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RIVISTA MILITARE 1863 TOMO I

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MILI1-,ARE GIORNALE lmNSlliR

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~ODO

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TORINO ' 1865 . TIPOGRAFIA EDITIIICE G. CAss·oNE E com>, l'ia S. franc\l.ico da Pao_la , N. 6.


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BERSAGLIERI A CAVALLO

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Nel fascicolo di marzo scorso pubblicammo su questo stesso argomento un articolo gentilmente comunicatoci da un distinto uffizi aie clell' esercito, nel quale si dimostra va come la proposta del generale Griffini ben si valga una serie discussione prima di .inl:lppellabilmente respingerla. Sull'argorn.ento stesso ci permetteremo alla nostra volta alcune brevi considerazioni. Il genera.le Griffini propone la creazione di una fanteria. leggera fornita di cavalli non tanto per combattere, ma bensì per accrescere la sua mobilità di tutta quella celerità di locomozìooe che d~ il cavallo . Tale è a.Imeno il criterio che ci siam potùto fare del concetto dell'eg regio generale dalla sua risposta alle osservazioni eri-

- --~--- - · Prop1'ietà, letteraria. ,I


4 ' l BERSAGLIER I tiche del colonnello brigadiere Mazé de Ja Roche pubblicate nell'Opinione del 20 scorso aprile. - Osservazioni e risposta che rip-rocluciamo in calce al presente articolo. L'egregio generale vorrehbe ch e i bersaglieri a cavallo fossero classificati nella fanteria, dovendo in massima e ,:empre q u~ndo il possano sçeJldere di sella per combat. tere appiedati in bersaglieri. · Solo per eccezionali casi dovriano saper d ifendersi ed attaccare a cavallo. In ciò egli ravvisa l'essen ziale vantaggio di una cotal truppa e n el combattere i brigé'inti (ragione inizia.le di tt1l proposta), non che sulla cavalleria e sulla fanteria in g uer ra, avendo sulla prima q uello di potersi approfittare di tutti gli ostacoli del terreno JJer moschette<nriarla a ' 00 m an salva, sulla seconda la celerità dei movimenti . Cotei:;ta. idea non è veramentl;) n uova, nè certo il gen erale Griffini vuol darsi il van to di . primizia, egli ha però r1uella: d i aver m essa ù1 campo cotal q uistione~' avvalorandola con ragioni' di immediata utilità, ragiopi coUe quali soltanto può cattivarsi la generale attenzione, e farsi strada una novità. Nel 1861 il barone D' Azémar ben conosciuto nel mondo , ' militare per parecchie sue pubblicazioni sulla cavalleria, in una di queste int0ressautissima (l), proponeva l'istituzione cli un corpo cli znav'i a cavallo, per analoga destinazione t attica in gu erra, che il generale Griffìni proporrebbe ora i bersaglieri a cavallo. « Se voi Volete (scriveva l'egregio colonnello francese) tra.sferir celeremente a ca vallo akuni uomin i armati di fucile per .combattere sovra un punt o determinato, ove uomini appiedati non potrebbero g inngere che il domaui ( l) A.venir

rle la cavalcrie.

A CAI Al,LO .

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e diffièilmente, abbiate infanteria mar.tata su piccoli cavalli, docili e facili a maneggiarsi . < Prendete alcuni prodi zuavi, 'per esempio, date loro cavalli corsi, piccoli cavalli arab i o brettoni, cavàlìi della Camargue, e n e avr ete meraviglie. • I cavalli, egli soggiunge,' dovrebbero avere b p iù.' semplice bardatura ; un filetto-cavezza ed una sella a foggia di barda o bardella . « La speric~nza potrebbe farsene con un La,tt<1glione d i 500 a 600 uomrni, ed anche se v uolsi si potrebbe cominciare e;on una o d ue compagnie. « Noi siamo convinti che i n ostri prodi zuavi sì svelti, sì valorosi e sì arditi , sarebbero in gr ado, dopo due o tre mesi d'esercizio, di correre rapidamente sui loro piccoli cavalli, di saìtare lestamente a terra, lasciando le 101 o monture ad a!cuni uomini, per riordinarsi a portarsi su di un altro punto, sparando al bisogno il loro fucile da cit•· v allo, come i cavalieti arabi , I11a senza veruna pretesa all'equitazion e. « Un_certo numero di zuavi così organizzati per bat taglioni i ndipendenti, o JJer compagnie addette ai reo·aioc menti, renderebbero infallibilmente i mmensi se·r vig i in g uerra ;n certe circostanze . » L'egregio co1onMllo mette q u.indi in sodo tale sua proposta con validi arg omenti tratti dalla sior-ia militare, mostrando t utta la conven ienza d i a ver una fanteria provvista di cavalli per g li spiccia.ti mo vi men ti e la sconvenienza , per converso, anzi l'i mpossib ilità d i aver e u na cavalleria destinata a com battere così bene a piedi come il· eavallo; destinazione an fib ia che falsò la prim itiva dei dr ago1ii e dalla q uale nulla ma.i si ottenne. Ha falsato l'idea primitiva dei dragoni, poich è il maresciallo f)i-Brissac cui si attribu isce la prima idea cl i questa truppa guerreggiando iu Piemonte nel 1552 , montò scelti fanti su ca.valli requisiti sul luog o onde


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I BE RS ,IGLIERl

scortar convogli , pattugliar la contrada, bezzicare il nemico nella sua r itirata, occupare prontamente un posto ove non poteasi in tempo diriger fanteria appiedata; tale è 1a, destinazione prnpria dei dragoni. Essi combattevano ora a piedi ora a cavallo, ma il più soventi a piedi (1). Ed altrove leggiamo (2); « i dragoni sono una greve e ridicola arma, ma a tempo e luogo utilissima e convenientissima 'alle operaziom militari, le quaJ'i non ponno essere effettuate dalla sola cavalleria. La fa.n teria o parte di essa, monta a cavallo con armi opportune, per seconda.re prontamente e ·subitamentE! 1'azione. Le armi del -dragone sono il moschetto o la picca» - siccome erano allora i fanti parte moschettieri e parte picchini - , egli ha il minor cavallo che si può avere, ed il di cui prezzo non sia troppo forte ..... ; egli non avrà nè stivali, nè speroni, ,tenendo assai più del fante çhe del cavaJiere •. Un altro scritto francese di quei tempi dicea in proposito dei dragoni : « è quest'un'infanteria a ·cavallo, o , se vuolsi, soldati che camminano d'ordinario a cavallo, ma combattono il più soventi a piedi, trasferendosi velocemente contro le ordinanze delle truppe nemiche (3) » . Il Montecuccoli finalm ente citeremo : ~ i dragoni non sono altro che fanti posti a cavallo, ar mati di moschetti , leggieri, un poco più corti degli altri, di mezze picche e di spada, per occnpare con diligenza un posto , per p revenire l'inimico ad un passaggio, e per:ciò forniti di zappe e pale; e porsi a cavallo jn mezzo e nel voto dei battaglioni, per quindi tirar' sopra gli altri, combattendo essi altrameute per l'ordinario a piJdi (4) ». (J) P. DANrnL, Hi.1·toire de France. (2) Capitano WALIL\usi,;,i nel suo libro sull'A·rte delfo 91wrrn (scritto nel 1611). (3) Cita.zioue del bar one D' A zi':MA1<._ Spectate1.//I· di giugno 1860, pagina 300. (4) Aforismi dell'art e bellica, n• xvJ. Edizione del GnAsst.

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CAVALLO

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Dunque la proposta di una fanteria a cavallo non è nè novità, nè par adosso , poichè i dragoni altro non furono in origine che fantaccini a cavallo. E se lo razzolar nelle storie militari antiche troppo non ci divagasse dal soggetto, potremmo ricordare che anche i dragoni ,aveano avuto precedenti nei dimachi (1) · degli eserciti ò.i Ales$andro il Grande, negli arcieri della milizia persiana, nel duplex hispanus eques di cui ci parla Stral:ione, ed anche nelle legioni romane. • Ma se venne falsata l'idea primitiva dei dragoni dicono gli oppositori dei zuavi o bersaglieri a cavallo; se, mentre tutte le altre specie di truppe, seguendo gli im1X:ensi progressi di tutte le cose di guerra, ebbero da quell'epoca nul1i perfezionamenti tattici, i dragoni invece oggi più non hanno che il nome ne1le cavallerie di tutti gli eserciti: qual mighor prova di ciò che la fanteri a a cavallo o poco o nuìla valga. per gli eserciti moderni? • Può a primo aspetto sembrar irrefragabile cotal obbiezione, ma r iflettendo allE: ragioni per le quali i dragoni , si distolsero dalla loro originale destinazione : il valore dell'obbiezione stessa grandemente s'infirma, e si_capjsce come la quistione possa tornar in campo, e dar luog? a seria discussione. Ed invero perchè imbastardirono i dragoni? Fintantoché si attennero alla loro primitiva destinazione fi.ntanto~hè cioè non si servirono del cavallo che per accelerare le loro mosse combattendo sempre, quali fanti che veramente erano , a piedi , i dragoni resero grandi servigi, e potremmo ricavarne parecchi esempi (1) Delectis equitum sex millibns, trecentos, quos dim,achas appel lant, acljungit.: . . . ; equis vehebantur; cum res, locusque posceret, ped estris acies erat. QurnTo Cuazro, lib. v.


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I BERSAGLIERf

dalla storia militare del secolo xvr. Ma si volle poi, che oltre al pugnar come fanti, il facessero anche come cavalieri; quindi, per la natural ragione che due cose di. verse non si può essere o fare ad un tempo, questa truppa perdette .Ja sua specialità, più :non fu buoua nè a piedi nè a c,1.vallo, venne così passo pctsso in pieno discredito , e dei dragoni finì per non rim aner negli esercì Li che il nome; nè altrimenti potea s uccedere una volta falsato il principio. 11 voler invero reclutare~ armare ed istrurre un soldato, sicché possa combatter bené così a cavallo come a piedi, è voler l'impossibile, poichè fra fante e cavaliere ha.nnovi essenziali differ~nze e nel reclut::imento e nelle armi, e nel modo di combattere, differenze inconciliabili nello ,stesso indi vi duo, differenze le quali costituiscono per lo appunto quelle due specialità tattiche la cui combinata azione è sì efficace su l sampo di battagfo . Ma dopo che i d ragoni erano ,Iivenuti perfetta cavalleria si venne a riconoscere il cianno. di una cotal tra• sfoni!azioue, e tant'è vero che a mo' di ripiego si tentò addestrar la cavalleria a combattere-a piedi in certi casi, ed apposit<t istruzione entra ancora oggidì nelle teorie d'esercizio dell'arma leggi:ira a cavallo. Ripiego illu's orio ed anzi peggior del male; mentre oltrechè le armi del cavaliere non equivalgono quelle cler' fante, troppo di·verso è il modo cli combattere del fante e del cavaliere. L'uomo avvezzo a combattere in sella, animato dalla foga della carriera., ed a sentir raddoppiata la propria forz1t da q r1ella de-1 generoso animale che lo porta, a g rande malincuore se ne s~para anche per breve momento, e così mezzato 11011 può che pòco o nulla valere, specialmente nel combattimento di piè fermo, che è contrario al carattere dell'arma cui appartiene. Ecco perchè conchiuderemo coll'epigrafe che il barone D'Azémar ha premessa al suo capitolo am:i citato:

A CAVALLO

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De l'i1ifanterie à cheval - tant que voits voudrez De la cavale1·ie à pied - jamctis ! Napoleone I, al cui vasto intuito nulla di buono sfuggiva, voleva che nell'atto di entrare in c·a.mpagna si scegliessèro nella fanteria uomini di 5 piedi (1 m,62) di statura, cui si sarebbero dati piccoli càvalli, per fare il servizio di esploratori e di t iragliatori, sia presso i regaimenti di fanteria che presso quelli di cavalleria (1). o . < La piccola statur.a dei loro cavalli, d1cea l'imperatore, non tenterebbe così i generali di cavalleria , dal distoglierli dalla loro vera destinazione, ed è certamente in questo medesimo concetto che l'imperatore non voleva l'istituzione di cotesta f'anteria a cavallo se non al momento di entrare in campagna. Nulladimeno osiam credere essere necessario non aspettar il momento di entrare in campag11a per formar questa truppa , imperocchè converrà pur insegnar a cot~sti esploratori o scorritori, bersaglieri o zuavi a cavallo, comunque s_i vogliano chiamare, a cavalcare francamente alle diverse andature, a saltare in sella e balzarne con tutta speditezza , a maneggiare scioltamente il cavallo, non che a curarlo e governarlo, le' quali cose non s'im-

(1) , Al 01omento di entrare in campagna ogni r eggime nt? di fanter iri fornirebbe una compagnia di J 20 esploratori, di tntto punto organizzat,1 per ~sserc incorporata nei reggimenti di cavalleria grave in ragfone di un dee i rn.o pci corazzieri, e di un quinto pei eh-agoni. , Così, per esempio, 360 coraz1.ied avrebbero 36 esplòratori; ugual numero cli dmgoni ne avr ebbero 72..... essi sarebbero impiegati a somministrar le ordinanie ai generali ..... e farebbero il sen;izio dei tiragliator i . , Un esercito di 36,000 fanti, avrà. 9,000 cavalieri, cioè: 2,070, esploratori, dei qua.li 1,440 colle 4 divisioni di fanteria, 420 coi dragoni, 21 O coi cora.zzieri; 2,700 ca.cciatori od ussai-i; 2,100 dragoni e 2,100 corazzieri (~1iemorfol de Safrit;e Rélène) . •

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I BERSAGLIERI

A CAV,ILLO

parano su que piedi, ma richieggono mesi di regolari istruzioni. ' Dopo l'autorevole avviso del più gran capitano del nostro secolo, crederemmo 'che la quistione della fantei·ia a . cavallo rimessa in campo dal generale Griffini colla proposta di creare un corpo d1 bersaglie1·i a cavallo ben s1 valga , se non altro, di essere seriamente studi;ta e discussa prima di e.ssere, siccome strana e sconveniente rigettata. '

battere di preferenza come. cavalieri cl}e come fanti, cioè a degenerare come banno fatto i dragoni; 2° Che nel momento del combattere dovendo cotesta truppa appiedare, parecchi uomini saranno perduti per l'azione, rimanendo indietro per tenere i cavalli, e che inoltre la sicurezza di questi sarà frequentemente comprornessa; · · 3° Che finalmente .onde non troppo allontanarsi dai proprii cavalli, non potranno i combattenti spingere a fondo i loro attacchi, e compiere i successi; chè d'altra parte quando rovesciati e vivamente incalzati difficilmente potranno raggiungere i loro cavalli e montare in sella in tempo.

~ià ab_biam formolato l'intendimento del generale Griffim: ved1am ora le r:agioni de' suoi oppositori. Sino ad oggi_ uno solo ha pubblicamente esp~ste le sue controversie , ed è questi il colonnello brigadiere Mazé de la Roche, la cui ben meritata r iputazione dà alla_ sua opinione una sensibile. importaùza; ma sappiamo p~r? che la p~oi~osta G1:iffini ha molti altri oppositori , ne e da marav1g1Jare, po1chè tutte le novità ne rncontrano e q~asi_ ~o~rem ~ire c_he per il solito il numero degli oppositori e m ragion diretta dell'importanza della novità. Nulla diremo circa all'impiego dei bersaglie1·i a cavallo ' nella repressione del brigantaggio, poichè sembraci che wtto quest~ p~nt~ ~i vista particolare la 1risposta del gener~le Gnffi.111 s1 sia ampiamente sviluppata ; epperò non _ci occu~eremo che dell'impiego di cotesta truppa spee1a~P negh eserciti, ciò che, a D!)stro avviso, è il più essenziale della q uistione s_olleva.ta. Sott? a quest'~_spetto tre sono le obbiezioni principali che gli avversaru della. f(inte1·ia a cavallo accampano: l ° Che cotesti fanti cavalieri abituandosi al èavallo ed a contar molto su di esso, non tarderanno a com-

Alla prima obbiezione già abbiamo precedente risposto, indicando la cagione per la quale l'istituzione primitiva dei dragoni venne falsata. Or bene, onde ciò non abbia a ripetersi , una vo1ta creata questa novella truppa nel vero spirito del)a sua essenza tattica, non si avrà che ad evitare lo scoglio contro cui naufragò l'istituzione originale dei dragoni, cioè a non usarne mai come cavalleria, mantenendola rigorosamente nella sua destinazione; ciò che non sarà, difficile dopo che le sarà stato infuso il suo vero carattere dal battesimo del fuoco e da qualche brillante successo. E qui dobbiam notare, che le cagioni le quali hanno fatto tralignare i dragoni non sussistono, così come per lo addietro, oggi ohe il fuoco ha preso nna decisiva importanza, e che l'azione della fanteria nelle battaglie è assolutamente la capitale. Con ciò non intendiamo a~sociarci all'opinione di coloro i quali dichi'arano inutile oramai la cav_alleria, e la vorrebbero veder sparire dagli eserciti - come· tale non sia l'intenzione nostra lo provano parecchi scritti precedenti in proposito - solo intendiamo sostenere che se


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I BllRSA ,JLIEH!

A CAVA LLO

in quei tempì ove, per la imperfezione delle armi da fuoco ed anche . pel suo cattivo reclutamento, la fanteria non aveva q ~iell a maggior importanza, quella superiorità sulla cav~l lena, che attualmente non le è contestabile, i dragoni hanno allora potuto naturalmente propendere a d i~ ve_ntar ~avalieri piuttosto che rimaner f~nti, noi potranno Plll oggi 1 bersaglieri a ccwallo.

generale Griilioi, cui va il merito di averla sollevata, non vorrl~ lasciarla ,cadere, siccome aubiam pur fede che l'att uale m inistro ne farà ,oggetto di studio al com:itafo superiore delle varie armi, se p ur già n on l'ha fatto. .Conchiude.remo impertanto col bozzare una propo:;,ta la quale se pur non è appuntino quella del generale Griffini, concorda certamente con essa nel fine.

Al primo appunto della seconda obbiezione, che cioè nel, . momento del . comhattere dovendo cotesta truppa "1 _pp1edare, parecchi uom ini sarann© ·per duti per l'azione . mnanendo indietro 'per tenere i cavalli , risp~nderemo; che, a nostro avviso, il numero degl, uomini così per~ duto per_ l'a.zione, sarà aìripiamente compensato dalle favorevoli condizioni, nelle quali la. rapidità della mossa ,,vrà iniziata l'azione stes~a.

· I bersaglic1·i a cavallo vorrebl;Jousi organizzare per squa.: droni autonomi , siccome lo sono i battaglioni dei b ersaglieri attuali. La forza dello squadrone non dovrebbe s uperare i 130 cavalli, altrimenti lo squadrone diverrebbe poco maneggevole. Ogni squadrone dovrebbe avere 5 uffiziali, cioè: 1 capitano, 2 tenenti 1~ 2 sottotenenti, per modo che ogni pelo.ttone fosse comandato da ua. uffiziale ; cosa indispensabile per la specialità di questa truppa. Dopo un primo esperimento-~ il quale ben potrebbesi fare senza timore con alcnni squadroni ; prir:na di addivenire alla creazi one di nuovi reggimenti- di cavalleria, che è necessitata dalla scarsità assoluta di quest'arma nell'esercito nostro - ci sembrerebbe cl10. uno squadrone di be1·saglieri a cavallo pe~ ciascuna cli visione, potrebb'essere sufficiente avuto riguardo alla loro destinazione. Cinque o sei squadroni dovrebbero formar.e un reggimento come attualmente i bersagl ieri, il cui colonnello altro non fosse che un ispettore fisso degli squadroni rispettivi; e che solo quando se ne riunissero parecchi per alcuna grossa scorreria ,ne assu messe l'immediato comando.

Io qu::tnto p oi alla sicurezza dei cavalli rimasti indietro do~rà pro,'.vedervi chi coman da la truppa: scegliendo s1_t1_ n_ascost: ~ protetti dagli accidènti del suolo, e il più v1cm1 possibile dal . luor o del combattimento . . Siccome d'altronde sembraci di aver· dal fin -qui detto sufficientemente chiarito, come intendiamo che la esclusiva desti'nazione. cli. questa truppa abbia da. esser quella di a oo:ire . . . con s p1cciat1ssum soprnssalti laddove eseguibil i, n è mai apertame1ite o di lunga mano, così non crediamo che Ja sicurezza dei loro cavalli possa essere mai ~rra Yemen te compromessa, purc;hè ben inteso v'abbia l'o~chio ed 1 [ pe_nsiero chi comanda ìa tri.lppa stessa, e sappia i o giusta rn 1~ura. spi ogersi innanzi, cor;ne retrocedere a tempo. Ciò risponde anche alla terza ol1biezione. Qu i limiteremo p ~r ora il nostro ragionamento, salvo a tornarvi sopra altra ." .olta , se avremo la v entura di veder mantenuta in campo la discussione su questo importantissimo argomento , e vogliamo sp erare che il


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I DERSAGLIERI

Il bersagliere a cavallo vuol essere un uomo svelto forte_, . robusto ed intellìgente. La scelta dunque degli uomini vorrebbe esser fatta tra quelli che nella leva si destinano a bersaglieri o alla cavalleria leggera, e pos-

A CAV ,ILLO

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sibilmente tra individui che inclinassero spontaneamente a far parte ~i quest'arma. Il bersagliere a cavallo, siccome destinato a combattere esclusivamente a piedi, ed a non servirsi del cavallo che come mezzo di spedita locomozione, dovrebb'essere ad destrato agli stessi esercizi ed evoluziol}i che il bersagliere a piedi, essere eccellente tiratore, agile corridore e ginnastico; ed inoltre addestrato a star saldo in sella a tutte le andature del cavallo, e sovratutto a salire in sella ed a discendere con tutta scioltezza. Nè sicuramente siamo d'accordo-col signor A. Brulin (1), il cui cavalierléger n'au1·a beso'iln d'~tre ni bon cavalier, ni bon fantassin; mentre noi pretendiamo che il. bersaglie1·e a cavallo sia ottimo fante e salclo cavalcatore. Le sue armi alla indispensabile condizione di bontà quel1a debbono accoppiare di leggerezza. Gli daremo adunque un'eccellente carabina En:field, o meglio ancora ·whitworth, da portctrsi ad armacollo quando a c.?,vallo, e munita di una. solida baionetta il cui fodero sia fisso alla sella : un buon revolver a sei colpi da portarsi in una fond~ appesa al lato sinistro del petto; la giberna attuale del bersagliere; la sciabola ricurva del cavalleggero, fissa alla sella come l'hanno gli spahis, per servirsene da cavallo in qualche eccezionalissima circostanza ; ed anzi non la ravvisiamo assolutamente necessaria. Pel vesti<!,rio J;;embrerebbe assai conveniente lo attuale del bersagliere , non la tunica ma la giubbetta; mezzi stivali coperti da uose ( vedesi la ·figura annessa) ; sp~rone cortissimo , e meglio -se consistente in due brevissime punte c~nficcate nel t acco.- - Equipaggiamento il più leggiero possibile, siccome pure la bardatura del cavallo. , _(1) Vedi Rivista 11~ilita-re italia1w , anno vu, voi. rn, pa-g. 314.


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I BElttHGLIERl

17 • Non avenclo sott'ut;Chio la proposta ch e si attribuisce « all'illustre generale \ P,re_nderò ad_ esanunare la succ~nta ~ èsposiziòne c~e se ne fa 111 un a,rt1colo rnserto nel n \:lU « del giornale l Opinione . J Vi si parla in pri_ma. deU3: necessità d'u.n~ buona 1~0.lizia: ed in ciò tutti sono d accordo; la gran piaga ~ta ( nell'i nsufficienza d i essa; v1 st ammette pu.r e che, qua, : lunque sia i l nome di un .nu_ovo corpo speciale. la sn a « organizzazione e la sua tattica , . esso non pot.r~ .d~1 e « grandi risultati senza u n b uon sistema dt sp1_onag~to . • Ora io p enso eh~ s'ill~1derà sempre clu credera che ~1~ « possa riusci·r e pi~ facile, non d ico al solc~ato, ~a 1J:0 _lt • impiegati e carabm1en, in n:iass1ma. semp1e estrnnc~ dl ( l uogo, che non_ ai malfatto~·1 che v_1 hanno cono.scenze: 1 « parenti , am1c1 e pet: di più ~oun1rc1uole, e ,1~, e~1 • ignoranza_0 mal y_ag1t?,, e p~r JO~eress1, se1.1p~ e ad e-st « favorevoli. Ma cio, ripeto, e estraneo alla _prnposta. « Le compagnie doV?·ebbero e_sse1·e non minori ~i cer,~o v,o« mini· e sta bene; anche gli squ!t.d_rom_ e le l:0Hlp,tgrne • già ~sistenti so?o _di cento uomt111 e ptù al loro arrivo « -in queste provmc1e; siccome t anto quelle del nuovo corpo, quanto le _attuali, san~bbero s.og$ette alle stesse cause di diminuzione, così sem bran11 che questa con< dizione non influisca per nulla sulla portata della « proposta. • Dovrebb';;.o essere quasi autonome; il capi~ano p_oti·ebbe , diriger,le ove meglio creda, ecc. - Non a )tnment, ~anno « di già da lungo tempo le colonne mobili che stanno -« a dieci, q~iudici gio~·ni ~d anche più , aUa campagna, « godendo d1 una s11rnle :111d1pendenza ; e la magg~or~ « parte cl.elile istruzioni che s1 ~anno a1 corl?andant1 d.1 , esse, in Capitanata per esempw , loro_lasciano la prn , grande latitudine, 'fissando sol? a un dipresso la durata « della sp~C!liziom.e , onde possa 11 cor~él;ndo generale '. ~ • quello d1 zona secondaria, regolarsi m modo da a,,er « subito pronte nuove colonne da mandar fuor( appena; « ed ancbe prima che rien trino l e altre, ed _evitare cosi « interruzione nelle esplorazioni e nella caccia alla carl'.!--« pagna. E queste colo_nne a?-opera~ò appunto le astuz1~ « che suggerisce la pr~t1ca e 1 f1D_m_agmaz10ne: po~rcb~ers1 « citare rrpetute sped1z10n1 d1 1~ e più drnppelh che o_c• cupando di notte all'impro vviso _altrettant~ mas_serie, « vi si tennero rinchiusi per tre g1orn1 persmo, un « cogU.' abitap.ti, stando fuori q Ltakhe soldato vestito da A CAVALLO

Nei cavalli si richieder ebbe piccola statura, ma forza, robusteua, sveltezza e rapidità n ella corsa. - In Italia non mancherebbero di tali cavatl'i, sovratutto quando si <lasse all'allev,imento indigeno tt1tte qnelle cure che s·i merita.

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P ubblichiamo in appresso le due lettere, quella del colonnello brigadiere M_a zè de la Roche, a critica del progetto del generale Griflini e quella' di quest'ultimo in risposta alla precedente. Con queste dae lettere ; e éoll'articolo pubblicato dalla Rivista dello scorso marzo, i aostri lettori avranno-piena conoscenza dello stato attuale della q uistione. lettm·a. del colq'iJ,nello MAz:É

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Rocrm.

« Poichè si parla ora da molti della proposta formazione d'un corpo speciale , i bersagliei"i a cavallo, per « co mbattere il brigantaggio , proposta fatta, dicesi, _da un distintissimo ufficiale generale di cava;lleria (il quale « però non credo abbia visto sul luogo quali siaqo i briganti ed il loro modo di combattere o piuttosto di « scorrazzare, nè i risultati che si ottengono o si possono « ottenere dalle truppe che si hanno), credo rion torni • inutile che da taluno il q.uale da due anni abbia ser' vito e serva tuttavia senza interruzione in . provincie ~ fra le più molestate, quali sono il Molise e la Capita« nata, si prenda a considerare ed analizzare la proposta « fatta: ciò che ·tanto meglio consente la lunga e -varia « esperienza di eh.i scrive, in quanto che le due suddette < provincie , pre$e nel loro insieme , offrono un saggio « di ogni specie di terreno dall'assolutamente piano al • leggermente ondulato, dalle accentuate colline alle altissime e scoscese montagne del Matese e del Ga.rgano, dalle deserte steppe alle folte foreste. «

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I JJrèRSAGLIERI

A (';AVALLO

pastore per fa.r passare gli armenti in vwmanza, in attesa. che capitassero i briganti; ma que_sto_ è g i~oco d'azzardo , perché talvolta passano qumd1c1 grnrrn <1 senza cbe i bricrftnti si. facciano vedere nel sito appunto , dove si fa l'aPÌJC>stamento (pure qualcuno d'essi v'in• « ceppò); dico insomma che null'.1 jmped!sce qualunque « delle nostre truppe leggere o d1 lmea d1 usa.re gh stra• « tagemmi che pot1;ebbe usare un corpo speciale. « Qiiesto c01·po sarebbe montato sii piccoli cavalli, ecc , e più lu ogi, dov1·ebbe combatte1·e preferibibmente a piedi, ecc ..« ed in questi d ue tratti. sta veramente tutto · 11 carat• • tere della nuova istitu_z ione che si propugna : non• nuova però certamente, poiohè rinnovata dai dragoni « del maresciallo di Brissac, i quali precisamente non erano che fanti montati su cavalli q ualunque , allo scopo di trasportarsi rapidamente su u~ punto dato ~ « combattere quindi a piedi ; e nessuno ignora com e 1 • nostri primi reggimenti di cavalleggeri, formazion e « 1850 , dovesser o appunto essere educati ad appiedare « e servirsi del loro fuoco in date circostanze , le qual'i « avr ebbero certamente dovuto presentare analogia con « quelle che si offrono nel-combattere i brjganti. « Ma qui si presenta anzitutto quello che chiamerò • pregiudizio, di cred~re. ci?è. che il ca val_lo _d etl~ n ostra " cavalleria legg era s1_a mfenore a quelli d1 cm ~1 ser• « vono i briganti; ciò ha origine da qualche disastro , indipendent~ affatto_dal1e qualità dei_ c_avalli , e dalle , marcie d1 più g10rm che fauno le comitive, per terr~nr • anche poco praticabili , ~ percorrendo . spazi. gran dis• « simi in poche ore ; e clu non h~ prat1c_ a to _rn quest~ , servizio s'ingéinna se crede questi cavalli _de1 br1gant1 • caricati e bardati alla leggera,; pe_sant1s~111:1e sono le • selle o meglio ba..sti, senza contare 11 botfano e le prov• ( vigioui di cui sono riboccanti le tasche (bert?le) am~ • piissime; orribilmente feriti sono qu_ei poven ca".alh • dai disadatti arnesi che loro non s.1 tolgono mai d1 • dosso ... Ma dunque come tanta rapidità? Essa ha il suo « segreto n ella_ rimonta ch e i briganti fanno, od l'l:anno la certezza dt poter fare lungo la strada; per cui, to• gl ieodosi a forza i primi ~avalli . che trovano,. a!l'aratrn, t sotto le corriere , sotto 1 trami, e sellandoli rn· funa, ,. lasciano gli stanchi , i quali . ca:dono poi_ n elle . ~ani. della troppa o vagano lungh1 g10rn1; cos·r. a sazieta SL • legge in tutti ·i rapporti di cavalli presi o trnva.ti;

, mentre se il cavaliere non avesse cart\bi.ato cavallo, si avr ebbe ad ogni volta all'incirca tanti briganti presi ( quanti si hanno . cavalli. - Potrebbe un co_rpo aneli~ « speciale adoperare- quest? mezzo? Io ne d~b1to. ~ot1s1 f altresì che nelle vaste pranure , come ne1 terren i on « dulati e montuosi i briganti tengono le loro vedette , « e non aspettano mica che loro si sia addosso per fug• « gire, a meno che ·siano in superiorità numerica esor· « bitante ; essi fuggono , anche dinaazi alla. fanteria. « prima che si arrivi ad un miglio . da loro, ed anche a « due ; con un tale vantaggio di terreno sem bnu che i • lor o cavalli non abbiano un gran merito a manteners1 « a distanza dai nostri; eppure inseguendoli di proposito f per tre , quattro, otto miglia e persino giornate _in• « tere , i nostri li raggiungono ; così. .sono avvenuti la « maggior parte dei bei fatti della. nos_trn cavalleria , « giacchè, ripeto, s'ingannerebbe a part1to chi crédes;;e , che i brigarnti accettassero battaglia. - Bisogna poi « vedere quel che essi chiamano far fuoco sulla truppa: « a distanza d'un miglio , e non esagero, alcuni di essi « scendono di cavallo, e fanno i loro colpi, ai quali cer• tamente si ha cura di Bon rispondere , e si continua « ad inseguirli; or dunque se il bersagliere a cavallo, sta • in sella e continua l'inseguimento, sembra che ciò fa.Tà « con maggior frutto il cavalleggero ed il lancierP,, più « esperti cavalieri che quello non possa essere. - · Se il • bersagliere mette piede a terra per servirsi della sua ~ arma da fuoco, quel momento basterà al brigante per « aggiungere altre centinaia di metri a quelli che già. lo « separ;µrano dal suo inseguitore, e tosto si metterà, non « d~co_fuori di tiro, chè lo sono quasi sempre, ma fuori • d1 vista. « È poi da prevedersi che come · in tutti i corpi orga• « nizzati per appiedare, il combattere a piedi diventerà « l'eccezion e rarissima, per l'abitudine che prènde l'oomo « di contare molto sul suo cavallo, e di separarsene con « molta r ipugnanza; cosa che credo non andare di troppo « errato, asserendo essersi verificata nei dragoni-i caval• • leggieri, cacciatori a cavallo ecc. di tutti gli eserciti, • non escluso il nostro ; per cui i bersaglieri a cavallo e ~iventerebbero presto, di fatto , esclusivam'ente cava• « heti, e come tali sarebbero naturalmente inferiori alla • vera cavalleria leggera, avendo intanto perduto il ca• rattere di veri bersaglieri a piedi . • Ma 'si obbietterà. che questo corpo deve servirsi del

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20 I fsERSAGtIERI • cavallo soltan'to come ttasporto, e non per combattere; <• in tal caso è da supporre che faranno coi loro cavalli « marcie proporzionate alle forze di questi, e dovranno « pertanto' di necessità dar loro gli occorrenti riposi per « non vederli in pochi giorni ridotti, come quelli che si ~ abbandonano dai briganti, senza poterli cambiare coine viene all'uso di costoro. .. · . • Ridotta pertanto la rapidità di locon:;ozione a q uella • che si può normalmente esigere da un cavallo che dev'e , fare una certa durata, trovo che vi si può benissimo « supplir e , come ora si pratica, con oarri o tr ai ni del « paese a tre collari, i quali, tranne certamente i luoghi · • affatto montuosi, vanno e passano dappertutto in modo « veramellte da far stupire, e con una discreta velocità, ,, portando ognuno una dozzilna di soldati, pel costo di appena 13 franchi al giorno'% (8 duc<1,ti); locchè sembre~ « rebbe, ad egnale velocità, assai pià_ vantaggioso, stante « l'economia delle spese occorrenti per la compera di « tanti cavalli e loro nutrimento , bardatura, ferratura, senza contare le perdite probàbili ed il deperimento certo; si dirà aµcorà che almeno nei luoghi montuosi, , « ove assolutamente i carri non vanno, e dove pm~e _ a r« riyano i cavalli dei briganti, s~rebbe utile poter giun« gere noi con rapidità uguale; ma ripeto, o si tr atta di « uu inseguimento a vista, ed allora ho già esposto come vadano le cose, e come i cavalli nostri ficciano qua.nto gli altri; o si tratta d'un inseguimento sulle traccie e « dietro notizie, d'un inseguimento (mi si passi l'espresH sione) strategico e non tattico , e allora dirò che la « foco1tà di far molta strada può essere tanto un van« taggio quanto uno svantaggio; se avete fide spie, se i contadini vi danno fedelmente ragguaglio di quel che han visto , egli è certo un vantaggio , benché · esista « sempre la circostanza di quella tale rimonta fatta correndo, di cui ho detto più sopra valersi i briganti ; se « le spi;; non sono sicure, se i contadini non rispondono • alle vostre interrogazioni che col classico non saccio (e questo succede molto più spesso), egli è uno svan« ta.ggio, perchè senza direzione vi fuorvierete , e, forse • vi affan nerete coi vostri cavalli per andare precisamente di;tlla parte opposta che hanno preso i briganti, « allontanandovene molto di più che nou fareste se foste • a piedi. « Dovrebbe1·0 avere finalmente il dritto cli pr-elevare viveri « e f'o1·aggi dietro il -l'itascio cli biioni. Questa veramente

A CH ALLO

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sarebbe tutt'altro che una specialità, A nemmeno una novità; oltrechè appunto così si pratica quasi sr-:mpre • per i viveri, e sempre per i foraggi sarebbe pur sempre « uno spediente a. portata di qualunque corpo già esi« stente;· e farebbe meraviglia che si fosse stati sino ad « ora così impastoiati da patir la fam e uomini e cavallL « per aspettare regolarmente le razioni dalla fornitura; sin dai primordi del brigantaggio, cioè dal giugno !80 l, « i distaccamenti visser o come poterono meglio , o con buoni, o pagando alla mano, e secondo i luoghi a dattandosi alle risor~e, tal-volta con prosciutto, cou cacio, • tal altra con latticini freschi, e con patate di fresco disg sot terrate , facendosi macel lare dai soldati stessi vac• cine là dove si poteva, oppure contentandosi di mon• toni e capretti ; insomma non avret citati questi « volgarissimi ed ovvii ripieghi che mette in opera qua• lunq ue comaudante d i t rur pa quando occorre , se non • sembrasse darsi nel citato articolo un carattere di tro• vato nuovo alla vieta facoltà di prelevare viveri alla « campagna mediante buoni . · • Io conclusione credo pertanto che l'istituire un nuovo « corpo speciale di tal fatta non darebbe quell' utilità che 11 ptibbhco potrebbe aspettarsene, 1;1ffascinato forse « anche dalla simpatia d'un titolo così intimamente le• gato alle g.i orie del nostro esercito , il BERSAG-Lrnn1, I « credo perciò che ne seguirebbe un clisino·anno, ed è be'ne • che se ne abbiano i l meno possibile i;' questa materia. « Sarebbe, a_parer mio,' molto preferibile avere a· dirit« tura ~nagg101: numero di squaçlroni di verj cavalleggeri, « ussar_1 e lan?1e_n , e . maggior numero dei veri bersag_hen a_ p1ed1, 1 quali ~gendo di conserva, come sempre • si pr3:t1ca, almeno qui, e trasportando suj carri questi • ult1m1, danno precisamente quel misto di cavalleria e fantena leggera , le cui distinte a,ttribuzioni male si « posso.no r iunire in un solo individuo o corpo . • Non è improbabile che l'ispir<Lzione di cercare in un • nuo v-o corpo speciale un nuovo mezzo di com battere « il brigantaggio sia na.ta sotto la dolorosa impressione « dei luttuosi avvenimenti del Beneventano e del Mel• fese, dove troppo esigui drappelli di fanteria o caval~eria, o g~1ardie na~ion~li! soccombetter? ad_improvviso • assalto d1 soverchwnt1ss1mo numero, eh briganti; ora • ness_uno certo vorrà sostenere che quei diciotto o venti • fanti o cayallecro·eri sarebbero stati IJiù fortunati con. . on vcrtendo11 1n. bersaglieri a cavallo, cioè in meno pere

«


l BERSAGLIERI 22 , fetti cavalieri , e meno perfetti fanti. Tali sventure .si « evitano non mandando, nè lascia,ndo andare alla campacrna drappelli d'insufficiente forza, specialmente nelle « regioni in feste da grosse bande, e col fa~e _ p er quanto possibile sempre colonne miste ; (:On· S1m1 le sistema quasi invariabilmente mantenuto , m Capitan?.ta, per « esempio, dal 1° otto_bre 1862 al 3~ marzo 1863 s~ s?n « messi fuori combattimento• 413 briganti , tra cm 1.36 • morti in conflitto o fucilati, e 277 presentati ·od a,rrest,~ti colla sola perdità di un ufficiale morto ed un_o • ferito, quattro soldati morti ed uno ferito,_in sei mesi; • sembra adnnque che q_uelle truppe, _c~::ù nnpiegate, _e • ve n'è d'ogni specie, lm~a, bersaglieri , caval~eg_gen, lancieri, ussari, zappat?n, p_os_sauo_r~ndere ott1m1 se!• vigi, sopportando perdite mmune m paragone del risu ltato. e senza che occorra formare con grave d1spend10 • ed incerta riuscita un corpo nuovo. ' • Abbiasi dunque una buona. pol:izia 1---:- larghezza d_i • premi a chi s'~dop~ra coi:itra 1 b!1gant1 - questa gia • si ha e porta I suoi_frl1t~1 - _e _rigore estremo contr~ • conniventi. ·i fauton ed i cattivi preti e questo non s~ « fa abbastanza - si spingano con. tutte le for~e l~von • pubbl ici e specialmente :-;tni,1e ferrate e ordinane --· « si mantenga buon numero d1 truppe per protegger~e « lo sviluppo; e non andr~ m?lto ch_e _qu_ este P:ovmc1€: • muteranno di faccia, ed i soli carabm1en, assai a p1ed1 e più a cavallo, coadiuvati _dalle guardie nazionali che già dimostrano un l?devole 1m pegno, basteranno a man• tenere la pubblica sicurezza. • Esposte così quelle conside~azioni che lung~ pr_a tica mi dettava, mi protesto non mteodere con ciò d1 sol• levare una polemica che dal canto m10 non conti• nuerei. « Altri dica il pro ed il contro. se lo crede: a ~e bast~ « se avrò arrecato qualche lume in una questione d1 • ta.uto interesse , siccome qnella che riflette un nuovo • mezzo di combattere un pur troppo grande flagello.

( Foggia, 15 aprile 1863. • MAzÉ DE LA RoCHE

, Colonnello brigadiere. •

1,.

Rispostn, d,il sig1w1· generale

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2J

CAVA LLO

G .R 1FF11< 1.

Preg. 1,no sig. Direttore,

« Quando io avvisava di sottoporre alla saviezza del ministero un mio progetto di bersaglieri a cavallo_, non • m'immagina.va che la pubblicità se ne sarebbe 1mpa• dronita sì tosto, e vi avrebbe fatto così favorevole ac• coglienza. Una sola voce finora competente sorse a com• batterlo, quella del signor colonJ?ello Mazé de la Roche, ~e! giorn~le l'Opinione da lei diretto. Ed 10, non µ E·r • mg0Ifarm1 m polem1ehe, ma per difendere 11 progett;o < dagl i appunti fottigli, le chieggo licenza di rispondere. • Ben lontano dal dubitare dell'esperienza che il sud• detto sig. colonnello si s/:l,rà certamente acquistata nel « comando da lui per ben due anni esercitato nelle me• ridionali provincie, mi rivolgo tutta.via alla di lui geo• t ilezza, onde rion voglia a m e pure negarla-, pwna di « sapere che la conoseema che 10 ho det briganti e del • terreno su cui combattono, data dalla mia giovinezza, • epoca in cui mi trovavo colà, e di cui grazie al cielo, con< servo buonissima memoria. ~ È vero che i briganti d' adesso sono più numerosi : « ma cert0 non di quelli <l'allora. più audaci, nè la topo• grafia del paese ritengo di tanto mutata , da non po• terla coll'appoggio delle carte rammentare. Se aggiun• gerà a tutto questo le informazioni che esatte io mi • ebbi da coloro che prestarono l' opera loro per la re( pressione del brigantaggio, non vorrìt il sig. colonnello • negarmi più oltre la possibilità di poterne parlare con « cognizione, se non pari alla sua, almé110 tale da disto« gliere da' miei ragionamenti ogni idea di insciema o ( superficialità. « E per entrare tosto in argomento gli dirò che par• lando della libertà d'azione estesissima di cui io vorrei • dotate le compagnie dei bersaglieri a cava,llo, non intesi • già ( com' egli suppose) d'inL1·odwrre cosa n1.1,ova e dAl • tutto inusitata per le truppe e distaccamenti che ora • si trovano impiegati a ·combattere i briganti; ma a dare • bensì a questa libertà d'azione quell'estensione assoluta «

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T BEHSAGL IER!

; che varrebbe a renderla abituale a miei •bersaalieri · non « bastando pe1 genere di servizio a cui li vorrei°chia~ati (< quella libertà limitata che colà è ora concessa ai sin: • goli distaccamenti. «_ Del resto è b~n naturale l'a".er _tro-v"ato _op_positori al « mio prog~tto, n e _me ne fo qum?1 meraviglia quando « penso agli ostacol~ che 11 maresciallo Bri~sac (lf:>50) ed • i l. generale Strozzi, ebbero ad incontrare nella crea" zione dei loro dragoni, che il sistema delle masse introc, c!otto da Federico_ il Gra~de e pjù r ecentemente da « Napol eone I, rese mefficac1. A tutti è n oto egualmente « quanto_fosse av versata la creazione in Francia di corpi ( speciali p er combattere le tribù arabe di Abd-el-Kader • e cli ,Bow Mazà, e più ancora fra noi· quella dei bersa• glieri , che l'insigne generale Lamarmorà seppe con • t.nn ta pertmac1a, sottostando ad ogni sorta di sacrifici « istituire. '\ ' ,, Per ciò cht> r iguarda le compagnie di cento uomini , • l'onorevole oppositore del mio progetto tenderebbe a • d1inostrare, che , oltre al n on proporre cosa cbe non • fosse . già praticata, andrebbero esse pure, le mie com• pagme, soggette nlle climiniizioni che sono necessaria • conseguenza delle circostanze e còndiziooi speciali della • truppa in guei paesi. Ciò è verissimo, ma iu n el mio • progetto p roposi_ arJpunto , per sopperire alle perdite, • per le com pagme , una fona tale, per cui non doves« sero _pe r qual unque circostan za. essere giammai molto • al d isotto d1 un tal numero d' uomini e cavalli, allorch é « avessero ad essere chiamate ttd agi re·. ~ • PHr ciò poi che r iguarda l' inferiorità dei caval1i della ( n_ostr~ ?ava!leria a. petto di q uel~i dei briganti , infe• r~onta che 11 _col onnello Mazé chrnrna pregindizio, mi • s1 permet_ta d~ osservare che asserendo egli il contrario, • si trova rn piena contraddizione colle relazioni di Jet' tere _e giorna.Ji cbe di Ht ogni giorno ci pervengono, le • quali tutte concordano nell'afferma.re ché i nostri ca• v alli si logornno, p erchè non avezzi ai terreni mon• t~osi e diffìeih_, ai catt:ivi foraggi, ed a quel faticosis• si mo genere. d_i vita_ Questo per l'opinione pubblica. • Per _gh uomm1 dell'arte , poi mi sia lecito aggiungere • che tl clima d1 q11el paPse anzir:hè cavalli alti e castrati • B_sige l'impiego_di cav;:illi piccoli ed intieri quali appunt~ , li posseggono_ 1 briganti, e quali_ vorrei adoperare pPr ~ montare 11 m10 nuovo co rpo. M1 s1 conceda altresì di

A CAVAf,LO

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• negareridsamente, con quella autorità ch e l'esperienza « d i trentacinque anni di servizio mi può fornire in t ale « materia , l'attitudine di superare con facilità gli acci« denti del terreno e perdurare nelle disastrose fatiche, • che il s ullodato colon nello vorrebbe concedere ai ca• v alli della nostra cava.lleria regolare. D'accordo quindi • su lla maniera di cqmbattere dei briganti , di cui ci fa • l'esposi-zione, non mi lascio però p ersuadere dal segreto « che viene ivi svelando sulla rapidità delle loro mosse. • Dipende q1,1,esta, secondo l'onorevole colonnello , dalla « r'Ìlrnonta che egli dice bperarsi da essi, durrante la (1,1,ga « sostiti.endo ai ca-vaZZ.i stanchi o danneggiati qi.ell-i fr.eschi « ed in bi1,onessere che vanno raccoglienclo da./le masserie. • Infatti, éoncesso che il brigante cambi il cavallo, ciò « non accadrà mai per t utti nello stesso momento, nè si « può credere che ciò possa farsi eou facilità ed in tani.o « breve tempo . Oncl'è che qualora la spiegazione dataci « riguardo a lla celerità dei briganti nella loro foga fosse « vera, non solo cadrebbero in potere delia tru ppa molti • ~avalli_, ~11a ~nche_ un maggior numero cli uomiiù che « 1mposs1b1htati a r11nontars1 s1 troverebbero incapaci a « sott rarsi all'inseguimen to . . « Alla domanda poi se un tal mezzo di rimonta potesse « anc~1e dai bersaglieri a. cavallo adottarsi , risponderò • anzi tmto col d ire ch8 la barda.tura, il buon o-overno « dei cavalli, ecc ., ecc., ecc ., rendendo più clitricil.e il «deperimento, _mra~ente al suddetto espediente si sa« r ebbe co:3trett1 a ncorrere, ma che qualora qualche • cavallo s1 rendesse inservibUe, non trovo difl:icol1à che • il capitano n_e potesse sul luogo requisire un alt ro col • solo n \ascio d1regolaee certificato (a mali estremi, est remi • nmecl1). « Ne_ll 'obbiezion~ che l'onor evole oppositore i ntende « farmi allorchè d ice che il br-igante non c1,ccetta lo scontro, • ma fi1,gge_sern:pre e si 1·i tirra appena scorge da lnngi la « tt·1tppa, 10 ritrovo ~n novello appoggio alla m ia pro• posta._Infa~ti se eg~i fo gge sem pre, la questione della • sua _d1struz1one è ridotta_alla: celerità; ed ecco quindi « il b isogno d1 -~ende_re chi lo rnsegue più spedito e pi ù • leggero. P erc10 se Il sullodato colonn ello mi ammette • che dopo t1·e , quattro , otto miglia e giornate intiere la • cavallena regolar ~ lo p ossa raggiungere, tanto più fa. • c1lmel'lte lo p otrà. 11 bersagli ere a cavall o, come quello • che possiede cavallo più atto a superare le difficoltà del


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A CAVALLO

l BERSAGLil>Ill

• suolo, fornito com'è cli bardatura e corredo , adatti.

a

ciò p iù

< L'asserire poi che basterà ·il mo,,;,,ento che U 9ersaqliere ( a cavallo impiegl~erà per a,ppiedar'e , pcrchè it brigante « possa allonlanars·i di alc-u-ne centinaia, di met1·i e sottrarsi • ai colpi del suo fucile, è un voler supporre o troppa « rnerz1~ nel hersaghere, o nel brigante un a, celerità son « per dire telegrafie~ , senza pensare all'uso che . in ta l « caso s_1 potrebbe fare convenientemente dei sostegni • rimasti a cavallo per caricare od inseauire .a seconda 0 « delle circostanze.

« E quest'uso appunto dei sostegni rim asti a cavallo prev<;1-le, a_parer ~10, su quello di pattuglie miste di drapeUi « di var·ie, cmm al q uale accenua l'onofevole oppositore, « evitando gli inconvenienti che risultano immancabii« mente dalla loro riunione; la cavalleria, a cagione ~ d'esempio, coi drapelli m isti dovrà fermarsi o rallen« tare i proprii movimenti per attendere al necessario « riposo della fanteria, come ezianclio la prima sarà irn« possibi_lata a seguire questa n ei terreni scoscesi ed • alpestri. Invece l'azione dei bersaglieri comandati da « un solo capo e da una sola volontà, m ercè gli agili • lor? c~valli atti a portarsi ovunque i briganti arrivano, « sara più estesa, non rnterrotta e conseguenternepte più • efficace; e tanto più se , com e asserisce il prelodato « oppositore , la bardatura. il bottino e le provvigioni « rendono tutt'altro che leggero il cavallo del brigante. • Suqa difficoltà e d irei quasi ripu,gnanza del cavalleg« giero, lanciere, ecc ., a comba,Ue?'e a piedi, convengo pie« nameute, sebbene questa istruzione venga in tutte le « armate esercitata . Ciò è n atura.le, percb.è il cavaliere • non ba nè vest,iario, nè armamento per combattere a " piedi. Eg li quindi appiedando sente la suh inferiorità « contro la fanteria, e contro la Cct'vallei·ia poi, è ben raro « il caso in cui debba appiedar0; e perchè infine ecrli ri« cono_s_ce nel cavallo il suo mezzo principale di otlesa e < d1 difesa.. Ma ciò noo è applicabile ai bersaglieri a ca• vallo, della._cui istruzione è scopo precipuo il com.bat' tere a p1ed1, a t~l. uopo vestiti, a tal uopo ar mati. di « carabma d1 precisione (Miniè), di baionetta e di re« volyer, troveranno la loro forza nel trarre profittò, • appiedando, delle accidentaliLà del terreno , noo dive« n endo mai esclusivamente cavatie1·i, come opina !'arti• colista. «

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« Creda pertanto il colonnel~o ~azé che, anc:h~ ammessa , la celerità dei miei hen;aghen a cavallo ! si possa al( trimenti soddisfarn alla rapidità di locomozw_ne p~1' mezzo t di l1'aini a l1'e collai·i S'U ciascuno dei qu?'li egli fa_ tr-a~ « sportare una dozzina di soldati, avendo il vantaggio di , risparmiai·e col s·uo metodo un_a gran . p~rte del _denaro « che occorrerebbe pet· montat· di cavalli, il corpo da . me « proposto/ Accontentandomi di acce~nare per p~rte mi~ q 1:1,ll'economia indiretta sì, ma grand1ss1ma c~e l uso dei « miei bersao·lieri a cavallo permetterebbe d1 realizzare e sulla cavall~ria regolare, acmiuogerò che, poc? pers_uaso • della celerità dei traini e dclla loro facoltà d1 praticare « i terreni che non siano strade o pianure affatto sco• perte, sono convinto esser ruso di tali mezzi di trasporto « contrari o alla_segretezza. • La citazione infatti che fa rnil suo articolo il mio ~p~ • positore del pro-ver~iale non ~acc~o implica nei c~~tad_1111 « uoa specie di conmvenza coi b n gant_1 ; ~he~ro c10 m1 s~ « concederà di op inare, che do_Ve1?,dos1 r:1ch1edere questi • mezzi di t1;asporto, le operaz10m relative non permet« tono di agire con quella s~gretez~a che è tanto nece_s« saria alla sorpresa. Nè il fatto d1 Ponte Landolfo, m , cui perirono un u_ffiziale e_ quara.n_ta uom1m, sarebbe • forse accaduto se mvece d1 uomini montati su vetture , e traini s.i fos;e trattato di bersaglieri a cavallo, i quali « al postutto avrebbero sempre potuto per lo meno sal,, varsi. « In quanto poi all'opinione emessa dal signor co'lon• nello, che possa cioè la celerità stessa riuscire dannosa • in un inseguimento (come egli dice) stmtegico., accadendo • per false inforrnazion,i di. far maggiòr stmda inibtil7ne7:t_e, « io non trovo di poterla mterarnente dividere. Infatti 10 « credo che la fatica di tali rnarcie venga sufficientemente « compensata dai vantaggi indiretti che arreca 11:ai sempr:e « la frequente comparsa della _truppa ne: paes: meno v1• sita.ti, intimidendo i malevoli, scoraggiando 1 _rnar~uten~ « goli, animando i timidi·, non senza mantenere 1 briganti « in contin ua ao-itazione e pen colo d1 sorpresa. Col pro• porre poi di dare intiera facoltà ai comandanti le com• pagnie dei bersaglieri a cavallo, di prelevare ovunque • viveri e foraggi diet~o j l semplice rilascio ~i buoni, • non ho già in_tes_o d1 ~'hr cosa 1:uova. Infatti , fa rebbe « proprio mera.v1glrn_ se 10 cre~e~s1 che n ell~ v~ne spe~ dizioni fatte da ogm genere <;11 d1_stac~ameI_Jt1, _ s avessero « sempre dovuti aspettare 1 v1ven dei fornitori, per non


28 I 13ERS..\'GLIÉRI ( essere i comandanti autorizzati a provvedersene alta « meglio. Intesi solo di proporre che tale misura, che « ii;tvero è eccezionale pei distaccamenti, e che esige' < q~a~i~sempre ~na particolare autorizzazione, fosse pei < miei bersaglieri co nsiderata nonnale, ·tinde poterli do« tare della rrrnggiore possibile mobilità. Del resto , se « tale misura fosse g ià stata adottata . è questa una que• st10ne che nulla ha· da fare colla, mia proposta, e per • nulla intacca l'utilità della medesima. • Dopo quanto dissi mi reca meraviglia che non avendo « parlato delle a.nui, del modo cli combattere, della bar« datura, ed avendo a torto contrastata la superiorità dei • cavalli che io vorrei impiegare pèl n uovo corpo, esponga « il colo1tnello Mazè in _ttwno_ ca.tegorico, essere suo pa• rere elfo la proposta 1st1tuz10ne non darà quella utilità « che il pubblico potrebl:ie aspettarsene. • ç>p1oi du_n qu~ come _vuole; aggiunga pure la st_atistica • dei vantaggi nport1:1,t1 dalla truppa ~111 briganti., van• taggi che però conver_rà non essersi ov ung LÌ e verifica1i • come m Capitanata; 111 q uanto a me, ben lungi dal • negarli, oso però asserire che i bersao-J.ieri a cavallo • ne p9tr~bb~ro e per lo spi~ito e p_er _la '"'proprietà della « loro 1st1tuz1one ottenere d1 magg1on. Qualora anche • il_ colonne_llo Mazè avesse in par!e ragione per quanto • riguarda 11 loro 1rnp1ego contro 1 bngant1, ciò non b,L· « sterehbe a _r.ondannare la m ia proposta; poichè è spe« cialmente 111 guerra regolare che io m i ri prometto da , questa truppa u n utile sommo, nel farle eseo·uire le « operazioni secouclarie della guerra, ed a i1.cbe talvolta « utilizzarli nel momento ta.ttico d ei combattimenti, gio « vandosi sempre della facoltà di s uperare g li ostq,col i « del suolo , e di colpire da lungi ; la qual maniera • di combattere si confà meglio al nuovo 's istema r eso • necessario dalla precisione delle armi da fuoco e dal le • difficoltà del .terreno che il progresso dell' agricoltora. • ha qtiasi ovunqt1e creato a neutralizzare l'azione della « cava.lleria in corpi riuniti e non di raro anche in det• taglio . Aggiu ngerò da ultimo e.be il mio progetto non • m1 sembra poi tanto impossibile nè fuor di luogo; <lacchè ·• uno consimile si sta anche adesso studiando in Francia « (vedi lo Spectate11,r rnilila·ire 15 maào 1863), ed anche « uffiziali generali e superiori moltb autorevoli del regio • 'eserc;ito l'accolsero favore voi men te. • Termino come ho cominciato , dichiarando cli aver

· 29 non per polemica, ma per ribattere gli appunti • fatti al mio progetto ciel che ritengo. ne sarà emersa « per chiaro l'utilità. In voco pertanto che venga accu« ratamente studiato, nè a ciò mi spingeva amor proprio « ma la speranza· del maggior bene p_ e l paese e l ustro « ·a ll'esercito, che ne sarebbe per derivare. A C,\ V ,I LLO

« scritto

« Reggio

(Emilia), 23 marzo 1863. «

Il maggior genera.le « G1uFFIN1 ~.


NOTIZIE StATIST!C!lE SUI FRINCIP .H,I ,ESfiRCJTI E UROPEI

NOTIZIE STATISTICHE SUI PRJNOIP,~LI

\

ESERCITI EUROPEI

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CONTlNUAilONE ( [)

CAPO VII. MOB I LIZZA Z 1 ON E.

Sebbene la Francia, diversamente dalla Russia, dalla Prussià e dall'Austria non mantenga in tempo di pace permanentemente ripartite le sue forze in eserciti, corpi d'eserciti e divisioni, cionullarneno il suo sistema militare è così ben inteso che ad ogni occorrenza la mobilizzazione parziale o generale succede assai spicciata, e forse più che appo le potenze suddette. (I) Vedi liivista 111ilita1·e itctliana, Anno VII, voi. III, pag. 245 , lume lV, pag. 3, 127 e ~39.

vo -

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Il mantenere i11 tempo di pace compartito l'esercito, come in tempo di guerra , è uua speciosità, alla quale, V,anno inseparabili parecchi svantaggi che la sconsigliano, sovra tutto poi agli stati i quali formano una nazione compatta ed omogenea. Infatti un tal sistema costringe a localizzar le truppe · permanentemente, come il sono in Prussia ed in Russia, ove i corpi d'esercito sono territoriali, Gioè fissi per provincie , e come il sonc\ pure, sebben non così perfetta1nente, nell'impero austriaco. Da ciò avviene (;he questi corpi d'esercito s'improvincializzano completamente, non sentono che _secondariamente di appartenere a quel tutto che si chiama l'esercito e la di cui potenza principale sta nella più intima co.esione ed ai'fratellanza delle sue singole parti. Questo sistema incatena inoltre la dislocazione dello esercito allo spartimento territoriale, e sicc0me la divisione di uno stato non può farsi normale, siccome esigesi q Llella di un esercito, cos't ne segue inevitabilmente, che o lo scornpartimen(o militare del territorio non si armonizza col politico - ciò che per se cagiona gravi inconvenienti governativi, - o che al momento di entrare in campagna bisogna rimpastar l'esercito, ed addivenire a novella divisione. Convien dunque assai meglio il sistema francese, che è pure a poco presso il nostro (1), nel quale i corpi di (t) A differenza di Francia noi abbiamo le brigate permanenti, le quali son piuttosto conservate per ragion rl ellc tradizioni d'ogni brigata, che per convenienza laltit:a. Tant'è vero che il generale Fan ti nelle sue Osrervr,zioni dirette al Senato ,tcl Reg110 neU'anno 186'.2, consigliavanc lo scioglimento cosi motivandolo: · « Un gcocr,1lc di b r·igata, che ritiene srmpre il comando dei ' medesimi due rrggimenti, allorchè gli abbia conoscin ti ha più nulla a fare; per cui se 1·i1Mnc dicci anni nel medesimo grado, ciò che accade facilmen te ,in tempo di p;ice, ecl è successo a rne stesso, eg li anà dopo uno o du e anni un a vi t.o più che t.ranqunla.


,. NOTIZIE STATfSTICHE

truppa sorto in tempo di pace lasciati sciolti affatto l'un dall'altro, percorrono per successive guarnigioni, appropriate all'arma loro, tutto il territorio dello Stato, affratellandosi così · tra loro e colle popolà.zioni, e soltanto temporaneamente vengono riunite in brigate, di visioni e corpi d'eserc;ito pei campi d'i::;truzione, per le manovre d'insieme, o per eventuali. circostanze. · Al momento di mettere in campagna l'esercito od una , parte di esso, si formano le brigate , . le divisioni ed i corpi d'esercito speditamente colle truppe d'ogni arma che si trovano più vicine, e così vien mobilizzato l' esrrcito assai più prontamente, che dove i grandi quadri 8lano permanentemente mantenuti ; lo s~ mobilizza_ in quella particolar forma che esser può meglio appropriata alla g uerra occorrente; alle brigate, alle divisioni ed ai corpi d'esercito si danno quei generali coman danti che "Nel caso contrario, si trovi egli in una divisione territoriale, o comandi una sotlo-clivisionc, avrà ai suoi ordiui un certo numero di truppe che andranno successivamente cambi:rndosi. e sarà quindi obb li gato ad un continuo lavoro per osse rvarle n el s ervizio, nei quartieri e n elle manovre; così egli perverrà poco a poce a con oscere gran parie del l"armata, il suo spirito si troverà in azione perma nente, e a forza di esaminare e cli paragonare si farà un più giusto crilcriu sul mel'Ìt.o comp-iralivo dei ' corpi e degli uffiziali . "t suoi rapporti al ministero sul pe rsonale sarann o p iù coscienziosi ed in1lipc nclenl.i, e dai successivi giudizi portuli dai v<1ri generali che si su_ccedono nella rassegna di uno stesso reggimento ne risu Itera per il mi- , nistcro il vantaggio di un più gins to ·conccUo sull'atl.ilucline e suUa condotta non solo degli uffiziali dei diversi corpi, ma si formcri1 allrcs1 un'idea più esatta della c<1pacità cd al.lività dei suoi generali, col confronto dei variati e differenti loro rapporti. « 'tolto il generale di u.na J11:,iga!a permane))tc da ogni ingerenza sugli altri reggimenti dell'arma, si formerà un concetto non sempre esalto su-I merito delle sue truppe, e nei suoi giudizi inclinerà a1l esagerare la capacità d.e i p1·apri-i uffiziali , anche nell'interesse lOl'o, _affin~ di non pre: o-iudicarli negli avanzamenti, se·rnpre temendo, che gli altri comandanti di• brigala essendo meno severi, .non rimangano poi pregiudicati i suoi uffìziali, " Quando poi s i debbe muovere a lià g uerra, il gov erno non avrà più

33 sembrano maggiormente convenite, mentre coll'altro sistema bisogna mante·nervi qu81li che li comandano in tempo di pace, se pur non se ne vuole ferire gravemente la dignità, privandoli di tali comandi al momento di entrare in campagna. SUI PRINCIPALI ES&RCITI EUROPEI

Ésamiriiamo ora quale iu a dìverse epoche la formazione ffegli eserciti attivi in Francia, prendendo Rer punto di partenza il regno di Luigi XIV poiché pei tempi anteriori, la ricerca delle istituzioni militari appartiene più all'erudizione che alla vera storia dell'arte moderna. Durante tutto il regno di Luigi XIV, gli eserciti francesi non ebbero altra formazione tattica -che la brigata., creata in Francia da Turenna, e alla quale questo celebre capitano diede una forza uniforme in battaglioni. La seclta per tali comandi di brigata, co~a che gli stessi scrittori milit~ri ·della Germania altri'IJlriscono come uno dei più grandi vanlaggi del si• st11ma francese sul loro. E in tempo di pace, se siete obbligali a slaccure 1111 reggimento, come sovente accade, il comando della brigata rimane di fatto annullato. ,

" La lunga riu nione <li due medesimi reggimenti permanenti i_n una brigata, ~pecialmcnl.,:; in tempo di pace, ingenera sovente gelosia fra loro, 1,econdo la simpatia che il gener~lc mostrerà più per un colonnello che per l'alli·o. E questo d ifetto era basfantemcnte conosci\1lo n ella vecchi a armnta, e ben s'intende come possa anche avvenire, che il generale per voglia di operosità, e impedito di 1·sercitare il comanpo su altri corpi, ricl)tri nelle attribuzioni dei colonnelli con iscapito dclfo loro autorità, e al miglior fare. • « Fia ~lmente si abbassa il generale alla con,lizione di colonnello, .ohbligandol o a muoversi conlcmporancarrtcute ai )'rggimcnt i nei c,1rnhi cli guarnigione: quando un n omo arrivato a quella nignità ha diritto di spaziare in sfera pilÌ granfie di comodità e di conside razione. "Il dir poi che i gcnenili dr brigale permanenti, essendo così obhl i- . gati a muoversi avranno più campo a conoscere il paese, mi sembrcrebht) far loro torto, poichè è ben chiaro, che prima di giungere rin sotlo\.cncnte a generale a,-rà percorso quanto has\.a il paese per cono.scerlo , e il suir porrc che 110I èonosca, f<1rcb!Je cre,lcni , che non Siasi llP.ppure_occupalo di sturliare In ca:rta d~I su o paese. » A_xi,o vm, vol. r. -

3.


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t-OTf.ZlE STATISTl\:HI>

riurJone di cinque o sei brigate formava un comaudo clic nulla aveva di permanente, :Qè ù i ben dr• termìnato. La fo rza d c;ii recrg imenti variava assai. dall'uno al1'altro, o~ non cosl però quella dei battaglioni i quali avevano gia un e-ffettivo presso che normale e costante; ed è perciò. che nella formazione delle sue brigate, Turenna prese p er unità elementare il battag1icme. Sotto Luigi XV una nuova: forma:1.ione fu introdotta n egli eserciti attivi di Francia, ìa divisione, di. cui 11 man :i~ciallo di Broglie fece uso nella guerra dei sette anni p762-1763); Gl fu quindi adottata in un modo p ermane~1te dal conte Saint-Germain, ministro della g1:1erra di . Luigi XVI; e data p1ir da quell'epoca lo spartimento territoriale per d ivisioni . / La divisione attiva comprendeva .allora due brigate cli fanteria di due reggimenti ognuna, un reggi men Lo di cavalleria e due batterie d'artiglieria. l'\ el 1788 il consiglio di guerra permanente istituito d,d signor De-Brienne ministro della gtferra, organizz.èr l'csrrcito fran cese in brigate e divisi~ni composte di trup1~e clclla stessa arma; ma non t ~rdò a scoppiar l a rivoluzione e si ritornò alle divisio;ni miste di truppe d'ogni arma. N~lle prime gue rre della repnbblica un eser~ito com: ponevasi d i due, t re ed ancbe più ~ivisioni dette rntist~ percbè comprendevano le tre anm, e nelle seguenti proporzioni : 2 Brii,-ate cli fanteria; o l Bri gata di cavalleria; 2 Batter ie d'artiglieria (una a cavallo e l 'altra a. piedi); 2 Compagnie del genio. · Una delle brigate di fanteria si componeva di tre mezze . brigate di liJ1ea, e l',aÌtra di una mezza brigata di linea e d' una mezza brigata di fanteria leggera. La brigata di ca.valleria av0va 1rn r eggimento cli cav ,1l• )eri,~ di l inen 8 l'n.l tro rli, c,w,illeria lr.~ggera.

SlJJ l'HlNCll'.U,l ESERCl:/'l E IJ !\OPEl 85 Il num!:lro delle bocche da fuoco era di 6 per batteria . La forza di una cotale clivisicine variava dtù 12 ai 15 mj]a· uomini. Questo effettivo preso in media fu s~vente ,r addoppiato; così n el 1793 la di ~isione- del generale Sonhwm contava più di 40,000 uomini . L~ divisione, questo elemento essenziale dell~ gran tattica, era comandata da un generale di divisione, avent@ sotto i suoi ordini i due generaili di brigata di fanteria, ed i comandanti permanenti .delle truppe . Il _suo stato maggiore c.omponevasi di un aiutante generale, di due ·aggi unti, e almeno di urfuffiziale del genio. La riunione d i più divisioni formava, come lo abbiam detto, un esercito; àl quale si aggiungeva sempre u n corp_o di riserva di cavalleria ed un par·co d'artiglieria. Questo metoclo 1 di orgauiz:tazione attiva nel quale le ~ivifiioni costituiva no come altrettanti piccoli eserciti : capaci di agire isolati; era nato dalla necessità in cui si trovò dapprincipio la r epubblica di frazionar le sue forze per fronteggiare l e i o vasioni che per ogni punto della sua l'ront iera la minacciavano. Ma quando la lotta g igantéggiò, e che la Francia dovette porre in armi l e sue massime forze, l 'attività- delle operazioni, e ·sovratutto· la forza numerica degli eserciti ri chiedevan0 m aggior coesione, m aggior insieme ecl una. più ampia ripartizione delle masse per cond urre a grandi ris ultati . Tant'è v ero che sino a Napoleone n0n veggiamo · di grandi fatti militari; nè strategici 'n è tattici, ~a ope ra:tioni slegate, parzilili e frequenti combattimenti, e tuttochè sanguinosissimi e splendidissimi, raramente decisivi· e ·ciò ovviamente per natu~al tendenza che i generali della r epubblica aveano di emanciparsi l'un d aH'altro, t~ndenza inerente a quel sistema di· mobilizzazione, spec1almen te sotto governo repubblicano. . (( Nulla ba vvi di rneglio, scrive il Rorqtrn.ncot!l'I , di qlle~l,o sistema. di divisioni per eserci ~i di 30 a 10 inila uornini,

la

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SUI PRl'ICIP \I.I liSERCITI l::UROPEI

NO'l'IJ.IE STATISTICHE

sopratL1tto qllando si abbia l'avvertenza di r~ccoglief•e tutta la grossa cavalleria e seco aJcùni reggimenti di leggera in una riserva speciale; ma non sembra convenire oltre que;;to limite, poichè l'attenzione del generalissimo riuscirebbe troppo divisa, e l'impuls ione troppo ditiicile a darsi . Le prime grandi frazioni di un esercito debbono aumentarsi in ragione della sua forza, ed è solo da un certo limite, da uoa certa suddivisione, che le -diverse-ai:rni ponnosi cornhjnare tra loro senza che.la loro. rispettiva energia n e scapiti. • Napoleone ben sapendo come 1e guerre non si decidono ch e colle grandi battaglie , e come le grandi battaglie non si vincano se non coi grandi eserciti, riconobbe tosto gli inconvenienti di quel sistema d'ordinamento attivo d ifettante di unità d'azione perchè privo di concéritrazione ·nel comando e nel riparto, cd appena si trovò al governo s'applicò a correggere tali difetti. Kol potè però radicalmente se non quando congiunse a1l'antorità di generalissi mo il poter sovrano. La gmnde a,n ncé cLel 1805 presenta il vero tipo ddl 'ordiuarnento attivo napoleonìto. Essa constava. di 8 coi·pi d'esercito : Il 1° comaridato dal generale Bernadotte com ponevasi d elle dlle divisioni di fanteria Drou(;)t e Rivaux e del1a <li visione di cava"neria di Kellermann; in tutto circa 17,800 uomini; 11 2° corpo agli ordin i d1 Marmoot, era· form ato delle tre d i visioni di fanteria Boudet, Grouchy e Lacoste circa 20,800 uomini ; . Il 3° corpo, sotto il maresciallo D,ivoust, si compon eva. delle tre divisioni di fanteria Bisson, Friant e Gudin e della d ivis.ione d i c,tvalleria Vialanne - 27, 500 uomini circa; ~1 4° corpo , comandato dal maresciallo Soult, conslava dello q 11at.tro di v isioni di !'a nLeria S. 1-Hilaire, Su-

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chet, Legran<l e Vandamme e d ella divisione di cavalleria Margaron - circa 41,000 uomini; Il 5° corpo, sotto il maresciallo Lannes, comprendeva la divisione dei granatieri Oudinot, }a divisione d i fanteria Gazan e la divisione di cavalleria Treilbard . :......17,800 · uomini circa; Il 6° corpo, comandato dal maresciaÙo Ney, era formato delle tre division i di fanter ia Duponi Loison Malher e della divisione di cavalleria Till y .:_ 25,00Ò uomini circa; - Il 7° corpo, sotto Augereau, era delle due divisioni - d i fanteria Maurice-Mathieu e Desjarclins - circa 18,000 uomini ; · , L' 8° corpo, comandato da Massena, comprendeva cinqlle divisioni di fanteria, due di caYalleria ed una rist.rva; iri complesso circa 50,000 uomini. I sei primi corpi, colla riserva formata dalla g uard ia imperiale sotto Bessières e dalla cavalleria grave sotto Murat, costituivano una massa di 160,000 uomini destinata ad operare in Gerrnan~ sotto il comando immediato dell'impera.tore, mentre il corpo di Augcreall guerreggiava staccato nel Tirolo per coprire il fianco dello esercito e mantener le comunicazioni .col corpo di Mas~ena operante nella Lombardi.a . Nella ' Dassa Italia 20,000 uomini coma~dati da Gouviou S .t-Cy r fiancheggiavano l'estrema destra dell'immensa fronte strategica della g1·a;nde a1·mée. Il corpo d'csercilo constava così di 2, 3, 4 e perfino 5 divisioni di fanteria, di 2, 1 od anche di nessuna diYisione di cavalleria: la: sua for7,a variava tra i 17 ed i 50 mila uomini. No!l era dunque una formazione tattica, normale ed assoluta che Napoleone intende,a creare col corpo di ese_rcito, ma be.Q.sì inve.ci~ una formazione strategica re lativa alla natura ed all'estension e di quella, parte del


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NOTl7,rn STATl3'rlCTIE

teatro della . guerra iù cui il corpo dovea agire, .ed a.Ila naLura elci le operazioni a11e quali era destinato . Ed è. qnesto i n vero .i l criterio fondamentale della com~ · p,lsizione d el corpo d'esercito, criterio il quale venne fa·hmto nelle successive applicazioni che gli altri eser01ti ne fecero ad imitazione del francese, e che dimostra ovviamente la ·speciosità. ed anzi l'incompatibilità dei corpi d'esercito organizzati in tempo di pace. · Onde utilizzar la forza d'insjeme delle varìe armi~ per agir colle masse, per evitar la dispersione di certe parti, per esempio della cavalleria che nel sistema ~livisionario degli eserciti repu bhlicafli trov'audosi dis.:seminata per ogn~ divisione, non era suscettibile. di ·quella grande eflìcacia, che ba la sua azione per grandi masse, Napoleo~1e e ra tornato alla formazione divisionaria adottata dal consiglio di g uerra del 1788, oioè alla {01·mazione di divi~ioni distinte di fanteria e di cavalleria. Della cavalleria grave eg,li formò corpi d'esercito di due o tre divisioni cia.scu no e della forza çli 6 a 1O m ila ca valli. · • Nel 1812 la grancle m·mée avev~ quattro corpi di cava11 kria della forza complessiva di circa. 40,0_00 cavalli. ' Ogni corpo. d'esercito avea una riserva. d'artiglieria • di 30 o . 40 pezzi ; oltre ad u na riserva generale c;l'arti glie,ia di _maggior calibro, della quale Napoleone riservava.si esclusiyo impiegG> per usarne nei m c,menti supremi: come,. per esem pio, a \Vagram ·con una batteria di 100 peni, egli arrestava il centro vittori?so · deli'arciduca Carlo, raddriz'lando il combattimento che Davoust terminava poco dopo impossessandosi dell'altopiano cli \Va·g ra.m. Pe1: le vangnardie ed in g0nerale per qualunque distaccamento fvrrnavans i divisioni e talvolta anche bi·.igate m iste delle tre armi, ma ciò soltanto eventu~rneute pel t empo d i t~le operazione.

SUI PJllNClPALl E S ERCITI llUROPEI

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Dal 180$. in poi la formazion e degli eserciti attivi i 11 Francia s'informò generalmente al siste1ba napoleonico anzidetto, a · quello cioè dei corpi d'esercito composti di divisioni di fanteria e di divisio.ni d i cavalleria. Trn1tançlosi però di spedizioni, e non di grosse guerre si usò piet d'ima volta divisioni miste di truppe d'ogni arma : così ad esempio nella campagn a di, Spagna del l 82a; ed ·il corpo di spedizione di. Marea (1828) forma v.a pure uni:l. divisione m ista. Il corpo di spedizi'One che s' impadronì d'Algeri nel 1830 si componeva di tre d ivisioni di fanteria e di qualcl1e squadrone di cavalleria. _ Sotto il reg rio di Luig i Filippo non si. ebbe a mobilizz:n· · che un solo esereito attivo, e fu quello che s'impadro11ì della cittadella d'A~versa o-componevasi di una: divisiolì e di fanteria (2 brigate f4 reggimenti di 3 battagliPnì ognùnol, 2 batterie d'artiglieria [12 pezzi] · ed una com pagni~ del genio); di :2 di visioni miste. (ciascuna à i due brigate di fanteria, l brigata di cavalleria [2 reggimenti a '4 squadroni ognuno], 2 batterie d'artìg1ieria [12 pezzi] ed una compagnia del genio); una divi~ione di cavalleria ~2 brigate [4 reggimenti], .una. batteri~ a cavallo (12 pe~ziJ) ed una rise1;va d'.artiglieria. con u.n parco d 'artiglieria ed uno del genio. L'effettivo di quest'esercito era di 44,615 uomini, 9,641 ca.valli , con 6Ò bocche da f uoco (cioè in ragione di 2 bocche da fuoco per 1000 uomini). Deve però notarsi che una delle divisioni miste non fu completat'a. - Le truppe impiegate n ell'Algeria formarono sempre, quando mobilizzate;· corpi misti conosc.iuti sotto il nome di colonrJes expedition1iailtes, il di cui effettivo variò genernlrnente dal 1000 ai 10,000 tÌomini. L'ultima . spedizione nella Kabilia. fu eseguita .d a un corpo d'esercito, il quale forte cli tre d1visioni di fan teria e di alcti"ni squa-

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~OTl7.IV. STATI STICHII:

SUI PR! liCIPAl,1 ESllRCITI EUROPEI

droui di cavalleria provvisoriarncnte riuniti in un reg~ g1rncnto, presentava un effett ivo di 30..000 uomini circa. Dnrante la seconda repubblica altro es~mpio di mobilizzazione non abbiam da notare che la spedizione di Roma. fatta da una divisione composta di due brigate di faat.eria e di una brigata m ista , divisione la quale oggi const.a invece di 3 brigate di fanteria, di 1 r eggimento di caval_leria e 3 batterie d'artiglieria (A.). Il secondo impero _ci presenta due g rosse guerre, q uel1a di Crimea e quella d'Italia e parecchie nuove '.s pedizioni di cui le principali sono quelle della China, della Siria (B) e del Messico. La spedizione nena China venne operata da una divisione mista (C) , quella del Messico in pria da una brigata mista, quindi da un corpo d'esercito ( D). Nella campagna d'Oriente (E) e d'Italia (F) l'eseriito fran cese era formato per corpi d'esercito, 0iascuno di 2 o 3 divisioni di fanteria ed una di ca:valleria.

La sua forza varia così tra 6,000 e 12,000 uomini secondo che su mezzo pi ede di guerra o sul piede intier o. Sono addetti alla divisione di fanteria : Due batterie d'artiglieria; Una compagnia zappatori del genio; Un distaccamento del treno ; Una sezione d'&i:nbulanza; Un distaccamento d'operai d'amministrazione; Un drappello di .guide a cavallo (10 o 12 uomini) ; Una brigata di gendarmeria,.

Il sistema d'ordinamento attivo attualm ente segu ito in Francia, è in base lo stesso che quello· innanzi accennato del· primo impero: In caso di mqbilizzazion e le forze terrestri si riparti- '

scono in corpi d'esercibo, il cui numero può variare se: condo i1 bisogno ,

•

11 corpo d'esercito si compon e di. 2, 3 o 4 divisioni di fa'nteria, con una brigata od una divisione di cavalleria leggera ed una risérva d'artiglieria. La divisione· di fante1·ia consta ordinariamente ·ai due brigate; la prima · form ata di 1 battaglione cac,cìatori a piedi e di 2 reggimenti di fanteria; la seconda composta di 2 r eggimenti di fa.nLeria, cioè : I battaglione di. cacciatori ·e 12 di lio ea..

Una divisione di cavalleria comprende per l'ordinario due brigate, ciascuna d.i 2 reggimenti cli 4 o 6 squadroni, epperò dell'effettivo m edio di 2,40.) ca.valli. Le sono ·addetti : una batteria d'artiglieria a cavallo, · un distaèca mento del treno ed una sezione d'ambulanza. L'artiglieria in campagna si compone di batterie e parchi. Le batterie si distinguono in batterie di clivisione, e sono q uelle addette aJle d ivisioni di fanteria e di cavalleria; e batter·ie di 1·iset"Va, le quali sono riunite per formare una 1·ise1·va d'arli,qlieria di corpo d'esercito ad ogn i corp'o d'esercito, e quindi la 1·ise,•va g1merale d'artiglieria, la. quale rima.ne sotto gli ordini diretti del generale supremo . . Og ni corpo d'esercito' ha un par·co di co1·po d'ese1·c'ito; ed havvi inoltre · u n gran JJarco colla riserva generale di artiglieria. Il gran parco devè approvvigionare i parchi dei corpi <l'esercito. le hatterie della riserva generale e quelle divisi0oali addette alle division i di riserva di cavà.1\eria. J] gran parco comprende una pm·te mobile almeno composta df carri d'artiglieria sempre attaccati per seguire a b reve distanza le mol:lse dell'esercito ·guerreggiante, e


42

~OTIZJE STATISTICHE

SUI PRl:iCIPALT ESF.RCITI EUROPP.I

di una pa,rte non attaccata la di cui composizione varia ,:ccondo lo stato ùel materiale, le comunicazioni e la distanza dei magazzini.e dei depositi d'artiglieria. Oli equipaggi"da ponti seguono i parchi. Le dotazioni tlci parchi dipendono dalle peculiari circostanze della guerra, però in via normale i parchi di campagna si compongono come è indicato nella seguente tabella: .

l)b:SIGNAZIONE

PARCO

-GHA~ PARCO

DI CORPO D'ESERCITO

•

(Pd.RTE ìllOBlt.ll)

43

\ 1 112 per pezzo di co1·p o 1 l 12 per pcz1.o Ilei I cl ·esercito. •corpo d'esercito ( 3 per p~zzo clclla riserva generale. .~..::.. 112 per pezzo di corpo cl , "'c... ::i "' 1 J12 per pezzo del esercit o. • E.,,., obizzo da 16< corpo d'esercito 3 per pezzo della riserva "o ~-; generale. ~ -~ per peno di corpo di o ,, esercito. ~ " cannonc- ol,izzo l per pezzo del cor- l : u"' po d'esercito. • ~ per pezzo elc ila r i&crvn gcrwral.e, o cli un,1 riserva di cav,lllcria. Q11nnti ne occorrono arnnr.hè tra quanto è po l'la to da l so:d~lQ, da casso ll i di liattcria , Casson i da m unizioni e dai parchi, si ahhi,rno 100 colpi per ogni di fanteria fonte, 30 per cadun cava lierr, 54 per ogni cannouicre. 118 per pezzo di cOJ"f. o d'c•sercito. Affus ti d i ricambio. 118 .per pc1.1.o del corpo d"cscrcito 114 per pfzzo dello riserva gPneralc, o di una ri~cna di carnllcria. 6 per un corpo d i , 1, tl" 1. esercito di 20 e oggc 111 apmila u omini. . Il doppio dei pn rchi di provv1~1onamen- 8 per un corpo di corpo d'esercito. lo e coi redo. . . iisercilo di 35

-~ _§ _

•

cannone da 12.

i

d'utcnsili <la ', mila uomini . . operai . . 1.

.. ,... ,... <>

u

•

•

"

di przzi cli ricambio per armi portatili d ' ulcnsili e materie d'artilìzio

2 5 per un esercito d i 100 mi la noni. per 6 mesi 6 per un esercito cli 120 mila u om. pCl' 6 mesi. 7 por un esercii.o il i H O mila uom . per 6 mesi.

1.

2.

Carri da balleria

l per 100 ca~alli

I p er 100 cavalli.

Fucine (non comprese cluci portate su di un carro cla parco)

4.

8.

Fucine da maniscalchi

1 p er 250 cavalli .

(1) Tra le mnniiioni carrrggiate dai. casson·i d elle baltcriP e d~ qn cll! dei parchi O"lli m111nonc da l'2 cntr.i 111 campagna con 430 colpi; ogni cnnnonc-obitzo cd ogn i obiizo da t 2< con 300 colpi. IJi questo app~ov7 vigionnmento, oii'r.n la mcti, è alle hallcric, il 1·i111a11cntc prr mela :11 p::11·cli i.


44

SUI PRINCIPALI ESERCITI EUROPEI

ls'O'l'IZlE STl\.TISTICHE

Un capo-squadrone di stato maggi•ore f addetti. , Tre o·quattro .capitani di stato maggiore• Lo stato maggiore d'un esei;-cito attivo ovve-rossia il grande stato maggiore consta di : Un capo di stato maggiore, ordinariamente ,generale di di Yisione; · Un sotto-capo di stato maggi01·e, generale di bdgata o colonnello; Uno o due luogotenenti colonnelli Due o tre c~pi-sq~adroni (di stato maggio.re. Sei od otto capitani ) Quando l'imper atore assume il comando dP.ll'esercito attivo, il cap0 di stato maggiore prende il titolo di maggio·r generale , il sotto-capo quello di aiiitante maggiore generale, il quaìe ha talvolta sotto i suoi ordini uh sotto aiuta1ite maggiore generale.

La proporzione dellé di,;erse •arlni nel1a compos1Z1one dei corpi d'esercito attivi varia in Francia, come per ogni altro esercito secondo il teatro della guerra; ma m via normale si ritengono i seguenti coefficienti: Fanteria

.· . 075 d I CUI ' '

l o]

@,63dilinea; , ·2 Ieggera; •

l

0,12; 0,08 (2 pezzi per ogni l,000 fanti e 3 pezzi e mezzo Rer ogni 1,000 cavalli); Zappatori 0,02; D'altre truppe · 0,03.

Cavalleria . Artiglieria.

Accennerèmo brevemente ora come si compongano gli slat-i, maggiori ed i vari servizi presso le truppe mobilizzate. La brigata sia di fanteria, che di cavalleria è comandata da l;m generafo di brigala., il quale ha per suo aiutante di campo un capitano di stato maggiore. Una di visione è comandata eh un genemle di divisione, il cui stato maggiore è così composto: Un capo di- stato maggiore, colonnello o luogotenente colonnello di stato maggiore; Un sotto- cnpo di stato maggiore, capo-squadrone di stato maggiore; Due o tre capitani addetti di stato maggiore. Il comando di un corpo d'esercito compete ad un ma1·esciallo d·i Francia; ma è talvolta anche afDdato ad un generale, di divisione, mediante imperiale commissione. Il suo stato rnagn-iore è formato di: -"' Un capo di stato maggiore, generale di brigata; Un sotto-capo··di stato maggiore, ·luogotenente ·colonnello di stato maggiore;

.

.4 5

L'artiglieria ecl. il genio hanno i loro 'stati maggiori particolari. Così nei corpi d'esercito )'artiglieria è comandata da un generale di brigata, il quale ha seco un capo di stato maggiore (uffiziale superiore d'artiglieria) ed alcuni uffiziali dello stato maggiore particolare d'artiglie1;ìa.

•

Il genio vi è comandato da un uffiziale superiore, il quale ba aggiunti al~uni capitani dello stato maggiore di quest'arma. Nell'esercito attivo lo stato maggiore . d'a.rtiglieria è formato di: Un generale di divisione, · comandante l' artigl·ieria · con due aiutanti di campo; Un colonnello , <.apo di stato maggiore d' a1·tiglieria con un certo numero di uffiziah aggiunti; Un colonnello, di1'eltore dei parchi. Lo stato maggiore del genio si compone di :


46

SIJI I'!\INCIPALI , ESllRCITI EUROPEI

NùTIZIE S1'ATIS1'1CHE

Un uffaiale generale, denoi11inato comanda1ite del genio all'ese1'cito; Un ulfiziale genorale o superiore, capo. di stato maygio1·e det genio; Un uffiziale superiore , dJfrettore dei parchi del genio; •

.

47

Per ogni corpo d'esercito e quindi per l'esercito iutiero, sono ino,ltre organizzati : Un servizio telegrafico, · 1 con un capo di servizio , e rispettivi funzionari suUn servizio postale, balterni. · Un servizio del tesoro,

Un cert~ n um,e ro di altri uffiziali .del ge'nio. .

Pel servizio d'intendenza ogni divisione attiva ha un so\to-intendente od un aggiunto; 9gui corpo d'e~rcito. un ìntendeu·te o sotto-intendente con ùn numero di agg iunti, direttori ed impiegati pei vari servizi, ragguagliato ai bisogni. In un esercito havvi l'intendente generale dell'esm·cito, incaricato dell'alta direzione di tutti i servizi ammi'nistrati vi dell'esercito, ed il quale ba presso di l ui il personale necessario di funzionari d'intendenza, direttori, impiegati, ecc. Il servizio sanitario è così organizzato : Ogni battaglione di fanteria ed ogni mezzo r eggim'.ento· di cavalleria ]:i.a il suo uffiziale sanitario co' suoi zaini d'ambulanza. Ogni divisione h a la propria ambulanza' divisionaria <l iretta da, un medico principale, i:•.oadiuvato da un pers9nale di uffiziali sanitari e di hlfermieri r agguagliato ai p ir:ogni . L'am.bulan-za divisionale ha ordinariame1ite 5 cassoni d'ambulanza se di fanteria, 2 se cli cavaller ia, ciascuno dei quali con tiene 2 ti1ila medicature assortite. Al seguito d'ogni corpo d'esercito havvi q'uanto personale e i11ateriale è n ecessario per creare uno speciale temporario sulla linea di t appa dell;esercito operante. · Presso p oi il gran q1.;ia.rtier~ generale si trovano i capi del servizio sanita:r io con m ezzi materia li proporzionati ai b ir;,1 gni della gncrra inl,r;ipresa. -

"'

Come si~ amministrata la giustizia presso le truppe attive, già si è accennato al CAPO \ 71, § 5, e come P-iano i comandanti dei distaccamenti di gendarmeria addetti alle di visioni, ai corpi d'esercito, ed al gran quartiere generale e vi esercì tino le funzioni di prevosti e di gran p revo;to ivi pure si è accennato .. · .

I

Il comando d'ogni quartier g enerale è affidato ad ùu uffiziale del grado di capitano per quello di divisione, di maggiore o luogotenente colonnello per quello di corpo d 'esercito, di colonnello ed anche di gl!nerale pel gran quartier generale. Oab ni ·quartier generale ha il suo vaguemestre incaricato , della polizia dei carriaggi; ed ha inoltre pel se1•vizio ordinan_za un distaccam ento di cavalleria, cioè: Una squadra pel quartier gen erale d'una divisione ; Un pelottone pel quartier gen erale d'un corpo _d'esercito ; Uno squadrone od , anche un reggimento pel gran . quartier generale.

di

A tt ualmente la Fran cia , come notarnrpo in princip10 di questo capitolo, mantiene formati anche in tempo di pace ,tre corp i d'esercito e sono: quello della _g uardia. imper iale, quello di Parigi e quello di Lione. Il corpo de1Ja g uard ia imperiale consta d i d ue divisioni ~j · fanteria ed una di caYcslloria, è di una riserva. di arLiglie-

Il


I.

48 NOTJZ!ll STATl~TICHE ria (G); gli altri due sono ciascuno di tre divisioni di fanteria ed una di cavalieri a, e di° una .riserva di artiglieria. _ NOTE.

(A) La divisione di occupctzione a Roma consta attualmente di: Fanteria. ta Brigata: 1 battaglione cacciatori (di 6 comp.); 2 reggimenti fantcri_a (6 baltagl. di 6 comp.); 2• e 3• Brigata (c!ascuna): 2 reggim. font. (id). favalleria. J rcggi!llcnto usseri (4 squadroni). Artiglieria. • 3 batterie montate (18 pezzi); compagnia treno d'arlig_licria; sezione operai. Genio • 1 compagnia zappatori. 1'reno . mezza compagnia. Amministrctzionc 1 ~czione infermieri; mezza sezione operai. Geiidormeria . : l distaccamento. La ;u a forza è come seg11e : Fanteria . uomini 14092 Cavalleria " ' 680 Artiglieria » 580 Genio » • 201' » Servizio amministrativo 61~ ,; Gendarmeria 20 • )) Stati maggiori 26 Totale uomini l 62 I 7.

1 battagl. cacciatori \ •

rcgg1m. (6 batlagl.) 4 squadroni (leggeri)

2

Cavalleria • Artiglieria

2 batterie 1 compagnia.ltcoo 1 sezione o pera i

Genio 1 compagnia Sei--vizfo a,mni,nistrnlivo 1 compagnia treno Distaccamenti varii Gendarincria . , Stat(maggioi·i. • T1 c,irpo era cnrnnndato da Dé Dcauforl d'Hautpoul.

1111 .

(C) Lt' truppe della S]!f!.clizione nella Ckina, constavano per la parte francese di : t Battaglione di cacciatori a piedi ; 6 Battaglioni di fanteria di linea; t Battaglione di zua,, i; 1 Squadrone di usscri; 2 Squadroni cacciatori d'Africa; 1 Squadrone spahis; Batteria da mon tagna; Batteria da battaglià; Distaccamento d'operai d'artiglieria ; I C&rnpagnia zapp,1tori del gc:Oio; I Jd. del treno; 1 Distacca'mcnto d'operai d'amministrazione ; 1 Id. di gcndarmcl'ia. In complesso '7,650 uomini, ripartiti in due brigate. (D) IJ corpo cl'ese·rcito nel Messico si compone di due divisioni di fanteria ed una divisione di cavalleria c·ome segue (1): I

I• DI V I S-1 O N E

(BAZAINE).

ta b1·igctla (De Berthicr). '7° battaglione cacciatori, 1 battaglione.

51° reggimento fantc!'ia, 2 64° id. id. 2 2° id. di marina, 1

id. icL id.

2• b1·i9ata (De Ca-stagny ).

20° battaglione cacciatori, 1 battaglione.

(8) li corpo d'occup(tzione nella Siria (1860-61) era composto di ùna bri-

gata mista come segue: [:'anterùt, •

SUI PRINCIPALI ESERCITI RUROPEf

. .

l!Olllllll

543~ 680

~

75° reggimento fanteria, 3° id. zuavi, 1° · id. tnrcos,

2 2

t

id. id. id.

2 batterie d'attiglicria.

t compagnia zappatori d~I genio. 2• O I V I SI O N E (DouAY).

I)

430

"

204

" .,,

' 452

»

16 18

Totale uomini 1234. . generale dì divifiionc, il g•~1wrtd<'

1• l"·igrita (l'He1'illù:r) .

1° battaglione lmcciatori , 99° reggimento fanteria, 2° id. zua vi, Reggimento estero,

1 battaglione.

2 2 2

id. id. id.

( 1) L'A11nuaire mililairc pcl 1863 òà un'a!lra forma1.ione, mcttn cioè la brigala Neigre nella I' divisione, e la brigala Dc,·lhier nella 2'. mentre ·da i raµ1101·r.i riel maresci,llo Porcy risulta il contrario, ed abbiam creduto altcnervisi, lo che d'allronde poco imporla al noslro punto di vista parlicolare, ·

A~No vur, voi. r. -

4.


50

SUI Pl\11'Cll'AL1 I::SEl\ClTI EUROPEI

2• brigata (Ncigre),

(E) L'esercito fr<W ccsc d'Oriente comprendeva alla ma prima organizzaziouè (marzo 1854), due divisioni cd un cotpo di riserva, composto nd modo scgt1cale:

t!\o battaglione cacciatori, 1 battaglione. iù. e 7° regglrnento fanteria,

81° 1•

iù icl.

51

NOTJZII'! STATJSTJGf!K

id. zuavi,

id. id.

2

2

1-3 DIVISIONE.

t• bl'igata. 2 hallcric d'artigl ieria. 1 compagni,\ zappatori del gen io .

Bl'igata di cccvullcriu (Dc ll'Iira.ndol).

1 ballaglionc di caccintori

t

id.

0 t 0 reggimento di mo.rcia (2 squadroni del t reggimento cacciatori

d'Mrica e 2 squadroni del 2° reggimento della stessa arma). (2 squadroni del 3° reggi mento d'Africa, 2 del 12° rcggimnnto cacciatori cd 1 del 50 reggimento usseri).

id.

id.

,l'arliglieria. compagnia pontieri. f sezione armaiuoli. id. operL1i.~ , 3 compagnie del treno d'artigl ieria.

di fanteria, Tolalc

3 3

id. id.

7 ba ttaglioni. nt:::rn · ~

2• bi·igrtla.

t battaglione di clcciatori a piedi, 1 battaglione. 2 reggimenti di fanteria, 6 i,I.

Totale

RISERVE E PARCHI. Artiglieria (generale Dc Laumièrc).

a picùi, 1 lrnttaglione.

1 rrgi::irncu to di zuavi, •

2

"i bullagl ioni.

bntteric d'artiglieria. compagnia del genio.

I; · batterie

2" D l V I SI ON Jl.

1/ ,

Genio (colonnello Victlla.) .

1 a b,·igata.. 1 reggimento di fanteria, J• id. di lurcos,

3 battaglioni. 2 i,!.

1

3

2 compagnie zappatori. 1/

2

id.

di zuavi, .

Totale

compagnia zllppato1'i conducenti.

1 sc1.ionc operai.

id.

8 batt"glioni.

2' brigata.

7 compagnie del treno ,l'criuipaggi.

t <listaceamcnto cl'infc1 micri

e

d'op ?rui militari.

L'cITcllivo <lei corpo d'esercito si componeva all'alto della sua formazione di: '79 uomini Sl ~l i ma~g!ori '15 Gcnd.irmcria. • )) 24=1s2 l'anl.cria 15fl8 Cav3llcria. )) 3:!05 Arliglieria. li 11 8G Genio _: )) 2718 Servizio amministrativo .

bai.taglione cli cacciatori a piedi, 1 LaUnglione. 6 id.

2 reggimenti di fanteria,

Totale 2 batterie d'artiglieria. t compagnia del genio.

/Jrigata cli coua.lleria.

))

Totale uomini 331~3.

'7 baltaglinni.

2

reggimenti ,li cacciatori d'Africa, t 2 squadroni. pclotlone di spahis.

1 hal.t.eria a cavallo.


52

NOT!ZTli: ST ,ITISTICHE

Corpo di riser-v a. 2 reggimenti di fonterin , 6 batt.aglioni. • id. di zuavi. 3 id.

6 batterie d'artiglieria. 1 sczion e di razzi. l\Iczza compagnia <l'operai d'artiglieria '2 compagnie del genio. 1 pistaccamenlo di zappntnri condur.cnii. id. d'operai del genio.

Il corpo di riserva non tardò a diventare la 3' divisione. Successivamcnlc aumentalo, l'cscrcilo contò, s~tto gli ordini del maresciallo S•-Arnaud , avanti la bnllagli a dell'AIJl'la (20 settembre 1854), fino a 5 divisioni di fnntcriu cd 1 di cavallcriD Alla fine del 1854 l'escrcito fu portato ad 8 divisio ni di fanteria e 2 divisioni di cavalleria. Nei primi giomì del 1855, l'esercito sollo gli ordini di Cnu rob ert fu or,linato in due corpi d'esercito di 4 divisioni di fanteria uno rlci quali aveva pure una divisione di cavalleria rd una riserva composta d i una rli vìsiùne di fanteria (guardia imperiale) cd nna di cavalleria. Og11una delle d,visi(ln i dell'esercito d'Oriente era forrnnt.n di 2 brigale, la lnigi, la avendo 2 reggimenti; alla ta brigata di ogni divisione di fanteria ,•ra addetto on battaglione di cacciatori a pi«'di. - Durante la guerra di Crimea i reggirncnli di cacciatori d'Africa che formavano la divisione di cavallrria leggera furono port ati ad 8 sqnad,·oni ognuno, di cui 6 per ogni reggimento erano in Crimea. La divisione <li cavalleria di riserva composta di 2 reggimenti di dragoni e 2 di corazzieri, i di cni reggirncn ti avevano ognuuo 4 sqnadroni presenti, L'u1'l-iglicria, il genio cd i servizi am111 inistrativi forono successivamcnt,c a11111,•ntali. 1;cffet.tivo dell'esercito in Crimea era di 150,000 uomini alla fine de l 1855. (F) L'e.,ercito f,·ancrse in llalfrt (1859) era composto nel modo srgucntc: Guardia imperiale 2 divisioni di fanteria, 1 divisione di cavalleria. 1° corpo d'esercito 3 irl id. 1 i,I. id. id. id. 1 brignta 2° id. id. 2 id. id. id. 1 divisione 3 id 3° id. i.~ , 0 id . id. 1 brigai.a 1, id. id. id 3 id. id. id. 1 5° id. id. 2 id.

Totali

15

id.

id.

53

&UJ l'RI!-tJP ALl llSEltCl1'1 IW ROPEI

3 di vis. e 3 brigate.

Fctnteria.

Ogni divisione della guardia constava di 2 brigate; ogni brigata di 2 reggimenti. Il batti,gl ionc di cacci,itori n piedi della guardia era addetto alla· 1a brigata della '.l• divisione.

De.Ile 13 dil'isioni di fonlcria dei 5 corpi d'es,'rcilo: 9 erano formntc di 2 brigale ognuna, ed ogni brigata compo$la ili 2 regg imenti di fanteria; la I' briguta di ognuna di queste divisioni aveva un battaglione di cacciatori a piedi; 3 avevano pure 2 brignt.c, ma la prima di esse era composta di 3 r eggimenti, e la seconda di 2 so li; 1 aveva 2 brigate di '2 reggimenti ognuna. Ca,va,l/uia.

La divisione di cavalleria della gnarclia aveva 3 b,•i,,nt~ di 2 rei,.-.imcnt 1· ~h ognuna; le diYisioni di cavalleria della linea constavano di 2 brigate di due reggimenti ognuna e le brigate dell'arma non formai.e in divisioni, pure constavano di due rcggimèn ti. ~

~

~

z;

z

9

____,,_______

....:: o,

V)

divisiodi uali riscrrn

a

é'.: E'-

Guardia imperiale 10 corpo id. . 30 id. 40 id. 50 id. 20

BA'J'TERJE:

o o:: o

'5

25

24

6

41

28

Hì

39

8 16

7 4

J9. 28

8 8

200

So

7 6

12 7 6 7 6 6

__

CO}IPA/;NIE D~I. tjt.N JO

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(livis io ~

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di l"iSt.!l'\T~

- - - - -2

3 '2 3

1 1 I

3 '2

l

13

7

5 - -- - - - ----- - - - - -i ·

Totali

3/;

44

Oltre alle truppe del genio e del l'artiglieria addel.le ~d ~gni corpo d'esercito le riserve di queste due armi ernnu composte nel modo scgnentc: ,.. Al'ligliei-ia.

Batterie di riserva, 13° batterie. Gran parco, l I id. Parco d'assedio, . 15 id. Equipaggio di ponti, 6 compagnie. Gen-io.

Gran parco .

2 compagnie di minato1·i.

.

1 J l

id. id.

d'operai. di conducenti.

.llravi infine presso il 1;-i·an quartiere generale dell'csrrcito, la riserva d'ambulanze, d'amministrazione, dei trasporti, il parco delle riparnzioni del treno e della forza pubbl,ca. Gli stati maggiori erano composti, come abbiamo accennato parlando della loro composizione normale.


,I

54

NOTIZ!K ST.~ TISTICH!I.

(G) Ln guardia imperi:llc ristabilita il 1• maggio 1854 dnll'attnal e impct ;it,irc o ri co rdo ,Jt,11;, prima gu nrdiu impe riale, la qua le ha sì belle pagine ncìla s lorin dei fosti napoleonici, ha essa pure i;ià coronalo di imperituri 11llori le sue nquiill si" nella gm· rTa cl'Orirn tc, sia in qndla d' Ital ia. Jsliluila nt•I 1800, !:i gua rdia imperia le s'at:rn·l1b,· mano mano, sì che vi fn 1111 lc mpo in rui il s110 1'fTd!i,·o r.iggiunsc prrss,,d,è HlO mii:, uomin i forrn.indn cli pe r sè un poùcrosis,imo t•scrcilo, e cl isli11g11cn,losi in "ccchia e giovnnc guardia. l.a vcrchi:t guardia, t·orpu scrlto inr parr•~;:iabilc, colla q ,1alc NapolN1nc operò i maggio ri suoi prodigi, disti11g1:cvasi da lla gi ovin ,;·rar,li.1 per l'anzianilii, per la scelta dei soldati e dei capi, e per talune prerogative da essa hcn n,r,·it alt). . Nel 18 12 la guardia conslava di 34 n·ggimcnli di fanteria, 4 della vcc"1,ia gunr,lia e 30 r!cll a gio\'inc g11,11·rlia; 14 rrgginu'nli di ca,·allcrin, 6 ,lc·lla v~cchia gnardia c 8 :iddctti alla gnarcli;i s,·nzn a,·cruc però tulle le p1·c1·oi;atiYc ; un rq_igimcnlo d'a,·tigli(•ria n pi,•di cd 1111 ~llro a cavallo dclln vecchia guardia, con un ùallagliooc d"I treno, un balloglionc z,ippa to,·i della vecchia gu ~rdia cd u11 baltaglionc marinai essi pure della ,·ccchia guardia. Tu lii i r<'ggimcnti d i fanteria si componcnno di 2 ballaglioni di 4 compai.;nic ciascuno, ogni com pagnia rìi ~00 uomi ni. Luigi X\"111 sciolse la giovine guardia. mt1 uon osò toccare alla vecchio guard ia, ai cui t'l'g~imcnli limi tossi di mu tar nome. La l\cslanrnzionc non cbhe più bisogno di tali rigunrdi poichè la ncchin ~n ard in lnlta era rimasta a "',ilcrlo o! .. . .. Fine su blime, ben dci;no di si e,·oica trnppal L:1 llcst.auro zi onc inlcrrssata a SOlhlisf.,rc il maggio r numero di ombizioni motliplirò i corpi pri,•ilrgia li, c,1 ist,tuivn 1111a gnartlia reulc cli due divisioni di f:int.<•ria, due di r.avallnin e cl i 11110 bl'ig:ita ù'nrtiglieria, il cni effettivo complessivo fu di circa :I:, mila uom ini J't,gni t1r111a. - Co11-sla isti tu zione c,uldc coi Borhoni rii Francit1. Rist,1bilitn òall'at.tualc inip<"ra lorc, come già si è del Lo, nel 1854, venne r iordinata nell'anno successivo sul piede altnale che è il seguente: 1• D ivi~ionc di {rmteria. 1 l\eggimcnlo di gendarmrria a piedi; 3 Id. di granati eri; t Id. di zuavi. l!• Divisio11~ di fanteria.

4 Reggimenti di wlli!Jettr& ; BaUnglione di caccialori u piedi.

SUl Pnl r\'CIP ALI l!SlìRCI T I EUROPEI

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Divisione d-i cavaUctia . 1 Squoclronc di gendarmeria a cavallo;

2 Reggimenti di corazzieri; Id. di dragoni; Id. di lancieri; Id. cl i cnccia tori a ca vallo; Id. di guide. Artiglieria. Divisione a piedi; Reggimento rnonlato; Id. a cavallo ; Squadrone di treno. Una divisione di znpralori del genio (2 compagnie). Uno squadrone del treno d'equipaggi. Piede di pace.

F,mterin, 17,78~ uom in1. - Cav'.ll!Cria, 0,282 eavulicr i. - Gcnd~rm~ria, _l,596. - Artiglieria, 2,985 uomini. - Genio, 309. - f quipnggi m 1lrlar1, 933. - Total e complessivo 20,889 uomini e 7,937 cavalli. (Per maggiori dettagli vedasi capo Il, § 3, sezione t •).

G. G. C. (Co•tinua)


LA PRESA DI PUEDLA e

LA

PUESA DI PUEBLA (CON UNO SCHIZZO)

A metà l'ottobre ultimo la maggior parte dei rinforzi inviati dalla Francia al corpo dì spedizion~ - la cui debolezza numerica s'era mostrata insufficiente a risolvere quella guerra a malgrado la più eroica condotta - erano sharcati a Vera-Cruz, e poteansi riprendere le operazioni offensive con quel maggior vigore che l'aumento di forze avute consentiva in propizie condi_zioni. Sebbene non sia mente nostra il dettagliare tutte le operazioni che condussero il corpo d'es1>rcito francese intorno a P uebla, ma bensì soltanto quelle della presa di cotesta piazza, ciò nulla meno convien accennarle, il che faremo brevemente.

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Da Vera-Cruz sì tende a Puebla per due strade, l'una verso il nord per Jalapa e Perote, l'altra verso il sud pl'l' Orizaba. ove dopo lo scacco di Puebla erasi fortemente stabilito il piccolo corpo di Lorencez. La prima strada è più lunga della seconda ma in migliore stato , e la contrada era meno esa,1sta , che non l'alt.ra. Da Orizaba e da Perote le due strade convergono su Puebla; la prima per una sola direzione, la seconda per tre strade diverse : un<), per Santo Andres va raggiungere a Nopalucan la strada da Perote; la seconda si distacca dalla precedente uscendo dallo stretto de Las-Combres, e tende a Pùcbla per S. Ané!,, Palmar, Quecholac, Tepeaca ed Amzoc; la terza da Tehuacan, sull'estrema sinistra, va unirsi a quella di Palmar e Tepeaca. Quindi alla piccola città di Amzoc si congiungono le sti:ade da Nopalucan e da Tepeaca, ovverosia le due direttrici di marcia dei Francesi. Le vie di Orizaba e di Perote cbe da Vcra-Cruz condu~ono a Puebla varcano ambidue la Sierra Madre; l'una quella dì Pcrote, al nord del famoso Coffano di Perotc, altissimo picco dì forma quadrata, la cui altitudine è di 4888 metri; l'altra al sud del volcano di Citla-ltepet 1 (monte della Stella), la cui cima coperta di nevi p1:1r • petue venne calcolata da Humboldt a 5295 metri sul livello del mare. Quindi la contrada forma un vasto altipiano detto dcll' Anahuac sino alle falde del Popocatepetl, vulcano vivo la cui cima sorpassa quella di tutti i monti messicani. Presentavansi così al corpo francese due linee d'operazioni, da principio eccentriche, cioè da Vera-Cruz sino alla Sierra Madre; quindi convergenti, e là appunto ove ciò era essenziale , poichè indi teudevano al primo obbiettivo, a Puebla. Doveasi preferire quella d'Orizaba perchè oltre ad es.:Jer


LA PRESA 58 più breve v'era una linea di tappe già in buon punto;,. ed a Orizaba stava il primitivo corpo di spedizione. Ma non doveasi trascurare· di sgombrare dall'inimico quella peT Jalapc1, e Perote, p oichè egli vi occupava difensivamente talune forti posizioni, da:le quali avrebbe p0tuto minacciar la ritirata al corpo operante per la linea di Orizaba. Fu importante e savio disegno· quello di Forey di mandare per Jalapa u na brigata, la brigata Berthier, forte di 5500 uomini, mentre egìi colle maggiori forze, muoverebbe per la linea principale d'operazioni.

I mesi di novembre e di dicembre dovettero intieramenta impiegarsi nei preparativi di màrcia su Puel.lla e nell'occupazione dell'altipiano del l'Anahuac, epperò non si ebbero che scaramucce di poco rilievo, le quali se a nulla di d ecisivo condu'cevano, aveano però il vantaggio di demoralizzare le truppe messicane, le quali sempre vi incontravano la. peggio, e di screditarle nella popolazione che ognora le vedeano sbandarsi . e fu ggire d'innanzi alle baionette francesi. Liberata la costa coll'occup'azii:me di Medellin, di Alvara.do verso il sud e con quella dell'importante porto di Tamprco al nord, l'esercito francese potea francamente procedere innanzi senza più temere per le sue com unicazioni con Vera-Cruz. Il generale Bazaihe avea assunto il comando delle , truppe a Jalapa, le quali afforzate d el corpo ausiliario d el messicano Marquez erano a misura d'intraprendere per quella parte operazioni importanti. , Frattanto il generale Douay, lasciata Orizaba il 1° novembre, con una brigata divisa. in due colonne, erasi portato ad occupare Palmare Santo Andres, al che riusciva senza incontrar seria r esistenza. Quest'occupazione era di tutta importanza, poichè, mentre minacciava l'inimico

DI PUEBLA

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per le due vie che ci riuniscono verso Amzoc, rilegava le operazioni della divisione di Bazaine con quelle della sinistra del corpo di spedizione, completando per tal modo l'occupazione dell'altopiano dell'Anahuac, e prepél.• rando la marcia offensiva 1:1u Puebla. A tare oggetto Ilff'zaine "occupata Perote il 18, st0-ndevasi 'tosto verso la sua manca, e colla brigata I3erthier occupava Xalapasco, mettendosi in immediata comunicazione con Santo Andres. Sull'estrema sinistra dopo scambiate poche fucilate i Francesi eransi impadroniti di Tehuacan, sgombrandosi per tal guisa una terza strada per Puebla. Tale era, sullo scorcio del gennaio ultimo, la posizione del oorpo d'esercite, francese, del quale qui giova indicare la formazione: ~ l' DIVISIONE

(BAZAINE).

l" brigata (DE BERTfllER). 7° batta.glione cacciatori, ·51• reggimento fanteria, 62° id. id. 20 di marcia, id.

zo.

b1·igata

1 battaglione. id. 2 id. 2 id. 1

(DE C.A.STAGNY).

20° battaglione cacciatori, 1 battag ]ione. id. 95° reggimento fan~eria, 2 30 id. 2 zuavi, id. id. 10 1 turcos, id. 2 batterie d 'artiglieria. 1 compagnia zappatori del genio.

..


60 .

LA PRESA

2' DIVISIONE (nou AY).

Genio (colonnello Vu.LLA) .

F brigala (L'HmuLLrnR).

2 compagnie za.ppatori. Mezza compagnia zappatori conducenti. 1 sezione operai. 7 cotnpagnie del treno d'equipaggi. 1 distaccamentu d'infermieri ed operai militari.

1° battaglione cacciatori, 1 ·battaglione. 2 id. 2 id. Reggimento estero, 2 id.

99° reggimento fanteria, 2-0 id. zuavi,

za b1'igata (NEIGRE). 18° battaglionc,i cacciatori, 7° reggimento fanteria, 81° id. id. 1° id. zuavi,

1 'hat_ta.glione. 2 id. 2 id. 2 id.

2 batterie d'artiglieria. 1 compagnia zappatori del genio. Brigata di cavalleria (DE Mm,u'<DOL).

1° r eggi~ento di marcia (t squadroni del 1° e 2 -squadroni del 2° reggimento cacciatori d'Africa). 2° reggimento di marcia (2 squadroni del 3° reggimento d'Africa, 2 del 12° reggimento cacciatori ed · 1 del 5° reggimento ussari). RISERVE E PARCHI.

Artiglie1·ia (generale DE L\UMIÈRE).

4 batterie d'artiglieria. Mezza compagnia pontieri. 1 sezione armaiuoli. 1 id. operai. 3 compagnie del treno d'artiglieria.

'

61

OI PUEBLA

L'effettivo del corpo d'esercito si componeva all'atto della sua formazione di : · 79 uomini. Stati maggiori Gendarmeria 75 Fanteria. 24,282 Cavalleria . 1 1,598 Artiglieria 3,205 Genio 1,186 Servizi amministrativi . 2,718 Totale .

33,143 uomini.

- , Il me,se di febb raio fo impiegato a raccogliere il materiale d'a ssedio e gli approvvigionamenti necessarii, la qual cosa non era agevole per lo ?tato pessimo delle strade, sfondate in gran parte dalla pioggia , e per la scarsità dei mezzi d i trasporto; e fu soltanto il 3 marzo che le operazioni poterono ricevere un · deciso impulso offensivo . A quelJa, data il generale Forey portava il suo quartier generale a Acultzingo, ed il giorno dopo inizia vasi su tutta la linea un movimento in avanti inteso già allo inv.estimento di Puebla. Sulla sinistra il generale Douay avanuLvasi a San Bartolq ed il generale L'Herillier occL1pava Tepeaca. Al centro una parte della brigata Bert.hier con seco il


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LA PllESA

generale in capo avanzavasi verso Amzoc, mentre il rimanente della brigata doveasi stabilire in seconda linea a Acayete, per di là rilegarsi colla brigata L'Heri11ier. Il general e Bazaine, stabilito a Nopal ucan, spingeva ogn i giorno fo rti ricognizioni n ella d irezione di Hua-rnanlla, mostran do di voler tentare u n decisivo sforzo su San Ma.rtino, ove stava il genernlc messicano Com onfort con un corpo d i 8 o 10 m ila uomini, la maggior parte d i cavalleria, per mantener .le comunicazioni fra Puebla e Messico, ed osservare la prima di queste piazze, nella q ~ale J uarez aveva lasciato sotto gli ordini di Ortega 18 · mila uomini cir ca. 11 6 marzo più non rimaneva indietro dei Francesi che ]a brigata Neìgre, la quale era scaglionata fra Acalcinga e Quccholac: ma il 9 raggiu ngeYa essa pure il grosso che stava concentrato nelle posizioni di San l3artolo, 'I'epeaca, Acayete e Nopal ucan. Lo stesso giorno la brigata L'Herillier portavasi ad Amzoc, punto importantissimo· poichè dovea servire di cardine .alle varie manovre dell'in vestimento, e l'occupava seng:a quasi colpo ferire; era q uesto il primo movi mento preparatorio deli' i nvestimento di Puebla. Conternporan8ameu te jl gen erale Bazaine riceveva l'ordine di restringere i s uoi acca.n tonamentì v erso Acayete, di g uisa a poter concentrare, in due sole marcie, tutta la sua d ivisione su Arnzoc. Marquez dov,eva mantenersi sulla estrema dest ra v erso Ixteogo e Zoltepec, per tenere a bada Comonfort, e mascherargli i disegni dell'esercito francese. Dall' 11 al 14 marzo l'esercito non venne occupato che nello scortare i convogli d'ogni maniera diretti a An1Zoc, ove il 14 il generale Forey fissava il suo quartier generale, do po prese tutte le disposizioni perchè l'investimento della piazza potesse avvenire quat tro giorni dopo, come fu difatti.

DI PUBllLA

63 .

Quinci non sapremmo che far meglio di trascdvere letteralmente tradotto il rapporto diario del generale Forey diretto all'imperat ore. 16 ma1·zo. - Cade oggi, o sire, l'anniversario della nascita del principe im periale: il Ir]ÌO pil'.l ardente desiderio era· quello c,he il corso degli eventi .mi avesse permesso di annunziarvi per sì fausta circostanza la presa di Puebla; ma, se ciò n on fo fattibil e, abbiamo almeno celebrato il 16 marzo iniziandone le serie operazioni. Questa mane il generale Douay .ha fatto occupare i poggi di Tepoxuchil o di Amalucan (vedasi lo . schizzo annesso). Nell'hacienda (massa.ria) cbe è dietro a questo ultimo ho clivisato di concentrar provvisoriamente tutti i oostr-i magazzin'.i di viveri e di munizioni . La divÌsione Bazaine, che è giunta oggi, ha surrogato in queste due p osizioni di Tepoxucb il e ?'Amalnca.n le truppe del generale Douay, le quali sono andato a rag~ g iungerlo a Manzanilla. Di là, quest' ultimo deve far le ricorrnizioui necessarie p er circuire Puebla dalla parte o sette11trionale, mentre il generale Bazaine muo,•erà da Tepoxucb il per circond;trl<\- a mezzodì. Queste r icognizioni saranno fatte dimani 17 , e se n e risulterà che i. lavori n ecessari per rendere le strade praticabili non possono arrecare seri i ostacoli al b m arcia d elle ·colonne , ecco q uali saran.no l e operazioni· p er le q uali sarà effettuato l'investimento completo d i Puebla, il quale avrà probabilmente un grand'effetto s ul morale degli assediati, in quanto si as$icL1ra, già assai vacillante: Il 18 alle 3 anti m. , la divisione Douny, siccome il corpo del gen eral e Marquez ed un p iccolo corpo che V. M. conosce già sotto il nome di legion .d,' ono1·e, composto di u ffi ziali m essicani, e comandato dal generale Taboada, lasci eranno la Manzanilla.. La 1a brigata (generale L 'Hériller) si dirigerà sul Puente


Mexico, passerà l' Atoyac su questo ponte ed an_d rà stabilirsi sulla riva destra dell' Atoyac, a ponente rìella piazza, in faccia al Cerro San J uan, avendo. cura di tenersi fuori dalla gettata del <,annone della piazza. Tutte le i nformazioni avut e, senza alcuna eccezione, s'accordano nell'asserire che il Cerro non sia fortificato; ed il generale Douay, a cui è raccomandato di non agire che con u n~ . grande prudenza, ma all'uopo con risoluzione, occuperà questo punto importante, il qual'è ci darà un eccellente appoggio pei nostri atta.echi, se il nemico non lo difende, e lo prenderà colla forza se trovasi in grado di ·far.lo -. 1n questa previsione, gli ho aggiunta una batteria . di riserva. Egli farà in pari tempo occupare Pueute Mexico ed invierà un distaccamento dal lato d el Puente de Animas per intercettar la strada che passa pel ponte. Egli ha l'ordine di tagliare il filo del telegrafo elettrico, e di ricercare i condotti d 'acqua per scannarli . Il corpo di Marquez, che avrà seguita questa brigata, si stabilirà sulla strada che conduce alla Garita del Pulque_ ed intercetterà la strada di Tlascala. Ho v edut o or ora sfilare il piccolo corpo di Marquez. È b ene armato ed animato da buone disposizioni. Non conta eh(, ùn migliaio d'uomini (800 a piedi, 200 a caval1o ). La brigata (generale Neigre) appoggierà da un Iato alla strada di 'J:'lascala, e dall'altra al Rio San Francisco ed avrà alla sua sinistra la legioti d'onore che servirà ~ ~ollegare la divisione (Douay) colla 1a (Bazaine), rimpetto ai forti di Guadalupa e Loreto . In conseg uenza ]a divisione ·Douay investirà la piazza ad occidente ed a settentrione. La 1a brigata della 1a divisione (generale Bertbier) partir à di gran mattino dal1a cascina d' Alam os, salirà il pcndìo del Cerro di Tepoxuchil, e, g irando la città a m ez-

za

za

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DI P.UEBLA

LA PR.EH

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zodì, tenterà di traversare il Rio Atoyac, a 3,000 m etri dalla piazza. Non potendolo, discenderà fino al ponte di Totimehucan, donde andrà prender posizione a mezzodì. della città, sulla strada dell'h acienda di San Bartolo . Con questa brigata marcierà un corpo messicano comandato dal colonnello la Pèna, ed un altro sotto gli ordin i del colonnello 'l'rujeq ue, q uello che ci si è unito a Santo Andres. La 2" brigata (generale De Castagny) occuperà, la strada d 'Amzoc a Puebla, all'altezza del ·Cerro Tepoxuchil ed Amalncan; e si stenderà a dest1:a ed a sinistra, io modo · da prestar mano alle brigate vicine e tutelare i parchi, si ti provvisoriamente dietro Amalucan. I due reggimenti di rna.rcia (c<tvalleria) sono addetti: il 1° reggimento a!lla divisione Douay, il 2° alla div isione Baza.ine. Quest'ultima. div isione investirà la p iazza a mezzodì ed a levan te, cosicché Puebla sarà investita da ogni banda, e se u na parte della guaruig~one può riescire a campare dalla ci\tà, sa,rà impossib ile al materiale di sfoggire. Appena compiuto l'investiniento, farò una ricognizione dettagliatissima <l.ella piazza, ch e n on è più una piazza 1 aperta come nel maggio 18ò2, ma u na vera piazza forte difesa da un .sistema di forti staccati, armati di poderosa artiglieria e difesi da un esercito di 20,00Ò uomini, senza tener cauto di u n sistema di difesa interna , chè se è ben diretta, può presentare serie diffìcoìtà. Ma se vigorosa è la d ifesa, noi sarà m en o l'offesa, e quando io vetmo le b uone disposizioni de11e n ostre truppe, il loro stato fisico e morale, non posso dubitare n eppur un istant,e del successo. Spedisco a V. M. un p iano della cit.tà e delle sue difese, col quale l'imperatore potrà seguire le operazioni dell'assedio.

-

17. A:mo

HH,

Domani trasferirò il vol.

1. -

5,

11110

quartier generale


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LA PRESA

ad Amalucan , donde potrò seguire le operazioni dello i ovest imento; quindi lo stabilirò laddove mi sembrerà pièt favorevole. , Le nostre mosse di ieri hanno sgomentata la città, ed il presidio s'è p ortato tutto ai rispettivi siti di combattimento. Il generale Douay non i,ncontrò nella sua n:2ar cia su Manzanilla che alcuni cavali eri, i quali battevano la campagna; ed in una di mostrazione da l ui fatta in direzione <li Ouadalu pv per isviare l'attenzione dell'inimico su suoi d isegni di girar la città per la destra, ebbe luogo uno scambio di fueilate senza conseguenza alcuna. · Ciò bastò per tener in a lìarme la pia.zza.

- 18. Da San Aparicio. - Sire, le nostre operazioni procedono benissimo . Mentre ieri le divisi~ni Bazaine e Douay investivano la piazza, l' una a settentrione e l'altra a m ezzodì, io a.docchiava le loro rnoRse dalle eminenze di Amalucan, ov'io ave,t ~trasferto, sin dal mattino, il mio quartier generale . N01l'ipotesi che il generale Douay trovei·eb be iì Cerro San J uan occupato dal n emico e 1 fortificato, ed essendo mia ferma intenzione di impadron irmene' al più presto possibile, ho diretto le batterie sopJa San Aparicio, ove son ven,uto io stesso. Nella sera, ho ricevuto una letter a del generale Douay, e n ella not.te uµ'a ltra del genera.le Bazaine. - 19. - Il primo mi annunzi a ch e la sua marcia la q uale non ha sofferto gravi difficoltà che qui, a San Apa.r icio, ove trovasi una barranca (borro) ( 1), delle più disastrose con pendii che non si possono salire ch e tri-

(lì 11 .llfo1vite>w Universcl stampò ba.cra!iea, pa.rola che )1on esiste ncll' idioim1, mes,iicano ; ecl è certo errore d1 st~.m pa per barranca.

Dl PUEllLA 67 plicando le pariglif\ e<l ove egli ha clovt1to lasciar e i suoi ~arri, lo ha cond~tto al ,C erro S_a n Juan che egli occupò ofl:l u n com]xitt1mento assai vivo, ma nondimeno brcv1ss1rn o, nel quale il colonnello Laflaille toceò una ferit::i leggerissima alla coscia, ed un uffiz iale n orveaio cbe serve nel battag lione dei fucil ieri di marina un~ ferit::i alla testa (non mi_parla r,he di queste);' egli fece oecupare la st~ada d1 Messico e tagliò il filo del teleg,rafo che co mu111ca da P nehla alla r,apit1de . Il gen • erale Bazaine . mi scrive per . sua. parte'. che <.:lopo avflr_ incontrate assai gravi •difficoltà di terreno che oeces~1:ar~no lavori assai lunghi pel passaggio delle vetture, egli e gmnto al punto indi,cato n elle mie istruzioni. cioè a San Bartolo a p1ezzodì di Puebla, e che stamane si sarebbe pos_to in c'omuni r.azione con Douay. Ecco dunqur:i completato · • (6 ç 1· . . 11 nostro investi mento nel· modo 1J prn ice, e_ ho fid.uc1a_ che _questa prima ed importante operazione . Cl sia presagio dei successi ulteriori. M'oceu po ora a diramare g li ordini necessari per con~ une a Cerro San Juan il nostro materiale da guerra e 1 annona.

- ~O. - ~~no ?iun.to ieri al cmnpo del gen erale Douay, e d ho stabilito il mio qtrnrtier oo-enernle in un a n t·! CO . convento sito in sulln. vet1.a del Cerro San Juan, d'onde scorg~ tutt_a la città colle sue fortificazior: i, non che tutte le pos1z1om occupate dai miei diversi corpi . Il colonnell_o d' A u vergne essendosi fatto trasportare fi 11 qua ia alcu~1 Indiani, nel rimandar costoro ad Orizaba, ho dato a crnque di essi un ' telegramma che dovranno nmettere,, se. non verranno arrestati , al cornandan. t e su. . periore d Onzaba. ' , Scorgiamo a due leghe di distanza in direzione di Sa,n Martmo.· un forte parLito di caval1er1·a. e dr· f an . t or1a . che suppon iamo e~sere il corpo di Comonfort. Penso clie

Il I

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68

J.A PR!lS\

cercherà di comunicare colla guarnigione; ma faccio ossenare attentarueote tutti i pass~ggi.

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- 22. - Tutti i nostri convogli sono ginnti da Arnalucan, eccettuati i gabbioni, che il genio ha fatto trasportare iu gran quantità da Quecholac e da Acayete su questo punto. Spero d'averli qui fra poco. Intanto gli uffizil-Lli del genio e d'arti glieria fanno le loro ricognizioni per l'apertura della trincea e per l'impianto delle batt erie. Gli accessi della piazza son favorevoli, in q ua.nto che si è difilati su certi punti fino a 600 metri. Le t ruppe che ha nno investita la città il 18 s'erano stabilite a circa 4,000 metri, ed anche più. Ieri sono sta:te riconosciute nuove posizioni più vicine, ed oggi 1P. tmppe hanno levato i_l 1oro campo e maggiormente stretta la città., esse sono a 3,000 !Peiri, 3,500 -al pii.1 secondo le località. ' L'artiglieria, nemica, tirando assai frequentemente nelle .diverse direzioni, ci ha per così dire indicate essa stessa le posizioni da occup-;:,,re. Ieri, le truppe nemiche di Oomonfort hanno seguita una dimostrazione sulle nostre linee, ma bastarono alcune compagnie di c...cciatori per trattenerle a distanza. Erano pochi, e sono per credere che ivi non si trovasse il grosso delld sue forze, che rapporti, ai quali del r esto non presto gran fede, portano a 12,000 uominì, e che egli potrebbe venirci inquietare da Huamantla e da Acayete, portandosi sopra la nostra linea di comunicazione. Il perchè penso di non più servirmene che sin dopo la presa di Puebla, e spedisco a tal fine muli in gran numero e carri vuoti a Quecholac per toglierne tutto quanto vi abbiamo in grani, farine, munizioni, ammalati e guarnigione, di sorta che, evacuato intiemmente questo punto, non avrò più alcuua preoccupazione pella linea da Pueb la ad Oriza ba , ,ed avrò disponibile uu battaglione di più .

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T'URDLA

6!)

Teri, al cader del giorno, forti colonne moveano dalla città per Guadalupa e Loreto, il che mi ba fatto c1·edere: o che, inquieto sui movimenti che i nostri avevano eseguiti a sett.entrione della linea d'investimento per restno. gerla, il nemiro si appostasse nella notte per evitare uua sorpresa; o r.he preparasse alcun tentativo sopra Amalucan, sapendo che noi non vi avevamo forze considerevoli. Feci prevenire tutti i corpi da quc~sto lato di tenersi bene in guardia; ed anzi il generale Neigre doveva cerc~re di tagliar la ritirata a queste colonne nemiche quando s'. fossero avanzate nella pianura; ma questa dimostraz10~e nascondeva uno scopo del qua.le ebbi. oggi la spiegazione. . Car_baj~l con 500 cavalieri, entrati nella piazza pochi g10rn1 pnma. dell'rnvcstimento, vi si era lasciato riuchindere con questa operazione che riuscì soddisfacentemente. Ma per disgrazia non abbiamo abbastanza truppe francesi per guardare t utti ! punti, e Carbajal, co' suoi cavalieri, deùb'esser e sfuggito dalla città per questa barranca dunmte la scorsa notte , sotto la protezione delle colonne che io aveva veduto discendere nella pianura. Ciò mi contraria assai, sebbene io non possa sperare di circon~are_ abbast~nza completamente la piazza per impedirne 1 uscita a chicchessia. Qu esta mane, l'artiglieria dell a piazza ha provato la gettai.a. de' suoi pezzi sul mio quartier O'enerale o , e ci ha salut::tt1 cou palle e granate mentre fac.:e vamo colazio'ne. I loro proietti erano perféttament.e diretti, ed uno è penetrato persino nella cappella che serve di dormitorio agli uffiziali dello stato maggiore generale. Se questi signori non si fossero trovati a tavola in un altro locale qualcuno ne sarebbe stato probabilmente toccato. , - 23. - Ieri io aveva spedito una forte ricognizione a Cholula,, la. quale s'imbatteva iu 2,000 cavalieri di


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L,1 PRESA

Dl PUEBJ.A

Comonfort, ehe avevano lasciato allurn la .cittù. e ne $Cguì un com battimento di ca,valleria nel quale il generale De Mirandol, shnc1ando i nostri cacciatori coll'a.rdc,rè che distingue gli uffiziali ed i soldati di cavalleria in questa campagna, ha caricato il oen~ico e lo ba posto in completa rot,ta, u'ccideodogli almeno 200 u omini , Ebbimo ìn questo scontro una decina di uomini tra morti e feriti , fra cui un ufliziale , il signor Petit, capitano, che ha ricevuto un colpo di la.ill;Ùt creduto mortale : ma or va meglio, e lo si spera sai vare.

Tutto il fuoco di Santo Zavcrio essendosi concentrato senza succesc:o per altro, sulla nostra batteria· di morta/ il l,1voro della. trincea procedette colla maggior sicurezza, e neppur un sol uomo è rimasto ferito. Eccovi dunque, . o sire, una prima operazione dell'assedio che è riuscita a l di là delle nostre speranze, ed è stata condotta con una granr!e intelligenza dn,l signor capitan o del genio Barillon, sotto l'alta direzione del colonnello Vialla.

Ieri una batteria composta di d ue grossi mortai m essipt0i che trasportammo da Vera-Cruz, e di sei obici da montagna dispostiJ)er tirare · a bomba, ha provato il suo tiro, per poter proteggére hipcrtura della trincea chi~ doveva aver luogo nella notte. La prima grossa bomba è cadu1a sull'angolo sini$tro del convento di Sauto Zaverio che è il nostro obbiettivo; la seconda è piombata sul convento stesso, e a .detta d' u n cannoniere di q uesto fortè, che ne è disertato starna ne , sarebbe scoppiata in una camera occup,ita dal generale Negrette; che poco mancò di esserne 'morto. Il tiro dei piccoli obici si mostrò pure eccellente, di modo che questa batter\a era al caso in nanzi notte , di proteggere i lavoranti . In ' tutta la sera ed una gran parte della n otte, le batterie di Santo Zaverio . baono tirato sulla nostra che è sita alla Garitta di M(:;ssico, ma senza alcunamente danneggiada. Alle sette di sera, &bbiamo aperto la trincea con 1,600 lavoranti. Una prima parallela venne tracciata sopra una estensione di 900 llletri fra i due sobborghi cli San .Tago e San Mathias. Il nemi00 non se ne è neppur accorto. ,1bbe nchè questa parallela non si trovi che a 600 metri. da Sa:nt1) Zaverio. La cbiesa di San Jago essnodo min ata, il genio ne ha ricercato il filo elettrico, e coll'aiuto del sacrestano della chiesa, ha potuto trovarlo e tagliarlo. . -

24 marzo. -

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- 25. - La prima p,,.rallela è stata p~rfezionata nella g iornata di ieri . Il fuoco della piazza fu assai vivo, ma abili tiratori, appostati alla. sin istra nel sobborgo San Mathias, hanno inquietati i cannon ieri nemici, che son lungi assai dall'esser, così abili come lo si pretendeva. Le nostre batterie di g1i lssi mortai hanno pure hnciato bom be sopra Santo Z:werio ove debbon cagionare ternhili d isastri. I nostri piccoli obici sparando a bornba fanno essi pure belli,,simi colpi. Ieri sera l'artiglieria ba com inciato ad erigere pareccliie batterie dr~stinate a far tacere il fuoco di Santo Zaverio: ed a ri'rnbalzare sull'opera a dente, chiamata Mor ellos, che deve fiancheggia.re Carmen ; essa pensava di poter 'armare queste batterie n ella. notte per aprire il -fu.oca questa mattina ; ma l'armamento n on ha potuto compiersi, e queste batterie non sar'a nno pronte che domattina. Gli àrtiglieti nostri ne sperano un effetto d ecisivo sui punti ove sono diretti i pezzi. - 26. - Tutta la giornata di ieri il fuoco di Santo Zaverio fu vivissimo e diretto in gran parte sul q uartiere generale . L'artigÌieria ha spinto innanzi il compimento delle sue batterie. · Nella notte il genio ha costrutto la seconda parallela, pii1 ·uno spalleggiamento in un sito riconosciuto vantag-


T,.\ 'PRRSA

giuso allo stabil imento d'una baLtcr.i a, chr> è stafa essa purP. eretta nel la n otte. Alle cinque e mezzo del mattino, l'artiglieria ba aperto il s 110 fuoco con una grande precisione su Santo Zaverio. La p iazza ha risposto con vivaci1,à; ma mrmtre il s uo fuoco non produceva alcun effetto sulle nostre batteri e, j) n ostro estinguen. quello del bastione sinistro di Santo Zavcrio e danneggiava il parapetto il g uale fu poco dopo pressocbè rovinato dalla esplosione d'nn magazzino a poi vère . I nostri pezzi avevano minor nzione sul bastione di destra. Un pezzo nemico ha continuato a tirare tutto il giorno. Verso le sette or e di sera., al momento in cui i lavoratori si disponevano ad aprir la terza. parn.llela. il nemico, che li Sl.!ambiò senza dubbio per truppe d'assalto, arri. cont ro essi un fooco v iolento di moschetteria da Santo Zaver io, e da tutta la fronte minacciata della città; ma siccome noi non gli rispondemmo, egli non tardò a riaversi dal suo panico , e tutto rjentrò n el silenzio, il quale non fu pi ù interrotto per tutta la notte. - 27. - Stamane il fuoco ha ricominciato, ma meno in tenso di ieri. È stato decisa l'apertura ài una quarta paralle1a, la terza essen do stata tracciata· ad 80 metri da Santo Zaverio; distanza giudicata troppo grande per lanciare una colonna d'attacco sopra quest'opera, della quale sebben fosscsi spento il fuoco d'artiglieria, è però finncb.eggia.ta da pa recchie batterie ed ha per ridotto. il P enitenziario, enorme fabbricato a parecchi pian i, perforati da numerose finestre, donde una guarnigione numerosa può d irigere sugli assalitori un fuoco m icidiale . Nell'aprire la quarta parallela, si mandò un sot.to uffiziale del genio per riconoscere le dimensioni del fosso di Santo ZaYcrio . T ra.dito senza dubbio dal cbiaror della l una, C'gli fu visto sulla sponda del fosso, ed ctkuni colpi

73 di fucile sopra lui d iretti ridestarono immediatamente il nemico, ch e Lutie le notti si t.ien sul le guar die, nel ti more di un attacco di viva forza; e, come il gi0rno innanzi , un fuoco violento s·accese su tutta la fronte ct·attacco e dm·ò per una mezz'ora senza che vi rispondessimo se non con alcune palle clic le n oslre batterie man darono sul Penitenziario, all'altez,,a delle finestre del secondo piano , sulle quali esse avevano ricevuto l'ordine di puntare i peZli Ì1el giorno. DI r1:r-:nr.A

- 28. - TI fuoco ha continuato da parte nostra il mattino e la sera, ed è stato principalmente concentralo sul Peniténziario, contro cui un atta.eco d i viva forza è fissato per dimani . Questo fabbricato, i l fuoco del 4uale è intierameote smorzato, soffre molto del nostro fuoco. 11 nemico tira poco, la maggior parte de· suoi pezzi che guerniYano la fronte d'attacco essendo stata ridotta al silenzio. - 29. - Alle quattro pomerid iane t utte le nostre bntt eric aprirono un violentissimo fnoco su Santo Zaverio, già gravemente danneggiato dai nostri precedenti colpi. Questo fuoco, durando sino alle cinque, ridusse inahitab ile qu ell'opera, ed alle cinque precise, cessato i l fuoco, i nostri valorosi cacciatori a piedi ed i nostri zua,,j s11perarooo la quarta parallela al grido mille volte ripetuto di yiva l 'imperalo1·e, ed assalirono Santo Zavcrio con uno slancio irresistibile . Il n emico sebbene st,asse in guardia, ciò nulla meno era stato sorpreso, mentre i nostri poterono occupare cotcst'i mmensa rov ina anzi che la piazza facesse fu oco. Ma questo non fo che un ritardo di pochi minuti. Ben tosto tutti i muri mE:rlati, i terrazzi, le finestr e delle case retrostanti a Santo Zaverio si guernirono di fanteria, che apl'ì una violentissima mosch etter ia ; t utti i pezzi anco


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LA PREH

in condizione di sparare dall'opera · d.i C~rmcn, da Morrclos, del S,mta Annita, dalla Trancl1_e ria e da novelle batterie smascherate, cui s'aggiunsero molte artig1icrie e.la campagna, fecero contemporaneamente u n fuoco che non si può paragomtre ad altro ,se non a q uello di Se bastopoli, cope~sero di proietti le nostre trincee , e l'opera venne a nostre mani. Sì tosto veuuta la n otte, il genio rilegb la sinistra della quarta parallela, la quale distava di appena 50 metri dall'opera conquistata, di guisa ad .assicurare coll'opera stessa una comunicazione. Le nostre' batterie si apparecchia,rono a battere il corpo della piazza al far del giorno, e questa mane tutto il terreno dietro all'opera è spazzato dai nostri proietti. , Le_ perdite dell'inimico furono gravi. Molti morti vennero starnane seppelli ti sul campo di batta glia . Gran<lle esplose·nell'opera ne hanno orridamente mutilato un gran numero.; ed ho in ,questo rnom.enio al quartier generale 140 prigionieri dei quali 10 ufiiziali e fra questi un colonnello del genio ed un altro di fanteria . , In quanto a noi, le nostre perdite, sebbene sensibili, pur sono poco considerevoli proporzionalmente ai risultali ottenuti. Ascendono a 231 uccisi, fori ti o dispersi , dei c1uali 3 uffiziali uccisi e 13 fan ti. Tra i feriti trornsi sciaguratamente il gcmerale De Laumière, il quale fu .· colpito alla fronte da_una palla, si spera clrn, questa ferita non avrà una grande gravità . Il colonnello Garnier fu · ferito al braccio ed al fianco da una palla da cannone, la, sua ferita non offre gravità_ Su 202 feriti, 93 soli entrarono all'ambulanza. - 30. - Ieri, verso mezzogiorno, abbiam o veduto parecchie linee d i truppe d'ogni ar ma d isposte in battaglia in un ordine perfe tto, sulle al ture site a destra di Cholula e nella direzione di San Martino. Era un'altra volta

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Cornonfort, ma in maggiori forze . Si notavano in pari tl"m po alcuni segnali sulle torri della cattedrale di Puebla; evideoteµ:i:ente il ;1emico cercava di iotrodurrE: n ella piazza il convoglio di denaro di cui' manea la guarnigione, ma t utte le uscite rnn ben guanli1te, e non crndv che qliest;i operazione possa riuscire. P resi nondimeno tutttJ le precauzioni per incontrar Comonfort. Badai altresi du.l lato della p iazza, donde JJuLevo temere una sortita; infatti essa ebbe luogo, ma intempestivamente , perchè Cornonfort dopo esser rimasto in visL.a dei nostri accampamenti parecchie ore, disposto su due linee, s'era dedso a ritirarsi senza nulla teutare, e solo verso le cinque ore e mezzo alcune colonne di fanteria, ed akunì squadroni éli cavalleria con l'artiglieria da campagna usci,r ono dalla città fra Loreto e Santa An 11ita movendo in d irezione del campo di Marquez; ma ]e nostre truppe di Santa Maria e di San Apariccio, stavarìv all'erta; dai trincieramenti che ho fatto a lz11re per barrare le strade , partirono alcuni colpi di fuci1e sui prin ,i che si presentarono, ·e queste colonn e vedendo Lutti i punti ben g uardati', non s1 spinsero più oltre e rien Lrarono in città. - 31. ~ Ieri sera io aveva prescritta l'occupazione del convento cli Guadal upite che trovasi all'est cli Santo Zaverio, e elle deve difitarci dai fuoc-hi di Santa Annita e di San Pélblo quando i nvaderemo - la parte ovest della 1,;ittà; ma erù questa un'operazione delicata, atteso che oltre al numero considerevole di Messicani che questo con':'ento pLlò contenere, esso dista tra 45 e 50 metri dalla gola di Santo Zaverio, e q uesto tratto era batti.Jto dall'artiglieria nemica; oltre a ciò tutti i campamii dei dintorni, gremiti di fucilieri, rendevano l'avvicinarsi al , convento a's sai micidiale. Era, stato convenuto che il genio , tenterlèbbe di fare uua gabbiou ata per istabilire la c:o-


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municazione, e cbe se il fuoco nemico vi si oppo!1eva si sarebbe appiccato un petardo alla porta del convento, che poi s'invaderebbe di viva forza. La gabbiouata non potè essere stabilita, e due petardi non produssero alcun effetto attesocbè la porta era internamente murata. Questo attacco, nel quale abbiamo a lamentar alcune perdite, dolorose di valorosi soldati, dovette dunque esser abbandonato, e fu prefisso che oggi si trasporterebbe un pezzo da 12 nell'interno del convento di Santo Zaverio, che si aprirebbe u na cannoniera nel muro 111 faccia al convento della Guadalupite, e che vi si praticherebbe una breccia nella sera. Questo pezzo fu pronto a far fuoco; rna uu ostacolo inatteso si 'p resentò: si riconobbe che il pezzo rwn poteva battere il muro del convento. Cercando, -malgrado la moschetteria incessante dei campanili vicini, si venne a riconoscere che rilevando di 01",43 la piattaforma del pezzo, si avrebbe ·azione sul convento; ciò che fu fatto e la breccia fu praticata n ella notte. Il generale Neigre, di trincea, ~lanciò durante la notte il 18° battaglione cacciatori per la breccia fatta al convento, e, senza sparare un sol colpo di fucile, gli assalitori penetrarono nel · convento, passamno a filo di baionetta i difensori in numero di 400, di cui una parte abbandoua1a dai suoi uiliziali si diede prigioiiiera; ed i nostri ' · intrepidi cacciatori, proseguendo n el loro .successo, si impadronirono, oltre del quadro d i Guadalupite, di quello che lo segue verso oriente (si chiari.1ano quadri quei rettangoli , uniformi di case, dei quali si compongono' le cit,tà messicane). Eccoci nella città. - Questa sera parecèhi quadri contigui, verso mezzodì, saranoo, io spero, in nostro potere, e l'opera dì Morrellos girata. D'altronde quest'opera è stata disarmata, e le: gabbionate a.rdon o in questo momento incendiate dal nemico stesso. Le nostre p erdite di questa notte sono insignificanti,

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mentre è1uelle del nemico furono considerevoli. Posd_imani manderò itlcune vetture vuote ad Orizaba per averne mùnizioni.

2 a,prile. - Soltanto dimani, 3 aprile, parte il convoglio vuoto che accompagnerà 11 colonnello Labrousse, il quale va prendere il comando della provincia di VeraCruz . .Mi servo di questa buona occasione per inviare il nostro corriere, che vi recherà nostre notizie fino al g iomo d'oggi. Questa notte abbiamo estesa la nostra occupazione nella città colla presa della chiesa di San ~fa.reo e di alcuni quadri attigui. S iamo padroni di J\forrellos ove erano le migliori batterie del n emico, cui abbiamo presi cinque pezzi ài quali pe'rò aveva abbruciato gli affusti nel lasciar l 'opra quando s'accorse che stava per esser girato. In una casa che bisognò prender di viva forza qu esta . notte, furono uccisi 50 Messicani, fatti alcuni prigionieri e preso un éerto nqmero di fucili. Lé nostre perdite sono di 7 morti e 16 feriti. Ecco'c i solidamente stabiliti in città; ora preparo l'atta-eco generale che ci renderà. padroni , lo spero , df:!Ja più gran parte della piazza. È da presumersi che le truppe messicane si i·itireranno sulla posizione cli Loreto e di Guudalupa ove noi le bombarderemo coi nostri grossi mortai, i proietti dei quali ho in,t,tl pensiero fatto finora economizzare. Il colonnello Vialla, comandante il genio, è un abile ed intelligente uflì_ziale, cui mi piaccio nferire la p i ù bella parte del successo che noi abbian.10 ottenuto fin qui sugli assediati, e ciò priuciì)almente mercè l'attività continua che ha impresso al progredire dei lavori di trincea. Non voglio chiudere questo giornale, senza esprimere all'imperatore quanto i suoi soldati siano degni d'a,111miraz10ne. N elle trincee, i più duri lavori si fanno con un


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ordine ed una gara che il fuoco del nemico, per -qnanto sia yjvo, nnliamente frastorna; all'ambulanza, ove sono già 140 a 150 feriti, che io vado a vèdere e consolare, non un lamento sfugge neppur a qnelli che son- più crudelmente colpiti. Sono ben questi i degni soldati dellà Francia! Un generale messicano, che tenevasi da luogo tern15o verso Matarnoros, e fayorevole all'intPrvento, è gin nto avant'ieri a l campo con 400 a 500 cavalli. La· maggior parte dei prigionieri che abbiam9 fatti q uesti ultimi. giorni hanno chiesto di essete ammessi nel corpo di Marque7.. Faccio proseguire-le nostre trincee nei quadri, innanzi quello di San Agostino, conv0.nto che SPrve d'arsenale al nemico, e di cui cerco ìmpadl'Onirmi girandolo , per evitare, se è possibile, un attacco di viva forza dal quale potrebbe risnltare lo scoppio delle polveri e dei proietti che racchiude quest'arsenale, e recare grandi perdite di' uomini. In questo momento la piazza dirige un fuoco assai violPnto da Carmen e da Santa Annita, che s'incror·.ia sulle nostre trincee e sui quadri in w ,stra mano. Crede• reste, sire, che le case di cui c'impadroniamo son la più parte abitate, e gli individui che vi si tro,,ano ci ri• spoudono, qmrndo loro esprimiamo il nostro stupore in vederveli, che essi sono abituati a tal cosa (1 )?

Da1 2 al 20 aprile i lavori d'assedio procedettero con tutto vigore ma senza uulla però presentare di sagliente. Come può scoÌ·gersi dallo sc.;hizzo, la città di Puebla è formata di una serie reo-olare di fabbricati ret.L<1 nooJari o o • separati gli nni dagli altri da vie che si Laglianu ad (1) Fi11 qni il diario clnl generale Forey.

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angoli retti , epperò consentono nn eontinno ·e ·perfetto foincheggiamento. Le case tutte quante a terrazzi si comandano l'una l'altra, e sono cli solidissima c:ostruzione, sovra.tutto le chiese ed i .rnonisteri che vi sono in numero stragrande. Un sistema di robustissime barricate rilegava la r e sistenza successiva d i questa serie di ridotte, e dnppertntto erano accumnlate difese d'ogni maniera. Ciò deve bastare per dare un'idea delle difficoltà che presentava la. presa della piazza non che della somm.a di bravùn{, di e • ergia e di pazienza che le truppe frall'cesi dovettero impiegare in superarle, e specialmente l'artiglieria il cui campo d'azione era colà ristr ettissimo. Questa seppe però colla sua abilità supplire all'inferiorità relativa de' suoi mezzi offensivi; fu costrutto una specie di blockaus a ruote. contenente un obizzo da montagna, i suoi inservienti, oltre a 4 o 5 tiragliatori. Mentre il cannone batteva le barricate , infilava le strade ed impediva così ai difensori di am massarvisi, alcuni uomini spingeano innanzi il blockaus, senza che i proietti ciel , nemjco potessero ferire quelli che conteMeva. Il passaggio delle vie sot.to la moschetteria si es~gu iva al coperto d i caponiere volanti, c9mposte di compartimenti mobili, ciascuno dei quali era portato da alcuni soldati, che se ne servi ano come di larghi, scudi; lo che . ci ricorda l'antica, testuggine. In cotal modo procedevasi per isloggiare l'assed iato dai successivi isolati, ed alcuni, eranosi g ià occupati. Per dividere le forze nemiche con una doppia offensiva, carnrninavasi alla volta per San Marco e per Morrelos. Il generale Douay, stabilito nel Penitenziario col suo stato maggiore, dirigeva gii attacchi cli sinistra, mentre il generale Bazaine incaricato di quelli di destra , aveva erette alcùne opere di difesa ecl alcune batterie al di là della chiesa cli San Balct'assarrc, per quindi infilare le vie.


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Il 12 aprile il colonn ello Briucourt con un battaglione di zuavi, GOO fanti ausiliari, 4 squadroni e 2 pezzi da. montagna, mandato i n ricognizione verso l 'occupazione di Comonfort, imbattevasi il 14, presso Atlix co i,n due colonne nemiche, le q uali avanzatesi per du~ strade diverse, colà cercayano riunire le loro forze, che ascendevano a circa 2,000 fanti, 1,000 cavalieri e 3 p ezzi rigati. Scegliendo il momento di attaccarle prima della loro riunione, la ricognizione francese sbarattavale sep aratamente, cagionando loro gi·avissime perdite. Le perdite d ei Francesi marzo) al 17 aprile erano Uccisi . Feriti Scomparsi . '

Totali

81 fo ri,t di questo trinciernmento san')b be stato. se non impossibile certamente micidialissimo, ma per buona sorte, q uand,o l a breccia vi fu apel'ta dall'arLiglieria., un abitan te dd luogo iud icò ag li ·c1ssalitori u n a ndito nascosto per cui penetrarono nei cortile, dando così la volta. al dente . Ivi sorpresi i d ifensori si· <liedero a precipitosa fuga poi passaggio sotterraneo , additandolo cosl a ll'attaccante il quale c,1,cciandovisi entro con essi alìa ri n fusa, se ne i rnpadroiù uc,;idendogli rnolLi u omini e facendo m eglio ch e 200 prig ionieri . Il 21, vedendo l'.inimi co l' imposs ibiliti cli tem'r più a lungo tre _isola ti, da l ui fortificati, ma domiuati dall'iso lato N° 29, li e vacLlÒ incend iandol i. QL1indi a llo scopo di fcu, cadere il for te di Car rneu, _c on isolarlo dal resto del la piazza., prepnrossi un attacco s u1la ch iesa e s ul convento d i S anta Inez. L'artig lieri,t comin ciò una hatLcrié~ da urecc~ia., ed il genio l'aperturn . d i quattro rami da m ina. Iu qud lo s tesso giorno il nem ico teutò due sorti te con tr o le posizioni d i S,Ln ~"rancisco e di S,m Ba l-tazzarre, ma ambo farouo respinte, ed il fu rono p ure il g iuruo s uccessivo, avendo le l'assediante rinnovate. 11 25 t utto era in p ronto per l'attacco d i Santa Incz : il genio avea scavate sotto la. strada d i quell'isolato 1ilc1rne gallerie cli miua ponenti cap·o a fornelli caricl 1i di a50 chilogrnmmi di polvere; l'artigl ieria avca disposto nell'isolato ~ 0 ::30 uua batteria di quattro pezzi da· 12 d i quattro obizz i per far breccia e b attere l'interno: riuilc1. ins01~irn a erasi trascurato p er assicurar · fa riu scita di q ufJst'attacco. Ma disgraziatamente, il 24 verso sem, sopravvenne un v iole11to uragano che innondò le tl'incee o . l'acqua i nvase le g<1llerie. Il general e Do uay fece a.ll urn a ppiccare 11 fuoco alle llline, le qua]j produssero l' al Lesone elfeLto. All'al beggiare d el .25 ::itrn:isch orossi la batter ia cli breccùt DI PUEB LA

della_trincea (23

dall'apertura le seguenti : 5 uffiz iali e 43 » 1 »

65 soldati 535 » , 42 •

49 uffiziali

642 soldati

Nella notte dal 19 al 20 si posero in difesa i due isolati Ni 29 e 31 e nel mattino del 20 si tolse al n emico l' isolato N° 30. L_'isolato N° 29 del qual e il colonnello Mangin, comandante il 3° reggimento zuav i, era.si brillantem en te impadronito, costituiva un solidissimo posto degli assediati. Nel cortile di quel fabbricato aveano innalzato una specie d i dente, le cui due faccie appoggiavansi sui d ue lati del cortile a case m erlate. Questo dente era preceduto da un fosso largo da 4 a 5 metri e di altrettanta profondità. Il par àpetto grosso più di 4 metri era internameute rivestito di grosse tra vi di quercia . Dietro a questo d ente, tutto il fabbricato era forato di numerose feritoie, e gli anditi erano coperti da tamburi e da ogni altra maniera di difese accessorie, mentre da un isolato all'altro comunica vasi per una galleria sotterranea. L'assalto per viva

e

A:>:No .-m , Yol. 1.

-

6.


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LA PRESA

e poco dopo un battaglione del 1° leggirnento ZJuav.i penetrò nell'isolalo per l'apertura praticat:avi dalle palle. Ma ivi 'presentaronsi inattesi ostacoli; tali, una·grata ro- · busta cli ferro, e dietro a questo un trincieramento solidissimo. Più indietro m1.cora ergevasi il chiostro con terrazzi scaglionati, e formando coi carnpani1i della chiesa · µarecchi ripiaui di fuochi, cui i zuavi si trovarono esposti. La testa della colonna sostenne però int repidamente questa fi tta moschetteria, ed anzi riuscì a girar la grata ed a trovare un pass11ggio pnl quale penetrò in una ~asa ùell'isolato, ma il r esto del battaglione, arrestato dalle macerie e da i fuochi convergenti i quali da tutte le case a diacenti erano diretti su quello a1Jgusto passaggio, trovossi separato dalla sua testa di colonna la qu ale sola rimase in mezzo ai trincieramenti _che con sì straordinaria bravura avea abordati, e per tal modo falJì q uesto attacco, dopo aver costato la vita a 5 uffiziali ed a '.27 soldati, oltre a 11 uffizialì e 127 soldati feriti. Il 27 l'assediante tentò ricuperare l'isolato N° 31, ma non riuscì puichè fortemente occupato . Il 28 si rilegarono lo trincee del Peùitenziario con, San Miguelito , dinanzi al quale si stabilì. un dente per molestarne il forte di Santa A.unita. Ivi sì costrusse una Latteria (N° 21) ed un'altra se ne alzò a San Jago, ambidue destinate a battere i terrazzi della città da Belen ·sic.o a Santa Iuez: e queste due batterie vennero armate il 30. Il 30 si scav~n·ono imboscate (1) vicinissirùe a Sant'An' nita. Il general.e Bazaine avea rinserrato poco a poco l'investirnento a l di sovr a di Puebla, per mezzo di trincee, di punti fortificati, d'opere campali r iìegate da imboscate. (1) Specie di b n,che da 'l upo nelle quali si nascondono i tiragliatori rer lirarè ~ngli ,\r1iglleri nemici.

Dl PllEB l, A

Questa linea, partendo cl.all'opera di Morrelos , pa(>sava per la garrita d'Amatlan, la ch iesa e la garrita di San Baltazzarre, Santa Barbara, Molino clel Ohristo e la garrita d'Arnzoc: e verso settentrione p rocedevasi ugualmente a rinserra.r l'assedio. Il l maggio la cavaller ia dell'assediato tentò una sortita dalla parte <li Manzanillrt, rna indarno . Nella, stessa giornata si concertò una sosre11sione :ì'armi por seppellire i morti e pel cambio dei prigionieri, ed in q u.est'occorrenza. gli uffiziali messiGani r ecaronsi a stringe1;e la mano _a i frances i , mostrandosi desiosi di veder presto termtnata la guerra. Verso notte , si r ipr esero i lavori di trincea nella di'r ezion-e di Sant'Annita ed all'altezza di San J ago si piantò un'altra batteria. 1 Il 4 maggio seppesi da Forey l'arrivo di J uarez al campo d i Comoufort, il quale nei giorni p recedenti erasi avvi<:inato alla piazza, _e ricambiava con essa segnali, certa.~ mente intesi a trovar modo di farvi penetrare un convoglio di viveri. Il 5 il corpo messicano, sino allora sparso su parecchi p unti tra Puebla e San Martino da una parte, e fra Puebla e Tlascala dall'altra, mostrò concentrarsi , e-la sua cavalleria si avan,zò sino a San Pablo del Monte per tasteggiare il terreno. Quivi trovando strettissimo l'investimento e l'impossibilità di penetrar nèlla piazza, estese la sua destra sull'altipiano di San Lo renzo, forl,ificandovisi ed innaJza1ido batterie, forse per quindi impadronirsi delle al ture del Cerro della Cruz da cui battere la linea d'investimento fr.1ncese e forvi breccia. Nel lo stesso giorno, l'assediato eseguiva. una forte sort ita contro il posto di San Jose, sortita che fu vigorosamente respinta dal gl)nerale Douay. Nel rrrnttin o successivo le trnppe di Oornonfort .in 11urmiro di 8 o 9 mila uomi ni discendendo dalle alLùro di O


J,A PRESA 84 San Lorenzo, e respinti gli avamposti frallccsi andarono

appostarsi nelle b arranèas che trovavansi fra i due eserciti, per quivi attendere che le loro batterie di San Lorenzo loro preparasser q l'assalto del Cerro della Oruz. Ma il generale Marquez ripren dendo t osto l'offensiva e rillcacciando i tiragl iatori nemjci, ocç;upò tosto in for za quest'ultima posizione, dalla quale le ar tiglierie francesi non tardarono a sloggiare i Messica.ui dal loro appi,tttarnento, ed a ridurre. al silenzio le batterie d i San Lorenzo. Frattau t() ancbe dàlla, p iazza si era rinnov·ata una sort ita, s u Santa Maria , la quale fu come il di precedente vivamente ri buttata Non p er ciò perdeva~i di s peranza Comonfort, ed il do, mani concentrate q uasi tutte le s ue •forze sulle alture di San Loro1;zo, s'occupò in fortificar le robustamente iu atlesa d i teuLare un .altro assalto. Il gen erale Forey, il qua.le non aspettava che un'occaBione favorevole per azzuffarsi con Com.onfort, e disfarsene d i un sol colpo , g iudicò venuton e il d estro, e ne incaricò il generale Bazai ne per 1'8. Questi, con seco 4 battaglioni di fanteria, 4 sq uadroni e 8 pezzi, pertossi nella sera del 7 al Ponte di Messjco, . quindi seg uendo occultament e la via di Messico sino all'altezza dj San Lorenzo, piegò a destra e giunse inaspettatamente allo spuntar del giorno s ugli avamposti n emici. I tiragli al ori francesi rincacciaron1i i mpetuosamente , mentre le altre truppe formate in iscaglioni p er _b attaglione, dirigevan si riso] utameute sui trincierameu li <::r etti intorno al la cbiesa di San Lorenzo, ch 'era la ch iave della pos1z1one . I Messicani sebhen sorpresi da q uest'attacco i nopinato aveano p erò avuto tempo cli_correre alle armi, ed aveano aperto un v iolento f'uoco d'artiglieria a 1,200 metri. J\fa le colonne fran cesi non allentarono ,perciò il loro aitacto; col soWo loro shrnt;Ìo prec ipitaronsi alla carica,

DI PUl-:lll.A 85 e ben presto s' impadronirono del la posi,,,ione, facendo . colla baionetta un'orribile strn.ge. Sbarattati , i i\fossicani t entRron o io gran n umero d i · campare per uo guado dell'Atoya.c, e molti vi si affogaal tr i m itrao-liati' dall'ar t iglieria francese, insegu iti ro no·, ali O O dalla eavalleria del genera le De Mù·andol d a una parte. e da, quella del gen erale Marquez d all'altra, che era disceso dal Cerro della Cruz, semin ar ono di n,orli e cli fe1'iti la campagna sino a Santa Inez , ove cessi) l'inse.. g uimento ., Questo brillante fotto d'arm i p er cui il corpo d i Comonfort rimanea annichilato, fu un gran passo verso la, resa della p iazza, poichè privava l'assediato di un gran con voglio di viveri (del qua.le ben si vitt uagliò in vece l'assediante). e di un buon nerbo di d ifensori . · Toltosi il fas ti dio di Comon fo rt, Forey studiò di menar per le più spiccie l'assed io. Dopo l'infruttuoso assalto d i Santa Tn ez, il 25 aprile, erasi rinunziato a · continuar !;attacco di viva forza dei quadri s110cessivi per e vitai-e i nutili perdite, ed erasi pensato d i rivolgere le offese 'contro Santo Agosti no per p enetrare p iù prontamente nel ridotto della piazza. Ma quivi convenìa oprar colle m ine, e ben tosto si r iconobb e l'impossibil ità d i usarne, incont randosi il più, duro granito a men d i 50 cent di profo nd ità. Si stabi li allora di a ttaccare il forte di Totirneh uacan che dom ina e fiancheggia l'altro di Carmen, dal qual e potertsi poi camminare sul ridotto per due direzioni, div idendo per tal modo l'attenzione e le for1.e del nemico. Le giornate cld 10 e dell'll furo no impiegate- n egl i apparecchi per l'efiettuazion_e di cotal disegno; e la se1'.a del 12 s i apersè la p rima parallela . ment re le batterie della s io istm con un gran fuoco sv iarono l'atte mionc ciel n em ico. Il matLino del 14 l'asser1iato tentava una sortita dal I

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LA PtlESA

fo rle di Totimehuacan per g uastare gl i approcci, ma acco1to da u • a nudrit issima moschetteria, dovette ben presto ripar9-re nell'opera nel più gran disordine, e dopo aYcr la.sciato molti morti ·s ul terrc110 . ln qL1el la sera b parallela venue compiuta e collegata al rnolmo di Guadalu pa ed a lla garrita di San Baltazzarre ; e l'artiglieria com inciò le sue batterie . 11 14 gli assediati chiesero ed otteJ1 nero uua tregua p_e r se;:ppellir e i morti avuti alla sortita ora detta, e frat• · tanto i Francesi i loro approcci. Nella notte del 15 tolsero il ranch o del la Magclalena; ne potè ricuperarlo l'inimico, malgrado ogni sforzo ne fncesse. Nella stessa notte l'art!glièria ulti mava ed arma.va sette b atterie (dal 1\ 0 15 al Hl della serie d.i destra). A lle 6 antimeridiane del 16 t utte queste batterie aprirono il fuoeo sulla fron te d'attaco del Toti mehuaca.n. Le batterie ausiliarie di destra g ittarono molti proietti su Carmen. Contemporaneamente le batterie d'attacco di sinist ra N. 12, 15, 16, 21, 22, 23, none,;hè i pczzj d'assedio ed i mortai tolti nel la piazza, vomitarono una furia di proietti sopra quest' ultima, talmentech è vers0 le 8 del mattino le artiglierie nemiche er ano già quasi ridotte al s ilenzio, e l'or a della capitolazione era suonata. Già fin dal 14 Ortega avea fatto a Forey a.pcrture confidenziali d i resa, ma questi avea voluto categoriche pro.poste .. Nel pomeriggio del 16 il gen~rale M:endoza presentossi parlamentario, munito dei poteri n ecessari p er trattare un armistizio e per posare v erbalmente le basi di una capitolazione. F orev rifìutò recisamente a sospen' ., . clero le opnazion i d'assedio, dichiaran do 0he egli n on volea trattare che com battendo. Il Mendoza chied~va In, libera uscita dalla piazza doll:t , g ua.rnig :one in anni e bagaglio; . d i una. par,te della sua a;-tigl ieria da cam pagna, c0gli onori d ella guerra, e con facoltà di ritirarsi a Messico. Tali p rete$e non potcano~i

87 che respingere al lo estremità in cui trovavasi rid otta la p ittzza; ed invero il generafo in capo francese altro non volle coacerderne tranne cbe la g uarnigione potesse uscit' dalla piazz.a cogli onori della guerra, sfilare d'innanzi l'esercito francese, deporre quind i l e armi e costiluirsi prigionieri di g uerra. Il Mondoza non sentendosi autorizzato ad accettare tale partito rientrò nella piazza·. Durante la notte, Ortega fece infrangere le arm i, i nchiodare i cannoni, distruggere una gran p arte delle s ue m unizioni, licen ziò quindi i s uoi soldati, ed al l'alba d el 17 scriveva a Forey che l a p iazza era sua, e questi vi faceva il suo solenne in gresso il Hl alle 11 antimeridiane salutato da 10 1 colpi di can none. Vennero i n mano de' Francesi 26 generali tra cui Ortega. _ (i l quale otto giorni dopo non si vergognò di foggire sotto mentite spoglie, con altri 5 generali), 1025 uffiziali dei quali 225 su periori, 11000 prigionieri, 150 pezzi di cannone in buono stato , armi e m unizioni d'ogni specie in quantità. 1 prigion ieri d i truppa furono per la m~ggior parte incorporati nelle truppe au siliarie~ gli uffiziali ven uero d iretti a Vera-Cruz e quindi trasportati in Fran c[a. Il nemico per iscusare ht resa pretestò il d ifetto di auuona e di rn unizioni, ciò che non è vero, poicb è furono t.ruvatee dell'una e delle altre in sufficiente quanti là. Ma fu!'ono piuttosto, come bene lo osserva il generale Forey , nel suo rapporto del 20 maggio, il timor dell'as· -sa.lto e la 1J1inaccia di esser passati a fil di spada cbe indussero la r esa a ,discrezion e. « La d is[atta e la dispersione de Il 'esercito di Com on fort, d ice il iror ey nell'ora ci tato suo rapporto~ tog liendo alla guarnigione ogni speranza di rinca.]zo o cli vittovagl iamPnto, la avea foTternente demoralizzata. L'attacco di - Totimchuacan non meno la ferì. I nostri n,v;-ersari aveano creduta la n0stra parallela u na semplice trincea d' iuveDI l'Ul-:Bf.A


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LA l'RllSA

D1 P Uli llLA

s Limento, eh sortita dd 13 avea per iscnpo d i con sk1tare se, gli sbocchi eremo affotlo chiusi per questa parte, lVlalg1·ado l'irnmccesso d i qtresto tcotalivo, i geuera li Ivlessica.ni f.em bravano aver conservato illusioni sulla po3sib:Ji1à di fugg ir per quella banda, e non essersi accorti dell'irnportan,za dei la van d'assedio eseguiti. ' ,, li fuoco terribile delle n ostre l1atterie nel mattino ck,l 16 maggio, soqquadrando tutta la fronte d i Totirnelll.lacan li disingannò , e gli additò il la,Lo debole della loro difesa. Vedendosi attaccar da. ponente., iYi avea no accurn ulati tutti i loro meui d i resiste nza., trMmnclando la parte orientale della pi.azza, s icchè allorquando gli sforzi nostri si portarono vers o q 1w st\1ltirna parte, non pot,erono più dissimularsi che ì'assa lto d i Totirnehuacan sarebbe prontamente seguito dalla ]"(>Sft del la p iazza. Io poi, non avev<t lasciato ignorare al pa.r lamentario che so Lt guarnigione avesse atteso l'assalto genera.le, essa sa.rehbe stata, secondo le leggi di gu erra, passa ta n. fil di spada. Tali sono le vere rag ioni che indnssero la resa di P 11el>la . I Messicani cessarono la rosistenzrt, non pel difetto d i viveri o di munizio11i, ma bensì percliè la presa della città per ·yiva. forza era imminente , e si sentivano i tnpoLenti a imped irla. »

ros ifa, di bravura, si ccome di abnegazione e d i costanza i mpareggiabilA nello sost enere le p iù disastrose fatiche, · poi eh è non ebbero solt.anto a combatter e ed .a vincere u n esercito nemico, del francese assai p i ù numeroso, ma dovettero pur combattere e vincere l'insalubritàdel clim a, ed oo·ni maniera di asperità del terreno; . camminar ·ino tere g io!'oate e con inauditi stenti attraverso paludi, aprire strade . passo passo che avanzavai10 1c operazio1,i, improvvisar ponti, scortare lontani convogli per procurafoi Ja vittovaglia e le munizioni, e quante volte ai-forzare colle braccia i traini onde sveller e i carri da'pant aoi o trarli su per le erte. Oh I si che la Francia ha ben cli ch e esser fiera di aver di tali soldati, ed or più non ha tanto da lament a re che Inghilterra. e Spa,gna la a b bia no codardamènte abbandonata, poiché da coteslo abbaridono le venne maggior gloria, ed è padrona assoluta del la situalione. Gl-i costò., è vero , maggior sangue e sangue d i prodi salda.ti!. ,.,. ... ,.,. Ma quando q llesto sangue contribuisce ad acnrescere la grandezza e la potenza d el proprio paese ed a mantenere incol ume l'onore della propria l)a ndiera il sc,-lcfato generosamente il versa e cli g ran cuore. __ La -Jette ra che l'irnpera lore Napoleone diresse a Forey, appena saputa la presa di P uebla è il più bello attestato della gratitudine che la Francia debbe a' suoi in trepidi soldati d ell'esercito n0l .Messico.

'

Cnsì cadea Puebla dopo 51 giorni d i trincea (dal 24 ma.rzo al 17 maggio), e dopo una resistenza degna degli intrepidi assali tori, e con essa cadea la potenza del Governo di J uare7,. Quest'assr~dio la cui riuscita noi;i poteva -essere ne più. completa, ne pi ì:r soddis facente, rimarrà memorabile nei fasti rnilita.ri di Francia, tanto al punto di vista dei ri• s 1iltati ottenuti, quanto a quello dei lavori eseguit i, degli ostacoli in contrati e cos1 brillantemente s uperati. · Artiglieri a., genìo e le trnppe tutte d 'ogni arma gareggiarono nell'assedio, come in tutta la. campagna, d i ape-

or

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G~nerale I

La notizia della presa di Puebla mi è pervenuta ~ avant'ieri (10 giugn o) per la via di Nuova-Jork. Questo » avvenimellto ci ha colmati di gioin. » Ben so quanta previdenza e quanta energia abbi>> sognò ai capi ed ai soldati per r1;tggiungero cotesto » im portante risultato . Esprimete in nome mio all'eser>)


90 L.A PRESA IH PUEBLA cito tutta la mia soddisfazione, diteg1i quanto io apprezzi » la sua perseveranza ed il suo coraggio i n una spedi» zione così lontana , ove esso avea a lottare contro il clima, contro la d irricoltà dei luoghi, e l;Ontro un nemico altrettanto più ostinato quanto peggio era ingau- . » nato sulle mie i nternionj. » Deploro a1:naramente la per dita p!'obabile di tanti » prodi, ma ho il consolante pensiero che la loro morte » non fu inutile nè agli interessi, nè all'onor della Francia, » nè alla civilizzazione. Il nostro scopo, il sapete, non è ) d'imporre ai Messicani un Governo contro bro voglia, » nè di far servire i nostri successi al trionfo di un " qualunque partito. Io desidero ehe il Messico rrnasca » a novella v ita , e che ben presto, rigenerato da un » Governo fondato sulla volontà nazionale, sui principi i d'ordine e' d i progresso, sul rispetto del diritto delle » genti, egli rinasca con amichevoli r elazioni d i dovere » alla Francia il suo riposo e la sua prosperità. » Aspetto i ra,pporti uflìziali per dare all'esercito ed al suo capo le meritate ricompense; nia r ic_evete :fin;• ~ d'ora, generale, le mie vive e sincere feli citazioni. )>

RIVISTA TECNO.LOGICA

E:,;11cri1j11zc contro \e 11ias(re di cornzzatunr, cs(•guitc dalla Regia iìlnrina Italiana.

» Napoleone , .

V (1). Veutitre giorni dopo la presa di Puebla, Forey entrava i n Messico a1la testa dell'esercito di spedizione, accolto con entusiastiche dimostrazioni dalla popolazione di quell a capitale, 0he salutava nella bandiera franc ese la sua ltberatrice dall'anarchia, a dall'esoso Governo cl i Juarnz. In questa campagna, Forey si è mostrato pienamente all'altezza deìla :fiducia che in lui aveva riposta l'Imperatore nel commettergli sì difficile comando, e s'è ben guac1agnato a. Puebla quel bastone di mareseiallo che Montebello gli avea preparato. C, S.

Con dispaccio del 3 maggio 1861 il comanJo genPrale del . dipartimento marittimo rnttentrionale nominava un~ comnnssione di uf!ìziali della R. Marina, incaricandola d1 esperire, prima ·con tre tiri , quindi nel modo finallora iotega_to_, t~e piastre di ferro pn corazza Lura .lella ba tteria la 1tr1··1.bile in costr•1zione nello s ta biliu, ento alla Seyoe. Radunalasi il giorno . seguente - 4 maggio 1861 - essa os:er~,a rn che le prnstre e raM fissate nel modo indicato dal (1) Vecli Rivistct militcirc italiana, anno . voi. u, pag. 03 e voi. m, pag. 69.

VI(,

vol. r, pag. 184, 266,


RIVISTA

si_gnor Ma rr,c,] , presrnte alle e,perienze, costruttore di der!c pwstre e rn ppresen tante la società des (oi·ges et chant·iers de la Médile1·ra_née, cioè con v iti da legno coll'interposizione ai uno strato d1 feltro tra la piastra e l'ossatura di lro-no S ta n do alle asserzioni del- signor Ma n el, h pias~ra ·No l , lunga 2"', larga 764mm e dello spessore di 11 Qmm, e ia ricotta dopo la sua. costruiione con com busti bile com posto però metil d1 carbou fossile e per m età di legno. ·. _Fermata con 14 viti da legno le cu i dimensioni erano · di ~tif>mm di lunghezza totale_- =- 057mm lunghezza d~lla testa corma - 075mm lun ghezza della p~rte ciliodrièa della tts1a -:- si r_icòmi nc:iava il f11000 con nn cnnnone da 40 a palla piena d1 15 cbil., colla carica di 5 chi!. ed alla distaoia solita d i 12 metri. Diretto _il _colpo verso l'cst_remità superiore rlella piastra , il p ru1etto v1 rimase mcassato , pnò la pinstra non soffer.~e miuimamente, n è , perni si ~mossero. Sparato il secon do colpo su l cen tro <lella piastra, a sinist,a ' .e] luogo ove il jJl'Ìrno proielto ha colpito , ~i ma111festò una k:~su_ra longi1udi nale ln nga 12 centimetri e p rofonda 4 miltim etr1. Come •n el tiro prece !en te il pI'oieuo vi 11imase incassa to _e si_ rimarcò che la piast ra a,yeva acquistata un'inflessione longltudinale e trnsversale di 12 millimetri d i freccia. Quantunque Ì perni_ laterali COl'I'Ìspon den 1i a lla posizione di qnesto colpo non s1 sian_o s111oclsi, tnttavia sor tirono alq nanto le teste pFrò te:,nero lJ,, ni~simo, nè la p;astra dimostrò fessure tali à~ far dnbitnre del la sua qua lità . ~<\.l ~erzo col~o diretto ve rs,1 l'orlo it:fferio re dell11 p:astra , cadde 11 di_ rottu ra del pr,,·ietto corrispondente nl primo c0lpo; rn1suratas1 la freccia di g110Ha calot ta fu trovata di G5 m illimet~i. Sul. fondo d i questa ca lotta si n otarono pure alcnn e fe..,sute C1 rcola.r1 ed una lougitudinale nella stessa posizione delle a ltre ed o lJrepassante tutto lo spesSL•r e della piastra . D,11 modo però con cui sono forn ia te e-sse dimostra no un ferro m olto m ~Ueabi le e tenace, tale an zi , clrn la commissione, dopo v1st1 1 labbri sporgn1ti di tutte le calotte , dichiarò siccome ferro di ? uo na qua lità . L'inflessione dei la p iastra si rinveune acc rescrn ta fi uo a 16 millimetri tan to in ~enso lon- .

eon~

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T ECNOLOGIC A

' g ìtudinale che trasversale. Anche il pro.i etto di questo colpo rin 1ase incassato nelliJ, piastra . In tutti questi t iri i perni resistet!ero pie ameu te, e giusta le asserzioni del sign or Marre!, per , tutte e tre le piastre venMro impiegati cpiali sorto • o dalle forgie dei signori Petin Gandet, cioè nè torniti nè l!mati.

•

Passatosi alle espe1ienie della secon.cla piastra, la quale, s1ando , pure all'affermati v,l del signor Marr,d, ven ne ricotta cou solo carbon fossile, si diresse il pTimo colpo verso la sua estremi1à superio re. Il proietto vi rimase incassate, senza che si scorgesse i l benchè minimo illdizio d i fessura o di movimento ,nei perni . Dil'i;ttosi un secondo colpo sul centro della p iastra, la pa!lii, come_n el primo, vi _ri mase incassata, senza che la p iastra od i r e rni si rnovesse~o, nè si scorgesse fessu :·a alcuna . Un terzo colpo venne dire~to verso i l li mite inferiore della pias.tra. 11 proietto_ rimase inca,;sato, ma cadde il cono di rottma ciel proieHo del col po precedente . La freccia della calotta si riuvenne cli 45 µ1ilìimetri e la tesla del perno sul quale era di retto il colpo precedente si an:va iotaccat'l nel legno di 25 millimetri , cosicchè la calutta aveva una freccia totale di 70 millinwri: L 'ispezionu di questa calotta, la sporgenza e frasta~lìa tura de' su0i lablwi· dimostrano l'rccellente qualità del fe rro della piAstra, la quale nei tre colpi non presen tò che -una leggera fessura longitnd inale di ness nna i mpurtanza, al dissotto d,:lla testa .della vite inferiore del cèntro; p rofonda soli 6 millimetri. Di.cbiarnta di buona , q11alità- anche questa seconda p iast ra , la cornmissic·ne passò _ad eseguirn gli stessi tiri con tro la terza.

Onde pro,grerlire col lo stosso ordine tenu lQ pelle altre, a l lembo supe1iore deHa piustra s: diresse i l primo colpo. li proietto rim a~e incas,mto, i perni resis tettero a do,,ere , nè la piastra segnò la più lt·ggera traccia di fessurn . Direllos1 il secondo colpo a l centro della piBSt!a, il proietto r i1uase p ur incassa.lo , cadendo qnello dd col po a11 tecedente e lm-ciaudo una ca.lotta d i 50 millirnelri di freccia. Alcuno f~s.


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RIVJSTA

snre in senso <.:ircola re, dimostrano, unitamente alle sporgenze dei . labbri d0lle calotte, molta malleabilità nel ferro irnpi~gato an('he in questa pinstra. Verso 11lembo inferi ore si diresse il terzo colpo. Incassatosi il proieuo nel1a piastra, cadde quello del colpo precedente, i l quale presentò una calotta di 60 millimetr i di freccia , che colle_ altre prova'.10. la buona qnalità del ferro impiegato. Epperc1è) la cornm1:,;s1one oltre al dichiarare buoue le piastre esperite, riconobbe pur conveniente nella qualifa i pern i di fissazione, convinta che se le piastre sperimentate vennero p resR a caso fra quelle preparate pella batteria la Terrib·ile, esse soddisferan_no pienamente al loro scopo. Sebbene dall'esito di ques1i tiri si potessero colisiderare r.ollandate le tre piastre ·succi!a tc, tuttavia onde assicnrar~i viernrneg lio delle intrinseche loro qualità, paragonate anche col• l'esito d i ·altre· pinstre esperimentate ant, r iormrnte, si stabil) òi eseguire un ·tiro nella coo oessione della seconda e terza . pi:istra. I l proietto colpì ambedue gli orli delle p iast, e.· La calotta prodottasi a"eva il fondo staccato per due terzi di spesrnre dalla parte della terza pinstra, ed una fessura lungitudin~ le, traversante tutto lo spc~rnre chJla piast.ra, aall'orlo · snpen ore della calot1a , prodotia dal primo colpo fallo sul la terza piastra, :fino al lembo della piaft.ra stessa. Sì nell'una che nell'alt_ra piastra il feno presenta sempre i l caratteré di ma lle•1bil1tà. e perfetta tenac.ità., la qual cosa si d istin orrue ma,,.o g ·orruente -nella parte di calotta staccata. Per seguitare in modn analogo a quanto pra.ticossi negli § ltn esperimenti , ~i stabilì di di rigere alcuui colpi verso il li1'.1ite inferiore della ter;,a piastra e precisa1mrnte presso il primo colpo tirato su questa stessa piastra. Il fondo della c-alot.ta risultante da quello e questo colpo si s taccò completamente internandosi nel legno, dimo~t;anclo il nervo del fe rro una . perfetta te11aeità ed uo'omog~nea sov rapposizione n egli $trat1 conJponenti la piastra. Da qnesto tiro si riscontro una fessu ra loog itudinale, la quale, partendo dal secondo c0l po fatto sn questn pia,;lra, segu iva tutta la lunghezza inferio re della stessa , cioè finu all'orlo della sua baso. Tutti i t•ern 1

TECl'sOLOC TCA

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res;stellero pe rfettamente, nè si manifestò alcuna fessura trn\'ersale. Diretto altro colpo alla de~tra del terzo, s'ebbe identico .esito 2E;ll'an tecedeute , cioè dilatamento della calotta, anzi se ne foro.1ò una so!a di quelle prodotte dal primo, .da queesto e dall'antecc.dente co!po. I l fondo venne staccato e qniodi la p iastr a perfett.aip.ente perforata. Le fessure longitudinali amnRn• tarono, ma non se n e rinvennero .di tra,·ersali. I perni rirnase10 in posizione, ad onta delle sensibilissime infless•oni produtte sulla pias1ra d'a i vari colpi eseguiti, _ Diret-tosi anche un altro colpo sul penultimo, proilusse un a doppia inflessione sulla · piastra , e qni pure quan tu nque le · fe:-;sure l ungitudiuah aumentassero sensibilmente nella lunglwzza, Don se ne m anifestò alcuna traversale cd i perni conti. uarono a resistere cùmplet.ameutc. C,Jnsidetando che ,dall'effetto di sette col pi consecutivi col cannone da 4.0 a ra:·\ca di fazione e con palla massiccia, questa piastra soff~,r;·e ben poco, si decise di sparare coutrn la mede~ima verso rorlo a sinistra un col po col cannone da 80 e rimarcarne gli effetti, per poi addivenire ad altri esperimenti sulla prima e seccnda piastra. Eseguitosi il tir,) col cannone da 80, caijra di 7,250 chi!._, palla pitna di 13 chi!. ed alla solita distanza di 12 mfltri, si r rodusse uoa calotta di 40 millimetri di freccia. La piastra r'ct.,vettfl una considerevole infles'>ione io arne ndne i sensi . La testa del perno conispon lente a l secondo tiro, fo t10 sulla secouda p iastra si s!acc<\ eom e si staccò pnre_ nna grossa sfo,gliatura di ferro dal fondo della ca.lotta composta dal terzo, quinto e sesto colfio sparato su que~ta piastra. La seconda piastra si staccò alquanto dall'0ssatura, cioè 30 mil11metri a ll'incirca.. Presso il quarto e settimo colpo si formHono due fes, ure traversali di poco rilievo. L'esito d i questo tiro provò la buona q~alità:, del forro di que;;;ta piastra, la qua le quautunque tanto tormentata, resistè ancora a colpi si formidauili e ripetuti. Certi ornai ,della qualità. del rerro, 1-1 passò a prornre l'ef-


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Rl\"ISTA

TECNOLOGICA.

fetto dei proietti ogival i da '80 s'1 vuoti d ie massicci, ' contro la prima piastra. Con pmietto cilindro-ogivale vuoto, da chi!. 60, carica e distanza ugna!e <1 l pr,:,cedent~i, direttosi il colpo fr·a il primo e sec0ndo già eseguito sulla prima piastra, non produsse che una ~lotta di debolissima freccia, ma però la f'ona di percussione del pl'Oietlo fu talineote forte, che la piastra nellà po~izione del ti1·0 rice,·ette un'111flessione di circa 12 centi met.ri. La calotta di percussione rimase siccome a sbieco, la rprnl cosa fo. snppòrre che il proietto non abbia direttamente battuto colla pLrn ta, ma colla sua, parte conica . Visto il risultato d'un proielto ogiYale vuoto, cioè la pochi:s:;ima penetraz;one nelle piastre di corazzatura, ma la sorprendt•nte forza di percussion0 o coocussi,,ne, la quale di gran lu nga ecceJe qnella dei Jnaggiori proietti sl'e rièi, s1 stabilì cli tira~e contro 1a stessa prirna piastra d ne colpi consecutivi con proietto ogiva le massiccio. Eseg11iLo i l pri uio, b piastra ricevette tale concus,ione che s i cunò in arnenJne i sensi con u.na freccia d'i nflessione di 16 cenlimr:tri, producendo lfl rot~ tura dell'ossatura di legoo del bersaglio, quella della travers,, di le"'no dell'a ppuntel!a01e11to ed il distf.!,cco dei puntelli stessi; in parola produsse g,iasti tali da sorpassare qualsiasi E'fl'etto sull;t membratura , sino ad ora prodotto and1e dai prnietti sferici da 80. Le f~ssure esistenti nella piastra _aurnenta1.·0110 in tutte le loro dimensioni, se ne formarono d1 nno, e in tutti i sensi , però il f1'.rt'O dimostrò .._ ognora esst:re di buon is-i me qnali:à. " Altro colpo c1 i retto al li n1i te inferiore a!la j>in istra cielia. piastra, siccome luogo pi11 i utatto di essa,, pr•1 dusse identici risultati del precedente ,, però in i:3cal1i maggiol'e . Si spezzò anche la •traYersa inferiore cleil'appuntella rneo to esterno, res tando la mern brntura in ùno stato tale di disfacimen lo, da cornprumèttere presumibi1mente l'esi:3ten za d'nn navigl io corazzato, se questi vcni$se colpi to da parecchi proi0ttili massicci ogivali. . _ . Eppl:l'Ò s i riconobbe il poderoso effetto di questi pro1eLt1, più d,tnnos i nel le conseguenze loro conteo le ossature delle navi cornzzate, che cut1tro le piastrn Lli corazzatura. L'infks -

sione della piastra nel luogo in cui ricevette il colpo giunse fino a 17 rnotirnetri mentre l'altE'zza della calotta di percussione non era maggiore di 30 millimetri.

l,:a·

97

Quantunque dagli effetti sin qui ottenuti si potesse dichiarare ottima la qnalità delle piastre e., perirnen tate, si credette però conveniente, per con frno to colle alt re già proYate, d i eseguire due colpi sulla secunda piastra, siccome quella la più intatta, con cannone da 40, palla piena di 15 chikigr. e carica ridotta a chi!. 2,160, onde vedere si:: alla distanza cli 500 metri con carica di 5 chil., che corrisponde a 12 colla carica s uindicata, si sia totalmente al riparo dai proietti nennc1. Dal primo colpo si ottenne una ca.lc\tla di compressione di 30 millimetri cli freccia con labbri rilevanti e sporgen1 i, senza i1essun'al tra .osservazione ; dal secondò si otten ne nna calotta di compressione di 32 millimetri di freccia. Del resto la piastra rimase completamente intatta. Con questi ultimi esperimenti, la · commissione ritenne di aver pienamente so.ddisfatto al suo mandato e perciò si sciolse. È però desiderabile che cotali sperienze dalle quali può dip·endere l'avvenire àella nostra flotta, si proseguano col la maos irna attività e senza economia, e come è della dignità di una gran nazione. È vero che abbiamo ,nf51te altre spese , le quali a pr in10 aspetto ponoo sembrare di un'urgenza maggiore e di un'util,t/1. p iù immediata, ma se si riflette che le sperienze non solo salvano dalle inutili costruzioni , ma suggeriscono le DllO\'e e le più convenienti, ben si capirà tutta la loro importan7,a cd u rgenza; e le somme in esse impiegate saran no sempre ampiamente co;mpensate dai risultati , purchè si assicuri -la direzione delle spe1ienz;e stesse.

V.

.AxN'o v1n, vol.

I. -

7.


98

RlVISTA.

99 sogge to parecchie analisi uule a tutti i metallurgi, ma senza però insistere su questo punto_importante. Così per es.)mpio: la quercia di la Roque-cles-Arts, le di cui ceneri conteriaono o 0,008 ·d'acido fosforico, non potrebbe essere rimpiazzato pella fusione a luogo di carpino della S0rnrne o della Nièvre, le cui ceueri racchi udono sino a 0,09 e 00,10 di fusforo . Q1ieste due essenze dando a poco presso la stessa quantità di ceneri, è evidente che la quercia della Roque-des-Arts, la quale non introdurrebbe al massimo che 0,12 °/0 \ di fosforo nel ferraccio sarebbe preferibile al oarpino della Ni èvre che potrebbe apportarne édmeno 1 °/o, La quantità. di fosforo assorbito nel primo caso sarebbe inoffensiva, ma nel secondo caso addiver• rebbe incontestabilmente nocevole. Cos) dunque: se è indi~pensabile per otte~ere ferracci di buona qualità, SC'rlgliere accuratamf'ote i l m inerale, nc,n merita meno impçirtanza. l'accertarsi che il combusti bile non r c'(:herà a l metallo ir.n purità noce voli che più nQn gli si potrebbero poi togliere. · Se si pon mente ,3ll'immensa importanza de1 1' industria del f13rraccio , si com prenderà di leggieri tutta la SHri8tà che si meritano studi a • a litici e lavori sperirneotati diretti in questo senso. TECNOLOGICA

1

Il fosforo nc!lc fusioni' mì'ta!lichc. ]J fusl'oro

è un agente dei più nocivi alle qnalità del for-

racc;o, Si ìentaro_oo parecchie prove per divide,nclo, rna non diedrro soddisfacenti r isultati. Il signor capitano d'art;glieria Caron il qu:1le seriamente si è occupato di q1wsta q11estione, _ diceva ultimamente in una sua memoria letia a ll'Acearlemia francese, che i numerosi sperimenti da l ui fatti all'oggcitto dì eliminare i l fosforo dai ferracci erano riusciti infrnttuosi s:no al d'1 d'oggi; che anzi;egli ha potuto constnt~re che la fusinne, assorbe in gran parte il fosfo ro che lo circonda nel momento della sua formazione, specialmente se· i lati son0 silic;osi. Ed egli soggiunge : priicbè pare· non esistervi alc1Jn mezzo per togliere ai ferracci il fosforo che essi contengono, e che inol ,re nrJn 1mmu1no di alleg3rsi a questo corpo quando lo incontrano, sarà impr:irtante di scartare tutte le cause cl1e poono contribuire a<:1 i otrodun e questo metalloide nocevole nella fabbricazione dei ferracci . Tra queste cau$e, ha vvene una alla qnale si dà per I'ord.inario ma a torto troppa poca importanza; ed è la composizione chimica dei combustibili vegetali. Qunsi tutti i legMrni contougono del fosfo ro: ed è perciò che i ferracci fatti a legna di minerali nei quali n nn s'incontra t raccia alcuna di fosforo, ne contqngono quindi sempre 2 °lo almeno, secondo 11 signur Karsten. In tale dose, il fosforo non è nocevole ; a 5 °lo e,:so è ancora inoffensivo; ma a 7 °lo il ferro che si ottiene si frange già per la percussione, sebbene1 possa ancora piegar:;i ad angolo retto. Sarà dunque della m assima importanza di non mai imp;egare nella fnsione carboni capaci di dar a l ferraccio 7 °lo di fosforo . Per gi~mger.e ,a questo risultato è necessario di scegliE'r e con disr-ernirnento la legna da ardersi n ella fusione . Le diver::'e essenze del legno contengono quantità differenti di fosforo, n•m solamente secondo la natura del terreno che le produce, ma anehe nello stesso terreno, secondo la loro spec·:ie. Berthier, nei suoi: Essaìs par la voie scche, ha fatto a quc-sto

NuoYo battello di salvetaggio. , Nello scotso febbraio venne fatta a Nuova York la sper ienza di un nuovo battello di salvetaggio. Questo ba'tt•d lo consiste in una. zatta formata di cihndri, terminanti in puuta e ccallegat;_ Questi cilindri sono di• ttJla riv8stita di r:crutlapercb,1 ...., e si rigonfiar\o quando son gittati in mare, ove si fanuo muovere rapidam,-nte con remi e vele, di guisa a potersene fa•:i lllWute s ;1•vi re nun s,ilo di canotto di salveta3gio, ma eziau,Jio pel' recar odinì spiccia.Li anche col più grosso mare. 0

1


100

RIVISTA

TECNOLOGICA l O1 éli vuoto ,· che si riempie d'a.cq na fred da. N<~lla stessa guisa

!\uovo cannone.

vien praticato per le culatte. Se il riscaldamento del pezzo si comnnica all'acqua, si può rimpiazzarla facilmente con acqua fredda che si prende da un s1,rba1oio diviso in due scompartimeuti, l' uno fotto per ricevel'e l'acqua calda e l'altro contenente l'acqua fredda. Mentre che l'ttcqua posta nelle cannelle delle culatte e nel tubo si riscaldé)., q uella che si è travasata nel serbatoio si raffredda, p er poter rimpiazzare l'altra più tardi.

Il Pays ha da Monlmtl che il signor Alessio Hébert del• 1'Acadia, ha esposto un modello di un cannoDe da c,,rnpagmt di sua invenzione che è il più ingegnoso pezzo di meccanica che si sia mai visto. Questo cannone è montato sC>pra un carretto a qnattro ru9te che può con faci lità essere tirato da quatto cavalli, perchè il suo pe,o non oltre passa le 4,000 li bbre. Il pezzo è posto sul retrotreno del carretto. Al centro del carretto si trova una ruota che gira coll'aiuto di una leva ed è munita di 12 culatte in rilievo. A ciascun movimento della leva la ruota gira ed una di queste culatte munita della carica e del p roietto viene adattarsi ermeticamente a l cannone; uello stesso tempo un martello che in questa nuova invenzione funziona come il cane d'un fuci le, messo in moto P.gualmente per ruezzo del girar della ruota s'abbatte sulla capsula. L e capsule sono fornite g radatamente per lo stesso fun zionar della leva, che con un sol movimento frt gi:rncare tutto il meccanismo . Questu -cannone ha una vite che lo fa alzare, a bbassare e deviare da qualunque parte, secondo il punto di mira, che si vuol prendere. Due soli uomini bastano a manovrare questa nu'ova macchina stermin:~trice: uno per mettere la leva in_movimenlo, l'altro sta ~o pra una piattaforma. situata tra1nezzo a lle due ruote, per mettere la carica n elle culatte di mano in mano che le m edesime gli si present.ano dinanzi . I cavalli restano sempre attaccati in modo che muovendo si può egual mente tirare come di piè fermo. Qne~to. caonooé può fa re 12 colpi m un mezzo minuto se le dodici culat1e sono prima caricate, operazione che non ri- , chiede che pochi istant.i. Se esse vengono caricate di mano in mano si possono soltanto fare 12 colpi o5 oi m inuto. Ma, si osserverà, questo c,urnone che serve con tale rapidità, si riscalderà ben presto e farà esplosione. Ecco la gran difficol tà che deve vin<'ere ìl signor Hèbert. Il cann one si trova circouda10 da un tubo die ha q uasi da tre a qualtro polki

-

'


103

RlV[ST.I S•TA'J'ISTICA

In · terra., essi vengono impiegati, in attesa d'iml.Jareo, 11ei diversi det1agli del uom011s:;ariato di marina. Per la pens\one di r itiro i eomrnessi sono assimi lati i pr·i mi ai mastri d'equipa.g gi della flotw, i secomU a i si;cuudi mastri.

ESERCITO RUMENO. - Da un giornale rumeno togliamo seguenti dati s tatis uci su quest'e:;erci10 .

Fante1·ia cli linea.

RIVISTA STATlSTJCA

-

FMza in uom ini

7 reggimenti di 8 compagnie ciascuno, pi1ì una compagnia fuori r,rngo, formando un totale rli 11,032 tra uffizial1 e soldati Un battaglione di cacciatori, forte di 33 uffi:r.iali e 868 ira sott'uffì,;iali e soldati

11,032 901

Cavaller·ia.

Con decreto del.I' 11 gingno sc01;so institui11asi in Francia un personale di comme;,si a·i v-ive1·i · e di magazzinieri per assicurare i l servizio di contabi lità e di distribuzione dei viveri taoto a bordo dei bastimenti dell'arma ta q uanto nei di versi stabilimen ti della marina a terra. Questo personale consta di 200 commessi, dei quali 40 pri mi commessi di 1a classe, a L. 1,200 annue, 40 primi commessi d1 2' classe , a L. 1,000 :innue, 60 sec;ondi cùmmessi di 1a classe, a L . 900 annue, 60 secondi commessi di 2" classe, a L . 800 annue, non compreso per tutti, ben inteso, il trattamen to ed il soprassoldo di bordo q uando i mbarcati. P er essere ammessi a tale i mpiego riéhiedesi l'età da 21 a 35 a.noi, attitudine fiii..:a al servizio di mare, due anni cli serviz.io a bordo quali distributori di, 1,iveri, o quattro anni nel servizio delle snssistenze della m,uina in terra. Per la promozione da u na classe all'altra è necessario un auno di servizio a bordo nella classe inferiore, e per quello da un grado all'altro, due anni dello stesso ~ervizio.

FRANCIA. -

2 reggime nti di lJncieri, in tutto 1,530 tra uffiziali e soldati Dno squadrone d'istruzione, della forza di 131 tra uffiziali e soldati ,

1,530 ,

131

A1·tiglier·ia, 2 batterie a piedi e 2 a cavallo, pii, una sezwne [uori rango, in tutto 20 uffiziali e 604 tra sott'uflìziali e soldati,

624

Gen,io. Un battaglione di 4 compagnie, più un pelottone fuori rango, in tu tto 28 u(fizia,li e 697 tra sott'uffoiali e soldati

725

Gentlarineria. (Ca ra.binù,ri). 400

Tra. u ffiziali e soldati .

A riporta l'sì

15,343


104

S T ATISTICA

RIVISTA

Forza in nomjni

15,343

Gendat·meria d-ipa1·timen t,ale. Qnesto corpo che si compone d1 uomi n'i a piedi e a cavallo, ha 59 nf'fizial i e 4,676 tra sott'nffìzia li e

4,735

soldati . Totale .

20,078

A gnesti diversi corpi bisogna ancora aggiungere seguenti personali : 60 Amministrazione centrale. ! Gli siati maggio1·i che comprendono il corpo degli u ffo.ìali d'amministrazione . 95 274 Il treno 410 La com pagnia d'operai La direzione d'artiglie1·ia. 218 La compagnia di disciplina 179 La compagnia sani taria 214 Gli ospedai'i . 453 Il battaglione pompieri 389 La floua .

21 -

Totale · Avvi ancora il collegio "milita.re che si compone di 9 uffiziali, 23 professm·i e 120 allievi . La scuola d'arti e mestieri che per recen te disposizione dipende dal ministero della guerra , la quale conta 79 persone.

152

Questo qnadm non com prende l'esercito irregolare, formato dalle giiardie-fronti·ere, il quale ha circa 8,000 u omini ben equipaggiati e ben esercitati . L'esercita ntmeno presei:;ta in conseguenza u n insieme di

30,000

UOIDHll.

105

Il c01·redo, l'a-rmarnento e l'·islruz'ione di queste truppe fa dai progressi che gli nffìzial i ester~ inviati in missione nei Principati dovettero riconoscere. Questo miglioramento si deve in particolar modo alla sollecitudinri del principe Alessandro ed all' inte lligenza del ministro dbl la guerra il generale F loresco. Il bilancio d1,ll'Esercito che per l'anno 1863 è di 29,412,302 piastre e vien diviso come segue : pia~tre 22,888,866 Servizio regolare . 6,523,43() Servizio amministrati ro Totale

p iastre 29,412,302.

ITALIA. - Scuola normale pei bersaglieri. - Col 6 voi~ gente luglio cominciano in LiYorno gli esami del corso -se~ mestrale d'istrnzioni i vi istituito per l'arma dei b!c'rsaglìeri, e del quale ci si assicurano eccellenti risu!tati . In vista del cbe il ministero h a ordinato che un a ltro corso venga aperto col 1° settembre veniente e per ugual durata del primo. Vi saranno comandati per ciascuno dei battag\ioni allievi di ber,:aglieri, 2 uffiziali su balterni, e pe r ogni battaglione tanto attivo che di deposito, 2 sergenti e 7 t_ra caporali e bersaglieri.

Scy.,ola riarmale per la, fanler·ia. - Il 16 corren te ebbero luogo in Ivrea gli esami del corso teor ico-pratico coli', stabilito col circolate ministeriale 29 ottob re 1862, ed i vi pure si sono ottenuti soddisfaceotis~irui r isultati, mercè l'impulso che , i sa dare ·quel comaodante. - · Col 16 v enturo agosto si riaprirà in Ivr~a un nuovo corso d'istruziooi, il quale a vrà termine con t utto il ven turo dicembre . Vi saranno ammessi : 4 uffiziali subalte•ni , 6 sergenti 'e 6 caporali per ciascuno dei sego enti reg~i menti 3°, 4?, 7° e 8° granatieri, e 9°, 10°, 31°, 32°, 35°, 36°, 37°, 38°, 41°, 42°, 43°, 44°, 51°, 52°, 53° e 54° di fante1 ia . . Gum·die del CQrpo di S. U. - Con reg10 decreto del 16 luglio , la compagnia guardie dt'l corpo di S. M. venne am~ pliata e riordin ata come segue:


106

RJV !STA STATISTICA

1

1 1 1 2 ]

1 I 5 5

10 25 40

Capitano cornaudaote (maggior gemrale o colonl)el10); Luogoteneute, comandante in 2° (colonnel lo o luogotenente colonnello); Sottotenente (luogotenente colonnello); MareEciallo d'alloggio, relatore (m11;ggiure); Marescialli d'alloggio (maggiore); P rimo bngadiere (rnpitano); , Brigadiere furiere (capitano o l uogotenente); Brigadiere di vestiario ed armamento ~capitano); Brigadieri anziani (capitano d1 Ja classe); Brigadieri (capitaso di 2' classe) ; Guardie anziane ( luogotenente); Guardie di l ' classe (luogotenente); Guardie di 2' classe (sottotenente);

RIVISTA BlBLlO'GllAFICA

To!ale 94.

Bassa forza (pel servizio di ciascuno) .

2 'l'rombettieri ; 1 Portinaio; 1 Caporale t rabante; 18 Trabanti; -I Totale 22. Dallo stesso decreto vien stabilito che niun u:6ziale della compagnia inferiore a marese-iallo d'alloggio potrà asp irare ad avamamento se non dopo compiu ti ti anni nel g rado rispettivamente inferiore.

Concentra:zione cii ballM'ie al campo di Somma. - Dal 16 al 24 del mese è.i agosto, saranno raccolte al campo di Somma, sotto gli ordini del luogotenente generale Valfrè , numero bl batterie . Qnesta in:iponente massa d'artiglieria , la più grossa cbe fino ad oggi siasi formata ad un çampo d'istruzione, accennerà all'Europa quali siano i mezzi di guerra della novella potenza, cbe con grandi sagrif:ìzi di sangue, si è saputa al.zare al livello delle grandi nazioni, ed accennerit pure al peso effe oramai ella può mcttr.re nella biìancia politica e militare del mondo.

Spctlateur mililaire - l?ascicoli di maggio, giugno e lnglio '18 63. .

"

In qurnti ultimi tre fa scicoli, abbondanza di altri scritti ci d'istohero dalle usate riviste bibliografiche dei periodici militari stranieri; al che farem ora di supplire brevemeute, cominciaudo dallo Speclaleur. La dispensa 143' (I?,aggio) commc1a col gfornale storico della campagna cli Pr·v,ssia nel giugno. del 1807, scritto dal barone di Saiot-Joseph allora uffiziale di stato maggiore ed aiu tante di campo del marescialb Soult, ed oggi generale di d ivisione: scritto interessant issimo al punto di vista storico specialmente per la parte che il 4° corpo della Gmnd'Armée prese a quella memorab1le campagna. di men di un mese, nella qt1ale r isplendettero di sì viva luce il genio e la fortuna di Napoleone.


'

RIVIS'l'A 108 Vien quindi il SPgnilo (4° articolo) dello Studio sulla castramentazione de-i Romani, pel capitano Masquele:>.. Poi un Sunto dell'v,llima campagna delta Spag,na col !lfarocco.. pel signor De Larclaa'z e, con1pilato ~alla relazione uffiziale, intitolata: Atlas hislorico y topograrìco de la giierrcb de Af1•ica (1859-1860) , pubblicato nel 1861 dallo stt,té maggiore Spagnuolo, sotto la direzione del luogutenente generale marchese Don F elix de Messina e Iglesias de la: Serna. li signor De Lacombe prosegue poscia le sue considerazioni analitiche sul Trattato della cavalleria di Drummond de :rvielfort maresciallo di campo negli eserciti del re di Francia ed ispettore generale delle truppe leggere; opera stimatissima pubblicata nel -1776, e nella quale si contengono insegnamenti anche oggidì utilissimi. Compiono il fascicolo: Un episode de la derniiwe campagne d'llah:e - ove s i racconta come poco sia mancato che un posto d1 volontari italiani di guardia al ponte Bormida ven issero al le mani coi lancieri della guardia imperi,Lle frances1::, prendendoli per austriaci dal loro uniforme bianco. - Un resoc·onto sul libro poc'anzi editto dal Dumaine, intitolato: A.pcrçus éq1.u~s/,1·es aii. point de vue de la rnéthode Baucher, pe_l luogote~ nente Vlachter. - Un altro resoconto, sulla Carta del gron ducato di Baàen, in 6 fogli, alla scala di 11200,000 e délla quale sono già pubblicati 4 fogli per opra: .dello stato maggiore d1::l Gran Ducato stesso. - R.evue de la Presse mil-ita.ire élrangère, pel signor Deluzy ed in fine le Nouvelles militaires, per lo stesso.

La dispensa di giugno esordisce col seguilo dello studio d61 cà pitano Masquelez Sulla caslrarnentazione dwi Romani ,_ e principia quindi la pubblicaeione di uno Studi o comparat1vo sv,gli eserciti clei sei 7n'incipali Stati dell'Eu1·opn, pn :m uf~ziale prussiano. Questo scritto, che seguita nel fascicolo d1 luglrn, ci parve molto interessante pel logico raffronto :he l'autore staùilisce tra gli eserciti delle sei potenze (Francia, Austria , Russia, Prussia, Inghilterra ed Italia), sia in rapporto al le basi di ciascun sistema di organizzazione, .sia a qrnello dei vat·ii effettivi tanto sul piede di pace che su quello di gnerra.

BIDLIOCRAl,JCA 109 I dati statistici da esso forniti ci risultano assai precis1. Trovammo JJOi molto sensati i paralleli critici [che l'au_tore istituisce fra i varii ordinamenti; e se lascia luogo ad alcun apvunto non è certo pel criterio del ragionamento , ma per difetto di particolari sull'al'gomento discusso. Cos\ per esempio, egli critica il nostro sistema di riserva, la categoria: << in Italia, egli dice, le riserve sono stabilite su di un sistema anche più sfavorevole dell'Austriaco._ Il principale difetto della loro organizzazione, consiste in ciò ·'che non bavvi se non se una riserva poco istrutta e per conseguenza poco atta alla guerra. Il sistema italiano conta nei suoi ranghi i soldati detti della riserva, per una durata di 5 anni, ma astretti sol taut0 ad un servizio effettivo 9i cinquanta giorni. Quand'anche la riserva non si componesse che di fanteria, questi pochi giorni non basterebbero per istrurre la massa e metterla in grado di resistere efficacemente a truppe, le quali contino 3 , 5 ed anche 1O anni di servizio. La riserva dell'esercito aLtivo , composta di sei ellissi, le quali hanno cinque auni di servizio, pone però un peso assai conside• rnvole nella bilancia e forma un nucJP,o capace di sostenere novelle forma:>.ioni e di da re un poteote appoggio ad una vi• gotosa difensiva. » Non po:;siamo ammettere eh.e il nostro sistema di riserva sia più sfavorevole dell'austriaco, poichè non si può istituire un confronto tra i due sistemi di reclutamento, siccome affatto diversi . Nell'esercito austriaco non vi ha che soldati di noa sola categoria, colla ferma di 8 anni, dei quali passano 4 o più sotto le armi a norrua d~i bisogni, e sono q oindi mandati alle loro case in congedo proYvisorio; e mo questi in congedo che costit.1.:iscono l'unica riserva dell'esercito au~;triaco. Noi invece to3liamo ·aaJ contingente annuo quanto ci oc~ corre iu l' categoria per tenere a numr,ro l'esercito permanente; e lasciamo alla 2", tutti quelli altri giovani della classe atti alle armi , i qual i non avendo diritto a dispensa od a esenzione, ebbero ad estrJ rrc i numeri più alti, ma no!l già come il mostra ,credere l'autore , gli uom1:n-i )?oca alt'i- al serv,izio d·i- guerra. quelli di l ' categoria percorrono almeno 5 anni

za


RIVISTA 110 sotlo le armi, ed hanno ampio cam po di farsi eccellenti soldati e <li rimanerlo poi durante i sei anni nei quali ·son tenuti in congedo provvisorio. Noi abbial'.lì cosi sul sistema austriaco il vantaggio di tre classi di pièl. In quanto poi alla nostra 2' categoria s'inganna l'autore-, credendo che non la si possa chiamar sotto le armi pe1· istruirla che cinquanta giorni, mentre ciò sta in arbitrio del governo. Abbiaro Yisto d'altronde alla p,rova, nel 1859, quanto valga questa nostra categoria, la quale in pochi giorni in~ grossò l'esercito di eccf\Jlenti combattenti. Nè meno egli critica il :;istema di riserva francese, il quale ha molta analogia col nostro. A suo avviso la riserva per eccellenza sarebbe la guardia nazionale mobile - e ciò lo ci spieghiamo µensando che come prussiano l'autore ha molta fede e tenerezza nel sistema della Landweher. - Tu proposito della guardia nazionale mob:le italiaca; egli ha lusioghierri espression i.. , Questa riserva, ei scrive , può oggidì riputarsi come il sistema il · più perfetto ed il meglio atto a sostenere la guerra esterna, ed a sviluppare una rcs1sten;,,a tactovigorosa, quanto ostinata. lVIa egli ò ancor meno alla sua organizzazione che allo spiri io dal quale è animata, che bisogna attribuire quella bravura e queJla solidità delle quali la guardia mobile italiana lia date già tante prnve, e ch·essa avrà di bel nuovo a spiegare contro le bande le quali cercano stabilire in permanenza uno stato di disordine e d'anarchia, nelle belle provincie dell'Italia 1mn·irlionale •. Per quanto ci possano tornar graditi tali sentimenti dell'egregio autore , non possiamo però a meno di sempre più convincerci f111al diff,-Jreuza passi dal giudicare un orJ inamento sulla carta , al giudicarlo dall'attuazione. Egli ebbe sottocchio ,. la nostra legge che istituisce 220 battaglioni di guardia naziona \e mobile; ma credeudo , che cotesto elemento di foria pubblica, possa essere il più per(etlo ed i t meglio allo a, sostenere la guen·a eslen1a, egli ha mostrato di non al'er inteso il cri terio fondaruentale di tale 1sL1Luzione, la quare non è altrn che una r iserva di secuuda linea, ed uni<.:;,unenle tleslinata alla

za

BIBLIOCRH'ICA

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difesa, int,~rna dello Stato, come è null'essenza della guardia naziouale. Rileveremo poi anche, p"r amore di P.sattezza statistica, lo 4?~rvre da lni commesso dandoci 4 reggimenti rh corazzieri, dei quali appo noi non hanno mai esistito, tranne che di nome per qualche mtse sul finire del 1859 ; e<l ha eviJentemenLe vol uto indicare coo questi i nostri 4 reggimenti <li linea. Non f> meno intPressante dd precedente uno scritto del signor Leone Deluzy sull'esercito inglese nel 1863 estratto da uo libro poco stante pubblicato per ordine del Governo, dal capitano PE-trie e dal colonnello Sir IIcnry James direttore dell'u(fì:>.io topografico della gnt'rra : 01·ganization,composition and st,·cnglh o/ the a1·my of 01'eat- Britain. Tale f!Stratro prosegue nei fasciéoli sur,c~:ssivi, e prosenta un quadro statistico ~ornpletiss•mo dell'eserP.ito b1i1tanico al dì d'oggi. Abbiamri poi nella dispensa di giugno la Lrnduzione dalringlese dcll'art:colo <lell' Uniled service magazùic : Sull'az-i-One cmnbinatc, detl'a,·tiglieria a cavallo e della cavallèria, da ooi pnbblicaLo nel fa3cicolo d1 giugno. Compiono la dispensa ·alcune Ietter13 òel signor Ulric DeFonvieillc sulla , amp11gna nella Vir~inia; nna. breve rivista tr1:mest1·ale delle disposizioni contenute nel Joiwnal Jllililafre officùl del 1° treme,;tre 18ti3 , la soli la 1·ivista della stampa militare st1·anie,·a pel signor P.el111.y, nella quale si fa un lungo c,tratlo dello srritto (pubblicnto dalla R·ivista), dct!'e- _ p-regio nùstro c11pi1auo Zanolino: S1J.lle cariche comp?·esse, articolo di cui hanno parla.tu mGlLo fa \'orcrol:neote ,ari i periodici lJlihtari stranieri. La dis1 ensa di luglio ha io capo il VII capitolo della Guerra del Messico, narrata dal colonnello Martins, nel quale si riassumono t utte le operazioni dell'assedio di P nebla, ed ò io gran patte pubblicato il diario del generale Forey, commentato però con quel sano criterio cui s'informano tutti gh scritti dell'egregio n11tore.


RIV!STA JllBLlOGRAl'ICA 112 Vengono poi 1 seguiti dello Studio comparativo ncgN ese1·• cil'i, delle 6 p1•incipali potenze europee; dell'esercito ù,glese nel 1863, e dello Studio sulla castramentazione de'Ì Romani. Compiono il fascicolo: una notizia bibliografica snll'opera recentemente pubblicata dal Duca di Fézensac: Souvenirs milita·ires de 1804 a 1814; opera interessaotissi.madella qua le parleremo alla nostra volta nel prossimo fasl:icolo - alcune notizie milita1·i :,;traniere del signor Dnluzy, una b reve croriacn mi litare . Va annesso alla dispensa un bel piano topografico di Puebla.

Nella prossima dispensa ci porremo al corrente della rivista bibliografica degli altri periodici militari, dei qua.li siamo usi ad informare i nosti,i Iettori. Nella prossima dispensa ragguaglieremo pure i nostri lettori di u;1 opuscolo or ora J?Ubblicato cbl generale nostro lviassùni/<iano Gacgia, intitolato: DELLA CAVALLERIA h.i.L1ANA, dedicato a S. A. R. il Principe UmH:R'ro. - L 'opuscolo si vende dai signori fratelli Bocca, librai in Torino. - L. 1.

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TAGLI ANO Ga1nANO

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PUEBLA E SUOI DINTORNI R,ui.i-la-;lfilùo.J"C .lMbà,uz..

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S.J>abù,Xocl,it11clu1ac n

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Nomi clciJorlÌ adaiu;1t1 /nd,;;.,ende11r:ta 2 ZttrOJ7<J;:;a (o,~1&,,,,",,;,;,,-J 3 /i,ye✓1Ù:n1s

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PIANO DI PUEBLA.

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NOTIZIE STATISTICHE SUl PRl)ICJPALI

ESERCI'fl EUROPEI

-

CON'l"H'1JAZl()NE

(1)

CAPO VIII. C IHCOSCR\7.[0NE MIT,ITARE TERJlJTORlALE.

§

Comandi terrilot·iali.

'1 -

Per la parte esclusivamente militare, il territorio della, , Francia si divide in : gran co1nandi, divisioni . e sottodivisioni. Hannovi sei gran comandi, corrispondenti hi vari teatri d'operazioni 0 regioni strategiche che l'impero presenta: (1) Vedi Riuistr, -111ililare iltt/ia11a, Anno YIJ, voi. Ili , pag. 215 , volume IV, p.ig. 3, 127, '.!39 e an no VIII , l'Ol. J , pag. 30. A.s.so vm, voi.

1. -

8.


H4

.NOTIZiE STATIST1Cl!E

Il 1° ha il suo quartier generale a Parigi ; Il 2° id. . jd, a Li Ile ; Il 3° id . id. a Nancy ; id. id. a Lyon; n4° id. a Toulouse; id. Il 5° Il 6° id. id. a Tours. L'Algeria forma un 7" gran comando. Cadun gran comando si divide in parecchie divisioni :militari, ognuna di queste in varie sotto-divisioni militari, e ciascuna sotto-divisione comprende uno o più dipartimenti politici. Cotesto ordinamento territoriale ha per oggetto di r egolare i rapporti dell'esercito coÌla popolazione; dì assicurare le operazioni del reclutamento, e specialmente di: costituire il comando dE:lle truppe e quello degli stabilimenti militari d'ogni specie, su tutta l'estensione deÌl'impero, coll'intermedio gerarchico di autorità militari locali .

à} Gran comandi.

L'istituzioue dei gran comandi non data che dal 1859, mentre quella dei comandi divisionali territoriali è di vecchia data, e come precedentemente abbùnn notato Tisale ai tempi di Luigi XVI. Cotale 1stituzione ebbe, per oggetto di creare fra l'amministrazione superiore militare (ministero della guerra,) ed i comandi divisionali territoriali , un nuovo anello, come Napoleone I lo avea creato negli eserciti attjvi tra i I generalissimo ed i comandanti le divisioni attive, istit uendo i comandi di corpi:: d'esercito. I oran comandi, affidati a marescialli di Fra.nci_a , ema-•, e nano clirettanwnte dal minister o della guerra ed hanno

115 il supremo governo militare in tutta l'estensione del terr itorio di. loro giurisdizione, ma più specialmente per ciò che ha tratto alle truppe. Dal gran comando immediatamente dipendono i comandi divisionali tanto territoriali, quanto gli attivi che si trovass.ero nella circoscrizione del gran comando stesso, non che i comandi d'artiglieria. Lo stato maggiore d'ogni gran comando oìtre a i quattro a iutanti di campo del maresciallo comandante, è composto di: S\Jl P R!NClPAl.l ESERCJ'l'I EUROPEI

Un capo di stato maggiore, generale di brigata; Un sotto-c::i.po di stato maggiore, colonnello o ter.ente colonnello di stato maggiore; E di un certo numero di capi-squadroni e di capitani di stato maggiore, secondo i bisogni dei servizio; Un segretario archi vista, capitano dello stato mag_g ìore delle piazze. Il servizi·o <li un gran c0mando consiste, a poco presso ,come pei nostri (istituiti nel 1861 ad imitazione di Francia), in sopra vegliare a mantener salda la disciplina__ nelle truppe d'ogni arma ed a che ne sia attivata l'istruzione., all'osservanza stretta delle leggi e dei regolamenti mi litari non che degli ordini del governo, al buon andamento degli istituti e stabilimenti militari, alla conservazione delle piazze forti, arsenali, magazzini, ccc., alle -operazioni di leva e di rimonta , all'amministrazione della giustizia militare, ecc., ed in generale a tutti i servizi militari , imprimendo ad e,;si l'unità e l'attività neces.sarìe.


116

SU I PRINCIPALJ ESllRC!TI EUROPEI

NOTJZI E ST ,I T ISTlCll€

b) Dlvls tcml lerrlloriall.

,.

La Francia comprende 22 divisioni territoriali militari, e 3 l'Algeria (1). In Francia come in Italia i comaodar:iti delle divisioni territoriali sono altrettanti agenti del ministero della guerra, i qoali sotto l'alta vigilanza dei marescialli a1 gran comandi, esercitano un'azione direttiva locale più i 1} Circoscrizione milit:1rc sommaria della Fnincia:

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NU/<!ERO D'ORDINE · e sede <lellc divisioni Lerr itori:1li

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1 o C ran,. comando (Parig i)

30

.i1

DIVISIONI

i.a (Parigi), 2' (Rqncn).

12

3a (Li Ile}, 4a (Chàlons SUI' l\Iarnc) .

6

5,l (Melz) , 6' (St.r3Sbourg), 7• (Bcsançon}

11

sa (Lyon), 9'(i'1Iarseille), 10" (Montpc llicr}, 17' (Bast ia), ':lO" (Clcrmond-Fcr-rand) , 22' (Grenoblt,) .. , . . . 23 15• ( Nautes). ts• (Rcnnes), 18• (Tours), 19a

(Bourges), 21' (Lin1oges).

21

t 1' (Pcq: ign an) . 12• (Toulousc). 13' (Rayonue) , 14' ( !lordeaux).

16

t' (B lidah), 2' (Oran}, 3• {Costanti nc) .• .•

15

I I

ìl7

immediata e costante sulle truppe e . sugli stcibi limenti militari, tanto sotto al rapporto dei vari servi7.i,' quanto sotto al rapporto econòmico. Per tal maniera il minist~ro della guerra, scentraliz~ 2:ando fino ad un certo punto il suo potern amminist.nitivo, e scaricato della tutela minuziosa delle, truppe e degli stabilimenti militari, ha men complicata la sua sfera d'azione e gli rimane l'apra_principale, quella , di imprimer.e la direzione generale all'attività di tutte le ist ituzioni amministrative. Ciascuna di visione (1) territoriale è comandata da un generale di divisione , il qual<:J ha uno stato maggiore composto di : Un capo di stato maggiore, colonnello o luogotenente colonnello di stato maggiore; . dd . j un capçi-squadrone di stato maggiore, A clh d . . .d · ue o tr e capitani 1 • Un archivista, capitano o luogotenente dello sta.to maggiore delle piazze. Per le scritturazioni ogni stato maggiore divisionale ba un certo numero di segretari ci vili o militari , questi ultimi sono r:celti tra i sott'uiliziali, caporali e sold~lti del pr esidio. Esaminiamo ora brevemente il funzioname nto del servizio cli uno stato maggiore divisionale. Il ca.po di stato maggiore ha evidentemente la parte la più importante. Tutto passa per le sue man i, e nulla (t) Per eccezione i comandi de lla 1• e s >' divisi nn i k rri tnria li sono riuniti ai ,·ispettivi grnn co,nnndi c<I in consrgucnza i lorn sla ~i n,aggiori si confondono. Appo noi, all'origi ne dei gr,1u comandi (gi u;!BO l SG t ), si tento, per cagion di economia qucst.o sistcnw, di ri11nire cin<\ il cnmando divisionale col gran comaJldO nel capo 0 lungo di dipartimento, ma non tardarono' nel nppalcsarsi tnlti gli inconven ienti di cot.::,I cn,uu ìazi,;nc, la qtrnlc complicava lo spaccio degli affari, scn·ta h'ulluar ul Cll!JCrelo 3lcun vantaggio economico di personale.


118

N.OTIZJE STATISTICHE

si fa ~enza il suo intermedio. Egli riceve direttamente gli ordini dal c01nandante la di visione, li trasmette, e ne assicura l'eseguimento nelle viste del · suo capo ch'egli debbe sempre saper penetra.re, ed entrando nei vari dettagli che gli affari comportano. Per coadiuvarsi nell'esercizio di sì -estese attribuzioui, egli si vale dell'opra degli uffiziali aggiunti, scompartendo fra loro i vari servizi! Il complQsso di questi vari servizi si divide in: servizi attivi ed in servizi d'u(fìzio. I principali servizi attivi, che ponno incumbere ad un uffiziale di stato maggior e addetto ad una divisione territoriale si riassumoll.o nei seguenti: manovre,. marcie e riviste delle truppe, cerimonie pubbliche, vigilanza sulle distribuiioni, ricognizioni di caserme, speda.li, prigi6ni, magazzini ed altri locali o stabilimenti militari, e simili missioni in tutta l'estensione del comando divisionale. Pel servizio d' uffizio, sebbene non vi siano norme fisse per la sua ripar tizione, e ciascun capo d i stato inaggiore possa organizzarlo come meglio s'addice alle circostanze ed ai bisogni del servizio; ciò nullameno è jn massima adottata un'organizzazione corrispondente a quella delle varie divisioni del ministero della g1;erra. Così tutti g li affari di una divisione (ed analogamente pei gran comandi) vengono riparti ti in 9 sezioni o uffizi•: l O Uffizio della corris-pondenza generale, nel quale si tratta tutto quanto si r iferisce agli affari politici, cerimonie p ubbliche, ispezioni, movimenti di truppa, dislocazioni , dispacci telegrafici, ordini del g ior no, ed in generale tutti gli altri affari ordinari od eventuali non particolarmente attribu iti agli altri uffizi; 2° Uffizio della giustizia militare; :J0 Icl. di leva; 4° Id. della fanteria; 5° Id. della cavalleria e delle rimonte; 6° Id. dell'artiglieria (personale e materiale);

ll9

SUI f'R1NCIPALT KSrnCIT I EUROrEI

T Uffizio del genio e caserme; 8" Id. della gendarmeria; 9° Id. dell'amministrazioM. Questi uffizi sono gruppati a due a due, a tFe a tre, secondo la loro importanza ed il p~rsona1e ·dello stato 1c1aggiore, cosiccbè ogni uffiziale addetto ha la gestione dì. due o tre di essi uffizi , · per tal modo che il lavoro sia convenientemente ripartito.

Abbiam detto come t engansi in Francia costituite anche in tempo di pace alcune divisioni attive, convìén dunque accen)l'lre q uali siano le relazioni esistenti tra i comandanti di questa e quelli delle di visioni territoriali, rela,:,, iioni che per quanto si studiino i regolamenti di bene armonizzare, d ifficilmente vi ponno riuscire, imperocchè nel comando militare il dualismo è impossibile. In Francia quando .nel territorio di una divisione ba stanza · una di_visione attiva, il comandante di questa, qualunque sia la sua anzianità, deve eseguire gli ordini del r•.oma ndante la divisione territoriale per lo stanziamento e i movimenti delle truppe, , il servizio darsi da q uesta, la polizia e la disciplina per ciò che ba tratto alla quiete p-ubblica. Gli trasmette le situazioni numeriche della forza delh sua divisione: Ma corrisponde direttamente col ministero per qmmto riflette il personale e _l'istruzione de!l?, div1s10ne. • Se il quartier generale di una di visione attiva ha sede nel capo-luogo di una sotto-divisione territoriale com,rndata da un·,,.genera1e d i briga\a, quest'ultimo è sotto gli ordini de.I comandante la divisione attiva, ma ad un tempo sotto quelli del comandante della divisione territorinle nella cui circoscrizione si trova... .. E non è questa una anomaJ ia incompatibile?

a


1.20

sor

NOTTZ!.E STATIST!CI-lll

e) Sotto-di vish>ni 1crr11orlalt.

Già abhjarn dett o, come ogni divisione territoriale mi~ li tare com prenda parecchie sotto -di visioni, e queste uno o pìù dipartimenti terrjtor1a1i. Il comando . della sotto-div isione è l'intermediario tra quello di divisione ed i corpi di truppa o stabilimenti m ilitari; per la qual cosa gli si riferiscono, in minore scala, gli stessi a:fiari eh.e ad un comando division ale .. Dipendono però in modo partieolare dal comandante della sotto-divisione le operazioni del reclutamento. A l ui i,ncumbe, come già si è detto, la girata di revisione .col · p refetto e le altre autorità di ciò incaricate. Egli presiede , alla partenza del contingente, lo passa in ri vista, ne organizza i drappelli, accorda dilazioni alla partenza quando n 'è il caso , e autorizza i cambi di destinazione. Gli apparten gono t utti i dettagli d el la chiamata delle , classi in congedo, non che tutto q uanto concerne la riserva: matrimonii dei soldati che ne fanno parte, perm essi di cambiar domicili o, di uscire dalÌo Stato temporaneamente, ecc. Il personale di un comando di sotto -divisione, si compone del comandante generale della sotto,divìsione , il quale è un generale di brigata; del suo aiutante di campo, capitano d i stato maggiore e di uno o que segretari. L'ai utante di ca'mpo è come il capo :li sta,to maggiore del coma,ndante la sotto-d ivisione; e come tale egli debbe conoscere .tutti gli affari che si riferiscono alla · sotto-di-· ·vision e, i quali, per lo spaccio, sono elassificati , come . quelli di una divisione, in 9 uff:izi. Egl i è perciò che la carica di aiutante di campo di un genera le di brigata ha in Fra:u cia una beu'altra importanza d m non appo noi, ove la carica di aiutante di campo, sovra tutto in tP.mpo di pace, è in gen erale un a

PltlNCIP ,I LI ES ~RCITJ E UROPEI

121

sinecura ricercata da chi vuol esimersi dalle fatich e del servizio presso le truppe. Giova però sperare che coll'ingritndirsi del nostro cor po di stato maggiore si verrà al sistema fradcr;se, il qu ale presenta vantaggi così sensibili, che 'non occorre spendere parole a· dimostrarli.

I çomandi interinali delle divisioni e sotto-divisioni t erritoriali, ecco come sono·regolati: Quando il comando di un.t divisione militare territorial0 rimane momentaneamente vaca1<,te;il comando provvisorio è de voluto a.I più anziano dei generali di brigata impiegato ad un titolo qualunquè n ella \divisione. Quando il comando di una sotto-divisione r esta mornenta.neamente vacante e che il comando stesso comprende il ·dipartimento ov 'ha sede il comando della div isione, il generale che la comanda, riunisce il comando provvisorio della sotto-divisione al divisionale. Negli altri casi il comando interin ale è deferto al colonnello p iù anziano in carica n ella: sotto-divisione a qu alunque titolo, compreso il colonnello comandante la legione d i gendarm eria r esidente n ella divisione ed aven te nella sua gi urisdizione il diparti mento n el quale avvi ene la vac.anza. In difetto di colonnelli n ella sotto-di visione , il coman dante la divisione riunisce provvisoriamente il comando vacante a quello di un 'altra suddivisione vicina od a quello d ella divisione. Il ministero della guerra serba per altro la facoltà di delegare, sen za riguardo all'anzianità , uno dei gen erali di brigata o dei colonnelli, qual comandante interinale d ella divisione o della sotto -divisione.

•


122

Nù'l'JZIE STA'l'l$TICHE

§ 2 - .4 mministrazione militare. crncosc1uzroNE E SERVIZIO.

Per ·l'amministrazione militare, in ogni divisione militare terr itoriale havvi un'intendenza militar e divisionale, il cui personale consta di: uh intendente militare e di un n umero di uffiziali, aiutanti ed allievi d'amministrazione degli uffizi d'intendenza, ragguagliato ai bisogni dèl servizio. L'intendente mibtare cliv1sionalo che ha sede ov'è il _ quartier generale del gran comando, ha la superior direzione dell'amministrazione militare nel gran com ando stesso. Da ogni intendenza divisiomtle dipendono parecchie sotto-intendenze, le quali sono stabilite in quelle piazze della· divisione, nelle quali haunovi presidii di qualche importanza. Ve ne sono 121 in Francia e 22 nell'Algeria. Il personale d'ogni sott'intendenza militare comprende uno o più sotto-intendenti militari o aggiunti secondo le e:;igenze del servizio, e, ra.gguagliatamente a questo , un cer to numero cli ufli.ziali , aiutanti ed allievi d'amministrazione degli uffizi déll'intendenza. I fu nzionari dell'intendenza militare - del quale corpo abbiam dato il quadro organico al capo Il - sono i delegati del ministro della guerra per la direz10E1e dEù servizi amministrativi, pel controllo e per la collaudazione delle spese di questo dicastero. La loro azione si estende su tutti i corpi di truppa e stabilimenti militari, sotto l'alta vì,)'ila.111.a crei comaudanti le sotto-divisioni , divio . • sioni e gran comandi, ciascuno nell'estensione della rispctti Ya g iorisd itione.

SUI PRINCll'ALI ESERCl'l'I E UROPEI

123

Ncll'interno gli intendenti genemli formano, come accennammo nel capo II, un comitato permanente d'amm inistrazione, il quale esamina e discute, sull'ordine del n:inistero __di guerra, le quistioni r(;:)lativo all'orgaoizzaz10ne delhntendenza ,militare e del personale amministrat ivo , siccome quelle concernenti l'amministrazione dei cor pi di truppa e l'attuazione dei vari ser vizi amministrativi; stabilisce ogni anno il quadro d'avanzamento dei personali dell'intendenza e dei servizi amministrativi; e at~ende all'esame ed alla classificazione per ordine di men to degli uffiziali proposti all'ammessione nell'intendenza militare. Gli intenden ti generali sono inoltre incaricati del controllo delle ispezioni amministrative. In_campagna, col titolo ai intendente ·in capo, essi sono P?St1 a ca~o dell'amministrazione degli eserciti composti d1 parecchi tòrpi d'esercito. Gli intendenti militG11'i sono inc;aricati, nell'iuteroo dell''.1mministr~zione nelle divisioni territoriali, iu camp~gna eh quella dei corpi d'esercito. Nell'interno i sotto-intendenti militari di 1a e di 2' classe sono ripar titi nelle ~ivisioni territoriali per dirigere e cout_r~llare .l'ammi~istrazione dei corpi di truppa e deuli stab1 hmeut1 amministrativi, e per liquidarne i conti tan~,0 del personale quanto del materiale ( CAPO III, § 8 ). In ca~pagna ','engono distribuiti neg1i stati maggiori generali , n elle piazze di guerra e nelle divisioni attive. GI ! aggiunti cli 1~· classe adempiono ad uguali funzioni che 1 sotto-intendenti; quelli di 2"' classe sono addetti agli intendenti generali , intendenti e sotto-intendenti ; le loro '.unzioni sono r egolate in guisa a che possano progressivamente iniziarsi nei vari dettagli dei ser vizi amministr ativi. Nelle piazze ove sianovi truppe e ·non esistano uffizi d'intendenza militare, vi suppliscono n elle piazze da


NOTIZlls ST ATISTJCH8 124 guerra, il maggiore d i piazza, od in difetto di ,q uesti il comandante della piazza stessa, e, se questi è a,isentc mo~entaneamente·, il sotto-prefetto od il maire (sindaco). Nelle altre piazze 1e funzioni di supplente sono eser~ c itate da un consiglio cli prefètturà, scelto dal prefett o, se in un capo-luog o çli d ipar timento ; dal sotto-prefetto, nei capi-l~ogo di circondario; dal sindaco , nelle altre loca.lità. Però cotesti supplenti non si debbono occupare che delle prestazioni in danaro, allogate a titolo d'indennità di via ai militari che viaggiano isolati , od a titolo di soprassoldo di marcia ad un corpo di trnppa in marcia o che debba inopinatamente partire, astenendosi da ogni altra prestazione e da qu alunque operazione r elativa al controllo d elle spese ed alla liquidazione dei conti tanto . del personale che del materiale . Gli ufiiziali d'an~min istrazione in ser vizio presso gli uffizi d'intendenza militare vengono incaricati dei lavori d'esame, di verificazione , di r edazione e scritturazionn negli uffizi stessi, ma non hanno la firma in verun atto . amministrati vo . Soltanto in camp agna pon no essere delegati per vidi mare i buoni delle prestazioni in natura.

§

3-

Circoscrizione d'artiglieria.

Come già si accennò al ca.po II parlando dello stai.o maggiore d'1i1·tigMer-ia, il servizio territoriale d'artiglieria

si di vide in . comanrJ;i d'arliglillria, i quali cornprer1dono una o più direzioni d'arl;iglìeria. Hanno vi 12 còmandi d 'artiglieria, le sedi dei quali sono: a Parigi, Douai, La Fére , Metz, Strasbourg , I3esançon, Lyon, Toulouse, Rennes, Bourges., Gren oble ed Algeri . Questi corn<il,n di comprendono complessivamente 18 d i~ r ezioni d'arti«ìieria; e so1iovi inoltre 8 direzioni, le quali

•

125 non sono comprese nella circoscrizione di alcun comando, d 'artiglieria. Le piazze da guerra, gli stabilimenti d 'artiglieria (ar ~ senali di costruzione, fonderie, fucine , raffinerie, pol verifici, capsulerie, manifatture d'armi , ecc.) e le scuol e d'artiglieria, costituiscono altr ettanti comandi particolari, dipendenti da comandi d'artiglieria nella cui circoscrizione si trovano . I comandi d'artiglieria sono affidati a generali di brigr1ta provenienti dall'arma d'artiglieria; ed hanno questi l'alta direzione e vigilanza del servizio d'artiglieria tanto rispetto al personale qmmto in r ig uardo al materiale. n ell'estensione del territorio di loro g iurisdizione. Essi dipendono da gran coma.udi e dai comandanti di d ivisionè per · ciò che ha tratto al servizio locale , alla ' istru,,ione ed alla disciplina delle truppe d'artiglieria.; ma per la parte tecnica emanano èlirettamente dal minister o di guerra. Il personale di un comando d 'artig lieria è costituito d al generale di brigata comandante l'artiglio-ria e dal suo aiutante cli campo (ca,pitano d' artigl ieria). La composizione dei personali delle direzioni, degli stabilimenti e delle scuole d 'artiglieria , dipende dalle particolarità d el servizio di ciascuno di e,,si .. I colonnelli adempiono alle cariche di direttori d'art·i ~ glieria e d'ispettori degli stabilimenti. I luogotenenti colonnelli quelle di sotto-direttori ; capi di stabilimenti o aggiunti ai comandanti delle scuole . I capi di squadrone a q uelle di sotto-dirett01·i ,' capi cli stabilimento e comandanti dell'artiglieria nelle piazze. I capitani quelle di capi e sotto -capi cli stabilimenti , di comandanti dell'artiglieria nelle piazze e cli applicati. alle direzioni. Per og ni direzione · e stabilimento havvi inoltre un certo numero d'impiegati (guardie d'artiglieria, controlS UI PRINCil'ALI E SERCI TI EIJIWPE!

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I

..


126

NOT!ZlE srATISTICHE

lori, ecc.) ragguagliato ai bisogni ed alle speciaiità del serv1z10. Tutti questi . pt)i'sonali costituiscono lo stato maggiore d'artiglieria.

§

,i. -

Circoscrizione del genio.

Il servizio territoriale del genio militare si scompartisce in direzioni e chefferies. Ogni direzione comprende un certo numero di chefferies. Ogni chefferie abbraccia una o più piazze da guerra o città presidiate. Sonovi 24 direzioni del genio in Francia ed hanno sede in: Parigi, Le Havre, Arras, Saint-Omer, Lille, Mézières, Lang res, Metz, Strasbourg, Besançon, Lyon, Gi:enoble, Toulon , MarseiJle, Montpellier, Perpignan, Toulouse, Bayonne, La Rochelle, Nantes, Brest, Cherbourg, Bourges ed Aiaccio; le quali comprendono fra tutte 138 chefferies. Nell'Algeria hannovi 3 direzioni del genio (Algeri, Oran e Costantina) e 24 chdferies. Il personale di una dir ezione del genio consta di un colonnello del genio direttore, e di un numero di u:ffiziali, guardie ed impiegati del genio, dèterminato dalle esigenze del servizio. Il personale d'ogni chefferie comprende : un capo (chef du génie) luogotenente colonnello, capo di battaglione o capitano, secondo l'importanza del1a chefferie, ,e di un numero di u:ffiziali, guardie ed impiegaui del genio proporzionato ai bisogni del' servizio. Il servizio territoriale del genio è quello stesso ch'è appo noi , sia ,.per la sua natura, sia pel suo modo di procedere. · I direttori sono, come appo noi, i capi' responsabi1i di tutto il servizio del distretto direzionale, esercitano sul

•

SUI l'lll1'CIP ALI ESEnCJTl EUROPEI

] 27

mede~imo un'azi'òne direttiva e _d i controllo, 'e ne sono come g li ispettori locali. Le chefferies del genio, corrispondono alle nostre sotto·direzioni del genio, e sono l'elemento attivo pe] disimpeg~o del servizio del genio militare tanto nella parte tecmca quanto nella c0ntabile. . . Ha~novi poi uffiziali generali -(scelti tra quelli provementi dal genio), incaricati delle ispezioni annuali delle direzioni e sotto-direzioni, e dei definitivi collaudamenti delle opere eseguite e delle spese fatte. -· Circa alla dipendenza, i direttori e capi del geniG-sono sottoposti a comandanti delle divisioni e sotto-divisioni per quanto concerne il personale militare ; ma per la parte tecnica dipendono direttamente dal ministro della guerra.

CAPO IX. AMMINISTRAZIONE DEI CORPI.

§ I -

,immi'nistraziona del 0017Jo.

,Nelresercito france~e,. com~ ne~li altri, i corpi di truppa erano un temp? ammm1strah arbitrariamente dal _proprio co~a~dant.e,_ s1cc?me. lo erano le compagnie o squadroni dai nspett1v1 .cap1tan1. Egli è soltantq sotto il ministero del conte di Saint-Germain che l'amministrazione d'orrni . b regg.1mento o corpo fu affidata ad un consiglio, detto perciò consiglio cl'ammvnistrazione. Le incumbenze del consiglio d'amministrazione sono in Francia a poco presso le stesse che appo noi. µli


NOTIZte STATISTICHE 128 appartengono : il governo economico del corpo., cioè l'impiego dei proventi, la custodia, la conser vazioue, il mantenimento in buono stato, la distribuzione e l' uso del m ateriale, ed è solidariam ente r esponsabile della retta amministrazione d'ogni cosa del corpo. Il consiglio d'amministrazione è centrale od eventu-ale. Centrale quando la sua azione si estende su tutto il corpo; eventuale nel ·caso contrario. Così chiamasi centrale il consiglio d'amministrazione del r eggimento riunito al p ropr io deposito, e _c hiamasi pur centrale q uello del deposito quando questo .,è staccato dai proprii battaglioni attivi. Dicesi eventuale il consiglio d'amministrazione temporariamente formato da una frazione del corpo, il quale si trovi d istaccat a fuori del dipartimento ov'è il proprio deposito. Formano consigli eventuali i distaccamenti i quali hann o la for za di u n battaglione o più. Se il distaccamento è inferiore alla forza di m;1 battag lione, non si fa luogo a consiglio d'amministrazion e, ed è i l com andante del distaccamento che lo amministra. Quando il r eggimento 6 u nito al dep osito il consiglio d'amministrazione si compone del colonnello, p,:esidente, del luogoten ente colon nello (membro nato), di un capo di battaglione, di un capitano (memln'i annuali per turno d'anzianità), e d egli ufliziali iJ1caricati d ella contabi'lìtà (membri nati); tali sono il major (,·elatm·e), il tesoriere, ed il capitan o di vestiario. Quando il deposito n on è col r eggimento, il consiglio d'amministrazion e al d eposito si compone : del luogotenente colon nello o capo battaglione comandante il deposito , di un capi tano (per turno annu ale), del mnjor, del te~oriere, e del capitano d i vestiario. La presidenza del consigh o è assunta da quello de{ due uffiziali super iori ora det.Li, più cleYato in grado, o più anziano se di p,~ri grado.

1,s1rnr111 EUROPEI ] 2!l I consigli d'a111miHistrazione eventuali si compongono del com~n<lante deila truppa, presidente, deJruifiziale pi tL e levato in grado dopo di qttesti, di un capitano, e de,)·li 0 uffiziali fungenti ùa pagatore ,: da uffiziale di vestiario. SU! P:U~l"IPALT

Il majm· ~ il relatore del co1wiglio; egli ha la viµ- ilanza della gesti0ne. contaLile, il controllo delle compagnie, la conispond<?nza relativa é1llo stato civile dell'li uomini e \ o ' a tuUo r1uanto concerne i d isertori e gli assenti senza licenza.

Il tes01·im: è un uffìziale coutalJi!c, sempre fo::so al deposito, e non avente coma u,io di Lrupp;,i,. Corris ponde ul nostro di reLtore dei conti . Eg li ademp ie a lle funzioni di agente e di segretario del consiglio; è incaricato degli atti crdegli stati n ecessari per ottenere le prestazioni e per giustificarne l' impiego, e di ~seguire ~ut.ti i pagament.i ordinati dal consiglio . Gli rncu1~be moltre la tenuta delle matricole d el corpo . 1:: coadiuvato da un u ffiziale subaltt':'l'DO denominato aggiimto cil lesorie1'o, il qua.le, q ua n<lo 1 Ìx1Ua.glio11i attivi rkl. reggimento sono distaccati dal deposito, fa da uffiziale pa.gatore. Nei regg imenti l'ufliziale tesoriere ha il gnido di ca pitano; n ei corpi non costituenti reggimento è uffìzia le subalterno. L'i1~1piego di tesoriere è dato agii uffiziali del corpo o ve s1 produce la vacanza, ed a quelli i qual i essendo r ivestiti d el grado che quc~t'impiego comporta, souo i uscriLti sulla lista d'attitudine -a tal c:arica. Può altrcsl essere attri bui ta- ad uffì.zial i ciel grado inferiore inst..:ritt i s ulla stessa lista e prop,sti per l'avanzamento, iu tal caso, essi vengono promossi fuori turno al grado dw l'impiego di teso1·iere rit,;hie<le . Quando nel corpo ov·è fatto lrt vac;a.uza non y·ha chi possa es:::er 11ominaLo <t

ma

A~xo ;•u1 ,-oJ.

1. -

D.


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I\O'rlZIE s r ,\ TISTICHI!

tcsoricru, provvede il m in istern con un uffìziale ùi altro corpo, che adempie alle richieste condizioni d 'idoneità. Poi lavori di scritturazione il tesoriere ba tre o qnattro scrivani di bassa forza classificati n ella compagnia o sezione fuori rango.

L'uffizia.le cli vestia1'io ha il comando della compagnia fuori rango. Egli è incari~1.to della gestione delle presta~ zioni in n atura, della. confezione e della d istribuzione degli effetti di vestiario, d'equipaggiamento e d'armamento. Siccome il tesoriere, egli sta sempre presso il depo$ito. Per la natura del serviz-io corr isponde al nostro ui'fìziale di massa. Nei r eggiment i l ' uffiziale di vesti ario· è capitano; nei corpi cbe non fo rmano reggimento è urfiziale s ubalterno. L'impiego di tiffiziale di vestiario è dato aoa1ogamente a quello d i tesoriere. . . . 'P er sopravegl iare all'armamento, havv1 rnoltre per ogm battaglione un uffizialc subalterno. L'uffiziale di vestiario ha pei lavori cli scritturazione due O tre scrivani di bassu. forza classiucati n ella compagnia o sezione fuori rango. , Ordinariamente il sottotenente z,orla-bandiera è incar icato del casermaggio .

§ '2 -- Amministrazione della compagnia. Oro·ni compagnia, squadrone , o b atteria, è amm in istrata dal ~'HlO comandante, capitano , sotto la vigilanza del consiglio e del major, ed è moralmente ~ solida~i~mente rcsponsaliile dcll'arnministra:lion e dei suoi soldati inverso al consiglio a·amministra:lionc. E,1'Ji è coadiuvato d,il luogoteoenle, e dal sottotenente, o

J 31 cia~cuno n ella propria sezione, incari cato dei dettagli amministral.iyi e più particolarmente del vestiario. Il luogotenent0 quando è presente il capitano, è inc(lricato di sopra.veg liare all'ordinario della truppa; quando il luogotenente è assente o comanda la compagnia., tale dovere incumbe a l sottoten ente. L'agente contabile del capitano è il sergente -maggiore nella fanteria, ed il maresciallo d'alloggio capo uell" cavalleria e nell'artiglieria, coadiuvato questi dal foncre o maresciallo d'alloggio forie!e. Questi è inoltre particolarmente incaricato dell e distrihu.zion i e del casermaggio . Nella cavalleria havvi inoltre per ogui squadrone un Stl PlU'-ClP \T. I ESERCITI llOROT'I-'.!

lwigadiel'c allievo fo1·i01·e. La compagnia tnnto rnlativamentc al pr estito quanto all'ordinario e ad ogni altra forn itura, è come appo noi a,m ministrata. Lo scotto .giornaliero varia tra i 30 e 33 cente;;imi, coi quali si comprano i generi pel vitto. oltre la razione d i pane di m unizione foru ita dallo _Staio e che non è spesata dallo scotto . Per ogni compagnia è destinato, dal capitnoo, un caporale per far l'in cetta dei generi pel vitto, e questi prende il nome di capornle o b1·igadie1·e d'ordi-na1'io.

Diversamen·te che da noi, in Francia i diversi effl,tti del vestiario, siccome quelli dell'equipaggiamento souo dati dallo Stato all'individ uo di bassa for za. Per gli oggetti d i biani::heria , calzatura, cravatte , ecc. , per fa r fronte alle riparazioni poste a carjco ddl'individoo, per sovvenire alle perdite d'oggétti di vostiario, armamento . o d'equipaggiamento imputate all'indiYid uo, per pagare le degradazioni a l casermaggio, e simil.i spese, ogni 1niliiare dì bassa forza ha la massa individuale. Questa massa si comfione <li una so1111ì,a. di primo assegno, varia bilu secondo l'armn (per la fanteria è Lii L. LlO),


132

!<OTl'l.lF. S1'; TISTICII!!

e <li un assegno giornati:ero (di 10 centesimi per l'uomo a p iedi, e di 14 per quello a cavallo), il quale non ce,:sa

se non per le assenze illegali o per quelle maggiori di tre mesi . La s i aumenta per mezzo di v cr~amenti voJo11 tari . La mass,t è detta completa quando il credito pareggia o supera lire 35 per·Ja fanteria ed a lire 55 per la caval leria . _L 'eccedenza di massa vien pagata direttamente ag li in d ividu i; ed è loro pagato tutto il cred ito di massa al momento che sono congedati o promossi uffiziali . Gli aiutanti sott'uffiziali non hanno cli massa comµleta, ed il loro assegno giornaliero di doconto è di cent. 28 nella fanteria e :30 ue lla cavai leria . I sutt'uffizi,tli promossi aiutanti ricevono un supplemento di primo assegno di 140 e pi LI franchi secondo l 'arrna . Le mn,sse individual i sono amministrato dai comandanti di compagnia. squadroni o batterie.

§ 3 - J!asse dei corpi. Og ni corpo ba una massa di manutenzione (masse ll"c11t1·etien) la quale si comprne di un primo assegno pagato. all'atto della formazione del regg iment o, di un asseg110 annuo variabile secondo le armi (15,000 lire nella fantc1·in.· · e 5,500 nalla cavalleria) ed infine un versamento di diverse somme, come quelle de.llo masse individuali devol ute allo sbto e versate nella cassa dei co rp i. , Cotesta m_assa si di vide in due parti distinte : La prima fa fronte allo spese di musica del reggimento e C0Dsacra a questo titolo un a somma ann ua cli 9,000 fr. n el la fanteria, e 2,500 nella cavalleria. La seconda parte sovviene : 1° Alle riparazioni <l'oggetii di vestiario, armi cd . equi1)aggiamenLo non in1puLa bil i agli i ndividu i, al v estiario

133 doì figli di truppa, nnoovamento dei foderi di lwionelt,,, cinghie da fuci li, equipaggiameuto dei t amb urini, co rneUe, falegnam i, musici, ecc .; '.l0 Alic spese d'infermeria reggimentale; :3° Alle scuole; 4° Alle spese d'ill umi1rnzione dei corridoi, cortili ed altre come quelle cui soddisfa appo noi la mas;;a d'economia. Le truppe a cavallo hanno inoltre una massa bm·clatiwa e fe1·1·alura, la quale è alimentata da una. sommn, d i J8 a 20 francb i che lo Stato paga annualmente al reggi• mento per ogni cavallo di truppa prcsentc. $1,1 PRI~Cll'ILJ KSERCITI F.UHOPEJ

§ ,. - Sert'i:io dei riveri e (orgygi. Il servizio dello sussis tenze in Francia è amminist ra1 o precisamente corne da noi. I ,·ivP.ri per le truppe sono somministrati <lai muga.7.• zi ni d elle sussistenze mi litari laddove esistono; altrirn e ut,i sono · comprati dai for nitori borghesi, mediante contratti privati passati dal consiglio d'amministrazione. Lo Stato passa 750 grammi di pane da n1un1zionc ad ogni iudividuo d i bassa foria, e la d istribuzio11c n'è fo tta. come da noi ogni du~ g iorn i. I soldati fanno due pasti al giorno colla s<'guente razione: Legumi secchi chilog. 0, 060 ; 1/Go : Sale . Caffè . , 0,016; Zuec.aro . 0,021; Carne 0.,250; o Lardo. 0,200; Vino . ·. litri 1/r.. In guerra ~i aumentano 50 grammi di carne,


134

•

l'i'OTIZJF. _ST ..\'I'ISTI CHE

La mzione di gaJette che si cfo;tri-buisce a Iuogo del pa ne pesa ch ilog . 0,550 .in pace, e 0,643 in guerra. - I soLt'uffiz iali d'ogni reggimento convivon o in comunE:~ la loro mensa è tenuta dai vivandieri del corpù ad uno scotto stabilito, e sot.to l'immediata vigilanza del l uogotenente colonnello, e dell'ai utante maggiore del batta• g li one rispettivo. · Il regolamento esige che gli Ltffiziali d'ogni coTpo (no n✓ ammogliati) abbiano la mensa in comune - una men sa per ogni g rado. All'economia di tali mense sor veglia ,pure i l luogotenente colonnello. In tempo d i guerra gli u (iiziali ricevono un numero di razioni di v iveri in natura secondo l'arma e il grado; e l'individuo di t ruppa p erde 18 centesi mi della s ua paga per la · razione v iveri che .percepisce allora in natura. Og ni compag nia , squadrone o bat teria reca seco in campagna gl i utensili n ecessari per cuc;.inare il vitto degli uffiziali rispettivi.

I {omggi sono somministrati in n atura alle truppe a cavallo, e con un'indennità in contanti agli uffiziali mon tati d elle armi a p iedi. La razione ordinaria de!la cavalleria di linea consiste rn : 4 ' chilog. di fieno - 5 di paglia - 3,40 di avena.

§5

Delle competen::,e in contanti.

Le competenze in contanti si d istinguono i n sohlo ed accessorii (paghe e vantaggi, .come diciamo noi ).

sut

l.'HlNCli' .\Ll ESERCITI EU 110t'El

135

m tcggìore d'ogni soldo di assenza (cong_e do: s_pedak ,_- d~· "\,em~10n · e , pr·io·ionia di &ruerra, as1Jettat1va, d1spon1 ::, ~ . , lnhta, riforma), e quello di mm·cio, supera quello d1 presenza.

[

Art. 1° -

Soldo ù,i presenza. e di guerra.

Pèr gli ufilziali la paga di rYresenza è la stessa tanto in tempo di p;,,ce che i n quello di _g uerra; in q_uest'~1 ltimc: caso gli uffiziali ricevono un cer to n umero _di raz10111 d t viveri secondo il grado, ma cessano allora 1 van sopras• soldi d i guern igione. 'Gl i u ffiiiali d'intendenza soli hanno in guerra un au· mento di soldo equivalente al quarto del soldo di pace. Per la bassa forza il soldo di presenza in tempo di pace variri da. qu~llo in tempo di guer ra. Quest'ultimo è m inore d el l'altro di 18 centesim i al giorno , va.lor.e rap• presentativo delle razioni di v iveri di .campa_ g na ,_ che vien dato allora a.l soldato d2Jle sussii'1enze m1htan. Il soldo di guerra detto soldo con viveri di, carnpagw:i o senza viveri: è anche retribuito sul pierl.e di pace, cu• mu lativarnente c0ll'indennità di via: agli u om ini che fanno un servizio fu ori del c_o rpo; a coloro ch e Yiaggian o isolati in una posizioue re• gol ar e, come sono quelli chi,irnati a testi, ovvero cam• bianti di corpo per effetto di promozione; agli uomi ni rich iamati prima dello spirare dd loro

congedo. Art. 2° - Soldo d\,ssenlta.

SEZ ION1': I.

Dtl soltlo. Siccome appo noi il soldo varia colla posizione dell'in« dividuo , ed il! pu,i ncipio il sotelo di presenzci è semp re

in massima il soldo d'assenza non è pagato che al ritorno di congedo, spcdale, prigionia, ecc , P erde ogni d i.ritto al soldo ct·assenza: · chi ha abbandonato il proprio corpo senza regolate autorizzazione ;


NOTJZ!E ST .ITIS1'ICITE

chi fu dichiarato disertore, sebbene venga posteriormente ril asciato·; chi non ha raggi unto la propria cléstinazione al termine prefisso dal. proprio foglio di via, salvo B èa~o ·di l egittimo impedimento debitamente constatato; chi non -ritorna il proprio c0ngedo, il suo fogl io di via ed il certificato di b uona condotta.

Ll soldo di congedo equivale per l'uffiziale alla metà del soldo di presenza, qualunque sia il titolo d el CJugedo, purchè però non oltrepassi i G mesi, e sia consumato nell'interno dello Stato . Alc una volta il ministero della guerra. accorda il soldo inti ero trattandosi di congedo di convalescenza. Per l'in div iduo d i truppa havvi un soldo •particolare di congedo, il quale però non vien concesso pe' con gedi illi miLati od al titolo di sostegni d i fami glia. Durante le proroghe si, perde ogni soldo. Il soldo di spedale. uguflglia la met à di quel!~ di presenza senza gli accessorii, meno la ritenzione giornali era di trattamento, che è di lire 3 per l'u flìziale superiore - 2 per il capi tano - 1,50 pel lu0go!cnente - Ui5 pel sottot enente. L 'aiut,wte sott'uffiziale più non riceve che 0,633 per ogni g torno d i p er manenza allo spcdale . Gli altri di bassa forzft allo spedale n on toccano alcun soldo; i ~ol i ta mburini percepiscono i 10 centesimi cb'ess i hanno in più dei soldati, detti centesim:i di bacchette. L ' ufliziale il quale si rechi alle acque t ermali o ad uno spedale esterno, ha diritto tanlo per l'anelata come pel ritorno al soldo cli presenza ed all' indennità di via. L 'rndividuo dj bassa forza è allora trattato come isolato, e l'ientrando al. corpo deve 1;iportare un certi uca~9 di buona condotta..

SUI rnlNClP..I LJ · ES Ef.ClTI EUROPEI

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Il solrlo di detenzione (in attesa di gi udi¼iG) èonsiste n ella rnet.à paga di presenza per l'ufli.ziale; e s'egli viene assolto o rimandato per non farsi l uogo a procediment ci o per m ancanza di prove., egli- ha d.iritto a ripelere l'altra metà del soldo per la durata della detenzione. Se l'uffiziale sotto g it1dizio yiene a morire, essendo presunto i.nn oc·e ot e , i suoi eredi han-no ragione al riehiamo del i a, intera paga. · Gli i ndividui di truppa in attesa d i g iudizio n on ricevono alcun soldo; ma se rinviati b anno diritto al s0ldo di congedo, eecettuati però quelli i quali furorio proces. sab per d iserzione .

Il soldo di prigionia, è per l'uffiziale a poco presso uguale alla metà p aga di presenza ed è specialmente fissato per ogni grado . Gli uomini di bas_sa forza hanno ragione, a titolo d i sussidio, a du e mesi d i soldo, q uanclo la prigionia di guerra abbia .durato alm1m due mesi; in caso contrario il sussidio vien p R.reggiato. al tempo della prig ionia, nHi per ciò debbon o pr es(~n tare un certifica to clelì'intendenza mil itare del nemico. La tar iffa delle paghe del 5 dicembre 1840 fissa pure il soldo dei prig ionieri n emiei di guerra., come segue : Pc1· ogni giorno -.--..._:_.....-...:___--

di prcsem.n -

Generale di divisione . Id . di brigata Colonnelfo. Luogotene-nte col c nnello Maggiore . Capita.no Luogot en ente . Sottotenente .

,li S!lCdttll~

L. 8,833

7,333

)) 5,555 , 3,333 » 2,777 )) 2,500

4,555

»

1,666.., 1,250

»

0,972

»

2,333 ] , ~"I I ì,

1,5001,000 0,75 0,556


138

SUI Plll NCJPAI.! l•'.SEUCI T I EUROPEI

NOTIZIE ST ,IT1ST ICHE

---------Pt!r ogni gioruo

rii pl'esenzn -

Sott'uffiziale (l) L . 0,360 Caporale (1) . • 0,165 Soldato (1). » 0, 185 I prigionieri inglesi di bassa forza·non ricevono ma la razione di viveri natura.

in

A) ,\ 1ililal'I clic vlagglano lu co,·po ,

di speciale

0,0g'i0 0,050 0,050 dana.ro,

La posizione di dis71onibilitcì è particolare, come già si è• detto, agli uffizia:li generali ed a quelli del corpo di stato maggiore. H soldo di tal:e posizione è uguale alla mezza paga d i presenza., più la metà delle indenn ità di alloggio e foraggi.

Il solllo di aspettativa (non activité) consiste nei due q1Jint i clel soldo di pr esenza, se l'aspettativa è per sospensione d'impiego. Negli a ltri casi il capitano e l\1ffiziale superiore r icevono mezza paga e l'uffiziale subalterno ne rice_ve i tre quinti . Jl sbldo cli 1·iforma è dovuto all' uffiziale i l quale ha com• piti sette anni di servizio, ma n on ha i venti voluti per aver diritto ad una peosìone di .riforma.. Questo soldo è uguale ai due terzi del minimo della pensione di riforma, e non è dovuto che per un tempo ugualé alla metà degli anni di servizio e1IeLtivo prestati dall'offiziale riformato. Ai·t. 3° -

Soldo di marcia.

In marcia i militari sono diversamen te contribuiti condo che v iaggiano A) in corpo, B) isolati. (1) OllJ'c ad una ra~ione di 1ianr e di lq;ua.

139

sè-

Il soldo di marcia è dov uto ad ogni m ilitare in marcia nell'interno dello Stato col proprio corpo o con d istaccamento, dal giorno dalla partenza sino a quello dello arrivo inclusivamente, ivi compresi i soggiorni; p ur chè non oltrepassino i due giorni. - QualunqLrn drappcllu di sei uomini costituisce distaccamento. Il soldo di marcia consiste nel soldo di presenza a umentato del soprassoldo di marcia ch'è il seguente per giorna.t,t di tapp,1 o soggiorno: ' Colonnello o ten ente colonnello . L. 5 )) s Capo_di battaglion e o di squadrone » 4 D ~ Capitano . D 3 D ~ Uffiziale subalterno 2 50 ~ Aiutante sott'uffi ziale » O 85 ::, +.> Seraente maao·iore " O 25 O 00 Sergente e foriere. " O 20 Caporale e soldato "O 10 Q.)

B) ~lliit1t1•i Jso!ali.

Le spese di via attribuite ai militari che viaggiano isolaLarnente comprendono: c1,) L'i ndennità di trasporto; b) Id . di vi'a; e) Id. di t raslocazione : cl) Id. di viaggio in posta.

U!fiziali. a) L'indenni tà di traspor to esclusivamente attribuita agli uffiziali sino al grado di colon nello inclusivo , ed agli impiegati come tali considerati, quando essi hanno


140

NilTJZlE STATJS'i'[CHR

141

llllI PRJi\'ClPM,I ESERCI TI E!:ROI'El

diritto all'indennità di via, è pagata m ragione del numero di chilometri percorsi : sulle fcrro,,ìe sulle vie ordi n, rie

Uflìziale superiore per chilometro L. 0,070 Id. inferiore id. » 0,054

0,16 0,14

su fcrro\1lc su \'ie ord inari.e

UHizial i s uperiori p1?r missioni stnwrdi na.rie. L . 5,30 Altri uffizi ali id . id . >> 4 »

7,69 6,41

.

Bassa f'o1·za . b) L'indennità di via è devoluta:

ln 1·agione del numer.o di gionii passati pei· via agli ufiìziali ed impiegati mi litari considerati come tali, i q ual i n0n r icevono l'ordine di viaggiare per tappe ; In ragione delle distanze di tappe peno1·se agli uffiziali cd impiegati militari, che r icevono l'ordine di viagO'iare vO per tappe. Tal,i indennità sono uguali al soprassoldo di marcia . La misura delle d istanze serve di base per fissare l'indennità di via pagatci in mgi;11e del numero cli giorni JJassati pei· via. Questa misura si ottien e dividendo per 112 chilometri la distanza t otale a perc~rrersi dalle v etture pubLliche o piroscafi , e per 384 chi lometri q uella a p ercorrersi per ferrovia. ' e) L'indenn ità di traslocazione è devol u'ta agli uffìziali gr-!nerali ed inte:1denti che viaggiano in una posizione ordinaria, e per ogni miriametro per corso su ferrovia L . 3,5J, sulle vie ordinarje L . 4,81. d) L'indennità di v iaggio in posta è devoluta agli uffizial i generali ed intendenti incaricati di procedere ad - un ' ispezione annua o straordinaria, ed è fi.ssata come segue: su fcrroYic

Mareseiallo di Francia, per ogni miriametro . . L. 24 Generale cli di visione/ . . . ._ J~. ,, d1 bngata ( rn 1spez1om " 10 Inte1.dc, 1te . . . ) •

I rn-ilitari di bassa forza che viaggiano isolati ricevono l'indennità di via, calcolata per ogni eh ilomotro p~reorso e variabile secondo il modo di l ocomozione: llCr fcrrOYia

Sott'uffiziale. . L. 0,021 per chilometro Caporale e soldato » 0,0:20 i d. S ullu. ferrovia principale dell'est e s u quella Vittorio E manuel e t ale, inden nità vien a limentat a d i L . 0;015 per la maggior spesa di trasporto. sulfc slrndc 0l'{li n;1rie

Sott'uffiziale Caporale e soldato

L. O, 125 per chilomet ro »

0,120

id .

Qualunque mili tare che viaggia isol at o debb'essere mun it o del foglio di via perso nale, sul quale sono numerati i g iorni con c~ssi p cl viaggio sulle seguenti bas.i : per fèrrovia : È aceor dato un g_·iorno di v-iao·o-io per Ob ogni t ratto di 400 chilometri , ed un a ltro g iorno· per la fraz ione seguente, purchè superi 40 chilometri. . sidte vie 01·dinarùi : 1~ accordato un g iorno · per ogni tratto di 1:20 ch ilometr i ed un giorno per la frazione seguen te purchè maggiore di 12 chi lometri. ~

su \jie Ordinarie

Qualunque milit are m un ito di foglio di via ch e viaggia >>

30,78

•

13,46

sulle ferrovie ha dir itto a r iduzione di prezzo pi:J suo trasporto, oltre -a quello di 300 chi log. di bagaglio se uffìzialc s u peri ore, 21O S8 uIIìzialc i11foriore, e 70 se di IJassa forza.


142

NOT!Z!R 8T '1TISTICHE

S'U I P RINCIPALI ESERC IT I IWHOPEI

143

(,

I soldati d i n uova leva, q uand'anche viaggino in drappello per raggiungere i loro corpi , ricevono un soldo particolare di L. O. 55 al giorno oltre al pane, alloggio, e fornitura di convoglio ferroviario. Art. 4° -

R itenzione s ul soldo.

Il soldo della-t ruppa non è passibile d'alcuna r itenzìone, se n on nel caso in cui una falsa allocazione avesse approfittato alla massa individuale. Il soldo degli ufliziali è soggetto alle seguenti ritenzioni: 1° A profitto dello Stato ; 2° Id. di privati; 3° Per delegazione. 1° A pro/Uto dello Stato: la r itenzione del 2 °/0 sul soldo, soprassoldo ed indennità di rappresentanza - le ritenzioni per debiti verso l'erario, l'ammontare dell(~ qua.li non può però eccedere il l /5 del ~oldo completo . 2° A profitto cli prival'i: la rite1n ion e a titolo di pensione alimenla1·e, non può ecced ere 1 /3 del soldo - · per debiti il 1/5. '

3° Per clelegaz,ione : in tempo di gu erra i I ministro può concedere agli uffìziali di delegare sino all'1 i4 del proprio ' soldo, a favore di privati, casse di risparmio, ccc. SEZIONE II.

Acccssorìi del soldo. Gli accessorii del soldo si·'d istinguono in: supplementi di soldo (soprassolcl iì , indennità , gratificazioni ed alte pa.ghe.

Art. 1° -

Soprassoldi.

I supplementi d,i, soldo sono concessi : Agli ist·r uttori cli cavalleria : l/4 del soldo in piC1; Agli uf{iziali clei ziiavi e cle·i battaglioni cl'Africa : 'ì5 franchi agli uffizi.al i superiori ed ai capitan i, e 50 franchi ag li uffo;iali subalterni . Questo supplemento s'accresce d'ann_o in anno di altrettanto, dal primo an no s ino all'ottavo incl usivamente; Ai milita1·i in servizio a Parigi : l'uffiiiale' superior e riceve 1/5 in più del soldo di presenza; il capitano t/4 e l'uffizial e subalterno 1/3; l'aiutante riceve giornalmente L. O, 54 oltre il soldo , L. O, 22 il sergente maggiure, L. O, 148 il sergcpte ed il foriere, L. O, 125 il caporale, L. O, 05 il sol dato; Agli u,f!ìz'iali comandati alle scuole milìtari: l/3 in più del soldo (gli uffìziali di fanteria v i ricevono il soldo di 1a cl asse nel grado) ; Ai mii-ilari impiegati nella 1'irnonta: 1/5 in pi ù del soldo se uftìziale, e 5 centesimi d'aumento al soldo se di truppa; · Agli u(fizia/Ji impiegati nel reclutamento : il 1 fa del sol do di 2a classe. I sott'uffiziali hanno la paga del grad o accr esciuta di un soprassoldo giornaliero .di ·40 cent.; . Ai rnilùari comandati in accompctgnamenlo clegli -inscritti : l' uffiz iale al soprassoldo di 1 /:, della paga, 1a ·bassa forza oltre la paga del grado r iceve giornalmente : Sott' uffhiale 26 cen t. , Caporale 20 'I'aÌu burino. 15 » Soldato . 10 Quando una truppa .in marcia percorre i n un g iorno almeno 12 chilometri oltre la tappa orclin a1:ia: il colonn ello riceve un soprassoldo str aordinario di marcia di L . 2


NOTIZIE STATISTICU!s 144 - il . capo di battaglione di L. 1, 60 --, il capitano di ., L. 1, 20 - l'uffiziale subalterno d i L. 1 - l'aiutante sott'L1ffiziale d i L. O, 40 - il sergente rriaggiore di L. O, 16 - il sergente e furiere di L. O, 14 - il caporale e soldato di,L. O, 10.

Art. 2° -

Indennità..

Tra le indennità sono annoverate:

1° Le spese di mppresenlanza attri bu ite ai capi cli corpo o di servizio che sono : Pel maresciallo di Francia, comandante di un gran di.partimento . . L. 30000 annue Per un general e di divisione, comandante una di visione territoriale di F classe. 9QOO id . P er un generale di divisione, comandante una-divisione territoriale di classe . » 7000 id. P er un comandante · di sotto-divisione d i 1a. classe ·. » 25 00 id. Per un comandante di sotto-divisione » 2000 id. di classe . id. » 2500 Comandante di brigata Colonnello comandante di corpo di fan2400 id. teria e 'd'artiglieria Colonnello comandante di corpo di caD "'2000 id. v alleria e genio . Ùffiziale superiore comandante di battaglion e o squadrone for mante corpo a parte» 800 id. I comandan.ti di pia-zza_ ricevono u n' indennità di rappresentanza variabile tra le L. 2000 e 800 secondo il rango della piazza. Il p residente di un comitato riceve a tale titolo L 50~0 a nn.ue, e 4000 l'uffizialc generale comandante una ~cuoia m ilitar ").

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145

SUI PRI~C,PH,l ESE!lClTI Eì)ROPE I

· 11 quinto dell'indennità stessa , eccettuata quella de i c omandanti d i corpo, è destinato per le spese d'ufl-ìcio, ed Ì!). caso d'assenza del titolare q uesta parte passa al s upplente, siccome quella pure di rappresen tanza.

2° L'indenn·ità rappresentativa di foraggi, invariabilmente fissata in L . 1 per razione g iornaliera. Questa in- · dennità nor1 è accor data che secondo il numer o effettivo dei cavalli che l'uffi.ziale possiede e sino alla concorrente della competenza fissata per ogni grado. Tali compet~nze che variano dal tempo di pace a q uello di, g uerra, sono indicate nella tabella in calce al pl'esente capo . Gli uffizia1i di trUppa a cavallo ricevono i foraggi in r;atura, a meno cbe impiegati come uffiziali d'ordinanza od iu viaggio isolati coi l oro cavalli, mentre aJlora ricevono la corrispettiva indennità in contanti. .In tempo di guerra; o fuori del territorio francese, le razioni sono per tutti distribuite in n at ura. In tempo di guerra l'ufiìziale inferiore d'arma a piedi , il ri_ uale abbia pi~ di 50 anni d'età, ha diritto ad un foraggio: 3° L'indennità· d'alloggio, scontata per quindicine : Agli utliziali che non possono essere alloggiati in fabb ricati del goveroo, è accordata un'indennità d'alloggio, v ari:1bile secon do il grado, come segue : Maresciallo di Francia L. dOOO annue Gen erale di divisione. » 1800 id. Id. di brigata 1200 id. Colonnello 960 id . Tenente colonnello. » 840 id. Capo-battaglione o sq uadrone ~ 720 id . Capitano . · • aGO id . Uffìzialc subalterno • ;2,10 id. )>

A:..No vm, vol. r. -

10,

...


146

NOTIZIE STA1'1ST!CHE

I comandanti dei gran dipartiment i e delle divisioni sono inoltre alloggiati a spese dello Stato., A Parigi tale i ndenmtà è accresciuta di una m età.. Quando gli alloggi forn iti dal];) Stato non spno,arredali, l'uffiziale riceve un '-i ndennità mobiglia ché per gH uffiziali superiori e genera~i equivale ad im' tei·zo dell' indennità rispettiva d'alloggio, e p er gli u:ffiziàli inferiori ad una metà .

4° Uindennitcì dei vive1·i d-i campagna percepita e scond t ata com.e il soldo . I v iveri di campagna sono dati alle truppe poste in guernigioni prive di sussistenze e n elle isole vicine a.Ila costa laddove non sono comodi gli approvYigionamenti. Lo Stato concede allora vi veri in natura od indennità. le quali conseutono di provvedere ai bisogni del vitto. Nei forti calori della •state per corregger l'acqua si distribuisce vino, aceto od acquavite, ma il più sovente si s upplisce a questa p r c:,tazione con un'indennità in conq tanti variabile, secondo i luoghi, fra 2 e 4 centesim i.

5° Indennità pei' le spese d'ufficio, Tale indennità è attribuita : Ai capi di stato maggiore d ei gran com andi e delle clivisì,:im militari, ed è variabile t ra le L. 19,000 '(Parigi) e l e L. 1,000 annu e, secondo il gran comando o divisione r agguagliatanrnnte alle particolari esigenze; lo ch e è certo assai più ragionevoìe che non come è praticato appo noi, ove tale indennità è per tut~i la stessa; Ai nrn.ggiori r elatori ed uffiziali fungenti ·tale carica, nei corpi di truppa; L . 300. annue n ei reggimenti di fan. t eria e cavalleria, e L. 150 n ei battaglioni cacciatori; .A Drrli uffiziali cli vestiario dei cor-pi, L. <100 annue . n ei reovimenti di fanteria e cavalleria, e di L. 200 nei baL"'"' cacciatori; taglioni

sur PRf'.\'CIPJ. L J

147 A.glì uffiziali tesorieri d ei conpi, L. 2600 annne nei r eggì rnenti di fo.nteria.., L. 1600 in qu elli di cavalleria, e L . 1500 nei battagli'oni cacciatori; • · • Quando il r eggimento od una parte di esso è staccato dal propr io deposito, l'uffiziale pagatore riceve una quota delì'rnden ni,tà fissata pel tesoriere, ptopor:r.ionale alla forza deUa t ruppa così distaccata, purché questa non sia inferiore un battaglione o !òq uadrone. Ta'le i ndennità è iner ente all'esercizio effettivo della, carica. llS.~RCITI EÙROPE !

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6° L'indennitcì di concent?:amento, accordata per decreto imperiale a d ogni concentramento di truppe in un campo od in una guernigione, laddove la car ezza dei viveri addi venga eccessiva. · Allora l' uflizia le superiore riceve L. GO al mese, il cap itano L. 40, l'utfizial e s ubalterno L. 30, l'ai utan te L. O, 15, àl sot t'uffizialE: L. O, 08, il caporal·e e soldato L. O, 05. 7° Indennità pe1· perdila di cavalli o di effèlti L' uffizialo i l quale perda in servizio comandato od in ecruerra i l proprio cavallo od effetti, riceve dal govern o uiùndennità secondo il danno sofferto, purchè debitamen te constato. Per ogni éavallo che l' uffiziale ha ucciso dal n emicor iceve L. 450, se questo p erò ·n on appartiene allo Stato. L'uffiziale il q uale caduto in mano del nemico (purché non per capitolazione) ha p erduto così effetti e cavaJlì., r iceve al ritorno d i prigionia un'indenn ità proporziouafa al grado ed al danno toccato. 8° Indennità ai po1·ta-iell1wc (vagite mc!ftres) variabi io t ra 75 e 25. centesimi al g iorno , secondo la forza dd corpo.


148

r!OTIZfil STATIS'flCHll

Art. 3 ° -

Gratificazioni.

Le gratificazioni si danno:

1° Per entrata in campagna: Maresciallo di Francia . L. 12000 Generale d i divisione comandante un corpo d'esercito. » 8000 » 6000 Generale di divisione . Id. di brigata • 4000 Intendente capo. D 6000 Jn tendente. • 4000 Sott'intendonte . 1800 Aggiunto di l'1 classe. » 1000 Id. di :2-" id. . 900 Colonnello di truppa a piedi 1200. Luogotenente colonnello id. id. » 1000 Capo di battaglione e maggiore » 900 Capitano . 600 , 400 Uffiziale subalterno C0lonnello di t_ruppa a cavallo 1800 Luoo-otenente colonnello id. id. 1200 t, ' Capo-squadrone e maggiore 1000 Capitano . 700 Uffiziale subalterno 500 Medico capo . 1000 Id. maggiore 900 Id. aggiunto 600 Se l'utftziale in campagna è promosso a grndo superiore gli c:ompete la differenza fra la gratificazione per entrata in campagna del grado lasciato a quella del grado ottennto. 2° Gratificcizione di primo equi;paggiarnento ai· sott'uffiziali promossi uffiz.iali.

, SUI l'RlKCiPALI ESEllCJT•I EUROPEI 149 QL1CJ.5ta gratificazione è dovuta a qualunque sott'ufiiz iale promosso uffiziale, qualsiasi la sua anzianità di servizio .. Essa è di L. 550 nelìa fa.nteria, L. 1050 ne1la cavalleria di ris8rva, L. 950 per g_li altri corpi a cavallo e per l'artiglieria, L. 850 u0l treuo, L. 570 nel genio e compagnie d 'operai del treno. Questa gratificazione è indipendente del cavallo che lo Stato forn isce al sott'uffi7,iale promosso uffo,iale nelle ttuppe a cavallo. ... :3° Gratificazioni ai solt'v,(jìzicili e ca.ponili istruttori e monitori. Ai sott'uflìziali e caporali particolarmente addetti allà istruzione delle reclute, od alle scuole del corpo quali monitori, vengono ogn i anno concesse alcune gratificazioni dall'ispettore generale. L'ammontare complessivo che per tali gratificazioni il governo conc;ede è d i L. 100 all'anno per ogni battagliope, e L. 200 per ogni reggimento di cavalleria. Art. 4° -

Alte paghe.

Le alte paghe si distinguono: in alla paga <li chevrons (cap·o-soldo d'anzianità), alta paga del tamburino o trombettiere maggiore, ·dei falegnami, ed alta pàga di r iassoldamento. Il capo-~oklo giornaliero d'anziano varia secondo il numero dei chevrons (galloni d'anziano): Il primo dwv1·on si corn,egue a 7 anni di servizio, e porta a l sott'uffiziale 10 centesimi al giorno, al caporale e soldato 8 centesimi ; Il doppio chcvron è dato a lì anni di servizio ed è pag,lto 15 centesimi al sott'uffiziale, e 10 cent. ;i,l caporale e soldato; Il triplice chevron si prende a 15 anni di" servizio, ·e


J50

NOTEl lE STAT ISTfl}H:

clà 20 centesimi al sott'u;lliziale, e 15 ccnt. aI caporale e soldato. Nella cavalleria e nelle armi speciali, queste v,u·ie alte . pagh e di chev1·0tù sono au.rnentate di 5 cent. ciascun a, ece,ettuata q uelladel primo chevron pei capornli e soldati -che è d i 12 cent. al giorno.

Segue

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Il tamburino m aggiore dei reggimenti a piedi, ì1 trom~ bettiere m aggiore di q ueJli di cavalleria ed artiglieria," ed il sergente t rombettiere dei battaglioni di cacciatori a piedi, godono dell'alta, paga giornaliera di L. 0,328 . Il caporale falegname ed i falegnami dei r eggimenti d i fanteria hanno 5 centesimi al giorno d'alta paga per la specialità. del loro servizio. TABELL~ GENERALE DELLE COMPETEN'ZE. .

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Uffizi.lii.

Col<• nncllo iìOOO 3 ,,, oo 3 Tenente c,11lou ncllo . 'C ,po-,q u:,.clr-one 4000 2 11" classe 26:,o 2 < C:1pitano . /2' iti. 2450 ·2 1l" irl. 1950 I Luogotenente Ì2, icl , ! 750 l Snttolenc11\e 1650 I

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ta Uffizfoli. 1~

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Colonnello Tcne11 te c"lnnncilo . Capo d, battagt ione . )ta clnssc Capilf\no id . ' 11" Luogotcnr, ntc <'>a icl id. Soll.otenon tc C.i po-rnu,ica

(

nAZ!ONI

1

GR,1D1 ED fMPIEGTII

Le alte paghe di riasso}damento sono pn,gate dalla cassa di dotazione delFesercito, della quale s'è parlato espressamente n el ~ 2 del CAPO I.

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151

Sul I'Rt:SCIP AL! ESlWCiTI EUROPEI

2 2

Ln pagrt degli nffi-

ziali i n[cri ori rtcil',1rtigl. a pied i ù mi1101•c dl L. '200

per o~n i g-r.1do, cd hanno i u pa;.;e ugnal cornp1;t.11·1za

for;,~gi. chc tcria.

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Gli uOìziali ,lel treno hanno ug H;ll {'OtnJ>ct cnw ro~ l'a~.,,; clrc quel li dj ta\':1llcria.

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152

NOTIZIE STATISTICHE

su r P R!!<CIPALI

ESERCITI EUROI'El

I

2a Soldo giornaliero di presenza col solo 11,uìe 11er la bassa forza. NB. Per brev,i tà non dfrt-mo che queUa dellct fanteria di linea. GRADI ED IMP IEGlll

- - -- - - - - - - - --

Aiutante sott'nflìzialc : . \ 1' classe Capo-armnrnolo ) . 2, id , Sotto-capo musica. ta classe . • . . · 2,, id. Musici 3a i,!. Tnmburino n1ag-giòrc CapMa lc tamhui:ino.

l

lrl.

fa lcg,,arnc .

Falf•gnnmc . c,,pn -sarto, capo-calzolaio .

AJ\'NOT,!Z IONI

- -

- - - - -- - - - - - - -~ I

AH~iAMENTO DEI · DJVERSI CORPI

2 16 -L'aùda.nte h~ u~unl paga nell:i cn :lllc~ ri:i tli linea e leggier;i~ ma ({Uello d ' Ol'v 2 16 tiglicr i:1 ila L ·1,12 di più , quello d ei l 3[ ca rilbln ict·i 0,22, que llo dei corazz.icri 2 16 1 2(ì

0,1i, quello del gonio e dei 1ionticri

DELL'

1,02.

O 88 O 59

ESERCITO ITALl ANO

I 26 Il m1u·cscia/lo_d'al/017gio wpo nella c:1O 7J

o G4

O 48

o 1,3

val lei·i;l rl1 l 111ca c ll:g~1cruha L. l ,!;·1 , nei ct11·r1bhlicri 1,/iS, 11c1 cor:1:1,zieri 1,43.,, ne lrnrtig·l iet·_ia 1,97 o 1,87 secondo

-.;J1' '2;.f••

che mnn1,:ito o a viedi , ne.I genio e ponUcri "1,87.

=

Comva;;ute scene Ser~cnic rnaggihrc S•·rgentc e ~ergente fo!'icrc Capornlc. Gr,inat.i<:re o 1ioltigmtr Tamburino o trornbcUicrc .

l 31 Il marcscùd/o ,l'alloggio rlclla ca"allcria di li rie~ e lcg.i;icra ha L. 0,08, quei lo dei cara bi nieri 1,18, d ei corazzieri 1,1 3, O 64 d'artiglieria 1,3-t o 1,2l secondo che montalo o a piedi, nei pontieri e O 4~ genio i,21. O 58

o 98

AiUll PORTATILI A FUOCO.

l! b.-iga,lie,·e nella ca\'alkria di linea e lCgQ(:ra ha O,G l, nei rs11·:.1 bin itiri ù, 7 1, n,}i ~,orwnicri O,GG, ne!l'artiglicrin 0,95 l 2G o 0,85 scco11clo clJc. monlaLO,o a p ied i, o ss nel gCHIO 0,80, nel pontieri 1,02.

com po;:;uie riel centro

Sf'rgcnt(~ maggiore .. . . . Sergente e sergcn,te f'.)ricrc Caporale . . . . . . . • . •. , Foi;ili.,J'e o cncciolorc•..• 'h 1nburino o lrornbctticre .

o 59

1

O 43 Il saldalo di ca\'alleri~ (ii l inea o lcg• 11 iera ha ceut. 5 di pì ù di ,pwllo di O 53 f:rnteri::1, il corau .icrc d1 il c:1rabin iere . 1~, l'art.i~l icrc a pied i 7, l'ar tigliere a c,,vallo 17, il pontiere 15, lo 1,a1l· patorc 1$.

o 28

Prima dei 111 anni All'ctii cl i 14 anni .. · •

O 1'3

G. G. C, (Ccn;Jinua)

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I.

I

Le armi portatili a fuoco in uso presso l'esercito nostro si possono suddi,iidere in sei categorie, cioè; l " Fucili da fanteria ; ;d," (\w•.bine da. bersaglieri; [ d'arti~li_er\a.; . \ da pontieri. ~ a Mosc1 1ett1 da cavalleria; da carabinieri rea.li; 4,,. p 1·sto1om. da cavalleria; . da falegna.m1 ; 5a Pistole ; Ga Pistole-revolvers. Tut,te qu·este armi son o rigate.

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I1

.


154

ARM,H!ENTO

Armi portatili a fuoco per la fontcria. I fuc.il i attualmen te in uso presso i corpi di fanteria son di d ue· specie denoi:ninate come segue: Fucili' d i fanteria, modello 1860 (1); Fucili di fanteria francese, modello. 1840. Ambedue i fucili son rigati e muniti di baionetta; ed ambid ue si distinguono in fucili senz'alzo, e fuci li con alzo. Si compr ende anche sotto la deuominaziohe di fucili modello 1860, i fuci li mod . 1844, ridott:i al mod. l8GO. Essi hanno la fascetta 2"- ch e dista_ di 0m,35 dalla fa. s~etta 3,"'· La posizione di questa fascetta è anormale, nmasta così perchè nella trasformazione si dovettero · raccor c iare i fucil i. Però occorrendo di r ifare la cassa àd un fu cile la fascetta 2a si de·ve col locare nella sua posizione normale cioè a 30 cent. dalla fasce tta 3". Le fabbriche d'armi n·azionali n on avendo potuto sodd isfare 'ai nornerosi bisogni dell'eser ci to, si è dovuto riéorrere a lle fabbriche d'armi di Francia, per cui possono far eccezionalmente parte dell'armamento ]e seguenti s pe~ie di fucili (2).

Fucili frmH~l~i ('tl inglesi clic 1iossono cccezionalmcdte fiir p;irte d\'ll'armamenio della fanterici. 1,, Fucili cli (r.1,ntM'fo, fra.ncese, modello 1840, rigati; (già menzionati). Si distinguono in lunghi ed in corti dalla lunghezza della canna, hanno il vitone camerata, (1) Approvato con Nota ministerii,k, >T. B7, J.7 febbraio 1860. (2) Xo ta :L 215, 9 no,-embr e 1.800.

J55 , l'acciarino a, pugn ello, e I 'indicazion e 111odello 1840 sulla codetta del vitone. 2° Fucili di (antet'Ìa francesi, modello ì842, 1'igali. Si d,istinguon o in lunghi ed in corti da1la bnghezza della can na, hanno il vitone camerato, 'l'acciarino a p ugnello e l'indicazione modello 1842 sulla codetta del vitone. 3° Fucili di .fanteria francesi, modello 1857. Diff,iriscono poco dai fucili di fant.eria francesi rigati curt i , modello 18<12 e segnatamente n ella maggior sporgenza laterale del porta luò)inello. 4° fi'11,ciii cli fanteria francesi, ridotti rigati. Si disting uono in l unghi ed 111 corti dalla lunghezza della ca.u na. S ono q uelli a pietra focaia . del modello 1822 trasformati a percussione e quindi rigati, hanno il porta luminello avvitato e saldato alla cam1a, l'antico acciarino ridotto ed in taluni di essi la n oce ha tut tora tre ta.cche. DEl.!.'ÈSERCJTO ITALLl:-10

Siccome poi da fabbriche ing]esì furono verso il 1860 introdotte armi por~atili di varia foggia state loro commesse dal cessato governo t oscano , ò opportuno i11dì carne la n omenclatura ed i princ:.ipali caratteri distintivi potendo esse ec:cezion ;;t]mente distribuirsi a talun corpo dell'esercito . . l ° Carabine inglesi lunghe rigaifl. Cn)ibro 18 cent., lungbezza. della can na 62 cent., canua r.igata, porta lum inello posto lateralmente, alla canna, ed aggiustato sulla cartella dell'acciarino, alzo con cursore; fornimenti di •ferr o forbito, braga per la sciabola-baionetta . 2° Cambine inglesi corte ?'igate. Differiscono dalle precedenti nella sola lunghezza della canna. 3° Fuc-ih cli fantm·ia inglesi rigali. Calibro l'ìmm,9, lun ghezza della canna l m, caniia rigata ; fermo della baionetta che serve anche di mirino, porta luminello sporgente lateralmente ed aggiustat.o alla. cartella dell'acciarino, fornimenti dì ferro forbito .

-·


lGG

ARMAMJ;;NTO

157

4° Moschetti inglesi. Calibro 17mm,9, lunghezza della, 'cauna 506mm, canua liscia, porta luminello sporgente la-

Le armi d\e devono esistere in magazzino devono essere il 5 °/., di quelle esistenti p resso le compagnie.

teralmente ed aggi ustato alla car tella çiell'acciarino, cass&. corta, con ·porta moschetto, bacchetta in cassa con fornimenti di ferro forbito. Le bacchette d i tutte le armi inglesi sovradescr.,itte hanno la capocchia cordon ata ed uno spacco. .

Un reggimento di fanteria ha dunqcie in caricamento : 2788 fucili di fanteria esistenti presso l e compagnie; 140 fucili in magazzino; Oltre 9 pistoloni da falegnami di fanteria,

..Non si pnò stabilire la dotazione fissa in armi portatili per un reggimento di fanteria, J~erò se ne può stab ilire la dotazione normale, appoggian do~i al1a Circolare N. 3 del 26 marzo 1862 ed alla Nota N. 65 del 14 aprile 1862. UN REGGI MEN'.rO DI FANTERIA.

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Sergenti cli cornrwgnia

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Sono '!788 in<livi dni che sono armati d i fuc ili in

Caporali forieri cli cornp.

1

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nu fcggi111e11lo fante-ria .

Caporal i,

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Soldati di ia classe

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N/J . J fokgna,ni sono 9 corn prcso i l cnporn lc fo lc;;ìwrnc, ,ll'lllal i di p,stol,rnc d i fanlcriu , modello 1860.

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È mente del governo che col tempo t utti i fucili siano del preciso modello 1860 e muniti d'alzo; ed a tale oggetto t utti i fucili che si distribuiscono dallo sale d'armi ne sono forniti. Il fucile modello 1860, ba per c<1libro normale I,m"',5. La canna è solcata da quattro r igh e ad elica al passo di 2"' e profon de Qmm,25. La l unghezza della canna è di metro 1,027. ·Il peso del fucile senza bai onetta è di chilogr. 4,100. Si carica con cartucce a p al lottola cilindro-ogiva.le cava, con gram mi 4-,500 polvere da fucileria, con cassule. Il d i::i,metro medio della p allot tol a è di mili. 17 ,2. La sua l unghezza totale . » 21,5. L'altezza della parte cilindrica . 8, O. La profon dità della cavità totale interna , l 3,0. Id. id. superiore a.l t r iangolo» 9,0. Il lato del triangolo 10,0. L'altezza della pa:rte ogivale. 13,5. Il raggio clescri ttore della parte ogivale . 16, O. Id. id. id. interna>> 9,0, La larghezza della scan alat ura . 3,0, La profondità id. 0,80. Il d iametro del calibratoio passa 17,3. Id. id . non passa 17,l. 11 peso medio della pallottola è di , grarnrni 33,0.


158

AlU!AMEN'rO

Caedatori lhrnehi. Nel corpo dei cacciatori franchi sono armati di fuci le di fanteria: I sergenti di compagnia; I caporali forieri di compagnia ; I caporali di compagnia; I soldati di 1a dàsse; Id. di 2a id. Id. di 3a id . La forza di questo corpo essen do indeterminata non si può fissarne la dotazion e normale in armi portatili da fuoco.

DE LI) t,:SllRCITO !'!;ALIANO 159 Gli allievi di statura mezzana sono armati di fucile di istit uti m ilitari, modello 1845. ·

Sc110\a militare tli faukria. La scuola militare di fanteria, fa u so: Del fucile di fanteria ordinario; Del fucile d'istituti mil itari, modello 1845. Fan uso del prim; gli allievi di statura ordinaria, e del secondo gli allievi di statura mezzana,.

Scuola militare di cavalleria. Ha in dotazione p er }'.istruzione degli allievi: N. 100 pisto.Joni di cavalleria, modello 1860; N. 100 p istole d i canilleria, modello 1860.

Scuola normale di fanteria. Co!lcgii d'istruzione e di educazione secondaria mililiire. La scuola normale di fanteria fa uso del fucile di fanteria, e ne ha in dotazione N. 200.

Le compagnie veterani in Asti e Napoli fanno uso del fucile di fanteria; la loro forza è indeterminata quindi non se n~ può fissare la dotazione.

Usano le seguenti specie di fucil i : Fucile di fanteria, modello 1860; Fucile d 'is tituti militari, m ezzan o, modello 1845; Id. i d. corto, id. TI primo è u sato dagli allievi di statura ordinaria, il secondo dagli allievi di statura mezzana, ed il terzo da quelli di piccola statura.

Regia militare aeeademia.

Battaglioni tli fiili t!i milil...u'i.

Veterani.

La reg;ia militare accademia, fa pur uso del · fucile d i fanteria e d el fucile d'istituti militari, m odello 1845 mezà zano, il quale differisce dal fucile ordinario, dalla hm gh ezza della canna e dalle fascette che son o di ottone. Gh allievi di statura ordinaria son armati di fucileclt-fanteria.

Fanno uso degli stessi. fucili citati qui sopra pèr i collegi d'istruzione e di educazione SfCondaria m ilitare. I sergenti cli governo son pure armati cli fucile di fanteria.


160

AR}L\ME :iTO

Corpo d'amraiuistraziouc. Il corpo d'amministrazione è armato di sola sciabola per la natura del servizio speciale che presta. Però parte dei sergenti, caporali e soldati delle compagnie possono avere inoltre il moschetto da carabinieri reali a piedi con baionetta a seconda delle esigenze del servizio (1).

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161 La .::anna è solcata da 4 righe ad elica al passo di zm, pr ofonde Qmm,25. DELL JJ:~ERCITO ITALL\W

Si caricà con cartuccìa. a pallottola per focile di fanteria, modello 1860, rìga.to. Dallo specchio qui sotto descritto a ppare quali siano gli individ 'ui armati di carabina e quale ne è il numero in _u n r eggimeut o. UN REGGIMÈNTO DI BERSAGLIERI.

Guardie del corpo 1i S. ~I. e !1:Uardie del n., Palazzo. '-'

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Le gua.rdie del corpo di S . .M. e le guardie del ·Reale Palazzo, fan uso del moschetto da carabinieri a piedi (~). Nel primo di questi due corpi son ·a rmati ii moschetto:. Il brigadiere anziano; Il brigadiere ; La guardia anziana; La guardirt semplice. Nelle guardie del R. Palazzo sono armati di mosèhetto.: Il brigadiere ; Il sotto-brigadiere ; La guardia.

Armi porta!ili ,ì funco pci bersaglieri, zappatori del gc1iio · e fautcria di marina.

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INDIVIDUI AR~I..\TI

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Bersaglieri Trombettieri .

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Allievi lromhctticl'i

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I tre corpi so,:racitati fanno us'o della carabina da bersaglieri , modello 1856, con sciabola-ba,ionetta. Ql4esta carabina è rigata e munita di alzo , colla bacchetta avente la cappocchia appianata. La carabina da bersaglieri ha per calibro normale 17mm,5.

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' OSSERVAZIONI

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Sergenti.

trombettieri

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' Sono 3686 •indi\'idui armati di cara!Jina.

La dotazione è duncp1c

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• "N. 3GS6 r.arnb ne csistenti presso le cornpagnie; N. 18. in fondo nel .

rnagazzino.

192

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-3686

(1) Noti, 208, 29 novembr e 18G2. (2) NoLa 201, 19 novembre 1862. A i<iw vrn, vol.

1.

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162

,\KMA,\ lENTO

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UN REGGIMENTO ZAPPAT ORI DEL GENIO SUL P IE DF.

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Caporal i forieri di comp.

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GUERRA.

Dotazione normale : ,, N . 2 976 carabine es istenti pr esso le compagnjc : N. 148 i n fondo nel

magazzino.

1800

-2718

258

- 2976

Armi porl~ili a fuoco per i carabiuicri reali a piedi cd a cavallo. I carabinieri r eali a piedi ed a cavallo fan uso delle seguenti armi portatili a fuo co : \ Moschetto da carabinieri reali a pied i, modell o 1860 ; Id. id. a cavallo, i d. P is tole-r evolvers da carabinieri r eal i, modello 1861 ; Id . id . mod . Lefaucheux ; Id. id. id. cor ta. Ambì i mosch etti son m uniti cli ba.ionetht e rigt.ti.

163

Jl moschetto ha per calib ro normale di l 'ìmm,4. La can na è solc,ata da 4 righe ad elica al passo d i 2m, pr ofon de 001 m,25. Il moschetto si carica. con cartuccia a p allottola cil indro-ogivale cava da 1,rum,, 2, mod . 1860., con gr ammi 3,600 p ol vere da fucileria , con ca.ss ule. Le pistole-revolvers sono a -sei colp i. Nell'arma a piQdi son armati di pistol.a-revolvcrs : Il m arescialìo d 'alloggio maggiore ; Id. id. ca po ; Id. id. ordinario . Sono ar mati di m oschetto e pistola-revolvcrs: Il b rigadier e ; · Id. scritt urale; Il vice-b rigadiere ; Id. scrit tur,ale; Il carabiniere ; L'allievo. Nell'.arma a cavallo il mar esciallo d'alloggio è armato di pistola-revolvers, e son a rmati di m osch etto e pist8lar evolvers : Il b rigadiere ; Il vice-b rig adiere; Il carabiniere; L'allievo.

Armi portnlili a fuoco iter la ca\'allel'ia. I rerTcrimenti d i cavalleria son o arma.ti ; bo Della pistola d i cavalleria , modello 1860 , idi:mlìca a lla pistola usata n ei r eggimenti d'artiglieria, a pprovata con Nota m in isteriale, N . 122, 1° lu glio 1860 ; Del pistolone di cavalleria, modello 1860 ; l cl. id. id. l 843 , r idotto a m odello 1860.


164

Aml ,IMENTO

Tanto b pistola come il pistolone sono r igati. Il pistolone ha il_calibro normale di l7rum,4. L a canna è solcata da 4 righe ad elica al passo di 2m, p r ofonde Qmru ,25. La p is tola ha il calibro n or male d i l , mm,4. La canna è solcata da 4 r ighe ad elica al passo di 1m ,5, p rofonde Qmm,25. 'fanto il pistolone come fa pistol~ portano la cartuccia a pallottola cilindro-ogivale cava da rnill. 17,2, modello 1860, con gram'.11i 2,250 polvere da fucileria, con cas,mle, Nei reggimen ti di cavalleria sono armati di pistolµ, : I forieri màggiori ; I fori eh; Il comm esso ai bagagli; I sergenti d'amministrazion e degli squadroni attivi; I trombettieri mag giori ;_ · l caporali maggiori ; Id. trombettieri ; I trombettieri musicauti ; Id. di 1a cl asse; Id. di 2"' i d . I maniscalchi ; · I sellai ; I sergenti. Sono arm ati d el pistolon e : I capor ali forieri; I caporali ; Gli ap p untati; _ Gli allievi maniscalchi ; I soldati.

Il reggirn1Into guid"l non è armato di pistolone • . In esso hanno la pistola i seguenti indiv,idui: Fori.cri maggiori; F 0rieri ;

Commesso ai h<1gagli; Sergente d'arrpI1inistraziÒ11!e degli squn.droni atti vi; Trorn bettiere m aggiore ; Caporale maggiore; , Id. trombettiere; Trombettiere musicante; Id. di 1a. classe; Id. di id. Maniscalco; S ergente ; · Caporale foriere; Caporale; Appuntato; Allievo maniscalco; Soldato.

za

Il treno d' armata fa uso · deì la pistoìa d ì carnllcria , modello 1860. In on reggimento ne sono arma.ti i seguenti iudividui: Foriere maggiore ; • Id. d'amministrazione ; Foriere; Sergente d'amm inìstràzion e; J<l. trombetti ere; Id. del caneggio; Ca parale maggiore ; Id. forie re d 'amm in istrazione; ld. tromb0tticr? ; id . carradore; Td. foriere ; Caporale ; Trorn1.)ettiere di 1" classe ; 1d. di 2' id. Mau iscn,lco; Ser gen te.


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A rrn ,1 .\IF.;('f(}

Sul piede di guerra. debbono avere la pistola: . .. Nelle batterie di battaglia i soli C\1,porali a cavallo; Id. a cavallo i soli sotto-u ffhiali, caporali

Anni 11m'!i1tili a fuoco per i reggimenti tl'arliglicria.

e cannonieri a cavallo. Sul pied8 di pa.:;e in ogni batteria d i battaglia i cannonieri tutti di P e 2" classe avranno invece della daga il moschetto d'artiglieria con sciabola-baionetta ed assortimenti Ja capora.le e soldato; a d eccezione dei ca~non ieri attendenti degli uffiz iali e degLi alli.e:•i sellaio e maniscalco che avranno la daga. Sul piede di guerra il numero dei cannonieri armati di moschetto e sciabola-baionetta è ridotto a 10. Nel recro·imento pout:eri sono armati di rnosch€tto: i 0 caporali conipagnia ed i pontieri taut'J di l" classe come d i 2u.

Le truppe d'aetiglieria fanno uso: Del moschetto d 'artiglieria, modello 1844, a canna r igata, con sciabola-baionetta; Del moschetto da ponticrj, modello 1844, a canna rigata; Del la p istola d'artigli<;iria, modèllo 1860. Nel moschetto e nella pistola d'artigli(\ria, il calibro, fa rigatura e la carica sono identici a quelli del mosch etto e della p istola di ca vallcria . I reggimenti d'artiglieria da piazza sono arma ti del moschetto. 11 reggimento pontieri è armato del moschetto dà pontieri, con baionetta.

In un reggimento d'artiglieria operai o da p iazza sono arma~ di moschetto: i caporali cli compagnia ed i cannonieri t anto di l" che di 2" classe. In un re,ggimento d'artiglieria da campagna son armati di pistola: 11 foriere maggiore; Id. d'amministrazione; 11 sergente id. Il caporale magg iore; Id. foriere d'arnministrnzione Id. id. di batteria; Id. cli batteria ; Il trombettiere di l " classe; Id.

cli 2" id.

Il cannoniere delle batterie a ca.vallo; 11 fo riere di batteria;

Il sergente ;;1i batteria.

167

:JELL'IlSERCI1'0 rr.1L1A NO

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Di C.

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, IA R!Nt\ :UJLITARE l'l' i\LIANA

169

L'importanza dell'argomento trattato, ci consiglia a i:enderne esteso conto, persuasi che ciò tornerà gradito aì lettori d(;llla Rivista, ed anche per dare al ìavoro stesso quelle), maggiore pubblicità che ben si vale.

~iAIUNA. MILITARE ITALIANA

, Nella tornata del 7 marzo 1862 il presideJJte del ga• binetto svolgendo in Parlamento il proprio progranima politico e amministrativo, prom~tteva che il ministro ctella marina a vrebbe presentato all'approvazione delle Camere un Piano organico della marina italiana. La promessa fu mantenuta; e venne poc'anzi alla luce sòtto i l titolo di Stitdi per la compilazione di un piano organico della marina italiana. Un grosso volume nel quale queJla importantissima; quistione è ampiamente e sapientemente elaborata. · · Questo lavoro che il ministro della marina affidò ui signori capitano di fregata T. B ucchia e tenenti di va• scel!o .Maldini e Sanclri., altamente onora tanto chi lo bn,. comJ)'ilat© quanto chi ne ha ordil)ato l'eseguimento, irn• pcroccl1è m eg lio non potrebhe soddjsfa.re a l suo parti•. colare. intendi mento.

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L'opera è divisa in sei parti : Nella p1'ima trovansi raccolte considerazio~1i che panno esserci cli direzione e fondamento nel cal colo della forza navale da guerra di uno Stato, applicate al caso speciale del naviglio italiano. Nella seco1ida parte son o concretate le suddette basi, stabilite per numero e specie le navi che dovrebbero constituire il naviglio nostro, ed indicati i modi j)er raggiungerlo . La terza pq,1·te tratta delle spese necessarie alla costituzione del materiale stabilito, d i quelle richieste per la sua riproduzione e manutenzione, non cbe delle aomme per gli approvvigiornnnenti · · Nella quarta parte è dottamente e praticamente discusso l'importante argon?ento del personale marit,timo e della sua forza organicti rispetto al progettato na vile . Nella qiiinta parte sono indicate le più importanti riforme che dovrebbero introd ursi n ell'ordinamento gener ale del servizio tecnico , militare ed amministratiYo della marina da guerra ed in quella della mercantile. La sesta parte finalmente presenta i I bilancio normale accuratamente r edatto p er ogni singolo capitolo, con l'esposizione dei motivi che guidàro110 i compilàtori Lel fissarne le ci fre; non che i b ilanci transitorii per gli ann i duran te i quali si attuerebbe il progettato sviluppo delle forze navali e degli ordinamenti della nostra marina. In ca.lce poi del libro troviam raccolte a mo' d i codice per l'amministrazione marittima italiano, tutte le idee es peste nel r:orso del lavoro.


170

MARINA MILl1'ARE

Basterebbe questo rapidissimo sommario a dimostrare tutta l'entità del lavoro; e la coscienza che vi posero i suoi compilatori , ma vogliamo addentrarci in alcun capitolo che ci parve di maggior rilievo ed interesse.

PARTE PRIMA.

. Nel capo primo dopo espresso che debbasi i~tendere per piano organico della marina militare di uno Stato e da che ne ~lipenda la formazione, viensi a dimostrar; la necessità per uuo Stato 6be possiede elementi marjtt imi di avere u na marina militare ad essi adeguata. Basta percorrere col ·pensiero il giro del1 littorale italiano per convincersi che uno d 0gli elementi più notevoli della potenza 0 della prosperità della nostra penisola è la marina . L'Italia possierle poco merio di 6,000 miglia, g0ogra:fiche .di coste mari ttime; 1nr la sua posizione che sovrasta il Mediterraneo ove concentrava.si anti..::amente il C?rnmercio dell'orbe , questa regione europea paro geograficamente destinata ad essere il centro di sbarco dei prodotti d'ogni genere nel gran continente nostro; ha isole vaste . e ricche d'ogni prodotto; le sue spiagge offrono numerosi porti, alcuni in buone condizioni, altri capaci di esser fatti eccellenti, e sono popolate da reputatissimi rp arina1. È dunque incontestabile che un paese il quale abbia in sì gran copia gli elementi di prosperità commerciale marittima, debba a.vere un navile militare ad. essi rag~ guagliato per tutelare il commerciò e l'industria navali, e per fecbndare cotan ta ine,Sérnribile fonte di r icchezza . - Qnesta grande verità è comprovata dalle storie di

ITALIANA

-

171

t utte le nazioni e di tutti i tempi . Le antiche repubbliche di Genova e Venezia s'ebbero t anto grido, possanza e riccheue nei tempi passati, il dovettero a n ull'altro che ai loro poderosi navili; 0 se l'Inghilterra è annoverata fra le ·primarie potenze ad altro nol debbe che alla floridezza della sua marineria. ' , · Ma se dal lato politico e militare, si riconobbe sempre la necessità di un forte navile da guerra per uno Stato che possegga elementi marittimi considerevoli, cotal necessità as-sai pit.1 fortemente che per lo passato, si fa seiìtire oggidl, che la marilla., per le nuove scoverte applicate alle arti navali , è . diventata uno degli stromenti maggiori della forza m ilitare e de11a considerazione poli tica d i una nazione. Il vapore applicato alla navigazione non ha solamente mutato tutti i grandi problemi del!a guerra mctrittirna, ma ha pur grandemente influito sulle operazioni di guerra d egli eserciti. Il vapore porta, sull e coste quello lotte che le navi a vela decidevano in lontananza, e minaccia in vadere tutti i territorii nel modo più pericoloso perchè pi•Ll inaspettato; esso stabilisce una tale intimità fra le forze di mare ·e di tena che q uest/ultime non ba~ sterehbero più da sole alla difesa di uno Stato. L'Italia dunque, che è attorniata quasi p~r tutto dal mare , che ha uua estesissima frontiera marittima vulnerabile per ogni parte, è ev1der,ttemente astretta di cr earsi una possanza navale adeguata a' suoi bisogni ed alle sue. risorse, se vuol tutelare la sua a1,1tonomia, se vuol . completa.men te conseguire, mantenere quel ran·go .p olitico e quella preponclerànza che gli compete. Cosi const,itata h~ necessità che lo Stato venga a· possed~re una marina da guerra competente, si passa· a mostrare 2-Q,me il piano organico debba essere la ba.se sia dei bibnci che dell'ordi nn1nento della marina, tanto per


172

~JAR !NA IHLIT .\ RE

non correre il pericolo di spreca.ri:: il danaro pul>blico in n~ove_c~struz!on-i e raddobbi che non corrispondono poi a ven b1sogrn, quanto per non adottare sventatamente ordina_m ~nti del person ale e mutarne ad ogni p iè sospinto e capncc10. , Nel ca.po secondo si addita la convenienza che la mari-na italiana regoli lo sviluppo delle sue forze navali sovra q uelle dell'Austria e della Spagna, n ol potendo raaione.volmente (almeno per ora) sovra quelle della Fra;cia e dell'Inghilterra sia per la condizione delle nostre finanze, rl1 gran lu~ga in ferio:·e allo stato finanz.i ario di quelle d ue grandi potenze, sia anche per l a considerazione che lo strepitose _forze navali d i esse traggono origine, più che da un rrnsurato calcolo dei veri loro interessi e bisogni, · da un esagerato sentimento di emulazione e di orgoglio nazionale. Un'amministrazione prudente non deve fondare i suoi calcoli sui_ sogni, spesso ingann evoli di un dorato anenire, ma. b ensì sulla realtà, cioè sulle condizioni presenti della nazwne, sui suoi bisog ni attuali, e sui più prossimi e probabili. Entro quale cerchia d'azione possa esser e chiamata l'Italia. ad esercitare le propr'ie forze e-la propria influenza nei futuri eventi ; quali alleanze, qua.li guerre le siano preparate in un avvenire più o meno lontMo, quali sforzi possa e debba fare il paese per la guerra, chi vi ha che ~ossa predirlo con qual tal sicurezza che è n ecess:i.ria per una base di calcolo ad i ogenLi spese? I calcoli pol1 t'.c1: anche dei più grandi uomini di Stato, dei più subli mi pensatori, son ben lungi da calcoli matematici! la sto ria ò lì per provarcelo ad ogni sua pagina. Gli antagonisti m aritti mi e gli emuli natnrali della n azioné (k:ibbono cercarsi fra le potenze cho don;inano nelle acque rneàesirne i? n elle vici ne. La prossirn ità loro,

farn~

I T aLBN ,{

173

la comunanzl). degli iJìteressi commerciali di mare, . la· somigliani:a delle condizioni generali risultante dalla posizione geografica, la possibilità di concorrere alle stesse imprese, cli procurnre di appropriarsi gli stessi vantaggi, siccome pure le relazioni politiche nelle quali ci troviamo con esse, sono alt rettanti elementi nel calcolo pre::;untivo dello svolaimento n ecessario alle nostre forze nàvali, la o cui base fondamentale rirnan però sempre la possibilità finanzia.ria di addivenirvi . «Escludendola Francia, considerata n el complesso della . sua potenza marittima al di qua ed al di là çlello stretto di Gibilterra e la Russia che tocca ,Ì,l mare in pùnti così distanti l'uno dall'altro , e tanto diversi per condizioni fisiche ed idrografiche, che permettono di considerarne la marina come composta di elementi ben distinti fra loro e quasi eterogen ei, rimangono la T urchia, la Grecia, l'Austria e la Spagna. Quanto alla Turchia lo spirito dei tempi ha chiusa per sempre l'era delle minacciose co11quiste di quella potenza in Europa; nè d'altronde vi ha alcun speciale motivo per cui la sua armata navale possa incutere timore all'Italia. La. Grecia è uno Stato assai poco influente, e le cui forze marittime militari sono inconsiderevoli. Restano l'Austria e la Spagna: l'Austri,t da u n lato, dichiarata nemica d'Italia fincliè non sia costretta ad abbandonare il' possesso del Veneto; la Spagna dall'altro lato, che avversa l'ordine attuale di cose italiane; l'Austria che in questi ultimi anni ha fatti molti • sforzi per aumentare e porre in asse,tto la ma marina, la Spagna che molto ha operato e molto opera per ristorare la sua. L'accornpirnento de' suoi qestini consiglia dunque all:Ita]ia di svolgere le sue forze navali in guisa di bilanciare possibilmente le forze dell'Austria e · dell,t Spagna; nè sembra con ciò di esagerare nella misura. Quanto alla Fra.Dcia uno spirito spassionato d 'investignionc c;ì spingo a fare. una considerazione che può avere

\


lì4

175

• JTAL b.KA

MJRI NA Mlf,lTARE

q ualche peso nella bilancia degli interessi politici italiani. La condizione idrografica di quel paese, il lungo tratto di mare spagnuolo e portoghese che separa le sue coste oceaniche m'ediante lo stretto di Gibilterra, permette di considerare la potenza marittima della Francia come costituita di due marine distinte fra loro. Sotto il punto di vista unicamente di potenza marittima n el Mediterraneo non puossi quindi escludere affatto la Francia dalla base di un calcolo spassionato degl'interessi marittimi italiani; non fosse che per il motivo che la prudenza e l'uso assennato delle proprie forze e risorse procurano gli a.miei e cimentano viemaggiormente le alleanze _d elle nazioni. , Così accennato quanto sia convenienza _che la marina nostra svolga le sue forze navali sulla base di quelle a ustriache e spagnuole, il libro di cui discorriamo fornisce i seguenti ragguagli statistici sulle ora dette marinerie.

Riporto

4lilV'1ili-vapore

746

10365

69

900

Navi a ruote . .

. -12 P"iroscafi .

· · · · 32 Piccoli pù·oscafi e scialuppe

!

I

Navi a vela. .

3 Coevette. 3 Brigantini 3 Goelette .

9G 64 48 27

1 Batteria corazzata

18

2 Fregate .

Totale cannoni

1129 13475

Totale cavalli~vapore

L'Austria possiede inoltre 11 piccoli tra.sport} a v ela di 800 tonnellate in tutto ed un centinaio di cannoniere,

FORZE NAVALI AUSTRIACHE.

Nav.i corazzate ad et.ice. cannoni

cavalli-vaJ)Ol'C

5 Fregate .

209

3 Fregate in costruzione .

153

2800 1800

1

cannoni

piroghe, prame, ecc. per la difesa delle lag~ne venete: Ma non bisogna dimenticare che essa può disporre d ei 68 p iroscafi del Lloyd e d ei 110 sul Danubio. ·

FORZE NAVALI SPAGNUOLE.

Navi di legno ad etice. , Navi comzzate ad elice.

1, Vascello . 5 Fregate

2 Corvette. 13 Cannoniere . A ·riportarsi

900

91 197

2300(

44 56

460 2105

746

10365

cannoni

7 Fregate, parte "" parte pronte

111

costruzione e

A ri11orlarsi ·

3'-)0

'6300

320

6300


'

176

177

ì'i'A Ll ..1 '.,A

cannoni

ca valli-vapore

320

6300

Riporto Na·vi di legno acl elice. l 14 22 18

Vascello . Fregate Goelette . Cannoniere .

La mari na italiana possederà in breve il seg u!,)nle materiale: .

101 617 55 18

1000 8090 2800 440

Navi a ruote. 26 Piroscafi .

FOH,ZE NAVALI ITALIANE.

131

6240

Tmsporti a vapore. 9 Piroscafi (di Ql30 tonnellate)

1680

1"11,vi nd elice corazznle. c:111no11i

.

4 Fregate iu costruzione in Franeia 104 id . in America 72 Id. 2 10~ sui cantieri nazionali . Id. 3 da. rivestire iu ferro n'ci Id . 2 44 nostri cantieri 40 2 Corvette- già. pronte . 1 Ariete in costruzione in Ing hil6 ·terra.

Nav:i a vela. 2 2 4 7 5

Vascelli Fregate .. Corvette. Brigantini Goelette .

•

82

»

92

»

114

•

22 Totale cavalli-vapore

2t<OO

1600 2400 1200

800 700 •

Nav i acl elice in legno.

172

Totale cannoni

~avalli-vapore

1723

,

,

l Vascello. Fregate 4 .Corvette. 8 Cannoniere .

!)

- --

-450 4-'!50

74 32

1240

123

6240

440

Navi a ruote.

26550

La Spagna possiede inoltre 10 trasporti a v ela della complessiva portata di tonnellate 5400 ed una cinquantina di piccole navi tra feluche di prima e seconda classe e legni minori. Il materiale complessivo delle due iharine rappresenta quindi una forza totale espressa in numeri rot,ondi di 2{}00 oaunoni è 40000 cav11lli-vapore.

64

434

25 Piro.scaiì.

Trasporti a vajJore.

3G80

22 Piro1:-caft (to1mellate 79GO) .

,1 rijJorlal'~i ·/l.!rno v1-11 vol. 1. -

12.

1101

·26000


178

r,an11u,1i

R.-ip01·to ·

1101

ca,•alli-v~pQrC

26000

· ]\la.vi a vela.

2 l"'regate . 8 Corvette. o Brirrantini . o

179

!T.11.IANA

MAR INA MILITARl3

72

94

»

30

Totale cannoni 1297 Totale ca ~all i-vapore

26000

Oltre navi da trasporto a vela per. tonnellate 1640. Qui gli egregi compihtori osservano come i bastimenti a vela, i quali aveaì10 giit quasi iutieramente perduta l'antica loro importanza come navi da g uer ra coll'appli·caz.ione del va pore alla n:avigazione, oggi ché le _corazzatur_e applicate alle n avi hanno compiuta una radicale rivoluz10ne nel rnateri,lle 01ari ttimo , sian o scaduLi allo stato della più assoluta imp~tenza. Se armati, la loro presenza nelle $quadre non sarebbe cbe . un inutile, anzi dannoso ingombro; diverrP.bbero ben presto preda di un nemico molto più debole in artig lieria, ma che clisponesse· di una forza in vapore anche assai. p iccola; di fronte poi alle odierne navi corazzate sarebbero condannati à1la sorte la più .triste, a peri re inesorabilmente senz~ possibilità di difendersi. Se disarmati p otranno, a mala pena e. molto i mperfettamente, senÌre ad uso di trasporto in tempo d i pace; ma in . tempo di guerra non si prèster ebbero certamente ad un colpo di mano per rovesciare inaspettatamente un n ucleo d'uomini sovni, un dato punto della costa nemica, n on per p ortare pronlamcnte r inforzi di truppe nei punti rn inac:.;iati del proprio li ttora le, n è per prov vi gionare le squadre con quella prontezza e si-

cur ezza che è r ich iest~ dalla rapidità con cui ~sse squadre possono oggi eseguire i loro movim enti . Da ciò ne avvien e la necessità di distinguere in tre parti il materiale a vapore. Una parte, cioè, costi t uita delle g rosse navi cor azzate e non corazzate che possono operare in g uerra. Un'altra parte costit.uil1.1. dai legni minori e leggieri, dai piroseafi a ruote e d alle canno11iere. L'ultima parte infine, ove, si comprendono i legni non armati e de,::tinati pei trasporti . È però m estier i escludei•e ' affatto i legni a vela, che formano una categoria del tutto inser vibile ag li odierni usi d i guerra; eJ i compilatori così ca1.egorizzano perciò le tre parti: l" (01·za eff'etli1Ja; 2a (oi·za aus-ilia1·e; 3a materia.le da trasporlo. Ed ecco il confronto delle forze navali per tal modo divise della · Spagna e d<ìll' Allstria per una parte, e dcll11, nostra dall'altra: Attstria e Spagna. «c.l\1tlll i ~vnporc

Forza effettiva 1731 Forza ausiliaria 386 Materiale di trasporto, tonnellate 9130

23G50 14695

}GSO

Italia. CMllJOUi

94p Forza effettiva Forza a usiliaria 155 ,. Materiale da trasporto, tomieliate 7960

carnlli-l'apoi'c

1564(5 6680

3680

Convien e però osse~·varè che tra le navi ucis.t.re ofa dette sono comprese le navi in costruzione nei cant1éri esteri e nazionali, alcune delle ·quali sono appena iuoo · rninciate. Dtss@ costituiranno la nostra forza n av,:ale in bastimenti corazzati, la quale al giorno d'oggi non conta


)!AR!NA '.IIILI'.l' ; RE l 80 verzuu~!nte ,rncora ch e le due sole corvette la Tèr·ribile e la Formidabile. Anche neilo specchio complessivo deHe forze navali a ustriache e spagnuole è tenuto calculo dei bastimenti in costr uzione ; ma q uesti sono molto più avanzati che i 1iostri, ed è a presumersi che non appena compiuti, a1tre 11avi sara.nno poste in cantiere; così l'Austr ia, per esem· pio, ha g ià pronte cinque grandi navi blindate che uscil'Ono dai ·cantieri · prì vati dell'Istria, ne ha altre tre sui cantieri, ed abbiamo motivo per Gredero che pensi a cof;truirne altr.e ancora. È a notare -eziandio che il nostro naviglio è lungi d>tl presentare un insieme ben ordinato e proporzionato nelle varie sue parti. Se ne togliamo le:.? corvette blindci.te e le 13 grosse navi ad elice, poço asi-egna.mento potrebbesi fare sul resto del materiale· galleggiante che possediamo. Ed anche le summentovate 15 navi di grossa portata rapprC'sentan o _quasi tutte una differ ente unità di forza . sia per la diversa velocità, <Jia per le diverse qualiUt loro . Ciò ~rae origine dal fatto che l'attuale marina italiana è formata òel materia.le della marina sarda e napoleta.rrn, e dei leg ni ,i vela ed a ruote di questa e di _quella costrutti con sistemi diversi; mareriale che è ben lungi ù_al rappresentare un siste111a di forza dedotto da un unico piano pr econcetto e studiato. Dal precedente confronto , e fatto calcolo di queJt.e " ultime osservazioni si scor ge come sia mes"tieri duplicare le nostre forze navali, q uando· si voglia.no sviluppare sulla base di quelle dell'Austria e della S pagna., e sino ad un certo punto ragguagl iare alla porzione del navigl io della Francia J)roporzi'onato alle s ue risorse uel Meditèrraneo, il quale si computa incirca delJa ·q uarta parte del naviglio tota.le, ovve rosia : camÌonì 2250 e cavaUi-vapore 30000, · Un aumento maggiore del proposto sarebbe in vero richiesto dalle condizioni geogra.fìcbe e politiche dello S tato, ma olirechè le fi name non sono e non sar an no per molti

lTA LlA \ A.

an ni ancora in g rado di far fron te a tant'altri anche pi (t urgenti bisogni, h,mnovi poi due altre importantissi nw eonsidera.zioni sulle quali i compilatori del Pian o organit·n si fondarono nel f:.ssa re per ora esso piano sulla esposta ba.se, e sono: l'organizzazione del personale e gli stabilimenti militari marini . « All'altezza attuale delle scienze nautiche e m ilitari, un buon u ffiziale di marina non si forma, regolarmente in meno di sei anni: tre devol uti alì'istruzione scientificri r d a ltri tre aln:1eno alla pratica; nè manco il buon m:1r inaio di guerra s'istn,isce oggidì così prontamente con•c per lo passato, quando la sola. pratica ·cteì navigare e ht manovra delle vele costituivano i principali r equisiti. Un v uoto notevole esiste intanto nei quadri del nostro personale marittimo per l'armamento delle navi che abbiamo pr onte e ·che si potrebbero prontamente allestire. « I nostri istituti di educazione per la gioventù. che si. dedica alla carriera militare maritti ma si restringon o ancora oggi alla Regia scuola di Genova, che bastaYa _scarsa.m ente alla marina delle antiche provin cie, ed ·alla Reg'ia scuola di Napoli, che è in .condizioni materia li tristissime. È mestieri dunque procedere senza por tempo d i mezzo alla fondazione dj n uovi istituti _d i educazioJle marittima per poter q uanto più presto sia possibile èolmare i vacui e mettersi in condizioni di mantenere e riprodurre r egolarmente gli aumenta.ti quadri 'd el personale a.1 completo. Ma l'istituzione di codeste scuole esige tempo, ma l'istruzio ne e l'educazion e dei giovani per cui sono destin,i,te ne esige ancor pi ì.1. Sarebbe quindi assui·do aumenta.re straordi~ariamente il Ì.-nateri ale marin() senza dar t empo al tem po di fornirlo del personale necessario a,d equipaggiarlo, o sarebbe u n arr isch iarne la esistenza compromettendo a1tresì. l'onore della bandiera, nfiidandolo in mano di per.;one mancanti della necessaria esperienza.


ISZ M.-IHINA lliLITARf!. • In seconde, luogo sarebbe illudersi . gra.ndemeote i1 credere di possedere una potente marina , calcolandone la foi'za sul _n umero delle navi galfegiaut i e non pìi.1. Bisogna avere inoltre in ca.sa propria i mezzi acconci ad allesLirlo, raddobbarle, mantenerle e riprodurle; in poche pal'r,le , occorrono j)orti militari, arsenali marittimi e grandi stabilimenti privati d'indusLria rnarit,t,irna. 11 rico~rere all'estero pér ogni b isogno, per costruzioni nuove, per macchine, per artiglierie, ecc . , è una r isorsa che può i nopinatamente mancc1,re nei veri momenti d'angustia, e ad og ni modo non si può ricorrere all'estero iJer l',~llestirnento, le ri parazioni e la manutenzione regolare e sistematica del proprio navile. Se ciò era vero u n tempo, ed era noto ai reggitori delle grandi potenze rnarittinie, cui primo pensiero fu cream cantieri e bacini, promuovere sLabilimeuLi meccanici e rnetallur~ici e svoì" , gere tutte le risorse del paese, oggi è verissimo. I Francesi, che possedono cinque porti rnilitari marittimi in -perfetto ordine: Tolone, Cherbourg, Brc~st, Lorient e Rochefort, stavano già costruendo nel 18(H, per il loro materiale corazzato , un doppio doch di 7:20 piedi a Brest, ed altri -due di .492 piecli, uno iìf 500 p iedi a Lorient e due a Tolone di 405 e di 588 piedi. Le navi a vapore e le navi rivestite dell'armatura hanno infatti, bisogno di passare soventemente nei bacini in tempo di pace; ed in tempo di guerra sarebb~ imprudente esporle al fuoco del nemico senza avere pronti i bàcini per accoglier le in caso di ava.rie e ripararle. Una volta che le nostre navi siano costrùtte ed in isLato di servizio, conviene dunque che i d ipartimenti marittimi possano provvedere direttamen te con mezzi proprii alla loro manutenzionè e riparazione; i mperocchè senza . . . arsenali , senza officine., senza stabilimeut1 meccarnc1 e rnetaHurgici, senza d epositi grandiosì . di rnateri,de, senz:i, bacini , le nostre squadre saranno nel la migliore ipotesi .in caso di sconfiggere mornenta.('

IT.1LI,INA

neamentc il nemico, m a si vedra,nno ben tosto forzatç a rimanere inattive nei porti, ed il nemico che fosse fornito di mezzi per raddobbare le sue squadre scon fitte, Titornerà fra breve a bloccare le nostre, rendendosi pa~ drone del mare. « Ora lo svolgimento delle naturali risorse e d@ll'in~ dustria n,wa.le in Italia, è opera del tempo, e tempo e danaro occorrono in copia per l'indispensabile fondazione di grandi stabilimenti marittimi militari. Si può dire che la marina italiana non ha ancora un solo stabiliménto d i questo gen'ère nel senso odierno della parola. La dars ena di Genova col cantiere alla Foce e con un bacino, la darsena di Napoli con un a ltro bacino, e l'arsenale eh Castellamare è tutto ci ò che abbiamo. Se in caso di uno scontro per mare, alcune delle nostre n_avi restassero g ravemente danneggiat\3, due potrebbero trovare riparo nei bacini di Genova e Napoli , le altre sarebbero cosLrettr~ a perdere un tempo prezioso per mettersi in condizione di riprendere il mare. Quando l'Italia era ancora divisa in piccoli Stati; tutti sape"'6ano che gli ~abilirnenti navali di Genova e Napoli erano già insuilicienti a 1r1antenere in buono assesto le due limitate marine del Pie-monte e del regn o delle Due Sicilie. La quesLione de l trasporto della marina militare nel golfo della Spezia, che è stata lungame nte discussa in arnbedL1e i rami dl'l _ Parlam'e nto nazionale, ed il voto che l'ha risolta e snnzionata, hanno dimostrato esuberantemente come u na marina n:1ilit,tre non possa fare assegnamento sulla f>l'O .pria es,istenza senza possedere vasti stabi1im1rnti navali in porti e località esclusivam ente a sè dest inati ; qud voto si appogg iav a allora sul di lemma: o uo ,,a.s to arsenale. o rinunciare acl avere una Ularina a vapore. Oggi il dilernma acquista u na forza centuplicata in rag iono del centuplicato littorale ove sventola lw bandiera italiana. ,> È quindi evidente che una parte sig1Jificante dei fondi,


184

MARINA MIL l!'AR!è

che lo condizioni Gnanziarie del paese permettono d i assegnare al bilancio della mnrina , dev'essere rivolta in opere dell'accennata natura. Dietro alle considerazioni successive i compilatori dèl piano organico stabilirono qual base fond amentale di calcolo ohe la forza effettiva della mar ina nustra dovrà essere rappresentata almeno da 1500 cannoni e 30000 cavalli-vapore per ripartirsi in bastimenti d'alto bordo atti a formare le grandi squadre navali. Il capo terzo contiene le p iù interessanti considerazioni sul commercio marittimo ital iano, sugli elementi di prospedtà commerciale in Italia, sul materiale nostro mer-· · C?ntile marittimo (la cui portata vien calcolata in 600,000 tonnellate e 16,000 navi), sulle nostre popolazioni mar ittime, sul movimento commerciale itali ano nei mari d,"l globo; dimostra l'efficace impulso che vi può imprimere la marina militare, e quali siano le forze marittime m ilitari da destinarsi a tutela del traffico .

Nel capitolo quarto vien elaboratamente svolt.a la gùistiooe del piano organico da+ lat0 essenzialissimo della difesa delle cpste onde ritrarne fondamenti a n orme generali per quindi d eterminare i legni speciali atti a cooperar e colle fortificazioni permanenti Ji t erra alla difesa delle coste e dei porti, non che il materiale cli trasporto che in caso di guerra somministrando all'esercito faci li e pronte comunicazioni, ha strettissime attinenze c01le operazioni strategiche di terra e coila difesa generale del paese. Questo cnpo parendoci dover mer itare t utta l'.attenzione no 11 solamen te di chi si ·occupa di marineria, ma benanche d i o.gni militare che s'interessi alla difesa del proprio p,tese, non sappiam far m eglio che riportarlo per esteso:

IT .'. Ll ,IN ,I

185

, La linea iclrograftca della Penisola e lunga 7,700 chilometri eirca, comprese le isole deil'Arcipclago tu.scan0, e q uelle del mar Tirreno, altri 1.,600 chilomet ri conta la linea idrogra.fìca della Sicilia, e 1,860 chilometri quella della Sardegna, oude il totale sviluppo di - costa. è di chilometri 11,100. Questa notevole estensione di coste se costituisce da un lato un elemento principale di risorse marittime, rappresenta d'altra parte un'estesissima frontiera fac_ilmen te vul nerab ile su vari pun ti che è rnest;ieri proteggere. Per dare maggior rilievo a questa verità, ravvisiamo 0pportuno riportare alcun e considerazioni che l'ammiraglio principe di J oinvi\le fa sovra quest-0 argo- · m ento nella sua celebre opera Rtiides sttr la marine. « Fra tutti i m ezzi , egl i dice, forniti oggidì dell'arte « della guerra non ve n'è uno di più potente e fecondo « del concorso ch e presta no agli eser ci ti le fl()tte a va~ pore . Quarant'anni fa non: si avr@hbe creduto possibi le , che un eserci to piombasse i mprov visan1C'nte snl punto « di un litorale europeo il m1:lno prepa.rato a r iceverlo, « che vi recasse colpi• pronti e dccisi\-i, eh e vi si man • • tenesse [1 ppoggiato sul mare e sulle r isorse inesauribili « ch'ei;so fomisce, ten endo così i n isc;acco le forze del • più potente im pero . Questo fo t.to così gnindc., così nuovo , si $ v eduto avYerarsi nel la g uc~rra cli Crimea, ed il ri• cordo ' é a t utti presente . · « Il trasporto per la v ia del mare che è sì larga, sì • sicura, sì indipendente dai m ille accident i a cui s0110 « esposte per terra le conrnni r-azioni d i un esenìto, dà « alle spedizioni militari una celerità ed un segr eto che « impediscono al n emico cli nulla sapere e n ulla preve• n ire; perfi no il telegrnfo elettrico che oggidì d ice tutto, « ha -più n ulla a dir e sui movimenti d i una flotta in « mare. Si crederà di vedere l'ammiraglio comandante • in capo cli· una spedizione governare su tal punto della , costa, lo ·vi si attenderà, e '24 ore dopo si ,;a prà invece


186 ' MARINA MI LITARE « che è andato a sbarcare là ove occorreranno 7 od 8 • g iorni di marcia per ragginngerlo. « Per quanto ·siano b ene organizzate le strade ferrate « ed i mezzi tei-restri di comunicazione, n on si sarà mai • in istato di trasportare upmjni, cavalli, cannoni ~olla « celerità di una squadra che, tempo un'ora, getta in i massa sovra una cost.a n emica 15 mila uomini armati. « Premunirsi colle sole forze di terra, fidarsi al sistema • delle fortificazioni contro un simile rnodo d'attacco è • impossibile, a m eno di disseminare all'infinito le proprie • forze nella maniera la più 'pericolosa. ' « L'azione combinata delle forze di terra e di mare, • le operazioni miste dell'esercito e della marina, forni• scono mat eria di serie riflessioni ai reggitori degli Stati « marittimi ; perchè se da un lato un paese maritti mo « può trarre immenso vantaggio dalle operazioni com• binate delle forze terrestri • e navali in U,Da g uerra of• fensiva, dall'altra parte la frontiera marit tima costi« tuisce un lato debole, una causa. di pericolo, se non « vc:nga premunita con mezzi atti a strenuamente d\fon» derla. » « In generale i mezzi di d"iiErsa d8l lìto 1ale sono i punti for tificati l ungo le coste, le facili comunicazioni che p er m ettano all'esercito di recarsi prontamente da un pun1o all'altro rni11acciato, ma sopratutto un adegaato naviglio di guerra. Il :vapore se ha dato un m ezzo nu~vo e pot ente. di offesa, somm inistra altresì un m ezzo nuovo e potente di difendersi. Applicando il principio di Vauba n • modellate la difesa sui progetti e sui mezzi d'attacco , del n emico , è a ritenere che il m ezzo veramente ind isp!:)nsab ile per proteggere il litorale sia il naviglio a

-vapere. Due fasi sono a prendersi in esam e nel la cli fosa delle coste: im pedire l'attacco o lo sbarco dd nemico, respin gerlo o resistere quando l'attacco non si è p otuto i mpe-

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JT,11,IAXA

dire. Il primo scopo s'ottiene colle squadre navali che navio·ano al o . larn:o 111 cerca delle flotte nerl.1idie per sconfi r.o cmerle o per disrJerdere i convogli che trasportano le I truppe da sbarco ; che vietano al nemico di avv icinarsi alla costa; eh.e possano sopraggiungere inaspett ate mentre egli si accinge ad operare uno sbarco; che spingono incr ociatori v erso .i suoi porti d'armamento per raccoglier not'izie e dare avviso dPi suoi movimenti e delle su~ intem.ioni. Le grandi operaziOJJi marittime di gueÌ"ra che il nemico t entasse per distruggere stabili menti importanti , per in.vestire le grandi pia1,ze marittime, debellarle e stabilirvisi , per rovesciare s ulla spiaggia un g rm:so corpo d'armata coll'ii1tendimento di farlo peuet1 <l:" nd paese, cli e esig 0no i nsornma una imponente riunione di forze e un tempo non breve per portarle a t ermine, gli saranno sempre malagevoli fiuch è le squndre nazionali navio'assero al laruo Ji 1ioll ·disr)ooesse o o :, a m eno che 0 ,, 0 di forze assai rnperiori colle quali d istrugger prima la floUa nazionale e costringerla a r itirarsi 'n ei porti fortificati ed ivi la tenesse bloccata. Questo cenno basterà a far comprendere come quella porzione del maLerial e navale che abbiamo chiamata forza effottiva, e' di cui abbiamo già clet er mi n,ìte le cifre per com porne le grosse squ; dre, giuocbi una p a,rle attivissima ' n ella difesa generale dello Stato; essa costituisce, per così esprimerci, la prima linea di d i,ftsa d el paese dal lato di mare. « QL1ella nazione che fosse stata così imprevidente da non a ver dato alla pro, ria marina uno svolgimento proporzionato aìl'estensione delle sue coste per rnantenero in caso di guerra sc1uadre 11avali al largo crie possano misurarsi in alLo ma.re colle flotle avversar ie , sarebbe obbligata a far sta.1,iona.re le pochE; sue navi , m aggiL;ri agli approcci dei porti, dei cantieri , degli stabilimenti marittimi per difenderli come m eglio po1essero , e non esporle inutil mcute a complet a roYinri. o aJ essere cat<;

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ll!Al\1:-'A \fII.IT,1RE

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turate. Ciò non s'accorda coi dover i della marina, e sarebbe in realtà usare la marina. a. preservare i S L1 t,i cantieri e stabilimenti, in l uogo d'impiegar questì a mantenere le flotte . Olt-redicbè al primo scoppiar deila gllerra cesserebbe p er la n aLione ogni dornrn io sul mare che ne ]ambe le spiagge, i s uoi inter essi marittimi e le erormi ricchezze che rappresentano cadrebbero in poter del nemico, le cit tà commerciali sarebbero esposte ai suoi insulti; e q ua.I)d' hncbe nelhu11iglior delle ipotesi, per lo s pirito c ivile dei tern pi, egli rifogg iss8 dal pensiero di .attaccarle e distruggerle , ne rovinerebbe i] commercio col Lilocco e colla cattura dei legni del traffi co . Se nella g uerra cli Crimea la. Russia avesse posseduto un- n avi«lio potente ' o se il navile che po·ssedevà invece d\·sser t enuto •n ei porti a loro difesa, , fosse stato spedito ad operar e sul mare, esso sarebbe stato sàcrifìcqto dalle forze soverch ianti d euli allea.ti, ma non senza recar a.1 n emico grav issimi dan~i, 11011 senza c0stri nger lo forse a smettere da ll"irn presa od a proYvedersi di n uovi mezzi spendendo t empo e d:maro per riprenckre le ostilità, e forse il paese sarebl,e s~ato salvato dall'invasion e. « Però è certo ch e l e sole flotte navali non basterebbero a ga.rantire eflicacernente la frontiera marittima. Le squadre al largo n on possono esercitare dovunque lii sor'veglianza; l'avversario può, approfittan do d ella celerità - d i cui oggi gli è dato disporre , d eluderne la vigilanz<1, e mentre esse lo attendono in un p3:raggio o lo cercano in un a ltro , portare inopinatamente il n erbo d elle sue forze sovra un terzo punto ed operarvi COI; buona riuscita uno sbarco, qualora non incontrasse in terra od in mai e. r::otto la costa veruna resistenza. F.otrà poi t rntare qua~i i mpunemente secondarie operazioni di g uerra rnarittimri, come un colpo di rrrnno sovra u u porto che n on avest,e d ifesa per m ettere a contribuzione il paese e r ipartirne tosto, come la dcvastatione dei cantieri e 'd e31i stab:1i- ·

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m.cnti marini cLc non fossero protetti . Combinando bene i s uoi movimenti, p otrà presentarsi ii1 qualche par.-1ggio in fo rze superiori, impegnare con una parte delle med esi me la sqnaòra n azionale, e durante l'azione spedire le nav i qnera rie accompagna.te e sorrette dall'altra parte del le ::;ue forze arl eseguire uno sbarco ò' uortiini e di materiale clr1, guerra sovra una spi~ggia indifesa. I grandi centri marittim i_che rinchiudono i tesori della. nazione, i porti ove sorgono i grandi stabi limenti industrial i marittimi, i golfi, i seni, le bai e, le spiagge che p resentano punti facilm ente a.ccessibili, vogliono du nq ue essere d ife:;;t inclipenclentern ent.e da11e Jlotte, con mnzi proprii e locali , che a seconcfa della loro importanza va-J.gano a r espù1ge[e il nemico che osasse attaccarl i, od a presen tare una val ida e più o meno lu nga r csii,tenza per clar t em po ai r inforzi di tPrra e di mare di giun ger e sul luogo minacciato . D' alt ronde senza porti siwri e fortificati, -nei q uali l e flotte pos:e;ano trovare asilo e rifugio in caso di -disastro, di sorpresa o cli tomporauea inferiorità, esse sa!'ebbero nelle condizioui di u n esercito senza. base cli -oper azione, e la pote nza navale nel caso di un rovescio sari3bb e espos-ta a completa rovina. « S i procaccia ad nna frontiera marittima qL1esta difesa ,con due mezzi: colJe fo rtifìr;azi oni 1xmnanenti nei pu nti ,g iudicati più opportuni , e con una parte d el materiale marittimo costrutto appositam ente e 9estinato in tempo d i guerra a protegger e le coste dalle aggressioni del · nemico. , La difesa delle coste non è u guctl rnente importante per tutti i paesi martttimi. Le nazioni insulari che non possono essere attaccate ch e da vascelli devono premunire la loro frontiera con maggior cura. Ciò . è q uant 0 hanno fatto gl'Ingl esi in tutti i tempi, ed è questo ]'argomento che tiene ànche oggi in tanta agitazione e fermento quolla for te popolazi one. Dopo le nm:ioui ins ulari.,


100 MAftINA Mll,ITA RE q uelle_peninsulari sono evidentemente le più espostn aglr i nsulti avversari dal ltLto di mare; e l'Italia prima di ogni a ltra per la sua forma estremamente allungata, e per le sue grandi isole di Sìcili~ e Sardegna. Un ·approprìato e sufficiente materiale marittimo d i guerra che possa efli . cacemente concòrrere colle fortificazion i di terra alla di. fesa delle coste italiane é delle sue isole è dunque una necessità evidente . È d'uopo quindi stabilire la forza di questo rnatèriale ; ma prima d1 tutto è chiaro che uno sguardo alla carta geografica ed idrografica della nostra Penisola, per istudiare la nat ura delle coste e d istinguerne i punti importanti e più deboli, si rende indispensaJ?ile. « Il ministro della guerra ha inèaricata una Commissione special~ di studiare un piano generale .. di difesa dello Stato , col quale · colleganq.osi la scelta dei punti della costa dove d evon o essere stabilite le piazze forti marittime, agli uomini competentissimi di terra e di QJar~ che compongono 111, Commissione suddetta dobbiamo lasciare intieraméntJ la soluzione dell'arduo problema dell,a difesa dP-1 littorale per quanto riguard<1, le oper e permanenti di fortificazione ed i lavori sulle coste. La Com• missione ha già esposte ·alcune sue idee, di cui le princ ipali si possono formulare così: · « Di dare assetto a quelle piazze od a quei punti for~ t ificati che concorrono a formare un sistema difensivo d i una certa estensione di litorale, q ualora si metta con essi al coperto i grandi cantieri e gli stabilimenti ma. rittimi delle costruzioni n avali ; qualora difendano un porto, baia o golfo che per condizioni idrografiche possa ser vire di punto di riunione alle squadre ed alle navi onerarie destinate a prepararsi per una grande spedizione m ilitare marittima; qualora difendano porti o baie di second'ordine, che, ossenclc) forniti di bacini, officine e m~gazzini, possano considerarsi come porti di provvig io• namento e di raddobbo delle squadre; qualora difendano

JTALIA1'A

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passaggi o stretti importanti, e q ualora finalmente protem•ano una spiao-cria accessibile ad uno sbar co, e tanto OD 00 p iù se in vicinanz:a di punti im·portanti, come ~tabilimenti militari, centri marittimi commerciali, ove faccian? capo strade ordinarie o ferrovie, ecc. • Più particolarmente poi pare che 1 punt i che dovreb• lJero essere più o meno validamen te forti:ficatì, in con• for mità ai principii suesposti, siano: Genova, Spezia,, J.,i voreo, Orbetello , Gaeta, Napoli, Taranto, Brindisi ed Ancona sulla costa peni nsulare; Portofèrra:o, Cagliari, Messina e S iracusa nelle isole. '"' « Per -noi trattasi unicamente di studiare la questione dal lato dd materiale marittimo da stabilirsi nel piano o rganico per essere destinato a cooperare co1 ·sistema d elle for tificazioni litorali a proteggere la frontiera del mare, e ci restriugeremo perciò a fare quelle considera. zioni speciali che a questo arg omento si r iferisco no. , È naturale intanto che il più valido ~istema di difesa venga attuato i n quei pu nti che saranno scelti per fon- · darvi i grandi stabilimenti nava.li della nazione. Uno di -q uesti punti , ìl golfo di Spezia , è già da alcun ten1po defìnìtivarnente detenninato con apposita legge. Sulla sponda orientale , nel golfo Adriatico, l'alt,ro punto sarà indubbiamente Venc~zia, che in nessuna epoca de1la sua storia fu occupata cli viva forza, e c;he tirando profitto dalla nat ura dei l uoghi può d iventare verarnente im• prendibile. Essa comprende già l'antico ai:senale dei Veneziani che ancora al giorno d 'oggi è nna meraviglia dell'arte_, e potrà-con lieve dispendio essere messo in i stato di soddisfare a i nuovi bisogni delle armate navali. Il terzo Luoao dovrà essere scelto nell'estrema punta o d 'Italia, e può a tj_uest' uopo prestarsi l'a111pio porto di Siracusa. . « La fo1;ma della nostra Penisola, molto stretta relrttivamen te allar sua lunghezza, presenta alcune linee sue •


1gi M.IR!l\ A ~llL!'fAR E cessive di difesa forti ed assai brevi, ìmperocche appog~ giano le loro ali ai due mari: Ma in guerra le stesse condizioni cbe ridondano a vantaggio dell'assalito , se fortuna gli è amica, possono per contrapposto tornare a beneficio dell'assalitore cui_la snrte sorrida . Guadagnata -che avesse il nemico una linea di difesa, covrirebbe il ·paese g ià conquistato, e potrebbe quindi facilmente in~ tercettare per terra 0gni comuni_cazione fra questo e l'altra parte t uttora occupata dall"eserèito nazionale, impedire a quest'ultimo ogni movimento strategico, e tutte quelle militari operazioni tendenti a rìcuperare il terreno perd~to. Queste importanti operazioni di guerra non pç>· trebbero essere tentate che col mezzo dell'armata navale, ben fornita di legni da trasporto. D'onde la necessità di esser forti sul mare e di aver piazze marittime in varii punti del littora1e che siano in grado di lungamente resistere, per comunicare per acqua col paese abbitudonato, per con:centrarvi all'uopo uomini e materiale con ·cui ricuperare le posizioni perdute e minacciare a tergo · ravversario. « Ma è mestieri che le piaize marittime possano hin- gamente restare padrone del mare, e converrà quindi che la marina le provveda di mezzi per resistere agli attacchi delle~quadre avversarie. Appl icando queste considerazioni ai punti marittimi già indicati precedentemente si fa manifesto che la ma.rinà dòvrà stabilire nel suo piano organico un apposito materiale di guerra per difendere strenuamente dal lato di mare non solo i tre grandi porti ove possederà i prnprii _arsenali, ma altresì i porti fortificati di Gènova, Livorno, Orbetello, Gaeta, Napoli, Brindisi, Taranto ed Ancona, che diverranno le basi delle operazioni militari combinate dell'armata terrestre e navale, nonchè Po:-toferraio, Cagliari e Messina nell'Italia insulare. , L'ordine naturale delle iùee ci conduce ora ad esa-

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minare quali siairo i punti e le spiagge accessibili che convien premunire, siccome quelle che, rimanendo indifese, potrebbero offrire al nemico il modo di far penetrare nel cuore del regno un grosso corpo d'armata terrestre p~r ·operare di concerto coll'esercito principale, e che rimanendo a tergo o di fianco delle fortezze o delle, città principali, il nemico potrebbe tentare di occupare per impossessarsene e stabilirvisi allo scopo di sorprendere le piazze medesime o d'intraprendervi operazioni d'attacco e d'assedio. Le più elementari nozioni di geografia generale e d'idrografia insegnano che codesti punti si trovano in ogni costa marittima, fra i capi sporgenti in mare, vale a dire n_ei gra.ndi seni o golfi e nelle baie, ove hanno foce i maggiori fiumi, ove per conseguenza il pendìo dei monti e delle colline è dolcemente inclinato, · ove sorgono le città marittime più importanti, ove mettono capo le principali strade cl1e conducono nell'interno del paese, ed ove finalmente si è sempre sicuri di trovar porti, ancoraggi, luoghi di riparo e spiaggie a lento declivio. · « Numerosi sono in Italia i seni formati dal. rnarn che nel bagnare il piede delle diramazioni dell'Appenino tra quelle si ' caccia e s'incurva, e che sono separati l'uno dall'altro da tratti di costa più o meno lunghi e di varia 1;atura. La :lescrizione idr~grafka della frontiera marittima italiana, considerata geograficamente; non sotto i I punto di vista dei suoi attua}i confini, si può suddividere nelle seguenti parti: « l O Il gran golfo di Genova, che si può considerare compreso fra Ventimiglia e Piombino, e che avrebbe a difesa Genova, Spezia e Livorno; « 2° Il seno che nell'ArcipelagÒ toscano si stende da Piombino a Monte Argentaro, che sarebbe difeso alle due estremità da Portoferraio nella vicina isola d'Elba, e du Orbetello; A::-1NO ·v1u, val. 1. -

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ll.lRIXA l!ILIT,IRP:

3° Il tratto di costa lungo circa· 100 mig1ia -geogral1che, che si stende .dal promontori o Argentaro a Monte Circello, nel cui punto di mezzo havvi Civitayecchia colle }>Ue fo!'tificazioni ; « 4° I golfi ìmportautissimi, che si succedono l'un o dopo l'altro, di Terracina, Gaeta, Napoli , Salerno, Policastro, Sant'Euiemia, Gioia, che insieme a quelli di Milazzo, Palermo e Castellamare nella vicinissima isola • di Sicilia , formano l'ampio bacino semicircolare del m a1~e Tirreno, limitato ad occidente dal meridiano, che scendendo da Monte Circe Ilo passa per l'estremo capo San Vito in Sicilia ; , 5° Il golfo di Squillace ed i l gran golfo di Taranto nel mar Ionio, che si incontrano poco dopo passato lo :,;lretto d i Messina; opportunamente difeso dalla cittadella <li <1uesto nome e dalle fortificazioni che si erigerebbero a Taranto; e 6° Il lnngo tratto di costa che dal capo Santa :Maria di Leuca dolcemente ripiegando a nord-ovest, si stende p'oi pressochè diritto in quest'ultima direzione' fino al golfo di ifanfredonia sotto il Gargano, con un'estensione <li circa 200 miglia, e che non sarebbe _difeso che dalle fortificazioni di Brindisi ; ' « 7° La costa quasi d iritta, lung a altre 200 miglia, che dal norci del Gargano va sino ad Ancona, che è l'unico punto fortificato sulla medesima; ~ 8° Fin~lmente , '.dopo la costa di Rimini, le valli di Comacchio cd i canali del Po sulla punta d ella Maestra, il seno e le lagune ài Venezia, posi:i.ioni fortissime, ma che per natura dei luoghi non possono essere valida m ente difese che dalla marina. « La costa occidentale d'Itali a fino a Piombino è in generale ripida e roccio~a, e partecipa della natura delle coste d i Genova. La riviera di Levante n on offre auari o p unti vantaggt0si allo 1;\Jarco di un esercito, nè st rade «

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I 9-'.) pt'opìzìe a valicare l'Appcuino , cd anebbe altronde n _çlifesa Genova, che copre le princi pali _comunicazioni co lla valie del Po, Spezia e Livorno . Rnde più opportune ad uno sbarco si presentano nella riviera. di PÒnente, e strade piLt agevoli a m uovere nell'interno, come quelln. che parte da Savona ed attraversando le due valli della. Bormida conduce a Ceva sul Tanaro, e quelle che movendo da Albenga ed Oneglia conducono sulla Stura cli Cuneo. Sarebbe forse opportuno provvedere la. riviera occidentale di Genova di qualche punto fortifica to. A(l ogni modo i grandi interessi com1nerciali t:he la nazione ha in quél golfo; i molti e ricchi suoi centri marittimi: la possibilità p er la natura stessa delia costa d i navigare con sicurezza in g rande vicinanza della m edesima e qna~i a lambirla, meno nel tratto dalla Mngra a Piombino, ove la n avigazione è resa pericolosa dai bassi fondi alle foci dei fiu mi, dai banchi della Meloria e dal le secche cli Vado; il grande arsenale di Spezia, che diverrà. il più importante stabilimento marittimo d'Italia; le due strade ferrate della riviera. occidentale ed orientale , che quando saranno compiute correr anno in talune local ità quasi a contatto del mare; e l'importanza strategica di Genova, Spezia e Livorno nella difesa generale del regno, sono a ltrettanti m otivi che esigono che si facc ia. ogni sforzo dalla marina p er mantenere in ogni circostam.a Jibern la. navigaz.ione in quel golfo col mettersi in caso di resoingere qualsiasi impresa che le forze nemiche combi~at.e di mare e di terra potessero tentarvi. Un a parte dunque di materiale marittimo appositamente costrutto e destin ato a cooperare colle fortificazioni permanenti alla difesa delle coste dovr{i trov<Lrsi, in caso d i g uerra, d istribuito noi punti fortifìcati del g ran gol fo di Ge nova, ondn agevoltrnmte riunirsi a difesa reciproca cli quell e posi_. zioni importanti, invigilare la costa 1;011 ben ù1tesc cro1;iorc , e rannodarsi pron LamenLe e com patLo sovra i l'l'.IJ.Jà~.\


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M,11\lNA MILITARE

punti del litorale che l'inimico mostrasse di minacciare; ~ Certo meno importante, assai ·più breve e più facile quindi a. difendere, è il seno dell'Arcipelago toscano da Piombino a Monte Argentaro, protetto già in parte dalla fortezza di Portofeì'raio, e principalmente dalle foytificazioni· che si erigerebbero in Orbetello e sul promoJ:!torio. Iuo1trn il litorale in molti siti paludoso, in altri boschivo, le vaste maremme che ivi s'incontrano, e la navio-azione o non libera ovunque di banchi e bassi fondi, mettono al sicuro da un t entativo di sbarco su quella spiaggia. È però importante difendere il passaggio del canale di~ Piombino, avvegn'.'1chè sia chiaro che quanto meglio si muniscono con mezzi locali i passaggi e gli stretti che danno comunicazione ai vari bacini del mare ) e I tanto più si facilita l'opera alle squadre che navigano in alto mare in cerca delle flotte e delle spedizioni militari nemièhe; imperocchè possono restringere le loro crociere di vigilanza ai I.arghi paraggi senza disperdere la benchè menoma parte delle. loro 'forze per tenere in vista i passaggi più stretti. e rimango@ nello stesso tempo al sicuro dalle sorprese de.Ile squadre avversarie. Col provve;dere alla difesa del canale di Piombino si · mu~isce contemporaneamente · Portoferraio e l'isola d'Elba contro il pericolo che con un colpo di mano possa cadere in potere dell'inimico, che avrebbe c0sì acquistata una ba.se di operazioni militari marittime formidabilissima, sulla quale appoggiando la crociera di uua divisione n_a vale potrebbe inoltre bloccare tutto il litorale mediterraneo d'Italia, arrestando e catturando tutte le' navi del commercio che pel canale di Piombino e pel passaggi.o, tra l'Elba e la Corsica fanno il cabctaggio fra le provincie meridionrili e settentrionali d'Italia. Lasciando agli_uomini dell'arte il decidere sul modo di stabilire le fortificazioni permanenti d~ll'isola ' d'Elba e del canale di Piombino, a no1 ba~ta aver accenna.i© all'importanza di quella posi-

1917 zìone per venire a concludere che la marina do~Tà iu tempo dì guerra impiegarvi qualche· nave speciale a protezione e difesa. ' . • Il tratto di costa dal promontorio Argentaro a Monte Circello si può considerare diviso in tre parti: dal promontorio a Civita.vecchia, da Civitavecchia ad Ostia, e da quest'ultima a Monte Circeìlo. La prima parte, non più lunga di 35 miglia,, è formata di terreno basso paludoso, nel quale s'incontrano gli stagni di Burano, e sarebbe inoltre sufficientemente guardata ·dalle. fortificazioni di Monte Argentaro e Civita.vecchia. La seconda parte presenta una vasta fertile pianura, lungo la qual(;) è tracciata la strada di ferro che congiunge Civitavecchi,t con Roma ; ma l'approccio alla costa è reso difficile e pericoloso dai banchi di Macchiatonda, di Flavia e di Palo, sui qua.li· le . grosse navi da guerra e di trasporto non troverebbero acqua per navigare. La terza parte finalmente è tutta boschiva, nè vi fanno capo strad,e di comunicazione che conducano nell'interno. Non pare dunque che la difesa di questa parte di. litorale .debba richieder e molti mezzi dalla marina. « Nla appena passato Capo Circello s'apre il gran golfo formato dalle acque del mar Tirreno, il quale, non ,t enendo calcolo del breve distacco fra la Sicilia e il con- . timmte, gira in forma di un gran mezzo circolo fino a · capo San Vito all'estremità ~occidt:,mtale dell'isola; Tutti gli interessi marittimi dell'Italia meridionale sono compresi.in questo vasto bacino, come il gran golfo di Genova rinchiude tutte le ricchezze marittime dell'Italia settentrionale. Nei s~ni di Terracina, Gaeta, Napoli, Saleruo, Pohcastro, Sant'Eufemia, Gioia, Milazzo, Palermo ·e Castellamare, sorgono le più industriose e popolate città del , vasto t erritorio che com poneva il cessato r egno di Napoli, nelle quali si raccolgono in riva a.I· mare i ricchi prodotti naturali di quelle ferti li provincie. Da Monte ITALIANA

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MA Rlt-: .I l!ILIT H<E

Circellu fino all'i mboccatura dello streUo cli Messina la roccìa e la monta.gna sono alternate con. spiaggie dolcemeute inclioat.e, come allo scalo del lago di Fondi, alle fo,;i del Garig liano e del Volturno, nel fondo del golfo di N,i.poli, in quello di Salerno ed alla m nrina di Gioia; e nel lato della Sicilia bagnato dal mar Tirreno non mancano alcune spiagge accessibili ad uno sbarco. Netla è poi tutta la costa fino a grandissima vicinanza alla terra, per cui si p uò spi1 1 gervì impunemente la navigazione fino ad un miglìo di distanza. Molte souo le strade che metton capo nei seni e nelle baie, e rno!t,issimi gli anGoraggi; anzi ·dovunque la costa non è rocciosa l'avvallamento e la natura del fondo sì presta ad un prov,•isorio ancoragg io. E in tutto questo vasto bacin'o, che comprende alLresi l'Arcipelago Cam pano e le isole Lipari elle è mestieri difendere accfocchè il nemico non possa anche provvisoriamente impadronirsene per assicurarsi una momentanea base d 'operazioni, meno Gaeta, Napoli · e Messina, tutto il r esto della frontiera marittima ~ quasi total mente sgueroito di punt,i fortificati. È vero che quando sia ben guardato lo stretto di Messina, il passaggio fra la· Corsica . l'Elba nonchè il canale di Piombino , una forte squadra navale che t enesse una attenta e ben i ntesa aociera nel mar Tirreno, vigilando il passaggio tra la Sicilia e la non molto distante costa d ell'Africa, avrebbe ogni probabilità d' incontrare e d'arrestare per istrada una sr1uadra od un convoglio di fo rze nemiche; è vero eziandio che, quand'anche il nemico a ves::;e potuto deludere la vigilanza deJ!a squadra nazi(,. llalc, percorrendo questa dal puuto centrale della sua crociera un raggio non pi ù luogo cli 100 miglia, potrebhn piombare in brev'ora a tergo del convoglio o dell'armala aYversaria. Ma è anche vero che in c ircostanze di guerra, con un lit<_>rale così esteso da di(endere come il litorale iLaliauo, con Lauti punti vulnerabi li che per conseguenza

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pr e~enta, non sarà sempre possib ile tenere una fone squadra a guf).rclia. del vasto bacino di cui ora trattiamo, la quale da altre esigenze non meno imperiose, da pericoli che altrove mmaccia r possono la nazione sarà oh. bligata ad operare in altre acqne o ad invigilare altri punti. IndipendentemeniG dunque dalle fortifi cazioni t.er- ' restri , indipendentemente dalla vio-ilanza delle "rosse o o squadre che navigano al largo, è evidente che la marina, come nel gran gol fo di Genova, dovr à· consacrare una porzione del suo naviglio a garantire le spiaggie napolitaoe e siciliane del mar Tirreno dagli insulti nemici , distribuendolo a. g uardia dei molti seni, dei porti e dei p unti più deboli e p iù faci lmente accessibili. « È quasi inutile dire che la marina dovrà in caso di guerra tener qualche nave nello stretto di Messma. Le stesse ragioni addotte poco innanzi per d imostrare l'importanza di mantenersi padrone d el canale di Piombino e dell'isola d' Elba, acquistano qui un valore molto più g rande in proporzione della più estesa super ficie della Sicilia in confronto dell'Elba. Ora colla pad ronanza dello stre~to e della fortezza ·che dovrebbe esser eretta a Siracusa la martna, dovendo tenere a maggior d ifesa di quelle posizioni una qualche nave speciale, ri mane quasi dispensata dall'obbligo di p iì.1 oltre sorvegliar e gli approcci degli altri punti dell'isola. N0n è infatti a presumere che il nemico voglia con uno sbar co rovesciare un corpo d'armata in Sicilia qualora non possa investire Messi na e Siracusa anche dal lato di mare, irnperpcchè gli ri uscirebbe impossibile debellare quelle fortezw col mare amico prouto a soccorrerle d'uomini e di mezzi, e ]ascierebbe in balìa della sorte un corpo d'armata staccato dal suo esercito principale che potrebbe in brev'ora esser disfatto dall o rinforzate guarnigioni delle fortezze. q Passato lo stretto di Messina sul versante de] mar Ionio, s'incurvano i due golfi di Squillacc e di Taranto.


200 MARINA MlLÌTARE La costa è rocciosa dal capo dell'Armi fino alla sfocciatura cìel Crati nel golfo di Taranto, nè presenta gua:r:i . punti · deboli o di tale importanza che meritino. speciale considerazione. Dalle foci çlel Crati a Taranto, la costa scende in mare assai piu dolcemente inclinata, ed è poi spianata pressochè da per tutto nel rimanente tratto del golfo fino al capo di Leuca. Taranto colle sue fortificazioni sarà sufficiente difesa delgolfo medesimo. ~ Spianata è pure ·1a costa dell'Adriatico fino a Manf;edonia, se si eccettuì quel breve tratto che dal cap9 di Santa Maria di Leuca volgendo a nord-ovest arriva fino a1 Otranto ; è ripida , rocciosa, ed affatto inaceessibile ùJt,orno al promontorio del Gargano, e più in · su fino a Rimini di varia nat~ra, ma per la massima parte ripida e, rocoiosa ancor essa. Di questo tratto di costa, che si distende quasi in linea retta per oltre 400 miglia e cbe è divisa in due parti nel mezzo dallo sperone d'Italia, sorgeranno a difesa le fortificazioni di Brindisi e la ro- ·busta piazza d'Ancona, ma quasi collocate a.gli estremi punti della linea medesima. Façili, è bèn vero, · non sono gli approdi su codesto littorale. Ognuno ,sa che i navigrulti ~•attengono nel golfo Adriatico alla costa opposta · della Dalmazia, quantunque, a chi non è addentro nella pratica del mestiere, possa parere assai più pericoloso navigare lungo le coste dalmate attraverso una miriade d'isole, d'isolette, di scogli -e di roccie sottomarine, che non lungo il litorale itaJiano pochissimo frastagliato e quasi ,netto d'isole e scogli. Ma le nebbie che, quan.do j,pira scirocco dominante nol· golfo, impediscono di distinguere la, bassa costa italiana,, la quale t1ppunto percl:è non è. frastagliata -non porge punti distinti su cui il na. vigatore possa orientarsi; la forte corrnnte litorale che più o meno veloce, secondo il vento. che spira, trascina inscieptemen_te la nave al sud-est, conducendola dove non crede -di essere; fieri venti boreali che rispondono

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quasi sempre ai scirocchi e che in faccia ai piccoli golfi istriani e dalmati, particolarmente nella stagione inyernale, diventano così furiosi che ud bastimento' che si fosse lasciato sorprendere a molta distanza dalle isole della Dalmazia sàrebbe quasi inevitabilmente cacciato sull'opposta costa italiana, rendono, come abbiamo detto, molto difficile la navigazion_e e perièolosi gli approdi lungo · il littorale italiano dell'Adriatico. Senonchè queste cause cli difficoltà e di per:icolo sono oggi grandemente diminuite. Le navi odierne posseggono in se .stesse la virtù di muo• versi indipendentemente dal vento, e possono quinci i spingersi più arditamente là &,ve un tempo sarebbe stata soverchia imprudenza lo arrischiarsi. · Al principiare di · V€nti sforzati e burrascosi di cui in Adriatico non mancano indizi precursori e rade volte ingannev-oli; i bastimenti a v~pore che si trovassero impegnati sotto la costa italiana possono rimettersi al largo, o raggiungere gli opp0sti porti della Dalmazia e dell'Istria prima d'esser sorpresi dalla procella.· Inoltre il rieb.1ico che possieda l'Istria e la Dalmazia colle numerose sue isole, ba per sè una base di operazioni militari marittime così sicura, cosi piena di risorse, così vicina alla nuda costa italiana, da fornire materia delle pi ù serie riflessioni. Brindisi, Bari, Barletta, Manfredonia sono state in altri tempi teatro ai lotte marittime, di operazioni di guerra. Da qui a qualche anno una rete di strade ferrate congiungerà Pescara al di sopra del Gargano, da un lato con Ancona lungo il litorale adriatico, dall'altro lato con Foggia, e trasversalmente, f~raodo l'Appenino, con Napoli. Al di sotto del Gargano, Bari sarà congiunta da un lato con Foggia, dall'altro lato con Taranto; con Foggia da cui partir.à un ramo trasversale sotto l'Appenino per Salerno; con Taranto donde si · di1;amerà la strada ferrata che radendo la costa farà il giro del golfo di Taranto e di Squillace per giungere fino a Reggio dirimpetto a Messina. Tutto ,


202

MARINA !IILl'f I RE

il litorale adriatico dà Sfl.nta. Maria di Leuca a Rimini sul versante orientale degli Appeni11i colla sua vasta rete di strade ferrate non sarà difesa, come abbiamo già detto, che in Brindisi ed in Ancona, quasi ai due estremi punii della s ua distesa. Ma un punto importante ed as'lai minacciato sembra trovarsi circa nel mezzo di questa linea al dis!:'opra e al dissotto dello sprone o promontorio del Gargano , ove il nemico potrebbe tentare qualche grande operazione di guerra, apparecchiando una spe_~izione nella vicina isola fortificata di Lissa e nel vasto e comodo porto d i Curzola, per dirigerla e farla arrivare di nottetempo i n pochissime ore di tragitto su Bari, Barletta, o sulle spiaggie del golfo di Manfredonia, ove metton capo le strade per Potenza, per Foggia e per Taranto, oppure sui p unti più accessibili della costa al di sopra del Gargano per impadronirsi delle strade di Ancona, Napoli e Foggia che si diraì11ano da Pesc.ua. Fors,~ opport-une opere di fortificazione in Manfredonia da un lato, e in Termoli o in altro punto dall'altro lato del promontorio, potrel.,bero ravvjsn.rsi necessar ie a mettere Foggia e la importante rete di strade ferrate al riparo da un tent~tivo dell'ini_m ico. Ma ,ti giudici competenti conviene làsciar la sentenza, come è d'uopo lasciare ai g iudici medesimi il decidere sul miglior modo di garantire le spiagge della Cattolica, da Rimini fino a Ravenna e al :Primaro, e le strade importantissime per Forlì, Faenza, Bologna e Ferrara. Per ciò che riguarda la marina non si potrà i~t~nto non convenire nella opinione _che il tratto di costa di cui parlìamo non rappresenti una · delle parti più vulnerabili della nostra frontiera marittima. Molto potrà cooperare alla sua difesa una squadra navale nell'Adriatico; ma converrà pur sempre che la marina vi destini non poche navi speciali opportunamente -distribuiLe in Ancona, Brindisi e nella rada di Manfredonia. · <, Fina lmenLe la costa che da.Ùa p unta della Ma.estra

IT .1 LIANA

203

alle foci dell' Isonzo forma il seno di Venezia, richiederà. pure una parte di materiale a sua protezione. La natura dei luoo-hi è però la più valida difesa di quelle posizioni,. o ove trovarono asilo e sicurezza per tanti secoli i Veneti co1itro le invasioni dei barbari. 1 Con tutto ciò ancora non abbiamo parla:to delle isole. Quanto all'isola d'Elba e d i Sicilia, così vicine al continente da poterlo quasi considerare come una continuazione del meèlesimo, abbiamo invero detto abbastanza. La questione riducesi per la mar_ina a mantenersi padrona del canal0 di Piombino e dello stretto di Messina, ed a metters.i in caso di respingere un attacco di squadre miche su Portoferraio, Messina e Siracusa. Ma l'isola di Sardeo-oa che si distacca dal cÒntinente in media per o oltre 150 miglia ha, sotto l'aspetto marittimo militare, una particolare importanza, siccome quella che, per la sua posizione, domina il :Mediterraneo ed offre punti di appoggio e luoghi di rifugio alle squadre per preparars! a d operare alle spalle del nemico che tentasse mo_ltrars1 lungo le coste dell'Italia peninsulare. La costa orientale Jella Sardegna, a cagione della sua conformazione qua.si rettilinea e dei monti che vanno a finire col piede io mare, è in gran parte i naccessibile e mancante d'a.ncoraggi e di punti d'approdo; molti più. se ne r!scontrano sulla costa occidental0; ma i punti veramente nnportant1 sono nelle bocche di Bonifacio al nord, nel bel golfo <li Cao-liari . a mezzogiorno d~ll'isola. Nelle bocche di BonifacTo 10 famose squadre del grande ammiraglio inglese facevano punto di riunione e ne formavano base delle loro crociere ed operazioni militari marittime nel bacino dèl Mediterraneo. Cagliari sarà in tempo di guerra un eccellente rada di rifugio, ·un porto di provvigionameuto e di raddobbo opportunissimo sempre, e veramente necessario nel caso in cui il nemico, ·avendo anche momentaneamente guadngnato il dominio del mar Tirreno, im-

ne-


ì

204

MARINA MILITARE ITAL IANA

pedisse alle nostre squadre di ricoverarsi sùlla costa peninsulare. È bene quindi che Oaglìari sia compreso·nei punti da rendersi fortificati ; ciò nullostante la m~rina dovrà concorrere a sua difesa con qualche nave di servizio permanente nella rada, e dovrà poi provvedere di , appropriati mezzi le bocche di Bonifacio, con cui vietare il passaggio per quelle alle armate navali avversarie e conserv.are per sè quella posizione importante. · « Riassumendo in brevi cenni il risultato delle fatte cons iderazioni intorrio l'argomento della difesa della nostra frontiera marittima in caso di guerra, emerge : « 1° Ohe tre punti ricbieggono principalmente dalla marina alcune navi destinate a speciale difesa del litorale, cioè: il gran golfo di Genova, il g ran golfo del mar Tirreno e il litorale ad.iatico · da Santa Maria di Leuca a Comacchio; « 2° Che altre navi dovranno essere attribuite alla d ifesa del golfo di Taranto e del golfo ·di Cagliari in Sardegna; ( 3° Finalmente che alcune navi dovranno strenuari1ente difendere i passaggi pel canale di Piombino, per le·bocche di Bonifacio e per lo stretto di Messina. , . Additati così chiaramente i bisogni difensivi delle nostre coste, emerge la necessità di provvedersi di mezzi speciali e di navi appropriate alla natura delle coste stesse, alla loro condizione idrografica, che siano all'altezza dei moderni progressi d ella guerra marittima ed in grado di fronteggiare i mezzi . d'attaccq di qualunque potenza ci potesse aggredini: le qual{ cose ampiamente sviluppa il libro di cui parliamo nei seguenti capitoli.

R. (Continua)

s.

IllVISTA TECNOLOGICA

Lastre per coraziamcnto. Da una corrispotidenza del Giornale della màrina datata da Londra togliamo i seguentiinteres;;anti dati sui diversì sis•.emi seguiti nella fabb:·icazione. . , Si mettono in fascio i pezzi proveniC'nti da minuta m i~ trllglia, da ruotaie · di ferrovia fnori di servizio, ècc., ecc., e si riducono alla forma di ferri piatti laminandoli; questi ferri , tagliati in pezzi d'egual lunglìPzza, sono di~post'i in diversi letti alternativi ed incrocicchiati ad angolo retto; si ottengono cosi nuove masse di ferro che arruventate coi fornelli a ri ver• bero e marte llate col martello a pilone , formano poi masse rettanc,olari di circa metri 0,80 di lato. Queste masse ben cangi :nte e distese col nrnrtE:llo, formano I.a lastra definitiva. l ferri impiegati alla loro fabbricazione banno, come lo abbillmo detto, provr,nienze diverse, ma vi doruio_a quella delle vec, hie rcitaie, e si cap,i rà quindi che con simili elementi, la ql_ial1tà delle laslrn non deve essere di molto s uperiore a quella


2-06

RI V!STA

dei ferri impieiati. Il lavoro a martello non dà loro pieghevolezza o nerbo e non è quindi da ·stupirsi se le lastre. di questa specie diano poco sod,iisfacenti risullati. Il metodo seguito dagli altri fabbricanti è q uello ifopra indicato in quanto alla preparazione primitiva, ma la qualità del f8rro varia in bene od in male secondo le fabbl'iche. Le fabbrich e dei dintorni di Lon•ha danno a.lle lastre assai grandi dimension i, ma s,rno sopratu tto le fucine del nord dell'Inghilterra e della ·s~ozia c}1e fabbricano quelle di maggiori d imensioni . · Le fucine di Beutterleg (Derbyshire) ne banno presentate di metri 1,50 di larghezza su 5 di lunghezza e metri 0,114 di t1pessore, ed i l co~truttore si è impegnato a fabbricarne di qualsiasi lunghezza. Q uelle presentate dallP. fucine di Mersey (LiYerpool) misurano metri 6,40 di lunghezza, metri 1,92 di larghezza, e m etri O, l 39 di spessore e pesano 13 tonnellate. G li opifici di Sbeffield, noti sotto ìl nome di Alias Jron Wòrlcs di .fohn B rown, hanno presr,ntato lastre a venti metri 7,30 di lunghezza, metri 1,93 di larghezza, metri _0,127 di spPssore e l O tonnellate di peso. Queste lastre che sono laminale hanno dato migliori risultati che quelle fatte al martello , Da quanto sopra vedr.si cl1e i costruttori hanno una recisa p ropension e p r le lastre di sruisurnte dimensioni, ma nulla p rova che esse siano preferibili a quelle di piccole dimensioni, <'d il Governo non è punto disposto di seguirli in tale via. Le immense difficoltà. e spese che bisogna- sormontare per la cos 1ruzione delle lastre a g randi dimensioni , e la loro poca m~neggiabilitit sono inr:orwrnienti che n on compEmSallO sufficientemenle il sol o loro vantaggio, cioè q11ello di concorrere alla connessione longitudi nale de l bastimento . Alcuni costruttori hanno quindi r inunciato a tali lastre a grandi dimensioni, per comporre la corazzatura d(!i bastimf)n ti mediante lastre di p:ccole dimensioni in lunghezza e larghezza , e11 è in questa v ia che progl'edisccrno fra gli a ltt'i, i rmomati costruttori 1'herney; _Crafft e Robert Bondew. • Leggesi nella corrisponden za stessa : • L miglioramenti che va ;;ernpre introducendo rnmrùira glìa to nella costrnzio11c dei bastimenti i n ferro, hanno avut-0 0

207•

TECNOLOGICA

pér effetLo d i stimolare i nostri costruttori pri vati. L a Compag nia dt l Lloyd ha rnttoposto i suoi metodi di' costruzione ad una completa revisiotH\ basata su lle comunicazioni relati,,e a i progre%i verificatisi n el!'arte di costru rre fornì te dai prinr,i pali costruttori di tutti i paesi. Queste comunica;;ioni fornirono ai signori Martin e Ritche i mezzi di compil~re un nuovo codice di costruzione. Qnesti due signori sono i principali direttori dei cantier i della Compagnia del Lloyd . Di .più, onde rendere il Il\W \' O codice µcrfettarnen te intelligibile a lu tti qt18lli della professione, la Co111pagn1a ha disposto di accordare pr'emii a coloro che p resenterebbero i migliori album di diseg ni relativi a.Ila completa_ costruzione di bas timenti in ferro. ~

Da

un'altra corrisp imlenza de.li.o ste:;so g iornalr, prendiamo pure i seguen ti .ragguagli su novelle 'spericnze cornp_arative fra lastre di ferro di fabbricazione francese ed altre di fabbricaz,one inglese. • Nuove esperienze comparati1•e fra h stre di ferro di fabbricazione francese ed inglese banno avnto luogo a·Portsmouth venerdì scor~o in presenza del capitano A. C. R ey, coruandante dell' Ea::cellcnt. La distanza del bt r~aglio: era come a l solito di 200 yards (183 metri). Le lastre fi , sate alle pareti del Monarch, Yecchio vaseelh , di linea , copriva.no una superficie di 15 p;edi di lunghezza su 3 di larglrnzza. Il tiro ebbe luogd con pro:etti di ferro di 68 libbre laneiati da pei,zi stabiliti sulla cannoniera Foarn. Qnattro lastre erano france~i della fabbrica dP.i signol'i Pdin Ga udet e compag nia; due. di esse erano di 4 ½ pollici di spessore , e due di 5 ½; unn. lastra degli opifici dei signori J uhn Brnwn e compagnia di 5 118 pollici, ed un'altra della Millwal Company di 5 ½ po!" lici. Delle lastre Pe tin Gauclet e compagnia 4 ½ polhc1, la prima ric:cvette sei proietti e la seconda sette , e fin dai primi colp i si potè verificare che erano di nna fabbricazione molto inferiore . Le l astre della medesima fabbrica di 5 1/ 2 pollir.i, dopo aver ricev uto 1'1rna dieci proietti e l'a ltl'a otto, erano ri lo tte in cos·1 cattivo stato che le prime. Que~te lastn~ frauçesi sPno state danneigiate in un modo vera mente iusol1to. I ].JJ"JÌe tti vi hauuo follo nu :uerose crepa~u1e, fra le quali

·a1

,..


RIVISTA 208 • ,liver3e pella lunghezza di 3 piedi, e molti frantumi di qneste lastre sono p1metrati nel le3no del bastimento di circa 7 pollici. 11 metallo di qneste lastre è stato riconosciuto buono, ma non cosi la l•1ro fabbricazione. Lr:i lastra B.rown resistette benissimo :ii primi cinque proietti, ma altri sette proietti le fecero subire diverse crP-pature; quella di Millwal ricevette 11 proietti ed ebbe due sole crepature di poco momentn; e quindi relativamente alle altre. nsd vittoriosa dalla pro,·a. Il signor Gaudet presente a queste esperienze,·esternò il suo stupore ve,iendo simili risultati delle sue lastre e dic:hiarò che nelle prove subite in Francia, esse non erano state così gravemente avariate. E: a mia cognizione che •le lastre fabbricate in Austria hanno una resistenza maggiore di quelle fin ora da noi provate. Difatti recentemen:e a Pola sono state fatte prove di tiro in lastre . di corazzatura, in presenza di numerosi uffiziali. Si è tirato su di un.a fregata a un sempliGe rango di lastre di ferro fabbriC'ate in Austria. Que~te lastre misuravano 12 piedi (m. 3,80) di lunghezza su 2 piedi (m. 0,032) di larghezza e 4 % pollici (m. 0,123) di spèssore, e pesavano 20 quintali (chilog rammi 2304). Il tiro era fatto con un cannone liscio di 48, r;he lanciava i proietti a 200 metri di distanza. La fregata ha perfettamente resistito a questi tiri, ove 24 proietti la colpirono senza danneggiarla. L'esperienza è stata spinta ad un tale g rado al quale non avrebbero resistito le lastre prodotte dalla nostra industria nazionale. L'impiego del ferro fuso dal sig nor A rmstroog nella costruzione dei cannoni, ha già sollevato numerose lagnanze nella nostra marina militare. È noto del resto che i cannoni rigati di bronzo sono prontamente messi fnori di servizio, in seguito della deteriorazione dell'anima dalla quale risulta l'alterazione del tiro. Tempo fa le esperimze fatte nell'arsenale di Woolwich, su cannoni d'acciaio foso della fabbrica del signor Krupp a Essen (Pru~sia) sono di una grande importanza al punto di vista militare. La loro superiorità. è stata riconosciuta dal comitato d'artiglieria. I cannoni esperimentati erano tre ca1icaatisi per la culirtta.

209 11 primo è un cannoue da 20 ; la sua carica normale ò di chilogrammi 1,013, c,l il peso del proietto allungato di chilogr,1mmi 9; il se~onrlo è da 110, il peso normalo della !;ua cari,:a di chilogrammi 6,055, e quello del proietto di chilo~rammi 50; infine il terzo è da 40, ba per carica normale chilogrammi 2,027, ed il ·peso del suo proietto è di chilogrammi 18,015. Dopo 107 colpi di prova per il primo ~d il secondo di questi pezzi, il cannone si trova in uno stato di conservazione norrna.le e perfetto. Le esperienze su l'ultimo cannone: cioè quello da 40 non sono uhimate, ma fin d'ora si può dire che daranno buoni risultati. • TP.Cl!-OLOO ICA

Porta-conia di sah·atag~io. Da qnalc l..te lerupo la stampa ed il pubblico si occupano del

7wo'icllo porta-corcla ·del cav. Bc·l'tinetti. Non ci sembra inutile di parla.cc alquanto dettagliatamente di questa invenzione, la cui importanza pratica non può sruggire ad alcuno. Si conoscono molti sistemi di proietti porta-corda; nell' Inghilterra la società reale d i salvataggio (Life boat) e molte fra le grandi società. di navigazione usano i sistemi di Carte e di Manby . Nel primo la corda è portata da un razzo alla congrOve, nel secondo da una bomba. Ma tao to l'uno che l'altro proietto sono di metallo, e quindi hanno l'inconveniente di non galleggiare, la loro azione è inoltre troppo limitata no11 potendo essere lanciati ad una distanza maggiore di 200 metri. In Francia, i signori Delvigne, Tramblay, Vildien ed altri hanno presentato diversi sistemi di proietti di salvataggio ma tutti qual più qual meno offrono gli stessi inconvenienti e le stesse imperfezioni cbe i sistemi inglesi, la loro gettata è limitatissima e non ha mai potuto oltrepassare i 200 o 250 metri; nessuno poi di questi proietti è galleggiante e ciò basta soventissimo a renderne l'impiego inutile. Il signor Bertinctti sembra aver trionfato di tutte queste diflìcoltà. Il suo proietto ò di legno e galleggia perfettamente; bastantemente forte da resistere all'n1;to dell'esplosione della J")lrnre, incombustibile , o abbastania pesante per portare la Axt-n ,·ur ,·o!.

1.

-

1-1.


211 Qurst'utilità ci sembra incontestabile e vogliamo spe~are che la marina italiana sarà, la prima ad adottare un s;stema . inventato da un italiano ed a usufruttuare i vantaggi immensi c·he prP,senta. L'applicazione di questo sistema lascia speran-1 che si potranno salvare tutte quelle migliaia di vittime, e quelle immense ricchezze che il mare in.ghiottis~e ogni anno per maoéanza d'un mezzo pronto e sicuro di salvamento (1). A facilitare l'applicazione della sua invenzione, il signor Bertinetti ha immagina t~ un cannone di modello speciale, che offre inr,ltre g1·andi vantaggi alla marina mercantile, È noto come oggidì molti bastimenti delle società di navigazione periodica a lungo corso, sono armati almeno di un cannoue sia per fare i segnali in mare, sia per difesa in caso d'attacco dei pirati ecc. Sarebbe molto utile che tutti i bastimenti di commercio fossero armati di un cannone almeno; ma i cannoni ordinari hanno un grnn peso e costano enormemente, per cui non sonovi che i bastimenti di gran tonnellaggio che possano essere armati . Col sistema del signor Bertinetti invece tutti i bastimrnti possono essere armati. I suoi cannoni sono solidi , provllti e garantiti, con un peso variabile fra i 500 ai 900 chilogrammi TltCNOi.(JGICA

210

R I VlSTJ!.

corda a dìstanze v-ariabili fra 500 e 800·ml:11i, secondo i l calibro del proietto e della bocca da fuoco della quale sj fa uso. · Noi abbiamo assistito alle esperienze di questo sistema. dle ebbero luogo il 12 scuTSO agosto, in pre~en-za di molti me~1 bri del Parlamento, ·d_el ca:. Serra, delegato dal ministro d'agric~lt~r~ e commerc10, dei rappresentanti della stampa e di molti d1strnt1 personaggi; possiamo quindi parlare còn conoscenza cli causa deli" invenzione _Bertinett i. Le priin~ condizioni cui deve soddisfare un pi·oietlo poi·tacorda co~~1stono nella facilità, sicurezza e pronte;iza colla quale può stabtl1re una comunicazione fra due puuti, alla ~ maoo-iur possibile distanza. Il proietto porta-corda Bertinetti più /;,0 11 i altro soddisfa a queste condizioni. Questo proietto ci sembra perfetto e il suo inventore assicurn. che può oramai garantire ch'ogni colpo non mancherà di mettere in comunicazione due punti distauti fra di loro non più di 800 metri. La manovra è facile, y.;oteudo due soli uomini caricare il cannone e lanciare il proietto · nella direzione voluta. La comunicazi?ne s_i ' può stabilire con tutta la prontezza possi bile, bastano mfatt1 da due a tre minuti per ca ricare i-1 caimoue e lanciare il proietto a una distanza di 800 metri. · Il tiro è regolarissimo e non ha che una deviazione minima anche quando il vento soffia di fianco; siccome poi il proietto galleggia s1 potrà sempre facilmente prendere la corda anche quando venisse a . cadere in mare invece che sulla nave in pericolo. Ci_astenem_o dal _parlare delle applicazioni molter,lici alle qua.li questa mvenz1one può dar l uogo. Nel secolo scor-o si cercav~· un _mezzo per mettere in comunicazione dne punti fra loro d1stant1, per esempio una, piazza assediata ed una testa di ponte o un fortè staccato. Il proielto porta-cordg, servirebbe perfèttarnent_e_ allo _scopo, e con. questo mezzo si potreblmro p·er6no stab1hre fili telegrafici. . G~i uo~i~i- dell_'a~te svilupperanno a suo tempo le appl ica~1on1 p_osinb1h; noi c1 limi teremo a constatare l'utilità di questa rnvenz10ue pel comrner~io marittimo e pel la rnariua da gn.erra.

(1) Kegli ultimi 11 anni il numero dei •naufragi dcli:\. sola Inghilterr:, fu di 13,457, mentre la totalità dei viaggi d'arrivo e partenza da porti inglesi in quel periodo <li servizio fo di 2,745,910, cosicchè naufragò un bastimento ogni · 200. N elio scorso anno si effettuarono 268,462 fra arrivi e partenze nei porti britannici, ed avvennero 1,827 disgrazie, cioè una su 147.

Negli ultimi 11 anni, nei succitati naufragi, perirono 8,7'Z5 persone; nello scorso anno 690, I naufragi e disastri ùi cui 1000 dell'anno 1862 ponno così. classificarsi : Totalmente naufragati 4.55 Gravemente danneggiati. . . 695 Tota.Jmentc perduti in ab)Jor<li 66 Gravemente dtinneggiati in abbordi 272 Leggermente id. id. 339 Totale .

;

.

1827 .

(Notti della l~cclnrioNe)

Ar.;;o

T/ 11

vol. r. -

1-1"',


212

RIVISTA

e

una pol'lata fra, 500 800 metri per i pr~iètti portà-corda, e di 800 a 1,500 metri per le pal le e scatole a mitrag lia; q1wsti cannoni resistono pel'fottamonte ad una carica cji 800 grammi,

' COO

Essi non costerebbero che 600 a fJOO franchi · secondo il loro · peso e il loro calibrò·;, I cannoni ordinari d'arti"lieria del ca. o ' libro di 27 cent, pesano circa 6,000 cbilografomi, e costano per conseguenza 6,000 franchi, · Da quanto si disse. risulta che le grandi società di navigaz:ione e gli armatori hanno un grandissimo interesse a fornirsi ·dei proietti porta-c01·dn e dei cannoni Bertiuetti. Lo stesso interesse ci pare lo abbiano i gon"rni per la maiina militare. Infatti armando di proietti porta-corda i bastimenti dello Stato, qt'.esti potrebbero sempre nelle loro J i!Tcrenti stazioni, por tare 110 efficace soccorso ai legni in naufragio, O m\'glio ancora lo Stato senza grao spesa _potrebbe s tabilire stazioni di salYataggio lnngo tutto il litorale, e armando di proietti JJO?'/a corda, gli stessi posti di dogana e le battel'ie delle coste . Da queste stazion i si sarebbe sr.mpre a por1ata d'arrivnre fa,:il - · mente in socro!'So delle uavi in pericolo che i')arebber0 segnalate, Per· i cannoni da stabilirsi nel le stazioni di salvataggio, la spesa sarebbe minima, potendosi a tale scopo utiliz:zarn le bocche a fnoco già messe _fuvri d'uso . .Così i pezzi da 22 cent. potrebbero essere tidotti al calibro J i 27 ceot. allaro<andooe l 'anima; ed i cannoni cosl ridotti sarebbero ancora abbasta • za solidi da resistere alle ca1icbe di 600 a 800 grammi di polvere, L' invenzione del signor Bertinetti merita d'essere presa in somma considerazione dallo Stato, dalle società, di navigazione e dagli armatori ; adottandola · srrvi rebbero ai proprii loro interessi e adempirebbero un dvvere d'umanità che sarebbe nna garanzia p0r la vita di tanti uomini e per la corrsPrvaziooe di tante ricchezze nelle loro• mani affi date, che finora si trovano in baha di tutti gli azzardi del mare, per mancanza di un mezzo ::;icnro e pronto di salvataggio. Questo mezzo fu trovato dal signor Bertinetti grazi0. ai suoi stL1di, alle fatiche e ai suoi sacrifì ci , Sarebbe grave colpa il non applicarlo, poichè non bisogna dimentical'si che in questu . q u1st1,une s1 trntta cklla vita u111ana, (llatie•nouvcltc)

TEC_ NOLOr,rcA

Negli anni 1855, 1856 e 1857, ven ne sperimenta'.o il portilcorcla Dertinetti çei porfr di Cherbon rg e Toulnu 1lJ presen7~ di diverse commissioni delegatevi dal governo francese, ed 1 rapporti , che quest:'. i.odir.izzarono al ~in_istero della ma nna rispettivo fu rono aI1·invenz1oue fav orevo,1ss1m1,, La direzione d'artia\ieria di TQulon fu anzi i-ocaricata dal (J'overuo di fare stam~are le notizie ed istruzioni relative al ;etvizio di questi congegni, dei quali il goven:o ~ra?ces_e ave~ fatto fare una considerevole compra, per d1stnbuirh ne1 var n porti. Le prove fatte in I1a]ia non ebbero_meno felici ,risul tati , ed il -6 gingno scol'SO il ,signor Beruoettl ebbe 1onore di essere ammesso · a far la spiegazione ptatica della sua rnvenziooe in presenza di S. M. , , , ., Speriamo di poter dare• prossimamente rrnnutiss1m1 ragguagli s ull'invenzione stessa,, coi relativi disegni.

N.


215

RIVISTA STATISTICA

J•roles!>Ori

Ripo7·to

38G

1

lie,

3070

Nel circondario di Mosca.

53 10 1° corpo dei c,adetti di Mosca 40 id. id. 11 2" id. orfani di Alessan12 Corpc militare degli 31 drowich. 18 13 Corpo di Orlow . 6 14 Irl. di Alessandrowich in_Tala 21 15 Id. di :Micailowich in W oronesch 10 16 Id. dei cadetti di Tarubow 10 id. di Oremburgo . 17 Jd . id: in Siberia ('ilndeterminnto) 18 Id.

RIVISTA STATISTICA 101

547 386

289 398

84 389 92

.202

Nel circondario di Veston.

RUSSIA. - Gli istituti militari-di Russia vennero ultima• mente riordinati com'è in appresso indicato; Nel circondario di S. Pietroburgo. Professori

l Imperiale m ilitare accademia. 2 Corpo dei paggi : 3 Scuola della guardia di Nicolaiewisch. 4 1 ° corpo dei cadetti.

Allievi

18

69

-50

166

31 68

225

id.

84

6 Corpo dei cadetti di Pawlow. 7 Id. di Howgorod. 8 Id . dei cadetti di Finlandia 9 · Scuola di guerra di Costantino •

69

605 602 497

17

404

5 2°

id.

A riportarsi

.

21

140

27

362

380

3070

19 Corpo dei cadetti in Polonia . 1 il 20 Id. id. di Petrowiseh io Pultava 32 21 Id. id. di Alessaodrowich in Breszb' Litewsky . 27 22 Corpo dei cadetti di Wladimir in Kie_w 2-0 23 Scuola degli ingegneri di Nicola a Pie• 40 troborgo. . . • . 24 Scuola di artiglieria di :Michele a Pie40 troborgo. '752 Totale

3tì5 415

·390

278

150 150 8905 .

V'.


RlYI:JT.l Uln.LIOGRAFICA

RIVISTA BIBLIOGRAFICA

217

Il maggior generale conte Caccia, noto scrittore di opere mililari ., veterano dell'e~ercito ove lungamente servì e _sempre nell'arma d.i çavalleria, attualmente comandante militare dtil circondario di Milano, non sa dismettersi dallo stud iare e cont inua.mente occuparsi di quell'arm11 che fu l'oggetto e la cura di tutta la sua vita, - Profittaudo perciò di quel poco d'ozio che le sue molte occupazioni gli accordano, coi tipi di Giuseppe Bernardoni di r-.'1ilano, m1ndò per le stampe un'opera che iuti tolò : Delta. cavalterici ciel ?'egno d' Ital·ia che volle dedicata a S. A. R.. i/, principe Umberto, a cui non potè .certo r1esc1r sgradito l'omaggio di ub sì distinta uffiziale.

In quell'opusrolo dopo essersi proposto di ernrninare la forza

·

nella caw.1llcria nel rPguo d'Italia

del maggior gene~ale conte

lWASSIMILrANO CACCIA.

Ai nostri giorni i n cui tutte le . . .. . , . ·' l . .. questtom m1litar1 sono tratft ' e cos1 argameute e d1ffus1imente rna non sem b non sempre da d · d. ' pre ene e di ciò f , . . . li ~ per s:u 1 e per esperienza abbia autorità · In quest epoca rn cui • penetrato in tutti !'dea a·1aie, . , sem bra sia < potere comunque sent , . . .. mTt . 1 enz1are sm varn ordinamenf1 1 1 an, su la natura sullo . armi. · e sulle , .· ' ·. _sc~po e su Il' uso delle vane , a11e 1oro com brnaz10111 e l . .' g rato allorchè la staro a è usata oro rappo~tt ' è . sempre di OfJere di· · - p ' come mezzo dr pubbhcazione uom1111 conosc· ·ia· · che invecchiati nel servizi~u ~i per, _1strnte capacità, cli uomini tutta la l . . un arma a cui han sacrificato l ' ~ro vita, possono col loro ingeo·no e col corredo del!· oro espenenza portar 1 • '? a 'ima . I uce su quest.10m che sembrano dover l nere rnso ute. tal

e la proporzione che nel nostro esercito deve esistPre fra la cavalleria e le altre armi, l'autore vuol anzilutto dimostrare l'insus'.-;Ìsl.en~a del pregiudizio che presso taluni prevale « che • cioè, per l'Italia la cavalleria è un'arma di lusso perchè nelle • guerre sul suo ter1itorio la sua n ione non può essere_ che « inoperosa. , A ciò fare, considerata la superficie di terreno , e le condizioni topografiche ddla Francia e dr:ill'Aus1.ria di confronto . colle superficie e condizioni topÒgrafi.che del nostro paese, ne deduce che tanto per le accidentalità del terreno, quanto pel genere di agri.coltura che prevale in essi non debbesi in alcuna gnisa accettare quella falsa_opinione; ed a cor roborare tale suo avviso si appoggia all'esperienza delle guerre combattutesi in questo primo mezzo secolo, e specialmeme in quelle 1848-49 c3 in qnella del 1859, dimostrando inoltre che nnche in località leggermen te; accidentate l'azione della cavalleria può essere opp,!rtunaruen te usufru tta ta. D'altra parte tutti gli eserciti che per nostra sventùra le tante volte fecero campo di bat1aglia dei nosiri 1erreni erano assai largamente forn iti dì cava lleria.. - Ammetteaclo quindi anche per un momento che le condizioni topografiche d'Italia non s1 prestassero per l'impiego frequ ente e numeroso di tal~ arma, · rnrobbe pur d'uopo poterne ad tss,i contrapporre qud tanto che è prl.!Sc;ritto dalle proporzioni attualmente r.icoriosciute indispeù-


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)

Rl'\. ISTA

~nbili colle altre armi, ed infine è mestieri considerare che il intto dtdle tendenze 1miYersali dei popoli di sollevarsi contro gli edifizìi d ispotrci innalzati dagli antichi trattati, in cui essi Yeni:ano a rner~aoteggiare e più di tutti lo stesso scop0 finale a cu~ s1 tc,nde d1 fa r oostra' la nostra contrada, tutto ciò ci'può costrm~ere a:d oltrepassare fors'anche i l limite dei nostri confini e perciò dobbiamo ·esser pa rati a sostenere il cc.,nfronto e d0gli alleati e dei nemici. _ E rautor_ e vuol ·p_ro:✓ ar~ che a n?i non 1:1ancherebbe neppure 1 1, mezzo d1 far ottime rimonte d1 cavalli da sella che in Romagna ~d i~ Toscana ererle vi si troverebbe1o ottime per la cavalleria d1 linea; ed in Sicilia, in Calabria ed in Sardegoa per la leggiera. Esposto quindi come la Francia con un esercito di 600 000 s oldati in tempo di guerra abbia ci rca 46,000 cavalli, l'Au~tria con altrettauti soldati abbia circa 51,000 caYalli, avvisa che l'lta lia il cui dfetti vo dovrebb~ es~ere di 400,000 soldati doHebbe avere ·circa ao,ooo cavalli : i quali stante la natura <lella cavalleria, vanno perfettamente e di lunga !!lano. ·istrutti; <! gh uornm1 lu ngamente e continuamente addes(r ati al ma-· neggio d i quelli. · I l signor generale Caccia propone q nindi di djv:idere la cavalleria in 46 reggimPnti di 6 squadroni attiv i 0d l di depos ito. - Ecco come sarebbero ripartiti: Riserva Linea. Leggera

10 reggimenti corazzieri . lO id. larn,ieri. id. J 10 dragoni. 10 id. cacciatori. 6 id. ussari.

~

L'autore nel proporre tale riparto sosti~ne- ·l 'utilità . di tutte

<i nelle varie categorie di cavalleria, ciò che._del resto noi cred iamo p~ssa essere CQntrastato; - i dragoni non sarebbero che· g li attuali cavalleggeri, sieno chiamati-essi a è:ombattere esclusivamente a cavallo od anche a pi~di: - Circa la cavalleria leggiera egli molto assennatamel)te osserva da noi essa aftualmen t'e non esister(', poid1è quella dw per tale è consider~ta noJJ.

B IBl ,! OGR -I FICA

21!)

ne rì:l,rne che il nome, ed in realtà è p:.ù pesante, ·a propor~-ioni . comparative, ddla cavalleria rh linea, e ciò tanto per rntti gli oggetti di cui è sopracar ica, quanto per la natura degli nomioi chiam ati a prestar servizio. Ma come e quandÒ procedere a tanto incre;neoto? Che metodo seguire in siffatto bisogno?, Ancbe a ciò pensa l'autore. Questi reputa se non esizia le alla càvalleria, almeno di molto dannoso il sisiema fin qui \1sato per la formazione dei nuc.,vt reggimenti a cui si procedette con distaccarne dagli antichi una frazione; - ciò egli opina faccia na,cere diffidenza, scoraggiamento e dir:ninu7.ione di spirito di corpo di cui giustamente apprezza di molto l'importanza; - infine che si orga-

nizza clisorganizzando.

-

Verrebbero prrciò proposti 4 d0positi permanenti di cavalleria a cui affiuiss~ro tutte le reclute pei nuovi reggimenti; in seguito è foruita l'istrnz one (di 7 mesi); il ministero dovrebbe provvedE>re alla nomina dei quadri che in generale vorrebbe formati con promozioni a scelta pel totale dell'arm1.1. tanto per gli. uffiziali che per la bassa forza. - Formati così 4 reggimenti ogni 7 mesi, n el lasso di 4 anni verrebbe completata la formazione della cavalleria. .Il sistema fino ad ora usato pr8sso di noi per accrescere 1c varie armi prvgrcssivamente ed a seconda dei bisogn i non ne sembra sì p ieno di inconvenienti da doversi abbandonare, chè anzi l'esperienza ha provato la proficuità di esso, poicbè elementi istrutti, d isciplinati, forniti di b uon corredo , di bolle tradizioni non potevano che maggiormente militarizzare t11tti gli elemen ti nuovi che erano chiamati a riempire i vuoti degli antichi ed a completare i corpi di nuova formazione. Ond'è che anche riconoscendo la necessità di render più numerosa la cavalleria, non possiamo, per quanto la sua idea :•pparisca teoricamente buona, non possiamo conco;rere nell'opinione del signor generale Caccia, che vorrebbe per tal modo formati nuovi reggimenti, i quali oltre ad essere quasi direi sconosciuti ed a se stessi ed agli altri e privi di quella tradizione, movente tanto poten te ed apprezzabil~ in un eser(·ito, sarebbero_ per sopra pi 1'1. sotto la di rezione di superiori loro sconosciuti perchè presentati a ll'a.t.to solo della formazione. 1


220

RIVIST.\

BIDLIOG l\AFICA

L 'egregio autore di quest'opuscolo va anche tracciando i l programma che secondo lui si d()vrebbe segui re nella scuola militare e normale di cavalleria, volendo Pgli essenzialment,• da abile, intelligente ed antico uflìziale cti' cavalleria che si insista sull'equitazione, ed egli ha perfettamente ragione. Egli termina infine col deplorare che qnelli che N,apoleonc chiama l'anima dei reggi menti , ossia i sr, tt'uffiziali anziani ed ottimi istru tto1·i , sie no ora pressoché scom parsi , vuoi per le molte p romozioni da ~oi verificatt:si negli ultimi anni, vuoi ancora perché la prospettiva che loro a ltrimenti· si pre5enta Jopo m 1Jlto servire sia poco sedutente. A porre rip~ro ad un tale sco:1cio consiglia ben giustamente l er invogliare i sott'uffiziuli a rimanere sotto le bandiere di ,.timolare il loro amor proprio e la loro ambizione con acoordarn loro una medagl1a di rame, d'.argento o d'oro èd un aumento progressivo d i stipendiò a quelli che _si anuolassioro per la seconda, terza o quarta. volta; con dare loro premii pecu9iarìi p roporzionatamente ai servigi prestati, non che con ui;i accre,;cinwnto delle pensioni militari, \occhè del-resto dev'essere-fatto per tutti poichè è indispenrnbile dm esse sieno messe in arm orna colle competenze attualmente stabilite. Di tale scritto_ abbiamo voluto farne una. estesa relazione sia perchè, anche non dividendone tutte le idee (le quali ci permettei·emo esporre pro,simamente), esso è senza dubbio meritevole dell'a ttenzione degli uomini periti nelle cose militari e perciò è bene richiamarne la loro attenzione, come a ltresì perchè ,neutre è sempre caro e vantaggioso il raccogli_ere le parole ed i consigli fmll o dell'esperienza lungamente provata dai veterani del glorioso nostro esercito , è altresì dovere della stamp_a di 1,endere di pubblica. ragione gli scritti di uominì sì benemeriti della letteralura militare.

o.

LA VENEZlA GOL SUO QUADRILATERO DI FORTEZZE I

SCHIZZO MILlT.ARE GEOGRAFICO DI

M. BIFFART

PREFAZIONE.

Dalle lucenti ed inargentate ghiacciose vette delle Alpi sino alle lontaae spiagge della Trinacria si estende l'Italia, pae.s.e fortunato per la sua posizione infra _tr~ mari, fort unato pei: la ricchezza delle sue popolate c~tta, per eccellenti porti di mare, per la bontà del suo chma, .nel quale tutto perviene a maturità, dalla svelta e sottile palma. orientate; alla vegeta nodo-sa quercia del nord. Popolata, com'è, da una nazione intelligente e per ingegno non inferiore a qualsiasi altra, la quale non solo ha dnto al mondo nomini di genio colossale, come Napoleone I, · ANNO

vm. vol.

1,-

15.


222 ma siccome più preferibilmente ricca dei doni della fantasia, è stata culla alle arti; l'Italia così largamente dotata ha potuto, come si può credere, adempiere. fo:cse a tutte le condizioni per l' unificazione dello Stato, per farsi potente e forte. Che però questa non poteasi effettuare, Napoleone ne riconobbe la ragione nella configurazione dell'Italia stessa, poichè la sua lunghezza non sta in proporz10ne colla sua larghezza, quest~ contrada non avendo perciò un punto centrale, nè per clima, nè per interesse, nè per forza militare. « Si l'Italie eut été bornée entre le Monte-Velino, c'est à dire à peu-près à l'hauteur de Rome, et que la partie d.u t errain comprise entre le Monte-Velino et la mer d'Ionie, y compris la Sicile, eut été jetée entre la Sardaigne, la Corse et Gènes et la Toscane, elle eut eu un centre, près de t,ous les P?ints de la circonfér.ence, elle eut eu unité des rivières, de climàt et d'intérèts locaux. » Questa sfavorevole influenza della configurazione del paese per l'unificazione della nazione trovò ancora un · coefficiente negativo nel carattere dell'italiano, di sangue bollente, inclinato sempre a lotte ed a rivolgimenti; hl storia di questa nazione racchiude una lunga catena di sano-uinose dissensioni, di lotte devastatrici, sicc0me' h a o altresl a narrare molte sue ·gloriose gesta, e . molte produzioni del colto suo ingegno. . La storia della nazione attingesi dalla forma stessa dei suoi vulcani. Già da secoli questi estollono le loro annerite cime nel limpido azzurro del cielo, maestosamente e pacificamente mandando soltanto qualche increspata nube di fumo. La 'vite s'inerpica al loro piede, e mig}iaia di bi::i.nche e splendide ville e di abitazioni giacciono come perle sparse sul loro pendio. - Nella notte incomincta a r ibollire il monte, fumo e brage erutta dalle sue viscere, e si spande tutto all'int orno_; da;l'aperta sua infuocata voragine scaturiscono bollenti masse di lava, che spio-

COL SUO QUADRIL\TERO

223

0

geudo ia nera loro corrente, siccome ferr ee schiere entro le fiori4;e campagne, sparg,ono ovunque devastazione e 1 ovina. Il popolo itali ano fo fin dagli autichi tempi sempre un popolo irrequieto ed impetuoso, ed il suolo d'Ital ia fu sempr e campo di guerre di partito, di lotte cittadine e rivoluzioni. L'Italia non ha mai avuto una forma di stato politico proprio, ossia indipendente; nemmeno sotto il dominio universale romano, perchè la tenne qual provincia conquistata; i cittadini di essa dovettero dapprima unirsi in confederazione e prender parte ad una guerra., per acquistare il diritto d1 cittadi_n o rçimano, che ottennero bensì, ma allorquando questo aveva perduto tutto il suo valore. La sorte dell'Italia r imase però strettamente legata con Roma. L _ o scisma dell'impero romano fo presso la conseguenza della caduta del regno d'Qccidente , e l'Italia divenne il campo delle devastazioni e della rovina. Roma fu saccheggic1,ta e distrutta. Erul i , Goti , Vandali, Unni ed ultimi i Longobardi, si disputarono il possesso del paese. Il grande Carlo, il franco, distrusse il regno dei Longobardi e portò la corona di Roma sul cape dei re della Germania, ai quali è rimasta sino ai nostri tempi. In quei tempi non facevasi neppur motto di unificazione, anr.i al contrario niuna città voleva essere soggetta all'al_t ra, ed ailorqu_ando Ottone il Grande, educato alla greca, precorrendo i tempi volle affrettarsi a trasferire la ·s ede del r egno a Roma, moriva in giovine età di veleno. · La sempre più crescente potenza del papato non poteva tollerare accanto a sè un impero forte, e le guer re clie ne derivarono furono la rovina delle pi L1 grandi fam iglie delÌa Germania e di migliaia di guerrieri. Ciononostante quei tempi irrequieti ed avidi di guerra fu rono l'epoca della stori~ d'Italia, che si può dire la più splendida, e della quale a buon -diritto ognÌ Italiano p uò andar superbo. ln quel tempo nacquero e fiorirono in grado clie 0

I


L,\ Vls!\EZIA

p i ù. non raggi unsero dopo, le repubbliche di Venezia . di Genova , di Pisa e d i Firenze, e le stirpi cìei pr incipi . Della Scala d~ Verona, e d<::i Visconti di Milano. Le arti e le scienze sussidiate dai papi,, dalle repubbliche e d,1i n urnerevoli p iccoli casati ,prin cipeschi, ed in ispecie · da_ quelli doi Medici ed Este, gi unsero a tal grado di flori dezza, ch e non toccarono mai più . Anche nella part<~ meridionale, Napoli sotto il dominio di Normanni avventurieri, ergevasi a regno possente; gli Hohenstaufen ne accrebbero lo splendore e l'estensione, fintantocl1$ Carlo d'Angiò, stato chiar:nato dal papa, metteva a morte il g iovi;e"tto Corradino. Il sangue di quest'ultimo rampollu deali Hohenstaufon fu il seme m alaug urato da cui nao cquero quelìe lunghe e sang uinose guerre, .che si pro t rassero sino ai nostri giorni, le quali per avere diretta connivenza coll'austriaco dominio n ella Lombardia , allo, spegn ersi della casa d'Angiò di Napoli, e dei Visconti di .M ilano, diedero il pretesto alla Francia di immischiarsi nelle cose dell'Italia. Qui principi_a la nuova storia. La scoperta dell' America, lo slan cio e la nuova direzione che acquista il commercio, it'.lcornin cia a far impallidire il romanticismo del .Medio Evo; g ià l' invem:ione della r,iolvere da sparo aveva posto termine alla tracotanza d ei · condottieri, anch'essi provenienti dal Medio Evo . La casa d'Absburgo, montava sul trono di Spagna ed il giovine Carlo V riuniva lo splendor e d ella corona r eale gerroatlica e dell' imperiale romana colla signoria di Spagn a (!elle Indie e d~ Borgogna. Erede della casa d'Aragona, Carlo foce valere pretesi diritt i su Napoli, e nella sua qualità di capo e sovrano dell'impero sopra il feudo imperiale d i Milano , vacante; e questi diritti egli seµpe manten ere movendo aspra ed ostinata g uerra al cav alleresc.:o Francesco r e di Francia. La vittoria di Pavia assi.c1,1 rava agli Absburgo il pos.:;cd imcnto della Lombardic1,

COL S UO Ql! ADRI LATERO

225

di Napoli e della Sici lia. La signoria spagnuola:. n on fo peraltro prospera J?Gr l'Italia: i v iceré., stranic:,Ti al popolo ed ai bisogni di esso, go,,ernavano a seconda degli ordin i che loro venivano mandati dal tetro e rùelanconico Escuriale; l'Italia piombava in un son no mortale., sfibrandovisi · il genio delle arti; le scienze soccombevano sotto il peso dell'inquisizione e gettavano il paese nella mi~eria. Spentosi il ceppo spagnuolo di casa d'Absburgo, ri np• p iccavasi nuova sanguinosa guerrà per la successione al regno di Spagna; q ui il gran genio d i d ue sommi cc1pitani. E ugenio di Savoia e Marlbourough, spingevano fJ Uel superbo Luigi di Fra,ncia all 'orlo della rovina . Da intrigo femm inino sciolta l'alleanza fra l'Austria e l'fogbilterra ne d erivava la divisione del possente regno delle Spague, toccando all'Austria la Borgogna, la Lom hardia ,' la Sardegna e Napoli - alla, Sardegna (Savoia) i uvece davasi in cambio la Sicilia . Sotto il savio governo di Maria Teresa, fi or iva ben p resto la Lombardia; questa provi ncia veniva considerala come una dello più fedeli alla im periale m'o narcbia . Ma lo scoppio della r ivoluzio1,.e francese e,tmbiava totaJmen te lo stato delle cose ; e l'Austria abbandonata da.Ila più g ran parte dei suoi alleati, per deva la Lombardia i n q uella guerra infelice del 1796=97 contro l'energia di Bonaparte; ottenne poi la Venezia, avendo quell'ardii.o ca p itano di Francia saputo m ettere termine ad una vita politica, divenuta ormai tanto snervata e frncida . Quel giov ine eroe, salito al tron o 1mperi<d e cli Francia, fu rmava il r egno d'It;,,J ia, coJl;i, Lombardia e con altri tratti di territorio jLaliano; egli medesimo si poneva sul 1·apo la ferrea coron a, del egando un vicerè al governo del regno. Questa creazione ebbe però una breve durata; sui campi d i Lipsia , Napoleone perdeva le sue cor.one ed i couquistatrpaesi; inutili riuscivano nell'anno 1814-15 tutti i suoi sfurzi a riacquistare g li Stati perduti . Dovette

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LA VR~EZIA

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227 La tiara del pontefice è tattora intatta nella designata metropoli d'-rtaìia; ancora hanno colà presidio le trnpp.e dell'imperatore dei Francesi, volendosi d; r ad intendere che vi stanno a difesa del capo supremo della chiesa, ma nel .fatto colla missione di mantener~ permanente l'influenza francese nell'italiana penisola, attendendo il · propizio momento di far occupare anche Napoli per instituirvi un regno vassallo-murattiano, e r.osì soddi~fare le napoleoniche tradizioni . La francese politica ha dato già bastantemente a conoscere, anche dopo la disfatta riYO· luzionaria d'Aspromonte, che la Fran~ia non s_i dà pensiero di abbandonare Roma; già fin dal principio, qu-a.riclo ebbe l'annessione di Nizza, . si vide che, la moveva a scherno quello studio degli Italiani per la loro nazionalità; la Francia non vuole l'unificazione cl'Italia, e questa sua volontà procura di mandarla in effetto mantenendosi stazionata in Roma, sa,pendosi bene, che senza Roma non ,sarà mai attu<1,bile l'unificazione dell'Italia . Quantunque da molti può-essere messo in dubbio . che anche con Rom1t l'unificazione non sia possibile, dobbiamo maggiormente muovere dubbio pel cas_o contrario. Qualora si trat1assc della sede del governo, forse sarebbero favorevoli a Roma, Napoli, Milanò, Ffrenze e Torino, ma se invece la sede del governo àvesse a perdurare a Torino, questa città non ne otterrebbe tutti favorevoli voti . La poca. prospettiva èbe ha il governo italiano di r endersi padi-one di Roma, farà tanto d'invoglia.rio e spingerlo piuttosto, e per quals iasi via , ·a. procurarsi il possesso della. Venezia. , easendo per esso . assai più attraente e 1ucroso, e soddisferebbe perciò ancbe le mire del partito d'azione. Un attacco da. questo lato non potrebbe incontrare opposizione dalla Francia, la quale si \stud ia ogni modo per respingere dal mare l'Austria e la Germania, per farne un mare francese. Per -questo scopo è assai più probabile il concor so de1la Francia, quand'anche questo dovesse esser pagato a ben COL, SUO QU,\DRiiATERQ

soccombere nella lotta e lasciava l'Europa in un ca0s : col congresso di Vienna si r istabilirono le cose , e la Lombardia e la Venezia vennero in potere dell'Austria. Per circa un decennio di pace, l'Italia era posta in felice stato e la sua •Condizione :finanziaria era sì florida, che a: tal grado mai era g iunta: scoppiava quella procella di costituzioI).e, che- Frimont seppe domare con 50 mila soldati. Il ~tècfolle soci.efà ·segrete pHò avendo gettato profonde radici in tutta l'Italia, e l'anno 1848 portava i suoi fn{tti a maturità 1 quando Pio IX veniva fuori colle sue benintese, riforme, che come procella sul mare, tutta l'Italia scuotevano, e produssero gli avvenimenti recenti, che ancor òggidì attendono la · sduzione di sì gran quistione. Carlo Alberto , prestando mano alla rivoluzione'",' moveva guerra all'Austria anela.ndo impadronirsi dell,> scettro di Lombardia; in questa guerra invece perdeva questo, e la sua propria coronà, nelle due per lui infelici , campagne, contro il canu~o Radetzky, sui sanguinosi campi di Novara. · .-., /,-Y--.=:...~ Un altro decennio di pace rendeva felice e ranqudla l'Italia, a.llorqnando Vittorio bmarrnele !I col sussidio di Napoleone III vennEf 'd riappiccar guerra all'AusL:ia respingendola oltre il Mincio; l'ampliazione del suo Stato però egli comprava col sacrifizio del paese, ove trae origine ecl ebbe culla la sqa stirpe, cioè del ducato di Savoia e del circondario di Nizza, paesi cbiestigli dalla Francia pel suo disinte1·essato a:iuto prestatogli. La cani pagna dei Piemontesi e di Garibaldi contro Frane.esco II ridusse anche l'Italia meridionale sotto lo scettro piemont.ese, e per l'infelice battaglia di Castellìclardo, anche l'Italia centrale; con tutto ciò però è ancora ben 1ungi- l'Italia dal vedere compiuta l'opera della sua unificazione.

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228

L,1 VENEZl A

- caro prezzo. rma è cosa indubitabile che l'assalto ·c ontro la Venezia è un progetto in aspettazione d'eseguimento; l'Austria non lo ignora, epperciò ha procurato di mettere il prossimo teatro della guerra in dìfesa tale, da · renderlo atto a sostenere la terribile lotta, senza risparmio di spese e di fatiche; così la nazione romana è di nuovo l'attrice del principio rivoluzionario , ed essa si porrà di fronte alla nazion,~ germanica, considerata tuts tora come la rappresentante der principio conservativo. Il sommo interesse che la Germania può avere in questa lotta del popolo suo fratello austriaco, che torca davvicino anche gli interessi della Germania tutta, e che attirerà l'intervento, in questa guerra, della germanica confederazione, obbliga tutti gli interessati, a tener ben d'occhio al paese che può divenir il prossimo tentro del1a guerra. Quanto la natura e l'arte han potuto dargli forza e resistenza, fu raccolto in que5te pagine: la descrizione è per la maggior parte il •frutto delle personali osserva zioni d el compilatore; importanti scritti recenti ed altre d escrizioni di questo teatro di guerra, di chiarissimi <1,utori, gli lial1no servito di guida, e fra questi stanno in gran pregio i seguenti, cioè: · a) SYnow. -- L'Italia settentrionale, schizzo geografico militare, 1860; b) GEMMINGEN e MASSE"1BACH. - La Germania ed i suoi stati limitrofi, 1860 ; e) Il possesso della Venezi9,, Berlino, 1861 ; d) ARES!N . - Il quadrilatero; e) ScH6NHALS. - 1Jfemorie di wn veterano, 1862; D Caratteristica della guerra -dell'alta Italia, 1850 ; g) MANGlN . - Fortificazione poligonale, 1855 (da que-· st;opera so-r.osi ricavati i disegni delle fortificazioni di Verona).

COL suo QU,IDR! L.IT[•:no

229

I. , NATURA &ELLE FRONTIERE E DEL TE RillTORIO.

•

L~ pianure dell'Alta Italia, che gi~cciono fra l'imbo~catura dell'Isonzo e del Varo, sono limitate da un ampio a.reo di 150 leghe d 'estensione, descritto daJ!a gigantesca fron tiera delle Alpi; la copiosa ed orgogliosa vegetaziom\ la tiepide.zza d el suo clima, la sciolsero dalla vegetazione degli alberi settentrionali, e dalla fredda temperatura. Ancor da' prischi tempi, ove non giunge la storia, quando la corteccia della terra non era lavorata per a·a r fruW, durante ripetuti periodi, con varii procedimenti si studi ò' di procurar asilo alla razza umana; i flutti del!' Adri a lambivan o immediatamente il piede delle Alpi e degli A ppenini; le gigantesche onde di un golfo di mal'e rinfrangevansi nel paese; il suo fondo vedesi oggi composto di pietra terziaria, e colmato da enormi macigni, sassi e da roccie precipitate giù dalli a,tt:gui mon ti; così quel luog o ridotto a valle sotto l'influsso di tìepido sole, colla laboriosa mano di u na popolazione compatta, ridusse il suolo a giardino di squisiti frutti; questo paese è altrett anto ricco di eccellenti produzioni, di facoltativa grandezza, di umana civilizzazi"011e, non disgiunta dagli umani errori e dalle urna.ne discordie. Pochi paesi di Europa furono tan_to scossi da. sang uin ose g1rnrre e da rivoluzion i, come lo furono le ricche e benedette pianure dell'Ital ia settentrionale; le dense e procellose n ubi irrompendo dalle Alpi hanno ll eJ giro dei secoli sino ai giorni nostri . sempre più irnperver sato sopra g li ubertosi suoi campi, gettando sulla penisola lampi d 'esterminio . In queste lotte la sua natura originale e la condizione del teatro d'azione


230

L .1 VbNl·.ZIA

hanno sempre e possentemente influito sugli eventi, q uindi interessar deve non solamente lo storico de' passati secoli, ma anche coloro che vorranno gettare profondamente lo sguardo negli avvenimenti e negli intrighi dei tempi presenti , per potersi for mare un fedele q uadro ùella vera scena del paese del gran teatro della ouerra o , nuovamente destinato a diventare teatro di quelle sterminatrici guerre, in cui la rana germanica latrièe del principio conservativo dovrà stare di fronte al r omano principio sostenitore del principio riv-elt:rt:-i.onario. I,;,_(' ., ' Volgendo lo sguardo alle varie zone che formano l'insieme del teatro della guerra dell'Italia settentrionale, lo vediamo diviso dal Po in due parti disuguali, la settentrionale e la meridionale; il Po, arteria potentissima e principale, che nel suo lJrofondo ed ampio impluvio raccoglie quasi· tutte le acque che scendono dal ·versan.te meridionale dalle Alpi, e da quello settentrionale degli Appenini, p er sc,aricarle poi tutte nell'Adria; la parte settentrionale ha maggior estensione in c;:onfronto della meridionale. La parte settentrio_q.ale vediamo inoltre spartita in tre sud di visioni dal Ticino e dal Mincio; esse sono : il P iemonte all'occidente, la Lombardia nel centro ed ir Veneto a levante. i' confini naturali del Veneto dovrebbero essere esclusivamente marcati dall'Adige, essendo questo un ostacolo divisorio assai forte, ma ciononostante il Mincio quantunque di minor irnpoHanza in confronto all'Adige è stato prescelto piuttosto come linea di divi. Yisione e demarcazione politica dell'Italia austriaca che compreude aoclle quel tratto di contrada lombarda, si- · Luata fra il Mincio e l'Adige, e tutto il paese che si protrae si)lo all'Isonzo, vale a dire il territorio veneto. Percorrendo cun maggior attenzione i limiti confinarii di tutto il complesso di questi paesi, i fini naturali della valle dell'Isonzo ci fanno salire sino al dissopra del Ter-

COL SUO QU.\ORIT .,TEkO

23 l

glou alto 9000 piedi, il quale s' erge a guisa di alpino haluardo rivestito di muro ad angoli vivi. Tutta la valle d ell'Isonzo, dovrel)be, sotto il rapporto · amministrativo, nppartenere all'Illiria, ossia ad un paese germanico della corona austriaca; n ei naturali rnpporti invece , l'al H'O dol fiume forma il vero limite di di visione fra la region e italiana e la slava, poichè gli eleir.enti delle due naziou i si urtano alle ripide falde del calcareo altipiano Carnico , che scoscedono alla riva orientale dell'Isonzo; il Tergi on si presenta alla vista qual termine di demarcazione fra i tre popoli, egualmente rappresentati dalle tre Yette che coronano la sua sommità ricoperta di ghiacci. Venen do da occidente s'incontra la lingua rumenç1., venendo dal nord la lingua tedesca e venendo da levante la lingua slava; la valle formata dalla Sava che nasce al piede del Terglou è la naturale guida che conduce verso oriente n elle va;;te pianure slave e magiare. Da Terglou la fronti era convergendo verso oecidentc, sorpassando il passo di Tarvis che s'innalza 2365 piedi, divid.0, s ulla linea elevata delle Alpi Carniche sino al Monte Antalo alto 8000 piedi , il ducato di Carniola, e nell'incontro della strada di Ampezzo elevata 4600 piedi n el la valle superiore di Rienzo, il Tirolo dall'Italia. Il fondo della valle di Gail seguo il piede settentrionale delle Alpi Carniche. Una seconda alpestre muraglia sollevasi al di là, ed allora soltanto ripiegasi la lung:i valle della Dra-Ya, e forma la separazione dell'alta ·cate11a del Ta.uer dando comunicazion e al Tirolo colla Carinzia per la valle di PusLer e· pel passo militare di Toblach cle\·ato di 3812 piedi. Fin(love il confine gcrmono verso ritalia !li con oo-iun brre all'alta crestr~ delle Alpi, si accordano n ei loro vari rupporli auche le demarcazioni eonfinarie polit.iche e le naturali; ma più in là verso occidente, il confine naturale che deve seguita re la linea fluviale dcll' Adige, si doI


232 LA V EN L•: Z!A vfebbe internar troppo nel cuore del Tirolo. E per converso il territorio federale tedesco del Tirolo meridionale si addentra di troppo nel1' elemento italiano verso il o:; ild, e troviamo perciò il confine naturale indicato da una li nea, la q uale dopo seguita la c~tena principale delle Alpi Fassane sopra lo Zaugenberg alto 7660 piedi, varca la valle dell'Adige a Salurn, giunge all'emiciclo formato da]le falde del Nonsberg e· del Sulsbergs presso lo Zufallspitzè alto 9390 ed alle ghiacciàie sulle somme vette delle Alpi Ortler, e così di seguito sin o al vertic.e del monte Stelvio (Stilfterjocb) alto 8611 piedi, ed alle vicinanze della cima dell' Ortler (Ortler.,;pitze) alta 12,000 pied_i. Con questi. confini si separa bensì il Tirolo italiano <fal Tirolo tedesco degli stati ereditari (austriaéi); · cionondimeno non può essere quistione di una linea di demarcazione fortemente segnata, essendo attraver~ata 11el centro dalla va.1le déll'Adige, a.rteria vitale importantissima del Tirolo- meridionale, di natura italiana e tedesca, essendo queste continuamente in contatto fra di loro sino a Bolzano, l'elemE·nto italiano va pot a poco a poco scemando a misura che si· giunge ·vicino ai passi delle vette di Bekhen-Scbeideck (alto 4668 pir:di) al · Brenner (alto 4600 p .), per cui si pasi:;a nella valle dell 'Inn; e così ·giunti a fronte delle ghiacciate corone de1le Al pi tirolesi, ove predorn i,na l'elemento tedesco , scom pare l'italiano. · , Sul giogo dello Stelvio sul qmùe scorre la strada postale la più elevata deìl'Europa, tiongiungendo la Valt ellina al Vintscbgau, , siceome Terglou s'ab1)racciano tr·e r egni e tre lingue diverse, l'Italia, il Tirolo e la Svizzera., e le tre lingue, l'italiana., la tedesca e la. r eto-romana. Giunti a questo termine della fron tiera, si è al punto occidentale del confine. it alo-germanico , appartenendo già le Alpi Dernine verso la sommità delle quali si esteu-

COL SOO QlJ,IDRI LATllRO

233

dono i confini, . al territorio dell'Engadina, ed al bacìuo su peri ore del i'Inn. Proseguendo nella linea confinaria occidentale del V0 _ neto la troviamo tracciata, claJla riva orientale del la 0o di Garda al disotto di Riva fino_a Peschiera, indi, una sola ora d1 camm ino da Riva la linea di confino sc1l:a ~ullà spond~ ~ccid~ntale del -lago, percorreudo . le alte c.1me delle dell Ortler. Da Pescb.iera sino al lag() superiore del Mmc10 presso Mantuva, la correute tortuo- ' sissima di qm:sta riviera ne segna la linea confinaria, c~e poi quasi in linea retta abbandonando il Mincio , s1 protrae a}l' imboccatu~a dell'Oglio n el Po ; questa barriera fluvial e è quella che stabilisce la frontiera m eridionale del Veneto sino all'Adria ove s1 scarica, da q uesto · punto finalment e pro'traendosi. circa 30 leghe sulla spiaggia sino all'Isonzo ne segna i confini m eri• <lionali . . Se volgiamo uno sguardo all'e.;tensione dei confini si scorge che sotto considerazioni politiche l'Austria ha il suo duplice ~nteresse nel Lombardo-Veneto e nell'Italia. Il territorio austro-italiano prima della campagna del. l'a~no 1859 ~occava ai confini per 94 e 112 lPghe il territorio germamco e per 48 leghe il territorio svizzero; aveva perciò un lembo esteriore di coirlìne di leghe 142 e l 12 contro territorio non italiano . In segujto al trattato di 11ace di Villafranca ì'Italia austriaca confina colla Germania per un tratto di 72 e 112 leghe, cioè contro il litorale d~gli Stati appartenenti alla corona impcria)e austriaca JJer 18, contro la Car1nzia per 11, e -contro Ù 'f.irolo per 43 e l r2 leghe. Cosicchè l'Italia la quale colle sue ant iche frontiere piun contatto . avea dapprima colla Germania, confina invece al present@per un tratto di 22 leghe col Tirolo federale. Non si può disconoscere come questo nuovo riparto di confini dia alquanto a pensare, e non è senza significato per lo avvenire che si vede sopra si impor•

;,l

fJ~1


LA VE:s'EZIA 234 tante territorio avvicinarsi tanto l'influenza italiana a;lla austriaca. Rdativameote alla configurazione dei confini del Ve n eto, scorgiamo nella frontiera occidentale, che il lago di Garda cd il Mincio non sono altro cbé una linea di d emarcazione fluviale continuata, fortificata ; lo stesso dicasi della linea dei confini meridionali, ossia quella del Po, messa al coperto; parte anche dalle fortezze e parte dai terreni paludosi: quest'ultima linea è però meno forte di qu<::lla del Mincio, essendo quella. più breve e quindi più facile difendersi. I confini settentrionali ed orientali verso la Germania hanno una configurazione sfavorevole. Partendo dall'Adige od andando alla sbocco del1'Isonzo essi formano un grande arco di 50 leghe di estensione, adden trandosi nel cuore delle provincie austriache, attraversando somm ità inaccessibili, mentre i confini sud-ovest partendo dai gioghi dello S telvio verso l'Isonzo hanno uno sviluppo di 36 legbe. Per le accennate sfavm·evoli cond.izioui dei suoi confini, 6 di somma necessità che si debbano conservare rigorosamente al!' Austria, anche relativamente alla Germania, la linea del . Mincio e del Po . Quest'arco del confine germanico m eridionale che racchiude tutte le comunicazioui che dal Veneto menano nel cuore dell'Austria ha il suo centro n elle pianure del Veneto, là appunto ove s'annodano tutte queste comunicazioni . lvi l'Austria è for te ed inattaccabile, vi abbondano le risorse d'ogni m aniera, niun impedimento ba alle sue mosse, è assic~rata ai fianchi dal quadrilatero, ed a t ergo è coperta da tre barriere flu via! i, che si possono assai bene sostenere e difendere. Ma se iuiti q uesti vantaggi , colla perdita del Veneto venissero a cadere nelle mani degli Italiani, l' Italia vi avrebbe pienissima libertà d'azion e, e potrà a qualunque momento lo vorrà, assaltare qualsiasi passo della Germania., mentre l'Austria dovendo custodire q ucl tratto cli

a

COL SUO Ql!ADRIL 1TERO 235 con fine di 50 leghe , difficile a difendersi, ed avendo inte~rotte 1~ c?municazioni fra le sue truppe dalle catene dei _monti, _s1 troverebbe assai più debole appunto in ~ue1 luoghi_ c~e l'inimico avrebbe prescelto pur dare 1 assalto prmc1pale. Quell'esercito, che venendo dal terr i.torio wneto, si innoltrasse e si dirigesse su d'un punto d attacco qualunque, san)bbe sempre il più forte, percbè può muovere con tutto le sue forze riunite per poi piombare con tutto l'impeto sopra di un solo punto decisivo. ~~lla co~figura.zione _che presentano i confini, _si può c.11arament~ vedere che la conservazione d el possesso della Venezia e del quadrilatero, ossia delle linee del Mincio e d_el Po, sono una delle fondamen tali condizioni della difesa dolio Stato austriaco e de11a Germania; cionon ostante non si deve già supporre che l' in Ouenza italiana coll'al_largamento di 50 leghe dei suoi confini, e per la maggior sua prossimità, debba credersi una continua minaccia alla autonomia germanica.

II. r

J'LASTICA DEL TEilR ITOlUO LOMBAHDO-VENETO.

Siccome è stato detto antecedentemente, la rapidissima corr ente dell'Adige di vido i possed imenti dell'Austria in Italia in d ue parti disuguali; la parte occidentale, cioè quel tratto di paese lombardo che giace fra il Mincio, l'Adige ed il Po; e la parte orientale , ossia il Veneto, fra l' ~.\.dige e l'Isonzo, l'Adria e le Al pi. In ambedue le parti v1 sono tutte le varietà di for ma e di natura nel suolo• monti elevatissimi, dirupi , borri, nevai, ghiacciai col: line, pianure, boschi, paludi, ecc. ' , Il terreno occidentale fra l'Adige ed il Mincio è io gran parte piano, solo verso setten trione le ri_ve del lago di


236 LA VKXKZIA Garda o quel tratto ondulato ov'è Peschiera è sparso di monticelli e di colli,- attraversati dal Mincio. È q uesto quel territorio cosparso di collinette, ove tanto sangue fu versato; - luoghi celebri della storia militare antica, moderna e contemporanea, che · circondano la riva meridionale del JaO'o di Garda. Questo collinoso territorio solcato dal Mio~io, costituisce di per sè una fortissima posizione, come lo è del pari l'altra parte occidentale che è l'uori dei limiti del nostro teatro della guerra. Sulla riva occidentale del lago di Garda vanno inclinandosi verso il golfo di Salò le lunghe e boschive eminenze di Monte Le Spine e di Monte San Bartolomeo alto più di 2000 piedi, e la china della strada di Salò e~evata 70~ pieQi sopra Cacavero, verso la valle òel Cl11ese sta_ d1 . fronte alle acute cime delle Alpi Giudicarie. Sulla riva. orientai.e del 1·ago d'i Garda, gli erti rialzi del :Monte Baldo si internano nel bacino del lago formandovi il Capo di S. Virgilio, ma verso il sud si inclinano e vanno a risolversi nelle piccole pianure di Garda, Costermano e Caprino (alto 850 piedi) , conilervando null'altro che una ripida muraglia lungo l'Adige, e rinchiudendo 1~ s~reti~ Veronese ed il ricinto orientale·dcll'altipian9. d1 R1vol1. Il lato occidentale è diviso da u11 semicerchio di catene cli montagne che s'innalzano, a guisa di anfiteatro, dalla valle del Tasso, chB principia sopra Caprino e va a sperdersi nell'Adige presso Pontone. _ . . :Mentrechè questo tanto rinomato altipiano d t R:1voh , che fu più volte il teatro di sanguinosissime l0tte, s1 presenta arI'occhio come contrafforte meridionale delle catene orientali del Monte Baldo, dismette il suo carattere a lpino ad occidente del Tasso, nelle pianu'.e di ~aprino e cli Garda, Salò e Garda potrebbero cons1derars1 come i punti iniziali tlella zona montuosa di Peschiera che ad eccezione della pianura della estremità meridionale della piccola penisola di Sermio • e, cinge intieramente la ri\'a

COL SUO QUADRILATERO

237

meridionale del lago . Si possono accennare come punti confinarii del grande semicerchio che segna il piede del suolo montu0so di contro alla pianura i seguenti luoghi: Louato, Castiglione, Cassiano, Volta, Valeggio, Custoza, Sommacampagna , Santa Giustina, Pastrengo ed Affi, tutti nomi ben noti e r esi celebri dai recenti fatti d'armc. È difficile assunto il voler descrivere a primo colpo il vero stato di coltivazione di questo tratto di monti e colline; il semplice suo rilie~o può ingannare l'idea; dal suo disegno però si scorge, che parallelamente alle sponde del lago di Garda raccq.iude una qua nt ità di file di collinètte , a guisa di monticelli d'arena, che a forma di corona, or qua, or là più vicine o più disgiunte, attorniano il lago. La fortezza di Peschiera è circondata da tre e da quattro serie di ondulati monticelli che s'innalzano successivamente l'una dietro :raltra, e vi stanno come recinti difensivi ; mentre i profondi avvallamenti fra questi monticelli servono come trincee naturali di contro alla fortezza. Il Mincio converge alquanto verso il punto centrale della zona montagnosa; l'elevatezza delle colline pres::;o Peschiera raggiunge 212 piedi, a Salionze ~06 p., a Monzambano 198 p ., a Valeggio 184 p . - e queste elevazioni sono come base di tutto l'altipiano, Lit situazione di Solferino col suo poggio, ove torreggia la spia d'Italia sopra un"altezza di 630 p ., indica il comando che banno tutti questi colli coi loro rapidi pendii sopra la pianura; l'elevazione varia fra 300 a 400 piedi. Considerando inoltre che le pianure e gli abbassamenti che stanno fra le aride catene dei colli sono coltivate a vigneti, che le adiacenze dei cinquanta o sessanta villaggi, sono popolati da sparsi caseggiati, abitazioni e cascine, che nei paesi hmmovi chiese e cimiteri attorniati da muri, e fabbricati per lo più sui poggi dominanti, che le strade principali di comun icazione di Verona, di Milano e di Mantova col Tirolo, assieme 1ad una vasta rete. A:;xo vm voi.

1.

-

16.


1.A VEN EZIA

di interrnoòe comunicazioni, varino interscca11éìo quella montuosa regione, allora solo riuscirà a farsi un'idea della somma importanza militare di questa zona di monti Hll(;he chi prevontivamente non conosca l'immenso valore l:he per og~ i rapporto, hanno su Verona e su 'M.antoYa. N"ei dintorni di Garzago a nord-ovest distendousi i dorsi di colline, in parte iso1ati, che luugo il Chiese vanno a C;llcinato cd a Montechiaro . La valle del Mincio sino a Ooito ha i suoi limiti ben marcati. Rivolgendosi al le montagne del lago di Garda nella zona settentrionale del nostro teatro della guerra, penetriamo cella r egione delle Alpi che come abbiamo già eletto cinge con un grande arco quella bassa pianura. Parleremo prima del distretto delle Alpi che rinchi ude~ i paesi posti ad. oriente della valle dcli' Adige, dcll'Eissack, 0d a mezzodì la valle P uster; tutto questo tratto è più comunemente indicato colla denominazione di Alpi-Trentine. È questa una regione alpestre, selvaggia e caotica, che non :,;menti:,ce la sua natura nel suo isolato gruppo, vero rnassic~io di catene che scorrono parallelamènte alla cresta princlpale delle montagne più settentrionali, in masse cr.istallinc schistose, queste sole sor gono nell'ampio circondario di Bolzano , come figure di porfido, come pietre cristalline-calcaree spaccate; qui riesce assai difficile l'orientarsi in mezzo a questo caos di rigonfiamenti G di franamenti in mille direzioni, in mezzo ad una. incessante successione di balze, dirupi e di montani acci denti. Si esaminino più in dettaglio le conche confinarie di similepatura delle limitrofe Alpi Fasrnne e Trentine nella valle di Tisack, di Bolzano sino a Brixen, nella valle di Puster e di Brixen fino a Toblach pel tratto di strada di :\mpezzo al sud di Toblach e lungo la valle di Boite e ddla Piave sino a Capo di Ponte, e finalmente nella valle doli' Adige cla Trento sino a Bolzano.

COL SUO QU&Dll lLATERO

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Passando alle maggiori val] i, che dalle alte masse cen. t rali conducono al basso delle anzidette valli limitrofe incontriamo al n ord di Toblach, la tetra e selvosa vali~ dell'Inferno , non che una parte del tratto di strada di Ampezzo e del canale di Rienza che scaturisce nel Crcparosa, elevato 4870 piedi. Più in là verso oriente apresi la valle di Tuneberg; il Gaderbach scorre sotto in angusto solco, continuato dalla valle Abbadia ove romoreggian le acqueI del Mui-1.bach, attraverso molti sentieri • • s1 g1unge nella valle Fassana. Il Seckofl che si innalza 8611 piedi sembra essere il punto culminante delle irte catene che passano all'occidente cd all'orien te della valle d'Inferno e di Tunebcrg. Siccome la valle cli Tissach da Brixen a Bolzano ha l'apparenza di una angusta gola di. rupata, vanno aprendosi un varco quei torrent i c:he scorrono giù da oriente attraversando quei dirupi selvaggi: nclli strati med1i soltanto gli alpin i poggi rientrando, porgono qualche agio alla umana coltivazione. Fra q ueste valli trovasi quella ben nota di Grodencr; sull'opposta catena scorgesi il monte Plese alto 7680 piedi ed il Pentelkofcl 6300 p. Salendo pei gradini delle montarrne meridionali si giunge alla sommità acuta ed add:ntellata dell'Alpe di Seiser Blevata 7000 piedi ; sui suoi verderr. gianti prati ad occidente ergesi il monte Schlern a 7875 piedi,, ad oriente il Blattk egel cd il Pizr.o Selia alto più di 9000 piedi. La più lunga valle che trovasi in questa, alpina regione lateralmente a quella dell'Adige è la valle d' Avisio. Dalla sua imboccatura, movendo da Lavis verr. o gonst gràdinate le tre valli di Cembra, di Fleims e di Fassa. La valle di Fleims è la più estesa e la più popolata; la valle Fassana iincassata da irti macigni di porfido è la più r igida, circondata com'è da roccie' tfolornit iche di bizzarre forme; la valle di Cembra inve~e rasromiglia ad una stretta frana di roccic. L'alto Zauc:renberg che si solle va 7G75 piedi conserva il suo don~inio


CO!, s uo QUA llRJT:.n;no

Li VKN!sZIA

.e. va pr otraenùolo fra occid@te ed oriente. Alle sorgenti dell'Avisio ergonsi coron e d i acutissimi dirupi, ed enormi g hiacci ; i gelidi piani di Vedretta di Mar molata, all'aliezza di 10,233 piedi, formano il limite più lontano delle .Alpi primitive m eridionaJi . Sulla 0ima di Logorei, raggiunge il porfido la elevatezza maggiore di tutta la r egione alpina che qui è di 8040 piedi; nella Dolomita d i .Valle Agor do, la cima del monte Pape ergesi solo 7ì30 p iedi. La valle Fersina s'imbocca nella valle dell'Adige . al di sotto di Trento; n ella sua sin uosità accoglie la strada di Val Lugana, ~ percorrendo la sinistra riva della Brenta mette Bassano in com unicazion e con Trento. Il lago Caldonazzo elevato 1330 p iedi è il ba cino dove scaturisce il fiume Brenta, ed è l'avanzo di un bacino di lago che già esisteva nei tempi antichi, che estendevasi sino .al nord d i P~rgine; la Brenta dalla sua deri'vazione romo1;eggia e porta le sue acque sino a Pianello nell'ampio fondu della valle Sugana, aprendosi un varco tra balze ristrette e dirupate, prima di arrivare · alla p ianur~ presso ·Bassano. Nel bel mezzo della valle Sugana ergesi la Cinn d'Asta, deser ta e selvaggia rupe granitica alta 1600 p.; 10 sue diram a zioni rocciose r eiidon o disagevole la comtì~ nicaz,olile colla vallo d'Avisio, e le sue pendici orientali ptecipita.no rapidissime n elle scogliere del canale S. Bovo e d el torrente Cismone. Prima ancora che questo torrent,J a.rri vi alla Brenta, un'apertura d el suolo porge campo alla strada di val Sugaoa di staccare u n ramo di strada su F eltre, e ristabilire la comunicazione colla valle di Piave sino a Belluno e Capo di Monte. Questo è il fondo della valle suÌla riva destra della Piave, di suolo leg ger mente ondeggiato , popolatissimo, ben coltivato, di u11a lega d'estensione; questa c-h iamasi anch e la valle confinaria d elle Alpi Trentine che divide intieramento dalle Alpi le imboscate montagne al sud di DeUun o e d i F eltre. Di fronte a Mcl sbocca il Cordevole n ella

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241 Piave. La sua valle e la vicina valle di Avisio , sono le d ue pii1 considerevoli; esse hanno la stessa fibrosa natura che le Alpi Trentine; s'internano p·rofondamente colle valli d' Agordo e diLivinaJlungo, sino al piede delle rnasse centrali coperte di g hiacciai; i vicini rami hanno fra le prismatiche roccie alcune viuzze mulattiere ed anchl~ carreggiabili che passando per strette gole ad un' ~ltezza di 5000 piedi, conducono, verso le Fassane, nelle v alli di Grodner, d'Ampezzo e _di Zoldo . ' Nei contrafforti fra il CiJmone ed il Cordevole, i q ria.li sono la continuazione dell'alta catena di Lagorei, conformasi il carattere di grandiose ma·sse montag nose a frann selvaggie, colle gigantesche cim e del monte Pavion e (alto 7144 piedi) e del monte Pizzoco alto 6689 piedi, ambedue prossim i al pendìo della profonda valle della Piave che s'innalza soltanto 1000 piedi. A Capo di Ponte si v iene n uovamente io contatto colla strada di Amp ezzo, strada :i · . . . ' m comurncaz10ne del Veneto e del Tirolo i mportantissima. Il corso meridionale di q uesta interseca. la strett11 goltt fra il lago di Sauta. Croce e di Serravalle; il suo corso verso settentrione seguendo quello della Piave oaiuno-e a . . , o Pieve d1 Cadore. In questo punto della vall e, la Piave r iceve le rapide acque di Val di Zoldo, e presso Longerone quelle di Ma.e che travolgon le nevi provenienti dal Monte Ci vita alto 9776 piedi. Da Pieve di Cadore la strada di Ampezzo abbandona la valle della Piave, poi converge nella valle d'Ampezzo, e raggiunge al di là di Peitelstein quell'alta china divjsoria alta 4600 piedi, per la ·q uale si riesce nella valle di Hollen:sten (verso Toblach in va ll n d'Adige). Fra le valli di Mae e di Ampezzo s'innalzano i monti boschivi della v alle di Piave, che al monte Sforn ici hanno l'altezza di 7370 p ., e più io su verso sud-ovest spiega il suo a mpio m anto di n eve il Monte Palmo alto U737 p iedi.


COL SU)} QIJADRlL ,1j'J,RO

242 Nella descrizione prospettica che abbiam·o dato della regio'ne delle Alpi Trentine e delle Alp_i Fassaue, sembrnci ora suffieientemente spiegato, come non debbansi confondere i grandi franeggiamenti di masse di cui abbiamo parlato, con quelli delle giogaie di media elevazione, tra 5000 e 600 piedi dei quali parla la geografia, imperocchè descrizione si-mile non è atta a dare un'idea esatta della scossa che sfra.nò e ridusse in frantumi questi giganteschi dicchi . Reca poi gran meraviglia, che in questa regione alpina non siasi ancora riuscito a stabilire :buone comunicazioni latera1i ed intermedie col gran tratto di strada circondato da un'area di 100 leghe quadrate all'incirca, ed invece le :vie che .comunicano fra una valle e l'altra sono degenerate in faticosi inestricabili sentieri da. bestie da soma ,inaccessibili a qualsiasi sorta di vettura. Descrivendo questa regìone alpina non si potè tralasciare di toccare alcuni luoghi che sono fuori <l.el circuito del nostro teatro della guer ra, ma la coerenza delle strade di comunicazione non lasciava altra clii,tinzioneed obbligava a descrive1·e le Alpi in tutto il loro eorpplesso e spcondo Ja loro natura. Nella .valle Sugan~ però abbiamo toccato j confini del teatro della guerra, che noi riprendiamo portando le. uostr,e investigazioni sulle

nella parte meridionale della valle Sugana verso l' Adige, le quali innalzano le loro vette a 4 e 5000 piedi, mentre le cime di queste giungono anche sino a 7000 piedi d'elevazione. Sebbene questa regione di montagne non possa avere tutta quella grande importanza in pa.ragone a quella or descritta, cionon dimeno vi si travede tutto il carç1,ttere indigeno delle r egioni alpine ed anzi vi si palesa maggiormente, mentre fa vivo contrasto colle

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243

vicine profonde vallate. Le Alpi Veronesi si bipartono i drw gruppi principali separati ,dalle profonde sinuosi Là di Schio e Tiene, e dal tronco di strada che da Vicenza conduce a Roveredo p~rVallarsa (1) passando al Piano delle Fugazze, alto 3987 piedt. Il gruppo principale nord-est è separato dalla valle Sugana dàll'elevata c.atena del monte Dodici alto 7000 piedi all'incirca. Questa ca.tena si abbassa verso il nord formando varii scoscesi terrnzzi e non , presenta altro passo che quello assai scabroso sotto il Lavarone alto 3772 piedi (2), mentre il monte Scanupia alto 6520 piedi s'inmlza scosceso e rapido nella valle dell'AdiO'e. .Fra i promontori della catena del Dodici che si avv:1lano nella val Sug;µ:i.a, acquista rinomanza il rialzo bo• sc~ivo de~ monte Terra.rossa, alto 4000 piedi, perchò . ·chiude alL ovest la valle del . Brenta, ed al sud nell'avvallamento della valle di Vigolo, all'altezza di 2150 pieài porta una strada carreggiabile che serve a conuiunuere . t b b el tre tamente la valle dell'Adige presso lvfatarello colla .. v~l~e Sugana superiore, presso Calceranica. La parte mer1d10nale del Dodici è intersecata da lun ghi burroni boschivi nei quali scolano le acque che ad oriente affiuiscono al Brenta, e verso occidente all'Astico, mentre fra questi l'acqua rimanente è assorbita dal terreno cavernoso calcareo del bacino d'Asiago. Questo bacino cinto da tutti i .lati da scogliere fortissime comprende sette comuni, ove gli l bitanti sebbene stiano in m ezzo acrli Italiani; e tenghirfo una vita ritiratissima, hanno tutta;ia conservato . sino al giorno d'oggi i costumi e la lingua dei Tedeschi. Sul margine settentrionale del bacino si devano dal poggio della catena del monte Dodici il monte Verena (6177 p.), il monte .Mele~te (5516 p.);' su quello del sud, il monte Bertiago (4138 p.) scosceso si (1) L:1 Yalle del T imonchio. (2) II )i asso• di val Ccnta tra va.] cl' A stico e v,tl Brenta.


L A VENBZfA 244 versa nel fondo della,, valle di Laverda superiore; le pro~ minenze anteriori vanno estendendosi sino a Maro$tica, Mason e Bregam;e. La selvaggia, cavernosa e dirupata valle d' Astico si accosta alla valle del Brenta poco lungi da Laverone, sino ad un quarto di lega, c::isicchè il monte Scanupia è quasi totalmente staccato e può essere consider-ato come il termine settentrionale della catena che si eleva ad oriente di Roveredo fra l'Adige ed-il Bacehiglione , ed è culminante (638 1 p.) sul pas~ saggio de1la strada di Vicenza e monte Pasubio. I rialzi gradinati che sono all'occidente di questa catena volgono nella valle dell'Adige in -r ipidi.ed acute pendenze, e sono ù1tersecate da parecchie vallette. Le pendenze orientali verso la valle d' Avisio si smembrano in contrafforti che rinchiudono il fondo della valle di Posina. Al margine settentrioriale si solleva monte Torrearo a 5812 piedi di altezza : verso il sud il monte Sumano alto 3666 piedi forma la chiì;sa esterna di contro la valle Schio: quei gruppi di colline basse che stanno al nord ed all'ovest di Tiene sono vulcaniche bolle isolate, dèl tutto estranee alla regione delle Alpi. Il gruppo principale sud-ovest delle Alpi veronesi, riempie l'area dol triangolo che sta al sud-ovest della strada Vicentina fra i punti di Roveredo, di Verona e di Vicenza. ·1 gruppi occidentali hanno i loro versanti còntro i rialzi orientali del monte Baldo, e forman9 la valle Lon;,arina attraversata daU'Adige, mentre le masse set" tentrionali di questa regione delle Alpi fra la valle Arso _ e Ronchi si .uniscono in un'alta catena che ha il $l10 ·c ul- · m ine sulla cima di Posta alta 7080 piedi e fra i t.orrenti Orolo, Chiampo, Al pone ed llasi, formano un sistema di estese ramificazioni a figura di ventaglio, le quali inclinando al sud ed. al sud-ovest, vanno man mano appianando. Mentr e dal sud la natura della veneziana pianura si estende nelle valli , e la ricca e folta coltivazione

245 r icopre anche le falde dei monti, di vengono più inaccessibili ed alte le catene dei monti ove traggono sorgente i torrenti accennati; giungono specialmente ad un'àltezza considerevole le vette isolate dd monte Por to, e la cima delle tre croci. Val di Ronchi si accosta tanto a Progno d'Illasi presso Revalto col passo di Partica, aJto 3800 p., che amliedue le valli si possono considerare come il solco limitrofo Glel confine orientale dei COI, SUO QUXD!l !L.ITERO

~fou ti Lcssiui. Questi monti riempiono al sud di Alor il tratto fra l'Adige e la valle di Ronchi, addossandosi ad m~a massa di monti e di altipiani deserti e sparsi di laghetti, la quale al Borno d'Acquiglio si eleva 4710 p ., e al monte Tomba , a 6152 p. Verso sud, l'altopiano, siccome pure la massa dei monti attigui , $i smembrano in diverse catene in forma di ventaglio, le quali eccentricamente fra i torrenti Mezzane, Squaranto e Pantena scorrono giù nella piar!ura di Verona. , toccando anche la stessa città; le opere di questa fortificazione coronano anche un·a parte delle creste dei poggi minori . Quauto dolcemente queste catene vanno via via avvallandosi nella pianura, altrettanto ripidi ed irti sollevansi fra Ceraino e Volargne i loro dirupati r ial zi a fronte dell'altipiano di Rivoli col quale formano l'ultima porta della valle dell'Adige, detta la Stretta V<'meta; l'Adige, lasciando appena il varco alla strada ed alla via ferrata, sb·occa spu meggiante e con terribile fracasso nella pianura, che gli si apre dinanzi. Se i monti Lessini si possono ancora considerare come le radici meridionali delle Alpi, i vicini·

~lonli Berici invece non hanno veruna relazi0ne colla regione è.elle


2J6 LA VENEZIA Alpi. I monti Berici sono totalmente staccati., non avendo colle Alpi nessuna attinenza, n è- per natura, nè per ek vazione; essi ergonsi, sopra una base di circa 3 legh e quadrate al sud di Vicenza. Questi poggetti di nat ura. vulcanica in forma di bolle s'innalzano in pittorescbi g ruppi o-li uni addossati agli altri al di sopra di altipiani formati bda fina sibbia e d'argilla; la sommità di S. Giovanni elevasi a 1282 piedi. . · Più verso sud al di là della pianura. Barbarano che si estende una lega, s'innalzano maggiormente le m a::,s0 affini vulcaniche dei

COL SUO' QUAllRl!:dTERO

6

Colli Euganei ossia monti Padovaui ancl1 e sopra u n a base di 4 leghe quadrate , fra Este e Monselice. Le troppo acute creste di questi monticelli strettament e addossati li uni contro gli altri s'innalzan0 n el monte Vendo a 1816 p., nel monte Cero a 1252 p, e nel mon te Ricco a 1108 p. Q·ua11tunq ue i monti Berici ed i monti Euganei per l~ poco loro e1evazione, m olto stiano al dissott~ dalle A!p1 e quasi affatto scompariscano al confronto d1 esse'. c10nondimeno sotto vari riguardi l'importanza d1 q uesti non ' è m eno rile:vante quand'anche vogliansi considerare com e pianura q uasi oriz;onta1e, irrigata ~a canali_ ; e per ciò basterebbe rammentare quella pertmace resistenza che hanno incontrata gli Austriaci n ella battaglia di Vicenza all'assalto della posizione della Madonna del Monte. La ricca coltivazione delle loro · ieri-e , la quan tità di v ill c d issem inate che ne coprono le falde, la vista in lontananza di colline festonate di per golati , · danno a qud t errit0rio il p iù vago aspetto, e interrorn puno la . monot onia della pianura. . Continuando l'escursione sull'Alpi che cingono Venezrn arriviamo sulla strada di Ampezzo, ove trovasi il gruppo

'

nordest deUe Alpi italiane. Posso:::io considerarsi come limiti di confine i solchi della valle di Gail e dell'Isonzo, corµe anche i tratti delle strade nelle valli di Kartilzch, di Drava da un Jnto e di Raibel, Gailiz e Coritenza dall'altro. La frontiera al sud, di con tro alla· pian ura , e la separazione delle Alpi occidentali Trentine e Veronesi, -sono già state indicate. Il territorio d elle Alpi Carniche e d elle Alpi Venete, che cinto da tali confini, è già di per sè UH labirinto dei più selvaggi, e franeggiato della cintura m er idionale delle Alpi calcaree, seguendo le sinuosità della valle del Tagliam ento e della valle orient ale di Fella, si sparte ancora in una interna suddivisione di tre gruppi concatenati, cioè: i g ruppi delle Alpi Carniche, delle Alpi Friulani, e delle Alpi Veneziane. Le Àlpi Carniche si chiudono al nord da una caten a di 15 leghe di 1un gh ezza, la cui media altezza è da 4, a 5000 piedi, e si estende d a Inich nell a valle dell a Drnv ..t sino a Tarvìs, senza inter ,;ezioni di valli o d i vie carr eggiabili che l'attraversino. Nu m erose vette acute ed a spigoli taglienti s'innalzano a più di 8000 piedi; fra queste il monte Quat_erna, il monte Antalo , il monte Per ella ; meno elevati- (6000 p.) sono il Gernskofl e l'Hocwipfel. Mentre che i boschi v.i borri del versante settentrionale precipitano n elle valli dalhi Drava, cli Kartirsch e di Gail, le ,;alli del v ersante meridionale incontrano appena un lungo solco che li ri unisce n ella valle superiore del Tagliamento a tri plice distanza dall'alta. cresta. · Cercando u n punto di riatta cco alla continuazione occidcmtale di q u0sta v alle al di là del passo d i monte Mauro vérso la vall e su periore della Piave e la strada d i Ampezzo, e seguitàndo verso l'est d al primo svolto m eridionale del Tagliamento alla valle Fella, sino oltre il passo di Saifniz verso Tarvis alla valle di Gailiz, giungiamo alla demarcazione della frontiera m eridionale dello


2--18

L .% VENKZH

Al pi C,irnicbe, segnata dai punti di Pieve di Cadore, di Lorenzago, · Passo Monte Mauro (passaggio d ella valle di Piave nelle valle del Tagliamento, 3959 p.), Amptzzo, Tolmezzo (ambidne nella valle d el Tagliamento), Ponteha . Malborghetto, alt9 2271 piedi, Saifniz 2916 p. (nella vallG di Fe1la) e Tarvis alto 12565 p. ne11a valle della Sava. Ad occidente e ad oriente le Alpi Carniche sono cir• cuite dalla strada di Ampezzo e dalla grande strada da Vienna a Venezia; la via carreggiabile sopra il pas~o Santa Maria nella valle superiore del Tagliamento serve cl i comunicazione fra ambedue le strade. Le catene parallele che passano fra il dorso della stretta settentrionale, e la valle superiore del Tagliamento da occidente ad orient e sono t otalmente intersecate in molte guise da profonde e strette vallette trasversali, sicchè riesce assai difficile d i riccnoscer"e la concatenazione di esse e 1a loro congiunzione. Tale difficoltà si aumenta ancor più a misura che esse s'innalzano per div<:>nire selvaggie e nude r occie, che soprastanno ad oscuri e boschivi burroni. Le val li laterali alla superiore della Piave s'addentrano n ella più alta r egione delle A1pi Carniche fra m acigni, sassi, fra1w, fra masse elevatissime, alte 8000 e 1O, 000 p. ; s'incon trano ' 1uoahi e fondi di valli di inferiore altezza,, coir.e o p . e . il Paternkoyl alto 8600 piedi, ha i1 fondo d ella sun, va11e elevato soltanto da 2 a 4000 p., mentre i passi sono all'altezza di 5000 p. Fra questi passi, è rinomato il collo Monte ,Croce alto 5142 p ., comunicazione carregg1ahil c fra le valli di Padola e di Seste, ossia fra le valli delb Drava e della Piave, mentre invece gli altri passi n on soìlo altro che scoscesi sentieri pel solo passaggio di bestie da soma, appena per soli due mesi dell'anno sgomlJr i dalla n eve. Le alture che ivi hanno qualche i111portanza sono: Monte Crostis, alto 6882 piedi, Tresadia allo 5U91 p., Terza grande 8000 p. Le Alpi Veneziane n ella sezione S!;Uentrionale [rn il

COL SUO QUADRILATERO 249 Tagli11meuto e la Piave sino alla linea Capo di Ponte Ma o iago sono della stessa natura, cioè catene parallele e spezzate come le Alpi Carniche, ma le vette dei ruonti non sono tanto elevate: p. e. il Cridola ha 7821 piedi , Prarnaggiore 7575 p., Monte Dolada 5922 p. Sebbene la . med ia altezza delle vette sia di 3 a 4000 p'., cionondirneuv la catena settentrionale non è percorsa da alcuna strada carreggiabile, ma soltanto n el fondo de1la valle la strada di Ampezzo può abbenchè, con frequenti interruzioni venir alla pianura. Il suo ramo principale abband ona a Capo di Monte la valle della Piave, s'inoltra verso sud àl Lago di Santa Croce, passa la gola di Serravallo, g iunge n ella pianura a Oeneda, ed a Calliano si unisce alla strada carreggiabile viennese-italiaua. Fra la china della strada di Santa Croce e la valle di Zelline, si innalza il boschivo piano di Cansiglio, e giunge a 3000 t)iedi d 'elevazion e dal piano, formando rialzi diruposi , al suo punto culminante il Monte Cavallo ha 6876 pied ,. Da questo punto nulla incontrasi cbe desti qualche attenzione, le catene vanno rasenti da sud•ovest a nord-est n ella catena di Col del Moi al sud di Belluno . Questa elevasi sulla riva sinistra della Piave, passa fra il lago di Creon e quello di Segusino, v alica sopra una cresta ftlta da 3 a 5000 p iedi, rompendosi poi e passando da scoscesi declivi nella gola della vallo Marene, la quale riceve le acque della corrente superior e del Soligo. Questo scorre in direzione sud-ovest da Serravall<'_; contro la Piave, ma costretto a piegare ad angolo r etto, dalle prime masse della catena di Col del Moi, che incontra, Ya a raggiungere la Piave soltanto a Falze di Piave. La valle di q uesto corso d'acqua taglia acutamente al sud di FelLre la catena del Col del Moi, ma poi questa rinserrandosi sempre più, si trasforma in una specie di tunnel profondamente intagliato, perché tra Feltre e Cassano si erge il gruppo . del Monte GrapEa, come una


~50

LA VEl'(EZTA

parte staccata dalle Alpi Veneziane. Questo gruppo tieoA <li visi i fiumi Brenta e Piave nell'ultima loro parte montagnosa, disgiu!lge la strada di Valsuga.na dalla strada Feltre-Treviso, giunge, prnsso il lembo meridionale al suo punto culminante, sul Monte Groppa alto 5423 piedi, e domina la valle di Piave a Pederobba a più di 2000 p. d'elevaz-ione col termine a sud-est del Montenera che ha circa 3000 p. d'elevazione. Come alle Alpi Veronesi stanno a guisa d'avamposti i monti Berici ed i monti Padòvani, così le Alpi veneziane hanno dinanzi i colli isolati di Bas_sano; fra questi primeggia il tratto presso Asolo alto 1000 p_ieài, di massiccia natura, di pendio scosceso VtrS<? la Piave, ed il cui dosso, brevemente a.reato è ricoperto del bosco, detto Montello. ·1nvece le dune all'ovest di Asolo, quasi meridiane, che spèrdonsi nei rialzi di Montebelluna, dominano assai poco la pianura. Passiamo all' ultimo gruppo delle Alpi italiane ossia alle Alpi friulane. Nella parte settentrionale presentano doppio carattere. Fra le strette valli incavate parallelam ente, nella Fella superiore, si elevano su terrazzi di oscure selve, dorsi di monti calvi.·a vive sporgenze, che non sono altro che la pretta continuazione della. catena meridionale delle Alpi Carniche colle sue vette elevate <la 6 a 7000 p. (il Mittagskofel 6373 p., il Monte Cimone 7281 p.). Più verso oriente avvicinandosi alla valle delnsonzo , le catene si serrano più davvicino e trasformansi in altipiani ele~atissimi, acuti e coperti di neve; che hanno l'impronta delle Alpi orientali di Terglau ed 1n tali proporzioni, che si possono considerare come p~zzi di frane staccate da quei monti stessi. Qui ergesi il vVicshherg a 8194 p., Rornbon a 6747 p., ~ la massa alt i piana di Monte Canin alta 8000 p ., qual promontorio orientale. La strada viennese-italiana circonda al nord,est ed all'ovest questa r egione alpina, la strada va da,

CO L suo · QUORILA'l 'ERO 251 Villac a Tarvis, e da qui a Ponteba ,al Tagliamento. A levante il ra.mo della strada da 'l'a'ltvis a Gorizia segue. la montagna, ma al sud l'aqu:trinosa valle di Musi di riscontro alla precipitosa parete di Monte Musi , non p uò comunicare, nè per la valle Venzonazza con quella del ·Taglia.mento , n è per la valle del Rio Bianco con quella dell'Isonzo; nè vi si riscontra traccia di via carreggiabile. Al sud della valle di Musi s'innalza bensì una compatta catena di . monti in Jentellata linea caratteristica da ocr.idente ad oriente, con leggiera deviazion~ dell'estremità orientale verso il sud; ma la sua poca elevazione rinnega quasi il carattere alpino, poic.bè si smembra in piccoli t.ratti di tenur:. elevazione, e inflettendo verso il sud ·si avvallano i monti alla ·pianura, ove intersecati da torrenti numerosi periodicamente gonfi d' acque , vanno a poco a poco sperdendosi nelle colline che portano la coltivazione dei _bassi piani . Ammettendo come solchi di. divisione le vallette dei torrenti Torre e Natisone, si avrà questa zona montagnosa divisa in tre gruppi. Fra il Tagliamento e la valle Torre, il gruppo dell'al.t o monte Cbiampon coi suoi primi ri~lti ne tiene il minor spazio; fra le valli del Torre Superiore e dell'Isonzo, la catena di MonteMaggiore, alta 4.925 piedi acquista maggiore e più salda coerem.a. La stretta gola di Starasella taglia vivamente l'estrernitàsucl-estdi questa catena, ed a Caporetto sta.c ca un ramo dalla strada dell'Isonzo, che entrando nella valle Natisone presso Cividale passa nella pianura e va a Udine. Al sud il paese che primo s'affaccia fra Torre e Natisone, si estende con ma.reati alti piani boschivi nella pianura, e poco lontano .da Tarcento s'innalza ancora il monte Bernarclia all'altezza cli 2500 piedi. Il terzo gr uppo ergesi al sud del declivio di Starasella con Monte llfatajur e va chinandosi separato in diversi · contrafforti ·alluniati fra il Natisone, l'Inclrio e l'Isonzo nella piELnurà al sud di


LA VENEZIA 252 Cividale, nel gruppo delle colline di Rosazzo e di Ottelio (l). ~ Le colline di Farra presso Gradisca, ed il dorso di Medea al J udri inferiore sono di importanza affatto subordinata. Merita invece una speciale considerazione tutto il tratto di colline di S. Daniele e Moruzzo presso Udine, essendo una eccellente posizione difensiva. Dopochè il rapido corso del Tagliamento presso Ospedaletto, infrante le rupi., ha rotto l'ulti111a sua porta alpestre , si apre una vasta pian ura, la quale ad occidente è percorsa dal fiume ivi largo un q uarto di lega. Ivi il Tagliamento si divide in più _rami e circuisce la rocca di Osoppo (alta 88 p.); il suo letto è parte ghiaioso e parte sabbioso; nel mezzo del suo alveo hannosi isole di sabbia o di piote; ad oriente il terreno è coltivato a vigneti. I margini di alcune colline dèscrivono al sud un arco da Tarcento all'imboccatura della_Ledra. È indubitabile che il campo di Osoppo è l'alveo di un lago antico, gli avanzi-d~l quale sono da cercarsi nel lago Cavazzo, di cui l'attuale rocca fortificata di Osoppo era un'isola. Per un tratto di tre quarti di lega s'innalza.no linee aggruppate di collinette e di dune, le quali segnano il ,vecchio argine della riva del lago, rappresentando regolari baluardi, le di cui faccie rivolte al sud si congiungon0 a Martignacco e i fianchi appoggiano al Tagliamento ed al Torre. Il fianco occidentale chiude il varco colle sue creste alte e scoscese presso S. Pietro, avvicinandosi tanto alle ra- dici delle Alpi di riscontro a Pinzano, che il Tagliament0, ivi è rinserrato entro una gola di circa 300 passi dttta Passo della Tabina; e lo stradone di Verona e Venezia è obbligato di abbandonare la sponda del fiume per passare sopra la rapida altura di S . Daniele. L'altro stradone provenie11te da Trieste passa sulla falda orientale delle erte

(1) Nell'angolo forma.to a.I confluente del Natisonc nel Torre.

(I(T.)

CO L SlJO QlJADRl L ATE RO

253.

colline di Trigesimo, e ·va a unirsi colla prima a Ospedaletto. Qu esto tratto di colli è coperto da ricca coltivazione. e si pre~enta come un vasto trinceramento che coll'arte non si potrebbe ['are migliore, a difesa della strada d'Italia a Vienna; e qui si hanno villaggi sopra villaggi, case sopra case, giardini sopra giardini, insomma si richiedono numerose truppe per g uernire sì vasta linea,, Col fin qui detto crediamo aver descritto la natura e la g iacitura delle eminenze del suolo veneziano; l'area delle basse pianure parte circondata da quésto suolo, e parte irrigata a guisa di r ete, che ha una estensione d i 20 leghe dal nord al sud e 30 leghe da oriente ad occidente, indica, con poche interruzioni, il carattere della pianura illimitata. La seguente indicazione delle elevazion i, può dare un'idea delle pendeuze successiYe verso il livelJo del mare. Al Mincio sotto Valleggio: Massimbona 136 p., Goito 125 p., Mantova 104 p., Lago Superiore 58 p ., Lago Inferiore 44 p., imboccatµra del Mincio 40 p. Al Po: Massa 44 p ., Polesolla 10 p ., Crespino 7 112, Cav~nella 4 p. All'Adige: Cerna 56 p ., Rovigo 19 p. Le intèrruzioni ch1~ incontra la pianura fuori della zona delle colline del lago di Garda, sono di poco rilievo. L i valle del Mincio sino a Goito ha a,ncora i SLtoi limiti ben mar cati e nei dintorni di Canago si distende un dorso di colline che a Montechiari signoreggia la sinistr.a riva del Chiese. . 11 rapporto dell e &levazioni della pianura all'Ad ige e n el Friuli, sono i ndicate da i seguenti, punti : a.) Sinuosità, entro valli : Ospedaletto 440 p ., Grezzana 557 p ., Colognola 5:J6. p., Arz.ignano 427 p. b) Pian ura aperta: Verona, 181 p,, Montebello 128 p. , Vicenza 99 p., MoJJselice 23 p. e) Fra il fi urne Brenta ed i t Tagliamento: 0ìttacl_olfa A NNO Yl ll

voi,

T,

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·17,

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254 LA VENEZ fA 129 p., Castelfranco 137 p., Treviso 32 p,, Pordenone 124 p., Spilirnbergo 402 p., Casarsa 110 p., San Vito 95 p., Imboccatura della Livenza (Caorle) 24 p. d) Pianura al 'faglìarnento inferiore: Udine 418 p., Cividale 440 p. , Codroipo 176 p, Farra 146 p ., Aquileia 15 p., Grado 15 p. e) Litorale: Venezia e Chioggia 3 p. Coll\ndicazione dei suddetti punti d'elevazione, siamo giunti all'anfibio suolo del litorale, che già un tempo stava sotto le acque del mare, mentre ora sta inveee sotto i nostri occhi, in contrasto l'elemento acqueo coll'elemento consistente; avvertimento che ci invita a volgere i nostri studi all'idrografia del teatro della guerra. -

III. IDROGRAFIA.

'tutte le correnti d'acqua del ,nostro teatro della guerra appartengono al dominio del mare· Adriatico, sia che esse portino le loro acque alle due 'maggiori arterie fluviali, al Po ed all'Adige e da q twste trasmesse al mare, sia che come fi umane del litor ale si scarichino direttamente al mare. Dal Po aff Isonzo, tutti questi corsi d'acqua del Veneto hanno un corso diretto verso un comune centro, il quale nel bitcino del mare Adriatico si potrebbe stabilire a mezza via fra Piacenza e Chioggia, che corrisponde precjsamen!e alla pendenz,i della pianura dalle Alpi al mare . La principale arteria fluviale che accoglie tutte le correnti di acqua della se_zione superiore e media della pianura dell'alta Italia e le porta tutte al mare attraversando la pian 1.1ra è:

CO L. SOO Q~ADRf LATRll:O

255

Il Po. Le sue sorgenti sono da cercarsi nel pendìo orientale delle Alpi occidentali, ove ai versi torrenti precipitandosi giù dalle balze delle Al pi a {orma di raggi, si rad unano nel superiore bacino del_Po, dandogli quel carattere di fi ume gros,sissimo . Il fiume prendendo la sua direzione priùcipale da occidP.nte ad oriente, va via via sempre ingrossando, quantunque gli affluenti del suo corso superiore abbiano quasi sempre l'aspetto di torrenti, essendo assai varia l'altezza delle acg ue cli questi, i quali se per lo più in tempi normali scarseggiano d'acqua e sono gua- · dabili, però per improvvise piogge· sovent i in poche ore rigonfiano e si convertono in rapidissime 0orrent1, talmente che diventando ditlìcili a passarsi ed a provvedersi' di ponti, e riescono allora potentissimi ostacoli. Fanno però eccezione gli affluenti della riva manca verrn la metà del corso del Po, e particolarmente i maggiori, cioè il Ticino, l'Oglio, l'Adda e il Mincio. I grandi laghi cl i Como, il lago Maggiore, il lago di Garda che sono attraversati dalle dette riviere formano grandi serbatoi di acqua che servono a dare all'inferior corso delle riviere quella uniforme altezza d'acqua che le fa sempre ostacoli militari considerevoli, mentre non possono essere superati che in certi pochi punti e soltant'o col costrurvi passaggi artifiziali. È caratteristico per gli affluenti della sì . nistra del Po, che questi si versano nel fium e principale formando prima angoli molto acuti, circostanza questa importantissima per le lit:1.ee di difesa chn vengono segnate dal corso di queste riviere. Un grave ostacolo nello operazioni della .guerra è anche il f'istema dei canal i tanto diramato, che serve a dar comunicazione fra r·ivicn1, 0 riviera, in parte costruite come un mezzo d'irrigazione per Lutto il territorio, in parte ad uso di vie cli trasporto


256

LA VENEZIA

(navigli), ed anche per regolare nei fiumi la troppo crescenza d'acqua ed evitare le inondazioni. L'impetuosità della corrente e la caduta de1 torrenti alpini travolgono colle acque macigni che poi infranti in c.i ottoli, g hiaia, grossa arena, melma, fango, depositansi iu quei luoghi ove divirne più placido il corso. Coll'andare del tempo il letto si rialzò tanto che per preservare le busse pianure adiacenti dalle inondazioni; si dovettero serrar lé rive tra argini. Suppongasi che malgrado g1i argini , venga un dì a rialzarsi nuovamente il letto del corso d'acqua, e quindi sia indispensabile la costruzione di soprargini: si intende così come avvenga che sovente s'incontra il leito d i un corso d'acqua più eleYato d el terreno adiacente , e che all'opposto di altri paesi le sponde dei corsi d'acqua siano i p llnti pi ù elevati della regiòne. Entrando nel nostro teatro della guerra, di cui il limita occidentale arriva all'imboccat ura dell'Oglio e poi . da sè forma il confine meridionale difensivo , il Po h a g ià completamente acquistato l'aspetto di un fiume a basse -rive. Con poca pendenza attraversa la pianura facendo molti giri, deposita le màsse di rottami e di fango che travolse nel suo rapido corso, incomincia a formar isole ed a rialzar tanto il fondo del suo let,to, che la bassezza dcl!e sponde più non reggono a contenere le pione della primavera e dell'autunno. Per ripararsi dalle inondazioni si è d ovuto procedere più volte alla costruzione d i argini . Fra queste ' arginature e la riva ordinaria ;lel fi ume, che tra .loro variamente distano, riscontransi . folti cespugli di salici, olmi, p ioppi, pascoli incolti, ma rarissimi 1 casolari. , Le molte isole dèl fiume sono in parte coperte di boschi, ma poche coltivate, e perciò sono Mginate . Presso Guristalla molto vicino all'angolo del cohfine sud-ovest cl~! nostro teatro de lla guerra sì scorgono le

257 prime tracce delle paludi vicine al letto del fiume, ma presso Revere divengono p iù frequ enti occupando larghi tratti di terreno da amb0 le rive. Al dissotto di .Figarolo incominciano le ramifìc,a zioni del fi ume, ed il delta del Po, che alla spiaggia del mare ha una larghezza di 4 leghe. L' imboccatura del ram.o principale - Po della maestra - è il più settentrionale, il f'o del Gora è il più navigabile, mentre la prima· per le sue molti sabbie non può sosten ere che piccole barchette . Le altre bocche sono: · Po di Volano, Po di Ariano . La larghezza del fiume presso Guastallt.ì è di 18{)0 passi, di 400 al ponte volante di Borgoforte; da qui scendendo giù verso la foce, la larghezza divien minore e meno rilevante, per l'arginarpento del fiume, cioè da 600 ·a 700 passi, in più l uoghi 400, vicino a Carbonara soltanto 200 ed a Falonica 300 passi. L i. largh ezza degli altr i rami è minore; e mentre i1 Po appunto all a sua foce ha 1500 passi di larghezza, le sue attigue diramazioni non nè h anno che da 50 a 300. · La navigabilìtà del Po è m olto considerevole ; anche piccole na,,i marine veleggiano cçmtro la corrente ancor più all'insù di Polisella; solo n ei tempi di grandi siccità la navigazione ,sul Po rim ane interrotta al di là del confluente dell'Adda. - Pochi sono i ponti costruiti sul Po . L'ultimo ponte di bar che trovasi a Piacenz;i, cioè laddove tutte le acq ue d el Po scorrono raccolte. Invece di ponti fissi, in molti luoghi vi sono i cosidetti pm'ti pel passaggio da. una r iva all'altra; questi consiston~ in due barche accoppiate con coperta e parapetto . La pendenza quasi miperctt.tibile del fiume e la placida sua corrente, rendono agevole il li boro traghetto di. questi porti da una riva all'altra col semplice aiuto dei r emi. Questi porti sono pe r la maggior parte assicurati. e scorrono luncro una gomena a. g uisa cli ponti volanti (Ma voìenc!o tra ghettare una intera brigala si richiedono a.Imeno 10 ore cli tempo). COL SUO QIJA!JRIL.l'tEM

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~


258 Nel delta del Po si riscontrano ponti: a Bondeno, Vi gevano, Pieve e Ferrara; sul Po di Volano: a S . Giorgio di Ferrara cd al canale Bianco d'Adria. L'ultimo affiuente del Po di q ualche considerazione, alla sinistra del fiume, e che serve di confine occidentale del teatro della guerra è il

!lincio , l'emissario del lago di Garda , dalle onde cilestrine , ciuto da monti, noto per la bellezza delle sue attraenti Gampagne che stendonsi all'intorn'O del lago per 7 leghe; la r iviera esce dal lago a Peschier a e serpeggia facendo molti giri nel territorio montuoso del lago di Garda. Le limpide sue onde scor rono sino a Valleggio in mezzo ad ubertose cd elevate rive ; continua così sino a Monzambano percorrendo un territorio basso a praterie e pa1udQso oltre Goito , ove acquist'l. un'estensione di 2500 passi . Poco · al dissotto di Goito il Mincio eutra nei laghi mantovani, ne abbandona l'inferiore a Pietole, e va a gettarsi nel Po fo rmando un angolo assai acuto; ·Je sponde paludose del Mincio da Pietolè in giù sono ben chiuse entro _ eleva.ti argini. Il suo corso · da Peschiera al Po è di due tappe militari . Ove le acque del Mincio sono poco elente Tra Peschiera e Goilo s'incontrano varii guadi. La larghezza della riviera varia tra 50 e i"oo passi. Nelle · grandi piene d'acque, le q uali si possono fare artiG.zialmente chiudendo diversi canali, il Mincio può anche avere 200 passi di larghezza. Le sue rive dominano i dintorni in q uesta guisa : le colline d i Monzambano e éli Volta dalla sponda destra comandano la si o istra; le colline di Salionze e di Valleggio della sponda sinistra dominano la destra.. Il corso inferiore incassato entro argini ,.

COL SUO QUADRIL.\TEllO

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essendo le rive pressochè tutte paludose, non è favorevole ai passaggi dall' una all'altra sponda. Vi sono ponti a Peschiera, Monzambano, '\'alleggio, Goito e .Mantova. Le fortezze <li Peschiera e di Mantova colla corrispondente testa di ponte di Borgoforte sul Po sono i punti di sostegno della linea del Mincio. Peschiera è per sè sola una fortezza di non gran momento; ma in questi ultimi tempi venne afforzata da 14 novelle opere staccate che coronano le alture circostanti. La principale [orza di Mantova st.a nel sistema delle sue chiuse, mercè le quali si fanno innalzare le acque dei tre laghi che lambono le mura della cittaàella ed hanno 1 lega e 1[2 d'estensione, di g uisa mett ere a nove piedi sotto l'acqua tutto quel tratto di suolo paludoso che cinge al i;ud il campo trincerato di Mantova. Le ulLeriori descrizioni di questa fortezza, troveranno luogo in un apposito capitolo. Fra i g randi corsi d'acqua del teatro della guerra tiene il secondo posio

L'Adige che scaturisce nel superiore Vintscbgau nella sterile pianura di Melzer ove gl i impluvii del territorio di Gebatsch-Fernerreviers, vau110 r accogliendosi dietro i rniserabiii casolari di S. Valentino sull'Haidc, formando tre tètri laghetti ghiacciati; i loro emissari conii.nuano a scorrere gaiamente e fra verdcggian'ti pra.ti, quando l'Adige ancor giovinetto in piccoli rar,1i scende p el versante della valle. L'Adige scorre sino a Meran rin chiuso fra alte montagne; da questo luogo poi perc0rre una \'alle aperta che ha il suo p-endìo coltivato ad eccellenti vigneti; arrivando


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LA VENEZIA

a San Mièhele rinserrasi di nuovo, e rialzi di roccie scoscese lo stringono sino a Lavis. A Trento si allarga per 1<). seconda volta, le sue rive sino a Marco sono costeggiate da ampi tratti di praterie, indi i fianchi dei monti vanno vieppiù accostandosi alle rive, finchè raggiunti i confìni del nostro teatro della guerra fra l'altipiano di Rivoli e le irte balze di Monte Pastello, passa.udo in una stretta gola sotto il tiro dei cannoni del forte di Ceraina, scorre m uggendo attraverso la stretta dell'Adige. Il fi ume sempre r apidissimo ed agitato, esce nella pianura veneta presilo Volargne che attraversa serpeggiando, per scorrere poi quasi parallelamente alla corrente del Po e g~ttarsi nel mare poco lungi dalla foce di questo fiume. Dopòchè l'Adige ha infranta la p9rta alpina della stretta dell'Adige è fiancheggiato sulla sinistra a Parona e Verona, dagli spor genti contrafforti de( Monti Lessini e poi sino a · Zevio colle colline poco elevate, fin dove incomincia l'arginatura del fi ume. La larghezza dell'Adige vicino a Verona varia fra 130 a 150 passi; a Legnago è di 400, e più sotio fra 200 e 300 passi. Nel ramo principale non vi hanno guadi, rapidissimo è in principio il suo corso, poi diviene inferiormente assai più lento. · II fiume ha ponti a Trento, a Verona, a Legnago ed a Rovigo; questi due ultimi sono fortificati. Si . riscontrano anche molti ponti sulle sue ramificazioni, per esempio, sul canale Gazzone presso Vescovana, ecc. L'Ad ige nel $llO corso che è di 48 leghe, viene ingrossato dalle acque del Tisak che scaturisce vicino a Ster zing, del Pa~seyrbach, dell' Avisio, dell'Alpone ( celebre per la battaglia d'Arcale), che ha origine nelle _Alpi Veronesi, e dell'Adigetto - ques~i due nel territorio italiano. I fiumi del litorale di Venezia ha1mo più o meno lanatura di rapidi torrenti; il poco volume d'acqua che essi contengono viene anche diminuito, dovendo alimentare

261 un numer o straordinario di navigli e di canali d'irrigaz-iorie. Tutte le linee di questi fi umi non costituiscono poi grandi ostacoli naturali, se non· quando rigonfiati da lunghe o repentine pioggie. Intendiamo dire del complesso dei fiumi del Veneto, cioè del Brenta, della Piave, della Livenza, del Tagliamento e dell'Isonzo. COL SUO QUADRILATERO

La Brenta. Questo fiume sorte presso Bassano dalla valle Sugana, ricinta di dirnpi, come si è già detto, ed el'.).tra nella pianura, tocca Padova ove riceve il Baccbiglione e va a mettere foce nella lag una di Venezia. A Dolo, celebre per la sua altissima torr e acumi nata ad ago, diramasi il canale Brenta-Nuova che toglie una· quantità considerevole d'acqua per forn,i rne Venezia. Vi sono ponti a RiondelJo sulla strada da Vicenza a Treviso, a levante di Pad'ova (il ponte della via ferrata), sulla strada Vaccarina da Padova a Bassano, sulla strada Fontana da Cittadella e Vicenza.

La PiaYe discende dalle Alpi Carniche ed entra · nella pianura a Nervesa. Fino a ponte di Piave b11 ampio letto ciotttfloso diviso in molte ra mificazioni, le sue acque scorrono impetuosamente, il fiume ha tutto il cara.tteré dei torrenti alpestri; indi è trattenuto fra argini. Sonovi soltanto tre ponti per passar e il fiu me: uno sulla strada d'Almagna, un a.Jtro sul fa strada da Tfoviso ad Oderz0, ed il terzo è un pon to della via ferrata a Ponte Friula. Nelle grandi siccità il fium e offre molti guadi.


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263

LA VENEZTA

COL. SUO QUADRIL ..;TERO

La Livcnz a.

strada Monfalcone ad Aquileia; Gradisca sulla strada da q nesta città a Monfalcone; Gorizia sulla strada di Gradisca-Kanale sulla strada d' Al_magna.

Fiume di subordinata considerazione che suddividesi in varii r ami, e va a gettarsi in mare ad occidente di Caor le.

Il Tugliaincnto è il' fiume più considerevole del litorale; anche questo nel suo superior corso è rinserrato in · una stretta valle

che va all~rgandosi dopo aver ricevuto le rapide acque della Fella vicino a Venzone, e men'tre le montagne della sinistra riva ~i vanno allontanando, le mont~gne della destra .in vece ne seguono il corso sino a Spilimbergo. Arrivato ne11a. pianura, la attraversa rapidamente e, scorrendo in un letto ghiaioso, forma innumer.evoli isolette; le ghiaie del ]etto si estendono per più ·ore di cammino, ma nelle gr andi piene tutto giace sotto acqua. A Fraforeano incominciano le d ìghe; al dissopra di queste anche nelle piene d'acqua s'incontran_o qna e là siti guadabil i: nei tempi ordinari , quand9 le acque sono più basse, i guadi nel 1ìurne sono numerosissimi. La strada da Codroipo a Corsara valica il fiume sopra un JOnte lungo p iù di 300 piedi, detto Ponte della De- lizia (de1la via ferrata).

L'Isonzo entr a nell a pianura soltanto presso Gr adisca, ove ha il corso molto più moderato in paragone degli altrì del li- < torale . Questo fbme appartiene più alla regione alpinà che alla region_e piana. Ha la. sua foce a Porte di Sgobba nel golfo ç1i Monfalcone. I suoi ponti sono: Pieris sulla

IV. DELLE CONDIZIONI DELLA COLTIVAZIONE

E DELL' INFLUENZA DI QUESTA ALLE OPEl~AZlONI DELLA GU:ERRl.

Unitamente alla c.onfigura,.ione topografica di un tratto di territorio, la coltivazione ne costituisce uno dei più essenziali elementi, sia in quanto che modifica l'aspetto del terreno, sia pérchò ne clipèndono le condizioni dei }'.>Unti subbiettivi in guerra, tanto per rispetto alla . prat icabilità, quanto alla comodità degli accantonamenti. Il teatro della guerra dell'Italia settentrionale ha su questi rappor ti una sua caratteristica. particolarità, che merita molte serie riflessioni , essendo più d'ogni altra contrada europea, svariatissima tanto nella vegetazione, che nella coltivazione del suolo. Questa caratteristica. e non comune ricchezia di coltivazione ha la sua cag-ione nella posizione stessa del paese, imperocchè co~,e mai non cl9vrebbe dare vita ad una coltivazi one tanto ubertosa e variata, una contrada che giace sotto l'influenza del clima meridionale, che· è irrigata da migliaia di arterie, le quali inaffiandone il suolo, mitigano l'ardenza del sole di mezzodì a seconda dei bisogni del campagnolo, che è ripar ata dalle Alpi contro i ghiacciati venti del nord e dell'occidénte? Sono questi altrettanti elementi, che nel complesso dei lor'o effetti· danno vita a tanto svariata e ricca coltivazione . , svariata altresì nella spcc1e dei suoi pr odotti; vi vegeta la palma d'oriente al pari che la quercia sett entrionale, ed infine svariato ancora_il genere della coltivazione tanto nei paesi bassi e profondi, nei paludosi


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LA VE~' EZIA

terreni e nelle maremme che stanno quasi al livello del mare, quanto sugli altipiani, e sui contrafforti scoscesi e derupati delle Alpi e degli Appenini. La varietà della coltivazione, condizionata alla natura ed alla situazione più o meno elevata del suolo fa dividere per rispetto alla coltivazione,. il teatro delle guerra in quattro r egioni cioè: Polesine, risaie, campagne ombreggiate, e colture a terra.zzi . . a) Regione del Polesine.

La regione del Polesine deve la sua origine ai fì umi di rapido corso del lj~orale del mare Adriatico, che in° cessantemente travolgono banchi di sabbia e di fango, ed unita.mente alla corrente del mare predominante da nord-est e sud-ovest contribuiscono a trattenere, innalzare ed indurire quelle melmose onde, le q ua.li dopo aver formate · lagu ne e marernme di una estensione di una à tre leghe, offrono in certa guisa quell'anfibio passaggio dal solido al liquido, dalla terra al mare, e qua e là secche, e bassi . fondi, siccbè impediscono l'approdo alle navi di maggior mole. Questo, suolo grasso e melmoso che si a.ccost.a all a spiaggia del mare, non offre altra risorsa. che il pascolc,, specia.lme;Jte .oei luoghi più bassi, ove l'Adige ed il P0 incominciano a formare il delta, ed ancora più io giù a.Ile foci delle loro ramificazioni, cosicchè in questi luoghi si possono trovare tutte quelle particolarità della coiti~ vazione patriarcale. Tratti di s uperficie piane ed erboso monotone, melmose, intersecati da appena v isibili e ser peggianti vene d'acque, talora stagnanti; senza à.lberi, senza campi arati, e luogh i abitati: tale è il cornplesw del carattere campestre· di questa r egione del Polesine. L'aria paludosa, impregnata da febbri} vdeno e rnalsa.nissima, che esala dal suolo , tiene assai loHtane da questi luoghi le abitazioni degli uomiui, e soltanto pochi

~65 . villaggi, i di cui abitanti colle loro · smuntR e giallo- _ goole fisionomi e, danno a veder e quali siano gli effetti di quell'atmosfc'ra, stanno nei punti più rilevati e per lo più inarginati; mentre nei bassi luogbi trovansi qua e Jà sparse alcune stalle e fienili costruiti soltanto per farvi svernare · 1e mandre e per ripararvi durante l'inverno, il fi eno dalle intemperie. Questa regione del Polesin e è praticabile soltanto per mezzo delle dighe e degli argini che vi sono cretti per preservare il paese dalle inondazioni . Là, ove il suolo si innalza alquanto sopra il livello di ' queste paludi e maremme, incomincia la COL SUO QUADRILATERO

b) Regione delle _risaie.

Le risaie hanno presso a poco la medesima natura che il suolo del Polesine ; oifrono allo sguardo ampie pra:terie, piane, intersecate da canali d' irrigazione arginati, e divise 1n quadrati regolari di circa -300 passi di lato . Dalla. primavera siuo all'epoca de1 raccolto, questi quadn di s u'olo .stanno alcuni pollici sotto acqua; nell'autunno ~lopo il taglio del r iso si chiudono i canali. Non perciò seccano le risaie, e durante la coltivazione d'el riso, che in queste pianure dura tre anni, questo tratto di suolo è da considerarsi come palude cont inua; nei primi due anni di riposo questo snolo inzuppato cli tanta acqua, · va .via via sperdendo la natura sua paludosa, e convertesi in ricche praterie , praticabili anche all'infuori dea-li o . argini ,· mentre invece durante la· coltivazione del riso, ogu·i comunicazione è limitata agli argini stessi. Nella r egione delle risaie l'aria paludosa è assai malsana, perciò vi è vietata l'edificazione delle case, ed anche per legge è vietata la cdtivazione del riso troppo vicina a lle grandi città.


266 LA YENEZI A Nella regione alquanto più elevata e con termine alle r isaie, havvi la: e) Regione delle campagne ombreggiate.

Questa regione è la parte più fertile della pianura, ove prosperano il grano, { fr utti, l'liva, insomma ove tutto' cr esce e matura in grande abbondanza ; la natura e l'arte vi hanno spinta la fertilità al sommo g rado; q uattro raccolti sono soventi la ricompensa della diligenza dell'agricoltore, e la gr~nde fertilità del siaolo permett e d i utilizzare anche i piccoli tratti di terra, cosicchè col tempo ne risultò quella ripartizione delle campagne in tante part icelle; qua e là esistono molti alberghi, campi e possessioni cinte da siepi, chiudende , spalliere, pergolati di viti, e viali d'alberi da frutta. Tutto ciò congiunto alla ramificatissima rete dei canali d'irrigazione coi loro argini popolati di piante fruttifere _e di g~Jsi, danno a tutta questa r egione l'aspetto di un diradato bosco , e quantunque vi siano strade aperte per necessità economiche , le quali possono anche servire ai n:iovimenti dell e tr uppl'l, c_iononostante tutte queste 9--ccidentalità servono · d'ostacolo alle mosse ed alle grandi operazioni dei grossi èorpi d'eser cito, come verrà dimostrato in appresso. Un suolo, che tanto generosamente rimunera In faticbe del contadino, deve anche avere una numerosa popolazione, e dar vita a molti de' villaggi; infatti q uesti vi sono assai numerosi, e fra loro assai vicini ; gruppi di case circondano soventi la chiesa e la scuola comunale, poste in m olti paesi sopr a elevati luoghi. Questa grande ubert.osità del suolo pregiudica però l'al~ levarnento del bestiame, lim itando i pascoli alle r icche praterie delle valli dei fi umi, quindi ne deriva scarsità di carni e di latte. Jl terreno si coltiva a pi:·ato per q uindici anni consccutiv·i, if fieno viene taglia to quattro

267 volte all'anno; poi il prato è sottoposto per cinqne anni all'aratro, e dà allor a set.te raccolti di grano e di legumi. Dobbiamo anche for cenno che in alcune isolate re- . gioni alquanto elevate, ossia sui colli, il suolo è meno fertile, per . la mancanza totale dei cana)i d'irrigazione, degli alberi fruttiferi e de'vigneti. Questi tratti di terreno sono i più accessibili alle operazioni della truppa, corne p. e. la brughiera di MedolE' , e le pianure del Friuli n elle -vicinanze di Udine, le brughiere di Ariano, di Prabiano presso Villa.franca e quella di Montechiari. Sebbene la rete ,delle str ade vi sia molto meno sviluppata, tuttavia -l'aperta campagna offre anche senza le comunicazioni un comodo campo d'operazione. COL SUO QUADRI LATERO

Laddove la pianura si trasmuta in colline a pièdi delle Alpi, incomincia la d) Regione della coltura a t errazzi di vigneti e g iardini a frut ta.

Gli oliveti, i castagni, i Doci ed i gelsi coprono le pendenze dei colli . Qc1i si -creano t utti q uelli oggetti dell'.in~ dustria e dell'agricoltura che sono indispensabili a tali piantagioni; terrazzi cinti da muri, siepi, torchi da olio, abitazioni di vignaiuoli, ville e cascine sparse, danno a questa regione quel caratter e di terreno sommamente intersecato ed accidentato, difl-icolto:30 e faticoso all'eseguirnento di mosse militari; questa regione precede quelJa delle più' alte montagne d i accesso ancor più difficoltoso alle truppe:

Dal complesso dellà descrizione agr icola delle varie reg ioni cercheremo di ricavare- quei dati che possono per la loro influenza avere effetto sulla guerra. In primo


268 U, VENEZIA luogo si vede che il teatro della guerra italico è caratterizzato come pieno d'ostacoli d'ogni specie, che esclude i combattimenti delle masse e le cosidette battaglie in . linea, !imitando j grandi attacchi di cavalleria alle pianure od alle brughiere piane; ivi una battaglia si sciogli,· iu un numero maggiore o minore di combattimenti locali, specialmente q uando h~ per iscopo l'occupazione di case forti in pietra, di ville, di villaggi, ecc.; una prova par~ lante che conferma l'esattezza di qùest'asserzione, la offrono le due battaglie principari dell'ultima campagna, cioè la battaglia di Magenta quella di Solferino: Questi locali com battimenti acquistano poi un grado tale d'accanita pertinacia a cagione della costruzione ·d elle case. La fecondità straordinaria del suolo fu causa che molti boschi vennero svelti per poter assoggettare all'aratro una ma.aofor estensione di terreno; quindi maggior parte 00 dei boschi si trova, quale passaggio intermedio, tra la coltura a terrazzi e le alte montagne, ed in pochi luoghi della pianura. · La- scarsità del legname di costruzione fa sì che nel1a costruzione delle case si impiega pri ncipahuente la pietra; tali abitazioni in generale· sono più rnassicéie e più atte alla difesa sotto ogni · rapporto. La copri tura dei tetti essendo di tegole, più diffici le riesce l'incendiarli coi rroi~tt,i cavi. Il fuoco dei, razzi riesce sl:)nza effetto contro queste _ ·case n1-assiccie, e Schonhals racconta che nel 1848 e 49 per causa della massiccia costnnione delle ca~e in Italia, gli Austriaci furono obbligati a condursi dietro un ce1:to numero di · mortai. Aggiungesi ancora che la maggior parte delle città d'Italia sono cinte da mura·, e molte anche conservano tuttora gli avanzi di antiche cittadelle. Nun'.Ìerosi villaggi sono tuttçidì muniti dei ruderi diantichi castelli, ed hanno le chiese poste su eminenze che si possono bene difendere, cimiteri cinti di muri. Qualunq·ue

C0 6 SUO Q!; .\D!\I C,ITlil\O

269

podere, ha il suo ricinto in ~rnra~u~a ed. è per se_ m_edc~ simo già un luogo forte e d1fend1p1le. S1 può qm citare come esempio il' fortè castello di Solferino, la casGina Contracania presso Sa~ Martino, la Possessione dietro Solferino . Le comunicazioni sono limitate agli stradali, e le truppe specialmente quelle a cavallo, non ponno altrove camminare. Riesce faticoso il servi.zio dei fiancheggiatori, inciampando ad ogni tratto nelle siepi, nei filari delle vigne e nei fossi . Qualche eccezione si trova nelle aperte pianure già prima indicate. . Le risaie grandi ed estese, sott.o il punto di vista militar e, sono da considerarsi tali come le pianure im praticabili; nell'inverno quando le risaie sono bene asciutte possono servire di accampamenti ; ma pPr quanto si può, è meglio evitarle, esalandone pestilenziali miasmi. Le risai,e àsciutte sono i-;cltanto accessibili alla fanteria ., perchè l'inestricabile rete di fossi e di arginamenti vi rende a~sai difficile od impossibile il passaggio all e armi a cavallo. Marciando attraverso le risaie non è necessario st_accare · fiancheggiatori, poichè si ha sgombra la vista per più migliaia di passi all'intorno. . Gli aratoi nella regione dellA campagne ombreggiate lateralmente alle strade sono da considerarsi come i bosch i, perchè i vi la vista non è libera al di là di l 00 passi ; cd i larghi fossi clrn costeggiano le vie principali non consentono sulle prime del combattimento ai cavalli ed alle artiglierie di lasciar la strada per nascondersi dietro ai b pergolati, ed è forza aprirsi i necessari passaggi attra,rerso 1~ siepi e gittar ponti sui foss i laterali alla strada. Per non cadere all'impensata sotto il fuoco di una batteria improvvisamente smarcherata (che la coltivazione particolare del terreno in Italia ne offre assai facilm ente l'occasione) , è indispensabilmente necessario spingere l'avanguardia almeno 1600 passi avanti, afnnchè il nerbo Ai<No vur voi. r. -

IS.


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L.i VEt,;l!ZIJ.

priocipaJe non sia troppo facilmente attaccato di sorpresa. Iu quasi tutti i terreni coltivati essendovi piantagioni di gelsi, q-ueste impediscono sovente l'impiego dei razzi 11ei campi laterali alla strada, non trovando libero sfogo ]a loro traiettoria, deviando dalla linea di mira e dalla regolarità del tiro, ogni volta che il ·razzo vien trattenuto dal fogliame delle piante. Gli alberi sono piantati 11ei campi in linee regolari e fra esse esattamente parallele; i _ filari distano fra di loro da 20 a 30 passi formando spaziosi viali della suddetta la,rghezza; gli alberi J~lla medesima fila sono piantati più vicini, cioè da 10 · ,t 12 passi gli uni dagli altri; il loro folto fogliame coi I lunghi rami formano un'impenetrabile cespuglio al dissopra del tronco che ordinariamente è alto 6 piedi. Spesse volte lungo questi filari di alberi s'intrecciano i rami delle viti a guisa di ghirlande e festoni che impediscono il paRso alla cavalleria ed all'artiglieria. Se i filari d'alberi sono paralleli alla strada sulla quale si avanza la truppa, allora i pezzi ed i razzi avranno libero il campo di tiro e libera la manovra tra i due filari · d'alberi, nello spazio di 20 a 30 passi, ossia nel viale che scorre verso il nemico. Ma se le file degli alberi stanno perpendicolarmente alla strada, formeranno colle loro ghirlande di viti e col fogliarne degli alberi un denso velame davanti alla fronte del nemico che impedirà innanzi tutto la vista, ed in qualsiasi luogo che fossero collocati i pezzi , troveranno dinanzi. alla linea del tiro, a 20 passi, una parete di fogliame in cui cadranno i razzi e rimarranno senza effetto. Se la ricchezza straordinaria che la coltivazioQe produce, da un lato contribuisce a rendere difficoltosa la guerra, dall'altro però le è 'favorevole, poiché l'utile molteplice che si ricava dal terreno produce anche grande abbondanza di vettovaglie. Le granaglie, l@ carni ed i latticinii si trovano in queste

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271 regioni partitamente concentrati, e là ove uno di questi generi abbonda, soventi si soffre la mancanza dell'altro; non è qui come in Germania, ove vi sono grandi possessioni, ove prosperano tutti i rami dell'economia rurale. Questar~cchezza delle produzioni del suolo è sufHciente al nutrimento della sua numerosa popolazione; poche granaglie (eccettuato il riso) vengono esportate dal pae$e, perché l'ecceder_iza d'un luogo passa in quell'altro ove scarseggia o difetta il raccolto, e l'italica pianura ha alcune regioni assai povere di c:ereali. Qui torna anche in acconcio l'accennare a1la facilità di ottenere grandi mezzi di trasporto per un esercito: la ricca produzione del terreno ed il sistema invalso di dare ad affitto i terreni, suddivide il suolo in tante frazioni ohe sono coltivate da numerosa gente ove vive e lavora e vi tiene necessariamente carri e bestiami. CO-L SUO QU ADRII.ATERO

A vendo data un 'idea generale della condizione delle diverse regioni coltivate, ci· rimane an~ora di fare alcuni cenni delle suddivisioni del nostro t eatro della guerra. Quel. tratto di paese che giace fra il Mincio, il Po' e l'Adige, partendo dall'uscita del Mincio dalla.go di Garda, riunisce in sè le condizioni delle varie regioni, cioè della coltura a terrazzi, delle risaie . e del Polesine. Le risaie principiano a Villafranca e si stendono fra il Po e l'Adige. Quest'ultima regione passa poi nelle gra.ndi valli veronesi, ed è specialmente quella striscia di terra che sta fra il Po inferiore e l'Adige, la quale riesce' molto atta alla difesa, percbè Je molte sue vene d'acqua possono allagare tutto il terreno, e quando si scanna uno degli argini dell'Adige e si congiunge l'acqua del!' Adige colla Molinella, si rende impraticabile tutto il pae.,;e di Legnago sino al mare. Nella stessa guisa si possono ristabi!.ire linee J'acqua artifiziali per chiu~ere questa regione; per esem_pio, facendo entrare per la \jhiùsa di Castagnana, l'Adige nel canale Bianco e, _nel Po.


• 272

LA VENEZIA COL SUO QUADRll,ATERO

Nel Veneto fral'Adi~e e l'Isonzo il paese paludoso lungo le spiagge occupa un'estensione di 1 a 2 leghe; e questo r ialzato dall'artifiziale formazione del letto dei finmi fa che si trovano poi tratti di suolo nel litorale , e speGialmente lungo il corso della Piave e del Tagliamento, i quali possono considerarsi come i punti i più solidi del litorale. L'estensione del paese paludoso va via via diminuendo a misura si abbassano i fiumi che van.no portando le loro acque alla laguna, e così pure molti traiti di suolo del Friuli, della natura delle brughiere, si vanno .convertendo in aratorii ombreggiati, in , vigneti e giardini a frutti, coll'ognor crescente perfezionam'e nto del sis~ema delle irrigazioni e per la diligenza del contadino. I vi le risaie non sono di grande estensione come quelle del' Mincio e dell'Adige; i gruppi dei monti Berici e dei monti Euganei, colle loro colture a terrazzi, interrompono la monotonia della pianura che dappertutto •offre -il carattere delle campagne ombreggiate.

NOTIZIE STATISTICHE SUl PRINCIPALI

ESERCITI E UROP El CONTDIUMJONE

(1)

B. CAPO

·(Continuci)

X-.

ALLOGGIAMENTO DELLE TRUPPE.

§1- --~ ~ « >..--(.....- -

Alloggiameif!tO presso gli abitanti Caserme di passaggio.

La legge del 1791 ha stabilito per tutti i cittadini in. distintamente, proprietarii o locatari, l'o bbligo· dell'alloggio militare. L'allo'ggio militare è dovuto alle truppe in marcia, ed (1) Vedi Rivista ·m ilitare italicma, Anno VII, voi. III, pag. 245 , volµme IV, png. 3, 127, 239, anno Vlll, voL I , pag. 30 e 113.


274

NOTI ZIE ·sT ATJSTJCHE

ai militari isolati che viaggiano muniti di foglio di vi_a : È poi dovuto alle t.ruppe di presidio od accantonate , quando nella località non sianovi caserme a suffi;ienza, ma in tal caso l'abitante riceve un'indennità cosi règolata: Quindici centesimi per letto · fl. per nott~ per due uomini; Cinque cente imÌ per cavallo; Dieci centesimi per ogni letto fornito nelle caserme. L'uffiziale ha diritto ad una camera, al fuoco ed al lume per tre notti. , I soldati hanno diritto ad un letto per due, agli utensili per éucinare il proprio rancio, fuoco e lume. per tre giorni. Sè alcuno •degli abitanti ha -alcun lagno a porgere per danni sofferti, egli deve farlo al comandante della truppa nelle 24 ore del danno avvenuto; altrimenti il richiamo, sebben fondato, è ritenuto per nullo. Alcune città per esonerare gli abitanti dal peso ddl'alloggio militare hanno eretto apposite caserme dette di transito, nelle quali vengono acquartierate le truppe di passaggio. Sarebbe veramente desiderabile che cotesto sistema si general izzasse anche da noi, iri1perocchè nulla è più dannoso alla disciplina ed all'igiene che l'alloggio delle truppe presso gli abitanti, quando ciò debbe succedere per numeN1Jse tappe consecutive.

§2-

Casermag,qio.

Come già abbiam detto, .in Francia l'uffiziale ha ragione all'alloggio in natura, in appositi padiglioni, arredati a spese dello Stato. · • Un capitano ha diritto ad ucn alloggio composto di due camere .ed un gabinetto. L'uffiziale subalterno ad una carnera ed un'-gabinetto.

SOI PRINCIPALI ESERCITI EUROPEI

27fr·

Quando difettano i fabbricati militari, l'uffiziale invece dell'alloggio in natura, riceve . allora l'indennità alloggio della quale già si è detto nel capo 'precedente. Per la truppa,. ogni camerata di 16 uomini riceve un t.avolo, e due panche di 2 metri, un asse a pane, alcune stufe. , Il numero dei letti per ogni camerata_ è regolato in modo che per ogni uomo sianvi 12 metri cubi d'aria nei quartieri di fanteria e 14 in quelli di cavalleria. I letti non debbono stare accoppiati, ma distanzati lateralmente di 25. cent. l'uno dall'altro. Gli aiutanti, ·i sergenti maggiori, il sotto-capo musica, . ed il porta-lettere hanno diritto ad una camera per ciascuno. Le vivandiere e le lavandai~ hanno una camera con fornello ed un gabinetto . Tutte le suppellettili di, casermaggio sono in Francia come appò noi date per appalto. L'impresa caserme fornisce: mobilia da uffiziali, mob ilia da aiutant-e, forniture da soldati, forniture da in fermeria in ragione del 2 per_ 100 del numero di quell e da soldato, mezze forniture l 1/z per 100 da infermeria e 1 per 100 da sale di disciplina, cappotti da sentinelle e mobilia.·d a corpo di guardia. Il letto da uffiziale consiste in : un pagliariccio pieno di 15 chilogrammi fieno da rinnovarsi -ogni ~ mesi; due materazzi lunghi l lll,95, largbi 0lll,9ì5 e pesanti 12,750 chil. di lana, un capezzaie di piumino, e due coltri. Il letto da truppa consiste · in : un pagliariccio pieno di fieho;lungo Im,95, largo 0m,577, spesso Om, 16 e pesante 12 chil.; un materasso di 10 chil. di lana, un capezza.le di cbil. 1 1.;2 di lana, una coltre di lana del peso di ,3 chil. circa. Le lenzuola sono- cambiate: per l'uffiziak, ogni quindièi


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NOTIZIE STAT ISTICHE

giorni dal 1° maggio al 30 settembre , ed ogni 20 giÒrni dal 1° _ottobre_al 30 aprile; per la truppa, ogni 20 giorni n81 primo periodo suddetto, ogni mese nel secondo. Nelle ' infermerie sono cambiati per ogni ammalato entrante. Come_ nel cap? IX abbiamo accennato, ogni corpo ha 1111 uffizial~ particolarmente incurnbenzato di vegliare al caser:nagg10,_ e questi è per l'ordinario l'uffiziale portabandiera . .Egli ne riceve e rimette il caricamento in nome del corpo.

§ 3 - Baraccamento e accrnnpamenlo. Le truppe accampano in baracche o tende. Il mate'ria.Ie di campo è così stabilito : . TPnde per 16 uomini, un sacco a tenda ed una coperta da campo per individuo, una pentola ed una gamella per 8, un bidone per 16 , una tavoletta con 16 P?rtamantelli per tenda, due pale e due gravine per tenda, una roncola ed una scure per tenda. _ . La p~glia è_dovuta a.lle truppe accampate in ragione d1 5 chilogr. per uomo, ed è cari1biata ogni 15 giorni. 1

CAPO XI. 'rRASPOHTI ll{IL !TARI.

Il servizio dei trasporti militari è organizzato i11 Fnthcia a presso poco come pell'esercito nostro. · Tutti i trasporti milit~ri si devono far e per quanto è possibile dal treno degli equipaggi militari, ed in difetto da trasporti a pagamento.

SUI P !I INCIPALI 1,;;;JmCl'fl EUROPEI

§

·1 -

'277

In tempo di pace.

, Le truppe in m,arcia banoO' diritto, ragguag1i~tamente alla loro forza, ai mezzi di traspo,r.to per le loro salmerie e _~ r gli uomini• che non ponno cammi!],are a piedi. :. Questa prestazione è regolata in ragfÒ11_e .di un carro ad un cava.llo per i60 uomini. I drappelli minori di 2,5 uomini non vi hanno diritto. Quando a carri debbansi sostituire i muli da basto, si !itiene in base che il carico d'ogni mulo _è di 125 chi!., e che vogHonsi 4 muli per portare il peso carreggiato da una vettura ad un cavallo (500 chil.). · Nelle màrcie· in tempo di pace le truppe provvedono ai loro mezzi di trasporto per mezzo di un'indennità rappresentativa; ad ogni tappa fanno appositi con_tratti, con che però non si oltrepassi il prezzo massimo di 30 ccn• tesirr,i per ogni chil. . da percorrersi e per carro ad un çavaUo. In molti luoghi di tappa hannovi convogliator i priviJegiat i·, obbligati di fornire alle truppe i mezzi di trasporto richiesti, secondo una tariffa prestabilita annualmente coll'amministrazione militare. · Quando_ la truppa deve viaggiare per ferrovia, prima della partenza è provvista dei viveri necessarii ( pane e carne cotta), i bidoni vengono riempiti d'acqua, gli zaini sono c_arica.ti degli utensili da campo, ed i bastoni da tenda sono legati al fucile . . Le vetture· sono · ordinate nel convoglio come segue : Vettura per bagagli; Id. péi cavalli o muli; Id. di 3' cla$Se per metà d8lla truppa; . Id. _ di· 1a e 2• classe per gli uffi.ziali; Id. di 3" classe per l'altra metà della truppa.


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NOTIZIE STATISTICHE

La bandiera è posta nella vettura ov'è il colonnello ed il t:Jorta-bandiera sale nella vettura stessa. ' ~'aiutante_ maggiore avrà. presi preventivamente i voluti concerti col capo-convoglio. · La truppa giunta alla stazione ferroviaria un'ora prima dell~ p~rtenza fissata dal convoglio, si forma in battaglia ~1 sott'uffi~ial~, l_e viv~~diere ed° i figli di truppa nelle righe). Qumd1 vien d1v1sa per sezioni corrispon~e~te al~a _capienza delle ,vetture. La guardia d1 polizia, 1 ~1tenut1, _1 tamburini ed i falegnami sono compresi nella prima sez10ne. Ogni sezione condotta da un uffiziale va coJlocarsi d'innanzi allo sportello della Yettura assegnatagli, di guisa a non occupare maggiore spazio della lunghezza delJ.a vettura stessa. Quindi ogni sezione sale nella vettura ordi. natamente, e gli zaini vengono deposti nell'interno della medesima. · Quando il convoglio deve fermarsi per via, una guardia co~posta di 1 sergente, 1 caporale e 15 soldati -per ogn~. ~000 uo:rrini, è incaricata di ·vegliare a che gli uomrn1 non discendano dalle vetture. Quando ciò sia concesso alla truppa, i soldati dopo aver deposto i loro fucili sui ·sedili, ad un dato segnale, ponuo· di-scendere, ma esclusivamente ·per _gli sportelli dal lato esterno alla via. · La .celerit3, dei treni militari non deve essere inferiore a 700 metri per minuto. Qu~i;ido le truppe sono a bordo di legni da guerra,, dal g10rno dell'imbarco a quello d'arrivo esse ricevono il soldo ed i viveri dovuti loro dall'am~in,istrazione della marina, la· quale ne viérie poi rimborsata dal dicastero d~lla guerra. Gli uffiziali e la truppa ricev·ei,.do i viveri dt bordo, non hanno diritto' che al soldo di guerra.

SUI PRINCIP ,1LI i,:SEI\GIT! EUROPEI

279

Prima dell'imbarco gli effetti e le armi vengono .ac~ curatamente munite di etichette nominative; la baionetta legata al fucile; la sciabola e l'equipaggiamento sullo zaino; il sacco a tenda avviluppa gli oggetti arrotolatl sullo zaino ed un'.etichetta nominativa vi è unita sovra. Le càrtucce sono tolte ai soldati, e raccolte entro sacchi vengono deposte in luogo appartato della nave. Il servizio dei trasporti generali ha per oggetto il trasporto del materiale di guerra e dei grossi bagagli dei corpi. _ _ L'effettivo ad appalto generale per tutto lo stato, conchiuso fra il governo e le società delle ferrovie. Il trasporto può aver luogo sulle fer'rovie, sui piroscafi, ci su carri. I capitoli d'impresa prefiggono per ogni modo di trasporto un termine di tempo entro il quale il tra. sporto debb'essere fatto. Così esigono, ogni 24 ore percorsi 125 chilometri per ferrovia, 20 con . carri sulle strade ordinarie ; 10 per acqua.

§2-

In guerra.

Le truppe in campagna hanno carri ad un cavallo pel trasporto dei bagagli degli · uffizi ali, della cassa e della <.:ontabilitii, dei _cassoni d'ambulanza e degli utensili dell'armaiuolo. Nei reggimenti di fanteria vien attribuito un carro per lo stato maggiore reggimentale e due carri per ogni battaglione. , I due carri di un battaglione caricano, il primo : 9 cassette d'effetti per 3 compagnie; 1 pel capo del battaglione ; 4 casse di oggetti da cucina; 7 tei1de con 10 coltri (1 t~nda per _ogni capitano) ; 10 sedie pieghevoli.


280 · NOTIZIE: ST.ITISTICHE .. II secondo : 9 cassette per 3 compagnie; 1 id. per !_'aiutante maggiore; l id. pel medico; 4 - . id. · di oggetti da cucina; 8 tende con 11 coltri· 11 sedie pieghevoli. ' _ Q~~ndo il teatro . della. guerra necessiti l'impiego dei mul~ mvece che dei carri, ogni compagnia riceve due muli pel trasporto dei bagagli degli uffiziah e lo stat . d' ogm. battaglione quattro. ' magg10re ' Q :anto -in_ t:mp~ di pace come di guerra la sorveglia,nza dei bagagli e affidata al sott'uffiziale vaguemestre .(com_inesso ai bagagli). ·

CAPO XII. CLASSIFICAZIONE DEGLI UFFIZIALI PER RANGO DI BATTAGLIA

NEI CORPI DI TRUPPA .

Questa classificazione sussiste. nei reggimenti e nei battaglioni e squadr0ni formanti corpo. Essa applica.si ai gradi nei quali l'anzianità r elativa dei titolari può importare il diritto al comando dei batthglioni, squadroni e compagnie, o delle loro frazioni. Nella fante1•ù;-1 : i capi di battaglione sono classiiìcati in ogni reggimento secondo la loro anzianità di grado, di guisa che il pi ù anziano comanda il l O battaglione, il secondo in anzianità comanda il .2° battaglione, e così di seguito. fo caso di cambio di un capo di battaglione, si

S UI PRINCIP ALI ESERCITI E.l:7ROPE1

281 ·

procede immediatamente alla classificazione degli uffiziali di que~to gra,do nel reggimento ove il cambio si produce. Nei corvi frazionati un capo di battaglione che faccia parte della porzione del corpo che 'Ilon è in campagna, non può sotto il prete-sto di pr endere il suo rango, passa.r e ai battaglioni di guerra senz<!, un ordine del ministero. Gli aiutanti maggiori so~o classificati tra loro nell'orJ'ordine dei battaglioni, secondo la loro anzianità in tale jmpiego . Questa classificazione però non. si' rinnova che per triennio all'epoca delle ispezioni generali, salvo casi flpeciali. I capitani sono classificati : nelle coro pagnie del centro sccol).do la loro anzianità di grado ; nelle compagnie scelte (granatieri e voltigeurs) giusta la data della loro nomina ad uua di queste compagnie. S u questi basi, tanto gli uni come gli altri sono poi ripartiti in modo che il comandante della l"· compagnia d'ogni divisione _sia più anziano di grido del capitano comandante la 2"' compagnia della stessa divisione. Questa classificazione non si fa che ogr:ti ke anni, e le compagnie segucno i loro rispettivi capitani nell'ordine . di batta.glia. Nei corpi frazionati pel caso di g uerra, un capitano che faccia parte della porzione del corpo che non è in campagna, non può, sotto il pretesto di prendere il suo rango d'anzianità, passare alle -eompagnie . di guerra senza un ordine espresso del ministero. Gli uffiziali subalterni rion sono, classificati per r ango di anzianità nell'ordine di battaglia; essi seguono il capitano comandante la loro compagnia; main ogni compagnia il l uogotenente è addetto alla za. sezione ed il sottotenente alla 1a.. Gli uffiziali di sanità sono così classificati : il medico, maggiore di l" classe rimane allo sta~o maggiorè quando


282

NOTIZIE S,: A'f·ISTICH!l

i-1 :reggimento è• riunito; egli vien· addetto ai battao-1· · ., · 0 10n1 attivi_ quan~o 11 reggimento è mobilizzato. Il medico maggw~e _nrr:ai;i.e all_o _stato maggiore quando il reggi- , men~o e rmn_1to ;_ ~gh e addetto al deposito quando il . reggimento e diviso. _Il medico aiutante maggiore ri-rnan_è sem~re col n;ied1co maggiore di 1a; quando un batt.:~gl10ne vien separato dallo stato maggiore , , egli vien d1staccato con esso. Nella cavalleria: i capi òi squadronè non · sono clas 1·ficati nell'ordine di battaglia seéondo -la loro anziàni~: ma il nuovo entrante nel _corpo prende il comando de'i due squadroni rimasti vacanti. ~ep~~r i c~pita~i ~engono classificati per orc;Iine di anz:am~a'. ed 1 cap1tam nominati capitani comandanti, 0 cap1tam rn seconda, occupano l'impiego vacante in tale carica. Nell'esercito francese fra il capitano comandante di s~ua~rone ed il capitano in secondo , havvi la subordmaz10ne di grado a grado'," e ciò necessariamente dal momento che in ogni squadrone di cavalleria siccome in ogni batt:eria d'artiglieria hannovi- due capitani. In og~i squa?rone il 1° pelottone è comandato dal luogo~en;nte m 2°, Il 2" pelottone dal sottotenente più anziano, 11 3 pelottone dal sottotenente secondo in anzianità, il 4° pelottone dal luogotenente in 2°. Il terzo sottotenente è ~ost~ alla sinistra dello squadrone. Il quarto sottotenente (impiego spe~iale pel piede di guerra) è mandato al deposito. I capitani istruttori ed i capitani aiutanti magofori o ' quan d o loro spetti per anzianità di passare di 1a classè, possono a loro talento o continuare come tali nelle loro speciali funzioni ,_ ovvero prendere il comando di uno squadro~e. Nel primo caso il capitano in 2° più anziano del reggimento prende il coma,ndo vacante. ·

283

SUI PRINCIPALI ESEUCITI EUROPEI

Nei reggimenti' d'artiglieria e del genio la classificazione degli uffiziali è . uguale a quella della cavalleria. · Il luogotenente in 1° comanda la mezz~ batteria (o compagnia) di destra; il luogotenente in 2°, o sottote·"" nente, la mezza batteria (o compagnia) di .sinistra. Il grado di sottotenente nei reggimenti d'artiglieria e del genio non è veramente che u11 grado di transizione pei sott'uffiziali promossi uffizia.Ji, i quali debbono stare due anni sottotenenti prima di ottenere il grado di luogotenenti in 2°. Gli uffiziali provenienti dalla scuola politecnica sono promossi luogotenenti in 2° uscendo dalla scuola d'applicazione dell'arma loro.

eAPO XIII. MUSICHE MILITARI -

§ 1-

FIGLl DI TRUPPE -

VIVANDIERE.

Istituzione delle musiche nei corpi di truppa.

Nei ·corpi di truppa i musicanti formano una sezione distinta e ,la loro gerarchia si compone come segue: .Capo,musica. - Assimilato al grado di sottotenente. .Dopo 10 anni di carica può ottenere - l'assimilazione - al grado di luogotenente. Sotto-capo-musica. - Assimilato al grado di aiutante sott'uffiziale. 1Husicant.i di 1a classe. ~ Assimilati al grado di sergente maggiore. _ 1lfasicanti di 2" classe. --- Assimilati al grado di sergente..


NOTIZIE srATJST!CHE 284' Jlfusicanti di 3" classe. - Assimilati al grado di caporale. 1Jlusicanti di 4• classe. - Soldati. Questa gerarchia, affatto speciale, non comporta l'esercizio di veruno dei gradi militari propriamente detti. Nei corpi di truppa la di cui formazione comprende una fanfara, tali sono i reggimenti di zuavi e di tiragliatori algerini, i 9attaglion,i di cacciatori- a piedi e di fanteria leggera d'Africa, i musicanti non formano una sezione distinta. Il capo-fanfara ha il g rado di sergepte maggiore, ed i trombettieri musicanti sono soldati di l' o di 2' classe. I musicanti sono reclutati dagli allievi delle' scuole reggimentali di musica o dai borghesi. . I musicanti di 4' classe sono esclusivamente presi dagli -a llievi. Quella di ·3", 2" e l" sono presi per un terzo almeno in quelli del gra.do immediarnente_inferiore ed a scelta. Gli a ltri due terzi sono presi tra i musici civili francesi o stranieri, i quali abbiano una capacità musicale supe- · riore a q uella dei candidati civili;- e costoro sono ammessi previo esame dinanzi ad una commissione formata nel corpo. Pe1l'avanzamcnto a sotto -capo e capo musica, ogni anno il ministero della guerra di concerto col direttore del . cor~servatorio di musica, nomina un giurì speciale per esaminare i sotto-capi ed i musicanti di l• classe, i quali all'epoca dell'ispezione generale, sonosi fatti iscrivere come candidati agli impieghi di capi e sotto-capi, e per classificare in due categorie di capacità qnelli che soddisfano all'esame. I capi musica sono -scelti nella prima categoria, i sotto-capi nel-la seconda. I capi musica sono ammessi per determinazione ministeriale in nome dell'imperatore; i sotto-capi per semp lice determinazione m inisteriale ; i musicanti d4 ogni

SUI PHl~CTPHI JlSERC!Tl EUROPEI

285

classe per norÌ1ina d el maresciallo comandante il corpo d'esercito cui il éorpo appartiene, in nome del rn:nisL{ ro della guerra. Sì gl i uni che g li altri p restano il g iuramento a mani del rnaresc;allo comandante i l corpo d'esercito, o di un generale a ciò delegato da lui . I ~api-fanfara sono presi fra. i sott'uffiz.iali, caporali e soldati riconosciuti idonei a tc.1,le impiego; i trombettieri fra i so!dati del corpo. 0

§ '2

~

/li gli di truppa nei co1pi di lr uppa.

L'istituzione dei figli cli truppa ba Pt:r oggetto di beneficare coll'educazione gratuita i figli dei m ilitari di bas,;it forza, od ufliziali inferiori in servizio attivo, in r itiro, o morti. Coteste ammissioni sono regolate in ùue categorie: Nella l • so110 progressivamente annoverati i figli d ei soldati o gendarmi; di- caporali o brigadieri; di sotVuffaiali, di gua:rdiani di batteria, di guardarmi, di rnu;;icanti e sotto-capi musica in servizio effettivo. Nella 2a sono classificati i figli dei capi operai dèi corpi, degli operai di Stato, d ei mastri-artificieri, delle guardie di l " e 2"" classe e delle guardie principali di artiglieria, del genio e del treno; degli aiutanti e degli uffiziali di amministrazione di l" e 2" classe; dei veteri- , nari, dei ~api mJsica; dei medici e farmacisti sotto-ai utanti •' aiutanti maCtD'iori di l "' e 2a classe e medici 00;: marwiori di 2? classe ; dei sotto-tenenti , luogote!'lenti e 00 capitani. In ogni categoria hanno la preferenza i figli dei militari morti in servizio effettivo. I posti di figli di truppa della 2" categoria non sono concessi che in difetto cti candidati d ella l '; e ad ogni modo il numero dei figli di truppa della 2°' categoria non può superare il terzo dell'organico regolamentare. I A N>iO

\ Hl, vol. 1. -

rn.


2813

NOTIZIE ST!TfSTlC.l:IE

militari compresi nella 2a categoria non possono ottenere l'ammessiorre che di uno dei loro figli. I fanciulli dell'età di due a dieci an ni, non ponno essere ammessi che n ei corpi di truppa ove si trovano il padre o la madre loro. Per ec~ezione ponno essere ammessi nei corpi di truppa d'artiglieria, del genio e degli equipaggi militari, quando i loro parenti, sebbene non appartenga1io a ~no di questi corpi, staQziano però nel presidio. I figli d i truppa dagli undici ai quattordici anni popn_o essere ammessi nei corpi di truppa d'ogni arma qualunque sia l,t posizione o il domicilio delle loro fami glie . I figli di truppa da quindici anni all'insù, ponno essere ammessi nei corpi di truppa d'ogni arma, sotto la con,di~ zione espr essa di se1'vire come tamburini, trombettieri, o musicanti, ovvero d i lavorare sia negli uffizi, sia nei laboratori del corpo. I figli d i truppa della l' categoria sono nominati, sulla proposta dei comandanti di corpo, dei generali d i divisione e degli intendenti militari per quelli ammessi nelle sezioni d'operai d'amm inistr azione. Quelli della 2a categ oria debbono essere escl~tsivamente di nomina minister iale.

I figli di truppa d'ogni corpo sono divisi in due classi; la · 1a comprende i fanciulli da due a dieci anni : la 2" quelli da undici a diciotto anni. I figli di truppa d'e lla 1a classe convivono coi lo~o pa- reuti, ~ ! quali ne ricevono dal corpo le competenze, r ego lamentari . · Quelli della 2" classe sono posti setto la direzione del maggiore (relatore) e sotto la sorveglianza dell'ulliziale incaricato della scuòla reggimentale, al quale il comandante del corpo aggiunge il monitore generale od altro sott't1flizi,ile,' caporale. Essi occupano nel qu_artiere una cam0t'a separata , ove abita il sott'uffiziale o caporale

287 incarìcato della loro d isciplina. Essi seguono le classi dell~ scuola reggimentaie e sono a:nmessi a prendere lc_z ioni di musica, senza essere classificati come musicanti. Quelli che hanno compiuto, i 14 anrii d ebbono sBcondo la, !·oro particolare attitudine servire come tamburini, trombett ieri, sct·ivani, o h voratori nel corpo. I figli di truppa godono d i tale posizione sino a 18 a nni compiuti; quindi vengono cancellati dai ruoli, se non contraggono l'arruoiarnentq volontario per la ferma prescritta . Sorw pure cancellati dai ruoli: I figli di truppa di 14 anùi che rifi.utano o ·sono in·capaci di prestare il servizio loro i m posto; Quelli oltre i 10 anni, che rifiutano di seguire o di r arNrìnng Tere il loro co:--po; 00 · I · G1'i inoorreggibili o quelli che banno sub'!to una con:• danna- correzionaie, quelli che ottengono !JOSti gratuiti nei li.:.ei, collegi od alt ri istitu'ci. Quahmque flg110 di truppa cance~lato <lai ruoli di un cori)o è innamessibile in altro corpo. Sino all'età d i 15 anni i fig1i di truppa, quancfo il corpo vien m0bi1iuato, rirnangono al deposito. Dopo 15 anni debbono seguire il proprio corpo per ogni dove. Il numero dei figli di truppa per ogni corpo 'è fissato dai rispettivi quadri organici (~ 3 del capo II). · Nè11'esercito piemontese esistevano, un tempo, i figli d,i tru ppa, ,ed esistevano pure ultimamente r1ell'eser_c ito napoletano; attualrn.ente neli'esercito italiano ·banno:'1. invece i battaglioni pe' figli militari, ove sicUramente 1 fane ,iuHi ricevou0 una più accurata educazione che non q u-ella che si potrebbe dar loro nei corpi.; ha".vi però la differet1.za che sino all'età d i l4 anni ·e ssi sono completamente a carico delle loro fam iglie, perocchè sino a -qu€ll'età non sono ammessibili nei batlaglioni ora detti. Ma fra i- d...1e sistemi, senza esit,tre, ci sem.bra preferibile il no.;lro. SUI l'Rl:-1Cll'Al.I ESEltC!Tl EUROl'm


288 ·

NOTIZIE ST!TISTICHE SO! PRl~CIPALI ESJ!:l\ClTI liOROl'EI

§3

-=

Vivandiere -

Lavandaie dei corpi .di truppa.

Le vivandiere (cantini~res) son~ specialmente incarieate di tener la pensione dei sott'ufifaiali e di cucinan~ il vitto ai lavoratori delle compagnie fuori rango; esse sono autorizzate a rivendere liquori e commestibili che non entrino nelle distribuzioni regolamentari. Le lavandaie sono particolarmente incaricate del bucato per la truppa. Il loro numero ' è fissato per ogni corpo dall'organico regolamentare rn· 3° del capo Il). Le vivandiere-lavandaie sono nominate dai comandanti. di corpo, sotto condizione di essere maritate ad un caporale o soldato in servizio nel corpo stesso e di offrire Je migliori garanzie di moralità. Quelle che diventano vedove possono conservare il loro impiego. Le vivandiere-lavandaie cessano dalle loro funzioni quando i mariti sono promossi sott'uffiziali. Le vivandiere-cantiniere hanno un particolare uniforn;e secondo l'arma cui appartengono , . e sono tenute a · seguire il proprio corpo in ogni circostanza, se non vogliono essere private del loro impiego. G. G. C.

(Continua)

RIVISTA TECNOLOGICA ~-

Sperieuze d' artiglierie al campo ili S. ftlaufrzio. Al poligono d'artiglieria al campo tli S. Maurizio si attuarono in quest'anno numerose ed· interessanti sperienze su varie specie di cannoni tanto di ferraccio che di bronzo. Le sperienze Sono dirette dal maggiore d'artiglit-•l'ia Bava, il quale oltre ad uua profonda teoria congiunge un'attività straordinaria, ed una vera passione al mestier suo. ' • lv.i si sperimentarbno purè , sotto la direzione del colonnello d'artiglieria cav. Ballegno, nuove spolette di bronzo per grà- nate ciliudro-ogivali . Su 49 granate gittate·, una solo non is~oppiò, risultato sino ad oggi inarrivato. Tutte le granate esplosero appena toccando il terreno, fran·tumandosi in numerose schegge, tutte di micidiali dimensioni, La combinazione di questa spoletta è tale che anche quando il proietto carico cada di mano da un'altezza non maggiore di 6 metri, ovvero ricE:va un urto equi valente a tale caduta: n_,u vi ha pericolo che scoppii, .mentre oltre u11 tale limite


290

RIVISTA

t'incoillI"O di un qualunque corpo resistente (foss'anche l'acqua) ne deteTmina l'immediata esplosione.

Fogate sotto-marine. Il 7 agosto scorso ebbero luogo a Moina, nel la Svezia, iritaessanti spflrienze sul sistema delle fagale sotto-marine delI'i~gegnere Nobel, destinate a: far affond:ire ìe navi. Queste s rerienze furono fatte in presenza d<-1 ministro della guerra, di quello della marin'l. e di un gran numero di uffiziali di t , rra e di ~are çl'ogn1 grado. La fogata fu rimorcÌ1iata fuori dei docks sui fianchi della nave corazzata l'Aquila, per dis1rnggere lo schooner Orlogs. Tutto essendo èonvenientemente prepnmto, il signor Nobel montò su di una scialnppa, e po,·o dopo appiccò il fuoco alla foga1a mediante la scintilla elettrica. Una sorda esplosione ' distrusse ìl fondo del1a uave e ne fece saltare in atia il pon te, siccome pure alcuni barili pieni d'acqua ch e gli si erano superposti. Io SE\~uito a questo soddisfacente risultato il ministro della marina commise un certo nume10 di tali fugate, . per fssere adoprat~- alla difesa delle_coste svedesi._•

(Dall'Allgemeine M1:litiir Zeitvmg).

Cannoni d'acciaio fuso. • · · 1\ G-iornale della marina ha i seguenti interessanti dettagli s ui cannoni d'ac:i.aìo {uso della !abu:r!c.a di F . Krupp a E,;sen ( (Prussia Ren~na): , Il signor Federico Krnpp è costruttore di uno speciale modello di cannoni, caricantisi per la culatta mercè un apparrccbio di chi-qsura di sua parti< olar invenzione. Ql\est'apparecchio e la qualità dell'acc:iaio tm piegato Jlel pezz(} for-i oo oggetto del.l'attenzione dei C('J'l'lll1Ì_ssari inglesi . · Possono quindi 'ritenersi per accertate le r.isultanze segne:n1i: • 1° Un cannone del calibro da 20, di un diamHt.J'O del.;l'anima di metri 0,095, d~l peso complessivo, com preso _l'apparecchio di chiusurit, di chi!. 997,488, costru\to dal s1_gnor · . KmiJp pc: la carica re6 obre da campagna di chil. 1,134 di :i•·

TECNOLOG ICA

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polvere, con t1n' proiettile di chil. 9,100 fu sottopo.:;to alle prove seguenti : 15 colpi colla carica di 1,58·7 polvere; 9,07 proiettile, 2 » · 2,~-6 7 9,07 )) 10 18,14 » 10 » 27,20 Conservando la stessa clirica di polvere si andò accrescendo il peso del proiettile di 9,07 chil., tirando c.:iascuna volta 10 colpi, fìnc.hè si slanciarono proiettili di chi!. 90,68. I colpi di questa prova furono 107, e ,•isitato allora il pezzo si trovò perfettarnente intatto nell'anima e nell'apparecchio, 2° Un altro cannone del calibro da 110, di metri 0,175 diametro dell'arnma, del peso in complesso di chi!. 41 '76, costrutto per la carica regolare da guerra- di chil .• 6,348 polvere e con proiettile di chi!. 49,874, dopo alcune prove con •proiettili ordinari e con ._:hil. 8,30 e 12,47 di polvere, venne assoggettato a una riduzione della polvere a chi!. 5,35 e co11 questa cnrica slanciò proiettili prima di chi!. !J0,226, poi di cbil. 136,020 e crescendo in questa prÒporziooe gradatamente il peso del suo proiettile fu elevato s~no a chil. 453,400 (1000 libbre inglesi). Questo secondo cannone sparò pure ~ 07 colpi e la verifica del suo statu presentò i risultati soddisfacentissiini del primo. . 3° Un cannone del calibro da 40 col diametro dell'anima di met1i 0,119, del peso totale di chi!. 1857,50, fatto per la carica rf:!golare di polvere chi!. 2,268, proiettile ehi!.· 18,136 diede i seguenti risultati: . 5 colpi con carica di polvere forzata chi l. 3,060 proiettile ordinilrio, 2 colpi con carica di polvere forzata chi!. 4,534 p1oiettile or,lioario. Ridotta quindi la polvere al normale si slanciarono di 10 in IO colpi proiettili di peso raddoppiato, c:ioè aggiungendo ogni prova circa chi!. 18, e questa fu spinta si uo a ca1·icar8 un ·proietti le dieci volte rna.:w iore dell'ordinario (chi!. 181,360) OD cu)T cui fu dieci volte .sparato il cannone. Risu ltati identici a1 due primi alla visita dd pezzo dopo .,....~,:_..,. i _):07 colpi.


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RIVISTA

4° Finalmente un rannone da 20 con diametro di' melri O 095 del peso cli chi!. 997,50 tutto compresrJ, costrutto per Ja r~ric~ ordinaria di polve e chi]. 1,}34, p roiettile chi!. 9,100 fu pro · vato con soli 37 copi e cogli s tessi feli ci r isultati. La carica cli polvere per questo pezzo fu porta ta io tutte le prove a chil. 2,267 e dopo sparati 1O colpi- con proiettile di chil. 9,070, si procedette ad aumentarne il peso cli altrettanto og11i _3 colpi e si giunse sul fine delìa pro-va ad un p roiettile d1 9h11. 90,680 (quasi il decuplo dell'ordi11ario). Ecco le iuforma~ioni che ci furono gentilmetl.te comunicate. Se, cor:ò.e non bassi più motivo di dubitare, l'acciaio fuso dà la garanzia d'nna solidità a tutta prova, è un gran vant;ggio che si è ottenuto in questa specie cli grossa artiglieria, i cui effetti tattici ed economi<.:i ravviseranno di leggeri gli intd·ligenti della m ateria. »

Sperienzc contro lastre di cora·zzamento. Lo stesso giornale ha pure impol'tanti rag;iuagli intornu a s per,enze di · tiro esr::guit<~ in IngliiltHrra cuntro il vascello bl'rsaglio il Monarca., cornna to di lastre della spesseiza d i 5 J1ollici e 'lz• QOJeste sperienze posero in confronto lastre fabbricate da quattro diYer;;e cnse industrÌah . L'esperimento ebb13 luogo s• pl'a quattro piastre, ognuna delle quali scelta fra le vm·ie p1·eparate per l'esperimento dalle se:, gnenti case : loì1n Brown e G. di Sheffield - Mersey Iron · And-Steel-Wo1ks - The Thames Irnri \Vorks and Ship Build ing Company -'-- e la Millwall Company. Tu t.te le qua 1tro last,e furono approvate, riconoscendosi, ciò uon ostante, in es~e un difffnenté grado di bontà; quella r,r iparnta dai si,snori Iohn ]3r. iwn e C. fu dichiarata la ruig l,ure ; essa fu colpita da quattro colpi . iu linea verticale, i q u~li non accagionarono nè fessure in direzioni uguali, nè dau ni ;i levan1i, salvo snll'orio della lastra, la quale venne colpita da due colpi distan ti l'uuo dall'altro di tre pollici, non ri.;u itaudoue che una fe~sura di 2 pullici e 1/ 1 di profondità; 0110 colpi ·tirati sulla parte sinistra della lastra e tre sul suo 'li uitare e~tremo, altm rn:1 produssero che IC:l piccule fessur.e

TièCNOL0 GICA

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:inzi accennate, e non fu scorto verul) segno di spaccatura concentrica intorno all'incavo prodotto da qnesti' ottò colpì. ·. La lastra Mersey ricevette tredici colpi con ottimo risul ta 1o, ponendo mente che la piastra· esperimentata era la prima fab• br.i0ata da questa casa; il metallo ne sembrò dolce e di buona qualità, ma apparve essere soggetto a spaccarsi verticalmente; difetto che scomparirà senza dubbio nelle future pruduiioni. La lastra M tlhva.ll si ricouobbe di una qualità inferiore a qn<::,lla di 5 pollici e l/z, anteriormenle offerta per pmva dalla s te~sa casa; l'amalgama del metallo sembrò -assai difettoso. La lastra della C. Chames fu molto dan:ieggiata da nove colpi che furono lanciati contro delle parti più deboli; cinque d1 questi _la l'Olp1rono in un'~rea di tre piedi SO!Jra 18 pollici; altri tre colri fu rono lanciati in modo cbe gl'incavi prodotti dalla loro pncossa fussero l'uno all'altro aderen ti. Le rotture che ne provennero non furono che superficiali, ma!grado ne de, ivassero numerose fessme. Il cannone impiegato in quest'esperirnentn fo qnP-llo da 68 . libbre di fe rro fuso, car:cato con 16 li bbre di polvere e separalo alla dis:anza di 280 metri. Nel gio~_u o séguente a quello m cui ft.1rono esperimentate dette lastre, fu equipaggiato dall' Excellent a bordo della cannonie.r a Foam un cannone liscio da libbre 100; questa cann.o. n it'ra uscì dal porto e pres.e posizione a 200 metri dal tastirnento bersaglio e dalle lastre che ernnsi esperimentate "il ~iorno antecedente col carmone da 68 libbre. 0 0 ni lastra rìco·v1, t1.e un colpo con una carica di 25 li bbre di polvere, ed in t.ut~i, saho uno, i danni appan·ero proporzionati alla rnag~ior forza del c,~nnone da 100 libbre, comparato a quello da 68 l•bbrn. Dn u lti mo accurato esperimento con fe:mò qnesto r isultato. Non fu però possibile il ricavare un giudizio dé iuitivo di q ,1tsta seçooda · prova, ess,,ndo tutte le lastre, eccetto una dei s ..orno ri M illwall ') siate col1)i1e in parti già danne ,,.giate dal .,,. 0.,\._; cannone da 68 libure . Qua:;t'ultiru.a fo colpita dal cannone d>t 100 libbre in un punto ancora intatto ,da altre offese e n:~ derivò nn incavo cli 10 p;,Jlici di diametro sopra tr~ cli profondità, ed alctrne p 'ccole fossure partenti dal ten tro dt:11' mcaYO sud,1etto.

'


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RIVISTA TECNOLOG ICA

L.a. media· degli incavi prodotti J]al cannone da 68 è d1 g poll~ci, sopra una profondità di 2 ½. S1 sta ora · provvedendo il Jllonarca di n uove l astre 1mpernate, e he saranno sottomesse quanto l)rima ad altro . .mento. eslJellQueste lastre _sono in_ parfe della compagnia Butterl ' . er il iJlì-

Research e le rnnanent1 della compagnia Thames pe1! rwtaur.

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c.

RIVISTA .BIBLIOGRAFIC! /

Jonrnal des scicuces militaircs -- N. 33 - 1° srltrmhre 1863. "

:Metà di questa dispensa è occupata daila qual'ti:L parte del pl'egiat1ssirno studio analitico del signor SARRETTE sui Commen· tarii di Cesare. Leggiomo quindi la prima parte di una narrazione del signor Victor Develay degli eventi militari del 1814 11ella Borgogna, intesa a mettere in rilievo il patriottismo ad~ dimostrato in quei dipartimenti francesi all'epoca dell'invasione straniera. Il signor De Pervenger scrive il sngucnte ragguaglio sta- tistico sulle fo1ze navali .delìa Russia: l ° Flotta· del mar Baltico. 9 vascelli di linea, messi in mare dal 1854 al 1860,: mon• tati da 2881 marinai non compresi gli ufiiziali ed i sotto-uffìàa ll, armati di SfO caunorii.


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RIVISTA

14 fregate armate di 950 cannoui, messi 10 mare dal 1853 al 1860, montate da 5362 marinai, non compresi gli uffiziali ed i sotto-uffiziali. 6 con·ette armate di 87 cannoni, messi in mare dal 1856 al 1860, montate da 1116 marinai, senza gli uffiziali ed · i sotto-uffiziali.

5° Flotta del ma1· Bianco. 5 side-wheels armati di 16 cannoni, lanciati tra. il 1844 cd il 1860 macchine termina.te tra il 1856 ed il 1861, 160 marinai, ;!tre gli uffiziali ed i sotto-uffiziali. 6° Ftoùa dell' Oral. ·

2° Flotta del 1:iar Ne1·0. 34 piroscafi armati di 141 cannoni, costrutti dal 1856 al

1860., 316 uffaiali, 397 sotto-uffiziali, 2503 marinai. 8 navi da trasp 1Jrto armate di 9 cannoni, 39 uffiziali, 56 sotto-L1ffiziali, 473 marinai. 3" Flotta del ma?' Casp,:o . 10 side-wheels, lanciati in mare tra il 1845 e 1857 macchine terruinate tra il 1848 ed il 1857, 396 marinai, oÌtre gli uffiziali ed i sotto-uffiziali. 10 vascelli di trasporto armati di 60 cannoni, lanciati io rnarn tra il 1857 e 1859, macchine .terminate tra il 1857 e 1858, 402 mar.inai, oltre gli uffiziali ed i sotto-uffiziali. 4u

Flotta dell'Amore. ,

6 corvette armate di 66 cannoni, lanciate in mare nel 1856 macchine terminate nel f 856, montate da 828 marinai, oltr~·;. gli uffiziali, ed i sotto-uffizic1li. 7 schonners a.rn1ati di 40 cannoni, ht~ciati in ·mare tra il 1851 ed 11 1856, 540 marinai, oltre gli uffiziali ed i sottouffiziali. 3 Yascelli di trnsporto armati di. 18 cannoni, lanciati in mare tra il 1858 ed il 1860, macchine termi nate tra il 1858 ed il 1860, 160 rnario,1i, oltre gli uflhiali ed i souo-uffìz iali. 8 side-,vlitel~ arI11ati di 19 ·cc1nuooi, Janciati tra il 1853 ed il 1857, m acchine tt>r:11 inate tra il 1853 ed il 1857, 228 m:1rinai, oltr<.1 gli u rfìziali eJ \ salto uffìziali,

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BIBLIOGR.\FICA

2 vascelli di trasporto, lanciati nel 1858, macchine terminate nel 1858, 36 marinai, oltre gli uffizial i ed i sotto-uffiziali. Totale generale: 122 bastimenti, 2246 cannoni, 355 uffiziali, 453 sotto-uffiziali, 20485 marinai. Com pieno il fascicolo: una breve- notizia sugli -spedali all'aria aperta, dei quali abbiamo , isti in Crimea e llella campagna del 1859: un estrat to di una lc,zione di clinica del cèleyre dottor N;laton sui mezzi di assicurarsi della presenza di un proietto in un membro; un breye r11gguaglìo organico sul servizio telegrafico in guerra; e fiu-almeote alcune notizie militari e marittime estratte dal Times. 1

Spcctatc.ur militaire -

147a dispe.nsa - 15 sctlcmi)re i 863.

Anche lo Spectaleur ha per primo un articolo di archeologia militarè. Étude sur la castramenlalion des Romains, che è 1'8° articolo .:;u la.le interessante argomento datoci dal febbraio in q na dall'erudito capitano MAsQu E~Ez, bibliotecario ali~ scuola -imperiala militare di Saint-Cyr. E probabile che d~1 molt'. . non si leggano questi articoli con ugual gu.,to che gh art1col1 • di attualità, ciò nulla meno il lavoro del signor Masquelez, lavoro _d1 pazieoz(l,, è molto interessante per coloro i quali sanno che per istud;are foodamente l'ar_te della guerra bisogoa cominciare dai suoi primordii. Abbiamo poi quel ·complemento agli dallo Speclateiir , sulle frontiere francesi noqrafia rnililare della piazza ,di Toul, o Di; L.1cO)JB1,, maggiore ndle guide dc:illa

studi già pubblicati del nord-est, la rnopel signor Ferdrnand . g11àrq.1a.


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RIVISTA

. .L'egregi~ scritte:re risalendo all'or·igine di questa importante p1~7:za, fo'.·t•fir.ata da Vauban nel 1700, ne compendia 1>1. stori:i. militare sino ai d'1 nostri, det.tilgliamlo'ne però la cele bre di fesa d,-,1 1814, ~ella quale l'eroico Chodron, veterano di Iena, con 300 lilfern;1 e senza mezzi . di difesa, te nne testa cinqiw gìonii al corpo d es('rc:1 t.o cap1taCJato dal principe di Biron. E questo nn fatto troppo esea1plare p~r non riporta rlo : · .

• • • ... Il H:i gennaio 1814, i l maròscill llo duca òi Bel limo ba lt.;'ndo in ritirata colle sue truppe, att raversa la città, d 1 T,ml, la quale giud ica di doYer 1mntene re per alcuni a-iorni ond~ arrestar~. ri nimi~o che m ina_c ciava la sua retrog.ua;dia. ~ La _guarn1g1one s1 componeva allora di un guard ia no di a,rt1ghen a e di dodici_ cannonieri reeentF.mente giunt: da j\,fotz. Non è certo con s1 1n1le fo rza c he si guada.gna una battil o-lia ma .sonvi degli uornin i che valgono un reggimento, ed ii°ma: rescia llo eh-e ben lo sap.,va pn- e 0 perienza , chian1ò a sè il coma ndante Chodron. « Quest' uffì.ziale , bravo ·e degno militare, antico ai u tan te di campo . dd maresciallo Ney aveva perdu to un a gamba alla ba ttaglia d1 Iena. Nominato (0111,iadante d'armi in seau ito a questa_ mu tilazione, ~gli attendeva a Tuul, in d is ponibilità, che s1 ut1hzzas_sero 1 su01 Sl ~vigi. Il duca di Bel luno trova questa· occa;,.1one eccellente e gli affida la di J'~ sa della p iazza . E siccou_ie Chodron gli doma ndava mia guaruig_ione, il mal'escia l lo o rd1• a a tre uffìziali ed a tntti g li amnrn!ati ed i feriti d i ri-• manere_ a Toul_ - e rano 300; - ed _a lle cinque dd mattino _s uccessivo parti Ya col suo corpo d'armata.

• Il comandante Chodron pa~sa in rivis ta le sue forze. D ; 1 g uard iano d·ar1i;;lieria apprende che la poh·ere non manca, ma l'arsenale non poss:ede che due pezzi da 8 in fondi ta · due pezzi da 4 in · bt'onzo ed un solo affusto i n catti·lo s t:to I cannonieri c.ostrniscono in tutta fretta una piattaforma sul r;mparo e s tabilisconu su quest'u nico affusto una bocca a fuoco che h_a ttr, d·i ~fi lata il ponte della Ivfo;ella. Chodron si. po rta 1 urnd1 s.ulla piazza d'armi per rivistare i suoi 300 uo;1ii ni; ma 1 120 più sani aYenno rag5i unto l'a rma ta col favore delle tenebre, epp:rciò non g li E•ne ri111an(;ono c he 180 sotto g li odini cli tre uffiz1a h. .

Ù!DLtOGRAF ICA

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<< V'era un freddo intenso. La neve cadeva fitta e ghiacciata. D ifendere tre porte e 2000 metri di rampari ii.1 tali circostanze con soli 180 malali e dodfci artiglie ri contro nn esercito numeroso e ben provv isto avrebLe sembnto ad al tr i un'im presa poco incoraggia n te, Chodron non l'e ne commosse . • Trova qualche guadia nazio11ale rli buona volont\ , le unisce alla truppa, e barricada il ponte della Mose'.la con un carro. Era tempo, perchè in tal punto giungevano gli usseri . austrinci che si precipitano a l galoppo e fanno fuoco sui lavoratori . D al ramparo si riposta e la fuci lata li allo ntana . L'inimico credeva entrarvi senza spara t' colpo. A nove ore un uffiziale prussiano si pn,senta padamentario; egli s'avanza s iuo al carro che ostruisce il ponte, e là, a norrie del suo 15enerale il prin'cipe di Biron, in lima la resa alla piccola gua rnigione, sott0 pena di esser passata per le armi e di ~ruciare la città. Choclron- r isponde che egli ha•molte e buone tr11ppe per difenderla, e che perciò a1tende l'attàcco. « J1 genera le nemico , che conosce la critica posizione dei difenso ri, n on pnò credere a tale audace br·avata e fa ma rciare seicento ussari verso il ponte della Mosella. Choc\ roo li riceve . a coli,i di_ fucile e li tratti,,ne a buona distanza ; egli pensa · giunto il momento di spiegare tu tti i suoi mezzi di difesa. Dà fuoco al pezzo d'artiglieria, il quale, al primo colpo, cade dal suo vecchio affusto. Lo s i rileva dopo grandi sforzi, e si p !r · ,,iene .a sparai e ancora cinque colpi, la cui mitraglia col pisce un certo m'tmero d'uo mini. Gli usse ri decimati si porta no fuori

di tiro. •. Sopravviene un ina tteso avversario. Al r0mbo dell'a rtigÌ;eria un.a parte della popolazione, spaventata . dal timore di un bombardamento, si sr•ande d' 1otorno a lla porta 1fosella, e cerca imporne al coma• dante Chodron onde obbligarlo ad aprire le porte. Q,1esti s i mette al la testa di poche g uardie nazionali e · costringe i sediziosi a guadagnare le loro case. · « ·F iero del s uccesso, pensa aumentare la s,1a p iccola g uarnia:ione l'ar::endo appdlo a tutti g li u ffiàa li in r itiro residenti inv città. Tu t.t.i que3ti veteTani ancor capar,i d'i m pugnare una sr;:1da rispon~c,n o al suo appello collo slancio ed il coraggio d'età giovanile. li loro ca po ioro ordina di fnr,' p crnraneotc-


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R IVISTA

mente la ronda sulle forti,ficazioni gridando soventi sentinella all'erta! Nun v'erano sentinelle, poco impor•ta; non si tiattava che d'a~restare la rnarc:i"'a clel nemico e questo stratag,irnma c,li . ' . • V puo I mp:>rre. , , Ad eccezione della per~i.stenza del fr eddo e della neve che c,mtinua a cadere ed a n•ndere i ram pari impraticabil i, tu tto va bene sino al domani 18 gennaio. Verso le due gli 11sseri che non odono più i l cannone pongono pieJe a terra, si nascondono nelle siepi che costeggiano i fossati e moschetteggiano sino a sera colla guarn igione, non senza provare qualche danno. · « Giunge un messaggio del gE;nerale De Wrède il qua.le annuncia pell'indo'niani l'arrivo a Toul del suo corpo d'armata, e.I i·n vita ii sindaco a tener pron ttl 290 mila razioni pe'suoi uomini e 150 mila pe·~uoi cavalli. (< Pe1· tutta risposta, Chodlon fa puntare il suo cannone disponibile sopra la porta pclla quale preteode passare all'indomani il corpo che si fa precedere da tal pl'evidente rnisma. La fucilata contin.ua. « La mattina del 19 passa tranquilla, ti la guarnigione, ognor più sfinita ed ;,tmmalata , non è mqnietata che dalla neve. Verso le tre viene nuovamente intimata la resa. Chodron n• sp·Jode che resisterà sino agli estremi. • Fratta.nto i corpi nemici s i succedono in masse imponenti ; non potendo schiacciare un pngoo d' uomini çhe si fanno scudo di sdrucite porte, invado,no i sobborghi, invadono tutti i villaggi cùcostanti, e bivaccano a migliaia nella pianul'a. ' « La posizione del comandante Chodron diven_ ta maggiormente critica. Se il numero de' suoi avve1,sari aumenta d'ora in ora, quello de'suoi uomini capaci alle arrni pel contrario diminui:sce. Negli c,spedali Pravi un gran nu mero di animalati rifuggitisi da varie località. Egli manda a radunare tutti i convalescenti, ed una quarantina di questi impugnano immediatamente le armi. Nella notte del 19 al 20 la fuci lata continua senza interruzione. « li 20, i l nemico ingrossa ingrossa sempre, nuove colonne di fanterìa, di cavalleria, d'artiglieria , si spiegano nel'a pia nura e :si steudouo tanto hrngi quanto l'occhio arriva s ull'o-

301 rizzante. Bentosto esse salgono sulle alture che comandano la c1tLà su cui pongono otto pezzi in batteria .. Non v'ha più dubbio, la piazza sta pe.r essere fu lminata, ed i rampari, impotenti, subiranno q11eilto disastro s.-nza speranza di vendetta. , Colla rabbia nel cuore, Chodroo mette sotto le ar mi tutti i d:Ceosori; dà le disposizioni che han no maggior rapporto coi suoi deboli mezzi; ed ordina ai suoi solda li cli resistere sino agli ·estremi. Difettando di cannoni serviranno i fucili . Se l'i.nimico dà l'assalto, lo si riceverà a colpi di baionetta; i difensori sarannQ tutti uccisi, ma l'onore sarà salvo. • B11 nuovo messaggio avverte i coraggiosi difensori che alle rninaccie stanno per · succedere i fatti . Chi lo porta è un uffiziale parlameutario che si anuuncia inviato dal luogotenente generale conte di Sacken. O la città s·a.rreuderà senz'altro, od 11 bombardamento iocomincierà immediatamente e l'inimico stanco della resistenza entrerà pella breccia. - Chodron dichiara éh'egli ced_eià per nu!la a tale intimazione. • Bisogna rendere giustizia a.I generale in capo del corpo d'armata alleato a cui non dispiacquero questa nobile decisione e questo rispetto del dovere militare. Egli conosceva il miserevo_le _stato della piazza, della sua guarnigione e la penuria dei suoi mezzi di difesa,. In una parola egli poteva _ridurla iu cenere, sfondare le sue mnrn, e lanciare dieci mila uomini sulle fumanti sue rovine; non perciò mandò un altro parlamentario. • Questa vol ta incarica il generale russo <:onte di Lièven di recarsi dal comandante Chodron; era la quinta missione di questo genere. Il conte di Lièven dimostra al comandante come ogni resistenza sia ormai inutile, come sia cenosciuta la sua debolezza, e come infine debba scegliere tra la rovina, l'incendio, e la morte della piccola guarnigione, o la salvezza di tutti; in quest'ultimo caso i difensori rimarrebbero prigionieri di guerra. • Chodron domanda ed ottiene un'ora per consultare il suo consiglio di difesa.; riunisce i suoi tre ufficiali , il guardiano del genio, i l sergtinte d'ariiglieria, e ripetendo loro le proposte del nemico, li interroga sulle loro risorse e sulle~ loro decisioni. La risposta non può essere dubbiosa; per quaot<'.l valorosi es3i siano, hannovi . ostacoli contro i quali non s'u1ta · 1a propria BIDLfOGJìAFICA

il,.N},10 VH r 1

vol. r. -

20.


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RIVISTA

· iinpotenM. Cosa ~vrebbero fotto ancora duecento a 111 mnla.ti ;11• tirizzit, dal freddo, sfiniti da tre notti di veglia contro l'urto di dieci o qnindici m ila uomini1 Almeno se il sa ngue versato portasse la salute dello Stato, ma invece il sa.n"ne rich in,nerà altro sangue, l'incendio ed il .saccheggio. D'altr~nde non si era ~euuto in _iscacc~ durante quattro giorni l'esercito che incalzava il m~re~?1al~o ~1 Belluno? T ra quello e questo non si erano messi ptu g1orn1 di marcia 'l • T utto quanto potevasi pretenJe;e dall'onore miLtare lo si era ott.enuto, 03ui illusione era impossibile, bisognava apt·ire le porte. • Fn'or~ dopo il conte di Lièveu è ammesso in città; quivi ChoJron, 11 quale non obbedisce che a tna lincuore alle dct isic,m del ~u~ ~ousigl~odifesa , lenta un nuovo sforzo per o~t?ner~ m1ghon cond1zl(Jlll , Cel'ca dimostra.re ancora la possib_1lilà duna disperata r esistenza; ma tutLo è vaoo; nulla ottiene. Colle !acri.me agli occhi è costretto di capitola1e. • Il 20 geC1na10 a m ezzogiorno , i l gt·nerale di SDcken cd il suo corpo d'armata en trano in Toul dalla porta di Francia, e non possono astt-ncrsi dal gettare uno sguardo ,l'amm;ra1.ione _s u q nel pugno di solda ti dai li l'id i lit,ea menti cita li aspetta no 10 battagl ia sulla spia oa ta.

d!

. • Il generale stes~o ft::lici1a Chod 1ot1 pc! suo contegno . Gl i si tol~ooo le armi e vcng ..oo Ìhviati -a:le luro case. Quanto alla c1lfa ed agl i abitanti, giusta le èondizioni della res:i nmgono inlieramenle rispettati. • ' Qual pii:.1 bello esempio militare'?

Il signor L éon Deluzy prosegue nel sno ra-0:raua,.,.fio st1.oti. tico sull'esercito. b1·!tann ie:o, ed io quo~to articolo ; i o~cupa lungamente del! ordrnameuto delle mil 1z;e YOlon:aric tanto a l'ie.Ji che a cavallo. . QuinJi ~bbiamo un conto reso pel signor De Coloojon del libro del signor Frank Latrn.ffl:l i11titolato: Ifoni11guc et iJO.fo clevanl les lraùés de 1815, ed iu te.,;o a dimostrare comu la F 1ancia per essere _sienr~ della propria autono,uia, a bbia bi~og110 cli pos:,;edcre e eh for tificare l'Alto R en<J. · .

lllDLIOGR ~FICA

303

Leggemmo poscia con molto interessamento la prima pa,rte

-di una confutazione scritta in lel'mini convenientissimi 1h•I signor Le Luyer-'!Vlorva n all'opuscolo poc'anzi pubblicato <hil dotto generale Ambert intorno alla cavalleria, ed alle sue attuali condizioni tattiche. · Renderem conto di questa controversia. non appena ne avremo potuto leggere il fine. Compiono il fascicolo alcuno notizìe statistiche e bibliografìèhe del signor Deluzy.

Journàl dc l'arméc bclge -

dal N. U.1 al 1.ft

li N° 141 cootiene una v-eemente controver$Ìa a due opu scoli pubblicati sc,tto il pseudonimo di Mangonneaii cincic-n ingénieu1·, onde dimosll'are l'inutilità e l'illegalità della ro;;truzione della cittadella del nord della piazza d'AnYersa. Ci. asteniamo di entrare n el merito della polemica, perchr'.l owle ragguagliarne i nostri leuori e metterli in grado di giudicarne, ci converrebbe mettere in campo un'1nf:ìn1til. di articoli pubb licati su molti giornali belgi, francesi e tedeschi, non che nume;osi opuscoli che da due anni si stampano su tale argomento, ed i quali, francamente parlando, se ben bene li spremiamo, nulla ci danno che ne valga la spesa. A noi pare che basta gettar gli. occhi sul!a caria geografica per convincersi dell'importanza delle fortificazioni di Anv-ersa, che è il perno difensivo del Belgio, il suo subbiettivo principale ed assoluto; e che per riconoscere come i nuoyi tracciati adollati siano i più convenienti , basta aver sott'occhio una carta topografica delle località, éd avere le più elementari cognizioni della fortificazione permanen te . Il N° 142 dà un'estesa analisi confutativa del libro poc'anzi {mbblicato dal luogotenente generale GonLET imitolato: Des

cinq grandes pwissances de l'Eiirope clans leu1:s rnppo1·ts paUtiques et militai?'es avec la Belgique. - Une mission. à lond1·es en 1831. Questo libro, il quale ha per precipuo fine Àliso nu, voi.

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RIVISTA

il disèutere la quistione delle fortezze belghe, la loro origim1, i oègoziati )'elativi ·a queste, e ciò ohe siano attualmente, è diviso ÌI!, un'introduziùne e d ue parti: l'introduzione espone le cause ch e hanno rnotiYata la riunione del Bt-,lgio all'Olanda, determ inata la Sant'Al leanza a riedifica re nelle proYincie belghe l'antico sistema di difern, e .persuaso nel 1831 ai plen ipotenzillri rlelle quattro corti del settentrione, di chiedere la demolizione di una parte delle fortezze. - L~ prima parte comprende il processo seguito dai negoziati relativarn ..nt.e a llo sclassamento di queste fortezze; la seconda è un'esposizione della situaz{"ne difensiva del Belgio, e della sua posizione in~ ternaziunale. Se il lib:o del generale G~blet ha multo merito al punto dì vista politico e mil itare, non ne ha sicuramente meno la bella critica co1~Lnutè1 nel N° 142 .del lom·nal de L'unnée belge.

Nel N° 143 Ieggo;.si tutte le relazioni uffiziali sull'assedùi di Puebla, su!le quali noi pure fondammo la nostra narra• zione pubblicata nel _fascicolo <lello scorso luglio. Nel N° 144 leggiamo un resoconto della discussione del" l'associazione inletnazi ona,le pel progresso delle ~cùmze sociati, -raunatasi a Brus:;elle il 27 settembre 1862 - sulla quistione deU'in(l-u enza delle spese militari al punto di v·ista drlla ricchezza pubblica.

In quella r iunione abbondavano i ·seguaci delle dottrine dell'abate Brirnardino di Saint-Pierre; ciò vuol dire 0he ivi si posero io cam po i p iù speziosi progetti di pace u niversale, cLi disarmo geneiale, di tr1bunale supremo europeo, e si maledissero gli eserciti permanenti, le fortezze, e l'arte della guerra, come i più formidabili nemici della civiltà e del ben essere . delle nazioni .... ! Ma .in quel diluvio · di utopie. sciorinate il maggiore belga V,,INDEYELDE, il quale ha un .illustre, nome nella letterat1rra m ilitare europea, parlò in difesa degli eserci~i e parlò con quella dottrina che gli cot1osciamo, ed ali a qua le più non .seppero che r ispondere gli altri membri di qm:I con,. sesso. - E c?o il d iscwrso del signor Vandevelde che con vera comr piacenza per iniicro ripor tiamo, persuasi che sarà letto cun interesse:

lllDl,IOGRAFICA

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tt Vivamente si attaccarono in questo consesso gli eserciti perma,t1eriti, ed anche con animosità; ~a . ecce,ttuato il sign_~r Garnier, •nissrrno ha trattato la ver.a qmst1on e,. quella del c!1sarmo general0, lo scopo verso il q ua le tutti iotendiamo. (< . Sopprì mete gli eserciti regolari, e la società · ricadrà nel oaos, ov'era immersa al tempo delle milizie comunali e del le bande dei volontarii. d'ogni specie. (< Con sultate la storia e trovE:rete come agli esE:rciti pP-rma- , nenti delibasi la stabililà, l'ordine, la libertà ed il progresso della civilizzazione . • Nel passa to, le-bande indisciplinate dei cav11liPri, dei c.apitani di ventura, dei condott~eri, che i signori trascinavano nel combattimento ed al · saccheggio, ' ben l ungi dall'essere principii d'ordine, come i nostri eserciti modn·ni , erano elomenti di disordine. anche più formidabi li pei citladini , che per i nemiei della patl'Ìa. , Allora la guerra e ra la regola, la pace, l'eccezioue . Le popolazioni erano <;ostantemente in armi sui rampan. Città , borgate e castelli, tutti erano fortezze. • Carlo VII creò le prime trnppe permanenti; . per qn;Jnto iinperfP-tte fossero le compngnie d'ordinanza, · i capi rispondevano al re della incon dotta delle loro truppe; gJ-i scrittori di q uei tempi vantavano fin d'allora la disciplrna delle ordinanze eJ acc,·rtano che la loro organizzazione ebbe la più avventurr1.ta i nfluenza sull'ordi ne sociale. « Poco dopo i l re aboliva le mil;zie comunali., e sostitui,a loro una fanteria più r,~golare , i fra nchi arcieri, , Queste istituzioni tolseto ai c,n a lieri og ni prerog~tin. di <'ornnndo . Poco à poco i gradi e gli ordini m i!irn.ri acce., sibil i a tu Lti, t.enn8ro lnogo dei privilegi del 'a nascita . Qw, llo •·ra -il primo g\frmoglio di libertà e di ugua6lianza che penetrava ·per via dt:Mesere;ito nelb soe;ietà . « La sostituzione del fucile alle ar1tiche armi produsse soprat,ntto o-r~ndi-mo<l if-iéazioni; la cavalleria dovette cedere il passo all'infanteria, e l'introduzione di tutte le classi negli eserciti regula_ri contribuì grandemi,nte alla. trasformazione dP.lla società. · • Quando si riconosce la n ecessità di una forza annata, b1s03na ammett~rla. Le prove non difetta.no: le due maggiori


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rHVISTA

BÌllLIOGRA FICA

potenze militari del mondo, la Francia e l'Austria, si sono guen'eggiate per una delle p iù gravi quistioni politiche. Con sagrifici d'uomini e di danal'O relativamente . tenui, e senza scuotere seriamente il credito pubblico, in due soli mesi, hanno finita la controversia colle armi. . ( Nel!'America, ladaove gli eserciti sono formati di milizie e di volontarii, la guerr.i perdura da parecchi •anni, divora centinaia di mille uomini, getta la perturbazione nelle finanze e ' distrugge la ricchezza pubblica, senza condurre al menomo risµltato. • Se l'America avesse avnto eserciti regolari, la guerra sa• r~Lbesi finila da lungo tempo. Gli eserciti di volontarii non hanno sufficiente coesione per intraprendere operazioni decisive, il loro difetto di consistenza. fa naufragare le meglio con• cepite combinazioni strategiche, e le battaglie commesse con tn,ippe senza spirito di corpo e senza disciplina, non sono che scaramuccie, macelli senza alcun altro risultato, che di pa• ralizzare m omentaneamente le due parti. · •. P er finirla colle a rmi, il nord ed il sud nulla hanno di meg lio a fare che di ritornar;ene r.iasc uno nei proprii confini, poi ricomparire in campo coù eserciti ordinati all'euro1Jea. Allora la lotta avrà un risultato. • Nelle cose militari, siccome nelle industriali, non si fa prest0 e bene, se non ciò che si fa ogni g iorno; -la divisione del lavoro è il principio economico per eccellenza. Dunque, . fintantochè non sarà possibile di fa.re a meno d'una forza armata, se.rviamci di kuppe rrgolari, sono le più ntilì e le meno costose. , Sovente si vantò l'ordinamento .economico del sistema militare svizzero. Nanzi tlltto ctuesta contrada, non rassomig liando a verun' altra europea, - può essere che un'organizza,zione , la quale astringa al servizio militare ogni cittadino dai dai 19 ai 44 anni, c_o nvenga ad un paese inontuoso e per g ran parte sterile, ove l'emigrazione è costar1te, ed ove la la sovrabbondanza di braccia ha sempre conc1:;sso di forniik lavoratori e soldati alla maggior parte degli stati d'Ellrop , ma senza du bbio una tale organizzazione n on s'addirebbe a un _paese industrio,,o ed agricolo, ove la professione delle ar i -

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non è, siccome nella Svizzera, ricerca i.a. Il: nelle contrade, come la nostra, i nostri mi.liti, appartenenti generalmente alla classe operaia; la perèita della lor0 giornata cli lavoro non toglie alla società il quarto del valore che si pe1:derebbe quando si i n~ corporassero indistintamel).te tutti gli uomini validi, avvocati, JJrofessori, capi di case commerciali e di stabilimenti d'indu• stria, ecc. Di più, in tempo di pace coll'organizzazion e svizzera, noi non avremmo meno di 400 mi la µomini sotto le armi. Per fa re a meno di truppe permanen1i, la Svizzera si è sin qui trovata in ,ondizioni eccezionali, contrattando arruo• lamenti militari coi sovrani esteri, esrn si riservava il diritto se il suo territorio veni'.(a minacciato, di richiamare i suoi reggimenti; in tal modo aveva di fatto un esercito perma-nente. Inoltre le restava il prezioso vantaggio di reclutare in maggior parte il suo esercito fra gli uffiziali ed i soldati rientmti in. paese dopo a\'el' servito per una o p arecchie ferme in un rsercito straniero. Oggidì che i. cantoni vi proibirono q uelli arruolamenti, trattasi di vedere se la Svizzera manterrà '[Uesto spirito militare, che l'ha sinora distinta dalle a ltre na• r.ioui, e se il suo eserc ito manterrà tanta co11s1stenza da far ' cornpletamente seuza di truppe perm~mnti. « Si è dimostrato , i danni dell'abuso della forza , ma essi sarebbero ben più i;rnndi se la forza pnbblica, a vf.'ce di. es,·.ere confidata a. trnppe disciplinate e i:ecllltate in seno della nazìooe, fossero cornpo~te di milizie cittadine p oco cumnti dcd s,0 nizio militare, e di assold&ii sempre 1,ronti 11- senire il mflg17-ìore offerente. Nel Belgio, per es,•m pio, cosa puo;:si te:1Jere? Il potere esecutivo è S<'mprc obbligato di ricorrere alle Camere p8r manlenere la permanenza ddl'esercito, Hl appa rtiene meno al governo, che all'autorità comunale d i disporre delle truppe pel' far rispettare l'ordine pubblico. L a truppa n on può inter• 1 enire, che dietro l'ordine del bol'gomastro. • A mio parere, o s·ignori, per gi1rngere un giorno al di. ,,umo generale, bisogi'.a non s_olamente man tenere gli e, erciti rgolari, . ma anr.ora perfezionaue, tutto il sistema militare, il 1'1ale, sopratutto al punto di vista della difesa, lascia ancor molto à desiderare. Se si ar riverà a. rendere il debole, forte a

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sua, ani memo allar, bea , ioini a ""'" <0oli,>ato· il


DIBL!OGRHlCA

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lUV!STA

nostro desiderio. Se, per esempio, noi piccolo popolo, possiam tener in iscacco l'aggressione d'uno dei nostri potenti vicini durante sei settimane od un mese soltanto, io dico che noi non · av!'emo più molto a temere le in'v asioni . Non v'ha potenza tanto stabilita per azzardarsi a ta le intrapresa, quando il debole avrebbe per sè il buon diritto ed in seguito le simpatie del• l'Europa. « se: mercè un buon sistema militare, si perverrà a togliere al forte ogni speraqza di vincere il debole in casa sua - la qual cosa è possibile - il forte non avendo più a temer~ il debole, e -non prevedendo più la pos:sibilità di fare conquiste, ridllrrebbe beniostv la sua forza a rmata al puro necessario pel mantenimento dell'ordine interno. Il debole seguirebbe irnme• diatamente l'.esempi:i del forte, ed in una o due generazioni si compirebbe il disarmo. · • Io sono militare, ho fatto uno studio tutto speciale del soggetto che ci trattiene, ho spese molte notti allo studio della difesa degli Stati, . e sopratu tto dei p;ccoli' S tati . Su questo soggetto ho scritto un libro tanto straoTdinario da farmi tacciare da pazzo da.gli uomini i più savi (risa generali) . Ridete, o sig nol'i, mi hanuo trattato da pazzo, perchè ho dimostrato ,- in modo irrefutabile - che con una fortezza posta nel cuore del paese, noi saremmo più forti, che con ventisdt.e piazze forti e cittadel!e scaglionate in cordone sulla frontiera; imperocche ìo sostenni che col nuovrJ sistema -Ji difesa noi possiamo non solo tener testa per ·mesi ari una potenza di prim'ordine, ma ancora acquistare una grancle pr,:,pondera.nza, ed anche decidere della sorte dell'Eu rop~, se si venisse a far la guerra sul nostro territo,io; in una p·i rola, perchè io ho preteso, che il debole si può rend<?Te forie a casa sua. • Un o ratore bolga ha clet·o che si rlovrebbe <lr moli re il campo trincerato posto inna n:oi Anversa, e sopprimere il nostm ·esercito, imperocc·hè tutto qnesto apparecchio militare non se~virebbe a nu lla, quando fossim o seriamen'te attaccati. J. « Io lo oon fesso, sono addolorato di dover constata re che vi sono dei br-,lga, i qnali hanno si poca confidenza nella nostl esistE-uza n azion ~ e e nel valor e del nostro esercito. Ma in fa.tf di g om, io c:edo essere t,rnw ccm.pe!enie q«anto il mio onol

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vole compatriota e s0no · lùntano dal dividere la sua opinione. Come! un esercito di più di 100 mila uomini, il quale, sotto il rapporto dell'organizzazione, del!' an1ministrazione, dell' equipaggiamento, dell'armamento, del personale, del l'i"ti:uzioue .. non ha for~e l'eguale in Europa ; con tale e,;ercito, io dico, rafforzato da tutti 11,li uomiui validi d 'una nazione di 5 milioni, la cui •5ravura è stata riconosciuta da Napoleone siccome da Cesare, si dichiarerebbe antecedentemente i ncapace di respingere una nazione'ì Se tale fosse i l sentimento della nazione e dell'esercito,. io non esiterei a dichiarare altamente che noi sa• remrno indrgni di godere delle nobili istituzioni che ci reggono. • Non v·ha dubbio, malgrado la più grande abnega;;ione, noi potremmo avere il disotto nella lotta, ma almeno SOC• coniberemmo onorevolm ente. Si videro i più . valorosi e nume• rosi eserciti, guida1i dai più grandi capitan), battuti da ese rciti r,•la1i vamente deboli, ma sostenuti dal sentimento nazionale. _ Un popolo che ha il coraggio d'incendiare le sue città per privarne il nemico, non perirà giarnma.i . - Si è visto ùn piccolo Stato, stennato da sette anni di gurrra, ·attaccato da una coalisione , e rninacciato d'esser cancellato dalla carta d'Europa, sortire vi ttorioso dalla. lotta, grazie alla sua energia, più che alle sue ris')rse materiali. « Col nostro sistema militare, a vece di n11 esercito numeroso rafforzato da wtta la nazione, se non aYessimo che un esercito di 25000 uomini, guidato da un · valente generale e siatene ~tranquilli che sapremmo dove trovarlo - noi potremmo· contenere moment.aneamen\e l"invasione e dar tempo ai -Jne terzi d'Europa di accorrere in nostro aiuto; e sf!, a peggio andare, fossim0 vinti, alrnenò sarà salvo l'onore. ~~ al contrario, noi non vogliamo difendere noi stessi, saremo disprezzati dalle altre nazioni, nessuno penserebbe soccorrere un popolo che s'abbandona da se stesso, ed allora indipendenza, lj'b ertà, onore, tutto sa1ebb0 perduto. « Vi domando venìa, o s ignori, di questa digressione; ma creduto mio dovere di ribattere gli attacchi diretti contro J n'istituzione sulla quale riposa la sicurezza dt lla patria. Ri 9 pilogo. Non è attaccando gli eserciti permaneo ti che s arriverà al disarmo. fiavvi una prima questione a àsolvere,

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310 RIVISTA l31BLIOGRAFieA e si è quella di porre le nazioni nell'impossibìlità di fare la guerra. « Moltiplicate le vie di comunicazione, diminuite le tariffe delle· poste e delle , strade ferrate, rendete sempre più_ faci li le --relazioni e le transazioni tra i popoli , spingete il debole a rendersi forte i u casa sna, e sopratutto consigliate i popoli di costituirsi i loro governi iu modo eh~ non si possa p1t'I far la guerra senza il consenso della nazione , e la questione del disarmo sarà risolta. , ·

INDICE DEL VOLUME I. - ANNO

'1\G1..1ANO GaETANO

vnr.

!Luglio.

Gerente.

. . . . . . . . . . Pctg. il' Notizie statistiche sui principa.Ji eserciti europei (continn,17.ione) 30 La presa di Puebla . 56 Rivista tecnologica . 91 , 102 IÌ.ivista statistica . 107 Rivista bibliografica

J Tlcrsaglieri -a ca.v ano . .

I' ,

I.

]°o"tizic statistiche sui principali esercit i europei (continuazione) ,i rmftmrmto dei diversi corpi dell'esercito itaJi:;mo J.Iarir.a militar e italia.na I ' :{l,ivìsta tecnologica Riv ista statistica . 1Uvist.a liigliografica

• llB 153 , i,

168 206

214

, 217


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INDICE

' scuemln·e. La Venezia col suo quadrilatero di fortezze . . . . . . Pag. 221 Notizie st,1tistiche sui principali eserciti europei (continuazione) • 278 Rivista tecnologica . , 289 R ivista bibliog1·n.fica . •

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RIVISTA MILITARE 1863 TOMO I by Biblioteca Militare - Issuu