RIVISTA
MILITARE ITALIANA GIORNALE MENSILB
/looo 'V. -
'Volume J'V.
TORINO , 1861 TIPOGRAFIA EDITIIICE G. CASSONE E COMI'. Yia S. Francesco da Paola , N, 5 (9 ,·o,,o).
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BREVI CENNI TEOnICO-PR.A.TIOI
:INTORNO AL FUCILE RIGATO MODELLO 1860
ADOTTATO PIRLA NOSTRA FANTERIA
PARTE II. Ilrnvi cenni sui principii di costruzioue del fucile rigato (tlod. 18 60), e sulle sue proprietà. 1. Quali l'agioni c'indusscro ad adottare il fucile rigato.
Il fucile rigalo ba su quello a pareti liscie di ugual calibro una decisa superiori!~ per rapporto alla giustezza del tiro, alla gillata ed alla penetrazione. Questi vantaggi i quali non solamente dipendono dall'arma, ma eziandio dalla forma del proietto, dal suo peso e da quello della carica, determinarono l'avvenuto carnbiament0 del fucile. 2. Quali sono le cause cli tale superiorità.
Proprietà letteraria.
1° li forzame nto della palloUola nella canna, ciò che toglie le deviazioni provenienti dal vento del proietto; 2° li peso e la forma del proietto;
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INTORNO AL FUCILE RJGATO
BREVI CENNI TEOR.rCO·l'RATICI
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direllrice della traslazione, la resistenza dell'aria, in virtù di questo moto rotatorio, verrà ripartirsi ugualmente e simmetricamente sulla superficie anteriore del proietto, per rap-· portò a qtrnst'asse di rotazione, cori·~ggerà i difelli di coincidenza del centro di gravità della pallottola col centro ,di ~-,. figura, epperciò non potrà più variare la direzione t.lell'asse di rotazione del proietto durante tutto il suo tragitto aereo. - Questa stabilità del moto di rotazione del proietto è il prineipale pregio delle armi da fuoco rigate cbe gittano proietti oblunghi, menlre è la principal causa della giustnza del loro tiro. È evidente che la velocità di questo moto rotatorio dipende essenzialmente dalla forza d'impulsione cioè dalla carica, dalla natura delle righe , non che dalla specie, dal peso e dalla forma del p11oiello.
3° Le righe ad elica che imprimono al proietto un moto di rotazione normale intorno al suo a8se. 3. Come avviene nel nuovo fucile il forzamento del proietto.
La pallottola adottata essendo posteriormente incavata i primi gaz sviluppati dalla combustione della polvere pen,etrano in tale cavità , e mentre la pallollola io vi11ù del la sua inerzia resiste qualche istante, questi g;iz colla loro forza dilatano _quesia parte incavata del proieuo, la stringono cOt'itro le pareti della canna e la forzano a penetrare enlro le sue riobe · •1 ( ) 0 > c_os1 ~ vento ·1 essendo annullato all'allezza della parte·cilrndnca della pallottola,· a questa più noo succedono nell'interno della canna nè rnat·tellamenti, nè altro moto di rola:done, se non quello costante impresso dalle righe, ed è così tolta quella potente causa di deviazioni ch'è il vento nel fucile a pareti liscie. I
5. Cosa debhasi esaminare nelle righe.
Nelle righe rlebbesi osservare: la loro curvatura, la \oro •· Che specie di moto è dato al suo proietto dalle righe ' del nuovo fucilr, nostro. _
La pallollola sforzanrlosi, come abbiam ·detto, nelle righe della canna, vi si modella come u1ia vite nella sua chiocciola· so~pinta quindi dalla forza d'impulsione prodotta dalla combu.' allone della carica, è obbligata a percorrere queste righe, ed a pr!'ndere cosi un molo di lraoslazione spirale intorno al- · l'asse dell'arma. La velocità colla quale ciò succede, fa ~ì ehe il proietto ritrae da questo molo di tnislazione un rapido moto ro1atorio intorno all'asse del proietto parallelo a quello della canna,. il quale non è altro cbe la 1-angeu-te alla traiettoria (2) alla sua origine. Ora se l'asse di rotazione dei proietto si confonde colla (1) Vento: intervallo fra il proietto e la parete della c;ona. (2) Trnielloriu: la linea r.nrva descritta dal centro di gravit.à della pallottola nel suo tra~ilLO aereo, ·
inclinazione, il loro verso, il loro numero, la loro forma, la loro larghezza, la loro profondità. /
6. Quale è la curvatura adottala per le righe del nostro fucile.
La curvatura delle righe , del nostro fucile' è ad elica, come quella dalla speriema dimostrata più conveniente per la giu·.:.. stezza del tiro. - L'elica è uua linea a doppia curvatura, avvolta sopra un cilindro, in guisa cbe tutte le sue tangenti fanno un angolo costante colle generatrici, banno cioè una costante inclinazione. È facile il farsi un'idea di questa curva tirando, in un rettangolo, una diagonale, e quindi arrotolandolo di guisa a formare un cilindro; dopo tale trasformazione la diagonale descriverà snlla superticie del cilindro mia. spira di elica; .l'altezza del cilindro dicesi il passo dell'elica.; l'ang~lo formato dalla diagonale e dalla base del rntla,ngolo è 1:inclùwzi'.une. Da ciò s'intende py-
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viamente, cbe svolgendo su di un piano la superficie convessa di on cilindro attorno cui siasi descritta un'elica, la circonfe- . . renza della base del cilindro diventa la base del 1:el!angolo dello s,,iltippàrnento ed è perpendicolare ~Ile generatrici dell'elica, e ciascuoa-- spit:a dell'elica si sviluppa secondo una linea rella obbliqua alla corrispondente generatrice, ma tulle ugualmente inclinate ( 1).
La canna però dell'altuale fucile non contiene che uno seg-mento di elica, mentre questa avendo il passo di 2m, la canna non ha de ·I m,207 di lunghezza ; per cui il proietto partendo dal fondo della canna giunge alla bocc~ dopo percorsi appena poco più dei 3/ 4 di una r;ivoluzione d'elica (2), per compiere la quale gli rimane ancora a percorrere nell'aria una lun5 hezza di 0'9,793, Ciò nullameno è provato dalla sperienza che gli effetti prodotti sul prc1iello s()no gli slessi, bastando una lunghezza ùi_canna di o•n,76 per imprimergli il passo delle ri,r;lte, ma che anzi \'i ba un limito massimo di l4nghezza della canna cbe non si può oltrepassare senza gravi danni per la giustezza e la portata dell'arma. 7. Quale è questo limi te di 1,rnghezr,a della canna.
E~sendo evidente cbe se la pall'ottola trovasi ancora nella canna quando compitasi la oornbustione della carica, la sua azione .acceleratrice ha perciò cessato su~la pallottola stessa, lo sfregamento susseguente di questa colla parete rigata della canna è a totale scapito della gitlata; ne conseguirebbe che la !un~ ghezza della canna dovrebbe lim itarsi a quel tanto ch'è appena necessario percllè ir proietto riceva tulla l'impulsione della carica ed il passo delle righe, cioè come si disse. om,76; e si otlerrebbe così _d'altronde anche il grande vautaggio di una (1.) Vedi: Nozioni Elementari sul tiro delle armi da fuoco, di C. Mol'!»O. 'l'onno, 1857, pag. 47, nota(") · (2) ~sattamente 0,6035 del giro. ,
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maO'O'ior lunghezza dell'arma, epperciò di un più facile rnaneggi/~,Ia il fucile dovendo ~oche servire quale arm~ da ~~no, si credette conveniente di oltrepassare questo limite mrn1mo di om,267: fis:,ando cioè la lungbezza della canna a ·I m,oz7. 8. A quali condizioni dcbbc soddisfare l'inclinazi~~c de_lle righe, e qllul è l'incLnazione delle righe del nost1 o fucile.
Come già abbiam ò~llo, l'inclinqzione dell'elica è l'angolo formato dalla diagonole d\'l' rellangolo ottenuto dallo sviluppo · · od una dt· lle basi del del cilrndro con una delle generaln01 retta.n{;olo. La del..-rmi1H1zi()ne dell'inclinazione, ossia · del passo delle righe è,del mas~imo momento, avvPgnar;hè da essa _diprnu?oo l'intensità del moto rotatorio de\\a pallottola, e b canea da impiegarsi perchè 11 prniello segna regularrnente queste righe, sl:.'ma rompersi contro i loro ris.illi. Troppo forte es,-eudo cotale inclinazione la pallottola correrebbe nell'anima come in una filiera, lasciandovi piene le spire de' suoi frantomi, e senza pigliar verun molo di rotazione. Se, invece il passo è troppo grande, il molo di rotazione del proietto succede non abbastanza rapido e stabile per superare le diverse cause di deviazione ch'esso incontrerà. nell'aria, ed il tiro diventa pPrciò in1:;sallo. L'esperienza sola può decidere• dtli conveniente rapporto fra !'inclinazione delle rigbe e la carica , od in altri termini qnale sia )I passo più conveniente a seconda della velocità. iniziale che si vuol dare al proietto. Pel-nostro fuc ile venne pre~celto, come gili si diss(), il passo di 2m ad inclinazione. uniforme. Con tale inclinazione la pallottola cilindro ogivale cava con una ve.locità iniziale di 31)0 a 500m segue le rigbe senza saltarle, e conserv<l il suo moto rotatorio dorante tutto il suo tragitto aereo, e ·che ancbe . a 1 300m colpisce nel bersaglio colla punta:
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INTORNO AL FUCILE RIGATO
11. Perchè si fissò a quaUro il numero del_le righe del uosLro fucile.
9. Quali sono i vantaggi dcll'inclinaz,one uniforme delle righe.
Quante più sono le righe, certamente il proietto riman sempre meglio crssoggettato ai loro eITelti; ma per contro nella stessa proporziÌ>ne lo sfregamento aumenta e- relativamente diminuisce l<1 gittata. D'altronde con un numero eccessivo di righe s'indebolirebbe· di troppo la canna. -- La sperienza dimostrò che quallro righe sono sufficien ti iii passo di 2"1, per assicurare il molo rotatorio del proietto e soddisfano alle migliori condizioni di giustezza di tii·o e di gittala.
Colle ,rigbe uniformi si ottiene uno sfregamento del proietto uniforme, epperciò meno sensibile la sformazione di qnesto; d'altronde si riconobbe sperirnentalmenle cb·e le armi a righe progressivamente inclinate (paraboliche) non hanno su quelle a righe uniformemenle inclinate vantaggi di tiro tali da compensai-e le difficoltà màggiori di loro fabbricazione, ma che anzi le prime necessitano un accrescimento di forzamen to per mantt>nere il moto uniforme coJl'acceleruzione di velocità, epperciò furono rigettate come un'inutile complicazione. 10.
12. Pcrchè si •dietlc alle righe del nostro fucile la forma leggiermenLc ritondata nel senso trasversale.
Perchè il ,nostro fucile è rigato da sinistra a destra.
Nelle esperienze eseguite i.ntorno al ' tiro delle armi rigate si constatò 1:he tulle le canne, rigate da destra a sinistra portano a sinistra; che quelle rigate da sinistra a destra. portano a destra, e gbe tali deviazioni, chiamate derit,aziom·, erano le minime col passo di 2'u (ciò che appurHo decise sempre meglio l'adottamento defìnitivo ' di questo passo per le armi da fuoco portatili). Questo fallo suggel'Ì di rigare tutte le canne da sinistra a destra, mentre cos\ la derivazione a dest~a, cagionata dal verso della rigatura, sarebbe -in parte compensata da una deviazione a sinistra cbe ris::lta quasi sempre dalla tendenza naturale che ba il soldato, specialmente irnberci~udo a grandi distanze, d'inclinare l'arma a sin istra. D'altronde poi, come diremo trat.tando degli alzi, poichè tali derivazioni a distanze date succedono costantemente uguali, ne avviene che spostando proporzionai mfrnte a si11istra le tacche dell'alzo per le corrispondenti di§tanze, e volgendvsi ·così a destra la linea di mira quanto basta per ogui caso, le derivazioni ve,ngono esatlamente corrette rJ(\ I puntamento slesso,
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Le righé angolari lasciano infiltrare i gaz a danno del forzamento, intagliano troppo angolosamente la superficie del proietto e prnsentano diflìcoltà a ben ripulirsi: le feccie e l'ossid;imento ne oslruisooilO gli angoli rientranti, mentre i risalti . sono spuntati dallo sfregamento del proiet.to e della baccheila. Per tali ragioni si adoUarorw righe lievemente rotonclate, larghe e poco incavate, cosl che agevolino il ripnlimento della canna e favoriscano il moto rotatorio del proietlo. 13. Come veune regolala la larghezza del le righe.
"La larghezza delle righe venne regolata in mollo ciie la larghezza <lei vuoti uguagliasse quella dei pieni, cosicchè la par:te di proietto che penetra nella riga offra sufficient~, resi..:.. stenza e non si rompa; havvi perciò evidentemente una interna relazione fra la lunghezza e il numero delle righe. J4. Come vien rrgolat~ la profond ila delle righe.
La prnfondita delle rigbe rnol essere tale da assicurare lo sforzamento d('I proiello senza sensibile scapito del ~uo molo rotatorio e deìla robustezza della canna. Se le righe fossero troppo
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profonde il proiello non penetrerebbe abbastanza nelle medesime, quicdi vi ha sfuggita di .gaz a danno della gillata e della giustezza del liro, ed i1111llre doyrà considerevolnwnle accrescersi lo spessore delle pareti della canna, perchè essa abbia la necessaria rtisis.teuza uei solchi delìe rigbe. Se per contrappo,to le righe non sono sufficientemente profonde, le parti del proietto che penetrano in esse po!rebbrro essere nou abbastanza resistenti relativamente alla ve.Jocità iniziale, e quindi infrangersi dunrnte il moto del proiello nelllarma, onde questo uscirPbbe poi senza il voluto moto di " rotazione. Da ciò si vede ehe la profondità delle righe dipende in massima dalla vf' locità che si vuol imprimere al proiello. La sola sperienza può decidere qu~le, per una data arma, sia la più conveniente profondità della rigatora. Si usano oggidì due metodi di rigatura relativà~ente alla profondità : le •righe progressive, quelle di cui la profondi là và decre9cendo dal la culatta alla· bocca e le ·righe uniformi, cioè a profondità costanle. Le ultime spcrienze opera le sui proielli C,)vi addimo~tran-1 cbe le righe progr·essive souo svantaggiose, percbè tendono ad accrescere considerevolmente lo sfregamento del proielto, e ponno così contribuire a lacerare la sua parte cilindrica, la qnale nei proietti cavi è appunto la più debole. Per la rigatura dei noslri fucili si adoUò, com~ la pi{, <·onvenicnte, la profondità uniforme di omm ,2. ·
rim('nti, ad unanimità, riconobbe ehe fra lnlti i sistemi meritava la preferenza il francese, come cbe, lrovandosi pel tiro in par} condizioni cogli altri, esso avea sugli al.tri incontestabili vantaggi relativamente alla 1riaggiur leggnezzé.l di pflso nell'armi a munizioni, alla maggior agevolezza di caricarsi, alla maggior semplicità di costruzione e specialmente alla possibili là di poter, con min,1ri spese e con fa.cilità, ridurre tutti gli antichi nostri fucili ; a pareli liscie a tale modello rigato, e trasmutare co~ì. ce\eremenle t1,1tto l'armamento della nostra fanteria.
I 5. Quali sono i vantaggi ric0Hoscì1,iti ne1 l'ucilc rignt.o, in forza clei quali 1•cnn_e da noi anteposto qul'st.o sis_tema ad ogni altro.
Tra i diversi sistemi di fucili rigati che per ordine del go- · , verno si esperimentarono in quest' ultimo biennio, prima di addivenire ad una scelta, furono accuratamente provali il fucile inglese Enfield, quello di modello tedesco, e quello svizzero (Pretat-Bnrnand} ( 1), la commissione irJcaricata cli tali espe(1) Vetli Sperienze compcirntivc ccc. 18:,9 e 1860,
16 Qual'è l'utilità dell'alzo.
L'utilità . del!' alzo è quella qi permettere al tiratore di sempre pu nlar di rellamente nello scopo, senza nè elevare nè abbassare l'arma, a qualunque distanza esso tiri al di là del punto· in bianco primitivo ('1). A quest'oggetto l'alzo porla nel suo -ritto diverse tacche la cui posizione è. calcolata in modo eia fornire una linea di mira speciale di ,100 in 1100 metri, a partire dal punto in bianco primitivo sino alla distanza di 600m. Senza alzo, quando cioè il fuc ile non ha che il semplice tragu ardo, bisogna in generale prescriverr~ al tiratore di pnn,tare un pD' più allo od on po' più basso dello scopo, secondo l'a maggiore o ·minore distànza, sostituendo così al!' angolo di mira reale dell'arma '(:2) ull' angolo di mira artificiale. più o meno aperto second_o b posizionè dello scopo. Questa pralica di puntamento artificiale, la quale presenta <lelle gravi difficoltà anche alle piccole distanze, divie!Te affatto inapplicabile per le grandi' distanze, mentre in allora eonver(t ) li Pwilo ù, bianco p1·i111lltvo è quello in cui la traiettoria descrilla dal proietto incontra la !iueçi di mii-et primitive, , quella linea, cioè, de• terlllinata dal fondo della tacc3 del traguardo fisso e ·dalla sommità del \ mirino. I punti in bianco corrispondcnt.i alle ~incc di mfra specic,li, for~ nile dalle diverse ta cche dell'alzo, diconsi pun i ù i •bianco spccinl.i. (2) Angolo di mi-ra, è l'angolo formato dalla · lin ea di mira colla linea !li tiro, cioè coll'asse deila canna prolungato / 1ndefi11iLarncn\c.
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r-ebbe talvolta alzar la linea di mira Ji pareccbi mr.tri al disopra del bersaglio. Aù evitare cosifatti inconvenienti si ebbe ricorso allo spediente di formare delle linee di mira speciali per le diverse distanze maggiori della gittalli di ppnto in bianco, servendosi, a mo' di traguardo, di diverso posizioni ed infle~sioni del dito pollice sinistro del tiratore sulla terza fascetta ('I ). Ma siccome nella conformazione delle nwni si verificano anche mag. giori differenze cbe nella statura degli uomini, cusì questo metodo sussid iario di punlamento lascia molto a desiderare; tuttavia, esscndochè J'alzo diffico:ta alq uanto il maneggio dell'arma, e che. speeial mente in campagna, esso p~1ò facilmente d~teriorarsi e rendersi affatto inservibile, così è ueeessario cbe si impraticbino bene i sold.iti ne\\e regole di pwntamento co.l pollice. 17:· Co me si determina la grad1rnzio.ne dell'al~o di un'arma
in gencrolc.
La graduazione dell'alzo può determinarsi o praticamente, o col calr.olo, ma la prntica dà per certo risullati più sodflisfaceuli. Praticamente si collocai sulla canna sulla· ,posizione pre.·scelta per \'alzo, un ritto a cursoio, graduali ambidue a millimel.ri. Quindi, coll'arma appoggiata, si lira contro un bersaglio , la cui superlicie anteriore è suddivisa in tanti piccoli qnadrati, e posto per esçmpio a 300 01 (se vnolsi stabilir la posizione della tacca dell'alzo per tale distanza), avvrrtendo però di mirar sempre allo stesso punto d"'ì bersaglio: se i primi colpi portano troppo allo, si abbassa il cursoio, e viceversa se portano troppo basso. Appena si giunge ad una soddisl'ace.nte giustezza di tiro, si sparano ancora con quella stessa linea di mira 30, o 40 (1)
Le linee d i mira spccìuii prescr-ll.l.e dal vigenie Rcgolam.cnto d'eser-
cizio, scuola di p1111t.ameuto, N. 20, se furono µrali camcnte giu1icalc poco convenienti, sono da rigettarsi assolutamente pcl fucile rigalo, mentre nr.crr.socrebbcro. a djsmisnra le derivazio11i 1uilural.i , provenienti ·dal verso dc lln 1·iga tu rn.
!NTOR"O Ai~ .!l"UCJLF,
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RIG., rro·
colpi, si clelermina quindi sul bersaglio, per mezzo delle traccie di q_uesti ultimi tiri, il punto di passaggio della, traiettoria media, e si segna quindi sul ritto l'uHima· posizione del cu11soio per cui
s'è fatta passare la linea di mira. Così per le altre distanze. Gindicando l'alzo secondo le divisioni segnate, come si è detto, sul ritto provvisorio, si avranno le posizioni delle taccbe per le corrisponcle.nti dislanze (1 ). Col caleolo si può gradnar l'alze in funzione della traiettoria dell'.irma {2). Vogl iasi trovare, per esempio, l'altezza del fondo della tacca corl'ispondente al punto in bianco special'e di 300m. La li;rna. di mira primitiva de.I fucile suppongasi orizzontale, e diretta su di un punto O del bersaglio situata a !1 O'Om dàl tiratore: il proietto così slanciato non colpirà il bersaglio nel punto O, ma bensì in un punto P, sottopostogli dell'abhassamenlo della traiettoria corrispondente alla distanza di 300m, cioè 3m 3\:l co\l' alluale fucile; e ritenendo elle la linea di mira BO' passi per la tacca dell'antico traguardo. Alzando la perpendicolare PO, congiungendo il punto P col pnnlo C (sommità del. mirino) e prolungando CP sino all'incontro del rillo". dell'alzo, in R:BR sarà l'alrezza cercata. Difatti i due triangol i simil i' OGP, e CBR ci d.iuno: PO Bll
=
ne
oc
Ma abbiamo BC 0,9~2 epperciò; sosliloendo, ricaveremo: 01 0 052 X 3"' 390 BR ==. - O"', 0 1O 7576 300 cui aggiung"'ndo l'altezza (sul l'.isse della c.in na) ùell'antico lra1
( 1) Quest'operazione, trattandosi d ella graduazione difinitiva dell'alzo di u11'arma, va -fatta certamente con maggiori prec,1uzioni di quelle. da noi accennale, alle quali però ci limitiamo, basta ndo a no~tro avviso per l'uffiziale· di fanteria di conoscere la ·cosa in massima. (2) Rimnridiamo nlle .Vozioni Elemeuta,·i sul ti,·<i delle armi da fuoco di C. ~lo,1.00, pc!' la ricerca e la costrqzione de!l~ traiettoria. _;Lezione,~, /
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guardo (0m,0225), otterremo l'altezza assoluta della tacca del · tallone del ritto, cioè, 33mm,26 per un punto in bianco a 300m. È del pari evidente che più la traiettoria di un'arma è tèsa, minori riusciranno le altezze delle tacche dell'alzo nella sua · graduazione per distanze date. . È del_pari evidente che, col metodo inverso, dalle varie altezz.e delle tacche dell'alzo del fucile si può determinare gli ab• bassamenli della traiettoria alle di&tanze corrispettive. 18. Perchè le varie tacche dell'alzo non sono intagliate
nei piano cli tiro.
Le varie tacche dell'alzo sono spostate di alcuni millimetri a si oistra del pici:no del tiro ( 1) secondo la distanza di punto in bianco cui ciascuna corrisponde, all'oggetto di correggere le derivazioni (come qui si è accennato) prodotte dal verso della rigatura. 19. Come s i determinano questi spostamenti delle singele tacche dell'alzo. I
, (Fig. i). Supponiamo che la linea di mira collimi con quella di tiro nello stesso piano del tiro e i:i abbia la derivazione BP; congiungasi P con M, posizione del mirino sull'asse della cam1a e si prolunghi sino in T all'incontro della l.irghezia del rit.to dell'alzo. Se si fa passare la linea di mira per _T,M in P, sarà evidentemente corretta la de1·i"vazione. Ora chiamando x lo spostamento, d la derivazione, D la distanza; dai triangoli simili ATM,MBP ricaviamo: AM x d x D ; ma AM ( distanza fra l' alzo e il mirino) è 0,822 d eguale a om, 822; donde x = l)
=
Da ciò si vede che conoscendo l'ampiezza della d~rìvazione (1) Piano rli tiro,' è il piano vertical e condotto per la linea di tiro.
INTORNO AL FUCILE RIGATO
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per una dat:1 distanza si può tosto rica,yare il rispettivo spostamento dell'alzo. - Cosi, per esempio, la deri'vazione pel nostro fucile a 600m è di 5"1,65 (1 ), lo sposlamento corrispondente della taèca dell'alzo sarà: X
,
X 5 =om82'' 26(}01U
, 6:S
om, 0077 t
Siccome però convien tenere calcolo della deviazione a sinistra cagionata dalla tendenza che ha il tiratore, specialmente alle grandi distanze, d'inclinar l'alzo a sinistra nel puntare, così tale deviazione per la distanza di 600ra potendosi ritenere di 2m,20 circa ( corrispondente a circa 3mm di spostanwnlo a destra per la tacca ' dell'alzo), basterà che la tacca del 1·itto sia spostata a · sinistra di 4..mm ,7 4, come lo è difatti. Analogameni.e si troverebbe che la tacca del traguardo superiore _è spostata di 3mm ,5, per una derivazione di 4m,70; quella del traguardo inreriore di 3mm per una derivazione di 3m,76 (qui la deviazione di cui sovrn proveniente dallo abbas3amento dell'alzo nel puntare non si deve ritenere maggiore di 1m,GO, il che compo·rtere'bbe uno spostamento a destra di 201m ,15 per la tacca dell'alzo). ... e così per le altre tacche. ~ 2.0. Come· si determinano le derivazioni praticomcntc.
Per determinare le derivazioni di un'arma, la si fissa orizzontalmente sovra un cavalletto, quindi pontandola sempre (colla tacca di mira naturale, cioè contenuta ne\ piano di tiro) nella stessa parte del bersaglio, si •sparano parecch; colpi; quindi sì rilevano sul bersaglio le quote orizzontali (2) dei ( f ) Il rapporto della derivazione a lla distanza divien om ,9~ per 100 pcl nostro fu ci le. {2) Per quota ori:zzoiitale di un tiro s'intende la distanza orizzontale fra il buco fa tto ~cl bersaglio· dalla palla e la vcr~icale passante pel centro dello scopo puntato. ·
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eolpi, e se ne ricava la derivazione media. Ripelnta ~uest'operazione per le varie distanze dalla media delle r/erivazioni medie t rovate, s,. n.cava iI rapporto d - fra la derivazione e la distanza
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in generale per un 'arma data col suo proietto e carica. 2 1. Perch è n on si r.ollocò l'alzo al luogo dell'ant ico traguardo.
Si avanzò i' alzo portandolo a 001,117 dal fondo de.Ila caniw, percbè non incagliasse il libero movimento del cane ; e d'altronde se collocato sul vitone, esso sarebbe mascheralo dal cane quando fosse questi sullo scatto.
n . Che
ctfcll,1 può aver prodolLo sull'angolo di mira o sulla gillaln ,I pnoto io bianco il riavvicinamento delle du e mire, cioè del tr:i-
guardo e del rnil'ino.
Avvicinandosi le due mire crrsce proporzionalmente l'angolo ùi mira, eppcrciò s'allontana la gittala di punto in bianco. 23 Che effetto produce sull'angolo cli mira e sulln gittata di punto in bianco lo alzarsi del traguardo.
Di mano in maniJ cbe si aumenta l'altezza del traguardo la li.nea di mira divien meno inclinata su quella del Liro, epperciò s'apre proporzionalmente l'angolo di mira; si ot.tengono in somma gli stessi elfelli che col riav\'icinamento delle mire. Coll'essersi alzalo di 4.moi il tragnardo fisso (traguardo dello zoccolo) e coll'averlo portato a om,904 dal mirino si otlenne · la gillala di punto in bianco a 207m. Pci fucili cbe non sono muniti d'alzo, il traguardo si lasciò allo stesso luogo, ed alla stessa altezza, ma si avvicinò il mirino a 0'",91>2 dal traguardo; questo sol fallo portò la gillata di punlo in bianco a circa 165°' indipendentemente dalla rigatura del fucile e dalla natnra del proietto; se si fosse alzalo contemporaneamente l'antico traguardo di 4~"",5 si avrtibbe la gittala di puoto in bianco a 'tOOm.
INTORNO AL FUCILE R IG ATO
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2~. Per qual molive, la testa della bacchetta venne appianala e smcnt.at.a.
Il proietto oggi adottato pel nostro fu cile essendo superiormente stracciato per un diametro di 6 01 m , è necessario che la tesla della bacchetta sia piana per batter più concentricamente ed a pio•nbo sul proietto senza sformarlo; venne ancbe smentata per non danneggiare i risaUi del le rigbe nel suo scorrere su e giù per la cauna.
Proietto. 25. Quali sono io gener ale i vnnlaggi delle pallottole cilindro..ogivali sulle sferiche.
Numerosi ed oramai incontrastabili sono i vantaggi dei. proietti ciliudl'O-ogivali sugli sferici, sia per rispetto alla maggior giu~tezia del tiro, che per 1·i~pello alla maggior gillala e penetrazione. Questa superiorità cl,•i proietti obl unghi sl,111ciali da armi rigale proviene rla chie clementi principali allinenli al peso ed alla furma: a) elle per una massa uguale e,:;si espongono alla resistenza d(dl'aria una minor superficie che non gli sferici; b) la forma acuta della parte an teriore del proietto. a) I proietti obl unghi, avendo sollo una medesima sezione trasversale una massa ben pit1 considerevole che i proietti ~ferici, ne risulta che la resistenza opppsta loro dall'r1ria sull'un ità di massa è minore di quella provata dai proielli sferici (1). b) L'acuità della parte anteriore del proietto, più favorevole alla penetrazione che non la semi-sfera, gli permette (1 ) SAN Ro11EnTo, Considerazion·i ml tiro delle cm ni da ( t1oco ,·igate ccc. Vedi Rivist11 militare, luglio l 860, png. 9. Per moggior spicg·izionc vedasi Nosior1i El1-ma11tal'i ml tiro delle armi do (UhcO di MOJl"D~, pag. 19. ANNO
V. Voi. IV. -
2.
)
BREVI CEN~l TWRICO·PRA1'1CI
l~TOR:-00 AL FUCILE RlGATO
di fonrlere l'aria con maggiore Lwìlìtll e di regolarizzare meglio l'azione delle resisleuze.
27, Qu(ll'è l'azione delle scanalalnl'e del pro ietto sulla direzione del suo moto.
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26. Per qual r~gione nlln parte postrl'inre del proietto si è dat.a la forma cilindrica.
Quanclo un proiPllo oblungo Ri muove nell'aria, la resi~ll-'11za di 4u1>:-la tende a SMlenerP. la sua punta, me11lre alla sua parie posleriore diminuendo la lrn.~ione dell'aria comprPssa snlto la sua bnsr,, (JllP.~ta menu effk.aeenlf'11te soslenula dalla punta, lende gradalamPntE ad abhas.~,Hsl, rosicchè l'ai!,-e di rotazione del proi1•lto, il qual ~ al momPnto dt>ll.i sua u,;cita dalla e.urna era diretto !-econdo la tangi•nle àlla lraiettoria, si rialza gradatamente cercando di portare la parte d1•I proiPllO ~u Ila di rii:t.i one vt>rtic;il<•, a gra nd issi mo sva ntJggio ddla g,u;;tezza e dcllu gilla ta. ~la se la p;1rle po,;leriore del proiPtto è di tal fo rma da ?lTrire la maggior presa po,sibile alla resistenza dell'aria, tale re.~islenza co,wggi>rà la di!'ezione del proietto, e tf'n,ltirà ince:;5anlemen te a ricondurre l'as~e del proinlto snlh1 di,·ozione del moto, cioè sulle successive tangenti alla lraieLtnria. OH<J menle, niun solido, mc•glio del cilindro, il quale <iffre all';:ria una sezione rettano-olare o , può presìarsi mr•glio a quest'uffizio, al cui compimrnlo s'aggiungono gli utili etfelli delle scanalature praticate sulJa parte cilindrica stessa òel proietto. Eiavvi però un altro motivo anche più potente di dar la forma cilintlrica alla parte posteriore drlla palla, ed è che niun'altra forma presenterebbe alle righe quell'adtirenza necei,~aria prr l'efficace sforza111enlo, e per la rulazione normale del proiello. La relazione di lunghnza fra la parte ogivale e cilindrica del proietto venne determinata sperimt•ntalrnentc sull'utilità di questi eITelli,
19
Le scanalature, aumr;nlando la superficie su cui agisce l'aria so Ila parte ci li ndrica (}PI proiettn, ia rendono p1eponderaole sulla resistenza della parte conica, e dallno così luogo a resistenze direllrici cbe correggono le deriazioni del proietto, mantenendolo nella sua direzione iniziale. La ~canalc11ur;1 po~ta sulla parte posteriore riel proicl!o, non prova ver'trna resisle1Ha tle!l'.iria fin tanto cbe l'asse si lrova sulla c:lirnttrice dP,I moto di trnsb:ione; ma per poco cbe ne d<òvii, le molecole aeree verranno tosto sconlr<.1rsi sulla parte posteriore della scanalatura opp1lsta alla deviazione, e la loro pressione rsercitandosi quasi normalrnenle avrà tulio il suo etfdto 4 menlre la parle di scanalatura che si trova dal lato della deviazione non proverò resisteni,1 'di sorta: sotto l'efft!llO di tale prrs~ione il proiello teot!era a girare attorno il suo centro di gravilà a rovescio della deviazione, ed a riacqu istare perciò la sua dire1.io11e vrimitiva. - Questi eue,tli saranno' vi(•ppiù sensibili ed istantanei quanto più la scanalatura si troverà verso la base del proietto. li proietto cilindrico-ogivale cavo si potl'Cbbe però usar senza scanalature, pnithè la Cilvità della parte posteriùre fa sì rhe il centro di gravità del proietto si avYicina di più alla punta, e diminuendo così l'azione della rcs:tcnza dell'aria sulla partfl anteriore del proietto ('I), prodoce sulla direzione di questo gli (1) « I rroietti allungati hanno u:1 moto di borcollnmcnto attorno il loro centro di gravità. il quale moto combinandosi l)OU quello di rulazione fa si che !~ sua punta descrive nna s11pnfìe1c conicn :iltrcllaoto più eslcsr1 quant'è magginrn la distanza deltr, pnnt.n ,il cc,ntrn d i gravità. Questo molo spiraloidc è pe1·fet~amm1lr analogo a <Jncl lo dc llil poni~ di un:,, trottola cbc si niseosta alq113nto ,latta vcrtical,·, e che tende a tosto rip_rr.n<!erc la sua pt'imitiva p osiz ione. E focilc eo11ccpir·c che m:,ggiorc sarà l'ampiczia ilr.i 1;iri descritta da:I; punta, maggiore sarà la m:ossa d'aria spu8tat.a cd urtata da qucsla punta,
BREVI é ENNI 'l'EORICO·PR!TICI 20 stessi effetti delle scanalalure. - Accoppiando rrò i due mezzi, cioè la scanalatura e la cavità posteriore, -si ottiene sempre una. mriggior giustezza <li tiro; ciò che venne constalato dalla spr>rienza ( 1 ). È facile intendere che la larghezza e la pl'Ofondità delle scanalature dipende dalla forma e. dal peso dt'I proietto non che d,il passo della rigatura dell'arma e dalla vélocita iniziale; la sola speri·enza però potè determinarle conveniente'menle. .
28. Quali condizioni dPtcrminarono la Jnnghczza, il calibro ed il peso dell'atlua le proielto cilindro-ogivale cavo:
Dai vantaggi che i proietti oblunghi banno incontrasta.bilmen te sugli sferici, sia pe-i· rispetto alla giustPzza del tjro, che per ri,;petto alla penelrnzione 11d alla g1ttc.1ta ne deriva la conveniet)za di dimi nuire il calibro delle armi da fu1_1co, per poter sollo !'ugual peso, dar uoa form;1 più 'allungata al proiello (2). Ma bisogner·t>bbe per ciò cambiar radièalmenle tulle le armi n<lstre, con gravis3iino dispend io di lc.mpn e di danaro, mentre drgli attual i fuc il i amwna appena poln•bbPro ancora ut11izz,irsi alcuni dei fornime nti e l'acriarino. Per la quale ragione fu giuuco fo rza di conservare l'antico calibro; e siccome e mngginr_e si farà la rcsi~tr•nza del l'aria. Al c_ontrario, più la punta sarà ravvicinata al cc11 t ro di gn,vil à, minore sa rà l'estensi.onc dei giri della punta, e per cons\'gn.,nzu mino re si farà la intensità dell'aria. D'.,ndc si vede I O che i punii il cui cr.ntro rii gravità è vicinissimo alla punta pnnno avere p iù acute J., pu11lc; 2° che due proiclt1 intierameute simi-li, ma il .d i c'li i e,•ntro di graviti1 non hanno uguali posizioni, pn!rno pro~arc delle resistenze atfalto d ,vcrsc. ,, (Tnrnoux, Mamoire sur les armes à feu r(/ly1fos, pvg. 26). Ciò spirga altr,isì come l'a ttuale nnstr~ p allottofo cava, la di cui pn n la è sliacuiula non prnva maggior res isl\~nZù., per purle dell'aria, dcllu palla piena rili nnro-ogivale la di cui punta erii acutiss ima, ma mollo più allontanata dal centro di gr,avi lt (l) Per p itì a mpi,e spiega~in11i degli effetti delle scanalature, vedi l'o~ pera più volle citata del MoN1Yo, pag. 60 e 6 1. (2) Vedas\ Nq;;;iq~i E/qmantari di MONDO, pag.- 62, N. ~2,
INTORNO
At
FUCILE RIGATO
21
sotto lo stesso calibro l'a\lungamenlo del proietto ne aun;ienta proporzionalmente il peso, cosl si dovette limitare cotesto aìlungamento a quel tanto cb)era indispensabile per assicurar sod- _· disfacenti effetti al ti1'0, poichè altrimenti il soldato per lo ste~so numero di colpi avrebbe avuLo uno stracarico di peso nei proietti. 29. QuaU sono in generale gli utili effetti- della cavità posteriore nel proietto cilin<lro-ogivale.
I principali vantaggi che fn genérale la cavità posteriore µssicura ai proietti cilindro-ogivali cavi sui pieni d'ugual forma S'i ponno riassumere nei seguenti: 1 ° Lo sforza.mento del proietto più faci le, ternpera,to e certo · essendo prodotto dalla semplice espan&ione della _parte il)ca vata del proietto sotto l'azione dei gaz sviluppati dalla carica. 2° Metodo di caricar il fucile rigato ,più semplice, facile ·e spedi ti vo. 3° Minor peso del proietto sotto allungamento e cali_bro uguali. · 4° Con ugnale perictrnzione: maggior giustezza del tiro , percbè, come già si disse, ,la cavi là posteriore de! proietto tende a cori·eggere le deviazioni dolla punta; maggior git:ata, mentre ·foi•nisce una·lraiettoria .più te.sa. · 5 · Mi nor bisogno di scanalature (potendo an1:he i· proietti cavi fortle senza), seuza scapito della giustezza del t~ro ed fl van tiiggio della gi llala. 30. Quali
s11110 le condizioni che determinar debbono la forma e le dimensioni della cavilà della pallòttola.
La forma e le dimensioni cho meglio convengon,o all'i~cavamento del proietto non ponr}o veramen\~ es;;~r.e .c!eter.minate se non dalla sperienza, non potendo la teoria per tql C()Sq ad altro gio.v.are -se non come guida 11elle ricr,rche e nolle ,p1:o,ve.
.n
INTORNO AL FUCILE RIGATO •
BREVI CENNI TEORICO- PRA TICI
Lo studio però della forma e delle din1ensioni della cavità debbe specialmente intendere a due punti di vista : .alla ef • ficacia ed alla facilità dello sforzamenlo, ed alla resi~tcnza del proietto nlle rotture ed al le sfonnrizioni. - Questione questa di assai difficile soluzione, irnpt'roCl:hè basala su priucipii af- . fallo _contradd ~lorii e .fra i quali è pur _giuoco ·forza stabilir un\!qna mìsura. Relativamente allo sfonamento converrebbe che la cavità a·vesse sollil issime pareli, fincllè lo sforzame nto per espansione succedesse faci le e pronto; relaiivamente alle rotture ed alla sformazione è necessario elle queste pareli abbiano una certa solidità e consistenza da resistere allo sfregamento ed allo strappamento, non che àl trasporto nei cofani e nelle giberne. Questa quistione elle sembrò selle prime uon solubile il fu però già sino ad un certo punto, ed assai sod<lisfaceutèrn ente col nuovo proietto fraucese da noi adottato, nel quale la cav·ità ha in certe sue parli minore la solidità. per facilitare lo ~forzarne.nlo1mentre lo ha maggi_ore nelle altre per resiste·re sufficientemente alle cc;1use di rotture .e di sformaiione-. 31. Quali sono i pregi particolari dd proietto cilindro-ogivale cav?
·
da· noi adottato.
·
11 nuovo prùietto, oltre all'avere circa alla giustezza del tiro alla gittata ed alla penetrazione tutti i vantaggi dei migl iori proiett,i cilindro-ogivali, sia per rispetto alla ·ronna esterna, che relativamente al calibro, al peso· ed alla lunghezza, ha inoltre su tutti quelli cavi sino ad oggi ideati e l:perirnentati lo speciale pregio, comprovato <la numerose sperienze, di fa\'ori re lo sforzamento colle sue parli deboli, e di resistere alle rotture ed alle 1 sformazioni colle sue parli forti. • li sM acciecamenlo alla parte in(eriore della cavità, mentre facilita l'introduzione dei gaz nel vuoto piram idale, per mezzo , çleì tre segmenti circolari inclinali (pans-coupés) che si vanno
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raccorclarn, a spigoli semilondi, colle faccie del vuoto piramidale stesso, ritrae tuttavia abbaslanza resistenza conlro le rotture e lo sfregamento, dai tre affurzamenli sre_rici, soste11nti dai segmenti circolari suddetti. La cavità piramiJale triangolare cbe sormonta l'accieca mento, -mentre col maggit)r spl'ssore di metallo corrispol)dente agli apotemi del!e sue facl: ie tempera conveuienlt'menle la espansione, coHa maggior ca,•ita ·de; sp igol i agevola ed accelera lo sforzamenlQ per modo cbe s,i e.lfellui in ternpo utile, cioè, prima che l'irtipulsione ci·escenle dei gaz, vinta l'inerzia del preietto, lo ponga in moto. La profondità (·I 4-mm) della cavita.è tale da assicurare la dilatazione del proielto su tutta la lunghezza della sua parte cilindrica (co m'è conveniente), sénza nuocere però a quella. consi,stenza ch'è indispensabile alla parte ogivale del proietto per la regolai'ità del tiro e per la penetrazione. . Il vertice della cavità tl'Ovandosi sull'asse del proietto, vantaggia grandemente il moto di rotazione del medesimo e conseguentemente la giustezza del tiro. 32. Pcrchè si è sti-acciata, per un diametro .di 6mm la sommità della pallot.tula,
Lo stiacciamento superiore del proietto ba per oggetto di facilitare il getto dimiuuenclo gli sconci cbc d'ordinario avvengono nella parte acuta del pl'oiello. Oltre a ciò questo ·~chiacciatnento naturale s'accv11cia meglio alla pressione della bacch~Lta senza che il proietto ne venga sformato.
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BREVI CF.NNf TEORJCO·l'RATlCI
.INT0)1.NO AL FUCIL~ RiGATO
PAHTE III.
A 5oom (605 passi). Si colfoéa il pollice innalzato cout.ro la terza fascetta, portando la sommità dell'ungbia sul piano del tiro, <li guisa cbe l'articolazione riesca a. circa ,i.llllll iuùielro dell'orlo superiore della terza fascetta, e. si punta al centro del bersaglio per la sommità dell'unghia.
Norme pratièbe pel tiro del fucile rigato (~lodcllo 1 860).
Tiro col fi1cile senz'alzo. A ·1oom (1'33 passi). Si pup"ta om,35 sntto il centro del bersaglio, cioè alle coscie del nemico. A_ 160m (2·1O passi). Si punta nel cenLro del bersaglio, cioè alla cintola del nemico. .
A 250m ('266 passi). Si punta nel petto. I
'
· A 2jom (330 pa:ìsi). Si punta· alla sot~mit.à del keppy. A 300m(400 passi). Si colloca il pol lice sulla terza fascetta e si punta al centro del bersaglio, cioè alla cintola: facendo passar la linea di mira per l'origine de!l'ungpia. 00
A 350 ( 4 70 passi). Si punta nel centro del bersaglio, fa-. cendo passar la linea di mira a metà disl-unzaJra l'articolazione del pollice e l'origine dell'unghia. 00
A 400 • (535 passi). Si puuta nel centro del bersaglio, :fa-
cendo passar la linea di mira per la sommità dell'articolazione del pollice. .
A 550 00 (730 passi). Si punta come sovra avanzando però l'arlìcolazione del pollice all'altezza dell'orlo superiore della terza fascetta. A 60000 (800 passi). Si punta come sovra, avanzando però la sommità del pollice di circa 4 centimetri. I fuochi d'insieme (per pelollonc compagnia, batlaglione, ecc.) non si fanno utilmente cbe sino a 300m. - I tiri individuali pon1Ìo ~pingersi sino a 500m percbè usali contro masse di truppa. - Oltre questa distanza il tiro è incertissimo, nè cl ebbe usarsi che in circosL,111ze affatto ecoezionali e dagli esperti tiratori. L'impiego del poll'icc a mo' d'alzo richiede un lungo eserèizio per parte del soldato, e 11011 se ne può asp~ttarè buon s~ccesso, se ,non con nn' istruzione intliv,iduale di puntamento accuratissima e col freqliente tirare al bersaglio, appliqando le règo\e suddette. Que~te regole potrà l'istruttore così lrggermente mod ificare secondo la conrorrnazione del pollice dd tirai.o re, abbassando od inn,ilzando qu~lla ·parte di esso dilo, la quale serve di traguardo, secondo elle il dito stesso è più o meno lungo. 1
R()(Jole · di tiro pel fucile con alzo, A 100'~ (133 passi). Si punta ai piedi del bersaglio per tacca dello zoccolo (alzo abbattuto).
la
A ··1 50m (21 O passi circa). Si punta per la tacca suddetta 00
A 41'>0 (600 passi). Come sopra inarcando il pollice per dargli maggior rilievo sovra la canna.
0,50 sotto il centro del bersaglio, cioè alle ginoC'tbia (alzo -abba llu to). ·
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BR&V I CENNI. TEORICO-PllATICI
A 200 01 (266 passi)'. Si punta al centro del bersaglio per la tacca dello zocco lo (alzo abbattuto). · A :2/>0m (:BO pa,si). Si punta alla sommità del bersaglio per. la tacca dello zoccolo (alzo abbattuto), oppure ai piedi del medesimo per la tacca ,del tallone (alzo inclinalo).
A 300m ( 400 passi). Si punta al centro del btm,1glio per la tacca del tallone (alzo inclinato).
27 lo prescrive l'istruzione regolamentare, non si devono lasciar sparare se non se i più abili tiratori. Porrem lìne à queste brevi pagine nellr, quali abbiam tentato di qigr-ossare le nozioni pit1 essenziali intorno. all'uso del u;,ovo fucile rigato, raccomandando caldamente la scuola delle distanze per tulli, ma più specialmente pei graduati. Senza di qnesla e·ssenzialissim.a pratica, cbe appo noi (bi~ogna cnn-· fessurlo ), è molto trnscurala, non potrem senlÙ'e i vantaggi del nuovo {ttcile, e la colpa.sarà nostra I INTORNO AL FUCILE RIGATO
A 370m (45 0 passi). Si pnnta alla sommità del brrsaglio per la tar,ca drl tallone (alzo inclinato), ovvero al ~iede del bersaglio per la lacca del traguard_o inferiore del ritto (alzo ele~•ato). ~ 400
01
(535 passi). Si pnnta nel centro del bersaglio per
la lacca del traguardo inferiore del riUo (alzo elevato). A 450 01 (600 circa passi). Si ptrnt.a alla sommità del bersaglio per la lacca del traguardo inferiore del riIlo, ovvero al pied~ ~ del bersaglio per la tacca del traguardo superiore del ritto• A 500m (6 65 passi). Si punta_ al centro del bersvglio colla · tacca del traguardo superiore del ritto (alzo elevato). · ' ; A 550 01 (730 passi). Si punta alla sommità del bersaglio colla
, tacca del traguardo su peri ore;alzo elevalo), ovvero al piede colla tacca del rillo (alzo elevato). A 60001 (806 passi). Si punt<1 al centro llel bersaglio per la tacca del ritto (alzo elevato). A 65om_(864 passi). Si punta alla sommi tà del bersaglio per la tacca del ritto (alzo elevate). La gittata del nuovo fucile diede passabili risultati, quale arma a precisioirn, sino a 800"' e si este11de sino a '1 200 111, ma il tiro a 650n1 si può già considerare come un massimo pratico 11ssvi soddisfocent.e. - Ed anzi oltre 550"', come benissimo
~-
COSTITUZIONE MILITARE , DEL REGNO
All'infaticabile capitano signor Vandensande, d~llo stato maggiore belga, a,ndiarno debitori dei molti ed accurati lavori ch'egli ha pubblicato iµtorno alla forza armata delle varie potènze sotto il titolo di : Tableat//JJ de la compos,ition cles Armées Enropéennes su1· le piecl de giwr-re, clressés iwprès les documenls o!ficiels les pl-its ·récents, di cui abbiamo data la versione italiana, per ciò che riguarda il Belgio, nel vol. m, anno 1v, da pag. 68 a pag. 87 di questo giornale. Ora averÌdoc:i l'autore medesimo inviata la za edizione della sua tavola rv intorno alla costituzione militare dei Paesi-Bassi, invitandoci ad inserirla nel nostro periodico, ci facciamo un piacere di renderla di pubblica ragione~ persuasi di far cosa grata ai benevoli lettori.
LA
DIREZIONE.
§ ,1°. Sommario, storfoo, e dati statistici siill'organizzazio11e de lt esercito. , La popolnione dr~I regno de' Paesi Bassi al 1° gennaio 1860 a~cflndeva a 3,'299,2'13 anime, ed era ripartila fra le diverse provincie nel modo seguente, cioè: ' 406,741 Brabante settentrionale 401,86i 618,1-71 523,895
Gueldria. Olanda meridionale Olanda settentrionale Zelanda Utrecht .
Frisia.
.~
165,638 159,928 .
273,206
Overys3e\ 281,488 Groninga 205,·179 Drenlbe . 94,,4 72 Ducato di Limburgo , 2·15,351 La superficie del regno è cli e~tari 31259,24>'1 1
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. CùST!TUZIONE MILITARE.
Oal bilancio del tesoro al primo gennaio 186 ·I risaltava il .debito del:o Stato, tanto ordinario che straordinario di fiorini 1,035,6 ·11,2·13. 20 cts. te entrate probabili per l'esercizio corrente sono valutate a 9 ·1,'262,006. 24 5 . clS, e _le sortite o spese a 8i,182J96 fior. 605_ C1s. '
Le forze militari che
i!
regno dei Paesi Bassi tnantiene, com.
prendono : 1° L'armata delle Colonie (coloniale), .cbe è nel le attribuzioni del dipartimento delle Colonie; 2° L'armata indigena, alla quale appartiene· il contingente, che il ducato di Limbnrgo è obbligato a dare alla Confederazione germanica. - - La composizione del ·contingrrtre, che il granducato di Lussemburgo deve fornire alla detta Con!'erlerazione, verrà indicata dopo que lla <J1,IL1rmal,! indigena. In quanto poi al l'armata colo11ùtle, ciò formerà l'oggetto di on lavoro partico lare, che ci riiìrrviarnò .di esporre con maggior'i dati, cbe non consentono la ristrcttPzza di queslo su nto. Il bilancio pel mantenimento dell'armata ùuli'gena stato fissato per legge a fior. 12,990,000 per l'esercizio dellairno 186 1, in cui sono compresi fior. ·1 ,508,83 i a titolo di pen.~ioni militari. - Dalle spiegazioni date da S. E. il ministro della guerra, in occasione della discussione del bilancio pel 1860, ri~ulta che la forza nurnel'ica dell'armala olandes~ sul piede di gnerra, deve essère di circa 95,0 00 uomini onde poter respingere un attacco per terra, e di H)6,000 uomini, se il paese fosse attaccato simultaneamente per terra e per mare ; vale a dire .in nunrnro rotondo ùa 80 a 90,0QO nornini <l i fanteria~ da 4,000 a /J.,500 di cavalleria, con 3)'ì00 a 4,000 cavalli; 2,500 uomini d'a rti glieria a cavallo e di ca~pagrrn, con 1,800 cavalli per tirare 15 batterie ; 1,200 uomin i del treno, con 2,000 cavalli; è:1 6,000 a 7,000 uomini d'artiglieria da_ piazza e $00 nomi ni <lei genio: in qnest'etfettivo sono compresi, come ma;irnum, t5,000
è
1
DEL ItRGNO nE' _PAESI B,\SSr
31
uomini denominali in olandese ùi Schuttery che si suppone poter unire all'armala permanente. § 2. L1 legge fon damentale del regno d'Olanda, mod ificata nel '184-8, si esprime nel seguente n:iodo circa al principio sul quale è fonda.la. la costituzione della forza delì'armatd: « ART. 177. Uno d ei pl'im i rlonri degli nbitanti del r egno è d i p ortar le ar mi per manlcnci'c l' indipen denza del lo Stato e d ifendern i l Lerri-
lori<> . « AnT. 178. Il J'e wgl ia ncchè forze s11 f ficienti di ter ra e - di mar e, formatn per arrno h1rnc n ii volonla rii nazi onali o stranier i, si~no costuntem,·nLc mant .. nutc per- se rvire , sia in Europa, sia fuori d'Europa, secondo che le circosla11zc lo rich iedo,w. • A11T 180. Vi ~ar à sempre u na milizia naziunalc, format-a, per q'uantò è possibile. d i arru.olomcnti volont.arii, per servire nella ma rineria determiua\a dalla l rgge. " ART. 181. 111 mancanza d'u n numero suffici1'nle d 'arruolamenli vo l ontarii. la 11,ilizia su rà completata per eslr nzione a sortr. Tut.ti gl' inser ii.li che al 1° genna io d'ogn i nono toccher anno il 20° anno d' età,
concnrren111no all'cslraziont.' . L' irnwriz ione si fa l'anno antrrio1·c. « AnT. 182. In temp o cli pucc i militi iuscr i ll i pc! servizio di I.erra sono' cnng••flati ò c-fì nil i,;a.ment.e dopo c innue anni di servizio . ln ca.so di
g11crrn o di ait,·c c ircostanze sLraor,linarie, una lcg-ge , la qual e dev'essere rinnnv:ita ogn i anno, pnò ohbl igarli ad 1111 servizio prolungato . « An-r. 183. Ne i trmpi ordin ar ii , la m i lizia d i. t.crra è chiamata sotto l e u,·m i ona volt a all\,nno, per sci sellim11ne ,il pi ù, offì né di prendere parte all'escr citni one mi litare; ln ltn via il re può, se l o giudica necessario, abbre vi11rc il tempo dell a ri n n ionc tielle in ilizie , o sopprimei-la af. fatto. Il r e pub .lenc1·e sott o le armi nna pal' LC ,lel la , m ilizia a fissarsi d alla lt'ggc. - La Je,a dell'tinoo corrente , pei primi cscl'Cizi , non può essere teuula. sollo le armi che pci· un solo a.nno tutlo al più (1) « AnT . 184. In cHso cli gu erra od in a ltre ~ircostanze straordinarie, il re può· chiamare straordiM,riamentc sollo le armi la n.i lizia di tena, sia in to1al c , sia in parte - Egli convoca in pari tempo g li stati generali, nffinchè una legge stabilisca, se J,a luogo, l a r i uniònc ulteriore del la milizia . « An·r. , 185. I 'coscritti della mil izia di terra non possono, senza loro consenlinicnlo, <'sserc mandali alle Colonie, o nelle p ossessi oni dd regno in allre pnrli de l r11ondo. « An1 . 186_. Una parte della m ilizia può essere des ignai.a pel servizio dì ma re, nel modo da stabi lirsi per legge. » , (1) Quest' nltima cl~t1sol:i è p1•egi od iiie\10lt1 al più ;:ilio gradn alla buona org:wii1,aiione del~ I a_r~nala ol~nd1::-:c, poifhè è irrq,os~1bilc di crnnplcl=1rc in uo :i nno l'istruzio11 c Hlili tare di un m,111e ap1iartene11te 1lllc ar mi ~i cavallc1·i:1, d'artigtierìa o del genio; e per 1aoto il ~averno di!\'!! confi.:irm,lr\'iSi r igOl'OS30H!OlC. ' 1
32
§
33
DÉL REGNO DE' PAESI BASSI
COSTITUZIONE MILITA RE
. " ART.' 1~8. L~ S~lmtt~ry è organi~zata · nei comun'i. Essa è impiegata rn Lernp1 eh per,coli e· d1 gncrra alla difesa della palria e generalmente al mantenimcn(o della tranquillità pubblica. '' AnT. 189. La legge stabilisce l'oì•ganizzazione della forza numerica della milizia della Schulfol'y. »
3. Dalle dispo~izioni della legge fo ndamenta le, innanzi
citale, ne consegue cbe l'armata ,indigena' si re.cluta per ingaggia menti volontarii e si completa con uomini presi fra. la milizia. Sono amnH'ssi a contrarre ìngaggiamenti volontarii: a) Tutti gli Olandesi celibatarii e gli stranieri, uon disertori, dell'età dai 18 ai 36 anni; e sino ai. 40 se hanno già servito. b) Nel bauaglione d'istruzione, i giovani - dai 16 ai 18 anni, che sappiano leggere, scrivere e che conoscano l'aritmetica. e) Come tamburi, i giovani chr. abbiano •I 4 anni compiti e .<-iano di buona costituzione fisica. - La durata del primo ingaggiamento è di ,6 anni al più; ma non può essere a vita. ·- Il ringaggia lnento dPgli uomi ni che terminano la 'loro ferma, o di coloro che vogliono ri entrare nell'armata, può essere obbligatorio per un termine di 2, di 4-, o di 6 an ni lutto al /più. - Al termine del secondo in"ao-oiame.nto , 0 gli uomini sono ammessi ad un terzo, ad un quarto o sue- · cessivamente, semprechè il primo ingaggiamenlo abbia avuto luogo prima del 3·5° anno di età, · poichè non possono s~rvire al di là dei 50 anni. -La forza del contingente annuale della mìlizig sta nella proporzione di un uomo su 300 anime dnlla t9t,1le popolaiione del regno. ' Nella milizia, il rimpiazzamento e la sostituzione sono autorizzali. I militi ed i sostiluenti possono contrarre ingaggiamenti volontari i di sei anni (art. ,171 della legge del!'8 gennaio ·18·17); ma. se banno l'et~ minore di 23 anni debbono o~lenere, come' t,;:)
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tutii i Neerlandesi, il cou;;enso per iscr:Oo de.i loro parenti o tu lori. - i militi aventi più tli 5 anni di servizio possono ug;,dm(~nte ingaggiilrsi nell'armala permanente 11"i" un h rmine di 2, di 4, o di 6 anni . - Gl'inpggiame11ti · e reingaggiamc-nLi danno il diritto ad un prendo in çlanaro. · l\ nurnPro dei J1lilili ùhiamati sollo le bandie11e nel 1860, è stato di 9,9()6 _ - L:l pirle contribuLiva <l'ugni pruvinèia fà come segue: Brahanle S(•lt1'.ntrionalP, ·I 230; Gueldria, 2,2'12; Olanda m1iriclionale, ·1,83f); Olouda seltf.'l!trionale, 1638: Zè,.., landa, 5'2:{; Utreeht, t 72; Frisia, 819.; Groninga, 635; Overyssel, 708; Drenthe, 26'1; e Limhurgo, 62'.1. § ·4-. Composizione delf'ar111ala. - - t' ('Se rei tìi w 1~l'a deHe seguPnli armi: ·fanteria, éava\\eria, artiglieria ·ct,i pontoni<1ri e eo\ treno, gen io, ginrii;dizione dei mare~ciall.i (maréclwussée). Esso comprende inoltre il grande slato mnggi ore dell'armata, lo , stato maggiore generale, lo stato maggiore ddle piazze e d'elle provi_ncie, l'arnmi11isl;.,nione mil,itare,· il se,,vi:iio sa11itarìo, il ser~ vizio veterinario, l'uditoriato e lìoal.menle gli, sla.bi'lime'11~i-e gli istituti militari. li contingente della milizia, nella leva del ·1860, è· sta lo riparlito nel mùd0 seguente fra le .di \lerse aril'.l:i :· infant<!ria, 8,3'.2\f nomini; cavalle1ia, 365; artiglieria, ·p,ontonieri e trel'lO. , 1' 203· mi'natori e zar)patori,: 69 . Ai •I " luglio 1860 il · numero dei so~to ufficia,l.it; caporali; cornette (clairons), tamburi, t.rombe e soldati, (vo\ontarii), compre'so anche i militi ingaggiati in virlù deWart. 17-1 , ascendeva, per ogni arma, come segue: fanteria, 8, 169 (comprendendovi · àncoe il battaglione d'istruzione, il èlepi1si t'o genernle di' disciplina ed · il deposito di reclutamento per le Colonie');, ca,1alleria, 2,2~4-; artiglieria(coinpresi i pontonieri ed il treno), 2,4.01; .mihalo1•i e zappatori, 3/~9; accademia mil itare, •I 41; giurisdizione dei marescialli (ma.réchaussée), 306; totàle 13;670, di cui 2,77,iJ soll'uflìziali; '.2,326 caporali ; 798 cornette, tamburi e 1
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Al'INO V. Voi. IV. -
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34
· COSTITUZIONE MILITARE
tromh(l; inrli 7,77:! soldati. - Mancavano a quella stessa data 6,62,i. volontarii per compl<•tare il numero o~sato dal dl.'cr1•lo Òrganico, vale a' dire: 4,082 nella fanteria; 577 nella èava!IPrin' ; ·I ,O 15 nelL1rtigl1eria e f.iO nei minatori e zappatori. Nf.'ll'aono 185\) ha11110 avuto luogo 1,3-86 ingilgginmP11ti volontari i , 1,21 O in virtù dell'art. 17 1 prtJt.:itato, e · (039 reinga66 iati; totale 3635. § 5. flerarchia. - La gerarchia militare consta nei seguenti gradi d'ufficiali, _cioè: maresciallo di campo (fetdmurèchal1, g1 11erale d'un' arma (generai van e:,-1, toapen), luogotPne11te gpnerale, generai maggiore (o maggior generale), colonnello, luogotenente colonnel lo, maggiore, capitano, pr~mo lr,nentP, st>conrJ'o. lenentP. ~ 6. Circoscrizione militare del 1'eyno. - L'Olanda si scomparte in sette t.livisioni l\lilitari ( Il. 0'0 del 25 febbraio 1860) (orma IP eome srgue: 1• Divisione, Brabante seltenlrionale, col quartier gimerale a JJois-le-Duc; · 1
1
2a D1 visione, GuelJria ed Overyssel, quartier generale ad A,r,n/1em; 3.a Divii-ione, Oland~ meridionale, quartier generale a La llaye (la Ajn); _ f' Divi~ione, Olanda sèltenlrionale ed Utrecht, quartier gen11r.1 le ad . Haadem; 5a D1vi,ione, Z ~l.1nù 1, qn 11·tìer g,•nrrale a Fl(l~singa. 63 Divisionr., Frisia, Groninga e brtJ11lbe, quartier generale a Gruninga. 7a Divi,ione, Ducato di Limburgo, quartier generale a MaP~trirht. Il coma111lo rll'lla diri~ione è affidalo ad un maggior ge~ UPrale o arl un col11one!ln , ed eccninn,ilme11le ad 1111 luogolrnt'nte ,gen11 ri\lf\, Gli ufriziali surwriori i11vt•,,;1it.i di (Jlll'Slo "çomanùo, foqno pane ùcl g1·aq1!e s\4to n1a~giore qell'afin a
0
35 Essi esercitano simultaneamente il co_mando provinciale e qnello delle tr~ppe cbe si trovano nella _loro divìsioné, <lacchè pe~ lo stesso reale decreto fumno soppressi gli scompartiment~ in brigale di f,rntt>ria e . cavalleria insiern.e . ~ll'istìtuzione. dei_ coma;HÌi provinciali. \'. Il regno è per altra pàrta scomparlito in due direzioni di: artiglieria e dqe ispPiioni rii forlif).çazipni, aH•nti la mede-: sima circoscrizione (IL del ·15 gP0naio 1860). - La sede della 1a direzione d'artiglieria e della 1a ispezione dPlle forLificazi11ni ·è ad Utreéht, e quella dPlla 2 3 a"Dordrecht. Le principali piazze di gum·a dell\)landa sono: /Jergenop-Zoom, Bois-le-.Duc, Brida, Brielle, Dtlfzyl, .Flessingn, Ge1•r~. truiaenberg, Gurcum, Grave, G,·oninga, Belder ( posizione forti• fìca\a, Hellevoetsluis, bfaestric!tt, · /J/uiden, -Nnarden, Niinega~ . Ter-N.euzen, Venloo, Willemstad e Woudricfiem;· i fol'li · di Balh, Breskens, Ellewoulsdyk, Loevenstein ,' l\'ieì1wersluis ~; ·Wicriékersclia~s ; - le teste di ponte di Devenler,. Doesbourg e Zutphen. . DEL -REGNO DE PAEST BASSf
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DEL REO~O DE'PaEsr BtSSI
COSTITliZIONE MILTTARB
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- - - - - - - - - -- -- -- - - - - - - - -- - - Gran,le slnt9 maggiore dell',1rmala (Gronte staf vrm. hct /~ger) (b) Staio n1111,:giore gmu:ral,· (G,,,.erafP. S!1tf) (e) . • • . ::ilato ni:11,:giore delle pro,·inci,i e dell e piuzze (d) . . Am111i11 is1rado11c militure ( 11011 compn•se quelle elci cnrpi di lrupp,1) (e) I • ::icrvizio sa11ilario (11011 compresi gli uffiziuli sawtari dei corpi) (f) I •
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Stato maggiore della funtcria . . • . . · 4 •i R1·1,:gimenlo <le' gra11uticri e dei cacci.al.ori: 4 hattaglioni e t ilcposito . , ., ll R,·ggi111cnti di linea, ciascuno di ~ battnglinm e 1 deposito tli 2 compagnie I 3 jl 176 ; Ralfiagl1011e tl' islrnzioni,, 4 compuguie a K1w1pen . . . I ,' D1•p11sito ge nerale rii discipli11a, :I compnguic, a Bois-le-Duc . , , 2 Deposito ùi rcclutameuto coloninlc, 4 compag11ic, a hardcrwyk • 11
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• C,\ VALLERIA (lt). Stato magi:iore di cavalleria . . . . . 'I •• ,,• 4 Reggimenti cli tlragou i, di 4 squadroni e l deposito . . . . • • " 5° Rcggimo dragoni, di 5 squadroni e 1 deposito (Conf.ingcntc limburghesc), ARTIG LIERIA (i). Stato ma.rgiore . . . . . . • . • • • · 3 HegginH'Oli d'artiglieria di pinza. cia~cnno di 14 comp. di cui 1 di deposito. 0 R1·ggim cl'arti;dicrin di campagna, di 11 comp all.ivc. I di,dt p0 cd I del trc110 Rcg~imen Lo d'art.iglieria a cavallo, di 5 eompugnic, di cui 1 di deposito · Corpo dei J>oulonicri
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39·, (S. A. R. il principe Federico), di 5 luogotenenti generali (S. A. R. il principe Orange, 4 uffiziali generali, investiti rispettivame;nte delle funzioni cli capo dello stato-maggiore generale, cl' ispettore generale della fanteria, di quello della cavàlleria é dell'artiglieria), di 16 maggiori generali in attività di setvizio, 2 de' qua1i sono membri dell'Alta Corte di giustizia militare. - Questo numero d'uffiziali generali sarà affatto insufficiente, e dovrà al certo subire un grande aumento in caso di guerra, e nell'ipotesi d'un · effettivo cli 95,000 a 106,000 uomini. e) S/.ato-maggiore generale - · A tenore del regio decreto 19 otto'!)re 1843 si coni.pone : di 1 luo6 otenente gener-ale , capo del corpo, i colonnello, - 3 luogotenenti col0nnelli, 3 maggiori, 9 capitani di 1a, di 2"' e di 3" classe, e 6 primi-tenenti; in totale 23 uffiziali. < , NB. Secondo il decreto reale del 27 marzo 1841 questo corpo ayeva 1 maggior generale per capo, 2 colonnelli, 2 lu0o·otenenti colonneÌli, 4 maggiori, 12capiiani, ripartiti in classi, e 10 primi-tenenti, cioè 10. uffiziali di più che non ha ora. - Questa r iduzione sembra tanto più inespìicabile, in quanto che il quadro dello stato-maggiore generale trovasi insufficiente, anche in tèm po di pace, per riernpiere le diverse funzioni spettanti agli uffiz1ali di questo corpo, e che d'altronde l'aumento del loro effettivo, come eziandìo il loro ri11:piazzamento in tempo di guerra, presenterà de:le grandi .difficoltà, anche col rnodo attuale di reclutamento. V'è poi luogo a meravigliarsi grandemente come in Olanda si affidi, in tempo di guerra, la carica di capo dì stato-mao-aiore d'una divisione , della forza da 10 a 12 00 mila uomini, ad un maggiore o ad un capitano, mentre che tali funzioni 'ÌU quasi tutte le armate d'Europa sono affidate ad un col0nnello o ad uu !Ùogotenente colonnello, e qualche volta persino ad un uffiziale generale. . · , 11- decreto reale dèl 19 agosto 1826 permette inolti:e d~ DEL REGl'/0 DE' PAESI llA:'èI
COSTlTUZIONE Mlt!Tì\l\E
NOTE SPIEGATIVE \_
a-b) Al grande stato-maggiore dell'armata ap~~rteilgono : il Re, che ha l'autorità suprema su tutte le forze di terra e di mare (art. 58 della legge fondamentale, m~dificata nel l&c18), S. A. R. il principe FedericG de' Paesi Bassi, in qualità: di feld-marnsciallo, la easa militarè di S. M. , gli aiutanti delle LL. AA. RR. il principe d'Orange ed il principe Federico. La casa militare del Re ,è composta, in questo momento: di 1 luogotenente generale pensionato, che n'è• capo, di 1 maggior generale p1·i1no-miutante, cli l colonnello ( del contingente federale di Lusi:;emburgo), di 2 maggiori, 3 capitani, uno de' quali dell'u.rmata. delle Indie, 2 capitanitenenti della marina, ed l primo-tenente quale aiutante. Vi sono inoltre, sott.o il tit0lo di aiutant·i in servizio straordinario, 55 uffiziali generali e superiori di diverse armi in attività di servizio o pensionati r ecc., ecc., 6 _p ri~i~ tenenti, 1r!fiziali d'01;clùianza; S . A. R. il principe d'Orange ha per aiutanti, appartenenti all'armata ;. 1 luogotenente colonnello ed 1 capitano; e S. A. R . il prinçipe Federi-co: 2 capitani. Fanno similmente parte del grande stato-maggiore .9 maggiori. generali, fra i quali i sette comandant i de!le diyisioni militari, uno è il rappresentante di-S. M. presso la Oo,nfederazione germanica; parecchi di loro poi appaTtengono già alla casa militare del Re. - Gli uffizia:li in ,_attività di servizio, face~ti parte dell'armata iudigen,a, sono ì soli che 'figurano nello Specchio ' sopra citato. Il quadro degli ufiiziali g_enerali non è lii~1itato; esso componesi, · m questo momento, di 1- feld-maresciallo
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· çOSTl'l'UZIOXE
lllLITARE
DEf, RF.Gl\O DE.PAESI BA~S1
scegliere nella fonteria· o nella cavalleria un certo numero di primi e secondi tenenti, che ne vengono distaccati in qualità cli aspfra:nti (i quali corrispondono ai nostri uffiziali a,pplicciti allo stato-maggiore) . ,, d) Il decreto reale del 25 febbraio 1860, che sopprime i comandi di provincja, ruanr.iene t uttavia l' istituzione degli J.iutanti provinciali, che restano a disposizione del comandante della divisione militare alla quale appartengoao , per tutto eiò che ha rapporto al servizio della provincia. Lo stato-maggio1'e provinciale si compone di 10 luogotenenti colonnelli o maggiori (regio decraio del 10 ottobre 1843). Lo .1tctlo-maggiore delle piazze . coi;ista di 2 colonrelli comandanti di piazza. di l" classe, di 4 colonnelli o tenenti colonnelli comandanti di piazza di classe , 3 tenenti colonnelli o magg.iori comandanti di piazza di 3a. classe,10 capitani aiutanti di p:azza di 1" classe, e 16 prirr..i o l'lecondi tenenti o.intanti di pÌè'.l½a tli 2· nasse (vedi regio decreto del 17 otLobre 1851). Vi sono !2-J!tro 25 portina: di 1a, 8 di 2"' cd 1 di 3u. classe.. 3 guarda ::iarri~lL'e di l"' ed 1 di za classe (B,ilancio del 1861) . e) Il per?onalc dell'amministrazione milita1·e comrrende (vedi Ann,ua1•io 1861) : · 1° L'Intendenza mititar•e cornp·:>sta di 1 intendente in cap0 (maggior generale) , 2 intendenti di 2" classe (fuogot~ne~1ti c~l~nnelli~,. 6 sotto)ntendenti di fa classe (roag~ gt0r1), e n idem di 2"'. classe (capitani); totale 2:1,. _ _ Zo I quartie1·-mastri' in numero- dÌ 24 ' del grado d{ capitani, ripartiti in tre classi: di. 30 primi e 29 secondi" tenenti (A.nnua1-io milital'e del 1861). - Essi figurano nel quadro effettivo dei corpi, all'eccezione di 4 capitani e 4 l uogotenem.i distaccati al Minister o della guerra ed all'accademia di Breda. · 3° Gli amminist1·ato1'i del vestiario e dell'armamento
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vale a dire: 1 maggiore, 9 capitani, 7 primi e 6 secondi tenenti ; essi sono compresi nell'effettivo dei corpi _di truppa, meno 1 capitano attaccato all'accademia militare. 4° I direttori def li ospedali militari (regio decreto del 13 maggio 1851), in numero di 8 capitani. - Indipendentemente dal grande ospedale del r egno, situato ad utrecht , vi sono ancora 7 altri ospedali di guarnigione, sfa biliti ad Amsterdam, Bergeu-op-Zoom, Breda, Flessinga, La Aja, Maestricht e Nirnegr, ; il personale inferio re di questi stabilimenti consta di 9 scfr,-ani e magazzini.eri d , 1"- classe, 3i impiegati di classe , col raugo di sotto uffizi ali., e 94 impiegati di 3"' clas~e o soldati. Il personale dell'intendenza e degli ospedali sarà considerevolmente aumentato sul piede di guerra; q uello delle sussistenze è intieramente a crearsi. Evvi ancora il personale del maga,zzino generale degli effetti cli vestim·io e di eqwi:paggicimento, quello di carn7Jagna e delle fornitu1·e d'ospedale di Delft, e quantunque esso non faccia parte di quello dell'am.ministrazione m ilitare (simile al nost1·0 marfaz::imo me-rei), noi pertanto ne facciamo qui menzione in seguito a quest'ultimo e sotto la medesima rubrica. Esso consta di 1 maggiore direttore, l capitano guarda-magazzino , 1 .aiutante guarda-magazzino, 1 scriV'ano1 :. sorvegliante ai modelli, 1 scrivano aggiunto, 15 domes~i~i, ed 1 portinaio (regio decreto del 4 agosto 1856). f) 11 servizio sanitario comprende i medici ed i fa1··m1;J;ci,st'i milita?>i. Venne riorganizzato per reale d ecreto del 17 febbraio 1860, e si compone di 1 ispettore (assimilato al rango di maggior genera.le), 2 primi uffi.ziali di sanità di 1a. classe e 5 di seco1,1da (col rango r ispettivo di luogotenente colonnello e d1 maggiore), 33 uffiziali. di sanità di Ia classe (col rango cli capitani di l ', ;2a e 30. classe), 60 uffiziali sanitari di 2• classe (col rango di p rimi tenenti), 40 di 3a classe (col rango di secondi tenenti), 5 farmacisti di l,• 0lasse (col rango di capitani), 12 di 2• e 10 di 3~ classe
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COSTIT UZIONE MILITARE
(assimilati rispettivamente ai ranghi di primi e di secondi t ~i;ienti), 6 allievi stipendiati di 1a e 16 di 2a classe, più un numero . indeterminato d'al1ievi, non stipendiati, di 3a classe. In qnesto numero sono cori1presi i 3 u:ffiz,iali di sanità di 1a, di 2"' e di 3a classe, attaccati al deposito di reclutamento coloniale. Di questi 141 uffiziali di sanità ve ne sono 22 di l "', 38 di 2" e 35 di 3a classe, che fanno parte dei corpi , comprendendo in essi anche g]i aMetti al deposito di reclutamento coloniale; ~ 46 altri, come pure i 27 farmacisti ed allievi , vengono impiegati negli uffici dell'ispezione, al magazzino di medicinali, alraccademia militare di Breda, al grande ospedal;:) reale d'Utrecht ed alla scuola normale di medicina eh~ vi è annessa, negli ospedali di guarnigione e nelle infermerie. Vi sono inoltre 1 cappellano e 10 domestici impiegati nel magazztp.o dei medicinali. Il servizio vete?"ina,t io consta, secondo il regio decreto del 25 dicembre 1856, di 1 direttore (col rano·o di mao-giore), di 5 veterinari di 1a classe, di 5 di zaoe di 12 "'di 3"' classe (assimilati rispettivamente ai ranghi di capitauo, di primo e secondo tenente. All'eccezione del direttore e del veteri1;ario ·attàccato all'accademia milita,rc, t utti gli altri figurano negli effettivi dei corpi di cavalleria e ·di artiglieria. I quadri dei servizi sanitarii e · di veterinarii non sono fissati sul piede di gue,r ra : l'un~ e l'altro dovranno ricevere in :tale caso un aumento considerevole , affine di essere in istato di provvedere al servjzio degli ospedali cli campagna e delle batterie d'artiglieria a distaccarsi presso le divisioni attive dell'armata. g) L'ultima organizzazione della fanteria por ta la data del 21 novembre 1850; ella prescriveva la soµpressione · delle di visioni, conservando tuttavia il riparto de' reggimenti in 5 brigate, una delle quali -di riserva, collocata setto gli ordini di maggiori generali o di colonnelli. Ma quest.a formazione, in seguito all'art. 1° del decreto realQ'
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,25 febbraio Ì860, vennè parimente soppressa, ed in con -
formità dell'ar,t. 3° di questo decreto, il capo di ciascuna delle sette divisioni militari del regno ha sotto i suoi .ordini tutte le truppe stazionate nel suo comando . In quanto al rjparto della fanteria in tempo di giwrra, non.·è per anco stabilit o, . ma è probabile che le truppe attive di quest' anno saranno scompartite in tal caso in tre od in quattro divisioni, di 2 briga.te ciascuna, ed in 1 brigata, di rise_rva, formata .di truppe scelte.. La fanteria consta : 1° Di un rnggimento d.i granatieri ,e di cacciatori , compòsto di 2 b'attaglioni di grnnatieri e 2 battaglioni di cacciatori , ciascuno di 5 compagnie , una delle quali di tiragliatori uel batt?tglione di granatieri, oltre ad un deposito di una compagnia di granatieri ed una di cacciatori. 2° Di 8 reggimenti "di fanteria di 4 battaglioni a 5 compagnie, una delle quali di tiragliatori, ed un deposito di due compagni~. 3° D'un battaglione d'istruzione di 4 compagnie. 4~ D\m deposito generale di disciplina , della forza, di 'due compagnie. 5° Finalmente d'un deposito di reclutamento per le Colonie, d'uno stato-ma-ggiMe e cli 4 co1upa.giiie. La composizione dello stato-maggiore della fan tC?~ia , sul piede di guerra, essendo subordin,atp al numero dei corpi d'armata e delle divisioni che si formeranno, è per conseguenza impossibile il volerlo indicare a priori - Q;ello sul piede di pace consiste in · 1 luogotenente generale ispettore generale dell'arma, l -maggior~ aggiunto all'ispettore, 1 uffiziale superiore e 6 capitani o primi tenenti addetti al ministero deila gt;terra, 2 capita.rii e 10 primi tenenti addotti all'accademia militare di Breda, ed 1 maggiore direttore della scuola normale del tiro. -Lo stato-maggiore del reggimento de' gmnatier-i, e dei, c~cciçitori consiste: in 1 colonnello comandante, 1 luogo-, ~
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COS·'.i'ITUZIÙ:-iÈ }1IL!TARE
45 s,tia,1·i0 , 6 uffi:;,;,i.aJ i sani tari, uno Gle' quali cl:i P cla$~e, 5 di 2~ o. c1i 3\' classe, 6 aiutantì f.otto 'uffiziali, UI'.\O dei quali :[il0r,ta- bandiera, 1 ser.gen te~t:uuburo, 3 capo:11ali-taJi!il.buri, 1 caporale-tròmba (clairon), 3- scrivani, 5 capi-arrnaiuoli, DEL REGNO DE' PAESI BASSI
tenenté colonnello, -4 th-a ggiori; 1 capitano e 5 primi o secondi tene11ti aiutanti-maggiori, 1 capitano, 2 pHini tenenti 1 3 Sèèondi tenenti quartier-·ro-a.stri, 1 éapifahò è.i amministraziohe pel vestiario, 6 tlffi"ziàìi di sahità, uno de' quali di 1a cla&-se, 3 di za, e 2 di 3a classe. - Ufd:ììatieri: 4 _aiutanti sotto uffiziali, urtò di essi potta-ban:dieri, 1 · sergente tamburo, 2 capbrttli tambur-i, 18 mlisica:l:iti, 3 scrivani, 3 capi-àtmàiuoli, 1 capo-sàrto, i ca.pò'-éalzolaio. - - Cacciatori : 2 aiutanti sotto uffiziali, 2 sergèùtitromhe (clairons), 1 caporale-tromba e 2 artnaiuoli; totale 25 uffizia,li, di cui 6 àl deposito, e 39 uomini di bassa forza, 6 de' quali al deposito. · Una compagnia di cacciatoti 6 ài tiragliatòri si co1n~ pohe di 1 ctapitanb, 3 pr1mi è secondi tèhenti (nei hattaglio11i ììfìpati vi so'ù0 2 prìini tenenti éd 1 secondo teùentt\ per Gtilhpagnia, néi Mttaglioui patì è tlittò vicElvérsa), 1 f!éi•gen-té b1aggibre-, @ sérg'énti) 1 furiè11 8 caporali ' 3 trombe, 60 soldati volontari e 76 mìliti; tòtàlè 4 uffi. ziali , 155 fra sotto uffizi ali e sòlda.ti . Lè compagnie Gli g1'anatieri banno la stèssa comfìosizione , eccetto che esse non contano che 1 primo èd 1 secondo tenetite, ossiano 3 uffiziali. - Il quadro di una compagnia di deposit? consta di 4 uffiziali, 8 sotto ufliziali, 8 èa-porali; 2 ta111buri 6 t:t·omlx\ (clairons), 50 soldati volonta-ri e 300 :m1Jiti, di cu.i 220 della riserva; total'c 4 uffiziali, 368 sbtto u':ffiziàli; caporali e soldati . P t:!rciò l'effettivo d'un reggimento ascende a 105 uffiziali e 3,875 uc\min'i di bassa forza; totale 3,98ò. -'-- Lo stato-rìlaggiore éd i 4 battaglioni Mti vi figurano in questo numero per 99 uffiziali e 3,1'26 uomi'.tl~ di truppa (regio decreto del 24 luglio 1860). 16 s1iàito•maggiore d'un regg-irrwnto di fante1"ici si com~ pone di 1 0è>lòiinello, 1 luogotéb.ènte colonnello (al deposito), 4 maggiori, 1 ca:piM.no e 5 primi o. seèondi tenenti aiatanti-maggi0ri, l .èapit-ano, 2 pril'ni e 3 secotdi tenenti quartier-mastri, 1 oapit-ano d'amministrazione pel -vé-
e.,
2 capi-sarti e capi-ca,zolai; tot;,le dello, stato-maggiore 25, ufflzial~, 6 d~' quali al deposito, 21 uomini di truppa, 5 di essi a1 0epos1to. , Una compagnia di tiragliatori co:g.ta,: 1 capitamo, 2 pr.ii:pi e secondi tenenti (i battagl,ioni impari hann0 2 pvimi tenenti ed 1 'secondo tenen1ie p>er compagnia; nei battaglioni pari è vicèv8:vsa), 1 sergènte maggiore, 6 sergenti, 1 ftu:ie:rn, 8 caporali, 3 trombe (clairons}, 45 s0ldati volontari a l~-0 mÙiti; in tutto 4 uffizial~ e 184 uomini di bassa fo11Za. La comp0sizici.ne. d'w1a compagnia di deposito differi_s.ae in ci.@. dalla pr~cedente, et.l'essa ha 2 tamburi in luogo di tre tvombe, 38 soldati 0.r.o10ntari e 548 militi;· in tota}é 4 ufli½iali, 6.04 sotto u ffiJia1i, cmpor.a1i e soldati . \!.ma ;0mpa,gi;iiar di ®ea, ha : 1 ca.pita.no, 1 p:r-i-rn0 ed 1 sec@ndo t ~nénte, il medesimÒ numevo di sotto u:ffiziali e caporali eorne un/t delle pvecedenti, 3. tambmi, 40-soldati vol~ntari e 120-militi ; cio~ i:u tut~o 3 ufilziaJi e 17'9 uoimlili di massa fo1zz,a. La for-z,a ài un :rngg~mento di linea è dunque di: W uffiziali e di 4,829. no.m ini di bassa forza ; total'e 4,92@ ~L'effetti-v0 di un battaglione Gl~ campagna è, sul piede, di g1;1,e1ira, di 20 uffiziali e qi 903 uo_!,nini, di ooi 9-20, c0mbattenti) . Il b'fl,ttaglione d' ist?·ii,zion:e si compone- di l luogotenente colo.11nello. o n;ia-ggiol'e, l primo 1ienente a,iutant~-maggione, l capitano ·quartier-mastro, l _primo tenente per l'amministraz,ione del vestiario, ~' uffiz,ia]i di- sanità di 1a, di ~J e di s~. classe, 1 a.i.ntante- s0tto uf.lp.ziale, 1 sergente tromba, 1 caporale tambu~·o, 1 scJ?iva.no, 3 oapi-avmaiis1.0li, sa.r.t@, calz@laio; in tutto 7 utfoiali e 7 u,o miui c;lii. li>a-ssa fo.r-za. Una c0mpagnia è formata di } capitano-, 3 pl'-imi, 2 seoon.dfu tenenti (l'inverso ~elle compagnie pari\ 2 se1·genti 1,
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COSTITUZIO~E MILlT,IR ~ ,
maggiori, 8 sergenti, 1 furiere, 8 caporali, 2 trombe e 2 .tamburi, 125 soldati; totalè 6 uffiziali e 148 fn sotto pffiziali e soldati. L'effettivo del battaglione ascende a 31 uffiziali e 599 uomini di truppa. In tempo di gi;ierra questo ·battaglione viene soppresso; il suo effettivo serve allora a formare i quadri dei battaglioni cli Schuttery mobilizzati, uno o due ,dei quali sono ·aggiunti · ad ogni reggimento di fanteria, il quale viene ;in tal caso costituito in brigata. ' Il deposito generale di clisciplillìa, attaccato amministrativamente al 2° reggimento di fanteria , comprende: uno stato-maggiore con l maggiore, 1 primo o secondo tenente aiutante-maggi'ore, 1 primo o secondo tenente quartiermastro, 1 uffiziale sanitario di 2" classe, l aiutante sotto uffiziale, 1 ca.poralè tamburo, 1 capo armaiuolo, 1 armaiuolo; in tutto 4 uffiziali e 4 uomini di truppa. Ogn,i compagnia è composta di 1 capitano, 3-primi o secondi tenenti, 1 sergente maggiore, 6 sergenti, 1 -fu riern, 10 caporali, 2 tamburi, e di un numero indeterminato di soldati ; totale 4 uffiziali, .20 uomini del quadro. - L'effettivo de' quadri del deposito generale di disciplina è per conseguenza di 12 uffiziali e di 44 uomini di bassa forza. Il deposito cli reclutamento coloniale è istituito allo scopo di alimentare l'armata coloniale di sotto uffiziali, di caporali e di soldati, ed è a carièo del bilancio delle colonie. Lo stato~maggiore consiste in 1 luogotenente colonnello o maggiore, 1 primo tenente aiutante-maggiore, 1 capitano ed 1 primo tenente quartier-mastro, 1 ca.pitano amministratore del vestiario, 3 uffiziali sanitari di 1a, 2"' e 3a classe, 2 aiutanti sotto uffiziali, 2 caporali tamburi e irom be, 4 scrivani, 3 capi armaiuoli, sarto e calzolaio; in tutto 8 uffiziali e 11 uomini di truppa. Ogni compagnia è composta di 1 capitano , 1 primo tenente ed 1 secondo tenente, 1 sergente maggiore, 6 sergenti, 1 furiere, -10 caporali, 2 tamburi, e di un numero
DEL REG:-1O DE' P àE•SI BASSf
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indeterminato di soldati. - L'effettivo dei quad1,i si eleva dunque a 20 uffizi1.11i ed a 91 sotto uffiziali, caporali e tamburi (decreti delli 2 · m.arzo 1814, 19 ottobre 1843, 17 maggio 1857 e 11 gennaio 1860). h) La cavalleria-è stata organizzata per regia determinazione del 27 dicembre 1851, e composta di 4 reggimenti di dragoni e d'un corpo di cacciatori a ca-vallo. Il 24 aprile 1854, quest'ultimo .corpo è stato trasformato in reggimento di cacciatori , e per regio decreto del 28 novembre 1855, esso è diventato il 5° de' dragoni, con destinazione ·speciale di formare in modo permanente ed esGlusivo il contingente, che il Limburgo è obbligato di fornire alla Confederazione germanica. - Un regio decreto del 31 dicembre 1852 ha istituito un'ispezione generale per la cavalleria, e v.enne a scom partire le truppe di quest'arma in due brigate , _comandate ciascuna da un maggior generale; ma in seguito' all'istituzione delle divisioni militari, _questo i;compartimento in brigate è stato soppresso durante lo stato di pace. In caso d1 guerra i 4 primi reggimenti formeranno una divisione sotto gli ordini del luogotenente generale ispettore generale dell'armata. - Lo stato-maggiore della cavalleria non è stato fissato sul piede di gue1·1·a,; esso consiste attualmente in 1 luogotenente generale ispettore, 1 capitano aggiunto all'ispettore, 1 capitano aiutante di campo dell'ispettore, 1 capitano attaccat o al dipartimento della guerra, 1 capitano e . 2 primi tenenti addetti all'accademia militare di Breda, 1 direttore del servizio veterinario, ed 1 veterinario addetto all'accademia militare. Un .reggimento ·d-i dmgoni (num. 1 a 4) è composto di uno stato-maggiore, di 4 squadroni attivi e d'un deposito, Lo stato-maggiore comprende 1 colonnello, ! luogotenente colonnello, 1 maggiore, 1 capitaùo aiutant~-maggiore, 1 capitano pei servizi speciali del corpo, 1 capitano istruttore (al deposito), 1 :primo t.ene11te aiutante-maggiore (al
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COSTITUZ10NE MIL!T,\Bt '
deposito), ·1 c~pitario quartier-mastro (al deposito), 1 pri~~ te~e~t: qu~rt1e1'-~astro, 1 c~pi_~ano.d'amministrazione pel ;'\oestiano 3uffiziali samtari di Ja, 2"e 3a c I·. ,2 ~ . (a,. deposito), . asse, v~;u~man eh 1•, di za e di 3" da sse, 2 aiutanti sotto uffiz1ah ( uno de' quali al deposito), 1 sotto nffiziale porta~ten~ardb, 1 sott? uffiziale bracchiere a caval1o (piqueur, m Piemonte batt?.strada) (al deposito), 1 trombet-tiere di stato-maggiore, 3 scriva,ni (4 nel 4° reggimento 2 d ' l' 1 d.~ ·t .) . . , e qua 1 4 a_ · ep.os1 o , ca~1 sarto, calzola10, selhio, morsaio (fourbisseW!) (al deposito). In tutto 15 uffiziali con 26 ·cavalli 12 (13) uomini di truppa con 4 cavalli. ' Uno_squa~rone a~tivo si ~ompone.di 1 capitano, primi te~e1~h. e 3 s_econd1 tenenti (gli squadroni pari hanno 2 prum t.~ne~ti _e .3 sec~ncli tenent~; gli squadrnni impari hanno •J pruni tenenti e 2 se_cond1 tenenti), I maresciallo d'allo_ggio capo, 8 marescialli d'alloggio, I foriere, 12 caporali, 4 sotto caporali (appointés), 4 trombettieri ·2 man iscalchi, 80 cavalieri volontari , '64 càvalieri m iliti. in totale 6 uffizfali con 18 cavalli, 176 sotto uffiziali e c:valieri con 1'56 cavalli. ·
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. _Lo: ~qu~dron! di. ~e~osito. diiforisce dal precedente in c10 eh egli ha , uffiz1ah con 14 cMalli, e non ha che 3 t~ombettieri invece di 4., e 60 ·cavalieri voiontari in luogo d1 80, ossia 155 uomini di truppa e 155 caval1i. . I/effettivo del reggimento è in conseguenza di 46 uffi.., z1ah . c~rr-1 L2 cavalli, 871 (872 nel 4° reggim(lnto) tr:a sotto uffiz1ah, caporali e cavalier-i, con 783 cavalli. Lo stato~aggiore del reggìmento ed i 4 squadroni attivi contauo rn campagna 35 uffiziali con 94 cavalli e 708 uomini di truppa con 628 cavalli. 11 .5° 1·eggimanto .di d-ragoni è formato snl piede di gue1·1·a dec.reto _del 29 maggio 1859) del suo stato-maggiore, d1 4 squadron~ del con.t ingente principale, d?uuo squa- ' dr.oH.e del contmgente di riserva e d'un deposito. Lo stato' :m.aggior(i} conta; 1- colonne-1101 1, luogotEmente colonnello,
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!>Et, RF.G,;.q DE' P.\ES, ilAS,SJ 492 maggior:i (upp de' quali p~l çqntjng~i+tinli rifierV?,J, l ca-
pifan o aiutante-TTHtggiore, l ç?,pitano per s(;òrv)gi speciali · del cc;>rpo, 1 capitano istruttore (al deposito), ~ primi, t enenti aiutanti maggforn (di cui + ,il deposito), 1 ca,pit(:l.no· quartier-mastro (al deposito), 1 primo eq 1 secondo tenente quartier-mastro, 1 capita:µo çl'amministra.zione ' pel vestiario (al deposito), 4 uflhiali s,:rnit<),ri, de'quali l cli l"', 2 di 2"' ed 1 di 3"' classe, 3 veterinari' di prima, di seconda e qi terza classe (di cui 1 al· deposito), ;2 aiutanti :,otto ufilziali (piqiteiir, colui che scozzona i cava.Pi) (a.l qepositfl),. 1 trbrqbet:fore di stato-maggiore, 4s0rivani (:? al dep.osito), 2 capi-sart i, '.~ c:1pi.-cAJ.lzolai , 2 capi -$elfoi, 2 çapi-mon:\ai (fou,rbisseu1-, spad,,ic.) (uno de' capi-operai t ron:st ~l depo~ sito), l VJQ,gtteìTI/Jis.t er:, 30 soldç1.ti cond llc,enti con M ça..-v~)li, 14 atte;1denti per gli uffìiiali con 14 c,n-aìh. Totaie 70 uffi, ziali ç9µ 31 cav&Ui, 62 1,1.omiiji di bassa forza con {i(') ca:va'Jli. UG-o squadrone dt;!_l contingent~ principale ha s-tess~ CQmiposizion~ CÌ!Ù quadri come gli squadroqi attivi degh alt,ri reggimenti de' dtago• i, ma ne di:f;ler,i.sçoQQ ji;i ciò, c_ h(l ognj_l uffizia.l<? p.o~ 4a diritto che a 2 cavallj 1 ·ph,!;) l!,nnove-ra in pH1 -O attendenti d'uffl_~iali ed J ~till],p,jo, çop altrettanti cavalli, e solamente 51 çavalieri w ili\i i.n lµogo di 64. l,ç1, s u(!, forza è dunque di 6 u.ffiziali con 12 911,v?,lli ~ di 170 uomini cli truppa, t1,1ttt montati-. Lo sqµ<}.drox1e del coptingente di ris13n,1J, };ip, 77 çav?,lieri militi in luogo di 51, ed annovera in conse,g.\lEI.m i,6 µfil~ zi.ali co.o 12 cav;;tW., 19() 1,10:r:µ,ini di tn,1.p.pa c9:r1 i.•ltr~ttanti ça-N.alli. . Oirea ai deposito, ~sso si cpm_pone çlj 3 uffizialj, 1.,1;q. maresç,iallo d'alloggio capo, 4 rnarescjalli d'alloggio, 1 fq.ri\')re, 6 caporali, 2 appuntati, 2 trombettieri, 1 manisca.lco, 45 cava1ieri volontari e 27 cavalieri militi, cioè in tµtto: 3 uffiziali cou 6 cavalli, 89 sotto uffizia.li e cav-alieri ~9110 stesso numero di cavalli . L'effettivo del 5° r eggimento G].j G'!ragoni ascende per conseguelll:1;1- a 53 uffiziali con 97 cavani, ed a 1,027 uomini d,i truppa con 1,030 cavalli.
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ANNO
V. Voi. IV. -
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COST!TU/.IC'NE Ml LIT I RE
. i) 1:ar~iglieria ha subìto, dal 1~5 in poi, molte reorgamzzaz10111. Essa consta in questo momento: · . O . l Dello stato-maggiore dell'arma, compreso in esso il personale degli stabilimenti dell'articrlieria • b ' 2° Di tre reggimenti d'artiglieria di piazza; 3° D'un reggimento d'artiglieria di campagna; 4° D'un reggimento d'artiglieria a cavano: · . 5° D'un corpo di pontonieri . · · Il personale ?ello stato-ma{faio.re ,dell'arma è ripartito nel modo seguente: · . . Ispezione del_l'artiglieria, l luogotenente genérale O magg10r generale 1sp_ettore,. J capitano aggiunto all'ispettore generale e 1 capitano amtante-maggiore. . · Ulficio d~l rriatm·iale alministe·ro della g11.er-ra: 1 colonnéllo 2 car,itani, 2 capi di magazzino di 2• e di 3,, classe: ' Direzione d'artiglieria: 2 maggiori geneiali o colonnelli dirett~ri,. 2 primi_ tenenti aiutanti-maggiori, 2 maggiori o. capi tam sotto direttori al deposito d'armi, e 1 capitano direttore alla fonderia dei cannoni. · Direzione dei la.boratm'ii e dei m agazzini dell'artiglieria (stapel en constrnctie rnagazynen ) : 1 col6rmello direttore.
1 _m~ggior~' sotto direttore , 1 capitano capo della com~ m1ss10ne d1 prove e di accettazione, 1 capitano aiutantemaggiore del materiale, 1 capitano di vigilanza, 3 primi e 3 secondi ten~nti incaricati della sorveglianza dei laboratoi (atebie1's). · Scuol~ di pirotecnia: 1 colonnello o luogotenente colon• nello direttore, e~ al tempo stesso ispettore de~le polveri da guerra , 2 capitani e 2 primi t enenti aggiunti. Ispezione delle armi p01'tati li: 1 lungotenente colonnello ispettore, 1 capitano sotto 'ispettorè , 1 capitano, 1 primo tenente e ~-secondi tenenti sorvegli:10ti: . Acca~ler':ia mi/;~t(J;re: 1 colonnello comandante, 2 capitani e 5 pnm1 tenenti aggiunti. Capi di ma{JaZ?.ino : 7 di 1a classe col rango di maggiore
51 o di capitani, 12 di 2" classe col ·grado di capitani o di primi tenenti, 12 di 3a. clc,sse , primi o secondi tenenti. TotaJe 3 uffiziali -generali, 15 uf:fiziali superiori e 58 uffiziali subaltern( Vi sono inoltre 16_ condut tori d'artiglieria cli 1a clas_se (aiutanti sotto uffiziali), 16 idem di za classe (sergenti maggiori) e 17 cli 3a. classe (sergen ti), 2 control. lori d'armi di 1a classe, 3 di 2a e 4 di 3•, 2 capi artificieri di 1a. e di 2a cfosse, 1 sorveghante e , 12 operai del ]aborat.orio, cli cmi un allievo, 2 .sotto nffiziali, ·2 caporali e 5 cannonieri dist accati alla fabbrica delle cassule, ed 1 p0rtinaio alla scuola cli pirotecnia. : Ur1; reggi!rnen to cfortiglie;;·ia chi pictzw è compo-sto dello stato-maggiore , di 13 compagnie attive e d'una compagnia di deposito (regio decreto del 29 febbraio 1860). Lo stato-maggiore è formato di 1 colonnello, I luogotenente colonnello, 2 maggiori , 1 cflpitrmo aiutante-maggiore, 1 capitano· istrutt ore, 3 capitani pel materiale, 1 capitano . ed l secondo tenente quartier -mastro, 1 capitano ·amministrat ore del , restia.rio, 3 uffiziali sanitari di la, ili 2" e di 3a_classe, 1 ainta.~te sotto uffizia.le , 1 sergente-maggiore• artifiziere, 1 trombettiere di st ato-maggiore , 3 scri va11i, 2 capi sarti e capi calzolai. In tutto 15 uffiziali ·con 4 ca· valli e 8 uomini cli truppa. Una compagnia attiva d'artiglieria di piazw si cornpo'ùe di 1 capitano , 3 primi e secondi tenenti, 1 sergente-rn~,ggiore, 8 sergenti, 1 furiere, 8 caporali , 2 trombe, 9 cannonieri volontari di l• e 16 di 2" classe, 105 cannonieri militi, in tutto 4 uffiziali e 150 uomini di truppa. La compagnia del deposito co_n sta di 1 capitano, 2 primi ed 1 secondo tenente , 1 sergente-maggiore, 5 sergenti ., 1 furìere, 5 ca.porali, 2 trombe , 9 cannonieri volontari di 1" e 24 di za classe, 60 cannonieri militi ; totale 4 ùffi · zia.li e 107 uomini cli truppa. L'effet tivo d'un reggimEmto d'artiglieria da piazza è per conseguenza di 71 uffiziali con 4 cavalli, e dj 2,065 sotto uffìziali, capornli e cannonieri.· '))EL REGNO !TE' PAESl l'.l,ISST
COSTtTUZlOXE lflLIT .I RE
In tempo di guerra quest'effettivo può essere aumentato di 4 c.ompaguie di Schuttery, di cui possono i quadri di f6rmazione esser presi dallo stato-maggior~ e dalle compagnie reggimentali. In quèsto caso, la forta di ciascun r eggimento sarà di 87 uffhiali con 4 èaYalli, e di 2,665 ubmiri'i di tmppa. Non volendo còrnpt'endete queste 12 comJ?agilié di Schulte>·y, gli effettivi déi 3 reggimenti ascenderanno a 213 uffiziali e 6,195 sotto uffiziali, caporali éd artiglieri. · Il 1·eggimentb d'àirtiglié'rià di campagna si compone (reuio decreto del 29 febbraio 1830) d'uno gtato-maggiore, dtll co•np1gniè attive, <li 1 compagnia di deposito e di 2 compagnle del tréno pel trasporto cl'artiglièria; lo stato:ma"giore comprende 1 colonuello, 1 luogotenente colonnell~ ~ maggiof·i, 1 capitano àiutante-magg iore, 1 capitan~ 1$trutlore, 2 capitani pcl materiale, 1 primo tenente aiufafite-rrìitgg1orè, 1 primo tenenté istruttore d'equitazione I capitanò, 1 ptimo ed uh secondò tenente quartier: mosti-o, 1 cnpitnno d'amministrazione pel vestiario, a uflìziali sanitari di l &, di 2& e di 3a. cl<1sse. 2 veterinari di 2~ e _di 3~ cl_as~e, 2 aiutanti sotto uffiziali, 2 sergenti maggwn art1fic1er1, I trombettiere di stato-maggiore, 5 scrivani, 2 capi sarti e calzolai, 6 maniscalchi, 6 sellai ; totale 20 uffiziali con 2$ éavalli, 24 uomihi di truppa con 3 cavalli. Una compagnia attiva d'artiglieria di campa(rJia si compone di 1 capitano, di 2 primi e 2 secondi te~enti, I sergente-maggiore 8 ~ergenti, 1 furiere, 8 caporali, 2 trombe, 1 _carpentiere (falegname), 1 carradore (cha1-ron), I mam scalco, 14_ cannonieri volontari d i 1a., e 21 di 2& classe, 6 conduttori volontari di prima e 12 di seconda classe 48 cannonieri militi e 32 conduttori militi; in totale 5 uffì~ zial_i con 10 cavall i, 156 uomini di truppa con 131 cavalli, e ciò quan~o la compagnia serve una batteria da 12 lib., e 97 cavalh, quando serve u·1a batteria da 6 lib. La composizione della con1pagnia di depoi..Hù clifferface
DEL FEGXO DE' P AESI BASSI 53 dalla precedenti? in ciò, ch'essa non conta che 3 ufficiali in luogo di 5, non ba operai carpentieri, nè carr;idori , nè maniscalchi, e ch'essa ba soltanto 5 cannonieri volontarii di 1a, e 15 di 2a. classe ; totale : 3 u:ffi.ciali con 3 ca valli, 138 uomini di truppa con 33 cavalli. Una compagnia del treno di trasporto conta 1 capitano, l primo tenente, 2 secondi tenenti, I ser(Tente man-o-iore o ob • 6 sergenti, 1 furiere, 8 caporali, 2 carpentieri, 5 conducenti volontarii di 1a. class~ e 10 di classe, il,00 co11~ <lucenti militi; in tutto 4 ufficiali con 8 cavalli e 433 uomini di truppa. Cosicché l'effettivo cli guerra del reggimento d'artiglieriçi, di campagna col).sta di S6 ufficiali con 84 caval1i e 2,744 uomini di truppa, df quali 866 del treno. Questo reggimento dovendo servire 6 batterie <;la 12 e 5 da 6 ,disporrà adunque a tal f).ne di 1,307 cavcl,lli di t,ruppa, comprendendovi pure quelli del piccolo stato m~ggiore e del deposito ; le 2 co.:n.pagnie del treno da tra~porto essendo d'altronde incarica.te della condotta d i 6~:J vettur e apparteri.euti agli equipaggi del parco dell'ar rr.atf1, ~mpiegherebbe a questo fine, cioè per 180 veLture a 6 collari, l,8J0 cavalli; per 203 ,etture a 4 collari, 8.24 cavalli e per 303 vetture a 2 collari, 612 cavalli, ossia.,i.ç. tutto 2516 cavalli. Totale 3.,823. Il lf'eggirnento cl'an•tiglieria. a cavallo è formato dello statomaggiore, di 4 ,compagnie · di campagna e di U)Ja compagnia di depo;;ito (R. D. del 8 settembre 18.52). Lo st.atpmaggiore reggi mentale consta : cli 1 colonnello q .tenente colonnello, 1 maggiore, 1 capitano aiutante maggiore, 1 capitano del materiale, 1 primo temente i::itrµt tore qi equita,iiotle, 1 oapitm10 ed 1 secondo te~0i0t!il .g,u~·ti~r mastri, 1 capitano ti" amminist.rai,jooe pel YeS:tia,ri9; ,2 uf.ficiali sanitarii <li }a e di_;::11, classe_, 2 veter~narii di 1a i3 di 3.. .classe; l aiiutante sott'.uf;licia,Je, 1 piqueu,,., l trombettiere di stato-maggiore, .3 scrivani, ,3 capi Sìl,,rto, ca;l~Il,
co,T:ruzro:,m ,itl.lTARF. zolaio e morsaio (foiirbisse1,ir); in totale 11 ufficiali con 19 cavalli e 9 uomini d;. truppa con o cavalli . Una, :ompagnia attiva a cavallo consta : di uu capitano, 2 pl'mn ~ 2 ~ec?ndi tenenti, 1 marescia:l~ d'alloggio capo 8 marescialli cl'a.llo6g1•, 1 furiere, 8 capo!'ali, 2 ttombettier.i, 1 carp..émtiere, 1 carradore, 1 maresc,i alìo, 1 mani~ scalco,, 1 sellaio, 18 cannoni.eri vo,lont.a.rii di l" e 48 cli 2" classe, 65 cannouieri militi; totale 5 ufficiali con 15 ca.v~Hi. e 156 uomini . di bassa forza, con 190 cavalli pel servn10 de1le battene da 12 e 174 per quello alle batterie da 6. ' La compagnia del deposito ha : 1 capitano, 1 primo e 1 secondo tenente, 1 maresciaìlo d'alloggio capo, 6 maViSCialli d'alloggio, 1 furiere, 6 caporali, 2 trombettieri 1 maniscalco, 1 s~lb io, 45 cannonieri volontarii, 20 can~ nonieri militi; in t utto : 3 ufficiali con 6 cavalli e 83 uomini" ~i t~t1ppa con 51 cavalli,- L'effettivo ' del reggimento d arbghena a cavallo è per conseo-uenza di 34 uili.c;iali con 85 cava11i , 716 uomini di tru;pa con 782 cavalli, compresovi i 3 del piccolo stato-maggior e ed i 51 del deposito. - Le quattro compagnie a cavallo son o chiamatç a servire 4 batterie di 8 bocche a fuoco. 2 delle q uali da 12 e 2 da 6 Ebbre. · L'artiglieria Qlandese fa uso : 1° <li cannoni luno-hi in ' b , ~roino, ~a 80,. 24, 18, 12 e da 6 libbre; come pure usà 1 cannom corti del calibro da 12 e da 6 ; di cannoni in ferro da 80 e da .60 libbre; di cannoni lunghi e corti , da 36 e da 24; d1 cannoni pesanti •e leggeri, da 18, 12 e da 6 libbre. - Sul bastimenti da g1;1erra e per la difesa delle coste , si serve inoltre di cannoni in bronzo ed in ferro da 60, da ;36, da 30. e ·d~ 8. - La marina impi'ega czia.n<lio i ca11noni in ~ronzo da 3 libbre per armare le sc1alupp_e cannoniere. . 2° Di rr:,~r tai in bwnzo, da 29 , da 20 e da 13 pollici: {:11 mortai m ferro cli 39 pollici , delle due specie, por-
DFL REGNO nE' PÙ.S1 BASSI
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tanti, l'una il nome di rrw1·tai a palla, e l'altra mortai a, pietra (petrier e) , 3° Di obici in bronzo da 20, da 15 e da 12 pollici : vi sono obici corti e lunghi da 15 pollici; e fra, questi ultimi si distinguono due modelli, quello del 1827 e quello del
.J842. 4° Di ca1·onnçid13 (cannone- grosso e corto) in bronzo od in t'erro da 60, 36, 3'1, 24 , 18, 12 e da 6 libbre: quelle di 36, 30. :M e 12 sono generalmente le più usitate, L'artiglieria di campagna è armata di cannoni leggeri e corti, in bronzo, da 12 e da 6 libbre; d'obici di 15 e di 12 pollici in bronzo (R, D. del 24 marzo 1848). Essa consiste : l O in 4 batterie d'artiglieria a cavallo, di cui 2 d~ 12 e 2 da o libbre. 2° 11 battf-lrie d'.m·tiglier·i.a, da campagna propriamente dette, vale a dire : 6 batt(;lrie da: 12 e 5 da 6 libbre, Ogni batteria, servita da una compagnia d'artiglieria a cavallo ·o da una di campagna , si compone di 8 pe3zi, di maniera che l'artiglieria dispone di 120 bocche a fuoc;Q per seguire, secondare e proteggere l'armata mobile. Una batteria a cava1lo o di campagna, da 12, è formata di 6 cannoni, e di ~ ob ic1 da 15 pollici, di 3 cassoni per cannone ed 1 per obice , cli 2 carri da batteria, di 1 officina (fm·ge) di campagna e di un affusto cli ricambio; , in tutto 16 vetture attaccate ciascuna di 6 cavalli. Una batteria a · cavallo o di campagna da 6 annovera 6 cannoni e ~ obici da 12 pollici, 3 cassoni per cannone ed 1 per obice, 2 carri da batteria, 1 officina di campagna ed 1 affusto di ricambio, in tutto 16 vetture . Nelfartiglieria a cavallo, 8 vetture sono tir at e da 6 cavalli ciascuna e le altre 8 da 4 cavalli, mentrechè tutte quelle delle batt erie da 6 di campagna non hanno che 4 cavalli da tiro. Nel caso d'una guerra esterna ed offensiva q uésto numero di veicoli sarebbe verosimilmente aumentato, di 2 cassoni e di 1 affusto di ricambio, per le batterie . a ça-
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vallo, le quali avrebbero allora 19 vettur e, e di 4 cassoni e di 1 affusto d i ricambio, ·per quelle d i 6àiripagùa, ciò che porterebbe il numero delle loro vetture a 21. Al campo cli Milligen, che si è radunato li 20 del me.se di agosto scorso, vi erano 2 batterie di cannoili da 4 rigati : q uestc bocche a ,fuoco sono state costruite coi ·cornponenli di 6 leghe (auec du 6 allégé) ?? di, cui si è riempiuto ranima di bronzo liquido, e che venne poi riforata in seguito con righe, del calibro di 4. - Alla fine del 1861 l'artiglieria sarà provYecluta di 7 battci'ie di questa specie, ed avrà. inoltre da circa 50 pezzi da 30 rigati, provenienti dai pezzi in bronzo da 24 trasformati, Il corpo dei pontonie1•i,, ch'è aggregato amo'linistrativan:iente al 3° reggimento d'artiglieria da piazz~b, si compone: di 1 luogotenente cololinello o maggiore coman:. dante, di 2 capitani, 2 primi e 2 secondi teneùti, 1 uffi:ciale sanitado di 2" cl~sse, 1 aiqtante 1,otfufficiale, 1 ·~cri-vano, 1 sergente maggiore, 10 se!'genti, 1 furiere, 10 caporali, 2 trombe, 1 carpentiere, 2 mai'escialli, 30 pontonieri volonta,rii ùi 1"- e 15 di 2° classe, 130 pontonieri militi, ToUilc: 8 uffi..:iali con 2 cavalli, 20G sott'ufficiali, caporali e pontonieri (R. D. dell'S settembre 1852) . Il materiale dell'equipaggio da ponti consiste : 1° In un corpo di sosteg no (st1,ppo?'t) formato c1'un pont·bme o battello io le@:n0 di abete rosso con cornice di legname (membr)111•M) ad orli piatti (plcils-bords) ed il fondo in quercia (semelles en chene), la Rua fohn.a è simmetrica ed i l'e·gnanii che rivestono d i foor i. il b0rdQ tb-ordage's) son'o <.fritti, ma incliuati verso il fondo; il batte1lo ha ·8·• ,-00 di lunghezza su l'",70 di larghezza nel mezzo e superior mente esso cuha 7·",00 e pesa 618 chilogi-ammi. 2° In ue,: navicella (naceUe) costrutia in legno di querci'a, con utl timone detto aU'olandese, lunga 6·",00, larga l ·..,60 nel mezzo e superiormente; ha un peso cli 430 chilogrammi.
DEL RF.GNO DE' PAESI USSI
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3° Di quattro sorta di travette (pout1·elles) e di tavoloni (mallrie'l's) di abete rosso, aventi rispettivamente la lunghezza in appresso indicata; vale a dire: le tra-vette di pontaggio (pontage) e quelle di ghindannio (guinclage), di metr-i 8,40; quelle di coscia (culée) metri 7,20; quelle da cavalletti (chevlilets) d i' metl'i 5,40; quelle da portiera (po·rtière) 4•\80 e li tavoloni 3•\60. 4° Di cavalletti a cappello mobile (chapeau mobile) del modello olandese e del m odello belga modificato. E 5° di carrette a pontone (huquets à ponton) a navicelle, a travette ed a cavalletti. - L'equipaggio da ponte si compone di 85 vetture, cioè: di 34 carrette a pontone, di ~ a navicelle, di 36 a tra.vette , 3 a cavalletti , 3 officine da campagna e 3 carri cli riserva. - Ciascuna cli queste vetture è tirata da 6 cavalli; vi sono inoltre 40 éavalli alti di piede (haut le pied) e 26 da sella, in totale 576, Il traino da t rasporto d'artiglieria è caricato condotto col mezzo dell'equipaggio da ponte, . k) ll Cor'Po del genio, dei minato1·i e ::appato1·i è composto di uno stato-maggiore, che costituisce il corpo del genio propriamente detto, di un battaglione di minatori e di zappatori, della for za cli 4 compagnie : tutti gli ufficiali concorrono indistintamente ai diversi servizi dell'arma , Vi sono inoltre le guardie del genio (fo1·t·ificatieopzigters) che formano tre classi, Il corpo del genio non ha alcun ufficiale generale per eapo,; in tempo di guerra, le funzioni di direttore generale dell'arma sono adempiute da un maggior generale , Oggidì. coùsta: di 3 colonne.ili, due dc' qual.i sono ispettori delle fortificazioni; 2 luogotenenti colonnelli, 7 maggiori, 3l5 capitani di 1a., ;la e 30. classe, 27 primi tenenti, 14 secondi tenenti, in totale 89 ufficiah. compresi in essi anche i cli,:tacca.ti al ministero delìa guerra ed al1'ac0ademia militare. Vi sono i0 guardie del genio di 1a. classe, 12 çli 2.., e J.3 di 3a; in tutto 35 (R. D. del 16 ottobre
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1855). - Le guardie del genio hanno una, posmone intermediaria fra qnella dei sotton0nti e degli aiutanti sotto ufficiali, senza avere il rango d'ufficiali (1) - I guardarmi (gm·des écvuses) sono al n umero di 40. Lo stato-maggiore del corpo de' minat,ori e zappatori è composto di 1 luogotenente colonnello comandante, 1 primo tenente aiutante maggiore, 1 primo tenente quartier mastro, 1 primo tenente per l'amministrazione del vestiario, 1 ufficiale sanitario di 2• classe, 1 aiutante sotto ufficiale, 1 sergente maggiore.guarda-magazzini., 1 capor ale tamburo, 5 scrivani, 3 capi armaiuolo, sarto, calzolaio, totale 5 ufficiali con 4 cavalli e 11 uomini di t ruppa. Una compagnia di minatori e di . zappatori consta : di 1 capitano, 3 primi e secondi tenenti, 1 sergente maggior e, 10 sergenti, 1 furiere, 8 caporali, 2 tamburi, 30 minatori volontari di l" classe, 45 di 2a, 100 mimtori militi di zn. classe; in totale 4 ufficiali , 197 sott'ufficiali e soldati. L'effettivo del battaglione dei mina.turi e zappatori a.scende, sul piede di guerra, a 21 ufficiali con 4 cavalli e 799 uomini di bassa forza (R. D. del 24 luglio 1860). Questa forza sembra insufficiente per essere in istato di soddisfare al bisogno del servizio deH'arma in caso di guerra, avuto riguardo sopratutto al gran numero di piazze forti che possiede l'Olanda. Del resto è da notarsi, ch'essa non forma che la 50ma parte della fanteria, propòrzione iufinitament,e al dissotto del mi;1imurn generalmeute adottato nelle altre armate di Enropa. t) Il corpo della giurisdizione de' marescialli (ma1·échaussées royale) si compone (R. D. del 9 dicembre 1843) di due compagnie indipendenti, stazionate, l'una nel Brabante settentrionale e nella Zelanda, l'altra nd ducato di Limburgo. .,. (1) Ciò che nell'esercito austrinr.o ~-hiarr.ercbhcro di pla,r,a.
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ot:L REGNO oF:' PAESI BASSI
COSTITUZIONE M'LITA RJt
Questo corpo è posto sotto l'alta sorveglianza de~ luogotenente generale ispettore generale cli cavalleria (R. D. del 7 dicembre 1841). La compagnia del Brabante settentrionale ~ della Zelanda consta di due capitani, 4 primi tenenti, 1 maresciallo d'alloggio capo (a piedi) facente funzioni di qu~rtier mastro, 5 marescialli d'alloggto di 1° classe e_ 4 d_1 2~ (a casallo), 7 marescialli d'alloggio a ~iedi? 6_ bnga_d1e_n di 1a classe, i3 di (a cavallo), 17 brigadieri (a p1ed1), 2 trm:ù)ettieri, 80 mili.ti (nuiréchaussées) a cavallo e a piedi, 2 scritturali; in totale, 6 ufficiali con 12 cavalli, 2-27 uomini di bassa fol'za di cui 103 a cavallo. La compao-ni:1 di Limbur(l'o è formata : di 1 capitano, o o . ' l 1 primo tenente, 2 secondi tenenti '. 1 _m~rescial~o da loggio capo (a piedi), facente le funzioni d1 quartt~r-mastro , 4 marescialli d'alloggio di l" classe e 3 di 2" (a cav.allo), più 1 a piedi, 5 brigadieri di 1" ~ di 2" cl~s~~ (a cavallo), 7 idem (a piedi), 2 trombettien . e 60 m11J_t1 -(maréchaussées) a cavallo , o8 a piedi , 1 scritturale; m tutto: 4 ufficiali con 8 cavalli, 127 uomini <li truppa con 79 cavalli. L'effettivo del corpo della giurisdizione de' rnaresci~lli (maréchaussées) è dunque di 10 ufficiali con 20 cavalli, e 354 uomini di truppa con 182 cavalli. m) Il numero degli ufficiali non in attivi~à. è_ fissato dal bilancio del 1860. -- 121 commissari di m1hz1a sono assimilati pel rango a.i luogotenenti colonnell~. . . n) Fr.; gli stabilimenti e le istituzioni m_1l:tan s1 annoverano: 1° La Corte siiprem.a cli gi·usti;;ia rmlitare, creata in virt,(1 della lego·e del 20 lugho 1814, e riorganizzata con quella <lel 4 ;iugno 1858. Essa si compone .di. 1 pre~ sidente, magistrato civile, di 6 membri, due d:1 quah maggiori genera.li, 1 capita.no di vascello p01~sionato e 3 magistrati civili, di 1 avvocato fiscale, 1 cancell1er: (g7:effìer·), 1 sostituto cancelliere, 1 commesso cancelliere ed
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?
1 usciere.
60 ,· COSTITUZIONE MILITARE 2° L'11uditorato, il quale consta cli 7 auditori militari durante lo stato di pace . - Ma questo numero è aumen: tato, ·allorquando in tempo di •g uerra si . formano consigli ~i guerr~ permanenti presso le truppe in campagna. Quest1 consigli s1 compongono di 1 presidente, di 6 mern bri e di 1 auélitore militare, il quàle vi esercita le funzioni di accusatore pubblico e .di ,segretàrio (R. D. del' 23 settembre 1830). , · , 3° L'Accqdemia ·reale militan di Breda, crc::tta li 27 nov embr~ 1827, E~sa ha per governatore 1 maggior generale, arntantè di campo di S . M. il re, e che appÙnt~ per questo titolo fa pa'rte del grande stato-maggiore dell'armata, indi 1 colonnello d~artiglieria..comandante e 31 altri ~~cfali di . già portati nel quadro sovra esposto ; dappo1 v1seu-o-4 luogotenenti distaeca:ti temporaneamente: i~ o~t~e vi 4 aiutanti sott'-uffieiali, 2 sergenti magg1ori, Bl sergenti e marescial:li d'alloggio, ì ca:po musica. 4 musicanti, 1 -sergente tamburo e 4 tam1mrjni ~ capo: rale mamscalco, l carradore, 2 caporali di fanteria e 90 soldati a :tito1o d'inservienti. Più 2 lettori cli 11" classe, 5 cli 2a, 5 maestri ed un b1bliotecario, i quali son'o stati classificati per assirnilazione gli ufficiali n0ù combattenti. Vi sono poi 40 cavalli per l'equitazione {R. {)_ del' 1:3 luglio 1857). --- Il n umero ·dei cadetti è di 326, vale a c1ire: 123 di fanteria., ·37 d i cavalleria, 126 d'artiglieria 40 del genio. · . 4° Il ministero della gttrJ-rra, che ha pér ea:po ·attua:le 1 maggior generale, il quale è compreso riel grande ;statomaggiore deU"armata, ,in quaìità d'aiut-ante di campo •in servmo stra;ordin'ario eh ·s. M. il re, più 7 ufficiali supeii:ori e 26 subalterni appartenenti allo stato-magofore delle diverse ·armi, ultre ad-una g ua:rdia del genio: vi :ond poi 1 segretario generl:l.le, 1 r efe11endario, 3 com1il; essi capi, cc{~ rango di r eferenclarii, 8 commessi di Stato , 1G commessi o aiutanti, ·2ll.. ·commessi aggiunti e 1Jrimi scriv.aui
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61 (prem: clercs), 12 scrivam cli l", _10 cli 2"- e 7 di 3_" c~asse; più 9 u.ornin.i pagati alla giornata, l commesso mc1s01e, 7 focisori, ·4 allievi incisori, 2 staimpatori, 2 aiutanti tipografi, 1 capo usciere, 9 useieri ed aiutanti uscieri, 1 portin_a io e 6 domestici; in totale 102 impiegati civili. o) Secondo il regio decreto del 10 maggio 1859 il continttènte del Lussemburffb . o o dell'armata federale tedesca è coroJ_Josto d'un COD:!andante superiore, ili due _baittagliorii di campagna di 4 ·cotnpa.gnie Ciascuno e •d i una compagnia di dépos'ito. ll mihìstro di Stato, presidénte della reggenza, 'Ilel gràJJ,tlubato di Lussemburgo, è inca.r-i cato degli affari mi~ lit?,ri. La popolazione·clel, granducato era al 1° giugno. 1860 di 195,028 anime e la sua superficie di 279,368 ettari. Per l'esercizio del 1880, il bilancio delle entrate è stato stabilito a -5,492,800 franchi e quello dell'uscita a 5,492,687; le spese militari a;pp!I'@,Y~t-e ~wli/;9(?,utir;Yn$), :figurano in essa per 490,000 franchi. La leva.fa· annuale del contingente -del Lussemburgo è di 18:ì ut>thini e ia dt1rdta del servizio di '8 anni, di cui m.esi 1~ tJ.i pi"Men'za 'sotto le bandhèll'e, Mi tempi ordinatii. il cotnand0 sttp~tiote 'ébu1tta , 'St rl pied~ di guerra, di 1 1uogoteneii~ ·èol0lr'll'l'è~kl, ccrn-a.ndaa1le lter-l'itbtitt.le e -deHe truppe (con 2 ca valli), di un capitano, di un 1° o 2° te_nente aiutante del comandante (c0n 1 cavallo), 1 primo o secondo tenente quartié'r-n.1astro (montato), 2 medici di 1a. e di 2a classe (col grado di luogotenente, montato); 2 aiutaati sott'ufficiali., di cui !\1110 portabandiera, i aiutante tromba (clairon), 1 sergen.te_seri Vfll10, 1 armaiuolo, 1 sergente va-gue-~estre, 6 · soldati del treno, 6 $oldati sanilbat\ii~ 4 compagnie della forz.a di: 4 ca,pitani d..i 1a e di 2a classe, 6 primi e 6 seceindi tenenti, 4 serènti mag- · gtori, 24 ·s ergenti, 4 furieri, 32 caporal'i, 1 'sergente mag- · giore tromba, 3 seq~enti .tI•lt\bà, 4 çafb'tali 'tromba -~ DEL REGNO DE' PAESI BASSI
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COST:TUlIOXE MILITARE
Navi a rete. 6 ballr ri e gallrggianli da z6 a 3'2 cannoni 2 vaseelli d1 linea di 2a classe da 7 4 can. 3 fregat e di 1 3 classe da 52 a 54- n i fri>gale rii 23 classe eia 36 » 1 fregala liscia (rasée) da :28 » ,i. con•t• lle di 1 a da 26 a 28 11 2 corvelle di 2" da ·12 a 20 » 7 bricks con 12 a 18 >>
Armala na, ale dell'Olanda. 1
Le notizie fin qui daie sulla forza di terra dell'Olanda le abbiamo desunte dal quadro del signor di Vandensonde. '_ Togliamo ora dall'Almanacco di Gotlta del ·1861, i seguenli dati sulla marina, quale era al 1 ° !aglio del 1860.
5 fregate a elice da 51 a 45 cannoni, della forza di '.::?43 cav. di 15 J) J) l) 38 id. 7 corvelte id. da 16 a ~-1 >i )) ( )) 10 golelte id. 162 id. da 7 epiÙ>i )) 1 I scialuppe cannoniere Il J) )) )) 14 vapori a ruote (aabe) da 1 a 8 ,i )) )) 80 id.
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178 cavalli 1 ,i.8 id. 158 id. 1H id.
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id. i5 id. 1 O id.
7 brirk-golelle da 5 a 1 O ,1 n 1 4 se lwu11ers da 1 a 3 > n , 4-5 scialnr,pe cannoniere (34 grandi e 11 piccole) 12 gnlelte cannoniere (pPr la difesa delle cosi~) 6 11:1v i da porlo e da scuola ·1 ·I 4id. 15.l na"i 1600 cavalli I\ prrsooal•' della murina si C•>tnpone: di ·1 ammiraglio , 1 lungPleiwnle-ammìragli o, 3 vice-ammiragli, 4 conlro-'àm tniragh (sclwu.te1-hy- ,nachl), 20 capi!:rni di vascel!o , 4. 1 capit,,ni-lencnl i, 285 luogotenenti di 1a e di 2" d as~e, 67, a~piranli (adi:lhorsten) di 1' classe, 29 di 2• e 84 _d i. 84 nwdi'ci , 75 ufficiali d'arnrn\ni~trazione e 50 allievi d1 amministrazione di due classi. La fnrza alliva dell't•quipaggio di marina era al ~ gennaio 1860 di 6,592 uomini senza annov<' rare 7 47 uomini in 1ficrrni al S<'rvizio delle Indie orientali. I~ quadro ,Mia /ìmteria di marha è di 49 urtìciali 2 ,104 sottuffkiali e soldati; l'elfcllivo: 44 uffkiali ( 1 cQmandanle), ~ luogote1rnnle colonnello,, 1 maggiore, 12 ca pitani, 2t lu o~olenenli di 1a e 2" classe, 4- ufficiali d1 amministrazione e 1,9'21 tra sotl'aflìciali e soldati.
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Vapori.
2 corvelle id.
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!>EL Rl!:G~O DI!' PAESI BAS~I
16 soldati trombe, 672 fra volontarii e militi. Veffettivo çlol battaglione ascende a.dunque a 21 ufficiali, 3 de' quali non combattenti, con 6 cavalli, 778 uomini di truppa, fra cui 15 non combattenti. - La compagnia di deposito è composta di 1 capitano, 1 primo ed 1 secondo tenente, ] medico d ì 1a o ùi 2n classe (col rango dì 1° o di '2,0 tenente), 1 luogotenente d'amministrazione pel vestiario, 1 sergente maggiore, 4 sergenti, 1 furiere, 4 caporali, 1 sergente o caporale tromba, 3 trombe, 51 soldati anziani e 102 r eclute, 3 fra armaiuoli, sar ti e calzolai (col rango di sergente), 1 guarda-magazzini (caporale o soldato). Totale 5 ufficiali di cui .2 non combattenfa, e 175 uomini di bassa forza, 4 de' qt1ali non combattenti.
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LETi'ÉR.i.
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SULLA GIOR~ATA DEL 24 GJUG~O f8J9
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GENERALE cAnon~ A AL sm. riE
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rnusro11 65
avt?ano dis~utato rer 12 orè contro furze di gran lbtlga h umericamente rnperiori. À tale riguardo gioverà. innanzi tutto ricordlire le bircostanze çhe, dalh m a e dall'àltra parte contril:iuiréno maggio;mente a difficoltare u'n successo, il qUale per ~oi era almen'o à~bbio, se il coraggio e l'ostinazione dell'eseicito non avessero supe~a'ti gli, ostacoli innumerev0li e q'ogni ,speciè q9e $}i erano Ò~poJti . La debole ricognizion e della divisione Cucchiari, plrtita cta f{ , ~ Desenzano alla volta di P <;>zzolengo, incontrò 1I nemico a1quanto prima di quost'ultimo villaggio. Dqpo respinte le sue tesÌe di c9,lonna, che ~i prosentàva~o spallèggiate da numerosa arti: siiéria, essa iniziava ia s~a 'riti~ata Ìentissimamèot~, p'é~ isc~~ glioni ed in bùon ordine. grosso delle 3a e 5a djyisioni (Mt>llard e Cucchiaii) ora ancora, in tal momento, ben Iontano • • \) . } ' ') t ' ' J , dal luogo del combattimento. Esse cammi narono tuttavia al passo di corsa v~rso il i~cigo ove riu1bombava iÌ éannt{n ~, e vi giungevano alla spartita per battaglioni, da punti a iffè~enti e rotte~ dalla fatièa. 1, • r , r, · f, I i, I ( J , In tah... • circostanze, sfavorevoli affatto; queste truppe m• ,,.J... ' contravano un nemico forte di 5 brigat~ ed avvantaggia'to dal numero é dallé posizioni fo~midabili ch'egli occu pava con numerosa a,rtigli~ria, e da lungo tempo fa.niigliari all'èserclto austriaco, i l quale ne f,1cea il suo campo u1anÒvré à.nnuàli; un nemico infine, il quale con for~e nume~ose e concentrate, ' , ,., , l '(. , , , , ,• J • , r, L,,4 1 l I d1sponevas1. a dare una ba~taglia prevista e d1 lung3:. n:iano • ! , • . • • • .~ • ,.i • '- I J prepa.ra.ta. Egh è evidente che attacchi parz1ah e 1so!at1, 10 cosiffiitte, condizioni non potevano riu~cire, quafunqiie fosse d'altronde lo slancio delle truppe cHEi jr éseguivano. ~ d1tatti soltafito verso sera con un atta.èco po terrim:o riu• " ' •r f •f scire ad impadronirci deHe ·alture di S. Martino. . Tutto . ciò malgrado ' a m ezzòg:o~no eravamo paèro'~i al San 111artino, del Rocolo è della Cont:•òdarii'a; n~mibo avea spiegato ta li fÒrze che l'alà ~inistra de!Ja divisio~e si V-~deva ,sP~.~ta\a e_P,_~es~ a,~i~11ia_ncio1 à ~eo~, di , 290 1;1i1~i, da un vivissimo fuoco di metraglrn. Egli fu rn questo mornento che cominciammo a ripiegare su Rivoletto per l'ala t ibisda, arrestandoci tratto tratto per r ispondere al fuoco del nemico "' as~icurar 111 màrcia retrograda dei nostri convogli e de~ J!QStr~ •
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Lettera del sig·oor generale Cndorna al signor De ,La ,;uston
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(fradotta dal testo frances~).
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Signore, d' Valendomi _della gentile offerta rh'ella ba fatto a' suoi lettnri I ac:c,n1are c ioè h, CJsservaz oni le quali n Jl' t . d ' 'V - • . , , e •n eres~e e )a er11a stonca, le s11rebbero mdi1·izzate intorno alla "Ua r l· . sulla cc1mp11 i'lt - • ";iz,o .. e · goa e a 1rn., 10 n,i p,·rmetto d1 ret1ifka rvi una frase 1a quale non potè sf'1iggir le se non r er difett'J dì d .. ufiicìali e d · .. . ocu men t1 . 1 una cogn1z1one par icc,larPggiata degi1 a vv.-uiment1, f or q1.1anto ha tratto alla di i··sinne c·omaodata dal e· nerale Cucdrnin, e clt:!lla qna'e io eblJ1· 1·ono 1 d' g d · _ e I c•s,ere c.11 po 1 s iat_o mapgiore oella memoranda µio ,na1a del 24 <rina110 0 1g1 soltan1_0 essendo~i v1-nu10 son'ucchio il fascirnlo ,fe! .15 novemb,e 1860 dello Speclateur mililaire, fui do1or,,samente sorpeeso on! leggervi un·as~erzione alla P ,gi • ll. 274 la l sa1ebbe pPg · d' b' • q,,a e . . ~,or un J!l.$imo, se fosse possibile il por,e in dubbio il v~loroso con:egno delle truppe che riconqu st11 rono al prezzo d1 numerose vittime un cam!-'o di batta.gita ch'e.sse
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A:'l'NO V. Vol. IV. -
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LBTTElU DEL SIG. GENERALE CADO!t~A AI, SIG. DE LA FllOSTON
feriti. Le varie truppe della linea di battaglia si ritiravano colla
più gran calma, scaglion ate, di mano in man0 che l'ala destra del n emico, ronrinuamente rinforzata, lo spuntava. V'ha lungi, io credo, o signore, da una s1niile ritirata ad una fuga sans désemperer . Supponendo tutta\·ia cùe un tal fatto avesse avuto luogo per più d,i 4 chilometri, siccome è detto nella di lei relazione, egli non era· per certo dopo una cotale fuga che quE;ste truppe avre bbero potuto riprendere l'offensiva verso le 4 112 pomeridiane e condurla c0l massimo cora~gio, malgrado tutte le fatiche e le innumerevoli perdite della giornata. Il disordine prodotto i:la una consimile fuga sarebbe stato irreparabile per quel giorno ed anche pel domani; e ciò potranno rileva.re tutti gli uomini del mestierP, i q uali, avendo veduto la guerra, hannò potuto giudicare della grande demoralizza• zione che succede soventi volte al menomo disordine. Il signor Borson , uffiziale superiore di molto merito al Corpo Reale di Stato Maggiore, passato recentemente al servizio di Francia nel corpo medesi mo, ed il quale giungeva da Lonato a Rivoletto nel tempo stesrn che le truppe della divisione Cucchiari, potrebbe testimoniare oggi ancora, come io ebbi a rassicurarlo, sull'nrrline perfetro ch'esse aveano serbato e sul buono spirito cbe le animava.
I fatti ch'io bo avuto l'onore di esporle, o signore, sono stati sino ad oggi riconosciuti da tutti i narratori d1 questa éampagoa, e perfino clal signÒr di Ri.istow, il quale non si vorrà per certo accu~are di parzialità a favore delresercito sardo. Io ho troppo fiducia, o signore, nell'imparzialità. ch'ella si è proposta, per dubitar n;,ppu·r· un istante ch'ella non vorrà accogliere con benevolenza una rettificazione, che si fa di per se stessa colla semplice e veridica esposizione degli avvenimenti. Le riescirà d'altronde facile l'intendere quanto es.sa sia, di ragione, altamente richiesta per l'onore di quella bandiera, che·in questi ultimi tempi fu due volto l'alleata della Francia, e fece le sue prove a' fianchi del suo valoroso esercito. Accetti, o signore, l 'assicurazione della mia distinta consi-
derazione.
Il generale di divisione CADOR?jA,
Rl~LAZIONE CONTE PELLION DI PERSANO S. E. IL C01'.;fTE DI CAVOUR MlliJSTRO QELLA ll'~RINA.
sulle operòZÌom della R. Squadra nolle acque di Gael~
del
s~:r:~i
Dopo d'avere, in sul finire mese d'ott0b~fl dell'anno contribuito colh regia squadra alla costruzione del pon_ . Garin-liano; dopo di aver fatto sgom b~o e protetto, ai pr1m1 i o b dell'anno istesso il passaggio delle nostre truppe su novero re ' . · 1 d· G t u~l fiume, e quiodi resa facile l'espugnal10ne d1 Mo_a I ae a~ !ediante il fuoco d<:lle artiglierie delle no~tre ~~v1, a~d_ì 4 d~ quel mes~ dovetti' per varie con~ideraziom politiche, r1t1rarro1 nella rada di Napoli. . • d Th'Ia se la nave sulla quale alberav~ la b_and1er~ d1 c_oma~ _o vi stette ferma' non fu così degli altri legm s?tto i m1~1 ord1~~ che alternativamente ,•ennero da me _co1;0andat1 a stanz.ar~ ne e l'ada di Mola di Gaeta, ad intento d1 s1curare dal lato d1 ~ai_ gli assedianti mentre dovevano adempiere a tutte le operdaz1odn1I . b e Ioro commesse Q e. essenzialmente mannaresc · dal coman · corpo d'assedio.
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UE L VICE·AMMlRAµLlO PEtlSANO
RELAZIO:-11'.
N è a cotale servizio si è limitata la squadra; entrò sin da principio in azione col corpo assediante, giacchè, a richit>sla del generale in capo, si sbarcavano dalla fregata Costituzione gli obici di campagna di suo armamento, che, comandati da un uffìziale di marina, signor Duclos, e maneggia ti da marinai, vennero destinati ai posti avanzati per concorrere a respingere le sortite dalla piazza. · Più tardi, sia perchè la fregata S. Michele per essere a vela non poteva riuscire di quelh1 utili1à che offrono oggidì i bastimenti a vapore, massime in stagione invernale, sia perchè la storia milil?,re contemporanea offre esempi del servizio utilis· simo clie negll a:risi:ldi.i possono préstare le artigllerte di mari na manovrate da marinai, dietro invito di S. E. il generale Cialdini, feci sbarcare da questa fregata otto cannoni rigati da 40, prima specie, per formare coi méde,imi nna oatteria di posizione. A cotali pezzi aggillnSi cltiè canoohi fi'g ati da 80, imo della 1lla1·ia Adelaide ed uno della Costituzione. P er servire la baw~ria di marina di cu i è -parola, destinai cinque sotto uffizi ali e 11 O marinai, dandone il comando al tenente di vascello Pepi, aven te sotto di sè il tenente di vascello Conti ed il sottotenente di vascello Luserna. Siffatto distaccam1mto marin,iresco lo misi ad iutiera disposizione del comando del corpo d'assedio, e potè, il giorno 8 gennt:f'Ìò di quest'anno, manovrare due déi suoi pèzzi ed unirsi àlle artigliérie di terra che ribattévano i l v ivo fuocb aperto dalla piazza. E qui ·mi torna in acconéio il dire com.e quella batteria ve~ nisse roi eretta sulla destra del Monte Lombone a 1200 metri dalle opere nel:tliche, e come i tiri fatti diii pezzi eh~ là arma• vano venissero amn:iira"ti pe1 varii cànobneggiamenti degli assedianti, a segno che il drappello di marina i che la màoovrava si m eritò gli elogi di S. A. R. il principe di Savoia Ca rignàiio, mentre l'ispeziunava in un 'momento d'aziont!. · A:ddì 19 gennaio 1861, terminato l'armistizio convenuto fra• le regie truppe e la guarnigione di Gaeta, salpai dalla rada: dr Napoli e mi condussi a M9la dr Gaeta:, ove tro-vavasi' la maggior parte dei IPgni componenti la squadra posta sotto i miei ordini.• ,Nel momento çhe vi g iungeva, cioè verso le bre 4 pomeri-
qi~q~ di quel giorno, rultimo v~scello fraucese, che era il va-
sc13llp am,miraglio, qe parti ya prende~do d1rezjon,~ al largo. Rimanevan!) ancora 10 qu~lla rada un Plft sçafo da guerra spagnuolo , il Colombo, e tre vapori rqe~caflti)t, dei q,uali uno spagnuolo e gli altri d4e francesi. Al rpattinq del 20 spedii a G3;eta il !egio .pirosca:fo il Monzambano, comandant~ Monale, P.~r comunicare ai vat1i agenti djp!9~~tici çh~ sta-yano in qnel\a 9it~à ~ al g_o v~reatpre della fortezza la notificazione del blooco della piaiza di G~eta per parte pe\la sqna~ra . . Cqllo st~s~q qfqnfafff.p,ax,,? fe8i rimettere u~a mia ~E tlera a l PP!lla,nd_!1nte del vapord ~a gu_erra s~agnuolo ad informarlo del blocco pos\o aJla pj~zza. ed ayvertirlo ad un t em~9 che, cont1nuan~o egli a rimanere rn porlo, io OOJ'.! po_teva r\spondere di !}1cun daHn? q~1 ~\li? basti.w-eoto ~ ci,tg_ione d7 ~tt~ct·hi pro!>ab1li della regia squadra . · Di*9 tài cpmu.~\r.azi~i;i,e, il Colqmbo esci dal PWLo apsieme ~\ pirosc,afo mercaol~le di ~ua nazione, togliendosi ambìdue dalla linea di blocco. Così ~n Gaeta noo rima.li19v,n più a.lcu9 legno este,ro, giacchè i due v.1pori francesi fin dal!a sera precedente erano venuti ad ormeggi.arsi f~ori dEjl mio ancora~1ell\ORitor~ato il 11;1.onzamba-no da Gaeta, mi rapportò come il vice governi}.tore d_i quella fort~ZZf ~i fosse rifiutato a. fargli cono~C;e_re qotli · 1o~sero i ministri esteri residenti nella; piazza, e che solo indirettam~rne gli fra s~~1o dato di ~ .pere trov?_r,;isi que.lli di Spagna, B_a vicra e Sas:;onia col nunzio aposto\ icç>, quindi a questi soli fuqzionari avea potuto far r imette~e I~ notifi,cazione del blocco, di cui gli era stalo' dato inc~1·ico. Dichiarato il blocco, spedii senz'altro i9 crociera la piroCregata ~ r ~9\e Co.~tifii:z,on_c, r.oman~a~te Wri~bt, as,~iern~ alle pi_r~cannonierP, Ardita e Veloce, com:mdant1 Aosald1 e Cappelhm, con istrhzioni d'imi:ajire qµalsiasi approdo nella 7.on3: bloccala. Lt f Vi aggiunsi poco· dop, altre du,e p!rocànnopiere, 1~ çpnfìenza _e1 il Vin aglio, c,?,r;naA~~nti ~~ S~111t-p c,n 1e )3u~r.~f-:e. . 1 ya li1;1ea cli crociera cingea la piazza bloccata alla ~istanza di ci~c~ lr~ n,1igli.~ l e, d?v~~ st,are a gu~r~ia ·1elle foci del Garig1iàno fino a "Porre S::1.ot'Agost ino, sorv~gliaor]o in pari tempo le \~ole ' che ·lrovans; di fronle al golfo <li Gaeta,
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RELAZJONI!
~o non mi nascosi, Eccellenza, le ,difficoltà di questo ·s ervizio, per quanto fossi convinto del -s ommo zelo ed instancabile vigilanza -'c he i vari1 comandanti avr~bbero posto . ri.ell'adem•pi. mento di un tale incarico. ', · · La posizione sporgente di Gaeta ,nel ma~e· a ll"es1rèrnità di u·u a penisola, i c_anali formati dalle isole Procida ~d Ischia, la vicinanza di Ponza e· S .' · Stefano, il seno rientra;1te che da Gaeta si protende a Terracina, n el qu,a.'e · riesce difficile ·avvicin:tré la spiagg ia alle nati· di qualsi<lsi portata, mentre è facile il ra<lerla con baW>.lli ; il ,•ento che suole soffiare istantaneo e fo;te d.a l Garigliano, favorevo,le al tr'agitto dt lle barche· per Gaeta, il ·rb~re grossi;> che si alza coi denti foraoi e ' che obbliga gl'ilicrociatori ~d-~llon tanarsi dalla costa, ·, tutti questi erano i~ pedimenti non h_ev1 a mantenere stretto il blocco collè sole nav,i d-i cui po.t eva disporre. Ciò non pertanto, mercè le disposizioni date da varii. comandanti lq· crociera, l'attenzione usata da ciascun incrocia~ore, l'osser va'n za scrupoiosa ed intelligente agli ordini d~ ·me impartiti, ogni difficoltà fu superata ed i l blocco venn e mantenuto nella sua' p iena efficacia. . / ~iste_mando io ta_l mo?o il serviz~~ ~i_crocier_~, si _sta~,a atte~deado 11 momento 10 cm, a se-conda dei concnt1 presi con S. E. 11 generale Cialdini , si potes~e entrare in azione, sf_bbenè le batt~rie che stannç, a difesa di Gaeta dal lato di mare siano· cosl ~tìm erose .e cos'l imponenti da ren dere poc~ probabile alla inarma la possibilità di attaccarle con successo. Quando, il mattino del 22 ?ennaio dell'anno che corre; ecco un trarre a tutta possa dalla. piazza contro le posizioni d'assedio, ed un· r ispondervi dei nostri con quell'ardore e con quella giust!;lzza di tm che son• dote precipua dei nostri art,ig lieri terrestri. ( ~l prim_o s.:olpo della piazza, segnalai alla squadra di salpare e d1 tenersi pronta ad attaccare, intendendo di portarmi 'inna1izi ali~ batterie neinicht:\ fronte_g gianti il m are, e molestarle tratto tratto a scopo di. diversione, che non poteva non riescire p ro~ fì.cua alla nostra linea d:assedio. · , ' C~:i:nbinato così i_l mio pian; d'azione, ordinai alle pir'ocann_omere Confìe7:~a, Vinzaglio e Veloce di attaccare il più sollec1tamente poss1b1le le o'pere esterne di Gaeta da parte dell'istmo, quelle appunto clie tira,vano con tanto ~rdore sul nostro. campo,
DtL VICE- AMmk.AGLio' PER$'Af~O
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e poco dopo telegrafai alla fregata ad eli.ce la Gciribaldii , comandante IYA rnico, di condu~~i a sostenere il fuoco delle pirocannomere, Intanto che mi recavo ·a1· quartier generale 011 de esporre a quel comando il mio intendimento sulla parte che potea. prendere la regia squadra dinnanzi a Gaeta. Alle 11_, ritornato al mio bordo sulla !,1aria Adelaide comandante Acton, s~gnalai alle due pirofreaate Carlo Albe1·to e 0 Vittorio Emanuele, r;omandanti M1llelire e Provana, al Monzamb~o di m~ttersi alla sinistra della linea come ripetitore di segnali, ecl alla Costituzione che gi ungeva dalla sua C:rociera di assalire la -città dalla 'parte del fanale con tir'i a granata. .' Per tal modo tutti i legni della regia squadra avevano attaccata o muovevano ad a ttaccare di fronte, dal lato <li mare la piazza di Gaeta, che li fulminava con meglio di 400 bo;che a fµoco. . ~ssunto il corµando generale dei mo·vimenti della squadra, feci govern_a re sulla punta così detta dello Stendardo . _In'.3-nto l'att~cco alla piazza dalla parte del mare era già commc,ato, chè la Garibaldi sino dalle 10 e 122 avea aperto il su~ fuoco contro lf? rampe di mo~te Orlando; se non che, veduto quel comandante che i suoi colpi riuscivano poco efficad, a ttesa 1;altezza della batteria n emica, portatm;i alquanto più a mezzogiorno, prese a can noneggiare il bastione che st.a sotto la p()lveriera da quella parte, ben giudicando che i proietti eh.e avrebbero sormontato iJ oigl_io della collina, non solo nou sa rebbero andati perduti, ma avrebbero potuto riuscire micidiali al nemico cogliendo alle spalle chi tirava sui nostri . Di fronte a èotal bastione, armato di 24 pezzi a grosso calibro, la Garibaldi, con e11uipaggio di recente formazione, si tenne immobile per ben tre ore. ' Nè diversa fu la condotta tenuta dalle piro~'. anooniere Cçnfìenza e Vinzaglio, le quali fio dalle 9 del mattino erano entraté in azione col battete d'infilata, dalla punta de!la· T ri~ità, le orere ~ barbetta che da ter1·a tiravano · sul le nostre posiziòni d:assed10 ; ma dopo aver sostenu~o per ben due or e, a non maggwre distanza di 200 metri, u·n fuoco potente fatto loro ·contro da terra, ·quE:'i dae bastimenti si trovarono nella dura necessità di 1itirarsi dall'attacco, · r
.72
RELA ZIONE
· Diffatti .nel m9m~ntò, io ~lii i~
gi~ngev:a a
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traverso dt>l molo,
d esse1:e 1?,t?.th\atj a c?nti_nu11i:.~ il pomq~tti~mr,µ tq pè/ caus{l- di forp <)Vane. < · - P~r· tal mpdQ, ~c,c11l_en~':' q u~i sul p~incini0 9~ll'azjone. puo l~~~l~ ,qel.Ja squ~1r11 trq1:avt,~§l 15Jii ne\n mpossibilità di più oltre ~on1-battere, _P;, ~ove!f,i r,e,rw,rttwe chr , riP;tra~s~ro 1 1~lo\a. Così l~ _Garibaz1ii rrnJ?Il\3"~ 1?0/a ·d11I Ia}p fìSJp·n?' s~ n9n si .tien cnno deAa Vçloce t r:_he a ma~~Ì?t ~iStf nZa qaiteva q,Oç~'essa l,e f'~e.f~ ~ pofl~~te g1 Ga~ta. · · '· !.çi 9,u~sto fr8:ttemp,o ~a çofl~tuf{Wie ~•era ,t_r;a_sferitc1; al, fony ~aJ~i!/1Q ?a_~~m,a,t,~ato, dr_l ~ol_o ,, m posizione d'evitare, 'per ~uam~ pqss1b1le., I fuoeh1 incroci11:Ji delle altre batterie. _ft'.8n eppe~a in~oll)in,ciò '}, t,\f~l'J:l'. c~r t~tti i c~Ò~ooi q_ell1} piazza risposero così prontamente ed in modo così ·efficace, che ;"t~P.9f lll1; te_mp9 P?l~,ita d,1_ 6 vro;~ttj. (; N~n e~~e,Piio. po.,s sibkl: \I:_ ~u~LJa ~~,ve ' di ~i~anr,1 pi/ oltre ~.~posta a,d un fu~co, sosJ m~r.1è 1ale, \,I pqrtò a, battere la punta ~elJr.-_ L~n5ern:1 .: er~1·n10 pi cogltyre di infì 'ata ,il paese. Si fn _rn qt}!èflt0 pqnto ?9_e. i,l ç_0r10 4-t,b~r.to, il Vit,toriu Erriànuele e jf{a1:fa 4del~i~,~ c?rni11-0f~ro~o, pur e; si l'.àtficco da 9.ndla pa(te. ·_ " ·
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~ll~~to Plll}to P- nnzà;alio, Jn,Pr:è, -le cure ,~ \'op~l'OS\là del suo comandante riparate alla meg!10 ler1 sofferte avane, venne il , · • .,-+ • a raggii'1Y~?ill}.i,,__segnala_ndof e~ser~ ?~o1~tp:~d1 ~utrare ~n ~z;~ne. Fatt1gl1 _1 rore1 rallegrameuli, gh ordrnai dt mettersi a, 1.rsposizione della Ga1·ibaldi, dalla qua\e ricevette ordine di attaccare 1~' ba,tterie cl{e st~·m;~i sott6 la ci'ttaclell;{, cosa· che ~I Vinzagli o eseguì in m~do verament~ "cl'istioto. , . , -. -- . ~ - ( ' r- ' ' d- · d 1:a fÌ,~q,cau~ouie1:~ 1,r\Ì~ta, c,01na~~aute ~\nsal 1, n0n poteµ_ o più oltre soffnre d1 starsen7 su-Ila ·]me~ ~1- placco, spettatrice 1np,_peros_a, ,;en~e a· cl~ied.er~_i_11 per~e~;3,0 _di ~a~teciparè al com battinJento,. Non app1·_~1~ glte\o ebbi ac_c_o ~dato, che fu ve~~Jto quel l eguo ' avanzar~i contro "ie battflrie nemiche, pcrtar,sene l~ breve distanza e c.ominéiare i l fuoco co' suoi .(due cannoni. I .... •I . • fl 1 , ' . , : S\e!te ~~rmo per più ~~•o,ra ;, -f,\?'o, a bersagl10 d,a ogn_\ , p<1_rty, f? c9,~;rett<'>, d~ r1t_r?,cel_ere e r(!g$rnn~_e r,e \a squadr~. Con~ trabb_a ttqtçi il fuqco del_!~ puut~·d\3,\lo, Stend~rdo,_te1egi:af~1 a tut_t1 i legni ~-aggi-9:ri rrHo comando di en\rare nel)'o.~~inEl ~1 marcia di ',li)-,rado/ ed i· legni minori di fermarsi in on1i_ ne Per'r àm,ianit~ · ; , q '-le, \ " · inverso infuori. della lìne'l di b~ttaglia. _ Formato l'ord,1ne di marcia in .parata ,- i:nessomi a capofila, PF~~i \l: ài fi_la ~e ' 'p~r~cc~ie voh e ~otto i~ bat.t~rie ch_e sta~ n_,o ~ difesa tìel l_ato est~rµ?Ae,l sol fu -d~ (;1J,e\a., ay aqc-an~o!e c:o~ fian ~ cale e fuoch i di fila non interr"~ti dalla parte d1 tutu .1 legm ,., • ·t ~. ' ' , t in linea, · , t-i:alasciò pertanto il n~mÌcQ pi r(sp9p.<lrrci da,f -prim~ ç0n mol\'i gag~ia,rèi,:i \:d e_ffe.\ ~o, Illl!, poi diminuì di, ,:e?rnt nza , CO· stretto for:.::e dalla. .vivacità dd nostro fuoco. I •
- Non vo_lendo lasciare p1ù -~o]~ I_~ Gaz;f9aldi {I._Qatt~:rr l\;l opere 8st~r~13 ~1 Gaeta, segnalai aJi.11' Costilff~ione di p9rfarsi a sostenerla. ' - -' ' _,
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· : 9,~-rs!tp\rgf~egat~, passando, inn,<!,p~~ a!lct <\1-SatV,~tt~ de\\o ~t~m~ 91\.r,tjp, 11:ndò _:;i r~gg1 qngere la Gaziba?di, ~alut~ndo\a con 1111 . prolu._ogato fi~a il Re, s11:,lpto, sca\Ubiato qa que,~ le~qo co~ àl.~ 1r-rft~;n ~o slftI\ClO guer.r,esc:o. · - ' _ Il ba~tagliare _durò in ques to n:od~ sino ad. un'_o~~ gop9 11jle,,z~ ~~c;ll._ E1i~ "ora1ç1a1 momento \:ìi ve01ry ~-~ a~1one P!ù çlyter,Ftil/f-~1~, ~r~\~ qurnd'. ~I. çarfo Al,be,rto, ~h fo,Fi;i.arsi in; liny~ PE)f ~n~1~n:itf"'~ i gra~o, i_! legPio a1:ç.mir1i-~lio iu testa. Elf~ttuandp I or~\D~ d1 n~~r?1a segn11lato, ,senz'altro ai:ì_pe\tar,e, mi portai di hR9,\e_,~l\a p1q.zza, eq_~v1' icinata,\a a :pi~,zza · ge1tat11- di cann~ne, W} ~~~< -h 8:. b,~tted~ p,9}\_st w~ggior ve~meqza e rapidità pos;ibTÌe. !'f<;>,11 .~ '}·, per _cQ~,i ~ir,e, a,i;ico~a çornin~c,lato i] no~tro· fu ~_c q, eh~ Je liattene nerniehe c1 scagliai·ono una pioggia cl~ proietti d'orrni
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genere._ La Mar.ia Ac~~laid~- vi fu sotto. pe_r la pnma, J}l ~ non tardarono anche a trovarvisi il Car[9 Albert9, P?i il fittorio Ema~uèle,' i quali no~ i;n'.r~ntirono col .~ivo ri,b~ttere il 11!8r1to · ~cguistat'o~i n~\1~ ·giorn~t~ de! 2~ se~te~bre 1860 sotto A~sona'. P_e r più d'tìn'ora. restammo sottoposti a qu,,ella g!-andine d1 palle che e\ ,:e9.ivapo i;na~d~te_d8: più di 2b9, ~pcc,he da f,up:~ di, s,ro~S? salibr~, pi?,r la 111;agpior -p~rtf eas~i_na,tta,te ed a l\!l inc"rociati. Ciò non pertanto la raP,rd,\Là .r r . ~ preq,51one , , c\elle 1lo~~re fianca',te,· fu, tale che il nem ico ra.lleutò d'ardore. · {) , ' ' (\ ' r I •• ! , ~ perdei ùu istantè a p:rofittarn,<\ e giy~1190 P~,:r !~-çontr~marcia difilai sotto la batteria déllo S'tendardo fu_lmi nand,ola ad olt/ania '. . -~ , ' . . -' . . , ,
_)~ qo71,t~nza_ yµq Vi~~l,lQlid :r;ni pas~sÌ.vano vici~o s;gnpl; ndoiui
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DEL VlCE·AMMJRAGLIO PERSANO
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RELAZIONE
Verso 1! far della sera, visto che,la piazza, che era staia a"'greditrice, cess_ava dal tirare e~ contro la terra e contro di n~ comandai di volgere .le pror.e al largo camminando . io~linea di fro_nte a piccolissirna velocità, molestando · serppre il nemico con t1r1 a gran portata . · · ~ qu,,l mentr~- l~ Corifie1i_za, . av~ndo rip~rato come meglio aveva potuto. le prn uupo.rtant1 tra le sue .avarie, usciva di' Mola per rinoov_are l'attacco; ma vedendo che la sqpadra prendeva 11 la.r6o, . ritornò a l SLJO aocòramemò, E:sserido impossibilitata a f'8rdurare nella navigaziou,,. . ,· ·. · · Io non posso, Eccellenz~ ,- che rirordare colla. massima 'sod·disfaiione l'attacco di questa giornata, nella. qual'e comandanti, uffizi~li ed equipaggi, composti oggidì di marini di ogni parte d'Italia, fecero a g9.ra nell'esecuzione esatta dei loro do;ven. Io VildO più .che mai superbo di aver so,t,to .i miei ordini gente • 1 • COSI e,etta. Durante la 1Ìotte ~he s,,guì il combattimento del 22, credetti opportuno di mandare le cannoniere uni 1amen1e al 1l1orizcimba-no, a tirare a bl'eve distanza d'a lla parte dell'istmo Al mattino seguente, dopo aver segnalato alla squadra la mia inten soddisfazione per la sua lodevo'lissima èo• dotta., la~ sciai i legni minori io crociera. di blocéo, sotio 11 co111audo della Garib,ald·i, e mi recai coi rimanenti a riprendere J'anror11meuto di Mo.h. . ' • : I da,nni e le perdite sofferte .sono, .per cosi dire, nulle, se si pensi alla vivacità .del fuoco ed ·alla sua durat'a. I colpi lanciati dalla squadra in quel giorno ascendono a non meno .di 4,000. Le avarie incontrate sono le seguerni : la Maria Adel~ide f~ colpita nelle manovre alte, sulla. told8, nei bastingaggi, nelle Jancie laterali e.! interne e nel fi~nco, al dissotto della linea di galleggiamento. I_I Ca1·_fo Alberto, culP.ito da ot_to proietti, eh.be forata l'opera ~TOr'a e me~so fuori di servizio un obice da sbarl'O, una palla s1 ·conficcò sotto hi sue parasartie di maestro. Il Vittorio Emanuele e l'A1·d·ita .ebbero delle avarie nell'at• trezzatul'a e nell'e;terno del bordo. L' Arditr.i ·venne forata. da parte :a parte eh una granata. J:,a çaribalJ.ì, il Monzambano e la Veloce anda-rono Ì.11(.:si.
DEL VICE-AMMIRAGLIO PERSANO
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. La Costiiuzione riportò danni nella tolda e nel fìan_co; av~rìe neli'affu&to di un cannone ditllo séopvio di una bom ha nemica. La Coiifìenza ,riçevette una palla sott'acqua a prora, danni .nelle gru e delle lanci e , un cannone scoppiato, l'opeta moria interamente aperta, la tolda sfondata al di sòpra delle mc1cchine; il tubo di scarica d13l vapore fo, temente danneggiato1 la _tromba del fumo fora.p in più siti, lesa la cateqa dell'ancora d1 dritta, ed àltre a.varie di minor consegtienza: Il Vinzagliò ebbe due palle SS)tt'acqui/, un crinnone scoppi_a10 ed a.Itri danni meno considere\;òli. . · · Quanto al p ersonale,. la 'Maria AclP{aide ba a lamentare un morto e due feriti fra musicanti , e qui mi piace dire come i loro compagni continuarooo a. su(,n,~re l'inuò cOrJ1posto . dal loro capo : Viva l' llfklia ! Viva · il Re I . 'La. Cqsti tiiziQne, 'd~e morti ,e cinque feritii dei quali uno ebbe a sÒcco1)1b~re poc~i gior~i dopo per la grave ferita ri ~ortata . La Confienza un morto e due feriti. Negli altri legm fortunatamente nessuna. perdita. Ayp~na. venuto nll'ànc.ora in Mola., S. E. il genera!e C•aldini si cori1pia~qiie, per mezzo del suo "apn di stato-magg'10re, ma~darmi una lettera, nella quale c01nplimen1a,va la squad ra rn modo particolare pèl suo ardirne~tù néll'attacco delle batlerie di- Gaeta: di 'qu~sta lettera m'affrettai a dare corn~nicazione a. tutti gli equipaggi posti sotto il ~io comando, sic.uro come_era della somma soddisfazione 'che loro .avrèbbero data le lodi d1 sì degno general~. 11 ç"'ioroo stesso dovetti .spedire in Napoli la pirocannoniera . . . . Vinzaglio per esservi bpara~a. _ .' La Confienza,. assai più malconcia, la misi a disposizione del genio· ond'esse~e ·preparata p"r. un. culpo ardito contro Gaeta, affidandola al ca.pit,mo di fregata: St-Blll1, che mostrò il nobile desideri.o di coo~ervarne il comando alla, •pe~igliosa impresa. , A rinforzare la regia squadra ginnsero il dì 2.4 da. Genova le . ~ue pir~pannoJlÌere Paleslro e Cuilatqne, cumripd~nti Sol~ri e Figari, e da Napoli venne la pirocorvetta Ettorp Fieramosca1 comandante ~1art.ini, che spedii subito ad aumeota~·e i crociatori bloccanti. Da u'n uffiziale di, -un legno di guerrà spagnuolo trasportato
7§
DEL VICE-AMMIRAGLIO PEHllANO
RELAZ IONE .
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a ) !m_o b~rdo d~l!a V~locr, 1uale _PO:tatpr~ ~j dispacèi p~r Ga!!ta, _ven~1. ~ }aP~; ch_e 1_n ~uella ?1ttà , ~lt ~e ai fpn,zionari diplg: ~~-t,~1 g~~ 1~·~1c~ti, ~ I lro:7~ya a1;:-;!~r IP,-inj~t~o d'b.,u~tria; non ~-~r~~ 1 u m ~1 a man~ar1;;li I~ n ~t1~c~ziòne, dèl bl pcco postò alla piazza . . ., ··r .
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Q~a~i not;~ ~o,i qu.~lche ?ast~m~~to 9ella sq~adra si r~cava pe.r ~lc~ne ore a canq~neggiarf le p atte~ie .. ne~iche des1n.1_~ndov1 :n IS~~c\~ I~_~~n~?~\{i~ , s~cc~~e q~ell,e ~r<;1~o '.1.1.~~o at_;e .~~l ! t~~~ar~ ~1 ~otte !'atten7:}one q,e~lj a_~~edia ii . ' · !~tìa n,t? .9l?cT s1 _m,i ntenev~ ~tr~[to a v~r~ lode degli incroLiatori, che nnlla risparmiavano ad o ttenere l'iÙtentp. Una
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e, uù~r ~:
Ai p_rimi ~i f~_bbra_io \a, r~gia ·sCJ_~~dra· ;;i t;~vò ·a-~\:nent~t~ del ~a~,c~l.lo a:1_e]ic1 ~.al~_nt;l'omo ~ com.~n~_a:nte qi";;a u( a"ei' 'p~fOsctf~ ~~' 1so Aq~il~a; ,_ C_?I1;1a1;1dqnle Car,acc10lo, d~H~ pi;,:0fre"'ala ~; ~uu~e 11_ Atfrn~'.lq_nt~,; com.~n_ila nte DE:IS?re·_ Cot~li I~_go? mi :en1;7ano -~' P8:~'t\:re_nto 1:;1.~1nd1on~.l~ per ord)ne d_i St A. R. 11 principe luogoteo en te del Re . · <, J ·· '
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D,~11~ sles~o ~ip~r t~!népt~ la .r:egi;,1 squadra venne provveduta degli 11 J?prov vigionamcinìi di combustibili ~-ecessari alla bontinua a limf'.nta_z ionl.l delle· macchine, era . co~t;~ttà ~e~ 'si; u~zione 1 di gu.é,-;a. ' ' · ,. : • n ' •· ' r ~ ' · • ·, 1
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siiliato it aria . un depositò a i pol~ieri. F u quello il ~egno agli assedianti per àprire il maggior fuoco delle loro a rti$\ierie su ' ' > •. .. .._),_ ip tutta la\j 1.,,.1 piazzar . ( ... . t . '-i. i ' ' . Dissipato._ il fumo si scorse che g ran parte del bastpne d1 San.t'A~tonio era dirò~cata ,lasc{ando aperta u_n a gran brecci~ '!~rso, ì!.,~1à~}; c~edetti it1in?i, uiile d, t:?1·~inare a lla G~riba.ldi d1 recarsi dalle 9 alle 11 d1 notte a tirar.e a breve distanza, prè9isamen.te nell;i, ,direzi(Ìne ~elÌa breccià. éomaodante D.' Amicò condusse inosservato quella pirofregata ' (1 • i l -• à circa 500 metri dalle ope~e d_i difesa, ~ manoyra,1J,do · con niaestri11;. e ardire scarii;ò più ~ancate- ~antro la .Posizione indicatagli. balle forti6.caz1oni di Gaeta gli venne risposto con impeto e prontezza di tiro, per cui IfOn volE;ndo io 1:1aggiormente esporre quella f_regatà, dopo d'averla lasciata un'ora ad .offen• de'rè1 gli segnalai . di r i_toroare al suo ancoramento . . Anch é. questa volta nessunà a yaria riporto la Garibàld1f, seb• l. bene tanto si fosse messa sotto_ il fuoco nemiro. Il suo bravo J. 01 f. :i f ~' • \ .,..r. •. ' comandà.nte. ricevei.te non solo i .m iei encomi, ma benanco queiÌi à i A. prin.cipe di Savo1a Carignano, che_:ne avevg, oss'<natq_111 man9vra. . ~ ~otte, . Òn~e ,N<;sib_i,Ì ~t-1;1,t e dàr-e ri.poso a) n€m1co, ordma1 al yascello 11 R e Galantuomo d1 attaccarè egih ,._ l# !.,_ t · • . pure Gaeta, ma dalla parte esterna_,, e quan tunque quel bastimento non si -trovasse armato che dà soli otto gi@rni , è non avesse potuto recarsi che una sola -volta ad ·esercitaré il suo éq.uipiggio )'ei;s·o listmo, fece in quella n~tt.e mera-viglie,· sf3m• branào una nll.ye da luogo tèwpo a~ Ì:Uaestrata, t<J,nto il suo fnoco ìù V!VO, bérÌ 'd iretto ed a piccola distanza; -merito di chi lo comania,,à. .. Al mattino del dì seguente _un pariamentario da Ga~ta si recò al ~èi~anèlo g~n~raie per chiédere una tregua a titl'llo à·uma,nità,, o~d~ dare sepoit~ra ai morti dissottP.rrarc ·chi poteva ancora essere vivente sotto le macerie ·ae~ bastione ·ro v.inat~. . , .. ~ .P1acq'ue aJ generale in éapo d) accorJarla di 48, or~ e- poi, di ,rrol_u~g~~l~ di 1r , - . ,, ·i · , . i .. } n 1uesùi!timp intervallo te1fP,O e_bbi: 1!~;-vito _dal comando 1el ~orpo d'ass~di9 _d' i~ barc~re ' Gaeta 200 feriti, . dei qualr S. E, .il ge,Qerale Ci,aldini, per tratto d'4manità, accons~1~tiv~1 1 - ' · lioéràta piazza i - · . . - ,,
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Vi destinai la Vinzagliq e l'avviso lo Stromboli, comandante Youch . .Que~to l_e gno, eqUipaggiafo i~tieramente dal dipartimento mer1d1onale, adempì a cotale suo incumbente in modo da procurarmi il piacere di trasmettergli i miei complimenti col mezzo ~el comandante del dipartimento cui appartiene, non facP~do egli_ parte della squadra da n:ie dipendente. -Riprese le ostilità, cdntiQu.ai a mandare interpolatamente di notte le pirocanuoniere a molestare tratto tratto la piazza, me no la C~rtatone, che aveva m~sso a 1isposizioné del genio, affidandone il comando al tenente di vascello Albini, il quale si era spontaneamén té offerto a · coneorrere colla Confienza, ma· da un'altra part", al tentativo che do:veva· ad ogni costo darci la padronanza di Gaeta. La not te del 12, che fu l'ulti ma delle ostilità, ordinài àl Carlo Alberto di portarsi ad attaccare la fronte di Qaet'a verso il pbrto. Il · fu()co_ cb_e fece que_s ta fre-?a:a m erita di essere avvertito pella. sua rap1d1ta e preo1s1one d1 tiro. · Alle 5 P,Omeridiane del giornò 13 •di febbraio 1861, il fuoco cessò da ambe le parti. La resa di Gaeta era stata conchiusa e firmata. All'alba del dl appresso era abozzato colla · squadra a g,u attro g?mene dalla piazza in perfet.to stato di combaùimento, ormeggiato su· _due colonne in ' scacchiera, e le pirocannoniere su di una linea dinanzi al borgo. ' Allè ore 9 antimeridian e il piroscafo da guerra francese la 1/u.ett~ lasciava il porto di Gaeta con a bordo l'ex-re Francesco IL Comandai 'a llora alla pirocannoniera Ardito di porsi a guardia del porto~ e segnalai agli in crociatori-di togliersi dalla linea di blocco, e· di venir a prendere ancoramento nell'ordine sopra segnato. · Allo stesso tempo ·inviava a Nap~li un avviso colla notifieazione del blocco levato Gaeta avendo ceduto alle forze di S. M. il re Vittorio Ema~ueÌe·. Eguale notificazione mandava per telegramma al gqverno del Re. . Questa mattina, 15 febbraio 1861, alle ore 8 antimerìdiane la torre Orlando inalberò la bandierà nazionale colla. c~oce sabauda. ~enne su bi_to salut~ta con -21 tiro fatto da ogni. legno della re91a squadra, unito a fra~orosi evviva al Re ed all'.Italia .
DEL
vrcrh\ll!JIRAGL!O
79
PERSANO
Eccellenza, nel breve s pa~;o di cinque ri1esi è questa la terza volta che ho l'onore di farle rapporto di fatti d'armi; ai quali . prese parte la 'regia marina, e vorrei dire con rara distiazione, se non temessi trascorrPre nel giudizio, parlando di corpo cui appartengo. s·. E. il geiH::rale Cialdini a,vendomi chiesto i mezzi di trasportare prigionieri di guerra fatti a Gaeta, Ponza, Capri, Ischia e Procida', subito diedi gli orrlini all'oggetto, ed in meno èi 24 ore tutti avevano lasciata la rada al loro destino; eran o oltre gli undici mila. Iu e;;otale trasporto la squadra non durò difficòltà, nè strettezze di luogo, inte~a solo a soddisfare i d<isid0rii del generale comandante le truppe d'assedio. Sul chiudere que~ta relazione, mi fo ardito 'di prega.re l'E. V. d'Mcoglière favorevol~ente e sottomettete alla sanzione- sovrana il qui unito elenco delle proposte di ricompense da conferirsi a q Qegl.i uffiziali ed ,i'n dlvidui della bassa forza, che maggiurmente ebbero occasione · di segnalarsi nelle operazioni cont~o Gaetà . Con profondo rispetto, Eccellenza,
' Il v·ice ammiraglio comandante la regia ·squadra Conte
D1 PEnSANO.
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81
l\ÌVIS'.\'A TEÒWLOGÌC:A
i'effaito
Ciono~dimen:~ l'àderenza delle due . sup·e rficie 'e della reazion e che ne è la conseguenza furo• -o péjfe~t.a~e-tite s'tabihti in questa cor'sa cìi prova. Il disc?•.ruota _impìeg'at~ ~a~ s igno.r Astoù ha q uasi 5 .m etri di diametro,; 1r suo s}?essoJ:i non supera: i l'O 'millimetri. , . . ., , ., . , , , . Colle r uote a pala forse .s1 s'a rebbero ratti sette tt6d1 aTVim1, ma al costo~di 010 di più di carBdìre -c'o n~u'ì:ti.lttb, I vantaggi che presenta: li' di1do~+rùota cdhslstoìiò ·: 10 N ~ll'essere m~no_esposto nelle ruote ai .danni df3lle tempeste .e de'l éombattiménto; . ,zo Vacqua non vien sollévata:; . . 3° La nave ; non va soggetta alle solite 's cosse o \'ibrazioni; 40 ff v·ento e le onde avranno mihor presa 'Sul disco ché
40
RIVISTA TECNOLOGl·ca
sulle_ ruote a pala; _ __ . , . . . ,. _ , ., 5° Non essendovi perdita d1 forze per I ag1taz1onEI che gli altti propulsori cagionano ,nell'~cqua,_ s_i potrà, o;t!Ae_r~ ~ag_~ gior veloc'ità, ll)entre potrà essere , apphca:to alle Eiccole ,come; alle più gros_s e navi. I NG-HTLTERRA . - Nuovo p?·opulsot•e navalo. Ebbero luogo degli esperimenti intorno ad nuovo propulsore navale che dall)nventore vien chiamato disco-ritota. S'immagini una ruota ordinaria i;;ommers~· per metà -ne,l l'acqu~ ch'ella fende con grande velocità, e .si avrà, ,1;1 n'idea di qtìesto ritrovato,_ A primo aspettò sémbra impossibilé che l'agitarsi di guesta ruota -per metà nell'a:ria e metà nell'acqua possa produrre il più piccolo effetto _m eccanico; eppure l'esperienz'+ ha c.onstatata la reàltà d1 questa potenza e degli speciali ·vantaggi che presenta. saggio di questo nuovo apparecchio fu fatto sul fiume Blachwall da.ll'inventol'e stesso signor Giovanni Aston. U n battello a vapore filò sei nodi all'ora con t~n consumo di com1:>ustibile mol to inferiore quello che ·avrebbe r jchiesto l'imp iego dell'elice o delle ruote. Non è facile il comprendel'e come un semplice disco vertiçale, formato di una lastra sottile di metallo o di legno, che taglia l'acqua come Ja ruota d'un arrotino, possa aver tan\,o contrasto coll'acqua stessa da produrre un ,éffet.to di propulsione tale da tra.sciri.are una pesante im barçaziol).e,
un
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FRANCIA: - Nuovo revo·zver. - Il colonnellt> te<:rviat .'àiI'l'~ : nuo'va Òrleans immagin a UD nuovo revolver a ot to 'éannè, èon una nonà canna di (·ali oro più forte, collocata: a l diss\:\ttci , delle altre e suscettibil~ di una carica a mitraglia , vale a dir'é d'ì una • carica di più palle del c~libro da 16 grammi. Qu_e:-;ta eann,a supplementaria, . fu qllalificata dall'inventore col titolo di colpo di grazia. ~
. _ Nuove cannoniere corazzate. - S1 è costrutto ed esperimentato un nuovo modello di can noni.era corazzata. Essa ha ~
la forma. a poco presso della testuggine; ed anche ~Il poco q-qella di un uovo inGavato al-I-a punta. 'Questa ca~nomera, por· tante 4 pezzi, è a prova di palla, ed il suo eqmpagg10, protetto da un cielo di ferro, riman tutto perfettamente al coperto dalle offese del n.emicci. L'equipaggio per tal e cannoniera sa• rebbe dì circa 100 individui. - L e sperieoze fatte finora non si ponno ancora ritenere per decise, poichè fatte in piccolo e sulla Senna. ' · - 1'rireme. - L'i.mp'eratore fece costrurre, quale cu_riosità antiquaria, una trireme secondo i dati più esatti che s1 poteANNO V. Voi. IV. - 6.
82 RlVIST.1 TECNOLOGICA rono raccogliere, ·e ne fece la prova sulla Senna a AC'nières, sullo sc0rcio del passato marzo. Questa galea a tre ponti ha çirca 35 metri di lunghezza su 4 o 5 metri di larghezza; il suo bordo si alza di 3 metri sovra la linea di galleggiamento. Il corpo della trireme è rivestito di bronzo, ed ogni s~o lato ba tre ordini di fori per i remi, ciò che importa l'impiego di 66 rematori per ogni bordo, cioè di 152 in tutto. Al centro del pante elevasi un solo albero parlante vela latina. ITALIA. - Lastre di co,·azzamento. - Sabbato 2 corrente ebbero luogo nella batteria della Cava le prove contro le piastre Mlle officine dei fratelli Marre! pos1e in Rive de Gier, destinate alla corazzatura della batteria galleggiante Terribile, in costruzione nello stabilimento alla Seyne della Societh delle fucine . e dei cantieri del Mediterraneo . . La Commissione delegata ad assistere agli sperimenti era presieduta dal capitano di vascello cavaliere Marchese. Essa ba manifestato il suo parere, che le piastre risultarono oltre ogni credere perfette, e le migliori sino ad ora provate; per cui le piastre di cui sarà rivestita la batteria Terribile, se saranno uguali a quelle sperimentate, la corazza della medesima sarà ~igliore di qualsiasi altra fodera d'acciaio di consimili bastimenti·
0'J
RIVISTA STATISTICA
AUSTRIA. -
L'Austria, secondo l'ordinanza i.nperiale, 3 gen-
naio 1860 avrebbe attualmente: 80 Reggimenti di fanteria_ di. lin~a (~ 3 batUOWlll\ taglioni di 6 compag~1e, m ?1è di gue~_ra 327,360 68,505 14 Reggimenti e l battaglione d1 confinarn 7,871 l Reogimento cacciatori del Tirolo • • o . . I) 41,344 3~ Battaglioni di cacciatori. Totale di fanteria 435,080 uomini '
m
12 Reggimenti di corazz1en a 6 squadroni ed 1 deposito -2 Regg~menti di dragoni a 6 squadroni ussari 12 ulani 12 volontari a cavallo )) . di 3 Totale di cavalleria >
14,160 ~avalli , 2,528 , 15,168 15,168 • ., 5,694 52,718
84
RIVISTA
9 R eggimenti d'artiglieria addeÙ'i ai corpi d'armata . 31,500 uomini H,697 cavalli 2 Reggimenti d'arti,1;lieria .addetti alla riserva generaìe dell'arma . t'/,Ì48 , · 3,618 I R eggimento d'artiglieria addetto al corpo d'esercito di cavalleria 3,544 ~ 1,845 l Reggimento dì .rachettieri . 2 ,920 1,152 , 1 Reggimento d'artiglieria da costa. 4,117 Totali
49,229 u0mini 21,313 cavalli
Ar·mi accessorie. 2 Reggimenti del genio . 7452 uomini 378 cavalli 6 Battaglioni di pionieri . 6362 321 10 Compagnie d'inferrnieri 2834 'freno delle ambulanze. 800 1300 Corpo del tren9 d'armata indetei·minato 18 R eggimenti d,i gendarmeria 17,572. , 1763 ~ 'P er cui l'effettivo di guerra per l'esercito austriaco dovrebbe !!Salir~ · a pressochè 580,000 uomini. e 75,000 cavalli compresi quelli del treno. Questi n u~eri stanno bene sulla carta ma noi non li crediamo realizzabiii. - Ne ragioneremo ;ritamente nel seguitçi dei nostri Studi compara't ivi sulfo statistiche militari , interrotti per dar luogo ad articoli che c,red~mmo più _inter~ss~nti ai nostri lettori, ed anche allo scopo · d1 pro.c4rarc1 dati p1ù rec.entii e pr.ecisi sulla nuova costituzione dell_e forze roilita:ri dell'Austria, che ora abbondantemente pPS.· sediamo. · ·· . - illod~ficazio~i al vèstìario. - Si sono allargati Ja .gole,tta,, ~l pett~ e_ le mamchè del cappotto di fanteria, il quale d'ora, rnnan~1 s1 pò~t-~rà nelle màrcìe durante la calda stagione, sulla s~mp:1c~ cam1c1a, e ·n on pi~ arruotolato attra~erso il -corpo, ma ripiegato ;;u_lla spalla sinistra p er alleggerire il petto al sold~to. · ··
ST&'I'ISTICA 85 CONFEDERAZIONE GERMANICA. - Secondo lie più re-
cenli statistiche l'eser_cito della. confederazione consis\'erebbe in 676,769 uomini e 117,857 eavalli. <'.ili uffiziali d•'ogni arrna semmaùÒ a 14,778; la cavalleria a 76,642 ubmini; l'artiglieria 8.lpiedi a 45,427 Ùomini; g_uella a cava!Jo a 1'1,M6. - · - BAVIERA.. - Si pa~la_ fortemente della for~azione di° ~ upvi reggimenti, e di ridurre gli attuali da tre a due battagli,~i dj 6 comJ]agnie, lasciando due compagnie di deposito J y~r çgni battaglionei L'attuale effeg i vo è di 62,536 fanti e 732,8 cavalli. - Trattasi pure di r.idur,re tutte, le assise dellif (anteria alla ste:,5a mostra, dist,i nguendo i varii reggimen ti cql, solp, n,UJ;QtirQ, come è usato nell'esercito francesé e italiano. - Il camp.o p,ress0 Augusta_pare non si terrà più. ·
IM.NIMAFUl.:A. --- ,Il l'iordiaamento dell'esercito-· e' d'el1~al'mata proce-d~tte-in qttiesti ult imi .tempi attivatissimo. t'és-a1>cito attil\lo, danese, secondo la, sua nuova/ Gitgati1~z·a.ziol'le; COBSterebbe di . . 43.: l5attagli0ni di fanteria di _900 uomm1, ·in, IT'lll!IH~ri, rotondi . ran,i" 39', ooo 26: squadr.oni di 1'70 uomini ca:va:Hi ·. 4;510-0 15 Ba:tuerie· a 20.0 uomini uomini' ·3,,006 Genio• . , 96'0 .Nitre a Ptai sussidi arie. .. -a,ool') Totale approssiinàti-v:9
50,40,0
'F.Él'A!NGI~. - Seconde l'A~rl:uai're del' 186]1, là~ Fran'cia M in servizio attivo: 10 maresciaUi, 94 generali di div-isibnEi-;· 126-; gimera:li di brigata, 340 eolonnel-li, 137.01 càpi' d'i· s'qua:_dròhe, oaJfi cli1 b.attagl~one· e maggiori e· 6471 capi-taJ:Ji. , ·. . .. - Ili e'orpo d'occu.paz-ione· in Roma ,cnnstà di:6. re~tlinrénti di linea ~7°, 25°, 40°, 51'~, 62P e 7iJ.0) 1 ;i: b'alttaigUOl}.f di :M.t! ciatbr-il a pietli (3f · e 20°J ;- 4° reg,gini'ento a:r\iglieri'il.~ l'O~ bà:t; teria mon<ta'tà.i; · 2 bàtteri:e ; d·eì 16.;·reggifi:ùìnth~• urfa:- c'b-iripa'gl)fa del 4° squadrone del treno d 'a rtiglieria e 2 compé\gnie del 2° reggimento del · genio. - li ministro della ·guerra si occupa molto dell'istruzioij.e della ,cavalleria.
:,--66
e,JNGHILTERRA. -
STATISTIC.~ 87 Cù·cosm·izione ter'7'itat·iale per p1·ovincie , circondm-ii, mandamenti e com'U/11,i del Regno d'Italia, e popolazioni per provincie: ·
RTVISTA 1
I T A L I A.
Movimenti dei cantieri milita_ri. ~ ell'Inghilterra trovansi al presente in costr• ;lione sui varii cantieri 55 navi da guer~ra della forza complessiva :ai 1637 ca nnoni e di 12,000 cavalli vapore. Fra queste non si conta m~;no d'undici vascelli di line~, da' armarsi di 90 cannoni ciascuno, e mossi da macchine della forza non' meno di 800 cavalli: Un altro vascello della forza di 1250 cavalli. sta per esse;e varat9. Finalmente fra le altre ' navi, di più. o meno innoltrà.ta costruzio~e, si ann:overano 15 fregate di primo r/lngo, da armarsi di 21 a SO cannoni e di 400 a 600 cavalli._I cinque grandi cantieri di Chatam, Woolwich, Pernbrock, Porstmouth e Deptfort provveggono d~ lor soli 44 di queste cittadeÌle gal•
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PROVINCIE
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SVJZ_ZERA. - Statistica territoria1e. - Giusta i dati dell'ufficio federale di topografia i-n Ginevra , diretto dal generalç Dufour, _)<1, supe_rficie della Svizzera è di 40,751 ~hilometri quadrati, che si dividono co:rne segne fra i diversi Cantçni: Grigioni 7009, Berna 6774, Yallese.5221, Vaud 3175, Ticino 2802, S. Gallo 2023, Zurigo .-1716, Frih0rgo 1638, Argovia 1394, Lucerna 1244, Uri 1083, Turgovia 995, Svitto 928, Neufchatel 799, Soletta 756,. Glarona 687, Obwalden 48-1 ; Basilea-Campagna 428, Sciaffusa 306, _Nidwalden 2 90, G;inevra. 286; Ap· penzel Est 265, Zugo 255, Appenzel lot, 159, Basilea-Città . 37. Eccetto che per Berna, Lùcerna, U ri, Obwald e Nidwald, ove ·i lavori non sono ancora compiuti, queste cifre sono fondate su levate regolari fatte negli ultimi anµi dall'umc;io•. topÒ· grafico.
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POPOLAZIONI per Provincie
1
STATI SARDI•
Alessandria ,Cagliari . Cuneo . Genova . Novara Porto Maurizio Sassari Torino
leggianti.
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6 4 4 5 ' 6 2 5 5
67 58 64 47 51 14 33 81
·344 262 253 217 · 415 107 110 453
637,629 363,212 606,933 643,380 573,392 1 121,0:.W 209,903 924,209
308 311 524 243 498 283 80
346,550 475,945 454,651 334,145 899,174 410,146 105,922
54 16
395,970 194,161 218,433 147,838 265,803 258,502 210, 134 206,018 ~0,246
LOMBARDIA. Bergamo Brescia . Como Cremona Milano Pavia Sondrio .
3 6 3 3 5
.
Bologna. Ferrara . Forlì . Massa e Carrara . Modena. Parma Piacenza Ravenna Reggio
Le supe rficie dei principali laghi della Svizzera sono: Gioeyra 577 chilometri quadrati, Costanza ·539., di cui 130 spettano a 1'urgovia, 55 a S. Gallo e 354 agli Stati di Germania, Neucha.tel · 240, Quattro Cantoni 107, Zurigo ~89, L,ugano 50, Thçmn 48, · Maggiore (parte svizzera) 44, Bienne 42, Zugo 38, B_rienz 2~, · Mòrat 28, 'Yalleostadt 24, Sempach 14, 'fl allwil 10. ·
18 26 27 . 17 39
4 1
34
3
10 1i 14 21 21 18
40 46 52
19
21 47
T EMILIA. 3 19 3
3 3 3 2 3 2
1.2
39
48
TOSC ANA • . Firenze Lucca Pisa Siena. Arezzo Grosseto Livorno .
>
1 1 2 2 •.
.
1 1
2
6
85 21 38 37 42 20
4
7
19: 9. 9 10· 7
-
701,702 26.2 542 235:613 193,883 - 222,654 85,540 113,309
RIVISTA
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STATISTICA
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Ancona Ascoli Macerata l?esam e Urbino .·
MAI}CHE. 14 1 13 2 15 2 2 14.
Uinqr.ia
UMBRIA. ' I 61 30 I 176
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O~Jtq.nisetta I eàhnia . .. ' Girgenti. · ~s~i:qai .
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4
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184 130
43
29 62 40 104 31 75 21
23 29 ~2
3
4 3
34
4
15
3
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Tb~,g.1: 59
492,829
.
193 1_,597: 7-,706 1
326,030 240,035 339,555 520,789 · 2-38,260 · 475;759 332,942
Aàeldide, fJuca di, Genopa,;' Vittorio Emanuele, Ca1·lo Albe1·to; una corp.et.ta . ad eJir,e S. Giovamii; una batteria c; razzata Ter;·ib,ile; tre pirofregatè a r·uota; Governolo, Ettore·· Fieramosaa, Rugg.iero ; tre corvette id., it[onzambano, Tripoli, l'rlalfatano; sei pirosGafi, •trasporti . ad elice, Vilto1,io, . Volt1,1,rno , ·D01:a, Tar~aro, Wasingt?n, Weisel; cfue ·pi rocannoniere ad elice, .iJon: tebcllo, . Varese ; quattro p ir<1scafi trasporti a r!lote , Carnb1·ia, Lombardo, Indipendenza, L1-mi; cinque avvisi a r uote, Authion; Gulnam, lchnusa, Giglio, Ba,leno.
· 401,01-$
· 302,;3~3 · 366,905 377,120 57'.7,589 383,936 5174,6{>0 ~,830 ,465
A . vela : .una fregata, San .~Jichele ,'. una corvetta a batteria coperta, EuricUce; tre briks, a vela ; A,urora 1 Eridano, Colombo; una goldta,. A?·go; una nave oneraria, riesgene.ys; un bovo. a ,,eJa, Lampo; due trasporti a - vela, Feritore ed Az.
zardosO.
SICIUA. 193 33·, 4 I
.
44
37' 40
3 5
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~aiii-.ro.\'> • '11:t:3!p~µj. .
Pr<wincié
257,122 202,398 239,411 204,03~
52 92 54 88
PROVINCIE NAPOLETANE. 3 ~5 : 12,5 2 18 75 4 31 127 44 124 4 3 20 83 15'1 4 43 108 3 29 153 4 37 3 28· 54 3Ù 134. 3 4 42 69 159 4 42 3 34 130
Np.to, . .
pe1·
I
Abruzzo Citer.i.or,e Abruzzo Ulteriore 10 2.0 Id. B;=tsilicata Benevento Calabria Citeriore Cà~abria Ulteriore l · 2• Id. ~~_itanata . , Mo 1se . . ' . Napoli . . . . . . . Principato Citeriore . I1:lUlt~:rior e . Terr~ di Bari. di La:voro . q..i. Otra;nto
1 '
Da
Armata italiana. un decreto del ministrò della marina, emanato in aprile, si rileva che il materiale galPgg-iau1è della regia marina. è ,c!ttua·lmente di 85 navigli a vapor e, di cui 4 in istato d' innavigabilità, ed 8 in costruzione: Sono pure ·comprese in questo numero le sei qannoniere ad elice che difondono il lago di Garda. La .flottà a vela è costit uita da 76 ·navi, tra le qua.li upa sessà.ntina di piécola portata e 4 in. stato d'imiavigabilità. · . ' ' · Qucstq materiale è ~t~to assegnato· ai vari di partimenti m,a· rittimi, ad eccezione dell'innav.igabiYe che trova;:;i nel meridionale, procedendo esclusivamente dall'ex-regn~ delle Due Sicilie, a cui è assegnato solo per la forma. · I~a qualità ed importanza. del materiale di cui si tratta può v,eders1 nel seguente elenco: · Diparti:ri:iento settentriqmile : 4 pi•rofregate ·,ad. ehce: Jfar.i a .
POPOLAZIONI
I
89
1
,
l~,592 · 302.,393 254,613 378,003 253,654 . 538,519 205,560 :
I•
r 2~~717·~1Ì8 '•
Flottiglia ·sul lago di Garda : 5 cannoniere a:d elice I frassinetto, Castenedolo, Pozzolengò, Mincio, A.dda. IiasVmenti in costruzione : due _pirofregate, Princ_ipe. Umberto, Principe Carignano; 2 pirocor?ette id., frincipessa ,Clotilde, Magenta (a Livorno); 1 batteri:J. corazzata, Formidabile (alla Seyne ìn Fran; ia). · . Dipartimento mèridioo·a,le.: 1 yasèe!Jo ·a ~)ice, Re Galanty,orn:o; 3 fregate a elice, Garibaldt Italia, Regina~ 3 piro!;càfi, ~da ir11~porto a e_hce; Cònte Cavoiw; · Calata(ìmi, Ferruccio; ~ cari-
90
91 STATISTICA Brigata B,aveuna -. 37° e 38° Regg. {t1tnt.
RIVISTA
noniere id., Curtatone, Palestro; 6 f~egate a ruote, Fulminante, 1'uckè1--y, Archimede, Tancredi, Ercole, Gu·iscardo; .11 piroscafi a ruote, Aquila, S-irena, Piloro, Garigliano, Rondine,
· Id . delle Alpi - 51 ° e 52° id. 21° e 27° Bat_taglione Bersaglieri. g0 , 10° e 11° Batteria del 6° Reggimep.to
10,a Div ISIONE
Anti'.lope, Plebiscito, Franklin, Piemonte, Rosolino Pilo, Oregon; I fregata a velà, Partenope; 3 corvette id., Iride, Valori so, Ze!fì1·0; 3 brigantini id., Ti·onto, Generoso, Bene-
· · d'Artiglieria. . ·
vento; 1 cutter id., Sparviiwo; 1 scorridoio id., Sicilia; 2 bombardiere, 14 Gannonieri:i, 7 bovi, 2J bastimenti mmori, tutti a
11 •
vela, senza nome e ~utti in pnco buon stato. In costruzione : 2 pirof~egate ad elice·, Gaeta e Messina; l corvetta Et'{l,a. In stato d'innavigabilità: ~ fregata a ruo~e, Reberto; 3 pirocorvette, ilfise_n o, Pa'linuro ,' Stabia; 1 vascello a vela, Vesuvio; 2 fr13gate, Isabella (ridotto a bagno .fluttuante) e Carac· cialo (guardia dèl porto di -Napoli:), I corvetta,· id. Cristina, · Dipartimento dell'Adriàtico: l freg~.ta a rt1otk, Costituzione; 1 corvetta id., Stromboli; 2 pirosr afi rimorchiatori a ruote, S. Pietrn ,e S. Paolo; 4 c.a nnoniere ad elice, Veloce, Ardita, C-onfien:za, Vinz_aglio ·; 2 bringantini a vela, Intrepido e Daino; l 'goletta guardia del porto d'Anèona, Vigilante.
D1VISIONE
CAVALLEIUA
. Brigata Reggio· · - 45° e 46° Regg. fant Id. · Ferrara - 47° e 48° id. 13° è 19° Batta.gl·ione Bersaglieri . 8°, 9° ~ J_O'-'_ hatterfa dell' go _Reggi mento
l . I l
d' Art1ghena.
_
·
.
Reggimento Lancieri d'Aosfa. ·1d. · Qavalleggeri d'Alessandria. 1° Battaglione di Deposito Bersaglieri.
-.TRUPPE
Sussm1ARlE
·,
Compagnia Zappatori del Genio: Distaccamento del Corpo d'Amministrazione. Id.
del Tr,eno.
.
.
~quad,1·on~ Guide.
, Il C~•rpo d•a~mata.
3•
D1v1s10NE
· QUADRO DI FOMIAZIONE DELL'ESERCITO ATTIVO.
Brigata Cuneo • 7° e go Regg. fant. Jd. Pinerolo - 13° e 14°· id. 2° e 10° Battaglione Bersaglieri. 4°, 5° e 6° Batteria del 6°. Reggimento d'Artiglieria. .
·
· .Brigata Brescia • 19°. e 20° Regg. fant. Id. Cremona - 21 ° e 22° id. 4~ e 15~ Battaglione Bersaglieri. , . 1°,~0 e 3_0 Batteria del _6° Reggimento· d'Ar-
·1 IT.\TO IU~GIORE GENBB.UB DBLL'BSBBCITO•.
tiglieria: Brigata Livorno 33° e 34° Regg. fant. Id. Abruzzi 57° e 58° id. , . 8° e 17°~Battaglione Bersaglieri. ?•; 8° e 12° Batteria del 6° Reggimento d'Artiglieria.
I Corpo d' arma1à. Brigata Piemonte - 3° e 4° Regg.'fanl. ld. . Ao5ta - 5° e 6° id. 1° e go Battaglione Bersaglieri. 1°, 2° -~ 3° Balteria dell'8° Reggimento d!Ar• ti~lieria.
. ·ç,,:V.U,L~Ru.'
·
·). Reggimento Lancieri . di . F irenze. l. lii. _ <;avalleggeN d, Monferrato. '
l
✓
'"
•
92
STATISTI.CA.
.R'I'l''I'6TN
' TRUPPE
Sussròu.Rrn .
2° Bat·tf11glvone di Deposito Bersaglieri. Compagnia Zappàtori del Genio. · " Distaccamento del Corpo d'Arnministr,aiione. Jd. del Treno. Squadro~e Guicl'e. '
l
Briga,ta Come ~ 23° e 24° Regg. fa'nt. Id. , Bergamo - 25° e ' 26° id. . 11° e Ì2° Battaglione Bersaglieri. 4~; 5° e 6° Batteria del ,0° \{eggime:i;it0 cl'.Ar~ "tigli!òriiJ..
I
,.. :pms101:m
Brigata J¼m®t,i .. 119° e 50° Regg. fant. ld, Maréhe - -pff' 1i1 56° id. 2-2° ~ 26° · Battaglione Bersaglieri. 10°, 11 ° e h2° Batter.ia del 7° Reggi:mento
III Corp«. d'armata. (. Brigata Casale · } 56
D1v1s10NE
Id.
• Ù 0 e 12°
R'égg. fant.
· - I7° . e 18° id. 5° ~ 18° Battaglione Bersaglieri. · ) 1°, 2° e 3° Batteria <del ·7° Reggi~ento d' Ar[ tiglijeria. • Acqui
d'Artiglieria. (
CAVAI..Lli:RIA,
:.. J Reggimento •Làncier-i xli Novara.
l
0
Brigata Pavia, - 2li e 28° Regg. fant. Id. Siena: .. 3ì0 e 3.2° id. a- e 20P Batta.glion(J• :t=\ersag'li~~i'. , . 7", go. e 9° 81itteria del 7° aeggimento
l
0
d'A~-tigli.eri-a, .
l
. 'l,'RUPPESusSrDlARJE
Brigata Modena - 41° e 42° Regg. fant. (, Id. Calabria - 59° e 60° , id. } 23~ e 25° Battaglionl'I- Bersaglieri. 4°, _5°_e ~ BaUeria del 7° Reggimentod'Ar-
V (:or,p o. .d~-a.,-..nat~.
Br_iq_a~ Gr/1,Dl;ltie~i di.Sardegna 1° e !)iq?-~gg. Id. ' Id. ~1 Lombardia 3b é li,., 1:d. ·4° e 16° Bfil<Ua.gli.one ~ersaglieri. • 4°, 5°· · e 6-o Batteria· dell' 8° Reggimento
0
C.1.V A:LLERJA
TRUPPR ,
$US$IDÙR18
l
·
Id.
·
1•
1.
D,VJSIONE
Ga \lalleggen d1 -Saluzzò.
·
30. Battaglio'l'te di . Deposito Bersaglieri. Compag,n,ia Z.iippatori del Genio. • lihstacca.mento del Corp© d·Ammim'sl-razione. · Id'. del• Theno. . Squad,,;one Guide,
IV Cor1u~ dtarmata.
.
15•
DrvISIONE
).
l
0
) . i", ,2.q -~' _3°_··Bàt-t:èrià del . 5° Re~gi.mento • . d: A1-t1ghéna.
d'Athgl'ier'ia.
Brigata, 'Gt-ana:tièti ·ui•'Nawoli 5° e. 6° .iRe9g. · .J:à. Fb·rfi' ,:_ 14°3'' ·e 44° Regg. fant. 24° e 3-tl' Battlit]U!òrae ~ersaglieri. 7°, 11 ° e .12° Battiwt'a èlell' 8° Reggimento d.'.Arti$,li.eria,
1- R~ggirp,_ento iL,at:\C)l:lr ~ Vittor~0: Ema~ele.
(
. Brigata Regina ~ 9° e 10° Regg.-fant. ' fd. Sàvona Hl e 16° , id. 6° e 7° Batlà'glione · Bersaglieri.
·Oavallegger,i dii Lodi.
4"' P,àllctgl'io~iie di Deposito · Be:sagheri. 'Compagnia ZaP,paton àel Gemo. .lJistàccamertto· del CorpO'd'Amministrazione. Id. rle1 'freno; · Sqwair@riie' Gu.M~.
·
hghena. , .. l.Regg,imento Lancieri di _NI~ntebello .
Id .
'J;RUP1E
SusSJDIARIE
la. Ussari di Piac,enza. 5° Battagl.ione di Deposito Ber.sag,lieri . .. Co'm-pttg/1l~ Zapp'àtor1 ~el 'Gènio. . 1Ji . 's'tacl;atn,éri.t'o delèb'r.'po a·:'\mm'ii'iistraitidne. · · Id.'· · · del 'l'reno1• " · ., •
l
i
. Sqw;i'dr'One :aùide,
·
94,
·1
RIVISTA ST ATISTlC.l
'l'I C:orpo ,l'armata.
B'ògàta del Re - 1° e 2° Regg. fant. . Id. Bologna - 39° e 40° id, - 28° e 29° Battaglione Bersaglieri. 7°, 8° e 9° Batteria del 5° Reggimento
· 14,. Drv1s10NE ·
1
d'Artiglieria.
, .
Brigata P isa 29° e 30° Regg. fant. Id. Sicilia . - ·61 ° e 62° id. 30° e 31° Battaglione Bersaglieri. 10°, 11° e 12° Batteria del 5° Reggimento
16,. D1viii10NJ1
d'A.rtiglierià.
Brigata P istoia
- 35° e 36° Regg. fant. Id. Umbria . - 53° e 54° id. 32° é 33° Battaglione Bersaglieri. 13°, 14° e 15° Batte-ria dell'8° Reggimento d'Artiglieria. . · ·
l
17• D1vrs10NE
CAVALLERIA
TRUPPJ!:
Sussmu.a1E
.
Lancieri di Milano. I Reggimento Id. Cavalleggeri di Lucca. 6° BattagZ.ione di Deposito Bersaglieri. .. Compagnia Zappatori del Genio. Distaccamento del Oorpo d'Amministrazione. Id. · · del Treno, Squad-rone Guide.
Dh'lllifone Cavalleria tU rt•erva. }& BRIGATA
i Nizza Cavalleria. . 1 Piemonte Reale Ca.valleria.
l
Savoia Cavalleria. Genova ii.
DRrGA U:
n'ARTIGLIEKU A CAv ALLO. 1° e 2° Batteria ~ cavallo del 5° Reggimento d'Artiglieria.
Riserva ~e neraie d'àrtii;Uerta.
·
RIVISTA BIBLIOGRAFICA
13° e, 14° Batte-ria del 5° Reggimento d'Artiglieria. 13°, 14°, 15° e 16° Batteria del 6° Reggimento d'Art1glierÌa. ·13°, 14°, 15° e 16.~ id. del 7° id. 16° Batteria dell'8° Reggimento d'Artiglieria. ,
,
,..,
Spectatèur militaire - 1 5 avril -1861 - 11 se linaison. Aperç·u historique sur les. fortifìca#ons, les ingénieurs, et sur le corps du génie par lf .r le colo nel AuGOTAT (4C partff 16 ar{icle) - Assedio di B1•ùxelles ,nel 1746, ~t tto dal m~fo: sciallo di Sas~onia; presa dopo 12 giorni di trincea>' - Assedid della cittadella di Anversa: la cittadella di • Anversa fabbricata l'anno 1567 per ordine del duca d'Alba sui . disegni dell'ingegnere spagnuolo Pacciotto, ha 5 bastioni e fortificazioni eolidissime_. Apertasi la trincea la · notte del 25 maggio, dopo 16 giorni di trincea si venne a capitolazion.e. - À'$sedii di Mons, di Saint-Ghilain e di Cha-rleroi diretti dal principe d_i Conti. - Asi;edio di Namur diretto dal con.te di.• Clermont Campagna d~l Ì746 i,n Italid. - Nel dicembre del 1745 l'infante di Spagna per ordine del su0 governo si era diviso_ dall'esercito francese per oci::upare il Mihu~ese colle sue truppe 1 ,
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BlBLIOGRA F[CA
RIVISTA
men_o però 3 r~ggimPnti ~i faoteria ed 1 di dragoni che da 3 mesi teoevano · . . .11 blocco intorno alla cittadella d'Alessand ria, oggettivo pri_nc1pale di quel periodo di campagna. L'esercito francese, cap11anato da Maillebois, era stabilito fra la ripa m~ca de! Tan~r~ ad A:sti ed il Po a Casale, occupando tutti i punti pei qu~lt il _nemico pote~se passare per dar rincalzi alla piazza. - I. rm forz1 che la regma d'Ungheria potè mandare al sno e~ercito d'Italia, prrmisero al suo alleato Carlo-Emanuele d. ~iprendere_ l'offensiva, la quale iniziò colla ripresa d'Asti, d: Casa!~ e di Valeuza, vettovagliando la cittadella di Alessandria ~el gmgno Maillebois dovette marciare in soccorso dell'eser~ cit~ s_pa~nuolo,. bloccato stretiaruénte in Piacenza dagli Austnac1, ciò che d1e~e luogo alla battaglia di Piacenza (16 giu"no) perduta dalle . armi a lleate èi Francia e Spagna , le qua l?1 d o-' vettero perciò. sgombrare il Piemonte, e successiYamente il Geno:es_at~, lasc'.ando c?si l'alleata repubblica in balia degli A us~nac1, 1 q uah la ?:istrat_tarono talmente in ogni g uisa, che diedero luogo . alla r 1voluzwne patriottica del 12 dicembre, fa. mosa per Balilla e per l'eroica difesa degli abitanti di Genova che fa o~oca_nella storia italiana e n ei liguri fasti.
Con_stitution et puissance militaires comparées de la France e~~e l 1ngleterre, par CHARLES MARTIN, lieuteoant colone! du 3 rég1ment de lanciar (Il e article). - Capo xvr. - L'egregio c?lonn~llo_prosegue tratta.n do con profonda cognizione e preets_o cr1ter w la composizione dell'esercito britannico di 2• linea d_ei corpi aus~lia~i e della i·iserva . .-: ~n questa sezione 2a egli s~ occupa. ~ell ordma~ento della milizia. - _L a rnilice inglese s'. recluta m due i;iod1 : per arruolar_nen ti volontarii e per estrazione a sorte (baltot). - II suo servizio, meoo per circostanze straordinarie , è limitato a l territorio del Regno-Unito. _ Le ~iunioni a~nue e gli esercizii per tale milizia fissate ogni anno m for_za ~1 un atto del_ Parlamento, non ponno durare più di 56 g1orn1 nè meno d1 3. La loro durata varia d'ordinario fra 21 ~ 28 giorni. - La durata del servizio è di 5 anni. _ 11 governo non può tenere la milizia sotto le armi se non in caso di guerra imminente o dichiarata. - La levata e l'ordin amento •della mil.izia spettano in ogni contado al lord-luogotepente, secondato da deputati nominati a sua scelta. Egli sceglie
9'1
gli u ffizi ali della milizia e ne prorone la nomina al governo della regina. In caso di rifiuto, la notificazione vuol esser fatta nei 15 giorni c~e seguono la proposta ài nominazione, altrimenti q uesta divien di pie[l diritto valevole e definitiva . Gli uffiziali, a meno chP, siano pari del regoo, debbono soddisfare a certe coQdizioni di rendita; per un colonnello la legge "Vuol 25000 lire; per un luogotenente colonnello 15000; per un capitano 5000 e progressivamen 1e per gli a ltri g radi . - 11 reclutamento per estrazione a sorte dà luogo ad una serie interminabile di esenzioni . Quello per arruolamento volontario è basato sul premio di L . 150 e di un vestiario completo a titolo di primo iogaggio. - Nel tempo degli esercizi, o di chiamata sotto le armi il milite ba paga come quelli dell'esercito regolare. - Il colonnello :Martin accusa la milizia inglese di trascurar l'istruzione militare, e consiglia si a\luogbioo le riunioni annuali e si esiga un fondo d'i-;truziooe militare negli u ffiziali, i quali oggidì assolutamente ne difettano, ritenendo per pura ooorificenza il grado loro. - I reggimenti della milizia sono 160, di cui 27 di artiglieria e gli altri di fa~teria. Nello. soziono 3" trattasi della milizia a cavallo, ossia yeomanry, la q uale .reclutasi ed è governata come la milizia a piedi. - li yeoman è una speci/3 di gentiluomo camp:ignuolo abbastanza ricco pec equipaggiarsi e montarsi 3: proprie spese, cui però il governo dà 75 lire 11ll'anno per manutenzione di vestiario e di equipaggio. · La yeomanry è organizzata a squadroni, e furma 50 corpi distinti per l'Ingh:lterra e la Scozia. Il suo effettivo totale è di 16000 cavalieri. - Il suo servizio, quando chiamata, si ayvicina a quello dei nostri carabinieri in tempo di guerra. - La sezione 4• si occupa dell'organizzazione dei pensionarii (pensioncrs) . Altra volta i soldati inglesi arruolavapsi a vita durante; oggidì invece dopo 21 anni di servizio nella fanteria. e 24 n ella cavalleria, artiglieria e genio, il soldato ha diritto ad u na pensione di ritiro, ma rimaoe sottoposto a certi obblighi di servizio temporario compatibili colla sua idoneità fisica. Esso è tenuto a esercizii periodici ; ed in caso d'insurrezione od invasione debbe concorrere alla difesa delle leggi e del terr itorio. -~ Il nutl)ero di qu~sti peosio:Qa:i pµ ò y al~ti).rsi fra i A NNO
V. Voi. IV. - 7,
BIBLIOGRAFICA
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RIVISTA
63000 e i 65000. - Essi sono ordinati per depositi . - Il premio d'io.suggio è di franchi 25; nelle epoche d'esercizio o d1 servizio a rmato i sergenti ricevono franchi 3,60 al giorno, i caporali franchi 3, i soldati franchi 2,40. - Soli 11"3 uffiziali riparliti nei vari distretti del Règno Unito e dalle colonie bastano per l'amministrazione e pel comando dei pensione,·s, e ricevono un supplemento di p'lg'l giornaliero di l e di 2 shellirigs al giorno, secondo che sono di 2• o di la classe. L'intero corpo è sotto la , 1igilanza di un military supe1·intendant e di un assis!ant superintendant, . membri ambidue del War-Of!ice. - Il colonnello Martin appoggiandosi all'opinione ùi alcuni distinti militari inglesi ecl alla logica dei fatti, dimostra la poca e niuna utilità mili1are di quest'istituzione r elativamente all'ingente spesa che essa accag1ona al bilancio ann uale; ed egli suggt'r isce che pi11ttosto di r itenere con grave dispendio. disseminati per ogni parte del regno e delle colonie, gente, data per la piu parte all'ozio ed al vizio, converrebbe ritrarne i migliori p"r attitudin'3 fisica, e formarne 5 o 6 battaglioni sedeotarii o di guarnigione, i quali permanentemente sotto le armi rirnpia,zzorcbbero nel servi~io interno t:lgual forza di truppe attive. IJ.u mo,uvement des projectiles lancés par les armes à feu rayées, pa1· M. le comte PAuL 01 SAN RooERTO (avec 3 planches). - Come lo annunzia nel suo proemio l'illustre scrittore, scopo di questo suo opuscolo si è q uello .di presentare sotto una forma elementare quanto lo comporta la natura del sog• getto, la teoria del moto dei proietti slanciati dalle armi da fuoco rigàte, argomento questo oggidì vivacemente dibattiate. Il dotto nostro artigl iere divide la propostasi tesi in diverse proposizioni ch'egli sviluppa con profonda ~cienza e colla massima chiarezza ad ·un tempo. Non è p')ssibile di rendere qui esteso conto di uno scr itto stringato e matematicalmente conciso èome questo, dél quale non si può formare un equo giudizio se non coll'attenta ed intelligente lettura testuale. · Considérations et observations critiques su.r le mémoi-re militaire (eine milildrische Denkschrift) p(III' P. F. G. - Versione dal tedesco. - 11 signor de .la Fruston prosegue le sue critiche itWJPlO llll'OfUsçolo del princi :f~dertco Csl:-dO i an.a-
re
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lizzand 0 ne la seconda parte. Egli accusa di fa11aci le cogni• zioni che detto principe pretenderebbe a.ve~e sull'es;rcito ~ranoese, perchè semplicemf'nte basate sulla. teoria e sull ast:az10ne. Pour comprendlre dice egli, mais surtou.t pour sentiT .notre ,génie .national au point de vue m-il~taire, il .ne faut rien de moins qu'étre Fmriçais. Les Frariçais ont un sens de_ plus qu.e les autres nations: le sens militaire. Jls ne Satt,?·a.ient donc Ure compris ,que pa1· euro mémes. Il en est ~ rtt>lre s;ens guerrier comme de n6tre langue et de n6tre littér~ture : l?s wtres nations la soupçcn:ment et en rafTollent; mais le géni-e, et partant le secret , leur en re~teron t à jamais lett~e close. Povere \e altre nazioni I.... il signor de la Fruston c1 fa ben ma a ra la parte nc,stra I r: a seconda. parte dell'opnscolo del principe, la _qua le ~er la sua profonda filosofia destò l'ammirazione di molti, dal -s1~nor de la Frustoo non è q1ialifìcata se non se come un corso d1_pe• dagogia militare dilettante. Il signor de l~ Fruston conch1~de che il soldato prussiano non si potrà mar educare ad equivalere il soldato francese, a cagione del clima dell'Allemagoa. tro_ppo freddo ed umido, che rende la natura germanica. t:~ppo pass!va, pesante e lenta; per le istituzioni po~itiche e c1v1_h_germamche tro ppo compiicate, intricate e pedan ll; per la pos1z1o?e geografica della Germania st~ssa situata al c1::ntro del _c~n:1uente .che neutr alizza le sue forze, mantenendola in uno sqmhbr,o continuo ed in continuo tempellamento; per l'eterogeneità. _religiosa'. P:r la iaegnagliAnza di condizione pol_it.ica:. civile e_ s?01ale fra 1 c~ttadioi prussiani; per il difotto d1 un idea positiva che 1~ nazione sia institualmente ed irresistibilmente spronata a renhzzare, De qu.elqu.es dispositions nouveUes relatives à. l'arme ~e l~ cavaùwie. _ Questo articolo accenna ed encomia le varie disposizioni del ministro cl ella guerra di Francia, _intorno al lavoro individuale, al tiro, alle rimonte ed al rancio delle trupp: di cavalleria. Veramente l'attuale ministro della guerra ~~ Francia spiegò un'azione instanc~bile in '.avor~ dell~. cavalleria. ed i perfezionamenti do. esso hu arre~at1 ali 1struzio~e. e~ all'ordinamento di quest'arma sono tutti co~mendevohss_1m1, e meritano attenta considerazione. - Convinto quanto sia preferibile l'istruzione individuala che fa il cavaliere padrone del
..
100 RlViST.\ suo cavallo, alle compassate evoluzioni di reggimento, il ministro francese insiste specialmente sul lavoro individunle, m ercè il quale si può ottenere quell'intima unione fra c:waliere e cavallo, sulla quale va fondata la vera potenza di quest'arma, e che in niun'altra guisa si può ottenere. - Con un'ordinanza del 20 scorso gennaio, il mare..ciallo ministro emanò un progetto d'istr·uzione sul tiro del fucile e della pistola in uso presso le truppe a cavallo; e trattandosi qui di una quistione importantissima ripor,eremo collo Spectateur uno squarcio salientissimo di tale progetto. • L'istruzione sul tiro, applicata alla cavalleria, non ha per ubbietto di ritor.nare all'impiego della cavalleria mista, avente ad u n tempo il doppio carattere di 11na tru ppa a cavallo e di una truppa a piedi (come gli antichi dragoni). • Niun cambiamento debbe recarsi . ai principii sui quali si appoggia l'organizzazione della cavalleria. • Egli è certo che nello stato attuale l'uso dei fucili nei nostri reggimenti <li cavRlleria è presso a poco illusorio, nè potrà altrimenti succeJere fintan tochè, con una progressione di lavoro lenta e raiionale, non si giungerà a vini:ere le difficoltà complesse inerenti a cotesta parte dell'istruzione. • Prima della guerra d'Africa, potévasi contestare, per la c11v~lleria, l'utilità delle armi da fuoco dinnanzi al nemico. La • sperienza acquistata in questi ultimi trent'anni mutò di molto le idee su questo proposito, e gli uffiziali chiamati a far la guerra nell'Algeria, ebbero a convincersi che l'utilità delle armi da fuoco, n!llla. cavalleria, non si limitava, come si volle pretendere, soltanto a segnalare l'appressarsi del nemico. • Non perciò vuolsi intendere che i tiragliatori della cavalleria, per qualunque perfezionamento si ·arrechi alla loro istruzione, possano mai rivaleggiare co' tiragliatori della fan teria. Le condizioni del combattimento sono troppo diverse perr,hè una tal idea possa ammetter.si; ma fra i tiragliatori della stPssa arma, il vantaggio sarà sempre per coloro i quali, con esercizi progressivi, avranno acquistato l>t mig lior pratica del fucile. , Ormai l'adozione delle armi rigate per !a truppa a ca• vallo dà a quest'istruzione una maggiore importanza, perocchè un'arma perfezionat11, sarebl;,e almeqo iij,utile in mani che non
-101
BIDLIOGRAF!CA
servirsene. Si tentò di facilitare cotest'istruzione; si sapessero r . li tolse all'istruzione per la fanteria quanto poteYa_ app '.~arsi a a · ma per renderla famin-liare al cavahere s.mcontrecavaIleria, o ranno sempre speciali difficoltà, e quella la quale_avra per og• i assuefare il cavallo allo sparo delle armi non sarà la getto d . . Il , roeuo laboriosa. Il tiro, per la cavalleria, si ~o ega aunque · t·1mamente col lavoro individuale, e diventa 11 complemento m dell'istruzionf:: del cavaliere • . Seguono quindi alcune regole : teorico-p_ratiche sulla scuola delle distanze (eh'è così utilissima per _ogm arma), s~lla scuola di puntamento, sulla posizione del t_1ratore a p1ed1 ed a cavallo, sul tiro a cassule, sulle ~ar tucc1e a p~l vere ed a pall~, e sull'ammaestramento preventivo del cava_l,o. ~ Onde eccita e l'emulazione in quest'importantissima 1struz10ne, vennero • r_ •t· •· di· concors? annuale a. piedi ed a cavallo. Pel 1st1lu1 1 prem11 . . . tiro a cavallo ciascun · concorrente m pie_na montura e con bardatura completa deve mon,are il prop~1~ cavallo; e c9lor~ · • 11· non sono abbastanza traoqu1lh . vengono. esclusi I CUI cava l .J I bene •la concorso, ciò che spin"erà o ocr\i individui a studiar . . ·1 · allo ed a farsene padruui u11:i<liaule 11 lavoro ml proprio cav dividuale. d l · · Noi des ideriamo vivamente che questo progetto e 1:1101st~o di Francia, come quello del maneggio, ,•enga preso m seria considerazione dai nostri uflìziali di ca,,allena . . Encore un mot sur la bataille de Magenta. - ~ettera di s. E. il generale d'armata, Manfredo Fanti alla dire~10ne dello Spectateui· in accompagnamento di qnell~ del maresc1allo_d~ca di Magenta sulla battaglia di Mageot~, r1p0rtata nella ~-mista militai·e italiana, fascicolo di febbraio p. p. - Ecco il te5to della lettera di S. E. il ministro della guerra:
, h1onsieiw le Directewr.
Turin,
SO
ruars 1861.
' A ant lu dans le journal le Speclateu_r Militaire les artichJ sur la guerre d'ltalìe de 1859, réd1gés par M. F. de ... eu lieu d'y remarquer de$ passages es~ez 1a F• ruston, J a1 d' • • d , e •]'ainexacts sur ce qui concerue la iv1s1odn sr ~ ~-~1 de vais l'honnenr de commander le JOUr e a a l e ~ Magenta.
' • • •
r
ze .
•
102
ll!BLJOGltAFICA
Rtv!ST.A
Une nouvelle note, ayant pour titre Sur la bataille de • Magenta, paçut encore dans la 114° livraison dn mois de déa cembre 1860, en reponse à des. explications que le journal • la Rivista Militare italiana avait cru 0evoir faire à mon • insu au sujet dés asser.tions de M. de la Frustcm. ', • A la suite de cette note, écrite pas trop passionement, et .. • gui, n'admettant aucurie• justifi.cation, donne un démenti "• ,presque absolu aux circoostances qui empèchèrent la division • sarde que je commandais de prendre une -part plus in1por. • tante à la bataille' de Magenta, j'ai cru de riiou de1•oir, pour • l'honn,e ur des troupes qni étaient /1, mes orclres et pour 'éclairer • l'opinion .publique militaire europétmne sur les gra~es accu<< sations que M. de la Fruston nous ava1t faifes, d'en' aJ!)peler ,• au temoignag~ de M. le i;naréchal de Mac i\lfahon, duq, de • fylagènta., qui avait porté un jugement bief\ diffé,:ent sur l'o« pération _de la 2° div.ision sarde le jour après la glorieuse • bataille. • ·M. le maréç:bal de Ma.e Mahon s'empress\l- de ré.pondre • par lettre, dont je communique copie textùelle. · . .• CoJUme il s'agit de rect.ifier des asser,tions tr.op essentielles • et qui appartiennent au domaine de l'histoire, je prie la ré• daction de vouloir bien insérer dans la pr0chaln~ livraisoo • de son e~timé journal la lettre de M . . le .maréchal. · .• La réputation de Yotre jouroal rn'est une gataotie qn'on • ne refusera pa'> ma demaude, ce dont'je saurais gré ' àThonorable direction. · • Yeuill,ez etc, · • Sé. Le g~n'éra.l-, F ANTJ • · e
B·iblio gmphie militaire. - Resicnnti bibliografici del luogotenente colonuellÒ Cl1arles Ma rtin '>ulla Dem·iption et liistoire du Mar,oc par 1l! . LÉON Gon.rno; · sull'opuscolo Les caiabin:.iers belges. dèl genera)e R&NARn; e sulla Meinoria a!J'cheologica del signor MouGENOT, intitola ta Rechei·ches sur le veritàble auteur du plan des forti/kations_de la ville neuve de Nancy, ·devoluta all'ingegnere italiano Stabili . _: Crnnaca militare . .Tournal de l'a1·mée belge. _: Année 1861. - Livraison ll5e e ll6e. - Questi due numeri d(jl periodico militare belga · 'sono esclusivamente c_o nsamati a riportare, tradotta in lingua , frances,e, , la relazione ._llla regina d'Inghilte_rra della. :conmiissione, incaricata di esaminare · il $i~tema di difesa del Regno Unito," relazione1 la quale destb< poc'anzi g ian,dis~i'.mQ inte,t:esse ·nel pubblico militare sia per le quistioni d1 alta' scienza
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marittima e fortificatm,· ia che vi sono trattate , sia perchè mostra. ad evidenza le forze e le debolezze della Gran Bretagna. _ Toccheremo alla nostra volta sui punti principali d i questo r.apporto. . r· . Con ordinanza reale del 20 ottobre 1859 la regma '\ 1ttor1a istituiva una commissione che studia~se il ~istem~ difensiyo ~ge1 Regno Unito, e p1oponesse que: miglior~eoti, o quell~ .n uove costruzioni richieste dai moderm provessl. del! arte drl!a g~erra e dalla nautica. Questa com_roissione ven~e formata delt maggibr generale .sir Henry Dav~d Jones (~residente), del maggior generale Duncan Alexa~.ier Camerom del contrammiraglio 'George Elliot, del maggwr generale s1,r Freder1~ Abhott, d(ll capitano di marina .i\.stley Kooper Key, del iuogotenente colonnello d'artiglieria. John Heory Le Froy e dell'esq uire James Fergusson. . La commissione rivolgendo innanzi tutto la sua attenz10ne alla difesa dello stretto, come quello sul quale s.i cqncent~aqo i maggiori timori e le più probabili offes~, conf~ssa l'i_m~ possibilità di rendei;e quella parte invulner~b1l: ~gh attacchi d,i un avversario forte e intraprendente, p01che bisognerebbe a tale fine intrattenere in, permaneoza nello stretto una flotta t:guale a q uel\a di cui potrebbe disporre non. sol~ unò ~tato europeo qualunque, ma una qualnnque con:bina~'.one d1 :Potenze marittime · ciò che non è consentito ali Inghilterra dalla ;ua vasta estt:msioae èoloniale, e dal suo estesissimo commercio nélle diverse parti del mondo, , al_la cui ~utela essa_ d~l:)be già impiegare fo~ze navali così considerevoli. ~e spe?ial1 condizioni geqgrafiche d1:lla Gran Bretagna, ed il suo ;mpero .ma~ rittimo non le conseutono mezzi di difesa ordinarii come queih ~sati dalle altre nazioni, ma esigono metodi affatto partico,l~ri ed escl~sivi. l.:introduzione del vapore, che fu cosi fa.vo,revole allo svilu ppo commerciale ed alla potenza mari~ti:°a militare delle altre nazioni, tra le quali specialme,nte 'la Francia,, fu invece svantaggiosa per l'Ioghilterra, diminuendo fi.n,9 ad u~ certo punto l'importanza de}la superioril~ ~el _su_o p~rsonale d~ marina come le furono pure s;vantagg~os1~s1m1 gh 1;r,nru,ei;i.s.1, p~ogres~i fatti ig questi ultip:i.\ anni d"l)~ s,ci~n~a. b/ilistica,. cui ~ss4 stes3a ciò non di· meno cooperò cos) attiva,m.eote. Pr~.ce~
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de_n teme'n te all'invenzione del vapore, prima che l'arma:t a ne:nuca, anche la pi_t'i vicina e la più formidabile, avesse avuto :1 tempo di avvicinarsi ad un porto q ualunqùe dellà costa ing!ese per tenta_rvi uno sbarco, era vi tempo e modo di preveni_rla; ma oggidì ciò non è più fattibi le, colla rapidità acquistata dal trasporto navale e colla facilità- e spE:ditezza dec,li sbarchi, protetti dai tiri a lunga pJrtata delle artiglierie n:va_li. Da queste considerazioni genericlie la cornmis~ione c;onchtud_e va, che la difesa dello stretto e di· tutta la costa britannica non sì dovesse commettere-soltanto all'armata, ma bensì ad altri ~ezzi d~fensivi.' La commissione si occupò quindi della scienza 01 q L1est1 1:1ezz1 difensivi: a Il miglior modo ·(leggesi nel suo ver_bale) d1 apprezzar~ i ~ezzi di _c ui dispone una nazione per resistere_ ad un _nemico, il quale si è stabilito nel paese, è q_u ello di . determinar_e la forza numerica d!)l!e truppe che gli s1 . possono opporre m aperta campagna, appr~zzando ad un te~po con tutta cura la natura e Io stato relativo d'efficacia dei due eserciti » . . . :
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quelle perfettamente disciplinate, Non _vi ha luogo a qubbio come che un nìiscuglio di corpi ros\ formati della parte dell_~ milizia non incorporata o Tlleno bene istrutta, di vo!ontar11 locali od altri e dei soldati regolari, non sia in grado di poter difendere i nostri cantieri ed i nostri porti con tro forze di gran lunga superiori, spezialmente se fortificand..li si ha riguardo , a queste circostanze. . _ . . Addimostrato quindi coll'appoggio di calcoh che soltanto per raddoppiare l'attua!~ effEltti vo del suo esercito permane~te (6,?,_000 uomini in circa) si esigerebbe u11a pnma spesa d1 creaz10ne di 8 U00 000 di sterli ne, ed un aument·o annuo di 4,000,000 sterline di sp~sa al bilancio della guerra , la c~mmissione emette la sua ferma convinzione che tale somma di 8;000,000 sterline impiegata in fortificazioni, -ben inlese, avrebbe m olta maggior efficacia per; la difesa territorial~ che ,non la p~edetta aumentazione dell'esercito regolare, la quale d altroude incontrerebbe gravi difficgJtà per effettuarsi coi metodi attuali di reclutamento consentito dagli statuti britannici . · Ma se il sistema di difesa (patrocinato dallq commi,,sione), basato su di una.- forza numerica di truppe relativamente deboleJ appoggiato a buone fortifi?azioni, m er} ta, per le speciali eondizioni dell'Inghilterra. , · la preferenza sul sistema b_asato sn di una · forza numericamente ·ed organicamente sufficiente, ma priva di sufficienti appoggi , _sarà: egli forse possi?1le yer mezzo di ·fortificazioni il, rendere mapprodabile tutia I estesissima costa dell'isola? e se ciò fosse possibile, come potrebbesi mai difendere un tanto sviluppo per mo-lo ad impedire uno sbarco protetto dai formidabili mezzi di guerra moderni '. Q'.1esto riflesso indusse lç1. conimis0 ione a lìmìtar i suoi·vogett1 d1 fortificazione a quei punti vitali del paese che sarebbero gli ob: bietti,·i principali del ne~ico, non che quelle, rade _e quei porti, il di cui possesso gli d~rebbe ;ina .ba:e d c:peraz1one sicura e favorevole per l'esecuzione cte suoi d1se3m, come pure taluni a ltri porti i quali 'senz'·avere un'impo r-'.an~a m ili:are éo;) assoluta, favorirebbero tutta.via le operaziom del nemico fa~1• · litan foo-li lo sbarco del suo materiale, ·e delle sue vettovaglie, Venendo poi a ragionare sui metodi g·e nerali di fortificazione ~a adottarsi, · la com~ ssione, dopo aver con· sànò criterio pre-
. L'esel'Cito inglese sarà sempte iI)sufficientissirno per quest~ 1:Hsogna, ment~e ~v1·er~at~ _nella sua esistc-niza stessa dai princ1p11. qella costituzione poht1ca del paese , esso non· potrà mai . :~ggrnngere quel grado di forza che si compete a sì gran nazione. Neppur tastano i riflemen volontarii nuovamente istituiti, _xiè le milizie, nè tutte le altre riserve, con sì grave dispendw e c?sì ~oca ~1ti lità mantenute dall'Inghilterra; fra ,le f~rze terrestn del! r_n g~ilterra e quelte delle altre potenze europee, ~1 ugu_al- rango, v! sarà sempre una sproporzione insuperabile a .scapito della prima; ed ella debbe impertanto ricercar le ·sue maggiori ,difes_e nell~ ~ortifìcazioni .de' suoi porti, de' suoi arse• na!1 e de suoi cantieri, .o ve radica·lmente r isiede la vera su~remazia maritti ma della Gran Bretagna. . J:.a ~omm_issi_one rivolgendo la sua attenzione ~ questo rno3o essenziale di difesa, basa tale . suo studio sulla considerazionefondamenta_le seguente: • Lo scopo che ci proponiamo nel fortificare un~ .Piazza qu_a lunque si è quello di far possibile ad 1111 corpo di truppa numericai;nente inferiore la resistenza· ·contro ogni forza superiore che il possa assalire, e di consen:ire alle fruppe incompletamente i~trutte di coadiuvare efficacemel)te
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m,·sso c,he l'entità delle fortificaziorri da costrursi vuol essere giudiziosamente subordinata all'entità militare del punto da fortificarsi, si pronunzia in favore del ': sistema ad opere arnnzate • In questi ultimi anni, essa dice, l'applicazione della potenza del vapore alle navi da- guerra, l'introduzione de' bastimenti corazzati cli ferro e l'invenzione delle artiglierie a lunga portata ed a tiri di precisione, hanno ridotto tutte le . difese , consigliate dal precedente stadio delrarte • militare, incapaci, senza considerevo.li aumenti, , di difender.e le piazze alla di cui pro1ezi,'one vennero in .origine 'c ostrutte, ed esigono l'adozione di una difesa marittima conforme a.Ilo stato presente della scienz1,1 della guerra navale: I_l bombardamento di Sweaho1·g, il quale, successe prima anche di questi ultimi perfeziona• ill(•nti summenzi<'inati, basta a dimostrare con -quale facilità un arsenale debitamente fortificato, ma privo di 01~ere avanzate, , , . I , po, si essere mteramente distrutto, anehe senza che l'assalitore ' YÌ perda un sol tiomo; mentre , da un'altra parte, :l'impossibilità di,-attaccare Cl'Onstadt fu particolarmente dovuta alle formidabili ·opne a1·anzate costrutte pe~ la sua difesa , . Contro a;li atta.cebi navali la coun;nissìono propone do!io bat,t8rie apecte, ptotette contro un soprassalto da u,na torre o ridotto difens;rn stabilito alla gola. Laddove però i siti per tali batterie fossero talmente ristre~ti , da non presentare uno spazio sufficiente per il numero di fuocbi richiesto, come pure laddove i la,·ori di fondaménti esigessero troppo g,randi spe;;e, è parere della commissione che si debbano impiegare, per hatterie di costa, batterie ca.s.amattatè , onde otten e re con. parec~bi ordini superposti dì pezzi gli stessi effetti èbe colle batterie aperte e consièlerevolmente estese su Ila costa. La commissione passò quindi ad esami nare l'utilità, delle batterie galleggianti per coadiuvare a,lla difesa delle posizjoui più importa:çi.ti, quistione questa oggi ancora" assai controversa l'Ìa per 'rispetto al metodo di costruzione che di armamento, che per rispetto a l modo di , cooperazione difon:siva., Per risolyere u,n a q uistione s) vitale , !a: commissioue ·no,uinava, sotto la presidenza dd con trammiraglio signor Thomas: 1,,Iai· lan~, un comitato d'uffiziaJi di marina e_ di emineuti cqstruttori MVR}i, i quali -facessero uno studio compJetq sul, propo-
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sito, e ne propon essero i ris·ultati alla commis$ione; ciò ch e venne fatto con g ran cu ra, e per 1n ezzo di maturate delibèrazioni, con segnate in una sp eia le appendir.e del verbale della commissione superiore. L 'im portanza dell'argomento ci consiglia di riferire esteso la parte del verba,le surldetto · che tratta di questo lavoro del comitato. • Il pri mo punto, sul quale il comitato :fissò la sua atten~ zione; si fu qu ello di determi nare il miglior m etodo di costruzion e di una batteria galleggian!e senza forza motrir.e; veo)1e ammesso che un bastimento cli 'ques to genere potrebbe stabilirsi in u oa posizione vaotaggiusa al momento di u n probabile attacco, e che ,le sue artiglierie potrebbero essere servite da ~omi ni dell'eser cito o del littorale i quali a:vrùbbero r icevuta all'uopo una speciale istruzione. , 11 comitato studi,ò una batteria di questa sper.ie, la quale possiede ad un tempo la proprietà del bastimento e _della zàtta , · ed ha le diver·se qualità · richieste e particolarmeJJte quelle di solidità e di poca imm ersione . La spesa n ecessa~·ia per la costruzione di cotale batteria sup~rerebbe di molto''q uella di u n'oper:i, in muratura arma ta dello st_e<so nnmero di pez;z i e di un'efficacia ben DJaggiore sott'ogoi aspetto. Le batterie galeggianti fisse, oltre all'essere più costose per la lo ro prima costruzion e, esigerebbero un'annua spP,Sa dì manutenzione assai çonsidere vole , e richiederebbero inoltre un rinnovamento pe· riodico in cer ti in~ervalli di tempo (ogni 30 an~i). Esse sono esposte ad essere affon da te dal fuoco concentrato o da una collisione con grossi vascelli .... ,; in nissun caso esse potrebbero presen tare una piattaforma fì,;sa, in modo da permettere ' di aggiustare il tiro, ciò che oggidì coll'artiglierie rigate è più che mai indispen , abile, e finalmente , esse non godono del vautàggio , delle opere casamattate , di poter cioè fornfre conveniente a lloggi o alll:l trup pé , . P er la qua l cosa la commissione ~i getta l'adottamento d i cosiffatte batterie galleggianti.' Ciò nullameno il comita to presentava nn model lo di batteria flottante di ben m aggiore u ti lità. sotto il i:,ip porto difensivo che n on le s naccennate . È questa u na p otent~ n ave a vapPre, , a fia nchi éoraziati d i ferro, atta a mantenersi fissa· ed a maµo vr~re JIJ. un'azione generale,, 'd'i sufficien ti dimensioni : per
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r~serita:e un·a piattaforma abbagtanza sicura per le manovre e1 pezzi _senza es~ere t_roppo estesa, per poter essere anche ad 0 pera!a nei passi r1strett1, portante 10 a 20 pezz·i capac d" ver--1 c l ·t· d" 8 ,, , e 1 muo~ on ve oc1 a 1 o 10 nodi, e pescante nell'ac ua uaato me~o lo consentano le altre qualità richieste. Tali irtel na tanti potra nno le m Jt . 1 d · - . · u til . -' . o e .' o te e in m olt1ss1me circostanze stab~_en1ell1mr?ars1 qualt potenti ausiliarii delle fol'tificMioui 11 · nd~ a 1 e,a delle rade e dei porti, specialmente nel 'mornfloto I no attacco pot d · fi forti che iù ' . en osi portare a anch~ggiare quei sulla part~ pi~e ;eabn~o db1slolgnflo, od a c~nceotrare i loro fuochi 0 e . e a otta _oe1m?a . 1 1 . l"com_itato su~detto venne pur incaricato di determinare il 1 10 1 ~8 ~ _s s;;ma d1 serratura ~a adottarsi per chiudere l'ingl'esso poi ti~ opo di aver esannnate le forze di resistenza di uua ~ne~~: te~a, contrn . d i un urto :'1olen~o ricevuto perpendicolar. ' e le_ qu_ah_1à comparative d~1 pontoni d1 ferro e dei c_orp1 g~lle~g1ant1 d1 le~no rii varie forme, ed avuto articolair1g11ardo alla durata d1 questo materiale a lla. lo f ~ d s1stenz t Il • , ro onia 1 reli . _,ad con ro a e correnti, agli sfregamenti e a Ile violenti colsi on i i mod~ che non possano essere affondate' il comitato ~egng~e a_ ~?nchmded~e che le. più efficaci sono le barriere galtan11 ormate 1 zatte d1 legno e destinate a s ? r,isse c~~enc 1i_ vas~elh d1 linea. Orrnum di ques~ipi~t~~ar: 1ormata rf1 1rav1 mt,er1 dis .0 · • • . , pos t'I per i·stra ti- 1ncroe1cclua 11 ; la loro parte _anteriore_ è solidamente costr utta ed armata di forti· · . stre d1 fero d1 1 2 Il" d · · pia d 1• b .' l po ice 1 s:ees~o re, per resistere all'urto uu _ a~11mento _c he te~tasse d1 affondarle. - L ~ zatte sono !~tanti, l nua dall alt~a_ d1 circa 50 piedi, ed ogni tratto di cadue zatte 111c1ne ha un sopravanzo di lung hezza in P '· P r p 0 ter_ cedere quanto è necessario all'urto della corrente· ~~n; 1,ratto / 1 catena è ormeggiato da q uat1 ro forti go men~ ancore, 11P; a P?PPa ~ dne a prora. l tratti di catena fra le zatte S?no nparan_ dagh urti diretti per mezzo d 1 altre zatte tr1aog~lar1 , sec?n1ar1e, ormeggiate a poppa ed a prora ad una_ distanza eh orca 50 piedi d111nanz1 e sono sostenuti da ~av1tel~1, d1. modo che u?- bastimento il quale si avanzasse sul :.erragho, riuscendo a nnracc1are uua delle zatte triangolari OV\:~ro passando obbJ1q uamente, dovrl:lbbe trasciuar seco 15a,itel~ e, peneirand~ ~el st:no della barrit-ra, trarrebbe coutro 1 su,? 1 a_nchi le due n cme zatte, oppure esso sarebbe ri ettato :nr11a della zatta tria • golare sulla zatta vicina e iuindi un~1 ~ d,r~tto conta110 colla catena. - Nel caso,' pO('O robab'.le, rn_ cui tutte le zatte secondarie e principali canitinas,ero s1multanPa111eote snlle loro à ocore, il sopravanzo di 1~o~hezza della catena oons~~ti:ebb_e un m?vimento di flessione yl 15 della lunghezza dell mt1ero serragl10, su pponendo che
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l'urto avvenga sul m ezzo del passaggio. Cotesti serragli si dispongono sotto i fuochi del porto od in linea retta at)ra1•erso la correnll:l del passaggio da chiudersi, o ad angolo sala·_nte retto od anche ad arco con vesso verso l'esterno. -- Il comilato propose pure due a ltri metodi di serragli ;_ compos~o l'uno di, zatte più grosse delle precedenti ed armate d1 6 pe_zz1 caduna; I altro! di minori dimPnsioni, forrnato d i gomene d1 ferro da vascelli di linea sostenuto da nn tavolato cui sono solidamente 3:ppiccate. Non entreremo nei particolari della loro costruzione, per non prolungare troppo questo nostro, già lunghissimo, resoconto. Esaminati i modi di difendere le stazioni marittim~ dal lato di mare, si occupò la commissio ne delle loro difese contro gli attacchi dalla parte di terra, ,per premunirli sia centro un bo~bardameoto, sia contro l'assalto. A tale ogg_etto essa suggeri• sce di assicurare alla piazza il possesso della zuna esterna. , fino alla distanza di 8000 yards, per me~zo di opere ~sterne fra loro collegate col reciproco fìancbegg1ameoto. Tali OJle:e dovranno essere costrutte in moria che un debole pres1d10 le poss:1 dif<-.-ndere da un soprassalto, e siano iu grado di ·re• sistere ad ogni specie di attacco. Perciò avrà ciascuna un ridouo alla aola, onde impedire al nemico di mantenersi nell'opera, quando egli si fc,sse impadronito di alcuna sua parte. I principali ripari clovrn.nno P.!;!.er capaci di resistere ad un formidabile fuoco di artiglieria, per ogni direzione sulla quale il nemico tentar possa gli approcci, e i difenso~i dovrann_o avervi dei coperti a prova di bomba. Laddove :.1 potrà ut1• liz~ar l'acqua a difesa dei fossi, sarà utile di costrurre dei_r ivestimeoti; ma ove ciò non sarà possibile s:.uanoo necess,me s~lide se-arpe e ,::ontro scarpe od anche mura distaccate. Segue 11 calcolo rlella spesa per i proposti lavori di difesa, da esegu1rs1 io 4 anni ed il cui importo complt>ssivo salirebbe a 11 ,850,000 lire sterline, compreso l'armamento loro. T1a1tando finalmente di_ quest'ultimo, la commissione propose un consi<lerevol~ au_menlo di mortai, come quelli che ponno ogtiidì forn!fe il più efficace fu oco contro a' bastimenti corazzati di ferro coi loro tiri in arcata. Da questo nostro imperfettissimo abbozzo i nostri lettori potranno rilevare l'importanza dei lavori eseguiti dalla com n1 issione britannica, e quanto interessamento abbia il suo rapporto a l punto di vista della scienza m ilitare. Molti dei pri~c~pii ivi discussi e delle fatte proposte potrebbero trovare un·unle _ap~ plicazione alla difesa delle coste nostre e delle nostre sta.z10• 1 navali numerosissime e per la maggior parte indifese; epperciò all'operato della commissione noi richiamiamo l'attenzione spe• ciale de~li uomini dell'arte. :- La ver:,ion~ del rapporto d~Jlc,.
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commis8wne è sequita (sulla. Revii:e belge) di alcune considerazioni critiche clel signor capi.tano di stato-maggiore Vandevelde.
ltcvue ~!ili(aire Suisse, num: 7, 8 e 9 (aprile e maggio). . . Il N°_ 1" non. ri porta che docnrneoti e dispusizioni ufficiali sul rimpatrio aegl1 Svizzeri al_~old? strani Aro, sull'approvvigionamento d1 cavalli pel servizio led,~rale sul materiale e sulle • munizioni d'artiglteria. Con questo numero la R,evue .iJlilitaire comincia la pnbblicar,ione di uno Schizzo d,egti avvenimenti mil·ilari e politici in lta-lia nel 1860 (L' llalie en 1860, esqut'.sse des événements militai1·es et pol·itiques, par F ennINAND LECO)!TE, major fédéra1). Questo nuovo lavoro dell'egregio scrittore. militare sviizero, ii ·quale ci diedti l'anno scorso la 'Storia della Campa.r{na d' llal'ia, 1859, è interessa:ntissimo al punto di visi a · pr.ilrtii·O e militare in generale. Sonovi però talubè inesattezze, riflettenti i particolari storici, le quali provengono dal difetto di fonte ufficiale, cui lo scrittore abbia potuto attingere. ,Parleremo altra volta con più maturato criteri• sul merito di questo lavoro. Nel N° t§ sono particolareggi.ate le varie fazioni campalii eseguite dalle truppe federali alla riunione di Brugg, nell'-autnnno dello scorso anno. Ravvi quindi -s ul combattimento di Castelfidardo una lettera del ,signor capitano svizzero Castclla; excomandante (pontificio , s'fotende) della piazza d'Ancona, al sig. De la Gueronnière, che pe'r la sua curiosità meri\a d'essere riprodotta: Bulle, 2 marzo 1861. Signore, • Ho letto or ora il vostro opuscolo Roma, la Franci a e l'Italia, e vi ho rinvenuto delle espressioni offensiv~ all'in'clirizzo dell'esercito po:itificio, di cui io faceva e fo tuttora parte. , Voi dite, [11 proposito delle operazioni mili~ari eseguite dal nostro piccolo esercito di 14,000 contrb i 70,0.00 Piembntesi (!! I il signor Gastella contò per 3 ogn~ nostro soldato,. è n'aveva ragione!), i quali l'anno scorso hanno invaso il territorio della Chiesa, che, meno un piccolo nerbo di Francesi, tutti gli altri fn~girono anche prima della pugna, e che fu il sangue della Francia che r·ìscallò la ve1·gogna di cota1t.ta codardiq, , è che Caslelfidardo non rico1·derebbe se non se una defezione , se _un pùgno di giovani fmnces·i non avesse sostenuto, con un nobile coragg·io, un urto ineguale. ·, La prima ìmpressione dell'amor proprio militare déj miei antichi c0rnm1litoni, rhe non sonb Fra.ncesi, sara stàto, come per me, quello di pr~tes:ate contro u:da consimile a-sserzi?~e, t se per combatterla 10 ncono spontaneamente aUa pubbhc1tà
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della stampa, egli è p~rchè ìo sono cert?, di avere la lo:o aprovazione. Io ben capisco come il ves~11lo ~el Santo Padr~ e ae'suoi difensori non abbia le vostr~ s1mp~t1e? ma gli uni e gli altri hanno diritto alla vostra 1mparzialita ed al v~str_o rispetto, e voi non dovete, o signore, 10sulta1:e. quelli fra i d 1fens0ri di cotesto vessillo chP. non sono Francesi e che~ siccom~ qµesti, hanno presen1ato i loro petti alle palle del nemico,, e d;1 -quaìi molti. hanno sug~eìla~o col loro sang~e l.a lo_ro fedelta~ • Io impertanto dichiaro inesatta la vostra. asserzione, qua lunq ue sia la fonte a cui J'abbiàte a~tinta1 ed as_petto dalla vo:;;tra. lealtà voaliate rettificarla. . . . . ~ l,'es~rcito pontificio componeva~i d'Imliam -~ di g;ovam accorsi da ogni parte d'Europa per_ difendere la prn}rn~,a e _l~ più santa delle cause. In essb erauv1 _circa 250 Fr~nces1, r1partit~ nel corpo delle gùi~e _e nel batt~ghone franco -belga, e non e probabile che sì piccrnl numero_, per q?anto valoro~o fosse 1 a-boià ·p_otn_to. far p~ovare al nemico tutte quelle perd1tP. che 1 generà 1i piemontesi .accusano. . . . . • Noi siamo i pr1m1 a proclamar. la bravura franc_e se, ;'Il~ i Francesi furono essi i soli a fare 11 dover loro? ?ar_eccln di loro han no farse indiscreta niente riem,pito i giornali di letter~ e di narrazioni più o meno ru1;1.0rose ed i rìesalte, ne}le quali addimostravano di ,•.oler- rivendicare, a sca p1to del rn:p.anente esercito ogni atto di devozione e ùi valore durante questn sci~• gurata '.ca~pagu~. _Sino ~d oggi ci limitam:-no ~d ~ppor~e 11 silenzio a cotesti r1ch1am1, deplorando tuttavia eh essi ab.b1a?.~ sì tosto dirnenticata quella , solidariet~ la qual.~ colleg,a lutti ,1 corpi rhe militano sotto un;:i medes11na bandiera. D altronde eccb la ,,erità : . . , Le truppe cHe si lasciand battere hanno ,sempre torto; 11 piccolo _eser~it9 ;pontific!o, il_ quale vennce sorpreso rne,ntre era anc:ora m Yia di orgamzza,1:ione, so~combeva, _come I a~rebb~ fatto ogni altro dinanzi arl un nemico agguerrito, pr_ovv1sto d1 un lflagnifico materia_le, _ed arn,he per numl'rO supenore. Tutta,,ia le . trqppe pontificie ha~no .co;11battuto dappertutto ove furoÌ!o attacéate. A 'Pesar• , a Petugrn, a Spoleto, ad Ancona non vi ejano Francesi(trarwè pochi' uffiziali in Anco!Ja). Neppur ·ve n'erano nella r.olonna che eseguì quella riruarchevoltj e spleu: dìda ritirata da Mondalio ad Ancona, S')t!O gli o_rdiui del generale !{anzler. C.iò non pertanto i Piemontesi stessi hanno dappertutto resa gi-ustizia all'energia çlella difesa. . ' . • Castelfidardo è il solo campo ove combatterono 1 250 F~an~ cesi in questione. Senza dubbio essi vi s} ~o:ri portarono eroicamente· ' ma anche ivi il combattimento fu m1ZJato àal battaglione di car;binieri svizzen, estratto per intiero dai reggirfH,nt( stranieri. Questo batta3lioµe 1 per prov~ del sµo valofe, ~asciò sui
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campo di battaglia presso che il terzo del suo effettivo, e non cedette se non se alla forza insieme a' Franco-Belgi, i q uali con esso ripiegarono quindi su Loreto. , Se gli altri corpi non hanno potuto seconrlare utilmente i loro sforzi, bisogna specialmente accagionarne la difficoltà della loro posizione. Spiegati dietro alle linee dei tiragliatori e di una batteria, che loro impe<liva di agire, si trovavano esposti al fuoco de'cannoni nemici, a cagione della distanza, nell'impossibilità di usa r l'arma loro E per avvE-ntura alcuni ordini male interpretati e inesattamente trasmessi_ non hanno·fors'anco un poco contribuito al disordine della loro ritirata? Comunque c-iò sia, egli è un pur,no di soldati de' reggimenti stranieri, e fra i quali non si trovò neppure un solo Francese, cbe sulla riva dell'Adriatico banno protetto la ritirata del generalissimo su Ancona, e non si sono dati prigionieri se D.rm dopo averlo veduto al sicuro. • Egli è dunque inesatto ed ingiusto lo affermare che i reggimenti e gli alt,i c:orpi non hanno fatto il dover loro; essi hanno fatto poco, ma n on fu loro con cesso di far di più. Dite che questo combattimento fu sciagurato siccome tutte le battaglie perdute, 111a noo dite che vi fu defezione, · nè sconfitta prima della pugna. _ · • Aggradite, ecc. e CASTBLLA' capitano
HIORBINA~IENTO DEGLI ISTITUTI MILITARI DEL REGNO D'IT\U~ ('')
• ex-comandante delta piazza d'Ancona• . A quanto pare, il signor Castella non aveva per anco letto il r.apporto del generale Larnoricière quando egli scriveva questa rimbrottosa lettera al s ignor De la Gueroonière, poicbè questi si mostrò ben più cal'itatevole verso i Pontificii che non lo stesso loro generalissimo. Se tale rapporto egli avesse letto io pria, probabilmente non si sarebbe mostrato cosi imprudente in ri• m escolar· cose oramai sopite, le quali rid6state, ben lungi dall'essere approvate da suoi commilitoni, gliene trarrebbero la. croce addosso I · Nel N° 9 segue, ed ba fine, la relazione sulla riu nione federale a Brugg . .Vengono quindi alcuni cenni sulla scuola centrale di Thoune diretta dal colonnello federale Edouard De Salis, ed ove sono attualmente pel corso d'applicazione divisi gli uffiziali in 5 sezioni: 19 uflhìali di stato-mapgiore generale, 5 ufz1ali e 15 aspiranti del genio, 17 uffiziah d'artiglie ria, 19 uffiziali di fanteria, 31 aspiranti d'a rtiglieria. C.
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o aver discusso sulle generali lo scopo _c he si ~ebbe
op e l'ordinamento degli istituti d'educaz10.oe m1htare
µroporr . d , ·lo di buoni - uello cioè di rifornire ogm arma e11 ~scrc1 _q. 1· d ·n numero sufficiente - vediamo ora come, uffieia 1, e 1 bTtà d 11 . It 1·' nelle atluali condizioni e nelle proba i J ' e _o in a u, tt la loro m1 . ·e i discussi principii possano o enere avvenn , aa· f t ente lo gliore applicazione per raggiungere so . is acen em sc·opo suddetto. .. · · f ·colo di febbraio P· P, P~S- IZO. (-1<) V cdi Rioislll 1,p!tlare ,t11lw1w, asci .
TAGLIANO GAETANO
Gerente. At-rno V . Voi . IV . -
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JSTJTUT J MILITARI
Noi siamo tuttavia in uno stato cli trasformazione organica laborios1ssimo; un anno , due ann·i e fo.rs'anche più ci si richiederanno per dare un nuovo e regolare assetto alle costituzioni, militari del nuovo regno; e queste costituzioni (persuadiamocene bene) sono le uniche e le · ·più salde fondamenta della grandezza delle nazioni, poichè sono le basi essenziali della -loro potenza. Ora,· in un anno, in due anni, quanti scompigli non ponno sopravvenire, pei quali l'Italia abbisogni di tutta la sua p~tenza ?.... E poi, non al;ihìamo noi, anche da pagare un sacrosanto debito oltre Mincio?... .. Epper_ciò non bisogna perdei tempo; e per·non perder tempo è necessario cominciar dal più essenziale; intendere difilati ad uno scopo definitivo , ed ·, abborrire il provvisorio siccome la cagione la più esiziale di pericolosa fluttuazione, d'incertezza e di malanni! Mercè l'operosità impareggiaibile dell'attuale Ministro della guerra Pesercito italiano ebbe già il suo nuovo ordinamento, che alacremente si .sta attuando , e lo sarà definitivamente prima che finisca il corrente anno; ie fortificazioni e gli armamenti procedono attivis3imi; solo ci rimane a modificare al.cune leggi e regolamenti secondo lo spirito del nuovo ordinamento militare adottato e lo sviluppo delle forze militari della nazione ; ci rimane-su alcuni punti di districarci affatto affatto da.ne pastoie del provvisorio per assodarci sulla ·definitiva via; e fra questi merità particolare sollecitudine l'ordinamento degli istituti d'educazione militare. La tesi nostra ci porta innanzi tutto a determinare quanti allievi per ciascun'arma debbansi educare in cotesti istituti. Questo numero dipende ovviamente da quello delle vacanze che, in via normale, avvengono' annualmente nei vari corpi dell'esercito, ed alle quali essi istituti debbono· provvedere; dipende al~resì dal tempo che gli allievi deggiono passare nei vari istituti, onde acqui-
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stare 'tutte quelle cognizioni che loro sono necessarie per abilitarli al grado ed all'arma cui si destinano, Nella· prima pa!te cli questo nostro ragionamento, trattando lo scopo che l'ordinamento degli istituti d'educa• zione militare debbesi proporre, noi addimostraìrrmo c?me l'insegnamento militare in genere debbasi dividere in corso· prima-rio o elementani.ed in corso seconda1"io o tec~ic~; a questo, per ,coloro che aspirano alle armi s~eciah, artiglieria, genio e stato maggiore , convien aggnmgere . una terza parte, che diremo corso cornplementwrio, il quale abbracci la specialità di ciascun'arma, Onde dedurre il tempo necessario per la buona attuazione di tutti. questi corsi,· bisogna prestabilire il tempo che l'allievo dovrà 11:npiegare ad ogni corso dipendentemente dalle materìe rispettive ·d'insegna.mento. A parer nostro l'uffiziale di fanteria e cli cavalleria, senza essere ùno scienziato, deve però possedere tutte quelle coanizioni che , oltre ad essergli necessarie ed utili nel di;mpegno del suo servizio e nella sua carriera, gli sono indispensabili per tenere decorosamente nella società quel posto che s'addice alla' nobilissima condizione d'ufficiale; ·gli è necessario un fondo di dottrine che lo ca.paciti a sussegtrnnti studi dell'arte della guerra, che si richieggono per pervenire ineritamente agli eminenti gradi della milizia. Queste cognizioni formano un insieme , quasi diremmQ politecnico, il quale, senza esigere troppo astrusi e profondi studi, vuol però un metodico ed intelligente processo, governato dai retti precetti della didattica e ·preparato da un buon corso classico primario. Questo corso classico primario, il quale, per ragioni innanzi · esposte, noi vorremmo identico per tutti, qualunque sia.si la carriera 'Civile cui il giovinetto aspira, deve abbracciare quelle cognizioni elementari e generiche che sono la chiave gen-erale dello scibile universale, e la •-ba!;le fondamentale d'ogni qualunque studio peculiare.
116 ISTITUTI MILIT.l'RI .Queste cognizioni comprendono: la letteratura nazionale la ~toria patria e gli elementi della storia uni-versale, 1~ -geografia, gli elementi della cosmografia, quelli di storia ,naturale (fisica, nozioni di chimica , d.i geologia, di mineralogia, zoologia), qùelli matematici (ari:tnietica, a,lgebra elementare, geometria e trigonometria rettilinea) e i principii del dise·gno geometrico·. Questo corso tli ·studi do.vendosi compiere nei primi anni dell'adolescenza (prima dei 18 anni), a.Uoraquando la mente si divaga ad OP"Ui farfalla che vola, e presto s'iropazieuta. e si stan~a dei serii studi, sotto l'azione ·magnetica delle prime illusioni della vita, de' sogni dorati della prima età: questi studi, già: di per se stessi assai estesi, esigono. non ·pochi anni per portare quei frutti 'che se ne attendono, e crediamo che non siano troppi. sei anni per il co1·so primcvrfo. Ammessi nei collegi militari all'età di 10 a 13 anni, i giovani potrebbero così far passaggio a.I corso tecnico tra i 16 ed .i 2.0 anni, e spendendo in qùesto due ,o tre anni, secondo l'arnia; essi otterrebbero il grado di sottotenente tra i 18 ed i 23 anni; età questa convenientissima per esordire nella carriera delle armi con sufficiente sodezza, e per avere innanzi a sè un vasto campo a percorrere tutti i gradi. Nel · ~orso pi·imario, noi l'abbiamo detto e lo ripetiamo, l'insegnamento debb'esser tale, che alloraqu?tndo il . giovinetto o per propria vocazione o per inettitudine fisica non voglia o non possa proseguire nella milizia, ' egli sia in grado tuttavia' di aspirare a .qua:luuque altra · civile carriera, utilizzando gli studi fatti nel collegio militare; epperciò i programmi di questi collegi debbono avvicil'larsi il più possibile a quelli dei pubblici licei. Cionùllanieno loro si debbe dare, in quanto al governo ed agli esercizi del corpo, un indirizzo militare, il quale, qualunque siasi la carriera chè successivamente l'allievo . possa a~bracciare, gli riuscirà sempre grandemente pro-
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117 DEL REG.NO o' ITALIA ficuo, special~ente in uno Sfato retto a liberi principii, , in cui ad ogni· cittadino incumbe l'obbligo di saper ma~ · neggiar le armi per ·la difesa del pr0prio re e della auto1:rnmia nazionale. , Per la qual cosa la ginnastic·a , il nuoto, la scherma, la scuola del solda.to, del pelottone; della . compagnia e del bàttaglione debbono far pa,r-te e_ ssenziale del programm.~ dei .collegi militari, utilizzandovi con giusta misura e con abile alternazione, parte di quelle ore che negli altri collegi s'impiegano alle ricreazioni od alle ,stuc~he.voli ed inutili pedanterie .. Gli àllievi ,debbono ·imparane non solamente la materiale esecuziò110 di e1uesti es.ércizi, ma eziandio ,-la teorica loro, e venir in grado di .saperli ad altri in;,egnare, almeµo per ciò che rigmLrda la scuola del sol.dato, del pelottone., la scherma di baionetta _e la scuola di cacciatori.Essi debbono del pari imparare a conoscere ed osservare i vari regolamènti militari, e quello specialmente ' dì disciplina, al quale 11 reggimento del collegio debbe essenzialmente informarsi. Fondati così nelle pratiche cardina.li del . mestiere, e già formati alla disciplina, .non v'ha dubbio che il corso tecnico, loro riuscirà di gran lunga più facile, e per dir così, più omogeneo, che non a co~ loro i quali , venendovi da altra via, hanno perciò da ' compiere ancora cotesto tirocinio ch'è assai lungo. e fa1:itidioso, specialmente quando lo si debbe precipita,re. N~l corso tecnico o secondario, l'insegnamento, abbiam dettµ, diventa esclusivamente militar:e, dovendo esclusi'Vamente versare sulle pratiche e nelle t eorie del mestiere, e sug\i elementi dell'arte della guérra e di quelle altre scienze a questa affini o sussidiarie, Le pratiche e le teorie del mestiere variaµdo per ciascl!ln' arma, ne avviene che il corso te,e:nico non potrà avere ugual. durata per le tre. anni.. Cost, se, per chi s~ destin~ alle ,a,1p1i ,c;onwui pon~10 bastare d_ue fl,nni per fondersi nelle varie pratiche e teorie del seyvizio di fa.11~ 0
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teria o cavalleria, per impararvi . quegli elementi della scienza militare che sono indispensabili, ta:li : la fortificazione campale ed alcune nozioni sulla permanente, la top_og~afia eleme~tare: i principii della balistica, le oper~z10ru secondarie,. gli elementi della tattica, della logistica, della strategia, della :filosofia e della politica della guerra, la geografia e la storia militare; per l'uffiziale del genio e dell'artiglieria, i cui studi, molto più elevati e profondi,. vogliono _essere basati su di un corso qu~si completo di matemabche, due anni non bastano, ma se ne esigon~ almeno almeno tre e di st~dio indefesso, prima eh poter mtraprendere con frutto il corso complementa1·io dell'arma rispettiva. - Oltre a maggiori studi l'allievo d'arma speciale avrebbe così lo scapitt>, di impiegare un anno di più che non quello di arma comune, ad otte~er~ il ~rado di sottotenente; ma è forse d'uopo che qU1 ncordrnmo qual ampio compenso egli troverà dipoi nel corso della sua carriera? Uscendo dalla scuola complement'aria, dopo dùe anni egli perverrà tosto luogotenente, mentre i suoi còndiscepoli del collegio. militare, già da tre anni sottotenenti , si dovranno, per le vie ordinarie, fermare in tal grado almeno altri 4 anni. Che direm poi de' susseguenti gradi? Fissate!- così la durata per ciascun corso; dobbiam ora stabilire qual numero d'allievi debbe ciascun corso avere onde ogni arma dell'esercito vi si possa annualmente ri~ tornire d'ufficiali. Base di questo dop_pio calcolo sono ovviamente: il numero totale degli ufficiali d' oo-ni arma dell'esercito, la media delle vacanze che succedonQ normalmente in ogni arma, il numero di queste vacarize devolute all'avanzamento de' sott'uffiziali, e le diminuzioni numeriche che annualmente ponno succedere in ogni corso per morti, malattie cagionanti inettitudine al militare servizio, deficienze agli esami, espulsioni, uscite 1rolontarie, ecc.
D EL REGNO n'1TAl.1A
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Ritenendo l'esercito nostr0 di307,000, uom_ir;i.i formato e ripartito come nel quadro inserto nella Rivistastntisticadell~ scorso marzo, a, pag. 307, conformemente· al nuovo ord1na1111ento dell'esercito (24 gennaio 1861), il numero totale degli ufficiali d'ogni arma e grado dell'esercito salirebbe, ~- pressoché 12,000; cioè : 821O di fanteria 846 di cavalleria 792 di artiglieria 363 del genio 210 dello stato maggiore 1600 circa del treno, corpo d'amministrazione, istituti va.rii, carabinieri, ecc. 50 uffiziali generali (esclusi i brigadieri). 12071 . Stando a dati statistici desunti dal 1814 in qua nel1' esercito· nostro e nel fran~ese, ogni 20 anni bisogna pei:;i.sare a rinnovare per intero questo numero, a cagione delle perdite che ogni giorno avvengono per morti, per inabilità al servizio, per dimissioni, per ritiri., ecc., epperciò annualmente ci si richiederanno, in via. norma:le, 600 ufficiali di nuova nomina fra tutte le armi, cioè proporzionalmente: 410 per la fanteria 42 per la cavalleria 40 per l'artiglieria 18 pel genio . 10 per lo stato maggiore 80 per i diversi altri corpi. Totale 600. Secondo la vigente legge sull'avanza.mento militare. dtie terzi di 'questi nuovi uffiziali dovrebbero essere for-. niti dagli istituti., mentre spettano g~i altri a sott'uffìciali, qual giusto premio de' loro buoni servigi ed incoraggiamento alla carriera inferiore. ;
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ISTITUTI MILITARI
·nEL REGNO o ' rTALIA
Siccome p·oi le specialità di servizio dei corpi del treno d'amministrazione, dei carabinieri, degli •istituti, ece. ri~ chieggono che i loro ufficiali siano estratti dalla eategoria sott'1;1fficia1i, o da ufficiali. appartenenti già alla ca:valleria od alla fanteria, ne av:viene che la qµota lol"o va per circa metà a carico degli istituti di queste due anni . Elpperciò le . diverse scuole dovrebbero · annualrnente fornire: ' Quella di fanteria 310 sottotenenti; » cavalleria 43 » r » artiglieria ·27 · genio 12 stato-maggiore 10 » Totale 402 ' Ora si deve calcolare che un ventesimo degli allievi saranno· deficienti agli esami , che un altro ventèsùno abbondantemente, o per condotta, o per inettitudine fisica, o per u:a'altra cagione qualunque ab0andonerà il corso tecnico prirria del suo compimento, cosicchè converrà ao·o gittngere all'effettivo di ciascun corso un decimo •in più del' numero come sqvra richiésto. · P er la fanteria e la cavalleria essendosi stabilita la durata di questo corso a due anni, il numel'o degli a:llievi per la scuola di fanteria .dovrà essere effettivamente di 682 allievi, ripartiti in due corsi annuali; quello d~lla scuola di cavalleria sarà di 85 '(e lo porteremmo volentieri a 100, poichè per quest'arma le diminuzioni d'allievi succedono più numerose) . . Per l'artiglieria ed il genio, il corso tecn'ico essendo di tre an;1i, e le diminuzioni avvenendo molto, più frequenti che non nelle armi comuni, sia per deficienza d'esami , sia perèhè molti·si stancano de' difficili studi, o ne sono incapaci, l'effettivo numerico vorrebbe, a parer nostro, . . t d. l e~sere accrescrn o i , e così la scu.ola d'artigheria 4 avrebbe 100 allievi ; quella del genio 48. )>
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Queste due scuole, avendo quasi identici gli studi del corso tecnico, potrnnnosi per economia raccogliere in ~n solo istituto , come il sono attualmente nell'accademia miÌitàre di' Torino, colla r iserva però che ci -siam fatta nella Parte Il di quésto ragionamento : che cioè gli allievi d'ogni arma siano distinti fra loro almeno nel 3° anno çli corso, ove, oltre agli studi matematici , essi deggiono anche occuparsi manualment~ delle prati~he d;ell'~rm~ cui aspirano. Così; per esempio, agli allievi pel •gemo ~1 , insegneranno gli ·esercizi della fanteria, si faranno assistere ed anche partecipare ai lavori di fortificazione ed ogni altr~ specie di costruzionè mi1itare; il· disegno architettonico e topografico formeranno una parte essenziale del lore saper e. Mentre quelli d'artiglieria do~rann~, imparare la manovra del pezzo e gli altri esercizi _degl~ artiglieri d'ogni sp.e cie; occuparsi dell'erezione pr_at1ca d~ sp~lleggiamenti e batterie d'ogni forma, e a,ttendere di più all'equitazione. · . . . La fanteria e la cavalleria deggiono formare due istituti distinti , sia per la assoluta diversità tra le pratiche di ciascun'arma, sia anche per taluni divarii negli studi scientifici. Cosi , per esempio, se per l'uffiziale di fanteria lo studio della fortificazione cam-pa.le e 'd i alcune nozionj · sulla permanente è -i ndispensabile, e v,uol perciò essere ~ttuatD con. ogni cura; questo studio non è utile che per l' uffiziale di cavalleria, al quale brevi uoziom basteranno; ed il tempo su ta.lé materia economizzato , _egl~ dovrà spendere nello studio dell'ippologia e nell'eqmtaz10ne. Dietro questi calcoli, non ci sarà difficile il prestabilire a poco presso il numero d'·allievi -che il ~0verno potrà ammettere bei varii collegi militari dello Stato. Qui, ovvi,imente, le diminuzioni succedono molto più là.rgamente che non nelle scuole tecniche, ma ·vengono per gran parte' compensate da coloro che da borghesi o dall'ese:cito: mediante esami- d'amm_essione 1 entrano di botto nei corsi
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tecnici , senza passar pe' collegi; ciò che abbiam dimostrato dev'essere per molte b uone ragioni. Epperciò ritene~d~ di 5 anni il corso inferiQIY'e, il numero totale degli allievi . de' c~llegi milifari potrà essere di 2000 a 2200 giovanetti tra 1 10 ed i 18 anni, dei quali annualmente 400 si riverseranno ai vari i istituti tecnici. Questi 2000 giovanetti noi vorremmo ripartire in 4 collegi retti _da p~·o_g rammi e da regole di governo rigorosamente 1dent1c1, e posti all'uopo sotto la direzione su.perior~ di un generale. ispettore dègli ist;it1.1,ti militari, il ~uale ·a1)bia sua principal cura di far imprimere a tutti 1 quattro collegi un andamento omogeneo. Per tal modo avremo : 4 Collegi militari . · allievi 2,000 I Scuola di fanteria 682 l di cavalleria 100 1 d'artiglieria 100 1 .del genio • . 48 Totale allievi 2,930 I~ quanto ai cm·si supplementari o scuole d'app'/Jica,zioni essi. debbono incontrastabilmente essere distinti per ar~1a, ed 11 numero degli allievi sarà di : 60 Allievi per la scuola d'applicazione d'artiglieria. 30 . » per quel1a del genio .. 40 ~ per quella dello st ato-maggiqre. Quest' ultima avrebbe il doppio degli allievi richiesto per riempiere le vacanze; ed è ciò necessario, poichè è p~r ·tal corpo richiesta un'attitudine affatto speciale, ed una somma di cognizioni che a tutti non è dato çli acqui-· stare, neppure col più assiduo studio; epperciò debb'essere copioso il numero de' candidati, onde far buona la scelta. Vi ha poi un'altra ragione che consiglia di accrescere il numero degli allievi di questa scuola oltre la p~·oporzione fi~sat.a per le altre armi, ed è che il corpo d1 stato-maggiore, per la sua speciale costituzione e per
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la ristrettezza d_el suo quadro, non potrebl1e avere un avanzamento rapido come le ,altre armi , senza che per ogni gr~do succedessero delle emissioni nell'arm~ di fanteria; e così, ne avvengono da capitano a magg10re, da maggiore a luogotenent e colonnello e quindi a colonn.ello, ch'è il più a.lt.o grado nel corpo, epperciò in questo corpo le ~acanze annue si poss'ono ritenere in via normale fra • , i 14 ai 16. D'alt~onde il r~gio decreto (24 gennaio 1861) che riordina il corpo di stato-maggiore offre tali vantclrggi a quelli uffiziali d'ogni arma_i quali, amme~si ~.lla sc~ol~ del corpo, ne subissero con buon successo gh esami d1 uscita, che conviene e sarà facile man~enere a numero _ una t ale scuola, dalla: quale l' iutiero esercito potrà ritrarre eccellenti ed istrutti uffiziali. - .Più non parleremo di quest'istituzione, avvegnacchè quella portata dal regio decreto suddetto e modellata sulla francese (23 febbraio 1833), è, a parer nostro, la· più conveniente sotto ogni aspetto, e ne speri<J,mo buonissimi risultati .sotto l'operosa ed intelligente dire~ione dell'attuale capo del real corpo: . Possiamo noi coscienziosamente .dir la stessa cosa degli altri istituti d'educazione militare? ......... . Ma di ciò non si può certamente far colpa al ministro Fanti., imperocchè questi 14 mesi della sua gestione ?1inisteriale egli dovette impiegare in altre riforme militari di ben più urgente importanza. ,, . Abbiamo attualmente cinque collegi militari: Asti, Milano, Parma; Firenze e Napoli, i quali in complesso non hanno più cli 1,200 allievi, numero a.,ffatto · insufficiente per alimentare le sc1.10le militar1. I corsi classici pon so;no 1!,deguati, e sono pressochè ovunque incompleti ; i p~rsonali di governo ed istruzion.e sono numericamente d1ffereuti , mentre lo sono · pure gli effettivi numeric~ c\egli allievi. Il sistema d'insegnamento non ha per tutti quell'identità e q~ell'uniformità che il governo deve esigere e che è indispensabile ; qui si segµe un testo e là uu
124 IS'.l'lTUTI ~LITARì altro; qui si esaurisce, perfìn con inutile pedanteria, il programmfi di una materia, e si scorre a ppena quello dell'altra, mentre altrove accade appunto il rovescio. Da ciò vien la detestabilissima c01JSeguenza, che entrando gli allievi nelle scuole tecniche succedono e sussiston o dei confronti fra quelli dell'uno e dell'altro collegio; confronti dannosi e talvoHa pericolosi, i quali è ben difficile di riuscir quindi a sradicare. Se queste amare verità noi ci siam fatti leciti di toccare, non è già per muover lagno contro chicchessia, _mentre noi crediamo fermamente che a niuno se ne possa far giusto rimprovero, e se ne debbano unicamente accagionà.re le circostanze eccezionali del momento, ~a novità delle istitll7.ioni, ed i frequ enti cambiamenti dei loro comandanti, avvenuti per cagione di promozione; ma unico nostro intcndimeuto si è quello di richiamal'vi l'attenzione e le riforme del governo, sia in ordine agli stlidi, sia in oi·dine al governo. - Di queste riforme noi parleremo estesamente quando verremo a ragionare sui prugrammi e sui regolamenti organici e direttivi di cotesti istituti. La scuola militare di fanteria, poc'anzi bipartita frà Ivrea e Modena, venne nello scorso aprile raccolta t Lttta in quest'ulUma città , e fu certo questa una buonissima disposizione, per quelle ragioni esposte nella I'a1rte II di questo ragionamento (1), e che per amor e di breYità non ripeteremo ; ma, difetta da capo a fondo 1'organizzazione <li questo fatituto essenzialissimo, poiché non ha di r egolamento particolareggiato, 110n ba di pianta r egolare pel suo personale di governo e d'istruzione, e neppur lrn di programmi , per cui , _cosa esizialissim~ , e l'ordinè, e la . materia dello insegnamento sono in piena balia degli insegnanti, i quali ponno nell'anno mutar di destinazione e lasciar così tutto sconcertato il corso, ed in serio impiccio (t ) Vedi Riuisla. .l1ilitare ftalicuui, fascicolo di febbraio p. p., pagine 129 e 130.
DEL RRGNO D' ITAhlA
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il 1oro successor e. L'abolita scuola d'Ivrea avea stain:pa_ti ~ . . per ali studi e ne trovammo buomss1m1 suoi programmi o , . . . _ . .. Il di topografia, quello di fort1~ca.z1one carota1um . que o . . cli r. l" pale, cui vorrebbesi però aggiungere le n~z1on\ . ior i_fìcazione permanente, que1lo d'arte e s~or1a m1~.1tare, :: quale è assai ben ordinato, ma non abbastanza pa:t1~olarco giato; men buoni gli altri : quello sulle ~pe~·az1om secon~ darie, che non è un programma ma un rnd1ce per sommi capi , mentre pecca in senso affatto_ opposto quello su~ tiro delle armi da fuoco, cd è meglio un ?rogramma d1 fisica assai prolisso , nè troppo bene ord1_nato ;_ ma comunque ciò sia , quc1li erano program_nu fissi , e . che · · 1· b l·1·L...... per chè la scuola aveano già portati. frutti· illVlCla . . di Modena non li avrebb'ella, potuto adottare p_ro_vv1soriame~te, fmtantoc~è emanassero quelli del lihmstero? Queste parole, che a taluno potranno peF avventura ~ombrar ~lquanto vivaci, ci sono dettate dal ?rofon_do mterAss0. che portiamo a cotesto istituto eh~ e destm~~o ~d essere il principale semenzaio ~e1l'ese~c1lo' non gu1, ctal iero cli muovere rimbrotti a chicchessia, mentre S P® · · · li niuno a-vremmo cui giustamente mdmzzar '. se no~ se . e strm·o-enti circostanze dei t emp1 attuali ..... a lle anorma l1 o . . l d' Ivrea e di Modena han fatto' ampiamente . •' .,il Le ::,CUO e debito loro dando all'esercito ' in m en d1 due anm_, pru di 1,600 sottotenenti, i quali sono oggidì eccellenti uffiziah sotto ogni rapporto. , Per l'artiglieria ,e d il genio abbiamo attualmente i accademia militare di Torino. . . La regi11, militare accademia fin dalla sua or1gmc (1), {I ) Fonduta nel 1669 , chiuso per ~lumi anni per c~usn di ~ucr_ra, ~ • · d ' cl 1~•0 fino al 1718 sotto il nome di /le"! Go11111tlo d1 r 1aper1a qu 111 1 11 "' • • . • . d • '/'ormo; · la J/cg,·, Accndemin venne 1st1tu1ta sotto to l 1w1ne . ,1.. J"li'litrire " v·tte ,·e . , , . a fo rnir 'd'uffizìnli o<>ni arina dcll'esercilo suba udo, dol re 1 011_0 0 5 l rn,i.,1 . . • • ·d· t on prov\'1• Emanu ele I con regie pate nti .29 dicembre t 815, n oi_ ina: e . ,. dcnza reale 4 rnnggio 1839, quindi con legge 19 l ugho 1807, chiusa pc1
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. JlSTITUTr ll!LITARI
che data da presso che 200 anni, ebbe sen~pre le cure del governo, alle quali corrispose splendidamente dando all'esercito eccellenti uffiziali d'ogni arma, molti de'quali ricuoprono oggidì le più cospicue cariche, ed essa vaota perfino cli aver avuto tra suoi allievi il grand'uomo di Stato ~he pochi giorni or sono ci strappava la morie, con grande sventura ed implacabile dolore degli. Italiani e con immenso rammarico di tutto il mondo civile (1). Sebbene la pensione degli allievi fosse assai forte (cli 1,200 lire all'anno, e 1,200 lire di primo corredo, oltre alle altre spese straordinarie, che salivano in media fL L. 300 annue), tutta vi~ quest'istituto costò sempre un'ingente somma· al bila~cio della guerra, sia per la quantità assai grande dei posti e mezzi posti gratuiti, che erano largiti dalla munificenza sovrana, sia fors'anche per un po' troppo di lusso nel trattamento e nel servizio degli allievi. La gravezza della pensione e la condizìonc, quasi -esclusiva, per l'ammessione d'appartenere a nobili e doviziose famiglie limitarono sempre il numero degli allievi inferiormente al bisogno dell'esercito, e negli ultimi anni (dal 1854 al 1859) l'accademia militare si addimostrò insufficiente affatto, specialmente per l'arma di fanteria, cui poteva fornire tutt'al più 10 o 11 sottotenenti all'anno. Quest'insufficienza e l'esiguità dei locali (capaci tutt'al più di 210 allievi) relativamente allo sviluppo immenso preso regio decreto 25 febbraio 1858 in seguiLo nd alcuni torbidi interni avvenuti, e riaperta per regio decreto 6 aprile dello stesso anno, con mod ificazioni del quadro del personale di g() ,·c1·no. culto cd ammiuislrazione, non che del regolamento organico; stante l'aumento considerevole delreserciLo, essa dovelte limitarsi a fornir gli uffìziali del genio e dell'artiglieria, ed a ciò venne dr.fu1itivamcnte d estin~t" col regio decreto 13 murzo 1860, il quale istituiva per le armi di cava lleria e funteria i corsi s uppletivi di Pinerolo e d'Ivrea. (l} li conte Camillo di Cavour entrava nell'Accademia mililare qual poggio di S. M. il re Carlo Felice, e uscivane nel 1828 luogoten<'nlc del ge nio, nella quale arma· stavo s ino a l 18:11 .
DEL MG'.\'O o'ITALTA
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dall'esercito in quest'ultimo biennio, ed alle circostanze eccezionah del tempo, costringevano il governo a creare in Ivrea e PincrolQ due corsi suppletivi alla regia militare accadetnia per l'arma di .fanteria e cavalleria, e a renderne l'ammessioùe un po' più. accessibile, riducendone la pensione alla modicissima somma di ~- 600 ~nnue e di L. 200 di primo corredo per l'arma eh fanteria, ed_ a L. 1.,000 annue, e 350 di primo corredo per la cavalleria. _ Disùuteremo in seguito se tale somma sia o non sufficiente. - Rimaneva così l'antica · accademia lhnitafa a produrre uffiziali del genio e dell'artiglieria. Ma il regio decreto 13 marzo 1860, che la destinava a quest'oggetto, e le relative provvisioni ministeriali, emanate sott~ il titolo cli recrolamento per la regia militare accadelllia, o .... restringendosi ad alcune stringatissime prescr1Z1oru mtorno all'ammessione degli allievi, all'importo delle pensioni (600 L. annue e L. 300 di primo corredo), alla divisione ed alla durata del corso (3 anni), se poteano bast~re per un riordinamento momentaneo, imposto dalle strmgenti circostanze, e dal bisogno urgente, sono affatto affatto insufficienti per lo stabile e normale andamento di un cotanto istituto, cui si esigono particolareggi_ati reo-olameuti di governo e di studi. Difatti ben ciò sentiva il ~enerale Fanti allorquando proponeva questo r~or~inamento alla sovrana sanzione, dichiarandolo provvisorio, fintantochè una commissione all'uopo costituita 0labo.rasse un ordinamento definitivo per tutti gli istituti militari della nazione. ·Ci rim~ue ora a ragionare sull'importo delle pensioni pe' v~rii istituti. . . . . . ._ Se, specialmente nei paesi retti a. liberi pr10c1p~1, debbe l'erariò provvedere al pubblico insegnamento, esso dovr_à · imporsi anche più gravi sagrifìzi per l'inse~amen~ n:11litare, '.cioè per gli istituti militari, m.e~tre ciò è, . si può dire, all'esclusivo pro dello Stato. Ciò nulla di meno
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!STlTUTl MILITARI
DEi REGNO 0'1,UL!A
questi sagrifizi vogliono avere una giusta misura basata sul razionale equilibrio fra il pubblicò ed il ·privato inter~sse, imperocchè molte altre sono \e spese indispensabili ed utilissime che aggravano tl bilancio dello Stato: Se spettano a questo le spese pe' Ìocali, per l'armamento, per gli stipendi del 'personale di gover:no ed istruzione, e tutte le altre spese di utilità generale I non che quelle dei posti gratuti (dei quali direi;uo in appresso), debbono 'p erò rimanere a totale carico dnll'allievò le spese pel vitto, pel vest_iario, pei libri e per gli altri oggetti d'ùso o bi. sognn individuale. Restnngendo, per quanto sia ragionevolmente e decorosamente fattibile, queste spese individuali, la pensione mensile, non si può riduàe a meno di L. 50 per cadun allievò, ciò che :porta l'aunuàle a L. 600, qual è oggi fissata per la scu0la di fanteria e per l'accademia militare. Ma è affa_,tto insufficiente la somma pel corredo, la quale vuol indispensabilmente portarsi a L. 225 annue; perchè si· possa fornire convenientemente al vestiario, ai l~pri ed altri oggetti di studio, lasciando tuttavia ai parenti la provvista della biancheria. ··Epperciò ·la spesa an.nuaindividuale ammonterebbe a L. 825. Nè tale·somma dovrà sembrar troppo gravosa a quel padre il quale dopo due o tre anni col liève sagrifizio di 1750 o .2475 lire ·ai\rrà ~roc~cci~to a~fig~io suo _un'onorevol_e e brillante carrif ra, 11 cm pnmo impiego gli darà da vivere decorosamente, rappresentandogli colla paga un capitale di 30,000 lire. \ .. Chi non impiegherebb'e còsì lucrosamÈmte i propr:ii capitaÙ,? Pei collegi militari tale pensione potrebbe però ridursi\ di qualche poco, in vista delle economie che in cÒmplesso si possono ottenere sul mantenimento di giovanetti di minore età; epperçiò mantenendo le L. 50 mensili, limiteremo la quota annua per corredo a L. 150 pel 1° anno ed a L. 100 per gli anni successivi, coll'obbligo al collegio. di fornire l'occorrente biancheria, e, i:q. una giusta misura, tutto il necessario fin dal giorno dell'ammessione.
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Peda scuola.di cavallel'ia, dipendendo unicamente dalla volontà degli individui la scelta di quest'arma dispendiosissiù1a, piuttosto che di un'altra, giustizia v·uole chele mag• giori spese provenienti pel mantenimento de'_ cav_alli delristituto siano a carico degli alli'e vi; epperc1ò ntenendo che per ogni -due allievi occorra un cavallo da maneggio, e che questo costi al governo appena L. 2_al giorno (1 ), la pensione mensile a(:lCenderebbe a L._80, cioè annualmente a L. 960. - La quota annua di cotred_o, stante le mag• - giori spese di uniforme, vonel;be essere portata a L . .250 all'anno . Per cui l'allievo spenderebbe complessivamente L. 2420 per ottene-re il grado di sottotenente di cavalléria; spesa assai lieve s1iecialmente in vista di_ ciò _eh~ a c~test'arma non aspira.no in generale che g10varu di famiglie agiate. . . Ragioneremo più tritam~nte nell'impiego ed amm1mstraziorie di queste pensioni, . quando verremo a trattare dell'ordinamento di ciascun istituto in particolare; e nella stessa, occasjone, per evitare le stucchevol_i ripetizioni, direm pure molte altre cose cbe ci rimangono sulla_tesi generale. Su questo proposito, già l'abbiam detto sullo scoréio della prima parte di q liesto nostro rag!on:amento'. e qui petre lo vogliam ripetere, non è mente· nostra d_1 esaurire sì ampio argomento, come è quello il quale abbiam impresa a discutere, ma semplicemente di esp?rre alcune idee desunte dalla sperienza e lungamente tnatu~ ra-té, ' nella speranza che possano avete qualche pratica utilità. ' .. ''Ci ·rimane òra a ragionare s'lilll'argomento de'. posti e mezzi posti gratuiti, e finalmente -sulla· sede di questi' . varii istituti. . · ;' -· L'istituzione de~ posti e mezzi posti gratuiti. ha tt:l ue scbpi: quello di premiare nei figli le azioni di valore e di be(1) Compresi il foraggio, la spl~sa di rimonta, stallaggio, selforia ecc. ANNO
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nemerenza verso la patria dei padri, e quello <li stimo . lare lo studio dei giovanetti , offrendo loro il mezzo cli alleviare le spese di loro educazione a' parenti. . Nulla vi ha di più giusto, che i figli cli coloro i quali hanno data generosamente la loro vita pel servizio della patria e del re, o che vi hanno incontrata tale infermità da addivenire impotenti a sostenere le loro famiglie , siano mantenuti, educati e posti in carriera a spese dello Stato, cd a questi compete di pien diritto il posto intiero gratuito sia ne· collegi che nelle scuole militari, come pure in qualunque alt.ro pubblico istituto purché soddisfino alle condizioni richieste per .l'arumessione. I mezzi posti g ratuiti vanno invece esclusivamente adope• rati per incoraggiare lo studio militare. Cosi, sia por l'ammessione ne' collegi che nelle scuole militari, do\Tebbe ogni anno, e presso ogni istituto, aprirsi uu concorso per esami p er un numero dete'r.,;ninato cli posti gratuiti, ove i~ parità di merito aYessero la preferenza i figli di militari del. l'esercito a.tLivu, quindi quelli degli altri impiegati milita.ri o civili dello Stato e eh aliri cit.tadini benemeriti della patria. Niun'altra via per ottenere questi posti o mezzi posti gratuiti, vi pnò esser e appo uno Stato costituzionale, ove il favoritismo non dehb'esserc mantenuto a spcsè pubbliche, ma vuol essere soffocato dalla legge uguale per tutti i cittadini. i Il numero dc' posti gratuiti, per rispetto al motivo stesso pel qua.le si accordano, donebb'cssere illimitato. Mentre invece quello dei mezzi posti, per non aggravar tro\>po la finanza pubblica, dovrebbe limit.al'si al 5 per 100 dell'effettivo fisso di ogni istituto. In quanto a lle ciW~ ove stabilire gli• istituti d'educazione militare, poichè il possedere uno stabilimento militare è un vantaggio ,ricercatissimo da tutte le città, giui;tizia vuole che, subordinatamente alle ragioni da noi
DEL HEG'-0
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premesse ci t·ca a tak sè_cl ta ( Riv,ista mÌlitwre italiana , fascicolo di febbraio p. p ., pag. 127 e 128), siano cotali stabilimenti equamente ripartiti fra le varie regioni dello Stato. In questa conformità noi proponiamo : Per i collegi militari: ?\apoli, Bologna, Firenze. Parma. Per la scuola di fanteria : 1lodena (ov·è attualmente). Por la scuola cli cavallei ic~: Milano (in compenso del suo collegio militare). Por la sc110/a cl'artiglieria e yen i-o : Torino (ov·è attualmente). Per la scuola èomplementaria d' m·tigl'iel'ia : Torino (ove sono i principali ar:-cnali). Por la scuola compleinentwtici rlel Genio : Alessandria (ove souo e debbono essere le maggiori fortificazioni e costru1.ioni dell'arma). Por la scuola dello stalo-magyi,ore : Torino (ove h anuo sede r uffizio superiore e gli a rchiYii del corpo) . Ad Asti, in compenso del suo benemerito collegio militare, la.scieremmo con maggiore sviluppo, proporzionato all'attuale grnndezza dell'esercito, l'hlil1;,lo pe-i giovan·i mnsicanti. dei quali ne Yorremmo pure un altro ad Al!-versa., in sostituzione di quello già esistente presso il suo Albergo · de'' poveri. · Vorremmo pure estendern quella utilissima e benefica istituzione dc' Battaglioni eta· figli milita1·i oltre a Racconi ri<i in PeruO'ia ed a Ooseùza. Così· pure saùibbc dà a1::Ìr irsi a F ~~O'ia un°altro istituto I)er le figlie poYere di mihoo tari , sul m etodo d1 quella esistente• in. Torino. •, ,,i l , Genova, Ancona e Palermo potnauo averò pe1 ampL0 compenso scuole militari cli marina: ·· · . I calcoli . sui quali ci basammo nello stabilire l 'effettivo niun èrico degli allievi di. cin.scnn j:=;t1tuto milita.re', p'roveno·orio da dati statistici desunti da condizioni normali o cli tempo e di governo. hla oggidì noi versiamo tuttora iu condizioni eccezionali, siano politiche che militari. Ab0
132 ISTITUT! MILlrA!tI biamo un esercito nuovo ed in formazione, di cui gli elementi banno tuttavia da affaticarsi pi:ia di comporsi ad un definitivo e solido assetto. Per 10 anni ancora le vacanze nell' esercito avverr anno assai più numerose di quanto nol si possano prestabilire nei calcoli normali. Abbiam tuttora molti di quei generosi, i quali per la difesa della patria, abbandonati lucrosi impieghi, prediletti studii, famiglie ed ogni altro privato interesse, e,ntrarono volontariì nelle file dell'esercito e vi ottenner<J gradi ch'essi lasciera.nno per r estituirsi a' peculiari :negozi , quanto prima avremo raggiunto il grande còrnpito nostro. Altri vi sono, e non in picciol numero, i quali giubilati, dopo lunghi e buoni servigi, e già adagiatisi a farsi tranquillamente la vita, all'appello del r e e della patria tornarono 'all'effettivo servizio., ringiovaniti dal pensiero di poter consacrare gli ultimi loro sforzi all'unificazione italiana; nè questi si può pretendere di trattener lungamente aJla faticosa vita dell'attività. - Altri vi sono fìnalmcnto, e pochi per fortuna., i quali prevalendosi della confusione, inevitabile nei grandi mutamenti politici, riuscirono ad entrar nell'esercito, ed a carpirvi gradi dei quali sono o immerite. voli per incapacità, o ,i ndegni per antecedenti di condotta.: questi vanno espulsi, al pi;ù presto, e vi si lavora sollecitamente. Epperciò le quote normali che abbiam fissate per ciascun istitu.t o militare vanno accresciute in yia eccezionale, ond'essere in grado di mantener e sempre al più perfetto completo i quadri dell'esercito per ogni probabile eventualità. La crisi militare siccome la politica è -tuttora pendente e può da un momento· all'altro anche più seriamente complicarsi, e la nazione p uò da un'ora all'altra essere chiamata al suo estremo sforzo, per vincere l'ultima battacrlia 0 della italiana indipendenza. · . D'altronde finalmente, se. non è oggi sarà domani, ma
DEL .REGNO D '1r ALI A 133 l'Italia ha da essere completamente unificata e libera sotto lo scettro di Vittor io Emanuele: - epperciò, perchè non si stabilirebbe fin d'ora Fe:ffettivo numerico de' varii istituti, come se già fossimo 25,000,000 d'Italiani in un solo Stato r iunito di fatto come già lo siamo perfettamente di cuore'? - Fors'.e che Venezia e Roma non manderebbero i loro contingenti'? ... .. . Su di ciò non ci può sussistere · dubbio, dopo quanti . valorosi giovani vedemmo accorrere da quelle generose contrade ,ad ingrossar le· file del1' esercito nostro. . · Amm'es_so il computo in questo suo giusto senso, gli effettivi numerici dei varii istituti, ·da noi precedentemente stabiliti vorrebbero essere accresciuti & 176.
D. P. S. ,. (Continua)
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LA CAllP.IGNA DI GUERRA ~ELL't;llBRIA E NELLB MARCHE
Irati lrìonfalrnenle a Viterbo , d,1ddo\•e spingeansi tosto fino all'estremo confìue della Comarca ri11cacciando din11,111zi a loro ogni partilo 11emic9, cd accolti ovu nque con inaudita esultanza e gratirudinc dalle liberate popolazion i; il forte di S. Leo sn Val Mareccbia, slrello ,·ivamenle, capitolava il 24, sellembre {'I ). Sol a rimaneva Ancona ad estremo baluard o nem ico, il qualo malgrado ogni più lìero proposito ùel gc1wrnle Lam11ricièn>, non poteva regg<'re a lungo dinnanzi l'irresistibile valore de' nostri soldati di mare e di terra. Principal stazione romana sull'Ad ri alico, Ancona venne perciò fortificata sino d,1i tempi antichi, ed ebbe a sostenere nurnerosi assedii per terra e per mare (2).
LA CAMPAGNA DI
GUERRA NELL'UMBRIA E NELLE MARCHE NARRAZIONR MILITARE
CAPO XIX. ASSEDIO E PRESA DI ANCONA,
I. Fortificazioni e disposizioni rb(ensivc della piazza.
La . villoria di Caslelfìdt1rdo torrliendo dati'·,iper1o ca mpe"n ~'.;re _, P~n t_ifìc'.i, e _libPra11do così <l'o~ni loro infestagione l'i~t a ~ont_rada, la q11alc da og111suo p1u recondi to luogo !el'ava enlusrast1cbe acdamazioni alle armi liberntrit'i rei al Ile Galan~uomo, perm0lteva al gcn,•ral f.anli di ~:oncenlrare lulli i suo , sforzi intorno ad Ancon~. Presa· la rot:t:a di Spole to, la rolo11oa del generale Brignonc già paùrooeggia\·a il medio corso del Te_vcrc ed avPva sgombra l'inlit>ra Umbria; i valorosi VO·· Jo11ta n d1•I ~fasi, bottoli i Pontifiei a ~1nnlrfia~cone, erano eJJ-
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(1) Vedi Ilc/11::fone sult'ussedio e pl'•sa di S. Leo, nei documenti. (~) Ancona capit;ilc dell'antico Piccnum, vaolsi sia stata fabbricala verso , l'anno 1,08 avnnti l'è r·:, volga re da certi Sirncusoni che ivi si ripararono, fo1;gt:ndo le persecuzioni di Dionigi il Tirann11; e vuolsi inolt re derivato il suo nome da una parola greca (Anco11), che sign•fica gomito , blc csscu,lo appnnlo la forma del sito in cui se no gcll~rono le f,rndnmen l n. F11 nnu dd lt: pl'ccip uc sla·iioni mnl'il lirne dei Homani s111l'.\d l'ÌaLico, i quali la convcl'lirono in Colonia l\om.1na ci,·ca 150 ann i rl<•1)0 la sua fondazioni:. Vitigc re dei Goti l'assed iò e la prese nel 538. In appresso fu sottomessa ai Longobal'di. · I Saracen i la rov inarono poi nel 839 e ricadde ncll'oscu rili,, rima nendo quasi ignorala dul'anle le guerre civil i d,,Jl'ltalia e la destra forl u11 a dPlla vcut•ta Si;;noria. Si dicbinrò poscia rcpuhhliea ponendosi ,otto la protezione dei papi; ma nel 153'2 Clemente' \' li, 3busan,Io di q11esto patronuto, se ne rese assoluto signore . .Nd 1797 cadd e in potere tl,·i Frn11cl'~i. li generale Le Monnier cnn 1111 1>residio di 2000 uomini slrc11uamc11 t<> la difese co11 tro le forzi: coll<'gate dei Pru,siani, dc' Turchi, dc' Russi, drgli Au siriaci e d,,gli Inglesi, ehe l'as~alirono per mare e per terra, e quor,do cupilolò, nel 1799, non avev,, più che 200 nomini capaci ri i portare le li fot.to è tanto più meraviglioso in qua .. lo che il il'loute Gai·delto: ovd intesero le principali offese, non era in allora fortificalo, siccome lo fu I poscia por ordine di Napoleone. - Nel 1815 Ancona fu occueata e qninùi abbandonala dalle truppe napolilanc, ca pitanate dn Mnrat , e gli Austriaci la snrnnlellarono i11 grn n parie con .f,Ìrnc sali are i bastioni, Nella rivoluzio11e del 1831 dell'Italia media, Ancona fu l'ultimo asilo dei sollc\':ili1 e rimessa dai Tedeschi nella divozione clel papa. Ru nottetempo dai Francesi sorpresa cù occupata per gl'intcressi de lla poli tico (li quel g,wcrun, e slanziaro110 1wlla rillarlclla, ripar:rnùouc le r uinc si110
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LA CAMPAGNA DI GUERRA
NELL'UMBRIA E NELLE MARCHE
Le sue for.l(ficazioni in complesso non sono tali da far classificare cotesta piazza fra quelle di primo orpine, allesochè mentre esse nou si. possono riferire a verun sistema reirola1:e e comrJleto' ~ e sono in molti luugbi imperfette, ·difeltuose o deboli, le magg'iori difese della piazza ·consi$•tono piuttosto nella configurazione naturale delle lucalìtà, che nella ruhostezza e maestria de' suoi antemurali.
La città è sita a rido3so di uno svolto montuoso della costa in forma quasi di uila semico,wa aperta verso maestrale. Du~ moli, l'uno (l'orientale) cli solida muratura e armato, l'altro fotto di grossi macigni sovraposti alla rinfusa, ne chiudono il porto eh'è assai spazioso e sicuro, ed ba un ingresso largo poco m,,eno di 500m. . Verso la marina la città non è difesa cbe da alc011i parapetti di ,pietra e da bastioni quasi , t11lli ,sc,operti sino ai piedi Sf',.pur ,si eccettua i! traHo ili. mura fra Porta Pia ed il ba~
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nlla finc' _del 1_838. - Gregorio XIV, usciti i Francesi, pcn$Ò a porre questa piar.1:½a III buono stato di difesa e vi si fecero molte ,novellc co, struzioni e riparazioni. . , , . , _Anche Ancona fu tra le città _che maggiormente ·si distinsero per l'cro1smo del popolo nella guerra d ell'indip codcnza italiana. Se nza tener con~o del patriottismo mostralo dai ricchi ·e dai povcl'i suoi cittadini ad ogni modo di sacrillci, noi ci li mit.c1·cm,o a menzionare l'et'oica sua re.,.sist?oza cont_ro gli Austriaci. Assal ita da questi i1 ··10 giugno 1849, perduro nella difesa per be n quindici g iorni sotto un tremendo grand io a 1,e di boml)e e razzi, e vi perdurò in mezzo alla fame cd agli spasimi ricÙa sete, giacchè da ogni !alo di terra e di mare. era dàl nemico strettamente blocca la, e la penuria del vitto e dell'>1cqua cominciò a farsi scn. tirc fino d"ai primi g iorni dell'attacco. Con lutto ciò tanto era l'ardore per la rcsistcnzn-, eh~ il, solo parlar di resa era ritenuto delitto di morte. l'Ila anche la costanza umana ha i suoi lim iti; e dopo sofferto un tremendo bombardamento generale, che ficrscverò senza interruzi ime dal 14 al 17 giugno, stremati d'ogni ,esterno soccorso, qurgli •eroici cittadini dove'.lcro piegare ad un accordo, e lo stesso.maresciallo austriaco Wimpfen, ammirato dal val•re e dalla costanza della d ifesa, concesse alla cil.l.à una capitofa,z ionc nssai onorific~, la quale venne conchiusa neHa sera del 1'8. Dista 160 miglia a greco da Roma, ed ha 25000 abitanti nelle sue mura j 38000 se ·vi cornprcntlono tutti i sobborghi e le vicine campagne. ~Estratto dalla Corografia d'Italia, puhblicala dal Pugnoni) .
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stione di Sant'Agostino, cl.re solo merita il nome d1 fortificazioni ; indi, in là, sono aperti gli scali del 'porto. · . A manca ·1c1 cinta mariti.i in.a si appoggia al Lazzi1retlò, ch'è una specie di grosso ridotto di muratura ci'rçondato da un braccio di mare e comunicante colla terraferma per un ponte di ,legno. Questo ridotto è sotto il fuoco del fronte di porta Pia, della t8pianata di Capo-di-Monte, noll' che del bastione maestrale della cittadella. Tre . pf'zzi a1·mavano i bastioni del Lazzaretto per ballere l'ingresso della rada, mentre le ahre bat.terie dt l porto ne aveano sol.i 25, nè po teano .averne di più; ed erano questi pPr calibro e. portata di gran lun~a ai, nostri inferiori. , . A destra, l'estremità del molo orientale è difesa dalla batteria dèlla Lanterna a t1,e (~ccie e a due pi.a.ni, l'uno in barbetta, armalo di 3 pez1.i, casamanato ,l'alt.ro e portante 9l pe1.zi, cioè, 3 p'~r ogni faccia. Questa batteria per la sua posizione troppo avanzala nel mare ed isolata dalle batterie della costa, non potendo fornire contro i legoi d'attacco , se. non se un fuoco divergente, mentre ne vien battuta da un fuoco concentrato, r.iesce di non grande valore, e assai compromessa. Più indietro internamente' al porlo e sul molo suddetto, -la batteria della S~nilà, armai,~ di 2 pezzi, fiancheggia le difese interne del molo stesso ed il rovescio della batteria della Lanterna sull'ingresso del porto, Quest'ingresso erasi barrato di una .grossa , catena tesa fra i capi/ dei due moli, e la sua difesa contro / . . ' .... ogn-i soprassalto era commessa a due pontoni com e, t1,t1 rn batterie- g,1\eggir ti ed . a quattro palan,dre ancorate e armate <l'un pezzo ciascuna... lntername1+ al porto il bastione di S._,Agostino a'.'mato d~ ùn sol pezzo d;\ 18, e quello di Santa Lucia armalo d1 3 pez1,1 dello slessò calibro, sono ben meschine Jifese. Versci tramontana, alla punta e sul rialto di monte·l\farano, bavvi una batteria di questo nome protetta da un'alta,sc,ogliera
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LA CA:111.'AGNA DI G-OEHRA
e-destinala ,a battere quegli accessi m<1rittimi, co-llegantlo plW quella parte le difese marittime colle terreslri Dal la/o di terra le fo rti(ìcazioni sono· assai più solide c~e non le ma-riltime. La cinta è ivi alfòrzata in due puuti culrnrnant1 alle sue rslremilà: alla sinistra (a greco) il ·ca valiere <lei Cappucci11i: alla destra (a ponente) la eilladella co,I campo lnt1ti1eralo. In qnesto trallo di cint,J son~ aperle due porte, poco Jisc.oste l'una dall'altra, la porta -Farina e la porla Calamo, fiancl11!ggiata la prima da lla faccia sinistra del baslione di S. Pietro, e protr,Ua l'a seconda dalla balleri.a dei Zoccolanti. Le maggiori di fese del caval i('re dei Cappucciui sono rivolte al mare: verso levante a protegger quel la cosla, .fl'le nlre- la sua spal i-a desl>ra batte la falda occidentale di-rnonle Gar,dc lloe fianclrnggiJ il fuas•1ione S. -Pi etro verso .piazz;i , (JpgJi !Or-\i. La eilladella· è ;,un grosso ridotto a 4, frorili irregola ri e a 3 bastioni, c;bp spà lleggiando la des tra d·ella cinta, ne ·unisc~ le difese terrestri al le màrìllime per 111ezzo del fròiire di Pbrta Pia. St~ ll_'estrerna sin_islra, a 4. 50"' cli'nanzi · al ca valiere Jei C1ppucc,n1, su l mo11te. Gardetto (300'" sul li vello del mare~ riscontrasi qua le opera avanzata il fork de llo del nome di •es;o monte, Que.,t'l fo rl<', form ;ilo d; un fronte b,i,;t ionalo con rivellino~ riv<Jllo ad ostro e bat!e la p1ana-d,,•gli Orti non che le ait urn di S. Stefo no e ,n1onte Pu!ilo; i i suo mrnzo basiione dì, m,in ca si app lggi.-J agli scogli della costa, -mrntre. il bastione di de~tra; chr1 per _u na strada coprrla si co11giu11ge alla ci uta della piuzza sotto alca\faliern rie' Cappncci11i, Jire11de gli acressi di porta Fa1:inu e di porta Calarno, e baltt\ an<"11e la ra;ln eon tiri pinHosto ficcanti. - Le sue fort1ffra zioni sono di buo11 11 muratu ra e dì 1hodérno si~te ma,: costrulle per ord ine di ·Napoleone ~usseguent.e lneote' aH'assedio del ·1790, e posc ia perfozional;~ dal governo pontifìcio. ' Ad àfforZilr la destra, din,rnzi la citladeila bavvi il campo trincicrato, grossa doppia corona di prcs.soc bè 40om di capi-
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!>ELL, tJllBlllA K NELl>E MARCHE
tale; la quale tfo.ncheggia a levante le difese della cin:a incro~ cicchiando i suoi fuochi con quelli dél Gardello, difende eh .. fronte \'altura del monte Marino e la strada del canale di Camerano, ed appoggiando8i a destra sulla strada cope~·ta del la cortina occidentale della cittadella batte con tiri efficaci le falde delle altur; di monte ScrinJa . 110 11 cb_e la strada postale da Osi mo e l'ingresso di borgo ·rio. Questo borgo prolungandosi sulla spic1ggia per quasi un chil ometro a' piedi dell'erta del_!~ cittadella, la quale perciò noi può difendere se non ~on lln troppo ficc:aul i, e noo essendo protetto t~he dalla semplice _co1_·tiua di Porta Pic1, è, come be.n lo dic:e il grnerale pon~10e10 nella sua relazio11e, una seria diflicollà per la difesa, poicbè j' caseggiati .. del borgo favoriscono ,gli ·approc:ci dèll'a_ ss~dia_ntr, co me difatlo avvenne, malgrado •che !qm-lle vie fossers1 d1fficoltate con .alcune tagliate, là dife"a delle quali neppur tentarono i Ponlitìcii dinanzi ai noslri: ber~aglieri. OuatLro lunetre costrutte di terra (nell'ultima occupazione de~i Austria.Di nel 1849) ed indifese alla .gola, eccelluando pe~ò ·quella di S. Stefa1rn-(la quale ha le·s_ue s~~rp_e in muralùra cd nn piceolo ridotto io terno), coronano I pun_11 prn elC\'.at1_ della zona esterna. Sul pun to eul mihante delh1 crtst1era che s1 diparte dal rialto del campo trincieratò e protendesi verso nwzzogiorno, trovasi più d'9gni altra ava,nzata la Lunetta di monte Pelago,!? quale domina la cinta di Ancona alla distanza.pe.ròdi ;l000m.-Pll~ inilicLro e meno eJ,evata quella di monte Pulito a I ooomdagli spil·lti- del eampo \r,i'.11cicrato.-Inlerm.edia a, qu~sto. ed _a~a precedente Lunt'lta, trovasi quel la, già nomiuala·, .di monte ,.:.i. Stefan·o, ch'ò fwncilleggia-la·1dal ·ca,fnp.0 lriric:ierato del Gardello. ,,· _ La costiera sulla quale s,/4-w coslru tte.quesle tre lunelle,1s1 estende piegnndosi lungo i\. sino a fronte delra\lurà di ~~-òi1.le A:cuto; (b\!a quale è di v·isa da un avvallamento luugo .CHC.t un cl\1lonwtfo,, . · , · , On 600"' dinanzi la lun\ tta di monte Pelago sulla cosliera 1
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NELL,Ol!BRU. E NELLE llàl\CHE
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LA CA:IIPAGNA -DI GUERRA
stessa e sulla strada del monte di Ancona ad Umana, trovasi il casale di Pietra della Croce, e 400m circa piì1 in là, su di una lieve eminenza che domina la strada suddetta, il casi.no di Altavilla, pres5o il quale aveano i Pontificii erella una barriera per i loro avamposti, e dal quale partirono i nostri primi fuochi d'artiglieria contro il Pdago. Sulla destra a ·I 300 metri circa <la Porla Pia, volta a libeccio verso le al ture del Pedocchio e di Montagnolo, vi ba la lunetta di Monte Scrima, opera campale debol issima e insostenibifo, perchè da molli vicini punii battuta. r Queste opere avanzate di tract:iali e costruzioni ca~pali /. imperfellissime non potevano giovare gran fallo alla difesa di ' Ancona specialmente in quelle circostanze, iu cui, stanle la 1 loro distanza e la debolezza del presidio, .non si potcano in forza occupare senia grave pregiudizio della priucipal difesa. Alle forti ficazion i della cinta mancava pressochè dappertullo la slratJa coperta od esisteva in islalo inservihile. Gli spalli e tutta la zona esterna erano tulla\ ia coperti e intricatissimi da foltissimi giardini, da siepi, da vigne, gelsi ed anche da case, cbe non si prese li tempo di abballere. La piazza era armala da 1 54 pezzi <li cannone, dei qua:li 30 verso la ·marina, gli allri p<'r la cinta dalla parie di térra, e ,di questi, 14 erano pezzi da campo: numero per vero insu fficiente anche per un semplice armamento, relativamen te al circuito difensivo della piazza e delle sue opere distaccate. Di queste artiglierie .di forma e proveni enze quasi tulle diverse, epperciò di malegevole serv.izio, stante la moltiplicità dei oa· libri, 18 appena erano eia 36, le allre inferiori tulle a questo calibro, e ninna rigala. li presidio "'compoocvasi delia brigata dc Conrlen, ci oè del 0 t reggimento di linea (colonnello Serra), di 2 com pagnie del 1 ° reggimento straniero, di un battaglione fo rmato dal dc.posito <li questo reggimento e dei pochi fanti sfuggiti con Lamoririère
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alla rutta di Caste1fidardo, del 1°, 3° e 4° battaglione di berdi 4 compaonic del ba'uaglione di S. Patrizio, ùi una saolieri o , o d' compaonia di ueoda'rmcria mobile e di Ull distaccamento I ~endai~ni a cav:llo, dei 4.5 cavalleggeri campali da C_astelfi~ dardo, di 4,50 circa artiglieri e~tralli da divl'rse batlene dell'esercito ponlificio, e di un distaccamento di b~erai ~el. g~nio, del quale manéavano aITallo i zappatori, che pe lavo~1 d1 d1~esa sono così n!'cessari. La somma di queste fo rze saliva a circa 7 4.oo uomini (d-ei quali 3 generali e 34,8 uOiziali) e 180 ca;alli forza senza dubbio di molto inferiore a quella richiesta per difendere efficacemente una. piazza, il c11i sviluppo fortifi~ calo si estende a p1'essochè 7000 metri, e contro alla quale noi potevamo disporre di fo rze quadruple, oltre ad una formidabile fi olla cbe anelava di fare le sue prime pro,·c. La piazza era male vettovagliala; e le provvigioui cbe al ~u_o arrivo il generale Lamoricièrc cercò di accrrscrre con reqm.,11. . . zioni nel contado non polC'aoo bastare che per poc.n giorni, a. meno che, a fine di sfam are il presidio, si affamasse la cittadinanza, ùeruhautlola d'ogni• sua annona che• già ben scarseggia\'a. l disastri ovunque toccali 'dalle armi pontificie a Pesa ro, a Fano, a S. Angelo di Sinigaglia, a Perugia, a Spoleto, ed a Caslcllidardo, e l'imponente aspetto della nostra sq uadra, la quale fin dal giorno 18 loro avea mandato il suo primo saluto, aveano esierrefalli i•soldali, i quali, perdute oramai· tulle le speranze di straniero rincalzo , con cu i da lunga pezza venivano lusingali, e vedendo <li non poter fare altro che soccombere, non \'oleano inutilmente piegarsi a soffrir le privazioni e i pericoli di un assetlio, ed esporre ulteriormente la loro vita per una causa eviùentemente e seni'appe\lo perduta; ed essi già cllminciavano a fortemente mormorare ed a chiedere si capilolasse seoz·altro, onde ollenere migliori condizion i. Nè1gli uffi2.iali valeauo coll'autorit~ loro a contenere siffatti romori, imi percioccbè gran parte di loro vi si associavaoo, com'ebbe a 1 dirlo lo stesso generai pontilìcio nel suo rapporto.
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LA CAlfl'AC.;,,rA
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GUERRA
Gli Anconitani, malgrado gli .estremi rigori clPllo stato d'assedio fer reamenLe amminisfrato dal maggiore de Quatrebarbes, mal conteneirano l'ardente impazienza di abbraccfore i fratelli librratori , ed in ogni più umile easa già erano pronti i tricolori arazzi e i fiori con èu i festeggia re il primo giorno di libcrta. Queste erano le condizioni materiali e morali a cui trovavasi ridollo il Lamoric!ère di fron le a fo rze ma~giori ed infl'r\'orato dalla giustizia della causa per cui combattevano. Quali spl'ranzc gli poteano ancora rimanere ?..... Ninne per certo: ma l'onor militare non gli prrmettcva di arrendersi fintantochè rimanevano intatto le difeso drlla piazza, od a qualunque partito egli volle aspPltaro che la breccia fosse ;1pcrta prima di dare a~col to ad· ogni voce ùi resa. - Non ci fu e non ti polè mai es~ere dubbia l'intrepidezza dell'antico rolonnello dei zuavi; e colla stessa francbru.a colla quale ahbiamo allamPntc biasimato o compianto la sua apostasia po•litica ed i suoi disegni strategiei, noi riconosciamo ch'egli ha fallo personalmr,nto tulio ciò ch'era possibile io sl grame condizioni, resistendo anche soli 5 giorni; eù in questo senso egl i sj merita tutta la nostra ammirazione. Convucati alcuni ufiiziali sce1Li nei diversi corpi, i quali non celarono le cattive disposizioni della truppa, il gen<'rale pontifi cio cercò di confortarli perchò s·adoprnssero a rinfrnncare il morale dc' soldati, dichiarando loro formalmente che 17er nulla al monùo egli avrebbe abba~sata la sua bandiera dinalJ7,i a qualunque intimazion~ o minaccia, fìnchè la resa fosse addivenu ta nna necessità assolutn, compatibile coi principii clcll"unor militare. Egli distribul impertanto i comandi della <iifesa nel modo seguente: al generale di brigaia de Courten affidò il comiindo della cinta della città, del lazzaretto e dt'lla ridotta di Monte Scrima, occnpata da una compagnia. il generale Ka1sler ('1) si ( t} Qncllo stesso battuto
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S. Angelo di Sinig:1glia, :illora colonnello,
e fatto quindi generale dallo stesso Lamoricière.
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:,1gr.L'UMDUlA E NEL1 ,E l!ARCIIE
ebbe il co111ando dei forti e delle opere esterne., li comando della piaw1 toccò al colonnello Gud<'nbov<>n . . . Ouu battaglioni di bersnglieri ('1o e 3" batt,'.g!1o_ne, colonnello Vogl•l~ang e maggiore \, inzel) furono d11s1_inal1 ad occ~,pare alternativamente il Gardello e le lunl'lle cli monte Pe!aoo e di monte l'u\ilo. . Due compagnie per turno vennrro còmandate alla difesa tiella lunetta di Santo St<'fono. . . . l)uc co1npagnie presidiarono \a cittadelln e d1~c1 comp1gme il èampo trinc<'rato sollo gli ordini del maggiore Pross1ç,_h. Alle rimanenti truppe venne commrssa la guardia delh~ ci nta ; e si tennero in ris1,rva la ,gendarmeria_ e. i. cava~ll'ggen aoli orrlini del colonnello Zambelli, cui do,eas1 po, _aggiungere battaglione del colonnello Vog<•lsang tostocl~è s1 $arebb~ro clovule evacuare le lunclle di monte Pelngo e d1 m~llll~ P~lito. Por l'assedio e hlocco di Ancona il grnerale l•ant1 disponeva: per la p1i!/'le di terra, dello cinqne division i fc1rmat~ come . 1·. . I C·a po Ili , di1ni11uito però della coln11nfl mobile. del s1 1 t~se ,1 . generale Brignonc, de' presidii las(:iati in_ \"arii_ lai~g~i ~ -~~ Cllstaccamc•nli mandati ad accompagnare I fall i png~olll< _1 1: Oalla parte del mare stava la regia ~quadra agli ~ordrn1 del · · Pe11·10n 1 e1·I fl e1sano , e composta di t> p1rofrecontr'amm1ragl10 gaie: I.i, J{arìa Adelaidei' (legJ)0 am(nirag\io CO~)è)D(~ato .dal capitano di vascello Rircardi di Nrtro ), _,I 1~tllono, Emamt~le (comandato diii contfammiraglio ~l,1)111'.), il _,il~e,lo (capil,)no di vascello Gialli del_la Mant,ca), ,I Gove1no,o (cu '.1t.~no di ,•t1si~ollo d'Asteì, il S. i}Jichele (capitano cli ,ascollo ~10,,ina del Sabbione), la Costituzione (c.ipi tano di fregala Wngb~) e una pirocorvl'lta il Monzambano (rap1tc1no di corvrtta Bu_g~1on~ di Monale). - Erano addellc alla regiu squadra pl'I servlZIO d1 Lr-asporto,dellc1 munii.ioni da ,g,uerra.,e da , b,ooca e dc.I. carbon fossile i piroscafi regii Dora, Tanal'o, Conte _Cavour (aggregato) e il brigantino gabarra l'kzarduso. - Capo dello stato nwg-
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LA CAMPAGNA DI G'J ERRA
NE-Lt' OMB!UA E NE"Ll.E MARCHE
giore tiella regia squadra era il capitano di corvetta 'Faussone di Clavesana.
fortificati ii1 prossimita delle case. Cessò 11'- fu,oco solt,mto col venir d'el l'a notte, appunto per riguardo alla cittatlinanza. F girirni seguenti continuò i'I cannoneggiamento, ma mO'd'érarissimo contro ai forti d'ella costa·, i· qo-al,, assai vivamente· _rispondevano, ma senza,efficacia, poicbè i nostri IPgni,'usainlo i' l'oro pezìi rigati; poteano mantenersi f~1ori de-t tiro della piazza; a· 3000' metri, lo cbe per sicuro· non· do'veva incuorrrr troppo gli artiglieri· pontifici che ne venivano ogni giorno decimati. Nel 1wattino del' 22· l'ammiraglio Persano sped iva alla piazza nn canotto con paviglione parlamenta1·io, ed un uffizia1e conserrnava al generale Lamoricière la notificazione de'I' nlocco del po~·10, con al'cnni · d'ispacci pel console .inglese-;_ ~ost@ · dopo tf fuoco della squadÌ'a riaprivasi con maggt0r v1vac1ta. Il ·2-3 il gencral Fanti riconobbe la piazza d-al lato di marff, e corrcertatosi· col vice-ammiragl io, Persano, d_ichiarÒ• all'a ~ua ·voUta il blocco per terra- e per mare, dispcnè1Td'a ad' un te·n1po il' col'nptcto i'1vestimento della piazza· pnr parte delle truppe e 1·0 sbarco del parco d'assedio nel porto di Umana. · Dalla parle d'r ter_rn il punto più i·mportanlc deHa p~,lZ7.a di' Ancona, e quello di cui l'assectiante debb~ fare il gno otJbie't-. rivo è senza rliubDio la cittadcl la, ìl di cu'i possess@ dà quello ael'Fintiera città; ma pe1· un assedio combinato per terra e per' mare quest'importanza si trasferisce o-vvia·mente sul Garctertto, all'attacco del quale ponno 'efficacemente eonf orrere e le• tmppe di terra, e con tiri di rovescio la squad'\ a. Da q·~esto for te si comanda e si può baltern cun pron to succe{so fe rimanenti difese della piazza. Oltre a ·ciò la presa d1Nionte Ganfetto· present.a a-ll'assedìan t'e ben minori difficolt:à per giacitura e fortifica1,ioui, che non Fa cittadella, la qnil h~, all'orza-la del suo' campo trincel'ato, richiede approccl regolari. ~ aestè consìc\erazioni indussero il generai Fanti à prèscegliere il Gardello q-u~\ suo obbifll\ivo prirrcipale, cui dove[\Il'O dfrigersi i pri ncipali attacchi combinati per terra e per mare,
Con tali forze, e con Fanti e Persaoo non vi era dt;bbio che JJOCbissirni gior'ni 'basterebbero .a ridurre Ancona, quand'anche si fosse trovata nelle sue migliori condizioni difensive. _
Il. Operazioni ,d'àssed10 e. rè-sa. Fin dal 1_7 la squadra nostra era- comparsa nelle acque di Ancona,. e rrconosciuq quei · paraggi,_era andata •ancorarsi per la nolte dinan7.i a Sinigaglia. Secondo i concerti presi dal contr'amrniraglio Persano col generé)..I Cialdini nel loro convegno a Castelftdardo, il giorno 18 (come già si è dett~J la SJ~adra prese~_tav~s'. innan~i la piazza per contenervi 'il presidio, mentre C1aldrn1 batleva i_ Pontifici i a ·Loreto. - La balleria de_lla Lanterna le apriva improvvisamente il i'uoco addosso, prima ancora che le regie navi si trova~sero a Uro, e successivamente tutte- le altre balterie della citlà ' rivolte al mare ( Mon,te_ 11/u~an~,.Cappiiccin(e Gardella). Appressatasi ·1a squadra finche I suoi Un portassero efficacemente, e per riconoscrre da vicino le difese della piazza, ella mandò una formidabile risposta, talmente che la batteria di Monte Murano n'ebbe 3 pezzi smontati, quella dei Cappuccini. ebbe un cannone imboccato, ed al Monte Gardetto le nostre granate cagionarono danni gravissim i, per riparare i quali fu necessaria per la seguente notte l'opera di talli i forzati del bagno di Ancona e di molt.i contadini requisiti. La città toccò pure alcuna olfes~ e (sciagura inevitabile neglì assedii) si ebbero a lamentar~ due fanciulli ed una donna ucèisi, · ed un cittadino ferito, mentré il presidio non consegnò che 5 suoi feriti gravemente. Lo svenluràto caso grandemente addolorò l'ammiraglio, il quale tosto -Ordinò si ponesse pl>r l'avvenire· ogni possibile studio ad evitare che si r~nnovasse, lasciando piultosto di baltere i punti
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NELL,UMllRIA E NELLJll MARCH!l:
LA CAMPAGNA DI GUERIU
· A raggrungere questo obbiellivo imporlava innanzi tutto di impadronirsi delle pos izioni fortificale di Monte Pela('o e Monte Pulito, ove impiantar ];J nostre ballerie per batlPre I~.,, lunetta di S. Stefano e il GardellÒ, e fac ilil;iroe così l'assalto. Importava altresì, per la celere riuscita ddle opernzioni, di din'rgrre l'attenzione e le forze dell'assediato dalla nostra <lestra con un falso attacco ben pronu,iziato sulla nostra sinistra, mentre la squ~dra si qccuperebbe a distruggere le basse ba!lcrie del molo e della marina, onde esse non ci molestassero pegli altaccbi di terra. Fanti ordinava impertanto cbe si conce.ntrasse tosto una grande quantità di fuocbi d'arliglieria :sulla cittadella e sul ca mpo trincernto, e che si prendessero di ~iva ioria la lu:ietta di . Monte Scrima e il Lazza rei lo. Come già si è del.li> nel capitolo precedente, al 5° corpo era asst>gnato l'allacco ùi ùeslra e quello di sinistra al 4° corpo, i quali nel I)lallino del giorno 24 restri nsero l'iovestimE"nto della piazza per mezzo ùi una g(•n~ra!e marcia avanti, rincacciando gli avamposti nemici per portarsi aù, occupare le seguenti posizioni : · Il &° Corpo, da monte d'Ago a monte Ac-uto, portò alla sua estrema de:-lra il 25° baltaglione di bersaglieri -colla 3• sezione dell'1 ,J3 batteria sulle al ture di monte Acuto, appoggiato alle roccie che scendono al mare ed a cavallo della strada elle da Varano tende ad Ancona. Al centro, a monte Baldino: il 39° reggimento di fantnria, il 2:3° battaglione di bersaglieri e la 1a sezione (rigata) dell' 'I 1" batteria. Al la sinistra, presso l'osteria delle Tavernelle, sulla destra della strada da Camerano ad Ancona: il 4:° reggimento granatieri, il ,16 bauaglione bersaglieri e. la 2a sezione dell' I ,1 • ba lleria. A Varano in ri' serva: la brigala granatieri di Sardegna , il ,J 4. bnttaglione di bersaglieri e le ballerie 5" (da 16) e 7a ld'obiei). Ad Umana, per proteggere lo sbarco del parco d'as$edio1 rimase il 40° reg• 0
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gimento di fduteria. li quartier generale del corpo- d'armala in Carnerano. Il 4° corpo d'atmala, da ·monte d'Ago per il l 1edoccll.io e il Montag11olo al mare fu cosl distribuito: la 7a dirisione occupò, colla bri'gata Como, Torre d'Ag_o e colla brigata Bergamo, il Pedocchio. La 133 divisione occupò Montagnolo colla brigata Pistoia, e dal Posatore al mate (A sullo schizzo) colla brigata Parma. Queste due divisioni erano perfettamente collegate fra loro, e la brigata Como, all'estrema destra, ri,1ttaccavasi col 5° . corpo. . La 4.a divisione stabilì la brigata Regina a S. Siheslro in riserva alla 7" divisione, e la brigata Savona alla Madonna del Carmine in riserva alla 133 divisione. Il reggimento lancieri di Novara fu mandato in Valle Lunga, mentre gli altri due reggimenti di c,ivalleria, sollo gli ordini del generai Griffini, slcllero in Valle Esino fra Chiaravalle e il mare. Nel pomeriggio di quel:to stesso giorno, mentre la squadra disotto al monte Acuto lanciava i suoi tiri contro il Gardetlo cercando in pari tempo di battere il Pelago (il quale per la' sua elevazion~ non permetteva alla marina tiri efficaci): su tutta la linc~a s'aprì il fuoco contro le opere e,;terne della piazza colle batterie di eampagna da 8 rigate, da 16 lisci e di obir.i. La sezion e rigata ' postc1ta a monte Baldioo sparò contro alla lunetta di monte Pelago aironi colpi i quali addimostra- ( rono quanto partito si potesse trarre della costiera, che da monte BJ!dino ~ce11~le alle_ Grazi_e, per collocarvi pezzi di lunga gel- \ tata ad rnqu1P.tare il nem ico nelle sue opere ed a focili tarne \ l'assalto. \ Dal la sua pari<', il genPrale Cialdini, appena le sue divisioni ru' rono gi unte alle rispettive posizion i, t•gli radunò sul Montagnolo 12 pezzi rigati, i qqali aprirono il loro fu oco a 3000°' contro la cittaMlla: ed avendo osservato che la lunetta cli monte Scrima ('I 500 "' dal Montagnolo) era staia sgombrata dal ne~
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u,· CAMPAGNA Dl GU.ICR,R,l
mioo al primo apparire dei nostri, egli Jeterrninò di fa,'la- oc-· cupare nella sera, e di rivolgerne le d1fose contro Anoona per prott'g-geh i l'ìmpianh:>' della•su-a brigata d'a rtiglieria di riserva. A questa bisogna venne destinato · il 22° haHaglione' behaglieri (1t1aggiore Gross_ardi1, proleUo, dal fuu co di una Re'zione di· caiH10ni, rigati st'abili ba di fianco ali Posatore, alla. ca• sèin, Pul'lini; e-néll-a notte la 6~ compagnia; d.e' zappatori de'I geni'• (capitJno Ricctlini) sollo• Il). direzione d·PI ma~giMe del g:enio· Belli , lavorò ad aprire: un passag,gio nel' s'a lienl'é ed, a: chiudere' ql1indi la gola ad, uso' di battr,,ia, lavora il quale es-· sendo assai· lungo per la natura del terreno· e dislurbat·o dal f.u~co della, ciltadelltr e del ca~po• lrincierat11 , non si potè compière elle nella• notie s<'gnente. (• - FaHosi il giorno (2/-i), la f1.a batteria che da:l-la riserva era stata spedila al generàie Ca doma (De11 essere· stabilita uell-a l•n~ttél! Scrima, aprin il, suo fuoco contro· la piazza e lo sostl:.'nne tulla la gidrnata{malgrado cfae da1lla cittarllella s'innondasse ìl · rérrapieno· clii gr.,rnate_e dir proietti-di grosso calibro, Né qu11,sti \'•a'lsero a sospendere i· lavori de' zap'pat.or,i, i, QO'<ìli co-nti~tiarono tutta, lai giornata a riallar la hmetta eri a ptolu ngarn'e il paria,-- , f>elto sulla sin istra· per colloca1;vi una balter'ia d'obioi'. onde battere vivament.e 11 Lazzaretto, dal quale conveniva: sloggiare· il• ur~ mioo,. ~falgrado: il! vi,vissimo fuocd del.la, pi,JZ~a, le nostre perdil'e' furo110 quivi insignificanti, merltre le ooslre1 ar'ligli•Hi:ie·rie cagìonarono dèlle' gra'V issi:me al' nem ic'O . « All'estrema, destra, il qoartieJ? generale ciel ISP corpo l1~asfe... rivasi nel mattino a Villa Bosdari, sulla strada da Var'.}jifo ad A,ncona- ed a1Valtezza, cli monte Acuto. Essenùosi compiuto , sébben- con gmvi stenuii e fatiche , lo sbarM del parèo d:'ass•èd·io, ed' essend'o questo, già p_er via· al-la voi ta d.el monte Acuto \'tiaina·to, eia tolti i ca'rri' ~Hspoui,bili d'arrig"l'i-e'J'ia, del t1'cì10· e der qlil)rlieri ~enerali;· il 4i0° 1:f!ggimento rimasto: in Utnana poteta
in quel orntlin-o stesso r<1gg1ungere . . 1·1 39°. Il ·G)3o "" e (aP u110 ·. batIJglione bersaglieri era11si por\ati ad occnpare il ~a~ino di Allµvilla sriogendo i loro avamposti sin pre~so il -~i!lpggio Pietra della Crnce, occupato diti nrmico. _ ' Giungendo quindi dal gcner;ile Fan li ,I' ordinr. ,de)l';illacco sulla dt•slra, il generale della Rocca alTorzò su que.stil parie l,e truppe del suo corpo, le quali v~noero rimpiazzal!l oell.e loro po;;iziop i d'investi mento da altre del i-0 corpo; e ,Qbi,amate ,in linea ,le trurpe lasciate in riserva a Verano, tutto .egli dispqse pE\r tµl e attacco. Tratt;1v;1si innanzi <l i ,og1_1i .a ltra .cos,a rii impa,droJ1i1;~j de~ la lunetta del Pelago ;-nè ciò e(a cosl agevol~, poicbè, èrlal posizi.o,ie di sua nalµri) ,assai forL1'J, ed il nem ico fo çqsL1>di.v,a cop tutta vigil,.u,za. !i,. talci oggetto la brigil,ta Bolog_1hl (.qrigadiere ~i,rnlli) si av;11Jzò e i;ini,5tra del casino Altavilla, protetta , cliii pic>gamHnti del terreno ; la 7a balleria venne a stabil irsi soll{J. costillra ,scortala d,a un ·baUl!glione d\!I ,2 · .glì<\Oè'licri ,e del ·14° bath).glicine di riserva. Le altr,e ~ru1ipe si ordin,arono in due }in,,,e .alle .spalle .di quest.a prim;1 linea, l'ala ,sjni$tn1 U\'anti, parte all'altezza di casa 'Irind1etti e parte nel so.Hu&tanle ,avvallamento. Al mostr,ar_si delle nostre truppe l',artiglierja del Relago, eh.e fin o allora eril~i tenuta in silenzio, aprì il .suo f1H1co Jeoto,, ma ben misurato e ben diretto. Ciò però non tr~ll~ncva le no~trn l(uppe di portarsi alle posizioni designate. ,Essemlosi rieonosciuto che dal casino Alta'x illa i tiri dei no~tri o]Jioi -d.a cawp,agJJa •non potevan,o, stan~.e \a 1snverchi.a dista112a, riuscire-rclUcaci, si fec_e,avaoiare la o~ .batt!)r\a (cja 16), ed in 5 ,oré di .tem po, sµlla destra del s_udc(ello Qil~\PO, ,'l'.~npe costrutto, per proteggerla, uno ~pallGggiamer.t~ c~p1qe d1 ·I O cannoni,. ed un ,altro sulla ~jnistra ed al.qµan\o !qd1,et1:o per d,ue p~zzi ,da ,116 ,rigati. · 1Fralt,into-m1a fregata nostra batteya monte Ga~del\o, _e 1,d,o,e pezzi rigali di monte Baldiuo tiravano sÙlla lunetla ~elago,
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Al!é 3 pomeridiane, ultimati ·gli spall1 ggiarnentr sudd_etti, i sei pezzi da 16 e i quattro obici dalla destra del casino d'Altavilla cominciavano un vivacissimo fuoco corftro il Pelago, come pure i due [J<'ZZi rigati posti in batteria -sulla sinislra. Contemporaneamente una frt'gata dirigeva essa pure i suoi tiri sulla lunetta del Pelago. · li fuoco durò intenso tulio il rimanen.te del giorno, e soltanto si rallentò uella notte. La lunelta sebbc}ne battutissima, rispose sempre àssai vivamente. I suoi parapetti non ave\·ano però sofferto breccie tali da consentire, un assalto di viva forza, per cui lo si <lovelle mandare al ·giorno appresso Neppur con Yen i va tentare l'assalto per sorpresa 11ella notte, poichè si riconobbe come il nemico vegliava attentissimo, ed occupava in fr.irza e con barricate il villaggio di Pietra della Croce, sil.~ato- tra la lunetta ed Altavilla, e dal ~~iale bisognava innanzi tulio sloggiarlo. · . . Dalla parie di mare, la squadra non era rimasta inoperosa ma avea continuato gagliarJrniente il suo cannoneggiamento contro alla piazza, cui arrecava gravi ed incessanti danni. Essa aveva trovato a pie' della scogliera all'altnza di monte Pelago, una posizione ualla qLJale, se11za essere moleslata dal le batterie del Gardetto, a cagion della distanza (3000'"), essa poteva mandare i suoi grossi proielli da 65 chilogrammi sulle fortificazioni del nemico. li ~3 per -appoggiare le operazioni dell'esercito, i nostri legni aveano concentrato un vivissimo fuoco solle alture di monte Pelago, di monte Pulito e del Gardetto, cui la piazza ave[ risposto con sì gran furia, che una pioggia di bombe e di palle cadeva incessantemente. sopra le navi, ed il solo Carlo4lberto ebbe 40 proietti nel corpo del bastimento. Ciò malgrado le nostre perdite si erano limitate ad un ucciso a bordo ·del Vt"t-,lorio Emanuele ed a cinque feriti• su~di altri Jeanj • ne erano t) ~tate rilevanti le a varie n<'gli• scafi e nelle alberature. li con1
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151 tegno degli equipaggi era stato superiore ad ogni elogio, ed avea addimoslrato quanto ben si rimeritassero quella fiducia che in loro avea riposto il Ile cd il pae.;e. Il 24, a sera .;elle barcaccie armale in guerra, sotto il comando del capitano di corvetta Cerrnli, si erano avvicinate all'ingresso dd porto, rimorchiate dal /1/onr.ambano, po,wntlo in grande allarme la piazza; e dopo a11er ree.ilo non lieve danno alle difese del porto si erano ritirate sotto uu violento fuoco, aventlo un sol ferito. . Il mattino del giorno 26, il generai Fanti, cni faslidiava ogni ind ugio, recassi a visitare )e posizioni dell'estrema destra, di fronte alla quale sta\'a, il suo principale ogg<'ttivo, per preudere col girneral della llocca e col generai del genio Menabrea tutti gli opportuni con~erti a spicciar quegli attacchi. , Onde facilitar l'assalto della lune11a del PeliJgo, per la quale si doveva cominciare, si decise lo impianto di una 1111ova batteria sull'eminenza cb'è a manca del casino ui Altavilla; e per proiegger la costruzione di questa ballf' ria si av\•isò opportuno di scacciar il nemico da Pietra la Croce, ch'egli occupava con una compagnia. Ebbe di ciò incarico il generale ài Savoiroux. A tale elff'tlO egli ordinava cbe alle ore 1O il 39° reggi men lo sulla sinistra formalo in due colonne d'attacco, ed il 23° battaglione bers,iglieri sulla destra formato esso pure in due colonne, si portassero risolulameate su Pietra della C1·oce, sostenuti in seconda li·nea dal 40" rebgimenlo col 25° bersaglieri. - Di questo piccolo villaggio i nostri bersaglieri aveano nella notte occupata l'estremità, rinchiudendosi nelle case. 11 nemico appena s·avvide come fosse disegno nostro lo armare l'altura sovradetta, apprezzanuonc l'imporlanza a suo danno, concentrò i suoi 'fuocbi su quel punto, e poco prima delle 9 antimeridiane, con una sortita, forte di mezzo battaglione e guidata dal ca pilano Castella, tentò d'iuterrompere · i N ELL'U.UBRIA E NELLE MARCHE
J,A CAMP,V,NA DI GUE RR A
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L-A. · CAMPAGJ{,I -DI GUERRA
lavori, ai qmili gia attendevano ,i zappatori ~r.ost-ri. - Ma , la lJ• compagnia del 39° reggime-nto e ,la 7a del .4,0° -cbe-tenevano gli avamposti in , quella direzione, .arrestarono e respinsero da sçile ·l'a.ttacco, ins<1guendo il aiem ico - col,la baionetta nelle reni -fin soLto -gli sp.. lti d~lla lunellil del.Pelago. Q.uivi la viva moschetteria ,e la mit_rag.l ia .L4ellu lunrlta le ,cosl!•inse .a fei•marsi ed a ,cqprii:si in .u110 _piega .di terreno .finohè giu niesse 1:i,ncal.zo. Il g<merale di Savoiroux vedt'ndo il (lisGrdine d.el nom i.Go e ,lo slancio de', nostri· .soldati, epper{)iÒ , giudi<rnndo questo il momento qpportuno per ,pronnnzi:ar l'attacco decisi.vò delh'~pera, ordinò tosto alla brigaLa BolQgna di slanciarsi col :Più gran vigore •sul monl'e 1 Pelago uni t.1 mente ai 23° e ,25°r battaglioni di bersaglie1:i, :e. d'impadronirsi dell'qpera, · Tosto, la bri-ga'La Bologna; .g.~1.idata dal brigadiere ,PineJl.i, si· gett.a,al p.asso •di corsa sulle -orme delle sue..due e.ompagnLe sud.elette che ivi luUora si sostengòn o iutrepidanrnnt!~, me111rc i due battaglioni <li bcrsag!,ieri assaltano per la destra. Nè la .fitta, moscbetw,:ia .clei •,difeusori del.Pelago (5 ,comp. del 3° baltiJgli one bersaglieri, maggiore Ginzel, 500 uomin i), nè la .mitraglia dei .5- p1tzzi \'algono .ad a,rrestare lo sla11cio·de'·nostri;,fanti e, be,,sag.lieri, .uffiziali e solJati gareggiano -a cbi .prima porrà .iÌ piede sul 1parapetto del nemico. In un balter d'oci.;hio sqpe rano gli spalti, .saltano nel fosso, .s'arrampicano sui parapetti, e l:a , bandier~ .del 39? reggimento sveulo l.a •su l. sal ienle ,dell'qpera. Il , 1 nem ico sorpreso ed •atterrito da un sì vigoroso ed inopinato assalto, •.mol ritirarsi, !Ili~ ,alle spalle già gli sta ;sulla via J',t ·I bersaglieri (maggiore Bori) tlella 7" divisione, il quale secondo il disegno generale d'attacco, onde .coadiuvare •sul fianco sinistro all'!lssalto.del Pelago, dall'osteria dell e Tavernelle rimontando dietro monte Marino .il piccolo contr:àforte che si congiunge al 1Pel,ago, crasi avanzalo, inosserv~lo dal ~em icq1 tra ,il Pela9o ed •il Pu lito, mandando una sua. com1
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NELL'Ul!BRI.A ,E NELLE l!ARCHE
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pagnia a ·bersagliar:e contro i parapetti di quest'ultima lunetta. Epperciò la ritirata del presidjo del Pelago, abb,mdona,ti i .S.UQi ci11qu Ppezzi,,si.trasmuta in una dirotta fuga per att,;aver;so i, Ci"J~~pi ed i .vigneti, cui ·s'associano ben tosto e quasi senza resi-steJ1-,,:a le aitre tre conipagnic de' ,b.ersngl(e1·i pontiJìcii ,che Òccup,avaoo il Pulito, Lnostri sql.dat·i, incbbri<1li .dalla vittor~.a, inse.guono il ,!H'mico per e,gni parte, scalano senza la menoma esitanza ,i par:),petli del1;1 seconda lunett;i ove tpsto s'im,pian ta la b_andiera del,~,0° reggimento, ed ove il nemico avea Rbbandonato al!ri due .pe,zzi. · Nè quitsi arresta lo slancio lorQ, che gli ufficiali ponno frenare a ,sleJ1 to: 1molti si sono già .spi nti sino al ,cio1itei:o , a poc~i passi della -dunetta rivestila in muratura .di monte Stefan.o, 'e taluni già sono perfin discesi a pie' delle sca~pe; ma ivi un fuoco , micidialissi mo .di moschetleria ~,di mitraglia loro tepipesta adosso da ogni -parte, e, ,do:po ,livcr inlrepidamente, tentato di m_an tenersi dietro le siepi e le cas(}, li coslrir,ge a ritirarsi, ciò. che essi eseguisc.0110 ordinatamente s.u .monte ,Pulito, seb- . bene sotto il 1fu oco ivi ctonce11tralo dalle ;batterie del Gardetto., dei Cappuccini e della uiHad.eila. · Monte ,Pulito rima11e occupato -dal :39° rf',ggimento che si stabilisce,pitl 1terr.a,pi,eno ,e nei ,fQrti •della Lunett.a .di , modo a cuoprirsi dai ·tiri di lamiio 1t.lrtl .nemico ; il ,i.0° r~ggi01entiì si. coll:ica alquanto indietro,a sinistra ;ila 1 a compagJ1fa c'.el .~3" bers<.1glieri sta alla •gola della .lunetta cw,e tiein testa ;alle riprese olfensive del nemico,; la ))rigata gr;inatieri di Safdegoa è accorsa in riserva al Pelago e con,essa,il U, 0 e 16° hattijglioni bersagli eri. .Si dà allora 1alla squadra il 'segnale di .comìJJCiare iL foocq, ed una fregnta ,si, pone a viviarnente cannon(/ggiare il,Gardel!Q, mentre alcn ne altre s'appigliano al cavaliere de'. Cap.pucioj 1 ove i doro Liri ben aggiusta li arrecano -i più ,g1'.ayi danni. Poco·dopo il.11°,reggin:icJ1to granatieri è,,chi~mato,,a rimpiaz-
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NELL'UMBRIA E NEL!, E MA.RCHE
LA CAMPAGNA DI GUERRA
zare la brigata Bologn,1 alla posizione del Pulito, onde questa possa appoggiare le ulterio1:i ofl'ese rdel 1 f e 16° battaglioni bersaglieri destinati a rilevare in prima linea il 23° e 25". .Ma una grossa sortita della piazza èostringe questi j, battaglioni di bersaglieri a rimaner tutti a monte Pulito, senza cbe però tale _sortita ardisca di nulla .intraprendere contro cotesta posizione. Frattanto le 2 compagnie del genio (P e 5a) già lavoravano per cuoprir le truppe_ e le ballerie, ed · il loro la,•oro continuò sollecitamente malgrado il vivo fuoco _del ne,ni"co ivi C:oncentra!t>, e malgrado un violento ternporale il quale, dalle J. alle · 6 pomeridiane, mandò una pioggia così dirotta che fece cessare. il fuoco per quel tempo dall'una e dall'altra parte. Verso sera contribuirono pure ai lavori la ·3• ed 81 comp~gnia del 2° zll,Ppatori. 1 - Al ~ s i alzò, alléi sinistra della lunetta, uno spall~ggiamento per due pezzi da ·16 rigati, i quali alle 6 pomeridiane poterono aprire il loro. fuoco contro al campo trincierato. Sullo spalto dell'opera, di fronte al snliente, si cominciò una batteria per 3 pezzi rigali da a:0, diretti due alla lunetta Santo Stefano, ed un o al bastione dei Cappuccini. A monte Pulito si decise pure d'impiantare una batteria di .mortai; ed alla de_stra della lun.etta per ordine del luogotenente colonnello Bottacco (comandante l'artiglieria del 5° co;.pò).si diede principio ad uno spalleggiamento per 6 <ibici da campagna contro monte Gardetto, quale. spallrggiamento venne ·f il giorno dopo, colle opportune modificazioni, clesi inato a batteria di 8 obici da ~:2 cenL. Sul far della sera un pezzo rigato da 40 fu -trascinato alle Casette del Castellano su)le alt~re di monte Baldino per esservi posto in batteria presso ai :2 pezzi rigati da 8 clell'11 a batteria, ivi stabiliti fin dal mal.tino. Mentre sull'estrema destra il 5° corpo otteneva cosl splendidi successi, non avea sprecato il suo tempo il 4° corpo sull'estrema · 0
sinistra. ~ella oolle del 25 al 26 essendosi ultimati i lavori alla lunetta. Scrima, e la ball.eria d'obici e di pezzi ri o ali sulla sinistra ed in prossimità della lunetta, al far del giorno tutti questi pezzi apersero il loro fuoco contro la piana; gli uni controbattendo il fuoco del campo trincerato e della cittadella, gli altri (la batteria di obici) direlli al Lazzarello ed a Porta Pia. 11 contegno di queste nostre batteri e fu superiore ad ogni -elogio; bersagliali dai fuochi del campo trincerato e deJla cittadella, che aveano su di loro un ·imponente comando, esse se1,pero manlener5i salde al loro posto, malgrado c,he rovinasse il parapetto , della lunetta e si .trovasse quasf allo scoperto la batteria d'obiei; in n1ezzo a quella graudine di palle e- di bombe 'che rovinavano sulle ballerie, i tiri dei nostri furono sempre bene aggiustali; -ed il massimo ordine si serbò sempre nei comandi e r.e.'I sen•izio dei pezzi. li colonnello Fr~nfini, passeggiando lungamente sul parapetto della lunella durante quel formidabile cannoneggiamento, diede un brillante esempio del sangue freddo e del calmo coraggio che in ogni circostanza spiega la nostra artiglieria ( 1). Qoando, prese le lunette _del Pelago e del Pulito, i fuochi del fronte meridionale della piazza si concentrarono sulle occupazioni del 5° corpo ora dette, il generale Cialdini avvisò, colla massima opportunità, di fare un'utile diversione a favorn della nostra destra, occupando rapidamente Borgo Pio e minacciando audacemente quella porta della città. - Di ciò egli . incaricò il 7° battaglione bersaglieri (capitano Brunetta) sotto la direzione del suo capo di staio maggiore luogotenente co-lonnello Piola. Questo ballaglione si slanciò risolutamente nelle case del borgo, e cacciati i posti nemici, lo occupò, provvedendo alle prime difese. Verso sera due altri battaglioni d1 bersaglieri, il 6° ed il 12°, seguirono il 7° per occupar.più solidamente quel borgo. 0
(t) Rapporto di Cialdini.
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];5,6 1LA ,CA!JPiAPN,A DI. GUE~RA ,Egli è +inneg,abile che qu,esta ,çliversioue, ricbiama_ndo .l'atte·nzio~e dPgli assediati -~u lla loro destra, ,non ,consé11tì loro di aO'oi:za,r,la .s01 Lit11 di porti, ,Farina qµanto 0 r jl ,P<'ce~sario, onde i:es,pingare, la destl'a cl<~l 5° ,co~po.d,a lle cqnquistate ,posi~ioni d~I .Pulito ,!l dtl .Pdr1g-0, t'\pperciò cqniri,b,uì fJ{lì,ca.cemen.te ,ai b.uoni succes$i 101.leno.ti \çl,a ~.trnsl,a ; p(lrlg. · · Questa giorn<1li1 qon ci ,cost,ò -tro,ppo. gravi 1perdi1e: se ,pooian; mente ~u:entibà dei ,yµ1!1.aggi ,riportati ;,meqtre,il nit1,11 iço ,e.b,b,?,' a ,.sua ~on.fessione, 1i20 µom iui 1fr11 rnorti é ,f~riti, p(lrdi(a Gonsid~revolissiii,a ,per ,un sol ,g iorno .d'assedio, poic;bè . equi~ ' 4valente ,a cir:ca . (lei ,presidio. 50 11 Jgiol'Ilo ,2,7 venne ,impi(1ga to ·nel ,comphwe i .lavori per ·I1'.i1n1 ~ianttic'<!JJèlle ,v,ari'e1hathnie, efl)fHN·aiò~il fuoco nostro le1nlis,.. stmocial rll'allino, •'t.aoto dalla Jjarle di terr1a quanto -dalla parte tli 1rnure, . <e<•&,;0 1 0,QA1,pletame1ne VQ.1 ~0 ile ,1 O antimer.-idiaDe. e. li'Jcque, ~ei• 1 tu,Na ila 1 sussecgu~·n1e giorna.la, :esS:endo .inle!ilzione del genérale Eanti 'Gbe il fuoco n011 ,<Jovesse ri,apl'i1:si, .ia iSUo tempo·, se non conlemporainea;rnen~e da Lune J.e baHerie. JAffincb.Èv1p1!1'ò i illbstri •;l,avoratori fossero ml ,siuurùd,a,l.le sorW.e•e dJlle ,so·vp-vese idel arnm ico, ,i noslri>avamposti, app~ggiati Gonvenfonliemrente,da fl'lrlins1stegni, si Qra•no,a·v,viicinali di bu,in h1x1Uin-o 1 àlle ,;m,11ra deUa, piaizw ;,e ·rincncciate entr-0 le mura, · dffpò breve, mia as.5aii~anguinosa scaramuccia,11e s·çol!e nemiche • e queHe, comp,,ignie,abe1sino ..allora :aveano -ioccupalo i giardini 1, ol (i;e gli, spahi,, ivi,•si,ierano,stabil-i ti, ~coprendosi ,a Ila ,nw@l,i,o cogli aw id·enti del tarneno.
NELII OMBRÙ È
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B~tLerra presso' lte Gaséttei- del ' Cast~l'\airn· ·sulfa•dèstrn• dell,a strada di1, (l;a11rerà110; anda'ndb ad'· A'ntona, per ba'l(e11e l_a: ~un~tta di S: StèP,rno, i\ G-arrlettb', ì e::àripuddrtli etl' il 'can\po rnncer.ato. Ba'lleria a N. S. d'e\\'é•lil't'a'lièi per ba'\lere ne\1\1• s'te~sa· dire7,ì~ne· della
preèedenle".
A'lla sinist.'tti: Ba'ttefo. de\l\b• Sct'l ma· pe\·· G pezzi ero•16·. Blattel'ia d'obici' a sinistra dèl\i'l pr'e'cE!dente. _ . (,:)rre-sre· costruìiohi, 1!-tràsport'Ò dei p\ tzi' d\rss<!dioj c'd 11 1:aedontriaìnento delle stl a'de' rhvi11ate d'à:\1e pi·oggie' costar'òn~ immensa· fatic'a' l1' za1ppat.uri etf agli artigl\'el'i, . e prbc·etMtero rottavià c1m un'alacrità' stradrdi11ori'a, rWa\gratl'o il1 g'ran'cli1tare ·d~' proiett'i: de\ltr prazia, cbc' c'i càgioriò. òo~ì poehe per'dir~: . . Frattanto all'estrema sinistra r,omrncuvano le, oper~z1on: d'apprl'lcéi'o alla port1a· Pl'a\ cbe· f\Wono ébn tanto ' vigdre e· cosi bri \l:ì1ilen1e'n'H~ condolle dal' -tMieral é' Ca'd'ò'ri1".i. _ . . 1 ff rt,:Mi-òo' de'\' 27 a1v'éri'~io deffo' 'gmrnr1iM ,\\lù'to l'orcJline' di asslf:M ,•è· fa di-r't\zidn~ d'i1 qùest.•r a'll~C'~h'i~ egJil trasfe'l'ilvat it .sud quartieit geWec"'a"Pe ,W borgO' ~\fo, gif odc'u~.afi~, c'oriie·. dettò· tìit d\liPa setta pr'ecetPewtie: dai' ber's'a'glte'r 1, che' ,11 s1 erahtl sol'id'; 'm'~tll1e m·antenuti1 sr.·~b·eJ1e' sotto ·w fubc'o' d~i sé1" pez'il' della batteria sovrastante alla porla Pia, de1 quali &, irtfil'a,,'ario . ra· stra'dà pl'inèi'p'a\é e ·ai.re fi~J't'l!è\\'èggràvtlttd l1'rrtg1'és~ò' della 1 od,( ~ · Rrcorfo~ci u'ta' tosto' ltr lric'atità', ili g'e11e1'érl~ Cad <Wtlll ~lovettt ' c'<n1viMe1•sf litln essé,• pl:lssibiH~ uii' a1lac'é'd di viv'a' f?rza èl" qli'efl'a'. pa1t'H\ srr\ia in, pr'it a~er' co~treito àl ~ll'en'zro' la· b~t-'ieriéf sovr'a'st'dnté, éppé1·•ciò r'i~o·rveva d51 far' o'ccuµa'te- ri1 qn'efla !lot\1é, pet' s'orpTesa' se' poss'rbilc!; Ò di' v,rvit fo1'z'à' i\ La'tzà.:.. retto, e di costrurre una ~Ua-t1eri'a per & p-ettr sulla s-tracfa 1
à~,o'i'~m;
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· Sùl la dcst11a: Batteria ~i ''illon~e Pulito pen 8 ·obici <Ja 12'2. E'
M'KRÒ fE
.r ~foistr'a. dè\H1 st1'ada cbè•da Pie\r~ di!'ltai C1'oce' .tepd~' af porla l•a1'iìi~, per bàtt'e\·e ..ù',,nfi'lat'a' i11Gai•detttJ. Al centro: · · , . .·
lie ooshll!zi 0ni .011i, ebbero . da attendere i nostri lavoratori •i.o tal :giorno(sono:
Batteria da 40 al monte P.elago. Due batt.erie per 6 pezzi rigali da 16, ,1:,uoa a.rdes.tca
NEtf.iÉi
l'altra
del; b-orgo. Q\testa-d-oprfiadisposizfonè' perMe'llITT13'. di fa't" m·dle-
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1
:SEL L mlDRIA E SELLE MARCHI!:
158 LA CA~IP.W:SA })1 GUERRA stare vivamente gli artiglieri nemici d:llle finestre e dalle feritoie del Lazzaretto, e di conlroballere di fronte le artiglierie della cortina di porta Pia. Per la pronta attuazione di tale disegno, ,,erso le 7 1/2 pomeridiane egli mandava l'ordine ùi avanzarsi nel borgo a due ballaglioni del 50° reggimento e ad una sezione d'artiglieria, per essere in grado di fa r tesla a qualunque sortita nemica. I bersaglieri aveano già occupale tulle le case ultime del borgo, da dove bersagliavano i cannonieri nemici, e cercavano d'imped ire la totale distruzione del ponte di lf'gno del Lazzaretto, di cui una · travata ern stata incend iala sin dal mattino: il 6° balt,.gli~ne ebbe ordine di tenersi pronto al soprass31to del Lazzarnllo. Lo altre truppe della 1 3a divisione, meno il 22° e 26° ballaglioni bersaglieri e la rimanente artiglieria, furono fatte avanzare alla lunella Scrima, al Posatore e sulla via della marina fuo ri del tiro del cannone, pronte a marciare in rincalzo al menomo
cenno. Alle ore 8 il 6° battaglione bersaglieri, avuto l'ordine. di impadronirsi del Lazzaretto, accingevasi alla diflìcile impresa con rara . intrepidezza. - Tolta a stento una barca clie trovavasi a pochissima distanza dalle feritoie nemiche, per servirsene a traversare il braccio ùi mare, cbe isola da ogni parte il ridotto d<,illa terraferma, si cominciò il periglioso traghello successivamente e per piccole sezioni , quanto il permelieva la barca. Il primo pelottone, accompagnato da un drappello di ~appatori, dovelle, con molta difficoltà e sollo un vivissimo fuoco, procedere all'atterramento della unica porla prospiciente al mare. Ma il sotloteoenle Ferraris Luigi con straordinaria bravura slanciavasi entro il ridollo per una cannoniera, se_guito da alcuni suoi bersagli eri, e cadendo ali' impensata sul nemico, facilitava l'aprimenlo dell'ingresso. In men di un'ora e mezzo l'intiero battaglione riusciva a
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stabilirsi nel Lazzarello, togliendovi 3 pezzi e facendovi prigionieri 3 uOìziali e alcuni soldati. Contemporaneamente si iniziava a 400 metri dalle mura la costruzione di una ballel'ia in gabbioni e sacchi di terra, poicllè la natura dd terreno non prrmelleva il lavoro di trincea. J materiali dovcano trasportarsi su ùi nn terreno scoperto , sul quale il nemico g<> llava di qnaodo in quando proielli l~mi~ narii per rischiarare i punti sui quali si lavorava e fulminarli di mitraglia. . La coslauza ed il coraggio passivo delle truppe d'ogni arma impiegate in quesli lavori furnno ammirabili e superiori aù ogni elogio. Gli appelli fa lli ai lavoratori volontari nei reggimenti della brigata Pistoia davano sempre un numero superiore al ricbieslo, e non vi (•rano difficoltà, per appianare le quàli , tulli, uffiiiali e soldati, non concorressero spontanei e coraggiosi. A questo modo si la\'OrÒ lulla la nolle, e malgrado gli sforìi falli e t'allivilà impiegala, al far del giorno non si era potuto coslrnrre che un parapello di poèo riliHo e di uno spessore insufficiente contro i calibri del difensore. Tre soli pezzi potevano entrare in balleria, e con grave p~ricolo. Questi pezzi aprivano tuttavia il loro fuoco alle 7 del mattino, ma po·cbi minuti dopo lo cessarono per 11111a la giornata, dovendo, a norma degli ordini avuti, prima di ri prenderlo aspcllaro che si pronunciasse sulla destra l'allacco del Gardeuo. Per cui s'im~ piegò quel giortJO in consolidar la balleria , ed in altri lavori u'approccio e preparativi d'allacco, dei quali diremo in appresso. . Nella stessa nolle il conlr'ammiraglio Persano, armale le grosse sciiiluppn della squadra, tentò con un ardito colpo ui mano, d11·etto in persona, di tagliare la ·grossa catena che cbiuòc\'a la bocca del porlo ; ciò cbe non potè riuscire stanle la solidi là dei ritrgni che fissavano soll'ac'}ua la catena, /.
161 dc•lla Lanterna, ecl appena abboziutasi, di fu lminarla colle sue bordale. Le pirofn'gate Gnver-110/0 e Costituzione dovevano seconrl.1re il Viltol'io Bmnnuclc, ornwggiandosi a ponente della Loutcrna a 500 metri di distanza. Alle duP pomt>riùiaoe questa r,m1no\Ta erasi di già esf'gnila, e le batterie della piazza già coprivano i nostri i<'g!li d'ogni specie di proiptti, ciò <.: be punto non impedì quelle dt•lle nostre frrgate di ribatterle con ammìrahile maeslrìa. Ma un f,,rte scirocco facendo arare gli ancorol\i elle tern1vano il l'illorio Emariuele allbo?.'l,ato. esso dovetle mutar di posta, quafc manovra non si pot~va eseguire senza cscir fuori dal tiro nemico; a rimpiazzarlo venne tosto chiamalo il Carlo Mberlo, il quale andò abbozzarsi, verso le 3, a 200 metri dall'eslremi ttt del molo, senza avere in pria risposto neppur un sol colpo ni tanti che gli piovevano addos~o. ,.\ Ile 3 e 11,i-, accertatosi della distanza col tiro di prova , questa fregata girò r.;phiamente il bordo e ~cagliò tale fiancata Cùnlro lu balleria drlla Lanterna, che tutti> il suo piano supel'i on.1 ne rovinò, ed i suoi artiglieri dovettero riparare nelle batterie casamallale, lasciando molli morti. Frailanlo il Vi/Iorio Emanuele ebbe il campo ùi riPotrrire in a1,loue, e si avvicinava alla batteria del nemico anche più del Carlo tilberlo, cercondo colla rapidità sorprendrntc dei suoi lil'i di guadagnare il tempo speso n<.>lla manovra. La Jlfaria Adelaide, colla h,rndiera ammiraglia , tenevasi in riserva , iu aspellali;a delle ulteriori fasi (ìt:I corobattimcnlo. Il Gouer11olo, la Cosliluaionc, ed il Carlo Alberto continuavan o a fulminare le batterie d1d porlo senza retrocedere dì un sol nodo, sPbbene s~llo la più fitta gr,rndinc di proietti ùa ogni forte nemico. li l'illol'io Emwlttele, portalo in iscarocdo dal vento, nou avendo gettalo l'ànc-ora, trova vasi nu ovamente fuori ti rn; ma impazienta\osi di qùt~slo ripetuto conlra\Lr.mpo, esso rientrò !osto in aiione a tulla velocitb, e senza fermarsi, con un'inaudita aoùacia l'enne difilato a ti ro di pistola dalla baue!·ia casaNEU.'ÒMBRIA E ~1!:LLE MARCHI
160 LA CA MPAGNA 01 GUERRA quali invàno si tentarono di ~\•ellere, sollo il più intenso fnoco di milragli,1 della Lanterna e delle barcaccie nemiche. Il giorno 28 si continuarono le suaecennate coslpuzioui, cd il trasporto in posizione dei pezzi d'assedio. Il nemico non tralasciò di cannoneggiare il più vivacemente cl\e gli' fh possinile' i nostri lavoratori; e specialmenle quelli d'el borgo Pio o il Lazzaretto, co i cagionò perdite pinitosto sensibili.I forzali e- numerosi contadini lavorarono a riparar€ i guasti sofferti dali'a pluzza dal 11oslro fu oco cfei giorni preced~r.ti; e· tulli srupivano, nè sapevano darsi ragione del sH'enzio g·enerale delle nosh·e ·ballerìe. Tentarono alcuni uffiziali pontifici, onde rialzare l'animo abballurissimo ùe'soldati, d'attribuire tale silenzio all'av\iicinarsi delle L'ruppe fra11cesi a danno de' Sard'i, ma. inutnmenre, poicbè niuno vi voll'e cred'ere; nè lontana enr l'ora d.el più completo disinganno e della finale calaslròfe. Il generalo Fanti, apprezzando tolta l'importanza, per la pronta decisìone d'ell'asseù'io, di ma11tenère sal"do il piede nel La_zzare'llo e nel' Borgo Pio, sui quali fin dal mattino il nemico avea concentralo Luni i fù ochi d'ei forti sovrastanti e persino taluni dalle batterie del Molo e dalla Lanterna , fulminando incessanie'rne'flle la sfr'ad'a, il Lazzarello ed in più sensi t'intiero borgo Pio, egli invi•tò il contr'amm iraglio a controbattere la ballcr'ia Molo, la bocca del porlo e le altre difese marittime della piazza , onde distrarre l'attenzione del nemico , mentre srarebb'ési conipiendo la batteri'a di borgo P'io , la .quale prolmJgavasi Cino al mare per ricevere, ol'tre ai pri mi otto pezzi dil' 16, altri tre dello stesso calibro, e due da 4,0 sbarcati dalla squadra. All'invito del generale in capo corrispose la squadra oltre ogni aspellazione_, forzando il nemico, da pèr se· sola ed ìn quello stesso po meriggio, ad Implorar la resa. Al tocco ta pi rofregata Vittorio Emaniiele ebbe l'ord ine di portarsi a 600 metri a maestrale della balleria casarnallata
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V. Voi. IV. -
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U. CA:.IPAG:S-A DI GUl!ltRA
mattata del ~inlo. ~-a t~m?ra_ria manovra lulli am mnlisce dallo)' stupore, e gli slt1ss1 arllglrerr dl'lla Lant~rna rimangono per un monwnto pietriOc,1li sni przzi loro a vista dr sì slrano ardimento. Ma il Vittorio Emrmuele ha già gira tu di bnrdo, ed una terribile fi,1ncata va crivellare qua~i a bruciapl'lo le mura .del la batteria casamall,1ta. Una tempesta di palle assale da ogni parie la lemt1raria fregala, elle già prende il largo col ma~si mo sa11gne freddo; e le altre frPgatc conti nuan o i loro tiri con bella ga ra, quando tutto ad un trailo si 3curge uscir denso fumo dalle cannoniere della "batteria ç.isarnallala, e roco dopo si fa udire un lerribiln s,:oppio...... 11 lido ne rimbomba tulio all'int,,rno, e n'è scossa l'onda stessa del mart'...... La Lanterna appa.re avvolta in una Olla colo11na di fumo e di polvere. - Era una delle tanle bombe scagliale contro a quella baltt>ria che entrando per 1111a cannoir"icra avra mes.,o fuoco alla paglia che serviva di 1<-'lto ai canno11it>1\ e quindi alla poln1 rrera. <1 A quel tremendo aspello ognun !acque, meno il Corto Alberto, cbe colla stessa cal ma primitiva continuava a trarre de lle sue artiglierie come se nulla fo3se (1) ,i. S\'ani lo il fumo, la bal'leria più non comparve cbe un mucchio di macerie, sollo lo quali rimasero glorio::a menle sPpol ti 1.25 artiglieri , fra i quali il loro prode comanda111e, il luogflle11('nle WPsminstlrnl. Soltauto era rimasta in piedi la torre del faro. La calena che barr.iva l'inf:l'l'Sso riel porlo e1·;1 sparita, essC'ndo sfondati clai no~tri colpi i pontoni che la rt•gg,·vann, t) rovinutosi il capo dt"! molo cui stava appiccata. lnsomrna ·tutte le difesC' dPI porto erano distrott,>, e la piazza in piPna balia dt'I vinciloi't'. Una breccia larg;i 500 metri era co~ì aµerla nel corpo dt>lla piazza,· po1chè invero la ci nti.I inlrrnu d<'I porlo non poteva offrire serio ostacolo agli approdi, ed iu breni ora le truppe di sbarco_ della squadra avrPbbero preso tl'as~alto la città. lo sì dura Pstremilà null'altro rirnanern al generale Lamoricière che il cbiedere di (1) Rapporto <lei contr'a1nmiraglio Persa110.
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capitolare; e difatti a ciò sembrò determinato , inalberando bandiera bianca sulla cilladPllo. Erano le t e ,f 12 pomeridiane, qonndo il fuoco cessò incontanPntc dalle due p,1rli, ed il maggiore M,1uri recavasi a bordo riel legno ammiraglio pPr chiedere un armistizio. 11 contro ammiraglio rispose all'invi,:to co rn'11gli non avPsse facol tà di lrallare, es~Pnùo ciò riserbato al comandante in capo Fanti , e cbc perciò a questi si dirig('ssn la missiva ; che dal canto soo proprio e p<'r quunlo lo riguardava egli non avrebbe acconsentito se non se a resa lolalt>, b(:nsì con lutti gli onori di guerra meri:ati dai dif~osori della piazza pel ùistinlo loro valore e l'onorevole rPsistenza. - Il Dlonzambano rip<,rlò il parlamrntario nella pi,\zzn colla sensati~sima risposta di Persano. Ripugnava al generale Lamoricièr-e di dover implorare la ca.pitol<1zion\1 a Fa nti; iucomp1·<'nsihile e ridicolo puntiglio ! E ao:i r.ni questo l'or:-e :1 duce supremo dcllr. forze di terra e di mare, cui solo perciò spellavano le ~upreme decisioni d'ogni manirra ? Ciò ignor.ava forse il generai pontificio? E il poteva egli per avventura ignorani? No, per siéuro, nou possiam fa rgli il torto di credrrlo così male imfnrmato intorno agli usi ed alle discipline militari ! ~è vale 11 prt•lenclerc, come egli fC'ce, che la sqnadra avendo aperto la breccia e necc>ssit,1ta la resa, questa rgli dovesse al coulr'ammiraglio richiedere, e i;pellare u<I esso il coneedcrla; poichè tiò faccudo , ))ersano <1vrebhe inco11tes1abilroente violala la militare disciplina ed abusato stranamente di nn'anlori!à non sua. - Ad ,,gni modo allord1è il nostro contr'am111 ih1glio ebb~ a inviargli il suo mes~o, declin,rndo pPr parie i;ua la facoltà rii Pnlrare in lraltali\'C , il g<' neralc ponLificio a,·rcbbo dovuto tosto dirigcr~i al grneralc , Fanti. Ciò non avendo fallo , ogni responsabilità ricade completamente su di lui , nè vale la bugiarda e \'t'lcnosa diillriba , del Qualrebarbcs a comprova11a. - (1 Un genrrale •in capo
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NELL'UMBRIA E NRLLB MARCHE
LA CA~!P!GN.! DI GUERR.~
de0be .sap~rsi coÌnilndnre cruanlo basta per dimenticare le pio~ole m1sene umane, la suscwtlibililà, l'orgoglio I la vanità, e s-pPcialrnPnle lt· animo~i là pl'rsonali ( 1) n, , , Non vi>deudo comparir il parlame1,tario, ·b('neirè tnlt·e le bandiPrfl ileila piazza lo prenunciassero già da cinque ore, il generali! Fanti ordinava che alle ore ·1 O di notte si apri,-3e il futu.:o da tulle le ballel'if', che, meri:.:è l'operosità dPll\1rliglieria ~ del ge·nio, eransi com,piutP-, e c-iò per togliere ogni titubanza al nf'mico ed accelerare 1,, resa ;''e. cht>, loslo dl)lla balleria cli borgo Pio fossesi ri1i~cilo ad abbatlere la porla Pia, le truppe dt'lla · 4·3" divisione prnelrassPro di viva forza to città, me~tre sulla destra una coh1ona del o" corpo, oomposlt1 del 4° granatieri, del 1 1~", e ;16° batlaglione bersaglieri, di una sezione d\irti :. g,]iPria della 5:1 batteria e dt>1!'8a compaguia del 2° reggim<'nto ta.ppatori tentassero co,i un vigoroso colpo di mano, pass~ndo fra i due forti S. Stefano o Garde.Uo, di sforzar l'ingresso. in Città per porla Farina, La direzione di q11Psl'attacco, vrniva affid,,la alla nota intelligenza del· colonnello Ferrero , coman~ dante il 4" grnn,1tirrL · Da dar ore erasi riaperto · il cannoneggiamento · delle nMlre batterie della siiiistra, quanrlo an11unziavasi al genf'raJ Fanti un parlament.)1'io d~I gPnerale Lamoricière. Er1J questo lo stesso maggiore d'artiglieria Maori, elle '7 ore priO)a erasi pn•sen-. lato al con1r·amrn iraglio Persano cliit•dEindo un arlllistizio di 6 giorni. ~ Uguale domanda eg.li sporse al generai Fanti, e n'ebb1:i ugual riscontro che da Persauo, cioè non essPr in quel puot-o accettabile, se non se la resa totale. Insislt'lte il padamentnrio pontificio per olleoern on armistizio di sole 48. ore . ' ma invano, p01'$istendei il generai Fanti,, e· con bu-o11issima ragione, sulla negativa. · Venne allora il òfouri a confessare cbe il -generale Lamori-
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(1) Consid,!ràtfons pol'Ìtique,s, g~off'i'aphiques cl m'Ìlila:ircs sur l'/lalic, -~
•J'Ourual 4e l'arméc beige, n° 113, p-.g. 2,17,
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oière era disp1isto a tratlar la resa della piazza sulle basi ge.ne,,, mli della capitolazione di Loreto. Fanti non si mostrò alietio di ·corl\·enire in massima su tal.i basi, ma con alcune ag~iu.nte però, fra cui principalm()nte quelle cbe si dov('sse rr1\dt'r conto delqngl•ntc somma di danaro rhe. il generall' pontificio era riuscito ad imbarcare p1Jr Ancona a Porto d1 Rt'Canati prima delta sua scon1Jlla di CastdOdardo; ma rgl i a:.;visò ebfaramente il parlamentario ponlilìcio che il fuoco eh-Ile nostn;• buttc,rie non sarebbe ·cessato fìnchè la capitolazione fosse firr;nato, eil anzi il generai Fan~i scril\S~ in -tal sem,o una lt>tlerà ,Ilio i:tesso . Lamoricièrn , invit,rndol-0 a nominare dei 0omrni~s1wi 1iwn.iti <li credenv.iali sue (ed il Mami non ne a,•ca) per trat1an1 definiÌivamente. Era fraltan ~o vénu1a la una d(Jpo m@ zznnotl,e , e i co1,nrniss;wi pnu,titìci non si prPsenUll•ono al n,o~trn quartier . genfrale ché alle ore 0 del malli no, cioè 8 on~ dop.o , lol'chè a-0.dinrnstra ad ogni occhio veggente come ogni sLuùi@ del gen~rale di Lamorioière Jendesse a Ll:lmpo,n•ggiarn...... Per qual fin.e L .•.. Noi ~i sa inlend1'. re! In questo interv3llo di tempo la squadra a-vt>a streLto ,d'ar• pJ\e~so la piazza facendo entrure in liuea di 0a.1taglia 1111ti r suoi lPgni a 150 metri dal:' imboccat1u-a del pori.o, aLLraver.so di cui si ormeg~iava la na"e ammiraglia. Sollo il ccmrnndo del capitano di corvella 'Larnp,o e l!lel maggiore ùe.lle Real ~avi Carroni erano scese a terra s.u lla .calata del mo~? tullé 1-e truppe da sbarco (cioè una com1)ngnia di b.eusaglieri .lai bordo del Governolo, e i di&tac;camenti di R~a'l Na,vi), .!'-d erano salite a stabilirsi' sulla spiana~a del ·duOB)O, pu1J,Lo cwlm inanle della cillà. La colonna de,l 5° corpo, comanclata dal co:lomijeJ,Lo ,Ferr:ero e cl.esli,nata al -soprassalto d1 porta Furi1i.a, mossasi alle '3 ,e 1 (2 afltim. chtlle sue iposizioni, era gi.nnta a·l primo a,l_beg,giare ,presso la suddetta porla, senza essere si.ala mole<itata nè dalla !u11el1a S. .Stt'lfano, Jl~ d;.11 forte Garùello. -.- Alla birraria ,(ilresso pQrla 1
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LA CAMPA GN,1 Dl GUERRA
NELL'U!!DRU E NELLE MARCHE
Calamo scontravasi io un avam posto nemico, il quale si ritirava proutamente spargendo Lillarmi itì cill à , ed in questo punto cominciavasi il fuoco per parte del nemico. - Il 1 <i- ballaglione bersaglieri gittavas' pel primo nel bMgo, occupando i pian i suµerio ri delle. ca,:e, onde piombare col suo fuoco sul nemico ~pposrato die tro le fpritoie ,della cinta, mentre la sua vanguar<ltp , seguìla da un drappello di zappalori, spin- ~ gevasi a riconoscere io stato _della porta ed a cercar di allfl rrarla. 11 ·16° battaglione, all'<iggetlo di_dividere Tutlenzione. del nemico, erasi portato a sinistra din;rnzi porta Culamo occu pando le vicine case. La sezione cJ'u rt.igl ie~·ia, scort:11a dal ·1° battagli on.e del 4-0 grana ti<'ri , si avanzava a 1 00 paf'si dalla porla Farina ed apriva il suo fuoco contro di essa. - Il 2 battaglione granatieri recavasi a porta C~lamo in soslf'gno del 16° battaglione bersaglieri, ed- il 3° battagli one granatieri s·caglionavasi lateralmente ;:i destra pronto ad entrare in cillà appena abbattuta la perla; il 4° bat1aglio11e riman r.va in riserva centrale all't>ntrala del borgo. •- Ma i colpi del!~ nostre artiglierie invece di rompere foravano il tavolato della porla, la quale ern barricai.a in ternamente fino a metà altezza, ep-. perciò disperavasi già: di poter riuscire ad aprirla col solo cannone. In questa p1:esentavasi al colonnello Ferrero un parlamen~ lario nemico , il quale reclamava , per parte del generale DeCourten, che stanle le pen<lnnli traltalive si cesRassero le ostilità. ll colonnello suddetto non volendo assumere su di sè sì grave responsabilità, sospendeva per bn\ve tempo il fuoco, mal)dando chiedere istruzioni iu proposito al comandante del 5° corpo, il quale attenendosi strettamente agli ordini avuti dal generale in capo, riscontrava si dovesse continuare il fuoco, cd anzi invia.va a rincalzo di quest'attacco le altre due sezioni della 5• batteria.
si pensava a ricorrere alle scuri, quando ces~ando tulio ad un trailo il nemico di rispondere al nostro fuoco, riprrsc>nlavasi un altro p.irla0H!tll.irio nemico, insistendo tlte si dovl'SSe c<>ssar il fuoco, mentre asseriva che le condizioni dPlla rc~a erausi gia convenute d1·finilivamente. li colonnello Ferrc·ro mandava di lJel nuovo per gli ordini del geo·erale Della Horca, quando poco dopo gli venne da ques\i l'ordine di desbti?rn da ogni ulteriore offesa, io seguilo all'ordine avulone dul generale in capo. A quell'ora sulla estrema sinistra nostra Iuli.o rra pronto per far salta1··e Li porla Pia col petardo, mPnlre la distanza e l'insu fficienza dri calib1•i non c"nsent1"a ui aprirvi lr1 breccia. Due battaglioni dd 50° reggiroe11Lo dov~ano p~nelr-are p<'r la me desima, subito vi fosse stato aperto un adito , etl il 7'' battagli one bersaglieri stava per <lare la scalata al muro che riunisce· la citta~clla alla billleria- di porta Pia, on(le pr1•ndr.rne di rovescio i difensori, nel caso volessero opporre olteri1ire resistenza. In qut1sto stato di cose giungeva pure al generale Cadorna di sosprndere ,ogni ulLt!t·iore attacco. All'una e 112 pomeridiana de! giorno 29, allora sol!aoto che venne definitivamente intesa la capitolazione, il generale Finlì diede ordine per telegrammi si sospendesse il fuoco su Lolla la linea dell'assedio, e le nostre tro ppe salutavano la resa chilla piazza con repliciti evviva al Re ed all'Italia, cui ri~pondevano con ugual esultanza, da dentro alle mura, gli abitaiHi della liberala città. Come già si disse, solo verso le ore 9 antimeridiane di quel · giorno eransi presentali al generai Fanti ì commissari ponti lìci magg'iore Mauri ed il capitano Lepri, inviati con pieni pote.ri dal generale Lamoricière per in tendere la convenzione della resa. Dr1lla nostra parte erano sl.it.i nominati per Luli trattative i maggiori di staio-maggiore De Sonuaz e BertolèViale.
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Non perciò si .. potè riuscire a romDere la porta ' · e oo-il,, ' .,
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LA CAMPA.GX.I DI GUERRA
A-pe~te le lrallalive , ed esigrndo i no~tri cbe il presidio della piazza, dopo uscito cogli onori delle anni, dovesse dep~rle e costituirsi prigioniero di gu(•r-ra, per essere avvialo in Piemonte, i commissari pontifici si erano dichiarati di non esse1·e autorizzati ad aecetlare talo con dizione, per cu i wniva s011prsa la seduta, fintanlocbè il capita no Li'pri potesse · rientrare in Ancona per rer:ire al gc•nerale Limoricière il testo • convenutosi dell'intera capitol,1zione rd oltt>nrrne la sua rntifica. All'una e ,J 12, a1·utasi tale ratifica, si riapt'r:.ero le trnlta- · tive e'-s,i stabilirono i particolari dpila capitolazione, la quale non pote essere dt•b1tamente firmata dai commissari -se non se alle Ol'e 2 e 50. dello ste.,so giorno ( 1). Prifl~a , di• noH~ lo nostre truppe faceano il foro ingresso nella. Cll~a sul nspellivo fron_!n ct·attacco, accolll' dalle più entllsiasttcho .acclama~ioui di qui!lla gcne rnsissima po.polazi~ne la qunle, tulli dimenticando gli slrazj e i disugi sofferti duran:~ l'assC'dio~ si abbandonò alla più completa f'sultanza. D;irp(lrtulto sve1~tolavano bandiere tricolori cui.lo scudo sabaudo, inalberate pn ma ancora fosse fìrmata la capitolazfone. Il m;illino del gi(/rno 30 la guernigione nC'mica usciva· dalia piazza cngli onori militari , e giunta alla Torr<· lla, che è ~ulla viu ùi _Sioigag;lia a cirCil 6 el1ilonit>t:-i da Ancona ocrnse,gnava le -armi e davasi prigioni<'ra di gurrra. . li generale Lamoricihe o;tenne la facoltà di potersi costitl1we a bordo del legno ammiraglio, ove imburcavasi eol suo slalo-maggiore nel mollino dello st(.>sso giorno, a0coltov( con ogni modv di distinzionC' dal contr'ammiraglio Persauo, che Con gentilezw squisita gli C(?deva il suo apparlomrnlo. Nella citta si passò In giornott1 in ·pubblici lripudii rd in festose accoglienze de'ciltaùini ai nostri prodi soldati dell'rsercilo e dell'armal;i, cbe vennero col:nati d'ogni gentilezza. Alla se(a 'Qgni piu recond ita piazza apparve splendidamente illumi(J) Vedi nei Documenti il Verbale. di tuie convenzione.
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NELL Ul!BRIA E NELLE MARCHE
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nata; ed alle esultanze della liberata Ancona rispond~vano d.1 ogni parte d' Ilalia con pubbliche dimostrazioni le oon~orolle cillà. Caddero in mano nostra colla piazza 15/J. pezzi di cannone, rra cui due ballerie di' campag11a, 180 cavall i , 1 00 bui,,i , 250,000 miriagrammi di farina, 25,000 r1:1zioni di foraggio, v~ttovaglie d'ogui specie, 2 vapori. 6 trabacche, rnagazzen1 cli carbone, oggelli di ve~tiario, molle armi , e ·1 :125,U00 franchi, 7,000 prigionieri di truppa, 3/1-8 uffiziali e 3 g.enerali. Così' ebbe te,:mine questa brevissima ca mpèlgna, non per ciò men gloriosa per le armi italiane. In soli 4 8 giorni i nostri soldati si impadronirono delie piazze di Pe.~arn, Perù,gia, Spoleto, S. L('o ed Ancona; sgominarono J ioliero esercito pontificio, l1br ra,odo dal suo tirannico 6;ngo l'Umbria e le Marche; vennrro nelle loro man i 20 pezzi da campo, 16(!) pezzi da piazza, 20,0 00 fuci li, munizioni e carri d'ogni genere, magozzini di vestiario, 500 cavalli e 18,000 prigionieri, con tutti i generali nemici. E quel che val piu d'ogni cosa, procacciarono alla gran famiglia italiana l'annessione cli due ,gene rose p;ovincie. Se questi splendidi successi sono da attribuirsi alla bravura ed alla costanza nel sopportar le falicbe delle truppe nostre di terra e di mare, non è men vero però ohe la rapidi I~ colla quille si ollenìJero è devoluta in gran parte alla bontà delle combinazioni strategiche del grneral Fanti, ed alla rara abilità col.la qnale egli venne assecon~alo dai generali Cialdini ·e Della Rncca e dal contr'ammiragl io Persano. Sì : per quanto vogliano contrastarceli, i nemici d' Italia e gli invidiosi, pretesscndo il forte soppravento numerico de}Ae nnstre truppe sulle pontiftcie, questa spiccintissima campagna è tuHa via una gloriosa pagina della 8\oria d'Italia, in cui accanto ai trionfi dei nostt'i soldati di .terra e di mare vanno brillantemente i11scritli, come aHrellante glorie nazio.oali, i
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LA CAMPAG.S A OI Gl!RR.RA
nomi di Fanti, Persano , Cialdini, Della Rocca, Menabrea, Drignone, De Sonnaz, Cadorna, e di quanti all ri n<,slri gen<'rali presero parie alla direzioue di quelle opprazioui, non che i nomi di quei generosi cl 1e valorosamente pui;nan<lo vi lasciarc,no la vita. Le nostre perdite furono in totale di ~30 s11ld~ti e 4-9 offiziali fra morii e feriti ; per<lité minime in confro11 10 <lc' riporlali • successi, menlre quelle del nemico di gran lunga le su perarono. Alle 3 pomeridiane del 3 oltobre il nostrn a?orato Sqvrdno, il quale sotto il peso drgli affari politici avea fino allora frt>nato · a stento l'indomilo ardore delle battaglie, eut1·ava in Ancona fra l'entusiasmo popolare, per di là procedere in testa <lei valoro~o esercilo dell'Umbria e delle Marcbe a mietere nuovi allori sotto Capua e sotto Gael~, ed a compiere gli alti <les.lini d'Ital ia. Ed il giorno seguente egli aUestava la sua piena soùùisfazione all"esercito eù alla squaJr.a d'opt'razioni coi seguenti ordioi del giorno più sublimi d'ogni altro e16gio pos:;ibil<'.
ORDINE DEL GIORNO DI S. M. ALLE TRUPPE Soldati! Sono contento di voi, pcrcbè voi siete d('gni dell'Italia. Colle armi avet11 vinlo i nemici, col contegno i calu11nialori ciel nome italiano. I vinti che rimando liberi parleranno dell'Italia e di voi alle genti stranien'. Essi avranno imparato che Dio premia cbi lo s·erve colla giustizia e colla ~arità, non clii opprime i popoli e concuk a il dirillo delle nazioni. Noi dobbiamo fondare nella liberlà la forte monarchia italiana. Ci aiuteranno i popoli coll'ordine .e la concordia. L'esercito nazionale accrescerà sempre più la gloria elle da otto secoli splende sulla croce di Savoia.
Soldali ! lo piglio il comando., Mi costava troppo primo la dove può essere il pericolo. Dato <la Ancona, ì1 t ottobre 1860.
non trovarmi il
VlTTORlO EMANUELE.
ORDl~E DEL GIORNO Dl S. M. ALLA 1\1.\RlNA
I.
Soldati di marina ! Voi avete ben meritato di me e della ~atria. _Le ~;:&t\:1~:s~~ sollo Ie mura d'Ancona sooo degnl\ degli eredi de g Pisa, di Venezia e di Genova.
Soldati! . ocr\io. i\ vostro Re vi ringrazia. La nazione vi guarda con o1g o ' . Sono grandi i destini della marina italiana l
Dato da Ancona, il /1- ottobre 1860. V lTTOR10 EMANUELE.
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N!1,LL lJMaRt.4. Il N'Elr.1;,JS l!ba1.lH&
DJ.Ìll·Ì, che uii p.remeva di prend(•re, ordinai al gEtnerale Griffillj:, còmandante h brigata di pavalleçia, di pertair;ii rapidamenle .
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_ Rapporto a S. E: il generale in capo sul(e. opl'raz.uni del IV Corpo d'armata mila campagna di guerra nelle 111arclw, dal/' 11 al 29 settembre 1860. 1
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Ancona, 2 ottobre. Il 9 d,i:il. ,CPl'tonte m.ese .le ·tni.a tre ~.ivisioIJ.i toooava,nQ •al co~- · fine pontificio, pronte ad irrompere: · La 4" divisione alla Cattolica; La 7• a S. Giovanni fn :.\1arigoano ; La 13"' a Sw1ucleccici .Ni,JJf' I).Olte d~l 1() all'll -mi giuns;i i). •telegr?u1m.a ·, dell'E che m'iosiu-ngeva di passare il coòfin.e n.ell'ini:lqmc1ni sui! inezzo• giorno incirca, ed incomi ncia.i·e la campagna ,·_ . Urbino era insorta, e trdcerùo o quattror.eiito ,·olootarii vi si_ tenevano da tre giorni, minàcciati di p~ossimo attaccò delle trti·:r,pi,, r1oot~eie, clhe d-a ;Fai;i.p por ValHHYtauro e ùa .Fiergola per C,utoceto ed Isola di FiJ,OJi>, a,ççe,ppi; vijllO di eo,~v.e,itio:e su Fosso1u brone. La i3•~divisione àll' ora stabi lita, sboccò . da Salndeccio è qiotorni con ordine i:ii, portarsi ad 0coaparn Urbi 1Jo, e, pf'rmettendolo la gioroa ta e le difficoltà del cammino , anche a Fossombrpne. Ciò fu eseguito. La 170. divisione, partendo da S. Giovanni in Marignano e, per Tromba e Pozzo, scendendo io Val Foglia, fu diretta per Candellara e Val Arzil 1a su Fano, a cui doYeva · avvici na rsi quanto potesse. I guasti cammini, le gravi pendenze obb!io-a. rono questa divisione ad accampare a qualche migiùi da fa;o, ·av.endo d' altron,d!) il parco e t utti i snoi carri pian1<1,ti in un terr eoo smosso da cui non fu possibile di trarli. Colla 4"' divisione e la riserva, composta dei tre battaPlioni bersaglieri, 7° 11 ° ~e 2G0 , dei tre reggin;ienti di ca vnlle ri; e la b rigata di-grossa a.rtiglieria, m'òssi io stesso su Pes1r·o. Sapendo esservi · entrate nella sera precedente alcune com pao-nie straniere I che facevano ammontare la guarnigione a 1,200 1;0-
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su P esaro coi due reggime0ti di lanoieJ'i, Vitv.i1ia Emtrnuele e Novara, ed nna ~-,ezione di· artig~ierill . Lo feci accom:p»gnar.e dal mio capo di stato-maggiore, latore <;li tutti ?li ord1oi di dei tagli o . ~~~~~~no 1:a ~atto be~. da. I?es~~o forùoo d1vurate 10 5 qua~ll dora e la: cttta fu ..cl 1mpl:Qvviso c:ia~a sagacemente in rnodo che ninpo ·pott;1s~q ui1c.irn~. . Alla cavalleria seo-uirono veloce1nente i tre h.attaglionJ ber·. o saglieri ddla ri~l:'rva, è quan-do io giuosi §W lul;lgo, trovai Pesino perfettamente bloc~ata, . . . Mandai tosto il capitano f)1 iuon1;1i d.i stato• magg1or-e ad llltl• mare la resa della guarnigic,ne, . dimostrando la impo.ssibilità d~lla resi,;tenza, ed aonuocia:ado fi,,ancamente la souH;na delle forze che mi accom1,>agna vano. li mio parlamenta11io fu rice• vufo con ischerno, ond'io, avanzate le artiglierie,. feci apdre i\ fu.oco contro porta Rimini e por_ta· Capp1rncina . . Dopo nn'ora al più la porta Cappuoci:na f,u 1:>:a!ata d;u bersaglieri del 7° battaglione, fu aper'4 la porta Riw1n1, e <la doppio acli to eutram~o in città.
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Frnttani• la cruarnigione aweva ripareto iuna Jt~l forte aol delegato monsi;nor BeJlà e tutti i. vari i impiegati mili,l.ari e civili, Seppi constare 'Vera)llea,te h1 guarJiligioiie <ti l,~00 uomini, e che nlcune compagnie estere gra.F10 .re!Ylm~nJe, cor.n,e
dissi, arr1vate la sera innanzi. E1wando in città avvennem· oasi singolari. Da aleuoe finestre, e specialmente ·d a .queHe di un convento .di monache e dai sotterranei di alcl'lni palazzi, Ju fat.to fa.1oco conlro di noi. J1 forte di Pesa~o ,è u n ~ r<>.SS0 qaa dr,àt0 muni-to a.i fosse e di 4 torri che lo fiaucbeggiano, al'eva tre pezzi di grosso calibro, forse antichi .gua1:Jacoste, eh.e copri vano 4~ mitragli.a la eittà. Oltre ciò numerosis;,ime fi nestre e feritoie permett.evano l'impiego di uo1t ben rnutirita fuc:i.leri.a. La strada a.t<traversa la oittà , eJ uscendo per ]'ano passa precisamPnte sott0 jl forte. Eppure per batterl0, e·r.a mesti?.ri cçcupa:re il -00-l.le cl.i Lv· reto, posto al sud est della città, ci?è a di1le, era mestieri poJJ,,tare le :artiglie.ri(l s1;dla st,ratl<1, d4 .F•BQO.• Non .po1e.ndo adunque
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i;.i;u'uMDRTA E ,NELLE MA RCHE
LA C.A'MP..\Gl,U DI (jUl!:ltli!
passaré so'to t f u necessario· · di attraversare un lunghis. , .il fo re, s1m~ tratto d1 terreno lavorato,~ solo a prezzo di molta fatica ~ _d_, ~olto t_empo riuscimmo a sera a colioc-are la brigata art1gh~na d1 riserva sull'accepnata altura. il fooco, ma ]'oscu. .Si aprl . . . lo feci so~pPndere tosto pernhe' ' rità_ vietava _agli a~t13lieri di dirigerlo sicuraruente sul forte, e vi era per1f'!olo d1 recar danno al paese. Durante la notte il nem ico non cessò m·a1· da Il a sua focileria ~ e colpi di grossa mitraglia.
Il 7°. bers~g1·~en, · men-tre le artiglier.i e andavano al colle Lo-· ;e~o, s1 cacuò ID una caserma assai prossima ed in faccia al· ~1 te,. dalla quale rispondeva: al fuoco nemico con somma pe . ~~a .
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All'alba del giorno 12 i pezzi da 16 e. 1.I b"· . . . ·1 f . g o 1c1 ripresero l uoco sul forte che rnalberò banJiera. bianca 3 , d . alle 8 174. . ' ore opo' . Pretendendo la guarnigione. gli onori della guerra foci pro. seguire 1_1 f~o~o; _ma dnpo 20 1'ninuti essa si rese a. discrezioné. I prig1~mer1_ m1 _fec_ero_ perdere gran parte della giornata, e date le d1spos1Z1om nch1este dalle circostanze , ebbi· a ppena . t~_m po d1 andar a fai:, . notte a Fano colla. 4a divisione e la riserva. In ques~ primo fatto di non molta importa,nza ebbi a lodarmi dello slancio delle .truppe e. del buon volere di ognu no, , rr1a sopratutto del_la brigata riserva d'artiglieria, comandata dal m~gg1ore Cu?1a, ~ei-.tre battaglioni bersaglieri della riserva e dei du~ reg~1_me_nt1 lanc~eri di Novara e Vittorio Emanuele e d~lle d1spos1ZJom prese dal g~'nerale Griffìni e dal mio capo d1 stato-maggiore, luogoten ente colonnello Piula. ~entr~ ciò facevasi, un telegramma de!_l'E. V. mi privò di , 1mprovv1so deIla 13a . divisione, che ebbe ordine di porra.rsi da Fossombronepe_rCagl1, Scheggiae Gubbio, a riunirsial 50 corpo che da Arezzo rnoltravasi su F,oligno. Conf:sso c~e qu~sta inattySa misura sconcertò tutti i miei proget~~ e obbligò a pensare più seriarueute ai m iei casi. La , d1v1s1one ~ra giunta. frattanto ad accampare innaDzi Fano. Preceduta. dai lancieri di , Mdano che avevano 1·nves,1 · , ·1 ·1 .o 1 paese, fece rendere a discrez10ne due compagnie di barba-
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cani di 300 uomini in circa. Essendo~i rio chiusi in èittà e non ri ùscendo nè anùhe col cannone ad atteri are le porte, le truppe sc,,l~rnno le mura· senza grava opp()sizione e penetrar_o no. Nel a ;notte mandai una compagnia zappatori con il maggiore Belli del gehio ed un ingegnere del paese onde trarre dal fango in eui giaceva.no il bagaglio, i, carri a viveri ed il parco della 7a çlivisione, e r1rneuere un ponte che aveva crollato in p1rte. L'inrìomani proseguiì sino ~ Sinigaglia, ove speravo racco.;l_iere pi ù sicure notizie intorno alle mosse del nemico. E qui giovi ricordare, come contraddittorie, in-esatte e prive rli giuso app rezzamento io quanto alle distanze, alla forza ed a i lllovime11t i, fossero quasi sempre le confidenze che venni ricevendo prr via. Giunto il 13 a Sinigaglia, dovet1i, m io· malgrado, sostar un ' gi(•rno. Le truppe provenien1i da Bologna e Ferrara. erano stanche, e il ba:iaglio, i carri da viveri e il pa,rc? _della 7• d_i1 visione non giungeva.no ancora. Non avevo not1z1e del mio parco di riserva e del parco del genio, r:masti a Bologna per mancanza ,li cavalli; e la mia riserva dei vi veri era tuttora ]on tll ua <la 1ue. .I telegrammi dt>l\' E.' V. mi indicavano il generale Lamoricière fermo in Foligno, ove concrntrava ·tutte le sue forze disponibili, e questa n 0tiz.ia mi veniva ripetuta e confermata dai comita ti libera.li' ·di molti paesi. La 7a divisione, giungen::lo . a Sinigagl ia qualche ora prima di' mi>, ebbe avviso di una colonna che vagava sulle colline di S. Angelo al sud.est della città. · Il br:no genera.le Leotardi, btnchè avesse le toi!lp'pe stanchissime, part1 con. qualche battaglione della brigafa Bergamo gui.Jati da.I cnionnl:'llo brigadiere Casanova, e coi lancieri di Mila.no. R itornò a sera inollrata con. duecento prig ionieri cil'ca, avendo dispe rso il resto che si ri tirò precipitosamente in Ancon~. Era la col,,nna nemica forte di 1,200 uomini ioc,i1rca con qualche a.rtigl1nia, 2 pezzi. Era stata speJ ita il gioino -i nnanzi ci\l,l generale De.Curten contro Urbino: ma g iunta presso Fossombrone, ed informata dell'arrivo delle nçist-r e truppe a Calmazzo, ove la strada di Urbino si · congrnn!:?~ alla grande strada di 1
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L,\ C,i\,\lip.!QNA DJ G8El1tR.l
Fano s\ ~l!P.bi'o, i·etrci>ces~.e velocem~wte su Sinigaglia. Mà qui pure a yv~ri1t11.. della presanza di un.a nos4'a divisioTue, si gettò sulla, (){i)ll,,n<J, d~ Saot'i,\ngelo stanca e smrmita. L'0scuri1à della ~ottil Rermise <V@.!P-aggior parte della ,0l011na di sa;Ivarsi. Ma li ~plop.n~;J0 Da,ral ebbe Cilntp0 di · dist ng u13rsi gPaudemente ~ançaJ!d~ e s.bar1ìgliaud0 alla tt-sta de' s uoi sq,uadrohi. Il ter~ ..i:el;!,Q e I.O.fa 1;10n flrapQ C~l\to fav w evqJi alla cavalleria, ma ciò ~qll_ la _tr!J.tl,Sll).[)e d.all'llgire. Il maggiore Gropallo fu ferito alla ll~q~ 1q .questa ,ciro!l,5tanzi!. Varie notizie e voci vao-he delj'l:\§is:tflP.i a .di truppe M rniche in Pe1,gola e di 1:1 0 pr1•~s0 ·canTIQnegg1ameplo mi c0usigliarono oli accampare la 4" l'livisione ~ttq M.91ld0Jfo alla fotte del çesao0, collegaodcila · colla 70. di. visione posta innanzi a 8ioigaglia, pe.r m e~zp della riserva che l4i;cj;ii ;i :µietà str.ada fra :il CesaQo e ,i l Misa. _ . i L'inàtill)&JJ.j, 14, Jìfriy_arono fìna,l m6lnto i c,arri da viv~ri : il e Ì;Jagaglio .e i-l parco della i7"- divisione; gitHì,S0 ·pu-r ;nche la' rii I' SiJJ'Va d' . . edb · · e v-1veri, e b1· n0Jizia che il gra'.n · parco di ri•serva .pr-1.1- già. per ,istrada , a bui mandai ordine di raddoppiare ·~ . ta.ppt1. Nella, · notte due avvisi. di· di-vfrsa pvoeedenza m!'informavano che il generale Lamoricière a marcie foi:zate si- dirig~:ya. . ~opra ~n~ona oo~ tre o quattrò mila uomì,ni, seguito ad µn ~1Qr~o d1 ,hs_tanza ctal generale Pimodan con altri cinque Q seJ nnl11. -Aggtaqg.ev.aiì.o che in quella stessa nottt1 egli dormiva in Macerata. ·T-1!,li t;toti~ie ;mi t.urbarono. assai, g,iaG<:hè m'era ormai dif• ficjJJ§s,imo, se nqn imposs~bile , di precludergli la strada di Ancona. I Avrei pot\ltO da Sinigaglia por.taPmi a dirittura su Torretta e di là andarmi a collocare a -Castro onde tenere Gosj le due strade ehe da Macerata per Osi.m o e le Crocette di CasteJfi. dardo mettono ad Ancona. Ma oltrechè un tal movimento in tanta prossimità della piazza che )')U•r doveva con-tenere. sette •Q:lila uomini di truppe buone e fresche, era in se stesso pericoloso pel m io grave attiraglio di carri; era poi· impossibile d'altronde trasportare rapidamente ' da Torretta iu Val Baracola questo stesso attiraglio, dovendo sormonta-r e 11eleva<to contrafforte ohe da Eappanico diseefilde al Po3'atore soH<:i ..A:acona, trayersato da strade senza fou~o d1
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nLt.'b\t'BlliA t Niìtlk MAìlcirn 177 ghiifiè, rblte IÌì mo!ff luoghi é bbn frèquenti p,:,n(iènze mà~gitrì d>el ·15 pi·r 100. bltredù io nbh àveva ,...suffìcfonti fòrze per disporre di unà r: ( t' . di visione a tut-,la delle mie comnnicazioòì t.!ie sàr8Ì\l:ièro 'state p·r":1ta men tè fagfià.te, q 1ht!6ra n\l_ fossi còlléÌtiat.o là ci6v~ jc-
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cfonfd .
Per ttltirtìo era tlvidente 1:·he Yòleiii'lo io coilMahrii tra
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pì11zzà e 11 gr.ner~le t.;àmori ièrè' nM d'8_,él'O Yr'.ai :hH!o . i_n tà'.hta -vidn~tlzi 81 A 11\~onà:, che la g11athig!o11è uàend'ò h ~ari. n'o~e, pot~;se in 'nHH\' di due orJ i"ènirmi a!li3 spà.Ìle, ed uniì<s1 ctin fabile · doncertò allo attlicco 8i ffotlle del geciefal'e U1ù'?; rieière. . Ri'.tlettl:ii poi bhè le rrlHcìe fd}iàte avrebhet'd sta ndito Ìe Hu'ppe da: foi cbnd·otl'e ri 'che in'· nurilero di tfe o qnattrb hiila Hdtf dHèl'l15èro e~pu~·si adr intdiltrarrirì, rlè vorrebbero ab'ban~0ifk~~ il ~rierlile Vimodìrn, éhe· le s~guiva di un ~io~ho boò. altr;1· dnqne o sei m;ia . !!:ta n11 tura le thé li gkìlerrl \e b.èmico non imil.sse .~er'M'.e "'rnh parte delle sue tru-ppe il~rizà òornbatterè , ed aninié,tttl'!.d? :;hè rièlla n0tte <l'é! 14 églì dormisse a Nh:cefala, po'te'tldo_ co~i lu sèrà s'r guéhte trovarsi 1tl Viti Musdnè, el è1civeva assòluta:mt>nte ~ced-liere bno dei dul:J partiti: o plls§ar oltte è dbndbrsi iti Ancun: coÌ 4,CTOO Llbmini éhò a:veva: sot'td la tnàno, oJ' il.'tt~titlere in Loie10 , o Rec~nati, 6 in Passat1::rlìpò, la riu6itln'é dl'll gf'b.et1ile ffìmtid1m. Nel pri,nd caso egli sa_crlt~bava i.I té.irp~. del gebéralé F'iroodan , cbe non pctèva sfugg1:rrm ; nel iìh:ob'dò c.aso, io p1issando per Jesi sarei arrivatb a: Wmpb a: patari ml. Ancona è lui. , f.a sr1rti1n-a di questo\ iìflessicìtiì iiù deéise J c:lifigèim~ !ù tesi, cltt.li che pbte.yasi 10~Uere. B:tevem<:1nH! ·in ì~t~t'o di élifesli, che aveva alle spall'e urla strada p"~t le rliie st:lssistehi1é ~rbp'po lòrrfane · da-lla. p'Ìa:tza , pbrchè la guàrnigìotie fosse in gtddd di spirl?:érc 11ha sòrtita slno ai miei rrl.aghz~in i. _ All'à'lba del 15 la 7" divislone colla r1s/:lrvfl , senta carri dì sot'ìa e prrhta lt respi6"g8re u:hà , 1i"'&r'osa stìtttla, si purtò ~\eto in val d'Es1no, fra rno111e Marcian~, e Chiarav'a lle, spii1géddo 111 ria6:rost enza' 61tté Fa lconar;,i, Càstd F l:Jretti é Càn1e~at1L . fo{anfq là 4" divisioné, con un attiraglio spa,•ento§o dr cafri, AN!'IO V, Voi
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178 LA CAMPAG~A DI GUEnnA rimonta,·a val Misa sino a _Brugnfl\to, e p:)r monte Aboddo, B dve.ler.e e Sau Marc,,Jl > dis, endeva a le::.i, ove p r...altro non giunse che a sera irwhrata e senza il conrnglio d"'ì rnrri, che solo nel! indomani a,r,vò. Per va l d'Esmo, dt>fJO longa- dimora fra Chiara,·alle e Marciano, m 1 rilns.-i Vt>rso ::.era co:la 7a J,viso'le eia ri:serva ·a. lesi, ser\~\ •ssere stat0 mol~s1at,o dalla _g1111rn1gione di-A~coua. ~hri{ai imrued1atamente la bri6 ata Co,110, due battagl1oui ber~a:5li,.ri ed u·• a batteria ad occo pare l importanti,si ,ua posiz1o'oe d,-,11~ t· ,rre di les1 , oYe si congiungono due strud\·, l'uoa. che i,er Filotr~uo cvnduce a Macerata e ]?altra che per ÒJÌwo. · guida ad An('ona. Ol re ~iò l'occupa_zione di Torre l esi rui assicur~va lo _sbo,-:co ironie liato ·in val Musone; al nu,ivo giornù poteva d~ll'alto scoprire i ·movimenti del Il-mico lu ngo .Javal:e. e pflr ultinio mi faceva. avvi, -in ,re queste forte ad Osimo e Ca:;tdJ:idardo , snopo de' mi!"i vuti. · Le trn rpe gi _u o,er1 ) stanchi5sime ed abbattute dal soffocante calore che e;i ac1·omp1gnò in tu1ti quei giurni di marcie f,1ticose. Pt;,r ('o'mo i c,111i da vi·ve1i, d1e io non a veva· voluto esp,,rre_a s,..n1r d' inciampo iii .::a~o di probabile conibat t1m,ento in val d'Esi no, oella qllale io esegui va llll cnmbiamento di direzione, pre,entan, lo c-o~ì tut10 il fian_r o a po,:he miglia di di- ' st·, nza da Ane;cna, i carri, dico, non a Yevan/J potu'o g·iunµere a J..,si m causa del!<~ ter1ib1li t:r te e disr-ese di m1111te Alb,iddo\ B,,lve.1ere e S: Marce 1lo. Ies1 e Chiararnlle f,,rui1ono q~aLhe ris·)rsa, ma ins:.iffieien·e. 11 soffermarsi un Kiorno a lesi pn raccoglier~ i viveri ed i parchi ,;iv1sionali- diventa va una nec.-ssità irnpniosa. Ma d'altra . parte na del pari imperius<t neces:;ità di giungere ad Osimo e Cas elfi.,lardo pr m.t del g••nerale Lamor·cièn ,. ln· tale staio d1fficili,;,.i mo di ('OSe t ubi av viso che i l f!~nerale L·,ruoricière, :?i unto in quello stesso p irner rggio a Mace• rata , si di,poneYa a p osPgui rn l'indomc1ni , 16, pn Anc·r,na, e che il ge~erale Pim,;dan arriverebbe seuza fallo a Macerata il 1ti a sera. I Tre ~trade aveva il genera'e Lamoricière per dirigersi da Macerata ad Ancona. L:i pri ma più vicina a me per m•1nte 1
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19)1:1.L'UMB?llA E NELLE MA ROfJI!:
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Ca, siano , monte Fano aii Osimo; la pi ù , breve di tutte, gli perm~ttev,1, fa, en lo uno srorzc,, di recarsi {} far notte 11d Osimo. Q:1esta era dnnque la più 1eric,.lnsa per me e la più vantag• gio-:a rwr lui. La seconda per v,,l f>ott"nza e R ecanati a Ca~ _stelfì.darJo era gjà più l1;nga, e rliffic:ilmente gli concedeY•a di oltrepsssare p rima di notte Yal M1i:-;or,e. La terza pe-r monte L11pone, montt· Santo; S. Marifl . di Potènza, Porto Recanati n Ln1et/), rPn,-Jern imposs1b1le ch'egli passasse più oltre nella giornata del 16 ii:J vi:-;ta 'del gran gir,1 che far dove~. Ciò premesso, pNsi,inso c:he le poche forze del generale La_moricière lo costri ngerebbero per qualche gi,irno ad esser cauto, volli tentare di spingnlo a -scegliere la strada più lunga, con uno di quegli :-;tràt/lgemmi volgari che però riescono quasi sempre in gllerra. Fec·i pa-rtir subito uno squadrone lancieri per Filotrnnc, ehe \Ì ' arrivò nel cuor della ootte . . Secondo gli ordini avuii , il capi•ano dello squad rone rece gran chiasso, risv0gliò e s ra\ €UIÒ LUltO il p1e,e, trattò arrognntPmenJe il municipio ed ordinò 24,000 razioni d1 pane che io intendeva <li prendere 1'i11dotllani nel mio passa3gio da F ilotrano per Maceratft. La co~a fu certau,ente aeduta, poichè uno. gran parte delle ~hies1e rnzioni fu preparata, ed il municipio n<1n avrà m1mcato di mandarne relere avviso al generale nemi1:o. S 1 erai con ciò di spingere Lamoriciè1e a i;cegliere una delle strade più lontane da me, e come dissi, una <lolle più lunghe E c;ò avvenne difatto, pèrchè egli da lVfacerata mosse· per mon•e Lupone, monte Santo· e Po1to R<~canati a Loreto. Mandai subito nrdinP. al brig,idiere Cugia- che si trovava a Torre c1i Jesi colle trn ppé sovraindicate di :spedire irnmedia. tamente due battaglioni bersaglie1'i ed ona sezione arti12lieria, al p1sso possib1lmen1e più veloee, a·i impossessarsi di O;;im?., "· e di seguirli qnin<li . coll'intera brigRta. Le trnppe, com8 d1ss1, erano sfinite di fatica .e di fa.me . Il brigadiere Cugia parlò ed amichevolmente esp0se. loro l'importanza massima del movimeuto ,·he si voleva esei:uire, e quei braYi soldati , lo dico col cuore commosso da -gratitudine, lasciavano gli zaini sul posto, p~rti\'ano velocemente, e· prima deli'alba s'im f1adronivauo di O,imo; posizione formidabile e che pochi uomini avr,;bbero bastato a difendere. Due ore prima di giorno, mossi verso
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LA CAMPAGNA
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Osimo le r Pstanti mie truppe cammin~ndo Cùn- modrl\1Kione, e• cnofòrtat,) lungo la strada tln Ila notizia , hB Os1mo-.1?ra rnin. / .- M•1 ,n _n basava di a vere Osi_mo. soltnnto. l mprirtava di aver0 pur anche Ca-;;teJfidardr,, e d1 ,·p1n !ere fino :ll!-J CroNiltè, onde ch1ndere l'ah1a strada che da Lo.rern per CattH::ianu tnfila. a.d An,:nna. La sa.lit~ 8 la dl5CPS!). ai Turrl3 J,,si e quinrlì l'er1:a di o~imo allontanarono di .nuo"o i viveri d,-i bauagl\oo i. JI calore del t' giorno fu. eoce:-sivu; 1~ tr11ppe a1rivarooo rassefarnà:t.e finn ad &imo; tlla quelle ahe do, etrero aran1,are a Cast- lfidar'd'o ed · a.Ile t:roce.t,te, opp·e-se thi lla f" tic~, dalla sete, dfl lla sfé,lta <lei . sole e dalla ttrnne-a.nza di sufficiente d,tneu tci, g'unseru in uno sMt0 di prost'J!a.ziorHil ehe \·e faceva. llssolutamente incapaci di sbstenere 1l · henchè menomo comb·,ttimPnto. J3eochè s·mile vista m i strazinsse l'animo, io pet9 nn-lla •tifmeva dal nemìcn e-be .gi'iimgPvà conten1por,1neamen e a Loreto, sr-•pr.r,.tb da "me della g ran va11~ del MurnnA. E nu lla temevo . P:r.cbè egli non pùteva trovar~i in m i·gliori conàizio111 delle (dr. mie truppe. Oltr-e a ,)16 la, s1ia rnfei-iorità numerica e l'impr •s. sione scorAp:gi1na che doveva r sentire al vedersi p:rr., luse le 1 ~ due st ride di _Ancon11 mi r'às,icuravano c.ompl"'tamente. Il corpo di Pimodan n.on pot!l-va giungere che l'in,lomani verso -sera .a Loreto per u uirs:ì a quello di L11moricière·, eçl a.rnbidue n ·n potevflno attaccarmi che nE::l m:.itt no del 18. Io avevo dunque din.1n:,:i a ·me un f!iorno e. clue notti, pPr prov- , vedere a.i bis0gni del sold11t>), riparare le ime forze, st11di11re. 11 terre-no -e dispormi a OO '. ll b:ut\-'l'e a fr oie ront110 LHmoricière e Pitnodan, a tergo contro la guarnigione d'Awonq. Ed infatti l"iu,ìom·1ni le trnppe larg11 m~nte ristorate ò·i cibo e di -rip()so, e ~Jà imme•)1@ri del sostent1t0 di,-,agio ) ra.pi,•ano l'importanza delle prese posiàl~oi, e se ne nwstra.vano liete e fidenti. Nd mattino del' 16, ar•pena disae0 0 da Torre di J ~·si in val Mutinne, feci lln a.li pn rac,·oglitjre le tru ppe ro1te dall-it bro'lità del c'llmmi no, e frattanto ·mandai innanzi il hri~adiere 8a~Anova, comandan te la briµ:ata di Bergairo, coli' 11° e 6° batta,_;;lione hersaglieri, il reggi melilt,o fancier-i dii Nov;i ra ed una bii,tteria, c0n ordine cli non ,)rrestarsi sino a Casrelfìdardo 1
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e cl.i oc,:utia r s11 bito e.on forti nosti . le Crooe.tte, il ponte Glel rool ino in val ì\fosone verso Ln1eto Il i due p n ri de1 pi:i.ni d'Aspio ve,so Ancnna . . A5!!iunsi che h ' brig:i1a Bergamo, el una ba.,1tf.Jt~a da 16 lu s.,gu11f)ube 8.1 più prest ,~ e (li o- cup rsi fr.tltanlo di far l'Jtnpere i. pr:edetti pouti ver,;0 Loreto e ver~o Ancona. Prima di pA~s.1 r oltre vol\i- provveder.e alla sicnre,;ia di Jesi, çh,1 sta.rnsi fortifi,.,ando p1r cura del Gl:'nio, duve bs··iava la mi.a. J?Ì,;!-'tVa vi, eri, e dÒvE> gi un,5er dove.va il mio g r1,n parco di r i,ervll; a ciò si aggim~gi:"Vllr un avviso ricevu,10, per via eh~ ll geoeni,le P;mndan., giunto la. vigilia a Macera ta., in~ ~( nilesse d11i 0 erù pu Fi lottano a Jes~, i:n.ossa poco. cred1bil~ 1n "ero. C munque fosse, orc1inai al 16° reggimento cli rimanere in posizione a Torre Jeri e.on d11e pezzi che O'().V01<a avaHzare C()Q un batt:iglioue al ponte sul M11s ,na pr~sso il moli.10 di S . Mich,-le, pontH eh~ irnpnrtava d1str11gg<•'re. Le altiss;m~ l'ive d,e.l t@,r,r~ine , l'c,l ta, sa lita che dal torreute <'C1flih1ce a Tor·r-e Jesi,, reodevar.o la pvf:iizione su!'ficientem!;}ute. difesa dà que.Ue scarse. fooie .
Aniv:-indo a.cl Qsi:rno sul me~zogio.rno col r~~tiLnte del le m ie. torzc, 1nu.n,da.i &u I ito il b, ig.adiere Cugia eol 11). sua hrii"ata, Como, una batteria ed nno squadrone al quad1ivio d1 S.,, bi1~i0 vers') An,;~ina ç,on or.l~ne cli spngere UJil. battag1i~<me- e due pezzi sino al pemte de-!la Ran,occhia, che do,ie-va fa~ saltare a;L più , p.re.~to. A,1 O::;im.0, posizione, carme dissi, fortissima,. lasciai un bab lf'! ijlion~ e po1,ta1 la 4"' rli vi,-i,;ne a i;uezz~ strnda fra Osirn.o e CastPl.fidar.Jo eon. una brigata a S. Sabino e l 'altra a.ll'l11badia co l'a rt1gli.-ria di riserva. La brigata. di cavaller ia anlÌq ad accampare t1elh valle presso il Rostechietto, o;:;sia iu facQ\Ìlf; la sJrnda di Rer,- ana•i , trovandosi così aG! equa d.i.stanza fra la, strada che disriende da Lorelo pel} le C.w.cette e q nella, eh.e pe'\' monte Fano, mette ad. Osi rno. E,sa doveva Jpttug,l;i•ar~ dn1ante la natte. lungo rh Musone pe;r tutto. il t rauo e.oni11rre~o fra il ponte di S. ,Domenico. ~ 4cudlo. sotto Lare.to, ponti. che. ven, nero rrn ti ent1·a,w.bi. , Lo swta d,élle t ru.pp.e e la sicurezza che non pote.v a il ne~
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mi:o in qù-el _giorno alt1ieca1mi vigoro~amcmte nè in fo0cilt nè · alle spalle, mi fecero limitare a queste sule ,le /'l'i:epo;izioni difensive. · Però, informato <lf'll'esis!enza di una strada che da Porto Recanati , lain bendo il mare, .c0nd11ce,·a ad Umana, e di là per Sirolo, lVfassignano è Po~gi,> ad A rwona, strada da alc-ui,i asserita impra1i, abile per q11abiasi p•·cie di carri: da nlt,i det1a pratic:abd1s:;i,na, mi vidi nella n «cess t/Ì. di fa ria ricono- , scere da un ufficia'e iut...lli1<eote· e di ntia piena confidenza. ~ Feci_ nuovo ap1 e'lo nl bn,in volP.re di due battagliou'i ber, S~!llien, 1 q11al1, malgrndo la· ro,ino,fl giornata che a ve, ano. sofferto, non s, pp,,ro negnrsi ai miPi dèsiderii, e partirono CC'ndotti dal luogntenente co1onndlo P.ola, mio capo di stato-n1aaa . o g1ore, al conflue'n te dell' Aspi o col Musone. I vi p~ssan~:)o i l / t<'rrente a guado spinsero la ricon;J8cenz,t sino al mare Par;/ titi allé dieci d, ·lla sera, impiegarono tutta la notte --in qnesta in1portante i· (."03n izione, e ritoroarJuo a giorno fatto coll'aq uiS\ata sicu1er.za c.he ne~sun carro potrebbe mai passRr l'Aspio d1 rive sc<JScese e pr,Jfunrle, nè p1ssa re il M ns ne dal con flllenle alla spia 6 gìa , perché troppo gros;;o d'acque sostenute dal rnarR. Cos·1 p·1ss~111mo la notte dal 16 ,al 17, in;piegandola a far giungere viYeri a i campi <'On 'ogni sforzo i,~ maginabi'e. L'in,lomani, 17, le truppe present11vaoo altr~ fisionoìnia, e riconobbi con soìd,sfazion,, che io pilteva servirmrrne. Era urgente d1 meglio assicu,ar<J la dop[ia ·dd,sa a fronte ~ ed allB spalle nostre, e cli porm i in, rni,mra di respingerè, un ~ • 't; attacco neruico su qualunq11e punto venisse pre~celto, 1 ta.nto più che nuo,·i avvisi avvertivano avere il gene,ale Pimodan precipitnta la marcia, ed essere pros5imo a Loret\J . · Dal somùw d1 Ca.stclfidardo partono ·due contral:fot·ti, l'uno dei qtJa:i, sr.(:m<Ìr;ndo prog,e;;sivameote verso il sud, viene a morire in pros~irui1à del ponte del Molino. ' L'a lt10, d,irigendosi al nord-e;t, e ·quindi voltando success1,,anwnte all'est, forma un semici!·colo da Castelfidardo alle Cl'Ocette, ove si avvalla consi.Jerevolmente pe1· rialzarsi subito, e pro:ender,:;i verso il confluente del!' Aspio col lVIuson·e. La straJa di Loreto per An.cona passa perpendicc,Jarm&nte
183 innanzi al primo, e scavalca di,ettamen·e il secol}rlo alln Crocette. Di più, a' piedi dt'I primo cont•affurtcl si srncca una strada, ché subi•o si b1f, rcH, un ramo 1imunta ·c1•rP.ttan1<nte a Castel• ' fil ardo, l'altro più hasso Ya a ri•lllit>Ì a S. Aiwsti110 all8 grande strada di Osin10 e Castelfith rdo; J·e Cro<,t'tìe poi s, no ri11ni 1e a Cas1elfìrlar :o per mezzo di una. s irada \.rnuna sulla cre:,ta semi0ir-,·olare d1 q11el contr8fforte. · 'Ritl.1'.tten<lc, alla solitbà della posi7.ione di Q,:imo, d3; cui multre poté'Y,1si sco 1,1r ire la Yeuuta del nenl'cO qtJatlro ore prima_ che giuni,res,e; riflettendo r·he il conrrll'r m, nt<> deÌ nem:r-o oper~,a-i in Lorf'to, e che la posi1.ione d,•110 Crocette 1 era d1 riieno diff-ìci]è conq ui~ta di tutte le ali re, e ~h.e l,1 ,;l rnda d1 Loreto p<:!r le Cro eitfi era la lin r.a più breve p l n--mic:o on ·le giun,~ere ad Anc,m1, argomentai che iiltOrno :l Ca--;telfid,1rdo convijnisse 1i11'11 ir il magg;,w nerbo delle mie f,,r1.e, <'O- \ prendo so'tanto g!t ailri ad,ti in guisa da non hs,•1arli e -po:-;ti ad una :;orpn,sa, sicuro di arriva1e pui sempre in .tempo di difc•nd..-rli ad oltrama. C ò premess> stabilii nna b:1~teria d'obici snll'estrPmi tà. del contrafforte sud ehé da C,J,;ie fì ,la l'dO rl. 1,-r,~nrle Vt•r;o 11 Mo'ino, al r.ui p·,nte tagliato s:a,ano, a guardia due baltapJion• lJ,r;;agliP,.rÌ e dm>. pezzi. Dietro la batteria degli o\ii. i s collo1·ò un regc,1Ìmento della bl'igata. Berg~nio, di cui uo sulo batta;i;lione restava a presidio sulficieu1e di Ca~telfid~ rdo. In11an, i alle Cro• .cette posi una batteria da 1ti ed una da 8,. un re.:gfo,ento fn nteria, e più sotto nella vallti a cavallo della strada i lancieri di Novnr·a. ,· · La brigata Rugina fu messa in riserva dietro lè Cr0cette, pronta ad ac<·ol'!'ere av~n1i o indietro dove fos,e biso;ino. Due battap;lioni bers113lini con una se_zione d'artigli,-•r1a ed uno squadrone nano a S. RoGchetto ver,o Ancona, dietro i due ponti su!ì'Aspio e sul canale, rolli 11rnbidue. Un battag\.ione bersaglieri cusiodiva J'esiren1a punta elevata del "°colle che dallP. Crol'ette s'avam:i verso il confluente dell'Aspio_e del Mus ,ne: Due reggimenti rii ca,,al!eria accarnpati, come dissi, a RostechitJtto e_bbero o,dme di a ,,vicinar:;i al • ponte d1 Lore10. li generale Regis con due bz.ttaglioni del 15° reggimento e NELL'liMilRI;\ E NELLE :MAHC!-1)'
LA CAMP.~G!'IA DI GUERRA
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or GUERR J\ \ '-l\la\trç> p~llz( ~ì(\V~ <l ~. Sayjnr, ove \'alt& ripq. çhe çosteggi1:1 la vp.lle ~q b_i'?ce un i;i.9tevqle abb,issaw nto ; cogli al,,;.ri <Ì\le ÌfattaglioQ-i e due pezzi \JCCllp1V<l l' A(,~~dia1 Pl!Dt,o <.:~lit-raie e qu,~~l ug,~al\I\(;)Ofe prossin+o a $. S3;Lit10, _~i pi\tr1i d°J\spio e q.l 5Viadr1vio di S. B a io. <;vfd~nt. d_i v:d~tte di _c1tvarlleri:1., steso, lnng~ l_p, :;;t.Jiadai...di ? ~imo a Ca:;telfi lad u, servn:a ~•i 0~1vrv111·e lç1,. , fli•!ç; --;.n tut1i 1 ~u~1 pm;it1, e a far ç_yr1çre vel, c-eml;! .1te q,ua\un,que nonz..i q,. !n 9!iimo, c9,u_1P. già d.rn.i,, rim;ise un ~olo b,a1t:iglio11.'f c~o. q,1;1e ~~zzi, i 1 qu?drivio d: SaJì Bi·,~io ~111:' il la brigata çt,mo · · ~9N u!\a pa 11er111- da 16 (! q1rntt10 p z,zi d4 8,, e.on fw\ ~ an~p~~ta ~l ponte delle R.an,occ}:l ie gjà d1,;1r u~\q. <;,,;)U, t~l\ cji::;p_o::;iziopi n1i cr1•dti p1ontQ. ?, combattne q,1quaLy.i;i.que pHte Yer;i 1s;~ l'~wiç,ço ~f;JI Ilf miro, dt;' cui n:wvime~ti 12,otevo, s1:mpte essere ist_nHtp a terni,o oproi:tq.ljlo, . g,r~uie al:e e,l<;w1itt pt ~iz,1opi di ç):;imo e cli C~st,t1lfa,dar~ot d°,lle q.t,a.li ·si 4.oW,\Pt~ tu~1,a I.a -~ç>P9ros\a. ';alle l;l si '(ede pe:tfetwn~·nt~ la cre$t;,i \ opposta à1 Lm eto e Re, arwti. . Il ~l'-1-'P<t. ,d-el l,fef.l,e,t:a;le Pip.10dan E}ra giunto q1J~kbe ora pi ìjna ~t quellq cb_~, io C'r(;)des.~i. Na,tul'.a lmeu1e i,I i;e~to dt:lla gi, ruata . ç \i/< n,r?,t,\~- era,{J P qati. ~I r,i,poso delle trnpte (\)d a qn'.cer1are 1acro d~Irindoniani. lvli uiunse noti~ja ·i11 c iwl m~)n t, e. da ~;I 1+'atj,;; ' ( 9 1 1 ìÌ ~ACOUIJ,, chç 11J;ll\ çolo.qna d I oltre '!OQ,0 uom i1-1i c9 l'artighr r-ia ;! wa q_~c: tn, d~llq pi11iz~~t per Yenirmi .a Ile f;JP" li1r , e nel la notte '1tgal <\U,~p,ivio di S.. Bi!!_gio. fui aHer~1to che ·un~ çolon°na ?C· ; Ìç,0~1,11pn,at8! ççi. niolti~pip,ti lui11,i YPO_PV:1JSi &ce1tdere da1 Camera,oo'. Comprendendo da ciò che il m·mir,o coucen traYa t,l,l 1ti i. ;,u,oi sfqr~.~ ~u qnes'a parte e cLt, no.o gli ~esta"l!ano,. 1hezz~ pei/ minacciqs,e di\ers1oni, s1ied\i su blio a T or,t\l Jesi ad ·ichi1111;1t~ due b,atta~,li,oni, che ~i,nnsPro ;i_ll'a!ba S~!guente i.o O~iruq, gi1;1d~cando ~u,f9p1e.-}'ti i 9,qe, ba;ttaglivo,~ i-estanti e, i du,~ 1;ezzi. a. CQRJit(;t qel le attuali circost~nze qnf,, la forti~~im~\ posiY~one. Ndla s.e,.r11, del Ì7 W reca.i çol n:.li9 q uarti er:~ ge.n<;1~q.le ~ per• n9t1are, a Qa~telfid,~rdo, pe;;suasp di essere ~ttaocato il çlì seLA CA!;!P<IGN'A
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tir.~ ebbi mo, tutti ij . persuaderoi che i.l gel)e11ale Lam0l'icière noi;i n~oveva: ciò visto, -verso le otto, le- truppe la:sc!Ì.arono le aimi e map_cfarçìno pei_'!iveri. . i,rsSE::IJ.dQ, giunlo il 11egi.o eornmissario generale, signor Valafio, PPlJ.\\81 p!:JE UJ!l momento di 1ìÌ!orna11e con lni a o~irno, oudec parlar?(li di molte cose. Ma un ·segreto pr~s8,:ntiruento mi 1,at. ten:ue ,a Cas.ie.lfìi,Jarùo,, e, lo las.0~ai paotire, solo. -~nJ:Q.J ti. all~, 19._)Jt in circa, iJ nemi<w, che- ~rasi chetamente i+v~nz~to, G1.1a lc1 f9l~l:l alberatu ra che copre- it ve,rsan.le di Loret(l) · al Musone, particolarme-nte inio,1,00, alla cascina 1ililavoaita s11lla ç~rta_ col nom e di Areniò, sbucò fuori d'i,mp,iov.vis@ e eon giran çateQa ~i tinigltatori s.egui,ta da nqa aolonna di par.eechi @at~ ti,l,~1-iooi e da quiùche pezzo di 0arnpagna, si di.re.~se PÌS(~lutame-lilt~ aJl'attac.co <ilellai pai\te estre~na d~l oenbrafforte delle-Cro,~&tte, mo,t,ranpQ- da' s.uoi movin,1-en1i di volei' impa,dmnirsene-, atlai::candolo mireth~mente e ginamid.olo a tergo. Volai alle Cro- ~,e. ce,tle, ove il2 C0 oaÙl:\glione biersa,g1'1eri', czorna.ncirat@ ~lat eapitano Bar bavara, coLlocàtÌ\,-suico~ui,e. s.i · ae~enrrò, alla punta estrema del. conitra:fforte VE:rs.o il ~0nfluente d:ell'Aspio. col Musoo·e1 era soverchiato dall'abt-ar;cÒ improwviso ed L!l]petuosCl. li ne(11ico €Ondotto d·al ie-o@ia}è Pimodan si era, @ià_ impadr0ni-to di una:. C:a!jìcina a lillez~a COffta, cui. fu!°m,inava i l dglio --• . • !I'?~-.,,,.,.. ciel-I.a,. posrn,one. " ·· , Ll ·giéaeuale. Vilhmar-ina, co.mandrante la, 4" divis•i"one 0he tro- · v,:.n-asi alle Crocette, visto il giro cl10 preadi:>-v:a Y·a ttaeGo, chiamò fr11ttaote il H.l.0 Jìeggio:iewto fanteria e due pe~i a. sost{,'.gn0 del, 26° baHaglior;ie bersaglie.ri: L'aogusbi<!:, dèlla s•tr-ada @> la, sal~ta ritardarono alq uanto-il loro a.rrivo. I,n quel mentre io giungeva sul , ln0go dcH'·azi0ne, e fatti · dP}ilorre gh zaini al 10° reggimento_, l:.o sl·a,mòai; a,-lla carica, quando il nemico sta,va, già peF im-possessa,Fsi dii. m,aa pièc0la easa post.a suL oigho del contraffo11te. Il 10°· reggi ment~, eoadotto dal bravo ewlminello. Bossolo, col vigo1,e aiotiG0 attaecò · ' aJla baionetta e sgomb~ò il Yersante sino alla cas<I:~na- situata . a, m.(;/zza cosla . In1a.nto dietro ai combittenti nem,ici v:ede~asi ~iu.agere e spiegar,;i u..na s.econdia col,mna, ehp. seppi poi C©ncyotta iu per,j s0ua dal generale. Laruooicièie, @N_)erciò, feci venil'e- altri• d'ue ,
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LA CAMPAGNA DI GUfilRRA
pezzi ~~i della batteria Sterpone e tener pronta un'intera batteria di campagna ad ogni · occorrenza. _ Il isenerale Pimoda.n tentò varie volte di conquistare jJ·sornrno delb posizione, e vi fu un avvicendarsi di Yarie caric-he alla baionetta, ma la solidità dd 10° r,·ggimeoto m'era"troppo-nota, é- ne ebbi ~ nùo,·a testimo;11a~za. · ~ '"'!!'-lllil!!llll'!IW!ill MPntie le cose così proceèevano sul r:stretrissimo ---J.uoro del combattimen to, il 9° regg_imeuto di fantèrrn dirigeva, i per mio o~d1ne ·aalle Crocette ad 0c0upare urÌ'nltura (rnamelon) p;.,sta a tergo del contrafforte su cui si combaHe\"a . · ·- Il vérsantE: di quel rnarnelon ('arleva prer·isamrnte ;ull'A, pio, che già dissi intransitabile per prufondità e qualità .di riv", • e precludeva così il passaggio al nernic0 in tnt:a Ja ·zoo.a com presa fr~ i due torTenti Asp10 e Musone, ma esistei•a in quel luogo 1m piccolo ponte che si era con~ervato, pe_rchè di facile difesa .'e per avere d'altronde uno sbocco opportuno. · . Nell'a-vvallamr·nto esistente fra le Crocette e l'indicato rnanielon collocai una batteria dv. 16 i>ppoggiata da due bat1aglioni, q nella stessa batteria del capitano Rizzetti che trovàv~si collocata fra le, Crocette e le cascine Campanari . Era impossibile che il nemico potesse fprzare quei difficili passaggi, e solo restavagli quel trallo del Musune dop<J la contluenza dell'Aspio sino al mare. Ma q ues!o tratto era grosso d'acque e giudicato io-transitabile d.a carri d'ogni sp,' ci(;). QuiuJi o il nemico era disposto ·a sacnficare tut1e le sue artiglii:rje, tutti i suoi carri, tutto il 'suo ì1agaglio per iiprire un"'ya r1\o e gettare la fanteria ad ogni cos1o in Ancona:, o quella. q;.1. ,;na vigorosa di01ostrazione per attirare le miè forzè su quel'punto, e il vero attacco doveva in breve esser diretto altroHi. Ma dovetti• conv1rnermi subitamente· cbe la prima ipotesi _____,racchiude1·a il vero 1migè,t.Lo del generale Lamorir.;iP.re, p,,i, hè tutte le sue forze erano concentrate sul basso Musone, e perchè d'altr0nde1s'incominciò a vedere la colonna d'A ncoòa che lam· bendo il mare crrcava di dargli hi mano ed agevolargli il ·passaggio. E quando anche il generale nemico avesse in1prÒ1Visamente mùtato pe• siero cooduce• do l'attacco verso le cascine Campanari e le Crocette, io; che dall'alto ne osse1vava i movi:mentì-;-;i~avèva che ad _es~ ;e 7t'.;1 posto un capoìamrnto \ ~
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NELL'UMBRIA E NEhLE MA RCHE
di fronte. Fu in allora eh~ un lanciere mi recò alla carriera un viglietto del brigarfare Cugia, comandante la ~rigata Con~o, situata al quadriv io di S. Biagio, con cm , m1 avvisava cbe informato da alcuni villani, e meglio ancora da una riconoscenza, essere s3<,m bro Cam,-.rano, mandava io fretta il 23° reggimento cli fantt>1ia e qualche p'izzo ad occuparlo: _ . .. . Sin.1ile occupazione, çhe svela la grande rntell1genza m1! 1tare del l.Jricra liere Clwià non poteva essere più opportuna e favoo o , · · l · revole al combattirnento . In primo luogo perché copriva e m1.e Sj'alle, in secondo luogo perehè toglieva al ne~ico, che_ pur giungt>~se a superar l' Aspio e il ba~so Musone,, 11 pass11,gg10 d1 quell'i1ll1~simo luogo at1ra\·e1sato d·alla strada dAnc:c,n~ .. Ormai tranquil lo sul risultato imnisncab1le del combattimento'. 1 feci sbticare dalle casciue .Moufanari i lancieri d1 Novara, 1 ....ovv, quali girando attorno a,l l'fstreme falde del contrafforte, por\arono lo s<>omento e la co~fusione in mezzo alle. file n~mche nel 0 . . tratto· di pia nura 'compreso fra i due torrent1. La cascina sot~opo:,ta ali'es tre. ma pu n1a del c_ontraffc:,te incendiata dalle ~rahate, e nella quale due compagme nemiche os1matamente s1 d1f_e •dovano, fu presa a , •iva forza, e così :ifoirn_e altre_successiva\ mente sino al piano·, facendone pr~gic,nieri i d_ifensor1. . Pare che •la colonna uscita d Ancona, gmnta a Camerano sul pon~e~iggio giorl)_O ion_anzi, esàroioa~se le_ posizion,i_tenute dalle mie truppe verso la piàzza, e rinunciasse. ali idea di attaccarle, preferendo di scendere ver_so Umana ,e là t~otare òi congiungersi al generale Lamor1cière. Ma· 1esito rapido del combattimento, o forse anche qualche_ a vviso o segnale avuto da Camerano, informandola che a quel punto si avviavai)o aicuni miei battaglioni, la decise a retrocedere rapi?amt·nte prima che la strada di Niassignano al Poggio le vemsse preclusa. . . , .· ~ _ _ Le truppe del generale Pimodan e quelle spiegate prn_ in- , dietro dal generale Lamoririère nel più complet~ sta lo d1 _dispersione r:guadagnarouo il l'Vlusone, il ~0lto da cm erano uscite'. e ripre~ero l'erta salita di Loreto; lallc1ando sul camp~ tu~t1 1 lorn morti tutti i fel'tti che non i:,oterono allontanars1 da,_ sè, l'artigl ieri:, i cassoni, il bagaglio ed oltre 400 prigionieri. A testimonio del!o stato morale in ccii si ritiravano quelle
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188 ~A CA~~~>;A DI GUERI\A \r1JflPEl rflStò snl campo di ba~1aglia nna quantità d'armi, di zaini e di boO'e tteria lro volle SLlperiore al nuhff!ro rit'i morti, feriti e prigionieri rimasti io poter nostro. Lo 1,te;so genera le Pi111odan, il p·ù import11nte pr-rsonaggio dopo il gennalQ Lamori1:i~ve, fij abbi111.do11 a10 in un! cascina, ove io lo trorni ass istito dai nostri medici. ' 11 QfÌg·t,die~e A'l;'enati, che col 9° n-ggimento aveva occn pato jl 01a m0l~n poste al rnHd-est delle C.rc,cette, veden io I~ d-isfat1a del npo:ii.:o, pasi;ò l'Aspio sul ponticello già.. iodicat0 e s1 diresse ,·ersi:i il porto di Um1.1na . A pp~oa ~1ltrepa,s:ito. il C(,nc-io, s~ t~ovQ s~llt1 cnda dHlla colonna cb,e, 1lsc·ita da ,A:gc<1 n,1, . vi faceva ritorno con tutta la f, etta che la scabrosità dd U:rreOo perme~reva, e dopo poche fneilate, attaniaodola vigoro;:am, n:e, fece prigionieri 25Q uomini e 17 ufficiali, fr~ i qu;, li due snperi,ol'Ì. M~au:e ·eiò. succedeva, maridai il capit11no i 11in()nzi di stato . maa;gio,re a. Ca~e11a_no çon i'st.01.iooi di far occupai1e ì\1Jassigt1auo çl~ imo de~ hMtaglioni ciel 23°- rrgi.iimento. Gli si n.ianddl quindi uno sqQa~li~M d~ lancieri per ba-tt\:lre i dìn:orni. Seppi in seguito che queste t,qppe ar,iv~rono poco dopo il pass~.g!:(io dl'l generale Lamo_ric~~Jle-, ohe, s.eguito çl,a t\'!l.a trentina d,'~1.ffiçinli e guide, era rù1sòto, nou so t\ene in qnal punto t'l r·un. qu:1nlo ris.c-hio, <!- passarr l'Ai;pio e g1:1ada,snare la strada che da Sil'olo per Ylas&igoano e Foggi@, guida ad ,i\.ocona. a quQU'c1ra si udì 1:1,n fofte Gannoneggianieuto dalla parte di Aocona: e.ra I~ nost.Pa :ilotta che .i priva il sul'l primo fuoco ®Dtro la pia.7;Z8., secondo i conçerti pre.si la serai prùna in c~stelfidii,rdo ~0 1l0 st,essp am~iraglio P ei1~:an0. ,-. ' Cakol11ndo lo s1ato di stanohe.zza e di di~organizzaz:one in cui doYevano bro,iar,-i le forze oemicbe .11iparaie a :..nret0, mi -persuasi come non fossero in condi1.ioni di sfuggir mi, e approfittai dell'oscnrità della. sera per chiudere ~ •ro 0goi possibile ritirata. L'i(ildorgani Recan:tti a ppai:,1e occu,pato da due mie brigate con molti artigliPÌ1i~, sotto gli ordini del geoerr, lo Lr·otardi, coma.nòante la ']a divisione; alcuni battaglioni · occnpwano S. Agostino, e due reìSgimanti: di cavalleria con q11a~t10 pezzi, sutlo gli oi:din1 deli brigadiere Cugia, (;}_ra_no in Val Pocenza u'lle
NEL'L'Oll!l31U.A. È N:!bLB J.!ARCH&
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Case Vinghè frti le. due ~iradti che a Valle di S: Mairia i? t>otertza si riuniscono i u nna per andare a !)orto d1_R t>ca~att. Vennero jnfa tti parlamentai-i a trattare una capitolaz1one, che dop;> brevo discus~ioO·è acéé1tai e lirniai -verso le quattro ~ l<,,"1-1. pouwr;ùiabfl, J..'. d' Cento cinquanta ufficiali di ogni arma e gra.do, è ~1~1 .1 qirntiro niìla uomini con undi.ci pezzi, cassrinì di mun1ì~'.m1, c;;av,illi b:l!l:a"li e \e restanti guirlè del generale _L~Yn~r1è1eré, "enn•;O a ;i..,;otrt! lè arini a Reéa.ntlti, nelle clii mura. nmaset~ rinchiusi, siuo a the- potessi provvedete allà loro plirlenZà per Macwrata e tivotnb. . , D ue O tre UJi1a uomini, la maggior parte indigeni pràt1c1 del pa.ese, scambiando l'uniforme con abit~ borg~esi tolti ~i ,,i\lani d1,lle ,cainpAgne vici ne, andnruno d1spers1. Ma essi 0011 poterono sfur1,,1re alle c,)lonue che !'Il:. V. avànzava sagaceinente su t utte le s~~ade tonduceoii da Val Chienti a Tal Potenza. Il giorno 20 mi ot:cup1i di tlisporre_ 1~ mi_è h·upp~ aa un ~o blocco, della uiazza sino a che 11 prossimo a1:r1V(> del~a dìvì$i,,ne CaJorna e del 5" corpo, che giuuscro all'mdurnalll, perme tesse di s1rìngerla viP.ppiì1 secondo le visit; di V. E. . . Pur hri:tna cosl'ì ord,:o.al al· bl'ìgad'iere C'hsa_11_ova, tl~lht _cm 101" C lfi 4/_t,, _ ,-<. telligH1za ed operosità ebbi ta1lto a lodaru'.1 rntorrH) a a~t~ ~ ,..._ dard 0, òi occupare, oltre Camnano e Mass1g~auo,_ le posiziò~l J_ ile;.i:li An_,i:eli e diel Poggiò, muuèn1lolé ti1tte d1 art1gl_1érrn, e_ ciò onritl as,-,ic-.urarnii il trauquiilo ~OS:'ElSSO di Umana, ri<•on_osc1utd òal gP.netale Meoa_btPà, comantla~te_ s~1p~riore d:I ·g:mo, dal colonnellù Franzrn1, rorna.ndante I ~ttiglu ria del 4 coi ~u, e dàl rn11;z(.(i'ore Ma1t!.!i, ccfoandante il p~rdo d'à's:,editi, cou~e luo'go ?~P'Htuno pn isbar arìo con tuttò il matel' ale dipéndente, ed lncàmihina rlo contro la. piaz:i;a pér la grande stradà d1 Camertnìo. La 4• -di vi~ioné occu\.lò :Boligoàno, la t>alni:nbnra e Mon te Sicnro. I lanci~ri di Kornra si stabilirono al ponte délle R anocch;e pF!ir b:it1ere Val d'A.:;pio e Vtll Baracc,ola._ , . Il gMetalè Leotardi •:b(l~ br'.(.',até p'rll:cnient\ da Rècanatt si cullocò in riser'\'a al q1.1adrrv10 d, S. B1agro. . . , 11 16° reggimento, raggiunto dai due battaghom Y~hut1_ah~riorrnente -i n 0:;imo; e colla sezione tl'tirligliérià, abbandonò !orte Jes1 e si port~ a Castelfemtti per t hiudète Val B1'eccia,
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LA CAMPAGNA DI GO!RRà
mentre due reggimenti di C'avallPria e due ·pezzi agli ordini del generale Griffini coprivano Val d'Esino da. Cbiaravalle al niare con grosse avanzale oltre la Falconara X:11stelferr,-.t1i Gaocetla e Camerata. L'indo:mani sul · mezzogiorn·o a1rivò I~ / ?ivisiooe Cadorna, che ~ a m p a r e al ponte S. Domenico \ .m Val Musone. .,. \ Nel pomniggio giunse a Loreto V. E., da oui ricevetti gli _or,lini opportuni per le future opeiizioru contro la 1_.iazza. Si dedicò iI giorno 22 ·a riposare le truppe e a preparare t 1rtti gli ordini e il servizio dei viveri per l'irn·estiIQénto dt-118 pia;a. . L'in~oman i ~_a divisione Cad?rna dal ponte S. Domt-mco ~1 porto a Chiaravalle._JL24 mossi tutto il 4" corpo pc>r cingere la piazza, secondo gli orctim""'d'i V. E., da Monte o·Ago per il Pe~occ:hio .e il Mnntagnolo sino al m_a re, mentre il 5° corpo alla mia destra chiudeva da Monte d'Ago a Monte ,Ac~to. ·. Il 4° còrpo tro'_'ossi così distribuito: la 7a <li visione, generale Leotardi, . colla brigata Cllgia occu pò Torre d_i Ago, colla brigata Casanova il Pedocchio. · . La 13a division'e, generale Cadorna, occupò Montagnolo colla brigata Pisteìo, e il Posatore fino al mare colla brigata ·P arma. ~aturalrnente q~este -due diviffloni erano perfettarnef!te ç~gate fra loro e la brigata Cugia di estrema destra si riattaccava col 5° corpo. La 4• division.e, generale Villa marina, ~tabili la brigata Ave• nati a S. Silvestro in rirnrva della 7a 8ivisione, e la brigata Regis alla Madonna del Carmine in riserva della 13• divisione. Il reggi:Rlen t~ lancieri Nov11ra fu mandato ir;i Valle . Lunga, mentre gli altri due reggimenti di cavallriria rimanei.no col generale Griffìni in Val .di Esino fra Chiaravalle e il ma/re. Giunte le divisioni ai rispettivi loro posti,.concenlrai sul Montagnolo 12 pezzi rigati, che aprirono il fuoco a tremila· mé1ri contro la piazza. · · Dal Montagnolo vedevasi a 1500 metr1 innanzi Ja Ìunetta • della Scrima abbandonata al nostro _apparire, e che determinai di occupare nella sera, di ·rovesciarla, e di p ~ la mia brigata artiglieria di riserva. ·1 · La divisione Cadorna, avanzando per le _due strade che dalla Tnrret(a si dirigono ad Ancona, inc0ntrò su ciascuna di esse
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NELI.'Ul!BRI! E NELLlt. MARCHE 191 avamposti nrmiri · f,Jrti di qualr:he compagnie e due· pezxi, che dopo por•hì colpi si ritiraron-o subitamente La lun,-.tta della S,rìrna fu occupata nella notte dal 22° battaglione bersaglie1i, maggiore_Grossa rdi: . ·• _ · . Un,, <.on,pagnia zRpµatori sotto la <lire1.1one del maggiore del gen o signor Belli die,le subito opera ·ad aprire u~ pa:;s~ggio pel snli••·nt..,, e qti •ndi a chiudere la gola per potervi avv1cmare le artiglini,·. Il la.voro disturbato dal fuoco del castello e del canq O t~i oce_rato era d'altronde lungo e difficile per la natura del tt"r r\'))O. Al ritorno del giorno il fu o·co nemic;o copriva la _lunetta dei proiettili, e non si sa Yeramente spit>gare. come tanta agginstatezza di tiro ci abbia cagionate pndìte insignificanti. . Ne la notte del 25 al 26 la gola fu cqiusa, vi• entrarono e -_ si misero in battl:ria 12 pezzi, ed al mattino seguente si apri il fuoco. Al, uni obici e pezzi rigati si sto bilirono contemporaneamente in una cascina a fianco delln straèla che dal Po8atore scende al borge1 Pio, Ppper, :i:ò in m'mta prossimità della !;inetta. Tutti ((Il• sti pezzi a,·e,·ano orclìne, sii uni di còn.t wb al.tete jl fuoco dd campr'> trincerato e cìel. castello, gli altri di far sg(,mbrare il L~zwretto dai difensori, e di m:olestarr p9rta Pia. La brigai~ ar1iglieria di riserYa e le sezioni ri_gate che a vanzivano sino all'11.ccenoata cascina s ,no ·superiori ad ogni lode. , Ber:;agliate dai fnoch) del campo· trincerato e del cast~llo che av("va su di lor,J un imponente çomando, esse seppero mantenersi salJe al loro posro, benché rovin~sse il para petto del'la lunetta ~, fossero quasi allo scoperto i pezzi della cascina. Il colonnello F ,·anzini, p~ssegisiando lungamente sul parapE>tto '..'!ella l11net.ta durante quel for mi1abile cannoneggiamento, diede . un brdlante esempio d<el sangue freddo e del e.almo coraggio chP. in o6ni circustaoza spiega la nostra artiglieria . . . V....rso lt~ ~attino, il monte Pèlago era attaccato eh fronte dal 5. .rpo, mentre l' 11° batta~lionè bersaglieri della 7• divisione dall'osteria del a Tavemella rimontando, dietro monte Mari;10, il piccolo contraftÒrte che s'attaeca al Pelago, av-a11zava alle spalle dell'opera. Non toccando a me l'accenn~re fatti del 5° corpo, mi
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b'1 CAMNGNA Dl G1JERR1'
NELL'UMBRIA E NELLE MARCHE
li,ni_ito a dire chll clue pe:r.zi fortino tolti dall'intt'!rhò d~J rnént'e Pelago e dalla gola ri vulta tlontto il bà'ttaglibnl3, bersaglieri del 4° cotp0, ~
gnente e la batteria venne armata con quatt ro pezzi da 16, due obici ~ due pezzi da 40 forniti - cortesemente dall'aro i:niraglio. _ . _ La flot:ta nel pomeriggio di questo giorno 28 era ·rmsc1ta a far saltare la Lanterna del porto, dando mostra di somma perizia e d'impareggiabile valore. . Era evidente che l'attacco della piazza trovavasi, in forza di questi ultimi fatti, curnpletamen:te ria~cit<'l, e ~\:t~,cHl'i Sovevamo l'indomani entrare' in città, occa pare 1 C.a.ppuccU11. ~ Brender(:! alle spalle il Gardetto, la lunetta e il campo trincerato. Man~a! quindi ve~so le 9 ad f\priTe ,il fuoco contro porta P1:a'. _e ,nd1 e11re rril!Ila di mezzanotte le batterie del 5° corp6,.stwl;irlote all~ G,•azie, al Pelago ed al Pulito, commciarono p11•r anche a flH1,rne sùlla piazza, la quale ave,va iu•albera,to ,prima di srira i'a: bandiera bia•nca e più' non rispondeva. ·. _ . Nel mattino sèguente ·l'E. V. ordinò dii sospendeFe i l /fuoco, avv,ert&l'ldo che la piazza a,veva-capifola,to . ·
Le cose procedettero sì bene, 1.\he là bri_g'atà Bofoghà 11ss'fil:i:va e f 'e~@~ava di frBttte all'opera, 11!:éntre I' l lll. battagli~ne ber.sag<he.rl g,u ngevà. aUa go·Ja e s'Wnpaélr6niva d'ei ptii.2i. ' Ques10 lltelit6· èoli:Jt• élÌ mano S~obientava la g11arni&io'né del itJt>n~ Pulit~, J.a quale eta già allè prese con ùna tofilpàgni~ ohe ~l . magg10re Bùr1 dlii pi'e,1etto H 0 bersàglieii a\'é,·a culà diretta. Q11indi è che per un moto simu ltaneo ·si associò ai tuggfasehi del P elago, ·e Msì vimasero sg,:imbre a:thbeduè le op~re del Ptl&go 13 del PuJl,tò. Osservando pilì tardi un grà:title ,èon'èèilt'ràm'ebtd di fuot11i i":h-e dai Copplit:cini· dèl G&rdetto, 8al Castello e tldllà tunètfa di S. $tefantY oadevanb _sul .P>ulitè e nèl v.ersaJHe orienralé di quel contrafforte, pensai d) · fare un'.utile di versione occupando ~api. dà.mente b0rgo P iè e pòrtlìutlbn1i così alla pòrta della t:ida. Il cmlonnèllb P\olà, w:flti càpt3 dì stato map:giòre, col 7iJ ba!la~Iione be~sa-glieri (capitano Brunetta) Sotto i fotchi dt>l càmpò rnnceta,0 lll gèttò nel borg'ò, l'occupò e pfovvide alle firitne
Arncon,a, il 4 ottobne 186'0.
difese.
:/i'irmo,to il .generale Cul(PiiJir.
A hbtte mandài altri due llattagliotii Ue'rsag-lieti a borgo Pio, il 6° -èd il 12°, s'introdusséro viveri, mu-niziDrii, è si pllnsb ad otel'.lparlo èon iiiaggiorè· stilidità. L'iadomàni; 27, il generale Oadorna anM> ad 11ssumeté il c~ttHihdo d_i tutte le f6rze introdcltte e da intrcrdursi in borgo Pid, e a t:lale assieme alla d'ifesa ed al-I'atfacéò. L'.intenl1enté tnilitate Alliactd cHséese pure nel botgo, vi' or• gfoizzo il serviziò viveri, utì.iizzaodo le- risorse del hibgo, e mandando quanto ·ìnaricava. Verso sera ·s i avanzardrt& altri ài::Je ba.tt:i.glloni faofetia ed ut'là sezione da campagna. 1'follà notte dai 27 al 28 fu c\t:cupato il tazfaretto dal 6b .battaglione bèrsdglieti, i,l tjualé a pdcln niétri dà porta Pia impediva co' sùoi fuòchi agli artiglieri di a,;\.it:ilià'fsi ai pezzi t:fre la i:i:lu'nivanb. Si c6str'u s!;e in gran fretta irti. parapl:Ìtto cli lungo S"'viluppo, che chiudeva tutto i l viale e ·periiHttieva di m"étiel'é b&tte.tia otro l:fr6ssi pèzzi. Qbésto pà't'a:p"eitò fil uldmctto Miffa ser-à ve-
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LA CAMPAG~A bl GUl;;RR'A
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Relazione sulle operazioni del quinto oorpo rl'armt1ta (ge:1erale della Rocca)' sulla campagna dell'Umbria e delle iJ'Jarchc. Ancona, 1° ottobre 1860. A S E. il generale Fanti, comandunt.e in capo dell"armata di occu pazione
nell'Umbria e n.elle Marche.
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Rivolgo all'E. V. il ra:ppr)fto delle operazioni militari compiì11e testè nell'Umbria e nelle Marche dal 5° corpo d 'armata posto sotto i miei ordini. . Il 5° corpo d'a-rmata trovàvasi, còm'.è noto-~ll'E: V-., sul finir d'agosto diviso in due parti: la l"- divisione attiva e la 1a brigata. di cavalleria di linea .erano in Tosc:ana; la brigata del Re, la brigata Bologna e la 2" brigata di cavalleria di linea stavan.o in Piemonte. .., Intorno a quell'epoca le condizioni politiche degli Stati della Chiesa apparvero talmente gravi da necessitare i.I concentramento di forze imponenti sulle estreme frontiere. Le truppe che occupavano la ' Toscana f,Ì ror· rinforzate: la ll • batteria del 2° reggimento d'artigfieria, il 14° battaglione bersàglieri, la b rigata Bologna, il 24° battaglione bersagliHi, una ..batteria da montagna furono successivamente avviate alla volta di Toscana. Io ricevetti il giorno 31 agosto l'ordine di recarmi a .prendere il comando delle truppe che stavano allora per riunirsi sullà frontiera · orientale .della Toscana, t ruppe, ch-9, {ii nella massima parte appartenevano al 5° corpo, e che tutte, durante la campagna, fecero poi parte del corpo stesso. . I~ giungeva. add) 1° settembre col mio stato maggiore in Ar_ezzo, ed ivi poneva il mio quartier generale. Frattanto gli avvenimenti nella finijtima Umbria sdacevan? ·ogni giorno più incalzanti. . Le popolazioni si mostravano dovunque insofferenti 'd'un do · minio cementato dall'oppressione straniera comu~que travisata, ~ trascqrr~vano qya e colà ad aperta :i:i volta.
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NELL'UMBRIA E NELLE MARCHE
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Le mie truppe venivano p~rciò avvertite di tenersi pronte a marciare, sia nell'intento di dare buona direzione ad un mo• vime·nto èhe, _lasciato in. balìa di se stesso, av rebbe potuto. tralignare, sia nell'intento di estirpare. dal suolo italiano l'obbrobrio dei tempi moderni, voglio dire i mercenarii stranieri Ìll'.).piegati ad opprimere i popoli. · Il 5° corpo d'armata che stc1.va per entrare nell'Umbria non . era ·destinato ad un'azione isolata, ma doveva c,oordinare i suoi movimenti col 4° col'po che stava per entrare nelle Marche ed a suo tempo congiungersi col medesim0. · Ad esporre adunqu13 re-ttame:µ te le operazioni dRl 5° corpo è necessario prerçettere alcune r iflessioni attinenti al piano gene; rale di campagna. .. . E primieramente: a quali partiti poteva appìglìarsi il gener.ale delle truppe pontifi.cie1? . . Tre partiti dovettero affacciarsi alla sua mentP-: · 1° Di ri uni ce le sue forze (ad eccezione di quelle strettamente necessar ie p P.r la difesa d'An cona) e con esse marciare contro il 5° corpo d'ar,ma:ta. · Su q ues1a ipotesi il 5° corpo avrebbe dovuto sostem:re l'urto ùi tutte le forze dell'esercito pontificio. ' Di fronte a questa even tualità, prudenza voleva che il 5° corpo cercasse un punto strategicamente e tatticamente importante, al quale io ogni even to-potesse appoggiarsi . . R:ispondeva a queste condizioni appunto la città di Perugia, ,. centro di molte. comunicazioni e buona posizione milita; ; - · 2° Concentrare le sue forze a Spoleto e, coprendo Roma, j vi . aspettare il nostro esercì to, salvo a ripiegarsi poi al sicuro , sottp le mura di Roma stessa, per aspettarvi l'occasione favorevole di riprendere l'offensiva. · . Questa ipotesi non presentava difficoltà. strategiche per noi, inquantochè lasciava libera ai nostri due corpi d'armata la loro congiunzione su Foligno od a ltrove; le difficoltà che si sarebbero incontrate sarebbero state d'ordine affatto politi'co. Non era poi probabile che questo progetto fosse scelto daf grnerale Lamoricière, perchè non consentanèo al suo ;,antato c.ar.attere, ed equivalente all'abbandono senza combattimento di tutte le Marche, meno Ancona, e d'una considerevole parte dell'Umbria.
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LA CAMPAGNA DI r,.UE.M1.A
3° Riunire le sue forze e marciare su Anconii, ncJf,inl1'e.nto di formarne la -sua ibnse d'qperaz.ione, e coo t~1,tte le Jof ze .cli~po.n ibil_i ;i,ssalire poi il 4°. corpopimi;i ohe fosse .raig~rnto ,4aJ 5°. Questo irrqge.tto clfe .fu poi messo in opera; ab~e:nchè parzialmen_te, poteva presenta.re f>'robabil i~à di S:.ucce.s'>-o nell'.ipolesi che noi frapponfSsimo indugio nelle ;11o~tre ,marci~. E forse apµunto i pRe:;,idii .lasciati ,a Perugia ect ,a Pesaro ,(.che ,sauebb.ero riusciti così u.tili .ad ingro,,sar~ le .J;lchié.re .lei Lamorieière) (urooo _lasciati io dette città nello scopo di arrestare le nostr.e colonne nella loro marcia . .;Fu adun'cfue deciso che .si marce;i:ebbe av.anti colla massima celerità. Il gen,er.ale Ciald.ini si assunse ,il carioo di cpnten.d.e re l'entrata jn ,Ançona airesewito l pontificio, ed il 5° corpo ebbe la mis?ione di precl~dere ,ad ess.o la ritirata sµ Roma, e di stringerlo alle · .spalÌe in m0do c):ie, subìta, una disfatta, più non potesse riaw,e rsì. Il còmpi'to del _5° corpo era dunque-il seguente; 1° Impadronirsi di Pen~gia per formar:o.e in qua,Jsiasi evento la b~se_ddle ulteriori operazioni ; · · 2° :Marciare compatto-'su Foligno, centro dell.e comunicazioni dello Stato Pontificio, nell'intento di assicurare la cengiu nzione col 4° corpo nel ca~o che il Lam,JFiqière si concentrasse a Spoleto, · o .per .Preclnder,gli la ritirata per l'Uu,bria nell'i,PGtesi che marciasse su Ancona; . -- -3° Da Foligno rivolgérsi su Spoleto _o :Su Ancona, a seconda d{)lle risoluzioni del generale nemico. - La prima operazione adunque da _eseguirsi era la marcia per Perugia. Da Arezzo due strade mettono a Perugia; l'una per Cor.tona, costeggiando il Trasimeno giunge a Perugia dal lato occide~tale, l'altra per Borgo S. Sepoloro e Città _d i Castello mette a Perugia dalla . parte orientale. La prima percorre uno stretto fra il la.go ,ed ì monti che il nemico potrebbe «on poche truppe difendere; essa è inoltre nel tratto fra Cortona e Perugia esposta alle ·i ncursioni. del n'?mico st~bilito a .Città della Pieve. Si. scelse ad.u nq u.e la seconda p,e r la marcia del corpo d'armata. Nel cor,po d'ar.mat~ sotto ~ miei ordini si .contavaBo al mo· meato d.e'.l'.invesso sul ter.rit9ni0 pontificio le S'?gtie?ti 'tr.ÙJ)p,e i.;com;artite come segne : ·
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NELL'o~mn'u
E NELLE MARCHE
Quartier genermle del co,rpo d'a1·mata . Stato maggiore, capo di __stato-maggior"', maggiore Def0rnari; Coro~ndo delFartiglieria, luogotenente colonÒello ·B ottacco; Comando de l genio, maggiore Giacosa; Co.mando.dei- carabinieri, capitano:Petrini ; . Comando del treno d ·armata, capitano di San Martino; Ufficio d'intendenza militare, c<immissario di' guerra Pejron; Medico~capo der corpo d'armata, medico divisionario Bima, Ambulanza, del corpo d'armata, medico divisionario lVfaz'zoliao; Direzione delle. poste, diretrore: Rubino;' , Ufficio dell' a-v vocato fisaale rnilitaTe; a vvoca:to fi'scale . militare Tota:
j1P1·ima divisione. Col_llaoda u te genera-le Maurizio Di. Sonna-z. Stato maggiore, capo di stato-maggiore, maggiore Rizzardi; Comando dell'artiglieria 1 maggiore Bassecourt; Comando ·d el genio_, capitano Geymet : Ufficio ·d'in1endenza militare, sotiO·-commissai'Ìo Bussa; Brigata Granat, d1 Sardegna) l O regg., colol1llello Gozzani, generale Camerana I 2° id. id: Isasca; Rr~.at_a Gran. d i L_o mbardia I 3° id. luog,ot.. ç0lo.n. Bn:net; genera le Brignoue l 4° id, id . . Ferrero; •14° Batfaglione bersaglieri,. maggiore, Zanoni; 16° id . id. id. Palla:vioini; 5" Batterìa dell'8° reggimento, capitano Ricciolio; 6a id . · . id. id. Dupré; 1a Compagnia del 2° reggimento zappatori de-I gp_n10, capitano Gey/4et predetto.
Divisione d'i R1:se1·va. Comandante· generale Di Sa.vo:roux. Stato- maggiore~ capo di stato-maggiore, maggidre eavalchini Garofoli: Corna:ndo òel1l'a:rtighe.ri:a, maggio-re (:)stioni; Comand'o del genio, eapit-1 ùo R'lmagnolo ;·
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NELL'tHIBRlA E NELLE MAltCHE
LA CAMPAGNA DI GUERRA
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brigata granatieri di Sardegna, l'l l' batte ria ed il 16° battaglione bersaglieri , e ginnse vn;a;o l'una pomeridiana sotto le m nra di Città di Castello . Le porte Prano chiuse, ed i nostri Yeniqµ10 accolti a fucilate da 70 circa carabinieri pon:i6cii che vi si er ano riuniti con '2 uflìziali. Tale resistenza fu tl,sto superata; le porte furono disch iuse per opera anche degli abitanti, ma i carabinieri si ritirarono nel palazzo del go,·eroo: di là fecero ancora a lcune fucilate e si arresero poi p rigionieri. Le truppe furono r icevute fostosamentA nella cit1à. Il generale Camerana prese pusizione dinanzi a Città di Ca~tcl!o. Il quartiere generale ed il resto del 5° corpo vennero in qnel giorn0 a i\'lontercbi. Il giorno 12 tutlo il corpo d'a rmata trova vasi r iunito a Città d1 Castello. La prima divisione prendeva posizione sul dinanzi ed a fi11 n<'o della città, proteociendosi verso Del vedere. La divisione d1 riserva s i accampava dietrJ la citfa. Nello stcs.;;o giorno fu poi cli"::itaccata alla. vol1a della Fratta un'a\'angua.rdia sotto gli ordini del generale Di Sonnaz, composta delle seguenti truppe: Brig11.t11. g ra na tieri di Sardegna: 16° Battaglione bersAglieri; 5a Battei ia d'artiglieria; 1° Squadrono di Piemonte reale cavalìeria; l"' Compa-~nia del gemo. Prima di giungere 11lla Fratta s' incon tra presso Mon te Castello 11 Tevere ; non vi è nlcnn ponte, ed il guado è poco atto al passaggio dei grossi carri. Il gf•n io dow,lte du nque nella notte costrurre un ponte, che sorv·1 pL•Ì al passaggio dell'intero cor po d'armata. Jl g iorno 13 l'avanguardi1t del generale Di Sonnaz va a Bosco a poche miglia da P erugia, ed il grosso del cor po d'a rm ata si accampa nei dintorni del villaggio di Pierantoni. Il generale Di Sonnaz r iceve l'ordine di assali re, la mattina , la città di Pcmgia, che si sa occupata dal oemico . Il m attino del giorno 14 il generale Di Sonnaz moveva òal campo di Bosco ver;;o Perugia alla lesta della a,1anguarJia summenzionata. La città. di Perugia è situa ta sul culmine di u n e-olle) il 1u~lq
Brigata R :ilogna_, colon_nell~\ 39• regg. luog. colono . Noiaro; 1 comand. d1 brigata P mell1 I 40° id . id, Quintini; , 9° b~tt. b_ers., rna_g~Caldellari : 0
Comandante dei brrsaglierì \ 23 id. id ., capitano Menotli; maggiore Ratti 24° id. id . maggiore Ratti (controindicato); 25° batt. ber;;;. capi1anb Pinelli; 7a Batter ia dell'8° reggi mento, capitano Ghebarl; 11a Batteria id ., capitano Malagoh ; 5a Compagnia del genio, capitano Romagnolo (predetto); R eggimento Piemonte rea le cavalleria, colòn nello Cnsani; R eggi mento N izza caYaller·ia, colon nel lo Ceresole; Parco d'artiglieria, ca[.>itano RaJ 1nghie1i Queste truppe erauo il giorno 9 l'ettembre distribuite sulla ·. frontiera nèl modo seguente : Arezzo. Quartiere generale dei 5° corpo d'armata; • Quartiere geocr •le delia l n divisione attiva; Qui rtie re generale della di visione di riserva; B.rigAta Granatteri di L ombardia; 14° Da ttagliooe bersaglieri ; 2 4° Id. id.; 5• Batteria (da 16); 5a Batteria (da 1G); 7a Batteria (di obici); P arco d'ar tiglieri a del 5° corpo d'armata ; l"' Compagnia zapp1 tol'i ; P iemonte rcide cavalleria. Jlontevarchi. Nizza cavalieri~. C<Yrtona. 9° Bauaglione bersaglieri. Castiglion Fiorentino. 24° Bat1agliooe bersaglieri. Foiano. 5• Comp~gnia. zappa ·-0ri. Borgo S. Sepolm·o. Brigata Gr:ina1ieri di Sardegna o 1 l'· bll tteria ( da_ 8). Subbiano. Briga.a Bologna. Monterchi. 16° e 25° Battaglioni bersaglier i. Anghiari. 23° Battagli,me bersaglieri. Iì giorno 11 giunse l'ordine d'entra~e nel territorio pontificio. Il generale Cameràna si mosse da Borgo S . $ep;lcro rolla
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20(1 LA CAMPAGNA DI (HJERltA da una parte bagna le falde nelle onde del Tevere, e s1 ~rotend~ èlall'altra. sino al lago Trasimeno. 'La sua posizione è dominante e costituisce un nodo di altur,e da l qualè ~i staccano• picC'ole , d,i:r.a,rnazioni in ogni ve1;s,J. Sai principali strade mettono allà citi~ : due provenienti, l'Lrna da Città. di Casfello ,. l'altra da Gubbio, si confondono in nna i;ola a Bosco, sulla s-i uistra del Te,,ere; pE·r questa. ~trada appu11.to si av~mm,a: qnel mattino la: colonna rh;_i,\ generale Di Son1.1 az. Una tA:7.a. strada provieae da Foligno e da Roma; m:1a 9:uarta (m;:1 meno importante) da Todi e pal'imente da Ron1a; una quinta da Città della. Pieve, ed una sestai da Cortona ed Arezzo. La città è fabbricata nel éentro stesso dell'altura, e ;;i protende co's1wi sooborghi lungo tre delle p:rln0ipali diramazioni, a ()a_,,aliere delle st,.ade di Fo~ ligtio, di Bosco. e d_i Cortona. La cjttadella è siinata sul lll to mericjionale àella citfu. La eittà è cinta di mura, incapaci però, a G~gione··dei sobborghi che la dominano, di ,iaJida resistenza. :m genera le Di Sonnaz f.or.mava il progfltto di diFigere l'attacco ai Porta S. Antnnio prevalendosi. della prote:,;ione dei fabbricati per avvicinaisi alta oittad, ]la e di dirigere un'altra colonna alla sua sinistra a precluder€' la ritirata vers0 . Città della Pieve e Fqligoo. Ivientre le truppe d_el genera,le Di Sonnnz si avanzavarao, verso Porta S. Antonio, il genera!€, Schmidt, proveni, 11te da, Città della Pieve con 1500 oomini circa e 4 pezzi da C'ampagna, rien· trava in Perugia e · nella fo~tezz.a dall'opposto lato , e veniva pe11 tal modo ad ac,'.rescere per noi i vantaggi che sarebbero per- risultare dalla vittoria . · A Po1'.ta S . A•ntonio · 1a colonna, .si divise ih doe parti: la . prima, guidata personalmente ddl generale comandante la, 1" divisione, entrò in città formata nel modo seguen te: 16° Battaglione bersaglieri ; 1,. ~ezio'ne artip;lieria; / 3 Battaglioni del 1° reggimento gronatieti; Due sezioni d'artiglieria; Uno squadrone di cavalleria. Ess!l procedette ~er la VÌél- che tende al duon;o, bersag.liata aspramente dal fuoco di moschetteria, proveniente dalla fortezza ~ d,a drappelli nemici sparsi p:3r ·1e vie e per le a~.Sd. Giunt.<i
NELL' UMBRTA E NE LLE MARCHE
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alla biforcazione delle dqe vie che !'lll,ettono sulla piazza ai due lati- del duomo, la predetta colonna si suddivise ancora: i~ generale De Soooaz guidò la ()OlOIJ.na. di destra, ed il generale Cat'o erana prese il comando di quella di sinistra, in testa &Ila quale trovavasi il 3° baltag'iione dbl 1° reggimenti!•' granatieri. 'Le due colonn.e, affrontando intrepidamen tP le scariche a mitraglii.1,, sbocca vano poco dopo sulla piazza. . · r~e càse circostanti furono, non srnza grarn fatica e perlcolo, di subito occupate. Si tentò di mettere n:n pezzo d'artiglieria in batteria innaozi al duomo per. battere la forter.za, • ma si 1ico:1oboe tosto che era irnpos~ibile di mantenrrvelo, talchi/ fu giuocoforza li<mitarsi a, bat\ere fa strda che dal duomo m_ e tte dàrettamente al forte, tenent'Ìo. i pe1.zi ·al riparo dai tiri dell'artiglieria nemica. Frattanto i bers~glin i ed i granatieri si avanzavano di casa in ca-;a restringendo vieppiù l.a sfera d'azi0ne del nemico, ed il 2° reggimento ri0evèva l'ordine di avanzarsi. Mentre ciò succedeva a destra, l;i. colonna di sinistra (2° battaglione dl,11° reggi men Lo grJnaLieri) pres,,ntavasi a Porta Santa Ma.rgherila, che trovò occupata Ja un distaccamento nemico. Accolti da vivo fuoco di mos(;hetteria, ed impotenti contro una porta chiusA, ì valorosi grana tieri si mantennero fermi in posizione, fill(,hè ginnse la c,,mpagnia del genio che accorse con mirabile ardore ad abbatiere la porta. Fra,tta11to i l capo di stato-maggiore della divisiooe faceva avauzare in sosteguo il 1° batfaglione del 2° reggi mento gra~ natieri ed una sezione d'artiglieria. Abbattuta la porta, la colonna si avanzò 1nl'repida in mezzo ad un vivo fuoco di fanteria, che fu cagion:e di sensibile perdit'l al 2° battaglione dl;ll 1° reggimento granatieri. l.a colonna, dopo un lungo tra.gitto, riusciva finalmente fuori Porta. S·. Pietro. Il 2° battaglione del 1° reggimento granatieri, considerevolmente scemato òi numero, occupava lo sbocco della strada che d:illa fortezza mette allo ~tradale di Foligno. Il 1°- bat.taglione del 2° granati('ri prendeva posizione presso la Porta di S. Pietro, e staccava un posto d'osservazione sulla strada. rl.i Foligno; la: sezio:ie d'artiglieria disponeva.si in battéria nelle bel le posizioni del 3iardiu? pubblico contro là porta di soccorso del forte,
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LA CA~:PAGN A DI GUERRA
Frattanto la prima compagnia zappatol'i, nel recarsi · presso alla colonna di destra, s'imbattè in Ùn drappello di Pontificii che la mo;estavano coi lo ·o tiri, e faceva prigionieri" G,O artiglieri nemici e prendeva 40 cavalli. ·A sorvegliare la s 1rada proveniente da Città della Pieve furono spedite tre compagnie del 2° reggimento granatieri, le quali occuparono i l conveuto di S. Giuliano che la domina. . _ , / Le rim~U(ònti tmppe del corpo d'.a.rmata doveauo quel giJrno portarsi in posizione sulla sinistra del Tevere a. cava.liereldella strada di Foligno. · Ma ·• elt' intento di accelerare l'esito delle operazioni del generale Di Sonnaz, mandai dapprima per la strada diretta una piccola colon na composta di bersaglieri e ca,alleria · sotto gl'i ordini del colonnello c0mandantè il reggimento Nizza cavalleria, coll'istrnzi_one d'andar ad occupare gli sbocchi della fortezza che ancora non era no custoditi. . Io stesso da Ponte S. Giovanni mi diressi a...,Perugìa colla brigata granatieri di Lombardia, il 14° battaglione bersaglieri e le batterie 6• e 7a_ f · . Feci ri nforzaJ:e con uri battaglione bersaglieri_A rlq,e ;;qnadroai di Nizza cavall,:iria la posizione del convento di S . Gi uliano, ne:l'intento di preclud€•re al presidio l'uscita dalla porta di soc, corso, ed entrai in çittà per PorLa S . Pietro. Si stava allora tratt.auclo della n:sa fra V. E. _ed il generale Schmidt. Si era concesso tempo fino alle ore 4 perchè il nemico accetta~se quelle condizioni che formarono poi il testo ben noto della convenz:one di resa.. Ma avendo il nemico a più riprese fatte cootroprop,iste inaccettabili, io feci disporre in battr:;ria otto pezzi d'artiglieria sulla passeggiata. di Porta S. Pietro, ed altri dne nel risvolto fu0ri della porta stessa sotto la passeggiata. Frattanto V. E. faceva intimare di nuovo la resi alle condizioni stesse, richiedendo una risposta peran.toria !lrima delle 5 e 50, i n difetto della quale doveva ricom.inciàrsi ìl fuoeo. Infatti all'ora indicata, non essendo pervenuta alcuna definit iva rìsposta, i dieci pezzi di batteria iniziarono il fuc,co co_ntr'o la cittadella.. Senonchè, io seguito alh p:onta dichiarazione rlei difensori di volersi arrendere, le artiglierie si tacquero dopo un qGario d'ora di fuoco, · '
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NELL'UMBRI A E NELLE M,\RCHJ! 203 Pn tal modo cadeva, dopo un giorno di combattimento e di trattative, nelle nostre mani la citt..1della di Perugia, e con essa il generale Schmidt, troppo noto agli abitanti della liberata. città. I prigionieri ascesero a 1,800 circa. Si rinvennero nella. cittadella 6 pezzi d'artiglieria, munizioni di guerra in copia, 1,200 circa tra fucili e carabine, oltre quelli del pres~dio, oggetti di b1dfetteria, ecc., ecc . L'onore d'un esito così pronto e decisi7o ri•nane senza dubbio alle truppe che con tanta i ntrepidezza combattero;io nel mattino, ed al generale che con tanta s!l,gacia le condusse fra. i pericoli alla gluriosa meh. _La ~livisione di riserva, ad eccezione delle poche truppe im• piegate sotto Perugia, prenèeva dopo i l meriggio posizione a cavaliere della strada di Foligno, sulle alture che si innalzano ad un chilometro circa da P,rnte S.- Giovanni, e concor• reva così aWimpres~ assicurando le spaHe degli assalitori di Perugia.. Il •giorno seguente, 15 ~ettem bre, la divisione di riserva mar-__ ciava sn F.oligno. Alcuni indizi, eJe informazioni che ?a qual,che · giorno ci giungevano, dimostra vano che il progetto del ge- . nerale nemico era quello di concentrarsi nelle Marche. Già) sapE,vamo dal giorno prima che F oligno era sgombro , e che l'esercito n.emico a,1eva t raversato l'Appenino. · La divisic,ne di riserva poteva dunque avventurarsi sola su · Foligno, rnenL1e la P divisione si raccoglieva agli Angeli sotto Assisi. Il giorno 16 la divisione di riserva soggiornava in Foligno, e la ia divisione la raggiungeva. Da Foligno si dipartono due strade; l'una, quella. di Spoleto, tendeute a Roma ; l'altra, quella dell'Appenino, tendente alle Marche. Il generale Lrn1oririère ,ll.vea condotte le sue forze per quest'ultima st rada, ed accennava·evidentemente ad Ancona. Egli aveva lasciato però un distaccamento di trurpe a Spoleto. Ragioni !]iJit~~~·"'consigliavano di n.o n lasciare le comunicazioni i n ld\a di que;to disfac'camento, o di qualsia.si altw picco] corro proveni ente da Roma. Ragioni E.OE~~l:: esigevano che si estendesse maggiormente la nostra zona d'azione nelJ'1Jmbria..
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La stnlJcla tuttavia _che, i l 5P corpo rloveva seg11ire .era addita-ta dalle circostaoze, era la ~trad·a delle Marche. Fii adnoqu 9 decis<;> che mentre il gross0 del 5° c-oirpo terrebb~ dietro all'esercito pontifìeio, una e;o]onna: mobile n1arcierebbe.sn Spole(o, , ed impadrouitosene,, occuperebbe• l'Umbria. (Questa coloona fu affidata alla ben irìota perizia del gene•rale Brignone, e com posta nel modo seguenle : )' 3° Reggim ento g ranatieri; ' · 9° Battaglione, f:Jersaiglieri ;· · 6" Batteria d.'artiglieria; Due sq uadioni di Nizza ca--alleria sotto gli ordini d1el comaindaru.te ili reggimento. _ N,·llo stesso grorno, 16, questa, eolonna s'avviava aÌla volta di Spoleto,. e giungeva a•lle 6 ]')Ome, idiane a S . Giacomo, villagg:0, 4 miglia distante dalla detta e:ittà. Il pt l101d.Òne, eh cav,alleria d'avanguardia , spinic.::i fin entro la città, riconos.ceva ch'essà era sgombra dalle tri1ppe nemiche che, si e-rano tu:tte r,itirate• nella. roçca. H giy_;r-i,10 1-' ì i l 5° c,,,rpEI-, pa;rLi1osi, da. Fòligrio, accingevasi n tl'avcrso-rc !•,Appenino, 6 superate le erte· sah\e che niettonp al passo, p~rveo i,:a sull'i iubrunire- al ,•illa.ggio di Cblfiorito sitJuato sulla sommtiità. Le tmppe quindi s1 a,ccamparooo nel l;iano confron1ant<e il ù llaggio dal fa•to d'~lle Marche e spingevano i, loro a..-varnposti, a Seirravalle. Mentre il g,rosso dd 5° corpo marciava stil Colfiorit0, la co- · lonoa del generale Brignooe assaliva Spoleto. Giài alla nwz;,;anotte· da1 l & al 17 egli aveva spechto a Spoleto i due squadroni di Nizza cavalleria-, i quruli per la via di Gi rcnnra.llazi0ne ave;vano raggi,~mto la strada tendente a Terni, e• rret,ludevano pe1t t.a•l medo la riiira.ta ati difensori dP-lla rocca:. Ad un'ora antiÌmeridia'lia la c©lonua.1·muoveva: da S. Giacomo. · • E>ne compagnie, bers-aglie1'i recaronsi ad occupare monte· Lugo, posiiione dominante l'intemo1 della rocca:, onde sorvegliare e,:I inqu_ieta't'e i difensori .. Altre dLrn 1 <?01111•agnie bersaglieri ed il 1° e 2° batt!igliono del 3° granat(e.ri· entrarono in città ed occuparono gli sb·0cchi del forte. Due sezioui d'artigliq·ia· pn difficilissi'me strade anclaron0_a-
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205 ·Jìletrensi m batteria ·at colle r.r\ rano, posizi,sne ,domi:F1antt:e la rocca. Il 3° e 4-0 b11ttag1ione granatieri ed una sezione di .artiglieria si ·s'."lffermarono in ri;;;erva a'n'.ent.r.ata del borgo S. Gregorio. Alle 6 antimeridiane .fu . intimata la r.esa _c1Ha rocca . Si inta1·<,>laro.no trattative ,m;t io,darno, · , Alle 10 il g, nerale 131i~.10w.l fe:oe aprire il fuoco di arti~ glier.ie. /\ mezzogio no la .s.ezi,)ne , r imasta_,in r ise.rva, portaYasi di trotto al convento dP.l Cr,icifi.:;s:,, mettev!lsi in b,ìtteria sot10 il ,t.i ro di mo$chetteria. ,de}'a piazza , ed, apri-va ,u,r1 viYo fuoco . Ciò nonrlimeno i tiri· .d·a rt:glie1·ia poco danno· nppart'nle reca,1ano ali~ piazza, perchè le .artiglierie dél coUe distave no di 1200 -metri dalle mura, e que:le dal ,C'.;;·o.ci~,;so 1rova.vansi situate troppo j!l bas,so. . Il generaie B.rignone ,risoll'evasi, all@ra di- dar•~ l'a:::salto, e fatto raddoppiare d'intensità ~l fuoco delle ar1iglieri.e, rlispo111eva in colonna d'attacco le due compagnie berrnglieri t~d il 1° battaglione del 3° graÒaJieri ç.h'erano io -città, arrna,nµo di n-iasse , l\ELL lrnBl(U n NE/:,'l,E MARCHE
EA CAl,l,PAGNA Dl GUERRA
e di sc,iari Ja te:;ta del battaglione.
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La 33a compagnia 0,ersa.glieri pr.ende,va rìso' ut11rnente pòsi zione di 'fronte all'iogresoo .della rocca, agli sbocchi delle ;;;tr:ade, nelle ca5e e d ie1ro ogni accidentalità di trrreno : essa ,aiprì · . cootemporçinea,meote ,su,i dif.ensori ,um. f~10©.o animato per. prot.eggere i l movim••nto offensivo deHa c0lonna. La 35" compagnia s i slanciava ai passo da. cor~a isotto Lm vi~,issirno fùo ·o di moschetteria e cli mitr.agha, S'llperava la ·. prima porta, •percorrl:lva. l'ardua sa1iM1., ed aa)r0statia da.Ha seconda porta solidamente sbarrata; tentµ.ira at,terr<!ffla, -sostènuta sempre dal 1° batt.a,glione t!l-el 3° granatieri , cthe gnidato d1all'irnpareggiabile sangu,e ,fre ldo del suo ·ml'l.ggii0,re, si. era slanciato Rnimoso all'attacco. Senonchè il generale Brignone., -che aveva personailmente chre,tt'J l'a~salto, rÌr'ono.sciuto inutile, ogm.i ten.tativo di attPrrare la seconrla porta, dava sul luogo egli stesso il ;;~gna;le. della riti1.ata. Qu~sta fu :eseguita con ordirm.e ,iverfetto dòp0 aver seminato di morti .e ferì.ti la salita ed il v,icim.q pi-azzale. Que-;te trnppe con.tinuarono sino~all'imbrnni.re a rispondere vivamente al fnoco del nemic@ -dagli s.b@~ch,i e dalle case.
206 L A CAMPAGNA DI G'JERRA Alle 8 di sera il comandante della rocca, maggiore O keilly, facev.a chiedere al generale Brignone, ed otteneva una sospensione d'ostilità n ell'intento di ritirare i feriti. Sc"'enrleva poi egli stesso al quartier · generale per riprendere le t.cattati ve. In questa conferenza. fu stipulato l'atto della resa1 pel q uale l'intera guarnigione si costituiva prigioniera di guerra , e ia rocca colle armi, munizioni , cavalli , carri, viveri, batritterie e da nari del governo doveva.no essere cons"gnati in.}ostro potere. Appena firmata. la. capitolazione , fu occupata_ da una compagnia la pl,rta del forte. La co • Yen zione doveva essere eseguita, come lo fu infatti, il mattino del giorno seguente 18. Uscirono prig ionieri · di g uerra circa 800 uomini, fra i quali 27 ufficrali ~ rnonsigrior delegalo, il qua,le al nostro avvicinarsi s'era ritirato nélla _roc0a , lasciando alle popolazioni. un proclama, nel qnale prometteva il prossimo aiuto di 1ma grande . . . francese. 1, d~visione Le nostre perdite ascesero a 13 m orti e 50 feriti, quasi tutti della piccola. colonna che mos~e all'auacco della rocca. P er tal modo cadeva n elle nostre mani dopo un giorno di combattimento anche la rocca di Spoletc~; u ftirrio bafoardo del nemico nell'Umbria. ~ ~ Il generale <'Omandante la spedizione dava sotto Spoleto una novella prova di quella sagacia e di quell'ardimento pei quali già era salito in tanta Jama . Egli univa così alla gloria delle armi anche la sodd isfazione d'avere in brevissimo tempo con un brillante fatto. suggelLita la pacificazione dell'Umbria. · .. Il giorno 18 il 5° corpo da Colfiorito scende-va a :M uccia, -... dove accampava.si spingendo gli avamposti sino a Ponte la Trave. Il giorno 19 il 5° corpo òa Muccia va a Tolentinc\; le truppe si accampano oltre }a. città a cavaliere della stra.da di Macerata. Mi perviene la lieta notizia della vittoria di Castelfid/lrdo, avvenuta il giorno preceìente. Alcuni sbandati giungono nella g ior011ta a Tolentino, e re · cano qualche particolare del fatt_p. ....
NELL,UMBR!A E NELLE MARCHE
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Al g iorno 20 il 5° c0rpo da'Tolentino marcia· su Macerata: D1mwte l11 marc;a rice,1 etti la notizia della capitolazione delle truppe pontificie, che .si erano ritirate per Lordo. Il 5° eorpo · accoglie con giubilo le aotìiie della vittoria di Castelfìdardo e deHa capitola,zione di Loreto, e s pera di giungere in tem p) per la p resa d'Ancona. · Le truppe del 5° corpo (meno P ieminte reale cavalleri_a. , che rimane nella va.Ile del Cbienti) vanno ad accamparsi sotto Macerata , nel piano che si stende al di là del ponle sul torre nte Potenza. Ivi si congiungono alla 13" divisione provenien:e dall'alta ,,are a..lla Potenza, !a quale da alcuni giorni erasi stacrata ,.'lai 4° corpo .per venir a rinforzare il quinto. · Mei:itr_e sur;c.edevano questi fatti verso · Ancona, le · informa• zioni provenienti dalle provincie _ji Fermo ed Ascoti accennavano ad un sistema di brigantaggio che si stava forma ndo su vasta -sca la in detti.:) provinde, ma s·peci:J.lmeote nell' ultim'l per opera di monsignor de Angelis e del Sevigné. A reprimere siffatto disor,lioe fu fisol~to s1accare in quelle vrovÌdlcie una colonn a mubile. Ne · affidai il · co_imiuù~ iii uolonnello brigadier.e Pinelli, a l· quale fnrono· dati ampt p1,teri. La colonna fu . composta come segue, Brigata Bolr,gna; 24° Battaglione bersaglieri; 5• Batteria; 1 Squadrone Pi0monte real.è cavallerin . . Consegnai al cavaliere Pinelli molte c"pie di un bando p ub• blicato · dall'E. V. , col quale si prescriveva che entro 5 giorni ognuno, deposte le a rm i, dovesse rientriu e al proprio focola re, e o-lì diedi le istruzioni atle a guidarlo ·nella. sùa missione. giorno 21 il 5° corpo a·arma ta, da Macerata e__ dinto~ni si ~ ~ l f f i : t n e verso i I m a re , nell'io tento di perlustrare il terreno e fermare g li sbiindati nemici_, ch e in gran numer'o ,:i ~ggiravanG n olle campagne dopo la rbtta di Cas1elfidardo . La colonna d i destra, composta del 4° granatier i, del 16° battaglione bersag~ "e''del reggimento 'Piemonte reale, percorre,,a la v alle del Chieuti e le colline sulle quali .sorgono
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LA CAMPAG;;.A D'I GUERRA
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Morava1le e Civ~taouova, e ~'eniva ·ad accamparc;i pressu la foc€: del 1orrenìe Asolo. · La colonna ·del cen_!,!;$ , composta del 2° .grfnlatieri ,e del 23° battaglioneb ~ieri, percorreva la · eresia che da Macerata corre per monte L npone ·a. monte Saoto, e scendeva ad accamparsi a Santa Maria di Potenza. · La colonna di.••§~ni~a, composta d~l 1° granatieri, 2i5° battaglione !bersaglieri, 'J·• ed 11" battei-ie e due squad rnnif Nizza cavaJ:lcJ,ria, seguiya il grande st1adaie che passa fte r _R ecanati, e si rer,aya a prender<:! stanza a Lore.to. Il quartier gc' nera!e da Macerata trasferivasi a · Loreto: NiJlo stesso ·giorno giungeva a Fermo la colo::na mòbile del brigadiere Pinell.i, ed ivi constatava che non s0lp Fermo, ma Miche Ascoli erano sgorpbre da truppe nemiche : il Sevignè lo si dice_va fuggito a Roma, e le ban_de da esso formate in piena dissoluzione. -11 giorno 22 le truppe delle due divisioni si concen tnirono nel piano sottostante a Loret@tra il torrente 'M usone e le Crocette. La la divisione si accampa a ·destra della strada 'Che tende a Camerano, - la divisione di riserva a sinistTa. _, Nel matt-ino dello stesso giorno, in seguito alle notizie rice,,ute il giorno precedente, io, trasmettevo ·per· telegrafo·. al brigadiere· P inelli l'ordine di dirigere su Ascoli il 24° battaglione bersaglieri, il quale doveva ivi prendere stanza , di ritornare _indietro col resto della sua colonna, la . quale doveva raggiungere a suo tempo il gi'osso del corpo d'a,i,mata. Il giorno.._...,.,_, 2.3 le truppe del 5° corpo si avanzavano a surrogare sulla destra della linea quelle del 4°, che tenevano io;vestita la piazza d'Ancona. ,. Feci occupare con forti distaecamenti gli Angeli , il Poggio Massignano, e posi in riserva a Camerano la brigata granat ieri di Sardegna, il 14° battaglione bersagl ieri e la 5• e 7• ba.t· teria d'artiglieria. Ordinai infine che fossero occupati il convento ed il telegrafo di monte Conero, nell'intento di impedire qualsiasi segnale col-la piazza. _ · La colo,n na tlel brigadiere ~inelh s'accampò _la sera di questo 5iorm nei piani dél Muso,ne. Frattanto ad Umana s',incòmin-
cfa,,,a lò sbarco del parco d'.arssedi'9 dai •regi vapol'i di t!raS~rto 1
Tanaro e Dora. Il -giorno 24 si restrinse l'investlmentG della piM'ila •p-er rnetzo· d'una marcia avanti . · i[[ 5° corpb d'arm;i.ta. 0coopaw1. '1a is!l"tit ,di 'qU'-èl gfotno la · linèa che oalPoster'ia delle Tavernelle !loftb vm·onte Ago !li sitenide· per monte Baldino, e le •ahu're di % onte Aèuto al mar-e. ,. · •A1'r~trè'tila ·des\!ra, -sulle ahu1ile d,i mò'!itte :A.~uto, >a.1f1:>b'! Siato' ai1le ·toi: :citl c'hè sceFtd·e no a4 mare, a •t aVa'li~re della ,'straclll t:l::fu da Varano tende ed Ancona., el'a il 25° battaglione ,}jéf~sa~"1è.1'i cdlla :3~ :sezi'one ,a,1311•11• battel'ia d'a ·s. f 1A wìottte B'a ldfoo i"! 3 9° reggi meato lfao ti;tri11.•, il tl3° ba:ttata_g li&a~ bersaglieìli. 'è }a P rse'bm·e (rigrura:) dell'Ha ba~teri!L. ;AJVa !3~is~rà presso l'osteria dell'e Ta:vretnelle ,, ' 81!i•rlà. ·clé.~Wa. della strada di . Loreto la.a 11.:ticona, i.I 4:b regg,i@'e'fit<l> g,Yam1-til3ì!Ìl, il 1.'6° baltaglione 'bersaìglieri e la sec!1>nd.i se:ziohe de:Jr l l ' 1fu'atter,ii. A Va.ra:rio iu riserva , la brigata ghmà.tieh · 1.% $àrd~g#a,, il }l):) b11bìagl,i'one bersagl'ieri e ie 'b'a'tteti:é ·5• (da iJ.f6). e là 1/-. (ifa obibi)-. ... A Umranà Ci'! 4J0° r~ggimènto. n i!faarti~r g-eneralè tlèil c-apo d'a,rmata a Q!a1J!te'.tané. La piazza d'Ancona ha ~,è.rso 1tè1'1'a una 'cÌnt11 rrinf{)'.llzàta Grn dae p1~fii;ni fc:u lm-inanti; alla ·nostra ti'Jilistra 'l'à tìttàGl'elfa 6"ò'l ;c:i.tiilpo trinèerato; sulla nostra destra iì fèlrtè 'U1ppuc8 nt Fàréc&b:re <!pèré <'àva:é.zate G0-'ronano ,i pùnti pì'à ·e levati dih'Bànlzi 'tà cinta. •ArHa tnestra sinistra 'eh ·fronte' aHll trupr,ie 'd el :4° édt-po la riìloti a àe'l Foslltoré 'èh~ domina le stfade pr0\-hl:ti'eMi da: Si1ùigagl~a, ·e d-à '():;jnio, A'lla lèstrte.rba z!estra d-i front~ •al o0 c0t p0 if' fo'rt~ dlii rGà!rtlètto (i,n rn11u a,'llqra) che, àppotg~i'alo IaJl mtire , ·serve di opera avanzata al forte. dei Cappuccini. Dàìll' a!ltura ·sulla qual'e <s' itn:val2a 1a dftad~lla:, si tiil}D'arte alt9~ ., t:·0sriera -su cu-i sono ~Mtrutte ,le dp8re , hna di te'gffitt5 a~l'al:tra : là pi~ vicilil'à. -alla cinta è la hllnema cl'\ 8 . Stefano (it 'mur/1.t~ra); q.ue\la di mezzo, prù alta iJ'élla p-tecedebtè; è ,la lunetta di monte Pulito (in terra); J.ra pliu vieÌ:nà ·à lllt>i ·è ,s i1tlilatla ·sul morafe. Gulminanlt'e tl~Nli. eostierii:, fè . la luìfatm di mònffl:l Pelag0 (in tèrra). La é'os1ieta sulla. quale solfo ·costrì!lt"te .AN110 V. Voi. IV. - H . 1
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U CAMPAGNA DI GUERRA : 210, queste tre lunette, si protende incurvandosi lungo il mare sino a fronte dell'altura di monte Acuto, dalla quale è. separata da un avvallamento ddla lunghezza di ollre1 un chil0me1ro. Os-ervaì iu quèl giorno che nòn sdo monte Pelago era occ11pa10, ma che una · barricata era. st~t1 costrutra presso. la casa Alta\i.lla, si:na1a sulla còsfoera sudd, signata, e lontana Jun chilometro circa dalla lunetta. Gli avamposti nemici oc9npavnno le ,·arie case della detta co~tiera e si prottndev1rno ne!la valle sottostante. , · Ma da mnnte Ballino feci dirig~re colla sezione rigata a1cuni tiri su morite Pelago, i qndi vabero a convincermi che potevasi tra rrn a buon partito della custi,-ra che da monteBaldino scende alle GrHZÌ•.·, per situarvi p ,zzi di gran gittati ad inquietai:e il. nemico nelle sne orere. i Nel gicrno · 25 il quartier gPnnale del 5° rorpo tra~feriva5Ì nel rnattioo a v,lla Base.lari, sulla strada da Varano a Ancona, aJJ'ali.ezza di tnoòte Acnto. 11 40° reggimento rag~iungeva i! 39°; da Umanà già erano g[unti prf::sso monte Acuto i primi pezzi dd pa1·co d,'assedio. Il 23° e 25° battaglione bers 1glieri, di bu0n maHiuo Aransi por1ati ad uceupare il casino· di A ltavil'.a, punto i-1 più alto sulla costiera: d1 fron te a mon1e Pehgo. · Gli avarnpntti all'avanz~r~i. dt'i no.5tri si erano ritirati; ·taceva tutt:iv1a il cannPne della lunPttll . . In q~e'$to mezzo, in seguito ag!i or~ini dell'E. V.~ i.o diedi Je· prime disposiii,1ni per pr1-•p1.rare l'attacco/ di mon·e Pdago. R ichiam:ii: sull'estrema des1ra della l,nea d'investirnP.nto le truppe del 5° cQrpo, che furono surrogate da 11:ltre del 4° corpo, e feri entrare in linea le truppe c.he si trovavao,o in riserva a Varano. Diedi ordin(_J al signor comandante la brig11ta Bologna di avanzarsi a sini,tra del casi.no Altavilla sotto la protezione dei pipg·imenti del terreno; feci av.:rnwre Id 7a battnia. sul la costiera con un baitaglione del 2° granatieri, ed il 14.0 battaglione b,·rsaglieri m ri~erva. Le altre truppe si disr,o,er?· dietro di queste, parte all'alt~zi?- di c~sa TriRchet1i e parte nell'avvallamento sotfosta.nte.
NELL'Ul1BRI.! .:l NELLll MARCHE
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Mentre si eseguivano le prime disp·isizioni, la lunetta apri il fuoco d'artiglie1ia Gontro l,i truppe che si avanzavano, fuoco lento e misurnt:o m1 ben d1ret10. Frattanto .si stavano esami~ nnn<lo le local-tà pe:r vedere dove si potrebbe sitoare l'artigheria-. Si rioonobbè che la distanza del casino Altav;lla, che · è il m iglior punto per battne la lunéttà, era troppo grande perchè gli obici da campagna ·,soJi potessero riusci,e effièaci . ·Si fece adunque avamare la 5• . batteria (da 16) ed in pari tempo si provvide percbè su.ila desira del casioo fosse costruito u no spalleggiamento per coprire 1O pezzi. Il ·detto spalleggiarnen to fu in b,evis-imo temp,1 (5 ore) costrutto dalle compagnie.del g,>nio I• .e 5', le qua li contemporaneamente costruivano altro spalleggiamento sulla sinistra, un po' indietro dal casino Altavi1ia nell'iutento di collocarvi 2 pezzi da 16 rigati. 1 Durante questo tempo una frc~gata batteva monte Gard(ltto; ed i due pezzi riga ti da 8 si tua ti su monte .Bald ino dirigevano i loro tiri ~u monte Pelago. Alle 3 ore ultima.ti gli sp~l1eggiamenti, sei pezzi da H3, e q i,J.'lttro .obici erano in batteria snlla destra d el casi oo Altavilla, i due pezzi rigati, .pariri1ente da 16, erano in batteria ~etro l~ spalL•ggiamento di sinistra. · 11 fuoco comjor.iava imm»ntinenti, ~econdato dalla parte del mare da una fregata che -du-igeva essa pure i suoi colpi .su monte Pelago. Il fuoco dui'ò fino a notte. Le due batterie inondavano coi loro tiri la lunetta, ma dalla lunetta si rispondeva viv~rnente. I guasti prodotlÌ nel para.petto da' nostri tiri non apparivano ancor tali da giustificare un attacco; si, dovei.te dunque smettere l'idea per quel giorno. · Si progettò un attacco di sorpresa per la notte; ma si dovette rinunziare anr,he a q nesto progetto percliè si .riconobbe che il nemico. vegl.iaya attentis~irno ed era uscito in forze ad occuparr3 le case di Pietra la Croce , _villaggio situato tra la lunetta ed i l cas·no Aitavi ~la. Ne~la n.9tle le nostre batterie non si tacquero, ma rallentarono il fuoco. i1 giorno 26 di buon matti no si decise di costrurre una nuova bat«;ria sull'altura a sinistra del casino AltavilLt. A protpggere
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2 12 LA_CA:iu'AC~A DI GUERRA . la costrn;,lione d1 questa òatleria si C!'edctte opportun_o di scac~ cia re il nei;nico dçi, Pietrà la C1;oce. A tale etfett0 il gene.u~le di- Savoiron;! orrl-jnava cl.te alle ore 10 il 39° reggimento di fanwcia a :3if}istra, formiito in d1,1e colonne <Ùtttacco, ~ol 23° bat. tagl1on~ lie.r,saglieri, pure form~to in due colonne s.u}la destrll, si por l~Siiero su Pietra lç1. CronP, ~ostenuti in sec•.>nda lin(;a dal 40° reggiròento col 25° bçittaglione tiersaglieri . SP.nonchè il nemico, caleolan lo l'importanza. dell'altura che dai nqstri ·volev;isi armarP., rivolgeva i t:iUOÌ fuochi ç.alle uove del ma,ttjog su questo punto, e quasi cootemporanea)neote tentava con unç1. s•;rtita d'in.teuom.p~re i lavori, ai q•1ali g_ià 11na compagoia del genio davç1. opara . La 7a. compagnia del 39° reggimento, e la 7a del 4,0°, che era,no agli avamposti in .quellti direzione, arresta,no e :i:espingono l'a ttacco, in~egur>nilo il nemico fin sotto lo spç1lto ·della lune.t ta del P elago. lvi sooo costrrtti a ferma rsi e coprirsi dietro un pie2:ameµto del (ern,no. M,mtre il comandante ·della brigata BologJ1a sta dispo11Pndo pe. s'.).steoere queste due c0ropagoie, il e,eaera'.le di Savoiroux, giu,dicando· questo momento favorevole pe.r tentare l'altacco finora sospeso, ordiaa alla brigata Bologna di lanciarsi col pi.ù gra o y1gore sul Monte Pelago unitamente ai battaglioµi rersagli~l'i 23° e i 5°. Il nemico a questo vigoroso attanco oppone uoa focilata d :sordinata e colpi d'artiglieria a. mitraglia che non arr~~no pq.pto ·i prodi volontari della brjgata ,i3ologna e d.ei dqe . sud-_ de.tti battaglioni b,ersaglieri, i quali avviluppano la lunetta, f:ìl gettano nel fos~o ed 11,scendono il parapetto. Il 39° reggimento pianté!- la s1,a. bandiera sul saliente. Le truppe del 5° corpo che mira no l'attacco, sai ut11no con applam~i la vitt<iriosa baqdiera, ed i l nemico a bbandona; disordinatamente l'opt-ra, lasciandovi 5 pezzi d'8rtiglieria, teode, eoc. I nostri, inebbriati dalla vittoria, inseguono il nemico ·al punto ch;p come di sorpresa trovasi in facci4 all'altra luneua de! Mon te Pulito, e senza esitare scalano aoche q•Jesto secondo parapetto; e- s'iropadroniscooo anche di questo i rriport,mtissimo puu to dopo poca resistenza per parte !lel nemico, cbe lascia nelle nostre m uù ~ltrj due pev.zi dt\ campagna. L:t biwdiera del ,:\0° s~~t.ola iiu1 ~é\.li~te della lunet_~ di Montt;I P ulito,
-~ NELr.'u~mnu E NELLE MARCHE
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Alla presa di Monte P ulito cooperava eziandio una cort,·pagnia dell'l l O battaglione bersaglieri del 4° corpi) d'armata, la quale da Monte Baldino vi si era recata attra\'ersando la ,alle i\11:1.ano. Dopo ia presa di Monte P ulito a gran pena i comandanti giunsero a rattenere le truppe, che già si e1·ano spin1e sino al r..imitero, a 11ochi passi cioè dalla lunetlà ri vestita in muratura di San Stefano. Monte Pulito è occupato dal 39° situato nel terrapieno e nei fossi della lunetta : i due battaglioni bersaglieri sono i n posizione alquanto iodietrb a de,tra dell'opera; il 40° re?gimertto alquanto indietro a sinistra; la 111 compagnia del 23° battaglione bersaglieri sta alla go~a della lunetta ov~ tiene testa alle riprese offensive del nemico. F rattantri ,•erso le 10 112 il 14° ed i l 16" battaglioni bersaglieti, e la brigata granatieri di !:ardegoa sono ace.orsi in riserva al Monte Pelago. Il nemico concen1ra i fuochi dèl Gardetto, dei Cappuccini e della cittadella · su Monte' ,P ulito; il che rende diffici le il sost!:'ner,;i. Si dà al:a squadra Jl segnale d1 cominciate il fuoco; una fregata cannone/g·a il GardeLlo. La brigi»ta Bologna è rilevata dal 1° Grànatieri . A:l momento io cui i battaglioni 14° e 16° stanno per rilevare il 23° e 25°, una sÒrtita dalla piazza costringe i cinattro battagtioni bersa5lier i a rimanere tutti a Monte Pulito. Il generaile cornaildante la brigata granatieri di Sa rdegna si reca a Monte Pulito e si fa seguire da altri rinforzi del 2° granatini. Malgrado le dtfficoltà di mantenersi io uo:t po-sizione cotanto· esposta, le nos-tre truppe col 1010 contegno tolgono' al nem ico· ogni ulteriore idea di ripresa offensiva . l<'rattanto le due compagnie dd genio l' e 5• procedono ai lavot i occorrenti per coprire le truppe e costruire· gli spalleg'giament:i per le batteri.13, Al ~fonte Pttrtto si costrnsse alla sinistra déll'opera uno spalleggiamento per dne pezzi da 16 rigati, i quali messi in batteria cominciano, · cinque 9re dopd la· presa della lunetta, ilfuoGo contro il campo trinrel'ato.
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LA CAMPAGNA nr GUERRA
Sullo spalto poi dell'opéra, di fronte al saliente, si dà principio ad uno spallPggiamento destinato a coprire 3 ·pezzida 40 r igati, dire\ti r1ue alla lunet1a S. Stefooo ed uno ai Cappuccini . A' Mon1e ~ o si qecide di stabilire una batteria CÌi mortai: alla destra• dell'opera, -per ordine del comandante· d'artig!ierìa del 5° corpo, si dà principio ad nuo spalleggiamento d~;tinato dapf rima a coprire 6 obicì da campagna diretti cont.fO Monte Gard!;Jtto. · . Sul far della sera nn pezzo r iga10 da 40 è trascinato alle Case1te del Cas,ellano sulle al!ure di Monte Bald ino, ·1-,er e,:sere ivi 1•0s10 in b ,tteria iD prossimità dei- due peui rigati da 8, della 11" batttria, i quali da l mattino avevano preso quella sizione. · OIJre. alle due compagnie ·del genio del 5° corpo veniv:ano verso. seta i mpiegate ai· lavori anche la 3a e 1'8" dei 2 9 Teg--gimento 2appator1. Nd giomo.27 no.n Sijc,edono fatti rima rchevoli per le trn ppe, ·ma si cnntiuuano con alaçrìfa i Yari i lavori . · In S"guito ad una OllO\'a ispezÌOOH di Monte Pul:tn, si riconosce· che la posizione scdta dal comandante dell'ar tip.l ieria dtl 5° c<wpo per la batteria da obici da ca:npagna è ecN,1.ll...nte , per stabilirvi pezzi cl'asrn<lio; si dà per ctlfi½Pgùeuza subito opera ad aumentarne ln sviluppo in modo ch'es-sa _possa coprire _otto obiçi da 22 centimetri. · Si continua frattanto a lavorare ,dia batte1Ìil.- da 40 del MQnte Pelago, alla batte.ria di mortai di Mon1e Pulito, alh ba tteria presso le Casett,i dd Cas:ellano, e si cqstruiscono, pr-ir battere d'mfilata il Ga,·d,·tto, due batttirie, l'una a destra, ·1'altrà a si• ni's,ra della strada che da Pietra della Croce meUe .a Porta Farina. Tali batterie sono destinate a coprire 6 pezzi da 16 rigati. Il giorno 28 continuano i lavori per la costruzione·d'"lle batterie e,l il trasporto dei pezzi cl a-sedio. Le nosire ba.tterie di terra tacciono SL1 tutti i punti, es -en lo intenzione di V. E. ehe il fuoco debba a suo tempo aprirsi contemporant>amente da tutte le batter:e. · D,1l'e 3 alle 5 succede q l•!ello stupendo attacco contro le opere Uella p:atlZa dal lato di mar,~, che res0 vieppiù rn_ani f..,sta la y~lentìa e l'ardire della nustri;L marina,
Alle 5 pomeridiane; il nemico i nalbr.ra la bandiera bianr:a. Alle 7 112 pomeridiane ,v. e. mi o,rdioa, di co:nincia,re al pi::i presto i l fuocu di tutte le ba tterie. [o mi reco col . m'io stato-m,1ggio1'e al e.asino Altavilla per sollecitare di là l'ultimazione dei lavori: ma: poche sono le batterie già pronte, talchè sino alle 3 del mattino seguente Ilùll si pc,tè dar principio al fuoco gen~rale prescritto. Il giorno 2\l è l'ultimo dell'assedio. Ndla notte io aveva giudicato che -il nemico sco1aggiato e voglioso c!i capitdare avreube per avventura' ceduto ad un c6lp0 ardito che in a tt,e c1rcos1anze sarebbe siato teme'rariv. Siffattt, colpo e:on,isteva nell'-entrilre in città per Porta Farina, passando in mezzo a: due [ort,i S. Stefano e Gardetto· occupati · dal Mmico. fo c11ricili di quest'impresa il lungott nenie colon~-ello Fem·ro, rnmaridante il 4° reggimento, al cui comando affidai, vhre -i l 4° re~gimento G,rana.tieri , anche il 14° batt~ghone bersaglie1i, i l 16° ballagliooe ber~aglieri, una sezione d'ar1iglierìa della 5a batte1ia e i:Su conipagnia del 2° -reggimento ~appat,wi. I! pre,lelto colonnello p·utl da Monte Pdago alle ore :3 I j'2 e giunse pr,,sso
J ·. • po-
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Porta li'arin~ ~l pri mo n.lbog3,1n.re, >"-énza essol'e stat o inquietato
nè da ila lunetta S. St,efa nr>, nè dal Gardetlo . Alla birreria presso porta Calamo vegliava un po~to nemico: esso si r it1r0 pruuiameute, e diede l'a llarmi in città. La fucilata cominciò im rnediatamente per parte del nemico. · Il 14° batiaglione b<'rsagliE'r1 elltrò pel primo m l Borgo. I· bers~glieri deil'est rema a,:anguard1a ed una parte dei z,1ppatori s1 spin-ero sinQ alla po.1~a pr>r con0scere lo st~to, · rtH·'n,re il batta~lione st.·sso si . stabil irn nei piani sriper,or1 delle case, rispon le1.do alle fucilate del uEcmico ap1,ostato _dietrn le fe1itoie delh1, cinta. Il 16° battag1i'one bt>rsaglieri nell'intento di stabilire una diversione volse a s in 1stra e si stabill avanti Porta Calamo occupando le case vi'c°ine. La sez10ne d'artiglierj 1 scortata dal bat:aglione Granatieri si c.o1locò a 100 passi dalla purta, e cominciò a batterla con tiri ripetuti. ' · · Il 2° battaglione Granatieri si por tò verso, Porta Calamo, il 3° batts~liono si dispose l,,e,alm nte a d,st,a, pmnto ad ,,, ( 0
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216: LA CA:MP A•JNA Dl GUERRA tral.'e in città appe>na bat.t.uta; la p01·ta, il 4,-\l battaglione s\ette irn risn(Va all'ent1111ta, del' Bo1'.go. L'effetto éiPi tiri dell'artiglieria, I!OU coDrispose però· ~il'aspEtttaz~ome: i pr,àe,ti, in,vece di S'i'O.rrne,tttc:r.~, foJJa,1ano, la p.o.rta,, la quale tFo"avagi ,iteuc1ta, intern&meot.e fin0, 4 metài altttz7ia. he c@se (ìra. no iin qnesti teux~;ni quariEb si pre$!31iltò\ un -r1arJarnen(ario che 11edarpava · [D@,r; p,r.tei de.l generale, dfl .Co.urten. eh(;, sta1J1te le tratv<!,tive . ~end~!ltl; si c,ess:;iss~ il· foocw/ , A V,G:Odomi il e;o.lounello Ferre;-o ch~-0stQ 1str:1zi@~i a, qiU.6,5tO I)igu·ardoi i 0, in- di.peaderi~.a dE1gli 01·dini òi .''i{. IL , rispond;:tvé\ obE: dotyesse. 0ontin11are, e gli inviiiva, iu r infqr;,,Q l1p altr~d-0.e se.zioni de.\la 0a ba..Me:ia .. Ll fuoco fn ii:i.fatti ripreso., ma s1 rncontraroQp l!il djffic<µltà st~.s.,e p.er abba.ttere la p<Drta, Il rielilli.co continuava a i;i:a;.po_ndere~, ma i~di ai pocr,, e ad un tratto cessava il ~lJ(ileo. Un parla,rneutario mmico si prese.u:ta,v,a, al luogotenente c,o_l0r~n,klllo · F)er,rero. · Il p_a rlanumtario. assi<;ri.va e4a le co1c1òizioni delll!c res·a -erano cpn,venute, ed i • sistev&1, pncbì. s~, cessasse il fuoco. 11 l1J0go, tr.u.einte, colon nello 1Uii manda va.chi<?,fl(<rP. nnovi $chillri rne1it.i .r:he io gli forniva . S~nonch~. poco stante giungeva 1'0,·din~ di Sf;)Spe:a,ç1ere, ogn i ut~teriore, opE:°razÌolile,. or4in(f che io. t r.a,smette'la-su bito al· sio:uor ' 10) , comandante del 4° r.egg,t;rneat<;> GraoatÌ!Jri, chè desì:,teva, e.osi d.a ogo•i ulteriore offesa, P~, ta;r.ìi un djspaqòo elettrico de,ll'E. V. mi ann.tm7,i,ava che Ani;pR,a, era, nostra, e ,che il rr('l,sidi,) er\li prigio,n~e:ro d~ g,ucma. 1 Io, el)lt rava la stessa. sera in città al!f!, tepta del 4 6 reggimento per1 pprta Farina,, e, le mie t,1ruppe oceupavan9 quei, fort~ rbf} avevano conqui,;tati e quei baluardi che avn~bbero,, q1.1ia,\ora nii fqsse , rima5to. il tern1Jo, bel). saput o espugnar,e., È, de~~\o mio, ECGellenza, render qui la. più a,JP.pia tesJim.o• nian_z a di r,;oddisfazione alle truppe che, in 9.iu.esti dici<i)tto giorni di C,çì1'.)pagna ho ayuto sotto Ì miei orrfo1i, IQ non dubitava del lor.o viaJpre, m e, ebb;i caJ:,.'lpO di appte~zare. l.EJ lor(j) abnega,zioni nelle marcìe lunghe e seguitate e nei disagi della. guerrai e , l30~Ql. li.et0 qi po;er a~serire. che, esse p0s5-iedono _in: g~aao emi-
NEI.L 'UMBRI A E NELLE MARCHE
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nente le doti del buon soldato, <lacchè sono ad Uli tern po sprezzatrici del pericolo· e. si,fferen ti della fati ,. a,, e. de.i disagi. Così fini.,<a, psr dìfelt© di 001,1-battf>uti, 1ma..@uena i cui principali caratteri sono: l'essere stata bre,•e al di là, d'ogni previsipne, il non contare nessun parziale insuccesso, il non, contare alcun trionfo che non sia. al tutto pieno e completo.
Il comandante gene1'ale del 5° corpo DELLA
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RoccA.
219 dopo 5 gioroi; ma il maresciallo di Belle-ble non avea dimesso il suo primo disegn o, di trasportar cioè la guerra nel cuore degli Stati SMdi, ed aDzi vi era vieppiù eccitato da.g li ottenuti successi. Pèrciò egli voleva sboccare non più per la vnl!e Stura, ma per quella d'OuJ:x, perchè l'ingeg,neré! militare Bou.rcet r iputava l'asrndio d'Exilles siccome più facile di quello di-"'C uueo, e capace appena di resistere 15 giorni. Avuta lingua cli tale divisamento, il t,)aeoeral spacrnuolo ne informava il suo governo, o e beo tosto ::,aiunaevaal duca di Beìle-Isle ordine di Luigi XV ç ' di seguire senz'altro le truppe spagnuole per la via della Cornièe e di continuare a qualunque costo le operazioni di guerra per. la riviera di Genova. - -Quando gli pervenne cotest'ingiuozione egli era bensì ancora in tempo i:;er richiamare le _sue trupp~ {50 batt~glioni agli ordmi di suo fratello) mandate poco anzi nel Delfinato · ma ei nol volle, ed assunse sn di se stesso tutta la respousabilit~ della fata le spedizione. ~ GE apparecchi d'assediò de' Francesi intorno a Br1auçon e a Guillestre accenna-vano chiaramente le lorn inteuzion-'i di scender per I~ sotto• poste valli <l'Oulx e di Pra.gelas; irnperciò il conte di Brichel'asio, genernfo del le truppv t;::i.rdc, avea. occupato il coli(,) dell' Assietta d~Argue1l , che riscontrasi nella cate.ua di mc,nti fra la val'e di Oulx e q·u ella <il.i Pragelas, ed aveane . fovtificato l'accesso, d: sua natura assai difficile, con una tanaglia rivestita di fascine ed alta circa. pro, e ddia quale oggi ancora si trovano le vestigia. Avute precise informazioni intorno a' d ivisamenti de' Francesi, il generale sardo ave:1. distolto 14 bàttaglioni dall'assedio di Genova rer rinforzare l'occupazione ddl'Assietta. - Il giorno 19 lllglio , il cavaliere di BeUe-Isle pr ese9 tavasi all'attacco di quesia' formidabile posizione su tre .olonne; ricevutd da un vivissiroo fuoco cli moschetteria, in vano egli si slancia in testa. della sua colonna del centro, e giunge si oo al ' piede de' trinceramenti nemici, ove ,egli riceve gloriosa morte; invano i granatieri francE,si teotnno parecchie volte , l'assal,o e la scalata; se prodi s0no gli assalitori, non men v,,lorosi sono i di:·ensori, i qnali hanno su loro il vanta~gio della posizione e del.la fortificazione. La ritirata diventa b!'u p1·esto una rottà, ma non disonorevole rotta, poichè solo snccede dopo una perdita di 6000 fra morti e feriti, su 20 RIV !STA BIBL!OGRAFIC,l
RIVISTA BIBLIOGRAFICA.
Spechlteur ,militairc
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1a mai 186-1 - 119c livraison.
Aperçu historique sur les fortifications, les -ingénieurs et sur le corps du génie, par M. le colon l')l AUGOYAT (4e p:ir tie, 178 article). - Passaggi-o del Varo il 30 n civembre 1747 per pa.rte ddl'esercito austro-sardo; blocco di Antibo e G rasse, tolto il 24 gennaio all'annunzio dell'appres$arsi dell'ese~cito capitanato dal mar~scia1io di Belle-Isle. - Campagna del 1747,su.Lla frontiera delle Alpi, 11 cui scopo essenziale era qnelÌo di s_occorrere Genova, vi\·arnente stretta d'asserlio dag]i_ Austro-Sardi .. La can1pagna-; apertasi il 10 maggio colla ripresa delle isl,le di . Santa ]Vfargar1ta P. rli Saot'Ooorato, doveva finire fata)meote per le armi alleate di Francia e Sp igna colla giorna tq_del colle dell' Assietta ( Hl Iuglio), g lori'ISissima per le armi piemontesi. Il maresciallo cli Belle-Lle fin dal principio della camp1gna opinava cbe meglio conveni$Se entrare in Piemonte per la valle della Stura, per ivi allirare l'attenzic,ne del re dj Sardegna e far cus'i diversione alla parte delle sue tru ppe che cvi Tecleschi era occupata a stringer Genova. _Il generalissimo per le armi di Spagna, ii' marchese Della Mina, oppogoò cotal c1pi • ione, avvismdo di passare il Val'o con 14 battaglioni e di mDrciare per la più diretta via su Genova, mentre. alcuni dis tacc;,mep-_li di 8 a 1 O battagl1001 appo::;1ati ai principali stocchi dd confine p:emontese rninaccierebbern i] re di Sardegna e lo tratterrebbero nel cuurP. dei suoi S tati. - S1c:mbrò sulle prime che il maresciallo francese si fosse arreso a lle ragioni del mar8hese Della Mina, e difatti si g uadò il Varo il 3 giugno, si tolse in quel primo giorno sti,sso il forte di Montr,lbano d1 Nizza, e dopo · 6 giorni di assedio quel dj Villafrawa, e l'eser,·ito si avanzò oltre alla Roye ad in vestire Ventimiglii1,,' la quale si diè
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BIBLIOG<RHICA
Il>n(IS'.IJ~
b.attag)ioni'. _Que~~ rovescio oost/rinoo i gei1e:rali francese · & spagm.10:0 _a ntna~s1 1? una posi,zione difensiva, la cii i 1estra app0ggia&.1 alla 1ur01a ed al monte Laghetto, il centro alla Trinità a , Dra-p, e- lac sin istrai a. Levenzo in val\0, Vesi;,biac. - Ca.mp0..gn,a, nella Ffondrra olandese. - · .Assedi i delÌ'·Ecluse (~ giur:ni), di Sas d, Gar,id .(4 giorni-), di Phili•ppme (4 giorni), Zantberg. .~ H ulst ( lJ, ll10tti), reddfzione di Axe1 ( 1/nottt'). - Asrndw dr Berg-op-e;<i,om (64, gio1mi): dopo la bat(ao-lia di Laufeld, vinta il 2 Ju,gliio• 1747 sugli al'leati dal mti:r;sciallo gener1da ~i ~assooia:, il re a•v-Ha deciso l'assedio.di qnesta piazza m1porta~,tiss1m.a, la quale non_ c;edette che dopo lunga ed osti. naitar ~es1stenia., favorita d'altronde dalle più vanta.-ro-iose circostan~e: eG:ce-llenìti òiJese; numerose truppe eJ un eserc:ito di sost1,goo, impc:issil!Jilit.à di essene investita, epperciò libern YÌe al vettovagli_amento per l'Olanda. La piazza d~' Berg-op-Zoom . ehe pirrn1de n@me da., Zciorn, pico<D'lo rufiluente dell'Escàut orì~n• taJ,e,, il q U.lì1e forma. il po11to delila città., è; dife~a da 15 fronti <ij_,uali det.ermrunano un poligono piattosto irregola,re e costr11tt; 111 gr.~n pari~ ·s.otto, lai di.uezi:one cl,i, Cobom; essa rih•gavasi . alla piazza d1 Stcenberg,e:w, ch\e disfa, 11 cliiluu,,e1ri da una li,nt'a di, trinci:ruamen.ti smste_nnta d3 tre foptini, e d1~anzi'. cui rra te~a... 1,1-n'in-0ru:la11ione. Q1,1este efficaci dire-se, sostenute da 9-000 uomi • ì, consentiva.ocx a,1 piésidio della• pi.azza di ritirarsi liben,nlll.<eote: - La 1rincea s'aperse nella notte del 14 al 15 luglio a CÌ'fca< 400 metni daUa , stra<l'a cope1·ta; il 16 settem-b re la pia,zza, '1enne presa cl'assaJto,,e menti-e buona parte del·presidio ri tirava~ su Steenb.e:ugen, la città fu a bbaod0nata a! più com• JD1eto:.e orri bile- -saccheggio. - 11 sig. di Lowéndal d•ires•e questo · n1emorabile assedio, per cu.i vem-1,e creato maresciallo di Francia·; Va.llièrie, figÌio, ~,,j comandò l'ar1iglieriar Ge)Urd~m de l'Egjizière gli. ingegneri_.. Il p1esidiq dell,w· piazz-a era composto ' d'loglesi, A.usta·iae1 ed Olandesi! sotto b SU]i'i'erna, direzione del gPner,tle olaudese O:nronstri.òrni-. _ , In ql1esb'1assedfo la gùemv sotterranea; ebbe. umìazione dt\ cùi siw al!o~·a oo.n si•era ancora dato esempi6 e che acqumstf>• mol.to onore a'.minat:ori francesi ed al_corpo degli, ingegrie,ci ... La s!oTia dei Paesi Bassi1 ri:m.p t©ver-a amaranitelll.te alle armi di. F ranci:i. le st<ragi perpetrate sngli in~rmi abitanti della città.i, nrnJ'il torto pPinoipale- dovea attribuirsi al
e
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fo~'te
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gen:eraìe Cronstrom, il qu~le, serrza sostener 1'assa1to, la:scia'Va la ,piazza sepza in pria intenderem,na ca.pitulaQ;Ìone perì-a città, abband<1J;t::u;u:lola c·osi a tutto il foro:ne òell'assediaote, cui avea c11si,atp Ju ogbe fatiche e ingent:i perd.iite. - Co·n stilulion et p'l!-isswncc .m ilitaimc 1comparée,s c/;e la !France et de l' ,4,'flgbeterrè,, pa:~ M , Oi-r.,RLES MART1N, liei;itenent eolonel dhl 3° régi1:uen-t dil 1anciers (J2e ar,ticle) . .-+-- Ca,po X'VJT . - Vi si tratta Hstesai;n.e,nt;e la comp0sizione l'le,:ll·'arwat.à dti secouda linea dell'Ioghi.)terfa, éei c;oi:pi ausiha,:i. e deHe riset~ve, già toccata nel fa,sciGolo prec.eden.te. 1/istitlilzionedell',frm,y ?'eserve fc-m;e ,è affatto recente, datando a1;pena d~l dicernb:e l86,9. ~ Anticamente l'esercit0 . attivo \Jritannico 1'!;)clqt&-va~i per •a11rnolmnffinti· ·volontari •a vita, i quali ve;:1.µe~o poi ridoLli alla dt,ll'ata l'l i ·venti an:N•i, ed a-t!ualm(•i;tte .a so-li.·10. ,Co,n; çiuesto nuovo sistema si potè coinbinar queijo d~Ha ri$erwa, ASG~i~·eRdo -a qnesha ooloro c'.he Bseendo dal !~ fì:le atti:ve S0'4J capa!'li e èfoisi<l-erap.0 c@m tinuare il se1•v:i~'io I9"ili tQ,1 e 1); lla m1pd,(ft,i~ a i!ll€diHJ;) te u13.' a',no1:1a il'etri lrnzione del goxerI).p, Le b;t1,sj g} q,qeÙa §J.Fg'slnizz11Jzi0oe spce.ia1le -a.ffotto alrl1:1glii1-t0il'AA, lq, q11Q,le p ell.Ò per là im a m0"1ità 31):j,Unto merita le più ~er,i-,e GQfl~~<ltira?io.n•i per part-e de' p.oliitioi mìliiitiari d'ogni pt~Qse, ~iHlP le "i~ Uelll.ti : 1tl Chi.u nq ua d\ sidern a,rrtwl11Tsi f)l'1Na ri~eFll à@bl;le :aver cumpiuto ,,I tempq di ,seryizì0l l'lef ciù erà~i arrunl.at,~ n.eH'eserci to ;\tli,m O)- .Sìe flil oongedato ipr-ima di qw:sto lEìPIJli,11e, t1gli dm•e a,v$r snvito alme'l/1,0 5 amM sotto le bap~iere; ..,.... ~0 N0n debh~mo ess.are trasui,rsi p~ù d,i 5 am1i dalla dç1t.a çld,la ~ua li b.era~ione d1tl sèrvisie autivo a quella della sua, 11,-111mas~o.q,e nella. ri$et,v:a; .-,- _3q Egil-i àeve à,,v,iwe la sua resi• deflza ~1m J i lill,l)\-ti d,qlla cii:c.oi91lÌ.Z!ÌJiJLle tà@l lllistreHo ,cl~ì pensi01Hni in cui egli a'1wnrn il Slij0 air.M,rnlamento; ..,.,, 4q $151h deve a'?sere · e~ent~ da q1rnlu.nqµe iJ;1_.fei-mità crhe ~0 1(00.da ~,mpooprio açl un ~erviz.i.o ;\,\tivo;, ~ oP Egli non d.<1v'es;ce·e :.tato rin;viato claU'w,ercito a,t\i vo p.er catti,va oo,Jild.(OHq ., .,... Qµal-unque soldruto di ii¼Je i:i1>er.va h4 , diritt~ rule ,iegµiw~i C(umpeteue: 19 Eglli' pt;.rcepi'1çe ar,i,µu;,,l,r}'l:1:m.te tinas sonnp.a di 4 lire (Ul.4 fai.) divisa iµ, q \lqttrq 'lfq¼El . tr.~fti(ll;j;ral~; ,....,, 2° Q~aado il g01,,em.o .Io .cthò.a.ma (i) i'I serviìio trascorso nell'esercito dc l'la Comr,agnia delle Indie è. iicr 001n,fjul@lo cop~~ trasco.iiso n ~l,l'es.eJlCito .al~vo.' /ji ~ineµ .
ciò
222
~23 1 tutti i ·diritt i e Hntaggi specificf.l.ti nel rego amB~to _d'?rga,niz· zazione, oltre .ai ca,tìghi che gli ponno essere mfhtt1 all occorrenza dalle corti marziali. - /'1·ovvisoriarnente l'orgarnzza: zinne e \'?.r•uolam<-'nto della riserva venne affidato nei van di~•r i- tti della Gran Bretagna agli uffiziali inçaricati dell'a.rnm1• nistrazi<,ne e del comando dl.-'i pensiorrari (the slatt offìciers of
.lt7VISTA
BIBtlOGRA FICA
sot_10 I~ armi egli rfoeve durante la sua permanenza al servizio atti.vo 11 soldo ei varii assegnamenti, c1Ji aveva dritto secondo i~ sno _grado e le tariffe della fanteria al mnmento · della sua hberaz10oe; - 3° Egli ha diritto alla indennità di v ia di l penny (5 cent. e 112) per miglio, sifl per l'andata al luoo-o della chiamata, che •pel ritorno alla casa sua.; _ 40 Ogni se~e a.n01, se egli non vien convocato, e più soventi se' t.rbttPo uto in servizio attivo, egli ba diri tto ad un ves1imer;to c~mpleto ; - 5°' S'Pgli rimane ferito o mutiiat0 in servizio attivo, ali compet,e la pensione di ~·itiro, che gli sarebbe stata accord~a s_econào i.l st_w grad~ neH'<isercito attivo; - 6" S'egli n<"n è pensionato siccome 10 valido, egli può giungere colla buona condotta a toccar la pensione di.e i regolamenti a<s~egrìano al s:10 grado, contando, per completare il t'-,mpo fìsSjlto ed in ra~:one di metà del loro_ nu_me1:~ effettivo, gli ann i trascorsi Qella 1 1 '.serva. ~ Le obbligaz1om cui vanno ·soltoposti gli uomini delln riserva _rnglese sono queste: 1° Qual1.1nque Rntico soldato il quale s1 arruoli in qnesto corpo deve assumere una ferma tale da . compl~tare 21 anno di servizio, legli appaJJteneva alla fan.: teria, o d1 24, se uscito dalla cavalleria, Ùall'artiglieria · o dal genio (computandosi, come già si disse, soltanto .per metà- il tempo _trascorso nella riserva); - 2° Ogni anno egli <leve interve~1re _per_ 12 giozni agli esercizi e 'manovre del reggimentq, , deposito o distaccamento dei peasionari cui è assecruatò • __ 0 30 E ~ I'1 non deve lasr;iare il distretto in cui è arruolato, ' · nè cambiar d1 residenza: senza darne aYviso all'autorità competentH; ~ 4° In caso di guerra, s'egli vièn chiamato pel servizio attivo, egli dev_e tosto recarsi al reggimenio od al depòsito- de gli è designato, e debbe rimaner sotto le bandiere per tutto qurl tempo che gli vien richiesto; - 5° In caso di gu_erra 0 d1 concentrazione per gli PSPrcizi e manovre, egli è soggc71to al codice dell'esercito ('A?-ticles of war) e deve piena obbedienza e su bord_inazione a.lle autorità militari; --- 6° Quando ha compiuto il tempo di servizio richiesto pel conseguimento della prnsione, egli è obbligato sino all'età di 55 anni a S<'rvire ne' pensicllrnri arruolati alle condizioni e secondo le regole stabilite per gli individui appartenenti ad esso corpo; - 7'! Io caso di trasgres. siooe ai. vari nbbl1ghi suaccennati , egli va espo:=,to a perdere
peri sionM'S) . . . . . . Senza seguire l'egregio colonnello 'Martm nei suoi lunghi ~ buorirssirni ,.,ragioMmeoti, intt;;no a. cotale is1ituzione'. c'he egli profetizza, dover essl're il germe un'intera_r 1vo!uz10ne nella: costir uz:one _degli eserciti modern i, e la cui applicaz•ooe egli suggerisce alla Francia per cre11 rv,i una rise~va cli 100,000 vet,-raui dai 25 ai 35 anni, e ,m en1re nqn pos~iarno fare a meno cli riconoscere seco lui tutti i pregi della novella istituzione ino-lese, ciò nrn pert1'n tv non crediap10 che i r,riucipii di que to sii:ema p ,oprii ed omogenc:i al sistem'a rnilit11.re io g<•nerale della Gran Bretagna., o,·e il serviz;o militare non è obbligo, nda · è un dovere di cittadino, ma un impiego l 11croso e spon.faneo, il sinno d!:'l 1~ari per le altre nazioni, pres,o cui la legg~ e non •il danaro rifornisce l'e:;erciLo di elementi ben pi.ò sol,d1 e ~oral i. Noi siamo d'opinione che il nuovo metodo di riserva a,fotta to dalla Francia, ed il quale molto s'avvici na al nostro delta seconda categoria, possa ben rnÌ>glio soddisfare alle esigen~e militari di Francia e d'Italia c_he non il metodo i~glese proposto, il •quale a&graverebbf, con51dvrevolrnente le fi_nanze del 1,aese. - Ritorneremo su tale argo~ento che ben s1 vale le più seri~ meditazio.ni. . ~ PMlrails mil-itafres. -- Stlchet, par M. le mmor En. a& LA B..1RRF. · D u PARCQ.- Luigi Gabri8le Suchet, nat0 nel 1772 a Lvon da un ricco manifatturiere di seterie, ent1ava. nel 1792 voh~nt,ir;o nella ca va'lle~Ì'l nazionale di qnesta città, pa8swa poch i mesi dopo capitano in una compagnia __franca delrArdèc~~' e dopo 4 mesi capo- dol 4° battaglt<,n(;) d1 questo ::;tesso c.1partirnento, fa -t,èsta a que·sto bat1aglione . fece f ampagna, d1 Tolone e quella d' Italia del 1796 e 1797. Nommato ~riga· diere sol èarnpo di batt~glia di Neurnark nel 1798, egli fece poco dopo la can:pagna d'Elvezia . - Nel 1799,_ fatto ·~aggior · genera.I", si occupò -con· Brune dell'organ1z.z.az10~e del\ ar-
di
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la
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DlDLJOG n AFICA
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'l\lVlSTA
, Le armi da fuoco 1i;;a.te, di calibro <livorso, di cui il _passo
mala d~Ita.lia, e quindi trasferto a qnella del Danubio, se-
è proporzionale al cal1l.i 0, danno t1aietto1ìe siniili O~DJ~ll~l-
oondò MassE:llla nelle ·s ue. abili manovre nel ·pae .è dei Grigioni. - Appena Joubert riprese il oomando -dell'esercito, dopo i d~sastri di Sciherer, richiamò presso di isè Suo'bet qua l capo di stato maggiore, impiego che continuò sotto Cha~.npion,net, fioclrè il primo consolet.Bonaparte ilo aggiunse come luogoy nente a Ma.ssem , fatto generalissimo dell'esercito d'Italia. - Dopo la batta.glia di .MaJ.?en.go fu destinato al .comando d,i Geno·va, e quindi, nel ,diof'mbre 0806, a ·qn~llo del centro dell'esercilo d'Italia. Noi seguiremo nei suoi splendidi suecessi nelle $pagne, ehe di per lono vorrebbero lmnghiss1me paginP. -e che gli tvalwro il maresciallato ed i.I titolo di duca di Al bufera; le sue memorie ,s11lla gm!rra <li -·Spa.gna S\ÌJllO ioteressa,n1issime a'l pun to di vista rnili4aTe ie storico. - Luigi XVIII gli diede il comando clella 1oa di1visi0ne mi,litare. - Il 7 ,genn-aio 1826, QJopo lunga •e dolorosa malattia, .il ,,,irncitor di ''J.'erragona ,edi Sagu'Pto mor<iva a Marsiglia, lasciando fama di bumn ciuaclino.e di valemte generale.
• volta slanciano, sotto la s•e,sa elevazione, dei p r01d'l f-1~ , mili d,dlo stes:::o p< s, ~pe1-ifico , e-on velo< ità proporzionali ({ alle 'radici quad1a1e dei cal,bri. I n questo caso il raprorto « di similitudine l:neare fra le due t raittlor e sarà uguale. al , rapporto dei calibri; il rapporto dei tem 1i, come _p'.ireri uello , delle Yelo, i:à, sa,à uguale al rapporto delle rad1c1 quadrate , dei calibrin. E q nesti altri : . . . • Nella stessa arma. da fuoco rigata, le tra1ettone che m.ul• , tano da di \·ersi proietti di ngual forma esteina e di peso , diverso sono simili se gnes i sono slancia.ii, sollo fo ste~s~ , angolo, con veioLità prop,;rzioaale alle radici quadrate dei
à,
- Du mouveme,,it des proje,et/4les lcvncés par les. armes feu rayés, par M. le comte PA'UL nE SAINT -RonERT (2° et der- •
nier ar-tic)o) . '!frac1ando la similitudi•oe delle traiettorie, l'egregio scrittore svolg-e la seguente proposizione : • Due proietti simili • per form a e costitnzione interna , di versi di calibro. sian• ciati da armi rigate, sotto lo stesso angolo, nell"aria, de• s~rjvono curve sill11iili quando si lii.a .aal ,1m tempo: , 1° [.e velocità. inizia.li i n ragione diretta delle radici • quada-ate <lei pesi ,dei p:noietti, ed in ragione inversa delle , dimensioni lineari dei proietti; , 2° I passi delle eliche delle due arrui da fuoco pr'o• por2ti0nali alle dimensioni lineari dei -proietti. , Queste dimE:nsioni essendo soddisfatte, le dimensioni li~ • neari delle due t raieUorie son<Y in ragione direUa dei· pf'si , dei proietti, ed io ragione inversa òei quadrati delle loro , dimensioJllri lin.eari ; il rapporto d1,:lle velocità dei proietti in , punti omologhi delle d,1e traimtor1e è lo stP.sso che il rap' porto dulle velooìtà lni,ziali ; • il rapporto dei tempi ìmpiegflti , per ,gicngere a .questi punti 0m~loghi è lo stesso che -quello ({ delle velocità ini,ziali ,, . Qual corol'lario di tale proposizione, enunciasi il seguonte -teorema:
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, l oro pesi • . , . . . . _. , Le armi da fnoco ngate, 11 d1 cui pr.sso è proporzionale , al calibro , e cùt~ slanc;amo pr0ii-tti si mili, di p~s~ propor• z;ooaie al calibro, danno tra1t"tt0TiP- si111ili quando si spari!UO , colla stessa cafr·a di poh·e1e, sotto la stessa inc!ina.z1o~e •. , Sotto Ja s tessa inr.l1aaziooe e colla stess-1 velocità m1z1ale, • lo stesso tiro, è dato da tutte le armi rigate assog~etta•e alla condizione che il p1sso òdle eliche ed il calibro siano , proporzionali all.t radice quadrata. del p~so d l proietto, e".· alla ron~1zione che 11 , vero e·,ò e,h''•,:, lo stesso , as~o · · .~"-·eltate ,.. , ' e il calib10 siano recinrocamente proptlrziooali al peso I p as 0 I d . ·1· , sp •cifico del proietto; i proietti tfaltr .mde esseo o s1m· 1 • . • D ue proieLti simili, slanciati ;.;otto 1~ ~t~s,o _11ng7lo, senz~ • Ntazione iniziale, dl'st:rivt no tr;-,iettone sim h se _1 loro p1-s1 , sono proporz.ionali alla terz11 potenza· d_ci d~nnetrt, _e se le • loro vdocità di proiezione sono proporzvma'.1 alla _ra~1ce_qua~ < drat'l dei dia.metri. In q11esto caso le d1meos1om lmear1 , d~lle traiettorie sono prop,n·zionali ai diametr~ • . . . Chiude questi interessanti studii snl moto ~e1 pr01ett1 s:-mciati dalle armi rigate una Nota sul centr~ d1 _r~s1steuza d1 un cilin•lro retto , basata sulle sperieoze dei fis1c1 Ma3nus ed 0
A"a11zioi.
_ La questioii des Ha rr~s'. p:r M. le major__F. DE LAcm~BE . . _ Vi si r,ompendiann le opu11oru. emesse sul! 1wportant1ss1ma ANNO
·v. Vol.
lV. - 15.
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R1VISTA
questione dei depositi di stalloni in seno alla commissir,ne nom inata, in prnp·,sit0 dall'ì111pera tore N,ipolr•on" snllu scmcio dell\nno l 860 P pie-i!!duta dal pr inf ipe l'fa P'Jleone-. Qoesta co11,mi,sione, rompo-I.a d1 illns1.ri n1ili1:iri, di min srri, di l'-enatori, deput~ti, di membri dist nti dC:'I yocke-y-club e di altre p,,rsrme versntiss1me nella sci, nza dell'.iil,1van,ento ca.vlllltr•O· si divise dé1Ì'a pr:ma rnùuta in due partit'i d'opinione din~ie~•al111eu·e <ppo:,l.a. La m~ggiora11z11 (13 mPnibri) an•i,-a,·a che 11 1ZOVemo do\'csse COD'inua,e un';1zione dirf'!la sulla produzmne caYall DA, n,a ntenP11do de{lli !,l;, lloni, nelle i-avallo, ed anr·h•~ produconrlo ed all-wando <:le' stall, nì; di... tri lHwndo e regola11do la nH,nia, s01tr p ,nf'ndo f!li s1allor,i pri\'a1i ad una .pat:nt,.. ed a!_la so,v..glianza diretta dt.>ftli ufffzi,ili d,,l go,·erno a CIÒ pre1 OS!J . Prop JneYa. rerciò . si po,tnsse, i I oun.1 ero d,·gli stalloni r.el govemo a 1500 inver·e cli 1300, e si ristabilisse la mautlria di tarnlle del PiD, testè rosl florirl:i, non che la scuola delle mamlriè, snppre sa nel 1852 ID via d'economia . La minoranz_a della corun1-i~siono (12 mc111 bri., fra cui il prl•sid~nte) e_ra. del _contra-rio an1so: che cioè 1'Hzi0ne <lei governo, rlovessa l1nut~rs1 ad _inco1agfiameo~i indiretti r~ 1ransJtorii, ~em.a iDrcppare l mdustria privata, e g1unf;ec,e a metter la produzione eavalh ua nel.11:1 stc,;,e con,foiooi di pro/He$so che tntle le a,lt re industrie, lasciandola librra ed 111 ba lla all'ini,ziativa inciivi. d_u11 le: _,·o~ì, mentre si avrebbe larga economia pel governo, s1 susr11n bbe con premi una viYa ,oocorien?..a fra i possessori d• stlllloni e g'i allevatori di caval li, e presto sorg,r1:1bbt-ro nei_v~ r i paesi delh Fr;in01a n ume rose e buone niand,iA, ove lo St~to pò.iebbe at1i11gore abbonrl;intemente pe' suoi bisogni di rìmonta. - La r,soluzi,,ne di que::;ta dibattuti;;sima quistil"ne l'imp-,;rat.o're v<,lle !Il ultima analisi affidare al ministro .di Stato WaJ'ewski, il qnale, dopo aiidimostrato comechè ciascuno dei due p_a rt'.ti, fuorviato dall'ar~or dell'o1 posizi0De, ~sagerasse le de-iu1.iom _del. sostPnnto principio: gli uni nulla ,orcupaudosi d_ell avven n e in,lustri,1Je del p'.odotto cnvHt ino, gli a ltri tr:isand'and1_i gl'interessi popolari col costring.. re i piccoli allf'v~ tori rur~h a pagar gr11sse Ct1D!ribu?..ioni I er la monta a sralloni priva1_1, P.d ~ ?bandon ·1ndo ;il taso o,] all\n~ordigia de,gli appaluttir1 la niné,iQta dellà cavalleria. ,.... Dat~ cosi 1.iru1 certa ~Ùal
nn
1
22'7 BIBLIOGRAFICA sorldisfazione ai due partiti , e3l i propose alla sanzione im• pel'iale, che venne accordata, d1 màntenerc l'amminis1ra.zione dei depositi di stalloni C(•]l rz;;o stalloni, di rni 50 destinati a Nizza e Sa,ma, cli s,~pprime,e la mandria di eaYalle di Pomp~dour, di o.ccresrore i prnmìi [Jt-r alleYa111ento di Cilvalli e rnarrten iniento di bnoni stallo11i priYati, di porre a c11po di tale amministrnzior,e un direttore geni rale io dipendenza dirC'\ta col rnmis1ro dello Stato. Un comitato superiore coruposto di dieci membt·i scelti fra gli alti funzionari e i l".eneruli, ~ nominato dal m10istro per roadiu vare co' su, i consigli il diré't101·e flene• ra!e. Questo dern annualmente riferire al minis1ro la. via te• nuta pe' progressi dell'rndusiria ca\'alhna, sia rela frvau,ente a' st11lloni del lo S1ato, che a' privati. Egli visita ino!tl'C i deposiéi di rimonta per imprimervi e m ,mtencrvi uu4 più grande unità di òirezionr. I! generale Flenry, primo scudiere aiutante di campo dell'imperatore, ebbe il primo l'onore di essel'e ni'>mioato a s\ importante carica. - S1.1,1· la, jo·urnée du 24 juin 1859 en Italie, lettre de M, le géné1al Carlorna à M. Je la Pruston. - (\'odi Rivista mili,ta'f'e italiana, fas('Ì<olo di aprile p. p., pag . -6.J) .
-
Opinion d'un of!ìoier s1.1,pé-rie'Ur allemand ·su1· les ea'uses
des succès des arn,ées fra·nç,tises dans la guerre d' l talie de 1859 (F'. DE LA FnusT1>1'). - È quf>sta 1'a11al1si cdmpenJl()sa di 'lrn 'O'pu~colo t~dt!SCO pvc'tmzi venuto in luce ed i11ti :oll1to :
L'ese·milo francese conside·rato a'l campo d'eser·ciz·io ed in cam7)agna, con uno sguardo re/rospellivo wlla cin-n1Jag?'ta d,' llaLia del 1859, declici.,to da un a-noDitno anlico-uffiziak a'.suoi com mil.ton-i di tutti gli es(~rciti tedesc.:!1i . Lo sc:1i1tore terlr~c:o accagi,ma i ro\·e~ci d<~gli J\.u!,1riaci all',-le1 o~ert\"1t ed flll0'1m11 le cbm• p'lsizwne del loro esc-:r ·Jtn, ove s'c1nno, erano otto nazic,nali_tà di v,rse e dis1·re· antis:s1rne <l i rm:~a , di li n0 u.a, di co,;tum1 , d'indole e d'iot•~e~,i; riuni.u a for1.a e trattenuti sotto la bandiera. imperiale òa\ rigor della di~ciplina, privi ·d'i-sl,rncio, lenii di loro n11tu1a, p1t1~losto pesanti che u.ol>ù, ed incapaci di q nel sarro ardore, che solo ei sa proeu rar la "'iltoi·ia; desiderosi rna non decisi a ~1 ince.re; obbedienii con calma, ma mee• canic,a mente e senia entusiasmo, combattenti per forza e con.
228
RIVrnTA BIBLIOGRAFICA
rasscgnazio)?.e, con valore stoico A r assivo eroismo. Altre cause di rovescio per gli Anstriaci, secondo lo scrittcrè tedesco, fu...: ron.o l'inferiorità de' loro ge(l(:i1ali .sui francesi, fo tta · la sola ecc~zione d:l generale _Bene:;dt:k; la mala organizzazione · di-gli s tati. wagg1on, la loro 1usuflìcitcnza nu n:e1ica e l'ignoranza del mes,1ne,.nella maggior l'arte d,, suoi uffo:iali; cattivo sistema d_i :'estimen10 : d, veuo vogli'i11nento; unità t11tt1clie troppo mass1cc-ie, e percib trorro pe,anti e poco mobili; infe·r10r,tà e ,cat1ivo impiego dell'a rtiglieria... .. A par·er nos1ro, l'an.tioo-~ffizio.le d~dicò a' suoi comrnil u,on i di tntli gli eserciti tedes,bi u_no si:n t10,, ~!1e non deb?'e~sl'r stato di tutto l.)ro gusto, poi< hè r~ap.r~ le f:1'lle al m~gg1or e5e1 cito gemani( o. In qùanto poi Jt v1.h itahani che si diedero al ·nerniro ~enza comballere ritorni iL giorno della' pro,:,a e si trovi od:e fì 'e au~t1iache f'~n~ni ruo a sen>ir S\1lle rrop·ie sv1lle gli elfottì ddla viL!à i,taliana. .. - lVouv~Ue composilion de t'armée- pru.ssi~nrte. _ Il signor cl.e la Fr_~sion m'.mera la n norn furrna~iooe dell'esercito prussiano, gia da no1 data peeceJen em.,nte. .- Chronique mititairc, par F. Uauo:-.1rnT. - Ioaug11r:1zione del ponte di Kehl snl Rt1no, -- AmHtirH,!ito delle fo , tezze federal i e va,ii p1;epa ra 1ivÌ di guel'ra delle l ot('nze settentrionali. - Operazioui dei Francesi nella Crna. :._ Aflari di Siria. _ G~e~-ra nelle Arr1eriche, - Bombe im pene1rab;li ~!l'acqua (v~dj ,Rivista lec11ologica d) murzo) . ~ N uol'o fuc ile Minié. - Cannoni Arrnstrong. - Sarnpo di Cbalom." - Necrologie. - Terza .p,,rte dell'opera del colonne lo d'Azémar Sur l'avenir cle la cavaler ie. - Riodinanrnuto de' lt;) bibiio·et;be r11ilita ri frnncesi . . - ·Bibliogro71~ie militafre. -- Ritratti rnili 1a,i di Eugenio di . Savma e Raimonclo Muntecuccoti:, citò! c-apil11n0 Eo. DE LA R \ RHE DuPA1 1cQ, w:rsione çlel conte OR-rexs10 C,,-ruccr , soci@ de!l'~ccadunia dei Queriti. -- /Jas dev,lsche Tfriegswesen de1· U_rzeilen, ecc. (la g uP.,1-ra d<:> gli amichi Ger,mani) per i l g•·n.eràl d, P1wKE H. - Tact1ca e!e.me1·itat <.le i11(unleria, dd generale D. RA~toN NouvILAS Y RAFOLS. - Tableaux de la cm1·ipos11ion d~s amnées e_v.ropéen11es s1.1.r le pie,1 de gue1're, del capitano d1 stato ruaggroM olandese VANDEN~A>DE (Vedi Rivista militare italìana, fascicolo di aprile p. p ., pag. 28 a 63).
( BOLLETTINO BIBLIOGRAFICO TRUIESTRALE
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Opere Ualiane. La ~iccul(l. Bibtiotec~, delt'ese1•cito, approyata dal roinister? del!~
guerr~; ha giit · pubul1eato i suC1i primi ~ :oh1mi conte~ent~ i varii rPgola 1miuti cl'esercizi e (evofoz,om per l_a f~nteria d1 linea, con numeros'3 Tavole lrtografiche, n_on che 113 volume serie) , Regnlamenlo .~ul sei_·1Yizio de~le t1·v,ppe in ca~p~gna. Sarà d'imminente pubbhP-az10ne 11 Regolamento d·i d,i. sc{plina e quello del ::ìerviz'io d·i piazza. Ton_no, G. Casson~ e Cocnp. - I 4 volorni della se1ie d'esercm · L: 5 per gli a~sociati; il Regolamento di Cam7Jagna L. 1. . , .
cza
Scuola cli contegno pei sollo _ii(fìziali e soldati dell e~ercito i taliano. T orino, G. Cassone e Comp., 1861. - Cent. 25. Ri,l-ratli miliia1•i, di E-ugenio di Savoia eRaimonclo Montecv.ccoli, del capitano Eoou.rno DE LA BARtm DuPARCQ, versione da~ fra n~ cese del conte O u TENSIO CAruccr, socio dell'accademia dei Quiriti. - 1 vbl. in- 16°. Naroi, 1860. · Compendio d'ippologia, ovvero _Jst~·,uzione s1!'l cavallo, per uso dei -sio-nori uffiziali ed allievi accadem1s'1 della scuola , milòtare at casalleria , par DANIELE R1m;rAccm.' T orino, tipo6rafia G. Cassone e Comp., 1860. - L. 3 50.
I
DII!l:! QGR,\ F!CO. TftJWESTR.\q,
230
Tableaux de la çomposition cle$ ·ann¾,ç e~irQpéenrie$. sur le pie'd . de guerra, cl r·essés d 'après lt>s dot 11_yJens of.fi.çids le.s plus rec!'n ts , pa,.i,· ,VA1"J)ENS.-,No,;,_<'a.pi1aiqe d'ét~t~m:ai~K 11/'. ~ Les f'ays-/3as. Brnxel!es; 1860, --- Fr. 1 50. La giier1·e· des anciens ge;rraai ns ., p.~x le géué,r.il D, P~!WER·1 2 voi. BerliB, 1860. Les car~ibiri.ie1·s be4ges, pa.1: un auo;,m .Gb?,f cl.es.. ,,olon,taires pen• ctA,n t ]es j(}urnées d-e Sf>ptembre 183.0. B11ux(ll]e$, 18.60. Le Tfahur,, Alb1,1,rni fle Sa·in.t-Cyr , par M. A. LuBaT.. I.e pffmllélisme des progr~s, de la' civi['isation et de l'art mi.lilo.ir'e I par DI): 1.,1. B,rnt1r,: Dur(\R.<;Q ( 110 pnges). ,Paris, Tatifaa. R echf>rc!u:s sur l'ot·g~miS<ltion d·'l.1,· .çorpt du. g.éni() en Esrp0igne, par C. He:v oT, capi tai ne du gén;e. Pa-ris, J. Oorrea.rd . ..,...,. Fr. 2. J0u.r;1//l du siège de Gaete, par C'w~au:s. GA1Wl!U(, orné de deux po·,-tr11its- ph<:> t0graphiés du toi Fru.nçoi,s Il ,e t de la :reine, ,i n-1.8°. P,1r is, D.en~n. - Fr, 3. , • Anmuafra Mili1aire deJl'impero frar.1<cese, .pi,r l'a,ono 1861, -pt1bblicatQ sui document,i comunicati dal m i nistr0 deHa guerra. Paris et S1rasbourn, Levrnult et fìls. - Fr. 6. " vet1 ve Berger, ~· Catalog1,ie de la 'Bibli0théqu.e .du dé.pot :g.énéral cle la gnerre, 2 . YOL Paris. - Fr. 15. · De la ca1Jalerie . Ré/lexio.ns .su,r lf!!S ù:ldes é.nui•$e,s au s//i/jel M la, · climinu tion et la lransforma.tion de celle 0rr r,Rie,· p.a r le- gé:néiral R&.NARo, aide de ca:rnp de S. M. le roi .des 13eJges, ehef ,d'u corps d'éta,t•m,1jor; Jer et,;ìde édi tion. Brµirnll es (1). .Manuel pour l' ét1,1;de des règles de l' escrime au fleur,et et à l'es,pacl@n, p'.1,r J. Srnvmrs1w.-;K , in-4°. •P ilris, Tanéra. · L'Jto,lie cn 1.860, escp1ì.s~e des év.él:J$men.s [IIiiJita~re&flt 1ph~itrqia.es, par FERDINA~D L&cowi:&, Ìnaàor !éd@ral: Barri&, T-a,ll{Mitl,. ~ •F r. 7.
BOLLETT;No
-Cli a~venime7:ti ·d'Italia del_ J 860, cro~acLe politico-militari dal! occupaz10oe della Sicilia in poi. Fascicoli I e 2 in-8° - Venezia, cent. 25. ' · La Sped_izione del generale Ga1·ibaldi ·in Sicilia. Milano, in-32. Appendtce alla campagna d'Jtal•ia nel 1859, di BAZANCOURT. La pace di Vitlafranca e le confennze del trattato di Zurigo. - Venezia, 1860. · La gu,e7:ra in Italia nel 1859, dell'autore delle .letteTe d~I Times. .. Ver-s10n.e dall'.inglese, di C. C -111,CA.TERRA. ~ .NGvà,ra. · 01Jer.e ~.-ancesi.
Les époq1.ws rnilitaires de. la iJ?'Unde Kabylie, tableau historique de cette contrée, depuis l'.\'l poque romaine inclusivement jusqu'à nos jou rs, a,·ec une carte, par MAc CARTY. Paris' 1 Challamel - '2 francs. . Qua tre mois de l' expéditiow, de Garibaldi en: Sicile et en Jtalie . o ' par _D UR,~ No-BRAYER, 10-18 (ln e 209 pages et v igoettes) . . Pan s, B t ntu. - Fr. 3 50. SO'U,'U~rl'ir de Za, campag'ne q,' l'cali'e ;· oqservations topografiq ues . t't méJ1cales; études n òu n~lles rn r la péllagre, par J , CHARLRS Bouorn, aree èa-rte, in-8°. Paris, B. B. Bairliòre et fi ls Fr. 2 50. Lcs carabfaes de gifei're ,, le.~ fusits l1whsfò1•més et leut·s bo.U~s, par C1-1ARR1N, aYec 31 figm·., in .18°. Btuxel1es. Ia guerre d'lla·lie en 1859, cònside1·èe tiib pòint de v·ue de la, stralégie ei .de la laéli:qv,e, GL-Vèc la cartn gé[lérale du tbéatre ·de la guerre et 1es plaos· aés batai11es de Magenta et rle SolfeJioo, 'par · 'F. DE LA F,WSTON, in-8°. Pàrìs, Tanéra . l vol.. dì 447 pag. L'armèe suédo·ise, lìvr'!lison 1 et:?. Fol. Stoc:ko'lm . 'Pb . Maass. t)esm·iption et histoi re 'iJ.tu ilTM·oc, par M. LEnN Goo,1no, 2 vol. Paris, Taoéra. · , Souvenfr &' Afrìque èt à' (i)1·Ì,1m't . Les òadii-'boso-uks et les thassev,1·s d'Afriqùe de la rava'leri e réguliè?·e' en campagne, par Diì Not:, i'l\·lS (25Q -pngés) . 'Paris, Levy frères. - Fi-. 3. Garibaldi. Rist~>tre ·dé la 'cbnq~ele rles 'lJe,tt.x-Si~ifos, note:; pr ises l'>ur piace aù jou-r le jour, J_)ar 1.f.rnc !lìfoJ11"'N1Èn; in-rS0 (356 pages). P1n-is, Levy frères. - ·Fr. 3.
29 r
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Opere tede§clle.
Die gezogenen G!,schutze. '- Esame critico sui vantnggi ed 1nc01iv,·nié'nti _dei cannoni rigati. Darmstad t (2) . (1) A quc~to libro il signor capitano V:a,n<lcnsan<lc ha fatto varie retti· fi cazioni col titolo: Letti-e à mò,,sicùr ·ze· !Ji!nérat Rena.rd su,r son ouvragc intilùlé de la. CavalérLe - Dn1xclh.is , C. MUCQVIA'RD'I" - .del quale ci serbiamo rendere conto in un prus.sini.o .n.umcro. · . U) Su qucsL'opuscòlo d,1remo nd prossimo m1mero un resoconto.
l
232 'llOLLE-TT!NO BIBLIOGRAFICO TRIMllSTlt.ALE Ge_schichte des unga·l'ischen Insu1Tectionskrieges 'in den Jahrcn 1848 und 1849. - Guerra dell'insurrezi.ooe u ngberese negli anni 1848 e 1849, con carte e piani, per WrLHELM RiisTOW, Zurigo, F. Schulthefz. Ge1·•undsatze der Strategie und Taktik, ecc, · -- Massime fondamenta-li della strategia e della tattica, . quale introduz1one al pronto orientameuto in tutte le possibili circostanze di guerra, estnitte dalle migliori opere, e ràccolte dal m;iggiore ,A. T. Seconda edizione, corretta. - Vienna, F. Klemrn.Terraùikuwle. ::- Cognizione del te~reno contenente': la descrizi~ue, la rappresent,1.zione, la ricognizione e la levata del terreno. Manuale pér l'uffiziale, di von H. V. Bo1.rn. Potsdam, E. Doring - 1 tnllero. · · Rangliste der koniglich sachsischen A1·mee vom Jahre 1_8 61. -Annuario dell'esercito sassone del 1861. Dn-sda. Sgr. 221 j2. Der Krieg und seine !tlillel. - La guerra é i suoi, mezzi. Prospetto génerale di tutta l'a1'te della guena, in 5 libri e 12 tavole, di W. Rlisrow. Gustave M1gir, Leipzig.
Ou1· national def~nces, by Cor.Es, capta.in. -
Difesa n~zi0nale.
Londra, Mitchell.
Harl's new annttal army list and mililià list. - Nuovo Apnuale dell'esercitò regolare e della milizia regolare. Dittart, Londra. The cornpaign of Garibaldi in. lhe Two Sicilies. - Camp11gna di Garibaldi nelle Due Si ·i lie. - Narrazione pers,male di C. H. FonBES, in-8°. Londra, Blackwood.
1',401,urw
·GAETANO
Gercnù.
..
·bEGLI ISTITU.TI C M ILIT.ARI , DEL RF._GNO D' ITA'L lA (*)
, l
IV. "
(
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Ordinamonto d'ogni istituto in particolare.
1° ·COLLEGI MILITARI. Effettivo nwme1-ico e sua ripartizione 01•ganica:
nu:·
Giusta i precedenti calcoli ,. e rest~ingendo · a 4, il mero dei collegi militari, f effettivo dei ·posti per ciascuno sariebbe di 500 allievi,; noi già abl)iam detto (Parte I), com~ questo numero non abbia da rep'utarsi soverchio pel buon governo e pei regolare andamento dello stabilimento. ·' · Questi 500 allievi, nor·malmente ripartiti i 5 corsi an nuali di studi, formerebbero 5 compagnie distinte -pel governo, pel vitto, pell'alloggiamento, , come per gli studi. Ciascuna compagnia' verrebbe suddivisa come le compa;~• gnie di truppa in pelottoni , squadre e mezze squàdre. ;, •
"
I
i.
(~) Vedi Anno V, voi 3, pag. 120 e vol. ~, .pag. 113: ANNO
V. Vol. IV. - 16.
•
DEL RE'GNO o'!T AL! A
234 ISTITUTI MILITARI Così· le compagnie formerebbero un battaalione· 1 . . o , _ bal l' a• fin da' primordi1· ad avvez . I . lievi .commcierebbero . zars1 a ripa~tn~e~to tattico ?rga:1ico. - Indicheremo jn appresso i quadri d1 governo m ciascuna di queste sezioni ~~nchè si mantenga l'equilibrio numerico fra. i 4 collegi e necessario che la scelta locale di uno piuttosto che ~ell'_altro non si_a lasciata . all'arbitrio assol uto degli allievi ' 11').a bens: alla designazione del ministero della gue:ra, p~opo:'z10r:ialmente alle vacanze che avvengono nell anno m ciascun stabilimento. Condizioni per l'ammessione.
L_e con~izioni per l'ammissibilità in qualsivoglia istituto militare m generale, sono le seguenti : l o Attitudine fisica al militare servizio (da accertarsi mediante accurata visita medica). 20_ Avere l'età conveniente : non troppo giovane per no~ giungere_ alla_ fine degli studii senz'aver l'età prescritta dalle VIgent1 leggi pel grado d'uffiziale; non troppo avanzata_ o~de non giungere a tale grado troppo tardi per poter qumd1 percorrere tutti i gradi della milizia. Moriger~tezza e onorevolezza: cioè buona condotta anteriore (certificata con appositi documenti), ed appartener: a fam~gli~ onorata (da certificarsi come sovra). ~ Idoneità mtellettuale e scientifica (da comprovarsi mediant~ .es.arne d'ammessione sui programmi stabiliti per ogm istituto) . 5~ Co~senso dei legittimi parenti , 0 , in difetto di questi, dei tutori. 60 Comprovare mezzi pecuniarii ' onde poter soddi' sfare alle spese di pensione e corredo' per tutta la durata del c_orso , ed obbligarsi, con atto autentico a tali p~g~ment1 _nei modi ed alle epoche prescritti da;0 1i . speciali statuti dell'istituto,
3:
235
Pe' collegi militari in pa:rticolare, la 2"' condizione, quella dell'età, dovrehb·essere fra i 12 e i 14 anni , invariabili rimanendo t utte le altre condizioni suddette. - Specificheremo il programma per l'ammessione, parlando degli studii. . In quanto all'idoneità fisica , può facilmente accadere che col crescere del corpò, si vengano a chiarire alcuni difetti o imperfezioni rimaste invisibili alla visita medica primitiva, o che in seguito· a malattie o ad accidenti sofferti nell'istituto stesso , l'allievo · divenga inetto al militare servizio ; in tali casi il giovane deve abbandonare l'istituto militare, a qualunque punto de' suoi stndii egli sia, non essendo giusto che lo Stato abbia da scapitare alle disgrazie personali 1 accettando 1;1ffiziali non atti al suo servizio. Epperciò in principio d'ogni anno , a tutti gli allievi d'ogni qualsiasi istituto, dovrà rinnovarsi uua attentissima visita sanitaria. In ordine alla 3"' condizione d'ammissibilità, sebbene sia passato uggi il tempo in cui i gradi della milizia erano l'esclusiva prerogativa dei noblli e dei doviziosi, tuttavia il decoro , ch'è indispensabile per cbiun,que rivesta un grado nell'esercito, l'onore, ch'è il tutto per l'assisa militare, ricbieggono assolutamente in chiunque aspìri alla nobilissima carriera delle armi un'intemerata condotta, un'illibafa ed onorevole posizione sociale di famiglia. Epperciò se il figlio del contadino , il figlio dell'artefice, e que_llo anche del più umile proletario hanno, appo noi, oggidì, egual diritto di aspirare a tutti i gradi militari, che il figlio del più nobile patrizio, di quello del più gran dignitario dello Stato o del più opulento milionario, ciò nullameno vi sono delle convenienze d'onore che si debbono rjgorosamente rispettare. Così: non si denno accettare negli istituti milit ari giovani di cattivi costumi, od appartenent i a famiglie la cui posizio11e sociale non è onorevole e incontaminata. Su
2,31:ì
.
ISTITUTI MILITARI
~i;iest'ulti~o. pun,to , ben lo so, che troveranno · a ridire ~ moder?1 m?ralisti, come clie sia ingiusto· _·che i figli od l fratelli· al.:>b1ano d~ soffrir delle .colpe del padre O del _f~11te~o .... , _ma: c.omùnque essi li voglianb chiamar.e, sono · questi ~reg11ld1zii, sui quali , · il punto d'onore milita re p.o_n ·arnm·e tte tri'tnsazione. · &udii.
DÉL REGNO D'ITALIA
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_L'insegnamento militare.si versa invece\ sui pritnì-rego.: 1amentimilitari, cioè sulla scuola del soldato, del pelottorie, d,e111'!, cornpa.gnia, sulla sòherina del bastone , delÌa; bà:io~tt~, della spada e ·della sciabola e·sulla ginnastica, non cùe sul regolamento di disciplina; ed a questo vorremmo aggiungere quale essenziaÙssima introduzione al corso-. t~cnico alcune somrtiarie ri,bzioni ·sull'ordinamento degli .eserciti· in gçnerale.
". Già a~biam~ d~t~o . che- il__c.oll~gio_p:dl_itare deve c~n- . .,,1derars1 . come · _ . . un . 1st1tuto . - . d1 educazion,, _ "'. e d''1struz1ope ~econ?a~rn -m1_~1tare, in cui si prepara,nq ai · corni tecnici supe_rion · quei giovanetti che si vbgliÒno dedicare alla Cf1,rn_~ra_~elle armi. Abbiam dett0 anche che il corso di studu, 1v1 da praticarsi, •noJ! debb'esolusivànìente int~n_9ere .allo sco?o . ~ili_ta~~' di' modo eh~ l'allie~o jl quale dopo. perc?rs1 . ta~1 _st?dn ; · debba per una cagione desistere d_alla ?a,rnera m1htare , .non si tmvi, incapace d1abbrac• ciarpe 1:na qualche ~ltr:a. .Ci-v~l-e; ed accepp.ap:imo. pure. sqi;_m:? ~namente 1uah dòvre~bero esse:re le màt~rie ' per _ tale_11:)-~l:lgn?-~~nto, alle qaah vorreqbero . consacrarsi 5 a,np1 ~1 st~~u, cowe-venl:!-e .fissa!o dal -regolamento pel collegio m1hta~e d'~s-~i, 26 set~embre_W58. _:__q prove: remo ; orç1, a:, tntçire l'ar.goinento. · .. _ · . : Q~est'ins~gnan~ento, per 1e inuanz~addotte ragioni~deve ~1stmgu~rs1 spe:c1almente j n 'oivile e militare. Ne-1 priiliio d~bbo~s_1 comprendete tutte quelle cognizioni dello. sci- · bil\;l c1~ile, _c~e _sono- in_dispensabili ad ogni u"om.o eh.è . t~ner s1 vogl~a ,m una certa quale posizione_:sociale; e ~?no que.ste m gr:-an parte · quelle stesse del corso classico_de' pubql~ci lic_ei, cioè : la liniÌua n~zionalé,. la geo- g_ra~é!--, _la st?na, gh .elementi delle matèma.tiche , le noz~om di . . stGr.i~ nàt-urale e glj , elementi della filos . · ofia .• CUI· si agg~un~·o.no qu~li J.J..tilissimi complementi la lingua f:r:arices!é), il disegno ~eare, quello_di figura e: 4i paese,:
- 'Vien quindi l'ùtru-zione propria.niente detta, .cioè, la pratica degli- esercizii foi1ìtari sudd~tti. ' . · L'insegnamento religìoso, escluso dai programmi degli istituti, poichè questi denno essere acéessibili a~ gioyani d'qgni religio.ne .tollerata nello Stato, non vorrebbe petciò~ essere trà~cutata, avvegnachè~1iella vera religione· attin- · gEi:si e si cqnsolida la moràlità : e qùesto insegnamento-, eh!;) noi ,chiari1erèmn10· piuttosto ~edu,caiione det' , cùo1·e, v~ol; i affidare <Ùd alcuni veri ~ inistt i èlì· Bio, i q1Jalr ben penetrati della Séicra ed irnimurrerab:i-le missione del sa.~ cerdozio .cristiano, insegnino a; giovan.e tti i . sinceri -pre, ce_tti della morale evangeliéa, - ne· eduçhfoo lealment~ i cuori alle virtù cristiane, all'arnort ed .al rispetto gi_ Di6', del 're e. della p&tria. · Le prediche nei ·giorni festivi- inspirate ,alla vera pa-. fola di Dio, e pLù di tutto il ;frequente e simpatico consor~io ~he questi direttori spirituali sapranno proc&cciarsi çògh i llievi nelle ore di ricreazione, nelle infermerie ed in molte altre-conghmture , $aranno all'uopo sufficienti, sinzà che na, d'uopo ·di ,ostentar bigotterfe ne1 programmi e negli orarii a scapito della tèligione 'stessa. , _La ripartizione delle materi"e nello insegnamento, è per oert0. la più ardua bisogna de' didattici, poiché da·essa in grM parte· dipende la profl_é:uità dell'insegn~meni~stesso. - In quest'ultirn} anni, la Dio mercè (e ne !1-Vevam bisogno!) , .. , l'arte metodica foce appb noi grandi- progressi, svinw·laooidosi dalle sciàgu'I'a.te pastoie della didattica gesuiticai·
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DEL REGN O o·rTAL!A
IS1'1TUTJ lll LIT.ARf
ed uniformandosi alle leggi della logìca naturale e del vero utile. Oggidì la facoltà insegnante è numerosa e ricca cb b uoni soggetti; vi continui il governo le sue sollecitudini, e si avrà la nazione incalcolabili van,taggi, poichè la pubblica istruzione è la base fondamentale delJa grandezza dei popoli. Or bene, il sistema didattico militare vuol seguire per lo appunto le leggi stesse dello insegnamento pubblico, deve uniformarsi sulle generalità, ed anche per quanto possibile sulle particolarità, a' programmi classici approvati dal ministero della pubblica istruzione; ed ecco perché abbiam · premesso fiu dalla 2• parte di questo nostro ragionamento, che per la parte didascalica, questo ministero d&bb'a-vere un 'ingerenza anche ne' collègi militari ; ingerenza per ò definita e circoscritta alla pur~ quistione didattica : quella di compilare o sancire i programmi di studio per la loro parte dello insegnamento civile. I pr,pgrammi oggidì,·osser vati ne' collegi militari dello Stato (Regolamento 26 settembre 1858), sono in massima informati al pubblico clac;sicismo; eppertanto con poche modificazioni li accettiamo per buoni. Siccome però le materie insegnate attualmente nell'uJtim'anno di corso , non sono s ufllcienii per completare l'intiero ·studio classico, nel quale è pu1· gioco forza comprendere alcune cognizioni di fisica e la trigonometria rettilinea, se pur non Yuolsi coteste materie insegnar poi nelle scuole militari, ciò che aumenterebbe anche di un anno il cor.:;o di studii delle meèesin1e, e andrebbe foori della loro vera destinazione. ;che è quella puramente teonica-m1:Zita1•e; cos1t o bisogna accrescere di un anno il corso scolastico· de' collegi .militari, ovyero cominciarlo col programma del 2° anno di corso. Dei due partiti •ci sembra più conveniente quest'ultimo,, e ciò per non aggravar di troppo la spesa a' parenti, mentre l'insegnam.ento elementare potranno più economicamente e do~
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vunque procacciare ai loro figÙ, sia anche per ~on p rivar così prest o i giovanetti delle cure maternr, COSI proficue nei teneri anni. In ciò consistono esseni1al~ente ~e se~ guenti modi.ticazio~ c~~ n?i proponiamo agh attuali programmi de' collegi militari.
Programma iicr l'ammcssione. Lingua italiana : elementi della grammati~a,. della com. . di geografia pos1z1one. - Geografia ·. nozioni . elementari . ,. . _ fisica ' di cosmografia ' grandi d1 v1s10rn c!ella t erra. Storia sacra : dalla creazione del mondo smo al~a 1:11orte di Cristo. - Element i di aritmetica : le 4 operaz10m fondamentali. - , Calligrafia.
Prorrrammi di corso. ;, ' · 1° Anno di corso. Lingua italiana: grammat ica italiana e composizio~~: - Lingua francese : elementi grammaticali ed _.eserc1z.11 di ronunzia. - Ricordi di geografia fisica e d1 cosmo- Storia e geografia : storia e geog~a~a greche. a. . . sistema . e -graAritmetica. fraz1om, met u,·co, e.qu1d,1fferenze . . . .- . Oallio-rafia proporz10m o · - Elementi del disegno lineare.
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2° Anno cli co1·so.
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Limma italiana : complemento grammaticale e a_rt_~ 0 . · . francese .· grammatica ed esercizn tonca. - 1 mgua El e ti1 . . . - Storia e geografia romana. ero n composizione. . . . _ Prime nod,'algebra sino alle equazioni esclusivam_ente. . . , 11 · fì Disegno 11 zioni di storia naturale (1) • - ea igra Ja. neare e di figura . _ . . I b . pcl 30 aùno sino alle equaz1om , (I) Limi tiamo il programma d' a ge r~ fT, . ; di troppo Ja mente . . . . e età non con viene a u11ca avvcgllache m s1 g,ovan , . · n cntc che vi . Iie, e Ia .spericnza ci prova amp1a1 colle arduità matem~Lic . mela fissataci, ba t:ià una straordinaria di!fìcolta ~ g1un~cre 6 no a11a
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fS'.ClTU_'.Ct ~l!LITARI
DEL REGNO n'rTALlA
3° Anno di ~or·so. Lettere italiane : arte · det comporre, · narr.ativ""a didàttica e pòeti,c~. - Lettere francesi;._ eleine11ti dell'p,~té rettorica e d_ell'art8 del compoTre . ......: _Geografia dell'EurQpa. - Storia dél :m:dio evo. - .Al~eera: equazioni di l O e 2•" grado, logar~tmi. -- Geometria . pi~na. __·,. · -
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4° Anno di co?'So. ,. :
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Lettere· itali_a ne_: i·stituzioni di, letteratura,- italia na. Lettere francGsi: elementi della leìterntura · francese·. _ Stor'ia moderna. Elementi di st.9rla naturale. Ripetizionè dell'i~tero corso d:aritmetica e d'a1gob_ra, 'ripetizione della geometria piana, studio dèlla geom,etrìa _soTida. - Disegno di figura e· di pa~e. .
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5° Anno di co1·so.
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Lettere italiane:· esercizi di .bello seri ver e. nozioni sulla ~toria della letteratùra italiana. -~ Lettere fi·a.ncesi, esercizi . d-i composizione. - Elementi della. logica e .della metafisica.' - · Ge9gr~fia e storia d'Italia, dai più remoti tempi ad oggi. - Elementi di storia :1aturale. - Trigonometria •rèttilinea. - Nozioni· di 1faica. - Disegno_ di figura, paese e -topografia·. · ·, · , · · · · Nefl 'insegna,rrtento si dov-rà aver . sem2r e •in ·mira ·· lo scopo militare dell'istituto . Così ·nello studio della.. storia, . i' professori cercheranno di-fare spiccar' meglio le cose militari dei' va.rii popoli e_dei varii tempi,· vo1gendòvi di preferenJa le loro. considerazioni analitiche, e fermando fin d'allora l'atte11zìone de' g1òvinetti sui principii fon , damentalj dell'arte del~a guerra; nello studio , delfa geo- grafia, spèziaJrrìente negli ultimi anni -di corso, ·essi chiameranno · l' atten~ione de.gli _scol~r,i sulle proprietà militari ·
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dei principali ostaioli geografici, sulle specialità 'm ilitar.ii . canatteristiéhe de1le vq,rie regioni .geografiche e sulle statjstfobe niilitari dei pop91i e çlelle -~~1:trade a poi più vicine., iusist~_µdo in ·particolar modo su.i teatri. delle grandi guerre ·passàte e dell'epiù Ì)rossimarriente probabili . L'I~ ta:lia e i finittimi . paesi s~ranno iL p/i~ci-pM campo d1 <4!,lesti 'studii analitici ·militar.i. ~nc.he nel corso eh letter~ con.verrà, per essi dire, militarizza.re -1' inseguament©, scegliéndò ·pei -temi sbggetti deJlà stotia milita.r,e, eh~ è su tutte_la pi~ ·ricca ·e la più dilettevole. In qui!,n't o ·· allo insegnauieiìto scientifico ·e )e~te_r:ario questa è)a sola di.fferenza che può e dev~ rag~o-qevolrnente sussistere fra i ·coi1egi militari ed i ·ci:7ili , _d~ffe.renza nei m odi e fino ad un ,cer to, punto nel fiue , .non già-nel metodo e n~lla sostanza, "i quali. vògliono essere identici, poicl:tè basati suglt· stessi logiGj principii. , (}li.i inseg-uaiiti pe-' collegi militati vanno scelti tra prò'fessori approvati con çliploma ùniversitario, ?i . morige- · ratezza accettata, di colte maniete e per prin cipiì politici affezionati 'al nat.iot~;1ie gov~rno. N~n si andrà rr1ai al)bastaJàza, cautamente in questa. scelta. ·delicatissima., avvegnachè sono in man di cqstoro la primitiva· educazione e la element~re coltura de' giova.netti, le qual{ sono le radici di tutta la --vita. -:- Si- paghino' là1;gan1e.nte, e si avrà ampia e buona la ;eelta,' c9piosi B soddisf~~enti ~ frutti ~ le ec0n01~ie su questo p1;oposito ~ono sènJpre fatali spilornerie. · L?, direzione cornp1essiva· dello insegm~mento, tutto ciò - ch'é iuer-e. nt~' acrli studii, va affidata ar comancla,nte i:i:i 2° o '. . del collegiò,: eh.e assume per ciò il titolo di dire~tore degli studii .. Egli invigila atte:-1tamente che 'i professori coro~ pian'o coscienziosamente ed affettuosa~nentè _a'. l,oro d_o veti, attenendosi strettame11te a' pròg:ra.mmi prefissi. Egli si assicura personalmente, con ·frequeiìti-vi-site nelle seuole, -del bu~n- andamento e- del1a disciplina delle m~desini.e. E~i ribeye •.mensih:ne.nte i rap,po-TTti dei.i. professori _. e,_ de~i
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ISTITUTI •MILITAE\1
. maestri, li verifica, e ne riferisce al comandante in 1°, ed al :consiglio. d'istruzione, quando occorra. Ogni qualvolta gli vien fatto di osservare una: qualch~ · fr:regolar ità, o qualche sconcio nel- processo n,ormale dello insegnamento, · egli deve esser e in grado di porgervi immediato riparo. ·Per tale uffizio è dunque necessario. un uomo speciale, un . nonio molto· ist;utto, · iiltelligente e · pratico di tutte le materie dello insegnamento, avvedµto, cosctenzioso; imparziale, che ispiri confidenza, e rispetto, e .sovratutto che goda. la piena fid ucia del comandante. superiore. Relativamente all'i,çm•uzion~,_11iilita1·e, ad un.altr o uffiziale superiore , destinato •~cl un· 'tempo al comando del . - battaglione allievi, compete analogo· uffiz\o, che per gl~ studii al dirèttorè degli studii , come apbtam detto. Egli , ha sotto la sua immediata dipende_n za t utti gli istruttori militari del collegio, e risponde al'.coniandante di tutto èiò che appartiene i ll'istruzione militare degli al11evi, sia teorica , che pra:tica , come pure della disciplina e della tenuta del battaglione allievi nella sua qual-ità di comanda~te diretto del mede~ir,no . ,E gli è anche r ispo11•sale inverso al comandante del collegio c!,i tutto quanto riguarda la disciplina ed il se~viziç> interno dell'is~ituto in , genera:le. · · Per quelle cose àttinenti agli ,studii ed ç1,ll'istruzicine che superano la sfera delle attribuzioni indiv_iduali ed or• dinarie del direttore . degli studii e del direttore delle ' , istruzioni , va . instituito il consiglio · d'ùtr1.i,zione. ·Questo ,consiglio ba per in~arico di -promuovere tutti q,uei mi~ glioramenti che so.no richiesti nell'interesse degli studii e delle varie istruzioµi, di esaminare e discutere le spese relative all'istruzione in genere ed_al miglioramento della medesima, di rivedere annualmente 1 diversi programmi, proporre al gerwPale ispetto1•e degli iBtitùti m,_ilitari le' mo• difioàzìoni ravvisaie necessarie 6d utili, e di pron~nciaisi merito di talun insegnante, quango ne sia,)~ caso.
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DEL REGNO 0 '1TALIA
Gli spetta anche di dare il suo ~vviso sui lil)ri di testo da adottarsi, la· cui approvazione definitiv-a appartiene al ministro deHa guerra, sulle proposte del generale ispettore degli studii, affinché tutti i collegi segi1ano identici programmi e libri di t esto. !ncumbe~li:fì~ah:1e~te ?i dar~ il suo a:vviso sul proposit o- di quegh•alh ev1, 1 cm. pochi progressi negli , studii rendessero necessarie straordinarie misure, oèl il. rinvio dall'istituto. . · A talè oggetto il consiglio d'istruzione deve ri~nirsi aln1eno una volta ogni trimestre,. e. _sem_pre quando il.' co~ ·mand~nte del collegio lo creda opportuno nell'inter:esse dell'istituto , o che quéittro dei professori lo doman dassero unitamente. _ _ Questo. consiglio debbe comporsi nel 'modo se~uente : Comandante, del' collegio - Pnsidente. · Direttore degli studii ( membri Direttore de,lle istn izioni militari I fissi. · 4 Professori , - (membri vm"iabili). 1 Uffiziale subalterno - seg1·etario, L'uffizio di 1·elatore verrà 'disimpegnato da quello dei. due direttori, alle di ct1i speciali · attribu_zioni ·si riferisce l'oggetto sul quale deve il consiglio I pronunciarsi. '
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D·iscipl!na e. go~et·no. Il regolamento cl;intemo governo del coJlegio ' militare deve essenzialmente informarsi a quello di disciplina osser;ato ~ell'esercito, temperato per ò•compatibilmente c·oll'età de'g li'allievi. Epperciò questo ·regòla~en~o. dovrà .l i~ mitarsi a dare alcune prescrizioni generali e normali intorno ai principali punti di di~ciplina: sulla sp~cie dei castighi ~e sulle '.1ttribuzioni e SUl doven ge~eraI~' affi~ dandone la particolare applicazione al cr1ten9 dei superiori dell'istituto,- sotto la intiera responsabilità. del . CO· mandante, nel quale il governo deve per..:iò poter riporJ?e illi;m~tata fiducia. ,
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DEL REGlW D ITALIA
244 ISTITUTI M"!LITARI La carica di uffiziale di governo in un istituto è affar scabroso assai, specia.lmente ne' coJlegi militari, ove si ha che fare con fandulli per la maggior parte troppo avvezzi ancora a' lezii materni, ed a soddisfare ogni loro capriccio. Per quest'uffizio voglionsi qualità dell'animo, che a tutti non sono comuni : pazienza a tutta prcwa, affabilità, amorevolezza, squisitezza d'educazione, riserbatezza nei modi e nelle parole, abnegazione, morigeratezza, inspirar confidenza e simpatia, esemplarità, prudenza, ascendenza moraJe, imparzialità, leaw~, avv~dutezza, g iudizio, buon senso, energia, zelo, ordine e precisione nell'adempimeuto de' propri doveri, dignità, autorevolezza, ed istruzione, tutte le virtù insomma del cuore e della mente. E se queste debbono essere le doti inC.;spensabili di tutto il personale di governo, esse lo avranno da essere in grado superlativo nel comandante, sul quale gravita una responsabilità infinita. Non è cosa nè agevole, nè indifferente il rinwmirP. cli cotesti tipi, direi quasi, dell'umana perfezione , epperò ii governo dovrà darsi pena e andar ben cauto nelle sue scelte, mentre da questa scelta tutto dipende il buono andamento e la fruttuosità dell'istituto . - Semprequando un istituto non procede bene , dà pochi bu.oni risultati, convien cercarne il tarlo non fra gli allievi , ma fra gli istitutori, poic:\:l.è sempre è di questi la colpa, e di chi li ha prescelti il torto . ' Non vi ha danaro che paghi il sagrifizio · di sé, assoluto e continuo, cui è astretto l'istitutore di fanciulli, e vi si vuole realmente una grande vocazione I..... Eppcrciò non badi il goYerno alla spesa, ma bensì alla scelta; incoraggi con ogni modo chi si addossa cotanto pondo ed è capace di sopportarlo a dovere: le maggiori spese a questo proposito gli saranno esuberantemente compensate da migliori risultati. Ohe si preferiscano per quest'ufficio gli· uffiziali meno
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atti al serv1z10 attivo dell'esercito, b_ene sta, poichè ciò · entra nelF interesse dc11' individuQ e dell'eS'ercito stesso; ma che questi vj. si abbiano esclusinmente ~a i~pi~gare, q"4and'anche non ne abbiano tutt~ -le qualità md1spensabili , ciò non si può, ciò non s1 deve assolutamente. . . . All'occorrenza bisogna prenderli ovunque s1 trovmo, po1chè non son già così in abbondanza, e son così necessari. Perciò conviene che qucll'uffizialo il guale vien dall'esercito attiv0 destinato d'ufficio ad un istituto non possa avere il benchè menomo timore sulla sufi. carriera;, ma abbia speranza ·bensì d'avvantaggiarsela col buon disimpegno. della nuova e difficile incumbenza cui vien chiamato. Nell'esercito si è forse un po' corrivi a dar del sedent_ario al' servizio d'istituti , mentre niun servizio vi ha che ricbiegca attività maggiore di corpo e di spirito;. ~d è o questo un malanno che deve il governo scongrn~are '. affinchè gli uffiziali, i qLtali per avventura sono atti agh istituti, non pongano ogni loro studio ad orpellare co~ale i;pedalità., eJ av versinu tale -servizio per amor propno e
per ambizione di carriera. · · . Anche nella scelta del personale di servitù domestica è necessario d'andar ben guardinghi, poichè cotestoro, checchè si faccia per evitarlo, si trovano pur sempre al più famigliare contatto co' giovanetti. A questo riguardo · noi siam d'avviso che non si debbano ammettere, per qualunque siasi servizio , -personé borghAsi, mai solda_ti veterani di condotta provata. Oltre al riuscire così megl10 accertata la moralità e la disciplina nell'istituto, egli è questo un modo di ricompensare i lunghi e buoni servigi , procurando a'veterani una vita un po' più agiata che non nelle file attive o nei depositi. L'obbligo di concorrere . n. far _osservare la disciplina appartiene indistintamente a tutti i superiori dello_ istituto, ma più direttamente in ciascuna compagma al c~pitano ed agli uffiziali rispettivi, s_otto l'immediata vigi-
246 IST1TUTI MILITARI lanza del maggiore comandante il battaglione allievi, il quale, comè già abbiam eletto, n 1è direttamente risponsa.le mverso il comandante del collegio. In quanto a' castigh1 essi debl;>ono, cs~erc specificati dal Regolamento, e se è necessario che -siano tali da riuscire efficaci; è tuttav1a· indispensabile che siano morali, umani, non avviliti vi , giustamente e_parcamente amministrati . Non v'ha mancanza , pér .quanto grave ella sia, , che autorizzi irn · castigo esiziale alla salute del colpevole, od ignominiosa, Si espellono gli incorreggibili, e _coloro ché commettono gravi m.ancanze, ma non si dénno nè ammalare; nè bistrattare, nè avvilire:- Il rimprovero in privato, _la privazione · della ~icreazi~·n e, ·gli esercizi di punizione, il rimprovero sull'ordine del giorno, .la diten• zione sémplice irì , qualche cam~ra appartata ma· sana, la ditenzione a pa_ne ed acqua, ma in suffici~n~e quantità e per pochi giorni, e, all'estremo1 l'espulsione dall'istituto, tal è la graduazione de' soli castighi che si ponno 'i nflig. gere ne'militari istituti, non ,g1à .le percosse, la priva..zione del necessario cibo, Ia ditenzione in celle infette e malsane,-i ceppi~ gli s_pauracchi, gli insulti, il ginocchioni, la berlina, '1a pubblica.ammenda, il chi~der perdona.µia, e quante altre so iÒ m~i raffinate torture ed oltraggianti S"'{ergogn,atezze. - Lo a proposito e la giusta mtsura nello amministrare le punizioni sarà ben più efficace che non la rigidezza delle _medesime, . · ' _ Per èias.cun collegio d,ev'essere istituito un consiglio cli disciplina , il qual!;! do,;rà essere consultato dal comandante dél collegio ogni qual volt a Vir gravi mançanze di allievi ed anche di-s.uperiori dello, s"tabilime?to- pos:sa essere il caso di rinvio dal collegio. Il parere del consiglio · verrà· dal comandant,e trasmesso, in un colle sue particolari osservazioni, al · ~ inistero della guerra, cui spetta . di _decidere in proposito. · Il consiglio di disciplina è del pari incaricat9 d' infor-
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DEL ·R1'GNO o'lIALIA
matè e giudicare oani · qual volta avvengono mancanze di disciplina di coirun e concerto fra parecchi allievi. Questo consiglio va formato come segùe : · . Il comandante del coUegio, pi·esidente. Il direttore degli studi, __ · Il maaaiore comandante del'battaglione allievi, 00 . . ., .· Il .capitano arutante ma.gg10re, . . . .. Due. capìtani cli compagnia; membri va_riabili. Un -uffiziale subalterno, segi·etario (1). , , Nei casi di dis~iplina religiosa si aggiunge a' membri variabili. il ·cappellano del collegio e gli si accorda voto deliberati'vo. , riunione dei ·due consigli' d' istruzione e di disciplina ·costituisce il Consiglid sibpe1·iore del collegio, il qùale deve eonvocarsi nelle quistioni -di cQmpetenza mista ed inte..resse generale; cosi tratt andosi di p~oposte !n~orno ~ statuti O regolamenti del ~oqegio , ed m occas1o_n e ~eg~r esami finali per -·pronunziare sulla condot~a deg~1 alhe;v~, approvare le loro promo~ioni, ass~gnare i_pr_e m1 e _le di: stìnzioni, di· qualunque specie da accordarsr al_termme d~ ogni anno _scolastico, e decidere sui concorsi per esa_m1 a posti e mezzi posti _gratuiti. . . . _ . _ Spetta altresì ·a l con~iglio $Uper10re d1 nommare le commissioni per gli esami ann.uali ., . . _ In fine d'ogni ani;to scolas;ico, in .seno ad ,es~o consiglio deve redigersi una ,€lazione sull'andamento m_ generale dell'istituto, da rassegnarsi ,al m.inistero, eçl ogm membro del consiglio Gleve aver diritto di far inserire in ques~a. ~elazione le proprie osservazioni, qualora fossero co~trane ~1 voto della niaggiora,nza. , .. . Trattandosi di questioni economiche, farà p~rte del con,siglio ·s~peri9re _l'economo. · Non fa d'uopo il dire come ciasèun consiglio" debb'a "I.
La
(1)- Vedi.
in ;ropositÒ l'art, 26, regio decreto 12 ottobre 18~7- .
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ISTIT UTI àULl'l'ÀRI
c~~statare ~ risulta1:1enti d'o~ni_ sua adunanza con appo~1h pro~ss1 ver~ah, sottoscritti dal presidente e da tutti 1 membri: questi verbali dovranno presentarsi al signor generale ispettore. Àmminist1·azione_.
?_
com~ndante del collegio è solidario della retta ammm~straz10ne dei fondi del collegio. Per coadiuvarlo nella ges~1~n~ finanziaria ed economica egli ha sotto i suoi ordirn immediati :
Il capitano economo, capo dell'uffizio d'ammin·ist1razione composto _d'un conveniente numero di segretari. ' Per ~eh~erare in ogni categoria di spese ordinarie 0 stra~rd~nar~e v~ol_ esse~·e istituito per o6 ni collegio un consiglio d ~~mm1str az10ne, le cui attribuzioni siano, per q~anto_~oss1b~le, analoghe a quelle degli attuali consigli d ammm_rntra1.1one reggimentali. Questo consiglio dovr ebbe GOmporst come segue: · Il comandante, presidente. Il direttore degli studi, Il comandante del battaglione, membri fissi. Il capitano economo, 2 comandanti di compagnia, rnembri variabili ogni anno. L' uffiziale cassiere , segreta1·io. .Occorrendo, ~rà chiamato a far parte di esso consiglio qualunque su~enor~ o professore del collegio , ed egli avrà voce deliberativa per quanto concerne il particolare oggetto pel quale verme richiesto. Il co~si~lio d'amministrazione dovrà compilare annualmente 11 bilancio particolare dello stabilimento e trasmetterlo al generale ispettore, e questi al ministero della. guerra per la sua approvazione .
I
Del vitto. Il vitto degli allievi dev'essere so.no, ragionevolmente. frugale e sufficiente. Poche pietanze, una minestra e panein al;,bondanza e buoni. Nulla vi ha di più .esiziale alla salute negli anni giovanili, che '1a scarsità del cibo. - Su questo riguardo noi chian1iamo indefessa l'attenzione dei comandanti <legli istituti militari e quella dell' ispettore. generale degli istituti, av'vegnacchè qucst'è qaistiqne eh'? interessa la dignità stessa dell'istituto e del governo. Sulla pe11sio11e mensile di L. 50, lire 30 a 35 basteranno pel vitto, purchè regolato con discernimento ed economia; e se queste non bastassero si accresca piuttosto la quota individuale, ma nop. si faccia mai e poi mai soffrir la fame agli allievi, poichè ciò è per niun verso compatibile. Se duo pasti al giorno ponno convenire per le scuole superiori, non convengono pc' collegi, trattandosi di fan • ciulli, ai quali il cibo vuol essere somministrato più di frequenti. Epperciò vi si facciano tre pasti al giorno: pane solo (ma bianco e non da munizione) a colezione, due ore dopo 1a sYeglia; minestra e due piatti, 115 di litro di vino, pane di munizione a discrezione, alle 12 per pranzo; minestra., un piatto, un po' di cacio o frutta, 115 di litro di vino, e pane di munizione alle 6 pomericl. per cena. Tale è, a parer nostro, il miglior regime di dttuaria che convenga a' collegi militari in ogni tempo e stagione. Cn capitano d'ispezione scttim~n,ale deve specialmente sorvegliare alle mense ecl alla cucina, oltre ai medici per quanto rignarda alla srtluhi·ità dei cibi , ~d all'economo per l'economia della dispensa.
Vesticwio .
a:
Ad ogni specie istituto militare deve il governo fissare un'uniforme, la quale s'avvicini, per quanto possibile; all'uniforme dell'arma cui l'istituto corrisponde. ,\!i.NO
Y. Voi. IV. -
17.
250 ISTITUTI MIUTARI P ei c@llegi militari, destinati a fornir il loro maggior còntingente all'arma di fanteria, l'assisa'deve ~ssere quella della .f anteria, cioè: ' tunica lunga turchina, pantaloni di tricot bigi, keppy", cappott~, . ecc.,. ecc. Ed a _qu,e sto ri-_ gÙardo troviamo convenientissimo l'attuale vestiario 'usato - ne'.di versi istituti. Gli uffiziali di governo debbono po:rre ogni loro attenzione · a -che niuno· alteri il proprio., uniforme e ne abbia~ cura, e spècialmente alla pulizia d'ogni qualsiasi · oggetto di vestiario. · Frequenti riviste dei comandanti çli c_ompagnia intenderanno a qµest'oggetto, ed alla pulitezza. dei dormitoi .ed ogni a-ltro locale"<li ioro dipenden~a. Ciascun allievo deve · essere armato di un fucile di·peso proporzionato' affetà sua; e , ~i una p~ccola daga: Queste armi vanno perè:> ritirate in apposiie sale d'armi, é coll'iucarjco a· taluni inservienti di m_antenerle pulite._ .
"
· Q'Q'A.DRO del personàle superiore per ogni collegio militare.. ·~
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251
DEL Ri'.G"10 .D. l T.-\ LJA
Pei·sonr;.,le' d' ctmrn:inist1·azio:7-e.
l Economo (c,tpitano) . 1 Cassiere- (ufli~iale subalterno). · l U:ffizia!e d'amminfattnzione e di vestiario. . · 2 _Segretari (sçitt'utliz.iali). _
-, _._5
Personcile insegncmte.
J Direttore degli studi (uffi-zì_a le .superiore). _ _3 Professori di lettere italiane. 2, icl. di lettere francesi. 3 id. di storia e geografia. _ 5 · id-., -di "el.ementi di ·m~temàtica. 1 : id. di 'storianaturale. :· 1 id: di filosofia. :.·~ , l - id. di fisica. ,, 12· Ripetitori: tre per eia~cunà dellè-4 p1·ime matcri'e. 4 Ma.estri d'.ogni specie di <lfoegno. " 1 Uffizia.le bibliotecario. Maestri di s~herm<1, B di ginnastica. 2 Sotto maestri id. ìél.
-
.
,. 2
l Comand~nte (colonn~llo o luogotenente colonnello). personale inferiore.
- Pel governo. /
-
l Comandante del battagli0rìe allievi (ufiìz.iale.superior:é). 1- Aiutante maggiore in 1° (capitano). 1 ·· id. id. in 2° (imbalterno). 5 . Comandanti di compagnia (capitani)., 5 Luogote~eu'ti 5 S o ttot enent.r. · ·uffiz1ah di compagma. I .Oappella:p.o. l Medico.
Ì ·. . . .
20
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.,
6 ·Forii:fri istruttori (uno · per-ogni compagnià .ed uno a ' ' \ , '. foriere maggiore). ' · 1O Se~gerìti _(2 per ogni compagnia). 6 Serc:renti d'isoezione: O . l 2 Sergenti portinai. 6 C'apcirali ,,etera..ni. _ 35 Soldatì · veterani inservienti 11el1e compagni~, alle , mensè, ed varii uffizi. 3 Tamburini. ,·
ai
68
,
. _ Totale gen~rale-·13.2 inçlividui.
252 IJ;)ll!'l'Ul'I Mll,l'I'AJU· _ Si ,richieggono inoltre alcun{ _cuochi ; parrucchieri , la,.. vandai, ecc, ecc.. · '~
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Biblio'teca e _gabiri,e~fP ~di fisfc.g,. •
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Pei profess(j)ri 1e{;Lap,_qhe pe,i·_gh ·aJlie:vi -o@ni CJ~Upgip ;t'l).ol indispensabilmente essere pro~yj_st~ ,qi !'QJila bibljot_eq:a .-ri-·fornitissima di -opere lettérarie di merito, di sto~ie, 19i.litare e generale, di:,f~q~afip,, 1di ·Jeqnologia; &matematica,_ecc.,.,una ricca coll~zioRe di _çarte geografiche.~. ,un gabinett9 per i p:rl;ncipàli strupenti• ai, f~ica. 0$ni•, a11,no sul bilancio del collegio .dovrà. _stanzi~r:si .. una sq,rpma Rer la manutenzione e l'aI11Jl!i~z:ione di q}le~te due µtilissi_ipe fondazioni. ,. · · ' ' '
id
I)gi 1lp_c,,(¾li. Il governo deve peùsare a for:p.ir cia9cun c91_legio . dì com:en~enti locall p~r le scuole, pei dori;n-itQi.~ P,~r !è mense, per, gli uffizi, e per ' la ri.crea,zi_one; ls:,cal{ .abbastanza ampi e confàcev0l/per fa ·rispetti~;a. d~stil)~_zJone, e, sòvratutto salubri-' - La :r:i.str ettezh· ,e _-1' impro_prietà dei loGali può essere un fr;icaglio ,gr~vissimo pe( bu'on ~ndamento.wdell' istituto, epperciò .coùvien che )1 gov_e!"!!.9 non spiloÌ·ci in sul proposito. -_ A prova di quest'asserzione potremmo adelutr-e, •,se,ne, f0sse il bisogno ,, le ·inter• rnim,.a:bi:J.i di-m_(H'lJt.à , aher1s' inf,ont1ìçtrpnG.(ruila.,~cuola,.n-}ilitare d 'Ivrea quando veiine desti_n ata a .c orso I:suppleti'vo per 400 allievi t lvi si doye.tte:i;p l-~~s1~9-are ,.gli a.lJje:yi _pjù di quanto nol dovessero -tollera_re .le (,r~G>J,e )gi\?J.itc4.e, e la convenienza disciplil.iare; non vi ~rano . \'8,f$tt0.rJi, p:ia piuttosto mangiatoie; non vi' erano ~çlle1.çli sc.uQ~a.; ~bl;>astaBza; g1'.ar1,,w,'..R61': çui ,-i !J0'1f)fi r:Q.~espri (~ç<).rsis.s imi ol_t;r.e ogni- credere) doyeano 'ripeter.e pareccJ1ie :yolte Je loro · lezio_n i nello stesso giorno, suddividendo gli1 _ilr~li~yj, ,di;.un' solo corso in parecèhie sezioni,-ohde ,,capissero nèlle ~ole due sale di scuola. esìstentj ;.. ...... ,,e '.qq.a1~te,,~t,~fe"-._ffif,~~!ie
Mi
DÈC}lÈG'Nb 0'1TIA'LIA
potre111mo dire prbveniènti da-Ìlti deih::enza-è datlar sconve111enza de'-l.ocà.li1... ,. .. E s~ ciò si potè tollei-are- nella necessità de' .tempi anormali, se super.iati _e d allievri, con sforzi straordinari,· di buona volontà, ,di condiscendenià ed abnegazionè ,; riuscirono . allà meglio a sop perire• ~lle _ d eficienz~;' ciò non si può_ in via' ordinaria- è stà:bile; e ·sa il governo devè- pretendere buoni ris6_.ltati; egli deve àd ~n _ t ~\npO provvedernè i' mezzi ngcessari.• · 2° SCUOLA DI FAN'ilERIA. . . (
Eff,ettivo·niime.1%cò e sua ripartiziori:lt orgètniòa. Se'condo ·i cakoli tiori:nàli délla -parte III di questo ra• gionf},mento ect avpto r.iguardo a.lla cirè,0 stanza .eccez-iona1$ aèceùnata sullo scorcio della .parte .s tessa, l'effettivo numerico àella· scuola di fanteria doVrebbtessere di ciuca 800 .allie-yi ripartiti sui due corsi a~uali : cioè 400 per corso. Ciàscun corso·potreboe còsì. formare un battagliòne (denominàto 1° .battaglione I quelk> del' _'.2° anno di corso, e 2° bat.tagliòne l'altro), e suddhriidersi sécondo l'ordina~" , mento tattico attuale del}a uostrru,f<1;nterin: in €i corripagni:è, cia,s cuna dell,e qtiali tisulteTebbe di 66 allievi. Questo metod'o di di visione, nel mentre soddisfereb9e completamente alle ·esigenz,e -del superìore ed inferio11e ·governo, faciliterebbe l'istruzione m ilitare, unificando la for.maz1o~e o'r ganica e · direttiva colla tattica, mtlitarizza~do c01ripletai;nent'e l'istituto· in' pien'a èònformità .col~ t~rdinameu,to tattico dell'arma alla quale è dedìt;a;t0. •
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I
1
Condiiìo1~i per l'a/nciesS;ÌCJ'~eLe, coridizionf per l'am;messiohe sono a poè6 ' presso '_qruelle stesse che·_p·e-' collegi milita.ri, cblle soJ.e differenze seguenti : · Étà dà{ -i'7'1 ai 19 annL
,.
254
ISTITUTI .IIILITARI
Statura ·non inferiore ad 1 metro e 50 ceut-. (1). ~ Contrarre l'arruo]amento Yolontario per una ferma di du~ anni, ~econdo le leggi ed i vigenti regolamenti pel reg10 esercito. La sperienza ba dimostrato, la prudcm:a consiglia e lo scopo stesso dell'istituto esige che gli allievi siano soggetti a tutto i l rigore della militarq dtsciplina. A .17 anni (elà minima fissata.dallaleo-o-e sui r eclutamento 00 per 1 arruolamento volontario) , il gioYane deve giàaYereun f~n<lo tale di ragion~ :da sa per apprezzare la propria posiz10ne e le- condizioni che sono a questa inerenti. - È indispensabile che l'allievo impari ad osservare strettamente ~nelle l~ggi e ~uei regolamenti stessi, dei quali egli donà m seguito esigere l'osservanza da' suoi subot'dinati. Niuno sap1·à mai ben comandare it quale non, abbia in p1·ia impm·ato bene ad ubbùlire - Spiegheremo più este• samente le · nostre idee su questo proposito, trattando dei castighi. In quanto alla capacità scientifica per rammessione, siccome noi abbiam eletto (parte IIIa) che anche viovani ' o prov~u1enti da altri istituti, da collegi militari ed anche dalle file dell'esercilo attivo debbono poter avere accesso alla scuola militare, questi doY;;,nno assoggettarsi ad un esame vertente su t11t.te le materie insegnate nel collegio militare, ed espresse in apposito programma di ammessione. · Dei posti e me,wi posti gratuiti. . .
DEL IIEGNO o 'ITALIA 255 ciali dell'esercito attivo che aspirassero ad entrare nella scuo1a militare, e ne avessero le condizioni richieste. Trovansi n elle file giovani appar tenenti a povere fa. miglie, i quali, dopo aYere fatto gratuitamente tutti i loro studi classici a' pubblici licei, sentendosi chia.mnti per irr esistibile vocazione alla carriera delle armi , o passibili della leva e non avendo di che surrogare, si sono arruolati volontariamente nell'esercito, mancando loro i mezzi pecuniari per aspirare all'ammessione nelle scuole militari. Tra questi si trovano non di rado delle capacità, epl)erciò convicn saper loro aprire una via nell'interesse stesso dello Stato. Alcuni a.Itri mezzi posti dovrebbero accordarsi, pure per concors9, agli aspiranti borghesi (p. e. 10 all'anno), oude eccitare gli studiosi ad abbracciare la carriera delle armi. Egli è poi giusto che si c011servino tutti i posti e mezzi posti accordati od acquistati per concorso ne' collegi militari, eù ami per solleticare l'emulazione fra gli allievi dell'ultimo anno di essi collegi, si dovrebbero stabilire nuovi mezzi posti gratuiti per ogni collegio miljtare (p. e. posti4) . Allo stesso fine vorremmo pure 6 mezzi posti da accordarsi ai 6 allievi del 1° anno di corso, i quali ripor• tassero maggior numero di punti nell'esame annuale, tuttochè già avessero per altra via mezzo posto gratuito, cosiccbè potrebbero aver l'intiero posto.
Studii.
I posti e mc1.zi posti gratuiti nelle scuole militari ,anno amministrati, come si è detto parlandone in generale nella parte III. Però nlcuni posti e mezzi posti (per es. 10 posti e 10 mezzi) vorrebbero accordarsi per concorso annuale sul programma' d'ammessione ai soldat.i e sott'uffi. (I) Pt·r q11,•lli cli 19 :inni tale! ~lal11rn rr1julu111cnlo :;u lla leva, cic,è, 11id1·u 1,56.
\'UO)
cs~erc quella fissula dal
Nel corso tecnico l'insegnamento (già l'abbiam detto) é esclusivamente militare, doYencio esclusivamente versare sulle pratiche e sulle teorie del mestiere, e sugli elementi dell'arte della guerra e di quelle alt re scienze od arti a questa affini o sussidiarie. Sono numerose non difficili le m aterie di questo tirocinio tecnico , che limiteremo
1strruTr MILITA RI a due anni, e non si avrà tempo da perd('.)re; 'epperoiò la ripartizione dello insegriarnento e. dell'istruzione, il metodo e i programmi, e la scelta del pe1'.sonale i1;seo-nante o ' meriteranno ogni sòJlecitudi~e e studio.· ,
. 256
.
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Studio razionale .del regolamento di disciplina e del · codice· penale militàre . - Teoria d'ésercizi della fanteria di linea; scuol a del soldato, · l~~lotton,c , . compagni<!,, battaglione ed istruzioni varie regolamentari sulle armi e sul tiro, .suUa scliermà di baionetta e: di bastone e. sulla ginnasti.ca. , -- Nozioni e,lementari teoriche di topngr'afi.a. Noziot1i.elementari di fortificazione campa1é. - .Cenni , preliminc).ri sull'arte . della g-'Jerra : çfofiniziorii' generali , nozioni sull'ordinamento degli eserciti. - Operazton1 seeondarie di guerra. - Nozioni teoriche ~ul tiro delle armi da•fuoco port.atiU. -- Contabilità militare : nozioni ele~~ntari 1 e contapilità compagnia.
9i
. f)sercizi .prat-ici. .
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'
Disegno topogr afico e di fortifìcazione. ,_ Esercitazioni pratiche ;mi varii rego1tnnenti ·d'esercizio·, ttro al bersa~ glio, scherma 1;rn:oto, pa'sseggiate militari. · ·,
e
2° ~inno d11 eorso: Regolamento sul servizio di piazza. - Regolamento sul servizio ,di campagna. :·- Teoria d'esercizi. - Scuola d i battaglione ed evoluzioni di,liriea. - Régolarnento speciale d'e.sercizìo pe' bersaglierì per coloro destinati a tale arma (1). - · Leggi e regolamenti và:rii sull'.~r ganizza'lione a'.ttaa-le dell'esèrcito italiano; sul r'ecl utame;ito, sullo stato deg1i Li.ffi.ziali, •sùlle giu?ila_?ioni, sÙlle licenze, ,sull'ordi'
( 1). Di• qncs,t), scelt i per allituilìnc· fì;ka speciale e pc:r loro particolare inclinazio r1c,.si potrc~l,c formare la G• corr,paguia déJ -t 0 ballt1glionc (del
2<>-'onno di çprs(l),
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lJEL RJ;:µNO D l'fAUA
2:57
naruento tattieo e amrni11istrafrvo, sulla circoscrizione territoriale ecc., ecc·. - Topografia_ pr atica. - Geografia militare d'Italia. ~. -,F or tificazione campale,. applicata. Nozioni compendiose ed teJemei1tari -sulla fortificazione permanente. -- Storia dell'arte della, guerra antica e mo , derna'.; nozioui statistiche sui p rindpali eserciti' europei. ...... Arte' della g uerra.; no_zioni.sulla 'filosofia, sulla politica de!là guerra, sul1a strntegia e sulla logistica. - Corso di tattica. ~ N"oiioni , elementari d'artiglieria . ....!. Nozioni sµffamròin~strazione. militare in _gener ale. .
Eser·cizi pratici. f . '
..,.
Disegno · e levatè topografiché. - Semplici tem'i elementai·i di f~rtifi.cahoné campale. -'-- Tenli d;ar te militare. """' Varìe praticlié,.nilifari sul serviziò ,,di ·quartiere, d'i. .pia~~a é cl'i campo - Eser'èitazioni sui rEJgolan\ehti d 'esercizii .col disimpegno delle vatie cariche ,sino a quella d i çorna,hèla~te di corhpagnia . -- TÌro al bersaglio. - Istruzione sul maneggio del c~nnone da campagna e da piazza. - S'c herma. "'-:;- ~uoto ' e ,equit~{ÌOD.e. ,- Passeggiate militari, e possibilmente, l'intervento ad un cam po d'istruzione. ..., " ·
.
,
Queste sono, è vero, assai numerose materie, ma tutte , asseilutamente indispensabili per form,l re un b uon uffìzial è di fanteria e,capacita,r lo ,a -proseguir con distinzione' iiella m\,rr-i'e-m delle a;rmi. .1... Yi fu un: tempo, i n cùi si creclé.v'a ..chè' per far\ un ,buòu uffaiale- di fante-ria, pastassé il p'ret~o pèdanti'.sri10 del m:estìere, i'l .sapersi ~1zzimar-e, port~r b ene 'i baffi. e far il bellim b usto ne'. caffè e- né' saJ,,ons-.... Vì::hà forse un solo, al, dì. d'oggi', il quale ]>e'nsi che a ci'ò' s-i poss,a; lin:l.itare lo .sc~bile ind~spertsabile ' deU'uffizi.àle di fanteria;? ~ Se .v i fu -un..,ternpo in cui i l solo pr'egio•dell a 1t0biltà, -le, p,rotez;ioni, il nep~tis-mo,. là coFtigtan.eria ·ed il tiÌaharo: pMcu.ra.vano i- g:rad.1,- ©F q'i:.l'este tèm~b non ·fi pìù!
25$
ISTITUT I MILITAR!
e bastarono pochi anni di liber-tà per cacciarlo ben lungi · da noi, e quasi estinguerne la mem.oria. Oggi i l solo me-rito individuale e Teale p).lò e -deve dar a~cesso ai gradi dell'esencito nazionale; lo studio., il talento ;· i .buoni e leali servigi, sono i soli gradini per poter ascendere all'alto della g~r a;rchia militare. ' Il discutere ·t ritamente ecJ. a <loyere sulla compilazione , de' programmi -e sul metodo didattico da tenersi, ci- por- · tereobe tropp0 per le lunghe e fuori dei li1uiti che _può . comportare un . semplice rag1onamen,t0'; epperciò ci restringeremo a toccare le meuq.e più .salienti che ebbimo ~ rilevare intorno ai metodi d)nsegnamento oggidì te1rnti .negli istituti militari in quistione. L'insegnamento va f,cillito da principio, 1·adicabnente, se la · scelta degli insegnanti no11r è (a,tta con tuuo giudizip e S C'rtbpolos-ità, - L'insegnamento délla scuola militare essendo
esclusivamente militare, ne vien naturale che tutto il corpo insegnante debba e~sere; essenzialmente militare, e.debba perciò estrarsi dall'eser cito . Or beuei se è certo che i professori di qualunque siasi dottrina n è nascono p1:ofessori, nè .s'improvvisano'· , ma richieggono . un luugo e faticoso ed apposito t iq:JciniQ; se non vi ha dubbio che fra tutte, la didattica è _l'art.e la più, ardua. e laboriosa, cui tutti non ponno ·pretendere-, poicbè essa esige talune spezialità intellettuali, che no:ri si acqU:istano, .ma soltanto si sviluppano con indefesso studio in còloro che · ne posseggono naturalmente i germi : riou è men vero che la scelta degli insegnanti è ~ltrettanto difficile quanto importante e. spezialmente quando la si deve fare fra individui i quali in generale non l;ianr!o _-fatto-·uno studio didascalico regolare, come. acc~de per la maggior parte degli insegnany degli istituti militari che si tolgòno dall'esercito. Non perciò ve ne sono degli eçcellenti , e Yi si · rinvengono purchè vi si s·a ppiano con, cliscern i.men10 e · criterio ricercai;-e. Ma a.f-pu~hè questo prodotto _non si esaurisca, e fornisca al b~~
DEL REGNO o'ITALTA .
'
259
sogno, co..avien fecondarlo còll' og~i sorta ~i cute. Eceìti il governo lo studio, favoris.Ga ed mcoragg1 la le~te_ra~ura n'lilitàre, largheggiando distinzioni e compensi; 1st1tu1sca dei concorsi letterarii su tesi proposte, premian_do con equità tutti i concorrenti; e sovratutto non ~isd~gni Iflai , qualunque siasi lavoro dell'ingegno·, anche 11 più un{il~ od incompleto. - Trovera.nnosi così. in breve tempo e 1 libri didattici e i buoni professori in abbondanza. A questi poi è indispensabile_ehe il governo continui incessantementè le sue sollecitudini ed i suoi favori onde non si seora."ggino nel faticòso e delica.to loro u_ffizio, . _ed abbiano . ampi nrnzzi a vieppiù . progredire negli . studn e uella cartiera. I sagrifizi . che lo .Stato- s'imporr à a tale oggetto , "'sarau;10 sempre ad usqra comp:'~sati . ..::.._. ~er~ io n,l'avveggo che i fannulloni; sempr~ co~T1'_'1 all~ cnt1ca, oomu11que stramba e goffa, ed al maligno dileggi~ (fatale genia, che per buona vent ura va mano__mano estu:?u~u;. dosi' dalle file -dell'esercito nostro!) sgrnderanuo a.ll mgmstizia , quando il go~erno ardisse mai çli ledere i lorò sacrosa;,,,ti ed inv folabili dirilli dell' anziq,nità, o di scitupare la -finanza dello Stato per premiare gli sgobboni e. gli inutil-i pedagoghi I .• . , , Difetto.mo i buoni libi'i di testo .( e 61à abbiam detto 1~ via di procacci'arli) , epperciò si lascia in piena· balìa de?h insegnanti il metodo e la materia. Questo è un gra~1ssimo sconcio, esizialissimo al sodo .e proficuo anda_mento dell'insegnamento. _ Non perciò vogliamo che _si ;3chia vi l'insegnante, prefiggendogli la sua lezione ed 1~b_ec_can~ doo-liene i farmini: no, poiché per tal rnodo mcì:amper e:Simo · in un vero malanno. Soltanto non vogliamo che rinsegnamento si~· co1npletamerite arbitrario, dipen• dente dal capriccio o dalle .speziali viste di tlil solo' individuo, epperciò_variahìle ad_ogni accidentale n1:utamento cli professore. N on gli voglia mo il barbazzale, _m a p~usì le $uide ..- A tale oggetto, in mancanza di libri di: 0
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t~st0, bisognai obbligare gli i:nsegrranti a scrivere preve:ii-' t1v~mente, non dirò già· il loro iutiero corso per punii e ·virgole, )Jla u)). 13ommar.io ·analitico di esso, coùforwe a~ v-i_~e~t'i progra:rnmi (ciò che si p1'ati,c~·oggidì anche per le_ pm_mfìme sçu9le dipendent~ daJ ·.ministero àella pub.?hca 1struzio_11e)., ed a presentarlo in principio d'ogni _a~·no scol~st~c_o a.lla ~pl?rovazione <lè-1 consiglio d'istmzione dell istituto , 11 quale potrà fai,gl.i: quellé os·servazioni che éreder~ opportune nell'intetesse dèllo insednamento: - Ques~o so/1miaTio p~trebbe poi ~1.:-togra.fiz;arsi e darsi ad ogrn allievo , per ,servir di trac'èia alle sue reda~ioni; cosa quegta·· vantagg~osissima. _ ~o~ì- l'insegn~nte, ~ltre allo sg:raYarsi di pèsante risponsab1hta, trovasi. a mano una guida predefini_ta, una serie ~i pra11".1hati~he clida;tticamente coordinate, che gli facihte'rà d1 molto l'uffizio suo giornaliero. , Sul merito intrinseco dell'insegnamento nÒi clobbiam poi osservare· che nelle' nostre scu0le , JJer 11oler pecl,arn-· teygia1: tJ1•opp? s11illa téorica, si usm ~1Ytséum1·e la. prati-ccl. Gosì s1 dà ùna, cura straordinaria, ed·.un po' esagerata al disegno topografico ecl.. ai teoremi geodetici, e gli allievi escono . dalla scuola senza aver ·un'idea concreta del terreno e delle · sue proprietà militari ; ;enza esse"t capaci di fare uno schizzo cli vista' od ·un itinèra:rio, senza.'r aver neppur il ,p rincipio ,di qu~l colpo d'o~chio, che soltanto colle levate e collo sta.dio ptatiCO' del terreno si p11ò- acq uiJ stare, ed è così essenziale; loro si insegna a -cav.illaite si:ù varii. sistemi cli fortificazione' ar 'far 'gra:vi qùistioni sui ~illim'et~·i, e~ uscehclo dell'istituto non sono capaci nè dr com:19rlar un proge tto realizzabile, nè d'improvvisa.ve .i l benchè mi:ù'imo trind:ierame-nto1 nè cli .dirigerne o sollecitarne la costrllzione, se rion hànuo cdmpassi, gor{iometri, materi'ali geornetrici, -tetreno orizzon.tale e 'p ratici lavo~atori; ' .in una paiola:, _sono digiuni affatto di praticai :riel che ·sta la vera utilità dello studio della fortiffoazione §pec1almeJJ,te per l'ufficiale di arma comune. .,.
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1
ISTITUTI M!-ETT'ARI
DfìL REGNO Ì> IT,AL!a
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Ohe diremo poi del metodo col .qua:.\è .si usa insegnare l'arte mil:itare:? Si 'impieg'a _~ n tempo soverchio .a dis,c utere sulla falange e sulla legionf, sugli .o.phti e .sui ,principii, a geometrizzare sulle forroà.Zioni e xnovìmenti tattici ; ed eseono gli allievi con '"una .fapggine in capo d.i .definizioni ~9(ti1li~sime, ,di ci,forisrni, .Ji011tenze .e pr,inc~pii, c4~· ~iunti ~el _ç/l-w.po élJ:Jlla•pratiQa-, ,.:o.on,sa.n,no-.èome trovar il mo4lodi ;accapezzare ed applicare. S'impratichiscano gli allievi alla .applicazione di ogni precetto teorico _0;4e lo_r:o =-m,ano l;tlano ,si ii;tsegua-. ~i con~ ducano frequentemente su ogni specie di terr eno, loro se n,.e in§~g11inp le JVar~e •PTQJ:.lriptà .militari _.al. punto.,.d i vista top.ogra1ic0, foftifìcatorìo , tattico , .s trategico, 1ogisti~o, off~n~ivo, , çlifens~vQ ,pwc. _;-;-tSi Jaçcj,ano ,molte levate con ogni' specie di strornenti, e s9pratp.;tto _a vista e :itinerar4 . freque11ti.1~icggpjiìo:qi,e,memoi:ie , çlJ~sdttive, ,iemi :giilitari 'd'ogI_J.i ;~ec~e, e 1si~1.e§~r~itip,o ../.mQ4e manualmente aille varie costruzioni ca.mpa,li. :-;;-. ll :t~1Jr;mP. è _il g,m n libro del•. ,l'a1:{e ,d:f_?I(!,:g_upr,r.pr. T"tCqn questo metodo soltant,o,,l'j!1s~~ gnamento militare .- p,!,lò _rÌQ§.qii;-e ,coi:- v.e.ra v,tilità al suo scopo. Non essendo ragiop,~'lp\m.ent~ .possibil,e .il -formate, per l;ò ) isrl~,12NWrP\O .cl.i .qua~,11p_qll8 ,-!11<\it~ria ;soie.ç.tific~' una; sol(l, classe di t1,1tti gli alhevi dello stesso corso, · questo converrà ripartire in 3 -d issi' €li s.t µdio, cia._scmna delle qp ,a li. fot!/}:fta qi~2 ~ornpàgnie . . Ogni classe r;isult_e rebbe cosl di 130 a 140 allievi, numero conveniente perchè la vigilanza e la voee del _pr9f~~sore possano giungere' a t~tti senza soverchia fatica. _ 1 Il consiglio,d'·ist1·uzione '(]_ella scuola ni.i~itar.:,e b.ç1, lo, stesso ..,L },. 't,_.lfi ,' 1na11clato che ne' collegi J ;militari, quello ciò di Jrprig_ilare ed imprimere unifortµità e re~o~arHà ..allo i4~~J;"Dame:pfo -ed all'istruzione .d'ogni · ~~pe~e ...- . Q~fJ\O dovrebbe co3ì comporsi :· · , ,· I ,t Il, ..,çpmandante . d~U~; sèuoJa, . m·~si;dente. .;,,J-....,. -~..,._,':"' .,1 ..,.,.,.. { 0
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V-
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: JSTIT!JT! MILITARI
Il direttore degli studi, I due c9mandanti di battaglione, \ membri fissi. L'aiutante maggior e i:q 1°, . 4 professori, membri variabili. · L'ufficiale bibliotecario qual segrètario. . In circos.tanza di riforma generale a' programmi, t utti. 1 · professori della scuola dovranno far parte del consiglio d'istruzione, ·-
Quadro del personale -insegnante. -
'
1 Direttore_degli studi, comandante in - .colonnello: , · ·
263 DJT AL!A · L'insegnamento dei var1ì r.egolamenti e le varie istruzioni ·pratiche milit,ari dovranno èssere affidati a quelli uffiziali cli governo i quali non cumuler anno la cùica di professore. ' ' . ' ' ' ' I due maggiori comandanti . di battaglione ~vranno la direzione di cotali 1struilòni- ciascuno nel proprio batta~ glione, e per· rispetto alla disciplina, quelle' stesse attri~ buzioni. che abbiam date al comandante di battaglione nel collegio militare.' . .. · Per economia .di personale e di spesa i prnfessori ed i maestri dovranno o ,cumulare l'insegnamento di .due materie diverse', o disimpegnare · ad un t empo qualche carica nel personale di governo o d'ammini~trazione dello istituto, a . meno che pon attendano a qualche:altro uffizio militare estr aneo allo stabilimentò . Siffatto a:ccumulamentò di funzioni debb'essere però ragio7:1evole, tale cioè, che ·all'insegna.n te 'rimanga il te_mpo necessario per prel?ar are bene le '.Proprie lezi<mi., e ch'egli noù ·sia aggravato da soverchia fatica, avvegnachè nulla vi ha di più laborioso dello insegnare coscienziosarrient:e ed utilmente , speciàlment~ quando si ba numeroso uditorio,· come sarebbe il caso de' professori della f?Cuola militare di _fanteria. . · Col ~suddetto personale ·çl'istruzione, con un be:p, inteso orario, gli allievi potranno avere 2 ed anche aU'occorrenza 3 lezioni di sç.ienza al giorno, senza che allo . stesso professore tocchi-' più di una lezione al giorno sulla stessa materia. ' DEL REG~O
2° deHa scuola, ·
1 Vice-direttore degli studi (scelto fra j proféssori). 4 Professori ·di topografia. 4 Ripetitori di topogràfi~ e maestri di disegno. 3 Maestt'i di disegno, di topdgrafia e fortificazione. 4 _Professori di fortìficaziÒne~ , _ · · 4 Ripetitori id. . · - e maestri di .disegno._ 6 .Professori d'arte e storia militare. · 4· Ripetitori id. ~ · id: 2 Professori d'q,rtiglierìa e' balistic~. ·3 R1-petitori , ed a t empo ,istruttor~ pel maneggio del pe2:zo. , 2 Professori di amministi'azione .militare. _, 2 Ripetitori id. e maestri cli c6n:tabilità.
Jsfrùtto1i 3 :MaeSt ri . di scherma e 3· aiut~nti. 2 · M::>_:èStri da; ballo e 2 id. ,, -.1:· Istruttori pel •·n uoto. 1 Istruttore d'~quitazione (uffiiiale). . . I l foriere . sèudiere \ ,incaricati della Aiut. 1strut . 1 . • • · I l ·sergente scudiere . · scuderia. ·
0
e
Disciplina.
Se nel r eggimento de' collegi militari la disciplina militare vuol essere temperata- ço.mpatibilmente coll'età dei fanciulli che ivi si educano , non così per· le scuole militari in genere, laddove gli. ailievi sono soldati e la disciplina debbe _aiver piena la sua . a~ione.' Iri questi ulti.m i anni di tirocinio è- indispensabile che i giovani imparino - .
~Q~~
1,sirrnrr1 .rg,q:-,.1nr 'benfJ, per pro-v~ e per ,razioeinio, ciò ch'è la discip"lifta militare, queUa forza reggitrice •degli e~èrçiti , eh~ fra breve e' dovr;;i.w;i9 poi iniegnare a' lorÒ SlJ:Qordin.a ti e far osservare, ossen randola loro stessi in qualunque gra~l.o es_si pervengano della milizia: , ·. 'A questo proposjto il regglame,:rto cìelle scuole militari nor;i 4~ve far :q.è e~cezioni , -n<3 modificazitmi , ne tem pe• r~µi.e nti di sorta ,ti,l regolamento di disçiplina pey l'arma . cui l'istituto corrisponde ed al codice pen:ale .miliitare , i quali vi debbon9 viger.e strettamente i i;i iutt~ 1~ l0ro parti, con tutti. i l,o rn mezzi e con t1J,tti i loro ~m~tti. L<1, subordiri.azio:q..e, questa legge fonda,mentç1,le della di• s9iplina e del servizio milit~re, 'Xi cl.ebbe r egnare rigoro• • si:isima non solo tra gli a,l lievi e superiori; ma per arico fra 1 allie:vi ed allievi_1 i~ çiò che ·riguiJ,.r da iii"servizio militare, i~Y;ei;SO di quelli.allievi cJw.per condotta e studio avessero m~ritato il grado di cap,o rale o çli sergente nelle compa• gµi~ - , · A ciò tutti gli ufficiali dello stabilimeJJ.to debbono VJ~gJi!l,re ~ttentamente, ed a quest® r ig uardp essere sev,e• riJ,.~nmi1 aµche per le picc@le infm:zioni, imperocçhè queste Cl!,stiganào si evitano le gmvi maucanize. Un cp,nsig.lio di disc'iplina, .sedeut.e .come quelli pre. sertitti. da! vigenti regolanrnati per gli uffiziali,• ha l'inoa• ri~<;> di prop:m1ziare sulle mancauze 0he possono .merita:i·e il rinvio ,dell'all(e,vo ,c;lall'istituto ad un reggim12mto di truppa deU'ese~cito per ultimarvi la ferma di servizio contratta; su quelle chy• entrando ne}la categoria de.i, reati pre_visti dal codice penale. militare o comune, ponno esigere. la riin~ssione dell'allievo a mani ,della giustizia !Ilihtar.e o çi.yile, sl!l.lle n1ancanze. commes$e per complotto, $\111~ .cattlva_. condptta e sq}la negligenza i-ncorreggil;:iile, irisomm,a su tutto ·cip ohe r:iOettendQ 'l a militare disciplina, pQte~se motivare., l:espi.,.lsiQnE;i di un allievo dalla :;;cuola. Qµesto consigli@' cli disciplina vorrebbe ·essete Ci;i>SÌ for• r.n~t~ ; '
Uno dei comandanti cl.i battaglione ( per turno ), pre-
sidente. Due comandanti di co~p~gn~~L per tm:no, l membri. Due uffiziali subalterm 1d . 1d. , I 0 Il capitano aiutante maggiore in r faciente funzion~ di
relatore ·e seg,.·eta1'io .
. .
'La decisione dèl consiglio di disciplina, vidimata ed annotata dal comandante della scuola, Verrebbe trasmessa al -ministero, il quale ne d0vrebbe or'dinaTe l'·esegaimento in ogni caso e nei termini stessi 'del verbale,'del :consiglio .
'Del consiglio . mp'e'riore. Il consiglio d'istru'zione, r accolti a, sè i . com:311dà~ti di compagnia più anziani di ogni1 ·b'a:ttaglione e_-11 ~ap1tano ~conomo. costituirebbe il consiglio superiore deUa vscuqla, cui competono le stesse attribuzioni che fissammo al con-
siglio super,iore ·clel edllegio ·mtlitare. Amministrazione; vitto· cc?·
In quanto all'amministrazione economica, -al v_ìtto, al servizio domestico, al -vestiario, all'i~pezione·ed ,a'lle ·altre cose di governo; le st esse regole che segnammò·-pe' ·collegi militari trovano in massima la 'loro 'essenziale applica.zione alle varie scuole militari, e perciò non le ripeteremo, lasciando al buon ·senso 'del Ìettore di rifarsene un criterio razionale ed c,,pplicabile ~lle specialità d'ogni istituto. Noi ripeteremo pel'ò, ancora una volta, ·come ben sappiamo che molte cose ..ririlarrcbbero a _soggiung~rsi sdlFa'rgomento -che abl)iam pre'.'3o a _d iscuterei m,a ~he_ nou ci. consentono di sviluppare i.ristretti ·limiti che c1 S1atno prefissi, e che perciò ci dovemmo -resti<ingere fatti più essenziali e rilevanti.
a'
ANNO
V. Vol. IV. -
18.
266
ISTITUTI MILIT un
· Quadro del personale di governO" e di. amministrnzioue. Stato 'J1aggio1·e . U(!iziali.
1 Comandante della scuola - Maggior gènerale. 1 Comandante in 2° direttore degli studi. -:- Colonnello. 1 Capitano aiutante maggiore in 1°. 1 Capita,no economo (capo dell'ufficio d'amministrazione e relatore nel consiglio d'amministrazione) . 3 Uffiziali d'amministrazione (uno déi quali cassiere). l Uffiziale segretario del comandante superiore. 1 Uffiziale dir0ttore dell'infermeria. 2 Cappellani. 1 Medico di reggimento. 1 Veterinario:
2 Forieri maggiori. 12 Forieri di compagnia. · ., . . . / pel servizio delle compag~ie 24 Sergent~ d1 co1?-pagma.( ,allievi e per ogni altro ser12 Caporali · id. ' l vizio interno.
100· Soltlati veterani pel servizio domestico, pulizia dei locali e delle armi, servizio de1la. mensa e degli uffizii ecc. (ogni coq1pagnia allievi dovrebbe. av~rne alm~no 3 fi~si). 15 Palafrenieri (soldati veteram di ca:~~llena) per i 60 cavalli destinati_ all'istruzione d'equitazione degli allievi · del 2° anno) . , . , . Cuochi, _pa,rriicchieri, lavandaie ecc. in p.umero suffieiente. I t
D.
(Continua) ,
\
Ulfiziali per ogni' battaglione. l Maggiore comandante. l Aiutante maggiore. . 6 Capitani co~andanti _di compagnia. 6 Luogotenenti I . 12 Sottotenenti I od ancpe viceversa. l _Medico di battaglione. Bassa f01·za. l Foriere maggiore d'amministrkzione. 2 Forieri d'amministrazione. 4 Sergenti id. (dei quali uno incaricato della contabilità . dell'infermeria). 1 Sergent.e infermiere. 10 Soldati infermieri . 4 Sergenti pel servizio di portinai.
267
DEL REG~O n'tTALJ_A
• o.e~~ o'
P. s.
269 A cotale intento, all'una pomeridiana di quel giorno, ordinai alla pirofregata. Villoria Emanuele, comandante capitano Albini, di portar-si a 600 metri a ma.estro del , forte casaircoa ttato che è alla testa del molo. ed abbossatosi che si fosse, di fu lminarlo colle sue batterie, ~entre il Gove1·nolo, coman'clante marchese d'Aste, e la Costituzione, comandante marchese W right, avrebbero seco lui agito, ormeggiati a ponente di quella fortezza, a 500 metri di distanza. Erano appena le due pomeridiane che già il Vilto,·io Emanuele ed il Governolo si trovavano al posto loro assegnato, la Costiluzùme mettendosi alquant.o più in fuori. Alfavan.2are dei tre legni i forti: nf:lroici si died'ero a far fcr0cO" da: ogni lato; erano più di 80 bocche che loro lanciavano pro• iettili di· tutte specie. Non si ristettero essi perciò•,· che anzi li ribattevano con amroi,rabrle maestria. Ma il vernto forte da; scrtocco facendo· arare gli • ancorotti che tenevano il Vittorio Emanuele abbossato, dovetti permette·rgli di cambiare posto, manovra que;;ta che non si poteva esegui're senza esci-e fuori del tiro nemico. Fui costretto allora, per quanto mi preme:.se di esporre il minor numero d1 legni della squadra,, di segnalare al Carlo Alberto, comaodai:itc cavaliere Manti(l)a} di entrare in azione abbassandosi a 200 metri dal molo. Moveva alle 2 112 p0merid}ane, ed alle 3 si trovavai al luogo assegnatogli, senza aver risposto ai tanti tiri che gli si scagli1wano contro. Voleva essere sicu ro del fatto suo, Alle 3 114 accertatosi della distanza col tiro di prova; sca• gliò tale fiancata contro il forte del molo, che- la batteria a barbetta che lo armava nell'alto si trovò distrutta, e si videro i cannonieri che la manovravano, ritirarsi verso l'alto della città.. Intanto il Vittorio Eman1tele fattosi avanti, rientrava in azione ponendosi ancor più vicino del Carlo Albe1·to, sorprendendo gli astanti per la velocità de' suoi tiri . La Ma,·ia Adelaide, legno ammiraglio, comandante cavalier R-iccardi, si teneva in riserva oo' fu'OGhi ·accesi, pronth.i all'occorrenza. Il Sa-n Michele, comandante cavalier Provanà:,, so,rgeva all'àncora1 aspBttando ordini, ed il Monzambano, comandante cavalier Monale,- era1 in posizione da ripetere i segnali. LA CAMPAGNA DI GUERRA NELL'UMBRIA E NELLE MARCHE
LA CAMPAGNA DI
GUERRA NELL'UMBRIA E NELLE MARCHE
DOCUMENTO 1 9° Relazione deUa presa d' Ancona dal fato di mare, effettuala dalla regia squadra. A S. E. il ministro della marina. AYendomi V. E. seguato, nelle istruzioni che mi dava in data dell'll settembre 1860, che pel bene dell'ordine e dell'Italia Ancona doveva essere sotto il governo di S. M. il re Vittorio Emanuele, prima cbe il mese in discorso cadesse, il dì 28 di esso, dopo di avere, la notte del 26, tentato senza fe. lice successo di troncare le catene che erano a sbarra del porto, venni nella risoluzione d'impadronirmi senz'altro delle batterie che gli stanno a difesa dal la to di mare, prese le quali restava aperto l'adito nell'interno della piazza alle forze di Sua Maestà.
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LA CAMPAGNA DI GUERRA
Il Gove1·nolo e la Costituzione continuavano a bersagliare il nemico. Il Carlo Albe1·to, con mirabile sangue freddo e giustezza di , tiri seguitava a fulminare. Il fuoco nemico continuava. 11 ViUor·io Emanuele portato 10 scaroccio dal vento , non aYendo gettato àncore, trovavasi ouoYameote fuori tiro. La fltar·ia Adelaide segnala a l Carlo Alberto ed al G-o-uer-
nolo : sono contento di quanto fate. li Vittorio Emanv,ele ; voglioso pure di simile distinzione, avanzando a tut.ta vèlocità con brillante manovra, si poneva a tiro di. pistola dalla batteria casamattata del molo, caa-io0 nando a' difensori di quel baluardo cotale sorpresa, che per poco si ristettero dal tirargii contro; ma fu sosta momentanea, chè subito ripresero j tìri con maggior v iolenza, ~ così da ogni altro fortilizio. S 'intlStavano i nostri a farli tacere ad ogni costo. Fu un momento di angoseia generale. Allorchè si scorse escir il fumo dalle cannooiere del forte c'.ìsamattato. Era una nostra bomba ch'e , entrata per una d i -quelle ape-rture, aveva messo fuoco olla pnglia che serviva d1 lettu a caonouieri t.:he si tenacemente sostenevano il loro posto. Il Vitto.rio Ema1wele, il Cado Alberto, il Governolo e la Costituzione seguitavano ciò n on pertanto in bella gara di giustezza di tiri . II Carlo Alberto si distingueva .per la sua costanza nel tirare senza iotennzione di sorta. Il Vittorio Emanuele per la prossimità della sua posizione. Il Govern.olo nel voler emulare il Carlo Alberto. La Costituzione faC'endo del suo meglio, vista la sua maggiòre distanza dal nemico. · Quando un ammasso di denso fùmO oscurando in un subito tutta la m(Jle della torre della lanterna, ci faceva consapevoli che il fuoco s' E:ra appiccato ·alle polveri. A quel tremen do ·aspetto ognuno tacque, meno if Carlo Alberto, che colla stessa calma prim itiva continuava a trarre delle sue artiglierie come se nuaa si fosse. Qnnn~o lo scoppio, ritardato :ill'orecchio per effetto della ~istanza, · segnalò agli astanti la distruzione di quel forte,
NELL ' UMBRIA E NELLE MARCHE
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Scomparso il fumo, non v'erano •prù che maçerie, soltanto · la torre del faro era rimasta in piedi. Quella rovina segnò al nemico c~e la posizione era vinta; quindi inalberò 'bandiera. parlamentare . Ordinai allora la cessazione del fuoco , ed un battello mi recò proposiziom d'armistizio. Risposi a ll'inviato che non aveva facoltà di trattare, doversi rivolgere al generale Fanti, comandante in capo; e che per · ciò che mi riguarda'Ì•a non avrei acconsentito che a resa totale, bensì con ogni onore di guerra, meritato dai difensuri della piazza pel dis_tinto loro valore e l'onorevnle resistenza. Dato al messo il Monzambano con un roi0 uffizialè per accompagnarlo, s'avviò al comandante in capo. Io ordinavo intanto alla squadra di stringere d'appresso la piazza co' legni che 111;, componevano, facendoli a.ncorare in linea di battaglia -a 150 metri dall'imbocca.tura del porto , ormeggiando la Maria Adelaide attravt:rso della stessa, libera ormai dalle catene che la sbarravano, per l'affondamento _d e' pontoni che le reggev8:_no, causato dalle nostre palle. Faceva sbarcare la compagnia bersaglieri rimasta n bordo dd Governolo dopo lo sbarco a Napol i del battaglione a cu i apparteneva , le Real Navi ed i distaccamenti marinareschi da sbar.co, cogli obici che ne fan parte. , E rano coruandati dal capitano di corvetta cavaliére Lampo e dal maggiore Carroni . delle R . Navi, dist1nti u fficiali . . Messo pie,ie a ten:a sulla calata del molo, ·salirono alla spianata del duomo, punto culminante della città, e vi si sta• bilirono. Il fuoco continuò tutta la oottè , solo cessò quando si vide sventolare in ogni parte la bandiera bianca. Un nuovo messo venne m andato alla Maria Adelaide, por. latore qi lettera del generale Lamoricière, che si diceva pronto a trattare condizioni di re3a, salvo l'onor delle .armi, speci,ficando che era alla squadra che si dirigeva, siccome a quella che aveva aperto l'adito al:e forze a lui n emiche. · Lo diressi come prima a chi di do,1 ere, cioè al comandante supremo. Fu verso le ore· 10 antimeridiane del dì 29 . settewbre 1860 che il generale Far.ii rni fece sapere che la resil,
2~2;,
LA« CAMPAG,JSA DI G,UE&RA
NELI.,'UMBRI-A E1 NE·LL,E M·ARCl{~
fWa ,sta,li>ilita; e-ohe la piawza di Ancona èra in potere delle a.t1mi di Vittorio Emanuele. A cotale annµnzio un esultante evv:iva ai Rei ed all'Italia maodat? dagli e~uipaggi dell',ioteraosquadra echeggiò. nel porto. ]YI1 .g1ungeva, rnta.nto,- lettera del, genel'ale LamoriÌ.cière, recatami da u~ suo aiutante di carnpo, chiedente di potei:si costi~tme.,aL m10 bo~do col suo stato-maggio11e. Gli risposi-che, salvo 1l1 m10 dovere, egl i avreb.be comanda.to ed io t~bbid'ito, al miobordo, che mette,v a a sua disposiziont la miar prima lancia co,n, un ufficiale. per onorarlo. · Venne: a . bordo il mattino del dì seguente accompàgna:to da, numN©so stato•maggiore. Lo ricevetti alla scala; con ogn,i distinzione: . Nell\mtrare volle dire che era il valorere •perizia 1 dèllai marina. che lo a ve,•ano;• fatto , acconsenlire alla resa della piazza. Rimanendo, 10 a capo scoperto additandogli i l passo al mio a_ppartamento, di cui lo face.va · paclron;e, si-d.i'mostrò. comrnosso e, proferi qJiestei panole, aegne.degli alti sentirnen,ti a:uu. soldato francese : Les braves so.nt to·ufour.s yénéreux. Per' dare .un'idea a V.. E. del vi vo,fu0co sparato dar; noi nP.l fatto d'arm:i di: cui ho l'onore di_presen(arre i1 rapporto, dirò, che in meno• di tce1ore furono lanciate dal solo Carlo Alberto più di 1,600 proietti. Le·perdite furono in proporzione, molto, leggiere 1 e così. le avarie . .
Nell'avione,. ognuno fece .il suo debito con marcata distiozion~; ~manai quindi :a,lla squadra l'ordme del giorno 1che•seg11e. M 1 riservo, eccellenza, di sottomettere la nota noininatiiva, di cb'iifraj} valore generale ebbe oc~asione di megJ.ib distin~nersi, per quelle ricompense che S·. M. giudich:erà di aGcorda:re.
COMANDO DELLA R. SQUADRA. Ordine del giorno. Ognj volta che avete ,spara,to, il canl)pne contro, ii. nemicy1: vi siete distinti . . .,_ L'armata di terra vi g.uar.dava, v.olev.atP emularla, Ho; l'onore di dirvi C;be avet~ piename;ute , oHe-0.uto il vo~tro intento. Ìn m<mo di tre ore, con due fregate e d,ue corve.tte,, a~ ete anni.entato tutte, le fortezze che di(endono, A:ncona da.i l:it.o di mare. , . Il generale Lamori6ière mandò alla mç1.rin.a1 proposte d~; capftqh1ziooe. I) vostro adire, la v.ostra perizia han no sorpreso, tutti.. Il. mini.stro della guer.ra., comandante ge;.ner.a le, ~-i d1?gnava, esternarmi la sua.soddisfazione. 11 gen~rale Cialdini ,, alle cui. moss,e str,ategiche si dev;e ; il te;rivine del.la. gue,rra in sì .breve tempo, mi ma,ndava .cwngratulaziooi,. Il generale, Della Rocca, r-:,he ri::ese. i monti Pel.ago e Polito;,. v{ complimen1a:va. E.vviva dunq.1,1e a voi,. Io vi ringrBzio, e. di che .cuore, voi,,che mi• conoscete ben lo, S\l,pete. Iddio, vi Lenellica e benedi~a il uosJro Re; primo affett.0_, di 03.~i cuore it.aliaiw>i 1
Evviva-a VWorio Emanuele! Evviva all'Italia I 1
Il contrammiraglio. comandante.. la squadra.
Dr
Il comandante la sqii,aJ.ra C'. D,
PERSA.NO,.
Doto da boi•d\) delln _,'lfm•ia Adélaide, il
\
PER'sANO.
29settembre 1860.
1
274
275 del 4° corpo d'armata veniva informato su l rifiuto della guarnigione di anendersi . Il giorno 21 settembre uo Jispaccio telegrafico di S . E. il conte Cavour prescrive,,a a!~ maggiore comandante i l cirwndario di Riwini, ;, di mettere a -di5posizione dd ma~giore del genio due pezzi ei un di,taccamento d'artiglieriA, per l'espugnazione del forte S . Leo. Un altro dispaccio del generale comandante il 4° corpo J'annata prescriveva allo st,-ssu signor comandante d'assicurar~i che le artiglierie fossero beo guarnitP-, e oon corressaro pericolo d'essere serprese dal nemico~ concertatisi allo:'a i predetti dae maggiori it1torno ai)a speJizione che intrapresero pien:imente d'accordo, disposero percbè il mate• ria lo composto di due obici e due mortai da 15, e le truppe composte di un distaccamento di settanta.· uomini d'artiglie1ia c,,u dieci uomini del genio, si ponessero in marcia per le ore due del mattino del 22 settembre, con 20 carri, tirati ciascuno da due parigliP di bu11i. Giunti alle ore due pomeridiane a Pietra Acuta, sulle sponde del tone11te Mazzocco, si presero ca 1Ti di più ristretta carreggiata, e si percorse m tal modo per ciuque chilometri il letto d..l turreote Mazzocco, e per altri cinque chilometri una strada di montagna ripidissinia, stretta ed in alcuni vuoti molto pericolosa. li convoglio giansc a S. Severino di San Leo alle ore 8 di sera, dopo uoa marcia continuata di 18 ore, durante le qu;jli il distaccamento d'artiglieria, co:naudato dal capitano signor Excoffier, e quello del genio. comandato 'dal sottotenente signor Gambillo, furono ammirabili per l'eo,tusiasmo con cui si adoperavano a sospingere i carri ed a riparare i tratti di strada più pericolosi. Disponemmo tosto porchè le due compagnie dei volontarii assicurassero gli avampvsti e restassero pronte a prendere le armi per impeiire 1 1na sortita del nemico . I nostri sold11ti si portarono intanto al lavoro per p rè, parare la bat1e1·ia degli oui,·i e qublla dei mort \i , nei luog~i preventi,·amente scelti dal maggiore Morando. La batteria ,ie,1.d1 obici ,·enne cono ata. quasi ali, ~tessa al•eiza del forta a 900 metri r,irc1 di dis•anza ed a ridosso d'una strada snlla vetta del colle Casa Nuo,·a, cope,t.a da folte siepi. Que1la dei mortai fn collocata a nord del forte sul colle dett1J :\l0ntiglione1 f r/\mm.:-:;:zo a piante che la nascondevano. NKLL U~IDRU E NBLLR )J..I.RCHB
LA CA}!PAGNA DI GUERRA
DOCUMENTO 20° Rapporto into1·no all'aaacco ed alla presa del forte di San Leo. Il maggiore del genio, sotto direttore a Rimini, recavasi il dì 16 settembre, d'ordine superiore, presso il forte San Leo onde intimare la resa a nome del comandante del 4° corpo di
armata. Ri6u1atasi la guarnigione, anche con m_oòi grossolani, i l maggiore predetto, credendo indispensabile l'impiego dell'artiglieria per espugnare quel forte, ne faceva fin d'allora una accurata ricognizione. Giace la città ed il forte S , Leo s u d'una roccia di forma quasi circolare, del diametro di circa 400 metri, tagliata tutta attorno a perpendicolo, con altezza inacce!Csibile. La città occupa la parte t=iù bassa verso mezzogiorno, ed il fort~ quella più fl ltr1, ed a mezzanotte. Un solo accesso, in un angolo rient rante del promontorio, mette nella città. p'er no ponte leYatoiu, o per uaa ristrettissima strada tagliata nella roccia. Questo accesso è difeso da una caserma niunita di farit0ie per fu cile1ia e per spingarde. Il forte domina la citti\ che sta in basso, ed ha il suo fronte più importante verso la valle della Marecchia, lungo la quale corre la strada praticabile di S. Leo. Su questo lato, rinforzato da una ridotta in terra re~entemente costruttasi, era preparata la maggior dif,~a con due· canoom da 18, austriaci, e con 6 sµ iogarde molto grosse. Il fronte verso levante, molto più debole del pri mo, non c0nteneva che uo cannone da 18 coo 3 spin~arde. Tanto esso che la città t utta st,uo dominati da nn colle J~t10 della Casa Nuova, a cui si può accederl;l v.enendo dalla val le del ì\far.zoeco e pel colle detto San Severino di S.111 Leo; per strade molto cattive, ma però praticabili. con piccoli carri tirati da buoi di quei luoghi stessi. Si seppe dopo la presa del forte, che il lato verso levante era stato quasi io1ieramente abbanr.onato, perchè non tenevasi accessibile con artiglieria la strada del colle della Casa Kuova . Ritornalo il maggio,·e predetto in Rimin'i, il comandan te
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LA CAMPAGNA DI GUERRA.
NJ!:tL'UMBRIÀ E NELLE MARCHE
I soldati, tutti, senza pllendere alcun ri poso, lavorarono con ardore indicibile a spianare il terreno , preparare gabbioni e formare i parapetti; in guisa che nella sera del 23 un buòn parapetto di cinque metri di spess6re copriva i nostri pezzi dal forte. N~l~a ~otte si trasportarono con molta fatica i pezzi e le muntz1on1 al 101·0 posto, e segatesi le piante che coprivano le batterie, si apri,·a, allo spun tare del giorno 24, un vivissimo fuoco contro il forte. T utte le operazioni pel col1ocameoto dell'artiglieria furono condotte con tanta segretezza , che quando commciò il nostro fuoco, i l comandante della piazza, secondo ci venne io se"'uito riferito, gridava dal suo alloggio che si guardasse d'onde p~ove-nivano i tiri, e la guarnigione del forte dava in quella stessa notte una festa da ballo per festeggiare preventivamente la vittoria che credeva facile a riportarsi con una sortita sui volontarii ('he l'assediavano, i quali in quei g iorni erano stati ridotti a m eno di duecento. Prima che i cannonieri del forte si fossero portati al loro posto, i nostri· avevano talmente agg i_ustato il loro tiro, che il cannone del forte, che ci stava di fronte, potè appena mandarci cioq ue p<tlle, quando il foriere d'a:rtiglieria, Matiauda, gli gettava tre g ranate di seguito nella cannoniera , le quali, scop piando frammezzo i cannonie1i, si videro q uesti a fuggire, abbandonando i loro pezzi. Vidimo allora la guarnigione a riunirsi presso la porta della città, nello scopo di fare una sortita; ma avendo noi diretti alcuni colpi c~n~ro il ponte levatoio ed 11 tamburo che lo precede, la guar· n~g1one fu obbligata a r itiral'Si. Alcune granate scoppiate nella città, avevano talmente spaventata la popolazione, che tutta iotiera erasi rifogiata in chiesa, per cui dopo poco tempo, volendo noi risparmiare maggiori danni alla città, inalberammo bandiera bianca, intimando al comandante del forte di arrendersi a · discrezione, sotto pena di essere pas,;ato a fil di spada. Rispose chiedendo gli onori e privilegi militari . Rifiutammo; ma appena suonata la ripresa del fuoco, il comandante uscì dalla piazza, preceduto da bandiera bianca, e venne ad arrendersi a qual unque condizione . A mezzogiorno entrammo con cin~uaotacinque uomini nella piazza, sit disarmò la guarnigione
di centoquaranta uomini e cinque ufficiali, chiudendo i pr1m1 in una chiesa ed i secondi, con guardia alla porta, nel loro alloggio comune. . . Giunse n ella notte seguente il generale G:-iffin1, venutovi d'ordine del generale in capo del 4° corpo di a rm.a.ta, ~ ~opo nominata un a giunta governativa, e date molte d1spos1z10~1 , specialmente intorno ai prigionieri, ri part\, lasciando un ordine del giorno molto lusinghiAro per le truppe. . .. . Nel giorno 25 si restituirono ai loro propr1etarn _ 27 capi di bestiame, grano , farina ed altri oggetti rinvenut1s1 n ella piazza e provenienti d_a roquisizio,ni: Questa ~peraz1one fu eseguita coll'in tervento di dne membn della gwnta e con tutte le garanzie necessarie . . . . . La rr.:ancanza di truppe regolari Cl obbhgò d1 comandare, di guardia ai duecento e sei detenuti co~uni _nel for~e di S~n Leo, una compagnia di soldati volontarn, scr ivendo 1mmedia• tamente all'intendente di Rimini perchè ci mandasse una compagnia di Guardia Nazion'lle. Io questo te~po fu~girono due prigiouieri dal forte, per cui, occorrendo d_1 nom10a~e senza ritardo u n direttore delle carceri, carica pnma esercnata dal comandante di piazza, credemmo conveniente di nomin are prov• visoriamente al comando del forte ed alla direzione del carcere il com~ndante i n 2° dei volontarii, capitano signor Giovao~ioi Luig i, persona che per le sue buone qualità e per i servigi resi in questa ed in ·altre circostanze, non ;;arìi. mai abbastanza raccomandato al governo. 11 signor Solari, coma ndan te le dne compitgni~ dei_ volo~tarii regio ,: ' i ncaricato dal ocrenerale Gdfini e dal comm1ssar10 . . di P esaro delle funzioni di commis.,ari0 regio in San Leo, !1cevette in consecrna il governatore ci. vile di quella ciLtà, _il quale, per le sf~vorevoli informazioni r_ice:7ute nei d\ ntorrii , credemmo conveniente di dichiarare prig10niero. V:ennero fatti iuventarii di tutto ciò cbe e5isteva nel forte, sia in materiali da bocca che da guerra, e di accasermamento. La compagnia di Guardia Nazi:onale di Rimini giunse i_n San Leo il, gioono 26, dove le venne tosto affid.a~a la cu~to?i~ del forte . I prigionieri di guerra vennero sped1t1 per R1m1n1
ir dì 27.
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LA CAMPAGXA DI GtrEltRA
NELL'UMBRIA E NELLE MARCHI!:
I fonrli della compagnia, sta(a presa prigioniera di guerra furono rimessi al maggiore comandante di Rimini, i·o pFesenz~ del generale Griffini , e le carte ·ai tutto Il danaro reqllisito d~lla stess~ 9ompngnia duran te l'assedio, forme ra'nno · oggetto d nno speciale -resoconto che sarà tra's messo u• itame • tèl a,Y]i 0 · altri inventarii. ..
· Le forze del nemico a combattere sommavano approssimativamente a 25,000 110inìrù, i quali si appoggiavano alle piazze di Ancona, Perugia, Pesaro, Urbino, Spoleto, S. Leo. Le forze di V. M., destinate ad operar,i- ammontavano, ad u~ terzo di più,· 33,000. ' · · · Sulle operazioni che il nemico pè,tfébbe eseguire, pensai che, còncentrando- il nerbo dell!:) sue fnrze, avre.bbe cercato: di prendere posizione nelle vicinanze di Ancona; O di ritirarsi nella Cornarca .e nel Patrimonio di San Piètro; O finalmente di prendere posizione à. éavaliere dell'A ppenino, per esempio iu Gubbio, dove più volte aveva egli f>seguito manovre _d i concentrazione, facendo aprire -una strada m ilit~re su Fratta in Val _Tiberina, e stabilire una linea telegrafica a Fano ,ed a ferugia . A prevenire il nemico in queste diverse ipotesi, prescrissi al 4° corpo . d'armata di marciare su Pesaro, di far render~pronl.amente il forte; mandare una divisione per Urbino, Cagli e Gubbio, progredire colle a ltre due divisioni Ptr Fano · e Sinigaglia verso Ancoua, e premlere posizione in modo da interporsi fra Ancona e Macerata. T~le mossa mi era suggerita dalla supposizione che il generale Lamoricière a vrebbe eseguito su Macerata il movimento di concentrazione per ripiegarsi sn Ancona, siccome più volte aveva operato a modo di esércitazione. · La l" divisione e la di visione di riserva del 5° eorpo, · evitando la strètta del lago Trasimeno, dovevano operare in Val rli Tevere per Città di Castello, Fratta e Per ugia, e prendendo di viva forza nel loro passaggio il forte che domina questa ultima città, marciare su Foligno, oggettivo di questa operazione. La divisione del 4° corpo che riceveva ordine di agire sulla cresta del !'Appenino, impadronitasi di U rbino, aveva per oggettivo GubbiÒ, affine di tenere legati i due corpi che operavano separati dall'Appenino. '" _ Dalle prese disposizioni emerge, che le varie colonne marciavano scaglionate la sinistra avanti, e tale concetto era basato sull'idea che io aveva, che Lamoricière, essendo uomo più
Nel nostro mgresso nella città di :R imini, ci si presentò un commov_e• te spe_tt~colo nella popolazione oh"l si gettava ai . ~ostri p1ed1; bac1~ndoci le m~ni per averla salvata dal dispo. _ ti~mo della guarnigione austriara che oceupava 11 loro paese, e nella SE•ra un'illuminazione gènerale festeggiava i"l fausto av, venimento: Rimini, 28 settembre 1860.
Il maggiore del Genio sollo-direttore
.
c.
l\fottANDO. '
Il maggiO?·e comandante milita re del circondario di Rimini 1
A. Rossr.
DOC OMENTO 21°
Relazione sulla campa,qno. di git;rra nell'Umbria e .nelle 11/arche, settembre· 1 860. SrnE, In segui to agli ordini d1 V, M., il giorno IO settembre, concentrai Ie tre di visioni del 4° corpo d"armata, comandato dal generale Cialdini, alle frontierE:: delle Ma rche slllla linea del Tavullo, ed n.n a divisiope, · più · una brigata ~ista del 5° corpo, la quale venne denominata poi divisione di riserva , agli ordini del generale Della Rocca, alle frontiere dell'Umbria, in Arezzo· e Borgo S . Sepolcro. ,, · Ereventivament:e, il giorno 5 settembre, feci imbarcare in Genova un piccolo parco <l'assedio di 2:4 pezzi, che .di èouserva colla regia squadra , agli ordini d~l contr'1u:nmiraglio Persano, doveva recà rsi dinnanzi Ancona.
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J;-A CAMP.AGNA Dl ·GUERRA
-Ìnilita·re· che poÌnieo, ·serebbB corso là dove 1·1 per1co · Io era più · imminente. · Preme8so. il con'"etto,strategico, le operazioni successive vennero -sù bordrnàte a quèlle del nemico; cosicchè~la colonna .di destra,_ ~aggiunto ·Foligno e saputo il concentramento di 'De -L-~moric1ère su =Macerata (mentre.la ·nostra d.Jlonna di sinistra 1 1 g 1a b' era . padrona . délla . . ,àassa ·valle • d Esino), feci -e~,egu. 1·re 1· 1 c,am' iam_:_nto _d1rez_wne. a sinist-ra ·per chiudere il passo alt} av,ersano d1 V•al d1 Chieuti, facendo in pa:ri tempo scendere la co~onna che s1 avanzava per la cresta del!' Appenino in -Val , d1 Potenza. · A~ assicur·a1rmi 'fratta nto le -~palle, io lasciava una ·colonna :mobile _'su ~poleto, con missione d'impadronirsi di ·quella rocca e della •lunga ·stret'ta che va a 1Terni, onde· far •frontè alle'truppe cl~e per avventura. potessero sopraggi ungere da 'Roma e dalla Com·arca. , ,n gi~rno 11 sette1:1bre , dietro gli ' ordini di ' V. 'M ., alle ore )12 mer1d1ane ·le' truppe varcarono il' confine. _ 1 . 1JI 4° · corpo, sboccando su tre colonue, si ·diresse su Pesaro, ,F,an,o etUrbino. . . La 4" divisione, la s·era ~tessa, s·impadTonì a viva ;forza -della città. dicresa-r_o,, inv'éstendo il forte, il··quafo cannonen-!riato -,•iv.atnente dai ·no'stri, il mattino dopo si arrese ~a 1:liscre~ione· ·, 1;Q00 . prigioni'eri, -5 cannoni e certo numero di ca,ìal li "vive:i : , mu~izioni .da guerra ,fi;rono il frutto ·di •questo priU:o fatto a•arm1. · •Nèl-l_o i stess_o ~iorno, ia 'brigaia, •grànatieri ·di •Sardegna •pe' n:t'rò r?n Cma 1di Dastello, facendovi !70·· gendai;mi, prigionieri . _<111 ,g1omo 1'2 , la 7" '- div-isione siimpad-ronì a -viva forza di ·Fa• o, facendo prigioniera la guarnigii-Jne, forte •di 300 uomini. La. 13a divisione in que:;to frattempo bo-iunse ad Urbino , che . "era ·m mano dell'rn.,;urrezione, ··e proseguì a Fos'30m brone. La eolonna cidi dPstra SPgu-ilò la sua ·marcia· su •FraHa. 1 n·gi-omo 13, l'ara:nguardia di q·uesta colonna, arrli ortlini del . o ~agg10r generale De Sonnaz, composta •aella brigata gran<atieri ~ai-Sardegna, c~mandataJdal ,maggior gerreraleiGamel'ana . del -16° ·b~~.tt~g!ione bersa:gli~ri, della 5• batteria d.e11'8° reggip-ie~t0 ,d'ar•tighena e cdelfa ' pn-ma ·compagnia ·· del'J2° -'reggimento zappai
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28.,1~ tori dP.l genio, s'avanzò a:rùitamente ~opra Pe11ugia,.~ e _dopQ . . un _vivo .e brillante combattimen to di .contrada. in contrada, sotto. un fu~co ostinato del nemico, s'-imra<lronì ,dena città,. cost1·illr:gendolo a i-itirarsi nel)a fortezza:. ·ç ,Sopraggiunti}, col generale Della Ror;ca la bi:,igata gra,natie~i. di Lombardi~, il 9° e 14° batt,aglione bersaglieri; una batteria da l ti ed una di o}.)icj dell'8° reggimento, si com piè ]'inves}Ì,'} mento de 'l a fortezza. In, ta!s: ·frattempo il generale Schmid venne a trait~rei meco de:Ia resn, ma, non. potc:ndosi oonveriire snlle condizioni richieste, feci comimiare il' fuoco verso sera. Dopo alcuni . colpi delle nostre batterie, la guarnigione- del forte si costituì prigioniera di. guerra in numero di 1,700 uomini , 2 pezzi di camilagna {) 4 pezzi d'assedio. · ,. · Tu.o scaglione di sin\stra raggiunse \a stessa sera. Sio.igf1glia,, I vi i lancieri di Mò.no e qualche battaglione della 7a. di~ visio»e ,. malgrado la .s ranche~za, inseguirono una c0lonna di i1 011tificii d ie si ·ritiravano ver.so Anconà, facetl-donè 200 pri• gioni~ri. Detto scaglione, d0po M'er soggiornato in Sini-ga.glia il giorno 14 per ri1,m ire i parchi rimasti indietro a ragione de.Jle cattive, sti;ade, ma.tciò il 15 su Val d'Es-ino, ed occupò. fort.emente lesi e Torre di Iesi, onde assicuràrsi le sue c·omunicazioni -colle, Mareh,e. La qolon.na di de$tra prosegui nello-stesso telf}po la suq. marcia su Foligno, la quaile venne occupata · la, sera del 15., _fa,cendovi 3QO prigionieri; mentre il nemicò che ivi si ei:a concent rato in forzà q_j 8 a 9,000 uomini, coi generali D.e Lamoàciè.re e P imodan, av..eva pre$a la d}re1jone di ¾acerata. Saputo Spoleto occupata dal nemico, ordinai al ge:ne~1lle. Della iiocca di dirigere a .queHa volta il matti:00 del J6, una co,lonna m.obil,e, comanda!~ dal 01:Jggior generale Brignone, e _ composta del 3° reggimento granatieri, 9° battaglione bers~g~ier,i, 61' batteria dell'8° reggimen,t.o e. à.ue $quadroni. Niz..za ca):a!Leri a.. L'.ind-omani queste truppe attaccar:on@ con ur;1 . a.rdire seuzapa1;i l'ingresso della rocca, spingendosi all'assalto, ad onta del fuoco di mitraglia e di fucileria. Nella notte la guaroiigione NtLL,'1n1BR,!;\ -E lì:\!LLE 1'!1\Rç~g
ANNO
V. Vol. IV. -
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282 LA CAMPAGNA DI GUERRA ,·eone a capitolazione: 800 prigioniPri di guerra, 3 cannoni a:mi,. vestiario ed altri oggetti sono il frutto d: questa :.ovell~ -vittoria. L_e informazioni cne giunsei·o in questo frattempo al 4° corpo lasc,_a~do supporre. che la colonna comandata dal geoerale La· mor111ere, a marc1e forzate, tentasse fer la strndn di Tolentino e Macerata gettarsi in Anconn, il generale Cialdini, colla sua accostuma!a avveàute1.za, ed a prerenire il nemico, si portò ad o:-cupare le imp~rcanti alture di O.simo e· Castelfi.. dardo, spingend~si ~uo ~lle Crocette per sbarrare la ,·ia z! generale avvenar10, medrnnte una marcia fvrzata d1 38 wio-lio 0 in 28 ore. La colonna di destra in , ista del coLcentramento del uemiro iu_dir~zione di Tolt ntino e Macrrata, ca rnbi,11a la dire, zione a sinistra, per Colfi<>1ito, marc.ò su Muccia, oYe giunse la sera del 18. Frattanto_ ~~ colonna centrale, sulla cre>sta _dell'AppPnino, d~lla 13a dlVls10ne, çhe con rnarcie fat icosissime avel'a rag• gm~to Guai.lo Tarlino( 1ie:e1·è ordine di ripassare l' Apprnino e d1 ~uada3n1_re Albacina la sera ùd 18. pt::r scewlere il giorno
dopo rn Val di Potenza n ~an SeYerino, m1-n1re la colonna dd 5° corpo, scendendo la Val di Chieati ragQ'iunoerebbe To0 lentino. ' "' , La rapi_da morni df'l g@nPrl)!e Cialdini e l'occupazirne de'lo rosizicni fra O:;i mo e C,,s e:fidnrdo sono destinato a proJurre un gran risul1ato p"r J'e.;ito de:la camp·igoa. . Al generale nemico, strdto da tutte la parti, non rimane più che nn partito estn:mn, ed è qui-Ilo di apri, si la strnda a'.tra vers~ le due divisioni de'. 4° corp;, per get:arsi nella piazza d Ancona. A que,to p~rti10 si nppigliò il gen<Jra 1e Lamoricii:-re, dando luogo al brillante comòa1titneoto di cui mi fo mmik> trascri• vere i particolari a V. M. Conce~trate avendo il generalo Larnori,·ière le sne forze in Loreto, il gen?rale ~ ialdmi previJe che, d'intnll:gf:nza con un~ sortita dalla p1ozza di Ancona, tenterebbe egli di aprirsi i l passo per le Crocet,e e Caruer::ino, ovvero lungo il mare per Umana e Sirolo, 1m1•ortnnt1
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Nl;LL 0MBRH E '-ELLE !d.!ltCHE
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Nel mattino def 18, una forte colonna, guidata dal generale Pimodan, attaccò furiosam'-nt.e le nostre posizioni avanzate verso la confluenza del Musone coll' Aspio, urtandosi nel 36° battaglione bersaglieri che vi era. a guardia, e lascia;:ido, per l'impeto, incerto se fosse questo un finto al.tacco. Considerava però 11 generale Cialdini che il Musone, dopo la confluenza dell'Aspio , era grosso di acque e giudicato intransitabile ai carri d'ogni specie; che d'altronde l'Aspio stesso nel tratto del ponte sulla strada delle Crocette ad Umana, sino al suo confluente, presentava difficile accesso per profondità di acque e per scoscendimento di riYe, c che iòfìne per le buone disposizioni del giorno preceriente, la sua cavalleria, collocata al RostecchÌP.!to, gli a.,si<'urava la destra nella larga valle del Musone. Por1ò egli quindi il nerbo delle forze che aveva sotto mano dalle Croce!te in avanti verso il Musone, occupando fortemente il ponte che attrav~rsava l' Aspio daJL Crocette stesse ad Umana. Sapeva egli frattanto che il brigadiere Cugia, comandante In brigata Como, molto oppu~tonamente aveva occupa10 Camerano cpn un reggimento, e che la colonna nemica, uscita da Ancona per Sir0lo ed Umana, lambendo il mare, èercava dar mano al generale Lamoricière, svelando cosl che questi ave,·a fisso, anche a costo del sacrificio di tutte le artiglierie e salmerie, di gettarsi in Ancona colle fanterie attraYersan:lo il basso ~usooe. Il 10° reggimento fanteria, comandato dal bravo colonnello B0ssoli, ebbe ordine di avaoznrsi a sostegno del 26°. battaglione bersaglieri chf'l combatteva valoro•atnente e io picco} numero. Le colonne del generale Pirnodan sono respinte con una vigorcsa carica alla baionetta , e i nuovi assalti che quel gP.oerale ritenta le ,arie volte, per riprendere il ciglio dominante della posizione, si rompono contro la solidità dei nostri; e quando altre colonne, guidate dallo stesso Lamoricière, si pre, sentano profonde e di tutta loro forza sul puoto ove si combatte fra Santa Casa di sopra e Santa Casa di sotto, t rovano di nuovo la resi5tenza pari _a ll'urto; mon tre roccLio Yiè5i le del
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LA CAMPA(h',A DI GUl!RP.A
SELL'UMBRIA lil NELLE M,IRCHE
genera.le Cialdini, facendo accorrere altre forze, sgomina e respinge per tutto il nP-mico, che combatte da di1;perato e si difeode èon accanimento nelle aascine, e travolgendolo oltre la destra del Musone, lo costringe, inseguito vivamente dai nostri che fecero oltre 400 prig1ooieri,, a r iguadagnare disordinatamente Loreto, las11iando snl campo di battaglia l'artig lie1'ia., i cassoni, il b,agaglio, un'infinitc'i. d'armi e di zaini gettati nella foga> e tutti i suoi morti e feriti, fra i quali m0ventfl lo stesso generale Pimodan. Il genera l'è in capo Lamorieière, ,iista la rot ta de' suoi, abhar.dona il c.ampo di battaglia, e con una trentina di c,n•alieri riesce .::on rapida corsa a guadagnare Ancona lungo lél marina. Nello stesso tùmpo il generale Cialdini spedisce ordine· alle truppe che occupano Camerano di portarsi rapidamente su Massignano per i ntcmiettare ogni via di ritirata arlla c0lonna nemica usoita da .\ncona, ed al 92 reggimento di sboccare dal ponte sull'Aspio c1 u direzione verso Umana. Ma il nemico, visto il mal esito, g ià ripiega precipitosamente -...erso la piazza, e soiamente vien fatto al 9° reggimeoto, guidato, dal l,)l1igadiere A venati, di 11t,t.1M.carne la cod!J. della coloona fac<>,Jldole 270 prigionieri, fra cui 17- ufficiali. Le truppe che occupavano le varie posizioni di Castelfìdardo a delle Cnocette in questa giornata non r_&ggiungevano ii numero di 8,0@0 uomini, con tre batterie; quelle poi che presero parte attiva al combattiqie.nto SO]jl'.lm!\,vano solti?n to a . 2,525 e due batterie. Il glorioso successo del combattiment0 induce il gene~ale Cia ld:ini a tvar partito della vittoria. CalGola,to lo sta:to di stan, cbezza e di demoralizzazi0ne in cui dovevano trovarsi le forze nemiche riparate in Loreto, approfittando della n otte , fa occupare Recanati, S. AgosLin0 e le Case Lunghe, sbaJ.1rando per tal modo ogni possibile ritirata al nemico. Al matti.no slilccessivo le lilOStre truppe occupa·rono, i piunti designati, ed il ne mico che si , 1 ide circondato d'ogni dove, domaodò capitolare. - Più di 4,000 uomini colle r.imanenti, guide de1 genera!e La.mot1icière deposero le a.rmi in Recanati, lasciando in nost~o potere 11 pezzi d'a~tiglieria, rasrnni di munizioni, ca- . vàlli, '!'iagagJ,i~ ohe formaJ.10,no il complemento di questa br,illante siornata,
Da: circa 3 000 nomini, la magg'ior parte indig~oi e pratici del paese, sc;mbiando l'uniforme· con abiti da c~tadino , poterono solo sfuggire alla s0rte cli questo corpo d1 truppa_,. ~a caddero essi in quasi totalità. nelle mani ~elle_colonne m.o~li- oe~ •5° corpo, che io aveva da Macerata lanew-te in tutte le direz10D;1 per le valli del Chienti e di Potenza. . ,o Dopo aver pernottato il 19 a Tolentrno, la colonna del o corp-? _entrò il giorno 20 in Macerata, dov:1 si ~onginnse eolla 13• di• visione scesa per Val di Potenza. Ne~ ~,~rno 20 la col~nna del 50 corpo occupò Loreto, e la 133 d1 v1s10ue venne diretta ad Osimo. . . In questo stesso giorno le truppe d.el 4°. corpo eseguir~no 1 mo,•imenti prepnratorii per un primo mvest1roen-to della piazza
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d'Ancona. La regia sq_U'adra,/ che el'a giunta il mattino d~I l 8 manzi ~ questa piazza, con raro ardimento eseguì_ una brillante _ricognizione dal lato di mare, 1isponden,1~ con vivo cannooeggia.roen~o ai beo 3 ,rcriustati e numerosi tiri che dai forti e dalle batterie 00 . . verso la marina le diresse contro 11 nemico. . . . Mentre si comp:eva.no q uei;te più i m,portanto. operua~on1, la colonna mobile del 5° :orpo, co_rnand_ata dal generale. Bri~no~e, diretta su Spoleto, avuto l'ordme d1 occupare Tero1'. ~arni .e Rieti, si portò su quei punti, riuscendo a. fare, _oltre_ 1 100 p ngionieri, in parte di presidii ed in parte d1 fugg1asch1 dal campo di battaglia di CasteHì.dardo. .. . . . • 1 Un'altra colonna di volontarn, agli ordm1 del colonnello l\la~i, si era pure n el frattempo impossessata d~ Orvieto, Viterl:>o e Civitacastellana. . a· Da Loreto frattanto ordinai colonoe mobili in tutte le tr~zioni, spinr:;endone una più. fo:te sino a Fermo e .ad ~scoli- , dove mi si diceva essersi costituito un forte nuoleo cli resistenza. di nemici. . . • · 86 Il risultato sì fu la · cattma di bon 700 p rig1omer1 con ca,•alli. . . Riconosciuta ch'io ebbi il giorno 23 )a, putzza dal lato d_ur~ar~'. 1 1 presi opportuni concerti col contr'ammiraglio P ersano,,d1ch ara il bloGCO per ter11a e per mare. _ . . ,. Disposi frallaD:tO nello ,;tesso g10rno 11 completo 1ovest1mento )
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della piazza· per parte delle t ruppe e lo sbuco del parco d'assedio nel porto d1 Drnan11 . " . A _rasgiung_me n~l minor .t~r~ine di tempo· possibiie lo:scopo d1 r_,.nderci _pad~om di quest mi portante piazza dell'Adriatico presi gli acccord1 col · l_uogoteneo te generate lvÙ:n:i,brea o tenente-colonndlo ca,po di stato•ma oc cr~iore~ deP'articrl'é ., ·a . co l , .. . . ) . { ;:;. v 1 ria e11 ar- · ~a a, ca, a1iere T~aoo d1 Rt)vel, fi ssai P!"r oggettivo dell'assedio ·l importante punto fo rtiucàto del a ~rdetto SÌCC'Oflle · quelio le er I s , d. . . ' . ' . e1 ' e ue con iiwni _01 giacitùra e di at~itudi·oe, caduto iu P. . nostro / otel·e, avr~Lbe pen;nesso di battere effic11cemrnte le ri• manenti difese della p1àzza ' costitui te dal f 01·te d1c1. Cappuccim .. .. · _ -e d,Jla co~l detta fortezza a campo triuéera to: Un'altra,con~ideraz,ione m·indusse a scer,1' . . . ' . . , ._. . , , ere qua1e oggettivo 0 1 pr1nc1pale de!l attacco· 11 G,m:let.to e · a tl"'"· ~ s· f . J · 1 •. , ..,. , v " · 1 ,u a cooperaz10ne' efficac·e che. .anebbe ~ ba t tendo . · potuto darm~-, la snuad "1 ra., quel l opera ron -tm d1. roYes ,io. , . Fissata qu<jsl'idea, ne conseg ui va che il Yero attacco del! · l'p1azza doveva •. ngerea · • • essere. all'estrem a destra,· e. cbè per raggiu 1 ogge~t1 v? e es1?na(ò importava impad ronir,~i anzi tutto -delle"rorm1dnb1h e fortificate di ·Monte p eagoeI' J ì\1 ontePu. . .posizioni . , l1to, sulle quali stJ.b1h re le 1i:rosse batterie clie .J • · J' . . . . " H(nevano r.amna,r 1m la d1struz1oce de1 ·fuochi del)a lunettà di Santo Stefario e l assalto d_el Gar,.i'etto. , ' A sec~nd'armi nell'importante att;cco di quest.'u 11·una punta, ,e · ~ér , no~ e~s_e re molesta.to dalle basse batteri.e del Molo è _del.a ~arrna; ]a squa_d ra dove:va distrugger~ queste. . Affine pero, d1 portare a compiu\'b·otò le òperazloni colla ·mass~ma p~s5ib1le celEJ11tà~ combinai c,be il. falso attaèco alla si. m stra tosse condotto col· massimo vigoi-e' iIJ).posséssa'ndosi a ,•1va forza del la lunetta Sr.rima . • , e })Oscia d«l " Lazza,.etto, con• •centrando frattanto 1ma grande quantità di f • ·h· · i ' · 1· · , r ,, . . '. uoc I t arug iena 'erso 1a ortezza e il campo tf'I Oc"r'to affin a· . h ' . ., ... , • e i .ne iamare d a questo lato l"attenzione del nen1ico . . Assegnai l'attacco di des•ra alle triip.p"' del 5° co , 1· a· ·a 1 ' . ' " ' rpo ~ottog 1 N !m ~ generale Dt"Jla Roccil._, e quell0 di s·nistra al 4° cor _o, agli orchni del g..nerHle Cialdi ni . · p Trasportai il q1io quartier generale il mattino del 24 da Lo• r ~to a Villa Fa.voàta sotto_ Castro.
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287 1n am·sto stesso giorno si aprì il fuoco contro le opere est(lr• e• dellapiazza ,su ' tutta la li nea colle batterie di campagna da 8 rigale ' da l'6 l \sci e di obici,' meutre la sq ua,d1a dissotto al 1non~•: ActJtO lanciava l suoi ··1i1i contro il G'a rae1to, cerc~ndp in ra,ri t,:mpo di battl're il Pelago, che· pe,tù per la sua , eLev:nione . non perm,Jtteva__ afta rnarint tiri E:ffo.:11ci. J)elie truppe òel' 4° corpo, quelle d~lla 13~ div·s ione s'im-posscssarono del!a lunetta Scri tn:i, nello stesso·tèmpo che quelle ddla . 7a djvi~ione o;:cuparono le a lture di Ivloute d'Ago e Pe• NELt'UMBRIA E NELL E MAR CHE
LA C;\ ~{PAGN ,I DI GUERRA
"' doccbio. · · Le Iruppe dc•l 5° corpo, respinti gli arnmposti ' del· nemico, si stabil1r<.mo sulle alture da Mrrnte Acuto a ì\frn te Ago. In q11esta sera rice,·ett.i a vYiso che il forte San Leo,_attaccato ·aal~e regie truppe, na caduto i11 nostro .poter,~, con una re_sa a d1screzione· deìl'i1'.'tierr _gnarni.gione. , .: . _ . Il giorno 25 si strinse , ·ieppiì1 la cer<!h1a dP.11 rnYest'.mento, rd :; generale D;ìla R ucc:1- s'•mpadrnnì dell'alti;,iano di P ietra della Croc-e e del . contrafforte di Santa Maria delle Grazie. Il fu oco du rò non interrotto su tutta la linea: le nostre bat, terie da ca-mpo d_a 16, cin. 8 rigate e · ,ìi" o.b1ci · ie,;jitettero , e fecero b\Joue prove contro i' numerosi ù ::i dei grossi cannoni ' della piazza. · Fr;;ttnnto, con gra"i str>nti ~e fatiche, si era potuto operare lo sba rco del p:1rcc~. d'ass~dio n el porto d i Umana_, per l'attiva ed .intelligente direzione del maggiore ~d'ar tig'ieria 1\fattei, che b e, mandavn. Si era. ordir.ato 'che tulti i cavalli e car ri ,d1sponi_bili d'artiglieria, del"treno e dei qnartie1i generali, fossero colà a,vviati pr~r accelerarne il trasporto ,in pusiziorie ,·el'SO ·( Monte Acuto. . · ·. Nt"l niattinÒ del 26, ,·isilate le posiziooi dell'estrema de~tra, combinai,' col g1>neraJe Ùt:1lla R occa e col gen·crale_Men::il1rea , l'attacço dl,Ha borgata di , Pietra della Croce, per fa~ilitare l'as• · salto de!le opere di Monte Pdago. · . I l generale Della Rocca, d, po awr date le pii1 preèise ed in1elligen1i i strut.ioni al maggior generale Savoìroux comandante la dj1"i:;1one di riser'rn, spinse al,l'attacco la bri_gata Bologna, s~coòdata dal 23° ,è 2,:/ battaglioni bersaglieri. Queste trnrpe si s!anciarono con ardite incredibile sotto i~ \.
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LII CA~!l'\I\G!N A Il! G '.IBRR\11.
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NRLL' O!fBRl'A E N'<ELLE MNRCHB
.fuoco rpicidiale d'el nemico, e si impossessaròno del villaggio di P ietra de lla Oroce, e · le due se1.1i.:ne com-pagoie dd 39° e 40° reggimenti .dì fanteria, guidate dai loro èomandanti , si spinsero oltre con uria caJ'ica -alla haiooetta si-no allo spalto dell'opeia ài Monte Pelago. In questo pun~o il maggior gt·nerale Savoirnux, visto lo slancio ddle tru-ppe, diede il srgnale delfassi.dt<> clt-1l'.0pE'l"a. • La brigata. Bologna, guidata dal brigadìere Pi nel ii, si g-etta al passo di corsa sulle orme dcJ.le due compagnie che si sostr;mgono nella diflìcile posizione, mmtre i due battaglion i 23° e 25u'· bPrsagEeri rapidamente si slanci-ano per l'estrema destra ver;;o li. gola dell'opera . · !n ·un batter d'vcrfoo, ·tutte q:ieste trnppe, sotto il più vivo ·fooco della mitraglia e della fucileria, 11vvilL•ppano le faccie, attrc1:versano il fosso , s·armrupi.cano sùi parapetti, e piantano la •ba·ndiera nazionalé sulle <,per ~, ave il nemico a.bba'ndona sette pezzi à ·artigVie1-ia, mcrti e fcri ,i. Co!1:ribuisçe ~pm·e aJrat1acc;o l' 11° bauagligue bersaglieri, il quale, a senso de' miei ordini prescrÌ'tti al brigad iere G,;gia sin 'dal nrnttino, doveva a•v an'zarsi al c,oprrto della p:.,si ✓,ione che occr*na ~otto h t0r,·e di Nrou\e Ago, per coadiuvare al momento opport•rno, sul fìanco sinis_tro, l'attacco dell'op~ira di Monte Pel}130. Questo bat:aglioM v isto l'attacco pronunciarsi Jalie trllppe tlel 5° cvrpo,. arditamente marcia v, rso te gole del fo, te di Monte Pelago, sotto il fnoco 'della mitraglia, e respingendo un ritorno offens ivo del nemico, minr.cc·ia la sua linea di ritrrqta sul monte Pu-li to. Ma ciò non basta a q ~elle valorose truppe. Il 39° r,•ggimento ·~ quasi intieri il 2.3° e 25° 'bottaglioni bci-saglieri , ìnca lzando a rotta i nemici fuggenti, piombano snll'opern di Nh,o'te P uhro, ed a malgraòo il profondo fossato e l'alto Jl'a1 ape1to si i-mpadroni~cono di essa ·e fanno S\'e(Jtoll're i-vi pme -il vessillo naziùnale , sostcnrndovisi s otto . il fuoco -Vn>issimo delle altre opete della piazza. Men1re ciò succedeva all'estrPma destra·, il genE'rale 'Cialdini faceva dirigere un fuoco, sosten,lto c•n p~zzi da liì di campagna, contro la fo.rtezia ed il campo trincierato , dalta lunetta Sc·rima; 1·ecando grave danno al nemico, malgrado che 9u1:sto rispond!;lS~e vioìentemente dalla piazza, .con •tiri •siffatta• 1
mente mHnerosi, che,.a i t ramòn'tll:> -la ·1nnetta, 0?-11 fos~e più clae un__ mucchio di vovine. Nella stessa sera il gene1:a:le Cialdini orrli nàva alli 6°, 7° '.e il..2° •battagliòni borz."'<lglieri ,e? a dù battaglioni- der 50° ·reg.g1. :mento della brigat~ ·Parmai, 3JÌ comandi del g~ne1'a:le •Cadi;trna, di i mpad-ronirsi del borgo di Pmta Pia; ciò '.ehe v.enroe :se,.guito coL soLito' slanci9; ,E) ·t!)spiligendr@ 1] ~~ni_co, a . CUI Sl fecero alcupi prigionieri, >obblìgaodolo a rmr1hmders1 e:n.1ro la .,cinta dP1la città°. . Dura-:nte ,la nJtteì:1el .Z7· a.l ;2.8. il 16? battaglione 'bei:sat1ie-ci, .attciwersando il br>1ccio di mm·e, nc:cupò iil ,Latzaretto sotto un f~cico nliciJiale, ed estinguendo l'incendio 11ppiccatovi· dal ne• mico; llÌuscì 'a sàlva~e molti · oggetti , di· Yestiari(j), e ipro.vsvigioni ,ivi rac~lte; faaendo li>uona mano di prigionieri, , · In J ·attanto con grandi ,sforZii 11er le -Bno_rmi :e fa.ti~ose ·sar~ lite, il pàroo d!assediti er.a sta1p, trai nato a i\ilowte Acu~o , .e-s1 Ja.vorò alacreo1ente dal ge,nio, é dall'attiglieria, -sottò il ,gran,.. dinare dei . pì0iet.ti nemici, all'a costru~~one,debhll1 bruHerie dest~~ n-atè a, ba:tt@re dal J!>elago, da J\ih:rnte Pul.ito e da-N. del!e Graz1e - la l unetta. d,j S. Stefo.ino, ,ti ,HardetJ,o, i Cappuccini ed 11 campo . t'r,inceràto. · I:n -·q,uesta stessa: notte,. il conlr'.ammira'g}io Pe1rs~no, Ùmat~ • le g r(,ssse sc:alu~pe·d~tla squadrìt, ·tentò con un a'1'd1to c~lp0' d1 mano di taglia10 h grm,sa .t atena ohe ·chiu·deva la boc?a i;l'èl · -porto. -Quest'0perazfone, sebbe1ie' ?<:>!:ld'©_ fi~a: _d:al C?!'ftr'a,mmniagl :o . in "per;;on'i col più gra,nde:- v.igote, e sotto .1 colpi' della _,rt:nwagha nem icsi, non potè- riusoire ,coin:pl~1a,ment-e-, a·motivo d1 noE: aver' • potuto s,,Pllere i -ritegni che- fissa1va•n0 sott:aeq_u<J, detta ,catena. · . Nel ·mattino del giorn0 28 il nemico, m0les 1at{') daJl'occupa- . ·zione dei 'r16stri n11r:;-aglieri del ,L.1-,,zaretto, d.ire~se c,ontro_quesfedifiej0 iun nutrito fuoòo dalle ba1itrerie .,de! carnpo; t:r~ncerl).to deila .Porta 1)ia e del Mòl'0 , accompagnato dal .fuoco di mos<>hetleria: ceroando oer tal modo di -sloggiarci. Essend@ fo:n1,·o ~tante ma;nteàe1~i in tale punto , .che po1e-v,v faci_lit~roi_110 ·abbàttne b . porta di ingwsso,in città, o·nàe ;penellr(!,rVl ,s,1 ·v.1\Va · forza, pensai con l'euien'.t·~s~river~ 'a.l centr:arnmiraglio P~rsano, in v.i tandolo a controbattere la batteri.a de-] i\ifolo e •la bòeca del Porto.
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LA CAMPAGNA DI GUERRA
Verso le ore dué· pomeridiane, le pirofregate Carlo Albe,:to, Vittorio' Emanuele, Governolo e .Costituzione si portarnno a prender posizione di battaglia, per modo da incroci11re· i h>ro -tiri contro la solida batteria del Molo a due ordini di foochi. Q.oest'uper~zion~ venne esei iJita dai _legni della no;tra squadra çon_un'arditezza e una maestria difficile a descriYersi. Tutte le batterie della 1-iiazza aventi azione s til ~ara diressero il loro fuoco contro i nosti·i legni. I colpi delle nostre• fregate, in ispecie quelli del Gàrlo Alberto, avevano io . poco tei'n po rido! to ii 1 silenzio la 'batte ria su peri ore del Molo e rallentato il fuoco della batteria bassa ca_samatta. S i fu in~·allora cbe il Vittorio Emawuele, con un audace manovra, av1mzossi a tutta forza · di vapore ,•erso, l'ingrefso del porto, e ·g irando a un tratto di bordo, passò_a 50 me!ri da lla batteria casamatta, e laocioll':l la sua bordata sussGg~ita dal cannoneggiamento "del Ca_do J.lber.to, che imrnobite- si mante• neva già da molto d1 fr~nte alla stessa batte;ia. Pochi minuti dopo, una densa c~Joqna di fu~o solleva vasi. dalla bat eria stessa, è vedevasi uscirne ~lisordirhto e fuggente buon nerbo ·di truppa:, ma ad un tratto molti . vi rieòtrarouo. , Pochi minuti ancora, ed 1mo s,:oppio' grandis-;iÙ~o annunziò esser~· saltato ,i n aria~ì! magazzeì10 a poh·ere; di),siputasi la colonna di fuqio, scopri ;nmo la batteria ridotta ad un · mucchio di mace1ie, sotto la quale rimasero ~epolti 1.25 a.rtiglii:ri nl'mici. Vàdo superbo di poter segnalare· a V. M. che, questo giomo segnerà una pagina gl(,)riosa per la nostra marina. Er~no le 5 112 pomeridiane, e si vide s-ventblare sulla for• tezza una band iera bianca , ma, trascorrn alcune ore: nè Yedendo io comparire alr:un p·i rlamentari,J, ed e~sen40 ultimate, , mediante_l'operosità. ed il -s,rngue freddo. de'l'artiglieria · e dd . genio, le grosse batterie .che si er11,no costruite nelle pos:zioni già i-odicate ,çlel Pd.;igo, del Pulito e}élle Grazie, non ,che altra . nel sobborgo di .Porta Pia 'd i 4 cann<ni da 16 e _2 cannoni da 40, sbarcati dal lJ!onzambano, ordinai cbe alle l(J'di sera si aprisse il fuoco su tt~tta la li nea, onde toglier~ ogni titubanza al nemico, ed accelePare la resa. 1n v~ri tem!]_o, dietro cçmc~rti presi coi ~enerali Ci.aldini ~
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NELL'UMBRIA E NELLE MARCHI! 291 Della. Rocca, aveva prescritto che le truppe del 4° còrpo, abbattuta la P orta Pia, penetrassero di viva forza in città, e che una colonna del 3° cc•rpo, movendo verso le p 'Hlù Calamo e Farina, con un vigoroso colpo di mano cerc.1¾sse pure,di penetrarvi e sorprendervi il Ga·rdetto. Verso la mezzanotte ,mi si amwnzia un parlamentario del generale De Lamoriciè:'e, Si era questi il cava,liere Ma uri, maggiore dell'artiglieria pontificia, comandante la fortezza, il quale, oon munito di alc:JOH credenziale scritta da p-irte del suo generale, esternornmi a viya yo~e una proposta di armistizio di sei giorni . A vendo io risposto .non accettare simili. condizioni, ridusse il limite di tempo, chiedendo 48 ore di tregua. La mia risposta: r,ersistendò negativa, conchiuse dic&ndomi che il generale De Lamoricière era disposto a trattare la resa dell'a piazza sulle b;;isi gen(.>rali della c·apitolazione di Loreto. Sign.1ficai allora che non era alienç di convenire in massima su tali basi, ma con alcune ·aggiunte, '-fra cui princi. palmeote quella di dover J'endere conto dell'ingente soll)ma dì òanaro dei governo, di cui sapeva riteotore il generale De Lamo. ricii'rP, dai di$pacci- t elP.gt'afici che gli -a:veva intercettati in più luoghi, ma lo prevenira non avrei ordinato di cessare il fuo..:o finobè la cnpitolaziooe non foss·e firmata, e scrissi in tal senso una lettera allo stesso generale De Lamoricière, invitandolo a nooiinare dei commis.,arii muniti di cr~Jeozia!i sue 1:Jer trattare defiui1iva1)1en te. Da quel momento, ed _era l'una dopo la mezzan~tte, ad arrivare alle 9 del mattino,. ora iu • cui si pre,;eot.àrono al mio qua rtter generale il pre Jello maggiore cl' artiglieria, cavalier Ma11ri ed il capitano dei dragoni, mnrcbese Lepri, inviati con pienì poteri dal generale Pe Lamoricière, per stabilire la c_op.. venzione dell~ resa, due compagnie bersaglieri del 7° battaglione, scavalcando la muraglia di cinta della città, riuscivano ad aprire Porta Pia, che v&nne occop1ta dai nostri; e la colonoa del 5° corpo, compost,t d<:i batlagliooi bersaglie1i 14° e 16°, de] 4° rergimcnto granatieri~ di una sezione da 16 e di una com• pagn;a del· genio, era riuscita ad impossessarsi di Porta qaJamo, nel tempo stesso che la regia marina, sba r•'Dnd0 al Molo1 .!i'impaèlr,mi va della,. Porta del Molo,
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N~LL'm.!illUk E N!.LliE' M'.AllCHB
LA t'A•AtP.,-G·NA ·Ui GUE-h'R.A
_No~a.nai . commis-sarii pér l'armata à stip11lare la con:veriziona d1 cap1tolazl'one i maggiori di stato-maggiore cavaliere de Sonnaz e _cavaliere S erlolè-Viale, e si a:priront> le trattative; ma i comm1ssav1 ·pontificii• a:-vel).do diebi'arato non credersi àuto·dz.zati di · pote~ ac~ettare la co~dizione che la guar:oTgione, dopo uscita . ~gli onori delle a rrrn, avesse a deporle, ed a costituirsi prigioniera d1 guerra per essere avviata iii· Pie'mònte, si · sospese·· la seduta, e convenutosi il testo dell'ì:ntiera capitolaz1one, permisi -ad 'ulio dei c0n:imissati pontificii di poter"'t ientar io: A:ocona per ottenérne 'la ratifica del generale in cap6. Ad un'ora e me,sza pomeridiana essen'do dt'ritorno i l marchese Lepri colla copia di convenzione accettata; da 1 "'eneraJe De Lan!oriciète,. feci cessare il fuoco, $i ,r iapersero le t~ tta:t.ive, e, stesi i ,verbali occorrenti della convenzione, veene qu esta debitame_nte fìirrtiata dai commissa:ri incaric~ti a:lle · ore · 2, 50 pòme• iiid1:ane del g iorno 2'9, coi 9api_tolati di cui e-bui Fonore di trasmi:tttere copia a V. M . 0Ptlinai in cons_e g1,1enza ch_e le nostm trDppe occupassero la I sera la stessa pi-azza sul rispettivo fro.rrte } i ctttacco nel modo se:guente: , Quelle dèl 4° Cb'rpo la Porta Jl>ia, il Lazz~retto , là for,tezza ed i1l campo triu·c eràto; , ' · ' · Quèlìe del 5P corpo la lunetta di S. Stdano, il dar8etto, ,rl fort~ dei Capp uccini e le ··a·u e porte Calamo e Farina ; La regia :µia!'iria: la Lantèrna, il -Molo e la porta del Mo-lo. · · · Jl~ mattirro seguente la'. guarrÌ'iaiorÌenemica i; mnn·ero di , 0 3- generali , 948 ufficiali , 7;0D0 uomini di truppa, uscì dalla piazza; ed avutL'gli on_o ri":mi-lita.ri, consegnµ le armi a lla Torretta e sì costit~ì, prig ion irra di guerrà. Oaddeì·o in nostrn pbtere: eolla, piàzza ,154 .p ezzi di . cannone, fra cui du(bafterie di ça:rupagna, col necessario mu oiziona·mento, ·affusti, ecc.; 1'80 cavalli , IQ0 1:iuoi , 250,Ò00 m iria'" gtammi A i farina, 25,000 razioni. di forac,dj viveri d!oo-oi specie 00' ' O ' 2 vapo1i, 6 trabaccoli , ri1agazzeni di carbon e, oggetti. di vé·sti'ario, d'armi e 1,125,000 frE-nchi. Colla_caduta d'Ancon a ebbe -term ine , questa breve, ma a:l~ t,i:ettanto gloriosa campagna -per le armi di V. M. · I
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In 18 soli giorni ci rendemmo padroni delle piazze di P e• saro, Urbino, Perugia, Spoleto, Sai:i Leo ed Ancona. Caddero in nos\re mani: 28 pezzi ,di campagna, 16.0 pezzi da piazza , 20,000 fucili, munizioni e carri d'ogni genere, e magazzeni di vestiario , oltre a 500 cava!li, .ed abbiamo fatto dai 17 ai 18,000 prigiol!Ìeri di guerra, çon ~ut.ti i geiierali nemici . Non potrei precisa1·e al mome~to le perdite . del nemico ID morti e feriti, ma le calcolo ·ad un migliaio. QHelle dei n ost.ri furo~o: Pel 4° corpo u(fizinli, 2r/ id, · truppa 267 Pel 5.0 carpo uffiziali. 22 id. truppa 263
In to!ale. ; f)79 ~d è qu~sta, cifra min5ma in• con,f-ronto dei gra,ndi risul.tati ottenuti e de11'accanimen,to e valore coi qnali COJ:Itbatteron.o le , t;~ppe · an,ers:nie ; ma ciò è çlovutQ ~H'ammir~bil~ ·sl;mci.o ~d ardire che 1~ tr.u,1;ipe di V. r4°. dimostraropo in o&ni occ11-siqne, coi quali s.i. rese do,,unq_ue brevissima la lotta . t La più stretta dis~ip\ina, uria profonda abnegazione, ed il c9l).tegno amoroso -vers o le poP.ola~iqoi, che i '.\lOSt.r;i btavi. soldati mostrarono dovunque e -per sempre nelle lunghe e r~id~ marcie eseguite, mi rendono fiero c3ell'onore che V. M. d,-egnossi imp~r.tÌrlJli di (\QmanJ~rle. È mio debito di segnalare a V. M. l'intell~gente ed o.per0sa. cooperazione che i signori genera~i eq ufficia li tutti <;li ogni arma e grado pre,taronq all'esito della C\lIDP,(lina; coruE) altoosl la provvida e regolare opera dell' amministrazione militari:), n,oti chl;l le an;iQrQS\'l e sollecitE) cure. d1;il çorpo san,itario. Mi riservo di presentare a V. M., rer la me1jtata ricQ.m pensa, colorò, f~a tanti valorosi, che eb~ero più for~un,ç1,ta. o,ccasione di distinguersi. Ancona, 1° ottobre 1860.
Il cema.ndante generale l'armata; d"Qcc--&pa:zione il-elle Marche e dell'Umb.ria, M.
FAN!IL
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LA C,AMPAGNA Dl GUERRA
DOCUMENTO . 2!z
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NELL UMBRJA E NELLJj! l!ARC!IE
A RT. 4° L'intieFa guarnigione della piazza d'Ancona, comp;esi t:.itti gli i1,1piegati mil~-?he si trovan~ in detta_ pia_zza, · usciranno cogli onori delle armi da Porta Pia, qon direzione alla TorrP.~ta, costìtmmdosi :vi prigionieri d( guerra. ART. 5° Le hrze che compongono la guarnigione usciraon? succPssivamf'9t.3 di mezz'ora in mezz'ora per battaglioni o per armi speciali° riunite insieme. ART. 6° Giungendo i vari i drappelli alla Torrett~, dopo a:'er_ resi gli onori militari, deporranno le armi e ~aranno avv1.at1 senza di essc .in ,..V al di Jesi, di dove proseguuanoo pe_l P1e• monte. -, I s,igoÒri ufficiali sfilan(Ìo in°:anzi alle truppe di S. M. fa. dì esse ranno a1to di consegnare la sciabola al comandante .-: . . il quale li inviterà a conservarla. I signo,i u:ficiali i,m:-iarr·ati S tl di un vapore dello. Sta'.o pro• se6 uiran!ìo fi no a Genova; la bassa forza per la via d1 terra ad Al;is:;andria. S. E. il generalo Fanti impegna la ,ma pàrola d'onore di valersi di tutta la sua intlt1enza presso il Governo , perchè giunte in Genorn el A.lessaudria tu t~e 'le tru~pe capitolate VP~gano subit:> dirette alla loro ri:;pett1va patria, sotto la condizione che i signori uffìéiali impegnino. la loro ~parola d'onore di no11 combattere per un anno co::itro ìe truppe di S. M. il Re. · l signori uffièiali tutti potranno condurre seco lor~ il .risyet• tivo bagaglio el i carnlli di lo.ro privata spettanza in ragione dt"l grado. ART. 7° Gli impiegati amministrativi, religiosi, delle poste, saranno considerati C'On rango di ufficiali. dei tt:learafi o ' . ART. 8<>" l fori ti sarrnoo lasciati in An•]Ona sotto la garanzia. del govP.rno di S. M. ; ad essi , se ufficiali, si permette di ritenPre pi e;'S'(i~ài~1ò ro la propria ordinanza. . . ·Ufficiali e truppa s'intendono di fatto compresi nella pre• se::ite capitolazione. ART. 9° Alle trupue comprese nella P:esente ca_ pitolazione, finchè non venganu rinviate alle case loro, sar~ giornalmente c0rrisposto il seguente trattamento : Ai signori ufficiali generali italiane L. 10 al giorno; Id~ id. superiori italiane L. 5 id.; .
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Capitolaziorie di Ancona. GENEJJ.ALE DELL'ARMATA
o'occuPAÌION11 ·
DEL,L'UMBRLI E DELLE MARCHE.
Convenzione siilla capilolazione·di Ancona, ~ombinata di m.uliw ac• _· cordo d'or~ine di~- E. il gener,ale FANTI, comanrl(mte in capo I'armata· di S. M. 1l Re di Sardegna nelle !rlarclie e nel!'Um. bria, ·e. d'.ordme cl.i S. -E. i/, generale D_E -LAnrnn,mÈnE, ,comandante tn ca~o le truppe pontificiq, dai cornm_issari sottoscrilti: ART. 1° La piazzjl di Ancona•:··col suo -intéro ' arrnaniento ,magazzeni di polvere; di ve;tiario, di vettova3lie, di carbone: legni da guerrn, cassé pu bblicbe, cavalli, carri e qualsiasi altra cpsa appartenente al governo, tanto del ramo nJiiitaré si di terra che di mare, come civile, verrà in'im.,diatam,m1e consegnata alle truppe terrestro-marittime di S. M. il Re di Sard:egna. · ART. 2° A-_ tale effettò sa ranno imrriediataroente c,onsegnate ~Ile truppe di terra . di S. M. : · . . La fortezza ed il campo trincerato; Le opere esterne del Gardetto e lunetta S. Stefruio; Il forte pei . Cappuccini; · Le porte Pia, Calamo, Farina; ·; Il Molo \'l la porta del Molo satÙnno consegnate alla regia marina,
ART. 3° Le parti r.ontraenti nomineranno una commissione mista e compost/i per ciascuna pi esse di 1 Un ufficia]~ d'artiglieria; id. deÌ genio;
id.
di marina;
295
~-
Un impiegato d'inte-ndenza m ilita;·e, rer rìcev.ere .o dar& iu ~oni;egna, facend_o un inventario di tutto quanto esiste di per• t10enza governativa nella piazza e dipendenze.
\
NELL'lJ;\fBRlA E NEf, LE MARCHE
• Ai sigowi caiaita1ri, luogownenti, sottotenenti, italiane L. 3
al gfoll.no.
La passa forza .ric~v~rà giorAalJ:O.e:Q,t e un;- I'flzione viveri ed a m~n~ venti c~ntes1m1 se s0J~'ui!3ciali, e centesimi dieci se ca,por,aJ-1 o soldati, . , · . •. ~RII'. 10° Mentre si far~ la 1wnseg~_a del!~ porte e-~ell.e pa,r~i fo~t1ficate_ alle truppe assedianti, . il qap0 del1'1J.mministr.a,.zioue m~l:1-t11,1>tJ• m e,,neena e t_uti1 i contabili d~ ogoi corpo ed azienda m·1hta_r1:1 o, del go"l{emo, -f:1srano0 pure )a eonsegua del danair@, ghe: r_iten-gono, è qual,a, sar.à dimostrato dai loro reoistri verificati dai fun zi0nari d'intendenza del corpo ·as:ie:han~~- Saranno. ~ure ci,m~egnale:. q!u(¼lle !lOmroe le':_ate d.aJ tesoro pu bbiico che m q uestJ ~lt1m1 te;llilpi possono,:esse,re st4te ìrriegolarmen te in• trodotte in Ancona. · ·
Fll,tto in duplice COjDia al qnartier generale deU'armata, sarda a Villa Favorita sott_o Castro, ààdì .29 settemb-re 11360.
I commissari pont·ificii Cav. L. MAum - · March. LEPRI aiutante d1 campo. I comm.issari/ sardi DE· SoNNAZ:, ruaggii0re cli srato-il!ll/!g~0 !1Je. C~v'.
B .&RTOI,È,-V L!.[.E,
1 ·
Solqati/
•,
~97
fo il. comando. Mi costava tror~o n?.n trQv~rnìi il . pio-Ho o primo là dove può Esser~ il peri.;o·lo. . Da,to . da, Aflcbl\a, i_l 4 ottobré 189.0. VlT'fQ!HO , ~i\lAN\JE;~. 1
.,
ORDINE DE~ GIO"RNO DI s. .M.
4-LLA::rvru\t~~-
S~lçlqtì, della !lfa1;fnr, 1 Avete ben mer·i:~atp di' me ' e· della patria. Le yostre gesta. sotto le mura, d.i Anc.ona suno . degne clt;i&li ·eredi de.le gloxie cli Fisà, ùi VeJJezia e <ìli Geqo,va ..
, Soldati! I;,a n~i;:ioµ~ vi gualrda G<~n çirgoglio, il vostra R<s vi r,;ngrazia. $9n9 gr~ndi 'i 'dE)s.~ip.i d~pa 'fP-arina ÌJ!ì-lfaR~· • · P~t\:l ~ ,A.,:;;,.~qfJ~? jl 4 pt.tobrn l"8qD . . vrr:rom0 EM:.-\1'\llHE.
idem. Rom~, 3 -nprifo 1860.
ORDI'N'E DID~ GIDRNél DI S. M. A'.LtE TRUPPE. 5,.qldati! , Sono ~·©it-e~to d,i 1!0i, pEU'uhè.vo~ siete drg,ni clell'I~lia. Colla i, caLunuiatoric del no,me, italiat1(i). I vinti che _rimando• liberi pAD-1.eranno, dtill'ItaJia e di voi all_e- gent~ st,ran.it.Jre. Ess,i _avra1u:1,0 im_pa.ra.to che _Dio premfa chi lo serve colla .giustizia e colla carità, non eh.i 0ppr,ime i p0,p(i)J)i, e 0onculcq', il d,iri t!b., cleHe• nazti0.n i. · Noi dob.biamo, fonda.re ~ella 1ibertà1 la fort(~ nioi,iarchia ita" liana. Ci aiuterànpo i popoli. 0o~ì'orda,ne e la 00nc0Pdria. L'e-, ~ere ito .na.zion-alei aoore.s_cerà sem.pre p.Ììll !,a gl0 .ria., <>.lle.- da,. otto secoli sple,nde sulll\i Cra.cEt- di, S:avo.i:_a,,
a.rimi avete· ":imtq, i ne11liici, col co~it0gno ·
S'occupano cli sapere ss, nell'assumer.e · il cori1ando dell'ar• mata dèl papa, jp m~ m~q~r,ò iç. pie.na r._lclg_~l~ C('. l go;,·er~o -frn_n• ceSE.'' vale a dire se domanderò all'imperator~ licenza di servl!e all:e~tero. . · , ' · ', . Il domanda1'e ad alcuno 'liceqza èl'àgiçe, irr.plica ~13ce~,s~r1~m<'nte J'iJea chj;\ OVE)- abbia 1wrìfiuto~ <:hi_do.qia~\Ìò 5Ì a~terrà. dallo 'a,lire. Or f~~se si può sul serio credere eh' io subordinerò Ì: pte a:ti'oni àll'autoriz;;azione dfl capo de]~over~o [rancesy? lo non ho ac·cettato le funzioni che sto _pel' assumer~, _s)ie . ~ coirdi_zione di non -portare rn,a i, le arll1i contro là Fraqcjfl-.'' Ma può ben darsi ch'io possa freq uent~r:ientJe . a,gire 10 1;1_9dq d'à contral'Ìi\re la politica a~tuaiè, pali;?:;,e oél occulta, del gover~o francese. AN.NO
V. Voi. IV. -
20.
298
LA CAl,:IPWN.~ Dl GUERRA
,299
:Forse che i na-poleonisti hai;ino dimentic~ta l'epoca in cui i l loro padrone fu cittad ino d'},rgovia e •<'api tano al servizio della ·svizzera senza il permrsso· di Luigi Filippo? Ciò che non lo impedì di trorà rsi èitt;dino frnncese per- es;ere nominato ràr presentanle,' rr~sident, della Iepubblica, ecc. Se 10 devo so;cçmibere nell'opera cbe .int.ra prPn.do, m;impor. :ter~ r,oco d'essere · o ~o·.cittadino lra..(1cese, a nor m~ del codice N·apoleone; ~e io· devo r iuscire e r i 1orn:1ro in Fmncia, ·i l paese . mi 1enderà all'uopo .ii. mio ·~irittr:i per ~cc!aiuazione. I l vrcch io 1'411ntluc diçeva: • L 'anim~ 11,1ia_appaniene a.Dio, • la mia . spada al'. rr, ma il mio onore nppa1·1iene a me solo, • prrchè i l re non ha . soY.r'ç•sS') diritto di sor,a, . . .- ~, · Ho ofi',·rta ]a, mia spada al pap1, raccomando la inia anima a Dio, ma p1::r con;errnn iuLatto'..il . ruio. onqr·c 'nulla ·vogLo 01teoc,r0 òall' imperatore.
D genflrale DE L
· Jt
"
,
Al colonnello Pimodcm a Spoleto. :-
Al colonnello Pimoda1i a Spo{eto. J
· .P esaro, 10 lnglio.
H:1 richuto. il v0str_o inter('SS'lnte dispa...-:ci,) ,del 6 . .Yui 11Yete éoodutto ben i, s·mo il vostrJ affar~; continuate ad affrettare le s:omhro della iocr•a : quesfo ,è il p1in to capitale. Come ,·anno g.r I.r:anJ ..si? Cominciano a d;scrpl inarsi? Odesr;akhi domanda di C<>mpernre dei caval;i, e- dice che ne troverebbe rr1ol1i nelrUmhr1a. Gli -'ho -risposto di rivolgersi al m ir,t~tero. Voi sarete consultato su questo punto : esaminale/o. Io conto .d'esrnre nn gìwnçi ,a S'nigaglia•, dtHl~IÌllÌ in Anc,ona. D itemi pt',r telegrafo dove si trovano Forgeril e Palfel.
lt generale in capo D.0 L.i1.Momc1:tlJRE./
' Sinignglio, 11 luglio.
Credendo R~sselì a' M~<;era\a, io lo 'av1;va'" ch.iamato in Ancona; nh poieh è è a Spoll"tO' t rattene:elo "'CÒntriuatè il \"OS_tr'o sgoiÙbro ctei condanffati,_con o senza. '1l conco1s:i del deli;,gat(). Quanto, ai detenuti senza processo bisJgn.a trovar loro una pri~ gione i~ c\ttil. Òccupa.te gL'Jrlandesi ·; e fateli 1_na~ciar mo(lo; date ·ioro qualche fucile -vecchio per le teorie car1ca·e,scanca; le piccole carabine dei carabi ni~;i sono m ~1ag_g10. · . · . Appena il primo cot-tile del!::,, rocca s1>rà _vuoto, mettetevi degli I rl;inùe.;i. i l g~nerale in Dm ( A'.IIORICJt!ìE.
11
cap;
; :110R rC1ÈRE.
I Bonaparte' in Francia ; •i lVforat a ~~-~p~\i; ,difendere il re cli N1i'poli , ostili1tt a Kapolcontl lll. Pro;Jonf:-te a Cbangarn'er o Be !eau; Ps., i pos-on0 sa;hare la rnomirch :a; sivvoi nc;n ra!s•· sibir 1te la Franc-ia sul rn iu i ntP.n ,en:6 a 1':apoli, 1snete p~r cc.:rto ch'e~sa ·non farà n.ul la per n<ii contr.) ii !'iemont~. Grammont coc1osce la l, ttna Tr8p'wi. Io non vo3lio tmppe di l'\apo!i, c·he colla ' nostra cocca rcl11 è su 1 nns' ro tnritorio,. 11 p i pa non dc:Ye 'Jègace fa sua corò:ia. a quèlla di alc1in·a 1tra. dinastia . . · ~ ge;n~rn,le in.capq Di,; Lrno'n1c1t.w. ' I
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Al minisll'o del!; armi in Roma; •
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' Spolrfo, 5 settembre. ,
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·, lo prego V, E. di dirmi, se ò possibile , qu~po ché, io deb.b ? temnè dalìe trurpe piemonle,i. Ad ogni istarne, ric·el'o 'dalla: 110s1r:1 froniiera li avvisi de dietro aìle colonm, di truppe re.• goìa,i che si a vvicìnano da A~ezzo, Cortòna, Città d:lla PiEve ed Acqllap0nden1r; si t l'Ol':ino bande 'i:l'iqsoni e:he -~ l a'rman_~ nei deposi ti l~1.sciati . alla fron~iera , e vens9n~ ad rnvad~re li nostr,o territorio; e si agg1i:rnge che ie truppe p1emontes1 dicono alt nnente ehe esse· seguirarino davvicino, gli insorti. ·Io non · esité1ò pnnto ad aitacc;re cli .si llresenterà ,qni, ma le ·condizioni d~l'a lotta s)no Len d1ver:;e se noi abl>1a010 a che fare coi . Piemontesi o sol tau lo · cogli insòtti. 0
Il generale in capo DE J,;.A1wn:cul:1u:.
Le général Lamoncière aii génér~1l ~e-Courten. 11facetata. . 'Y
Spoleto,~ srplcrnb/c 1860.
Je-vous iuYilp à vous ~ccuper de l'étal poli1iquf de votre provin.ce, et ' à. laisser vo, officiers · s~ f~jr r2s pec~er qi:a,_nd la police est trop lache p91ir fai1 c so:1 mét1er . s,1!es cons1?1r:iteurs de Macerata étaieot cn prison; comroe il de,;rra1nt y é tie, tout .
.~o.
LA CA'.MPAGNA DI GUERRA
NELL'rrn,)!RJA:
. cela n'arriverait pas. L'i-iffaire .du garçon c!e cafè (1) prouve à. quel pqint la pqli9e1 est lacbe, si elle ne trabit le gouverneruent; il n'y a de tròp quo la dist,ibution re3ulière de coups d~ bai~_ç.s di,tqs un qqartier . Il ·eùt mieux valu ~ssommer cet 1½Pwirn.e ~qr plaçe. l':fo 1entretenez plus de tous c~s com,meri/sei;,;. ou de,ma:igez moi dl;l met~re Màeerata en étai d'e •Sii>gP. Ndus _il)rréterop,s 2~ per-so@n.es , nous en ft>n1.ns fusilk,r di:x; et tou t sera fini . '·Ne ~rojez ,pas un mot- de . l'ai1gmrn 1ation des troupes pié. m,qntili.ses d11ris J·es R:>màgnes ; il' n·y a q.ue des conceoti;ations en suite du mauv~Ìq_85pfit des pr,pulations pqur le Piér~o,nt. La généra.Z_cin.qhef DE Lti-40;13ro1~nE.
m
Al colbnne(lo De' Gady iJ{ ,-inco_na. Spoleto, 5 scttr.mbrc1
Fate, tosto sapere· per sta~~tf_!],. a ç 11nH,3ano che l'ausili'ar;o Gaetano, il quale -feèe mo' dè'lle s'ue ·irr:ri_i r er re pri-mere delle gricla \e,di~iose, è,1)omina to sergente, mefso all' oròine del g;orno q~ll1!;; l~rio.Iile qell~ }4arn~E;i, e .rioev8rà una ricçn:iperi:s&, di di.eci · ~w1~i. ·
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t~glier-e ,U · /Jicchio
di ticomifl'!ciare. · I
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Il generale,in ci1p6 ':,,,
DE' LA~10~1c1ÈR'_E. ~
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8 settembre. Fac60 marcinre. le mie -pic:c@lè èolonné ,m-0bili còntro le bande di>gl1 insorti? che hann0 in vaso la. nos·1·a. frDotiera; ma dietro aliH bande Cl sono grosse colonne p em onte.si, eh~ most,,ano, J'in1eozione c)'i seg,1.1ire le 'bande' ,sul nosi.ro tenri>t©rio. Io en.-ò as5ai coole:n,t0 d'es.sere infoJrmato di <,jt1el cl1-e ,,sì ~a ih tale ·ri3 .;ardo, perc·hè cootrò 11 bnn.J~ i•> -~-eYo- lasciare )~ rolo~oe èivi<e, ma se devo l01tarc coi Piemontesi oi 0 ogna riunrrle. L ho donrnnda,o anthe ie1i ~il c2.d ina!e ; il· qnale n;i rìisse non sa"erne nulla. io YÌ pr~go is!?ìltemen1 e, <l)ofv1marmi, SA ne sape:e qtrnlch1;3 oosa. Gram0101;1t e de Noue sono senza dubbio informati . Sp;lcto,
1
D.E.LAM0RlCIÈ1ì-E.
, Spokto, _5•st;lic.mq1·i:. P,1s~~t-~. yoi.,st_P~so jn riYis•a il tr, sporto ili (12Q) i:~clutep:iunto q1,w~ta~matlÌJC)a da Triqste, e diri3~1e-i LSr•q]t,lQ, r·on de.st,iu11zion:e aJ 1~ regg n;i.· nto-estero, i centot ll'Omini meglào• a-tti n'l, ser,Y i.z;o. . J. 1;?w~çl.1tèm1 l3r s1tuaz1ooe de.Ile. quattro r-ompagrn~ del fjP battQ.• glioue bers1glieri. C0n,segn'.1.tP alc~nì fuc..ili, al: c(m1aµda11te del distac~amento per là polizia della srr:ida'. I
3-01·
t-EI!LB MÀ@(-18
A[,~blo1)nel/q De Gad!f, /n Anco~a. ..
r
,
i;:
mandnnte della sutl,livisiorie, color.nel!o Di G·ady, basta pèr chiuderle. 11 giol'Oale Jt Pioeno' d'Aoc'Gna_è io1eramen1e sotto la vnstra dire;,ione, incominciando di d001enirn mattina. Il .capi1ano 'E-,:se.I'vc1, che 1ii1:art1-, quPsta notie, vi poqa un d_ocu• mento fhe, sr:re:ro, ~alrneril. il desiderio d1 <l!mos~r~2iiooi avv~nire. Se Uf.; a,·,esse 10030 · un:i. dr)maui ,S'era, 'd,lpo la prou•ss~one , . disperdetelti a colpi rl{ baioitella e.rZ a colpi di ifiwìle, _af!ìne di
•
.
.lt generale in capo DE LAlt0R1c1ÈnE.
Al colonnello De. Gady, comandante
· Spoleto., -7 'settembre.
· ,Sp~dite ~e~,-Z~ r;t<1do Seine-et-Rhé'me a Veoezia, ove , i -rivol· gerà al conso,!e •pontificio ' per ric:ev~re. il caricò _che_ Fa1 tenJJ~. Ne-I 0.1 sfl i]l'<-lEi. 1i etves,e a ..lVenez1a tulto 11 C'flr1c.o•.d1, c 1111 è (';c1p·10e, , (;-SS0 si recherà; a 'Tù~s·e, :ove il ut stro (Ou~olé lo -comphiierà . , V;oi r.,nJ,;:rete conto per . t-elegrafo e del .ri•tcrnp ,e de.li cftried rieevurt:0.
.Il generafo il'), cap~ ·DE LAJ)lG1R1c1ERJ/:,
M càpitri»o conte- di Quàtre-Barbes in Ancona. · Spoleto, 7 scltcmbrc. I
J?ite ~l coloJlneJlo D~ .Gacly. çli far tosto àrres~a,~e P,a~quale T911tµrn;;i.i;ii. Qg,1Jnt9 ~\le , ·ostii:ie sosp~tte ,. U.ll d"ic:eto_dql · c,q(1) .Qùc-sJ,Ùu un tal: Dcangelis, r.hc èhbc 25'bastonat-e per otdiii~ dJ f>c. C9Wì\cu,,ape tl§a tp, <l.'urei· ~p\lduto d,•gl i' uf!iz_iaJi,a!!,Striaqi, · .
la suddÌ'v(sionè d",llico1'.u.
Al c.oloimello De Gady in Ancona. f
~
'
Spoi)eto, 7 scltcmbr~
Se anche fosse fi>sta o d_~men-i-ea, YOÌ ifa.re-te s·tla!rc-&refofm'é~ diatàmrnte e 1ipartir ,;ubito il Seine-et-Rhoné. .
. It generale ì-n ·capo
DE LAMORICI:È.RE,
' CA.l!PAGNI\ 0 1 GUERRA · LA
302
303
.4. S. E. il cardinal •Antorwlli à Roma.
ili signor ùtlendenle 11/onari a Roma.
" · Spoleto, S scitrmbrc.
Arrite immedia1amen·e sui raneli sprdit,: dalla 'Francia ·o dal fl,,fg io, i ere liti seguenti pé! capo· del ge'nio d' Ancon à: " Forte Càppuccim · . :Monte' Gardetlo ' .Mtìro tra i det1 i dUe forti. Yer:('hia èinia (rip3razioni) -. Baracche
F r.
12,000 'Goj o90 ' 13,000
r, .>
19,000
,-•'
·
::l~000 ·
Acquisto utensil i d~ za rpa'.orf .
, ....;._
I
___ 1,000
'l'o:a!e Fr. 100,000.
11 cambi:::~ ento del C9.po c1è'l genio ha rìta,datq. questa domanda, e bisogna spe:iire ri!11porlo senza alcun iitardo.
,
'
It g1me-rale in capo .T)~
LAllOR1c1t;iE.
Al generale . De. Court\n ~ Jf(i'cerala. · · Sp?lrto, S settembre.
Grazie d'.aver fatto restaurnre .,cos.i prontamente i fi li tdegrafici.• ;Faté sò~:'egliare la lìnea dalla w~ndarmeria e d,1 i ca'nlonieri. Napoli sgombraiudal re dop~DU(l eonv'in:;,inrre fa\ta . L'a1m:1w , rimasta fedele, -;j ritir~-dietro i_l Volturno SQ}m1 Caf!U:l. G,1rilialdi r:ce~uto freddamente u Napoli.. I l ~ Gaeta, ov~ la mnggior p;tr.te àella flotta 16 lta se~11ì lo. Vi sarà ·gran ba :taglia tra C:1 IJ1Ja · e Gaeta . l i partito piemontese pPrde terren_o. I Napo!)tani amano II}egliq Mt\ rat. che 'vinor io Eìrnanue!e . . La. Fra-0cia è di questo · rarere. Ua gros,o reg~imento fra ,~cese è giunto ieri à Roma; ~e ne annunr.i; no altri due. 6000' uomio i de1le truppe di Modena, due bait.,~·ie compie.te, due squadroui òi cav,d leria ginn • geranno in Ance na. Voi ricè1;erete domani ··copia dd la pro~la~ mazione dello stato d'ass~dio in A116ona. Se -i;oJ.,te' la s·essa ro~a a Macerat,t non ·c1Yele 'ch e à dil'lo. _Studiate bene col de)egato le éondizioui del m io decreto.
re
,.. ) t qcné-rale in capo ··Di:: l.Aili•rtici t :u:,
_ Spoleto, 9 settembre.
Dietro, alle t[np,p!:i' pièn{nntesi ,. che si ~;i:gmppa.no s1il'e fron-tie· e V!:'rs) la Cattoiica e . la Toscana , s·erano-,raccohi pure i nost1i <imigr11ti .e,·\ alcune ban le d.'-ins·,rti . QuPste si snno 3e1ta.!e • ·ieri sr•ra snpr:1. U rbino, . e l'hanno .occupata dùpo qualche resistenz:, dt->gli au~iliari . · La b·1nda , forte di nr.ca 500 uomini . si è. dìr, tta 'su F'osSCJ,mÌ:H.one. A CiUlSta notizia , lJèrg~la ha folto un moviu1ento i nsu 1rdzioaa le_, Fnno è s tato ~o'\tènnto . òa due grosse compagnie f! da due rezzi spediti da Aoco.na; ed _informa.o solamente questa ·m at1ii,w, . in seguilo alla rottura dei fi_li tel,,grafic i,. io_ facçio 'inarci,,re la in1t ·a bri5ai:1 De CL:rob ~ow::i Fo ,somb:0·10 per Jwì; esrn manda al tlernpo stesso· un distàçca,mento siir::-cJ. P<crgola, comandato da Kanzler. , Il rno\~O st3~c, d'assedio cu prodaniato ieri' in !\ ncona:_ 0
.'1 mQnSi_gnor Stella .at Vaticano a Roma. Spot.c !o, 9 scllrmb re.
RinTgrazio V. 'E. dei sfro dispaccio. Ce nr,tì7.ie eh~ ho fatto g:unge"e al card1~~le su qnat:iio è accaduto in U rbino, a F os~ somhrone ed a Pn,.:;ola, mostre,,lln no se io a~eva ragrn,ue ,d1 desidera re arisi,)sameote l'a1rÌYo in l\ncùna ddle tru1·pe di cui •si 1r 1tta. L'agiqJ.zi,me d,/ nostri riYolnzi0ual'i da· ,me n ùtata- mi . fo cev~ f11\Sentir~ q'l)itlche ro,a di ,piacevo'e; S:>lo i l luogo ed il tempo restavano ignoti. È facile . a· coiorn clie non veg~ono o n'on vogliono vede1t', l'accusare gli a.Itri d'essere trnppu f1et-• tolosi -ed e:;agerati , L'avvenire: mostr<:! rà ch'io dissi il yero. Io nun e bbi che un torlo, quello. di aver troppo til rdato a dirlo.
ll ge.nerale in capo DE
L AllOR1c1ERt ,
A S. E. il éardinale 1intonelli a !lama. · ,. Spoleto 10 settembre. I1 gen~rnla Schm!dt parte per Ciilà µe 'la, Pieve; e3I~ m'an° nuncia che uo capita no pir.montr s ', lato1e J 1_d1sp<trc1 del gt:·nE:~ rje Fanti rer m~-, i,'i;.rte in questo momento da Perugia pe,;
')<
304
1
ventr-qua. Dicasi che si tratta di chieder~ il passaa-n-io,sul nostro 0 territorio. _I di$pacdi del generale Far,ui saranh~ qui dopo il mezzodì ; 10 ne spedirò iminediatarnénte il testo a V. E.
' ~t
Il genera le i?Ì éqpo
DE. L~MbRIOLÈRF..
'
f
colonnello B/.umens11·z a_Perugià. Sp~lcto, -10 scll-cmbrc.
.I Piemonte,i pntrehbero~ocenpare Cillà di C~stellri, ·in seguito ' art uh rnoi·imeilto. éercate che "il movimento non a,,veii•~a n1à:'nrla~dòvi dei sen<larmi; ma se accadesse, no~ and;JteYi ~o~ un solo batt:iglibn2 :· io vi raggiunge:ò, s'è p·issibile, e d'altra pll'rte F,.azionè dèlla Francia prJdurra il suo effettp, ·
li generale.,,i_n e~po
DE LaMOMCiBRE-:
··' Teleg,:atnma a S. ·E. il rniiìistro del{e ·atmi ù1 ,Roma. Qu~'.1~? -~, fili tele rafici ~ono . tagliati, tutte le notti, ora sopra nna lm% ·eu ora sovra nn altra, l'asrnnza del écr,iere alla do~enica è un~ vera caJa.milà mi li,~aJ·e. - Ha~movi tempi nei q~al: ,si a'.1tor1zza d~ppertutto il lavl,rQ nelle camp1gne nei i;iorni d1 ,d,?m~o~ca e _di Jes_ia,_ ed 10 e.redo, i;;ia .Yeouto il tem 2oJin cui Roma dern_abituar/n a s r e 3li'e e i'j c.eYer-e i ccirrier-i nell/ dorrre.n'ìche- cdme · négll -ahri giorni: fo éhieggo forinnlrnente che "~_n,ga :s~~pr~s'sa q1,.:st~ b1$otteri:a_, degna wt to al più dt:l protè~t,ìnt1s1no inglese, e ia qµa!e non favorisc.e se non se· la pigrizia d~gli ih1piegati. • , ·Spolèto' a,R6ma , 10 se'tt1en'tbre 1'86Ò. -i · ,
2
·
· Ìl generale ~n capo
Mmaggfore De llforlel!ét, a
Js NELLE M-Al\CflE 305 egh è sol _q1;1ando ~li albeDi sono ahbaltuti oh.e si. può far •'ledere a tutti che. i l cnoT loro ·è .rriarci0 )> • $:poletu a Velletri, 10 selti,mbre 1860_. NELL Ul!BRIA
· LA CAMPAGNA DI GUERRA
DE LA~0:aic:1tnE.
retl'Ptri.
. P 1Et0!ra,i;n1ate -lo stato. '<'l'às~e:!'io · e formq,te il vostro consiglio d1 guerra, delegate l'autorità rnili,ta re a P.i,ffo'li per Frosinone . serbatE!la voi s'tesso I per Velletri, delegai e prov\Ìso.riament; , l'aututi'ia c:iv11e a d:Wgat·i, e_ri,erbaterni i! poterè di cambiare gliH til'piegà-ti '$alla vostfa_ ptoposta e s11lla loro. In quaìito alla desfitqzi0ne • ~et si'arrio eert,i 6:ei fatti, le pr_0ve verrapho po.i;
Il _g.Gnerrtle in capo D -E . ~)10n,1arÈl.t-E.
-Al, e@loniwllo -BluihJiWil -~ Perugja. Spolcfo,- t1 sl!ttcmbrc.
La Francia ha: vietato àl P'iemoute di attaccare, ma i Piemonte.~i potrebbero beae non ascol1arè la., Francia. Fate ordin.àre deHa paglia e prepa:rare· all9ggi a Gùbbi0• éd a:ìla Ti-atta, senza corrrper:ar oulla. R~gnfate,, og0i çosa· .a_l Pe,rugia1, e pi~rtite domani a 4 ore -e mezzo col bat1aglior,,e Beli,€ i vbst.ri 4 ,pezzi ' '."\ . . . "' per ,,venire a F0ligno, ove 10 sv1 ,troverò e .vt ~-arò rn riurn-erosa cor~pagnia. Pergoh .ha manfa.t0 a cl:i~eder grazia, alla n.ot)zia . della p~rtem:a .di Kapzler. NulJa di pqovo ~ · . Il -g~nll-Tàile -vn ca.po D.E. L;\S;!<QRICIÈRE• ~~~ '
.,, ,Jt mim~·lro delle armi a Roma: Slpòl'cto, '11 'scWm1bre. Gli u,f!ìs_iali della , geridarmi:rip, di Rom'((, e. deUe·· Mare-hr, ,sJ!Jrto ql.fasi tulti incapaci. Bispgna fai;e l110,,.lo1rq :tMU!r depur'af;iorie simile à q_ucl6a dei .reggime1vli italiani. Io la forò a 1p©CE) a. , poc_o , SIJerlendo a. Roma qpelli GPe non ,s0110 bnopi cfa nulla.
In p1 i ma linea io met.to q uellrJ di . Toieti, ve6w:lùo impotentè· ·e stupido, che c:i h:i. fotto sped~re -.inuti)meTute un hattacglione a Rieti lo scorsq mese;· in sustituzione ci fa d'uopo subito, lllll bravissimo uffiziale. I.>.re3hiera v_i~a d;j_, f;)llO-V•'-'Eldere .senza ritard0 .. Il IJCn·e1ra:1'e fo éapo DE' LAM01t1c1fR'.1<:.
•
·J;S. Cercate di spedire qualche soccorso a Viterbo. Se- nf;l! siamo soli Ùi0 · cò[nbatterà per no1. Noi ci appelleremo al noi:itJ.lb diritto ed alla la.ma del 1a .nostra buona spada. Io .domando )i~ ce'nza cli chi~de~e i.l rniq r.apporto ,e di,,and~i:è a fa'i: colaii0-pe. '.41 mih'isìrò delle dr-mi a Roma. Spoleto·, , 12 scttetnbre.
Ho dovuto far arrestare i l sotto-intendente Pa$1e;r 1prr .mMI'i• festa tradÌme·nto. Il sotto-intendente: Vi~iap.i: eh'è qoi, :;,i diahi-a:rll' 1 ' .
r
306
0
LA CAllPAG~A Ot G UERRA
!mpedito a c~mminare per malattia. Speditemi snl.>i to un soito mten<ie~te m; litare P.er assicurare i vi\·eri, e spe··ia lmeo te il denaro de.la co.onoa. E spec1al111en:e il denaro cbe ci abbiso<>na 0 perchè pas d'argent pas de Sui.sses. •
Il generate in capo D~ LAMOtur.1 t RE.
Al ministro delle armi a Roma. Spolclo, 12 srtlcmb rc.
Mntate r nffizì,1le di gendarmeria dì Rì!-il, ed organizza.'ov un battaglione d'ausiliari. Cercate finalmente di far piun!rnre I~ truppe del dura ùi Modena, A per l'amor di Dio non la..;~ùte p1~ Roma, ove -la vostra presenza è necès -a: i11 •
Il genetale in capo D.e L t.i!OR;c,tnE.
){_ •
~abinello del generale comandanie 111 capo. 15 sctlcMIJrc tSGO.
,llonsignore (ministro delle a1·mi),
•
Com 'i_o lo teme,'.a ieri, le uostre con111u1cazioni tele.~rafìche con Fol:gno s~no 1~terrotte, e <:redo che il corriere che passerà questa sera ~ara egli stesso arrestato e !'pogliato d.:i'suoi disiacci nello stesso luogo. P,eodo dunque il j,anito d'inviarv; la. presen~e I er nn mezzo che il bto,e di e3sa v'inìicherà. Nel mom<::nto ecco quai è la U( stra situnzione: i Piernon'e;i h_anno occupato questa maftml Jesi per fa, vi fa.i e uu pro:lU0· cwmentc Ignor0 il loro numero su l'll punro. Secondo i dispacci d'.-\ nr:ona (oYe i nostri dispacci elettrici v~u.no R.ncor,1), la loro massa s<:mbrava e,sere wncentrnta in Smigagl,a, cogli av-am pc1sti a Fiumesino i·er impt:1diroi di ,itirarne le farine. · Il nemico .spa rgc _la voce che la città sarà blorcata per mare; le squ_afre d, Napuh e del Piemonte .;i riunirebb..,ro II quesro , fine; 1 legni francesi potranno passare fìll') a dichiaraiione dd b~occ~ effettivo, più ta,di no, a meno che la Francia non impieghi l.:i. sua marina per -opporsi al b!ocr.o. Noi siam:).gi11?Li ie,i da Si:m arn'le qui, la trupp·i ha per• corao 40 ro1gha 10 22 01e. Piwodau mi raggiungerà. domani
~ELL (mBRIA E ~ELLE MARCHE
307
mattina. Io uon vi parlo de'miri progetti, non sapendo quale sarll la sorte di questa lèttera. • 'ella montagna d'Ascoli noi abbiamo molti volontari o;rganizzati ; C'.1ev1gné, ,fa cui ho ~iceYuto ieri. sera un dispaccio, farà di tutto per difoodere la città contro le bande assai numerose che ~i formano sul terri torio. .oapolirnno, e se sal'à fo rzato a riùarsi si dirigerà v,..rso la mon:agna, i cui abitanti si dicono ine!:p11gnabili e sono benissimo animati pt>r la causa del Santo Padre. Io tutto ciò che qni aceadc vi è•un fatto imrortaotissimo da far rimare.ne. ed è che i pronunciamenti oon si verificano ehe a misura dt-ll'arri ro delle truppe piemomesi, seoza la preseuza delle y_\1a.:i niente sarebbe av,•enuto. Non avendo alcuna notizia di quante accarle nelle ,·ostre p::u·ri, i1. non ve ne µarlo l)Uoto, mentre uon p')trei che darvi de'le ioòicazioni senza rapporto collo stato del!e cose. Io spero che il g1:1nie1 ale De Goyou, il qnale n~n verrebbe che col permesso e coi mezzi di agire, non si limiterà a difendere le mura d: Roma e iì Patrimonio, e che impedirà per le, meno l'invasione dalla parte di Napoli e quella dalla vallata d'Orvi-,:o. I Francesi, an~ndo orcup·1to quest'ultima città undici anni add1e·ro, non faranno difficollà di ritornarvi, e se vo!e:.-sero rnett re subit0 g,1arnigione a Viterbo, Vellet1i e Orvieto sarebbe pJr qualcoe co~a. L' imprralore fini rà coll'ntfenders1 nel ve~ere che i Piemootesi ooo fanno alcun èouto delle sue riinostrauie. l l gener11le in capo De L A11C'RtctirnE.
Al generale in capo a Spoleto. Ancona, 18 luglio.
Mio generale, il 'l'Ostro corriere di que,ta sera racc;;hinde come fatto· sqlienl1l un rappor,o del luog,,t1::nente colonnello Di Gady, il quale narra che la. compagnia dei bersRglieri di S. Leo è quasi in dis~oluzionc, in seguito al modo di comando del suo ca pita no Morat, e d1cP. che bisogna rilevarla. Più, una lettera e ! un rapp11rto del f!Onfal 1miere di Sinigaglia, in cui dice che la municipalità ha rifiutato la sovYenzione ali' i11111re;:;ario <.l~l
1+
8'09
30'8 :t.,A -UA!l-i>A-tlN,\ br GOÉRR·A t~af.èto, Pili, 1l11 reèlam0 del ,murni'cipio di S. Ahgel0 i.11 Vado
N~LlTU~BR'lA È l<ELLE . M.A.Ìl.CHE
contro .~li au,siliari, che sono trnppo conservalo1·i, a quanto pctìre. Più , u-a -rapriorto di Zan,btilli, che mandò 90 genrl'arm i sulle trac-eia dei ·maùfa,btori, ed ba a rrestato sei so~petti d\-:lrao-. g_ressione àella ~ili_geoza· a Fano. O1gi sono giuc:ti cul llo;d
Jl gcri,eialé' l.l-i'minlan' a 8pol-eto.
cH,èJa 130 Au'S'tnaq ~d una' 1uar-aqtin'a dirlandesi.
L'1.l(lìziale d"o1·dinanza del gcner_ale in capo DE MORTILLIET.
:Al generaf? 1·n capo
à Spolefo.
Ù loglio. Mio generale, i fatti saJ.ieuti accènna1i al vostro corriere d'i'lggi, s'òilo i segoepti: Il generale Schm'.dt vi ir,(verle che sei be'rsagl'i-et'i piemòntesi P.d un capovale sono veouti a p~s('ggia:e a Città della_:F'iete, ·esséndo assl;lnte la, brigata deila gendar:neria, e ch'égli died'e ordini seYéri per irnpà'd~uit'si io avvenire òi simil11 amatori, hiérti o vi-vi. Cinque uomini dd ret§gimento K~anzi-r ha-nllo disertato a Pesàro ,· come pure due del 2° estei·o, eh-e fùl'ono ,rÌp(esi ·ti &dign,ta . ~7 -ha un rapplHlb del ç0loonE:ill'• Z'appi, che non 1conti'ene nulla d'tixtra in fatto di serYizio militàre, ma che vi élomam<la 1'.atJtorizw.ziorui di smentire in nost,o n·o:m·e uh ·ar·.ie0'1o deilla Ga.zzmca d'~ugsburgo del 1° luglio, ché potrebbe gittar la zizzania nelle truppe. Gl' f?,ta,ndesi sono partiti d'a, !Roma, seortali per Spoleto; 68 ree] u te della compag11ia di deposito sono pà.111ito da Roma per il 2° estero, secondo i vostri ordini . Il <le!egato d'As<oli v'informa che i l governo prestò :rn,ooo scudi nlla provin(·ia per la strada' e YÌ ringra:zia. Qui-. io Ancona l'alloggtamento· delle tr111p'.~ è mnle distribuiLO; io alcuni punti v'ha del Lirgo, ed iii altri gli uomini sono igi.nol¼i lmelite amn\assa·i. 1n segoito di · nuoYi sbarchi di reolute segnalati ieri-, ;e della 1'i:Jnncanza d1o""'etti d'a bbio-liaoc o mep.to, vi sono q:l,tf9li uorttini vestiti so~tanto c<'Yn calzarvi. A neon~,
L'u-ffi%iale d:o,rd'ir1anza de.l ge1le?·al13, •iJn capo · D.: i\1:0RTlLLl!cT.
"
'
Torni,
a- ego.sto.
i, ,
'.6:,0 ll_rrestato 'i:luesta .nott~ sei mmrini che favor.i'vao? le .diser-_ ti-Qni,_presi si'll (att0, armati e barriea~i in cas_a l~rti; pre~e !ore 1~ 't" · ann i; foci~àar loro 80 colpi di verga, nel t1m6te d1 .vederli ass9Jti . .
Il maggiore
BÈcoELJÈVRE.
Al genqrale Pirriodan a Spoletp. '
" · - Romo, 7 agosto.
"
Vi spedirò dori:l:a ni il rapporto ael luogotenente Jlaude. I suoi uomiai ·gli offer,;eFo ~el denarh disertare. ., , · Es,'i ti.i:~rort9 per- i ,'Prirni ulc1mi o'oJIBi di fociìe: , erariò b'en~ M\m~iti e ..;tticin·~ttero con lor.o' t utti -i 110.stri di.'seftori , , N'-0i neri <ii ·siJJm:l 1nga,nnati". I ragguagli a domani. > I:l maggiore. Uiec:iELI&VltE.
re~
Al qen~rale..fo c~po. a.Spoletò. A:n cona ,. 6 ,settemhrc.
·?i
Ho letto. pnesso il delegato che, ve'rso, i l _10 q:'uesto mese, dne obici .con 8QO gPa,nate e tutti gli aecessotii: a;rriveranno da Maoto,·a a ì,°(lnezi~. Altri ·<l'ue o_Liei giµngeranno da Vienna a TriestP,, come pure l O è-annoni con. arcrssòdi e 4,000-pallP-. Ho p-even uto il -p:iiore ,d.i O.a,merano ébe gli, ;;pedirò dué_compagnie, ,Je q•wli' 1'a r:1~00 a:lloggiate e pagate dal comune al prim~ disordine che avesse a scoppiare in quel lu.ogo.
Al gqnerale ùi capo a,. Spoi~to, Anc.ona, 7, settembre.
Il console austriaao, . nella s ua. lettera al delegato,, e questi nE}ll-i sua lettera d,i risp:::>sta, a me diretia con una copia· cl~ .q~el la: del cons·Jle,, rui danno avviso che ·si è incaricato qoalched·uno. a, Vènezia ed a !:Frieste rer r icevere il materiale .d?art>igl'ieria, di cui vi ho parlato ieri. Credo dovery~ne dare comunicazione.
"
'DE GADY.
310
311
NE LL,UM.BRU E N_EJ;LE l\UltCHE
Ù CAM!?AGN.4 DJ GUE!tR,1 ' t
11ge•n~rafe in capo, a Spoleto:
,Al coloìmello De· Gady in Ancona. , Spoleto , · 7 settembre.
.
.Vogliate di're al' luogotenente colonnello · Lopez che mandi il luog<i~l?neni_e B~ldacchini a Venez,ia ed a Trieste pèv riGe~·P.re il • _ materiale d1 cui si· tratta.
.
-
;
ll luo·gole!iente colonnello co?Ylanddnte l'artiglieria
'
, P.
DuMENSTJ L,
-Al rineràle in capo a Spoleto. "
.
,
J
(
•
•·• IL delogato
GRA StSCA .
Al ,sig'. generale in capo-De Lainoricière. a. Spole:o.
•. ,
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.
.
.
r
,
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n,,;na,
!)
settembre.
0
·.,Qnes'.a ~att_in_a_ ~lle ?,, e 37~. anì'.. mi è stafo consegn3;to il d1~pacc10 d1 lei di 18r1, Non pr1ma.:d1 renPrdì 8.corrente l'inç:a• ricato ~pecia1e, i:lel dnc:a, ha' spiegaio qui le intenzioni 'e omJ izioni. Forse 111:onsignor ~ardi ha scritto trqpp.0. Oggi si fa conoscere.>a detto uicaricato che si accetta,no tutte le éondizion i. A Frosinone, tutto procede bene, ottima la. determinazione da lei· presa. · Nel resto- vi è mo lto vero, e v1 è, anch e esagerazione, f(!rse per caldo .zelo.
lrlonsignore
SrELLA.
P.crugia, 10 ~cttembre.
'ì 1
BLiJMENS'.('IL.
Al generale iii capo De Lamoricière, ~ Spoleto: '
'ro
.
,Roma, ld settembre.
_ /
rion_ho ric;.'.uto -alcu:ì~ r-i~rosta ci,rca gli ordini. domandati
pi6. Y01te·. lo non, posso usç1re da Roma.
'
lrfarch~. ~ dell_'Umb1:ia: . .?i~esi che la trupp~'deslinala ad, uccu• p~re. l Oqibria ma·rcer<¾ _in due colonne: l'hna. per la sfrada
•
'
Il luogotenenle colonnello
\
d:t ~ilJtJ, _di Castello e l'altrn p ~r quelli~ di Curlona., S'indica persrn~ 1I· giorn.o ,d~ll'entrata,, che sa•ebl:-e _lumdL prossimo. , Molt~ .~ersooe 1.!1•q111 .partono p,e1r la campagna; del bas~o poro'.o molti s1. recano 1ri. piccole Lande aJJe frontiere.
'
Bo fa tto arrest,,re Virgili, ed ho ii;i-c arit ato l'auditore di prendere delle di-spr;s:zioni pe( fa.re l'istruzio:q-e. Egli vi si ~ prestato ,,di ~;1\~ là Yoglia, ed io, fui sul punto di ·ra~arrestare. anche lui. Q•rn ttro' di~Entori piemontesi. vengono a dirmi ch'essi hanno lasciato a Borgo San Sepolcro due reggim.rnti, · il 1 ° ed il 2° di liueii, due battaglioni di ber,aglieri e s1:i pezzi di caonone.
:,.
,. Pcrugin, 8 séllt'mbrc. J,,a numone a:un torte corpo d'armata piemontern a çor~ona è eomp1~1ta; quést? co-rpo è in grado di poter agire assài presto. Le notfZle.che ci giungono dall,a Toscana ed il' lin,.uno-oio di:>"li uflìziah p~emontesi fanno credere ad 1.ima occv~ctzi~1~e dc!Le
~
ile generale_ DE NouE. Mgenerale ~-n capo a Spoletò.
.
-,
_R,,mn.,, 1l scttcn{brc,
'
Koi nnn possi?m{/d'irvi oggi.nulla di più di quabto-·vi fu ieri coìn11l1ieato. ·~o s1e ,so fJi g\1e,ta ser1i .dal ge_nerale De Noue, il qna le mi nfo •trò. gli ordi.ni c))e ci rco :c1i vooq la sua azione. Egli . DfìD può ÙSPirnè,. d etro pure u oa, dichiarazione. generale fattaci_ dall'ambAsciat, •re di Frnncia. Il ";nio avviso è sempre quello di n ,n di_y iJersi. Il delega'to' di Vitt,rbo annuncia..le ·minaceie' di . invasi,).ne da Orvieto,' e domanda rinforà ed istruzioni. MÈRODE .
,,_
~.
\.
.
Camibni rigati. La questione del sistetna di cannoni · ri.,k'ati eia adottarsi non è pèr anr:o bèn decjsi\,amente !risolta, mentre fra gli artiglieri austriaoi sonovi dissonanz!J d'dpinioni radica lis~irrfè. · · Nuovo ponte mil-ita1·e sdspesò. - Un io'gegnére t'fidesco avrl3bl'ie t~ovato la rhiJtdènt di gi!ttare, con 1)oca fatica , mdh'à celerità e faci:Ìità, un nuovo genere di ponte r.nilitare. Questo ritrov:ito con'sistet-0bbe nél 'tendere · attrav<~i'so il 'cors0 a:•acq11a · tre 'o qua:ttro gomene di fili di fer r?· attortigli_ati, ugu~l~ a ~tielle che sorvono gi pon'ti sds1)es~, le quali, òtmeg'giate saldaroent~ a pesantt àmcore sòitel'ràte sulle ripe, e rialzate 'con appòs1t1 ca,valletti, sosterrebbero :un t.;tvola Lo st1l qualti potrebbero passa:té ogni sp'ecie di truppa ed i pi"èr pesanti carriaggi. Sei o tutto a,J pin oito cani basterebbero pel trasportò di un equìpa'ggid di questi> ponti per uria gettata di _:200 :m(ftri.
'
RIV'ISl A- TECNOLOGICA ·, ..
AMERICA'. ~ Cannone a vapore (!) ..: Stando ai fogli d'A-· i:nerìoa, sarebbesi ultimamente c~ttma19 a Baltimora .un cannqne 1 ~ì hQòfo e strano rn6de!lò', éhe si prnteudere-bb~ 1nYeptato a '\yy[Jar\s. Egli agisce per forza di vapore, ed è capace di. far ~O.O col'pi 'ìn pochi minuti. Qt1esto òinnoqe fu tr~sportato . a R:ehiy-H'ou_se e. p.ost~ .in bafieiia ,per dif~sa d•i quella loealità. ~l p1J • c~pio s11 'cui Èi fr,nda'ro il_ rmovato potrebbe npn essere dis,.imite /da quello s'l),'.I quale $ 'cos'trutto i,l fùCÌ)e Jl.U8UTni!IÌc0, il quale-, carlca'to ànti'c'ipàtar'nente ~i ima grande quantità 'd'aria. compressa, pu• eg11alment0 far una grande q 11ant1tà di -colpi ?i seguito. AUSTRIA:. Cotdne fu(minante . ..:__ Si continuano nuo,·i e solleciti sperimenti, sul cotone fulminante, e pare si abbiano soddisfacenti risulta:ti J tali· da fa-Cptècorìizzare . h.bbandouo as. s_olnto della polvere da guerra per il· cotone fulrninàntè. ,Questi speriu'ienti si fauno con tutta segretezza,. e 6 si .p:rn~ un· im. portanza grandissima, e q.uasi un p'o' esagerata. I
.l I
PRUSSIA.· --'- Niio·vu potvei·c da g1lerra. __:_ Si sta spilrime~'tla,nd0- i\fnebe i·l'l Prussia ùnà. polvere d'i :n>uo~ia in yenziòne; éssa• è.:i (!j, cofor ,giall0gMlo•; le si•prèt~nde m~ggior effièà\!ia, ed il pregio di non. lasr:iar feccie nell'anima ·della canua 1opò qualunque siasi numerò di spari. Il"i,mo · costo sarebbe minol'e d,i quello de!l'ahuale poi veré da g~errà·. .v
FRAìNCIA. - Sperimenti d'artiglie'r-ie. - La com·mìssi'o ne di d1fésa dd le coste, presieduta dal g'eneràle d'a 7tigli'eria La·Place 'composta: dei geniirali• Tuebeu~, ,SolèiUe, ~ èlel contr'ammi-
e
ragho ·J (1:rie6 • de la Grayiere, dei-e porta'rsi a _'Cherbourg pér assistere a, sperièn'1e di ·rrn·ove bocche a f110éo da cost~. ·
IT~L1A. - Bomba c.ilind1·0-conica. - - L'fovént.orè si1.1;no1· Ccs'are A'gost~i da -S~soferrat0· ha, d·a qu_anto ne dice uri à!rticnlo inserto nella. 6azze'tta militare del 3. giugno·, fatto considerevoli modificazioni al suo proietto, d9po il giudizio sfavorevole avutone ·dal comitato d'artiglieria. Secondo l'arricolò sud.dètto, i pregi principali di, questo nuovo proietto esplo-;i vo sarebbero : il. togl,ere · l'assorbimento dell'aria, lo assicui·are il proielto dalla retrocessione, certa e infaHibile J'esplnsione, · velocità maggiol'e, direzione più sicura, più lunga gittata e magAril'lo V. Voi. IV. -
21.
314 . RIVISTA • 1:ECNOLOGICA 1 gior -f.o,r za, mezzo di perforare ed abbattere più duri contrasti, - semplicità. di caricamento. realt~BDie furono fatte tali modificazioni a: princip~li difetti riconosciuti dal comitato, non vi ha dubbi,J che tale proietto•verrà: sè>t.toposto a Òµovo esame. -- La nuova fregata corazzata - la Te?'ribile' GOStrntta pel nostro naviglio militare a Tolone, è · finita , ed una commissione di uffiziali della regia marina, cui presiede il vice-ammiraglio Orazio di Negro, deve r~carsi orà a Tolonl;), per esamina-r ia e collaudarla. · Così la marina italiana s'accresce d'una 'di quelle• navi da guerra eh,e rappre~entano, seconde gli ultimi pèÌfoz\onamenti adottati, la mass\ma-forza ·e insieme la _niassimàresistenza, e che sembrano le_più acconcie a combattere _co,ntro-le batter\e· terrestri anche le meglio munite, come sono forse d~stmate a cambiare la maniera e la sorte delle pugne navali, ,se il loro uso diventa génerale, malgràdo l'immensa" spesii. cui d~nno luogo. Una frefgata corazzata costa .almeno il doppio delle ordinarie, a porta~a eguaJe; -e gli ultimi modelli ipglesi, introducendo nuove modificazioni ed aumentando la forza del}e macchine e delle artiglie1'ie, portano un costo anche maggiore. ·
Se
BEI;,GlO. - NuOvo fur,ile. Il luogotenente -generale Dupont, ispettore dell'artiglieriç1 del Belgio, fu dal re LeopçildO"-incaricato di riferire al ministro dellli, guerra intorno ad un'invenzione che arrecherebbe un èomplet~ muta.mento nell'armamento, militare. Trattasi di un fucile a nuovo sistema, pel. qu~le non occorre pjù l'uso delle èassule, J'jnfiammazione della polvere succedendo mediante la subitanea pressione d'un/_l- colonna d'çl.ria -re.sa immediatamente in, Jibertà. Sarebbe du,nque un ~ilevante prpgresso se si riuseisse a risparr,oiar le éas$ule, le qùali ,hanno molti inr.onvenienti e cagièmano una spesa considerevole. L'inventore è un francese, attualmente stabilik1 a Bruxelles.
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RIVIStk STATISTICA ,_
'
FRAijCIA. - Aumento dell'arma ·di fanteria. _:_ La fanteria . di linea franc::ese si accrebbe nell'annÒ 1'860 di ' I reggi• , mento ; il I 03, cioè di 3 bat_taglioni, portando così il suo effettivò da 384 a ; 387 battaglioni (vedi Rivista militare ·,u_ ct- · ?iana Anno Y,- vol. I, pag. 342). . · - '·' · · - Mortalità in gv.erra. - Il -.Monitev.'r ·dè l'a,·mée h; ·pub~ blicata Ja nota .seguente: • ' ' · · ' • « Le battaglie moderne ~ono meno sanguinose d'i- quelle :del primo imp>ero. L 'opinioné contraria è ,troppo sparsa aneh_e nella sociétà: militare perchè ~ia· pcssibj,_l e :7incere_questa credenza _popola-re, che colle n uo"i!'e armi si,dist'rugge un'armata in poche ore. « L'a~tore del Die Cavaleiie dér Jetjtzèit ;icercò 'la proporzione delle-perditEi s~1bìte dalle armat~ c!_urante, le guerre del.l'impero, neae q uall si adoperavano armi lisèie, e dur~nte la _gùerra· d'Italia in cui• si _fa~eva uso 'd'11rmi rigate. .- Ecco questi risultati: ·• Ad Austè:rlitz la perdita dei F.r:;incesi fu di 14 per 1ÒO delle loro forze; ~quella dei Russi del 30; quella degli AusJ,riaci del 44.
316 RTVISTA . • A Wag;-am- i Francesi 13; gli Austriaci 14. Alla Moskova i Fr,mcl>si 37; - i _Rus-i 44. . A B.,utzen i F ,au,:...si 13; Russi e Pru~siani 14. , A Wat~~lòo i Francesi 56; _gli 111leati 31. A Magenta, il 4 gi;,gno rn59, i Fr11ncesi 7; gli. Austriaci 8. , Frnalmente a Solferino i Francri-Sar,h il 10 p,-r 100, 0 gli Austriaci 8, per cui gli Aust.ri_aci, meno provved uti d'armi di pi:eci~i0ne, in confronto dei Fran..,esi, soppcrtarono minori P"rd1te • . · ' . ·;-,- L' AllgeriM(ne ·zeit-ung di Darrnsta9t pu bbhca una statistica dell'..,srrcito attivo francese, ch'esso dice aver t~a tta dal 'Annuaire militaire po·ii1· 1861 ; ma nella quale sono da ril•-varsi grfn'. i inesattezze, specialmente riguardo ·all'qrtiglieria ed al gemo. , , · Ar-m,arnento , della ca,valleria. - Il 5° reggimento, ~sseri e il 7° cacciatori a cawdlo, giunti recentemente · in Francia dall'Algeria, furono armRti del lungo fucile, dettò fumle dei dragoni. Quest'arma; la q\iale per l'esperienza acq,uistata nelle namp1.gne _ tl'Afric:i; di Crimea e d'Italia, rimpiazza vlintaggipsamente l'antiço l)è{),SChetto' in quanto che ha maggio, portata, maggior 'precisione e (pevmette a~ cava.liere, . sçende~d~ da caivallo, di . çomba,ttere cc;m1e soldato d( fanteria, fu del, resto adottata !)Y -mass rp.a 1pj:\ I' tutti j rPggime11ti di cav,alleria leggera. - Cowsto metodo d',mp.amento h_a ancora molti oppositori nen'eseroito, ft:an, ·es.e, ~a ~ Qerto oramai di prnvalei'e. - Su-l consiglrn del ~olonneìlq barone D:Azé'rnar., conos_éinto. nella letteratqra mi. lira~e 'per parecchi eccelleati scritti sulla cavalleria, fra i q11al'i priméggìa ~l SUQ p~q recen.~e, L'Ave-nir de la cavaie11ie , pare s_1 vogliano montare due regg_im.e nt1 di 11.uavi, • on gi:à. per farne i,m a nuova ·specie di cavalleria, ma unicamente' per 1:en<ilere n.iù mvbile qo~sta oramai famosa fanteria .
STATI~JCA . 317 ' dati ;lla bandiera.del-du~a d_i.Coburgo. Gli ufficiali sono soo-o-etti · · alle leggi milita.ri fll'l ssian..., e vengo;o pareggiatj a' questi ult7mi. I due battaglie.mi· ritnaug<,no a Coburgo èd a Gotha. - .Il cluca d, Sassonia Coburgò-Gotha trovasi cosl nella 'condizione di un generale prussiano. - Le c6nf(-,r, ·nze ~ ili-tari di >;irtzbourg ; ,m'oero chiuse il 22 f4Ìllg • o; i goverQi ivi ,rapprPS(-ntati adottaropo il· disei:mo della F?a,•1er~, che ,istitu_isce un terzo eser,"f to fede(ale, il quale ,sarà · cornp11s10, senza la Pru_ssia. e l'Austria, dai governi ch'e concorrono· a formare i qnattru µltimi corpi dell'esercito federa}e Questo terzo esercito ~vrà il sno comandante in cap•> part1col11re I ,quattro regni seconrlarii s'accordarono inoltre in modo che, attPse le condizioni _pre~enti iEuropa, l'esercito loro·, possa'. ;n quindici giorni essere raccol~o ll';lÌ pùnbi cne verrnun'o -indicati da l generale in capo, 11 qu.ale è nprninatp ;'di con;i,u ae acoò~do d,ù quattrQ Sta ti m,-,,113:iimi. · ' · , · ,
ANNOV]j:R. - _·Questp Stato, la, cui popola.zinne ascende a 1,834,699 a11ime (censimento 1858), ha un pir,colo esercito di circa 24,000 uomini e 2;700 èavalh, ripartiti m due divi~ioni, e c0mp"sr0 ·corue se~ue: . F4nteria . Di linek 8 reggime·nti a due ba_ttaglioni, ciasèun'o di - 4 comp;1g,ui~ sul. piecle di gO:erra . uommi 15,520 Leggiera 4 _baitagl10ni di oac?ia10rj ~,396 ,Totale uomini 18,916
Cayalle'ria: U01'hini · C{l,1)a1U
~ ReggiiJ,Jeot:i di_coraz~ieri di 4 squadr,,ni ciascuno 1,,21 O 1,074 •2 US>'Bl'l '» 1,21,0 },074 2 d~agooi 1,210 1,074
tir_tig tie-ria: GERMANIA . -'-,- La Pruss_i1;1 conchiusè una cQpven3in:ae mili• tare ,-oi ducati di Co borgo, _Gotha. L ll Prussia assume, rnecli1,nte J'indennizzazione di 8000 000 -talleri, l'alles1imento, l'armamento ed il m-antemi!llen.to del eonting(mte di Sass_ohia-Gob.tJrgo-.G9tha, che eonsjst~ di d:-lle battaglioni . Gli uffìoia~ c@buPghesi pl'estano iurameuto alla,_bandiera dE)l re di Prussia; i sott'ufficiali e i sol-
e
9
2 Compagnie a cavl'lllo (a. 6 p~zzi r_a,d:) Battàgli:,,ni a piedi (di 4 compagn,e) 1 Cçnnp;igoia operai . ' 1, S \st.tP,~11\!lggi0r_e. d'artiglieria
2
Totale-3,630 3,222 ' uoniini criva!li
2s8 l,08~
I 1
,99 )' ll, T0iale 1;48($.
342
-.3.4~ -
318
Fanteria.
Genio. Uno stato-maggiore Una compagnia zappatori pontieri
2 uffiziali super iori 100 uommi 100
8 Reggimenti a 2 battaglioni di 4 compagnie 2 Compagnie di gueroigione .
16,424 224
l)Oillllll
Totale fanteria 16,648
Cavalleria.
Totale 202 Totale generale dell'esercito atti vo 24,234 uomini e 3,564 ca valli. Il contingente federale dell'Annover è di 19,581 uomini. Su di- una popolazione di 2,122,148 anime (censimento 1858) il reame di Sassonia ha pure uo esercito di 24,000 uomini, cos\ composto :
Fante1·ia: 4 Brigate di linea di 4 battaglioni a 4 compagnie 15,732 uomini l Brigata di cacciatori di 4 battaglioni a 4 comp. 4.009
uomi11i
Cllvalli
2,739 157
2,633 157
Totale cavalleria 2,896
2, 790
4 Reggim~nti di linea di 4 squadroni 1 Squadrone delle guardie del rorpo :
SASSONIA. -
Mtiglieria. 1 Reggimento composto di un battaglione di 3 compagnie a cavallo, di un altro battaglione di 3 com pagoie a uomini cavalli piedi e di 2 compagnie del treno . 1, 150 344 1 Compagnia di guarnigione od operai . 176 Totalt:: artiglieria l,~26
Totale fanteria l 9",741
344
Pontieri-Pionieri.
Cavalleria.
Una compagnia uo,ni?a.i
cuvult.,
1 Reggimento della guardia di 5 squadroni . . 795 3 Reggimenti cavalleria leggera di 5 squad roni . 2,385
772 2, 316
Totale cavalleria 3,180
3,088
Mligl~e1·ia. .
319
STATlSTICA
RlVISTA
uomini c,avall'i
1 RE>'.ggunento a piedi di 12 compagnie a 6 pezzi 936 1 Brigata a cavallo, di 2 compagnie a~6 pezzi . . 150 1 Brigataditreno . 191
138 102
Totale artiglieria 1,277
240
Gen'io. Uoa compagnia collo stato-maggiore del corpo 146 uom1m. Totale generale dell'esercito sassone: 24,344 uom. e 3,328 ca,•alli. Il contingente federale della Sassonia è di 18, 000 uomini circa. WUR1'EMBERG. - Su di una popolazione di 1,680,898 (censimento 1858) questo reame 1iene un rse rcito atti,,o di 21,000 µ9m ini, così concesii~0 : •
176 notnini. ùom.i1,i
cavalli
Totale generale dell'esM'Cilo wui·temburgese 21,046 3,134 Il contingente federale ascende a 20,933. INGHILTERKA. - Statistica. Fu pubblicato in Inghilterra un documento parlamentare il quale fa conoscere la cifra: della popolaziom, ec). il numero delle case esistenti in Inghilte1-ra, nel paesP. di Galles e nelle isole dei rnari britannici, nell'8 aprile 1861. La popolazione è di 20,205,504 abitanti, cioè 9,825,24-6 uomini, e 10,380,258 donne. 11 totale della popolazione ne! 1851 era di 17, 927,609 abitanti, cioè di 8,781,225 uomini, e di 9,146,384 donne. I soldati marinai reali e mercadanti fuori d1 paese all'epoca del censimento non sono contati. Il numero dei· soldati fuori cleL regno è di circa 137,000,-.. quello dei marinai reali 42,000, quello dei marinai mercantili di 96,000. L'accrescimento della popolazione dal 1851 al 1861, accrescimento di 2,169 ,576, è il più considerevole che abbia presentato uo periodo decE>nnale, ad oo La dell'i_nùebolimi::nto prodott9
~~!)
R}YL$1'.~.
S'.J:'ATISTICA
d·dl'emigrnzioue. Vi hanno i • Inf!hilterra e. • P.L paese di Galles 3,745,463 case abitMe e 182 325 case inàbitate. · V'h-a.nno à Lon ir a 2,803;034 · .. abitanti , • rn:1 1851 erano 2,362,23.G. Il. numero delle case abitate è cl.i 362,890.
tl},turq,, e salit d'armi.,; 1~ 2" de,posiJo venp.~ s_ia.bilit;;i, a, Napoli, c<;>l 1·1spetti:,-o stal o,ma.ggiore. Ci1•çosm·1izione mJ,ljtq,re . di Sirtili<1,:· - , Coo, regio rlecreto 26 s.tes~o mese 1a . S(cil,ia vel<!,ne' srompar.ti.ta : nella .cli \lisione di Palermo e ':p.elle sottµ,di visioqj di1llte.l'~ina e S{rq_fu_sa,. - La dir visiçii;i.Jl.,di, l'.alermo· v;eJ). • e su.dçlivi,sa ·io, 13, ci~coildari'.:, Pa)eì.'<QJ.o, Qp;lfone; T.f'r.min.i, Cef~l~1, Tni µani, lVIaiara,,,'A.loamo, Ca.Jtani~A1 · .) . Pi~~za, T19rra1+òva, , Girg~'F!ti, Bivona,e $,:;ia()i:a. La ~ottodivìsione d_i. i1/es$i'Y!çt, 'compr~nd_e i_circ opd,<l-ri di Messina, Patti, Ca~tr,Jreale, Mi~tretta_, Catania., , Nicosia, Caltagirone e Acireétle; quella· di S1racv.-sa: i circon'dari dà. Sùiacùsa, Noto e._ Modic:a-. Revolver ai ca1·abimwi ree.li . - Con nota rr1i ois1e~iale del 31 venne approvato per l'arm a dèi carabinieri F1IB0 . di .una. pistola re.vol,ver a, ve.ce delle due pistole .ad una r,aoo3!, di GUJ. ernno, armati., pi: tole- pesantì ,ed ii:icomode a po't'tarsi. 11.modello 1 di re~,@lv,er adottaw è qu~llo LefauchMME. . · U· hilancia passiJJo det minist1mo d_ella. gue,r-m. -., Il b.ilancio p,assi;vo del, :ministero, della.' gt,i'.erra pel, }8:Bi, con:ipi'1ato dapprima oel'l'ottobre 186.0 e,modificat© in se~hlit0 delle an~ession.i .dell'Umbria, delle Marclrn e rl.ellA prrwiùcie mer-idionali, è basalo sql s.e;uente: ,,
AMERICA . ~ L'organi,z.:z;a.ziÒ'flt militare cleQli Stat,i Uniti è G9,;ti.tni1a di moJte grandi di.visioni: quella dell'est .a bbracc1a &li ·stati òell' Atlantico e·'i territorii situati ali est. del• M ssissi_pì; Cl t •
quella dÌèll'ovest racchiude lo spa¼ÌO che si tròva tra que:;to ·fìume .eJe montagne petrose; quella del Pacifico si ~stende sn tutta la costa del ~a;cific,o; le altre dqnctruorìo il Texa~, _!.'Utah e il Nuovo · Messie;o. · · Tre brigadieri p:en.f'rali comandano qt1este Jilr}ncipali divisioni, sottome·sse a. suddivisioni. l tre brig~d1cri generali sono : il gener11l~ Worl, che cornanda la di,;isione delPest; il gener-ale Harney, che cumari.da.-all'o":f',St; ·ed il generale Sumner, incariG.ato,,d~)a divisi<;me dp,I_.Pacifico Il coinandRnte del , Texas ~ 02:gi ~énza truppa sotto i suoi ordini comandante in pa1:tib·us. . ; è un . '
J'I;'AL,L~. ~ Qqt(eqio."lnilitqre di 'Napo]-{ ~ Co:ç. ,i;flgi(? . d~creto del 2 magf;(ÌO il ~eaJ, CqJlegio !11Ì~i t~re d\)ll'Ani;i,u,nziatella in Napo,li riordinavasi ìri confcirtnità àei collegi militari d'Itàlia, §9,ttQ, l\\ dit9pmi11.~21\on~ · Coliegio mfl-itwe i·". N,ap,lli. 0,11 all~evi a,vep.t\ l'e,tà1 di 18 , 1),IlUÌ e I' istruzionr:: 1;1ec,es~ari~. qàrw_() fa,tto p~_SS<!~g,i.q. allar rf!g_ia, m.il~tare accl\demia od ai corsi sup.pl_eti_vi q.l,la U)._ed.,~s,im<1,_· gli ii Itri v,e nnqq cooser,ati in_·qq~l 'cpU~gio e çl::i.s;,ificl),,ti s~con~o iJ viqen~e _régolaW;ell~. . . Aum~nt9. d~lfartigl·içria qyprqj. - Con, reJ?ÌO qeç~e,to HJ.~~es~o -qt~~- il reggimento npe.ra.i .d'a,r:t~lierja veP,µe aum_ep,t.afO ' di l · maggiore, I a::utaote maggiore in 1° (ca,pi1ano), 1 atutan!~ f.QllR'S'LOre jnl\ 2° (sPRi!-,lt~;;rJp), 1 rnagginr~, 1 se:i;:g~nte d'.i;i;wm.,1nis,t\:a?,.i,G>,ne,. 1 q~,P' ,:r:;de m,açg_iore, 2 ço1µrngn ie ai;o1ai qo~i f3 3a ÒO,Q~pa,gp.i!\),, e d1 1 cp~ paiS-µia cli d,eeos1;tO (;?a CQrtl JJll.gni~ depusito) . · ~ · La za, couip;;i,gp,i~ ar,rnaiqplt vennè de15tinat.a 3sll.a stanza di , r:t:orte A!,)~,UR7.Ì1)<ta. per. ~tt'en.dere al servizio di q,uella, fabbl'ica (:j'qfmi; t~, 3a çprnia~p,ip à. N~poli· pel swviiio di ql,lell,a ~pn,~
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1,§311,~6
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322 - 1llVISTA _La sovracitata ; forza deve poi accrescersi delle _nuove leve del.l a classe 1840, delle , classi napolitane ,e sicil iane., ciò che in cnmplesso dovrebbe costitu'ire uri aumento di .circa' 56 _mila . uomi n'i e 5,000 cavalli. Sonvi' pure da. aggiungere i quadri del · corpo dei ·volontari,. costituito posteriormente. - Sulla base pertanto del premesso specchio, il bilancio passivo, presentato alla Camera gal'ministro' della guep-a, porta il com. plessivo assegnamento di L.' 222,214,800; diviso coni.e segue:
, Spese ordinarié . . Spese st1'_aordiinar·ie . .
L .• 149,505,620 . » 72,709,180 Ìn una nota p~elimi~~re lo stesso minis'l ro dichiara cqme, dopri l'annessione delle suindicate provincie., , non ba,sta~do il tElmpo a 1:accogliere ad un :tratto_,. ed anche sommari~mente; gli elementi e le indicazion_i necessarie per determinare i: impo1:tanza dei futuri'_ bisogni -in tL1tti i singoli rami d,i servizio dell'amministrazione m ilhafe, sia;si .fatto, su~ bilimcio compilato -in· ottobrn per le antiche provincie, per la Lombardia, l'Emilia e la Toscana, salvo poche eccezioni, un a,u mento _di d~e quinti agli <!SSegòamenti. insc,ritti alle categorie del1a pa1·te oi:dinaria;: come, nella parte straordi,naria , siensi ]_imitati per l'esercito i computi ai bisogni di soli sei mesi, ·•nella fiducia che possano . essere beo prossima~1e'nte sciolte le quistionr che riclìieggorio di mao tenere Ì'esercito sul piede di guerra ·» ; .e come infine, trattandosi di un bilancìo f~uo su' basi ed in .tempi del _tùtto eccezionali, sarebbe stato quasi impossibile dare - la piena consueta giustificazione · dei proposti assegnamenti•. Le spese ordinarie, come sopra calcolate)n L. 149,50p,620, si compongono delle seguenti categ,orie : ,. • ' 1. Amrnin istra¼ione . pèr L. 3,918;622 2. Stati-maggiori .' · ·• · 3,962,180
:or
3. Esercito . . . . . · .\ . 71,.562,'550 Servizio. militare di sicurezza pubblica . • ,.11,305,450 5 . Veterall'i ed imalidi . . 1,605,000 6. Casa militare del re 'e dei reali prmc1p1. 527,380 7. Servi:z.io sanitario 3,4;2,106 8. Servizi diver.si , . . . . 4,286,,660 ·9. Istruzione- delle truppe in· campagna 800,570 l O'. Ordini e distinzioni militari . , 41,600 11. Scuole ed istit.u:ti di educazione ed. istruzione , militare ; < • . 2/ 715,710
. 4.
,,
Da riport,~rsi·L.' 104)971 828
323
STATISTICA I
12. 13. 14. 15. 16. 17. 18.
-
Riporto L. 1,04,197,828:
Stabilimenti di pena . . Somruinistrl;lzion1 in .natura alle ttuppe . Servizio d'artiglieria . . Servizio del genio militare e dello stil;to-magg.• Migl~ora'rueoto della. razza cavallina . . • Paghe d'aspettMÌ')a Casuali .
.
760,7?0 27,020,930 9,842,000 4,936,512 ·947,5'30 1,350,000 450,000
Totale L. - 149,5,05,620 Le spesestraordina1·ie; come sopJa c.al~olate i;n L. 72,709,l~O, sono di rlue .spéciè : éioè quelle gèneràli _per l'i,ntero: anno, calcolate in L, 11,990,980 ,' e quelle a)igiup.tè per l'armata , sul c'aicolo dei p rimi sei mesi dfll 1861 in L. 60,718,200\ · · · a) Le prime comprendòno : ' , 1. Maggiori assegnamen~i sotto qual'u nque denotni• .., 2,100 . , . nazi~ne . . f . .. L. 2. - lndenmtà a mens~ d1 uffiziali » 48,000 3. Provvista di lètti . . . , . 60,000 4 . S istemazione d'\m magàzzerw ~rtiglieria m ,. Alghero - . .· . . .' . . _ . . . 6,000 5. Costruzione d'un polverificio a Fossano . • · 400,000
f
· 6 . Opere di fortificazioni dal Varignano al;là ~pezia,
1;000,000
·7. Artiglierie e mç1teriale accessorio alle · fortificazioni del Varigliano , . , . ·• 300;000 8. Amplia:àone dell'ospedale di Cuneo . . 6,200 9. Protendimento del braccio Est della caserma real castello in Sassari . , . . • , 75,000 IO: Costruzione di batterie dal .lato di mare, in . Genova . '. . '. . . . . . · . » 500,000 . 11. Fortificazioni e fabbriche militari a difesa della . .. IlllO'Va front iera dello Stato . . . . )) 9,000,000 -12. Acquisto· della caserma di S P rassede in MiÌaho» 172/t80 13., Costruzione cli una caserma di fanteria a Nuoro )> 40, 000 14. Pr9seguii;uento deJl'ampliazione - del quàrtiére · della Maddalena i• Casale . : . . . _ , 57,000 15. -Costruzione di duè tettoie nel locale di Santa Tetesa in Milano · . . . . . 50,000 16. Maga~zi• o dr polveri a prqya in Al'essanrlria , 95,000 1'7. Idem m Casale . .. . . . . . · :- ' • 29,000 :i8. Aropliazione de.Ilo Stabiliruen~o balneario-mili. tare in Acqui . . . , . . . . . . , 140,000 19, Siste1ha2iorie ai una nuova, piazza d'.armi e tiro , al bersaglio a Cagliari . . ' " , 1p, 000
3fl4
STATISTICA
Ril'ISTA
b) Le seconde comprendono: 1. Tntendenza generale~d'. armata ed al1ri personali
'
amministrati-vi. L. 2. CompPtenze in denaro alle truppe » 3'. Servizio fanita rio, ospedali, ambulanze 4. Provviste pel vestiario delle truppe e spese del ' magazzino merci 5. Cqmpra cavalli e muli . 6. Trasporti, carreggi e provviste ;elative. 7. Pane e viveri • 8. Forasrgio. . · . .' " 9: Sp•·Se di casermaggio : , •' 10. Rirnborsoài comuni pPr prestazioni·alletnuppe ", 11. Spese diverse per servizio dell'ariio-lier-ia• · . . o .. 12. Spe~f:: diverse per servizio del genio militare , 13. Spese diverse non corupres0 nelle altre caiegqnie » ·,
. '
'
Tot~lé
850,000 12,946,500 ·L,200, 000 f:1,842,006 7,892,000 3,451,700 11, 445·, 000 2 200 000 ' ' 1,391,000 1, 400,000 6,000,000 J:,100,000 1,0Q0,000
L. 6P, 718,200 _
Il suddetto bilanç;io pa~sivo pel 18'6 l offre ; in confropto di ·quello approvato .pel 1860·, l'aurnento di: · Spes~ ordinarie · · · · · L. · 93,76.8 ;938 ·24 _Spese straorq,inai·ie . : » 54,3'48,6_12 •·
E' quindi il totale aumento di ·
L. 148)17,5/jO 24
----: Va!'Ì~z.;ion,i ~ell"urzi[0rme di cq,-valleria. - .C(,n rAgio dèm:eto, ?O gi.ugno !'.uniforme della nostra ·cav,alleria venne ·stabilito' identìco per ciasctfna specie di .(,avalleria. · Cavalle1:·ia di linea. ' L'a'ttuale uri:ifo1Jn<!'de1 reogimentrSavoia · S· r) qav;al~er,a è stato adottat? r,erc,taj.t1 e qq~,!t.rr, . i. r~ggimenti di q uest arm1,1 e.olla era v,a,tta rQS$0 ~arJattç>. -; f rieg@illjl.eoti, porr teranno il riq:ie1tivo n.umero d'ordine, sull;e1mo: N° l Nizza ca,v alleria _:_ 2 Piemontfl Ree.le ca•va1leria - 3 Sa• voia ca valler-ia - 4 Genova cavall.e ria. LanGùwi. - L'aùuale ùniforme del r!3gg;iinento lancieri di Novara è st;-\tO 'acl:otta:io P,~r'tutti i cinq ué altri reggjrp.eoti dei lancier i, ed i m<ldes,i mi saranpo cos~,' numen,ti sul keppy · ' N° 'l lanciE1ri di Ncnrara - 2 lan<-ieri d'Aosta :_ 3 lancieii di
325
~lilano - 4 lancieri di Mont<;b,ello - 5 lancieri. di F irenze 6 lan1,ì, ri Vittorio Emanuele. Capatleggeri. -:- L '~nifo: me del rr.ggimento .c avBlleggl:'ri di Monfenato è stato ado1\a10 p»gli aJtri quattro reggimenti dell'arma, questi sara,nno enumera.ti; . N° l' reg).{imento cavalleggeri di Saluzzo - 2 id ..di ~1onferrato - 3 id. di Alessandria .- .4 id: di Lodi-' 5 id . di Lucca. ~on p• •ssiam fare a meno •di approvare questa dispo:;izione del governo che togÌie un'inutife variop ittqra, la g.uale sarebbe divenuta impossibile tostochè si fosse a-ccresciuta quést'arma in con , enevole pròporziune· colla forza dell'esercito italiano.. Noi , vorrem m9 però (e sa ppiarr.io esser q nesta· l'opinione: di ~olt:i uffiziali di cavalleria) ch,e alla cavalleria: di liuea . si fosse un po' roéglio adornata l'uniforme ; hanno i l.:mcieri ed, i cavalleggni i cordoni, diasi a~la cavalleria .di linea la criniera all'elmo, · ed invece dèll'att~ale tunica si .ritorni all'antico ,vestito corto, ' .' il quale ben più · s'addice a ll'elmo eh::: ·non la tnnica; les boltes à l't!cityèrè ci semJ:i1:an·o indispensabili per questa specie di cayalle6a . . ,M_a ritomei;.emo al la car1ca\ ,,u questo proposito ragio7 naodo esdsameute· sui l:ii~ogni di q1iest'arrna nostra. - Colio stesso decreto venne pure modificat·o l'unifo~me del reggirnent? Guide; l'uniforme della terza legione ,dei Carabinieri reali içi Sardegna venne abolito, per quello comune a tutte le ~lti-e legioni. Pt1i Bersaglieri si adottò l'uso d i un berretto di fatica di ·cofo'r rosso a forma_del fe.z ·tùrco.
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• ru\•JST J.. , DIBLIOGRU'ICA
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32?'
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RIVISTA.. BIBLHlGRAflCA
Spectafoùr militaire - i a'1uiò 186j. -
J2oe .livrais:n.
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Aperçu historique ·sm· , les fortifìcations, les ,ing~niew·s et s,u r le c01·ps du ,génie, par, M. le co'lcmel A'uGOYAT (4e partie) Assedio clei foi·ti Frederik-Hendrili e Litto. SÙ!lo scorcio della campagna ~èl 1747 'nella: Fiandi::t olandese, prese Anversa e Berg-op-_Z,iom, rimaneva ai · Francesi lo i_mpadrÒnirsi déi due forti ·suddetti, i quali situati sulla manca ripa dell'Escaut, impoclivano la comunic11zione fra le ·predett'e città.. Tredici giorni, fl non _grandi lavori d'approrèio bastarono ad ofteò0re la resa di questi due forti, trasciaando seco anche quella" del forte Lacroix, senza che neppnr.e ,fossP, stato assa lito. - .La campagna seguentè iniziavasi ·coll'assedio di 11-faestricht, il cui possesso era _a · Lnigi XV i mportantissimo, sia per interrompere le comunicazioni fra le potenze belligeranti alleate a' suoi danni, sia· anch~ per· sollecitare la soluziooe •del cohgresso d'Aix-1aChap1~]!e allora pendente. Il i1iare;;ciallo di Sassonia ave:ridq dato
il cambio af nemico sul suo disegno, con un'abile ·manovra strategica sn Anversa e Berg-op-Zoom, trovossi nei primi di aprile a.d investire' Maestricht suHa rip-a manca della Musa con 70 battaglioni e 59 squadroni, mentre il-maresciallo di Lo,vendal portavàsi ad investirla per la ripa destra con 59 battaglioni e 29 squadroni. Per protèggere la presa posizione, il maresciallo di Sassonia stabiliva una li:Uea ad intervalli di 24 - ridotte. Ognuna di queste ridotte (che per · la loro sr,ecialità _vènnero distinte ~ol '11ome del maresciallo stesso), aveva circa 60m di lrto intern0, una riga di, buche da lupo rièl fondo del fosso, nna , steccata sulla berma, ed un riccfo formato di due pali conficcati su di una berma speciale lasciata al disopra della controscarpa, con uno spalto d_i rovescio. Q~este ridotte, disposte tutte su ·di una stessa linea, presentavano un saliente al nemico, e distavano · runa dall'altra di 490 metri da,, centro a centro. Ogni r idotta era appoggiata -da 2 o 4 cannoni .siti all'esterno. Il terreno d'innanzi tale linea erasi circongato o cosparso di bùche da lupo. Il maresci.~llo di , Lowendal ebbesi l'incarico dell'assedio, ed iniziavalo nella notte dal 15 al lo aprile, aprendo la ·'trincea ,.....~~ ùue fronti d'attacco ad un tempo, .sulla fronte di Dois-le-Duc e sulla destra della Iviosa. ~ Non seguirem o il detto colonnello nella su_a particolare·g giata. descrizione di questo ~em0rabile. assedio, ·glorioso .per ai;nbe le parti., ma · specialmente per gli assediati (23 batta5lioni e 4ÒO cavalli),, i quali Fespinsero ogni . più gaglia rdo atiac90 sul corpo della piazza, e _con parecchie vigoro-se sortite · difficoltarono e ritardarono i lavori d'appr~ccio. 11 3 maggio i preliminari del trattato di pace di Aix-Ja ...Chapelle, firnfati il 30 aprile, portarono la resa di Maestricht, il' di cui -pre~idio ne uscì il 10 con tutti gli on<2ri della guerr.a. Occupando Maestrich, gl'ingegneri francesi voi le:i:o sper imentare se nelle gallerie di sc~rpa a feritoie il fumo proveniente ,dagl~ · spari avesse real rrrnnte tutti quegli inconvenienti che da molti si pretendeva. Venne scelto per tale sperimento l'adattatissimo forte San P ie'tro'di •Maestricht, il quale ha la forma·di un bastione, le éui faccie hanno 60 metri di lunghezza alla scarpa, 38 i fianchi · e 48 la gola. Una galleria a due .ordini di feritoie lq protegge tutto all'intorno. Cinquanta fanti guernirono le feritoie di ' u,ua delle faccìe, e spararono 12 ~olpi ciascuno colla massima
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RIVISTA
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spèditez_zra, sm'.'za,ch~ 11 fumo per nulla li incomcfrlassé a respirare o_ •ld.fo· 1m(Jed1sse _di pun'ta'r . bene. Si ossPTvò èome' il fum'o si dissipasSB fhdi•tmébtè, ciò che si volle attribuire a éhe 111 i2'.allèria S'ég~en~ò co'~le sùe fer:itò,ie _tuttò lo ·svìl·uppo (W( fort~ -, v 1 si st~ b1fi:a '.U·na cfortlénté d aria ché sElcò lo traeva:. Sì os'servò éz1and1ò che due ordlf'li iii. sfiatatoi aperti l'le1 pPndio del para~é~!~, "sovra la gal leria, avevano pochiisimo cùntri-buifo' alJ'evacùàzH\'ùè del fùrud. Seguono . àku'ne ndtfrzie spèriali su·l 'corpo' '<3Jel aen'io fra _ dèse, -~ulf'o1·iginP. d~lla: scuola del geni~ , e su~· ccletJre Co~m_o~ta,1gn~,,'.mòrt;o a i\tletz il 20 ot'tobre 1752, /n (-(ti\: di éifrqu~n'.ta1se1_ anni. Na'to a S1irasbd1frg J'àn·no 1'696, E!gli cdrhi'nèiò ·a s&ryrre· qtiale. ingegnere volontario nél 1712 all'itss1edio di, F ·_ ,Mi~rg·;' no~'i n~t6 irt-gegnèile e'ff'-e(frvo due a-n rii ~•opo, egli si ti:, agli asséd11 d1 Ifarrault, 'Strl:1sl5dur'g e l.audau. Nel 1'128 'eali v~_n nè }i:t~iato a ~Iefz, co_n l'Mhi alt'ri ingegneri,/ per la dir'ez'io~e d~, g'rand1 lavon di fortrfìcaz1ohe che ·vi ci attna'.vanò. :Ecrlr vi . . . D ve'mie, 111c:ancato ,ddfo s-tudfo qei progetti , nel quale còmpi~o . m_osvrò tbt:a quella càpa:èi'tà e indèfessifà di 'l'avoro che lo dis~u,sl'òr_~· EA ·scienza deH'.ingeguere 'mi litare gli deve alcune ufa';l~~11n·~ opere di' fortificazione perman~• 'tE', fra le quali prim~ggiano 14 sl:o ff-1ém?1·ial_dè .,(ort,ifìcdlion perrnar1.ente (pub, bhcato ,nel. 1~09) , e 11 Mémor'ial pdivr l'a'llaqiw ae'S places. • -Cormon1!a1gne non 'èo;osidera ciò che chiàm àsi i l ·soo sistema se rtori come u·u pèrfeiionamn1tò . di ql'l;llo di Neubrisac, •~ui · féce afoune cdrrézion1 e addizioni. Egli co~s~rva la lurighrzzà . ~el latò_este~no, ~ella perpe1;1dicolare, e deli'e faccie dei bastioni', 11' tracciato dei fianchi e la gr·andezza delle rnezzeluòe. Le sné · correzioni consistono: ·l O nella sopfiressione dei fia:nclii delle mezzelune; 2°' r1ella soppressioÌ:J!:l delle torri bastionate cadute iii disc·reoito, ed allè quali egli a'Iltepone trincieramént.i 'rivestiti ?i mutatura e fatti preventiva:meute alla gola dei bastioui da u-n a_ngolo di cortina ail'al'tr@ (a guesfr trincefa.nienti pertua~gli supr,or1~ ~be se ne potranno aggiungere io tempo d asi,~dro due altr:i d1 teda steoca:ti e'palifìdtti~; 3° nel.Yingrans d~m:6htd' dei rid?tti delle .meziel~me, di cui ogni fianco· de{ie P-,; :ere ~rrri,ato ~ tre, pezzi ~. Eg'14 aggi unse i rid6tti a:lle piazze d· arnJi trentrantJ, a,dà'iz10ne· Cft:lesra importantissfrtìa, ta qull.le,
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llll3J,HlGRAFIC4-
,;3-29
oltre alla efficace :I>:rotezion.e ohi~ tali ridottì p:ocurano a coteste piazze d'armi, e qneste a tutta! 111, strada,cowerta., cuoprono per, fetta1hente le cortine. - Corrnpntaigne fu il primo ad introdurre nella discussione Elei progetti di fortitkazioue l'uso dei, giornali d'assedii supposti, ciò phe è di· un\itilità teciaica .e pr,atica Ìà··calcola bile. , Expédition erii Chi-ne e?i 186p, par ]:<". HuGUONNET, avec une e~l1te. - Nari azione com!')endiosa. d-ell,a campagna fatta nella Cfoa; nell'anno ~corso, di;dle armi ,alleate di ,Francia ed Inghiltel'ra... Questa campag0a, m@tivata da una~v[olazione .d,~i tRatiati conch.iusi, a,veodo addimostrato l'tmnwnsa supe.riorita militare 'degli Eui,opei s1ai popoli asÌll,.ticii, ed avend~ci ap.ertè ,le porte di <1_1lllel colossalè impero-, il q nale da tanti anni così gel0samente custÒdiva il s~0 isolamèn\o da ogrii stmaiere consorz,io, _è il pre1udio dell'inciv;ilipient0 di q,ue1 paesi sotto il pàtronatò euwpeo ,. con Ìlilcakolabile yalll:tag@io , dçl coinmeioio mondiale. 1 fatti c0p1ipiuti adçhmosti:arono cbiaramentè .che_ questa· tera propaga,i;ida .appartiene ~I <;annone ed- !J.,Ha ~raVN\l'a dei- s0;lda:ti ,.eu rQpei, i g:uali in cinque: mesi fecero b.en più al prop.osit0 che ognir a.ltro modC> sino ad oggi tehotat0 COJl g.fa've spree,o d'uomi,i)i e di som.!Ile f111volose. Le c@n~jzio!i}i preeai·ie del. decrepitÒ goverI).o cinese, la: si;tuazione politica insfabilissirna-di questo · vasto impewo, o,·e da lunghis~imi a'nni rego,aoo in parmainJ:nza la rivòlitclzion~ e la · r.i:belhOJ1e , o•ve jl rispetto dei tr.attati :p.oh può essEire maintenuto che coi.la forza, ci fauno OHÌarp.e.nte preve' del'~ una''prossima wnflagrazione i•n ou.i l'a21ionEl incivilizzai1:Ì(qe .<le'll'Ellll.r~par dovrà . f'arsi seuti:re i1a un mÒd~ clefi.loitive. I l corpo di spe\iizione anglò-fraui::ese, <li o:Ui ogni !>asso fu , un, trioufo per !'e armi· euròpee, non· è stato c9-e l'ID'va;Tiguardia, ed è osgi l'avamposto pel Mbile iaò,mpito <r.ui tutte le, uaraiooi ci,yi,1i do- · Vil!anno fornire. ìl 1010 cocitingen,te, 8,,Nnato, Nè fra questi sa-rà l'\ililt.irn:o qta:ello ,qtalia. - Si aonunma imminèn,te, la Storia dii ques/Ja spedizione pe,I signor de Bazancotµ"t, storico militare accrerilitaitiss.imo, c~i dobbiumo la bella•Suo'l'ia delb~i Carhpagna d'Italia, ed anche prima liJ:uèlla di Crimea. 11 lihro del sig~0r de Bazanc~ul\t;, compilat0 . sui documenti ù~i.1iah ohe 11 governo frapcese gli somministra i,n popia, rilys(çirà per certo.in_: •.t.ei;essanrtissi mo . ,, ' ANNO
V. Voi. III. - 22.
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RIVISTA
-un officier _d'étàt-major. - Come lo accenna il titol o s~essq, .- l'articolo contiené alcun·e ctitiché sul nuovo regolamento d:esereizio francese, delle q ua·li daremo· un breve sùnto. Sc'.uola di b~ttagliorw·,_ Fiioco di riga Il critièo disappro:va l'oso dì :questo fuoco ; iputandolo pressochè ineseguibile in guerra, e guasi 'inef• ficace, mentre per eseguirlo vuolsi nella fanteria u n gran sangue freddo ed una p rovata saldezza.. Eg li crede _pure. couie sia impos• sibile il .comandarlo in tempo utile in mezzo a_l frastuono delle battagli~ , ovè il fuoco -su a ue righe, il /uocò a . volontà è il solò pratic_atò·. · • Quando ~si v uole , egli dice, ~~ _fuoco della metà del battaglione, ripartito su _tutta la . fronte, ciò ch,e non può d~re il fuoco di' ·mezzo battaglioné, sembra preferibil~ l_o eseguirlo in t·u tto il batta15lione per frazi01ii costi,tui,te. Niente è pi ù ~facile che il comanda)'lo a tutti i . pelottoni pari -~d. u~ tempo, _-e poi ai di§pa1·i, osservando all'uopo i principu dati per i fuochi . di pelottone nella scuola di battrglion ~ • . Se non possiamo fare a meno di accordarci col critico intur~o aJla d~!fkòltà d'esecuzione de.l fuoco di riga n ella mischia, appunto per la st-i'aordina'ria di (fì:co)tà che ,,i ha di ottenere, in quel morriento di effervescenza geJ'.!.erale, quella.calma e sangue fredd,o . .necessario per l'effic~ce esecuzione di questi. spari ,di insie:11-e, ugual calma; sangue freddo e saldezza essendo indispensabili per la utile esecuzione d'ogn~ q u~lsivog lia altra specie di fuoco,_ · cOJnpassat~ dal • comando, non Eossiam darci. ragione cr,m'egl_1 possa suggerire in so~tituzione del fuoco .di rig<l; il _ fu9co ~cl.i mezzo battaglione -per pelottoni p,ar·i,, e dispari . . SP. egli trova una difficoltà quasi insuperabi}e pel ·fuoco di riga., i~ quale si esegÙisce · al solo diretto comando del c11po di b_attaglione , come riiai può egli trovàr 1ninor_difficoltà, ·anzi una gr~nd issima fa~iÌità, nei, fuoclii da esso lui. prÒposti, i quali dipendono .d alla tra·smissione di ·due comandi d,,i:stinti .... •? La ròaggior difficoltà . / che incontra .]'esecuzione del fu oco di riga n on è gLà tanto la trasmissiou.edel cnmando, ··9.uanto il_poter'tr'attenere.l_' nna riga dal far. fuoco mentre -il fa l'altra. :: . . forse 'che uguale difficol\à non incontrano gli 1Jltri fuochi parziali çomanclati '? .Se nel fracasso dell~ miscqia .all'orecç:liio del soldato gi ll ng»_ranno malagevolruenie le d1stiuzioni di prima ~ seconda riga, nol giungeranno
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BIBLIOGR Af iCA
Observations su1· les nouvetles mari:muvres d'in fanterie, par
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forse anehe peggio q nelle di pelottoiù pari e dispa1;i? Il soldato si vecle in priuia od iu seconda <E1ga, ma gli è_d'uopo _di ricor-· da1·si s'egli è in uìi pelottone 'dispari, piuttosto che in un pari, e q (1est0 sfJ'rzo di memoria: -. tuttòèhè lievissimo., è pure una novella è g rave difficoltà in~quella condizione_ d'orgasmo, ove l'uomo si sente, per . cosi dire; iostantaneo~ Epperciò a preferenia dt::i fuochi di mezzi battagliòui ·per pelottoni pa~i - è dispari, noi r iputi aino più convenienti i fuoGhi a i riga. Vi ha d'altronde · un'altra ragione in favore di questi ' ultimi , è che ·il fooco <l'i riga ispira· più fid uèia nel soldato èhe mÌn il fuoco di pelotfon i ; poiohè 'col primo il S0°ldato si _sente S!"mpre 'immediata una riserva nella baionetta o··nel fuoco .del suo capofi la o del suo r et ro.fila, mentre oiò non succede coi fuochi di pelottone; e questa conside razione è del ~assi mo mom~nto · contro alla · ca.valle6a. In guerra l'efficacia del fuoco consiste' più nella scelta dell'a proposito, che non n el la specie. - Il ·critico d,eplòrà il di~uso dell'ntilissi~o fuoco di st1·aaa (fe·u de chaussée), · il' quale n elle guerre dell'-impero mos.t rò 1anta u tili1à, ma costò anche tan ti solda.ti. Questa specie ·d-i fuoco ,esigendo una ,certa profondità 'n eg lì scaglioni· che· ·10 eseguisèono, sarebbe oggid\ più che mai UJicidia lissimo di riscontro alle artiglierie r igate; .nè è perciò da stabilirsi in prilici pio . -'- llfovirne·nti di fidnco. .Se non fummo preàmmen te delra+viso dèlia· critica sul proposito dei fuochi, il siamo .assolu'tamenté su quesio pÌrn to. · Egli accusa la uovella ,teoria di 1i°busa1è del ·ractdoppiamentò delle file (de) per quattio) nei movimenti di na-nco: Difatti se il raddoppìamentò dell(;l file è. ut il issimo, anzi ind1:,p ensab_ile per non pel'dere le distanze ogniqualvolta . si ha · da peréoirere ona certa qual di;tanta, p. e ., 200 0 300 passi, quest'utilità_scornpare'. affatto, anzi d'ìvien negativa allorq uando tale dista.'n za è minima, p. e. p0 ecÌ an che l 00 passi, ·come snccede in taluni sp_iegainenti in battaglia, nei piegamenti in colonna ed anche nelle marcie di fi,a ncò delle colonne. · In talì movimenti ' il temµ-o che si perde nel for ni.arsi p0r quattro e -n el rimetterc;i per cl-ue è prati9arnènte se non maggiore, ri.1rneno ugtJa!e a quello che'. s'impiegherebbe , col serrrite dopo lo .stesso movimento esegu ito su due -righe; m a vi ha· di più l'inconvénien :e·'. t:he sul campo di battaglia, col ràddoppiàmènto delle file, si dii ·maggior presa al cannone
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333 Fleury sul. proposito delle maullfie e deU:e ·rimonte. Le· più importanti sono le seguenti: l O I cavalli scelti, destina,ti ad essere venduti quali stalloni, saì•anno visitati Mila' primayera appena avranno )'età òi due anni ; e tutti qlielli che -saranno 'rip.uba•ti degni di essere impiegati a_lla riproduzionR, verrarnn0 distinti cdn una dichiara d'~t,j_tudline rimes,a ai lor.o proprietarii: quale qich,iara loro darà àiritto di e.oneorre11e , aU'età· di t re anni alle prove che precederanno Je donipre_; queste prove cui sono ris~rvati premii speciali ed importanti si .niasslimon·o in corse al trotto pei cavaJ.li da tratto, .ed a.I, galopp0 con ostac@li per quelli da sellà: l'amrninisbraiiooe seeg)ierà allora fra que)li che avran dato maggi or saggi0 di sè. Quelli Bon giudicati utili ,alla produzione dovrn;nno, a norma dei consigli degli .i~p,ttori generali, ess~re castrati' al · pi-à prest0, e dropo go ari Li potral'nn@ prepararsi "I concorso p~'. prernii di caslrazione accorqati alla c0nfo1:ma• zione ed al rneì-ito deli<f .auda~lilre cli,·mau0; .essi s ubirali)no le prove di a;ddest ramento a tiro ed a sc~Ua, ed -alla corsl'j, di ga.10:ppo con ostacoli; 2Q Anehe l'allevame:n:t6 delle cavalle :rien premiato non men di qt1el10 dei cavalli, ma a)l'esp~icita co'n: dizio'n<:: che dall'età di .trl': anni in su e~s'e saranno state' ben nu<lrite, addestrate, soit(Jposte ad \ rn la,~oio appropriato alle loro forze, ed ay11a0nQ acquistato que-llo sviluppo che ponufil offrire a,- tale evà; 3q Si aumeuteron.oo le ,scuole di adclèstramento e d'equitazi0Lte, q1;1ali ppssenti ans\liar.ii dell'industr,ia, çaYal,lina; 4° L~11ghi incor.,a ggia~enti cori.tinuer3:nnq ad essere impartiti ~Ile CQ~Sfi. ~- L'!clgragio maggiore éompie questo suo :pregevole larol/o con trn sunfo. storii.o intorno. alle mandrie di, Fram'éia, prendendq le mosse da.l -171 '"/, e ;-ond1iude trib11tarido ogni elogfo, qual veramente •si meritano, al suo governo ed a.l sig, Flleury, pei;- le prese mis:nre. onde mìgliorare ·fa razza c&:v allin-a. La Frnp.cia è di\ lungo tempo tributar-ia allo straniero p•l'r la, rlru:onta dei cavalli dell'ese,rcit-o, sebbene ella possegga cccfi\llenti razzi in8ige:ne, le quali ora sotto rintelligent~ ed operosai direzione ·del g~nerale Fleury e &,otto l\rnpu~so dell'att~ale mi nistrq della guerra, non tardéranno a sodcli~farn · ad ogni bÌ'sogn@. · ,,Ù;e,nir. de la cava.le.r ie, 3me parti e. Tactrque ~es trois· al'Illt;S dans l'esprit de la nou,v~Jle guer1e, par ;e baron D'Az~un. _._ ~.1t$OCor,tQ lc-tterarìo. 9uest'è un'apologia piuttosto G:he Ùna criBlB,LJOGRA:l'fCA
ne:iniè0, incònvé1,1iente q uèsto gravissimo, oggidi specia lthente, i-u eui di. f(onfe agli ~traord:iua.rii pl'ogres!:li delle anni da' fuoco, J'~rdinari2!1 tende eos'tamtemente ad assoftigli<1rs( Epperciò egual critica._ Qhe lo s0rittor francese al suo, n:oi possiam ml'.10,tere al n4stro :regolamento d' eserciii. Egli ,;orrebrre che i l raddop1pfame.mto delle · file non s'impiégasse ohe_·nel- frori:ie indietro in 'battaglia, 1'.le:lla marcia di (ianc0 dell'i,otiero ba:ttaglimie, »el)a ·ma:rcia•r.wamti:_d:ella . col0nna "il,1, pelottòtÌiper fianèo dèStro ll sinist'lìo, nei movimenti di fianco 1deUe colon,n~e dli strada, e fina\men:te nei piegamenti 'e spiegamen't~ per '<quelle sezioni 'che hanno da peroo~rere lunghe distanze·. - JJ:forcia •·in batta-glia. Rimpr0vera alla n~©V"a te.oria francese. di 'a'vel' inutilmente coinpli€'àto la ·marcia in ltattaglì-a ooHa marcia per colonne :di divisioai e ooUa mardià ava1iti ·pe·l franco destro · (o sinirstro) dtJi rpel@ttonì ...- Disposizi_@:rili ·con-tro· 1la tavaUet'lia. Il criti'Co fran;oese ' Gominciç1, cml pnemet<tere· ch'egli 'creàe-come la formà7.}~e iu qnadràto più non''èmrisponda oggidì ai progressi del-le ·'8/rmi deHa f:anterta ed al. tiro dell'axtiglieri•a, come, nelle ultime , ,g-qe.rrei eu:r:op~e -e nellè• pross.ime rum si debba 'p•iù forma-re 'il. q'11.u:idra,t0 se non se in_èir costa·,~ze uffallu eceez·ionali, oioè ogni q'Ui,alvobt® -~ a truppa di fanteria potrà essere sopras;sàltrata sul · . s1,10 fren'te., s.u i s-r.wi fianchi od, (1,l/,ll, spall~, · ma dà la pt'eferenza in: o.gni aas.od1attadC'o·d.i MvaHerua a> 1'1'a'fo:1'mazione· in babta-giia, o1ie proculra. alla fanteri•a il mmfo Gli u~aret c@ntr0 aH'aìlta.ccn, · i,l 'SH<l> · .m~ssimo di fqochi. Egli ·ei:e~oa q nindi di :consta•~are' ~l _spp'rav;\·ento ·ìattii.'c© che la· fanteria anqcrrstè ultimamente sulla 1e{lvallerira, venendq a ccmcniludere che d'bfa-innanz.i la cav_al- *e'flia -we.n p@trà pi'IÙ esse'!ie di qtiell"utit'i/tà ch:e ne'i tempi p0ssa,fii, etlo.ti:rà spa11ire qual arm,a, •tattica dWl ccirNpò•cli battaglia.,... .I Us(ciremm:10 dai limiti di un sempJic\'J ;r~s@contO bi11blioo-ra.fio@ O ' <lisamì•nando e disèutend.o 0gu~· ,sua @ìJin_ione ìn proposito; d'àJ'Lronde è ·-at stro pensier.o d1 •l'itor:m,are• ex"FPofosso sµ d,i un'im-p0.llt~nte 'liJ.Uistiòne, deill.a n_i.òderna tattica · in 'lìl:n iraff1:onto crkliòo •sul.le, pregevolissime opece tocnanti }a eav_all'etia cl'èl ,genera1le Réna.!l'd e1·<iliel ceii:Gmnello. d'•kzemar,. • ·•Là1quasti,em a:ès Harras, pur le 11'1Jajo-r FtR<D1NA\'ID lJis LA- COMB.B. ' -r ]i),el6e ·ri'r,nonte ,d·ell-a cavril.le»'in in f.ìll:·anc11a; ~•i si esamin·aitto lei recenti misu1~e. prese dal a'ìirett()jFe -gener.alec :siglfl,or generale ,
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RI:VISTA
DIBLJOGRàFÌCA
tica dell'opera nominatissjrna del barone cl' Azémar, poichè non vi sono _che e'logi speèticati _d a cap~ a fondo, se pur -vogfionsi eccettuare alcun.e osservazioni elle "di poC,> _co_oto qua e là d isseminate pro forma. Non perciò noi vog\i.am dire cbe l',1peradel colonnello. d'Azémar non si mP.rlti t~tto· quel r regio cbè gli vorrebbe , l'anonimo apologista, JXia _noi pretendiam o che !'.imparziale critica; può trova"re ove fermarsi' C()ll maggior frequenza e peso eh egli nol feèe. • · · Nouvelles front_ie1:es ént1·e la /"·~ance . et la Sa1·da-lgne , par F. Di,: I,A FnusToN. ...:... Semplice- descriziòne ddla :Quova linea fron'tiern, <J.pprovara _il 7 marzo ultimo tra Francia ed -· ltalia (se . pur i l sìg. F. De. la Fruston ~ -•Il vuol esserci men orreneroso del su-o governo, e riconosc·er il nuo·vo regno a' It~lia ! - Ugtial preghiera rivolgerern mo · al signor Hugii.o n-net, cronista dello
amiral DE KAR!:IEBEMC. - Resoconto bibliografico del signor J. Baissaè délla biografia del -bravò vice-ammiraglio 9landese, il quale mancò ai v i~i in Harlen ài 4 gennaio p. P:, _in età di 87 anni, dopo _aver portato al p ,oprio 1iaese s_plend1d1 eJ efficaci servigi in ima carriera, marinaresca di 58 a_òni. . - . Chroriique .miti;tai.re, pay F. HuGuONNET. - Ewgrg,ph-ie mi-
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Spectateur). · La neut1·dlité de la Suisse, pa.r F . DK
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litaire. . -
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FRusTbN'. :_ Sono queste quattro brevi p :1gi• e in cui il sig. · De l_a Frnston -riporta .Io · squarcio principale della· n ota Memoria del or,eiierale D ufour snl!~ dif( s-a della Svizzera, e cui aggi tingé a.lc1iue sue 0sser~a-. zioui, ed _altre estratte dal Bund. · ' · ·
Composilior,, de, Car,n_ée ci.utr·icMenne _d' Itatie au mois de mai 1861,- pa1' F . DE I.A F1qJSTOìS'. - N~i suoi 1-omputi numerici_del riepilogo delle forze mi.litari aust1·iache in Italia, -il ' sig. F\ De là Frusto • s<1rebbe incorso jn a lcune ine., attezze · cosi , -p.~ e., · i 92_ qattag li0ni di linea d~ono appena app~n ~ 89,000 u9mini', e . oon 110,400; 32 squadroni dì· cavalleria daàno tntto al .più 4,60.~ cavalli e non 5, 440; pOtl'à_ accertar. sene snlle più recenti ,statistiche e sulla L e R. Ordinanza del 3 gennaio 1861. ' _ · Le cano·n· Ar.msernng, ·pa__r F . Di,: LA FRusTCJN. - L' i 11stancabile signor F._ De la. Fruston~ sf compiace nel rilevare da corrispondenze del Times alcune maldicenze s_uj cannoni "\Vithworth ed· Armstrong. , Sarebbe cosa curiosa, dice ègli, che ur.i canri?ne (I'Ar~1stroi1g), di cui da due anni i giornali inglesi ' ci dicono le .meraviglie come di un'artiglieria di una forza onnipotente, ed il quale costò tanti milioni all'amministrazione della rua~ì1~a: e della guerr~ non -fosse ~be una chimera , ... . /1sq1.1,isse b·io~-1·aph·ique çlu vièe-amiral De /Jta,n,, ,par le oontre-
NB. Non abbiamo r-icevuto 'il n° 10, -det''che ci dispiace, avendo così in-terrotlo qiwl p1·egevole supplemento: L'T tali e en 1860, di cu-i un fogl'io di stampa accompagna og•Hi numero del_gi01·nale, dal n° 7 in-poi: - Preghiamo' Fon0revole_ direzione della Revue di favorirci questo n° 10, il quale s1 sarà probabilmente smar~ito ,alla p~>sta .
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N. 11. ---: La Belgique. -
Et1.i~c rnilìtaire, su.ivi 'de quelques obsM·vations su-r la, politique des Eta{s neulres. - La mancanza del no l O ci w,lie o dal poter offrire. a i Lettori nostri un esatto.. conto di quést'àrticolo, il quale, giudicato dalla_·sua _20. pa~te, _ci parv_c as~ai int(·ressan1.e: In questa si app'ongono alla- co:;t1tùz1one m1lita1:e belga le seguenti sei osservazioni JYÌÙ q meno critiche: « '1° Il sistema costitutivo qell'esército comporta uu troppo -, ' 3 ..... gran numero · d'uomini i11 risenra e ~ongedo ( del! efiet~1vo 5
totale), lacch è non può a meno di p rodurre· in_7agli grandissimi: nel passaggio dal piè di pace a quell0 di guerra. _--2° Qual ~O!}.· ·segueriza del suddetto vizio, manca per !-',esercito _b elga un or. ganiz,z,azione reale s,ll piede 'di guerra, la quale ?el momeot~ ·trovasi sacri(u;a.ta a.tle del·i:zie del piede di, pace, c.1ò c11e_ è assai imprudente sot10 il vent? . bel(icoso _che spir_a da 0_g01 par_te. ~ 3° Gli effettivi numerici do. reggnnent1 d1 fanteria e cayalleria~ come pure quelli d_e i battaglioni e degli sq ua~ron~, sem• brano troppo forti, e siamo dell'i).vviso della Revu~ Suisse rnt~r_no alltt ·forza reggimentale, ch'è realmente !;overch1a, essendo d'. 3 a 4. mila uomini, n on già sul proposi~o della forza delle umtà tattiche che ci sembrano anzi _di fotza con venientissiroa, per _1e ra io~i · a~otte -n .,i _nostri Sl-w li ·sull'orgàni:izazibne delle. no.._
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RIVJSTA
s'trefamlerie; epp~r·oiò consiglier~mmo piuttosto all'ordinamento belga d,i diminuire , uei rEggimenti il l),UlI\ero dell'unità t.,i.ttica ·d1e non di cli'mi11uire l'eflèttivo numerico di q u'est.a .,.,.. 4q L'effet• frvo de'p-~ntiet·i (~00 ,uomiui in tutto) è realmente t rop,Po piccolo per-11.n -~serc1to d1 100,000 uomini, in -1;111 paese irrigato di corsi d'illequa ·siccotne ·il Belgio. - 5°' Si dovrebbr.ro or:,,.a;nizzare le , 'o , · guardie civ iche in , batta0crlioni e piccoli re<,gimenti• atti a.lmen0 t, ' , al serviziq delle piazze, com_e ciò si pratica per la guai·dia ria• zionale piemontese. - ,6° F'1:ualti1ente .l'attuale· sìstem.a di f:or• tezze, sebbene siàsi amm iglio,ràto µal 1830· in qua, tuttavia vuol essere in[ormato se_condo -gli stes:,i prirnJipii • . . - Dopo· le critiche· ,vengcmo le lodi, e f.ra queste ci ·cmmpiacciamo nel I@asso• c.i arci a·l priacip_io -é~e n~I ·corpo,_degli uffiziàJ.i belgi,, più che altrove, ·tro,,ans1 ad ~1-to gr,ado J amore ·e gli u tili frutti deUo stud·io. ...:_- Segue un sen~atissimo -ra,..,.ionament@ sulla necessi-tà o pel Btlgio, · n?n ipen che pe1: la :8vi-12era, di e-st.end:eve le loro relaz!oni. inlerna~ional_i_; f di spingede il p,i.ù l ungi pessibilè per favorire il k>ro comme.rc.10 e 1rovare J;lella co-lonizzazion.e.qtlal• che compenso all'inazione pob1ica, cui cotesti due Stati· sem'• bra.110 oondann,i t i. 0
337 ben hwgi dal potersi di-1).'.linuire, essa è numericamente troppo debole ·,. rel'ativai;nepte alle altre armi, io i:orza de' progre:;;si tattici di questi ultimi an,ni; ed egli fol,'lda i s.uoi ragiçmamel).ti s ui· risµltat i deHe u lti~e guerre, ,e Sp<lCialme9tè eLi q.uehla d'Italia del 1859 ,dopo della quale P.gli pretenr-1-e che"' tuitt·i 1 ' ' pressoché gli alt.ri eserciti eµ,:opei abbiano acc~esèiuto una tale a:rma. Quesfop~scolo, s ia p~ .le s.apiep,ti disserta'Zi9,ni su Il'impiego deHa caV'allieria neUe gl.lerre amtiche è ·mogeme, sia per le profonde viste dell'au.torè sul sistema di g,u:e1:ra morl.e)ll1a, ben si meritò l'attenzione degli m,çnini 8ell'arte; non così.per , l'esattezza de,i. :dati statistici ivi rìferiti, i q 11-ali per b1,1oi;ia ps1rte peccan~ d'ànesattezza. Il signor. di Vaoc).P.I}sa'nde, c~•pitapo d-i s vato•maggiove belga, ben noto per le su.e riceml1~ · -slllle sta. tistic'he militari europee, s(~cc1wa per lo appunto di retti'fìpare . g,li errori statistici inporsi al generale Renara, _basandosi, sui-dati pii) recenti e sict;iri, epperò ,q:ue~ta su:a critica riesç;_e 'interessa'lltissiroa. Cos) E>arl&nçlo .della, prop~rzione ,tra :la fantnia e oava,lleria id-ell'eserci10--a'ustriaoo, il gene.raie Rin.ar.<l ij,~sa ad un quinto il 1·a1)porto 'fra queste -d_ue. armi; i l ·sig, di Vandens<1,nde; . riportando una ,ta1Je!la esaltissi'ma sùll'attuil le conrpo'sizione ae]-. l'~serpìto .a,ustrip.co, cl,-esunta dai -più, recenti él.ocnmeriti ufficiali - org·anici, prova eh.e questo ·rappo1·to non è già' di _un qµinto, ma bells't di uri 01,tawo, ,mentre 1'Jtl!'etti;vo totale i;enerale• d~lle fanterié austri;ciJ1e, è-di 485,080 l'lomiii~, e qtl-eHo @ella oa.va~leria BIBLIOGRAFICA
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. {Q'UJ!Jstìon 80s- p0v,d?'es. _ , Èstratto dal,, 1·a1Dport@ del dicastero federale delle finan1e sulla snà gestione dd 18-59, sullalaburi• cazicm·e della p0lvère. ·-:- ,nibl-iographie. ~ N. 12. - lJ;appO?'t du,dépMte~ent militaire fédéral s11,r · ta geslion ·de 1860. - Ne daremo conto nella Rivista -Stalistiea appe~a la pubbl-Ìcazione di q~wsto docm~1en t~ sarà-compillfa. _ 'l!J,écisiGins de ln 8oci&té des Cafobinie'l"S sur ùq lirr de campag-11,,c. · Bibliographie. - •Nouwtles et Chrnnique.
JQurna:I de)'arÌuée beige-:;- 3e·1ivraison. - N. ·1-11. Lettre à fyf. ,le général Rrenaed su;r som ou~~a;ge, intitul-é 'De la ca-valerie, par •V ,1NogNsANo;; (l e-r mai 1861. BrtJ,x:elles) . . L'i1lustre genèrale b>elga, Ren-a rcl, com;a,odante del co;['.po di stato•maggiore ed aA1tante di ,campo del re Leopoldo, ben <4.1· ·, n~sci~to ·per a!cuni suoi 111.vori pregevolissimi s.1,1Jila tattica, pubbhcava poc' :rnzi lln opuscolo intitolato- De la catvalerie, in c1.1;i egli volle dim:o,$t}'/l'Pe . çhe oggidì la ca~•aller.i.a nell'esercito belgll, ,., ,,,. . \,
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Il genera!~ ~ensird s~a!:iili$CB li.i p,roporz,ion~ 'fra<la cavalleria girave ~ la IP-sgera a1,1.s\riaea cii ·l a i,.- ,e cp1,e st1J, ,i11;vece è dj 1 ;a 2-, '72. 'On<!l.e far mt.g,lio spi-acar-e l'esattez.~.a delle sne <D&SElr•v&~:i~i, i'I capitano Yandensande particolareggia, la 00m,p0sizion.e .,c]:i ·uno . <>c;J,uail,rone èi'og,oi specie di cavalleria adstl'Ìaca-in piede 8i pat-~ e su,! piede éjj gu~rra, e quip.,di q,uella, ili un re.gzi,mento di grossa . cav,allm:ia e di çavq.Uetia leggera. ~ Seco-wfo · lui, l'Austci\!. avrebbe 50 cavalli per 1000 auim~ di popo;lazione.; ;,a <lessa occuperebbe imperi<1:nto 'il dec-i'fl'l,o post@ f1i,1, -gli ·Stati della Con:ff,l• de1·azione~ gP.pna:o.ic~, classificat:i ·sotto il rapporto <leJle ricchezze Ga;va,lliue, ed il quinto iii qµa-o.to; .\IJli;i qu,alità dè'sùoi ç_avaLli. · _ Segµ.or~0 altri Nrti,:olai;i intQ~e;;saf1tissinii, .~1,1lla., rim.ontp. di · gnesta cava lh.m-a.
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RIVISTA
Il sig. di Varidensande rileva pure aléuni errori del_generale Renard incorsi sul conto dell'esercito · prussiano; a tale oggetto egli riferisce per est_aso Farrtico ed il nuovo ordinamento delle fanterie e- deU-a cavalleria di q9ello Stato, entra-ndo , io minuti particolari sulla rimonta_della cavalleria della landwehr. Egli - non vuole che gli ulani si classifichino nella cavalleria grave_, come .lo pretenderebbe il generale Renard, ma· che si àbbiano da ritrnere come una ca,valleria intermedia alla grave ed nlla leggera-, quali sarebbero appo , noi i làncieri, Le loro armi (l~ncia, s?iabol~ .ricm~a e pisJole),, la bardatura, la _statura dei cavalli degli ulam,- tengono affatto -della cavalleria leggera, n:ientre la specialifa del loro servizio in guerra tiene di quella della grave. Secondo il nuovo ordinamen10, l'effettivo ' dell'infante,ia prl)S$iana ascendendo a 2:67,676 uoq1ini, e qti-ello della cavaller ia a 36,,641 11omini e 33,723 ca·valli, ne segue che in quest'esercito la cavalleria sta alla fantéria nel · rapporto di 1 _a 7,27~ ed il rappo:rLo _fra 1-a cavalleria grave e · la leggera è di 1 a 2,5, mentre secondo ikgeneralé Renard sarebbe di 1 ad L - SegùoIJo alcuni particolari sulla rimonta,e sulla statistica ippolugica prussiana, dai quali risulta che que~to Stato numera in media 86 cavalli su 5,000 animè -di popolazione , ' ed Qccupa, sotto il rapporto delle ricèheZ:ze cavalline , il sefto posto fra i· vari i Stati de_lla, Confederazione germanica , ed il quarto se si consider<1 fa' qualità dei cavalli, ~pperciò la Prussia •, ba uria ma-rcata pi;eminenza sµll' Austria m fatto di cavalli.. · · - '' Venendo poi alla cavalleria francese, il generale Renard è d'avviso cbe dopo gli esperimenti dèll' ultima guerra quest'arma abbia da essere considerevolmente aumentata. Vi si pppone il capitano Vandensanàe, allegando che appunto per l'ultima campagna d'Italia, nella quale -l'a cavalleria fran, ese,' pe1• _cagioni del terrenò, non t rovò -che rarissime· occasioni d'essere u1.ilizzata, DQU si ha logica ragione nè ad aumento, nè a niodificazidne dell'orgaçiizzazione di quest'arma; ed invero sino ad oggi non vi fu nè aumento nè modificazione',' nè sembra VO• gJiano succedere pel momento, mè4_tre le cure di quel go,•erno si concentrano piuttosto, ed ·a ragione, a consolidarne glielementi presenti coli' istruzione individuale e col migliorare il sistema del le r imonte. Il generaJe Renard classifica fa cavalleria frances.e in due grandi categorte: cavalle1·ia gr:ave e cavalleria leggera. Il signor di Vandensande disapprova questa divisione , perch_è non conforme alla r~golamentare, in cavalleria di 1·iserva (carabinieri e corazzi,eri), in cavalleria di linea (dragoh i e lan- · cieri), cuvalle1·ia leggera (cacciatori, guide, ussei·i. cacciator i d'Africa} E qui il critico vuole ç:he la cavalleria dì lmea1 come
_BlBLIOGRAFICA
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gli ulani di Prussia, abbia da essere qon,iderata come uua cavalleria mistA, oiuè una SìJecialità intermedia ha la cavalleria grave e la leggera, siccon1e partecipante e dflll'un:a e dell'é!ltra, ' • per le 11rmi, pei ca valli e-pel servizio. Que;,ta distinzionè, la quale potrebbe ,a ta!uni per avYentura sem bré)re piuttosto c:peeiosa che importante, èd'aJtronde essenzialnn,nte•detenninata dall'impiego tattico sp~ciale di ciascuna di queste tre) specie _éli cavallei·ia. Difatti la oavalle1ia di riserva , coiJJposta d' nomini _d'alta staiqra, ricoperti di lerro, montati su alti cavalli, è- esc) usi,va-, mente riser1'ata per la battaglia, ·per gli urti decisivi, orrlin-ati e compatti; la cavalleria di linea, coii:1posta èl'nomi.(li di minor s\atµra, armati _piì1 1,-ggennente che i corazzifl'i, e montati su cavalli' di mezzana statura, oltre alle caric:bc in linea ed ordine serrato, può tuttavia: uti lment0 il:npiegarsi negli in$eguimenti, · in foraggieri, nelle ri cògniziopi, ·oell'accom-pagnamento di convogli, erl in ogni altra operazione di guena minuta. · La cavalleria leggera finalmente, composta d'uomini pitì piccoli e ,snelli, ,montati su cài"alli svelti e piccoli, armali alla ,leggera, è , spec,ialmente destiriatà ad agire in ' ordine sparso, agli avam_posti , alle pattuglie, alle riccìgnizoni ~ ed a tutte le altre operaziorn sec, ndarie di gue1,ra .. Servizio ..è questo oggidl più- d'ogni altro importa.ote per la cavalleria. , - li generale , Renard, confondPndo in una sola la cavalleria di riserva e la cavallEfr1a ÒI linea fran,cese; commise dunc{ue un grave errore a pregiudizio _dei -ca,ra ttN i tatti.ci é,senzia li di ciascuna di queste due specie d1 cavàller1a. -Que;to errore lo rndusse ad àsserire cbe i Fr~ncesi, diversamente dagli altri St~ti, h anno più di' gra,re che di cavalleria lrggera, _ed a stabilire qut>st:o rapporto di 1 ad 1, mentre egli dpvrebbe piuttosto ess..re d1 l ' a 2. I l rapporto _tra la fanteria e cavalle"ria francese è di 1 a 4, '1 • in" 'tempo di .guerra, e nun già di 1 a 6, come vorrébbe il generale Reoard. .,_ ~ ~ · Parlando della cavalferia della Baviera, il generale Renard · pr,etende che quesfarma si asi ultimamr-•ote acéresci uta sino alla proporzione di 1 1\, 6 colla fo nteria. Ma ciò non è, e non fu che un progetto, ii quale rim._ase finora ineseguito'. e la prdporzioni, per la f~ n teria e la cavalleria è tutta via d1 1 a 7 ciraa, e quella Ira 1a qavallel'ia grave e leggera è s_emp1·e di 1- a 3. La Baviera p0ss1ede 90 cavalli per ogni 1000 anime e tiene l'ottavo posto per la ricchezza cavallina fra gli Stati delh Confederazione germanica. La durata me li'a del ca,·allo di truppa è fissata, a l Q anni, ed esso non è ammesso al servizio che all'età d'anni 4 e 112 a f , anni. ·,' Sul c_onto d_ellit -n?stra- CBValleria assai più sonsil-ili ancora sono gli erl'<>l'l ç,he 1l signor d1 Vandensande deve rilevare al ~enerale Renard_. _Prendendo le mosse dall'ordinamento d~lla
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nostra cavalleria nel ~831, quest'ultimo chiamò cavalleria grave ~grosse cavalM'i:e) i_ nqstri 6 reggimenti d allota, i quali •
erano invece cav•alleqa dì- l10ea, .mentre non ehbi mo mai di corazzieri. :.... Nel 11350 l'arma no~.tra di cavalleria . venne for mata di 4 reggimenti di li:i;i.ea (Nìzza-, Piemonte, Realè, Savoia e G?1io,và,) e .di 5 re.ggimenti - di cavallcri<1. leagera (NovOlta · Aost~·, Sa{u_zz.o,_·1t~onfen·ato ed ' Alessandria) . ~Di questi nltim'i reggm~e?tl 1 :enm} due, sebbene apparle:ne~~~rQ in priµrn alla cava_llena: d1 linea, e_r9:1:o, y~rò ·còtl'.)pos1i <li uot1~ioi _rueoo alti d~gh _altr_1 regg1men,ti d1 lme<1., ed -er..ano moutat1 su ca valli più 1p:ccoli, ,ciò che h rei;tdeva piìi atti al servizjo della cavaller.ia leggera. ·I/opo la pace _di Vi!lafr_ancà il genevl)le Renard credette ~lla nuo;. :a foriu~z1one di 4 re'ggime~ti di coraizieri, mep Lre n?o si. _tr~ttò ?he di ~rasfonmare in cavalleria grave i ' 4 •reg_g1me.ot1 già e~1stet1.l1 d1 cavallerié.1,•di lint-a (ciò che po,i non veliJne fatto) : Qualch~ me~e ,Prima e!ansi .creati tt,e nuov.i reggime.nti d,. ~avallegger1 (ft!-blano, Lodi e_/Wontebello) ed un rE:ggim__e!iltO Gmdfi1. Susseguei:temente, n~l g1-q,gno 1860, il geIJ.eral~ F,anti dava ~n a",setto p1tì ~(;lgolip:e alla ea-valleria secondçi 1 carattel'Ì srec_i<i.J/di ciatcu~a s.p_eci~, e ri:rp~tivala quattro·: .~avalleria . di linea (1 4 reggn:nenti eh corazzieri senza corazza 11), +n lanciei·i
ip
(Noq;ara, 1iosta, JJfilq,'Yl,o, ftf.or,, tebello, Vittoi·io Eman/1;1,ele e Fi- . ,·e1nze), in c~vg,llegge•ni (Salv.,z~p,,41ornferrato, 4lq$sanr}.rfr,1,, Lodi, Luce,°'. e g)1 U~:sari di Piace1wm) e in guicf,e (un r.eggimento). Ultul]a1't1ente, e.on ,decreto dei 24 gene aio, stante l'accrescin~eoto smisurato dell'esercito italiano, s~ ~naateone la suddivisi9oe snddett~, ru~ _a ?iascµno_ dei 1_7 reggi'men ti si aggiunsero du_e squadr0n1- attiv1 a; già esistenti , portand1) così ciàscvno d~1 l? primi a 6 squa?ron~ ~ttivi ed _l. di deposito, e quello ~ . guide a 7 sqUé\d!orn . attxvi ed 1 di de~osi;to. Ma in t1Jt.to èii come potè m:u 11 genE)rale RenÌJ,ra tro_ vare uri au rnento alla arm,a nostra di c.ava(leria 'I In senso a_ss~luto q ù.est'arma v:enne :qell esercito -';lardo aum,entat~, anzi triplicata; qia 1n senso re' ~at1yo, cm:n e lcp esìg.e la questione di,scmisa ....... , nElll'esercito 1,t ahanp gon v1 fu ~t1mento, ma b(;li:SÌ dirninnzione: -,- Difatti ne.l piccolo esercito srirdQ ~el .1831, la propo·rzione della cavalle.eia a11a, fa~terja fu di l a U -s nl p.jede di guerra; nel 1~50 tale proporz~one venne d1 1 a 12; sullo scorcio del' 1859 e.ra di 1 a J3-; nel 1860, dopo l'annessione dell'Emilia e della 'l:osc,ana 1 1 di 1:a 14, 7; e finalmente oggidì questo rapporto è. _d1 13,4, 11 qual_El rapporto è quasi costantemente decreso~uto 1n aper~ft oppos~zioue alla crede1na del generale Ren.a rd. Epperò non già che appo noi si creda oggidì menq utile la ca.vall_eria ,' _ma, pe:rr:hè i wandi sagr\fizi che si e,sigono per I~ pr?yv1sta d1 caYall1 , le q1fficoltà d1 averne .superil)'.lo q nesta µtrhtà stessa. 1
la
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BlBLIOGRAF!C'.A
RIVISTA ,.
. Continuando la sua rivista critica, il' sig. Va~densande stabilisce che nella Danimarc-a la proporzipne della cavalleria alla fantni:a è di l a 8, 75 e non g:à di ,1 a 5156 come vorrebbe il genera1e R:en?,rd; che nella SMsonia ,Realé tale rapp_orto è di l a 6 39 e non di 1 a 6,15; chè nel! A.nnov:er esso e d1 1 a 4,8 e ~,m di 1 a 5,33; che nel w ·l'.l'ltemberg ess~ è di 1 ~ 4,9 e non, di 1 a 6, producendo, pe: ,ogni .suo calcolo, dati statis~ici della maggio.re es-atte~zà pvss1ò_1l e; ma venendo. ~ P;r• lare della catallerja belga, il sig. Vaud'ensande computa mgiu8tamente in quest'arma la. gf=)ndarrr1ecia a ca".a(lò, ~retessend-o chè all'occorrenza la SI potrebbe mob1hz.zare la guerr~. Ma se ciò egli · ammette per il, Belgio, .perchè. nol ,fece ~gli_ anehe per· gli . altri Stati ne' suoi precedea't1 ea"lcoh '? L'esercito 1taha~o ha
rn
esso .pure 00-0-idì 4, 468 carabini-eri . (p.iil di -~ dell'attn•ale caval· 00 , , 3
·1eria), i quali potrèbòero Formare la m\glior _caval leria di linea;. e questi comfmtaudo, a. mo,do_suo, nE>U effettivo gener~le dell~ cavalleria il rapporto . innanzi stabilito, verrebbe Il mut1us1 d'assai, poicliè a ,vece di l_a ·13,4, av'rem:no 1 a 10,2. . . .La chiusa di· q uesta'let.tera, int(:Jressant1ss1ma al p.untp d_1 ,v1sta sta'tistico è intesa a rib1;1ttere l'opinione del generale Renard e quella 'a·e1 colonnello ,D' AzémaT, _che og9i~ì,r:,iu che méii _S~(t -imdi'Sp0nsabi·ledq. cavall~ria,, ecl abbia p~rctò do:aumenta,rsi m tutti gli ese1·cil1,_. Il_ cap1t~~o l!reten:cie 11 con.trano, p_er C1ò che colle nuove armi: d1 prec1s1dne .e ai lunga $1ttata s1 . a_ccrebhe oggidì cònsi?ere_-i,olmente l')mport~nza_ d~I .fuoco, a s~~~1~0 Mtla · ca,,allerra, la cui sola proptietà_ tattwa e l urt~ e, la rap1d1ta.. . Non riporteremo le altre rag10~1 c·olle quali 1 egregi? capi~~no cerca di sostenere qn'esto proposito, essen-do no'S~a . rntenz1on,a di discutere prossìmamente e per es'teso questa qmst1one tattica im portaotissi~na. - . . . . . Quelques renseignemens sur le oqnon pruss_ien, ra:r W. 'B. - Tbttocbè siano assai interessann ì ragguagh del_ sig. W: B·. sul cannone rigato prussiano,. ciò nulla meno n'on c1 ferro:è't~mb a riferirne, mentre ben sappwmo come ·1 nostri lettori,- .ali ora. d'oggi, abbiano g1à la più perfètta cognizione ~i qu~s\o s~stem~ d'artiglieria, di cµi 'parlarono estes~mente _quasi tuttl 1 giornali , militari, è spe?ialmente quell'_~ccell.mte, lì brn del\?·. Sc~molzl. Ci· limiteremo i mpertanto a riportare 1 accenn:~to g'.udlZ!o del sio-oor v.,r. B. sul merito del clmnone stesso. ·Egli cred'e : 1 0 10. Che, considerato qual pezzo da posiz!one 'sulle mìir'a ?Ì una fbrtezza e sulle coste, il cannone prnssian'o è 'perfetto, ciò cli~ è precisame o te_addimostrato dalle speri'enze ·raue' a 1:egel. 2° Qual pezzo da campo ed àHe distanze alle quali per lo piil, sovente si c?m batte, questo_ carrnon-e lascia· qualche c~sa _a desiderare, specialmente se lo 5-l-i:0-l¼f:ronta al pezzo da 12 hsc10, 1
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RIVISTA DIBLIOGM l"ICA
La sua trniettoria non riesce abbastanza tesa , ed il proirtto è jn,'orn pleto, arm essendo esso provvisto che cli nna sola spoletta esplosiva; ma il cannone ri!rnto potendo anche produrre i suoi ~ff~tti a dis_tanz~ alle quali"non porta il <'annooe liscio, egh è md1spensabile d1 avere Jn campagna dell'una e dell'altra l,46pecie, fiotantochè non siansi defini tivamente superati i difetti propri de'<'annooi rigati oggidì usati. 3° Avuto riguardo alla solidi là di tntlo il sistem~ ed alla facilità colla. qual& il proietto sci v0la nelle righe, debbesi ammettere che il cannune prussiano è fra tutti il più suscettibile di miglioramenti, e che cosi l'impiego di una più forte carica, per tendere maggiormente la traiettoria dc:i proietti da campo, non potrebbe presentare serie difficoltà. 4° Esservi ogni probabilità di poter adattare alla base del proietto prassiano, destinato alla battaglia, la spoletta a tempo del generale Bormann, oggidì usata dall'artiglieria belga, e la di cui eccellenza è riconosciuta. Si anebbero C<)sì due corde all'arco.
INDICE DEL VOLUME IV. - ANNO V.
Aprne.
(6 l]
!\uova Pubblicazione. Scuola di contegno per ,i sott'u!fìziali e soldat,i dell'esercito ituliano. - Sotto questo titolo, coi tipi di G. Cassone e Comp., venne or or pubblicato un piccolo libretto di 47 pagine, del formato della Piccola, Bibl-iotec<i dell' Ese•·r,ito. Questo hreve scritto, che noi raccomanrliamo all'eserci to quale indispensabile a.ppendiC'e al R eqolamento di discipl-ina, relativamente a tutte quel 'e norme di contegno che regolamentarmente non ponno esser prescritte, diYiclesi in cinque parti : La 1a parte, suddivisa in due lezìon i, tratta del contegno i n gene1·ale sull'esercizio dei segni di ?·ispetto dovuti a norma dei regolamenti. - La 2" parte comprende due lezioni sul contegno nel presentarsi art im s1,1,periore o recando dispacci. - La 3" parte, divisa in tl'e lezion i, su l contegno in servizio . ...._ La 411, di una sola lezione, sul contegno sollo le armi nelle 1·ighe. La 5", sul contegno in pubblico. Per dare una giusta idea di quest'aureo libriccino converr,,bhfl riportarlo per lettera e virgola, epperciò noi ci ìimitiamn di an nunziarlo all'esercito, pel'suasi nh'esso incontrerà, qual si m,,rita, il favore dell'armata, e che molti utlì ,ia li Yorranoo farne pro per i loro subodinati dr bassa forza. Rìspelteremo l'auonuno dell'egregio autore, il qua le gii't donò l'esercito di un al tro libretto utilissimo, p~rimente da noi altra volta ~nnunziato: Alcu.ne cnnsid.e1·azioni sulla cliscipliiin militare, dì G C. Torino. Para via, 1860, ei il q11ale onorò pnM la Rivista mililare italicina di qualche s no pregevole scritto. C.
Drcvi cenni I.corico-pratici intorno nl fucile rigato (modello l 860) • adottai.o per la noslrn fan t cr ·ia • · · · · · . . , . Png. 3 Costituzione militare del regno de' Paesi Bassi· . . . . . . . • 28 . . tn del 24 gin,,no 185\) in Italia: Loti.era del signor • su Il a g1orn,1 , " , . 61
De La fruslon · · ·, · · E· ·1· genera Ie Cadorna al si1•nor " . deI vice. 3mmira"lio conte Pcllion di Persano .a 5.. . • nclaz1one " Conte di Cavour, ministro della marina, sulle opernz1on1 della R. Squadra nelle acque di Gaetn Uivisla tecnologica · Rivista statistica • • Rivista bibliogrofì,•a •
Riordinamento degli lst'l· t11ti militari del regno d'llal ia . Ln campagna di guerrn nell' Umbria e nelle Marche. zione militorc . • · · · · · Rivista bibliogrnfica , • · · · · Bollettino bibliografico-Lrimestrale •
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, . Pag, I U Narra» 1311 ~
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INDICE
Giuc no.
... Riordinamento degli Istituti militari del regno d'Italia ta campagna di guerra nell'Umbria e nelle aiarehc. menti
. Pag. 233 Docu,, 268
Rivista tecnologica . . Rh'ista statistica .
Rivista bibliografici!
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