RIVIS'rA
MILITARE ITALIANA
_1.'0RINO, ,1862 ~ IPOG!\AFIA EDITI\ICE G. CASSOi.\1\ E CO:ìll\ Via s. Fr:inccsro d:1 !'aoli, N. 5 .(n rosso).
i./ITALIA E L'AUSTRlA
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Proprie.là fel/craria.
fo mi propongo di esamim.re la rispettiva posi'Z.ione strategica de1l'Italia e dell'Austria., e i vari modi d'offes11 ,e difesa che l'una o l'altra può r~dopera.re, secondo le diverse supposizioni che pitt ragionevolmente ponno farsi di convenienze politiche e strategiche-sia da. una parte, sia dall'altra. Non è mio intendimento discutere se una nuova guena sia inevitabile tra quelle due potenze_; se l'Europa o la Frnncìa, o l'Inghilterra abbia vero interesse ad impedire quella lotta, e per riuscirvi voglia o possa t rovare un pegno di pace durevole da dare all'Austria in cambio di quel pomo di discordia che il trattato di Zurigo le lasciò nelle mani; e se l'aristocrazia militare austriaca , che è l'anima dell'Austria, sia per adattarsi, ~er q Ltalsivoglia rngiouc, a rinunziare a.Ha speranza di vendicare di qua -d alle Alpi la scoufittrt di Solferino, e volgere le spa11e al•
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l'Italia senza. trarre la spada. Considero l'Jtaiia ·e l'Austrù~ n el loro sta.to presente, l'Lma rimpetto aU'altra., sul Mincfo, su l Po, suìl' Adriatico, senza prescindere dalle loro intern econdizioni e dalle loro att i nenze cogli altrj paesi d'Eur opa, e _ten endo conto dei veri moai eh guerrà che hma e l'altra possono iu~piegare , posta dlL bai~la, ogni esa:.. gerata ipotesi. Non pretendo indicare in modo assol uto quello che cia:,;cuna delle d ue p a,rti debba fare in caso di g uerra; inten do solam ente accenn are ciò che far potrebbe, e quali potrebbero esserne le conseguenze secondo jl m io giudizio. Le mie osservazioni nòn saranno esclusivamènte basato nè su combinazioni cli l inee e punti strateg-iGi, n è su r agioni geografich e o topografiche, nè su storici esempi, n è sopra considerazioni d i valore, di slancio, di s,il <lezza, cli patriott ismo o di altre qualiUt morali e rnilitari delle duo parti. Una linea di. marcia bime studiata, un punto strategico ben e sceHo , una posizione bene a!forzata non haun o di per se sole tale miraco1osa v irtù da assicuritre i l trionfo, come non l'hannunomnieno jl Y8lo1·e delle truppe, k buone armi ed flltri singolari argomen ti cl.i g\1erra, pe1quanto siano perfetti : nè l'analogia cbe può riscontra rsi tra 'u n fatto storico ed una supposizion e offre da sola sicur o appiglio. La g uerra è un g ran problema con molti d al.i $Ì, ma anche molte incognite, cl.te può essere sciolto in vari modi cliversiS;sirni . Bis-0gna tener con to di ogni dato, procurare di n on perdere di vista aleuna incogriita, e non contentarsi dell:::, prima soluzi one che si ottiene . Quindi io mi studierò di non tn1scun1.1,e alcun o di quei diYersi elementi d'azione , di r eazione o d'inerzia che -m i sarà d,tto scorgere, sia a vant.aggio, sia a danno nostro o do:i nostri avversari . Ma prima di e1ìtrare in. m ateria credo · opportuno esporre, à nrndo di professione d i fede, le 1~1ie idee sulle ocliei;ne condizioni dell 'arte cli guerra. Cotesta arte non ~ rimasta c1.l pun to in cui la lascia va il·
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primo Napoleone . Ègli aveva portato la guerra offe:i;i.siva a. ·così altÒ grado di perfezione da pernonifìcarla in se stesso, .·da rendere il nome cli Buona.parte sinonimo d'invasione ,conquista agli occhi dell'Europa sbigottita : egl i ayeva mostr~to ·quanto- possa farsi con un esercito per v irtù cli mobilifa, e per giudizioso e rapido impiego di m asse; · :aveva dato i più spl endidi esempi di g uerra manovrata. Abbracciava"con una sola occhiata m ezza l'Europa, desumeva a volo dalle pai'ticolarità topografiche e _daìla p osi~zìone delle forze nemiche un gran con cetto strategico d i -0ffesa semphce e decisivo, scopo del ·quale era l'annicut ameuto dell'eser cito avversario, cla ottenersi per rapidi movimenti : sboccava q uanto piit improvviso poteva sullo scacchiere prescelt o con poche e grosse colonne 'bene collegate, puntava ' dirittamente all'oggettivo prefisso , veloce, impetuoso; facev a massa al centro, o sopra . un'ala , -o d a t er go del n emico; piombava su lui come i l fulmine, e lo sbar agliava a flÌria di cariche,. a colpi ripetuti ; poi ne disperdeva- gli avanzi, sì)ii1geudoli in direzioni diver genti e incalzandoli senzà posa.. Nel t empo medesimo p rovvedeva alacremente al mantenimento d elle sue forze -0011 rincalzi d'uomini e p rcvvigioni. Non faceva diversioni che n on fossero assolutamente necessarìe ; e quando le facev a, procurava di impiegarvi quanto meno forze po~ teva. Scansava le fortezze, quasi sprezzandole, perchè i loro piccoli presidii non potevano dargli grande m-ol-estia., e una sola battaglia vinta doveva dar gli a un tratto il fr ut to di veuti assedi. Un , apido baleno, e sn.bito dopq il fulmine che abl)atteva un impero : tale fu difatti il modo -di-gucna di Napoleone, come ben d_iceva un gran poeta i.talia,no . Ma dopo Waterloo, la $anta Allean:ua v olendo infren are q uella Francia che co8i facilmente balzava fuori dei suoi confini,· e chiuderle per sempre le stràde di Vienna e di. Berlin o, si m etteva in assetto di form idabile difesa. Da
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eiò nell'ordiuo politico la Confederazione Germanica, TI.il
:-:ignoria austriaca in Italia, la, ncutralizzm:ione della Sv izz.era. prima e poi del Belgio , e- nell'ordine militare i, grossi eserciti stanziali, le g randi leve annuali, il sistemo, cost detto di cirmamento nazionale pel pronto passaggio dal punto di pace a quello di guerm, e le numerosissime risene preventiva.mente ordinate, cioè le landwelw dell o due categorie e le landsturm,. Da ciò l'orga,namento permanente degli eserciti germanici e del russo in diYisioni, corpi d'armata cd armate, e i campi di manovra, sul Hono, sul Dan ubio e sul Po, e lo studfo particolare d' ·una tattica di.fensiva-offensiva alla usanza di "\YclIington., (<;Ui si dedicarono con amore i più egregi m ilitar i tedeschi . Considerati i rapporti di necessità. e di convenienza esistenti tra la geografia e la strategia, esaminate ed analizzate .le gi;andi _operazioni offensi;-e dei Francesi dal 1703 ai 1815, r iconosciute le lince direttrici di quelle o_perazioni ed i rapporti loro ~olle Lnee di difesa natnrali od· artificiali dei pa.esi minac~ <.:iati , visto che il segreto della ri uscita della gnern, offeusiYa consiste nel far massa a momento determinato soprn un dato punto della linea direttrice delle operazioni, •che -preventivamente p uò determinarsi pev ragioni topografiche, si riconobbe manifestamente la capitale importanza strategica. di. alcuni punti, o meglio di akn1.1 e posizioni principalissime che parvero predestinate· :i. trattenere, incagliare e rompere l'offensiva nemica , dando sicuro appoggio a una difesa oII'eosiva. La storia delle ultime guerre p1,eseniava luminosi esempi a conferma di quel concetto , che a Napoleone stesso non era sfu'gg_ito, nè a Federico prima di lui. Si vide che quando tUl esercifo bene approvvigion§tto, invece di disseminarsi, come prima ·solevano fare, per guaràare tutta una luuga linea di confine, si raccogliesse in_ uno di quei punti inevitabili pre-rnntiyamente forti-
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fìcato, e non si lasciasse indurre a staccarsi d~ qnello, prima del momento opportuno, per dimostrazioni che il nemico far potesse, questi sarebbe costretto a far massa innanzi tempo, a campeggiare, a rin unziare al vantaggio della .mossa, se pur non volesse lasciarsi sui fìauc-hi o dietro le spalle un esercito intero, solidamente basato _e padrone delle strade. In so;;tanza l'iuvasorc sarebhe ridotto a tentare di sforzare il passo, o arrischiarsi ad una gran manovra. · girante, nelle condizioni p e: lu_i più sfa: vorevoli nell'un caso e nell'altro, mentre 11 difensore s1 troverebbe in punto da poter fargli pagar caro ogm . suo errore. Era il principio defla massa applicata alla difesa nel modo più conveniente, che rispondeva all'applicazione del principio medesimo aUa guerra d'offesa. Come quest.a aveva abbandonato il sistema del-l'attacco multiplo e spicciolato s0pra una gran fronte per agir e con tutte le sue forze raccolte sopra ·un punto decisivo, così quella rinunziava; alla sminuzzata r esistenza dei suoi cordoni di fortezze, che poco o nulla più poteva giovarle, e si appigliava invece al sistema delle grandi posizioni strategiche fortificate, che ridotto alla più semplice forma doveva consistere in una di tali posizioni per la difesa di ciascuu fronte d'uno Staio, ed una interna come centro principale di resistenza. Da ciò Je .piazze di concentramento, i perni di manovm , le piazze di rifugio , 'Che potrebbero dirsi le capitali strategiche degli Stati. Così nell'impero austriaco Olmutz per la frontiera settentrioMle, Linz per la occidentale, Verona, o meglio tutto il quadrilatero per quella di mezzogiorno, e Comorn come piazza di rifugio nel centro. Questo doveva .bastare: ma presto, come suole avvenire di tutte le umane cose, si trascor~e all'abuso. Oggi l'occhio degli strategisti e degli ingegneri militari .si fissa inquieto sopra ogni centro stradario, st udiando se
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possa avere una eventuale impor tauia strategica, e per 110n meriti d'essere coperto eh opere fortifica.torio. P~rc a qualcuno, per esempio, che alla Germania non debbano bastare per la difesa del' basso Reno i grandi centri fortificati di Rastadt, Magonza, Coblcntz, Colonia, Vesel, Landau, Saarlouis e Lus('>emburgo, più le fortezze di secondo ordine tuttora esistenti . Si vorrebbe tornare a far la guerra coi gabbioni imece c:he colle- baionette. Dirò poi quali intonvenienti potrebbero rirnltarne a parer mio. Intanto mi basta aver accennato duo importantissimi elementi dell'odierna arte eh guerra, cioè il sistema deJl'armar.zento na:;ionale esteso in . tutti li Stati al massimo grado di larghezza e i g randi contri strategici fortificati. La navigazione a ,apore, ]e fer!·ovic . i telegrafi sono pure elementi nuovi di guerra di primissima importa,n za. Non mi tratterrò ad analizzare i vantaggi che possono ritrarsene per le militari operazioni , nè i rapporti che necessariamentB esistono tra il sistema ferroviario e telcgrafì.co e quello topografico - strategico di uno Stato. Ognuno sa quanto per quelle invenzioni siano resi più facili e più rapidi i concentramenti e li spostamenti delle masse, come siano agevolati i trasporti d 'ogni specie, e quanto faciLtato l'approvvigiouamento degli eserciti. Accorcia.udo considerevolmente le distanze, e fa cendo sparire li ostacoli t opografìci, i telegrafi o le ferrovie hanno allargato il campo delle ope:-azioni militari, reso possibile l'accordo tra masse lontane, effettuabili 10 più grandi ecl ardite manovr e di prepar;i,mcnto, i m utamenti di direzione, e qL1clli anche di linea d'operazioni ; facile ed efficace la unità del comando sopra vastissimo scacchiere dì guerra. Oggi .a Drcsda, per esempio , si può saper e, ora per ora, ciò che avviene sul Reno cla Basilea a Vesel: in pochi giorni 200,000 uomini sparsi tra Stettino, 01m utz, Ratisbona e Minden potr11,nno essere coJ1centrati a.
1111n ragione o per l'altra
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Magoma ; quattro giorni dopo quegli stessi 200,000 uomini saranno ad Ulma o a Lussemburgo. Ognuno sa pure che pcl trasporto d i grandi masso di truppe ~ichicdesi una eno1'rne quantità di locomotive e vetture; che sola mente possono adoperarsi per le militari operazioni quelle ferrov ie cbe sono interamente al E-icuro dalle offese. ne., miche; o che del telegrafo in guerra non si pùò far nso, senza prudenti cautele. Ma tornami aceoncio rico::-dare come la navigazione a va.por e abbia grandemente facilitato le operazioni trans.. marittime, in guisa che l,ua potem.a che abbia buon numero di battaglioni e di naYi, contro Stati bagnati dal mar8 ma meno potenti di navigli, può oggi t entare con speranza di buon successo offese nuoYe per vie inusitate, cioè per mezzo di grandi sbarchi e basandosi sul mar e. Ne dettero già un ceìebre esempio li Inglesi a TorresVedras nel 1810: altro più stupendo ce ne ha somministrato la guerra di Crimea. E riguardo alle lince ferroviarie e telegrafiche farò osservare che non è clifficilc r ompere sul campo stesso d'operazioni del nemico le pitL e!òterne rispetto alla posizione di lui, quando si sappia forn una minuta guetra 11rdita ed incessante; e pii.t ancora è lecito sperare quando il nemico manoYrn io paese che non gli è fosoreyo}e, come sarebbe il caso def;'li Austriaci in Italia, e degli° Italiani nelle provincie germaniche dell'Austria. Rammenterò a.ncora li studi e li esperimenti che sono stati fatti e tut• todì. si fonno intorno ai telegrafi e alle ferrovie da campo, per i mprovvisare linee di comunicazione pel servizio· degli eserciti, servendosi delle strade ordinarie , od aprendo nuoYe tracciato ; invenzioni cbc non l)Ossono· spiegare tutta la loro util itiL se ·non che in ca.so di guerrro, sedentaria , come a Sebastopoli, o lenta. e prolungatacome quella che oggi si combatte negli Stati Uniti d'A-merica.
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M1t intanto- che là Germania attendeva a perfezionare la g uerra difensiva, e cingeva la Francia di g randi fortezze e di quasi un m ilione e mezzo di armati (sulla carta), questa che per n atura e per tradi:zioni inclina più all'offei::a che alla difesa river sa.va la sua attività militare sul. settentrione dell'Africa. Là per oper a di valenti capitani sperimeutavansi nuovi modi di guerrà offensiva , o si trasformavano e si perfezionavano i già conosciuti. Si ~oveva combattere un nemico spedito, leggero, vivace, che muovev~ da punti lontani, attraver so ai deserti e non avendo base stabile appariva minaccioso ora q~à, o ra là , a grandi distanze, vibrava un rapido colpo, ,poi. spariva. per riapparire poco dopo in t utt'altra parte più minaccioso che mai. Ne ' conseguiva la necessità di vince'rlo o alm eno .uguagliarlo in mobilità, preùdendo un - metodo di guerreggiare àlla leggera che pur serbasse i vantaggi t11tti della guerra regolarn. Non parlerò di quello che tocca propriamente ,i. r1u P.l rnoclo di guerra e che non è da seguirsi in Europa, come quei' campi aJla romana sparsi .gua e là nell'Algeria, centri d'azione da cai_muovono piccole e r apide operazioni radianti spinte a tondo fin dentro al Sahara, e pur cembinate tra loro, le razzie, le scorrerie delle piccole colonne mobili : ma accen nerò quelle novità e modifica.:cioni che di là. èi sono venute od hanno avuto colà la prima mossa . . Tali sono, a mio ·avviso, i mutamenti arrecati al vesLimento ed al corred0 del so:dato per alleggerirlo' ·d'oo-ni inutile peso e fornirlo ·di tutto quello che veramente abbisog nargli, l'invenzione delle piccole t eude a pezzi , il r itorno all'uso dell'ordine rado adoperato come m ezzo ,d i combattimento , e regolato con norme determinate, la istituzione della nuova fanteria leggera, scelta. per in,telligenza, destrezza ginnastica e abilità nel tiro, la definitiva adozione delle armi rigate, il perfezionamento di t ut ti i rami d'ammiuistrazioi:e -e di provvedimento che
può
ranno corredo . e seguito agli eser'citi , come il serv1z10, sanitario, quello dei traspor;i, quello dei viveri, quello del vestiario ed accampamento ecc.;. e finalmente la perspasione che da soldatesche bene disciplinate ed addestrate può ottenersi molto più cl.i quello che finor a 11011 si pretendevç1,, purchè si abbia cura a non la,sciarle prive del necessario sostentamento; .facendone testimonianza le lung he e continuate marcie, le stazioni prolungate in • mezzo ai. deserti, e le grandi opere di .strade, campi ecc., eseguite dai soldati . francesi nell'Algeria . Tu.t te queste . cose hanno contribuito a rendere 1nobilissimi li eserciti di quella nazione, e a dar loro- un organamento .com-:pleto e indipendente da ogni co:11dizione cli luoghi o di. tempi , e una vitalità t utta propria e pienissima , peu modo che possono vivere ed op~ràre ovunque, nel cuore della Francia come sulle sponde del Pacifico. E qHesto in sostanza è progresso non piccolo della' strategi a offensiva. . Le altre na zioni europee hanno, qua.le' più, quale.meno, seguito l'esempio dei Francesi, per quan to le particolari· loro condizioni lo permetteva.no, o lo consìgli.rvano le loro vedute , modificando e migliorando le loro m ilitari istituzioni coll'intento di rendere più maneggeYoli, più attivi e più potenti gli eserciti loro. Per ciò. oggi. le vediamo pr eparate all'offesa così come alla difesa. Gli eser~iti austriaci per osemp10 sono talmente costituiti da poter. essere stau ;ati a un trat to dal suolo dell'impero e· laneiati sul- Reno, ù1 Italia o sul basso Danubio, .se la. · singola.re situazione politica di quello Stato non lo te nesse chiuso nei suoi confini . E noi pure quando avremo, riempito i nostri quadri e fatti solidi i battaglioni , virtù del nostro militare orgr1.namcnto potremo m etter ein campo eserciti mobilissimi e adattati a q ualunque, 1mpresa . lm11ortantissimo poi tra i nuovi elenien ti di guerra. sono-
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L'IT.\. LIA
le armi _à lunga gittata, sfa per l 'offesa, sia per là difesa, sul campo cl1- battaglia e negli assedi ; e n6n è da tra·s :sclirarsi la sempre 1naggiore precisione di tiro che va ottf)nendosi dalle fanterie, non tanto per merito dell.e a,rmi·-rigate quanto per la più accurata istruzione clrn oggi si dà a tale riguardo e per l'uso èlell' òrdine rado ·singolarmente favorevole all'aggìustatozza del fuoco. Po- · tremmo addurrB ad esempio }e gravi perdite di utfiziali, sofferte dagli eserciti francese e sardo nella guerra del 1859, se non sapessimo doversi quelle i:u gran parte af• tribuire al valore degli uffiziali delle due armate che si Bsponevano primi alle offese nemìche. Della influenza che potrà avere sulle operazioni guer4 resche qt1el considerevole aumento della · portata e dell,L precisione del tiro si discute oggi tra i militari. Alcuni ìa credono grandissima, altri la ridLwono a minimi termini; quelli fondandosi sulla più che trip licata estensione del campo d'offesa del fucile e del cannone, e sulla tanto cr esciuta efficacia del fuoco; e questi opponendo la diffico1tà di trovarfl terreni talmente spazzati ·da poter profitta-re di quelle enormi portate, e q uella non m inore dì be:ne ,,.-a lutare le distanze sugli svm'iati. . campi di battaglia. Gli uni e g li altri harino ragione. Ma' venendo a -più precisi termìni, e tenendo conto di . qnBi pochi sì. ,ma pur concludenti esperime:1ti cLe sonosi fatti nelle ul- · 'time guer re dal 1859 in poi, paro a me che i risultati. più certi e più importanti di quel nuovo modo d'armamento debbano essere i segu0nti. Nella guerra campale a_umentata di molto l'ìrnporfanza delle varieH~ topogr a4 fiche nelle tattiche operazioni , e siì1golarmcnte c,1uella delle alture, sia come posiiioni _dominanti, sia come 1passe cnoprenti ; reso indispensabile l' ordine rado in grandi proporzioni ( catene e piccole . colonne) specia,ìmente per l'offesa ; scemata la efficacia delle finte che muovendo più da, lontano risulteranno meno string~nti e ,e
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minacciose;_r itardato il momento 1-isol uti vo della, bat~ taglia; ridotta l'e_conomia delle forze sul campo à un :progressivo condensamento sul punto decisivo ; aumentata l'irnporta.nza delle più rapide manovre a passo di corsa. Queste conseguenze mi sembrano rigorosali1 ente nécessarie quando r ifletto ,che dei tr e principali elementi .~li battaglia·, le armi , il terreno, la virtù manovriera pelle truppe, il primo ha vantaggiato tanto da rompere l'accordo ·cogli altri due; sicché bisogna per ristabilire que11'acco'rclo dare a q uesti uno sviluppo rispondente il meglio possibilr. alle miglioratr. condizioni di quello ; quindi, per ciò che riguarda il terreno, più esteso campo di veduta e di fu oco laddove si deve combattere , e più efficace e continuato cuoprimento H~ dove si deve _stare in riserbo o manovrare; e per quanto attiene a inanovra m ovimenti più sempli~i e più spediti . Da que;;ta ultima considerazio11e parrni poter dedurre che la utilità deUà cavalleha sul can1po di batta.glia non del)ba essere dalle nuove anni tanto scemata quanto molti pensano; e che cot,e sta specie di milizia, quando sia favorita da1 terreno e giudiziosamente impiegata, possa render servigi così importanti co me queUi che ha reso ai ten1pi del primo Napoleone. -Comuncp1e sia, le· armi rigate hanno alterato l'equilibrio tra l'offesa e la difesa campale a vantaggio di quest'ultima, Figuriamoci un eser<.:ito che stia, sulle difese , sopra Ltna. catena d'alture dominante il terr eno dinanzi e da · fianco a due o t re mila metri di distànza , e munita di opGre campali; che spieg'hi in fronte ql).el ·tanto di sue forze ch e è assolutamente indispensa,b ile per avere una buona massa di fuo chi sugli approcci d~lla fiua posizione, e t enga il rimanente in, riserbo al coperto . .Avrà in prima linea catene di tiratori ed artiglierie rigate, cou sostegni tali dà poter raddoppiare , tripli~a:J:e ed -anche qua.drup1icare il -fu0co mentre l' assil,litore si avvicina; in se•
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,c.onc~a linea · pi~col~ colo~n~ pronte a lanciarsi o a spìegars1 secondo 11 bisogno; m · terza, riserbi arossi il iù possibile, masse di cavalleria e di artiglierù~ per pigKar Je offese a s uo tempo; ·e sui fianchi, faddo-ve il terre110 non _Io ~ssicura contro le aggir~1te, pie.doli drappelli di cavalleria che battano ampiamente la campagna e corrispondano 001 comando supremo per mezz'Ò di seo-nali 0 convenuti . Se cotesto esercito sfa saldo _e discretamente comandato , l' assalitore dovrà faticare e soffrir molto prima dì poter dare un avviamento risolutivo alla battaglia, e forse il giorno :finirà inna:nzi eh' egli riesca a f~~ mass~ sul _punto decisivo . Il. difensore potrà levarsi d 1rnpacc10 prima d'essere ·sconfitto e ritirarsi quasi inta!to. lascian?o al n~mico logoro e spossato _il possesso de~ campo d~ battaglia per solo frutto d'una giornata sanguinosa che doveva nel concetto cli lui decidere dell a sorte della guerra. Suppongo, s'intende , che le due parti siano ugualmente prcr;,vecìutc d'armi 11 lunwa o itiata:_se altrimenti fosse, la difesa troppo -grand; v~ntagg_10 avrebbe preval,enclo in qnel modo d'armamento: assai meno ne_ avrebbe l'offesa, quando avesse ella quell~ prevalenza , se il difensore si mettesse in posizione 0 ba,ss~ e _cor_erta, o bene dominante e cuoprente: che non e d1fiìc1Je a trovarsi, . Non vog~io già dire che l'offesa· sia per queste novità r1dotta a1l'1mpotenza. Un abil8 oapitano con un esercito bene addestrato e, vakiroso potrà far miracoli anéhe oggi, special'.11ente quando sappia approffittare degli erron del nem ico. Un attacco d'ala è di fianco O di rovescio bene immaginato e risolutamente e~eguito darà sempre splendidi r isultati; la ·sconfitta d'un esercito di . 200 mila uomini, qtia1'.do sia spinta a fondo col massimo vigore ~v~'à le più decisive conseguenze, nonostante h 1tti 1 materiali trovati dell'odierna arte · di guerra. L'offesa porrà in opera dapprima tutti quegli strategici espe-
dianti che vedrà opportuni p er mettersi nel miglio1v possibile atteggiamento sµllo scacchiere. Ma q nando sì dovrà venire alle strette, quando converrà risolversi. acl afl'1,ontare il nemico preparato a difesa in una di quelle posizioni che ho di sopra accenmito, le truppe che dovmnr10 avanzarsi allo scoperto pel tratto di due o tre mila metri s@pra un campo tutto 'tempestato dai tiri d'un nemico quasi invisibiie, avranno d'uopo di grande intrepidezza e grande slancio, La loro marcia sarà protetta è vero da un fuoco vivacissimo di artiglieria e moschetteria, ma l'efficacia cli cot esto fuoco non risponderà all'intensità sua se il 11errlico sia bene collocato, e non si lasci vincere da irragionevole timore. Converrit marciare in ordine r_aclo, velocemente , sen1.a guardare ai molti che cadranno, e piombare come il fqJ.mine ml punto decisiv·o , e quivi rompere a qualunque costo, poichè se l'attacco non riuscisse conveÌTebbe r ipercorrere tornando addietro quei due o tre mila metri di campo dominato · dal nemico. Mi s-embra. che l'ordinamento a tale effetto più adattato debba essere in massima il seguente : ·u n cor done di tira. tori spalleggiato da piccole colonne ; dietro a quello una linea di colonne di battaglione pronte a far massa~di bri-· gata o di divisione a , momento dato sui punJi prefissi; ~ poi un forte riserbo in posizione da rincalzar l'attacco o proteggere la ritirata secondo i casi. Per cuoprire la , marcia delle fanterie, cariche ardite di cavalleria -leggera e fuoco d'artiglieria, ·dapprima su tutto il fronte, poi concentrato in massa sull'oggettivo dell'attacco . Giungerà un• momento in cui 40, 60, 80 cannoni che fulminino a rotta sopra un solo punto non saranno troppi. Un corpo di cavalleria starà pront'o a sostenere le fanterie, e uon sa.r à di poco vantaggio, nè inutilmente sacrifì_cato quando sappia scegliere bene il momento e la direzione per precipitarsi come una valanga sul nemico, sia che questi ceda alle nostre baionette, sia che r esista
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o respinga. l'attacco. )lel primo caso quella mano cli cav alli compirà la vittoria, incalzando i nemici già rotti, piombando sui loro riserbi, avviluppandoli ccc.; nel se-condo sottentrerà se occorre alla fanteria cd agiri~ d'accordo con essa; nel terzo proteggerà la ritirata di quella g itta\1,dosi sui nemici inseguenti , minacciando i punt i accessib.li della loro posizione, sacrificando, se fa d'uopo, qualche sq uadr-one per impedire all'avve1;sario <li sperdere coi suoi fuochi le- scompigliate masse dei fanti che s i r itirano. Si dice che i campi di battaglia d'oggigiorno sono troppo impediti perchè !a cavalleria possa esservi adoperala utilmente : io credo che u n vero general~ di cavalleria possa trovare anche oggi in una bat.taglia un punto ed un momento aloeno per una carica. Se in quel punto ed in quel momento egli avrà sotto la. mano quattro , sei , otto squadroni , forse• la battaglia mut erà aspetto, e si avrà una vittoria invece di una sconfitta, a dispetto dei cannoni e dei fucili r igati; perché quP-lla. m ol'ale potenza e.be la cavalleria possiede in così alto grado, ella può conserYarla quando lo voglia. Ben p ochi · s ono i t erreni ove una b uona cavalleria non possa opera.re in ordine più o meno rado: e la storia ha r egistrato ·stupendi fatti di alture conquistate, di angusti passi sforzati, di intere colonne disperse da un pugno di valorosi ca,,alicri. Convien r icordarsi che la guerra non si fa in campo, per mille ragioni morali e materiali, così come pr escr.ivono i t mttati di tattica. Si vedranno ancora ponti che dovrebber o essere rotti e non lo saranno, villaggi pieni di t ruppe e non asserragliati nè guerniti a dovere, batterie abbandonate dalle loro guardie, soldati che tireranno a èaso, cannoni che sl1aglieranno la mira, e gente. che Yolterà le spalle quando dovrebbe mostrare la fronte. Rammentiamo che da vicino, dentro i 200 metri, le vec-· cbie armi da fuoco avevano tanta potenza quanta, n e banno le nuove : ricordiamo che la cavalleriti h~ pure
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il valido sussidio dell'artiglieria, cù oggi può -avere a nche quello del fooco della fanteria in certi casi. Ciò per rispondere ai calcoli spaventevoli che alcuni t eorici vanno facendo sulla effica-::ia del fuoco delle n uove a rmi, particolarmente contro la cavalleria ; e ciò basta p er lasciarmi la ·speranza che ,uno squadrone possa prender e una b atteria r igata .e sbaragliare un hattaglione-ar mato di fucili '.Minié, p rima ·di esser due volte distr utto come ho letto che debba immancabilmente avvenire. In sostanza io -sono d'avviso che le muta:te condizioni dell'armamento, per quanto siano più favorev-0li alla difesa che all'offesa, non deb'ba:no impedire a questa. di ottenere decisivi successi sul campo di battaglia, quando ;adoperi giudiziosamente le truppe e sappia p untar e ,a fondo, a tempo e luogo opportuno, e r isoluta.m~nte, senza esitaBze senza badare .a sacri fizi. Si.cco:me po1 questi saranno c~nsiderevoli -se il nenico· fa salda opposizione (e a questo bi.sogna costringerlo piru.U;<.n,lo che lascia rlo ritirare intero) così sarà indispensabile o avere già in campG molta più ,gente di ·luL, o poter contar e ·su numerosi rinforzi . Ne risulta ancora che r-0ffesa debba procurare q uanto più può di .r isolvere la g uerra con una sola .gran battaglia ; e là di fesa invece evita,re ogni atto decisivo li nchè circostanze strategiche o tattiche non la c0nsiglin-o .a giuocar tutte }e sue carte in una sola partita.. Non cont entarsi no d'una mezza vittoria, ma non esporsi a una piena sconfitta; che vuol dire ritirarsi a t empo quando s1 vegga di n on poter vin cer e : cosa ·che oggi, come bo detto, deve riuscire più facile di prima, q uando non si impegni -sul fronte forza maggiore di quella che è indispensabile per mantener a il combattimento fino all'i:;tante decisivo, che segnerà pel difensore il principio -della ritirata. , Vellington e l' arciduca Carlo furono inaestri in questa specìe d-i orJerazioni. Del r esto il cannone r igalo se renderà più impossibili ANNO VI. Voi. IV. -
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che mai manovre come quelle di Federigo a Soor, a Praga, a Kollin, a Leuthen , a Zorn<lorf, non impediril. certo le mosse aggiranti e li attachi di fianco, come oggi si intendono. Nella guerra d'~flsedio invece le anni rigate hanno r ecato vantaggio molte, maggiore all'attacco che alla difesa; vantaggio temporaneo s"t ma ìncontrastalile. Infatti le fortezze tutte oggi esiston1.i si trovano in questo momento rispetto ai mezzi di c.:1i può disporre l'attacco in condizioni anche peggiori di quelle dei poligoni bastionati del sec:olo xv rispetto r~1 sistema d'attacco di Vauban. La loro giacitura, la pianta, l'alzata, i profili, i difi]amenti, le opere esterne, il campo d'approccio, furono immaginati e disposti secoudo la gittata delle antiche armi da fuoco : perciò molte di esse si trovano ora soggette al comando di alture che prima erano fuori del terr eno degli attacchi ; veggono scoperti i terrapieni delle opere loro, le comunicazioni, i pitt interni edifici, e iu mano del nemico i prolungamenti delle loro più. importanti linee di difesa. L'area loro è r elativamente impiccolita di fronte a quella della zona d'attacco, come questa cresciuta di fronte a quella. Siano pure munite di artiglierie rigate , i loro fuochi r isulterunno troppo divergenti, mal diretti e poco intensi oltre i limiti del loro autico comanùo, mentre l'assalitore dal canto suo potrà, quando gli torni utile, co:icentrare sopra di esse una. gran massa di fLLochi convergenti e tentare di sforzarle p·e r btnnbardamcuto , con ragione,;ole speranza cli nuscirvi. Si rifletta che venendo ad esse1·e aumentato più llel doppio il perimetro esterno della zona d'attacco, non difficile sarà trovar modo di impiegare utilmente contro una fortezza una quantità d'artiglierìc maggiore di quella che prima si sarebbe impiegata, specialmente quando si abbia in mirn piuttosto un bombardamento cho un assedio rcgolàre; tanto piLt che lo fonovio rendono oggi
'f1iiolto pìù facile e pr onto il trasporto dei grossi parchi .d'assed io e l'approvvigionamento loro . Io credo che in qualche caso una cinquant,ina di grossi pezzi rigati smas cherati ad un tratto con.tre un'opera staccata o sopra uu fronte d'attacco, d'accordo con qualche centinaio di carabine spinte fino a 6 o 700 metri ·dàlle opere nemiche, possano produrre tale effetto da non rendere superfluo lo aver preparato al coperto qualch,:) buona colonna munita di. scale, travi, tavolo, fascinB, ecc., e preceduta da minatori. Se però debbasi ricorrere ad operazioni regolari d'approccio, e 11 terreno sia scoperto per ampio tratto, allora la difesa troverà qualche èompenso nE:llo ingente s viluppo che l'assediante dovrà dare ai suoi lavori. Sebastopoli ce ne ha dato un esempio , che però non è· molto concludente, poichè quella piazza non fu compiutamente investita, ed era s ussidiata da un eserdto in tero, e le artiglierie adoperate a batterla e a difenderla erano di gran t:alibro si, ma non rigate, tranne qualche cannone inglese . Da queste r ispettive condizioni delle nuove articrlierie o e delle vecchie opere foi-tificatoric risulta essere assolut~n_1en~ neces~ario allargare l'area della difesa per ristabilire 11 meglio possibile l' equilibrio tra questa e l'attacco : 0 a tale uopo cingere le fortezze di una zona di opere staccate, almeno a tiro di J,annone tutto intorno. Ma non tutte le antiche fortezze sono suscettive di tale modifì.caz~one, o. perchè non bene situate o perchè di troppo piccola Jmportanza: nè tornerebbe conto aver molte di quelle grandi piazze per le migliori ragioni econ~mich_e e strategiche, tra le quali primeggia la m a:,;suna v1tal_e di non sparpagliare le proprie t1'uppe. Comun qnc sia, la forza principz.le di siffatte fortezze viene oggi a ~onsisterc nelle loro opere staccate ; perchè tolte ~:iueste, 11 corpo della piazza si troferii rispetto all'attacco m quelle sfavor evol i condizioni che sopra ho accennato:
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quindi inutile; a: parer mio, lo studiarsi di aumentar· Ie difese di quell'opera centrale, che sovente è una florida città da non esporsi alla distruzione; quindi ancora assai meglio avere come nucleo della difesa un buon corpo d'esercito piuttostochè un fortilizio. Così torniamo a.l proposito delle grandi posizioni fortifica te, in cui vengono oggi a darsi la mano la fortifi cazione permanente e la campale, e a fondersi insieme l'antica piazza-forte e l'antico campo trincerato. Con:ro queste non è da pensare ad assedio, come s'intese finora. Nuovi spedienti d'offesa saranno proposti : quello che a me sembra .migliore si è l'attacco repentino a viva forza con una gran massa di fuoco e d'uomini sopra un punto b ene scelto, preparate, e assecondato da finte che divaghino il nemico , e gagliardamente rincalzato e spinto a fondo . Per ultimo noterò tra i nuovi elementi di guerra il progresso notevolissimo fa~to dall' arte topografica dal 1815 in poi. Ora si hanno carte d'ogni paese ct·Europa in grande scala., particolareggiate al massimo grado con precisione e verità stupené.c. Mediante queste oo-ni o oo-enerale ha sul suo tavolino i\ ,:mo campo strategico; e può quindi r egolare con ponderazione le operazioni t utte che da lui dipendono. Per riconoscere la posizione, le disposizioni e le intenzioni dell'avversario non ha più bisogno d'andare a tastoni, e gua1che volta a caso . Le slegate e monche novelle che gli giungono da.gli spioni e dai drappelli mandati al1a scoperta gli servono di guida : la ca1•ta gli dice. il r esto, da r iscontrarsi con ricognizioni a scopo prefisso. Questo è grande vantaggio. Una buona carta non può fare d'un mediocre capitano un Napoleone, ma può risparmiargli parecchi errori e suggerirgli qualche buona idea. Anche i corpi di volontari dovrebbero considerarsi come nn nuovo elemento guc~esco ri~petto all'epoca napoleonica, se la storia non ci mostrasse li eser citi di Franci,; nel 1792-
F. J,' AUSTRIA 21 '93 composti per più di due terzi cli siffatti corpi, le guerriglie spagnuole dal 1808 al 12. e nel 1813 in Germania numerose bande di tale milizia operare insieme alle 1ìruppe della Russia , della Prussia e dell' Austria.. Ma poichè qualcuno v•>rrebbe farne un istromento principalissimo di guen·a, ne parlerò succintamente. Che cosa ci dice la storia dei volontari francesi del 1792? Ci dice che il duca di Brunsvich sarebbe entrato in Parigi se lo · avesse voluto davvero; che la Francia gli oppose un esercito di volontari, perchè non aveva da opporgli. u11 esercito di solrlati fatti; ci dice che la Francia stessa riguardò quel modo di nazionale armamento come transitorio, richiesto e giustificato soltanto dall'urgenza , e se pur volle avere quelle centinaia di migliaia d' uomini che le abbisognavano e regger salda la guerra dovette r icorrere prima alle leve forzate, poi alla coscrizione, e ridurre le sue masse di volontari ad esercito stabile. Le hande rii g nerrigliP-ri, vigilanti ccc., in Ispagna dett.P.rn g ran travaglio ai Francesi; ma non sarebbero riuscite ad impedire loro di posarsì stabilmente in quel paese , se non fossero state appoggiate da corpi r egolari, e parti,colarmente dai saldi battaglioni di Wellington. Dei corpi franchi tedeschi del 1813 la storia fa appena menzione. Scrittori militari prussiani <li quel tempo ce li r appresentano poco atti perfino a]a minuta guerra, , e b uoni più che altro a far ppmpa di fantastiche divise. Oggi v'è chi non vorrebbe altro che volontari , e chi 1"emmeno vorr ebbe udirne parlare. Ai primi Varese e S. Fermo fanno dimeutica,r e Montebello, Palestro, Magenta e Solferino : i secondi vi parlano di Gaeta e Messina, come se Calatafimì, Palermo, Milazzo e S . Maria fossero frottole di. giornali. Passione , ingiustizia, pregiudizi da ambo le parti . V'è pure una via di mezzo, da1'e a ciascuno il suo. Le r accogliti_ccie milizie volontarie non possono far le veci d'un buon esercito stabile. Pretendere di sostituire
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l, ITA }.IA
qt.10lle a questo sarebbe lo stesso che in qualunque arte 1~1eccanica rinunziare ai trovati della scienza,, del raÌioeinio. della esporienz:i., del progresso a dir breYe, pe1tornare ai rozzi spedieuti primitivi. Coloro· che a ciòpensa.no n on sanno che cosa sia g uerra nè milizia. Veclete che mi;;erando spettacolo presenti l'America coi suoi f>serciti di volontari. La guerra seria, la. vera guerra, richiede ben alt:rn. hla nelle odierne condnioni cli alcun i paesi, come la nostra Italia, quando si combatte per l'io-. dipendenza e 1a libertà., il sussidio dei corpi volontar i p uò essere grandemente utile, se pure si ristringa ad operazioni c1i secondaria importanza. In una nuova guerrn contro l'Austria, qualche migliaio di volontari condotti da 110 Garibaldi o da un Bixio potrà fare grandi cose, ma.nov.rnmlo alla leggera sui fiauchi od alle spalle del nemico, sollevandogli contro ìl paese, rompendogli le conrn nicazioni , specialmente le linee ferroviarie e te!egraficbe. Ma ci ,ogliono capi come quelli che ho detto, ed uomini della tempra di quei che, combatterono a S. Fer mo e sbarcarono a Marsala, nè conviene dimenticare che degli eserciti come q uello dei Borboni di Napoli non ve n'è più ìn Europa, e pur ci volle l'aiuto di un esercito regolare a dargli il colpo mortale: ; senza di · che Dio sa che aspetto auebbe potuto a~sumere la guerra sulle sponde del Volturno. Insomma dal tempo delle guerr e napoleoniche, l'epoca cla,ssica della guerra manovrata, in-s ino ad oggi parecchi nuovi e importanti mezzi d'aziono ha acquistato l' arte militare, e non pochi miglioramenti ha introdotto in quelli che già possedeva. Ho notato r armamento nazionale, i grandi perni st11ategici, la navigazione a vui:,,or e, le. ·ferrovie, i t elegrafi, le armi a lunga gittata, la mag. gior precisione del. tiro, la cresciuta importanza dell'ordine rado, il perfezionamento della gran macchina militar.e, y,pglio dire ~'esercito, reso più completo e più leg-
I! 1: AUSTlHA
-gero nel tempo stesso, più staccato dal suolo e più ricco di vita propria, e finalmente il progresso dell'arte topografica. Alcune di queste cose interessa.no più particolarmente ht strategia, altro la tattica; alcune mirano a rendere più maneggevoli le truppe e più rapide le ope1,azi0ni, altre a render la g uerra più lenta e meno risolutiva. A guardar bene a fondo si direbbe quasi che rispetto all'epoca napoleonica la tattica ha vantaggiato e la sh'ategia scapitato non r:oco, t a,nto più se si consideri c0me e •quanto siano m.itate le condi:z.ioni politiche .gf3uerali dell'Europa e quelle particolari dei vari Stati. S ul basso Danubio,. in Crimea, in Italia uel 1859, la guen'fL offensiva si vide immobilitata a 1m tratto , poi rotta a mezzo , nonostante li immensi preparameuti fatti che parevano intesi a spingerla a fondo. V'erano r agioni politiche è vero: pur non manco.rono forti rag ioni militari. Or non dovrà dirsi cbe le condizioni dell'arte della gnerra siano co11siderevolmente mutate da quel~o che erano cinquant'anni fa? Non si ode dire tuttogiorno che oggi 1a ,guerra non si fa più come la si faceva a;l tempo di Napoleone? e non ha forse ragione chi dice che non si fa più in quel modo perchè non si può più farla ? e non ha torto invece chi attribuisce soltanto a poco merito dei generali se da grandemente manom·ata che era, la guerra si è ridotta ad essere enor memente campeggiata? La è la vicenda naturale di quell'arte, ce lo dice ht storia. I principii fondaiìlentali non mutano; variano bensì le forme, e con queste i sistemi. Convien dunque -scernere i ·veri punti cardinali dell'arte dalle norme oc. casion::i.l i che i troppo facili ammiratori d'un sistema mutano volentier i in massime d'assoluto valore; cd a quei primi adattare le modificazioni che di queste ultime convien fare. Ciò dev'esser detto :i. chi sogna la rinnovazione dei prodigi di Marengo, di Ulma, di Jena, di Ratisbona. Se, a modo d'e<,empio, rimarrà sempre assioma strategico
11; L' AUS'J'IUA
che- un· esercito costretto a ritirarsi debba evita.re di esporsi sparpagliato all'urto della massa nemica, non si dovrà per . una pedantesca osservanza di tale principio rinunziare al vantaggio che possono offrirci per unai pronta ritirata varie ferrovie div1ergenti, quando si abbia la certezzea che avremo · taccolto le nostre forze sul nuov() oggettivo. di difesa prima che vi giunga il nemico. Principio essenzialissimo- tra tutti sarà sempre qtrnllc, che bene fi&sò Na,poleone, di prendere ad oggettivo delk proprie operazioni· l'esercito nemico, non una città od una· provincia. Nell'offesa distrutte Ie forze mobili del:-. l'avversario facile rimane la conquista ~ nélla difesa schiacciato l~esercito i nvasor e e.essa ogni pericolo. La guerra si fi:r cogh esercitì, non colle fortezze e le posizioni strateg.iche. 1\fa queste crescono forza a, quelli. Un esercito che ha dietro ài sè· una buona piazza strategica,. come Magonza . o Lìriz. , o il quadrilatero; o la nostra Piaçenza, si trnverà più vincolato, ma. sarà certamente più sicui~o della su~t sorte che nol fossèro Ii eserciti francesi in Italia prima, che pensassero ad assicurarsi in Alessandria m1n.: posizione di rifugio, o l' esercito dell' arciduca Carlo nel 1809 sullo Isar.: Le puntate dell'offesa sa- . railr;to parnte dalla· difè~a pfo presto e più faci1mente :. più corto sarà· l'avanzare o il r etrocedere ; più immedesimata la sorte del paese in quella dell'eser cito, e questa più strettamente legata a quella d'una piazza. I grandi, fatti ·di guerra potl!anno. ridursi ad un misto di battaglia e, d'assedio. Questo dico, s'intènde, nella supposizione che· le due parti , e •.specialmente la difésa , sì acconcino , a trarfo il miglior partito di tutti i nuovi mezzi d'azio1ie che hanno disponibili, e non: facciano come li Austriaci nel 1859, che vollero. ad ogni cost.o esser battuti a Ma-· -genta e a Solferino. Pare a me che oggi il concetto dell'offesa debba es-~ sf;re in massima questo: 1mpedire la; concentrazione delle·
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forze mobili nemiche su quelle strategiche posizioni éhe faciliterebber; la difesa, costringerle a battagli~ campale e risolutiva nelle · condizioni per loro più sfavore"" voli; non contentarsi di una mezza vittoria; mtu1ovrnr0 in guisa che li .avanzi del nemico sconfitto no!1 _possanc, raccogliersi in una di quelle importanti pos1z10m che sopra ho detto, e· farli sparir i:lal campo . . A riscontro la difesa p,rocurerà di appoggiarsi su quel perno di mA~ · novra che più le parrà conveniente , logorare le , forze del nemico. con ostinata resistenza e frequenti riprese offensive, approfittare di ogni errore di lui, non lasciarsi. . indurre a battaglia in posizione per lei sfavorevole, evitare una rotta decisiva; ritirarsi, quando· vi sia costretta, sopra altra importante posizi9ne strategica e quivi rinnovare il iziuoco medesimo finchè le• circostanze non la consiglino ....a prendere risol~tamente le offese alla •sua volta. Contro difesa siffatta, l'assalitore adbprerà finte di ogni ;;pP.r,i ~ ritfratP. ;;imjJ1a.tP., dimo;;tra.1.10ni minar.r,ioR<~-
sulle comunicazioni del' nemico, mosse aggiranti, com e Moreau contro Kray ad Ulma,; ma non potrà passar oltre se non abbia grandissima preva:lenza di numero, che non è più il caso nelle grandi gu:erre d'oggidì, stante i, vigenti sistemi dell'armamento nazionale e dell'~quilibrio• politico. Converrà dunque risolversi ad assalire l'avve:r-, sario in quella posizione in cui s'è messo; rompere quella. maschera di opere fortiti.catorie di cui si cuopre, stringerlo a corpo a corpo, sforza,rlo a.restar sul campo finchè le sue ultime riserve non siano sbaragliate. Insisto s,1 questo punto, perchè vi scorgo il 'p:rincìpio vitale dell'odierno sistema di ,guerra. ·Se vuolsi giungere a decisivor isultamenio fa d'uopD stritolare l'esercito nemico. Vero è che i perfezionamenti arrecati alla costituzione degli eserciti e i mezzi di rapidissima locomozione di cut oggi si ptiò disporre, non che le presenti condizioni. po-· litiche dell'Europa, agevolano ad alcune rjotenze it ten-
E 1.' .AUSTRIA
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1..' 1rALa
tare r epentine offese per nuove vie, come sarebbe U1)0 sbarco francese contro la.Germania alla foce dell'Elba o 'dell'Oder in certi casi , od uno sbocco degl'Italiani nel Veneto di là dall'Adige: ·ma una potenza vigile e preveggente non dovrebbe mai lasciarsi coglier e alla spr ovvista. Se ogni fronte del suo Stato s ia guardato da qualche piazza strategica o di faccia o da fianco, ed ella. abbia un buon assieme di ferrovie e linee telegrafiche, e tenga beue distrib.uite le milizie nel paese, da qualunque lato la si assalga , potrà sempre far quella difesa che ho dianzi accennato, a meno che non abbia già impegnata in altra parte la massa delle sue forze , nè possa di là prontam ente ritrarla.. Ed ecco a parer "mio una nuova operazione di guerra , il rapido apostamento di grandi masse, che. dico nuova per 'le immep.se proporzioni cui può esser e ora condotta , e non perch è in termini molto minori non siasi già veduta sui campi tlell' Europa. Di tale mutamento può rendersi ragione chi rifletta alle 1'1mentit e solenni dat o in questi ultimi anni alla celebre sentenza che ancor a si legge in oper e militari di grandissimo merito: · cioè che « le grandi spedizioni falliscono « facilmente per la immensità dei mezzi che richiedono., · Ma il sistema delle grandi piazze, che reca tanto vanta1sgio alla difesa, può trar seco grandi inconvenientiquando sia spinto fino all'abuso, come gHL accennai. Può 1·isultarne quello sparpag1iamento di forzo che produsser o un tempo le piccole fortezze. Non sJranno più centinaia, ma migliaia, e talvolta anche diecine di migliaia d'uomini che saranno seminate in presidii qua. e là; e la massa dr,,lle forze disponibili verrà ad essere ridotta ai minimi termini ed immobilitata. Questo . avverr à facilmente quando si abbia la disgrazia di avere a11a testa un gener ale mediocre; e necessariamente quando si guerreggi in p aèse non sicuro. In questo caso dovranno anche guard.a,rsi le ferrovie e le linee telegrafiche , e si avrà mag-
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«ioru sperdimento di forze. Pongo il caso di un esercito ~he campeggi tra due grandi piazze:; e veggo pur· tropp~ possibile, che si lasci r omper nel mezzo ~er no_n ;;apersi risolvere in · tempo a rinunziare ad uno dt . quei . due ~.p poggi , oppure spartisca tra ambedue le sue forze per non pçrdcr nè l' uno né l'altro, e si. esponga a perderh ambidue, e per giunta se stesso e lo Stato. ~lua.ndo poi quelle piazze nou abbiano c:te una eventuale _importanza, sicché in certi dati casi soltanto possano uti.lmente servire e in certi altri invece, forse anche più probabili, debba esser e conveniente abbandonarle al nemico, percbè sprècare milioni a fortificarle in anticipazione.? Una p~sizione occasionale può esser fortificata abbastanza m 24 ore. Quindi ritengo sia meglio aver poche piuttostochè molte grandi piazze; anzi averne il meno possibile : quellq che importa si è che siano bene situate, afforzate , approvvigionate ed armate , e che non abbiano esagerata ;,mpiezza, nè troppo gran numero di opere clliuse.. • Comunque sia, la guerra è oggi più che mai questione di tempo e di mezzi . Se le due parti in 1otta siano a11:1-bedue disposte a prender le offese , grande vantaggio avrà quella che prima uscirà. :in campo, purchè non si lasci fuggir d1 mano l'iniziativa, come li Austriaci nel 1859. Vanta.ggio avrà maggiore se prevarrà di quantità e qualità di istrumenti da guerra, dato che sappia usarli a, dovere. Importantissime op)razioni saranno romper le ferrovie e le linee telegrafiche e distruggere i depositi del materiale ferroviario sul campo d'azione del nemico, assicurarli sul proprio, rimetterli prontamente-in buono assetto sul terreno che a mano a mano vassi acquistando ; . operazioni per le quali utilissimo sarà il concorso dei . corpi francl:ii e dei popolari sollevamenti. Le fen-oYie daranno il modo di riunire in brevissimo spazio di tempo grandi masse di grosse artiglierie, di munizioni e di materiali d'approccio, quando siit opportuno in traprendere
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1.':TALTA
un assedio, o meglio una di quelle risolutive fazioni cht~ bo detto contro 'un esercito fortificato. Ma il primissimo tra tutti li elementi di guerra sarà sempre il soldato. Un buon eser cito , giovane , ardito , bene inquadrato, che am'i la sua bandiera e abbia fede nel proprio valore, che per tradizioni e per abito non curi nè fatiche, nè disagi, nè rischi, che quando combaÙe voglia vincere ad ogni costo, un esercito insomma, come è quello di Francia, o come promette diYenirlo il nostro, è il più gran tesoro che possa desiderare uno Stato che voglia esser padrone di sè ed aver peso nella bilancia del mondo. Un esercito siffatto, comandato da un capitano di grande animo, può far prodigi, e rendere alla guerra offensiva la sua potenza fulminea. Ci vuole un capitano che ponga ogni s110 studin a venir a fatti decisivi, e non a scansarli , cui non facciano paura le posizioni fortificate, che sappia e voglia puntare a fondo e non badi tt perdite d'uomini quaod_o possa promettersi un gran successo. Non isprechi però inutilmente le suB forzo, impiegandone più di queno• che fa di bisogno prima che giunga il momento risolutivo; anzi ne tenga in riserbo quante più può, poichè sono i riserbi eh€ decidono le battaglie e compiono le vittorie. Se a Solferino ì'esercito alleato avesse avuto çlisponibile sul finire della battaglia un riserbo ài qualche mjglia.io d'uomini da . lanciare verso Borghetto e Monzambano , forse oggi non vi sarebbe piil una ']Uistione. veneta: e chi lamenterebbe l::i perdita di q ualcbc migliaio d'uomini caduti di vantaggio in quel giorno? Non certamente chi avrebbe per tal modo risparmiato a se stesso future perdite assai maggior i. Con ciò non intendo di raccomandare quelle sfuriate :alla france$e che oggi souo venute in voga uel nostro esercito, le quali riducono ogni assalto a un corri-corri, e fanno d'ogni batt."glione lanciato un mucchio informe di uomini scatem~ti che non si può nè fermare, nè ritirare,
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nè mutar di posto, per gr,l11<.le chè sia il bisogno di farlo . Cotesta furia, vecchio pregio e difetto n el tempo 1:°edesimo delle truppe francesi, fu sguinz~gliata affatt~ m Algeria ove era invero buon modo d1 guerra, c10e adattatiss,imo per quel paese e contro quel nemico ~be n_ou aveva nè saldi ordini nè b·.1oni riserbi, e la cm tattica consisteva nello stormeggiare da lontano alla sbanda~a,_ non lasciarsi accostare , e sfuggir di mano e sparire quando lo si stringeva. Vcn';i a_nni di scu~la siffatta d~vevano essere più che bastant1 a fare eh quello scapi~ gliato modo d'attacco , tanto conse_nt-aneo al~'indolc dei francesi, il loro principale mezzo d1 combattimento. In~ fatti dai campi dell'Africa ìo hanno _portato ~u . quell~ della Crimea e dell'Italia contro i saldi battaghom russi ed austriaci . I brillanti successi per quello ottenuti h~nno scosso vivamente la fantasia dei giovani militari: e h Italiani cui più de(1'1i altri doveva andar a genio ciuel serra.serra, e che co:battendo a fianco dP.i Francesi doveva.~o esser trascinati ad imitarli, ne hanno fatto tesoro. Soh~~ andare dell'imitazione: si copia il bene e il male, e pm presto si esagera questo che quello . Ciò dico pe~chè quell'attaccare a11a sfuriata , considerato come sped1ente tattico, mentre ha meriti occasionali incontrastabili _ha pur e i suoi difetti e non piccoli . Discioglie le truppe, v1 sparge il disordine e la confusione, sostituisce alla unica vol~ntà del condottiero le mille vobntà, dei soldati, muta le fmte in cariche a fondo, e queste in co:-rerie o inoppor t~ne ~ mal dirette, mette uomini a fa scio a fronte dei nsetb1 ordinati del nemico, porta mille uomini laddove cento dovrebbero bastare, e cento soli ove mille ce ne vorrebbero . esaurisce in poco tempo le forze e le munizioni del sold;to, cagiona inutili o soverchi saerifizi di sangue, e specialmente dei migliori µffiziali, rende al caso, al capriccio, alla prodezza sventata ciò che J'arte ~e avea tolto: m poche parole riconduce la guerra, al med10 evo. LaI;t-
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dato un battaglione, non si può ripigliarlo . Convìen rac~ ,;omandarsi a Dio che lo conduca 1i1 dove si vuol che vada, e lo faccia fermare a momento opportuno; fortunato se allora non si troverà scompigliato e sperso in faccia a qualche battaglione nemico bene ordinato che sappia far qualcosa di meglio che voltar le spalle. · Poi per rimediare ad un errore di direzione , bisogna lanciare uu altro battaglione ; poi per rinca17.are il combattimento, laddove faccia d'uopo, convien impegnare altri battaglioni, ed altri, ed altri. Quelli che a mano a mano sopraggiungono si incastrano negli altri che già combattevano, si mischiano con qmilli, e tutti assieme formano nna sola massa, o meglio una sola siepe, o tanti gruppi stormcggianti a capriccio. Disimpegnare le truppe prima impiegate l.... miracolo sari.i che si possa raccorre qualche centinaio d'uomini sfiniti o impauriti, i peggiori , in capo ad una mezz'ora di udi e fatiche. Intanto se l'andare del combatt.imento mostri opportuno l'uso di nuovi speùienti, per esempio un gran fuoco d'artiglieria contro alcun p unto invano assalito finora, come fare mentre la nostra gente sta ancora là d'attorno a farsi massacrare? È forza sostituire l'effetto delle baion3tte a quello del cannone. E così le forze si smagliano , i riserbi spariscono , e con q uesti i mezzi di completare la vittoria o render meno piena la sconfitta. L'arte del capitano viene a ridursi in sostanza a scegliere la direzione e il momento degli attacchi, ridotti quanto più è possibile a puntate in retta liriea, e sguinzagliare a man::i a mano i battaglioni, le brigate, le di visioni, lasciando il resto alla sorte. Questo Yoleva dire quel generale che domandato qual differenza trovasse tra i soldati francesi e li inglesi, rispose : ~ La • differenza capitale consiste in ciò che il soldato inglese , va ·dove l'uffi'ziale lo condace, e il francese conduce ~ l'uffizìale dov'egli vuole. , I sanguinosi fatti della. guerra di Crimea, ma più au-
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cara Mageuici, J'ilelegnano e Solfer~n~ dimo~t_rano la ver!ti1
a 1 mio asserto . Ora poi che tutti h esermt1 sono ampia-
U:ente provvisti di armi rigate, il 1~ale app~-i~à magg1·ore perchè h attaccanti dovranno fare assai . più . lunga .d corsa sotto un fuoco più efficace. Ad un nem1~0 rntrep1_ ~ che sappia bene adoperare la tattica ~i _W ~lhngton, c:~e il contrattacco sul ciglio delle sue pos1z10rn, con fanterie riposate e bene in ordine , e vi aggiunga vigo~ose ca~ riche di cavalleria sui fianchi· dell'assalitore , li assalti alla shandafa non possono far paura. Egli non fiderà. principalmente nella resistenza a fer~10 ~be potranno fare sul suo fronte le truppa sparpagliate l11 catena ocl in o-rupI)Ì mandato delle quali è travagliare d'aCcord0 I:) ' collo artiglièrie l'3cssa.1itore :Dentro s1• avanza, fargli· a_rfretta~e la corsa e crescerne il disordine, e non g1i:l, reggere un combattimento decisivo. La ~ua_ ,·era forza consisterit nei ba.ttaglioni schierat1 più md1ctro , che dovranno avanzarsi risoluti alla offesa quando l' assalitore apparir/;. sconnesso e ~fiatato sul labbro della posizione, e neg1i squadroni che sboccheranno co~ massimo ii111)eto a caricarlo cli costa. Questo modo eh frontecmiare li attacchi a furia è il pi Ll efficace. L'assahtore 1:)1:) ributtato due, tre e più volte, logoro, stanco, a·1sorc1·ma t·o sarà preso da sconforto tanti -più_ sentito _quanto maggiore sarii stato l'impeto det suot attacchi; da quel~o sconforto che cresce collo scemare della f\èlde nel proprio valore. E allora è facile piombare da un eccesso all'altro, dall' audacia alla paura. Vi sono tanti esempi, e cosi tristi I Mi si opporrà che lo slancio è connaturale agli Italiani., e quahfa essenziale di un esercito giovane e animoso come il nostro ; preziosissima poi per una nazione scaduta che va risorgendo, ed ha bisogno cli grande fede in se medesima e nelle proprie sorti, che guerrescamentc sì manifesta appunto in quell'affrontare il pericolo alla
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L'rr AL!A .
:n•ènlata. Questo credo io pure, e preferiscò anch'io l' ec.cesso dell'audacia a quello della prudenza. Però rammento l'antico adagio rnodiuj_ est in 1·ebus. Non mi piace la furia ::;frenata: credo possano aversi insieme uniti i vantaggi dello slancio e dell'ordine. Chi può vantarsi d'avere ottenuto da impetuose cariche a fondo successi maggiori , di quelli che ottenne la cavalleria di Federigo? Eppure a Rossbacb, a Zorndorff, ad Hochkirch, la vediamo manovrare sul campo di battaglia., sotto il fuoco, schierarsi, caricare a muraglia, fermarsi a t empo, mutar direzione, tornare alla carica, disimpacciarsi di nuovo, prender po: sizione sui fianchi dell'avversario, minacciarlo da tergo, ope1:are qua o là durante tutta la batta.glia, moltiplicarsi insomma, e sempre in ' massa, rispondendo come un sol nomo alla volontà di chi la comandava. E questo perchè Federico avea saputo metter d'accordo l'impeto e l'ordine. Quando n ella seconda guerra di Slesia quel sommo tattico stimò opportuno allentare il freno alla cavalleria, a Hohenfriedber g, a Soor, presto riconobbe come le cariche a fondo smagliassero ' li ordmi, a.ffaticasser o le truppe, e r endessero difficile il ripigliarle a tempo, e il maneggiarle secondo il bisogno, lanciate che fossero; e vi provvide. Visto che i suoi cavalieri avevano bisogno piuttosto di freno che di ~rone, nè ,olendo r inunziare al grande effetto cli "Cjuelle ·sue valanghe di cavalli, ordinò che la cavalleria fosse assiduamente e progressivamente eser citata nelle grandi cariche , ponendo come principalissima condizione che li ordini dovessero essere scrupòlosamente conser vati, pena i più gravi castighi : e mise li uffiziali innanzi alla fronte degli squadr oni non tanto per trascinare i soldati coll'esempio, quant:o per fermarli a momento dato; e di questo· li tenne strettamente risponsabili. Ottenne per tal modo che una schiera di 30 o 40 squadroni lanciata a galoppo disteso urtasse a un tratto il nemico con tutto il suo fron(,e , si for-
33 ma~se ìn tronco, e un momento dopo voltasse fronte indietro, o muta.s;,e direzione, o si rompesse regolarmente in plotoni. E le truppe del maresciallo Davoust dal 1805 al 1813 ebbero f<wse minori successi d i quelle degli a ltri corpi d'esercito francesi, perchè quel generale, rigidissimo os~ervatore delle militari discipline , le costringe,·a a serbar li ordini? L'opposto potrebbe dirsi rammentaudo Auerstaedt, Eckmiil , \\'agram e la guerra di Russia. A me parrebbe s i dovessero oggi t enere li stessi modi per avere i medesimi risultati: frequenti esercizi di cariche a fondo tanto p~r fa fanteria quanto per la cavalleria, coll'appoggio clell'artigjeria, insistendo sulla con servazione degli ordini, non con eccessiYo scrupolo da. pedanti (poichè non bisogna più pretendere di manovrare sotto il fuoco) ma pur con molta cura; ramm.entando l'pesso agli uffiziali cd ai soldati quanto importi lastretta osservanat di quella · r egola, mostrando loro i grandi. danni cuC può esporre il trascurarl a, tenendone rigorosamente risponsabili i gradm,ti, castigando, ad esempio degli altri, coloro che trasgredissero . Così facc,ano anche i Romani; e mai ebbero da pcnt.irscne; eppure 11011 mancarouo cli slancio I Di pilt vorrei vedere mutata la forma degli at1uechi per n;10do che all'ordine dcn~o e q1.1nsi compatto un altro no fosse sostit uito che facilitasse il mantenimento dell'ordine e quella elasticità d'azione che usala a dovere moltiplica le forze. Qua.udo un battaglione di sei compagnie, per esempio, debha lanciarsi all'attacco, piuttostochè ordinarlo in una sola colonn.~ serrata che facilmente si sfianca .e si sch iaccia, su11a testa, se pure non si sparpaglia ca1mn in facendo. l'ordinerei in tre colonne di divisione (2 compagnie) succedentisi a breve distanza (30 o 40 passi) o procedenti in l iJ1ca con p iccoli intervalli (20 a 110 passi) collegate da Llll,J, fìttu catena di tira,\11.-0 YJ. Yol. IV. -
3.
...
!.' IT.HlA ·tori ~ guernitc dei loro graduati sui fianch i. Col primo modo si c,;itcrch!Jc talyolta di impegnnr tutto u n battaglione, ladùoYe una testa di colonna può bnstare ; pel secondo l' azione clPl h,titaglìone risulterebbe più estesa : l'uno o l'altro da p1:cfcrir:::i secondo i casi. Le divisioni sarebbero ordi nate in colo1ma di plotoni o di compagnie; e nei terreni. difficili marcerebbero per quattro in L·onic, cioè in ordine diradato . Ciò dico pei battar;lioni che lin,mio pii'.t di 100 uomi:1i per compagnia . E con ciò mi sembra aYer detto ahbflstm1za, forse t roppo , delle odierne collfhzioni dell'arte di guerra, per quello che noi tocca in particolar modo. hla prima cli procedere oltre, giudic;o opportuno da r qualche spiegazione i ntorno al concetto ùel1'allacco delle grandi piazze o posizioni <l'esercito fortificate, cui come ho detto può ridm:si oggi una guerra definitiva. Lo fa ccio ·prepararmi alla difesa sopra quel punto su cui pitt facile è che siano combattute le miP. ièlPf\. Pongo la più scabra ipotesi : un esercito A che cedendo dinanzf a<l un assalitore B pro,·aleote di numero, di abilità o di fortuna, si raccoglie in una gran piazza di rifugio, a ca,1 a1lo ad nn fiume, colle spallo ai monti, e dietro o sui fianchi buone ,ie di comunicazione con altri siti adattati a di[esa e coll'interno dello Stato, e buoni sbocchi offensivi Yerw il fronte e i fianch i dell'assalitore . Suppongo quella gran piazza costituita da urrn cerch ia di forti opere murali di gran rilievo, chiuse, casamattate ecl armate di grosso artiglierie , affo1:zatc dalle più stu diate difeso accessorie , legate insieme da un ]argo spalto con cammino coperto, ecc., spalleggiate da batterie, o doYe occorra anche da una seconda Jmea di opere murali; e in mezzo una città b astiçmata e munita di un ridotto dominante : il fiume chiuso da st<'ccate, le al tur e coronato cli forti . Insomma una piazza come Ver ona. Distinguo tre casi : 1° O l'esercito A. è intatto e di
per
E
J,' AUSTRIA
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poco inferiore in numero aL"esercito B ; 2° o questo ha grande soYerchiauza di forze ; 3° o l' eser cito A è stato già battuto in campo . In ognuno p oi dei tre casi, è da osservare se l'esercito A si&. por ricevere soccorsi più o m eno pronLi, sicuri ed efficaci, oppure si trovi abbandonato a se medesimo . Che cosa dovrà fare l'esercito B ? Molti rispondono : campeggiare sulle pi ù importanti comunicazioni del n emico a. cpalche distanza dalla piazza, in guisa da costringerlo a s1:>occare a haUaglia: e se gli debbano giungere soccorsi , tagliare a 11uesti la via, respingerli, schiacciarli. Ciò è facile a dir~i : ma non si può sempre farlo per molle ragioni geo~ralkhe e politiche di gr an peso, a mono che si ahbia assicurata per lung o tempo una considerevole so;-erchianza di -forze. Come potranno 200 mila F1·ancesi tagliare le comunicazioni a 100 m ila Austriaci raccolti altorno a Linz, affamarli, sforzarli ad uscire in campo, o far fronte ai grossi soccorsi c;he potranno loro giungere dalla Boemia , d all'Austria , dall'Ungheria e dalla Stiria pel Sal~sburgo ? Si per derà molto tempo senta. fare u n passo v erso un definitivo risoliamento: e fraitanto il nemico si rafforzerà , acquisterà forse la prevalenza del numero, lllinaccerà alla sua volta le nostre commlicazioni; e la spcrnnza o la paura romperanno a danno n ostro quei v incoli d'alleanza o di neutralità elle favorir ono la nostra prima mossa. Potrà avyenirci quello che avvenne a Napoleone nel 1812 e 13. Con siffatto modo ·ai guerra non si tronca una gran contesa. Dopo :1xcr speso molto sangue e mollo dan:iro si ottiene t utt'al più una pace come quella di Villafranca, g ravida cl' odi, cl' ingratitudini e di perico1i. Si cl.liami contento chi crede che una grossa guerrn sia bene chiusa con urn~ m ezza vittoria, che lascia al vipto il desiderio, i m ozzi e la speranza di ritentar le offe!-e. Io dico che quando l' esercito A in ferio re di forze o già battuto persista a tcr:i-en,i f0rmo ill quella sua forte
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J, l'.I'.\L[A
posiz.ione, l'esercito B dopo aver tentato iuutilmente con ogni più acconcio m ezzo di tramelo fuori a cam pale g10rnata, 'non potendo lasc-iarselo alle spalle., dovrà as1,a.11 c:rlo in quel suo rifugio. A tale efr'etto mi sembra che possano suggerirsi le segu e11ti norme: O l Metter si in buona posizione di offesa strategica a ' qw:1ld1e d istn,nza daìla p iazzù,, e molesta.re con frequeiiti conerie le comunicazioni del nemico, sp0cialmente le più importanti, rompendogli a tergo le ferrovie, le linee leleg:rafi'che, i pont i, ecc. Se abbiansi buoni corpi di volontdri . adoperarli a, questo .- Non dissemina.re i l nerbo delle proprie forze pretendendo d'investire ravversario; ma operare in guisa da tener questo incerto sulle intenzioni nostre, s~mulanclo od anche effettuando mutn.menti di posjzione che divaghino l'attenzione di 1ui claJ , punto cu.i mi1·ano le nostre offese . 2° -Raccogliere intanto coli<1. m,assima prontezza, per mezzo delle forrovic, dagli arsenali dai depositi e da. officine event uali imp rontate aì bisogno, una gran massa di grosse a rtiglierie rigate, n:unizioni e m at eriali da approccio (ga.f:ibioni, fascine , sqicchi da terra, ecc.) . Ci.ò potrà farsi prestissimo, se quella grande r accol ta sia f.;tata predisposta a nticipatamente e senza :rispannjo. Questo tocca p i ù al Min istero della gùerra , ; d ai comand i superior i. dcìl',artiglieria e del g en io che al ge1101:akl in capo, e ~·ich iede preveggenza operosità.
od
Rù 1r1rn a. .
3'7 c om trndasse la via naturale di ritirata d el difensore, e fosse comandato a buona gittatà di can none r i~ato da, -alture eh facile accesso all'assalitore, su cui truesti potesse piantare brevissimo tempo grandi batterie a fuochi convergenti. Ma difficilmente ·potranno aversi unite assieme t utte q ueste favorevoli condizioni. Com unque sia , il concetto _fondamentale dell' attacco sarà questo : accumular e prdntmn ente, contro una, sola sezione -del sistema della difesa, una massa sov erchiante di ar ti glierie, truppe e materiali d 'approccio e da •a's salto ; pro-curare . di ottenere un grnnde effetto imp rovviso, e profittarne col massimo vigore, cominciare cioè con uu b ombardamento, poi un assalto, poi una battaglia. L ;:i, è t,ma applièazio-qe della teoria delle masse , di q uei principii medesimi che trionfarono sotto diverse forme a Spira, a Denain, a Hochstaedt, a Malplaquet, a Torino, a P raga, a. Leuthen, a Hohenkirch, ad Austerlitz,- a vVagram, a.1h Moscova, ad Hanau, a Sebastopoli, a Solferino, ad .Ancona, a ~}aeta. Se talvolta simi1i imprese fallirono, si fu per màncanza. di mezzi, o percl1è mal pr eparate o fìac cainente eseguite. ' ' 4° Fissato segretamente il luogo e il modo dell'attacco e raccolti i materiali, converrà. avvicinarsi alla piazza , conquistare il 1,erren o su cui debbono essere poste le battei'ie , e assi:mràrs~n e il possesso con un a forte disposizione di truppe, rafforz<;1ta se fa d 'uopo da qualche opera. Affine di mantenere il nemico nell'incertezza e i mpedirgli di . far · massa sul punço m inacciato, si faranno contemporaneamen te mostre d' atfa~co da altro parti. Egli è più che proba.bile che il n emico si arrischi allora ad assalire : perciò si dovrà star preparati a r iceverlo e studiarsi· di t rarle a seria b attaglia. Gran fortun,~ sarebbe se dopò averlo indotto ad impegn are tutte le sue forze pot~ssimo sconquassarlo in guisa da r icondurlo ftn dent ro alle sue _difese, e porvi il piede ipsierne t,:
·
.3°. Poich è la, operazione da eseguirsi ha .un carattere m isto d'assedio e d i battaglia campale, m cttern d'acçordo q nan~o più è possibile le m igliori ragioni pol i.orcetiche , tattiche e strategiche · nella. scelta del froute à' attaccçi , che abbraccierh tutt'al pìù tre oper e della cerchia esterna .· 11 p".mto assolutamente piLt fo.vore,Yole sarebbe quEllo l'hc fosse nel tempo ste~so il 11i ì1-debole, il m en o gucrnito di fuoch i, il più 1tcccso:i l-)lc e il più rlorn inaute ., e
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lTALTA!l !l 38 con l ui. i\Ia non ci è lecito sperare che egli s1 esponga ad un giuoco tanto rischioso . 5° Intanto si apposteranno le grosse artiglierie . S i farà tesoro d'ogni momento; si porranno al lavoro centinaia, m igliaia d'uomini se occorra. Si adopreranno i mezzi più spediti per la co~lruzione delle batterie, ridotte alle sole opere assolutamente indispensabili. Nè si cesserà per questo cli tene:-e in sussulto il nemjco con finte d 'assalto, spingendo stormi di bersaglieri fin dove possono g iungere. 6° Le batterie, smascherate ad un tratto,. fulmineranno le opere del front.e d'attacco, e quelle che le guardano da fianco o da tergo, non che le batton e volanti che il nemico tentasse contrapporre. I t.iri dovranno essere bene aggi ustati; il f'uo:.:o risulterà frequente pel numero grande d ei cannoni impiegati. Stormi di tiratori assalira.nno frattanto la posizione nemica da varie pari.i; e forse profittando della prima sorpresa potranno otte~ n ere q ualche brillante successo, specialmente ove il terre no sia rotto e coperto. Saranno spalleggiati da riserve, p er assicurare quei vantaggi che loro riuscisse consegnire. I corpi franchi, lanciati sulle principali comunicazioni del nemico, taglieranno le strade, e occuperanno le stretto. All'attacco prin cipale sarà desti nato il grosso dell'esercito, spartito in tre schiere : per esempio, un quarto rer la testa dell'attacco , un altro q uarto per sostegno, e la metà in riserbo. La forma più adattata per la prima sch iera sat'à in massima questa : una fitta catena di tjratori, poi due lince di colonne; dr appelli di zappatori coi loro arnesi , alla t esta o alla coda delle colonne di prima linea; sni fianchi colonne a scaglioni od in fìla; batterie d'artiglieria, se il terreno lo perm etta, dietro la prima o la seconda 1inea; squadroni d i cavalleria.~ come parziale riserYa, dietro una od ambedue Je ali . I battaglioni delle d ue linee p otranno, se il caso
39 lo. richieda, esser muniti di g abbioni, fascine, sacchi d i terra, ecc., sia per colmare i fossi. sia per impro_YYisare qualche opera cuoprento. 7° La primit schiera saò lanciata all'attacco tostochè il fuoco delle artiglierie abbia prodotto il Yol uto eITetto, sia pur morale . più che materiale . La seconrla le terrà dietro a conveniente dist~nza, procurando di consen-ar bene gli ordiui: la riserva prenderà posizione come in battaglia. Le grosse artiglierie continueranno a trarre a r otta fìnchè lo possano senza poricò]o dello truppe attaccanti . La p rima schiera, col sussidio dello artiglierie che couduce seco, dovrà superare il ciglio della posizione nemica, r espingere ) e truppe che Yi stassero o vi accorressero a difesa, ed r.vanzarsi quanto piil possa. Non clonà perder tempo attorno alle opere che gueruiscono la posizione, che saranno assalite da truppe sta.ccate dalla seconda schiC'ra. La coYàller;a dello due prime schiere dnrh mano a respingere il nemico e arl assicn rare i fianc-hi dall'attacco . La riserYa, manderà m10,·e truppe. a misura del bisogno, (t rafforzare o estendere l'attacco, o far diversioni , ecc. Altro non si può d ire anticipatamrnte. ~on sogno miracoli : ma credo che i confini del possibile siano in gnerra larghissimi, quando si abbia.no ca pi abili, ardirnontosi·c preveggenti , e truppe salde e valorose . Certamente se dopo aYere sforzato l'orlo della posi:done ci tl'ovassimo· trattenuti in fronte cla un ostacolo insormontabi le ret rnomon·o, come un fi ume, e battuti da fot11 co a rovescio da: oper e intatte, anche non con siderando l' mo che il nemico potrebbe fare delle sue truppe i n simih condizion i, ci vedremmo o~po,;li a g r~ve disastro. Ad evitar ciò si èeve por mente 11cllo scegliere il punto e il modo dell' attacco; e nello eseguirlo. Non si deve fare esagerato conto dell'effetto mora.1e dell'offesa repentina e grossa, benchè possiamo promettercelo gran-
eu
40 c!issimo. Bisogna mutare a 1empo la direzione dei fuochi dello nostre grosse art iglierie, mutandole anche di posto se fa d' uopo, perché il lorn effetto riesca incalzante come quello dell'attacco delle truppe, e proceda d'accordo con questo : battere insomma il ferro mentre è caldo senza stancarsi, profittando di og1:i argomento di successo clic i n ostri mezzi, il terreno , le disposizioni, 1i errori, lo sconforto o le incertezze del n·emico ci offrono. Evitare sopratutto di essere ricacctati verso il corpo della piazza: o quando altro non possa ottenersi, prendere sul tenello conquistato solida posizione che ci permetta di cont in uare prngressivamente l'offesa contro il sistema difensivo del nemico già sconquassato in parte; cuoprirsi, afforzarsi, piantar nuove batterie•, subissare con gran massa cli fuochi i punti che ci danno maggior molestia. Poi, dopo tantò sforzo , non lasciarsi fuggir di mano il nemico mono malconcio di noi. 8° Se l' attacco è r espinto, la schiera di ·sosteguo prima, poi ]a riserva e lo grosse artiglierie, tratterranno il nemico e proteggeranno la ritirata. Ma so quella terza schiera intatta sia· grossa ancora y non rinunzieremo al l'oflesa ; rilmoveremo con quella l'attacco. Simili riprese offensive fortemente eseguite possono strappar la vittoriu. di pugno al nemico quando egli meno se l'aspetta. Marengo ne fa testimonianza. ~ella peggiore supposizione potr emmo perdere le nostre grosse artiglierie: perdita non irreparabile, e da non deplorarsi molto qu ando si considerino a r iscontro li immensi ,antaggi che ci avrebbe dato, so fosse r iuscita la operazione che t entammo . Ma. ciò llQn avverrà se l'attacco sia diretto con giudi:Gio, e senza spr eco di forze. Se il nemico fosse intatto, nè molto inferiore di truppe, l'attacco potrebbe tent arsi, ma $arebbe senza dubbio piti difficile e r ischioso . Pur e lo accennarlo gioverebbe pet trarre l'avversario a combattere fuori della piazza,
4.1
Quando poi, fosse pur eg1i battuto e scarso di num~ro, un grosf:o soccor so stasse per giunger gli , biso~erebbe porre in bilancio se meglio rosse attaccare prima l ui, come ho detto, oppure que_ rinforzo che viene appressa,ndosi. EHa è q uistione di :empo e di convenienza str ategica o politica. . Che se il nemico non si chiude ma soltanto si apa d una di qctelle tali posizioni che tiene con una pormia o b . porzione delle sue forze, procurer emo di stacca.r~olo_o ricaccian;elo dentro. ~el primo caso dovTemo po1 spiccare un corpo a gnardia delle nostre comunicazioni; ma non a,~endo egli altro scopo, non far à di mestieri che soverchi molto di numero quello che il nemico avrii lasciato in quella posizione; quindi la prevalenza nostra sul campo delle operazioni decisive non verrà ad esser t roppo sensibilmente scemata. Del resto li eserciti non sono più incatenati ai magazzini come lo erano un secolo fa. Finalmente r ammenterò a coloro cui danno soggezione le gr andi piazze , quello che giii accennai intorno a11~ presenti condizioni delle opere fortifìcatorie oggi esistenti di fronte alle nuove artig1ierié. Kon proporrei l'attacco a viva forza di quelle posizioni se il cannone rigato e i trasporti a va pore non ne avessero d'assai scemato il valore difensivo .
C. Con.si Maggiorn di Stato Maggiore.
OSSERYAl:.10~1
SULLE
coi:a:
~IILITAR! D'l'l' HIA
43
Piaccnzn, 22 marzo 1862.
Signo1· Direttore.
llELATJ\'E Al G!UnIZi
cm?, SPECIALMEI\TE
IN li'RAl\CIA,
SI l'ORTA~O
SULLE CO SE MILITARI D' ITALIA ·
Sotto questo titolo un distinto nostro ufficiale ci ha diretta la seguente lettera che noi publilichiamo, pe1suas'i che i l~ttori ùella Ri1;ista l'appret:zf'ranno in quel valore rhe la tornamo e che a giusto titolo si merita s ia per !"argomento tratt~tovi,_ sia pf:! b1ioso s,ile, sia sovra tutto per i geUP.rosi sentlmcnt,. cl:e l_ a suggerirono. - Desidcrinrno che gl i appunti g 1ust1~s1rn 1 di ques1.o saporitissimo sc,·itto possano essere letti da c?loro cui sono riYolti ... e vi r-iscontrino; onde !-Ì possano conY_rnccr? e~~ il maggior dife,to dei militari italiani (come è degh Italiani 10 gonere), quello non è già di non capire O di non sentire, ma d1 non padare abbastanza . LA DIREZIONE ,
Lettore del vostro giorna le, sapendolo in rela,,ion e e indiretta e di scambio collo piCt accreditate Riviste militari europee, ebbi più v olte l'intenzione di indirizzarvi qualche rnio pensiero sul sistema che si tiene all'estero e special mente in Franci_a, nel giuùicarc le nostre cose militari; ho sempre fatto tacere questi miei impulsi, e perchè conc;cio benissimo della mia poca cn pac:ità letteraria, e nella speranza che altri, meglio di mc, ontrorchbo in questo difficile arr ingo : ornai per ò non posso piìt starmene cheto, ed a voi mi rivolgo perchè mi concediate qualche pagina della vostra R.ivista, credendo poterla occupare con un linguaggio che sarà almeno dettato da huone intenzioni e da impulsi veri di militare coscienza. Per mettete anzi tutto vi elica; sembrarmi assolutamente troppa la indifferenza con cui in Italia s·accoglie, quanto fuori di qua si va spiattellu1do sul n os1 ro esercito ; sta bene il ripetersi che alle offensive commiserazioni altrui, ci faremo un dovere di ri~ponJere cogli atti, ma siccome le circostanze nostre potrclJ))ero ritardare questi atti ., e d'altra parte il prestigio d 'un eser cito sta anche nell'essere giudicato all'estero a norma del suo valore intrinseco, così non mi so .ipprcvare il nessun conto che facciamo delle descrizioni che particolarmente in Francia si 'ripetono sullo condizioni ècll'armata nostra. Io per me opino che ove i periodici militari italiani contenessero di tratto in tratto, oltre agli studi inerent i alle loro istituzioni, confutazioni moderate e metodiche di quanto a.ll'estero si asserisce di erroneo sulle nostre condizioni mi-
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OSSE RYAZIO~I SULLE
cos.e
iitari, ed i m.te1 colleghi (voi non mancate del resto al vostro compito) impiegassero t.aluno degli ozi loro, acchè fosse fatta un pochino di lrn:e, ove gelosamente si vogliÒno corrservàre le tenebre, non ·andrebbe guari a riconoscersi anche all'estero il vero stato delle nostre cose. Dal canto mio passerò anzi tutto a ra·ssegua quanto di più pizzicante si conteneva sugli affari militari d'Italin.. nello Speclateur· ll!ilita·ire del 1861, ove ci fermeremo a spigolare sentenze cbe uomini di Stato, ed illustri oratori francesi hanno afferra:e e ripetute, giorni sono, in solenni occasioni. Considero prima le ultime parti della Memoria del signor F. de la Fruston < (-La giie1,re d'ltali:e en 1859 », e ,ne riporto solam~nte un brano che estraggo a pag. 73 del 33.mo volume qello Spectate-'u1': mi 3arà facile provare con un solo cenno . storico, come il sig. de la Fruston si sia ingannato a _partito nello. ste'ndcre lo squarcio segunnte, che vi raccomando proprio cli cuore: « La nonchcdance des _Italiens a prendre Iés armes pour conquérir leur indé_penda.nce nationale, et t'insii/fì,;ance « de l'arrnée zardo dans son r6le ~d'nux1liaire dé l'arrrl.ée françaisc, étaient bien de nature à faire naitre dans l'ésprit de l'ernpereur des doutos sui, La capacité de l'ltal·ie poitr rnaintenir son indépendance conqì1,ise; mais « rnalgré la m ollasse. de celte coopé-rat·ion, les ·victories de " Mageda et de Solferino n 'en étaient pas moins des « gages acquis de nouveaux triomphes. Il s'ensuit que la « conquète de la Vénétie était, en -droit, aussi indépen« dante clu co1icou1·s et dn patriotisme des Italiens que • l'.a vait été celle de la Lombardie » . «
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Si può egli caratteriw:are più err0neamente di così il movim ento militare italiano del 1859? E se non fosse con-
45 trario allo spirito della' vostra R-ivisla, nou sai:ebbe qui il caso di tratteggiare al sig . de la Fruston , un'epoca iJ.?. cui i più remoti angoli del nostro paese fremevano amor di pa.tria? Non mi si dica ora òe l'illustre scrittore abbia voluto coi suoi cenni aìludere alla forz.ata inerzia di alcune parti d'Italia, .che lontane dal teatro degli av,,en irn,enti, erano incatenate, e tenute al b uio di tutto quello che accadeva di grande nella par te settentrionale d'essa; e lasciatemi credere che nella foga dello scrivere le gesta dell'armata francese in Italia, il sig . de la Fruston nou si sia neppure info1:mato di quanto feryeva ip quei tempi, in . una grande e nobilissima parte del nostro paese. È a sperarsi tuttavia che. a quest'0ra l'illustre scrittore avrà S,!puto che fin dall'inverno 1859, accadeva in Italia uno di quei movimenti i più memorandi ne1la storia militare eziandio delle naz.ioni, e .che, dalle provincie clell'Em1lia, dalla Toscana, dalla povera Venezia, dalla Lombardia, al cenno d',t.m sol uomo che parlava in nome dell'Italia, partivaqo, frammezzo alle ba.ionette straniere , e sfidando strani pericoli, migliaia cli givvani, molti dei quali cresciut i fra gli agi e le mollezze, che correvano col riso - sulle labbra ad affrontare,, semplici soldati, . qLllei giornalieri ed ingrati disag!Pclella vita. della caserma, e delle noiose esercitazioni elementari, che sono e::.:_perimento in- fallibile della virtù militare. Ohe se per motivi che non si dovrebbero disconoscere in Francia, . ove ha parlato tanto Napoleone I, e dove Na.poleone III,, nel 1850, ha provato gravissimi os.tacoli nel porre celeremente in moto ùna parte soltant o di un an~ tico. o/\ W-1loroso esercito, il g,weruo piemontese non ha, potuto allora, iu tre o quattro mesi, improvvis1;1,r e un secondo esercito, approfitta.udo di tntti qu~gli elemeuti che anelavanq essere adoperati a vantaggio della guerra dell'inclipendf.)11.Za ;. il signor de la. Fruston 11011 potrà negarmi che l'armata dell'antico ed m~gusto Piemonté non fosse MIL_lT A !U 1/ 1TALIA
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USS ll RVAZI ON! SULL E COSE
già n?'ll'aprile !859 all'altezza d elle circostanze (1), m entre gli rammenterò qui a titolo di rettifìcazione storica, e no:1 a sur~~rflua prova del patriottismo italiano, le opere di Casale ed Ale:::sandna, 1 lavori sulla linea d ella Dora, gl\ al lagamenti del Noniresc, e Montebello, e Pal estro e Sau Ferm.o. e . l'eflicaeissima res<istenza delle n ostre tr~ippe a S~n l\fartJ~o, e 1 prepHrativi dell'assedio di Pesd1iera (dai - P1cmontes1 espugnai-a anche nel 18--18), e q ualche sussidi"o r~_res_t ato_con n_ostri_m ater~ali alla valorosa annata impe uale, e ~ ~ene 111t es1 serv1z1 :(ba1men te clelia nostra intenden_za rn1]1tare . Non m i Sélrebbe poi difficile il provare ancora al sig. de la Fruston, che causa di malcontento in Italia -em la p1:etesa: lentezza del governo nel dare armi a tuiti gCintì'ti c,he rn folla chiede_van_o di poter misurarsi sul campo del1 onore, che 1 corp1 dei volontari italiani meglio' adoperati, a~1'.eb.bero potuto somministrare alle armate alleate un s us~ s1d 10 che fu ~roppo spregìato ._che ove 1a pace di Villafra1:c~ C) fosse p iombata snl cap o .c on una. ful minea rap1_d1fa,, _11 _governo piemontese a vrebbe portato in linea forti s~ss1d1\ che il tempo solamente av0va potuto permet. tere d1 org~rnz~are ed istruire, e ch e ta1i sussidi appunto era:10 d~strnati a~l alleviare non poco le fati che ed i p eri~oli . del} a~mata 1mperrnle, che m~rò sensi più generosi et.I certo d1 ch i ne ha t ratteggiato le_ g esta nel periodico francese. 10
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.(_l ) L'escrcit u rcgfllar·c piemo nt ese cont·a va , cittr·•rr ' . ,. t·lo ·rn cn mpti.(Tna ne I 1 8:,9, :10.nmc'.1 0 <li 80_ mi la_oon_1ini, '.li~pr,nib ili i11ti,:r-amcntc, e Dp(lrfcttnmcn t.e 1st, ult1. ! 1 C0'" 0' 1mcut1 d , h' ntc,·1·u c,11· li·itt -, 1rr 1·10 11 ·1 bCl'St1g1·IC l'I· 0 0(Ie . t era comp osto, era no su pcrinri ad ogni elor.io: cs;o era i·o,·lc di' 9'? r . ' (ì l ù . . " , , •• aag'.11 ,e 1_c nncrrc _ti, c:1 mpngn;1, ,n-cv~ un cccc!lcntc parco d'asscdio,· buoniss. m, <'q":P_"ggr d:i pon te. cavaller ia un po' scn rs:, ma vulc!1 lissima lodevole sc1·v1z10 s;i nita l' io, i11tcnrlrnz:1 mili larc Lene oro-an izz .. t • fì' I , • • •• . o' ~ , .:.1 u, e I qa 1 nwn"' · ,,1,· ,,umcn " - t·I uc • Il' armata · . . 1nnl<'na • g1a J)l'o nli jlCr "'»ti in•1 - ·1tirl•n1, " -·551 d .1c s and:1n1po formando in risur rn ccn i11crccl,· ,.·,1e ·,' p 1n · d a I n,a rzo .' _ u ., " o tt·1v11.u. d_i qu el l'anno, mcm o1·a hilc, si org:111izzavano scuole slraorcÙnnrie di uffi .. r.ialr tanto a fo ri no che ali Ivrea. ,
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. mLI TARl O !T A!.1,1
Non rn i credo ora obbligatD cli spigolare nelle pagjòe · del signor de la Frustou qualche forzaio elogio sul ,;alore dei n ostri soldati ; esso n on potfolihe in modo y efuno controbìhmciare Ì' efidto dell' accusa di rnilitflr e i~erzia · che l'autore ha scagliato, contro dì noi., pa.r k. udo cli una epoca della n ostra vita in cui quasi ogni parte d'Italia formava soldati , e si appar ecchiavano iri Piemonte, nella LomlJardia e µ ella Toscana, quelle armi e qn ei rna~eriali di guerra , che n eppure la Francia h a pot1-1to fin ora creare col miracoloso fiat. Passo d iviato a raccogliervi un irl.azzolino d i sèntenze tolto dalla Clvi'onique Mititaire del gioroa.le che _esaminiamo; essa è con sapore redatta dal signor ,T. Hugonnet, che con osce fe cose militat'i d'Italia, come i o so dei costumi degli abitanti clo1la :una, e che sp accia intanto, sulle nostre povere spalle, d e' g iudizi, che sono in Francia da troppe persone creduti, e che hanno tro,1ato in questi g iorni illustri p ersonaggi che l i fecero echeggiare solennemente innanzi ai principali corpi dell'irùpero . E qui , badat e b en e, io la pens.:, forse diversa.men te da voi: voi avete p. e . teiccato colla celie~ n el la vostra Rivista dello scorso ottobre una frase del signor Hugonnet che io pren-d erò sul serio a suo luogo, couvincendomi ogni dì. :più, che le strambezze che l'ilìnstre cronista pronunzia al nostro indirizzo, son o in Francia applaudite da uomin i d i senno e dì molta aut orità. Guardo la Chron:ique del 1° t rimestr e 1861, e non una pa.rola d'Italia : vi t r ovate raccolte notizie d'ogni gen ere, vi siete traspòrtati in Algeria ed in Cina, v i leggete 'forse dell'assedio di Troia , ma n cn yj è .dato neppur di sapere · che giustamente od a t orto, con valore o collci potenza del, l'inerz-icl, d a.i Piem ontesi, o dai Lombarclj, o da.i perduti figli dell'ambizioso Re della Sardegna, v 'ebbe in quel t empo in Italia un assedio sotto ]e ff ura di u n a certa Gaeta, che auch,e n el 1806 venne dai Fran cesi · messa alla pr.ova co11
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OSSE RYAZLùNI SU LLE CO]H:
operazioni ci.i cjnque mesi e non meno, e che qut;;ll'irivestimento termii1ò (con dolore forse del signor Hugonnet) con nna capitolazione in tutte forme , stipulata il tredici feblìraio 1861, dopo un assedio di tre mesi e mezzo non al tutt_o spregievole nella storia militare ed in quella specialmente· delle nostre armi speciali. Mail sig . Hugonnet non si degna · òccupare di un assedio diretto, e sventuratamente soste~ nuto eziandio. da Italiani soltanto. Se coli'armata nostra avcasse · r~gito un solo battaglione di Zuavi insieme a quelli dei nostri Bersaglieri, avremmo avuto di cert0 ~a soddisfazione di possedere·clall6 scrittore francese i dettagli minnti d(:)l complesso di quelle interessanti operazioni; dettagli che così ;.ttendiamo ancora dalla nostra stampa uffiziale. Ma lo dico io, e ì"e lo provo subito, che gli amori del signor Hugo~net non stanno dalla-,parte che con sno linguaggio si dice ancor piemontese ; ed infatti l'egregio scrittore v.i prende a pag. 151 del 34mo vol. una difesa a t utt'uomo del geuerale Fe1·gola ed augura al Picq'ionte soldati dello stes~GJ stampo. Dopo di aver ta::;.iuto di Gaeta, e cli .chi la espugnava, si magnifica la resistenza del signor Fergola, quasi essa fosse stata militarmente disapprovata in ,Jtalia. Non abbiamo bisogno perdio delle lezioni de_l sjg. Hugonn1g:t, e l'armata italiana non conta neppure quelli dei suoi uffiziali, che per la difesa dell'angusto 1oro Sovran:o, darebbero m:rlle volte la loro esistema, e sarebbero felic{ di poter provare all'~uropa in qua_li circostanze soltanto si · possa onorevolmente capitolare in una fortezza! Non mi sembra fuori cli luogo l'osserva1~e qui di pas- ·.. saggio, che quell'esercito che nel 1861 il sig, Hugonnei. chiama ad ogni tratto piemontese, fin dal 1859-60 andava ingrossando di · un gran nmuero di soldati e _di . leve lombarde, e c0sì fin d'allora si trasformava in eserciL0. dell'Italia settentrionale, e poi via yia in un'arìuafa che potrebbe ancor ricevere all'estero molte denominazioni, ma non mai quella di esercito piemontese, ado1:ic-
Mlf,lTAnt D'iTALlA
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rata 1;ècentemente ancora dai signori Ilillaut, de la Guéronuière e da altl'i la cui ignoranza delle cose d'ltalia è dolorosa strana., inesplicabile, per non dire di proposito. P.iù in~anzi a pag . 153 dello stesso volume, il sig~or Hugonnet tiene ragionamenti da far i_mpalliclire a loro confronto i più poetici sogni delle leve m ma~sa ~)ropost~ dai nostri utopisti. Egli esclama, e questo nell apnle 1861. « La Pénins.ule Italique, qui a tant à faire pour réaliser l'Italia ,Una, devrait avoir dès maintenant 4 à 500,000 ; hornmes sous les armes, et elle fait peu d' efforts pour , _seconder la petite ar·mée piémontaise,· qui se trouve avoir é ·une lourde besogne sur les bra.s ~.
«
Siffatte proposizioni_ si combattono da sè tanto sono assurèìe, e non v'ha militare istrutto a questo mondo cl~e si ·irm~agini, in buona fede, che un paese _nJ lle c~nd1• ' zioni del nostro possa in uu aunò e rnez.zo unprovv1sare un'armat~ di 400 mila uomiui, lavoàtu(lo su quadri d'un esercito dC 80 a 100 miht u omini. Se dunque.l'Italia nell'aptile 1861, non aveva ancorn sotto le armi .(n on par~o cl1e dell'esercito permanente, cui il signor Hugonnet n . volo·e ~i suoi frizzi) i 500 mila uomini dell'egregio cronis:,· non si_può a ver? dire ca.rat terizzarla cli c~rto per una tet'?'Ct dì m,01·ti. Potrei entrare in campo ron cifre che proverebbero al signor Hugonn et , cid a chi per lui ~ i leggesse· in buona fede, essere difficile il trovare_ne . ~ storìa militare delle nazioni un popolo, che, a parità d1 circostanze, abbia fatto cli più di quello che si è compi uto in Italia nel volgere di tre anni, ed all'ombra del nome del nostro valçiroso Sovrano. E qui al signor Hugonnet che chiama piemontese _l'armata nostr.a del 1861, accenno uno dei mille .dettagli ehe chiariscono falsa la sua denominazione. Sa.ppia egli dun.\NNo VI. Yol. IV. -
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hl!LITARl D.l'TALIA
OSSERVAZIO!'ìl SULLE COSE
que che il primo maggio dell'anno medesimo un capitano, mio amicissimo, lombardo e non piamo1itese (2) prendeva il comando di upa nuova compagnia Pontieri per i 2{3 com- ' posta di Lombardi, Toscani, Marchigiani; che essa formava · la 6a compagnia di un reggimento d'artiglieria non esistente nel 1859 (dal 1859 al 1° maggio 1861 i r()ggimenti d'artiglieria erano. portati da tre a nove), e che pei soli equipaggi da ponte, proporzionalmente auméntati, alle due compagnie attive, da 200 ùomini cadauna, erano aggiunte pel maggio. 1861 altre sei compagnie : dati tùtti g.ià molti vecchi per noi, e che il signor Hugonnet avrebbe potuto, con altre notizie ancora, raccogliere facilmente prima di lanciare proposizioni che non hanno nome per essere qualificate. · Passo oltre e non mi occupo di quanto il sig. Hugonnet dice pe' mesi di maggio e di giugno, a pag. 306 e 461 del già citato volume: il.trovar strani i diRordini del Napoletano, che non sono ancora completamente sedati, ed il
parlar sempre dei Piemontesi e non degli Italiani, le sono inezie che sulle labbra dell'onorevole croii.ist a non méritano essere appuntate. Dirò per0 che ad onta delle esagerate e delle reali commozioni del Napoletano, e della Sicilia e dei poco benevoli pronostici del sig. Hugonnet le provincie del mezzodì d'Italia hanno già mandato a quest'ora all'e. .. sercito nazionale pressoché iutiero il loro tributo cli reclute, provand9 così ad evidenia, essere in gran parte importata ed artificiale l'agitazione di quelle belle regioni. Permettete finalmente che per mio conto vi rimetta sotto gli occhi le seguenti parole del nostro scrittore; (2) Protesto altamente di non stabilire sifatlc distinzioni per gretto spirito di campanile: sòno retti ficazioni storiche che m\ stanno o<:eupanùo. Del resto, nessuno più di me può venerare ed amare i Piemontesi II la lor cara provincia, vera gemma fra !'altre d'Italia, rocca in·cspugna,b ile, in cui si è difesa, con tanto valore, e con si nobile anncgazione, · l'indipendenza della int.icra Penisola. . - ' · ·
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che voi già avete rilevato nella Rivista JJ[itìtare : le estraggo dal volume 35mo dello SjJectatei.r a pàg . 498. I )
0ette pauvre Italie manque corn1jlétement _de la~fìbre « m'ilitai?~e, et elle a cependant entrepris une ceuvre qui •, exjge surtout de l'énergie g uerrière. L'arm6e piémon « taise est en grande_partie occupée à, fafre l'wiité daus « l'Italie meridionale.. ..... Les A.nglais out essayé d'inter• « venir eu faveur des Piémontais ·, à Naples, et ont dé« barqué (v1 raccomando questo punto di storia· dal si' gnor Hugonnet sì bene_combinato) plusieurs fois des « détachement de marins, mais ils se sout retirés, pro« b~blement devant les éxigences de la diplomatie » .«
In questo paese ove non !3Siste fibra militare, o signore, la Francia ha però trovato migliaia di cuori che .hanno palpitato, e no:i;t passivamente, alle chiamate del vostro primo impero; i vostri valorosi soldati banno ancl1e a Roma veduto nel 1849 qual sangue scorra nelle vene .di un fi glio dei nostri giovani eroi: ìn Crimea, a Montebel1o, , a Palestro, a San Martino, a CasteHi da1:do, avete veduto, o . signore, Italiani a fuggire? Possa la vostra . Francia non aver mai a sua voita bisogno del nostro sussidio, per non dovere un giorno domandare qualche reggirn_cnto di questi pove1·i Italiani che voi disprezzate, che voi dite senza sangue, e senza virtù militare I Val meglio alla fin Gne porre un alto a questa dolorosa rassegna di ingiuste accuse e di giudizi erronei, r ipetendo a chi vuole e non :'uole intenderla, che della t empra guerriera degli Italiani nessuno in b1,10ua fede può dubitare, e che sta il fatto che dal 1859 in poi 1a gloriosa a.rmata · _piemontese, nucleo di eroi , modello di ogni virtù, avanzo di tante sanguinose battaglie è stata il centro, la bandiera, lo spirito creatore e vivifì~atore di quella che or si echiama 'ed è l'armata italiana. Quest'armat a, lo sanno i mo1ti da
,. 52 OSSERV.~ZIO:'H SULLE COSE noi che ~1on si lasciano trasportare dalle immagini . pericolose delle assemblee democratiche, è ancor giovane, non è tutta omogenea, ma conta numerose schiere che si vanno facendo _ogni. dì più compatte, disciplinate, pazienti alla fatica, ed istrut.te. Sarebbe poi strano, sarebbe nuovo nelle storie, e q ui mi appoggio all'autorevolissima opinione che l'illustre generale Della Rovere esprimeva c;on semplice eleganza or non ha guarì in Parlamento; sarebbe nuovo, · dic-•, nelle storie che un oaio-vane esercito, ancora in via cli formazione, supplisse collo slancio tf cO'l noqile entusiasmo che ispira una santissima. causa, a difetto di organizzazione ed a qualche pecca di praticà e consumata istruzione (1)? Chiudo questa lettera col volgere uno sguardo rapidissimo a due soggetti un po' p iù ridenti. Osservo di passaggio che l_a fffil:itàr Zeitung che si puhbfaa a Vienna·, è assai più giusta dello Spectateur nel giudicar le nostre militari istituzioni e riforme. Talora, e sè, ne vapi'sce almeno il perchè, v'imbattete in quel giorna1e con istorieile curiose, a nostro danno inventate, e sui numeri 16 e 17 del corrente anno, eccovi dipinte p. e. le nostre truppe affatto indisciplinate, decimate dalla diserzione, e quindi (N. 17) spettatrici di fucilazioni che passano al certo inosservate in Italia. In ogni n:~odo però, questo interessante ·
' (I) Al mom ento in cui stava. per mandarvi queste pagin,~ e colla data òel 15 marzo 1862, trovo pronunciate sul nostro conto dal sig. Hugonnet (pllg. 471-71, voi 37m0 dello Spectalc1w) in mezzo ad nitre corbellerie, le seguenti parole: « Certcs !es instrurn cnts de guerre ne manqucnt pas nux ·ttaliens: .ce -• sont les hommcs, et le cas est bien plus grave ». Questa volta e CPi decreti di n1tnvi ing·randimenti de/l'ese1·cilo in prospcUiva, rido anch'io, vi accerto, cli questa frase, tnnto essa è in oppo~ sizi,)nc con ciò che accade d'intorno a ciascuno òi noi. Voi sapete infatti meglio di mc, che in questi g iorni affluisce a tutti i corpi dèll'arnrnta tale numero <l'inscrilli (del!~ provin cie· rìicri di onali in ispecie) che non si sa ·come ,,estirli cd. armarli conveaicntemcnte con sufficiente cçlerit~.
MJLlTARI 1/i:r.iLIA
53 · periodico, ricònosce qui un governo (il Sardo s'intende) che arma a tutt'uomo, ammette un esercito, una flotta, e così si occupa di noi, se non spassionataménte, con una lodevole assiduità, e con uno spirito di parte scusato almeno dalle circostanze in · cui si trovano g1i scritton di · quella gazzetta, Le ultime mie parole saranno ·per ora dedicate alla Revue Afilitaire Siiisse. Questo foglio tanto interessante per l'amore che porta all'esercito federale ed alle militari istituzioni del sno paese, non ha mai chiuso gli occhi alla luce del . di fuori: redatto da uomini leali, :yersati nelle cose dell'arte nostra, a1ier.i da seconde mire politiche, e quindi giu dici imparziali di quanto avviene nella storia militare, ha aperto le sue pagine del 1861 all'interessante supplemento dell'ilJ ustrissimo signor Lecomte consacrato agli avvenimenti militari e politici d'Italia nel 1860: Voi a'vete anali~zato nella Rivista, dello scorso novembre quell'importante la, oro, incantevole per assen~ natezza di viste, giustezza ed imparzialità cli giudizi, eleganza di stile, nè più mi rimane da entrare nuovamente nel campo della sua critica: io ·non voglio parlarne, se non sé por esclamare, essere pur dolcissima emozione, il ·trovare di tratto in tratto, in mezzo a tanto tra,,olgimento di iqee, a così fan,itico spirito di parte, qualche cuore r etto ed illuminato che parlì il linguaggio della verità •e della giustizia; ed è perciò che di gran cuor:e con voi m'associo in desiderando vivamente che il governo nostro guidèrdoni con qualche onorifica distinzione il signor Lecomte, come il fece già per altri scrittori stranieri certo noµ così lJenemeriti di noi, nè della mi, litare letteratura. Speriamo che la Rev1,1,e llfititaire continui ad occuparsi del nostro esercito che l'illustre Lecomte ha già prima d'ora cµiamafo iti1liapo: è certo che in Italiai suoi scritr. tori trov~no in concambio ufficiali che ,seguono atteut:a;,.
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OSSERl'ÀZIOXI SULt.E COSE MfLI'fARI n ' rTAUA
· mente i progressi Ji quella: organizzazione militàre · sui generis, che fa dell'armata faderale un Ji.10dello di valore, di abilità, d i forza., e, date le ·circostanze locali, un pot entissimo ed 1nvit.to presidi0 della indipendenza sviìzera. Perdonntemi , ecc.
G. G.
SULLE ISPEZIONI GENERALI
-~.
I cambiamenti avvenuti e quelli che devono--'anc9ra succeder e ne-Ila composizione e nell'ordinamento dell'esercito, rendono indispensabile di stabilire la più perfetta uniformità nell'istruzione, nella disciplina, nel servizio, nella tenuta e nell'amministrazione dei corpi. Per giungere a questo scopo vi sono due mezzi. '. I campi d'istruzione e un buon sistema d'ispezioni generali. Per ora parleremo solo di quest e ultime. Le ispezioni genera1i dovrebb<yro, a parer nostro,- essere due all'anno e ciò fintantochè siasi rirpesso l'esercito su piede n or male ritornando ai sani principii del mestier e. Le riviste dovr_ebber o comprendere non solo l'ispezione dei corpi, ma pure quella degli stabilimenti militari ' di ogni genere.
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NOTA SULLe
Le riviste d. ispezione dovrebbero essere passate ogni anno, dai generali comandanti i dipartimenti militari, alle truppe ed agli stabilimenti militari compresi nel perimetro del loro comando. Esse <lovrcbbero esser& precedute da riviste preparatorie fatte dai luogotenenti generali o da maggiori generali, che ogni anno verrebl:ero designati a tale scopo dal ministero coll'avvertenza che nella loro annua destinazione, mai uno di questi uffiziali generale ispettasse due anni di seguito lo stesso reggimento o stabilimento militare. In un avvenire più o meno lontano, quando l'esercito sarà definitivamente costituito, un·ispezione generale all'anno, sarà sufficiente. Ma fino a tantochè non si sn,rà giunti a ciò, è indispensabile allontauare l'indifferenza o la svogliatezza che potrebbero imrodursi in questi casi eccezionali in cui ci troviamo; con una continua soryeghanza. Per tanto, secondo il nostro modo di vonAr.e, si dovrebbero stabilire due ~-iviste d'ispezione delle truppe e stabilimenti militari ogni anno. La prima di queste riviste sarebbe una i·ivista prepa1·atm·ia, passata dagli uffiziali generali a ciò destinati dal ministero. La seconda, ril;isla iefin'i liva, sarebbe fatta dai generali comandanti dei dipartimenti milita.ri, alle truppe e stabilimenti stanziati nc-1 pcrim€tro del loro comando. La prima di queste riviste potrebbe esser passata nel mese di maggio, e l'altra al mese di novembre (1). Lo scopo della rivista preparatoria sarebbe quindi il seguente: (1) Si potrcbhc nei mesi cli ottoLro e novembre di ogni unno slnbilire un campo d'istruzione per ogni gran comando di dipartimento territoriale. Il comandante i! dipartimento vi avrebbe Il{! mezzo cci-lo di assicurars i del regolare cd uniforme undàmenlo di ILtlli i rami del servizio dei Corpi allivi. I depositi e gli stabilimenti sarebbero rassegnati dopo lo chiusu ra del compo d'istruzione.
I SPEZIONI GENER.ILI
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1° Assicurarsi dell'esecuzione degli . ordini lasciati dall'ispezione definitiva dell'anno precedente. 2° Esame scrupoloso degli uomini di leva, surroganti ed arruo1ati volontarii, giunti al corpo dopo l'ultima rivista definitiva. 3° Esame degli u:ffiziali nuovi promossi o giunti al corpo dopo l'ultima riYista d' ispezione definitiva. 4° Farsi presentare i miliLa.ri rientrati di licenza ordinaria, straordinaria o di conYalescenza, e fare le proposte per quei militari ai quali le acque t ermali fossero necessarie. 5° Esame dell'istruzione teorica e pratica degli uffiziali sott'uffiziali caporali e soldati e dei loro spcccl1i caratteristici, s~1i quali l'ispettore metterà quelle annota1.ioni che crederà utili ad illuminare l'ispettore definitivo. 6° Esame del vestiario, armamento e corredo militare. 7° Esame dell'amministrazione. 8° Esame dei militari d'ogni grado che hanno l' inten• zìone di domandare o che possono essere proposti per impieghi speciali, cambiamenti di corpo o d'arma, no·n• chè di quelli suscettibili di essere riformati o giubilati. 9° Assicurarsi dello spirito del corpo, del modo in cui vi è stabilita la disciplina, ed avere frequenti colloquii cogli uffiiiali superiori del corpo onde assicurarsi della loro idoneità. , 10° Esame del materiale dei corpi, dei cavalli d'uffiziali, di truppa e dei muli. ll O Visita agli stabilimenti militari che gli saranno designati dal ministero, onde assicurarsi del buon andamento del servizio. 12° Lasciare al corpo o stabilimento militare un rapporto sul risultato dell' ispezione preparatoria, -il quale rapporto sarà trascritto su di un registro apposito conservato dal comandante del corpo o di stabilimento, chè dovrà presentarlo al generale incaricato dell'ispezione definitiva.
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NOTA SÙLLK
Per i reggimenti questo rapporto comprenderà due parti distinte, cioè: parte attiva del corpo, e deposito. Ogni generale che farà un'ispezione preparatoria sarà accompagnato da un intendente militare (1), e da un capitano d'artiglieria (2). La rivista preparatoria ultimata, l'ispettore manderà un rapporto generale di essa al ministro onde metterlo in caso di prontamente prendere quelle disposizioni di urgenza che sarebbero necessarie nell'interesse del servizio. Sarebbe una inutile complicazione il far spedire .copia di detto rapporto ai comandanti dei dipartimenti militari; poichè questi uffi.ziali generali hanno la facoltà di farsi presentare il registro d'ispezione d'ogni corpo. L'ispezione definitiva avrebbe per scopo speciale di assicurarsi dello stato dei corpi e stabilimenti militari , . m oghL loro parte · costitutiva ed organica, di dare al servizio, alla disciplina, alla istruiione ed all'amministra-(l) L' intendente militare esaminerà la contabilità dei batt.aglioni attivi e fli deposito, nonchè quella degli stabilimenti militar i; ne farà rapporto al generale ispettore dando sullo stesso il suo parere· sulla idoneità e condotta del funzionario dcll'inlcndenza mi,lilarc, incaricato della s~rvc• glianza amministrativa del corpo o stabilimento militare. Tale rapporto dovrà essere trascritto su I registro d'ispezione, stabilito presso ogni corpo o stabilimento. (2) Il capitano d'artigli~~ia incaricato dell'ispezione dell'armamcnt:i sarà accompognato da un controllore d'a rmi, munito di tutt.i gli strumcnt.i proprii olla verifica delle armi. li capitano d'artiglieria farà visitare in sua presenza le armi di cadun militare, quindi quelle depositate n ei magazzini dei corpi. Di questa visita sarà fatto rapporto, su cui dovrà constare: lo stato dell'armamento del corpo; se le riparazioni ~ono state ben eseguite e giusta le disposizioni regolamentari; l'idoneità del capo armaiuolo; la proposta delle armi da riformare; e le riparazioni da esrgu\rsi dalle officine d'artiglieria. Questo rapporto sarà rimesso all'ispettore gener~le che ne farà trascrivere copia sul registro d'ispezione del corpo s~; · quale, dopochè si sarà accer tato che tutte le relazioni relative alla ri~ista vi forono trascritte, vi apporrà il suo vislo.
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JSPEZIOIH GÈNER,\ LI
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zione un andamento regolare ed uniforme, di conoscere i titoli dei militari per le ricompense, sentire i loro reclami, e fare loro dirittq nel, limite delle loro attribuzioni ecc. L'iniziatiya delle . proposte d'ogni genere dovendo, secondo nsii, appartenere esclusivamente ai capi corpo, essi dovranno presentare per l'ispezione definitiva al genera'1e comandante la brigata, le seguenti carte onde questi u,ffiziali generali possano apporvi le proprie osservazioni. Gli stati 'c aratteristici degli uffiziali . Il registro di punizione degli uffiziali. La lista degli uffiziali proposti per l'avanzamento e per funzioni speciali. Il quadro generale per l'avanzamento. Lo stato nominativo dei sott'uffiziali con annotazioni particolayi sull'istruzione e condotta d'ognuno di. loro unitamente .ad uno stato di punizioni estratto dal N° 18. Lo ·stato dei sott'u:frìziali proposti pel grado di sottotenente con rispettive annotazioni. Lo stato dj:Ji militari d'ogni grado proposti pe; ricompense o gratifi.cazio:µi come istruttori, od addetti ad impieghi speciali. . L~ stato dei militari d'ogni grado da proporsi per la giubilazione o la riforma. Lo stato dei militari suscettibili ad ottenere una licenza ordinaria durante l'inverno, epoca che, secondo noi , do. vrebl,e esser scelta per le licenze ordinarie, accordandole proporzionatamente ai diversi gradi. L'apertura delle licenze potrebbe essere dopo l' ispezione definitiva, cioè i-1 15 dicembre, ed essere chi usa 'il 31 marzo dell'anno successivo. Lo stato dei -rnilitari · che domandano di cambiare di , corpo od arma, accompagnato da tutti i particolari ne.cessarii per illuminare il generale ispettore. Uno stato ~pe\ciale pei militari. che domandano passare nell'arma ,dei carabinieri reali.
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• 60 NOTA SULLB Uno stato dei sott'uffizia.li e caporali retrocessi volon • tariamente od in seguito a misure disciplinarie. Uno stato dei militari di cui la ferma finisce col ,2° semestre dell'anno e nel 1° semestre dell'anno successivo. Stato dei militari ammogliati. Uno stato dei militari che domandano di riassoldarsi, accompagnati da note caratteristiche. Stato dei vivandieri. Uno stato del materiale del corpo, dei cavalli d'uffiziali e di truppa e elci muli, con note indicanti con termini concisi ma chiari la loro situazione. Uno stato dei militari di bassa for-L.a che desiderano passare gli esami per le diverse scuole militari. Un rapporto del medico del corpo sullo stato sanitar io. Uno stato dei militari r educi dalle acque termali, che dovranno esser e presenta.te r:1 generale ispettore. Rapporto del colonnello sulle scuole reggimentali ed altre istruzioni speciali (bastone, schen:na, nuoto e . ginnastica). Su tutti questi stati il generale di brigata metterà il suo parere e qu,ndi li rimetterà al generale comandante il dipartimento, che passerà. la rivista d'ispezione dei r eggimenti componenti la propria brigata. Per gli stabilimenti militari, st.ati analoghi alla natura speciale d'ogni stabilimento,. saranno da ocorni ca·p o di .stabilimento, consegnati al generale comandante la Divisicne territoriale che li tràsmetterà al comandante del dipartimento dopo avervi posto le proprie osservazioni. Quando 1e truppe fossero formate in divisioni attive, i . generali comandanti le brigate, dovranno presentare gli stati sopra citati ai generali comandanti delle. divisioni, che dopo avervi apposto il loro parere, li conc,egneranno al comandante del 4ipartimento militare . ove sono stanziate. Il generale ispettore sarà accompagnato :nella sua ispezione, dall' intenden~e militare del diparti•
ISP1'Zl0:>I GENERALI
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mento e da un maggiore d'artiglieria, che controlleranno la rivista preparatoria dell'intendente militare e del _ca~ pitano d'artiglieria, e rapporto delle loro osservaz1op1 sarà consegnato nel rapporto definitivo del comandante di dipartimento. . . In seguito a quanto sopra le operaz1orn delle riviste sarebbero divise in otto sezioni.
1° Rivista del personale del corpo. zo Rivista del materiale (carri, cavalli, muli). 3° RiYista di dettaglio ( armamento, vestia,rio, casermaggio, contabilità delle compagnie,_ rancio. infermerie, sale di punizioni, scuole, musica). . . . 4° Esame delle diverse categorie (secondo gh stati nmessi dal comandante del corpo). 5° Esame dell'istruzione teorica e pratica (perfetta esecuzione dei diversi r egolamenti). • 6° Esame deWammiuistrazione (laboratorio del corpo, contabilità, magazzini del corpo). .. 70 Esami degli stabi1imenti militari (ospedale, _stab1hmenti penali militari ; stabilimenti delle sussistenze, magazzeni, merci, comandi rnilitari). 8° Chi.usura dell'ispezione.
n ra-pporto generale dell'ispezione, di cui co~ia s~i:à trascritta sul r egistro d'ispezione del corpo o di_st~bihmento sarà mandato al ministero in modo che v~ grnnga nel co,rrente di aennaio onde mettere il :Ministro m grado di proporre a . Maestà gli avanz~menti _o ricom~ense che sarebbero state indicate dagl'1spetton g~ner~l1 per il giorno della festa nazionale state fisfia.te rn grngno. Abbiamo designato questa festa essendo fissa, quantunque avremmo preferito la festa di S. M., ma essa può cambiare ad ogni cambiamento di r egno. Il Ministro dovrebbe stabi1ire una base fondamentale rer le riviste preparatorie come per le definitive e pub-
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NOTA SULLE 62 blicare una minutissima istruzione a questo riguardo nel giornale ufficiale militare, la quale istruzione riceverebbe ogni anno aggiun~ o modifica:tioni secondo il caso. Non vogliamo n emmeno dare un abbozzo d'una simile istruzione che donebbC' essere speciale per i corpi a piedi, i corpi a cavallo, JJM' le a1·mi speciali, e per diversi stabilimenti rn:;litari, poichè sarebbe d'uopo entrare in considerazzioni troppo lunghe e citare ar~icoli di varii r egolamenti ciò che sar ebbe pas!"abilmente noioso al lettore; e non avendo del resto noi avuto altra idea che di dare norme generali non avendo d' allTonde la pretensione di poterne dare di particolari di tutto ciò che è estraneo all' arma di fanteria,. però ci fermeremo brevemente sull' 8" sezione del lavoro cl' ispezione per indicar cosa, secondo noi, essa dovrebbe comprendere. , Detta sezione dovrebbe comprendere i seguenti oggetti: Ricevere le r eclamazioni, ernminare le domande di cambiamenti di corpo od arma, quelle di diméssioni rl.egli uffiz-iali , gli stati caratteristici, le noto particolari sugli ufliziali di stato maggiore addetti ai corpi, le proposto per l'avanzamento e per funziom speciali'nci corpi o stabilimenti militari, le proposte per ufficiali da trasferirsi nei servizi( sedentari e nell'intendenza militare, proposte per l'arma dei carabinieri; ricompense, come medaglie al valor mili-' tare, ordine di Savoia e di s. Maurizio e Lazzaro, proposte relati ve agli uffizia.li sanitari, alla riforma dei militari, riforma dei cavalli e muli, proposte di quei militari Ch(': fossero idonei per coprire impieghi della ger archia delle diverse amministrazioni militari, proposta di sotto ufliziali destinati come guardiani dei luoghi penali militari o per il servizio delle attive dogane, classificazioni delle anzianità, composizioni per le licenze da accordarsi ec~. In questo modo, tutto sarà stabilito dal generale comandante il dipartiLDento, ed il ministro non avrà piu che a classificare le proposte dei sci comandanti di dipartimento
ISPEZtONI GENERAL[
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per stabilire le liste definitive delle diverse prop~sizion! fatte. Nessuna disposizione dovrà esser presa all'rnfuon delle proposte fatte dalle ispezioni dè~tive per ~?auto riguarda il personale e tutti troveranno, 11011 n~ dub1t1~11~0'. in un simile metodo le più ampie garanzie pe1 loro dmtt1 rispetti vi.
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UFFlZIALE SUPERIORE Dl
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RIVISTA TECNOLOGICA
,J?u,r:~ .t rasfq.rmata . La testa d!,lla visiera della ruotelfa d'arresto ~av~:·à una novella f~ggia'. ehe meglio si presterà all' azione Hel ,,diJo \r~gente. La vi:3ief:a di secondò rinforzo sarà rneglio consolidata,? ed invece di essere fissata al rinforzo stessò, sarà. _çç>1;1nessa al capo d~l pezzo. ,I cartocci saranno m1miti ai un 1 tacco scorre~'ole, e i l tacco delle granate 11orterà l1n pp,zzelto di ·corda. r
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·Nuovo i,wzzo d;i sor;dagcriÒ. ' ..:..... Corre voce w,ll'ln"'bilterrn • I · 0 , ~
un'i,m1enzione éhe sarébLesi esperirnen'a!a d'innanzi una comrnissì1~n~·dell'amrni ragliato, la 4uale avrebbe cer:tamènte per l,!l jdr~grafih, .e per la nautici u.na grand~ iq\portanza. :Trattasi tii ' ~? D!-]·o-vo i~trumento ~per rne~zo del qnaJe si verrebbe a cono. ½c~~" la profo~dit~ del mar_e colla: sem,plice l_~ttera di' un h1~0 1 . ~raduato a u;.io d1 guello ,di un baromèt~o o d1 un ter~ornetro, •I così .se:µz;i do,ler ricorrere al' ~onrlaggio) i,I qnale co' metotli ''oi:dina~i Òltrè ' al riusci:e un lavor'o lungliissirn'; e' costos1) ·, riesce f ' 1 soventi -~n~,satto' e talvolta anch\3 i'nes,~guibile. ' 1 · 'çotesfa s.pecie di · ba,r,ome~ro ·sottomp,rino _serv,i rebbe a misu . rare . l;i pr~fondstà _- del mare, 'iJ"\dfoando _non _già la grà'v'ità dé1'\ ·atmosféra; mà: il glàdo dell"a·~frazione ten éstre la quale cresce n:iis ula che diminuiscono le, Jistaoze al centro ·d'ella ';terra. '1 I • , t f • . , .,N:sin, vi saf_ebbe dur,iq_ue,nul~a di _s'. rn~o ~cci,•~?lt~ c_ot_ì* d)ft;e1 misurasse i;ielle prpfond1ta esse. stesse;_ :µia s1 P,tetende renza s1 che l'interposizione di una gran massa d'acqua n6n 1irnpetl5sce , di : ~pprezzatla, pmchè lo strumento abbia ~ufficiente'.sensi bjlifa, e éli:e r,er tal ~1J11do si pnò misurare 'il p rado d'i:riténsità 'del-,' r ; 'ttrai i~ne alla st~p~rfìcier d' el mare, ~otntl., lo si pb'trèLbe sul r_i' r-; ', \ f • : j' \ JQjr,lò. 1Se 1_8 ,stru ment o c,o~:rispende ~ff!;)ttivarn(;lhte 'allè sperirnze che Sè ne dicono, esso riu'sèirà, non vi ha dubbio , èli gra'n'de 4N(V""r•n "f" 'i . (' b .'.,~timà "mari_tti~::i ,, f q
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Cannoni, da bastimenti. - · 11 Giornale di Francofor te in un numero di marzo asserisce ·che la · Jeaa del metallo d' A1:ch di cui sono i nuovi cannoni della flotta au:triaca AUSTRIA . -
si compone di 600 di rame, 382 di zinco e 18 di ferro. Qnesto metallo distinto col nome dell'inventore si pretende a bbia due proprietà in al to grado la tenacità e la dutilità , le quali diffi. cilniente si riscontrano in uno ste~so metallo. Si vuol pure èhe abbi~ u~a maggior durala di quella del ferro, e che egli sia assai p1egbernle. anche a freddo. Finora la lega di questo metallo era un ,.segreto. Sara.nno essi esatti i coefficienti del Giornale di Francofor te? .... - . Ne appartiene la risposta alle fonderie nostre~
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scoppi n ono iu un sol giorno. . A questo canna~~ eransi fa tti ultimamente importanti· pf;rfe zionament1. La v1s1ern ·del primo rinforzo sarà d'ora innanzi di _bromo e non più di acciaio, ed invece di una forn1a rellao?oh rn, riceverà un-'l. fo:·ma es~onale: la parte s uperiore ~arà,
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INGHILTERRA. - Cannoni A1·mslro11g . .....: Secoodo l'Army and Navy Gazelle, i cannoni Armstrong subirono tristi pro.ve nella penultima Settimana dì marzo, 3 pezzi da 300 li bbra
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FR~(NCIA Nu.ova f1·egala cornzzéita LA CcunoNN'I'l . - Si 1 lègge nell'Océan pubblicato a Brest: ' Martedì hfarzti/ la r,fo!òga1a, __ co,r8(zzat~ ~a ,ço1-p·o1i~~e .ysci 8 ~.l~a J!lda di J1or_½~·\ per .e,c;9.~irwiH!/ }e ~µ~ pr9ve. I jpfo1~~e1'!ti ce~ì np_rn~rqs~ &r~l13rW'i ~-AJ nueste novelle e 1,:r . not0.nti macchi.ne ,da _,..,'~ ài''f\f1'0, 0ui g li 1gµNra, ,., I .ll.7, I', ! . i". 7)f'\'_'l .. .e·1~crnen,ti, cos'i div.,rsi ·rÌl' . Stonh suve • ti cnLM/l(l <lif!'ìGili a comt1i• >-,"9 , ,.. · Fu , 'i-' • 1 t· , : r , 'J ,. · p ~
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ItlVJSTA
TECNOLOGICA
narsi in uu'equa 111i:;ura, l'aspc:tto nn poco strnno della fregata costrutta se~ondo un tipo a1Talto nuovo, tutto contribuisce a spiegare l'interessan1coto che la popolazione marittima attribuiva a queste prime espr•rieuze. , Desse aYeano prr princi.pu.le scopo la macchina, costrutta nelle officine del sig. Mazelinc. · Le esperienze furono troppo brevi per essere a tal rignardo complete, ma si può dire fln d'ora che questa bella macchina ha funzi onato durante 26 ore con una precisione rimarchevole e che essa ha impresso Il Ila fregata un'espulsione ehe le fece raggiungere una velocità di 11 norli e 6 decimi in circostanze ben poco favorevoli . • In quanto alla fregata in sè, C<•n:;iderata come nave corazzata e come tipo nuovo, una forte ondata di libeccio ed un venticello assai fresco hanno permesso di consiatare alcune proprietà nautiche delle quali sulle prime eia permesso il dubitare. Cos\ si è Yeduto con soddisfazione che la fregata si alzava sull'onda con una facil ità molto maggiore che non lasciava supporre l'enorme prso della sua corazza. I
- Un uffiziale della nostra marina, il signor Sandri, ha invitato gli uomini della sua professione a considerare una sua proposta per l'applicazione dal telegrafo elettrico alla trasmissione degli ordini in una flotta, a vece deli'antico sistema <lei segnali con bandiere o con fuochi. L'opuscolo del Sandri ( pubblicato nella nostra R,i vista) iodica pure un modo pratico di collocare dall'una all'altra naYe un filo elettrico; ma principalmen ·e cerca d'attirar l'attenzione sulla utilità in genere di valersi di tale maravigli oso strnmeuto della scienza mod(•rna uelle battaglie navali (Corr. jJe9•c.).
Fabbt··ica.zione naz,ionalc d·i el'iche navali. - Nel regio stabilimento meccanico di Pietrarsa s'addivenne il giorno !) corrente mese alla fusione dell'elica (ùi bronzo) per la macchma a vapore da urne della forza di 450 cavalli, che vi si sta costruendo. ; Perfetto riusci !aie prodotto di fusic,ne, primo di tal grnere finora tentatosi e riescito i o Italia. · , È quindi uostt·o dovere di rendere di pubblica ragione un simil fatto, ad onore di un impurt,rnt~ stab:Jirnento di queste provincie meridionali, e di coloro che ne r.iresscro l'operaiione (Nazio-nale) .
m ovimenti ,li rulio e di tongag13io nulla h~nno di brus<!o; ma
sono lenti e dolci. Ciò che i marinai constatarono con maggior . piacere, si è la sorprendente :·acilità colla quale la fregata obbedisce all'impulsione del suo timoo.e, e la rapidità uel virare di b, rdo, risultati assai inaspettati se si riflette che la Couronne è più luoga del vascello-am01i~agl10 la JJretagne. , Al\lIERICA. - Le navi corazzate hanno fatto le loro prime serie prove e fu nel fiume Jarncs deìl'America settentrionale. Ci siamo p?sti in misura di poter nel vegneate fascicolo dare . un'esatta narrazione del famoso combattimento tra d 1'1erimac ed il Monitor; e di provare inconlestabilmente che l'inYenzione di cotesti prepotenti bastimenti è idea italiana, cni la fatalità (ed è appo noi cosa abituale !) tolse di farsi strada a pro ed a fama d'Italia. ITALIA. - Già. sonosi rigati nella fonderia del nostro arsena!P. dodici dei Cento Cann01;i prodotto della famosa sottoscrizione nazionale che si fece per armare la cittadella d'Alcs~ sandria. Ciascuno di essi porta scolpit0 su di una placca
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11 suo nome; e sO11 0: Bormio, }lassa E~le1iS(l, Voghera, Ca1·9•ara, Alt' ltali!J. i suoi fìgli di C11li(omia, Emigrati Italiani in Piemonle, Guard,ia Nazionale, Castellamonte, Messina, Siracusa, Asti, Domodossola.
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RIVISTA' S'l'.AT,TSTICA ·
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Il contingente 1861 per ·l'esercito austriaco fissato .in, 85000, venne ripartito, qel mod':.l seguente· s~, tutte·, le, provincie- d'elÌ'imper.o,: Austria i-nferiore. •. 5-749, Austria superiore Salz-bourg. 2624" Stiria . . ·. 848:r Cari-nzia. 1222 Carniola. bittorale 122~ 64ll7 Veneto, . 1-2499 Boemia . 6121 Moravia e Slesia · . 896 Dalmazia : . . . . 13285 Gallizia e Bukovina l_lt32 ìFir.0lo . . lifngheria Croazia . 32803 Slavòoia 11ransilvania
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FRANCIA. Truppe di i'imonta. - In seguito, al:la: novEtlla oircos0rizici'ue pel servizio,delle rim0nte,· di 1éui 1riferimmo· ultimamente, un imperiale -cletiret@ .delli ·TO febbr.a:io1·sopp'fliti-le uni-i. deÌ'le'•iette ·coinpagnìe di rimonte g ià <ésistenti, Jinc0'1lpJ ran··dcftte ' il l per~o'ù·a1e n•el'le·• r·e sta·~ti cotnpagriie. " ,. 1
- Arruolamenti volontari. -. Un altro decret,), del. 14. marzo , fissa i corpi pei quali solta.n to sono ammessi gli ar~ ruolamenti volontari.
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Leva 1861. -
Le ope1:azioni dell'estrazione a sorte per la classe 1861, iniziate in tutta la Francia il 24 febbraio, fu. rono compite entro un mese .
- Riduzione· dell'eserc:ito. - Con decreto del 1° aprile l'imperatore ba ordinato lo scioglimento del ,}01 . e 102 ·reggimenti di fanteria. Parlasi pure di un licel!,ziamento complessivo di 32000 uomini d'ogni arma e della veudit;i. di 2,20Q
cavalli.
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T otale· . 85900 reclute .di una popolazicne di 35000000 (1), il che dà un- con.:ting.en.fo di ci·rcw lt recluta per 420 anlme. ·Proporzionalmente _la 1/"enezia, è la: più aggra,vata; irnperocchè done!Dbe dare men• tn 6000 reclu te; ma l'Austria e il Salisbongb:ese ne danno ·riieno cll'm:guii altra pro;yineia, è g.iust0 che Vene7,ia paghi per P-ss.e:t. .. Aggiungasi che un decimo circa de\ contingente veneto oé:Jv-r-à. essere formato dalla tassa supplernèntare, CiJ•ual è a poco piresso ·la-pròpo.r.zione dei giov.ani che si sottrassero alla leva austr.iaca. 1 ,co.nfifri milita:ri si.. trovano in tristissim a condiz.ion13 , ed una-- commissione presieduta dal generale Fhilippovitch lia ved,atto uB progetto di l'Ìordinamento da sanç:irsi dall'imperatore; con tutto ciò n0n si riuscirà a nulla. -;;-e f?8t}bilarJ;pio clell_a gucrrq, o.r or p,ub~licato per l'anno 1862tG Le_di Cj½hSJ?fS,e,f S.C~ndpno;a 10~,,4:'i9 ,30Q,~oriqi (I;,. it. 256,J &2A~0),
., (I) Vedi Rivista militw·e ililli<~n<i , anno VI, vol. lii. pag. 5~ .
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ST.ATIST!èA
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cioè: 1,768,400" fiorini più dello scor3o·anuo; l'eserpito austtiaco_ è,computato come segue rispetto. ai qnad ri, dell'uffi.zialità ._ - Casa de_ll'imperatore: ai atanti di ca-mp.o : 1 'fel::l-marèsciallo - 1 generai maggiore -, 1 colonnello _:_ 2 tenenti colonnelli - 5 maggiori - 2 capitani - 2 tenenti . .:__ Totale 14. lllinistaro cldla guerra: l feldzeogmejs_ter·r- 2 luogotenenti feld-marescialli•-- 4 gene mli maggiori - 9 r,olòrinelli - 5 tenenti colonnelli - 21 maggiori-,- 60 capitani -----' 14 tenenti 10 sottotenenti : - Totale .126 . . Stato maggiore: _2 luogotenenti feld.~mare;cia-lli :- 2 generali maggiori - 6 colonnelli-:- 10 teneuti.colo;melli-- ·13 maggiori - 58 capitani - 47' ten.enti . -:-•·· Totale 138. Comi tato d'a1·tiglieria : 1 generai maggi<ìre ~ - 2 colonnelli - 2 maggiori - 5 capitani -:- .3 .tenenti - .7 sottotenenti. Totale 20. Comitato del genio: 1 generai maggiore - 2 cblonnelli 1 maggiore - 2 capitani ,-_1. tenente_. - Totale 7. TrrnrPE. - Fante1·ia di .tù.iea. -:- 80 colonnelli - 80 tenenti col onnelli - 100 maggiori -,- _1440 wpitani - 1520 tenenti - 2880 sottoteueuti. - T_o tali ·61G0- ufpziali, Caccia.to:ri : 1O colonnelli - l O tenenti colonnelli - 21 maggiori - 2.24 eapitani - 225 tenenti - 488 sottotenenti. - To• tale 978. CevallM·ia : 41 CùÌOnuelli - 41-tenenti coloirnelli - 85 maggil!lri - 5Cl4: capi tani - 545 luògotenenti - 504 sot totenenti. ~ •Totale 1720 uffiziali. .. Art-igl,ieri-a cla campo : 12 co;onnelli• - 12 tenenti colo"nnelli ~ 24 maggiori - 168 capilani - 181 -tenenti - ,373 sottotèn:enti .• - 'Totale 7'70 uffiziali. •,• ; ,A1·Liglieria da costa: l colonneìlo - .l tenente colonnello -a. 2 •maggiori - 12 capitàni - 12 tenenti - 26 sotto'tenenti. Totale 55 11ffiziali. 1 ; Genio: 2 colÒntieJli - 3 maggiori - : 32 capitani - 34 · te nenti - 104 sottotenenti. ...,... Tctale 177•ùffi.ziali. Pioniei·i : 1 colon-nello - 1 tenente colonnello - 3 mago-i ori ,.. v O r: 30 ca_pitani - 4 8 tenenti - 54 so'.toténenti. - Totale 138 uffiziali. ln(e•i·mieri: 10 capitani - 20 tenenti - 10 sott<iteòentii•....'. Totale 40 uffiziali. I ,_ '',
RIEPILOGO.
Esercito atlil'O.
òt'.litari addetti a scn'iz io sedentario.
Uffiziali . • 1034:3 Truppà . ; 2391 18
Uffiziali . . 7034 Truppa . . 53376
______________ _ Totale 60410
__, ·Tota.le 249461 (1)
Totale ·gene-rale . . 3 09871 uomm 1. 33442 15286
_Cavalli di cavalleria Da tiro . .. . . . • Totale
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48728
SERBIA. ....,. Annarnento nazionale,. - L:t legge- sull'armamento nazionale votata dall'ultima sknptchina venne or ora postaJin vigore. . . Secondo questa legge, ·tutto cittadir:io val ido alle armi da 20 a · 60 anni fa parte dAlla milizia naziooàle, ed è tenuto a prov• vedersi a sue spese il vestiario , equipaggiamento ed armi. Gli uomini più giovani (dai 20 ai 30 a1111i), in numero di 50500 sono oraanizzati in truppe mobili così ripartite. 6z°l:Jatta"lioni di fanteria; - 26 squadroni di. cavalleria ; o - o batterie d'artiglieria ; - 1 battaglione pionieri. . Ogni c01mrne forma una compagnia; tutte le compagnie di un· mandamento forma no on battaglione; e ciasCllOO dei 17 di stretti forma on reggimento c_o' Lattaglioni- ri~petti vi . Lé esereitai ioui militari hanno luogo in ogni comune nei giorni festivi, ed anche al bisogno due volte per settimana ; ann ualmente sonovi quindici giorni destinati alle concentrazioni delle milizie mobilizzate pe1· le evoluzioni generali. · Indipendentemente di· questa milizia cittadina, -I~ Serbia ha nn ,piccolo eserci to permanente, il cui effettivo è stato fissato dall'atti-sc:eri·ffo fra · 1834 e 2500 uomini, ripartiti in 2 battagli~~i d1 fantft3ria, 1 squadrone di caval\eria ed una batteria di artiglieria. Gli uomini si reclutano per via di coscrizione; la durata del servizio è fissata a 4 anni. ( I) Veni Rivisla, militar~-itaiiq.1rn, anno VI, voi. 111, pog. 59.
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STATISTICA
Og ni distretto ba inoltre un corpo di gt•n darmrria, il quale si recluta fra soldati congedati. Questi sono pure incaricati dell'istruzione della guardia nazionale. Cosicchè le forze' militari della Serbia , ascendono . . . a: 2500 Trn ppe perman enti Guardia nazionale mobilizzata . 50500 157000 Guardia nazionale sedentaria e gendarmerià .
210000
T otale
OL ANDA. Esercito, - Dal bi)ancio della· g1,1erra ad0ttato per l'anno corrente in L. 12, 889,000, l'esercito olandese è computato nel moJo seguente: _ E SERCITO ATTIVO. Uffìziali: 173 u ffì.ziali gen erali - 831 <;li fanteria - 211 di cavalleria - 368 d 'artiglie ria - 104 del genio e del battaglione zappatori e minatori. - Totale 168'1 uffiziali . = T?-uppa : 4090 di fanteria - _845 di cavalleria 980 d'artiglieria - 130 za1ìpatori e minatori. - T otale 6045 truppa. = Volontari : 4368 fan1i - 1513 cavalieri - 1621 artiglieri - 291 zappatori . - Tota.le 'i793 volontari . - To-
ta.le genernle dell'.esercito attivo -
l 5525.
Vi si aggiungono:
Della milizia : 32597 fanti - 16'28 cavalieri g lieri - 346 zappatori . - Totale 40365. Cavalli da sella cl i trup pa 2480 Id .
da treno Totale
5794 arti•
848
3328 cavalli.
DANIMARCA . -- Armata. - Dall'annuario pubblicato dal luogotenente di Yàscello danese, sig nor T u~m'i, togliamo in torno a ll'annata i dati statistici scgu·en ti : N° 18 legni a vela: cioè: 3 vascelli - 6 fregate - 3 corvette - 2 ';)riks - 2 schooners - 1 cu tter. 7 id.~ a. elice : 1 vascello - 3 fregate - 3 corvette. 5
·id. a ruote.
N° 30 totale. Sono in costruzione una fregata e dm: ~cnòonet s a eìice.
73
..:... Il personale uffizial1 d'ella màri na danese consta di' l' viceammiraglio - 2 contr'ammìra5)i - 2G cà.pitani - 22 luogotenenti capitani - 85 luogoterlenti. •- Totale 136 Mfiziali. ITALIA. - Riordinamento deU'ar ma d'a1•tiglieria. - Con regio-decreto del 2 marzo scorso, l'arma d'artiglieria ,,enne rìordinata come segue: II personale d'artiglieria si compone di Un comitato, Uno ;;ta'.to maggiore, Nove reggimenti. Il comitato d 'a rtiglieria comprende U n presidente ed otto membri, luogotenenti generali , o maggiori generali, Sette uffizia li superiori , Tredici capi tani, · Tre uffi.ziali subalterni, Sette capi-officina borghesi d'artiglieria: , T re contabili del personale contabile S ei aiutanti contabili / per il materiale d'artiglieria. Otto seri vani Un volontario. Il r iparto degli uffiziali superiori ed inferiori e degli impiegati ael suddétto p ersonnle del comitato t1'a i diversi uffizi e direzione dipendenti dal presidéute dèl ruedésimo verrà fatto dal mioistrd della guerra_, a seconda delle esigenze del servizio. Gli urfizi e la di reziooe d'artiglieria, dipendenti dal presidente del com itato' sono : L'uffizio di presidenza, L'uffizio archivi , L' uffizio di còntabilità, La direzione del laboratorio di precisione. Lo stato maggiore d'artiglieria, comprende: Sei maggiori generali , Cinquantacinque'uffMali superiori , Centotrè capitani , . ... Ventotto u ffiziali subalterni, Cinq uantadue capi-officina borghesi,
\
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R~SH
STATISTICA
!
Cinquantasette controllori d'armi, . Sessantatrè de1 per;;ona ' 1e con , · .·contabili, .. . .. Centoci-nquantotto amtanh contabili . ta )J. .e per 11 ma te-· •. ,. . • . 11 1 . Novantauue scrivani, . · l d' ar1g t" 1 · 1iae 1er1a. Q.uarantanoYe volontan, • Col .personale ,dello stato maggiore d'artiglieria si dere prov:vedere al serviz:io di Sei comandi d'artiglieria di dipartimento, Quattordici direzioni territo:iali d'artiglieria, Sedici direzioni di stabilimrnti per la fabbricazione del materiale da guerra, Trcmtuno com·andi locali d'aitiglieria . · I sei maggiori generali dello stato maggioie d'artiglier:a saranno preposti al c,nmando dèl l'artiglieria nei sei dipartimenti militàri del regno. Il riparto del restante personale dello stato ma~gi0re d'artiglieria, · 1ra i diversi comandi o direzioni di cui all'articolo 6°, Vt, rrà fatto dal ministro della guerra a seconda delle esigen~e del servizio. Di ciascuna direzione, sia,territoriale che ùi :Labilimento d'ar• tiglieria è direttore un uffizialo superiore, e vice-direttore quell'altr'uf6zia!e superiore o capitano destinato alla direzione stessa che segue immediatamente in anzian,ità il direttor~. ' I. comandanti d'ar,tiglieria di dipartipiento ed i direttori territoriali d'artiglieria esercitera,nno le proprie attribuzioni in quelle circoscrizioni di· territ0ri_o, per ciascun comando e per ciascuna direzione territori al e da determi_narsi da 1 ministro della gu~rra .,_ a seconda delle esigenze del servizio. Gli stabilimenti d'artigl ieria, sono: l'arsenale di cost·nizione in Firenze; l'arsenale di costrttzione in_Napoli; l'arsenale di costruzione in 1'or,i no; la fabbr·ico, d' a.rmi in B1·escia; la fabbrica cl'armi in Torre Annunz1:at,i; la fabbrica.d'a1·mi in fo. rino ; -la fonde1·ia 'im Napol-i,; la fonderia in Parma; la fonderia in To1·ino; il laboratorio pirotecni co iri Torino-; le officine de•i pontieri in Pavia; .il polverificio in Fossano; la raffineria nitri in Genova; ki stabilimento meec.anico in Genova; lo sta• bihmento meccanioo in P·ietra,rn e lo stcfbilimci1to metallurgico in Mongiana. .,
ta direzione però delle officine dei_pont-ieri, è affidata ad nffiziali del 9° reggimento , e lo sta.lo nrnggii,re non somministrerà alle. mede-si r;rie che l'occorrente personale .conta bile. , .Li trentuno comandi locali d'artiglieria, Sùno stal5ilifr nelle piazze di ilquila, Alglwro, Augi;sta ; Brescia, Brindisi, Baìa , Bard, Ba1·leita, Casa le, l!astellamare, Cataiiia, Cotrone, Exi-lles, Fenesl1·elle, Gaeta, L-ivonw, !tlilazzo, Orbetello, Piombino, Palermo, P-izzighettone, Pesca1'a, l'ortofenaio, Reggio (Ca:.. labria), Rocca d' Anfo, Si racusa, Savona , Sci tla., Taranto, Ve,r1tjnJigl{a, Vinadio. Essi son(> dipendenti dalle ·direzioni teuitoriali nella di cui ~i ceqsc~izione trqvaosi coo;ipresi. I nove reggimenti d'artiglieria sono: Uno di operai, Tre di piazza, Quattro di campagna, Uno di pontie1··i. Es~i sono denominati e numerali secondo la serie naturale dei numeri, incomìnciando da l N. l oel modo seguente: l Regg11:nento d'Artiglieria (operai) 2° id. id. · (ria piazza) 3° id. jd. i(l". 4° id. · id. id. 5° •id. id. (da campagnn) 6° , id. id. id. 7° id . id. id . 8° id. . id. id. 9° id. id . · (pontieri). · ,Il l O ~eggirnento si cc,mponti di• Uno stato maggiore, Nove compagnie operai, di cui quattro di maestranza, q11att.r0. art.ificieri, ed una di armaiuoh, Due compagnie di deposito, Tre compagnie di veterani. La c9mp9siz:one ,di·queste diverse suddivisioni è indi~ata dall'annesso specchio,N. L , ,_ çi~scun reggimeIJtò da piazza (20, 3°, 4°) comprende: U_no s1a~o maggiore·, O
r
'io
7fr
g T.A-TISTICA
RlV<!S:T-A''
e) le brigate sono distinte con un numero progre: sivo incomincianèlo aàl N. J. . , . . · _ ,
Diciotto compagnietatti;vé), Due ,com pa;gnie di deposito. La composizione di queste di-v3rse suddivisioni è indÌèala dall'ànpesso specchio N. II. ·i Il 5° .reggimento <l'artiglieria (da campagna) cbmprende: . ·Uoo stato maggior.e~ · 'tre batterie a càvallo, Qui·ndici batterie di battaglia, Due batter.ie di deposito. La composizione di queste diverse sudd-ivisioni è ,irÌdica>ta daJl l;'ann:esso· spec...-:hio N, III. · Ciascuno dei reggimenti 6°, 7°; 8°;.d'arli'glieria (da campagna) 1 com prende : Uno stat0 maggiore, Diciotto ba lterie di ba ttagli2, Due batterie di deposito . La composizior,e di queste diverse suddivisi'oO'Hl"inillcata <lail'annesso specchio N. IV. · · Il go reggimento ci:n:Òpllende : '' U no sta.to maggio:re, Nove co_m pag nie attive, Una. compagnia di deposito. La composizione di qneste diverse, suddivision'i è indicata dall'annesso specchio N. V. ·· ' Le compag nie operai del 1° reggimènto, le com'pagnie àttive dei reggimenti 2°, 3°, 49 e go, e le batterie di ba:Uaglia dei, reggimenti 5°, 6°, 7° e 8°, sono denominate e numera'te secondo la serie natura le dei nu nreri, il'lpcminciando dal N. 1. · Le compagnie veterani , le batteri•e a cavallo; e 'Ìe compagnie o batteri.e deposito sono denominate e numerate-: 1a,. 2"- e 3a, ~ompagu:ia veteiiani ,. Ja, 2"- e 3", batteria a tavallo, · ia e compagnia (o batteria} dep@sito. In ogni reggimento d'artiglieria; a~ la riunione di due o più c0mpagpie ( o battei{e1 sotte il ca.m ando di un m agg1ore costituisce una. br.igata; b) il. riparto dell,e ço.mpagùie (o qattertie.) in b.ri&ate è variabile e sarà ad ogni occorrenza stabilito dal B!iJiistro de'lla·g-uerra;
za,
SPECCHIO N. I. - .UEGGIMENTO OPERAI (1•). •
I
•Sulì)ledc di guerra.
Stato maggiore - \ superiori ' .uffizi:Ìli I .!nferiori ~ coni pagnic rri'acstranza . : "ij id. artifiziéri . . . armaiuoli . 'f id. deposito . . id. 2 ·veterani 3 icl.
Truppa 35 5'56 508
Trnppa
I;
I;
35 81'2 768 103
8 6
410 •606 .
10 16 16
558 384
606
2157
2734
• · ·61;
Totnle
Sul 1>iede di pace.·
• Le compagnie-~i dep,osìto ,hanno . in ;forza 90 . cavt\lli .c osì di$trìli_uiti: ,20 presso'>le direzioni terr~toriali d i Nspplj e Tor1110; ,32· per-:1[uella ,d1 .Gemova e -18 per quella di Caglial'i. • · • . .. . ; , li tcn~nti:i •colonnello fa j n, ogni reggimento ile .fu1rn10i;u d1 rclatotc d el ,consiglio ; d' amministrazione,
SPECCHIO N. Il. -
·
REGGIM~l\'TO 'D'A' l'IAZZA (2°; 3° e
•1(Quatlt o:-'di 1u11 wc.g!Jimentb).
'
· Sul piede di gncrra.
(;
t I
,Stato, m;ggiore - ,I s'!pcriÒri ' t ffizial i : .• ,''I inferiori 18 compagnie attive uffh:iali 2 - -id. èli de posito (
7
' 15 72
n.
Snl 1>icde di 1,ace.
Truppa 4-3
8
. 3024 2Ò6
totale , •. 102
' 3273
Truppà
,,3 J602
·,
1753
SPECCUid N. 111. - · 5° REGGIMENTO (DACAMl'AG_NA).
,.
Sul ' lllCde di gue,.;·a.
rnaggiore - .1, supe!io~i
ilsì,;/td1
'onÒifizlali . . . . ·l •infenon --3 "batterie a ca"'Vailo . . . . . ' ef'i-,-' 'id. "(\i battaglia . . . , i id. di deposito . .
,.
Snl piede di pace.
. s _ •Truppa ùhlaHi ·•TruJJpa ' Cavalli 18 ·39 ·H 12 600 5 10 60 - . 2625 ~ 17-70 8 150 60
~
-
:;s9 312-:1530 _!.,
121,
-
- - ).,K
i ·oto lc. . .· ,, 1106
2Q65--
·'
H 360 750
40
78
tiv; ordinamento , ri fo rmando i reggimeuti su 4 blltaglioni òi 4 compagni'l caduna, ed 1 battaglione di deposito cli 2 compagnie. Come le dichiar.i la relaz,ione che motiYò il _rlecr~to.' non fu la ragione tattica che m0sse il ministro a cosi. ncoslltmre la
6°, 7° e 8° REGGHIENTl. (DACAMPAGNA). ,
SPECCHIO N. IV. -
(Qua,fro di w, 1'eggimento). Sn l piede di .guerra.
Stato magg'iorc - \ superiori uffiziali . .• . 1 inferiori 18 batte rie di bll ttagl in . 2 id. ùi ùcposilo . . •
4 -
Tot.aie .
. 106
SPECCJIIO N. V. -
Sul 1•ledc di pace,
Truppa Can1l li Truppa Cavalli 39 1'i 39 . 14 3150 - 2124 1836 ~-~ 900 150 60 · 124 ' _ ,1,,:, 40
S 18 72 -
3339 .
2198
1 compt1g11ia di \ deposito . .
l
1!199 .
9° IlEGGIME.NTO (PONTl~RI). Sul piede di guerra.
. Stato n~a~giorc - l ~upc~·io'.·i u ffiz-rn1t . • . . / rn fcrto r1 9 compt1gnjc attive . . . . .
.
Sez. pers on. id. officine id. piroscafi
36 -
5 n 11
Sul piede di pace .
fanter ia, ma ragioni di. presPnte convenienza. La forza e la composizi0ne sul piede di guerra di ciascnno dei ·68 attuali reggi menti venne stabilito come segue : · Truppa Stato maggiure ·super-iori 5 82 • Ba t ta~lioni uffizi ali .. . . , . . infer1ori 12 3 11l\' J. 2752 ) 16 compagnie attive . . . .. . 61 Stat0 magµ;iore - . ~ su periori 1 47 aauaglionc uffiziali . . . . l inferiori 1O deposito. 86 ) 2 compagnie . 8
l
1890 - •
46 -
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25
41, ,_
-
-
Totale . . . 59
2100
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40
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1,0 ~
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11170
RIEPILOGO DELL'EFFETTIVO 'IOR~L\LE DELL' AR~I.-\.
-
2967 ,
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Totale effettivo uonii·ni 306'i
1296 - ••
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40
100
Totale
Truppa Cavalli Truppa Caval li 25 , ,, 25 -
5 13 -
'79
STATI 31 ICA
RIV ISTA
11 luogotenente colonnello continua ad .a vere il comando di l battaglione. Ai furi eri venne tol to i l fuoi le e :saranno armati Ji sciabola lunga, come per.lo passato. • 1
-
Ftts·iorie degli u ffì ziali dei volontari. - Con regio decreto
. del 27 marzo, gli uffoiali de' volontàri italiani ·venòero iheorSul piede di gue1·ra.
Sul piede di pace.
Uftìziali Truppa c ~;all i ,1;rnpp~''."f avalli Comitato . . . • . . . . . Staio m~ggi•>rc . . . . . . Heggimento operai . . • . .
57 663 -
3 reggimenti da piazza . . .· 4 id . di!, c~mpagna .
306 -
1
id .
pontieri . . . .
64 _:
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J)
n _
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2734 -
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9819 2 100 -
'l'ot.ale . . . 1573
,i,o 9078
28084
-
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2 151 -
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424-:- 1343i '_ 8948 59 -
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.., ....:..: :.J ~i n
8062 -
3966
1470
40
16948
. 4096
Per cui: 1.'Arma ha sul ·picd.c ,di guerra ·uomini '29607 1 •c,av[llli,:9~}8 Sul piedè di pace . . . . . . . . . . ,; tq9'•1 l' ;'1) 4096
-
,Differenza . . ,. .. ., . ... • .. , . . . . ) •
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- ]1,iord·1.namento dclt'a.r. mu di fanteria . ...:... Con reo-io deo eroto del 23 ma:rz1, la farjt,ma di. li1+e1\ veonB ritornat:1. al priwi -
porati nell'esercito regolare coi iispeuivi giadi e coll'an~ianità. del grado a far tempo dalla da,a del decreto stesso. Gli uffiziali delle armi speciali, e gli impiegàti ammi nistrativi doVl'anno constatare la loro speciale attitudi ne· previi esami. Per tale fosion.e l'esercito accresce la stia uffiz.ialità · di più di 2000 individui (1). . ,,.· In segoito a ciò il. ministero si è 1 impegnato ad acc~escere l'esercito di 4 nuove· divisioni d esercito, il che ragionalmente dovrebbi:l i~portare il relativo aurnerito nei quadri di 'tutte 11:: armi. Per tale au mento l'eserdto itaiia1no sarebbe.. portato' 'a ·7 c~rpi d'esercito ciascuno cli 3 divisioni; ognuna · dellé 2'1 di visioni di 16 battaglioni' dii fanteria' di liuE:a,, 2 'di bersaglieri, 4 squadron1 di ·cavalleria, i 3 battaglioni d' a1'tiglieria . Cosicc:1è per luglio_prossimo dovremo a vere, (1) Vedi Rivista militare italiana., anno VI , vol: II!, pag.
n~.
.80
RlVlST,A i
DESIGNAZIONE DELLR TRUP!)E
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UOMINI
(;A VAL/:,i'
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Fan teria di linea 84 reggimc11ti di linea , Bersaglieri 42 hallaglioni ' j · Cavalleria 21 reggi men li
Artiglieria ,·
Genio , Guide
" "freno
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Co'rpo d'ammiaistrazionc .Carabinieri H legioni
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da campagna
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Stati •maggiori ccl dltri corpi diversi cd istituti militari , , , , , . .· , .
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381758 ,
d) Propone la nomina degli esaminatori pegli esami di amrnessione agli istituti superiori e di uscita dai medesimi, _propone ogn'anno le liste delle commissiuni clie dovranno procedere a tali esami, determina la ripartizione degli esam-1 stessi; , , e) Deleo-a alcuno dei suoi membri a dirigere tali esami; f) Esa1~ina le liste di promozione degli aspiranti e df'gli allievi, e -formula il proprio avviso ; • . g) Esamina le .. proposte per la nomina rlegli insegnanti. li .pres1den_te eù i membri del · consiglio · potranno altresi ,venire delegati all'ispezione degli istituti militari, •
11340
6763, J
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81
SLlTISTICA
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. '.- . lstftut;i ·militari. - Con regio decn~to 16 ~uarzo, venne •1st1tu1tch un Consiglio s·up.er.forg' per /g,l·i .:islifuti ,d'isl'l'u,,,,ioiie ,e rcli, eç,1,1,cazione mili ta11i, compooto di , .1 Uf.Jfoiale gi:rner()..le, presidente 7 iUf6i:;iali i ~i:lneral,i __o ,mperiori . / 1. D0ttore po.l~rnto m J:na;temat1che , fyiem.bri 1 • · .in lettere ,\ l Capitano o maggiore, segreta1·io . . · 4. se?u!to, cl'inc~ri.co 1che ne ricev.a dal ministet'o :deUa,g~ili'rra, ;ili cons,1gho, -superiore, p!3r gli isti tu.ti militari: n .· , ,·, . ,a) /~Sftmina i . re_ go~an:i,en.ti ed i 1pi.'dgrttmmi I degli ,stu\11-i;>e 1 1rkp:ut1z1_one loro, 1 h bn d1 l,esto, e ne propone al •rn,ijo,i,:i.liro ,.a . , . , . . 1 l:approva~1o;qf; · b,) ~r9,pQ..n e quei ,mjgliora1nf:)nti,. 0rfe ,.ra,1wisa oppQr,ti.irti p,ei .meto,l1, d 1$lr,t~.z1oqe e :d1,(l i_scipli):là: s,eghliti n.egli 1istirntita1 ili.tai:i. ; . e) _Esam\n~ le cprop,oste d,ei•- ~wmandanti e Mi çonsio-Ji (3,'r,truz10M e di discipliua ~egli isti tL1ti anzideui · O . ' ,\.nno VI. Vol. l\'. -
6.
RI-VISTA BIBLlOGRAFlCA
.
'
IUVISTA BIBLIOGltAFICA
' r
_Speclalcur mililairc - ·129° Hnaisou - 15 mars,{862. Aperçu hislO?'ique sur les fortificatio».3 !.e, ingénieurs etc par le colonel AuGOYAT. - La parte più saliente di questo 25° articolo dell'egrngio colonnello del g enio francese è quella che ricor<la lo- sri1tgura~o attacco d_i Gibilterra nel 1782 da parte degli Spagnuoli e Frances( contro gli Inglesi i quali nel 1704 se ne·Erano im possessati con un soprassalto che vogliamo ricordare. Dopo la terrÌbile giornata di Hcechstaidt, cosl fatale a lle armi di Francia, mentre per acoertara la rapida marcia èlel trionfante Marl borough verso le frontiere francesi, i generali di Lµigi XIV tentavano di raccogliere gli avanzi dell'esercito distrutto nell'Allemagn·a, non a più prospera fortuna volgevano le armi di Filippo V, contro gli Inglesi ed i Portoghe~i alleati. Il_ principe di _!,-ssia-Darmstadt cui non era riuscita la sorpres::i, d1 Barcellona, a vea fotto vela coll'ammiraglio inglese R ook v1Jrso Gibilterra, onde cercare all'imbocco dell'Oceano una più f;cile • preda. Un tentativo contro questo forte sembrava una foll ia: dal lato di terra, rupi inaccessibili s'1Jniscono e quasi s'allacciano per fo,rmare come nn recinto d'insuperabili ostacoli. Al basso della ,fortezza non v i ha porto, ma nna semplice ed ang usta cala
83
poco profonda, irta di scogli, e.l in cui le burrasche marine si uniscono a' venti che s'infiltrano attraverso alle rocc-ie per allontanare le navi da questa spiaggia inospi tale ; ove d'altronde vi sarebbero fulminate dalle batterie della fortezza, o da quelle di un formidabile molo stabilito a fior d'acqua. P er la qual ~osagli Sp1J.gnuoli mai avéano tenuto a Gibilterra che debolissimo presidio, i l quale allora ascendeva a 100 uomini, i quali, -tanto ripm,avaoo sicur i della forza naturale della posizione riputata imrreudÌbile, cbe la perde.t ino senza. n"ppur aver preso . le armi. _La squadra sparò 15000 colpi di can'none contrn la piazza, mentre i cannonieri del presiqio ( narra la cronaca ) appogg iati sui loro pezzi, sorridevano disdegnosa~ mente alle numerose bordat1J del nemico. Frattanto il principe d'Assia, sbarcato con 500 uomini nell'istmo ·dietro la città, tentava scalare una rupe per quella parte .. : .. . il fuoco della. squaqra era- cessato, quando pochi marinai montati •su .barche, che simulando d i pescare si erano approssimati al molo, salta~o tutto di un tratto a terra, prendono le sentinelle, s'impa~ droniscono di quelle batterie e ne rivolgono alcuni pezzi contro la- città. Gli Spagnuoli sorpresi di s1 ardito ed inaspettato colpe) .di mano, esitano un momento nello accorrere a rincalzo, .e questo momento è il decisivo. Duecento marinai si slanciano nella piazza, s'impadroniscono degli aditi che mettono nei forti, ed a prono le p:Hte al principe d'Assia il quale -m~ntre il . cannQne della squadra a ttraevasi tutta l'atten zione del difensore, era sboccato con -500 uomini s ull'istmo dietro la città da dove tentava la scalata di quel~a scogliera . Venti giorni dopo il conte di Tolosa (bastardo di Luigi XIV coll~ Mootespan) presentavasi. allingresso dl,l10 stretto cpn 50 vascelli e 2~ gaJee per r iprendere Gibilterra, ma veni vane rincacciato dalla squadra britannica, che padroneggiava fortemente il passo e le acque dello stretto. Non ebbero miglior sorte. gli assedii tentati nel l 7Q5, nel 1727 e nel 1782; il primo costò il suo piccolo eseruito al mare• sciallo di Tessè, mandato ad assedi}lfe la piazza dalla parte di terra, e -la sua squadra all'ammiraglio de' Pc,intis, il quale dovea appoggi11,re l'assedio stesso con 13 legni che tutti g~i furono d<!-~li Jqglesi tolti . 11\l'~boria~~Ì•'J; i!;!çendiati ò mandati
84
'I\ I VJS'f A
BlàLIOGR,\FlCA
~~~raugen;i c.c,utro gli :.èogli, talmente che lo stesso àt~miragtio· a mala pena pot.'i eanìp~ re a cole~to genC>rale disasiro su· di una scialuppa. ,~el _1727~q~~ndo l'Iogbilte'.ra mostra,ndosi ·gelosa della protez1?ne còe l 1 d1ppo V largbegg1ava a!Ja Compagnia d'Osten'da, apriva 1~ guerra colla Spagna, il ge• Prale spagnoio Torres foc~. aprire la trincea dinanzi la rupe di Gi.bilti·ùa. Ma la pi~zza for_n_i~a già_ di lutto puntJ per sosteni>re un lungo assèdio p~r nulla s1 commosse a coteste prossime offese, ed anzi iu pre~ehza stessa d'e 61i assedianti, ricevette un rinr:alzo di 3· r'ecrgimenti sbarcativi dall'am_miraglio "fì${ayr, il che trasmutò !'a:. sedi_? .i_n luo?o bloc_c~ t~rrestre'. ohe mise fine il trattato 'di pàce conch1uso m Pang1 11 31 _d1 quel maggio. · ; I _pr~11adenti assedi aveano fatto riconoscere la preferenza che dove~Sl dàre ad· tln alLacco dalla parte di mc1re appoggiato 'da un atta<;co pei: teir.a , e tal~ fu in base il progetto che il ~uogci_te~e~te .cp:onnello ?el gw10 francese d'Arç?n, presentava alf:i. sanzione delle Corti nlleat~ di Francia e Spagna per l'assedio ~el l '.78~,. d,~l quale narra dettagliameote il colooneVo Auguyat rn quesi al't1co~o. · · . ' :. I l dn~a d'. Crillon nominato cap_i1aoo generale di Spagna con · un ~~erc1to d1 27,000 Spagnoli e '4000 Francesi ebbe il supremo comanJo di cotesto a:;sedio, i cui làvori furono affidati -al d'Arç?n. 'p'ro_g etto _d~ questi t~ndeva ad aprire una 1Ia1·ga f'bhiccia nei forti rnarrn1 contigui al Yeccbio molo servmdosi . di batterie g~lleggianti insommcrsibili ed incom'bustibili portanti a bordo, le une 10 e le altre 20 cannoni' da 24. Il lato sinistro _era munito, all'altezza del galleggiamento, di un rivestimento _di t~v?lon i itnp~netra~ili a' proietti, e da due bordag_gi 'tra i quah mfiltravas1 contmuamente acqua per· estin"uere il fuoco 0 rle!le :·pal1e jnceod(arie, nel caso in cui fin là 'poneirassero. P;1mo bor<lagg10 doveva eS5ere accurataniente calafatato p erchè, cotest'acqu a ..non penetrasse nel bastimento a . sommer~ 1 . gerlo. Due pe_zzi erano protetti da un Mppio blindaggio tn{ IInato, . alla cui ..som~it~ èra un, canaletto in cui le pomp,e .~andavano una_ certa quantità ., d'acqua de_stinata a s paridersi lU tutto le parli del ·suddetto rivestimento ed a preservarlo
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cqsì dall'incendio. Ma allorq uandJ, dopo la r.ostrur.ione di ,co~este. 9att~rie galleggianti si vennero a provar.a gli effetti del su.lde~t~
ca11a.letto, si riconobbe che i calafataggi erano stati malfatti;, perciò l'acqua. penetrarn nel ro·rpo della naYe; per In; qual cosa, n,el timore di avaria alle polveri, i comandanti r.li31le navi, non si giovarono di cotesto ingegM$~ mµdo di evit~~ l'-i~cendio, e fu loro principal malanno. Quattordiei giorni erano bastati a\ d'Arçoo (dal 16al 30 agosto) pei lavori d'assedio dalla parte di terra, s ia bilendoY1 in batteria 1,8 6 · pe,zzi, ma un 1·itardo nella costrnzioue delle bc1tterie galleg: giunti mandò l' allacco combinato per l\:ria e per mare al 13 di settembre. Alle 8 del rnau in,", dopo che le batter ie di terra eb.bero aperto il fuoco, le 1O batt,e l'ie ga ll,·ggianti, pc/i'_' ta.nti 152 cannoni, si posero in mo,·imentn ; a 1O ·ore, lè · du~ 9he er11 no in testa, la 1'alla-P1edra, di 23 canncmi, mo~tata · gal principe di Nassau, con cui era d' Arc_ym, e la Pasto1·a m,9 ntata dal comandante la squadra spagnola :Moreno, eran9 ancorcit.ea 600 metri di distanza dalla pi!:lzrn, l'unadionanzi J I ·f;·a~ stione Montacuto, l'altra dinanzi al bastione Reale; d1;e alti~ bàtteì'ie galleggianti si erauo uucorate a n he più a mezzogiorno e ad una distanza alquanto maggiore dalla piazza; una giunta .eri ind-i~tro n~ll'intervallo ddle due l'rime; finalmente stamno sulla sinistra le ciuque altre, a. 1000 mf::t1·i o 1200 metri di" distanza dai fronti contigui al Yco:,chio molo. Io cotal situa~ zjone la ,I'a.~ton1., e la Talla -Picdra dovettero s0~teoere ;1n combattimento a,ffatto ineguale, ebbero in brevissimo · teh1pÒ 50 o 60 uomini nwr1i o [eri ti rlai col pi ne' sa bordi. Cionullameno dopo 4 , re di combattimento, In .mura tlella piazza aveano sensibilmente sofferto, verso il mezzogiorno il nemico ~"ea pllentato il suo fuoco, pa rrecchie palle ;~~·enti erano state spente a bordo dPlla Talla-Piedra colle cure di un capitanb di;il gemo in ritiro, il quale avC'a seguito voloutariameote il d'Arçon, ed alle Ire E·SSO sosteneva ancora il suo fuoco, qu'nnd)o una palla roYente da 42, penatrando più ,run metro ·m•i borc!aggi, ,c;1gitinò una fum ata che allarmò l'equipaggio; aopo inutili tenlativi per estinguerlo, alle cinque, il prind pe di ~a,s:-,~u fycie basnare le pol~ eri . L'attacco dalla parte di t;rfA. •9,E'JSÒ il suo fµo ~o ~Ila Sl8ssa ~ 1'~ - - Tutto ~ra - fi nito; ,si_eb11p ~ .. che
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à!lora il pi~ ciesvb ate spettar:olo. La Pastora essendo stafà non Ineao maltrattata, Moreno era 'and_ato a prendere gli ordini dal duca di Criìlon, il quale lo avea 'condotto appo l'àmmirag~io ~ord~~a, o~-e erasi decisv di e\acuare le batterie galleg• giant_1 e·. d1 ~bbandonarle~ Si durò fatica a ~alvarne gli equipaggi sotto 1l fuoco del nemico. Il generale Elliot, governatore di Gibilterra, in-viava egli stesso alcune scialuppe; le cfuali r~ccoisero 5 ~ffiziali e 337 soldati spagì10I i. Cinque batterie galeg· giant1 scopp1arouo ed abbrnciaronr). Quattro tenevano ancora i Ì mare alle 6 antimeridiane del 14. D'Arçon non avea lasciato la T~lla-Piedra che a!la mezza ora dopo la mezzanotte. L'equipaggio ebbe 2 uffiziali uccisi, 3 feriti, 31 uomini uccisi od annegati, 50 gravemeute feriti, e 11 fatti prigionieri, in tutto sui _400 che lo componeva:io, tutti f1ancesi. Dopo questa triste g10rnata, l'assedio si convertì in blocco con bombardamento. l.'..a piazza era ridotta agli estremi, quando il 18 ottobre l'ammiraglio Howe la rifornì di vettovaglie, e sol pose fi ile al blocco. la pace conchiusa il 21 gennaio 1783. ,· Il d'A rçon tor• ato ·a Parigi pubblicò una mem~ria intorno alle cause ,cui attribuire l'avuto rovéscio, ma però non bastò il s_u o. scritto a giustificare 11 Crillon della inqualificabile len• tez~a 1nip1egata nel suo comando, e la quale fu l,l principal c11g10ne del toccato disastro. Ci ricorda in proposito un epigramma poco cantatevole per gli uffiziali spagnuoli, che la cronaca attribuisce al conte d'Artois, il quale ebbe parte al narrato asseJio. • Savez-vous, madame (diceva egli alla regina di Francia dopo i) suo ritorno a Versailles), quelle batterie a fait
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le plu.s de mal pendant le bomba1·dement de G{braltar - .. Eh! bi'.en ! c'est ma b.atterie de cwi:sinel Ces bons officiers espagnols, pe·u habitués à la bonne chè·re, s'en donnaient à ~c.eur 'jofo à ma table, et se r endaient malades. En ,sorte ' que a defa.ut de blessures dans celte campagr1.e, ils pour?·ont au . nwi-ns compter des indigest-ions sur leurs étals de service. , Notice geographique' et statistique sur le Mexique en'général et sur les provinces central~s en partiettlier. - li sign~r Leon Deluzy raccoglie in quest'articolo dati statistici e geogrà•
'1,ci interessantissi.mi sul Messico e su quelfa parte di esso che
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pi-,\ probabilmente può essere teatro delle nperazioni m ilitar i delle trupp~ d'.Eqropa da tre n azion i spedi tevi . O.a queste notizi e rileviamo s;he oggi giorno la P'!pola2ione mess1c:ana -ascende i 8283088 abitanti dei- quali 4500000 i ndia ni, 1000000 bianch i, 6000 n egri, 2490000 meticci ed altre razze miste . L e forze militari del Messico constano cli tre elerneuti distinti a foggia di alcuni stati europei: esercito prrma nente, milizìa a ttiva; e guardia nazionale. . L'esercito , perman ente è composto : di 12 battag lion i di fanteria," d-i l_inea 1223 uomini ciascuno; cli 11 compag nie di fante1·ia leggera , ciascuna cli 102 u om ini; di 12 regg\ruenfr di cavalleria di linea, ciascuno di 81 5 uomini ; d, 2 squadroni di cavalleggieri di 500 uo mini ciascuno; d i ·35 compagn ie di cavallerie; legge~a d1 confine di 3420 in tutto; di3 brigated'a1·tiglieria a pied i una montata, 3 CQm pagn ie separate, in tutto1 1767 uomini di · 239 uomini del gwp.io; -di 40 generali; e pperò eom?lessivamen te salgon o le forze permanenti a 32044 110,m i ni. - L a m ilizia attiva si compone di 20 battaglioni di fa nte ria. all'interno 24240 uomini ; 13 batta glioni di fa nt(;) r,ia sulle coste, 6600 uomini ; 15 compag ni e di fan teria snll"' fron tiere se tten tr:onali, 1500 uomini; 7 squadro ni e 5 compagnie di cavaller ia, 2675 uomini ; 12 com pagnie di artiglieria l 152 uomini. Totale 361 67 uom ini . · La g uarJ ia nazioaa,le n on ha un effettivo determinato. - A questo arti~olo va an nesso un a carta geografica del Messico alla scala di
~ di rii tida incisione, com pilata _dal geo200 000 graJo Desl:iuissson s ull'atla nÌe d i Garcia y Cubas; Humboldt. ~
Essai sur la cavale1·ìe_. - Il luflg,>tenente signor Derigny prosegue i suoi studi assai in leressan1i sulla cavalleria,occupan dosi in q uesto suo· 4° a rticolo dell'addestramento dei cavalli, nel q uàle egli si mostra esperto scudiero, e per ragioni si dichiara in favore del metodo Bauche1'. , '
· L'istruzione degli uffezìal( e sott'u,(7ìziali non è portata, a ,. ;suo avviso, a, quel grado ch e si richiede n, en:re non do_vrebbe soltanto utilizzai-e gli elementi m aterial i; l imita rsi ei0è • alla
equita?.ioue tm1ccanica, ma all'eq\1itaziorie r~zionale, ed al,la sèienza dell'arte miii tare per qu.anto . spezialme.nte h<,L .tratto a11'arma . Di questo ·difetto ~g1i fa colpa alla scuiJ]a di ca:valleria, l~ quale non dovreb68si soltanto l~mitare a dare ai reggimenti buoni scudieri, nfa bens'1 anche uffo;iali istrutlf. E dobbiamo dirlo, cotesto non è un dif~tto eh~ si )a.menti per la sola seuola di Saumui-, 1;na le scuole di cavalleria _d'ogni paese; ~) già. altra volta ebbi mo occasio_n e di toccare ,cot"~sla corda, çiuanJo ci siam wovati a dimostrare q\l_anto fo~e. illogica eù esiz1alB l'opinione di coloro (ed ,è pur trorpo tu-ttodì l'opinione <li mo'. il 1 ) che nou basta all'uffiziale di cavalleria il sap!:li; caricare e sc_;abolare, ma gli è pur pecessario sap_eir.li• iq,teU~~ gentcmente rnlere de 6 li elementi d'aziòrrn dell'arma sua, epperò -gJi è necessari.o lo studio, e la sciel).za deJl'arte ,della guerra. -:-:Un disti~to uffiziaJe mi diceva, non. è guari • voglio J'uffiziale - di fante~ia versatissimo nelle militari .dottrine; mi basta che ·l'~f6ziale di cavalleria sappia montare a ,·c~va:llo e . me_na_re 111i,.ciabola. • Questo è il parallog'smo rnad0rnale che combatte i_l- signor D.:riguy e con logichissime ragioni, e prima . di lui çombatterono tutti coloro che sanamente scrissero sull'arte ,della· guerra. - Pass.a quindi l'au-tore a discutere, sul mcritq dell'avanzamento, e v_o rrebbe che la scella aves~.e nelle promozioni il sopravvento numerico sull'anzianità.
Notion,s élélri:mla.ires et pr_c.tiques, d'.hyg·i,ène militaire.-,1..'egregio culonnello Ch, . . M!)rtin s tabilisce .un razionale coù'frooto fra lè dottrine igieniche che si c-0~1teog_ouo nell''.a11tè'o, libretto cj!e uu gi-ovane, 0/edico milita re frrncese il dott. Thomas pocostante pubblicava sot1o•il titolo J\'otions d'hygiène mil-itaire ed il recente rap'pOPto della commissione sanitaria -per l'e~ercito inglese. 11 libro del dottore Thomas è dedica'to agli · 1.)ffiz·iaili <l'éll)sercito e racchiude tutti quei :precetti d'igiene che ,da ,;c~_ascùn .di loro dovrebbqosi conoscere onde saper con~erv_are i loro solclati, ciò che, come bE:n dice g-iust,puent~ il colonnel)o M~:r· tio, è altrettanto necessarfo sappia l'uffiziale, siccome deve saperli cpndurr~ al fuoco. 11 ,signor Mt rtìn ~ichiara che nrn.)g-ta.do 1I sùo ristretto quadro, l'opuscolo d&l dottore '.l:homas è una delle. , pubblicazioni militari le . più pregievoli dello scorso anno,-c~t;iJ~ -
gfoclizio costitniscc sicuramen'té un ·bell'elogìo pell'a:ufore' d,i dPtto opustolo. - -Non troverem noi un docleur··'Thomas pel' l'gsercito italiano'/..... · Seguond: u·n resoconto sull'opera ben conosciuta, pu'bblicata dai" sig.nor Du Casse: il1émoires èt corresponaarice politique et militaire ·èltl prince Eiigìme; a:cunè notizie sul n'tt0V0 sistema i1'i 'riserva pdsto in... vi_goì·e in Francia nel febbraio dello scorso. 'ìmno (vedi Rivisla) dalle quali il signor F. De Lacombe trae ,a'rgomèrrto a lodare cc,tale istituziom~, di\1}ostra'ndo co1néchè dop0 l'armi l'eserci~o fra~cese vi troverà una valida riserva di 3:25000 uon1ini. · Due ultimi articoli di miscellanea m ilitare conlengòno ragguagli ·statistici e notizie militari, quali per la maggio.- parte già abbiam dato, o ricortiamo nel presente fascicolo.
Jouri)al di·s scicnces rµilih/ires
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Tome V - j 862.
Questa raccolta di tecnologia militar·e, èhe unitaruen-te •lii
.Jow·na~ des arxnes sp.éciafre's fece un nome al signor J: Cotre'ard ,!pi:1_:rse il r;uo 3,8° -amfo di vita létterarià colla versione ,c1Jallo i11g\ese dell'opera apprezzatissima del generale signo'i' Hodward Donglas, Slratég.i e maritime .. La versione e_· dovuta a!I signor Fràncois-Xayier ·Framquet luo_gòteneote ,aQ. vaseello •in i;itiro, ed ~ ,f).regia bile, '.s ia per la fedèltà -della tTaduzione, ·sia per la :ohi~re7,Z;a dello :stile; '-la•1accompagna·1.J1I.Ja tavola di 27.1:6:ghPO ,di n,itido .disegno. ~ Sebbene l'opéra del Donglas· sia 111olto eppçsoi~ta appo ,gli uffiziali•d' ogni ,armata, co1m1chè fo la prima trl!.-t'ant,e ra 'nautìaa -mihta-r e a vapor~, ìciò !J1u:llarnen0 è fedevole il ,pensiero del sig,'nor Franquet di. -averla t idotta ad 1u1:1a ling(1a ph'è in SEl1+ert1le più della britànnioa · famigliare. - La _pre~·ità d~lh ~pazio ci c0stringe ·a r1mandare add.rltréi fa;cicolo il resoconto di cotest'ope.r,a_, rsiccome rl <dobb~am qm:re -di due -<}~tre ipt~res_s:a,:gJis.sime ,trad;uZiioni ,: .runa ;a.aU'•inglese,- ,del capo di sg_uapr-a ,d'.-art.i@lie!'ia. signor ,Mùfinet, . etl_ré il 1·apjJo'l'to al 0
seg·relario di stato della gue,·ra ~ul 1··isubtalQ dèlle ntictJrche
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RIVISTA
intrap1·ese · a . Woolwich ed a Chatam, sull'applicazione· de1l,'elettricità di diverse origini all'esplosione de.l ta polve1·e per C. Whcatstone Esq. F. R. S., e F .. A. Abel Esq. F'. R , S.-; )'altra dello spagouolo ed i otitolata La fortifìcaz-ione moderna, o .c qnsiderazioni generali sul/o stato attiiale .dell'arte della (01·ti fìcaziorie, pel colonnello don Ernili0 BernaJél,-.z. In calce ai _fascicoli di febbraio e ·marzo stanno scelte notizie statische e bibliografiche. Siamo certi eh~ cotesto accreditato peri.od ico militare, siccome pur~ quello des A1·mes spéc-iales, sarà compreso nel catalogo delle nuove biblioteche militari cfrn stanno per instituirsi in tutti i capi-luoghi di divisioni terri toriali dello stato.
Journal de l'Armée bdge Questo giornale paria, siccome presso che tutti gli aliri periodici militari lo hanno pOrtato, un favorevole giudizio sul merito dt'1l'ultimo libro del signor Lecomte, intitolato Le général Jomini, sa vie et ses ecrits, e ne trae argomen.to per com,pendjare la biografia del grande scrittore militare. .In .un s~condo ar.ticolo di questo· numero, il signor De F urmaooir pr,osegue le sue consi derazioni stt alcu,n i 7ni,nti rela•_tivi a' cannoni 1·igali, di ·cui la nosti-a Rivista bibl,iog1·afìca già · encomiavà meritamente i precedenti articol;. In · questo, datasi la soluzione del problema dei cannoni . rigati, la quale ha per oggetto due risultati principali la maggior preci sione e la maggior gittata, e dipende principalm'eote dalla rotazione e dal forzamento del proietto, egli yiene a discu. tere i sistemi proposti per risolvere la questione della rotazione senza . il forzaménto onde i cannoni si possano caricai:e per la ·Locca, quali sistemi egli divide in due grandi categorie: 1° Movimento di rotazione impresso al proietto indipendentemente dalla forma della canna. 2° Movimento d,i rotazione impresso al proietto ·dalla natura . della via che la forma dell'anima la costringe a seguire prima di uscire dal pezzo. ·
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NeHa prima categoria egli classifica i proietti equilibra.ti, i proietti eccentrici, i proietti a scanalo ture, i quali ricevono direttamente il mo,•imento di rotazion~ dalla sola azio~r dei gas della polvere. , Nella seconda categoria il proietto lentiforme del nostro S. Robert, il sistema Lancastre (proietto elissoide) :quello di Whit~oorth ( proietto esagonale), sistema Shmoelz (proiett'o cilindro ogivale ), i quali ricévooo il' movimeoto di rotazione dall'azione che esercita su d i loro la forma dell'anima del pezzo; e finalmente i proietti pei cannoni Caval_li, La Ritte, Whitworth (caricati per la culatta), Armstrong e '\Vahrèndorff, i quali ricevono il movimento di rotaziooe dallo sfregamento, con penetrazione, contro le pareti rigate dell'.anima. Parlando del cannone e proietto S. Robert, il signor di Formanoir osserva che questo sistema debba piuttosto essere considerato come la soluzione ingegnosa' di un éil,rioso problema di .meccanica, che ·non .come cost,i tuente un'arma di guerra realmente pratica. • Si::nza parhre, egli scrive, della d iflcoltà di • costruzione che presenta una bocca da fuoco di . così fattR. 1 , specie (ad anima incurvata), basta far osser vare che un • consimile proietto, a cagiòne della sua forma sc_h iacciata » (lentiforme) non può e::;sere i mpiegato nè come g ranata, nè ,. come Schrapnell. Questa sola consideraiione basterebbe per • , impedire l'adattamento, anche supponendo, ciò che· non , è • stabilito, che dalla c.)mbinazione sommariamente suaccennata .. avesse da risultarne una bocca da fuoco a gittate conside» rev.o li, a gmstezza straordinaria di tiro, ed a traiettorie • radenti: • In qua~to al cannone Cavalli il signor Formanoir sostiene, com'è incontrastabile, esser esso stato· il prototipo dei sistemi moderni essenzialmente del cannone fra ncese La Hitte. · Questi articoli di cui il signor Formaòoir orna le pagine del Jour,ial l'Armée Belge noi speriamo veder poi raccolti in un volume, . il quale non mancherà. di essere un libro ricercato.
., -Alli,¾meine militilr Zeituug - Darmsladt - ge'tlnaio e fob,braio. ' . .. ''
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BIBLIO GRAFICA
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Fra gli articoli di ques\o accreditato peri:odico due (pedialT metite ne rimarcammo; uno sugli affari d'!.~me1rica (Die àme rikanischeri Wirren) contiene sensa tissìme considerazio.n i pol Itiche sui moti,vi delle avvenute ~cissioni, e sulla situa'z-ione politica e militare dei partiti conleudenti; un altro articolo sulla;mati;: nerii!- an~tr~Jca, il. q u::tle malgrado alcune .esagerazioni eà incsalteZJe statistiche , torna assai iutariessante e Gurioso per là diretta attinenza che può ,aver-e co' fat ti, nostri, e. di q-uestq .d.aremo la versione uel venturo -rfasoicolo. Un terzo ,arti.colo yogliam pur nominare, che discute l' int fluenza de-i cannoni rigati sulla .guerra di assedi, .ed oNe si co,ntengono considerazioni che partono da un punto di ,1;is~a assai g,iusto. Siam però d'avviS:O che. le :nuove . artiglierie non abbian_o ancor fatto le sufficicflti prove, perchè ·si possa fond11re- un d1:.-fì ni1iYo giudizio intorno arie medesime, epp.erò intorno alle modificazioni . che subordinatamep.te d0vrann0 subire la gue.rra d'asseJio, e le costruzioni permanenti . . A prq;posito ,di .àr_-m,i rigate sia,mo in _debito pi segnalàre a.i. nost-ri let:tori ~n r:marc)ievole opnscolo pubblicato s).lrlo scor-0i0 del\',1;1on<~ passato daJ signor Zernin nditore,dell'Allgemeineuuil-itii.r Zeittil1ng intitolato : -orE GEZOGBNEN GEs·cttiitrz.i;; ,.,... Kritische -Unter:~
s,uchw.ngen Ùb~r ihre Vorz,uge tund Nachthe·ik~ fur Offiziere alle1· Wa{Ten - (le a1·mi da fuoco rigate - Esanie -critico i:ntoroo ai loro -, auta-ggi _~ 1incon5eoieaù f:Der gli' uffiz1a li di tutte le ft-~m~) scri.tto da un pf;NziaJe di,artigEeria te;le~cQ.,..,... Il libretto è di viso i-n 8 articoli: il 1° mostra le ragioni ,per cui .sia tuit0dì .t~nto diffi13ile il formar~ ,un giudizjo jn proposito, -alle ,arn;i.i rigllte; .il 2° ric~0a -al punto _di vista storico quali 's!l!gsi ,debbano ,prep,arare l:i)1~roduzio1uL deUe armi_da fuoco ,rigait.ie ponendo iu rilievo parte dei difetti dell'antico mat~ria\:e diariiglieria; il 3° studia ed enumera al punto di vista tecnico i vantaggi delle armi da fuoco per quanto soltanto si riflette alle artiglierie; nel 4° si ragiona intorno alla gittatà ed alla
traietloria. Si esaminano nel 5° gli inconvenienti ddle :umi rigate sotto il pun to_ di vista tecnico e fìnanziari_o; nel 6° si ricercano qnale influenza possa:io avere le novelle armi colla tattica; il 7° riassume la t~:si discussa, e finalmente l' 8° si occupa . ddl'antico materiale Ga guerra, delle sue attuali condizioni per ri,petto alle mntazim:i che deve e può ricevere in rapporto de' moderni progressi della balistica. - Raccomandiamo questo eccellente libretto, che va annoverato frn.' migliori scritti che su tal materia siansi pubblicati nello srorso anno in Germania. G-
TA<; r. 1A110 GurANO
Gerenl!J.
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LE NAVI CORAZZATE
Non vi 'ha giornale di questi due ultimi mesi 11 quale non abbia parlato del !l[errimac e del 1lfonitor, del combattimento omerico avvenuto nelle acque del fi~1me James, e tutti s'accordano in conchiudere- che cotesto avvenimento segni una novella fase per la nauti ca militare, che un'intier a rivoluzione nella marina stia per seguirne inevitabilmente, e che il dominio dei mari appar terrà allo Stato che pel primo avrà saputo provvedersi di alcun8 di coteste macchine infernali che sono inabbordabili ed insommersibili, e da cui tutt'un'armata di legno può esser e in breve distrutta. - Il maggior rumore è però fatto dal giornalismo inglese. - Tutti i giornali co:1sacrarono al Mer1·ùnac ed al Monitm· lunghe colonne e disegni, i quali, conviene dirlo, ben soventi sono l'un dall'altro diversissimi. I parlamenti se ne occuparono essi pure, e vivamente se ne inquietano tutti i governi , imperocchè AN~<o VI. Voi. IV. -
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I.E X,\ \'I
loro si ch iede n ieuLe mcno elle di riformare t ntto il proprio mat,}riale marittimo e tutta la difesa delle coste. Qunuti milioui sprecati! g ridarono già all'orecchio dei ministri i d epu Lati inglesi. Nella came.ra dei comuni il ~ignor M. Grcgory dichiarava : , Io credo che tut to il de-· uaro (h noi speso in fortificaz ioni per resistere ad una invasione sarebbe affatto sprecato; e n el caso di P ortsmouth , sarel>he pPggio c.q.~ sciupato; imperocchè i forti altro più non saròbero che segnali ed indicazioni d i facili e sicuri apJ.)rodi a' legni nèmiei. Ci si narra che i pesanti proietti slancintì dai forti ·sul Jlerrimac rimbaliavan o siccome la grandine sov1·a u.n iello di zinco. I proietti da 180 libbre 11011 hanno alcun eff,)tto s u legni quali il Jlferrimac o il Jloni/or . Pit1 non può esservi questlone d'arrembaggio, attes0chè l'abb0rdare sni fianchi inclinati del Jlerrimac sarà come r isalire il tetto cli una casa, ed abbordando il JlfonitM' i n ostri mai'iuui , arrn uti de' loro coltellacci , sa re bbero. affogati da un 'ondata bollente e dal v,,pore. È sciupato il denaro n ella. costruzione d i forLificc1zio11i , poichè uno o ùue di cotesti bastimenti simili al Monitor, costrutti in 90 . ~iorni, c1l preizo di GOOOO lire sterline, a rmati soltan to di cannoni del massimo calibro, sarebbaro infinitamente più fortniJ abili t:h c ogni qualsiasi fortificazione. Gibdterra e · Qnebec cesseranno di essere inespugnabili. Se per altra parte il nos tro Ww.,.ior venisse a combattimento col ilferrirnuc, può esser dub bio se la n ave a bo rd i inclinati n o n viucere:)be quella a bordi v::Jrticali, mentre è certo che il piccolo 1llonitor porterebbe i suoi proietti n ella parte del War,·ior che non è blindata, e la sarebbe fin ita per lx gloria britannica. A che spendere nelle fortificazioni d'Alderney, se unabattcriagalleggiante può Yenir daCherbourg, entrare n el porto, e clistrnggere l'un dopo 1'nltro tutti i n ostri ba~tirnent1 ! • Addio! .... dunque il bel progetto di difesa elaborato lo ;,;0orso ann0 dalla commission o ing lese., c ui J'Jng h il-
C:OR.\ZZ,ITI!: 91 terra a vea prestata tanta fiducia, Q dedicati e spc::;i tanti milioni! ............ Add io Kronstadt, e quante a ltre fortezze marittime avete costato innumereYoli milioni per garantire la sicurezza degli emporii comrne rci,Ll i e degli Stati! Al primo apparil'e di ùn J1fo11ito1· o di uo .lle1·rimac nelle vostre acque, null'altro meglio Yi rimane a fare c he abbassar l a banchera! Ah! pcrchè n on si ebb~1ro Monito1·i e Jliertimacchi al\ 'assedio di Sebastopoli t. ... in meno di una sett,imana Sebastopoli sarebbe stato un mucchio di maeerie ! Gaeta in poche ore sarebliesi subissata !. .. Al tri deputati son osi c::.pressi io t er,mini rn~no iucalzanti, .ma il ministm·o brita.::mico per quanto abbia cercato <li calmare gli spiriti, sostenen do che le corazze dt:l :llnnitor e del J1lerrimac nou s:1.rebbero i111penet rnbili a' prnie1ti - Armstrong o Vlitworth, con potè però fare a m eno di riconoscere la gravità ùella quislione, ed ordinare i più seri i e spicciati s tudi in proposito. · Auche in seno al Parlamento nostro fu dir<'tta consimile interpellanza al m inistro della marina , ed una commiss ione fu incaricata di consigliare i ntoruo a' p rovYedimcuti da prendersi in seguito alle prove fatte dal .lferrimac e dal il[onitor. La commissione opinò s i con tinuasser o i lavori g ià in corso p er n avi in legno, m a si commettessero sub ito allo stesso costruttore del Jlonitn1' in America, oltre alle due fregate corazzate che ha già per noi in cantiere, altre quattro di un tipo e cl i una portata maggior della Claire. Questo pa rere, cui alcun i p ubblici3ti nella loro esaltazion e, n ella loro monitoromaniagridarono la croce addosso, accusando la commissione d'incapacità e di retrività, il ministero ed il governo d'inerzia, era il più razionale che pel momento s i potesse adottare; che se a primo colpo, come da taluni si vorrebbe, ~i sciupassern milioni a tut te le novit~1 ch e menano chiasso, sc,nza in pria approfondirne l'entità e le conseguenze, ne avrebbe ben presto il governo i più a mari r improveri di sv entakzzri, cli dihipidaiione da colo, o ~tessi i quali om lo accusano di nèghitLor;i tù.
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Che le prove fatte dal .J1[errimac e dal fllonitor del,- . ÌJ,tno profond11.me11te i'n fluire sulla nautica mili.tare e sulla, tattica navale, non vi ha dubbio; e già si presentiva come ciò dovesse succedere _al primo fatto cui avrebberQ preso parte le navi corazzate; e ·s e la Gioire ed il lVarrio1' si fossero trovati •a luogo e caso del Jlfonitor e del Jlferrimac, eguale esito si avrebbe avuto, eguale runJ,ore sarebbesi levato, e dalla fredda logica che ragiona sui fatti compiuti e sicuri, uguali conclusioni se ne sarebbero dedotte, che cioè 1~ navi antiche sono impotenti dirimpetto all~ , corazzate, ma non perciò nelle armate inutili, quali trasporti e per le lontane crociere e spedizioni . Non per questo vogliamo detrarre al 11fer1··i mac ed al Jfvnito1· l'onore di aver. risolto in un modo assai concludente nella sua_ parte princ1pale la questione della potenza delle navi corazzate su que1Je di legno. Queste conchi-usioni meglio fondate appariranno, dopo che avremo r iportato intorno al !llerrimac ed al Jlfom/or quanti più precisi ragguagli abbiamo potuto procurarci dalle relazioni ufficiali e da nostre particolari sulla l•)ro costr uzione e sulle fotte prove. Addì 8 marzo, verso il tocco, i segnalisti della costa di Maryland sparavano il can:ioue d'allarme per avvisare la squadra federale, la quale se ne stava all'àncora eù in piena sicurezza all'imbocco del Potomac, di ,s tar all'erta . Due piroscafi, il Beaufort ed ìl Raleùgh appartenenti ai federali discendevano if fiume J'ames pel canale ch'è in faccia alle -batterie di Sewall's-Poiot (1) preceduti da una (1 ) Il fìumclames disçcnùc ,h,l ve rs:rnle ocddcnlalc dei monti Allcghanys, bagna Richemond capitale. della Virginia, cd .arsenale mililnrc imporlanlissimo, prende quindi una gr,111dc larghezza e fi11iscc all'ingresso dell a baia di Chcs"pcnkc. Gli è af/lucnlc dalla pa rte di mcizogio rn o presso all a sua foce l'Rt.:sabeUa, larga ma ~orta ri viera che bagna le mura di Noifolk , nuig11 ifko e ben forti ficalo porlo, ucllc cui vicirmuze sta il ,·illaggiu ,li
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massa inf0rmc ch11-a quale sfoggi vano turbini di l'umo da un basso camino, e sulla quale sventolava h1- bandiera, de' confederati; vista da lungi cotesta mole sern.brava per la forma una casa sommersa di cui il solo tetto fosse sovra l'acqua, p el suo moto una g igantesca · testuggine. Em questo il !Jle.rrimac (Oorn . Buchanau) ·i.ma delle 4 fregate da 42 cannoni costrutte da,gli Stati-Uniti .nel 1855, la quale vrnuta in mano de' confederati coll'arsenale cli Norfoìk vèn ne rasa e corazzata in q uella guisa, e così. pesantemente -che alla sua usci'ta dal cantiere non s i volle credere potesse nr,10versi. Il suo coraizamento_ è fatto di lunghe e lar ghe lastre di ferro fuso di un poi.: lice di spessezza sopraposte ed inclinate sul bordaggio della nave quasi come le scaglie d'una . balena. Cotesta fregata portava 10 cannoni Armstrong di fortissimo calibro, ed aveva <1,rrnata la prora di un robusto e tagliente s.peroue q uasi in visibile · perché 'sempre ( 1) sotto acqua. JJa figura I ne può dare una suff-iciente idea. ' Gosport hcn conoseiuLo pcl suo vr.sto nrscnn lc maritlirno , che è il princi pale d rgli S1nli del Sud. La nula di H m11plon , sino a No1-folk, è il centro n1t1rill.imo delle forz e nav,1li dPgli Stat i U11ili ; il'i si raccolgo110 i legni da guerra costrutti nei 1,anlicri cli Fi la<lclfia e <l_i \Vashingtun rd nrmali a Norfo lk. Questa posit ionc imp 1Jr tnnte domina -la ba ia d i Chcsnpenk<-; è difc•a dal forte ~lonrh oe, il quale incrocicchia i suoi fuocl11 col forte Ciillwun . ( 1) li tipo originale del 1ller1 i'lllac è invenz ione italiana che data fì11 da l 1856, quando cioè il M ei-rim ac era an cor a una semplice frrgata tli lngno. 11i, certo p cnsaYa di farsi tanta riputazione nell'antico e nuov o rnon<lo. Nè crc,li:1mo fuori .!i proposi lo parlar di ciò, irnpcrocchè trullasi rl i cosa loccnntc l'orgoglio mzionn!e. Fin dal 1856 il colonnello d' arti glieria ndla rnari11cria nostra cw. Murchesc avendo consacrato ltingh i studi i a• cornzamcnli , sulle prime idee rmessc dal nostro illustre Cavt:lli, j;lca,·a un _moddlo di piroscafo con,zzato por.t:rn l.c 8 pr2 zi di g rosso calilii-o t ui denominava Ac1'opiroscafo. Quesla ba'lte ria gnllcggianlc ad un solo poule, è composta dì due sc:ifì l'un sull'ult ra 1·ovt•sciaU, e tnù i e due rubus tamcnlc corazzali con last re ad inlrrst.i zie m inori di mezzo calibro de' minori proietti (l'ar tiglieria. Un forte sperone a punta d'acciaio e for, malo ,li u na ben congegnata i11tahiialur.i arma la prua d1•ll'ac r1>pir()scafo .
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CùRA7.'l.\ T E
Lf,; N.\Yl
Teuev-ano d ietro al Merrà:w c a breve . d istanza, tre g ra ndi piroscafì, il Patrie-Henry (Y01·lr.town), il Jamestown ed il Teaser . Al segnàle d'allarmi, due bastimenti a vela federali, che trovansi in faccia all'imbocco del James ed a sua o·ua o rdia, ·- la corvetta il Cumbe1·lancl e la fregata il Congress (Ca.p. V. Smith)- si prepararono a frontrggiar e il nemico, per dar campo di entrare in linea e trè grandissime fregate federali, jl 1fI'innesota (Cap. V. Brunt), il SaintLawrence (Cap. Purriance) ed il Roanocke, le quali se n e stavano in piena s icurezza ancorate nella. rada. di Hampton, in mezzo ad una folla considerevole di trasporti e r imorchiatori. A11e due pomeridiane il Nerrimac appressatosi a 300 metri dal Coiig1·ess, che certo non àspeitavasi la sciagura ehe lo minacciava, apriva il suo fuoco contro cli · essa f regata col suo C(Lnnone di p1·ua, e subito d opo d ir igevasi -a. t utto vapore sul Oumberlarid che trovavasi un 300 metri più indietro e che già lo aveva salut ato coi suoi due più forti cannoni. A 100 metri il llfo·rimac riceveYa tutta h bordata del Cumberland in p ien corpo, ma i proietti Un 1:iYolalo moh:lc sla sulb sehicna ,Jclla nave snpcl'i orc <Jl"'I" pnnte alle maJJOVI'<' , <piRndo non si:.isi in prcs<·nza ci el n em ico , poi ché allora si ~ella a l ma re, si _svellono gli alb,•ri, <i si r·itrne il C3rn inu. cosicchè !,~e ia ri nwnfla la sch ir·na del ba5tirncnl,1 come qu ,·llo <l'um> bcit cna. Ci ,!noie ,l"i 110n poter pcr b d,· lieat,• zza drl l'a rgom rnto en tra re m~ggiori dett ogli su lla iuvcn r. in nc d ell'illustre Marchese la qual e sta nt.lualmrnte sr, t.l orosln a sr rio esame di 11 na comm issione, rlo po essere sl,lla sconoscinla ~ino :1d oggi pe r un btu lc dc~l'ino, a no i lla!iaui comunissimo; i:d invero i disrgui rlcll'acrol'iro~cufo, il s uo modello, l,nnrmoria anness~ pod an o In d.1 (;1 del 1858, ~ noi snppi·,mo rii cer ta ,cirnzo che nel 18:,9 _il )larchesr· prns,111<10 a for Ì>.rtS3 nl.ilc al proprio parse fece offe-ire h1 s 11 .1 inven zion e al con te d i C:an1ur, t·,hc in allora reggeva pure il mi oi~lc ro della m:irin:~; tna pcr-qu~li r~1g!oni, a noi igno te; il conte di ç a vour non ebhc s,· ntorc Ilei ncropirosc" fo; che se ciiJ non fosse stato, i l grande nomo che :l\·c:i Hall>r,dc 1'1s[inl o rlclle g rn rnli co,c fo llo n'n vrculw fin d':Ìll11 ra quel giusto C(L~ò che si vn l<1u , li signor ~farchcsc chc del sno lrovalr1 non f\·Cc mai 1111 st·gr·ct o lo mostrò a taluno che se ne valse, e ùi lit , secondo tut te le p ro bubililil, il 1lfol'l'illl((.t'.
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· rin.1.halz<1van0 in mare senza deviarlo 'e ·ctanneggiarlo ; 'n ò. peggior ma.le gli foce la gràndine dì proietti che gli s lanci arono le batterie dì New1:iort-:--lews; avviciuu.tosi a " 50 metri dalla corvetta nomir,a, con una sua scctrica n e spazzò il p onte, e q uin di ritrattosi alquanto i(1dietro, come per prendere lo slancio, la fregata corazzata piombò a t utta velocità sul Cmnberiand e col suo sp0rone aprivagli un franco , L'acqua entrò così precipitosamente nel!i èorvetta che l'equipaggio ben si avvi de della s ua irreparabile sorte, ciò nulb meno non di.sistette dal combattere, t 1lmentechè dovette il Jb•f'i1nacd0po sc.ìolto il suo speron e, rito1;narle ad osso di tutto lancio; nn q uesta volta coltn, ed aperta in .prua, la corvetta ebbe appena eampo a. m an'.dare . una seconda bordata che l' acqua invase le sue batterie; e pr inia delle t re era completamen te scomparsa, . seco affogando pressochè t utto il s ùo equipaggio . · - Frattanto il Yorktowon ed il Ja.meslown manov ran c1o , intorno al Congress lo avevano p reso fra d ne fuochi u cci~ clendogli molti uom in i e cagionandogli g randissimi danni nel corpo e n ell'alberatura Vedendo il clis<)stro dal Cwnberla Ml, il Congress pensò dare in socco onde evita.re èonc s imjle sorte, ed il fece colfoiuto della cannoniera z,uave. Ma alle 2 ore e l [2 i l :l!erl'ima.c ormeggiat osi a 150 m e~ri da.l Congress, m ,mrlavagli 1.ma grandine di proietti , attal chè, ucciso il capitano., decim ato l'equipaggio (TOO morti, . e feriti q uasi tutt i i super stiti), smontati tutti i suoi pezzi, ed in parecchi punti incendiato, i l Congress dovette desistere dà una r esist enza oram ai inutile, ed abbassò il paviglione . Un uffiz :ale del Jlferrimac ahordò à-llora il Congress arl intimare lo sgombro_ del legno che voleasi - affonda.re, come difatti pc,co dopQ_ avvenne, . Mentre che Locca'l·a al Cmnberland ed al Cong1·ess sì. m iserando fine, il 1lfoi1ies0Ua e<l il Saint- I awrence v olendo 1 venire in loro aiuto, n el varcar 1a ~)arrà, si aren a rono . Il Jforrimac c he già l oro s i portava incontro, toed1 i n secco '
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]02 J,[( NA\'I esso pure, il perché ne avvenne un cannoneggiamento di poco effetto dall'una e dall'altra parte; e quando il ilfor1'imac coll'aiuto degli altri legni che lo scortavano potè rimettersi a galla, l'oscurità della notte pose fine ad ogni sua ulteriore impresa, costringendolo a ritirarsi sotto la protezione delle batterie de' confederati. In questa giornat a il .il!errimac ebbe appena due uomin i uccisi ed ott o feferiti tra i quali il capitano; due cannoni guastati alla. bocca; la prua e l'armatura alquanto danneggiate, l'àncora e gli alberi <li paviglione smozzati, il c:a:inino ed il tubo · conduttoxe del vapore crivellati da proietti nemici . L'indomani , alle 7 antimeridiane, il 11ierrimac ridiscendendo il fiume avanzavasi baldanzoso per riappicar Ja pogna colla JJ,innesotta, quando a sua gran sorpr~sa si . trovò <l'innanzi un novello avversario giunto nella ~otte. Quest'era la batteria corazzata che in l 00 giorni il capitano Ericsson di Greenpoirit (presso New-York) aveva fatto costrurre e m.essa in mare sotto il nome assa.i significativo di 1"!onilo1·. Questa nave di mole presso che tre volte minore del · Merrimac ha un tipo affatto nuovo; le figure 2, 3 e 4 ne danno un'idea che cercher emo di completare d.andone le principali dimensioni. Il Monito1· si compone di dt.rn scafi l' uno all'altro soprapposti per modo che l'inferiore e parte Glel superiore trovansi continuamente sommersi . Lo scafo superiore, il cui-carcame è di ferro della spessezza cli 1[2 pollièe, è lungo 174 piedi (52m circa), largo 4 1 piedi e 4 pollici ( };tm 50 circa) e profondo 5 piedi, 3 e 1r2 dei quali pescano nell'acqua, per cui non ne ri~ mangano che 18 pollici (Oro 47) fuori l'acqua; i suoi bordi sono verticali. Questo ·carcame l rivestito di travicelle. d1 quercia bianca eh 30 pollici di squadratura, e . corazzato· di lastre di ferro martellato e ci] in cl rato grosse 9 p Jll ici . I fianchi della rnwe si uniscono in poppa ed in
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prua formando un angolo di 80°, ivi presentando un corazzamento afforzato. Lo scafo inleriore è lungo 124 piedi ( 37m 20 ) , su 34 piedi di lar ghezza massima superiore e s'immerge nell'acqua, sotto un angolo di 39°, pella profondità di 6 piedi e 112- Il suo fondo è piatto e risult a largo circa 25 piedi. I suoi fianchi si congiungono verso poppa e prua sotto un angolo di 40°. Quest0 guscio inferior e è ricoperto di lastre di ferro di 314 di pollice di spessezza, e bastano per assicuratlo contrò qualsiasi proietto, mentre niun proietto -può colpirlo senzà avere pria attraversato 35 piedi d'acqua e sotto un angolo di 10° al più. L'elice, l'àncora, la macchina e le sue caldaie sono racchiuse in questa parte inferiore della nave, epperò al sicuro da ogni offesa. L'eliCE\ è disposto all'alto della prua dello scafo in feriore (fig. 2• f) e dietro di esso sta· iÌ timone. L'àncora sta appesa verso poppa in una specie di camera conica (fig. Sa a). La coperta è perfettamente piatta ed a prova di bomba. Essa è fo rmata da tavoloni inchiodati l'un sull'altro per una spe,ssezza di 8 pollici e sostenuti da t ravi di 10 poll_ici di squadratura, discosti l'un dall'altro 26 poUici. Un doppio strato di lastre di ferro ricopre questo tavolato, il _q uale riesce cosi. al sicuro d'ogni tir o arca-to. Sulla coperta ergesi una torre cilindrica (A fig. 2a), armata di due cannoni, alta 9 piedi {2m, 70) ed avente 20 piedi di diamet ro interno. Questo cilindro è formato cli un carcame di ferro sul quale sono disposti 8 strati di lastre di ferro martella:to e cilindrata ad un pollice di grossezza, in castrate le une nelle altre, fortemente incaviechiate e ribadite insieme, cosicchè ne rfoulta un enorme involucr o di ferro della spessezza di 9 po11ici e pesante l 00 tonne]" late all'incirca. Un cielo piat';o, sporgente di circa 6 pollici, e sostenuto da sbarre di ferro sulle qunli è inchiodato e ribadito un r obusto strato di lastre dello stesso metano, . . . assicura l'interno della torre da ogni offesa di proietti
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slanciati in arcata . Qllcste lastre son o forate a. mo' di crivello per dar l uce ed aria all'in terno della torre e sfogo al fumo durante il combattimento. Oltre a ciò hannovi parecchie botolette o sfiatatoi, fatti con la,stre d~ -2 pollici di grossezza. I due cannoni che armano q uesta ton~ banno il calibro di 11 pollici , e slanciano proietti cavi del peso di 184 libbre (1) e son o montati su affusti di .ferro. Due sa.bord i circolari sono apert i dall'una parte d'ella torre a tre piedi sul ponte ; e da questo lato il corazzamento è per anco afforzato . I cannoni. sono stabiliti su paiuoli di ferro fuso disposti ad angolo retto nella torre, e sostenuti da robuste spranghe di ferro. Due ventierc clella stessa spessezza del ·comzzamento della torre,· sono con gegnate in modo da chiudere ermeticamente i sabordL ogni qualvolta si rinculino i pezzi, e da r inprirsi sì tosto che questi vengano riposti in hatteria. Il basso della torre si muove sul fondo d i una. scanalatum circolare pmticata sulla coperta; ma il p eso delìa torre è priucipal mente ·sopportato cla un a.1bero "i<Crticalc cli 10 pollici di diam etro, cui è fissata una ruota motrice del dianrntro d i 6 p iedi e l['2 e dellc1, gross0zza d i 11 po1lici; questa ruota, messa in m oto dalla macchina: a vapore, mediante u'n sistema d'ingrnnaggi , fa girar l a torrè sn di se st essa, cosicchè i cannoni pouno essere puntat i in og ni direzion e, senza che la Lave deb b a. perciò virar d i ' bordo. Una l unaa s1Jran ga di ferro munita ad nna. sua r o " estremità di Lm manubrio, e CGmunicante coll'altro ad un certo meccanismo, consente ad u n cannoniere di_ far girare con facil ità. e colla velocità di 15 giri al minuto, la torre stando entro ad essa , mentre un altro carica e pun ta così il cannone n ella voluta, direzione.
Sul ponte del tlfonitor null'a.h ro spor ge che questa torre, due tubi pel fumo alti (e e fìg. 2•) 7 piedi i quali scompaiono, nel momento del combattimento , ed il c·asott.o pel timo. 11.iere il quale si a.lza di appena 1 piede sulla coperta. Questo casotto a forma di dado ha d'innanzi due fori mun iti di · vetri che permettono al pilota di governar e con tutta s ua sicurezza anche durante la pugna; egli fu però per uno di questi fori che una scheggta di proietto slanciato da.I !lfe1"!'Ìmac feriva ad un occhio il luogotenente \Vorden che comandava il Mon-ilor. Allorchè il tubo pel fumo v ien ritirato, il forno ed il vapor e escono da alcune grate i n cope1~ta. Vi ha p oi un congegno p0-r cui l'emissione de1 vapore può essere rliretta, in tutti i sensi, cosicché se il ;lJoni tor venisse a.bordato, si pretende che potrebbe all'istante spttzzare il suo ponte con un gotto di vapore ~llM~. . Vediaù.10 ora brevemente a quali ;v&ntl'lggi ten desse l 'invenl.ione d el capitano Ericsson, e com e abbiali r a.ggim1ti. Egli volle assicurare contro ogni danno lo parti vivo della nave, epper ò le coperse entro lo scafo inferiore cl i guisachè non fosse sùlo il corazza.mento a sostènere gli urti dei proietti nemici, ma vi concorresse pme l'acqu a co1la sua densità coÌ11e g ià abbiam fatto osservare. Lo scafo superiore essendo completamente esposto ai fuochi çliretti e curvi dell'artiglierie nemieh e, è r obustamente corazzato . l)'a;trnh de, non mostrandosi che 18 pollici sul pelo d'acqua, oltre al fJresentare n emi co un ristrettissimo b ersaglio , la resistenza de' suoi hordaggi, p er la parte sommersa., è accresci uta dalla r esistenza dell'acqua . Per poco adunque che i cannoni nemici sia.no puntati troppo al to, i loro proietti p,tsseranno al di sopra della na.ve senza toccarla . La torre r imane im pertan to la pi ù espostn, ed è npp un to por ciò eh' è tutta cli ferro e della massima spessezza. La sua form a cilindrica oltre al presentare minor presa a' proietti, aum enta 1a resistenza J.n-
( l) Qucsli p r oic lLi • fabbrical i prcsuntiyamcnlc in forma d i dadi sono poscia rilondati al torno, cosicchè t·i uscendo meno fragili dell e pal le fosc,
ponno produ rre rn·:,gg,orè cffel-l.i contro a' corazz:lmenli.
al
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Lf, :l'AV1
t rinseca dell'arma.dura pel modo colla qùale qLtesta è connessa. L'idea poi della batteria girante (1) applicat a al ilfon-Uor, costituisce a nostro av,;iso il maggior pregio di qùesta nave. Difatti oltre al vantaggio grandissimo di pote'r sparare senzr~ virar d•i bordo, di poter puntare in qualunque direzione stando all'àncorà, senza la benchè menoma mano, vra di bordo, i due cannoni delillonitor offrono limitatissimo bersaglio al fuoco del nemico; imperocchè essendo i due pezz1 disposti ad angolo retto, uno solo per volta è visibile alla batteria nemica.. Se Vll?lsi, può anche virar di bordo la nave senza che i pezzi cambino di linea di mira. La macchina e l'elice nulla hanno di nuovo, e pon:uo dare una velocità di 7 nodi !1-11' ora, che non è poco per il peso complessivo della batteria galleggiante; e vi' contribuisce la,' forma affilata della nave stessa. Ciò che si potrebb~ rimproverare al Afonitor si è di peseartroppo, la qual cosa potrebbe esporlo ad essere capovolto dalla burrasca; e di aver il casotto del timoniere ii. forma di dado, .p iuttosto che a forma cli una calotta sferica, sulla quale i · proietti nemici troverebbero minor presa. Ai qualùncorivenieri'ti facilmente si può provvedere. Havvene uno però rilevantissimo ed irreparabile, voglian\ dire la · dura prova cui debb'andar sottoposto il sistema nervoso del!'equipaggio e specialmente degli artiglieri, sotto gli effetti delle tremende séosse e delle acutissime vibrazioni che i proietti nemici denno produrre incon- trando di tutto lancio la corazza della na,;e; ed invero confessò lo stesso Ericsso11, che nel mentre dell'azione parecchi dell'equipaggio forono ripetutamente st.ramazzàti al suolo, e sbalorditi così dà non potersi riavere che dopo alcuni minuti . Cotesto inconveniente è però comune (1) L'idea delle batterie giranti non è del capitano Ericsson, ma bensì de\l'il\usl.re no:,t.ro generale Cava!li, come dimostrctà un suo scritto èhc
puhb\ic.hl'rà la Ri,,ista nel suo prossimo numero.
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a tutte le batterie corazzate genere proporziona1mente alla mole della naye. L'affar principale si è che il meccanismo rotat orio della torre sia veramente tale da non poter temere di essere per una qualunque cagione guastato, imperocchè privo del ·movimento rotatorio della sua batteria, la potenza offensiva del !,Jonitor sarebbe affatto perduta. 09rne i fatti abbiano corrisposto alle idee del capipitano Ericsson lo dice la prova splendidamente sostenuta dal 1lfonitor contro il 1l{errimac. Già abbiam detto, che il mattino delli 9 marzo il ll[m'imac rimbaldanzito pel successo avuto la sera precedente . sul Cumberland e sul Cong1·ess, ridiscendeva il fiume .Tames per far subire egua-1 sorte al Jlfi-nnesotta, ch'era tuttavia arenato, ma che fra di lui e la sua pr~da trovassi interpo.sto 11 1lfonito1· il quale, imprudentemente scherzando, talun dell'equipaggio volle fosse ncn giìt una nave da guerra, ma una cassa di raccio yankee sii cli una zatta ...... e c1 lasciò i suoi cl!:)nti il Me1·r·i1'nric ! Le due navi apersero il fuoco loro ad un mialio di j" o e istanza, ed avvicinandosi ricambiarono n umerosi' colpi senza menoma.mente danneggiarsi. Dopo un'ora e mezzo il Monitar e il 1 f1wriniac si trovarono bordo a bordo t ravolti in un densa nulJe di fumo prodotto dall'incessante e celerissimo cam10n1-)ggiameuto. Il J)fonitor manovrava attorno al illerrimac cercando il debole della corazza; questi tentava ad ogni momento di guadagnar di velocità il ,lfonitor on<le piombar sulla Jl{innesotta, ma indarno, poiché ,l~ ?atteria Er_icsson colle sue agili evoluzioni sempre gli s1. rnterponeva. . :~lle il _,tlerrin~ac provare gli effetti del suo sprone, c-he 11 g10rno rnnanz1 era stato cosi. fatale al Curnbe1·land e t re volte si precipitò con grandissimo impeto sul 1lfoni~or . èd ebbe coltolo una volta in pien corpo; questo urto violento ad altro uon riesci che ,tcl imprimergli un vivo mo-
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·11imento dì tangaggio, ed a stramazzare alcunì dell'e- . quipaggio, riportandone per contro spezzato lo sprone e reso inservibile (1 ). Dopo 5 01~e del piLL accanito combattimento a bruciapelo, tre volte interrotto per dar tempo a' pezzi di raffreddarsi alquanto, toccò al JlJe,r-rimac un'avaria su di:un fianco abbastanza grave per dover rinunziare alla pugna e andarsi a riparare dietro l'isola Crancy , <laddove venne 1;01 ri~orchiato, , da altri piroscafi confederati, nel porto . di Norfolk ove lo attendeva la sua estrema rovina (2) . Il J1Ionitor malgrado la sua agilità fu colpito da 22 proietti del Me1·1·imac sa diversi punti : nove alla torre, otto volte al bordo corazzato, tre volte sul ponte , due ··volte il casotto del pilota , ch'era il sito men sicur o. Questi colpi altro non hanno- accagionato che ammaccat:ure non waggiori cli quelle che avrebbe potuto farvi. un colpo di martellone, cosicché passandovi una ni.ano di vernice difficilmente si potrebbero poi ritrovar le traccia di essi colpi. I segni dello sperone del llferrimac furono appena appena visibili. Questo successo del 1lfor,il01' sul suo rivale vuolsi attribuire, a parer nostro, alla maggiore agilità nelle evoiuzioni', ai maggiori calibri impiegati, alla rniuor superficie esposta fuori l'acqua, alle offese dell'av:versario, e sovra tutto alla sua invulnerabiLtà r is11lta~1te da n,aggior robustezza nel corazza.mento, e specialmente per la particolare e ben intesa forma. della-nave. (1) Narrasi perfino che si~si tenla lo l'abodngg io , e alcun i manna, del i11erl'imnc si,,nMi slanciali sul poni.e <Id flfunitor, mn clic nor, l 1'0Y:<11dn npcrlure, e decimati da ll,1 rnoschclteria che loro vcni,i d:1 lu ogo inv isibile abbiano battut.o immerliala ritirala; rna non abb iam fede a cotesto fotto, poichè nulla cc ne dicono i rapporti d i chi com:rn<lava .il Mo11ilo1·, il quale aVl'cbbc avuto interesse a ci torlo e menarne Ya11i.f1 se fo3st~i avvcrat.o. ('l) Gli nit.imi dispac.ci annunzi:111r che i. fodcrnli irnposscss,1tisi di N o rfolck, fecero sallure in a1·iu il ,tlcrri111uc.
CORAZZATJ.; ]09 Come lo abbiam detto da pri ncipio, non v'ha dubbio che le gesta del Monitor e del 1ilerrimac non abbiano da cagionare una sensibile ri voluzìone nella nautica e nella · tattica navale, _ma non crediamo che cotesta rivoluzione sia immediata. comé molti entusiasta.mente il pretendono, perchè 11011 crediamo che nè il 11Ierr·irnac nè il ilfon-ilm· · siano il nec plus 'Ultra della quisti0ne controversatissima delle navi corazzate. Questa nostra opiniòne va fondata sul1a storia degli umani progressi, che l'un l'a1trJ si succedono, si superano o soven~i si lasciano 1~ mille miglia indietro oltre ogni limite dell'umana aspettazione; secondo una, serie infinita, incommensurabile com' è il genio deli'uomo . Difatti rmrntre al di là dell'Atlaritico si proclama l'invulnerabilità del Mon-it.01-, de: Jlfcrrimac e della Galena, si uonclanna -l 'impiego de' vascelli di legno, e si dichiarano oramai impotent i contro coteste na.vi cor azzate gli ante, murali marittim i, fannosi i n Inghilterra importanti spe1·ienze intese allo scopo contrario; ed i risultati che già se ne ottennero sono tali da scemare alquanto l'assoluta fiducia n ell' invulnerabilità de' corazzamenti sino ad oggi adoperati. Queste sperienze hanno luogo a Shoeburyness con un enot·me cannone Arrnstrong; questo pezzo lungo 14 piedi inglesi , ha il calibro di 10 pollici e 112, pesante 12000 chilogrammi, e slancia proietti pieni del pern di 300libbre inglesi (1), Caricatosi tale cannone con 50 •libbre di J;olverc, alla distanza cli 200 yards, il suo proietto perforò
(1) li direl.lnre gene rale dcll'arliglicl'ia inglese ha prcse ntnlo un progetto per la fabbl'ica zi onc di canno11i i qual i essendo lisci potrebbero slanciare palle di 300 libbre , di 600 sa rignl.i. É pure in costruzione un pezzo da ·120 libb re secondo il sistema \V itworth ,' cfl un allro da 200
sistema Lynarr1- La fo,·za di penetrazione di quesl.é bocche da fu oc o rl cliJJ'csserc tale ,la perforare i più robusti corazzamcnti sino ad oggi i,npirsali.
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una corazza come quella del Warrior, ben più ro~usta che non quella d'ogni nave americana sino ad oggi conosciuta. Altre sperienze vennero ivi fatte contro piastre identiche a quelle usate nell'armatura del ilfonitor, è vennero forate assai facilmente , anche con pezzi ordinari di 68. libbre fortemente caricati. Quest'ultimo risultato sembrerà incredibile per 6hi si ricordi come i cannoni usati dal JJfcrrimaic e dal Jlonitor fossero di calibro non inferiore a 68 libbre ; ma convien però riflettere che coiesti proietti erano cavi, epperò dotati d'una minor forza di penetrazione, e che l'impulsione di un nroietto lanciato da una batteria navale, è minore cli q L;ella di un proietto gettato da una batteri.t di terra , ciò che 119n solo colle teorie si dimostra , ma fo constat ato da ripetute sperienze. A coloro poi che preconizzano l'inutilità oramai dei bastimenti di legno, noi ci limiteremo a domandar loro se credono che i. Jlferrùnac ed i ilfonitoi· non men che le Gloir es ed i Wa1·rio1· possano servire al trasporto delle truppe di sbarco alle lontane spedizio"ni? Per quanto grandi si co;;truiscano, il loro peso con sentirà poco spazio non solo a' trasporti estrinseci, nm per anco a' proprii approvv:gionamenti in vittuaglia, mu• nizioni da guerra e combustibile, per cui loro sarà giuoco forza o stare sempre presso a' r ispettivi magazzeni, ovvero trar seco de' bastimenti di legno pe' trasporti necessari. Non per ciò pensammo ma.i cli negare alle navi coraz. zate quelhi grande importa:i.za che si valgono sia nella guerra di costa, sia nella .guerra in alto mare, solo abbiaÌn voluto farci strada a conchiuclere che sul proposito delle navi corazzate, come su ogni altro, non conviene lasciarsi traspcrtare all'esagerazione da un primo entusiasmo, ch'è sempre aberrati vo e rnrico d'iìlusioni, ma che tutto con vien
lI-1 ponderare , alla compassata bilanci11, deUa rifless'ione e della prova di fatto. Gli ult imi avvenimenti marittimi nel teatro di g uerra, americano, venuti in nostra cognizione dopo . compilato il presente articolo, sembrano fin d'ora accordarsi con ·q uesta nostra conclusione. Aspettiamo con buone speranze il parere della éommissione incaricata d'esaminare l'acropiroscafo del colonnello Marchese, ed appena ne sapremo qualche c.;osa ci compiaèei'èn'io còmuiiìcàtne a' còr tèsì ilost-ri léttori.
0.
A~l'io V!. \'. ol. IV. ·-- 8.
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I SECO]D0 ON ARTICOLO rllBBLIC..\TO
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ARCHIV DEG LI UFFIZIALI PRUSS I ANI D'AR'l'lGLIERIA
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(1)
Joscpl.5tadt. . Questa fortezza non racchiudendo che alquante caserme, rassomiglia in molh punti a Theresienstadt, ed ~ stata costrutta nell'epoca medesima e secondo lo stesso sistema. Essa è più piccola che Theresienstadt, ma d\ c~str~zione più finita, attorno a cui gl'ingegneri au~triac1 di quel t empo hanno impiegato il miglior loro mgegno, e ne~ medesimo tempo la loro pedanteria, talmente che s1 indussero a credere cli poter fabl;>ricare una fortezza la quale si sarebbe potuto difendere sol~an~o _c?l suo ~ra~ciato, co' suoi profili e colle sue ari1fic1ah mondaz10111. ( 1) Ye<li J!ivisla mi/,ihtrc
ita.lianu, a11nu v1, voi. Hl , pag. 40 .
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Situata sulla riva sinistra. dell' Elba a 3000 1Jassj al ùi sopra della confluenza della riviera d'Anpa, cs:-:a domina · i passaggi più importanti, che traversando le montague <lei Gigauti (Riese11geòirge) conducono dal la Silesia prussiann. nel la Boemia. Proteggenùo la parte occicleutale dL:1la3lesia austriaca essa è destinata a servire co ll e sue adiace11ze di posto di concentrazione alle truppe che doYrebbcro radunarsi al norcl-ovest delJa Boemia pe r appoggia re l'ala di u11 esercito che dovesse oper.fl,rn cc.,utro la Prussia, Questa fortezza non può aver altro scopo tranne quello di servire in umi guer ra cont-ro la Prussia, e senza il conflitto della successione barnrese, q uesta famosa guerra cl i posizioni, nou si sarebbe giamn1ai péosuto a stabilire uu,~ fortilìcazione cosi costosa in q uellc contrarli~. Theresienstad t può essere utile in qualche altrn gnerra.. ed ha cligià resi importanti ser vizi nel 1809 ed a nche m:, ggiori uel 1813, ma Josephstadt non potrebbe giova.re nò contn; In. Frant:ia nè ".ontro la Rus:sia; del re~to nè There~ienstadt nè .Jo sephstadt non hanno m ai v ìst0 l'inimico. La piazza che si trova, come g ià abbiamo deLto, sulla rin sinistra dell'Elba è ben defilata, nè puù e.;;.;;cl'e Ye<luta ali' interno da alcuna parte, ed ancor meno essel'e dominata mentrecchè essa stessa è più elc\·ata che l'opera a corona che serve di testa di ponle e la domina perfettamente. Le altre faccie s_ono rinforzate col mezzo di un'opern a corna di parecchi ridotti, di lunette, inondazioni, gallerie da mine e dalla natura stessa dol terreno circostante, il quale ad una assai grandt distanza presenta un piauo il cui suolo è di continua roccia . li numero dei fahbricati a prova di bomba è ancora p iù ragguardevole che a Thernsienstadt, ciò che rende la superiorità d~g1i assedianti ancor meno dannosa .
Jl5 Kouigsgraotz r. J oscphstadt, una sull'E lba e l'altrn all'est fra Srni rzicz e Opotsclma, sarE:bhe cos't stabilito con poca spe;;;a uu campo molto favc,revole per un inter o esercito . Trattandosi di d emolire le fortificaz ioni di Kéinigsgraetz sarà mest,ieri munire Josephstadt di una cinta di opero avanzate per conservarle le sue qualità cli piazza cl'a.rmi, ment re che conservando queste fortifica.zion i non sarebbero necessarie che akune opere al sud ed all'est di Konigsgraetz ed al nord ed all'ovest di Josephstadt. La fe rrovia Pardubitz--Reichenberg che r iunisce le due piazze faciliterebbe un appoggio pronto e reciproco. È vern altresì che gli. scnli fen'oviarii t.rovailclosi fuori delle fortifi cazi oni, alcune opere sarebbero uec·essa r ie per coprir] i. Il campo trincera.to, che potrebhe stabil irsi con poca spesa fra le duo piazze, non presenterebbe solamente quell'utilità che puossi attendere dalla piazza. isolata di Joseph~tadt, ma potrebbe essere di gra11 giovctmento in 1111a guf'rrn contro la Francia e contro la Russio .
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l)!:L i.' AUS'l'Tll A
Konigsgradz. La piazza è situata alla ·confluen za dell'Elba e dell'Orlitz a quattro picc,)le leghe da Jo~ephstadt. Questa antica citta di costruzione irregolare e ristretta ave,1 a nel medio evo qualche importanza td alcune b'uone fortificazioni, ma dopo la g nerra dei trent'a.nni coteste opere caddern in ruina, e fu solo sotto il r egno di Maria Teresa che p revalse l'cwviso di restaurarle per adattarle all'epoca. Queste fort ificazioni si ~ono conservate in buono stato fino agir ult.imi anni e fa piazza p oteva essere considerata con.1e una eccellen te fortezza di secondo ordine. A portata del cannone essa non è comanù,tta da alcun'altura, ma la città elenrndosì a tenazzi al dissopra delle .opere e non avendo che pochi sit i i quali siano fuori dellct portata del tiro; un bombardamento vi cagionerebbe in poco tempo grandi danni . Questa circostanza, l'aumento giornaìiero della popolm,ione già troppo r inserrata, la ma poca importanza strategica, le spese d i m anutenzione ecc. hanno' p robabilmente deciso il gove,rno austriaco a rinunciitr e a questa fortezza. Non si è ancor i niziata, è vero, la demolizione dei bastioni, ma · si è cominciato un completo d isarmo, alla rgando le comunicazioni della città coll'esterno Considerando che.Kéinigsgraetz si tr~va così davvicino ~~ Josephstadt, che i limiti estremi delle gittate dei cannoni d i queste du e piazze pressoch è si toccano, che Konigsgraetz si trova più presso al capo l uogo di provincià, aUa gran strada, ed aìla ferrovia .di Virnna, che l'Austria in general~ non è abbondantemente fornita di fortezze, che alcune altre piazze meno importanti e ben peggio fortificate sono dat,::! con~ervate, dehbe lasciarsi dubbia l'opportunità della demo!izi,one di questa fortezza.. Se per esempio venissero· costruttc due fortezze fra
Prngn.
J
È da gran tempo .che questa città uon pnò venir considerata come una fortezza propriamente detta, abbenchè essa fig1.m come .tale i n tutti i rapporti ufficiali e chfi sian vi state fatte in questi ultimi tempi alcune r iparazioni e sia stata dotata di qualche opera nuova . . Un amatore d',rntichità e cmio3ità forti-fìcatori e non sapr ebbe t r ovare una piazza più interessan te di que:ob lé cui fortifiuazi oni hanno quattro l eghe d i circùnfernnz,t. Il lato di Hradschin e di Lorenziberg ·è fortifica,to d iì due fronti bastion ate, da tra.ceiati e-da' vari i profili. V cggonsi tan aglie e doppi fianchi di tutte foggie, molti fron ti ' sono provvisti di false brache, · ed affi nchè il medi 9 evo vi abbia la sua pitrtc, it Lorenziberg è sepfl.rato- da l
u:
JOhTEZZ!\ DE L1',1usTrni
resto della citlà da un mwo merlato di colossali dirnf'ns1om. La nuova cittit e l'antica sc,i10 in massima p arte cir;courfatc cla fronti basti5nate di profilo ordina.rio, ma. le quattro fronti al dissopra della porta del gru.no (Kornthor) sono fortificate con ba,Btion i di terra. nascosta d ietro un muro merlato di dodici piP,dÌ di altezza: Questf!, fortificazione ·originale esistcYa già da un f:-ecolo, e credesi non se11za qualche fondamento che i Francesi i quali occupavano Praga ne1l'11nno 1742 abbi11no copiato il piano di questa città e ne abbiano depositato qualche esemrjlare ne' loro archivi; sui quali esemplari Carnot può darsi abbia appoggiato il suo sistema di for1,ificazione. L'ultima: di queste quattro fronti . si riattacca col mezzo d i un muro poco elevato al forte cli \Vyssehrad. Questo forte è situato·. sopra u • a rupe, ha quattro ba's tioni ed un'opera a corna dal lato esterno. Il '\Air yssebrad può essere considerato c.omP nna speeie di eiltadelkt, ma disgraziatamente essa è dominata dalle vicine a,lture. Negli a nni 1849 e 1850 sonosi costrutte sul Wyssebrad e sL1l Lorenziberg alcune opere che possono forse tenere in rispetto una ri voluzione popolare, ma che non banno Villore' rnaggiore de11e lamiçre c:olle quali, Don Chisciotte armava il suo famoso e1mo. Se si arriva in Austria al sistema di fortificare le cà'-. pita li, non si m ancherà. al certo di scegliere Prngà in primo luogo e non v i si troverà grnn difficoltà · impe1·occhè le alture c;;he circoucla.no immediata.mente la città dominano le altre montagne e colli ne che si troYano a tiro ciel cannone.
(Continua) .
A.
1JE C 1.0SS)i;I NN'.
LE FOUZE M!RITTIIIE DEGLI STATI
t
·l I. --- AUSTRI A. Sotto questo titolo rirnarcarn mo . n el N° 3 dell' Allgemeine Militii1·-Zeitwng un articolo intento a tutto fiato e perfino colle più madornali esagerazioni à comprovare f;he le forze marittime deLa Confederazione germanica ponno _stare a fronte cli quelle delle altre potenze eu:ropee _cli 1° ordin e , fa,' Francia, l'Inghi lterra e la Russia, e che lJAustria da sola. può e deve comi)orsi una tale a,;mata· da supcra.rè 1a ita} iaua. Nòn è ·<;erto per l' esattezza dei dati, come nBppur per la sodezza dei concetti che cotesto articolò si attrae l'attenzione, ma bensì piuttosto per la sua origina.Ìiìà, e sovratuLto pérchè è · la espressione di un pensiero che agita la m~nte e turba i so1ini di quei Tedesèhi (e 1,t Dio mercé sono pochi e veg: · g ons, ogni dì diradar le l oro · file), i quali s'incocciano a
118 credere o -a vo1c.r far credere che l'Austria sia la pietra a.ngolare della germanica indipendenza, e che n ella sua possanza quella st ia clell'intiera (~errnania. Ci asteniamo dal far e appunti, imperocchè sono sciupatP. le critiche per combattere sofismi la cui insussisten za rnlta: ad occhio eh ogui v eggente , e lim itandoci a. br evissime e iudispensabili rettifiche, lasciamo in pien arbitrio dei nostri lettori il farsi u n criterio dell'argomento .
• Dopo la ~1w1,1a{é!, 1,h ̰'lfQYél,l't! \ift\ j_µv,1.l1>~ n ell'Austria l'idea ch e nelle probabili contP,se colla Sardegna n on si avrebbe a fronte che cotesta potenza ed il partito rivoluzionario; epperò altro non Sl voleva ch e esser superiore in mare a qu esto nemico solo. Imperocchè contro una potenza mar.ittima pià forte, eerne per esempio la Fran~ia, noi non possiamo lasciar combattere la nostra piccQla marina, senza incorrere il periglio di vededa. annichilata.. - Così udivasi ragionar e , per anche nei più influenti censessi, prima di qu esti ultimi' due anni. l'ìon sembra: vasi far caso dell'indispensabilità della flotta come elemento della · difesa delle coste; b astava il saperé cbe in Ven ezia, in Pola benché incompleta, in Cattaro ecc. si possedevano buoni rifugi ed ecçellcnti anti murali, ma esager<J,vasi la sfer a strategica di queste piazze. • È noto c;ome i meiii dì difosa di una fortezza così eome la sua sfor a di at.tiviUt strategici), -' una, buona ~ituazione presupposta - n on abbiàno di vera impor- . 1,anza nelle operazioni cb e ptlr g li elementi di · offesa che essa possiede. Quest'm;;servq.zione si applica specialmente ;i,ìle p iazze forti marittime, lq. di cui _destinazione è di · offrire ai bastimenti d€:l çomrncrc io e dell'armata un ri fugio cd una posta, e di d ifen dere le coste per una certn. · r.c,stensiol'.)e contro le invasioni d i un n emico . Ma se si Yuole che la.... loro azione. particolarmente dalla parte di ·,mare, si estRnùa al di là dd!a giltab dei cannoni delle~
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J J~ loro batterie di cost~, in questo casò esse devono esserç provviste dei me~ii. offe1isivi necessari , · cioè di b uone navi da g11erra, e sovtatutto di scialuppe èaunon iere. « L'Alta Confederazione germanica ha essa pure riconosciuta questa verità e lo ·dimostra l'attività ulti mamente dedicatç1, al)a quistione della difesa delle coste; e se alcune voci sonosi nuovamente levate a sostenere che la linea. d' <).ttacco della Francia n on si trova al Reno, esse non fanno che supporre che il nostro vicino dell'ovest « afferrerà il toro per le corna. • Per FAustria dopo l'attitudine minacciosa che hanno preso · gli affari in Italia, la quist10ne è stata decisa in favore di una forte marina da guerra; e se p rima d'ora rispondevasi agli incalzanti consig li dell'illustre comandante in capo della marina imperiale, allegando le t risti condizi<'mi finan zia.rie, oggi invece comincia a prevalere la persnasione che malgrado cotesto stato finanziario, oggidì anche p~ggiorato, la flotta debb' essere posta nella condizione in d ispensabilmente richièsta dalla situazione attua.1e . .. « Gettiamo ora un 'colpo d'occhio sulle forze marittime dell'Austria. ·~ La marina mercantile, la cui navigazione è limitata. ad un attivo commercio costiero, esteso anch e all'Oriente, ma difficilmente fuori del Mediterraneo, impiega sui su oi bastimenti (1) ( che comples~iYament e portano 349491 tonnellate) circa 36000 marinai, dei quali un sesto appartiene al contingente dell'armata . - Con una estenDELLA CO.NFEPKIUZIO"I~ GERòUN I C,l
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( 1) « Il num ero d~i bas ti menti nar iganti sotto hundiern a.uslria ca è d i 1000 G!! !) ivi co mprese le piccole riari costiere ,, (e fn1·s'a nchc i burchielli cd i canotti! !) ." e poichè l'cqui p:,ggio debl/ essere , .secondo la grandezza e la rlcsti,,azi onc d ei b,1s li mc11ti , fra 30 (' 400 uomini, il numero di marin a i sovra da to scn,br:1 essere troppo piccolo; n on vi son o compresi che i
ma1·iuai patental i e,! i c,1pilani, n on già i piloti, i macchinisti, i mozzi, ecc. Se dun_que si doma nrla quanti mari no.i ha nno vi ncll' ,\ustria, non sembrn esageralo il n1Jmcrn di olla11tami/a ([!!) ... • A m o pare invece che neppur cot'll3ndovi i pns,,·ggicri s i possa mai rnggiungerc questo numero '
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LE FORZE t.b.RIT'rrnr:
sione di ·coste uguale alla Francia (?) (1), ed una situazione così favorevole com'è quella di Venezia, dell'Istria, é della Dalmazia, deve stupire il picciol numero dei marinai; ciò prova le angustie del commercio, altra volta sì florido~ di coteste provincie. Poichè l'importanza e l'estensione del commercio marittimo fanno parte della quistione che stiamo discutendo, non sarti superfluo lo ag~ giungere alcune lievi parole sulla cagione di cotesta strettezza· della marina austriaca. Debbesi ricercare primieramente nella circostanza che la parte importante del commercio di esportazione trovasi nelle mani di speculatori stranieri; secondariamente fo ciò che l'esportazione essa stessa è di troppo limitata sproporzionalmente• a quanto l'industria e la produziqne potrebbero dare nell'Austria. Or bene, se ciò per una part~ fa prova di poco spirjto intraprendente negli industriali, la cagiou principale sta tuttavia in ciò che le piazze marittime austriache difettano di quella spedi'ta comunicazione coll'interno per via della quale i capitali cli questo possano essere attratti in grandi quantità, ed i suoi prodotti possano essere messi in commercio a prezzi così moderati (essendo anche trasportati su bastimenti dall'interno), che i capitalisti stranieri vengano slçiggiati dalle nostre città marittime, ed i prodotti esotici dai mercati anche, dell'esterno. Sittosto che il nostro commercio marittimo sarà favorito altrimenti dal governo esso prenderà, non ,,-i ba dubbio, un grandé :sv.iluppo. • La sola società marittima - di piroscafi che meriti una speciaÌe menzione è quella del Lloyd austriaco. Essa possiede circa 70 fra grandi e piccoli legni a ruote_ ~ ad clice_del carico di circa20000 tonnellate. I capitani del Lloyd ( 1) Bene ci sta questo punto infrrrogu tivo del testo starnpulo, irnpcrocchò l o svilupp'o delle· coste marittime francesi r.d austri ache, siccome l"ggesi in ogni gcogro!ÌJ ò nrppurc un ·1crzo de lle frn 1i'ccsi.
JlELLA CO~FEDERAZ!ONE GERMANlCA
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· possedono in massima una migliore educazione nautica che la maggior parte di quelli degli altri navigli mercantili . è se ne poterono impiegare parecchi con gran · vantaggio come uffiziali in sussidio all'armata. Vi si tro. vano per aricò imtJiegati t aluni uffi.ziali i quali hanno già servito nella marina militare; e questa circostanza si mostrò di crrande vanta.m,io in certe occasioni. Vero O . 00 . è che il naviglio a vapore del Lloyd non potrebb'essere adoperato ad effettivo ed io.mediato aiuto dei legni da guerra nei combattimenti navali, avvegnachè quei bastimenti non sono di costruzione a tale impiego appropriata; essi potranno però rendere buoni serv igi, siccome già i l \. fecero, -quali trasporti e avvisi; nel quale caso se ne arma il ponte con alcuni pezzi, onde non siano costretti a ,.f uggire d'innanzi ad ogni piccolo legno in crociera·. • Ma anche cotesta misura esige div0rsi cambiamenti e preparativi i quali richiederebbero almeno pareccbiè seit.itnane pel lor o compimento. L'Austria nei suoi arsenali, così come n ei suoi eccellenti cantieri e nelle sue officine 1neccaniche possiede mezzi quanti ben pochi altri Stati europei posseggono, ed i prodotti di queste ultime stanno a fron te delle migliori produzioni inglesi. Le selve deHa Croazia, fra le alire, abbondano di legnami ·eccellenti per le costruzio1ù navali ; annualmente se _ne esporta una gran quantità, ed i Piemont~si costruiscono la maggior parte dei lorn bastimenti con legnami au;triaci; -h avvi pure supèrfluità di metalli nell'Austria. Ln, Moravia e la Slesia danno canape e lino; velerie e CO,· derie hannosi a Trieste, a Fiume ecc. Lo stabilimento tecnico di Trieste fabbrica le migliori macchine, siccome pure la fabbrica di Weiss a; Vienna; dal pr1mo sono useite le· eccellenti macchine délle pirofregate Adria, Danau, delle co·rvette Dandolo, Friederich, del vascello Kaiser e di altri. L'Austria possiede per conseg,uenza le più essenziali condizioni · per addivenire una gran potenza marittima.
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L)s FORZE MARJTTIMK
Lo stato attuale d~lla marina da gvcrra ìmperiale è
il seguente:
-. A. BASTii\fENTI A VELA . Fregate: Bellona e Venen, cia• scuna di 37 ca,nnonì; corve:te: Ca.1'olina, Diana, ciascuna. di. 24 cannoni, Minerva da 8, e Leipzig da 20 cannoni ; h ricks Hussar, fl,yfocles , Pola , ciascuno da 16 e Monte• cuccolj da 18 cannoni; goìette : Saida da 6, Ai·ethusa e Artemis-ia, ciascuna da 8 cannoni; ed inoltre)~ prame, 2 pontoni, 1 batteria galleggiante con 8 o 10 scial uppe cannoniere; 11 gole d anesi ciascuna ad un capnone; poi 12 trasporti arm ati, in compl esso 30 cannoni; finalmente 40 · bragozzi e 9 luggers armate di due spingardè ciascuno. Cosicchè la flotta a vela porta 328 cannoni. oc n. Prn0scAFI A RUOTE . Greif della forza di 500 cavaìli a 10 cannoni; Lucia e Elisabetta ciascuna di 350 cavalli e 6 cannoni; And1'ea Hofer di 180 cavalli e 6 cannoni; Cwrtatone, Custoza, Fiume e Schonbrunn di 120 cavalli' e di 6 cannoni ; Vulcano e T1·ieste di 80 ca.valli e di 6 cannoni; Taurro di 100 cavalli e 4 cannoni; Al11och di 62 cav alli e 3 cann oni ; Henizi cli 75 cavalli e 2 cann oni ; Achille cli 75 cavalli e 2 cann oni; il yacht Fantasia di 85 cava] li e 2 cannoni; cioè in tutto 15 piroscafi delb forza complessiva di 2427 cavalli, portanti 80 cannoni. « c. PniosC,\Fl A EtlCE (propeller ) . Vascello di lin ea_: Kais..er di 800 cavalli e 91 cannoni; fregate: Radet:zky , Adil'ia,, Dona11, di 380 cavalli e 36 cannoni ciascuna;· Dragone ( Drache) , Salamand1'a, am bid ue corazzate e di 500 cavalli con 36 cannoni per ognuna ; Schwarzenberg e No varn di 500 cavalli e 60 cannoni (quest i duè bastimenti a vela si ridussero ad elice e sono attualmente , il 1° a Pola, l'altro nel cantiere di Trieste; fra poco sara.nno finiti); corvette: Dandolo e Friedrich d i 320 cavalìi e 28 cannoni ; . scbooners: Jlfove, Kerka e Narenta di 1_;20 cavalli e4 cannoni; ed in oltre 7 grandi scialuppe cannoniere, ciascuna d i 230 cavalli e 4 cannoni; 2.1 pi.ù piccole , di 8 cavalli e
DELLA CO:-i:l'EDEltAZ!O~E GERllAN!CA
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2 ca~moni ciascuna. I n totale 41 piroscafi. a elice della. fo rza di 7330 cavalli e 529 cannoni . - Le 6 batterie galleggianti corazzato, son o armate ci ascuna, di 16 cann oni da 40 libbre; di guisa che la marina imperiale porta iu complesso· 1033 cannoni (1), tra quali n on sono computati i. can noncini da lancia ( flootsgescl1JUtze ), da carn pagna, e . Ja racch ette ch e seco porta ognuno dei maggiori l egni . Il Ka-iser , per esempio , h a per sopraggiunta 3 pezzi di campagna, 1 cannone da lancia e 8 pezzi da racchette ; le fregate hann o in media 2 pezzi da campo, 1 da lancia • e 6 da racchette p er caduna; l e corvette a elice hanno . pressoch é tutte 2 pezzi da ra::chette meno delle fregate; l e m aggiori piro -cannoniere hann o esse pure un cannone addizionalo. E bbe lupgo ultimamente un cambiameuto relativamente al calibro. Si usavan o in pria boc~he da fuoco a pareti. l iscie da 60, da 48 e da 30 libbre; ma r ecentemente si adottarono pezzi r igati a p roie_tti esplosivi sul sistema prussiano (che si caricano per la cul atta) da 24 libbre. Tale cambiam ento , se questo calibro sarà .il solo adottato, apporterà il ·vantaggio di una gran semp lificazione n ella specie d ei cannoni o ·dei proietti . Questi pezzi hanno una gittata di 6000 passi, con una forza di percussione assai consitlotevol e per rispetto a t,tle distanza . « La marina da guerra sarda (2) al contràrio, compresav i la flotta n apoletana, si compone come segue :
(J) « Snl lago di Gard a l'A usl1'ia i,i{',ne altualmcnf.e oltre a du e piroscafi a ruote, parecchi av visi (Patrouillc u Schilfrn), 6 pirocanno nicre a •
elicc, aventi. ciascuna 2 1iczz i da 48 e 2 obici da 1(), - La Sardegna non •vi ha d1c IJ .pirocannouierc. " La flotligli.a nostra vi sat à però quanto pri ma aumentata di alcuni legn i · ('f ). « Sul lago di Mantova, stille lagu ne, sur Danubio, ree., l' Austria possiede pure un gran n umero di nuovi bast.irncuti che furon o incorporali nella marina , ma che qni non annoveriamo, avvcgnachè noli fanno pa ri e della forza mnriUima. (2) Vuol dire italùma.,
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LE FùR7,~ 11!.IÌlITrB!E
f)ELLA CO)(J'EDEHAZ1ONl~ GERMANICA
A. Basi.imenli a vela: 1 fregata, 4 corvette, 3 bri• ga,ntini, 2 golette, e 14 scialuppe· cannoniere. « B. Piroscafi a r·iwte: 20 avvisi.. e trasporti. « C. P-iroscafì ad elice: 1 vascello. di linea, 11 fregate, 2 fregate corazzate, 9 piroscafi.trasporti, 8 piro-cannomere. « Sono attualmeu-tc in costruzione i seguenti bastimenti ad e!ice : sul cantiere dell'america110 \Vebb le pir.ofregate Cavoibr e Italia;. - a Castellamare: ie fregate Etna, Gaeta e iliessina; a Genova, la corvetta Clotilde ; il· Principe Umberto, 2· fregate · corazzate, 4 batterie galleggianti; si èomincierà quanto prin1a alla Spezia la costruzione di due fregate corazzate, la Jmpavidci e l'Audace, ... le quali dovranno essere al mare nel dicembre venientè. « La marin,a di guerra . sarda è dunque già di molto superiore all'austriaca in piro-fregate ad elice, e sarebbe stata anche 'maggiore ,n el corso delranno se qui non si fÒssero fatti novelli e grandi sforzi (l) .
« Ma si tratta di dar mano immediatamente alla costl'uzione di 2 vascelli cli linea a elice e di 1O corvette parimenti ad eJice, in parte su cantieri austriaci, ed in
«
(1) Per quanto sia st,.to ben ragguagliato lo scrittore dcl,'arlicolo che traduciamo, i suoi dati sono al <lissoUo del vero, e poichè egli ci dide nvminativamcnlc il dl'ltaglio dcll'ariuala au~triaca, gli daremo alla aost1·u volta quello .della italiana : A. BASTIMENTI A VEL,l. 2 fr~gate : Prt,rlenope e Cnrrciccio/o tli 50 cannoni caduna. - 2 corvl'lle a bat.tcrie coperte: Cristùrn di 26 caunoni e Iùiridicc di 20 cannoni . - 4 corvcUc: /rùfo di 18 cannoni, Valo1·0s0 di H cannoni, Z c/firu di 12 ~annoni. - 1 brigantino a pulo: I' A,mn·a di 12 .cannoni. - 6 brigantini: Tronto di 12 canno11i, Generoso di 18 ca11-11oni, Eridano da 16 cannoni, Colombo da 14 cannoni, lntrcp'ido <la 18 cannoni, Daino da 8 cannoni. - 2 brigan li11i da trssporlo: il: Bcuuem110 . e l'Azzardoso. - 1 nave oneraria la Dcs Gericys. - 2 golrltc: l' A-l'yo cd il Feritm·e da 4 cnnnoni . - I kullcr: lo Sp11rvir.ro - 1 bovo : il • Lampo. 'l'otale 22 legni a vela . /]. -!)ASTUIENT I ,1 V,\l'ORE ,1 RUOTE. 10 pi ro-frc•gate : Govem:,ln du ,,50 cav'a \li e "J2 cannoni, Costiluzio11e .,la 400 cavalli e 10 cannoni, Ji,Uore Fieramosca da 300 cavalli e 8 canno11i , Liuggero da 300 Ctn all i e 8 cannoni, Fulmin_anle da 370 caY:1lli e 1'2 cannoni,- TukcFy <la 3m cavaHi e 8 cnnnoui, Archimede da 300 C'avalli e 8 can11011i , Tw1rrcdi dn 300 c.1valli e 6 canuoni, b'rcole da 300 cuvulli c 6 ca1111uni , Gui,a,i•do da 300' cavalli e 6 cannoni. - 5 pirucl!rvrllc Slr~111l>uli, ,1iiwio da 'lUO ca-
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valli e 6 cannoni, 1tlonzwmbano di 200 cavalli e ~ cannoni , Tl"ipoli da 180 cavalli c 4 cannoni, 1"1alfcitano di 160 cavalli e 4 cannoni, - 1 1 piroscafi avvisi: Aquila di,l30 cavalli e 5 c:.nnoni, Sfrena di 130 cavalli e 5 cannoni,. Piloro da 120 cavalli c 5 cannoni, Gorigliano da 120 cavalli e 4 cannoni , Rondine da 40 cavalli ·e 4 cannoni , Antilope ùa 40 cavalli e 4 cannoni, Aulhion di 130 C3valli, Galnara da 90 cavalli cù 1 cannone, lchnusa di 90 cayalli c .3 cannoni, Giqlio ili 60 cavalli, Bnleno di 80 ca valli, .- 7 trasporli a ruote: ·Ptebiscito di 300 cavalli , Fmnklin di 220· cavalli, Rosolino Pilo di 250 cavalli , ·oregen di 60 cavalli, Cmnbria d'i 350 cavilli , Lomb~wdo c Indipendenza Ji 220 cavalli caduno. - 3 piroscafi rimorchiatori, L1111i e S ."Paolo di 40 cavalli, S. Pietro da 60 cavalli. Totale 36 legni a ruote. · c. RlSTl/ilf:N'fI A ''APORR CON ELJéP. . Pirovnscello: Re Galantuomo di r,50 cavalli e 70 cannoni. - 7 pirofregate: Ita.tia e Uc111ibcildi di 450 cavalli c 55 cannoni end una, Regina di 400 cavalli e 50 cannoni., 111m·ia Adelaide di 600- cavalli e 32 cannoni, Ducct di Genova di 600 cavalli e 52 cannoni, Villoria J?manuele di 500 cavàlli e 51 cannone, Carlo Alberto di 1100 cavalli e 51 cannoni. - 1 pirocorvi>IJn S. mnurmni di ',!?O e.avalli e 30 cannoni. - 2 pirobatlcric corazzate; Terribile e Formidabile fii 400 cavalfi e 30 cannoni cad urrn. - 8 pirocannonicrc: (11rtato11c, f'c1leslro, Montebello, Va.rese , Confienza e Vinzciglio di 60 cavalli e 4 cannoni raduna, Veloce e Ardi/ci di 40 cava lli e 4 cannoni. - 9 trasporti: Conte Cavour di 300 cavalli, Calatafimi e Ferruccio di SO cavalli co.dllno, Vittoria di 320 cavalli , Volliwno di :ioo carnlli , Dora di 240 c9valli , -Tanm·o di 200 cavalli, vVasltinytou di 200 cavalli c 4. cannoni, \Veasel di 80 cavalli. Totale 28 legni a elice. D. BASTIMENTI IN COSTII.UZIOJ'lll. 4 - pirofregate ad clicc: 'Gt1ela di 450 caval!i e 55 cannoni, .Messina , Prfacipe Umberto e Princ-i1,c Cari-. gnano di 600 cavali i e 52 cannoni ciascuna. - 3 pirocorvette ad elice: Pl'incipess·a Clotilde da 400 cavalli e 28 cannoni, Magmla da 500 cavalli e 24 cannoni, Et,w da 300 cavalli e ,1 0 cannoni. - In trasformazione: l frrgata a vela S. Jl'Jfrhele da 4.2 cannoni. Totale legni 8. Cosicchè la marina da guerra italiana consta di: 22 bastimenti a vela portanti 305 c:rnnoni 36 idem a ruote 139 » 28 idem ad clicc 542 » ·8 idem in costruzione e trosformaz. 315 ,. ·1301
A!Jl,iarno cioè 300 caunoni di più della !lolla austriaca,
(Il T.)
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LE FORZt,; 11.\RITTIMY.
parte su cantieri inglesi; mentrecchè si è cominc_iataultimamente sul cantiere del cav . Toncllo la costruz10ne delle fregate· corazzate Kaiser, !tlaximilian, Don Juan d'Att· stria e P1·ilicipe Eugenio. La cost1:uzione di piro-cannon iere procede pure alacremente. « Prima del 18< 18 lamarina imperiale non aveva un carattere propriamente austriaco, e neanche tedesco, ma un carattere piuttosto italiano e specia mente veneto. -Le manovre si comandavano in lingua italiana - grande era il numero degli uffiziali italiani che vi servivano; gli equipaggi si componevano esclusivamente d'Italiani, I~triani, e Dalmati. Venezia era la principal stazione; - 11 gran numero d'intime relazioni fra gli uffiziali e le principali, famiglie veneziane, l'antica importimza di Venezia ~ 1~ sua gloria guerriera, di cui si vantavano volentieri i numerosi figli della città dei dogi, éhe servivano nella flotta, unitamente alle particolari tendenze dei tempi, banno contribuito senza dubbio a produrr~ cotesto spirito , il quale assumendo di giorno in giorno un'attitudine piL1 minaicèiosa risqlvevusi in una catastrofe ben conosciuta ma salutare pèr le sue ulteriori conseguenze. « Quandò dopo la ritirata delÌiL squàdra sarda sòtto Albini, la flotta imperiale intraprendeva il blocco di Venezia e di Ancona, essa consisteva in 3 frP.gate a vela, 5 corvette a vela, 8 bricks, 2 golette é tre avvisi a vapore sotto il comando dell'ammiraglio Dahlrup. Molte cose si arnmigliorarono d'allora in oggi. . . • La lingua dei comandi è oggidì tedesca; l'uffiziàhtà, che a lato di un grannumerc di tedeschi ha ammesso tutte le altre nazionalità dell'impero, porta lo stesso tipo austriaco che si osserva nell'esercito; vi si può dappertutto riconoscere lo stesso còrdia.le spirito di corpo, un portamento sciolto e gentile nella conYersazione , molta coltura scientifiC(L e gran buona volontà. Ebbirno più volte
DELLA Cù:-IFEflER.~Zf:)X& GER,lAN\C,\
}27
l'occasìone di visitare i, legni della flotta -i:uperialc, . di assistere ad evoluzioni, ecc. A primo colpo d'occhio si ammira l'ordiue e la puli1.ia che r egnano lbppertutto; anche nelle cose le meno import.a1Jti vi è osservafa una rigorosa disciplina.; ma dalla umanità temperala - gli equipaggi sono affei'ionati ai loro uffaia!i, ed hanno quella fierezza della supremazia del proprio bastimento sugli altri, che caratterizza i buoni marinai. Le manovre sono eseguite con una celerità e con una sèioltezza rimarchevoli, i segnali sono compr esi cd eseguiti all'istaqte; in nulla scorgf'si dubbio o esitanza . Gli equipaggi sono nudriti bene, e malgrado i l faticoso servizio loro hanno buonissimo aspett:>. Essi sono pP.r hL massima parte composti di uomini 'tarchiati e robusti. Con Italiani, Dalmati, Istriani, si confondono marinai <li tutte le altre provincie dell'impero; specialmente fra i mozzi hannovi molti Viennesi, cbe lo scorso anno s·arnwlarooo pii1 di una volta a circa 40 per giorno. • Se si osservava prima del 1848 l'a!'scnale di Venezia, co.strutw per relazioni e necessità ben diYcrse e più vaste, e se si numeravano i pochi Yecchi bastimenti della marina austriaca, si riceveva. un'impressione simile a quella che si risente alla Yista di uno dei. nostri autichi castelli in rovina sulle sponde del Reno - « Tempi passati I direbbe il vecchio cicerone additando allo straniero nella sala del mt1seo dell'arsenale la preda di Don Giovanni d>Austria alla g ioroata di Lepanto. I due o tre trofei di Larrache e di Saida ::ion testimoniaYano vittorie cli qnakhe importanza per la civilizzazione. « Come differente, quanto più lieta cd incoraggiante è l'impressione che oggidì si risente all'aspetto delle fortificazioni e degli stabilimenti di Pola (l) i qnali furono (I) Ull.i.mumcnte si pos<i mano n forlifk ,r anche LiSF'- Dcdichcr~mo io srg11 ito un articolo olle fortc21.c marittime dell 'Austria. Anno YI. \'ol. IV. -
9.
J'28 J.E !'ORZE 1!AR ITTDIE DELLA CO}ffEDER,\UON.U: GÈRl!A\"ICA progettati su cli una scala veramente grandiosa,. la dar~ sena ecc., l'attività colossale dei cantieri cli Tonello, si scorge e si sente che la mar ina imperiale prende un grande sviluppo; e si sa c:be forse fra breve puèi accadere un combattimento ad oltranza, gli si piiò anelar incont1·0 cMi fid•ucia (so darf mair ihrn mit Beruhignng· entgegen gehen). Uomini come l' arciduca Ma.ssimilian o, Wùllerstorf, Dablrup, Tegetthof ecc., e l'eccellente spir ito che regn.a nei marinai d' ogni grado sono garanti della r iuscita! (sind Bùrgen des Erfolge's t) ».
.
/
L'ESERCITO PRUSSI.L\NO
Sotto il titolo l' A.rmée pni.~sienne et les maneuvres de Cotoyne cn 1861, il signor l(<lrnond Pav1·0 luogotenente colonnello federale svizzero, ii c LÌ.i nome è già i5en favorevol mente conosciuto n ella l.etteratura militare: pubblicava poco fa un opuscolo il quale fu aouunziato ed encomiato da t utti i . giornali militari. Siccome il lihro non fu posto in vendita, pensam mo di for cosà, gradita ai lettori della R-ivista ìl dare loro la versione della prim a parte cli esso opuscolo, qùella che trntta la statisti ca m ilitare de,lla Pnrnsia., ed a ll'aopo ci s iamo procurati l'ade sione d ell'autore la qude in termini cortesissimi ci venne accordata. -- Le notizie del s ig nor Favre sono attin te alle fonti più esatte, e le sne opinioni Sltl merito dei nuovo riordinamento dell'esercitG p russiano emanano da q ùe1la sana logica c;he è frutt o esclusivo dei, concctt t scientifici contrnllati dalla prntica . L'esercitò prussiano ha subito nell'anno 18G0 un riordinam en t o fo ndamenta.lo, qm,si compiuto al presente, e destinato ad accr cs<~crc la sw, fo r za. Lo r;copo p,·i ncip11 le
PRIJSSL\NC'I
)30 di · tali cambiamenti quello fu d i r.iclurre - considerevo!• mente la destinazione dell'antica landwehr e cl' accrescere •le forze dell'esercito attivo : la durata della ferma a l ser vizio in quest' ultima venne prolungata , un maggior contingente è preso sulla leva annua disponibile, cosicchè si giunse a raddoppiare l'effetfr;ro della ,fanteria, e fra breve gli effettivi .della c~valleria e dell'artiglieria si saranno sufficientemente elevati, per ristabilire le volute proporzioni fra le varie armi, qua.li p roporzioni sono al momento alterate a cagione di quest'E,norme . aumen to, Questa trasformazione era desiderata dall'esercito : essa lrn, incon trato, come era presumibile, una certa opposizione, ma venne effettuata., e ne va devoluto ,l'onore dell'attuazione al generale di Roon attuale ministro della guerra, uomo di talento e di una grande energia. Per lo innanzi la Prussia non poteva mobilizzare un esercito zionato alla sua import,a.nza politica senza chfa,mar l)ro1)or f l. sotto le armi una p::irte di-:lla landwehr, e · questa mo ) 1lizzazione di un gran numero d'uomini, distolti così dai lorq , lavori , non aveva l uogo senza causare una , certa agitazion e. L'esercito im1)ortaYa, è vero, minori spese, ma era uno st.ron:ieuto cli cui non potevasi disporre in un dato momento senza certi preparativi sì considereYoli, che ne inceppavano l'uso , che impastoiavtmo l'azione della Prussia nella sua politica esterna , e che perturbavano profondamente la vita ci vile del paese toglie11dogli subitamente ùn gran numero. di braccia necessarie. L' organizzazio_n e novella r ipara in gran parte a questi inconve n ientì, giricchè l 'eser cito attivo ha acquistato una forza molto maggiore, forza oramai bastE-;vole pei· assicurare alla Prussia il mantenimento della sua influenza politica esterna, senza turbare la vita interna d el paese; oggidì b landwehr non è più chi.amata. sotto le a1:mi .che per lcL d.ifosa del ierrilorio iu cuso d'in vasione. 0
13 1
Glt on eri del nuovo l>ilancb militare sonosi accr esciuti in una nòtevolo proporzione; ed in vero le Camere non ·votarono quest' aumento cli spese che per un anno; ma durante q uest'anno, la trasformazione dell'esercito ed in particola~e q uella della fanteria, h a dovuto n ecessariamente essere compita, ed ora sarebbe quasi impossibile · il ritornare indietro. Ii perchè la quistione attualmente pendente dinnanzi le Camere si riduco alla votaiione di crediti 'più o meno el_evati, e secondo il senso della sua soluzione i soldati passeranno ' m inor tempo sotto le baridiere, e maggiore n ella riserva o inversamente; ma pr0babi lmente la nuova 01'gannitzazione , tale che siaù1 por farla conoscere , non sarà sensibilmente modificata, . Vi si ritroveranno certe denominazioni e certi tratti cbo ricordano sirJgolarmente l'organizzazione dell'esercito svizzero, se tuttavia tiensi conto della differ enza ch e v i. ha fra un esercito di linNt ed un e.s ercito di m ilizie.
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l
Com1iosizìo11c e forza dell'esercito. Dai 17 ai 50 anni ogni prussiano è soggetto all'obbligo del militar servizio , ma i carichi cLe un tale obbligo impone v ann o dnniuuendosi . A datare dall'etti. di 20 anni egli' serve cinque anni n ell'esercito attivo, eccettuatri la provincia di vVestfalia, le d i cui recl ute non sono prese ch e all' età di 21 anni; di cotesti cin que anni, ti<e n e passa il soldato sotto le ar:1.1i e due in congedo nella rise):va dell' esercito attivo; da 26 a 32 anni , egli è classificat0 n ella lanclwehr di prima classe, dai 33 ai 39 anni compiti n ella land\Y•:!hr di 2• classe; finalm ente p rima dei 20 anni e dopo . i 4.0 il pr ussiano p uò essere ehiamato, dalla leva in _m assa del paese, al servizio militare nel lan dsturm , in cui sono pur e annoverati tutti
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eoloro i qnali per di \·orsi motivi, si trn,.-av<1rro dispensati dal servizio n ell' esercito attivo o nella land·wehr. Nella cavr1lleria o nell'artiglieria gli uomini rimangono qnaHro an ni sotto le armi. 1 q.unkeri e gli anabatti.-st:f'. in YÌsia della loro ripug11anza pd servizio, basata sm l oro prin r:jpii religiosi, ottengono di,pensc'. siccome pure gli alunni di cer te scuole. Gli a llievi dC'llo scuole militari di cui l'educazione si è fatta a. sp<'se del lo Stato, incontran o p er ciò l'obbligazione cli servire attivamente 11ii.1 di 5 a,nni. _ Per compenso , i giovani che hanno r icevuto una educazione liberale, gli studenti od .in generale quelli che si destinano alle scienze ed alle lettere , hanno faco1!à di compiere le l oro o~bligazion i militari in un anno , alla condizione di v estirsi, cquipa15giarsi, ed inte;·tenersi intieramente del proprio ; lo Stato loro irn presta le armi . Essi vengono esaminati da una com-·, mis::;ione la quale decide se adempiono a1Ie condizi01~.i 1·ichieste p er ottenere cotale fayor e; se t rattasi d.i giovani m edici, o di studenti in medicina, p0nno esser e autorizzati , in taluni casi, a pr estar il loro servizio quali medici, come farmacisti o ibferrnieri, a vece di servire .n e1l è truppe. Diconsi volonta1·i pe·r un a.nno (einjahrige Freiv,·illige) questa crstegoda autorizzat.a ad Jrn tale limitato ser v izio . I Yolon tari v engono ripartiti fra i diversi corpi, di modo che non ve ne' siano più di quattro per compagnia. Reclutato su coteste novelle basi l' esertito p russiano JJresenta approssimativamr,ute ed in n umeri rniondi l'effdtivo seguente:
I O ·in tempo di 7,acr: Cioè q uando l'esercito atti vo è sok, .sotto le arn1 i e che la riserva, è a casa , ~iccome pure l e due class.i della :1and,,·ehr :
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•P R l.' S:,TANO
L L~F. ~{Cì TO
PanliJria. 254 bi,tlagl icm.i
13-!000 nomini Stato maggioro pe.rmaneote dei llG battaglionj dilandwehr l a cl as~e , à lì u omini per battaglione . 2000 29000 Cavnlleria. 20D squadroni . Artiglieria. 108 batterie. e 56 compagnie., s iano 442 pezzi e 5H27 cavalli . 22000 • Tnippe del Gen'io . 9 b attaglioni ·. 4800 8200 Treno e . Opemi. Totale 200000 uomiJl i
L'or.oO'anizzazì.one ter:ritoria1c prodomina in t empo cli pace èli guisa cl1e l o reclute d i una stessa provincia servo_no n el corpo cT'esercito in guarnigione in queste provrnc1e . L'esercito int.iero è diviso in noYe corpi: la guardia <> 8 corpi c1·ese1~citò 1-jrovincial i.
Og11i r eggim ento è form ato di tre battaglion i, ogni 1)1·1·,/a ' t·t o< e
l t I
~ (
di due r egaimcnti orrni divisione di due brigat e t-·O ' odi fa nteria, e di unn. brigata di due reggimenti di c.avnlleri~. F inalm~nte u n corpo \l'esercito provinciale s1 compone d i : 2 divisioni cli [anterìa (con cavalleria).
1 b rigata d'artiglieria. 1 battaglione ,J i cacciatori . 1 d i p:onieri . 1 del treno. In tempo di guerra, il corpo ct·èsercito mobil izzat o ò composto in modo , diverso. ;!0 Iii,
_tempo di :JUC?''l'll,.
F'antcria Esercito, a1 1iYO: 25:3 battaglioni
a 1000
uomini 253000 uomini Battaglioni di ckposito: 83 battaglion i a 1000 u omini 8.3000 La.ndwehrdi la e ~a classe2;3,2 battaglion~ 209000 · • Totale della fanteria.
545000 uomi ni
134 L'ESERG!TQ , Cavalleria•. Esercito attivo: 215 squadroni 32000 uomini Depos.i to. 11000 » Tota.le· della càva1leria
43000 uomini
¾a cavalleria deI!a landwehr è stata soppressa. Art-iglicria. Esercito attivo e riserva: 1114 batterie da 8 pezzi, 1008 pezzi con 36000 cavalli e · 41000 uomin_i Landwehr: 83 compagnie di posi.zion-o 19000 ) Totale artiglieria
Truppe del genio e I'ionieri Treno e Opera.i: U!fiziali in sop.ranumorn .
60Ò00 uomini
4. Di un battaglione di pionieri e del treno necessario. In riassunto ed in numeri rotondi: La Prussia ha. in tempo di pace un esercito di 200000 uomini. In tempo di g uerra l'esercito attivo può essere portato 460000 uomini a • 240000 La land wehr a In tutto 700000 uomini Su 18 milioni ' di abita.nti, l'esercito atti,•o è di 2, 6. 0[0. La landwehr di 1, 3. 010. Complessivamente a poco presso4010 de1la popolazione.
10000 uomini
30bOO 15000
Totale dell'esercito sul piede di guerra 703000 uomini Sul piede di guerra, il numero dei corpi d'esercito rimane sempre lo stesso, ma quando l'esercito entra .in 1 campagna, l'organizzazione dei corpi d'esercito provi11ciale è modificata nel modo seguente : , Un corpo d'es,~rcito mobilizzato si compone allora: l. Di due di visioni di fari teria. Ciascuna di queste divisioni annovera: a) 2 brigate a 6 battaglioni,. cioè 12 battaglioni di fanteria. b) Un reggimento di 4 squadroni di cavalleria. e) Una divisione di 3 batterie a piedi. La. divisione è dL1nque composta delle tre armi .riunite. 2. Di una divisione di cavalleria di 4 reggimenti con una batteria a 'c a.vallo. 3. Di una 'riserva d'adiglieria di 5 batterie, di cui 3 piedi e 2 a cavallo.
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PRUSSJ.\NO
Gracli e distint·ivi. Cominciando dai gradi in:eriori, i gradi ed i rispettivi distintivi sono i seguenti: L'appuntato porta un bottone alla galletta, il sott'uffiziale o caporale un gallo11e alla gallet ta ed ai paramani. Il sergente -un gallone si mi:le ed un bottone alla galletta. L'alfiere a dragona. (Portépéefmhnrich) o aspirante, porta la draD'ona d'argento sulla sciabola da soldato., o Il sergente maggiore ( Felcl webel nella fanterifl., o il Wachtmeister nella cavalleria), siccome pure il sergente mao-aiore in 2° porta _sulla sciabola la dragona da uffiziale. 00 · ' Gli uffiziali sino al grado di capitano portano _due contro spalÌine senza. frangie, a corpo cortissimo·, col centro di panno e l'orlo di metallo. Tutti gli uffìziali p_0 rtano la dragona- (Portépée), ed è an~essa una granclé importanza a qu~sto distintivo, a tal prmto che un ,diplomatico od un uffiziMe di corte il quale sia stato. militare porta sempre la dragona alla sua spada qual distintivo d'onqre.
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l'RUSSJ,\'.'(0
1:ESiòRCITO
Il secondo tenente non b. stelle sulle s uo spalline .. Il primo tenen te ne ha un a . Il capitano due, e comanda una . compagnia od un o squadr on e. Gli uffizi ali superiori po:-tori.o due spallin e a pjccol e frangie . Il maggiore p on _lJa stelle e corn·and& efso pure un battaglione. Il luogotenente colonnello h a una stella. Il colonnello, due stelle, comanda un reggimento. Gli uffiziali generali portano in piccola tenuta due 10palline a grosse frangie. _ Il gen erale m aggiore, senza stelle, comanda. una brigata . Il generale luogoten ente, una stella, comanda una divisione. · ·
Panteria. Nell'eser cito prussiano la Guar dia _form a un corpo a p arte , sempre di guarnigione a Berlino od a Potsdam , avente la sna artig1ieria, l a sua caval leria, tutt o quanto cioè è necessar:io ad u n corpo d'armata. La fan teria. della Guardia si compone di: 4 Reggimenti cli gu.a rdia a pied i ciascuno 4 Id. di gran atieri cli 1 Id. di t ucilieri tre b attaglioni 1 Bat taglione di cacciabri 1 Bàttaalione di tirag1iz.tori Totale della fanteria della Guardia, 9 reggimenti e 2 battaglioni.
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Il generale di fanteria, di cavalleria ed ar tiglieria,
duo stelle, comanda un corpo d'esercito. Il fclcl mar esciallo, due bastoni in cr oce, comanda un esercito cli p a 1·et;d1i. corpi d.esercito. Uno solo havven c n ell'esernito prussiano, il maresciallo vVrnngel; duran1e lungo tempo d opo Blucher, non Yi fu Prussiano d ì ta l grado ; il clLLca di \Vellingtoù solo lo avea otten_u to . Tutte le spalline son o d'argento. I generali in gran tenuta porta.no, in vece delle spalline, g ross.e a.igwillettes d'oro ; come tutto l'esercito, por ta.n o l'elmo, ma sormoutato , in gran montura, di un p ennacchio bianco e n ero . I luogotenenti g enerali e gradi superiori h a nno -d iritto al t itolo cli eccellenza. . Gli uffìziali cingono Ìa scitrpa argento e nera qnal d istintivo cli servizio ed in gran tenuta. Gli ai ntanti di camp o la portano ad armacollo. E;;arninianro ora ogni arma separatamente, e lasciando in disp arte la lanclwebr eh è oggidì affatto secon daria, occupiamoci soltanto dell'esercito permanente.
l
La fanteria di l inea si compone di : ciascuno 12 Reggimenti di granatieri d1 8 Id. det.tj di fucilieri tre battaglioni 52 Id . clet.ti di moschettieri 8 Battaglioni di cacciat-:iri -1 Id . d'istruzione . Il numero totale della fanteri~, com presavi la Guard ia, si è dunque di 81 r eggimenti e 9 battaglioni. In tempo di guerra si aggiu n ge a ciascn n reggiment~ un quart o battaglione, · d' ugual_forza, cioè battaglione cli deposito. · . . In cadun r.eggimento , il terzo l)attaghon e , composto d'uomini meno alti , più sve1ti , di statura più eguale, porta il nome cli battagliorre di fucilieri; è armato cli fucili alciuanto p iu corti , ed ha la bufot tena nera a vece della bufcttei'ia b ianca. In-oltre ; gli otto reggimenti di li1:er. detti d i ft.'.cil_ieri, . i quali anticamen~e erano reggimenti d i riserva plllttosto . i nferiori ·ad altr i, so110 oà1 destinati a divenire il nucleo
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L.ESERCl'.1'0
della fanter_ia le~g~ra dell'esercito. Il ministro <lella guerra l~a dato ~li ord~m necessari a che la miglior scelta delle 1 e?lute sia _desirnata a q uesti reggimenti; loro si darà la sc1abol~-baio~etta. I fucilieri , sia di questi regaimenti che dei terzi battaglioni di ciascun reggimenti , son~ dunque, pella lor_~ stl~~ura e pel loro armamento, particolarmente _pr~pr~1 all 1111piego d1 truppe leggere. La fan tena e d isposta su tre righe, ma propriamente non combatte · , . g .uari . che . . su due , essen do 1a te,rza riga ?o~pos~a d~1 mighon tiratori, destinata a somministrare 1 tiragl_iaton che si formano in pelottoni dietro le ali del battaglione , e ,che si lanciano in avanti secondo il bis~gno. C,he questa disposizione sia molto fel ice è dubb10~0_, p erché i t_iragliatori di diverse com pa.gnie,' formali cosi m pelottom provYisorii , non · · SO ttO I·1 Co. · sono p!U ntando dei lo~o capi naturali; l'eccellente disciplina della truppa supp lisce d'alqua nto a questo inconveniente. . I battaglioni di cacciatori e di tirag liatori sono su due righe. . Un battaglione è co~posto di q uattro compagnie. Eù e comandato da un ufficiale superior e (maggiore) il quale ha t~n sottotenente per aiutante di battaglione. Ciascuna compagnia è composta cli: 1 capitano, 1 prinio l~ogoten~ute , 2 secondi l~ogoteneoti, 1 sergente magg iore, 1 rnsegna, ~ sergenti, 7 sottufficiali, cioè caporali, l appuntato_ (sce!t1) e 100 soldati in tempo di pace. Il ~attagl10ne rn tempo di pace è di 554 u omini ad eccezione di quelli dei r eggimenti delle guardie che 's ono più for ti.
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t~mpo__di guerra l'effettivo è portato a 1027 uomm1, npart1t1 ugualmente in 4 compagnie. . La truppa è bella ; gli uomini sono piutt0sto d'alta statura, sottili e ben fatti; poc:ii sono gli eser citi da cui si possa,_ estraendo dalle file un solclato qualunque, trovare rn esso un uomo con sì marziale portamento. f;
l'IIU SSH !sO 130 una razza questa che s'abitua rapidamente alla tenuta e agli_usi militari . In t utta la fanteria regna una g rande uniform ità e la motleraziooe nei colori, limitati al rosso e all'azzurro , contrasta vantaggiosamente colle unifor mi di certe altre potenze, che spiegano una irorpo grande mescolanza. di colori male assortiti. L'abbigliamento si compone d i una tunica turchina a una riga di bottoni gialli ;isci e leggermente convessi, colle pistagne rosse. Le spalline varianti di colore secondo il corpo d'armat a, portano il numero del reggimento. La tunica (Waffenrock) è corta, poco ampia, ma le falde sono pit.t ampie di quelle della :un ica austriaca. Il soldato ha. inoltre una piccola veste ed un mantello od ampio cappotto ch'egli porta piegato sotto la coperta dello zaino; ma non gli è permesso di servirsene che quando il freddo è estremo od il tempo è cattivis5imo. Egli porta quasi esclusi n tmente la tunica, cd i l cappotto in Prussia non viene adoperato come negli eserciti del sud dell'Europa . - Dopo una cattiva notte di bivacco la cavalleria manovra.va, un mattino, col nn.ntello ; « Dopo che io presto servizio, mi diceva un capit.ano , no n ho vi sto ciò che cl ue voi te, e questa è la, terza , . In ciò i Prussiani vi mettono un certo amor prop~·io . I pantaloni sono, per tutto l'esercito, di panno bigio n ero; cli c1uesta specie il soldato ne ba un solo paio ; il secondo paio si è di tela bianca, e- se ne t oller a un terzo di tela bigia in servizio di guarnigione. L'insieme del vestiario della fanteria è semplice e piuttosto serio; ciò che la rileva si è l'elmo in cuoio nero, ornato di guarnitura in rame; egli è terminato da una punta da cu i partono quattro fascie <l'ottone che gli fanno come un'armatura e lo rinforzano contro i colpi di sciabola. L'aquihi prussiana orna la parte anteriore. Il frontale , quadrato, proic.ggc g li occhi od uu coprinuca impedisce alla pioggia
HO di bagnare il collo del soldato ; si porta lo soggolo ab• hassato'. Anticamente q ueo:to elmo, di forma troppo el evata ed ovoidea, schiacciava un poco i l sold~to; ora se ne ridussero le cliinensioni; eEso è quasi emisferico e forma una coperta del capo molto militare, comoda e la q uale ben ri p,tra dalle intemperie. Questa forest a cli p unte dorate dà all'insieme d'una t ruppçi, un aspetto molto guerriero . La guardia e lo stato ma~~giore portan o, in grande · tenuta, una criniera bianca, la quale r icade suÌl'elmo e lo ricop re; al cuni corpi I.a portano nera.. I cacciatori banno un casco assiti deforme, con frontale e_ copri-nuca; l a lor o tunica è verde; in tenuta d i quartiere, la trnppa porta il b erretto. Gli uflkiali lo ·portano a vece del cas~o ogn i qLtal volta non souo d i servizio od in grande tenuta. La sciabola è appesa ad un cinturino b ianco, ad eccezione nei lJ,èl-iuglioni di fucilieri che hanno tutti il cinturino n ero. Gli ufficiali la portano sotto la tun ica . Sul cinturino del soldato vi sono due piccole g iberne 0 car tucciere che posson o essere ricondotte sul dirm,~nzi d~l pett~, e contengono ciascuna 20 car t uce;ie. In tempo d1 pace 11 soldato porta unu. sola car tucciera. ' Nello zaino havvi una scatola d i latta.pelle rnu1~izioni di riserva. ' Lo zaino di pelle n era è pìttosto piccolo, la parte che poggia contro• il dorsti è cur.vata, in m odo da adattarsi bene alla sGhiena del soldato; sotto là co_perta -havvi un' a pertura a l acciolo fa quale facilita molto l 'aggiustamento e l'uscita degli effetti. Sulla coperta dello zaino si è posto, n on già u na g axetta, ma una piccola marmitta in ferro ba ttu.to, la quale p uò andar sul fuoco; essa contiene una ga1nellina ed una piccola casseruola col SLL'.l manico . Il soldato distaccato ha così tutto il u~cessario per frws i la cuciria
I'RÙSS!,\~O
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da 'per sè, n:ia ver contrario, pari11i cLe qtiesto sistema abbia qualche inconveniente . Così l a zuppa cotta in uori grande pentol a cl:ebb,e riescire più gustosa ed il l~rodo . più succolento. Colle piccole . marmitte è n ecessa.no un magMior numero d'uom ini per andar a prender l'acqua . e o p er 'c ucin a::"e il rancio; in campagna, t utta la compagnia. vi è più o meno occupata, e ciascuno fa il rancio per s uo conto. Bisogna però ammettere che l 'azione del fuoeo essendo così rnag;siorrnente estesa, il ran:::io è molto
pi i.t presto cotto. . _ Questi attrezzi esigono grandi cure per esser ben conservati, p er la q ual cosa, p resso alcuni corpi si r inchiudono in piccole tasche di tela bia.n:;a. . Il soldato non rice,,e dallo Stato, come razione, che · una libbra e rnczrn. di pane (1 hb. 12 l oLh) in guaru~<> ione e circa cl L1e hbbre (1 l it. :lo lotb) in c;arnpagna . b ' . QLrnnto al resto d el suo .vitto - · carne, sa.le e legmrn deve pagarli c .,l suo soldo . Però ,· siccome questo n~n è che cli 2112 silbergrns, cioè .circa 31 centesimi, gli s1 df1 per l o scotto ur:i- supplem ento di pnga. _ LL razione di carne in guarnigione- è di 9 loths, e eh 15 loths (cioè I12 l ibbra,ovvero250 g rammi) in campngna. Inoltre il soldato ha una libbra di l'iso e sale.
.4.nna 11;.ento. La fanteria ò quasi tutta armata di fucilo ad ago (Zundrrn.de1-Gewehr), quello dei fucili:ri, come già. dissi, è più corto di quello dei moschett1e_n . . . . Questo fucile, inventato cla.ll'arrnamo10 Dreyse, s1 can C,lVa. dapprima dalla bocca, rna 'pit1 tar~i si a_d ottarono il caxicamento pella culatta e tutti i perfez10namenh che contribuirono a f~rne l'arma prussiana per eccellenza . Alla prute posteriore del can none è solidamente avvitato un cilimlro di :20 centimetri circ<l cl i l unghezza, 11 quale
PRUSSH:-.0
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L'ESBRCtTO
co1:tie~e tutto il meccanismo speciale <li q uest'arma, e che· noi cluamercmo cilindro-culatta. Questo cilindro-culatta ha _nella su_a p~rte supe~iore uno spacco piegato e gossnto, 1~arngonab1le, rn maggior proporzione, a quello che man tiene la baionetta al suo fermo . Un sec0n?o cilindro mobile è contenuto nel cilindroc~latta; egh può muoversi indietro ed in giro col mezzo d un fermo.~ l)ottone passante nello spacco piegato. . Questo c1lmdro mobile ne contiene un terzo, l'acciarino, il quale ~on ha alcuna somiglianza coi nostri acciarini a. percussione. L'acciarino contiene: 1o Un ago che dà il suo nome all'arma 20 Un canale, vitato. nel cilindro mobile il quale serve a dirigere e mantenere l'acro ' . 30 Un porta-ago a testa, att;r~iato da una molla a spire la quale può S!)inrrere l'acro a"a11t1 ' e e1ar1O llSClrC · · o '· o · ,e d_al suo canale; questo port3.-ago è posto in comunicazione col grilletto p er mezzo di uno scatto. . 40 Uu ,unc!n~- a molla il quale pennette, a volonfa, dl legare , I accianno col . . cilind ro.. mohile o dt. S"..,pararl o . -A.11orche s 1 vuol car1ca1·e , .,~1· incomrnc1a, · · · per 1ar r:: • girare leg~ermentc ~ destra il cilindro mobile, per mezw dEil botto~e che s1. afferra e che si distriga dalla sua tMca piegata.~ 111 scg~1to si tira indietro il cilindro, e per questo m~v1mento iu pr?ducc Lra questo ed il cannone un'apert u1a ne!la quale rntroducesi la cartuccia.- Per un movimen~o m verso , spingendo avanti il bottone ed il cili nùro ~ o.bile, si ric!1iud~ questa apertura e l'orlo anteriore del cihnd~o mobile viene a combaciare esattamente coll'orlo P?stenore. dell~ canna . Il bottone, girato nella sua tacca })legata, h stringe affatto ermeticamente l'uno con t,ro , lt l a TO senza lasciar convento. L'acci~r~no ba b ensì_ seguito il movimento· r etrogrado da_to_ ~~ cil11_1dro, m a distaccando l'uncino che lo rilega , gh s11mped1sec eh seguirnr il rn0vi111ento in aYanli allor chè
143
rimettesi a posto il cilindro. Esso è restato un pòco infuori
e<l ind-ietro. Per armare, si preme col pollice i l tallone dell'acciarino, ~ lo si fa rientr~re nel cilmdro; rientrando la testa del porta.-ago incontra la tacca dello scatto che gli irnpe~ disce d'avanzare e che tende la molla a spire_ Per far fuoco basta premere sul grilletto, questo sciog1ie lo scatto . Lo scatto non ritenendo più la molla, a chiocciola , questa si tsndevivamente, spinge il porta-ago e l'ago; l'ago ~corre nel canale, penetra nella cartuccia e va percuotere un'esca fulminante posta inna:1zi alla polverè; la polvere, inftammata. dalla sua parte anteriore non subisce alcuna perdita di forza e caccia la palla nella canna. Per disarmare senza far fuoco bisogna appoggiare sulla molla dell'acciarino e tirarla indietro; ciò che allent.a la molla à spira. La canna del fucile ad ago è del calibro di 15 millimetri~ ha 4 r ighe d i 6m111 di larghezza , al passo di metri 1, 145. La palla è un'ovoide col la parte anteriore più acuta; essa ha una sola fascia ( bourrelet) che prende l'impronta delle r ighe ; il forzamento s·opera da ciò che la parte del1',Lrma e la camera in cui si pone la cartuccia non è rigata ed è alquanto più larga che la stessa canna. La palla pesa ci.rea 30 grammi. La carica è un po' pii.1 di 4 grammi. 11 limite del tiro regolare è da 6 a 700 passi. L'arma, è munita d'un alzo che si abbatte e che d'ordinario si copre con u n pezzo di cuoio. La carica del fucile ad ago si eseguisce con una rapidifa tale che si possono spara.re cinque colpi per minuto; questa dpidità è in se stessa un gran de vantaggio poichè foroi$ce in un dato momento una quantità di fuoco infini tamente più grande di quella che tutt'altra truppa a rnw.ta cli fucil e rigato. Essa è s/)prat utto preziosa per A:;:rn \'I. Yol. I\'. -
10.
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L E~IlRClTO
l' i\USSU~O
respingere gli attacchi della cavalleria., la quale prima di raggiungere la fanteria , se il fuoco è ben diretto , sarà messa fuor di combattimento. Ma l'estrema vivacità del fooco deve contribuire a far p erdere iJ sangue ·freddo a1la truppa e perciò diminuire la giustezza e l 'efficacia del suo tiro . Inoltre questa speditezza pre;;enta il g rande in con veniente rii correr rischio . cli esaurire i n pochi minuti l'approvvigionam ento delle munizioni. Una truppa ab b;;.ndonata a se stessa può in un fuoco continuato consumare in 10 a J2 minuti, e soventi molto male a proposito, t utte le s ue cartuccie. P erciò i Prussiani non lasciano mai i loro tirngliatori sen za l'immediata sorveglianza d'un ca.po, che li con tiene in g ruppi per dirigere e moderarne il fuoco. Questo inconveniente che sarebbe immenso in una truppa francese p. es ., i n cui il soldato è soventi abbandonato per lungo tempo al solo s uo impulso, ovvero per milizie m eno disciplinate che le truppe di linea , 110n è cos1i grande com e si potrebbe credere per l'esercito prussiano, poichè in esso v i regna uno spiri to di disciplina che gli permette di pr.ofitta~e dei grandi vantaggi della s u,~ arma, n eutralizzand0ne sino a u n certo punto i p ericoì i. Tuttavia gli ufficid i prussiani sentono vivam ent e_questo risch i9, come lo provano le r iflessioni che soven ti sfuggono ai loro serittori. Così il generale DeHoffmann, nel suo inter essante. racconto della bat taglia di Ligny, dopo aver parlato della difesa di questo vi11aggio fatta dalle truppe prussiane, esclama: « Questi com, battimenti in viìlaggi, n ei qu ali ciascun o è abbandonato • a se stesso., sono molto a temersi dal1e truppe armate • di fucile ad ago » ! ✓
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Questo fucile del resto pare r iunisca le condizioni d'una buon'arme di guerra, la solidità e la semplicità; il m eccanismo dell'acciarino è più. semplice ohe quello dei nostri
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acciarini a p ercussione; se nello sparo s'insudicia p iù presto, si smonta , per contro, e si ricompone con ~rande_ cele~ rità e n on pare che quest'ago, il qual e a prnua vista s1 crederebbe molto delicato, si rompa o si p ieghi fac ilmente poichè il sol dato non ne porta nemmeno di r iearr~bio; solo il caporale n e ha tre o qu attro per la sua sez10ne.
(Continua).
- --.......~.
l\tl'!STA TRCNOLOGICA
RIVISTA TECNOLOGIC1l .
Il signor Giuseppe Novi, conosciuto ,distintamente pei suoi studii sulle costruzioni navali, e per alcuni suoi elaborati scritti in proposito, pubblicò p9c'anzi il seguente articolo sul giornale La Stampa. Trattandovisi un argomento di vitale attualità, ed interessantissimo sia pel soggetto sia pel r.,10do con cui è trattato, abl:)iam creduto conveniente ripr odurlo per d1tiero piuttosto che renderne un conto sommario, ciò che non avrebbe potuto farsi senza guastarle il valore intrinsc;co. Le navi corazzate, it ferro, l'acciaio e le mate1·fo elastiche che camrJongono la corazza. Bocche da fuoco pe·r l'acciai.o e la difesa delle navi corazzate. A!odifiche clà attuare nella fabbricazione della polvere. I. Quando quel vastissimo ingegno del Melloni scopriva nuove e rnaravigliose proprietà della luce e del calorico, narr_a si che .l'illu:,tre Peclet, preclaro cn!tore delle fisiche discipline, e scrittore della 1'eoria del calore , entra !o in iscuola , esortasse i
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suoi d iscepolì ad obliare i l passato per farsi a studiare sotto a ltro aspetto e con altri principii le già ammesse dottrine. Se e::l i marini vorranno ora informarsi in questa g li artiulieri o .. strenua ingenuità, dovranno pur confessare che le armi ngate, le corazze ed il possibile uso dell'elettrico in guerra, li hanno trasporU.ti in un ,campo nuovo e sterminato, a pro~edere ~el quale, convien r innegare invecchiate credenze e farsi a studiar da cap0 i più nobili elementi delle passa.te vittorie. Nel bel mezzo del decorso febbraio, io mi faceva a sostenere la necessità di cos~rnrre prontamente buoi{ n'umE:ro cli navi corazzate in I 1alia, contrariamente all'avviso di taluni, che apertamente ed a gran danno delle nostre forze navali, si avean preso a spacciare l' inutilità cli questo ritrovato , prosternato ormai dall'invenzione di cannoni ' e di proietti , che il potente schermo della corazza trapassano da u _n capo all'altro. Piacemi il clire che l'egregio cont.ro-ammiraglio ~crugli ed altri dotti ufficiali ài marina si associavano alle mie idee, stimando che non il concetto della corazza era da rifiutare, nia <la studiare bensì il sistema da preferire. Piena quindi la rnent(~ di q ueste idee, presi a sr,rivArn in questo stesso periodico I.a Stampa, ~umero 35 e 36 una nota sull'acciaio per corazze, per armi e per rotaie, n on a stìda d'avversi conrelti, ma~ volgere l'opinione universale sopra il sentiero del vero. I fatti avvenuti in America, ed il giornalismo straniero, han dato solenne conferma a' miei div isamenti. Lo sperpero fatto dal 111errimac delle. navi nude a vela ed a vapore, l'ostinato combattere col itlonito1', il fall ito cozz~re, l'ubb idire della mole minore, i danni ricevu,i dal corpo m moto, il mancato arrembaggio, gli effetti delle forze vive sulle q uinte e sull'ossatura della garetta, fo sca1·so numero delle bocche da fuoco , la poca efficacia dei lc10 proietti, la poca altezza dei bordi, la grande inclinazione delle murate , le proprietà atto]. lenti dell'intero sistema, la len~ezza del suo moto, la malagev olezza di tenersi saldo di corr.ro .la tempesta, ecc., se hanno aperio un Yasti:--si mo campo è'iodagini agli u omini dell'arte, han d'altra via gettato un dubbio ferale nelle potenze navali, un alla rme in t.u tt~ -le marinE,rie, che con universale consentimento si son date a corazzare q.uant.e più navi esse possooo. ·
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lllH3TA
Onde il Punch. nel s uo umo1istìco stile presentava in costun:e corazza:to· da capo a piè perfino i servienti delle ·a·rtiglierie nel prossimo avYen ire del la marilleria inglese., Entrao,do ora a dire deJ!a materia di che si compone l.-1 corazza, è bene premettere che aveva già. tlato a pubblicare ie m ie iàee, q ualldo in InghiltE:rra nel Chambe1•s's Journal, feb~ b raio 28, pag. 1.27, si recava ccme frese;hissi ma novità l'innesto del m a oganese e dello zinco nel ferraccio, cioè una delle combiri'azioni da me anno,•erai e. St\U queste le sue parole: • TJdiamo dall'a l tro lato dell'Atlantico d1 tal ferro contenente una lega di manganese e di: zinco, il quale è così duro, che nessuna lima lo può intaccare , . Aggiunge poscia che testè si sono ottenuti a Sheffield risultamenti tah nella fabb,icazione del ferro e dell'acciaio,· che pochi anni or so• o si sarebbero tenu ti per impossibi li . L'acciaio omogeneo, fabbr:ca!o dal BessemF?r, supera , a suo d ire, ·qtialsiasi acciaio di ce11:enlazione, nò va soggetlQ_ a fen dersi o sl'ogliarsi, è auro, <l uttile, ed ba una for1.a di tensione di 40 toone-\late per ogni- pollice qt1adrato. Quest'acciaio è slato adoperato a colare g ro~se ar1igli1erie , lo quali tr<;> vansi proute ad e,·sere forate io sette .a d otto or.e di lavoro , comincia ndo dalla, produzione dell'acciaio . Pare che -il Bessemer introduca nel c rogi uolo di riduzione dlll ferraccio l iquid0, che i n 30 minu ti è convertito in acciaio, il q uale poscia va Yersato i n una fo rrna di fe rro (forse inca miciata), lunga 4 piedi ed avente 16 pollici in q uadro d i sezione. Qnando è ancor roverile la massa, si sguscia e , s i porta alta f• ciua ed al ma rtel!amento; nè più addentro se ne conosce , tacendosi dal relatore del processo il seguito delle altre opernzioni . Gli uomi ni dalle p ratiche u:ilità sono g randAmente i nter.ti ad applicare quest'acci r1io alla costruzione del]e ro taie e à'altri organi delle fer!'ovie sogget1i a potentissimi attriti, avendo l'esperieuza mostrato che quando sono di ferro è necessario rin~ novarli tre o quattro volte l'a:rno. La Società, delle arti, il Quarterly Rews ed al!re effemeridi, han dato opera a manten ere desta la quis tionc,,, _non solo sotto 1I punto di vista dell'econom ia del materiale, ma 1Jer dimi • uirn i pericoli delle ferrovie. Cosicchè il Cambers's Jo'.1-rnal scri,eva:
TECt>OLOGlCA
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, Qtiesto durevole metn llo sarà sen za dubbio tenuto presente nei nuovi · esperimenti che si fanno per saldi materiali da_ e:ornzzare le n av i, e non sar1i_ per,ltito di vista nell,l d1scuss1one dei iw!z1,.i da scemar-e i rìsch·i dei v iaggiare per ferrovie• . Tnt1avolt~ al di qua della Manica si ha tutt'al trn idea dell'acci,iio i nglese. Così il signor Adts, ufhciale bnlga ._in uua sua recentissim~ 01-era (1) ponendo a disamina i cann?ni di l_Vah• ?'rmclor,r seri \,e : « Io Jsyezia ed in Ioghdterra Sl '.abb_ri_cano acciai cl'ottime qualità. ; ma n essuno d 1 essi vmce l acc1a10 d1 Alemagna per du rezz11 e tenaC'tà. Gli altri Stati si ~forzano gioo.gore al punto dov'è g iunta la P1-m;~ia nella fab~ncaz10ne dell'acciaio e noi s~e:-iamo molto che I nostri foD d1to n , n~l Bel"io, verra nno a capo tra breve in q 1Jes tc, progresso rneta1lur;ico » . Perch&, giova qui r icorda.rio, l'acciaio fra i tan:1 _usi che si ba, serve essfmzialmentc a fa bbrica re gli anelli elastici_, 0 j coni imboccati, che, posti ino,1,nzi agli otturatori delle armi, che sì caric ano per la culatta, impediscono lo scappamento del gas. Gli stessi ciiici.d1 i traversr:li di que~t.0 ar ~1i d~v~ndo soppor tare iutto lo sforzo della carica son pure d1 acciaio d uro ll wnace;. ond e g n:.vissimo studio do nù porsi o. q nesta ot:Jova n ecessi tà del creare ottimo acciaio. Or m entre \'ingigantito suono della battaglia del 111er•rimac, trasvolando lOcen no, · ha inul) l%ato i l concetto della invu.loera-biliLà ddle n:ivi corazzate, ed ha fatlo .int:arnettere n ei cantieri 'l'ordi nario !avOl'O , a ltri e,µerimen ti sooo rnn uti a paralizzare il nuoYo in ,lirizw dato alle costr,:zioni navali, onde i , govern,1 c:redono e negino la poienza del nu.o vo meno, lo paventano e sprezzano con al terrni vece. _ __ _ Qneslo ondeggiare d i opiniorti è fu nzione di due fattori, delle mat1~rie adoperate a lla fabbrirazione delle corazze e dei pro1ett1, e della , eloc1tà i niòale che si ·può i mpri m ere all'offesa. _ Sembra che la corazza del Me1·rirnac fosse stata foggiata con rotaie da fel'rovie; tnt taYol ta i due canuo~i del Dahlg-rei1'. che dal Mom:lor lanciavano pall~ di ferro battn to del peso d t 184 li bbre, e del costo di 250 fr:anchi, n on valsero a sfondarla. a breve gìuata. Qu ~sto risu!tamento è da registrare, non solo (l ì De3 C<1-1tons rrryé~ P aris , 1862, pag. 'l1.
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RF !ST.-1
percbè i proietti cli ferro fucil!ato non ~i roui porw siccome quelli di ferraccio o d'acciaio_, m a eziar::dio p.erchè una corazza ad e1ementi libt"ri, può non tia.'smettere il moto in tutta la. si.~ intensità, ma scom porlo, da elemento ad elemen to, e resistert>. Così essa produrrebbe un effetto a nalogo all'a fablwica incerta, che non stordisce soito la furia delle a rtiglierie, ed è più dii'~ fict!e ad aprire iu breccia. Qu·ind-i., ta continuità mate1·iale della corazza; l'uni tà r igida dei sisterna sarrbbero da pro~ scrivere (1) . . I p1•,liett i Armstro1ig e quelli foggiati sulle idee del Pa ixhans han fatto cattiva pro va sulle corazze ame1icane; tutt~volla i l signor XétvÌer Rajmond opina, a ragione, che i cannoni del!:~ nave francese I,.1, Gl<H'ie , che lanciano proietti da 45 ch ilogrammi, mercè la carica di ·7 l 12 chil., avrebbero Yariato di , assai l'esito della lotta. E pitì notevoli danni sa rebbersi prodotti, se qualcuno dei due av,·ersai-i avesse adoperato uno dei due cannoni di presente cimentati in Francia, che han forato co.razze di 12 centimetri d1 po:enza a 1000 metr i , per effetto del11t straordinaria carica di 12 chi!. di polvere. Oltre di ciò dicesi che a Shoeburyness . ru:ercè un n uovocannone di ferro lavorato e ad anim:a liscia, immagina:t~ dall'Armstrong, si abbiano avuti ~traordinari risultamenti con uoa carica di 18 chi!.. e 500' grammi di polvere. Essendochè si è ti_rato ripetutamen te contro un bersaglio composto di tre piastre d1 ferro lavoralo soprapposte, og nuna delle quali aveva l27 millimetri di spessezza, per modo che presentava una spessezza assoiuta di 381 millimetn, tioè qoattro volte maggiore di quella
( 1) Qu,:sla 1;crili1 oramai riconosciu•1a nei più recenti metodi di cornzZ!\mcnto,. e che or ci compi:iccianro di vcd'ct- sostenuta dal signor !'ìovi, ., venne rl,i uoi prcscntv.tu nella Ri·v istri , non solo r,d at.ivnmente alla Jg_ sposizinne dell e lastre, ~ o ben anr.he· rclat:ivamenl•l alla composizio ne delle hslre stesse. Noi dicevamo cbe le last re composte di p:irecclri s tr~ti di lamine· di ferro marlclfalo dovcano prcsent arc maggior resistcnzr1 che non le lastre ad una _sola spessezza continua, e cbe gli interstizi laterali fra le hìst.re (minori• d'ogni minor calibro d'artiglieria) oltre al d-iminuire il peso della nave sarebbero stati un cor.fficicn t·e d'aumento· -alla robust.czz« P.d al valore del corai:znmcnto stesso.
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1'F.CNOLOG IC4
d,-:lla corazza del Warr'ior . Tre _colpi di ca nnone SOllO statì ti, rati contro q11esto bersaglio , e ciascun colpo ha rotto 1e trepiastre, cosicché la pri rna si è trovata rotta in frantumi , la seconda crepolata, la terza lace1·ata (Il MonilO?'C, N. 28). Pa~e tuttav0lta che quest i iiri siano stati attuati ad assai breve distanza. . Questi ed altri simili esperimenti mostrapo la possibilità di ,,incere la pretesa in vulnerabihlà delle navi, qual i esse sono al presente, cosicchè gli uomini d'arte si son dati a trovar modo da riuscire meglio nel loro intento, I l sirrnor Lynall Thomas notissimo sciittore ed inventore o ' ' di artiglieria., ha immaginato di proteggere le navi con lastre di ferro lavorato, obliquamente disposte intorno al guscio della nave, ch 'è pur di ferro lavorato. Gli intervalli tra lastre e lastre sarebbero rimboccati da ringrossi di legname o d'altra mat~ria. elast'ica, ed uo ultimo -involucro di feri·o fucinato coprirebbe l'intero sistema ; cosicchè la corazza si comporrebbe di due fodere di ferro lavorato, confi31ùate a cOrfO di nave, d' una serie di lastre obblìque chiuse nel loro mezzo, e di cuscinetti elastici o d'altro ' che ne òiudono gli intervalli. Altri aù dì lecrname Ù arnmorzare il colpo tentò uno schermo di terra o di cotone, ma basta por mente alla penetrazione òeì proietti, in questi mezzi, per convincersi dell'arnurdità del sistema. Per altro questi tentativi rivelano la tendenza di servirsi di corpi elast-ici ad attutire la violenza dei. colpi. Vediamo coi fatti che cosa avYerrebbe se si componesse una corazza nel m odo seguente; 1° Fodé:ra esterna di ferro laminato ed addolcito, avente ad nn brd circa 120 millimetri. 2° Corpo elastico compost.o di feltro com patt1ss1mo , sic• come quello del pili ma di Pappadopoli, o d'una materia simile alla gutta rerca; e che si potrebbe produrre con le suole ,•eccbrn ed i residui del!~ fabbricazione dell'etere. 3° Grosse barre d'acciaio a sezione ògiva le, con addenta• t11ra tra.pe'zoidale ; post'e obbliquamenté sul guscio , ed a tale distanza che il loro i ntervallo fosse uguale alla metà o ai 213 del diametro dei calibri in uso. 4° Ultima fodera di lamina fucinata a stoffa d'acciaio e ferro. fo
V
152 RlttSTA : Il fer ro. dolce e la ma.teria elastica _ammorzr:robbero in part,i la, velocità del C<Jl po, la obbliquifa delle barre àecomporrebbe la fo rza cl1clla percossa, e la componente che segue arl operar!'! trovnebb~ uella le-mpra adam_anl'irw de!l'accic1io un g ,a,:e osia: colo da vi ncere, e nélla cliscon li nuilà delle barre un'altra cagione di dispersione. Queslinterv-11110 lasciato frn le barre non pure.varrebbe arisparmiare le t rasmi~siooi delle 1'.1ercosss a ll'intero _sis1em a, ma da-rebl~e- la possibi lità di dare a lle altre forti di mensioni, a caL1sa del materiale che si risparmia negli intervalli; lasciando stare che il peso totale dell;t coraz;,a, dannoso sempre al navigare, sarebbe potentf-rnente atlenu:;ito. Le barre dovrebbero essere inchiavardate nei soli estremi, ed andar raffrena te nel loro ~v:olger~i da briglie i ovitate, onde i fo ri 110 0 le indebolissero di soverchio. ' )Je•r tu tte le quali cose la corazzci disconti,r.i1ç e lt! malerfr elastiche rnn tali id,,e, che si tr,:>v~rà modo d'Dpplicarle. · Se ·le ban e a sezi~ne· ogivale ccn quella specie d' insokatora, che generano lungo le paret.i della nave, non ne rnolestassero il moto, anzi, se a:n ·euis.,e che fosse ro per fuvorirlo, sarebbe
•
egh rn~i p<issibilo comporre il p1·irno riYestimcuto con barre o bliqut;, onde di primo slanc o s i scom rooga la forza percotente ? I.o non :;arò soverchiamente arrischiato sping1.mdomi col pensiero nel probabile avvenirn. Le navi corazzate fio imnnc, col trionfare dei mezzi d i offesa, perchè la potenza della JU llfa:a, e la genesi G.ei corpi dnri ed elastici ha lim ,ti pi i1 am pii ,li quel d 1e se l'a bbiano le bocche da fuoco r1g•1ardo al peso, alla resis louza. , alla durata ed a l io svolgimento di trapossen1 i Vl!loci tà iniziali. Egli è vero uhe or s i tende a scngl iare in un attimo e s~llu stesso punto dei!a corazza nngliaia di libbre d'acciaio , con fuochi coov,-rgenti, onde sconne -sa e quasi tritata si ri manesse; egli è veris~imo cbe si tenta r ipro :lurre l'an tichissimo divisaniento di trarre sotto i i livello delle acque p<Jtenti offese, merci~ il concorso simultaneo ùelt'aria compressa e de!la polvr re, onde le navi a st,i},r salde, prnlunga~sero la corazza s.ino alla chiglia , m~ q L1es'.e idee ed a ltre cougeueri uon sono sl facii1 ad attuar i).
TEC::,(OLOGICA
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Essenclochè gl i spari simultanei, destati pur e che fossero dalla potenza <lell'eleltl'Ìco, obbed1sccno S('!'npre a quella differenza di tempi dovuta a gradazioni dirnrse d'innesco, di calcamento delh1. carica , ecc. 0 6nuno dei proietti ha una sua particolare derivazione, nò _mi p:ir l'acile con mostruose artiglier ie, abbinar_e Je emme sotto angoli dì1·ersi , come venne in mente a taluni, quasichè i cannoni Arrnslrong , CaYall i _ Wahr,. - ndorfI , ecc. fossero ccrbollcine da farne organi d<t bai tagl ia. Ed in quanto al tiro :;ottomarino , Jasciand,1 stare da parte Je dilli.coltà di non far precipitare l 'acqua ne'le cannoniere nel~ l'atto de.llo sparo , supposto che il ;.iroietto parla dal fondo eh una nave ~er incontrare q uello della nave aYversa, dovrà sempre supera re Ìa iesistenza dc~l m ezz.o e perderti la più par te d~lla sua velocità. Oltre di ciò il s0~tore d esplosione aprendosi il varco nel!e acque, quale sa rà la reazione di questò mezzo resistente &u Ila nave donde rn uove l'azione? Ora sul lliohi to:· è stato ripi·,::,dolto il pe:osiero di Fulton di spazzare il ponte con ri petu ti getti di vapore, ma il divis,1mento del gr-ancle aineeica110 è st~to attuato a _mezzo. Fulto-'n, a rendere ìmpossi·bile l'arrern bagg10, aveva ù1~pu:-; te ez 1_anu_io delle grosse fa lci mosse da l vapore che, i o sensi . o pposu mietendo q nan10 mai capitava ud loro corso , fa~evano s?erper~ di sartia me c.: di uomi ni nella difo sa pl'Ossima . Se p1ù rnnanz1 procederanno le cose ve.:l reUJO tra breve, _rnercè di gr~ndi ' Cff· Jamite naturali o tc,mporanee, att rarsi e npeliers1 a vicenda le navi corazzate.
lf.
Prendiamo ora a cc,nsiderare l'inclde speciale delle artiglierie per difendere·o combattére le n""v_ì col'azzate su_! mare .. Dopo che il Paixhans ebbe 1mmagmato J] suo s1steu1a a. bomba , riproducendo l'idea., tu1ta italiana , del tiro rettilineo
RlilSTA
dei pl'Oietti vuoti , le nazioni belligernn ti esagerarono q ue:;t:t. necessità degli obici e clisnatuiarono in così fatto modo l'indolo e la vera potenza dell'arma111ento navale, che il chiaro Douo-la-i ed a(tri_ scrittori dovettero ad alta voce 1-1roc!amare il peri~olo ~ c_ui s1 andava mrontro, e l'impruden;,:a di profondere ingent1ss11ne so111 me peL· un armamento, che in breve avrnbbe do• v u~o e_ss~re mod'.ficat~, ~d il Treadwell, dolerò la perduta v~loc1tà I mziale dei proietti, non potendo in q ueslo paragonarsi le nuove artiglierie alr antico canoooe da 3G rrancese (LJes canor1.~ ~e grctncl calibro, pagi,ia. 3) . E di già l'introd uzione d'un pro• 1etLo che avesse un peso tra quello della granata e della palla piena dello stesso diametro, era già una tacita confessione del mal passo, e gli afforzati obici, di varii autori, un avviarnemo all'antico . L'elice, j proietti affusolati, la necessità di imprimere grandi velo~ità iniziali, la potenza delle nuoYe polveri, spesso spezzanti , la corazza delle navi , le bli.nde in ferro hanno creato altre necessità e dalo l'ultimo crollo alla , acillante couquist11. Ora la Francia mette innanzi scemati calibri per trarre pro1
ietti d'acciaio con la.le vcloci:à da sfondare lo schermo delle
navi: ma la carica enorme di 1O e più chil. di polvere recherà grandi inDovamenti nel materiale da guerra . P erchè non solo le pareti dell'arrne dovranno raITorzarsi di molto, ma si dovrà ricorrere a metalli più tenaci , per porre in raoione,oli rap. o port i le bocche da fuoco, con la facilità di maneggiarle, la strutt1Jra ed ampiezza delle navi e via innanzi. Ol,1·e di ciò, la dote dei tiri d'ogni bocca 'èa fuoco sarà notevolmente scema~, non potendo più i magazzini a polvere dtl bordo ricettare lo stesso numero di tiri del passato, a meno che non s1 accresca il volllllte della nave. Egli è vero, come scl'iveva l'americano T readwell, che da 20 anni a questa parte le costrn • ziqni navali han raddoppiato mole, e rhe le macchine a vapore d'oggidì stanno a quelle del saccio passato, come nella razza umana i giganti stanno agli uomi ni ordrna'ri. Ma se si corre di questo passo , di cpali spese non si graveranno gli Stati ? Sarà la guerra una furia Jù·ornlrice del sangue e delle ricchezze dei popoli I Qnando sterm inate co:azze e sterminate artigli.-rie difende-
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TECNOL(iG!CA
ranno le navi, ùi qual vol1rn10 e di quali macchine s1 dovrà , Jisporre? ( l ). Il piccioli.'.';;imo illonitor, con due callaie tubulari, che pre:sentano 3 mila piedi quadrati di superficie riscaldata, dicesi die non percor re se non che sette nodi all'ora ( La Patria , n .0 .108) (2). l\la., facendo ritorno alle ruurnzioni, è da por mente, cl1e cariche cos·1 Yol11mino~e riescono più d10ìcili a maneggiare nel 1rarncs1io del coroba.ttere , e più pericolose nei casi fortuÌti di csplos1ooe; ed oguuno sa gli sforzi che si son fatti per evitarli, rnercè cassette, astucci tutt latori ed una streua sorYeglianza. nel trasporto da luogo a luogo. Noi non dobbiamo illnderci sulla facili tà di trovare un cal1brn, col quale si possa consc9:uire una favolosa , elocità iu1zia1e, e che soddis(i ad un tempo alle condizioni di mobilità, i·esistcnza , rincnlameoto, durata, ecc. Le recenti esperienze fatte dal capitano Rodmau negli Stati Uniti e riportate dal london R~vicw, mostrano in quale rapida scala crescono le pressioni dei ga:; della polvere sulle pareli dell'arme al crescere della carica e del calibro. Queste pressioni. si son trovata toccare i ·immensa cifra di 50, 000 chi .o&rarnmi per poliice quadrato nelle bocche da fnoco già note, il che par dovuto alle gra o quantità. di calorico che sYolgouo le grandi masse cli polvere, calorico che mentre accresce la tensione dei gas, non trova a sperdersi nella circoscritta irnptdìc1e di raffreddamento che l'inviluppa. Forse è da supporre cbe a quella elevata temperatura e pressione i prodoui chimici della polvere siano modificati ed a.-;sumano altra 1111tura., forse 0 da credere che uno svol.,imeuto e strnord1nario di elettrico accompagn i quei fenomeni e ne renda 1
( t) Sull'Ambia, bella nu,·e a v.1po1·c, coslru lta in loghiltcrra, la macchina pesa 6S0 lonnclla t.c; or.c npa u uo spazio d i 928 metri o consurnn 90 Lonnclbtc di ca rbone in 21, ore ( DUPI N, Rapport su r t'exp. de Londi·es). Sul Napoltiun, ch'ebbe si stupendi successi, rappurccchio mo,•cntc ha u n peso così straordinario , che ad ogr,i cavallo corrispondono 1000 chilo~r~mm i di peso (11/m., op. cil , pug. 220). (2) 11 nodo mar i110, equi1·ale a 15 m. , ~3 in 30 secondi (vcdnsi Alm.. clcs p1·og1-és dc l'ind. JJCtr., l8G2, pag. 215),
l11YlST,1. 156 più intricata la spiegazione. Io non ig_n oro ~he il sig. Lynall Thomas, sos tenne innanzi la Sor..ir:,tà Reale di Londra (tornata del 16 dicembre 1858), che non era gi usto attribuire .l'accre - · scirnento d"èffetto de!le for ti c·aiiche di pol 1•ere a l solo svoigimento del calor ico, ma ad un'uzi011e iniziate della pohere che c resce o dirnin uisce a l cresc,,n: delle cariche. Ma, a dir vero, i qnattro elementi di forza che egli cousi• dera nell'azione della polvere, cioè ': 1° La trasfornrnzione istantanea nei gas; 2° L'ela sticità di questi gas; 3° L'elastici tà che essi acquistano col crescere della tem• peratura; 4° Il tempo adoperato per la combustione compiuta della carica ; . non sono assolutamente effetti delìe stesse cause? cioè: del calorico, dell'elettrico, dell'indole della polvere, dello spazio in c;r brucia , ecc. , e tra ' esse non .è il calorico quello che, vari è.I.mente modificandosi per effetto delle condizioni che presiedono a lla sua genesi, modifica elasti:;ità, pressione, percussione, impulsione .e durata d'azione nei gas della polvere'! • Solamen te Lynall Thomas concorda col Boxer, col Roclm.an 1) con altri in questo nel . riconoscere le tendenze che hanno i grossi cal ibri a rom persi ( op. cit., pagiua 63 ) . Secondo il · D.ihlgren , ufiìciale della marina degli Stati Uniti d'America, questi grossi calibri dovrebbero essere afforzati . alla culatta oltre i termini comunemente accettati , potei;i.dosi rapidamente scemare il :netallo dalla culatta alla volata; ma gli espe, imenti ,1ttuaLi dal Rodman nella stessa America, m ostrano che a partire dal fondo dell'anima sino a m. l,ù5 la pressione diminuisce, ma a partire da questo punto, contrariamente a tutte_ le credenze accettate, la pressione aumenta sino a metri 1, 75, onìndi diminuisce di nuovo, e presso la bucca è più forte che ~ m. 1,05 dal la cu la.tt~. Quindi le presenti bocche a fu'Oco non hanno la forma raziouate che aver si possano, onde con la rninima massa di metallo presentassero la m assima resistenza (1).
(1) In altrn scon tro fra il Jfoni tor cd il illerrinw.c, ~vvenuto iL! J aprile,
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T l:C!HlLOGICA
Queste cJ . altre mauifes1e wntraddii ioni mos trano che l"a rté ancor bambola, ncmostan te che da circa sette secoli tuonino le artiglierio. . . . . . Il Treadwell, dopo aver fatte ,;copp1are parec('hic art1g 11er·e, e d~lpO altr·i nutiiecosi esperinH::nti , erige a princì~iio la diffi-coltà di trora.re cannoni che rPsi:stano alle grandi cariche: , Que fai rB donc pour obtewir des pièces !a 1os istance dcnt • elie;:, ont 1.Jesoin? Répondr:1-t-on qu'on y arri ver a pc1r un ac• crois-ement d ép•aisseur? Mais ici, sans nous arrète_r à exa" min'er ies object1011s ordinaires t.ir13e5 dli gran,J accro1ssem ent , <li:s dimensious et du poids qui en rbu!Lt:-mit , nous ferons , rema rouer qu'a ncun accroissement dons ]es épais surs ne , saurai; jarnais auf;ltlen te r la résistance au degré suflisant pour compenser l'accroissernent de.force.( l ) . '. . _ . , Senza assumere in modo as:so!llto questo pnnc1p10, ed ammettere tuttavia cht1 la re~1st1:nza delle pa reti dei cilinchi vuoti non eresce pruporiionat.amente d crescc:e della spessezza delle ~
pareti.
.
. _
.
G10va ora aggiungere taluni altr i fatti divulgati dai ~1oroal1
I
spago 11oli. ' _ U ua commissione d'art iglieria istÌtLiita io fapagoa nello scopo rii cono~cen, qnale t ra i ca nnoni rigati. in uso fosse da preferire,' h'a ,ir onoseiuto che , non ostante l'ottima qualità della ,:hisa ( fer raccio) spagnuola, nessn n cannone ha potuto resi~tern a l tiro dei proietti rigati, onde essa ha rigettata l'idea dì ri<-are i cannoo i di ferraccio, · o · , Lo scoppiare delle a rtiglierie faceva opi nare ~Ila st~ssa che i l ferraccio non era da adopr·r are per can 11001 r1gat1 d1 mosso calibro , a meno ehe 11 011 si rnlesse ridu,re uotevo!rnellte e la carica. • Ora le corazze creano pel _contrario la necessità di accrescere le caiiche oltre misura; dunque nello stato presente della si-
scop pi/, a bordo di quest' ultimo una grossa artiglieria del calibro da :ioo, e produsse sì gr~yi danni che rasleiosc ad aùbandona r la battaglia (ttlou ilorc del/.'Armata., N° 33). . ( l ) Traduzion4 del Rieffel, pog. 18.
R1,· 1S1' A 158 <lerotenia non è prudente, accettare carrnoni di ghi~a rigati e di grosso ca libro a bordo delll) navi co1:azzate. Il ferro fucinato è venuto del p:iri meno al cimento, essendo a Pietroburgo crepato un cannone da 6 p<,llici di ft1ro lavorato, e I nn altro di 7 pollici a Sho,,buryntss. E.:! olire di ciò , da esperimenti fatti in America, risulta che J'insediatura o alloggio del prrJi.ello nelle armi di ferro dolce profondamente s'ingeneri in breve tempo. . Del bronzo è inL1tile i l dire, mettendo sgomento pei grossi calibri, il prezzo immenso, il suono insopportabile delle vibrazioni dello sparo a bordo delle navi, e la poca durala, perchè nonostante le illusioni degli aoCD'ini d'arte, il bronzo quale si fabbrica oggidì mal rE:-siste nelk grosse artiglierie (1). Quale tem peramento giovertt quindi accettare'? La commissione spagnuola dopo numerosi saggi si P. appigliata a fabbricare artiglierie con anima di ferraccio ed incercb1atura esterna attuata secondo i l metodo del capitano Dlakely. Coi fatti, io son di credere che i mcz:.:i da cimentare si ridurrebbero ai seguenti: 1~ Artiglierie d'acciaio duro e tenace. 2° Artiglierie di ferro fuso, in iet tate col ferro dolce, addolcite esternàmente :rn particolare· processo, e temperate alfinterno . 3° Artiglierie di bronzo fabbricate con le malt& nere del rame, <'!cl indurite internam eute con tempera analoga a quulla che gli antichi dav11no alle loro armi in bronzo. 4° Incerchia.tura d'acciaio assvlu to, o di stoffe di ferro e a·acciaio, o pur di bror.zo elastico siccome quello degli antichi, e che non si stempera e disuatura per effetto del calore e delle commozioni degli spari (2). Qt:este combinazioni darebbero metodi più spediti e sicuri di quelli sinora attuati. Non sarà fuor di propositv rammentare che in America ad avere la durezza nell'interno e la tenacità nell'esterno, furono
(1) V. A R AGO, Fv1·tificat-ions dc Pciris . (:.!) V. Bi:11zli1,1us, A111wriire 18111, per lo stnlo
isomerico ,lei bronzo,
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TEC:>"OLOGICA
fatte delle artiglierie con singol i an~lli d'acciaio rivestiti di una spira di ferro dolce, e quindi saldati a calda sudant~1 , l'uno all'altro per effello di prepotenti prE>ssioni di chilogrammi
1,015,616.
_
Da ultimo la commissione spagnuola, uotò con meravin-lia che i proietti vuoti allu ngati nel tiro in breccia ernn,, m~no S'>ggetti & rompersi delle palle pieue, cosicchè sopra 107 palle p'.ene, tratte da cannone liscio da 2-! contro un muro posto a 15 metri di distanza, se ne trovarono appena 1O che non fossero rotti , mentre sopi:a 41 proietti affusolati, privi d'ìnterna c.arica e tratti da armi rigate (~embra da 12 libbre e 4 libbre) tre solamente se ne trovarono rotti. Queslo fatto è conse-ntaneo all'ordine delle cose create, le ossa degl i animali, le piume, le cellule delle piante, le celle delle api, delle formiche, ecc., sono Vllote, onde C()n la. stessa qualità di sostanza materiale e la pressione dell'aria e dei fluidi interni s·ingeoerasse una maggiore resistenza. Nel la presente condizione delle armi rigate e delle grandi resistenze da vincere nelle corazze e blinde, sarebbe da desiderare che ritornasse sopra qncsto argomento. Il signor Cochran
<li New-York, che ha testè i rn magi nato un proietto shrapnel!, che_va forzato nell'anima del caJ none per la l'orza <lei gas della c:mca, lia fatto la pun ta ogivale di ferra ccio, ed il corpo cilindrit!o di ferro battuto. Questo proietto convenevolmente modificato polrubbe avere grandi probabilità di riuscita n<:<lla potenza delle penetrazioni, La punta di acciaio fogg iata a guisa. di coltello da forare, il corpo di ferro battuto e di poten\e spessezza farebbero maggiori prove nei corpi duri . E qui Yuolsi dire ch'esso non don-ebbe ncettarn nel S••no cariche da scoppio, dovendo tale maniera ç.li offese operare a guisa di pa:Ie piene, 90n questa diff~renza che la forma allungata, l'interno vuoto El la materia che le informa, darebbero. loro maggio:e e singolarissima potenza di pere;ossa. _ Piacemi coochindere questo capitolo con la seguente cons1de?a21one morale. Quando l'Italia, àiYisa in piccoli Stati, tritai.a n_e1la sua riC'r;hezza dovea mutare qualche parte del suo materiale cla guerra , :,;gomentata _dalle spese> e spesso 'so:i-da per AN.so \' !. \"ol. I\' . -
li.
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RIVIST A.
amor di pa rte alla voce del le sue p iù n obili intelligenze, non sapea se non che imitare, o nde pochi e si ngolarissimi nomi d'inven tori m ili tari italiani ebbero eco ·nello s t raniero. Ma oggi che il governo deve innalzarsi ai g~andi concetti e mo~ s~nu:e chu l'Itfd ia • è stata sempre madre feconda di sapere e d1 vita, terrebbe pure avviliti bo·!i ingeo-ni e v incolate le mani . O a l premio, quando un campo interminabile di sc()perte è aperto innanzi ai popoli che per armi ed ordinamenti si fanno rispettati e temuti? Le scoperte si ordi:rnno come un abito, qua·nao· s i hanno popoli in cui può destarsi la sopita scintilla del o-enio e della creazione. Volle l'autorrate delle Russie dal Iacobf u na scpperta che fosse russa e l'ebbe n ella galvanoplastica ; volle terribili m ine subaquee e l'ebbe ; evocò un genio pe rja difesa di Sebastopoli, e da umile sfera rnrse gigante il Totleben. Promotori delle grandezze dei popoli, specchiatevi nell'Inghi lterra . Nessun governo premiò così i suoi grandi uomini, q uanto .l'inglese, vigoroso ·nella politica, fermo nella llbertà, desto nei g randi interessi della sua esistenza. Pone:e mente allo ste rminato progresso cli quel popolo che pocbi anni or sono chiamavamo barbari Sci ti. Questa impulsione fu opera di stermi nate somme, ma il genio che pena nell'iwligenza non si sbriglia dalle angosci, della vita, isterilisce e muore senza dar frutti.
IIL
TltCNOLOG!Ci
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Ndl'infaozia dell'arte, q u ando la polrere non era gran ellata, e quando per impnriù di componen ti non avea rapida combustione, le anime dE>lle artiglierie nano l unghissime, e le spes·~ zze di me tallo assai ten ui, rispetto alla ca rica ed alla cattiva qu<1lità della lega; tuttavolta si avea no s pesso delle git1ate pr odigiose, e le bocche a fu oco resistevano agli sforzi degli spari. Lynal Thomas eJ al tri- sostennero c he l'impulsione iniziale della · polvere che s i rid1,;ce a s tato gassoso, è tar,to pii'.1 forte per qua nto è più viva, cioè, pe: quanto è più pii.:colo il tempo <leìla sua combustione (1 ), per la qual cosa preferirono nei cannoni la poi vera modeì·~ta meote len ta, E gli esperimenti fatti dal Mordecai (2) mostrano _c ol fatto che le poi veri viYe adoperate nei m ortai da.uno una più grande i,e.locità ai proietti, mentrech è le polveri lente w .icio in ciò da p referire pei cannoni. Onde, tµtto ciò cbe scema l'impulsione iniziale della polvere, a umen ta il - suo effetto sussegu-ente sul proietto. Sfl non che quanto più lenta è h combustione della polvere, più grande dev'essere la l ùnghezz'a dell'anima perchè la combustione fosse compiuta . . La se6 at ura del legname, la calce viva, il polverino mescolati alla polvne ne dimin uiscono fa v ivezza, cd or ch e il Rcynn.ud ha adoperato il tanno a lla fa Qbricazione d'un corpo esplosi ,·o, non sare bbe da vedere se, t ra ttando q uesta sosta nza col n itrato potassìco ~d aggiungendone una. certa dose alla polvere ordinaria, si potesse ro conseguire velocità maggiori che oou pel passato, s enza deteriorare le bo~che da fuoco? Ciò condurrebbe forse ad · allungare le anime delle artiglie rie, ma si gi uDgerebbe forse ali? scopo (3). · ( 1) Non dico istantan eo, pcr chè l'islan ta·n eo è , rispcLto al tempo, ciò che è il purtto r ispcllo a llo spa zio. Qu indi è erroneo n dire più istirntaneo o
Nel p ri mo capitolo ho de tto delle corazze, cioè dell'os tacolo , <la opporre o da vincere, nel secondo dell'arma che deve difenderlo od attaccarl0, resta ora a dire della forza motrice, cioè delia co,m posizione che dève imprimere a l proietto prepoten ti velo-· cità• iniziali, sen• za distrugo-ere le ._o , armi. E conosciuto che i g rossi calibri banno maggior tendenza a r~m~ersi e ~coppiare,. perchè le .grandi cariche ingenerano izresstom stermmate ed rnvaJutabih . .
meno istantaneo, p crchè quello stato d'essere n on .amm ette durata d i tempo p i ù o men o l unga. · (:!J Experime~ls on Gunpowdcr, p og . 306 e scg11cnti, (3) In vito i letto.i a por' mente a-i ris ultamcn ti u , cu i son giunti tesfè i si gnori Bu nscn e Scliischkof sul mod• <l'operare dell a pol vere, alla valu tazi one delle t em perat ure d ella combustione, secondo i dati del Fa vrr. e dd Silbc rmann , cd al travaglio meccanico dei gas , determ inalo dal belga Mclscns. Ques ti recenti la vori Iran disvelate uuove contraddizioni nell'a rte, fra le quali p,accmi <li re del valorn dell'equivalente meccanico del calore e della forz~ di u n chiloi;ramma di polvere, , che ,la 266,38:i !iilogr ~mmclri è stata r id otta ad 86,730. (Altn.. dt .. pag. 87).
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1'1'.:CNOLOGrcA
l o~'
avendo -unà ~o-ran'forzadi resistenza e di penetrazione, sarebbero I . CONCHIUSIONE.
1° Le corazze miste, cioè com poste da lastre di ferro la varato da corpi: elastici e da bt!,rre d'acciaio mangane~ifero, zine;ifero~ obliquamente disposte e ad io tervalli sul corpo deJ!a nave, sarebbero in questo momento da sperimentare, costruendo bersagli, che simulassero re murate. 2° Le artiglierie d'acciaio omogeneo, incerchiate di ·tenacissima stoffa di ferro ed acciaio o di bronzò elastico, siccome quello degli antichi Greci e Romani, darebbero grande malleveria di dumta e di sicureiza. · 1nsisto sull'incerchiatura in bro'nzo, perchè l'acciaio sotto l'al• tema vece delle fol'ti temperature degli spari e del freddo esterno; specialmente ne' tempi rigidi e nevosi, finisce col perdere la sua elasticità e la sua tessitura molecolare: che d'altra parte rimane profondamente alterata dalla scfa opera delle vibrazioni ripé.tu-te dal sistema. E nel dire bronzo, io non i ntendo punto quell~ di cui si fa oggid\ uso e concetto, ma lega derivante da matte impure e dotato d'altre notevoli proprietà. , A far uso di cariche da imprimere una grande velocità ini• ziale, senza rendere mostruose le pareti clell'arme, sarebbe utile allungare cosi le anime e comporre e-osi la polvere, da potere commutare il prim J conato, dei gas, in successive impnlsioni. 3° L'idea del Reynaud d'adoperare una sostanza vegetall:l animalizzata, il tanno di rifiuto, nelle polveri a baf3e di nitrato sodico, si dovrebbe trasportare nel campo della presente fabbri~ cazione del triplice composto. Ed anzicbò a9operare la calce, la segatura od altro cor po dividente per attenuare l'impuh,ioue primitiva e spez~ante dei gas, potrebbesi cimentare il tanno trattato col nitrat_o potassico e mescolato in ruode_rata proporzione con la polvere ordinaria. . 4° I proietti con punta d'acciaio, foggiata a guisa di col-tello da traforo, e con corpo cilindrico vuoto di ferro martellato; 0
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da studiare. 5° Al crescere del peso delle corazze, del· peso delle a~tigiierie. e del volurùe delle caricp.e, crescendò lo s pazio occupato dalla macchiÙa a vapore; dal combustibile, dagli affusti e dal magazzino a polvere, sorge ora più che mai la necessità <lella ricerca di nuova forza impel if,nte e di• congegnamenti; che n<m solo. presentino una mole più circoscritta, ma che richiediuo un minore approvisionamento di combustibile. Niurto io-nora i sag"'i o o {)rD.ticati con l'elettr• magnetismo, con l'etere, ecc.; . ma, . non è guarì, erasi messo in campo la f0rza espans1n1 del!'aldeide , che neu presen ta i pericoli dell' etere, ed i.I Cham,be1·s's Journa.l annunzia che l'Armstrong sia venuto a capo con ruote idrauiiohe .ad imprimere il moto, cansa·udo così a bordo il pericolo · delle combustioni spontanee, del fuoco e del lo scoppio delle caldaie ( 1). Questo. ritrovamento legasi ad un grande avvenire dell'tuna.nità, perchè forse ci darà il mezzo di correre sicuramente le i:egioni. dell'aria, e prosternare ad un tratto le potenze delle piazze da guerra, eredità <lei castelli feudali, che spesso si commutano · in istrumenti di tirannide e di servitù. dei popoli. , . Ma, a procedere alacremente in questo nobile campo, egli · è mestieri creare la · stima delle virtù nella· pubblica opinione. Spietatamente cr;1dele trionfa il dileg_gio e l'oppressioue dè_l merito, q.uando per_coscienza della propna grandezza dovrebbes1 onornce· clovuuqtie e comunqu~ rifulga della vivificante sua luce. I matematici riguardano i.letterati come accozzatori di parole, costoro aggiustano veste d'asi~ità ~l puro_ mat~m_atico; i filosofi. e gli economisti pongono gli un:1, e. gh altr~ 1 ~ un fascio se non s'innalzano , all'Io ed alla scienza del vivere sociale; · gl'ingegneri militari e civili gridano scisma ed eresi~ 0,;ni idea architettonica che non sgusci nel loro grembo; gli a;ticrlieri non soonano che cannoni; i marinai manovre e net0 te~z~ di bordo; i deputati il dire eloquente; gli uomin'.' del poter~ a star saldi in arcione e v:ia innanzi. Egli è ormai tempo d1 ( 1) Ami. 1862, N°. 28, pag, 127.
lo4
TEeNOLOG!CA
1uv1sn
saltar fuori da queste parlicolari atmosfere e di g uadare l'urrta:J nità e la patria con vasto e nobile vedere. Ognuno h~ in società i'. suo posto, ogni organo degli esseri cb e hanno vita ha la sua funzio ne da compiere O" ni m embro ' edell'assieme d,una maccb'm a ha la sua parte nel moto unisono perchè dunque, _slogicando, vogliamo che tu tti 0ctl1 uomin i sia,• ; omoisci'l ' Ora non è 1·1 tempo c h e tutta ] a savienza deH'nmanità può coucentrars1 lll un solo, come ai tempi di P l m ir,, cli Dante di Leonardo da Vinci, del V ico e di tanti altri che personifìca:ono 11 sape.re del secolo loro ; pe-rchè la dottrina è trit tla fi no alle ultime aggregaziotJi e bisogua servirsene dove si trova . A che val0 us1r dileggio contro i creatori d'idee, eJ inmlzare la sola forza animale? L'indole pugnàce ci accomuna coi bmti, il genio creatore ci accosta a Dio. I leon i con la testfl d'asino, compromisero Napoleone a Lipsia , c•li Archime<li i Michelangiolo, i Fulton, i Carnot, i Totleb;n, ecc. sepp;ro d1fen_dere le _loro patrie con mezzi evocati dall'ingegno e dalla dottrma. Cat1lma, Carlo il T emerario, Carlo XII, Paolo Emilio, Brueys e mille altri ·sanno m orire, ma Gustavo Adolfo, Vau·ban, Napoleone il grande guidano a lla vittoria con l'ispirazione del genio e dell'arte. Io _andrò forse errato, ma s timo che gli uomini d 'arte, cioè quelli che non creano sofismi, ciarle, calunnie, ma danuo _ ferro, rame, piombo, armi, macchine, navi, salu.te, riccbl',zza, (orza, onore, sono i Corioliani, i Cincin'nati, i Fabiì, i Marii della novella R oma. Italiani che ancor diguaz2'.atE< n~lle impm:a ond~ cìe!la passione, ponete m~nte a questa gran Yerità, che la v 1ttor1a va sovente lègata a11e più. lievi innovazion i. , -G lls!avo Adolf9 trionfa a Lipsia · deoli arrguerriti vet~ra n i I O-, ,·1e11' A ,em. 1 gna pn chè toglie le forcole D ai moschetti sr,ema l'ordine prof,m do, rende mob ile e forti le colonne. Gibi lterra sfida gl C sf,Jrzi della Spa.gna e della Francia perchè un umile a rtefice ha · d pensiero di fodPra r d i rame le naYi e :renderle ~obilissime al corso, e. perçhè E liiot r iproduce _o pportunameJ:!te li t1l'O delle p:tlle ro1·ent1 eri annienta le p<;>rtentose batterie _ galleggianti del d'Arç,,n (1).
La· marinerià inglese dom ina i mari per la pronta accettazione delle piastrine a silice in surroga del corno e della miccia. · -Nelson trionfa percbè reca sul mare i l segreto delle battaglie terrestri, -d'op~.rare coJ;L la massima forza sul punto decisi vo nel min imo tempo (1). La macchina a vapore applicata a lle galleri~ di m ina, spezz,a il caunone di Napoleon.e e sai va l'lnghilr.erra (2). L'elica doma i feroci Cabili, , avvoltoi del monte e tigri del piano, e schiude a Monte bello l'aarora della vittoria (3) . Un modesto costruttore, chiam ato da Napoleone III a creare una squadra corazzata, disturba i l sonno dei politici ioglesi ed incita la giovane marineria ad animata prot"'sta (4). Ed ora che il Jrle-rrimac fa sperpero delle antiche costruzioni, l'intera terra si scuote, come n el dì del fini mondo, e sarebbe quasi per gridare all'infamia ed. al leso diritto delle genti, se il crudele_ egoismo e la scemata pietà degli umani lo consentisse. $oleva dire Voltaire , · ch'e nel mondo p er venire a capo delle grandi impresè b isogna nascere ed operare a tempo . Quel Maometto che [1/ tremare l'antico m ondo a nom() di 1rn sòlo arcangelo, oggi, patirebbe la leggiadra opera dE<l palo, ·q_u and'anche s'ann unziasse a nome -di tutti gli eletti del cielo. Non _bisogna perdere d i mente questa questione di tempo: ora noi possiamo ordinarci, premiare l'amico, osteggiare o con- . vertire il neµ:i.ico, levarci a forza compatta, farci ammirare dai . popoli i nei viliti; di qui a breve una vita, che manca, una politica che diverge, può mutare l'ammirabile corso del nostro risorgimento. La rivoluzione italiana è n ata a tempo, ed a tempo bisogna con durla a porto. Non nuotiamo nella mefite che estingue l'insidia del rettile e la forza del leone, ma spo-
(2)
ARAGO.
Éloge hist. de I. H:'uU,
(3) Van_.,Swygenhouen .
(4) Quartel-y-Rew. 186 I .
(I_) Sieye e/e Gibrnltar.
_165
166
n1v1s·rA .
TEC:-IOLOGIQ°!
'16'1
si.amo princ1p11 ·più alti, più generosi e più degui dei nostri grandi destini ( l). (1) Aveva già dato alle slam pc questa breve notizia sulle navi eorn1.alc, quando m'è pe rvenuta una n ota dell'iufoticabile Adls, ufficiale belga. col titolo: Le Monitor et le i"JlleÌ-rima.c. - Paris, 1862. Dal la lettura di ques to lavoro rimane rifermato qua11to h o detto sulla potenza dei due cannoni del Dahlgren eia 180 l:b, contn, riamentc ull'opi nione di mo lti, come può desumersi dalle seguenti parole: « Mais, qn'cst-cc do nc clue le 1/f,,m:tor? Est- cc nn na,•irc arn1é d'un grand nomh rc de bouchcs a fcu? Non , il ne pnrtc que d.e11x cannn's . mais sa cnirassc, e t surtout sa d ispos il.iou , le rcnden t invu l néra b lc: et ses ,Icnx caoons son du plus fort cnliurc, nynn t une p t1is,ancc d 'éffct tPllc qoc li,urs projccti les 1wuvcnt mème péné lrer clans !es bo,:ùa"CS cuirnssés. Voilà en quoi consiste la superiorité dll 11'JonU01· scr le M~i"1~inwc. » l\cst1' pur rifermato il principio da mc enu nciato a p·1·iori d i ;1<lopc1,arc il minimo· numero di chiodi e di perni nella costruz ione di si lfalt.e n avi. avendo il capitano Ericsson costruttore del lJ'/oni/01·, osservato. questo principio. · " Un 1:~vètem_cnt de bois 1 formé principalemcnl de ch e nc blanc, dc 30 P.~ucc~ ~ cqunrnssagc, protcgc _tout I~ pri'.ll'l~ u r du navire supérie11 r, et s etcnu JllS(Ju au fond de cel u1- c1 , cest-a - d ,re; su r un e hau leur dc~ pieds. Une disr ositi on p~rticu lièr-e, n'éxigcnnt ni boulons ni chevilles ma inlient cc rcvHcmcnt aux flancs du ut1vire » . · ' . '· La corazz,a è forma ta da laniin~ ili fcrrQ d i 9 pollici di spcss~zzn : e la t.orl'e da 8 cilin dri d i ferro laminalo, della spessezza d i 1rn pollice per ciascun o ; cosicchè, comp resa l'ossut.ura , questa torre present.a all'url1> diretto e ~entrale una mas"sa di 9 pollic i d i ferro, ed a i colp i obli qu i nn~ spessezza che cresce col crescere dell'ob liq uità. Tutlavolla Erics~on- stima opp91·tnno togliere 'd ue i nviluppi , per surrogarli con sbarre cilindriche di fer ro fucin.ato, di 11 pol lici di spessezza. La corazza del 1!1erl'inrnc è composta do lunghe e largh e lastre di ferr<, fucinalo aven ti nn pollice d i sp1issczza , e s oprapposte cd in clinate sui .fìanphi a guisa delle scaglie dr.i tcslazci, e la resistenza è stata proporz ionata .a gli effetti delle grosse ai·tiglieric ed a lle loro p iù brevi gittate. ·Non è da trusa11dare, che l'aulo;e della nota, prova con salde ragioni 1~. d ifiìcollà che dovranoo sperimcnt.nre le artiglicrir, per colpire i'e navi corazza le sotto il liv e llo de ll'acqua. Nel fotto del Monitor, un pro ie tt o tleve lr:\vcrs:11·e 25 p i1idi d'acqua prim a che tocchi la nave, e perdere così la più parte rlclla Silfi fo rza, e la traiettoria ,leve incontra re l'acqu,~ con a ngo lo mol to aperto ad evitare il rimbalzo, qu indi difficoltà di trarre a grnndi ca r ich~ e d i dar,; potenti incl innioni al le bocche da fuoco . Nella n ot izia da mc pubblicata ho data contezza dei tentativ i che si fnnno p,·r attua re gl.i spari sotto il fivcllo d cll'ncqua, egl i è pu r da aggiunger,: che q11cst'1d ca. mo lti anni or sono, s i tentò in America, mcrcè i;rossi mzzi o torpediJli, com, s i può leggere nell'opera del MoNTGBl\Y,
Fusi!e dr guri'l'e.
·
Esperieuze s11i cannoni rig11ti, fatte ·nella S,izzcraf nc!l'\i mrni. t8 60 e 6-l \i> ~
,
Col cleueto federale del 24 luglio 1861 il Consiglio fede~ derale ba a vuto pieni pcilcri per determinare secondo q..ual sistema i cannoni dovranno esser& r igllti e peP stabilire la" forma degli affusti, dei cassoni e deìle munizion i. T uttavia questo decreto stesso stqbiliva che il Consiglio fed erale non avrebbe prescr itto il sistema da adottarsi che dopo nuovçi esperienze e u~i to il pare re delle commission i dei due consigli i quali dovrebbero essere invitati ad assistere a !le _esperienze' defìuitive. Gli esperimenti fatti sin ailora coi due sistemi io conLor~ renza, il sistema l\foller ed il sistema Timmerhans, non avevano dato alc un risultato deci<:ivo, e siccome il sisterua Timmerhans assieme ad impor\a nli vantaggi, sia al pupto di_ ~rista econori:1ico, che al punto d' vista tecnico, aveva presentato difetti non meno i mportanti intor.no a i quali n9n solo erano desiderabili schia.rimenti, rna erano in_dispensabili, si ·v enne ·a ouuvi esperimenti onde arrivare al più presto possibile ad una conclusione definitiva. Qui dunque non si trattava - p iù_ che di n1Jovi studi sul sistema Timrnerhans e dei perfezionamenti da introdur-v isi, poichè l'ultimo rapporw della: commissione d'ar tiglieria aveva dichiarato che il sisteO?a Mulier era comple\o, perfezionato e pro~to ad essere in trodotto. E0co su quali punti erano necessari gli scbiarimenti pel sistema Tirnmerhans: . 1° Esame della fabb ricazione dei tacchi., del materiale ch e ,· i _d ev'essere impiegato ~ del le deterio_r.azioni che vi subirebbero in trasporto prnlungato su carri da guerra . (!) Vedi Rivista m ·ilil-are italiana, a~n o Vl, voi. II, pag. !!59, e voi. lii ,
pag. 45.
RIVISTA
_ 2o Dati sulla conservazione dei tacchi, sulle modifioazion-i che potrebbero su,bire in magazzino e sulJlinflue uza che ciò avrebbe sul loro impiego. 3° Schiarimenti sull'influenza che può avere s.u ìla g iustezza del tiro e suli'aècensione delle spollette un colpo del calcatoio più o m eno forte od una ineguale penetrazione del proietto nel tacco. ·
4° Infine il gen erale T :mmerhans desiderava d'apportare egli s tesso alc uni pe rfP.zionameuti al proietto ed al tacco, pel' o ttenere da un la to, col m ezzo d' u oa più for te pressione del tacco ~u l proietto un movi mento di i-otazione· piu sìcuro, o d'altrn parte onde ottener e, mediante aumento del peso del proie tto e del volume della sua cavità, migliori risultati compa• ra tivamente a l sistema opposto. I l signor culonnello Vurstembenrnr fece con fezionare~ Berna1 sotto la _sua direzione e sotto ·la sua ' sorveglianza particolare-, tacchi ,alla T immerhaos, e ciò conformemente alle specia,li is truzioni forni te dal g•en erale. Si procedette a questa fabbricazione con tanta cura. eà esattezza , che un operaio mandato dal generale e il quale s·era occupato sp3cialmente d ì quella fabbrica• zione n el Belgio, dichiarò che nulla essa lasciava a <lesi-· de rare. Difatti i ta-:.chi e rano elastici e parevano posseàere t utte le qualità necessarie. Lo ste,so gemrale' Timmerhans ha somministrato la forma cava e la spina (mandria) pella loro compn,ssione, affinchè'la formi!- elicoidale fosse esattamente ottenuta secondo le sue idee. 'vi s i impiegò carta da cartuccie belghe e svizzere come pure carta d'imballaggio e s i constatò dagli esiierimenti che la carta belga forteme nte collata e quella d' im baliaggio poco collata, pr0ducevano i più soddisfacenti risultali colle grana te la cui forma era stata eg~a,lmente rico:1osciuta la più va ntaggios a io. segu ito .a speciali espPrienze. I tacchi di carta belga, non colla ti, diedero quasi eguali risl¾ltati. · Sotto questo rapporto si è creduto d'aver soddisfatfo a tutte le esigenze, e s·i scelse per le tsper ienze dei tacchi carta delle cartuccie belghe, collata e non cc,l!ata, e tacch i di car.t a gialla d'imbàllaggio. V
TJ!CNOLOGlCA
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P" r gi11dicai'e l'e.ffetto prodotte, dal trasp.o rto s1~i tacchi, se ne caricò una qumtità su un cassone, legati ai FfOÌetli e s i carreggiarono !'roluogatamente s~1 strade sassose, senza che ciò producesse s u essi alcun'alterazione. Era t roppo bre"e il 1empo per constatare posi ti vamente l'i n'· fluenza che potrebbe avere !'a conservazione in magazzino dei tacchi di carta, perciò se ne po~e una certa quantità in m ,i gazzrn1 umidi e quindi si usarono. L'aspetto dei tacchi, non meno che i ris ul:a ti del tiro, nulla prese:itarono_cli rimarchevole . Sit corn e le .p recedenti esperienze avevano mostrato che un colpo tt,nppo debole del calca,toio_ aveva u na sconvenevo le influenza ;ulla giu~tezza del tiro, s i sforzarono ug ualmen te colpo per colpo i proietti n ei tacchi, vi si m an tennero in .tale posizione col mezzo rl i s em plici cavigliette. Si evitò con cura ogni alla rgamen to dei tacchi e non si oltrepassò m ai il limite di pressione prescritto pella penetrazione del proie tto n el tacco . Le esper ienze fatte con cariche cosi pre parate diedero risultati soddisfacentissim i; cosi, peresempio,_s i otte nne, ricalcaodo leggermentr, Dllfl gi1 tata media è.i 1327 passi ed uua differe • za media di oaittata d1 150 pas,,i, fl r iocalcando fo rtemen te, . u na g ittata media d i 1375 pass'i ed una differenza m edia di gittata di 189 passi; risultati sensibilmen te egua li. ' Si è ammesso dunque q uesto metodo di compressionè preventiva del proietto nel tacco, dopo che la carica è ricalca ta corori d'odinario. · G ia precedeotemr nte il ~ignor geoe·ale T immerh ans arnva es ternato il de5iderio d'apporta re alcun a modificazione al h parte pos teriort=1 co nica del suo proietto ne\ s enso che le scanalatLHO destinate a prolurre l's d,isione del tacco cootro il proietto fossero rimpiazza te da nervature. Egli pens_a va che io questo m odo il ~ollegarnento tra q uesti dne pe;,;zi essenziali sarebbe più completo, sr>pratutto se il tacco era egli s tesso provvisto d1 scanalature . destinate a ricevere le nervature. Egli si )amenlaYa inolt re dell"ineg11agli,mza che e5istevi: t ra i I peso del proietto cavo del siste ma Muller ed il suo, la qual cosa danneggiava nece~sariamente il s uo sis tema pei tiri a gra• nate ed a shi-apncls.
l7o ,
)
u'1'1srA
Cons&guentemente egli mandò i disegni di tre sorta dì gr11 • nate più pesanti col rispettivo tacco, pregando che si provassero, e che si scegliesse per le definitiYe espe_rienze quello che avrebbe dato migliori risultati nelle prove preventive. In seguito a ciò le granate arrivarono al peso totale di 6 libbre ed i shrapnels a quello di 7 libbre 12 loths con una capacità: di 52 palle, di maniera che la differenza col sistema Mu,ller non ayeva più i mpo_rtanza. Tanto i proietti che i tacchi furono confezionati e verificati colla più gran cura, e si è trovato, come lo prova il seguente quadro, che le granate n° 2 dieµero i migliori risaltati, per a qual cosa si a•Jottarono per le esperienze deffoitive.
0
RISULTATI DEGLI ESl)ERH1ENTI COLLE GRANATE TllnIEIUlANS, 1\ i, 2 e 3. -
'
..
lllAGOIOB l\lJ\GGIOn
l'UillERO
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1?2 IIIVISTA La commissiooc d'artiglieria, rnercè l'att.,nzione posta nella scelta dei tacchi, lll ercè la cma impiegata nella confezione loro e nel modo di conoe1tel'le coi proietti nonchè mercè la scelta fùrma di questi, crl'dPtte a,·er sorlrlisfato:a quanto poteva esigersi prima cli pt\icedt<re alle definitiYe e.•perieoze. Nei laboratori meccanici di Olten ed in parte anche ad Arau si confezionò una s1Jffic1ente quantità di proietti pel sistema ì\foller. Il non aver sufficientemente badato all,~ Yariazioni dei diametri dei proietti ebbe per conseguenza che a Olteo bnon numero de' fori poi' le alette fnrono mal fatti e le alette ste;se dovettero .essere rimaneggiate dal colonnello Muller senza che gli fosse possibile di riporle nella loro esatta 1-1osizione. Le circostan7.e erano dunque per questo proietto meno vantaggiose che nei precedenti esperimenti nei quali si erano impiegate munizioni lavorate con precisione. In seguito a ciò le commiss:oni dei due consigli e quella d'artiglieria si riunil'ono 1'8 <,tlohl'e a Thoune per ~1ddivenire alle defìniti,ve esperienze giusta l'adottato programma.
173
TECNOLOG ICJ.
SISTE31A IIVLLUll, L'8 OTTOBRE
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I rappresentanti dei due siste:ni il gent>rale Timmerbaos e
colonnello :Mullcr, vennero pnre invitati ad assistere alle prove oode a vesseru a dare, se v'el'a d'uopo, u lteriori spiegazioni. Sfortunata.mente il primo non s'arrl?se a tale invito, la qual cosa fu tanto più incresciosa, che la Commissione avrebbe desiderato di conoscere la sua opinionn e le sue spiPgaziooi sui differenti spiacevoli fenomen i che si adclirnostrarono ùurante le esperienze. Le pl'ti,·e del tiro al bersaglio col sistema Mu ller si fecero a due riprese, prima il dì 8, quindi l' 11 ed il 12 ottobre, alle distanze di 800, 1200, 1600, 2400. e 4400 passi, col sistema Ti mmerhans alle distanze di 800, 1200, 1600 e 2400 passi, ·-9,elle date condizioni non si osò tirare alla distanza di 4400 passi. Nei seguenti specchi è riprodot:o l'insieme dei risultati.
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86
Questo riPpilogo nìostra all'evidenza la supc'r iorit.à del sistem·a flfol!er sotto il rapporto della giustezza d1 tiro; questa supe• riorità. s'esprime d'altronde dalle segueati differenze, tutte ~n L1rore di questo sistema : l\faggìor di fferenza di gi ttata . 219 passi 'Differenza media di git tata 42 , Maggioi' deviazione laterale 21 pie<le 6 pollici Deviazione laterale media . 2 , 5 S'incominciò così a ripetere alia distan~a di 800 passi le prov~ col carino ne Timmerhans, ma questa ripetizione non si spinse più oltre essen:lo così considerevole il numero dei colpi anor• mali che non si potevano altendersi che risultati ancor pjù sfavorevoli di quelli già ottenuti.
TECNOLOGI CA 175 Q uello che ha meravigliato si fL; l'inferiori'tà. dei risul:ati dei due sistemi rappo: to alle precedenti esperienze; ciò si spiega dalle seguenti cause: 1° ,Pei due sistemi, l'impiego 11el tiro al bersaglio delle spolette Breitha11pt, io luogo di tira:e come precedentemente, con proietti pieni pel sistema Timmerhans, e con proietti rn uniti, a vece di, spolette , di pupte vitate, agguagliantesi esattamente tol_la loro super6cie pel sistema Mnller. Difatti egli è evidente che una punta agguagliaute,i di conveniente maniera alla forma generale del proietto, sormonterà là resistenza dell'aria più faci lmente e senza produr1e una sì grande i nfluenza sulla fo rma della traiettoria, che u n proie~lo terminato a: la parte anteriore con una spolet.ta spianata, 2° Pel sistema Mu ller si dovrà tener conto dell'i mperfetta fabbricazione dei' ~rnietti, come già. più avanti abbiamo notato. 3° Quanto al sis:ema Timmel'h~ns, egli è evidente che il tiro a. granata è rnol.to inferiore al tiro a proietti pieni; quindi qualche leggera degradazione al pezzo può aver prodotto una cattiva infl~1eoza; ed invero s.i è notato nella carnera un lep:gero aumento nel calibro, ed il gra:io del focone s' era sollevato d'alquanto. Ciò nulla.meno rirflaoe dimostrrtto che l'esse_nza del sistema, il tacco dì carta, non riempisce regolarmente le sue funzioni, che non è egualmente compresso fra l' an ima del pezzo e il proietto, che soventi resta attaccato a q uest'ultimo, che è inegualmente ricalcato intorno al suddetto o che il _suo fonçlello è sfondato di maniera che si hanno e s1 avranno sempre colpi anormali e completa mente peràuti._ Infine si incominciarono pure esperiment.i il 16 ottobre col cannone da (ì rigato secondo i l sistema Timmerbans; ciò non per tanto non si poterono cont inuam come se n'aveva l'in teoziòne perchè le stesse sfavorevoli condizioni si presentarono a. più alto grado ancora ·che col canùone da 4 libbre. La questione dell'ìnfiammazio.Iie delle spolette può essere. considerata come risolta. Q 4 anto al picciol nnmero di casi in cui l'infiammaiione non ebbe luogo in ottobre , ciò è quasi sempre risultato dall'estinzione della spoktta dall'm:to d'ii ~ rim-balzo. I risn!tati riuscirono completa:n en te favorevoli al sistema
ANNO
VI. Voi. IV. - 12.
}76 RlVJST,I. · Maller, perchè le ' sue gra.nate _avendo una traiettoria regolare scoppiarono i n generale in prossimità del bersaglio, inentrechè le granate del sistema Timmerhans restarono soventi senza, effetto, vra perchè esse scoppiavano molto a manca od a destra del bersaglio in seguito a grandi deviazioni laterali, ora pèrchè lo scoppio aveva luogo mollo prima di giungere a segno, la qual cosa proveniva da una anorm 1e diminuzione di velocità. 1 Il rapporto del numero di schegge che toccarono•le pareti per .ogni granata scoppiata è il segue:1te: Granata a 1600 passi: sistema Muller 8 Timmerhan:s · 2 1000 Muller 7 Timmerhans 2 Muller 43 Shrapnels a 1600 ;Iimmerhans 26 , Muller 71 1000 Timmerhans 48 Si avevi,no prepar;,tè scatole da mitraglia nelle quali si aveva av uta cura, per risparmiare le .righ E', d i dimin ui re il pii'.1 pos• sibile la spessezza del fondello in lamiera e di riunire la pàl~. Jottole fra loro con zolfo fuso. ' Esse non corrisposero all'aspet• tazione; difatti col Gannooe Muller alcune scatole uscirono intatte dal cannone, trasforarono così il ta,1olato del bensaglio e furono anche trovate in quello stato sino. ad una distanza di 1200 passi oltre il bersaglio. Sotto questo rapporto {i sono perfezionarnen ti cbe possono e devono necessariamente essere introdotti li' sistema Timmerhans diede · qui migliori ri~ultati, la qual cosa si spiega faci lmente, puichè esso aveva una più forte ca, rica ed anche ciò a parte, le righe più profonde e più nume~ 1,ose del sistema Muller dovevano dar passaggio a molto più, gra,nde quantità di gaz di cui l'effetto r~ perduto, Il numero di palle che hanno toccato per cadun, colpo ad .u~a distanza di 400 passi fu di 12, 7 pal cannone Timmerhans e 5 soltanto pel cannone l\ifo ller. . I fuochi verticali con debole carica di 8 loths e coll'incli ~ nazione della bocca a fuoco a 10°, diedt-Jro una gittata media di 1000 passi. L'altezza della traiettoria, il puntéi.mento indi~
TEGNOlùGICA
177
?l'etto usato mer,)~ <l'un quarto di circolo p uossi con questa specie di' ti ri colpire un Ìlomico nascosto dietro ostacoli elev8.ti, e merita perciò qualche favurevoJe considerazione. ' Si ottennero bellissimi risultati col sistem:i Mu!ler; difatt i con una gittata media di 1040 passi, si ebbero 75 0[0 dei colpi c,he colpirono un tratto di terreno lungo 100 passi e largo 50, la qual cc,sa dev'es,ere attr:buita all'azione 1e3elare del!e righe sul proietto. Il sistema T1mmerhaos diefo risultati molto meno soddisfa . centi; egli non . ebbe che 45 010 colpi buoui. La cari ca era evidentemente troppo debole per comprimere il tacco in modo da guidare il proietto e da imprimergli un safficiente movimento rotatorio. fo parecchi cAsi il fondello del tacco fu •sfondato ed il proiet·o cacciato senza movim,,nto di rotazione. Siccome si potern• o segui re i proietl! ad occhio nudo, si osservavano fo ci lmPnte i loro movimenii irr·egolari, e si potevano così trarre conclnsiooi sulla p00. giust<>zza Jel tiro anche c:;on ca.ric11. Sino ad ora si tirarono 449 culp{ C(•l cannone N. 1, rigato secondo i l sistema Muller, e 410 colpi col cannone N. 2 ; nessun cambiamento che potess,:; avera qualche influenza sull'esattezza del ti ro , si è notato nè all'interno nè s ull"e.;terno, quantunque l'anima del cannone N. 2 p'.Jrlasse alcu na tracci,1 di scheggie di granata, ma ciò non ha importanza visto che il proietto è un icamente guidatò dalle alet,te che .sfregano entro profonde righe. Col cannone T immE:rhans da 4 li bbre si tirarono sinora 769 colpi. Dopo 400 colpi si const1tò al sito del proietto un al largamento orbicolare di 4 punti e l 12; il grano del focone s'era sollevato di 3 punti e si notava al primo rinforzo una le,ro-era sere( oc palatura. Al 769 colpo il grano del focone era uscito di 5 punti ·ed il primo rinforzo aveva pan ,11chie pic.::ole screpolature. Questa. bocca a fuoco sarà per sovrappiù segata sino al suo asse e sottoposta ad un minuto esame . Le tre boçche a fuoco in q ucstione erano d'altronde state fatte colle stesse dimensioni, fuse colla stessa lega, trapanate allo stesso ca.libro, ed officialme:Jte controllate. So si ammette, com'è prrJkbiìissimo, che queste bocche
178
RIV,I STA .
a fuoco fossero della stessa qualità, si può conchiud~re che le deteriorazioni sono più rapide nel sistema Ti mmerhans, la qual cosa d'altronde si spiega, colla maggiore tensione dei gaz. 11 cannone 'fimmerhans da 6 libbre, impiegato . alla fine delle esperienze, e col qùale si tirarono 40 colpi, ·non presentò nè allargamento orbicolare nell'anima, nè screpolature esteriori, ma sibbene qualche martellamento affatto recente contro gli spigo1i delle righe, causato dai proietti che cacciati fuori del tacco avevano toccato il metallo. Nè da un lato nè dall'altro si è notato alcun settsibile effetto sugli affusti. La comm issione procedettti quindi al confronto dei risuhati delle esperienze sui due sistemi, uniformandosi al quadro àn11es::0 ·all'ultimo rapporto della commissione stessa, e tenuto pur conto degli schiarimenti ottenuti dalle esperienze di ottobre , consegnò i seguenti risultàti:
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PAHAGONE ììF.I lUSULTATI 'DEI DUE s1srna11 OGGETTO
SISH~I;\ :I.IUJ,LER
a.) Leggerezza, cqo.:ipagiiam.,
losensibilmeBle più pesabtc
mobilità
!.lgua\e
Insensibilmente meno costose Eguale
Eguale
Eguale
6) Confezione ùclle munizioni e) Facilità di trasporlo delle
S!STE)LI T llla!B RIIANS!
munizioni d) Servizio del pezzi> (nlpid ità e facil it~)
• e) Giustezza del Liro .
Più gr~ ndc e più ,rei:pbrc ()Tiro a granate cd a shrapncls Molto- pi,ù efficace g) Tiro a mitraglia
hì Tiro verticale i) Traicltoria
' k) forza di pcrcussion~ . • 1) ElfeU.i suiic l;otche a fuoco e sugli affusti. '
· 1
Suscettibile di miglic-ramcnlo Più regolare
Movimento irregol.
Più sodclisfaccnlc
Più ra,len te dopo Piri radente p1:ima di SOO passi 800 passi Maggiore del 10 0/0 Allargamcnlo orbiNessuno dopo 449 colare e screpolnturel· colpi. dopo 1,00 e o l ~
TECNOI,:lGICA 179 Da questo q11a,ì ro ri,mlta che il sistema Timmerhans avrebbe una debole superiorità per quanto concerne la leg-gerezza, il buon prezzo delle munizioni e l'effetto delle '.icatole a pallottole, mentrechè è inferiore al sistema Muller per riguardo la giustezza dèl tiro. il tiro granate ed a shrapnels, i l tiro verticale, la traiettoria (più radente), la forza di percussione e le degradazioni alla bocca a fuoco; la rapidità del servizio del pezzo e gli effetti prodotti dal trasposto su lle munizioni sono eguali nei•due sistem i. , I vantaggi dd sistema Muller. sul sistema Tirnroerhans sono troppo rilevanti perch.è 1Jossa restare ombra cli dubbio sulla superiorità dell'uno o dell'altro , tuttochè siavi ancora qualche punto , quale la questione dei tacob i, che domanderebbe d'esser ~eglio stud iato anche nel primo di questi sistemi. Durante, le esperienze. d'ottobre, successe alcuna volta che si staccarono frammenti del tacèo di piombo·, nocquero per ciò nlla giustezza de! tiro e resero palese il danno al quale sareb.bero esposte le truppe amid1e poste in vicinanza. Uguali casi
s i present11rono,
t 11ramr~nf:f:
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rienze di marzo e gi ugoo , di modo che si dovette attribuire a qualche imperfezione nèlla confezione del tacco, nel!' atto della sua fusione attorno al proietto , il metallo fuso essendo ·in condizione d'insufficiente ca:ore ecc., circostanze queste ·che potrnbbero fa.eilmente riprodursi in avvenim. P ertanto tocca agli uomini dell'arte il ricercare se gli effetti di questo tacco compensano gli inconvenienti più sopra indicati, se si potrebbe completamente abolirlo, od in6.ue, qualora si conservasse, se r,on si potrebbe trovare un miglior mezzo di consolidaziòne. Vide la commissione con rincrescimento come i risu ltati del sistema Timmerhans sul quale dapprincipio si erano fondate speranze che parevano. sì legittime andassero sempre peggiorando. I primi risultati erano stati tanto òrillanti che con diritto s~poteva attendere alcun che di meglio; tra gli iotervalli de Ile esperienze non si risparmiò fatica per perfezionare e studiare ciò che mancaYa ancora; si lasciò piena libertà al general e d'introdurrei da parte s ua le variazioni che dE-sidéraYa, e se ne tenne conio per quanto
180 !\IVJSTA ·il r.empo e le · circo&tanze lo perm:sero. Malgrado ciò nelle se~ èon<le esperienze si ottennero risultati più svantaggiosi che nelle prime. Le cause possono essere ricercate tan•o nella forma delle righe e.be nelle proporzioni e ·nella foggia dei proietii e <lei t.accbi, ma per questo bisognerebbero Iungh i e profondi studi, pi uttostochè procedere ad esper_ie• ze che e~igE'rebbero maggior tempo che la commissione non aveva a sua disposizio• e, non che ingenti spese. Perciò la . com missione d'an1glieria ha proposto che i 72 cannoni da 4 che dovevano ess')r a~q uis tati ,~onformernente al decveto federale 24 luglio 1861, fossero rigati secondo il sistema francese modificato dal colonnello svizzno iVIuller, e provveduti d'aITusti, di cassoni e di munizioni . Interrogate le commissioni dei due consi·gli dell'assemblea federale che avevano assistito a!le definitive esperien:ze, dicbiamrono :. Cbe a nessuno dei due sistemi esse potevano dare la loro com pleta approvazione ; tuttavia qualora il Consiglio federale non giudicasse conveniente cli procedere a susseguenti . ésperienze, e crE:deoso dove r . prendere un'immediata decisione, le commissioni avrebbero data la preferenza al sistema francese modificato dal colonnello Mullei. · In seguito :i ciò il Consiglio federale svizzern ha decretato cbe i cannoni da 4 da a"quista~si snrebbero rigati secondo il sistema rleVcolonnellu Muller d'A arau. V.
INGHILTERRA. -- lVaviglio corazzato. - Oltre la fregata corazza_ta l'Achille di 50 cannon i in costruzione nell'arsenale di Chatam, l'Inghilterra prrparasi a.ttualmente la seguf\nte sqnad1a rii bastimenti in f0;ro , bnona p·Hte dei quali non srmo lon \ani da.Jl'esse,e fìai ti:.l'Azinco1~rl di 50 canooni, a Birkenhtad; il NorlhumberUmd di 50 rnmwni e i l J'a lianl di :32 C'annoni, a
181 Millwall; il Minòla1w di 50 can::ioni, e l' Orontes di 30 cannoni, a Blackvall,; l' Hecto7' di 32 . car.noni, a• Glasgow. Le seguenti fregate corazzate debbono essere varate nel corrente anno: la Caledonie di 50 cannoni in costruzione a Woolwich, l' Òccan <li 50 cannoni, a Devonport; il Royal-Alfrecl di 50 ca nnoni, a Portsmonth; il P.rince-Consort di 50 cannoni, a Pemb.rok; il Royal-Oak di ·50 cannoni, a Chatam. Oltre a tutti ·questi, stanno pure in ·cantiere al .vascell i di linea e altn pirobastimen ti ad elice., · t utti suscettibili di essere convertiti i n navi corazzate secondo il sistema del capitano Coles. Ha nnovi pure in costruzione tre fregale di 1" classe da 5 1 cannoni le quali ponno essere . perfettamente corazzate. Fra gli altri legni in cantiere bannovene molti '•i quali 1JOtrebbero portare 22 canno • i ed anche più; fi niti quali stearners corazzati, riuscirebbero più grossi e d'un ·maggior tonnellaggio che il Monitor eri il Jl!e1·7:imac. Dopo le JUlèrpellanze del conte Hardwiche nella sedota. del 3 marzo · alla camera dei Lords, la . massima parte degl{ operai marittimi fnrono esclusivamente i mpiegati alla costruzione d'i bastimenti corazza ti. · Nella seduta dianzi citata ·il con te di Hard·wicke avendo domandato al prim0 lord dell'a mmi ragliato quanti vascelli rii' ferro possegga !Inghilterra, quanti ne abbia in mare e quant i in costruzione, e quali fossero le intenzioni d_el governo in proposito al naviglio di legno, il duca; cli Somerset ,rispose : « Entrando i n funzione trovai come . il precedente ministero avesse otter1L1to un voto per la costruzione di due vascelli corazzati. Qneste navi, di e;ui ho la direzione, doveano essere costrutte sullo s tesso piano; sono questi 11 Warrior ed ·il BlaclcPrince. Ho trova to come le b tterie di queste navi in prua ed in poppa non li proteggano abbastanza, ed ho fatto costrurre due àltri bastimen ti difesi su tutta la lor0 superficie, i loro nom i sono la Defe11se e la Resistance: ciascuno di essi è di 3i00 to'nnel • late e porta 12 cannoni. Si diedero ordini per la costr11zione di due alt.re navi di 4 100 tonnellate e di 30 cannoni carlunu, , ambe rivestite di ferro Sovra questi sei bastimenti quattro furono varati, ·il qninto lo sarà nel vegnente • agosto ed il sesto i u principio del venturo anno. Il ritardo che si riferisce' al primo proce le da colpa degli appaltatori. Per riunire . le conJizi(lOi TRGNOLOGlC ,~
R!VIS'N
richieste dai cauuoni Armstrong ho dato ordine lo scorso anno di cystrurre quattro vascelli della classe del 1lfinotauro, di cui • ciascuno è di 6700 tonnellate_e di 1300 cavalli-vapori. Oltre questi 10 bastimenti di feno, ·venne ordinato cbe cinque navi' siano allungate di, modo a poter portare una corazza di ferro e tre di esse saranno varate en:ro l'aut1rnno. « Io son d'avviso che un bastimento blindato s11l sistema del capitano Coles sia. cosa utilissima . Avrebbe 250 piedi di hmghezza e la portata di 2500 toonf\llat8. Ho deciso che i piani eseguiti per navi di legno sarebbero modificati e trasmotati per servire alla costruzione di navi corazzate. A qnesto oggetto ho deciso che 20 vascelli di li!.\ea sarebbero rivestiti dì. ferro per affidar loro la difesa delle cc,ste•; ma, inoltre, noi avremo per anco una flotta di 48 vascelli di legno per proteggerli nel caso in cui una flotta di legno si avvicinerebbe alle nostre coste con disegni ostili. ' • Io non credo che un mutamento. nel carattere della nostra marina abbia da riuscire molto costoso come alla prima si è supposto, imperocchè coteste navi si terrebbero sovra tutto nei porti, cosicchè le spese di mantenimento àegli equipaggi risnl~erebbero lievi. · • Io uon son dell'avviso di coloro.i quali vogl iono credere in,;•ulnerabili i bastimenti di ferro; è invulnerabile il fE:rro di confronto al legno, ma non già di riscontro al ferro. 1 Potrei pure uggi:mgere quali risullati avuti <lalle fatte esperienze ehe i ca11noni rigati non corrispondemo, a bordo, a quanto se ne attendeva, avvegnacchè l'impulsione del proietto si perde. ?v!olto si disse su Ila follia di sciupar danaro nel\' erezione dei forti; ebbene tuttochè, siccome capo dell'ammiragliato, io sia propenso a sostenere i vascelli piutlosto che le fortificazioni io <leggio però ricon0sèere che un forte rend'erebbe grandi servigi tffren.-:lo un rifugio ad una nave malconcia dopo il com, ba tti mento ,
A1·tiglierie - No\'elle sper=e0ze ebbero l uogo in Shoebmyn_ess col nuovo ·cannone di J<-1rro ftiso sistema Armstrong, a pareti lisce. Tre piastre di ferro, ciascuna dt11a spessezza di
183 5 pollici (0m,125) furono riunite e ribadite di guisa "ad oppo~re ai proietti una spessezza di 15 pollici di ferro . Con una ~arica di [10 libbre d1 polvere , le ,piastre furono perforate a piccola distanza.; dopo 3 o 4' colpi. TECNOLOGICA
.
FRANCIA - Il p0ligono della cittll di Tolosa essendo stato riconosciuto insufficiente pel tiro delle novelle artiglierie, si divisò stabilirne un nuovo sull'altipiano di Lannemezan ne1le ' lande degli alti Pirinei.
BE.LGIO - In una seduta dei deputati rlella Camera d'Anversa, il signor Coomans, n ell'eterna discussione sulle fortificazioni d'Anversa, proponeva di costrurre delle torri corazzate ro- ' tanti le quali farebbero per terra l'ufrlzio del ilfonitor sul mare, e le quali rimpiazzerebbero così ogni altra specie, di fortificazioni. La proposta non fu seriamente ricevuta dalla Camera .
RIVISTA STATISTICA.
185
CONFED.ERAZIONE GERMANICA.' :_ L'esercito .federale, che secondo i regolamenti deve elevarsi a 503072, ennmera: Fanteria di linea 421549 uomini Cacciatori 5 5063 id. Cavalleria 7664'2 id. e 63741 r:avalli . . . \ a piedi . 45427 id . 18662 id. Artigliena l a cavallo 11306 id. 7719 id. · 12575 id. Genio . N:on combatten ti 46509 id. 14621 id.
,, RIVISTA STATJST.ICA
BAVIERA. - Secondo una recente pubblicàzione ufficiale l'esercito bavarese componesi attualmente di : 16 Reggimenti di fanteria di linea di 8 battaglioni caduno. 6 Battaglioni di cacciatori a piedi. 2 Reggimenti di corazzieri a 7 squadroui caduno. 6 Id. di cavalleggieri id. . 3 Reggimenti di artigl ieria a piedi di 12 batterie cadono. 1 Id. di artiglieria aca,,al lo di 4 batteri~. 1 Reggimento del Gen{o di 8 compagnie. 1 Compagnia operai. 3 Id. infermieri. 2 Id. di guarnigione. (invalidi e veterani). 9 I d. di gendarmeria. La ·Baviera fornisce all'esercito federale allernanno il 7° corpo. cioè: 44925 fanti. 7417 cavalie1i . 61 51, artigliP.ri con 136 pezzi. 841· pionieri e zappatori.
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Totale 59334 uomini.
Totale uomini
689076
104743 cavalli
AUSTRI.A. - Dalla Gazzetta militare cli Vienna ricaviamo seguenti ragguagli sulla diminuzione tanto predicata dell'esercito austriaco : 36 battaglioni sono stati ncot.ti: con questo mezzo circa 13,000 uomini saranno còngedati. Con la dissolnzioirn degli squadroni dì deposito e la riguzione dell'effettivo della cavaller:a i.8,000 u o 111iui e 10.00 <.:avalli :,ouo 1·iw,H1Ùali fuo ri del l 'esercito. F iualmente i terzi battaglioni di 6 reggimenti cli fan teria e tm reggiruento di usseri ban lasciato l'Italia e sono stati trasferiti altrove. Siamo in grado di assicurare, aggiunge la Gazzetta, che fra breve avranno luogo al1re rduzioni considerevoli .
FRANCIA. - · Al campo di Chalons, comandato in questo anno dal maresciallo Canrober t, sonovi tre divisioni di fanteria ed 11na di cavalleria.. Ogni di,·isiohe di fanteria · è comp,osta di due brigate di fanteria, alla prima delle ·quali va addetto un battaO'lione cacciatori a piedi, di 2. batterie d'artiglieria, o . . e di 1 cornpagnia del genio. . La divisione di caV<J llerìa cons ta essa pure di 2 brigate di 4 reggimenti di cavalleria (dragoni), e di una batteria d'arti• glieria a caYallo. ·
186
RlVIST,!.
Alla ·riserva e parch'i stanno 2 batterie d'artiglieria montata , 1 batteria d'artiglieria a cavallo, 1 distaccamento operai d'artiglieria, 1 distaccamento di zappatori conducenti; 2 compagnie del treno, un distaccamento di infermieri e di operai d'amministrazione, 1 distaccamento di ge::i_darrueria.. La Ja divisione di fanteria è comandata dal generale di divisione De Ladmfrault. La za di.visione dal gent>rale di division,e nrigot. La divisione di cavalleria dal generale di divisione Fera,y. Capo di stato maggiore del corpo d'armata è il generale di brìgata barone Anselme.
ITALIA. - Campi d'istr·uzi one. - Nel prossi mo luglio saranno aperti due ca'rnpi d'istruzione, l'uno nel 1° Dipartimento sulle lande di S. 1,Iaurizio sotto l'alto comando di S. E. il generale il'armata conte Della Rocca comandante il 1° Dipartimento militare; l'altro nel 2° Dipartimento a Somma sotto gli ordini di S. E. il generale d'armata cavaliere Durando. Detti campi •SÌ chiuderanno col 31 ottobre. In questi quattro rnesi le truppe tutte dei due Dipartimènti passeranno al campo due mesi per turno, cioè div:se i n due mute: Ad ogni campo saranno 2 divisioni <:omposte di : 1 Brigata di fanteria. 1-Battaglione 0ers,1glieri. 1 B~tteria d'artiglieria. l Reggimento di cavalleria. l Compagnia del genio. 1 Distaccamento del treno. 1 Distacca.mento nel corpo d'amministrazione. A questi campi interverranno, ed anzi si formeranno pe; la maggior parte i 12 nuovi reggimenti d'imminente creaziorni. Questi,_ reggimenti si costituiranno colle 17a e 18" compagnie 6 3• deposito degli attuali reggimenti; e saranno numerati dal 63, al 72. In questi .12 reggimenti va annoverata una nuova brigata Granatieri. Avverranno pure grandi mutamenti nei presidi i sia relati vamente a' battaglioni a ttivi che a quelli di deposito.
STATISTICA 187 Tutti i reggimen ti •SI anziati nel 1°, 2° e 3° Dipartimento verran no distaccati i loro quarti battaglioni nelle provrncie meridionali sino ad estinzione del brigantaggio, cosrcchè fin d'ora i l numero dei reggimenti potrà essere stabilito in ogni Dipartimento proporzionalmente alla sua estensione 'geografica. Dicesi prossimo il riordinamento della circoscrizione territoriale militare, relativamente ai Gran Comandi di drpartimento e delle divisioni. Le sotto divisioni saranno probabilùrnnte soppresse, e le divisioni territoriali r idotte a 20 cioè a tante . quante saranno le divisioni attive, onde ciascuu comandante di divisione possa cumulare il doppio comando di una divisil>ne tenitoriale e di una divisione attiva. Vuolsi ohe per ogni gran comando sia preposto a capo di stato maggiore un colonnel lo di stato maggiore con seco pel servi~io di stato maggiore attivo due capitani dello stes:'o corpo, un maggiore ed un certo numero di uffiziali di fanteria pel servizio territoriale. Capi di stati maggiori nelle divisioni saranno destinati tenenti colonnelli o maggiori di stato maggiore.
Ordiname.nlo clelcorposanilario delfo regiamar·ina. - Per lo passato il persona.le sanitario maritÌimo dipendeva dal consiglio superiore del l'esercito, e ciò poteva essere senza i nconvenienti, ed anzi con certi vantaggi sia dal lato economico sia dal lato tecnico . Ma oggi ben sono mutate le condizioni in forza del grande sviluppo preso dall'armata, per cui era indispensabile lo stabilire per il servizio sanitario di questo un'assoluta indi1wndenza da quello dell'esercì to, e eh~ direttamente ed esclusivamente emanasse dal ministero della marina, e non più promiscuamente da questo e da quello della guerra sotto la cui dipendenza trovasi il consiglio superiore per l'esercito. Queste giustissime consideraziuoi l'ammiraglio Persa.no ministro della marina, esponeva alla M. S. in apposita relazione, e presentava al!a sovrana sanzione analogo decreto.
Cacciatori del Teve·re. -
Con regiò decreto del 15 maggio il beoemeriLo Corpo volontariD Cacciatori del Tevere venne /
188 RIVlST.\ STATISTI CA incor porato nell'esercito regolare sotto il nome di Legione dei Cacciat01·i del Tevere. Essa legione formerà d ue battaglioni di 4 compag nie d' ugual fo rza che quelle dei reggimen ti della fanteria di linea, ed una compagnia di deposito. L'effottivo di esso corpo è fissa lo in 5 0 uffiziali e 1475 uomini di truppa. La di visa della legione è quella s tessa della fanter'ia di linen, m a coi bottoni lisci senza n umero, e colla croce di Savoia sul k eppy in sos tituzione del numero del rPggimento. - Un altrn r egio decreto dello stesso giorno scioglie i d ue battaglioni di v olon tari della guardia n azionale creati coi decreti del 28 settem bre 1860 e 20 gennaio 1861. - L e classi di leva 1833 e 1834 furono man date in congedo illimitato, la l II al 1° maggio, la 2" al 1° giugno.
TAGLIAl'(O G AETANO
Gerente.
R,i,i,da Jlditare /hzliana
An110
VlDis_pen.,a.1/ ...
MERRIMAC
MONITOR
•
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. . ,..,.
,51
DELLARESISTENZA DEI CILINDRI CAVI E DEI
CANJ>JONI CERC HI A TI
DELLA RESISTENZA I})!]~
~Of10~ù)~0
~a\'JO
Prima di entrare nell'argomento che mi propongò cli tratLare, debbo premettere che i ragionamenti ed i calcoli che espongo in questo scritto sono basati sul principio che nei cor pi elastici scttomessi a forze che agiscono sulle loro molecole gli allungamenti e gli accorciamenti sono, entro dati limiti, proporzionali ngli sforzi che li producono. Questo principio, sul quale sono fondate tutte le teorie conoseiu te sulla r esistenza dei materia.li, ò stato vi vameu te contestato in questi ultimi fompi. Le esperienze d i Hodgkinson, q Lielle riportate da Love e da Tom Richn rd sembrano difatti provare ch:i gli allungamenti crescono più rapidamente degli sforzi, e che la legge, che unisce gli uni ng1i altri , varia 1101-i solo a seconda delle varie A1crn VI. \'ol.
IY. -
13.
190
DELLA I\l>Sl STENZA
191
DEI CILINDRI cA,1I
specie di metalli che si esperimentano, ma ben anche a .seconda delle differenti qualità di uno stesso metallo . Ma però gli oppositori del principio, che ba fin qui pr evalso, non sono riesciti ancora a stabilire una legge generale, posi ti va, la quale permetta di modificare le formole attuali o -èli dedurne delle nuove. D'altra parte le differenze non sono molto sensi bili entro i limiti di sforzi che si adottano in pratiea, siano questi limiti fissati a partire dal cosidetto limite di elasticit~, o da· quello di rottura. , . Quindi credo essere giustificato nel se1~vìrmi dell'un ica legge generale che tuttora si conosca , e sono convinto che i r isultati riesciranno sufficientemente esatti rn pratica perchè vi si possa prestnre fiducia..
I.
Q è lo sforzo' per unità superficiale sulla sezione tras-
versale. Q' è 10 sfor.zo per unità. superfìciale sulla sezione longitudinale. R il r aggio esterno. R0 il raggio interno. Dividendo le equazioni suddette l'una per l'altra e riducendo si ha
Q'
R + Ro
a-= ~ Tale sarebbe nell'ipotesi suddetta, il rapporto degli sforzi nelle due sezioni considerate. Vedesi che quando la grossezza del cilindro è piccola relativamente al diamètro interno come per le caldaie e pei tubi a vapore, il ra_p porto · t··1vamen t e egua1e a ,-, - Q' e' -approssima ,,., ,· ,,a.le a a1··r e che
Resistenza ,lei cilindri e,~yi a pressioni inlcnH'. La tensione permanente di un fluido compresso con tenuto in un ciliildro cli lunghe.:z.za limitata aaisce eaualo b mente in t utti i sensi, e tende a' rompere il cilidro secondo due piani principali di cui uno è perpendicolare all'asse, e l'altro passa per :'asse stesso e per due gene-· ratrìci . Se la resistenza che oppone il cilindro alla rottura, fosse proporzionale all'ar ea delle sezioni tanto nell'uno che nell'altro piano, le equazioni d'equilibr io sarebbero:
.
=
Per la sezione trasver sale Q ,. (R 2 _ Il ~) p ;. B ~ Per la sezione longit,uclinale Q1 z (R - R 0 ) = 2 R 0 P nelle quali
P è lit pressione interna :per unità superficiale.
Q
'
-
,
la sezione trasversale oppone una resistenza circa doppia di quella opposta dalla sezione longitudinale. Per un cannone avente una grossezza di metallo in culatta eguale ad un calibro l'eqoazione 'suddetta diventa
L'ipotesi cli perfetta proporzionalità. fra la resìstenza e la sezione può ammettersi come vera per la sezione trasversale, ma è affatto erroneB, per la sezione longitudinale. In quest' ultima, come sarà qui appresso provato, la resistenza varia in una proporzione assai minore che la sezione ; quindi in realtà il rapport~
6, è maggiore ,del
valore che risulterebbe dall'equazione suesposta.
192 DELLA RESISTEliZ.I. Basterà dunque nello studiare ·teoricamente la resiste-nza dei cilindri cavi, 0ccuparsi della sola sezione longitudinale poichè 'l'altra aYrà sempre una resistenza superiore alla p rima. L'errore che si commette nel sui)porre che la resistenza della sezione longitudinale sia proporzionale all'area nella sezione stessa, è stato avvertito ·da .molti distinti autori ' e fra altri dall'ingegnere Roberto Mallet, i l quale nella sua celebre memoria swi m~talli da ccmnone (Delobel ., vedi. pagina. 625) si esprime :;ome segue : « Quclq ue puisse ètre la pression par ponce carré c'est « su r la couche interne gu'clle àgit plus fortemeBt, et « lorsqu'elle est très-grande les limites de l'extension « élastique sont depassées dans les parties internes de , la pièce, et celles-ci se s011t chÌc,hirées avant que le-s « parties externes aient subi un effort proportionnel. ,, Questa Ppinionc dcll'-illustre ingegnere iJ:1.glese ammessa come vera genera] mente· dagli uomini pr'a,tici, non so1o per le bocche da fuw;o, ma per qualsiasi cilindro sottomesso ad una pressione permanente intema, si conferma colla seg:nent,e dimosirazio11e: Sia come qui sopra: R il raggio esterno del cilindro. Ro il raggio interno ' il cilindro diÌatanclosi per effetto della pressione, la • circonferenza interna di verrà do rio la clilatazi9ne
2 71 (R0
+ t:,.
R0 )
e ql\ella esterna di verriL ,2 rr (R + t:. R) la dilatazione della prima sarà
193
DEl C! L l:c/01\l CA Yl
quella della seconda
pertanto gli allungamenti proporzionali ossia per unità lineare sarnnno:
Ctò posto se le fibre esterne ed intePne sostenessero sforzi eguali, i loro allllngarneBt~ proporzionalì sarebbero pure eguali e si avrebbe
ma R essendo più grande di R-0 ne segue c.he t:. R dovrebbe pure esser e maggiore di t:,.R, vale a dire che la pressione interna avrebbe per effetto di aumentare ln grossezzu del cilindi•o la qual cosa è impossibile; dunque ~
· essere eguale a _ !:i_ Ro _t:. R non può R
Ro
con più' forte 1:agione esso non può essere maggiore, qui ndi si avrà
con ciò viene provato che lo sforzo sopra le fibre interne sarà sempre maggiore cli quello sostenuto dalle fibre esterne, e che per conseguenza aumentando la pressione sino a_ rompere i.J cilindro, la rottura , sarà progressiva cominciando dall'interno e propaga.ndosi da fìbra a iìbra sino all'esterno.
194 DELLA !tl!SISTENZA Riprendendo 1e espressioni degli allnngamenti proporzionali
105
OJ·'. l C,LlNffU CAV f
modo subisce una semplice deformazione e non un'alt.er azione di volume. . . In questo caso se cer casi quale sa rà il r apporto fra i · 1·1 1l1 · t~rm· e.d este1·nt · si dovrà pardil atamenti pi-oponiona · t ire da1l'equn:t.ione:
se si fa
ciò che equivale .a s upporre che la g rossezza del met allo dopo la dilatazione sia rimasta la stP.ssa che era prima, e se chiamansi Qo e Q g li sf:irzi sulle fibre circolari i di cui raggi sono Ro e R si avrà
~R
Q
R t:;
R0
Ro =]i
pel' .cui gli sforzi varierebbero dall'int erno all 'esterno in ragione inversa dei raggi. Ma la g rossez:.1a del metallo rimanendo la stessa ed essendo aumentato il diametro int erno, ne seguirebbe che il volume del metallo sarebbe aumentato, ciò che sembra impossibile; quindi questa seconda ipotesi panebbe pure inammissibile. Se ne deduce che gli sforzi variano dal dentro al fu ori in una proporzione magg iore dell'inversa dei raggi e che si avrà sempre
la quale si riduce a ~
2
:2 b. R . R + u n = ~ t:;. Ro . Ra+ 6. Ro Questa relazione sar à vera per qualsiasi fibra circo_lare della sezione trasversale, quindi si può scriver e l'equazione general~ 2
2 b.R.ll+6.R=C ossia
t:,,.R
=-
R±VR2+c
C essendo una quantità positiva e costante. Pertanto il rapporto che cerchiamo sar à
V
Ro - R ± R2 + e . = 11.· - Ro±V + e Si è condotti da ciò .a rit~nere cbe l'ipotesi che ver osimilmente sarebbe più vicina alla realtà, consister ebbe nel supporr e che rar~a della sezione trasversale rimane la stessa dopo la dila tazione del cilindro, il q uale in t al
R:
ma sappiamo che nell'ipotesi fatta si de,,e avere
Q Ro
0 Q <-R
196
. · 1·tea R Ro nè11a r e 1azt0ne . c I10 molt1p sud unque .l a. fTaz10ne
esposta do\Tà, essere pii1 piccola ili
-R ±
2 o,:sia
J/W:: C < 1
- Ro:±:Vm+ e
ma ciò può essere soltanto .;;e si prendono i radicali col segno positivo, poiché R0 < R. Il segno positivo dei radical i è dunque il solo che convenga per la risolmione del problema, e si avrà
Vn +C-ll Oo = 7f • VR~+ e - ilo 2
Ra
Q
C-
q uindi pia C dimi)luisce più la frazione suddetta, si avvicina .
Q
.
.
-
Ro
all'nniià, e più pure - s1 approssima a Qo R Si potrt~ sempre dete1:minare il valore di C por un cil indro dato, poichè se si vuole calcolarne la r esistenza o le dimensioni esterne si dovrà conoscere il suo d iametro interno e la tenacità d on a materia di cui è com posto. Infatti l'equazione primitiya relatiyamente a R0 è
C = '2 t. R
O •
Ra+ t. ll~
ma chiamando ~ l'allungamento proporzionale della materia di cu i è fatto il cilindro si ha 6. Jl0 i R0
=
e pertanto
C=2iR~+i2 R~
ed in questa relazione
Vm+
19'7
DEI Cll,l~DRI CA YI
DELLA RESISTE~ZA
Ro_>
Vll + 2
(,' -- R
La quantità C è costante per un dato cilindro, e varia da un cilindro ad un altro difieren Le per il <liametl'o interno o per la naturn della materia che lo compone . Vediamo ora come la fraziouc che ,contiene i radicali, varia col variare di C; Se si pone
VR2 + C- R J/R!+C- R 0
-
si avrà
ossia
QLrnst'equazione non può esistere che pel valore di C= O;
Si vede dunque che il valore d i C dipende dal valore rlell'allongamento per unità lineare i e che csf"o seguirà una progressione decrescente più ra.pida di q uella per-corsa dalla stessà quantità i . Da ciò pnò dedursi che pei cilindri composti di metalli i di cui a.llungamenti proporzionali sono piccolissimi, si può ammettere con sufficiente approssimazione, che gli sforzi prodotti da una pressione interna variano dal dentro al fuori, in ragione inve1·sa dei ra.ggi, mentre questa legge non è ammissibile per le materie molto dilatabili come sarebbero cilindri di gomma elastica.. I risulta.ti che si ottengono nelle applicazioni praLiclw che esporrò in seguito, vengono in appoggio di quest a opinione. Cer cher ò ora basandomi sulle cousiderazìoni sin qu i espost,e di stabilire le formale che permetteranno di calcola.re le dimensioni_ di un cilindro destinato a resister e ad un determinato sforzo.
} 98
DELLA RESISTENZA
199
D8I CILINDRI CAV I
Riprenderò in primo luogo l'equazi_o ne rigorosa ricavata dall'ipotesi che la sezione del cilindro non varia dopo la dilatazione. Questa equazione per una qualunque delle fibr e della sezione trasversale è ·( I ) S upporrò che il centro- del cilindro sia l'origine di due assi ortogonali, che mi.o di questi passi per la sezione lo1witudinale che si considera; che si prenda per o . X i raggi delle fibre .circolari, e per , Y gli sforzi delle fibre medesime. P essendo la pressione per unità. superficiale esercitata nell'interno del cilindro, la pressione totale per unità di lunghezza misurata sulle generatrici sarà 2 PR0 ; a questa _ pressione faranno equilibrio 18 resistenze clelle clue sezioni . diametralmente opposte e si avrà
coli per tentativi fastidiòsissimi, nei qua.li facilmente sfuggirebbero errori materiali di conteggio. Ma si può evitarli ricorrendo all'equazione basata sull'ipotesi che gli sforzi variino in ragione inversa dei raggi; ipotesi che ho dimostrata essere sufficientemente esatta per le applicazioni ai cilindri metallici. In tal caso l'espressione dello sfor zo di ogni fibra della sezione sarà : ,1
Y =q=QR " " x· quindi l'equazione d~ equilibrio è
2PR. =
20.RJ
x=R
:_d• Xo - Ro
Riducendo ed 1ntegraudo si ha
-
(Ili)
. R P = Q 2, 30 26 Log. R 0
o
cssia
perta nto
R ,_ _
(Il)
P=
vn.1•c-R.(Jv4 Ro
+
R
:,d,Ja.)
'
In questa equazione P rappresenta la pressione esercitata n el cilindro per unità sitperficiale Q0 la resistenza che oppongono le fibre interne del cilindro presa pure per la stessa unità. Qnèsta equazione si risolve con calcoli semplicissimi e sarà di facile applicazione in pratica per determinare un a delle quantità P, Q0 , R0 R conoscendo _le tre altre. L'espressione della r elazione fra i raggi delle fibre circolari e gli sforzi corrispondenti essendo della forma
. Ro
L'integrazione fra i limiti segnati conduce ad una for mola finale assai complicata che obbligherebbe a far cal-
1
11
.i
= a-X
~
è l'equazione di un iperbole r iportata agli asintoti, e per
200
D.Sl CILINDRI CAYI
DELLA RESCSTENZA
conseguenza la resistenza del cilindro è rap presentata da una snperficie compr esa fra l'asse delle X, due ordinate, ed una curva la quale col crescere di X si avvicina sempre maggiormente all'asse suddetto senza mai raggiungerlo. Quind t col crescere la grosscr.za del cilindro l'aumento di 1·esistenza va ,qmclatament~ diminuendo ma 11.on rii·venta mai ze1·0. Nell'equazione (III) quando R R.0
=
R L-Og. Il = l og. f o
=O
o si ha
p
O=-=~
o
~
vale a dire che se la gTosscr.za [osso minore cli qualsiasi. quantità la tenacità del metallo dovrehbè essere infinita, ovvero la pressione P nulla. La formola (III) sembra perciò, a parer mio, corrispondere bene al concetto che la mente può form arsi delle varie fasi del fenomeno che stiamo studiando. In pratica l'equazione (III} sarà adoperata dando a Q un coefficiente , il di cui valore dipenderà dalla grandezza d ei cilindri e dalla qualità del metallo, come dirò parlando del le applicazioni. Il signor Redteubacher !I-ella sua opera iutitolata Res1.dtate fi'w den Jlfaschinenbciit, cd il Barlo,Y nel suo trattato Treatise on the strength o{ timbm', cast i1·on etc., propon gono per calcolal'e la grossezza delle pareti dei ci_lindri la segLtente formala
R-R
0
PRO
= Q- p
nella q uale le lettere rappresentano le stesse quantità indicate nei calcoli precedenti.
201
Questa formola è ricavata dalla 3a ipotesi che abbiamo considerata, in cui si suppone 0be la sezione trasversale del cilindro non varia; trascurando nell'equazione
2
2
le quantità !!.R e t::,.. R 0 ondes3mplificareilrisultaiofinale. Ma nella formala suddetta quando f' è eguale a Q vale a dire q uando la pressione esercitata sull'unità superficiale delle pareti interne del cilindro è eguale alla tenacità del metallo presa per la stessa unità, la grossezza del cilindro dovrebbe essere infinita. Ne segnirebbe, per esempio, che uù cilindro di ferraccio per resistere ad una pressione di 1050 atmosfere dovrebbe a vere urnL grossezza infinita, l.:icchè è assurdo, mentre la esperienza prova. che i cannoni di ferraccio r esistono a pressioni maggiori delìa suddetta con grossez.ze poco superiori ad u n calibro . Si deve quindi conchiudere che la. forrnol.a di Barlow dà risultati molto minori del ve1·0 e che perciò non è ammessibile in pratica. La formala generalmente in uso dedotta dalla priomipotesi, supponendo che la resistenza del cilindro sia p r oporzionalo alla sezione, conduce a dimensioni troppo deboli, vale a ciire che i cilindri banno i n realtà una resistenza inferiore a ri uelln. calcolata. L'equazione proposta (TII) è come una media fra le due suddette, essa darà risultati 110 po'maggiori del ver o, ma l'errore in piit Yerr~ compensato da quello in meno che si commette nel tra.scurare l'aumento di resistenza delle pareti dovuto al l'onda del ciliudro di cui non si può te11ere conio nel calcolo per le ragioni che esporrò qui appresso.
202
DELLA RM!STENZA
203 nel capitolo precedente si dimostra èhe p..ii cilindri me~ tallici si può ammettere la relazione DEI CIVNDRI CA VI
II.
x=R
Resistenza dei cilindri cavi a 1nessiooi esterne. Quando un cilindro cavo è compresso esternamente da una forza concentrica egualmente ripartita sulla sua superficie come sarebbe per la tensione di un fluido o per effetto di un cerchio metallico postevi a caldo; lo sforzo di compr essione che sopportano le fibre interne è maggiore cli quello sostenuto dalle fibre circolari esterne. Questo fatto dimostra.si col seguente ragionamento : Se gli sforzi fossero eguali nelle fibre interne ed in quelle esterne si avrebbe 11 Ro
t:,,.
R0
=R
R
ma R0 essendo minore di R, ne segue che t:,,. Ro dovrebbe essere minore di t:,,. R, duuqu·e la grossezza del cilindro sarebbe dimin uita e la demità del metallo, cli cui è composto, sarebbe aumentata.. Ma ciò è detto indipende::1temente dall'intensità, della forza esterna donde verrebbe la conseguenza che una pressione esterna ançhe minima avrebbe per effetto di aumentar e la densità, cioè di alterare la natura stessa del metallo, la qual cosa è impossibile. Si avrà dunque
e quindi lo sforzo sul.le fibre interne sarà sempre maggiore cli q u·ello esercitato sulle fibre esterne. · Con ragionamenti e cleduzim~i simili a quelli sviluppati
iPR
r ~ J =
= ril.KJl
dx
0
Xo
Ro
ossia p
= KO
R R Ro 2,:rn~6 Lng. -R o
nella quale P · è la pressione per unita superficiale esterna K lo sforzo di compressione preso per la stessa unità superficjale sully fibre interne R0 il raggio interno R i l raggio esterno. Debbo qui avvertire che la formola suddetta non è applicabile a tutti i casi. Essa non può servire peri cilindri pieni , poichè se nell'equazione di relazione fra i raggi e gli sforzi corrispondenti 0
·1
y=a x
!li fa x==O
· si ha
Lo sforzo sulla fibra che trovasi al centro del cilindro . pieno sarebbe infinito . Questo risultato dà- indizio che nei cili'ndri pieni il fe• nome110 è di natura differente,
DELLA ItESISTENZÀ 204 Si osserva difatti in ,pratica che un cilindro pieno compresso esternamente diiniinu:isce di diametro e nel tempo stesso si deforma nel senso dell'asse, ossia si allunga e le due basi p_iane del cilindro diventano convesse. Un tronco di cono d'acciaio di 12 cèntimetri di diametro medio lungo 25 ·centimetri, costi·utto nella r egia fonderia, si è deformato per l 'effetto dì una tempra forzata (la quale agisce come unà compressione d'immensa forza) in n10do che le due basi p ia.ne presero ~ma convessità di 3 millimetri nel centro. Si può dunque ritenere che nei cilindri pieni lo sforzo di co.rnpressione trasversale esterna si trasforma in uno sforzo longitudinale e che esso è maggiore nel centro ch e alla periferia. Un effetto analogo si produce forse anche nei ciliiidri cavi, cd è verosimilmente tanto più sensi bile quanto maggiore è la g'rossezz:a d el metallo rehttivamente al vuoto centrale. Avrèl occasiune di far osservare un effetto di questo fenomeno nel parlare delle esperienze sui ca,nnoni cerchiati.
Ili.
Iunuenza dei due fondi che chiudono il cilindro , e della sua lunghezza. I due fondi di metallo che chiudono le estremità di {m cilindro cavo , si. oppongono ia p-airtè alla dilataziòne od alla contra.zione del cilindro nel senso del raggio 'e per ciò contribuiscono ad aumentare alquanto la resistenza della sezione longitudi.::ia;le ad una pressione i.nterna od esterna. Non si sa secondo quale legge questa infl uenza dei fondi si faccia sentire; si capisce soltanto che .l'aumento
DEI ClLlNO:U CAVI
~05
di resistenza che ne risulta deve essere una fu nzione della lunghezrn del ciliudro, che esso sarà massimo q uando la lunghezza è piecolissima, c. nullo quan.:lo la lunghezza del cilindro è infinita. I soli esperimen ti che, a mia notizia , siano · stati fatti per ricercare la legge di relazione che esiste fra la hmghezza dei cilindri e la loro resistenza sono quelli pubblicati in Ingbilterra dal signor .W illiam Fairbaim nel 1858, allo scopo cli stabilire le formole pel calcolo delle grossezze dei tuui adoperati ne1la costruzione delle caldaie a vapore a focolare interno, per quelle delle locomotive e per condoLti di vapore . L'apparecchio di cui egli si servì per queste esperienze, consisteva in un robusto recipiente di ferraccio chiuso alle due estremità, in cui ;ioneva il tubo sottoposto a prova. Questo tubo chi 11so pnrA all'estremità inferiore era fissato fortemente nel centro de~ reci,piente suddetto, ed era unito iilla e::;tremità superiore ad un tubetto aperto di piccolo diameteo, il quale attraversava il coperchio ·del recipien!•e . .Si riempiva d'acqua tl vano tuU'attorno al tubo, poi con una pompa di soppr ess,. idraulica si faceva crescere grada.tamente la ,pressione . La rottura del tubo era. indicata dal rumore che faceva l'a,cqua nell'irrompervi e dallo spruzzo che usciva dal tu- , betto . 11 signor Fairhairn esperimentò in questo modo un grnn numero cli tubi ecl ottenne risultati abbastama regolari per dedurre che la 1·esistenza cl1i tu,/ii alla compressione t 1arici in rn,gi0ne inversci della lo1·0 lwn ghezza. Sarebbe assai difficile, io credo, il trovare una spiegazione teorica di questo fatto, e si ò port:iti pi,uttosto a ANNO VI. Voi. l V. -
111 .
206
DELLA RE S!STE~ZA
ritenere ch'esso derivi da ma.ncanza cl' omògeneit.à del metallo di cuL eraJJo composti i tuhi, oYvern da d ifetti esistonti nel le u1ùoni o saldature, difetti i quali sarebbero tanto più dannosi alla solidità d el t ubo quanlo maggi o1~e è la l unghezza. Si è confepmati in questa opinione quando si esaminano le dterazioni di fo r me sucéedute nei tuhi compressi coi met odo suddetto. I tubi dopo la rott.ura erano deformati in var ii modi; · in alcuni la sezione non era più circolare, ma ovoidale o JeJJticolare, in altr i invece alcune paxti d?l la superficie esterna convessaernno diventa~e concave, per cui la sezione · àveva l'aspetto come di una ::;tella a tr e o quattro raggi . Queste varie deformazioni i ndicano, come ho detto, a parer m io, mancanza d 'omogeneità del metallo o di[dti di costruzione, di cui però si deve teìrnr conto in prat i~a vnlAnrlosi del la. regola ~tabilita dal s ig . fìa.irbairn . 11 signor Fàirbairn esperimentò pure un cer to numer o di t ubi con nna pressio1w idrau l icf~ interna . Egli osservò c he fa dilatazione e r a generalmente i:naggiore nell a sezio1ie corrispo11de11t e al mezzo della lunghezza. del Lubo che vicino alle estremità, per cui le generatrici pr ima reUiliuee diventavaoo curve. Con vari tubi identici in quanto al diametro ed a l la grossezza, ma di d1ffçrenti lunghezze egli trovò cbe la resistenza da.lhrno all'altro va.riava pochissimo, onde egli rledusse ciw la lunghezza dei cilindri ha un'i nfluenza iusnnsibile su lla Joro r esistenza ad una pressione interna. Questi esperi ment i escgniti sopra tubi d i poca grossezza · relativamente al niametro interno non possono dare n1cnon nònna per determinare l'iuiluenza del fondo e della Jnnghezz,t nei cilindri che ha:rno grosseue co!1sidcr<:!voli. Alle volte per calcola.re l'aumento di r esistenza dovuta
207 al fondo alcuni usano considerare la sezione del fondo, determinata da m1 piano che passa per l'asse, come uua continuazione della sezione longit.udinale. Questo modo 'di calcolar e è evidentemente enoneo percbè l'aumento eh resistenza p1·od0Uo dal foriclo non è vropo1·zfonale alla sua s.ezione. So ne vede la prova per così dire ogni volta che si esamina la r ottura d'un ciLndro , si osserva infatti che la linea clella rottm·a segue una generatrice e quando gi unge contro il fondo non continua in questo, ma devia lateralmente in direzione norrnal.e od· obbliqua all' asse, per cui i l fondo del oil indro rimane qua& i sempre intatto . Per determinare col calcolo l'aumento di resistenza che ora consideriamo, converreb be conoscere ht differeuza di diln.tazione del raggio nel mezzo della l unghezza del cilindro ed alle due estremità , ossia sarebbe necessario . ~- . sapere di quanto le generat rici s'inflettono; r1m1L1 s1 supporrehhe il cilindro diviso in tanti solidi forn:ati da •piani passanti per l'asse, e ·si considererebbe caduno di questi soìidi come incastrato alle dL1e estr~mità e caricato da una pressione nnìforme su tutta la superficie interna. Ciò posto la cu rvatur a d elle generatrici deter rninafa conie qui sopra, servir ebbe a calcolare la rcsisten7ia, ver ffossione cli tutto il metallo componente il cilindro . Ma egli è qt1as i indnbitable che nei casi pratici la . resistenza per flessione sarà piccola in confronto di quella per trazione, attesochè se ~ R è la dilatazione del raggio nel mezzo del cilindro e IJ.'R q uella alle est.remitit., l'in- · flessione delle generatrìoi sarà DEI CILIKDRJ CAVI
'
!J,, R-
1J.
R
1
mentre Ldlungamento delle fibre circolari per t.~'azione è 2 re 6 R.
208
DE:LLA RY.S!ST&!-Z A
Maricando tuttora i dati esperim entali indispen sabilt pe1' calcolai~e la resistenza per flessione delle pardi del cilindro non si può tenerne conto . Ma n on p uò deri var e da ciò alcun grà ve dan no., poiché ne consegui rà soltanto che i cilindri avra nno iri realt/,1 n elle l oro sezioni longitndim J i una resistenza. alquan to n1a.ggior e cli ,1uella ch e ind.kan o le fo rmole che bo stabilite anteriormente. Nei torchi idr aulici e n ei cannon i una ckille estrem ità è Hpcrta , ma r,gli è evidente che ·t utta quella parte , del rr1etaHo ch e n el tor chi o idraulico trovasi sopra la gL;erniLura di cuoio che stringe :o stantuffo e nel eann orie t u~tci'. quella corn ptesa fra il proietto ed il taglio della bocca, n on . essendo sollecitata da alcuna forza , oppone una certa resistenza alla d ilatazione delle parti s u cui agisce l a p ressione interna e produce un efietto ~nalogo a quello che il forfdo eser cita alPaltra estr emità . Quindi tutto ciò ch e b o dett.o s ui cilindri compld ameu te ch iusi si ai)pl ica parimenti ai t orchi idraulici ed · ai cannoni .
lV.
Esame com1)arath 0 dei risultali che si. ottengono colle formole 11roposte, e con quelle in uso. 1
P er passnre dnlle idee astratte alle applicazioni e frtr \recler e quali im portanti r is ultati si otterran no in prntiea col ser virsi delle formole proposte invece di qu elle in uso, espon go 'il qui un ito s pecchio r elati vo a quattro soppresse i<lrauliche di cui parla lung amente il signor Love nella sua. opera intitolata : Des cì-il;erses résistances et atilres pro1wié/.és cle la Fonte, etc (pag . 131).
•
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DESIG~AZlONE DELLE PAHTI
?lUMEHl DELLE SOPPRESSE ,,- ---....___
E DEGLI SFO!l'l.1
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OSSEfll'AZlONl I
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I cent.
18.50
ì J 00
30.00
35.00
))
28.50
33.00
50.00
70.00
Pressione interna pe,· ccntim. quadrato . kil. 298.50
282.20
2112.!10
580.00
552.00
IJ93.00
363.0o"
580.00
Sforzo Q 5nllc fihrc inlPrnc calcolalo colla )' i-' -- Q . "- • "0·>6 R 669.50 J ~ Loy..F 'o formula p1·oposta
62~ .30
474 .00
837.00
39; .00
284.00
418,:,0
. Diametro iiìtcrno del cilindro . Diametro esterno del cilindro
'
P. 2R 0
Sforzo calcolato colla fom10la
Q =:: 2 ( tl - R,,)
lll USO
.
Sforzo ·nlle fibre esterne 1
--
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-
no
Q = Qo 7f
434.70 I
.,
-
'
.
I
La soppressa ~0 1, si ruppe sotto la prc•ssionc qui cont ro sc•gnata. · 1 -
210
DEL L A R~SISTENZA DEI 'Clt.lN liR I CAY!
Si vede che queste soppresse sopportarono realmente nelle fi bre inter:ne, sforzi cli molto s uperiori a q u·elli pei quali erano state calcolate, e che quindi non v'è m.otivo di sorprendersi se una di esse (N. 4) si è rotta di1po poco tempo di esercizio.
Il signor Love e con lui al~ri distinti scrittori deducono dalla rottura di questa soppressa e da alcu ni altri fatti simili che i l fe1·raccio fuso in pezzi di grosse dimensioni, pe1'de q1.uisi lei metà della sua tenacitù. per cui non pnò resistere a sforzi maggiori di 600 ch ilogram mi per centi metro quadrato.
È incontestabile che il ferraccio fuso in gros,si pezzi e sopratutto in cilindri perde ,dquanto della s ua tenacità, ma la perdita non è della metà, e certamente ciò i1on p uò dedu,:si dal fatto <li rottura cle1!a soppressa N . 4 suddetta. L'applicazione della n uova formola dimostra in fatti , che lo sfor zo eh~ produsse la r ottura fo di 837 chi logrammi e non · di 580 come si doYeva credere app1icando le formale in uso. QLlin cli se si riflette che la resistenza media del ferraccio alla trazione è, secondo Hodgkinson, di 1100 chilogrammi per centim etro quadrato, e_ che la pressione• reale nel cilindro poteva essere alquanto superiore a (]Uella che segmwa l'indicatore, si capisce che in realtà la soppressa si spezzò sotto uno sforzo non hmtano dallo sforzo medio di rottura.
Gli effetti del raffreddamento e del ritiro, che ne è }a conseguenza, sono mirabilmente descritti nella già citata memoria di .Roberto Mallet. Farò osser vare soltanto cÌle quegli eiietti non sono identici nei pezzi piani e nei cilindri. Nei pezzi piani di considerevole grossezza le parti terne raffreddandosi più lentamente, hanno tempo cli disporsi in cr istalli di maggiori dimensioni e form_ano una massa meno densa e meno resistente che le parti esterne
w-
l e quali si solidi ficano più ra,pidamente . , . . In siffatti pezzi sL1ccedono cli frequenti detormaz10111, abbassa.men':-i esterni per effetto del ritiro, ma [lccade ben di rnòo che si trovino nell'interno dei vani. ' In un cilindro caYo inYece le pareti esterne raffreddandosi molto prima d i quelle interne, la parte del metallo che occupa il m ezzo della grossezza de ! c ilindro tro.vas1 sol h:t;iLaL,t da due altrazioni in sensi opposti per eu i , se la o-ros;;ezza è considerevole . vi succedono alle volte dei e vani ehiamati spugnosità o c,lverne. Può dirsi in o·enerale che se chiamasi D la diminuzion e e . . _. di tenacità dovuta alla suddetta causa, es,;a sara pe1 pezzi p iani nna fu nzione diretta della grossezrn , ossia si a.vrà n= E); m entre p ei cilindri C,lV} essa sarit, formone della grossezza e clel ra.pporb fra il raJfreddarnento in terno cd esterno e sarà della forma
r(
V. I)= (
Influenza del n.ffreddament.o dei metalli fusi. Il modo con cui si effettua il raffreddamento d'un pezzo di metallo fuso ha una parte i.mportante nella .costituzione molecolare del metallo_medesimo, er,perciò 'influisce sulla sua tenacità.
211
(E, RoB)
Non si può qu indi nel ricercare la cmvà che rappre~ senbt la legge delle yariazioni cli questa diminuzione <li tenacità., prendere, come fecero alc\m i a,1Lori, indistrntarnente per ord inate ì r isuJ.ati cli esperienze eseguii~ su pezzi piani, e quelli dedotti da alcuni fatti di rott ura
2 12
IJ,ELLA RE-SIS'I'ENZA
di cilindri . poiché i pe;zi piani ed i cilindri trovcmsi in qiumto agli effetti clcl raffreddamento in conctizioni molto diverse. Saeebbe al vero assai utile il determinare la legge suddetta tanto per l' una eh~ ,per l' altra forma di getti. Ma mancando tuttora i dati teorici necessarii, la pratica sola p uò guidare nella scelta dei coefficienti che si dovranno introdurre nell'equazione della resistenza dei cili ndri cavi di getto. La diminuzione di tenacità aumentando rapidémiente col crescere delle dimBnsioni dei cilindri, éOnverrà general mente per quelli· di grossezze considerevoli esporre il ferraccio ad uno sforzo Yi,::,ino a quello dì rottura, piuttostochè p r endere, per esempio, un coefficiente di un lz6 ed avere cilindri di grossezze enormi e che presenterebbero gl'i11convenienti suaccennati. Ripeto che la pratica sola può esser guida; ma in ogni caso le form.ole proposto daranno motlo di calcolar0 con sufficieilte approssimazione lo sforzo esercitato sulle fibre interne e di assiciwcwsi che esso r·ealmente non su-7Je1"Ct il limite che si era prefisso.
VI.
CO Il (j [ 11 S Ì O II e. Per r iassumere quanto ho sviluppato sin qui, dirò che nei cilindri cavi composti di metalli fusi vi sono due cause di debolezza ben distinte. La prima deriva dalla forma cilindrica la quale non consente acciocché la pressione interna si trasmetta ugualmente a tutte le molecole della sezione longitudinale. I suoi effetti seguono una legge costante che abbiamo determinata.
DE[ CILJNCRI (:AVI
213
La seconda causa dipende principalmente dalla natùra · del rnctallo, dalla sua maggior e o 1tl.inor tendenza a cristalliz,mrsi e dai metodi di fabbricazione adoperati. Si riescirà ad ovviare ai dannosi effetti della pri ma con itn ben calcolcito sistema di, ce1·ch'iatura; si scemeranno i danni della seconda quando si sarà adottato un sistema di fabbricazione pratico, scevro di inconvenienti è che dia modo di produrre, dopo la. fusione, sull<I: superficie interna un raffreddamento artificiale capace cli assorbire, in un dato tempo, una quantità di calore eguale a quella che perde nel t empo medesimo la su perficie esterna per raffreddamento naturale.
DEL LA llRSIST ~;NzA D E l C,1N NO NI CE!tCH!ATl
21 5
cere l'at.trito delle alet te nelle rig he, sono esposti ad uno sforzo di molto superiore a quello che sopportano i ~ann oui lisci di calibro eguale .
Il mezzo pi Lt ovvio per aumentar e la resistenza era di
Le b ocche da fooco di fé raccio di gr ossi calibri adoperate in sì grnn nnmer o presso tutte 1e potenze., pri'ncipalruente pel lor o ristretto costo, presentano il grnve in conv0nien te rli av1"re una rrsistc-,nza molto vari,ibi le e per ciò di essere poco sicure in ser vizio . Si conoscono molti casi d'improvv isi scoppi avn·nut.i con semplici carich e di fazioDe., _e che produssero terri bili conseguenze. Il pericolo è tétnto più a temersi in qtmnto che non se ne possono che b en d i rado scorgere segni preYent.iv i nelle parti esterne ci n ell'anima del cannone . Credesi che q 11esti fatti derivino dalla, n a.t ura st.essa dd rnetall_o e dallo stato cl' equ ilib rio pe1° r:osl, r.lire · instaMle nel qnale p ougonsi. le s ue m.olecole durante la fu sion e ed il mffreddam ento , per cui un princtpio di rottu ra delle pareti dell'ani ma è seguìto istantaneamente dallo scoppio de1léL m assa. intera. (Vedi Memoria di Roberto :Mailet, De lobel , pag. 625 e 645, Vol. I) . La necessità d t accrescere la r ésistenza, dei can11oni di ferraccio dive'nne p iù evidente ancora quando si t rattò di n gar li_, poichè i cann on i rigati dovendo lanciare proietti cilindro-ogiva] i di peso doppio degli sferici ed in oltr e Yin-
crescere le dimensioni esterne, ma in. p rimo l uogo abb iamo Yeduto nel parlare della resis tenza dei cilindri cavi , cbe la r esistema cresce in un,i propor zione assai m inore della grossezza, e siccome le bocche à.a fuoco d i ferraccio esistenti hanno dime nsioni considerevoli un ulterior8 aum ento a\"I'ebbe cagionato un accrescimento cli peso assai . dann oso, mentre avrebbe accresciuto di poeo la solidità dei pezzi. . · ~
In secon do luogo l'accrescimeuto delle dirnensioniesterne obbliga va a carnbiare gl i afl'u>"ti e quasi tutto il materiale da muro. Per queste ragion i si preft:Jrì, per le b ocche da fuoco cli f'e rraccio che si voll0ro rigare, cli diminuire la c,n•jca e rid urla a 1/6 ed anche it 1/10 dol peso del proiet to . Ma con eii> n on si è tolto totalmente il pericolo che abbiari10 accennato, e d'altra parte la diminuzion e de!Ia carica col scemare la velocità i niziale del proietto fa pE:rdere una parte clei vantaggi ch e si ot terrebbero alteirnenti coi pr oietti cilindri-ogival,i ; si continuò quind i a s tudiare il problema di aumentare la resistenza de1le bocclie da fuoco di ferraecio ed in questi ultimi anni si è pensa.to ad esper imentare l'effetto della cer ch:atura. ,-· Un cann on e cerchiato è una bocca da fuoco nella quale la parte es post.a alla m assima pr essione prodotta clalì' esplosione della polvere, V<!,le , a dire t utta la culatht dagì i orecchioni sino all'emisfer o od al cul di lampada,· è sLret.ta esternamen te con cerch i d i un metillo più tenace di q uel1u di cui è comp.o sto il cannone ; il dtarnet,ro esterno de? cerchi essendo manten uto egual e al cliame.t ro del cannone senza cerchi dello s tesso calibro .
216
217
DELLA RESISTENZA
DEI CA:<NONI CBRCffiATI
Per comprendere l'effetto che si vuole proclLllTe colla cerchiatura basta il porre mente al rappoi"to che esiste fra gli sfo1vli per unità superficiale nei due piani princi pali di rottura di un cilindro (Vedi Resistenza dei cihndri, pag . 191). _\.bbiarno d imostrato che questo rapporto LHL sempre un valore superio re a quello che risulLa dall'espressione
della. rottura s·ia prestnbili/ 1 e ch'essa succeda in un piano trasversale . In tal caso il cannone si romperà. in due soli frammenti lanciati nel p rolungamen to dt'll'a:--se del pezzo e lo scoppio presentcrf1 poco pcr[coio p,)i..;liè i c.nnn onier.i col mantenersi al loro posto attorno al pezzo 11e rimarranno illesi. Da qneste consitlerazioni risulta che la solidità cli un cannone cerchiçtto d ipenderà dal la r esistenza dell a sezione trasversale del ferraccio, o quindi che si dovràJ diminuire il meno possibile quella sezione, ossia fare in modo che i cerd1i abbiano la m inor possibile grossezza conipat.ibilmente coll' effetto c.:he se ne v11ohò ottenerè . A tal uopo converrà 1° Che i cerchi sieno fat.Li d i uu metallo che p resenti la massima tenacità . 2° Oh' essi siano posti in guisa da produrre il mas sim·o effetto. Il metallo piLì convenien te per la confc:zionc ùci <.;erebi é l'ac<.;ìa io fuso. Si d?vrà sceglicrlo di qncit,:tà clolce affinché n?sisti meglio alle vibrazioni écl agli urti, e sarà pure necessario che i cerc.:hi siano perfettamente omogent3i, fatti caduno cli un sol pezzo se nza un.ioni o saldature . Ricerchiamo orn come si potrà soddisfare al1' ultima condizioue. Per utilizzar e il meglio possibile i cerchi converrà porli in condizioni ta li, cbe quando per effcLtu della tensione dei gaz tlella polvere le fibre circolari interne del ferraccio sono gi unte per dilatazione al l imite massimo cli r esistenza che si è prefisso, le fibre interne elci c0rcbi raggiunga.no esse pure lo stesso limite. Supponiamo in primo luogo, che i cerchi siano perfettamente aderenti a.lla superflcie esterna dell~ culatta
e che per un cannone .:we1JLe una grossezza eguale ad un calibro, si ha
lll
culatta
,- ,upponiamo per un momento che in quea:to cannoue la sezione trasversa1e opponga una n::sistcnza csatt.amente qutiUro volte maggiore di quella opposta dalla sezione longiU1dinale. Ciò posto, se per un mezzo qualunque si riduce Q' da 4 a 2 e si aumenta Q da 1 a 2, egli è evidente che la soliclitù. definitiva del cannone sarà aumentata del doppio . Tale è precisamente lo scopo della cerchiatura, poich è i n questa opemzione si diminuisce la grossezza del ferm ccio e con ciò si scema la resistenza della sezione trasver;;::1Je, e nel t empo st esso si aumenta la resist enza della sezione longitudinale coll'apporre i cerchi. Teoricamente il cannone cerchiato sarà nelle migliori posiJibili condizioni di solir1itii q uando la r esistenza sarà eguale nell'uno e nell'altrc pia.no di rottura. In pratica converrà determinare ]c,dimensioni e la tensione dei cerchi in •modo ch e la. resistenza della sezione longitudinale sia maggior e dell'altra, affi.ncbè la posizione
1
ma, senza stringel'ta.
218
o,:r CANNO~·r CKRé HJATl
DELLA RESISTENZA
Sappiam o che nei cilindr: meta1lici gli sforzi · prodotti dalla pressione interna su lle fibre circolari che compon·gono la grossezza del cilindro variano in ragioùe inversa dei raggi e ch e le dilnfazioni essendo proporzionah agli sforzi variano pme secondo la stessa legge. , Ciò posto se _j,_ rappresenta l'allungamento proponionale ' delle fibre i nter ne del ferraccio corrispondente allo sforzo massimo prefisso, l'allungamento delle fibre esterne del ferra,~cio ossia quello delle -fibre 'interne del cerchio sarà :
. il<)
i-
R1
Ro essendo il raggio i nterno e R.1 il raggio esterno del ferracei o. Chianfando E il coefficiente d'elasticità del ferraccio. E' il coeffic ienLe d' elasticità dell'acciaio Q lo sforzo massimo prefisso pel ferrac~io Q',' » per l'acciaio . Si avrà
Q = Ei
( I) e n el. tempo stesso FJ.amo (2)
s1
dovrà avere nel caso che conside-'
·a_ ,Ro ~. - E'ili
1
dividendo queste d ue equazioni l ' una per l' altra si· ha
(3)
E'Q R1 HO'= Ri,
Ogni qt1alvolta dunque per un cilindro metallico qualun que' esisterà q uesta r elazione (3) fra la, tenacità dei metalli di cui son o composti il cilindro ed i cerch i, e fra J raggi esterqo ed in ternn. si potranno porr e i cerchi
219
senza farli stringere; basterà perchè producano il lo'ro massimo effetto, ch·essi siano perfeitarn,mte ader enti alla s uperficie esterna del cilindro. Ma la r elazione suddetta (3) non 'si a n era nelfa.pplicazione della cerchiatura ai lJannoui. Difatti, secondo la definizione precedente, dovendosi co nservare per d iametro esterno dei cerchi quello del cannone non cercliiato dello Ht esso cal ib ro, n e segue che la grossezza del ferraccio n ei nostri cannoni da muro cerchiati risulta sempre poco differente di un calibro, ossia che il rapporto R . . . R e approssunat1Yameute eguale a 3. o
· ll'altrn parte se si c;alcofo. · .il 1° membr o dell'equazione (3) dando alle lettere i valori relat ivi al -ferraccio . ' ' cd all'acciafo, si trova ch'esso è eguale a. 0.,4 . Non viè dunque iu qnesto caso egnaliià fra i due mem bri dell'equazione, (3), locchè indica. che la condizione , che <lessa rappresenta , non e~iste pei cannoni cli ferracc io cerchia,ti. Le stesse q uanLiliL nu meriche jntrodo l le nell ·eq uazion e-(:2) chrnno per Q' il valore di 194,65 chilogran~-mi p er cento quadrato, mentre lo sforzo massimo che si può con sicurezza fare ' sopport,Lre all'accia io è di 1380 cbilog. Ciò va le a dire che se nel cerchia.re i cannoni di fe rraceio si p onessero i cerchi in modo che fossero sempl icemente aderenti e n on fortemente tesi si utilizzerebbe soltanto il 14 per 010 della lor'J /cwza, Questi risultat i che ho dedotti da considerazioni teori che, sono stati presentiti prirm d'ora in prntic;a , e p er ovvia,r vi e ricavare il massimo effetto utile d,ii cerchi, si è adottato .il processo di cc?'çhiatura n catdo.
220
DELLA RES fSTE~ZA
Questa operazione viene eseguita nel seg_u ente -modo: Si tornisèe cilindricamente la ci.ù atta de-1 cannone dagli zoccoli sino all'emisfero, dandole un diametro un po'rna.ggiore del diametro interno dei cerchi'. Pei canno;ii da Hi F cerchiati nella regia fonderia di Torino l'eccesso di diametro della CL1latta fu fissato ad 1 millimetro . Poi si fanno scaldarb i cerchi uno a.d uno in a.d atta fucina circolare sino al colore rosso ciliegia. A quella temperatura il cerchio si dilata sn ffìcientemente per abbracciare la culatta del cannone e scorrervi con facilità. Il primo cer chio allora è spinto a sito contro gli zoccoli e vi è tenuto stretto mediante una staffa e due tinmti cli ferro fermati agli orecchioni. Dopo di che vie.ne r~tpidamente raffreddato tutto att.on_10 con on getto d'acqtla. Senza quest'av,rertenza lct parte de.I cerchio che trovusi in eontatto col met allo del ca.unono si raffredderebbe
molto prima del resto e ne potrebbero derivare- delle ineguaglianze cli ritiro che comprometterebbero la solidità del cerchio. Il cerchio r affreddato trovasi in condi7,ioni simili a . quelle di un cilindro sotto'_posto ad una pressione interna. e si potta applicarvi la stessa legge cli distnbnzione deJla · pressione da dentro a fuori su le varie fibre che lo compongono . La tensione delle fibre interne sarà proporzionale alla dilatRzione, e potrà essere calcolata a condizione però che la differenza di cliametJ:'O fra ] ;:i. culatta ed i cerchi sin comp1°esa ent1'0 i limiti di clilata,zione r·egolare conosci'liti ed ammessi nelle applicazioni pmtiche delfocciaio. Ma ·se l'eccesso di diametro della culatta depassa questi limiti, egli è indubitabile che il _c erchio, mentre è ancora ad un grado di temperatura vicino al rosso ci~iegia, s1
221 al1-m1ga per un effetto sim ile a quello che proverebbe se fosse stretto fra. i cilindri di tin laminatoio. Ne seguono allora due inconvenienti assai gI"avi : 1° La pressione che produce lo stiramento del cerchio essendo maggiore néll'intemo che fuori, debbono inevitabilmente succedere delle irng uaglianze di trazione, le quali possono alterar e la struttura dell'acciaio e climinuirne la tenacità ; 2° Non è possibile il calcolar e la tensione del cerchio e quindi non si ha più alcuna norma per calcolarne l'effetto e stabilirne le dimensioni pih convenienti. Per determinare le condizioni. della cerchiatura tL caldo in modo razionale si deve, à parer mio, fissare prima lo sforzo totale massimo Q' per unità superficiale che si può con sicurezza far sopportare alle fibre interne del cerchio, a seconda della qualità cli acciaio che si adopera : poi cal colare coll'equazione (2) lo sforzo q' che la superficie esterna del cannone gli può t rasmettere nel dilatarsi per effetto della pressione interna. In questo calcolo si prenderà con sufficiente approssimazione il rapporto DEi CANNONI CERCHIATf
R
- = 3
R.
Si deve quindi detrarre q' da Q' il resto q" sarà la tensione che si dovrà dare al cerchio per mezzo dell'apposizione a caldo. Conoscendo lo sforzo q11 sarà facile il determinare la dilatazione corrispondente e quindi l'eccesso di di ametro che si dovrà dare alla culatta del cannone. Si applicheranno perciò le equaz10111
q"
= E'i e
!J.R = iR
Eseguend_o questi calcoli pcl cannone da 16 di ferraccio Anno VI. Voi. l V, - 1a. ,
IJELLA RESISTm,u
colla grossezza di cer chiatura che si è e_sperimentata, si trova che la differenza in più del di~metro della culatta su quello d ei cerchi dovrebbe essere non di 1 m illimetr o, ma di sol-i tre decimi. Egli è evidente che pr ima che fosse determinata la legge di d istribuzione delle pressioni uèlla gr ossezza dei cilindri, ·uon si potevano far e i calcoli suesposti e che sì doveva in pratica cercar e di dare ai cerchi piuttosto un eccesso di dilatazione . La tensione de.i cerchi posti a caldo si esercita ugualmente su tutta la superficie esterna della culatta, e si ripartisce da.L fuori al dentro sulle fibre circolari del ferr accio i n r agione inversa dei raggi . Essa tende in tal modo ad equilibrare in ogni fibr a lo sforzo eser ci tato in senso op;iosto della pnfsione dei gaz della polver e; così le fibre interne, per esempio, essendo ·sollec.itate dal massi.mo sforzo della polvere, ricevono pu ro . dai cerchi la massima _contropr essione, ossia i l m<(.ssimo aiuto. Da ciò apparisce come la cerchiatura serva inirab.ilmente a correggere il principale difetto inerente alla forma cilindrica cli cui abbiamo pa,rlato nel trattare della resistenza dei cilindri. La pressione esterna d ei cerchi defor ma sensibil mente la culatta del cannone. Ne abbiamo avuto una pr ova evidente nei cannoni da 16 F cerchiati nei quali si rilevò in tutta la parte sottoposta alla cerchiatura un restring imento dell'anima di circa un clccimilli metro, come si è 'pure verificato nella cerchiatura dei cannoni da 40 della regia marina. Egli è certo che il diametm esterno deve p ure essersi . compresso alquanto, abbenchè non sia stato possibile verificarl0 in pratica.
DEI CANN"ONI CERCHIA TI
223
Da q uesto fatto- risulta che per avere la dilatazione del d ia.metrò dei cerchi dopo il r affr eddamento bisogv.a det rarre dalla differenza che esisteva fra il diametro della culatta e quello dei' cerchij)rima della cerchiatura, la, quant ità cli cui il diametro esterno d el cannone è stato compresso . P uò esser e interessante il conoscere il ~ralor e di questa com pressione onde determinare la tensione permanente dei cerchi in r iposo, ossia quando il can none non fa· fuoco. A t al uopo baster à stab_ilire l'equazione d'equilibrio fra la t ensione dei cerchi e la reazione del1a culatta del cannone, nel modo seguente : S ia 2 a la differenza di diametro fra la culatta e l'interno de! cerchio prima della cerchiatura. Sia• x la q uantità di cui è compresso il raggio esterno del ferraccio R. il r aggio interno del rnnuone R1 il raggio esterno del cannone R2 ' il raggio esterno dei cerchi Q' la tensione delle fib re interne del cerchio raggu,tgliata all'unità superficiale I{ lo sfor'.?o di compressione d elle fibre interne del cannone ragguaglia.to alla st es~a u nità . E il coefficiente di elasticit à per trazione dell'acciaio . E il coe.fficiente cli elasticità per compressione del ferraccio. Si ha in primo l uogo 0
a- x
Q' = E' e nel tempo stesso
R1
224
L'equazione d'equilibrio è (Vedi pag.· 190 e 20~) -·
Q ::-, •(i)
•
R;
Ro 2, 3 0~6 Log. Ilo R1 Jog. R9 = ~- R,
30"6 l t .
Mèttendo per Q' e K i loro valori espressi come s"<:>pra e riducendo si ha
per tanto
EL
llQ
a ' og. ,/
x=
Sappim110 g ià che a tal uopo oècorre ché la resistenza sia eguale tanto nella sezione traversale che in quella longitudinale. Ciò posto se osservasi il modo d'ag ire dell~t pressione interna sulla sezione longitudinale vi si riconoscono due periodi distinJii. Nel primo il ferraccio deforrnato dalla tensione dei cerchi riprende la forma che aveva prima della cerchiatura, iri quel momento il diametro i nterno dei cerchi sarà dilatato della quantità 2 o, 0he abbiamo determinat a anteriormente. La tensione delle fibre il:.terne dei cerchi corrispon• dente a questa dilatazione sarlt q' e la resistenza dei cerchi
I
R1 + EL Rq, ,, og. _:: EL og.-,-
Ro
· R1
Determinata ìn tal modo x si ;vrà a:._ x e quitJ.di la tensione permanente dei cerchi in riposo. L'espressione di x può mettersi sotto la forma
x=a. - - - - - R1 E Log. ·R 1 +. _ _ __ o_
E'I~O[f, R9 R~ da ·cld vedesi eh? x sarà sempre una quantità positiva minore di A. Cercherò ora di stabilire la formola colla quale si potr~ calcolare la grossezza più conveniente da. darsi qi cerchi .. In primo luogo c011sidererb il caso di un cilindro di fe_rraccio cerchiato destinato a resistere ad una pressione permanente interna e di cui si vuole calcolare le dimensioni. ~o~o cl:e . esso travisi nelle migliori possibil~ cond1z10111 d1 solidità. ·
i:1
225
DEI CANNONI 0.ERCHIATI
llELLA RESISTE'lZA
sarà allora
. .R9 ll1 q1 2,3026 Log R--1 I raggi interno èd esterno del cerchio prima _dell'apposizione a caldo sono reahnen te R1 - ci e R.2 - a_ ma a essendo piccolissimo relativamente ai raggi si pnò senzét errore sensibile prendere R, e R2 nell' espressibne pl'ecedente: Nel secondo periodo ht pl'essionè interna au'tnen:tando <l'intensità, il ferraccio ed i cerchi resisteranno i nsieme. La resistenza del ferraccio sartt
. QRO 2, 30'.26 log.
R1
no
e quella dei cerchi
· R2 91'R1 2,3026 Log. Ri q" essendo caTcolato coll'equazione (2) Vedi pag. ~18. Chiamando P la pressione massima per unità superficiale esercitata nell'interno del cilindro e facendo qI + qIl = Q'
DELLA RESISTENZA
DE[ CANKONI CERC!l!àTI
l'equazione d'equilibrio della sezione loncritud· 1 cl unque o rna e sarà
(t)
PRO= Q.Ro 2,3026 Log.
;1 o
+Q'R1 2,3026 Log R2 •R
Nel tempo stes'o ~· d , 1 . t rasversale ·:s "1 ovra avere nella se·z10ne
(5)
PR~=Q(Rr-R~)
Da quest'ultima equazione si deduce
(6)
R1
/
= V(P-+ Q) R;, Q
e d'altra parte dividendo l'una per l'altra (4)_ e (5) si ha le equazioni
(7) l.oy. R2 = ~Ro (
/:J -
Il~ -
. OR, 'i,3026Ji~
R1)
log. llo
r
+ Log. R.,
Le. . t . due. equazioni. (6) 0. (7) ' serviranno a calcolare (a· :me n più convenienti da adottarsi l)el fì " . ia_ ce. h . d on acc10 e pe1 1 c 1 guan o la pressione p · . E - e una foi·za pe-rmanente "sse sarebbero dunque applic;abili nel caso chn si ,;o a· . . ~· -~ rebbe al ~, . . . u i sop~ressc idrauliche, locchè sa. . . certo assai vantaggioso, perchè in tal modo . d1m1murebbero considerevolmente l d. . . s1 , . . . e imens10m del fer1 acero, e s1 eviterebbero le difficolta' a· tt J • · . . 1 ge o eCt 1 grav · rnconvementi che 11e derivano. l 1essero cerchiare gra
Poi. cannoni cerchiati non trattasi· d 1. caIco1are le cli. . ' mens10111 del ferraccio e dei ce,1 h ' . , cl . . , c 1 per r esistere ad u ata pressione interna.· poiche' la' po1vere agisce . na . forza impulsiva e non s1· con osce fimora la te . · come d 11 resistenza dei metalli a. forze a·l questo genereoria e a Il problema che può risolvere . , , -' ·1 , ,1 n01 cannoni cerchiat·1 è 1 seo-uente · « Con 1 · o ' . oscene o il raggio esterno ed il calibro
227
del cannone da cerchiarsi determinare la grossezza ehe si deve dare ai cerchi affinchè il cannone trovisi nelle migliori possibili condi-zioni di sòlicliLà. » La formala (7) non contenendo P sembrerebbe potere servire per la risoluzione di qne.sto problen_1q,. Ma bisogna riflettere che ~a formola (7) è un'equazio1ie di r elazione stabilita nell'i11otesi di una for7.a permanentl;); e che trattandosi di una forza impulsiva essa devo essere modificata con un coeffi.eiente esperimentale. Procurerò ora di prova.re h verità di questa, asserzione, e di determinare la natura ed il valore del coeffici ente che si deve introdurre nell'eq uazione suddetta per ren-derla applieabile ai cannoni cerchiati. Si può con fondamento ritenere che in un cannone od i u un cilindro senza cerchi la relazione fra la rnsistenza longitudinale e quella trasversale rimangri.la stessa quando cambia la n a.Lura de1lo sforzo i_n tcrno, ossia quando inv0.c:e di una pressione permanente, agiscr:: una forza impulsiva, Ma ciò non può ammettersi pei cannoni cerchiati attes0chè i cerchi non si trovano in condizioni di r esistenza identiche a. quelle del ferraccio . Uno dei piL1 notevoli · effett i di una forza impulsiva è di produrre sulla parte del corpo che riceve direttcimenle l'1.wlo un lavoro molecola.re il quale assorbe una quantità assai considerevole di forza viva, e ca.gion,i ·nel corpo medesimo delle altera.zioni di struttura e delle deformazioni 'che aumentano d'in~ensità col ripetersi drl fenoi:neno, sino c1,l punto di cagionare la_rottura. Questo fatto si scorge chiaramente nell'urto di una massa cadente da una da_ta altezza su un palo ; la testa del palo si schiaccia, si deforma e consuma una gran parte della forza viva, la quale perciò non si trasmette in totalità al fusto dal palo,
228
DELLA RllSISTENZA .
;229
DEI CANNONI CERCHIATI
Nei cam1oni l'esplosione della ·polvere produce un effetto simile, e cagiona nelle pareti dell'aniurn delle deforma,;ioni conosciute coi nçimi cli incavo orbicolare, depressioni , ecc. Le alterazioI).i molecolari che ne r isultano, vanno aument ando ad ogni sparo e si estendono a poco a ,poco in tutta la grossezza del metallo. Ma nei cannoni cerchiati succe3e il seguente rimarchevole fatto : q Ltando i cerchi hanno sufficiente grossez,;a e che perciò la rottura. avviene in un piano trasversale, le alterazioni molecolari si limitano al ferraccio e non si trasmettono ai cer chi . Questo fatto di cui si capisce di leggieri la ragione, .s i
Per trovare il valore di & converrà . determinare co}l'esperienza il valore p1L1 co1neniente di B12 per un cannone di un dato calibro, introdurre questo valore di 1~ n ella equazione (8) · e ;icavarne quello di S. Se si consider ano gli esperimenti eseguiti in Torino coi cannoni da 16 F cerchiati, come sufficieoti per decidere che la grossezza di 4 centimetri è la più conveniente da darsi ai cerchi pei cannoni di questo calibro, si dedurrà coll'equazione suddetta che il coefficiente & 2,27 allora l'equazione generale per determinare la grossezza dei cerchi , pei cannoni di ferraccio di qualsiasi calibro sarà- :
=
è verificato in modo incontestabile negli espedmenti ese-
guiti a Torino. Difatti nei cannoni cerchiati che si fecero scoppiare, si osser varono alcune cre1:iatnre longitudina li le quali attraversavano tutta la grossezza del ferraccio, ma però senza continuare nei cerr.hi . Si è ver ificato infine che i cerchi sono rimasti così per- . fettamentc intatti nella esplosione (avveratasi in un piano trasversa1e) che essi potrebbero, a qua.n to sembra: servire una seconda volta. Nei cannoni cerchiati i c~rcÌli sono cJ.unque in migliori condizi_o ni di resistenza del feiraccio, e si può dire che in siffatti cannoni la forza viva della polvere .ha per effetto di climimtire lct tenacità del ferracci0_ relativamente a quella dei cerchi cl'acciaio. · ~er tener cont_o di q1..1..esta circostanza e rappresentarla nell'equazione (7) converrà introdurvi un coefficiente 8, moltiplicatore di Q' e che si dovrà determinare coll' esperienza. · L'equazione che dà il valore di -Rz sarà perciò
(s)
i, og. R
R1) + log. R
_ ORO ( Rr - R~ 2 - e,Q'R 2,3026 B~ -- Lo_q. R 1
0
(9 ) Log, Ri
QR = 2,27Q'R. O
(
1
)
R; - R~ 2,3026 H 0
R.1)
-
log. R.0
-1-
l og,
p . 11
Nel calcolare il valore del eoefficiente E, ho supposto ~'-rapportò delht tenacità del ferraccio a quella dcll'acc1a10, er.ruale a ..!._ , come risu~ta dagli e.s perimenti sulla o
5
resistenza del ferraccio e dell'acciaio dolce riporta.ti neila opera del sig. Love già più volte citata. Applicando la formola suddetta (9) alla cerch.iit ura dei nostri cannoni da 2AF e da 40F e conservando per questi cannoni i diametri esterni del ferraccio quali f~n·ono indicati nella proposta del 'signor t enente colonnello Rosset , direttore della regia fonderia di ToTino, in data del ·19 marzo scorso, si ha~uo i seguenti risultati :
Il o = S-2' ti m illimetri
Cannone da 40 F )
= 2;J6 R 2 = 285.05 R.1
R~- Ri
= 4!l.05
))
)) )}
230
DEI CANNONI CE RCHtATI
- DELLA RESISTEN ZA
Cannone da 24 F
1
]?0
= 7O millimetri
l""l' 1
-
-
'>03 "'
B 2 = '24-G,2 ( B., - R = 4,3,2 1
n
n >>
Il rapporto fra la resistenza della sezione longitudinale e quella della sèzione trasversale diminuisce rapidamente
quando diminuisce il rapporto
!
1
;
egli è evidente quindi
o
che la grossezza dei cerchi deve pure variare rapidamente nello stesso senso. Difatti se si calcola la grossezza dei cerchi pei cannoni da 16 F aventi una grossezza di culatta• eguale a 2r3 di calibro) si ha per risultato 22 millimetri, mentre pei cannoni dello stesso calibro, ma con grossezza di culatta di 1 calibro, la formola medesima_d~ 40 millimetri ossia quasi il doppio. I due cannoni da 16 F cou grnssez,;a di culatta eguale a 213 di calibro esperimentati di recente avevano cerchi grossi 40 millimetri, ed essi fecero pessima- prova. I risultati delle esperienze comparative eseguite in Torino sulla resistenza dei cannoni da 16 F cerchiati e senza cerchi, furono i seguenti : · Di due canndni con culaUa grossa un ccdib1·0 e ·con cerchi di 40 millimetri di grossezza, uno sc'oppiò dopo l :J53 spari_di cariéa massima e si~spezzò in due soli pezzì secondo una sezione trasversale posta fra la carica ed il l O ·proietto; l'altro cannoile sparò 1000 colpi con carica ~1assima ; poi si sospese il fuoco senza farlo scop1::iiare. Due cannoni con grossezza di culatta di 223 di calibro e con èerchi grossi 40 millimetri., scoppiarono uno dopo 148, l'altro dopo 84 colpi di carica rnassirna. Le rotture hmto nell'uno che noU'altro furono quasi identiche a quella del 1°.
231
Due cannoni dj modello regolamentare sostennero 217 e 4'.J5 spari a carica massima, essi si spezzarono irrego. larmente, ma · si riconobbero però in caclun9 3 o 4 piani princi pa.li cli rottura nel senso longitudina.le. Devesi notare che teoricamente i due cannoni con grossezza di culatta eguale a 2[3 di calibro, se fossero stati cerchiati convenientemente, avrebbero dovnto resistere più di quelli di modello regola.Ìnentare, mentre invece nelle esperienze suddette la loro resistenza fu di molto inferiore, abbenchè non -vi fosse il minimo difetto di fusione nelle s0zioni di rottura. La loro grande inferiorità deve attribuirsi alla seguente causa: La cerchiatura di questi cannoni aveva una grossezza di 40 millimetri, mentre avrebbe dovuto essere soltanto di 22 millimetri; inolt.re ì cerchi era.no eccessivamente t esi poicbè furono posti alla t emperatura del color rosso ciliegia, e dando alla culatta un diametro di 1 millimetro maggiore di quello dei cerchi. Dalla tro1)pa grossezza dei cerchi, e dalla loro grande tensione risultava i m eccesso cli comp1·essione da fuori ci dentro la qualè deve avere pro• dotto un effetto simile a quelb che ho accennato par~ lando della resistenza dei cilindri (pag. 18), vale a dire u.n principio di allungamento deUe ,fibre del ferra.ccio nel senso dell'asse e per conseguenza 1111 indeboli1nento della sezfone trasversale nella quale avvenne la rottura. Egli è inclul)itabile che so quest.i cannoni fossero stati cerchiati come indica la t èoria vale a dire con cerchi di 22 millimetri di grossezza e con un'eccedenza di diametro della culatta di soli 3 decimi di miìlimctro, essi avrebbero fatto assai miglior pro-va.. Da questo fatto apparisce in modo chiaro quanto importi il proporzionare bene la cerchiatura al calibro ed
DELLA RESISTENZA 232 .alla grossez:ca di culatta del cannone che si ~Lt0le cer chiare. A tal uopo converrlL, a parer mio, servirsi, cle11e foro mole (2) e (8); ma perchè queste formole diano risultati che meritino piena fìdL1cia, è necessario l' esser e sicuri . della realtà dei dati che vi si introducono, cioè bisogna conoscere in modo positivo le ·teuacità del ferr~ccio e dell'acciaio che si adoperano, ed il valore del coefficientè esperimentale &. Se dun que, come è a sperarsi, i cannoni cerchiati venissero ackittati in grande proponione nella nostra artiglieria, sarebbe desiderabile, secondo me, che si facessero esperimenti per determinare la tenacità ed i coefficienti cli elasticità del ferraccio e dell'acciaio di cmi facciamo uso. Servirà assai bene a tal uopo la buona , stadera di schia.n taroento esistente nell'arsenale di Torino, la quale può e;,erci La.re sfon,i che g iungono si uo a 45,000 chilogrammi, per cui si potrebbero rompere s1)ra.nghe cli acciaio di oltre sette centimetri quadrati di sezione, lunghe 1,50 a 2 metri. Queste prov,~ costerebbero ben poco e fornirebbero dati utilissimi . Jn qua11to al la determinazione del cofficiel1te esperimentale & mi sembra, -che si dovrebbe sottomettere a pro_v a altri due cannoni da 16 F' aventi una culatta gr.ossa i.m -ca1ibro e cerchiati con cerchi di 32 o 35 millimetri di grossezza posti a caldo mil modo che ho indicato. Se essi riescissero meglio di quelli con cerchi di 40 millirneti'i suaccennati si calcolerebbe coll'equazione (7) il valore corrispondente di S, ohe potrebbesi allora considerare come presentando sufficiente approssimazione. La formola (8) servirebbe poi a calcolare la cerchiatura per qualsiasi altro calibro. G11 esperimenti eseguiti nel modo suddetto saranno,
DEI CANt;ONI CERCHIATI
233
a. q nanto mi pare, assai più razionali ed econormc1 che non quelli che occorrerebbe fare per determinare direttamente la grossezza più conveniente deUa cercJ1iatura per
ogni calibro separato. In questo caso difatti non -si potrebbe accontentarsi della prova di una sola grossezza di cerchiatura scelta a r:apriccio, ma converrebbe provarne almeno tre diversé ed esperimentare per ogni grossezza due cannoni cerchia.ti in eonfronto di due altri cli modello regolamentare. Sarebbero dunque 8cannoni che si dovrebbero far scoppiare per ogni calibro, onde vedesi quanta spesa e perditempo ciò importerebbe. Non sarebbe preferib-ile invece lo studiare bene un calibro solo, e le quahtttdei meta.lli cli cui ci serviamo, poi partendo da queste basi calcolare colla formola teorica la cerchiatura degli a,ltri calibri"? Il sisterna cli costruzione delle bocche a fuoco con cerchiat ura è il più razionale che Luttora si conosca. poichè è l'unico che permetta, per quanto è compatibile colla forma cilindrica, di dar loro propor:cioni tali che tutte le parti del metallo sopportino uno sforzo apprcss'a poco eguale. Esso ,:;arà applicabile con vantaggio non solo ai cannoni di fen;acçio, ma a bocche a fooco di qualsiasi forma e calibro e composte di qualunque metallo. · Ecrli è certo però che le bocche a fucco di ferraccio eso ' s·endo le meno resistenti, sono pure quelle che richiedono più specialmente l'apposizione dei r-er chi. Si sono fatte varie obbiezioni contro l'uso della cer chiatura, e per esporle e confutarle citerò qui, rias~mmendole, alcune considerazioni svolte nell'ultima relazione sui cannoni cerchiati presentata al governo dal sig. tenente colonnello Rosset. 1° Si dice che per l'effetto delle vibrazioni cagionate ~a1l' esplosione della polvere la resistenza. de.l cerchio sç~:
234
DE LI, A RES!STR,ZA
me~'à perché la struttura dell'acciaio cambierà natura e mentre era fibrosa al momento della sua ~pplicazione, diverrà granulare dopo un certo nmnero di spari. Sì citano per prova fatti simili osservati nelle sale dei vagoni, nelle catene, o nelle travi adoperate nella costruzione dei ponti . ' Ma ammè-ttendo che realme!lte la struttura del metallo sia alterata; in questi casi, ciò avviene in causa della continuità o successione delle vibrazioni ad i ntervalli piccolissim i per cui le molecole del metallo smosse dalla loro posizione primitiva non han 1.empo per éosì dire di ritornarvi e rimettersi in istato di equilibrio -stabile . Ma le bocche a fuoco sparano àd intervalli sufficienti per permettere'ailamassadiritornarc in riposo, non vi è dpnque analogia di cause, e difatti negli esperirnenti -eseguiti i cerchi non hanno sofferto la minii:na alterazione di struttura ed anzi si sono con~e ~·va,~i perfettamen te intatti. 2° Si oppone che dopo alcun tempo la tensione dei Cf;rchi deve di minuire epperciò i l loro effetto essere quasi nullo. Questo inconveniente se fosse vero sare:.Jbe a:isai grave, perchè sarebbe impossihile il rimediarvi. Ma le esperienze rapportate nell'opera del sig:Love..provano che il ferro può sostenere senza danno indefini~.amente uno sforzo assai vicino a quello della rottura; ed io aggiungerò che nei cannoni cerchiati i cerchi posti couvenienternente sopportano quando sono in ·1·iposo, uno sforzo assai lontano dal massimo. a cui debbono resistere al momento dello sparo e per convincersene basterà applicare la formo la (pag .. :2.24) e dedurne la tensione dei cerchi in istato di riposo. 3° Si obbietta il p rezzo maggiore dei .cannoni cerchiati. Le bocche a fooco . cerchiate, fuse appositamente per esse11e ceTchiate, costerebbero lire O, 15 a 0,20 di più al chilogramma èli quelle di m?dello regolamentare, ·e quest'a,q-
DEI tAN NtlN ( CEROHIAT!
23!'i
mento ,al certo è minimo comparativamente al prezzo dei e.annoni di bronzo e specialmente poi in confronto di quelli d'acciaio. 4° L'ultima obbiezione essenziale è che la forma dei cannoni cerchiati in generale ed il loro peso 1~011 sono convenienti. Perribattere quest'obbiezione i1 signor tenente colonnel lo Rosset ha presentati. progetti di cerchiatura per tutti i nostri cannoni di ferraccio; ed abbenchè le cerchiature .proposte siano di una grossezza alquanto maggiore di quella che indica la teoria, perchè furono determinate prendendo per norma quelle a:lottate in Francia pel cannone da 30 della marina, cib nonostante quei progetti dimostrano ad evidenza che le bocche da fuoco cerchiate possono cpn vantaggio sostenere il confronto di quelle di n:1,04_ello regolamentare tanto per la for ma che pel peso e per la conveniente proporzion e riel preponderante in culatta. I risultati delle esperienze eseguite sui cannoni da 16 F concordano pienamente colle previsioni della teoria e dimostrano che la cerchiatura aume11ta considerevohilente la resistenza delle bocche a fuoco di ferraccio e presenta. inoltre l'importante vantaggio di pr~servare i cannonieri dai pericoli dello scoppio. Quest'ultima considerazione basterebbe da sola per consigliare l'uso della cerchiatura, poiché si comprende facilmente qu,anto importi che i cannonieri abbi.ano fiducia nella propria arma.. , È dunque a sperarsi che il governo compierà le esperienze suddette e deciderà di adottare i cannoni cerchiati in grande proporzione. La cerchiatura dei cannoni. è argomento di molto interesse pel nostro paese, attesochè essendosi riconosciuto l'utilità di far uso di forti cariche e la necessità d'aver~
236
DBl,LA RESISTENZA DEI CANNONI CERCHIATI
cannoni molto resistenti, le potenze estere hanno già adottato cannoni di ferro malleabile o di acciaio di grandi dimensioni . Noi non potremo per molti anni seguirle in quella via perché non abbiamo stabilimenti metallurgici capaci di eseguire siffatti lavori . Ma si potrebbe bensì senza grande spesa ed in brEve tempo erigere appo noi uno stabilir!).ento per_la fabbricazione dei -cerchi d'acciaio. Allora mettendo a profitto gli eccellenti ferracci di cui abbondiamo, potremmo costruire bocche a fuoco cerchiate molto resistenti ed economiche senza aver bisogno cli ricorrere all'estero per questa importantissima parte qel nostro armam ento .
L'ESERCITO PRUSSIANO
Torino, 25 aprile 1862.
c. ZANOLINl Capdano r.l'cwtiglieria.
Cavalieri~.
Nola. Per maggior cltiarezza vùme poslr,,nc/la Tal!ola qui in fine una dlmoslra~ione (/1'G(ica della resist.enza della sezione /ongil·wlinàlc nel cannone rlit 16 F eercltialo ed -in quello senza, cerchi, supponendo clic la (ur~a che a(frsce nrll' anima sia unti pressione permanente. l! co11/i·o1ilo delle aree a b ed e f ~ n a b e ti fa vedero che il cannone cerchiato pruse11ta una resistenza circa tre volte ,maggiore delt'a.ltrn.
La cavalleria dell'esercito attivo si compone di 8 reggimenti della guardia e di 40 reggimenti di'. linea. La sua novella organizzazione non è ancora completa, essa è in un momento di transizione, il quale è per es$a più lungo che per la fanteria. I l 2 re?gimenti di c~val_leria di Jaudwebr, precedentemente esistenti, sono sc10lti, e per contro, si porteranno nell'esercito att~vo tutti_i reg~ gimenti di dragoni e di ussari a 5 squadron~. _I reggu~ent1 di 5 squadroni hanno all'incirca 750 uomm1 ; q~elh a 4 squadroni constano di circa 600 uomini_. In tempo d1 guerra, viene inoltre creato uno squaèrone d1 deposito per cadun e l'effettivo delle truppe a cavallo ammonta re o·aimento 00 ' a 43,000 uomini ~ncirèa. (1) Vedi Rivista f!tililare ita.lianC1, anno ,,, , ,,ol, r v, png. 129 · ANNO VI. Voi. IY. - . 16.
238
La cavalleria si compone di corazzieri, di dragoni, di lancieri o ulani, e cli usseri. I corazzieri hanno due reggimenti nella guardia, di cui uno è il reggimento delle g1.a.'l'die del co1·po, ed otto reggimenti di linea ; vestono l'abito bianc:o, con risvolti .in. velluto di varii colori, la corazza e l'elmo d'acciaio; è q uesta una superba truppa; le g uardie del corpo spezialmente, i l di cui olmo ha per cimiero un'aquila d'argent0 colle ah spiegate, r icorda gli a1itichi cavalieri. Q1{esto reggimento indossa, in tenuta di gran parata a · corte, una casacca di panno scarlatto, con una grande stella s ul petto. Vuolsi che il duca di Map;enta, all'epoca delle fe.ste dell'incoronamento, fémandosi in faccia ad una guardia del corpo posta in sentinella nel palazzo, abbia esclamato: « Mille volte più b0llo che le cento guardie!. .. » I cavalli sono vigorosi; i corami della bardatura sono di color naturale, cioè non anneriti. La gualdrappa è scar la,ita. Di lancieri sonovi . 3 reggimenti n ella guard.ia e 12 di linea. La loro montura è semplice: tunica bleu a risvolti rossi, pistagne sugli orli, chapska. Quest'è la ver~ ca\'alleria di linen,. La lorn lancia è adorna di una banderuola nera e bianca,. I dragoni (tuuir:a azzurra, olmo di Guoio t.:omé la fan-· tcria) fanno parte della cavalleria leggiera. Essi formane, 2 reggimenti nella guardia, ed 8 di linea. , Gli usseri, truppa ammi;abile, vero tipo della ca valleria leggiera, vestono t uniche bleu, rosse, verdi, castagne, ecc. , secondo i reggimenti, cogli alamari di varii eolori; portan9 un colback a pennoncello (aigrette), la di cui pelliccia è ora rossa ora n era, l'equipaggiamento del lor o cavallo è g uernito di broderie ~t cochigliette, la loro sabracca è adorna di orlature dentellate, e di broderie a graziosi ricami. Essi sono ar mati di sciabcla e di moschetto ad ago. Contano l sol reggimento nella guardia e .12 nella linea; il loro tipo marcatissimo, i loro cavalli agili e vigorosi,
· PRUS,SIANO
239
la loro montura elegante e semplice, ne fanno uno dei piLl bei corpi dell'esercito . I loro reggimenti, siccome quelli dei dragoni, debbono d'ora innan zi aver 5 squadroni.
Artiglie.l'ia. L'organizzazione dell'artiglieria è assai diversa tr/1, il piè di pace, e quel di guerra, epperò la transizione debbe riuscirne difficile.
Su.l piede di pace. L'artiglieria e ripartita in 9 brigate, 1 della g uardia e 8 di linea. Havvi così una brigata d'artiglieria per cadun
corpo d'esercito. Ogni brigata si compone, oltre lo stato niaggiore, di: lo Doe ' divisioni d'artiglieria da piazza, ciascuna di 4 compagme. 2° Tre divisioni cl'ar tio0 licria a piedi · t 12 batterie. 3° Una divisione d'artiglieria a cavallo 4° Una compagnia d'operai ed un distaccamento ar tifizieri. Ogni divisione (Abtheilnng) d'artiglieria a piedi consta di 3 batterie, sot to il comando di un uffizia1e superiore: 1.r na batteria di 4 cannoni da 12, una batteria cli 4 cannoni rigati, una batteria di 4 obici . Ogni divisione a cavallo è formata di 3 batterie di 3 cannoni ed 1 obice per cias::;una. Le batterie siano a piedi, siano a cavallo, non hanno sul piè di pace che 4 pezzi e 28 -cavalli da tiro (36 p er le batterie da 12 libb.), con quel numero di cavalli da, sella necessarii. Esse non hirnno in lin ea nè cassoni, nè fucine, nè atrusti di r icambio, ciò non è che un principio
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L'ESEL\CITO
.cli batteria., e ben s'intende quanta dista.nza ,passi da qiò ad una batteria sul piè di guerra.
Sul pie.de di gue'l'ra. L'artiglieria rimane pure d:visa in 9 brigate corrispondenti a i 9 corpi d"esercito . Ma ogni brigata vien suddivisa in artiglieria da campo e artiglieria da posizione. Quest'ultima comprende l'artiglieria. da piazza~ da ponti e gli operai . , , · L'artiglieria da can1po in ogni brigata conserva lo stesso or<linamento in tre divisioni a piedi, ed una a cavallo; ma l'effettivo delle batterie si au menta considerevolmente. Ogni batteria è portata a g pezzi, di modo che la brigata numera 24 ca,nnoni da 12, 24 rigati, 2-1 obici, 24 pezzi da 6 per l'ar tiglieria a cavallo, cioè 96 pezzi col personale e coi cavalli necessari pel servizio dei pezzi., cassoni e carri; imperocchè la batteria conta allora da. 6 a 1O cassoni o 5 altri carri. Ogni brigata è completata da una colonna d'equi paggi. Entrando in campagna, l'artiglieria di un corpo d'esercito si ripartisce in artiglier i<'. adde.ttci alle dfvisioni (cioè 3 batterie per divisione di fanteria, ed l per divisioue di ·· cavalleria) ed in riserva d'cirtigli:erù.1, ov'è compreso il r i manente della brigata. L'effettivo dell'artiglieria sul piè di guerra risulta. pi circa 1000 pezzi da campo, o0,000 uomini e 36,000 cavalli. Questa g rande differenza tra lo stato di paee e quello di auerr a, sembrami essere una. cosa scon veniente, non sol~ in ragione della difficoltil per la rapida tra.psizione dall'un piede all'altro, m4 ben anche per la còndutt.a dell'esercito durante ki guerra. Un capitano può comandare ed amministrare benissimo in tempo di piìce una piccola batteria di 4 pezzi a.ppcna; •può J'!lanov ra.rla con facilità m mezzo a masse di fanteria,
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e ciò nullameno trovarsi imbarazzatissimo quando, entrando in campagna, non solo gli si dà un numero doppio di cannoni da dirigere, ma inoltre gli si aumenta il numero degli uomini, e gli si quadruplica il numero dei carri e dei cavall i. Vero è che i cassoni non fauno mai parte della batteria di manovra e rimangono in riserva, i cofani di avant reno essendo abbastanza grandi, e contenendo molte munizioni. Gli obici ùnpiegati , sia nelle batter.i e a piedi, sia in quelle a cavallo, sono corti, denominati da 7 li bb . stein (cioè la cli cui palla., se fosse di pietra, peserebbe 7 libbre) e la di cui anima ha per diametn 5 p_ollìci e 5 linee. I Prussia.ni non hanno adottato l'obice lungo.
Il cannone rigato prnssiano. Questo cannone, il quale <livide oggidì eol cannone r i • o-ato francese. ed il cannone Arrnstrong, il primato. su o ' di una parte notevole cle1l'Europa, è incontestabilmente uno dei più splendidi ris ultati della scienza affatto moderna delle armi riga.te. Adottato da un gran numero degli Stati secondari della Germania, ai qual-i la Prussia fornisce batterie completamente montate, sotto l,t condizione ehe il , loro sistema d'a:rtiglieria sarà posto in armonia col suo in tutte le sue parti, fu recentemente adottato anche dal Belgio; ma questo Stato, posto fra le influenw germaniche ·e francesi, non si è decis-o senza animatissime controversie, nè senza aver incontrati avversari accaniti contro q uesto sistema. Non è uno dei migEori argomenti in favore del sistema prussiano, quello di aver superato le obbiezioni di cotali avversa.rii, e di aver riportato la vittoria in un paese ove le scienze militari sono co.ltivatissime da di~ stintissimi uffiziali.
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L'ESERCITO
t'ROSSIAl'O
Vi erano parecchie batterie di cannoni rigati nei corpi d'esercito concentrati al campo di Cologna (l); ma non vedendo la truppa che durante le manovre, non ebbi per esaminarla da vicino che pochi minuti. Un giorno , a:I momento in cui le truppe ritorna.vano al loro accantonamento, il capitano Rustow, fratello dello storico mi-, litare, ebbe la cortesia di fcrmarè una batteria in marcia per farmi Yedere questo cannone, il quale viva•• mente eccitava la mia curiosità. Uu sentimento di di screzione, il timore di ritardare il r itorno d'una truppa stanca, non mi permise di t, oppo prolungare l'esame, nè d i moltiplicare le quistioni . D'allora in poi l'occasione di rivederlo in dettaglio più non mi si presentò. Tenterò tuLtavia di darne una notizia. Il cannone prussiano si carica per la culatta. Il pezzo è d'acciaio fuso : lla il calibro del cannone da 6 libb., e la hmghez7.a del cannone da 12 libb. La parte posteriore è cilindrica nel primo terzo dello. l unghezza; a partire di là, il pezzo è leggermente conico; si termina, sia alla bocca, sia in culatta, con una fascia ; sul plinto di culatta è collocato l'alzo mobile; su quello della bocca. è il minno; sufficientemente elevato perchè la linea di mira passando per la sommi'.à, del plinto di culatta e del mirino, riesca paralella all'asse dell'anima. Per cui il pezzo non ha di punto in bianco. Un poco dinnanzi il plinto di culatta havvi un rigonfiamento o rinforzo a foggia di corti orecchioni, e forato orizzontalmente per traverso all'anima; quel fo ro serve a collocarvi il chiavistello o cilindro trasversale destinato a ricevere lo sforzo dell'esplosione. L'anima del pezzo, in tutta la sua parte anteriore, è solcata da 18 righe ad elica, assai men larghe e molto meno profonde di quelle
<lel cannone francese. La part e posteriore doll'animn, la ramera, ha un diametro alquanto maggiore che la rimanente anima, non è rigata, e si rilega alla par te anter'.ore s_enza risalto . Posteriormente a questa parto è J) l'Uitcato 11 foro trasversale anzidetto. Al luogo della culatta trovasi una finestrnola di fcr1·accio, la quale, aprendosi SLl di una .cerniera postr~ al lato sinistro del plinto di culatta, si applica esattamente, chiudendosi, contro la sezione posteriore del pezzo, e permetto così a volontà di aprire o chiudere l'interno dell'anima.. Attraverso questa fin:lstruola pa;;sa una sbarra mobile di ferro, un fusto che s'inoltra nell'anima, e che chiamasi otturatore. Quest'otturatore porta al l' estrem itù. interna del suo fusto una testa cilindrica o disco, il quale vien chiudere esattamente l'anima del pezzo dietro la carica. Nel fusto dell'otturatore è praticato un foro Lrnsversale, corrispondente esattamente a quello puro tras versale del pezzo. Quando la iìnestruola è chiusa e l'otturatore è spinto innanzi sino alla carica, si fa passare nel foro trasversàle del pezzo ed in quello corrispondente del fusto dell'otturatore, un grosso cilindro di ferro, detto il chiavistello (ve1·1·ou), il quale attraversanllo così l'otturatore e le pareti del pezzo, le collega, sosLiene l'oLturatore indietro e gli impedisce di cedere sotto gli sforzi dell'esplosione, sopportandoli esso stesso e facendoli sopportare dal pezzo. Per meglio unirli, la parte del fusto che esce fuori dalla fin estruola è munita di una vite a manubrio; un giro di questo manubrio stringe l'otturatore, il chiavistello e la fìuestruolu, <li guisa a farne un sol tutto resistentissimo. Il proietto è di forma cilindro-agi vale, cavo, con una apertura anteriore, e nmnito d'anelli o bou11-retets destinati a meglio trattenere un involucro cilindrico di piombo che tutto lo avviluppa. Il diametro del proietto cos'1 avvolto essendo un po'superiore a quello dell 'anima, vien
( t) Le cli cui ma novre nel I 661 presenziò l'illustre colonnello Favrc, • e rnacstrcvolmenk tlcscri:;~c in una t cconda parte del libro . che siamo tradu cendo. (Il T .)
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L'ESERCITO
forzato dalla forza i m p ulsi,ra della polvere nelle righe ·che gli imprimono il moto rotatorio intorno al suo asse . La cartucci11,, siccome in tutti i pezzi rigati, è separata dal proietto; essa porta posteriormente uno st.opaccio . compresso, i di 'Cui orli si ripiegano sulla cartuccia; questo stopaccio al momento dell'esplÒsion.~, fortemente compresso contro lo zaffo, contribuisce a prevenire ogni disperdimento di gaz per di dietro . Quando si vuol caricare il pezzo, bisogna: 1° Trarre indietro il chiavistello ; ' 2° Ritirare l'otturato1·e facendo scorrere il suo fusto indietro nella (inesh·twla ; 3° Aprire la fiuestruola facendola girare sulla sua cerniern: 4° Pulire l'anima per mezzo di uno s,:ovolo, ed ungerla con un secondo scovolo; 5° Avvitare la spoletta sul proietto; 6° Introdurre il proietto e la carica ; 7° Richiudere la finestruola; 8° Spingere l'otturatore contro la carica; 9° Spingere il chiavistello attraverso il foro trasver.s ale ed il fusto; 10° Stringere il tutto insieme con un giro di manubrio; 11° Puntare, escare e far fuoco. ·Non bisogna esagerarsi la complicazione della serie di queste d iverse operazioni; u na descrizione fa sempre.sembrare un' operazione più longa di quanto non sia. La complicazione delle clivers~ parti del cannone si sempl'ifica anche molto,. vedendolo. Nollameno si può arditamente affermare . che sia il canno11e, sia il modo d1 caricarlo è cosa semplicissima. Per far se.oppiare il proietto cavo, i Prllssiani hanno un apparecchio speciale avvitato nell'occhiello d~lla gra• nata. Analogamente al fucile , un ago viene a percuotere cont ro un corpo fulminante o cassulct, la di cui infiam-
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mazione determina l'esplosione della carica interna del proietto . qt1est'ago è posto in un tubo (boulon) ad ago, che non gli permette di sviare; fintantochè il p roietto non è slanciato esso è trattenuto da una cavicchiel.Ja d'acciaio ; una v.olta. slanciato, la. cavicchiella è gettata via dal moto rata.torio . Appena che ii proietto tocca un oggetto qualunque, e per ciò Sl~bisce un leggiero ari'esto, l'ago, il quale essendo libe1·0 serba tutta la primitiva impulsione, vien battere contro la cassula fulminante, e determina lo scoppio. Le granate non si innescano che all'atto di caricare il pezzo. Ben si vei:l,3 che questo sistema è fondato sull'urto del proietto e che non si poò, siccome colle spolette ordinarie, far scoppiare il proietto ad una determinata distanza regolandone la spoletta. Si adoprano altresì proietti della stessa forma a mo' di shrapnels, riempiendoli dì pallottole di piombo, di zolfo fuso, e di polvere. Finalmente sì usa la scattala a paHottole, attorniata di ;melli di piombo, caricata di pallottole di zineo; è questo un gran vantaggio, che non posseggono tutti gli altri sistemi tli cannoni rigati, quello cioè di poter sparare la mitraglia. Questo cannone soddisfa in un modo rimarchevole alle condizioni di lunga gettata e di giustezza di tiro, condizi_oni ch e singolarmente favorisce il cari~amènto per la culatta, permettendo il forzamento assoluto del proietto, e togliendo affatto il vento fra questo e le pareti del pezzo . Non vi ha così nessuna perdita d i forza pei gaz, e la direzione è ben più esatta che non nei pezzi ove il vento. essendo obbligatorio, permette gli sbattimenti e per con · seguenza le deviaziçmi. Il tiro a granate è di una gran sicur ezza fino a 3000 passi, e q uelfo degli shrapnels fiuo a 2500 pàssi .
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L' ES!!:RCl1'0
. La costruzione del cannone rigato prussiano è un capolavoro di - precisione, e tutte le sue parti sono lavorate con un'ammirabile esattezza, senza la quale d'altronde non potrebbero funzionare. l\fa l'assoluta necessità di questa estrema ptecisione è forse il lato debole deo·li stru" . menti da guerra di questo sistema, e ciò sott'o parecchi punti di vista: 1° Nel servizio del pezzo, hannovi grandi precauzioni da prendersi. Akune parti che sono delicate e potrebbero facilmente essere guastate, vogliono essère maneggiate con riguardo. Bisogna evitare l'introduzione di qualunque sozzura , sabbia o terra, la quale potrebbe danneggiare cotal congegno. È necessaria molta cura nel maneggio delle munizioni, e molta attenzione per accertarsi che nulla vi ha di spostato o di guasto. Le prescr1z1oni del regolamento del servizio sono a tal rio·uardo b minuziose. L'involucro del proietto lascia residui di piombo ne1le righe, i quali si debbono togliere con un 1·aschiatoio dopo un certo numero di spari. 2° Il governo del pezzo esige la massima cura. L'ac·ciaio fuso si arrugginisce facilmente, ·e l'umidità sarebbe fatale alle righe, al chiavistello, alla finestruola, quando non si avesse cura di ben bene asciugarle, e di estirpare attentamente la ruggine appena si manifesta. Bisogna mantenerle ben asciutte ed unte. 3° Un accidente, una manovra di forza mal fatta, un pezzo dislocato, senza parlare dei danni che ponno produrre i proietti nemici, bastano per guastare alcuna parte .importante, e rendere il peìzo inservibile; nè si può allora pensare di r icorrere ad una fucina da cc1,mpagua, giacchè. qualunque siasi riparazione debb'esser fatta neali o arsenali. Io so che gli artiglieri prussiani sono destri, esatti èd ,accurati, che da essi si può attendere quanto nol si po trebbe da molti altr~; ma tuttavia1 se si riflette qua~1to
247 ruvido e solido sia uno dei nostri ordinari cannoni, qual_ grado di negligenza e di rustichezza. può sopportare, a, quanti accidenti esso sappia resistere prima di esser posto fuori servizio, si capirà come, anche di fronte a stupendi risultati ottenuti in riguardo alla giustezza ed alla gettata, sia lecito tuttavia di far seguire da un punto d'interrogazione qualunque asserzione troppo positiva sulla superiorità assoluta di ,questa nuova artiglieria in campagna. . I Prussiani esprimono una grandissima confidenza in questa bell'arma, della di cui invenzione od almeno del dj cui perfezionamento vanno con ragione fierissimi ; ma, a mio avviso, egli è con molto senno che essi non la fanno guari entrare che per un quarto (carne l'abbiamo veduto) nella proporzione della loro artiglieria, e che ben •SÌ guardano di abbandonare i cannon i lisci e gli obici. Del resto per anco non giunsero all'ultimo · perfezionamento possibile di quest'arma; e vi procedono con molta sagacia e prudenza. Si studia un sistema di chiudimento più semplice, e più solido per la culatta. Parlasi p_u re di fabbricar cannoni r igati da 12 libbre. , Per aver un'opinione un po'pronunziata su questo sogcretto bisognerebbe aver esaminato lungamente le cose e b . ' molto dettaglia~amente. Aver presenziato esp?.rienz~ di tiro, ciò che non ebbi la ventura di fare. Quando si vede i più abili ingegneri della Prussia e dell'Irn,h.ilterra inventarP, e far adottare ai loro .paesi il r, sistema del caricamento per la culatta, quando si vede poi il Belgio accettare il sistema prussiano con piena cogniz.ione di causa, dopo avEr aggiunte le proprie esperienze a quelle fatte altrove, non si può dubitare ch'esso non possieda grandi vantaggi. :Ma quando si vede la Francia e l'Italia, i di cui eserciti hanno poc'anzi compiuta una grande e gloriosa campagna, rifiutarsi di- riconoscere questi vantaggi, a cagione PRUSSIA~O
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L'ESERCITO
degli inconvenienti che li contrabilanciano; quando scorgesi che nell'Inghilterra stessa è ancora in discussione se i cannoni. ,Armstrong abbiano ci non resi buoni senigi nella guerra di.,.China, nou possiamo trattenerci di porre un · secondo punto d'interrogazione a lato del primo, e di di.r e che la guerra, questa sanguiriosa e terribile sperienza~ sola potrà decidere la questione. Tut~a:ria, per la. Svi~zera (ed è quanto più c'importa) la. qu1st10ne parm1 decisa senza che un dubbio possa insorgere. Ma, una macchina co3ì delicata, c0s1 · difficile a conservarsi, a manovrarsi, ed a riparare, non è buona per noi; gli inconvenienti supererebbero di' molto i vantagg~, e noi dobbiamo ringrazrare le Commissioni del dicastero· militare, le quali non hanno cercato in q uesto sistema la soluzione del problema d'artiglieria che tanto ci preme di veder presto e ben risolto per l'esercito nostro. f earri e gli affusti d'artiglieria. prussiani non sono costrutti secon do il sistema inglese, ma piuttosto secondo il sistema Gribeauval modificato. L'affusto ha due alon i e si congiunge ·coll'a,tantreno col mezzo di un occhiolle, nel quale s'imperna una grossa cavicchia di ferr~ . Questa cavicchia è fermata all'avantreno da una suola che la disr:msta da quest'ultimo, di guisa che il peso degli aloni faccia contrapeso al timone. Le ruote dell'avantreno sono minori'di .cg_uelle dell'affusto. L'avantreno porta, come nel nostro sistema, un ampio cofano capace di una gran quantità di munizioni. L'insieme dell'affusto può sembr are piuttosto pesante, ma è cli una rimarchevole solidità. Questo sistema d'a.ffusto è, a creder mio, inferiore a quello adottato sia in Francia, sia nell'Inghilterra , ed anche al nostro . Le spese considerevoli che si esigerebbero per e.a mbiarlo sono forse in patte la causa del suo mantenimen to. Non posso parlare degli altri carri d'arti.o·lieria non ~ o '
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PRUSSIANO
avendo avuto l'occasione di vederne durante le manovre, nelle q uali mai si trovano in linea. I pezzi da 12 sono t rascinati da 8 cavalli, gli altri da 6. · Le mute sono superbe e piene cli vigore, i cavalli di bella razza e perfettamente tenuti; i finimenti son piuttosto leggieri; il cùscinetto del cavallo sotto mano è una piccola •sella. Nelle manovre rapide dell'artiglieria a piedi, tre inservienti salgono sul cassetto dell'avantreno, e gli , alt.ri tre cavalcano i sotto-mani. 11 cassone non è così più 11ecessario al tra.sporto dell'artiglieria (1) . I conducenti sono svelti e destri nelle loro rapide evoluzioni, e l'artiglieria a cavallo segue t utti i movimenti della éavalleria. ,. L'uniforme dell'artiglieria sia a piedi, sia a cavallo è . a poco presso, lo stesso di que1lo della fanteria; dispiace il non trovarvi quella varietà che debbe carattr.rizzare le diverse armi ; ciò che convjene benissimo alla fanteria sembra forse u n po',;ernplice e monotono per un'arma la cui tenuta _·deve accoppiare l1e1eganza ad una certa serietà.. L'aristocrazia prussiana non serve guari volentieri nelle armi dotte. Se alcuni giovani uffiziali preferiscono gli ozii della vita di guarnigione al lavoro necessario per far car• .r iera nell'artiglieria o nel genio, ciò no11 basta a spiegare quest'antipatia per le armi speciali, imperocchè le altre an11i a.nnovera.no esse pure un gran numero di uffiziali. istrntti e distin.ti . Bisog na piuttosto ricercare la ca.rn,a nelle ordinanze militari di Federico il Grande, il quale esigeva titoli di nobiltà. in tutti gli uffi ziali, sa.lvo fra quelli delle armj dotte : la tradizion e sopr avvisse a queste ordinanze.
'
( I) La stessa cosa è praticai.a 1)ell'artiglier(a itàliana.
(Il T)
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PR[)SS!ANO
r.'l!SERClTO
JI Corpo dèl Genio ed i Pionieri. Il corpo del genio, di çui è capo il principe Radziwill, è composto di un certo numero d'uffiziali d'ouni 'arado
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~na parte sono impiegati quali uffiziali senza truppe, e~ 11_ n~1a_nente rimane classificato nei nove battaglioni . d1 p10men (caduno di 4 compagnie) che formano le t ruppe del genjo. La scuola d'artiglieria, riunita a quella del genio, è a Berlino.
Treno. Ogni corpo d'esen:ito ha un battaglione del t reno della forza d i 1200 uomini e 1500 cavalli in tempo di guerra. Il battaglione fornisce gli uom ini cd i cavalli necessarii al tra~porto dei viveri, delle panatterie, delle ambulanze, delle munizioni, degli equipaggi da ponte e di certi bagagli.
Il corpo della gendarmeria a piedi ed a cavallo, quello dei Peldjagei· o operai, ·il corpo dei telegrafisti da c_a m po, le ordinanze che si estraggono dai corpi di cavalleria, ma che hanno un particolare uniforme, debbono pure aa0 giungersi ai diversi corpi dell'esercito.
Stato .lfaggiore. Il corpo d i siato maggiore si compone di uffiziali formanti il g rande stato maggiore generale, e d i quel li addetti agli stati maggiori dei corr;i d'esercito e delle div~sioui. Il gene_ra.le Moltke, uffiziale distintissimo, è capo d1 q uesta frazione dell'esercjto, la quale attivamente si
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occupa di riunire t utti i dati, tutti i ra,gguagli, che panno · tornar utili per la coi1dotta della g Llerra. Egli è sotto la · direzione di questo corpo, .che è posta la ca.mera, delle , carte (Plankammer), cui è affidata la cura di compilare la carta. della Prussia. Questa carta non è levata alla stessa scala per tutte le parti del regno. Così, la carta già compiuta, deHe provincie del Reno e de1la Vestfalia è alla scala di - 1- ., mentre quelle, ancora in corso di 80000
costruzione, della Prussia orientale e della Turingia levasi al - 1 - . La topografia n'è eseguita colla più grande -100000
esattezza ; l'incisione n'è be[a e dìligentata; i fogli sono assai men grandi di quelli dell& nostra carta della Svizzera, e costano circa L. 3, 25 caduno. Lo stato ma-ggiore vien esercitato in frequenti lavori aventi tratto alle sue diverse speciahtà di servizio. Cosi, appena terminate le manovre di Oologna, il generale Moltke doveva, con seco un gran numero d'uffiziali d'esso co_rpo, eseguire nelle provincie r enane una grande ricognizione durante parecchie settimane, destinata sia a far conoscere agli uflìziali Ja topografia di quelle contrade ove la Prussia avrebbe da sostenere le sue prime battaglie, sia per esercitarli ·nella ipotetica condotta di corpi d'esercito, di divisioni e brigate, come pure nella redazione di memorie e di progetti militari. · L'lmiforme dello stato maggiore è bleu, con risvolti di panno cremisi e ornamenti d'argento. Gli aiutanti di campo (Aòj utanten) sono in generale estratti dai diversi corpi di truppe, e non dallo stato maggiore, continuando a contare per l'anzianità e per l'avanzamento nei rispettivi reggimenti . Ad essi spetta il lavoro d'ufficio dei diversi corpi cui so1Jo addetti. Gli aiutanti di carn po del re sono, o aiutanti di campo generali se hann? il grado di generale, o Fl-u.gel-adjiilanlen se di gra.do inferiore. Portai10 Je cordellin~ ~d i;in lll\i~ forme particolare.
L'ESERCITO
I priIJ.cipi, le autorità militari,. i comandanti dei diversi corpi di truppe, hanno ciascuno un certo numero di aiutanti di campo, i quali tutti sono com_presi sotto la denomina.zione generica di Adjiitantur.
Nomine degli uffìiiali. Federico il Grande, avendo saputo che un uffiziale del · suo esercito era di una nobiltà dubbia, volle escluderlo per questo solo motivo. La. presenza di spirito dell'uffiziale lo preservò solo da quesiQ disonore: « Sire, esclamò egli, l'impératore Rodolfo II minacciò di una multa di 10 marchi d'oro chiunque dubiterebbe della nobiltà del mio casato ». - « Son vostro servitore, rispose il re, non ho danaro pel momento, • e continuando la sua strada, lasciò l'uffiziale al suo posto. La Prussia non è attualmente a tal rigorismo come ai tempi del Gran Federico, ma anche oggidì la carriera di u.ffiziale, in diritto accessibile a tutti senza distinzione, non è di fattG aperta che a coloro che' hanno ricevuto un'educazione liberale. Il sistema, che riesce così vantaggioso alla Francia, di .accordare cioè una larga parte dei gradi agli uomini che, arruolati fors'anche senza primitiva educazione , hanno saputo .acquistarsi, per il loro valore e per le loro !50gnizioni pratiche,· la stima dei loro capi e dei loro eommilitoni - l'ayauzamento dei sott'uffiziali ~ è in Prussia a ' poco presso sconosciuto, od almeno, stando a q,uanto mi venne detto, ciò non acca.de che qual caso eccezionale. Questo ,sistema si potrebbe esso sostenere in tempo di guerra? Ben si può dubitarne; e mi pare qggidì assa.i difficile il nègare le spalline al prode ed intelligente sott'uffiziale che si sarà distinto sul campo di battaglia , · e çli richiedere freddamente da lui un esame.
253 Ciò che sembra controbilanciare alquanto gli inconvc• J;).ientì ohe potrebbero risultare da questo sistema, si è ohe si esigono da tutti quelli, che debbono addivenire u ffiziali, servizio effettivo nella truppa come semplici soldati, prima della loro ammessione nelle scuole militari. Così, non solo il soldato che dichiara voler servire per l'avanzamento (ed è per l'orc.inario all'atto del suo arruolamento come recluta, che egli vi si decide) clebbe pas- · -s are l'esame d'aspirante, ma di più, dopG preso l'esame, egli continua il suo servizio qual semplice soldato fino a che venga nominato cl~l re aspirante (Portépéefrehrich)., oiò che non ha luogo se non dopo un. servizio di sei mesi. Se non riesce nell'esame, può ritentar la. prova, n on però dopo compiti 23 anni. , Il tedesco, il francese, iriatino, le matematiche, la ge,ogrnfia, la storia, il disegno, forman o la base del suo esame. Le scuole dei cadetti, scuole semi-civili e semi-militari, forniscono anche un certo numero di aspiranti fra gli al lievi, i pii.i distinti. Gli studenti muniti di certificati soddisfacenti, ponno essere nominati aspiranti dopo tre soli mesi di servizio. Dopo sei mesi di servizio come aspirante, quegli che vuol diventare ti.ffiziale può domandare l'ammessione fr1 una scuola militare, per acquistarvi le cognizioni necessarie; ma non deve avere più di 25 anni compiti. Sonvi tre scuole militari in Prussia : a Potsdam, a Erfort ed a Neisse. Esse servono per la fanteria 'e per la cavalleria, ed a ciascuna di esse toccano gli aspiranti di tre dei uove corpi d'esercito. I corsi ch\rano 10 mesi, dopo i quali ponno gli allievi . essere ammessi agli esami d'nffiziale. Se i.1 risultato è favorevo'.e, l'aspirante può essere nominato uffiziale dal re; ma in pr ia egli debb'essere accettato dall'uffizialitù del proprio reggimento., la quale ba di fatto, un diritto di veto qua.si assoluto, mentre il re PRUSSIANO
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Vl. Vo i IV. -
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L 'BSERCITO PRUSSI ANO 254 non nominerebbe mai uffiziale un aspirante rigettat o dall'u:ffizialità. Questo diritto di 'ùelo può esercitarsi e si esercita probabilmente in certi corpi, come la guardia, in un senso assai aristocratico. GJi uffizia.li delle · armi dotte sono istrutti alla scuola d'artiglieria e del genio a Berlino. L'uffiziale, quando nominato, può, dopo un servizio di t re anni nell'esercito e dopo aver 'dato prove di capacità, essere ammesso, sulla sua domanda, all'accademia militare di Berlino, ove gli sono offerti tutti ì mezzi per perfezionare le sue cognizioni militari ed acquistarne deHe . nuove. V1 passa tre ann'i conrncutivi, rientrando tre mesi d'ogni a.imo al suo reggimento.
,LE
AllTIGLIERIE D1\ FUOCO IT!LIANE E LE ATTENENZE LORO
NEI SECOLI XIII E XIV CRONOLOG !CAMENTE REGISTRATE
-
C)
1216 · (Agosto). « A dì 6 Agosto i Bolognesi andarnno con grande esercito e col Carroccio ad assechare santo Arcangelo in servizio di quei di Cesena, e ivi stettew sei settimane, e colle bombcwde buttarono le mura a te~-ra » (Muratori, Rc1·um ital1:carurn sc1·iptor~.o, tom . xvm, col. 251).
B OMBAR DE .
(~} A dimostrare quanto antico sia l'uso delle Artiglierie da f uoco in 1ltalia, e quanto gener alizzate fino dalla infanzia di questo micidiale troYato, nulla srmbrommi · più acconcio che lo esporre cronologicamente quel maggior numero di noli zic che mi riuscì di rnccoglierr, intorno a siffatti co ngegni, cd allé aUcnen ze loro. I documenti che riporto sono tratti dalle cronnche di scri ttori comtcmpo1·anci o da lle l'ifornrngioni muni_cipali ddlc città il.ali-'He, e di ligentemente a parola per parola dalle vecr,hic carte trascrilti. l\li passo (meno qualche r,,,ra ccce1.ione;, dal comen-
ITALIANR:
ARTIGLIER18 DA F UOCO
256
1239 (Settembre). BmmARnE, Mangarni e-G'a,tli. - I Bolognesi all'espugna~ione del castello di Vignola • con le bombarde , . mangani e gatti avevano d isfatta una gran parte del muro ~ (Murat- Rer.
·italic., tom. xv11 1, 261). 1253. Bo~rnARDE. - "I Fjoren tini • si fermarono colla gente a T izano, il quale luogo, perché eia forte di sito, sostenne più d~ Ja forza del ca1npo, e :finalmente vinto daìle bombarde s1 dette nelle loro man i » (Hisl. fior. ài Leonardo Aretino tradotta in volgare da D onato Acciajuoli a dì 25 d'agm;;o 1473, et impre:;sa a Vene~ia dal maestro Giacomo de' Rossi nel 1476).
1261.
1259 (11 Marzo) . ecc. - • Item quod ornnes et singoli rnibtes, pcdite.s, pavesarii, b<J,listarii, arcatores, gua-statores, ma'rrajoli, speczalores, ·p icconarii , scgatores et ornoes aliae personae exercitus tam civi tatis quam districtus; tenean tur sequi eornm vaxi.lliforos et insignas etc. • (Dal lib1·0 di ll1ontcetpe1·ti , Cod'icetlo militare. R icotti , Storia clelle Cornp. cli venturct in It. tom. 1, pag. 356, do~. C-). Intorno alle ,insegoe poi sappiamo dal chmo. R1cott1, (op. e loc. cit. pag. 139) essere stata « ~uella de' gu,a-
GuASTATORT , ZAPPATORI,
'
stctlM'i bianca coi ribaldi in guald1·ana a giuocare; marra• iuoli e pa.la·i iwli portavano dvpinte rnarr? e pale, e così palvesai e bc1,lestie1•i. l' a1·me lorn in campi dive1·si. • 1260. SEGNALI,
(ant,ichi 1'elegrafì). - « ,Jaco'bns Coderinus pop. Sanctae
F elicitatis missns est ad partes Vallis Elsae su per statuendis falò haec ordinainenta: . tarli, perchè sono di per se stessi chiarissirn_i._Spero che ~uovc ricer'.'Ji~ daranno a me ricca messe di preziose not1z1e per, questi due secoh di tirocinio delle armi da fuoco in Italia, ed alla , Nazione moggiori e più incontestabili dil'itti al primato della invenzione.
NB. Tttlti i clocmnenli conll'assegncili cla un asterisco sono inediti,
257
Si gens hostium quantacumq ue veuerit et visa fuerit ultra Elsam, :fiat unum falò tantum. Si vem in panca quanti tate 200 vel circa venerint citra Elsarn, fiant dno falò simul, e.t bis fl~ctaulur et releventur. Si vero cum magn a gente vel exercitu venerint contra n ostros, fiant tria falò simul et terrae Jlectantur et releventur. Et tu nc mictatur ad Podest. F lo rentiae festin us nuntius cum equo qui cer ta nova.. ...... ducat. Item ista fcilò diu et magno tem poris spatio teneantur ut, undique a nostris videri valeaot et discerni et non absco~dautur, nisi. viderint alios respondern. Et si de èlie venirent ininiici, 6.ant fumi secundum ' modum snperi us deno tatum » (L-ib . d'i, il'lonteape1·ti, fol. 62. Ricotti , St. delle Comp. cli vent1,cm in ltal?:a , torn. 1 , pag . 350). Bo~rnARDll. -
11 conte Noveilo , assediò Faccbio e v1 piantò
bombarcle
» • Pochi anni dopo il Re Carlo sotto Poggi Obizzi m ise in punto , le tombarcle, et altri edifizii per l'offensione del castello , (H{st. fi01·. cit. di Leona rdo A retino).
1274. e J}langani . - In Bologna vi fu per più giorni gran contesa fra i Lambertazzi ed i Geremei, • .di modo che ogni di, et og ni notte, c:m foco, con ferro, con mangani, con bombm·àe no n cessavano di combaUere » (Mur. Rer. ital. tom. xvrn. c . 286).
tlmrnARDE
·
1281. Nel 1·acco'.nlo clel fatto cl'armi a Forlì fra il cont!i! Guido d i Mòntefeltrn e Giovanni d'Appia francesP, che il Baldi trasse dalle cronache fodives i clel Colbelli , si legge che il conte Guido « chiamò una
Sc,o rE·rT1EHI o ~corrTT1m1. -
sq.uadra di fanti .e targoni, e una sq t1adra grand_e de' bale~ strieri e scopeUietr"Ì e altra geni.e d'armi, armata d'arme corte diverse • (Angehìcci, Delle artiglierie rla fuooo ,itati.ane, p. 214, notn 2, del vol. II, anno VI, di qu-esta
Ri,vista).
258
AltTIGUERIE DA FUOCO
1311. Bo~IBARl)J,. , - Avendo l'imperatore-Arrigo IV portato il car,1 po intorno a Brescia, , i Bresciani _virilmente e fortemente si dif,mdevan o e con mangani , e con bomba1·,cle, e con trabocchi, e con balestre • (Mural. Re1·. italicarum, tom. :x.x1v. c. 722). ·
1315 (Agosto). (paréo) n 'ARTIGl,IERIA (1). - • Fiorentini vi perdero ollre a loro uomini molto arnesè de la Cama1·a, che era grande a munizione di balestre, scudi, qua'drella et altra artiglieria, trnbaccbe, et bestie da portar some. • • De Senesi YÌ rimase molta .wmara d'a1·tigl-iaria, perchè .i San esì av:eno mandati i suoi forniti di tutte art,igl'iario, e la camcwa cla (orni'rgli , quando bisognasse, di balestra, di scudi e d i trabacche, et quadrella.'ed altre a1·tiglierie, che bisogna a la guerra; et cosl era \a camara 10 campo per loro soldati. , , E così vi rimase ·la cwman& delle <t!Lre TeITe Guelfe di Tosran a, che ognuno ne avea la. sua cam,ara (01·nita di tutte l'artigl:ia1·ie sicondo la possibilità , (C1·onaca Senese, nota; lVIurat. B,01·. i tal. tom. xv, col. 58).
ARTlGLllsRLI, e \jAMARA
et
1319. BoMBARD,I. - « Pare similmente ch e una, Bombar.da fosse quel congegno a foggia di tromba uel quale contenendo~i gran quantità di fuoco e materie accendibili, con esso i' (t) Da questa cronaca si apprende che fino dal principio d el x iv secolo colla voce collctliva ,frti gUeric, si nc,minavano tutte le armi rla getto in · genere e quelle da difesa, e che quando si usci va a campo s i portava seco una provvista di artiglierie di 1·ispetto, un pnrco sicco m e si chiama oggidì, pe' necessari, l'ifomimenti dell'cscrcilo. Tra queste artiglierie però non saprei indurmi a credere che vi fossero amii da fuoco, pcrchè mi par:rebbc ch e come cosa nuova dovesse ·cssçre particolarmente ricordata; perchè so per n_ot.izie non dubbie che le a1·tiglicrie da fuoco ,non furono introdotte in Siena pri11,1a dcllh sccooda metà di quel secolo (vedi all'armo 1480); e perchè, in fine, sì parla di altre tene guelfe che avre]?bero avuto arliglicric, che sarebbero a dir vero l!'oppo numc,·ose e gcncraliz• zalc in que' primi tempi d ella loro iovcnziouc.
JTALÙNE
fuorusciti di Geuova nel 13·19 riuscirono ad incendiare un ponte standosi sulla n ave » (Ra~belli. Invenzioni e scoperte italiane. Lettera LIXX . p. 399.' Modena; ti pografia Vincenzi e Rossi 1844).
1321 (2 Gennaio). NE I, L'ESERCITO . , Domini priores etc. possint sat:sfacere OJnnibus et singulis magistris lapfrl1um et l-ignaminum, qui fuerunt et steterunt et ibu.rit et stabuut in exercitu ' in partibus · vallis ami co.mitatus Lucani pro tempoee, quo ipsi magistri a die xm1 decbr. stete runt E:t in futu1·um stabunt i • dicto exerci tù » (,frchivio delle Ri(o1·. · di Firenze. Gaye, Carteggio d'Arlist1:, tom. 1, •pag. 461) .
MAESTRANZE
1326 (Febbraio).
Il giorno 11 di febbraio la Signoria di Firen:,;e de:Cretava che si facessero fabbricare • pilas seu palloctas (e1·1·eas et canones de mc. iatlo. J> Il pattoctas tengo per certo non deb ba tradursi pallottole ( 1), dimin uti1'D di 7•ulfo, ma, pnlle pl'Opria.mente . Infatti dagli inventa ri delle artiglierie esistenti a Bologna nel 1381 e 1897, trovo registrato balotas fen·i, e balottas de lap,ide, e d1 quelle pallottole di fer1·0 v e ne erano da chilogrammi 2. 500,, e perfino da chilogrammi 6. ,787 (Angelucci, a,rt. e vol. cit. p. 220, . n . 2).
CANNONI 01 MlìTALLO Il PALLE 01 FERRO. -
(1) A qu1,st0 proposilo il colonne.Ilo Favé (Éludessurle71a.ssi! et l'avcnir de l'rwlillerie tom. 3m p. 73) così ~i esprime ....... ,, aiiisi, c/.ès 1326, on savait en ltalie lfrc,· rla11s des bouclws i.t, fmi f ailes d'un metal cou/.é dans des moulcs, cM .ba/.les de fe1· (doveva dire boulels), qui n'éta:ient que de pel"it calib1·e, comme·la suite le proiwera. "llla come lo p rova Egli il dotto scr.i ltore-? La parola balotas · non basta perchè questi 1irniclli sia uo c.,·cduti pallottole e non JJ'alle, ed il documento bolognese fo ampi ,, lcstimonianM che tanto i grandi che i piccoli crauo ·così appclloti ind istin• !;,mente. 'Seguita poi il distinto au tore dicendo: « Toutes·ccs circonstances indiquènt que l'art-illerie n'elciit dojcì, 1Jus toiit i.t, /ifit ìt sa iwissance ,;t que
· l'expél'ience ,.icqtdse· soit en ltal-ie, soit dans un au.11-e pa-ys (réqucnlé par_ les //aliens , résuUciil déjà des nombreux e.ssais'. Lcs clocumi>Jils cmlhcntiques ,·clalifs· à, la Frnnoe, cmix du m.oin.1 ~u-i ont élé trouves J'ttsqu'·ici , indìquent que l'cwl:cles ar-mes cì, feu y ,itnit nnco,·c moins avcmcridmize ans plus ta.·'.·d; le plus ancien clc ces 1·e11seignem1'1i ls se lroui•e .cì la bib/io/.héque impé1·1ale
260
ARTIGL!Ellltt DA FùOèo
ITALIA.NE 261 instrumento, quoc1 ab Archimede inventum quirla.m putant, eG tempore , q110 iV[arcellus Syracnsas obsidebat; verum ille boe, ut suo rum c:ivi.un: libertatem · tueretur, excogitavit, patriaeque exciclium vel averteret, vel differret; quo vos, ut lìberos populos vel jugo, vel excidio prematis, . utimini. Erat haec pestis nuper r ara, ut . cum ingenti: mi-raciilo cerneretwr ; ntmc, ut rerum pe8si rnarnm dociles suut auiµ1i, ' ila commi1.ni s est, ut unum qnodlibet genus armorum. •
1331 (Set teru bre).
V;,s1 (i prim1: mortai) .e ScHIOPPr. - • Postmodum venerunl ad pontem, et inciserunt clictum pontern, ponentes· vasa versus civitatem. E t facta die homines ci~itatis, et ad,,ersarii eorum se bine inde fortiter balistabant, et extrinseci balistabnnt cum sclopo versus terram, et nihil nocuit Porta aperta exi,;tente » (Fragm. Hist. Forojuliens'is, auct. .Juliano Canon. Oividalensi; Murat. Ber. itaJic. tom. xxrv, col'. 1228, nota). ·
1343 .
13'34 (Gennaio).
I
ScHroPPJ e SP1NG,ÌRDE. - • Interim praerarari fecit (1) mciximam qu,anl'Ìla,lcm balistarum, sclopctonim, spingardarum, et aliorum militum et peditum per terra-rn, et per aquam etc. , (Murat. Re1·. ital. tom. xv, col. 396).
ScmoPPI. - , ... e tre anni prima (del 1346) nella città medesima (Torino) si,facea giustizia. di un rubator di st.rada chiamato G-irardino il quale vien detto maestro di schioppo » ( Conto di Aetrn Arnaldi, Chia,vario cli Torino . Cibrario. Economia pol-it,ica 'del medio-evo, tom. 1, pag. 247).
1342 al 124 3.
1346 a 47.
Il Petrarra ne' dialoghi . De remedi:is •u,lrnisque fort·unae (Genevae 1640, 'p,ig. 303),
p i.LLE
0 1 METALLO E BO~IDARD.E' . -
al lib. De 111achi1{is et 13aìist1:s, ha il passo s@guente. « i.vlirum, nisi et glaudes aeneas, q uae :Oammis iniectis borrisono tonitru iaciuntur. Non erat satis de coelo tonantis ira Dei immortaiis, nisi homuncio (o crudelitas iuncta supel'biae)! de terra etiam.,•tonuisset: non imitabile fulmen (ut Maro ait) humanarabies imitata e'òt, et q1:Jod e uubibus mitti solet , ligneo (2) qwidem, seci tartq,reo millitur de Paris, cabinet dcs till'es. etc. " Ci riporta quindi il documento dal quale si apprende che nel 1338 esisteva « à lloucn un cano1i qui lw1çq.i-t dcs grosscs flèchcs appelécs ' carreaux (yartos f'r:rrcs et empcinés), avec la po11dl'e à canon. " (t) Preparativi fatti . dal marchese Ilinaldo d'Este sìgoore di Ferra~a per la spedizione contro Argenta. {2) Jn talune edizioni legg~si igneo iuvccc di ligneo, cd io tengo per fermo che quella sia la vem lezione, poichè per quanto si cerchino documenti che provino essere sL3le costruttc in legno le prime bocche da fuoco, questi non sj sono mai troyati che io mi sappia. E se nei manoscritti che l'Omodcì cita ed. assevera aver visti nella Hiccardbna, che sono Jc versioni it.alwoc dell'opera del Petrarca, è chiamalo bo-mbrwda- lo str11• . ;1wnto (igneo, o iigneo) ciò prova che q11uslct era già in uso, e ohe quello
'
I
Scrnçirrr. - • Sul finire del 1346 e 10 pr111c1p10 dell'anno seguente, maestro Ugonino di Chali lton in Val d'Aosta fabbricava pel castello di Lanzo qnatl'l'O sch1:oppi di bronzo, ciascuno del peso di quasi 60 libbre, · onde si ·vede che erano pircoli cannoni • (Cibrarìo. - Delle artiglierie dal MCCC. al MDCC. p. 15 e 16) . • Nell'anno meclesiwo tra le mnui7-ioni da guerra di cui era fornita la torre che difendeva il ponte sul Po a Torino, col quale si cacci(IYano, le pa./te di bronzo nominate qui dal Poeta (1for errore dell'amanuense dello l'igneo invece che igneo), era prccisamcnle una bornbnl'dn . Di bombcirde cli legno non si hanno documenti certi ; non così de' cannoni di leg1io usali anche da Gustavo Adqlfo, uno dui quali csist~ n el n'luseo d'artiglieria di Parigi. Uno di tal materia si- conserva nel Museo d 'artiglieria di Torino, e della sua non mollo ao-tica fabbricazione fanno testimonianza la bellezza della forma, che è un cono t rorico ornato di eleganti modanature, e gli orecchioni dei quali è fprnito, che tutti sanno quanto tnrdi siansi adattati alle bocche da fuo<;o. Si ridnce a·fovo la per• lanlo ciò che di esso si conta, cioè che sia un trofeo, rléllc vittorie riporlale dai Genovesi Slti Veneziani nella memorabile guerra di Chioggia che durò dal 1372 al 1381. E nou credo andar ILmgi ù:1! vero ùiccnd o che ciucsta bocca da Cuoco, che è nnn Colubrina del calibrn di chilog. 1.689 (diam. t11ill,- 81), 'è lavor o operato tra il X VI cd il XVII secolo .
262
AUTlGLIERlF, DA FUOCO eravi uno schioppo. • Ecco il documento. « In ducentis cadrellis nno brayerio et tribus cordis balistariarum puluere _pro scloppo quatuor l1bris plu,mbi emptis et positis ad munitionem pontis Padi, etc. LVH, s. u n, dan. deb. » (Conto di Con·ado Bqrgna Chiava?·io d·i 1'01·ino. Ci bra.rio. - Economia politica del mccl-io-évo, tom. I, pag. 247). 1356.
ScHIOPPI. ....,.. oc Uno degli sch·ioppi :abbricati dal bombardiere valdostano fu adoperato nel 1356 dal conte Verde (Amedeo VI) contro al principe d'Acaia nell'assedio di Balangero, insieme ct?i trab~cchi e colla troia, e c:igli altri ingegni dell'arte balistica del medio-evo » (Cibrario, opiisc. cit. pag. 16). 135~.
PALLE (cli melallo) DA Bo~rnARDE. - • Un registre des dépenses faites en 1358 par. la ville de Ravenne à l'occasion dr, la guerre de Forlì , mentionne l'achat I de 9 boolets (1) de bombardes pesant ensemble 33 Jivres; c'est 3 livres 213, moins <le 2 kilogramm~s par boulet. » « Fantuzzi . !rlonumenl'i, Rav1mnali dei secoli di mezzo, Venezia 1803, pag. 45 .. Pro 9 pal[otis bombardariim iwndere 33 lib, acl rationem 2 sol. pro libra, lib. 3, sols. 4, (deve dire 6). Les bonlets devaient, d'aprés leur prix, etre en alliage de cuivre fondu, ce qui semble indiquer que le nouvel art était plus avanCIJ ou du ·mo-i-ns pi·at·iqué c1, vec.plus de recherche en Ita,l,ie qu'en Prance (2) • (Études sur le passé etc. tom. rn, pag. 92). ( 1) ·s e qniil dotlo au tore francese tr~d u<:c il pallotis con bou.lets, perchè t rova notato il peso di questi proietti pro.p,,io soltanto delle palle, mi sembra che avrebbe pot uto ùa questo documento trarre motivo di dubitare sulla interpretazione data alla stessa parola ia quello antecedente (1326), tlcl quale le pòrolc' pcilloctus farea,s volta nelle francesi ~ balks dc ( ei· . qui n'étu'ient que de pe l it ca!ibi·e, » e che io credo fossero _ r ealmente palle. ('l) Questcnouepallechc insieme pesavano l ibhl'C 33 di I:lnvenna (la lib. bra = chilog. O. 3478) corri,s ponùono a cloi log. 11.4171,, e perciò ciascuna di esse era non " moins de 2 kilogra1mncs, " ma meno nnchc di chilogr. 1. 1{3, e prccisnmente chilog.1•, 1. 2752.
J T AL:ÀNE
263
1359.
Lo:uBARIH. ,_ Il Zurita (annali d'Aragona tom . II, lib. IX; col. 23) , riporta . da t1na storia contemporanea, che in uua battaglia navale del 1359, « entro u_11 vascello del re d'Aragona trovavasi una Lombarda, che talvolta chi~: ma:vano anche Bombarda , nella quale era tiro di fuoco con poln re artificiale, e recò grave danno alla nave dei . nemici distruggendone il cassero e l'albero, ed uccidendo Jllolta gente. , Il Dizion9rio del l'Accademia Spagnuola dice che Bombcirda viene dal grnco Bornbos pel suo fragore ; r.na più naturalmente dall'essersi ri:!cata la pri ma ·vol ta in lspagna di Lombardia ave si credono invenlatr, chiamandole i cronisti sp1gnuoli Lomba_!'de, e To·rmen/ium longobarcitim • (Zambelli. ,Jnvenzioni e scoperte ilalùine. Letter8. Modena, tip. Vincenzi e Rossi 1844, p. 400) . 1360 (N\rrembre). BollÌnAnD.~. -
•
De mense .novembris duo quarteria popnli
Bononìrw .. . .... cquitavcrunt nd dictam basti tam
dc Cns(l.•
Noll so poi come il dotto· autore deduca dal costo di due soldi alla libbra dell a materia dei prp ietti , che qucsLi " deuaicnt éli·e. cn at/.iuge dc cuivre " cioè di b ronzo. -Cetto il signor Favé ùcve avere scambiato il soldo della libbra di 1\avcnna co'' soldi di denari di Valeni:,a (Delfinato) o di non so qua l allrn moneta fr:rncese di que ll'epoca. I soldi della lib)Jl'a ravenna te od a~conitana (che crn eguale) di ~uc' l<•.mpi, avevano tutt':Jl tro valor·c. Infatti nel n 135 e nel 1315, 37 soldi mvennali erano e_rjimli ad w1 fiorino d'oro (Zanclt.i: Delle nwnelc ,i ·zcèche d'ltctlùi. Bologna 1775, torn . V, pag. ~21), e questo in mon eta italiana d'oggidì valeva lire. 1 t.:,6.S (C ib,·M·io. Rconom. polit. del med io-evo, tom. Il, pag. 183), per cui il soldo di Ravenna sarebbe stato pari a li re ital. O. 31. 42. Ora una libbru, di br onzo sar ebbe costa ta L. it. O. 62, 811 ; e ciò mi sembra impossibile, pcrcioechè 18 an ni più tardi ( anao 1376 ) trovo che du~ Spingarde o lJombardc di (erro furono paga Le a Firenze sofdi 10 nllu libbra (chilo g. 0.3395), cioè li re italiane 1.58',68 stando ai ragguagl i dati per l'anno 137:> dal dott, Giovanni T~rgioni Tozzctti (Zanctti op. cit torn. I, pag. 390), computato il fior. di picc. peso lir~ i la i. 10 . 7'l. 01, (Cibrario op cit. pag 187), o lii>c ilal. ,,.06,80, ossia mezzo fiorino ,l'oro, se non v'ha errore uel documento citato (vedi pog. 64 ) nel quale sta scritt.o che le 6i6 libl.ire di ferro furono pag;te « sol.. X . f., p. pro quulibet libra dic:ti JJC111de• r;s dictaru m bomL1ardar um .... . . .. . flÒr. 338, f. p . (fiori11·, r,iccol-i) .. \)neste palle pertanto io tengo per fermissimo che si trno sta te di (1nTo calato e non di bronzo.
264
ARTIGLI~RIÈ DA FUOCO licio (Casaleccbio sulla chiusa del Reno). Et dum unus juvenculus filius Chechi, fratris Doxii Cimatoris, fuisset percussus et mortyus de una bombarda inirnicorum, Dorninus Car<li~alis etc. » (Murat. torn. xvm, col. 176). 1362 (Decmrbre).
BOMBARDA grossa. « Allora li ~isani ....... puosero l'ost~ al detto castello rii Pietra buona... ... . , et vi si fece cinque trabuchi , e trabtaccovisi dentro di molte pietre grosse ..... E dentro ·nel castello v'era uno c:he gittava la bombarda molto a filo, et era la bombarda di peso più che cl1.1,emila libbre; e fece molto danno che uccise più uqrmm » (Murat. Rer. itcilic. torn . xv, col. 1037). 1363 (11 Novembre).
BOMBARDE. -- • E' alq nanti di loro n'andarono a' Signori , e l_i consigliarono, che pro vedessero di vittuaglia il Pa.lagio, P.t a mettere . le balestra grosse, et le /Jornbarde in punto, s\ che il palagio avesse difesa, e tal.e che difatto, come al tempo del duca d'Atene occupato non fosse • (Villani Fil. Hist. fìo1'. Mural. tom. xrv, col. 740).
ITALI '.WE
265
1,opradetto Bonagiunla e Giovcinni, di G-iiiclone, fabro . (AIJ.geJucci art. e vol. cit. pag. 214, n. 1). 1371 (25 Maggio).
BoMBARUE. - , E certi buoni cittadini di Pisa con alquanti fanti a piè si usciano fuore 9ella cit!à sotto lo ponte ?ella spin~ per ìscafa, etc. E insu le murn, staYano di buoni balestnen e di molte bombarcle. E h gente di messer Giovanni come sentiano le bomba1·de, si scostavano -e foggiano fuora del prato per paura, (Murat. Rer. ita l•Ì:c., toro . ~v, col., 1057): Il 12 luglio i Pisani con la Compagma degl Ingles~ andavano su quel di Fireaze, c • corsero insino alle porti di Pescia , e gittaronvi dentro colla bombarda molte pietre e quadrella e lancie, e l'ece molto danno ecc. • (1\forat. Rer. italic., tom. xv. col. 18-2). 1372.
Bo~rn.-\RDE e ScmOPPE'l'Tl. - / « Il Capitan~ della To~ré (cioè la torre del Cumme) gagliardamente d1fendendos1 con bornba1·de e schioppetti, e balestre mostrando sua possa , in effetto ecc. » (Murat. Re1'. ilalic . tom. xVJI, col. 121).
1364.
1373 (Ap1ile) .
CANNONI A MANO. - I Priori <lei cornuoe di Perugia fanno fabrieare ~ 500 cannoni dèlla lunghezza cli wn palmo da spara11'S'i a mano » (Angelucci, art. e vol. cit. pag. 220).
Bo~!BARDE, Cave (Jt1'ine) e Trab'Jcchi. - Nel regno. di Napoli la regina Giovanna assediò Teano, e lo combattè • con . trabucchi e bombarde e cave da ogni banda• (Murat. Rer. 1:talic. vol. xxr, col. 1036).
(Luglio). Bo)JBARDE. (tiri verticali) . - , Come e ditto a rieto a dì XXII di luglio .. .. li Pisani andonno a Firenze con loro sfo rzo, eon la Campagna (per compagn'ia) de' cavalieri Inghilesi .... E giunti a L_ucca fecero la via di Pistoia e corsero jnsino alle porte di Pistoia e gittonvi le bombarde e moltt: quadrella e lance• (Murat. Rer. italic. toro. x.v, eol. 1042.) . 1369'. (14 Aprile).
PotYERE DA BmroARDE. - Pagale a G,ispa1'e Bonr.igùinla 50 libbre di den. pisani pel' 50 libbre di polvere (L. it. 2. 05:so (?)). MAÉSTRI E GoY1>RNATOR1 DEL!.E BO}lBARDE. - (26, aprile). - . Il
1375. FABRI CANNONIERI ITALI ANI IN
F.r..~NCIA. -
.... • un mandement
du ro,i, daté du 16 maÌ 1375, ordonna d'en confectionne?' t-rois ai&lres pour la mcme entreprise contra St-So:uveur-
le-Vico mle. Quatre rnaitres des canons (BrnN A'RD DE MoNTF ERRàT ÈTAI T nu NPMBRE) dirigìwent la fabn·cation • (Favé, Op. CÌt. tOffi. Ilf. pag. 99). I • 1376,
BOillBARDE e ve1·reltoni - , Francisco ser Ugholini pro pretio et $olutione septem milium verectonurn et qualtw1· bo'l'"/7(·
266
ITALJA~E AR'l'lGLIERIE D,\ FUOCO
bardarum ......... {lor. 51 a•uri, lib. 9, et sol. 3, floren. parvo1· ,1 (il fior. di picc. peso = L. it. 10. 79,04). SPl!w.rnoE. - • R-iccho Lapi campanario pro pretio et solutione duar, spinghardartim seu bomharclarum ferri: .... .. Japides ponderis intcr amb. lib. sexcentarum septuginta sex per i psum facte , vendite et tradite <lieto _comuni et offitio et misse io cameram armormn palatii pop; F lor. sol. x f. p. pro qualibet l ibra <lieti ponderis dictar. bombardarum ... {lo1· . 338, f. p . , (Documenti estratti dall'arch. delle Rifor. di F irem:e, cl. xrn, dist. H. Ricotti, 8t, delle Comp. di vent. in lialia. Volume IV, pag. 340). (Giugno e Luglio). BoMllARDE. - , Quelli di Felfre, e di Cividal, intesa la partita de' veneziani da (..}uero, mandarono due bombarde, una sul Monte di Corveta, l'altra sn la strada appresso la chiusa vecchia. Il Cavalli (Giacomo, da Verooa, capitano genernle de' Veneziani) fatta h massa della gente in Treviso andò a Onigo. ·:. ! , . .. final mente prese la Montada e Je due Bastie di Quero per for;;a di bombar-de, e di batt.aglia da mano ..... ... .. Presa la chiusa, fu combattuto ~l castello di S. Vettore, e per forza di mangan i, bomba1·de e battaglia da mano fu ottenuto .... Passò poi il campo ve neziano sotto Feltre, e stando nel vescovado si_cominciò a bombli?·dare la città e andade sotto con mangani ecc. • (Murat. tom. xv, eol. ' 709, 'ilO) . _ BoMBARDlìLLE. - « Illa vero bombardella, pa.1·va quae prima fuit visa et audi ta in partibus Italiae condncta per geotes Venetorurn (1) casu percussit Rizolinum de Azonibus nobilern Tarvisinum cu m debilitatione -bracchii » (Murétt. Rer. ilalic. tom . XIX, col. 754). BOMBARDA. _:___ Descrizione, dello stesso, di questa artiglieria fatto nel medesimo anno nei mesi è.i giugno e luglio (Angelucci, art. e val . c·it. pag. 212, n . 4). (1). Queste paro'le del Ilcdusio ripetute anche Mlln descrizione d ella · bomlrnrd<1, ha nno indotto iu e <'r ore mo lti scrittori an tichi e moderni, i ·qii'ali h ,lllllO assevera to che L'uso dcllci bombar da iii Italia non è anterio1·c atta. guerra cli Chioggia. . li che quanto sia falso, è ch iaramente di mostra\o rl;ii molt.i documenti a!]l.cccl1cnlcmentc 1·iportati .
CANNONATE . -
267
« Ri volti dunque all'impresa di Teriedo (ì Geno·
vesi), !e,,;.a, rono l'imperatore sopra la loro armata; e dierono l'assalto a q uclla fortezza (tenuta dai Veneziani) tirandogli molte ccmnonate cl'a1·tiglùwhi , e con gagliarda. _battaglia da mano • (1) (Gue1·. di Chioza, cron. del Chinazzo, Murat. tom. xv, col. 712). l 37'i.
BoirnARDA . - « Nel 1377 si gittò,a Lanzo una bombarda ·a rnunimenÌo del castello. Dieci: cmni_dopo un Hemon KaiJif (2) ne fabbricava per Amedeo VII in ragione di dieci franchi d'oro per ogni quintale di peso al peso di Ginevra . " MAESTRI BOMB,\ RDIERI. « Verso gli stessi tempi Anna e Piet1·0 · Goudinet, llforco d-i, Lanwr, Simonelo lli Sali(ns, e Pier di Coi·boit, erano maestri delle bombarde ai servigi dello stesso prrnc1pe (Cibr. Econ. polit. tom . 1, pag. 248). 1)
1378.
CANNONI. - Salnitro e Zolfo. - · • Hcm ballia contans audit P ierre Giro ud pour certains ca.nons quil a porte de Seyssel ... item pour VIU Hures de salpelre et pour VII liures de mrpro.. ... " (Conto del tesor-ier gene1:ale . - Cibr . Econ. poli!. torn. I , pag. 248). 1379.
BmrnAnoE. - e Murus quoque fortissimus erat a mari usque mare èlaudens monasterium, habeosque tres foveas, successive bitifreda, et cor1•idora (cioè casematte) curo bombardis (1) Questa cronaca è interessan tissima pcrchè scritta da un t estimone ocula re d elle cose .che vi so.n o raccontate. ',c2) Dal t rovar qui un fabbro bombar(lierc tedesco prende motivo il chrno. cav. Cibrari o di osservare che « i migliori bombardieri venivano allora di Lamagna, il che sembra •da r favore al l'opinione dell'origin e tedesca. " l\Ia da quale antèccdcnte deduce Egli questa conseguenza? Forse dal troppo caro p rezzo (lire italiane 134.88 per quintale di Gin evra (chi!. 55.060, se libbra grossa, e chi I. 115.883 se libra piccola), pagato per , l'opera del fabbro tedesco? l\'la questo tutto al più scn•e a provare che in ogni tempo le cose e le perso~c straniere sono state in Italia stimate e ·pagate meglio <lcl le nazionali; e non che i migliori bombard ieri vcqiss ero da Lamugna, e che a quella nazione piut tosto che a<l altra s\ spetti l'onore della invenzione d elle artiglierie da fuoco.
268
ARTIGLIEl,\IE UA FUOCO
abunde etc. Batelh insuper; et barchae nostre exe\,lntes cum b.ombmYZ·is saepe expellèbant easdem • • Posìta ergo per nostros una Bastita ad ripam oppositam in terri torio Fossoni, hinc inde machinarum, et bbmbMdaru.m stimuli agitantur , . ........ . ...... Ita ut utriusque partis nonnulli probissimi viri a bombardis et machinis (proh dolor i) mactarentur; inter quos egregius vir Pet,us de Auria·Januensium capitanens, dum suarum ga1earum per illmn portum exitum sollicitat, est a bombarda peremtus, " RoccHETTE. - , Et Paduani valde potenter aggrediuutnr Mestre; Bm:gurn sancti LatH'entii contigtrnm expugnantet occ'upant, igne immisso cum rochelis aèl domos paleatas nostras , (l\forat: R~1·. Ucilic. toro . rn, col. 447, 448,_ 451). . BOMBARDE e BAsT!ONr. cc E fece fare (il signore di Padova) un ·grosso bastione alla bocèa del fiume il giorno seguente, acciò !'entrata et uscita fosse a suo voler libera .; ecc ... ». « Al tempo che la Signoria di Venezia fece serrare i l porto di Venezia, e quello di Malamocco con la Bastia, fece nuche serr::lre il porto di Chioggiu, cioè la bocca dAl canale che andava alla terra in questo modo. Fecero fare un ·grosso bastione su la stell,1. appresso il cànale, ove aoda\a in Chioggia, et in mezzo al detto canale una grossa bocca per meìzo la detta Bastia ben'im battagliata, i3, forni ta di graticci, et i:igrossata di cuoi e ben fornita di bombarde e bale3ti:ieri ecc ....... ; e di continuo si bombardava l'annata de' Genovesi con la detta Cocha e bç;,st,ione; » (Murat. Re?'. ·italic. col. 294, a 296). Più innanzi ricordansi vure , molte grosse bombç;,rde, e due galere grosse, che· foronc de' Veneziani , o allora aveva l'armat:,, · investite di _graticci e cuoi con molte bomba1·de sopra, e fuochi arti(ìci,al·~ ecc. » (31 Decembre).
I Genovesi " a fo rza d'argani et altri ingegni tirarono galere 19 .per lo canale, che -va pe.r sotto la r;orta di ~- Maria di Chioggia, ........ et ivi le fornirono cle' loro ~rmegg i, i na lboranilole, e vi misero tari te bombarde sorra,
Bo~ÌllARDE . --
269 e'he JJ1Lrevano galere 50. , (1 ). (A• dna Gataro ist. cit. lTALJl, NE
col. 345).
1380 . Now DELLE BOMBARDE. - • Et a questo modo VeneziarlÌ ricupe• rarono i due luoghi detti (Loredo e 'Torre nuova) cel mezzo di due bombarde g1'osse, che :adoperarono, ove una. tirava pietre di libbre 195, l'altra di libbre 140 (2); et una era nominata la T n 1v1SANA (3) l'a ltra .la VENEZJANA, e questo fu alii 21 di gennaio. • (Murat. Ren1,m italic. tom. xv, col. 358).
1381 (Maggio). F ADBRO
DOMD.I.RDIERE ( condotto
•
in Siena per un ano o),
• • &itus diei .Sabati XXV. madii anno 1381. Mn.gistro Ouiglielmo Jvon'~s magìstro rnnd ucto per Comune Senarum ad laborandurn de bomba1'dis vel alio magisterio :florenos centum auri nitide cabelle pro eius salario videlicet eius pretio µro iempore unius anni incepti die primo prcsentis mensis madii proxime preteriti anno 1-381 et fl· ( J) Pare dunque clic il numc1-.i di queste bombutù,: fossc{.ilc da giuu~ gcrc a 50 al meno; il che prova c he in quel te mpo l'artiglieria in Italia !lon ern p iù nello stato d'infanzia, e meno poi dw vi 'fosse p,:r la p'r im a voli.a nd opcr:,tcl. I danni fai.ti nel l'u ,1 campo e nell'altro ·dai tiri furono 1;,~andissim i, j;.c1,do cchè ci cou ti il Gallo·o c1ic ·n on v i· fosse mai giorno iti cui " non s i tirassero più 500 pietre d i bombarde; ,. che" l i 23 gennaio la bombarda grande detta la Trevisana -tirò una delle sue piclrc nel mu r o <lei monastero di Dromlolo, e <li queLo una grnn parte rovinò; la 1·ui11a , ammaziò 22 huomin i e moHi •offese nelle person e; " i11fine che nvcv:i per us~mza , il campo dc' Vc11cz;a11i " ogni sera caricare le sue bombt1rde e mangani i quali erano in somma a l numero di 22. e come era I' all;<1 ·del giorno tutte trncvano 11ti l monastero. " · · (2) Non saprei d ire se questo peso fosse a lib bre grosse o piccole. Nel primo caso èorrispll'ndcrcbbcro n chi log. (l 95 x O. r,7699) 93.013, e chilog. 66.778; nel ~econdo u chilog. (195 x O. 30122) 58.737, e chilogr. ~2.17l). I diametri poi, per queste piclre sarebbero eguali a mili. 3:'/1, e 313; per quelle a m ili. 408, 8, e 3G6, prendendo la densità metlia tra la pietra ed il marmo eguale a 2. 60. O) Più lardi ( ved i all 'anno 1387) questa IJon,banla fu inchiotlal,L
AN>'O VI. Voi. IV. --- JS.
,I Ìll' IG LÌl!nlE DA
F~OCO
nieudi diè prirnome_n sismadii proxirUè venientis, anno i3B2; ad rationem florenorum 8 auri &t 1t3 in mense, et non tenetur dictus magister facere a liquarn bombardarn alicui persone n isi pro comune s1rnarurn aut sine expressa Jicent,ia dominor1rn1 defensc-rurn r t'sidentiuni in officio predieto, ternpore unius anhi · vt<nturi, et sic camerarius bicherne potest et debet sohere sihe aliquo ipsius damJ) llO et preiudicio Et sine habita alicuius aputixa , vigorn eius sta,nt iamenti fatti (sic) pE1r dominos defensores, capitaneum p '.)puli, priores, r-~fonu:•1tores E:t sapientes balie simul cumdictisdomiuis, vigore ipsorum balio ip~is concesse a consilio generali residentium in officio .de m ense aprilis proxime pretf ri ti et dictum stantiarnentum est publicum JJ1ann ser Ga!gani Cierbon is tunc notarii diclorum domi~ nornm positum, memoriale fo. 151 • (.4rchivio di Stato ·in Siena., Biccherne., voi . 214. Vedi il fac-sim·ile di q uesto doc:nmento) (1).
1381 (1 Gennù io).
Àrt~glierìe, e loro allenenze, del coniime di flolognà. P11mn; (proielli, palle) per bomharde, di pietra e di marmo, n ~ 433. r CANNONI (mascoli o code) da bombarde n. 4, dei quali uoo di rame. CA RltED I (afl'iisli) da bombard0 con da,1; ruote cias;;uno, n. 2 , S c Ar,ETTA con sua cav iglia. CANNO NI!: cli mme du, .bonibat·de del peso di lib. bo!. 361 ( ch ilo::;. 130. 682). P1É DI C.IPR ,\. P..1.Lt DI ntt1to di varie dùnensiuni, n. 17. CoccoNr or LEG~o per bombarde gt·,tndi e picM!i, n. 324. P,1LLE n1 ·v rnRo (ba lolas ferri ) d'. diversi calibri, n , 928.
(13) O<'.bbo il fac-sin'til c e In lcziu11c,liqùcst(, pr·czio; o docurnc11lu in utlilo, nonc hè la noli1/.ia <ii allrc orligl icric sèncsi (vedi all'anno l :l90) al signoi•. dottore Grot.t.incl!i vi ~c -bibl iotccario della c·omu na.Jc di Skna , e mc gh ip rcftcslo gra! issiino-.
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P oLvERE
211
l'Ìb. 266 (chilug. 96 , 2,12) in un barile riuovo. da bombarde lib. 240 (chilog. 86. 880) tra. buona
e cattiva.
(calcatoi) di (erro da bombarde, n. 14. bombarde t ra nuovi e vecchi ed in util i, n . 14. SconoccATORI (patì augna ti per ùbiettare) di (et'ro da borribarde, 1'ASSATORr TELAI , drÌ
11.
Il.
Bo11011nnE
·intelctiate e corregiate co' con cannone cli ra,':-te.
·B o_\lllAR DE
DA·
'Eo111n,1Ru11
SCARHIUCCIARE, Il.
r ispettivi cannon i, n. 18.
-9,
'(diw) una con manfro (coàonG) _di /'erro o l'altra senza . ZaLFt> in tegro e pesto li b. 22, 13 (chilog. 8 . 145). BoMnARDE
per accendere brace da a rrovent.ar e le bacchette di ferro adoper ate per dare fuoco alla 0arica n . 7 (Angelucci,
l\.fa~-r.1ccm:TT1
art. c·i t. Vlil. III. pag. 300, a 307). Rocc1•1EITE (racc!wtte) ferrate ed impennate cli carta, n . 393. Id. impennale di rame, ca' (e1Ti n. 3.A.s1'E DA ROCCHETTE impennate rarte cli ra me e parte no, n. 200. (Ét·uib:s sw · le passé, etc. tom. ,, _pag a6I) . l 3'f:3 . •A HTJGLllcltlE E VA LL ETT I DELU
Alll'JGLIERIE . -
Di c·iò , ·si
"it'OYl.1.
rnemo,·ia nel conto dell'impresa dì Napoli, a cui Ame. deo VI andò n el 1383 col duca di Calabria; e sebbene quel nome si applicasse allora generalmente ad oguì · macchiua di guerra, appare -tuttavia per a ltri riscon Lri che si condussero a quell'ini presa anche ca.nnon·i e bombarde ,, (Cibr. Econ. polit. tom. •r, -pag. 248).
1386. ·O tt1.HNI.
-Tre carrette aven ti ciascuna 144 bombardelle disposte
a 12 per lato s u congegni riuad rati a tre piani, gira nt i a t• torno ad un asse verticale. } ' ERRI
DA
GETTAR
MAZZE ,r1o~IBATll. -
FUOCO
I NESTJNGUIDILE .
40 Carrette cariche di q ue~te ,umi ,
'G ARRI CON PONTlt DAST!li E F ERH .HIENTI, IJ .
\
20 .
272
ARTIGLIERIE DA FU0t;()
24 (Angelucci art,., c•if.. pag. 218, n . 3, e pag. 312, n. 1, YOl. III).
BoMAAR\JE P ICCOLE E
GRANDI, Il.
IT.ILlANE
vol.
II.
(Giugno).
AR·rrnzi ruzZOLENTr. • Die p e:'l.ultim·o Junii inimici etc ..... .: sequenti quoque die iterum wnerunt Custozam, tenentes novurn modum pro exp-11gnatione Cu ballormu ; tulernmt quoque multa ligt1amina, e1_ ,iasa_ pic:ea ·ante intr~itun1 Cuballomm, et videntes , quod mhil profice~ent, 1mpo• suerumt ignem in lignamine, et a~cfam foe_t·idam (assafetida) quae ............. tantum foetorem port~v1t ~te. ,, . • Sed uihil profuit eis, quod mtrmsec1 ?urn sclopi.s, bombardis, et ba.listis expulernnt eos a fauc1bus Cuba_llorum etc. , (l\forat. Rar . ital. tom. xrn, col. 1263, 1264). 1387 (Gennaiol. Fuoco, E FETIDE. - « Die vèneris 16 Januarii Cuballus et Fortalitia, q uae est super Brentam, vi expugnatus, et c;aptus fuit bombardis primo........ obst~cula, posto~n?dum proiectis iutus balhs igneis, et ali1.s_foe~i.rlcrn r.ompn_sil.wms, quae arQentes cum foetore urcban: '.ntnnsecus, c1 Ul fuernnt salvi in personis, et rebus propr11s: hujl1Smod1 ernm _10ventioms, et machinae inveutor fui t Sbrega Apolhecarius
PALLE ui
Vicentin·us • . DoMBAl\DE E sc1:norrr. - • Posmodum cum bombardis, sclopis, et aliis machinis bellicis, et b!.tlistis venerunt ad Burgum. ...... ., . b ine inde bomba1·dae, ba!istae , et slGopi continuo ej iciun tur. Venerunt quoqne ex bpidi bus adve~sarioru~, quami:n ulti in civitate, et cenli qui percusserumt m palat10 ci vitatis, quidam, vero lt'ansiverunt tolam pl_atea·m , ~l hospil·i um Campanaa (ecco nuovamente i tm v~rt1cali). :Fuerant quam multi lapides (pietre per palle e pr01ett1 na usa.to di continuo) ignei proiecti ìn civitate • (Murat. Rer. · ital. tom, xm. col. 1263, 1266). I\RTIGLIERIE INCHIODATE. « Avvenne un giorno, cha per la • guardia quelli della torre uscirono di fuori, e brugio\i il cawpo di. messer Ugoloto (1), et inchiavoghc una bom(1) /IIesse,· Ugolotto Bian.:.anlo da l'annn era c;ipilano gc11erale del ~am,p o -d i Francesco Novello,
273 bada grossa, che si chiama va la Trevisana • (Mu rn t.. Rer. it.ahc. tom. xv11, col. 597). DomiARDE- • Non cessa t perfidia Paduana., sed tran smi;so alio exercitu contra Sacili um, expugnando locum cum bombardis, cives loci etc. • (Murat. Rer. ilal. tom. xrr, col. 475) . BoirnARDE. • Alli 20 agosto si partirono da Treviso,• molte bombarde grosse, ~ mezzane, mandate da Padova con suoi cavalletti, et altri fornimenti neces;;arj e -carri carichi di verrettoni et a ltre m unizioni atte al bisogno del . combattere. • , .Allì 6 detto (settembre) si attaccò una grossa scaramuccia fra le genti del signore di Padova e q •1e-lli di Sacile dalla parte del Borgo che va verso ecc. Ma presto tutto il campo del ~iguore di Padova entrò nel detto Borgo, e spinse le bombarde innanti appresso a Sacile tirando di contìnuo dentro la Torre' e Rocca pietre di 500 libre (chilog. 169. 440), et ahri pesi, in modo che rovinavano · tntte le habitazioni, e s pianavano tutta la terra " (Murat. Re1·. itahc. tom . xvrr, col. 61 O).
1390 · (Giugno}. RòccrrnTTE E rnoco ARTIFICIATO. , Tutta la notte quelli del castello attesero a trarre .di molte bombarde con fuoco artificiato, e rocchette accesa nella terra, di modo che bru ciarnno la chiesa, e le case alb. banda d i S. Michele ecc, » • Dipoi le a:ddimandarono (alla Signor ia di Venezia) soccorso e sovenzione per difensione sua e della città, di alcune bombarde e munizioni, , , 1 errettoni, saettarne, polvere etc; >) e la Signoria • deliberò di: compiacere alla, dimanda degli oratori del Signore e della comunità di Pa·- · dova, e feceii fornire di munizione secondo la di manda, e · bornbMd:e etc. (Murat. Re·r. italic. t·om . xrn, col. 794).
1390 (GitJgno). . Boli.BARDI! (di grosso calibro} s ~n:es·i . - •• 1:3\:10; a ~i 5 di giug1fri erll il campo di Siena intorno ~ S. Giusto con due bòm-
lT.ILl.l i\'Jl:
A RTCGLIF.RIE llA l'OOCO
bct.r.de ( Ì) che traeva:no pietre di peso, di libbre 300 fe qual!! ferono chadere parte delle mnra di santo Giusto , ( Cron. Senesi di D01nenico' Aldobrandini . MS. ineditodella hiblio~ teca di Siena contrasse~n. A . VI, 9, a c. 77) . 1397 (2 Gennaio) .
Arliglierie, ed attenenze loro, del Comime di Bologr1.a,
(calcàtoi) d-i legno, n. 1'1. di ferro con manico cli legno da sr:bioppi (r.iò r;hc rwi d,iciamo bacchetta), n. 7. BrnTT!! (r;unwi) picco1e di ferro éa bombarde, n. 4. · FEnRr n.-1 GET-T,\ll Fuoc o {soffioni, lingne d•i: ftwco), n. 14 . F1mno, o palle da bombarde, lib. 65, (ehilog. 23. 530). TAssArcnr
Id.
P..i,LE
or
Bo~rnrnnE A sEcçm,1, non completamente forni te, n. 29.
Bo~rn,1 RDA sa lcla..
PA LLE
BoMBkRDE mancanti d'i qualche attrezzi ed accèssori, n. 8':. CEPP'o dr.e bomòarda cor1·egiato cli {rirro,.
n. z. intelai-ate,
da bombard0, • . 750.
del peso di lib. 273 fchilog . 98.826). (Angelucci, m.em. cit. p. 46 a 51 ). DA PO:-iTE, a. 3 (Études sur le passé,- et.e. tom. ,, p. 35,;_) -).
B01rÌlARDA
ceppate· e :;alrle, n:. 2.
Bo11nARDE
FERRO
(citcchiara) di ferro per caricare le bom ban:ln. (balotas) di pietra da bora barde, n . 2220.
CA'.z uor,A
PALO !)f FE RRO o TASSATORE
•
BARCHE
1399.
B'oMBARDEL[,E,
8. SeuroPPETTI su-r 11.n telaio (01·gano ), n. 4-•. ScHTOPPl ceppati (incassal·i), n. 34. · -Id: senza telaio n. 7. S1::moPPJ,TTO cla cavalletco.Bo~mA RDE
ScmoPPO Jn l'ETuRO
Id.
Id .
n .
clfppalo
n . 8, dei· quali 3 a mana-.
C AN/sOKI
due sur -un telaio.
ScmorPr
clue·
Por,vrn_E e Beltresche. " Bondeno (nel fe,rarese) a1·ea ne' suoi fortilizi btnnbarde, et 7JOl1.:ere per sua difesa. A .Roccapossente snl Po presso a lla S tellata (quando ancor non sia lo ste~so luogo) eranvi , sei od
Bo~mi\RDE, ~CHIOPPr,
oUo Bellresche suso el lerrajo dcla fossa., con le bÒmùar 1fore in li lorrexini a Caslelg1.1,glielmo, et con TRE BOMBA rwr:: NOVE oltre TRE SQUOPJ, et che tra li ras teli e ' l J1'>nl e
non sia ne habitachollo ,ne tave1·na , (Dai l'a.rcl1. munì :ip.
Id.
(rudimento dell'obice) senza tela10'~ intelaiate, da palle di pietra, n. 2. per mett<::re la polvere nelle bombarde, n . 3.
di Ferrara) (1).
C.AN:-lONE A Mo' JH nmrnARDA
SccéJlo XIV.
BoMRARDE IMBUTI
1'1f.: DI CA-l?RA . TASSA·roR1-
(ccdcatoi)
,
01 FE.:RRO
del peso dt l.ib. H57 (cbi.log. 135>,
750), n. 12 . Id. di ferro piccoli, n. 8. (1) Il Malavolti (st. di Sie,w P. li, liiì. IX,' pag-. l l>!l} in pNposito dt1111eslc due ùombrirde racconb che Giovanni d'Azzo deyli Ubn-ldini capitrmo· gene,•ala delle mil·i zfr. Senesi , , vi fece condune (a s. Uiustn) due bombardeclie fv.1·on- le prime che ,ia' nosiri si (osser 11edule e usnte du queste banàe ». Questa è una prova ùi più de i la poca cs<1ltczza degli stori ci municipal.i che generalmente ffno a i n ostri giorni copiandosi l'un l'altro, fanno talvolt.a aelle giunte a loro capriccio, senza coi:sullar c gli unici documenti che p ossono esser di guida in tale bisogna,, cioè i codici ciel municipio. Infalt~ lo stor ico qul dice che le bombarde si adopr:11·0110 nella sua città per la prima volta nel '1 390, mentre il documen:o citato (p . 61} prova che 9 anni, prima eri, stato con do tto al servizio de lla S igr1or ia un maeslrn b ornhai•di;;rc per fabbricare tali bocche da fuoco ! '
l'ISS I {mirini ) su fle bombarde. - · Le bombarde avevano talora due t-raqua1·d1'., fissi, o m fri ni, uno sulla fasci a della bocca l'altro su quella di culatttt; talora u~o soltanto sulla bocca. La 1'1·omba disegmtta nella. tav. -II, ne dà un esempio. . · Boim,1;tnE. - Esistevano nel castello di s. Vittoria due Tramò-e di bombarde ora custodite nel Museo d'Artiglieria di 'f()rino. La maggiore è disegnata nella tavola II. SP1t;GARDA. Si conserva nel Museo suddetto ed è clisegriata col relativo ristaurc, nella tavola I.
THAGUAROI
A?-iGE LO AKGELUCCl.
( ! ) Qnesln notizia mi fn favorita dal sign~r Luigi-i'fop olconc Cittadell~ vic~ -bibliotccorio nella Università lih~rn di Fei:rnra.
REPLICA D'EL CAP . 7A NDE!SS AN'll lf.
mento ma per caduna brigàta di 6 ballaglioni. Bavvi dunque » una differenza di W battaglioni, prnprlo il doppio del mio >> errore a riguardo della landwehr. Vi ba dunque più ohe >> compenso i>. Il nostro critico avrà la bontà di perdonarci, ma non vi ha compenso iniperocchè per parte noslra non havvi errore. Ese errore ,·i fosse, non sarebbe di 40, ma sl di 4& battaglioni almeno, allesochè la fan.teria prussiana è riparlila in 18 divisioni ed in 36 brigale, e che 8 ·1 -36 =45. D'altronde, l'ultima edizione del lavoro di von l(alkstein venne alla luce posteriormente al nostro scriuo, poicbè non l'abbia1;10 ricevuto che in luglio scorso. E l'avessimo conosci1.1to prima, avremmo ancor portalo Ìl-on a 36, ma ad 8·1 il numero dei battaglioni di deposito, conformemente . a von Wilzleben (Heerwesen der k. preussischen Armee, 7a editione, 181i1 ). Questi, a pagina 16, dice: « Jm Kriege wird fi.ir >> jedes der Garde imd Lin-ie llegimenter 1 Ersalz-Bataillon und >l fitr j edes Jiiger-Bataillon 'I Erwtz-Kompagnie gebildet n. Noi non abbiam fatto altro che tradurre letteral·mente questo passo. Ora, noi abbiamo maggior confidenza in questo scrillore, il quale è luogotenente colonnello prussiano al seguilp del reggimento granatieri'della guardia dell'imperatore Francesco Giuseppe, e comandante interinale del reggimento di fanteria del ducato Sassonia-Coburgo e Gotba, che in von l(alkestein al . quale no~ conosciamo alcun titolo mi lita re. Parlando dell'antica organizzazione dell'esercito prussiano, abbiamo dl-\lto, alla pagina .che precede 'qnella citata. dal nostro contraddittore, che esistevano allora 36 battaglioni di depqsito destinati ad alimentare rispettivamente ciascuna delle 36 bri_- · gate cli fanteria; qnesto avrebbe dovuto mostrare che non abbiamo, da una pagina all'altra, modificato l'orga,nizzazione dei depositi di fanteria, _senza plausi_bile ragione. li nuslro sapiente critico non è stato molto più fortunato· riguardo al secondo errore ch'egli tia creduto.trovare·nél nostro tJ
REPLICA ALl~fi UISP-OSTA. FATTA. DAL SIGNOR, GENERALE RENARD. ALLA LE'f'l'ER !•
DEL CAPITANO NELLO STATO MAGGIOR E :BELGA
VAND:ENSANDE' SUL
LAVORO JN.TlTOLAT<Y
' D E L,L A CA V ALLE R I A, C0n(i nuazh111c e ìi 11e (r.)
l>RUSSJA,
i,'onorevole generale vuol brn riconoscere l'esanezza delle nostre reHificazioni pei: q.uanto riguarda la fanteria prmfsiana; quindi allenuando, naturalmente, il più possibile l'importanzà dé' suoi errori, così continua : « Il mio contraditlore dopo » questo trionfo s'atif'etla di ·guastarlo commettendo un errore '> più madornale. Egli dice a pagina 13: << In temp·o di gnerra si crea inoltre per gli 8·1 reggimenti di fanteria llll ba \taglione di deposito» . ~< Secondo le indicazioni date da von Kalkestein, >.• formasi nn ballaglione di depositò non già per cadun reggi,, (I) Vedi ·Rivista milita·1·e italiana, anno '
VI, voi. Ili, pag. 189. '
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ltEP LICA
scrillo: L'inesaller.za gmvissimà ch'egl i segnala , non esiste gi/1 nel nostro lavor~, ma bensì nella rellificazione a cui il generahi Renani s'abbandona. Noi abbiam detto: « Giusta le intenzioni >i del governo prussiano, le lrnppe a cavallo della landwehr >J ·devono cessar d'esistere allorchè la riorganizzazione delta c;a»- valleria sari, compiuta)). Si è coplro questo passo che rgli cade in fallo, sempre appoggiandosi sul 1·ecenle lavoro di vo'n . Kalkesteio. · Ebbene; noi ne sosteniamo l'esattezza e lit proveremo all'evidenza con documenti ufficiali' emanati dal rninisle1:o prussiano. ll _primo, per ordine cli data, è 'un progetto di' legge, · del 9 febbraio 1860, presentalo dal minislrv delle finanze allr. ca.mere legislative, onde dimanda:·e un credilo supplemenlario al bilancio della guerra di quell'esercizio, e que:;t,, credilo è stato volalo. Nell'enumerazione delle misure a prendarsi per riorganizzare · l'esercito, figura alla pag. ·I:{, sollo la lettera C, 'la soppressione delfo cavalleria _attuale della landweltr e la creazione contem poranea <li 1 ~ nuovi reggimenti di cavalleria di .linea . . Se questo passo non è stato sufi1cientemente espli'cito re! nostro · corlkaddillore, lo preghiamo d'aprire il' bilancio della guerra del 1860, pagina ,107, e quello dell'esercizio corren.te a paginn 95, egli !roYerà nella colonna osservazioni di ·quPslo ultimo, accatilo ai quadri reggimentc1li della cavalleria della . landwebr, la nota seguente: << Die stdmme der nebe1ibezeiclmete'11 >l . Provinzia1-Landwehr-Kavallerie-Rcgimenler 'tmrl der ReserveLandwehr-Emidrons sù1d aufgelòst ». La qual cosa vuol dire: « I quadri dei reggimenti di cavalleria della landwchr prov_in- . ciale, e gli squadroni di riserva della landwehr qui contro in, · dicati, sono disciolti, o megli o cessano d'esist.err. ,i li nostro conlradditrore non· ha tenuto dietro, senza dubbio, ai dibatti menti che . ebbero luogo· or fa qualche mese alle ca-,, me.re pr-ussiane, in occasione del bilancio della guerra pel 1,861 ;poichè sarebbesi ricordata l'a dichiarazione l'alta dal mihi~lrq, ·
I>ìH, CAP . VAN DENS ANDI!:
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della guerra, lnogotenenle generale von Roon, clrn cioè !'orga-• JJizzazione della cavalleria non sarà · tcr111inata clie 1iel . ·I 86 3 r e che sino a quest'epoca si manterranno i quadri di ,12 reggi- . menti ùi cavalleria ùella landwber provinciale, mentrechè qnelh _dei 2 reggimenti della landwehr della guardia, dei 20 regg~menti della lanclwebr provinciale, come pure quelli degli 8 squadroni di riserva della landweb r sono definitivamente soppressi, in seguito al realizzalo aumef.ll0 numerico dei reggi~ menti di cavallerb permanente 1'.Vedi anche Bilancio 1861, pagina 93). li quadro di caduuo di questi reggimenti non conta in !tÙI(} che 1 ufficiale pagatore, ,i. marescialli d'alloggio capi, 2 sergenti, _ 3 sotl'ufficiali, 4 allievi.e capitolanti, 4. soldati, cioè ·17 uomini di truppa. Speriamo che questi dati, allinli alle migliori fonti, convinceranno l'onorevole generale Renard come noi siamo perfellamente nel vero asserendo che le truppe a cavallo delta Lrndwebr cesseranno di sussistere allorcbè sarà terminata l'organizzazi one della cavalleria permanente. I motivi giustificativi dati in appoggio di questa ruiJ ora, ed i dellagli c.;ircostanziali nei quali noi siamo entrati, avrebbero dovuto , pa re, far esi tare il nostro avversario prima di attribuirci accumulali errori; perchè queste allegazioni senza fondamento al dì d'oggi si rivolgono 'contr'eg!i si esso. Per quanto riguarda la classifìcarione degli ulani, noi ma11teniamo ch'essi costituiscono una cavalleria intermediaria tra la. peiìante e la leggera, e che per la specie ùei loro cavalli essi si avvicinano pii) all'ultima che alla prima. Il bilancio della . guerra del 1861 fornisce una novella prov_a in appoggio· della nostra opinione. Vi si legge, a pagina •I '70, cbe la rimonta del- _ l'esercito ascenderà a 4·1 '70 cavalli; da 1 a 3 anni, e che il loro prezzo medio d'acquisto è fissa to a·1 46· talleri (547,50 franchi) e.aduno. I cavalli del reggimento delle gnnrdie del corpo vi sono
280 llEJ' f. lCA portali in ragione di 160 talleri ( 600 franchi); q~ielli dei co~ ra.zzieri af14-O lalleri (525 franchi); qnelli della cavalleria fPggera dcll~1 guardia, degli tilani e della sèuoia d'equitazfone si pagano, 125 talleri (468-75 francbi). Et! infine quelli dei dragoni e degli .ussari 120 lalleri ( 4-50 fra-nch i ). Perlanlo, da questi prezzi .risulta che un cavallo d'iilani costa 15 talleri di meno d'un carnllo di corazzieri, e solo 5 ·talleri èi più d'un cavallo di dragorii o di ussai'i. ·D1altrn> parte l'ao lore del lrlil'ltéirische Bldtter, il signor de l'Homme d~ Courbière , antico capitano prussiano, classifica, come noi, gli ulani, ugualménle cbe i dragoni ed i lancieri in Erancia, nella cavalleria intermediaria o,1nezzana (miltlere) Ira la cavalleria pesante e la leggera ( tomo V, 6° qàaderno, 15 giugno ·1 861, pagine 204--205). -Non possiamo impedire al nostro abile contraddittore di continuare a classificare gl i ulani nella grossa cavalleria, ma crediamo aver -perentoriamente dimostralo che questa pretesa è inammessibile, e che il rapp?rto reale d'ella grossa cavalleria colla leggera è in Prnssia come 1 a 2 50. Per tertninare, restaci a parlare delle u11t-ità tatlic!te. Già abbiamo dello che prendendo qucsle unità per base, il rapporto della fanteria colla cavalleria è come ·1 a 7, 54., a vece di ·1, a 7 26, cifra che abbiam data precedentemente. Difatti in ragione di 1002 uomini per unità, i 253 ballagl'ioni att\vi di fanteria p1·esentano un effellivo di '253;GO6 sott'ùfficiali. e sol-· dati combat.tenti, ed i 22.f, sqùadro11i attivi di cava\lerià ( noi supponiamo la riorganizzazione terminata, quantui1que non _lo sia) daranno 33,600 so.tt'ufficiali e cavalieri combattenti in ra- . gione di 150 per squadro1ie; una semplice divisione basta per lrovare la proporzione sopra indicata·.
DFL CAP. VANDENS A~DE
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FRANCIA. L'autore della memorì:-a in favorn della cavaller.ia sfugge, nella sua ri,posta alla nostra critica, su quanto egli aveva .<J.:;posto riguardante le troppe a caval lo di questo Staio, col pretesto che noi abbiamo fa!lto della fraseologia ironica. Tale non fu la nostra intenzione: noi abbiam solamente voluto stabilire che 11cssnno doveva aspettarsi elle la Francia modificasse improvvisamenle l'organizzazione della sua cavallena dopò la cam.pagna d'Italia del 1859, in cui le trnppe di quest'a rma non avevano avuto clrn rare occasioni ùi combattere. Quanlunqtle il nostro contraddittore ct'rchi di porre in riùi...: colo la nostra classilìcniione regolamentare .della cavalleria fran• cesc in tre spec-ie , noi vi persewriamo, allesccllè essa è conforme ai va ri generi di servizio ai quali le trnppc a cavallo possono essern cl¼iamate, e cbc essa è adottala da tutti gli ·scrittori militari ùi Francia. PertJ.nlo noi non ammettiamo che « contrnriamcnle à quanto esiste presso le al Ire po lenze , i « Francesi !Janno più di cavalleria pesante che di ca~alleria n leggera », ovvero in àltri lerrnini che i dragoni ed i lancieri -fanno parie deHa cavalleria pesante di questo Stato, come pretende il signor generale llenard. Non bisogna dimenticare <.:lte l'essenza della discussione s'aggira sur una questione d'organizzazione di truppe a cavallo, e che. precisamente perciò ,queste non sì po~sono classificare, in modo generale, in grossa -e leggera cavalieria. 1
BAVIEllA. 11 no~lro conlradùillorc è qui obbligalo di riconoscere corne noi avcl'arno ragione sostenendo 1.;hc la cavalleria di questo , •Slalo non reune aumentala, coni'egli prctenrJt,;·a. I noslri r;ip-
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.porti tra la fdnteria e la cavalleria e tra,i due elementi di ,quest'ttl lima' arma, restano, conseguentemente, in talli; solo che, nel men{re ammelle l'evidenza dei falli; il nostro avversario sì compiace spiegare la sua rilrallazione in suo favore, sostenendo che l'errore da lui commesso in n~ssuo modo a1mulla le sue condusioni:! Il rnpporlo della cavalleria· colla fanteria, dedotto dalle 11ni"tà, .tattiche riduGesi ·1 a .6. 5 1 pell'eserci lo .bavarese , · mentreGbè prima l'abbiam lrovèJ.to di •I a 6. 87; la differenrn è poco irn- · ,portante.. Infatti il 1° e 2° battaglione.d'un reggimento -di fanteria, fori~ caduno di cinque compagnie, conta 995 solt'uffi.ziali e soldati combaHenti, mentreche il 3° non n'lta che 642 ripartiti in 4, rompugnic. Ciascun battaglione di .cacciatori, di 5 compag,nie, cornponesi di 835 comuallenli. In ,conseguenza j'elTeltiv.o dei •16 r.eggimenti di fa11teria ·e dei 6 bullaglìon i .di cacciatori ammonta a &,2,208 + l:i01 O-= 47,218 solt'uffiziaH .e so!Jatì comballPnli . .D';:i\tra pa rie ciascun squadrone di ca.,,alleria avendo ,15'1 sou'ufliziali -e soldati montati, i ~-8 squaèroni degli 8 .reggimenl.i comprendono 7,2'4.-8 uom ini di truppe mon-tatè comba-ttenli; 47,'218: 7}H8 == f 51. 1
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SARDEGNA (,l ). Noi non duubìamq cercure a quale plibl>licaiione l'autore· de.I libro Della Caual/eria abbia preso i dettagli cli'egli dà -suHa cavalleria sarda .prima"' del ,1848, ma bensì dobbiam constatare l'inesattezza dei suoi dati . Il signor gener"alc .Uenard dice era~ verti tolti dall'opera inti tolala: De l'Italie et de ses fòrces mi{i'laires, pubblicata nel ,18:-35 dal generale Oudi11ot, alle asserzioni del quale egli da maggior pregio che a quelle di -Hai\!(1! che noi gli abbiamo opposto. {.J ) Ora l\cgnu d'llali,t-
283 Ì<aremo osservare che il signor co!oirnello Haillot si. è limitato a trad urre in ,francese un lavoro fallo dal maggiore . Giu stiniani, dello stato maggiore generale dell'e3ercilo piemontese, conosciuto per un utliciale di merito, ed il qual(i è morto prernalunirnente or fa qualche anno, col grado di generale, se la memoria non ci lrndisce. Possiamo dunque fidarci sulla doppia autorit~ di questi scrittori militari , e ciò con tanto più ragiùne rwicbè'il lavoro che loro si appone conferma quanto uo i abbiamo sostenuto, che cioè i 6 reggimenti di truppe a cavallo esistenti n quest'epoca non costitui vano grossa cavaileria, come erronearnente afferma il nostro contraddittore ( Delta Cavallet-ia, pagina 53); infatti, il generale Oudinot, a pagina 26~, dice che: · << la stalum dei cavalli dei 6 reggimenti di cavalleria di linea pieDl l, CAP. VMsDENSANIJJt
1tEl'l..lGJi.
montese e l!t stessa clw quella dei reggimenti di dragoni francesi». 11 nos.Lro criliro dappcrtlillo e sempre segue lo sl1!SSO si~tema, il quale consiste a dispon_·e i fotti in modo da poterli adiJltare ai bisogni della sua causa. Ed eccone una prova : a · pagina 16 del !:bro /Jella Cavalleria l'autore s'esprime in quest·) termini : << Dopo lv. pace di Vi llafranca , allorcbè i cannoni rigati hanno fatto udire la loro voce,. si potrebbe credere cbe i )> generali sardi, istrutti dal l'esperienza, siano per sopprimere » i loro reggimenti pesanti; ~na essi progetlauo il contrario,· n poichè immed iatamente decretano, per il paese ingrandi to, la formazione d'una divisione di corazzieri » . -Leggendo questo passo, noi abbiamo co mpreso ch'esso significasse che, in srguilo all'i ngrandimento del territorio, mercè l'annessione della Lombardia, il .govrrno piemontese avevu de~ crclata la fo rmazione d'una divisione, cioè di ,i rPggimenti di corazzit!ri, ed abhiam fotto vedere dic clfeltivamcntc si erano creali ,i nuovi rrggimeuti di trnppa a cavallo, ma che erano rcggimell'li di cavalleria leggera B 11011 corazzieri. Ora il nostro contraddi-Uorc ris.ponde tbc abbiamo snaturato, il suo pe,nsiero, d 1e rgli 11ou ha mai prettso che la Sardt•gna al'esse crNtl@ >)
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llEPLICA
0€L Ca?. VANDE~SA~DR
-4 nuovi reggimenti di corazzieri, ma bensì ch'essa avesse data la corazza a 4 reggimenti già esistenti. Se è ciò cbe l'onorevole generale ha volut~ <lire, noi ricono• sciamo avere errato compl etamente sul senso delle sue parole, e come noi, molli altri , non y'ha du bbio, avrebbero sbagliato sulla loro significazione. Ma si donranderà di qual gran inte1'essecra pel mondo militare il conoscere che dopo la cessione della Lombardia alla · Sardegnn, q11esta avesse dato le corazze a 4 suoi reggimenti di cavalleria di linea? Questa stessa asserzione è erronea, poichè i 4 reggimenti in questione non lwnno ricevuto coì·azza; si è limitato a dar loro il nome di corazzieri. Dunqué non abbiamo nè faceziato nè insistilo, come il signor generale llenan1 vorrebbe far supporre, onde ch1r il éa mbio al letlore sulla giustezza della nostra ci"itica, ma abbiamo corrcllo un grave errore che il nostro conlracldittore aveva commesso. Al talfmto di scrivrrr. r.he ognuno gli riconosce, il signor generale Renard accoppia l'arte di rappresentare i fotti in modo t-ale ch'essi terminano sempre alle cond usioni ehe gli sono favorevoli (1 ). Così, secondo Iui, noi confondiamo l'esercito pie-
rn0niese c0-ll'esercito itali ano. Ci sarà faci le dimostrnrn elle questa confusione è !'autore del libro Della Cavalleria che cerca farla nascere, e che a noi 110n venne mai tale idea . Noi ci siamo limilalt a criLicare la proporzione di '1 a 5. i'i ch'rgli dà, nel Suo scritto precedentP, come esistente tra la cav;illeria e la fa nteria in Sardegna. On~le far spiecare l'inesallezzà di talB rapporl-0, abbiamo stabilito la propor·zi oual'ità Ira qtieste due armi a lrt~ diffcren-li epoche, di cui l'una im:i1ediatan1eote prima delia guerra del ·18~j9 , la seconda dopo qoesla campagna , ed infine la lcrza, qnaie era l'esercito sarclo od italiano al momento in cu i il signor generale llmiart! pubblicava i\ suo. opuscolo, e quale r.gli è ancora ai cl1 d'oggi; noi abbiam (rovato che il rap porto della cavalleria colla foutcria era, nel 1858, come 1 a B. 8; nel 1859 e ! 860 come ,1 ~ ,1 1.. 7; e dopo la riorganiz~ione ùel 24 gennaio ultimo, come 1 a ,13. i . Non potendo annullare questi dati, il nostro contraJdìttore lenta distruggerli ponendoli in ridicolo. B uu nrntodo di confutazione comodo, ma non sempre éoncludenle. Quanto alle imità falliche esse danno un rapporto poco favorevole alle pretese del nostro conlrnddiUore. I 204 ballagli'oni allivi cli fanteria di linea presenluno un eITetti1·0 di 178,70-i soi.t'11mcitdi e soldali combatte nti ed i 3G battaglioni allivi di bersag!ìeri 2 l ,4f'i6, cioè per 2W battaglioni attivi 200, ,16.0 sott'ul1ìziali e soldati oombatlenti. Dei •1 4.5 SQH'nffiziali e sol dati d'uno squadroBe attivo di cavalleria solo 11 '2 sono mon-. tali; da cui risulta che i 1] 03 squ_arlroni attivi dell'esercito sardo od italiano hanno ·1·! ,536 sott'uf!hiali e soldati montati e combattenti. li rapporto delta cavalleria colla fan teria è dullque di ,] a ·I '7. 35, vule a dire tre volle più debole di -quello preconizzalo dal signor generale Renard. 1
1
(f) Eccone una prova molto sorprendente. N<,lla s11a memoria Del/a Cavalle.ria l'onÒrc\'ole gencl"ale riconosce {pogina 24 a 27) che il governo russo ha licenzialo, 1nel 1856, i suoi S reggimenti di corazzic1·i di linea, e non ha conse r valo d 1e i 2 regg imenti di col'azzieri della g ~turdia, del l'Imp eratore e dell'Imperatri ce ( e non 4 come dice egli cl'roncaò1enle ). Ebbene l'autore h a l'arte di dimoslm1·e che:" la Russia nor1 ha realme nlu · » soppresso 8 reggim enti di corazzieri, bensì reggimenti di fa nte1·i((,
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In veri là il difensore della gr ossa cava!lcf'Ìa non poteva ammettere che questa avesse sulilito ona diminuz ione in uno Slalo qualunque, attcsochè essa avrcbbegli somministrai.o ,rn argomcJ1to cont raddi ltorio alla tesi che egli s'era preso missione di s ostenere. Comunque sia n oi' sappiamo <li sicuro clic le corazze e gli elmi clcgli uomini che ave vano fotto pal'le degl i 8 reggimenti sunnominati, si t rovavano ancor dc•posti , or so n p.ochi m esi , nei magaz zin i dello S tato.
.-\N;>(O
VI. Yol. IV. -
lS.
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RllPLlCA
DEL CAP, ·vANDi>1'SA:-llll~
Pe1tanto ecco la composizione ch'egli rn1.ione sul piede di guel'l'a:
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da dt.:ll'ese rcito d'ope-
l)ANIMARCA. Preghiamo coloro che banno letto quanto il signor generale Renani, nella sua replica, ci fa di re della cavalleria e della fanteria dane;;e, a voler rileggere ciò che noi abbiamo realmente <letto nel nostro opuscolo, esi convinceranno che lungi dal cercare di snaturare i falli, c_om'egli vorrebbf' far credùrr, noi esprimiamo dispiacere di non aver poluto verifka1'e l'e.,allezza delle cifre tolte dall'Allegeme.ine lf!ilitcir-Zeitung, perchè non conoscevamo b nuova orgatriziazione d,ell'esercilo che si operava. Ora che la conosciamo, ci sar\1 facile stabilire che il rapporto di 1 a 8. 75 della cavalleria colla fanteria è piuttosto troppo forte che troppo debole, e quello di ·I a 5. 6 dato dal nostro critico è esageratissir.110, Quest'ultimo ci accusa di nuovo <l'~H'\" cercalo d'aumentare il pili possibile lo scarto tra le due armi , onde arrivare al rapporto succitato. Anche, quest'accusa rnaoca di fondamento. Difatti, in un arlieolo snlla riorgarn'zzazwni del sistema difensivo delta Danimarca, scritto da llll ufficiale danese (vedi l'Allgemeine 1Jlilitàr Zeilung del 27 fpbbraio e G marzo ·1 858) si IE>gge che, _in sc ·guito alla nuova 01:ganizzazione dello staio mil itare di questo paese la forza di guerra di quest'esercito veramente operativa è di 50,000 a 60,000 combailenl.i e che la cavalleria vi figura per 1(J del totale della (ciuteria. Lo scrittore aggiuugé, che si fu indotti a non \rallEmere eh.e un debole effellivo di trnppe a cavallo, perchè la forza dell'e-sercito è sta la calcolata in vista d'unà guerra difensiva, pella quale abbisogna p~ca cavalleria , quindi perchè g! i o.,tacoli naturali del terreno, collivDlissimo ed accidentato, sono più favorevoli -ai comballimN1li della fan teria sparpagliata che a quelli della cavalleria.
comliuUenl.i
~5 battaglioni di fanteria a 880 uomini per battaglione . 26 squadroni di cava lleria a 169 uomini pi•r squadrone 1 squadroue d'ordinanze ( sotlocaporali traiti dai · reggimenti di cavalleria) t 5 batterie d'artiglieria ad 8 pezzi ed a 120 uomini per balleria ,J compagnia di pionieri i ballaglione t;i truppe del genio a 6 compagnie .
•
Totale
30' 600 4,394
60 3,150 130
s·oo -i-8,134-
A questo numero aggiungendovi._gli stati maggiori, i <rn11dut. tori del treno ccc. si trova che l'effettivo dell'esercito · attivo arriva a circa 50,000 combattenti , con 120 bocche a fuoco. Per portarlo a 60,000 comba11enti basta aggiungere 200 sottocnporali e soldati a ciascun baltaglio1ie e 30 ad ogni squa . dro:ie. Epperciò, nelle due ipotesi l'elfellivo della cal'alleria resta in quell o della fanteria nel rapporto tli 1 a H. Quanto al passaggfo dell'esercito danese dal piede di pace al piede di guerra si opera in questo modo: Durante lo stato di pace quest'esercito conta: _ Fanteria: ,1 battaglione della guardia e 22 bat.laglio11i di · linea, ciascuno avente per quadro fisso 2 ullìziali superiori, 19 .officiali subaltern i, 5,1.. solt'o!Tiziali e •I 7 musicanti. In caso di mobilizzazione, ciascuno dei 22 battaglion i di li nea si ,raddoppia e fonna ·due ballaglioni di guerra, i di cu i quadri -sono · completali di preferenut con ufficiali, soll'ulliciali e musicanti pre-,i nella riser,1a e la cui istruzione· perfezionala in una scuola centrale institui,la a questç, scopo. lu pari tempo si for-
e
Df.!. C.\ P , V ANDEN:H N'Oli.
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REPLIC A
mano 2 grandi depositi di fanteria ncì quali si mandano e vi si istrniscono tutte le reclute di nuova leva. li battaglione della guardia in caso di guerra non è raddoppialo, ma forma invece 2 compagnie di deposito. Ciascnno di questi lfp ballaglioni di guerra è di quattro compagnie. La compagnia si compone di /J, ufficiali, 1 O solt'uflìciali, 4. nrn~icanti, e '.200 tra capnrari e soldati (2i:i0 allorchè l'effe+ livo del battaglione è di ·1 ,.OSO uomini). Comprenden dovi i 2 ufficial i ed i 6 sotl\1!Ticinli delio stato maggiore del buttaglione, l'cffettirn di questo ammonta a ·18 nfiìzitil ì, 46 sotl'offo.iali, 16 musicanti ed 800 soldati; io tutto 880 corubaltenli. La cavalleria si compone di.1 squadrone di cornzzieri clelìa guardi;i, di 5 reggimenti di dragoni ed ·1 regg:rncnto d'nssari, tulli a 6,. squadroni. in caso cl i .guerra, i reggimenti di cavalleria non mobilizzano che il qnantitalivo df'gli squadroni che hanno in le111po di pace, ma c.:iasclin reggimento fo rma e lascia in gnul'nigionc ,1 squadrone di depos;lo e cli scuola; lo stesso dicasi della guardia che_mobilizza sempre 2 ;;qundroni. Su l pi<>.de di gue1Ta lo sqmH.l:one conta J. uffiziali, 12 so! t'uffiziali, 3 trombettieri, 150 sollo-caporali e soltlali ('i 80 allon:bè il S\JO effettivo è porlato a ,J ~9 uomini); in tul!o •169 comballenti , compre~i gli uHìcial i. Lo s!ato maggiore del rl'ggirneuto è composto di 2 ufìizi,d i e 6 soll'ufTizi a\i .-11 numero dei cnvalli lii truppa,è di 603 per reggimento, come 11oi abbi amo detto nel noslro scritto antecedente. Ecco ora il modo di reclo tamcnlo usdo ·in Danimarca. L'ob~ bligo del servizio miiitaie è generale, ma una parle sola degli in~crilli, da de.-ignarsi dalla sorte, è elliamata a servil'c nell'esercito aHivo; gli altri passano alla riserva, cb iainata 1f Fù1/òrzo (Ve.rstéi,rl.ung). La durata del servizio <.1 dì ·l (:i anni, clal l'elà di 2 i ai 38 cornpiuli. L'inscri t1<1 appartiene nei _ primi •l O anni a!l'eAerci lo p('rmant'nle, in seguito passa al rinforzo e ,·i
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res!a durante sei ultimi ('1). Dopo es~e re stati 15 o 16 sotto l e armi, i soldati ~ono mandati in congedo, ed allora fanno parie della riserva di guerra sino all'età di 32 anni. Però /' durante ~i 4 primi anni della r iserva di gnerra, essi sono chia- · mali tre vol)e in sei setti mano pH assistere alle grandi manovre annuali, che ordinariamente hanno luogo dal \) agosto al 22 settembre. Però gl i uomini incorporati nella gunrdia fanno eccezione a questa regoln; dovendo resli\l'C 22 mesi con tinui sotto le armi, il loro termine di servizio è di 8, anni, e, come compenso, -sono dispensati dal far parte del rinforzo. In conseguenta questo è formalo ,t 0 dei militari cli ,l2 a1:ni esciti dalla linea, 2° di tutti i giovani coscrilli, C'srnlati dalla sort<', ma nullameno proprii al rne5tiere dell'armi. A vece di confutare parzialmente' ogni •ncsallo p:irtic~lare dato dal nost ro_contrarldillore nel suo ultimo scritto, nnde cercare di giustificare il rnpporto di ,1 a 5. 6 che , secondo lui, .è quello della cavalleria colla fanteria in Danimarca, noi abbia mo preferito darn sommariamente l'organizzazione di queste due armi, coll'indicazione da clo,•e abbiamo attinti i nostri dati; il lettore è così in grado di convincersi d1e la verità è dalla nostra parte. Mettendo i dali suesp0sti in confronto a quanto dice il signor generale Renard dell'organizzazione dell'esercito danese, si scorgerà immediatamente ch'egli tonfonde in una sola due cose \H-1rfettnmen le distinte,· la riserva di guerrn ed il rin(orzv . li nostro critico non si è ricordato, senza dubbio, ché nella maggior parte degl i eserciti ledescbi, e specialmente in mesi
(l ~ ~na pubbl icazione tedesca, n!olto stima la , porla la durata del scr1'1z10 a otto an1}i n e ll'esercito pe rmanente e ad otto n el 1·i11forzo . Secondo questa pu bhl icn ione ciascu n haltnglionc d i fanteria riceva annnalmentc 219 reclute di cui 27 di meno del completo , e cinscnn rco-gimcnlo di cavalleria I ~O, di cui ·w d i 111cno del comple to. .,
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Pl'ussia, nell'A nnovcr, in Danimnrea ecl'.'., gli uomini che com~ pongono la ,;iserva di guerrn sono prccisamc11le nella stessa J1osizione che i nosll'i soldali in congedo illimitato, e che essi ., non coslitui8cono punto - una 1-·isM·va nel senso usato a darsi a que~la denominazione; cioè , per c~ernpio, una rjscrva qu 11le esisle in Austria. Cofa, !utli i mili lari esciti ch ll'esercito permanente, dopo terminata la loro ferma di otto anni di servizio ' restano ancora per dno anni a disposizione dr! governo, ugual~ mente come noi, ma essi non possono essere cbiamati sollo le. ba1ùliere che in caso di gravi circostanze. · Il rinforzo coslituisco veranwnte la riserva dell'esercito danese. In tempo di guerra egli è chiamalo a far servizio in guarnigione e nelle piazze forti. Quantunque non ave.ssimo cd colalo la ris0rva o' rinforzo, il noslro critico pretende ciò null ameno il con Ira rio , e ci accusa d'aver aggiunto alla fanteria dell'e.s0rcito permanente parte dei ballaglioni di riserva. Al dire del nos!ro contraùùillore l'eserc\lo permanente llOF,J 'conta iu tempo di guerra che :2:-3 battaglioni attivi ( a vece di 45) e la cavalleria 25 sqnadroni; in <jue.,10 modò egli arriva alla sedicente riabilitazione del suo rapporto di 11 a ff>.6 tra le due armi. Quindi aggiunge trionfalmente: << Ecco la ginstificaziono ·); dei miei calcoli. Dopo ciò tra noi sia giudice iI leltore n. Noi · eonsenliamo ben volonlicri a prendere il leliorn per tgi ndicc. Anzi, andiamo più lungi, noi desideriamo vivament0 · ohe la siampa militare di tnlli i paesi si pronunci sulle conle-srazioni ·sollevate dai noslri scritti, ma con imparziali là e senza lcncr conto delle -nostre rispellive posizioni mili lari. Prima cli por fine coll'esercito danese, faremo uotare che la Danimarca, sì ricca in cavalli, ha ciononpertanto considerevolmente diminu ito l'effenivo della sua cavalleria, poichè il suo l)Sercito è organizzalo specialm ente in visla d'una guerra di.fensiv,1 peila quale i.lbbisognano poclw truppe a caval lo. - Gfi
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DRL CAP. VANDR~ SASDE
RRPl, l {!A
uomini di -guerra di questo paese pare non di vidano l'opinione del signor gp11erale Renai'(! e< che la cavalleria è diventala pi1t che mai indispensabile n (Della Cavalleria pagina 147). Abbiamo dimostralo come quest'opinione sia un paradosso. Pel'. giustificarla bisogna ammettere col citato autore che la fanteria armala di fuoile rigato c'd a percussione del quale cl.la può servirsi sempre, è ora meno formidabile alla cavalle.ria che allorquando 01"<1 armata di fucile a selice noò rigato, nél quale soYCntissimo l'umidila pc1roliuava l'impiego come arma · da liro, e la cui gittata e giustezza del tiro erano molto inferiori a quelle uel fucile allualmente in uso. - Questo modo di vedere incontrerà, cred iamo, pochi aderenti nel ceto militare'' Quanto nll'A nnover, alla Sasson ia, al Wnrtembcrg ed all'Inghilterra, noi manteniamo come esatto quanto abbiamo dello dello staio militare di ciascuna di queste polcnzt'. )>
BELGIO. Nella risposta del signor generale ller:ard noi lroviatno il seguente periodo: <1 Lo s-copo dell'autore si è di provare che il >J Belgio lrn meno cavalleria chi} le altre potenze. È il conlrap>> posto della mia asserzione , ccl è il punto culminante della ') discussione n ('1). _ Risposta. Sinora abbiam creduto che il nostrn sc'rillo avesse avuto per oggetto di mostrare che le citazioni folte dall'autore
p,,rci
(1) In questo periodo della Risposta deLgcne1·ala Benc11·d siaincor~a un'ommis,ione lipografic3. Difatti se l'onorevole generale nelle sue argom entazioni cerca dimostrare come il sig. cnpitano Vandensançlc non sia nel vero sostcorndo , ne' suoi rapporti tra la fante ria e la caval leria, che q ncs\lt nel Belgio è nurnericamcnlc supctiorc a quella d_cgli allri StaLi, Jogicamcnlc 110n ·poteva qui all.rib uirc al si.io conlrad tlitLore opinioni luttnffutto contra rie. P('rciò noi ahbiam credulo si dovesse i n Yccc leggere così : , Lo scopo dc ll'.ni lorc si è di prornrc che ·il Belgio non hn ,i1.c110 • cava!lcl'ia che le altre pe\cnzc ccc •·
11, TP.AlJU TTORE-
292.
Hll:Pl,lC.\
della memoria in favore delJla cavalleria fossero. ÌU!'gi <lh1 briflare pella loro esattezza, ngualme11te che le !-Ile conclusioni, e siccome queste tr,ndevano precisamente a far rilevare la debolezzn nurn,erica delle nostre !rupre a çavall<fparagona!e a quelle delle altre potenze, siamo sl,1ti cond 1,tti ùnlla fo rza delle cose a sostenere giustnrnente il contrario di quanto il nostro critico Cf attribuisco. Così, per restar nel vcrn, bisognerebbe sostituire nel . periodo riprodotto più sopra l'nnerbhi più n meno. Dc! resto nella sbessa pagina, qualche linea prima, egli dice chenoi J)Crorii;l'mo pella ritfuziono della cavalleria nel Belgio. _,_ In verità non so ne comprende più uul la! Neppur una parola ahbiam detto nel no~ll'O opuscolo, dalla quale possa inferirsi che uoi spingiamo aìla riduzione delle nostre truppe a cav;illo. Abbiamo espressamente dichiaralo ,,oJPr riservare la nostl'a opinion.e su questa questione, pen• sando che il governo è il miglior giudice per deciclcre dell'op-portuni tà d'una tale misura. Al contrario, abbiamo i11dicato • mezzi di faci litc1re, a parer nostro, la rìmoi1!a della nostra cavalleria, dapprima creando un gran deposito di rimonta presso b nostra scuob d'equitazione d'Ypres, quindi incOl'aggiando nello Stato l'allevamento e.lei .ca1·allo di servizio. In qllrsta stessa oécasione abl:riam falt.o conoscere per ciascuna provincia la ricchezza cava llina del Delgio, e le nosire conclusioni, diametral mente opposte a quellccbe il nostro contraddittore ci preslu,sono, che in c·aso di guerrn, !a nosìra cavalleria potrh ;;1ettcr più di 4.:300 cavalli in campagna mentrechè egl i sosliene il contrario. Accelliamo la responsabili là dcl!e noslre parolr, mu teniamo a cbc esse nou siano punto lravirnte. Non è nostra intenzione di segui1·e il sapiente ed ubile cri tico p.ei senli erì incerti, del fabirint.el in cui egli stesso tal,,olta sr snrnrriscr, e nPi quali potrcrnma èon lui percle'rci. Tut• lavol ta ci sforzeremo di riscon trare le suo principali ~sservnio11i nit1cbe e di dimoslr:arne il loro pocq va lore. 1
DEL C.-1:'.
VANOl>NSAl\DE
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Nel nostro primo scritto abulam fatto r.ilevarc qual partitù i partigia11i della riduzione dei nostri reggimenti di cavalleria,
possono trarre clalla confession!l fotta dal generale Renard, del~ l'impossibilifo in c.:ui saremmo, in caso di guerra , di meller· p•iù di 4-,300 cavall i in campJgna, cd aggi ungiamo: Se quanto voi dite è realme11te esalto (ma ci t:ompia(·c;iamo a· credere che siete stato al di ,otto della vériù) allora i reggimenti o 5 tutto al più, bastc 1·ebbero per inquadrare q ues!i 4,30 O ca valli, co stituendo l'orternénle i drpositi. A ciò il nostro critit:o risponde che se noi a\'essirno fallo tirocinio nel la cavalleria, come i nostri collega pitt giovani, non ci esprimeremmo così, e che v'ba confusione nelle nostre idee. · Qorst.o linguaggi o ci meradglia, sopraltullo da pa rie del nostro critico, cbc non ha fatto tirocinio in nesson\mna, Senza aver fallo il noRtro nelle truppe a cavallo, uoi manteni amo che non vi sarrbbt'. la menoma di!Iicolth ad inr,orporarc 4-,300 cavalli in 5 rnggimenti o 30 sqoadro,,i, poir;bè ciasctiu d'essi non ne rice\'erebbo che 1 U ('14-4, X 30 4320), vale a dire ,J6 di meno cli'uno dei nostri ~quadroni di grossa cavalleria, e 26 di meno d'uno squadrone di eavall!' ria lef!gcra. li nostro contracldiltorc lia certo dirnenli c,alo che secondo l'organizz,iziono cbe ha notato egli stesso, i nostri 5 reggimetìti · di guide, di lancieri e di caccial1>ri contano nei loro 30 squadroni attivi 504-0 cavalli , in tempo di guerra, non compresi quelli degi i stati maggiori; in cousrguenza 7 40 di più del numero 4,300 indicil to da noi come possibile ad essere inquadrato uei 5 reggi mélnli; ciò prova che non vi era !a menoma confusione nelle 1lOstrc idee. lii sPgui to ci si rimprovera d'al'er cambiato melo;lo, allorchi1 si traila di stabili re la prop~rì,i1ine tra la fc1nleria e la c,1.\'iJ!lcria del nostro esercito : d'aver rid otta alla sua pit1se mplice espressione la nostra fantrtri<i, .dirninucnùola il pili possibile, men;
=
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REP.L ICA
trècd1è aumen1amm,o la c;:i,,alleria di lutti gli elemen ti che ci trovammo sotto 1J1ano ..... - La 110s!ra risposla è molto sempl ic.e: abbiamo sPguito pel Belgio , c1~mc per tu tti gli altri Stati, la stessa strada bQltuta dal-signor grncrale .:lenard nella sua memoria Delia Cavalleria, solamente a ,vece di servirci di ' cifre fittizie, e di far u~o ora degli effettivi di pae,e ed ora di quelli del piede di guerra, con1e ba fatto il nostro critico, noi abbiamo atlinto le nostre 11<:lle organizzazioni militari nei diversi Stati, e dappertutto vi. abbiamo uniforme men te impi,'gato gli cffeltivl del piede di guerra. Lo ripetiamo, il nostro scopo non era di allaccare o difendere !a cavalleria belga, ma di correggere dati org,rnici che a parer nostro erano stati inesat.tame.n te riprodott i. Per stabilire la proporzione tra la cavalleria e la fanteria del nostro esercito, i'autore del libro De/fa Cavalleria suppone che la prima è forte di 5,800 cavalli, cb?égli, a quanto dice, ridusse a 5,600, per errore di stampa, e cbe la seconda si comP<lDe di 4-5,000 uomi ni, scomparii li nei nostri ~,9 ha~laglioni alLìvi . J)ifatti, il rap porto di 5,600 a 1\5, 000 è di I a 8. Ebbene, noi abbiamo operalo esattamente come lui, prendendo le cifre che dà la noslra organ izzazione, 44, 85 ·1 uomini pella forza di font.Pria dei nostri 49 battaglioni alti vi e 7,290 pella cavalleria attiva; solo cbc abbiam preso il quanti_tativo degli nomin i e non cki caYalli, perchè abbiamo pur fa tto così pelle organizzazioni rni lilari det;li altri esC'rc iti europei. In questa maniera di procede:·e il nostro c0ntradditlore trova materia a molte· osserva~ioni critiche; esaminiamo qual fonda me11to esse abbiano. Ci-rimprom·a di aver èò rnpreso nella fanteria austriaca le-tru ppe frontie ra, i non combatten ti, e persino all'ultimo soldato ai confine , cornpresov-i anche i soldati marinai del Titel, Il nostro critico, prova una s\ gran conlen lezza, d'avcr sooperto questo sedicente error,3, riguardo al baltag_l ione del Ti tel, che lo ram n1enta anco r qui due volle cli segui lo. S1; abbi<1mo eompreso le truppe fron tiera attive nella fa nl eria au-
D EL CAP. V A !< IJENSAi', ll'E
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siriaca sul 1ùde di guerra e ne diamo r;igìone nel nostro scritto; ma egli è ine,satto il dire obe Yi facciamo rntrarc tulli i uon combauenti, e persino l'ultimo soldato di conline; il nostrn contradùiltore. sarebbe imbara2.zatù1simo se dovesse forn ire una prova in appoggio della sna asserzione" Parei cbe sarebbegli stato conveniente il non ripeter qu i che noi abbiamo comp(eso i 11 6 baHaglioni della landwebr Ira la fanteria prussiana, perchè si sa perfettamente che tale non fu mai ìa nostra intenzione, poicbè ci siamo affrettati di riconoscere che il numero 8. 8 è stato posto per iua\'verl-enza a vece di 7. 26 nel quadro_ che stabil iva i rnpporti tra la cavalleri a e la fanteria nei diversi Stati. ln Danimarca, egli dice, abbiamo compreso nella fanteria una parte dei baltnglioni dello 1·iserva di guerra . .:.... Più sopra, parlando dell'esercilo danese, abbiamo fatto vedere che l'onorevole generale ba confuso la riserva di guerra col rinforzo:,qui ·egl i' ripete lo stesso errore. « Nel Bélgio, dice il nostro co11tradùillorr., noi non vediamo ,l che i 4.9 battaglioni all ivi dei nostri 'l G reggimenti <li linea, n e facciamo cornplela astl'élziouu dei deposi ti e <lei battaglioni n di riserva. Per di rn iI vero, egli (noi), c.redelte trovare una " ragione valevo le per giustificare qoest'ommìssione. Egli snp n pone obe i battaglioni di rise'?-va siano unicamente destinaJi n alla difesa tfol \e piazze fort i. Ciò poteva esee.r vero prima t.ld· n l'adozione del sistema di concentramento che il governo n prosegue con energia e che giustamente ha per oggetto di ,, distaccare la maggior pa rte di quei ballaglioni _per impie)) garli •in campag11a. Ciò però è men ,,ero a ne-ora dopùcbè » venne decrelat0 elle la guard ia dei bas1io11i ù'Anver~a sarà ,; principalmente_affidata alla guardia ci,·ica mobilizzata )) . , Ri~1Josta. ·scgoendo le decisioni della gra nde commissione creata nel 18--'Jl per esarni 11are lo slato mili tare ùel parse, alle qual i il governo s'era unilo, la ci fra dd nostro eserci to sul piede cli guerra stata [i~sula a 100,000 nomini, non compreso il
e
REl'l.!CJ
coueorsu eventuale della guardia civica; da questo numero 50 o 60 mila ( l ) uom ini erano clesti:nti a formare l'ese rcito d'operazione, cd il ri nrnllè!ltc, va le a clil'C i ballag!ìoni di riserva ed i defiosìti, ernno specialmente destinati alla difesa delle pinze forti. Cbccchè ne tlica il nostro critico, . sol.lo questo rapporto nulla è stato cangialo per l'ingrandimento d'An\'ersa, senonchè a vece d'essere disseminali in yen1i for tezze, i n_ostri battaglioni di riserva ed i depositi reggim entali saranno d'or in poi rluniti in maggior pa rte in Anversa e nel suo campo trincerato; ma non è mai slalo decretalo, come egli prnlende, cbe la difesa dei baslion i .cli qu esta piazza fo rte sarà principalmente, in avvenire, confidala ,dia guardia civica mobili.zzata, onde poter impiegare in c1Jn1,pagna la maggior parie dei battaglioni di riserva. D'altronde, se noi meritiamo il ri mprovero di non aver conipreso nella fante ria attiva j balla.gli on i di ri:;erva, lo meriterebbe pure_ altretlanto quegli che ce lo indirizza, poichè nel suo libro Della Cavalleria nnn fo menzione di Hssi, e noi non abbiam fotto che seguire il metodo da lui tenuto; e con ragione. La sola dilJerenza nel nostro modo di procedere proviene da ciò che il nostro critico ha fatto uso del numcrn arbitrario di 5,6 00 cavalli, mentrechè noi abbiamo p1·eso 7,<zDO uomini, e ne dissimo il percbè. A proposito dQI numero di il,,300 cavnlli cbc noi potremmo solo mettere in campag113 in caso di guerra, secondo ìl generale llenard, lcggesi .nel suo recente scrillo il seguente periodo: c1 Se non si ha davanti a sè Llll tempo nss,;i lu ngo pp· prc• . ii pararsi, n_ on si entrerà in campagna i.:be cogli elementi del ii tempo di pace , atlesochè i nuovi sono lenti a riunirsi ed a n formarsi. Ecco il perclie tutti i generali sperirnmtati hanno ii sempre domandalo chè l'effettivo del piede di pace fosse agnate {l ) Qui pure 11·e1 lesto è incorsa ,d t ra 'ommissionl: r ilevabile come que lla p i-inrn cit"la nclia Risposta. del gencrc,lc lienal'rl. Speriamo ch'essa n on ' llarà tirgom rnlo ad altra co11futuiion c. h . T!LID\JTl'ORE.
D8t CAP. VAND E~ SANOI
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o si approssimasse di multo a quello di guerra. I.a ragione è >> semplice. La ca~allcria non s·impro1·v1sa; la sua fo rza risiede >> nell'ordine e nell'url'o. Non è elle nella mente d'un anti)) cavalière, di ce Decker, ch'ha potuto germ ogliare l'idea non ,1 essersi messi i soldat: a cavallo che per guadag1iare celerità. n l cavall i di linea e di combatlimcntn esigono una educazione >> speciale. Quelli che nc,i vediamo ora elrgantemente caracoli> lare sulle pa~segginte se ~i ponessero inopin alamenle negli 1 >> squadron i, prima di averli n!si atti al loro nuovo servizio con n addestramento c1ppropi'ialo, vi getterebbero uno spàvenlevo\e >> disordine. La forza della nostrn cavalleria dipeuderà du nque n irnicameilte dal tempo ·che ci sarà concesso: e qua1icl'anche >> il nostro effettivo organico sulla carla a vece dì 6,3GO ca- · n valli ne presenlas.s r, '.20,000 ciò ri uscirel1bc sempre allo stesso >i risultalo. << Se scoppia la guerrn bisognerà procu rarsi 2,090 cavalli - n di cavallel'Ìa. Per ciò quo1Jtc set limane ubbisogncranno? Io >J supporigo che si acquisterà da ehiu nque, pe!· contralto, di re!-· » lamrnte, ed ancbc per requisizione ; qualunque siano le cir-' n costa nze fort unille dell'opcrazi(l!:C, non è mr.n vero che Ju» rante tutto qne:sto tempo noi saremo riùolti alle sede nostre l) risorse, e ciò durerò. sinlan tocbè i nostri squad roni di guerra n avranno ricern ti i loro r inforzi. ~;on basta avere i cava lli; bisogna 1> adtleslrarli; un ca,allo nu ovo doma nda sei mrsi, uno digros· >> salo ne domanda tre. 'supponendo che tra le monture tolln in n requ isizione ve ne sia a1cnna che si possa irnpirgarc al tor>> n~ine di quuld10 settimana, C'Sòe serl'iranno per prima cosa a 1J ri mpiazzare nelle file i cavalli foticc: ti e trnppo debol i per 11 sopporl.are le fa tiche d'una campagna. Mantellgo adnnquc la ,i lll Ì iJ. asserzione, che ne i casi più-probabili di gur rra, uellc » previsioni che dctcrrninaro110 il governo ad elevare la nuova )) An\·er;;a e ed abbattere le nostre fortez1,e del mezzogiorno, u noi saremo forluuatissin1i se ci sarà dato di ma ntcn~re nei )>
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LEI, C,IP . \' Al'iDE:SSAKDJ;
nostri ~qu;1droni 4-,300 cavalli capaci di soppodare i disagi del bil'accci , · vale adiro ·I 20 sciabole .per squadrone, co,m• >i presi gli u!Iiciali. Ma se il mio cri tico può assicurarci, in l> ogni cif'costanza, almeno sE·i mesi di tempo dopo operata la Il Ì'imonta, allora io ho lorto, f)J egli ha ri1gione n . Risposta. Non vogliam o per nulJ.a prendere. su noi d'assicurare al Belgio sei mesi, e nemmeno un mese, perchè siamo per.suasi che in caso di ostilità egli 11011 avrà umi li giorni davanti a s~ per prepararsi alla lotta, e che al momento del pericolo uon potrà disporre che delle l'orze i cui elementi sono stati costituiti e lrallenuli in tempo di pace. È precisamente questo · motivo che r.i fa trovare che un'organizzazione ·promettèule nl paese 6,360 cavalli in casò di guerra, e clw, seco ndo il signor generale Renani, ne poò solo forni re tutt'al più 4-300, allorchè ne manteniamo t50 ·1 durante lo staio di p,)ce, è difettosa e che essa domanda d'esser riveduta senza i-ndugio. Salrn quanto ha rapporto al numero d,ci cavall i a versarsi nei nostri depositi di cavalleri a, noi dividiamo in·tierarnente il modo di vedere che l'onorevole generale espone nel periodo precedente. Solamente noi ci domandiamo perch-è mai egli non ba tenuto questo ·lingunggio allorcbè . l'organizzazione della nostra cavalleria è stata oggetto delle deliberazioni del la grande commissione creala per decreto reale del 1 &. novembre 1 85 ,1, per esaminare lo slal6 militare del paese, e della qoa!e egli era uno dei membri ; pcrchè n,ai egli ha nppro\ ato col suo voto quesl·a organizzazione ch<\ non può dare ciò ch'essa· promelle. Parei cbe allora sarebbe stato il · momento di esporre queste idee e di fa rle prevalere , oppnre votar contro tale organizzaziotie. L'autore del libro Della Cavalleria, al contrario, l'ba sanzionata col suo volo e senza fa re l:1 menoma ossen·azinne o riserva, come è constalàlo dal processo verbale della commissione ( sedute del "31 febbraio e \) marzo 1852 , pagine 206 e 26~ dei processi verbali della commissioné ). n
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Poicbè la quer;tione del la cavalleria è sollevat<1, è necessario cl.l'essa ricern una prossima soluzione nell'interesse Ete~so dfllla difesa dt:I paese . . L'onorevole generale così prosegue: (( li solo mezzo cl i posn sedere forti . squaçlron i in ti>rnpo cli guerra, allorchè non si n appartiene ad una nazione abbd~anza potente per non agire >i che a suo tempo, bisogna, come cc ne danno \'esempio l'Au» stria e la Prussia, averli for li iu tempo di pace >i • Risposta. Ciò è inconlestilbilmente vero al dì d'oggi come l'era nel ·I 852 e 1853. A quest'epoca però egli s'esprimeva in modo ben diITerente, come vedremo. In presenrn del le difficoltà ' che incontra la ri mon ta delle nostre \ruppe a cavallo e che il noslt•o crilico fa cosl vivamente risaltare, egl i è e1idente che ·la dilferenza esistente Ira noi ne0li squadroni Ira il piede di pace e quello di guerra, dd G0-1 ·1 5 = 1,5 c~valli nella grossa cavalleria, e di 170-'1,15 ::= 55 nella cavalleria leggera, d~e questa .differenza, io dico, ò troppo forte. Dorante la discussione della legge sull'organizzazione dell'esercito nel "1853, un membro della ct1mera dei r/:lppresen!anli fece la stessa osservazione, ed ecco'lestualmen!e cosa gli rispose il commissario del Re: « l nos\r( squadroni sono forti cl i ,J ,f 5 >i cava lli ; sarebbe. cer to desiderabile che si potesse averl i più )) forti, ma l'onorevole membro pretende che questa cifra è » troppo debole in tempo di pace. Egli s'è appoggialo suìl'e1, sempio degli Stati vicini. lo non posso i:1mmet1ereil paragone >} coll'Aust ria e colla Francia i cui e,~e.rciti non sÒno, sul pie·dc » ~i pace, come il nostro (9 maggio 1853 !); allorcbè si fa nno >i paragoni, bisogna stabil-irli su elementi omogenei. In tempo )) di pace, il numero dei cavalli in Aost ria è di 1 i5 per squa)> drone. ~fa- in Austria vi sono rEggjme nti da 6 squadroni su l » piede di pace i quali su l piédc di guerra sono portati ad 8 » squadron i. In coosrguenza se voi paragonate la quantità dei )) cavalli addestrali per reggimento, voi vcdrdi? che coi nostri '
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che io Austria, ai lorquando questa nazio!le fa pas~are le sue " troppe <lai p~Nle cli pace a quello cli guerra. « li numero dei eaval!i addcstrr1li per squadrone, sul piede i> di pace è: In Prus~i~ di l i3 caYalli. )) In Frnncia di -1~7 )) I) In S,1rd1•gna di 10G ~I() l) In Ila vi.era di « Così il nunwro dei r.arnllì in Sanlegna Cl: in Baviera è » minore che nel Be lgio (! ) . « Gli eserciti delle gr:indi nazioni .illc quali io fo allusione, >> non s011 0 dl'slinat i u combntterc sul proprir, snolo come il ,, nostro, in pros~imita delie sue guarnigioui; Pssi llilnno lunghe >> marcio da esegui re prima di t;iungl'l'e sul campo di battaglio; n e queste marcie, lo si sa, c;,gionano grandi perdite a questa » ,frmu. Ciii thc bisogna c!e!'.lid1:rnr e si è elle gli sqoac.lrou1 non 1> sccnd;itio mai al d1:;sotlo di /i8 fil('.
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301 ~ quale deve ballersi sul proprio suolo, elle non ha da farn » lunghe marci e, t1011 !ta bisogno d'un cosl 91·an mimerd di ca)> valli come gli eserciti delle grandi potenze >> ( Seduta del 9 maggio 1853 della camera dei rappresentanti, pag. 1330-31 degli Annali parlamentari). Ora , il commissario del re era . . ; . . il signor generale Reoard. Noi ci limitiamo a segnalarn la differenza che esiste Ira le due opinioni emesse sullo stesso soggeilo nel 1853 e nel 4861. Ognt1no comprenderà che la nostra posizione non ci permelle di discutere con lolla la voluta indipendenza queste opinioni. Tuttavolta fa remo osservare che l'onorevole generale non di ceva oè pensava in allora come al di <l'oggi, cioè: « che lutti DEL CAP . VAN OE~SA ~D il
115 cavalli, noi abbiamo piì1 cavalli :iddeslrati pPr squaòrone
Io devo dire che un esrrcito nnzionnl<', come il nostro, il
( !) Qncslu citnr.ionc cott\ient> tuufc irwsnllczzc rhc se fossero slulc cono:-ciult nèl 11111111ento sh ~so, cs~c avrPbh~rtt nwlto Ycrosinnhncnte re:1gilo sul rnh, crtH·;so Jalh- nos{1·c tnn;t"re lr3isl~tilc. Co.;ì, il con1missul"io del Ile dice: « che i11 lt'mpo tli pnl"<l il nurnt•1·0 ùci c,11•,,lli i 1'-i<ltc,. nuli pl'I" sq1rnt!1onc, in ,\ustria. è iii 1:,:, , ma .-1,c i n•g;iimcnli di 6 u ~c.1ua,lro11i in p:H'C souu por~ali ntl 8 ~u1 J•ic:lc di guerra)) - In l'Cdlt.à i J'eg~i rn cnti di g1·ossa e:•\ nll~.·iu av·:1·ano t1 qncll',·poca fi squ.itlron i e quei di c~1,·nHcri,\ i~·ggcra 8 l al qu:1ii i;1 t,:u:po di gul·rta si ~1g;iu ngc,·a 1
un e, squJdt•()nc di d,·po'-ito pr;· n:;z;;imenlo; ndlu gros$:! cavalh.:l'ia uno squu dro11c ntt.i,·o co11ta,·a n!lorn llio cavalli d i tl'11pp:1. e l!.1.• 11clla cava lJcria icgµcr::h
3ia, sr-courl,, :_;!i stat uti ifo!';;;aniLzvr.ionc, i rè~g:urcuti ,li 6
squ:.Jruni non sono mai ~lali i,orfali ad
o
squadroui attivi su l piede d i
guc,·,·a. In Prussia la ùilforcnza dal piede di pace al piede di guerra non era e n on è ancot·a che- di 7 cavalli per sqnndrouc : 1:>0- HS 7, mcnlrcchè tr,1 noi è rispctli\"l1mcutc di 45 e lii ~;;. In F1·aucia i ! numero dei cayalli per squadrone non era u niformemente
=
i generali sperimentati hanno sempre domandato che l'effettivo del piede di pace fosse eguale o si apprmsimasse di molto al piede di guerra». Esaminiamo ora qual valore bisogna ?ttaccare alla cifra di 5600 cavalli, che coslituisce, secondo l'autore del libro Della Cavalleria, la forza dei nostri 38 squadroni attivi nel loro massimo clfotlivo. Per otlenerla egli toglie dall'eO'elLivo organico o regolad i J27; esso variava secondo le lrc s pecie ù i cavalleria. Per gli anni 1852 e 1"853, per esempio, è stato fissato. s ul piede di pace a HO ca,·alli nell a cavall eria di riserva, a 1115 nella cava ll eria di li nea , ed o 150 ne lla caval!eri o leggera (Vedi i Bilanci della guerra). In Sardegna ci-a di 106 cavalli, ma durante lo slolo di pace come <JUC!io di guerra (1lccr clo del 19 marzo 1852). Così gli squ ad roni mnnd ati ia Crimea, nel 1855, con tavano 130 s otl 'uffiziali e solda ti, d i cui 104 erano montati. Tulle le successive organizzazioni fissa no la forza dello squ(ld rone di gu er ra a HO o 145 uomin i di truppa ed a 1 !2 ca"ulli, non compr esi quegli <fogl i ufuzi .. li. Jn Baviera, a que ll'epoca , vi erano non già 95 cavalli per sq uadrone, ma 111; la differe nr.a tra i l pied e di pace e quel lo d i guerra era , secondo !;organizzazione dell'S aprile 18:'>'2, d i 59 cava lli, l 50 - 111 == 39, come lo è ancora adesso, 151-112 := 39. Da quanto precede risulta che a quell'epoca lo squadrone di canllcri a, sul piede di p ace , conta va , in tutti i paesi sopra notati , un numero di cavalli moll o maggiore di quell o che il Belgio adolhwa
AN.N o VI. \'ol. IY. -- 20.
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DEL CAP, VANDENSANDE ·nEPL!CA
rnè.ntarc di 6360 cavalli, al ·qaa\e ammontano i nostri 7 reggimenti di cavalleria sul piede di guerra, non compresi i depositi, 760 cavalli che versa in questi ultimi. È questa una nuova)dea che appartiene in proprio al nostro critico. di èui gli lasciamo la responsabilità, e s'allontana cornplclamenle dalle visite del governo, come se ne può cominc'ere dal Brano seguente,_estrallo 1fall'espos.izione uei motivi al progetto d'•-r~anizza zione deU'esercito, presentato, il 'I 8 gennaio 1853, dal signor Ministro della guerra: << Gli squadroni di deposito di cavalleria forme)> ranno, egli dice, gl i indispensabili elementi d'uno squadrone >) s1;pplernentario per reggimento, destinato ad inquadrare le }) tre -classi più vrcchie di soldati; essi rappresenteranno la ri. » serva dell'arìua ed assicu reranno i mezzi di portare, in tempo >) di guerra, l'efTettivo delÌa .cavalleria al nua~èro necessario per » far fronte a tutte le necessità della guerra ·>) (Annali parlamentari della Camera dei rappresentanti, 1 852-53, pag. '1-71 ).· Come noi abbiamo detto nel nostro quadro deÌla , composizione dell'esercito belga sul piede di guerra, completando gli squadroni di depositò per formare gli squadroni supplementari, l'arma di cavalleria può essere aumC'ntata di 1027 uomini o di 913 cavalli. Se l'intenzione del governo era stata quella òi montare questi squadroni supplementari con cavalli tolti dall 'èffellivo degli squadron i cli guerra, parei cb'essà si sarebbe appalt\sala in alcun modo, me1itrechè noi non no abbiamo trovalo traccia. Perciò ci crediamo in CÌirillo di perseverare nell'opinione cbe il numero di 56·oo cavalli non può applicarsi alla forza dei ;!Ostri 38 squadroni allivi su l piede di guei-ra. 11 signor generale Henard non . am melle, nella sùa risposta, d'aver voluto fare statisiica comparala, ed ancor meno di voler fare un quadrfJ di proporzioni, ed olto· pagine più lungi fa l'una n l'allro per dimostrare che la cavalleria belga è insufficirnte. Onde a1-rir,1rc a qucsln risultalo Pgli paragOna trri loro due e/e-
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·menti non omogenei, i quali egli sacrifica alla ~erità co.gli altri. Rioetta i . paragoni basati su effettivi organici si.dla carta, poichè · o . . le organizzazioni a coi questi si riferiscono non s1 rassom1. gliano .e pe rchè si è. cotidolli a .paragoi~<1~e non dati uguali'. ma dati diITerenti, la qual cosa è il logica. Que.o.ta manca.ma dr logica che esisteva a pagina 300 cle!l'Journal li'e l'année beige ,cess~ alla pagina seguente. Qui il nostro critico stabilisce un paragonr., i cui elementi sono: -1° li battaglione belga sul piede di guerra, forte di 876 sott'uflkinli e soldati combattenti, ed il ballagliune austriaco avente effetlivi mol{o diffcrent~, ma la cui fo rza med ia è di 1104• so ll'ufficiali e soldati combatlenli; il battaglione prussiano di 1002 combattenti; il ballaglione bavarese la cui . forza media è di 87 4 combal\enti; il batta_glione wurtembcrgbese forte di 928 sott'ufficiali e soldati combattenti; il battaglione sassone composto in media di 906 combattenti, ecc: ecc.; 2° Lo squadrnne belga, che comprende 160 a •1'70 cavalli; cioè in media '166, :e lo sgnadrone austriaco, forte in media di ·I ,1,5 cavalli; lo l>rÌmidrone prussiano di 150 ca~aHi; !o squadrone bavare~e di 15·1 ca, tdli; lo sq uadrbne wurtemhergh ese d: 140 a 14,5 cavalli al pi.ù ; lo squad rone sassone ùi •1;SO cavalli, ecc. Da queste citazioni si può fare un'idea del valore cbe bisogna dare al quàdro fallo dal nostro ~ontraddillore per provare che le nost re lruppe a cavallo sono pr~porzionalmeute più deboli cli quc!le_degl i_ ,altri, St,11L_Da una parte .il nostro battaglione ba un e!Tett1vo pm ùeb_ole d1 queJI~ <li tutti gli allri Stati, eccettuata la Baviera, d altra parte il nostro squadrone è molto più forte cbe -tu tt'allrove. Vuo!si nn esempio capace di far rilevare qucst'auomnl ia? Si prendano 4~ baltaglion i belga ovvcr'o u:n1tà lalliche, e lo stesso nu mero d1 ballaglioni à~1striaci, l'.e!Tettivo <lei primi amrnontcd1 a ~-2,924 uomini e q;rnllo dei secondi a 5,~,096, differenza in più 1 ·1 17-2; qu indi 38 snuadroni belga ed allreltanti auslriaci; la dei primi s.1rh di 6308 cal'alli e quella dei second i di
for;a
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bltL CA!', VAN DEN~AN IJE
REPLI CA
55_1O cavalli; differenza in meno 798 cavalli. - Lasciamo aì !etio!'~ la _cura di _decidere se questi elementi di paragpne sono omogenei, e se quànto se ne dedusse è razionàle. Restar,i a stabilire per H Belgio la proporzioJialilà della èavall_eri~ ?olla fanteria mercè le u1iità tattiche. Come per. gli altri Stati noi nòil faremo entrare in lfoea di calcolo che i ba.ttagli,oni e gli squàdròni allivi. Troviamo che questo rapporlò è com~ 1 a 6,79. Abbiamo veduto eh'egli era: Per l'Austria come ·1 a ~,72 )) Pella Prussia 1 )) 7,54 ,Pella Baviera )) 1 » 6,5'1 ,, J>el Wurten:ibe,·g )) » 6,35 àpprossimativamente; Per· la Sassonia )) 1 )) ·6,2,1 )) Per l'Aunover 1 i> 4,55 · approssirnàtivàmenle. Per la Danimarca» 1 )) s )) Pè,·· l'llalìa )) 1 » 17,35. Risulta da questo quadro che proporzionalmenie alla fa-nte.ria attiva, il sold Annover ba circa un terzo di più di cavalleria che il Belgio, ma essò è un pvesè estremamente ricco cfi cavalli ·e le rimonte sì fanno facilmente eti a basso prezzo; che noi abbiamo quasi tanta cavàlleria che la Baviera, la Sassonia ed ìl Wurtemberg: che la nostra ca"al!eria è relativJmente urr po' più fortè di quella delkt Prussia; che essa è d'un terzo più forte che in Danimarca ed in Austria· e che infinè· noi abbiamo dne volte e mezzo di più di cavalleria che iÌ re"gno d'Italia, avuto sempre riguardo alla fanteria. Mettiamo ora in vista i rapporti cbe danno lè imità tattiche ' quelli cbe noi abbiamo trovato prendendo la forza integrale dei bartaglioni e degli squadroni allivi, sul piede di guerra, come pure le proporzioni della cavalleria colla fanteria èbè il signor generale da iu un libro.
· Quadro della proporzionalità della cavalleria colla fanteria STATI
l
Belgio Austria Prussia . Baviera . Wurtemberg Sassonia Reale HannoYer Danimarca . Italia (Sardegna) .
Secondo Secondo il generale Renard le organizzazioni come 1 è a 8 • • 1 • 5 ))
• •
•
••, , J)
•
»
•
D
l , 6 , 1 1
•
4 90
• 6 50 -
4 80 1 1 • 5 56 I • 5 50 ))
come 1 è a 6 15 • 1 , 8 • • 1 )) 7 26 D 1 • 6 87 1 D • 6 ,, 1 · • 1 • 6 39 D 1 J) 4 68 • 1 • 8 75 • l D 13 40
I rapporti posti nella terza colonna di qneslo quadro non 1 p~esentano cbe deboli differenze con quelli dedotti dalle unità tattiche, mcntrec,hè quelli clella 2" colonna s'allontanano, enormemente per molti Stati. - Lasciamo al lettòre la cura di paragonare fra loro questi risultati, e di decidere chi, fra il nostro contraddill,Qre e noi, è rimasto fedele alla verità. AvP;ndQ sempre indicale le fonti in cui noi abbi~mo attinto i nostri ' dc}li, sarà facilissimo verificarne l'autenticità. Speriamo cbe ,le apprezzazioni che si fara-nno ùel riostrq lavoro . ci saranno favorevoli, e che esse giustificheranno pie-· namente le ragioni che ci hanno indotti a pubblical'e le ri-: ce~che oh'esso contiene. L'amore <lella. verità essendo iilatò il nostro solo movente 1 se _siamo riesci ti a far)a risaltare., avremo adempiuto a.I nostro còmpito. Bruxelles, 7 settembre 1861~
,
Il capitano·di stato maggiol'e VANDENSANDE,
.
•.
S(}'J • penìsola, alcune espressioni le quali, pare,. abbiano • ferito la tlbra nazionale ùei nostri vicini ed amici. Non • appartiene a noi il dar soddisfazione per questi onor e~ voli collaboratori: la risposta alla Rivista è cosa loro. • Noi faremo per ò osservare al giornale militare italiano. • come lo Spectateur non emetta opinione la quale impegni • la risponsabilità di tutta la sua redazione e che perciò • ogni sottoscrittore d'articolo riman padrone dell'apra , sua, e risponsale di quanto ha scritto. Egli è in mercé • di cotesta condizione che noi possiamo, pel nostro conto , personale, qui esprimere un'opinione diversa di quella » che si rimprovera al di là delle Alpi, ai nostri ono• r evoli collaboratori. Intima::nente persuasi che l'cquili• brio europeo non è conciliabile colla dignità della • Francia se non in quanto che non ci troYercm soli » contro tre e soventi contro quattro grandi potenze; ·, c1ie l'Italia, n ecessariamente ostile ad un elemento chG , da molti secoli ha tentato di assorbirla, è la sola alleata , che al dì del periglio noi potremo opporre alla coali• sione delle forze germanicl:e; che quest'alleata, il di » cui interess~ è inseparabil e dal nostro, ' non ci farebbe , difetto, noi desideriamo con tutto il cuor nostro il , trionfo definitivo della sua caUEa, e noi abbiamo :fiducia • che questo trionfo neppnr tarderà a corrispondere ai , nobili conati di un patriottismo altrettanto calmo quanto » risoluto. Lungi dall'essere l'opinione generale del paese • o dell'armata, siccome il sembr a temere la Rivista, i • sentimenti ch'ella ci rimprovera neppur son quelli della • maggioranza dei r edattori dalla nostra Rivista • . Rl\'J~TA Jl!RI.\OGR.AFJC A
- ,!li,_ _ .,
RlVISTA BIBLIOGRAFIC!
. _{ pag. 43, vol. rv, anno rv la lf · t bbl' l'ettera cortesemente direttale' d i~is a pu ~ca"."a ~nlii c~pitap.o dell'artiglieria nost1:a a~ signor Cavi d~stmt<?' d1 spirito militare e d t0 dettata da sen~imentr, per iò riusci graditi~si~~ nÀzt~~~~~ Fru~~~nc 1e ~puntava alcunt scritti dei sio-nori de la; paese nis~. ugo_nnet,dpoco favorevoli all'es~rcito ed a1 10
f!!
1
~1r°es!~i1~~
ifale:~t;u:;c:f~e~trf~~1~!isd1~;:;~r:;:~\:t:c~;~e cl~~~ cap·t p 1ca d e predetto 1 ano, P . h. s1i:rnor <? Ja quale appunto ariguarda detta < d lC rnraz10ne. · N tell_al t~tevlue dOe la P1·esse militctire éiranglfre . al N° <> 1 o o· · · Sft~· giu · d~zii_ · · · portati in ' Francia ""' Sot 0 1 sul rigua?Ylo rklla sse1·va~ • t _,,ioni
";t~i~~::e
de~ recedente arfk;l~~a:1 è~~i)l~g~~~i~o questo » mil}~aii~e:t;rfs~trdit~he Dmsi~e~·azrodni lo_ Sfectateur , Rivista signori de la rra. ue . e1 r e attori di questa , suo lavoro Sulla gue;/:s~~tariaHuzonoet, dil primo ne! • r,unf1 d eIla sua o,·onaca hanno • •usat il secon ,. o · m· alcum 0 , 'armata italiana e dell a' po r·t· ct· a~,md~nzzo del~ 1 .ica 1 umf-tcaz10ne de1l~
<
Grnuo B,11ssAc ».
Ora ecco la controrisposta del signor Cavi: Piacenza. 21, giugno 1562. «
Signor Dfrettore
» P ermettete, che ringraziandovi d'aver dato ospitalità, sulla Rivista d'aprile, alla mia lettera del 22 marzo, fntorno alle cose 1nilita1·i d'Italia; e lasciando alla vostra coscienza il còmpito di ren<iar conto degli elogi che ave1e
j
R/VISU
cre~u~o ti-ibu~armi, 10 vi ind~~izzo_ oggi una riga, suffo car1ss1~a pagina., che~ a. propos1w d1 quella lettera, le.ergo, 0 nello Spectateu,r del corrente mese. »' Il signor Giulio_Ba.~ssac ha versato nell'animo mio u n vero ha;ls~mo patnottico·. Che v:.o lete? lu.ncri dal dubitare {;he i se!1t_imen~i dei signori ~B la F1:ustoi ed Hugo:o.net (parlo çl1 quelh espressi negli squarci .da me citati nella lettera (}el . Q.2 marzo) . foss~ro _riguardo all' Italia divisi clalla m'aggwrnnza. degli s~ntt<:m ftancesj di cose militari, non po'?s-o !l'ega,re, ·cn_e fu~ spmto llil pochino, a stendere quell.e pagrne, 4al s1lenzro che tali scrittori serbarono sepip1'e nerlo_Spectateur, a proposito, delle nos-tre faccende e mentre. l'im_portap_t~ pèri:?d1co ci attaccava ad ogni tratto ed m m1He ma.mere, siccome so:n ve}).uto provando · col parlare dellà, sua Ch'ronique. · " ~ percbè la penn~ del signor Ba.issa.e ndn ha· mai fatto sentire quel nobrle_ lmgoaggw di -cui è ogg:i l'imterprete, e _che 1:11 fa ~en,edire_ alle_apqstrafi del signor Hugomiet? :M10 :p10; ch1 e figlw d1 un paese )Del' tanto volgered:ann~ sventur_ato, fianteso, caTpestat0; chi veste la divisa: d1 un armata che s1 va per incanto formando e oTo-anizzando, ma cbe a~p~tta con Essa il battesimo delle battaglie c~e devono far~a r1eonoscere emula dell:e schiere di Gòito d1 l'astreng<?, di ~alestro P. rli ~.- Martino, noH può no1; essere sman:1<?so d1 quak~e nobile inco:rag.giamento r · . •. Le an~hs1 che della flo-10vane armata_ italiana ci espone11 ~ngnor Leop Deluzy ,~e lo ~pectateur d1 maggio, le calde paròle ·del _s1g1?,Qr- q-mt10 ~a.issa~,. ~amro in questi giotnf cancellato 11 s1_l,ernn_o che 11 penodrco francese ha c:reduto, serba:re per pt_u d1 un anno sul costituirsi del nostro eser?Ito , e m1 hanno fatto esclamare: finalmente ci troviamo sul campo della discussione militare, e posso legg~re su~lo . Spectatey,1· delle . parole che devono far palpitare_ d1 g101a ogm .cuore di lettore italiano I • Grazie al s!gnor 8-:iuJìo .!3.a!§sac: il vo~tro pronostico, o generoso scrittore, non falbrà, e Francia ed Italia si tl'over_a nno sempre_ riunite, siccome oggi tre anni a _Solfermo e ~- Marfnno, _e_ per la loro reciproca salvezza, e _per -la. d1f~sa del_ dmtto ~eUe genti, e laddove si chiederà 11 tr10nfo d1 una nobile eausa. · . , Permette.te, signor Direttor e, che faccia conoscere al srgn0r Ghùio Bai$@aC ii mig p<_:>yer(;) neme c0l professp.r-mi . t
• OF.SARE CAvr
v. 0 n,• s.~, Capit-ano d'A.1·tiglieria ,,, _
·Speeta(eur nrilitaire ... -i 31 e livraison - 1!S mài 1862: Constitutìem tt p,µis-sanc.e milito,ires com,pa'f'ées de-la France et . de l1Angleterr<e - pat M. CharlP,s Martin lieutenant 00lonel . àu 3m e régiment la:ncieré. ...,.,.. Questo 179 artieqlo dello scritto del slgqor Ma.rt.in che ebbimo ognor~ a, lodf}re, è · fra qu,anti abbiarn le,tto il più ,salient~, sia per l'aPgomento in ~è, sia pel modo con cui è trattato. Con tal giustei1ta. di crit._erio, che r ileva profondo studio sglla z;paterìa 1; n.on ,comune discercl_li~ menfo! con quella milit,nie .fra:nch~zi.a che dic~ la nrit4 qnali sono nella lor.o naturale ruvidezilJ-, l'egregio colQQneHo e~u~er,a le principali piiJ,ghe dell'foghilterra, $.CJllevan,d~ il manto dorato sotto i_l quale questa grande nazione fa QgAi ~µq sfor?:o di or,p ellarle. , Dopo un'elaborata e b:teve introd uzione a questo X.XII capi: tolo, nella -quale egli ~ccenna ,çom.e il v;ipore abbia già mo.di-... fìc~to da oopo •a fonqo e tendp. ogni gioruo di più a 1JJodi;fìc~re. tutte le antiche combinaz.ioni t.:lttica n,avale, e come. eggid\ più non vi sappia essere di Ularìna e!:>IÙ potente, l~ quale po~sa p:retendere, in ,ogni ·momentQ~ e su tutti :i ma,ri, ad un'.inçontr-astabile superi@rità,. egli passa aàimostrare quanti imba;tì,iz-zi crei all'Inghiltertl'a il suo estesissimè dominio colon:iale 1 pptòm izzando i legami e le relaziom che la uniscQ.nQ qg: ;;uoi annessi, il grado di obbedienza e di simpatia che la. d,o miuih . zìone :inglese . incontra in oiascuno de' suoi stabilimenti ,, ricercando qu ale potrebb'essere l'importanza di queste resistenz!;) locali che l'Inghilterra, in caso di guerra, avrebbe avverse, ed ap.prezzando il grado di facilità che -qna , potenza nemica incontrerebbe all'occor:renza, per appoggiarle o suscitarle. li col01inello riconoscendo come la po!itiea: inglese in i:ig,ua~.d o alle 101:s· 00l0qie, ammaesl-rata .dalla sperienza, · sià ' oggidì sinceramente liberale e tenda con ogni I!lezzo alla..co.ne.ìliazione-, la. dichiara però impotente a spagnere l'odio instia.tuale. ed indelebile de' e0nquista.ti · pel giogo de' con.quìstatt'lri; a ohe anzi queste istituzioni liberali, im~aturatamet1te Meordate a,1
ai
:no
i'\IVJS'l'A .
popoli nuovi, non per anco. giunti a suffidente grado di i:ttcivihmento per gustarne i frutti, sono addivenuti nelle mani dei coloni alti:ettante armi pei'icolose cont.ro chi la ha elaraÙe. I n a ppogg_io di ciò il signor Martin aecenna agli irn bara~zi che suscita al go verno. inglese il prot~ttorato :lel\a .ionica repubblica; Malta ove I1~nghilt~rra ha lasciato radicai si un nido di vipere che non le nsparrrna le più acerrime nioTsore · Gibilterra là cui occupazione è una vergogna che lµ, Sp;gnci ndn eternamente accettare; Heligoland, Malta, Corfù, Aden, Perim, G_ibilter:·i~ dell~ qua_li l'Inghilterra si è abusivamente impadro~ rnta, senve 1 egre;g10 colonnello ed ove essa si è fortificata sono a_ltrettante_violazioni, in diritto ed in fatto, del principi~ della libertà dei mari. La ricognizione di qu_esto principio d ,1. tutte le potenze marittim~ sarà ?Ìù efficace di fotti i cannUli del_mondo per '.ar cadere quesfo fortezze. L'Inghilterra potrà resistere al movimento generale, ma la ·sua resistenza animata dall'egoismo (noi diremmo piuttosto dalla fierrcz.za, dall'amo1· p_r?prio) si_ccome tutto ciò cli'è ~011 tra rio alla gillstizia ed al ?mtto, ha 11 s_uo termiue predel:ìoito: queste sòn pur dure ma
;uò
i_ncontestabili previsioni che il prog1·esso dei popoli n on poò
tar~lare ad avverare, poichè vi · tendono incessantemente gli sforzi naturali della civilizzazione, · · Non seguiremo di più il signor Martin nella sua critica analisi politico-militare intorno / va.rii stàbilimenti - coloniali dell'Inghiiterra nel vecchio e nel nuovo mondo, poichè ciò he :rarrebbe fuori dai limiti di uri. semplice resoconto, bastandoci aver chiamata l'attenzione m di un capitolo così importante del libro del signor Martin.
Noiice géographiqu,e et statistique sut· le Mex'i,qu~ en générral et surr les p1·ovinces cenlrrales en pa1·ticulie1· - par M. Lévn ~~lt~z~ .. - Pe; chiunq~e voglia se?uire le operazio_ni di guerra g1a 1mz_1ate da Francesi nel Messico, e le quàh sembrano dover ·· prendere un aspetto molto più seri'o di che <).a •prima non sembrava;sarà.- utilissima questa· assai dettagliata memoria descrittiva del signòr Léon Deluzy e l'anriessavi carta ché diede lo Spectateu.1· di marzo~
ti1nLIOGRA1': lCA :Jll Les inùituCions mi'litai,res ei1 F,rance dans fes siècl~s derniers par M. Ferdinand De Lacombe. - Prose<rUOI!O' le elaborate ' o rnvestigaziòni del signor De La,1om be suile antiche istituzioni ,francesi, ed il prèsente articolo rintraccia la fondazione de l' h6tel des invalides devoluta a Luigi XIV (nell'aprile 1674), e l'istituzio • e di spedali milit ari, la cui organizzazione regolare non élata c~e dal regno di ,Luigi. XV, sebbene l:ideà originale pònga capo ai tempi deile crociate, ai templarii. ,Quest'articolo può tornare interessantissimo per chi voglia studiare radicalmente queste due grandi istituzioni, le quali vanno annoverate fra le più importanti e ·preziose. ·
De quelques modifications apportées dans le' se1·vice des remontes; - · Quest'articol0 analizza .la decisione imperiale del 26 scorso gennaio, per cui il servizio delle rimonte dell'esercito francese venne ripartito in tre grandi ci,rcoscrizioui', del che già, parlammo abbastanza estesamehte nella Rivista di aprile; La dernière armée dii: générnl Dagobert par M. ·F ervel. ~ Jl nome del generale D<1,gobert, non è ignoto a cbiunq1.1e abbia letto le gloriose campagne della repubblica francese degli aJ.ìni 1793 e 1794, ed è ,con un grande 'nteressamento che abbiam letto queste pagine del signor Fervei che vivamente ricordano le gesta del canuto eroe_de' Pirinei, sopranominato dagli Spagnuoli el demonio de Pouteilla. Des recompenses, pensions, dotations - etc. acco1·dées poiw services exceptionnels. - Prendendo argomento dal progetto di legga che sta elaborandosi nel consiglio ' imperiale di stato per il ·quale verrebbe posta ogni_ anno a disposizione dell'imperatore una sc•mma determi nata onde- ricompensare i sérv izii eccezio~ nali resi nell'esercito e uell'armattt, iL srgnor Ch. Martin,, valendosi de' profondi st11dii fatti sulle istituzioni , britanniche, dimostra in quest'articolo la liberalità inglese in proposito, che donò a Marlborough L. 1300000 e 17500000 a Wellington, e che oltre ad un-gran numero di grasse sinecure accordate à benemeriti uffiÌiali, stirizia ogni anno 1 10000 lire per ricempensare i sèrY izii straordinarÌi dei sott'ufficiali. · · · -
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111\'JSTA
, ll parlamento inglese, dice il colonnello Martin, ben lungi dall'inceppare la riconoscenza e la liberalità del sovrano, quando si tratta di servigi resi a l paese, si mostra invece setnpre pronto a p~estargli il suo concori:;o. Ben più, gli accade talvolta di modificare, ma per accrescerne l'ammontare, le ricompense che dal governo gli sono proposte. • Recentemente questa circostanza si è presen t.ala a p ropo• sito dal generale I-Iavelock. Si vide il parlamento infliggere una specie di biasimo al ministero per la le!ltezzi e la parsimonia colle quali esso avea fatto appello alla gratitudine della nazione a favore dell'eroe di Cawnpoor. Se bisogna dir_tutto, il prode difensore di Lucknow non ha potuto vivere abbastan za lungo tempo per ricevere la tarda testimonianza de' suoi concittadini. Sulla sua tomba si dovettero deporre le sue lettere di nobiltà ed il suo titolo di pensione. • Mesto e grave insegna mento per coloro che non si adon• tano di mercanteggiare, in Francia, i servigi, le miserie, il sangue e la gloria de'soldati i quali vanno a difendere, a cinque• mila leghe di distanza, la bandiera del loro paese .... , , A'(llara m a ben meritata apostrofe! Compiono il fascicolo due altri arti_coli uno di bibliografia, e l'altro di notizie militari.
Vari_età Bibliografiche. Notioni elementari di · arte e storia militare ad uso degli uffiziali d1 fanteria del conte C. Linati luogotenente colonnello nel 60° d1 fanteria - Torino, 1862, presso la libreria Degiorgis. l volumetto di 174 pagine e 8 tavole, lire 2,50. Nozioni i;l.i trigonometria esposte dall' ingegnere Anacleto R.e, protessora nel collegio milita.re di Mila[)q ...... Mihi,no, 1862, pr~ (ra0cchi libraio. l volume in 8° di 136 pagine con tavole.
BlDLIOGnAF'IC.I.
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Nuovo Dizionario militare del colonnello cav. Carbone Disgrazià,tamentè sono per ando così tare 11ppa noi le pu bblicazioni militari, che il sempliée annunzio di u9a di esse -r eputiamo una fortuna, e ·vi ci gettiamo addos~o con una vera avidità a divorarla ..... . Ed è forse da credersi che questa scarsità, questo pauperismo della. letteratura militare itali11na, un tempo sì ricca e rinomata, addivenga dal_difetto _di uomini capaci di ristabilirne il van to? . . . No per ~1c_ur~, 1mper~~ch~ noi molti conosciamo studiosissimi e versat1ss1m1 nelle m1h1.ar1 dottrine, che senza fatica riuscirebbero forbitissimi e dottissimi scrittori, i quali piuttosto che far di pubblica ragione_ il frutto de' loro studi e cimentai' la sorte delle stampe, se li tengono ermeticament; chiusi nel loro scrigno in attesa di un miglior tempo t E quando verrà questo miglior tempo? ~~n fo~miam noi forse ora una Nazione, la quale ha valore e d1r1tto d1 occupare per ogni verso uno splenclido ~osto nel consor~iò . delle grandi nazioni.? Che ci manca? ... C1 manca I~ a~tut1re 1 vecchi pregiudizi i, suscitati dalle nostre passate _miserie. · ·: ~anca ai molti ti coraggio del primo passò ad altri quello di vincere 0 rrni sciocco rispetto umano e di entrare alta la fronte nel- J'~rena, onde provare all'Europa cle ugual valenza h~ l'Italia nelle belle arti e nelle scienze civili, come nelle armi e nelle militari dottrine, e che per niun verso vuol confessarsi ed è ad altra uazioòé ìnferiorè. In oam ramo dello scibile militare noi potremmo nominare o . . uomini espertissimi, cui per farsi una brillante r eputazione nelle lettere rnilitMi, q ual già la pòsseggono pe" fotti, a ltr~ non manca che il volerlo; nè ci mancherebbe il cuore d1 <lenunziàrli at còrruccio del paese intiero, se ciò facendo fossimo certi di riusci re nell'intento nostro: che pur tropvo. .noi siamo !. .... troppo debole - è la nostra voce _per taotol . . . . Ma ciò debbe e può fare il governo; gliene . ~orr_e 1! p~u stretto obbligo, gliene pesi la più gl"ande risponsab1htà rn facci~ a lla nazione, la q uale ba buon diritto di esigere che null~ -s~ trascur i di quanto può influire alla sua grandezza.. P remu. 1 pochi che primi danno 1:ese~pi~; e qua~d'anch~ 1'. premio avesse da supetare il mento rntrrnseco dell op_era, 11 rnlore_ del prr:mio non sarà sciupato, poirhé inciterà allr1 più valcnl1 al (:OUCOl'SO.
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BIDLIOG!\AF1CA
Rl'Vl$T.l
La mìglior via per 1·iuscire più pronlameule e proficuamente allo scopo sarebbe, a nostro av,•iso, quella di forma re un comi:.tato scientifico dei più eminenti militari per dottrina in ogni ramo di scienza militare, coll'incarico: 1° D i esaminare qualunque opera militarn esca pe1· le stampe in lingua italiana, o q11alunque scritto su tal materia loro venga, sottoposto, per quindi rifer ire al governo s ul merito e per quella r icompensa che potrà valersi. 2° Proporn1 temi di scienza e tecnologia militare. da trattarsi per pubblir.o concor3o, come fa nno l'e moderne accademie d'altra scienze, mediante uno o due pro:1mii pecunarii che accorderà il goYerno, al lavoro che dal comitato sarà giudicato migliore; questi mandando poi pubblicarsi per le stampe, a spese dell'erario, ed a profitto dell'autore. 3° Trattar-e in conrerenze da rendersi di pubblica ragione su qualche periodico militare, quelle questioni militari di attualità. 4° Esaminare t utte le opere militari che si pubblicano nelle varie -lingue e pronunciare un giudizio sul ' loro merito, onde cos1 contriboire anche al progr~•sso militare uuiversalo. Bisognerebbe inoltre che i com itati delle varie armi, quelli specialmente delle armi speciali fossero chiamati a pubblicare in appositi a nnali quei risultc:ti éei loro studi, la cui pubblicità non possa esser nocevole all'interesse militare del paese. Questo è l'unico mezzo di dar la spinta agli stndii militari , e di risollevare io pochi anni la let1cralura militare italiana a quel rango che le compete, e ciò senza far calcolo dei grandi vantaggi materiali che si potrebbero ottenérc. Cosi adoperando non vedrem più i militari italiani andar mendicando la stampa de' loro scritti a periodici stranieri, e s crivere i loro libri in lingue e::;otichc quasi che si vergognino scrivere in lingua italiaua, o ·che una tal lingua mal sieda alle pubblicazioni mi liiari. Così non varrà più la scusa che lo scrivere non Yale nè la spesa nè il compenso. Ci perdoni il signor Lina ti questa forse troppo lunga digressione ~h'abbiam dovuto fare p~r s~Jlevarci un po' l'animo che gon fio gonfìo avevamo di q1rnnto alThiam buttato fuori , ed eccoci .:i I suo 1ihr(1.
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Qursto si divide 1n XVlI ca.pitoli: . Nel I l'autore 'dà. alcune breyissime idee genernh sulle rntiche armate prendendo le mosse dalla falange greca e tra• scorrendo sino alle moderne. • . . . N •l II eo-\i accenna all'orio-ine del recl 11tamento degli cserc1t1, ed a~ disci;lioamento loro, ~he son:> i du~- card_i~i principali della forza rnatériale e morule· de' modc1rn1 eserclll . Nel III intitolato Organiz;irazionc - P1·oporzioni - Armata ilaliana - .4.rmalc europee, il qual titolo, per quanto bre:vemente se ne voglia trattar l'argomento, comporta lunghe p~g1_ne'. stri'no-a il sirrnor Linati in quattordici. .E sebbene amant1ss1m1 o o . della brevità, sebbene il suo libro abbia .tutte le nostre s impatie appunto perchè di picciola mole, e non fatt? a spaventare chi non è -troppo appassionato della lettura, ~1ò nulla men~ troviamo che per aver troppo ,·oluto corllpendiare, non .~ote riuscire !'aut.ore allo scopo suo, quello c10e d1 dare un idea abbastanza chiara degli ordinamenti militari dei diversi Stati europei, affinchè il lettore ne ritraesse sufficienti elo1:11enti d~ stabilire 11 n con fronto fra i medesimi e da dedurue I grandi • priùcipii tattici c11e presiedono alla formazione ed allo scoo:ipartimento degli eserciti sia in riguarJo al personale che m rirruardo al materiale loro. 0 soaovi poi alcune inesatt~zzc statistiche, le quali procedendo probabilmente dal difetto di recenti ragguagli che forse non giu nsero all'autore nel suo incessante ballottame_nto_ d1 . guarnigione io guarnigione, per nulla tolgono _al _merito mtrmseco tlcl l ibro, e de1le quali ci permetteremo d1 riltJvare a_lcune_. . Cosi, per esempio, la Jìrancia più non ha 1?3 re~g1me11\1 r! 1 fanteria di linea, ma 100 appena, asencio sciolto 1 tre pr1m1; dBlla guardia non vi sono 6 reggi:nenti fanteria _di !ioea, _ma 7 cioè 3 di granatieri e 4 di Yoltigeurs; le d_ue_leg1001 sbamerc che un d'1 esistevano furono sciolte ed 03g1 più non ,•1 ha_che 1 reggimento straniel'O riorùinato il H, otto?re 1859_ su_l piede df.'crli altri reo-aimenti di fanteria di linea; 1 baUagliom $ODO 0 di 3 e non 6 cornpa,,nie. Di cacciatori a piedi hannovi 0 n ,n 20 battaglioni ma 21, e ciò senza contare i 3 _batta~ glioni di fanteria leggera d'Africa, e _quelli dei 3 ~egg~ment~ ,,i Turcos. Nella ca valleria non sooon appena 58 1eggiment1
di
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BIBtIO<lRAFICA RlV!STA
ripartiti io 12 di riserva, 20 di linea e 26. leggeri, ma beasi._ 64cioèMdicaval.leria riserva (2 dicarabiniétie- 12dièoràzzieri), 22 di linea -( 13 di dragoni e 9 di lancieri), 28 di cavaUeria leggera { 13 di cacciaton, 8 di usseri, 1 di guide, 3 di cacciatori dyAfrica, e 3 di spahis). L'artiglieria non ha 27 reggimen ti ma b~tisi 22 soltanto, cioè 2 della guardia (1 montato e-d 1 a cavallo}, e 20 di linea (5 d'artiglieria a pietlit 1 di· pontieri, 10 mon~ati, 4 a ca,1allo); nè cert0 a formare· a ltri 5 reggimenti poté l'autore cdmputare la divisÌ'o he a piedi della guardia, le-12 compagnie opèl'ai, le 2 Gompagnie ,·armaiaoli, li 6 squadroni' del t reno d'attiglieria, le 4 compagnie veterani, quali truppe d'a rtiglieria non sono reggimentale. Vuolsi poi a,nche osservare che nion 1·egg'iniento ha 18 baiterie, mentre il reggimento montato della guardià ha 8 1:Jattèrie, .6 quello a cavallo, 10 quelli di Jioeai montati, 8 quelli di linea a cavallo, 16 qù~lli a piedi e 12 il reggimento pontièri. __._ Del genio non vi. sono che 1 :.l. reggìmenti a 2 matta:glioni di 8 compagnie C'aduno , e non già 5 rl:!ggimènti come p retende il sigoòr Linatr; piìr due compagnie Opè'rài, e la divisione ÒP.I gf'mio della guardia ...... Di gendarmetia non son già 30 legioni, ma 26 legioni pèr il servizio dei d,ipartimertti, 1 legione pel' il sei<vizio dell'Algeria, la guardia di Parigi, · il reggimento gendarmi a piedi delfa guardia: imperiale, e 4 compagnie· di gendanu1;ria c@loniale. Consimili inesattezze potremmo pùr rilevare in iig1lardo alle notizie st~-tisti·che che l'autorn dà intorno ag1i esf!rciti di a ltri stati emopei, ma eiò potterebbeci ttòppò per lé lunghe, e siamo d'àltrcnde persuasi che l'egrégio colonne-Ilo· farà le occorrenti éofrezioni sullà, 2'- edizione d.:ll suo libro1 ohe sappi.a iat.> irmbinentè. · Nel capitolo ÌV l'a,utore defìntsce la stra,teg:ia:,- e la tattita e cerca di stabilire una linea dì dema:rcazi0ne fra loro, Non criticheteilio le defit:lfzioni date dal signor Limiti, pèrdrè malgrado si scostino Rlquanto èa quel-la, f•J/inà · dida.Hica e pr·eéisa e,he si p retende alle definizioni, esse sono abbastanza ehiare ed esplicite, Solo glt pott"à tàhrno fa!'e ug torte €li non avere· fatto caso della logistica,- c·h e . i>, pur unai parte èssenzìàÌe all'arte della g uér'ra, ch'è il nèsso indisje.il'sabile fra la tattica e· la str-ategia, e che ben si può accettare da un Jomi ni.
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0
p capo .V . ragipn'.3- sui principi"i d.ell,a ~ an t_a_ttiqa e della tattica eleprnnt~re, e gli e_sei;npi c he ,l'autore D?~e$Ve;v,olmen_te intercalò aHe definizioni , ci fece _sembrare .questq c~po ':tpeglio d'ogni ,altr-• interessanté. · il capo VI si occupa dell'ordine sp_arso accennand_o alla storia del_)~ truppe· leggiere, e quind.i a' principi elem~ntari del I.oro mo.do di combattere. Il capo · VII contiene della tattica di cavalleria q u,anto ~ assolutàmente indispensabile n~ cono,sqa l'uffiziale di fanteria peì' regolarsi negli att~ccl1i . e nella difesa di concerto con ess,a o coÒtro di essa; e così pure il capo VUI per ciò che riflette l 'artigheria. Il capo IX tra ttà la com binazione delle tre armi sul campo a i battaglia, esponendo i principii .essenziali di tali combinazioni nei diversi casi di terrenò e nelle diverse circost;rnze tattiche. · · · .Il capo X raccoglie alcuni buor:is,imi pre_cetti sulle maréie, sull'igiene e sulla · discipli~1a di esse1 sugli_ordini normali di marcia, sulle marcie e manovre strategiche e forzate . . · , I capi XI, XII, XIII' e XIV si occupauo ùdle upei·àziuni secondaTie .della gu_e rra riferendosi in massima di dettaglio all'.lstritzione sulle operazioni secondar·ie della gue1"ra compilata per cura del Corpo di stato maggiore. Il capo XV intitol~to : Diritto milita1·e - Frontie1·e - Trattati -
Capitolazioni
..a..-
Tregue - Pçi,rlamentari -
Blocchi
- in sole ·8· pagine vi dà le più essenziali _definizion-i del diri'tto delle gènti. Il capo XVI - ' Geografia mìlita1·e cl' Italia -- colf' annessovi schizzo itinerario dà al punto di vista strategico, una sufficiente cognizione orografica, iduografica e itimiraria d'ell'Ita•lia e specialmente della settentrionale cie fu e più probabiimante sarà teatro ,a grandi operazioni di guerra che non la m eridionale. Fina'lmente i l capo XVII ricorda in bell'ordine cronologico 1le più famose g uerre e battag'iie co~J:>attute ·da' Greci ad oggi. Da questo som~ario analittico, cbe abbiam dato ·del libro del conte Lina.ti, avranno inteso _i nost_ri cortesi lettori il pregio di. quest'operetta, che raccomandiamo a' giovani ùfl'ìzialj cui pu'ò tornare assai utile' sia ,çome ,memoriale per co'loro ihe l'arfè . AN1."o
VI. · voi. IV, -
2 1.
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militare hanno già studiato n elle m llitari accadeiniè, sia per avviar gli altri a cotesti studii, e tutti incitarli ad approfo~clirsi in una dottrina lè cui rette interpre tazi01li centuplican o il valore delle truppe, ·e senza della quale oggid\ più c~e mai non si ponno ottenere in guerra decisivi- risultati. Conchiuderemo impertanto col dire senza timore di e.~sere contraddetti eh.e il libretto del s;gnor Lina1:i corrisponde al fine che l'a utore s.i è proposto, quello nella sua introduzione dichiàrat0, , di allet tare i giovani uffi ziali dell'esercito a studi più serii è profondi e degni di loro; che l'inosservanza , n ell'esposizionP, dei metodici 9idaLici è consentanea alla picciola mol_e del libro ed allo ~copo anzi detto , ed 'è compensata d_a ciò che s i può leggere d'un fiato senza tedio e fatica, anche da coloro ehe e, di serie lettere p c,co si dilettano. , Abbiasi dunque il signor è,) nte Linati le nostre · sincere congratulazioni, e . la buona riuscita. del suo l-ibro che di tutto cuore g li a uguriamo e sappiam' certa, possa servir di spl'One a spingere àltri sul can,po della letteratura inilitare italiani{, ch'è s\ deser to! · Annunzieremo in ora uil buonissimo libr o d'altra materia, cbe però entra ne programmi mi litari del\e varie scuole ; vogliarn parìare delle Nozioni cli tr·igonomet1'·ia. esposte ·dal ingegnere Anacleto Re, professore nel collegio mi litare di Milano. Q uesto libro è diviso in due parti, ç:ome naturalmente dividesi la materia trattata, cìoè in /,rigonomel•ria piana, ·e t1·igon6melria s(e?·1.·ca.- Nqn entreremo nel- me,i 10 intrinseco del soggetto, i mperocchè non comporta la discussione, accenn eremo però- all'ordine, alla precisione, ad alla chiarezza della esposizione che _non potrebb'esrn.e più conveniente per c•- loro cui è spezialmente destina to. 11 signor Re pensò poi egr13giamente completando la pr ima parie con tre capi, i guaii sebbene direttamente .non appartengano alla trigonometria, pur trattano argomenti fondat i sull'applicazione delle teo rie di questa, e sono essenzia.le introduzione allo studio della geodesia ; questi capi son.o quello degli sviluppi in serie dei seni e coseni, • quello <lelle proiezioni delle fi gure piane, e quello che dà a lcuni. cenni preliminari intorno alle ge0delid1e trian 30IMiuni ,
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·t;rnLIOGRA J\'!C! .
lllY ISTA
11 libretto del signor. Re ha la pregiovelissima qualità, assai ra ra in libri di cos\ fatta astrusa materia, di essere intesa senza gran fatica. Annunziamo pure (;OU vera compiacenza l'imminebt~ pubblicazione di un nuovo Di zi.onario ;nili-tqi·e per l'egr egio cav. Car bone colonn ello d'ar tiglierià in ritiro, già mr)]to i"a1·orevo_lrnente e~nosciuto per aver collaborato al Diziona.rio d'art,i-
glie1·ia.
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Questo n uovo dizionario m 1ht~re 1tr1liano_ _generale,. c'.ornrenderà l'ampia materia già tnttata nel d1zionar10 m1li ta rfi àel Grassi eè\ in quello d'artiglieria dei capit~,ni Carbone ed Arnò, accresciuta d'og_n i nuova voce dell'uso ~ 11:tare_mo~er_no, ontènuta ne' re"olamenti militari ed in altn s1m1l1 scritti, .e ~ei vocaboli delle arti e mestieri affini alla milizia .. L'autore dell'opera d i cui sì t ratta, col peu8iero di render~e più comodo l'uso; cr~dette bene di . sc01n_par tirne la mater1~ in quarantasei art ieoh, qua~, ~omm1 capi della materi?, d1 porre in fine di essa . u~ m dJce_ generale a lfabet1c? d og~1 vocabo1o definito, a cm r isponde 11 numero della pagrna, do, e se n e trova la definizione . L'opera di circa 800 pagine, n on uscirà a fascicoli ma tutta ad un tratto in un solo volume ' ' in grande, e ' pei tipi di V. Vercellino i_n_ Tonno; 1·1 su~ prezzo n on supererà le lire _italiane_ ~umd1c1, ma non potrei n emmeno essere minore di lire tred1c1. . _ . Questo nuovo dizionario m il itare, non potrà ch e tornar d1 grande aiovamento ai militari italiani, <lacchè eglino vi trove, ranno r;ccolti i molti: vocaboli spettanti alle eose di guerr_n, e che per altro modo converrebbe, con grave incomodo_e d1ssipamento di tempo, cercare in .più libri e regolam~nt1,. dove per sopi·appiì1 mol ti di ess~ non si troverebbero clefimt1, o male definiti, ch'è anche peggio. . Questo lavoro del sig. Carbone sarà un novello titolo alla benemerenza dell'esercito, ·.il che, siam certi, gli sar~ . reso ma nifesto dal favore che io esso incontrerà il suo dizionario.
so
G. G. C. TAGLIANO GAETAN•
G-erante.
•
INDICE DEL VOLUME IV.
ANNO VL
A.prlle L'Italia e l'Austria Pag. Osservazioni relative ai giudizi che, specialmente in Francia si » 42 · portano sulle cose militari à'Italia " 55 Nota sulle Ispezioni geneì'ali ,, 6~ Rivista tecnologica . » 68 Rivista statistica . ,· » 82 Rivista bibliografica •
Maç;;io Le navi corazzate . , Pag. 95 Le fortezze dell'Austria secondo un articolo. pubblicnto nell' Archiv "102 degli Uffiziali prussiani d'artiglieria e del genio . . . » 117 Le forze marittime degli Stati della Confederazione· germanica n 129 L'esercito prussiano nel 1862 » H6 Rivista tecnologica "207 Rivista statistica .
lNDIGli!
Giu~no Della resistenza dei cilind~i cavi e dei cannoni cerchiaU • . Pag. L'esercito pr°iissiano nel 1862 » Le artiglierie da fuoco italiane e le attencnze loro nei secoli xm e XIV 'cronologicamente registrate " Replica alla risposta fatta dal gcneraÌe Renard alla lettera del . capitano nello stato maggiore Belga Vandensande sul lavoro intitolato: Della cavalleria • Rivista bibliografica . »
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