860 400 1,100 r.,

(l)_ f'.er le leve 1869 e 1870 si fissò un contingente di 90 000 UOillllll.

l

20,900 3,4-40 24,500 260 ·

Ma tale cifra di diminuita delle dispense stabilite per legge (2) {che vanno calcolate a deduzione del contingente annuo) le quali sono di circa . 16,000 non che della quota di uomini assegnati alla marina. 7,000 23,000

64,000

' Regg. fant. 38,550 Batt. cacc .. 11,050 < ;r.,; Regg. zuavi 2,500 43,620 57,000 E'< z Operai mil. 480 < "' Commessi 40 Infermieri . 1,000 Cavalleria . Artiglieria'. Genio f Equipaggi militari

Reggimenti fanteria . Battaglioni cacciatori . Reggimento wavi . .

36,000

il<

~

'.l'riippe di linea.

Artiglieria Genio. Equipaggi militari .

.)31 Fanteria.

. ~.::; Cavalleria . IZIZ A • 1· . 23ril 1-1.rt1g ieria .

255

SU L RECLUTAMENTO FRANCESE

LA NUOVA. LEGGE

I

r

(1) In Francia la media degli inscritti annui si può calcolare a poco più di 300,000. Il totale per la leva del 1867 fu di 297,164; quello per la leva 1868 fu di 310,280. . (2) Fra i dispensati giova notare: quelli che già si trovano sotto le armi per motivi diTersi; gli addetti come operai negli opifici ed arsenali militari; gli allievi della scuola politecnica; i giovani che de:!icandosi al pubblico insegnamento, s'impe-


256

LA NUOVA LEGGE SUL RECLUTAMENTO FRANCESE

Se non che neppure questi 77,000 potrebbero tutti essere chiamati in servizio effettivo, perchè essi non capirebbero entro la media di 400,000 uomini bilanciati per ciascun anno (1). Infatti nell'esercito trova posto a titolo costante, ossia come forza non rinnovabile annualmente, un totale di circa 100,000 uomini somministrati dalle seguenti categorie: Ufficiali . Truppe; indigene Legione straniera . Gendarmeria Guardin di Parigi ~ Pompieri . . j Volontari Cavalieri di rimonta Corpi disciplinari .

fo rza a 325,000 circa nel periodo invernale. Quindi è che per tenere l'esercito sul piede ordinario di pace dovrebbersi richiedere annualmente alla leva 325,000 5

= 65 ,000

.. uom1m.

Nelle condizioni attuali però, essendovi ancora sotto ie armi più di 50,000 individui riassoldati jn virtù .. -dell'ora abolita legge sulla dotazione, il · contingente -rinnovabile si riduce a 275,000, e perciò ·

24 .000 9,000 2,000 19,500

275,000 5

5,000 35,000

~.ooo 2,500 ,J 00,000

257

r

"" 000 uomm1 .. oo,

e ifra che, in modo approssimativo, rappresenta la quantità che giova incorporare annualmente per con·s ervare l'esercito sul prescritto piede di pace. · Onde ne venne la ripartizione del contingente in d ue parti dette: 1a

M~ncherebbero adunque circa 300,000 uomini, i quah dovrebbero essere forniti dal conlino·ente annuo. , Se non che, se la cifra di 400 , 000· è quel la bilanciata, non è men vero che allo scopo di far passare un numero maggiore di individui in servi7,io effe ttivo nel periodo dell'anno più propizio .all'istruzio ne, si tienein ' allora sotto le armi un a forza di 425 000 èirca m~ntre. ' . ' per mezzo di licenze e congedi illimitati si riduce tale

=

Porzione del contingente;

2a Porzione del contingente; focchè era stabilito dalla legge del ,t 832 come lo è -da quella 1868 (1). 1

(1) Secondo l'antica legge il riparto delle forze militari, per . ·,1uanto ha tratto all'esercito, era il seguente : l O Esm·oito attivo composto dei reclutali per la 1• porzione -d i 7 contingenti. 2° Riserva composta della 2' porz'ione dei contingenti stessi. Secondo la nuova legge invece esso risulta come segue : l ' EseroUo att'ivo composto della .f• e 2• porzione di cinque ~ on tingenti. 2° Ris1wva, la quale risulta degl'individui della l I e 2• porzione, i quali, ultimata la forma nell'esercito, devono prestare servizio in essa per. altri 4 anni. È quindi · utile rilevare il significato 4iverso che ora deve attribuirsi alle parole esercit? attivo e rise1'va.

guano p.er altri 10 anni ; gli allievi dei oJ. "'"anctr . . . di . attend<!rvi . . semmari; quelh che banno ottenuto i. grandi 1•1remi nelle uni. versità e nell'Islit.uto ecc. .{I) Il bilancio passivo del 1870 pel ministero della gnerra è calcolato sulla forza ;di: . 400,000 uomini. ~0,822 cavalli.

..

I


'\

258

'

SUL llEGLU'l'AMENTO FRANCESE

LA NUOVA LEGGE

Per tal modo il contingente annuo di 100,00 o s1 può attualmente ripartire come segue: dispensati 16,000 } per la marina . 7,000 j 23 ,000 per l'esercito . 77,000. riparti ti a loro volta in 1• Porzione . 55,000 2• Porzione . 22,000 Quando col tempo sarà esaurita la categoria dei riassoldati, ·è chiaro che il riparto dei 77,000 assegnati all'esercito, sarà ,:;ome segue: ,1• Porzione 65,000. 2• Porzione 12,000. (1) La prima porzione del contingente comprende tutte quelle reclute che trovano posto nei quadri dell'eser:.. cito sul piede normale. La seconda porzione tutto il rimanente del contingente annuo. La durata del servizio è tanto per l'una quanto per · l'altra di 5 anni nell'esercito attivo. Tutte e du'e vengono del pari ripartite fra i corpi dt cui costituiscono l'effettivo, coll'annotazione speciale di ap. partenente alla 1• od alla 2• porzione del contingente. Ravvi però differenza nella prestazione del loro servizio, perchè la prima porzione fa servizio ·conti nu o anche in tempo di pace ed è sempre a disposizione del governo; gl'individui della seconda, in tempo di pace, non sono chiamati ai corpi cui appartengono che per un breve periodo complessivo di cinque mesi d'istruzione che loro s'impartisce nella stagione invernale; istruzione che viene ripa·rtita in due anni. Nel secondo anno di assento essi sono incorporati

per tre mesi (dal '15 dicembre al 45 febbraio) e nel terzo anno per altri due \gennaio febbraio). Due sono le ragioni per le quali si sono all'uopo designati i mesi del verno; 1° Per distrarre il meno possibile gl'ind1viduì dalle occupazioni agricole. 2° Per profittare dell'epoca in cui si accordano i permessi semestrali. Fino a qualche anno fala 2aporzione del contingente (sotto l'antica legge detta Riserva) più che rappresentare una forza da potersi, occorrendo, versare con vaniaggio nelle file dell'esercito, non era che un nucleo di coscritti a cui non era data alcuna istruzione, e che per conseguenza non poteva essere uLilizzata ch e alcuni mesi dopo la chiamata soLto le armi. Ad ovviare a siffatto grave inconveniente si pensò ad un temperamento, per mezzo del quale fosse possibile, senza danneggiare l'istruzione delle truppe attive,_di distraue dal bilancio della guerra quelle somme che si reputavano necessarie pe11 dare ai soldati di quella :za porzione i cinque mesi d'istruzione sLabiliti. A Lai uopo valgono parte dei fondi risparmiati nel periodo invernale durante il quale, come s'è detto, non si ~-rutto le armi più di 325,000 uomini circa. Per giungere a tale cifra da quella nominale di ii25,000 circa, si addivenne al partito di accordare oltre ai consueti congedi ]imitati ed illimitati, congedi semestrali nella pr;oporzione di 11/4 od 11/5 dell' effettivo, facendo, a titolo di ricompensa, cadere la scelta sui migliori tiratori, sui sòldati meglio istruiti, su quelli che per affari di famiglia dimostrino di averne bisogno e siansene resi n:eritevoli, ecc.

e

<··

In un paese nel quale lo spirito guerriero è così diffuso, e le gloriose tradizioni hanno tanto ascen-

(1) Col contingente annuo di 90,000 uomini, la seconda porzione del contingente verrebbe ridotta a soli 2,000. · · .

r


260

SUL RECLUTAMENTO Fl\ANCESE

LA NUOVA LEGGE

scente della forza viva dell' èsercito. Oltre a ciò

den te, non può venir meno il concorsD di un buon n umero di vo lon tari. L'esperienza ha però dimostrato ehe <lacchè venne promulgata la legge 26 aprile 1855 s ulla dotazione dell'esercito,· la quale apriva l'adito della continuazione del servizio a molti vecchi graduati e rendeva prezzolato il nobile mestiere delle armi, il ~on corso di volont:1ri e specialmente dei buoni elementi, era decresciuto. La legge del ,J O febbraio 11868 ha corrisposto perciò ad un giusto desiderio coll'abolire la legge della dotazione e richiamare la disposizione di quella fondamentale del ·1832, ponendo l'en,qagement sotto il patrocinio della seguente prescrizione « il n' y aura clans les iroupes /'rançaises ni prhnes en argent, ni prim quelconque d' engagement. }> Qui torna acconcio il segnalare, che I' abolizione della legge d~lla dotazion e, sulla quale nel 1855 si volle basare l'edificio 41ilitare della Francia, era ormai -eosa indispensabil e. Fin da quell'epoca si erano elevate voci autorevoli ma inascoltate per combatterla; di poi l' esperienza , avendo chiarito la fallacia dei concetti ,che avevano spinto a qu ella legislazione e fatti palesi all'esercito ed al paese ' i funestissimi effetti che ne ·Conseguirono, la condanna di . quella legge non poteva più essere dubbia. Essa aveva popolato l'esercito francese di non valori sotto il punto di vista della moralità, qella disciplina e della temperanza: essa aveva guastato il quadro dei sott'ufficiali che anzichè composti ·di quei giovani arditi, intelligenti, educati ~ di buona posizione sociale, da cui uscirono per lo passato non pochi distinti generali , risultava di vecchi Croupiers stanchi fisicamente e moralmente. Dal che si ebbe per conseguenza: immobilità di quadri, arenamento di promozioni, assenza di emulazione, a llontanamento dell'elemento giovane, intelligente ed e ducato, ed in complesso diminuzione sempre più ere-

la legge sull'esonerazione aveva spento nel pubblico il sen timento dell' obbligo del servizio personale. Come poteva per tal modo conservarsi elevato la con.siderazione e la dignità dell'esercito? Come poteva conservarsi ed avere incremento lo spirito militare? Un altro inconveniente, che sotto il punto di vista materiale si faceva sentire vivamente per effetto di quella legge, si era .che il numero degli esonerati superava di molto quello dei riassolda,ti, specialmen te in tempo di guerra; locchè avvenne ad esemp io in una proporzione considerevole nella leva del 1858 requisita durante la guerra del 1859 per la qunle si doYettero .accordare 42,2·17 esonerazioni di fronte a 13,720 riassoldati con differenza in meno di 28,497, La cassa della dotazione era piena, ma i quadri erano mancanti l Se quella legge, inspirata al principio giusto ed in se stesso lodevole di conservare nelle file dell' e- · sercito quadri di bassa forza sperimentati , fece cattiva prova perchè oltrepassava la misura del necessario e dell' utile, non è però men vero ché era pur mestieri trovare un temperamento che rimediasse da una parte ali' inconven iente di rinnovare troppo spesso i sott' uffiziali e caporali con pregiudizio del servizio, della buona costituzione dell'esercito e della solidità dei quadri, e dall'altra a quello segnala to pel troppo lungo servizio. A ciò rispondono .appunto le due disposizioni già indicate: 1° Quella in virtù della quale è accordato un soprassoldo a coloro che prendono un riassoldamento volontario; 2° Quella legge che consente· sieno riservati all'esercito 10,000 impieghi civili all'anno, i quali sono assegnati ai sott' ufficiali, caporali e brigadieri, che dopo un periodo di 5 anni di servizio obbligatorio,

1

f


262

LA l'iUOVA LEGGE SUL RECLUTAMENTO FRANCESE

hanno contratto una ferma volontaria di altri 5 anni, meritando un certificato di buona condotta. I

La riserva anzichè risultare dalle seconde porzioni

del conti ngente , come avveniva so tto l'antica legge 1832, si compone ora esclusivamente degli uomini di leva già compresi nel contingente annu o che hanno ultimato i 5 anni di servizio sia nella 4 a sia nella 2a porzione . In tale ca tegoria di riservi',l, essi servono per un periodo di 4 anni consecutivi e possono farsi rimpiazzare da un altro individuo che abbia le qualità vol ute dalla legge. La riserva non è chiamata che in tempo di guerra p er decreto imp eriale. Le funzioni della riserva sono egregiamente intese, inquadrandosi essa alle truppe attive che sono sempre preponderanti e nella proporzion e di circa 13 : 2. I risultati che si ottengono colla nuova legge si possono considerare sotto due aspetti diversi: Quanl'ità ossia orza ; Qualità ossia istruzion e. Per quan to ha tratto alla forza, valga il seguente quadro general e comparativo :

r

RISULTATI DELLA LEGGE


-

:1. 8 3 2 ('i CONTINGENTf )

ISGS (9 CONTINGENTI )

Esercito attivo

' Ese1·cito attivo

UfOciali cd assimilati . . 7 primo porzioni del contingente di 23,000 (a) dedotte le peruile (b) . Riassoldati e rimpiazzanti amministrativi calcolali a 25,000 per classe, dedotte le perdite Volontari calcolati a 8,000 circa all'anno, dedotte le perdite. Truppe indigene e straniere. . • . Trattenuti sotto le armi per condanne, o!Lre il limite prescritto Truppe con ferme speciali

50,000

SOTTO Lll ARMI Ufficiali ed assimiìati . . . 24,000 5 prime porzioni del contingentea 65,000, dedotto le perdite. . 295,000 Volontari. 40,000 Riassoldati per una séconda ferma 25,000 Truppe straniere ed indigene . 16,000 Con ferma speciale . . 20,000 Trattenuti per C?ndanne, oltre illimile prescritto 9,000

16,000

TOTALE so tto lo armi 429,000

24,000 135,000 150,000

lG,000 20,000

NON IN SERVIZIO EFFETTIVO 5 seconde porzioni del contingente, dedotte le perdite (cl} 55,000 ·

TOTALE Esercito attivo 405,000

TOTALE Esercito attivo 484,000

Riser·va

Riserva, '7 seconde porzioni del contingente a 36,000, .

dedotto le perdite. • . • . • . • • . 225,000 TOTALE

4 prime porzioni dei contingenti che furono sotto le armi . . 200,000 4 seconde porzJoni dei contingenti che non furono in servizio effettivo . , . • . . 40,000

Riserva 225,000

TOTALE Riserva 240,000 IlIA_S _S_U_N_T_O _ __ _ ;:··-_ _ _ __

;--- ---,::-,;'~·,-.,...."'---- --.--= n~n;21 -;::cs;;;s:.u..;N:;;;T;:-;o"""

Esercito attfvo

405,000 225,000

Riserva

TOTALE

GENEUAJ.,E

Esercito al1ivo Riserva

(o) 630,000

. 484,00) . 2'10,000 TOT.\.Lll GRNERA{,'.E (e} 724,000

(a) li contingente ·annuo di 100,000 veni va sotto l'antica legge calcolato come segue:

ass<! nt,iti . . esonerati 2a Porzione :Marina e dispensati l " Porzione

(b) (e)

l

23,000

20,000 .36,000 21,000

100,000 In l~1·ancia le perdite si cal colano sulla base del 4 ¼ all'anno per gli uomini sotto le armi e del 2 °lo pet• quelli in congedo. Secondo l.'E,t posl! ae la stt-ua tion ae t eml)We pel 1869, in ottobre si aveva il segttente efl'e tUvo: sotto le arn1i S25 525 ( Esercito attivo { in congedo . 108: 831 I ·134,856

Riserva . . . . . . . . . :_ . . . 212,816 617,172

La diffet•enza fra qne's ta cifra e quella indicata nel calcolo, proviene dalla circostanza eh~ la classe 1867 (incorporata in ottobre 1868) è retta dalla nnova legge. La classe 1863 ven ne solo incorporata in ottobJ·e 1869. {d) La 2a, porzione del conti ngente sarà in definitiva di 12000 circa all'anno (il contingente esse ndo di 100,000); ora però essa è effettivamente cl i 22000, perchè sì trovano 8,nco l'a nelle file dell'Esercito oltre 50 ,000 riassoldati, destinati a scomparire. (e) Questo totale si aVl'à solo nel IS7.2 allorchè, incorporata la leva del 1871, Ja, legge del 1868 avrà pieno ,•igore. l)i anno in anno .lo 1-D ~sercito f1·Mces11 a_udrt\. progressivam~u(:e munentaiicto (!alla c,ifra attuale di 047,!7,2 a quella in<!icat0, di 72'J,OOO cil'ca. ~·

,.


266

267

LA NUOVA LEGGE

SUJ, RECLUTAMENTO FRANCESE

Dai risultati constatali nel quadro che precede, si deduce che il vantaggio n umerico portato dall' applicazione della nuova legge sarà di circa 94,000 uomini : ma non basta, poi chè esaminando il modo di funzionamento del reclutamento, si rivela un altro dato in favore della nuova legislazione. Sotto il regime antico il servizio si calcolava dal 11° gennaio, ed al 3 1 dicembre precedente si liberava la classe più anziana, quando per ragioni di economia (come spesso accadeva) già non si fosse ciò fatto in ottobre dopo i campi d'istruzione e le ispezioni. Ma le operazioni dell'estrazione e del consiglio di revisione, il riparto del contingen te e tutte le altre minori operazioni facevano sì che le reclùte non potessero essere incorporate che verso il setternbre. Onde un periodo di 9 mesi in meno a c ui aggiungendo i 3 di anticipazione di congedo della classe più anziana, si ha complessivamente un anno di perdita; locchè significa che il calcolo della forza secondo l'antica legge dovevasi realmente basare non già su 7, ma solo su 6 contingenti. Le guerre che abitualmente scoppiano nell' estate trovavano perciò l'esercito francese con solo 6 contingenti sotto le armi, e la leva ancora da incorporarsi. Così avvenne infatti all' epo ca della guerra di Crimea e d'Italia, durante le quali i difetti dell' organizzazione militare francese si chiarirono in modo fominoso. Nè a porvi riparo vale l'aumento dei contingenti, portati in allora da 1100,000 a '140,000; perchè c olla brevità delle g uerre attuali il soccorso che essi :possono offrire riesce troppo tardivo . Nel 1859 con un effettivo di circa 650,000, non si poterono mobi lizzare più di 220,000, prelevati sulle truppe di sole 6 categorie. Che avviene per contro colla nuova legge? Essendo stabilito che il calcolo del servizio data dal 1° luglio,; mentre le operazioni preparatorie si / fanno sempre

a lle epoche precedentemente stabilite, per la nuova leva non si perdono che circa 3 mesi. Ma quello ehe è sopratutto a rilevar si si è che scoppiando un a guerra, la classe più anziana che dovrebbe essere liberata al 30 giugno, non lo sarebbe più se non dopo che la nuova leva avesse raggiunto i corpi attivi. Onde si ha la differenza in più n on già di 2 sol i contingenti ma ancora di un terzo, che s1 può colcolare approssimativamente a . 60,000 uom ini i quali nddizionati c01 94,000 » già indicati ---si ha un totale aumento di .' 154,000 circa per l' eserc ito mobilizzabile .

1

l

.

Quando anche per ragione cli economia si adotti colla nuova legge il sistema di chiamare la leva al 15 ottobre (co1Ia perdita di 3 mesi e 4/2) e di inviare la 1a porzione della classe più anziana in congedo illimitato dopo ultimate le ispezioni ed i campi d'istruzione, ossia al 1° otLobre dell'anno precedente a quello in cui essi passano alla riserva (con perdita di 9 mesi) non si intacca per· nulla la forza totale dell'esercito, perchè in caso di guerra, mentre questa classe addestrata è richiamata sotto le armi, la leva non conta ·come elemento combattente che aUorchè dai dep ositi è avviata ai battnglioni attivi. Si avrebbero sempre perciò tutti i nove con tingenti per -l'esercito combattente. Il semplice esame dello specchio dimostrativo, fa palese la superiorità della qualità dell'esercito reclutato in virtù della legge 11868, <lacchè risultano evidenti in favore di questa i coefficien Li d'istruzione dei vari elementi onde esso si compone. Mentre, secondo l'antica legge, 4/3 dell a forza era pressochè digiunp di qualunque istruzione, ed all'atto della mobilizzazione si aveva un contingente intero

r


268

SUJ, RECLUTAMENTO

LA NUOVA LEGGE

di reclute ossia ancora 1/6 circa di soldati affatto ignari del loro mestiere, e perciò complessivamente circa la metà, di ele menti scadenti, secondo la nuova, si avranno i seguenti risultati: Sotto le armi con una media di 2 an.rù d'istruzione circa /~29,000 uomini Quattro ,Je porzioni (della riserva) » che ebbel'o completa istruzione 200,000 1

Totale Nove 2° porzioni del contingente (5' dell'esercito e 4.· della riserva) le quali hanno avuta l'istruzione insufficiente di 5 mesi ossia

629,000

»

269

FRANCESE

spedale, sotto giudizio, sotto riforma, ecc.; 80,000 uomini 2° Corpo d'Algeria; 30,000 » 3° Depositi di 2.i-0 corpi circa.; 60,000 » .1: 0 Guarnigioni nei centri prjncipali di popolazione e nelle fortezze almeno . 60,000 » Totale si avrebbero

1

235,000

·»

seguenti risultati: Sal'ebbero disponibili:

Secondo l'anticalegge!832 95,000

Per effettodella legge 1868.

»

Nessuna recluta, perchè il posto dell'ultima leva che sta addestrandosi, è sempre coperto dalla classe più anziana. Onde si ha che il rapporto fra i soldati completamente e quelli 1nsufficientemente istruiti sta come 13 : 2 circa; da cui si può rilevare la possibilità, occorrendo, di incorporare alle truppe attive tutte le seconde porzioni del contipgente, od almeno quelle pel' ultime istrutte, le quali sarebbero assorbite da truppe completati.rnnte istrutte: · Esaminata la forza e stabilito il valore dell'esercito sulla base del suo coefficiente d'istruzio ne, ci rìmane ancora a stabilire quale possa essere approssimativamente la forza realmente mobilizzahile in circostanze regolari e normali~ Dedotti: 4° I non valori organici (gendarmeria, operai, infermieri, compagnia cavalli rimonta, ecc .), gli uomini allo

attualmente nel 1873 Effettivo . .. . 625,000 Da dedursi come sopra . . . .. 235,000 Effettivo (l j. . 647,172 724,000 Una classe cli reclute . . . . 71,000 Da dedursi .. 235,000 235,000 . 312,000 312,000

Rimanenza mobiliz- - - - - Rimanenza zabite. . . . . . . . . 313,000 mobilizzabile 412,p.2 489,000 Da tale 1·isnltato si comprnn de perfettamente il p~rchò oc! 1859 l'esercito r,·ancesc non abma pot1ìto fa re uscwe dalla fron tiera dello S t.ato più di 220,000 nomini.

(l) Fino ai primi di agosto 1810 si trovano so tto lcal'mi le priÌne po1·zioni delle sole classi 1864, 1865, 1866, 1867 e 1868: qnesr nltima incorporata nell' ottobre 1869.

La cifra sopra indicata dei disponibili per effetto ,d ella legge 1868 potrebbe essere aumentata. dei 60,000 reputati necessari nei grand i ce.ntri di popolazione ed a guardia delle fortezze, quando si potesse fare qualche assegnamento sulla guardia nazionale mo~ile, di cui .rimane a trattare. · Frattanto dallo studio fatto possiamo dedurre che gli effetti benefici della. legge sul reclutamento, ~eia-: ANNO XV. VOL, III.

18


2i0

LA

NUOVA LEGGE

tivamente ali' esercito si · possono riassumere nei seguenti: 4° Aumento considerevole di effettivo ; 2° Abolizione del pernicioso elemento dei riassoldati con ·premio e con ciò, da un Iato ringiovanim ento dei ·quadri i quali risultano periodicamente e parzialmentet rinnovati in modo da conservare ed accrescere lo spirito e le tradizioni militari, e dall'altro perenne ringiovanimento della massa ; 3° Aumento del coefficiente d'istruzione nei soldati che devono far parte:dell'esercito atthio e della riserva; 4° Per quanto è possibile col sistema di reclutamento li mitato, venne risolto felicemente il problema di avere rùerve fatte per la maggior parte pronte ad una pr1ma mobilitazione.

Gmwdia l.Wazionale lllol>ile.

Sotto l' antica.. Jegge del reclutamento, ultimate le operazioni annuali! di leva ; [stabilito e scelto jJ contingente, erano liberati per sempre dal servizio militare tutti i giovani che 'non erano stati compresi nel contingente stesso. In virtù invece dell' attuale del 1° febbraio ,J 868 codesti giovani non sono più liberàti, ma entrano in una nuova categoria, ossia nella Guardia Nazionale

Mob?:le. Come è noto/ 'esisteva come esiste tuttora in Francia .l'ìstituzioJ?.e della Guardia Nazi·onale Seclentaria, il cui funzionamen to è r% olato dalle legg i del1831 e 1851, giusta le quali,: (da codeste; fguardie nazionali sarebbcsi potuto prelevare un con tingente da mobi-

SUl, RECLUTAMENTO FRANCESE

271

lizzarsi ogni qualvolta in tempo di guerra fosse stato richiesto un corpo ausiliario pei presidii interni e per la difesa delle fortezze e delle fronti ere. ~la. quelle leggi, sia per ciò che ha tratto al se r·vizio ordinario sia per quello che si riferisce allo s traordinario, sono rimaste sempre leùera morta. Per quanto più specialmente ha tratto alla frazione. ~i guardia nazi.anale che avrebbe potuto essere mob1Iizzata, non è chi non veda com e di fronte alla rapidità delle operazioni militari dei giorni nostri , riuscirebb e sempre troppo lenta e perciò manchere~be allo scop_o suo un' istituzione che non h a quadri permanenti. Si comprende quindi di leggeri come sia sorta l'idea di istituire la guardia nazionale mobile; cosa affatto di.stinta da quella sedentaria, la quale ultima non esiste che sulla carta, e solo viene chiamata in vita, con povero concorso di militi, in pochi grandi centri di popolazione. La o-uardìa nazionale mobile è istituita allo scopo dì co~orrere in tempo di guerra come sussidio dell'esercito pel mantenimento dell'ordine interno ~ per la difesa delle piazze forti, delle coste e della frontiera. Ed acciò codesta istituzione possa prestare pronti ed utiìi servizi _allorchò ~e ~irc?sta~ze . siano per consigliarne la ch1~mata, ~1 grnd~cò 1!1d1spensabile che essa avesse 1 quadn orgamzzat1 sempre ed in modo permanente, e si reputò utile di . da.re ad essa un'uniforme ed una prima elementare istruzione. La guardia nazionale mobile, essendo_un'ist~tuz~one militare, è organizzata sotto la su~en_o~e. d1rez1one dei comandanti di dipartimento e d1 dms10ne. Essa, come l'esercito, si recluta per mezzo di appelli annuali e per arruolamenti volontari.

-


U

NUOYA LEGGE

In virtù dell'appello annuale entrano a far parte della medesima, pel periodo di 15 anni : 4° L'inscritto che per ragione di elevatezza di nurnero non è compreso nel contingente annuale. 2° Qu ello che profiua d'una esenzione legale. 3° Quello che essendo stato colp·ito dalla sorte, si è fatto rimpiazzare nell'esercito. Per tal modo entrano in essa gi ovani che sono ancorn nel vigore del!' età, i quali subiscono quella influ enza dcli' in clinazio ne al mestiere delle armi che caratLerizza il popolo francese, e sono animati da facile entusiasmo e da nobile patriottismo. Essi hanno per di più il vantaggio di non lasciar dietro loro nè i bisogni, nè le preoccupazioni della età matura. Non se.mo però temiti alla prestazione del servizio, per

I Quelli di statura inferi ore a 1,55. Esenzione ·/ Quelli che sono colp iti da infermità che rendano inabili al servizio. Assoluta - Taluni impiegati governativi. · Dispensa Relativa - In tem]Jo di guerra i sostegni di famiglia.

I

La sostituz i0ne è ammessa, ma limitata entro la · (!erchia dei parenti fino al 6° gt·ado . Il rimpiazzo è interdetto di regola, e solo concesso in pochi casi eccezionali. Per mezzo di arruolamento volontario sono accettati <pie~li_ di età non minore di '17 e non maggiore di ,i.O anm 1 quali, essendo abili al sel'vizio, non siano vincolati all'esercito. Il servizio che deve p,·eslare la guardia nazionale ~obile in tempo di pace è solo <li istruzione; in tempo ;di guerra è militare.

SUL

RECLUTAMENTO FRANCESE

Per l'istruzione i militi sono ch iamali per non più di 115 giorni all'anno; ciascuna chiamata è di un sol giorno per volta. Codesta istruzione comprende: 4° Gli esercizi che si fanno in località determina te in modo da non allontanare di troppo i militi dalla loro residenza. 2° Le riun?°oni per com pagn ie, battaglioni o bauerie, che si fanno al capoluogo di cantone o di dipartimento come ri esce più opportuno, avendosi sempre rigunnl o alla circoscrizione di reclutamento. Le punizioni di cui possono esser passibili le guardie nazionali mobili sono le seguenti: ./Arresti sempliei fino a ·1 Ogiorni. Per Rimprove1 o all'ord. del gio rno. gli uffiziali Arrestodirigorefinoa10giorni Punizioni Prigione fino a 6 giorni. IC011segoa rìno a 40 giorni . disciplinari . Per la Rimp1·.ov:r~all'ord. delgi.orn~ . bassa for7.a Sala d1 d1sc1pl. fino a 4Og1orn1. Prigione fino a 6 giorni. Pene iì\lancando a tre servizi, da 6 correzionali a 1O giorni di prigione. P.er rifi_u~o Bassa forza Pe1· recidiva, da 10 a 20 giorni di servmo di prigione. 1

1

La guardia nazionale mobile, organizzala sul sistema territoriale e per dipartimenti, è ripartita. a seconda di depositi'direclutam ento opportunamente dislocati, io (1) 318 battaglioni ad 8 compagnie cadauno. 123 batterie a piedi. 5 compagnie pontieri. . (1) A deduzion~. si de~ono ca\cola~o le 10.compa~nic di F-ra1H·st1reurs volontari, la cui orga111zza1.1one net d1parl1mcnti dell'Est venne regolarmenlo autorizzala e sanzionata.


LA NUOVA LEGGE

I quadri sono nominati: per quanto ha tratto agli uffiziali, per decreto imperiale; per ciò che ha tratto ai graduati di bassa forza, per disposizioni dell' autorità militare (generali di divisione e di diparLimenti). _I primi sono scelti fra gli uffiziali in riposo; fra gh uffiziali infe riori dell'esercito attivo , che hanno 30 ann_i di servizio, o sono prossimi a raggi ungere tale periodo di servizio; fra gli uffiziali dimissionari; nonchè fra i miLi tari liberati ed i sotto uffiziaE delr esercito aventi 215 anni di servizio. Oltre a ciò possono pure essere nominati uffiziali giovani borghesi che non abbiano mai servito, ma della cui autorevolezza morale possano stare garanti l'educazione, l'influenza e la considerazione personale notoria. Gli uf'fiziali devono servire pel periodo di 15 anni. I limiti necessari d1 età per essi stabi li ti sono: . Per gli uffiziali superiori . 62 anni 60 » Id. inferiori . Graduati di bassa-forza . . . 415 » Ond'è che ~ll'a tt? della loro nomina essi non possono avere r1spett1vamente più dell'età suindicata ' dim inuita dei 15 anni di servizio. Pei capi battaglioni e pei capitani si dà la preferen za all'elemento militare ; per gli uffiziali subalterni all'elemento borghese. Per l'istruzione annua si deve trarre partito dai grad uati della guardia nazionale stessa che furono al servizio milit.ore: in caso di deficienza si ricorre ad. istrntt~ei comanda ti dalle truppe di guarnigione, nei luoght ove avvengono le esercitazioni. L'equ ipaggiamento della guardia nazionale mobile -consiste in

SUL RECLUTAMENTOJ FRANCESE

275

1 Chasse \\ 1 Paio di calzoni Di panno bleu scuro,

1 Berretto 1 Cravatta nera, 1 Centurino con porta-baionetta o sciabola; oggetti che sono pagati dallo Stato ed il cui valore ammonta da 415 a 30 franchi . Solo quelli che entrano nei quadri della guardia nazionale mobile per essersi fatti rimpiazzare nell'esercito, ricevendo l' equipago-iamento sono tenuti a pagarlo. - In caso di mobilitazione i militi ricevono quegli altri effetti complementari _che si reputano necessari, ossia 2 paia di scarpe, le uose, le cam ice, lo zaino, ecc. . . L'armamento per tutti dovrebbe essere 11 fuc1l~ c!tassepol modello 4866 ; in deficienza di questo, s1 deve adoLtare quello rido tto a tabacchiera: .nè l'un~ nè !'-altro però vengono lasciati in tempo d1 pace a1 mili ti, l'arma essendo ad essi esclusivamente conse-· ·gnata all'atto delle esercitazioni. Tantoper l'equipaggiamento quanto per l'arma_11;1ento vennero stabili ti magazzini dipartimentali e depos1t1 cantonali . Ci.rea le armi, codesti depositi hanno la sola do· tazione necessaria per il numero degli esercilandi e sono ·posti sotto custodia della genclarme~ia d~par:ime.nt~le. I battaO'lioni attualmente orgarnzzat1, d1 cm s1parlerà 'più :otto, vennero tutti armati esclusivamente di -cbassepot. . . In Francia la media annuale delle classi. s1 può eal-colare di 300,000 Prelevando pel contingente annuo 400,000 :Eliminando gli esentati, i dispensati fra gl'iscri tti 80. 000 Eliminando gli esentati ed i dispen115,000 s ati fra la guardia nazionale

195,000 ·1915,000 405,000


276

277

LA NUOVA LEGGE

SUL RECLUTAMENTO FRANCESE

rimane la cifra approssimativa di . ,105,000· Aggiun3endo il numero dei surrogati nell'esercito • · 20,000

Secondo l' Ecoposé de la situati'on de l'ernpi1·e pubblicato nel novembre 1869, l'effettivo totale degli ins critti per le cinque classi suddetle sarebbe stato in allora di 560,714. La differenza fra questa cifra e quella calcolata di 590,000 circa, proviene dalle minori iscrizioni avvenute per le guardie nazionali delle classi 1864-65-66 a cagione delle eccezioni stabili te in loro favo re. Il servizio della guardia nazionale come nell'esercito si conta dal 1° luglio, cosicchè fra pochi giorni (allorchè la leva del 11869 sarà chiamAtp_ ed i soldati della classe ·1864 saranno passati alla riserva) i militi della guardia nazionale della classe stessa dovrebbero essere definitivamente dispensati da ulteriore servizio. Così avverrà successivamente di mano in mano che sì faranno passare alla riserva le classi più anziane (1).

si ha un totale approssimativo annuo di

125,000

Ja quale cifra, moltiplicata per 5 darebbe quella di' 6:z5,000' Deducendo da un lato le perdite ordinarie, e dall'altro aggiungendo il personale dei quadri, si ha una cifra approssimativa di guardia nazionale mobile di 590, ooo·

in caso di mobilitazione ordinaria tale cifra non supererà effettivamente i 500,000 dovendosi tenere conto . delle non poche dispense che possono essere in allora accordate dai consigli di revisione. Se la legge 1° febbraio 11868 avesse dovuto avere un effetto regolare, la istituzione della guardia nazionale mobile non avrebbe potuto compl:!tamente funzionare che dopo 5 anni dalla prima applicazione della m~desima, ossia solo nell'anno 1872, nel quale saraono chiamati gli inscritti del 1871 . - Per ovviare a tale.inconveniente, la legge stessa ne stabilisce l'applicazjone. retroattiva relativamente ai li'berati' dai consigli di revisione delle classi ·1866- 65-64 con qualche eccezione .suggerita da ragioni dì equità, essendo di quelle classi chiamate a farne parte soltanto i celibi ed i vedovi senza prole. Per tal modo l'ultima classe chiamata sotto le armi fin verso la fine di luglio 1870 essendo quella del ,1868 (incorporata nell'ottobre 1869), della guardia nazionale fanno ora parte gli individui non compresi nel contingente annuo delle 5 classi ~ 864-65-66-67-68 . .

1

Dopo aver esposte le basi fondamentali di codesta nuova istit.uzione, dobbiamo dichiarare che l'organizzazione della medesima rimase fino ad ora mollo incompleta, ed il suo funzionamento molto difettoso perchè: 1° Riesce opera ardua e molto laboriosa la formazione dei quadri di una massa così considerevole di forza. · 2° Le difficoltà finanziarie non consentirono che progressivamente di far fronte alle urgentt spese necessarie. 3° Il .paese si è :in generale pronunciato sfavore-

1

(.

(1) Con disposizione ministeriale del 30 dicembre 1869 venne prescritto che sia ·acèordato il congedo di libernzione alle guardie nazionali 1864. · Cosicchè fin d'ora la guardia nazionale mobile non risulta che delle classi 1865-66-67-68, posciacchè quella del 1869 non può essere inscritta nei ruoli che a . datare dall'appello della leva dello stesso anno,


2'78

279

LA NUOVA LEGGE

SEL RECLUTAMENTO FRANCESE

volmea.t.e alla nuova istituzione, la quale, così caldamente patrocinata dal defunto maresciallo Niel, era pure avversala da non pochi dei più reputati generali. 4° La nuova istituzione è ritenuta di una gravezza non giustificata, per la ragione che gli esercizi prescr.itti turbano il regolare andamento del lavoro e delle famiglie, senza che pe1· ciò se ne abbia a ritrarre vantaggio equivalente, <lacchè la minor pratica ,a cquistata celeramente con aggravio del tesoro , delle famiglie e del milite, con altrettanta celerità si perde. 5° Infine si reputèi fallace il sistema della formazione dei quadri degli uffiziali, venendosi con esso a coprire la maggior parte dei posti di capi battaglione e di capitani con uomini già stancl1i ed attempati, incapaci di inspirare ai giovani militi quello , spirito di spontaneità e quel fervore che è uno dei fattori principali di truppe irregolari. Per motivi facili a comprendersi nel 1868-69 vennero anzitutto e frettolosamente organizzati i quadri dei batLaglioni, compagnie e batterie da reclutarsi nella circoscrizione dei 29 dipartimenti amministrativi della ·senna e della frontiera N. e N. E, i quali sono, compresi nel territorio dei 3 corpi d'armata di Parigi, Li1le e Nancy. Codesta organizzazione comprende :

Perciò le esercitazioni dei militi che, ve,nnero pre1 scritte per la prima volta nel. rne~e ,d1 giugno 1869 non si richiesero che a questi ult1.m1. Codeste eser: citazioni non si estesero tuttavia a,.,, tntt~ le . t> clas::;i, ma alla sola della leva del rn61 (ultima m allora sotto le armi, quella del · ,1868 essendo st~ta incorporata nell'ottobre 1869ì, ~hi~~1ata nel, lu,gho: Essi avrebbero dovuto essere nurntl per 4~ g10rm festivi consecu tivi . Quando tutti i mili ti d1 quella classe fossero intervenuti alla chiamata, si_ sarebbe dovuto avere circa 50 uomini per compagrna o ~a~teria ed un totale complessivo di circa 20 mila uormm; ma effettivamente non se · presentò più della metà: le stesse assenze non giustificate erano molte a~ ~~t~ delle punizioni correzionali di cui sono pass1b1h 1 mancanti. , Chi ha potuto assistere al~a ~ne_ di_ luglio , e~ al principio di agosto aìle ese~·c1t,a~1om ~,e1_ battaghom del dipartimento della Sennn nurnt1 a Paug1, ha potuto constatare : 1)° Che in ciascuna compagnia non si contavano mai più di 20 o '25 militi, ossia meno della metà di quanto avrebbe dovu Lo ~ss~re,, 2° Che le esercitaz1om s1 facevano male e eh mal

142 Battaglioni, 911 Batterie, 2 Compagnie pontieri . A tutto il 1869 si trovavano coperti i posti di ufficiali nelle ,t O compagnie di Francs-tireurs, ed erasi provveduto alle cariche dei com andanti di battaglione, di batteria e di compagnia di quei 29 dipilrtimenti, non che ai posti di ufficiali subaltarni nei c orpi del solo dipartimento. della Senna .

1

animo; . 3° Che esse duravano non più di 2 ore per ciascuna presa d'arme. I militi del dipartimento della Senna, nelle o_re del mattino di ogoi dì festivo, si univano pr~ss~ 11 d~posito di armamento di ciascuna .de)le ~arie .c1_rc~s~n~ zionì ass,e gn,ate nei singoli q_ua1:t1en d1 Par!g1 ;_ ~v1 ~1 faceva l'appello, poi si distribmva ad ogm m~hte 11 chassepot ed un cinturino cui era at~acc~ta la g1ber~a e la sciabola-baionetta: quindi, ordrnat1 alla megho per compagnie, essi eran condotti sul terreno dell'eser-


280

LA NUOYA LEGGE

citazione, d' onde, ultimata questa, erano ricondo tti al deposito indicato per deporre l'armamenta. L' avversione o diremo meglio la ripugnanza per servire in tempo cli pace neJJa guardia nazionale mobile si è manifestata in modo molto palese, specialmente per le numèrose assenze constatate, le quali mettevano le autorità militari nella necessità di usare molta indulgenza. Egli è certo che se tale istituzione ebbe un' attuazione qualunque, lo si deve al maresciallo Niel, il quale vi si dedicava con una ammirabile costanza di propositi. Tant'è che il di lui successore maresciallo Le Boeuf non potendo non preoccuparsi del malcontento prodotto nelle località ove la guardia nazionale mobile era stata riunita per gli esercizi, e non volendo tollerare lo scandalo delle molle assenze e delle molte mancanze non giustificate o non punite, reputò miglior c'Onsiglio cli troncare ogni indugio e dispensare nel settembre i miliLi della cl.isse 1867' da ogni ulteriore es'ercizio. Dopo le infelici prove fatte da codesta nuova istituzione, ed a seguito dei meschini risultati ottenuti, sorge spontaneo il quesito: che si fa rà della guardia nazione mobile? Noi non siamo in caso di rispondere in modo positivo; ma sta però che essa ha potenti avversari, fra cui l'opinione pubblica annovera lo stesso attuale ministro della gneàa; i qunli avversal'i si dividono in due campi. Gli uni credono che l'ese rcito possa bastare ad ogni evenienza e che in qualunque modo non sia mestieri organizzHre permanen temen te l'elemento che in tempo di guerra concorrer deve con .esso alla difesa del paese. Gli altri sono invece di parern contrario ed avvisano ehe di fronte alla celerità colla quale ora si fanno le guerre, sia mestieri avere un' organizzazione pronta che, presentandosene la necessità , possa sollecitamente fu nzionare; ma so-

SUL

nECLU'l'AMENTO PIIANCESE

281

stengono , ciò che secondo essi I' esperienza ha dimosLrato, che col sistema delle esercitazioni non si trae alcun profitto. Essi dicono che i giovani che stanno poco e solo temporariamente sotto le armi non portano con loro che il ricordo sgradito cli un noviziato sempre difficile e laborioso, perchè non hanno avuto tempo di immedesimarsi alla vita militare. Soggiungono che gli stessi individui richiamati sotto le armi per prestare servizio effettivo, si presentano senza alcuna idea dell' istruzione avuta e con molto minor slancio e buon volere d i coloro che per la prima volta abbandonano la famiglia; locchè a loro credere è di sommo danno perchè reputano che il valore di codeste riserve dipenda più dallo spirito onde sono animate, che dal grado d'istruzione ch'esse possano avere (1).

(1) Nel rapporto presentato al corpo legislativo pelbilancio passivo del 1871, si legge quan[o segue a proposito della guardia n(lzionale mobile. · « Nous nous trou vous celte annòe on présence d'idées différ entes et nous n ous en félicitons. La garde nationale mobile ne doit pus ètre assimilée à la r éserve de l'arméo. Elle a son caractère propre; elle peut <'\ tre mobilisée par une loi, daus le cas o ù le territoire est m enacé, pour veiller à la garde des fronlières e t à la défence d<~s places fortes et rendre ainsi à nne· portion de l' armée la disponibil;té , Elle serait, pour ces circonstances ~xtrèmes, un auxiliaire· puissant et utile et elle ne foil lirait pas à sa tache. Mais hors de là et en temps de paix, e,lle 'doit laisse'l." aux citoyens qui la composont toute la )iberlé de la vie civile. Qu'elk· soit organisée à l'avance sur des r égistres régulièrement tcnus qui permettent, le cas éch6ant, son appel immediat, et que ces cadres soient prels à fonctionner, cela est nécessaire sons doute; mais cela suffit, En maintenant,,, on doit. .. se borner au nécessaire et éviter les gones superflues et !es dépenses inul.iles . M. le ministre de la guerre était entré dans cette voie, en proposanL... » ,


282

SUL RECLU'l'All:1EN1'0 FRANCESE

LA NUOVA LEGGE

1869 e della legge militare presentata il 12 agosto al corpo legislativo. Onde si avrà in più: 4° Colla chiamata degli uomini validi non ammogliati o veçlovi senza prole, compresi fra l'età dai. 25 ai 35 anni e non ancora sotto le armi o nella guardia nazionale mobile, circa 500,000, di cui: quelli che già servirono possono ascendere a . 300,000 quelli che non furon o sotto le armi, perchè 200,000 favoriti dal numero di estrazione 2° Ai depositi: a) Il contingente della classe 4869 chia90,000 mata alla fine di luglio . b) Tutti i requisibili della leva 11870 che 23'0,000 verrà chiamata ora 3° Guardia nazionale mobile della 140,000 classe 1869 . 0 H0,000 4. Volontari per la guerra

Ad ogni modo noi siamo convinti che la guardia nazionale mobile non può funzionare secondo l' attuale organizzazione, e che soLLo questo punto di vista tale istituzione è completamente fallita. L1tgiio 1870 . GIUSEPPE 0TTOLENGHI.

~O'JC'A..

Come il lettore comprenderà facilmente, questo studio si riferisce allo sviluppo regolara dell'esercito francese sulla base della legge 1° febbraio 4868. I risultati indicati non sono infirmati dalle attuali condizioni, ma per contro confermati, perchè fino al '19 luglio, epoca della dichiarazione della guerra, la Francia non potè avere fra esercito e riserva più di 630,000 uomini, mentre della guardia nazionale mobile non era organ izzata e ben poco istrutta che una terza parte soltanto. L'inattesa piega degli ~ffari della guerra hanno obbligato la Francia ad uscire dai li miti tracciati dalla legge del reclutamento; ogni calcolo riesce impossibile quando per la difesa del territorio nazionale si ricorre all'estrema misura di far appello a tutti gli uomini validi a portal' le armi. Oltre ai risultati normali che sono indicati in questo scritto, si hanno ora quelli eccezionali che saranno con~ seguenza della chiamata sotto le armi del contingente

183

Totale .

. 4,400 ,000

di cui soli 200,000 servirono già, ma alcuni anni fa e coll'antico armamento , mentt'e gli altri non ebbero istruzione di sorta e si trovano soltanto da pochi giorni o non sono ancora sotLo le armi. La guerra del 4870 non avd.t forse per effetto di far accogliere anche dalla Francia e da altre poten ze il principio del servizio generale che fece prova così luminosa in Ptussia '! 15

' )

agosto 1870.

--


CI\ONACA. POLITICO-MlLITARE

CRONACA POLITICO-MILITARE

La guerra del 1870.

14

agosto 1870.

Egli è ben difficile, sotto l'impressione delle gravi notizie che ~i portano d'ora in ora i telegrammi , risalire ai primi giorni in cui si disegnò la lotta, esaminare a sangue freddo la situazione generale, e dare un sunto degli avvenimenti principali che si s,,olsero in que~te poche settimane. È tuttavia questo il còmpito che qui ci proponiam o, per fornire in certo modo ai lettori della Riv-ista un punto di fermata, dal quale rivolgersi indietro per dare un colpo d'occhio al passato ed abbracciarne il complesso. Se da una parle un simile lavoro non può avere il pregio della novità, dall'altra esso non può nemmeno avei· quello d'una minuta esattezza, al che mancano tuttora presentemente troppi dati di fallo ; esso non può dunque essere che una qualche cosa di mezzo fra le notizie quotidiane e la relazione storica della campagna ; e come tale crediamo non riusc.irà lavoro inutile. Com' è nata la guerra presente? Da chi venne la provoca.zione? Come mai, mentre tutto accennava alla pace. il mondo s'è risvegliato d'un traUo in mezzo allo strepito delle armi? A queste domande non v'è che una sola risposta. La guerra e ra nella situazione. Se nessuno prevedeva il momento in cui

285

essa sarebbe scoppiala, nessuno però, che avesse seguìto il corso degli avvenimenti dnl 1866 in qua, avrebbe po tuto dubitare ch'essa fosse inevitabile. Quando si parta da questo punto di vistn, che è il solo vero, clivengooo suffìcientemente oziose le questioni che si vanno facendo per èlelìnire a chi debba darsi i l torlo, a chi la ragione. Era una necessità, ed ecco tutto. 11 venire a parlare di ambizioncel le personali e dinastiche, l'accusare un uomo di prepotente, l'altro di rapace e simili, è un giudicare le cose ben meschinamente, è un mostrare di non conoscere lo intime cause, per cui gli avvenimenti mondiali si producono, è uno scambiare l'occasione, il rreteslo colla cagione. La casa rea le di Prnssia segue la via che le è indicata cla tre secoli di storia, e se non avesse ora trovato nel re Guglielmo e nel conte cli Bismarck i suoi fattori d'ingrandimento, se non avesse ora attirato a sè la Germauin, sarebbero sori.i pur sempre altri re, altri P.ismarck, sarebbersi compiuti altri avvenimenti, da cui sarebbe uscito Io stesso risul tato . Come avrebbero potuto la Prussia e la Germania sottrarsi alla corrente generale di questo periodo di tempo, che tende a form,are le grandi agglomerazioni sul principio delle nazionalità? Era poi possibile che di fronte agli intendimenti della Prussia o della German ia, che vagliasi dire, una nazione come la francese rimanesse indifferente? E diciamo la nazir,ne, senza ri.guarclo al ia forma di governo che la regge; fosse una frn ncia repubblic~na, o lègiltimista, od orleauisla, invece che napoleonica, la questione non cambiereblrn; e lo prova il fatto che s'è visto adesso div<mtare la guerra una realtà sollo il governo costiluzionnlo, mentre ora finora rimasta solo una prohnbililà: sotto il governo personale. Ona nazione che dà pro va di I.anta vitalità come la francese, ha bisogno di espa nsione : le lotte secolal'i sostenute contr o la casa d'Austria erano un portato natura le di questo stato di cose, ed è un'opinion e per i? meno . superficia le .quella che esse fossero consigliate soltan to da ll'intepesse dinastico; ora la casa d'Austria non ispirava più ombra alla Francia; car;ciata da ll' Italia , cacciala dal seno germanico, -essa aveva cedu to il posto ad altra potenza, pi ena di energia e di gioventù . che non CHlava lo sue tendenze a riu nire in un fascio solo tulle le forze del la gran patria tedesca. Di fronte a questa nuova potenza la Francia sen tì d' avere cambiai.o larivale, o la lotta si posò come una necessità folalH; lotta alla quale non sarù certo la guerra presente quella che imporrà ANNO xv, Vot. 111. 19

.,.


286 .

CRONACA

PO LI'l'ICO - MILITA11E

un termine, checchè ne possano credere i congressisti di Gi nevra. È du nque guerra di prepoorhmH,za questa fra la Francia e ta Prussia, come era di prepo nderanza quella fra la Francia e l'Austria; nei secoli passa li la guena assumeva aspetto dinastico. ogg idì essa riveste il cnrntrere di guerra naziona le; ma .i,J fondo non mula, perchè nou mula la na tura umana e J'i.o-do le dP!lo nazioni.

287

o<Jucstione interna aveva prestalo mnno attenzione a ciò che ,avveniva di fuo ri , l'opera del ministro prussiano aveva prosegui to iofut icabilmente verso la mèta; anzi questa mèta era -slnLa que,;t'anno per la prima volta chiaramente deli neata dnlle parole del re Gngl ielrno. e , quasi dò non bastasse, am piamente •spiega ta da l cohte di Bismarck, il quale a raggiungerla non ravvisarn altri os tacol i, fuorchè quel !i che g li erano opposti dall'aLteggiamento oslile dei partili dominan ti in Baviera e nel Wurtemberg. Quali fossero le fas i con cui si man ifes tò siffatto lavorìo da una parte e da ll'altra, questa Rwi.~ta non mancò di farne cenno, non dimenticando di no tare come quesle L1:rndenze separa tiste e antiprussinoe della Ger mania del :;ud si fo.ssero . ,fotte assa i viYe appunto dal momento che s'era fa tta sentir meno la pressione delle minacce francesi. Fu in mezzo a questa dispo,izione degli ani mi, e mentre tanto in Bariera quan to nel Wurtemberg stava per prevalere il partito che chiedeva una r iforma radicale nel sbt(•ma militare, che l'Europa aLLonila intese le gravi dich iarazioni fo tte dal m inistro dPgli esteri a l corpo legislalil'o fra ncese (6 luglio}, relativam ente alla candida tura del principe Leopo ldo di Hohenzollern al trono di Spagna. li duca di Gramont si esprimeva in fat ti a tale r iguardo con ter min i cos) perentori , assicurando ch e la Fr:rncia non avrebbe permesso ad un'es tera potenza di porre un principe sul trouo di Sµagna , che tutti seuLirono contenersi io quelle dichiarazioni un ger me di pro~sima guerra, e il listino della borsa di Parigi ne dava un sin tomo eviden te con un notevo li, simo ribasso. Un atteggiamento così reciso, e cosl poco in uniformità colle abitudini dr>lla diplomazia , assu nto dal ministro francese fin dal bel principio della vertenza , fu dalla opinione pubb lica interpretato come la cooseguflnza naturale della sorpresa, di cui era stata vittima la dip lomazia francese. Si disse pur e che di fronte a lla brevità di tempo ctrn ancora <l't!Stava prima del l'apertura del le Cortesera necessa rio agire solleci tamente, am nchè la Francia non venisse a trovarsi di fronte .ad un fa tto compiuto ed irreme1Jiabile : si aggiunse infine che il miglior mezzo per assicurare la conservazione dt> lla pace ·era <JUello di pa lrsare apertamen te le in tenzioni della Francia , ed oppo rre fin da principio un veto decisivo all'incoronazione dell'Hohcnzollcrn. Tullo q11esto sembrerebbe provare che il gahinelto delle Tuilerio non meditasse la guerra, qua ndo tale questio ne ~i pre.sentò. Se una volontà decisa di precipi tar le cose al peggio vi

Qur,ste con$iderazioni, che si sarnnno affacciato alla meut.c .di lhi giud ichi i fatti uon da lla cortecc.ia, ma da l midollo. è utile a,·e1'le sempre prese o li, per potere por taro un giudi~io -i mpaniai,: e sereno sugli avveqimenti che si ~tanno svolgendo. Non sara nno mai so,·er,:h ie le precauzion i per guardarci da lle passioni, che n;i luralmente si destano ogn i qualvolta si lrAlla di cose vile ci toccano così da vicino. Ammesso pPrò il fa llo che la guerra era uolla situazione, per ,cui entrambe le potenze stavano altent,1menle guardandosi colla

sciahola ruezzo sguaina ta, non rPcò tuttavia mono sorpresa la rapidi tà con cu i da uno s ta to di pnce comp leto si v~inne alla rollura . Le dich iarazioni fatto dal gabinetto francese in giugno al corpo leg is)alivo in occasiorrn del l'in teq~f: llanza sulla ,ferrovia del Gottardo, la discussione fattasi in pri ncipio di luglio sulla diminuzione di 10 mila uomi ni sul l'11nnuo cou ling('nte, sono due prove evidenti che le inteo7.iooi del minist•·ro Ollivier -erano in teramP-nte pacilìch<> , c,me più volle Pb i>e a dichiarare ,il ministro stesso del la guerra. Ma se da queste rlue discus,;ioni si pot(•va trnrre uoa conseguenza, era que.1-ta , chn il sen timento· na2,ionaJ4:1 francese era ben lungi da ll'essere ad1formentato su quanto avveniva a l di là del Heno, e lo parole di Thit>rs che· pred ict1vano la pac<·, ma mostravano la necessità di conservare , il pii>de d'armamen to fino al lora tenu to, arfinchè la Francia non fos se obbligata a òipendero dalla saggezza allrui, C]Uf\slo parole trornvano uri"eeo 10 tutta la Canwra, o pot~,·ano essere inter pretale come un arviso al gabinetto del 2 gt•nnaio, che .:orm.ii la Francia , uscita da lla lungn crisi de lla r iforma politica inll!rna, si sen lira li bPra di gettare, uno sguardo su qunnto succ<'drva al di fuor i, e siirebbe sia la pronta a cogliere la prima occasione propi zia che si prPsPnlasse per fa re nuovamente udire la sua voce nei consig li d'Europa . E veramen te, in tutto il tempo che la Francia assorbita dalla

1


288

CRONACA

fosse stata veramente, era piuttosto supponibile che si sarebbe tenuto in sul principio un linguaggio più moderato nello stessG> tempo che si sarebero prese le opporturre disposizioni per la mobilizzazione dell'esercito, onde preveDire la Prussia. Perciò non saremmo lontani dal credere che quando il duca di Grarnont assicurava lord Lyons che la rinunzia del principe Hohenzollern alla: candidatura sarebbe stata per la Francia una soluzione soddisfacente della questione, egli fosse in perfetta buona fede. 1\ia omai il ga bi netto francese non era piit padrone della situazione; in pochi giorni l'opinione pubblica si e ra accesa . al punto da rendere impossibile ogni sciogli me n Lo pacifico della vertenza; la Spngna e ii maresciall'O Prim, che dà principi1> erano l' obbie ttivo principale del risentimento provato dalla Francia, furono ben pres to messi da parte, e la lotta fra la Francia e la Prussia si disegnò chiaramente agli occhi di tutti<. I)erciò, quando gi unse la notizia della rinunzia del principe di Ilohenzollern, nè l'opinione pubblica a Parigi, nè il gabinetto se n e dichiararono soddisfatti; si voleva che il re cl( Prussia v'impegnasse pur egli la sua parola. Era essa legittima questa · pretesa? Il duca di Gramont lo sostiene nella sua circolare del 21 luglio, appoggiandosi al fallo che già nell' anno antecedente i l gabinetto prussiano i nterpèllalo a proposito di certe m ci che allora correvano s ulla medesima candida tura, aveva dichiaralo esser e tali voci aJra tto infondate e che ad ogni modo non poteva mai essere intenzione della Prussia di fa vorir e una tale candidulura; alla sua voi la il signor cli Thile, chn a q uel tempo· supp liva Bismarck nella direzione deg li affari esteri, non J·cspinse assolutamen te le asserzioni di Gramon t, ma disse di' 110n ricordarsene . Comunque sia, era ornai· i mpossibile al gabinetto delle Tuilcrie trarsi indietro, e calmare l'effervescenza prodottasi nel pubblico; l'accoglienza fatta dal corpo legislativo alle voci dell'accomodamento, l'annunzio di una inter pòllanza, fecero avvis ati i m inistri, che si chiedeva qualche cosa di pih che la semplice r inunzia dell'Ho henzollern , epperciò fu dalo l'incarico al Benedetti di ollenere dal re stesso la ratifica di tale rinunzia e l'assicurazione che questa candidatura non sarebbe più s tata rimessa ava nti. Sono troppo note le conseguenze di questo incarico affidato· al Benedetti, perchè sia qui il caso di ripe te r e in qual modo egli abbia cercato di alfompierlo, e come le sue insistenti do,

:il

POL1TICO-l'l1ILITAUE

manda siano state accolte dal re di Prussia; fu l'ultima fase ,di queste trattative che duraron o così poco tempo o che, con esempio ancora nuovo, furono condotte in mc~zzo alla pubblicità e portate fin dal principio dinanzi alla tribuna. Il 15 luglio, nove giorni soli dopo la prima dichiarazione --di Gramoot, il Ministero si presentava ai due rami del Parlamento, esponeado il callivo esito che avevano avuto le trat·tative, e chiedendo un credito di 50 milioni per l'esc~rcito, 16 .p er la marina, il progetto di legge per la leva del 1870, altro per la chiamata della guardia nazionale mobi le, ed altro ancora_ rper gli arruo lamenti dei volontari. Un tentativo di opposizion~ al Corpo legislntivo sollevò le aite g rida dell'assemblea, e i progetti di legge passarono all'unanimità dei voti, meno uno. Il decreto per la chiamata delle riserve era già stato emanato ,il giorno 14. Il giorno 19 era notificala ufficialmente alla Prussia la dichiarazione di g uerra. Un tentativo fatto in questo m ezzo dall'Inghilterra, perchè, -confo rmemente alle massime che si erano sancite nel Congresso di Parigi del 1856, si accettasse la sua m ediazione, riuscì inutile. La diplomazia aveva già operalo un prodigio tre anni or sono, risolvendo pacificamente la vertenza del Lussémburgo; non le era pili possibile o perarne ora nn s econdo. - La violenza, la rapidità con cui questa volta le contesa degenerò in .r ottura aperta è la prova piìl evidento del g rado di tensione a cui -erano giunte le relazioni fra le due potenze rivali. »i fronte alla politica della di plomazia francese, che s'ispilJ'ava al senti mento e studiava farsi l'eco dell'opinione pubblica del paese, era facilo alla diplomazia prussiana atteggiarsi come disinter essata nella questione dell'Hohenzollern, e mettere dalla parte della rivale tutte le apparenze dell'aggressione. - Era questa del resto l'attitudine naturale delle due potenze dal 66 4n qua. La Prussia diceva: - io miro all'unificazione della Germania; non voglio preci pitare gli avvenimenti , ma non do indietro di un passo ; lentamente sì, ma sicuramente cerco d'avvicinarmi alla m eta che mi sono pre(fasa, e che mi è additata dalla storia di tre secoli , dalle aspirazioni dei popoli. ,1n questo cammino ch'io proseguo non cerco querela a nessuno, ma son pronta a rovesciare c>gni os tacolo che un'estera potenza qualunque mi ge ttasse sulla via. - Consimile fu pure il ling uaggio della Prussia in occasione della vertenza relativa al. ,principe d'Hohe nzolle.rn ; il conte di Bismarck dichiarandosi

.e


~90

CRONACA

disinteressato nella questiono, e avendo saputo conciliarsi, davanti alle ricerche di l3Pnedetti, il dono cl~ll'irrnpnibi lilà, misel'amba.sciatore francese nella falsa posizione di doversi dirigere al re in persona. perchè ne nvesse quel l'aecogli ooza clrn tutti; san no. Era cal,:olo, od era sempl ice combinazione fortu ita? Noi crediomo che beo pochi s'aprigli<'rao110 al secondo dei duet<'rm ini ; non sarebbo Cl'rlo la prima volta questa che il conte· di Bismarck si spoglia del la sua parte di responsabilità. mettendola sul conto del su:> sovrano, il quale del resto sembra toll Prarsi abbastanza in pace questo suo Min istro, che cos\ spesso si copre coll'egida delle vcloulà personali di S. M. Ma, ammesso. cho il Bismarck non fosse !noto estraneo alla candidatura clell'Hohenzollrru, com 'egli si dichiQra, calcolaYa egli tu tt.a le por·tata di un simile fallo?Preveclevaegli che da ciò sarebbe uscita la guerra, e aveva appunto scelto uo terreno. su cui obbl igtl\'a. la Francia ad attPggiarsi come aggressiva 't Sarebbe assai dinìcile il dare a tale domanda una positiva r isposta . Ma crrto la Prussia non poteva desiderare uoa silnazionc .ad essa più favnre\'O le : l'<!sercito della Confedernzione del Nord era completamenle forma lo, rei a.veva dintro a sè qua tiro anni di preparazione; rna i tralla li militari conchiusi· cogli Sti1ti del sud erano minacciati n<•lla stessa loro e,sl:!nza dalla opposizione manifestatasi specialmen te in Raviera e nel Wiirtomberg; pochi mi:•si aneora, e le islitu,:ioni militari dei duo Stati o radetti si sarebbero ridotte a veri schelelri, se il partilo antiprussillno. com'era da temersi, avesse pr,•valso: una• guerra colla Franc.ia non so lo avrPhbe f.ilto tacere quell'oppo-· sizinno, ma avrc!Jbe avo lo per suo primo e[eUo di distruggere quel la barriera del Meno, clrn tanto premeva alla Francia di conservare; sotto la pressione dello $tran iero la gran patria germani ca sa rebbesi unii.a io uo corpo solo, e quella mela, a cui il Bismarck dichiarava di avviarsi con lenti ma sicuri passi ,. sarebbe stata raggiunta tutto ad un tratto. Se così fu veramente, se il Bismarck porse pensatamen te· alfa Francia questo prelPstu di querela, indottovi dalla coscienza del le proprie forze, dall'atteggiamPnlo osti le della Germania del·· sncl, rla l timore che un maggiore indugio lo privasse al momen to. d~I bisogno del le forze militari di questi ~tali, e dal la ferma. fiducia che. suonando l'ora, egli avrebbe avuto con sè tutta la Germania, bisogna convenire che la sua ahilità fu verarnenlea\l'all~zza. della grand,·zza dellù scopo, e che il fatto gli ha, dato ampiamente ragione . A quest'ora, quand'anche le aquile-

l'OLlTICO·MlLlTA UE

291

prussiane fossero rimaste perd!:'nli, s'era ad ogni modo giif raggiunto l'immenso risultalo di avere riunito in un so!o fascio tulle le forzo ger man.iche. di aYcr eomp'ilo - f'oss'anco solo temporaneamente - il programma tuuto vagheggiato dfllla Germania una. Non sarrmmo lontani da l credere che la diplomilzia francese avesse diversa opinione sul contegno che avrebbe assunlo la Germania del sud (1). e fors'aoche essa nutriva la speranza che là Baviera , e rlielrù quesla i I Wi.irtemberg, ispir1rndosi ai sentimen ti antiprussiaoi, che in questi ultimi tempi era usi folli così vivaci, facessero causa comune rolla Francia cont.ro la Prussia. Ma sH per un momento si· nutrì a Parigi c.odesla illusione, essa dovette· essere di ben corta durata . - -Non appfma io.fatti si disegnò nella situazione la lotta imminnnle, il sentim ento nazionale tedesco si risvegliò unanime, facend o lacero le opposir.ioni particolariste; le reminiscenze del 1813 furono più forti che .quelle ·del 1866,. e i sovrani delle .-:orli del sud compresnro, come il miglior mezzo di conservare il loro trono e quella parte di autonomia che era ancora possi bile, fosse quello di OJPllersi alla tesla del movimento del l'opinione pr.bblica, e di dichiararsi sem:a ritard i,. senza ambagi e senza condizioni alleali del la Confederazione dt,l nord nella guerra contro la Francia. Il re di Prussia dal

(I) La National Zeiti~ng di Berlino del 1:i luglio p. p. ha pubblicato un_ importante documento intorno a quest'oggetto, È una serie di quesi ti che alcnni mesi prima el'ano stati diretti dal Ministro degli Esteri in Francia al Ministro imperiale a Stoccarda. Fra gli altri qu esi ti erauvi i seguenti: « 32. li Governo del Wiirt<1mberg è egli pentito di. avere stretto allèanza offensiva e difensiva colla Prussia nel 1$66 l « 33. In caso di guerra, il Governo del Wurteml>erg si schiererà dalla parte della Prussia i « 34, Jn caso di guerra colla Prussia, la Francia troverà degli alleati nella Germania del Sud i » « Cosa strana, seri ve vano nell'aprile 1867 al Journal àes délJats da Wiesbaden in occasione della controversia relativamente al Lussemburgo, è per il Sud che la.Francia ha in oo·ni temoo riservatole sue simpatie nelle complicazioni tedesche, e se essa Il; <li mostrato talvoltaqualchefreddezzaai popoli di. Oltre-Reno, è contro la Prussia e non contro la Baviera o al Wurtemberg che si rivolgeva quest'antipatia istintiva. Ebbe ne! è precisamente la Germania del Sud, poco sensibile a queste pretèrenze francesi, che è divenuta ora il focolare della piccola c1·ociata fatti1.ia predicata coutrolaFrancia. Mentre a Berlino un'assemblea popolare che si propone di provocare le suscettività francesi non riunisce 200 individui e passa intieramen te inavveduta, si organizzano meeting.r a Heilbronn, Mannheim, Stoccarda, per denunciare l'amwt;;wne rramcese. » (Débats 1'1 aprile 1867).

,,


292

293

CRO:'<ACA

POL1TICO- MILITARE

suo canto, nel1'accettare la loro offerte e nel r ingraziarneli, non esitava un momento a mettere fin dal principi e, alla proYa la loro buona volontà, affidando a suo figlio il comando delle forze mi litari del sud. Gli ordini per la mobilizzazione furono dati a Berlino il 16, cioè due giorni dopo che in Francia era usci lo il decrelo della cbiumata delle riserve. - La guerra era oramai divenuta una realtà; ma doveano correre ancora parecchi giorni pr ima che si venisse all'urto delle due masse nemiche.

zione dol Belgio nella Francia, come compenso al permesso che questa darebbe alla Prussia di ctrn1piero l'a:sor?imento d~lla Germania. La Cor1·isponclenza di ne1·Lino vemva m appoggio o. questa pubblicazione , e soggiungeva che prima_ ancora della guerra dol 1866 la Francia aveva fatto offerte di a~leaoza alla Prussia a danno dell'Austria, e a reciproco vantaggio delle due} potenze contraenti. . . Queste indiscrezioni furono il segnale d1 una vera lotta d1 protocolli, interpellanze, smentite, dichiarazioni, la 911alP precedeva di poco la lotta dei cannoni, dei Dreyse e det Chassepot. Anche qui non islarcmo a toner dietro a lulta questa logomachia diplomatica, che i nostri lettori ricorderanno perfettamente: diremo solo che parve a molti per lo meno ~ingoiare che l'opinione pubblica si commovesse a così allo grado per queste rivelazioni, lo quali non erano tali se non per la pubblicazione ufficiale di documenti , la cui sostanza non poteva formare oggetto di sorpresa per nessuno, e meno che per altri, poi mo odo diplomatico. (1) L'intenzione del_ Uismarcknc.l provocare queste indiscrezioni e nel farsene poi autore egh stesso, era abbastanza evidente; screditare sempre più la Francia, metterla in vista a tutta Europa come una causa continua di per icoli pei piccoli Stati, o perder!~ ~opratutto .noi con~et~o dell' Inghilterra, dove del resto l' opm1one publlca eras1 già

In questo fr,1Ltempo di aspettativa, le varie potenze d'Europa chiarivano il loro contegno. 11 timore che la lolla si estendesse e divenisse generale era vivamente sentito. Ma questo timore svan) per un momento, quando comparvero le dichiarazioni di neutralità delle maggiori potenze, fa Russia, l'Jngbiltcrra, l'Austria, l'llalia; - tulle queste po tenze si mostravano animate dal più vivo desiderio che la guerra rimanesse localizzata, nessuna di esso trovandosi immediatamente iutùressala nel conflitto . - Cionondimeno l'opinione pubb lica era ben lungi dall'essere rassicurata, poicbè ben vedevasi che qualora il corso degli avvenimenti avesse -fatto uscire una di tali pol.enzo dai limiti della neutraliti1, sarebbe questo staio il segnale di una conflagrazione europea; - la fonte di maggior pericolo consisteva sopra tutto negli Stati secondari i, più vicini al teatro della lotta, i quali potevano tro\'arsi coinvolti nel conflilto, sia per loro proprio volontà, sia per insufficienza di mezzi a proteggere la loro neutralità. - La Svizzera, il Belgio e l'Olanda si videro nella necessità di porre tutte o gran parla delle loro forzo sul piede di guerra per essere in misura di fa r fronte ad ogni eventualità; - la Danimarca pure seguiva quest'esempio, ma di questa specia lmente si dubitava, che, per desidnio di riprendere le provincie perdute nella guerra antecedente, si alleasse colla Francia, aprendo a queste le sue coste, risparmiandole cos) i rischi di un'operazione di sbarco. Ma sino al momento in cui scriviamo, nulla di simile è ancora successo, e d'altronde la posiziono di quello Stato è tale, che, qualunque sia per essere l'esito della guerra, e qualunque ~ia il suo atteggiamento, nulla ha da guadagnare e tutto da perrlerr, entrando nella lotta. Pet·<> i timori di vedere ad estendersi il conflitto r itornarono a farsi più vivi, quando il Times pubblicò l'ornai famoso progetto di tra ttalo franco-prussiano, che consacrava l'incorpora-

(lì Nel colloquio che il Bismarck ebbe col_imp~ratore Napole~ne nell'ottobre 1SGS a Biarritz, secondo quello che vien riferito dal capitano Luior CJ!JALA nel recente suo lavoro sui Preltmina._rt della uue,·ra, clel 1866, e sul!a battaolia dt Custo.::a, il ministro prussnino ave,·a riconoscrnto perfettamente l'equilà delle riserve fatte dal suo augusto Interlocutore per l'eventualità di un ingrandimento territoriale dellaPru~sia, sol che ave~a. osservato ,. esse1·e necessario cercare il compenso territoriale nel _Belgio cedendo Anversa all'Olanda per neutralizzare l'opposizione dell'Inghilt.en·a. Pare che il min istro prussiano si diffondesse assai su ques_to proposito_, giaccbè l'imperatore, sorridendo, lo interrupp!I l'icortlao~ogh la favola di La Fontaine sulla pelle dell'o1'So, e lasciando in lui il dubbio se 11 compenso proposto lo appagasse o no. ,. (pag. 71). . . . Più oltre, a P:IS"· 85, il capitano Cm ALA scriv ~: « ~el dicembre (1865) ~n occasione della morte di Leopoldo re del Belgio, 1 imperatore aveva lll un colloquio col conte di Goltz (minist.ro di Prus_si_a a Pa_rigi) fati.o_ qualche lontana allusione allo scopo reale delle sue amh1z10111, 11 quale si portava sulla fron tiera del Reno anzi che sulla linea dell'Escaut; e sebbene nelle eventualità antivedute dal Bismarck entrasse anche questa, pure la certezza avuta ora come egli si fosse ingan n:ito, supponendo che il ·B.elgio sarebbe stato un compenso territoriale gradito all'imperatore ecc.' ecc. •

1


29.i-

295,

CRONACA

POLTTICO-MlUTAllE

pronunziata piultosto favore volo alla causa germanica ; ma alla fi n dei con ti egli dev'essersi accorto d'avere in questo oltrepass1lo il segno, e di essere r iuscilo tutto a l più il mettere in luce la bonomia e l'ingenuità dei diplomatici francesi. L'Ing hilterra impegnala dai trattali alla cooservaziono del Belgio, seozia decidere a quale dnllt~ due potenze si dorasse veramente ascrivere la prima origine di quelle proposte, sealì la necessi tà di fare un passo di più, e il Gab inetto di San Giilcomo, sollo la pressione dell'opinione pubblica e dell'interpellanza Disraeli, sentì la necessità di pro porre all'approvazione della Ca mera un credito supplemenlario di due milioni di sterline, per aumentare la forza dell'esercito stanzia le di 20 mila uomini, e per altre spese pel servizio dell'eserci to e della marina; ol-. tracciò riuscì a far firmare dal le potenze bel ligeranti un trattato col quale queste s'impegnarono a rispettare la neutralità del Belgio. Anche l'Austria si vide nella necessità di uscire eia quel con tegno di neulralilà passiva e disarmata che aveva assunto dapprima, per a tteggiarsi ad un'attenta osservazione: tale misura era le consig liala da llo stato interno del paese e dalla poca fiduc ia che ispirava la neutralità dc~l la Hussia: trovandosi immedia tamente a contatto con una del le due potenze belligeranti , èssa non poteva infatti se ntirsi intieramento clisintere~sata nella lotta; le varie parti dell 'Impero manifestarono tendenze diverse ed anche opposte, e mentre negli un i, e specialmente nBl partilo mil itare, prevaleva il sen timento di una possibile rivincita di Sadowa, nelle provincie tedesche predominava il sentimento di razza in favore della Prussia, nell'Ungheria invece l'opinion,~ pubb lica ed il Ministero si pronunziavano ener-· gicamente per la neutralità. Inr.anto, e per far fro nte ad ogni eventua lità, si provedeva a lla compra di cavalli, si autorizzava il Ministero a chiamare la nuova. leva prima dell'epoca fissata , e si ordinava di fortificare la linea clell'Enns. Ciò non toglie che le assicurazioui che dava il Beust al Gabinetto di Berlino di volersi restringere ad un'assoluta neutralità fossero di tal natura , che il 5° e il 6° corpo prussiano (Posnaoia e Slesia) ebbero ordine di raggiunger e pur essi l'esercito sul Reno. Il Belgio nella ser.onda metà di luglio ave"'a messo l'esercito sul piede di guerra; oltre alle guardie civiche, esso dispone ora di una forza regolare di circa 100 mila uomini, spartiti in due corpi, di cui l'unù comanda lo dal luogotenente g,merale Gerenz ìt destinalo alla difesa di Anversa (ne è capo di stato maggiore il

Bria lmonL), l'al tro col Litnlo di esercito di osse-rvazione. sotto, rr\i orrlini del ge neralo Chaza l , g uarda la frontiera francese b o . . la prussirina, a Lovanio ed e LH~g1. . . . . , ., La Svizzera dal canto suo ha mob1hz.zalo einqu~ dello nove Divisioni in cui è dislrib11ito l'esercito federa le; queste forze sotto il 1·.omando del generale Herzog si sono coucentrato presso . la fronti era. col qu11rliere generale a Olten. L'Ital ia proclamando an ch'essa 11 na stretta nentra\1tà, aceompagnatil da un'attenta osservazion e, ha ric_hia mato _soll_o le armi Jr, due classi del 44 e dol 45, per raggrnng~r e 11 piede norma le di pace, at dissolto del quale essa trovavas! : con!e°:1~ poraneamente si procedette all'acquislo dei cavali_: nei l11mll del l'indisprnsabi le. succi~ssivamenlc altre due classi, q~elle det 42 e del 43 rkevettero ordine di r aggiunger e le bandiere pel 18 corrente. Se ci siamo trattenuti fin qui a ri nssumer e la situazione politica. lo facem mo in o magg-io a qnel grande ass_ioma che la buona poli lira è quella che fa la buona guerra. E appunto la politica quella, che calcolanrlo le forze p ro ~ri~ ~ quelle de,t nemico, e calco lando al1resì il trmpo che s1 r1ch1ede _p erche questti forze siano portale sul pierle di gurrra, ~uò ass1~lJrar? i vantn"o-i dell'offensi va mi litare. So llo questo rispetto s1 puo 0 dire ch: 1a .situazione politica si presentava in migliori condizioni alla Francia che nlla Prussia ; come sopra rlici•mmo, era nnlurale che fosse la Francia quella che cer cas,e quercl~ alla Prussia, era nat urale che fosse la Prussia quel la rhe s1 atteggiasse come viuima dc:ll'aggressione. Quanl~ . a pre_parazionc lon ta na, entrambe lo potenze potevano d1rs1 111 p,1r1 condhioni; entrambe prevedevano la guerra, en trambe aveano dietro a sè qua llro anni di apparecchio; ma quanto a pro: parazione vicina, q:ianlo a mobi_lizzazione era da aspettam che la Fra ncia prevenisse la sua nva le. · . Diremo di più; la Francia si trovava .nella necessi tà di prendere l'offensiva. Basta pensare un momi>nlo al morlo con cui era stata tracciala la sua fron1iera nord-est nei trattati d~t 1815, por convincersi di>lla neressilà militar e per la Fr~ncin di invadere nl più presto le provincie cisrnnane ge~mamche, e spingersi almeno fino al Reno, togliendo così al ~emico quel1~ gran testa di ponte strategica, che so~o la Prussia, renana e il P:i.lalinato di Baviera, e rompeodo_gh a mezzo l opera nella ·mobilizzazione; era la stessa necessità che avrebbe nel 1866


296

CRONACA

POLl1'ICO-MILl:'Al'$

dovuto muovere l'Austria a trovarsi pronta in tempo per oc-' cupare la Sassonia . . Poteva la Francia r-ùobilizzare il suo esercito abbastanza in tempo per giungere fino al Reno, prima che la Prussia potesse impedirglielo? Bisogna dire che tanto il maresciallo Niel, quanto il maresciallo Le Bceuf abbiano risolto la questione affermativamen te, poichè piì1 volte li udimmo dichiarare· che in caso di guerra la Francia non avrebbe aspettato che il nemico invadesse il territorio francese, ma lo avrebbe prevenuto, portando la guerra in sua casa. Il linguaggio tenuto dal Gramont fin dal primo giorno, e le sue esplicite dichiarazioni falle al Parlamento, che cioè la Francia non dovea lascial'e alla Prussia il ·tempo di armarsi, mostrano chiaramente che tale sicurezza si aveva. Al momento in cui scriviamo però già si può dire che tal sicurezza non era fondata sopra un esalto calcolo della possibilità. Non abbiamo certo i dati per esaminare minutamente le operazioni della mobilizzazione dei due eserciti, ma intanto sta il fatto che l'esercito prussiano si trovò in misura di passare il Reno e di prendere esso stesso l'offensiva , prima che vi si decidesse l'esercito francese. Gli ordini per la mobilizzazione dell'c>se.rcito francese precedono di due giorni quelli per la mobilizzazione dell'esercito prussiano; il giorno in cui Napoleone partì . da Parigi (28 luglio) per recarsi a prendere il comando precede pure di due giorni quello io cui parl't da Berlino il re di Prussia. Invero quest'anno la mobilizzazione dell'esercito prussiano si <Operò più rapidamente che nel 1866; ma non bisogna dimenticare .che nel 1866 la mobilizzazione fu ordinata ed eseguita a spizzico, i,J che portò una quantit/1 di disposizioni speciali, non prevedute nell'ordine prestabilito di mobilizzazione; non bisogna dimenticare che nel 66 i trasporli per forr ovia si fecero con una relativo comodità, non interrompendo totalmente il commercio, ed impiegando dai 12 ai 13 gi0rui per cadun corpo d'armatn, in ragione di 8 convogli al giorno; non ostante ciò, le truppe che erano state mobilizzate soltanto Yerso la metà di maggio s'erano trovate a posto nella prima setti mana di giugno. Era quindi a credersi che nel 1870, operando la mobilizzazione per tutto l'esercito, dietro i piani già stabilili prima del 66, e .che dovettero d'allora in poi est·ere migliorali dall'esperienza fallasi, raddoppiando ed anche triplicando il numero dei convogli giornnlieri - ciò che potevasi fore co11 tutta facil ità -

297

i Prussiani non avrebbero avuto d' uopo più di 3 settimane per compiere la mobilizzazione e il concenlramenl? del)'eserc_ito. Crediamo però di dove1r qui fare un'osservazione. - Se l·oro-anizzazione mi lit.are prussiana fu tanto levata a cielo dopo la :sperienza del 1866, che non sarà ora , dopo una cos~ chi~ra conferma? - Eppure noi ci ostiniamo a credere che 11 merito di una pronta mobilizzazione non sia intrinseco al sistema prussiano, e che la Francia avrebbe potuto e quindi dovuto trovarsi pronta prima, Nel sistema prussiano della circoscrizione territoriale ogni corpo d'armata si completa e si mobilizza sul sito, _per poi essere trasportato - quando già sia in pieno assetto d1 guerra - al posto destinato al concentramento. Tale operaz10ne procede con ordine e con celerità, perchè tutte le più minute disposizioni sono già state prevedute e ordinate: ma, se in mezzo. all'opera della mobilizzazione sopraggiunge il nemico, tullo, è spostato, tu tto è rimesso ai ripieghi del n~omento. L'esercito francese invece, il quale non è legalo dal vmcolo perm~nent~ dei corpi d'armata già formati , pilò ge~tar~ ali~ frontiera le sue masse quali sono e a seeonda del silo in _Clll s1 ~~ov_ano~ salvo a completarle· poi col versamento delle nserve. S1 r1cor~ dino i nostri lettori con quanta celerità fu compiuto da noL nel 66 il concentramento di 16 divisioni attorno a ·Bologna e Piacema; iniziato nella notte dal 2 al 3 maggio esso era pres. sochè ultimato p.el giorno 5. Certo erano ben magre quelli;) divisioni (meno di 5000 uomini l'una), spn,vviste an.cora ~e_l necessario quanto a cavnlli e mtizzi di trasporto, coi servizi amministrativi intieramente da organizzare: esse non sarebbe~o certo state in grado per aliora di movere; ma era una m ~sura presa quasi a ll'improvviso, senza che fosse st(tta prepara~a o· forse nemmen prevista in tempo di pace (1). Per la Francrn invece le condizioni sarebbero sta1e essenzialmente diverse, e nessun esercito ern in grado di compiere una simile o~era~1on~ meglio che il francese, poi.chè non v'ba n~ssun. esercito 11 cm piede di pace sia coà poco discos!_o dal p\ede ?1 gu~r_ra, come non v'ha nessun esercito che abbia un b1lanc10 militare così elevato (eccezion fatta dell'Inghilterra, che è in condizioni affatto speciali).

(1) veggasi il capitolo v. La lJfo/Jil i.::zaziO'Tl.e deWEsereito, nell'opera piìt GG ecc, "'

innanzi citata del capitano Cil!ALA: P.relimtnarri aella, g~erra, a.et

l


298

POLITlC0 - 1\IILITARE

CRONACA

Si paragon ino infotti quesle poche cifre: L'exposé de la si.tuation de l'Empire del 69 dava l'effettivo dell'esercito allivo al 1• ollobre in: 365.179 uomini all'interno. 63,925 » io Algeria, 5,252 » a Roma. Tota le .. 434,356 (1). L'effettivo dell'esercito di riserva era <li 212,816 uom101. Tota Il\ 647,172, che sarebbe l'f'ffe ttivo tlcl piede di guerra, compreudlm dovi i corpi mobi lizzati e i depositi. Quest'ultima cifra è invPce più a lta per l'esercito della Con!edcraz:one del Nord, non ess.endo essa molto lontana dai ·70) mi la uomini; ma di fronte a questo effellivo del piede di guerra, abbi~mo un etret:ivo del piede di pace che supera di poco i 300 mila uomin i. Ciò dimostra abbastanza, ci pare, che la Francia avrebbe avuto tntti i motivi a gcllar subito nel la bi lancia quanto avea sotto' la mano, sorprendere la Prussia in flagrante delitto di mobil izzazione e di concen Lrazione, dislurbargl ieue almeno tnlle le operazioni, in modo da aver già inizialo le operazioni militari, prima che le si potc·sse opporre una competen te forza nrmata: in qu esto mezzo l'esercito francese avr1•bbe Ticevu lo tulle le sue r iserve, e si sarebbe posto in perfetto stato -di guerra. · Si trattava insomma di ripelrre sopra più vasta scala, ma anchecoll'a 1uto dell'esperienza dei mig lioramenti falli, l'esempio dato dalla Francia nel 5!J, in cui l'nsercito r iccvelte l'ordine di partenza, m1mtre ancora si trovava su l piede di pace. Ove gli. stu•ii della mobi lir.zazione dell'esercito francese si fossero fa tti in questo senso, non v'ha ombra di duhbio <:he eolle numl'rose forrc,v ie che percorrono la Frnncia, quasi tutte a doppio binririo, con gran ricchezza di matHriale da trasporto, in una settimana a l pili si potevano gellare alla frontiera 200 mila uomini, massa più che sufficiente per invadere il (I) Di questi però erano presenti sotto le armi Pel momento solo 325,525, essendo gli altri stati inviati in CO!lgedo seme~trale dopo l'ispezione generale. Ptir tal modo la Francia con una forza bilanciata annua di 400 mila uomini tiene uu piede d'inverno inferiore a tal cifra e un piede d 'estate superiore. Si llUÒ dunque ritenere che al momento della rottura deÌla guerra di quPsl'anno la Francia avesse realmente sotto le arm.i circa Cl mila uomini.

~.:

299

territorio nemico e spingersi fino al Reno dovo poi poteva in eooveoienl.e posizione allendere l'invio dell e riserve, per r,ortare il suo effottivo sul piede di guerra. Se ad agire in tal modo la F'raocia doveva essere consigliata <!alle proporzio ni di forza numerica, vi doveva poi sopratlutto essere indotta, come dicemmo, dal la neces.sità di prendc•re essa l'offensiva . sia perchè questa con,·eoiva megli o al la sua attitudine politica, sia ancora pei grandi van taggi militari che procura in ogni caso l'iniziativa, vantaggi ehe erano resi ancor più evidenti nel caso presente dii lla conformazione del teatro delta guerra. Sollo questo r ispetto poi può dirsi che alla Frnncia la dicbiaraz.ione degli Stati del Sud in favore del la Prussia doveYa pnrere militarmente piuttos10 come uo vnntaggio; poichè, ..a meno del caso che la Francia sperasse di a,·erli come a lleati, <lei rPs:o la loro neutralità avrebbe richiesto da lla sua parte un pressochù ugual numero di truppe d'osst'rvazio ne, ,~d avrebbe .nollo stesso tempo limitato il campo d'invasione dell'esercito ,francese a quel tratto ristretto di l'rontirra che separa la Francia da !la Prussia, e ad una rc•g iune oltremodo intriea ta e difficile, dlii termin'l al Reno colla protèzionc delle fortezze di illagooza. Cublenz r. Colonia. O forsP dubbeòi c!i r<l che la Francia abbia rinunzialo a pren.dere arclitamer,te l'off,, nsiva, apµunlo perchè, contro le sue previsioni, la Germania del Surl si s,· hi Prò ,fal la parte cklla Prussia? Aveva forse questo in mente Napoleone, quando nel suo proclama 11ll'esPrcito prenilneiò ch e la gt1t'JTa sarebhe stata l1lnga . e venosa? Invero c;i mancano i dali per poter portare su ciò u n giu,l izio definitivo. Sardibc co,;a veramente incred ibilu che colla prospe tti va contin ua di unA gnerra culla Prussia, colla ric1:hezza ~i mezzi d'ogn i nn tura di cui poteva di~porre la Franci.1, si fo sse trovata all'u ltimo momento sorpr..sa llf) !l solo diploma ticamente. ma anche mi lilarme11IB. t., t:he lu tti quegli studi di mobiliZ7.azionc, .di cui tani.o s'tffil p.irlato, foss1iro basati su false ipotesi. o non avess•·ro abl,rìH:tialo le più prohabili eventua lilii fra qul:'llc che erano possibi li . Eppur11 il l'alto è talè; e I' Europa tutta, che s· aspettava dopo le dichiarazioni più volle rip1!tt1l1•, .e spnci,ilmPnte dopo qu,~lle di Grnmont, ad ,un'.1rdila offensiva, rima~e ben sorpresa quando vide prolungarsi di tan to gl'indngi da permettere ni Prussiani di prenderla .essi stessi. /


300

CRONACA

· Per la Francia di 5 batt.' di 200 squad. di 140battc:rie, Per la Germania del Nord (4 hall.i in meno) di 252 _ i> di 130 >

Piede di guerra.

L'esercito della Confederazione del Nord nella sua composizione stereotipata è appunto forma.lo in 26 divisioni di fanteria, riunite a due a due in 13 corpi d'armata; e l'eccedenza in artiglieria e cavalJeria è versàta nelle r iserve di corpo d'armata - lii in riserve speciali. L' esercito francese invece, non legato da una formazione prestabilita, può aggregare le sue unità nel modo che stima miglioro. Infatti la tabella di composizione dell'eser cito francese, quale venne ultimamente pubblicata sui giornali , ci mostra i corpi d'armata non formati tutti allo stesso modo; mentre il corpo della gl).ardia ha 2 sole divisioni di fanteria, e mentre · i corpi Mac-Mahon (l•), Bazaine comandato òra da Decaen (3•) o Canrobert (6'), ne hanno 5, gli altri corpi ne hanno 3, locchè forma un totale di 25 divisioni mobilizzate (1). Por ciò che rigu;irda dunque le ver e truppe di campagna, le vere forze manovranti, i due eserciti potevano dirsi in condizioni pressochè pari. Ma l'essersi aggiunto all'esercito della Germania Jel Nord quello degli Stati del Sud portò uno squi- libri o assai notevole, squilibrio che può esse.re. rappresentato appun to dalle forzo messe in campo da questi Stati del Sud, e che sono :

65

83 Battaglioni 62 Squadroni 50 Batterie,

Una volta rinunziato, e la storia ci dirà come e perchè, al pensiero di un audace co lpo di mmìo, di una pronta ed energica offensiva, non restava ch e procedere regolarmente, mettere l' esercito sul piede di guerra, e concentrarlo in buona posiziono presso la frontiera, ugua lmente pronto a prendere l'offensiva, se ancora ne a~essc avuto il tempo, e ad opporre, se attaccalo. una valida r esistenza. Ma fin da quel · momento la Francia doveva tenersi preparata a lottare contro forze superiori. Crediamo qui inutile sciorinare davanti agli occhi dei nostri -lettor i Lu tto quel lusso di cifre, di cui nei giorni scorsi tutti i giornali erano pieni; il y a tou,jou1·s di~ rni1·age dans tont .cela. Le cifre che poc'anzi riportammo, se non ' sono la vera _espr essio.ne della . vera forza che i due esercit; p0tevano mobilizza1'.e, possono darci però un termine di confronto abbastanza C'sntto ; esse si possono· riassumer e sollo una forma ancora più semplice così : Piede di pace Francia 43 Germania del Nord 30

30:-1 Come si vede, la differenza non è grande; immaginando poi due eserciti una divisione tipo , composta di 14 battaglioni, · .2 squadroni ·e 3 batterie, avremmo così i due eserciti formati · entrambi su 26 divisioni, con un'eccédenza: POLITICO - MILITARE

Questo, non si può disconoscerlo finora, fu un grave .errore, il quale non poteva a meno di esercitare su tutta la campagna le più funeste conseguenze. Quando il governo francese spedì ai governi della Germania del Sud l'intimazione che avessero a dichiararsi entro le 24 ore, nessuno poteva dubitare eh.e; nel caso già previsto di una risposta sfavorevole, la Francia avr ebbe imrnediatamen te fallo marciare le sue truppe; eppure non ne fu nulla. Fu quella la prima rivelazione per g li amici d(:,Jla Francia, i quali si dovettero dire: la Frnncia nlln è pronta.

'70

Ma un termine di paragone molto più razionale e molto pi ù accer tab ile ce lo forn isce l'Plcmento divisonario, poich è in fin dr1i conti la forza disponibile pnò essere messa in conto a cond!zioo e ~i essere inquadrai.a. P,•rciò, non contando le truppe di _d:pos1to da una parte e dall'altra, ecco quali sono i quadri att1v1 dei du·e eserciti: Battaglioni Sqnar!roni Batterie (a 6 pezzi). 369 252 224 Francia Germa nia del Nord 361 304 214

(1) I nostri lettori, esaminando l'anzidetta Tabella, si saranno accorti di varii errori che vi. si rinve1igono, essendosi ripetuti varii reggimenti. Si può peraltro stabilire che all'esercito del Reno mobilizzato, quale risulta da quella Tabella, non mancano che 9 reggimenti di linea; le truppe scelte, la Guardia imperiale cioè e le truppe d'Africa, vi sono comprese per intiero; queste truppe, come 1i sa, si trovano permanentemente sul piede mobile. Dei 9 reggimenti che mancano, 4 sono quelli della divisione Dumont, che era negli Stati pontificii, degli altri 5 possiamo credere che 8i trovino in Africa , se pure non dovranno far parte del corpo di spedi· zione sotto il generale Trochu, nel qual caso non sapremmo dfre con quali truppe siasi provvisto alla sicurezza delle colonie "d'Africa. ANNO XV, VOL, lii.

.

.20


303,

CRONACA

POLITICO·Mll>ITARE

il tutto formato in due corpi d'armata bavaresi, di due division i ciascuno, o, probabilmente, in tre altre divisioni del Wtirtemberg, del Baden e della parte Sud dell'Assia; e così un'eccedenza di 7 ad 8 divisioni per parte dell'esercito tedesco sul francese. · j\.ccnnneremo soltanto di volo, come la superiorità dell'esercito prussiano si mostri decisa per ciò eho riguarda le truppe di deposito, destinalfi a tenere a numt'.ro i quadri attivi, e come l'organizzazione della landwehr prussiana sia cosa ben altri-. menti più seria che qaella della guardia nazionale mobile foan- · cose. La landwehr, corno tulli ben sanno, si compone di 5 classi, le quali tutte hanno già passalo 3 anni nell'esercito athv(i), e 4 ne.Ila riserva, esse hanno qu.indi già tutte ricevuto la istruzione militare, e buona parte anche hanno fallo la cam.pagna del 1866; la sua organizzazione è già- stabilila in tempo di pace, e non ha d'uopo che. d'essere messa in atto al mo-· m ento della mobilizzazione. La guardia nazionale mol?ile invece non era ancora stata esercì lata. Le disposizioni prese ora nel momento del peri<:olo miua<:ciano di riuscire poco efficaci. La mobilizzazione delle forzo ·militari degli . Stati del Su_d sembra aver dato, sollo l'energico impulso della direzione prussiana, risu ltali non meno soddis facenti che qnel'la delle forze militari del Nord. Tutte le corrispondenze sono unanimi nel riconoscere l'evidente contrasto che si osservò fra l'ordine, la -regolarità, la prestezza, con cui si procedette quest'anno nelle operazioni di mobilizzazione, e fra la confusione, e la lentezza che caratterizzarono le stesse opernioni nel 1866. E bisogna pur convenire, cbe se, a raggiungere un tal risul tato, conlri' buirono io gran parte l' esperienza fatta allora e l'avere la Prussia preso in mano la direzione delle cose, se ne deve pure attribuire no n piccola parto alle condizioni ben diverse, dello spirito pubblico. Gli slesgi fogli francesi sono costretti a con-venire del mirabile accordo che regna fra i 'fedeschi e dell'entusiasmo nazionale con cui lutti si pr epararono a questa guerra, con piena fidu'cia nella capacità di chi aveva in mano·. la .<lirezione.

-3• corpo, Bazaine, a Boulay. 4' id., Lad1nirault, a Thiouvillo. -5' id ., De F_aill.y a Bitsche. 6· id., Canrobe·r t, a ChO.lons. 7• id., Dmtay, a Belfort. Esso presentava così una massa di 4 corpi abbastanza con-centrati di fronte alla frontiera prussiana;° un sol corpo, a distanza di due marce dal grosso, di fronte alla frontiera bavarese; un alt.ro corpo, a distanza di due marce dal precedente, di fronte alla fro12tiera badese; e gli altri duo corpi .afiàtt.o isolati. Una simtle dislocazione era ben fatta per provare che l'intenzione di passar e la frontiera e di procedere offensivamente. era ancora lontana. Se si deve prestar fede a quanto rilevasi da varie corrispondenze , parrebbe che i servizi ammini:-: strativi, e specialmente quelli delle sussistenze e dei trasporti, Ja~ciassero anco1;a mollo a desiderare, per potersi dire sufficientemente organizzati, per· cui ndn era possibile concentrare sopra una ristretta ·zona di .terreno una troppo grande quan..: tilà di uomini. Certo sono queste le parti della ·mobilizzazione, · che richiedono sempre maggior tempo e presentano maggiori difficoltà;. e quest'anno specialmente il cattivo r icollo, massime dei foraggi, rendeva tali difficoltà ancora più gravi. Ma se ques te sarebbero ragioni plausibili per uno Stato che si trova tTascinato in una gùerra, a cui non si aspettava, non crediamo che possano -esrnre invocate dal mfoistro della guerra francese, il qun le ebbe tante volte a dichiarare al Corpo legislativo che ·eili di politica non si mischiava, . ma badava soltanto a trovarsi pronto ad ogni momento, per poter portare la guerra

302

La dislocnzione primitiva di concentramento dell'esercito francese era la seguente: Corpo della guardia, Bourbaki, a Metz. 1° corpo, Mao,-ilfahon, a Stras.borgo. 2' id, F1·ossard, a St-Avold.

fuori _d el paese. . È bensì vero che i due punti eslremi della prima linea stra-

tegica dell'esercito francese, Metz ·o Strasborgo, sono insieme legati da due ferrovie, l'una dinanzf al fronte per S. Avold, Saargemund, Bilsche e IIaguenau, l'altrn dietro al medesimo per Nancy, Luneville, Saarburg, Saverne;_è _vero ancora cheil tOrpo Douay poteva essere trasportato per ferrovia sì a Strasborgo, che a Nancy; ed è vero eziandio che Jl corpo di Canrobert .comunicava pure per ferrovia con Nancy; ma convien notare ~he l'impiego ulilo delle ferrovie richiede corte cpndizioni di rlistanza, fuori delle quali torna più conveniente marciare a .tappe ordinarie; pei corpi dislocati sulla linea ·Metz-Strasborgo -sarebbe appunto stato questo il caso, e. pei ·corpi stabilili o. 20*


30i

CRONACA

Belfort e a Chalons sarebbero sempre stati nccessarii tre giorni almeno per eseguirne il lrnsporto per ferroria. . Oltre a quPsle for7.e deslinnte a formare l'esercito d'operazione s·è molto pArlato cli un corpo di spedizione nel Baltico, per operare uno sbarco sulle coste della Prussia. Certo nPssuna potenza. nemmeno l'Inghilterra , è così in grado come la Francia di or~an iz'.'are una spedizione di questa no lura; oltre al veechio marerrnle in J,:gno. fa mArina francese possiede 80 !'lavi CO$truite espressam~nle per queslo scopo, a cui si possono aggiungere ~O ua1Lell1 a vapo re del commercio, il che darebbe un tota le d_1 400 o più mila tonnellato; ca lcolando, che per una rfivis10ne_ completa, mun ita di un mese di vivrri, oc,,orrano circa 40 mila tonnellate, sarebbero cos\ 10 dil'isiooi che la Francia polrehbe trasportare per mare; ma questa è evid1•ntemeote una pnssibil ità teorica, che per essPrt.l trado tta m atto richiederebbe per parte della Francia uno sforzo immenso e Jo sia~ tnameoto di tutto il suo commercio; ric1uceodo tale cil'ra a mt:tà, essa rientra invece ne·mezzi ordinarii della Francia . ua noi n.?n sappiamo invero oel casp pre~ente doode arr1·bhe la ~rancia potuto trnrre questa forzu, po1chè de·quadri esistenti m tempo cli paco la riuasi tota lità facevn gii1 pa r te dPll 'esercitO" d'operazi?ne, ~ i 100 quarti ballaglioni nuovi form ati l:'ra no una preziosa riserva, che non conveniva certo avvenlurare in l~o_tane spedizioni ; bisogoa dunque dire cho il corpo di spedizione, se veram ente vi fu, fosso ben poca cosa, recluta to da ~arie ~o rg~nti, e non destinato orl opernre, se non quando già I ?serc, ro d1 terra fosse ben uvn nzalo nelle sue operazioni. _ D altronde, senza !"alleanza della Danimarca, fa quale avrebbe pr?veduto essa stessa allo sbnrco di qul'ste forze, era brrn òiffic1le operare 11 11 0 sbarco sia nel Baltico sia nel mare del Nord· da una parte e dall'altra i punti di sb:1rco sono rari e rliffìcili'. e negli ~llim_i tempi la Prussia a,,eva provvisto a munirti dell; necessarie_ d1fose. Sembra perciò che il còmpito della flot ta fran?ese si deva rirlurre nella guerra presente a bloccare i perii prussia_ni, a distrnggero la flotta prussiana, se questa si pr_eson tasse ID mare aperto, e a danneggiare g li stabilime!'lti militari della cosla. L'11 mmiraglio nriuet-Willanm oz fu iocaricato del coma odo delln flotta; egli innalzò il 23 luglio la sua bandiera sulla nave ~a Sim'.cit~ante: la composiziono dal suo naviglio è divPrsameote md1c1,ta: finora del re.sto null'altro si sa di questa flolla ·so uon che fu vista nelle acque del Baltico. '

PO LITICO-MILITARE

30i

I primi 18 ballnglioni di guardia nazionale mohil~. pei l]Uali 1lrano pronli i quadri, furono invinti al cam po di Chaloos, e posti sotto il comnnrlo del maresciallo Canrobert; alcur,i disordini vi si manifestarono fin dal bel principio; ma non ebbero seguilo; altri 18 ballaglioui venoero poi tosto organizzali, e desii nati al campo di S. Maur presso Parigi. - Gli ord ini dati di mul.lero i forti di Parigi in isla to di difesa e rii costrun~e uno nuovo a Moutretout sorpresero non poco l'opinione pubblica io Francia, o mostravano che in chi dirigel'a la g uerra Ja fiducia di arrivare così p1 cslo a Berl ino non ern tanto radicala, come nel publico. Ciò del resto non era che slretlam ento imposto dalle rego le più elemon lari di prut.feoza. Nnpoleone pari\ il 28 lugli o da S.t Clouò o si recò a l\lelz per -assumere il coma ndo; egli conduce,·a scco il principe imperiale, ed affìtlava la r eggt"nza afrimperatrico. li suo proclam:i. all'esercito trihutanòo un glusto omaggio .ill'esorcito nemici) e profotizzando cho IA guerra sarebbe staia lu nJa e pcuosa. moslra,·a com·egli non si dipartisse da quella via della moderazione, che fu sempre fa sua norma costaole, nello slcs~o tempo ~ho parlando ai soldati dell<~ glorie passato li infiammava alle future. Ora, dopo i rovesci sub\li, si fa colpa a Napoleone d'essersi reealo al campo a comandaro l'esercito, compromettendo così l'eserci to, la Francia e la dinastia. Invero egli già vecchio di anni e più ancora per lo gravi cure di Stato. ma lfermo di salute, non er a nel cnso di imprimere allo operazioni quell'energia, cho nella razza latina sr mbra avere un limita assai più presto cita nella razza germanica. Ma d'ultra parte era questa una necessità, alle quale non avrebbe potuto sottrarsi !'Olio pena di pronuuzinre fin da prima la sua decadenza; reslnro a Parigi m en tre ]'p.sercito si batteva, sarebbe stata per lui uno posiziono insostenibile, e recandosi al campo egli non poteva recarvisi altrimonli che come comand,rnte supremo, corno già nel 1859. La guerra ora scoppiala, e da fui forse piuttosto subìla che ·provocata, portava co n sè il consolidamr.nlo e la caduta della sua dinastia: egli ben lo comprese, e credette pnciò ne.::essario condurvi anchH il Oglio, heochè ancora sì giovane d'anni. L'imperatore, seguendo anche in ciò l'esempio del 59 io cui aveva scelto per suo capo di stato maggion• il ministro do.li~ ·gu<~rra (Vai llanl), scelse per tale ufficio il ministr o della guerra maresciallo Le Boeuf che dovern meglio di lutti essere in grado di dirigere una guerra, e alla quale egli stesso confessò più


., 30'6

CRONACA

volte .di prepararsi:senza posa. Fu questi ingannalo nella sua fiducia? O trovò egli negli altri marescialli quello spirito di op·posizione, che pur troppo è così naturale, quando si tratta di eseguire gli ordini che emanano da chi è meno elevato o meno anziano? · · . 'certo, qgn uno sentiva · che nella terribile lotta che impegnavasi in condizioni di equilibrio fra le due potenze più fortemente organizzate d'Europa, ciò che avrebbe fatto. pendere la bilancitpih da un lato che da un altro non sarebbe certo stata una no mollo forte sproporzione.di forza numerica, ma bens} il mod. con cui avrebbe funzionato il comando supremo da una parte e dall'altra. E la questione del comando supremo è così intimamente connessa colla condizione di fatto esisten te e colle ragioni politiche, che bene spesso è impossibile darle una soluzione conforme a ciò che la ragione militare desidererebbe. Al momento in cui Napoleone .giungéva al campo, il pro.· blema che si presentava all'esercito francese erasi fotto già assai difficile: se una settimana prima una vigor·osa offensiva operata con quanto erasi potuto radunar sotto la mano avrebbe avuto tutte le probabilità di raggiungere là frontiera del Rei10 e di cogliere alla sprovveduta le truppe prussiane, a quest'ora ornai la situazione non era più tale. Le continue ricognizioni e i piccoli scontri di pattuglie che aveano luogo ogni giorno lungo la frontiera prussiana, mostravano che giil il nemico avea postato delle forze sulle linee della Saar. Rimaneva, è vero, ancora ·aperto il Palatinato di Baviera, che era anche fl terreno più facile ai movimenti di truppa; mentre la sinistra dell'esercito francese appoggiata su l\Ietz avrebbe impedito ai Prussiani di varcaro la Saar e di invadere la Lorena, .l'ala destra avrebbe forse potuto per la depressione fra i Vosgi e l'.Haardt i'mpadronirsi della posizione di Kaiserslàutorn , edirigersi su Mannlleim, Spira e Worms. Ma ornai una tale operazione non poteva farsi s~nza pericolo, poichè da una · parte conveniva osservare i Prussiani stabiliti sui colli dell' Hundsruck, e dal!' altra la fortezza di Landau, legata con quella di Germersheim, guarentiva ai nemici stabiliti sulla de:stra del Reno Ùn sicuro passaggio sulla sinistra. Sarebbe• stato neèessario, pèr intraprendere una simile operazione, conoscere· la dislocazione dei corpi prussiani, e ·vedere se questi avrebbero potuto trovarsi in tempo per impedire una simil~ ·manovra; e sopratutto importava poter cogliere una parte dello forze nemiche, schiacciarla, ed assicurarsi cos} il vantaggio,

POLITICO-MILITARE ·

..

· 807

materialo e morale di un .successo, prima di avanzarsi troppo oltre; marciare innanzi, penetrar nel vuoto, per essere poi costretti a retrocedere, era certomente il peggior consiglio. Ma nulla accenna cho l'esercito francese dovesse in tempo più o meno prossimo prendere l'offensiva; nessun movimento . ·per rinforzare l'ala destra e nemmeno per concentrare i due corpi isola.li di De-Failly e .Mac-Mahon: cl' altra parte sembra che il più profondo mistero abbia sempre regnato su i movimenti dell'esercito nemico. Ed è veramente un contrasto singolare il vedere che mentre dei co.rpi francesi tutta l'Europa conosceva la composizione e la dislocazione, nulla di preciso si sapesse sui corpi prussiani, la cui composizione del r esto ess'elldo stabile e fissa, è consegnata in tutti gli aunuarii. Questo solo si sapeva che le forze tedesche cle8tinate ad operare erano divise in tre eserciti, il l' sotto gli ordiui del generale Steinmetz, il 2° sollo quelli del principe Federico Carlo, il 3° esercito del Sud, sotto quelli del Principe ereditario: ma sul modo come questi eserciti fossero composti, sul sito ove si trovavano, correvano e corrono pur tuttodì le no•izie più disparate (1). Basta poi notare che un telegramma .uJficiale di Parigi in data 'del 4, còllocarn il quartier generale del principe Federico Carlo a Treveri, por far veclero come al quartier generale dell'esercito francese non si avesse una c.hiara id!')a di ciò che succedeYa presso il nemico (2). Lo stesso telegramma contene va pure la notizia che solamente dal ~iorno antecedente (3 agosto} le truppe avevano incominciato a ricevere i viveri di campagna . Tutto prova dunque ch:J il momento di prendtwe una deci-

(l) I dati sicuri che abbiam potuto desumere fino a questo momento sono i seguenti: '1° Esercito. VII' Corpo. Zastrow (13., divisionti Gliimer; 14" J{amecke). vino Corpo. Gt!!ben (15" divisione Canstein; 16" BarnekowJ: 2° Esercito. III° Corpo. Alvenslebe11 (5a divisione Stiilpnagel; 6" Buddenbrolt). . . · Quali siano gli altri corpi che compongono questo esercito, linoranol potemmo accertare. . 30 Esercito. V Corpo. KircMach (9"divisione Grossmann; IO" Schmidt). x1° Corpo. Rose (21a ~iv.isione Sc,b.achti:neyer; 2?a qersdorJl'/. Resterebbe così a fissare quale .s1a Il, posto d1 .alt1•i 7 corpi· q armata, de' quali due sembra che siano r~mas.ti a guarc,ha. delle. coste : 11 6° cqrpo fil tolto dalla Slesia soltanto negh ultimi ~1or01 .d1 lugl!o, quando s ebbero notizie rassicuranti sul contegno dell 4ustria. . (2) Supporre che il g1·osso dell'esercito neinico fòsse concentrato all'estrema ala destra donde non aveva dinanzi a sè che la strada lungo la Mosella sbarrata subito da Tllionville e dli/ Metz, e senza avere d~etro a sè veruna comunicazione ferroviaria,, era _1uv_er'? suppone al ne!ll.ico un errore ben madol'nale. Nello stesso d1spac:cio si .dice: ·« se~nln-apositivo che il 70 e pgo col'po prussiano abbiano preso posizio.ne sul_la Saar. " Veramente al ,1 agosto ciò non poteva più far <?mbr~ d) dubqw_: dalle contrnue ricognizioni de' giorni antecedenti e dai.prigion1~r1 presJ si poteva saperlo anclie prima; la costituzione dell'esercito pruss1a,uo. è tale che un_ solq bottone di un soldato tradisce la: presenza di un iutiero corpo.. Glt e cos! che fra i rrii:rion ieri presi dai Francesi a Saarbruck essendovi l,)Ure det soldati de :z,i6 fanteria, se ne sarebbe _dovuto argomentare ·~l~r~si la pr.esenza del 3o corpo prussiano, di cm mfatti vediamo la d1ns1one Stulpnagel prender parte il 6 agosto all'attacco del corpo Frossard. -


S08

CRONACA

siano nl)n era ancora venuto, e che soltanto per rorgere al pnl>hlico, avido di notizie, un fallo qualu114ue, e per µrovare l'eftìcaciu dP lle inilragl iere si sia ordinato al t:o rpo di Frossa rd che trovavasi II St. A\'old di fa1·e uo tenta tivo su Saarhri.ick. e al corpo di BazainP. elle era sulla sua siuislra a Boulay, diappoggiare qul·slo movimento. Og11uno rii;orda cun quanto strepito sin slfllO annun1.:11to ai quattro ven li il fallo di saarhruck. e come Nnpolenno, ccrteudo ad un strn Lim•·nto troppo natura lo al cuoro di un padre, abbia traLLenut11 il mondo su l sangue freddo del priocipin ,, che raccoglieva le palle Clifl gli cnduvano al piede li fatm si fu che la didsione 1Jat11illo non si lrorò davanti che poche Lruppe oemichl'l a l di qua del la Sa11r (i Prussiani diconù tr(• sol i battagl ioni) le quali tlopo brevo lolla si ri tirarono su lla riva opposta. lasciando vuota la cillà cli Sa11rbruck, che giace in fon<lo alla valle. I Francesi ciel restn, vedendo la riva opposta hen guardata o m11nit1 di artiglierie. si limitarono ad un cannon rggiaml'nlo di 4011lche ora, senza fare alcun teoLJ.Livo di passaro al cli là; I~ ~iltà di Saarbrlick rimase qui::idi sgombra da am1c1 o da nem1c1. La presa di Sanrbriick avrebbe veramente avuto un gran valore, quando i Frnnccsi avessero occupalo a nelle la sponda di là, poichè sar.,hb•·rsi così 11ssicur,1to un punto di passi;ggio sulla Sanr. avrebhHrO separ11lo l'esercito di Sleinmelz da quello ciel priocipo Fetlerico c.-.rlo, inlerrumpnado lr. comunicazioni fe rroviarie di Treveri col I\Pno, che fanno capo nppuolo a Saarhriick Sarebbe quel lo stato un principio dl'll'olfensiva: ma ch11-tale non rosse sullo nessun riguardo l'intenzione del comando supremo francese, si v1>de da ciò che oltre 111 corpo Bazaine i:,essun altro C<;1rpo _fu ravvicinato .-.1 punto d'allacco, sehbene 11 corpo De Fa1Jly s1 trovasse a due marcie so ltanto di dis tanza. Si disse che il generale àloltkP co~l si esprimesse: <Sei France~i n~n prendono I' otfonsiva prima del 26 luglio, essi sono perduti.» Vi µuò forse essere dell'csage.rilzinr:ein questo· sembra elle a~che _po \ 1_)1·us~iani il tutto_ noi:1 siasi trova to prÒntc che verso 11 pr10r1p10 d agosto. Mn 11 fallo ò cho nello stPsso momento in cui il tc· legrafo annunziava 11ll'E11ropa la vittoria di Saarbrih:k, essi stavano ~ià proporando i movimenti per prondern essi stessi I oO'o•nsiva. Sebbene fìno al momento alluale poco si conosc.1 sul la composizione rdALh·a d1:i loro esor1·.ìli tutlavia si vede abbastanza chiara l'Ana logia tra il modo di procedere di quest'anno e quollu del 66. Anche q11csl' anno es•i h:inn~ fo_rmato l~e ~sercili, di cni l'uno, quello del Sud, ~otto 11 pr10c1pe ercd1Lnr10, doveva essere una m11ssa distin ta all"11la 6i11i:;Lra, gli altri due formanti quil~i una mass11 so la dovevano operar,• p11r la destra: all"escrcilo dnl l'Elh11 sostituendo l'esercito della Mosolln, com11ndato da Slc' inmetz ~i ha uu raffronto perfotto: se non che quest'anno 111 frontiera d'invasione non essendo più cosl vasta come quella della Boemia, e le

I

POLlTICO-MILITARE

309

masse essendo mag2,iori , il pericolo della separazione diveniva minore. L'iniziéitiva dell'nltacco fu data alla massa di sinistra. la rprnle onn avru hbo trovalo dinanzi a sè che due soli co1·pi (U1:1, Failll e MnC'--M11hon) isolnli !"uno dall'altro, ai •111,,Ji potev3 111tt"al pi11 unirsi il 7· corpo {D011ay). nsLH dm gli altri intorno o Metz non avrebhero potuto muovnr:;i per 11ccorrere in ,1iuto de, prirni, se nvn presuntando il fian co alla massa prussiana di ch•stra. che. po leva ad oi11i mom,·n tu shocc11rn da llH linl'n dr• lla Snar. Fra il 2 ed il 8 rl 'ngosto l'osnrcito de l prim:ipe ereclilnrio pnssò il lit-no sui ponti gt:tla li 11 Maxau prl'sso il ponte fprr,1vi11rio di Carlsruhe; alcune rir.ognizioni spia li' al di là dtillu Lnuter cons111 tArono i,1 preser.za del nPmico in deholi for1.e a Weissemhurg. li :tinr110 4 la dh·i~i.,ne IJouoy dol 1• corpo , la quale occupav11 Weiss(1mburg, si vide !Id un trullo a lloccata da forze im p11 11 en1i. e tll,po un'ostinalA lotta. in cui i s0ldali francesi fei;e1·0 µrodigi di valore, do1•clle cedero alici prl'pondcrnnza del numero, lascian<lo su l campo il proprio :.(enerale ucciso. eritirandosi rn Worth. I I.Joll••llini prussi11ni annunziando questa prima villoria parlano di 3 corpi d' a1·m11ta <:'he nll11cc<1rono Weisso mburg; eer to non Lulle le lrupp11 <li quPsli 3 corpi furono impegnaLA, ma ciò non toglie che i Francrsi possa no dire d'essersi trovali a rt>sistl•ro uno contro dieci. Del r<·sto SH in. qm· ~ta c'rcostttn1.a essi dirdero provil 1ti 1•ss,,re veramente quei sold ati agguerrili o vnlorosi, pe' q1rnli l11tro il mondo li stima, diotlero 1111n minor prova di quel la i'/l.çu11ciance tult11 frnncose, c:lrn tant o caralteri1.za il loro modo di rare il sP.rvi1.io di sicurPzzn; certo, se la divisione Douay a,·es~f' avuto 111 sua cavall!!ria spinta looiano sul fronLP, non avrebbP vcdulo shucaro i hatla!-{lioni nemici quasi di sollerra, e0me le è avvenuto. Lo Altre <livisioni d11I corpo di ~lar.-Mahon si trovavano in quosto m,~ntro intorno ari !lagt> 1Hllt; i11t t>sa In rn ll,1 tiel la rlirisione llou ay, il marPsciat lo si portò su R(•ichshoffen nel la g iornatil del 5 sia pur raccogli!'rvi e µrotPgg,•1·vi gli a,·nnzi della divisione tlisratto, sia per coprire le comunicazioni fra Hagena11 e IMsche. li mattino seguente egli prendeva posiziono in arn nti di R('ichshoff' n , po,wndo i n l " linea lo 3 divisioni an r.o ra intatte del s uo corpo, in 2" la divisionri Douay c1 la divi~inn o IJumesnil del i 0 corpo. giuntagli q111'1 rn;1tlino stPsso in rinforzo ( naluralmenle per ferrovia, a meno che il 7• corpo si fosse già portalo prima oa Belfort a Strasborgo) ; aveva ollraciò due divisioni ,li cava llf'ria Il co mb111t inrnnto s' impegnò allo 7 del mnltino. Non ci è riuscito desnn1r,rn se i Prussian i. ollre ai 3 corpi cho av!'va no comhallulo a Weissemhurg. abbiano im pegnato altrr, forze, come sarehbo a~sai prnb11hile, considt•rao,lo che l11sci11rono Jlassnro Lutlo il :.!io rno 5 senza atL11ccar1~; ad ogni modo è ben certo che ~nche qui spir•garono una gran preµon<leranza tli forzi•; do po duo all.acchi L1•nl.11 ti nella prima metà d,•Jl n giornata contro In sinistra e contro il centro fran c:Psi. Pssi pronunziarono il loro allacco contro la destrn del marPsciallo, e lo coslrinsl·r<? a ritirarsi per Niedcr Bronn su Saverne (cioè por una linea d1


CfiONACA

ritirata diversa da quella ond'era venuto : il che spie"a la: raccolta de' numerosi trofei che fecero i Prussiani, e rtrs' anche I~ _mancanza del_le munizioni , di cui si parla nei giornali). La ri_tirata fu eseguita, a quel che sembra, in condizioni piullosto disastrose, e_solo copert~ verso fera dalla divisione Guyot-del corpo de Fa11ly, sopraggiunta allora sollan to da Bitsche. . Lo .stesso giorno (6 ~gosto) anche l'ala destra prussiana pro.nun_z1ava la s~a offensiva a Saarbri.ick contro Ja· posizione di . S_pe1~l~ern e di Forbach occupat~ dal cof'po di Frossard; i' PrusS(am 1mpe~n?-r.ono no_l combattimento il 7° e )'8• corpo (i• esercit~) _e la d1v1~1one Stulp_nagel ?e} _3° corpo (2° esercito). I bol]ett1m francesi parlano d1 ùue d1ns1on.i che avrebbero sostenuto il corpo Fr~ssard; m~ n on si ri~sce a capire quali siano ; i corpi De Fa.11ly e Bazarn_e ~rano 1 più vicini a quello di Fros,snrd; ma d1 entrambi s1 dice negli stessi bollettini che siano i?tatli.. Comunque . si~, il corpo Frossard fu anch'esso costrotto, oavant1 alla superiorità del numero, a ritirarsi su St. Avold. . La nolle del 6 a l 7 agos to, in cui il q11artier generale francese apprendeva ad un tempo le due sconfitte di Frossard e d1 l\lac-Mahon , dovette essere ben angosciosa. Ne fanno prova --; se ye n'avesse ~·~opo -. i_ telegrammi spediti da Napoleone dora m ora_ a Parigi: Ornai 11 dubbio non era piì.1 permesso; ~on solo p_e1 Francesi non er?- più tempo di pensare all 'offensn1_a,. ma di froi:ite all'audace mizialiva presa dai Prussiani, a cm forse non s1 credeva, era venuto il momento di a 0 ·ire. e di salvare l'esercito dalla critica posizione in cui si t;ovava. i'Al~azia era ornai da considerarsi come perdu.ta, e la Lorerra era mvasa. Allora, ed allora soltanto. si sentì il bisoo-no di C?nce~~rare i. çorpi ~J·esercitC?, ma n,on più per cadere in°mezzo a1 coi pi nem1c1·, e chspe~·derh, bens1 per diforndersi. .. In una letlen~ a .Laur1$lon, Napoleone I g li raccomandava queste 3 cose; r1un1000 delle forze - attività - fer ma risoluzione di perire cou g loria; ~ssere questi i tre prece tti eh' egli ave~·a ?empre avuto prese_nt1, e a cui egli andava debitore dei ~u~n tnontt Q~anto ,all'uH1rno, ness un d ubbio cbe i l Nnpol eone e 1 Francesi d ogg1di sono ancora come il Napoleone e como i Fra!lce_si d'all~ra; ma. quanto agli a ltri due punti , qual differenza! A r1urnr.e. I~ f,orze _vi era forse ancora tempo; ma per spiegare quel \ a_th~1la iebbr1lt\ elle. sola può salvare in simili casi, qual poss1b1l1ta v'era per l'Imperatore. a cui non avrebbe certo faUo difetto !~ çalma e la ~uona volontà,. ma le cui forze fisi che 11_on erano pm m grado d1 sostenere tali scosse~? Da varie corrispondenze de' pfo autorevoli g iorna li risulterebbe che il giorno 3 tutto era pronto percbè Napoleone si recasse a Slras~org_o al_ quartier generale di Mac- Mah on, che era venuto due g1orm prima a quello dell'Impera torr.; ma al momento della partenza tutto fu con lrordinato, perchè i medici si erano risolutamente opposti a che egli facesse quel viago-io · la fatica sostenuta il giorno prima davanti a Saarbriick gli avevano talIl?e.nte prostrate le forze, che egli si trovava nell'impossibilità di JD:C<?J.?lr~re nuove fatiche. Se così è verame nte, come pare cred1b1J1ss~mo, _non è _dif~cilo il credere che dopo la notte dal 6 al 7 egli abbia senflto 11 danno che ne verrebbe alle opei:a-

3H

POLITICO· MILITARE

zioni militari, se egli proseguiva a con~ervare _il com~ndo in tali condizioni; forse anche, di front~ a1 rovesci t?ccatJ, s~n~ì ii bisogno di ~ambiare il .suo capo d1 ,stato maggiore, e s_1 risolse perciò d1 confidare 11 comando ~upremo al maresciallo Bazaine. b' t t · 'ò · L'analogia fra il 1866 e il 1870, che ab ,amo _no a o 1~ c1 . che fecero i Prussiani, esiste pure paragon~ndo i Francesi ~gb Austriaci; la battaglia decisiva_ non è pero ancora venut,!,. a compiere questo parai telo ; ma prima ~n~orfi che _q uesta ~vv~n..,a, noi possiamo pe~ò rilevare uo'essenziahss1ma d_iffe_renza: ,dietr,o all'esercito austriaco sconfit_to n~n ". era nulla .. V1~n~a ~ ede,a quasi con terrore innalzarsi quei trmccr~m~nll d_1 Fl?ns_dorff, che Je facevano pres/\gir vicino un assedio;_ il dc:ndeno ~1 conchiudere al più presto la pace, pe.~ salvarsi -0.gl~ orron dell~ ue rra, era generale. Qn~ la sit_u~z1one è . ben . ?1versa: q_uesll irimi rovesci delle arm_i francesi, 10v~co d1 um_1hare _la nazione, ne eccitano l'esasp·e raz10ne, e un g~ido una'?une s1 solle~a da tutta la Francia per salva_re la p~tr1a e. cacciare I? ;lramero . Questo movimen to, che ncorda 1 tempi de~ 1'792, e oen~rale e sublime; noi dobb iamo con[essarlo, _ed ammirarlo, q,~aJ?.d ~nch~ l'ultima sua conseguenza possa essere quella,. - lo tolq~ 11 c1elol di escludere dalla Francia quell'Uom~, a c_lll, ben p1u che alla Francia, deve l'Italia il suo essere d1 naz10ne.

X.

MARTIN? C..taLo,

Gerente.


CARTA DEL TEATRO DELLA GUERRA DEL 1870 (annessa alla presente disptnsa).

I numeri segnati sul)a carta indicano gli infrascritti Stati:

Germania del lll"orcl. Regno di Prussia. Id. di Sassonia. { Gran ducato di Sassonia Wf;i'imar. , 3 1 Ducato di Sassonia Meiningeu. ·I Id. Sassonia Coburg. l Id. . Sassonia Altemburg. 4. Id. Assia Darmstadt, prov. su!). 5. Gran ducato q'Oldemburg. 6. Ducat.o di Brunswik. 7. Ducato di Anhalt. Gran ducati di Mecklemburg Schverin-Strelitz. s ) Principato di Schwartzburg-Rudolstadt. · Id Schwartzburg-Sandershausen. Id R ( ramo primogenito ~ 9 · · · eusst ramo cadetto. 10. Id. Lippe Detmold. 11. Id. · Valdeck. 12. Id. Schaumburg-Lippe. Città libere di Amburg; Br.ema e Lqbecca. 13. Luxemburg, neutralizzato, appartiene all'Olanda. l. 2.

'

Germania del Sucl. 14. Regno di Baviera. 15. Id. , Wiirtemherg. 16. Gran ducato di Baden. 17. Id. d'Assia Darmstadt. 18. Principato di Liechtenstein. '

'


)>

I

LA SERBIA

-Lo scorso anno, in estate e in pri ne ipio di au-tunno, ebbi occasione di fare un'escursione nelle regioni del basso Danubio e del 1\'lar Nero occidentale, e segnatamente in Serbta e Rumenia . Nella mia qualità cli uffiziale superiore italiano,, trovai presso i nostri rappresentanti UJlèl gentilezza e una premura che le maggiori nè le più delicate e prevenenti non avrei potuto aspettarmi, nè des iderare. Dall'ufficialità. serba e rumena poi, nonchè dalle primarie autorità di amendue quegli Sta ti , ebbi tale accoglienza simpatica, cortese e spesso cordiale, che ne conserverò sempre la mem oria la più riconoscente. Per tal modo venni a contatto nei diversi paesi con molte persone indigene e straniere e di varia: condizione, potei visitare istituti, , caserme, sta. bilimenti, uffici, campi e via via, ·mi si offrirono.. ANN:O XV, VOL, III.

'1


STUDIO l'OLlTJCO - )IILI'fARE

3H,

LA SEf\BIA

infine fonti molteplici e svariate da cui attingere nozioni sugl i interessanti paesi nei quali faceva momentaneo soggiorno. I dati di fatto raccolti da fonti uffiziali, vale a dire presso i rispettivi ministeri, sull' organamento militare, quelli da me osservati, e le considerazioni e deduziom varie che io credetti poterne trarre, ho consegnato in due monografie, l'una sulla Serbia, l'altra sulla Rumen ia . Reputandole non immeritevoli ,di qualche interesse per parte dei miei compagni d'armi, pubblico la primu d i dette monografie nella quale , per debito di giustizia, debbo clirn come 111i sia giovato in qualc.he punto, e piì.1 specialmente nella parte geografico- descrittiva, del pregevole opuscolo tedesco « .ll Principato di Serbia, consi<lerato sotto l'aspetto militare» del mag.gioreaustriaco

. sig.

FfLEK DI W1TT1NGHANSgN .

I suoi limiti variarono frequentemente in ,seguito alle diverse vicende pol itiche alle quali andò soggetta. Alla metà del secolo xrv la potenza serba, avendo alla testa Stefano Duscian, brillò del!a sua luce più vivida, e si estese non solo sui diversi brarii della nazione slovena sparsi sulle due rirc della Sava, rna·si allorgò su molta parte dell'Illirico e dèlla Mesi a, dalle rive della Drava e del Danubio fino al la Mnredon ia e all'Adriatico, mettendosi così H cavallo della Sava, delle Aìpi Dinaricbe e dei Balcan occid0r1Li:lli. l\fo quel glorioso periodo fu breri ssi rno, e la Serbia, ristretta-si prima in confini più modesti e scissa, cadde, poco meno di un secolo dopo , sotto la seimitarra mussulmana, per non rialzarsi più se non nel presente secolo. In tutto questo lungo periodo di tempo la Serbia si può dir-e che non ha ultra sto.ria se non di oppressioni, di umiliazioni e cli vani conati di riYo]l/,1, e di interne scissure, e solo camb ia di dominìo, passando all'Austria in seguito alle v.iLtor1e del principe Eugenio e alla pace di Passurowitz (117 I 8) e venendo poi re· stituita al sultano '.iH anni dopo. Gli attuali confini della ~erbia furono determinati com plessivamente nei trattati dì Bukarest (18,12) e di Ac1rnrmarµs (1826); furono pel'ò regol,JLi più tardi de; .O.nitivamente nella conferenza di Costantinopoli, '.25 maggio 1833, prendendo pe r base la estensione del tel'l'i(orio serbo ottenuto · in seguito alle vittorie cli J(arageorge, l'iniziatore della grande lotta per l'indipendenza. L'attuale princip~to ha dunque per limiti: a settentrione la Sava cd il Dan ubio dal confluente della Crna a nuoYa Orsova; ad oriente il DHnubio da Orsova al confluente del Timok, clu ind i ìl thalweg del basso Timok e una. lin ea convenzionale, la quale, lasciando 1

I. Cenni geografico-fisici

GeneraHtri. - La Serbia1 antemurale dell'Ungheria e bene spesso in lo tta colla medes ima finchè non cadde sotto il dominio turco, divenne dappoi la via di passaggio e la base delle operazioni dei sultnni contro l'occidente. Essa fu quindi una fra le provincie dell'impero turco che in modo pi ti funesto e più intenso ne esperimentò il duro servaggio.

315

>(


LA S ERBIA

questo fiume all'incirca al 4-4: 0 paeallelo, si eleva sulle montagne cl1e ne accompagnano la destra ( Monti Vrtani o Vratanica) correndo per un tratl.o, cioè quasi fino al parallelo 43°, 30', in direzione di mezzodì; a mezzodì la stessa linea convenzionale la quale si svolge ad arco , convesso a sud e il cui sommo si trova press-o :Navibazar, attraversa le valli della ~forava bu lgara e dell' I bar correndo così successivamente sulla schiena delle montagne dell'alto Timok, sui ,Taslrervatz, Lepenut.z, Kopaonik , Javor, lungo i quali ultimi va a, raggiungere la Drina sotto Vischegrad; ad occ·.iclente segna il contìne il corso della Drina stessa . È compresa la Serbia fra il. 43° e 45°g rado di latitudine boreale, e fra il ,J 7• e il 20°, 20' di longitudine orientnle (meridiano di Parigi); misura una Junghezza. massima, dal gomito fatto dal Dunubio sotto Klaclova · alla Dri~a, di circa 260 chilometri ed una larghez~a· massima, dal Kopaon ik alla foce del Temes, di 2·10·éi1;è:'a·. La sua superfici e è da 50 a 155 mila ch1Jom. quadrati. Man# e p1:anure. _: Considernta in · rapporto nlla geografia fisica, la Serbia si estende principalmente sui conteafforti sette)ltrionali di quel gnTJ:Ypo confuso di montagne e di altopiani, più o me110 depressi, il quale forma nell'Albania settentrional e come l' anelf'o di congiunzione delle alpi Din~i che ·colla catena dei -.Salkan. Codesti contrafforti, la cui origine è ùi fifoile aprecisarsi, non tianno fonrn\ molto spiccate~ cohono il: paese con tre schieri e da sud a nord e a nord-est, " mentre a sud-ovest formano un altopiano, dai cui lenibi . scaturiscono la Drina, la Morava, l' lbar ed il Ynrdar che scende al nrnr Egeo, ·aprendo un varco comodo e non più alto di 600m fra il Danubio e il golfo di Salonicchi, ed a sud-est presentano una dolce e profonda depressione adducente alla Bulgaria.

317

STUDIO POLITlCO-MILl'l'A llE

r

q

La schiena più occidentale,' colle sne append ici di p onente, fra le quali si aprono molte inos~iti valli, , accompagna la Drina, mentre che. qu elle d1 levant e generano , ,presso Uzica, un largo e grade:ole ba~ino, X e verso la Sava e la Kolubara, valli arnp1e, fruLtifere e' popolose; il cui insieme declina verso la Sava nel la regione pian eggiante detta Mascva {~lasehvn) . Qu esta schiena, alle sorgenti -a.ella Kolubara , riceve la denominazione generale di Medweclnik, .ove nggiunge la altezza di 600"' circa; ad essa vengono ad annodarsi i rnonti di Sokol ( 700 ad 800 metri circaJ nonchè o'li nitri che si effondono fra la Kolubara e la Drina, o ,e che finiscono nella Mascva. La maggior pane dei monti del la Serbia nord-occidentale, si ·distinguono pei loro profili dolci ed ondu\ :·:r. !azioni. La stessa dorsale del !Uedwe<lnik ha foggia cli_,·:"' una groppa oblunga ed arrotondata. . I bosch i vi sono tutti a piante dalle larghe foghe. La schiena che accom pagna il confine orientale si eleva prima dolcemente dalla valle coltivata della Morava bulgara, qu indi per erti pendii fino all'alto e roccioso Rtani (1200 a 4300 metri) , avvolge le sorgenti del grande o nero Timok, e con diverse denominazioni (Lukavica, Bresovica, Crni Vr, Sto! (d to 1200 e più metri) si pt'otende, sotto il nome di Strbac (700 metri circa), -fino al Danubio, al quale prese nta una fronte breve, erta e boscosa, e si congiunge presso Orsova e pee mezzo delle scogl iere elette porte di ferro, ai monti del Banato, servendo per tal modo d'anello fra i Balkan e i Carpazi. Un rarpo di questa schiei:ia principale, se ne diparte in direzione di settentrione, superiormrnte a Nis, e costituisèe i monti Vratani, nel cui seno h1.J origine il Veliki Timok; sulla sinistra di questo si estendono fino a Zaicar, presentando cime cli circa .-l 000 metri, 1


318

S'l'UD10 1'0Ll'1'IC0·)111,ITARE

L.\ SERBIA

menlre su lla destra, raggiungendo i HOO e 1200 metri di altitu dine, segnano col loro displu vio prin cipale il confine colla Bulgaria . È questo un insieme di montagne impervie, confuse, intenolle da strette facili a difendersi . Un secondo rarno si. dip nrte da ll n medes ima schiena, sotto il nome di montagne Omolje, elevnntisi fino a rnoo o 1600 metri, e spingentisi snl Danubio, cui acc.:ompagnnno e rinserrano <.;OnLl'O i rnonti del Bana to, da Solubac a Porec, conrorrendo così coi monti Strbac dianzi accennati, a formnre la lunga gola per .In quale il Danubio passa dall a pia11 1u·a unzarica alla valacca. Codesto ran10 accompagna la destra della Grande Morava verso il cni confluente finis ce i n una regione \ collin osa, e si apre dirndo luogo a parnccJ1ie valli minori fra le qnali più notevoli quelle della Reza rn, X della Mlarn e del Pek, pa.1·a!Jele fra esse e tutte pr@~ fondamente scolpite nella· massa dclJ'.Qn101je . , , Nei monti sulla aestrn del PL'ls:,· e precisamen te presso Mnjdu npek. esistono miniere di oro, argèn to, { mine e ferro . / Il pendio orientale, ve,·so l'alto Timok, è roll\ e poco popolato, do lct' da Nego tin a Klndova; il pend io occiden tc1le verso il Porec (torrente che ha le sue sca' . turigini tra le montagne rlell' Om ol.tc quelle Strbac), come verso il Danubio, gt-nernìmcnte er'to. J>roi;so lo sb:)cco del Porec stesso, e a Yalle del medesiil)o, gli oppos ti pendii dt,lfn Kraina e rlel J3a nato form ono ii ~ celebre strello di Kazan; presso Orsova, le già- norninale porte d1· ferro. ' Fra le du e anzid eUc prin cipali schiene, l'occidenrole, cioè, e l'orientale, nna terza ne scende dall'altopiano dell' lua r, la qunle abbniccra le. sorgenti dt>lla Morava serba, cui, p1·esso Cncuk, stl'ozza fra gli opposti sproni di Orcar e Kablar (500 metri circa il primo, 600 ii

(

e

'

', .

•

7

secondo); indi penetra fra la Morava e .l a Kolubara e viene a morire sulla Sava e s ul Dan11b10 colle ~lLur~ di Belgrado, Groska e Semenderev_o, formando_ d1vers~ gruppi di basse montag.ne,. e collrne a profili quasi sempre dolci e tond eggrnnt1. , . Punto culmin ante ne è lo Storac, ad occidente d1 Topola, che aLLinge l'nltezza di 1000 .a H.oo .m.etri. Da questa te1·za schiena princip~le, lil ~rmc1p10 erta e molto rotta, e dalle sue du e clnne, one~tnle e~ occidenlnle, è co!>tituita lo Sum ad ia (Sciuroadw o regione della Selve}, le cui moltepli ci valli sono percorse da rivi e fiumicelli a corso torluosissimo e in cassato fra sponde l'itle cd alte. . . .. . . La mnrrrrior parte dei monll sono r1vest1t1 dt boschi oo ) . , di quercie e fa ggi, fìno alla or~ s?m~1Jtu. . . I monti dì lluduik sono ricch i d1 mmen,lt dt ferro; ma finora poco si fece per trnrne partito. Fra le appendici che dalla Sumndia ~cend ono alln Kolubura, si distingue la montagna Mol3en, che è la pil'.1 alta, la pi(1 deserta, e la più. nuda e .si aderge fra )a Kolubara e il s uo afil uen te dt destra, 11 torren te Lijg. .. Finalmente fra l'Ibar e la Morava bu lgara si innalza il J\ap<1onik, punto più ~levato della Serbia ('1800 a ~900 metri), il quale finisce a nord al conflu ente del: l' !bar, presso Karanovac , colla cima . dello Sto~ov'. (1000 rnctri circa), si al.Jbass~ verso onente per mdt risollevarsi nelle montagne d1 Lepenac e Jastr~ba~, che si ud dossnuo all a Mo rava bulgara e sul cm dtspluvio co rre il confine serho-turco. · J\l ilitarmentc la Serbia è un paese mon tano, collinoso e a bnsse mon tagne a settent1· ione, e che verso ruezzodì si inn.:ilza grnda lamente in una regione mon. tagnosa e in alcuni punti pt> l'fino alpestre. Le ripid i pendenze delle schiene principal i, le valb

\


J20

L .\

STUDIO POLlTlCO-MlLITAI\E

SEI\BI.\

·profon damente scolpi te , le con·enti slreLte fra ripe alte e a picco, gli estesi boschi d'alto .fusto, creano run insieme cli terreno poco praticabile alle masse. .\nc::he le regioni coltivate sono poco propizie alle mo.5se dell e truppe in ordine chiuso, a cagione de'lle innumerevoli barriere divi so rie dei comu ni e delle singole proprietà ('I}. / li terreno f1·d l'a lta ~forava e l' al~ Drina, nonchè 1 quello fra la Kraina e la bassa Morava , e della Kraina I stessa, non è propizio per le g randi operazioni . '-:/ La Kraina , è però co rsa da numerosi sen tieri , da (1) Tali harriero consistono in pali o traricern , grossolana~ uwntc riquadrati, lu nghi òa 3 metri circa, sonapposli gli uni agli nitri, in modo da ottenere una barriera ad altezza d'uomo, e siffollamento intrecciati , che la proiezione orizzontale del · sistema è una linea spezza la, a saglionti e riC'nlranti (lìg-. 1•i, e la proiezione rnrlicale è quella di tante sbarro alternato e -appog-gian tisi per le loro toste (flg. 2').

I I L'inclinazione reciproca cìoi travicelli basta por toner ritto i l sistema; ma in molti punli ho 11sscrvalo essere reso saldo il tulio mercè di chiarnr<fo verlicali di legno possanti per le teste dei travicelli , npposilarncnto traforate. Beochè tali barriere non sil1no gran fatto diffìcili ad atterrarsi, pure per la loro frequenza ed · estensione, costitu iscono 11n ostacolo di qualche momento ai movimenti delle trnppe.

•

pedoni e da besLie da soma, di cui si giova il mollo commcreio di con trab bando che vi si fo colla Valacchia. Tali sentieri hanno per nodi prin cipali le due localiLù di I< lakocevac e Rudnaglava, l' uno sulla sinisLra del Porcc, e il secondo alle sue sorgenti. La Surnadia stessa, colle sue pendici vestile di fllti boschi , coi molti bu rroni e colle numerose valli costituisce una regione dillicil e ad una truppa ch e vogl ia penetrare in Serb ia, fru la Morava e fa l(olubara. i-- .,.,,,.,( ..,,, Ancora più impervie e affntto inadatte per mante- 1 { ,1. nervi delle trup pe sono le montagne a cavallo del- ~, ._,1,. ~ L),.. l' l bar. Pianure. -- Le prin cipali pianure sono le seguenti: Quella della i\Iasva , tra la bassa Drin a e la Sava, boschivageneralmcnte, pan~anosa e soggetla alle inonda zi on i; La Yal!c della bassa Kolubara, dal suo confluente col Lijg allo sbocco nella Sava . La valle della lllora va da Cupria in giù; ha larghezza variabile, fra le 2 e ,i. ore di cammino ecl è qua e là boscosa ed acq uitrinosa . La valle del basso Ti mok, conosciuta per la sua fe rtiliLà, e veramente grad evoli ssim a a vedersi. Il terzo cil'ca della superficie della Serbia è boscosa. Le quercie, i frassin i ed i faggi primeggiano nei boschi a largo fogliame. Le coni fere si incontran o specialmente nella parte J meridionale e si1Ct occid entale. Fiumi. - 11 Danubio è sempre accompagnato da monti sulla sua destra, da Belgrad o fin o ~l Timok, con eccezione del breve tratlo corrispondente allo sbocco della Morava; a sinistra i monti comin ciano da Uj Palanka , non lungi da Bazias; in aleuni punti di questo tratto il suo letto riesce slretlissimo ed il .........

•

.,

3'.2 1


3.22

L.\ SEfiBL\

fondo disseminato di scogli, rende pericoloso e nelle magre ìmpossibi le, il passaggio ai grossi ballelli. Ciò esige, in occasion e di basse acque, il trasbordo su pil'Oscafi minori, e talvolta anche il tran silo in vetturn, elci tratto da Orsova a Slostica, co rrispondente alle così dette porte di /'erro inferiori. _Con sistono qu es te in un doppio, e, in qualche punto, triplice ordine di scogli a nor d'acqua, i quali lasciano tra di loro, assai presso alla sponda sinistra , un varco, una specie di canale; lar·go circa 50 passi, per cui passano le navi, cd il cui fondo molto rialzato, quando le arque sono basse, non permelle il lrnnsilo se non ai piccoli legn i (1).

(1) Lo stretto e tortuoso canale, pol qunlo il Danubio si scarica dalla pianura ungnrica in que!ln lrn lgaro-vo lacca. non ha meno di 100 chi lometri di lunghezza o si cstondn fra mon!ag-no, basse g~nera lmcntP, a pareli in alcuni punti roccio5e e n pPr pend1colo, dapperlutlo poi altrc,ve ripide e hoscose. le cui busi si accostano la ivolta di tanto che il vasto lello del Danubio riesce non più largo di qnollo del Po n Torino. ,Iu questo uugus tie la massa dell'acqua diventa profondissima e la corrente impetuosa. Le maggiori diffico ltà alla na,·igazione vengono dalle così dette 7JOrte di (el't'O più volle lllOnzionate o dello qun li g iù dicemmo la na lura. Cosiffalli impPclimPnti si incontrano in duo dh·ersi punti del canale, <:ioè prima presso a poco sollo di Oreukon (una del le priocipnli slazioni dt>i ballclli a ,·nporc} o sono le ros) dclte porte d'i ferro s117,e1·iori, e poi so l.lo Orsovn. nll'uscire r!P I canalo. Ques te ulli mo. che rnno lo v,,1·te di (e1To in(erio1·i sono veramrnte pericolose e formi dabili. Guni se una na ve vi urta· è irremissibilrn,into perdu ta, giacchè, quanto le accuminat~ punte degli scogli non infrnngo, è ingoiato dal l'onda ell e vi si tra volg-o vorticosa. · ì\Jolli progclli si formarono llPllO intento di sgombrare il letto d~I fiume da sif1~1tto tremendo ostacolo, o quanto meno di al

STUDIO l'OI.ITICO -:UIL11'A fiE

323

Il Danubio è largo: A Belgrado 750 passi. Allo sbocco della Temes '14.35. A Gl'oska 750 . . ' A Vicldin 1200. A Porec 275. Alle porte di ferro inferion 260. La profondità ne è grandissima, essendo: A Belgrado 120 piedi vienn esi circa. Ad Orso va 166 id. Il luogo più acconcio poi' gettarvi <lei ponti è a valle delle foci ddla Morava , nel tratto co rri spondente alla grnncl c isola di Ostrova, coperta da densi saliceti, e tra la quale ·e la sponda serba si trovano parecchie isole minori. I migliori punti di passaggio sono: Sotto Belgrado presso lo sbocco del Temes verso Yelikosclo e Visn iza. Kubin, a :5ellenLrione e quasi di fronte a Semcndria. Vc cckia Pal anka (Uj Palanka) e Baz ias. 1

largaro e rendore r>ih profondo l'unico Yarco praticabile alla navigar.iono che esista fra 4uelln triplice schiera di frangenti. La società di navigazione a vapore a1,1striaca vi spese anzi già somme considerevoli avendo lenta[o, con poco o nessuno frutto, il sis tema delle mine subacquee. L'impeto e la profondità della corrente, la natura dnrissima della roccia, la compaltnza dello strato che forma il fondo del varco, sono ostacoli qunsi insupHabi li per un l:n-oro effìcace. Forse non sarebbe impossibi le procu1·are al Danu bio un altro letto attraverso ai monti della Krair.a; con cho se no rettificherebbe in p:irte•il corso o si eYitcrehbH sopratutto il luogo e lortuosissimo giro da Brza Pnlaoka ad Orsova. Chcr.chè però si fa ccia, per rendere affatto libera la na vigai ione del Danubio in questo punto vi vorranno pur sempre spese enormi, e tali forse da non aversene poi un adegualo compenso, seppure la cosa è possibi le.


3,24.

LA SKRDIA

STUDIO POLT'l'TCO·lllILlTARE

Vecckia Moldava, ove il Danubio si suddivide e forma una vasta isola prima di e.ntrare nella grande gola di Orsova. l\1ilanovac presso il confluen te del Porec. Orso va. Kladovo . Prìstol e Radujevalz vicino al confluente del Timok . • La Sava si scarica nel Danubio sotto Belgrado; la sua larghezza dalla Drina in giù varia dai 200 ai 350 · pas~i; il letto ne è sabbioso e melmoso, e non guadabile, benchè nelle basse acque la navigazione ne sia ad intervalli interrotta dai bassofondi. ._, In primavera straripa, rovesciandosi specialmente sulle bassure di siDistra e diventa larghissima .. Non ha ponti. I migli_ori luoghi di passaggio sono: Raca, allo sbocco della Drina, Sabac, Zabrez, Palez e Ostrusnica . · I molti meandri ne rendono difficile la navigazione. / La Drina nasce nella Bosnia meridionale, e precisamente nelle montagne della Rascia e segna il corr·fine tra Serbia e Bosnia, da souo Yisegrad allo sbocco. La sua larghezza varia · dai ,100 a mo passi, · e la prnfondità dai 0,60. a ,1,50 metri presso Zvornick; navig~bile dopo Zvomic)(, però _ai" s~li piccoli ~atl. elli. . No~ ha che un sof ponte, rn pietra, a V1segrad; v1 esistono però va,rii passatoi. La ilforava, sr compone di due conenti che si riuniscono in serbia presso Stolac; l'una è la Mora serba od occidentale che nasce sul suolo Serbo· dalle montagne ad occidente di Novipazar, . e l'accoglie, presso Karanovac, le acque del!' lbar, le cui sorgenti sono in Albania nell'allopiano di Kossovopolo, e il cui corso. è rapidissimo, _la valle angusta e a fianchi dirupati. · La larghezza della Morava occidentale è da 50 ai

100 passi; il corso piuttosto rapido; la valle angusta a monte di Cacak, un po' più larga a valle. L'altra è la Morava bulgara, che entra in Serbia,

r

va

'

..

325

,, ingrossata dalla Nissava, tra Alescinac e Nis. Ha corso r apido e sponde alte, è gundosa in molti punti ed è superata da un ponte presso Sveti Roman. La valle ne è angusta e chiusa fra monti aspri, che ne formano una stretta ottima., a difendersi. Riunite le cl ne correnti formano la grande Morava la quale raggiunge ben anco i 300 passi di larghezza e i 6 e 8 metd di pr0fonclilà . \ ) · La bassa valle è soggetta ad essere innondata dalle sue acque e cla quell e del Danubro, in prima vera. 11 Genio militare mantiene quattro ponti di pontoni ~ sulla Morava ; uno presso lo sbocco, uno per la strada l.. di Posciarevati, e gli altri due fra Cupria e Fagodina "'1~ e tra Krnsevac e Fasika. i Allri luoghi di passaggio sono: presso Pozèga {~forava S~rba), ehiatta. · Ciacciak (~forava serba), ponte di palafitte, chiatta e guado . Karanovac e Kurilovo, chiatta e guado; ivi passa la strada Kragu.ievatz-Kuranovatz. Trstenik, ch iatta . Iasika, ch iatta e guado per carri; ivi passa la strada da Kraguievatz a Krusevatz. Guadi a Sonac, Stolac. Obres, Glogovac, Vojska, Zirkovenac, Livadica, Rakinac; Overnica e Semendria, chiatte. Il Timok, nasce per _<:lue sorgenti, l'una in Bulgaria, l'alt!'a in Serbia nelle montagne della Crna Reka, e nella sua parte ·inferiore segna il confine colla Bulgaria. Ha letto a ciottoli e sabbioso, sponde alte, stagliate e in parte rupinose ..


3~6

LA SERBIA

La valle inferiore ampia, ubertosa , gradevolissima, ha pochi guadi. Passatoio a Borgova, e presso Negotin. La Kolubarà nasce, nel circolo di Valjevo, dalle m.ontagne del Medvednik; strettissimo il letto per un breve tratto, si allarga nella parte inferiore del suo corso fino ad avervi HO a ·l 50 passi. Il fondo ne è sabbioso e la corrente guadosa quasi ovunque fino a Palez. . La _vali~ è soggetta, in primavera,. e dopo copiose p10gg1e dt parecchi giorni , ad esserne inondata. Gli altri numerosi corsi d'acqua che solcano il territorio serbo non hanno importanza. militare.

II. Situazione politica, suddivisione amministrativa.

La Serbia, come pa-rte dell'impero turco, riconosce l'alta s?vranità del s ultano pagandogli un ann uo tri- · buto d1 40000 ducati d'oro , ossia.no 480000 franch i, e~ avend~ l'o~bligo di far sventolare, ogni giorno fest1v~, l~ 1rnnd1era turca a fianco di quella serba, sui b~st~on1 d~lla cittadella di Belgrado. Presso la Corte d1 Costantmopoli ' tiene un rappresentante. In tut_to il restante gode di una indipendenza ed autonomia complete, assicuratele, in'sieme ai suoi attuali co?fi~i, dal trattato di Bukarest (1834,) e dalle conv_e nziom posteriormente intervenute tra essa e la Sublime Porta, mercè i buoni uffici delle potenze europee, tra cui non ultima l'Italia. I principali diritti di cui gode la Serbia sono quelli

STUDl0 POLI'l'ICQ-MILITAUE

327

stessi che formano l'appannaggio degli Stati sovrani, non escluso il diritto della libera scelta del principe, di avere un esercito proprio, di battere moneta e di avere scudo e bandiera proprii . La dipendenza quindi dalla Subl inie Porta è oggi mai nominale , più che effettiva . Il principe, venendo al trono, presta il giuramento alla costituzione nelle mani del metropolitanu; dopo di che riceve la consacrazione ed il giuramento dei dignitari. A mente della costituzione dell'anno 1869, il potere · legislativo è ·esercitato dal principe in conconenza coll'assemblea nazionale (Skupcina} ossia camera dei deputati. Si conta un deputalo per ogni 10,000 abitanti . Il senato, che secondo la nuova costituzione è da considera~si come corpo consultivo, si compone di:

4 Presidente; 1 Vice-presidente ; e di H fi no a ·15 membri al massi_m o, tra cui vogliono essere compresi presidente e vice- presidente. I membri del sena to sono nominati dal prindpe, il quale scegl ie altl'esì tra loro il presjdenle ed il vicepresidente. L'assemblea nazionale si riunisce tutti gli anni , a termini della nuova costituzionP., ma in caso d'eventi importanti p uò essere anche convocata straordinariamente . Morendo il principe sen za prole e senza a.vere des ign ato un successore, questi è scelto dall'assemblea nazionale, secondo certe norme stabilite dalla nuova costituzione ., Ogni regnicolo, che abbia raggiunto l'età di 30 anni e paghi al m inimo sei talleri di imposta annua, . è eleggibile . /~ · ,' -·


LA SEl\lllA 3~8 Gli impiega,ti sono ele1tori, ma . non eleggibili. I militari dell'esercito stanziule non sono nè elettori, nè eleggibili. Sette sono i ministeri, ed i ministri sono responrnbili ve1·so il principe e verso l'assemblea. Essi preparano, in concorrenza col senato, gli schemi di legge, e li present.ano all'assemblea. Ogni min istro deve controfirmare i decreti principali che riguanhrno ·il proprio dicastero. La lista civile del pr;ncipe animonta a '100 mila talleri, in moneta sonante, ossiano 500,000 franchi approssimativamente. Il prin cip.ato è <1mministrntivamcnte sudd iv iso in · 47 circoli o province (Okrucije), 62 distretti (Svez)' e · 1062 eornuni (Obstina). La città di Belgrndo ha una prefettura propria indipendente dalla provincia. I diciasse tte circoli sono :

ll circolo di Posciarevatz (Pas·saroviz) » Kraina >> Cupria (Ciupria) » Cr nareka (Rio nero) » Kniacevac o Gorgusovac ~ Alexinac » Crusevac >) Cacak (Ciaciak)

» » » » » »

Smenderevo o Sernendria Belgrado (in serbo Beograd) Kraguievac R.udnik Jagodina ValJeVo

329

STUDIO POLITICO-MILITARE

Tra la Kolubara, il Poee.ga, la Moruvasuperiore e la Drin a.

Il circolo di Sabac {Sciabac) >> Poèhinje > Uzica (Ugica) .

'

U circolo più popol-ato è quello di rosciurcvatz e compl'ende 150 comuni. Ogm circolo o provincia è amministrata da un pre..: fetto (l'\acialr:iick); dal qualr, dipendono i sotto-prefetti o capi distretti; i comuni hanno le loro autorità che essi stessi si scelgono.

llf. Popolazione, sua lingua e sua coltura. Scuola milita.re.

Sulla destra della ì\1orava

Secondo il censimento dell'anno 1l86ò, l'insieme della popolazione della Serbia è <li 1,215,576 anime; secondo poi dati più receoti, raccolti nell'D.nno 18'18, la medesima ammonta ad 1,254.,1:S0:3; il clic, supposto esalto il primo censimento, darebbe un aumento sulla popolazione di 39 mila in due anni; donde 19,500 all'mrno ossia il 6,G per °fo . L'elemento predorninunìe nelì a popofazì ooe è il serbo; però nel dislretLo della ](raina , il qua.le comprende la regione montagnosa e boschiva. che giace tra il Timok, le origini del Pek ed il Dan ubio, e che forma l'angolo nord-orienlale del princip3to, prevale l'.elemento rumeno; Si pllÒ anzi dire che cru,~sta pro1

1

1

Sulla sinistra della Morava, tra questa, la Col ubara e il Pocega.

ANNo XY, VOL, III,

~2


330

·~

LA SERBIA

vincia non sin se non uno stralcio della Rumenia, da. cui la <livide il letto del Dunubio . . Lungo il confine della Bulgaria vi è pure mescolanza dell!e!emento bulgaro, siccome lungo il Danubio si incontrarfo tedeschi ed ungberi; nell'interno ~oi piccole colonie di zingari, di cui unu parte prese sedi fisse specialmen Le nella bella valle della Morava, il resto conserva le abitudini nomad i congenite alla . . stirpe. Di turchi vi ha appena la tr:uccia. Ignoro le proporzioni approssimative fra questi d1_versi el ementi, chè non potei procurarmel e. Però 11 serbo è assolutamente e sproporzionatamenle prcponderanle, tranne, come dissi, nella Krainn. Può dunque dirsi affatto omogenea la popolazione del principato. La relio·ione è la greca orientala, formando però una chies~ propria indipendente dal patriarca di Costantinopoli. ~ . . . Il serbo è docile, tollerante, sobr10, economo, anzi amante del danaro, resistente alle fatiche, .:i_bbenchè le eviti quando pu_ò; ama riunirsi in brigate .a fare ciò che i francesi chiamano la causerie; intellrgente, destro e non sempre scrupoloso nei negozi (almeno tale opinione si ba di lui in Ungheria e doi tedeschi che trattano affari in Serbia}, ospitale, benchè guardi lo straniero con gelosia e fors'anco con sospetto. È /soldato valoroso e forse un po' tendente alla rrudeltà, e si compiace estremamente nel ricordo della valentia dispiegata dalle precedenti generazioni nella lotta per l'lndipendenza. Possiede, come è com une nella rnzza slava, la facoltà d'imitazione, per cui riesce facilmente e bene in ciò che intraprende. Il tipo fisico del serbo. s'accosta più a quello del!' italiano che non a quello del russù, con cui ha comuni linguaggio e lignaggio. . L'istruzio ne pubblica in Serbia è decisamente in ;via di notevole progresso; Passassinato principe nli-

,

-~

S'l'UDIO POLITICO-MILITARE

331

chele aveva dato a questo importante ramo della vita sociale un grande impulso. La legge del 1863 esigeva che ogni comune un po' cospicuo si fabb ricasse una scuola; e ben eh è non sia stata finora applicata in tuttn. la sua estensione, nondimeno Òg-gi-di la Serbia novera J,18 scuole elernen tari con 5'14- maestri e maestre e da 24 a 25 mila scolari ; il ehe vuol di re che un terzo circa delle comuni è provvisto della pr"scritta scuola. Perconendo l'interno della Serbia, ebbi nlcune occasioni per constatare coi iniei propri occhi come tali scuole siano frequen tate e relatiYamente ben tenute. I fabbrir.ati destin ali alle scuole, come le case comunali e le osterie (Afeane) spiccano fra le altre costruzioni e si' distinguono da lnngi; sono costruite su un ti.Po rispettivo c0mune, prescritto dal governo, ed attestano dei progressi che già si fecero nél paese. Il maestro abita nel fabbricato stesso della scuola . . ' grnt.uHamente; r1eeve un assegnamento di legna da ardere, e uno stipendio che varia da 500 ai 1500 franchi circa. Gli insegnanti, siccome i medici e gli ufficiali dell'esercito, i q11flli anni sonò erano per una parte considerevole st ranieri,. sono oggidì invece quasi tutti indigeni o almeno serbi della monarchia austro-ungarica. La letteratura serba è poco ricca, e finora, più che ad opere originali di Iena, si volse alla redazione dei libri per le scuole e ali" trnduzioni. Parvemi che la lingua serba non abbia ancora regole ben determinate, speciulmente sotto il rappo rto della lessigrafia, avendo osservato come certi vocaboli indicanti località si scrivano in modo diverso dai diversi autori. È lingua sonora malgrado le molte consonanti, le qùalj, pel serbo.. come pel polacco, non


332

LA SERBIA

sono sempl icemente arlicolazioni, ma vanno accompagnate da suoni rassomigl ianti a vocali pronunciate , meno cl1iaramente. I caratteri sono i 5irilliao i, gli stessi usati dai russi e smessi da poco dai rum eni. Fra gli istituti pr\ncipaJi· di istruzi one vuolsi an novera re il liceo superiore che oggidì chiamasi anche Un ivcrsitù di Belgrado, stab ilito in un grand ioso pal azzo, dono principesco fatto da un privato di Belgrado al :Municipio, e la scuola militare . Quest'ultima fu fondata nel 1850 dal prin cipe Alessandro Karageorgevic' nello scopo di formare degli uffi1.ic1li per tutte le armi. Gli allievi vi sono ammessi in seguilo ad esame di co11corso e vi sono istruiti, nuòriti e vestili a spese dello Stato. li lratlnm ento è spl'lrtan o; l'uL·dinnrio cd il ve;;tiario sono i medesimi che pel soldato; rna meotrn questi dorme su letto con pagliericcio, gli allievi. dd collegio ri posano su un lett.o che invece del pagliericcio o materasso ha un tavol ato con.suvyi una coperta di lana: Perchè però il nutrim·ento possa essere un po· migliore,. i parenti pagan o un tenuissimo corrispettivo mensile di un fiorin o d'argento, ossi:rno 35 franchi 1

all' anirn.

I ccrsi sono du e, e si compiono l'uno in due an ni, l'altro in tre; dimod ochè le ammissio11i com e le uscite succedono ogni due e ogni tl'c anni. ..'1 più distin ti fra gli uscenti pa~sano nelle nrmi .specìali e sono mandati all'estero per completare la loro istruzione. L'insegnamento vi al>b raccia: matemaLi éa elementare, storia e geografia, topografia e princi pii di geodés'ia, fisica, chimica ed elenienti di · storia naturale, geometria descrittiva cd analitica, fortifìcazìone, tattica e strategia, elementi di~attiglieria e di. legislazione ed

l 7

STUDIO POL!Tl CO·M!LITAR E

333

amministra zion e militare, lingua e letleratu ra se rba, lingua francese e tede.sca. Da il7 an ni di rige questo istituto un moravo, il luogotenente colonnello di sta to maggiore signor Zach, uomo in su i 70 anni, vegeto, istru\lo, cortesi ssimo, pieno di cuore e di amore per i suoi allievi; nella sua sfera rese e rende grand i servigi alla Se rbia, e vi gode di una ben meritaia estimazione. La Serbia ha fortunatamente finora pocl~i brriorna lr·' ai pochi esistenti il governo lascia una liberlit no11 troppo sccnfinata, temC'ndo gli effetti perniciosi d'una stampa liccnziosn e sfrenata su una popolazione ancora molto ignorante e primitiva e molto ·impressionabile.

IV. Industrie agricole, commercio, cespiti per la :fin anza.

Si calcola che poco più di ·1/8 ciel suolo serbo sia coltivato, e ciò non solo per la scarsa popolazione relativa, ma an cora per la poca attività generale, insita a quanto pare alla razza slava. Possando nella vall e della Morava, tanto adatta alla agricolturo, ebbi ad osserva re come primitivo e poco c urato vi sia an cora il sistema di coltivazione, malgrado i miglioramenti che da .qualche tempo pur vi si fecero a qu esto riguardo. Mi parve alquanto più accurata nella regione delle collin e verso Topola e Krag ui evac. Della ind olenza del conlnd ino udii lagnarsi proprietari di Semendria e di Groska, e se gen eraliz zo qu anto essi dicevanmi su tale argomento egli è perchè dovunque fu i, mi parve di rieonoscere eviden ti i segni


334

3Ho

LA SERBIA

STUDIO POLI'J'ICO·:'.IILl'l'AUE

di questa accidia al lavoro, che osservai pure in Russia ed in Rumenia , bencl1è' in quest'ultima la razza vi sia diversa. In generale nelle regioni orientali la massa dcll<1 popolazione si mostra restia al lavoro. La terra vi è ubertosa e non esige mol to lavoro per dare alla mnssa deglì abitanti quanto basti ai pochi suoi bisogn i. D'altronde guai compenso avrebbero essi avuto adoperandosi ad accresr.ere i propri i prodotti? Quello di ciggiungere uno stimol o di più alla cupidigia dnllA razza <lominatrice, segnatamente all'avidità insazinta dei bascià nelle pro,·ìncie turche, dei boiardi in Rum enìa e Russia. In queste due ultime regioni, dopo l'abolizione della servitù della gleba, le cose mutar·ono prnfonda111cn te, e ritengo che all'attività inc.lividna!e debba deri\'arne un eccit amento ignoto nelle epoche pt'ccedenti. lUa in Serbia pure molto si guadagnò n tal riguard o; e se ci è ancora nssai a desiderare, vuolsene in parte accagional'e l'indole poco procacciante della razzo, ma allresì la circostanza che non si mutano nel corso di una gcnerflz ione le socoluri corn,uetuclini di un intero popolo. Nelle altre provincie soggette ancora al rr.gime dei pusrià, pel'dura tullodl l'antico sistema al'bitrario e vcssotorio. Citerò uu esempio tutto di attual ità e olt1·prnod o carattel'istico. li pascià dr Tulcia (Dobru tcia seuentrionalf') si è fotto commercian te di burro, essendosi assunto l'impresa di fornire tale det'!'nla, di cui è ricca la sua provincia, alla rittà di Costantinopoli. Volendo pe1·ò essere sicuro del fotto suo, costringe i bulgari prouutLori a portargli tnLLo il burro che producono seLLimDnalmentc e ne fissa il prezzo a suo arbitrio, calcolandolo nuturalmente in modo che gli rimanga un grosso benefizio. Una statistica da esso compilata gl i indica qu,wlo burro ogni fomigl in deve produrre in media, per cui se non gli viene recala la

guantili1 voluta dalla strn tabella, e se il coltivatore non si rnostrn sodòisfotto del prezzo fissato dal pascià, questi appaga i reclami mercè di una bnona bastonatura che fa ammini strare dai suoi canis. E tali fatti succedevano ancora nell'anno di grazia 1869 ! E con amministrazione di tale specie, come pretendere che la mas~a delln popolazione si industri, si affatichi, si tolga alla indifferenza, alla inerzia nelle quali Yive da secoli·? . Tornando ora olla Serbia, vi primeggia 1a coltura del maiz, nel qua.le consiste il princ ipale alimento dellu massa della popolazione; vi crescono però egre· giam en te tulle le altre specie di grani, e ,·i prospeTerebbero certamente in molte region i. Le valli della ì\1oruva, del Danubio e della Sava, danno , per esempio, considcreYoli qnnotità di frumento. I prati vi abbondano; ma l'uo1110 poco fa per intrattenerl i, migliora rli e bon ifi c.i rli colle acque che pur s'incontrnno nel pncse; risen tono naturalmente dello stato ancora assai arretrlllo deJl'ngricoltore. Il suolo è generalmente molto alto alla coltinizione, e potl'ebbe nutl'ire un numero ben maggio,·e di abitatori. Il tabacco è coltiYato in due circoli dell'alta Serbia; la vite la si incontra qnnsi ovunque; però in maggior quantitn e con prodoLti più stimati presso Semen-iria, lungo il Danubio. li prodollo principale e la maggior ricc·hczza de1 paese consiste nell'allevamento del bestiame bovino e porcino. Gli innumerevoli armenti di porci che sono sparsi nelle selrn vivono qun si esclusivnmente <folle ghiande delle qnerc ie onde ta lr selv(~ sono costi tuite. Vi hanrio pure greggi nun1eros i e alveari, ed in lJ.llalclie localitil s1 allevano altresì bachi da seta.

)e


336

337

LA SERDIA

STUDIO P0L1TICO-MIL1TARE

I cavalli vi soho poco numerosi e piccoli, benche agili e resistenti. Il principe Michele stabilì una razza a Posciareva tz e mandò sta lloni nelle province; con che si ottenne già qualche migliornmento nei prodotti .equini. Finalmente fra le fonti di produzione vanno pure l'ieordate alcune miniere cli rame, zinco, piombo ed anebe di élrgento ed oro, nonchè di carbon fossile, o forse piuttosto di lignite. · Parecchie di tali miniere sono quell~ stesse che erano aperte fino dai tempi romani e che giacevano cla lunghi secoli élimenticate. Il commercio è ancora poca cosa, benchè sia in aumento e presenti qualche eccedenza dall'esportnzioni sull'importazione. · Articoli principali d'esportazione sono gli animali e specialmente i porci; d'importazione il sa!e, il tabacco, i colonjali, i lavori di ferro e di lusso. li sale vi arriva dall'Ungheria, Transilva nia e Rum ~nia; il tabacco più specialmente dalla Turchia, il rèsto dn Yien,1a ed anche di Francia. Le fonti principali del pubblico tesoro consistono nella imposta diretta del testatico e nel prodotto deHe dogane. Il testatiro rappresenta il cespite principalissimo ed è raggu ngliato a 35 franchi in media all'anno per ogni tesla imponibile. . Il numero degli imponibili è la metà circa della popolazione ossiano 600,000 in cifra rotondn, ciò che fa 21. milioni di franchi circa. Questa cifra è ripartita per comuni proporzionatamente ai rispP-ttivi imponibili ed il comune è incaricato del subriparto proporzionale e della percez·ione delle imposte, dell'am montare delle quali risponde al governo centrale.

Quando straordinari bisogni si manifestino, come ultimamente per l'acquisto di nuove armi e per l'abbigliameuto dell'esercito nazionale, il governo mette una sovrimposta, per m~a volta tanto, aumentando eh . alcuni franchi il testatico. Co(Tli introiti il governo ·serbo fa fronte a tutti i suoi o ' im1)ecrni con una precisione ed una misura d'ammib ' . nistrazione veramente ammirevoli; cosicchè non solo non ha un soldo di debito, m.a ogni anno fa qualche rispa1·mio. Nella mia ·permanenza in quel pnese non .mi venne fatto di raccogliere un lagno sulla graYezza delle taglie, od un'accusa sull'amministrazione attuale.

(Continua).

GIOVANNI

SmoNI

Luogotenente colonne!lo di stato maç;g,iore.


LE COMPAGNlE DEI TinATOR1 SCELTI

LE cmlPAGNIE DEI TIRATORI SCELTI NELLA FANTERIA

L

(

l\Iedilando sulle vicende della tattica dai tempi più

r antichi fino ai nostri giorni , ~on si t:ircla a ricono! scere che il suo cammino risulta dall'azione e reazione { reciproca dei due atti del combattimento: l'attacco e J. la difesa, e che la storia della tattica è accentuata " dai periodi di prevalenza dell'uno o dell'altro. \ Oa:ni passo avanti . è segnato da una vittoria dell'attacco su ll a difesa; qnando la difesa prevàle sull'attacco ?si può dire che l'arte del combatte.re è in un momen to , di decadenza o, per . dir meglio, di raccoglimento per 'b. ; lanciarsi a un nuovo passo sulla via del progresso. j La falange, la legione, il battnglione svizzero , Gu.:. J stavo A·dolfo, Federico, Nnpoleone segnano tanti punti culm inanti ·nella storia della tattica perchè segnano ~ ciasche.duno un nuovo trionfo dell'offensiva. it. ~ Po~to oiò , il periodo che si svolge sotto ai nostri occhi si può egli. dire un periodo di p rosperità (mi \ si passi l' espressione) per la tattica o un periodo _~ i crisi ?

1i

V

•.

V

i

I

t

' t

339

Non credo di aver b isogno di dimostrare come nel..: \ l'epoca presente la dJensiva si senta m._olto avvan, taggiuta, e ne conchiudo quindi che la tattica è am,, malata . · l E a confermarmi in tale convinzione concorre la / grande quantità di medici e di rimedi che si presen- · 1 tano per guarirla. L¾g.itazione momentane~ prodotta dalle corazze Muratori, e le più s variate proposte di rnantelletti, di zaini paro.petto, ecc. sono tanti sintomi che mi provano che si sente da tutti che : il trovar modo di avvicinarsi al nemico malgrado 1:Z terribile fucile a rapido tiro è il vet'O problema del giorno e che nella sua soluzione sta il progresso della tattica . 1\1a se in faccia all'arco ed alla fionda fu facile il risolvere il problema in farnre dell'attacco coll'invenzione delìe armi difensive, ciò non pare più possibile di front.e alla potenza delle oclierne armi da fuoco, e ben si può dire senza terna di errare che, per quanto concerne il campo di battaglia, le innovazioni e i perÌ fezionamenti delle macchine da guerl'a sono in fondo t la vera dotazione delìa difesa, che l'attacco deve cercare i propl'i mezzi di prevalenza nella intima essenza della tattica, nell' arte del manovrare e non altrove . La fanteria è l'arma la più intPressata in questa ricerca, poichè alla fine dei conti è lei principalmente che fa le spese di tutte queste nuove distruttive invenzioni : e la soluzione del problema la deve cercare~ essenzialmente nel perfezionare la prop1~ia tattica ~L · non in tutto ciò che possa in~ngliurne la ~qbili'tà; come sarebbe, _ad esempio , un troppo strettp_~coµ- J"' nubio colla pìù giovane delle tre al'mi .

(- .


'340

.. LE C01'1PAGNIE

DEI . TllUTORl sc·E LTI

eiò che è caduto, unicamente perchè caduto, senza ,_. . poi darsi la pena ·di ve1·ificare se _le attuali eonti·11·- · _ genze più si ossorniglino a è1uell e che fecero cadeTe o a quelle che avrebbero fotto soi'gei·e, o mantrnntoT . Gli articoli di fede sono buoni nelle discussioni t.eò-' · logiclw, ove si può disputare ·a èolpi di testi de1 Santi Padri o di miracoli, nel resto. mi par~ non sia pre· sunzione il vo[_er djscutere prima cli credere, e disculere con ragionamenti più che colle citazioni . . Per qu este ragioni oso presentare vestita allu modei·na la proposta con ten uta nella ci tata l\lernoria del .· l\Ienil Durnnd, pP- rs1.rn.so che. non avrè> fotto cosa inutile se sarò riescito a ritornarla in di~cussione.

J

II. Dacchè la difesa vide crescere enormemente i proprii ,,antaggi col sempre crescente predominio del combattimento a fuoco, l'attacco sentì il bisogno di una più o.ccu rata preparazione; ciò nella fanteria diede sempre maggiore importanza al combattere in ordine sparso, e il combattere in ordine sparso .non tardò a diventare uno dei più interessanti oggetti di studio, tanto in se stesso, quanto nei suoi modi di combinarsi coll'òrdine serrato. Studiando per. mio conto su ciò, mi sono imbattuto in una M~moria pubblicata dal ~lenii Durand nell'anno 1774, in un'epoca in cui la tattica si trovava, .pella ... aumentata prevalenza del fuoco, in circostanze non molto dissimili ·dalle present<i, Q leggen dola mi venne il pensieì·o dì trattare la ste,;n questione in questo scritto. ··Ciò basta per far comprendeÌ·e che non sono cose nuove c~uelle di cui intendo ttjlttare, bensì cose vecchie, anzi viete che io voglio ripresentare e che, se potessi, vorrei risusci t~re. Napoleone ha detto che la . tattica deve cambiare , ogni dieci anni; . s~ ciò è vero, non deve p;lrer strano , ·che, a forza dì mutare, si ritorni a qualche cosa del passato : i ricorsi non sono meno veri nella storia di quello che lo siano nell'a moda. Si sente ad ogni tratto ripetere essere. il nostro secolo il secolo della discussione, il secolo dei S. Tommaso che vogliono toccar con mano prima dì credere, eppure, se non erro, sono ancora molti gli artù:oli' di fede che si accettano senza il beneficio dell' inventario, ed è ancora abbastanza frequente il condannare · ,/

34A .

,,,_.,,,. ,..

..,

Jll.

...--;.,~?.~1,~~1,,1;,:·

Prerri.etto alcune pyoposizioni, che non cercherò di prnvare parendomi cose generalment~ ammesse . . . 1° Perchè un attaccante possa scacciare un di- "\\ fensore dalla posizione che o'ccupa {non parlo delle \ mosse giranti) bisogn.r;che cercbi di-sostituirvisi an_che , f a costo di 'urtarlo: 1'1<1ea di poter sernpre , fare eva- .f cuare una posizione buona e .beo oc.cùpata·, bomba/'danclola solamente co.l cannone o qol :fociJe,- :nori mi / sembra essere un'idea troppo pratica: .. X • . Bisogna.,adunque, anche rriJllgrndo 1~ me-ra~1:glie clei \ fuo chi accelerati, eh ~ degli attacchi al.la baionetta se ·' ne facciano ancora; tanto è v~ro. che malgrado la · voga che :incontra l'idea di alleggerire il soldato, nessuno ha ar;cora proposto di ;i.boli.r~ la baionetta. 2° Più si fa cri tico il periodo in cui l'attaccante per(!orre lo spazio che: lo. separa dal difenso~e, più questo spazio· deyc essere percorso con celerità ; Ma siccome -le forze dell'uomo non cresco·no, come 1

i

1 '

1


342

LE COMPAGNIE

può crescere la gittata del fucile, così lo spazio da percorrersi colla massima celel'i1à e questa stessa ceJerità sarnn sempre limita li dalle necessità di non ispossarc il soluato e da quella dì non sconnettere l'ord inanza.; Per qursta ragione gli attacchi alla baionetta da mille passi di distanza, per esempio, saranno sempre troppo morali per poter essere serii. 3° È pur sempre vero elle :;e una truppa durante l'esecuzione di un attacco si arresta per Care fuoco, perde lo slnncio, perde tempo, perde l' ascendente sull'attaccalo, e, nncl1e Mlle condizioni del cornballimento a fuoco, viene a trovarsi a lui inferiore. /."' 4° D'oltra pnrte il pretendcl'e che le truppe o.ti ~uccnnti, anehe per pochiss imi minuti affrontino imf passibili e colle a1·mi al braccio il terribile crepitare della odierna fucileria senza rispondervi, sarebbe pretender cosa al di sopra dell a natura umana , o per' lo meno al di sopra delle condizioni di educa:sione ..,. dell'attuale fantoccino . 5° È necessal'io quin di che il fuoco conco rra al\ ~ e che vi concorra senza rallentarne l'impeto. 6° li problema della comb inazione del fuoco col. l'attacco alla. baionetta è risolto da l!' impiego ttei Li~ i ragl iatori i· quali debbono essere dapertutto, accom1 pagnare, sostenere, coprire ogni mossa sul campo cli \ battaglia (UEN IL DunAND, Memori a citata) . 7° Questi tir,1gli atori debbono essere addetti ad ogni battaglione, o in altri termini ogni battaglione deve essere in grado di co prirsi con tiragliatori. 8° Perchè possano essere veramente utili questi tiragliatori debbono: a) Essere abili tiratori ; b) Conoscere a fondo la scherma del terreno ;

, i

/i'atlacco,

343 e) Si:rper mnntenere una certa coesione ed ordine nella loro disord inata forma di combattimento. L'abilità nel Liro è sopratutto la qualità necessaria, poichè l'efficacia del loro fuoco è il vero fondamento della loro utilità; se non erro è negli abili tiratori che si potrebbe trovare quella tanto cercata artiglieria leggerissima, che si troYa dapertutto, che può andar dapertutto, che è di massima utilità sul campo di battaglia e di nessun irubarazzo nelle colonne di marcia. 9° Tulle queste qunlitù e l'abilità nel tiro specialm ente sono il risultato non solo di spccia!i attitudini fisiche e intellettuali, ma ancora, e principalmente , di una accuratissima istrnzione. DEI TIRATORI SCELTI

IV. È possibile il pG.rlare l'intera massa della fanteria a qnel grndo cli abil ità, senza cui il combattere in ordine sparso è non solo poco utile, ma spesse volte cagione di confusione e di danno? Colla attuale costituzione del nostro esercito, e colla tendenza sempre più pron unciata. alla diminuzione della permanenza dei soldati sotto le armi, mantenendo nello stesso tempo l'esercito colossamente nu~ meroso, io oso asserire che no . Ecco perchè mi si presenta come opportuna larisurrezione delle compagnie di cacciatori addette a ciaschedun battaglione, che il Meni! Durand proponeva come uno dei principali elementi del suo ordine perpendicolare. Questi cacciatori dovrebbero essere scelti col solo criterio della abilità nel tiro, pel'chè è qu asi certo che quel soldato che si distinguerà nel tiro al ber..

( 1/

I

l , :. vv""-",t,...-<t rff\ .,J,.,,,« -~ vt..,,°"" & J , _,. _- ;IJt;:;s<)."- é ~( ~~ -J~ ~ Cl


·i

l,E COM PAGNI E 3U sao·lio, saril anche. quello che imparerà rneglio e p'i ù pr~sto tutta la scuola del combattere in ordine sparso, poiehè è quasi certo che sarà sempre un.solcl~to superiore alla media generale tanto nell' rntelhgenza quanto nel fisico. . . . . . Si verrebbero con ciò ad avere 1 battagl1orn di c111que compagnie, di c·.ni . una di cacciatori, e si pot.reb.hero formare i reO'girnen t.i di tre o quatt.ro battagl10n1. Non disco;rerb su l modo di attuare tale i0oovaz ione nell'ordinamento tatt.ieo della noslrn fanteria, nè sulla sua portala econ onricn, parendom i es3ere ora il più ì mporl.nnte il cercnre cìi dimostrarne l'utilitì1 pel combattimento; arnrriPssa qu esta utilitb, non si potrebbero trovnre O'randi dinìcnltì1 nel resto, rrni ss irn e in un'0p0ca. in cui ~utlo il nostro ordinan1en10 militare stn pe1· essere messo in discussione. Passo adunque senz'altro a mostrare i vantaggi, che, a mio modo di vedere, si ricaverebbero da questa n·uova formazione del battaglione.

\ì .

Si otterrebbe di avere in azione tutti i fucili mmmente u,.:ti, precisnrnente in q uei periodi del com battimento in cui se ne sente rnaggiD rm ente il bisogno, anzi in quel periodo rn clti non sono utili che i buoni.. tiratori. · Supponiamo uno Jegli atL11nli nostri battaglioni combattenti con una compagnia sul fronte in ordine sparso e le altre tre raccolte peL' entl'are in azione al momento opportuno. · Siccome i tiratori più abili sono disseminati nelle quattro compagnie, così ne avviene che q uando· non si ha bisogno di altr i che degli abili Hratori, un

DEJ TIRATOlU SCELTI

solo quarto di essi è in azione; gli altri tre quarti" stanno in operosi ed entreranno in azione con tutta la massa del battaglione, cioè quando, per la minore distanza del nemico, per la prec ipitazione del tirare e l' orgasmo, e pel fumo il fucile dell' ultimo coscritto avrà presso a poco la stessa efficacia di ·quello del più abile bersagliere . Ora siccome la accennata formaz ione del battaglione è la più frequente, così ne avviene che nella maggior parte dei casi di un elemento così importante quali sono ì ti ratori abili solo 1/4 viene veramente utilizzato sul campo di battagl ia. 1

VI.

'

Il riparto degli elementi del ba.llaglione in due ca.tegorie , a cui nella massima parte dei casi spelte. rebbe una parte distin1a nel combattimento, farebbe sì che ciascuna di esse fosse più perfetta nel disimpegno delle proprie funzioni , e il meccanismo complessivo del bntt.:1glione combnttcnte si forebbe più famigliare a tutti quelli che lo compongono. Da ciò ne verrebbe un più facile orien tarsi di ognuno durante l'azione e una condizione di cose pclla quale sarebbe molto meglio assicurato il mantenimen to dell'o~·dine e della comandabihtà del battagl ione. E il principio della divzsi·one del lavoro che ben applicato assicura meglio l'unità e l'intensità d'azione. Se si osservano nel loro complesso le battaglie, non è molto difficile lo scorgere che esse si svolgono e si risolvono passando per tre periodi, in ciascheduno dei quali entrano in azione sempre nuove forze, cioè: Un periodo di ricognizione : esordi·o. Un periodo in cui entrano in azione la prima e A~rì'O XV, VOL. III.

23


I

(

\

34-7

LE COMPAG NIE

DEl TIRATOnI SCELTI

la seconda linea, e che io chiamerei periodo di discussione, durante il quale si r ivela. e si accentua · sempre più il punto, che, pelle condizio~i del te~·reno e delle truppe, è il più importan te a d1fenders1 o ad attaccarsi. Un terzo periodo : conclusione, in cui entrano in azione le riserve, la difesa e l'auacco si condensano sul pun to decisivo e la b~ ttagl~a si _risolv~ . .. Analizzando ancor meglio nei suoi dettagli 11 complesso di un_a . batt_a~lia moderna ,_ ~i v~drà_ eh~ essa tende a suddJV1ders1 rn una. quanttta di ep1sod1 parziali aventi ciascheduno una vita propria e divisa pure nei suaccennati tre periodi : Così essi si troveranno ancora ben dìstin'ti nella cerchia d'azione di ciascuna divisione, p . es., e di ogni battagl ione di prima linea per poco che il ter-, reno sia accidentato. L'azione di un bai tagl ione, astrazione fatta da quanto ]o collen'a col rimanente dei combattenti, noi la possiamo ,~edere n~lla maggior pa,·te dei casi ridotta i.1l'attacco o alla difesa di piccole località, allure, boschetti, cascinal i, ricinti, ecc. dalle quali è tracciato il fronte di battaglia, e in questi attacch i e dif~se, si succedono .con maggio re o minore rapidità, ma pur sempre ben distinti, questi tre periodi di ~sordio, di discu ssione e di conclusione. O quanto meno si confonderanno i due_ primi ~ rimarrà sempre l'azion e divisa in due parti: preparazione ed attacco . Ciò posto~,if~rdine sparso, i caccì~tori hanno in tutta In durata dell'azione un.l purte miportante, ma. l'hanno importantissima nell a pre,Jarazione e ben di. _ stinta da quella della massa del battaglio?e: Per rendersi ben conto della parte dei llragl;aton nel combattimento, jn quanto preparano l'atta.eco, bi-

sogna considerare che oggidì un attacco alla baiooet.ta è cosa molto più decisiva per chi lo tenta, di quello che non lo fosse pel passato (e lo era già mollo) . Si può ben dire senza t.ema di esagerare che un battaglione resp in to in un attacco, avrà subito tali perd ite da po tersi ri tenere come disfoLto; o che sarà per lo meno difficil issimo l'ottenere un ritorno alla carica da un battaglione che si sia sprecato una volta. · Epperciò, prim a di arriscbiare tanta ventura è necessario ben prepararvisi, ben tasteggiare prima per saper ove si va e non esitare più al momento risolu ti vo; ma manovrare scoperto a perlata del fuoco di fucikria è ora più che m;ii una assurdità, e ciò che dù mobi li tà, libertà, agio ad orientarsi al 'battaglione è quel velo di tirngl iatori che ne copre le mosse . l\la senza più oltre arrestarmi a discorrere sull'imJ>o1·tanza e sulla difficoltà del la p<'lrte che spetta ai tiraglialori nell a preparazione dell'attacco, difficoltà che io credo superiore alla attitudin e media della totalità della fonte ria, mi contento di ripetere :·che nel combatti:mento del battaglione si presentano ben spiccate queste due missioni: preparazfone ed esecuzione dell' attacco; che a queste dite missioni devono corrispondere due ziarti diverse del battaglione; che le truppe destinate alla esecuzione devono essere tanto più raccolte qnanto piìi terribile e più fugace è la crisi che stanno per affrontare; che ciò è reso loro poss1b,'Le dalla azione ilei tfragliaton:, ai quali è affidata la preparazione . Qunl comandante di baW1g-l'ionc al giorno d'oirni " t>t> ' immag inandosi di essere sul e;ampo di btittaglia, non si augura q11esta bipa rtizione del proprio battaglione in 1m,1 mas$a ben rac<.:oltn, ben nella mano, che egli traseinerà al momento oppurlt1no sul nemico, e una. cortina di abili cacciatori corrwndati da uffiziali e sot-

34.6


3i-8

\I

lj~"&

~ 1

_

/ r(;a1 ( {( (

ll

\. (

Ì • \

1

LE COMPAGNIE

t'uffiziali abi li ssim i, dietro la quale egli possa sicuramente spiarlo questo momento? Or bene, q uando è poss ibile il determinare con tanta esattezza il modo di svolgersi del più 6ran numern de i combattim enti clel battaglione, e scoro·crvi 0 momen ti così spiccati di azione di tiragliatori e di azione del ba i.taglione serrato, perchè non sarà pratica_mcnte_utile l'avere già preven tivamente.le trnppe ordrnate rn modo che ognuno sappia la µarte che dovrà fare e vi sia esercitato così da farla col la massima spontaneità e preeisione? Gli ordinamenti debbono ess i foggiarsi in base alle regole o in base all' eccezione? Per' me, lo dico schieLtamente, le tanto vantate sem-plic.ità ed elasticità di un battagl ione, in cui tu tte le compagnie fanno tutlo, non hanno gran . potenza di sed uzio ne , poichè pen'so eh~ una razionale divisione di lavoro sia vera sempli cità, che nella cerchia di .. azione del battaglion e ]',imprevedibile è ben poca cosa, e la quantità di imprevedibile è precisamente qiwtla che dà, valore pratico alla elàsticità. ln tulti i r'ami della umana attività, il progl'esso consisle non tanlo nella scoperta di un nuovo vero , quanto nella for mula pratica di esso; così nella tattica i progressi consisteranno serr,pre nel rendere regolamenLare, e quin di accessibile a tutti quello che in sul _PL'in cip!o non_ si pratica che per spontanea inspi- . razione dai pochi di spe~ial~ attitudine cd ingegno. E sotto questo pu nto di vista a me semb ra che sarebbe · un vero pr ogresso il costringere il battaglione a rea li zzare priml'I nelle esercitazioni po i nel combattimento la buona combina zi one dell'ordine sparso col serra to, e ciò pclla stessn forza intrin seca del suo organi smo e sto per dire indipendentemen te dal criterio di chi lo comanda.

·

DEl TIRATORI SCELTI

349-

Del_ rest_o .è a ciò che si mira negli attuali regolamenl! t?tt1c1 ; solo che tutte le compagnie si vogli ono dotare .111 ugual grado dell a attitud in e ai du e modi di combattere, e ques ta non è certamente l'ul1irna delle ragioni per cui il,più delle volte lasciano molto à desiderare nell'uno e nell'altro.

VII. La mania di decentramento che ai nostri giorni. pare voglia tutto invadere, spinge fo1·se ad esagerare. la voga del combattere non solo a battaglioni autonomi , ma ancora a battagl ioni snodati in colonne di compagni e, modo queslo che il uoslro reo·olament~ d'esercizio , e ben con ragione, rep uta buon°o sollanto come ripiego in casi eccezionali.. L'istituzione dell a compagni a di tiratort nel battaglion e, come quella che ho dimostralo un al.lo di continua inculcazione del modo normale di combattere del battaglione diviso in èt ue parti, l'una riunita sotto la mano del maggiore, l'altra in ordine sparso soLto la mano di distintissimi ufffoiali, la isLituzione della compagnia cli tiratori, dico , presenta a mio modo di vedere un altrn granclissim'o vanlilggio · ponendo un freno a codesta mania di decentramento, che no n frena ta potrebbe condurre allo sfacelo. VIII . l\Ia la quinta .compagnia si presenterebbe an cora mol to vantaggiosa anche quando si dovesse venirne al ripi ego delle colonnJ di compagnia. Difa tti ciò può accadere in due casi: O di baLtaglione isolalo;


350

LE C()MPAGNIE

O ai terreno intricatissimo, ove sia assolutamente impossibile il muovere col battaglione riunito ed ordinato. Nel caso di battagli one isoluto, la cùmpagnia di ti. rotori ha il vantflggio di essere u.na compagnia di più e non mi pare poco . Ma poi ha quell o di . essere una vera artiglieria delr' f.,, battugl ione se dessa viene distr ibuita in piccoli gruppi I / f su tutte le posizioni da lle quali si può cem fuochi J ben aggiustati produrre grand i effetti sui punti della ; linea nem ica ehe clnnno maggior molestin; è l'impiego t \ che ne propone il gene rale Troch u e prima di lui il \ generale Dufour. ,,, Può . ancora essere al batt11glione una ollima riserva, come lo sono i bersaglieri pelle divisioni e pel corpo d'armata. E ciò oltre al servizio che pttò rendere come truppa in ordine sparso e di cui ho parlato pif1 sopra. .. Nel secondo caso, cioè quando le colonne di compagnia sieno impo"Ste dalla difficoltà del terreno, questa compngnia di tiratori, fruz ionandosi nei suoi . quattro pclotton i, rende tutti i servizi che si possono· aspeLtare dai tiratori scelti attualmente disseminati nelle singole quattro compagnie. E di più (e questo è il più importante) la sua squisita attitudine nll'ord ine sparso la rende non. solo la più valida cortina che cuopre le quattro piccole colonne, ma la piìi solicla catena che le tiene annodate. ·

IX. Merita di essere menzionato distintamente un nitro -vantaggio di questa qnintn cornpagni;.l, ed è quello di aumentare la forza e la solidità del battaglione senza incagliarne la mobil ità: e la solidità e potenza nume-

DEI TIRATORI SCELTI

351

rìca del battaglione diventa tanto più necessaria, quanto più . si pronuncia la tendenza uel battao-lione ~ ad acqmstare maggiore indipendenza sul campo di battaglia .

X. Con queste compagnie di tiratori scelti si getta nei battagl ioni un lievito di emulnione, che è pur sempre una delle molle più potenti dell'azione militare. XI. · Vi sarebbe maggiore omogeneità nelle catene di truppe in ordine sparso e quindi maggiore ordine, maggiore intensità ed efficac ia di azione. È una questione di fatto sulla qua le faccio appello a chi ha assistito a qualche combattimento questa: che ment1·e nel!'ordme serralo i pochi più arditi possono elettrizzare la massa, nell'ordine sparso invece i pochi migliori trovansi più facilmente isolati e più facilmente paralizzati dalle esitazioni della generalità più scadente. Se male non mi appongo, questa deve essere stata una dell e considerazioni per cui alle quadriglie si sono sostituiti i gruppi o stormi. Al tirflgliatore si insegna e si deve inscgrrnre a farsi riparo degli ostacoli del terreno: e non è questo certamente uno di quegli insegnamenti che si dimenticano dal soldato nell' atto del combattimento; E quindi: giù la disuguale condizione del. terreno nei vari punti della catena tende a sconnetterla, la disuguaglianza di tempra nei si ngoli soldati farit ancora di più in questo senso, e da ciò un assottiglia-


LE COMPAGNlE

353 .n ucleo abbastanza forte, su eui si potrebbe sufficentemen te fare assegnamento pel disimpegno della pat'le p:i ù ditlìcile pella fanteria nel combaltimento. DEI TIRA'l'ORI SCEL'l'l

. mento più pronto e un affievolirsi della sua efficacia a misura che essa dovrebbe invece aumentare, assottigliamento e debolezza che si traducono poi nelle enormi cifre di cli'spers'i. È dunque evidente che ogni soldato destinato a combaLLere isolato o quasi cleve avere un valore proprio intrinseco molto superiore al medio e che sopratutto deve credere, sentire anzi que·sto valore nei compagni che gli stan no vicini, affinchè si verifichi nell'azione dei tiragliatori quel necessario progressivo aumento cli intensità e di impeto a misura che la crisi si fa vicina. E so lo in una truppa scelta si può trovare una ta!e con dizione.

XIII.

Riassumo quanto ho detto sin qui e con chiudo che l'istituzione di una quinta compagnia di tiratori scelti comandata da u5ziali e sotto uffiziali sceltissimi presentei:-ebbe grandi vantaggi perchè: 4~ Si otterrebbe con essa il massimo di fuoco preciso quando solo fooco preciso si richiede . 2° Si avrebbero meglio accentuati anzi stereotipati la forma e l'andamento del combattere del battaglione, facendoli per così dire penetrare nell'istinto cli tutti; uffiziali e truppe. 3° Si porrebbe un frerio a.Ile tendenze dissolventi di cerl<~ fomiazioni . 4° Si geLterebbe un lievito di emulazione nella lrnppa. 5° Si darebbe alla catena di tiragl iatori quella ornogeneill1 senza la quale non vi può essere ordine. 6° E finalmente si po lr bbe anche nelle attuali strettezze avere in ogni battaglione una fanteria ana al difficilissimo compito dell'ordine ·sparso senza nuocere alla buona istrnzione della general ità della fanteria.

XII. Lu. scelta dei più nbili tirntori per formarne delle com pagnie a parte rende possibile l'ottenerne il grado d'istrnzione sufficiente in un tempo più breve, senzà che ciò incagti o dann eggi menoma.mente l'istruzione della massa in generale. Difatti nello stesso modo che l'istruzione dei soldati · di atLitucline e intelligenza comune verrebbe ritardata qu:1 lora da essi non venissero segregati quei meno idonei d1e costi tu iscono 111 eosì detta terza classe, così l' i,:trnzione dei più intelligenti è ritardala dalla loro confusione coJla generalità e si compirebbe più presto · qua.lora di essi si costituisse una prima classe esercitata a patte. Quind i, nnehe obbedendo alla necessità di breve permane nza sotto le armi imposta dalle attuali esi~er: ze economich e, e ::;enza nuocere alla ·istruzione ~·cl resto, si r,>oLrebbe avere in ogni battaglione un

0

XIV. ,.,,

'

Queste sare.bbero le ragioni che io seppi trovare in appoggio della attuale opportunitA dellà proposta del Meni] Durane! sia studiandone gli scriLti, sia me-


35i

355

LE COMPAGNIE

DEl TlrtATORI SCEL1'I

ditando sulle presenti condizioni della tattica della .. fanteria e della nostra fanteria. Ma non poSt.o trascurare di raccogliere coi fatti più recenti altre prove della utilità della proposta sonenuta. Dopo le al'gomentazioni vengo quindi anch'io alle cìtnzioni e mi limito ad unu, che s·i riferisce al nostro soldato e all'ultima nostra campagna. È questo un oi·dine del giorno dell'antorevolissimo generale che comandava la terza divisione nella camdel 1866, ordine che porta la. data del cinque p ao-na ~ luglio di quell'anno e che quindi è inspirato dalla eloquente argomentazione dei fatti palpitanti. Eccolo: « Per cura dei signori comandanti di corpo· sa« ranno designate fin d'ò5gi quattro quadriglie per « compagnia destinate ad essere riunite in un pelot« tone per ciascun batt11glion e onde prestare il ser« vizio da cacciatori durante le marcie e · le fazioni « campali. « Il personale di questi pelotloni sarò. scelto in ogni « grado fra qu ei mil itari che presentano maggior at« . titudine a questo servizio. « Essi saranno comondati ciascuno da due uffiziali « subalterni energici ed intell igenti, secondati da due « sott'ufflziali che ai r.equisiti generali del loro grado « aggiungano quelli della speçialità . << Questi pelotLoni non dovendo disimpegnare cl.\e « un serviz io tattico, gli uomi ni che li compongono « devono continuare a far p<:1rte del le compagnie cui « sono effettivi, di cui occupel'anno però la sinistra « qualunqu e sia l'ordine di formnzione clel battaglione. « Il pelottone dovendo riun irsi si colloeherà dietro « ed al centro del proprio battnglione quando questo « sia· in batLaglia, in coda o sui fianchi quando desso « sia jn co lonn a.

« L'impiego di questi pelottoni in faccia al nemico « sarà essenz ialmente dettalo dalle circostanze, giusta « l'intelligenza di chi lo comanda e dei comandanti

« di reggimento e di battagì ione dai quali dipendono». L'espe r·ienza adunqne conferma la teoria, e il ri-

•

,,,

piego adottato con quest'ordine è la più eloquente prova del la sentita necessità di avP.re nel battaglione truppe scelte appositamente destinate al· servizio di cacciatori. E Laìe necessitit non fu solo sentita nella 3" divisione, chè gene ralm ente si riconosceva che la fanteria. di linea nel combaLtere in or<lìne sparso, in quei terreni così intricati e difficili, aveva lasciato molto a desiderare (parlo di abilità lattica e non di virtù). Però, mentre a mio appoggio potrei citare molte ed autorevolissim e opinioni che si accordano nei riconoscere un tale incor,veniente, mi sento molto più isolato quando si tratta di determinarne le cagioni. Queste cagioni si vogliono principalmente ravvisare nelle pecche delle nostra scuola di cacàatori di allora troppo complicata per fanteria di liuea, producente in genere catene troppo sottili; diafane e fragili, e di più insegnata piuttosto come accessorio che come parte integrante dell a tattica della fanteria, e, quel che è peggio, raramente praticata nelle s 1Je applicazioni al terreno, nelle sue combinazioni coli' ordine serrato; vi erano , se sj vuol e, le istruzioni sulle operazioni seconclririe clell'a gueri'!l, le quali dovevano comp letare e correggere siffatto regolamento di eser- , cizio, ma il fatto sta ed è che le nostre fanterie si sarebbero presentate al fuoco con una tattica molto imperfetta e in essa molto fo1perfettamenle addestrate. Quanò o queste fossero le cause prin cipali del lamen tato inconveniente, la sola applicazio ne dell'o ttimo


LE CO)lPAG:-llE 356 nuovo regolamento d'esercizio si potrebbe l'Ìtenerè come suffici ente garanzia peli' avvenil'C . lo però oso anischim c una mia opinion e, ed è che Ja vera cau sa della poca attitudine mostrata in genere daila fan teria di lin ea nel cornbauere in ordin e spa ,:so, fosse nella intrinseca so111ma clif6coltà nell'adde.strare tutta la fanteria alle due maniere di eomballerc e specialmente all'ordine spa rso, in cui le speciali qualità individuali di intelligenza e di iniziativa hanno la parte più importante. Si può difa LLi ossennrc che negli anni che precedettero la campngna del ·I866 la maggior parte delle nostre trup pe vennero esercitate in tulla la progressione della tattica applicata nei molti e lungh i campi ,di istr llzione, e che vi vennero ese rcitate appunto StHto la direzione di quei genera li ai qL1ali andiamo debitori di tutti i miglio ramenti introdoLti nei nostri regolam enti di esercizio. Fra questi campi ricol'do qL1ello di Somma del 1865, d 1è durò tre mesi, e al truale interv enne buona parle delle trnppc del '1 ° corpo di armata del ·1866: in esso la comb inazione dell'o rdine sparso col serrato nella scuola di batlaglione venne praticata dal primo fino all'ult imo on-iorno e su tutti i terreni e sempre colla guida di un con ce tto tattico. , . Dopo ciò si può asserire clte a nessun ufficiale e a ben pochi sott'uffic iali potevano essere cosa nuova le norme clic ora sono con sacrate nel regolamento, e cl1e quin di i difetti e le lacune dell ' a~ ti co. r~golamento di ese rcizi o eranc, in grn n parte nm ed 1at1 dal,l'assidua ed ottimamente diretta istruzion e con cui si era prepar~la la nost,:n fanteria al combalti me~to. Si ricordi poi nncora che nella nostra fantena del .i866, Lol tine pochissimi di 2" catego ria, nessun soldat? avera meno di 18 mesi di permanenza sotto le armi,

DEI TIRATORI SCELTI

<•

1

357

che moltissimi avevano tre, quattro e cinqu e ann i sen za interru zione, e gli altri ne RYeYano cinque, sei e ancl,e sette con un'interruzioqe massima di quattro, anni e L1ndici mesi; mentre che, colle modificazioni attunl mcn te introdoltc, fra poco la massima perma-· nenzu sotto le at·nii verrà ad essere di tre anni e qualche mese, e le in terruzioni di cinque o sei anni, anche ]Asciando nei presidii le dll e cl assi più antjche, e non parrà più priYa di fondamento la opinione che io porto, ch e il bisogno gii\ sentito nel 4866 di fore in ogni battaglion e la scella dei più idonei pel servizio di cacciatori, lo sarebbe anco ra e molto più vivamente in avvenire, an che malgrndo le migli orie introdo tt esi nel regolamento di esercizio e nel metodo d'istruzione. Se ciò fosse vero perchè si aspetterebbe il momcn to del bisogno'? E quando fosse provata la utilità di riuni re in frazioni separate questi tiratori scelti al momento del combatlimento, non vi potrebbero essere serie ragioni per non tenerle già riunite fin da prima, poichè ogn uno sa qua nto sia vantaggioso il cementare· colla riunione ammi:iist.ratira quello che sul campo di battaglia cj eve essere una unitù Lattica.

xv.

.

Dopo di avere così cerca to di dimostrare la utilità della creazione di una compagnia di tiratori sceiti nel battaglione di fanteria di linen , dapprim a col semplice ragion al'e sulla indole della tattica odierna e poi ·colla citazione di un ordin e del giorno dettato da uno dei più in signi nostri generali, so tto la impression 0 immediata dei risultati del combattimento, potrei a ncora volgere lo sguardo ad eserciti strani eri per cercarvi l'applicazione più o meno completa di questa


358

LE GO!IIPAGNIE

proposta, e {poichè lo si cita tanto) citare anch'io ]'esercito prnss iano nel quale l'utilità di una r iunione a parte dei tiratori .scelti dalle compilgnie è per lo meno riconosciuta s.u l curnpo di buttuglia coll'impiego della terza riga formata appunto di scelti tirator i. .afo , se ho da dirla francumente, anche a costo di sembrare un po' Chinese; nelle qu isLi oni di tattica come quella che ho tentuto di svolgere, non mi pure possa essere nè molto utile nè oppo·rtuo o il cercurne la solnzione negli eserc:iti stranieri,· quando in cusa pro pria dal 184-8 in qua ebbimo tante occasioni per apprezzare l'indole e l'attitudine del nostro soldato sul campo di battaglia e la perfettibilità . del nostro sistema tattico. E evidente che un fuc ile buono ,in Italia lo debbe anche essere in Fruncia e in Prnssia; ma per quanto i principii fondurnentali della tatti.ca si debbano ritenere come assoluti ed 11n iversali, tuttavia nn esercito nel preparursi alla loro applicazione pratica deve sopratutto informarsi al temperamento che il sistema di reclutamento e l'indole nazionale gli lianno fatto.

XVI. Non posso <lissimulnrmi che molte ed autorevolissime voci parlarono e scrissero contro l'istitu zione · delle t ruppe ·scelte in generale e contl'o le truppe scelte nel battaglione. Lo sparire delle specialità dell'armamento ha fatto nasc:ere una corrente di semplificazione, la qllale dnlla · abolizione dei picchieri rnirò continuamente a quella di tutte le fanterie speciali. Questa corrente finora non ha ancora potuto intierarnente prevalere; ma già 1 dopo avere travolto le

359 compagnie scelte nei battagli oni, lavora a corrod ere la base di quelle fanterie eleLLe , di cui vanno sL1perbi quasi tutti gli eserciti ·europei e il nostro specialmente. Qu indi io dovrei orn richiamare le argomentazioni con cu i fu combattuta la proposta da me svolta e tentare di ribatterle; ma a mo lte di esse mi sembra di avere irnplicitarnente ri.,;posto nel presentare i vantaggi delle compugnie scelte da me proposte, a molte altr-e parmi poter rispondere colle seguenti dichiarazioni: 1° Coll'introduzione di queste compagn ie di scelti tiratori o tiragliatori non intenderei punto di escludere dall'istruz ione nella scuola di cacciatori le altre compagn ie, le qnali dovrebbero sempre snperne tunto da non trovursi troppo imbarazzai.e quando , o per essere isolate, o per qualsivogl ia altro motivo dovessero serrirsene. 2° Il massimo di omogeneità e di semplicitò che si deve ricercare in una fanteria, si è, a rn io avvi~o, quello che ne renda tutte le unità elementari perfettamente uguali in attitLJdioe; però l'unità elementare della fanteria <leve essere il battaglione, non potendosi ammetter·e che, mentre i sistemi di reclutumento tendono a costituire eserciti più numerosi ma meno istruttì, possa far buona prova una tattica manipolare, la cui bontà è basuta es:;enzialmente sulJe eminenti qualità individnali dei combuttenti. • Il cercare troppo l'wuformità nelle frazioni del battaglione è, sempre a mio modo di vedere, un andar cont1·0 al principio <lcllu dù;isione _del ,lavoro. 3° O che le guerre moderne si deve credere sieno per essere corte e grosse (esp ressione del Macchiavelli) e tali da decidersi al primo cozzo dei due eserciti belligeranti, e in allora lo spossamento, l'esaurimento a. cui 1 TJEI TlRATOIU SCELTI


LE COiU PAGl'i1E 360 pella loro missione, andl'ebbero esposte queste compagnie speciali, non potrebbe ritenersi come un grnnde inconven iente a fronte del capitale vantnggio di poter vi ncere alla prova dec isiva in grazi a di un battagl ione '.rrH'glio organizzato pel comba ttim ento. O che le guel're torn eranno a farsi lunghe e ricche di l~pisodi, e allora il solo fatto delln durata della guerra migliorer~t di tanto la fibra generale dell' ese1·cito, che queste trnppe scelte, clte ora si propongono come r17Jiego, potrebbero anch 'esse spa rir·c di fat tò collo spari re delle necessità che ora le rend e opportune; cioè col diventare scelta tutta la massa del la fanteria depurata da lle fotiche e tempratn dai pericoli.

Questo parnclossale proverbio e la sua pnrncl ossale iH ustrazione mi parvero in sull e prime un bellissimo .tratto di spirito e nulla più . Ma quando ·ram mentai tulle le svari ote vicende di que;;te povere tl'll ppe scelte, quando ro mm enta i che nell'esercito fran cese, per esempio, si in stitu irono dapprirn n qua tlro granatieri per com pagn ia, che po i si riu nirono per farne compagnie. a parte, p0i si oggiu n·sero ad esse compagni e scelte di cacc iatori, vo lteggiatori, ecc., che poi si tornò ai soldati scelti sparsi nell e co1n pagnie; e in oggi una voce•nutorevol c come .q uella del generale Trocltu propone compagnie di scelti tiratori ... aneli' io dovcui esclamare che anche nella tatLica vi sono vcrith cli c hann o le l(ll"O fas i e i loro

c1\WrirC -

XVII. Un bri ilantissim o scrittore nelle Bevue des deucr mondes incomin cia un suo articolo col citare questo proverbio che gli abitanti della Svevia sogliono ripetere a p1'oposito di vecch ie storie : « Ciò r vero da sì gran tempo, che ben presto non « sarà più vero » e quindi esclama: « Qu ante scoperte scien tifiche, che hannofalto epoca, « non sono più in oggi che mezze verità o mezzi « errori I Quan te instituzioni politi che e sociali, parto « dello spirito di progresso, sono alla lunga diventate « ostacolo al progresso I « Quan ti tratta ti intern aziona l( hanno dato la pace « al mondo e più tardi per l'irresistibile effetto di « una segreta fermentazione prod ussero nuovi li tigi \ « e nuove stragi I \ « Gli Svevi hanno ragione: eccetto che nella geo«, metria, le · verità umane hanno, come la luna, le « loro fasi e ì lorn quarti ! »

361

DEl THlATOnI SCE LTI

(

'

I

J

. . ---....

---·

-

·- --

~ la qu nndo ho ossernlto come ad A11s te rìitz l'esercito di Na pol eone 11011 p1·esentasse elio 7 mi la uomini ci rca di trn ppe SC!~lte di riserva e iO mila ne p resentasse o Lipsin , mi so no co nvinto clic al di sopra di qu es te verili'1 soggeue a fo .:;i, sta una legge; eterna /'ed immutabile : quella dell'opportwutà . l 9at~_111i un c.1 mpo di Boul og~e ~ le trupp e se.elle , potrann o anco ra aver rng1one di esistere come mezzo politico non certo come una nccessilù tattica Ma qu ando si vuo l rid 11 rre il servizi o a poco più d i tre ann i, di cui la maggiot· parte trascorsi sui la-volati dei co rpi di g uardia o ne i se rvizi di pubblica sicurezza, quan do un a inesorabil e corl'eote es trinseca all'<'sercito ci trascinn nd orientami_ nel suo ord ina.mento pi ù sulle cifre del bilancio che sulla vittori a. All ora no n è da respi nge rsi ·ques t' ultim o sped iente delle truppe scelte; poicitè la semplificaz ione, la uniformità, la omogeneità veram ente va utnggi oso si otte ngono co li' elevare -il livello clella massa e non col

--· ANi'iO

xv,

VOL. lii.

24


362

-

• LE COMPAGNIE DEI TIRATORI SCELTI

L-...rade~e. le_ eininenze; e aJendere una fanteria, nelle C'O'Bdtz10m della nostra, atta al difficile e complesso còmpito fattole dalle esigenze della tattica odierna non può bastare un decreto che glielo impong~. (

)

J,

LE ARTIGLIERIE

Torino, 1° maggio 1870.

PER LA DIFESA DELLE COSTE NEI VARI STATI D'EUROPA

SISMONDO FELICE.

CONTINUAZIONE -

l'C{l!)asi Dispensa di luglio 1870.

llussia.

Il sistema adottato dalla Russia per le sue artiglierie cli grande potenza è quello dei cannoni d'acciaio fuso fabbricato nello stabilimento del signor Krupp a 'Essen. La bontà di questo acciaio ed il metodo eccellente di fabbricazione permettono di costruire con esso, senza bisogno di cerchiatura, delle bocche da fuoco di calibri più forti che cogli altri metalli; però al di lù di un certo limite l'uso dei cerchi è conveniente, perchè facilita la fabbricazione ed aumenta considerevolmente la resistenza della bocca da fuoco. È perciò che fino al calibro di 8 pollici i cannoni del signor Krupp sono formati di un sol pezzo d'acciaio ottenuto colla fusione in crogiuoli, poi sottoposti a potentiss imi magli e fìnalrnente torniti, trapanati, e rigati; mentre ·invece pei calibri superiori, il corpo del cannone è rinforzalo con uno, due o tre ordini cli ceechi. Questi cerchi sono fab~ , bricati in modo speciale, cioè sono senza saldatura. . Perciò si prende un grosso pezzo _d'acciaio fuso, _deL


"' LE AnTIG LIERIE

peso corrispondent e a quello del cerch io e gli si dà la forma di un parallelepipedo, praticandovi una fessura nel mezzp nel senso della sun lunghezza , poi disponendolo sotto il maglio si allarga poco per volla qu esta fessura, in modo da formare un anello e final mente si ultima fucinandolo cc,nvenienlemenle e fo.cendolo passare in appositi laminatoi. I cerc hi così .pttenuti hanno le fibre disposte cilco!armr~nte e si trovano·perciò nelle migli01·i condizioni di resistenza. I calibri aJottaLi dalla Russia per qu esti cannoni d'acc iaio sono quelli eta 8, 9, ed ,1,1 pollici, il cnricamento si fa dalla cuh1tta col sistema di chiusura Krupp; il proietto con inviluppo cli piombo è forznLo nell'anima e riceve il moto di rotazione dèllle righe dcll'a11ima le quali vanno restringendosi verso la bocca. ìl sistema di chiusura Kl'Upp consiste in un cun eo cilindro-prismatico A (Tav. ga fig. <za} che si introdu ce lateralm ente nella bocca da fuoco e colla sua faccia pir na ne termina l'anima, mentre colla pane arrotondata si appoggia contro la parte posteriore del cannone onde resistere all'urlo del lo sparo; così non essendovi spi- · goli vivi, succedono più difficilmente le rotture in · cu!aua r.he si .er:ino vP.ritìcate coi cunei a facci e piane. Jl movimento di trasl azione del cuneo si fo pe r· mezzo diJuna vite·a a passo allungato, collocata in una scannellattJra liscia praticata alla parte superiore ckl cuneo, e::i ·cui vermi s'. im pegnano in un,1 chiocc iola b fissa.1,1. -ai cannone mediante la vite c. Dopo che il cun eo è sta Ln spin lo .fin presso alla sua posiii one di chiusul'a, co n una 1nanovella appl icata alla testa e si fo girare la grossa vite d che si imp egna nella chiocciola pr:Hicata nelle pareti del cannone; siccome tanto 111 cl1iocciula quanto la vite non hanno i vermi interi, dopo un certo movimento que~t'uhimas'arresta ed allora continuando '

.

PER LA 0ItrES,\, DELLE COSTE

365

a girare la manovella applicata alla testa .e, si agisce su l'altra vite { il cui passo è mollo pict:olo C COSÌ si fa ancora avanzare il cuneo finchè esso sia completa,mente spinto contro le pareti del suo intaglio. Per impedire la sfuggita dei gaz si è appl icato a questo s·istema di chiusura l'otturatore 13roadwell. Esso consiste in un anello d'acciaio e della forma indicata nella Fig. :3. il qnale è posto in un alloggiamento pratir.nto all'estremità dell a camera; contro di esso viene ad nppoggiarsi un elisco d'acciaio ( che è incastrato nel cuneo di chiusura; la superficie anulare posteriore di qu es to anello è solcata da piccole scanalature circolari di circa 2 mili. cli profondità e 5 mili. di larghezza. Pare che queste scanalature sieno molto utili per imp edire che i gaz possano passare fra le due superficie cli contatto dell'anello e del disco, perchè se un piccolo ge tto di gaz ri esce a traversare fino alla prima scanalatura, esso si espande in essa e perde.la fo rz a per penetrare al cl i là. In quanto a!l 'ott.uraz10ne fra le pareti dell'anirna e gli orli dell'anello, essa è perfetta, perchè l'anello essendo elastico si dilata e si forza benissimo tutt'é.dl'intorno . Per poter eseguire la carica con facilità vi è nn tnbo di lamiera che si introduce nella culatta dopo che questa è aperta e dentro il quale si spinge il proietto e la carica. Il diametro della camera è di 1/30 r.irca più grande di qudlo dell'anima; però la generatrice inferiore è comune tanto all'anima quanto alla camrrn. e La cerchiatura comprende tutta la lunghezza corri.sponclen te allo spazio occupato dalla carica e dal proietto; il corpo interno del cannone si prolunp:n nll'indictro · dei cerchi, della lunghezza necessa i·in per ricevere il meccanismo di chiusura. Le sue d1m E:nsioni so no calcolate in modo rla poler resistere allo sforzo esercitato conlro questo rneceanismo . Per niagg10r facilità di costruzione e per la miglior


367

PER T,A DIFESA DELLE COSTE

366

LE AllTIGLIERIE

conservazione della bocca da fuoco, si dispose il focone secondo il suo nsse, praticandolo nel cuneo di chiusurn nel modo indicalo nella Fig. 2. Le cariche per queste bocche da fuoco sono formate con polvere prismatica; cioè con una specie di polvere i cui grani hanno la forma di prismi es:,gonn li traversati da 'i fori cilindrici paralleli al pro prio /'.lsse; il diametro del circolo circosc r·iLto all'esagono è di,4-0 mili., l'altezza del prisma è d i 27mm, 5. I fori cilind rici hanno il diametro di 6 mi li., il peso del grano è di 4.0 gramm i :e la sna densità cli ·1 ,737. Giova notare che questi grani non sonooltenuLi direttarnenleclalla sLiacciaLa, ma bensì con della polvere ord inaria du cannone non essiccala, compressa dentro apposite forme. li diarnetrn dei sacchetti è nel n1pporLo approssimativo di 7 a 9 con quello della ca111cra; ciò fu de·terminato in seguito a numerose esperienze per diminuire il più che fosse possibile gli effe tti diluniatori. del tiro. I proietti sono di ghisa· o di acciaio e C'avi internamente; essi hanno la forma cilindro-ogivale e portano una incam iciatura di piom bo relativamente molto so tti le, la qual e si fissa al corpo del proietto senza bisogno di alcun risalto od incastro. Gli affusti sono in lamiera di ferro e montati sopra sotto affusti come si vede dalla Fig. 5; che rnppresenta l'affusto- del cannone da 8 i'ollici. Esso è. munito di fren i laterali f e per far ritornare il pezzo.in batteria vi sono le manovelle a, agendo sulle quali si sol leva la parte posteriore dell'affusto in modo che esso possa scorrere sulle sue rotelle; per dare l'elevazione al pezzo vi è una vite di mira che sostiene la culiltla della boccn da fuoco. Le dimensioni principali dei cannoni dì acciaio fusoadottati in Russia sono le seguenti : /

I

Da 8 pollici _ _ _ _ _ D~ 9 pelliti Da H pollid oo~ cerchialo mchialo cmluato

urchiato

- ------Luncrhezza totale del cannone Mill. 4264 id. de ll 'anima .. » 3757 Id. della parte rigata del- W 70 l'anima . . . .. . }) tro deIl' ani·ma . • . · . · » 203 . Diame

Id.

. t numero

Righe

. . •. . . . . . profond!t.à . . . . . Mili. mcl111az1one ... · · · ·

Peso del la carica . • . . . . Chil. Peso del I cl\ ghi~a. indurita . » proicUo t ct 1 acciaio . . . . . . » Peso del cannone . . . . . . . »

30

2.~ 3 10,238 78,608 81,897 7580

5585

4442 3833

4561=1 3871

.4747

3046 3 20

28432~s :! ,o

3480 2-,9,4 36

30

; 3·

2

1'2,8~18 78.608 81,897 9000

32

g?

2

32

., , 2 4,..,1 34 37 94 21,2 _, 1 • l~?,014 2~~,~26 122.640 22v.-26 14900 26040

l

Pr~~~oe. a~p.r~s~i~~t~v~ . ~e'. .c at 50000 63000 84000 150000

La velocità iniziale che si ottiene col ,cannone da 4 ,1 pollici è di circa 4'15 metri e si può rit.en~re che il ·suo tiro sia efficace anche alle grandi distanze contro le più rob uste navi corazzate. . . . . L'artiglieria russa ha anche cercato d1 . ~tilizzare ~ suoi vecchi cannoni di ()'hisa trasformandoli m cannoni o . rigati a retrocarica. Perciò essa lì ha rinf~rzat1. co? una cerchiatura di acciaio, ed ha loro applicato 11 sistema di chiusura Krupp co ll'anello Ilrnadwell. Inoltre si son o anche fatti dei cannoni di bronzo a . retrocarica i quali presentano una grande resistenz~ e insieme ai cannoni dighisa cerchiati, possono assai b~ne secondnre .j cannoni' d'acciaio nella difesa delle coste. A questi cannoni di bronzo si è adaLtato lo stesso sistem a di chiusura Kl'Upp, ma l'anello Broadwell invece d'essere p·osto nel fondo della camera d~l c~nnone è disposto nel disco d'acciaio del cuneo ? 1ehmsura, come si vede nella Fig. 4 .. Questo camb1ame~_to fu necessario perchè altrimenLi il cannone veniva presto deteriorato nel sito occupato dall'anello.


368

LE ARTTGT.lElUE'

Prussia.

JI vantCTggio di avere in paese il magn ifico stab ilimen to Krnpp , non po teva a meno cl,e eserc itore una certa influenza sulla decisione che la Prussia dornva prendere pe r la scelta del suo sistema di artiO'lieria . o d, g rnncle poteuza. Infatti per l'armarnenlo delie propr'ie coste essa adouò i cannoni da 2 1 e da 2i, cent. di accinio fu so, riO'ati e ca rico.ntisi dalla eul atLn co l sisteml.l di chin surri I{rupp. e l'anello Broadwell, come quelli arlotlnti òalla Hnssia . Le cariche sono formate con polv0re prismatica; i proietti sono d'acciaio oppure cli gh isa indurita, ottenu ti co l metodo di f'usion e del signor Gruson. Gli affusti sono in lamiera di ferro . Per la difesa del porto di Kiel è stato costru tto dnl signo r Krupp un cannone d'accinio del peso di fSO tonnellate, incavalcato sopra un affusto in acciaio del peso di 1i:>,000 chilog. ed un sollo affusto che pesa 215 ,000 chilog rammi . Qu esto cnn none , che trovav::isi all'esposizione di Pal'igi del 186·7, consta di un co rpo del peso di 20,000 chi log. rinforzuto con tre ordio i. di cerchi nttorno alla culatta e con due fìno all a bocca. Per costruire il corpo interno de! cannone si dovette prende re una mossa d'aceiaio fuso rli 4.2,000 ch ilog. e sollopo rl a all'azionP- di un maglio di 50 tonn ellate. Q_u esta massa fucinata, torni ta e trapanata, pcrcleLte più della metà del proprio peso, j] c.:lie basta a spiegare 1I prezzo enorme di questa bocca da fùoco. Le s ue di mensioni principali sono le seguenti:

PEI\ I.A DIFES.\ DEI.LE COS'rE

Lunghezza tota le . mill. 1'3&.0 Di ame tro dell'anima » 356 Lunghezza dell' anima » 4,000 numero . 4-0 Righe profondiLù. rnill. ,i. {»» 254,6n ) passo · · i 2i892 Peso della ca rica chil. 55 » del proietto >> 51:>0 » del cannone >> 50000 Prezzo del cann one L. '.393750 » dell 'a ffusto e so tt'affn sto >> H>OOOO Il meccanismo di chiusnrn è formato di un cu neo cilindro-prism,itico che s'introduce in un intaglio praticato nel corpo del cannone il qu::i le perciò ù prolungalo di i m, 31 più indietro della cerchiatura. Il moYimento e.li qu esto euneo si otti ene in rnodo affatto specia le per questa bocc;, dll. fuo co; inoltre pe r c.;;egui1·c la carica si acl opera una lunga vite che si introdLJce posteriorniente e che g iran do in una ch iocciola ,)pposita, spinge cQJla su a testa il pro ietto e la Cl.lri cn. fi nchè sieno giun ti al loro posto.

1

1

.

,l u!.lria

Per la clifesn delle coste, l'Austri.1 ha ancora in servizio i cannor. i li sc i da 48 libbre del calib ro di 18 centimet ri, gli obici lisci da centimetri 2/2. e i cannoni rigati da 24 libbr,~ del calib ro di 15 centimetri. Queste bocche da fuo co pe1'Ò non essendo abbastanza potenti per co rnbat.Lere le nav i co1·::i zzate, si compdl un cP.rto numero 1


J;E AUTIGL!EnIE 370 di cannoni da otto pol lici di acciaio fuso a retrocarica dal sigoor Krupp . Il calibro di questi cannoni è di ~O centime tri, il sistema di chiusura la rio·aturà e 1 . . ' b pro1etLL son o gl i stessi di cui già si fece cenno parlando dell e bocche da fuoco addottale in B. ussia. .I noltre per utilizzare tullo il bl'on zo da cannone esistente e pee completare il sistema di arma mento de lle coste, si pensò di costrurrc dei cannoni da 8 pollici di bronzo aven ti le medesime forme e dinumsioni in~ernc di quelli d'acciaio fuso, onde poter adoper~re tl medesuno proi etto. Con uno di questi cnnnorn furono falle nello scot·so anno numel'ose espel'ienze allo scopo di poter riconosceee gli effe tti che se ne pote:7an~ ottenerC' e determ inare anche quale fos se-la spec ie dt pnlret·c da preferirsi. La lunghezza totale di qu.esto cannone era di metri 4.,42 ed il suo peso di c?~!og. 14:300 , !'apparecchio di chiusura era .quello c1l111dro prismatico _di Krupp co!J'nnello Broadwell e pesa_va392 ~hi logrammi. In seguito n queste esperict~ze fu r1c~n.osc10to che fra le va ri e polveri adoperate era preferibile qnell a prismatica della densità di 1, 60 , compressa dall e due purti collo strettoio idraulico· si ricouob be ezi ancl io cl1e colla carica di 26 libJ)l·e ~ch ilog. 1}·, 5G), si ottenevano eccellenti risultati contro 1 bersagli cornzzati. Dopo pochi colpi però la bocca d.a fuoco ])l'esentava tal i allflrga111en1i nella camera che ~1 dovett~ sos p'.~n?erc il tiro . Pel' ri med iare a questo rnc~n veni.entc s1 nvestì la cnrnera con un tubo di rame, e. s1 conttnunrono così le esper ienze . Fin ora però non s1 conoscono ancora i risultati. . Per l'.1 n:arina non è ancom ben stabil ito quale deve essere il s1~tema da adottarsi per J'arnrninento delle navi; attu almente si hanno dei cannoni Arrnstl'ono· c?mpra.ti in I nghi lterra; ma in seguito ai buoni I'Jsu!tatt ollenuti nelie ul time esperienze eseguite a

PER LA DIFESA DELJ,E COS1' E

31,t

Steinfeld, presso Vienna , pare clie verranno pure adottati i cannoni d'acciaio fuso da 9 pollici. Le dimensioni principali di questi cannoni sono le seguynti: metri ,i.,'710 Lunghezza totale . Id. dell a parte rigata. » 2,921 » ,t ,063 Id. dell a carnera chilog.' 14800 Peso del cannone )) 64,. ,t » della chiusu,ra. 24.. , 08 » » della caeica . H,O )) )) del proietto. La polvere adoperato. è qnella prismatica della densità di 1,60; la velocità iniziale del proiet.to è di metri 4,.,11. I risu ltati ottenuti con q11esta bocca da fuoco furono eccellenti. Ora si debbono eseguire altre esperienze cçm un cannone affatto sim ile al precedente, rna costrutto a Elswick dal signor Armstrnng . - Vale a dire che le dimensioni e le forme interne dell'anima, noncbè la rigatura ed il sistema di chì usnra saranno quelle dei cannoni Krupp, ma la bocca da fuoco invece di essere tutta di acciaio fuso, sarà costrutta in fe.rro battuto col solo tubo interno d'accia io. - Si spera · in tal modo di poter riunire i va ntaggi dei due sistemi ed il pl'czzo di questo cannone sarà di circa 45000 lirn . §vezia.

I cannoni adotta Li in Svezia per la difesa delle coste, sono i s<~guenti: . 4° I cannoni lisci da centimetri 28,6 (pollici 9,63)


372

LE ARTIGLIERIE

i quali lanciano una palla sferica del peso di 85 chilogramrni colle cariche di chilogrammi ,17 e 2·1, 2.5. Le velocità che si ottengono con queste cariche sonorispe tti vamente di ,i,39 e di 4,84 metri, e nelle esperienze eseguite alla distanza di •I 80 metri la p1illa traversò anche colla carica minore una piastra di ,J 3 centi. metri di spessore. 2.° Cannoni rigati da 30, cioè del calibro di centimetri Hi,7. Questi lanciano una granata cilindro-ogivale del peso di chilogrammi 3:2,3 colle cariche di chilogrnmmi 3 e 3, 8; ma non sono efficaci contro le navi cornzzate. Ambedue queste specie di cannoni sono di ghisa e ~u1Za cerchiatura. 3° Cannoni rigati e cerchiati eia centimetri 2.0,2; essi sono d'acciaio Besserner e lan ciano una granata oblunga del peso di ch.ilogrummi G3, 7. Le cariche ch e si volevano adottare erano cli 12 e ., ,. chilogramrni; ma in segnito ai cattivi risultati ottenuti si fu costretti a l'idurl e a chilogrammi 8, 5 e 1O, 6. Oltre a questi cannoni sono pure adoLtati quelli da 24. e da 27 cenLimeLri di ghisa, cerchiati ed a relrocarica come quelli francesi. 'La costruzione di queste bocche da fuoco non è però ancora cominciata su vasta scala perché si stanno · ancora facendo degli esperimenti. I proietti sono di ghisa indurita, e nei tm eseguiti nello scorso autunno presso la fond eri,J di Finspong essi diedero buonissimi risultati; infaui, salvo poche eccezioni, essi lraversarono uno spess01·e di corazze di 30 cent. e 4- mili. senza rompersi. In qnan lo alla polvere si fairno ora degli studi per modifi ca re quelln ch e è at.Lnalmente in uso, perchè fu ri conoscinLa troppo di lvniatriee. 1

!'EH LA DIFE SA DE LLE COSTE

37:3

Dnnimarca.

In Dnnirrrnrca si hanno cannoni da 30, 36 ed 8,i: libbre, i q uali sono di ghi sa, cerchiati, rigat; e caricantisi dalla bocca. Essi lanciano delle granale o1)iunghe del peso di 3·1, 3G e fH chilogramrr!i, inoltr<: l'ultimo !ancia pure un proietto ma:rniccio eh 105 chilogrammi colla carica di chilogrnm n1i 1 ~l ,5. Recè11Lemcntc (! stato ad otta to un cannone da ,11 pollici, cioè del calibro di 28 cent. e 5 miJL, pure di ghisa, cerchiato e a cnri cam ento cl.alla b,occa. Esso ado~ pera la ca rico di 30 cbilogr. ed 1! proi etto oblnngo di 208 chiJooTarnmi; la velocità iniziale ottenuta nelle ultime es;P,rien ze es8guite fu di metri 375. Per la marina si hanno inoltre in Danimarca dei cannoni Armstrong comperati in Inghilterra. 1

lltelgio.

La bocca da fu oco più potente che sia finor a defìnìtivam ente adottata nel Belgio è il cannone di ;3~. libbre di a-hisa, rigato ed a retrocarica, il qual e ha 11 calibro di ~15 centimetri; esso però non è abbàstanza potente per agire contro le navi corazza~e. · Ultimamente si fecero numerose esperienze con un cannone d'accfaio fuso del calibro cli 2:23 millim etri, iL quale diede buoni risulta ti e pare che si. ?ari\ a) signor Krupp la commessa d'un cet'to numero d1 qu esti cannoni.


374,

LE ARTIGLIERIE

375

PER LA DIFkSA DELLE COSTE

Le dimensioni prineipa li di quello sperimentato sono le segu en Li :

ghisa indurita per quelli massicci e l' acciaio Krupp per le granate. _ .. . . . Nelle esperienze eseguite nel mese d1 no:ernbre 18~8 al pol igono di Brasschact furono ~rov~Le diverse specie di proietti con cariche div~rso s1~ d1 polre1:e prismatica sia di polvere n grossi gram. Col proietto massiccio del peso medio di ch il ogram'.11i ·1 2.1, 6~ e la ca· rica di 2•1 chilooTammi di polvere pr1smat1ca s1 ottenne una velocità di ~ietri 4·17, G5, colla carica di 22 cbilogr. della stessa polvere s·ottenne la velocità di me_tt:i 4-~,1,6~·Colla po lvere a grossi grani si eb~er~ velc'.:-1ta mmon, ma si osservò anche che le ten s1om nel! rnterno del. l'anima erano molto minori (•I} . In queste esperienze fu anche fotta l' osservaz10ne che quando un proieLto è animalo da una grande veloeità ed ba una forza vivn s ufficiente per traversare una piaslra di cornzzatura, esso la traversa anch~ qunndo si rornpe in vari i pezzi; ~ che, deny·~ ce.rt1 limiti, per avere una data forza viva è rne~l10 .1rnp10gare velocità molto grandi piuttosto che proietti molto pesanti .

Lunghezza tota le mill. 5066 Id. dell'anima (parte r igata) » 3323 · Diametro de]l 'anima » 223 Id. )) della camera 228 Numero delle righe. 21Passo delle righe mill . 137•10 Peso del cannone cliii. 17000 Prezzo del cannone. lire 90000 Ollre a questo cal ibro è p robabile che si ncquistino pure alcuni cannoni di ealibro superiore, vale a dire da 1·1 pollici; ma il prezzo molto elevalo di queste bocc:he da fuoco non permetterà certamente d'ncquistarne un numero considere"ole, e perciò si cerca di avere un'altra bocca da fuoco più ee:onomica ed in pari tempo abbastanza potente. A questo oggetto si stanno facendo attualmente delle esperienze con un cannone di ghisa cerchiàto del calibro di 2:23 mili. ed a reLro"arica, col sistema di chiusura Wahrendorf; il prezzo . di érues ta bocca da fuoco è di circa 15,000 franchi . Per imped ire le sfuggite dei gaz si fa uso, come pei calibri minori, cli un fondello di cartone il quale si intrnduce dietro la carica ed è spinto con tro il cartoccio dalla testa dell'o tturatore. Nei colpi successivi questo fondello, spinto avanti dal proieuo, serve aripu li re l'anima della bocca da fuoco. In quanto alla polvere non vi è ancora nulla di stabilito o si continuano le espe_ri enze comparative fra la polvere prismatica e due specie di polveri a grossi grani, l'una da 13 a 16 e l'a ltra da 16 a 19 millimetri. Quanto ai proietti sembra che si voglia adottare la

1

1

1

Olanda,

rer utilizzare i cannoni di ghisa esistenti pe~ la di~ fesa delle coste e pPr J'armnnienLo de lla flott?, sr. prov~ in Olanda d'introdurre nel loro interno un anima d1 bronzo, colandovi dentro del brnnzo fuso e trapanan~

1

rr

(1) Bis0gna notare però che il, ~osamenlo de.ne~!~~ sp??ie./i e<•uale, po1cbe JrJ quella prism<llwa \ 1 e a Polvere non era . . d;'." carbone e meno , ,zo lfo, 1·1 e·ho Può essere maggior quant1ta causa di una combustione più rapida.


376

377

PE ll LA DI FESA DELLE COSTE

J,E A l\T!G LIEnm

Vi son o i cann oni lisci da 28 centi metri del sistema Barrios, i quali sono di due sp~cie, vale a dire lunghi e corti, il cui peso è rispetti va mente di 12,300 e di 40,500 chilog,;ammi. Essi lanciati o dell e palle sferichE. di ' acci aio del peso di chilogrammi 86, 400 , ovvero di ghisa in duri ta del peso di chilogrammi 78, im piegando là' carica di chilogrammi 21, 600. Si h ann.o p0i i cannoni da 24 centimetri a retrocarica simili a qu elli francesi . Finalmen I.e vi son o i cannoni da cen t. 46, i qu ali son o pure di due specie, cioè lu nghi e corti , rispettivamen te del peso di 4100 e 2835 chilogra mmi . Essi lanciano un;:i granata di ghisa ordinaria ècl peso di. 28 chilogrammi colla carica di chil ogrammi 3, 500; inol tre lanciano pure un proietto massiccio per agire contro le navi corazzate. Gli affusti sono di lami era di ferro semplice, rinforzata con ferri d'ango lo. Quell i dei cann oni da centimetri 16 hanno solo due rotelle an teri ori sull e quali si fanno ap poggiare quando si vuole spingere il pezzo in batteria; quelli dei ca n noni da 2t e 28 centim etri hvn no invece quattro rotelle c·ccentri che, du e an teriori e duo po ste riori. Per diminuire il rinculo vi sono dei fr eni a staffa i quali si fissa no all e liscio del sott'affuc.to. L'altezza del ginocchiello è di metri 1 ,80 .

dole poi a~ un c~libro alquanto minore di quel lo che avevano pr11n_a . S1 sp"erava ìn tnl rnodo di poter aumen,tare cons1derevolmen te la resis teDza dell e bocche . da f~1o co. ed. aver~ in pari te mpo il vantuggi o di evitare I per.rcoh d~glr scoppi repentin i della ghisa. Inoltre ~ le tra~forrnaz~on~ presentava il vantaggio di costar poc?, <lI non r1clnedere la vorazioni lunghe e difficili e di permettere cli utilizzare, con li evi 1;1odifì cazioni t~Ui_gli affus_ti c li~ e1:a no in servi zio. Si stabi ll p,ereiò d1 nduree gh ant1d11 <:ann on i lisc i da 20 e da 22 centime_tri in cannoni riga ti da '16 e da ,ig centimetri ma I ris ul tal.i ol.tew:t.i no n furnno mo lto soddisfaeenti e ~erciè> si intrapresero esperi enzf) colle artio-lierie di gh isa cercbia_tù del sis tr: rna frnn et'se . Tal i es~c!ricnze <essen_d_o riusc1_te cL,sai bene , il governo o':rn,~ e:,e oòottò ~efin1t1 vamente (con deterrnina:,;ione del 1J 2 genna io 1870) 1!. c~nnon e da 24- cc11Himetri a ret l'ocnrica intit,n,mente sumle a quello giù descritto. l! prniett.o cli questo cannone pesa 141 chì ìogrammi e si. lancja coll e cariche di 20, ~z ~ 2.,1_. chilogramm i di pol vere pri smaticn, le quah gli 1mprìnwno rispetti vam ente le velocità iniziali cli 340, 3t>2 e 370 metri. Per la fabbricazione di ,qu este bocche da fuoco si diede la eo mm essa ·in Svezia ,della parte in ghisa, e i cerchi d'acciaio e o·li apparecchi d; th iu sura si acq uistano dai sio·nort Petin e Gaudet in Franc:ia. Si c.1lcol a cl1 e il p;ezzo di og ni cannone ascenderù a 2!5,000 franch i. 1

I talia.

In I tali a non è ancora dcfinitiva·mentc stabil ito il sistema di artiglieria per la difesa delle coste. Ond e utilizzare le bocche da fuoco esisten ti e provvedere nel modo più spedito e più economi co all'armamento del li ttorale, fu adottato fin dal ,. 1864 il can-

Per le _art~gl ierie di grande p otenza la Spngna ha . ~doltato Il sistema dell e bocche da fuoc o cli ghisn rin:lorzate con cerchi d'acciaio.

ANNO XV. VOL. III.

r

25


378

LE ARTIGLIERIE

n,o ne da .c'.ent. 16 di ghisa, cerchiato, rigato e caricantesi dalla bocca. Questo cannone lancia la sranata ordinaria del peso di ch ilogrnrnmi 29,600, il proietto cilindrico ('1) d'acciaio che pesa 5'I chi logrammi, e la scatola di metraglia. Il tiro a grnnata si può eseguire fino 3700 metri colla carica di 6 chilograrnrni e con angoli minori di 10°, 7, aumenlando però l'elevazione fino a 20° si può estendere il tiro fino a 5500 metri; quello col proietto cilindrico può eseguirsi fino a 1200 metri coll'angolo di 3° circa, ma d.ovenclo agire contro navi corazzate non sì deve spingere il tiro al di là dei 500 metri; fino a questa distanza si possono ave.re utili effetti contro le corazze di ·12 centimetri, tI)a conlro piastre di maggiore grossezza questa bocca da fuoco non è abbastanza effi cac<~. 11 tiro a metraglia si può estendere fino a 700 metri. Le c·ariche per questa bocca da fuoco sono formate con polvere ord inaria da cannone racchiusa in sacchetti di carta. L'affusto su l quale è incaYalcalo è di legno e disposlo sopra un sotL'affusto su l cprn le striscia nel rinculo, mentre per spingerlo in batteria si può farlo appoggiare sopra appos ite rotelle. li campo di tfa·o orizzontale permesso dal paiuolo è di 90 gradi, il ginocchiello è di melri 1,50. Mentre si slava stud iando un altro cannone più potente di quello sopra indicoto, per poter danneggiare anche a grandi dis tanze i fianchi delle navi coruzzate, si pensò di ndottare una bocca da fuoco che lanciando, con tiri mollo curvi, dei proietti scoppianti di gran peso, valesse a "tener lontane le flotte nemiche che 1

{l) Sono ora in cor5o esperimenti per giudicarB della convenionza <li ridurre quesH proietti a punta acuminata.

PEfl LA DIFESA DELI.E COSTE

319

.m inacciassero di avvicinarsi ad una piazza per intraprenderne il bombardamento. Qnesto sc:opo si raggiunse coll'adozione dell'obice da cent. 22, di ghisa rigato e ce rchiato, il quale lancia fino alla distanza di 5500 11Jetri una granata obl unga del peso di 93 c.bil. con angoli compresi tra 20° e 45° e cariche variabili da 2 a u ch ilogrammi. Le penetrazioni che si otlengono con questa bocca <la fuoco e la sua esattezza di tiro, cli gran lunga superiore a quella che presentavano i morlai, la rendon o molt0 efficace nella difesa delle coste, perchè è facile immaginare quanto sarebbero terribili gli effetti .della caduta di uno di tali proietli sulla tolda di un bastimento. Eccezionalmente questa bocca da fuoco può anche concorrere alla difesa vicina, tirando di lancio colla carica <li 7 ch il ogrammi la stessa granata di 93 chilogrammi. L'affusto su cui è incavalcato quBst'obice, come pure il sott'affusto, sono in lamiera di ferro con un paiuolo che permelte un cam·po d i tiro di 180 gradi. Per diminuire il rinculo vi sono d ue freni a staffa che si fissano colltro le liscie del· sott'affnsto. I movimenti del pezzo si eseguiscono con faci lità perchè per spingerlo in batteria basta farlo appoggiare sulle rotelle rialzandone la parte J)OSteriorc, e per dare l'elevazione alla bocca da fuocù basLa far girare il rocchetto fissato all'affusto che agisce sopra una dentiera fJ'Ssata alla cu latta dell'obice, il quale così si alza o s1 ab·b assa facilmente a'vendo gli orecchioni fissa ti al centro -di gravità. Per completare il sistema di artiglierie per la difesa delle coste sono ora in corso appositi studi ed esperienze. La questione, come giù si è Hct·en nato in principio, presenta molte difficol Là le quali non sono sol.tanto tecni~he, ma anche economiche. Le risorse in1


380

LE AllTlGLIElUE

terne del paese presentano il :vantaggio di dare del' , ferro di qu alità eccellente e di produrre della buonissima ghisa, ma la man<.;anza d i stubilirn en ti provv i·sti di mezzi meccanici abbasta nza potenti e perfezionati e lo stato deplorabile in cu i sì trova l'industria dell'acciaio so no due grandi inconvenienti. Infatti dovendo decidere fra uno de i principnli sistemi ora adottati per le artigl ierie di grande potenza , s'incontran o per ciascuno delle serie difficoltà provenienti da questo stato dell'industria na zionale. Il sistema delle grosse bocche da fuoco d'acciaio fuso è il più costoso di tutti e ricbiBdercbbe la ne-cessità di ricorrere allo stabilimento Krnpp e di pagare così all'estero delle somme considerevoli. Il sistema ingkse ha il vantaggio di costar mollo meno del precedente, presentando in pari tempo una grande resistenza; ma non potrebbe essere adottato sen za im piantare uno stabil imento apposito, provvisto delle macchine necessarie, ed inoltrn pei tubi interni d'acciaio sarebbe sempre necessario ricorrere all' estero. Bisogna notare però che jn favore di tale. sistema vi è la considerazion e che esso è già adottato dalla nostra. marina, e si avrebbero perciò le medesi me bocche da fuoco tanto per l'attacco eome per la difesa delle coste. Finalmente il sistema francese delle artiglierie di ghisa cerchiate, è quello che costa men o e che presenta minori difficoltà di fabbr·icazione; ma le bocche da fuoco di questo sistema sono assai meno re sisten ti dell e altr·e e sono più presto messe fu ori servizio; inoltre esso presenta pure l'inco nvenierite di dover r;omperarc all'est.ero i cerchi d'a cciaio. Attualmente si stanno facendo delle esperienze con cannoni di acciaio da cent. 2:2 caricantisi dalla bocca,

l?Eil LA DIFESA DELLE COSTE

381

con cannoni da cen t. 21: di gh isa cerchiati a retro-carica. Inoltre si fanno pu re degli studii su diversi sistemi -di ca rican1 en!.o, e si proverà pure il sistema a forz amento che finora ·presso di noi non era an cora stai.o ' sperimenta to. È perciò da sperare che potra' presto essere r isol ta la quistione importante dell'armamento -del nostro li tLorale .

,e

A.

C ERilUTl

Capitano cl' Artiglieria.

.)

---i~~· - --


LA PRUSSIA. NEL

180/j-1807

383

Quell'insegnamento veniva sin dal 1867 ad'ditato dal generale Trochu colle seguenti parole. che riproduciamo dall'applaudito suo libro: L' Armée française en 1861:

LA PRUSSIA NEL f806· 1807.

La bataille de J6na fut pour la Prusse le poin t de départ des · perfectiotrnements successiis qui viennen t de fo ire !Purs preuves à Sadowa. D'où ressort celte philosophie frappantc et vieille comme la bO'uerre elle mème que Les enseignements dcs. gr andes . dé{aite.,; qni renversent tout un ordre d'idées et de {aits ocqiiis, se1·vent mieux l'avenfr des institutions milita·ires, qite les enseignements dei gr andes victoires qui cunscwrent ces idées et ces {aits. Les premiers impO$ent aux gon,·ernemeo ls e: aux armécs la modestie, avec une sorte de rell•Ur sur eux-memes qui leur conseille le travail, !es compara1soos et les eonduit au progrés. Les seconds créent l'orgnei l, avec la confiance illimitée dans dcs moye ns et des procédés qui vieillissent avec le te mps e t ne r épondent plus, au j our des grandes crises, à des nécessités nouvelles.

Queste pagine, compilate su documenti contemporanei inediti o quasi intieramente sconosciuti fuori di Germania, videro la luce due an~i or sono nella Bevue Conteniporaine di Parigi. E una storia di 66 anni fa: ma che sotto molli rispetti, e fatta ragione delle mutate condizioni dei tempi, appare come la slo ria fedele ed esatta dell'oggi, sol che i nomi dei vinti e <lei vincitori del 'I 806 sieno invertiti. Queste memorie presentano pertanto un' attrattiva singolare, non altrimenti che fossero un lavoro di attualità, e saranno scorse, crediamo, con mollo interesse dai lettori della Rivi"sta, tuttochA in qualche parLe si discostino dall'indole speciale di questa~ publ)licazione. Esse offriranno, oltraeciò, un grande inscgnamenLo per le nazioni che sono state o possono trova rs i un giorno sotto il peso de i rovesci cheprostrarono nel ,1 806 le armi della Prussia.

I.

Dopo 1'.apertura della camp:igna del 4806, la popolazione di Berlino era in preda a un'ansietà febb rile. La notte del H, al 15 ottobre. chinra e serena come le più belle notti di estate, fu segnalata da un a superba aurora boreal e, fenomeno che turbò profondamente le menti superstiziose. <t Verso mezzanotte dice un testimor..io di ved'uta. - l' q_rizzonte parve a.d un tratto, nella direzione verso cui si volgevano istintivamente tutti gli sguardi, simi le a 11'0 mare di fuoco le cui onde si mtavano fra esse. Sarebbesi detto che il cielo stesso era in istato di g ue rra ».

r


384

LA PRUSSIA.

L' agitaziont-) aumentava d'ora in ora; le taverne e le sale da fomnre non si vuotavano; la politi ca, la guerra vi form avano l'argome nto esclu sivo di tutte le ?onv_ersc1 zioni , le quali non Lardarono a degenerare rn dispute e successivamente in vie di fa tto, anche tra gente ben educata . Coloro i qual: dubitavano del :3uccesso dell'ese:·ci to pru ~siano, essendo a gn1n pezza 1 meno numerosi , avevano fin ito per tacers i, e si con tentav_ano di ~!zare 1~ spa lle. Si notava fra questi un operaio arma,uolo, d1 nome Saue rbrev, ben noto nel popolo solto il soprannome cl i genernfiss im o (obergeneral). Era un uomo sui settnnt'anni, arnm initoré entusiasta dei FrDneesi dopo la rivoluzio11e . Si n dall' e. poca del Conso lato , egli aveva predetto ehe Napoleone sarebbesi impacfronito della Ge rmania e poscia del mondo intiero. L'accensione degli anim i non era meno viva al teatro ove tutte le al lusioni all è speranze cli vittoria eran~ f1:en eticnllìente applaudite. « Negli ultimi giorni d_1ce un contemporaneo - il re avrebbe probabilmente ncevu to qualcl1r pnbbl ico insulto se lo si fosse veduto ritornare colla pace con chi usa st~nza aver dato ba ttno-lia». l!'alle1_istein col Potier pohtiqve all'alzar del si;a ri o, rie ,np 1vano tuue le sere il teatro. Si gl'idava Ms con frenes ia alla cnnzonc militr1re del Wallenstein: Die 1:rommet ruft, ~tie Fahne weht ecc. L'altra composizwn e dramma tica non eccitava minore entusias mo. Jn nn_passo ove si tra tta di vendicare l'ingiuria della Polorna, l'attore Unzelmar,n sos LiLu iva la parola Ger-r~ania. Tutti j giorna li cli Berlino, il Uberale (giornale d1 Ko tzebuc~} l' A.mfro della casa, l' lnclicatorc, · l'Osservatore clella Sprea tenevano un linguaggio dei pi ù bellicosi . L\I ,1 ottobre si era saputa la ritirata di Tauenzien e dt1e gio rni dopo , la morte del principe Luigi. di

NEL

•

"806- '180'7

385

Prussia, che sparse una costernazione genel'ale : era l'uomo sul quale si faceva mnggiore asst:gnarnento . Poi si videro ria pparirn fall ac i bagliori di speranza . Dor)o la notizia del co mba ttimenLo di Saalfelcl, in cui. I il principe era perito, tutti. i messaggi ricevuti.da Li psia e Dresda sino al "7 ottobre non parlavano che cli vittorie . .Era dapprima il principe di Hohenlohe il qnale aveva battuto e disperso il eorpo di Soult presso Zeitz, poscia Murat fotto prigioniè1·0, la presa del gran parco d'artiglier ia francese ecc. Si credeva allora clie il re e Hohen !oh@manovravano separa tam ente sulle d ne rive della Saale, e come si era acquislata la r.ertezza, sin dal 15, ehe i Frances i erano a Naum bourg, se ne conehi ude va che si t rova vano presi tra due fuoch; .... _Il governatore, con te Schulenburg, faceva distribnire nel suo palazzo i bollettini cli ciur.sta pretesa villoria. La .Belirenstrasse, ove egli alloggiava , era ingombra da una folla ansiosa chiedente info1·mazioni più particolareggiate, più positive. Nelle case, nelle vie , tutti avevano l' orecchi o att<-rnto alle notizie. Talvolta. si correva all e Jìnestre o nella strada a passi precipitati: una scla rnazione di gioia, cl i sollievo, rispondeva al lontano ri11tronare di qualche martello di portn che si era scambia to per la voce del cari none proclnrnante e sa lutante una vittor ia. Finalm ente, il '17 ma ttina, comparve un messaggero , rnessaggern di sven tura I Per una singolare coincidenza, l'uffiz iale di cavalleria che rcGava la tre1m•nda notiz ia era d'or·igine francese : si cliiarnava d'Orville. Il Consiglio cli Stato riu nissi immediatamente per risolvere _sui p-rov vedirnen ti d'urgenza, e sovratutlo sulla pronta partenza delle casse proprie - e !a sua ropria , ao-o·iun o-e un libello del tempo. - Si attac.P Ob · o cnrono su t11tte le cantonatf\ Dffissi rossi ·per Dl1Dlt!1ziare che il re uvcva perd uto una gran battaglia , e


386

NEL

LA PRUSSIA

per esortare i cittadini alla calma (1). Era il pu,gna. magna vieti sumus del pretore romano dopo la battaglia di Canne: ma il vincitorè, ques ta volta dovev,1 trarre miglior partito dal la vittoria. Si vide sorgere allora una confusione, un terrore indesc rivibile: « Berlino sembrava un alveare immenso invaso da lle fiamme. » Fu un vero fugo· i fuO'O'i di alti funzionari, di nobili c11pitalisti alla volt~ dtstettino, Custrino o la Slesia con quanto potevano trasportare. P_er contro, gli ab itanti d1~lle carnpngne riflu ivano nella città coi loro mobili. Parigi vide uguali scene nel ·1 8H, e '18-15 . I red attori, gli editori di giornnli patriottici non furono degli ultimi a fuggire; « tulli i librai vedevano lo spettro di Palrn al loro capezzale.» Nello intervallo di poche ore non rimaneva più a Berlino un vei colo disponib ile, neppure un eava llo od un asino, e si aspettavano da un mom en to all'a ltro i Francesi . ' non ostante ch e questi non av~ssero ancora oltrepas. s~to Hall e. La storia non offre un secondo esempio d1 una transizione così repentina dall'eccesso della fidueia a quello dello scoraggiamento e della disperaziòne . Alcuni uomini giud iziosi avevano cionondimeno ricerca lo, sin da l principio della guerrfl, i mezzi di mettere Berlino al ripnro da un colpo di mano. Si trovan o a questo riguardo curi osi ragguagli in un opuscolo oggi assai rnro, pubblicato a Berlino sin dal 1807 da un distinto ufficiale, J. de Voss. Nei primi giorni di ottobre egli aveva trasmesso al governatore, col mezzo dei cons iglieri Col ln e Tismarr, l'avviso di as ..

1806- 1807

:187

sicurarsi di tutte le imbarcazioni sull'Havel e sulla Sprea, e dei mezzi di inondare, a un dato momento, le paludi del circolo di Teltow . Schulenburg aveva dapprima. messo da pa rte questo progetto com~ affatt~ inutile ma il 13 ottobre, al mauino, de Voss iu assai st!.lpit; di vedere entrare nella sua stanza il consigli~re Col ln che veniva a cerr.arlo da parte del governatore.' Voss, il quale avuto screzi assai grav~ pe_r affari d' interesse col conte Schulenburg, trovò tn lm, grazie alla notizi a dei combattirnen~i di __schlait_z e di Saalfeld, l'uditore il più atlento e 11 pm gentile. Il governatore pregollo di rcdige:e d'u1:ge~1,za, conforme alle sue precedenti id ee, un piar~o d1 difesa: cosa che il Voss atfrettossi di fare in seguilo a un rapHlo esame localf-!. Ma quando egli ricomparve all' in~lornani c?l suo ·piano nel palazzo della Beh renstra sse, il ;~nlo eia camb iato. Il a-overoatore era caduto sollo l impressione delle n~tizie rassicuranti di cui si è detto poco a~izi, e ne aspettava di minuto in rn inuto la con fe rma ufficia le. Eravi bensì on incidente che lo turba~a alquantt>: la co mpa rsa hen accertata di una pattn~ha francese nelle vie di Lipsia . i\la mentre Voss confenva con lui sopravvenne una staffetta da_ Dr~sd.i recante la notizia che l'elettore di Sassonia, 11 quale sapevasi pronto ad abbandona~e quella capitale, aveva di repente mandato conlrnrdine alla partenza. Questa circostanza parve all'acco rto gove rnat? re la con~erma ìrrefrao-ab ile dell a disfa tta dei Fran cesi. 11 perdie non aveva ~1uasi più r aria di ricordarsi del pi,'.no ch_e t anto istnnternente aveva ri chies to il giorno innanzi. Lo percorse con un a g11 ardata sdegnosa, e c~me lo autore vi ragionava nell'ipotesi d'un comh~ll1mento infelice, in segu ito al quale il re sarebbes1 trovato assolutamente tagliolo dalla riva destra della Saale, il che avrebbe dato al nemico lu facilità di varcare

..

(1) Ece;o il trsto led0sco di qn est'n ffisso: Der l{ornig hat eine Bataille verloren: jetzt ist Ruho Biirger Pflicht, ich bitte darurn. , « Schulcnburg. ~

f


388

l'\EL

LA PllUSSJA

4806-1807

889

vantare e rammaricare dalla mallina alla sera le delizie della loro cara capitale. )> li generale Ruchel, nominato governatore di J{oenigsberg, aveva rieevuto a Vienna una contusione siffottamen te grave, che per parecchi giorni lo si era creduto mo rto, come ne fa fede il bolleuino francese della battaglia. Ciononostnnte egli si ristabilì ben presto : la palla che lo aveva colpito nel petlo si era ammorzata contro un portafoglio ripieno di carte. Era un bravo militare, ma a cui si faceva troppo onore supponendogli i talenti d'un comandante in capo . In occasione della sua prima rivista, diresse un vivo rnbbuffo a parecchi uffì cinlì, pur dianzi brilh1 ntissimi a Berlino, ma che non eronsi mostrati egualmente brillanti a Jena e. Auerstaed t. «Batter le strade, bere lo sciampagna, fare del chiasso, portare dei grandi pennacchi, tutto ciò, diceva egli, non basta a fare il soldato .... . >> . Il re, alla sua volta, comparve in quella seconda capitale della Prussia, da cui fa guerra stava per cacciarlo an cora. Le semb ianze naturalmenternelanconiclie di questo .princi pe erano fotte più scure dalle emozioni del passa to e dalla cruda incertezza dell'avvenire . ln un a delle ulti me ferma te, un episodio angoscioso aveva prodotto in lui una profonda impressione. Nel momento in cui cambiava di cavalli, la mastra di posta, una vedova, quasi pazza d'inquietudine e di dolore, tenendo per la mano due figliuoletti, precipitassi allo sportello e ch iese al re, con accento strozzato da' singhiozzi, « se non poteva darle qualche notizia dei due figli che essa aveva pell'esercito? Ah no I pur troppo, disse il re. - Ma sire, sono tutti e due nel reggimento di ...... ; Vostra Maestà sa almeno dove si trova qucslo reggimento? - No I » dovette dire ancora lo sventurato principe. In questo

l'Elba e la Sprea con forze superiori, il O'Overnatore o osservare freddamente << che quelle erano 1potes1 ben ardite (selw gewagt)» . Esse erano, nel momen to 1t1 cu 1. questo colloquio si teneva, verificate e sorpassate dall'avvenimento. Tutte le ciuà del regno di Prussia passaron o, in quel terribile n1ese di ottobre, per le ste!,Se altern ative di ansietà , di falsa allegria, di desol.izione. A Koenigsberg, un corriere spedito in Prussia av.eva annun c iato s11! suo passnggio il preteso disastro dell' esercito francese. Era la sera : un tale de K . .. corse al teatro , sal ì in un palco, da cui proclamò la lieta notizia che di corto fu diffusa in t.utla la città. « Ouella none, dice un contemporaneo, fu più · an imntn, più sorridenti~ di quello ebe noi sono ordinariamente i nostl'i giorn i in qu1:sto tetro clima. A quel òelirio succedettero cinque lungh i giorni. di una fricertezza èe io. chiam erei di buon grado felice, paragonandola ~lln tris te certezza che seguì. Bentosto le notizie più .:iccascianti si succedette ro senza tregua : ;Jena, Auer·staedt, la l'Olla, la distruzione del nostro esercito, le capit~lazio ni infami di Mngdeborgo, di SteLL in o, di '~U:ìtrmo ... Tutto era perduto, l'onore compreso ! Noi 1gnoi'avamo ove si trovassero il re e la regina; ignornvamo finaoeo se viveva no tuttora. Fra poco cionon dimeno noi vedemmo gi11ngere su cr~essivamentc alcnni a lti '.unziona1.'i , r:liqu ie por;o interessanti del naufragio. ~la 1'.1v~ce d1 .st1molnre lo spirito pubblico in queste provincw, ultimo scc1mpo dell a mooarchi11, sembrava elle avessero il còmpito di scoraggiarci de l tutto. Dai to.~o .uftizi ci venivano sempre le notizie, le congetture p1u rn.fanste ... Alquan to più tard i sopravvennero numerost foggiaschi di Berlino, che non sì trovavano t1:or~po contenti di Koen igsberg e che non vi er1rno ·v1st1 troppo di buon occhio, i quali non facevano che

?I.L f'e~e

r


390

LA PnUSSIA

NEL

momento si partiva e i lamenti di qnella famiglia in braccio allil disperazionB ferirono ancora alcuni momenLi gli uffizia li della scorta e il re stesso , che si era vivamente ricacciato in fondo , alla carrozza, col capo nelle mani (1).

•1806-1807

« Affari particolari avendomi ·chiamato a Lipsia dice il viaggiutore berlinese - . io ho compilo in quell'occasione un lngubre pellegrinaggio alla lomba della gloria prussiana: ho percorso le due ri ve della Saale, da Saalburg a Kmscn ..... Là la nostra Germania ha perduto il suo ultimo sostegno per cadere in braccio alla riv<1lit,ì implar.abile di due influenze straniere: l'oro inglese, e il cannone franr.ese. La bella vallata della Snale è o~·gimai un terreno classico. Dopo venti anni di gu?.rre quasi sempre infelic i, l'Austria è ancora in piedi . La Polonia, in istato per·munent.e di anarchia, senza industria, senza esercito , circondata da avidi vicini, aveva ancora durato parecchi secoli. Sarà per la posterità un oggetto di eterno slupore che un popolo il quale aveva resistito sette anni alla eoalizzazione dei più possenti Stati dell 'Europa sia così com piu tu men te cad u lo in sette giorni (8- 15 ottobre 1806). Havvi forse nella storia un seco ndo esem pio di un crollo così pronto, così comp leto? >> Tuli erano allora le impressioni dei patriotli prussiani: più abbattuti di qllello c:he noi furono i Fran cesi dopo Walerloo, giacchè i vinti di Jena vedevano tutto perduto, compreso vi l'onore I Essi non prevedevano 1a r ivincita così vicina del 118·13, e meno ancora quell'altra campagna d i selle giorni che doveva, un mezzo secolo più ta r<l i, sorpassare le più al~e speranze del gran Federico I Saalbourg, .ove avvenne il primo scontro nel 1806, è uno dei siti piè curiosi di quella valle ove àbbon~ ciano i punti di vista pittoreschi. È ad un tempo una posizione militare di primo ordine. Lu Saale vi forma un gomito attorno a un contraffo rte alto mille piedi -circa, che si scompo ne in parecchi piani di terrazzi digradantisi verso il iì'urne. Su quella vetta, le cui ond ulazioni si prolungano durante una lega per lt:J

II.

Tra le narrazioni dei viaggia tori che esplorarono i campi di bnttaglia della Turingia, nel tempo in cui i ricol'd i di Jena e di Auerstaedt erano ancora palpitanti, una delle più interessanli è quella che fu inserta poco dopo la pace di Tilsit nel periodico intitola lo: T'ertraute IJriefe (2). Noi riproduciamo i tratti più notevoli di quella re.lazione, che merilerebbe d'altronde di essere conosciuta per intiero. In quei tempi cosi sfortunali per la Prussia, un osservatore imparz iale avrebbe già co~ ·minciato a meglio sperare del di lei avven ire, in presenza <li quell'accan imento degli spiriti a narrur.e e ~liscutere minutamente i parlicolari del gran disastro. Nissuno si stancava di ricordare, di biasimare gli errori troppo reali, aggiungendovi tradimenti immaginari; tntti erano assoebiti nella ricerca dei piani offensivi o difensivi, delle manovre che avrebbero potuto modi(ical'e o invertire del tutto ,il fatale scioglimento. Era {[llello un fel ice sintomo morale: chi sente vivamente la sua ferita è ben difficile che ne mtioia.

1

(1) l'ertraute ll'riefe, III, 309. Questo ineidentc fu r iferito, alcune ore 9opo, a parecchie persone di Koenigsberg da uno degli ufficiuli del la scorta reale. {i) Tomo li, pag. 153 e seg .

1


391

L.\

l'I\USSL.\.

meno, così a monte con1e a vn ll e, sorge Saalbourg, vecch ia bor·o-a o ta alloru ìnta in qt1e l tempo. clu un bastione che da taYa da l mf'clio cm. Cssa s1 ro mponcva di una sola Yia, c·he per un rap ìdo declivio ri usciva all' unico ponte clclla Sartie, un ponle in legno! Qu el!~ posizi0ne rassomiglia a quella di Ebersberg, tea tro cl1 uno deì più furiosi comhattinrnnlì de l ·1809 . L~occupnz ìone i1nrnediutn di Sno lbourg cm una delle con dizioni f'Ssen ziali di sncresso del pinno di Napoleone, ch e dirigerà su quel punto il suo centro (Bctnadolle, Davou t.) , nel ment1'c ehe la sua dnstrn (So ult, Ney) 11rnrciava su Rof, e la sun sinistra (Lanncs, Augercn u) su S.;1a)f !d. L'8 o\loLrc l'nra;,gu:irdìa francese, comandata da l\Iuro.t, compnriva din:rnzi a Saalbon1·g. Quel posto non era occupato che da un ba llnglio ne di fanteria, due squadroni, alcuni pe7.zi cl i o.rtiglieria, e si aspettava così poco da quella pR rte lo sfo rzo p rincipale dei Frnncesi, che ni un se rio provvrclimento cli difesa era slalo preso. Non si era nè brucin to il ponte, nè nsserragliata la vcr.cbia porta. Yel'SO le 3 e il 12 pom. il fr.i gorc del con none annunzi ò a Tauenzien, comandante il corpo pi1'1 vicino, che San lbourg ern attaccalo . Egli vi acco!'se, indoYin nndo troppo tardi l'importanza di quel posto: ma prìma di raggiu ngere Osch itz, seppe che in segui to a una semplice dimostrazione del!' avanguardia fra ncese, ogni resistenza ern cessa ta ('1 ). Gl i sc ri ttori prnss iani annettono un 'impo rtan za forse un po' esagerata a questo primo enore. Essi sostengono che se qu esto posto fosse stoto più fo rtem ente occupato dapprima, o abbastanza vigorosamCI1te di-

393 feso perchè si avesse il tem po di g iungere in soccor:;o , Napoleone, non poten do fa re sboccare il suo centt·o in tempo util e, sarebbesi visto obbliga to a sospen dern il movi me nto delle du e alt re col onne e por conseguen za òi modificare tuLlo il suo pinno ; cli e in veri tà, il fi urne presentava a destrn e sinistra tlel .p oule di Saaibuurg parecchi luoghi g•rn dub ili {segnatamente al luogo detto Klosterm hltle} ; ma che q uesli passuggi, fa cili per- truppe leggiere, .i nebbero necessa1·ir,mente l'i larda to la marcia dei tlu e corpi d'arm ala del centro ; che se Napoleone fosse sta to obbligato a impiegare sola mente due gìorn i a fo rzare o a girare qne sta posizione, avrebbe troralo Tauenzi cn e il prin1;ipe Luigi r iuniti· nl principe d i lTolien loh e. Com unque siR, :Vupoleone, che a"eva in qu el momento il suo qnartie t· generale a una mezza lega tli ],\ (u Ebe rsdorf, press0 il pri1~c ipe cli Re uss), apprese con una soddisfazione non equi voca l'esecuzion e della sua o-ron nrnnov1·a . « Da <1uesto primo in<·idente ." dice il nostrn vinggiatorc prussia no - egli ved eva anti cipatamente co n quali g-enern li aveva che fare . Come mai non ne sarebbe stato contento 1 )) L' indoman i (9 ol.Lo brc) l'avangual'{lia frn nc ese, pro· 3eg uendo la sua n1arcia, scaccib vi varnente Tuue_nzien dall a posizione che nveva p1·cso sulle nlt11rc di Oel.lC'ritz, di elro a Sehlaitz . Lo sventu rnto villaggìo di Oelleritz, incendiato du runtc l' uz ionc, non era an co l'a statoricostruito diciollo mesi dopo . Il nostro viaggiatore, \'Cnen do rln Lipsin, aveva inc·ornincìalo la sua esplon1iio ne cln Zeitz. Si pretendeva a Be l'lino, che quesla piccola città, altra Yerso.ta: <lopo il combaLLimento di Schlaitz e di Snalfeld dall etruppe francesi in ma rci a ::-;u Gera, et·n stotu saccl1C gg1ota in ogni guisa . « Quest'assel'to non era punlo esatto. La più pnrlc della locali th sitnaia direttamente· XEL

1806--1807

1

(1) Beriohteines Augenze1igen (Relaziono di un testimonio oculare della battaglia di Jcna)

A rìNO XV,

\'or.. II I.


394

NE L

LA PRUSSIA

·,1806- 11807

895

condussero due giovam arrestati sulla strada da Gera . a Jena. Erano stati presi per spie, e forse era vero. ~no di . essi era un Tedesco dal sembiante un po' 1mpaur1to, ma l'altro present.ossi con molta franchezza. Disse che ern il figli o di lord Sinclair, baronetto, il che fu trovato esatto, e agg iunse esse re strano si , P?tesse _supporre che un gentlernan come lui viaggiasse rn compagn ia di . una sp ia. All'osservazione dell'irnp erntore non essere meno strano che il DO'lio 0 di un lord viaggiasse a piedi in tali circùstanze in una strncla di traversa, replicò senza sconcertarsi'che per anelare in cnrrozza o a cavallo ci volevano per lo meno dei cavalli, e che gli eserciti avevano requ isi ti tutti quelli del paese. L'imperatore, a cui piaceva la gente risoluta, sorrise. Tuttavia fece rit.e1rnre sotto custodia i due giovani fin dopo la battnglia. Nella stessa m:ittintlta Napoleone rr.cossi a Gera e salì tosto il Gnlgenberg, punto culminnnte .di quella contrada. Vi spiegò le sue carte e interroo·ò a luno-o su ll a topografia <led paese il mastro di posra di Zeirz condotto dn usseri che erano stati a cercarlo nel su~ letto nel cuore della notte. · Gera contava anch'essa la sua storietta. Un sottotenente de lla giovane guardia vi aveva ftvuto il suo biglietto d'alloggio in casa di un vecchio buon diavolo dal l'apparenza inoffensiva e col quale egli non credeva di doversi prendere grnn soggezione. Avendo ' bisogno di tnbacco in un momento in cui il sel'Vitoxe era uscito, disse con un piglio sfrontato al padrone che gli faceva ancora grazia _consic}erandolo come buono a sen1. ire un uffìcinle dell'imperntore. li padrone, senza dir motto, prende il e.appello~ la mazza, va a cercare il tabacco; ma rientra ndo gitta il pacco sulla tavola e sclnma alzando la fronte: « Prendi, sbarbatello I eh~ cosa direbbe il tuo imperatore se

sul passnggio dei corpi d'armata avevano più o meno sofferto. Tutti i soldnti non erano nssolutamente eroi di vi1·tù: parecchi pretendev/.lno del vino e nitre dolcezze meno innocenti. Ma niuna abi(o.zione era stata distrutta o ·.saccheggiata a Zeitz o altrnve. » Da . Zeitz a Gera si contano tre Jeo·he. Colò il nostro • t, viaggiatore stava per ritrovarsi sulle traccie di Napoleone. Questi era arrivato il 4O ottobre a sera colla sua guardia ad Auma e vi aveva pnssato la notte. Questa piccola città ebbe a sopportare per parecchi giorni e parecchie notti passaggi òi truppe che le costaròno 05,000 risdallel'i all"incirca. Un barbiere di 'Auma si vantava di avere fatto la barba in quella circostanza memorabile a parecchi principi e generali. Egli raccontava a questo riguardo un aneddoto che ottenne in Germania gli onori della popolarità e che me ri ta . di essere ricordaJo. Il barbiere cl' Auma compiva il suo ufficio attorno a un generale, quando vid e dalla finestra la sua unica vacca portata via da soldati. A questo spettacolo egli lasciò cadere il suo rasoio, il che al postu.Lto va leva ancor meglio che di fare qualche sfrrgo al cliente .. Questi, sen tendo il motivo di una sì grande commo.zione, si alza repentinamente, colla barba mezzn fatta e colla facc ia nncora insaponata, scende nella strada, raggiunge la bestia e la riconduce egli stesso nella .. stalla. li nome di questo generale non è stato con- . servato: un tratto simile non guasterebbe la biografia di alcun vnloroso ('1). Alzato sin dalle tre del mattino, Napoleone pren~ deva del thè riguardando le sue earte, quando gli sì (1) Qucsl'aneddolo o qualcnno cif>i se~uenti hanno somministrato l'argomen to di incisioni popolari, riprodotte sulle copertine della collozioue intitolata : Neue Feuerbcernde (1807 e 1808).

r


396

LA PRUSSIA

sapesse che tu ti fai servire in questa guisa da un Lenente co lonn ello che ha fatto la guerra dei Sette An n i sollo le vostre band iere e che ha forse avuto il tuo avo per camerata?)) Si aggiunge dH1 un cupitano della guardia il quale si trovava presente si schierò dnl!a parte del vetenrno sassone e obbligò lo stordito a pt'esentare le sue scuse. Napoleone aveva certament~ u11 grande interesse po litico a trattare con riguardi il virtuoso elettoi·e di Sassonia, che diventò in breve il s uo alleato e o·li durò così onorat11nrnnte fede le sino all'ultimo o·iornt>o. Molli ufficiali del contingente au siliario sasso~e facevano la cumpagoa del 1806 a nrnlincuore . Uno di essi , preso a Saalfcld, scriveva l'H ottobre a un amico la storia delle sue cli:rnvven tu rc, e cominciava così : « Ti ho promesso di tenerti a giorno dei nostri progressi. Noi ne abbiamo fo.tto ieri di molto considere voli, n:a all'indietro . » Questo esordio non annun ciava un uon:10 molto desolnto . Cio nondimeno i Sa ssoni si comportarono assai bene nella gran giornata del H, : · P~·im~ di recars! ai .due principali campi di battJgli~, d nostro vrnggrntore foee il pell egrinaggio di obbligo all a tomba del princ ip e Luig i, a Saal feld, che era allora l'oggé~to" di una specie di culto pupolaré. Le yerson~ ·ben 1ntorn1a_te erano ben lnngi dal partecrpar·e a questo entusiasmo e rammaricavans i che questo pt''.ncipe non avesse ratto del su o eo1·og·gio un u:;o p1u assennnto. Era un uorno fe licemente as~ortiLo, _mo. ?ià clep.r~sso dnll'ribu so .d i tuu.i i p'iaceri. Tutt_i gli seritLon mil ita ri sono d'accol'clo s1.iÌ suo combawmento di Saalfeld ; la sua rnorte onorata so nravvenne opportuna per espiare l'inconcepibile i1iipn1denza che egti aveva commesso Jascù1ndo J'av,rn gu ardia ·in . quel fondo paludoso , sul quale pende1

NEL

•1806- 1807 1

397

,a no a picco alture bosr,a le che com,rndavano non solo la posiz ion e dei Prussiani , rna ben anco la loro unica lin ea di ritirata. « I Francesi non avrebbero pur avuto bisogno di sparare un colpo di fucile; bnstava avèsse ro fotto rotol are dei sassi sui declivii per geuare i Prussiani nelta Saale. » La condotta del prin cipe Luigi sembrò tanto più stran a in quanto che nella sera precedente lo si ern sentito raccom an dare a parecchi suoi ufficiali molte. prudenza. Il principe di Hohenlohe , forzato da ordini superiori ad affidargli il comundo dell'avnnguardia, gli aveva mandato a va.rie riprese, nelln nolle e il mattino stesso del combattimen to, l'ordine di ritirarsi su Rudolstat. « Ma , secondo l'espressione di un testimonio oculare, il principe non ascoltò nè le osservazioni de i suoi subordinati n è gli ordini dei suoi superiori. >> Persone maldicenti avevano attribuito questa vertigine al vino di sciampagna riguardo al quale il principe, a quanto si di ce, faceva una soverchia eccezione nel suo odio per tuuo ciò che era fra ncese. Tuttavia l'oste dell' Ancora a SaalCeld, presso il quale l'asciolve re <lel principe era prepara to il mattino del '10, ha semp re assicurato che questi non lo aveva pure to cca lo. Hitornava tra le sette e le otto da una pricm1 escursione e attraversavu la piazza del mercato, dirigendosi verso l' albergo, quando le ordinanze, sboccando da varie parti, lo info'nnavano che si scorgeva i l nemi co da ogni banda. Ripartì immediatamente senza aver messo pi ede a terra. La narraiione della sua morie, raccolt~, a ~aalfeld dall'autore dt}Ì Vertra·ute Hrie/e, di ffor isce in vari pnnli dalla versione a<loltata dill signor Thi ers e sem bra più autentica . Al dissolto del vi!lnggio di Wohlsdorf er-avi un campo lavoraLo che finiva di ba sso in alto in un sentiero incassato d 1e dal l'altro lato costeggiava una

/


398

NEL

LA PfiUSSIA

1806- 1807

1

309

commemorativo nel luogo ove egli era cadut~. ~urante parecchi nnni gli ·antichi a_mici_ dei principe .facevano ogni anno il pellegrinaggw d1 Saalfeld.

prnteria ove passava la Saale. Questo sentiero incassato raggiungeva unn via di traverso conducente a ~udolstadt. Luigi, che si sforzava di cop rire In ritirata più che precipitosa della sua fanterin, rannodò in quel campo i suoi ultimi cavalieri e fece alla loro testa una carica che fu vigorosamente respinta dagli ·usseri rossi francesi. Il principe trovass i assolutamente solo, abbnndonato a se stesso. Volle gettarsi nel sentiero incassnto; ma in quella che il cavallo saltava la siepe di recinto ricevette alle spn lle un colpo di fuoco e stramazzò dopo aver fatto alcLJni passi nel la penteria. Luigi stroppò le sue pistole dalle loro fonde, poscia, invece di attraversare la Saale a nuoto, il che l'avrebbe probabilmente salvato , prese la corsa nel sentiero incassato dirigendosi verso Uudolst.adt. Di corto fu raggiunto · presso una barriera da due cnvalieri addos:so ai quali scaricò le sue pistole. Uno· de: cavalieri, serriplice usse ro, prese la fuga, ma l'altro , un maresriallo d'alloggio di forme eeculee, scagliassi sul principe e gli intimò ID: resa . Luigi rispose: Sieg oder tod! (la vittoria o la morte) , e branèlì la sciabola. Sei;ondo questa versione intierarnente tedesca il combnttimento fu q11alche tempo dubbio; ma il principe finì per ricevere sulla nuc·a un colpo che lo rovesciò, e il suo avversario, i;a ltnndo tosto a terra, lo uccise d' un colpo di punta nel petto. Spogliando il mo rto, si accoese alle~ numerose decorazioni e nlla ricchezza dell'uniforme che egli aveva avuto che fare con un ufficiale del grado più elevuto, e già forte gli rincresceva di avérlo ucciso. Chiamò un contad ino che era stato speltatore del combattimento; que ll'uomo avviluppò il cada vere in un panno da letto e lo trasporLò su di un cnrro a Sanlfe ld, ove fu riconosciuto. Le a_utorità di q uèsta ciLtà fecero collocal'e un sasso

III.

Diri(l'endosì verso Jena il viaggiatore soffermassi ~n . istant: a Kahla , presso l'ostessa d_ell' Uom_o selvc'.ggw,i un robusto donnone « formato, dice egli, dagh studenti di .Jena. » Quella forte educazione le er:a stat~ di un gran soccorso durante una sera, che nmose 11 grande uvveoirnenL~ della sua vita, quell~ d,el ·13 ot: ·t b, 4806 in cu i aveva Jovuto albe1ga1e gr~t1s o te , . · ·N · e francesi con tutto 11 lorn crnqu generali . . .segu ilo. . .· _on già che essa fosse im barnzzata a servi rh; essi s1 servivano trnppo bene da loro stessi e in modo da non lasciare dietrn a loro che le quattro . mura . .P_e r _co~ minciare, tutto quanto essa aveva d1 provv1g1om si trovava iocettnlo dai suoi ospiti; non le ~·e~tava a.ssolutarneote nulla per sè nè per la fam1gl1a. Ess~ .gi dibatteva adunque fra qn~lla_ turb:i confusa d~ · d.1 cuocl·i1· , , e di palafrenieri e . faceva una . . .cosi servi, ,bell.:i. rumorosa difesa che uno dei generélli.,, rnipaz-ientato dal fracasso, alzossi di tavola e arrrvo colla spada in mano minacciando di infilznre quel~il g~ac-chiona nella sua propl'ia cucina. « ~bbene, ~1 I dis~e essa, uccidetemi , uccideteci tutti su?ll~ ;_saru rne~ho che il morir di mise1·ia e di fame coi m1e1 OL\o figli.» Il generale, di cui · non ci fo tramandalo . 11 nome, '.passò ad un tratto ~all_a collera ~11:intenernn,ent?. L~ ·prese la mano, servissi per culma1 1~ del po , di_ te desco che sapeva, e accoppiando fel1cemen~e I azione ,alla parola, andò a cercarle egli stesso un piatto della

i


400

LA Pfl USSlA

sua tavola e mise alla porta una buona parte dei saccheggi a tori. L'aspetto dei campi di battaglia <h ,Tena e di Aue·rstaedt è stato sovente descritto, e il quadro generale delle due azioni non è più da farsi è!opo il signor Thiers. Oggi ancora, malgrado Lipsia , Waterloo e Sadowa, non havvi un Prussiano il quale non co1:templi · senza una crudele commozione la piccola cittù di Jena coricata a piedi del suo famoso Landgrafenherg che porta ora pei secoli il nome di Napol éonsberg. Il monte che sì innalza dietro a Jena si divid e in parecchie cime, ed è quella là che domina :mmediatarnente la città; ma non è, come spesso si è detto per errore, la più alta di tutte . Essa è dominala dalla: "'-'indknollc e sovrntutto chi! Dorn berg, vero punto cu]rnjnnnle, i cui accessi furn no occupati sin dGl rn·at.tino del 11'~ clollc vedette cli Tauenzicn . Parecch i. scrittori letieschi sostengono elte non Séli'ebbe stato impossibi le ai Prussiani di rendere sin dal 12 o da! 13 quegli altipiani su periori, accessibili ali' artiglier ia e di creare così nnlici'potamente un os tacolo in sorrnon. tabile all'inslullarnento di Napoleone . Ma i capi pt·ussiani, sprovvis t.i di carte anche med iocri (non vi era allora ufficio topografico a Berlino), perd uti nelle nebbie <lelle vallate inferi ori e in una nebbfa anche p iù intensa, non pareva che sospettassero l'interesse strategico di quelìo scacchiere di montagne. ln tutti i momenti decisivi di quella prima campagna di sette giorni, .i Prnssiani d semb rano sempre raggornitolati, dal 'basso in alto dei ìoro nvversar i. In Lutti gli scon Lri· sen1bra ell e i cap i abbiano loro p r;epara to a bella posta lo svantaggio de! terreno, che viene nd aggiullgersi alla stanchezza de lle rnar'cie e contrornarcie in u.tili, all'inferioritù del numero, all'estenuazione della fame . « Mentre l' esercito francese si stabilisce sulle

JXEL

1806-1807

alture - dice un contemporaneo - il peinc:ipe IIohenlohe va a caeeiare il suo· quarti.er generale ne! più profondo cl.e ll a vallata. Napoleone ~ivacca e veg)ia sul Landgnifenberg; il suo avversario va a çlorm1r~ sene su di un buon leLto di piume nel castello dt Capel lendorf. Come mai non sarebbe egl: v~nto''? _>> Nulla porge meglio l'idea della demoral1izaz~one anticipata dell'esercito prussiano, che la nacraz1one dell'allarme che era avvenuto a Jena nella sera del1'1! ,1, quando le avanguardie francesi erano ancora ben lontane. Asco ltiamo un testimonio oculare : « Il principe ern sul punto di melte rsi a tavola ... , quando sorse di repentc nelle vie un vioknto t.urnulto; si gridava che i Fran cesi non dislDvano più_ che un.a picr:olu .lega da Jena .... Eru perfetlarncrHe unposs1J1ile, giacchè noi avevamo delle trnppe su ~utte le strade cìie ri~scono n queìl a eiuù, e non s:. aveva alcun· ra pporto che conc·ord.asse con un ·rumore ~i quella fati.a . Circolò non <li meno e.orne ut:o traccia cl i polvere fra le Li·up pe r;lic SLtillZ!avnno . 111to.r~1~ e dentro a Jena, e l' effetto ne fu tnle ehe 1! prin cipe si vide obbligato ad andare in persona a ristab ilire l'ordi ne . 11 tum ulto (;ra immenso, vergognoso .... Da ogni banda si gridava -elle i Frnncesi arri va~ano in forza, che avevano già respinto gli avamposti ecc_... , e niuno, ben inteso , poteva indicare iti quale direzio ne . Sitl la strada di Weimar si uccalcnva una moltitudine disordinala, composln cli soldaLt cli ogni armu; preten<levano di andnre in cont ro al nemico !... _.. Insomma era un tale panico clic bisogntl organizzare . paLLuglie di ufficiali per· esplorare i bo seLi _e i vigneti vic:ini: si pretendeva clic tutti i d in torn i clt Jena foemicolavano g ià di tirugliaLori nemici ... . In cvpo 'ad un'ora , si riconobbe che non vi ernno eia aleun{l parte


402

LA PRUSSIA

NEL

Francesi in vista, e che l'allarme proveniv:J senza dubbio da pochi foggiaschi di Schlaitz e di Saalfeld {1) . » All'indomani, l\fassenbach, el'lpo di staLo muggiore del principe di Hohenlohe, arrivava nl qua rtier generule dell'esercii.o dì Brunsw ick per reclumare « tre bagatelle» di cui si difettava dal luto di Jena: muuizioni, pane e foraggi. Non ottenne soddisfozione che sul primo punto: per il re8to, l'intendente generale, colonnello Guionneuu, al qu.ile lo si rinviò, rispose gravemente che era del tutto impossibile che le truppe mancassero del la menoma cosa: che tutti i provvedimenti erano presi, le sc ritture in regola, ecc. l\inssenbach riportò da Weimar, il 13, l'ordine disastroso di rimanere sulla difensiva da quel lato, ordine troppo ben eseguito da Hobenlohq. Fu per conformarvisi che egli sospese l'aLLacco del Landgrnfenberg, il quale ayeva ancora , in quel momento, qualche probabi lità di riuseita . L'ànt1iversario del H ottobre è doppiumente nefasto negli annali militari della Pru ssia. Quarant'otlo anni, giorno per giorno, prima della buttagl~a di .Jena, Fed erico II aveva pel'<luto, contro Daun, il suo avversario abituale, quella di Hochkirch, data su di una p:1rte del territorio ove Napoleone guadagnò, nel 18i3, quella di Bautzcn. La posizione cli Federico II a Hochkfrch presenta una singolare analogia con quella .di Napoleone sul Lauclgrafenberg, m,f egli aveva che fare con un avversario più avveduto del principe di Hohenlohe. Daun seppe pt·endere l'offensiva al momento opportuno, e sloggiò vivamente Federico dulia posiziorie ardita cu i egli aveva presa, con una parte del suo esercito, prirnu che il resi.o fosse a portata di soceorrerlo. Parecchi ufficiali prussiani isp1rand osi

180(H 807

.t03

se nza dubbio a questo ricordo , proponevano, il 13 otto bre a sera, una ripresa notturna dì attacco contro le alture. Si obbiettò la stanchezza del le truppe: _Io i nconveniente · dì cambiare disposizioni già stab1t1te ed esegu ite (I), e il generale andò a ~·iposarsi: l~gli si era fitto in capo che la giorna ta dell'indom~m sarebbesi passala in iscarurnuccie insignificanLI; _qu~s~a idea erasi tanto radicata. in lui, c\Je nel prrnc1p 10 dell'azione vole\"a assolutamente impedire al bravo generale Grawe~·t di an_d1J~e in so1;corso a Tauenzien, assalito da forze superiori!..... . .. La più parte degli scrittori tedcsc_hi ~ono stati mesorabi li verso questo sventurato prrn~1pe, e _francamente non se ne può far loro un dehLto. E~s1 han~o financo ricordalo le sue numerose travers ie coniugali, come preludio a quelle. de~:a gùer~·a._ L'hanno r improverato d'aver nrnn cato d1 sc_1enz~, di vigilanza e di colpo d'occhio, di non aver mai c~p 1to ~e non dop~ il fatto le operazioni del nemico, in guisa che e~h era ridotto l'avanti vigilia e la. vigilia della baftaglla a ch iédere ai fuo·O'iaschi di Schlaitz e di Suulfeld ove. 00 . potevano essere i loro vineitori. Tuttavia è giusto rI-cordare che dodici anni prima questo_stesso generale aveva battuto Hoc-be a Kaiserslautern, e che a Jena stessa mostrò molta tenacità e bravurn , una volta che l'azione trovossi impegnatn. Bisogna tenerg~i cont~ come circostanze nttenuanti i suoi continui d1ssapon · col generalissimo Ilrunswi?~{, che_ egli non amava e l1a cui non era riamalo; I msuffìc1enz~ del suo capo di si.a Lo mao-o-iorn Massenbnch, mil ita re letterato della scuoi~ di ~l1~ck, 'sempre assorbito nei suoi fogli, e meglio iQformato dei campi di battaglia delle guerre

1

1

(1) Be1"tcht eines augenreugen, I, 88-90.

r


404-

~EL

LA PRUSSIA

~.o.)

Sin dall'estate ùd 1808, tranne le 1·0Yinc di YiP_t'zenhnheil in·en, in cen diato da i Pru ssian i sul pr10c1p10 ùel comba~tirnento, ogni tracc ia di dc\·astazione era :;comparsa dal can1po di baLLagl'.a. S?lo nelle praterie c!i e so n presso a qu es to vtll11gg10 e sul Sperlingsherg, ove la lotta fu sì accanita, lugl~c. z~! le di erbe più dense segnaq:rno ancora qua e la il :-1:0 ùolle tombe. Jena avevn molto sofferto : nella sola Johann isstras~e un a quindicina cli case erano state preda delle ~am?1e. Gli nbitanli avevano albngato, durante tre g1orn1, Je trnppe n1J111 e.ì·o:;e cl 1e trnvcrsava~o la ci_tlù. Vi fu in questa circosta nza un grande sciupo d1 ogni cosa, mn. null 'nltrn. Il fat.Lo1·c dellii posta di Jena l'iH·con t~ vc1 con un certo orgoglio che aveva avuto l'onore d1 p_assare. la sera del 13 e la notte seguente :il bivacco imperiale sul La ndgrnfcnberg, e chn ~a p?leone s'era degnato di chiedergl i num e1·0si ragguagl~ _sulla topogrnfia d~I paese. Quest'uorno rliceva _che I_1mperato_re « ~,e,a l' aria perfettamente trn nqu11la e sicura del :,t10 affare.»

puni che che non di quello sul quale sì stava pe1· dare ba uaglia (·I}. Còme l'abbiamo dello, non si potrebbe rirn care ili du bb io l'onorata condotta dei Sassoni nel 1806. Ess i non separaroosì dai Pru ss ian i c.hr, nella ritìrata per obbedire a un ordìne superiore, e quando nc,n iimaneva più loro ch e di perdersi con i loro alleati senza sa lvarl i. La cavnlleria sop 1·atutlo, comanda la dal bravo Zeschwitz, si distinse durante le ultime ore della battaglia di Jena. A questo mom ento sr annette il ricordo cl i un tratto di coraggio sassone e cl i generositù francese che ebbe una certa voga. In una delle ulLiniè cariche tentate per liberare i resti del c0rpo cli Ruchel, uno dei più ,11·dit i cavalieri cli Zescliwitz, imp egi1a tosi troppo a fondo, si trovò circondato dai dragoni di Mural. Si difese come un !ione, 11ceisc e ferì parecc.hi dei suoi ovversa1:i . Ma finalmente, g ravemente ferito egli stesso al braccio destro, sl ava per perire, quando ad un LratLo uno dei dragoni, avvedendosi del suo stoto, si mise a parare i colpi dei suoi cn rn ernla, esclnma ndo: « Noi siamo Francesi! Tvalorosi ri!-parmiano 11n nemico disa rmato!» Poscia uiutò il ferito a uscire dalla bar uffo e scortollo s ino all'amb ulanza . Que.:;;L'anéddoto , menzi onato in vari giornnli del tempo, segnatamente nel Ji'oglio del l\'ord (Sorcterseite) fu riprodotto in in cision e. 1

(l ) ~lnssenbach pa re cho sia !"autore del la Nar1·azione d1: m1 tc.$timonio ocul .1·e della campagna det 1)rincipc lii Holu:ntohc. pubblico. t.1 sul principio del 1807, Questa narrazione important1~~ ima pel' i foll i cli cni l'autore era sta lu il teslimonio immediato, contiene errori topogrnfìci veramente moslruosi per un r apo di sl'lto magg iore. Egli semura prornre, per esempio. che il principe e ~rassenbaclt, da l 10 a l 14 olto!Jrr'. si conlcntn ron o di a ndare e 1·frnire nel fondo della valla La; nè l'uno nè l'altro non elJbero la curiosit,ì di fare una ricognizione sulla montagna al di~$opra di .lcnn!!!!

·18-06- ·I 807

1

l V.

i!

.,

I Pru ssiani non hanno compt·eso che be11 lardi inerito di navo ut nella battaglia d'AuerslaedL, che e~ SL ostinavansi a chiamare combattim ento d'Hassenha~sen. Essi cred evano cìw il numero dei comb:1ltent1 et a stato·supperg iù uguale da 11 na par Le e dall 'alln1, m,,entre che i Francesi erano appena uno contro duo . E ben vero che erano soldati cli prim' ol'tline, degnam.ente cornandnti , ben :,iLua Li, secondati da L~~te le cir?oslanze. Fra quelle che esercitarnno la pm grnnde Jl1-


406

LA l'R1JSSIA

NEL

fluenza sull'evento, vuolsi citare il colpo di fuoco che dal bel principio del!' èlZione tolse al generalissimo Brunsw ick l' uso dPgli occhi (egl i era g ià ben cieco prima di ciò, dissero crudelmente i suoi detrattori) e le ferite mort1di che rice\·ettero, pochi momenti appresso, il feld-nH1tesciallo Mol!enùorf e il generale Schmettau. Nudriti rn0lto insufficientemente, più pesantemente equ ipaggiati, e più strettamente calzati dei loro avversari, stanchi da otto giorni per quelle marcie e contrornarcie che tradivano l'incertezza dei capi, i soldati arl'ivavano mezzo vinti antiripa l.arnente. L'ultima tnppa da Weimae li aveva sfiniti: ser,ondo la testimonianza delrunico oste di Auerstaedt li vederano ca.dee come mosche anivando in quel villaggio. I giovani uffic iali sovratu tto, pur dianzi sì att illati e sì spacconi a Berlino, trovavansi nello stnto più deplorevole. Si era dovuto svestirli, portarli, acconciarli nei loro letti .... Durnnte la hattogl ia, il villaggio d' Auerslaedt, esposto ai fuochi ficcanti dei francesi, fu obbandoòato dai suoi abilnnti. Di li a poco dai colli boscosi o\·c avevano Ct)tcato un asilo , videro il loro paese in fuoco. L'oste, uomo risoluto, disse agli itltri: « Voi vedete, figli miei, ciò che succede. Bisogna ritornare, procurare di salvare almeno qualche cosa : nl posluLto i nem ici sono uomini. » Tutti, uomini, donne, fanciulli, ridiscesero al passo di co1·sa. IrnLatteronsi in parecchi disLaccarneoLi franc esi che volevano dapprima orrP.starli; ma l'oste, oratore della truppa, aveva appena · finito di dire: « Noi siamo gli sfo rtunati abitanti di quel villaggio che è laggiù in finmme, » che si rispondeva loro pietosnrneote: « Ah I povero gente I correte ben preslo !. . . » Pur troppo però la storia non finì lì; poichè arrivati alle porte del villaggio incapparono in una massa <li volteggiatori meno pietosi~

1806-1807

407

che presero loro tullo ciò che avevano e comportaronsi mollo brutalmente co ll e donne. . . Di tutte le città importanti dei dintorni, qm>lla d1 Erfurt era, a buon dritto , una delle più in~1uiete. Il 13 non si sopeva nulla ancora, se non cbe_ 11 co~1a~dante della cittndella aveva rieevuto l'ordrne di d1~ fendersi alruopo sino agli ultimi estremi. I ~or~hes1 aveYano paura e non lo dissirnul?v?no .. « 1.1 s_1 vedevano erra re qua e là per la r.1tta, s1lenz1os1, col copo dimesso, aventi l' nria di .cercare gunlch~ cosa per terra . Qual cosa? no_n .avrebbero ~_otuto_ d1'.·.lo. » Lo giornata dell' indomani fu nn cor~ pm angos(.1osa. La tempesta del cannone rurnoreg?'~va s~nza tregu~ nella direzione di .Jena: su tutti 1 volti leggeras1 questa domanda: C~e acc~dr~ cli noi? . Cor_se dap~ r,rirna la voce che 1 Pruss1.a01 ·avev~no -~] d1ssopra. :poscia che il successo era rncerto. Ma gw, lunghe file di carri di baO'uo-li attraversavano la c1lla alla volta 0 di Gotha. Nel p;meriggio la sfilata divenn.e più nu_merosa, più precipitala: si videro cornpanre soldati, cavalieri, il cui uniforme non era q,1ello ~ell~ guurnio-ione: in breve Erfurt ne fu ingombra. Circolavano 0 i più terribili rumori: dicevas~ se_gnatnrnente che l'esercito battuto stava per arnsch_iare. una n_1~ov~ bntlagli a tra Erfurt ~ We!mnr, e s1 credeva. g~a d1 vedere queste due c1 Uà d1:-trutte. La S\rM~a ,di ~o.tha era ingombra di carri e di gente a p1ed1 f~~~1t1v~. L'avanguardia frnncese fece la s.ua. compc11 ~~ sin dall'indomani, e si vide allora cominc iare la sene la-, m<'nternle delle capitolazioni. Quella d1 Erf_urt tuttavolta fu i'.ma del le più scusnbili, nlmeno rn guanto concerneva Ja guern igione particolare della pia~za.i Le fortifìcazioni erano in cattivo stato, la polver~ irn~ perfettamente riparata. Ve ~e ~1:o no 25,000 qu intall in un'antica cappella molto in vista: una bomba sca-

1


J08

1,A PIl GSS IA

NEL

gli ata da qu el lato avrebbe bastalo per far saltare la . c:tLtadclla e una buona parte dell a città. Oncl' è che gli <1bitanti respirarono più liberamente q1wndo sep però che la capi tol azion e era conchiusa. Cib che vi fu di veramente deplorevol e in qtiesta circostan za per i_Prussiani, fu la callura dei 9 ai 1O mila soldati rifugiati in ErfurL. li duca di · Weimar si era cionondimeno àva nzato · col suo co rpo il più presso ch'era possibile alla città: fece dire a varie riprese che tutti coloro i qu al i no n avessero vo luto essere ceimpresi nella_capitolaz ion e non avevano che da venire a raggi ungerlo . Po co rna~1 cò onzi ch'egli non si trovasse seriamente . compro messo per averli troppo aspettati. To lte ie s ue ista nze furo no inutili: si rispose che \( gl i uomini erano sfiniti di fa ticu , e sarebbe impossibile fare un passo cli più». « Non si rìfleuevu , dice ironicamente il narrntore con temporaneo e testimonio oculare, che per essf~re prigion ieri di gue rra, gli uon!ini non sarebbel'o stn ti sa lvi dal! ' obbligo di marciare, che non si sa rebbe certam ente usa Lo loro il riguarç]o cli trasportarli in carrozza, come ogge tti preziosi I » Non seguiremo gli avanzi dell' esercit o prussiano in quella via dolorosa ch e finì colla cap itolaz ion e di Prenzlau . 1 pa l'ti colari di quell a fuga affa nno sa , cl ispet at~, il suo lnguhre esito, ricordan o in rnodo strano l'episo dio più drnrnrnatieo cleiì a guerra del Pelopo nne~o , la distruzione dell' esercito ateniese in Sicilia. Ir ~ignor Thiers non ha guarì fa ti.o qui che copiare, abbrevian dola, la narrazion e assai rimarchevole di Massenbaclt. Egli l1a anzi, per inavvertenza, in vertilo od _omrnesso al cuni par ticolari c,Ht1 tteris tiei . Così , al1' ai·rìvo del primo µarlarnen ic1re, capi tnno Hugues, che in seguit,) ad un o spiaeevole malinteso era stato dapprima LraUato da prigioniero , il principe dì Ho1

40W

4806-1807

henlohe sclarnò: « ehe foce va da troppo lungo tPmpo

la guerra ai Francesi per lasciarsi ingannare dalle loro spava lderie. » Non fu prima, ma dopo la piutenza del capitano Jiugues, e quando la più parte deHe. truppe prussiane uveva oltrepassato Prenzlau, che· uria carica vigorosa. delln cavalleria francese ricacciò, quella dei Prussiuni sulla loro retroguardìu impegnata nelle vie della città. Un reggimento intiero fu sopraffallo e costretto a deporre le armi . J grnnatierii del principe Augusto che cbiudevnn o la marcia e non avevano ancora raggiunto Prenzlau, si formar·ono inquadrato e respinsero bravamente parecchie cariche, ma impegnati in una palude e attorniati u ti fnrze superiori, ·dovettero anch'essi cedere al destino . Durante questo tempo,' Hoht>nlol1e, il quale aveva corso ri schio di essere preso, raggi11ngeva il resto dell e sue truppee respingeva una nuova intimazione di cDµ itol!lre. ~la pochi momenti dopo, il coloun(') lo l\fossenbach,. che egli aveva dnl suo canto mandato come parlamentare, gli riportò dell e notizie che fecero v:.icillare· la sua risoluzione. Questo capo cli stato maggiore non· a,·eva visto la fanteria di Lannes, come di ee erron eamente il signor Tbiers, ma solo una ventina di pezzi di artiglieria di campagna e una numerosn cavalleria. Ma la situa zion e non appariva meno disperata. Egli a,·eva parlato un momento con Murat che minacciava. di tutto sciabolare. I Prussiani erano ancora setteleghe discosti da Stellino: inseguiti come oramai stavano per esserlo, avrebbero avuto b;sogno per lo mi~no, di due giorni per arTivcJre a questa fortezza, ammettendo che non avessero a fare che colla cavalleria, e le truppe leggere di Lannes arrivavano già in vist~ di Prenzlau. Durante questa tappa mortale, non si, poteva più contare nè su viveri, nè su foraggi, nè su riposo. Ora non bisogna dimenticare che queste trupp& ANNO XV , \'OL. III.

'Z7


NEL

,LA PRUSSIA.

avevano già marciato per trentad ue ore di con ti nuo D quasi a digiu no, poicbè gli ultimi approvvi.gionar11en ti prepai·a ti per esse a Boitze nbO'urg erano stati eon ~uniati o distruui dagli esp loratori di ~Iurat. i\fassenbach pretende altresì che ripartendo in porzioni uguali c iò che rimaneva di cartncce, non se ne avevano più <li trenta a tesla. Finalmente da due giorni le comunicnion i ernno interce llate colle trupp e di Bliicher \:he non àve\·ano potuto seguire i movimen ti (•I) . Si arri vava ad una di qu ell e crisi estrrn1e in cui ·tutte le fa talità sembravano congi ura te per abbattere i più fieri coraggi. Il generale Bell iard comparve . .Le sue proposte fu rono respinte un'altru volta :,egli si allontanava q uando si venne ad annunzia re ch e M1,m1t in persona si avanza va per confe rire col generale in cnpo. È Ùolo il resto. · La capi tolazione con disarmo in rasa campagn a è ·essa mai permessa '? Terr ibile qu i~tione che disgiunge e mette violentemente all e prese due sacri moventi, ~·umanità e-l'onor nazionale. Noi no n ci assl1rnererno di risolverle , ma ricorderemo che du e anni dopo sarebbe sta to assai meglio, neìl'interesse del.la. Francia, d1e Dupont avesse fatto ammazza.re tutti i suoi soldati (ll A pa r iire dal 16, qui~sle truppe lasciate defì oitivnmente indietro, avevano preso un'altra dir ezione, che le condusse a una fine quasi uguale. Il matti no del 16 Bliicher aveva ricevuto <!al principe di Hohenlohe l'ordine di marciare tutto il g iorno e. la notte appr.esso per ri unir$i a lui. Bliicher rispose : « Io non posso o ltrepassare oggi Alt·Ruppin e Nor heck ... Qul:ste marcie di notte ci distruggono: mi fa meno paura il nemico. » Dai 1807 a l 1813 varii scritti prnssian i lwn no 'r improverato amara~ mente ·BliichP.r di essersi rifi utato di fare questa marcia di nott~ che secondo loro avreb be evitato alla Pr ussia le due catastrofi 4i Prenzlau e di Lu becca. Altri pensano clie l'unico r isultat~ sar ebbe stalo quello di avere le due catastrofi in uua sola. ·

1806-•1807

1

·sino all'ultimo uomo a Baylen. I? tali ~ir~~stanzc~ 1~ ·estrema temerità confin a coll'ero1smo : 1 p,_u v~lo1 ~ SL p:referiscono la prospettiva di una mo_rte rnev1tab1le ta quella dì un'esistenza , la cui onta _nmbalze~i1 sulla patria. A Baylen, un capo d, batta_g l1on~ respm~e la capitolazione~, diede la scalata a cime r~p~tate rna~'cessibili, vi lasciò la metà dei snoi uom1m, ma salvo il resto da.Ila morte e dal disonore. A Prenz lau, du~ .capitani della guardia, Bornstedt e Lcewenfeld, tre uf.fiziali di cava lleria, Oppen, 13erchtolsh ~1rn e _De Bo_rst~l 't en tarono invano di provocare uno eh que1 colp! _d~1sperati d'audacia che, nel più profondo dell'a~v~rs1La, .onorano e consolano un popolo. I lor~ sforzi s1 rup,pero, dicesi, contro l'i~J~ ossibi_lità :fis~ca, , ~-ont~·o ~~ estenuazione degli uom1m e de1 cavalh, aruvatJ agli ultimi Jiwiti per effetto della stanchez~a e_ deJI~ farne. Secondo importanti testimon ianze, 11 ?1~ord1_n~ che Teo-nava nella più parte dei r~Hni del ser_v1~10 ~11hta~·e, ·m; special men Le nell'am rninist~a~ione :lei ''.1ver1, con ieri no n poco a questa seri~ di _d1sas_tr1._ S1 t.rov_ano a q uesto rigua edo rapportt assai _c1~r10st nel _decimo_f~scicolo dei Neue Feucrbrcende, r1v1sta la cui pubb hc,l.zione cominciò subito dopo la pace di Tilsit. In ques~e :pagi ne si fa più intima con?scenza con un perso na?g10 ,che abbiamo già citato, l_'mtenden~e genera_!~ Gu1on- l i .,. 'neau mente limitala, rnet1c0Josa, d1 una nullt ta eg\rnle ·alla ~ua boÌTa:"''Q uando'fe''sue carte eran o all'ordrn~: f l'eserci to doveva stare a meraviglia; non aveva ~rn 'i :il diritto di mancare di null a. « Quest' uo~10 - dw~ .Massenbach - voleva quotidianamente rmnovare 11 m iracolo dei cinque pani d'orzo del vangelo, colla differe11za che rimandava indietro tutta la gente affamata». · L'ordinamento dei servizi militari risaliva a1l'epoca ~ella campagna progettata nel 1805. Vi si vedevano 1


LA Pl\USS!A

figurare, sollo la direzione di persone onorevoli, ma poco av.ved ute e poco conco rdi fra loro, degl i im piegati i cui servizi datavano dalle campagne della rivoluzione, ùa q uella di Polonia, in cui avevano dnto saggio di una viva intelligenza... de i loro propriiinteressi. Nei primi mesi ùel 1806, ernnvi già state, nei vari rami del servizio, gravi malversazioni, provate o sospe ttate e sia anche parecchi suicidi. Un comm is'sario superiore convinto di ave r fi rmato, per danaro, falsi certifìrati di trasporti ai coltivatori, era in prigjone all'epoca dell'arrivo dei Frnncesi . La più· patte dei fo rnitori eta no eb rei, o ben degni di essere .arabi . A Lipsia, a llalle, vi fu nelle consegne di pan e un tale ecceden te, c;he se ne rivendette una gran q11a11titù a vii prezzo . Per contro, a Jena le quan tità fornite rimasero notevolmente al dissoLLo dri bisogni. li commissariato dell'eser<:ilo del duca di Drn nswick aveva fatto con un a tal casa Krelinge r e Com p. un orribile mercato, nel quale la più parte dPgli articoli erano notali a quaranta o cinquanta per cento al dissop ra dei prezzi corr~nti . Vi erano tra gl i nitri trenta mi la quarti di acquavita pr1gati sul prezzo di sedici groschen il quarto in numerario, in un nwmento in cu i tutti i fa bbrican ti di acqua vi ta nel paese, specialmer.te qoell i di Erfu rt, avrebbero fatto quella fornitura per la melà di quel prezzo: il contralto, ratifìcato con una precipitazione sospella dall'in tendente generale, fu severamen te cri ticato quando il rna l,~era senza rimedio. Vi furono eziandio negligenze fatali nell'organizzazion e dei trasporti._ Per non citarne che un esemp io, all'apertura della cam pagna vi era a i\forsebourg un ingombro immenso di derrate destinale alle truppe. Il transito si trovava fermato perchè l'arn mi n-islrazione prussiana aveva di men ticato di metLersi in regola con quella delle dogane sassoni. 1

NEL

4806-1 807

I viveri avrebbero assolutamente fatto difetto a_ una gran parte dell'esercito senza un direllore prussiano, nom inato Carew, che corse a Mersebou rg e otten ne a viva forza il libero passaggio dei carri, red i~endo d'urgenza le scritturazioni che si esigevano dai ~~nducenLi e cht:: avrebbero dovuLo passare per un rntermina,bile trafila amministra tiva. " Prima ài spara.re un colpo di fu ci le- dice un contemporaneo- l'~serc1to prussiano era già alle prese co~la fa me, n_em1 c0 terr ibile e singolarmente temuto m Germania~ -

(Cont·inua)


CRONACA. POLITJCO - ìlIILITARE

r

CRONACA POLITICO-MILITARE

La guerra del 1870. • I

14 settembre 1870.

Gli avvenimenti che si compirono in queste ultim e settimane· non trovano riscontro che nelle epoche più sagl ienti della storia. - Dai tempi napoli{on ici fino a questi l'Europa non aveva più assistito ad uno spettacolo cos\ grande, a cadu te cos't spaventose, a r ivolgimenti così rapidi e completi. Davanti a scene di ranto colossale imponenza, l'opera del semplice cronista diventa trop po impar i 11 1111 bisogna , e riesce impossibile, sollo l'impression e tuttora vivissima e che ad ogni momento si r innova, il.registrare fredrla mente l'accaduto. Volumi e volumi si pubblicheran no poi sui mt,morabil i casi di questi giorni, e qui noi dob biamo rrstrin gere il tutto i_n poch e pllgine, colla conoscenza ancora imperfetta di una gran quantità di dati e nel momen to aprun 10 in cui il menomo di questi dati riveste per la pubblica opin ion ~, avida di noli zie, il massimo interesse. Non è quindi senw trc1rnore che noi ci accingi11mo a compiere il debito nostro verso i lettori. pregando questi a volnsi ben render conto della modesta nos tra missione ed a non ·pretendere perciò più di qua'oto siamo io grado di dare, cioè un rapido riassunto <lei principali avvenimenti, che si svolsero nell'ora scorso mese . Colla g iornata del 6 di agosto, che portò ai l"ran ccsi le rotte di vVorth e di Forbach, si p,)tè dir chiuso il primo allo della campagna, il quale non ~urò così che tre giorni soli. Dopo quel

giorno le operazioni militari fino al 14 si possono riassumere così : ritirata dell'ala destra francese in di rezione di Chalons ; concentramento dell'ala sinistra intorno a Metz, e leJ;J.to procedere dei Prussiani verso la linea della l\losella. l\la mentre rattcnzioae pubblica teneva pur sem pre gli sguardi rivolti :i l tea lro del la g uerra nell 'attesa <li nn'aziooo generale, essa ern pure po tentemente :itln1lla dagl i avvc11im<·oti che s1 svolgevano a P,Jrigi, dove per un momento si trovò trasferito il centro di gravità della situazione. L'eco che i primi ro vesci delle armi .fran cesi ebbero in quella capita le fu quale ben poteva prevedersi iu una popolazio11e così vivamente imprcssio-' nabile, com'è la parig ina e ciò tanto più iu quanto i falli si mostravano così diversi dal l'aspel.tativa generare. 11 governo dal su o canto oon tardò a pr endere provvedimenti straordinnrii. Proclamato lo stato d'assed io ; convocato il Parlamento; date le misure por attivar e la difesa di Parig i; puhblicatc le proposte da essere votate dal Parlamento por l'incorporazione di tutti gli uomini dai 30 ai 40 anni nella g uardia nazionale, e di tuf.li quelli dai 20 ai 30 nella guardia nazionale mobile; un rapporto del ministro interin ale della guerra, Déjeao , passa in rivista le forze di cui puèl disporre la Francia: « Col concor so - vi si ,dice - dr,lle lrnppe di mar ina, de' regg-imenti ancora « disponibili in Francia ecl in Algeria, coi quarti ba tt.aglioni « dl'i nostri 10:) rC'ggimen lidifa nteria comp letali a DOO uomini , « incorporand ovi delle guard ie mobili , formando infine con « una parte dC'lla noslra gendar mcr L.1. diver, i l'eggimeri ti che· « coslitniranno uu a truppa sr.elta. si possono facilmente met« tere in campagna l !'\O rnil« uomi ni. Di piì.1 la c;hiama ia della « classe del 1869, dalln qualH dc· vonn arriraro d,ii l'S al 12 i" « giovani soldati ai· loro <·orpi-. ci dHà 60 mila uomi1J1 , che « in un mese saranno veri soldati > Il 9 agosto si r iapriva il Parlam<>nto, e con quali nmori , era . agevole il prevederlo dalla g ravità dfl i casi e d,,lle riuoioni pri-. vate. che già s'ora no tenute <!'1i membri della sinistra, i quali_ cbicdeyano le di missioni del .,ab;nctto Ollh·ier, l'armamen to di tutti i ciltadi~i e l'islituzio11e <li un com i!,l lo di difrsa, la_· cui pr esidenza doveva essere assunta,da·1 generale Tro'èhu. La. prirria seduta fu lempestosissima; le parole del primo ministro f1irono interrotte ad ogni momento da p·roteste ed accuse, e la proposta di ravre che portava il ritorno dell'imperatore a,. Parigi e l'istituzione di un comi~all> di difesa, pro_vocò una vera tempesti).: il partito repubblicano si sen tira cr esciuto di forze,


CI\ONACA

il bonapartista non voleva cedere al primo altacco; ma nè f uno osava ancora aprire intieramenle il suo pPnsiero, nè, J'all.ro os?va più pronunziare apert11mente il 01Jme dell'impc- , rator,:. li capro umissario della lotta fu il minist,~ro Ollivier. .aHer, ;ilo da un ordine del giorno proposto dalla cl<•slra · . Neii,, sera stP.ssa il generale Cous:n de Montauhan, conte di P.alikao, fu chiam\l toa comporre il nuoro ministero; 11gli scelse 4 suoi colleghi fra le file del partito da cui era uscilo t'ordino <del giorno, cosicchè ne uscì un gabinetto piì.1 decisameole bonap~ rtista che quello caduto. L'imperlltrice si era ricusata a .chi.\nraru il Tror;hu cfie le era stato proposto. e quasi imp,Jsto. .L'an:,unzio di questo ministero al Corpo legislativo fu accultù .tl_all" sinistra_ come una sfida nlla n87.ione, e il gf•norale pre:~1de1::e al pn~o suo aprir bocca s'aecorse dalle grida che gli 1mpuoevano d1 parlar più forte, cum'egli fo ;se in <JtH~I rPcinto tutL',. !tro che il benvenuto . .Ma egli seppe fin dnl primo mo,mento tolta sua franchezza e quasi ruvidezza militare, con ri'5p05le opportune conciliarsi gli animi, e riusc) a farsi .ircettare co· suoi colleghi. come il ministero dl'!la difesa nazionale. . ~a quel giorno, e fluo a che più gravi avvenimenti non pra<e.1p1tarono le cose verso uno scioglimonto, si stabirl fra il ministero e il Corpo lrgislativo come un tacilo accvrd{) mercè .cui di fron te alle critiche. emergenze in coi si trovav~ il paese ;J'.una p~~te consenti,·a a non intaccare le origini del potere, a condizione ehe l'allra non le ponesse in evidfmza: cosl raultorità imperiale rimase .come abolita di fatto , e ridolla ad una mera apparenza. Questa reciproca convenzione era però miil18cciata ad ogni momento; la sinistra mal sapevn perdonare .:al ministero, che questo si trovassi! composto esclusivamente .tli uo111ini della destra, ~ la s11a diffìd,•nza, legittimara df'I resto -cdalla prova che aveva fatto il prr.ccdente ministero. provocava -ogni gi0rno nuove interpellanze e .nuove proposte, che ben mostravano quanto pieno di pnicoli fosso il terreno, su cui il muovo ministero camminava. Tullavia riusc\ al Palikao con tUl 'arte inlìni la . di quel/1ro questi umori. di padroneggiare la sit uazione sino agli ultimi momenti , e ben anco di .. ac;qu'ist11 ro sugli animi dell'assemblea un tale ascendente, ,:he dopo soli "'l'enli giorni di potere P.gli era . vrnuto al punto .da dichiara re .apertamente ai deputati che egli non ,avrebbe più lascialo le foccende dP,_I suo ministero pC'r venire alla Camera a ·risponder~ l . :alle loro frivole o compr,imettenti domande, . , Cerio, se fosso nncora stato destino che l'impero si s.i.lvasso.

POLITICO-MILITARE

nessun'altro ·avrebbe potuto megliu riuscirvi del Palikao; e se i.fotti postnriori non · fossero stati cos\ decisivamente avversi alle sorti dell'esercito francese, egli sarébhe duralo tuttavia ·l'uomo della situazione, quel lo che avrebbe salvato la Francia, ,e contcmpor11nenmrute l'impero . Le dis posizioni che furono prPse dal nuovo ministero e dal Parlamento per far fronte ai ro"esci sublti furono veramr.nte ,grandiose, e ricordano quelle del Comitato di salute pubblica:, con qut\sta differenza però, quanto all 'estensione delle misure :;tesse, che il Palikao non consentì se non a quelle da cui si poteva ripromettere in u11 avvenire più o men lontano un soccorso effìcaee ed ordinato, ma COI'). quest'altra differe nza pure che allora lo masse che invadevano la rrancia erano incomparabilmente meno numerose e meno ben comandate che attunlmenle, cosicchè era a dubitarsi che il tempo avrPhbe fatto difetto ai provvedimenti che si prendev·100 ndesso, meni.re le lontezze degli eserciti della coalizione nel 92 e nel 93 furono in gran parte la causa della salvezza della Francia. Furono chiamati colla legge del 10 agosto a far parte delresercito permanente tutti i cittadini celibi e> vedovi senza prole dai 25 ai 35 anni, facendo però sempre diriUo ai motivi di esenzione . Furono pur chiamati a far parte dell'esercito gl'individui esonerati o rimpiazzati dai 20 ai 25 anni, che non fossero compresi nella guardia nazionale mobile. Oltre a ciò il conlingenlo del 1870, ehe non avrebbe dovuto raggiungere le bandiere che nel 1871, fu chiamato in anticipazione, sonz'altre esenzioni che quelle previste dalla legge. Infine colla legge del 12 agosto fu ristabilita la guardia na,iionalo sedentaria sulla b&se della legge del 1851, che abbraccia tulli i cittadini, non altrimonli vincolali, dal 21° al 55· anno d'età. , Disgraziatamente tutti questi provvedimenti venivano tardi. Pel momento le sole forze su cui si poteva contare erano , quelle organizzate permnnentemente; es5e consistevano .nei quarti battaglioni <li r ecente formazione, e in altri corpi _estranei all'cs1wcito. che ora doveltero venire utilizzati per pro,·vedere a riempire i vuoti e alla difesa di Parigi ; c9sì fu della gendarmeria, dei pompieri, della fanteria di marina e dei marinai. La guardia mobile cominciava apprna allora la sua orgnoiz.1, 1ziooe. e i 18 battaglioni del dipartimento della Senna erano i soli che fossero radunati al momento dei primi disastri; lo ,. spirito che questi mostravano al campo di Chlllons lasciava .,


418

CRONACA

a~~~rare poco bene di questa istituzione. Intanto giungeva la d1V1sione _Dumont da Roma, si ric hiamavano dall'in terno e dall'.Alg,ma I r e?gimenti che vi erano stati lasciati, e il conte Pa11kao_ annu?w1va al Parlamento la prossima formazione di 2 nuov, corp'., il X11° sotto il generale Trochu e i l XIII° sollo il genera le Vmoy Sembra del resto elle le mi~uro der.:retate dal Parlamen to per completar~ l'ese:c!to ~on abbiano sortito l'esito che se ne spe~ava uom101 d~1 _25. ai 35 anni chiamati a far parte rlel1 eser_c1to 11 Pal1kao si hm1tò da principio a richiamare so ltanto le prime porzioni; uomini provetti certamente nel mes tiere de llf' a rmi, e che, sebbeue in gran parte non conoscessero an?ora l'uso de l Chassepot, tuttavia in pochi g iorni l 'avrebbero 1m_porato; ma ognuno sa a quanto poca cosa si riducesse la pnma porzione del c~o ti ngente secondo la legge del 1832 e ~e.r elfott? de lle esonerazioni e dei rimpiazzi; ora questi contmgent, s1 trovavano a ncora coosidPrevolmente ridotti dalle causo ordinarie di perdita e da l g ran numero di ammogliati , ctH1 e1·ano .esclusi dal! appello alle armi. È impossibile il calc?lare ancne solo approssima tira mente qun le cifra venisse a l'lsultarne; ID<' ad ogni modo il risultato dovette esserne ben meschino, poichè già il 19 af,osto il ministro de lla o-uerra chia~ mava. ~otto le armi anche le sec:., nde porzioni che : ià avessero fatto 1 campi cl'istrur.ionr. e poro dr,po egl i prr se;lava a l Parlamento un al tro prog~l! o d i leg-ge. chn gl i fa ceva facoltà di c~1amare a_nch e gli ,l mmogl iafi. Questo progetto tro r ò però viva oppos1z1one a l Corpo lrJgislativo e fu cambiato in un altro , che dava facoltii al ministrn del In guerrn di versare nell 'esercito ~ermaoentH la guardia mob ile ue lla misura che egli a~rebbe stima to n~ces~ario. 31a all'ultimo s i dov r tte pur ve~1re ~Ila m isura eh cbrnmare anche g li ammogliali, quando'' l ~.no1e ntamento del l'esercito di Mac-M:abon privò la Francin di c10 che le : r stava di forze alte a tenere. la campag na. . I~t~oto s1 procodotte attivamente a d organizzare al campo d~ C_ha lons un second o e;=orcìto cog li e lomPnti che man mano v1 ·si f\ic_evano a rtluir,•. Verso la fin e di agosto erano giù organ 1zzat1 ed arma.li 111 battaglioni di guardia nazionale mobile, · ~he for_ono formati in 37 reggimenti di 3 battaglioni càduno ;· 1 quarti _battaglioni da i reggimenti di linea furono pur essi fo_rm,~ti in r:ggimenti di m1lrcia, e analogamente colla rico-· st1tuz1011e de i sesti squadroni si formarono rea()'imenti df marcia : 00 di cavalleria. ·

?eg'.1

POLl'l'lCO-MILI'l'AllE

.U 9

Il gnnerale Trochu, che era stato nomi nato comandante del XII' corpo, venne con decreto rlel 17 nominato govematore di Parigi. Era questa una nuova sod<lisfazione che il Palik~o da~a alle esigonze de lla sini,;tra. e nello stesso tempo una ncogmzione dei meriti di que,,to distinto generale, i l cui li bro L'Arméè française en 1867 aveva destato così grande interesse. Il pr~clama che questo g,~nerale emanava era abbas tanza caratteristico ; mentre l'opera anzi citata finiva con queste 'parole: M_a

pensée a été dorninée pa?' un profond sentiment ~ii devow' commwn ; servir fìdèlement l'empereur et le pays, rn questo su o procla.ma invece egli non ·nominava nC:ppurH l'imperatore, ed anzi pa rlando d1 so stesso , fors.e più di quello che non · paresse conveniente, egli facern ma rcatamente sentire l 'obli~ in cu i ent stato fin a llora tenuto, ed al quale prometteva di voler tomnre. una vo lta compiuta la sua rn is,ione. · li linguaggio del generale Trochu· fu universalmente bene accollo, e se un'espress ione de l sno proclama trovò qual~he censore, egli si diè la c ura di spiegarla con una le llera diretta al giornale il Teinps, in cui faceva ben se nLi ee come la forza su cui e.gli faceva asseg namento non fos se la fm·za briita'le , come sempre la si era intesa fino a l!ora ( ! ). be ns·1 la forza morale . Ques te cau tele usate dal Trochu per aggrad uirsi l'opinione pubblica, per separare la sua causa da que lla d;-,ll'irnpero, avran_no forse avuto il beneOco effetto di conserva\·e allri repubblica francese d' oggidì una rnente e le tta, qual è certo la sua, ma non si potrebbe di re che il suo con legno fosse ·:eramente qu ello che più convenisse ad un carattere mil'i tar e. Ma la sua missione non è ancora Dnitn. e non è ciel r esto còmpilo nostro pronunziare de' giudizi sugli uomini. Al o-onera le Trnchu fu addetto in sussidio ,111 comitato di d ifesa ; ~l quale la sinistra ciel Cor po l1 1gislati vo ehiedeva istante-' mente di poter prcnde!'e parto ; il Pali Imo vi si negò . r icisa~ mei1Ln ; ma dovnndo pnr r. on cedere qtfa lclfr cosa, consentì a oomina r né momb1'0 il Thicrs, che era stalo i\ rromolore e l'autore del disegno di forliOcar Parigi. È nolo co rno i l Thier s acce ttasse l'incar ico, sviucoi'nndo cioè la sua nomina clal l' au·torilà governativa, e raccogliendola da un voto per acclamazione che egli sep pe a tsilnrnnto.provocare du l Corpo legislativo. l provved imenti presi pee la clifrsa di Parigi furono sBinli' colla rn/lssima attività . Oltre a que i lavori di riattamento che si r endono sempre necessari attorno alle fortificazioni già esistenti, ne furo no allres: intrapresi dPi nuovi dove ·si riconobbe


i'.20

CRONACA

qualche lacuna nel sistema generale; così un nuovo forte fu •eretto a Mootretout sul fronte est della città, che finora era <li~eso soltanto ?al forte del monto Valérien. Ma la questione militare della drfe.sa di Parigi 1100 è certo nè la sola nè la più ~-r_ave; essa s1 complica colla questione economica e colla pòl1l1ca. Se nulla arrester/1 i Prussiani nella loro marcia sulla ;r~n ?illà, un pros_sim? avvenire ci darà la soluzione di questi orandi_ probìem1, cl! cui finora la storia non ci somministra esemp10 sovra sì vasta scala . È~ ora che ci riportiamo al teatro della g uerra. Prima µerò ?otw_mo qua~1t? la precaria condizione fatta al potere dovesse 1n~uire pernw1osarnente sulla coudotla delle operazioni militari. Dov'_era ~ai la mrmte che abbr11cciando nel suo complesso tut~a la s1_tuaz10n~ _val_esse a d;-1re un efficace armonir.o impulso cosi alle forzo m1J1tar1 com e a tutte le forze vive della nazione? Quando il pote_re si regge soltanto in grazia d'un compromesso e deve ?d ogm momento lottare colla diffidenza, d'ondc può r.sso attingere la forza per prendere quelle audaci risoluzioni che valgono a salvare gli Stati? Napoleone, appena toller11to -come capo d_ello Stato, noo era più riconosciuto come coman- . d_ante l'esercito, di cui aveva rimesso egli medesimo la direz10ne sup:ema al maresciallo Bazaine; ma qui si ebbero per q~alche g,?rno delle ince.rtezze. Un decreto in datn del 9 nomrnava lm comandante in capo dei corpi 11•, Ili.• e IV•. ed il genera le Decaen comandante il JII• corpo, che Onora era stato ·sotto i suoi ordini; soltanto ii giorno 12 nazaine fu nominato coma ndante l'esercito del Reno. Contemporaneamente J'impe1·~toro acceltn~a le dirni::sioni del maresciallo Le Bceuf da capo d1 stato maggiore dell'esercito, nominando in sua vece il generai" Jarras. Intanto sino al giorno 12 chi resse il comnndo supremo? Che cosa s'intendeva colla denomin11zione di esercito -del Ilen? '. Ecc~ domande 11110 quali non possiamo rispondere, e che ci 1mp<·tl1sr.ono quindi di pronunziare un giudizio qualsiasi s~l_la coudutt~ del m:iresciallo Bazaine, per ciò che riguarda l~. de?1srnne da lui presa di Insciar Metz per ritirarsi su Chùlons. rGia v1 furono molti che gli die,iero colpa di aver soverchiamente ritardai.a una tale decisiqne, jler cui quando alfine la pre.se era ornai troppo tardi; ma tale giudizio ci sembra in-· vero troppo preùipitato; poichè, arnmes~o che il marescinllo -non ~bbia avut? la respons11bilità riel comando supremo prima ·d.el giorno 12, come parrebbe l'Ì'sultaro dall'anzidetto decreto,

POLITICO-MILITAIIE

non ei:a certo di troppo lo speuclore In giornata del 13 pel' avviare su lla strada di Verdun il c11rreggfo e cominciare laritirala clelle truppe il giorno 14, come infatti avvonne. SPmbra: a<l ogni modo, che se non altro siasi npproftìttato di quest<> lasso di tempo pr.r nrmarn ed approvvigionare convenientemente la pinzza dì Metz, la quale, ·Co11w tnltn le altre nella ipotesi cli una f!Uerra offe11siv11, non era punto stata messa nelle concl izioni volute di difesa. Ma, rinunciando a risolvere la q1rnstinne dell11 rispons:ibilili): degli indugi a Metz, non si può a mPno di riconoscere ch'•~ssi esercitarono una funPsla inOuenzn sul SPguilo dr.Ila campagna, e conferma rono, nuovamPn te il fati.o dc·lla SE!pilra.:ione delle forze francesi. che già aveva portato così frBmendi rov1-·sci , e che ue doveva poi portare nitri più tremendi ancora. Soltanto qnatlro corpi si concentrarono flllcrno e ava11ti a Ml'tz; la gn:ircl ia, il Jl•, il III• o il l \I' : di q111·sti solo il 11° rra stato sconOtlo; gli altri erano intatti. Stando a corrispondenze aulorHvoli, panebbe che ·il li' carpo avrebbe finito di raggiung1•re il gr,isso soltauto il giorno 14, benchè da Forbacb a Mc!lz non vi siano più di tre marce. St~ ciò da una parte sem hra difficile a crederr, polrebbe dall'altra spiegare fino a un certo punto gl'indugi di Metz. Mné-~lahon, battuto gloriosam~nte, ma completa men le a: Worth, dovelte cambi11re la sua lin ea cli ritirala, e ripif•garsi su Saverne, anzichè su Hagenau; le truppe eh' egli rinscì a conclnr seco erano pressoc;hè clPI lntto disorganizz11te e 11-1 strade la ter11 li erano pur pir.oe de' suoi sbnndnti. Egli prosoguì la sua penosa ritirala perSarreburg. Blamont. Lu né.vi I le. 811yon, H11roué, Vézelise e Neufch&.teau, dove giunto il 13 iigosto prese la ft'rrovia cho per Bologr.e e Joinville tende a Blesrn n e a Chulons; m;:i, essenòosi sparsa la voce rhe i Prussiani occupnvano 1311,sme, tornò a Clrnumont; donrte poi rassicuralo si rimise in via e · giunsi, a Cbàlons il 16. Ivi lo raggiunse il corpo Douay, partito, il 17 da Belfort dove era staio trhttenulo dalle dim ostrM:ioni chH un ' picco! numero di truppe bacl<~si andavn facendo sulla dcslra spqnrla del Reno. Qual via abbia tenuto il corpo De fa illy pnr ritirarsi pur esso su Ch&lons, non ci riuscì finora di appurilrlo . Int11nto i Prussi11ni, che al giorno 6 avev11no sulla fronliera solamente le teste delle loro colonne, · s111vano ammassaoct'osi sulla linea della S11ar, per qnindi compire uo g ran D'lo1•inierito di co_m ersioue a destra, che permettesse poi loro di avanzore su .


CRONACA POLITICO- MILIT ARE

di una fronte para llela alla linea della Mosella. A quel momento dodici corpi d'armata si trovavano al di qua dal Reno, cosl distribuiti : 1° Esercito - Srn1NìUBTZ.

Vll' cor po Zastrow. VIII• id. Gi.iheu. 2° Esercito - ·PRlNC IPE FEDE!UCO CARLO. m• corpo Alvenzlebon II. IX• id. Manstein (1) . x• id. Voigtz-Hhetz. XII° id . (sassone) Principe reale di Sassonia. Corpo della Guardia Principe Augusto 'ai Vtirtemberg. 3° Esercilo - PntNClPE REALE DI PRUSSIA . v• corpo Kirch!Jach. 11" id. Bose. I• id. bavarese Von der Tano. II• id. id. lforlmann. Corpo misto bado-wurtemberghese Werder. . Ei:ano _in marci~ pH raggiungere l'esercito il 1° corpo-(l\fanteyOel) c~e fu poi addetto all'esc~rnito cliSteinmctz, il n• (f<'rausecky) e 11 IV· (Alveus leben 1) che furono destina ti ali' esercito <l.~_I centro, _e il Vl_' (Tiir~pling) che ra_gg_i unse l'esercito Jel sud. <:1.isc~no d1 qu~st1 cor pr era forte d1 circa 30 mila uomini, cos1cche a 480 mila uomini si può calcolare la cifra delle truppe tedes.che che passarono il Reno. senza éontare i corpi di . iandwehr che furono fatti venire in segui to. Il m?vimeolo che do,·ettero eseguire i Prussiani per portarsi sulla hue_a d,·.lla Mosella richiese parecchi giorni di tempo ; mentre hila destra de ll' esercito tedesco non era che a due marce da ~!etz, l'ala sinistra doveva impiegare almeno 6 giorni. p_e r passare i Vosgi e giungere a Na ncy. Fin dal giorno 7 fu d1stacr:ata dall'esercito del sud la divisione badese . e diretta su Strasburgo, dove il giorno 8 si fece I' iogiunzion~ al comandante la piazza di arrendersi. Era questi il generale Uhrich. ehe respiose sdegnosamente !"intimazione, e si ,opprestò a di(l) Di questo corpo lal 70. divisione (Schwimmelmann) era rimasta di prl:lvisione di una ope razione di sbarco; essa raggiunse poi prn tard1 l eserc1to, quando ogni timore a quel rigm1rdo si considerò come svaniti).

là _da) _Reno,_

\n

,i.23

fendere la for te.zza con tu tti i mezzi di cui poteva disporre. Jl resto dell'esercito del sud ·incominciò la sua mart:ia attraver so ai Vosgi ; esso trovò !:'11 1 suo pa;;saggio le piccole fo r tezw di montagna di 13itsche, di Lichtèm berg, della Petitè Pierre o di Pfalbsburg; tranne Lic 11ternberg e la Petite Pierre che capitolarouo dopo breve bom bardameu to, le altre resistellero vigor osarn0nte, e i Prussia11i. come videro che il bom barrlamento uon sortiva l'effetto desiderato, vi lasciarono a ·guardia poehe trup pl~ che furono poi ri levate dai corpi sopravvegnenli, e piì.1 tardi .1ricora da lla landwehr, senza che ciò valesse a r itardare o ad arrestare il movimento gt\nerale. Qtiesto era preceduto a grande dislanza, anche a due 111arce e pir1 dal grosso, da lla cavalleria, i cui esplorai.ori entrava no in Nancy. lasciata sgombra dai Francesi fìn dal giorno 12, e si pr<•sentavano su vari punti della val le della Mosella, mentre il grosso dell1~ truppe si trovava sulla linea Faulqul'mont, Gros Tenquin. Sarrehurg. Questo m0do di adoperare l:i cavall eria fu poi tenu to dai Prussiani durante tntto il seguito dell e operazioni, e .fu senza <lubbio uno de'fattori più decisir i de'successi ott~nuti ; la cavall eria fu così veramente l'occh io dell'esercito, che permetfova di riconoscere k intenzion i e le mosse dPll',n1versnrio, mentre a vvi luppavn le mosse del proprio esercito in un fitto, impenetrnbi lo velo. Qm,g li spioni prnssian i che. !"eccitata fantasia francese cl'edeva di scorgern in ogni fisio nomia per poco sospetta non erano certo ufftziali travestiti, misti nelle città colla popolazione> dei paeifìci borghesi; essi errino invece quegli ,:1rditi Ulan i (1) che in picciol numero osavflno penetrnre nelle città e nei villaggi, imporvi requisizioni, e ballere tuttn In contrada ali ingi ro; lo spionag[!io segreto, unico arloperab ilo in tempo di pace, non è più efficace in tempo rl i g uerra; le sue informazioni, quando pure fossero attend ibili, g iungerebbero (l) In tutte le g uerre vi sono sempre da una parte e dall'alt1·a alcuni corpi s peciali che s'impadron iscono delle immaginazio11i p('po lari, e sono come una specie di bogus. Gli ulan i ha,1110 ra ppresentato 1wlla campagna del 1870 quell a parto che nel 1814 rapprt>senta rono i cosacchi, nel J&JS i òer-saglieri sardi. e nel 1859 i turcos. Effettivamen te del resto un ula-no non ò altro che un lahlciere, e quest'arma è reclutata d,\ tlltte. le pani della German ia p1•ecisameote come tutte le altre arm i. La parola ula no del pari c l1e l'ec1uipaggiame nto dei lauci•ri tedesch i furono tolti in pr~sti ~ dai Po lacr.h i, in quella gu isa che il nome e l'equipag-giame nto di un'altra specie d i cavalleria, gli ussari, fu_rooo presi in prestito negli eserciti di Europa dall'Uua-heria.


+25

PO LlTl CO-MlLl'!'AIIE CRON.\CA

sempre ·troppo lar.rli ; il solo spionaggio che allora toron veramente efficace è quollo ' cho si f'a co llo lontane esplorflzioni dt11la cavallPria. Così la intesero i Pl'ussiani. ma così pur tropponon la intesero i Francesi, i quali ;lO n solo furono sempr e allo scuro di ciò che facess e il nemico, ma che in !)iÙ d'un, incontro do,·ottcro a!)puoto le loro rollo all'essersi lascinti sorprendere. L'inerzia e 111 nonc'in.lancc fra r1 ceso da una parte o la scru polosa e metorfica uccnralezza g-ormanicn dal l'a ltra non bril\ rrono nrni cos't ,·i vvmeutu come in questa ca mpagna. I quattro corpi fran cesi r.he ~i trovavano coll'imperatore aveva no pr<!SO posizione avi.lui.i a Mel7., e moslrnvano di vol(•r di fu11de re la ì'lied frances e, ,·he ave\'élno reso più f.1rte con lavori in terra. ~la il g:orno 12 apparve e,·idon le ai Prussiani il movi mento rii ritirata d1Ji Francesi, i quali abbandonavano .la lin'ln della Nied n si ronr,intr11 vano su 11P.lz. Se la ritirata si fos si} proseiuita su Verdun, non era più possibile ai Prussiani cli raggiungere il nomico, il quale ovrd,be così po tuto g uadag nare sicnrarnento Chulons , con;.:-i ungervisi cogli ovanzi di Mac-)Jahon. completarsi collo risorse che ogni giorno affluivano da Par igi. e r resPntare cos·1 a ll'invnsion e un .serio ostacolo. L' esercito di Stoinmclz che doveva percorrere la linea più IJrc ve si su rcblJ P trorn to dionnzi a Mulz. e l'esercito del principe Fe.Jerico C.r rlu non era in caso ui passare la Mosella, SB non fra lrll giorni. ln la i circostanza il c:o ncc llo formato dal coma ndo snprpmo dell'es('rcilo prussiano fu veramente altrettanto saggio . quanto ardito, e rivela in chi lo formò una monte fati/I per le g randi operazioni , quali conven ivano à così gra nd i masse. Coll'esercito di Stcin mt'lz lrattenern dinanzi a Met7. le forzo nemiche, far loro per.Jcre in tnl modo un tempo prc1.ioso, il quale sarebbe stato utilizzato dall'esercito del contro per portarsi rap:dnmcnte innan1.i, passar la Mosa, e attacc11re di fianco l'esercito frnnceso, mentre questo a\'rehbe eseguilo la su11 ritir11ta sulla strnda ùa Melz a Vnduo, od a nche, se possibile, sbarra rg li addirittura il pusso; nel fraltumpo, anche l'esercito del sud si sarebbe portato sulla Mosella, Nl avr ebbeser11ilo come di riserra generale, per ogni eventualità. In ciò si pnò dire che consi::'la la gran battaglia strategica di Mctz, for m·1ta dai co mballime nti del 14, del 16 e del 18 Fu una r ipoliziooe di quelle stupendo e decisivo manovre di cui Napoleooe aveva dnto esempi a Marengo, a Ulma, a Jena. Il g iorno 14 I' ese rcito di Stoin metz si tro va,·a già ravvicinato a Mdz; il 1° corpo a cavallo delle due strade che da Saar-

louis O ria Saarhr i.ick per Bonlay e S11int Avold si riuniscono presso Metz, il VU° a Punge e a ~ommang~vil_le, l'Vlll· _in riserva a varize e a Bionville. L'esercito del prmc1pe Federrno Carlo si 100-ava colla sua destra all'eser cito di Steinme.tz, ma la s_ua sini,;fra era ancora indietro, nella direzione di Gros Tenqm~. L'esercito del sud ora nei dintorni di Blamont, occupando g1a colla testa Lunéville. · N"1 pum<}riggio, essendosi fatto evidente il ~ovi?1cnto delle truppe francesi, che passnnrno la Mosella, o ~1 nvviava_no sulla strada di Ver dun, le avanguardie del 1• esercito prussiano at• !iJccarono cos) vivamnnte le retroguardie fraoco~i, che queste dovetlerò essere sostenu te dni corpi che giil. erano in cammino. - Alla loro volta anche i corpi prussiani si avanza~ono a snstngno delle loro avanguardie, e si impegnò così un'az1oneviv1ssima , cho si prolungò fino al cader della notte (1). Entrambe le par ti si attribuivano la villoria , come s,m~pr~ s_uccede dei combattimenti n cui la notte m1::lle fine. I Prussiani s1 er~no spinti fin presso ai forti di Metz, ma non po~crouo_ racco_gl10:~ nè prigionieri, nè allri trofei; il numero dei ?1o~·L1_e de~ feriti fu stragrandi', massime dal la parto doi Pruss1a01; 1 ~uah pure in questo combatti 1nenlo aveano proceduto_ offtins1va_men'.e, mentre i Francesi s'erano difesi di('tro i fo ssi eia cacc1t1 tor_1 e dietro gli accidenti del terreno.- Il 1° cor po prussiano specialmente suh\ perdile enormi. Aveano preso parte all'azione, df.i Prussiani il I il y11• e l'VIW col'pO e parle del 1x•. cho appar teneva al 2° esercito; qua nto ai Fr,rncesi nulla mai di certo si può affermare sul ronto loro, pokhò, in mancanza di dati posi,tivi_, qnelli ~he forni ~conQ l_e corrispondenze sono tra loro cosi d1scordanl1·, che è 1mposs1bile farvi sopra alcun assegna man lo; parrebbe che vi ~iano, stati impegnali il li', il ll1° o il IV' corpo. . . n el re,to, qualunque si fos se il r isultalo lall1co_ cli q-tH:sl~ comhaUirocn to, non si può negare che con esso 1 Pr11ss1am avevano raggiunto un gran risult,alo strategico, in qnan~o che avc•vano obbligalo le truppe di 13:lzaine ad interrom pere 11 loro movime11 to di ritirata, a tornare indietro ed a comhallere; per 0

,

(lì c osì di questo come di tutti gli altri combatt!m~n ti noi rinunziamo a dare i pa rticolari, poicbè finora non abbi a mo relazioni nuhLar1 veram~nte :mendibili, fuorchè dalla sola parte tedesca. Per la parte france~e ~01 CO-: nosciamo solo alcuni episodii per mezzo delle corrispondenze de. g1ornal1 le quali del resto riboccano delle più tlaga·~nti incougruenze, e si ferm ano di preferenza sulla parte pittorica e descr1tt1va. ANNO

xv,

VO!.., Ili.

28


CRONACA

tal 'm o<lo ìnvr ce di tr ovarsi già. tulle nella notfe dal 14 al l i> sùlta sinistr 3 della Mosella, cos) <la poter raggiungei·:e nella: giorna ta del 16 Verdun, esse dovetl ero fer marsi a Metz e soltanto nel ·maLtino tlel 15 riprendere il movinwnlo cos) interro tto. Intanto i c:orpi del 2° eserci to furono fotti marciar e nella giornata del 14 con gran celP.rità fino alla Mosella, che fu pass111.a nel giorno successivo su tre punti a monte di Mclz, a: Coroy, Pagny e Pon t-à-MoussrJO (1). Passarono pure la Mosella il' vn· · o l'VIll· corpo del 1• e$ercito. · ~ JI mattino del 16 la testa dc,ll'ese.rcito francese. che non avea oltrepassato ancora M,1rs h Tour, si vide ,vigorosamente all.ac· cata · dal ti[• corpo {Alvensleb:m II}, il qu.rle ,,en ne rnccessivameù!e sostcnnlo dal x• (\'oiglz-Rhdz) e da llo divisioni 16• o 21"! L'esercito france se fu obbliga to a far frcinte verso snd, e il c·orn ba lt imento durò ostinali.ssimo tutta la giornata, fìuo al cader della ·notte . Anch e questa volta le du~e parti si att.i'ibuirono la vittoria;. lo po1'.dite ern no sta te tremend e <la un a parte e dall'altra ; ma i P1·ùssirini eran o r imasti padroni de!la piìi Tl1(ffi dionnle e più brev·e fra le due strade che conducono da ~.letz a Verdu11. Il con'cetto rlel co rf rn ndo supremo dell' esercito prnssi11uo era s'erripre più vicino a l suo compimento: ancora uno sforzo e la ritirhta di Baia ine ora completamente tngliala, e le sue trnppe· rigettato su Metz. , La giornnta del 17 fu utilizzata dai Prnssiatii per far passare là i\Josella ai corpi che ancora erano rimasti indietro; non rimase sulla sponda destra cho il I• corpo . Il 3° esercito sf troJàva in questo tempo pur esso fra la. Mosella e la Mosa. · NJ lla presunzione cb e il marr.sciallo Bazaine potesse fontarè di ancora eseguire la sua r itir~ta sulla strada più sctten tri onart. che passa per É t:,in , fu rlato ordirrn al 1• esercito di trattener e coo dimostrazioni il nemico presso Gravelotte, mentre 3 corpi. del 2• esercito (la guardia, il IX°<' il XII•) si sarebbero avanzati a sinistra su .Tarny, Do ncourt e St -~larcel, che si trovano appufito sul l'anzidetta strada. li X0 e il m• corpo dovevano tenér dietro a questi I.re corpi e servir di legame fra essi e il 1° eser:. cito, in eotre il II 0 corpo, destinato come r iserva generale veniva, diretto da Pont-à-Mo usson verso Gorr.o. , ~~ sembra che il maresciallo Bazaine avesse o mai rin un.-:0

o'J ·ro quest'ultima local.i tà i F,rancesi non avevano .nemmeno avuto ~ precauzione di rompere il ponte i n pietra ivi esistente.

l'OL!TlCO·Ml LITARE

ziato all'idea di prosegu ire lri sua ritirata su Verdun, .la quale non si sarnbbc CPrto po tuta 1°seguirE' senza g ravi P'' ricoli:,.egli perciò aveva sc·hierato il mo esr rcito lungo un dorso di' collillll che si stende rla Sainte-Mflrie aux CMnes · e da SnintsAil per Amanvillers verso Gravelotte. L'impPratore avea lasèiato l'esereito il: 15 cd era giunto il 16 a Chùlons; le salmerie fl'rano state avvi ile fìn dal giorno 14 per la strnrlfl di Vt>rdun, cosicchè omai il maresciallo Bazaine non vi pott:'Va più conLar sopra. ·Egli si accingeva co· suo i corpi già decimati orrihi lmente , da due giorni eh comhattimento ad nffrontare un'ultima vcil ra le sorti di uua battaglia co ntro un eserci to che avHva pur esso. subìte consirlerevolissime perdite e m1-1g-:;iori forse 1rncora ehe le su<{, ma che oggi portava in linea nuovi corpi intatti e inebriati dal !a vittoria. Sem hra pc'rò, sP!iheno non lo si possa atrurrnaro di certo che in qnosto f'rallt-m po ngli abb ia p 1r r icevuto il rinforzo, so non di tutto, al meno di una parte del. cç>rpo Canrohert. \\la non sarebh'egli stato prefer ibile, ('!1e il maresciallo ·Bazaine 1ascia$SO dav<1nti a l nerrlico un cor po d'armata, colla missione di tralleuerio, e di rinchiudersi poi i'n 11l etz. erl egli col g rosso sO lare rapidarnenle a nord, dove avrPbbe po tuto. servirsi della ferrovia Th ionville-Mézières? Ecco 'UD' altra di quelle dornandn che si present.1100 spontanee. ma alle quali m•lla totale defici enza di sicuri ragg uagli è impossibi le <iare una risposta . Certo col preu<lere la posizi0ne che il Baznine occupava nelta gì ornata del 18 era evido nto che non gli' restava altro ~campo, se violo, fuorchè quello di ritirarsi ,in l\letz. Fors~ Lrovova egli clrn ul poslutto il restare a fl!e lz fosseancora il partilo migliore, perchè così si teneva occupato. il n emico, e non permettend0g li di marciare con tutt.e 'le sue forze su Parigi, si dava agio con ciò a lla difesa di Parigi· di meglio organizzarsi. È la conso lazione che fu trovala rli ·pòi; ma l'intenzione di Bazaine di r itirarsi su Verdun rra stata troppo palese, perchè si potesse supporrt> ch'egli avesse di pien suo grado mutato idea e che avesse deciso di limitarsi a cam. peggiare intorno a Metz. · La giornata del 18 fu ancnr essa è più ancora che le· allre duo una vera ecatombe d'uomini, un'orribile carnifìcina, quale da lungo tempo non s'era vista nelle storie militari Qui ancora le parti s'erano inveirti te; i Francesi avevano cedu to ,ai Tedeschi il loro slancio nell 'offensiva, e questi a,,evano ctduto a quelli la loro tenacità nella difesa. Ma la prepc nderan:za ,d,C'I 0


428

i29

CllONACA

P OUTICO MILITAnE

numero, la superiorità dell'artiglieria prussiana decisero definiti,•amente la giornata, o verso sera l'esercito fran cese perdeva le sue posizioni e si ritirava sollo la protezione del campo trincerato di Motz. 11 risultato era completo , immenso; il piano de' Prussiani compiutamente riusci to: ma la vittoria era stata pagata a cos't caro pre.zzo, da far parere mBn grandi i vantaggi ollenuti. Roggimonli a metà distrutti, privati di u;ia gran parto de'loro uffìciali ; parecchi generali morti o foriti; il. sangue migliore della nazione germanica era stato copiosamente vorsato, e ben podie ful'Ono le famiglie, le quali nun abbiano avuto a lamentare quolcho perdita no· loro paronli . Queste cosl sensibili perdilo cagionolo ai Prussiani formano del ro::,IO il migliore elogio del valore o della perseveranza con cui combnl\è l'esercito francese, che sostenne ll'!l giorni di cos) dure ballaglie contro un nemico sempre rinnov11lo , e sempre superiorti. Ma ornai tanto valore riusciva insufficien te a compensare i direlli di una situaziono strategicn, ·falsa lìo da principio, e alla qualo non s'!lra pensato a r •mediare, quaudo irn sorobbe stato tempo, cioè nei primi momonti, che susseg uirono ai rovesci di Forbach e di Wissemburg. Ornai dunque la condan na di questa parte, che era la maggiorll e la migliore delrestjrcilo organinato. era pronunziala; esso era obbliga lo a rinchiudersi in Mclz, dove probabilmente gli approvvigionamenti non erano stati calcolali sulla base di un t'Sercito cos) numeroso. Nè vale il recare ' la consolazione più dianzi citala, che cioè quest"esercito richiedova l"imrnobilililziooe di un esercito pr ussiano ancor più fvrle, lasciando cosl il rP,slo troppo debole per µot or tlluere la campagna e marciare su Parigi. Il nemico chiamtuvlo dall'interno del paese corpi di landrochr e dcsl inan'doli a questo urlìcio mostrò quanto poco fondala fosso questa sperao1.a, e quanto r icche fosst•ro le ri sorse chr. la fo ri~ orga1111.znzionc mililare prussinna poteva gellar sulla bilancia nella guerra contro la Fraqcin. I nostri lellori hanno presente il modi) con cui le giornate del 14, del 16 o del 18 furono fotte conoscere alla Francia, e come il l'alikoo $Cpµe pr11scntarle quali altrelt11nlc villorie, , cerca ndo cli illudPrn l'opinion e pubblica, avida essa stessa di illu~ioni. - Noi non sa premmo félrglien r. un torto: a che avrebbe ·giovalo dare una linla nera ;alle cose in quel momento? Avr.. bbe ciò fatto progr1:dire d"un passo le misure ct ·organiz&azione a cui egli co'suoi coll1Jghi slava allendelldo con la_nta

alacrità? Non snrnhbe in mcc stato ll!'sai pericoloso il cr e11r e un'ngitazione. d10 avrebbe potuto r endere fio d'allora inevitabile la crisi che scoppiò più lardi, quando non solo l'autorità , ma anche la persona stessa del sovrano fu lolla di mezzo? E il Palikao riusci M ~\ bene colle sue fr:isi ambigue, col dare in pasto nll:i curiosi lii rfol pubblico episodii l11sin;.;hiori 111·r 1·amor proprio francese, velare agli occhi dei Porigioi l:1 nuda real tà. che lìno agli ultimi giorni, prima che si conoscesso la capitolazione di Sédan, sempre ~i credette che 13azaine fosse libero dc'suoi mo\•imonli, e si tenesse in comunicazione col minislc:N, Colla giorn<1t11 del 18 agosto si chiud(iva il secondo alto delh cnmpagna. A questo punto i Prussiani avevnno invaso l'Alsazia e la Loreno, avevano ollrepnssato la linea della Mosella, e stavano per passare la linea della Moso, e quindi ocrupare le pianure della Sciampagnn, marciando su P·origi. - Essi lasciavano dietro o sè parecchie forl.Pzze , cho non avovooo ce. duto dava nti all'inlimidazio11e cJi un cannonc>ggia mento, ma che tulle - !ranno Atetz - C!rano difese da cos) poche forzo. da non costituire un serio p1;1 ricolo alle ~pn lle d'un eser cito così polente. Oltre a quelle già nominale s'era agginnta. ora In piazza di Tou l. tenuta in g ran p:irto do guardie mobili, le qun li (r.cero assai bene il dover loro. - L'importanza di questa piccola piazzn consistova specialme nte nel trovnrsi essa prrrisarn,.. nte i::ulla fe rrovia chu da Nancy per Bnr lo Due va a f. h1ìlnn,. l Prussiani non avPano allora disponibili chP. sole dnr liÌ)Pfl forroviarie, quelln di Saarbriick. che era otluratn da Metz ; e quolla che dal Palatinato per Hagenau. Ven.Jenhrim. Swer m· e Lunéville venivo a Nancy: queste cln<' forro\·ie sono unite fra di loro <lai tratlo di receuto costruzione cho da 8Pning vn ad Hagenau; ma su questo trotto si trova la piccola piazza di Bilsche , che è pur sempre in mano dei Francesi ; csrn sono pure un'altra volta unile fra di loro poi tratto cho va da Motz a Frouar'1 ; ma il punto tli distacro di questo !rallo si trovo sotLo il cannone di M,,tz, e i Prussiani dovoltr' 1'0 1wns;11·p arostruir,, un tratto nuovo pitl al lnrgo, e fuo ri del rag~io cl"azione della piazza. È facilo pensare. come non µotendo i Prussiani utilizzare altro linee ferroviarie, ed essendo per di piìi l:i linea dt lfogc!nau per alcuni tratti ad un binario solo, si dovettero produrre della immenso difficoltà per l'ov:icuaziooe do·aumProsi feriti proprii o francesi, che si spedivano in Germania, nello stesso


l>OLlTIGO:-MI;LITAilE

· CRONACA

-dimostrato la sµa ammirazione yer so lo sfqrtunato mar~sciallo coll'offrirgli un-i spada d'onore (l ). · ., . Non ìi possibile nemmeno oggi il dare raggu11gl1 esatti sul la composizione e sull'organi7,wzione di queste fon:e, Dopo la .capi tolaziono di Sédan s.i riconobh<1 che esso ammontavau? ,.a non meno ùi 150 mila combatt.roti effettivi, senza contar e 11 ~corÌ)o del generale Vi noy, che non . giunse a tempo, a quel -che pare, a prender- parte alla battaglia del 1° setteml~'.e. La' formazione di quest'esercito è senza dubbio la prn bf\lla apologia che si possa rare del_l'opna di orga n!nazi,ine ,c1_e1 còote f>alikao, I Prussiani non stimavano certo cosi alte le forze poste sotto gli ordini . di Mac-Mahou . . . .. · Ma quando già i Prussiani ora no g1unt1assai press_o a Ch.ilons, si seppe che iI campo era sgombrato, e che 1€1 _forze di l\lac-i~a_hon si· r ipiegarnno !\U Reims (fra il 20 ti il 21 . 11gosto}. La pos1z10n~ -di Reims era vantaggiosa soUo :ogni riguardo; essa lrova~1 · ,al . pnnto di $epara;;;ione fra ,la pianui:a della _Sc!tunpag-na e _1l ten"no ondulato e boschivo che in la-rga stn scia _s'. st,•n?e a _ ove~t fino a Parigi fra la Marna e l'Oise; in tal posmon~ si c~priva la strada più dir etta su -Par igi, coslitL1eodo una m_1,na.cc.1a . pel (ìanco del nemico, che, avesse voluto penetrare ~1u ~ltr~ pH la va lle dl:llla Ma!'Oa; oltre·_al le ri:umerose comumcaz'.om -01·clioarie che s'incrociano a Reims; v1 fanno capo due llo~ ferro~ iari ~! prnvenien ti da Parigi, l'u na più meri~ìonal6 e _più breve per Soissons, l'altra , per Com pipgne e Lao? ;- 1\-'. Rtt-.tft~s pure fa c~po la ferrovia del le Ardenne, che per-Relh(?/. e ~le..~ zières co~duee a Thionville. · : ,, Dopo essPre rfmasto due giorni a Reims, l\lao~Mahon com~nmo ., .il 's nù moYirriento verso Réthel e Mél.ières, -mirnndo evid~n,, tenlentc al lo scopo di sblocca.re Bazaine. - Era uu lungo g1r~ , che esi~eva non meno d.i 10 giorni di marcia. - Sarehb'egh slato possibi le per tanto tempo tener celala qursta · mossil _a l, ·l'es:ercito prussiano, così ,•igilante, così ric(;arnente provvisto •1 di cavalleria? Era · fol lia sperarlo,. In lai caso·, se pur volevasi r:aggiuogere ta l r isultalo, !'.unico mezzo s~rebbe stato, non

tempo che si facevano su · senso contrario i trasporti dei viveri, non essondo omai surfìcieol.i le esnuste provincie occupate a forr:11rli al l'esercito. -Ciò d iede luogo a lla domanda indi rizzata .al governo belga o al Lu~snrnlJurgo per polere util izzare la forrnvia Lussr,mbut'go-Aix la Chape lle; le rimostranze del "'O• verno francese, il quale dichiarava di veo:re in una si:iile -concessione una violazione della neutralità, impedirono elle tale pmtica a vesso effetto, ·Dop~ la battagl :a del 18 uo nuovo ripari.o fu fa llo nell'esercilo L~desco; _il corpo della guardia, il JV• e il XU• (sassone) furono distacca ti dall 'esercito del principe Federico Cai·lo . e ri uniti sollo il comando d(~l principe rea le di Sassonia. coli~ denominazione cli 4' esercito, il quale unitamente co l 3° doveva marciare su Parigi , seguendo la linea d·operaziooo più nord ica. il _res_to dovea _rimanere attorno a Metz, sotto gli ùl'dini del pr.111c1p_e Fcder,~o Carlo; la denominazione di 4• esercito parrebbe indicare che il l ' fu pur' lascia.o sussistere·, o ad ogni modo non ci fu dalo di raccogliere dati positi vi per appurar e quanto vi foss e di vero tiella voco corsa della .destituzione di SLei nmdz. ,L'l'sercilo del principe reale rii Prussia che nel le giornate com• battuto attorno a ~fotz er:isi concentra lo fra l,1 Mosella o la lii osa per ac_corrl're, se ne faceva d'uopo, in soc.corso degli altri due ese:<;1l1, riprendeva ora la ma rei a, segue ndo per . linea d'operaz,one d1rett1 va la strada di Bilr In Due, Vitry J.e Fr ançais, ·GMlon s. Con questo esercito si trasrer) pure il quartier generale d"I re di Prussia, ind icando così chia ramente che, mes,so omai fuori di questi one l'esercito di Bazaine, e lascia tovi a guardia un c~ mpelente nu mero di forze , l'obbiettivo capitale delle op,~razioni dive11tava ora Par igi. . Prima però di giungere sotto lo mura della gran ciUà :;i contava di dover rovesciare l'oslacolo che avreb be oppost9 aU'esereilo invasore il campo di Chalons, dove sta.vano concentrandosi, onre ai corpi di Mac-Mahon, di D!3 Failly e di Dmiay, altresì le risors<~ militari che l'opern ,soler te t'd orga-:-. mzzatrice del Palikao sta.va approntando .. Tutte que~~e forze er ano poste sotto gli ordi ni del maresciallo Mac-Mahon,. il cui. prestigio, lungi dall'essere diminuito clqpo il disastro di ,vorlh, era anzi cresciu to nell 'opinion publ)lica francese, che aveva ..

'

•

0

1 -(1)'. È ' veramente not-Ùe e degno deHa generosa nazione fran~e~e ques~ ,;, cohtegn'o tenuto verso i.I merHo non corouato dalla fortuna; c'e- rn'rero d1 , r •èlie· arrO$cSi r ne . per quegli organi della ooi;tra stampa, ,elle · al .pr imo ·anJ "nunzio .de.I la rotta di . wo1·th furo.no ·così corrivi, non so.lo a. gongolare ·'11aé'i ie:vittorie _p~ussjane, . 1;1a anè? ra a v~r;sare il_di le~gio e !l si:rc!!':°-o · 11ull'eroe di ·Magenta. È egh poss1b1le congnmgere maggior v11ta a ma,,.,1or malignità l

. ·~·' .

,.

t


·432

CRONACA

già di s_ch~rare l'esercitò prussiano, cosa impossibilP, ma di andarglt risolutamente incontro, coglierlo nf'l momento che i suoi corpi. disseminati sopra un'ampia zona di torre110, avrebbero fornito forso l'opportunità a Mac- Mahou di b111terli ih '. dettaglio, od allorn, ma allora soltanto, dopo aver rial1.ato i( prestigio dellr armi francesi e il morale delle trupp(• , co.rrere a Metz, per darvi battaglia all'esercito che bloccava Bazaino. O forse Mac-~Iahon non arnva ancora ricevuto tutti i rin forz i che gli g iunsero poi per via; oppure anche il morale doll~ proprie truppe llùn gli ispirava fiducia? · Ma l'intraprendere una mnrcia così lunga ed arrischiata era appunto l'impre~a di tutte più temeraria. e che richiedeva truppe solide e beo anima te. Noi del resto non affacciamo queste coDsidorazioni. so non iu mo,1o dubilatirn, e perchè troppo naturalmente si prt!Sentano alla mente. Troppe cosn ancora ri sono nascostr, o noi non r accoglieremo certo dai gazzettinisti le informazioni d'ogni genere su i motivi elle determinarono questa marcia ~ il modo con cui essa fu eseguita. Dicono che ~lllc-Mah,)n l'abbia intrapresa contro sua voglia, o ch'egli l'avesse dissuasa : si fa porola dogli ordini emanati in questo senso da Palikao, drgl'imbarazzi po rtati da lla presenza al campo cli Napoleone. Noi . a~pettiamo in proposito di sapere qualche cosa di più sicuro. • Comunque sia di ciò, il quartier generale prussiano sembra essere slato qualche giorno all'os,:uro sulle rnre intenzioni di llac-Mahon. Però fin da quando ogli abbandonò il campo di Chalons. por ritirarsi a Reims, l'esercito del principe reale di Prussia cominciò a concentrarsi verso la s ua destra. Ma non fu _prima del 26 cho si penetrò il progetto di Mac-Mahon, ed allora si diedero g li ordini pllr portare l'esercito del sud verso nord, cambiando cos\ direzione di marcia, mentre l'esercito del principe renle di Sassonin s tava passando lo strette dell'Argonna. Un primo scontro a Buzancy, avvenuto il 27 fra la cavalleria dol 4• esercito e un reggiu,cnto di chasseurs à cheval era per l'esercito di Mac-Mahon l'indizio ch·e In sua marcia era stata scop~rta, e ch e !l'ora innan1.i egli non nvreb!.>e più potuto prosegui rla senza combattere. - Forse egli era ancora a tempo 3 concPntrare tutte le sue forzo ed a piombare sull'esercito del ~rincipe r ealo di Sassonia, prima che quello del prinr.ipe reale di Prussia giungt:sso sul teatro dell'azione, giacchè que~ .st'ultimo si trovava ancora il gioruo 28 col grosso attorno a

POUT!CO·MILITARE

'

,33

St-Ménéhould. Ma egli preferì tentare di continuare la sua marcia, ed accelerò il passaggio della Mosa. Ifa il gioçno 30, mentre già quasi tutto il suo esercito si trornva sulla destra della Mosa, il corpo De Failly, che erarimasto sulla sinistra, fu sorpreso e 11ttaccato presso Beaumont dal Xli" corpo e dalla 2• divisione bavarese, e rigettato in disordine fino a lllouzon sulìa Mosa, dove si potè raccogliere sotto la protezione delle batterie francesi stabilito sulla sponda opposta. A questo punto anche l'esercito del principe reale di Prussia ern in caso di cooperare, e Mac-Mahon era minacciato così da forze imponenti (7 cor pi d'armata, oltre a 200 !llila uomini). Le forze prussiane si divisero in due: nrnntrc I' ala destra passava la Mosa fra Mouzon e Stenay I) doveva attaccare da fronlo Mac-Mahon , l'ala sinistra, passandola fra ~lézières e Sédan dovoa venire a prendere i Fr<1ncesi olle spalle. Era una di quelle manovro che. portano risultati decisivi. qur11-1c'lo riescono, _ma che non si tentano mai impunl'mento, tran ne quando, com'era il caso qui dei Prussiani. si è preceduti da una serie di vittorie, che hanno di tanto rialzato il morale della pt·opria parte, qua nto abbattuto quello della pa,·te òpposta . La giornata del 31 agosto fu sostenuta da una sola metà dell'esercito prussiano, quella che avera passato la Mosa a monttt . di Sédnn. e che ora attaccava la fronte di ~h1c-Mahon, coperta dal Chie~s, mentre il resto si avanzava verso nord-ovest, pt!' tagliare ai Francesi la linea di ritirata. Questo movimento si compì il l · settembre, che fu la giornata veramente decisiva. L'ala deslr<1 prussiana seguì ad avanzare verso Sédan, prendendo ai Francesi lo posizioni eh' ossi occupava no a Bazeilles, alla MoncPlle, a Givonne, cercando di prolungorsi a destra sullo colline a nord di Sédan: per d~ve appunto dovea venire l'esercito del principe r eale d1 Prussia; quusto infatti. dopo aver passato la Mosa a Donch(lry, s' impossessava di Floiog, d'Jlly e della Chapelle, in modo da accercbiare d'ogni parte l'esercito fran cese, di to i alcune truppe riuscirono a trovare uno sca mpo su l terrilorio bolgico, ma il cui grosso si tro,·ò addossato alle mura di Sédau. Già la disorganizzazione era entrale•. nelle filn; i soldati riparatisi in foll.i untro la piccola cittit, ne ostrui,·ano letteralmente le vie; ogni resistenza era omai impossibile. Mac-~lahon era staio gravemente ferito fin dal principio della ballagli<1, e


134

CRONACA

435

PO Ll'r!CO-MILITA!\ E

il comando era passato al generale Wimpffeo·, giunto appena allora dall'Alge.ria. Non ci regge l'a-nimo di fermarci a dilungo sulle slrazi·1mti scene, che resero tremendamente famose per sempre le due giornatfl del 1° o del 2 settembre. L'imperatore Napoleo ne prigioniero di re C11glinlmo, I' intiero esercito francese costretto a ca pitc lare, sO,hJ falli d 1e (jolpiscono il cuore non meno che l'im mag·inn zione. In meno di un mese la potenza militare della Frauci·a e ra slaU1 ridotta al nul la, il più potente sovrano di Europa era nel lfi mani del fortunato r ivale, la salvezza della !<'ranci~ era ornai ridott.1 a Parig i! Qual tema per la storia! · ·· Non fu più po5sibi le al Pa likno cercar di volare la terribile nudità di ·questi ratti ai Parigini. La conseguenza ne era inevitabile. La repu bblica fu proclamata, e n e sorse un governo della difesa nazionale a cu i capo fu man1enuto coi pien i poteri ·mili lari . il g1·nerale Trochu. Strano a dirsi, cosa · che· mostra con qual facilità quel la impressionabi le popolazione passi da un eccesso ad un altro, Parigi· ebbe le sue giornatH di tripudio e di pazza gioia due giorni dopo che un iotioro esercito francese, con esemp io non. mai vislo nella ~toria ' aveva deposto le armi dinanzi a li' inv11sore, e mentre oglii cosa all'intorno ' parlava dell' imminenza di un assedio! Si dimenticò che le àqui le prussiane drizzarnno il· loro volo sovra la cit.tò, pér ri'cordarsi soltanto delle aqui le n~po leoniche, che vennero dappertulto abbattuto! Dinanzi a questi spettaco li, l'animo è perplesso. Con popolo com·e qu esto le muril. di ·Parigi possono o cade re io un giorno solò, come quelle d i G1•rii:o, o sep pe I lire in una r ovina sola \vincitori e vinti; l'eccesso dr lla gBnt·1·osità e I' oecf>sso della viltà, l'abnegazione pih subl ime o la corru1.ione più sfrenata, te· idée più nobi li ·é sublimi miste coi pregiudizii del la barba,rie,; ecco Pa rigi. Il n uovo governo, per bocca del suo ministro degli esteri, 'Giu lio 'Favrn. emanò nna circolarn; in cui rigettando tutta la rìsponsnbilità dt•lla guerra sul la ca,ìuta .dinastia, si dichiara che la Francia è pronla a coochiudere là pace, ma ·a condizione di non cedere nè• un palmo del suo territorio., nè una pietra delle sue fortezze. · Mà :o.ori sembra essere ,quèsta l'opinione di re Guglielmo, •nè ''<Jue'lla della 'Germa nia:· le · vittorie' · ottenu te e i sacrificii -fatti sembrano esigel'e un compenso coll'aggreg11zione al territorio

tedesco dell'Alzazia e della Lorena; la Germania - si dice, fu pro-vocata a guerra dalla l"rancia ; le sono ade~so necessari~

d'èlle serie "uarentigie, che la Francia non torni alle sue veJ .. ,eità provo:atrici. Ma invero esiste qui una petizione di pri_ncipio, perchè se pure la F'rancia sarà costr~tr~ ad '.icconse11~1re al suo smembramlmto, lo farà col pensiero d1 r1fars1 fra qualche anno; essa sarà quindi un germe di future lotte assai pfo, se indebolita, anzichè se lasciala sLare com·è. Intanto i Prussiani proseguono la loro marcia su Parigi, e le prossime set.limane ci recheranno l'annunzio del!' ~ss~dio, se r1òn ci apprenderanno l'efficace esito di qua lche mcdiaz10?e'i (li cui' ·ora si fa il tentativo. 11 Hazaine prosegue ad essere nnchiuiso in Metz; un suo primo tentativo di poca entità fu seguilo da un secondo molto più serio nella giornata del ~l .agosto : ma dopo i più disperati sforzi esso fu costretto a ~·1tirarsi nuovamente in Mèlz. Sarebbe egli destinato pure a sub:re una capitolaziooe? Omai non v'ho pih nulla d'incredibile. Strasburgo si difende eroicamente; soltanto dopo il 20 furono possibili 1e· operazioni d'investim ento. I Prussi:rn: adop?r,.1rono anche qui il loro solito mezzo d1 cannoneggiare la c1tl,~; per io.durre i ci ttadini a far prP.ssione sul comandante; essi ammucchiarono rovine in quel la disgraziata cillà, ma la formezza del. comandante resiste . arl ogni prova; Le mura delle forlifi-caiioni sono ancora intatle.

X.

no

•1 · .

. Come appendice a questa. Cronaca, vogliamo pub.blièare alc uni framrrieoti ,di lettere par,tièolari di un ch'i'arissirno generale (ta]j~no .. çl_irette à UÒ SllC> ~m,icp,, çhe c1 furono gen.tilmente: comu11icata.:, .,.,.. ·, . · .. " · ·-:

ì'

.. ... 1.J agosto 1870, .

,,, ... Non ti dico come ,rimasi stordi to dalle sconfitte francesi. Nel vedere Nnpoll'One, .di solito tanto prudente e previd.ento1 procedere questa volta con furia, mi era immaginato che tu.tt~ fosse .pr,eparato per cogliere la Prussia U(;l)ie sua operaz1ou~ dt,


936

CRONACA

POI.JTlCO-MlLlT!t.RE

mobilizzazione e concentramento. Qullle non fu invece il mio stupore nello scorgere che fu lascia to l"ioiziativa a i Prussiani e le frazioni doll'csHrcito imperiale furono esposte in detla11Ji~ 0 ad ·essere sopra tratte?.... . ~orrai sbagliarmi, ma non mi semhrn buon mezzo di ristah~hre _le C?se quello di_aspctlnrn di piè ferrrio una battaglia difens1v11 111 una posizione qual è .\letz. le cui comunicnzioni con P~rigi possono essere intercettato dall'armata del principe r eale, 11 quale m:inovra evidentemente per spuntarp, l'ala destra. li_ mo_ral_o di una truppa che sta aspettnndo da setto od otto giorni d1 essere attaccata da un momento all'altro da forzo superiori , per quanto si cerchi di persuadere del contrario, non può_essere alto. F. il morale è tutto in guerra. Dio la mandi buona a1 nostri più antichi alleati L ..

20 ago~to. Nel vedcro l'esercito francese stazionario per morti oforni a llotz dopo le sconfitte di F'orbac:h e di Reichsoffeu io :uaunii male per lui dell'esito di quosta guerra,"pcrchè d11 siffatta° inoperosi là mi parve di scorgero titubanza e asseo1.a d"inizia\iva nel quartier generale fran~ese. La storia spiegherà a suo tempo perchè il mnresciallo Bazaine non cercò cli distur bare il piano d'operaziooi del generale Mollke prendendo egli stesso l'iniziativa, ovvero. pcrchè, esse11do nell'impossi_b_i lità di attaccare. non si sia dociso di l'tl\;ttuare prima la su~ r_11Jrata dalla Mosella. Questa ritirala fa! ta aie.uni giorni avanti s1 poteva probabilmente esPguiro in huono condizioni f~tta invece dopo che le armate di Steinm •tz e del princip; Cnrlo erano concenlrnte davanti la sua fronte rd erano padrone do! corso c'll'l la Mose lla sup1•riorrnen 1e a ~lctz. non poteva a ~ 1:no che in~~nlr~re dirtìcoltA grnndissimc, se non iosuporab1h, ta'.:to. p1u poi se l'armala ciel principe reale era giunta, come s1 diceva. fi no n Comrnercy. I telegra mmi di Parig i concernenti i comhaltimenti del 14 e ùel 16 mi allargarono un pochino il cuore, ma non bastarono a .scucr.iare_ i miei funesti presentimr.nlì. pcrchè, per q 1~anto h leggessi o rileggessi, non potei scoprirvi nulla the m1 desse la ccrlezza che il maresciallo Uazaine fosso coi suoi corpi d';irmata in marcia su Verdun. Nel dubbio per tanto che

.i-37

egli non fosse in condizione di allontanarsi dnlla protezione 9i Metz, io paventav<1 che i Prussiani mc!ttessoro a profitto il tempo per raccogliere q11nnte forzo lor !osso possibile, chiamando all'occorrenza il principe reale, per raggiungere lo scopo evideuto a cui miravano, quollo cioò d'intercettargli le comunicazioni con Chàlons e per conseguenza con Parigi. Il dispaccio che giunse questa ma1tiou da Berlino prova , pur troppo, che le mie tristi previsioni ;-.i-a\ vararono. li re di Prussia scril1 0 da Jlt!zonville, ossia da ur(viflagiio che è sulla slrada diretta da ~Ietza Vt>rdun; non v'5 µÒr cohwguonza più nessun dubbio che l'esercito di Bazaine Su tagliati dallo riserve che si raccolgono a Chùlons, e si trova cos't in tristissime condizioni . Dio voglia che i dispacci che verranno <111 Parigi ci diano migliori nolizie ! Dio voglia inspirar e a 13azaine qualche l'isoluzionc felice co11 cui egli possa tirarsi d'imharazzo ! La disp,;razione dia alle truppe francesi un coraggio o una forza atti a sorm ontare lo immense diffìcollà in cui si trovnno: Stonde> però al ln roaltà <lolle cose, q11 :ile consto d,ii rictlrnli dispacci, o ragionando secondo le regolo del scuso comune. la gu<'rra non può avere che conseguenze fatali pei Francesi, . e niente può .far presumore. per ora, che essi possano prondere la. rivincila, pMcbè hanno di fronte un nemico che oltre all 'cssPre potentissimo di numero o di ahilità noi g1:crr1·J gia re, è lonnce. insisten te e instancabile. e s:ipendo approfittare delle vit1or1c, non darà tregua fin ch~i otterrà le condizioni di pace che vorrà intimaro. li raccogliere 700 mila combattenti nll'infuori dell'armata , il far il vuoto intorno a Parigi e simili, sono sforzi che faranno un danno immenso alla Frnncia. ma non otterranno l'intento di ferm:1re·1-o mas~e germaniche ottimamente ordinate, ben con•lotte ed cieli rizzate dalla vittoria. A.llorchè si assisto a fatti di questa na lura , non si può a mc,,o chll diventare fatali sti. e crod~re al destino dei Pagani e dei Mussulmani. Chi mai infoltì avrobbo potuto cre<lern c:he Napoleone avrebbe condollo lo cose al punto in cui sono? Egli, il pnrtigiano d,'un uoico csorcito; egli, che in Italia con un esercito di 150 mila uomini non occupò mai una fronte proporzionata alla sua fo rza, e tenne sempre i suoi corpi gli uni nddosso agli altri . ora che il drstino lo trascinava pei capelli alla sua perdita, espose Mnc-Mahon a Reichsofl'en alla distanza di 80 miglia geografiche da l grosso dello sue forze, o lasciò an che Frossard , solo, o Quasi . nll11 distaozn di 40 o 50 miglia geografiche dal maggior nerbo ddl'escrcito che e.ra ancora a Molz!..


.i-38

CRONA CA POL11'IC O-MIL1T.\RE

INDICE DEL TOMO III - ANNO XV 25 agosto . •. .. Ignoro se sia accecamento o proposito deliberato quello del gabinetto Palikao e dei giornali frnncesi in generalo di farsi illusione sni risullali della llaltaglia df'l 18 e sul111 possima posiziono in cui si trova Bazaine. Sicuramente che, se la Francia persiste a volersi difendero ad ogni costo, ed è disposlr1 a fare una seria di fesa a Parif i, i Prussiani non solo non possono dit·<i di aver vinto, ma potrebbero all'ul1imo ved<•re la fo rtuna mettersi dalla parte dei loro aHer sarii ; ma non è meno vero che la condizione in cui i comballimentì sotto i\Jetz posero l'ar mata di Baznioe è gravissima, e che immensi devono essere g li sforzi a rare per liberarnela. Pare che Mac-Mahon si sia ritira lo da Ch.ilons, forse per concorrere alla difesa di Parigi. e che il principe reale si avanzi e sia a quest'ora già ollre Cbiì.lons.

~lARTlNI CAnLo

Gerente.

•

Lu glio E.

c. -

l'ioto sulla Storia della campa~na del 18fi6, rompi lata da lla sezio!rn istorica del Corpo di Stato Ma; giorC:' .,prussiano solto la direziono di S. E. il gnneral (I Modrrn . . . . . . . . . . . . . Png . N. '.IIAnSELLr, 111aggi01·e, p1·nfcsso1·e di 5'l<,ria [JP1wrale e di sto'l'ia militare nella Scuola s11pc1·iore di guc1Ta. - La guerra r. la sua sloria . . . . . . . . . » A. CF.nnuT1, cavita,no d'M'lig lieria. - T.o arligliorio per la difesa delle coste noi rari Stali d'Europa . . » PIETRO VALLI! , colonnello del :;• g1·anatieri. - La fallica studiata cogli Psemp,i o coi confronti desunti dallo ca mp,1gne del 1866 . . . . . . . . . . . . >> B. Dn 8RNED1cns, capitano del genio. - Cli aerostati nella guerra . . . . . , . . . . . . . . . · » R1v1STA Snnsn cA.- OrdinamPnto deli'eserciloauslriaco :i> RIVISTA TRCKO LOG ICA .- Le torpedi ni di attacco di ll arvc•y. - La po lv,•re prismaticA cd i proietti di ghisa indurita. - Polvere da gw1rra a base di picrato di potassio. - Di un nuovo distanziom•'lro militare . i. RIV ISTA DI GIORNAL I. - Specla!eur mililaire. - Revue mililnire fran ço i:-o . . . . . , . . . . . . . )> R1v1s1·A BrnuoGnAFICA.- Caclministralion do l'armée française. - Cenno sull'imricgo dell ' arliglie.ria campale unitamen lo alle allre armi , in seguilo ali' adozione dello armi a Liro rapido. di I. B. Rocr-ETTA . capitano d'artiglie·l'ia. - Gli allievi dell'accad emia mil itare di. Wicner-Neustiidt a cominciar e dal la fondazio ne doll'istilulo fìno ai nostri tempi. Per G1ovAr-:><1 SvonooA, .T. R. liwgotenente e professore dell' Accademia. J;;tudc sur la tactique à propos de la campagne de 1866. Traduil dc l'allcmnnd par M. Funcv R,1YNAU0, capitaine au 90"8 • - L'armée dans la sociélé moderne. - Bollellino • . . . . , . . . . . . . . »

5

27 59

. 82

108 122

127 141

148


·.UO

lNDICE

Agosto I.A A!ARMORA, gene1·ale d'a-rmcita. - Manovre d'artiglieria e di cavalleria . . • . . . . . Pag. 157 E. C. - Note sulla SLoria della camp_agna del 1866, compilata dalla sezione. istorica del Corpo di Stato Maggiore prussiano sollo la direzione di S. E. il generale

ALFONSO

MOLTKE

.

.

..

..

.

..•..

.

..

> 170

La nuova legge sul reclutamento francese (l• febb . 1868) » 251 CRONACA Pounco-M1L1nnE. - La guerra del 1870 . . » 284

G IUSRPPE OrrOLENGBI,

capitano di stato maggiore. -

Settern.bre. \;10VANNi

SrnoNr, l1wgot;enente colonnello_d~ st<flO mag-

giore ~

-

/4 "/,,/-~.,. -./:~/#f~. -:r..;t4,Pag.

Le compagnie dei tiratori scelti nella fanteria ·. . . . » A, CEnun,, capitano d'a·1·t·iglieria.. - · Le artiglierie ·per la difesa delle coste nei vari Stati d'Europd (con una carta litograficii) . . . . . . .. > La Prussia nel 1806-1807 . . . . . . • . 1> CRONACA POLITICO-MILITARE. - La guerra del 1870. >

S1sMONDO FELICB,

31!

capitano di stato maggiore. -

338 363 382 414


AHTIGLIERJA PER IA DIFESA ])ELLE COSTE

Fig.1 . -- Cannone

.USSJA

:f;Jl! .lTI

da 9 po1lici

ch iusura

Fig. 5.-- Affuslo con soHo affuslo in lamiera di ferro.

Fi g. 3. @

Fi renze, lj\. Bruno Via C, lzei oli J.

Fig. 4.

I.


Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook
RIVISTA MILITARE 1870 TOMO III by Biblioteca Militare - Issuu