RIVIST J-\.
MILITARE ITALIANA · GIORNAl,E 3I&~Sll,E
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TORINO,
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TJ1 0GI\AFIA EDITI\ICE G. CASSONE E COJ\ll'. 1
Vhl S. P r;t1H'CSCO ila ftaùla , N. G.
INTORNO AL SERVIZIO
TECNICO-AMMINISTRATIVO DEL
GENIO MILITARE APPUNTI
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POLEM I CI
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Un ufficiale del genio pregavaci d'inserire il seguente articolo nella Rivista; credemmo di aderirvi sebbene per nulla intendiamo associarci a quanto in esso è espresso, tale essendo il carattere di questo giornale.
LA
' Proprietà leltcrm•ùr.
DIREZIONE.
Nel corso dell'anno 1862 il commissario di 1~ classe del genio militare sig, Michele Ferratone pubblicava in Firenze due opuscoli intorno al servizio de11' Arma. 'n primo, Idea di un commissario del genio milila1'e per miglio·ra1·e la posizione e l'avvenire del corpo a c·ui appartiene, parificanclolo a quelto d'intendenza militare, non è ohe in-_
SEl{YIZIO ''j:'ECN-I CO-AMMINISTRATIVO '
nocua aspirazione a più larghi emolumenti e brillanti as• similazioni. L'autore, rendendo possibili al commissario perEno i cordoni di generale, procurerebbe tmcora allo Stato un risparmio di lire 23,700 (dico ventitremila e settecento) sulle spese attua-li; ma neppure salvando così ca,pra e cavoli, sublimando i ,commissarii e risparmiando il bilancio, gli venne fatto conciliarsi l'attenzione di anima nata. Nè si scoraggiò; se il pubblico non pensa a noi, egli si disse, per ciò che risguarda il vantaggio e decoTo nostro, mutiamo registrò e rendiamolo capace della necessaria adozione degli invocati provvedimenti in quanto interessino la libertà del controllo sulla erogazione del danaro dello Stato. A tale concetto si informa il secondo opuscolo : Sulla necessità a,ssol·u ta di 1'iforma'l'e fregolament·i clel genio militare per quanto tocca la clisciplina e l'azione dei r;ommissarii. La faccenda cambia d'aspetto. Letto l'opuscolo dell'idea, (sempre la prover biale i dea di quel metallo) c'era
da metterlo a parte dicendo: va, che la polvere degli scaffali ti sia lieve ; dopo questo secondo irivece, per quanto l'i-· nettezza dello scrittore rivelasse l'uon:io, diveniva neces• sario di farla finita cogli equivoci. Il pubblico il quale non la sa tutta e crede sulla parola che al commissar io spetti il controllo sull'operato dell'ufficiale del genio, sapendo poi que8to contro]hlre in tutto e per tutto alla mercé del controllato che redige i suoi stati caratteristièi comprendendolo od eschidendolo a piacer suo nelle Hste di promozione, fol'mula ovviamente qtte:;;to dilemma : o compie il dovere suo per davvero, e .povero a lui; o se ne passa, e poveri a' quattrini di n oi contributori. L'o~ puscol'o della necessità assol-til(f riesce per l'appunto a questo; l'autore ci conta, ci rincara ed ha l'aria di chi dica: pogolo, buon popolo, salva il povero commissario che vuol fare il dover SLIO, il tuo torna(:onto, dalle rnani vu11dicative dell'qfficiale ingegnere. Non è poco, 1
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J. Sia fatta dunque la luce. Ecco l'òrdinamento tecnico~ amministrativo .dell'Arma. , Il corpo reale del genio militare, le ·cui attribuzioni consistono nell'applicazione dell'arte dell'ingegnere alle varie esigenze del servizio di pace e di guerra, si com~ pone di: . a) Un comitato, consig1io superiore dell'Arma; b) 15 direzioni; c) 34 sotto-direzioni, ciascuna delle quali si suddi• vide in quel numero dì sezioni che è -determinato dalla natura del servizio; d) due reggimenti di zappatori. Ciascuno degli ufficiali generali membri del comitato dell',Arma è ispettore del servizio di una certa estensione di territorio che com prei1de due o più direzioni; mentre Bntro i limiti territoriali della propria sfera d'azione, l'uffi~iale direttore è il capo superiore del servizio ed esercita una specie di sotto-ispezione, dacchè la g~stione immediata sta al sotto-direttore locale che ha affi.dato l'esecuzione dei lavori approvati ad uno o più capi-sezione di sµa dipendenza. L'ordine della gerarchia spiega quello dei controlli. Principiamo dal principio, riniziativa.. . I migliorament:i di poco conto e le opere di m<J,nutenzione formano soggetto delle annuali proposizioni cli bilancio; i pr.o gettj d'arte relati vi a grossi lavori, di rist_auro o di nuovo, pel valore eccedente le trenta mi·la lire, vengono ordinati alle direzioni dal ministero e formano soggetto di legg~ speciale senza di cui non possono inscrive'l'si nel bilancio passivo n è presentarsi al Parlamento dal ministro delle finanze. Il corpo d.el genio non ha speciale iniziativa per ciò che risguardi la prnposizione di opere da intraprendersi o la misura delle rpese da
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DBL GE!'lIO ll!LITARR
stanzi~rsi, ciascun'autorità militare può assumerla, sottopo~ nendo a chi di ragione la proposta di quanto creda conferi re all'interesse del servizio. L'iniziativa delle opere nuove e delle grandi migliorie è pertanto presa dal mi nistero della guerra; quella relativa alla conservazione dei fabbricati e fortificazioni dai direttori; quella per opere di parziali rista.uri ed adattamenti, i cui fondi poRsono prelevarsi dalle somme stanziate nel bilancio annuale, è ordinariamente assunta dall'intendenza militare , che in seguito a rimostranze verificate legittime dei corpi od ufficii occupanti i fabbricati militari, inoltra al1a direzione le sue ufficiali richieste. Tutto ciò non solo vale a togliere ogni fpesa meno che necessaria , ma, esuberando nelle cautele, inclina alquanto al danno opposto, inceppanJo l'azione pronta e a volte dilazionando l'indilazionabile. All'iniziativa tiene dietro l'esame dei progetti che pre~ cede l'autorizzazione. Il valore tecnico del progetto studiato da un capo di sezione , sulle nonne fissate da un dispaccio ministeriale, è anzituttb apprezzato dal sotto-direttore che, qu:mdo pure non ci abbia collabo~ rato, che è raro, deve studiarlo in ogni sua parte così che ne possa rispondere quale di cosa tutta sua; poi dal direttore cui incombe obbligo di sindacato, come chi inoltrandolo se ne rende solidario; infine dal comitato éhe ne fa soggetto di speciale deliberazione. L'esecuzione ineltre non è autorizzata dal ministero di guerra so non in seguito a voto favorevole del Consiglio di Stato. I contratti hanno luogo in appress6 di · piena conformità al capo IV della Legge sull'amministrazione centrale e la contabilità generale dello Stato. Della buona esecuzione dei lavori o qualità e quantità delle provviste rispondono: 1° e in tutto il capo deÌla sezione a cui sono affidati, 2° il sotto-direttore che ne ha la superiore sorveglianza, 3° il direttore a cui mettono
eapo tutte le ma del servizio tecnico-amministrativo. t\è basta tanto alla collaudazione terminativa. L'impresario non può ricevere il saldo innanzi che il generale ispettore· sia.si recato sul posto almeno una volta, e col progetto· in una mano e il conto finale nell'altra abhia verificato e controllato rimisurando saltuariamente ogni cosa, priucipiando dalle unità di misura. Che più? quale è il personale che manchi in tutto· questo sistema~ di che guarentig-ie è d1fèttoi e qual parte· sa.l'ebbe riservata ad uno speci:ale corpo di controllori? Se tutto ciò non basta, nulla basta - l'esistenza di un corpo nel eorpo non potrebbe riuscire che a un brutto· dualismo amministrativo e tecnico iI:1sieme, dacèhè i due· soggetti necessariamente si compenetrano;· non potrebbcessere che una, quinta ruota del carro buona solo ad ir-· ritare per cigo1io ed impigliare per attrito.
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D0nde' vfone !"ufficio di quest1 commissari'i del geniO' militare, e che cosa sono ? Potrei darne definizione, ma,. poichè saprebbe di forte agrume, amo meglio che il lettore l,a trovi da sè. Cito un fatto, il tipo dei fatti da cui va desunta. A' 21 di settembr-e 1839 l'esercito sardo possedeva 1111 corpo organizzato di ufficiali ingegneri pel servizio dell'esercito è del territorio, il quale vaatava d-i già qualche ragguardevole uomo di scienza e non era mai: venuto meno al còmpito suo. Nonpertanto eccovi il Regio Viglietto (stile amministrativo d'allora) che p1:ovvede a bisogne tecniche· al tutto. « Carlo Alberto, per grazia di Dio, re di Sardegna, di, » Ci pro e di Gerusalemme; duca di Savoia, di Genova, ecc.,.. , principe di Piemonte, ecc. ecc. » Animat0 . il conte Onorato Roero di Monticello, int9n--·
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dente generale d'artiglieria, fortificazioni e fabbriche )) militari, da incessante sollecitudine per tutto ciò che » ridonda a maggior vantaggio del nostro servizio, pro» pose sin dal mese di giugno dello scorso 1839 di " éostrurre nelle caserme ad ~tso della truppa una nuova • maniera di-fornelli detti economici, ed il fattone espe» .rimento presso il deposito del reggimento granatieri • della brigata guardie, avendo somministrato un assai · » appagante risultamento pel vistoso risparmio di com, bustibile, ed altri benefizi, come lo dimostrò pure l'esame » di una speciale commissione ; ci siamo degnati. con » nostro brevetto del 21 di settembre ultimo scorso, non • solo di approvare siffatta utile instituzione, ma ben » anche di prescrivere lo stanziamento nel bi1ancio del :o volgente anno de' fondi occorrenti alla relativa spesa e » di stabilire ·ad un tempo le norme generali che àll o _ • stesso oggetto ci parvero opportune. Ora desiderando » che tale instituzione si mandi ad effetto, abbiamo rav• visato conveniente di ~eterminare ciò che segue : · • Art. 1° Nelle diverse caserme océ.upate dalle nostre ) truppe in terraferma, e per fare il rancio alle medesime » occorrente , saranno costrutti fornelli economie-i - se• condo il modello e le norme staibilite dal citato nostro • brevetto 21 settembre 18.39. » Art. 2~ La direzione per la cqstruzione di tali fornelli,. » come pure la scelta dei s,iti in cui potranno megl io » adattarsi in ogni caserma, la loro. collaudazione, e tutte » le altre disposizioni, che .fossero per rendersi necessarie, » se.condo le circostanze, anche relativamente ai locali » accessorii alle cucine, ed a1 loro numero proporzio.n ato » alla capacità "dei quartieri, come all'art. 2° del citato » nostra brevetto, saranno intieramente fidate al prefato » conte R.oero cli Monticello, intendente generale d'arti• gJieria, fortificazioni e fabbriche militari. , Art. 3° Nel provvedere tanto per la costruzione d'essi »
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fornelli e loro àccessorii, attesoèhè i corpi non avrebbero mezzi di curarne la voluta esattezza, quanto per » l'incetta dei materiali occorrenti al compimento dei » fornelli medesimi, il sullodat o intendente generale fari1. " tutte quelle disposizioni, che crederà poter meglio . » assicurare il buon esito dell' instituzione , prevalen» dosi ....... ». Tradotto in volgare suonava: mettere d'un calcio in disparte tutt i gli ingegneri civili e militari del regno; e determinare che,-istrutti o no, pratici o no, i signori dell'azienda generale abbiano. a surrogarli nelle loro funzioni tecniche. Lo sapete voi adesso donde vengono i commissarii del genio? Diritti da.Ila scuola del conte Roero di Monti cello che li ha messi all'onore del mondo, e inepraggiato da questo e altri successi , animato dalla medesima incessante sollecitiidfne , osava un bel giorno proporre a muso dur-o l'abolizione del servizio territoriale pel genio , volendolo disimpegnat o, come nella pratica. dei fornelli del JWémorial de l'o!fìcie1· dii Génie , dagli uomini dell'azienda - gente tutta, o quasi, della levatura di lui che, raccontasi, domandava se fosse indigena certa radice cubica sentita citare in una discussione di resistenza di materiali. La proposta· non--venne acéolta; era troppo rude ed impr,e parata per non tradire ad un tempo !"ambizione e l' inettezza. Se l'intendente era più o il _Te meno accorto, forse era fatto , perchè l'azienda poteva dirsi cosa dei tempi, e rivedeva le buccie in tutti i sensi a questi corpi scientifici onde si impermaliva il potere e da cui uscivano a volte de'capi ameni: il conte di Cavour per esempio. Il commissario delle fortiµcazioni era aHora indipendente dall'ufficiale superiore direttore del genio ed incaricato di dare, sono parole testuali di quei regolamenti, tntte le informazion:i che credesse opport1..ne e di cv..i fosse 1·icf11iesto . Con tale tedioso e odioso dualismo e l'an ~ » »
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<lazzo politico amministrativo di trent'a'i°rni fa, è la più facile cosa del mondo imaginare che informazioni credesse opportuno di spedire il commissario, e chiedergli l'a~ienda, la quale (poichè non dava noia ai soli ufficiali del genio e non inceppava il solo servizio tecnico, ma avocava improp_rìamente a sè e più impropriamente di8Ìmpegnava molte attribuzioni del potere esecutivo) venne soppressa con 1egge 23 marzo 1853. L'istituzione era colpita a morte, ma rimanevano gli uomini, e si agitavano e parlavano alto ilella necessità dei loro controlli, della importanza delle loro rivelazioni. Non furono intesi a sordo. La nota N. 2 del 2 gennaio 1855 dispose che lo straripante zelo di questi funzionar.ii potesse erogarsi: l O . - Col « far pervenire al ministero considerazioni e « rappresentanze, formandone oggetto di speciale rap• porto da consegnarsi aperto ai direttori del genio, che « vi ' darebbero corso acccmpagnandolo delle loro osser~ vazioni. ~ 2\ - « •••••• rendendone immediatamente avvisato il , ministero con lettera, limitandosi però ad indicare in « essa 1a data, l'oggetto del rapporto e la natura dei do<< cumenti che possono corredarlo, • · Il ministero sembrò indulgere con tale mezza misura ad un sistema che hl}, finito il suo tempo, ma di fatti.non intese se non a temperare , rendendo obbligatoria la trasmissione gerarchièa, il prudore delle considerazioni, rappresentanze e rive1azioni, già parte integrante delle . antiche abitudini ed attribuzioni. Molti comm1ssarii che si rispettano vanno· tutt'altre che Òrgogliosi di questa nota, di cui taluni qei loro colleghi si arma1'.ono con più o meno di buona fede aspirando, proprio nel secolo xrx, ad una ristaurazio_ne.
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III.
Veduté le origini burocratìche, i;esta a cercare le scientifiche. Controllo ! è una gran parola e tale da rend~·re tranquilli, se non lieti, i contribuenti; però \rrescm-_ dendo dal fatto provatissimo che la esag~raz~one. dei controlli, oltre al costare più che non assicuri, n:sce sempre ad intralciare le faccende, a_rruffare la gest10ne ed abbuiare ogni cosa) importa anzi tutto sapere che te~ soro di osservazioni ed esperienze abbia raccolto, e quali guarentigie formto di sè, un tale funzionario che la pretenda alla tutela dell'ufficiale ingegnere'. Uno sgua:rdo al regolamento 25 agosto 1856, in esecuzione del regio decreto 26 dicembre 1853 sulla promozione del p.erson~l~ di contabilità nel genio militare. Saltiamo a piè pa~1 i volontarii, il vivaio del corpo, e veniamo alla nomm~ dei sotto-commissatii, i cui posti vacanti « sono confert~ « per via di esame di idoneit.à, a! qual.i vengono ammessi " i volontarii per tre quarti dei posti e per un quarto « gli assistenti ed altri sott·ufficiali del genio militare che centinp almeno quattro anni di servizio nel grado di « sottufficiale. » È un capoverso che dice tutto; _ e videntemente. non. è una classe d'impiegati a cui può venire ammesso d1 lanc10 un sottufficìale la quale può esercitarèfunzioni di controllo che, per quanto ~mministrativo vuol es~~re. più ~he intinto di · tecnicismo; non è il sergente d1 ie~1, oggr sottocommissario , che può chiamare in qualche modo n.l redde ?YUionem il capitano capo-sezione. Seguitiamo a leggere: , « Il candidato deve ; q a) Conoscere il maneggio degli stromenti. • b) Copiare in tutto o •i n parte una della tavole toi pografiche unite all'istruzione per le scuole topogr.a « fiche dell'esercito. Q
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DEL GENIO MlLlT.AHE
• c) CompjJare un conto finale con tutti i documenti a corredo. » Peì commissarii effettivi v'è inoltre: « à) Un tema per la stima dei fabbricati e terreni « b) Una relaziJne so.pra determinati argomenti 'di « servizio. »,.,, ·È. forse bisogno di commentare simili fatti, e diffondersi ad enumerare quanto manchi a questo signore che -h a dato ·prove di saper c9piare una tavola element~re e compilare un conto finale per essere, non già laureato dottore o approvato soltanto geometra, ma ammesso al secondo anno del corso universitario? Tiriamo via - eccoci alla parte militare. « Capo IX._ - Programma di fortificazioni; architet« tura, ecc. « a) Nomenclatura delle opere di fortificazione cam« pale e permanente. « b) Nomenclatura d'architettura civile. » . Il lettore è ora in grado di definirsi l'importanza scientifica e militare del commissario del genio. Sarebbe strana condizione invero quella dell'uffì.ciale ingegner\3 che, dopo· tutto ciò, si v.edesse un bel -giorno dinanzi taluno di.qqesti funzionarii che , messo su da.gli scritti del signor Ferratone, ritto come la spica vuota, coi due pollici tra camicia e panciotto e gran piglio di sufficienza, lo chiamasse a spiegazi0ni e intf'.ndesse spingersi al contre-role. I partiti,. in simile contingenza, sarebbero due. Il primo verboso , di mettersi sull'acroamatico e· spiattellare quant,i s1'.gma e kappa hanno coperto il nero d'una lavagna e rotto gli stivali d'una scolaresca sminchionata, rimandandolo disperato per la troppa grazia avuta da Sant'Antonio ...,... il secondo riciso, di avvertirlo con Gioberti cbe. il proverbio ne sutor ultra crepitas non è _fatto soltanto · pei calzolai Se non che-Tindividuo potrebbe, .a volte, trincerarsi
dietro il progetto vigtato e sotto l'usbergo d'un calcolo di r iparto, prendendo atto d'ogni emendamento, rendere le sezioni più clamorose che l'aula del Senato francese durante nna discussione d'indirizzo. Ma ciò dà di cozzo contro la natura delle cose ; nel tradurre in atto ciò che sta sulla carta a ogni piè sospinto un coefficiente di riduzione s1 impone; se ciò non fosse, ogni frao,co lettore che sa far scorrere un doppio decimetr,o sulla carta potrebbe dirigere un bvoro dei colossali. A questo punto vedo arricciarsi il naso de~ contribuente cui di già il commissario comincia a sembrare un prezioso alleato , <lacchè modificazione suona delusione di programma. Un bel giorno un signore commetteva al suo ingegnere ordinario il progetto d'una palazzina di campagna, e lo ammoniva di star sull'avviso, perchè la stima preventiva la pretendeva all'approssimazione dello scudo, e di addizionali che gli rompessero il capo e la tasca, non ne voleva punto; gl'impreveduti porrebbersi a carico dell'impreviden\e architetto. Questi ascoltò 1a chiacchierata in silenzio; indi diè di pig~io ad un martello ed un chiodino, manda,ti a prendere poco dianzi per riattaccare un quadro spiccfLtosi per caso dal muro, e li porse al sigµore dicendo : de1la palazzina riparleremo; intanto eccovi i1 bisognevole 'per rimettere a posto quella bella incisione; do cinque minuti di t empo , vi bastano? - Ce n'ho d'avanzo di due, replicò l'altro: e si pose all'opera. Se non che dapprima non gli venne fatto cli trovare la commettitura e sciupò in un punto l'intonaco; tentò alquanto a destra, rieccoti il sodo, la punta · si ripiega e, voluta raddrizzare, salta via. Pazienza, e mano a un secondo chiodo; ma cho? il caso si rinnova tre altr~ volte: non c'era verso di penetrare, pareva una massa granitica; solo alle quattro si trovò la via. Ogni cosa però non poteva dirsi finito; la parete -rendeva similitudine d'una casa
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di Magenta: bisognò mandare per lo stuccatore che raccomodasse in sette punti l'intonaco, nè bastò tanto; quei rappezzi era un brutto vederli e si dovette ricolorire; tre quarti d'ora dopo del comp1·omeeso il lavoro durava ancora. L'ingegnere,raccogliendo allora le reti, rivoltosi al committente: ebbene, signore, gli disse, la vostra stima portava la spesa d'un chiodo e l'opera di due minuti d'un manovale qualunque, abbiamo invece: la spesa di quattro chiodi --=- più quella dello stucco - più quella del colore - più l'opera d'un artista oltre a quella del manovale che avrebbe sciupato la parete peggio di voi - più l'impiego di tre quarti' d'ora crescenti in luogo del prestabilito periodo di due minuti. Voi non sapete prevedere quanto possa accadere piantando un chiodo, e vi basta la coscienza per domandare l'approssimazione dello scudo nella stima d'una fabbrica nuova!! l il sia~ore non ebbe replica, e tu lettore? Peròo ciò che non può farsi nè prima nè durante 1·1 lavoro, si ottiene dopo - il co'ntrollo può spingersi alla dodicesima decimale quando non ci ponga un limite il còmputo di quel tempo che è pur capitale. In nessuna gestione è fatta minor parte all'arbitrio che in quella del genio. Iddio scampi e liberi un ufficiale ingeauere da qualsiasi eccedenza sulla spesa approvata, da~chè la soma delle prove e riprove possibil_i ed impossibili che si pretendono da lui passa la forza d'ogni omero mortale. Povero a·lui, se non gli riesca di dimostrare e direttamente e ab. abswrdo che l'omissione della minima tra le cose che s'è arbitrato di aggiungere era alla lettera un finimondo. Creda pure il lettore che in tale emergenza o' tornerebbe pur comodo rispondere ad un commissario; s'avrebbe torto difficilmente. È con altri e che provò di 8apere in là della nomenclatwra delle costruzioni mil1tari e civili che ha da disimpegnarsela l'ufficiale ingegnere. Se il concetto cli qualche parte ~i fabb_rica i:i:1plic_a.sse
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errore statico ~~ l'ispettore ne facesse l'appunto, com.,. missariì e sotto'-commissari strillerebbero in coro che non (;'entrano eglino, nor:i nobis, Domine, non nobis, e nessun~ s.rorrebbe loro dar torto se lasciano altri nelle peste; clu ha arruffato la matassa se la dipani. Ora perchè assumere f1.ltro touo, altra importanza in faècia al pubblico, dan<logli a bere grosso e facendosi imrlicitamente credere n sale dell'Arma? IV. Sta -scritto nell'istruzione pel servizio speciale del genio militare 22 dicembre 1861 che « nelle sezioni o piazze , staccate in cui non vi sono ufficiali del genio, i com« missari riassumono temporariamente in sè il · duplice !' servizio e lo disimpegnano nel modo prev1sto dai 1, regolamenti, nel qual caso hanno sotto la loro di• pendenza i personali ,che vi sono addetti. » Essi ne menano vanto come di doctimento della riconosciuta capacità tecnica--.. se la facile contentatura prova buon cuore, questi ~ignori sono angeliche creature. Ma se viene a mancare d'improvviso il capo~sezione . se non ci abbia alcun ufficiale subalterno (che anche sottotenente lo surnwherebbe a preferenza del commissario più altamente ' qu~1,lificato), quale mezzo adottare, non volendo chiuq.ere 1' ufficio e sospendere i lavori , da quello !in,. fuori di rnettere il servizio sulle braccia di quel funzionario, qualunque si.asi, ri)Dasto solo sul posto? Notate il temporarfornente dell'istruzione citata, che dovrebbe sottintendersi quando pur non ci fosse. Infatti, se per gran ventura si trovi sul posto un.o dei piccoli grand'uomini che l'autore conosce nel personale amministrativo, le çose µudranno alla meglio (1), ma non è che sull'ordinario 1
· (!) Debbo per amo1·c del vero affermare d'aver conosciuto c•provato al-
<·tmi commissarii in cui si può riporre ogni maggiore fiducia nel temporario ùisimpt1gno del duplice servizio. Eccezioni ! tra cui, mi dicono, \'aut.ore. uu11 ,k nicrila un posto.
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17 narl, non punto amministrativi; i tempi sono profondamenté mutati. Se questa classe d'impiegati continuerà pur sempre a g uardare indietro, così da portare, com~ quei dannati di Dante, la faccia tra le scapole, non darà passo avanti senza incespicare. Non ha egli pensato, il s ignor Perratone , che non ci vorrebbe meno d'un archeologico Yigliello Regjo per contentarlo ? Parlano di volere riordinata l'istituzione dei cornmissarii del genio, a guisa di quelli dell'intendenza m ilitar0, r icalcandone l' or,ganizzazione, o }'.lleglio appiccicandola a questa, cosicchè gli ufficiali ingegneri starebbero ai rinnovati commissarii in un rapporto approssimativamen1e analogo ai varii impiegati dell'amministrazione militare. È un' idea che non merita l'onore della discussione; si <.;apisce l'intenclenzh militare nelle buffetterie, nelle scarpe, nei panni, negli alimenti: nelle costruzioni no11 ha senso. Forse l'analogia gerarchica ingannò i meno accorti; pero,:chè, q ual relazione può mai ravvisarsi fra il corpo d'intendenza m ilitare, che trae le proprie ragioni di ess~re dalle viscere ~tesse della logistica e_che é autonomo in tutti gli eser_citi presenti e forse possibili, con quel[;1 specialità amministrativa che sono i nostri comnii:;,sariidel genio? Nessun'altm che .quella d ella nornenclaturii. , del resto important,e per uomini avvezzi a fermarsi là. . Il titolo e la tradizione li tentano; sembra loro uno schei'no la qualificazione di re serpe conservata ·al povere travicello . DEL GENIO MILlTARE
che s'ha da basarsi. Un povero diavolo di quelli della grande maggioranza il quale, com'è diritto e uso, abbia preso alla lettera il programma degli studi richi,e sti pel suo serl'izio, lasciandoci, che s'intende, una certa benna di tolleranza per amore della digestione, con che scienza e coscienza riassumerà il duplice ufficio? Nessuno d'altronde potrà chiamarlo in colpa per l'insufficienza, che non si può v0lere dagli uomini più di quanto sono tenuti a dare , ed è soverchio lo sperarlo pure in via di ecc.ezione. Quanto al commissario si può chiedere e che egli può dare, perchè vera sua attribuzione, è la contabilità dei lavori . Egli verifica le quantità dopo che l'ufficiale ingegnere ha verificato le qualità, e raccoglie e nota a libro g li elementi costitutivi titolo di credito per l'impresa , devenendo in seguito alla compilazione dei conti su cui il direttore prima e l'ispettore poi esercitano il loro diritto e dovere di sindacato. Le funzioni dell'ufficiale ingegnere e dell' ufficiale di conteggio si trovano a contatto sul terreno, e l'opera di questi due agenti si utilizza sommata e concorde a controllo dell'impresa. Cia~cnno d i essi, nel limite proporzionale delle attribuzioni e attit t1dini sue, ha ufficio e risponsabilità solidale; il loro htvoro è primo e imme€1iato; ciascuno dei cluè pel meglio del servizio è interessato a rilevare l'errore dell'altro, ma nesstwo è controllore dell'altro - bensì amendue con troÌlandi e controllati per bene. È però naturale che essendo identici i fini •con divisione di lavoro, poiché la parte contabile scaturisce dalla tecnica, non questa da quella, il servizio della prima rimanga in q ualche modo subordinato. • Tale è il concetto tecnico amministrativo del servizio; ehi lo volesse complicare d' ulteriori controlli dovrebbe cambiare, non solo regolamento, ma uomini. L'antica aLitonomia ,d el comm issario aveva fini po1it.ico-discipli/
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V. Si può avere ragione in merito e torto in ordine. Sar ebbe il caso nostro, dove, per quanto assurdo, il diritto di controllo dei commissarii r isultasse sanzionato dai regolamenti. Abbiamo al capitolo II-veduta la nota dei 2 gennaio 1858 ÀNl'W
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~ERVIZIO TECN 1eo-111,.Dl1:SISTRATIVO 18 che , letta a fior d'occhio, aveva aria di un ritorno al passato. Ci resta ad esaminare quest'altra del 5 novembre 1857, N. 150, portata tutti i giorni sul campo delle polemiche interne di attribuzioni, di r esponsabilità e di carattere. La nota N. 150 del 5 novembre 1857 sulla osservanza del regio decreto 26 dicembre 1853, per quanto concerne la responsabilità dei commissarii del genio nei casi di varianti alle disposizioni dei contratti, sembra pure indulgere alle suscettività degli spodestati funzionarii dove afferma che il ci tato decreto non toglie loro nè l'azione di coìltrollo nè la responsabilità che ne discende. Se non che le parole restan.:i parole e la sostanza della nota non giustifica per nulla le speranze che il preambolo valse it destare nel cuore dei zel!l-tori di u na qualsiasi ristorazione. L'ufficiale di conteggio, incaricato di raccogliere sul posto i dati aritmetici costituenti elementi di credito, e in appresso di redigere su tali basi il conto finale pel rilascio del mandato di pagamento, è necessario che dE:bba: a) Prendere previa conoscenza del contratto e del regio decreto che lo approva. b) Riconoscere con q nella scort.a che le opere e le provviste designate n el calcolo dell'ufficiale ingegn ere (prem ute alle operazioni di misura e pesamento) rispondano alle condizioni fissate nel capitolato annesso all'elenco dei -prezzi . e) Misurare e riportare nel registro d,a cui si riepilogano infine le quantità s.ommarie cli ciascun·artico'lo di lavoro. Tutto ciò è, come più sopra dicemmo, utlicio primo e diretto e per n iente dì controllo - rimane non pertanto necessario che il commissario prenda cognizione del contratto e di tutti gli atti ch e possono in alcu.c.a parte modificarlo in appresso. La necessità è cl'orq.ine oltreché di nierito. Il t;;ON1.o infatti si i11 tésta:
DEL GENIO ~I ILTTARE
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Capitolo .... Dìrezione di . . . . . Bilancio .. Piazza di ..... Lavori approvati con . . . , . A rieropiere questi vani dello stampato il commissario sì rivolge all'ufliçiale ingegnere e gli chiede l'ostensione dei documenti da citare e la consegna degli a1tri da accludere nello incartamento. Se i documenti manchino, egli non può già ricusarsi alla rr1isur<1.zioue quando l'ufficia le ingegnere glie ne imponga, bensì. scrive le quantità di lavoro nei registri di contabilità con apposita nota che distingua i lavori autoriziati da quelli che non sono o 1100 gli risultano tali . Questo lavoro d~l commissa.rio è contabilità pretta; ma quando pure, confondendo nozioni e parole, chi;1misi. controll9, e ' non potrebbe mai riguardarsi tale che Lltla dipendenza dall'ufficia.le costituisca un controsenso, anzi addirittura, come mostrasi cli presumere, una immoralità a.mministrativa. Ben altre e più serie collisioni potrebbero verificar~i fra comandanti Ji corpo e membri del Consiglio d'amm in istrazione, eppure le cose camminano, e chi si creda dover negare la propria firma, che è cosa seria e tutt'a f'... fatto all'infuori dell'azione coercitiva della disciplina, lo fa, affrontando r isentimenti e perrnali del capo del servizio. E che? S'ba egli a supporre un commissario che per amore del quieto vi vere vogl ia contabiliizare cisterne per forni quando il capo sezione glie ne ordinasse? Oppure, per farg li animo a non prestarsi a in verti re conti e partite , s'ha a lanciarlo fuori del corpo del genio e costituirlo in a.ppéu·tata consorteria? .'i!on basterebbe - un contabile cosi apprensivo a vrebl>e anche paura del l,i brutta faccia d'un appaltatore o subappaltatore e bisogner ebbe, elle so io? fors'a.• cbe creargli iu c·ert.i paesi Ulla guardia della persona. Jl legislatore n~m na pensato a tutto ciò, come quello che pose il dato non cloYessero assumersi che· uurnini morali , che vuol dir forti all e
~o
SERVl Z IO T llCNICO- AYMltW !TRATl \fO
p rove . Moralità è non solo uegazione d'ogni propria iniziat i va del male, ma altresì incrollabile r esistenza. all'altrui. La nota 150 del 5 novembre 1857 rimane anche infirmata se non eliminata dal posteriore decreto 22 dicemb re 1861 , segnatamente al 2" capoverso del ~ 47.' Il calcolo d ì r~parto della spesa non è più. ri!-petto all'impreHario, cosa determinata e concreta, ma un suppergìil redatt_o per somministrargli una base ai còm puti, una n or ma alle offerte . S enza di ciò egli dovrebbe -pr esentarsi a un contradditorio e avventur are una proposta senza ç1.lrneno conoscere se tra'ttisi <lì pietra, ferro, terra o legname ; sarébbe per lui un g iuoco d'azzardo , una im mora lità. È he:1 Yero che mentre non è che semplice norma per l'impresa r imane una specie cli guida degli i ngegneri dir ettori per la esecuzione dei lavori, ma i li miti d' una guid a n nche 11 ffi.;iale sono b en altra cosa che quelli di un con tratto incoercibile. Dopo ciò torna inutile di rispondere a quanto il signor Perratoue pubblicava nel N° 357 della Nazione. L'onorevole collega P. N. l'ha fatto (1), scendendo ad ogni d<~siclerabile particolare. D'altra parte il valoroso periodico fioren t.iuo , stampando q uella t irata dopo la firm a d el ge r en te , che è l'amen d el periodico, ne assunse la responsabiliU~ medesima che per le pillole Holloway e le pastiglie dell'ere mi ta <li Spag na. Un giornale serio non poteva ass,-:gn.i re altro posto. Che il signor Ferratone e tutti i possib ili Perratoniani del Corpo' contabile ci patiscano Yedenclo la carriera propria riuscire a troppo modestn, meta e aspi rino a diventare uomini da novemila lire e vestiti da gencrnli, è la pi ù natu ra.le cosa dol mondo cd anche lecita; che letto in Gingillino come
( I) (J";;:.cllcr i11i tilu.l'e ,kl t 0 g1•n11ai o 1863, W I .
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DEL GE~IO Y!LIT.1RE
. la bot.tn che non chirsc
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ebbi! coda
chicggano a squarciagola , é logicissima; ma che per arr i~arci ingannino il pubblico e lo allarmino col m c• st.rargli senza possibile controllo la gravissima gestione delle fortificazioni e fabbriche militari <lacchè le signorie loro sonQ in r apporti d 'infer iorità cogli ufficiali ingegneri, è poco leale artificio. Il ministero di g uerr a lascia i nvero desiderare qualche abrogazione più esplicita che tacrlier ebbe cor to con tutte le suscettività e velleitil possibili, ma in buona fede, in buona pratica, clii fru ga il fuglio che custodisce la lettera d opo che i nuovi tempi e i n uovi sistemi hanno eliminato lo spirito che la informarn? Quale è la legge di medio eYo esplicitamente abrogata in Ing hilter ra ? Neppure q uella della tortura, io credo. A ogni modo, quando l'autor e lo creda opportuno, si faccia forte cn_ quante anticaglie burocratiche gli riesca d i scavare, ma parli nell'inter esse suo e dei suoi , no n del paese - si g uardi dal sostituire il gran noi d el cittadi no al piccolo io del commissario. t:)
VI. Anche i commissar i del genio strillano il famoso sint i il sunt (leggi erant) aut non sint. Tutta l'Europa militare e il nostro m e<lesimo Genùi Civile, la c ui gestione occupa nel bilancio ben altro lJOst,) che la no,,tra, ne fanno senr.a. Vada dunque pel non sint . Torna meglio creare delle posizioni rion dubbie, che g li equiYoci sc;iupano uomini e cose; servi rsi di contabili p ropriamente deiLi, di misuratori, di guarda-magar.zini, di funzionari i nsomma più modesti• di nome, d i tradizioni e d i ricami I i quali non d isclc'g nino all'.uopo la. parte
22 SEIIVIZIO TECNIC0- AM~IINISTRJ.TIVO ci tata con tanto orrore dal nostro autore, di conteggim·e le caselle indicate· clall'uffìciale. Poter del mondo I dopo tanti studi e sì. dotta esperienza discendere a tanto! e d'altra parte come fare'? L'ufficiule ingegnere che, oltre lo esigenze del servizio, soddisfa (giova almeno supporlo) a qu elle della scienza, mantenendosi all'altezza di un progreBso _oggi mai quoticliano, ha pure a volte bisogno di un umile mortale ch e gli riempia le caselle, gli cal coli i solidi , g li tra$porti di scala un disegno , gli ricavi con intelligenza un particolare. Un aiutante che sappia di tutto ciò salta tosto commissario, e - addio mondo - andategli a proporre qualche cosa di simile, segnatamente ora, dopo la pubblicazione delle opere del signor Ferratone e le sue teorie di blomerismo t ecnicoamministrativo. Il migliorare le condizioni degli aiutanti, il creare un buon personale contabile presenterebbe pure il vantaggio di aprire un avvenire ai sottufficiali nostri, che è un danno e un dolore il rilasciare per congeSo assoluto e cui, per promuoverli ufficiali nell'Arma, assoggetterei a prove ben serie. Non vorrei davver o che un borghese a, cui, più o meno ac0identalmente, sia capitato tra mani un numero d_ell'JUustrazione corredato cli qualche piano , d0vesse rivolgersi a un collega mio e metterlo ingenuamente tra l'uscio erl il muro con dL1e punti ioterroo-ativi · " ' l'amico peqnin non se le lascia scappare le belle occa sioni di rivincita ; la guardia nazionale si ven dica. Sono per icoli questi da cui santa Barbara non protegge, mentre gli esorcismi del signor Laisnè non sono roba per tutti. Ma di ciò ad altra occasione, se mai ci torni di doyerla alquanto discorrere sull'organizzazione dell'Arma. E ra il easo adesso di fare la luce sulla questione amministrativa stranamente abusata, e di tranquilla.re il contributore s ul viaggio dello scudo (per dirla col conte di Cavour dalla) tnsca sua a quella del legittimo creditore deìlo Stato:
DEL GEN IO MILITARE
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n signor Pèrrator,ie, nello ardore per non dire nel deli~·io ·della sua febbre polemica, s'è inoltre lasciato sfugg1re parole di una deplorabile leggerezza sul possibile, anzi, secondo lui, probabile abuso che gli ufficiali ingegneri farebbero della facoltà di redigere le liste di proposi zione dei commissarii . Io credo di poterlo assicurare che gli -ufficiali ingegneri , compreso quello che redigerà il paventato suo stato caratteristico, glie lf vorranno perdonare. Accetti un consiglio - attenda alla misur azione dei suoi solidi, all'assettò della sua contabilità, alla compilazione dei suoi conti, all'ordinamento dei suoi archivi.i amministrativi , e gli sto garante che , dalla indiscreta parlantina in fuori , non gli sarann o nella sua biografia ufficiale notati altri appunti.
DEGt.l F.SERCITI P !llU!ANE1''fl
organiche. Ma se riandiamo i rip<>.tuti assalli che in un. modo· o nell'altro si sono da qL.alche tem po combimlti in ·ltalia contro gli eserciti permanenti, se ci ritorniamo aHa, mente le frasi, che pronunciate mesi sono a Genova, e sciorinate iu più di un periodico, echeggia.rono di recente a Pisa, se freddamente misuriamo l'effetto, che 'q uesto lavorìo tende produrre in Ita lia, in un istante in cui l'esercito è pur q uistione di vita; non sembreranno inopportuni questi po(;bi studi, che io dedico specialmente a voi, o più g iovani colleghi miei, r ecentemente convenuti a rafforzare l'esercito da ogni parte d'Jtalia. Sì, miei g iovani colleghi ed amici I V0i siete ei1trati da poco t empo ne1l'esercito, e g ià siete ir,carnati con esso, già superbi YÌ mostrate del posto, che le circostanze della patria hanno dato a'tutti noi che gemevamo, alcuni anni or son 0, sotto il giogo di dominazioni straniere o pseudo nazionali, ma, e non v'accorgete, io temo., degli errori che dintorno a vui sci volano nelle menti inesperte, alcuni generosi utopi sti e n101ti instancahili declama tori, e non misurate, nella vostra modestia, la i~fluenza benefica, là non sospetta autoritù, l'efficace propaganda, che potreste esercitar nelle masse per coutrominare quel lavoro incessante e dissolvente cbe voglio qui smascherarvi. Ognuno di voi , conta infatti conoscenti d'ogni g rado sociale, giovinetti studiosi, a mici, fratelli che ponno essere educati dalle labbra vostre, nella stima, nell'amore ad un'istituzione, che chiamo non solo utile ma necessaria; ripetendo le parole cli un caro estinto (1): quando s'è fo,tto un esercito s'ha, quasi fallo una nazione. Ma prima d'entrare uell'argomentG> facciamo un po' di conoscenza fra noi. Vedrete, giovani lettori, cbe chiamerò
STUDI SULLA NECESSITÀ llEGLI
ESERCITI PERJ\'Ii-\NENrrI E
SULLE LORO
NOTE CARATTER.ISTI C HE
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-J. Parrà strano, a primo aspetto, che in una Rivista Jfi -' litan, ove si discutono le più delicate questioni dell'arte nostra, si auatomizzano e si confrontano tra loro le intime costituiioni dei diversi eser citi di En ropa: si espongan~ poi delle considerazioni sulla necessità in genere degli eserciti stanziali (1), e sulle loro basi costitutive ed. . (1) Per escn1i~i s tanzia li o permanenti intenderò in genere un complesso ·di l!'uppe organizzate ed arrnolate a11alogHucnte a qu,1nto è disposto per il nostro esercito regolar~. ·
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)
(1 ) Vedi il pr<'z·ioso volume rlPI capitano Crnt,o Dt:cn1SToron1s: Che coUL sia la. guen·ri, pul,Llicato a lllilano prr curu rld sig G, Gutlii,rcz nell'a nno 1860, P"g 285
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DF.GL! ESERCIT I PEHl!AN~NT!
STUDI SULLA ~ECESSITA '
spesso la vostra attenzione a massime pronunziate da altri, e che sosterrò le mie argomentazioni fidandom i ad altre autorità a voi tutti ben note; chi vi parla infatti, per vario concorso di cir costanze, non ha pot.uto fin qui ri- . cevere il battesimo dei campi; epperò n on sarebbe di per sè maestro, che cli q uello &pirito militare d'annegazione, che gli i nsegnò star fermo al suo posto, anche quando colleghi ed amici suoi palpitavano altrove sul l'esito delle battaglie, e raccoglievano onori meritati e giustamente ambiti ; chi vi parla, conta oramai qualche esperienza di comando, ed è cresciuto in quei tempi incui si pensava nei ceppi ai mezzi più opportuni per poterli infran gere; chi vi scrive, finalmente, h a raccolto lui stesso dalle labbra _..cli ani me elette (l), sentenze che -varranno qualchl'l indulgenza a chi cercherà trasfonderne in voi l' elettrizzante significato. , Ammettiamo anzi tutto per un istante che si possa seriamente credere utile un non lontano scioglimento dell'esercito stanziale, suicidial'hoci per brev'ora, sì ascolti con calma l'ipotesi: essere il corpo a cui appctrtenia1nd un vern cancro dell,a, società (:J) . Ebben e, non concedete voi, che così stimmatizzate gen tilmente noi tutti di putridume, non avete voi concesso anche di recenti nel convegno, t~nuto, se n on erro , a Pisa, che è bene di valersi di questa forza armata per poter meglio e più presto redimere la nostra Italia? Non ci avete così dato ad intendere per bene, che riceveren10 il nostro congedo il dì soltanto ch e il tricolore vessillo sventolerà a Roma,, e · spargerà il suo d iv ino riflesso sulle dorate cime della estrema caten a dell'Alpi, che an cor s'erge a monumento della tenacità e delle mal spente speranze della .casa di ( I) Carlo Dccri,lofol'is, Emi lio Dando lo, Signoroni,
Alherlo Ballogli a.
(2) Queste pa role cd alLrc dello slcsso slam po sono l roppo note e troppo
fresche d i data perché sia necessario il rich iamarne le or igini.
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Absburgo ? E così essendo le cose, vedendo voi pel momen to nell'esercito un' istituzione da adoperarsi., ed assi!'itendo ù'altra part.e ai contrasti, che specialmente nelle provincie meridionRli d 'lt à.lia, incontrano le leve con cui quest'esercito si forma, non vi par eg1i che carità di pa.tria ed il più comune buon senso vorrebbero, elle 1e vostre declamazioni fossero a miglior tempo serbate? Non v i chiediamo, no, ammirazione per le nostre istituzioni, non vi chiediamo infhi dei conti neppure giustizia, non domandiamo pace , ma invochiamo una tregua richiesta dalle solenni circostanze' della patria, che per ora ha bisogno, ne convenite voi stessi, di questo esercito, da licenziar::;i il giorno boato, in cui l'Italia sarà stata da l ui in gran parte redenta.. Nè vale interrompere per esclamare: ripetiamo piir sempre, essere per ora necessario l'esercito I Potrei invero citarvi qu alche - frase equivoca su questo argomento, ma semplicemente proclamo attual mente inutile e dannosa ogni vostra decisione sull'avvenire · dell'esercito. Ed ii1 fatti, le popolazioni i ntolleran ti ancora di quelle discipline che ammettete ammettendo l'es~rcito, saran no fE lici di prestare orecchio e prendere alla lettera quella parte dei vostri discorsi che con vifme ai loro interessi particolari, e la cui applicazion e voi intendereste inv0ce rimandare a tempo migliore c nontroppol, ntano.Ch e se esaminiam o freddamente la cosa, -vedendo come da un lato si proclami onnipotente l'armamento volontario (che le popolazioni spieg,a no alla loro maniera), e da1l'altro si ripete ch e l'esercito stanziale è u na ist ituzione ahborninevole, non par vero si possa pretender e che per intanto esso sussista, e che con volto lieto e di- buon conto dobl)ano accorrer e nelle sue file i nostalgici Napoletani, i Siculi ed i Marchigiani n on avvezzi a questa nuova e pesante contribuzione. O signori, èhe credete ch e gli esArciti stanzia.li debbano sparire dalla faccia d'Europa il d:1 che l'Italia sia redenta, e che stimate buono il valervi
,
28 STUnl SULL .·1 KÈCE$81TA per ora dell'esercito regolare ehe sventura ha voluto prepararvi in queste belle 0ontrade, se siete di buona fede, come lo si deve impporre, cessate per Dio dalle vostre propagande dissolventi ogni ordine militare, e state certi, che quel giorno in eu i Italia sarà l ibera dalle Alpi al1'.Adriatico, le masse i ntenderanno ancora il vostro linguaggio! E qu i, o giovani colleghi miei, vi prego nuovamente rammentare la mia premessa senza di cui quRste pagine non avrebbero scopo e parrebbero destinate a convincere, chi ci_vede, della esistenza d ella l uce . Noi siamo tntt,i persuasi della necessità della ist.ituzione cui abbiamo l'onore' di appa.rtener e, siamo convinti cbe le sorti d'Italia dipendono dalla · floridezza dell'esercito stanziale, ma dobbiamo altrcsì persuaderci: essere n ostro còmpi!o· il coltivare e lo spargere ovunque il rispetto e l'amore al!'esereit;, sicchè ogni buon cittadino esclami a suotempò: 0
Gitai a chi tocca l'esercito I Quest'opera tanto delicata per chi è attore e spettatore della scena istessa, è ta.nto più · nPcessaria se si fissa lo sguardo n el probabile avvenire della generazionP. che ci cresce intorno, e se si pensa, che la nov ità d ella coscrizione deve necessariamente dettare, in alcune provincie d'ltc1,lia, sospetti, disperazioni, paure, passioni d'ogni genere, ch e spetta appunto agli onesti di calmar e, d'illuminare gradatamente, di g uarire. A q uesto punto però è gi usto il fare 11na sosta ristoratrice contemplando lo spettacolo che l'intiera Italia, padrona di sè, ha g ià dato quest'anno col le sue leve i11 risposta , agli scrittori stra.Dieri che dubitano ancora dGlla sua fibra mil itare, e citando un brano del celebre discorso pronunciato da Thiers ,Ll Parlamento francese il 21 ottobre 1848. Esso farà intanto sentire salutarmente agli uni quanto la co,s cnz10ne con-
29 tribuisce a formare gli eser'cili., e rammeuterà agli '1.!Lri gli ostacoli che trovò in Francia l'applica,.ioue della medesima (1). « La forza della Francia, dopo il 1789, ha consistilo in » ciò, che inclipendeotemet1te dai sentimenti tutti che » l'hanno portata verso la grandèzza, che l'hanno tra» scinata su tutti i campi di battaglia d'Europa, ella pos• siede un' istituzione, quella della. coscrizioue, che for» ni va ·l'immenso contiugente d'uomini, con c·.ui i· suoi » eserciti non vennero mai meno nella lotta terribile '-'he >. durò un quarto di secolo • . E poco dopo soggiunge : , Ebbene, c'redetc voi che. per introdurre qu0sta abitu» cline nei nostri costumi , per fam ig liarizzarci con questa legcre o , che si è iu certo modo incarnata con noi, e che , noi eseguiamo senza difficoltà, èredete voi che non c1 siano voluti molti sforzi? Quest'opera costò cinquanla » cin,ni, e voi s,ipeLe al pari di me, voi che studiaste la , storia conternpornuea, s::ipete dico che a'suoi primordi » questa istituzione incontrò enM·giche 1·esistenze, che fu ln » causa, non 1-mica, -ma pri-ncipale, della insu1·rezione della ,i Vandea, e che l'opposizione alla medesima durò tanto , che, sotto l'impero, così ubbidito, all'epoca in cui re» gnava e maggior calma, e rispetto alla legge, e la piL1 gran sommissione all' imperato1·e, v'erano parecchi cli» partimenti dell'Ovest in cui non si faceva la coscriz,ione; » tanto questa legge che obbliga ognuno al servizio , • era difficile ad introdursi nei costumi, nelle abitudini » delle popolazioni » . Ma oramai m comincio ad esaminare se sia vicina l'epoca. in cui si potrà congedare l'esercito stanziale senza pericolo della pubblica cosa. Divido la '1_uestione in due parti., e la studio anzi t utto rispetto ::i,ll'Italia. a fronte alle IJEG L. I ESERCITI PER\l ANENTl
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( 1) Pag l òf rle lla edi'l.inn e di BruHllts, 184\J.
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STUDT SULLA N1'CESSIT,\'
altre potenze europee, usando ancora contro gli avversari lo loro preziose premesse, per poi sollevarmi a conside. r azioni generali o di principii. lo credo che coloro che di buona fede tengono vicina l'epoca in cu i l'Italia possa far senza dell'esercito, rovinoso pe•r le finanze del regno, disasl?'0$0 pt?' la pitbblica prospe·rità, ·ma da consei·varsi per ora, sognino altresì prossimo lo sfaso-ia.mento degli altri eser citi stanziali d'Europa; e ritengo, confidino nel la peregrina ipotesi, che terminata la questione italiana s'abbiano a risolvere ad un tempo le altre di fficoltà earopee (astrazione fatta dalle asiatiche , dall'amer'icane e vai dicendo), e che i popoli tutti del nostro continente abbiano sul serio a proclamare il principio della pace _universale, licenziando di comune c<,nsenso gli eserciti, nello stesso ç1) ed alla stess'ora. Cbe se in quel giorno le a.ltre potenze europee, che · hanno -il torto d'o.limenta1·e un esercito, si impennassero innanzi ad una tal convinzione, io fennamente opino, che gl i stessi uomini che combattiamo, noi:i vorre bbero saperne io Italia della responsabilità di sciogliere l'esercito, e che invece si darebbero a tutt'uomo a mantenerlo e perfezional'lo. Segue da ciò che i politici del pm·tito d'azion e, uomini contrari generalmente alle mezze misure, che proc1amano necessario sia ora conservato l'esercito sfarniale, per opporlo ai solidi reggimenti au~triaci scaglionah a cavaliere del Mincio e del1' Adige, e che vedono, così soltanto . possibile ana punta di cinqirnnla·n1.1:Za voLon,ar-i attraverso il Tirolo, diretti al cuore dell'irnper-9 ri valo; ammettono necessari,1mente che l'esercito permanente dovrà sopravvivere, ecbi sa quanto , al ftli,;e esito ùi questa nostra guerra d'indipendenza (1). (1) È nel Diritlo dcli '~ gen naio ch e si slncl iu il còrnpilo d i quei cinqtrnnl arnila volontari. -- L'Jtal,a JJ1·i/-iia.,·i, ba giil con rno)Lo gn rbo trall uto di q uesto, e ri i al tro più tu·dilu piano del par·t.,to d'uzio11c, 11ci suoi nur11cri '11 e 72. ~ A png. 2 J3, 'l l 1, c215 ,lclla 1/iv'i,!ct l1'/i/il,ire del selt.e111h1·c 186'2 il signor maggiore di stato ma ggi ore C. Cous1 ha valutalo a giusto liLolo, con
l)E$!,I . ESERC fTI
l'ERlB:-;E~Tl
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Firmata infu.tti la pace che ridoni la penisola n-0s1l·a, tutta intiera a se stessa , non sarà pregio del l'opera il pensar tosto a prot~gerla dagli est.e mi assalti e dalle disastrose vicende che gli eserciti pe1·manenti dell'altre potenze europee potessero ricondensar e sul nostro orizzonte'? Ed infine, gli uomini del partito d'azione (cos:i li chiamo senza per questo ammettere che coi miei colleghi tutti io appartenga ad un partito di innzione), non trovereùbero altresì anche troppo presto per l'Italia, la. necessità di rompere contro eserciti regolari d'altri paesi, taluna di quelle guerre di simpatia che già si vanno fantasticando e promettendo con paroloni tonanti e intempestivi 'l Conchi~clo per ora col dire, che se si ammette, anche in via transitoria, la necessità dell'esercito stanziale, non bisogna sçredita:rne la istituzione chia mandola quasi decrepita eredità cli principii sociali tirannici e barbari; e che d'altra parte, ove si conservi l'esercito in vista di combattere e di resping6re le poderose forze clell' Austria, sarà convemente oncora di mantenerlo fiorente ed istrutto per ribattere gli ulterior i assalti di un impero, famoso per la sua tenacità guerriera e per le suo storiche riconquiste, nonchè per sostenere gagliardttmente , al di là delle Alpi e dei mari, quei prmcipii che furono il fìat della nostra attuale esistenza, e, speriamolo, della uostra. fotuta grandezza. Pavia, 20 gennaio 1853. CESARE C \ Vl
~a.pilano cl' Artiglieria. (Continua) . pnrolc autorevoli e piene di patrfot.tismo, lt1 preziosa opera scr'bak ai vol1111t.ari iLal iaui nella guerra ch e forse non lont11na ci attende. - Anche I.i <,',izzetta 1l1i lilarv ltalùiiw con: i.. nc n-,i n ,1mcri ti.i quesVanno delle asscunate osservazioni ,u!l'clcmento vol,,n iario.
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A LU)IA CA
, -,
• DI UNO
SCI-IIOPP.ETTO · DI FERilO FATTO A LUMACA
.\L CIII.\RISSl\10 SIG!XOR CA\'. GIUSEPPE xon
La dottrina o la eruclizi<mo delle quali ella è tanto abbondantemente forn ita, ed il molto amore che mette uello investiga.re le g lorie patrie, ed in ispecie tutto che alla storia delle nostre armi da fuoco si riferisce, furono certamente il motivo che la spinsero ad indirizzarmi quelle tre lettere cht:J consegn ava alle colonne del illonitM'c det l' Armata (N. 61, 66, 68 - 186:l) , colle quali mi eecitava ad occuparmi a scrivere una storia delle A1'Liglieric italiane. Le so grado di questo suo eccitamento cbe mi svela la buona opinione che ha di me, credendomi da tanto a così diffìcilc impresti. .Ma ella certamente nel darmelo non ha tenui.o conto della poch oz.rn delle mie forze, o troppo benevolo le ha voluto misurare sulla sua spanna, e mi duole assai che per eccesso cli cortesia ne abbia accresciuto il valore. Per fermo se il buon volere
potesse tener luogo di abilità, non esÙerei un momento dal sobbarcarmi ad un còmpito tanto difficile , ma io che non bo mo1ta fede nell'antico adagio nil volenti difficile, mi accontenterei per ora di poter soltanto compiere il proposito di r icercare i documenti che rigmirdano le artiglierie italiane, lasciando che altri ne tragga profitto e scriva di queste la storia, della quale sarebbe una vergogna se ancora p er molto tempo si avesse a lamentare la rnant.:anza. Ora per provarle come io non ce~si dalle indaao ini che possono condurmi al1a mefa prefissami, le narrerò di una scoperta, che, se non m'inganna l'amore pel paese 11atio, varrà a segnalarn una nuova g loria italiana. Ella d1e tanLo dottamente discorse sulle armi da fuoco po rt.atili a righe, sa bene che il merito d i questa inve nzione è stato attribuito a Gaspare Zollner di Vienna elio nel 1498 presentò la prima canna rigata, parallelamente all'asse, al tiro a segno di Lipsia, e che la rigatura a,l etica si crede trovato di Koller tra il 1500 ed il 1520 o di Danuer nel lfi52, od infine di Aqostino Ko!Jer ~be mori nel 1630. Ma o che s ia stata nella prima, o nol lo a ltre epoche, messa iu uso la rigatura nelle armi port,Ltili, si è tenuto fino ra come incontestabile che se ne dovesse l'onore alla Germania. Egli è vero che nel Museo d'artiglieria di Parigi l'arma rigata che occupa il posto d'onore come la più antica (vedi il Catalogo 1862, lett. .M. 130) . è l' • Arquebuse françttise nommée à 1n:ed (le biche, de la forme de la crasse; royée à tourelles, du milieu du xv1c siècle , , c ui vie ne secondo, a vvegnacbè della stessa epoca, un a rchibuso tedesco, da caccia e;d a. r uota, istessamente rigato. Ma non sono a far marav iglie por tale precedenza; chè l'amor proprio de' l 'rn11cesi difficilmente si rassegna a porre la loro nazione seconda a verun'altra in qualsiasi trovato, benchè abi.Jia, cumc in questo easo ed ill tan ti altri, contra.riu. la stot·ia. · 1
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SCHIOPPJi;TTO DI FETI.HO
Jl nostr o paese peT verità è così povero in siITatt0 ge n ere di armi, che iff\'·itato io non h a guarì a cercarne le n;tizie, dovetti -confessare che n on avrei potuto nspourlere all'invito, perché da · quel poco d i storia che io sapev a sulle armi rigate, non mi era dato accennare che qualche raro esempio di esse ira noi nel secolo xvH . Ed era tanto sicuro di questo, che stimava inutile ogni inve::;tigazione, n on sapendo nemmen o dove e come praticarla . Quand'ecco , un bel giorno dello scorso mese, mentre cercava a.ppa.gare la mia curiosità colla lettura dell'inventario della munizione della Rocca di Guastalla fotto il venerdì 28 luglio del 1476, mi cadde sotto gli occhi la particola seguente: « Item sclopetiis unus fe1·ri fact1.1,s a l11,maga. » Oh, dissi tr:it me e me, questo non è altro che u no schioppetto con canna rigala ad elica! E gongolavc1, dalla g ioia e mi compiaceva della scoperta, percbè poteva con qu esta additare un va.nt,o, finora ignorato, della patria mia che amo operosamente per q uanto posso, e cui vorrei r ivendicate t utte 1e scoperte de' suoi fio·}i che so1carono i m ari e valicarono i montLpel dispr ezzo o . o per la indifferenza de-' loro connaziGllali. Chè questi estimano ed innalzano a. cielo i trovati del proprio paese soltanto allora che rimpatriano con la patente di approvazio11e degli areopaghi stranieri, i quali nel rimandarli cercano sempre che sia loro cambiat o' il nome di battesimo, Ma passato il primo m omento di entusiasmo, e fatto luogo ad u n pacato ragionare, volli porre a disamina q uella m agica parola lumaga. Incominciai dunque dal considerare se la forma dei primiti vi scoppietti potesse avere qualcosa che rassomig liasse ad una lumaca, cioè ad un lavoro a .spira. Lo scoppietto antico aveva una canna di ferro o di meta,llo non molto diversa nella forma da quelle de' fucili attuali , e come LJUesti ,;i caricò, fino dalla sua origine, ljGr la bocca. Il foro del foeone però in principio era 0
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sìtuato nella parte superiore della culatta, a vece di esserlo sulla destra, come quando v i si aggiunse, più tardi, uno scodellino per porvi la polvere d'innescatura, cui si appiccava il fuoco a mano con la miccia o corda cotta. In seg uito si aggiunse un congegno nomato (dalla forma) serpe, serpentino o drnghetto, che strin gendo tra le ganascie la m iccia, al pr emere col d ito sul grilletto, si abbassava ,µe r avvicinare il carbone della corda accesa alla pol Yere della innescatura., che comunicava il fuoco alla carica. E qui di volo accenno come s iasi ingannato il ch iarissimo Promis, che dal grilletto mentovato ha creduto tra.esse origine la voce tedesca Haken-Buchse che suppone poi presa d ai Fr ancesi per la., loro Haq·uebute, e quind i dagl i _ Ita.lian i tradotta in ,frchibuso; mentre invece dall'A1·chibuso, parola ed arma di origine i4t1iana, h,inno. derivato i Francesi l'Haqnebute che i Tedeschi hanno a,ppellato col nome generico di Bùchse. Infatti è certo che l'Archibuso italian o si distingueva dallo schioppo per ciò appunto che non aveva il se1·penlino e per conseguenza nemmeno il gr1:lletlo, ed il P1·ornis istesso lo confessa e n e dà la prova, con la figL1ra (68·, Tav. IV), riportata dal codice del :Marti ni ch e egli, dottamente illustrandolo, pubblicò in Torino n el 1841. Egli è poi certissimo che soltanto q uando vollero nell'una o nell'altra lingua nomina re propriament.e il nostru prim itivo 1frchiln;,so gli uni fecero precedere la parola B·iichse da Haken, gli altri aggiunsero ad llaquebute la vou~ c1·ochet o eroe, non per significare il g1~iUetlo (che vi sarebbe dovuto essere sino dalla sua origine per corrolJorarc la opinione del Prornis), sibbene q uella sporgenza di ferro situata sotto la canna, fatta a mo' d i dente, 11..ncino o c1·oc;ro . donde provenne a quest'arma il nome latino di bombardn uncalis t~d unc-ina. Questo croceo poi od 1.mcùio era. postu ad un q uarto della lunghezza della canna verso la bocca, e non • au, mitieiicì-peu-pres de son canon », come dice il signor O. Pengu ilJy J"Haridon (Calatogue da Jfo.sé-a d'tlrtil1
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SCll!O PP ETTO Dl FER!t0
leried~ Pm-is, pag. 536), e non e servaità lafia;e1·siwunchevalet au momentd'ulir, . Imperciocché non eral'arcbibuso un'arma da cavalletto, ma da muro, e su questo si appoggiava, per trarrP,, nelle feritoie o ne'parapetti tra' merli col dente a.ddoss,ito alla parete esterna, contro la quale si attutiva lo sforzo della carica infiammata, senza punto urtare l 'archibusiere· che l'adoperava. E questo sia detto non _per lei che in tali cose rispetto come mio maestro , ma per additare le opmioni_ che scrittori distintissimi, come quelli mentovati, esposero nello illustrare queste armi da fu oco, che io pongo tra le artiglie1'ie minute, e non tra le anni portatili. Por ritornare al mio proposito, dirò che lo scoppietto composto di una canna di ferro, turata alla culatta con un pezzo 8ello stesso metallo bollito o saldato con essa, o con un vitone come attualmente si usa . E questo vitone non era cosa nuova per certo nel 1476, perché ( senza andare altrove a cercarne esempi ) abbin,mo nel nostro museo d'artiglieria canne di colubrine a croceo, anteriori anche allo schioppetto mentovato, siffattamente costruite; ed avvegnachè una tale costruzione fosse un trovato di quei dì, nè si sarebbe perciò ma.i lo schioppetto chiamato a lumaca , uè la novità era da rammentarsi in un i 11ventario. P ertanto ne traggo conseguenza, che k1 schioppetto della Rocca di Guastalla dovesse avere alcun lavoro e»teriormente o nell'intern'o della canna che rassomigliasse le spire di nna luma~a, sia per ornamento, sia per avvantaggiarsene nell'uso dì esso. E qui potrebbe immaginarsi che la canna fosse operat a con strie o scanalature esi>erne a spir1, come se ne ha qualche raro esempio in alcune vecchie artiglierie di bronzo. :Ma ove si fosse 11»ato tale ornamento esteriore nelle canne degli schioppetti non sarebbe per fermo questo l'unico esempio, oltracchè bisognerebbe supporre che all'epoca in cui fu scritto l'inventario non si cu1w~cu:-se bene il significato della
37 parola a lwnaca o a chiocciata, che si è adopemiasempre atì indicare una $Canalatura o cavo a spira operato nell'interno e non nell'esterno di un tubo cilindricc . Nulladimeno per assicurarmi se si avessero altri esempi di tali forme, mi. sono dato a cercare nel Catalogo del Museo d'Artiglieria di Parigi, per ver ità sopra tutti ricchissimo di armi da fuoco portatili di ogni specie e di varie nazioni, e fra · lo stragrande numero di quelle a miccia, a ruota ed a. pietra delle più antiche, non ne ho trovata che una cou lavoro esterno a spira notata alla lettera M. 251, cioè: « Courte arqiMbuse allemande, r-ayée, à, canon en b1·onze tordu en hélice et po1·tant sa date, 1666, aiinsi que te nom Geo1·ges, alt. F. A. •> . Ora non ùec far man.viglia il trovare una canna tm·ta a elica, a. somiglianza, mi sembra delle colonne che diconsi t01·se; come sono, a mo' d'esempio, quelle ammirabilissime di bronzo dorato che sostengono il bal dacchino della basilica Vaticana, opera del famoso Bernini del 1633 sotto il pontificato di Urbano VIII, che spogliò degli antichi bronzi il Pantheon per innalzare quel magnifico Ciborio, e per forn ire di artiglierie il Castel Sant'Angelo. Imperciocchè questa forma esterna si otteneva facilmente nel bronzo col getto, mentre la canna di (fYl-ro del nostro schioppetto sariasi dovuta foggiare così a martello, lavoro invero non molto faci le e di niun vantaggio per l'uso . Mi pare però che le parole canon en ln·onze lo1·du en hélice, con le quali il dotto scrittore del catalogo ha voluto indicare la forma esteriore dell'archibuso descritto, non siano molto propriamente adoperate in questo caso. Infatti non v'ha chi non sappia cosa vegliasi intendere per ca.non tm·du, e che questa opera ZJOne, ineseguibile in una canna di getto, non cambin. per nulla la form a ordiparia delle canne di ferro, sibhene ne migliora la qualità, con quel torcimento che si dà loro mano a mano dopo averle arroventate, di modo che le fibre del ferro da direLLe che erano si rendono A LUMACA
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spirali, e che sono chiamate in Italia canne a t01·tigUone. Cotesto lavoro però non apparisce per nulla, e per iscorgerlo fa me~;t.ieri limare un cntal poco la canna e bagnarla con l'acqua forte, affinchè si scoprano le fibre attortigli,tte. Or bene, è egli mai credihile che nel fare un inventario si premettano simili saggi 'I Dunque lo schioppetto <li Guastalla non aveva 'un canon tm·du secondo j l -~ signi fi cato generalmente at tribuito a queste parole, cioè u oa canna a tortiglio-ne, nè un canon t01·du secondo il scuso dato loro dal signor Penguilly , cioè una canna allO?'tigl-iata a ~10' delle colonne torse; ed ammesso aeche o quel metodo di fabbricazione, o questa forma esteriore, colui che scrisse l'inventario l'avrel;)be saputa n ominare con un vocabolo proprio 21-_ chiaramente descriverla, nè mai avrebbe adoperato .le pa,role fctclus a luniaga, cbe a spiegare .non l'este1·iore sibbene 1'inte1'iore lavoro di un cilindro vuoto , di un tubo, di una canna infine possono soltanto acconciamente prestarsi. Ella, mio ottimo sig. cavaliere, non ignora come gli antichi Romani usassero colonne non solo a sostegno o decorazione de' pubblici e de'privati edifizi , ma anche per ricordare le grandi imprese e le vittorie degl' imperatori, delle legioni e delle armate loro.. ed a servire talora a pubblica ntilità: perchè s'innalzarono colonne momimentali o tr·ion fali, rostwbte, millictrie ~d itinerwrie , che, conservando sempre le proporzioni dell'ordine Ctìi appartepevano, erano diversamente nominate .dallo scopo o dall' uso diverso pel quale erano erette, o da qualche lo_ro peculiare forrna od ornamento. Tra le prime, le tn·o·nfali, ve n e erano di quelle che avevano tutto il fusto scolpito a bassi ri lievi ni.ppresentanti la storia del .persona ggio cui li dedicavano , disposti sur una. fascia a spira cbe gli si ravvolgeva allo intorno , ricoprendone intieramente ln. superficie dal1'imo al sommo scopo. Ora per siffatta disposizione di ornamento, rn1 saprebbe ella indicare uno di
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talì monumenti che sia stato appellatG colonna a chioceiola o lumaca? Nessuno per fermo . Dunque nemmanco lo schioppetto di Guastalla, a:vvegnachè avesse avuta h sua canna esternamente scolpita a fogliami o a scam1lature a spira sar,~bbe stato r egistrato come factiis a l-i1,,maga,; chè i nostri padri, molto più vicini di noi ai secoli in cui si parlava il buon latino , sapean b ene tradurlo nel vernacolo de' loro tempi, senza fallare nell'applicazione di termini propri a spiegare la for ma dello strumento che volevano ricordato . lvfa tra quelle colonne trionfali erano alcune vuote internamente e con una scaletta a chiocciola od a lwmaca, per ascendere fin sopra all'al.iaco, o queste erano allora soltanto appellate colwmnae cocldcs, benchè la chiocciola fosse tutto lavoro interno, ed al di fuori verun segt10 apparisse che ne des :,c il benchè menomo indizio . Si pare da ciò chiarissimamente pertanto che non dall'esteriore orpamento ma dall'interno · passaggio a spira prendesser o tal nome, cosicchè quando una colonna, -istoriatà o meno che fosse, aveva una tale scaletta, era sempre appellata coclide, nome che valeva quanto trionfale o monumentale. Dunque nel nostro schioppetto questo lnvoi·o a lv,m aca o cavo et spira doveva ~ssere :nell'anima e non nella superficie esterna della canna. Dappoichè se la canna fosse stat~ esterna::nente foggiata a spira, avrebbesi potuto dirla anche a vita, come più innanii rammentandosi altre armi da fuoco si scrisse: « ltem springarda una bronzii ,cum caudis a vita super "corredorio »; con la quale parola è chiarissimamente descritto il modo c·on cui la coda, o cannone., o mascolÒ si univa alla spingarda, cioè col mezzo della v ite. Ora se in quei tempi non si fosse fatta alcuna distinzione tra vite e limiaca o chiocciola, tra maschio e femmina, tra cavo e spo1·to a spira, potevasi benissimo usare la parola a lumaca, per indicare la parte della coda che si unisce alla spinga1Yld. Ma :;;ignor no : cbè sapevasi perfettamente
40 SCHIOPPETTO DI FERRO come la lumaca non fosse un 1avor-o estemo, sibbene ind terno in un tubo cilindrico, e perciò il factus a lumaga non p~ò significare altro che un cavo o scanalatura- a spill'a nella interiore parte della canna dello schioppetto guastallese, ossia una canna rigata a elica. Ma qui mi si potrebbe forsé obbiettare da taluno che volesse prendere la parola a lumaca nello stretto senso, che in una canna rigata con tanta inclinazione all'asse sarebbe stata difficilissima la uscita. del proietto, e che quella dopo non molti tiri sarebbe scoppiata. Chi non vede però chiarissimamente che la parola lumaca sta qui ad indicare più che altro genericamente 1a forma interna della canna per differenziarla dalle l-isce, senza stabilire punto la inclinazione delle righe, o, come si direbbe ora., il passo dell"3lica? Quando noi diciamo canna rigata, a elica, vogliamo forse indicare la lunghezza del passo? È una espressione cot<"sta che serve a distinguere la specie della rigatura delle armi da fuoco, e nulla più. Forse che non si sono fatte , cann_e a rigatura diritta, ossia parallela all'asse? Che sì che se ne fecero,-ed anzi furono qnelle primamente adoperate; anzi Gaspare Zullner di Vienna,, cui è stato attribuito finora il merito di tale invenzione, fece canne non g ià a righe spirali, sibbene parallele all'asse. ll museo d'ar-tiglieria di Parigi, fra le 343 armi rigate, ne ha 19 a righe diritte e 324 a righe spirali più o meno ·inclinate; e di queste alcune regolarmente, a ltre p iù àlla culatta, o al me.zzo, o alla bocca. A ben considerare però la parola a litmaca, non è poi questa adoperata fuor di proposito, come al primo leggerla si parrebbe, presa anche sotto l'aspetto della incli nazione deìle righe, od, a meglio esprimersi, della brevità del passo, e potrcbbesi benissimo credere che stesse molto propriamente ad accennare tale una spira che fosse molto pronunziata, e sorniglievole d'assai a quella del mollusco del quale porta il nome. Nel rnuseo di Parigi infa.t.i.i ,
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esistono archibusi e' moschetti le cui ri 6 1Je compiono due rivoluzioni, ed oltre ancora, intorno .al loro asse. ·Ora io credo che lo scoppietto di Guastalla fo.~se di siffatta costruzione. E poichè nell'inventario è notato schioppetto e non schioppo, distinzione che corrisponderebbe presso. a poco a · quella che si ha attualmente tra il fitcile e la carabina (per la lunghezza della canna), e forse meglio tra l'archibuso da posta e la wrabi-n.a, non sarebbe veramente un'elica. a lmnaca quella delle righe di una canna che in 70 centimet,ri di hmghezza compisse due giri'/ lo sottopongo alla saviezza della S . V. queste mie considerazioni perchè possa pronunciare su tale quistione un giudizio quale può aspett~rsi ·da uomini pari suoi soltanto. In quanto a mc, dopo fatta una tale coscienziosa cli sarnina, mi sembra che mal non mi apponga concludendo che lo schioppetto di fer1·0 fatto· a h.niaca non · sia altro che un'arma da fuoco portatile a canna -riga-la ad etica, e, percbè nominato schioppetto, con tale inclinazi one nell e righe che queste facciano due f;iri nella lunghezza · della canna, cosicché sia molto acconciarnente detto a liimaw. Così non con un si crede, sibbene con un documento istorico ineccezionabile, perché scritto 386 anni fa , sarebbe provato che la prima arma da fuoco manesca a canna . . rigata, non solo, ma Tigata ad elica è stata costruita iu Italia (1). Io mi sono prefisso di rintracciare la .storia delle al'rni rla fuoco italiane nei documenti sincroni degli arclli vii {I) Ilo trovato m•l Museo 11n nrch ihuso <llJ posla a cann::, rigr1ta rul r;licn ~on 16 ,·ighe. È dono de l Ca ntone di Vaud che assicu r ò essere sia la raccolta quest'arma sul calnpo di J\lonJt nel 1470. Se questa notizia fosse Vt'ra, sarebbe un'alt ra prova che la storia delle armi ·rigate ha mul te incsa lkzzr. Forlnnatanwntc v'ha su l la canna I~ n,,ll'cll della fahbrica, e quesla m i sui-ii ,li scorta p,:,: investigarne ·r cpnca della coslnizionc e la sua provt:nienza. Ne forò soggetto di ,dli-o scritto, per ispargere un po' di lu,,c ~n q11eslo inte,·essanlissimo rno11u111ent.o, nel caso che rcal111cntc qu esto archilrnso fosse dall 'ep oca indical a.
4-2 SCHI OPPETTO DI l'F.RP.O deHe oitià, dei castelli e delle rocche cli questa classica terra del· geu io, cl i. q nesta anti-ca maestra del1e naziotù , -cd. ella, signor cavalier e, può da questo m io po:vero scritt o facilmente persuadersi se io mi attenga o mauco al mio proposi t.o, e se veramente possa dirmi fortunato nelle m ie ricerche. Altri citi a fran cheggiare le p roprie opiaioni, le cronache e le storie nelle quali la proprietà dei termini e la fedeltà del racconto sono pregi non sempre incontestabili. lo , senza r inunziare ad attingere notizie a quest e fon ti, avvegnaéhè non sempre purissime, n e fo quel conto che stimo possano meritarsi gli autori r iguardo all'epoche ed alle circostanze in cui le scrissero, e non fo sagramento sulla fede 101.·o se n on quando concordano cogl'inventari delle munizioni e colle riformag ioni . dei Comun i italiani . I qu ali documemti percl1ò scritti, quelli a ricordare le armi e le attinenze loro esistenti n elle rocche o n ei depositi delle città in occasione di sindacati o di consegne, questi a registraré le d eliberazioni delle Repubbliche o dei Comuni, io estim.o che siano i soli:, i veri ed i-r;1,contestabili, contro i q uali non valgono cronache o storie più•o m<;;no bellamente scritt@, p ÌLl o meno poeticam en te a~conciate. È temoo ormai di fini rla con le favole . C:ascuno deve rivendicarsi il suo. Le nazioni sono come le famiglie; poieh è le q uistioni di usur pazion e dalle seconde s.i portano innanzi agli uomini d i legge, così dalle p rime si deb bono por tare in nanzi alla pubb lica opinione., perchè tanto quelli che questa ·sente_ n zino con p iena cognizione di causa per la giustizia . Intanto l'inventario della Rocca di Guastalla m i ha posto i n grado (lo spero) di dare all 'Italia il mento dell'inv enzione delle Clfl:mi 1·igate a spira , come un distinto uffiziale p iemontese le ha fatto avere, non è gran pezza, quello della
p1·ima f01·tunata applicazione delle 1·ighe ai cannoni di grosso cal·ibro (1). Se quella e qL1esta migrarono dal nostro paese, ( I) Cent'anni prima che il gencn,lc Cavalli facesse l'appl icazione del la r ig~tura ai cannoni, cioè nl'.! 174G, furonQ foggiali in ferro alcuni canu oni
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n on sono da incolparne gl'inventori . Toecò ad e~se !a. medesima sorte che a tante altre scoperte cfagl'It aliani male accolte se non irrise . Ma sp0ro che cesserà una v olta il •mal vezzo d i ·sti mare soltanto quel che ci vien e impor· tato dal d.i foori . Ora l'Italia è final men te nazione; h a un re ciel q ua le Dio non consentirà mai 0he s'abbia a dire: ~ Natura il fece e poi ruppe la stampa» ; ha un esercito di cui nazioni amiche conobbero, n emiche sperimentarono il valore; ha un popolo il cui genio per tulte cose è incontestabile, e., benchè da taluno a m ala voglia, incontesta.t'o , L'Italia d unque estimata al di fuori, deve i ncominciare una volta ad estirna.r se stessa, e mandare i trovati de'suoi figli col loro n ome alle nazioni straniere, n on riprenderli da esse con nome cambiato. Inciti, com pensi, facc:ia esperimenti, e non avrà più bisogno cli mendicare da a ltri ciò che in questa terra naSCE' ' anzi pullula spontaneamente . I giovani cui la favilla del genio, inestingu ibile nella patria del Gioia, del M,:-irtini , del Vinci, del Bonarotti, del Galilei, del Branca, inspira la mente, e l'amor del paese natìo riern pie il cuore, rovi stino '1e vecchie carte, consultino g li scrittori clel t.ernr,o passato, e dalle g lorie degli avi prenda.no incitamento per emularle, che il vincer le stimo cosa di g ran lunga dif-fìcile . Scopriraon0 forse da q uegli studi la picciolezza attuale , che solo da tali ,raffronti chiararnente si pa.re a chi abbia la mente non offuscata dal troppo a.lto sentire d i sè, ma la lezione sarà feconda di ottimi r isultamen,tì. Se nella loro coscien za dovninno eonfessare cli essere da meno di quello che si riputavan o, apprenderanno pur n ondimeno a stimare gli avi, e non perdonando a studio di piccolo calihm cnric;rntis i dal la c11iat.ta rig(lt,: lld r,/-ica. cr,n 16 righe, e col pas,o ,1, uri· rnclro. E,s i furono fahbricfll.i per gli Stt<t.i del J'iemont,·, e ne fa fodc l'Aqwlti corunata. con lo sc uc~o di Savoia nel cuo r~, scol pita sul rinforr.o di q uelle bocche <la fu oco . Tre di questi ()Sistono nd ~lnsro di J'arigi (lclt. N. 84, s::i; HG), e porl.a110 1'1scriz iouc T. S 1•.Ni'(ER I NHNTOR.
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44 SCHIOP PETTO DI FllRRO A T.Ul! ACA ed a !at ica, lascier.'lnno di chP- fars i stimare clai posteri. Così procuremnno fama a se stessi e vantaggjo alla patria, che la loro mercè verrà ri post.a nel grado che teneva nelle, non da molto. passate generazioni (1). Ella poi, signor cavaliere chiarissimo, non mi sia avaro dc' sL10i dotti consigli, e mi conservi la sua benev9lenza, mentre mi protesto con moltissima stima Della S . V. chiarissi ma
LO STUDIO
Torino, 1° g,•11naio 186:1.
DE LL'ARTE D.ELLA GUE RB!
Doootissimo servo ANGELO A NGEUJCCl.
( I) Era giù prontn qurslà lett era per mctt.crsi in turchio, qunndo dol cori c~issimo sig. cav. Ronchini, dircllore del rrgio archivio di Parma, mi veni rn
i11viata copia di un Ìt1\'enl ario di robe pcrtcncnli al principe Laudi fatto il dì 28 deccmbrc 1516, nel quale sono notate in fra le altre. le seguenti armi d a fuoco : " Tre archibuggi da rota longhi, doy riqati rt l'altro no. • Un archibuggio ,la rota longo 1·igato, intcrsiuto d'o.sso , il q uale è senza 1·ota. " Cinq ue archibuggi da fuoco longhi lui ti -,·iy(l./i, doy· dei qual i sono inlrrsiuti ,l'osso. " Un nll.ro archi bnggio da rota da Arzon 1·igato, inlersiulo d'osso, nè longo, nè cnr-Lo. " Do); archihuggi da fuoco (a miccia), un ·rigato et l'altro è da halini, et tutti du·y lu nghi.» .lbu~.nchi: non sia ind icato du quali fabbriche provengono queste anni rignte. non cr..do appormi al fnlso cr.ed~ndole di fabbrica ilaliaoa. E sì che c ,·ano allora in gran foma le fobbr:chc di fl rcscio e cli Gardonc, drll~ quali nlLi,ne il duca Pier Lu igi Fa1·ncs1c, cornpcirò, nel 1546, 4,000 ard1ibu gi da Venturino del Chi110 al prezzo di uno scudo d'oro ciascuno.
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L'autore dell'articolo La scienza del terreno, publ>licato al N. 7'2 del!' Italia illilitare dice : « Nelle nostre scuole , milita ri si insegnano la topografia e la tatt ica ; ...... ma » i modi di questo doppio insegnamento non sono omogenei, sono incompletissim i e fuorviati .... S'insegna la • tattica come fosse la gr ammatica, per articoli e regole > di sintassi. Ma il vero nesso di questi due elementi » fondamentali della scienza militare non è agli allievi » neppure additato, imperocchè questi due stu di che do, vrebbero ad un solo oggetto intendere sono diamet.ral» meotc l'uno dall'altro segregati » . Questo giudizio, cui il carattere, la condotta e la fororn. dell'a.rticolo, che si ~corg:e nettato da persona compQt entti quistioni di militare inRPgnamcnto , da nno molto
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STUDIO DELL ,AR,1 'E
peso, col pisce ad un tempo i p rogrammi degli stud i in v igore nelle nostre scuole e il metodo tenuto dagli inseg nan ti cui lo svolgimento dei programmi stessi è aHidato. Ma tra i colpiti v'è p ure chi n on p.uò accettare per meritata q uella ricisa condanna: chi , per esempio, oh e da tredici ann i va tra.vagliandosi n ell' insegnamento d ella geografia, d ella stor ia e dell'arte militare e non ba mai t rattato q uelle materie in q uel modo ch e il n ostro censore a ragion e disappr ova, cioè, « come fosse gr ammat ica, per articoli e regole di ;i n tassi ecc. ». Potrebber o farne fede centinaia di giovani militari ch e fu ron o miei discepoli o lo sono tuttora se io abbia mai trascinato l'applicazione al terreno, se abbia preferito un metodo di insegu1J:m ento freddamente teorico ·e astratto a quel m etodo teo·rico-p·m tico che rn so.stanza r accomanda l'autor e . dell'art icolo. A F .......... non solo io adoperava contin uamente con molto frutto il disegno topografico per l'appli cazione della tattica, i nc0minciando dalle p iù minute oper azioni guerrescl1e, e ·il disegno geogr11.fìco per 1'applicazion e della strategia e della st,oria m ilitare insieme coordinate; - s 1cchè poteva pr esentare agli esa mi cen tinaia di quei disegni eseguiti con intelligenza ed accortezza dai miei a llievi cui raccomandava indefessa.men te d i far p1·eslo e bene ; ma spesso uscendo alla campagna mostmva nei modi più pratici come le regole della tattica siano d a · applicarsi al terren o, e qua.le importanza m ilitare abbiano le singole occiclentalità topografich e , e come si possa approfittarne sia per la difesa, sia per l'offesa , dal cespo ch e cuopre il bersagl iere a1la catena di collina ch e offro posizione d i battaglia al grosso di un eserc.ito, dal fossatello che 11uò servire cli strada all,t pattuglia segret a a lla grande arteria stradale che può di ventare linea maestra delle opernzioni cli un esercito. Io stesso spendeva
l'JE LL A GU&RRA
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l unghe oro del giorno e della notte a pr eparare piante topografiche sulle quah pr ogressivamente d isegnava coi ]oro p iù m inuti particolari quelle guerresche operaz•oni ch e erano soggetto delle mie lezion i, dalla ristr etta 0spkrazi one della pattuglia di scoperta alla posizione d 'assedio di u n'armata. Trattando della geografia militare (dopo aver termin ato la gf1ografìa elementare, fisica e politica), io la facevo pr ocedere di pari passo cogli elementi cli strategia. La çlivideva in geografici stmlegica e statisl.ica militMe. Nella prima esaminava. la im portanza assoluta e relativa d elle grandi acciden talità geografiche (n aturali e artificiali) dal punto di vista della· strategia, della logistica e della alLa tattica, sempre con applicaiioni a i prima.rii Stati Euro pei, fissava le principali ragioni géografiche della. relativa. potenza deg!i Stati, toccava delle all('anze neceilsarie ed eventuali, esaminava i principali scacchieri stra.tegiei dell'Europét. Nella seeonda passava a rassegnaci:iscuno Stato, osservandone le condi7,,ioni geografico-strategiche (frontiere naturali o artificiali, linee di difesa, granéÌi_li nee cli operazioni prestabilite, pnncipali punti strategici, pi,Lzze d i vario ord in e, posizioni di rifugio ecc.), le m ilitari istit uzioni, la presente situazione politico-militare rispetto agli Stati attigui e all'Europa (d'allora). Il disegno geografi co ·mi ser viv;• di appoggio. Non ho m ai sognato di far e str ategia m atematica o geografia dozzinale. · La . storia m iÌitare era la coron a del mio corso; e la insegnava coll'aiuto di buon e carte germaniche (di Il'. Sohedu) quelle stesse ch e adoperava per la geografia e la strategia. Le stesse tre materie ha avut o l'onore cli professare in altr a scuola militare; e il metodo che h o seguit G è stato in sostanza lo st esso, poiché il progranrnta per la trattazi011€ cli q uelle materie non mi vin colava ad un sistema prefisso.
STUDIO DELJ.',1RTE DELLA GUERRA 48 Poc'anzi chiamato alla direzione degli studi in un istitu-toi una delle mie primissime curn è stata quella di porre d'accord,o, nel miglior modo possibile, co'Jlo zela.nte e intelligente concorso dei rispettivi professori, i varii rami d'insegnamento, per modo che la topografia, l'arte militare, La geografia, la storia e la fortificazione non solo, ma pnranco li esercizii dello scrivere italiano e francese si diano la mano, e concorrano ad un scopo medesimo. - Disegn,,re un certo tratto di paese, che sia adattato alle militari operazioni, e disegnarlo militarmente, farvi sopra nn esempio di applicazione di una data open.1.zione tattica, od applicare un esempio storico; adattarvi qualche opera di fortificazione campale, far la descrizione o del terreno stesso, o della operazione che si è rappresentata su quello. - Tale metodo, accennato di vob e solta1;to nella sua nuda materialità., parmi non possa essere ragionevolmente accusato di mancanza di unità e coesione.
STATISTICA fiilLIT ARE ORGANIZZAZIONE E COMPOSIZIONE OELLlESERCITO RUSSO I
IN PnINCIPIO DELL'ANNO 1862
c.
Continuazione e lìnc (!) .
Se lulli i nostri professori u'arte militare intendessero lo i11st>guamenlo, come lo intende o lo attua l'egregio C, l'autore dell'articolo sulla Cognizione del leffeno r11rn si sarebbe cerio dato iJ vezzo di menar la frusta .......... Ma µoLrebbe chiedere al sig. C. se egli è ben sicuro che altri la pensiuo e facciano come lui? ..... G. G. C.
CAPO II. 'l'RUPPE IRREGOLARI DELLA RUSSIA ,
~
1. -
Corpo' del Don. Organizzazione generale.
It co,·po del Don si compone dei 019sacchi della guardia, del reggimento d'Attamans della guardia, di S. A. I. il
gtan duca ereditario, formato su sei squadroni; - di 64 reggimenti dei cosacchi del Don a sei sotnie (2) caduno; ~
Vedi Rivistri niilitrwe ilnliana, Anno VII, vol. I, png. 91 e voi. Il, png. 113 e 239. (2) La sotnia corrispol)(lc alla corripognia, o m(iglio nll'antica centuri<t Ialina. (1)
ANliO
VJI. Vol. Ili. - .{.
ORGAN!ZZ AZIO'NN
ciascuna delle quali prendono il nome di famiglia de-1 capo che la comanda; - del reggimento d'instruzione di 6 sotnie; - d'una batteria d'artiglieria a cavallo del Don che fa parte della guardia; - di 9 batterte di· guerra, e di 4 di riserva. Si possono ancora aggiungere a queste truppe che compongono il còrpo del Don, i kalmucch:i: nomadi. La ,batteria del Don della guar dia è formata di 3 divisioni, di cui la terza porta il nome di divisione di riserva. Questa batteria ha sul piede di guerra 12 pezzi attaccati, e sul piede di pace 8 solamente, di cui 4 'con una divisione sono distaccati appresso il corpo della guardia, i 4 rimanenti pezzi sono stazionati nel Don. Le 13 altre batterie sono ciascuna di 8 pezzi, ma senza le cinGi_ue pariglie di rìcambio. In tempo di pace le batterie che sono nella circoscrizione del corp0 non hanno che due pezzi attaccati, i sei altri pezzi di ciascuna batteria di guerra e di riserva ed i 4 per la batteria della guardia sono depositati, coi loro accessorii, nell'arsenale di Kiew.
Le tmppe dal Don vengono r eclutate fra gli abitanti della provincia di tal nome, dall'età dei 20 ai 42 anni. In tempo di pace non si conservano che i quadri di un certo numero dei reggimenti attivi, e delle batterie distaccate in Finlandia presso il 1° esercito, presso l'esercito del Caucaso , nella Bessarabia ed in Crimea. Aggiunta ·al corpo della guardia in S. Pietroburgo si trova una divisione di ciascuno dei reggimenti dei cosacchi, una del reggimento d' Attamans, e la batteria a ·cavallo del Don della guardia. Le altre frazioni di truppe del corpo sono libere dal servizio, e sono accantonate presso il Don; ma per turno, di due in due anni, rileva.no i. distaccamenti che si trovano appo la guardia. Gli a1tri distaccamenti sono cambiati dopo tre anni. La bat-
·51 terìa . di riserva come pure la divisione di riserva delta batteria a cavallo della guardia concorrono egualmente a questo servizio. In tempo di guerra il numero dei reggin1enti del corpo chiamati al servizio rimane indeterminato e viene r égolato secondo i bisogni della guerra. Nel caso in cui tutt i i reggimenti reg0larmeute organizrnti fossero mandati all'esercito, si chiamerebbero allora sotto le bandiere tutti gli uomini atti alle armi per formarne nuovi reggimenti. Nella guerra d'Oriente erano al' ser vizio 84 reggimenti del Don. In tempo di guerra non si dà la muta a questi reggimenti, non ritornando essi alle loro case· cb,e alla pace. DEt.L'ESERCITO H'O'SSO
Truppe -irregolari sotto gli ordini del comandante l'esercito del Caucaso. 1° Il coi·po dei cosacchi di Kouban fornisce:...:... un dis't acca!l}ento per l'organizzazione dei 3 squadroni di cosacchi del Caucaso dalla guardia che formano la scorta personale di S . M.; - 25 reggimenti a cava llo ciascheduno di 6 sotnie, che prendono nome dai distretti dove vengono formati; - una divisione di cosacchi del Koùl-an distaccati presso il primo esercito; - 13 batta,glioni di fanteria; - 5 batterie a cavallo con 12 pezzi - ed in ultimo mezza sotnia d'operai di 125 uomini addetta alla 6a brigata. Tutte queste truppe devono fare un doppio -ser vizio in campagna, invigilare 1dla sicurezza dei loro accantonamenti o campi, e concorr ere alle spedizioni. ' .
2° Il corpo dei cosacchi del Terek dà egualmente un distaccamento per la formazione dei 3 squadroni di cosacchi destinati alla scorta di S. M. Inoltre questo corpo deve formare 10 r eggimenti a
52 ORGANIZZAZJONE ca-vallo organ izzati in einque brigate come sogue: ~ la ia brigata comprende i reggimenti del Volga numeri 1 e 2; - la 2a comprende i r eggimenti Gorsk e Mozdok; la 3n i reggimenti Gre,beu e Kisljan; - la, 4a i reggimenti ' W ladiskawkas numeri 1 e 2 ; - una batteria attiva N° 15 ed una <li riserva. Questo corpo ha una mezza sotnia d'op~rai della forza di 96 uomini. Il corpo del Terek è chiamato a fare il medesimo servizio di quello del Kouban. Uno dei tre squadroni di cosacchi della guardia è a S. Pictrobw·go e viene rilevato a suo turno dopo due anni, dagli altri due squadroni di cui gli uomini erano frat• tanto in congedo. L'effettivo di ciascuno squadrone è il seguente: · li corpo del Kouban da 4 ufficiali, 13 sott'ufficiali, 123 co&'ttcchi. Quello del Tor ek un ufficiale, 5 sott'ufficiali e 41 cosacchi. Il contingente della divisione dei cosacchi del Kouban che fa parte del 1° eserciLo è esd u~i vamente formato dal' corpo del Kouban che le dit il cambio dopo tre anni di servizio. 3° Il reggimento frrcgola1·e a cavallo del Tercl~ si compone di tre di visioni : quelle di Kumyki, di Tschetshenzi e d'Ossetin, e si r ecluta nelle popolazioni di questi nomi. 4° Il reggimento in·egolcwe a ca'Jallo tiel Dagcstan è egualmente formato <li tre divisioni , e si recluta fra gli abitanti del Dagestau. 5" Lo sqiiadr·one irregolare di Laba viene formato dalle popolazioni soggiogate che abitano al di qua della Laba e <lcl Kouban, ma principalmente da quelli che vivono nella parte orientale della Transkoubania, e dagli cmi- , grati dei popoli non ancora sottomessi che confinano colle frontiere della provincia <lcl Kouban.
1
DELL 8 SERCITO RUSSO
I I
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6° Lo squadrone irr·egola1·e del Kouban, creato per decreto ministeriale delli 8 marzo 1861, col mezzo squadrone d'Anapa, è reclutato nella stessa maniera di quello di Laba; ma sopratutto dalle popolazioni delht parte occidentale della Trar;iskoubania. 7° La druschina a, piecli di G1·usia dell'effettivo d' un battaglione.
8° La sotnia di Dsha1·0-Lcsgin.
o~ La milizia
r,1wmancnte d'i Guria e clcl Dagestan.,
10° Tre sotnie a cavallo per· la provincia del Dagestan sono formate coi volontari delle popolazioni del rispettivo nome. 11° La gua1rdia prnvinciale della Tr'anscaucasia è composta di 28 ufficiali, 195 urjadniki, 2017 cavalieri ; ed è ripartita in 5 ispezioni, 25 distretti, e 195 posti. Essa è formata dalle popolazioni sottomesse ai governi di Tiilis, Bakou, Erivau, e del circolo di Sakatala. In caso di bi• sogno si organizzano anche in qualche parte del Caucaso milizie a piedi ed a cavallo. Nel 1854 eranvi sotto le armi 212 112 sotnie di milizie, delle quali si erano formati 4 reggimenti a. cavallo di maomettani e alcune druschine a piedi ed a cavallo.
Il cmpo dei cosacchi d'Ast1·akan è sotto il comando del governatore militare cl'Astrakan. Il suo effettivo è di tre reggimenti a c.aval_lo di 6 sotnie e d'una mezza batteria a cavallo num. 16 di quattro pezzi. Il servizio di questo corpo consiste nello st.a bilire un cordone di sorveglianza lungo il mar On.spio e lungo la linea d'Astrakan; di man~
ì)Et.L' ESERC-lTO RUSSO
ORGANIZZAZIONE
dare distaccani·enti per istabilire posti di sicurezza tra Ie orde di Kirghis e di dare reggimenti dappertutto ove esige il bisogno del servizio.
·3° 1Z corpo dei baskvrs non è organizzato per r eggimenti ; -esso viene ripartito in 28 circonda:,;ii e manda distaccamenti per fare il servizio nei luoghi di tappa della linea d'Oremborgo e della gran strada di Siberia. Quando il corpo deve dar truppa per il servizio esterno, allora si formano reggimenti.
Corpo dei cosacchi' sotto gli ordini" del comandante del corpo d'Orembol'go. l O Il corpo dei cosacchi d' Oi·emborgo comprende 12 reggimenti a cavallo dal num. l al 12 di 6 sotnie ciascuno; - 6 battaglioni a piedi numer i l a 16; - 3 batterie a vallo numeri 17, 18 e 19, che formano una brigata d'ar- , tiglieria, inoltre una sotnìa d'operai. Questo corpo è destinato a proteggere la linea d'Oremborgo, e quella cli S~ir-Darjinski, ' e di far la guardia nel paese ,di Kirghis alle colture dirette dall'amministrazione militare d'Oremborgo. In caso di bisogno, i cosacchi d'Oremborgo mandano distaccamenti per far parte delle spedizioni dirette nelle steppe e dappertutto ove il loro concorso p uò· tornar necessario. Abitualmente 4 sotnie di questo eorpo sono distaccate a far servizio a Mosca e ven gono rilevate dopo 4 anni. Tr;vasi egualmente un distaccamento del corpo appo la divisione modello dei cosacchi.
Il corpo dei cosacchi pos lo· sotto gli -ordini del governalur genemle della Nu,ova Ru.ssia e della /Jessarabia.
ca-
2° Il corpo dei cosa,cchi dell' Uml deve fornir e: una divisione di cosacchi dell'Ural della guardia, e 12 reggimenti di cinque sotnii.J per ciascuno . Uno squadrone della divisione dell'Ural è distaccato a_prestar servizio presso il corpo della gùardia; ed è rilevato ogni tre anni dagli altri squadroni di questa divisione. I reggimenti del corpo fanno il medesimo servizio delle truppe del corpo d'Oremborgo e clarino inoltre 3 sotnie a Mosca per formare il reggimento com binato dei cosacchi del corpo d'Orembotgo.
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1" Lo squad1·one dei tarta1ri di C1·irnea della gua1·dia è reclutato tra i tarta.ri di questa provincia. Mezzo squadrone è distaccato a S., Pietroburgo ed è rilevato per sezioni in tutti gli anni.
2° Il c01·po dei cosacchi della Nuova Russia deve constan temente tener_e sul piede di guerra due reggimenti a cavallo di 6 sotnie; . una frazione di questi reggimenti fa a suo turno il servizio lungo le frontiere della Turchia, oppure il servizio di presidio nella città di questa regione dell'impero. a
3° Il corpo dei cosacchi d'Azow dell'effettivo di 10 sotnìe dà 26 distaccamenti con 32 scialuppe che fanno il servizio di crociera lungo le coste del mar Nero. La metà dell'effettivo si r innova ogni tn~ anni.
. Truppe dei cosacchi del corpo di Siberia. Giusta una decisione ministeri!i-le del 13 marzo 1861, i cosacchi del corpo di Siberia devono esser.e completa~ mente riorganizzati sulle seguenti basi: 1° Il corpo dei cosacchi di Siberia comprenderà ; - 12
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.
ORGANIZZAZIONE
reggimenti a cavallo non formati iu brigate, tre mezzi battaglioni dei cosacchi a piedi con mezze compagnie di cacciatori, una brigata d'artiglieria a ·cavallo composta di tre batterie leggiere a cavallo di 8 pezzi. Posto sotto gfi ordini del governator generale della Siberia occidentale, questo corpo non deve dare truppe per il servizio che a norma del suo effettivo reale. Gli uomini non impiegati vengono mandati in congedo e non sono chiamati che al momento del loro turno di servizio. Hanno in circostanze di riviste manovre speciali. La durata periodica del servizio è di due anni. 2° Le truppe dei cosacchi della Siberia destinate al servizio delle città si riducono, dopo fornito il contingente necessario alla formazione del corpo dei cosacchi di Siberia, a 2 reggimenti di cosacchi a cavallo, quello d'Isk.utsh e qti.ello cl' Enisseisk ciascheduno di 6 sotnie, e di un distaccamento d'invaliài di 70 uomini che formano una brigata posta sotto ·gli ordini del governator generale della Siberia orientale; d'un reggimento a piedi d'Iskusth posto sotto gli OTclini del governatoT-civile d'Iskusth e che distacca 2 sotnie nel porto di Petropaulow e dei distaccamenti ad Ochotsk, Kolimsk, Werchojansk, Olenminsk, ecc.
Corpo dei cosacchi sotto gli ordini del governator generale della Siberia orientale. 1° Il corpo dei cosacchi di Transbaikal, posto sotto gli ordini militari della provincia di Transbaikal si·compone: • di 4 reggimenti russi e di 2 reggimenti burjati ciascuno di -6 sotnie, che formano una brigata russa ed una brigata burjati; cli 12 battaglioni a' piedi formati in tTe brigate; di una brigata d'artiglieria a cavallo, di 2 batterie numeri 23 e 24 e del battaglione a piedi combinato dei cosacchi di Transbaik.al.
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DELL'tiSERCJ TO RUSSO
Questo corpo forma un cordone d'osservazione lungo le frontiere della China e ~a la guardia di sicurezza nelle città e presso le miniere.
I·
2° Il corpo dei cosacchi dell' Amovr è formato: di una, b rigata a cavallo dei cosacchi dell' An10ur composta ~el 1° e 2° reggimento a cavallo dei cosacchi ciascuno d1 4 sotnie; del battaglione a piedi dell'Amour (queste truppe sono sotto gli ordini del governator 1;11ilitare della provincia dell' Amour); del battaglione a piedi degli Ussur p·osto sotto gli ~rdini ·c;l.el governator militare della provincia delle coste. Oltre a queste truppe il corpò ha ancora 2 battaglioni di riserva che devono costantemente avere l'effettivo completo. Questb corpo è destinato a mantenere le comunicazioni lungo i fiumi ,Amour, Ussur fino al loro sbocco nel mare, di sorvegliare la frontiera e mantenere l'ordine alla provincia dell'Amour e lungo le coste. ~
2. - Effettivo delle tmppe dei cosacchi. '
I reggimenti dei cosacchi a cavallo sono suddivisi in sotnie, i bajtaglioni a piedi in com pagnie e le batterie m divisioni e sezioni. Eccone l'effettivo normale: Truppe
ci
cuvallo.
nou nftl- uria- mu- cosac-combat-
cis1li dnìks sici
clii
tenti
Squadrone cosacchi del Caucaso della '7 18 , 4 160 14 "narclia (scotta di S. M.) . • . . . Re~gimcnto da guerra e r eggirncnlg d'istruzione elci corpo del llon, reggimento del corpo d'Orcmhorgo e clcll'Ural, destinato al servizio esterno (6 sotnie) . 21 56 1!) '798 2 Reggimento del corpo cosacchi del Kot:· ùan, di Terck, d'Astrakan e Sibcna » (6 sotnic) . . . . . . , . . . 22 50 13 198
GS
ORGAN!ZZAZlONE
1
59 completamente a loro spese, eccettuati quelli del corpo dell'Amour, di cui le spese d'equipaggiamento sono a carico del corpo. I cosacchi dei reggimenti a cavallo dei corpi del Don, della nuova Russia, d'Astrakan, d'Oremborgo, dell'Ural e della Siberia, sono armati con una lancia, una sciabola poco curva, detta schascka, e di un fucile. Vestono l'uniforme con un pantalone largo ed hanno un man.tello; la calzatura ed il papach sono eguali a quelle delle 't ruppe regolari. La bardatura consiste in una sella con sotto una coperta, un cuscino in cuoio, la gualdrappa ed il portamantello. I reggimenti dei cosacchi del Caucaso hanno sciabola, pistol0, un fucile ed un pugnale; quelli dell'antico corpo tschernomorico hanno inoltre :una lancia. Gli uomini hanno tutti il pugnale e sono vestiti con un stretto kaftan o beschmet sopra cui mettono un cappotto più ampio chiamato tscherkeska; sui fianchi del petto di questo cappotto stanno due astucci per le cartucce chiamati gazirs. A vece del mantello ordinario, queste truppe hanno il but·ka, specie- di pastrano in feltro alla tartara, che serve anche di sacco a tenda. Il vestiario dei battaglioni a piedi del corpo di Kouban com:iste nel papach, nell'llniformc all'asiatica con il pantalone; queste truppe hanno il fucile con baionetta, la cartucciera, e lo zaino per i loro effetti. I battaglioni a piedi del corpo d'Oremborgo e di Tobolsk sono armati ed equipaggiati come quelli cli Kouban. I cosacchi dell' Amour sono come quelli del Don armati di sciabole, di carabine e cli pugnali, e hanno analogo vestimento. Nel corpo dei cosacchi di Transbaikal e dell'Amour, i reggimenti a cavallo hanno il fucile rigato da dragone, la sciabola e la lancia; i baLLaglioni a piedi hanno il fucile e la sciabola, hanno per vestito l'uniforme col pantalone largo, tutto il resto dell'equipaggiamento è simile DELL ESERCITO RUSSO
•
Reggimento del corpo cosacchi della nuova Uussia (6 sotnic) . • . . . . . Reggimento del corpo cosacchi dell'Urul pel servizio interno (6 sotnie) . . . Reggimento del corpo baskirs e del corpo del Transbaikal (6 sotnie). . . . . Reggimento del corpo cosacchi dcll'A-' mour (4 sotnie) . • • . • • . • Reggimento a cavallo di Tobolsk (5sotnic) Reggimento a cavallo d' lrkusk o d'Enisseisk (6 sotnie) . • • • . • • .
ulll- uria- rnuciali dni~s sici
cos.10- cd~Wat• clii
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20 50
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9 3-1 17 40
9 552 14 " 620 16
13 49
13 798 19
Reggimento di cavalleria irregolare del Terek • . . . . . . . . . . 34 36 Reggimento di cavalleria irregolare del Dagestan . . . . . • . . . . 24 36 Squadrone di cavalleria irregolare di Laba 8 Squadrone di cavalleria irregolare di Kouban 8
cavnlicri 7 720 11
7
720 23
,,
100 16
D
100 1G
,. I \
Dattoglione a piedi del corpo di Kouban c~cchi o d'Orcmborgo . . • . 16 82 18 920 27 Dattaglione a piedi del corpo di Transbaikal 5 82 12 920 16 Dattaglione a piedi del· co~p~ d~ll'~m~u; e di Ussur. 7 82 20 920 16 Duttaglione a piedi del corpo di· To boisk: a 60 s 560 20 0
Artiglieria.
ope-
rai
Batteria del Don delia guardia • 10 30 Ilalteria del Don alleggerita . • 7 20 Batteria del Don leggiera. 7 20 Batteria del corpo di Kouban e del Terck 8 20 lllezza balleria N° 16 del corpo d'Astrakan 8 30 Datteria grave di Transbaikal . • . . 7 24 Balleria Ieggicra di 'I'ransbaikal 7 24 Ciascuna delle altre batterie 6 20
§ 3. -
ca,•alll da
tiro
6 327 30 16 231 4 2J8 22 16 178 4 178 178 6 282 4 198 ~
22 21 99
18
16 129 16 258 a
»
7
42 4 148 18 7 33 4 178 16 21 258
Equipaggiamento delté truppe irtegola1·i.
In tutti ì corpi dei cosacchi gli uomini s'equipaggiano
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ORGANIZZAZIONE
DELL'ESERCITO RUSSO
a quellò degli altri cosacchi; quest0 corpo ha la cartuc-ciera capace di 40 cartucce. I cannonieri delle batterie dei cosacchi sono vestiti come i cosacchi dei reggimenti a cav-allo del loro corpo; essi sono armati della sciabola e delle pistole; quelli delle batterie di Kouban e di Terek hanno inoltre il pugnale. Le milizie delle provincie del Caucaso vestono secondo il loro costume nazionale. I baskir vestono stretti eschmets sopra i quali mettono un uniforme; hanno il papach e la calzatura come il corpo dei cosacchi; l'armi delle milizie sono la sciabola, il fucile, le pistole ed il pugnale, i basckir sono armati come i cosacchi del Don. Il mezzo di trasporto per il treno dei cosacchi consiste in un carro per l,a contabilità, ed in una vettura per la.farmacia con tre cavalli; ma i cosacchi .sono autorizzati a servirsi del cavallo da soma. In tempo di guèrra per ogni dieci cosacchi havvi un cavallo da soma. Nelle batterie a cavallo dei cosacchi, la composizione del treno è la medesima come nelle truppe regolari; ma siascuna. batteria ha di più una vettura per la farmacia ..
maggiore. Il numero degli ufficiali che possono venir ammessi a far il corso di quest'accademia è indeterminato. L'accademia ha due classi: una teorica, l'altra pratica, ed inoltre una sezione speciale per la geodesia. L'accademia degli ingegneri di Nicola destinata a formare gli ufficiali del genio ha due classi per gli ufficiali. Vi ha annessa la scuota degli ingegnei·i di Nicola , nella quale sono ammessi ogni anno 126 soldati allievi di cui si fanno quindi altrettanti conducenti del genio. L'accademia dell'artiglieria di Michele è instituita all'oggetto di formare uffiziali d'artiglieria, ed ha aggiunto una scuola di artiglieria, ·ove sono ogni a~o istrutti 148 soldati allievi per formarne altrettanti junker.
CAPO III . STABILil\fF.Nrr MlLlTARI D'ISTRUZIONE.
Sotto la direzione di S.""'A . I., il capo superiore degli stabilimenti d'instruzione, sono posti: 1° .L'accademia militare · impe1'iale che si compone di tre accademie: quella di Nicola per lo stato maggiore; quella di Nicola per il genio , e quella di Michele per l'artiglieria. L'accademia di Nicola per lo stato maggior e ha per base di diffondere fra gli ufficiali dell'esercito cognizioni militari d'un ordine s uperiore e di fare gli ufficiali di , statq
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2° Il co1·po, dei paggi di S. 11!. ricève annualmente 150 paggi. · 3° · Lo stabilimento dei cadetti della g1.1,a1·dia di Michele ha un effettivo di 228 allievi, di cui 108 formano uno squadrone e 12-0 una compagnia.
4° fl cMy;o dei cadetti rJ,elle nsidenze Col,llprendono: il 1• corpo di cadetti a San Pietroborg0 con 600 aUievi; il 2° corpo con 600 allievi, ed il corpo dei cadetti di Paolo con 500 allievi. Lo stabilimento Costantino. Quest'ultimo riceve gli allievi cli tutti i corpi dei cadetti dei varii governi di provincia, destinati a entrare nella terza classe speciale; ~ i nol)ili · che hanno seguito il corso completo dei collegi e che desiderano seguirne i corsi scientifici delle classi speciali, esì infine i nobili o altri candidati che dopo il cor-so dell'università, vogli?no seguire il corso delle scienw militari durante mi anno. Per passare nella terza classe speciale , gli allievi dei collegi e gli studenti dell'università. vi rimangono ancorn un altr'anno. Il numero degli allievi non è determinato.
ORGANIZZ.~ZIONE 62 A Mosca si trovano: il 1° corpo dei cadetti di Mosca con 550 allievi ed una sezione pe-r 100 allievi molto giovani; il 2• corpo di Mosca con 400 allievi ed il corpo degli orfani d'Alessandro di 400 allievi. Gli allievi di tutti i corpi menziona.ti, secondo la loro capacità vengono mandati nelle varie armi come uffiziali, dopo avere terminato i loro corsi.
5° I c01·pi dei cadetti dei govemi · prnvinciali sono: quelli di Novogorod, del contado di Araktchew, quelli di Poloscki, quelli d'Alessandro a Wilna, quelli di Pietro a Poltava, _quelli di Michele a Voronesch, quelli d'Oloff a Backtin 11 quelli di Wladimir a Kiew. Ciascuno di questi -stabilimenti tiene 400 allievi.
6° I corpi dei cadetti non classificati , comprendono: quelli d'Alessandro a Tula di 100 allievi che formano la compagnia non classificata nel corpo dei cadetti d'OrloflBochtin, nel quale entrano dopo raggiunta l'età di 11 o 12 anni; quelli di Tamboff di 100 allievi che formano la compagnia non classificata del corpo dei cadètti di Michele a Voronesch. , 7° Il cor'J)o dei cadètti di Finlandia a frédérichsham ha 120 allievi_d'origine Finlandesi. Questi allievi dopo compiuti i loro corsi di studi sono come quelli dei corpi di residenza mandati col brevetto d'ufficiali nelle varie "" armi.
8° Il corpo dei cadetti d' Oremborgo-Nepljuevo stabilite ad Oremborgo è organizzato per ricevere 200 àllievi che alla fine dei corsi di studio, sono mandati come ufficiali nei battaglioni di line.a d'Oremborgo e nel corpo dei cosacchi di questa provincia.
DELL' ESERCITO RUSSO
63
9° Jl corpo dei cadetti di Sibe1•ù1, a Omsk ha 248 allievi,
ai quali si danno cariche d'ufficiali nei battaglioni di linea e nel corpo dei cosa-echi della Siberia.
Stabilimenti che s'Ì trovano sollo la direzione di diverse autoritii. 1• L'accademia di medicina e di chim1·gia è destinata a formare per l'esercito i medici ed i chirurghi, essa è posta sotto la direzione del ministro della guerra. 2° La scuola del tiro degli ufficiali colla annessavi compagnia di tiratori, ha per scopo: 1° d'insegnare agli ufficiali di fanteria, in t eoria ed in pratica, tutto ciò che può avere rapporto alle armi da fuoco ed al tiro, per farne dei buoni comandanti per le compagnie dei cacciatori e dar loro nozioni"esatte sul tiro e sul uso dell'arma dei cacciatori; 2° di formare fra i sott.'ufficiali e soldati buoni tiratori che possono far da istruttori sul tiro ai soldati dei battaglioni dei cacciatori ; 3° di fare·le esperienze sul tiro proposte dal comitato d'artiglieria. Questa scuola è posta sotto la direzione di S. A. I. l'-ispettore generale delle artiglierie e sotto gli ordini immediati del capo di stato maggiore della guardia. _ La scuola e la compagnia del tiro si compongono di una sezione permanente e d'una sezione comandata che si rinnova tutti gli anni e nella quale entrano : 1° 2 ufficiali per ciascuna divisione attiva e per divisiolìe di riserva , un ufficiale per il battaglione dei cacciatori e per brigata dei zappatori; 5 ufficiali per le truppe di fanteria dell'esercito del Caucaso; 3 per tutti i battaglioni di çacciatori finlandesi; 7 per tutti i battaglioni di linea; 1 per due reggimenti di dragoni della seconda
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OHG,\NIZZ.\ZIO:-iE
divisione della guardia e della settima divisìone di ca.va.lleria; 2° per i gradi inferiori: 4 uomini per reggimento o battaglione dei cacciatori della guardia; 2 uomini per ciascuno dei 1;eggimenti_ a cavallo, granatieri e dei dragoni della guardia; 6 uomini delJa brigata combinata dei zappatori; 5 uomini per ciascun battaglione dei cacciatori ed il l)attao-lione di riserva dei cacciatori; e finalmente 3 uomini ciasclm battaglione dei cacciatori finlandesi; gli equipaggi della flotta vi mandano pure un distacc camento.
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3° La scuola del tiro clel Ca·ucaso, e la ·· compagnia del tfro che vi è unita è a Tiflis, Essa è organizzata sulle medesime basi che quella: cli cui sopra, ma essa è esclusivamente riservata per l'esercito del Caucaso di cui il cap0 ne ha la direzione. Il personale impiegat9 all'amministrazione ed a1l'istruzione della scuola e della compagnia ne for0::a i quadri permanenti. Il personale va.ria.bile de)la compagnia si rinnova nella maniera seguente: 32 ufficiali vi sono mandati, uno per reggimento dei granatie!i, cli fanteria o di clragon1 e per ciascuu battaglione dei cacciatori o dei zappatori; 2 pP.r battaglione di liuea di Transcaucasia, 1 per battaglione della linea degli altri corpi . del Caucaso . Si mandano <).lla scuola del tiro 237 sott'ufficiali e soldati cos'l-r.ipartiti: 2 sott'ufficiali e 5 soldati J)er r eggimento dei granatieri e della fanteria, 2 sott'uffìciali e 4 soldati per batt_aglione dei cacciatori, 1 sott'ufliciale od 1 solclat9 per battaglione dei z_appatori o della linea, ed 1 sott'ufficiale ed 1 soldato per reggimento dei ~ragoni. 4° La scuola di cavalleria d'Elisabethgrad ha per iscopo cli completare l'istruzione degli ufficiali di cavalleria che possedono già una qualche cognizione del servizio e òi
65 formare per ì r eggimenti di cavalleria buoni ufficiali istruttori. - Questa scuola posta sotto la direzione del comandante la cavalleria combinata ha un quadro permanente ed un quadro variabile . Il personale permanente si compone di 5 ufficiali, cli 3 impiegati, e cli 23 uomini di r ango inferiore. · Il personale variabile è comandato per due anni e comprende : un uflìciale per ciascun reggimento della 7"' divivisione di r.avalleria e per ciascuno della 1a e 7'-' brigata d'artiglieria, 3 ufficiali per la divisione a cavallo d'artiglieria di riserva e per le a ltro brigate a cavallo, ed inoltre 70 sott'ufliciali -e soldati. DELL'ESEI\CITO RUSSO
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5° La fabb1·ica galvanica e la compagnia d' istruziolie , galvanica sono state fondate per diffondere uell'esercit~ cognizioni ben profonde sull'impiego degli apparecclu galvanici tanto in pratica che in teoria. · Questo stabilimento è posto sotto la direzione di S. A. I. l'ispettore generale del genio. La compagnia detta galvanica, è sotto gli ordini del capo degli ingegneri della guardia per quello che concerne la sua amministra_ziono ed il servizio delle truppe. II personale permanepte dello stabilimento e della compagnia si compone: di. l generale, di 7 ufficiali, e 41 sott'uflicia1i e soldati . Il personale che si rinnova ogni anno si comp?ne: cli 1 ufficiale per lo squadrone dei pionieri . a cavallo , 1 per la divisione dei pionieri. a cavallo, 1 per il b,~ttaglione dei granatieri, l per quello della guardia, e 1 per il mezzo battafflio.n e dei zappatori finlandesi; 2 ufficiali sono manda.ti pe; ciascuna brigata di zappatori ed 1 ufiiciale per i due battaglioni dei zappatori del Caucaso . L'eflet.tivo variabile della c·ompagnia è di 215 sott'ufficiaJi e soldati, e 37 non com battenti, infine 3 uomini per squadrone dei pionieri a cavallo della guardia, per il battaArmo VII. Voi III -
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' ORG,INIZZA Z!ONE 66 glione dei zappatori della guardia é dei granatieri e per j l mezzo battaglione dei zappatori finlandesi.
ùELL'ES EROlTO RUSSO
6° Il personale d'instruzione ·per la sche1·ma e ginnaatica ha per iscopo: di formare ufficiali instruttori nella fanteria della g uardia per insegnarvi la schei:ma e ginnastica e addestrare sott'ufficiali instruttori per il resto dell'esercito. Questo personale è sotto gli ordini del comandante della guardia, ed ha un personale permanente ed un personale variabile.
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7° La scuola dei _ topografi si compone: di 120 topografi di l" e 2" classe che formano il quadro della compagniri del deposito t opografico dell'esercito. La scuola è sotto
gli ordini del direttore del deposito. Una sezione di topografia ò annessa a questo deposito e comprende : 3 ufficiali, 3 topografi ed 11 artisti. '8° La scuola dei cavalle1·izzi serve a formare cavallerizzi; essa ha 40 allievi ed è posta sotto la sorveglianza del comandante della guardia. 9° La scuola dell'uditoriato è destinata a formare uditori; essa comprende: 170 allievi ed è posta sotto la direzione del capo dello stabilimento d'instruzione. r
10° Gli stabil-imenti d'instruzfone comprendono: 1° quello di San Pietrobot·go con 600 allievi divisi in 3 compagnie, una dei conduttori, una dei topografi, ed una compagnia di insegnaruento; 2° q nello cli Jlfosca con 1,.000 allievi ; esso
comprencle unacompagniacli m usicanti; 3° quello di Pslcow con 800 allievi ; 4° quelli cli Jaroslaw, di Nischegorod, di Kù.!w e di Kasan che hanno tutti 800 allievi; 5° quelli di lVoronesck e di Tschu.guew hanno 400 allievi; 6° quelli di Arckangel, d i Smolcnsk, di lVosnesensk-i, cli Perm , di Ssa-
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·ratow, d' Oremborgo, d'Omslc, di Tobolslc e d'Irkusk hanno 250 allievi ciascuno; 7° quello d'Astrakan ha 150 allievi. Nello stabilimento d'instruzione di San Pietroborgo si formano conduttori e disegnatori per il corpo degli ingegneri; incisori, litografi e topografi per il deposito topografico; impiegati per i 1ninisteri; maestri per l'in-segnamento nelle scuole militari. Negli stabilimenti di !rlosca si formano scrivani e topografi per le truppe e per l'amministrazione dell'esercito. Tutti gli altri stabili• menti sono esclusivamente destinati a formare impiegati € scrivani.
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ll" Le scuole d'a1·tiglierìa stabilite per forniré all'esercito abili artefìc,i , cornprendouo: 1° le scuole di divisione appresso ciascuna divisione d'artiglieria, appresso l'artig lieria del Caucaso ed appresso l'artiglieria della Siberia orientale; 2° le scuole cli batteria per ciascuna batteria. Le scuole di di.visione .sono frequentate da soldati scelti nel modo seguente : 7 per ciascuna batteria . a piedi, e per ciascuna batteria dBlla settim,L brigata d'artiglieria a cavallo e della divisione di riserva d'artiglieria a cavallo e per ciascun parco; 6 uomini per batteria a cavallo della guardia e per batterie delle sei brigate a cavallo e per cjascuna batteria e parco d'artiglieria del Caucaso ; 4 uomini della batteria di riserva combinata dalla g uardia e dei granatieri; 12 uomini per batteria di r iserva d'arti~ glieria a piedi; 9 uomini pf r ciascuna delle batterie a piedi e delle batterie a oavallo della brigata d'artiglieria di 'l'ransbaikal. In ciascuna scuola di batteria vi sono 10 uomini per le batterie . di r iserva a piedi e per la batteria di riserva mista della guardia e dei granatieri; 12 uomini per batteria pe:,antB e per batteria allèggcrita a piedi ed a cavallo; 24 uomi11i per batteria di riserva mista, e 20 uomini per il parco . Per fornire l'artiglier ia, di guar.nigione e quella d'as -
ORGANIZZAZIONE DEJ.1,'ESERCITO RUSSO ' G8 sedio dei necessari artificieri ed impiegati si organizzarono: 1° scuole regionali in cui entrano 8 uomini per compagnia · d'assedio, 4 per mezza compagnia e 2 per quarto di compagnia, 6 uomini per le compagnie d'operai o di guarnigio11e, e 3 per mezza compàgnia; 2° sciwle di compa:gnia e d' operai in cui sonvi 20 uomini per compagnia e 10 per mezza compagnia d'assedio e 12 uomini per compagnia d'operai e di guarnigione. In quanto all'artiglieria d'assedio dell'esercito del Caucaso v'ha una scuola generale per 209 uqmini. Una scuola speciale ed una scuola di pirotecnia-sono destinate a forniare abili operai ed artificeri . Si stabilì, pure per avere buoni maniscalchi, una scuola_di m~lscalcia.
12° Scuole degli ingegner-i. - Il reclutamento dei gradi subalterni nel ser vizio del genio si fa negli stabilimenti seguenti : 1° scuole di 1a categoria, swole di compagnia: ciascuna compagni~1 dei battaglioni dei zappatori vi manda 65 uomini ed i mezzi battaglioni 36, le compagnie dei pontonieri e la compagnia galvanica vi mandano ciascuna: 65 uomini, e lo squadrone dei pionieri 33; 2° scuola cli categoria , scu ole speeiali: esse_ ricevono per battaglione di zappatori 4 ùflìciali e 104 sot.t'ufficiali e soldati e la met à di questo effettivo per le mezze compagnie. Le compagnie dei pontonieri e la compagnia galvanica vi distaccano un ufficiale e 30 sott'uflìciali e soldati; lo squadrone dei pionieri vi manda un ufficiale e 14 uomini e. la divisione dei pionieri un ufficiale e 26 uomini; 3° scuole di 3" categoria, scuole sv,pM'im·i o scuole dti bt'igata: esse ricevon o dalla brigata mista dei zappatori 2 ufficiali e 42 uomini, e dalla brigata 2 ufficiali e 61 uomini. I due battaglioni dei zappatori del Caucaso vi manda.no due ufficiàli e 28 uomini.
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S. G.
l RIVISTA TECNOLOGICA
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IIspedenze contro le 11iastrc di corazzatura 1 eseguite 1lal!a llegia ~fal'ina Italiana. IV (1 ). Addì 2 novembre la commissione riunivasi nuovamente allà batteria bassa della Cava, onde sottoporre alle prove del tiro le due ultime piastre delle fabbriche dei signori -Charrière e Compagnia, lunghe metri 1,850, larghe 0,500 e della spessezza di metri 0,110. Trattandosi di esperimenti comparativi, le due piastre del signor Char rière erà no fissate a.l massiccio di legno in modo (t) Vc,li Rivista militare italiane,, anno VII, voi. J, pag. 184, 266, 'V ol. Il, p~g. 93.
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';'J!'.'CNOLOG!CA
lliVIS'i' A
intieramcnte analogo alle dHe piastrè Marre! ulti:mamente p rovate, per cui la piastra N° 2 era inclinata di 10°, e quella N° 1 era verticale; i pera i di fissazione furono costrutti nel regio arsenale r.on buon ferro nostrale, ma queste piastre essendo più corte di quelle Marre!, il numero dei perni fn limitato ad otto e conseguentemente minore a quello delle altre piastre. - Verificato l'appuntellarnento del bersaglio, la distanza della bocca _da fuoc_o (12 metri) il peso del proietto, (palla piena di 15 chilogr.), 11 peso della carica (chilogr. 2 , 160); la commis~ sione ha 0pinato di eseguire tiri identici a quelli dell'altra serie degli espcrirnenli coutro le piastre Marre], e ciò per constatare con confro!lti esatti le qualità rispettive delie piastre di corazzatura delle due fabbriche Marrel e Charrière. Epperciò con un cannone da 40 piemontese si sparò il primo colpo dirigendolo al centro della piastra, il quale produsse una calotta sferica regolare di soli 15 cent. di diametro e 27 mili~ . di freccia. L'ultimo perno di diritta si spezzò ed uscì dal foro, ma la pi11stra non ricevette la minima inflessione nè i rimanenti perni diedero segno di movimento. Direttosi il secondo colpo ad 114 di altezza dal lembo infe. · riore della piastra, cioè precisamente sulla testa del second~ perno del centro, produsse una calotta sferica di 15 cent. di diametro e 30 mili. ·di spessezza. Tranne una lerr"eriss1ma e · 00 non calcolabile sfpgliatura deì fondo della calotta, la J)iastra n on presentò il più leggero indizio di guasto, nessuna inflessione in nessun senso, ed i perni resistettero perfettaniente . Dopo il terw colpo che produsse una calotta di 15 cent. di , diametro, e 27 mili. di freccia, si riscontrò con tutta precisione la piastra, si verificarono i perni, ed ogni cosa fu trovata n_ello stato. primitivo. La sfogliatura notata al secondo colpo rimase la stèssa. Una calotta sferica di - 15 ceht. di diametro e 24 mili. di profondità produsse il quarto colpo, diretto verso il limite superiore della piastra. Una fessura lòngitudinalc, insensibile tanto da non poterne precisare - le dimensioni · si mostrò alla destra del primo porno del centro. P0rò non s i notò alcuna in-0.essione ed alcun movimento nei perni . · Il qninto colpo, diretto alla sir.iislra del sec0ndo, produsse
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calotta sferica di 15 cent. di diametro e 27 mili. di pro• ·fondità. La fessura rimarcata nel colpo precedente s'allargò leggermente, però i perni e la piastra resistettero perfetta-
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mente. Alla diritta del secondo colpo ed in posizione analoga al quinto si diresse il sesto. Esso produsse una calotta sferica di. H3 cent. di. diametro e 26 mili. di profon dità, La piastra ricevette un'inflessione longitudinale verso la ba8e, il suo orlo super iore staccandosi a lquanto dal massiccio di legno. Però i perni resistettero a dovere. Notassi una fessura longitudinale profonda 15 mill. che dalla testa del secondo perno del centro dirigevasi verso la base della piastra. Al dissopra del quinto ed alla sinistra del secondo si diresse il settimo colpo, colla carica di 3 chi!. di polvere, il quale produss'€ una calotta elittica, colla calotta del N° 5, di 25 cent. di diametro maggjore, 15 d1 ~iametro minore, e 33 mili. di freccia. La piastra ricevette una inflessione di 42 mill. alla s·u a sinistra partendo da 60 cent. dal ::mo lembo inferiore. Essa si staccò maggiorme,nte dal massiccio d i legno nel lembo SU • pBriore, ed analogo distacco successe anche nel lembo inferiore. I perni seguitarono la piostra, cioè cedettero, ma non si !spezzarono e mantennero ognor fissa la piastra al massiccio di legno. Colla carica di chil. 4 di polvere e nell'identica posiziono del settimo colpo, fra il secondo cd il sesto, si diresse un altro oolpo. Si formò una calotta di 17 centimetri di diametro e 40 millimetri di freccia. La fessura formatasi a l sesto tiro sulla calotta del secondo si. dilatò di molt0 in larghezza ed aumentò la sua profonJità media sino a 30 m ili ., giungendo a 25 cent. 'di lunghezza di cui sei al diss0pra del perno N° 2 del centro. L a piastra aumentò la sua inflessione, mentre quella notata nell'orlo di sinistra a 60 c,mt. dalla base divenne di 49 mili. ed alla diritta J'in±l-essione maggiore, a 50 cent. misurata dallà base, si trovò di 67 millimetri. Dall'esito d~l secondo, q uintp , sesto, settimo ed ottavo tiro la commissione riconobbe la superiorità di questa p iastra sn t utte le altre esperite, e quindi risolse di con tinua.re gli cspc• rirnenti impiegando cariche maggiori .
RIVISTA
Epperciò aumentata la carica a 5 chi!. si diresse un colpo alla diritta della piastra ed al dissolto del secondo perno_siccome luogo il mt1no danneggiato. Il proietto restò incassato e la piastra spezzassi lateralmente e traversalmente, presentando una fessura che dal centro del secondo tirn traversava il sesto, terminando a ll'orlo èli diritta della piastrn. Il penJo N° · 2 del centro si è SJ,ezza,to, e quello N° 2 di d iritta si smOSfì~ d'alquanto.. Misur.ate le inflessioni della piastra nelle posizioni rimarcate .ed accennate nel precedente tiro, si rinvennero di 75 mill. la freccia di diritta e di 55 mili. quella di sinistra. Il decimo colpo fu diretto alla parte sinistra ed in posizione analoga del precedente, il cni proietto, pell'urto di quc-sto tiro, cadde, presentando una calotta di complessione di 19 cent. di diametro e 38 mili. di freccia, e la calotta formata dal decimo t.iro si rinvenne di 19 cent. di diami:trn e 50 mill. di freccia. Il contorno di q UE'stà calotta .era 'frastagliata a segno tale, , da. dimostrare che nella compressione od urto del proif::tfo lo strato superiore del ferro della piastra non essendo beiie ·ade- . rente al secondo si allungava dall'urto, e perciò produceva il, suindicato effetto. Al dissopra della calotta del settimo colpo si formò una nuova fessura traversale, la quale potevasi tenere quale prolungamento di quella accennata aI nono colpo. Sullo spessore a sinistra della piastra si notò distintamente il distacco del prìmo strato di feno costituente la piastra dal secondo, e ciò per una lnnghezza di 60 .,entirnetri. Si osservò· pure con facilità la formazione degli altri strati, però non in tutta la Jupghezza della pìastra, per la qual cosa nnlla posizione del decirr10 colpo si rimarcò come uno ·.s'i:.ivolamen·to laterale verso la sinistra de] primo strato · di ferro sul secondo. Tutte queste osservazioni raffermarono sempre più la commissiol)e nell'idea che gli strati parziali di ferro costituenti questa piastra siano stati dal fabbricante a bella posta lasciati• uniti fra loro, ma non completamente amalgamati, e che perciò questa sia la cagione dell'eccessiva resistenza di-questa piastra di gran lunga maggiore di tutte le altre già esperite. Il proietto dell'undecimo colpo rimase incassato n.ella sua: calotta di percussione. 11 tiro fu . diret1o sopra il primo r.olpo. Tutte l.e fessure prodot!e dagli sp:iri precedenti si dilatarono, e
TECNOLOGICA
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si notò in modo molto semi bile il di:stacco del primo strato d i ferro dal secondo. La piastra rice1' elte un'inflessione·traversale nella posizione del tiro. I perni re5is1ettero perfettamente. Con uri proieUo del p8so di 30 chi l. e colla carica di chiJoo-rammi 7·,25 si diresse un C(>l po lateralmente alla sinistra ed ai° dissotto del primo perno. Il proietto formò una calotta di 19 centimetri di diametro e. 41> millimetri di freccia. Dall'urto, la piastra, nella posizione del tiro venne incassata uel massiccio di legno, ricevendo una fortissima inflessione, si formarono :varie fessure longitudinali e si allargarono quelle già esistenti. I perni si · smossero alquanto e cadde · il primo di diritta. Si rinvenne il primo strato d1 ferro staccato dal secondo per 2 cent. di larghezza e 15 cent. di profondità e rialzato nel suo orlo esterno in mo1Jo convesso. t Epperò la commissione, · ritenendo sufficientemente esperita questa piastra onde potere coscienziosamente constatare la sua 1 qualità superiore, passò alle esperi'enze della piastra N° 1 con quattro tiri da 80. . Duettosi i! primo colpo al centro della piastra, il proietto formò una calotta sferica regolarissima di 18 cent. di diametro e 52 di freccia. · Nel luogo del tiro la piastra ricevette una inflessione di 43 mill. di freccia. Nessuna fessura si è formata, ma il primo perno del centro si ruppe. Alla sinistra si rima~carono distintamente i distratti successiv.i di sovra posizione del ferro, e si notò pure lo scivolamento laterale del primo sul secondo. I ' due primi perni laterali sembravano smossi, ma si riconobbe invece essere la curvatura della piastra, acquistata nel tiro, che trascinava seco i perni suddetti. , Direttosi un altro colpo al lembo superiore della piastra, al dissolto del primo perno di sinistra, il proietto vi restò incassato. Nessuna sfogliatura, nessun indìzio di fessure, dimostrò essere questa piasrra di stoffa perfettissima. Di•rettosi uh terzo col po al dissolto dèl perno, il proiettoJ rimasto incassato nel colpo preceaente, si staccò, e misura!à la calotta la si rinvenne di 17 cent. di diametro e 59 mi)l . di profondità. Nel fondo di qu~sta calotta si formò una fessura longitudinale di pochissima lunghE:Z'la, ma che attraversava 0
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quasi tutto lo spessore della piastra. Lateralmente alla calolla del primo tiro si rinvenne una fessura laterale fino alla testa del secondo perno di diritta, però di J!oca entità, Si diresse il quarto colpo verso la base della piastra. Il proietto vi rimase incassato, la fessura notata al tiro pre~edente si dilatò in lunghezza e larghezza, e la fessura traversale e laterale al primo colpo si allargò. Epperciò la commissione llnanimemente stimò inutile 0gni ulteriore prova contro questa piastm la cui qualità di composizione lasciava nulla a des!- • derare. . · Notando che nessun tiro ancora si era fatto a doppio proietto, e desiderando di conoscerne l'effetto contro piastre di corazzatura, la commissione risolse dirigere, contra la piastra Charrièr-e N° 3 della te rza serie degli sperimenti, la quale era ancora in posizione, e ben poco danneggiata, un tiro a due palle da 80 tirato con chi!. 4,51 di polvere. Il colpo diretto e col proietto di 60 chi1., cio~_dd peso di due palle piene, verso la metà della lunghezza della piastra, produsse una calotta di 15 cent. di diametro e 36 m1ll. di freccia. La calotta era regolare ma non si notò alcun indizio di doppio proiettile. .Volendo ancora la commissione accertarsi dell'effetto del tiro del cannone da 80 a palla piena (30- chi!.) e colla carica di cbil. 7,25, diretto sul colpo antecedente, rinvenne il proietto incassato nel massiccio di legno, epperciò la piastra trapassata, . con due fèssure non molto rilévanti, l'una traversale al di sopra -della calotta di q nesto tiro e l' a.I tra verticale alla diritta della medesima. Tutti i perni resistettero a dovere, ad eccezione d'uno d'essi caduto nel tiro antecedente. · -La c_ommissione, ponderando sui buoni risultati di questa piastra già tanto tormentata antecedentemente, risolse di Gseguire uno sparo orizzontale contro il suo limite inferiore. Eseguito lo , sparo, si trovò la piastra passata da parte a parte, non molto fessurata, ed il proietto incassato nel legno, il quale quantunque rotto, non era completa mente trapassato.
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Epperò la commissione ritenendo compiuto il suo incarico, ha conchiuso; 1° Che la stoffa di queste due ultime piastre è migliore di gran lunga di qualsiasi altra fino allora esperita, potendo asserire che le due ultime piastre Charrière sorpassano in resistenza e bontà anclie quelle Marre! sottoposte ultimamente all'azione del tiro, . 2° Che da quanto potè osservare da tante e si ripetute serie di esperimenti, essa rimase oguor più convinta che la sovrapposizione degli strati successivi di ferro non debba essere a totale compatta bollitura, ma che una sovrapposizione battuta sì, ma non a tutta forza, o come si suol · dire·a rimando, produce le piastre più atte a resistere agli effetti del tiro anche dei grossi proietti, ed infatti queste in ultime piastre Charrière nelle quali c,m tutta agevolezza scorgevasi la sovrapposizione degli strati d1 stoffa, ed anzi in alcuna parte dei lati delle piastre questa sovrapposizione dinotava qualche piccolo distacco negli strati della lastra, si ebbe miuor penetrazione, e . minor numero di fessure, pe r cui si è veduto· che le penetrazioLi a 12 metri di distanza con proietto massiccio da 40 e chilogrammi 2,160 di polvere; nelle prime quattro serie degli esperimenti fatti contro le piastre Charrière, avevano delle calotte · di compressione di ·17 cent. di diametro e 32 mill. di freccia, calotte che risultavano pure nelle due ultime piastre Marre! nella quinta serie d~gli eiperimenti, men1re le calotte di compressione delle piastre Charrière ultime esperite, non oltrepassavano mai 13 ceot. di diametro e 27 mill. di freccia. 3° Che col cannone da 80 a palla piena, chi!. 7,250 di polvere, a 12 metri di distanza, la calotta di c9rn pressione prodotta in queste piastre, era in mer1ia di 177 mill. di diametro e 50 mili. di freccia, in quelle ultime Marrcl invece, ritenute per buone dalla commissione, il diametro della calotta era di 220 mili. ed 80 mili. di fr2ccia . Epperò la commissione dichiarava che le piastre Cìharrière in quest'esperienza tormentate, erano di qualità notevolmente migliore di tutte k esperite, non escluse neppùr quelle Marre! della quinta serie degli e1,perirnenti, e ciò nella proporzione
RIVI STA T ECNOLOG ICA 76 così .espressa: la penetrazione ed il suo effeLto a 500 metri sulle piast re Charrière; alla penetrazione e suo effetto a 500 metri sulle piastre fy.{anel come 27 : 32, alla distanza di 12 metri, cioè 40 a carica di fazione : : 44 : 60, ed all_a medesima- distanza con carica di fazione e grossi calibri , cioè 80 a palla piena : : 50 : 80. Dai quali singoli rapporti · si può dedurre che nelle piastre Charrière ultimamente esperite, la penetrazione è minore di quelle !Vlarrel nella proporzione di 59 : 153, _cioè : : 6 : 15.
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RIVISTA BIBLIOGRAl~I C!
Spcctat.èuf militaire - 138c tl 139e livraison 1 l) dicembre ·l 862 e 15 gennaio 1863.
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Apre questo fascicolo il capo V della Guerre d-u 1'1exique seri tla .dal!' egregio colonnello Ch. Martin. In esso compiesi la na>:razione della pri ma prn'te della cam• pagna, cioè dnrimte il comando del generale Di- Lorencr::z, narrazione che in dettaglio ebbi mo da giornali i quali pee la maggior parte pubblicarono il bel rapporto del ministro d<~lla guerra francese diretto all'imperatore, e che perciò ci dispensiamo di qui riportare. Il sig. lVJai,tiu vi aggiunge però una particolareggiata analisi dei punti e dei fatti più salie• ti, che accresce 11 pregio della narrazione stessa, ed il l ustro a qnel pugno di . prodi, cho bersagliati ria ogni specie di calamità tenne sì alto e sa lrlo il glorioso ed in.vitto vessillo cli Francia, ed apt-rse la via alla memorabile irnpr0sa c,Ji ' oggi è irrernissibi lmeute impegnata q11e,;ta n,ir.ion(' .
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Il sig. Martin comincia col giustificare l'infrutluoo at1t\cco di Puebla, chti fu da molti vivamente impugnato, ·ed ingiustamente accagionato al generale Di-Lorencez sia pel concetto strategico, sia per la sua tattica esecuzione. Puebla, come dice benissimo il sig. Martin, do,1 easi occupare, siccome punto strategico importantissimo sulla linea d'operazione del corpo francese, che perciò non poteasi lasciare alle spalle, fortemente, com'era; occupata dal nemico, mentre resiguità del corpo stesso non consentivagli di fornire un distaccamento sufficiente per guardar Puebla, e la linea di ritirata. Se il generale Di-Lorencez si ridusse a muovere risolutamente contro Puebla, ciò fu perchè aveva luogo di sperare che il favore della popolazione compenserebbe la deficienza numerica delle truppe francesi; speranza che sciaguratamente andò fallita, perchè .basata su false od esagerate asserzioni dei Messicani che trovavansi al quartier generale francese. In quanto all'attacco, si è rimproverato al generale francese di assalire i due forti di Guadalupa e Loreto, anzichè comin- ciare per impadronirsi della città, ciò che gli sarebbe riuscito facilmente. E qui pure siam dell'avviso del sig. Martin, che cioè il divisamento del generale Di-Lorencez fu molto più conformo a' buoni precetti della tattica, e meno avventurato di quello de~ suoi critici. Puebla occupata da 12,000 soldati e da' più caldi partigiani dì Juarez, atterrita dai sanguinosi proclami di costui, messa. in difesa di tutto punto con numerose barricate, case merlate, rid0tti, ecc., presentava al piccolissimo corpo francese un campo di battaglia ben più formidabile e micidiale, che non quello dei forti. Oltre a ciò mentre la caduta dei forti avrebbe necessariamente implicato l'evacuazione della città per pa!te dell'inimico, la presa della città avrebbe do.v_u~o essere seguita dall'assalto dei forti. Egli fu appunto per evitare i danni di un doppio combattimento che il generale Di•Lorencez giudiziosamente pensò di cimentarsi addirittura alle corna del toro. Dopo l'attacco fallito di Puebla, niun altro partito rimaneva · al generale francese che la ritirata sn Orizaba, imperocchè un secondo assalto avrebbe inevitabilmente tiatto ad un completo disas_tro il suo esiguo corpo che a pena raggiungeva i 5,000 sol<lati.
D!DLIOGRAFICA
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Quindi in, proposito delle comunicazioni stabilite tra Orizaba e Vera-Cruz, il sig. Martin dice, e con tutta ragione: « Bisogna leggere il ràpporto del ministro della guerra per farsi un'idea delle inudite difficoltà che il corpo dì spedizione ha dovuto superare per incamminare i suoi convogli attraverso quel mare di fango che lo disgiungeva dalla sua base d'operazione. Su quelle strade sfondate, ove s'interravano carri e muli, si è visto talun distaccamento impiegar sei giornate per -porcorrere sei leghe e mezza, costretto soventi ad immensi giri, a triplicare, a quadruplicare le pariglie, non potendo ,procedere se non coll'opra continua dei zappatori del genio, camminando frequenti volte 18 ore consecutive senza rinvenire un bivacco ove potesse il soldato riposarsi su terreno -asciutto. Talun altro convoglio non impiega men di 8 giorni per far 15 leghe. Sforzi sovrnmanir si debbono usa1e per ricostrurre i ponti del!' Atoyac, del Chichihute, del Rio-Secco, del Iemmapa; ad .ogni momento distrutti da partigiaoi nemici. ' • L'esercito francese, in Crimea come nell'Algeria, avea già palesato quanto i.,soldati francesi possano spiegar d'energia e di eroismo. Ma hen si può dichiarnre che il corpo di spedizione nel Messico ba raggiunto la somma gioria per le amm'irabili virtù' spiegate. Quello spirito di spedienti nei capi e nei solda_ti, che rende gli uni e gli altri i primi del mondo, che in mezzo , all'inopia di ogni cosa, supplisctJ a tutto; quell'industria che di tutto sa far profitto, che di tutto s'accon.cia, che a tutt'ora e dappertutto riesce a soddisfare alle esigenze di una situazione quasi disperata, - tali sono le incon1parabili qualità che distinguono non solo il soldato francese, ma indiviùualrnente, :tutti i corpi, tutti i servizi amministrati vi ed altri che fanno parte del!'esercito. • Sfidiamo chi possa co.ntestare la giustizia di un tal :vanto, cui di gran cuore rende omaggio l'esercito italiano, e con esso il mondo intero. - A molti di coloro che og:;i stanno nel Messico combatte11do una guerra sì disngcvole, ma glo1iosa, stringemmo le mani, quattro aoni or son, quando generosi scesero sui campi loru~ bardi ad aiutarci nella gran do opra. ,, .. a questi or mandiamo
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un fraterno saluto, ed i più sinceri uugurii di pronti e completi s uccessi, invidiosi di non poter dividere i loro trionfi. P er secondo articolo del fascicolo di cui discorriamo, leggosi i l seguito della monografìa del cast.olio di Leucate dettata dal capitano del genio Ratbeau, e ch'è un iuteressautissimo studio di fortificazione al punto di Yista dell'altacco e della difesa. Seguono qnindi tre lettere del sig . Di-Fouvielle sulla (}ue1·ra, d' Am1wica, lettere come le precedenti più aneddotiche ed umo•ristich e, che di int0resse militare. Il dottore sig. Art.igues ha nn suo 7° articolo sul recluta. mento e sull'ig iene morale dell'esercito, e vi svolge ampiamente la quistione fisiologica e psicologica della nostalg ia, malanno il quale fa pur troppo numerose vittime in tutti gli C9erciti I Come i preceùenti è qllf1st'articolu in1eressan1issimo . Dopo mi_n u~mcnte studiate le rag ioni' della nostalgia, più al punto d1 vista del filosofo che dd me.:li,:o, il sig. Artigucs -addi1a quali siano in generale i sintomi di un tal m orbo . Il primo sintomo di nostalgia che si rivela .n ella recluta, con• siste in una riserbatezza inositatc1, in un bisogno d1 isolament.o, in un'estr.~ma concentrazione in se stesso. Il no!stal3ico si delizia nel male che lo trae alla tomba . Egli lo serba gelosamente per sè solo; ogni olfosione d'amicizia gli diventa impos~ibilc, la bench è menoma confidenza è per lui una profan azione. Nel ricordar la famiglia e la patria, la sua mestiz;a si fa inc1efinibile, nè pnò trattHncre le !ag ri me. Se un compatriota gli parla il dialotlo na1\o, i suoi occhi spenti si rianimano, i linea menti del Yolto s'irradiano per quell'istante di me'anron it a gioia, gioia che atlrista , poichè n on tarda a succederle un dnolo profondo ed irrimediabile. Egli fugge ogni distrazione ed i piaceri d ell'età sua, se r.apa·'e egli fosse di gustarli, nulla polrebbero contro il male che lo strugge. Questo male g li corrode inces-;anternente e la mente ed il cno re. Il Cdrvello, ossesso da quest'idea fi ssa, avl:!udo conccniruta
8[ ~n'tl-a 1a sua energia nell'elaborare un doloroso pensiero, non h a più la benchè menoma azione sugli organi, lo innervamento malameote succede, le fuuzioni dello stl)maco si scom;p igliano e le digestioni si fanno cattive. Il nostalgico perde l'-appetito ed il sonno, profondi sospiri emett1:1 di frequente l'oppre!sSO suo petto; eg li è ih preda di dolorose palpitazioni; tutte le sue funzioni organiche si alterano; egli impallidisce, -dimagrisce, la sua pelle è asciutta e terrosa; egli di vien noioso, i rascibile e giunge poco a puco a quella febbre di consunzione che fa talmente lo trascina all'avello. Circ.a ai modi di trattare la nostalgia l'egregio dottore consiglia come uno dei m ezzi più potenti per prevenirla o di diminuime l'intensità, di trattare con dolcezza, con un interessamento costante, con ogni sorta. di r iguardi e sollecitudmi, i nuovi a rruolati . Importa che i>ssi trovino nel reggimento una novella famiglia la quale sappia compensare pei suoi affettuosi sentimenti quella da cui li ha tolti la leva. Ai primi sintomi di nostalgia, ben 1ungi dal nascondergli i l sno morbo, siccome egli stesso si sforza di fare, bisogna fissare la sua attenzione sulla cagione dei suoi dispiaceri, discorr.ergliene con dolcezza, con beneYolenza, _simpatizzare con lui, -sforza,rsi di accattivarne la confidenza, imperocchè se si pn0 g iungere a doruinare la sua con centrazione in se stesso, è q uesto già un passo a guarirlo. Cotali intertenimenti famigliari aggirnndo sulle contrade che tanto egli agogna di rivedere, interesserann o l'ammalato, gii st.rapper:inno lagrime e finiranno per distruggere un sentimento, il quale combattuto o ri buttato tosto, avrebbe invece acquistato una forza i rresistibile. Se malgrado queste affe ttuose cure la nostalgia _s 'invigorisce, se essa vit:ine ad intarlare la com·alescenza di qualche grave malattia, allora senza i ndugia re, vuolsi ritornare il malato all'aria natia. Ma, come dice il sig. D' Artigues, l'aria natale non è poi sempre assolutamente necessaria a lla guarigione, e molte volte può bastarne la promessa. Molti nostalgici furono g uariti dalla :;ola convinzioue di poter r im patriare quando il vorrebbero. Quanlc volte nou si videro soldati inlcrmi, e ridotti all'ultim o 131'DL10GR;\F!Ct
A~M VII, voi. III. -
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DIDLiù(;R,lt,'ICA
grado del mnrasruo, uscir dallo spedale e ritrovare, sulla via che li conduceva in patria, forze e disperata guarigione? Da ciò beu si vede quanto l'immaginazione sia potente su cotosti poveri infermi, e quanto si renderebbero colpevoli coloro i quali per trascuranza, o per durezza, comprimessero un sentimento che ha bisogno di effusione, ed 11 quale, quando la nostalgia non tarda, spinge le sue vittime al suicidio . . . . .
9 rafia del castelio cU Ltmcate pel sig. Rathcan, s0guit? da una
Compiono il fascicolo: alcune note anecldotiche sul campo di battaglia dei Trenta,, pel sig. sottotenente De-Lahitolle. - La 1·ivi,sla trimestrale della legislazione ed, amministrazione m i-
litare in Frauci::i. - Una lettera del sig. A. Brulin, capitano nel 3° reggimento lancieri, sull'avanzamento, il cui capitale argomento si è mostrar la necessità. di dar maggior campo a lb , scella nP-ll'avanzamenlo, e per assicurare la scelta ep;li consiglia il mezzo degli esami di conco1so•.. . . utopia da mol'ti già predical(l. inutilmente. - Una lettem del sig. Hugonnet in c ui egli cerca di redarguire g li appunti che gli furono mossi pc! suo elogio al libro <lei colonnello inglese Mac-Dougall, della qual cosa altra volta abbiamo accennato. - La rivista della stampa militare estera pel sig. Deluzy, il quale ci fa l'onore di render conto di una parte dello scritto del nostro maggiore di stato maggiore Cor;:;i l' llalia e l'Austria, scritto di cui siamo veramente fieri, poicbè Sf:l ne interessò tutta la stampa militare straniero . - In fine alcune Notizie militari per lo stesso; ed 11 lcunc pagine di cronaca militare pel sig. Emilio Cardon. . Il prime artieolo del fascicolo di gennaio, sotto il titolo: La fin d'une année et le commencement d'une autre, è come una specie di discorso di capo d'anno. Infra le altre C<?Se si ricordano le migliori della pubblicazione dello Spectciteur nella scorsa a nnat/J, si eccita il governo ad incoraggiare la letteratura militare nell'esercito, si paga un tributo di elogi a!rarmata ed all'imperatore. Confesseremo francamente che questo scritto non è all'altezza di '}Uelli che sogliam leggere in questo reputato pariodico. Qual seeonrfo articol0 troviamo la r;ontinuazione della Jlon o-
i:;pecie di resoconto di un'opera . re~entemente ~ub~~tcat~ dal ~npitano o1andes() sig. Gerlach e mt1t.olata I fasti 7:1i,littt: i del~~ fadia orieritali rieet·landesi. Quest'opera del cm mento gw. pnrlarono altri giornali è la storia mifoare delle posse~sioni olandesi nell'a rcipelago indiano, storia di quattro s~coh~ 1 tre primi dei quali furono per l'Olanda una lu~ga se~1e d1 com-. battimenti marittirui e terrestri coi Portoghesi, cogh Spagnnoh e cogli Inglesi, senza contare quelli dell'interno cogli indig11ni. Vien quindi sotto il titolo Actualités hippiques, un articolo breve ma succosis~imo dell'egregio sig. F erdinando .{)e Lacombe, nel quale egli ci parla di interessantissim_e cose sia sulle rimonte, che sull'allevamento e sul manten)meuto dei cavalli. Egli comincia per accennare i buoni risul1ati ottenuti dal governo francese dalla decisione presa dopo la gll(~rra del 18G9 d i affidare a coltivatori i cavalli ed i mnli che risultarono 1n più dell'c[ettivo del piè di pace, sotto la co~dizi_one c~e costoro provvedessero a nudrirli, in te rtenerli e ad nnp1egarl~ so1ta~t.~ nei lavori agricoli, e ciò sotto la sorYcgl 1anza dngh ufficiah delle rimonte. Di ciò ebbimo a discorrere lungamente altra vol1a ne tralasciamm9 fin d'allora di porre in rilievo la conveni:nza di una cotale misura, per la quale l'esercito trovasi sempre sotto la mano una buona riserva d_i cavalli per og~i:occorrenza, mentre l'erario vi ritrae una cons1dernvole econom1a se non pel presente, per l'avvenire. . . . _ Il signor De Lacombe parla qu1 • d1 d1 un progetto che si s tarebbe maturando di organi zzare nella Normandia g randi caccie alla volpe siccome praticasi in Ingbilterr~. l\~a egli_ non si ristà dallo additare quanti siauo gli inconvement1 locali che oppugneranno una cotale istituzi~no. . . . Edi encomia, ed a. ragione, 11 decreto del m101stro d1 Stato fran~ese in data 2 dicembre 1862, il quale regolamentando io modo p~rmanentc le steeple-chase~, iot~ressa g_li a_ll~vatori del paese ad eccuparsi specialmente d1 quei cavalh cui 11 g~verao assegna maggiori premii d'incoraggia.mento. ~ el passato 1 maggiori premii erano divoxati da cavalli provo01ent1 dalle steeple-
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cbases inglesi, a ciò ·di lunga mano adde3lrali, e di null'nltro capaci ,<;e nou che ~a sosten ere le scommesse dei loro padroni n elle c01·,re; ciò tratteneva i nazionali dal ciroenlar i-loro ca val ii, i quali sebben per ogni punto m,igliori, pnr correvano il pericolo di essere vinti anche da ronzini per difetto di abitudine a quel genere d'esercizio; evidentemente cotal sistema ·era ben lungi dallo incoraggiare l'allevarnen,to delle razze indigene>, e le ~ornme che lo S tato spendeva i.n premiì erano sprc:cate'. Ot bene "iò più non succederà d'ora innanzi mentre il s uddeuo dec reto h a stabilito che , a partire dal 1863 i preruii per le cor., e olierti dall'ammin.i strazione ed eccedenti 2,000 franchi siano di visi io dufl catfgorie. La l" categoria ;ha' prernii di 5,000 franch i per ca·v alli intieri e cavalle di puro sanglle d'ogni rnz%a e paC'se, de\J'ct:à di '5 anni all'Ì!lSlJ., Là 2a càte3ori,1 comprenderà le alloga.zioni di 3,000 franchi divise in due premii: 2,000 l'ranchi e le entra te al primo, 1,000 franchi al secondo, ma esclusivamente rei cavalli cast rati e cavalle di mezzo sangue na..ti ed cilevati in Francia, tra i 4 , e gli 8 anni d i età; entra ta 100 franchi, metà forfait - p, so comune, 4 anni 73 chilo3r., 5 anni ed oltre 76 chilogr. - - distanza, 4,000tn• e 20 osti:l,foli - il caval !o che abbia già guadagnato 20,000 franchi è escl ns'); que'lo che ne ha guadagnati 15,000 porta 6 cbilogr. .-li sopraca1 iro, e cos·1 prop0rzionalm ente quello che ha già vinto 7,000 fra nchi , porta 4 chilogr. di sopra.carico, 2 chilogr. se soltnnto 3,000 franchi. I gentlemen-rider~ che correranno.·nelle steE>ple -chnses r iceveranno una moderazione di 4 chilogr. • 'fra i gentlcmen- rirlers sono <)ntioverati gli ufficiali d1::ll'esercilo e dell'al'mala in attività di servizio, il che è fatto pei isvi luppare tra gl i ufficiali il gusto delk: cor::;e ; è u n eccellente pensiero, che dovrebbe pu.r imitarsi tra noi, come pure ·v orremcpo veder a<lottate uguali condizioni per J'a;nmissione dei cavalli alle ~.orse nazionali . Il stg. De Laeornbe c'intertiene poscia sul, biscotto-foraggio sul quale la commissione d'igiene ippiéa fran cese .sta ora a ttuando aéc1:u ate sperie:ize; In prnposito ripbrternmo alc uni de ttagli che egli trae da uno scritto pubblicalo poc'anzi dal v1:1terinario si:g. Naudio. • Il biscottò-foraggio (biscu-it-fourrage) consiste in un mi-
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scuglio di foragg~ diveFsi, stritolati, pesti o comunque frantumati, miscuglio che dopo sottoposto ad una moderata ferm entazione, va quindi di viso in pan-i più o meno piccoli, che debb')no lasciarsi ben seccare prima d1 metterli in serbo•nei magazzer,u. e< La sua preparazione,è la seguente -: u Tutte le ~ostanze che debbono comporlo dopo essere state stri tolate e peste, o fran tumate· nel modo per ciascuno più acconcio, senza che pe rò siano ridotte a fari na, vengono mescolate. Poi si aggiunge alla mistura qual agente agglutinante una decozione mucilaginosa con farina di orzo o 'di segala, ed t,na certa quantità di sal comune o di solfato di soda, per meglio assaporal'e l'alimento. , QuE:!sta mistu ra è lasciata ·abbandonata .a sè per alcun'ora, ed appena s'inizia la fermentazione, che bisogna ar-restare· ad un grado prefisso, 1 la si sottopone ad una determinata pressione, limitata secondo la specie della sostanza smìuuzzata. Le gaiette, di forma quadra; · vengono poscia sottoposte ad una stabilita tei11peratura entro nna stufa .od un forno. · , Le ga iette si Gonserva no perfettamente in qualu nque •siasì l00ale purehè asciutto, sia su assi, si'a su graticci~ ma a:i sicuro da topi . , · Il biscotto-foraggio può darsi secco ai cavalli•, ma ·è pre- · feri bile lo i numidirlo alqua nto· aggiungendovi 200 grammi di acqua per ogni è h ilog ramma, perchè meglio si' disci,o glie il saie e ne facilita l'ingestione: Ogni biscotto si rompe ·in sette· od otto p ezzi che si dispon gono n ella mangiatoia . · · , Il peso più conven ien:te per ogni biscotto è di l chilog r. e 112; e se ne riehieggono circa sei per la razione di ùn cavallo orJinario . » Vogliam credere cbe il nostro corpo "eterirÌario rerrà d'occhio coteste spericnze, le quali, sè in defini tiva - corri,;ponderanno ai risultati di già ottenuti, pot ranno es$'ere di uÌilissima applicazione p• r noi, che abbiawo piirecchie contrade -0ve • scarseggiano i foraggi, e più d'un.a ove assolutamente difettano. Cornpi-o no il, fascicolo : un brevissimo entre[ìlet sulle biblio~ teche mil-itad e;he il ministero della gue:ra francese progetta
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d'i fue stanziali nei singoli presidii, anzichè reggimentaii come erano per lo passato; e ·quindi due lettere sulla guerra d'America del solito corrispondente ·dello Spectateur M. De Fonvielle; la Revue de la presse mililaire élra.ngè,re pel sig. Deluzy; Les nouvelles militai?'es élrangères pev lo stesso, e la Chronique militai1·-e pel sig. Ca1,don.
Journal dcs scimrèes militaires - N' 24 e 25 dicembre 1862 e gennaio !863. Il fascicolo di: dicembre comincia con una specie di stud,i0 geografico razionale nel quale sono riprodotti grandi , squarei del La Valléé ~otto il titoto di I'osilions géographigues, pel sig. Tes-tarode. · Vien quindi una memoria del sig. A Paulin, colorrnello del genio in ritiro, intesa a confutare alcuni passi della parte del XIV volume della Sto1·ia del consolato e d.cll'1;mpero di Thi_ers., che si riferisce al passaggio della Berezina. li sig. Paulin che a quel memorando disastro comandava il genio della 3" divisione del corpo Oudinot, dà personalmente una certa gravità alle accuse di iropar~ialità e di infedeltà che egli muove al · Thiers;. ma il modo acerbo col quale egli si attacca ad un uomo · di fama colossale come il Thiers, e certe confeasioni di sra• gionevole puntiglio ~he ingenuamente egli confesrn nello sfogo della sua bile, tolgono dal bel principio ogni forza -a' suoi appunti e l'esacerbaz.ione li fa quasi r idicoli. La memoria del sig. Panlin. si divide in due ·parti : la l' dà alcuni cenni biografici sui gr·nera li Dode , Aub:ry, Eblé e Chasseloup, intesi ·a porre in riliern l" qualità dei due primi per quindi venire a rivendicar loro 1,m a parte degli elogi che il Thiers attribuisce esclusivamente ad Eblé, dichiarando che a que.sti ed a' suoi pontieri v_a dovuta la sal vezia dell'esercito e di Napoleone; havvi quindi un quadro indicante dettagliatamente la composizione· del 2° corpo a quell'epoca; la 2a parte (pubblicata n el N° 25) narra sommariamentè g li eventi dal 23 novembre 1812, quando Napoleboe ordinò a l maresciallo Oudinot di portarsi celercmeute su B·.'riso,v per im padr .·nirsi del
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p onte pel quale dovea ritirarsi l'eserci to francese, sino al pas• saggio cli viva·forza della Berezina. Dopo lo scritto del sig. Paulin, il sig. Di 0 Tubersac ci di,;con·c cli un novello porte amarre recentemente inventato dal sig. conte Adolfo D'Houdetot, ricevitore partié;olare delle finanze a Hàvre. Questo porte amarre consi:,te iu un ai•chibugic:i' la di cui canna è fessa per un' tratto della sua lunghezza, per evitare l'introduzione della corda nel tubo. Questa fessura, penetrando dall'esterno all'interno e descrivendo una curva a l passo di metri 1,14, fa l'uffizio di riga ed imprime al proietto, espressamente munito di un'aletta elicoidale, un gagliardo movimento di rotazione. L'origine di tal fessura trovasi a 15 ç.ent. almeno ed a 24 . al p iù dalla culatta, secondo la lunghezza dell'anima, il calibro e la potenza della carica, affinchè rimanga spazio sufficient~ pell'intero sviluppo e p~r l'azione completa 'd ei· gaz della polvere. La larghezza medra della fessura e di 5nun, e va progressiYamente a,umèntandosi dall'origine, alla bocca della è~nna. La canna è lunga 60 cent. e può anche variare prop.o rzionalmente al calibro èd alle altre condizioni del tiro; il proietto di otlooe ha la forma allnngatu. cilindro-conica ed è ·munito di un'aletta e di . un'a linguetta; il suo peso ed il suo diametro variano secondo il calibro dell'a.rme. La linguetta disposta a cerniera alla parte posteriore del proietto, porta alla sua estremità un occtiello nel quale passa _ben r1torto e saldato un filo di rame lungo 5 cent., 11 qùale s1 a ttacca alla cappio della corda per mezzo di un nodo.· Questa ~inguetta che sta r ialzata durante i l percorw del proietto nella canna, si abbatte quindi a guisa qi coda del proietto stesso in d irezione del suo asse. - La lunghezza e la g rossezza della corda di salveta,mio variano colla D/)'ittata che si vuol otteuere, e secondo · 00 la grossezza àel cavo che le si debbe poter poscia _a ppiccare per ritirarlo a terra . - La coi•da è convPnientemente invulta ma disposta Ltri po' innanzi la bocca dell'ar~a. - L'affusto è· un tr01,iede le cui gambe di ferro si ripiegan? ~ prr facilitarne così il trasporto. :__ I principali vantaggi ' di questo ingegnoso porte amarre tra qnelli sino ad oggi conosciuti consisterebbero, siocondo i l sig . Di-Tubersac, io una maggior regolarilù di tiro, e nella trai(}t\oria pii't tesa .
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Il sig. Di:-'fobe.i'S''.lC-, neffenwruiare cotale invei11.ione, attribui:;ce al conte Hondetot la primitiva idea delle canne forate ad una certa d istam;a della culatta; e si sbaglia poichè ili can• 11one revolve~ inventato 2al sig. Brame (1) è basato su questo pr incip;o, e già prima di esso era cognita la cosa. Ma dò non monta; stando la. cosa precisamente nei. ter mini dell'articolo del sig. Di-Tuber~ac, rimarrà sen1pre al sig.. Houdetot il pregio di un'eccellente app}iqtzie11é.. Per Jo ~tessq abbiam q uimdi: una , bel)a relazione su_i lavo1i del p,er{Qramento deè J11onçerlisio, e particolarmente sul_ funzio.naÌuc:mto delle ~acphine· perforatrici Sommeiìler-,0,rattoni; poi ;tlcune pagine d·e1 sig., L' Epervier' du Quermon sulle qualilà di a.Zc·une rar~ze di eavaltj, orientali, · cioè turcomani e arabi. " ( Pél,sserema su abi . artico\etti di minor peso per arrestarci alquanto al Coup d'wil sur la guer1·e de l'Améri que septerit1·i-onale del- sig. Dc La -Fruston~ Siccome il periodo del quale ~gli si oçcu pa non presE:nta a v ven-imen ti }1).Ìlitàri- di q oalche rilievo, ed i!ilvero :ì10n ve ne furono dnppoi la ritirata dei coufeder(l.ti -al, di, là del Potom_ac siuo. alla giornata di F redei-iksbourg, così il, sig. De La Fruston attende a porre in evidenza te-cagioni Li quest'ineFzia,. _ « Questa guerra d'America, egli dice, che ha già presentato parecchie particolarità rim(l..rCÌle\'oli, si d:1~ùngue sovratutto- pe~ I'indecisjono delle grandi battaglie • mentre in Europa un esercjto, .i l quale abbia sofferto due O·1re serii rovescii, è spac' ciato ed è ·costretto a chiedere la pace a q nalunq11e costo, nell'Ame;rica in vece gli eserciti oggi ba tt11 ti campeggiano do• mani con non minor fierezza che se avessero :vinto; ben più in presso che tutti gli scontri ambo le parti si pretendono vinciti ici. » U sig. De La Fruston' cerca l:e rngiqni di cotes1o fe nomeno nella composizione degli esercì ti com batten~i, e Ht sono in vero. Gli abit anti del Nord hanµo un'ànt.ipatia innata pel mestie r delle a.rmi: ove l'industria ed il commercio prncurano enornn ()) Vedi Rivista mililrlre italiana, Anno VI, voi. Ili, pag. 200. -
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e ra11iJe fortune , lo spirito rnili1are non può germogliare ; l'avidità del guadagno, la sete de,lle dovizie , la passione dd lusso dominano l'aug.lo-sassone del Nord a tale punto ch'egli. calpesterebbe i l sub prossimo rer guadagnare un dollaro. Il perchè l'accademia militare di vVést-Poin t recluta vasi quasi esclusivamente di giovani del Sud. Il mestier delle armi era i n ~nore appo i ricchi cdoni, ed i loro figli au,davano fieri di portar le spalline. • Questi gusti, q ue_ste attitudini guerriere provengono dalla çondiziooe a&ricola dei coloni del Sud; m entre per lo sviluppo industriale del Nord, àdescati d'a lla speranza· di far una Iapida. fortuua,_i g iovani dél Nord sono forzatamente indotti al commercio ed alle_manifatture. • Il soldato del Sud è du nque di sua natura miglior soldato di qne-llo del Nord . A ciò s'aggiu.nge p ui che nell'esercito de'confederati la rnaggior part8 degli, ufficià\i sorlq ufficia-li: istrutti, usciti cla ·west-Poiut, menlc:e gli : uffìciali:de l Ncrd furono tutti· irr1p~on isati a l ID'. 1nento deUa guer.:ra, eletti dal suffragio popoiare. Fra i più fracassoni, la maggi:or parte sono tuttora (come dice frizzosamente il · sig. De La Fruston) des bourgeois à épauleltes. Per sua essenza adunque l'esercito dei federali è moralmente inforior,; a quello dei confeJerati; ma pet' c0mpenso quelli son più numerosi, hanno danari, mentre ne difettano questi ulbi1ni, siccom.e sc;arseggiano di armi, di munizi~ni e di marineria;. lai supe,iorità morale dell'esercito del Sud è per tal modo equilibrçita:dalta su:p8riorità 1na.t0ria!e di quello del Nord, ed è in q uesfequi lib1io la capital ragione della loro inerzia, dell'indecisione delle loro battaglie. Qu.e llo dei due partiti che s aprà per il primo piortar un peso nella b'lancia vincerà l'altro. - I l sig. De la Frustou sembra s impatizza r pei meridionali. Nel' fascicolo di gennaio dopo la · 2~ parte della 1nemoria critica del s ig. Paulin, ddla quale precedentemente ali>hiam fatto cenno, troviamo sotto il titolo : Quclqiws remarques, sur Cà?' -
ganisalion et l'inslr·u.ction cle la cavulcwie légè?·e en France, un ,articolo inteso a dirnoslra:·e la con veEiéHza di, ordinane '. la cavalleria leggiera in squadroni staccati, a mo' dei bat·taglioni dei cacciatori; _di guisa a poterne assegna te uno per cadauna,
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divisione dell'esercito. Questi squadroni vorrebbe l'anoniir:o autore formati di 3 compagnie, .dti'lle quali due attive ed una di deposito, la forza delle compagnie pari sia in uomini che in cavalli a quella degli attuali squadroni; insomma egli vorrebbe formare a ltrettanti mezzi reggimenti, e ciò pel solo fine di ·aver nn maggior numero di com.1ndanti di corpo, ed accelerar la car:iera nell'a rma. Un tal progetto ha un po' dell'originale I. .... A bbiam poi pel sig. Dn Sable alcune notizie sulli telegrafia mel_e~rologic.~ nell'Inghi:terra, _cioè s_ul sistema adottato poco anzi m q uell 1sola, per cui le varie stazioni telegrafich e delle coste comunicano ad una stazic,ne cent.ralè è reciprocamente le variazioni meteorologiche giornaliere e le accidentali, onde prevedere così le tempeste marittime; alcuJJ.i cenni sulle Sperienze d'm·tiglierie rigate fatte nello scorso novembre a Shwbaryness, e sulle quaE ebbimo già occasione di intertenere i nostri lettori· ed alcuni altri articoletti di notizie tecnologiche, finanziarie · ~ statistiche.
Revue militaire suisse ;_ Dicembre e gennaio. È interessantissimo il processo verbale, éhe leggesi nel N° 24, della sessione annuale tenuta il 4 dicembre a Losanna dalla società degli uffiziali di stato maggiore e delle armi speciali del ~a~to_ne_di_Vaud. 'fra le memorie iv i lette ed-i discorsi pronun- , z1at1v1 r1dnamano maggiormente l'attenzione uu rapporto del luogolenente-colonnello Melley sulle tende ; una relazione del maggiore Van-Berchem sui lavori della commissione per le armi da fuoco portatili; e sovratutto on m agnifico discorso del luogotenente-colonnello di stato ri:laggiore cav. Lecomte sulla campagna del 1815, d,~l quale ci dispiace di non poter dare che un reaoconto, tal quale lo ci trasmette il verbale in q_uislione. Il sig. Lecomte n ella sessione precedente avea annunziata la lett_ura di una memoria sulla campagna del 1815, memoria che egli no~ potè_ compilare, - non già per i motivi che per ragion di modestia egh pr0tesse nell'esordio del s uo discorso, cioè per aver troppo presunto delle ·sue forze, poichè tu tti ben sanno eomo
BIBLIOGRAFICA
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l'égregio Lecomte fosse capacissimo di trattar degnamente 1 I soggetto per quante difficoltà po~esse presentare, - ma ne fu di~ stolto dalla sua gita in Ameri<.:a; nè certo gli bastavano pochi mesi <lacchè egli è ritornato per elaborare i,,\ grave ed intricato argomento, onde il s~o lavoro avesse l'impronta de' suoi precedenti che sì meritata ed altà riputazione gli .banno fatto nella odierna .letteratura militare. Il sia:. Lecomte1 come eo-Ji dichiara , V 0 s:p erava poter giungere ad una media storir.a conveniente, dal raffronto analitico dei volumi scritti su quella celebre campagna 'dai signori Charras, Quioet, Thiers e !omini, ma dopo maturata lettura di questi libri egli ha dovuto convincersi che la storia del 1815 è ancora da scriversi. • I tre primi autori studiarono con un partito preventivamente preso; l'ultimo non ebbe tra le mani i documenti che oggi si posseggono. - Charras proscritto del 2 dicembre scrisse, evidentemente, sotto la pressione dello sue circostanze personali. Il suo lavoro non è altr.o che un discorso contro il primo impero destinato a ricadere sul secondo, disco'rso ardente, i ngegnoso, spiritoso e tanto più pericoloso ai creduli, mentre accoppia ad uno studio coscienzioso di molti dettagli, ·una parzialità ributtante sulla maggior parte dei fatti principali. Meglio di tùtti gli altri scrittori francesi, egli fa risaltare tutto ciò che risguarda gli alleati, ed orn essere giusto Yerso di loro. In questo suo libro tutti vengono giu:,tificati ad ecc_ezione di Napoleone. - Il sig. Quinet scrisse in bella Jingua il lavoro del sig. Charras. Egli appartiene alla meJesirua scuola politica, e volle dare una lezione di morale all'umanità additando come la caduta dell'impero e Waterloo vendichino il 18 brumaio. Di li un dramma interessantissimo che ba tutta l'impronta poetica degli altri libri dell'eminente scrittore, ma che ha più dell'originale che dello storico. Il sig. Quinet che prima scrisse nella Revue des deux mondes, è più moderato del sig. Charras. • Egli si diparte pure dal suo proposito in un punto molto i ru portante, nella parte cioè che avrebbe potuto pr endei' Grouchy . nella giornata del 18. - Il sig . Thiers fa a poco presso la cou- . tro vei·sia dei precedenti scrittori, ma la sua smania di di\ idere costnntemente Napoleone in due uomini, formando del m •idesimo un militare amtnirabile, ed un politico detestabile, lo slancia in un torrente di contmdllizioui, di re licenze <l~sì e di ma, r1 ovc d
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93 quello che a""Vrebbe potuto e do,;•uto fa.re i l mattino del 18 Pd JllBLlOGIUFICA
RIVI STA
)t,ttore .non si ritrova che a gran p,ma. L'illustre storico si òà anche soventi iì vezzo di esagerare le situazioni 1-er drammatizzare il suo raccont.o e . per magnificare l'importanza delle sue giustificazion i o delle sue critiche. Però in concambio si dispensa troppo d'indicare le sue prove, per tal modo il lettore, il qua;le sia a l corrente dei. clocumenti storici, si dimanda talvolta, se rautore parla come oracolo inspirato o come romanziere inge• gnos0. , Con tuuo ciò 11 sig. Leoomte cred.e il sig. Thiers pitl vicinò a:lla w •rità sùlla m:i.ggior parte dei punti importanti che i suoi antagonisti. Iri tutli i casi gli uni' e gli altri hanno affermazioni e negazioni sì cpposle ed assolute,' che fa d'uopo risalire alla sorgente primitiva per giudicarne. Il sig. Lecomte non ha potuto accingersi ad un tal lavoro· che dii:nanderebbe parecchi mesi. Egli per il momento si li-niitò a determi'nàre i · pun'ti ancora controversati; senza incaricarsi di troncarli, e dopo_un rapido q nadro della campagna deL 1815', egli successivamente schizza questi punti litigiosi nei •diecì capi-seguenti: 1° non: occu palli one di Som bref e Quatre-Bras, Ii.ella mattinata. del 15, discussione a·ella correlazione di questi due crocevia e differenza tanto in marcia che in azione; 2° non occupazione di Quatre-Bras da parte di Ney nel pomeriggio del 1 5 o nelFàntimeriggio del 16. Ordini dati e contestati, affermazioni, contraddizioni. Assunto quasi sovrumano di -Ney giunto all:esercito parecchie .ore prima della sua missione; 3° Lent~zza di Napoleone contro i Prudsiani nel mattino del 16, esame della sua manovra centrale; 4° Ney che non rivolge sopra Sant' Aman1 il 16 dopo niezzogiorno, perchè? Causf, generali e diverse; 5P passeg{siata speciale del corpo d'Erlon, perchè ? Inchiesta minuziosa dei messaggi Labédoyère è Delcàmbre da una pa1te, e dall'altra della ricognizione fatta da Erlon . presso Sant'Amand da un aiutante di càmpo di Napoleone; 6° inseguimento dei Prussiani il 17 dopo mezzogiorno da Grouchy; perchè non più presto? O perchè Napoleone non si è rivolto 'p iù presto sugli Inglesi? 7° ritardi nell'attacco contro gli 'Inglesi nel mattino del 18, i nesplicabili, e dei quali non si sapranno mai le vere ragioni; 8° i quattro principali errori tattici della giornata del 18; 9° arrivo dei Prussiani a Waterloo senza. Grouchy; discussione delle istruzioni e degli ordini dati a Grouchy, di
a i:nezzogiorno , di q nello che avrebbe potuto r isul la.rne; 10° inattività personale, mollezza ecc. di Na poleone pretesa dal sig. Charras; mentre, secondo il sig. Thiers, giammai alcun generale avrebbe potuto essere più attivo. Questa nitida e franca esposizione de! sig . Lecomte udita colla massima attenzione dall'assemblea, gli valse ad unanimità di voti i ringraziamenti e le felicitazion i le pi::i lusinghiere; ed invero dar non si potrebbe un miglior giudizio sul fa.tto. Avremmo poi anche a pnrlare del bel rapporto dell'egregio Lecom te sulla guerra d'America, che la Rcvue mil-itairc .m-isse pubblica ad un foglio per ciasc1m suo numero, ma aspetteremo per dame esteso conto a i nostri let101i, che il libro sia compito.
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I~' J\ RMi-\. D E L GE N I O NEGLI ESERCITI S TUDI
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une discussion. Lcs ·empiriqucs et Ics jonglcurs seuls out int~rèt à tcnir ·1a lumièrt~ sous le boisseau. ,, Pn8vosr o& VenNOis La fortincalion depuis Va11ba11.
S 0111:MARIO. Intr·oduzione.
Svolgimento storico delle armi speciali. Tre periodi storici . Il passrLto: unione spontanea delle tre armi SJ?e= eia.li. Il presente: separazione; origine del geni0 milita.re nell'Austria, nella Francia, eec.; origine del corpo di stato maggiore in Francia. Il futuro: riunione sintetica delle tre armi; ordinamento di pace e di guerra proposto dal generale Paixhans; nostro concetto. Indirizzo della ANNO
Vll. Voi. III. -
7.
1.' ,IRMA DEL GENIO
!<EGLI ES E r-GITl 97 spese ò possibile e in qual modo . Rendere il oo-enio ,rn corpo meramente militare. Ragione della sua decadenza e modo di rialzarlo.
moderna fortificazione. Metodo a tenere nelle nostre ricerche . L'eclettismo e la fortificazione. Vizio dell'eclettismo. Nostro metodo : armonizzare i contrari . Avvertenze Recondarie.
PARTE SECONDA.. PARTE PRIMA.
I. -
I. -
Direz-ione genercile.
Orclin'lm.ento delle direzioni, sotto-direzioni e sezioni in Italia. Vizio nella distribuzione dell~ direzioni nel Na!JOletano. Creando i comandi territoriali è forza distruggere la distinzione tra direzioni e sotto-dire1,ioni. Il grado di maggiore.
Ord inamento della direzione generale nell'Austria, nella Francia, nell'Inghilterra, nell'Italia. Pregi e difetti dello ordinamento austriaco. Necessità di questa istituzione in - Italia. Se il capo _del genio militare debba avere un grado di genera.le rispondente a quello di generale di armata. Ordinamento spagnuolo. La legge francese sui marescialli di Francia e quella piemontese, ora italiana, sui generali d'armata. II.
II. -
Ispezioni.
Ispezioni nell' impero d'Austria e nel r egno cl' Italia. _Parallelo. Ispezioni nella Francia, nella Prussia, nella Spagna, nel Belgio. Comandi territoriali da istituirsi in ltc1lia -pel geuio militare. Il corpo per rialzarsi ha me- stieri di uua testa rigogliosa di vita. Se l'economia cli
Parte aniministrativa.
Vantaggi nell'ordinamento attuale della separazione tra la parte tecnica e la contabile, e necessità di scemare per gli uffiziali del genio le . cure del mantenimento e della burocrazia. Esempi dell'Inghilterra, della Prussia, dell'Austria. Trasformazione del personale dei commissari . Par ole del PaixhaD;s sulle amministrazioni militari. Necessità di a vere un manuale, una raccolta, un'ordina_n za pel genio. Volendo recare ad atto il concetto di militarizzare il corpo sorge la .necessità di tramutare le direzioni da sedentarie in mobili, ossia creare un vero stato maggiore del genio. Eccezioni. Abolizione de! cor po amministrativo. Per ora rialzare il genio dal lato scientifico.
Comitato.
Ordinamento del comitato nell'Austria e nell' Italia. Necessità di fondare nel nostro comitato un ufficio di p ubblicazioni. Esempli tratti dall'Inghilterra, dalla Prussia e dalla Spagna. Regola da tenere. Stabilimento lito- , grafico e tipografico per gli usi del genio. Libertà del la stampa militare. Esempio del Belgi-:> e del generale Vèrnois. Necessità di creare un deposito delle fortificazioni, una biblioteca speciale. Esperimenti e viaggi. Esempio della Spagna. III. -
Parte tecnica.
UI. -
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..
Parte attiva. -
Truppe.
Se i pontonieri debbano appartenere all'arti._ylieria o al genio. I pontonieri nella Prussia, nella Spa;iia, nell'Inghilterra. Se l'ùfiìcio topografico debba far parte dello
NFG 1, l ESE rtCl TI
s",Etto maggiore o del gen io. Opinione del Bousmard. Necessità che le truppe del genio abbiano la brigata topografica, come ne1la Spagna, nel Belgio, ecc. I parchi. C!omposizione di una eompagnia del genio i n quattro sezioni diverse . Le conipagnìe del genio .in Austria. Utensili portatili. Zaino. Moschetto. Cappellaccio. Se l'ordini.mento per battaglioni è da preferirsi a quello per reggimenti. Idea del Paixhans. La questione dell'ordinamento dell'esercito. Unico centro. Scuola reggimentale. Esempi della Spagna, della Prussia E! del Belgio. UifìzialiProfessori. Relazieni che ha il genio_ con la telegrafia elettrica, la luce elettrica, la fotografia. · Telegrafi di Weastatone, Hughes, Bonelli. Lampada elettrica - _per minatori di Dumas e Benoi t. Esperienze su11ft luce elettrica fatte a Gaeta e ad Al essandria. Macchina rnao·neto-eleUrica del Nollet. Tentativi di Martens, Gareìln, }lorro , Lausseda.t , Chevallìer per app1icare la foto g rafia alla topografia. Lastre a secco per gli usi della fotogratia m ilitare. Servigi rei;iduti dall'areonauta la Mountain nella presente guerra americana. Necessità d i accrescere dall'un canto i carichi che si sottraggono a l genio dall'altro. La parte terza dovrebbe occuparsi della scuola complementare. Rag ioni che ce ne distolgono . Studio delle macchine. La fortificazione e le macchine. Voli del Piron. Conchiusione. Il gei1io d eve diventar degno dell'Italia co m posta a grande nazione . Considerazione in cui è tenuto il gen io presso l e gra ndi rrnzioni, massime nell'Inghilt erra e nella Spagna. È ancora a risolversi il problemn. della difesa. La fortificazione è all'ordine der giorno. ConchiusionQ generale .
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I f'HRODUZION E.
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Le armi speciali, ·come fotte le umane cose, seguono nel loro svolgimento storico un processo, ii quale ha mm profonda ragione di essere. Da prima elle viYono llnite in un fascio solo, Il matematico è insieme inventore di macchine e difensore ai città. Ar chimede nell'antichità n'è un lum inoso esempio. Il generale in capo era iu pari tempo costruttore e .fortificatore, tanto ch e, per non dire d'altri, Asdrubale fabbricò Cartagena, Demetrio espugnò fortezze , e Giulio Cesare, il gran capitano della antichità , fu benanche uno dei grandi ingegneri e for tificatori dei tempi suoi. Dal § 73 dei Commer1ta1·i della, guerra dei Galli , si scorge che Cesare inventò all'assedio di Alexia svariati ostacoli, come tagliate d'alberi, piccoli picchetti, buche di lupo, triboli, per fortificare lo spalto compreso tra il fosso esterno del muro di controvallazione e l'avanti fosso perduto (1). L'ingegnere civile, il militare, l'artigliere e persino lo scultore e il p ittor e erano fusi in una stessa i ndividualità . Francesco di Giorgi o lYiartini , inventore del bastione , come crede il Promis, fu scultore e pittore e architetto. Leonardo da Vinci , uno degl'ingegni straordinari dell'umanità, fo matematico, idraulico, ingegnere, architetto, ' scultore, poeta, pittore e artigliere e fortificatore C). E , (1) Vcùi MAURICE DB SELI.ON, 11ech crches hislorique~ sm· la /i>l'/i/ìcatio1< ]!llss,1gèrc, p,,g. 13 •· 14.
C) È ben noto che le opin10n 1 degli erudi ti intorno al la inrnazione dtll bastione son varie cd oppo~te. Alcuni il credonri opcira dPI Sao Micheli, altri d0.I boemo Ziskn , nitri persino del mnsn lmano Achmet-Pacha. Quc\ p1ofondis,i1 nu erudito del Promis l'attribuisce al Mar-
roo
l'E GP 1-:R Efl<'lTI
L ' AR.l!A DEL GENIO
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la ,spre;,sione più alta ù e l pensiero da noi enunciato. Egli, cit.tadino e poeta, cc,,! una mano dipingu 11 Giudizio, scolpisce il Mosè, e con l'al tra dà opera n.l S. Pietro, fortifica Firenze. Di quest'unione di vari rami in un solo si potrebbero recare esempli innumerevoli . . A Torino la cinta in muratura con balùardi fu eretta da un capo militar e, Stefano Colonna di Palestrina , secondo l'opinione ~el Promis. Treviso fu fortificata da un frate per nome Giòcondo. Il Maggi, poeta, storico, giureconsulto, letterato, matematico, versato in ogni ramo del sapere umano, inventò ezianà10 un tracciato di fortificazione ,- il quale suggerì forse al Vauban l'idea dei fianchi di cortina nel suo terzo metodo (l ). Donato Rossetti, professore di matematica, creò la fortificazione a 7'ovescio (2). E così di molti e n~olti che sarebbe lun_go r ipetere. Questa sintesi primitiva è, come dicevamo, razionale; imp·e~occhè, quando le scienze sono ancora nel germe e bambine, quando i diversi rami son poco ricchi e semplicissimi, gli ~ ben naturale ed agevole stringerli con u na mano sola. Ma fate che, pel progresso intimo delle cose, quei germi si sviluppino, quei rami crescano e si moltiplich ino , e allora vedrete che una mente istessa non basta a capire tutta la copiosa ricchezza delle_ diverse scienze, e neanche le svariate · parti di un albero solo. Allora incomincia a spuntare la divisione: le diverse scienze che compongono l'arte militare, intesa nel senso lato , si separano , e )e armi speciali a poco a poco si costituiscono in individualità distinte. Guardiamo la Francia. Dopo il tempo nel quale i generali, buogotenenti
appresso :i Tede's chi trov iamo Alberto Dùrer ingegnere militare e civile, pittore e scu ltore, incisore e scultore. Daniele Speckle, che modificò la fortificazione italiana, era architetto della libera città di Strasbourg. La gi• gantesca personalità di Michelr,ngiolo nel medio-evo è
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t ini, perchè, quantunque qncsli n on ne fac, ia menzione _nel suo tr-attato di architettura, pure nei disegni uniti al tc -t<) s'incontrano parecchi tracciati bastionati con linee di difc;;a
dirette a i fianchi, i quali .snno concavi e ad orecchioni. Il Prornis reputa quri tra.cciati disegnati dalla mano istessa del Martini e verso il 1491 (l). Leone Menabrea, nel suo libro pieno di senno e di Ya:--ta erudizione, intitolato: Les a.lpes hislor-iques, pensa che forse) la prillla idea del bastione sia venuta a L eonardo da Viuc1 , li Menabrea fonda la sua opmione su i frammenti di alcuni manoscritti sull'architettura mili tare di Leonardo da Vinci , e stima che la figura 2 annessa ai manoscrilti si avvic,ini m olto alla forma del bastione. Infine lo stesso autore dice: « Les · 1uanuscrits de l'illustre artiste renferment le tableau à-reu-près complet des connaissances que l'oo avait au comrnencement dn xi:v siècle, touchant la manièr e d'attaquer et de défendre !es places de guerre: on y retrouve le principe du bastion , l'emploi des ravelins, des glacis, des coutreforts, des terrespl,lins, des tranchées, dn ricocbet, etc. » (2). Ma il Menabrea istesso, da prudente erudito, non propugna con calore .quest'idea, e sa che nguardo ai bastioni in partii::olare di già prima di L•,onardo da Vinci for:,e erano un m odo di fortificare. Qua:le che sia il vero _tra queste opm10ni, a noi l tab .ni basta che si sappia e si confessi, come fa il prussiano Schwiuck, che , c'est de l'Italie que le tracé bastionné s\-st répandu dan,; « tonte l'Europe » (3).
(I) Ved i SAcueno, Fortifìcazione -pcnnane11te, 2• èdi:.:ionc , p~g. 39, Torino, 1861. _(2) Veùi G1t,1.ssr, Dàionario m ilitare nlla parola {ol'tificaznne.
{I) Vedi Pno;\11S, la quarta Memoria storica: / balunnli. (2) Vedi MÉNAll tlEA. Les nl,pcs hisloriquet, png. 312, Chamliéry, ·1Sr, 1. (3) 'Vedi G. ScnwlNCK, Les él<!me11!s de l'a.rt_dc fo,·tificr, pn[\· :n L
I
L'A RMA DEL GfNIO 102 del 1·e, dirigevano i lavor·i di forti(icazforw, come i mm·e scialli Strozzi e Jfonlluc, Sully fu il primo a creare gli ingegneri ordina,r·i del r·e, cfando loro il èarico di costruiro 4
fortificazioni; ma questi uffiziali, civili e militari in pnri tempo, erano in numero piccolo e trasmettevano il grado per eredità. Essi comandavano gl' ingegneri soldati o uffiziali che venivano fuori dallit fanteria, insino a quand,J il Vauban, gentiluomo soldato, avendo elevata a grande altezza la forLificazione, fece sì che questi ingegneri ordinari del re si trasformassero in un corpo numeroso di uflìziali militari . I generali e le truppe tralascia!'ono lo studio del la fortificazione, divenuta scienza troppo vasta, o le nltrci nazioni, sull'esempio della Francia, ebbero anche un corpo regolare del genio militare (1). Nell'Austria questo corpo, nalo prima della guerra dei trent'anni, acquista nel 1717 una scuola cl' ingegneri, solio il regno di Maria Teresa viene ordinato in modo stabile, e nel 1748 riceve quei regolamenti che gli sono stati siccome una vera base. Ai tempi di Carlo VI fÌ fondano le prime truppe del genio, e una cornpagn ia di minatori è posta sotto il comando dell'artiglieria , Nel 1748 e 1763 virn poi in Austria la separazione e , si creano tre altre compagnie di minatori, le quali C'Oll la prima. formano la brigata dei minatori, dipendente dal genio ('2). Nella Francia non solo i minatori e zappatori furon o per lungo tempo dipendenti dall'al'tig)ieria per l'amm inistrazione e la contabilità interna, ma dal 1755 al l ìu7 i due corpi dell'artiglieria e degl'ingegneri erano fu si in uno e fecero trista prova di qu-esto abbraccio pcco spontaneo. (J) Vc,lì
flO l/$)1AIID,
(2) Vcrli Joumal de~
Essfli dc (urtì(ìwtion , pag. :103 a 305, 1837. w·»1(',1
spfrialcs, N° 4, png. 12.1 , nnno l tlG I.
NEGL I ESERCITI
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Parinwnte nel Piemonte i due corpi erano ancora uniti nel 1730, e ne aveva il comando il conte Ignazio Ber. tola, il quale costruì la citt~della d'.Alessandria. E così presso tutte le Potenze vediamo il genio prender corpo. D'altra parte vediamo pure in Fran,cia, da pou molti anni, costituirsi un cor po dello stato maggiore, mentre prima gli uffiziali del genio avevano anche il carico di fare ricognizioni militari e dirigere i movimenti delle colonne (1). Il generale Bourcet fo il primo in Francia a riunire alcuni uffiziali, col nome di allievi per lo stato maggiore dell'ese1·cito·, ai quali insegnava le ric9noscenze militari ch'essi dovean poi eseguire. Questa istituzione creata al 1795, con l'approvazione del duca di Ohoiseul, fu distrutta al 1771 (2). Di poi l'!comparve <.:on forme più larghe , per opera del maresciallo di Saint-Cyr. Eccoci adunque pervenuti al tempo in cui questa unioi1e si rompe, quella sintesi primitiva si cangia in analisi. _È questo il carattere dei ten:ipi nostri, nei quali signoreggia la divisione del lavoro; ed è questo il concetto f~ndamentale da cui faremo scaturire nel seguito la, conseguenza che il genio militare in Italia debba costituirsi come un corpo compatto con una propria dire zione generale. A quel modo però che nel fondo della cosciènza della nostra etti vi ve il prcsentime11to d'una sintesi futura che unificherà l'analisi rtcchissima, a quel modo che tra le varie scienze si agita un moto di assorellamento, che nel -mezzo del vario serpeggia l'uno , parimente in u·n a epoca ventura le tre armi speciali si fonderanno, in una arma politecnica. Qu.esto fatto avverr~L forse quando, (l) FALLOT, ,frt milil11irc, rw g. 2.7, Bruxcl lc,, 1S-i5. (':l) AUGOr.H, A)lcrçu hisloriquc sw· le.s (orti{ìcalio11s, !es i11g1hicur, et ~ur le gé.,tiu en Fl'ancr., vol . Jr ! pag. ~75.
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L AI\M.\ DEL GENIO
NEGLI ESERCITI
accresciuti i· rapporti fra le tre armi, trovata un'idea comprensiva e generale che semplifichi la discipli1;a corrispondente a ciascu~'arma, spogliato ogni corpo di quelle occupazioni che appartengono ai rami civil i, e consegnati all'industria privata quei lavori che essa esegue meglio, non farà mestieri di creare armi diverse e sparpagliare la materia, anzi si potrà facilmente da una istessa arma, rotta in sezioni , abbracciare le parti si strettamente connesse da vincolo comune . .11 bilancio dello Stato se ne rallegrerà di molto. Quest'arma, puramente militare, avrà dunque una sezione di artiglier-i, una dì fortificatori , un'altra di stato maggiore. La fusione dei cannoni, la costruzione del le macchine, la graude carta topografica del regno, le fabbriche per uso dei soldati, in una parola la parte civile che ora è mista alla militare nelle armi speciali sarà uu giorno assorbita dagli ingegnèri civili , dall'industria priYata. Il generale Paixhans proponeya per le armi speciali un ordinamento acconcio tanto alla pace quanto alla guerra. Di sotto all'indeterminata generalità dei suoi concetti si scorge cl?,'egli, dolente che le armi speciali, composte di elementi pieni d'ingegno, di sapere e di vigoria, rimangano m pace come forze im produttive, vagheggia l'idea d_i fonderle tutte, insieme al genio civile, in un corpo vastissimo, il quale, ritenendo nel suo seno una parte meramente militare, volta ad addestrarsi alle battaglie, potrebbe occuparsi in pace dei grandi lavori pubblici , disciplinare e reggimantare gli operai, e al rompere della guerra correre ad eseguire tutti i lavori da ingegnere. Questo nuovo corpo egli vorrebbe chiamare : cO?'-po dei lavori pubblici, o genio civile e milita1·e, o corpo degli gegneri, o corpo del genio od anche politecnia. Il Paixhans dice: « Or, je le demande: pourquoi ces trois corps ne formcrniont-ils pas (sa.111' corta ines r6se1'ves) un seul cL
in-
J 05
mème corps? ..... Est-ce qu'ils ne sont pas composés d'hommes sortis de la mème école; qui ont les ·mèmes ;iptitudes et les memes dispositions d'esprit; et qui, aya.nt fait ensemble les precniers pas, pourraient marcher ensemble vers un meme but? . .. .. Est-ce qu'il ne serait pas aussi beau qu'utile de voir ce corps travailler, tout entier, à la prosperité de l'Etat pendant la paix; et en cas dc guerre marcher, tout entier, puissant et nocnbreux, pour la défense de l'Etat? ... . . n) ». Valide sono le ragioni che arreca l'illustre generale per dimostrare la necessità della fusione delle tre armi, ~a di troppo precorre l'avvenire quando ha in mente cli creare un corpo militare_e civile insieme, utile sì alla pace che alla guerra. Insino a quando la guerra, e massime per noi Italiani, dura e predomma; sino a quando le aspirazioni del Saint-Pierre e del Kant saranno tenute in conto di sogni; sino a quando l'arte della guerra sarà sì difficile e vasta da richiedere lungo tirocinio, profondo studio, forte edu.cazione militare, noi dovremo usare della pace par apparecchiarci alla guerra e saremo costretti a separare nettamente il corpo militare dal civile. Venuto il tempo beato io cui i dorati sogni di pace si realizzeranno, o almeno saranno più lunghi i periodi di pace ; in cui le scienze militari si semplificheranno e u:::iificheranno di più _; io cui il mondo· intero disarmerà, §Lllora potremo cavar frutto pei pacifici laYori anche della po• litecn.ia militare, anzi adotteremo forse i sistemi americani. Noi confessiamo fran camente che al presente ci sembrerebbe troppo precoce e immatura l'unione del le tre armi speciali in una politecnìa militare. In Francia al 1755 il re volle riunire, ad instanza del D'Argenson, i due corpi dell'artiglieria e del genio in ( I) li. J. P.!IXII.\NS, Constaution mililairc e/e la France, chnpilrc xx VI,
>S49.
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L' AR:.IA nEL GES!O
un corpo ~olo . Trn an ni durò questa ft1sionc. Di poi quest'ordinam()nto combattuto dal cont() di Clermont fu distrutto dal maresciallo di Belle-I~le, il. quale J~ chiamava un hochepot. Il Oormontaigne nel 1748 aveva di già scritto una memoria per dimostrare che questa fusione avrebbe fatto decadere le armi ~peciali, essendo la vita troppo corta per acquistare le conoscenze necessarie all'artigliere e al fortificatore insiemr (1). Quando si ritenterà la prova sarà però bene procedere a rilento, senza mescolare e confondere le varie sezioni t.ra di loro; di guisa che non succeda, come ordinava il generale Vallière figlio, che l'artigliere debba farla da fortificatore e viceversa. ~ino a_qua_ndo adunq~1e questa verità della dimane è ogg i un utop1a, srno a che crnscuna branca non si è abbastanza svolta, noi dobbiamo spinger e l'analisi, la divisione, e lo dobbiamo per afferrare con maggior vigoria, precisione e sollecitudine quell'idea dominatrice che stringerà lo tre armi in una sola. ~oi dobbiamo operare come il costruttora di macchine, che lavora e conduce a perfezione le parti innanzi di connetterl2 insieme. La fortificazione ha ancora un terreno 'troppo vasto da percorrere perchè si possa depon e il pensiero di volgere curn all'ingrandimento e al lustro del genio mi li tare. Non diciamo che ·essa abbia a provare- una rivoluzione pari a quella çhe lentamente ingenerò l'invenzione della polvere, ma affermiamo bene che lo modificazioni arrecate alle armi dovranno cli necessità condurre la fortificazion e ,Jla ricerca di n uove disposizioni. Di giiì con questo scopo si van facendo qua e là tentativi pi1'1 o meno positivi, e l'arte guarda con ansia il sorgere di uo nuovo Vauban, che assimilandosi tutto il lavori.o di apparecchio, depurandolo dalle falsità, troyi un principio (l ) Alicu,·,1 T, np . cit. , \'Ol11111c
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sintetico, un'idea madre, la quale ùia vita al sistema dei nostri tempi. A. noi tocca al presente errare ancora, muovere vorremmo dire a tentoni, e l'arte dell'ingegnere militare appare a questi dl tanto più malagevole, quando si pensi che con modi antichi di difesa deve contrastare a nuovi mezzi di offesa. Ed è perciò che il corpo del genio v uol esser e arricchito coH ogni maniera d'istituzioni che lo rendano capace di elevarsi all'altezza del suo mandato; e gli è con la lusinga di recare vantaggio ai progressi di quest'arma che noi ci siamo posti a studiare l'ordinamento del genio militare presso le più colte nazioni de-ll'Europa, tenendo modo di trarne quegli insegnamenti che a noi potrebbero tornare proficui. Con qual metodo procederemo nelle nostre ricerche? Ogni uomo che si pone a studiare una materia deve fitabilire dinanzi alla sua mente un principio chiaro, un metodo preciso che gli sia di guida e gli impedisca di dare nell'arbitrario e nel contraddittorio. In questi ultimi tempi si volle applicare alla fortificazione un metodo bandito dalle rimanenti discipline, intendiamo parlare dell'eclettismo. Il P1ron nel 1859 ha dato allo stampe un Essai de foi·tification éclectiqiie , ossia una fortificazione senza sistema esclu-sivo. Sarebbe per avventura. questo il nostro metodo? Dobbiamo dir e francamente di no , quantunque le promesse di questo metodo seducano chi guarda le cose per la superficie. g di fatti a chi non sembra commendevole il pensiero di scegliere il buono di ciascun sistema, mettendo da banda -il cattivo ? E pure l'eclettismo ba un vizio intrinseco, radicale, che l'ha fatto andar già a rovina: Esso crede cli poter proceder e in quella scelta senza metodo alcuno, senza sistema preconcetto. Ma, domandiamo, con quale criterio giudicherete che questo principio è giusto e quello no '! Non vedete che in questo
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esame dovete essere retto da una certa vostra idea del giusto e del contrario e che questa idea è un principio, un sistema, un modo di vedere di già fermo nella mente? L'eclettismo si dà adunque la zappa sul piede; ~enza accorgersene fa quel che non vorrebbe; onde è sistema illogico e niente degno della scienza. Di fatti il Piron , senza volerlo, dà in un sistema esclusivo, perchè vedo l'avvenire_ della fortificazione permanente nel ritornare ai principii di Alberto Diirer e del Montalembert, ossia al sistema poligonale. Egli è a sperare che nu principio sano e fecondo fonda i due sistemi , bast-ionato e poli gonale, in un terzo sistema che li concili e li conduca in armonia. Pare che il Ratheau voglia davvero fare oper_a ad istudiare i due sistemi senza ved:.1te unilatemli (1 ). È questo il saluto che rnandia~o al Piron. L'eclettismo però si può intendere in un modo alto , e allora ha in germe un sistema razionale. Innanzi tutto è da avvertirsi che noi non crediamo si possa dare · scienza senza sistema. Trattasi di afferrarsi ad un metodo, ad un pr incipio il quale · valga appunto a conciliare i diversi sistemi, togliendo loro l'esagerazione che li falsifica. Questo principio, frutto di un immenso lavorìo scientifico, è l'a1·monia dei contrari. E si badi che diciamo contrari e non contraddittorii. Noi .non diremo ad alcun sistema: tu sei falso; ma noi .. vorremo completarlo, spuntando le sue sporgenze e conciliandolo col suo . contrario. - Applichiamo al. caso nostro , al soggetto che ci occupa. - Abbiamo detto di sopra che ora fa .mestieri separare , anttlizzare, e da questo principio fondamentale abbiamo tratto la necessità (1) Vedi A.
llATIIEAu, Étudc
la (ortifìcation bastionnéc.
sw· lu. furt:fì catio11 z1oly(Jon(J/e comparée à
NEGLI ESERCITI
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che il genio abbia. una sua direziorte generale; ma, guidati dal nostro metodo _deduciamo che in quella via f~ d'uopo andare a rilento, rimanere tra giusti limiti e non spingere il principio negli eccessi. Nell'Austria e nella Spagna si va sino a fondare un'Ì ccademia del genio. Ci guarder emo da questo errore, il quale proviene_dal vedere tanto le differenze fra le armi speciali che si scorda poi la loro unità. Le tre armi sono come i rami di un medesimo albero. Sino a quando stanno in germe, ossia sino a quando si è nel periodo dell'educa,.ione, dell'istruzione militare, le differenze non debbono per anco spuntare. Elle si separano nel passare daHe basi comuni .al le applicazioni speciali. Questo sistema di minuta e pedantesca divisione è l'anima dell'ordinamento austriaco. Divisi sono e pontonieri e zappatori e minatori e pionieri . Ciò dipende dal g,mio soverchi amen te analitico degli Alemanni. Nel l'Inghilterra del pari il dicentramento arriva sino a creare 38 compagnie sparpagliate del genio e non un battaglione o reggimento; il che è una vera applicazione alla milizia del principio politico inglese, il self-govemment . Per contrario negli ordinamenti milit~ri della Francia vediamo insinuarsi il concetto della éentralizzazione. Or come negli Stati, e massime in Italia, si tenta risolvere il problema di condurre ad armonia la forza dell'accentramentl) con la vitalità del dicentramento, così nell'ordinamento del genio dobbiamo studiarci di evitare e l'analisi della razza teutonica e il centralismo francese. 11 sistema della tutela deve andar sposato con quello · che porge anche una larga iniziativa, un'ampia -facoltit alle ruote inferiori, una regolare disinvoltura al servizio. Da ciò seo-ue che sia forza stabilire comandanti territoriali o pel genio, e dare ad essi, ai direttori, ai capitani di sezione quelle facoltà che, frenate sempre dalla loro responsabilità e dalla mano vigorosa dei capi, renderanno
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più spastoiato il servizio. ln vero creando _q uesti centri, a similitudine della libera provincia e del libero comune nel Governo, si vivificherebbe il corpo senza disordinarlo. perchè si comunicherebbe alla superficie, alle parti il movimento del centro. Questi principi, brevemente accennati, ci saranno ùi reaola nel cammino. Si porti su di essi quel giudizio che o si voglia , basta che si abbiano come un'arra che nel nostro studio non procederemo a casaccio, ma con idee sicure e meditate. Ci rimane a fare qualche avvertenza secondaria. Lo scopo di questo lavoro essendo di stabilire paral,Ieli tra gli ordinamenti del genio militare in Italia e quelli delle principali Nazioni dell'Europa per trarne utili esèmpi e proporre indispensabili ·miglioramenti, noi riporteremo appunto quegli ord inamenti, i quali, dissimili in parte dai nostri, possano o tornare a nostro profitto o dimostrar e i vantaggi del sistema italiano. Le notizie ricaveremo in parte dai lavori del capitano Heydt intorno agli ordinamenti del genio militare in Europa, qualche volta traducendo e spesso esponendo. Intorno all'ordinamento del genio in Italia esporremo solo i dettagli necessari a rendere chiaro .il nostro concetto, non essendo questo lavoro precipuamente espositivo. Degli ordinalllenti francesi diremo breve, perchè assai noti ' e <leali austriaci molto , volendo dare all'esercito o dell'Austria una prova cl1e le inimicizie politiche non tolgono a noi Italiani di scorgere il buono ovunque si trovi e di imitarlo quando si debba.
~RGLI ESr.RCITI
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PARTE PRL\IA.
I.
Dìrezioue generale. Lo stato maggiore del genio comprende i~1 Austria, tutti gli ufilziali dell'arma impiegati: 1" Alla direzione generale ; 2° al comitato ; 3° alle ispezioni e direzioni; 4° alla direzione del genio dell'esercito e infine alle funzioni speciali che loro possono essere affidate. Il corpo del genio ha per capo un dù·ettore generale, il quale è ordinariamente un principe reale, ed è incar icato della direzione centrale di tutto quel che concerne il ·servizio. La dire1.ione generale comprende 5 se2;ioni: la 1a é incaricata del personale, del servizio generale e delle truppe del genio; la 2a dei progetti ed invenzioni, della costruzione delle fortificazioni con fondi straordinari; la 3" delle costruzioni fatte con i fond i ordinari, e delle fabbriche degli stabilimenti d'educazione e d' istruzione militare; la 4" della parte amministrativa del servizio, dei contratti e delle zone di servitù, del personale degli impiegati; la 5a di tutto quel che riguarda. la giustizia dell'arma. Ciascuna sezione ha un personale composto di un colon nello , di un comandante e di un capitano, salvo la 4\ a capo della qualè trovasi un commissario di guemi, e la 5a presieduta da un uditore generale. Il direttore generale esamina e sottopone al minislero, col suo parere, tutti i progetti di costruzione; ripartisce AsNo YII. Yol lll -
8.
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tra i diversi servizi gli uffiziali dell'arma; indiéa le piazze da cruerra nelle quali debbono stanziare i distaccamenti ' del ~enio; ispeziona i reggimenti, le ispezioni e direzioni-; accorda i fondi destinati agli esercizi pratici delle truppe dell'arma. Le nomine di tutti gli uffiziali, sino al grado di capitan-• inclusivo, sono fatte dal direttore generale, il quale nomina ugualmente tutti gl'impiegati addetti al servizio del. corpo. Egli può anche autorizzare il matrimonio degli uffiziali sino al sesto del personale degli uffiziali e sino al grado di colonnello inclusiyo. Un generale deU'arma è posto ad latus del direttore generale, per aiutarlo negli affari e sostituirlo nella sucf assenza. Lo scopo della direzione generale è adunque di cent ralizzare il servizio del genio. Per la soluzione delle quistioni militari, scientifiche, speciali e giudiziarie, il direttore generale è assistito da un consiglio composto dei capi delle diverse sezioni e dei membri del comitato (1). , . In Francia esiste pure una direzione generale centrale del genio, annessa al ministero della guerra e presieduta da un generale . ' · · In Inghilterra, come abbiamo detto nella introduzion_e, vediamo attuato il principio del self-government_. Il gemo militare non ha riè una direzione generale, nè un comitato, . in una parola manca di troppo il concentramento del servi,,ì6. Sonvi a capo del corpo due poteri giustaposti, dei quali l'uno , dip~nd~nte d~l minì_stero,del1a guerra, è incaricato della dffez1~ne cle1 lavo~1, e ~ altro, sotto gli ordini del comandante m capo dell eserc1to,_ ba propriame11te la direzione delle truppe del gemo. 11 primn · (inspeclor general of fo1·tifìccttions) , aiutato da un colonnellÒ del genio stesso ispettore (deputy inspeclor generat) (1) Vedi Jo,mml. dc, a.nncs s11<'cin/cs, num. r,,
113 e da tre capitani (assi:stans inspedors) è il capo del di. partimento della guerra che si occupa delle piante e dei progetti delle for trficazioni delle difese, sia nell'interno del regno che nelle colonie; è incaricato di stabilìre il bilancio delle spese del genio; verifica la contabilità dei lavori di costruzione e dei magazzini, e fa preparare i conti pel parlamento. Il secondo è un colonnello del genio aiutanté gènerale ( deputy adjutant general of the R. Engineers) il quale, assistito da un luogotenente colonnello dell'arma, ha il carico della disciplina del corpo, della distribuzione degli ·uffiziali e delle truppe del genio secondo le esig'enze del servizio, del reclutamento, delle vestirnenta, dell'armamento, equipaggiam~nto e della manovra delle truppe (1). ' In Italia non esiste propriamente una direzione generale del genio, maltsibbene t?,Da direzione generale delle armi speciali, la quale pel genio contiene due d·ivisioni, l'una tecnica e l'altra amministrativa del materiale. A comandante della divisione tecnic.a trovasi un colonnello del genio, il quale ha sotto i suoi ordini 3 capi di sezione · (maggiori ò capitani) e poi tutto il persona.le di segretari, applicati e volontari. Le due divisioni del genio risiedono al ministero della guerra. . Da questa breve esposizione-si scorge chiaramente che presso gli Austriaci- la direzione generale è intesa in modo sì largo da formar quasi un ministero del genio. Il vantaggio di quella istituzione è di porgere al corpo maggiore indipendenza, più forte unità e un lustro degno dell'alto scopo dell'arma , insomma di formare davvero un corpo . . il capo d1 quella direzione generale èoSl pe1 suo grado; come pe' suo~ n~t~li; è acconci~ a dare potenza alf.arma: a tutelarne 1 dmtt1 e la d1gmtà- ; dove ehe altt1meo t.1 NEGLI ESERCITI
t.' ARMA DEL GE11'I O
a11110
1861.
e
(I) Jvunwl dcs m·11ws spécùilcs, num , 1, anno 1&62.
H4 il corpo del gen~o diviene , vorremmo dire, sez10ne di un'altra artna. lboltre un direttore generale delle armi speciali, dovendosi scegliere o nell'artiglieria o nel genio, non pure desta malcontento nell'arma dalla quale non è prescelto, ma anche non conoscerà a sufficienza i bisogni dell'arma non sua. La sola divisione del genio coll'avere a c.apo un semplice colonnello dà in due inconvenienti: l'uno di uttare la dignità d0.i generali ispettori e membri del comitato, l'altro di non avere sufficiente . autorità sull'animo del ministro e del direttore generale delle armi speciali. . · Noi siamo ben sicuri che nessuno più· del direttor(i' generale delle armi speciali G del capo-divisione del genio desideri l'istituzione di una direzione generale per ciascun'arma special'?, essendo questb il mezzo di uscire da una situaziòne difficile , delicata e piena di risponsabil'i tà. Il difetto della medesima istituzione austriaca consiste nell'esagerazione del suo pregio, perchè le facoltà del direttore generale sconfinano dai giusti li1Ì1iti sino a invadere le attribuzioni del ministero. Di fatti il concedere al direttore generale il diritto cli far gli avanzamenti sino a capitano equivale a distruggere _la risponsabtlità minis teriale. Ciò può accadere solo in paesi retti da go- verni assoluti e quasi assoluti. A.dunque noi facciamo voti che si formi in Italia una · direzione generale del genio ,militare. ~i peti amo che quando le armi speciali sono costituite in corpi diversi debbono comporsi'in individualità compatte con un capo che dia loro quella giusta autonomia, quella iniziativa:- ,,,.. che le fa essere. Mettendo dall'un canto l'ipotesi di avere a capo del ',) corpo un principe reale, noi saremmo p<tghi nel vedervi sus't,ituito un generale che ,1bbia raggiunto il ma.ggior
NRG I. I t(SliRCITI
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grado che tocca ai general i dell'esercito. Nc.n si potrel:ibe ·veramente assegbare una ragìone positiva del percbè simile grado elevato, vogl iam dire quello di generale 11ii, armata , sia conferito ordinariamente a coloro che han comandato in campagna un cor7Jo d' armata. Forse il comandante in capo del genio o dell'artiglieria. o dello -stato maggiore è da meno, per ingegno, per cognizioni, per importanza militare di un UOIDO cosiffatto'? Se è vero, come è verissimo , ehe le armi speciali esprimono negli eserciti l'intelligenza che anima le masse ,. segue che il comandante di una delle armi special' possa, anzi debba conseguire il grado che si può maggiore. Conveniamo che un uffiziaìe , il quale abbia menato la vita militare tra le armi speciali sia poco acconcio a maneggiare di grandi masse ; ma dall'altro canto è da reputare giusto e normale eh~ il capo di una di queste armi benemerite possa poggiare, rimanendo capo di una di queste armi, al maggior grado possibile. Ohiamatelq generale del g~nio, dell'a1·tiglie1·ia , dello stato rnaggio1·e , anzi che gen6rale d'armata ; mn, date quest,a meritata ricompensa ai corpi che, non ostante i grandi servizi che -rendono e la vita laboriosa che menano, han p-oi per soprassell~ il dolore di non a vere ade guato guiderdone. A conferma di quel che abbiamo affermato riauardo ' ' ' o alla necessità cli creare· una direzione generale del genio s u larga scala, vogliamo pure focare l'esempio della Spagna, non potendosi porre in dubbio che l'ordinamento del ·gemo militare spagnuolo, tratto in molta parte dal francese, sia degno di considerazione. A capo 1:iel corpo degl'ingegneri sta nella Spagna un ingegnern gene1·ale che è in diretta comunicazione col ministrò per gli affari di servizio. A Madrid risiede la direzione generale del genio presieduta dall'ingegnere gc-
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L'ARMA DEL GE:>'10 116 nerale, e col ca.rico di concentrare tutto il servizio del genio. La direzione generale comprende: 1° Il comitato (junta supe1'io1· facultativa) ; 2° Il segretariato della direzione generale ; 3° Il deposito topografico; 4° Il museo; 5" La biblioteca ; 1 6° L'ufficio della corrispondenza con l'estero. L'ingegnere generale, capo della direzione generale e p residente della giunta. L'uffiziale superiore, incaricato della contabilità della direzione generale, è in pari tempo membro della giunta consultiva, percbè possa fornire ad essa le notizie su11a contabilità e sul cammino degli' affari. Quando i progetti sono stati esaminati dalla giunta , l'ingegnere generale regola la distribuzione dei fondi del bilancio del corpo al ministero della guerra. Il segretariato è composto da tre uffiziali superiori, due capitani e un luogotenente. Centralizza, sotto gli ordini dell'ingegnere generale, tutto quel che concerne il pJ)rsonale e il materiale del corpo e compila i pareri della giunta (l ). Delle altre parti della direzione generale terremo discorso quando sarà opportuno . Da questo cenno fuggevole si può argomentare il modo am pio ç:ol quale è ord inata in Ispagna la direzione generale del genio. Nell'ex-regno delle due Sicilie eravi una direzione generale dei corpi facoltativi, ma agli ultimi tempi si vide l'utilità del separare, e si creò una direzione generale pel genio e un'altra per l'artiglieria. E a sperare che eziandio nel regno d'Italia si crei co-siffatta istituzione, tenendo modo che a capù vi stia. un generale del grado più elevato. Se ci si obbiet.ta che il
(1) Vedi
ov.
cii, num. 6, 1860.
XF.t.r.1 i:sr;HCITI
]17
genio in Francia nò·u ha alta testa un nrnresciallo., noi risponderemo che rispettiamo quella grande nazione, ma non abbiamo contratto l"obbligo d'imitarla in tutto e di non sopravvanzarla in nulla. Del rimanente in Francia sono in vigore la legge del 4 agosto 1839, art. 1° e 4°, e l'ord. del 16 marzo 1838, art. 72. ln pace i marescialli di Francia sono scelti dall'imperatore tra i generali di divisione in attività o in disponibilità, i quali abbiano comandato in capo, dinanzi l"inimico, le armi dell'art1glieria o del genio in un esercito composto di più corpi d'armata. La nostra legge è più ristretta, perchè toglie questa facoltà ai luogotenenti generali che abbiano comandato in campagna un'arma speciale. Essa nel decreto 12 ottobre 1849, § 3, dice: r I luogotenenti generali possono essere promossi al grado e alla dignità di genefole d'a1·mata, qualora soltanto abbiano avuto prima, durante per lo meno una campagna, oc). il comando in capo dell'armata, fo rmato · di più di una divisione, od abbiano eseréitata la carica di capo dello stato maggiore generale dell'armata. , Si tratta aduuque, a parer nostro1 non pure di modificare questo paragrafo a seconda della legge francèse., ma eziandio di decretare che possa rimanere a capo di una delle •armi speciali un'autorità fornita del grado di generale, corrispondente a quello di gene1·ate d'armata.
II.
Comitat~. Nell'Austria il comitato del genio si compone di un generale, di due colonnelli, uno dei quali ad lctlu.s del p residente, di due maggiori, di due capitani di prima
' classe; due modellatori e alcuni sott'u:flìziali e disegnatori presi nelle truppe del genio compiono il personale. Le funzioni del comitato consistono nella ricerca dèi progressi delle scienze che possono, essere proficue aJ ge1iio, nell'esamiuare le scoperte ed invenzioni relative all'arma, nel fare esperienze e rapporti al ministero della guerra intorno all'uso pratico delle ÌlJn-ovazioni e dei miglioramenti proposti, nel redigere, dopo l'ordine del ministero , le opere, istruzioni e regolamenti per l'arma. Il comitato comprende: g'li archivi e la biblioteca del ge'nio, ov:e son depositati i libri, le piante e gl'istru'menti. Le direzioni pre~dono da qur-:sti due stabilimenti gli oggetti di cui han mestieri e v'invia.no gl'istrumenti da.\. accomodar~i. A Vienna non esiste un m,useo speciale del genio, ma all'accademia del genio v'ha una c0llezione di modelli e rilievi (1). Nel Belgio il comitato del genio non ha punto quella importanza che tiene così nell'Austria come in Francia. Presso quest't1ltima nazione il comitato è ordinato in modo quasi simile a quello dell'Italia. Riguardo .alle iu venzioni e scoperte non ha ancora una sfera di azione abbastanza indipendente; imperocchè non può fare/ alcuna prova , alcun saggio che richieda una spesa, senza ottenere dapp.rima il permesso del .ministero (2), il chè genera lungaggini. Si potre~.be agevolmente stabilire una somma determinata, limitata, della quale il comitato trarrebbe profitto per le esperienze da farsi. Del rimanente quel ch'è prescritto trova la sua ragione nel sistema di centralizzazione, il quale in Francia si spande in tutte le ruote della macchina governativa. Dell'Inghilterra non diciamo nulla, non essendovi propriamente un c:omitato consultivo. In generale l'orçl.ina118
NEGLI ESERCITI ,
L ARMA DEL GENIO
(!) Vedi Op. cit . . (2) État d11 corp~ du yr.nic, 1858.
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mento del genio militare inglese non può essere soggetto dei nostri studi, perchè assai , diverso dal nostro. Nel corso del lavoro, quando cadrà in acconcio , parleremo di qualche.istituzione che sarebbe da imitare, In Italia il comitato è il corpo consuleI1te del 'ministro della guerra , e, come abbiamo veduto, vien formato dagl'ispettori dell'arma, dal presidente e dal segretario, il quale, dipendente dal presidente, è poi capo di tutto il personale, salvo dei due uffiziali superiori addetti al comitato. , Col decreto ultimo 2 marzo 1862 il comitato comprende: Un presidente ed otto membri del grado di luogotenenti generali e di màggiori generali; Quattro uffiziali superiori (uno_dei quali segretario, un altro vice-segretario, ed i rimanenti addetti ai lavori siraordinari); Otto capitani; Quattro uffiziali subalterni; Un commissario; Un sotto-commissario; Dieci aiutanti, Nei regolamenti si scorge che l'ordinamento del· comitato del genio militare in Ita.lia non è da meno di q nello delle grandi nazioni d'Europa; ma è mestieri confessare francamente che q_nalche cosa manchi e molte istituzioni non s.1eno ancora recate ad atto . Del cbe non è da incolpare alcuno, essendo conseguenza dell'immenso la.vorlo di trasformazione e di riordinamento nel quale versa l'Italia e che ci ha tolto. di poter pem~re a tutti i minuti particolari. • · Ma, di quel che si ba in mente di fare, ci è arra quel t.he si è fatto in un anno. Mercè la forte iniziati va dull pomitato, secondata dall'amore al miglioramento deU'esercìto éhe muove il ministero della guerra., 1ioi in breve / tempo abbiamo veduto sorgere un uffizio tecnico ed un
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1 ' AflMA DEL GENIO
NEGLI ESERCITI
giornale dol genio, istituirsi le scuole.reggimentali, adottarsi la carabina , e solo per difetto di fondi non si · è ancora • dato opera ·alla fondazion~ di un arsenale del genio. Confidando · adunque sull'amore al progresso che spinge coloro che reggono le cose della guerra, noi ci sentiamo animati ad esporre alcuni nostri desiderii. 1°Nel~ 11 delle istruzioni pel servizio del genio militare, venu.te fuori il 22· dicembre 1861, è detto: • Il comitato, previa l'annuenza del ministero, provvede alla pubblica·zione di sunti su1le q4estioni tecniche di maggiore importanza non che ·delle opere di riconosciuto giovamento agli uffiziali dell'arma. , ' Questo paragrafo ha d'uopo di essere svoltò ed attuato, \. se non si vuole che r imanga lettera morta. A tal finQ s i dovrebbe stabilire · pressò il comitato un U/fìcìo. di 7Jubblicazioni, il quale formato di uomini speciali, avesse il carico di redigere un vero, perfetto·e compiuto Gior·nale del genio militare da mandare a stampa e da spedire quasi· in forma di bollettin1. alle va.rie direzioni, ~otto-direzioni, sezioni e ai rt:Jggimenti dell'arma. Cosiffatto giornale, fondato con danaro dello Stato, potrebbe di poi essere anche alimentato dagli abbuona.menti degli uffiziali del - " l'arma. Il suo scopo dovrebb'essere di far conoscere i progressi di tutte quelle discipline che riguardano l'arma del genio, e di aprire ·1e sue colonne ad un Afernoriale del genio militare d'Italia, modificando 'l'Aide mémofre della Francia in guisa da tornare più utile agli uffiziali italiani. In ultimo dovrebbe dedicarsi una parte del giornale a tessere una storia di tutti i grandi fatti militari compi,uti qal genio. Ciò recherebbe vantaggio non pure allà coltura degli uffiziali, ma ez1andio a,.l sentimento del loro orgoglio ed alla coscienza della lqro dignità. La fondazione di questo giornale è tanto più indispel).sabile quando ·si pensi che malagevolmente gli uffiziali, destinati in lontane provincè o · dediti alle cure della direzione, possono pro.caèci~rsi
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quei libri e trovare il tempo necessario a conservarsi all'altezza del loro ufficio. L'attuale giornale del genio militai:e, creato con dispaccio ministeriale del 15- gennaio 1863, e formato di una parte ufficiale e de1l'altra tecnica, nella quale s~ pubblicano però unicamente i tipi di costruzione che s1 studiano nell'ufficio tecnico del comitato , è di già un passo importante in .questa via e ci fa sperare- ,che si voglia procedere innanzi. Nell'Inghilterra dal 1842 vien fuori una raccolta periodica che ha per titolo : _gim·nale speciale degl'ingegneri ( Professional papers of the corps of royal engineers): Essa è redatta da un uffiziale del corpo, e mediante volontarie contribuzioni si cavano le spese di pubblicaz.ione. Questa raccclfa contiene articoli <\ssai importanti sul servizio delle armi speciali (1). ' Nella Prussia si compila anch·e una raccolta. che ha nome: Archivi per gli uffiziali detl'Artiglieria e del genjo deltesercito prussiano (Archiv ftw die 0/fìziere des l,onigl·ich preussi:schen Artillerie Wfl,d Jngenieur corps). S!mile giornale, diretto da tre uffiziali superiori delle arm1 speciali, vien fuori ogni due m:esi. . . Nella Spagna si dà alle stampe un'importante•racc_olta intitolata: 1llem?rial de in&·enieros. Mediant~ una lieve contribuzione. dice \ 1 capitano Heydt, tutti gli uffiziali del genio spagnuolo sono abbonati al memoriale, il quale è stampato alla tipografia particolare del genio (Imprenta clel Memo.rial de ingeniero.s) .
A volere però conseguire lo scopo che qui s1 propone, e a ottenere uffiziali utili, fa d'uopo precliliggere gli uomini speciali. I grandi progressi sono generati nella scienza dagli nomini che accumulano 1~ maggior forz~ sul campo più ristretto, e la divisione del lavoro è ogg1d1 (1) Vcùi Journal dcs ar11w5 spccialcs, uurn . t, anno 1862.
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L'ARMA Df>L GENIO
u na delle cag10ni· del grande svolgjrnento presq dall' ind1.1stria, dall'economia in geoerale. Al presente, che ('i tanto si è allargato il òomi:o.io cli una sçienza, pretondere che un uffizi aie ·divenga abile in tutti i rami che formano un albero, equiv~ile a volere che si conosca appena l' (o.) in tutto. Sapersi avvalere di una intelligenza a · seconda delle· sue tendenze speciali recherà utile al perfezionamento di quella intelligenza e aJl'avanzamento della scienza; porre gli uffiziali del corpo · nella condiz~one di rendere il maggior servizio, mettendo da. banda l'uso dei continui cangiamenti di destino, sarà di giova.mento alle costruzioni, al servizio del corpo in generale. Un uffiZ-iale deve porre ad esecuzione il lavoro '\. che ha ideato, poichè il concetto è ancora qualche cosa di astratto che si modifica e s.i perfeziona coll'incarnarlo. Gl'ingegneri l]lilitari non si possono sottoporre alle st.ossPleggi degli uffiziali della fanteria. C.iò sarebbe irrazio~al~ pedanteria. · In Francia tutti gli uffiziali del genio sono chiamati ai diversi servizi del corpo, a seconda della loro attitudine, riconosciuta mediante i rapporti degli ispettori generali. Siccome conseguenza di qùel che abbiamo detto, e per . _ ragioni di economia, sorge il desiderio di chieder e pel comitato uno stabilimento proprio litografico e tipografico. Una parte del personale dei disegQ-atori, litografi e tipografi potrebbe esser preso dai sotto ufliziali dell'arma, come si costuma eziandio nell'Inghilterra, e dovrebbe venire aumentato di molto il personale burocrat ico , a fine che gli uffii;iali, slacciati dalle pastoie della b urocrazia, potessero volgersi affatto alla parte tecnica. Riguardo alla parte litografica d ello stabilimento noi sentiamo il debito di affermare che di già essa è venuta · 8U coll'ufficio tecnico, a fine di eseg~ire i disegni studiati nel detto ufficio. I progressi da essa fat.ti in breve tempo sono davvero maravigliosi, e mentre dall'un eanto
~EG Ll ES&l!ClTI
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tornano ad onore degli uffi~iali che dirigono liiufficio , dall'altro fanno argomentare quali profitti darebbe un più ampio stabilimento litografico e tipografico. Avendo parlato di giornali e di stampa, dobbiamo accennare ad alcuni pregiudizi che po~rebbero restringere la liber-tà della scienza, della discussione, della stampa. Il generale Prévost de Vernois, dopo due anni e mezzo . cli lavoro e di studio, presentava, nel 1818, al generale Marescot una memoria intorno alla necessità e ai modi di fortificarè Parigi. « Ce général , dice il Vernois istesso; effrayé du ton hard i et incisif qui régnait dans mon. ouvrage , et des idées généreuses et patriotiques qu'il contenait, ne youlait pas s'en charger; il me conseillait de le repr endre et de le laisser dormir. « J e lui demandai s'il pensait que mes idées fussent vraies et utiles. Il me r épondit affermativement. Dés 1836 ( egli affer ma) une commission adoptait et presentait comme une -découvert e comm~ son <BUvre les principes µour lequels je combatta,is depuis prés de vingt ans. Peut-ètre ces principes auraient ils triomphé plus t6t si mes mémoires avaient été livrés au public (1). ~ Al principio della libera stampa deve in gran parte il piccolo Belgio un corpo del genio composto di abili e dotti uffiziali. E se colà la stampa sia libera ne fa testimonio , la polemica sul cannone rigato prussiano .tra il Fourcault, già capitano dello stato maggiore e il capitano Gargousse, pseudonimo forse o del ministro della guerr~ istesso, o di qualche suo difensore haut placé. 2° Nel § 12 delle istruzioni citate di sopra è detto: che . presso il comitato viene instituito un archivio generale col nome di deposito delle for tificazioni. Manca ancora molto perché questa prescrizione divenga ( I) \'mli D11 VEllNOJs, La (urlifìcillion dcpiiis Vuubcin.
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L'ARMA DEL G~NIO
un fotto. Il ministero tosto dovrebbe ordinare alle direzioni del genio, e concedere i ,mezzi, perchè i disegni di tutte le fortificazioni, degli edifizi militari, dei particolari di· costruzione, e i model1i relativi al servizio dell'arma fossero èseguiti e spediti al comitato. Senza di ciò riesce impossibile, o almeno assai malagevole çhe- il · comitat9 sentenzi su i lavori d'arte. 3° Nel § 13 è prescritto che « il comitato si provvederà, per uso di servizio, di libri speciali più es3enziali per 'l'arma del geu.io. ed a tale oggetto sarà asseg1fata un'apposita somma nel bilancio annuale. D Ciò è utile, ma non basta. · Gli uffiziali incaricati di redigere il gior1 nale dovrebbero .in pari tempo dare opera a fondare e , alimentare man mano una speciale biblioteca del genio. Ogni direzione del pari dovrebb'essere corredata della sua biblioteca. L'idea di una sola biblioteca centrale crea sconci gravissimi, derivanti dall'abuso del principio di centralizzazione'; dove che per contra le speciali biblioteche offrono maggi0re agi o allo studio degli uffiziali dell'arma. V'hanno ·opere di base, le quali fa mestieri avere essenzialmente accanto, senza doversi prendere la briga, con gran sciup_io di tempo, di andarle a consul- , tare in una biblioteca centrale. 4° Infine, anche prèss~ di noi si dovrebbe, a similitudine delle prime nazioni d'E~ropa, àar facoltà agli uffi, ziali dell'ufficio tecnico e di quello delle pubblicazioni di fare esperimenti e viaggi d'istruzione, mèdiante somme approvate dal ministero e ripartite dal comitato. Per tanto sarebbe bene stabilire una commissione speciale, la quale avesse il çarico di esamina~e e i libri che s'intende comperare, e gli esperimenti che si vogliono fare, tanto per giudi0_are della loro utilità, quanto per distribuire i fondi assegnati per tale scopo Per é-o rroborare questi desiderii mediante un esempio ci volgiamo di nuovo allà Spagna.
NEGLI i;SERCITI
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Il museo àel genio a Madrid contiene una ricca collezione dì- rnodelli delle piazze forti, dei sistemi cli fortifica•zione permanente e passeggiera, dei ponti ~ilitari, di costruzioni e di macchine. V'ha anche un gabinetto tecnolo.n-ico di tutti i materiali adopenLti nelle varie costru- · zioni e una o-al1eria di . piani in riliev·o. Oltre di una ricca,bibliotec°a è instituitò, come abbiamo di già detto, un u([iGio di c01·rispondenza con l'estero. Ivi ~i esa~i~ano tutti i documenti e le memorie distese dagli uffiz1ali del genio, in missione all'estero, intorno ~i pro_gre~si c~ell~ scienza dell'ingegnere. L'ufficio partecipa alle d11'ez1001, all'acecidemia e ai reggimento del genio le cose importanti che gli si dirigono (l). Istituzio~i s\ utili non han d'uopo-di commenti; son_o degne di essere imita.te.
m. Ispezioni. ,Nell'impero d'Austria · sonvi 12 ispezioni del genio, ciascuna delle quaii ha per capo un colonnello che risiede nèl luogo ove trovasi abitoalmente lo stato maggiore del com;ndante territoriale. Queste 12 ispezioni sono : Vienna, Udine , V~rona, Ofen-Le-mberg, Praga, Brunn,. Le. spole, 1-Jcrma,ri,staclt, Ternes'Jer, Agram, Zara. __ Gl'ispettori del genio (2) sono i capi del serv1z10 nei comandi territoriali; hanno 'l'alta sorveglianza delle for. tezze e delle piazze esistenti, e quella di tutti i lavori e di tutte le costruzioni che possono .effettuarsi nel loro , circondario. . 'L'isrettore visita alm.eno una \rolta l'anno l~ piazze forti della sua ispezione, esamina sopra luogo 1 nuoy1 ·(I) V,,di op. cit., num. 6, anno 1860, . , •('!) Rc,;olarncnto sul servizio dell'arma del gemo, 18,>3.
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1
L AR&!A DEL GB~ro
lavori da farsi , il moJo con cui furono es'eguiti quelli ordinati , se sono rispondenti ai p.iani e ai regolamenti, e infine esamina lo stato degli -archivi. Prende conto dell'attitudine degli uffiziali da lui dipendenti, e studi a tutto quello che può avere influenza sul sistema general e di difesa del paese compreso nella sua ispezione. L'ispettore è sotto gli ordini immediati della direzione generale del genio, alla quale deve render conto di tutto quello che èoncorne il suo ser vizio o delle osservazioni che gli avranno dettate le sue escursioni, dal punto di vista del miglioramento del servizio. Per suo mezzo gli ordini della direzione generale sono trasmessi ai direttori, e per contra egli le rimette, postillandoli, tutti i progetti di costruzioni e le altre questioni di servizio dei direttori (1). Nel sistema italiano gqspettori risiedono nella capi-• tale, sono membri del comitato, e nei distretti loro assegnati pel servizio del genio fanno ispezioni generali e parziali. Il mmistero determina le epoche di queste ispezioni. Inoltro possono . essere · nominati siccome ·p rc.•sidenti degli esami anche in una città uon compresft nella lorò ispezione. Questo sistema racchiude maggiori vantaggi di quello dell'Austria. Di fatti, secondo il sistema austriaco, l'ispett ore solo una volta l'anno visita personalmente i lavori e di poi rimane ove dimora il comandante territoriale n on per altro che per essere un anello tra la direzione generale e i direttori locali. Secondo il sistema italiano l'ispettore verifica personalmente i lavori , ma poi . siccome membro del comitato, esamina e discute in u nione degli altri membri le questioni riflettenti il servizio del rispettivo distretto, i progetti vari e esegue le altre incumbenze -che gli dà il presidente. Ciò porge (1) Vedi Joumatdc~ armes spl'cittlos, j 11 ilkt et aoùt, 1861.
NECI,l ESERCITI
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mao-o 'iore unità al servìzio, e dall'urto delle contrarie 00 opinioni, dalle discussioni sorge un risultamento più maturo e razionale. Col dimorare nella capitale, ossia ove trovasi il ministero , gli affari corrono più spediti, essendo più agevole il comunicare quelle spiegazioni che gli potrà domandare il ministero per l'intermedio del presidente del comitato . I direttori, come sì vedrà nel seguito, adempiono . nel sistema italiano alla condizione della sorveglianza locale e al yan taggio di presentare dei centri pel co:so de~ ser vizio; tanto che si potrebbe argomentare che 1 nostn direttori corrispondono agli ispettori dell'Austria, il che indicherebbe che in quel ordinamento manca affatto l'ispettore nel modo con cui l'intendiamo noi. Se gl'ispettorì di là non rispondono a quelli di qua, allora si può tacciare di difettoso quel sistema, perché manca il controllo ai direttnri ; e se rispondono, si può dedurre che i nostri ispettori conseguono a meraviglia i t re scopi dì sorvegliare i distr etti, lavorare nel comitato, e comunicare col "ministero, mentre gl'ispettori austriaci non possono raggiungere béne che solo i.l primo scopo. In Francia del pari che in Italia nel comitato seggono i generali di divisione del genio ispettori generali in attività di ser vizio, e i generali di brigata che il ministero della guerra giudica opportuno di aggiungere (1) . Così. nella Prussia, come nella Spagna v'hanno ispett ori locali col grado di generali . La monarchia prussiana è di visa pel servizio <lel genio in tre grandi circoscrizioni territoriali o ispezioni, a capo delle quali sta un uffiziale generale col titolo d'ispettore del genio. Questi ha l'alta sor veglianza delle piazze forti e dei lavori che vi si esegu ono, e in pari tempo delle truppe dell'arma che sono in quel cerchio. Per il che le ispezioni sono suddivise iu ( 1) Vc <H Eltlt du 1·0,·µs rlu gé11ic, 18_ 5 1,. AIINO \' li. Voi.
lii. - 9.
J, ' AR~lA 'nEr.. GI~NIO
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ispezioni, delle f'cJ'rtezze e in ispezion-i d~-i pian-ieri, a capo di ciascuna delle quali v'ha un colonnello o luogotenente colonnello dell'arma, che, sotto gli ordini dell'ispettore del genio , eentralizza il servizio delle piazze e delle truppe. Nella Spagna la penisola è divisa in tante direz-ioni sotto ispezioni del genio, quante sono le capitanerie generali. A capo di essa vi è un maresciallo di campo o un brigadiere del genio (1). Nel Belgio son vi 4 direzioni, stabilite nei capi-luoghi delle divisioni terri_toriali, ciascuna delle quali, retta ordinariamentè da un maggior generale, comprende vavi · comandi. Non si può negare che sia necessario e decoroso che il corpo del genio abbia, nelle circoscrizioni territoriali, a capo un ufiiziale rivestito di un grado pari a quello che hanno i comandanti territoriali delle altre armi, vogliamo dire che sia maggior generale. Nel contatt0 fra le varie armi- acca.dono cli frequente alcuni inconvenienti che rendonb indispensabile il porre alfa testa di ciascuna arma individui, che· abbiano uguale autorità e che dipendenti dal comandante dip3:rtimentale, ~iano indipendenti nei loro rapporti . reciproci. Pertanto sarebbe a desidera.rsi che anche s'istituissero comandi territoriali pel genio, e che i comandanti col grado di maggiore generale centralizzassero cosi il servizio del materiale come lluello del personale . .L'artiglieria con.ta otto maggiori· generali comandanti t~rritoriali. dimoranti ad Ancona, Firenze, Genova, Mi la.no, Piacenza, Torino, Messina, Napoli. E ciò senza distruggere , anzi conciliando l'istituzione rlC'gJ'ispet tori generali, i quali insigniti del grado di luogo't fmen t i generali, risBrlenti al comitato, dovrebbero aver
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\ ' uli Of ,·ìÌ.. 1860
Nl':GLI ESllRCIT.I
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9omunicazione,nol} .d i tutti i più 1ninuti affari riguardanti il servizio del genio, ma essere interrogati nelle grandi \ e generali questioni tecniche, esaminare i nuovi e vasti progetti, e avere anche il carico d'ispezionare due o più comandi, a seconda le nece,ssità del servizio e gli ordini del ministero. La pratic_a· insegna che i comitati, i quali restringono la loro azione -al puro consiglio, quando vengono interrogati, senza prendern negli affari una parte atti va , si riducono ad essere asilo di oziosi e tolgono al corpo la possibilità che vengano stt giovani capi; e per contra che l'obbligare i membri del comitato all'iIY,probo lavoro di rivedere tutto, persino se un elenco è ben copiato, li svolge dallo scopo a cui debbono obbedire e rende inutile l'esistenza dei direttori e dei comandanti territoriali, e impacc.i a il corso degli affari. Fa d'uopo , è vero , -che il comitato sia, vorremmo dire, un corpo cons!!,ltivoattivo ,. perchè l' esperienza dimostra l' utile che si ottiene dall'avere un consiglio di controllo alle delibe-· razioni d1 ciascun ispettore , di guisa che i pareri dell'uno vengano sottoposti al voto di tutti; bisogna pure che i meìJ1bri -del comitato girino da ispettori e discutano riuniti· gli .affari ·di ciascuno, il che evita negli affari .gli effetti dell'arbitrio o almeno degli Arrori in cui può dare una mente ~0la, ma ·non si deve applicare questa inge- · renza in mod0 esagerato, sibbene è mestieri restringerla agli affari -generali, di guisa che i membri del comitato non scendano dall'altezza della loro missione. Con queste proposte si ve.ngono a conciliare due $Ì. sterni, l'uno dominante in Italia e l'altro presso le principaJli nazioni dell'Europa. II personale dei generali del genio ·o :..n on si' accrescerebbe, punto, o molto poco, ma .quale ·che ' sia il fatto persuadiamoci una volta che se non porgeremo al corpo del genio un modo di comptmsa.rlo delle sue fatiche, i glova.ti"i ingegneri preferì:-
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L ,\R~U l\~L C ESIO
rauno alla vita umile e sfornita di van:.aggi del geuio guella ricca d i avvenire del l1bcro lavo_ro, massime oggi die in Italia s'inizia un'èra . di svolgimento delle art'! dell'ingegnere, mediante le ferrovie e simili. E un modo per avere abili ufliziali sarà quello di creare al corµo un capo rigoglioso di vita e capace di offrire ampio sfogo all'avvenire d0lla gioventù. L'ordiù.amcnto che n oi proponiamo non è quello che reputiamo migliore assolutamente, ma sibbene quello che crediamo possibile nelle nostre presenti condizioni. È l'i mmediato passo innanzi che si Jovrebbe fare . Gli è pP.rcib che n on ci siamo preoccupati del peµsiero dell'economia. Il re di Prussia n ella sua lettera al ministro della g uerra, scritta al 5 aprile 1862, ·dice che dalla p erfezione della truppa dip endono la sicurezza e l'indipendenza d el trono e d ello Stato,. e le economie a sue spese non sono possibili. Ora se ciò pen sa il re di Prussia, che cosa non dovrit pensare l'Italia che nelle anni ripone il suo presente, il suo avvenire, l'esistenza? Sulla bandiera dell'esercito n on si può scrivere ancora la par ola economia. Del rimanente saravvi modo d i soddisfare anche il desiderio santo d~ll'economia, e starà n el dare é1gli ingegneri civili la partt-l civile delle occupazioni d el genio militare, lasciando bene agli uiliziali la facoltà di optare tra i due corpi. Militarizzando intieramente il genio si avrà una razionale economia. Ne è a ùire che il genio miliwre avrà una sfera assai ristretta, imperocchè la sua sfera di a ttività si può aumentare di molto, come vedremo nel seguito, ma con carichi, i quali , per essere più rispondenti alla natura di un' corpo militare, verranno più agevolmente abbra0ciati da un istesso uffiziale. Il ra,ntagg io che rcch crtt <JUesto fatto sarà n on pure la nella s<.'pannionc tr,i il ramo milit:1.re e il civil~, e
1:H
irnc;u 1-:sr,:1w11'C
per consegucm.a la logit;a appli1~nzione del pr ìqcipio 1lclla divisione d el ·1aYOJ'I), ma, eiò che pnrri, ~trnno . anche i l rialza.re deg na.mc>nte il genio militare. Le ragioJ1i d ella decadenza del g enio militare in fta.lia. fa mestierj rjntraçciarle 1 _ n on mica n eHe colpe degli uni o neìla malvagità degli a ltri, ma nella natu ra istessa delle cose. Il ienio è un eorpo ibrido; meno militare dei corpi m ilitari e meno civile dei civili; e però non ten utl1 in gran conto dalle due parti, ognuna ·delle quali_r eputa di essere da p iù di una delle due facce del genio. fnoltre le abitudini civili , le sove1:·chie occupazioni burocratiche , l'isolamento , la separazione in cui vive per lunghi anni una parte grandissi1na degli uffizial i, i5Cnerano il sentimento dell'individuo e d istruggono qu el!,, di corpo. Ogni uffiziale vede ristretto il corpo nella propria cerchia ed è ben lieto dei de::tini dell'arma su ha un tavolo c·operto di molti libri un se,miolo CO cui adagiarsi e il tempo di attendere comodamente a pacifiche lucubrazioni e a. tranquilli lavori. Il cor po d(>l genio ha mestieri di un numero ristretto di ufiìziali studiosi e letterati, atteso i rapid i progressi della scienza e la necessità di renderli noti al corpo intero, ma guai quando un'ar ma è in parte grandissima formata di uffiziali da tavolino, anzi che da campo. Queste ragioni s piegano il perchè il genio, non ostant0. il suo indefesso lavorare e i belli eleme:nti che racchiude . rimane depresso e n on per viene a farsi tenere in quella considerazione che merita davvero. P er r ifarsi deve militarizzarsi . I m odi con i quali .si consegue questo scopo li vedremo m an mano nel seguito d el lavoro , premett endo che non crediamo mica cosiffatte trasformazio11i potersi attuare con un tratto di penna e per iscosse violenti, ma len tamente e quasi diremmo per generaziou,~ spontanea. I corpi èadono per gravità, e le istituzio1.i , quando ha n fatto il loro t empo, tramontano di per sè. t
sn
]32 L'ARMA ogL GENIO La militarizzazione del genio accadrà per necessita ,~uand~ la c_orrente dei giovani ingegneri si avvierà per 1 nuo_ v1 le_tti che _apre il nostro secolo, e quando l'ind_ustria privata tnonferà su tutta la linea. Quel che die1amo ~el ~enio ~ffermiamo pure per le altre armi speciali, le quali s1 spoglieranno parimente di necessità di tutta. la p~.rte da ingegnere e si ridurranno a:d armi combat• tent1.
PAHTE ·sECONDA.
I. PARTE TECNICA..
Direzioni, sollo-direzioni e sc1,io11i.
I
Nel sist~ma italiano i direttori, rivestiti del grado di c.olonnelli o luogotenenti colonnelli, sono i capi r ispon sabili del servizio del distrett.v direzionale e ne sono quasi gl'ispettori locali. ·Hftnno per dipendenti · i sottodirettori e il personale della propria direzio;~e , il qua.le è formato da un uffiziale. per la parte tecnica, da un commis:,ario del genio per la parte contabile e da sufficiente numero di aiutanti per le registrazioni e scritturazioni. Corrispondono col ministero , col comitato., col comando dipartirr:ientale per gli affari che riguard~rno specialmente queste autori.là. L'Italia è divisa in 14 direzioni del genio, le quali hanno per sede : Torino , Alessa.ndria, Genova, Milano, Pavia, Parma, Bologna, Ancona, Ffrenze, Napoli, Capua,. Bari, Palermo, Cagliari. Le sotto-direzioni, a capo delle quali sta un· luogotenente colonnello o un maggiore, costituiscono l'elemento attivo del sei·vizio del genio militare nella parte tecnica e nella parte '}ontabile. , ·
134
NEGLI F.SERCITI
Ecco in qual ·modo sono ripartite le direziòni e sotto~ direzionÌ-: Direzioni{
. To•rno . . . . . . .. ·
l t
r
Genova. Spezia.
.I
Milano. Brescia.
GENOVA . , • • • . . •
·MJLANO
.I
PAVI-A •
l
PARMA.
. . .. . .. . J
fm.ENZ'E
I \
NAPOLI . . .
Pavia. Cremona. Parma. Piacenza. Modena. Bologna. Forlì.
BòLOGNA .
ANCONA
Tòrino . Cuneo (sede provvisoria a). Fossano. Alessandria: Casale. Parchi.
I
ALESSANDRIA . •
I
I I
Sotto-direzioni.
Ancona. Rimini. Fi'r.e nze. Liv0rno. J;erugia. Napoli,
t . Salerno. ,Catanzaro.
Sotto-dirc:zfoni
Direzioni.
Capua. C4ieti.
CAPUA • • • • ' · • • • • .
BARI . • . • . • . • •
PALERMO • • • • •
CAGLIARI.
;
....
f
Bari. Taranto.
)
Palermo. Messin'a. Siracusa.
\ Cagliàri. ) • Sassari.
Le sotto-direzioni ·sono divise iii 8ezioni, ciascuna delle quali comprende il servizio d'una piazza intera, o 'di una parte di essa, o di più piazze secondo l'.estensione ùeUe medesime, e la quantità ed importanza dei fabbricati e stabilimenti militari in esse comprese. Gli uffiziali di sezione sono ordinariamente capitani. Riguardo alla distrib_uzione delle direzioni nel Napoletano _vorremmo osservare che si sono accozzati elemei1ti eterogenei di · troppo . Qual ligame corre tra Napoli e Catanzaro, tra Capua e Chieti? Sia per la grande distanza, come per la difficoltà delle comurncazioni e per la diversità dei materiali, non si possono comprendere nel giro di una istessa direzione province sì. lontane: Lè strade ferrate abbrevìeranno, ma non distruggeranno le distanze, e sempre rimarrà artificiale la dipendenza dell'estrema Calabri'a da Napoli, e dell'estremo Abruzzo da Capua, messa a poca distanza da Napoli; tanto più che il Napoletano si suddivide assai naturalmente in mod6 diverso, e che in tanta economia di direzioni è per lo meno
1:36
\ ,
L AR!.I A
DI':!. Gli!'i!O
c:ontraddittorio il collocarne due s\ prossime. E dicevamo che il Napoletano si suddivide naturalmente, poi che n! tre Calabrie , con Catanzaro o Reggio per cent.ro, possono formare un gruppo ; le tre Pug lie , con Bari per centro, un altro; i tre Abruzzi, con. Aquila o Chieti, 1111 terzo; e le rimanenti provincie, con Napoli, un ultimo, se non si vuole romperlo in due , di cui l'uno avrebbe per centro Napoli, e l'altro Salerno; ma ciò sarebb~ esagerata suddivisione. A questo modo si avrebbero 4 o 5 direzioni naturali, poicbè ognuna comprenderebbe elementi che la natura ha r enduto simili. Tra Reggio e Catanzaro poi noi presceglieremmo il primo , perchè quantunque situato più eccentricamente, ha però maggior traffico, commercio e più agevoli com unicazioni, essendo sul mare e guardando la Sicilia a dirimpetto q uasi di Messina ; e tra · Chieti e Aquila sceglieremmo questa , percbè punto più strategico e quasi chiave del Napoletano. Presso le principali nP.zi~ni de1l' Europa non s'incontra, come in Italia, la divisione del servizio del genio in direzioni e sotto-direzioni. Dalle idee e dai fatti che abbiamo esposti nella l" parte, segue che, volendo creare i comandi territoriali del genio , fa mestieri sopprimere affatto q uella divisione, la quale ·a questo modo cade di .per sè.J. Non si avrebbe che una ruota di più, Yolta solamente a complicare la macchina del servizio. Il sistema si semplificherebbe creando solo direzioni del genio, a capo delle quali, secondo la loro importanza, starebbero un colonnello o un luogotenente colonnello·. Il grado cli maggiore diviene pertanto nccèssario unicamente pei comandanti di battaglione nei reggimenti del genio. È cosa irrazionale, è un controsenso ·il volere che iu un'arma speciale i gradi si succedano con regole identiche . . a quell.e della fanteria, mentre di versi sonc, b"li sca11111 da montare. A]Jora si rl.ì nel lo i;concio di creare-.
NEGLI ESE UCITI
13'7
maggiori scalini di quel che si richieda, ingenerando così confusione o almeno inutili complicazioni. I gradi d eb, bono · essere determinati dalle. graduazioni dei carichi. Gli è perciò che nella marineria non si trova il grado di maggiore,
II. PARTE .AMMINISTRATIVA.
Commissari e sollo-commissari.
I
I commissari e sotto-commissari attendono alla cootabi• lità e debbono rispondere della sua esattezza. Dipendono dai sotto-direttori nelle sedi delle sotto-direzioni, e dagli uffiziali di sezione, nelle sezioni staccate. Il commissario, addettO' all'ufficio del sotto-direttore o ad una sezione, è incaricato della parte amministrativa e del servizio interno del-la sotto-direzione o sezione. Procedono con gli uffiziali d el genio alla misura dei lavori, tengono colla massima regolarità e nettezza i libretti delle misure e ne effettuano tra le 48 ore la registrazione e la calcolazione. Questa classe forma un personale amministrativo, i l qua.le veste uniforme, ma non ha grado, nè assimilazione di grado. Oltre ai commissari anziani, tanto pei commissari , quanto pei sotto-pommissari sonvi tre classi. Gli ,a iutanti ed aspiranti aiutanti sono incaricati di sorvegliare i lavori e di attendere alle incumbenze di ufficio, dipendendo dagli uffiziali del g~nio (1). La cometa del genio ha dunque ·una coda abbastanza lunga e che fa mestieri tagliare un pochino. (I) Vedi Istruzioni pcl servi;io s11ecia.lc del genio 111itita,rc, Torino, 2-2 di• ceuil,re 1861.
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L'ARMA Tl llL·. .(;l\:'i!O
NEGLI ESEI\GITI
Da.. quel dm abbiamo detto dell'ordinamentl) i:lelle clrrezioni in lt_ali<-1, si .scorge, .c he fo.rse presso .nessuna na ~ ;,;ione dell'Europa :Si .trovi, una separazicme CQsl. netta·tra la parte tecnica e l:a. contabile; separazione che non poco · ha contribuito a svincol:i,ro gli uffiziali dai fastidi di unn, parte del servizio affatto speciale e vorremmo dire materiale. Ma in questa via v'hanno ancora progressi a fare. Ed in vero non si può ne;gare che l'esistenza d'un personale amministrativo se genera nel servizio · dall'un canto di molte hmgaggini e intralci, è . dall'altro proficua, sino a quanJo il genio è sopraccaricato dai lavori di manutenzione ed occupato p.ure aJ!e cost_ru~ioni di fabbrich.e. Soltanto è mestieri defitiir bene ,ç con equità il rapporto che çleve corr~re tra gli uffiz.iali ,9t'll'arma e i contabili, i quaJi, .a pa;rer nostr.o, dovrebpero essere ristretti a quelle funzioni che _a ppartengon9 alle g:µa,rdie del genio in Francia, aspettando il tempo CUL la militarizzazione del genio renda q_uel · corpo affo.tto inutile e privo di scopo. Su di_ciò non ci dilungheremÒ1 essendo stata codesta questio1;e il soggetto di · una disc~1ssione abbastanza vivace (I). Ci li\nite:remo solo a dire che
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(1) La questione del gen io militare, a volerla considerare ,da tulli 1 lati e secondo le nuove idèe del secolo, come noi inteutlinn10 a , ,far~, è cosa si vasta e comp l1,ssa da non poter cap,ire oci b.revi confini <Ji un >Jrl.icolo di rivista. Pcrt~n to noi abbiamo ·<lovuto rim'ai1crci a po~re <', vorremmo dire, a sfiorare k svariate qncslioni , anzi che a · svolgerli, ampiamente. 1101,se .una 1111ssibilc .polcn~ica potr,rbbc ·offrirci j) desti:o di esporre cou mag_gioi; rp!Tusionc le nostre idee, •Se _giù <la oosiffalto ~rmeggiare non fossimo al ieni per inclole, per abito e un po'per co.nvincimcnto. Per le medesime ra gioni siamo stai.i · brevi nel trnltare· la parte amministrativa del g~nio m il itare; ma, chi voglia farsi addentro in sinulc materia, può consultare le s,·guenti pubhlicazion.i recenti: Tre opuscoli. del 'commissario l'erratone, l'ultimo dei quali se prcc~ pt1r difotto di argomentazioni, torn~ ad onoi:e dell'autore per fa foFma calma e moderata con cui è dettato; Gli art.icol.i della Gazzella Jli/ilare ove il capitano P. N.. , co_Jl . ,·a!i,li
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sar-ebbe utile il procedere nella. via. di no~ gru v~re gl ~ omeri degli uffìziali del peso della. part~- contaùile dei lavori senza tenere in piedi però un sistema secondo il quaÌe agevolmente il ramo dell'albero può reputarsi albero e meglio. , Sarà pertanto proficuo il trarre qualche esempio dalle altre nazioni. Nell'Inahilterra il mantenimento e la sorveglianza delle fabbrichet> militari non appartengono agli uffizi al.i del genio, ma ad impiegati speciali (l_he. barrak~ d~p~rt~nent) d .l d U e categòrie , quasi tutti uffizial1 e sotL uffiziah .,con. n;età di stipendio o in ritiro. Presso le nostre direzwrn si trovano anche, ma per eccezione, simili uffiziali. Questi i~piegati osservano periodicamente i. guasti e hanno c ura di riscuoterne il pagamento dal corpo che occupa l'edifizio; hanno in custodia il deposito dei mòbili e delle forniture delle caserme , e il carico della nettezza delle
ra:;ionam,mti e con laconica precisione, pone nettamente ed csaurisc~ I~ <JUcslione ,lei commissari; . . _ , . . Infine il brioso opuscolo del copi la no Fambr1, dal.O' fuori ~-el la· _R ,vislri ,tlilitarc Italùmr.·, e la vivace rep lica dello slcsso àutore 111scr1ta nel giorpale la S/rtrnpa; .. , . . , . , , ·, In sc~nito di codesto bat.t.agliarc la q11est.1one s1 P,UO cons1,lcra1 r ~omc risoluta: Passala nei domini della stampa politica i rappresentanti del paese ne faranno tina questio1_1c cco1'.on1ica. . ·. , .· . . ._ · Facciamo solò notare che, ndotto 11 comrn1s~ar10 all ufficio d1 misura tore e cornpntisU,, carie di per sè il fatto che -ad esso, e _non al_l'nf~ìziale d el genio, spetti l'occuparsi della stima dei terreni e_ dei fabbr'.cat1. 'e; duole t'animo al pensare che il rumore ,li questa p_olcn_uca possa tornare· per avventura a scap ito del personale l~ci co_m~1ssa:1, ·. che novera molli elementi degl]i di stima; ma la questione e d1 pr111c1p1 e non mica di individ,ii. Del r i'm àn()nte chi ha scagliato la prima piet.ra? Parecchi uffiziali del grnio abbiamo sentito a m~ovcre rampogna all'isti1uzione viziosa dei commissari, ma nessuno abbiamo tcduto p~cndere I,'. penna e ventilar la questione nelle rrgioni della st t1mpa: Agh opuscoli ,lei Pcrrat.onc si deve se siasi destalo un fuoco che giaceva sepolto_~otto la ceucrc. Almeno il principio dei va11!3ggi della libera stampa ·m1h\are h ~ ;l\'Ulo u,,a nuo\'3 ri prova.
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NEGLI ÉSRRCITI
t' !R~A DEL GENJ9
stesse. Gl'frnpiegati .dell'accasermamento (bm'7'ak masters) sono divisi nel modo ~egùente: 8 uffiziali di 111 classe, corrispond8nti a luoaotenente o • colonnello , 14 ufliziali di 2a. classe, corrispondenti a maggiore, 25 id. 3a. id. id. capitani, 36 id. 3" id. id. luogotenenti, Tot.'!le 83. Gli impiegati inferiori sono divisi come segue: 11 commessi di àccasermamento,
149 sergenti casermierì di l" classe, 303. id. id. 2.. id. i'otale 463.
N~lla Prussia il genio si occupa sì del riiantenime·nto delle caserme eh(_:) son parte della fortificazione, ma poi una speciale amministrazione ha il carico del mantenimento e delle lievi riparazioni delle caserme scuderie forge, corpi di bauardià, priaioni militari ma~eacrj ecc.,'. o . . ' bo> fornisce letti e mobili alle caserme; consegna i locali ai corpi che debbono occuparli e li riprende alla lor.o partehza, distendendo un processo verbale. Nell'Austria, presso le direzioni del genio, per questo servizio si aggiungono agli uffiziali alcuni impiegati di due specie: 1° Il personale incaricato della sorveglianza di tutto quel che riguarda le costruzioni e i magazzini; 2~ quello incarièato · della sorveglianza e del mantemmento delle opere e delle fabbriche esistenti. I primi comprendono: 10 conservatori o mantenitori, 100 uffiziali contabili di 5" classe, _40 impiegati detti in fra.11ces1J at:cessistc~ di 2a classe,. 12 alJjcvi. ,
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. Il personàle cli s0rveglia.nza si compone di: 65 uffiziali ispettori delle fabbriche, 294 sergenti magg'iori sorveglianti, 78 capi di officine (lVe?'lcmeister wnd Meister). Gli uffiziali ispettori delle fabbriche ( Gebèiude inspectio_ns O!fizier~) sono in gran parte antichi capit~ni de~ gemo, stabili e senza probabilità di avanzamenti. Essi hanno cura di. ricevere dall'amministrazione dei letti gli oggetti. relativi ai letti e al mobilio delle caserme, e a renderli di nuovo alla partenza delle truppe; sono r isponsabili -verso il direttore del genio del mantenimento e del mobilio. delle caserme , e danno ·opera -alle piccole riparazioni, richieste dall'accasermamento, mercè i fondi eh~ loro concede il direttore. Dai loro ordini dipendono 1 ·seriz.;nti maggiori. sorveglianti; i quali presi t ra ~ sott:) uffiziali del genio banno cura della nettezza de1 fossi, spalti, :;piana.te, corpi di guardia, p~rte, ec~. . . . I capi" di officine · sorvegliano 1 matenah d~pos1ta~1 dallo Stato, le oflìdne di costruzione e anche· gh operai, le fabbriche prese in fitto dallo Stato, ecc. Ad ogni direzione è annesso un locale dello Stato che serve per maaazzino dei materiali, macchine, utensili, strumenti, ecc., ~d è amministrato da un uffiziale contabile sotto gli ordini del direttore. In generale per léi contabilità. dei ]avori è posto presso ciascuna direzione un uffiziale contabile, sotto gli ordini del direttore, e aiutato da contabili (1). . Da questi esempi si possono trarre utili insegn~.1~Pnt1; Noi, ritenendo come pregevole e utile la separazione tra la parte tecnica e la cont;ibile, vorremmo che si an~ass_e 1nnanzi nella .via del togliere agli uffiziaJi del genio 11 fardello del mantenimento, e i lacci delle cure minute e grette. (1) Y,dì Op cil.
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ì.'ARMA D);:L GENIO
InfiQe è a sperare che, moltiplicate d'assai le faccende riguardanti il gemo, si . semplifichi il servizio c01lo smettere la manìa d'impigliare uri.'idea, un fatto in diluvi di carte, le quali non riescono ad altro che a incoronare · siccome regina una burocrazia che incretinisce. · ·~ ques_to_ pro~osito noi vorremmo r iportare un capitolo sull-amm1mstra.z10ne militare, il xxxi, contenuto nel~ l'opera del ,P aixhaus sulla costituzione militare della Francia. Le idee ed i fatti che l'autore reca per combattere la furia burocratica sono degni di considerazione e calzano a meraviglia con quel che dicevamo di sopra i Voyez comme les Anglais sourient.quand ils se racon~ tent cette usine française qui fut entièrement colistr~ite puis qui fut incendiée par accident, puis reconstruite e~ incend~ée de_ nouveau, avant d'av.oir pu remplir les formali tés exigées ponr obteuir la ·permission officielle de s'établir. • E in~anzi di abbandonare . questo soggetto ci si per._, ~1etta 11 manifestare in poche parole un altro desiderio. E a sperare che _la raccolta del Molinari intitr1lata: 1Jfanuale del genio . milita1·e venga continuata e successivamente, con nuove edizioni., modificata. In tanta colluvie · di nuovi regolamenti che in parte si sono uniti ai vecchi e_ i.n pa:te 1~ han_no trasformati, riesce quasi irupos. s1b1le all u:ffi.ziale d1 conoscere quel che riguarda il genio, essendo e decreti e istruzioni e regolamenti disseminati in vari numeri del giornale militare e non riuniti in un corpo solo e indipendente .. Che il Governo dia il carico ad un commissario di raccogliere in una ordinanza tutta l~ materia sparsa, e stabilisca che . annualmente venga nfatto questo manuale, a seconda delle nuove aaP'iunte l e qua1·I se ~.sono lievi si possono comprendere solo· oo in un' supplemento. Son questi i miglioramenti principali che, a nostro crede.re, richiederebbe l'attuale ordinamento; ma volendo
· Ì\llG.h l F.S1'RCIT~
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operare una raJic,1,le rHorma, ossi,~ vole1icfo attuare il concetto di render meramente militare il corpo, sarebbe d'uopo distruggere le sedeutaree direzioni del genio, mobilizzarle e affidando agli uffiziali il ~olo carico dei lavori militari, tramutarle in veri stati maggiori del genio. ' Così ogni corpo d'armata avrebbe uno stato maggiore del genio, cojllandato da un maggior generale. È ben natu-. rale che queste idee r..on si debbano intendere pedantescamente, e che si debba in questa mobilità ec.,cettuare quell'uffiziale che va eseguendo un vasto ed importante lavoro, da lui ideato. Mi)itarizzare il corpo n~n equivale a renderlo pm'Ì alla fanteria. Ciò va fatto iu modo rispondente alla sua natura e avendo sempre in considerazione quella parte tecnica e, artistica che forma del genio una arma speeiale. Tolta al genio la .parte civile, renduto un corpo combattente, dedito ai lavori militari; distrutte le abitudini sedentaree; scemata la preponderari~a burocratica, è ben chiaro che il corpo amministrativo dei commissari perderebbe la sua ra,gione di ·essere. Ed .ecco una m10va soruente di futura economia, ed ecco annu\lato nel cqrpo iste~so un miscuglio strano e diremmo fastidioso di m ilitare e di civile. Allora per prendere gli appunti dei lavori diciam co·sì militari, non vorremmo più neanche ritornata a vita la classe delle gùa.rdic del genio. L'esperienza ci .ha dimostrato che, ove sono le guardie, gli uffiziali lasciano ad esse le cure noiose, imparano poco i dettagli necessari e finiscono per comandare nominalmente , con grande scapito della loro dignità e con as~ai noçumeuto del servizio ·militare. P er contrario noi siamo di credere che i giovani uffiziali, sottotenenti e luogotenenti, debbano essere obbligati a quel tirocinio fastidioso, ma indispensabile, tanto più che ridotti i lavori soltanto a quelli militari, la mole dei libretti da A~lio VII. V(jl. lii
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tasca, delle misure, degli estimativi diverrebbe di fatto meno voluminosa. La trasformazione delle direzioni, da sedentarie in mobili, obbligherebbe l'uffiziale del genio ad ayere il cavallo; il che non poco contribuisce ad accrescere il. fare e lo spirito militare. . Adunque, brevemente, il nostro concetto è il seguente: sino a quando lo Stato ha un proprio corpo d'ingegneri civili, noi vorremmo che a codesto corpo fosse affidata la cura dei lavori strettamente da ingegnere che ora appartengono alle varie armi , e che le armi speciali si riducessero meramente ad essere combattenti . Semplificate a questo modo elle potrebbero avviarsi a stringersi nel futuro consorzio dell'arma politecnica. Non fa mestieri, .neanche dimostrar e l'immensa economia che da questo concetto scaturisce, massime quando lo Stato, che non deve avere nè ingegneri, nè medici, nè professori, · che non dev'essere un intraprenditore, si decida pure infine a concedere alla provincia e al comune , in una parola alla libera concor.renza dell'industria privata quel che non gli appartiene. · Ben convinti che queste idee , posto che sien· sane , debbano penare lungamente innanzi di essere attuate, noi ci rimarremo per ora a far voti che il genio militare si rialzi dal lato scientifico, vogliam dire che si faccia prendere parte al corpo a tutti i lavori spezialmente scientifici che riguardano l'esercito~ Poniamo da banda le questioni dell'avvenire e occupiamoci di nuovo del present.e.
Nl<'G LI ES F.RCIT.C
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III. PARTE ATTIV.~.
Tru11pe del genio, parchi e scuole reggimentali. Passando dalle direzioni alle t ruppe del genio, noi manifestiamo il desiderio che si compongano queste truppe di tutti gli elementi che per loro natura formano parte integrante del genio , vogliamo dire che, a similitudine di molte nazioni eccellenti nell'arte della guerra, si uniscano i pontonieri con i minatori e zappatori . I soldati del genio, sia perchè reclumti fra gli operai, e sia perchè destinati ai lavori di costnmone dei ponti che s'inéontrano o si debbono formare sul teatro della guerra, sono i 1meglio acconci e i più obbligati a dare abili pontoni eri. Per contrar:o l'art iglieria, come tale, .deve volgere la sua attenzione unicamente a quello che gli vien determinato dalla sua essenza. 11 cannone con tutti gli accessorii che lo riguardano, form ano lo scopo e i mezzi dell'artiglieria. Del rimanente la relazione che corre tra questi svariati rami che compongono nella loro unità la truppa del genio è si chiara che non fa mestieri dimostrarla.. Solo è bene rec<lre esempi e r ammentare , siccome r iprova, che al rompersi di una g uerra, quando le combinazioni artificiali cedono · dinanzi alle naturali , si è costretti di consegnare al genio un materiale da ponti, con grave danno delle operazioni militari; imperocchè il poco· o nessuno uso che i soldati banno delle manovre da ponti, fa che essi rovinino il materiale senza produrre quel giovamento che non si può trarre certamente da pontonieri improvvisati. Crediamo che l'esercito piemontese nella campagna del 59 abbia fatto di ciò dolorosa ~sperienza.
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Nella Prussia il corpo doi pionieri comprende zappatori, minatori e pontonieri.· Da prima separate , queste truppe furono riunite òa Federico II in un recmimento ·1 bb , 1 quale venne rotto di nuovo al 1775. Al 1810 si ricomposero in unità quelle frazioni , di guisa a formare 9 divisioni di pionieri. In ogni compagnia v'hanno sezioni speciali di minator i, zappatori e pontonieri; ma l'istruz~onc te~rica e pratica è comune. Quando trattasi però dt eseguire un lavoro speciale, gli uomini della sèzione rispondenti a quel fine vi pongono l'opera principale e g li altri la secondaria. Appresso questa n azione non vi è_ 1~ d!stin~ione tra ponti a sostegni fissi e sostegni m !)b1h; d1 gmsa che il genio non pure è incaricato di stabilire le comunicazioni sulle strade, ma anche a traverso i fiumi, qualunque sia la natura dei ponti da adoperarsi. 11 capitano Heydt opina che questa omogeneità nel servizio dei ponti non solo r echi economià n el personale e nel materiale , ma tolga la rivalità tra il genio e l'artiglieria. Nella Spagna al 1815 si aggiunsero compagnie di pontonieri al r eggimento di zappato1·i - minatori , il quale prese nel 189-8 nome di 1·egimento de ingenie-ros. Sino alla fine della guerra del Marocco è durato l'ordinamento in battaglioni, forniati di una compagnia di minatori, una di ponto~icri, e di un numero variabile di compagnie di zappatori . _N_cll'~nghilterra al 1789 fu cre,tio un corpo di operai m!l1tan (royat military a,·tifìcers), destinati a lavori di assedio e ai ponti militari (l) . .Ma, oltre ai pontoni.eri, presso le principali nazioni (1) niguanlo alla .nola questione su i ponlonieri del genio :il passaggio d~lla B,:1·es111a, vedi Jour1wl d~s scicnces 111ililaires, 11/ét11oire rectific(J.lif d ime Ji"rtw du ~ , v volume d c I. out•mye de M. TIIIERS, iul-itulé Histoirc du ronsulcil et clc t"em.pil'e; r.elnti,,e cm p(l.ssnyc rlc la Hèrézina, par le colouel ,In g,;uic en relrai le G. P.1 u1.1N.
:-;RGl.1 ESER:-\TI
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dell'Europa le t ruppe del genio hanno, . ed a ragiotle , una briga.la topogmfica. Pervenuti a questo pu11to ci si presentano due quistioni : l'una se in generale I lavori topografici debbano appartenere allo stato maggiore o al genio ; l'altra se, anche concludendo che sieno parte integrante del primo corpe>, no)l u e risulti che le truppe del genio debbano essere fornite di u na brigata topografica. A nostro ~redere, come l'artiglieria ha per mezzi 11 cannone con i rami ad esso .attinenti, parimente lo stato maggiore ha uno scopo circoscritto e determinato. Dirigere 1 movimenti dell'esercito, esaminare il terreno, scegli.ere le posizioni, distribuirvi la truppa, trasmetterPgli ordini dei generali, in una parola l'arte militare int esa in senso stretto, ecco la sfera d'azione dell'uffizialP. di stato maggiore . Quale relazione prossima ha questo ramo con la torografia in generale? Ci si può rispondere che la topografia insegna a conoscere il terreno. Gli è per questo che un uffìziale di .stato maggiore deve avere studiata per bene la. topografia, ma dal doverla conoscere al farne parte integrante dell'arma çorre un divario grandissimo . Osserviamo per contrario che l'uffiziale dello stato maggiore deve acquistare la co~1oscenza del terreno generale, del campo .vasto, ed aver il colpo d'ncchio comprensivo dove che l'uso della topografia porge la conoscenza d el parziale , del ristretto , o per lo meno abitua l'o(.;chio e l'intelletto alle v edute circoscritte. Inoltre l'uffiziale dello stato maggiore , a cagione delle sue specìal i occupazioni , si trova sempre estraneo ai lavori topo grafici , i quali richiedon 0 pratica grandissima e uso continuo degli istrumenii, di guisa che si è costretti art. avvalersi per le difficili operazioni di una limitata cerchiacli uffiziali, la quale a lungo andaro diviene poco acconci:i agli a.lt,ri uffici dell'arma.
148 t' AHMA DEL GtNIO D'altro canto gli uffiziali del genio, per i loro lavori speciali, debbono fare uso continuo degli strumenti topografici, ed in generale diventano di necessità più acconci alle applicazioni della topografia., Il che se nOn esclude il fatto dél doversi sempre dedicare ad un ufficio topografico quegli uffiziali che hanno per questo ramo maggiore attitudine e perizia, non distrugge poi il principio che sia più diretta la relazione tra lo scopo del genio e quello della topografia, e che sia più agevole il reclutare questi uffìziali in un èorpo che fa uso perenne di lavori topografici, anzi pel quale gl'istrumenti del tbp0gra.fo son come il martello e l 'incudine pel fabbro. Questa intima connessione renderebbe anch e più facile il sostituire nell'ufficio topografico quegli ufli.ziali che per ·una ragione qualunque doves.s ero ricevere altro carico. Nè per le operazioni della guerra nelle quali è d'uopo di lavori topografici, lo stato maggiore avrebbe difetto di abili uffiziali, sia perchè v'ha fondata ragione di credere che pa'recchi uffiziali del genio entrerebbero ordinariamente nel corpo dello stato maggiore, sia perché in ultimo caso questo corpo potrebbe avvalersi dell'opera degli uffizial,i del genio. In un esercito, la fanteria e la cavalleria formano il corpo, il generale in capo la testa, e Io stato maggiore rappresenta il veicolo e , come si. esprime il. Fallot, i nervi per i quali il pensiero direttivo si cdmunica alle masse, alle pa;rti esecutivo; on de deve intendere tutto il meccanismo delle parti, saperlo muovere, dargli vita, ma ,non più che tanto. Deve dirigere, ma non fare; regòlare, ma non eseguire. A quel modo che non manovra nelle evoluzioni di fanteria o· cavalleria, nè punta il pezzo , 1Jarimente nori dovrebbe in generale dedicarsi di proposito alla topografi.a. Tanto il pensiero <li affidare al genio civile il carico delle fabbriche, come ospedali, cilserme e si mili, quanto
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l'alti'ò di togliere. allo stato maggiore l'uff:ieio topogrnficò p~r darlo ad altro corpo possono avere un valore sino a quando lo stato, unità di tutte le parti e non parte esso stesso, non si spoglierà di cosiffatti rami e li concederà ai .liberi e privàti ingegneri con grande vantaggio così. del lavoro, come della pubblica cosa. La presente questione sta nel richiamare le cose ai loro principii, nel definire ciascun'arma, e nello studiare a q liale arma del)ba appartenere una branca dell'umano sapr,re; sino a quando codesta branca appartiene all'albero dello stato. - Dobbiamo solo osservare che secondo , il nostro concetto l'ufficio topografico del genio dovrebb'essere un ufficio per le, esercitazioni degli ufliziali, ma non quel vasto ufficio topografico che a parer nostro è parte anch'esso di quel corpo d'ingegneri civili del quale a bbiamo parlato sopra. All'ufficio topografico del genio dovrebbero venire a imparare la pratica dell'arte topografica uffiziali di tutte le armi, potendo qualunque arma trovarsi in campagna nella possibilità di aver mestieri dell'uso della topografia. Adunque noi si_amo di credere che, incorpora.re l'ufficio topografico allo stato maggiore e· i pontonieri all'artiglie!'ia, equivale al volere che la marineria costruisca i porti sol perchè servono alle navi. Quest'ultimo sconcio si è pur veduto a Napoli ai tempi del governo borbonico, nei quali non v'era cosa falsa o sinistra che non si vedesse a predominare. Eppure quel governo in cosiffatto procedere era logico, poichè dando i pontonieri all'artiglieria , al genio la costruzione delle st rade ferrate , ai preti il carico d'innalzare templi doveva di n ecessità far lavorare· d.a muratore gli u fliz iah della marineria. Se non che, per una di quelle strane anomalie di cui, offriva raro esempio quello sciagurato governo , non strappava al genio l'ufficio topografico; il quale veniva in fiore, noù ostante i tempi avversi ad ogni sorta di coltura. ~e -due ,quesfioni dei pontonieri e dell'ufficio topogra-
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L'ARMA DEL GENIO
fico noi le abbiamo _sfiorate a peqa, perchè, in verita; ci sembrano eviùenLi d i per sè, f> perchè nutriamo poca 'fiducia che le nostre parole suonino intese e che alcun fru,tto si possa e ;vogl ia trarre dalle nostre osservazioni. Né è nost.ra mente svegliare meschine rivalità tra quelle armi ch e noi vorremmo sorelle, ma al contrario è nostro vivo desiderio che ciascun'arma nbbedisca alla propria nozione , si circoscriva ne' suoi' · limiti , non invada il è.ampo altrui, in una parola che si dia a Cèsare quel che è di Cesan. -È questa la prima condizione di qualunque accordo profondo, amorevole, duraturo. Alcuni, atteso la connessione che corre tra lo stato maggiore e il genio, son veriuti nell'opinione di fonderti questo in q uello. Il Bousmard, n el suo Essai de fortifìcation; proponeva del pari, per certe sue considèmzioni, èosiffatta fusione. Noi non-possiamo ammettere oggi questè precoci union-i, per quel che abbiamo detto n ella introduzione; ma se ci volessimo abbandonar e a conchiusioni immaginarie, anzi che positive, domanderemmo il perchè n on si pensr pìuttosto a fondere lo stato maggior e uèl genio. Almen o questa nostra proposta troverebbe un appoggio nelle tradizioni della storia militare, imperocchè n on è poi remotù quel tempo in cui l'eser~ito franécse trovava negli uffiziali del genio addetti alle divisioni quegli 'abili militari che faceva,no riconoscenze e dfr1gevano i movimenti delle colonne. La seconda q uestion e da noi posta ,' cioè ·se il genio , anche senza l'ufficio topografico, debb a avere una brigàta. o sezione t0pografica nelle truppe, ci sembra ancor più semplice e chiara della prima. È troppo noto che agli ufifiziali del genio ad ogni piè sospinto accada di dove1:è usar-e gl'jstrumenti .topografici, e, in questo ca.so, il qi·fetto -di Hotnìi.ni esercitati a servire le operaziòni ·di,·erse reca lun gaggine ·e danno; imperocchè l'.uffiziale rl,JVrà i ncominciare il fatto mo col perclere tempo ncll'adde-
.!'iEGLI R5ERCl'fl 151 strarè uom1rn, i quali non conosconQ nemmanco quanto, sia importante il tener ferma un'asta di mira. A questo proposito stimiamo necessario il richiamare la pubb1ica attenzione, sulla convenienza di adottare per là brigata topogràfica del genio, i; in generç1,le sulle utili applicazioni alla guerra che può arrecare l' istrumento ·del Benedictis per misurare le distanze inaccessibili, senza conoscer~ l'altezza dell'oggetto traguardato . Questa importante invenzione, qui poco riota, perchè nata tra i 'rumori della nostra rivoluzione e perchè un mu,ro più spesso del chinese divideva sino al 1859 il mezzogiorno dal settentrione d'I,talia, merita bene di attirare l'attenzione dègl'ingegneri e di essere accettata dalle varie armi . In una nota ne faremo una breve esposizione, augurandoci che la fortuna sorrida al felice trovato che tanti studi costò al capit ano del genio . B. De-Benedictis, la cui modestia ed abnegazione sono state tali da farci affermare che a lui , anzi che il fato 1 fu, nemica la virtù (l) ,
(l) Lo scopo del nostro lav oro non ci consente di cntrarr in minuti particolari intorno a questo istrumcilto. Di1:emo b revc mcote ché esso consiste in un cannocchiale a-vt'nte clue obb irt.tivc, -le cui dist.anze foca! i sono molto diverse fra loro: a vol ontà dell'osservatore si pu ò con ap-· posito congegno introd urre or l'una e or l'allra obb ietti va nel tubo del cannor,chialc e fare cosi due osser vt1zioni dist.iutc traguardando uno stesso oggetto. Il cannocchiale è p,oi forni to di un mjcromelro a lìlo l)lo)lilc; che dev'essere di eccellente costrnzrone e deve poter dare le mi nime frazioni dèl passo de lla sua v.itc. L'esattezza d cll'islrumento riposa affatto su q uella del suo micrometro. · Per avere la distanza da un punto inaccessibile bisogna lraguanl:ire col cannocchiale, b en fermato su dj un piede qualunque, un oggetto (Jualsi\•oglia che si trovi nel d-ilo punto. Si traguarda prima qltando nel tubo del cannocchia le vi è •uua de lle cluc ohbietti vc, e si cerca iule rcctt..ire coi fili micromet.1·icì una p:1rtc arbitra.ria del l' oggetto e si v(1 a leggere su l cerchio graduato ,tcl mi crometro quale inl.erva\.lo lru i Iìl i dìrrisponda a ll'altezza nbbracciata dai medesimi. Si noia .questa lettura faU a sul cerchio del micrometro . Indi r imossa dal tuho l'ubbidtiva co n la qu;,lc 5j è falla l'osservazionr, e inl rotlotla l'altra, ,i ·fd l'ident ica os-
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L'-..rn~IA DKL GENIO
Veniamo agli esempi sulla necessità _di' uria brigata tòpografica pel genio. Nella Spagna per levar le piante delle piazze forti , delfe frontiere di terra e di mar e , v'ha una brigata topogm(ìca comandata da un capo di battaglione, i l quale tiene sotto i suoi ordini due uffiziali, alcuni sott'uffiziali e zappatori. I lavori di questa brigata sono riuniti , messi in ordine e dati al deposito topografico,- che_ha alla testa un colonnello (1). Nel Belgio è istituita con l'istesso fine una ·simile brigata, i lavori della quale formano parte dei documenti per la carta generale del pae~e. Capo n'è un uffiziale SUJ?eriore del genio. A cagione del numero ristretto di uffiziali del genio, quattro di fanteria hanno l'incarico delle oper azioni topografiche, dove clie a quelli del genio si lasciano le geodetiche. A Bruxelles si pongono in netto i lavori, e una guardia del genio dirige i disegi:atori civili (2). I parchi formano un altro elemento costitutivo del genio, e-co_u vero sentimento di piacere sentiamo che scrvazione, abbracciando (:OÌ ~ili la stnss·issima p_a rlc dell'oggetto che si era inte rcettata prima, Si legge sul cerchio graduato il nuovo intervallo che corre tra i fil i micro metrici , il qua le sarà di,,crso da quello letto nella prima osservazione, appunto p crchè lo lente obbiettiva è c·a mbiata. Si nota la seconda lettura folla sul micrometro. I valori delle due letture fatte sil i micrometro, in trodotti in una formula semplicissima, dànno subito la distanza dell'oggetto traguardato, A coloro che vogliono schiarimenti e d imostrazioni rimandiamo allr. seguenti pubblicazioni: · • Di un nuo,,o isti·umer,to per mi.mi-are le cli;tar1zc irwccessibili, idealo da B, DE-Br.1rnD1cns, Napoli. 185!J. · « Relazione_.del socio FEDERICO ScuuvoNI, professore di gr,odcsia, inserita negli Ìitti dell'Accademia p ontaniana, " G<izzelta Militm·e di Bérlino, num , 14, ann o 1860. « Il giornale La Guerrn, Napoli, I 860 ,, (1) Vedi Op. cit, (?.) V ccli Oj>, r.il.
NEG!.l ESERCJ1'!
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dagli uffiziali dell'arma si studia intorno ad una riforma, che di molto farà progredire quest'importante ramo del genio militare. Dopo aver manifestato il desiderio ch'essi vengano corredati di un numero sufficiente di modelli, facGiamo notare la urgente necessità che i soldati del genio sieno tutti istruiti in questo ramo, il quale abbiamo classificato nella parte attiva, perchè intimamente ligato alle truppe. Accade di frequente che in campagna si consegni alla compagnia del genio un parco ch'essa non ha mai veduto al mondo, il che costringe nei momenti gravi e seri a dedicare a questo servizio i migliori soldati-operai, con grave nocumento dei rimanenti lavori da eseguirsi dalla compagnia. I soldati t utti di ciascuna compagnia dovrebbero essere esercitati alla scuola dei par chi, come a quella dei ponti, delle mine, dei lavori di zappa e di topografia. Di poi, a seconda delle speciali tendenze e mestieri, la compagnia si potrebbe rompere in 4 sezioni, del1e quali, la prima di zappatori, la seconda di minatori, la terza di pontonieri e operai da parchi (intendiamo pontonieri da ponti a sostegni m0bili, imperoccbè è ben naturale che quelli da ponti a sostegni fissi debbano formare battaglioni speciali di pontonieri r.ropriamente detti), la quarta di topografi. In un lavoro si darebbe la pr incipal cura a quella sezione che per sua natura è più in relazione col genere del lavoro, e le altre la coadiuverebbero. A questo modo, quando una compagnia trovasi isolata, avrebbe nel suo seno tutti gli elementi per qualunque lavoro; e quando accade di eseguire un lavoro ,,,v asto e speciale, vi si potrebbero rivolgere precipuamente· tutte le sezioni di un battaglione rispondenti a quello scopo, senza che per questo si torrebbero dalle compagnie i migliori operài, e senza che la compagnia rimarr ebbe . affatto priva di soldati esercitati anche in quella parte, nella quale erano abili coloro che si sonCJ momentaneamente divisi.
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L'.\ ltMA DKL G&!ilO
NEG LI ESKRCITI
NeH'Austri~ ogm compagnia,, ripartita ìn 4 sezioni ', · basta a se stessa. Ha. al .suo seguito 4 .vetture a ;! ca valli , ognuna . delle quali è cari ca di 4 casse con tenenti utensili da minatore e da operaio. Dovendosi attraversare un terreno con accidenti molti, gli utensili di ' ciascuna sezione sono portati da 3 muli. Noi altri Italiani non abbiamo . creduto di adottare gli utensili portatili usati dai' Francesi, perchè li abbiamo stimati istrumenti di parata, anzi che da guerra. E di vero quando il soldato è costretto a portare lo zaino, non si può sopraccaricarlo di troppo, e deve necessariamente portare utensili leggeri e però inutili; ma se le compagnie del genio avessero al loro. seguito un carro o due di più, il soldato nell'ora dell'azione-potrebbe smettere il suo zaino, armarsi di utensili di peso regolare, e muovere più spedito a lavorare in quei siti che non sono accessibili ai carri da utensili. Questo carro per zai ni potr(?bbe anch e servire pel bagaglio degli utiìziali, il quale ordinariamente, con g rande in con veniente, è . lungi dalla com-. pagnia. Per dare viemeglio . leggerezza ed agilità al soldatò del genio è pure indispensabile di adottare invece della . carabina da bersagliere, il rnoscbetto dell'artiglieria o h carabina dei carabinieri , armi che si possono gettare facilmente ad ai:macollo. Con questi cangiamenti, e cpl togliere il cappellaccio che ora pesa sul capo delle truppe; il genio acq111sterebhe una forma più_r ispondente al s:no scopo . Riguardo all'ordinamento delle truppe del genio si pnò fare una questione generale , ossia se la formazione in, b.attaglioni convenga meglio di quella per r eggimenti .. Il Paixhans, parlando della fanteria di li.c.ea; dice: ( Ce qu'qn nomme un régirnent n'est pas une unite d'organisation, q ui soit determinée par la nature des choser,:: c'est. ime un ité arbitraire, et une unité si variable,
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q u'on voit des · regìments d'un · -seul bataillcm : tels que ceux de l'armée anglaise ; de deux· bataillons, tels· que ucis régiments actuels sur le pied de guerre; de trois bataillons, tels que nos régiments actuels sùr l'e pied de paix; de quatre bataillons, tels ·que nous les avions en 1840 ; de cinq bataillons et plus, tels que les eut Napoléon ..... La véritable unité, l'unité militaire, l'unité naturelle, c'est le bataillon : le bataillon c'est la troupe que péut commander un seul chef par l'étendu de sa voix. C'est l'école de batai!}on qui est la base de l'instruction tactique. C'est l'effort de tel nombre de bataillons qui mesure l'attàque l'U la défense d'une position. C'est le nombre total des bataillons qui est la bàse de toute organisation d'armée. . « Et, de meme que ce n'est pàs le régiment, ma:1s le l1ataillon, qui est l'unité tactique, ce n'est pas non plus ]e régiment, c'est la briga.de qul est l'unité stratégique. C'est 1a· brigade qui, étant placée sous !es ordres d'un officier général, est à la guerre la colonne chargée d'une opération . Et cela est tellement vrai, que, pendant ,nos guerres de la révolution et de !'empire, on avait mis en harmonìe la chose et le mot, en substituant la dénomit ion de demi-brigade à celle de régiment (1). • Abbiamo voluto r iportare questo brano del Paixhans, perché ci pare che in esso si trovi il modo di riso~v~re la questione dell'ordinamento dell'esercito, la quale d1v1de i militari in due opinioni , l'una che tiene col generale La Marmora per la formazione dei reggimenti in quattro battaglioni di quattro compagnie, e l'altra col genèr~le Fanti pe' reggimenti di tre battaglioni• a sei co~pagme: Codesta qu~stione consta di una parte sostanziale-e dt un'altra accidentale. · Gli è evidente essere ·cosa affatto temporanea la com( 1) l',IIXRANS, Op . cii., pag. 30 e 31.
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r.' ARMA DE!. GENIO 150 posizione dei reggimenti , imperocchè noi li ·.vediamo cangiare a seconda delle nazioni e delle condizioni storiche. Il lato essenziale della questione sta nel numero delle compagnie che debbono formare il battaglione. · Il maresciallo Marmont dice: • ·il ne faut pas prendre à la lettre le proverbe: le Dieu des armées est pour les gros bataillons, proverbe, du reste, qu'on a entendu sans doute appliquer . aux grosses armé8s designant la partie pour le tout (1). • Quest'asserzione dell'illustre.maresciallo è per lo meno gratuita, e quando si pensi che la forza del tutto deriva da quella delle parti non si può non ritenere che quel proverbio si abbia da intendere , così in senso ·stretto, come in senso lato. E di fatti, ponendo dall'un canto le svariate ragioni recate dal generale Fanti (2), g1i è certo che a quel modo che le fondazioni d'un edifizio debbano esse~e solide e resistenti, quale che sia il genere di architettura dell'edifizio da innalzare, parimente il battaglione, base dell'esercito, dev'essere per necessità grosso e forte, indipendentemente dal numero che si adotta per comporre il reggimento. Rafforzare i battaglioni , crescendo il numero e non la forza delle compagnie , aggrupparli in l)rigate e· mezze 1:ìrigate a seconda di alcune determinate condizioni esteriori, come a dire la quantità di truppa riunita in un sito, lo sforzo da fare su di un certo punto e simili, ecco., a parer nostro, quale sarà nell'avvenire l'ordinamento razionale dell'esercito. Dal che · segue che se nell'ordinamento del 1861 v'ha un vizio sta piuttosto nell'e~sersi l'autore arrestato prima di giungere all'immediato conseguente, ossia alla forma.zione del battaglione a 8 compagnie. {I) La frmteria italiana nell'ordinamento del 1861 ed Ì1I qucUo dcl-1862, p3g. 48. (~) FANTI, Osscl'!:a.:.ioni sull'esercito itaiiatio « Come riordinare la fan-
t'èria ».
NEGLI ES);RClTI
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.in: quanto alla questione di opportunità non s1 pub opinare diversamente dall'autore dell'opuscolo sulla fanteria italiana e dell'appendice che porta il titolo : Riformeremo la nostra fanter-ia'f Ma nella questione in sè non si può non dissentirne. In Italia dobbifi:mb risolvere questo problerpa: :3enza disarmare nè punto nè poco, tener modo che l'esercito graviti il meno che si può sul bilancio dello Stato. Adottare gli ordinamenti prussiani non è possibile, sia perchè ci obbligherebbero ad una trasformazione troppo radicale e pericolosa, come anche perchè gli uomini di guerra stimano quegli ordinamenti poco acconci, nello stato dell'attùale armamento dell'Europa, ad altre guerre che non sieno quelle subitanee in cui un popolo entusiasta si leva in massa per cacciare lo straniero invasore. l\'oi vediamo gli stessi militari della Prussia intesi a modificare quel sistema, e l'imperatore Napoleone III non seguire le idee di Luigi Napoleone scrittore, partigiano una volta del sistema prussiano, quando dimostrava il modo di porre riparo all'immensa spesa che costava l'esercito alla Francia della · ristorazione. Continuando dall'altro canto per lungo tempo nell'attuale_ordinamento dell'esercito sciuperemo le sostanze del paese per avere stati maggiori numerosi e non indispensabili. Che r esta . a fare in un prossimo avvenire? Non toccando in sostanza l'ordinamento dell'esercito permanente, cangiarne la forma: ossia distruggere i reggimenti e ordinare l'esercito a forti battaglioni. Non v'ha niuno che non veda l'economia cl:ie .deriva dalla dimmuzione ·dègli stati maggiori, non essendo allora necessari i luogotenenti-colonnelli e avendo mestieri solo di pochi colonnelli-brigadieri che all'occasione prenderebbero il comando delle eventuali brigate, confidando· ai maggiori anziani il carico di comandare all'uopo le mezze-brigate. Parei di aver letto, se la memoria non' falla, tra le opere di Luigi Napoleone Bonapar te un bel- · lissimo opuscolo, in cui l'egregio scrittore dimostra con -
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t' ARMA
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cifre evidenti come l'esercito del ptimo impero, numericamente maggiore di quello della Francia della ristorazione·, costasse pure assai meno appunto per non essere fornito dì stati maggiori ad esuberanza. Che i militari vi pensino su e forse s'accorgeranno che se alla nostra legge sulla leva, la quale torna a grande onore degli uomini di guerra del vecchio e valoroso Piemonte, noi potremo in un non lontano avveni;e• aggiungere l'ordinamento dell'esercito a battaglioni grossi , avremo forse risoluta la questione del migliore ordinamento possibile ai nostri tempi senza dare in iscogli insormontabili, senza poggiare sulle utopie, anzi componendo un sistema armonico che mentre, con le categorie, ritiene in qualche modo della libertà degli ordini prus,siani , con la forza dei battagl.ioni poi si appoggja alla tradizione degli eserciti stanziali, e con l'annullamento dei reggimenti infine soddisfa i desideri èConom1ci dell'Italia, senza indebolire la forza reale dell'esercito. Guardiamo codesta questione del ligame tra l'esercito e lo Stato non più con preoccurjazioni anticipate, con pregiudizi inveterati e con quel deplorabile sorriso , figlio di leggerezzà e mediocrità , che agli uomini così detti positivi desta ogni nuova idea. Pensiamo cbe la nostra Italia ha mestieri per la sua grandezza non pure d'un forte armamento , ma eziandio d'un' amministrazione giusta, libera ed economica. - Facciamo voti che un'assennata applicazione fecondi, quando il tempo sarà maturo, i concetti esposti sull'arma politecnica e sull'ardi- . namento a battaglioni. Ora se queste considerazioni per l'ordinamento a battaglioni valgono per la fanteria, e quanto più non varranno per la truppa del genio, la quale, per la natura de' lavori che deve eseguire, più facilmente è frazionata e co~tretta a sparpagliare le sue compagnie di qua e· di là. L'unico centro, del qmde parleremo, sarebbe il ·gran
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, ·N EGLI, ESERCITI
DEt. GENIO
,0entro d'istruzione e amministrativo~ i cui subccntri, centri amministrativi di ciascun battaglione, è bene moltiplicare appunto perchè i battaglioni s~ troveranno sempre separati da ~randi · distanze. L'istituzione dei reggimenti è adunque presso il genio distrutta dal fatto del frazionamento, e la composizione dei grossi battaglioni è dal medesimo fatto renduta necessaria, a fine che il centro del battaglione che distacca alcun_e compagnie resti pure abbastanza forte. È quasi inutile soggiungere che tutto ciò noi affermiamo pei tempi di pace, essendo che in guerra cosiffatto ragionamento sarebbe affatto su:perilno . Sentiamo però il debito di conchiudere con lo ,affermare che se la questione dell'ordinamento dell'esercito in b attaglioni è da tenere per ora come astratta , quella del genio è capace di essere tosto risoluta. Riguardo al geniò non abbiamo mestieri di ubbidire à' dettami10di q,uella prudenza che ci consiglia nei momenti attuali di 'non rifare, quautunque vizioso, l'ordinamento dell'esercito. I Per conseguire lo scopo da noi proposto nella formazione delle compagnie è forza che le truppe del genio non sieno di st,mza a Casale_e a Piacenza, rna abbi'a no un centro unico, un solo quartier generale, in cui ,risieda la direzione dei par:chi, e f:lia istituita una sola scuola reggimentale, per la quale dovrebbero passare necessariamente tutte le compagnie. L'unico centro, obbligando ,gli uffiziali a ,conoscersi tra di loro, accrescerebbe quel ligame di fratellanza, quello spirito di corpo , come dicesi, che rende ·un'arma più compatta e più capace di farsi valere. Riguardo a questa scuola reggimehtale , recheremo esempi dalle altre nazioni, per dimostrare vierrraggiormente quanto era indispensabile e urgente che non si fosse· trascurata presso noi questa istituzione importaniissima, senza la quale le truppe del genio si riducevano 0
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L'ARMA DEL GE~!O
a mere truppe di fanteria e marcivano nell'ozio dPlla vita di guarnigione. Raccomandiamo solo un po' meno di teoria e assai più di pratica... Nella Spagna, a Guadalaxarra, v'h:ì un poligono p1cir la scuola pratica del reggimento del genio. L'istruzione è uniforme per tutte le compagnie, sia per i pontonieri che per i minatori e zappatori. Nel 184.4 si è creata una sezione di zappatori pupilli (zapatores _iovenes) i qua.li si istruiscono e preparano per diventare abili sotto-uf:liziali. Nel 1847 si è fondata a Guadalaxarra un'officina di costruzione del materiale del genio (los talle1·es d9 ingenieros), la quale è diretta da 3 uffiziali del corpo e da 6 capi operai presi tra i sotto-uffiziali. Costoro istruiscono gli operai del reggimento e li esercitano a .eseguire i lavori necessari con i mezzi che si trovano in guerra, a, fare il materiale degli equi~1aggi da ponti, quello dei parchi d'assedio e di campagna, a riparare e conservare il materiale stesso. Sono destinati a tale officina 80 o 100' operai, i quali si rinnovano inviandone m;i certo numero alle com. pagnie che sono in campagna. A Guadalaxarra sta pure un parco del genio for:p.ito dall'officina suddetta. Nella Prussia le truppe del genio posseggono un terreno sul quale si esercitano ai lavori pratici, che terminano ogni anno con un simulacro d'attacco. Ogni due to tre anni parecchie divisioni del genio, in unione ordi·nariamente con l'artiglieria e qualche volta con la fanteria e cavalleria, fanno un simulacro d'assedio, nel quale il genio esegue tutti i _lavori relativi all'arma. · Nell'Inghilterra il genio è anch.e adoperato ed esercitato nel servizio della telegrafia e della fotografia per quel che riguarda l'esercito. Il Belgio ha a •Gand la scuola reggimentale del genio, la quale. fo.ç.data per formare ca parali e sotto-uffiziali , è divisa in due classi, ed -ha per professori sottotenenti e luogotenenti, esenti da qualunque altro servizio.
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NEGLI ESE\tCITI
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Non vogliamo trasanda.re, poichè cade in acconcio, il rnccomandare di non accumulare sull'istesso uffiziale le cure .quotidiane della dire~ione e del reggimento oltre a quelle del professore. Lo scopo di trarre da un uffiziale il partit0 che si può maggiore dà nello scoglio di non poterne cavare il frutto che si può migliore; imperocchè a questo modo si fa opera ad avere un cattivo professore, senza cttenere un individuo attento alle rimanenti faccende. Atteso i progressj rapidi e giganteschi delle scienze è già 0ltremodo difficile il rinvenire un uffiziale-professore che sia all'altez?,a della scienza, percbè si debba sopraccaricarlo di altri lavori , molte volte estranei alla scienza çbe insegna, spes~o affàtto burocratici, i quali tolgono all'uffiziale un tempo che è già scarso per rimanere a,l livello dei progressi scientifici, gli svolgono la mente da quel pensiero che dovrebbe essere pr"edominante, e gli lasciano pe_r ultimo lo spirito dove lo hanno trovato . . Nella milizia in generale vi ha un po' il.costume di risolvere le questioni col comandare a bacchetta, e si pretende che un uffiziale costruttore abbia l'obbligo di svegliarsi un bel mattino anche professore e . viceversa; ma ciò se crea uffiziali ubbidienti, pazientt, non li rende però dotti e coscenziosi. Nella pubblica istruzione in generale l'insegnante è caduto in basso loco, appunto pel traflico che si•fa della sciep.za improvvisata; onde il dispregio in cui è venuto un ufficio nobilissimo . Speriamo che nella milizia non abbia da. accadere parimente. E ciò sia detto ,come per incidente. Agli uffiziali insegnanti della predetta scuola di Gand si uniscono sotto-uffiziali detti monitori, i quali, proporzionati al numero degli allievi, sono scelti tra sotto-uffiziali antichi e capaci · a diventare guardie del genio . Costoro , e gli altri proposti per uffizi ali, s~guQno da prima corsi speciali e poi danno un esame dinanzi a.Ila commissione compost~~ di un uffiziale superiore e di duo c:1pitani del c_orpo .
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La scuola di Oaùd prende al J anno çli cors) quei soldati, e a preferenza i volontari, che hanno sel'bata. bLwna. condotta nei sei mesi di servizio in una compagni~, Imparano nel l anno: la lettura, la scrittura, gli elementi di lingua francese, la storia e la geografia del Belgio, il disegno de~le levate a mano, le quattro regole dell'aritmetica, il manuale dello zappatore sino alla zappa piena, 18 dimensioni dei cammini sotterranei del minatore, la scuoìa del soldato e i regolamenti militari. Dopo di aver dato esame su di questa materia, di essere'stati nominati caporali , e di aver servito sei mesi in una compagnia entrano gli allievi nelia 2a classe. In questo secondo grado impai'ano la grammatica e la redazione france?e, la storia e la geografia del Belgio, i quattro , primi libri _d ella g.eometria, · gli elementi di fortificazione, il manuale dello zappatore e quello del minatore sino ai fornelli, il disegno lineare, gli elementi di topografia, le nozioni sull'amministrazione della compagnia, la scuola del soldato e del plotone, i diversi regolamenti del servizio interno, di guarnigione, di marcia, di campagna. I soldati in generale della scuola teorica invernale fanno corsi su i r egolamenti, sul servizio interno e di piazza, sul tiro al bersaglio, sulle nozioni dei lavori pratici. Gli uffiziali inferiori poi ascoltano le conferenze che fa un uffiziale supeùore sullé diverse ordinanze , su i regolamenti intorno all'attacco, difesa e ,m'ine. Sei uffiziali. in ultimo sono destipa:ti ad un lavoro d'inverno , consiste11te nel trattare, una questione d'attacco e difesa di piazza, una disposizione di ~ine_e simili (1). È quasi superfluo dj aggiungere che la Francia ha fondato su basi lar:ghissime l'istruzione di reggimento, sì teorica che pratica. Noi rimandiamo i nostri lettori al. l'opuscofo dell'Heydt che ha per titolo : RecherchM su1· O
O
( 1) \'cdi Op . çil.
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L'AJtl[A DllL Gl.(!HO
l'o,1·ga.nisa(ion du corps dn génie en Fraiice, nel qnale cori • sufficiente ampiezza è svolto questo argomento": Nel dare sviluppo ;-inr:h~ presso n oi all<t scuola reggimentale pratica sarebbe utile cosa l'addestrare un numero di. sotto-uffiziali nell'ese.rcizio dei telegrafi elettrici. Nel reg9lamento pel servizio del genio in campagna è detto che ( al medesimo è pure affidato il materiale e l'eser• cizio della telegrafia all'esercito. » Quantunque per questo scopo si adoperino impiegati borghesi; il che è ragioneYole, e~sendo costoro assai esperti e non potendosi render tali i sotto-uffiziali e soldati senza farli diventare cattivi, militari ; pure è bene inse!Snare ad alcuni sotto-uffiziali l'uso dei telegrafi elettrici, potendo in molti casi esser necessario il loro aiuto, e dovendo il genio sopraintendere a questo servizio. Molto acconcio alla guerra sembra il .telegrafo di Weaststone, composto d1 un trasmettitore o comu.nicatm·e, di un ricevito1·a e à i · un sol filo isolato da una vesta di gutta-percha, coperto anche di canape intrecciato, e confitto a terra con vanghe. L'istrulltento è assai maneggevole ed ha dato bella prova di sè nel combattimento finto dei volontari a Camden . ,Park (1). Ma forse il telegrafo che .scrive, trovato dall'Hughes, o raltro del Bonelli, dopo di averli bene esperimentati, potrebbero ~ssere migliori . E parlando di elettricità . dobbiamo far menzione della lampada elettrica dell'ingegnere Dumas e del dottore Benoit, la quale potrebbe essere utilissima a' . minatori del genio (2) , I mezzi moderni per collocare celerernente il filo elettrico sono abbastanza noti, perchè credessimo necessario di parlarne a dilungo. In Francia al earnpo di Marte si ~ono fatti esperimenti di questa teleg1·afìa va.Zante, la quale
(f) Ve,li Rivista ilfil,,tarc, Napoli, 186.0, anno 1, num. 1·. • (2) Vedi Jou.rnat d~s scie11ccs militafr11s des t:11•111,fos dc tc,rre el 1° marzo, 1863,
Je mer.,
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L'ARl!A DEL Gt;~ro
NEGLI Fl1S:RC!Tt
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·vien stabilita nel solo tempo necessario ad un.cavaliere o ad un pedone d-ì a ndare da un sito all'altro (1). Vogliamo sperate che non sia tolto al g1:mio militare a ncJ;i.e il carico degli apparecchi per le applicazioni della luce elettrica alla guerra; tanto . più èhe a Gaeta e ad Alessandria dagli uffiziali del geuio venn~ro eseguiti gli sperimenti: A Gaeta il generale. MPnabrea volle si faces·· sero esperienze per illuminare i punti da batt~re in breccia, e ad Alessandria il tenente-colonnello Riccardi dil'esse altri saggi. - Rimandiamo all'.4nn1ia1·io del Figuier quei lettori che desiderassero conoscere gli ultimi esperimenti sulla luce elettrica fatti a Barigi (2). In esso si scorgerà -che al presente non si fa uso delle pile per generare la luce elettrica, come si dovè fare a Gaeta, ma che la ,macchina ma,gneto-elettrica del Nollet . sviluppct correnti elettriche· d'induzione mediante calamite i.n forma dì ferro di cavallo, messe a rota,re rapidamente. Per gli ·usi della guerra sarebbe · forse acconcia quesu~ macchina, la quale· 2.ltro n0n è in fondo che un'amplificazione di quella di Clarke; imperocchè toglie le spese eò. i fastidi prodotti dagli acidi delle pile. A Gaeta di fatti si penò molto a procura.rsi gli apparecchi formati di pil0 alla Bunsen, uno dc' quali , venut,o da Torino, giunse dopo che fa piazza si r ese. L'articolo J l del regolamento pel servizio del genio)n campagna dice: « che il genio esegue all'occorrenza }e , riconoscenze di cui sono incaricati gli uffizial1 dello stato , maggiore, e sèmpre quelle attorno alle piazze forti in• vestite. » Ora un gran trovato, il quale produrrà una rivoluzione sciemifica, gli è la fotografia applicata alla topografia militare. Questo problema posto dall' Arago e
dal Gu.y-Lussac, fu, cinque anni dopo l'invenzione di Daguf1rre, cominciato ad essere risoh1.to imperfettamente dal Martens , il quale col suo ~pparecchio pa.noramico riproduceva un mezzo giro di brizzonte su di un cilindro verticale, :ricevendo l'imm~,gine a traverso una strett issima fessura verticale. Di poi il Garella fece un passo innanzi e perfezionò l'istrumento in modo da ricevere un giro intero di orizzonte su di una superficie piana. Ma questi istrumenti non vennero applicati alla topografia, perçhè quantunque serbino le distanze azimutali dagli oggetti, non danno agio a deàurne una pianta, dovendo ristabilire la curvatura. del cilindro e fare altre 0perazioni di esecuzione difficile. Ohevallier costruì pure un istrumento al 1858, il"' quale fu· premiato. Il Porro e il Laussedat al 1859, tentarono la risoluzione della questione, il primo con un nuovo istrumento panoramico e il secondo con ricerche scientifiche; ma il problema non era di molto progredito, imperocchè l'apparecchio del Porro riceveva ancofa il pa~orama sul cilindro, e i metodi del Laussedat per dedurre il carattere geometrico dell'immagine panqrami~a erano lunghi e complica~i. La plancetta fotografica di Chevallier risolve, a quanto sembra, il probleri:ia in modo nµovo e completo, dando insieme il punto di stazione, gli azimut e le differenze di livello, di modo che dall'immagine si ricava la pianta. senza geometriche costrurzioni (1). Ricordiaino che sarebbe di gr ande utile alla fotografia militare l'uso delle lastre preparat~ a secco. Non ostante clfe la sensibilità del collodion umido sia maggiore, pure è cosa assai giovevole nella guerra il poter preparare una lastra, adoperarla dopo mesi e anni, conservarla a
(!) Vedi CAROON.E, Relazione sopi-n le cose più nuleooli rigum'd~~"/ i (a.rli9liei-ia e le nitre anni, 1802, p;1g. 55. (':!) Anniie scicntifi7uc, 186'1 , pàg. ,\8 e 4().
(1) Applicatio11 dc la photogrn11hie à la topographie militaii-e. Notice sur ln pla11chette pho/ogrnphùpte di M A. C11EYALLIRR par En. PATÉ, lieulcnant du génlli.
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t' Àln!A DEL Gli:N!O
piacimento doro che ha rit:evuto Ja luce nella camera nera, e senza che scapiti, svilupparla quando torna a grado. Il miglior processo, secondo -il Kleffel , è- quello dell'inglese M. C. A. Long (1). · Da questa. gran c0nnessiòne che cerre tra la fotografia: e la topografia si deduce la, necessità di far appirendere al presente nelle scuole reggimentali del genio, tanto agli uffiziali quanto a' sott'ufliziali, gli usi e i metodi foto<!r•rafici, istituendo eziandio un pitcolo stabilimento pres;o il, centro nel quale dimorano le truppe del genio. Uscendo le truppe in campagna gli apparecchi le seguirebbero, il che sarebbe utile anche per ritrarre tutt€> le scene e quei particolari del teatro della guerra, i quali servono poi a c~mpletare rAlbum dei lavori eseguiti da] genio. E poi che parliamo di telegrafia., di fotografia e di moderni trovati, vogliamo dire dei progressi che va facendo l'applicazione del]' areonautica alle ricocrnizioni militari ' · o solo come notizia, e non mica perchè pretendessimo Ghe gli ufffiìziali del genio avessero pure• a volare co'palloni. Questi tentativi han "dato ris1:1ltamcnti poco m@n i he. ridicoli alJa: campagna de.I. 185g ; irnperoochè il pallone, che si elevò a S0lferino fece la grande scoperta eh(\\ non vi era alcuno. su quei piani. 1\fa n8lla gu@rra ahe ora f~rve in America Pesperimento ha fotto buona, prova. L'Allam 'd i Rhode-lsland, nominato dal governo degli Stati-Uniti ingegnere areo nauta, vi (ha colJe-ç,-ato . ' o anche l'elettricità, avvolgendo intorno alla . corda che ser·ve a tener il pallone ad u1Ja det@rnùaata altèzza un :fitlo el@ttrico, il q,uale trasmette le osservazioni alla ten1a. Il pr0fessore Love €l stato il primo ad inviare dai ci,e li un €1-ispaccio telegrafico. Nel sette{nbre dd W&l , l'ardito la, Mountain ha renduto graP<li servigi al generale Mac-CJ~llan; poich~ il suo palhme, move1)do dal (1), Mrinucl dc photogrophie par L. G. KL_EFru, 1861, p.ii,. 145.
JrnGLI ESERCITI '. 161 eampo delJ!Unione, sul Potomac, passò disopra a Washingtol'l, e arrivato ad una certa altezza, la Mountain tagliò la corda, si elevò ad un miglio e mezzo dalla terra, si pose a perpendicolo delle linee nei;niche, e dopo aver osservato i loro movimenti e le loro posizioni, gettò tanti pesi quanti era.no necessari ·per elevarsi a tre miglia, si avvalse di una corrente d'aria favorevole e discese sicuro nel Maryland. Il giornale americano r!ice: • Il generale il Mac-Clellan è rimasto in tal Fnodo soddisfatto del risul( tamento delle riconoscenze operate dal1'areonauta, che, _: , per la sua richiesta, si è dato dal dipartimento de1la , guerra l'ordine di costruire q uattro nuovi palloni , . Il Figuiersoggiunge: «E mestieri dunque rallegrarsi con ~ l'America che ha sorpassato, per questo, la Vecchia Eu• ropa ) (1). Del resto non staremo molto su questo argome:nto, perchè ci dorrebbe di esBere tenuti io conto di utopisti. Non parrà strano che noi vogliamo allargare il campo delle oee~pazioni del genio a chi pensi come questo corpo venne spogliato di mol~e membra e come· ancora si minacci di contin.u are ·in questo lavorìo di amputazione. Già gli ero_i da saloni declamano sulla inutilità delle piazze forti; già s'incomincia a dire che non v'ha fortificazione. passeggera al mondo che vaJga a resistere menoma.mente alla pe.netratione dei moderni proiettili; non più basta la potenza della polvere da sparo e una nuova polv!;!re bianca, composta di 28 parti di prussiato, 28 di zuccaro e 23 di clorato d1 potassa, si ' tenta sostitu ire a quella con base di nitro; il Piron che imma.gù;lando di abbandona.re la difesa lontaua, e di crèare la vicina, mediante le sue cannonière+ti,~nel$, vorrebbe rnndere inutili i lavori di ·ass~dio; e persino a distruggere l'im.i:>oi;tanza delle piazze
(1) Ycdi Fir: u1E11, f,'annéc scic1itìfìquc et -industric.llc, Paris gina 4~!:) e 471.
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1862, pa-
L' ARJ.IA DEI, G&NIO 168 forti. vengono su mine di proiezione, proiettili fulminanti e asfissianti lanciati dall'alto dei palloni. Se obblieretci che mentre alcuni professano il leggero e insipiEmte dispregio per la fortificazione, aJtri la vorrebbero perfino corazzare in "ferrò, ed ecco che avrete ridotto il genio a\ nulla. Intanto per una curiosa contraddizione gli uffiziali · che si volgono al genio debbono studiare assai più degli. altri, e gli uffizi~li del corpo sono costretti a lavorar da facchini. È il caso della terra dei morti del Giusti. Tanti ·studi e, ~auto lavoro per un fine inutile, gli ~ come tante baionette per guardare i morti! Non è dunque un segno di soverchia intemperanza se questo genio; al quale si cerca· tarpare le ali, voglia afferrarsi a qualche ramo per non cadere giù sulla n uda terra, o almeno per non cadere con moto accelerato di troppo. Questo desiderio è in noi tanto più legittimo, quanto maggiore è il disinteresse che aqbiamo dimostrato procedendo sino al concetto di spogliare il corpo di quel che a nostro credere gli appartiene con minor fondamento di ragione. Possiamo andarè errati nelle nostre proposte, ma avremo almeno dato una prova ch'elle furono dettate., non dall'egoismo, dalla passione, dall'esclusivo spirito di corpo, ma dalla coscienza del vero.
Volendo porgere .maggiore ampiezza al nostro lavoro e studiare se al presente si curi adeguatamente l'educa' zio ne mili tare dei giovani che si volgono •a diventan~ uffiziali del genie, noi dovremmo aggiungere qui una terza parte, nella quale tratta,re della scuola complementare o di applicazione.; ma ci rimarremo dalfarlo perchè una commissione, nominata dal ministero della guerra, e presieduta dal generale Menabrea, ha di già condotto a termine un lavoro di riordinamento della scuola di applicazione, lavoro del qualfl non possiamo tener discorso, non essendo ancora stato approvato e pubbli,:ato
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.tsEGLI ESERCITI
dal ministero. E tanto più restiamo fermi nel nostro proposito, quando pensiamo che un giovane uffiziale non appartiene veramente al corpo del genio che dall'ista~te in cui abbandona la scuola complementare. Però lasc!amo ad altri la cura di volgere l'attenzione intorno a questa parte che ci farebbe sconfinare dai limit~ del _corpo. Noi ci rimarremo a far voti perchè nei corsi della scùola complementare si dia ampio sviluppo, anzi che a sterili teoriche, alle applicazioni alle macchin~; essen dochè immei~so partit~ si possa trarre pel problema della fortificazione· da quella forza rivoluzionaria che è il vapore. Sarà curioso di leggere quel che ·scrive a questo proposito il Piron · « Ainsi l'épaississem ent des parapets de la sape ne suffisant pas, on aurait recours à des ruantelet,, roulants, on reprendrait les v-igues des anciens, perfectionuées et orgauisées pour resister à nos moyens de destruction. « Un système semblable arri v aut tout prèt sur les lie?x, aurait l'avantage d'activer considérablement la marche des attaques . Ajoutons à ces vigues modern~s des batteries roulantes qui suivent les approches et qui écrasent de leur formidable artillerie les défehses actuelles., On objecte que le bciulet aurait bient6t raison de ces machines I -Erreur; car il est possibile à !'industrie de con- · strnire ces 'moyens d'attaque· de façon, à les mettre à l'abri des projectìles - Ce serait couteaux I soit, mais un sièo-e qui actuellement dur8 un mois, ne durerait o ' que dix jours; le temps de monter les rnachines sur place.- Il y aura1t dqnc compensation. ~ C'est ainsi q.ue nous croyons à la possibilité de réaliser une rn.achme qui à l'instar des charrues du laboureur, creuserait les tranchées et les sapes comme on traoe le sillon d'un 'charnps. - Et ce ne serait pas là un miracle, car on possède une immense force motrice, la -vapeur; puis viennent., ces milles variétés de machines-outils qui per-
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NEG LJ J.Sb:!ICITI
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1_70 L AR~!A OEL llilNIO çBni. le bois, la pierre etc. Il suffirait donc qu'un mE..'-Ca~
nicien habile s'occùpà.t de cette question pour réaliser ce qui 'para1t ètre, au premier abord, une folle exagération. De. nos jours, n'avons nous pas la réalisation de merveilles analogues. Le tunnel sous la Tamise, le pontt·ube sur ce fleuve, le Lév-iathan et le mortier analais n'an, , o noncent-ils pas d'autres mei:veillés? Aussi n'y aurait il rien cl'étonnant à ce qu,'un pont-tiibe remplacàt un jou.r les tranchées et vint, en roulant sur les glacis, vomir sur nos rernpat'ts des bataillons d'eunemis • (1). Senza abbandonarsi , come il Piron a voli: ariosteschi, si può ben precorrere col pensiero il grande rivolgimento che le macchine produrranno nell'arte della guerra. Concludiamo. L'Italia, di venuta' grande Nazione, deve porgere vita p grandezza a tutte le sfere ~ella sua attività, a tutte le parti che la costituiscono. Lo splendore_del tutto è generato da quello dèlle parti. Abbandoniamo adunque le idee municipali, le vedut§l ristrette dei piccoli stati ; eleviamoci all'altezza della nostra situazione e facciamo di creare un genio militare degno dell'Italia. Appresso le nazioni tutte dell'Europa, il genio tiene il posto rispondente al suo nobile ufficio, e, circondato di ogni maniera di considerazione, rende utili servigi al pae.se. Vedetelo nell'Inghilterra occupato auche, ai lavori di salvamento delle Havi naufraaate o ' e di limitazione delle frontiere, della trianaolazione di o Lq_ndra,_e a disporre bellamente e ordinatamente sino''i prodotti dell'esposizione universale al 1851. Guardate il , genio spagnuolo spianare nel Marocco la via all'esercito il quale doveva traversare un paese se11za str~de, interse~ cato da _b urroni, da torrenti ~ coperto di foreste e di pantani. Il governo della Spagna, renduto accorto dei grandi . ('I) P1noN, fv1•tifìcutio1i éleclique, p~g. 3i e 38.
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bene~zi che l'es~rcito trasse dal genio, creò dopo la campagna il 2° reggimento. E aggiungiamo che nella Spagna questo corpo è tenuto siffit.ttameute in -onore che i giovani ricchi e nobili gareggiano nel voler far parte di esso, anzi che della ca_valleria. Per noi Italiani è sacro dovere il non essere da meno di quelle nazioni, come l'Austria e la Spagna, che rappresenta.no in Europa un princir:io meno libero e progressivo. Ora il nostro genio militare è all'altezza dei tempi? Diciamo francamente di no, confessiamo ch'esso è decaduto, ·e non per difetto di pregevoli elementi. E pure gran partito si pot rebbe trarre da un r:orpo n8l quale v'ha grande dovizia d'uffiziali intelligenti, dotti, esperti, usati allo studio e al lavoro ; e sarebbe ben degno di essere non dico curato, nia careggiato ua corpo, il quale do?rà avere la parte principale nei lavori e nei sag.rifizi che richiederanno i possibili assedi nel VEc•neto. E diremo di più. Dopo l'invenzione delle armi rigate l'offesa è divenuta sì potente che ha posto la difesa siccome il problema militare dei tempi nostri. In quanto alla fortificazione passeggera sono ancor vere le parole di Napoleone scritte nelle sue ilfémoires pourserv-ir à l'hisloire de France: Les principes de l' a1·t de la fortifica&ion passagèrs ont besoin d'6t1·e perfectionnés: celte partie de l'a;rt de la guerre est susceptible de grand progrès (1). Per la fortifi-
uazione permanente, se da un canto le nuovi armi han renduto più vero il giudizio che portava Napoleone. istesso sulle piazze forti, e se è da ritenere come una ferromania l'idea di rivestimenti corazzati, dall'altro canto non si può negare che un grande avvenire sia serbato all'artefortificatoria nel si$tema armonico di fusione della fortificazione_ poligonale colla bastionata, nella creazione di (1) Ved i
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} 72 L Alt\lA nEL G ll:'liO ' un sistema misto e acl intervalli, il quale sposando la fortificazione campale con la permanente, la terra sciolta con la muratura, avvalendosi pure con parsimonia del ferr0, prescegliendo la linea rotta alla continua, riesca a creare opere resistenti per la loro cedevolezza ai proiettili rigati ed ·economiche per la loro non continuità. Non s·i può stimare siccome chiuso il campo allo svilu1>po della foryificazione, dopo l'invenzione delle armi r igate, quando si pensi che se nell'uomo è potente il desiderio dell'offesa, potentissimo è poi il bisogno de1la difesà; di guisa che è a viver sicuri che l'umano ingegno si rivolgerà con maggior calore a contrappore alle nuove armi un valido sistema di difesa. E il nostro secolo ci fa testimonio se l'uomo, quando il 'Voglia, sappia scoprire u n nuo vo mondo . La fortificazione per conseguenza è, e sarà viema.ggioP mente, ~ll'ordine del giorno, e agli ingegneri militari tocca il risolvere il suo problerna. Facciamo che il nome dei moderni ingegneri militari d'Italia torni grande come que'llo dei nostri padri . , I problemi che nel corso di _questi studi abbiamo posto, e cercato risolvere, sono tutti di ordine armonico. Pel genio militare proporre un ordinamento che sposi la unit1~ dell'accentramento con la vitalità del dicentra~ mento. Per le ar mi speciali in generale tener modo ch'elle si h1camminino a fondersi nell'arma politecnica, applicando alla milizia i moderni principii economi.ci della divisione del lavoro, de1l'industria privata, della libera concorrenza · e simili, che han posto 'l'Inghilterra a capo del mondo, e che'iniziati in Piemonte da quello straordinario ingegn'o del Cavour, hanno nel breve giro di pochi anni trasfortmito q uesto pratico e positivo paese, e messolo per materiale sviluppo innanzi al rirnanente d'Italia.
NEGLI ESliRCITI
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Per l'esercito trovare un ordinamento che sia insieme forte cd economico. Per la fortificazione rivolgersi alla scoperta d'un me. todo che sintesizzi la passeggera e la permanente. Alle soluzioni da noi accennate i pregiudizi, che han messo barbe profonde in a1cune menti, possono fare di molte obbiezioni. Al concetto di militarizzare il genio e anche le rimanenti .armi speciali , · spogliandole di tutta la_ parte civile che non appartiene alla loro natura, si può obbiettare, pel primo, essere le fabbriche militari essenzialmente architettura militare. , Errore grandissimo; imperocchè la caserma e l'ospedale non sono che applicazioni, modificazioni , speciali disposizioni della medesima architettura civile; dove che per architettura militare non si vuole intendere altro, e ne fan testimonio i più illustri scrittori militari d'Italia, ché la fortificazione regolare ed irregolare, campale e murale , difensiva ed offensiva. Non voler separare, nè distinguere questi rami sol percbè hanno. di comune la base, ch'è la meccanica, equiva~e a pretendere che l'oculista la faccia da ostetrico sol perché entrambi han di comune l'anatomia. L'archi tettura civile, considerata come arte _e non solo come statica, è cosa affatto diversa dell'ar chitettura militare:, e oggi, che i campi son vasti e sviluppati, richiede una attitudine determinata. Il Gèitbe , pensatore non meno profondo che poeta grande , dice : che il segreto della grandezza sta nel sapersi cir coscrivere. Riguardo all'idea dell'ordinamento dell'eserèito a battaglioni ci si può obbiettare che il reggimento è necessario come unità amministrativa. Risponder emo: i battaglioni potersi amministrare di per sè, massime quando si reclii ad atto l'indispensabile semplificazione dell'ammistrazione. È questo un d_esiderio di tutti i moderni scrittori militari. Ma, quali che siano le conchiusioni a cui -siamo venuti,
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L'ÀRMA DEL GENIO Nt·GLI iSERCITl
gli è certo che i problemi posti son tali da sedurre lo menti italiane alla ricerca di soluzioni che armonizzino lati e condir.ioni siffattamente contrari; il che non riuscirà malagevole ad un popolo, il cui genio sintetico r~tiene così 'dello slancio francese, come della solidità nordica, sposa il .culto alle arti con quello alla scienza, tempera l'amore all'ideale con quello della pratica, all'industria, al commercio , rii guisa che presso alcuna nazione dell'Europa han · trovato maggiore che in Italia i principii scientifici dell' AlemagnaP- quelli economici dell·1nghilterra. E qui poniamo fine. Le nostre parole forse non suoneranno intese, e forse nuUa caveremo da questo lavoro; ma resteremo paghi di aver levato una voce, la quale varrà a dimostrare che il Genio ha coscienza , dei !suoi diritti come dei suoi doveri, e almeno r ichiamerà, spP.riamo, l'attenzione su di alcune questioni messe da banda, anzi che risolute. N.
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Ca,pitano del G'enio. Molti scrittori accennando a hrntamenti che le strade ferrate e le artiglierie di nuova invenzione debbono produt-re nella strategia e nella grande tattica, affermaoo prossima una radicale modificazione nell'arte dePa guerra. A tale proposito mi si permettano alcune considerazioni che mi adoprerò a restringere in brevi parole.
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Acconsento che possano nascere eccezioni strategiche a r egole tenutfl in addietro per fondamentali, come sarebbe appunto quella di non sparpagliare le forze sia nel convergerle in un dato punto, che nel ritirarle dal luogo di azione affine di assumere nuova posizione difensiva, troppa essendo l'agevolezza che presentano le ferrovie per radunare e per raccogliere in breve ten?po le truppe s\Mllo- \"Il. Yol. lii. -
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LA ~IODERNA
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ùai l uoghi anche lontani; ma sul campo di battaglia non Yedo possibile altra innovazione che maggior uso dei ber- t.;'{l,glieri (tirailleurs) e meno frequente densamento di ba,ttaglioni .
. La scienza di vincere le batta.glie starà pur sempre nell_'~ccupazion e dei siti dominanti e vantaggiosi (punti tattiC'i), nel g irare, potendo, il n emico sul fianco; le ai·tiglierie si assaliranno pur sempre con impeto di fanti. siccome avvertiv4, già in remota epoca uno scrittore ita~ liano. I perfezionamenti balistici negli istrume:qti di offesa saranno motivo di cangiamento nelle opere stabili della fortificazione, ma non lo saranno di notevole variazione nella g uerra di campagna, perchè l'impiego mezzi me~canici atti a coprire ed a salvare le truppe ed il materiale dagli effetti struggitori delle armi di precisione non potrebbero accordarsi t1è colla rapidità delle mosse., n è collo slancio che rende efficaci gli urti delle fanterie e della cavalleria.
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Ooncedasi pure che i cannoni rigati si debbano sostituire agli antichi pezzi, che la maggior portata e la ~aggior aggiustatezza del tiro valgano a compensare la d1fficoltà clel maneggio e la faci liti\ del gua);to, trovandosene egualmente provveduti gli eserciti bene ordinati, ne seguirà solop1i1 esiziale danno nelle colonne d'attacco. _E l'inti:ocluzione delle nuove artiglierie par e voglia riuscire noci va a q uell 'esercito che primo si servì di esse con buon esito. Difatti n oi sappiamo che i Francesi furono respinti nel !\'lessico eia q uelle artiglierie in un, a ttacco che sarebbe forse riuscito con grandissimo loro profitto materiale e morale, dove le schiere assalitrici non avessero dovuto soggiacere troppo precocemente al fuoco nemico. _Noi. vedremo forse col tempo vano in pari.e lo slancio 1111rabtle ~lol le tru~pe di si ~alorosa mizione a cagiono dcl ii) anni d t prec1s1onc tant o micid iali, indclovc gli e1H.:r-
citi che conservano con grande cu1·a le riserve, avrnuuu vieppiù sicure le ritirate per la cresciuta facilità di tenere l'avversario a distama. Quindi le prime potranno meno efli.cacemenle valersi della vittoria che spesso le accompagna, ed i secondi ristabiliranno più facilmente le sorti della guerra, e giungeranno fors'anche a vincere la prova iu una campagna un po' lunga. Termino con un'ultima osservazione. La guerra clie si combatte in America tra gli stati federati del Xord, ed i confederati del Sud, fatta anche larga parte alla insi • pienza dei condottieri, dimostra come l'uso delle strade ferrate pei trasporti delle soldatesche, e l'impiego dei nuovi ingegni pe1· offesa dell'inimico non giovano spes,;o che a rendere frequenti le battaglie, senza che poi ne emerga pronto conseguimento di alcun utile oggettivo. R. M.
J. ?9 dicesi fosse di 4960 metri circa, loçchè non vogliamo constatare per molte ragioni. Il miglioramento e l'uso di polveri di una più rapida combustione rese la gran lunghezz1:1- d'anima, anziché utile, nocevole, e l'esperienza mostrò che al di là di ri 1:netri, pei cannoni di grosso calibro, la suddett,L lunghezza diveniva sfavorevole alla portata, perchè in un ca11none troppo l ungo i gas che si sprigionano dalla carica d i una polvere di troppo rapida accensione avendo u na velocità maggiore del proietto, tendono continuamente a<l oltrepassarlo, e quindi molti dal vento ne sfuggono avantichè il proietto stesso, urtato con una rapidità che dipende dalla -yelocità relativa dei due corpi in movimento, abbia all'uscire dalla bocca del cannone, ricevuto l'eccedente di velocità dei• gas; ciò spiega il fonomeno avvenuto in alcuni cannoni da costa, in fondo all'anima d ei quali, dopo l'esplosione, si è trovato il boccone di fieno che era sopra la polvere. Ora, mentre intendiamo appla~~dire ed approvare in ,nassima il pensiero del capitano Zapoliui raccomandando la pronta adozione delle cariche comprèsse per i cannoni rigati, è però incontrastabile che queste cariche abbruciano più lentamente delle comuni, come avviene rlella composizione vivissi'tna dei razz i d~ guerra.. Si capisce però che tale composizione rinchiusa e sottoposta ad alta. temperatura abbrucierebbc più rapidamente, ma però mai tanto quanto se nella massa di . essa vr potesse l'aria circolare. Dunque se tali' · cariche ab)Jruciano più lentamente non converrebbe egli , onde ottenere t utto l'effetto utile possibile, allungare cli nuovo i cannoni? In ogni modo non possiamo conveniro, nè si ritiene che possa essere determinato dagli sperimenti fatti col can none-pendolo, che cioè, tanto con le cariche compresse quanto anche con quel\t) di polvere · comune, 11~ velocità DELLE CARICHE CO:.ll'RESSli:
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RAPIDITA O' ASCENSIONE Of,: I.LE
CARICI-IE COlvIPRESSE NEI CANNONI
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La colubrina di Nant_;y fuséL nel 1598 ave va una lut1• ghezza d'anima di cinquanta calibri, e ventidue piedi di l~nghezza t~tale, per la ragione che la polvere di quel• _l epoca era d1 una si. lenta infiammazione per cui si voleva q uel~a. lunghezza d'anima affinchè la· éarica potesse accenders~ mtera_mente ed i gas avessero il tempo di distendersi cd agire sul proietto con tutta la potenza, prima che questo avesse percorso tutta la lunghezza dell'anima della colubrina per ottenerne la più gran portala . ~be
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R ,\l'IOITA. o' ,1scENSIO;,,.É
iniziali dei pr<.;ietti in cannoni lisci siano minod di 11ue1lc rn cannoni rigati, essendochè le deduzioni sono in oppo sizione con i fatti, , ed i I nostro asserto è provato dai recenti ;:;perimenti che ebbero luogo a Shoerburiness i [ :W dicembre, ove il proietto del cannone · liscio da 68 alla d'istanza di 183 metri aveva ancora maggiqre velocità di quello rigato Armstrong da 11 O, e dell'altro pur rigato Whitevorth da 120 : sperimenti il di cui risultato fu constatato, non dal cannone-pendolo nè dal pendolohalist ico, ma su di un rivestimentò in ferro di O·" 41 il · quale copri va una ·muratura. ' Si differenziano, è vero, e si classificano con assai esattezza, ·1e polveri dall'amplitudine d'oscillazione del :::annq,nP--pendolo, come dal movimento che il proietto itr prime al pendolo-balistico se ne deduce la velocità iniziale • ma (dice il Timmerhans) esiste poco accordo tra • questi due processi, per la ragione che l'amplitudine • dell'oscillazione del cannope balistico non -è proporzio« nale alla velocità del proiettile , . Oradunque per stabilire un giusto confronto ed apprezzare i differenti fat. tori della forza motrice iniziale tra i due sistemi rigato e liscio, conveniva realizzare le condizioni con sperimenti uguali a quelli di Shoerburiness, fatti anche con cariche compresse. Sono innegabili, ed immensi furono i vantaggi che risultarono dall'adozione delle rigature nei cannoni, àvendo queste determinato il moto di rotazione dei relativi proietti e l' utile che ne deriva; e che perciò nmarrà forse l'artiglieria ai cannoni rigati "! mai no. Già i sistemi rigati Armstrong e Whithewort hanno subito a Shoerburiness un') scacco al confronto del vecchio cannone liscio da 68, e quando i comitati di artiglieria avranno dovuto con virù.:ersi che il proietto cilindro-conico rigato a doppio effetto può r icevere nei cannoni lisci il medesimo moto di rotazione e produrre i medesimi effetti utili dei proietti
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DELLE CA R ICl!J; COJ,JP Jtf:SSF.
tirati con cannoni rigati, allora si abbandoneranno le righe com~ inutili, anzi nocive alla durata dei cannoni e si tornerà. ai cannoni lisci, ma di acciaio, ai proietti cilindro-conici rigati, ed al le cariehc com presse quali, con ragione, il capitano Zanolini domanda veder attuare per tempo, ed al di cui desiderio di cuore ci associamo però dopo averne fotta una buona prova di sperimento del gener'e di quella di Shoerburiness .
Capitano
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RIFLESSIONI · SULLE ESPERIENZE ~
SHOERBUT-lINE·S S
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Vartiglieria ern in passato molto lent,a, circospetta e J>rudente nei miglioramenti del suo materiale, e credeva di essere giunta all'apice della perfezione col sistema Gribeauval, ma poi l'esperienza · di 25 anni di gucrrv continue fece conoscere che questo non soddisfaceva del tutto allo scope>, e venne modificato. Già da l ungo tempo funzionava il nuovo sistema, quando venne il 1859. ma chi portò sul otmpo di battaglia i cannoni rigat i ".I La Francia, me::1tre da tanto tempo il generale Cavalli vi lavorava e che i suoi grossi cannoni rigati erano g;à io uso· in Piemonte, e così per troppa esitazione e specialmente per divergenza di opinioni sfuggì al!' Italia. il
Rlf'LESSIONl SULL!l ESPlsRI ENZE DI SHOERllURINESS 183 vanto di averli fatti fulmiùare la prima volta sui campi di battaglia della Crimea . . Ora, più che mai, si fa sentire il bisogno nei corpi di artiglieria di un insieme per stabilire ·in maniera incontestabile i principii fissi sul tiro dei più utili proietti allungati, sul ioro moto di traiezione, sulla loro forma, e 's ulla velocità da imprimer loro, la quale ne costituisce la ;fu'rzà. Gli AÌnèr1cani e gl'Inglesi, prima cli .tutti, si sono spogliati e resi liberi dall'antica compassata riserva, da al· (;uni forse troppo ostentàta, ed ora, con sperimenti sopra sperimenti cli · nuovi cannoni e proietti , pr oposti dagli uffizia.li dell'arma., come anche da altri, si va cercando cli sta.bilire le basi dei principii cui sopra, avendovi però sempre una gran divergenza di opinioni tra quelli uffiziali d'artiglieria di tutte le nazioni, i quali più' degli ,dtri hanno esperienza della guerra, come lo prova.rio difatto le diverse forme dei cannon i, dei loro proiettili, nonchè delle variatissime esperienze che se ne fanno, onde trovare ad un tempo, il mezzo di rendere iudistrutt.i bile ciò che si vuol distrutto, lo che è un paradosw ·che pur condurrebbe all'infinito, aumentando sempre e ~empre i calibri onde rompere i ferrei rivestimenti dei quali pure si aumenta la grossezza e la tenacità, perché vieppiù resistino. ln seguito a quest' ultima riflessione noi pensiamo, che molti di queUi che avranno letto gli ultimi articoli ìnserti nei giornali inglesi sulle esperienze. che ebbero luogo a Shoerburiness per accertarsi della resistenza clelle cannoniere in muratura rivestite di ferro, saranno rimasti sorpresi che il cannone rigato Armstrong da 110, e l'altro pur e rigato Whitworth da 120, sieno stati superati: da un cannone liscio eia 68 libbre, perocchò ·l' effetto distruttore di questo, contro una corazzatura di ferro di 16 pollici (0m,41), ed alla distanza· cli 183 metri, ·
RIFLKSS l01\ l SULLU: ESPU:RlE'IZE 184 fu, ma<:ro·iore dì quelli, Ciò è naturale, se si• considera 00 che a sì breve distanza, la m:-tggiore velocità del proietto lanciato contro un mezzo egualmente compatto ed omo,,.eneo come le lastre' di ferro, è il ver0 modo per vino . (;eroe la resistenza; ed è facile convincersi che in massima e fino ad urr certo limite, due proietti di calibro differente m~ di. uguale densità, produrranno ad uguale distanza l'effetto medesimo se la velocità finale del· più piccolo è relativamt nte maggiore della velocità finale del s8condo. Difatti, se la portata dei proietti dei cannoni rigati è superiore ed il tiro più esatto di quello dei cannoni lisci , ciò non devesi già attribuire a che i primi ( a ~alibri e cariche uguali) abbiano maggiore velocità iniziale e finale dei secondi, ma bensì devesi a questo che il moto di rotazione ch'essi ricevono per effetto d~lle rigature nell'anima dei cannoni sensibilmente diminuisce la resistenza. che l'aria oppone al passaggio del proietto a traverso i suoi ·strati nei quali penetra come la vite, èd in conseguenza questa minor resistenza assorbe minor quantità della velocità iniziale che il proietto aveva al suo punto di partenza, mentre invece strugge la tendenza dei proietti a deviare per causa delle irregolarità inevitabili nella loro forma, il di cui centro di figura difficilmente corri sponde al centro di gravità longitu~inale dei proietti allungati, divenendo perciò questi ultimi superiori a.gli sferici. Dall'anzidetto dunque non è a dubitare, che a parità di calibro e di carica ed a breve distanza il proietto del cannone liscio non abbia maggior velocità cii quello del cannone rigato, perché le resistenze che quest'ultimo subisce nel percorrere l'anima del cannone sono ben superiori a quelle del primo; e riassumendo tuttociò, è evidente che il proietto da 81 del cannone liscio, alle esperienze di Shoerburiness, quantunque di min9r calibro
DI Sl.fOERUURl~E8S
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degli altri d LW eia 11 O e 120 pure percosse .il bersaglio èon maggior effetto degli altri rigati, perchè la distanza er.1 breve e perché conseguentemente la velocità. del proietto sferico percuotente era maggiore di quella con cui lo percoss~ro gli altri due. È cosa ormai assicurata, e che presto verrà provata, che :se un cannone ad anima liscia tirasse proietti i quali per effetto solo della loro forma ricevessero il valuhtto moto di rotazione, scivolando nell'anima del cantlllne quasi senza attriti, allora vedrebbonsi gli effetti prodotti dai suaccennati cannoni lisci uguagliare, anzi sorpassare assai, anche nei lunghi tiri, quelli prodotti dai proietti dei c,mnoni rigati. Relativamente poì alle cannoniere in muratura rivestite di una incamiciatura di ferro, ci sono venuti sotto occhio i disegni delle caserme forti a piattaforma mobile dell'illustre nostro generale Cavalli, cd ispezionandone la pianta ed il taglio ne abbiamo ammirato l'ingegnoso in• sieme; ci sia però lecito di esporre francamente relativamente alla piattaforma mobile, che diversi sono i casi che potrebbero renderla immobile ed allora i quattro pezzi fissi sulla piattaforma., quasi senza campo di tiro orizzontale, cosa potrebbero fare? È cosa facilissima che in un combattimento, un frammento di ferro o altro corpo duro, cada nell'interstizio tra la parete esterna della piattaforma girante e quella interna del pa.rapetto che la contiene, ed allora arn=istandosi tra le due pareti impedirebbe per certo il movimento della batteria che diverrebbe immobile. In ogni modo, non vi ha che uno. solo dei quattro cannoni della batteria girante che possa far fuoco contro le artiglierie disposte per battere simili caserme forti, poiché non a vreb bonsi a collocare che qti'attro o cinque cannoni distanti gli uni dagli altri quanto i seni degli angoli di 10°, in batterie sotterrate e blindate, dei quali cinq ue cannoni
186 RIFU:SS!ONI S ULL!t ESPERrnNZE 1)1 ·sHOERBURINESil uno solo sarebbe esposto al fuoco della batteria girante, mentre i t re altri sarebbero iuutili ; sarebbe un vero <:;annone revo,l vcr. _ . Lungi da noi il non credere utilissime, simili caserme forti. anzi si ritiene per certo che le opere circo}ari siano ora le sole che possano essere scuscettib1li di U!} . buon corazzamento, meglio adattato a resistere e so~ten,ere il fuoco delle attuali ar~jglierie, ma le ,piattafqrn~.~ mobili non. si credono ammessibilì neppure per ,questo, che in caso di assalto i cannonieri puntàto,ri della, piattaform11. non sarebbero indipendenti gli uni dagli altri, potreb,bero puntare e far fuoc_o sulle masse mobili al m(m1!-"nto opportuno, lo che produrrebbe moltà. confusione . . -
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RIVISTA TECNOLOGICA
l\'a,·i cor.azzale. 1 fogl i america ru ci parlano di un n uovo perfezionamenlo 11clla costruZÌlllle e nella potenza delle navi corazzate, dovuto ad un ingegnere di California. Tutto il pregio llelFin:vemione consisterebbe in ciò che i nvece di U lHL torre o di una cu'pola sul ponte , come aveasi il Monitor, ed h anno le navì curauate cos1rutte st~ tal sisten1a, la batteria della nave f sarebbe stabilita su di un a piattaforma a.scendente e disèrn'dente. Nell'atto di far 'fudco la piattaforma si rileva · sino a li'véllo della tolda, ed i _pezzi cbe la sormontànò p'rotetti da robusta:· armatura sparano, per quindi nascondersi tosto a Ila vista ed alle offese d-?l nemico, discen~endo la piattaforma nel ·corpo d~lla nave all'altezza del 2° ponte ove ì pez1.i vengono \osto i n tutta sictirezza ricaricati : nell'atto :;tesso una faba piattaform R di fer ro scorre e chiude l'apertura, eo::;icchè nulla pitì s porge so-vra ·il ponte, fioo ad uu a ltro sparo.
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R!ltJSTA
Cotesto movimento di ascensione e di discesa è prodotto da 4 potenti elici mossi. dal vapore, e diretti dalle manovre di un uomo :,;olo. Il pnntame[Jto dei pezzi è ana_Iogo a qu~llo dei pe_zzi stabiliti nelle torri, cioè può farsi per disotto ed m tutta sicurezza. Il vantaggio di questo nuovo sistema consiste principalmente in ciò che la batteria non è aperta ai colpi del nemico se non nel brevissimo istante dello sparo, ed il vantaggio è per sicuro grandissimo imperocchè ne deriva una grande econom~a . di ferro nell'armatura, epp:.,rciò minor peso alla nave, e m1ghor • . . # attitudine alla nav1gaz1one. Nel prossimo fascicolo pubblicheremo un'interessantissima re• !azione deff egregio ingegnere delle miniere N. Pellati, sulla fabbricazione delle lastre di corazzatura.
llt•golatore del timone. Fra le utili invenzioni di· dui l'età nostra è tanto feconda, merita una speciale attenzione quella del regolatore del timone dei bastimenti, dovuta al sig. Gabriele Barthe di Trieste, il quale sappiamo essere sul pi•ocin t,) di formare una società per la sua applicazione. Il timone, questa parte indispensabile e v itale dei bastimenti, è eziandio la più esposta ai ri:,;chi e pericoli del mare: il toe· care di un basso fondo, un colpo di mare grosso in tra.verso, uno spezzarsi dei gangheri, oJ agugliotti, ~ui quali sta infisso il timone, priva ad uc. tratto la nave della sua forza e della e la mPrcanzia ed il bastimento, bS ua vita-7 e l'equipao-o-io 0 0 . sciati in balìa delle onde infuriate, non ha altro sca~po , , speranza che nel fortuito passaggio di altro legno, 11 quale poss;l e voglia tirarlo al rimorchio. Anche in meno terribili frangenti, la condizione del timonP, d'essere pal'te staccata, e direm quasi posticcia d'ogni basti• mento ·e nel tempo iste-,so in tanta intima relazione con es-:o che o~ni minimo moto e':Ì oscillazioùe sua comm1i~a al legrio
189 intiero, fa sì che s forzi continui faccino tra di loro le commessure di poppa; per cui la più solida costruzione non basta ad evitare il logorar-,i della carena e del dritto di poppa, e le frequenti riparazioni a cui i.ono soggetti i bastimenti. Il signor Barthe è g iunto a superare tutti questi inconvenienti mediante il suo sistema di regolatore, il quale altro non è che un apparecchio in ferro posto sopra la coperta del bastimento, che ·in diretta comunicazione col timone lo assicura contro ogni accidente di mare, senza offenderne per nulla il uatural1:: ~er, izio è l'agilità: auzi, mediante siffatto apparecchio, più maneggevole e più facile diventa il timone; ed in qnaluuque gros~o temporale un solo uomo basta a reggerne il corso; laddoYe io t>ggi n,m sono taholta sufficienti cinque o sei ro• bustìssimi marinai. · · S'aggiunga a questa ogni deviazione impedita, ogni sforzo de!le parti posteriori reso impossibile, ogni oscillazione e sconnettersi del bastimento superato, e con ciò chiuso l'adito alle filtrazioni dell'acqua, e si resterà convinti dell' immenso servi;;io che il signor Barthe avrà arrecato alla rua,ina tutta, cui tanti affetti e tante sostanze sono giornalmente affidate. (' Uesta invenzione ebbe già loJevoli esperimenti sia sulla nu~rina mercantile che sulla marina regia. Sul piroscafo nazionale il Tanaro esiste tuttavia il regolatore Barthe sul quale un'apposita commissione governativa , presieduta dal signor capitano di fregata Ansaldi, e composta di ahri distintissimi ufficiali della marina italiana, ha dato unanime il suo giudizio favorevole, e per il bencl del regio servizio ne ha C()nsigliatn l'applicazione sopra tutto il naviglio dello Stato: i l elipper italiano Unico , la nave peruviana il Carmen , i brigan1in i trit-stiui, Antonio C., Laura e Nice, ed altri parecchi, r.on grandissimo loro vantaggio, e con soddisfazione dei loro pro prietari !"hanno adottata. Bene fece il signor Barthe a determinarsi di aprire nelhi vi inanze di Genova un opificio per la costruzione del suo regolatore : il nn111ero gr.ande dei uavigli d'ogni nazione che affiu;s}ono a questo i mportantissimo porto del Mediterrane,J assicura a l ui ed a' suoi associati con,m issioni molte e profìt• tev,1lissime, nou disgiun te dal ruerito d'a ye re in Italia, e sotto TEC~ OLOGICA
l!JO
lll V IStA
191
la proteziuoe del gorcrno italiano , fissata un 'inJ11stria clw è d'origine italiana . Noi auguriamo alla sua società e stabilimento tutto il favnrn d1e ben merita dal gommo e dalla privata speculazione.
(Gazzeua di 1'01·ino) .
Telegrafo da rampo. Nell'esercìto dell'Au1erica del Nord è organizzato 11 servizio telegrafico di tal guisa, che in poche ore improvvisasi una linea telegrafica dall'una estremità all'altra di un campo di !,attaglia, di unl pos1z1one , di una linea di operazioni, ecc., ponendo così in irnwediata corrispondenza tu tti gli clementi dell'esercito. Il sistema telegrafico a mericano è semplicissimo: son v i nl parco d'ogni divisione d'esercito uno o due carri trainati a due pariglie, ove si contengono tutti i materiali nece:-ssari sia per impiantar parecchi chilometri di linea telegrafica, che per ser vire di stazione teleg1a6ca. · Il filo svolgesi, d3.l carro stesso ove può passare, ed o,·e tiol può, da un torno collocato sopra una barella portata da due uomini a l passo di con;a. Il fi lo viene appoggiato su alberi, pergolati, tetti, ecc. , ovvero, in difetto di appoggi naturali, su leggere pertiche appositamente preparate, r.iascuna delle quali vien mantenuta d ritta da un uomo se la linea telegrafica non ò stabilita che per poche ore; quando invece la linea debba durare ,alcun tempo, a tali pertiche ven gono successivamente sostit_u iti pali conficcati oel snolo. Colla stessa facilità e speditezza il filo telegrafico , ,ien rip iegato, e tutto il materiale ri post.o nel rispettivo carro, quando muove la truppa, o debbasi ahrove dirigere la linea telegrafica. Facilmente si comprende quali utilissimi_ servigi possa rendere una così facile e spicciata applicazione della telegrafia nelle operazioni della g_uern1.
Studi geodetici europei. Malgrado 'e numerose dift:icoltà che gli attraversano il cammino il ~otto signur Faye membro dell'accademia francese, procede d1~ettamente allo scopo· prefissosi, additando i perfe• :(1onament1 d, cui sembragli suscelti bile la geodesia, e rispondendo degnamente all'appello dei dotti geodetici tedeschi c;he . ha~oo. proposto di sistemare le reti geodetiche delle varie regioni europee, combinandone ed accordandone le sin"'ole 0 triangolazioni in una sola . Second?'" il signor Faye il maggior pstacolo io questa grande opera sara certameute quello della diversità delle misure impiegate ne i varii paesi, per cui in una s11n memoria letta all_'ac?'1.demia_ del!~ s,:i~~ze, egli vuole che per primo accordo rnd1spensab1le ~1 stabilisca l'unità di misura comune Il signor Fay~ dà qui ndi estesi ragguagli intoro~ ad uao slmmento, _da 1111 ~ttentamente sperimentato, proprio a misu rare le bast geodetiche, in venta to dal signor Brunner, e sul· m etodo che sarebbe la conseguenza del suo impiego nei lavori che stanno per intraprendersi in Germania io Francia io I ralia e n ell'Inghilteua. ' '
to.
strumento Brunner consiste in piccole lastre di ottone, che s1 ficcano su sost~_ni di 4 in 4 m~tri, che si poono mi. surare co.n tutta prec1s1one, e consentono di calcolar p oi a tavolo le operazioni fatte sul terreno · La meÙ1oria del signor Faye sa;à. stampata, e riuscirà 10• te ressantissima per chiunque si occupi di geodesia.
.\i11io Yll Yol. 111 . -
i:l.
STATISTICA
RIV.ISTA STATISTICA
FRANCIA . - Con imperiale decreto del 15 novembre 1862 istitui,·asi uno stabilimento dei pupilli della marina. · Lo stabilimento dei pupilli della marina è fondato a favore degli orfani e dei figli di uf:lìziali di marina e dei marina.i. L o stabilimento ,,cune fissato in Brest sotto la sor veglianza i mrned iata del prefetto marittimo, cui appartiene l'alta direzione di tul.to quanto concerne l'ordine, la disciplina o l'istruzione. Vi sono ammessi : 1° Gli orfa ni di padrn e di madre, figli di nflìziali marittimi e di marinai morti al servizio ovvero in ritiro od aspettativa; 2° I figli di uffiziali marittimi e dei marinai summenzionati aventi ancora Je madri; 3° I figli privi di madre ed il cui padre marittimo ù in attivitit di servizio; 4° Gli orfani o figl i di marin,ii vittime di avvenimenti di mare a bordo di navi di commercio o peschereccie.
193 Lo ammessiuui hanno luogo nel seguente ordine di preferenza: Gli orfani di uffiziali marittimi o di marinai morti al servizio dello Stato, o i in ritiro. Quelli di nffiziali mnrittimi o di marinai in·en ti nlmcl!o ~i•i nnni di servizio ddlo Stato, e morti in aspd1atin. Quelli dei marinai morti per sciagure mariu imo navis;:a 11 do r er commercio o per la pesca. " I figli privi di 01a lre aventi il padre uffizia le marittimo o marinaio, in servizio dello S111 to. Gli orfani <l'ambo i· genitori po!ranno css.::rc amni<>ssi allo stabiliment01 dei pupilli dall'età di set te a nn i; gli al tri noi potranno che dop~ compiti i n0Ye anni. L'ammessione dei pupilli è pronuuziata dal ministero della marina , _sulla prop,lsla dei prefetti dei cinque dipartimenti martttinn e prevw l'e311me dei titoli per parte <li una commiss ione permaneu te in Brest. I pupilli cl1e addivenissero inabili al servizio di mare sono r·inviati alle loro famiglie. R,iggiunta l'età dei 13 anni i p11rilli sono ammessi a.Ila scuola dei mozzi cogli altri figli di marinai. I proventi dello sta bi limen to consistono in doni e \eo-a.ti dei privati, in sussidii forniti dalla cassa degli iovalidi della o,al'i . • a a fanci-ulli . . ell orfan i che sono ammessi nello stabilimento , 111 sovveoz1ou1 accordate dai d ipartim<mti e dai comuni. Quest'istituàone ha <lestatq in Fram ia la rnago-1O1' sim1)a.tia .1· . t> , o da quanto u1ces1 t i. ('assa dello ist.ituto va ogni...,.iorno im0 pingua.udosi di off,·rte private. Lo ~pec_tatei~r mililaire nella sua C?'Onaca militare di questo mese lormsce 1] seguente s unto J ell' Ecposé de ln, situation de l'empire presentato alle CamFJre, p1)r la parte concernente l'amministrazione della guerra celio scorso auoo. . Il_ primo paragrufo è ronsar,rato alle operazioni mili tari chFJ !i1 riassumono alla spedizione che portò la bnn,!iPra frnnre~e al Messico. L'esercito d' Affrica ha avuto l'onore di s,rn1 111i nistrare lu prime trnppe dcstin:He per quella lo11u1u11 guerra.
STATISTI CA
194 l(iV !STA L'aziune rjelle trnppe poste sotto il comando del generale Lorencez ù s•ata parnlizzata fin da prin,,ipio, in segu ito alle ,liffìcoltà risultanti rlal clima, d11l lo sta to sanitar io 8 dal cattivo stato del le strade durante la stagione pi_ornsa; ma questa siinazione si è molto modifìcata , ed· il corpo di sped izione il nii effettivo giunge oggi a 27,000 uomini· e 5,000 cavalli, il di cni comando è stato affidato al generale Forey, ba potuto prendere l'offensi Ya e spingere vigorosamente le sue operazioni ,;ou1e risulta dalle <;o~rispondeoze che l'egolarmeute giungono dal teatro ddla guerra. In Cina, le truppe ,Ji terra che sono rimaste a dis~ izione del ministero della marina , comprendono il 3° battaglione d'infanteria leggera d'Affrica., un distaccamento del genio ed alcuni gendarmi formando m1 totale di 915 uomini. In C~cincina, l'e ITeÌtivo che vi rimane è di 1179 uomm1 e eomponesi d'un ba ttaglione cli tiraglia tori algerini, cli distacramenti di cacciatori d'Affrica e di spahis, e d'una compagnia riel genio. Anche queste trnppe sono a disposizione del ministero della marina. Un paragrafo speciale segnala i buoni risultati ottenuti nelle scnole mi litari in · seguito all'applicazione dei nuovi fl'golarnen ti. L'articolo consacrato 111 reclutamento contiene la !ab.ella di 1:ipartizione dell'effettivo genera le dell'esercito alla · data del 1° novern,bre 1862, cioè 420,836 nomini; constata nello stesso tempo la perfetta regolarità' colla qual e sono state eseguite le operazioni relative flli'appel lo della classe del 1861; i consigli di revis ione, sotto la presidenza dei prefetti, hanno portato al 2 per 100 la cifra dei sostegni di famiglia lascia ti a casa , propmzione r:he ci rcostam:e di guel'ra avevano ridotto al!' 1per100, 2,000 uomini della classe del 1861 banno approfitta to di questo favore ,
I miglioramenti introdotti nell'ordinamento d(,llla scuula imperiale <l't cavùller ia hanno dato tutti i risultati che se ne spel·a va uo. Anclw il servizio delle r imGnte ha sublto una importan te rnodifìcazivnn, ammettendo i negoi:ianti dei cavalli in concorrc:nz:t r:(\!1 s li alleva,tori, a r:ontrattare con gli uffiziali compra·
tori; questa modificazione che impediice q ualsias) monopolio'. ha · permesso di sostituire all'azione · isolata e molt.1pla degli nffiziali di •rimonta, l'unità d'un'azione centrale che orgamzza le c'6mniissioni di compra, e ne segue le operazioni. In seguito a questo riordinamento sono state forma te tre grandi circoscrizioni che corrispondono alle tre prmc1 pali contrade cli produzione cavalli na, la Normand ia ., l'Ovest,. ed il Meziogivrnò. . . . Lo stesso . paragrafo constata l'eccellente s1_tuaz1one dei cavalli e muli da tiro, collocati a titolo di deposito, dopo la carnpao-na d'Italia, presso i coltivatori. r.: articolo consacrato all'artiglieria reca che la trasforrnaziorw del materiale dell'arma prosegue secondo le basi adottate da ll'imperatore. Lè sperienze fatte al campo di' Chàlons, sottu il rapporto della precisioue e della portat:i, hanno oltrepass:110 tutte le speranze; si •proseguono pure a tt ivamente le sperienzc r.omplementa:rie destinate a determinare lil durata ' pl'Obnbilr,; delle bocche a fuoco e la penetrazio• e dei loro prowti 1. commissione permanente dei ponti a Stra;;bourg, stu,h1 nuovi sistemi di ponti, più mobili e più leggeri , che meuer::urno gli equipaggi da poule rimasti staàonarii dal 1853, al li vello dei progressi compiuti nel materiale da .campagna. · Io questo capitolo si possono apprezzare le fehet conseguenw della legge 14 luglio 1860, nella fabbricaò oue e nel commerc:o delle armi da guerra; fra pochi anni è sperabile che la fabbcicazione delle armi da guerra del commercio di S . Etienuu, ~iunq;erà a circa 100000 per anno, ciò che assicura un sala rio <li a~ueno 2 milioni agli operai a rmaiuoli di qud centro industriale. 1 laYori di costruzione degli stabilimenti d'artigheria tla .,rearsi a Bourges proseguono; i lavori di costruzione della nuoYa fonderia sono s tati messi all'incanto e sono già incomincial i. La ricostruzione della fabbrica d'armi di S. Etienue prescritta li 30 giugno 1860 sta per essere incomincia~a; _i _terreni ~Oli() riconosciuti, ed il consiglio municipale della c1tta ha oDur!o rii mettere a disposizione dell'ammwistrazione della guerra pr•r la somma di 350000 lire quello dèi due terreni design:tti cl 111 l'amministr~iione sèéglierebbe.
La
STATI,,TICA R1'1JSTA 196 La fabbricazi one delle polveri e salnitri si è mantenuta nei limiti fissati dal bilancio, in quanto alle ordinazioni de\l:\ o-uerra, ma la fabbricazione delle polveri per la vendita ha pro-~redi to rapidamente; giungerà quest'anno a più di 4 millioni
cli chilogrammi. Nel paragrafo relativo al genio troviamo çhe una commissione mista, composta di generali del genio e d'artiglieria, ò ~tata incaricata di preparare un programma per dirigere il l nvoro delle commissiom locali che doHanno procedere in ogni piazza, alla revisione dell'annamento dì cui sono attualmente provviste. Questa misura è nAcessitata dai cambiamenti subiti da diverse piazze ed anche dai nuovi bisogni risultanti da i recenti perfezionamenti introdotti nell'artiglieria. A Lione, a Lille, a Tolone, a. Marsiglia, i lavori affida1i al genio sono stati spinti att.ivamente. A Barigès, è proseguita la r icostruzione e l'estensione del ~ l'ospedale m ilitare;.fin da quest'anno le nuove costr11zioni hanno potuto ricevere 4 O uffizi ali e 213 sott'uffiziali e solfati. Gli ordini dell'imperatore per l'ingrandimento degli alloggi d'uffiziali ammalati, e per un padiglione destinato al servizio delle acque termali all'ospedale militare di Vichy, sono stati eseguiti. I più notevoli lavori <èseguiti dal deposito della guerra durante lo scorso anno sono: Il disegno completo di sedici fogli delle carte di Franci,t
al\'80000 ed al 320000; La continuazione dei lavori relativi a.lr'Algerja; Le carte e piani relativi alla storia di Cesare, alla Cina , alla Cocincina, alla Sir ia, al Montenegro ed altro; La riproduzione, l'amplificazione o la rid uzione di diversi lavori topografici mediante la fotografia e l' applicazione della galvano-plastica all'acciaiamento delle tavole della carta eh Franci11; L'incisione di sei fogli della carta di Francia è terminata, e quella di 41 altri fogli è in corso di esecuzione; Nel 1862 è stata terminata la storia della campagna d' Italia (1859). Quest'opera ed i due atlanti che la compleìano è stata eseguita dal <lepo~ito della guerra. I manoscritti di esrn hanno
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t icevuto annotazioni dalla mano stessa dell'imperator~, anno• tazioni che ne consacrano l'alto valore storie~. Toctliamo dalla cronaca stessa m ilitare del Spectateu.r, che il mi~istro della guerra ha indirizzato all'imperatore · un rapportò su di una epiJemia che ha avuto luog~ alla scuola imperiale di S. Cyr, e che ha determinat? lo sc10ghmento prov• visorio della medesima. Questo rapporto distrugge l'opinione che erasi diffusa nel pubblico cioè dell'insalubrità normale della »cuoia di S. Cyr. malattia constatata dai medici militari sugli allievi curati all'infermeria è la febbre tifoidea, affezione che tende del resto a caratterizzarsi ovunque vi è agglomera:zione. Secondo' i rapporti speciali degli uffiziali sanitarii, di retti al ministro durante undici anni (1852-1862); su 16 decessi aYvenuti alla scuola, 10 l1anno avuto per cansa aITezioni tifoidee; ma considerando, che durante questi undici anni, 3000 giovant circa sono entrati alla scuola e vi hanno passato due anni, si abbandonerà l'idea che questo stabilimento presenti in q ualcbc ·modo un vizio organico che lo condanni fatalmente all'insa-
L;
lubrità.. Secondo il rapporto del maresciallo Randon, si è in principal modo all'influenza d'un'atmosfera per molto tempo eccezionalmente umida che bisogna attribuire l'epidemia della scuola, e secondariamente a cause locali il cui concorso ha potuto favorire, in u na certa misura l'alterazione momentanea del lo stato sanitario della scuola. . Lavori sono stati prescl'Ìtti e sono già in via di esecuzione onde rimediare a tutto quanto può alterare la salubrità. della scuola; ma risulta dal rapport0 del m inistro della guerra, la. convinzione che il male è passeggero e che i.! rimedio sarà prontd e decisivo.
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RtV IST A
Islilu-ti militari . ~ In Fraìmia l'fifettivo degli allie~•i dogli istituti militari è stato determinato per quest'anno nel modo seguente: S2uoìa imperiale politecnica. 260 Scuola imperiale speciale militare 600 Pritaneo imperial-e militare . '430 Scuola imperiale di cavalleria . 480 ScLiola imperiale di applicazione di stato-·maggiore. 50 • » · d'aTtiglieria ·e del genio 170
Totale 1990 L'èffettivo della scuola ·impedale di cavalleria si compone nel µl'ofo seguente: uffizial i e sott'uffiziali , d'istru'z ione 100, uffiziali e sott'uffiziali allievi l 00, brigadieri allievi istruttori 240, al)ievi maniscalchi 40. Alla scuola d'applicazione d'artiglieria e 'd·e l genio, dei 170 a llie,•i uffiziali, 120 sono destinati all'artiglieria e 50 al genio. Vi sono inoltre- i:lue scU'ole di medicina erfarmacia militare, una scuola normale di tiro 'ed una scuola normale di ginnàstica, . il cui numero degli allievi ,,aria_ seco11du i bisogni ·del serVlZI0. I! numero degli allievi ammessi annuàlmente ·nelle scuole: politecniche di S. Cyr, tl'applicazione di stato-maggiore, d'applicazione delrartiglieria · e del genio è egualé alla 'metà dell'effettivo sopra indicato. Viene però ;fissato ogni anno dal ministro e può essere . aumentato o dim.i nuito· seccinclo .le circostanze. Il · numero degli ·allievi da ammettersi a.l pritaneo m ilitare é determinato ogni anno in ragione ·delle vacanze ch'e hanno luog'o nel collegio. ' · Il ·numero degli uffiziali, sotto-uffiziali e · caporali delle truppe a cavallo destinati a passare un anno alla scuola di Saumur è fissato ogni anno m modo da · non oltrepassare l'ef• fetlivo della scuola. La spesa degli istituti militari è stata fissata pel 1863 a liti, somma di 2839033 lire. Le scuole reggimentali e.ostano m Franci'a 315000 lire oo appo noi 270500.
STATlSTJCA
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Noi abbiamo 15 _istituti m ilitari (1 accademia, 6 collegi m ilitari, 1 scuola di cavalleria, 2 scuoi(-. di fanteria, 1 scuola d1 bersaglieri, 3 battaglioni di fig)i di militari, e la scuola di musica in Asti) che contano, oltre agli uffiziali e uomini di bassa forza comandali ai corsi d'istrnzione della scuola d'Ivren, di quella di Pinerolo, e di quella di L ivorno pei bersaglieri, 4015 allievi. La spesa n8cessitata da questi diversi istituti è fissata a 322747760 lire, somma nella quale sono comprese quelle spese che si riferiscono al consiglio superiore, mezze pen~ sionì, ed assegnamen ti diversi L'Austria in seguito del nuovo. ordinamento degli istituti m i litari, conta ora; 5 colle"'i di second'ordine, stabiliti a Fischau, _B ruek, Prerau, Belli,rno ; W ~isskirchen. Ogni colkgio _conta 104 allievi , Per i 5 collegi 520 allievi . , . G collegi di prini'ordine, stabiliti _a Stras_s, Kotte~bei:g, 9ùns, Kaschau e Karnenietz, ·ognuno dei quah ha 208 ·a ll1ev1. Per i cinque colh:gi ·1040 allievi. . . _ _ 8 compagnie di scuola, di cui 2 per la fante_ria, a Hambourg ed a Olmùtz; 4 per l'art1glier1a, a Crncovia, a -Praga, a 01:mùtz ed a Liebenau; 1 pel genio a San Pcelten; l. p~r 1 pompieri a 'foln. Ogouna di q neste scuole conta 120 allievi. Per le 8 compagnie 960 allievi. 4 istituti pei cadetti, a Ifai~bourg, ~isenstadt:., FiuIJ?e ~ Marbourg, ognuno con 190 allien. Per 1_4 1st1tut1 160 alhev1. 3 accademie militari: l'accademia politecnica di Neu-s tadt vicino a 'Vienna, con 351 allievi, l'accademia d'artiglieria, a Weisskirchén, con '156 allievi; l'accademia del genio a -Znaim, con 123 allievi. Vi sono qui ndi p'lr queste tre accademie 630
allievi. Totale generale 25 institut1 militari, cori 3910 allievi. Si contano, inoltre, pei militari le segl'lent1 scuole, · L"alta scuola militare di Vienna . · . · . · . · · 44 a-llrevi La scuola normale militare di Neustadt. 53 Il co~so superiore d'artigli~ri-a di "Yeisskirchen 18 Il. corso superiore del genw a Znaim . . . J8 'La scuola tecnica d'artiglieria a Vienna 30 centrale d, cavalleria · · • · 42 d'amminist1 aziooe milita:i:e • 120 med ico-chi rurgica m ilitare , 382 , · ) , ·eterin.aria militare 152 Totale 859 allievi
RIVISTA 200 In tutto 34 istituti con 4767 allilwi, eioè 26 istituti e 277? allievi di più che la Francia. l\oi abbiamo 15 istituti, cioè 19 istituti e 754 all ievi di meno che l'Austria u 7 istituti e 3016 allievi di più che la Francia.
Un corpo egiziano di cinquecento negri è stato messo a disposiziuue del goYcrno francese da.I vice-re di Egitto. Questi ne()'ri che resistono molto meglio che I bianchi alle influenze mJsane del calore deYOno essere impiegati ai più faticosi lavori della spedizione del Messico. I aiornali inglesi, il Tirncs particolarmente, hanno viva~ menÌe protestato contro il servizio reso alla Francia da Sa:idPascii.t, servizio che secondo loro è un pregiudizio portato a libertà dei negri. Il Jloniteur ba rettificato i falli in modo da. distrurre le supposizioni della starupa inglese. L'esperienza ha provato, con l'esempio delle compagnie negre delle Antille francesi mandate alla Vera-Cruz, che la razza negra non è SOltoposta come la razza bianca all'influenza della febbre gialla, per cui l'imperatore ba domaodato n1 ·vice-re, non il permesso di 1·eclutare dei soldati, ccme lo fece l'Ingbillerra all'epoca della guerra delle Indie, ma la cess.ionP. 111omentauea d' un reggimento negro di 1200 uomini cui suoi uffiziali e sott'uffiziali;· il vice-re non ha ·potuto disporre, dice il Mon"iteii1·, che 450 uomini che terrannQ guarnigione alla Vera-Cruz: Questa misura, pre~a ~er ~1;10 scopo di umanità, non può quindi dai· luogo a qnals1as1 cnt1ca. INGHILTERRA.. - Dal biln.ucio della guerra ultimamente pubblicato dal ministero inglese, si ha il seguente ragguaglio comparativo tra i l bilancio scorso ed il corrente : 1863-64 1R62-G3 L. sieri. L. slerl. I. Forze regolari. Paghe dello stato maggiore e dé reggimenti, sopras5,454,577 soldi, ecc. . . . . . . . . 5,709,733 Co:nrnissariat1 di guerra ; movi1,284,368 l 2.23 936 menti di truppe; legna, lumi, ccc . '630,,385 666,764 Spese di vestiario . . . . 661,010 635,637 Spese di casermaggio . 46,097 42,893 Servizio religioso. 43,012 62,468 Legge marziale 327,311 25.5,993 Amministrazione sanitaria.
A 1·iportare L. st.
8,544,763
8,'1.99,391
1863-64
201 186~-63
8,544,763
8,499,391
751,084 incorporata . . . 94.,162 !Milizia a cavallo 321, 884 Volontari . . . . . Pensioni non di ritiro, e soldo 55,847 delle riserve . m . Approv·vigfonamenl'i . .Mani956,365 fattnre . 838,369 Munizioni da guerra. 810,941 IV. Costruzioni. Ispeilorato e spese V . Alt1·i servizi. Educazione mi172,.201 litare . .' . . . . 85,444 Servizio topografico . 88,135 Servizi misti . . . 213,177 Amministrazione dell'esercito . 12,932,399 Totale pei servizi effettivi. L. st.
715,500 95,280 122,888
STATISTICA
R1:porto L. st.
Il. FM·ze
ausilia7'ùJ. Milizia non
VI. Servizi non effettivi. Ricom• pense per servizi militari . . . . Pa"be degli ufncillli gcnerah . Paghe degli ufficia li in ritiro, e in aspettativa . . . . . . Pensioni vedovili e snssidii Pensioni e gratificazioni a ufficiali feriti . . Pensioni interne . Pensioni esterne . Altre gratificar,ioni, ee;c. Milizia non incorporata. Totale pei servizi non effetti vi L. st.
49,517 1,391, 439 1,537,129 995,192 172,358 72,809 75, 174 213,335 13,940,012
25,933 77,782
24,360 77,600
464,895 172,157
479,722 179,876
32,843 33,776 1,142,702 144,964 32,786 2,127,838
35,633 33,923 1,110,380 143,364 3f>,480 2,120,338
Iliepilogo. 12,932,399 13,940,012 Servizi effettivi . 2,120,338 2,127,838 Servizi non effettivi. Totale generale L. st. 15,0.60,237 16,060,350 Diminuzione in favore dell'esP.rcizio 1863-64. L. st. 1,000,113
POLONIA. - · Secondo i giornali inglesi, i Russi avrebbero 90 000 uomini in Polonia, dei quali 60,000 di truppe regola/i e 30,000 cosacchi. Dal principio dell'insurrezione fino al
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fUVIST A_
STATISTIC ,\
giorno d'oggi l e loro perdite ascenderebbem :i 10 000 uomini. Gli. 80,000 uomini rirnanenti sarebbero ripartiti i11odo segnente : · a Varsavia 26,000; ripartiti nelle città di Modlin, lvangorud e Gamosc 10,000; operando contm le ba• dt:l d'insorti 20,000 ;·sparsi in città secondarie ed occupando la forrovia da Kowno a Neustadt 24,000. ·
r;cl
AMERICA DEL NORD. - Il congresso degli Stati-Uniti ha ·testè decretato una legge snl ,èrvizio militare cli cui ecco il sunto: 1° Sono sottoposti al servizio militare per gli Stati U niti , d ietro l'appPllo del pr1:siden le: a) Tutti i_cittadini mascbi _degli Stati-Uniti, c~paci di portare le armi da 20 a 45 anm; bj Tutte le persone di ùasèita estera, posre ù0llè medesime condizioni d'età, che hanno ,licbiarato con giuramento la lol'O int~ozioue di diventare citiadini dello Stato e che hanno esercitato il diritto di votazione in un distretlo qualunque. 2° Seno esclusi : a) Le persone colpite d'incapacità fìsica o morale; b) I l vice-presidente degli Stati~Uriiti, i giudici delle di verse corti federali, i capi dei di n,rsi ministeri, i go:vernatori degli Sia ti ; . e) I figli unici di vedova nou -avendo altro :ri1ezzo di sussistènzil che il proprio lavoro; d) I figli unici di p ·n eo ti attempati od infermi, ~ che li sostengono còl proprio lavoro. Se una fam igli a in questo CRSO conta diversi figli, il padre o la madre potra nno scegliere colui che deve approfittare· del beliefizio dell'eseuzrone. e) · Il fratello pr imogenito di ragazzi orfani di Ht/J minoro di 12 anni, che n on -hanno a ltrci sostegno fuori quello del fra tello ora detto; ·· f) I l padre di ragazzi di età minore di 12 anni ed orfani di madre, ma sempre alla. condizione e:;pressa sopra (e); · g) I membri d'una famiglia ohe; non contando più di quattro membri sottoposti all'appello, ne ha già due al servizio come sott'uffiziali, suonatori o semplici soldati; h) Qualsiasi persona che ha sn bìto_ una condanna per delitto non potrà. mai essere sottoposta al servizio militare. 3° Le forze i:legli Stati-Uniti, comprese nella présente ]èggci, e non ancora in servi1.io effettivo, saranno divise in dne categ0Tie:
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La pt·ima comprenderà tnl.te le" pel'Soné sottoposte all'apl'l:llo (maritate o celibi) da 20 a 35 anni e tutte quelle da 35 a 45 anni ma non maritate.
La seP.onda comprenderà t.u tt,3 -le altre persone soHoposte ull'appel lo . QuHs t' ulti ma categoria non dovrà essere r ichiesta, in nessun distretto che quando l'appello de lla prima ~arà esaurito. 4° Per l'arruolamento, l'appello_ e ]'o~dioamento delle forze militari, ogni territo rio formerà una circoscrizione, ed ogni stato s_arà. diviso in altrettanto circoscrizioni quanti so_n o i d istretti. 5° Pe~ ognuna rli queste circoscrizioni, il pr.esidente nominerà un Prév6t-Marscha.U con rango cli capi1ru10 di cavall-eria, e rilevanrl<1 da un G1·eat-P.révòt-il1arschall la di cui residen1a, ù hssata vVashingtoc.. Questo avrà rango di colon oelio di caYalleria, e sarà capo d'una divisione particolare del dipartimento• della guerra. Fanno_ seguito a questa legge diverse dispos;zioni rela:tive al!e fo rma-li tà. di arruolamen to, alle esenzioni ed alla penalifa ~ancita contro i refrattari, disertori e le_ spie. La legge non è in generale che la r iproduzione di cinella sancita li 24 febbraio 1793 che metteva in requisi~ione tutti i cittadini france3i celi bi o vedovi senza prole d,t 18 a 40 an n i. : Ma giova osservare che la legge americana è molto pitì severa, poichè ohre all'esigere il ser_vizio indistintamente dagli amrno -. g !iati con o senza prole, salvo le eccezioni accennale, tale legge non ammette la sn rrogazione che lo era dalla legge francese_ del 24 febbraio 1793. · Osserviamo ancora che in Francia tale_legge è stata decretata. poichè si era riconosciuto che il reclutamcmto dell'.esercito mediante soli arruolati volontari, sistema ·decretato dalla r1vol 11zwne li89, non e:ra attuabile. L'esagerazione mede.s ima della : legge 24 febbraio 1793 ne rese l'applicazione molto cldlìcile per non dire quasi impossibile, e quindi si regolò le chiamate in un modo più - equo ciò che fece , la legge del fi sett,-,m bee 1798, base fondamentale della legge qhe oggi stesso regola la . mate ria-. io Francia. In America come in Francia- si è sentito l'insufficienza clegh. nrrL10larnenti volontarii come. s;_stema di -reclut<1,men,to, -e ~i è cofa caduti _nella medesima esagerazione della Francia,del-17,93, ma da. essa sorge.r~ indubitatamente un ordinarneuto; del f(èclutnmento su queJle basi eque che formano la legislazione di .d iverse fra le potenze del continente europeo. D:dla pubblicazione ufficiale del censimento della popolazioue
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RIV ISTA SU TISTICA
degli Stati-Uniti , risulta che al primo gennaio• 1861 quello stato conta~•a 31409340 abitanti r ipartili come segue: P opolazione bianca libera 26975575 • di colore libera 480005 Schiav i · 3953760 Totale 31409340 pertulli gli Stati-Uniti Nel 1850 la pop. sommava a 23191876 e quiodi l'aumento del decennio è di . . 8217464 Applicando la legge sopra accen nata alla parte della popolazione bianca e fatte le debite eccezioni, risulta dalle tabelle uffiziali che il presidente può fare assegnamento sopra ci rca 5 m ilioni d'uomini com batten ti, cifra quasi eguale alla popola zione bianca gene:ale degli Stati ribelli. P erò non crediamo cbe q uesto· effettivo possa realmente mai ess~re mobilizzato. Nello scorso agosto l'esercito regolare dell'unione federale contava 4 3014 uomin i comandati da 2388 uffiziali d'ogni g rado. L'esercito dei volontari con tava sui ruoli, se non n elle file, 1092402 sott'uffiziali e soldati. Questa massa d'uomini tra scina al suo seguito u na vera a rmala di musican ti, q uesti sommando circa a 18000 suonatori. Il numero dei conducenti e degli èlperai è di 15080. Sommando insieme l'esercito regolare e quello dei volontari abbiamo un effettivo totale di 11354 16 uomini per il mese di agosto 1862. l\la <la quell'epoca in qua gli arruolamenti volont~r~ avendo completamente cessato, e _la nuova legge di requi s11.10ne generale .troYando numerose difficoltà nella sua atiua, zione, questa cifra ha dovuto scemare di molto in seguito n llu n umerosissi me d iserzioni, alle malattie, ed altre cause incn :n t1 a llo stato di. guerra. Quindi si può dire che !'effettivo presente sotto le armi deve ora appena giungere a 600000 uomini, dei quali soli :.!5000 uomini dell'esercito regolare. L'esercito del S11d conta sotto le bandiere 525000 uomini e s~ fann? sforzi per portarlo a 700000 uomini pel primo pross1010 g111gno. L a ma ri na dei federali contava nel 1862 (dicembre) 104 legni a vela e 323 a vapore, armati complessivamente di 3268 cannoni . Ci m ancano i r aggnagli sulle forze navali dei confederati. Da l'una come dall'altra parte la tregua è stata impiesrn1a a riordinare l'esercito. Da smbe le parti si trova la medesima energia, la mede~irna risoluzione, m a sì gli . uni che gli altri non hanno finora avuto la fortuna d'incontra re u n uomo d i guerra eminente, un capitano che abbia saputo fare quello cbe Napoleone I chiamava u n coup de tonnerre profittare della v ittoria, rovesciare o consolidare un imporo. '
ltlVISTA BIBLIOGllAFICA
l1rincipii di strategia per Luigi Filippo Picrautonii. Q uesto breve com pendio di strategia h a a vuto luce in Chieti , ed è dettato da uno dei volontar i napolitani in Venezia nella campagna dd 1848. In esso l'au tore dopa d'aver divisa l'arte della g uerra in i;trategia, tattica, piccola guerra e fortificazione, im pren:ie a dire della prima. Ed a mmettendo in essa teoremi ed ipotesi si propone conchiudere l'opera con a1quanti teoremi ed a fo rismi. Per ciò fare passa alle pri nci pali descrizioni e parla dei punti strategici, dei c;irdini, dei rifugi, delle fronti e delle linee d i operazione, delle fro nti e delle linee strategiche, delle basi, delle riserve, ecc. ecc. Dei campi poco ne discorre poic]1è dice tocchi alla politica il fissare il teatro della guerra . Noi lodiamo l'intendimento del sig. P ierantonii, il quale, in q uest'epoca in che, piena d'aspettazione, l'Italia segue sulle carte geografiche i movimenti delle patrie battaglie, ha in teso rendere alla portata di tutti i l linguaggio di questa scienza: e lo lodiamo tanto, da dolerci di vederlo alcuna fiata atteggiare a classicismo od accennare a geometria ana litica o a m nccanica.
RIVISTA D!DL!OGRAFIC.\ 106 Non però siamo con lui per la divisione fatta dell'arte della guerra, massime avendola cos·1 .generalmente trattata; e c• sembra potergli a buon diritto rimarcare che egli nel discorrer/ di strategia sia bene spesso entrato nel campo della tattica. A nostro credere per le materi1:, che egli ha trat_tato sarebbe meglio valuto con uno stile più piano, tenersi all'arte della guerra in generale ; e venendo alla strategia, arte di determinare i punti e le linee · del teatro della guerra, avrebbe avuto vasto campo di dare le definizioni: le quali peraltro avrebbero potuto anche essere meglio specificate, correggendo qualcuna che non e quella datagli dalla scienza moderna. E così facendo non avrebbe trascurato di parlare delle posizioni e degli elementi che le caratterizzano e che valo-ono o . qualche volta ad offrire alla tattica delle grandi vittorie di mosse, in che il nemico riesce vinto prima di essere stato attaccato. E dei campi anche avrebbe discorso, riflettendo che se l'arte della guerra è collegata alla politica, un trattatello dì strategia non bisogna parli di politica pi:ì di quanto si faccia di scienza militare in un'opera di scienza sociale. Noi diciamo dei teoremi i quali comunque fossero verità che hanno . . bisogno di dimostrazione sono da lui confusi co;,.li o afor1sm1 e quando questi non sono d'un Federico di Prussia, di un Napoleone I, d'un !omini o d'un arciduca Carlo non si · può pretendere che impongano. Tal'è per· es~mpio d; l rifiuto assoluto delle linee doppie e della conversione di base data come unico ~ezzo a resistere ad un simultaneo attacco di fronte e cli· fianco. Presso che ÌOiltili sono poi quelli verissimi ma di difficile attuazione, e da lui riportati così in astratto: come a mo' di dire quando in ogni azione vuole sia prima rotta.l'nòità_ d'attacco del nemico senza alterar la: nostra, e ql\ando se• za dire come tagliar il nemico dalla base senza comp.t'omettere la nostra linea d'operazione dietro la sua, ci parla del dove 1• 0 a ttacca.re il nemico che non abbia riser.ve strategjche,.
A. TAGLJAN•
GAETANO
Gerento.
DE-CESARE.
SULLA FABBRICAZIONE DELLE
LAS'fRE Dl CORAZZATURA.
Nozioni prcliminat·i. Le lastre di corazzatura sono parallelepipedi di ferro, più o meno ricurvi, aventi per lo più uno spessore di e larghezza variabili Om , 11 a om., 12 ' ,ed una luncrhezza o secondo le circostanze del loro collocamento e i mezzi di cui si può disporre nella loro' fabbricazione . Servono a rivestire le navi da guerra onde proteggerle dall'azione distruttiva delle artiglierie. Se non che gli ultimi perfezionamenti di queste non permettono più la costruzione di navi che possano dirsi ~ J\NNO Yll. Voi.
m. -
14
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SULLA FàDURJChZlONE
veramente impenetrabili. Difatti, per non parlare del cannone Armstroug, del cannone Lancaster, nè di parecchi altri eseguiti in questi ultimi anni in Inghilterra, sappiamo essersi i11 Francia pervenuti alla costruzione di -un cannone d'acciaio cerchiato, avente 6 metri di lunghezza e 4000 kil. di. peso, il quale lancia un proietto cilindrico d'acciaio di <-10 kil., con una carica di 12 kil. di polvere ed una veloci t.à iniziale di 400 metri. Alla distanza di 1000 metri i proiettili banno ancora 300 metri di velocità ed il cilindro d'acciaio fora come un empor·te pi~ce una corazza di Om ,16 d1· spessore, Malgrnclo così splendidi risultati conseguiti nell'offesa, le due principali potenze militari d'Europa, la Francia e l'In.oa hilterra, hanno riconosciuto, dentro una certa misura, la superiori tà delle navi corazzate su quelle d'ordinaria costruzione; e noi intraprenderemo senz?altro, per non uscire dai- li miti del nostro soggetto, l'esame della fabbricazione delle lastre di corazzatura. In questa hanno Ju~go alcune differenze notevoli dipendenti dalla diversità degli apparecchi di eui si fa uso. In alcuni stabilimenti si impiega ei;clusivamente il maglio a vapore, in altri si adopera il maglio per la fuciuazione dei pezzi di cui si ,com pone il fascio (trousse) , e si termina con un saldamento di q uesto ai cilindri laminatori. Volendo giudicar la cosa a priori, sembra che, 'doven - · dosi nelle lastre sviluppare la struttura fibrosa, il secondo modo di procedere sia preferibile al primo. Ma nello esperienze che si fec.ero a Vincennes, quando si trattò di addivenire al corazza.mento della Glorie, si verificò che le lastre fabbricate col solo maglio non erano 111eno resistenti delle altre. Tali furono quelle presentate dal signor Eugenio Charrière di Allevarcl e quelle sottoposte più tardi alle medesime prove dai fratelli Marrel cli Rivede-Gier. Ciò non toglie che la. fabbrica.zione al lar1.1i1rntoio non
DELLE !.AS1'llE DI CORA ZZATURA
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sia egualmente commendevole, quale vien praticata per esempio dai signori Petiu e Gauclet , il cui stabilimento di S. Ohamont è oggidì il primo in Francia per questa specialità. Anche nel!' Atlas-vV_orks di Giovan11i Browu a Shefl:ield, e nella maggi-or parte degli altri stabilimenti inglesi, si fa uso dello stesso sistema. Bisogna dunque conchiudere che a questo proposito nulla potrebbesi staoilire in modo assoluto; il fatto prova che l'uuo e l'altro sistema vien applicato con successo: ragioni economiche di fabbhcazi one possono so-lo nei vari casi far propendere pel primo o pel secondo.
Fabbric;;zioui delle lastre col!' uso tlcl solo maglio a Vill)Orc. Esaminiamo la serie delle operazioni che si cseguiscooo nella lavoraziono al maglio, e prendiamo ad esempio la fabbricazione delle lastre destinate al corazza.mento de]la nostra batteria la 1'erribile, quale ebbe luogo nelle fucine dei fratelli Marrel a Rive-de-Gier. Nel 1860 il nostro governo essendosi deterroinato di far costrurre due batterie corazzate, ne affidò l'esecuzione a lla società delle fucinfl e cantieri del Mediterraneo, che alla sua volta presentò come fabbricatori delle lastre i signori Marre!, i quali avevano poco prima ottenuto a Vincennes l'autorizzazione di prendere commesse di lastre per conto a·e l governo franc:ese. Ma prima di conferire a quegli industriali un così delicato incarico si vollero nuovamente sottoporre a prova i loro prodotti, i quali vennero perciò esperimentati in Genova il giorno 23 ottobre dello stesso an_no. Ecco il rapporto che in tale occasione venne indirizzato al ministero della marina dal presidente della cornmiss!one incaricata, del saggio. '
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SULLA FAll6R!CAZKlNE
211 • dovere spedirne all'Ecc. V. il r isultato sommario. Ella « vedrà da questa breve des~rizione che le due ultime • spedite dalla società delle fuci ne e cantieri del Medi• terraneo sono molto migliori di tutte quelle saggiate • finora, e che esse sono tali che non lasciano assoluta• mente nulla da desiderare nella loro fabbricaii'.ione. « Non è questa soltanto la mia opinione personale, « ma anche quella di tutti i membri componenti la « commissione. DELLE LAST I\& DI LOI\\ZZ I T lTlU
u.
Genova, 23 ottobre 1860.
Oggi ebbero luogo le esperienze di tiro contro le-due « lastre di corazzatura inviate dalla società delle fucine « e cantieri del Mediterraneo. • La prima ricevuta fu ,:ollocata verticalmente e l'altra • con un'inclinazjone di 10°. « Furono tirati contro quella posta verticalmente 4 • col pi con pezzi da 80, a 12 metri cli distanza, coi ri• spettivi proiettili di 30 kiL con carica di 7, 25 kil. di • polvere. · . • La lastra resistè completamente e tutti poterono • riconoscere che essa era composta di un ferro sec• cellente. 0 « La lastra n" 2 inclinata di 11) resistè completamente « a 12 colpi successtvi tirati nelle seguenti condizioni: « Sei colpi col cannone da 40 a proiettile pieno e 12 • metri di distanza;_e 2, 16 kil. di carica, corrispondente « a 5 kil. a 500 metri di distanza. · • Un col po collo stesso cannone e proiettile a 12 metri · « di distanza con carica di 3 kil. di polvere. « Un col po cono stesso cannone, proiettile e distanza, « e 4 kil. rli carica. « Tre col pi collo stesso cannone, proiettile e distanza, « e 5 kil._di carica. « Finalmente un colpo col cannone da 80 a proiettile « pieno, 12 metri di distanza e 7, 25 kil. di carica. « Il risultato di tutti questi colpi_, sorprendente oltre _ « ogni dire, dimostrò all'evidenza che le lastre sottoposte « ai saggi di quest'oggi sono molto superiori a tutte quelle « provate finora. · « Quindi, mentre sto occupandomi della redazione del « processo verbale delle esperienze, e clell'invio dèlla « fotografia rnppresentant(~ lc1 lastre saggiate, credo mio «
~
• « Il Direttore dell'Arsenale «
firmato l'ammiraglio Dr- NEGRO. ,.
Dietro tali risultati venne definiti varnente accordata ai fratelli Marrel la commessa, a condizione che si farebbe nel corsò della fabbricazione da un commissario del o-ov~rno la recezione per lotti di 50 lé),stre, previa la sc:ita d1 una pe~ ciascun lotto la quale · verrebbe sottoposta alle medesime prove delle due pr esentate pel saggio. La figura 1a rappresenta una sezione nella corazza della Terribile. Essa, come vedesi, si compone di 6 fascie longitudinali di cui Te 4 inforiori, notate in sezione colle l~ttere A B C D di Om,76 di larghezza, la superiore F d1 Om,40, e la quinta E avente larghezza eguale all'altezza della cannoniera (sabord) .' Lo spessore delle tre fasci e inferiori è di Om ,12 e quello delle tre superiori di 0 n, 11. La lunghezza delle lastre poi varia da 1ni ,70 a 2 metri , secondo la posizione che esse occupano. La fascia infer iore A (fìg. 3a) è sorretta e raccordata alle pareti della nave da un sostegno in ferro 111d1cato nella fig. l"-. Tutte le lastre sono fisse all'invtlu_pp,o . o camicia in legno di om,30 di spessore, per mezzo d1 v1t1 o bolzorn a t esta leggermente conica, come vedesi nella fig. 2a. _Queste vengono serrate con jliavi 1
SU'LLA F ABBRIC,tZI'l NE 212 che agiscono sulla: capocchia prismatica cib, la quale vien tagliata, appena terminato il "consolidamento della nave. Sembra che la corazza della Ter-1°ib·ilc as~icurata alle pareti 'in ferro de1Ja nave da una camicia in ltigno di soli 0m,30 di spessore, non abbia tutta la solidità conveniente all'enorme suo peso ed alle violenti vibrazioni · che essa è destinata ad ammortizzare. Le lastre del Wll1"'rio1· di 4 1[2 µollici (0m,114) di spessore, consolidate in modo analogo çon bolzoni, sono fisse ad una doppia camici a in legno di tcclc del complessivo spessore di 18 pol lici (0m,456). Le lastre quali esconb dalle officine di Rive-de-Gier :;ono piane e diritte, e presentano sui fianchi e sulle teste non ancora piallate un eccesso di 8 a 10 millimetri. Da Rive-de-Gier vengono trasportate allo stabilimento della società presso Marsiglia, per darvi con un torchio idraul'ico la curvatura conveniente al posto che esse debbono occupare nella corazm della navr\ e regola.rizza~dole· alla pialla., ridurle al1e dimensioni present.te e renderle esattamente applicabili le une contro le alt re. Le numerose esperienze fatte sulla resistenza delle lastre dimostrarono che debbono essere composte di ferri essenzialmente fibrosi . A siffatta condizione bisogna soddisfare malgrado la difficoltà di conservare tale tessitura ad una massa che cos'1 ]m1garne11t,e r esta sotto l'aziono ciel maglio. A questo risu1tato non si arriva che scegliendo convenientemente la qualità del ferr0 da impiegarsi, r ego:ando colla più grande attenzione la temperatura a cui si operano le varie bolliture (chaudes) e moderando opport unamente l'ene-rgia dei colpi di maglio nelle diverse fasi dell'operazione. La frattura delle lastre dei fratelli Marrel era generalmenLe fibrosa ; tutta via, a causa della qualità inferiore dei ferr i di cui essi fecero uso, si trovarono alcune lastre che di1anifestavano parti granulari .. Il grano di queste
'213 però non era mai arrotondato e fino come accade nei ferri acciaiasi, ma appiattito e lacero, ciò che dava luogo ad una tessitura che alquanto si avvicinava alla fibrosa. Bisogna però constatare che, malgrado tutte le cure nella condotta della lavorazione, non si sarebbe arrivati a simile risultato colle qualità ordinarie -di ferro impiegato in quelle fucine; furono necessari molti tentativi per trovare il letto di fusione più conveniente ad. ottenere la ghisa da impiegarsi nella fabbncazione di questo fer ro. I fratelli Marre] prendevano i loro ferri per lastre dalle ferr iere• dell'Horme, che li fabbricavano con particolari avvertenze puddellando ghise ottenute da miscugli di minerali dell'Indre e dell'Ardèche (oolitici cd ematiti rosse), impiegando per combustibile il coke mescolato a carbone vegetale. Un'altra condizione importante nella fabbricazione delle lastre si è che la loro parte interna sia costituita di sbarre leggermente saldate insieme, e compreslL fra due copertine preventivamente preparate ed esattamente saldate. In tal modo la lastra funziona, per così dire, a guisa di morbido cuscino chiuso fra due impenetrabili ed elastici diaframmi. Ecco ora la sezione del fascio per lastre (fig. 4"). La sua lunghezza è di zm,30 e ser ve alla confezione di due lastre. Le copertine che ne costituiscono la parte superiore ed inferiore provengono dalla fucinazione di un altro fascio disposto come nella fig. 5". Qu esto ba pure metri 2,30 di lunghezza e si compone non di ferro solt anto sbozzato (ébauchd), ma riscaldato e riammassato (cot-royé) una prima volta. If fascio per copertine vien s0rra.to nel suo mezzo con una morsa (griffe), e sollevandolo mediante uua gru si introduce una delle sue estremità. nel forno di fucinazione. I vi portrltO al calor bianco, lo si passa al maglio, col -quale dm'lclovi pochi colpi si saldano semplicemente in DELLE LASTRB DI CORAZZATURA
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SULLA FABBRICAZIONE
sieme le sbarre che lo compongono. La medesima operazione si ripete dall'altra parte; dopo di che, con un solido carro a quattro ruote sopra una piccola via ferrata, è trasportato nella parte dell'officina ove deve subire le ulteriori operazioni. , Serrato quivi di bel nuovo colla morsa ad una delle estremità·, lo si rimette, -ripetendo la. stessa manovra, nel torno a riverbero. Due bolliture consecutive bai:;tano in generale per lavorarne completamen_te una metà e darle le diiilensfoni volute. La stessa operazione si ripete ... per l'altra metà. Nella fuoinazione per copertine il maglio deve agire molto meno energic·amente, ma a colpi più accelerati che nell' ultimo saldamento delle lastre. I colpi del maglio si fanno succedere · trasportando il fascio dal suo mezzo all'estremità e inversamente, mentre nel saldamento delle lastre èsso trasportasi sempre e reiteratamrnte dal mezzo agli estremi. L'abilità del maestro fucinatore deve essere diretta sopratutto ad evitare accuratamente la formazione delle so(fìatiwe, affine di dare alla copertina un salda_rnen to perfetto. È indispensabile disporre di magli potenti, affinché i colpi penetrando nell'interno della massa, non s'abbia una fucinazione apparente e superficiale, coroe succede frequentemente quando la testa del maglio non è proporzionata alle dimensioni della massa che si vuole lavorare. È altresì indispensabile che questa abbia in ogni suo punto, nelle parti più centrali, come all'esterno, lo stesso grado .di temperatura; e a tale risultato fa d'uopò arrivare lentamente e per gradi , a.ffinchè 1~ differenza considerevole di temperatura nelle diverse partì della massa non produca Rtiramenti sulle molecole i quali ne snaturnrnbbero la struttura. A contrazioni e dilatazion_i ineguali di tal genere, pétre che, quando esse sono comprese dentro certi"' limit.i , si
DELLE LASTRE D1 CORAZZAT URA
"
215
possano attribuire le modificazioni clrn il ferro subisce - nella tempera. Dietro un'e:;perienza fatta nello stabilimento Marre!, una sbarra di ferro filamentoso divenne, dietro una forte tempera,_quasi intìerai:nente granulare. Il rincuocimento ricondusse la sbarra alla struttura fibrosa, ma in questo caso i filamenti erano meno aggregati gli uni cogli altri. La copertina di 4n1,60 di lunghezza, ottenuta come si disse or ora, vien tagliata nel suo mezzo .a caldo con un cuneo di ferro o d'acciaio tagliente applicato alla testa del maglio. Le due metà S6rvono alla composizione del fascio per lastre, quale fu rappresentato nella fig. 4a_ Questo, tenuto insieme mediante nn primo r iscaldamento, vien sottoposto, in modo analogo a quanto si disse per le copertine, alla fucioazione. Quattro bollit ure, due per ciascuna metà, sono in generale sufficienti pel saldamento delrintiera lastra, essendo espressamente raccomandato che questo sia leggero- in modo da non produrre nella parte interna troppa rigidità. • La lunga lastra fucinata con queste avverténze, è tagliata in due per ri1ezzo di una macéhioa apposita (à mortaiser). Ciascuna delle due metà viene in seguito mc,zzata ((1,(franchie), segnandovi prima con un pezzo di creta la linea secondo la quale deve applicarsi il taglio, e-•incidendo in seguito, secondo la linea segnatà, con uno scalpello la traccia della troncatura. Riscaldando allora nel forno la parte in cui vuol essere praticato il taglio, la si porfa sotto il fendente d'acciaio applicato al maglio e con un energicn colpo si fa saltare l'estremitàirregolare della lastra. Restano ora le operazioni di tempera e cli rincuocimento. La prima si eseguisce introducendo in un forno di r iscaldamento due lastre, l'una ·s ull'altra, frapponendo tra di esse delle piccole traverse cli ferro, affinchè la fiamma del forno iI1volgendole tut,t' intorno ne elevi rn modo eguale per ogni parte la temperatura. Giunte al
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SULLA F ,I IlllR!CA ZIONE
DELLR LASTlm DI CORAZZ,ATURA
rosso scuro, si immergono successivamente in. un bacino d'acqua corrente, praticato nel suolo dell'officina in faccia alla porta del forno. . · Il rincuocimento si applica portando grado a grado le lastre temperate al rosso appena visibile sugli orli; turando quindi tutte le aperture del forno per lasciarle lentamente raffreddare. Per questa operazicme s'introducono nel forno 5 lastre, alla volta, ed occorrono generalmente otto giorni per infornata. I forni di cui si fa ·uso per la preparazione delle copertine, come per la fucinazione delle làstre, per la tempera e pel rincuocimento, non · presentano akun·a particolare disposizione che meriti di essere , segnahtta. Per la fucinazione si bruciano circa 4 tonnellate di litantrace in 12 ore, e durante questo tempo si passano 7 copertine; collo stesso consumo di coml;rnstibile_ si saldano 5 lastre. Ogni lastra mozzata alle sue estremità pesa circa 1,400 kilogr.; 'quindi si richiedono 4 tonnellate di carbone per fucinar e 7 tonnellate di lastre. Ogni copertina pesando sPparatamente 900 k ilogr. circa, si ri~ chiederann~ 4 tonnellate di carbone per prepararne circa 6,000 kilogr. Per la t empera occorrono 600 kilogr. di carbone per lastra; un'eguale quantità è consumata nel rineuocim ento. Per la saldatura che ha luogo per tenere insieme le sbarre del . fascio si ha un consumo di c!l'ca J 12 tonnellata di carbone per lastra Riassumendo, risultano per ogni 1000 kilogr. di lastre finite le seguenti consumaziòni di comb.u stibile: Collegnm ento del fascio . . Fucinazione delle copertrne Fucinazione ùelle lastre Ternp8ra Rincuocimento
kilogr, 350 » 600 · 570 » 430 » 430
Totale ki1ogr. 2440 Ossia circa.114 di tonnellata per 1000 kiL di lastre finite.
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II c;ombnstibile che si adopera nelle fucine dei fratelli Màrrel è il litantrace del bacino della Lo-ira e lo si paga; reso a llo stabilimento, poco meno di 12 lire la tonnellata. Le caldaie pei ma.gli sono -riscalda.te colle fiamme perdute dei forni a riverbero di riscaldamento, ed il tirante dei forni è attivato da. grandi cammini di circa 18 metri di altezza.. Le gru fisse cli c11i si fa uso pel servizio <lei forni e dei magli sono in legno, disposte (;Otne quelle d'uso generale nelle fucine d'opere grosse, e sta.uno assicurate alla travatura dell'officina in m odo che abbia luogo una certa elasticità acciò che le violenti vibrazioni dei colpi non ne determinino irnprovvisame11te la rottura. I magli sono rn numero di 7, ma non tutti addetti alla fabbricazione delle lastre : uno di 10,000 k il., due di 7,0'00, uno di 5,000, d ue di 3,000 ed un maglietto locomobile. Per la manodopera si può ritenere che 10· uomini siano sufficien ti pel servizio di un maglio e di due forni, oltre a 5 artefici per la condotta della fuc.inazione, pòr la re~ Yisioue dei ferri e com posizione dei fasci, yel riscaldamento dei forni, ecc. Il calo (cléchet) che ha luogo in questa fabbricazione, astrazione facen do dn,l]e parti che alla fine della fucinazione vengono, come s'è detto mozzate alle estremifa, le quali vengono ancora utilizzate per altri lavori, pc:ò stabilirsi da 30 a 33 per 100 kilogr. di lastre finite, non forate nè piallate. Quindi per la valutazione delle spese speciali di fabbricazione, escluso l'ultimo piallaggio e l'arplicazione dei fori per bolzoni., si può partire d,tgli elementi che seguono, riferiti a 100 kilogr. di lastre.
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DELLE LASTRt; DI conAZZATURA
SULLA FA DBRICAZ!ONE
Ferro riammassato una volta kilogr. 150 Com bi;istibile . 250 giornate d'artefice lire O, 15 Manod opera 1 H. 1. d.1 faceh'mo li 0, 50 In un rappbrto manoscritto sulle ferriere di Allevarci, depositato alla biblioteca militare centrale di Torino (1 ), ebbi occasione di descr, vere la fabbricazione delle lastre per batterie da terra colà confezionate per ordine del nostro governo. Esse furono pure fabbricate al magli9; la condotta della fabbricazione fu press'a poco la stessa, salvo la composizione dei fasci. Grazie ad un'altra disposizione dei forni di foci nazione, dei quali si potranno all'uopo consultare i disegni nel rapporto accennato, si avevano considerevolissime economie di com busti bile. Tale modificazione molla forma dei forni merita tutta l'attenzione degli industriaii italiani, trovandosi a questo r iauardo i nostri stabilimenti metallurgici in condizioni t . migliori delle ferriere di Allevard. ~
Jrabbrica1.ioni delle lastre coli' uso simultaneo del maglio e del laminatoio. Facciamo ora un cenno della serie delle operazioni che si compiono nella fab))ricazione delle lastre in alcuno di quegli stabilimenti che , provvisti di apparecchi più grandiosi e vasti, limita1io il lavoro del maglio alla preparazione dei pezzi che servono alla composizione del fascio, riserbando per l' ultimo salda.mento di questo l'uso di potenti cilindri laminatori. Come esempio di questo ( 1) Hclaz ionc al ministero della guerra sulla fabbricazione della ghisa, del fer1·0 c. d ell'acciai o, e sulla lavoraz ione di questi prodotti nelle ferriere d 'Al lcvard (Isère), 1860.
219
secondo modo di procedere tratteggieremo brevemente la fabbricazione in discorso, quale ha. luogo nello stabilimento di Giovanni Brown a Sheffield. I ferri quivi impiegati, di struttura nettamente filamentosa, provengono dal puddellaggio di ghise grigie di Scozia e d'Inghilterra, o- per lo meno di miscllgli nei quali tali ghise sono predominanti. Questi ferri scavezzati in masselli di forma prismatica sono , dopo un primo riscaldamento, stirati in isbarre di Qm,30 a 0m,35 cli larghezza, e di Qm,035 di spessore. Tagliate le sbarre in pezzi di circa 0 ,50 di lunghezza, se ne fa un pacco di 5 pezzi sovrapposti; lo si riscalda e lo si passa nei laminatoi. Si ottengono così nuove · sbarre di dimens_ioni più considerevoli colle quali si compongono altri pacchi. Portati questi al rosso saldante con una fucinazione al maglio si riducono alle dimensioni di Qm,05 a Qm,06 di spessore, di 1m,20 di larghezza e di lm,50 a 2 metri di lunghezza. ' . Qllattro pezzi così fucinati messi l'uno sull'al~ro, formano il pacco finale per lastre, il quale vien posto in un enorme forno a riverbero a doppia graticola e a doppio cammino, e riscaldato durante 4 o 5 ore. Giunto ad una temperatura uniforme e d'un bel calore bianco, si procede alla sua laminazione. A tale oggett0 si banno laminatoi costrutti espressamente , con grandi cilindri a movimento diretto ed inverso. Tre paia ne esistono nello stabilìmentu Brown, e sono mossi da una macchina di 150 cavalli. Due paia servono alla laminazione preparatoria dei pezzi; il terzo addetto al sa.ldamento delle lastre, è situato a circa 30 metri cl.i distanza in fa,ccia alla porta di la,,oro del gran forno. Una via ferrata conduce da questa al treno, ed un carro a quattro ruote , portante un tavolato , a rotoli trasversali di ferro giranti, si muove su di essa ed è destinato a r icevere il fascio all'uscire dal forno , e a 01
SUl, LA F A_DBRlCAZIONE 220 trasportarlo al laminatoio. Un altro tavolato eguale è immobile e fisso dalValtra parte di questo. La porta del forno è chius; da una grande p iastra cli ghisa murata provvisoriamente per impedire la· dispersione di calore che altrimenti avrebbe luogo a1l'intorno. Nel mezzo di questa sta una piccola apertura chiusa da una saracinesca che può a volontà alzarsi o abbassarsi per mezzo di una leva a rnano, onde osservare l'andamento del pacco posto a riscaldare. Arrivato il momento opportuno alla laminaz;one, si introduce p0r la piccola apertura, poco anzi accennata, uno stangone di ferro per staccare il pacco dalla soglia del forno. Intanto si accava1cia una fune al cilindro superiore del treno situato in faccia al forno, onde agevola.re, come si vedrà, l'estrazione del pacco dal forno. Si rompe la muratura provvisoria la quale rattieue la piastra chiudente la gran porta, si conduce il carro accanto a questa, si stringe il pacco con un'apposita tanaglia, si congiunge il manico della tanaglia alla fune e gli operai aiutati dal cilindro, intorno a cui si avvolge · la fun e, il qua,le a questo istante vien messo in moto, tirano il pacco sul carro, sul quale esso passa con estrema facilità in grazia dei rotoli di ferro che., come si è visto, sono applicati al suo tavolato. Appena eseguita. questa. operazione, si sospende il movimento del cilindro , si toglie la fune, e si · spinge il carriuolo portante il pacco accanto al treno . Si mettono in moto i cilindri laminatori e vi si spinge frammezzo il pacco, il qm,le passa da se stesso sul tavolato immobile dall'altra parte. Si cangia il senso del movimento ai cil indri e si risospinge il pacco dalla parte opposta.. Si contmua così sei volte, dopo di che la lastra ha generalmente raggiunto le dimensioni volut~. Una robusta gru in ferro (Fairbafr-n patenl) situata accanto ai laminatoi p•endo la lastra così laminata .e la
DELLE LASTRE DI CORAZZATURA 221 trasporta sopra un piano orizzontale di ghisa a livello del suolo dell'officina, e un enorme cilindro di ghisa. di circa l metro di diametro , rotolandovi sopra quattro o cinque volte la mantiene fino a raffreddamento completo, perfettamente piana. Alla lastra così. appianata, mozzata alle estremità e piallata sui :fia,nchi, vengono applicati i . fori pei bolzoni, e quindi, incurvata convenientemente, . vien tra.s12ortata al cantiere. Le dimensioni delle lastre che si laminavano nei mesP. di ottobre 1861 nell'Atlas Works a Sheffield erano le seguenti :
Spessore Larghezza L unghezza .
metri 0,112 1,35 6,50 a 10,00.
Il loro peso variava da 5 a 6 tonnellate e qualche volta
·si arrivava a pesi ancor maggiori. Si fabbricavano generalmente 3 lastre al giorno, e il numero degli operai addetti alla. laminazione di questi enormi pezzi era cli 70 ad 80.
•
Ragguagli e cousirlerazioni generali. 11 salclamento delle lastre al laminatoio, quale è adottato signor Brown, ne semplifica ed abbrevia considerevolmente la faùbricazione; ma per contro ha alcuni incouvenienti di non poco rilievo. I fianchi delle lastre, quali escono dal laminatoio sono , come è nàturale, talmente irregolari che il piallaggio a freddo, per, ridurle alla precisione voluta onde essere . messe in opera, n e eleva cli molto_il costo . Il taglio C! mozz~tura delle parti estreme viene pure eseguito intierarnente a freddo con macchine speciali (a mo1·taiser). I signori Pe.t,in e Gaudet fauno anche pe r la falJbrica-
aJ:
SULLA F ADlllllCAZIONE 222 zione in discorso uso di laminatoi, ~ quali, quan~unque di dimensioni nòn tanto colossali, hanno una disposizione (laminofrs iiniversels) che permette di evitare l'inconve• niente testè segnalato, mediante l'aggiunta di due cilindri orizzontah, che laminano i fianchi della lastra. I lami• .natoi universali dello stàbilimento di S. Chamont, mirabili per esecuzione, sono quasi intieramente d'acciaio fuso, come pure gran parte delle _membrature della macchina addetta al loro movimento. Nella stessa officina si sono pure installate parecchie seghe circolari pel taglio delle lastre. ta fabbricazione ùi cui si tratta differisce in Inghilt erra da quella praticata generalmente in Francia sopratutto per la composizione: del fascio ; poichè mentre quivi si è ricevuto in tesi genera!~ che esso debba ri• sultare di due parti distinte, l'esteriore cioè o le copertine perfett~mente saldate, e la parte interna saldata I eggermente; in Inghilterra si è adottato il sistema op· posto, cioè cli dare alla lastra una struttura omogenea, saldando il fascio nel modo più perfetto possibile. Cosi pure la temperà che in Francia si crede indispensabile e di cui forse si esagera l'importanza, è riputat~ dai fabbricatori inglesi un'operazione per ]o meno inutile. Le prove delle lastre si fanno in Inghilterra co] cannone ordinario dit 68, alla distanza di 200 yarde (183 metri). Un industriale che voglia \\Oncorrere alle commesse go• vernati ve, -deve prima di tutto provare di essere in grado di fornir buone lastre presentandone una al saggio. Si compie questo tirando nella lastra presentata due colpi verso le sue estremità; .. se r esiste, la si sottomette ali~. esperienze definitive. Queste consistono nel tirar e tre colpi in un piccolo s pazio di circa un piede quadrato verso il mezzo della lastra. Se essa non ne è traversata o troppo deteriorata è giudicata arnmessibile. In tal caso poi tirasi anche un
DELLE LASTI\[•: DI co·RA?:2ATUl1A
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q uarto e, un quinto colpo. Se resiste al quarto colpo è r iguardata come eccellente ;· il quinto traversa generalmente la lastrn.. · · · · Alla pr.ima. prova tien .dietro una seconda sopra l :.! ·piastrè che. il concorrente deve presentare per venire definitivamente· autorizzato alla fabbricazione in discorsLl ; esse- devono soddisfare alle condizioni richieste pel prirn o saggio. . . Nell'ultima riunione dell' Associazioue Britannica che ,eb~e luogo a Ma.nchestcr, il signor Fairbairn, presidente delia mBdesima,, constatò che le qu·alità del ferro inglese non sono così prDpri'e alla fabl;lricazione dello lastre come quelle di alcuni forò stranieri; vi mancherebbe sopratutto _l'omogeneità di struttt1ra. Egli disse che a questo riaua.rdo v' ha ancora molto a fare dai fabbricatori in• glesi" (1). .Le esperiern:e di Shoeburyness fatte n0l 1860 e 1861 avreòber.o dimostrato che le la.stre fabbricate col metodo francese non sono eapaci di resistere alle prove ordinarie fàtte a 200' yarde col cannone da 68: Mqlto migli9r\ r i• sultati si sarebbero ottenuti colle fastre ..ordinlirie inglesi., mentre saggiate col cannone Armstrong da. 120 alla distanza · di 800 yarde, i proiettili di ·ghisa sarebbero nell'urto andati in frantumi, e i proiettilÌ di ferro fucinato ,Jfon oltrepassando mai .la lastra·, non avrebbero subito che una compressione nella metà antenore. t'.)
•
(1)-. Ile (Mr llait:boirn) stated that onc of thc rcsults · of lhc cxpc ri: meuts rnU:c!e was to convince him that , thongh we hod vcry goud mm i n ·this country, yed hc did not t hink that thc qrrn lity of lhe wronght iron was qu i le se good as some produccd i1,, other counlrics. Tbc iro11 itsci f. · · was good, Jrnt it had not 't hat'uuiforn,ity of texlu_rc which wa~ oblaincd in fo rcign con ntrics, Oui· i romnastcrs,, he believed, were bcstowing allcnt ion on thc subject; und hl a short space of time won ld, hc hclicvcd, l,e al,lc to ·p roduce such plates a_s would havc a 1 fair chance of resisting s uch i,rtillcry às Sir WiLliam Armstrong's. " Pn•ceedù1gs of the thirty- (ii:,t meeting of thc Bl'ilish Associettion, :,.cpl'intcrl fi·mn d i<ln » 1SGI.
A,No VI!. voi. lll. -
15
·
11,,, «
,1lttncheslei· Guar-
SULL,~ FABJJRJCAZIONE
•
Alcune considerazioni sul modo di· resistere dèllc 1astre di corazzatura ~el distruggere l'azfone violenta del proiettiÌe, non s~ranno inopportune a guida rB ulteriori espe- · r ienze e rlcèrche da istituirsi in ·p:roposito. A questo 1·ig uardo non possiamo far meglio che riporta,re un branù della relazione_ già citata altr~ve sulle ferriere d' Allévard, come riasstmto delle· idee che ancor oggi ci sembranv rappresentare ~l concetto più plausibile di questo genere di resistenza. · ·· · « Le azioni che· accoro pagnano l' urto del proiettile, _ s ia che giunga con direzione perpendicolare al piano princip~le della las'tra·; sia ehe arri vi con •direzione a tale piaiio obliqua., sono le segu~nti : . • 1° 11 proiettile peùetra p~rzialmente la lastra e v1 deter.ri1ina una cavità o · improntç1, pcrman_e nte. . • 2° Esi:;o la inflette in modo che oltrepa~sando nelle reg ioni vi cine al punto di percussione l'elasticità naturale della materia onde la lastra è composta, vi prodti'ce una gobba più o meno pronunciata. . «,3.o Un'inflessione contempo_ranea ·alla precedente si produce, é.stendentesi' a tutta la lunghezza della fastra; inflessione che non oltrepassandone il limite dell'elasticità, g li .im prin'.le una serie di vibrazioni che t engono dietro a li' Ll rto. ·• 4° Finalmente hanno luogo comJ;Jressioni suglj appoggi, d ipendenti dalla natura di . questi 1 e della loro po.sizionc rispetto al punto percosso. . Faccudo dunque astrazione delle compressioni swgli appoggi , le q uali si esercitano al di fuori della lastra, la fona viva del proiettile urtante si ~stingue trasmettendosi di m.olecola in molecola e producendo due effetti d istinti: 1° deformazioni permanenti nslle p~rti viciiie al p unto d i pen;ussione le quali hanno specialmente rap, porto colla· tenacità della lastra; 2° spostamenti tempo- · ranci d i rni)luculc por tutlél la massa, manifestantesi p0r (<
DELLI~ LASTRE DI CORÙZATUI\À
225
'v ìà di vibmzioni che vanno successi vamcute estinguen -· <!osi dopo l'urt0, e dipendono princ_ipaLme.ut.c dalla sua elasticità. · . « Due s~no adunqué le ·propi·ietà che · sopratutto entran~ in g iuoco in questa specie d i fenorne11i: la tenacità e -l'ela.s ticità. Ma ·qui vuolsi spiegar·e quale senso preciso si attribuisce alla parola teriacilà. . « La tenacità., quale noi' l'intendiamo, consta di due· termini : dell'energia chr si oppone allb spostamento di ciascuna· molecola dal suo stato di equilibrio , e dell'estensione per cui le molecole si possono l'una: dall'altra · allontanare senza che cessi -la continuità del corpo: A misura che il primo di questi due termini aumenta,, cresce la clu..r-ezza del corpo; ma se crescendo il primo termine la tenacità resta costante, deve dirninui're il raggio delle azioni molecolari,· e nel corpo colla durezza _èresce la fragilità. « Ora q ual sarà di due corpi di eguale tenacità . e cli d urezza difl'evente il meglio ·atto. alla fabbricazione delle lastre? Evidentemente il men duro. Per una ù:iateria dura, le molecole chè vengono direttamente in con\atto del proiettile , saranno d i tanto spostate da, Ùscire dalla sfera.delle azioni molecolari; prima che la forz,~ viva del proiettile sia tras_m.essa alla massa t utta della lastra , la separazio1ìe di tali molecole a'vr!J; avuto luogo e questa si spezzerà. Da ciò si s,iret?b~ condotti a sta bilire a pri01·i che la materia più conveniente a questa fabbricazione è il ferro dolce. Ma ·se l'a~ iaio ha l' in~onvenieute della durezza, possiede una tenacità più grande che non il forr9 e la elasticiL.à a un grado eminente. « Ecco come l'esperienza ha confermato le deduzi,oni teoriche prec.e denti. Sotto l'impeto del -proiettile r'acciaio forlemen_tc carburato si spezza come vetro; il ferro dolce cede per facilit:i.. di penetrazion,e e di inflessione perrnaÌ1ente. I saggi eseguiti nello stabilirnen'to d'Allevarcl presentano cas i che mettono La.li fatii in evidenza.
.. 226
..
SULLA FABBRICAZIONE DELLE L,ISTRE DI CORAZZATURA
• 1< Le considerazioni che precedono permettono di spiegare l'adozione nell~ ferriere d'Allevard di lastre in ferr? dolce all'occasione della "Flrovvista d1 parte dei pezzi destinati al còrazzamento della Gloire. La spezz;tura troppo_ viva delle lastre in acciaio fecero assolutamente rigettare dai dir~ttori di quelle ferriere un~ tale m·a teria e la grande tenacità dei loro ferri nervosi permise d'ottener coi medesimi in questa. fabbricazione risultati abbastanza. soddisfacenti. »
.
.
STUDI SULLA NECESSITl DEGLI
N.
PELLÀTI
In{Jegnern delle miniere.
ESERCITI .PER1\IIANENTI E SULLE LORO
NOTE CA~A TTERìS'J;'ICHE
lf
CONTINUAZIO'NE (1)
-~
u.
f-
Prosegu.o, o giovani colleghi, a dedicarvi qualche studio · sulla necessità dell'esercito perhmr!ente: è spirito di conservazione, nudrito unicameute da purissimo amore di patria, éhe m~ fa. parlare, e mi dà il coraggio di esaminare con voi, le idee e le proposte di un partito, che ci guarda di poco buon occhio, ma che, per: buona vèrÌtur~ conta nel suo seno uomini autorevoli, che si sono (1) Vcdi Rivista ,mit·i tare ilubiana, amw VII, ·voi. Ili, pag. 24.
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STUDI SUl,LA NECESSITA'
IJF.G LI ESERCITI PE[\IIANEN.T I
da tempo ·avveduti, dover~i· i più generosi disegni pesare sulla IJj la.uc:ia. della pratica apJDlìca,zione. Eppèrò, limitandomi in genere alla difesa del nostro eser çito. mi farò qui di r.roposito sussidiare da autorità, c~i ~€ss~no degli · oppositori dovrebbe trovar~ a ridire: le andrò racco.g liendo su di una rivista, che non accai·ezzò mai il così detto partito moderato, su di un periodico, che ha per . 's~o principale collaboratore, chi (l) va sognando di troppo, e le leve in massa, e la possibilità di veJere l'ordinanza svizzera far mira~oli sulle campagne lombarde, a fron,te del tJ uadrilatero che le comanda, innanzi ad un esercito rotto eia secqli .él- grossissima guerra, e, diciamolo putc, ai fasti gloriosi di g iornate sostenute con nobile pertinacia e virtù militare. · Il volume vm del Politecnico, pn bl:llicato nel 1860, con. tiene molte· pagine di studi militari, e panni, che analizzandolo•, e pa_:5sando quindi. al volume x (1861), ~i · possano raccogliere autorev·oli ·parole in . appoggio · della ·, nostra tesi, ·e considerare altresì le speciose aberrazioni che ci si'varino ripresentando dagli odierni periodici del partito d'azione. · A pàg ina 270 , il .dottore Catfaneo ha pubblicato m1a· m emoria 'cti Carlo Pisacane (2), rirnasta inedita fìn dal 19 a.prile 1848. Non è mia intemione il ricordare gli ecci tamenti che quelle pagine indirizzavnno ai Lombardi in quell'~poca memorabile cli glorie e di errori; n è ,voglio discutere in dettaglio le sue proposte d'armamento: 1ùi 1iasta lo st.abiJire che Pisacane , non sr,spetto d'aver in dispregio l'elemento .•volontario e le irregol ari milizie, vi clfdineò un progetto. d'iuclole provvisoria, ma ispirato a . q1wlla orgrrnizzazione delle armate perrnanenti; eh' ei
diee: d'avere studiato · in Francia, paese ta nto gue1Tfrro·t Se leggete qllella memoria nq ritraete ad . ogni riga la convinzione che Carlo Pisacane vi propone un armamento isp1ra't o alle norme regohLtrici la legione stra.nier~, e trovate a pagina 273 il · segtrnnte disp.osto che ricbiam,a la tua attenzione : « Ordinare a tutta gioventù . lomba_rda di tenersi ·«pronta onde rna.r~iare al campo·, .con obbligo di servire ~ sino alla fi ne del 1849; epoca in cui se la guerra è •fin ita, si · darà all'esercito µna organizzazione per~a_«· nente, e la sua f01·za si proporzionerà ai , bisogni delta «nazione•. Quando fossimo giunti a .tal punto, le idee d,d Pisacane succhiat€ in Africa, là, dove megÌio che al tav 3Io'si pouno discutere le supreme necessità della guerra, si sarebbero . trovate a singolare contrasto con quelle dd dottor~ Cattaneo; il p rimo però, avrébbe avuto per sè i l peso dcl1' esperienza coHa sua autorità I Esamino ora, sullo stesso volume, le tre memorie che · · costituiscono un interessante articolo del co lonnello fe- · derale signor A. Fogliardi , Intorno . all' ordinarnent~ del . n~ovo esercito ilalw)no (1 ). Studioso di patriottici sforzi con cui la Svizzera, date le speciali sue c ircostan·ze, ed appoggiandosi alle traèlizioni' militar( illustrate dal gene.: rale Dufour (nome europeo), ha saputo costituire il sL10 esercito popolare -e lo perfeziona ogni ann,o , concilicindo il pùì possibile alle c.o ndizioni del suo sistema, Z-isl·,:uzione e la. disciplina delle rngola1·i milizie; mentre d'altra parte mi investo delle opinioni del capitano• federale sigr,or DeP errot (2), mi spiego come, dopq aver servito p iù anni all'estero in un esercito perma:nente.. ed ·Essere rieµ traLo.
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( 1) li .dotto!' C;,rlo C'.attnnro. ('2) Uno di qu ei tanti infelici che gli utopi$[Ì cospimtori hanno inuli 1. m1'11'8 sngrificato; uno dì _quei 11ohìlì eroi che ìmrnatufa,i nenle fu rapito all'Jtalia !
(I).Volume ,,,i,, l'ohler-i,-ico, puginc M , 153 r, 2(;,,. (2} Vedi l'intcrc~san lc memoria sull'c~crGilo svizzcrq, pubblic:,ta sui ~• umcri 3 e ~ riel la R evtie Mili/aire Suisse, 186.t. ·
., ___ ,<,,JV
STUDI SULLA NECESSITA '
-r"t-51na . 58
in !svizzera crP-dendo desiderabile che le istituzioni dél suo paese si avvicinassero il più possibile· a quelle che a,veva altrove studiate, abbia poi trovato la necessità di rnodific~trEi le sue vedute e rinunziare all'ideale della conciliazione che prima vagheggiava, e seguo attentamente diverse tendenze, 'rappresentate dall'illustre luogotenente-colonnello. federale signo:r; F. Lecornte (1); non posso a meno di -ritenere che il colonnello Fogliardi si è di troppo lasciato appassionare dall'esempio del sistemri svizzero nel èompilare il suo progetto per l'ordinamento dell'esercito nostro, · e son persuaso che avrebbe d'assai modificato le s'tic idee, se si fosse J;rovato a ·cons1glio con q uei genei'a.li, che da più arn:ii ·r eggono lo nostre cose di guerra, ·e che hanno creato l'cwnwla, ita.lianci (2). Fatta. questa riserva incomincio la; mia analisi. A pagipa 55 il 'Colo1n1ello Fogli.udi scrive nell'esordio della sua prima lettera le seguenti significative parole· : « Non v'.$ ~hi • non_ sia compreso della necessità d'aver un eserci-to ita~ « liano. ben ordincito e àmmaestrrato: perché. soltanto sotto ·, l'egida cl'nn eserc~to posscrite, l'Italia daril, sviluppo alle · • istituzioni civili » ·• Presenta ·quindi lo ·schema di fornrnzione degli eserciti europei., tratteggia con q ualche parzialità le forme popolàri dell'esèrcito svizzero, pas!.'a cli volo a pagina 5?° su11a ben autorevole opinione: « po« tersi i,n tutta l'Italia chiama1'e in sei·vizio stanziale 4;00 mila « uorn_ i n{ (3) »; spiega cml dilicato artifizio la nota e generosa nto~ia del milione· di fucili che q ualifi.ca una delle . più belle ispìmzioni del genernle Garibal,ìi, e termina a
..
le
(l) DireltOrl' cl ella llcur.t<: militnire snisse (2) li Diri.llo del 18 ~cnna io toccu111lo dei nostri uomini di guerra si ,·0111pi:1cc qnalifìcarl i_:. da poco, geni.e du 11011 far paura· a,I alcuno, c/w h11 -il p,·o,,osilo di éo111baltcre 71iù i liberali, che i Fra.nc~si ,( ! ? ? ! ) e· yli 411.strì<U' i.
(_3) Astra_zion fatta. ritengo, clelle riscn·c clic sono ùa noi mpprescntate ùag li uomini di 2• .categoria.
1'EGLI ESERCITI l'ER~AXENTl
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con questo importantissimo brano, che trascrivo in risposta delle aspirazioni di Genova e di Pìsa, e delle parole di mal djssim_ulato disprezzo, che gli scrittori del Diritto, dedicano alla nostra armata, quale è ormai costit1.iita, • « Ma noi non intendiamo proporre i,l sistema svizzero ~ tutta la sua estensione. Là f01·ma topografica del paese, • lo sviluppo dell'ed1,1càzione popolar~ .' l'esistenza ante'~ « riore d'urr esercito stanziale · buono ma limitato, • sopràtutto l'urgenza dei tempi , ( che nena vita di un popolo non cessa dall'oggi al .domani) « sono tutte cir-~ · •costanze che devono essere consultate nell'ordinare. un « sistema· che deve servire di difesa e. di fondamento a tutte « )e altre isti"tuzioni » • Seguono a queste parole, le proposte d'armamento generale in cui il colonnello Fogliardi troppo dimentica, ,a. ,mio avviso, non essere l'educazione soltanto che fori:nò· quello spirito in !svizzera tanto favorevole al sistema legiooare ed al concetto di ~n esercito popolare; ma averci grandemente contribuito, le circostanze °locali e politiche, tutte proprie alla: repubblica elvetica. Ed è qui opportuno l'osservare, che il sistema nostro di reclutamento colla ·isLituzior.ie delle seconde categorie, è la recentissima legge sulla mobilizzazione d_e1l0 guardie naziorìali , rispondono alle idee. attuabili dell'onorev6le colonnello signor Fogliardi: nè vo' dire citando ques~'ultima legge ·che per mio conto l'avrei? desiderata quale si decr etò: stabilisco . due fatti e chiudo la disamina di questa prima lettera col trascriverne le note seguenti : : « 10 ·truppe stanzia.li anzichè essere d'incian,1po all'a.t• tuazione del nuovo sistema., serviranno di nucleo ·. per « la formazione delle nuove unità tattiche ..... P. E poi? · « Il reélutam~nt.o sa~à somministrato annuairi1ente da. « 40 50 ~ila giovani . . ... ».
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STUDI SULLA NECESSITA'
· Continuando ii mio spoglio fra le pagìne d·e na seconda memoria: (volume vm, pagina, 153), vi farei assistere a.Ilo sviluppo pratico del sistema già pi;'ima definito. Lo 1'ipeto! g li uomini di guerra della sipg0lare e forturiata nostra vicina, modifu:;herebbero qui una parte delle lorò idee, s icèome a noi delle nostre accadrebbe, ove ·dovessimo p rèrvvedere alla: difesa di quella repubblica; ma.non toglie che in ogni loro discorso militare, regni una serie di -concetti, un ordinato complesso di vedute, affatto dissonanti delle ardite e inopportune ipotesi, vuoi dello scioglimento dell'armata stanziale, o della i11:condizionat.a ' appli~azioile all'Itali.a del sistema leg ionario svizzero. Basti· tuttavia il fermare la nostra attenzione sulla saliente e pratica sentenza che si legge a ·pag. 153: .- Nei regola« menti militari nulla deve lasciarsi all'arbitrio. • E sijua interessante citazione eh.e ricavo dalla. pagina 155: « L'e« sercito, dice Lloyd, è la macchina destinata ad ·operare « i movimei1ti militari; al pari delle altre macchine, essa .« è composta di varie parti; la. sua perfezione dipende · · « dalla buona c0stituzione di ciascuna d~lle pa1·ti isolat~i. « mente prese e dal buon accordo fra di esse. Lo scopo deve « essere l'unione .di· questé tre proprietà essenziali: forfa, • agilità, mobilità con'iplessiva », · Il seguito_della mernoria è dedicato a pregevoli con siderazioni organiche e tattiche: ·a.esse quasi non ~aJ:iirebbero nella fantasia;de~ declamatori che di leggeri le q ualificl)eranno: pedantesche e misere elucubrazioni , grette discussioni di ,mente impicciolita dal militarismo. Non m'arresto all'i.rltima parte ·del lavoro dell'illustre colonnellçi federale sig. A. Fogliardi (vedi pag. 264 e seg.), chè do':rei ricadere in citazioni e di~ci.1ssioui, analoghe . alle premesse: e piuttosto vi pongo innanzi la lettera a pagina 336, sottosegnata da ·t1nr1ome che tutLi cbnosciarpo e veneriamo nell'è;ercitQ (1-) . Questa lettera scritta a Pisa ( 1) li gericrale Sacchi.
DEGLI llSERCITI Pt,RMANF.N'(l
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il 6 aprile 1860. da uu uomo che mostrò di pusst:dere le rare e difficili qualità del l~gionario, non può essere ad alcuno sospetta. Ebbene,. il suo spirito vi é ben definito ri.guardo all'armata stanziale dalla s0la citaziom: segùente: .. "do·versi (diceva allora) completare l'attua.le esercito coi « più scelti coscritti (1) » e non_ ripetere poi loro agli orecchi (aggiungo io) badate che l'istituzione cui vi av~ via.te a:cl essere membri, è una istituzione cadente e dan nosa ; .e cbc i generali che fimHwouo il decreto della vostra chiarnatci, son poveri '1iavoli cui non dovete portar stima: erl a-fl'etto ·(2). · Sar8bbe egli opportuno che .scendessi ora. a discussion i cli· dettao·]io sulla lettera diretta <;lal -genrrale Garibl'!,ldi e . . all'editore clèl Coutl .fournal suJ.l'a1·mamento nazionale cd inserta a· pagina 199 del ~·olmhe che abbiamo sott'occ~1i? .Credo di no, per motivi facili a indovinàr si de chiunque_ rni~uri i pochi passi ·della mia militare carriera, a fronl,è di quell-i dell'autor-ità che dovrei confutare. Osserverò tuttavia francamente che studiando il sistema: delle truppe 01:ganiz.zate alla bersagliera, e misurand? i vantàggi e g li s,;a!Jtaggi del loro modo di agire col principio supremo d.i ·guerra, incarnato istintivamente nello stesso generale .Garibaldi - La vittoria è decisa dall'urto della mas_sa non si può acpogliere sen:rn molte' .limitazioni _l'aspirazione sua che si compendi,{ in que~ta senten4a:· « Io _vorrei' che ·• tutt~ l'esercito italiano ·fosse composto cli bersaglieri » (vedi ,pagina 201). Del" resto il cornplesso della: lettera · non fa che favorire il nostro tema: nessu110 può trovarvi espressa l'aspirazione ad uri pro~simo licenziamento del(I) Pagina 343. . ·(2.) Non saprei Ò·ve mr·glio frovar definita la parte alluubile delle idee contenute in questa lelt;ira e nel lavoro più sopra studialo, circa le milizie 1rn:zio11az,: destinai.e a ·prendere part.c diretta alla gucrn1 ; che nel l',·écis dc 'cai t dc /a guerre .'d el' Io mini. Vedi le ultime pagine J e l • capitolo X, parte I•, ·art. 8°. ·
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STGDI SULLA NECESSITA'
l'esercito stanziale, sibbeue dei consigli, per. uri suo diverso modo di organàmento e per la opportunità di prevalersi delle milizie volontarie·_contrn le stmniere invasioni. E qui, amore di p~tria, p1ù cJÌe lo svolgersi di una discussione accademica mi invita ricordare, come in ripetute . occasioni registrate dalla storia contemporanea, il generale · Garibaldi, abbia parlato dell'esercito ben diversamente che non facciano alcuni suoi ammiratori . , i quali ' credono _forse appoggiare le lor:o espressioni, a noi poco benevole, . all'autorità di certi sfoghi momf)ntanei di un'anima bollente; addolorata, travolta 'da un turbinio di pass.ionLçr{e · non è qui .il luogo nè il tempo di giudicare. E che patriottiche aspirazioni di ·simpatia del generale Garibaldi verso Tesercito non sieno ancor spente, lo proverà il gi9rn_o in cui per la salute d'Italia è la gloria delte sue armi, si vedranno di nuovo a:;;sieme confuse le schie~e dei volontari nostri e quelle della~ nostra armata! (1). Il volume vm del Politecnico, o gio:vani colleghi, pubblicato in un amio in cui si-trattava di· studiare le basi · fondamentali dell'edifizio militare del regno d'Italia, vi lia fatto persuasi che gli scrittori• valenti che per sim~ patia d'opinioni o per circostanze inerenti alla lor posizione, caldeggiarono· gli ·armamenti c·osì detti ·popolari, erano . ben lungi àallq· avversare il rapido costituirsi · _ dell'armata ·stanz~ale; e spig9lando le pubblicazioni di ""' • quell'epoca, e lasciando parlare due anime ·ardenti e singol~ri (Pisacane e Garibaldi), vi ho provato , che .( . mente calma, · chi ha carità di . patria non può .la.nciare · l'anatema contro quei battaglioni che forniano l'ambizione delle vari~ regioùi i_taliane I ed in cui ciascuna ·di ess·e
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. (1) Vedi il_ g'.udizio militare portato ~uf gen erale Garibaidi dal · tupi~ p,tano A. R1cc1 , a pag. 433 della sua Intraduzio11e al.lo studio deU'al'te 11_ i-il·i tare. Mi _con~o:ta il pensiero che la mia opinione su quel •singolariss,mo eroe, sia d1v1sa dall'autore di un'opera a.Jtrettant.o pregevole qnant.o · mod'èst.a di indirizzo e di forme.
DEGLI 1':SERCITI PERMANENTI 235 vede farsi ,guerrieri i suoi figli, che ad altri amalgamati, . il bel s-l :eronunzian'?. , . Rtvolg~ il mio studio al volume x del Pot'itecnico (pagina 706 é seguen~i) per ritrarre _g.ualche utile insegnamento d_all'articolo L'Italia urfnata che vi si legge, e per confutarne i più speciosi errori, esso e tutto ciò che si può dire avyerso. alla tesi che io sostengo e poco d'accordo altresì colle autprità che ho lasciato parlare fin qui , dall'autore in suo• app9ggio citate con uno, scopo poco ben definito. Per vero, nulla di . nuovo si l eo·o-e nelle . . . i:io pagme che nn propongo esaminare con voi : desse sono però briosamente· condotte da notissima penna, che lasciò assai pregevoli monumenti di sè_- in q'uistioni di tutto altro genere, ed in tempi in cui l'anima · del -Politecnico · non s'era laséiata affascinare da~ vezzo di una sistematic; opposizione ai decreti del governo italiano; sono un parto di' quelle fantasie che il 22 marzo 1848 già sognavano -finita_ la guerra e incominciata la cacci~ contro le truppe dell'Austrja: feryide fantasie davvero che studiando a .tavolino le meraviglie dell'Italia , a loro modo arm'ata, c?iamano pr~giùdizi lé cons~guenze di una s_eco1are esperienza ?he ~a per suoi documenti, le stupende opere di tanti illustri, spenti sul campo di' \Jattaglia o eh.e ne rìtorn.arono mutilati e 0ruenti. L'Italia m·mata non propone la formazione di corpi staccati di volontari quali veni vario decretati nel 1848 : a dir tutto in breve, essa vuole lo scioglimento dell'esercito stanziale (e ciò, più o meno apertamente), 'pe; maugurare però un popolare armamentò regolato su!Ie norme della legione svizzera (1); tacendo per intanto
(1) « A coloro· che consig\fono di adottare l'ordinanza svizzera, l,1 " quale non porta esercito permanente, ma fa di t.utli i cittadini allret • cr tanti soldati quando nasce jl bisogno, è ·a rispondersi in una parola: ~ l'ordi1~auza.svizzera è buona in !svizzera. " Vedi a pag. 280 la prezi~ a operetta del capitano C._Decristoforis: Che cosa sict- l<t guerrtJi, pubblicai.a a ,lltlano nel 1860 per cura del sig. G, Gult.ièrcs. . _
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ST(JDl SÙLLA. NECESSITA'
agli. Italiani, tluali sacrifici .si suppougouo educati a sostenere; per contare così, su .di un'istrutta. milizia, ·f ra alcuni non pochissimi anni, quanto diffìcil sarebbe che l'Austria volesse quel tempo assegnarci;e co·me fìualmente nel d't della lotta tornerebbero insufficienti 'a l ·ci,mento siITatté milizie, e per la natura del .nostro pa.ese, e per le conseguenti ner.essarie abitudini delle popolazioni, e p8r_c M alla fin fine .con poche eccézioni alla regola' sta fl dettèJ cl.i Thiers: « Nei paesi ove tutt'uomo è soldato, ~utti lo .« sono assai male (1) ».. . Da giovinetto io è.onobbi un tale, brav'uomo del re~o·, che diceva : 11(Hl essere sfato .Napoleone I un gran soldato, non essere .Rossini un gran compositore di musica ed A. Man'zoni uno dei più illustri .scrittori italiani ; allora io spalancava gli occhi, e credeva -sognare udendo seriamente discutere di simili paradossi , ma l'esperienza di questi an111 , ccl alcune proposte dell'Italia armata, mi procqrano nuove sorprese non meno ' intéressanti di quella. È invero nell'Italia armata che trovi essere stato ·l'esercito del primo impero la ragione della caduta dell'impero istesso; vi si .dimenticano così le sto-' riche scqnfitte delle iri~om poste legioni repubblicane, e le posteriori vittorie ta'.nto pi:ù famose quanto più regolar-i -~si · forma vano le· francesi n1ilizie; v1 st vedono le a?·maie . alleale entrare ·a Parigi perchè era stato creato un poierte esercito, -e non perchè desso s'era trovato a fronte a tutte le armate europee riunite ., siccome la Francia rimase ~ola contro tutta l'Europa; vi si ritiene in' una parola essere Napoleone I caduto, non pe:ir avere smodato nella smania d'impero, ma per aver costitu.ito un fo1;midabile cst:1rcito (2), e per avere con esso più ·che alt.r.i mrù di-
DEGLI ESERCIT,! PERMANENTI 237 mostrato che « la vita militare deve essere una profes« sione speciale fra i popoli civilizzati (l) ». È così che l 'an tore dell'Italia cmncita si chiarisce per q uell~ statista' che ,nel 1848 non ,/oteva saperr:ie dei soldati r egolari , rimasti pochi ma buoni unicamente perchè il veleno delle discordie impediva· di ingrossare le truppe •piemontesi colle migliaia di . giovani lombardi che un gramo temperamento arruolava indistintamente _nei corpi-franchi o desti~ava a reggimenti regolari tutti d'inscritti · (2); ed è così che a tavolino si spiega coll'esistenza ·degli l?Sèrt;.iti stanziali la· rotta del 1849 su cui non mi basta l'animo ridire u~a sola parola.
(J) T111rns, Disco-un imr le 1·empla.ccmcnt mititaii-e. (2) E qui per dare uua idea del come , i corpi-franchi vivessero nel 181,8, ltiscio pal'lar·e· i volontari e bci·sagli~r'i di E. Dandolo; ,di quell'anima candida e generosa che era proprio folta · per se rvire i_n qucll'c1cmcnto / e alle immagini rosee degli utopisti, corrispondesse la inesoral\ilc rea li.a . .
del fotto.
· ,<10 !JO vissuto (dice n~l. .capilolo 11)- sei mesi col ·fiore dei. voi"antari lombardi, dividendo co11 essi la huona e l'a\•vcrsa fort11na. mettend o " in 'opera t utte !è mie forze per contribuire al buon anrlam.c nto dd al • "J'o).1ore del curpo: e spero eh" nessuno dei miei antichi conipllgni <I.i « armi possa api,untarrni di negl igenza o di freddezza. Aiuta nte di ~fo -· « nar,1, io era partecipe delle s ne fatiche, de' suoi conforti", delle· su e ".amarezze. Ma dopo di aver conosciuto a fondo lç doti e i difetti d'un a « _lruppa di volonlm·i; io sono 'entrato nel fermissimo 'proponf~cnto. di « non impaccianni · mai più con simil genere di armati, come quello che « assai di rado p11 ò cffìcace'l'!cntc aiutare il paese, recar onore a eh i v i « appnrticrrc, e troppo male risponde al desiderio di chi voglia seriamente « apprendere l'arte mi liture. » · · ) <'accia seguÙo a questo brano l'alLro che q·ui torna acconcio il riportare dallo stesso c:,pilolo. · "Perchè. csscndasi I.a guerra (del 184~ s'intende.) inco.m i ncia!.a colle • solite discipline della· ·sÌratcgia, ed il nemico rinchiuso nelle fortezze « 1lon più combatteva una guerra di barric~te, ma opponeva i cannoni ai " cannoni, cd i balu arili alle !Jaiuncttc, pcrch~ coloro ai quali in~urnheva " il coman,lo , dimesso lo stolido pensiero. lii creare in pochi mesi u n " ·esercito compiuto (di. ìnscriUi) , non incorporarono 1-a g ioventù lom " barda nei rcggimenli picrnunlcsi , i,jicrando cosi la fusione coi fuUi , più " d1Q colle in?ppu1'luue parole ?" «
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·eI) Discouts sur le rc-mplaceincnl milit11frc, Thic'rs, 1St,8 (2) Si noti ancora che l'escrcitu francese recava seco i difetti incl'cnl i . ai la coudizione dcll'iinpcro m;111canza di Mnogcncilà, e s,;ntim~nli dinazionalili.l ncccssari.a n,cnte trascurati od ulfcsi. ·
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DEGLI ESERC ITI PERMANENTI
, STUD1 SULLÀ NECE:SSlTA'
V Itcilw lti>mata del. resto , fosse stata possibile ad o'ttener::1i. come voi la ~agnate, sarebbe ~ata perdio da sè ., dopo le giornate di Milano , chè non si spegne , corne voi dite, da qualche mestatore, lo slancio di milioni di 'abitanti, sarebbe · nata intorno le mura di Roma, O've· a lungo resistette un pugno·. d'eroi ohe con raro esempio di. annegazione si era imposto un'or·ganiz_zatione affatto m_ilitare , una rigidissima disciplina; . ed aveva coltivato la sua. istruzio•ne fra le truppe dell\;sercito sardo; _sarebbe nata intorn0 a Venezia eh.e pur racchiuse armati italiani, con ferrea volontà organati a forma di battaglioni stanziali (1) ,. sarebbe nata fioalrnente nel 1860 in 'Sicilia, alla chiamata di· Garibaldi: nel Napoletano, ove ie schiere di questo eroe, già. invece manifestavano i segni di quella dissoluzione, che una. lunga_ guerra inevitabilmente .produce in grosse legioni di vo~ lontari, · rette da norme di disciplina trasmodanti in rigidezza . od in impotenza , secondo il genio dei capi eventuali preposti alle medesime (2). Nelle pagine 711; 712 e 713 della memoria che mi sto • occupando, ·voi vedete come un uomo d'inge~hÒ che (1) Vedi i volontari ed i bersaglieri di E. Dandolo e ricorda poi che uno dei battagli'oni che si- copersero di gloria a Venezi'tt (u prima militarizzàto a Milano dal maggiore A. Carnevali, che ora riposa in. onorevole ri\.iro. « ~la l'esperienza (dice il Decl'isloforis) non ha solo mostrato la necessità « della disciplina; es~a ha mostrato di più che quella ubbidicuza cieca eù « immediata, che ~antencndo ogni soldato al suo posto impedisce che la « massa on.deggi sul campo di battagli,1, non si ottiene che per la lunga « abitudine anteriore. Essa ha mostrato che 'l'obbedienza ~ anch'essa al" l'arte, cd una delle più difficili e lunghe ad appr.endersi. ~ · « Cosi dalla necessità della diS'ciplina è nata l'albra dell,1 pc1·manenza degli
" eserciti.
»
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('.!) « In una guerra (dice il. Dccris~oforis) vi sono dué stadi, la prepnra« zione alla lotta, e la lotta effettiva. Ora l'en tusiasmo è eccellente cosa per " la preparazione, raramente buona per la lolla lunga; paziente, faticosn, ~ più di marcie e disHgi che di ·combattimenti . . . . , . ... , . . .. allorn « .p.iù dell'entus'asmo serve la pazienza :... invece degli inni è migliol'e il ·« sileniio del caporale dav.anti al se)·gcnte. "
(--
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prenda una via a rovescio sappia artificiosamente batterla in modo da giungere al risultato, che il Diritto pure in·Contrò, che il prin.cipio dell'egemonia milita1'e (bella parola cl.avvero l) ·ha L.On solo impedito o respinto l 'armarnento spontaneo, ma ha rallentato altrcsì lo sviluppo ·dell'esercito stan1.iale (1). Rispondono a questi· pel'egrini trovati oramai i più incompleti .dati statistici militari di Italia. Altra sentenza che io qui senza commenti lascio giu dicare da qualunque spassionato lettore è la seguente cui fa contrasto , neJl'Italia meridionale, il contegI\o di;lle · truppe impiegate nella lotta del brigantaggio, della quale · più non si farebbe motto se veuisse alimentata dai soli reniteRti alla leva. · .(( . . ... Con qu·esti effetti ed altri dell'ambita supn;)« mazia .militare e civile, le nuove provincie, in parte « non ancora usate alla coscrizione , torra.nno ·per lungo « tempo all'esercito combattente assai più che rt'On potmnno « dargli» (vedi pagina 712). Ma davvero che ove l'autore di questo articolo non vivesse fuori d'Italia, non si saprebbero spiegare gli. errori di fatto che servono poi di ba.se alle sue lezioni. Convengo invero coll'autore a pagina 712 che l'organizzazione della guardia mobile sia tentativo entro certi limiti assai commendevole e patriottico., ma chiedo a qualunque onesto ed .educato mio com paesano se si possa dire che nel 1860-61 l'appello dei battaglioni mobili sia stato approvato dall'opinione dei~popoli; io per me dico di no, se l'approvazione menzionata· si deduce dai fatti, e se per popolo •non s'intende soltanto l'ribitante della città, ma il povero contadino che ha pur dritto ad avere (1) Vedi, ad esempio · fra tanti, in qu.al conto sia tenuto l'elemento dei volontari dal signor maggiore di stato maggiore C. Corsi: Rivista 1Uilitrwe JtaUana del sctt~111b1·e 1862, e dal capitano A. Ricci. nella S\lll lntrncluzrnne <il/O studio delt'nde rnilitw·e. AN!NO
VII. Voi, lll. -
16.
Sl'Ul.11 SULLA N~CESSI1.'a' 240 una sua opinione , e che bestemmia tuttora contro 1c parolone di leva in massa, mobilizzazione della guardia nazionale, ed istruzione persino della guardia nazio~ le permanente. Si fa un bel ·dire, o signori, a disfar forme di governo, immaginarne di nuove, armare, disarnk.re, creare entusiasmi, battere eserciti, prendere posizioni e tutto ciò col solo sfoggio di forbite sentenze; ma è ben altro il c6mpito di chi voglia governare davvero, di chi davvero voglia misurarsi con un esercito possente\ come quello che · ci guarda di là dal Mincio, di chi sa _che Mantova, Verona , Peschiera, Legnago non sono frasi rnazziniàne, non sono idee, ma sono vere fortez~e I Per quanto però l'autore dell:articolo si _dibatta, chiami pus-illi coloro_c he conoscendo e studiando più di lui i1 •sistema legionario svizzero, non lo. ri_tengono opportun~ per l'ftalia, voi desumete dalle sue pagine: 1°ohe all'autore danno torto le stesse citazioni cui appoggia il suo edificio. Ed infatti a pagina 715, quanto si riferisce ai volontari inglesi ed alla circolare dell 'uffi.cio di guerra del 25 maggio 1859, ve li fa vedere operanti con altre milizie ad organizzazione regolare , e per la difesa del , loro paese élalle invasioni. e, La natura del nostro paese ' « coi f1wq1.i,enti suoi recinti (dice la circolare) ed altri im- 'f-• pedimenti alle operazioni delle truppe cli linea, dà « particolar valore ai servigi dei volontari carabinieri; u nei quali corpi ogni uomo ...... essendo pratico del « paese in m1,i sarebbe chiarnalo ad operare, potrebbe con • formidabile effetto molestare il fianco d' un esercito « nemico e le sue comunicazioni > >. E qui oltre le consideraz'ioi1.i assai ovvie che si potrebbero fare sulle condizioni ~'Italia, ben diverse da quelle contemplate dalla circolare in discorso, il Decristoforis _aggiunge (vedi pagina 267): " L'Inghilterra che persiste nel vecchio sistema ì « dell'ingaggio ,:olontario, al nascere d'.o?ni nuova ? uerra ) q _ n on s1 trova più avur soldati a i;ufhc1enza , e b1soguu. .
DEGLI ESERCITI PERMANENTI
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assoldi legioni essiane e greche come nel .1809, e ita« liane, svizzere; tedesche, turche come nel 1855 ». 2" Che la seconda metà della pagina 716 fa dubitare assai della scienza militar€' dell'autore, quando sì pensi che lo schema che vi è discusso dovrebbe trovare' applicazione in paesi assai spesso privi di quei formidabili ~ccidenti di terreno che cambiano le leggi della guerra (l); e fra cui d'el resto le storie ci hanno pur troppo mostrato, eserciti stanziali, guerreggianti vittoriosani.ente , contro popoti pieni di amore pei loro penati, per l'indipendenza delle loro contrade. Almeno oggidì l'esito della insurrezione polacca (di un popolo militare per eecellenza) non desse ragion(;, a chi troppo cieca:r;nente difende l'onnipotenza delle armate regolari contro nazionali riscosse, e si avverassero inveèe-le predizioni fatte dal lamini per simili eventi! (2). 3° Che il ~istema dell'Ilalia ci1·mata finirebbe collo stabilire una . vera organizzazione militare ad ogni tratto ·in vigore ; il che, .tem1to calcolo delle nostre circostanze focali , sarebbe di un peso intollerabile per la nazione, siccome dalla pagina 719 potete desumere. Tutti coloro che scomponendo l'esercito, propongono la cosc1'izione r omona, vorrebbero che l'arte della guerra tornasse ai suoi primordi sanguinosi; a quelle lotte di anni che ora si riducono ad isolate battaglie. Voi r espingete così i più com uni dettami dell'esperienza (3), e non vedete ohe la coscrizione romana, col sistema iielle caste militari or«
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(I) E ri,:;uardo alla" difesn dei- pa~si e dei monti, d i cui a p~g. '713, mi p iace il !'iprodnrre il seguente brano ,lei volontari di Emilio D:,ndolo (verli p ag. 19). « I v~lontari dello Stelvio, del Tonale, del Cnffaro fecero per :., formo ogni loro possa per custodire passi importanti, non r isp:,rmi:rndo (,. pericoli e fatiche; ma un reggimento ,·egola.i·e avrebbe larg1,mcnl<! ,Jdcm-
\"pito a quello scopo . . . . . .... . " (2) Vedi il Précis rf,c /'a.rt <le la 9um·rc, parte I, f.,;cic. 1", art. s•. (3) Vedi i po polari e uiLidì insq;namenl.i cl,•! Dccristnforis, e specialmente le lezioni che si compendiano nel capitolo 12" dcJJ'oper~ giù. citata.
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ST UDJ SULLA NECESSITA'
ganizzate, durò presso un popolo special~ come il romak o, guerriero per tradizioni secolari e per necessità politiche, circondato da nazioni i ~ui sistemi milita,ri erano incom- l posti o bambini. Non v'accorgete poi che nei combatt imenti d'allora, . la legione romana rappresenta appunto una mihzia ordinata stanziale, disciplinata da leggi inesorabili'; un vero esercito permanente, a fronte dell'orda nemica, un sistema reso terrimle dalla sua inces,sante e sa!Jguii1osa applicazione. 4° Uhe la conclusione dell'intera . · memoria, non è netta così da ingenera.re nel lettore la convinzione, che chi ne fu l'autore voglia completamente liberare l'Italia dai reggimenti dell'armata stanziale. Mi fermai a dilungo su q1,1este pagine d el Politecnico perché riassumono quanto si pu6 dire in isfavore dell'esercito, e d imostrano poi e come sia più facile .iJ_ distrurre che l'edificare, e come taluni confondano l'analisi delle parti, il dettaglio del mestiere, il lavoro.. dello strumento,. la mossa individuale e locale, collo studio della strategia e della tattica, colla disamina dei movimenti di ingenti masse armate, colla discussione òi quei principii che non si ponno distrugger e colla sola ingiustJ.ficata sent~nza. _« Il concetto delle scienze militari fu esagerat.9- » (vedi pagrna 71R). , Non si potrà dire che per dar forza ai miei ragionari io abbia fatto parlare le opere classiche (accozzaglia cl-i p1·cgiudizi stantii); ho lasciato in pace e Tucìdide e Cesare e Ta'c ito e · Napoleone , ho fatto tacere quasi ogni penna di rrofessione militare, ho -lasciato che più di . tutto mi ispirassero due anime elette, ardenti, lib'e rali quant'altre mai; l'una delle quali spirava a S. Fermo, in mezzo alle file dei volontari, . benedicendo al loro eroismo ed alla compattezza di quell'esercito sardo da cui doveva nascere rigogliosa l'armata italiana I O completamente m' inganno o dalla disamina fatta a chiare note ri:rnlta, i più accreditati fra gli scrittori di
b EGtt ESERCITI l'!;;RMANENTI
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cose tnilìtarì del partito che ba da ultimo bandito la crociata contro l'esercito permanente, essere ben lungi , or sono due anni al più , dal volerlo distrutto , ed . anzi ritenerlo il nudeo into·r no cui organizzare le altre milizie della nazione ; e quelli poi che per avventura sostennero tesi più spinte ; non avére che riprop0sto progetti di armamento o già rifiutati dall'esperiifnza ov. vero attuati in ispeciali località, ove ~ studio d'uomini . grandi 'l'accostarli ii più possil?ile alle forme degli eserciti stanziali : progetti la cui applicaiione non sarebbe di lieve incomodo ad una nazione, come la nostra, indus_triale ed agricola., e che., non le darebbero che una organiziaiiòne militare assai al dissotto dei s.uoi bisogni: r Il nuovo regno italiano, e per · le sue condizioni, e per le abitudini delle sue popolazioni , deve solida. mente app.areccbiarsi a guerre fatte secondo i principii militari moderni,, che richiedono ordinatissima mobi~ lità, compagini di masse preponderànti su . q nei punti decisivi , che per la stessa indipendenza d'Italia potranno un giorno tro,,arsi posti al di là delle nostre frontiere; trqppe rotte alle fatiche ed alle marcie lontane, che sappiano manovrare ed agglomerarsi su di aperte ed estese campagne, presentandosi talora, freddi bersagli, • ai colpi nemici; che sappiano con matematica precisione di movimenti parziali jnvestire ed assediare piazze forti e sistemi di piazze; che con paziente :oosseo-na.zii:me -attendano alle ingrate operazioni cli un blocco, b . o con sublime entusiasmo m uovano ad espugnare la breccia; che non ricerchibo lo ragioni delle mosse loro comandate , sappiano sopportare le ansietà del dubbio, portino incaruata la eonvinzion0 che l'insul)ordinazione d i un individuo può perdée una compagnia, un battaglione , un reggimento, che la mossa infelice di un reggimento può far perdere una battaglia, .che nella g uerra
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S TODI SULLA NECESSITA' DEGLI llSERCITI P llRMANENT!
tutto è concatenato per modo, da rendere l'ultimo dBi so1dati solidale dell'opera del generale supremo. E qui potrei addentrare gli studi militari del giornale il JJiritto (1 ), e provarvi, come essi accolgano indirettamente i princjpi fondamentali da me sostenuti, e come, nelle· lor o speciose teorie sulla guerra e sulle armate combattenti, tendano invece a sovvertire qualunque forte ordinamento-di eserciti stanziali. Mi fermo però, e perchè , vi dovrei .annoiare con molte ripetizioni , e p,erchè voi stessi potete, o miei giovani colleghi, seguiré giornallJ?ente l'indirizzo del citato periodico, e perché è orrùai tempo che rivolgiamo la nostra attenzione agli _insegnamenti che ci vengono di là dall'Oceano, ed · allo studio delle note caratteristiche degli ~serciti permanenti . ,
NOTIZIE STATISTICHE SU! l'RINCIP ALT
ESl~RCITI ElTROPEI
Pavia, 10 febbraio 1863. • CESA~E CA VI
Capitano d' Mtiglieria. (Continua).
(1) F-ermate specialmente la vostr; attenzione s ui numeri 1, 7, 8, 9 e t 8 . gennaio.
I.
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ESERCITO FllANCESE t t ) La Francia forma uno stato compatto, omogeneo, la cui popolazione ricca, industriosa, eminentemente guerriera, parla la medesima lingua, professa la medesima relig_ione ed è da secoli assuefatta ad un governo monarchico. Ma se la Francia è giunta ad altissimo grado di civiità, se possiede immense r icchezze commerciali ed industrial'i, se le scienze e 1e arti vi fioriscono più che altrove, se i~fine a buon diritto può attribuirsi il titolo di G1·~nde (1) l\li estenderò maggiormente sull'esercito francese che s~gli altri per !'e maggiori af-fini là che con questo no_i abbiamo, e pe~che_ a huon dirit.to il sist.ema militare francese ha maggior n putazltrnc d ogni aHro .
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NOT IZ!ls STATISTICHE
Nation, lo deve per la massima parte alla salda organi~~ zazione d~l suo Esercito pennanente. Difatti la vera storia della nazione francése comincia con quella del suo esercito permanente da Carlo VII, che ne fu il fondatore. Quell,.ordinamento primitivo perfezionato successivarn~nte da Luigi XI , aa Frnnccsco I , da Enrico IV giunse al punto, v-erso la fine del regno di Luigi XIV da presentare un insieme quasi completo di istituzioni militari. Scosso alquanto dopo la morte di Turenna, il qÌ.lale a veva sì potentemente contribuito a consolidar.e 1a. parte tatti~a colla parte ammini~trativ-a, il sistema militare francese progredì sotto i regni di Luigi XV e di Luigi XVI, grazie all'iniziativa del maresciallo di Sassonia e del conte di S. Germain. Quest'ultimo ebbe però il torto di troppo invaghirsi del sistema prussiano di Federic0 · il grande , senza essere però riuscito a farlo adottare in Francia . . Allo scoppiare della rivoluzione, nel 1789, l'esercito ebbe molto a soffrire dagli sconvolgimenti di quell 'epoca, sia pe'numero_si vuoti che l'emigrazione cagionò nei quadri ove era numerosissima la nobiltà, ,sia pe'molti battaglioni di vol@utari e di guardia nazionale che gli. si dovett,tr o '· aggiuugEtr e, e la cui indisciplina sensibilmente guastò l'esercito. ' · · Ma la Convenzione ben riconoscendo come l'entusiasmo, ed acyche il più ardente amor di patria non bastino a surrogare nelle truppe la disciplina e l'istruzione, lo spirito militare e l'abnegazione, decretava la fusione de'volontaf-i e della guardia nazionale nell'esercito. Non tardò quindi a sorgere, per grave ventura': della Francia, il genio della guerra moderna, NAPOLEONE, il quale ben apprei!:zando come la potenzà militare di uno sta;to sLla più che nella quantità, nella qualità dei mezzi di / guerra e sovra tutto nella loro organizzazione, impiantò /
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247 SUI Pl\lNCIPALI ESERCITI E UROPEI quel solido sistema militare, le cui basi oggi ancor!,l- reggono fondamentalmente l'esenito francese, ed. alle quali debbe la sua fama. La pace che segui i disastri del. 1815 fu messa a profitto per coordinare e consolidare le istituzioni militari di Napoleone, ed a quest'opera si applicarono soltò la ri-• staurazione e sotto il governò •del 1830, uomini eh.e aveva.no acquistato una lunga esperienza delle cose militari alla scuola del più gran capitano del secolo e forse dì tutti i secoli. Tali furono Gouvìon S. Cyr, Preval, Pelet, Soult, Foy, Lamarque, ecc., i quali dotarono l'esercito francese di una legislazione militare informata ad eccellenti principii , avente per base la stabilità., che ne fa la forza e. la guaa rentigia. Ciit è dimostrato dalla prudente len_tezza colla quale in Francia si procede circa alle innovazioni, per ' cui ivi non sì vede ad ogni momento come altrove, ~rnovi ordinamenti motivati soventi da capricci più ch e da serie necessità. Alla fortuna di -avere- avuti tanti abili legislatori militari, la Francia ebbe ancora quella di trovare sempre, con pretesti più o meno giusti, un: campo allo sfogo delle bellicose passioni dei suoi soldati. Cosi sotto la restau ' razione, la Francia portò le s':le bandiere vittoriose in Marea, nella Spagna, e quindi nell'Algeria. Il governo di luglio continuò l'occupazione espansiva dell'Algeria., e per ben 18 anni l'eser.::ito vi trova una, scuola pratica. che se non ha formato sommi generali, è però stata eccellente per tutti, siccom·e fertilissima in utili inseo-namenti militari d'ogni specie, ha mantenuto vivo o . qur.llo spirito militare, che ineluttal;ii-lmente si scema negli esercilii condannàti a lunga inazione, ed ha così potentemente contribuito agli ulteriori successi dei Francesi , in Crimea, in Italia, ìn Cina, in Siria , ~ direm presto uel Messico .
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243·
NOTIZIE STATlSTlOH 8
SUI PRrNOll'ALI ESERCITI EUROPEI
§ 2 -
249
Popolazione e reclutamento.
CAPO I.
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GENERALITA' STATISTICHE,
§1-
Governo. .
Il governo della Francia è l'impero costituzionalme~te . temperato, fondato sulla sovranità del popolo, e sui grandi principii nel 1789 modificati dalla costituente promulgata l'anno. VJII della repubblica , essendo primo console Bonaparte. Luigi Bonaparte,.da presidente della ~epubblica, eletto imperatore pel suffragio universale nell'anno 1852 sotto il nom~ di Napoleone III, n'è l'attua.le imperatore. La corona è ereditaria nella famiglia imperiale in linea maschile soltanto, e per ordme di primogenitura. L'imperatore esercita il potere J(;)gislativo unitamente al senato, al corpo legislativo ed al consiglio dell'impero, ma il potere esecutivo appartiene senza restrizione ~ i sorta ç1,lla corona. L'imperatore è il capo supremo dello stato; comanda l'esercito e l'armata, dichiara la guerra e fa la pace, conchiude i tratt~ti di alleanza e di commercio. Egli ha l'iniziativa delle leggi. Il corpo legislativo composto di deputati eletti da' cittadini, dise,ute e vota le leggi e le imposte. Il senato, di nomina imperiale, è il potere conservatore, ·vigila sull'inviolabilità della costituzione , può opporsi alla promulgazione delle leggi quando le trova contrarie alla costituzione, e formola ad un bisogno le modificazioni riconosciute necessarie.
La popolazione della Francia al 1° gennaio 1862 era ] a seguente:· 37,472,732 Francia · 2,999,124 Algeria tl,062,;389 Colonie Totale.
43,534,245
Le popolazioni indigene dell'Algeria e delle Colonie sono esonerate dagli obblighi della legge sul reclutamento dell' esercit0. Occupiamoci ora del reclutamento, il cui sistema ha grandi analogie col nostro, _ed ha anzi alcune m~gliorie che pel nostro invidiamo e che porremo in rilievo. Dal xvr secolo fino al 1789, l'esercito si reclutava mediante arruolamenti volontari con premii in denaro, e colle chiamate delfe milizie formate dal sorteggio in ogni parrocchia. . Nel 1790 l'esercito nazionale si costituì mediante l'applicazione ,generale del principio dell'eguaglianza_ dei diritti e dei carichi per tutti i cittadini_. Quindi ogni francese venne sottoposto al servizio militare sia personalmente, sia con un surrogante da lui riconosciuto. Dal 1791 al 1798.l'arruolamento volontario e la requisizione furono i soli mezzi legali di reclutamento. Tutti i cittaq,ini furono obbligati a militare dai 18 ai 40 anni, e· la ·surrògazione fu rigorosamente interdetta. La legge del 5 settembre 1798 stabilisce la coscrizione come mezzo principale di · reclutamento, e come mezzo seco11dario r'a.rruolamento volontario. Esige la qualità di francese, e condizioni di moralità per l'annessione nello eser8ito. La facoltà di surrogare fu nuovamente accordata.
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250 NOTIZIE sÙTIS'i'tat~ Questa legge è stata modificata durante il primo itri6 poro aumentandone le esigenze e ciò per soddisfare ai bisogni imperiosi di quelle colossali guerre. La carta del 4 giugno 1814 abolisce il sistema della coscrizione e ~i, sostituisce l'arrùolamento volontario• con premio in denaro e senza condizione di nàzionalità. Ma non tardarono a palesarsi i gravi inconvenienti d'un simile si~tema; e nel 1818, sotto la savia ed intelligente amministrazione di ~ouviou S. Cyr, si rivenne quasi totalmente alla legge del 5 settembre 1798. · I premi d'arruolamenti furono soppressi; la qualità di cittadino e Ie condizioni di moralità furono richieste per poter far parte dell'esercito. , La le~ge del 10 marzo 1818 alimentò l'eser..:ito mediante gli . arruolamenti . volontari, l.a chiamata deHe classi , ed i nassolda.ment1. La legge del 21 marzo 1832, tuttora esistente, salvo alcune modificaziom, consàcra in un modo più razionale i veri principii del reclutamento, fac;ndo della chiamata délle classi la base fondamentale del reclutamento, e considerando gli arruolamenti volontari come un mezzo secondario. ~
Contesto del sistema di rcclotamento. Esaminiamo bn::vemente le principali disposizioni di quest'ultima legge. Essa riposa su due pr:incipii generali che oltre .al guarentire gl'interessi dello stato e quelli dei cittadini, cost,i tuiscono ]Jn esercito veramente nazlonale: 1° Ogni francese si deve alla difesa della ·patria· ' o 2° Nessuno può essere soldato se non ' è francese naturalizzato tale. Le basi _generali della legge sono: • 1° Gli appelli, mezzo principale di reclutamento;
SUI Pl\JNC!P AJ.1 ESEltCITl EUROPEI
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2° Gli arruolame11:ti volontari, ed i ringaggiamenti: mezzi ausiliari di reclutamento; 3° L'obbligo del servizio personaie, salvo la facoltà d€ll'esonerazione che è ammessa come un diritto avanti l'inc01·pomzione, e considerata pei militarj sotto le bandiere, come un semplice favore; 4° Durata della ferma fissata a sette anni; 5° L'istituzione d'una riserva; Il reclutamento interessando lo stato, l'esercito ed i cittadini, le autorità politiche, milìtari e municip3:li concorrono. alla sua esecuzione. Ogni anno iI corpo legislativo fissa il contingente da chiamarsi. Gli appelli danno luogo a tre serie d'operazioni distinte: Operazioni del sorteggio; Formazione del contingente; . Militarizzazione del contingente.
•011crazioui- del sor{('ggio. Le tabelle di censimento sono stabili.te al l O gennaio di ogni anno dai sindaci, e vengono pubblicate. . Esse comprendono i giovani francesi o naturalizzati tali che giunti all'età di 20 anni avanti il 1° gennaio dell'anno corrente, hanno il loro domicilio legale, o sono considerati come domiciliati nel comune. Le operazioni del sorteggio hanno luogo nel giorno determinato con decreto, e -sono presiedute dal sotto~ prefetto assistito dai rispéttivi sindad. . · Le tabelle di censimento sono esaminate in. seduta pubblica, ed i sotto-prefetti decidono sulle reclamaziorii . che potessero essere sporte dot>ò aver udito i l parere dei sindaci. Fatta quindi un'ultima lettura, le tabelle sono definit i vamen.te fissate e firmate.
252 NO'l'IZ!E STA TISTJCH"E ',J: Imme::Iiat.amente dopo• si p~ocede -al sorteggio: La lista del sorteggio letta, stabilita e firmata viéne pubblicata ed affissa in ogni comune del distretto. I.processi verbali delle op~razioni distrettuali sono centralizzati in ogni prefettura;; per poi essere spediti (ll ministero di guerra per servire alla ripartizione diparti• mentale del contingente (1). Questa ripartizione è fatta con imperiale decreto per una volta notificata ai prefetti, essi procedono, in consiglio di prefettura alla d ipartizione distrettuale. 1 ~
orm11ziooc del contingente.
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Consigli 'di i·evisione. - ':Le operazioni relative alla for. maz10ne del contingente sono nelle attribuzioni del consiglio di revisione. Questo consiglio è composto di autorità civili e militari; ma· la legge ponendo in prima linea gli interessi de1la popola~ione, ha lasciat.o la prfnci pale influenza all'elemento· civile. Il consiglio è composto di cinq~w membri : Il prefetto ; Un uffiziale generale; Un consigliere di 'prefE;ttura ; Un membro del consiglio generale ; Un membro del consiglio di circondario. Un sotto-intendente militare ass_iste alle operazioni del consiglio, coll'incarico di vegliare all'esecuzione della leaae bb per la buona composizione d~ll'esercito. Egli ba soltanto voce consultativa , ma· ha il diritto di fare consegnare nel r:egistro delle deliberazioni, le sue osservazioni. Il consiglio è assistito da un medico militare. Il comandante del deposit.o di reclutamento assiste 1(;) {t) La ripartizione è falla fra i d ìparlimcnli proporziunatamcnlc al numero d'iscritli risul,lanti sulle liste di sorteggio della classe chiamata.
SU! l'RINCJPALl ESERCITI EUROPEI
•
253
operazioni, e prende nota dell'attitudine fisica dei giovani iscritti. Queste note servono poi al generale 0omandante la s·otto-divisione per fare la ripartizione per arma. Il consiglio deve : Consta.tare l'attitudine militare; Esaminare le ragioni d'esenzione o di dispensa; Autorizzare le esonerazioni, le surrogazioni e le sostituzioni. Atlitu.dine al militare servizio. - Vi sono cause definite che escludono dall'esercito, aitre che esentano dal servizio, altre infine che ne dispensano . . · Ogni individuo condannato ad una pena afflittiva od infamante, o che hà subito due a.uni di prigiot).e (le condanne successive si lggiungono) e. che in oltre è stato messo sotto la sorveglianza della polizia, privato dei diritti civ.i.li, ci\rici e di famigJìa, è escluso dall'esercito. L'incapacità fisica risulta dal difett0 di statura o da infermità; ·esse sono apprezzate dal medico e giudicate dal consiglio (l ). ba media del totale delle riforme P:r una classe è del 40 per 100. Esenzioni dal sm·vizio militare. - Sono esenti di diritto epperciò in deduzione sul contingente: 1° Gli orfani cl.i padre e di madre; 2° Il primogenito,, o il primogenito dei nipoti d'una avola vedova, o di un avolo cieco o settuagenario ; · (1) La stalura media è di metri 1, 653. La statura max immn richiesta per i diversi corpi, è: c,,rahinieri . , . . . . . metri l, 76. )) 1, 'l3. Corazzieri . . . . . . . . ,, 1, 69. Artiglieria, dragoni e laudcri . 1, 66. Treno, ussari, car.ci;ilol'i e [lCnio
Fanteria di linea e
Jcmira . . ·
1l
1; 56.
2M
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NOTIZIE STAT[ST ICHE
SUI l'R INC!l'ALI ES'1mc1TJ EOROPl!f
3° Il più attempato dei due fratelli chiamati a far pa.r te della medesima classe, e colpiti tutti e due dall;è!. sorte, se il più giovane è atto al servizio; 4° Colui che ha un fratello 'sotto le bandiere a qualsiasi altro titolo che surrogato; · 5° Colui, il di cui fratello è morto in attività cli · servizio, o è stato -r iformato o messo in ritiro per ferite od infermità provenienti dal servizio.
la chiusura delle- operazioni pronuncia le esonerazioni s ulla pre~enta.zione dclle ricevute di versamento della somma prescritta. ,
Dispense. - Sono dispensati dal servizio i giovani che sono ~onsiderati come paganti allo Stato un debito equivaler;ite a qu0Ù0 del.servizio militare, ma questa dispensa è soltanto condizionale, la: causa cessando, essi sono _ri-, stabiliti nella lista del contingente alla loro classe per compiere il tempo _di servizio presèritto dalla legge. Le dispense sommano circa al 10° del contingente (l).
I sostegni di famiglia sono designati nel limite_ di 1 per 100. La lista ·n e è diretta dal consiglio di revisione al generale che procaccia la loro liberazione. .
Esonerazioni. - Il consiglio di revi9ione 10 giorni t1opo (1) Sono compresi in questa categoria: quelli già al servizio come urruolaLi volontarii e quelli che u qualunque titolo servono nell'esercito muniti d' un brevetto o d'una commissione, i marinai portati sui registri matricolari dell'iscrizione marittima. Conformati alla legge 'i?f> Òttobre 179f>, gli -allievi della scuola politecnica, a condizione che passino nella detta scuola o nei servizii pubblici ai quali essa prepara, gli allievi, un tempo eguale a quello della ferma prescritta dalla legge; coloro che essendo membri dell'istruzione pubblica a\'ranno preso l'impegno. innanzi al consiglio dell'università, ed innan~i all'epoca del sorteggio, di consacrarsi alla carriera dell'insegnamento; lo stesso dicasi degli allievi della scuo1a normale centrale di l'arigi, di quelli - della _ scuola delle l ingue orientali e dei profrssori dei sordo-muti; gli allievi dei gran seminarii, rcgolarmcnt.e autorizzati a . continuare i loro .s tudii eccl1).Sfastici, non che di quell i che si destir,ano agli altri · culti salariati dallo Stato; infine i giovani che hanno ricevuto i grandi premii d'istituzione dell'u ni 1•ers ità.
Sur1·ogazi0ni _r, sost,itii,;ioni. La surrogazione è autorizzata fra fratelli, cognati e parenti fino al 6'\ grado. La ~ostituzionc di nùmAr9 è soltanto accordata. .nelle · medesime condizioni di parentela che per la surrogazione, 0 ciò fra individui della medesima classe e nello stesso distretto.
,.,
Lista dr,l contingente d,ipa,1•timantalé. - Il _consiglio di revisione stal)ilisco definitiva.mente la lista del coutin o·enle d'ogni distretto, liste che riunite insieme formano lista del contingente dipartimenta\e. Una copia di essa è rimessa al sott-o-intendenté mi1i~are cd. uu'altra al comwndante del deposito cli reclutamento.
la
ftlililai·iz zazione del co~1tiugcnle. A1·i·iiolamento. - Chiuse lo operazioni del consiglio cli revisione, i giovani compresi definitivamente nel cont.i11°gente, sono iscritti soldati ed_ a disposizione dcll' au I.ori tit militare. · Il comandante la soj;,to-divisione_ procede alla ripa.r tizione del contingente secondo la r ipartizi.onc mHme~·ica ciel contingente per corpò e .per dipartimento stabilita dal ministro. · . Il contingente è diviso in due parti: l'una chiamata immediatamente sotto l_e bandiere, _l'altra la.sciata a casa 'e versata nella riser,•a. · Tutti i giovani soldati. sono arruolati e matriG?bLi nei depositi cli reclutamento al titolo del lo_ro corpo.· IncO?'poi·azio ne ddla 1" 1101•::,iunc. del cont'ingcn te. AN.NO VI[ ,
Voi. ili. -
..
1'1.
,.
A Ire- .
NÒTIZ!E sr ,\TISTICHls poca fissata dal ministro per l'in~orporazione clella prima porzione del contingente, il sotto-intendente procede alla ripartiz.ioné proporzionata ·per arma e per corpo del mero d'uomini a fornire per ogni distretto, e stabilisce i ;;uoi ordini di marcia. . Tutti' i giovani soldati sono convocati al capo-]uogo 1lella, sotto-divisione militare (che generalmente è il càpoluogo del dipartimento) per esservi passati in rassegna. 11 comandante la sotto-divisione assistito dal sotto-ind tendente milita.re, dal comandante il deposito di reclutame~to, e da un medjco, rettifica gli errori di ri·partizione, accorda d ilazioni per la partenza, aut0rizza ca.mbiameqti di corpq, -e cc ., ecc . · L'indomani della rivista di partenza il sotto-intendente mette i n marcia i giovani soldati formati in drappelli, e rimette a ciascun cuma.ndante di drappello (1) il foglio cli via, u n ruolo nom inativo, i mandati di pagamento e di forniture da somministrarsi fino all?' prossima residenza d'ufficio d'intendenza. . ' Giunti al corpo i coscritti vi ·son o tosto imÌnatricolati.
2Ji6
207 mese ad ùn. anno cli prigione ed alla fine della sua• pena.. è rirmindato in u1)a compagnia di disciplina,. Sù'l l'RlNCIP.-1.LI ESIJ.RCITI lslJROl'l'1
nu-
Eli9nomia della legge. Ravvi un rapporto intimo tra l'effettivo dell'eser~ito, la cifra del contingente annuo e la, durata del servizio. L'effettivo cli guerra è fissato a 600,000 uomiui, e quello di pace v;aria dai 390,000 ai 400,000 uomini. . La durata della ferma essendo fissata a sette anni, la • cif~a del contingente annuo ha dovuto essere elevato a 100,000 uomii:ii per alimentare l'esercito attivo di 400,000 uomini e la riserva cli 200,0Ò0. Questa cifra non presenta ciò che realmente è versato nell'esercito e nella riserva. · In seguito alle deduzioni necessitate per "la rriarina (2,000 circa), le esenzioni (10,000), i sostegni di famiglia (1,000), gli esonerati (18,000), esso si trova ridotto a 68,000. In oltre ogni contìngente versato nell'esercito subisc~ ogni· anno perdité (1) la -cui media è· cli . 4, ,50 per 100, ciò che r iduce i sette contingenti del periodo a 4(Ì2,000 uomini. Giungendo a questa cifra 135,000 uomin_t per i non provenienti dagli appelli (ufliziali , gendarmeria, veterani , reggi mento estero, truppe indigene, arruolamenti e riar• ruolamen·t i volòntarii) si giunge a un totale di 600,.Q00 c irca. .. Per ottenere 100,000 uomini bisogna gener'alrnente _esa- · niinare 200,000 inscritti. In tempo di guerra.il contingente a1inuo _potreblJe es•
Commissione dipm:tirnentale di riforma. - Essa è composta del comandante la sotto-divisione, del sotto-intendente m il itare e del comandante il deposito di recluta- . mento e vi è aggiunto un medico . La commissione riforma le recl ute riconosciute improprie al servizio. L'inscri tto accusato cli essersi mutilato è inviato dinanzi al tribunale correzionale. Può essere pumto da un (1) Gli uffiziali, sott'uffiziali e capo1·ali per la condot.ta d elle recluté sono cÌt·signuli ucl lc seguenti proporzioni: • 1° Drappello di 150 ·uomini cd t•l disopra, l c ncnlc 1, soU'uffiz iali 2, •capora li 3; 2° Ur"ppell9 di• JOO uom ini ed al disopra, sollo-lcncnlc l, sollo u flhi,di I, c"ponli i 2; 3" Dt·,,ppcllu di 6U uomitri cri al disopra, so ll'ufflziale l , capo rali 2,
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( t ) 1°. anno di servizio, perdita 7, 5 per 100. 2° id. id. 6, 5 per 100. 3" id id. 5, 2 per 100. 4° . ' id. hl. 4, 3 per 100. 5° id. iù. 3 per 100. 6° id. id. 2 per IUO. 7''
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SU I l'RI NCIPA L I ESE RCITI E OflOPE! 259 operazioni dei éòrndgli·di revisione, amministrano i soldati della nserva di cui costatano l'esi.stmiza mediante rassegne trimestrali o semestrali. .
NOT IZIE S'rAT ISTICHE
sr-ffe . portato a lGG,000, ed è_ tutto q uanto può dare il reclut<1,mcnto~ Il numero a nnuale degli iscritti nella lista di leva bon ollrepassa i 312,000. Deducendo da questa cifra: 1[ 10 per manèa.nza di statura 3 1,200 2110 per infermità 62',400 l 1lO 'per esenzioni 31,200 1l1O p er dispense 31 ,200 cioè 156,000, restano per le risorse totali del reclutamento 156,000 uomini. Opefato in questo limite maximton su una popolazione di 38 milioni, il reclut,1me~to leverebbe 1:1n soldato su 2SO uomini.
,•
..
· Dc1iosiLi di rcclut,uncnto. I depositi di reclutamento sono uffici militari, incaricati · deUc scritturazioni e delle formalità rfllativ'e alle operazion; del reclutamento Qhe soi10 _di spettanza delfautorità militare . Ogni deposito funziona sotto l'autorità del comandanti~ la sotto-divisi;nP, ve sotto la sorveglianza amministrativa di un sotto-intendonte militare. Vi è un deposito di reclptamento per ogni dipartimento. I dep6siti di reclutamento jiono di du·e classi: 30 son"o di· P classe e 59 di 2a. classe. In ogni deposito sonovi due uffiziali distaccati dai lorp reggimenti ed alcuni sott' uffiziali come scrivani. I depositi di l ~ classe sono generalmente comandati da uffiziali superiori fuori quadro, ed hanno sotto i loro ordini un ca1)ita110 comandato da mr reggimento di• fanteria . · Ogni deposito di 2" classe, . è comandato da un capitano cli fanteria, ed a ciascuna coadi uva1.,.o da un tenente o sotto-tenente. I comamlanti dui dcpo,;iLi di redutamen to scgnon o le
Esoncrazio1rn dal servizio.
'La legge con$acra per ·tutti ( cittadini il di.ritto · cli farsi esonerare dal serviziQ prima del!' in corpor~zione. Ma dopo l'incorporazione , essa copsidera la facoltà del. l'esonerazione come un favore di cui l'applìcazione deve essere fatta con molta riserva. . L'esouerazioue dal servizio si ottiene mediante prestazione in denaro·, variando secondo le èircostanw. La prestazione individuale è fissata· ogni anno, sulla proposta d'una commissione superiore ed approvata dal ministro della g uerra (1) . Deve essere notificata al pubblico al me.no 10 giorni prima del principio delle operazioui dd con siglio di. rev.isione. Le esonerazioni degli inscritti son~ prou unciatc dai consigli di revisione-, come lo abbiamo. già detto . Que_ll e dei militari sotto .l e armi o della riserva possono essere autori,,zate dai generali secon:clo le circmitan zc, o -non possono essere prpmmc:iate ehe dopo essere slitte sottomei;;se all'approvazione del ministro: .In' seguit o ad unti disposizione mfoisteriale del 1800 (19 maggio), è viet<l,tO di ·dare corso allè domande di esonerazione form ulate da. militari sotto le anl1·i , senza (1) Per determinazione min_istcriol c ri el 28 fol,l)1°niÒ 18G3, le s11rrogazion i in via nmminist.rativa" contraUr, per selle :,nni, ,L\r:rnno diril!o ud un premio di 2,'2.00 fr., di cui 1,000 fr, pagahili all':11.Lo della surrogazione e 1 /l00 :tlla hbcrazione <le lìuiti va dal sè r vi z io.
;.
Qualsias i snrrnga~ionc con Lratt.a pct meno ùi ~cl.le ann i dà d i1·ilf o n,l fr., per ogni :rn110 tli Sl11·rogazi9 nc , elc i quali 140 pagn bili ncll'alLo clclla .,;urrogazionc e· 110 t1lla libcrnio nc cldìni1ivn ,1:11 sqpizio. S ulla prinia porzione ùel JWC'mio, è prel,w:i to l'.am1uont:n c del pri mo assegno di corredo secon do ·i; fissalp p er le d iverse :irrni nnn sornrna cli 3!0
260
NOTIZ IF: STATISTWHE
SUI PlllNCIPALl ES ERCITI RIJROPEI
previa auto1;izzazione del ministro, che non la accorda che per motivi gravi ed eccèzionali. Le disp·osizioni · di questa circolare sono applicabili anche alla riserva. In tempo normale vi sono annualmente 18 a 20 mila esonerati.
Dotazione dcli' eserciti.
•
Questa istituzione tende ad un doppio scopo, migliorare . la posizione dei sott'uffiziali e dei soldati, e migliorare ad un tempo la co.m posizione· dell'esercito. Ottiene il p1'imo di questi scopi, facendo del serYizio mi litare, facoltntivamente e liberamente una carriera , col vantaggiare le pensim1i di ritiro. Col secondo conserva nelle sue file un più gran numero di nii-l itari anziani. La dotazione dell'esercito provvede alla deficienza ann.uale proveniente dalle esonerazioni: -1° Con i riassoldament'i di m ilitari anziani; 2° .Mediante ~urrogazioni ammin<istrative. · i' r iasso ldamenti hanno la d urata m inima di due anni e quella massima di sette. . , Possono soltanto essere contratti da militari ·che com• piano il loro settimo anno di ser vizio, sia nell'~sercito attivo, sia nella riserva, ossia dagh arruolati volontari che sono nel loro quarto anno· di servizio. Quest' ultima facoltà p uò però essere estesa a t utti i militari indistintarnen te: La d ura.ta- d ei riogaggiamenti è regolata in• modo che militari non siano mate·n uti sotto ie bandiere dopo l'età di 47 anni. Il riassoldamento per 7 anni dà diritto : 1° Ad un premio variabile seco11do le circostanze ; 2° Ad m1'a1ta pag a g iom al)era di IO ceotesirn! ,
..
2Gl
•
Qualsiasi riassoldamento contra.t.to per meno di 7 anui, dà diritto fino a 14 anni di servizio, ad: 1° Una certa somma per ogni ann o de.I riassoldam ento; 2° All'alta paga giornaliera di 10 cente~irni . Dopo 14 an ni di servizio, il -riassoldato n on ha più diritto che ad un'1tlta paga giornaliera di 20 centesimi . • In tempo norìuale i riassoldati ascendono ~m nual mente •a 13,000 circa, e fra qu esti i sott'uffiziali rientrano nella proporzione del 21 per 100. Gli arruolamenti dopò liberazione del servizio, non possono esser contrattati per meno di 7 an~ i,- e per aYero diritto ai premii in denaro, devono essere contrcitti entro il_primo anno dopo la liberazione del servizio . Essi g i nngono ogni anno· a circa 2,000. · Gli arruolamenti volontari·senza premio, sono contrattì secondo la legge 2·1 marzo H:l32. Essi hanno luogo per· sette anni in tempo di pace, e per due in tempo d i guerra. · Il n'umero degli ari:uolati volontari somma ogni .anno dai 10 ai 12 mila; in tempo di guerra sono g iunti alla cifra di 25 mila.. , Essi sono contratti, il) principio, senza scelta n_è di corpo nè d'arma; e non possono <Jssere . ricc vuti che da: <1uei corpi n ei quali il ministero, mediante avviso nel bollettino uffiziale , dic4iara aperto l'arruolamento vo. Jontario. Gli arruolati volontari devono giustificare con apposito certificato, i loro diritti civili di fam iglia, . ed il loro modo di esistenza n ell'ultimo anno scorso; a vere almen o la statura di 1m,55 e' riunire lè condizioni d'attit udine pure- richiesta dalla legge ; essere francesi · o . natµ_ralizzati tali, ed infine avere compiuti _17 anni e n on oltrepassa.td i 30. I minorenni d~vono inoltre produrre il consenso dei gen itori . ·· .Il surrogato per via amminisl.ra.tiva , deye oltre · alle
.
2G2
condizioni di nazionalità, di moralità e di attitudine· fisica , prescritte dalla legge , produrre un certificato giustificante che ha soddisfatto alla legge, o il ·suo con. gcdo di liberazione col certificato di buona condotta; avere 20 anni. almeno e non più di 30, o di 35 se héi · · già servito; essere celibe .o vedovo senza prole; non essere stato riformato. .. L' atnmessione dei sufrogati è pronunciata da una commissione militare, stabilita al capo luogo di ogni, d ipartimento._ Questa commissione si compone del generale comandante la sotto-~i visione, presidente, del sotto-intendente, del comandante della geudarh1er1a, del comcmdante il deposito c1i reclutamento e d'un medico militare. I ·surrogati per via amministrati va ascouélouo ogni anno dagli 8 ai 9 tb.ila.
•
§ 3 -
Pinan;;;e.
Il bilancio orclinarjo pel 18G3 votato dal corpo legislà- · t,ivo e dal senato, consiste in: Entrate . , ·fr. 2 ,0G9,507,518 Spese. )) 2,060,613,362 Eccedente delle entrate.
fr.
263
SUI PR INCIPALI E8ERCITI llUROPP.I
~C\TIZIE S'fATJST:CJIE
8,894,156.
Il bilancio della guerra som~a a lire 369,920,367 per le spose ordinarie cioè · meno d'un quinto del bilancio passivo totale. Il debito della Francia è di circa 8 miliardi, ma il credito è considerevole., ·e se né ebbero non dubbie prove all'epoca degli irnprestiti motivati dalle guerre . d'Ori ente e d'Italia.· Per quest'ultima il governo domandava 500 ,milioni, e le so!,toscrizioni surierarono i due miliardi .
§ 4 -
Fot:-,a pi,ibblica.
La forza pubbliCéL , presenta in Francia tre elementi prinéipali : L'esercito permanente .. La riserva dell'esercito. ·La gua!l(lia nazionale.
G. G. C.
( Contini.a)
265
I llERSAGLlEHI A CAVALLO
,les sciences militaires del mese di gennaio. Questa sola coincidenza basterebbe .a dimostrare suflì.cien¼~mente un bisogno che si fa vivam.eute sentire , ed addita,re ci doYrebbe di anelare ca.uti , prima di decidEre .su qi;.es\v
~@etfo·. 00
·
,.
•
.
La proposta fatta de'betsaglieri a cavallo va esamurnta sotto due aspetti diversi , come .corpo, speciale •ai caval•· leria 1·e ggera., e · come mezzo per meglio combattcri-, i.l brigantaggio ..
• l.
1.
BERSAGLIERI A CAVALLO - ~-- --
.. Su vari diari si è .visto di q uesti giorni annunciata la proposta della formazione di un corpo detto bersaglieri a, cava.llo attribuita. al generale Grjfiini (1), taluni de'dian . l'hàun.o a~colta fr•.vorevolmente, tali altri l'hanno. rigettata. _Des1denarno .noi dimostrai·e a nosfra volta, che la que- ~st10~~- .va s~u~1ata perchè importante , _e le ragioni per le qua:h no1 saremmo piuttosto disposti ad approvarla. Jn quanto alla sua importanza faremo osser vare solam~nte che contemporaneamente quasi uguale quesito venne proposto e sviluppato nello SpectuAewr llfilitaire del 15 marzo, ed anteceElentemente in un articolo del Jou.r·nal
- (1!
È.. ~r:1lmcnt.e fua coine appare dalla lettera pubbficala nrl N. 11 4 dc li 0.1nuume cl,e nprodurremo nel prossimo f•scicolo co J I . , , 4 ' II a cuuc (I ll'C cons1dcraz,0111.s11llo s tesso argomcnlo. '
I bersaglieri a cavallo .non · sono che una nuova proposta de'dragoni, armandoli solamente delle nuove armi di precisione in luogo dell'antico moschetto cli <fragone; un vestiario più adattato fissa.ndo la sciabola alla. sel;a., e non all'individuo, perchè possa essere pi:ù spedito, quando manovra da bers~g1i0.re, non avendo bisogno della sci.a, bola ma della baionetta in qul'li combattimenti, laddove ; cavallo avendo bisogno della sciabola avrebbe li\ sua carabin~ in bandoliera. · Molto si è discusso pro e contro i dragoni, e specialm.e nte il generale Rognat nel farne la_ critica -ail:e : « l'educazione dei clragoui è quàsi ridicola , se sono a ' . « cavallo ìoro ·si .dice che l'infanteria non può rna1 resistere all'impeto delle loro. cariche, se sono a piedi si ùi;e loro che sono invi1~cibili contro la cavalleria, ed in tal modo si finisce con l'ispirare loro lo sprezzo per tutte due le armi » • Questo ragionamento quantunque giusto non prova -altro che de'dragoni · a piedi a numero uguale saranno sempre •al disotto di una liuo~a fanteria , ed a cavallo varranno meno de'corazz1eri e della cavalleria legger_a , ma non toglie che vi saranno de'casi nei c1uali potrann o r endere eminenti servigi occupando e· ·dif~nò.eJ+~O una
.
2G6
_posìzìo11e, per dare il tempo alla fanteria- cli sopraggiungere, ovvero n elle ritirate difendere un ponte, una diga, ovvero una siroua qualunque sino al).a estrnma cliCosa, senza compromctlerci. Oitéremo uno fra. i molti ~scmpi di guerra ove si vedrà il vantaggio de'dragooi. Nel 1805 il corpo d',irmata di cavalleria di Murat avendo i dragoni in test.a si avanzava verso \\'crt.inacn • <"> occupato innanzi da qualche centinaio di Austr'faci che ne difendevano le case, nel mentre nel campo indietro er :mo accampati no: e- bat.taglionj e quattro squadroni. I f,inti portati innanzi, coperti dalle case, facevano u n fuoco -incomodo, e teneYano in iscacco un intero r(HYNit:"n mento d1 dragoni, quando Excelmans a,iut-ant.c di campo tli Murat, fece apiedarc duecento dragoni, che attaccando col fucile in mano, penetrarono nelle case, respin- · fciero gli Austriaci, e diedero campo al corpo d'armata di fare il bel combattimento di \YerLingcn, preludio della disfatta del Mack . Laddove se non vi fosse stata quella specie d{ ca va1lcria, si avrebbe dovuto far venire i g ran atieri Oudinot ch'erano a vari e ore di distanza dal teatro. del combattimento, o<l un corpo numeroso di cavalleria sàrehbe stato arrestato da qualche centinaio di fant.i, e forse l'opoJ"azionc .di guerra avrebbe potuto mancare. L'utilitit dunque che possono rendere i ·dragoni in ta luno circostanze d i guerra. non debbe perciò fa r .credere ch'essi possano .combattere in linea. come la fanteri a ccl in ordine a.pm'Lo come i bersaglieri, no; debbesi solo intendere d i adopcrarh in date circostanze, ed a questo proposito llicc Napoleone: che tremila dragoni non debbono punt.o esitare ad attaccare duemila fanti, che, protetti in una posizione irnpraticabi"le por i èavalli, YOlcssero impedire il loro andare. Ossen ·ando iuolLrc·come in tutte le cavallerie di Europa v i sieno dragoni, mi scm.bra climoi;tratù la 11ccfJssit.h di
267
A CAVAI.LO
I u1ms.1GLil,IU
qucsla arma come arma speciale di _cav~lleri~, . e_ elio sàriì. tanto più util e adottare qnanto più h avv1c1marno all'idea per cui furono creati , che in veritit coll'andar :le_l tempo e col prender di mira lo scopo - ~el cor_p?, s1 _e a ndata sempre più allontanand? nei van esercii! e rimast i quasi p iù cli nome ch e di fatto. E qucsta_tcndenza, lo ripetiamo, a ritornare i dragoni alla l_or~ pnn~a 01:1~10~, ci, si fa paleso dalle pubblicità dc'va n g1ornali m1htar1, che hanno articoli e discussioni su questo oggetto. La differenza fra i dragoni e i bersaglieri a cavallo che si vorrebbero adoW1re sta in ciò, cioè: Qu0sta mrna speciale dohbe essere una cavalleria posante, c~me son~ stat,i considerati i dragoni sin oggi, sì per 1a sciabola, s 1 p er i cavt111i, rn e<1i__ fra i cav_al li de' ~orazzieri e qucl~ i. della cavalleria leggera? ovver o, quali sarel;>bero le opinioni più generalniente ricevute in g~1e~ti g~o~·ni, formarne una cavalleria leggiera, cioè con sciabola d1 questa e con cavalli di 4.r, 6°, ed uomiui di cmque piedi? Noi saremmo pure per quest'u ltimo avvi:.;o,yoichè oltr_e al vant::tggio che ricavar e s0 ne potrebbe, v1 sarebbe rnoltre qucl19 che ·si potrebbero montare questi bersaglieri. ~o.n _ ~ava,l~i dell'Italia rneriùionale e di Sardegna, cavalli lort1, m ter1, di buon'1 unghia e capaci di failca ed abbisognevoli di 1.foca cura; e si potrebbero quindi utilizzare og n~ anno due O tré mila cavalli, d i cui oggi una buona. parie Don si rende utile a cagiQoe della.statura, e beusi che rion si possono castrare seuza t ogliere loro quel u?rbo cl'.e forym la principale loro qualità. In nnc1, par0la 1 n~stn bc~sa" lieri a cav allo non sar ebbero se non ùna nproduz10nc ~lei chasseivrs ct'JJ(i·ùpw, i qual i JJure suno arn:a.t i· di fu cili, e monta.ii su ca.valli interi ulfricaui , e che sappiamo ave;o r esi fciÌ utili ;-;ervig i, "cd essere riputati fra h l,uona ca vallcria francese.
1'
II. Pa~siamo ora ad esaminare se i bersaglieri a cavallo sarehbero un'arma meglio adatta a combatte{·e il brigantaggio. · In guerra, a dati uguali, ha certo il vant~ggiò chi nei combattime_n ti possa presentare armi o modi di combatt imenti migliori di quelli del nemico, e ciò non ·s~lo pel vantaggio materiale che t,~li armi ponno produrre, ma benanche e forse più pel vantaggio morale - e qualche volta per tener alto questo morale un capo che conosce i l caore umano, adotterà qualche mezzo che sia tale da far salire di ri10lti gra,di tale forza. · Ciò è sì vero d1_e 1:1cordo -come Napoleone, quando era generale 9i arLig liena ·, n ell'armare le batterie di costa del littorale del Medite1:rauco, dalie Bocche del R:odano a Antibo, ord inava che alquanti pezzi in ogni batteria fossero accavalcati sopra affusti che _p otes8ero dare abilità di tirare a, 45 gradi, e perc-hè i Perchè i pezzi delle squadre inglesi potendo sugli affusti marini avere maggiori gradi di ele- • vazione che venivano altresì aumentati dal rullìo del basti.mento , succedeva che i proietti inglesi raggiun geva1w le batterie, nel mentre i tiri d i queste rimanevano a rnez~a strada, 1occhè cagionava mormori e disanimo neo-li _a rtiglieri, che dicevano: le artiglierie inglesi rniglio;i, migliori le polveri. L'oggetto del giovine generale di artiglieria, che_· ~osì hen conosceva il cuore umano, non fu altro che di rilevare il morale , facendo credere che anche i proietti francesi, potevano raggiungere le grandi d istanze, quantunque l 'effetto fosse nullo attesa l'incertezza grandissima del tiro . .I briganti a cavallo sono armati di fu cile e sciabola, e · montati s u p iccoli cavalli è vigorosi che vanno e pel piano e pei rn9nti '. Quando ei;si s'incÒntrano co.n un di\C
269 staccamen to di cavalleria , di gran Iunga inferiore ~ si . dividono in duo o ire gruppi e l'attaccano da ogni lato; Ma se questo distaccamento non è di molto inferior~ (perchè nou eoml)attono mai a ni.ìmero uguale), allora fuggono e vanno prendere posizione in qualche punto da essi conosciuto_, colàr Rrnontano da cavallo e sia dietro muri a secco, sia pei boschi, attendono la cavalleria, la quale viene a trovarsi nella impossibilità di poterli controbattere. Cambiando nome i briganti sono _ un1_1, specie di b ed uioi, - per battere i quali for0110 _cr eati les chasseu1·s d' Af1·ique. Ma se invece fos$ero i nostri bersaglieri a cavallo che insegi.nssero, quando essi prendono posizionP, questi scendendo da cavallo andrebbero a.:l attacearli nc1la posizione con le lorÒ carabine e le loro baionette in resta , . . e l'esito· non potrebbe esser e minirnameute dubbio; per ogni cinque cavalli sarebbe rimasto indietro un uomo, nò ciò pnò arrecare d ifficoltà di sorta come a taluni è sern; lirato, irnperocchè eguali cose si praticano dal pèlottone • . dell'artiglieria a cavallo._ \ Adottando in oltre quc.sti bersaglieri a cavallo si util izzerebbero;. come g ià abbiamo detto,· varie migliaià di cavalli çlell'Italia meridionale, si incoragg~rebbero lé razze, e si toglierebbe ai brigap.ti il modo come riforriinsi e rimontarsi. Cavalli cb.e inoltre si potrebbero a vere qd un prezzo morto basso relativamente _ a quello che oggi si pagano .. Vogliamo . rispondere. ad un'altra obbiezione che abbiamo inteso fare, cioè: in tal cC:tso il miglior modo di ·combatter e i briganti sarebbe di forma,re de'distaccameoti m isti di fanteria. e ca,vallj~ria. Quantu11que noi apprezzia.mo perl'e ttarnente questo sistema che sarebbe i l mezzo mi gliore d'oggigiorno per com battetli, nondim eno non vorremmo tralascia.re penjò di avere questi ·bersa.gher.1 a _cavallo, perchè sove11te abbiamo visto s ucceder~ c1ues t0 A CAYàLLO.
l BEttSAGi,IRl\l
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.
.
1 !3fi:lt$.,GLIERI A CAVALLO 270 fatto: uu d1sta0L\amento misto incontra . una banda di briganti a cavallo, questi si danno alla fuga, la cavalleria sola si met\e ad inseguirli, e qucglino quando l'hanno ben distaccata dàlla fanteria, prendono posizione, scendendo da ·cavallo, e quindi la cavalleria trovasi nella inferiorità l'~lativa per noi notata di sopra.. In tal caso la tattica della cavalleria -dovrebbe forse essere di non attac·carc, ma stare sull'avvisato per attendere la fanteria, poicbè o i briganti t emendo _l'ar'rivo di qu esta riprendano la f uga ed allora la cavalleria inseguirli , ovvero giunta q nesta attaccarli nella "loro posizione. · I In Qgni modo•ne sembra che la materia sia degna di e same e per parte· nostrit vorremmo ch e· un tale ordinamento studiato bene, v enisse applicato per utile dello esercito-., e per combattere le ,orde brigantesclie. Prima di chiudere quest'articolo vogliamo_per altro nòtm·e ch e non crediamo po_i che la creazione di q uesto còrpo sia la panacec1, da curare la piaga del brigantaggio, ma bensì di meglio combatterli, e con minori perdite e con ine_no riJfaticarc l a fanteria. ·
,
LE
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Al\TIGLIERIE D! FUOCO ITALIANE E LE ATTENENZE LORO
NEI SECOLI Xlii E. XIV CRONOLOGICAMENTE REGISTRATE
APP ENDICE
Cz. Dopo pubblicata: la prima memoria s~lle _artiglierie da fuoco i taliane nei secoli x111 e xiv (1), con una serie cronologica <li queste armi, secondo che aveva potuto cavarne le. notizie da cronache e storie stampate, o da documenti inediti, fatte nuove- ed accurate ricerche, e ·coadiuvato dà benevoli e dotti uomini, ho potuto raccoglierne altrè molte, ed alcune inedite (2) ed interessantissime, Il per0hè, ho creduto far cosa g rata ai lettori della Rivista pubbli0arvele come appendice alle prime,
•
..
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(t) Vedi R'i-vista militare itcil-iana. armo VI, vnl. IV, pag. 255. (2) Tutte le notizie inedite saranno precedute da· un asterisco, cd i relativi documenti dei quali si fa qui un sunto, saranno pubblicati riella Jilustraziu:n c del JJ!usco Storico -Artistico, _..\!lliO
vn. Voi.
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18\
.ARTfGLIEl!lE JH RUOCO 272 per mostrare sempre meglio ìa dovizia dei doc'umcnfi i9-con-· testabil.i, ahe noi pos$ediamo. I qnali, anche senza tener conto delle storie, bastano ad assicurare alla nostra Italia il merito rlell'uso antichissimo delle artiglierie ed a testimoniarè il maraviglioso sviluppo · che si el~bero per tutta la penisola fino · dalla loro origine. E si potrà di )eggieri immaginare •guanto ricca messe di documenti certi abbiamo,· ancora. ignorati, ponendo mente che fin qui- in pochissimi àrchivi soltanto sonosi Jatte delle ricerche all'uopo, e.che in og~i municipio i"ta.liano; dalla più grande ' città al· più piccolo casfellÒ, si p~ò ~ssere , :;icuri di trovare qualche prezios·a notizia di_tal fatta . La utilità. per' la storia _militare .. in genere, di queste scoperle, e ·quella in ispecié che P?trà ritrarne chi vorrà scrivere la sto6a delle artiglierie d,i. fuoco italiane, renderà gradito, iò spero, ai miei · connazionali, il tedioso còmpito impostomi · di ricercare dilig0ntE:men te e ~on tutta la pazienza necessaria cotanto pr.ezi_osì •documen ti; ricerca la quale mi farà ottenere · ir guiderdone che ò in cima ai mi~i desirlerii, lo additamento cioè, delle glorie della nostra nazione finora sepolte nell'oblio. E qui mi corre l'obbligo di · ringraziare tutti coloro che cortesemente mi for-: ni rono i do·cmnenti , e mi furono larghi di cònforto e di consiglio in così diffici le impresa , pregandoli in pari tempo a cqntinuare, per_chè io possa la mercè loro compirla; coope1·ando così a <lare alla patria nostra una testimonianza di quell'amore . operos_o, che si,' diwostia non collP. esclamazioni più o meno . enfatiche, ma co!lo svelarne con._ tali testimonianze incontestabili, i diritti che essa ha alla riconoscenza di tutte· le incivilit1; nazioni, all1 quali fo per secoli maestra e guida.
1270.
EsERcra i11urAR; (1). - ~ Settimo. Che ogni mese ciasc(m capitano in giorno . di festéj, sia obligato doppo il disnare (1) Abhcnchè possa parere, a taluno, qu esto c1ocumento estraneo allo · scopo del ,ilio lu,~ro, pure ho stimato doverlo riportare a prova della a;1lichit.à del l'uso in Itali~ aé1'rc mililari esercitazioni, e clèlla isl.it.uzionc della milizia cit1;11di11(i, che era in qu ei tmnpi qu ello che oggidì è la mi-· liz·ia. na-:::iu1rn/a.
273 condut· li huomi; 1i a lui assignati al lnoco dello il ceppo fuori di Porta Mosa e la facci esercitare li buomioi del suo qua•tiere o porta nel manegg,ia1· l'arm·i, Ht quelli si · pròvino sì ali' offendern come al d,i(Tendere .et questo si facci per eserci-z-io cU questa .società ,acciò sijno nell'armi vigilanti et esperti D_ {8lat11,li et 01·di-1ìì da SM"Vars,i pe·r · . la spcietà. del popolo di Cremona fatti l'anno ._1270, tra• dotù dal Bresciani e riportati dal chjarissimo profcissore . R oBOLOTTr, Docwrn. slor. e lelt. di. Cremona, Cremona; . 1857, p. 103). l' 1300, ~ P ETJTS CANONS EN PER · des
,premiers temps de ,l' vnvent,ion cle la 11oudrn (1). - Ces très-petits caoons variaient pour la longueÙr de 3 p. 6 p. 0 a ·4 p. 3 p. 0 de Venise (121 c, 45 à 147°, 50). Ponr les tirer, on les _p laçait sur les trépieds assez :;emblables à ceux employés par .]es arpenteurs pour inonter !eur~ : instruments à opérer sur ki ' terrain. ·ces clieva.lets ne valaient pas ceux adoptés beaucoup plus tard pour le service des fuslls de ren'Jpart J> (Marion, Recueil des bouches à feu, r, pag. 18, pian. 1).
r:
1310. .: CàNON EN TOLE V ENi°TJEN
A. Canon en
(2) .
iole, fortement ccrolé a e corde et en ve-
(1) Che sia antico cotest.o cnnnonc, che il Marion trac · d:ill'opera <li G,1speroni, non ,,'ha dubLio alcuno, che risalga ·proprio. si no all'an110 1300,-io non mi attenterei di asseverarlo tm1t.o fraueamcnte. Ad ogni modo, questo monumento prova che le prime :\rt.iglie1'ie si cal'Ìcavauo per la bocca, e non per la cnlntta, con muscoli o ccmuo11i separati, come qunlchc ,lotto scrittore ha creduto. (2) D'a quali d{ICU menti abbia potuto il Gasperoni rilevare l'epoca che attJ·ibuì a questa Bo1nbarda-ca1monc, io non saprei dirto. Riporto la no. t izia per debito di storico e non vi fo coinmenbi. Fcrm·o nella credenza che nel 1310 si :1doprassero già artiglierie ,hl fnoeo in Itali.i, l\O il dubb io solo ,:he." cotesto, avvil u.ppato di rorcln e ricoperto di cu~io, iibbi:i ' potuto rcsist_crc '31la vorncitit di <pnÌsi cinque secoli, per giungere sinn <1ll'epoca in cui lo dis<·g r1ò il Ga,pcroni.
ma
.
274
ART IGL JJmll,; DA F UOCO
Pl l,, fig . '6, de Gasi•erooi ( Marion, . - P. ,, pag. 56, pi·. 30). Cmions véo itiens EN F1m , SA~s T0URILL0;:-s (I). · Cf;tte plR nche représe11te huit petìts cr:zmons tle fer, employés dans Joppé de
<•
'.
c uir .
]es premie rs temps qui _suivi reut la découverte de la poucì rn; i ls sont extr11 its . de Q:asperoni, pi. 1-, fig . A , et se trouvent aussi daus l'ouvrage de Diego Ufano . . . , Ces pièces, pòrtaieot des norns d,'animaux, ·tels que: Di·agon, B1tsilisq~e, ~ou,\euvse, Serpent, Faucon, etc. Elles étaHmt de si petit calibre (Etudes sw,tle passé el l'a'iJeni?' àe l'cirl·iller·ie, par le prince Louis-,Napoléon Bon aparte, tom . 1, pag. 37), qu'0u .pourrait, à la rigue ur, 18s considérer comrue an.ues à, feu por tatives; si la grossiè.reté .de . •leur COll~trliction l es 'eut rendues difficiles à manier, Il~ a,ut alors pl•1s commode de les porter sur charrettes, sur roues ou sur cheyalets que de les tirer à la rnain » (Marion,. P. 1, p11g. 57, pi. 31). · A!'CI EN:-R BilMB•no~; (2) formée de barres ·de fer longituòinalPs brasées et. renforcé\'S par. des oord.es en fer forgé. Déposée ·au Musée d'ar1illenie sous le n° 2507 (Marion , P. m , pag. I 5, !Jl. 104).
ne
•
(I ) Qucsli cannoni sono Somigliantissimi a quello del -1300, notato più innanzi. Ignoro però con g·uali dati a.bbia il Gasporoni potuto assegnare ad essi nn'cpqca I.tinto r emota. E con tutto il risp\ltto che merita ìl dottissimo scritt.ore dl'gli Studi sul passato e sull'avvenire de!l'arligtief'ia mi p e.rmcLlerò o;;servarc che• col.ai cannoni non si potranno mai " à la riguc u r, les considércr cornme ar!nes à fou portatives » non pcrchè difficili , a maneggia rs i· pPl )pro grossnhrno lnvoro, ma pcrchè avendo il diametri, rlçll'an.im a rii 30, ~5, 40, 45 e fino di 90 millimetri, doveva no esser.e cli u o peso tale, da rendere, indispensabile, per aduµ,rayli, che fo;;sero posti su telai, o affusti, o ceppi forniti · di ruote o manco. Qncsle b<>cch e d;1 f~oco insomma , erano veri cannoui, avvcgnachè cli, piccole 4imensiooi, con anima lunga da 30 a 40 boccatw·Q (calibri), e d(rado m1mo; pe rc iò dovra11no esse1:e poste sempre tra le artiglierie, sian pure minute, 'ma non mai tra le · arm i porla liii n'cl senso comuncmçule accettalo della JJa1·òla ('2) Avvr,gn ach è questa bombarda non ~c1'1.cng,1 all'Italia: pur~ J IC ri • porlo la notizi a, p er dimostrare come fuori del 1)0St,ro paesc~cccnnino bocche dar fuoco cun date di costruzio1tc talvolta poco. credibili. ,
'
l1'ALTANE
MoRrIErr troitvée à 01·an. -
P ièr,e c!'a rt ìll,-rie trrtm ~e à · Oi·an· parm i les bnu/\hes à fe u prises par lrs Espa? nols, le 2 j~illet 1732. El!~ éta it dans cet te pl:v-e avec 188 canons, dont 87 en bronze, 7 inorlÌf'l'S et • p lusieurs anciennes pièces . Etle paraU devoir eire anl.érie,u re a.u qnatorz,,_'ì~me siècle (1) » (Mi rioo, P . rn, rag. 4 , pl. 102).
13 l 9 (27 otiobre).
(Bombarday;, da scaghi(i],r fuoco . • O<etobrìs namque die .v1ges1ma septima io vesperis existen ,e muro Portuli
T ROMBA
(1) Per la strssa rag-ione detta di sopr·a cito qt1Psta sccon<la notizia. Il ccnnato monumento però 11011 è nè un Mo,•tfor, nè un Pièce d'arlil/ei·ie (nel s ignificato \H'clinaiio di questa parnla), come è ·c h iamato dal dotto continuatore dell'opera di Marion, Mr Martin de Brettes, nia è una I • 7Jarle_ di a,·l-iy/.iel'ia antica, cioè un crinnònr o nuucolo do brnnbrwda.. fn ,:jnanto poi alla sua antichità, credo che il signor Dç Brett.cs sia anelato . un po' troppo lungi dal vero quanrlo ha detto che « Elle pnrtdl devoI,· ètre anté·riina·e au qu,ato,·zième siècle "• p erchè docum,·nti di art·;gtùwie da f;wco 'anteriori al xn• secolo, s ui q11i1li si possa- for sacr:in1c11lti. non se ne sono fìnorn scoperti, li primo incontestabile dncum enlo è il fi_orentino . <la i 132·6.' Quelli che prccerlono tal ,,poca, .ed a magi:ior ragione poi quelli del secolo ·xrn, si debbono accoglic~e con 1ùo lto riserbo, pcn:hè provens onç' da cronnclte o da sto,·ie, le p rime non ~ernprc scritte c onteinpora• ncarnentc ai fo tti 11.nrrat,i. e 1-e seconrlc scrnprc pn$tcri·ori ng li avl'enimrnli, contati talvolta con t ,~rmini non r ispondenti alle armi de lle qua li pai·lano. Se io volessi con un po' d i leggere zza asscgnore date ad a lcun ~ artiglie rie del ;rost;-o Musco Storico-Art1~lit:o, avrei non uno ma più ' 1nu,sculi o eannoni •dalomba1"dc-11wrtrii, e ryualcullo d i eguali di rucnsion \ rii quello c.itnto, <la attribuir.e al xm secolo. Ma io n~I fissnr Fcpnché mi aUengo ai documenti degli archivi municipali, e. p iut tosto c he , fare il- poela, prefc-. risco me nomare di ql1alche :mrio le date dei mon uwc11ti nostri, per 1101i parere Mrratorc. di favole . ·u cannone trovato a Orano però mf dà moth·o a fare d ue os,en•azioni. La prima tecnica," si è la ca.mera po1'lti fiwco posta in fu,ìdo dcl l'ani•ma che accenna • a tentativi di · supposti miglioramenti, lcutaUvi rip etuti dal Kell<m n el 16'19 (~foriz illayer, Technoloyic etc., t,;ni. 1, pag 100), e questa solo ba~ta per sminuire Ji molto l'an tichità d el monllme1fto. La secomla s torlca . ri guarda· la pro~e nienza di esso. ~,e rcpubhl,che di Vcnézia, di "Gcnoya e di'Pisa hanno fatto svenÌol are le loro liandi ere in mari e paesi lontani, . cd a Tunisi, Malta, Ho-li, C'Jrfù, Al geri cd in ta11l1 ,li tri fu oglii
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l'{A LTA!(E ART IGLIERIE DA FUOCO
apui1 Portam Vaccar ufn, quem Darsi'na appellamus, mu•. nito per Gue1fos, et in ore ipsius D1.nsinae .q uadam a!'mata Turri prr eosdem intrinseco;:, extrinseci super uno ·navig,o castnim •uuum de lignarnine componentes magnum · Pt alt:nm, aJ,iiidque (1Jrt1rìcium longur.i et ingens ad modnm, iubaç (1), 1n quo ignis magna quanlitas ; et frequentér acceodibilia ferebantur, nayigium ipsum c~im igoe, et probis Ì)alistariis dicto Darsinae ori juxta eandem Turrim a ppropinquarunt.: uride Pontem uou111 lignis ·c6nstructulll dcsuper os praemissum festinant.er cremave mnt., el Turris,
sono rimaste artiglierie di queste repubbliche. 1Citcrò solo il cannone di ln·onzo preso dai 1''ra11crsi in Algeri nel ·1szi nel qua le è S<'gnal.o l'ann o àt'l . getto l 5 1O, e la s<•g11cnlc lrggcnda in vrrsi di pretto italiano: Quand'io mi nutrirò di polvc e foco, · Ogni terrena possa, Contro ai \'OQliti miei ceclerù il loco. 1, sfido io a non concedc1'mi, che qncst'nrt.iglicria non nl1hia npparlclllllo, e pcl grtto e ' peli a .provenienza, :,!l'Italia. Ora non polr1iblwsi suppoTTe che anche il c1,1.mw 1,c da bombarda tn,vato a Orano ilCl l'13~ sia di costrnzione .e prov.cnjcnza italiana? Ola amn·, cssò pure ci.ò falso: io l<.!n~o però. per r.crliss imo clic il wmwnc mc:ntovalo non sia opcru del x,rr sibhcne ·ilei x rv o del xv secoÌo, ed ,invito · chi è <li con tniri3 opinione a provarmi, con . documenti o con altri moi;iumcnti ~erti, il contrariò: (1 ) Sulla forma di questa tromba 11011 caclc alcun dubbio. Essa era precisamente evmc la homhar<la_cliscgnaln dal '!ult.u rio (rnrno la "vile al la cnlnlta), che la disse invenzione di Sigismondo Malatesta, e r/porlala i.lai _Favé (É'tudes etc., tom. 111, nella tavola 5. fig. 5 ). L'mìima di _questa l'l·oml,a .dun·q ue era per frrmo a cono lrnnco, senza cmnera e di ·un 50!0 pez1.o. La for2a impulsiva. ppi c_olla qu,al,~ scngliavasi r:g1csto :1mmasso di fooco, in pali,, od in tonnclletti mi sc!l'lhra non pol~$SC essere altro che qn<' lla d,~lla pol.1,e1·e da bomharda. In fati i come cacciare altrime,n li che con la polvere un p·toictto incendiario, .O meno, da un q1·tifi1yio; lungo e smisurato a mo' di lro11rba? Da questo racconto prrtaulo si appremlc clic i Grnovcsi nel 1319 nvcvtino bon1b1wde polvere e fuoco lirtifizialo, il quale pnò benissimo essere sU1t.o di qnclla specie chè ap p_ell·avasi fuoco g1·eco. Cito qursl.a notizia per debito di storico, avvcgnachè non reputi quelle ·di sirn il genere idcnntestabil i, pcrchè 1urn scril te ·.ncll'època _stessa in cui acc:1ddern i fati i rii!fll'dnt.i . Lo S tella però. facendo quella storia per ordine fl<'llo Stato gcnow:sè; avrà ccrta nrnn.tc nt.t,nto n fonti sicurissime le' notizie cht· hn dato , e qua11ln11que egli scrivesse sul fi11irç del secolo xrv, può bene pr r le mento vale 1·:1gioni aggiu starglisi rroolt:! fede.
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quac per l'Osdem capta Extrinsecos fuit, · roparata e;;t ùt munita per E'OS , (Georgii Stellac, Annnles Oen1ucmcs, anno 111cccx1x. Mural. Re1·. ltal., toro . x.m, col. 1038).
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1336. · « CA/.ON
EN r,·1m (MASCòLo)
se?·vant de culasse aiix bombcwc/,es (1).
-' D. D. petils canons de fer que; l'on ajustait derrièro les grandes bo)n bardes, comrne celle représen1ée SLH la pl. l ' de nòtre Ree:ueil,; après les a:voir chargés de. ·poudre, 'i ls servaient ainsi des culasses à ces bombardes d'one cònstruction très-peu solide. PI. 1, fig. 5 de GasperQni » (Marion, P . 1, pag. 62, pl. 37).
1336. en bar-res de fer. - Ancie.n cannn, Lfo calilll'e V(mi tien de 20 livres, fo rmé de barrcs de ftr 111,rintHmies, comme Ics douves d'u n baril, par 34 cercles ordinairr.s nt 8 braucoup plus forts, placés moitié'à la. bnuclw .et n1oi1i é à la ,cu lasse, plus qu at ro autres rerclcs _r0.11fo; C(~S en lon -, {Zenr et ép11isseu r , ' ayant chacnn deux ann1!aux serY,wl · d"nnses. · Co caoon fut employ6 pendant ·!es guè>rres de Chiozza (2) con tre ]es Génois. Pour le servir et_le ·tirer,
, Doim1110E
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(1) Un m11scolo quasi di questa stessa forma s1 ha 1\cl nos1 1·0 Musco_, donato t('~tè dal• con,unc di ·castcln uovo di Val di c~cina (Toscana). E di ferro battuto, e lavorato con molta cu ra Ha un <1nello vel'S\I hl metà per focilitam c 'il maneggio. Le sue dimc1Jsi on; sono le seguenti: anima , Junglwzza m'ill. 691; diametro alla boèca mi11. 106 ; al fondi, 1n ill. 87. Lunghezza esterna totale mill '729, del maschio o batll\ntc che s'introduce nella bombarda mili. 1,9_ Grossezza _delle p,,rcti al battente n,ill. 20, nd corpo, massima mill. 6:!,~, minirna mili. 4.3,5 a 44.~, al ' fondo mili. 4.9. Lo do disegnato nella l:w. 1I della illustrazione ilei Musco S torico-Al'tistico ecc. Coll' l'autodtà del Gasperoni che pone il suo 111C1scolo come opera del 1336, potrei bene assegnare anche a qncllo mento:valo la stessa epoca, ma non essendoci -segno alcuno per stabilil'ia con errt.,·zza, 111i accontento di attribuirl o al secolo xiv srnza fissargli data prèci~a (2) Se questa ,bmn/Jarcla•cannonc; fu adope l ata nella gu , n·a di Chioggia contro i Genovesi (guerra che incomiHciò llel. 1'37G e 'terminò. co11 ··, 1 riacquisto di quel.l'isola per p~rte ùci Yenez:iani, nel J380 css~ndo capi-
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ARTÌGLJERIE DA FUOCO
lTALlANE
on le plaçait daos une espèce de caisse, en avant de !aw quelle était une . charrette servant à lever ou baiss§r la ;volée du cano~ pour les differents angles sous !es quel& on avait be$oin de pointer , (lVIarion, P. 1, pà.g. 17, pl. J) .
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1
ipsi domino Ghiberto, pro ,eis tenendis i11 BorgliiccÌolo, 1n: frascript;is res videlicet. U num cannonem -de ,ferro ad proicicodas pallas ·de· fei'ro. Ununi palum àe fer~o. Unum palectum de ferro. Unµm petium pali de ferro.' '; Quae omnia sunt pon·deris libr. XX.XII et data f1,1erunt loha.nni Nacchi de Villabasihca .pro lan.cionilrns •conficiendis. Datum Luce; die v septembris vm Indit. Tuo:n (cannoni) DA SCAGLIA RE PA LtLOTTE . - i Die xvn septembris. Magistrq. Matheo de Villabasilica qui feci t et conslruxit trnnum (I) a. sagittando palloclas, die xi mens1s
1341 (settembre).
or FERRO, etc. - « Ex parte Ghiberti de Folliano. - Passucc1us · Lanfredi massarius. lucane ter.zeno • r ie (l), de rebus et fulcimentjs diete terzenarie exi~rat
CANNONI, P ALLE·
tano il Doge Contarini). non vieue di conseguenza che la sia prqprio d el 1336. l'nciò non è a tenersi molto •sicura. questa data. A proposito di, questa vecchia artigl ieria riporto le p arole di un lihr.o .r cccntement" st.ampat.o a Venezia , che me ntre confermano la opinione· che la bom ~ b arda fo~se adoperata n ella guerra di Chioggia, nulla poi dicono, circa l'epocJ della sua costruzione. cc Alla vilt.à del· materjalc ascriver dobbiamo la fortuna per cui la prima bombarda in forro, che con h11one ragioni c rediamo costru ita a Venezia (che si tiene adoperata nel 1_380, n ella guena di Ch ioggia), è,t il primo caJlnonc di corda, simile a p r,ima vista ad un mortaio (è realmente una b, 11,bm·da-11w,·taio, vedi l\la rion, tav. 30), p oterono salvarsi ·cd essere neglelti in mezw ai commessi dcrnbamcnti » nel '797 ( V cnez·ia e le $Ue lagune, voi. 1, P. 11, pag. 168J: È · questa b ombarda-cannone man·can.te del suq nwscolo ove si poneva la cai~ca della polvel'e cd. il cocconr. 0 Il pr.o fotto (mili. 138) di {el'ro o di piefra che fosse, vi s'introdnceva fo1·se dalla c ul att.a, rnebtendovi innanii un°botlone di lìlaècie di corda, percfocchè la. molta lunghezza della canna (mili. 4660) aV!'cbhe reso difficile; od . a lmeno molto i11commodo, il cacciarvelo dalla bocca. ( I) 'ferzenm•ia., è il magazzino comunale clc lle armi, qegli assortimenti, cll;lk munizioni da gnerrn e da liocca, di tuU.o ciò• insom ma che ahbisogna pr.r li guerra. Questa voce corrispon de ad ar.~enale; munizione , massl•rùi, cmnem delle ,wtigliei·ie, ecc:, denominazioni che sì trova~o usai.e nelle rift, rmagioni' municipali e n elle çronache, per indicare il ·magazzino ove si rip,rne1·auo tul.te ~ori.e sfrumcuti gue rreschi relative attenenz,•, i,e i comnrii. italiani. Nella cronaca napolitana òi 'l'ornmuso da Catania si legge: ," lln incoronato de lo reame de N:ipoli in lo mese a usto (1309) p<1r mano papa Chiume nto il re Rubcrt.o, qua fece la ecclesia dc S. Cliia ,·a et h cappella deutro lo castello Novo et lo. tm·cenalc » µ ,yala, Napoli 1nili tlfre, pag. \l'.l8). E,I in una Regitt Sicla dcll'a,nno 1299, lctt , D, fogli o J.35, sì Jegge: " Neapn lis tarsianntus, qucm. de novo t oustrui fe. cimus ,, (op. cit., pag. 277) . .Mnratori (Diss. 1, 379) citando Bartolomeo da 'N,:ocastro rammenta Il Tancmci cd il Ta,·sanatus reg·ius ,,J1cssa11ae,
rite11cndoli llcpo,siti od arsenali marittimi, ma la Tcrseu:iia d i Lticca pr.,va ch e avevano q>:est.o nome anche i magazzi1\i pubbli c i ,lcnt,'·o terra. Anc lu, a Pisa si u s:iva qnesto nome nello s lesso sig11ifìeat.o. • Jn' una cronica a.ntica Pisana (lfocell. del l>alusio, ediz. di Lu cc'.1, v oi. 1, pag . 4 ~1) , i legge ohe'« Del 1200 fue com in cia ta la 1'erzi>naia di P isa • , (1) Tro1iuin, l'effcU.o per la ca,1sa. E' non v'ha'cluh.hio che con qneslo nome s'int.endtl il cannone, perchè più inuanzi è nol.:i lo il pt1gam<'nlo fatto all'artefice « vro uno cannone de /'erro ad t.rom1m ». Il F avé (Etudes s~11· le p1i8sé et t'av,:nir etc., tom. ·n1, pag 83) osserva che. li, espression i " tuynu de tomiofre ·e't 1nestre de l~1t11.ofrc s i avvicinano · di mollo ~Ila parola lonnoi/e cli(< s.i legge in a.lcn ni conti ,ddl 'a;chi,•io ,li Lilla, e çhe ricnr\la le 111(1.quinas d1: t1'uenos dont Conde emprun/rl.it le nmn aux éerivains a,r1,bes ". E nella sorn1glia11za delle e,pre~sioni trova l'indizio che i Fiamnunghi appreudesse1·0 direttamente dagli Ar)lLi l'uso delle armi da fuoco. E sià pure CMÌ . P er l'It.alia -però rir n abbiamo mestieri . andare :, cerca re a li rovp l' origine della parola. Scoripio, serve ud indicat,e tanto un'arma, da. fuoco, quanto il romore . che produ çe la polvere, in c;;sa contcuut~, nell'atto ll~llu iufiammazioùe. Similru.culc dalh1 imitaz.ione <lei rumo1:c de l tuono nel lo spararsi delle artigl'ieric, fu clato il, nome d'cll'<>[ctt-0, all'arma che caricata con polvere lo prorluccva e fu ·c hiamato tuono o 1;·0110 (com.e si diceva a llora, e come dai contadin i attualmente ancora s i dice p~r tu;ouo), ch e vie11c dal latino lonitru. Il d ocumento Lucch e~ del 134Ì, sul quale· 1wn pup cadere d u bbio a!c'uuo, , ·aie dunque mir?bilmr.ntc ii prov~re che se le parole « tfros r~e truenos e ingenios de trucnos•" ,le i Co11dc, rispondono bene ~I le espr essioni del/11 lingua A1·aba, queste iudicavauo p er formo, come accenna il cl1ial'issin10 lì~vé m~ io modo d uuitati l'o, « des a1'mes èi feu employa11t la / 'one
e
-ae
'·
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ART!CL IF.Rll! DA FUOCO
281 PALLE di (eno. • D1è xxvu1 sopten1bris luhunui Nacchi Jo \iillabasilica pro libris Xl.Il ferri in pallis ad lron~mi, et pro .carbouibus et magi.:;terio dic;taru m. pallar um oct., · ITALIANI,;.
presentis. Iù ilor. tribus aun, r.etenLa gabella, libr. tlece_n1, sold
x v1
pan·oru m.
Libr. x, xm par. • Ea die· Vanni Aytantis_ magistro lignamis, pro laborerio hedifù;ii lignaminis pe'r eum constructnm ad pètit1o'nem magistr i gubeinautis · ti·onum a ;agillando, occasione ipsius t1·oni necessario etc. · . Libr. vr, sold. xvn, rlen. Y1. CA NNON E
di ft:rro · per tuono
e PALLE
di forra. -
oc
Die
'
Libr. r1, sold.
xr1111,
den.
,· 111
( Bandi Lucchesi del se1te11J bre 1341. Doc. estrp lii rlal R . Archivio di Lucca e pu bblicati dal dirett:Me cav . Salvatore Bongi, Bologna, 1863, pag. 33:L-334).
xx
1349 .
septembris lohan ni Nacchi de Villabasilica pro uno can- · none de {er·ro ad tronum et pallis de {e1•1•0, et carboni bus emptis pro dicto opere etc. , Libr. x11, sold. x, den. xr.
Ce,cc1rn armate di
BOMBARDE. -
•
è., secon2o le pw
considerazioni , dietro il confronto dei tempi e delle circostanze, possiamo asseri re che le cocche forotJo i primi navigli sui quali abbiano i Veneziani applicate m a tu re
11 /'(Jjective dc la porulre • (Fnvr, Op. e /ne. cit. ). Ecl ccM documenti di uazioni <lh•crsc, servire uuo di coniplcmcnto all',11lro per giun<>crc allo scn primuuto della vC! ri tà. · , . ,, n~a è henc ripiirlar qui alcu ,11 br·:ini tlel racco r,to ·,li C()[!de per 110 ,:1; a Jrsa111111a. « Asi 111w cn la luna dc llrgcb del anno 7!.M (13'!5) fué a cercar la ciuclad dc Baza q uc ha bian l.011,ado lhs ch,·islianos; aca mpò y forlificò ~u real; cornbaJio la ciud.1d rie dia y noche ,-on 111aq11i11ns e: inycnÌ/Js qtte lr111::nban glubos, dc {ttcgo ,·011 grane/es lrtww•, lodo semrja11lcs ,a los rayos dc las tcmpcstadcs, y b~cian g,·an csll'llgo eu los murus y torrcs dc la d uclad "· • • ' « Al anno siguicoto de 725 fuè cl rcy con poderosa hurste y ùicn provist o dc maq uinas é ingcnios a cercar la ciudad dc martos; la comùatio dcsde cl dia. 10 dc ncgcb cuu iuccsant.c fuego dc las mnq11inns dc tr1Jcn(>S y se apodcro per fucrza dc I.i. forlclcza » (Comlc, édilion JJu.udry, 1840, p:ig. 393). Dalle parole citale non si potrchbn in verità csRcr' folti, certi che 'JIICSl.c rn,1cchinc c,t ingegni fossero 1Jon,bar1lc, pcrciocchè colle aut.iche maC<'.hin~ ,la getto potcvansi scagliare proietti di tulle spcçie, e quelle espressioni y,·,md11s tr1w110s , potrcbhero accl·11narc nllo scoppio riel proietto slrsso nel giu ngcrc ullo scopo, pi ni.tosto che il tuonHrc dl') )'n ri:na clic lo ,c11gliava. )la pure l'espressione 11"u111i1uis de 11'11,mos, mi sembra che abbia molta a11alog ia con qucllu del documento Lucd,c.:;c pro u110 r,a11111me de (1:1·1·0 od tl'un um, e più poi uc riscoutro nel posso scgut-nt? nel quale lo stesso C'ludc na_rrnudo l'a•se<li.o di Tar;ifa 111•1 1S40, parla rlr•ll'imperator~ di Marocco e dc(lc Ln1ppc mor~schc di Spagna come appresso: " y fucron dclante dc Tar ifu y ucàmparon cn ,3 dçl siguienle mcs, y principi:,r on u còwbalil'l a con. mnqni11as è inyc ,ios clc tnieuos 'Jite lan;M,un buia-s de
hirr,.'o gra11dcs con na(la cansnndo gran dcstr11ccio11 cn sus bie11 torrrados n1111· 0s "(Conde, p. f>Q4). E eh~ nitro possono essere in folti quelle 111w1ui1111.s à iugc11ios de h·ueuos quc lunzab1m balcts dc !,,ier,·o se non il noslro •l' mum (I sagithu,do palwct11s? Ma qucst,, trono rl<t scaylù11· p111/olte, Cl'il 1111 rem11tme di f,·,·rn, dunque le. 11111cchi11e e gl'i11µeyni dei 1110110 elle le,ueinva,1 !/l'OSSt) prr.lle rli ren ·o Cl'Hll C(!III\01ti O mcgl io bowl,rwde E po ichè le -palio/le di /'erro; crau ·cacciate dai can noni Lucchesi con la 1wlvei·e, così 1stess·arncnle cou la polvere eran f;mcialc le palle di ft-rro dalle bo111l>m·clc in lspagna Ora sarebbe a di rsi :licun che sti'llc pnro lc ùi Conde cht• accennano alla nnf'tn ado pcrnla come for:.1a impulsiva p"r caccia•r e le polle; m a q11i osservi! assai s:i.viamcnle il _chiarissimo fové che ·.. il a pcut.-èlrn snlJst.ilué <:elle idéc it un ant rc, donl l'c:q)ression aurart été peu dilTércnll, » . D11ve pr1°(Ì è ccr ltl che si pal'li di una b occa dn fn oco, si è m•I passo s,•gucn te, ,:,he il C:isiri lrassP. , !la una cronaca Spagn nul,1 del re Alfonso Xl , nel 11nale si ricorda l'assedio posto· da qur.slo r e alla città di ,llgcsi rns verso l'anno 13112. " Y los rnorns de la cimlad lan ç11lmn muc1ws lrwmo,1 contra la hucslc ,,n quc lan~ahan pellas de fìerro trim111111s ~omc mançanas mny granrles, ~, lançalrnn h1s t an lr.xos de la ciurlar! , qnc passa,•an allendo dc la lruest.c algunas dcllas , è ,1li;uuas dcllas fo1·i,in cn la lr ll l'Slc » (Favé, Dtt fori Grégcois, pag 71-72 ). Nè d(•ve far n,araviglia l,i espr essione /trnçaban tr11c11os, pcrchè troviamo so\•rnte and1c nr' cronisti italiani detto !tillcwe /~ b_om/ml'(/1!, in v,•ce di gittare le p-ietrc. Conclntl•> che se v1 è qua lche. dub bio che s~ \,-atti di honihanlc ud primo è second o passu del Conde, questo sparisce 1p1a,i nel lcrzo; e dalle p-1rolc poi délla Cl'Ouaca spa,:!nuola intorno nll'as~cdio fii Alg,-siras, si puii concliidrre ~i~11rissimn111cnlc clw si parl u ri i bocche ùa (unco, che lunciu van palle t.li fcl'l'o co11 la poi vcrr da bJm barde.
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ARTIGL!ÈRII': , O~ FUOCO
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. Sol. 19, clen.· 6. Sa,lnit1•·i empt. aq eo pro pulvere ·bombarda.rum ad rationem 6 ~· et 3 den. pro 'lib. Lib. 7, sol. 16. « Mag. lohanni Medico et Spet.iario de Cesena 'pro uua libra, et l O unc1is Sulforis pro pulVfire bom bard. ~mpt. · _ap eo ad: rat._ 3 sul. pro fibra. • Sol. 5, den. 6. ì\L1:,T.1cm;rro. « Eidem pro uno !lianteghelo causa accendencti ignem pro facier,:ido trahere bonbardas. Sol. 8. Fo1tNELL0 di ferro. , It. pro una ci·1:ni le'ia fe·r1·ì empta ab ipso causa porlandi ignem pro .f.aciendo troJiei·e bonbardas. Sol. 6. .M ARTELLO e ·rAtHGLIE. « It., pro uno martello, et uno pqri tanagli.arùm pro carigauJ·o ~ombardas empt. ab eo (2). Lib. 2. ,,... • , « It. pro 25', lrb.
Boirn,moA con ceppo. - li comùne d-i Perugia nella guer,·a ili GubbiÒ dà in prestito a Filipuccio di Albern-bett~ U"o:
lini, e Tomassino di Puccetto Be~tivenga « dee, Sigillo ~,o custodia rocche dicti castri et ipsius castri Unam bomlJa-rda,m eum ceppo existirhat~m vj florenorum auri etc. , , .. (.4nnnli decemvirati di JJerug·ia, anno indicato). 1357.
rrmo À. SEGNO con balestra a Genova (l'). • Item acquisivit comnne i:mue quaudam · terram ei,:tra po-rtam de olivdla pro bnlìstariis (2) volentibus, a domi~o preposito Sancte Mar1e de Castro, pretio librarum C ianue •>. « Item ernit ,dictum comune a lia:iµ pecia-m ierre a domino ab~te Sanctì Stepbaoi cootiguam ci,,m supradicta terra pro balistariis, precio librorum ccxxv .iaoue, (Manuale locbrum subastatorum anni de 1357). . 1358 .(Giugno). ~
S,,_ccu1 a . polvere, _SALNIT~o e ZOLFO. · - « Die ultima junii. Item dict0 mag. luhauui prn 5 Brncbiis panni l-ini empti per· ( 1) Quest e preziose no tizi e -~11tcnt iche le d ebbo alla cortesia del chiarissimo sigr1or cav.· Lnigi Belgràn o archivista della Banca di S.. Gioi·gì t> in Genova . L"alto -dell',.,cquisto è pubblica~o ne ll"ope1a M1inumenl.a Hislo1·ia.r. Patl"'in,e. voi. 11, Uber lurium Reip. Genum. N. c civ col. 606, e porta la data d cl l'S giugno · 1352; per cui a quest'anno, sc non prinrn, deve sU1bilirsi la instituzi(lnc de l TIRO A SEGNO in Geuova . A,•cndo io a 1à 1' accolli mo!Li d bcumcnti inediti sul til'o a segno iu .Jtalia ·1ni sono p~o• pnslo prrndcrlo a tema di una memoria, n ella qu"le verranno tutteq nr-s!e preziose_ u9tizic pubblicille nella loro inleg rilà , _(2) Certo è questo un e1·ro,·c ,Jcl notaio o d ell'a manue nse, perchè , m1 sembra avesse dovuto scriversf " pro balistm·e votenlibns •.
~
'
.'
283 ·
bardariim .
125L-(Noyembre).
.
ITA LIANE
flUm pro façiendo srichos (1) pro retinenèo p-ul!Verem bom->'
le artiglierie , essendo certa co'sa che essi primi usarono . sul rn_are le bcnnb{,frde, battagliando ali~ _alture di 'Capo Alger nel a1~re d1 Sardegna. contro i ,Genovesi l'anno 1349 •. (Venezia z le sue lag·une, vol. ,, P... 11, pag. 210) :
*
'
( l ) La piccola quantità della tela. di lino della quale è qui menzione, far ebbe q uasi sospcltarc che a ves!je )dovuto servire per farne sacchetti da caric:H'e le bombarde. Ala non voglio travolge r e punto il s igni ficato di snclws, che accenna meglio a sacco da polvere che a sacchetti pél' cariche, ped:u-c accettare come una real là c·i ò che è una semplice s upposizione. (Il) . Questo doc1rn1ento è molto interessante, perehè 1·iporta lutti gli at,1.rezzi 11ecc.ssari per govcrn,11·e Je bombarde, cioè: il ferro per' comunicare ìl fuoco alla caric_a; il foruello per tenervi il carbon" acceso per ar1·ove11t.11'10; il maulachctto per accendere o rani vare la brace·; il m(w/,el/o per · cacciar e a forza il coccone nel cannimc o coda della bombnrdCt; infine l e 1,m aglie, che mi fonno credere servissero a mettere nella tromba della bombarda il proiello di f,wro infuocato. lufoLti è detto in quel registro di spese che il martello e le t,maylic· servivano pro cnrigundo bombcirclfls, · e se il proietto non fosse stato infuqcnto, questo secondo slrnmento sa rebbe stato inutile. Abbiamo notizia pure ' da questo · registro che a stinto Arcangelo esisteva sino cl.1I !358 una officina di costruzione di bombarde, e più inuan~i apprend eremo anche il nom e dell'artefice. Mi d uok uon poter sapere se le bomm,rde ernno di ferro /:icilluto, o gittate di ferro o di bronzi); chè il documento lo tace, e non ho m6do da, ·poter cò11sultar e , pt•r orri, i cod ic i rlni qua li è si.ala tratta. la notizia, perchè conservll li .nell'a r ch iviv Valicano. Queste bombarde 1erviro110 nclh\ guerra conlrQ fo l'ii , ribell atasi al <lomiuiu p ,1palc sollo il punti(ical o di l f\noccnzo.Vl~
284
·ruoco .Ft;Mv di 1node!l'i, diversi. - « Item pro 1i"no {asse sr,lazm·•um ferri, et topeMis q1wd1·or1.1.m ferri p0n.-ler(.s 459 libr. et pro 7 virghis ferri ponci. 240 libr ad rat. 10 den pro lib. Lib . . 32, sol. 19. . , , S TUOIE. • Iteµ'i pro 2 .Stori-is ernpt. ab eod. causa ponendi super Ct1rru, vid. causa po.rtandi res in exercitu. .. . Sol> 10. ZoLFO e BORAGE. « Eidem .pro 47 libr. Sulphv,ri s et uu,t noR1suu empti ab eo pro fulcirnento Bastite S. Johanuis super flurnen agodet1i. ARTlGLI!i:RtE M
'
2.85
l TALI A~E
.
F ABBtw
pro
di noMBHUJE . -: • Nuot ii mensis octubrls. , Die 2. S(,lutum fuit Romagnolo de Imola Nnntio
misso de Cesena arl Sanc.tum · Arqhangelurn cum litteris Ser Baschi direcìis Vicario S . ' Arcaniieli. al-iquarum bomba~da1;•.1/ni factarum per. rnàg. Joaninum , de Sa-nclo Ar- · chàngeto ternpore -gueri'é. Sol. 8 (Fantnzzi, Op. e Loco cii.}. 1356-1363 {a Montalcino).
ecc. - · (( Quatro BOM_BAIWE. Cw quanta J?A!,L0l,rn. Due FERRI da bombarde. • Una scalala da tenere P OI,.V IIRll da bombarde » .- · (Mchiv-io· de·i Casseri della Rop-ubbi-ica di S,iena, libro degli anni 1356-1363,_seguato di N .. 2, éarte 31-32).
• "' Bu,1rn ,1RoE, POLVER'fi,
Lib. 3 .
Do,mAnDE. - , Die 15 sept. PecinÒ de Meldula Nun-tio ~.:iisso de Cesena Sanctum Arcangelum cum litteris directis Vi·cario ·s. Arcangc\i pro parte Ser Ba.schi ut far.e1·et fieri de bombard·is . . .· « Die 2 octobris. Augustino Nuntio misso de Cesena Sa:vigoanum curo litteris Ser Bas,chi directis. Ser lacobo Not. Camere pro factis Camere, et curo hueris dirnct{s. Arim. Domino Afo,andro et S. Archangelum Vica1·io S . A.rchangeli sup~r facto bombardcvrum, que .fìe°t;ianl ibi . Sol. 10, Bo•. · « Die 21 oct. Andrea F~lmcisci de Florcntil). Nuntio . rnìsso de Cesena. ·4pud S. Archangelum éuar )i.teris SE'J' Baschi directis JJ1ag . bomba1·darum et Vicario S. Archangeli. Sol. 8' (Fantuzzi, .Jllonnment~ Ravennati r,ei secoli di mezzo, tor.o . v, pag. 412~417)."
1363. I1 conte' di Savoia , piantò il campo nanti a Salucio, et dicono li t0stimonii esaminati in la 3a• ta , 1e. rifa , che ogni giorno si git-ava pi.ù · di trecento cÒlpi tra bricole, tra bucchi, e t troje, et bombarde, talmente che ·il castello. n'era COSÌ distrutto, che nessuno possiva più abi~ tare D (Ornodei. D&lla · origiri'e della polvei•e da gu.e1-ra, pag. 48, ' da un MS. della Bibliot. milit. Salui zian·a ) .
BuMBARDF.. -
1364 (Novembre).
1359 (Febbraio).
HoMBARDÈLLE da inano. - « E t el µost ro comune de Peroscia fece fare cinquecento lance ferrate da cavali"o; cinqùecento cette ( 1) con le scot8 (2) lunghe a doi mano, e cinquoÙnto bomba1·de una spcmna l1..nghe, che le z:iortavano sii
Extra01·dinaria d-icti mensis. « Die 24. 'Item solutum fuit dieta die <lieto mng • • Ìehanni . pro 98 ti br. Sùlfur•is (1) em ptis ab eo pro pulviwc bombardariim, ad rationem 14 den. cum dimidio pro· qualibet. libra , . 5 Lì'b. , 18 'sol., 5 den.
Zo LFO.
·in mano, bellissime, e• passavano ogrvi a·rmalura (3) • (I) \4ccetle. ('l) /Jfw,ichi.
.
(3) Avevo ripor tato questa. nolizfo dal Pcllini (vedi Rivislrt m.ilil. ila/., au110 VI; voi. 11, png. z20), ma siccome trovo molla ,l°ivcrsità n~I ra_cco nlo ili Gra½ia11i che scrisse .co~e ved ute coi propri orchi, c,,si I~ r ipeto or:i., Q,',c,\.c homhanlc àa · man o lunghe una spanna, cioè un palmo (çirca
( I) Supponendo _che fabbricassero la polvere da bomlmrtla di qn çlla · dct.t.a qiwl!to mso assQ, C?n questo zolfo av rchburn pròrloUo lib1•c 558 di polvere; qnnnlità per qu ei l·r ropi molt,o r;igguardcvolc. ·
qualità
l
28t5
ITALIANF
ARTIGLlEIUE DA FUOCO
(.frch. Star. ltal. Cronaca del Graziani,
kHn. X'l'I,
P-.
13n (9 Luglio).
1,
pag. 197). DAS'i'IA MOBll,E
e
DOMB ,l,.RDE. -
Il <luca d'Austria· ·m~ndèÌ a dire ai Veneziani . che assediavano Trieste, che partissero di là, altrimenti lì s/:ìdava e, a.Ila guerra. 'E cosl una mattiÙa per tempo· venne, e assaltò, la bastìa; . e ·i nostri (cioè i Veneziani) virilmen te s1 · difesero. E fenno grandissima scaramuccia, • ruorti de' nostri assais:,inir cavalli , e gente. E di loro fu morto il ma110sciallo nipote del detto Duca c0n, una grandissima quantità di gente él.a verrettoni, ·e schioppetti , (Mtuat., toni. xx11, col. 671).
si
1370.
1375 (Decernbre).
« Au siège de Pise, les assiégeans ont une bombarde qu'ils mettrilt un jour à pointer. Chaque fois que i'on se prepare à y mettre f~u, los assiégéz se portent au còté opposé de la ville. Les assiégeans en profitent pour donner l'assant o (Mor1tz' Meyer, Technol. des apnes à (eu, P. 1, pag. 203).
B OMBARDA. -
del comune di Perugia ventario (1) nell'Arch. becemvira!e). . . A.Rr1F1wrn sive nux Spingcmle aycu-late de ferro (2). C a PPI con BOMB~RDE, N . 5. · CEPPI senza BOMD,IRUE, N. 13. *
AllTIGLJERrn· E LORO ATTE~ENZ E,
CBPPI
con noMBARDri
Fmrnr da
1372 (13 Decembre).
e scmoPPETTJ. .- • Ppi accostassi l'altra,. galia alla Tune (del Curarne) molto gagliardameme e gittando l'altro ponte sul ponte della 'Torre a malgrado di chi facfva dife,;a, il Oa]Jitano della Totre gagliardameote difendendosi con bomba1·de e s:hiopfetli, e balestre mostrando sua possa, in effe1to p~r sua difesa cacciato fuoco nel ponte della galia, quello iusieme con quello della Torr-e brugiò • (Mntatori,.Rer. /tal., tom. xvi~, col. 121; Cron. di Ga:teazzo ·
B OMBARDE
Gatarn 'pddre).
.
,, VedenJo Mèsser Francesco da Qn rrara Signore _di. Pàrlova ~ver avuto le dette bastie, et in buona parte assicuratosi il suo serragli'o, aven_do cacciati i nermci fuori della sua fossa, di · nuov.o deliberò, e con ogoi suo sforzo cavalcò una nvtte con ogoi sol'ta di gente da piè e da ca vallo, con gran, somma di guastatori con una Ba_sl'Ìa fatta é caricata sopra i ccir·ri, con bombarde, mangani? et oo-ni sorta d'edi.ficj necessarj, et andò per mettere e fer1~·ne quella Bastìa sul fiume che va a Vene: ia, di sotto della Da~.tìa di Lova, (Murat., Rer. !tal. Scnp., t. xvn, col. 186. lfis(. Padov. di Andrea Gatar 1).
1369. ScHlOPPETTI.
287
'
·
mili. 220), non eran o alLro per fermò che pistole di grosso calibro, poichè i p l'oictli. che ne enqio cacciai.i valevano a pa,ssarre ogni a1·11uMura. Per appiccal'c il fuoco 'al'Ja carica dovevasi ad operare certamente la miccìa, a porto opinione che _scn;isscro ai soldati a cavallo, neÙq stessi) m9do che gli scoppielti, ,!ai,quali, coloro clie li adoperavano, s econ do il rnau o5criHo dei Santiui, fui:ouo chiamati Equite~ sclupelarii.
rrccoLE,
N . 5.
(in-
. ,
(3), N. 59 . M,1NT ,I CHE'f·r r lla bombarde, paia N. 15. P,1u d,i FERRO piccoli, N. 5 . P .uLOTTE da bombarde .(4), t ra grandi e piccole, N . 400. DOMnARUE
(1) Questo e gli altr·i interessanti rl'ocunwnli p~r~1gini_ eh~ scgu?~o, m, furono comunicati dal mio buon amico signor. Lu1g1 Bcl!ort1, arcl11v1sl.a d 1 ,pie] comnn c . . (2) A noo far confondere qucs~a S11inga.,.da da col'd(t e on q.uclla _dl:• f,wco, ahbenchè sarebbe bnstata la parola r,rtificimn ~iYc_ 1111.'t\ pure s , -~ vo luto am,iun<><irc l'epiteto a1·c11tatc, cioè ~pingnnlct mu111ta d, m·co. C1(1 · possed cva g1::1, .. oc1 "lmc,10. s-a11 e•v·1 ,limost.r a,""che li'il comune di Pcrng1a • che csistcvnl)o, anche .spi11garrle dr, fiioço. . (3) Cioè i ferri uuciuati, che si arrov~ntavano per dar fuoco alla canea del le h ornbarde . . , ' . (1>) Queste Vnlloltc d(t bomlm1·dn di diY Cl'SO calìbro, _cr:n10 l,ntte 81 _ferro '. cii i do cumenti che St.•gonno, iu cui è 1·eHisl rala la d1st.nlJu1.,11.111,~ d: a~·11u e muniz ioni che ~i faceva alk ,·o\,d 1e· ùd c on1u11\', cc ne fanno cnt1~,1 111: 1
frdc. ANNO
VII \' ol. Ili. -
Jn.
288
ART IGJ,JERIÉ ÒA FUOCO
289
I TA.Lì.1N&
da bornbar1la, libre l (l, Vk1rn&1"ròN1 elci ~pingarda, fasci N. 12 . .
PoLvEttH
1376 (Gennaio). ,,. PoL~1um
1379 (19 Giugno).
*
BoMBARD&
dette T?·ombe mcwine. -
I l comune di Perugia
allogl! a Maestro Nanne da Bologna la costrnzione di due
bombarde di quella specie che • vu lgariler t1·omba uiarina appellatur, proicient·is iapides C lib. (!l duc(!nlarum lib., prout placuerit his qui dictam bòmbardarù feeerat fa b'rièari etc. , ( Ann. Decemv. all'anno citato).
rla_ bon:,ba.r~a. ~ I(• c~Jmune d_i Perugia paga a
N1ccola d 1 M. Filippo Speziale un fiori no d'oro e 18 solJi « pro pulvere per eum data, et vendita <lieto comuni pro l?ombanlis etc. • (Ami. Decemv., 11 genn. 1376).
1380.
1376.
*
ARTIGLIERIE ED ATTl!NENZE L ORO
(lnvent. perugino cit., p. u ,
Esito). 3 luglio. Armi e mu·niziooi consegnate a Francesco • Gio,·annelli per difesa del Cassero di · Cas1el della Pieve: Bo~m11noE, 2.
cla bnmbard(!, 25. da bomba;rde, libre 2.
PALLOTTE
PoLvE RE
con oOlIDARDE . - • An9he il lembo o l·ibo <'ompa,ve alla guerra di Chioggia, nell'anno 1380, e come queste) (cioè
LEMBO
la scafa), por1ava non meno di due bombarde e le sue lagune, voi. \ P. n,' p,1g. 212).
ecc. (foventario (1) del f;assrro Ji Cas_tiglione Ate1ioo, estratto dai CapitQli de.lla Repubbt-ica conservati nell'~~rchìvio centrale di Firenze). « llem una B oMD<1 1rnA, o vero SPlNGARDA, confitia io uno
"' Sr1NGARDE, POLVERE, cEPPr,
ìVIANTACI-JEl'TO,
_FERRO
banco grande. • Item uno s~c H~tTo di POLVERE da bomb<1rda, di sol/<> e di sa.lnitrn. , Item una BoMBAH0,1 a PIETUE con FBn1u, crwPo e PI TBu10
1.
P~LLOTTB DI FERRO, '20.
•
l.
per dat· fuoco (a.d tempera·ndum) alta bambarda, l.
cartoccio 1. 1 decembr1:;. Al castello cli Ri pa fu mandato : J-'ÀLLOTTE DI FERRO, 12. 13 detto. Al fortilizio di Santo Arcrmgelo s'inviava : B o~rn,111 0,1 con ceppo, I. P .H LOTTE di FF,RRO, 20. MA-N'r Acr, paio 1. F1rnrw per clci1· fiioco alla bombarda, I.
(S"ÌG) .
POLVERE,
1376. , Les Vénit;ens, devant ladra, emploient de$ bonibes contre les Ho:igrois » (lVlorit~ M~yer, Op. cit.) .
B o ~rnE .
(Venezia
1380 (30 Ottobre).
8 novembre. Micbelozzo Michelotti, ebbe per difendere_ la· Rocca di C\~rreto: BOMBARDE,
»
• Item
una. Bo.!BARD ,l.
« item due
*
BoMB ARDE
e
'.
LEG~'l
FABBRO
acti a bo1nbm·da.
OOHBA1rn1EHE
(2) . Il cuu1 unt! di Lucca
(I) Dal chiarissimo signor C.?V· Salvatore nongi mi fu gcnti lrncnlc comunicat.o questo docurnento inedito, e tulli gli altri flclla cit ti, di. Lucca ~h ~ _ri1~orlo _n ~lla pr'.'scntc'. nppcnùice, e ,.ni seni.o in obbligo di rc,ulcrglicnc 1 p1u srn ccn r1 ngraz1arnenl.i.
(2) Questa notizia è slatn rifrriÌa ·in pnrtc dal Ci~11clli nel k sue disscrla't.ioni s'hllc sloric Lt1 cchesi ( !Jlc-mm·ie e c/ornmi>11./i per scnil'e ali" slo1•ia rii Lucca,; .voi , , pag. '~'~ I ) . Hipo1·tri'ò per disteso il ,loc11m.-nl1>, estratto dall'archi viu cli r,.,~ca, nella lll1tslntz ione.1lel ,Uusco.
1,uoco allo3ava n ì\lJ .° Giovanwi Zapella da Galù;a-no la çostrnJ.ionc ~i quatlro bombwrdw !P'osse, ed avendone nell'agosto di detto anno già co111p1uie dm, ed abbisognando -cli dana ro, fu proposto, 11 giorno 23 rlel mese mentovito, al con• siglio gr,nerale e da questo appro,1 ato, che si pagassero in cou10 al M. 0 bombardiere 100 fiorini d'oro in oro s,mza d1minuzio·rn alcuna (Rif'ormagioni del Co11s. Gen. di Lucca;' anno detto a carta 117).
1383 (23 Agostr,). « Tolt,i i borghi ( di Uderzo), sn bito il capi.1ano del Campo del Signore di Padova fece presentare alla Rocca certe · bombcirde gr.isse, e tirare gran copia di pietre dentrv, facendo far cave attorno, e dandog li · continuamente bauaglia da mano ecc.; e così ebbero Uclerz.o ecc. » • Ital., tom . xnr, c:o\. 483. C1·on. di Andrea (11urat., Rer.
Do)!flAHDE GHOSSE. -
Cataro figli-o) 1384.
*
Gli anziani dbl comune di Lucca arnvano comprato una bombarda ~i ferro 'pBl prezzo di sedici fiorini, e ne a·vevauo or<linate all1·e nove al piezzo di fiorini dodici ciascuna, e perciò fu deliberato il giorno 10 di agosto che s1 facesse il rn~nclato _di pagamento coi danari del comune_(Cons. Gen. di L'ticca, R ifvrm.'10 agosto 1384).
BoMDARDE . -
1385 (27 agosto) .. ecc. • An tonio Nucci da F 1reuze n1aeslro di lE)gnarne de' avere a dì 21 hogosto l' opra lavorò iÌ1 palagiò in conciare bombarde cioè armarle ne c1Prl et fare li CIIAYALLETTJ. Li br. 1, sold. 5. • 27 aug-usli ·1385 . ~ Andrea F ranceschi cli Lucca maestro di 'legname de' avere ciìe 23 hognst0 lavorò in tei;sonaia- nONJlARDE, 2[3 d'opl'a. Li\w. -- S,1ld . 16, dC'·o. 4,
• C 1,.PPl PE!\ BOMBAl1.D!i:, PONT I LEVATOI,
291'
J1' AC!AN'E
,\RT I GLI EH!E DA
200
« l6
scUembre J.385 .
« Marco da Iara die 11 sctl.orn bl'e l ' op1a conciò noM-
in p=ilagio, conducettc tatile in te rsonnia. ' Libr. l , ,:old . 5. • 18 sellemb•re 1385. , Martino Mart,ini da Pisa manovale pagbò pc-l' mo a Dino bolcionaio 'fJer CH AV I GLIUOLI eh banbarcle. Sold . 6. , 30 settembre 1385 . Dino' bolcionaio de' avere per I.re CHAl' TGt.TLIO L: cl i, co·r nit:,olo operate a bombcwde in pa,lagio. Sole!. 3 .• •· 21 ottobre 1385. , • Sant uccia Vitoni e Iohanni Franc~schi Scrratori (forse Se.r;alori) denno a ve!'e clie 2 ottobre l' opra. per u110 a seghare Laufo e tra·vù:eUi per ponli levalo-i, et sq;ar<.-: legname d'olmo pel' bonbard~ in pala3io., « 22 decembrc 138!.> . Lemma Fa.bro de' a\·ere p!:'r tre crnRcH1 Ji - ferro fl'.! cie per bomba1°de li quali dedo a Mas:-eo Cbomandatore, di sotto, pesonno is libbt·e (chilogr. · 9, 366), lo l'erro fu,:; del Comune e, de' a vere svlcli 2 pet· libra. ' Lìl11·. 2, sold . 16 (1) . -
D AllllE
.
(
;.386.
del 'l'!RO A SEGN•) in Crc~nnva. 1386, 20 1a n uari i . Pro victori cent11rìnno ·et iacobo de fwario ba listn rio orci inatis et constitu tis s up-ra m. -ilicùt balist1,a11cli et su i1t pro p recio tac-iarum qval uor arge-nl'Ì q ue de beot propon i et dari illi seu illis qni melins cont.ìucbun t in -ba.li:'>tranùo tot vie i bus q_u ut pre-1i<:ti cl i XCl'Ìnt o btinend u rn . L. 25 • (Ca1·tntwriwrn Mussm·iae Comt.r1is Jun 'llae , ari. 1385,
*- P REMI
f0g. 83, re 1w ). (1) Docmncnlci incditi· esl ratli dui libl'Ì delle spese fo lte dal. ì'rfass:Jio Jcl comune d i Lucca, car te '.lO,; 55.
292
· ARTIGLIERI~
DA FUOCO
293 ,li Mµudon, per una BOMBARDA che si è ·obliligato di fab• brinar pel caute di Savoia pel prossimo IU(Se di maggio, 120 scudi d'oro (scudo L. 28, 12, 14 (1) ), Lire it. 3374, 76 • (Cibra.rio, Op. e tom. cit., pag . 292). ITAU ANE
1387 (1). e zou·p , • Lo chomune d1 Lucca de' dare a dì 17 cli se1ternbre per 8 S..1cc ~ET'fl di cm1010 da tenere polve1·e da bonbarda, comprai da Dinarello chordellaio soldi veatiq\iattro. Libr. r, sold. 1111. , De' dare per SALc1 comprai da Fraociesco Derlichoni per fare CHARRONI da polvere da bombarda, soldi dodisi . Sold. :rn. « Et de' dare a d\ 22 settembre diedi a Antonio siae con •Giovanni Cazzuoli per libre m di SAtN1TRO libr. 111 di soRFARO per• fare polvere ria bonbarda soldi sessanta. L i-re 111.
"' S ACCIIETTI D ,\ POtVllRll, CA!tDONE, S ,IL,N ITRO
1392.
MA 1,sTRO nm@A HDrnnr,:. - ~ V•incenzo rnaeslro clelle bombarde nella stessa guerra ( conl·ra rebelles Tuchinos Va.lesii) , 8 fior-. p. p . al mese. Lire (ital.) 1'19, 98; e così quasi • L. 5 al giorno » (C1brario , ltcon. JJolil. del n!ed. evo , torn . n, pag. 287).
1397 (28 Agosto). BoMBARDE GrtOSS E e i.rnzZANE. - Nella vittoria riportata da Carlo Malatesta capitano della Lega. contro il duca d1 Milano, ful'ono prese al nemico « bombcwde grosse in numero 22, bombarde mezzane 46 (2), che erano nel campo, senza q 1rnlle che erano , sopra· i Galeoni uelrar'mata Nava le • (}foratori, R.er. ltaf., toro. XVII, col. 834). • I
1399.
BowHROE 1)1 ORONZO. - , Narn et eruperat Malatesta per pontem çum reliquis copiis, et- jam ignern castello hostium injecerat , paucis, qui intus erant , acr1ter defendentibus. Unde eo Jacobus, r elictis paucis cobortibus, qnae cas1ra defenderent, celerrime agmen rapit; sed jam ignjs et castellum et praesidium exusserat, et Malatesta ·undecirn bombardas aeneas. non adeo magnas, et magnam viro balistarum tormentorumque omnifariam, quibus et arx et pons continuo oppugnabantur, ex {]-Oste ceperat D (Murat., Rer. [tal ., tom. xx, col. 777. Platinae, Hist. Manluanae).
1399. BOMBARDE e PALLOTTOLE di piombo. - ~ Positis igitur ad arcn n ca;tris, castelloq ue praf'alto mun ito, unde balistis et omtJ i gen,era tor mentorum et pontis 'et arcis praesidium opp~gnari posset, bombardas ingentes 1• pontem et arcem d1rigunt, quarum ictibus quassat!,1S pous, aegre a 1V1antuan1s refectis prppuguaculis funibusque ad laxa machina_rnenta perductis defendebatur..... , Instabant et a latere, secu_ndo flumine paulatim descendentes, s,'ptem <:!t qu 1nquagrnta galeones, ex quorum propugirnculis, igne, feno, rnolybdovolis bombardlis maotuani continuo incessebaotur D (Mural. Rei·. [tal., lO itl. xx, col. 766 . Pla;inae, Hist. Man/.uanae) .
1399 (Aprile).
F,1uur,o DI BOMBAJWB.· -
A NGELO ANGELUCCI
• A Peroudo Lapareyllier, coltell1naio
Capitci·no ~l'Arl·iglieria_,
(1) D;i li bri del Mnssn1·0l0 del _cvmune .-li Lucca, anno notato, c9rta 11 e ~~-
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(;) E' sembra che' in quei f.~mpi nnn vi fnsse in lta)ja scarsezza di artiglieri~, se il Mal atesta potè forc sul nemico questa ricca preda di 68 bombarde che erano g,·o,se, e me:z%cmc, cioè non portatili o nHncschc.
(1) Qui. )o scu,lo è compn talo al ua/01· .vPro in fromen to, al co~so del nel 139G. Il valore in •m etallo era di L. H>, 89, 16 (C1brai:10, 011 . e tom. cit., pag. 19!).
cambio
•
. 295 abbiamo ,n fra le altre le se6 uenti espressi, ui , che valgono m irabilrnl-'nte ad·alforzare la mia 11pi nio11e, r.ioè : Schneclc<m(ormig· - a forma di luuìaca ; SclinecfoW11gwng - v ìa a l 11 nrnca; Schneck.enl·irrie - Lìii.w spimle, elica; Schneckenzuq - RI GATUR A A Sl'JHA (l). Dopo qnesti riscontri di p'aroJe usate in una lingua .straniera e da un autore militare , crm10 l'Hein1.ze, per indicare la rigatura a spira, mi si von it impugnare ('he f'ctclus a lumaga non significhi canna FATTA A. ELrc,1, o n1G AT.1, ·scA1 N11UTA A ELlCA ? ~~ provare meglio i)O~ ch8 qtwsta forma a lwnaca è nella parte interna e non nel'a esterna drlla ·rnnna, valga il seguente esempio che traggo <la un vecchio invt>nta rio inedito delle ar tiglierie estensi 1m lempo esistenti a Ca rpi. ,, Un mezo canon antico incameralo· ria 25 ferro e da otto pietra FAT'l'O A vr·rn dal mezo inanti ecc. " . E slìdo chiunque abbia fior di senno a.' credere che _queste parole indichino 11n'ani,ma pe1· metà liscia, e p<H' metù rigala a spira. E' snrebbe n<>n rla irridersi, ma da compa tirsi. Dunq ue ? . . .. . Non ripeto la conclusio ne, perchè farei wrto ai lcltori se wrn lr crtKlessi persuasi , dalle tante ragioni , esempi ed ;iutorità adrlotté , così , da non impugnare la niia opin10ne. Finché pe.-t.,rnto non saranno trovati aliri documenti s.ullo arwi pnrLatili ri1rnte, egli è ìncontt'stabile che i l PtUlllO scmol'PETTo n r ~AT tl , r,:n " L IJMA CA, r.ioè AD AGGIUNTA
AGGIUN1-,A ALLA LETTERA
8 ULLO SCHIOPPETTO FATTO A, LUMACA
È ròff1pi10 in verità n1olto r1iffic11e qnel1.o che ~i propone c~hi Yoglia :;tabilire una cosa cli fatto non puntellandosi cou al Lro clic con due o tre parole, eapaci di esse:re Ya riamente inlerpretale secondo le van e impressioni pro"dotte nella mente d"i lettori. Egli deve perciò ricorrere ad a rti6zi di rtrgomentaiioni, che lasciano sern pre incE,rto chi legge, e non lo costringono a nrnnargli buona la sna opinione; ed è una gran mercè se ott1:•ngo1to che questi non glie·la impngni o per non parerP. scortesr, o per non disanimarlo negli studi a i· quali si è dedicato . Io rui sono trovato in qneslo r-aso nello sviluppare i motivi pe''quali ho creduto che lo schioppello fatto a lumaca., pre;;o a soggetto della m ia lettera, non fosse altro che uno ichioppetlo rigalo a elicci. Mn se qnaudo lessi q uelle parole, e più dopo a verle poste a disamina, credetti di p'oter venire alla enu nciata interpretazione, ora sono pienamente convinto di aver colto nel segn0. Ed a corroborarla con qualche autbrit1t (pn· chi ne amasse), rn i varrò ddla lingua tedesca , nella quale le parole fi!dus a. lumaca banno molti l'iscontri. In qnesta lmgua infatti
lll,TC&, API' Al\TIENE ALL'I T ALJA.
' Io intanto benedico alla mia buona stella che rn1 ha. fatto rndere sotto, gli occhi questo prezio;;o documento, passato ina vvertito chi sa mai da quanti dottissimi uomini, da l 1736 {epoca della sna pubblicazione) in qua., perchè cos't ho potnto pel primo · far lo soggetto d_ì disamina, per' rive11dicare al!a pa fiin m ia nD a gl0ria che fine, ad ora fu attribuita a lla Nazione Tedesca. (1) V . lIEINTZll : Dictionnciire des armcs spéciales. l\lozIN : Dictiomuàre allcma,ncl /i·cwçais. Debbo queste indicazioni a'lla gentilezza del s iguor maggiore ctiv. De Bartolomcis, vice d irett.ore della b ib lioteca mil itare di 'l'orino, e glie ne attesto pubblicamente la mia riconoscenza. ANGBLO A1'GllLUCCI
C1ipita1~0 d' :irl!iglieria.
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ITALIA. - Con. re~io decreto del 22 febbraio 1863 ven nero ·.. ehe d.1 cavai. sc10lte le d1v1s1om attive tanto di f~nt~ " vr1<1. lena;_. e fu eccellent11 in tem· po a·1 pace Io , . . divisamento . . . . , pniche · , spart1mento dell esercito 1n cl11'1s1oni attt . "e· · · • e co rp1· d'eserci· to n_on è che una speciosità, a meno che si voglia ade; ttare 1·1 . s 1stem~ pr11ss1ano, ed allora inv<'Ce di una speciosità avrassi un vero rlanno. · L_a Francia tie~ie talune ,jivi~ioni attive ed akun corpo d'e i::ercuo . . organ 1zzilt.1 ·anehe io temrio d i pace·, per • la e·1r,~ostan7.a• rn cui occo_rra u? concPntramento di t.rnppa in taliin punto dello Stato; ma ciò può star bene per la Francia la cui forma geografiea è assai p; ù favorevole ·1lle ·sp1 · · , • ·cc1·ate. ' t ras1ocaz10u1 che non quella del nostro pae,e. . Un rrgi? d~cr~to del!'~ febbraio stabilisce il riparto del .cont1~ge~te. d ogm . circondano per la formazione dei 220 batta g lwm d1 guardia nazionale mobilizzata. · I _coman~anti dei dipartirue;ti ·saranno inèaricati della forma~1one det q uadri di essi batta~liol!-i,_ sulle proposte nom inat~ v~ c?e. lor? verr;wao fatt.e dai rispettivi coman danti governat1vl d1 d1v1s1one e sotto-di,·isione.
297
$i era fatto sperare che i comandanti di detti battaglioni sa• rebbero stati estratti dall·esercito regdare, ma cotal progetto, vantaggioso all'esercito e ad un tempo alla guardia naziun~IP. mobilizzata, venne· rigettato, forse per eco11<.•I11ia. Con n ota 'ministeriale del 1° marzo, n° 20, si died,,ro le norme per l'ammessione alla scu<jla di applicar.ione del corpo . . di stato . maggiore nell'anno volge nte. [l· concorso per 30 posti sarà ,apérto il 1° ottobre veniente . Oltre questi 30 posti il ministero si riserva coneed1' re alcuni altri posti agli uffiziah i quali us<:iranno dall'accademia milita re di Torino al tf' rrnine del corrente anno scolastico, e ne faranno domanda. Anche la conces~ione· di qu_esti posti sa:i1 fatta in base alla classificazione dei rièhiedeot.i dietro ii rii:nltato' dell'esame di uscita da quell'isti tu to. Con regio decreto del 12 marzo vennl"l'o acfotta te h3 seguenti disposizioni pènali contro i militari ,,arnon'isti: 1° Retrocessione s.; graduato, cou transito ad un corpo di disciplina; 2<> Massimo della prigione se soldato, e progressione dei ferri se recidivo, con succes:jivo transito ad un- cot" po di disciplina. , Come tali saranno considerati e pu'o iti i fautori dé.lla c:i morra, e coloro che pPr timore di vendet1a per parte della camorra diruostrassl~ro pusillan im ità mill'adempimento dei loro dovni. Con regio decreto dell'8 marzo venne modificato l'nrdinamento dell'arma di artiglieria, creando un nuovo reggimento di artiglieria sotto la denorn:oazione: 10° reggirnrnto artJglieria (da campa.gna), e formandolo di 4 batterie tolte da ciascuno dei 4 reggimenti di già esistenti. La composizione ~ fa forza dei 5 reggimenti d'artiglieria da campagna è in_d icata negli ~p~cchi che seguono, n i l ·e ~, ed il quadro generale graduale e numerico de! personale d'artiglieria appare dalh> specchio n° 3 .
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Luogotenente Colonnello . 000, . . . .. . . (Rcl,11orc) • • • - . M.:oggiori Com:111danti di Jlrigal:1 . . . . . Am1~11te Maggiore m 1° (r.atrauo) . . . . Alulanli nuggiori in 2" (Su alterni) . . , D1rct1ore del Conti (C.op1l.1110 o Sub>1lterno) • Ul111.i,1li d',lmm,ni,lrazionc (SulJallcrni) . .
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SPECCHIO f\1° 3. Con regio decreto del 22 marzo i depositi dei due reggi menti zappatori venn e1·0 ridotti da tre a due compa'gnie per
l)u:ulro gcnemlc uumcrico della com110siziouc e forza · il,""I pc1·soualc d'Artiglieria,
• çaduno.
TOTALE GEN@,11,E ____,...__..
Con circolare ministeriale del 29 marzo, n° 1, la forza de~-di squadrom dei ,reggimenti di cavalleria di linea, dei reggimenti ussari di Piacenza, lancieri di Montebello, e guide, venne fh-
ANNOTAZIONI
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• sata a J 41 uomini e 112 cayalli . La forza degli squadroni de~li altri reggimenti di lancieri fl cavalleggieri veunr p ortata a 160 uomini e 130 cavalli. Tale determinazione produce un ,aumento di 400 uomini per la cavalleria di linea, e questi saranno tolti dalla nuova leva, ed in'oltre dagli otto reggi.menti g ranatieri. Alla cavalleria oc~orr(lranno 10·00 nomini, che si estrarranno dal treno, e sussiaiariamente dalla fanteria di linea e dai ber-
.,t2 1200i2 De~li ùJ1iziali So rici:ifll'i . 24 s:i; _Colonnftlli. 24 Lnog·u -
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Uf(jzia li sithallern , sono compresi gh Allievi del co, ,o
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saglieri. La circolare stessa ·accenna alla prossima formazione di nuovi reggimenti, e mostra l'intendimento del ministero di .non più destinare ·per lo innanzi soldati di seconda càtegoria alla cavalleria; alla quale decisione vivamente applaudiamo.
57 l Di i euon r1eI t:onli 'turouo ll!CO Ù Art.· _/ Co11lrollori .. •. . . , .. . ___ ti? -116 ~ co(npre~, tra gli Ulliziali su'l'olalc .. . - GG -{3 ?a~tern} scbl)une 1,oss..1r.Hl es~ · Pcrson:ilc \ Gon l:ibili l(;l 1.G!.6 ~e1c lici ~r;Hto ci , C·lpllano ConL;lbHc d<:I , Aiutanti Co~1:1'bi1;' : . . . . • Doi_Capi omcina , •17 ~•raunÒ i\1;1tcn:llC / Sr.riv:tni . . _ · · · · -o 100 -o ti!~ 21·I·' Cl•sse, 21 ùi ~• Classe <l'Al'ti glieria Volonwri . : : . : : : ·. : : ~ _ _J_ ili 3('1 Classe. ,, :580 380 Dc,_ c,on 1rollori , 15 c;1r,rnno 'l'o lale .. . 23 23 di · l C!~tsso, 2·1 cl i 2 Ci:tssc. I~11ricl'i ;\~ag~iùri . . . .. . 9 n ~ 2_,I c1 1 5.:\. Gl:i:;se. / \ro~lb!Jll:lm JJ~1g;;iori . , . 20 ,:m Dt:1. C~ntab1h, 8 saranno r\n•
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FRANCIA. - Trr·uppe frances"i a Roma ed al Messico al 1° gennaio 1863.
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Corpo d'oecupazione a Roma.
24
16G 1037 HH 223t-l
I GI) 927 HH 149:\
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161
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520 SGO
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3'~ J 81 !)3
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Comandante in capo, ge11c ralc d i d·ivisione, DE Mo11TEBELLO. Capo di stato maggiore, colo1{11cllo di stato ~aggiure, Pjss;s. Comandante dell'arliglieria, lu ogotcn. colonn. d 'artiglieria, Toussciinl.
283,~l"'iiftE
Comanduntc del genio, capo 1.Jaltaglione _del genio , Frwre. Capo dei servizi .~mmi nistrat.ivi, s otto- intcnde_nle mil itare, Testa. C,1po del servizio san itario, medico p rincipale di 1• cbsse; G-,,i!im10.
9f.m~
Prevosto. capo squudronc di 'g<·mlarmerh,, Mm.ll'ice . Comandante del qu artiere generale, c 11pil an o del tre110 d'annal:1, N .....
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ANNO Yll. Voi.
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1' brigata.
to DIVISIONE
C(>m:i11,lantc JJunwnl, gcneml e di hrigata . 3° baf.lai;lionc car;cia!o!'i a pic,li, 1 batt. Hl" reggi mento cli fanteria 3 " 0 2H irl. 3 " Totale
•
2' firignta. 0
5!) reggimento <li fankl'ia 0 id. Tvtnle
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3 halt. :1
•
I' b,·igala.
u
Co mandante, generai<: di brigata, Neigre. 18" battaglione cacciatori a pic,li l Latt.. 8 1" reggimeuto d i f:rntc.ria. di linea 2 ,, I" id. di zuavi 2 »
6 hai.I,.
Òl'Ì.<Ja,llt.
Corna1i,.la11tc Rùlouel, generale di briguta. 7 to reggi men lo di faut~ria '3 butt. 8~0 id . 3· " Totale
DI F ~l'i'f&RI L
Comandante, gcucrulè di divisione, Ba-zai11e. . Capo di stuto-magg., luogot. co\01111. di stat~-magg., Lacrn1x Comandante dcll'artigl., capo sqnadronc d'artigl., Ddsimx. Comnndanle del genio, capitano del genio, Bm,rgeois. Intendenza militani, sol.lo-intendente militare, Frir.mt Prevosto, capitano_di genclarme,:ia, La-murclic.
'1 batt.
Cornaudautc Jfl,clwlcr, genCl'alc di bi·iga ta. ti\)
305
S1' ATl3TICA
R I VI ST A
Totale
5 hall.
6 lrntt.
Comandante, gen,walc di briguta, De Casiag11y. '.!0° battaglione cacciatori a pi-cdi 1 batt. g:;o rcggirucnlo di fanteria di linea 2 " 3° id. · di zuavi 2 •
Cavalleria, 4° reggimento ussari, 4 squa<ll'oni. Artiglieri,1 3 balleric. Geni(l 1 contpngnia.
Dislaecamcnli di gencliirnwria; di ll'uppe d'am111i11isl-l'azio nc e servizi amministmtivi diversi.
Totale
5 batt..
,1nnotazioni . Al'lìglicria 2 batterie. Genio I ' compagnia di zappatori. · _ . Gendarmeria 5 brigale, di cui 3 a cavallo e 2 a p1ed1 (I).
Co 11 0 si vede, i reggi menti clrn fanno par.te del corpo d'occupazioue sono già ordinati secondo i l sistema defa1itivameut0 adottato nei primi giorni del 1863. L'effettivo del corpo di occupazione ò di lG,200 uomini.
2'
Coqm di S()Cdizione francese al Uessico. Comandante io capo, gencn1lc di divisione, FonEY. C,,po di stalo-magg. generale, colono. di,stato- magg., D'Auvcrgne. Sotto-capo di stato-rna7g. gcn ., luog. colonn. » Manèque. ComanÌlante dell'artiglieria, generale di brigata, Vernet dc Laumière. Comandante ilei genio, colonnello .del grnio, liialla. Capo dei servizi arnministrntivi, intenrlcntr, milita1:e, Wolf: Capo del serviz io sa ni!... mcrlico princip,,'l« di 2' classe, Ehr-munn. Gran pre\'OSlo, c:qJ<, sq uadr<,1W ·di gcnd_arm. , Chrwu,nnes_ de Cha~tc/ . Co rnan,lantc del qtJa rl.icrc ;Jl\ncr. , lut•g. colonu. del treno, Hugucncy.
DIVISIONE DI FANTERIA.
c:umamlantc, generale di divisione ,. Douny. _ Ca po di st:,to-maggiorc, colonnello tII. sl.at.o-magg10rc, O,mÒut. Cotnandante ddl 'artiglicri3. cnpo s_quadronc d'al'tigl , ,fl-ichel. • Comaudantc del gPnio, capit. del genio, Lcòasc<md ti<: <..r1alpont. In tendenza mi li la re, so tto-i nlcndcn te, Gtiffìot. Prevosto, capitano di g1,nih1rmcria, Amcit
t.l
(I) L'clfcUivo ili queste h1·igalc è ,li I marcsri:d ln_ d':.d loggin, 2 lnig,,dicrì · 1'2 gcnrl,1rrni a cavallo; 2 brigadieri e 10 gc ndarn11 ,1 p1ctlJ.
•
STST!STIGA
306
307
RIV!S 'U
Truppe d'timministnrzione. t' b1·ig11.ta.
7 compagnie del t.reno degli equ ipaggi rr,ilitarì. 2 sezioni (iufc,·mieri, operai militari d'amministrazione).
Couwudanlc, ' gene rale di brigala, f,'}leriller. 1° bat.taglio,w cacciato1•i;,a pir.òi 1 batt. 99° r1·ggil))ento ,li fan•crin di linra 2 " 2° id. di zuavi 2 »
Oltre alle truppe sovra iudi.·ate vi è presso il quartiere generale principale 5-brigate di gendarmeria (composte come per le divisioni di fanteria), un servizio del tesoro e delle. p',ste, un serv1z10 telegrafico ed una tipo0 rafia militare.
5 batt.
Tot.aie 2• brigata.. ~
Comandante Dc Be,-thie.r, generale; di · brigata . 7° balt~glione cacciatori a piedi t batt. 51° reggimento di fanteria di linea 2 " 62° iii. id.. 2 » 2° reggim ento di fant. di mariua 1
Jinnòtazioni._
6 hatt..
'l'ot.lle
Artiglieria 2 batterie. Genio I compagnia di zappatori. Gendarmeria a brigate, di cui 3 a cavallo e 2 a piedi.
E-rigala cli cavalleria. Comandante, gc111,ralc di brigata, De Jl/ra11dol. 1° reggimento di marcia (2 s_quadroni del 1° cacciatori d'Africa e 2 squadro11i ,lei 2° rcggi!:nento stessa arma) . . . , . . ~ squadroni. ~ Q r<'ggimento di marr,ia (li squadr oni del 3° caccia tori d'Africti, e\! squad, oni del 1.2° cacciatori cd 1 squadrone· riel 5° ussel'i ) . . . . . 5 squadroni . . Total e
Rism·-va e pare~ d'nrliglieria.
4 batterie d'ar tiglieria. J[2 compagnia d i pontonieri.
I sezione di armainoli. 1 sezione di operai d'artiglieria. 3 compagnie dd treno d'artiglieria.
•
Riserva e ;parco del genio. 2 com pngnie di zappatori. 1!'2 compagnia di • zappai.ori conduccnl i. 1 ·sezione di operai del genio.
9 squadroni.
Battaglioni di cacciatO?"Ì a piedi. - Ognuno di essi ha solo 6 compagnie al Messico. Per la prima volta dopo la formazione di detto corpo (1840) si vedono due battaglioni di cacciatori per ogni divisione di fanteria, .cioè uno per brigata. Finora un so:o battaglione dell'arma era addetLo ad ogni div1s10ne, ma allota ognuno dJ essi a veva 10 compagnie, di cui 8 attive e 2 di deposi10, mentre ora il battaglioni~ cacciatori ha solo 8 compagnie, di c11i 6 atLive. Pero vi è sempre aumento nella , proporzione dei cacCJiatori 11eila forrna~jone delle divisioni, poicbè se 2-vanti ogni divisione a,•eva 8 compagnie di cacciatori, alle divisioni del cor po d1 spedizione del Messico s1 è dato 12 compagnie di cacciato ri. Fanteria di linea. - I reggimen ti dell'.arma che sono al Messico vi hanuo soltunto 2 battagfami, ognuno dei quali è _di -8 compagnie. Zuavi. - I reggimenti di zuavi hanno al Messico due bat taglioni, ognuno form'lti :3ome , q nelli della linea. Cavalleria. - I reggimenti di marcia (come appare del resto, chi2.ramente dalla loro f"rm azione) corrisl,ondono ai nostri r,iggim,•nti provvisori m ~nda ti 1n Crirr:ea. Il 2·· reggi mf'nto (li n,~rcia ba uno squadron e di più del ·1° (uno squa<l.rone del 5° usseri ), ma esso è destinato al servizio di g uide presso il 911:ntiere generale principale, e pr~sso quartieri ge-. nerali di divisione.
308
RlYlST.l STATISTICA
Artiglieria. ·_ Oltre l'ariio]iRria a1· terr~", la marma · ·. o ba s0mmrn1strato del materiale dell'arm::t e dell t • d'.,r11·. 1· · d · . · e ruppe ,.., g ier,a I mapua al corpo di spedizione L'effettivo del corpo di spedizioue è di 34,000 uomini.
F'in ~agli ul_timi giorni di dicembre 1862 hanno salpato dai porti di Fran_c1a 11· 7° reggimento di fanteria ed il reggime~to estero, avei~t'. ogn~no 2 battaglioni e presentando insieme un effettivo dt. c1rc'a · · 001· qua1I· sono · ·· _ _ , 3500 _ t10_· ru1_m, pure part1t1 2b00 uommi onde r1emp1_re 1 vuoti fatti uel corpo di spedizione dalle malattie e dal fooco del nemico. Questi rinforzi cbe som•mano 6000 uomini, non devono tarda.re a sbarca;·e a VeraCruz:• l!. p_robabile che se la guerra si prolunga al Messico i teggimeot, eh'.' colà si trovanq saranno portati a 3 b&ttaglioni d~ 6_ compagme ogm1no, formazione attual0 di tutta la fanteria di lmea 1ell'eser~ito frances.:i_. U dep?sito di dHtt.I reggim<ònti, cioè il 4 bat.taghooe pure cli 6 compagnie, continuerebbe in questo caso a 'rimanere in Francia,
•
RIVISTA BIBLIOGRAFICA
!
Le S1icclalcur militaini·' - Fa~1;icoli l4 O e H-1 l?chbrnio e marzo. Gli a.rt1coli contenuti nel fascicolo di febbraio sono:
,. ,
la mo-
nografia del castello di, Lcucate, pel signor A. RathMu, capi-
...
tano del genio) dirett0rc del genio a Amélie-les-Bains (4° P-d ultimo articolo). - Sttldio s1J.lla co.sl,rarnenlazionc dei Romani, pel capitano sig . Masqnelez, bibliotecario alla scuola imperiale militare di Saint-Cyr. - Rif/,rJssioni sulla questione d·i 01.,iente, del signor A. Bruli n. - Ricerche su cli un nuovo sistema di equi.paggiam{}nto , pel dottore J udée , medico nel 19° battaglione dei cacciatori a pied~ - Va?·ielà , pel sig~or Di Colonjon. - Una pa.rola sulla crisi prussiana IJibliogra(ìa rnilita·re. -· Allanle sferoùìcile imiversale di geografia, pel signor F. A. Garh1Pr (rendiconto del luogotenente coloiluello signor C. Martin) - ' Un ricorclo di Solftrino, pel signor J, Henry Dumont (rendiconto del signor Le Lugeri\ll,r;:;an). - La g1·an gu.erra, peI• signor Reoato di Belle·val
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R1''1STA
(rendiconto del signor E. P. di Lalillolle). - Introduzione allo studio dell'a1·te milila1·e, pel capitano di stato maggiore A. Ricci .(rendiconto del signor Leone Dliluzy). - Rim:sta
trimestmle della legislazione e dell'amministrazione militare. - Rivista d@lla stampa militare straniera,' pel signor ·Leone Deluzy. ...:_ Cronaca militare, p<>l signor E. Cardon. Tra g uesti riprodurremo ij répdicou to del sigool' Deluzy sul libro del capita.no Ricci, come cosa. lusinghiera per l'esercito nostr~, la quale d'altronde. s·accorda nella sostanza. col nostro • rendiconto dell'opera stessa. « Il confesseremo ingenµamente (scrive il signor Deluzy), la pnbblicazione cli questo libretto ci ha sorpresi, 11nzi stupiti. Ecco un esercito difatti il qua!e, . dopo aver lt:tta.to contro la di;;cl'èpanza degli elementi nuovi che lo compongono, ed averne trionfato felic<:•mente, è appena or/!auizzato, che già dal suo seno si alzano voci da. maestr•> n ella grande arte della guerra. L'opera invero non· è di un novizio; lo studio, _la. rifl,essione e la pratica vi si appa\esano dall'no ca.po all'altro. Egli è vero che il signor capitano Ricci ha fatto le sue prove nell'antico esercito sardo, il prode e degno ausiliario del nostro a Palestro, a Mag.•nta ed a Solferino, e i a questo titGl'lo egli debbe_ contare nel suo paesP, sebbene probabilmente g iovane ancora, per uno dei viev,x de la, vieìlle; ma se si riflette all'isolamento in cui egli si è trovato nel momento in cui tanti contingenti inespP.rli , vennero a (nnderni, con tutto ciò che a vevano di pregi udi zii e di _abitudini inveterati, nella grande unità militare italia na, si ricono~cerà come siavi luogo di loi'larlo dPgli sf0ni ch'eg li ha dovu to fare per mantenersi al livello alto ov'eglì è arrivato. • Quando vogli,isi apprezzare ronvenientemente questo libro, nd quale la q l1estione è assunta ab avo e spinta usq11,e ad mala, dal primo lervizio sino alle frutta, per . servirmi di u~a. P.spressione di Orazio, bisogna porsi al punto di vista tutto particolare dell"esercito italiano, tale con1e le circostanze lo lia11 no fatto; senza di ciò potrehbesi fall ire io torno allo scopo dell'antorP., e non ,edere cbe nn i-,rearnbolo interes8antissimo d'altrc3ude, -ovvero luughi comuni nei dettagli elementari in cui entra l'opera. Bisogna con;;iderarn che in quest'esercito havvi
SIBI.IOGHAF ICA
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un gran numero d\ifliciali pro, enienti dall'Emilia, dalla Toscana, da Napoli, i quali hanno r.uore, intelligenza e buona volontà senza dubbio, ma i quali non hanno la benchè menoma. idea di q ue!la gran macchina che ha. nome esC'r<-Ìto, di ciò che si chiama guerra, ed i quali non sar:no sillaba di tattica o ne hanno l'idea la più falsa . Dove avrebbero essi r·iò potuto imparare? Noi non vorremmo ferire alcuna suscettibilità ma convien dirlo era dessa un'organizzazione quella delle t ru~pe ·del papa, di Parma, di Tosran·a. e di Napoli, nelle •quali predomin ava sov,,nte l'elemento straniC:l'O, rendendo così ajfatto impossibile l'unità, senza di cui non v ha di rnro esercito? Era dunque essenziale insi8tere prt·sso costoro su cose le quali fra noi ·sarebbno sta1e rudimentali, e l'Italia no• saprebbe abbastanza ringr11ziare il signnr capitano di stato rnag• giore Ricci di avere tentato di ciò fare, e di esservi così bene. riuscito in un libro ch'è Ùn modell0 del genae. , L'oggetto della guerra, ed erq per dire la sua filosofia, YÌ . è svilupµato con un'altezza di vedula cl1e ci ha, dilettati, e le condizioni d'organizzazione degli eserciti vi sono pr,-·sentate e g iustificate in un modo il quale lasciaci nulla a desiderare. Per . quanto ekm<>ntare sembr-i .l'op•·r·a, le quPstioni militari le più trascendenti vi sono trattate e r.isolte:, e noi crediamo che, piccolo qual è nel suo formato, questo libro non sia sposta to accanto le ope're nei più rinomati mae5tri. 1
• L EONI'. D ELU Z.Y ' .
Il fascicolo di marzo ci interlerrà alqu~nto di più, Il primo articolo è d1::ll'egregio colonnello lVIartio, il seguito de!la sua narrazione sulla Guerm del Messico (6° articulo) . Qni eèli comincia a narrare il secondo periodo della guerra, cioè a partire dal comando di Forey, eçl inizia questo 6° .capitolo coll'istruzione che l'imperatore Napoleone in forma di lettera dava al Forey a l momento della sua partenza,-ft questo un documento · storico di tale importanza che, a malgrado lo abbiano pubblicato già la maggior parte dei giornali, vogliamo consegnarlo nella nostra raccolta. ·
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RlVIST.\
, Mio caro generale, • Nel momento in cui sit te in partire pel Messico, 1ncar.i cato dei poteri politici e militari, credo utile farvi pakse il mio pensi.ero. • Ecco la 1inea di condotta che voi dovrete tf nere: 1° Da re al vostro arrivo colà un proclama, le di cui prinr i pali idee sarannovi indicate; 2° accogliere éolla. più gran benevolerìza tutti i Messicani che a voi si uniranno; 3° non ,isposare le q uereie rii alcun partito, dichiarare che tlltto è provvisorio; fino a cl).e fa nazione messicana nrm .;i sarà pronunciata;; dimostrare una grande deferenza - per la religione, as,;icurare uel rnedrsi rno tempo 'Ì· deten tori dei beni nazionali; 4° · nutrire, assoldare ed arm1:-re, secondo i vosll'i mezzi, le troppe me,sican.e aosiliarie; 5° nianteoere nelle vostre trnppe come nelle ausiliarie la più se'l'era. disciplina; reprimere , vigorosamente ogni atto, ogni proposìto che possa. offendere i Messicani, pr.rchè non bisogna ohbliare la fierezza del loro C'arattere, E>d è di somma impor-· tal!za al successo dell'impresa il corÌcil:arsi anziwtto lo a:pirito delle r,>opo!azioni. • Quando saremo giunti a Messic:o sarà desiderahiìe che le persone notevoli le q na li avranno a bbracr.ia La la nostra e:a11sa s'i ntendano con voi per organizzare nu govenio provvisorio. Qul'sto governo sottometterà al popolo messicano la qllestinne cltl r~.gin1e politico che dovrà essere definiti vamente stabilito. In seguito sarà tosto eleì1a un'assemblea seaondo le leggi messicane. • Voi aiuterete il 110\·<:J!Jo pr,tere ad introdurre nell'amministrazi1me, e sopratotto nelle finanze , la. ri>golari tà di cui Li F rauc:ia offre il miglior rnorlello. A tale effetto loro ·,;,erranno mandati uomini Gapaci a secondare la nuova organizzazione. « Lo scopo a conseguirsi non è quello d'jrnporre ai Messirani una forma di gnvtrno che loro sia antipatica, ma di .a;utarli néi loro sforzi per costituire secondo la loro Yolori là un gove;no che presenti condizioni di stabilità, e che possa assicurare ' alla Francia un sicuro riparo a quei mali di cui ebbe a dolersi.
8T8Ll0GI\Al'ICA 313 , Resta inteso che se essi preferiscono una monarchia, è interesse della F rancia appoggiarli in questa vista. ~ Non mancherà chi vi domanderà il perchè noi andiamo a spendere uomini e denaro per stabilire no governo regolare nel Messico. Nello,stato attuale della civilizzazione del mondo la prosperità dell'America non è indifferente all'Europa, perchè è dessa che fllimenta le nostre fabbriche e vivifica il nostro com- · mercio. Noi abbiamo interesse a che la repubblica degli Stati Uniti sia potente · e pro; pera, ma noi non ne abbiamo alcnno a che s'impadronisca di tutto il golfo del Messico, e di là domini le Antille, come l'America del Sud, e sia la sola dispensatrice dei prodotti del nuov·o mondo. · .• Noi vediamo oggigiorno per una triste ,isperienza come sia precaria la sorte di un'industria la quale sia. ridotta a cercare la sua materia prima s u ·di un solo mercato cli cui abbia a subire le vicissitudini. , Se ai ·contrario il Mt·ssico' conserva la sua ind ipcnclenza e mantiene l'integrità. del s no territorio, se un ,govt rno stabile vi viene costituito coll'assistenza della Francia, noi avn,mo resa alla razza iatioa dall'altra parte del l'Oceano la s ua fòrza ed il ' suo pr~stigio; noi avremo ga rantito la sicurezza alle nostre colonie delle Antille ed a quelle della Sp,1g11a ; noi avremo stabilita la nostra provvida influPnza al centro dell'America, e questa influenza crPando immensi ;,fogh i a\·nostro èornmeroìo , ci procureril. le ruattirie indispensab:li alla nostra industria. • li :Messico siliatt1qnente costituito ci sarà sE•mpre favorevoie non solo per riconoscenza, ma anche perchè i suoi interessi saranno d'accordo coi nostri, e perchè troverà un punto d'appoggio nei suoi rapporti colle potenze èu ropee. • Oggi dunqùe il nostro onor militare, f8sigénza della nostra, politica, l'interesse della nostra industria e del nostro comme:r:cio, tutto insomma ci fa un dovere di marciare su :Messico, di piantarvi ardita!llrnte la nostra bandiera, di stabilirvi. una monarchia, se essa noµ è incompatibile col sentimento nazionale del p11ese, o almeno un governo che prometta qualche siabilità ,
« NAPOLEONE ••
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RIVISTA
Il signor Mar~in fa se6 uire queste istruzioni di alcuni sn(Ji criter'iosi commenti, e aopo toccati i litigi insorti nel Parlamento spagnuolo in giustificazione del generale Prim, egli passa alla narrnzione delle operazi()ni militari della seconda spedizione sino al gennaio scorso. Il secondo artir,olo è il seguito dello Stv,d-io wlla caslmmentazione dei Roman-~, del signor Masquelez. Q1Jindi un r11gionamen to ·sui' Proietti moderni e le corazze-a1'matur1i (armour7,lating), tr_adotto dal signor capitano Alfred; Jamais, ed Pstratto dall'United Nervice magazine, il quale altro ,non è che · un riassunto delle ul time sperienze fatt,: sui ranrwni rigati inglesi' contro le lastre di corazz:1mento, sp,.rieuze delle quali abbiamo sempre tpn ·11O alla corrente i nostri lettori. Troviamo poscia U l)O Stu,dio sulla . cavalleria leggiera, del signor 1A. Bruli o, sul quale vogliamo-fermarci alquanto, accordandosi e~so sotto alcuni r 1pp~rti col progetto di· un egregio p:ener,1l'e n0str,.,, voglian10 accennare alla proposta del generale Gbilini, d'1stituirr alcuni sq uadroni di bersuglie1·i a cavallo per c<1rnbat1ere il brigaotagg:o nc-]le p1ovincie meridi,mali . Il signor Brulin, dopo avere con molta lucidezza premesso che le ferrovie e la telegrafia hannn preso ia,pr,rtanza nella guerra mod,·rna, le prime come mezzi. di locon1oziooe, la seconda cornEl mezzo di com1rni,,azinne, ìte cieriva la necessità di creare una nuova specie di cavalleria, essenzialmente atta alla guerra da partigia no, e desti onta a piombare tm provvisamente · alle s 1,alle del nemico per devast11re i suoi rna)lazzeni, le sue fo rrovie e· le sue linee tfll ·gnfi,.:he. Questa cavalleria leggi'era egli vor;ebbe addestrata tan'O a combattere a ,piedi come a cavallo, ed ami riiu4tosto a piedi che a cavallo. o Guardate (egl: Si".rive) il p11rtito che n,3ll'Ai::nerica il generale Stt'Wart e' l'intrepido Morgan hanno :::aputo ritrarre da quei scorritnri del desPrto, da qnei balti,trada, combattenti cos'1 a piedi come a cavallo ,Ivi sta la lezione,. là dobbiamo giungere » . - Veramente noo ci pare che cotesta cavalleria americana sia giunta finora _ad essere quell'ar('hetipo che la c1 vanta i l signor Bruliu . « Ma, dirassi (egli prosegue), la nostra cavalleria tal quale si trova non può ella dunque soddisfare ad nn tal servizio?
BIBL IOGRAFICA 315 Ab I ,•ni v(;]ete ch't,ssa vada com battere a piedi e, ciò che più s~vc>nte le accadrà, in mezzo alle rupi: agli ~lber!, alle ro~ 'v ine · a frastagliati d'ogni specie cogli s11 valo111, cot calzom o-ua/• iti di ·peÙe colla sciabola al fianc~, coll'elrno, c.ol sakò o :ol cJ~lbak sul ~apo, No, c:ò n, n è possibile, • Il cavaliere debbe corrispondere all'arma smi_; debb'essere il più mobile fattibile, imperocchè l'azione sua sarà per lo più sovente ql1ella del bersagliere. . , Io sono duml'ie d'avviso che l'abbigliamento e l'equ1pagg1arnento debbouo essere cambiati. _ . . _ • I l.cavaliere dovrà vestirsi quanto pi ù legg1ermente possibile per avl'•rn h mAssirna lflp:gerezza. • Invece dì stivali gli si diauo uose altP, che potranno 'lervir,r!t tanto a piedi, quanto a cavailci; i calzoni arnpii siano, str~ti · nelle uose; non abbia speroni, poichè sc,no inutili, ed i nostri cavalieri ne abusano fin t.rnpFo; potrebbesi all'occorrenza ditrgl1si òna fru~ta come quella dei Cosacchi; per abito uoa veste come qnell'a della fanteria, un cinturino e cartuccie{a,, col la cartucciera sul fianco, ed il chepp\. «.Co1:ne armi egli avrà la sciabola, , ma attaccata alla sella; nna carabina rigala a due colpi, corta e leggerissima, . cQ)la · bai,metta fissata alla r,atrna, ma io guisa che si possa ripiegare sulla canna; quest'arma sarà sempre portata ad armacnllv, ~d :i,ssicurata al ci nturino, onde oon isbatta continuamente sulla gamba del ca,,aliere. ... ,, Gli dai-en10 inoltre un revolver, tenuto nella fonda CJliando il soldato è iu sella, ed, alla cint0la quando dovrà combattere a pied i. · , · . . .. ,· , N"lle spedizioni i cavali~iri porteranno seco siano bad1h, siano za ppe, collocate per traverso sul portamantello ~.. - Non ci pare che ciò sia a vantaggio della maggiore leggierezza dell'equipaggiamento. , L'istruzione anche varierà : a cavallo non sarà spinta allo stesso punto di ·quella del cavaliere• destinàto a combattere iu linea, ciò non pertauto egli dovrà, al bisogno; poter sostener:;i rou tro la cavalleria Jr,ggera nemica. · , A piedi la sua istruzione sarà sovratntto quella del bersag!:e:e (liraillcur); ubbidire <1,i seg,nali di tromba:, avanti, in•
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dietro, raccolta in gruppi, per pote!', occorrendo, opporre· qualche resistenza ; ma la sLJa azione debb'essere specia!mcntc individuale. • Egli dovrà i nvece essere esercitatissimo nel tiro, cosl pure nella ginnastica per sviluppare le sue forze e la sua destrezza, non che nel riuoto, per poter attraversare, al bis0gno, i corsi d'acqua. • Il suo reclutamento sarà quello stesso dei nostri cacciatori a piedi ; scegliamo di preferenza l'uornò avvezzo alla vita esterna, alrintemperie, sobrio, poicbè soYente dovrà esserlo; abituato a. cani minare nottetempo; invigorito per la primitiva e<lucazione del contrabbandiere, del cacciatore ed altre simili pr~>fessioni; presto lo faremo al cavallo. » Vorrebbe quindi che il soldato si lasciasse maggior tempo sotlo le armi. · · Nell'uffiziale i I signor nrulin esige le qualità che i I genera.lù De Brak consiglia e richiede nell'uffiziale di cavalleria leggern de~tm11to a guerrigliare; od inoltre • il sapere dalla scienza la più eleYata dell'uomo di guerra sino ai minimi dettagli della sua professione, dalla strategia, la tattica, la topografia, l'idioma e -la geografia del paese ove trovasi, sino a saper ferrare i I p.l'oprio cav11llo, snlassare·un uomo o un cavallo,. Sonovi cer:a.mente buonis:;imP- i<lee in questa proposta de I _signor Brulio, ma per contro sembraci egli spinga all'esagerazione la tesi sost(~unta, volendo che i suoi tiragliatori a cavallo siano piuttost1J fanti a ('avallo, che cava lieri capaci di com• battere a piedi ad ogni convenieuza;. sembraci poi un paradoss0 insosionibile ed irrazionnle, anzi diremo pn paralogismo quello di pretendere che por cotesta nuova specie di ,cavalieri 'Ywn occorre r,è essere buon cavahere, nè buon fante ( l ), po1cl11~ essendo nè l'uno, nè l'altro, ri11S0iranno male e nell'uno e nell'altro servizio. Ci limitiamo per ora ad accennare questi due appunti, sui quali ,avrern. campo a ragionar<) poichè prenunz1a1110 un articolo sui bersaglieri a cavalln. Troviamo poi cho il signor Brnlin ha dimenticato rii parlare della rimonta di r.oncl11,io1w: « ~Jc,11 ettvali~r-légcr n'aunt hcsoin cavalit'r, ni Lon fanlassi11 ».
(f ) Legge.si nella
d'èlrc ui bon
nrn1..IOGRAFIGA
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qut·stit ,;ua nuova Ct\Yalleria; e sieuraini:!nte è questo uu ca• pitale ar~omento della tesi da lui assunta. . . . , . Sollo il titolo: Su1· quelques queslions 'Tntlilai'T·es a l O?'d1·e dii jo11·r le,miamo uu assen11atissin,o ragionameot.o iuteso a di0 iiios1rat•e convenienza dei · depositi perruant:nt1 dt cavalleria. La cavalleria francese, come iti generale tutti i corpi dell'eseruto nou rostiluisce Yerameu1e i suoi depositi che all'atto della. rnol:ilizzazioue per guerra o per recarsi in Africa. Ogn~ reggi,rnento di cavalhiria, passan,io al piede mobile , s1 scrnde Hl due p;irti; 4 squadroni formano il rcggin~en10 ~obilizz~to, 2 squadroni col completo _loro quadro cost1tu 1sc?no d depos110, riman,.ndo per l'ord1n11rio 11ll'ultima guermg10nc del regg1rneuto, onde atu·udere all'i~tnnioue deller1:1clute 4el regg,ml:'nt.o durante la guerra. Da ciò può anenire, come bene avvertfl J'arti1,olo, che i grad11ati più giovani, più atti a guerreggiare, rimanga110 così compresi nel deposito, e c,he i più attempati e~ i meno idonei a sost\'nere la fotiche siano in vece a' sq uad rorn attivi. 11 fare una scelta all'atto della mobilizzazione oltr,~ al proclurre inciampi amministrativi, cqg_ionerà i~evitabilmenlù rnal 11 mori, r... rirà nell'amor proprio quelli posposti, e potrà dar campo oll'a rbit rio ed al fa vore; vi potrà essere tal un comandan10 di corpo, ambizioso di eutrare il} campagna coo quanto_ ba di migliorP, nel suo reggi men·o, il quale lascierà irrefl.1•ss1 rnmentc al deposito quanto ba di cattivo o medioc:re, ed allora i l deposito non ~arà più iu grado di cunispondere al la su~t importante destinazione. Per tali ragioni, e per al~re ~be il q111 a<ldurre ci mnd11nebbe troppo per le lunghe, mer1tas1 la preferenza 11 nostro sistema, quello cioè dei depositi costituiti anche in te1n 11o di pa·ce, con guadri ,,mogenci al la loro destinazione, e,on che peri> i o tempo di pace il deposito segua, per quanto po:;sibilc, le i:;ncrnigioni del proprio ~eggimen~o, onde anche sovra di t·sso giovi l'azione immediata del comandante del corpo. · Lu stes~o ar1icolo, ponendo in rilievo i vantaggi della l_eg{W sulla dotazione do'l'esercito, accenna pure ad no inconYemente , ~w e\ ine,en!.e alla iP§q;e, ed. è quello dell'inamovibilità dl•t t-,11:'i.ffi,·ia l•, i q111l l1 atl raili dai p1emi di rin;;a.ggio, e dallit si•l·ran7:\ di 1111n 1rnglil)re 1wo,ione di ritiro, si riasrnldaun, tn•
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BIBLIOGllAFlC,\ .
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RlVISTA
gliendo co:;ì · ogni avanzamento ai soldati ed ai caporali, per cui molti giovani di buone famiglie, i quali si arruolerebbero volontari, nol fanno per la difficoltà di. pervenire sott'~ffìcial1. Viene in se"uito uno studio sull' organizzazìone del corpo di stalo ma.ggio1'; in Prussia, ové si critica il n;i.odo seguito ne~ dare· agli ufficiali gli esami di ami:pessione alla scuola d1 guerra, e si vorrèbbe c.he il concorso per entrare nel c_orpo ~1 stato mao-oiore non si limitasse; a quelli i quali banno fatto 1~ 0 o>rso trie:nale all'ora detta scuola, ma bensì a tutti gli uffì. ciali ddl' esercito. I Il luogotenente colonnello Mart in rende quindi conto ~ell'atlante sferoidale e universale di geografia del signor Garrner, di cui già ebbe a discorr:ere lo Spectate·u r nella sua dispensa d i febbraio ::;corso. · Compie il fascicolo nn'inlerf>ssante raccolta di notizie ~ibliografiche, tecnologiche e statistiche, racimolate dal g10rnalismo estero.
Jntrod·uzione allo stiidio dell'arte mil-ilare, pe1· A. R1ccr, càpitano di stalo maggiore (pubblicato dalla tipografia tr Cassone e Comp, in Torvrio, 1863, tra i volumi della Piccola bi bliotèca dell'esercito, prezzo L. 4). Se il dare un coscienzioso giudizio snl merito ·,intrinseco di un libru è sempre cosa assai ardua, è arduissima. quanto deh<'ata trattandosi di un lavoro didattico e sovratutto d'arte mil itare, cioè d'una scienza e di un'arte a limiti indefiniti ed u niversali. Ciò- premettiamo, onde giustificarci fin d'ora delle possibi li ·orrezioni cui potremmo in volontariamente incorrere in questo rendìc-outo. . . . Il libr o del Ricci sotto il modesto, ma espressivo titolo. d1 Introduzione allo stucvio dell'arte militare, complette, in piccolo formato, tutti i rudimenti di es:a · a_rte, divisi ,in .due capi : Dcll'ot•ganizzazi onc delle arrn_atc 11_ pmno,_ e Dell azione d,elle armate il secondo. Un proenuo chiarisce 11 concetto sul q uale l'autore fonda la forma e la s?stanza del suo lavoro, .n_on che le ragioni di alcune particolari s ue vedute sulla didattica militare.
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S ul prrncip1O del proemio egli osserva • come generalmenle regni p'.lCO accordo fra gli scrittori sul valore che si deve attribuir.e all'espressi9ne: arte milita1·e •. . ·~ T aluno (egli dice) ed anche i più accreditati di essi, come, ad esempio, · il .generale Icimini, credettero doversi comprendere sotto l'espressione .arte mililMe soltanto -tuttp ciò che è refativo a°ll'azione del!~ armàle in guerra, escludendone quantQ si riferisce a ll'or ganizzazione degli elementi necessari per farle. « Ora (egli continua)', a mi_o avviso, qùesto modQ d'int-en·dere !'cute miliLàre è meno che esatto. , Si ha ug~al torto ad escludere dall'arte militare quanto concerne l'organizzazione d·i un'armata, quanto se. ne avrebbe ove si escludesse da ll'arte della pittura la parte. chi:i è relativa alla preparazion~ dei colori, e dall!,J arti irì genere ciò che si riieriscé al1a costi-uzione degl'istrumenti dei quali esse si Yalgono: • ì grandi uomini d i guerra i quali personificaron,Q "in se stessi al p.it1 altogrado l'arte rniliJ1ne non furono meno rimar~ chevoli per la parte orga1~izzatrice che per la parte direttrice della guerra•. E qui·' porta ben a proposito per eserqpio Fe~ dérico il Grande. .. Siamo perfettamente dell'avviso dell'autore, n è crediamo . ·v i s'a chi possa crit~riosamente .contestare che l'organizzaziòne . militare tion sia ·una par te essenzialissima dell'arte militars. Vi ha però chi non sembra dare a tal parte lut.ta quella i_m. por_tanza scientifica che si vuole, .crò fòrse per le grandi difficoltà che la sua tesi presen1a. Difatti molte opere noi ·possEidiamo; ed alcune eècelleòti, ·.sull'arte militare, ma niun!l, ·di esse si sviluppa quanto basta sull'organizzaiÌ'oI)e degli eserciti, mentre scarseggiano i libri che :ai organizza~ione militare espressamente si occupino. . Iomini' invero nel suo Précis de l'm~t ·de la guen·e ·fa · entr~re l'Òrdinamento militare nella politica militai:e o filosofia dell(J, guerra sotto ì} 'titolo Des institiitions_mili,ta,ires, art. ·Xlll (c~po 1i), · amrnet\endo qasi che l'org:1nizzaziqoe degli . e~c:·citi faccia parte dell'arte della guerra, ma dandole .nella d1v1s1on_e del -suo quadro un p osto affatto ·secondario·, t1:1ttòcbè quell'art icolo, pel suo contesto, sià uno d.ei più rilevanti di quell'opera immortale del grande scrittore militare. · ANNO
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. Pòtr.e mm0 ptlr lo .stesso ;verso citare tutti . gli altri scriqo ri d idattici più o meno moderni, ed a tutti rimp'rovei:are col Rit:c,i · ia. stessa or~ezione, om~zione sensibilissima per chi . su quei libri. pensi fare un corso completo di arte militare. Dun,què, al punto di vista del metodo didàt\ico-, noi ad ogni alt ro preferi~mo quello del Ricci, come più razionale e completo, e quale è ben chiarito dalla conclusione ch'egli trae da I suo precedente ragionamento. · · • L'arte militare, considerata nella sua forma più ampia, · s i compone di d~e parti inti~amente legate è vero , ma a ltres\ ben dist_inte, delle q.uali l'una si occupa di tutto ciò che . è relativo all'organizzazione delle armate, e l'altra di qùanto ha rig uardo al modo con cui.farle agire in campagna». Ed è appunto questa la tesi ·sulla quale il -~icci ha fondata la divisione, ed _informato il concetto :generale del suo libro,. ·quella· • di fornire alla gioventù studiqsa di cose :militari un 11uad ro· sintetico della scienj::il m ilitare quale base dc' s uoi studii · fut uri; parendo che oye l'esecuzione avesse risposto al con·cetto si-.sarebbe forse ottenuto con ciò. di da.re .un buon indirizzo agli st~di,. che molti ufn~iali o fanno male'o trasandano affatto,- perchè non banno un istradamento, uri metodo i quali insegnino loro qual è la via a tenere per farli bene • : Il capo_ I comprende gli otto_paragrafi ~eguenti: .
·oc. § .1° Dell'organizzaziane·mili t{lre in ganerale, ove l'autore definisce che s'intenda per organizzazione, fissandone lo scopo e gli attribùti; ed accenna quali siaç.o le condizioni cui debba sodd1s_fare l'orgii,nizzazione militare di .u n· paese per corrispon- . · · del'fl bene allo sc?po cui è .destinata. _ • -~ 2° Del reclutamento. Egli svolge quest'importante argomento · scindendone la tesi· in quattro questioni prin'eipali, eia~ ~-c~ma •delle quali egli analizza brevemente, ma con tutta log ica .. Trattando. la p~·irna, la scelta del personale, egli dimostra·· '!Ome il principio cardinale di un buon sisterria di reclutamento f' q uesto: che ogni cittadino sia tenuto a militare, come sia invece da ·ripudiarsi .il sistema dei 1nercenàri; e dà ritenersi per insu_ffièien_te quello ·degl'ingaggiamentj Yolontari. Ragionando qu iudi sulla secon_d a·q\lestione, intorno ai rappor.ti che devono
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passare fra le cifre dello popolazioni e quelle delle amiate, egli ritiene qual dato c0nsacrato dall'esperienza che il 3 per cento della popolazione è il maximum di forze organizzate che po,:.sa effetivamente somministra re una nazione. « ~ 30 /)cll'ord-i-namerito tattico deU'eserc·ilo, o."e ragiona sul ·• ripàrto razionale del contingente fra le varie armi componenti l'esercito, il quale vuole essere fatto rncondo. la speciale att1t11 dine. d'ofl'ni individuo ; salle proporzioni fra i corpi diversi ; Q . ' ' sull'ordinamento interno dei c.<•rpi, entrando qui a cn tenosamente stabilire gli mtimi rapporti della disciplina c01l'ordinaruento; sulla quest1one della formazion e dei battaglioni; se couveogano 1 reggimenti provinciali (reclutati per provmc1a) ovvero forniati promisc..:uamente di cittadini d'ogu·, prov10c1a ; se sia · più con veniente m,antenere l'esercilo ripartito anebe iu tèmpo di pace per corpi d'esercito e divisioni attive, ovvero non , cioè sul semplice piede à i guernigioue. - Il complesso d, questo. paragrafo è inte.ressante per le importantissime qui,;tioni cLc vi sono emesse e svolte, !:'e non eompletamente, certamente con un sensatissimo crìtel'io pratico. In prc,posito alla composizion e del battaglione l'autore, s1;nza dichiararsi assolutamente nè pel battaglione di 6 compagnie , nè per quello di 4, crede che al punto di vista dell'or portuoifa per noi meglio convcr,ga quello di 4, comecbè consacrato dalle tràdizioni dell'es~rcito sardo; su què:-;to punto non siamo del suo avviso, ma qui non è il caso di intavolare una pol.ernic!a in prc,1posito. Egli vorrebbe poi che le unità animi.tiistr~tive formassero semp_re u na cos~ sola colle tatticl~e, ed h~ la massima ragione sotto 1 tre rappo~·t1 tattico' amministrativo e disciplinare; rapporti ,,.be, dovendo l . ' . concorrere ad uno stesso fine, debbono avere µnaz ione omogenea, un1[o_rrne e concretante. ,. . ._ . • ~ 4° DeU'ist1"LtZione morale. Dell 1struz10ne militare rn generale ; suo ufficio; due priucipi1 d'azione esistenti nell'uomo, cioè forzici moi·ale, suscetti bile d'iudirizzo e di perfozinnamento, e fcn·za fisica, atta ad essere s viluppata ed impiegata nei diversi servizi milit.a.ri; l'iqi piego d1 questi due pr incipi i d'azione è lo · sc{>po dell"istruzione militare; <lei prineipio morale; qi:ali sono le di verse facoltà che lo costituiscono; qnal,e la loro iufluenza s ull.azi"ne umana; delle qualità nwrnli di un buun esercito ; Armo VII . \'ol ll l. -
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• RJV(S1'.1
come l'azioue omaoa è 01·iginata; dell'iutelletlo; due specie di institnzioni che lo riguardano; dei codici e regolamenti discipli·nari; degli ins1itu1i militari ; della volontà; ddla disciplina; due mezzi per farla nascere .: per cousenarla; del cuore; sua g rande influw1Za sull'azione dell'uomo; delle pa~sioni; delle ri- . cornpense e- d.-i castighi; òell'opinione in ratto di rlisciplina; delle princip1di passioni mi 'iwri; dell'1stin10; suo continuo contrasto CQl1'aziu11e militare; ufficio delle i1Jstituzioni mil1t:tri a . rignardu di esso; del castigo penale; dl'e:ti dell'educazione cittadina a questo rigua rdo ; d~·lle divergenze f,a nazione e na·zione ; coosegnenze che oe derivano per le mstituzioni militari; di>lla vita. delle nazioni; sue efa divflrse; come vogliono essere i11t1:;se; dei di,1 ersi g~nii nazionali; due famiglie principali (sd.ten Irionale e meridionale); d1 ,·ergrn;,;e parziali; nfiìzio ddie instiLUzioui mora li a qntsto riguahlo; dt·llo spiri to militare; come ess,J ~i vnò far nase;ere; dell'lngf1ilter~·a; come.si fe~e nascere nel passat<>; antit,,si chl:l si nota iu ialune nar.ionÌ .fra le insti tuziooi civili e le militari; dcll'i01p0ro austriaco; della Frnn,;ia; d, 1 Piei:ionte; dell'ltulia dèi giorni nostri; delìe virtù n1ili1ari ; sono tre le princ.1pali, ciuè lo spinto clell'ordìnE, l'abitudine dl•ll'obbedìenza e la 6d11,:ia, ree:iproca; e sono il frutto dei teinpo e dell'a,àone lt:nta e louganllu8 d('lle istitu1.i0ni moiaii di uo e,;en:i10; ·qu~li sono e quale la loro influc,nza sulla LuoJ\a c0stitu;::one di t111 e-e,·citl>. « § 5° netr1:st?'tizùme tc,;i,ìca. Definizione; t.re uffizi dell'istrnz1onr. tecnic;), cioè: l O ,;vilnpp·l d1dhi forze fisiche col mezzo de~li ·e,,en.ù i e:orpMali; 2° appl1caz1one di ciascuna di dette · forze al servizio per il 'l uale presenti m aggior& attitudine; 3° istruzione collettiva per utteoere·un o,assi llJO e[etto dalla loro azione con1plessiva ed omogem·a. Io;tituzioni che vi hanno rapporto, cioè esercizi ginnastici <) regolamen ti d'esercizio; delle teorie e rngolamenti. di osel'cizio; della loro applic.izionc; del meccanismo della tattica iniziale; del le molific.:izioni introdottevi da poco; osservazione cri Lica a tale rig uardo; del primo uffizio della _tt~ttie:a ini1/iale. ; clei mez1/,i per a,1e1:1µi rlo; dei campi di istNzioue; opini,,ne sul lo.r1> mer:to, dt"l secumlo uffizio della tattica iniziale; due Nni delle quali si compone l'islrnzioue indi_v idualc; quali sor/o e quale la loro importanza relati va; I I
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BIBLIOGRAFICA
del terzo urfìzio della tattica iniziale; osservazione cl'itica sull'istruzione collcttiya; della que,;tione dell'ordine naturale e dell'ordioP. in verso; sviluppo di tale questione; della ,soluzivn ,; di essa; ,del metodo d'insegnamento ; 1mpor1anza del metodo d'istruzione ; qual è il metodo più razionale ; ragioni di esso; varie parti prog~•e,sive per le quali dovrebbe passare_; qu~l è il metodo seguìto generalmente di fallo; osser vaz1on1 critiche su di esso; dell'instituzioue dei dep0si1i; questioni:: a tale riguardo; <1,ual è l'i,;truzione reale dl.!i cosc1:itti; obbiezione e risposta ~-·· "' Quest'ultima parLe de) ~ 5, cwè quella che ba t ralto _ali istruzione dt lla recluta, è trattata così criteriosameote, sia al punto di vista razionale che al punto di vista p•:a ti_co, cl'.e a · mio aniso è da considerarsi come· una delle parti più salienti del libro, sicchè vonei ripurrnr!a per intiero, se noi mi vi,:,tasse lo sp1zio concessomi . L'autore vi notomizza la recluta mora lroente e fisicamente all'atto dell'arruolam~nto, appunta 1 difetti del metorlo abitualmente tenuto tanto nella i;ua istruzio1,e, quanto nella sua educazione, metodo d1 · materialismo; __ e consiglia quale dovrebbe ess(jre il metodo l0gico da OS$ervarsi onde svilupp~re convenientemente tutte le potenze dell'amma e del corpo. del\'iodiYiduo. • Appena giunto (egli sori ve) si spoglia dei suoi abiti borghflsi, si tosa come una pecora., si visita, si lava, e quindi così tp,;ato, impalato io una cr<!--vaWt d'ordinanza, imbrogli<1lO in abiti dei quali non ha l'abitudine, c:oi piedi in nn paio di sr:11 rpeche taloi_·a lo to, turano perchè non faìte µer esso\ cominc-ia il suo tnoc111JO coìl'uno e due della scuola del soldato e dd maneggio cklle armi due cose nelle quali si fa consistere tutlo o almeno gran ' pMte de.,ll'istrnzione del soldato . • Tntanlo nei giorni di pioggia e nei ri :agli di tempo si procede alla st7a ì~truzione m (,r,ile ed a qudla su lle armi e sui regolamenti . • Ciò fatto, un po' di servizio di piazza, un po' di tiro a segno, un po' di scherma di ba1?oetta, un 1,0' di scuola da caccialure e l'individuo è bello e fatto, passa al battaglione, ricevE- P suo bhwetto di soldato, e non ci si peJi~a. più salvo a Ticominciare da eapo \'anno YCnturo at:a ripresa Llef1•i~truzi1,n e gt'.uera.le del rnggimcnto.
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R I VI STA
Ma" qual è J ifatt1 la condiz,iooe di _questo coscritto fatto sol-
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dato?_Ecc~la. g usto _per il_mestier e _delle a1;m i no~ è pr:inetrato in lui, e lu . anzi impedito di penetrarvi con tutLi i mezzi possibili; l'~dea dei suoi doveri è la più falsa ch"' possa avere essen~o esso obbligato a "formarsela dal maneggio. delle ariui su ct11 fn torturato per ta.nio tempo, rna il ' fondo dell'istruzione, ciò che costituisce verameote il suldato -manca affatto iu luij la ~ono,;ce~za_ che h,t della proprja arn:a è superficiale, su pertic1ali le uozrntn della discipl ina, a lle inarcie non è affauo esercitato, la c.onoseem:a degli altri suoi servizi è in lui affa tto mediocre. « Colc1ro i quali hanno servito lungamente sanno se io esagero facendo q ue,;to quadro dei co;:;cri tti a I lorchè C<>i un,g: 0110 dai de• . , , . pos1t1 a1 corpi, quando però si abbia l'avvertema di non arresfarsi alle app:u·enze, ma di penetra re a fondo la c~sa. P Tale è a r1gor cl.i lettera i l tiruc1nio del cos~rit.to. . L ".a uto.1:e consiglia iovece d1 dividere razionalniente questo ~1rocrn10 rn quattro parti: la prima pa,rte dovrebbe consistere in rilevarne il m0mle con accoglien.ze liete, con premurose cure, c?n generosi ed amichevoli consigli, col mostrargl i tutta la d1gmtà della sna novella posizione, mentre comincierebbesi a svilupparne le forze naturali con graduati esercizi ginnastici. N~lla. seconda pa?·le egli fa entrare l'istruzione sulle arm i, qmille su i diversi se rvizi di qna rtiereesul modo di teuel'e i suoi effetti, e quella s ul ~eg~lam~nto di disciplina e sul Codice pe• nale.. Verrebbe q urnch la le?'Za parie, che· comprenderebbe il maneggio delle armi. il' servizio d( piazza e gli altri servizi armati, e la scuola del soldato. L,1 qw.11·ta, parte abbraccierebbe la scuola_ del tiro e le scbel·rne, ht scuola cli pelottone e di · cornpa~ma, e finaimente il s, rviz10 di guerra, cioè' aYamposti, pattngiie, scuola c\a Ulc(;ia101·e ridotta' ai minimi termin i, ecc. (Nori~mo_che l'autore ha preso per ti po il fante di l inea). Allora la recluta pnò passa1·e al botlaylio11e, 'ed il suo tirocinio· po,trà 1 ipu 1arsi veramente çompleto, quando Ii suo p rocesso a,boia s, -gu·no cot,~::;hJ md-. ,do, ~euza prèc11 ,nazione e sotto istruttori capaci. , , . • § _6°_ Velt'_amrnin·i ilrafione mit-ilare. Dell'i rn portanza dcl• L
i ammm,stmwn, in
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BIBtIOG!lA FICA
Ìnsti tnzioni in il itari e le alt re insti tozion i socia] i ; doppio uffizio di essa; origine dei diversi servizi amrn ioistratii•i; del servizio di equipa~giamento; questioni principali alle quali dà "luogo; del servizio delle sussistenze; qnesl ioni p1ù irn porta.nti a lle q1Jali dà• luogo: del servizio sani1ar·io; questioni più importanti ; del ramo contabile ; sue diverse parti ed attr ibuii; della contabi lità dei corpi e della contabilità cen1rale; del ' corpo di intendenza; delle ispezioni di contabi l11à ; carattere che devono avere. « ~ 7° Del materiale. Dtdl'irnportanza dd materia.le ne'g li eserciti moderni; cl:1s~ificazione di esso in 1m1tniale •slabile e · mobile ; delle caserme e magazzini ,; dell8 piazze forti; sistema moderno; dAlla dotazione di piazze forti di uno Stato; degli ar• senali, P,olverifìci, fonderie; Stabilimenti va rii ;'clell'arruamPnto; del munizioMmento; dell'equipaggi~mr-nto; delle rimonte; dei mezzi di trasporto; delle sussistenze; materiali varii; di-gli studii comparativ i in servi.zio dc-dl'or~anizzazione del materiale militare. · oc§ 8° Del le?Teno . Dell'importanza d8llo studio del terren~; degli uffizi dello stato magg1•1re ; ci Ella geodesia; della topo.• grafia; della sta Listi ca ; d,,ll'organ izzazione rn ili tare-ten i toriale; suoi uffizi ed irr1portanza; cella difesa territoriale; questione s trategica e q1Je~tione tecnica; delle frontiere naturali; delìe fronti~·e politiche ; delk frontiere di nwnta.sroe ; delle frontiere fluYiali; principìi _per la dife,m strategica di ambeiue; delle frontiere aperte; della difesa .di esse;· della di fes~ interna d<'I paese; q11a ndo sia possihi le; delle comunicazioni ordinarie ed a vapore in. se1·vizio. della di(esa territoriale~ principi( gr~ncrali a tale riguardo , . . A questo pa~agrafu,- cui fermammo particolarmente l'attenzior:i,e perch~ negli a ltri libri d'arte m il itare che abbiamo letto (eccettuati a lcuni di autori tedeschi), non ebbimo che raramente. la" ven tura cli veJere un intiero capo · cor;isacrato a l teneno trO\'amrno •un'orditura complet2, poichè tutte le questiOI\I ch0. si collegHJ¼O a q,1esto essenzialissi mo soggettrJ vi sono p~ste .in campo; dobbiamo però francamente' confess~re che su di un . ' \ tale ord1to .avremmo desiderato clie il libro si fosse nia"gior0 meute e~le~o, SOHat1n to in :ngomcntri statistica, ch'è pure
all\
\I ,
326
'RIVIST.\ BIOL IOGHAFICA
uno degli elementi capitali dell'organizzazione militare, e la quale, congiunta alla geografia, forma quella parte importante dell'aete della guerra; cui i i;nilitari tedes.chi danno l'espressivo titolo di lerrainlelire. È· vero che l'autore. ritocca il soggetto al § 3° del capo II, ma (forse saremo incontentabili) ne~rur con quello che i vi soggionge noo sembraci che egli abhia discussa la tesi cp.H. tutta quell'arnp•ezza che si v uole, e colla qualfl egli trattn, 11ltre quistioni forse di q uesta meno essenziaìi. Però sap- · pia.mo che il Ricci nelle sue lezioni, qual p ofessor€ delle scuole di stato maggiore, ·lungamente si estende sulla statistica, meutre v i ha . ~oosacrata uo'intiera. parte del sno prog(amma, prng ,arn ma Jel quale diremo io appresso, come di q uello eh~ vorremmo vedere adottato in tutte le nostre scuole militari, . 1-1erchè informa to ai veri razionai i principii tjl'lla dida tt1ca rn ili tare.
\ c. (Cou t.1:Y1ua)
PrCCOLA BIBLlOTECA DEl,L'ESERCITO,
.
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Scuola del soldato, del 7;elollone gli associati L . l 45, pei
11011
l" ;Serie, vol.. 1°. e
della compa gnù1,
[1e1·
assoc:iati L. l 75.
Scuola, del bu,Uaglione. L. · l 25 - 1 50.· Evol-u.zioni di U,nea. L,, 1 25 - 1 q0. Swola di cacciator-ì, ed altre ist.wzic,ni sul tiro, snlle a1'rnri, ,~·ulle scherme, ecc. L. 1 50 - 1 80. . Teorùi d'esercizio pei benagliei'Ì. L. 1 50 - 1 80.
1
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- - ~=<..~.!t'.P'-~
2' Serie.
I
I
//
Regola.mento di disciplina 1850. L, 2 10 2 50. Regolamento cl-i piazza. L. l 50 - 2. flrgolament,o di campagna 1833. L. 1 05 - 2 :35. Cu1lice peiwle milita-te 1859. L. 1 20 - l 50. , Co?Jice militare. L. 2 - 3 40. Da pubblicill'si - · Regolamento .mU' wmministrn zione e contabilità dei corpi sull'edizione uffiziale 1° marzo 1863.
I, ',
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ll0LLETT1NO
a·
.Serìe. 1lfan·uale delle operaz·ioni secondar••ie delta guerra. L. 2 50 -
3.
lntroduzinne a.tlo. svudio dell'arte militare, per A. R.rccr, capìtano di stato maggiore. L. 3 40 .,_ 4. , Volnroi da pnbblicarsi - Jlfanu.a.le cJ..i topografia m-itito1·e. Man·uale pei llivori campaH. · Jfrevi noz·ioni sul tiro dette Mrn,i daruoco. Le vicende di Car·lo cli Sirnin11a, marc-hese a; Li vòrno, poi di Pianezza, tra il 1672 ed il 1706, rica,a1e da corrispon-· deme di~lomatiche-e private, e da manoscritti di quei tempi, ,,er il luogofenente geuerale ALBJWTO FimRElW DELLA M ARM• 1UA - Un volume in-8°, con ri1rat1i e carta topografica. - Torino, 1862, fratdh Bocca - L . 7 50. Notizie sulla vii.a e sulle gesta militari di :ccirlo Emilio Sun Ma1·tìno di Parella, ossia Cronaca initila.r~ aneddotica rfr!le gw:wre succedutè -in Piemonte dal 1672 al 1706, per il luogotene11te· generale ALBERTO F ERRERO DELLA MARMOJU. ,Un volume in-8°, con ritr<1tto . e carta topografica. - Tonuo, 1863, fratelli Bocca . - L. 7 50." Della necess1:tà di 1'nigli orare le condizioni dal còi·po sanitario milùare i taliano, QS:'enaziuni di G. C. D. P. - Bre• scia, tip. del pio istituto, 1863. . Sll,t ,prcs.mw e s·1.1,ll'wvveni-re dell'armala navale italiana, lettt-ra al ministro della ma,ina pel èav. LUIGI BoRGHI, 1863. - T,Jrioo, tip. er,, li B)tta (nn fa,cicolo di 35 pa3ine). Osset·vazio·1~i dirHte al Senato dl,l rngno sul bi lancio pnss, vo élella guerra pel 1863 ·dal ~eua 1ore del regno ;enerale di armata MANFREDO F AN1J. - Firenze, 1862, tipografi fl. Barbera. - L. l. ·
Come riord-inare la fante1·ia, ossia Appendice alle osservazioni s11ll'esercito italiano, dirette al Senato del re(l'no dal () g.,nerale d'armata
MANl<'REDO FA:t<TI. -
Firenze, 1863, tipo-
g1 al:ìa Barbera. •• L.'ordinaine,,lo dell'Njercùo ;italicrno, esposto col bilancio pel 186'3 . -
E::;aw,; d&Ile os,:;enazioni di S. · E. i l generale
329 81 BL!OGBA~'IC0 TRl:l!ESTRALE Faut.i, per A. PETTlTI, luogotenente generale e deputato. Torino, 1863, tip. Franco e figli. ~- L. 1 50. C oRVETTO. Tr·altalo 'elementare di forti'lìca:1ùJ?1e cam7iale, approvato clal Ministero deila gneira.. - 3" edizione. Torino, tip. G . .~assone e Cornp. - L. •6. Id. - La caifipagnci di 911,erra iiell'Umbria e nelle Ma1·d1,e,. nal'razione militare. - 1. volume di 312 pagine, in-8°, con 3 tavole. -- tip. G. Cassr.,ne .e Cornp. -:-- L. 5. R·egolamento per l'cimrninistra.zione e contabilità dei co1·7ri dell'eserc-ito. - Torino, tip. fratelli Fodratti, 18G3 . - Pubblicazione ministeriale. Elementi cli geografi.a; esposti secondo le recen 1i teorie dal dottore P,,.NDRE.A. Covrno, professore nel collegio milita re d'.Ast.1. - Secor.ida edizione, 1 volume di 340 pagine, in-8° . - Asti,, tip. A. Raspi. - L . 4.
llivista mili,tare itali.ana, anno VII, perioJ ico mensile d'arte, scienza e storia militari. - Le annate cominciano i l 1° luglio. A bbuonamento annuale L..3.0 per lo Stato, per' !'estero le spese postali in più. - Rsnde c0nto d'o.gui opera storica, geografi <'a o militare le venga inviata.. - Turino, tip. Fditri, e G. Cass.one e Comp. Gazzetta. mit·itn·re i'laliana, anno XI, si pubblica ogui due. \ giorni. - Torino un anno L. 18, provincie 1. 20. , - Per 1 sott'uffìciali L. 1 al mesè. - Dirignsi a Torio_o al dir~ttore, signor V.UDESlO, via_ Bottero, n° l,. 2° pi11no. • L'Italia militare. . .'. --; Anno II. - 8 i pubblica in 8 pagioe il ·'martedì, giovedì e sabbato. - T?riuo e provincie L. 18 per un anmJ, L. 9 50 per sei m esi, I,: 5 p~r ltl:l mesi. Per l'estero L. 40 per un anno. - Dirigersi in Torino, via th:lla Zecca, n° 12, all'indirizz? del gerente del giomale Oamillo Cotta. · L'esM·cito illustr-ato. - Anno I. - Giornale.militare settimanale. S i pubblica in 8 pagine tutte le domeniche; contiene una cronaca settimanale, notizie e fatti varii, atti di valore, ar• ticoli di storia e statìstica milita-ri, di tecnologia e bibliografia,
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BOLLtn'l'r~o
BIBLIOG RAFICO T RIMESTRALE
le leggi, i deèreti, ordini del giorno, le •istruzioni ed altri atri u_ffieiali•relativi all'esercito, compresi i bollettini delle nomine, èd i movimenti delle •truppe, ed inoltre una o due incisioni di attùalità militari interessanti. - Abbuonamento ~nnuale L. 6, semestra le L. 3, mensile L. O, 60. Per l'estero le spese postali in pi:J . .- Dirigersi a!la direzione del giornale presso la tipografia G. Cassone e Comp - Torino, v ia San Francesco da Paol'a , :n° 6. ' .
· Gioniale mil-itare uf(iziale.- Abbuonaruento annuale L. 10. - Dirigersi alla divjsione Airchivi prebSO i l ì\llii:iistero della gui:!r;a, G-iornale d'artiglieria. - Diviso in due paJ.'ti, cioè parte ufficiale, parte non ufficiale. - Dirigersi per gli abbuonamenti al Comitato d'artiglieria. G-iornate del gen·io. - Di•viso in due p aTtÌ come quello d'artiglieria . - P er gli abbuc,namenti ·dirigersi al Comitato dell'anna. Gi~rnale della ma7•ina. ___:_ Dirige1si al Ministero medesimo. Anm1,ario mìlilarn pel 1863 -
L. 6.
BERNALDEZ. - La fortification mod1wne ou Considfrations générales su1· l'état actuel de l'arf de forti fìer les places, • · traduit de l'éspagnol , 8°, avec at\as. - Paris, J. Correard. ~ 20 fraucs. DE Biux. - Organisation et composition de t'a?·mée 1•7i.sse au commencement di! t' année 1862, trad u i t de l' a llemand par
E .. HEYDT, - So, Paris, J . Correard, 5 fr. - Turi.o ,' chez Bocca. Id. - Du ti-I' des balles cylindro-ogivales dans les armes M:sses, ex:imen de ·1a balle Jansen, 8°, Liège. - Paris, Tanera. 1 - 75 cent. PAillS (le contre-amiral) . - Di~lionnaire de marine à vapeiir, prémière linaison, 8°. - Par1s, ArtJ1L1r Bonrand. i' (rauc. . Revue de techn61logie miUtwire, ou Remwil international des mémoires, expériences, obs131•vations et procéd6s 1•élatifs à celte science, sous la direction éle. E. TERSEN, major d'artillerie, 3e année, Paris. Étucle sur . !es cavale1·ies étra.ngères, par nn officier de c~valerie. 1° partie: Cavalerie anglaise. - 8°, Paris, Tam,ra, 3 fraucs. - Turin,. chez Bocca,,fr. 3 50. 1
LE COMTE (colone! d'état major fédéral). - Guer1·e des Etats• Unis d' Arnérique. - Rapport au départeinent mìlitaire suisse, précédé d'un. disco.urs à la s.ociété milita?re fédérale . . - Paris, chez Tanera, 1863. . · Drn1•T P. A. - Code des o/ffoien· de santé de l' armée de ter1;e et de mer. - Pa ris, Rosier. DE BocrRsoN . - Sur les arme-s po·1'.lativcs cle l'cwmée bavaroise, système Podewils, in-8°, avec 4 tables - Paris, J. ~;. reard. - 3 fr. - Turin, chez Bocca. . . · D uCASTEL C. - Compte rendu sur l'ouvrage intitulé: 11perçu
s11.r les- canons rayés se chargeant pcw la bouche et •par la culasse, par CAVALLI, in-8°. - . Paris, 'J. Correard; Turin, chcz Boooa.
,
D E BAZANCOURT. Les expeditions de Chùie et de Cochinchi-ne, d'après !es documents officiels. - in-8°, Paris 1
Amyot.
·
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illémo·i?'è sur les simptificalions que compo·rles principcs et les applications de fa se-ience du tonstr-ucteur, 4°, avec 5 planches, Paris;, Tanera, 5 .francs. ScoFFERN. Annes de jel et compositions explosives, cornMARNEFFE. -
lenl
preoa~t q uelques nouvelles . ressources de guerre, avec_ d~s' renseignements speciaux sur l'artillerie rayée dans ces pnnc1• pales v ariétés, 4e éditioo, traduit de l'anglais par MARTENET, chef d'éscadron d'artillerie.!>- 8°, Paris, ,15 francs: HEYDT . - Recherches sur l' organisation dv, corps du génie en Italie. - 8•, Paris, Correard, 4 fr. Id. - Rccherches su1· l'organisation clu corps d·u génie e?~ R·ussie. - 8°, Par is, Correard, 4 fr . . LA·. FRoS'l'ON. - Les r,,avins cuirassés des Etats Unis et de l'Angleterre. - 8°, _P aris, Correard, 3 fr. J'élomètre ou Dig1·esseu1· servant à estime1· la distance du projec/Jile au, b1.1:t. - 8°, Paris, Correard, 3 fr. . . Lou1s (chef de bataillon d'iufanterie). - Dictionnaire du
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333
B0LLETTdO
JllllLIOG RA !'-!CO T/UlfESTRALE
con:,mande_ment et de l' administration des corps de troupes de , toutes a1·mes. - l vol., 8°, Tanera, 15 fr. FENIER. Rélation dii siège mémorable de la ville de Peronne en · l.536. - Paris, Tecbener, ti fr. FAVE'. - . Études sur le. passé et l' avenfr de l'arlitlerie
( esce il 1° d'ogni nu-ise). - Parigi, al direttore <fol g iornale (librairie rnilitaÌI'e, maritime et pol_ytechn ique de J. Correard), place Saint- André-des-Arls, 3. - Prezzo rl'abbuonamento ann uale L . 42 per. Parigi, L. 48 p,,r le provi ncie fran, e~i, L: 54 per l'estero; l,. 5 per fascicolo. _,._ Torino, presso i f1a,elli Bocca. Le Journal cles armes spéctiales. - S i pubblica semeslndmente d,illo stesso editore che il p recedente. Le Mo11it-e11,r de l'armée. - Si pubblica· 6 volte al mese al prezzo di L. 20 all'anno; L. 28 per l'Italia, compre~ovi l'An-
ouvrage continué à l'aide des notes de l'empereur. _ Tome 4e~ Paris, Dumi1ine. · , PmoN. - Proy'et~ de coiipoles lo·urnantes, de battcries cuirassées locom@bites et_d'un dispositi f d'arWlerie pÒu,r les tours en fer. - 8°, Bruxelles, Muq ua rdt. -:- Turin, Bocca. HAROLD. Urie JOnrnée a Waterloo ou Rélation cle celte grande bataille d'après Brialmont, Charras et 1'hiers. Brnxelles. BELLEMARE. -
-
Abd-El-Kacler, sa vie politique et militaire.
In 12, P 11rìs, Hachette, fr. 3 50. • Conférences s1.1,1· les rnanceum'es d'·infanterie, ma:noouvres
é1n,ngères. Dm<AN'l'.
Torino, Bocca. _:_ Fr. 3 50. Un sotivenv,• di/ Solfe•rino, avec cartes - Paris,
Parìs; Dumaine. -
nuario crnilitMe clell' esercito francese. ~ Revue mihlaire s1.1.isse, diretla dal ludgotenente colonnello cli stato maggiore federale FERDINAND LE Co~ITE. - L~usaone, imprimérie Pa-c:he. - S1 pubblica quindicinalmente per fogli in 8°, al prezzo di lire 6 aonn~. - L'elogio del giornale sta nel nome del suo direttore, giustamente Cl:'lebre nella lettera.tura m ilitare moderna,
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Pubbllicazi.omi lte«lescnie.
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P1:àoN. - Étu.de _hislo?·ique et crit-iqiie si1,1· les places fortes et sur. les s,:èges moderne1. ~ In 8°, Paris, Tanera. - Torino,
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Con tavole . .-
Darmstadt,
Z.itr Wa1·ni.11g vor cler compensationen in der pireusisch~i militdrfrage, von W. RiisTo,v . .- 10 sgr. - Otto meiszner. -
Hamburg. BRAUNER.
2 bande. -
-
Geschichte dei· p1·eu.sischen làndwehr.
Berlin, Mittler e sohn .
Ka1··l Erzhe1·zog van oeslerre-ich, rnìlitdrische werlce.
Jo·urnal des sc-iences rriilitaires des armées de terre et de mer ou Revue d.-u mqnde rnilitaire, pu blié sur les docum ent.s four-
Vienna, Gt·rold's sohn. -
~1s par L:s offi~iers_des ~rmées fra nçaises et éti:angères, par J. CoR.REARD, anc1en mgé nie ur. 38° an no, rrriodico m ensi le
burg Li1Jsia, Gerhardt. -
1 tali.
T<r-ieqsopcrationen clie in Nord-A-meri/ca . ..,--- l - 8. N<1-u~118 sgr.
3::J4
llOLLETTINO
l3IBLIOG1H FJ CO TRl)JESTRA LE
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Olllteirreftcbtsche IIUIUar BsbHofbek.
(Biblioteca militare austriaca).
' ,.
HERFORD. - J. S. Stirring times uncler Canvas. - A nal'rati.ve of service in India during the rebellion io 1857. - 8. - London, Bentley. Kr:::•mLi\KE. - A. W. the invasion of the Crimea,. - 8°. Tol. 1 e 2 . - Londo•, ~ lack wood et Sons. - 32 sh.
A1Ljutante1,.dienst. illilitar 'adminisl?'atio'n. Gcogmphie. Te1·raìn lc·undc Terrainl~h1·e. 1'ermin kunde 1'erraindarstellu11g. Waffenlehre. P-ionnerdienst. Feld foi·ti(ikat;ion und gn 1,ndziiJce der pe·nnanenten befestigung. Etement de1· lm·iegsgeschichte.
Tactica eleme11lal de infmteria, por e1 Excm" S' genera i • Nouv1LAS. - Un tomo, en 4°. - 24 rs.
Giornali tedeschi. Allgemeine mibitd?' zeitung. - 38' annata, ebdomadario, irÌ · Darrnstadt, Zernin . - 8 taller i. - Senza far torto a6li altri periodici militari terlE:schi crediamo 'poter asserire• essere questo 11 giornale mili rare tedesco · il più uni versalmente accreditato, sia. per la ca pacità de' ·suoi redattori, sia anche perchè tratta tutte le qur:sli(,ni senza passione di sorta, rna,al solo punto di vista della scienza e del positivo. Zeit.s chrifl, · osterre·ichische, milità1·ische v. Stre(fleur. 4' annata. - f:>ubblicazione q uindicinale. - Vienna, Gerold's sobn. - 9 113 talleri. Btdtter m ititàrische. - · 5"' annata . - settimanale. - Ber- · lino, Wagn@r. - 4 talleri · Militcifr - Ute1·al1ir · ..:_ Zeitwng. - 44° anno·. - Berlino, Mittler e sohn. - 4 talleri .. 1l1ilitair - Vochenblalt. -- 47° anno . - Ebdomada1:io. Berlino, Mittlel' e sohn. - 3 113 talleri. Schiitzen und, Wehrze1:t•ung. -- Ebdomadario. Cobu r;;o (~ped ito dalla gnz,;etta di Coburgo). - l i 13 tali. 16 pagine. -
I
I I
Cons·ideraciones sobre la 01·gan·izncion activa, la, edw:q,cion y las tacticas de la irifante7'ia espanola, P(' l' el brigadier SAN• CHEZ Osomo . - Dos tomos, en 4°. - Libreria de Du1aD., Ptwrta del Sol, y en la adpiinistracioo . - 40 rs. Geografi,a hist01·icò m i litar cle Hespa,na y Portugat, por el • corone! ARTECHE. - Dos tomos. - Libreria de Duran; Puerta del Sol, yen la admmistracion . - 38 rs. Agenda mUitcir, por el mismo autor. - · Recopilacion de C.Ucl otos datos y conocirnien tos ptiedeo ser necesar ios a los ofi• cia'es de todas arrnas en el servicio de campana, sacadus de las obrns mas nuevas y acrerlita.d~s ,]e nuestro pais y del extranjero. - Libreria de Duran, Puerta del Sol, y en la administracion. - 12 rs . Descripcion y mapas del imperio de Jlà1T1t-eços, por los coroDeles D. J os,É GoJrnz DE ARTEÒilE y D. F1uNc1sco CoEI,LO, con algunas consideracio • es sob1:e la imporLancìa de la ocopa- · cion militar de una fJll rte de este impe~io. - Id . id . - 16 rs. Retacion de tos sucesos de jtd io de 185(\ en iliadrid, pu blie:ada por L,i Aswmblea del Ejérc~to. - En ta adni in istracion del peri6dico. - 4 rs. Sitio y 1·endicion de la Ilabana en 1762, pu blicado por La Asamblea del Ejé1'cito. - En la administracion. ~ 4 rs. , Cr6nica cle la ultima gtier1•à cle Italia, publicada por La Asarnblea clel Ejército. - Eo la admipistracion. - 4 rs. Las inst·i /11 rion·es de sPguridacl pitblica en Espana y S?,ts clo-
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BOLLÉTTINO BlDLlOGRAFJCO TRIMESTRALE \
mi'.nios cle ultrama1·, bosquejo bistorico y reglameotari0, por eI brigadier J rnENEZ DE SANDOVAL. nistracion. - l O rs . .
-
Un tomo. -
En la admi-
GaornaU· spag-n11oli. La Asamblea del Ejército y Armada. - Periodico mensile di scienza, arte e storia militare, anno 6°. - Si pubblica per fa scicoli di 90 a. 100 pagine, in 8°, in Madrid, a 50 nn. per semestre. - Dirigersi all'amministrazione· del giornale, Calle dc la Libertad,, n° 7, cuarto tercero. Crediamo inutile raccomandare a.i militari la lettura ·ai questo periodico. poichè la sua fama è ben fondata in Italia come in ogm ~ Itro paese.
IND-lCE DEL VOLUME III:
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Genuàto Intorno· al scn •i~io tecnico afllm!nistralivo ?cl_ g,•nio mi li!urc. , • ro').
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S tudi• sulla necessità degli cscrc,iti pcrmancn lr c. sulle loro no,:c
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Di u no schioppetto di fèrro fotto a lumaca · Lo studi o dell'arte dl'lla g11cna . , • . • · •· : • · · · · · . · Statisti~1 milltare - Organiz*azionc e composizione ,i.,11:cs~1•c1tn russo in principio dell'anno 186':l il.ivista tecnologica . · llivisto lJi):iliograliq
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_Hapid1\à d'ncceusione dd_lc cariche com ~rcsse 11c1 tnunotl!. ttit1e~sioni sulle esper:enze di Shocrburmcss • • • . •. · •· Rivista teCilOlogica . Rivista statistica. . Rivista bibliografica
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I NDICE
1Uà1·zo Sulla fabbricazione delle lastre di corazzatura. S tudi s ulla necessità degli eser citi p er manenti e s ulle loro note ca rnlleristiche . . .' . . . · . . Notizie statistiche sui p rincipali eserciti e uropei . . · . . . . I bersaglieri a cavailo_• , ·. Le artiglierie da fuoco italiane e le atlcncnze loro nei secoli xu1 e xiv cronologicamente registrate (Appendice) • Aggiunta olla lettera sull.o schioppctlo follo a lumaca Rivisln s tatistica Rivisl:1 bibliografica. . ·. Boli ~nino.bibliografico t rimes\rnle. • ..
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